Ultimo aggiornamento 13 Agosto, 2020, 09:31:05 di Maurizio Barra
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Mascherine e distanziamento, il protocollo per le elezioni
Varato in occasione del voto del 20 e 21 settembre
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11 agosto 2020
17:06
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Accessi contingentati agli edifici che ospitano i seggi, percorsi distinti di entrata e di uscita, distanziamento tra i componenti del seggio e tra questi e gli elettori, definizione del numero e della disposizione delle cabine elettorali tenendo conto dello spazio disponibile e delle necessità di movimento. Sono alcune delle misure di prevenzione previste da un Protocollo Salute-Interno varato in occasione delle consultazioni elettorali e referendarie del 20 e 21 settembre. Per accedere ai seggi elettorali è obbligatorio l’uso della mascherina da parte di chiunque.
“Per prevenire il rischio di contagio da Covid-19 e, contemporaneamente, garantire il regolare svolgimento del procedimento elettorale, i ministri dell’Interno e della Salute – sottolinea il Viminale – hanno sottoscritto un protocollo sanitario e di sicurezza da applicare in occasione delle consultazioni referendarie e delle elettive suppletive, regionali e comunali del 20 e del 21 settembre 2020”.
Il documento, che può essere consultato sul sito del dipartimento Affari interni e territoriali-Servizi elettorali, prevede le modalità operative e precauzionali rivolte ai componenti dei seggi e agli oltre 51 milioni di elettori distribuiti in 61.572 sezioni. Ciò “al fine di contemperare i diritti costituzionalmente garantiti del voto e della salute”.
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Tra le misure per l’allestimento e l’ingresso ai seggi, sono previsti, come detto, “accessi contingentati agli edifici che li ospitano, percorsi distinti di entrata e di uscita, distanziamento tra i componenti del seggio e tra questi e gli elettori, in particolare nel momento in cui questi devono rimuovere la mascherina per il riconoscimento, definizione del numero e della disposizione delle cabine elettorali, tenendo conto dello spazio disponibile e delle necessità di movimento.
Per accedere ai seggi elettorali è obbligatorio l’uso della mascherina da parte degli elettori e di ogni altro soggetto che ha diritto ad entrarvi, come i rappresentanti di lista”.
Il protocollo, inviato ai prefetti dal capo del dipartimento, Claudio Sgaraglia, contiene anche le indicazioni sulla igienizzazione dei luoghi e delle operazioni di spoglio.
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Kamala Harris,’Obama donna’ per vicepresidenza
Senatrice moderata, nemica giurata di Trump
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NEW YORK
11 agosto 2020
23:59
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La prima donna afroamericana essere candidata alla vice presidenza americana. Il suo soprannome e’ l'”Obama donna”, e infatti molto di lei ricorda l’ex presidente. La senatrice Kamala Harris, 54 anni, e’ stata scelta da Joe Biden come suo numero due nella corsa alla Casa Bianca.
Colta e trascinatrice di folle, Kamala Harris e’ l’ex procuratrice di San Francisco prima e della California poi, la prima donna afroamericana a ricoprire tali incarichi. Nel 2016, l’anno della vittoria di Donald Trump, conquista il senato americano e subito dichiara ‘guerra’ al tycoon, che a suo avviso non e’ l’America o almeno la sua America.
In senato il prestigio e la sua statura politica si affermano immediatamente: i suoi ‘interrogatori’ all’ex ministro della Giustizia Jeff Sessions durante varie audizioni diventano virali e la accreditano davanti a un pubblico democratico a caccia di un volto nuovo per il partito.
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Da qui la decisione di provare a correre per la Casa Bianca: nonostante ci metta tutta se stessa non ce la fa ed e’ costretta a ritirarsi, affermandosi pero’ come una delle rivali piu’ agguerrite di Biden nel corso delle primarie. E’ salito alle cronache l’aspro confronto fra i due nel corso di uno dei dibattiti, durante il quale ha rinfacciato a Biden di essersi compiaciuto della collaborazione con due senatori segregazionisti negli anni ’70.
Non contenta Harris aveva continuato raccontando di conoscere una ragazzina nera che per fortuna poteva andare in una scuola migliore grazie a servizio di scuolabus istituito per le minoranze che vivevano nei quartieri piu’ disagiati, servizio al quale – ricorda – il senatore Biden si era opposto: “Quella ragazzina ero io”.
Il soprannome ingombrante di “Obama donna” non sembra averla mai spaventata, anzi la senatrice si e’ sempre mostrata pronta a raccogliere le sfida. L’ex presidente non ha mai nascosto la sua ammirazione per Harris, ma nonostante questo lei ne ha preso le distanze sulla politica delle espulsioni degli immigrati illegali.
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“Non ero d’accordo con il mio presidente”, il cui ordine era procedere con le espulsioni di ogni immigrato senza documenti, a prescindere dai loro precedenti penali, ha detto durante il primo dibattito fra i candidati democratici al 2020.
La sua scalata alla Casa Bianca era sta annunciata nel giorno di Martin Luther King, facendo la storia. Una storia che potrebbe ripetersi: Harris puo’ diventare la prima donna afroamericana vice presidente.
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Regione Umbria, pronti monitorare arrivi
Da Paesi più a rischio Covid, annuncia assessore Coletto
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PERUGIA
12 agosto 2020
18:36
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“La Regione Umbria ha già predisposto una propria ordinanza finalizzata a monitorare gli arrivi di soggetti provenienti dalle nazioni più interessate dal covid e che comunque, pur non limitando gli ingressi, li renda tracciabili, così da circoscrivere eventuali cluster con interventi rapidi e mirati”: lo ha annunciato l’assessore regionale alla Sanità Luca Coletto. Il provvedimento – ha spiegato – è stato predisposto “nell’attesa di una direttiva nazionale che, si spera arrivi a breve”.
Coletto ha poi precisato, in una nota della Regione, che i tempi per l’emanazione dell’ordinanza “sono slittati visto che il ministro della Salute, Roberto Speranza, in sede di Conferenza Stato-Regioni ha proposto l’emanazione di una nazionale, condivisa a stretto giro dalle Regioni stesse”. “Per privilegiare una questione di omogeneità sul territorio nazionale – ha aggiunto – la Regione Umbria ha deciso di condividere la proposta del Governo con l’auspicio che si concretizzi in tempi rapidi”.
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Inps: Zaia, sentirò consiglieri poi deciderò
Fondamentale chiarezza, bisogna avere sempre schiena dritta
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VENEZIA
12 agosto 2020
15:04
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“Incontrerò il vicepresidente Gianluca Forcolin e i consiglieri Riccardo Barbisan ed Alessandro Montagnoli. Dopo di che renderò note le decisioni”.
Lo ha detto il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, in merito alla vicenda ‘bonus’. “Ricordo che sono stato io, per primo, a porre la questione a livello nazionale, perché penso che sia fondamentale la chiarezza; bisogna avere sempre la schiena diritta. Dopo di che – ha precisato – stiamo parlando di un provvedimento che non è affatto illegale, bensì di un tema di opportunità. Abbiamo tre casi tra loro differenti: due consiglieri che hanno chiesto il bonus, lo hanno ottenuto e poi hanno documentato di aver fatto beneficenza elargendola a terzi; dall’altro abbiamo un vice presidente che è socio di minoranza di uno studio associato che ha presentato domande per i soci e i clienti”.
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Inps: tra percettori bonus anche sindaco Campobasso Gravina
Pronta difesa, Erogazioni devolute a fondo del Comune
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CAMPOBASSO
12 agosto 2020
14:05
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C’è anche il sindaco di Campobasso, Roberto Gravina (M5s), tra i beneficiari del bonus Covid da 600 euro. La conferma, arriva dal primo cittadino raggiunto telefonicamente. “Mi spiace che si sia ingenerato un problema che a mio avviso non è equiparabile a quello che è accaduto – ha spiegato – semplicemente perché l’erogazione da parte della Cassa forense viene riconosciuta a chi ha dimostrato di aver avuto un calo del fatturato. Io non vivo di politica, faccio l’avvocato, ma quella erogazione l’ho immediatamente devoluta al fondo del Comune attraverso un bonifico. La seconda – ha aggiunto – sinceramente non me l’aspettavo, ma sottolineo di averle donate entrambe al Comune”.
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Consulta, via libera all’election day
Ecco perché sono inammissibili i 4 conflitti
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12 agosto 2020
19:49
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Via libera all’election day del 20 e 21 settembre. Il semaforo verde arriva dalla Corte costituzionale che ha dichiarato inammissibili i 4 conflitti di attribuzione che erano stati sollevati sul taglio dei parlamentari e sul relativo referendum e sull’ abbinamento della consultazione con le elezioni per il rinnovo di sette Consigli regionali. A proporre i conflitti erano stati il Comitato promotore per il no, la Regione Basilicata , il senatore Gregorio De Falco ( Gruppo misto) e +Europa
Sarà depositata giovedì l’ordinanza della Consulta che ha dichiarato inammissibili i 4 conflitti. Intanto in una lunga nota l’ufficio stampa anticipa le ragioni della decisione.La Corte ha dichiarato inammissibile (relatore Giuliano Amato) il conflitto sollevato dal Comitato promotore del referendum sul “taglio dei parlamentari” sull’abbinamento delle due votazioni,perchè il Comitato non ha legittimazione soggettiva a sollevare questo conflitto dato che la Costituzione non gli attribuisce una funzione generale di tutela del miglior esercizio del diritto di voto da parte dell’intero corpo elettorale. Per quanto riguarda il ricorso della Regione Basilicata (relatore Giovanni Amoroso), la Corte ha dichiarato l’inammissibilità, perché in linea con la propria giurisprudenza, ha infatti escluso la legittimazione soggettiva degli enti territoriali, in generale, e della Regione, in particolare, perché non sono potere dello Stato ai sensi dell’articolo 134 della Costituzione.
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Quanto al ricorso presentato dal senatore De Falco nei confronti del Senato, del Governo e del Presidente della Repubblica, la Corte costituzionale (relatore Nicolò Zanon) ha ritenuto che esponesse, in modo confuso e incoerente, critiche alla legge elettorale, alla riforma costituzionale, all’accorpamento delle consultazioni, all’utilizzo dei decreti legge e, infine, al procedimento di conversione in legge degli stessi, sovrapponendo argomenti giuridico-costituzionali tra loro ben distinti. Inoltre, pur sostenendo la violazione di plurimi principi costituzionali inerenti sia il procedimento legislativo sia quello di revisione costituzionale, il ricorso non ha chiarito quali attribuzioni costituzionali del singolo parlamentare siano state in concreto lese nel corso di questi procedimenti.
Perciò è stato giudicato inammissibile. Con il conflitto promosso dall’Associazione +Europa, nella sua veste di partito politico, veniva contestata in particolare la previsione (contenuta nel dl n. 26 del 2020) che riduce a un terzo il numero minimo di sottoscrizioni richiesto per presentare liste e candidature nelle elezioni regionali. Secondo +Europa, omettendo di prevedere, in favore dei partiti già presenti in Parlamento, una deroga all’obbligo della raccolta delle sottoscrizioni, il legislatore avrebbe leso le sue attribuzioni costituzionali in quanto partito politico. L’inammissibilità del conflitto (relatrice Daria De Pretis) deriva dal difetto di legittimazione della ricorrente in base alla costante giurisprudenza costituzionale che nega ai partiti politici la natura di potere dello Stato.
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Coronavirus, contagi ancora in aumento, 481 in un giorno. 10 i morti. Stretta sulle discoteche
Speranza firma ordinanza, stop arrivi anche da Colombia. Tampone per chi torna da 4 Paesi Ue
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13 agosto 2020
05:33
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Restrizioni e controlli più decisi per gli stabilimenti-discoteche in vista di Ferragosto. Ma c’è il ‘no’ di almeno la metà dei governatori, divisi in Conferenza delle Regioni.
Intanto continuano a salire i contagi per coronavirus in Italia: sono 481 i nuovi casi registrati in un giorno, secondo i dati del ministero della Salute, mentre martedì erano stati 412. Complessivamente sono 251.713 le persone che hanno contratto il virus. In aumento il numero delle vittime: 10 in più che portano il totale a 35.225, mentre martedì l’incremento era di 6. Le regioni senza nuovi casi sono Valle d’Aosta, Molise e Basilicata, olter alla Provincia Autonoma di Trento – mentre i maggiori incrementi si registrano in Lombardia (+102), Veneto (+60), Piemonte (+42) ed Emilia Romagna (+41).
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“Ho firmato una nuova ordinanza che prevede test molecolare o antigenico, da effettuarsi con tampone, per chi arriva da Croazia, Grecia, Malta e Spagna. Inoltre si aggiunge la Colombia alla lista dei Paesi per cui è previsto divieto di ingresso e transito”. Lo annuncia il ministro della Salute Roberto Speranza su Facebook. “Dobbiamo continuare – afferma – sulla linea della prudenza per difendere i risultati raggiunti negli ultimi mesi con il sacrifico di tutti”.
Riunione straordinaria tra governo e Regioni convocata dal ministro degli Affari regionali Francesco Boccia. All’incontro anche i ministri della Salute Roberto Speranza e dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli. Per i governatori ci sono Donato Toma del Molise, Luca Zaia del Veneto, Massimiliano Fedriga del Friuli Venezia Giulia, Alberto Cirio del Piemonte, Marco Marsilio dell’Abruzzo e diversi assessori regionali.
In particolare sulle discoteche si va verso una stretta per contrastare il fenomeno degli assembramenti dovuti alla movida in questo periodo estivo, in particolare nei confronti dei locali all’aperto dove non vengono rispettate le misure anti-Covid come il distanziamento. Durante l’incontro straordinario con le Regioni, il ministro Speranza ha letto un’informativa segnalando il problema delle discoteche e degli stabilimenti affollati durante questo tipo di eventi e avrebbe parlato della necessità di prendere ulteriori provvedimenti.
Toscana, ballare distanti 2 mt – Garantire almeno almeno due metri tra gli utenti che accedono alla pista da ballo, conteggio degli ingressi obbligatorio così come registrare ogni accesso e mantenere un registro delle presenze per almeno 14 giorni.
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Sono alcune delle misure per le discoteche della Toscana previste in un’ordinanza firmata dal presidente della Regione Enrico Rossi.
Dieci lombardi positivi al ritorno dalla Croazia – Tre ragazzi di Lodi e 7 di Brescia sono risultati positivi al Covid dopo una vacanza sull’isola di Pag, in Croazia. I bresciani hanno fatto rientro in Italia lunedì, mentre i lodigiani, a oggi asintomatici, erano in una compagnia di 150 giovani, soprattutto studenti, alcuni dei quali sono stati male al rientro in Italia, dopo essere stati in Croazia dal 25 luglio al primo agosto scorso. L’Ats di Milano è attualmente al lavoro per cercare di avere chiara la mappa del contagio. Intanto, a Lodi diverse persone che stavano per partire per Ferragosto proprio per la Croazia stanno cercando di disdire la vacanza
Toti, 26 positivi in Liguria, 2 erano a Corfù – “In Liguria sono stati rilevati 26 nuovi casi positivi di coronavirus, più della metà derivano dall’Asl 2 savonese in cui era stato individuato un cluster, una grigliata a cui hanno partecipato molti dipendenti di strutture sanitarie, molti dei quali di nazionalità ecuadoriana e dove un positivo ha contagiato molte persone”, ha detto il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti. “Ci sono due contagi nella provincia di Spezia, si tratta di persone tornate da una vacanza a Corfù”. I positivi di Bordighera (7, di cui 5 rientrati dalla Croazia), di cui si è avuto notizia oggi erano stati registrati nei giorni scorsi. “E’ ovvio che nelle prossime settimane dovremo cominciare a mettere in campo dei controlli sanitari sulle persone che rientrano da Paesi dove il tasso di contagio di coronavirus è molto più elevato di quello italiano, ne stiamo parlando con il ministro della Salute Roberto Speranza”, dice Toti. “Si pensa a un obbligo di test da fare presso le aziende sanitarie locali per chi rientra dalle vacanze e dai viaggi di lavoro, oppure per gli stranieri che arrivano in Italia, su questo sta lavorando il Ministero della Salute per dare norme omogenee”.
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Torna Grillo, sogno M5s era un movimento senza sedi né tesori
Post sul blog, ‘Dite al treno che io passo una sola volta’
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12 agosto 2020
15:35
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“E’ parecchio tempo che sono in disparte perché si dicono un sacco di cose su cui preferisco non essere immischiato. Ma ci terrei a dire che io ho fatto parte di un sogno che si è realizzato del M5s che oggi governa, partendo da un’idea di rete e di un movimento senza sedi, senza tesori, senza soldi partendo proprio dall’idea che la rete è l’intelligenza condivisa”. Così Beppe Grillo sul suo blog in un post dal titolo :”Dite al treno che io passo una sola volta”. Un post per lanciare la sua idea di infrastrutturazione digitale dell’Italia ma in cui non manca di fare un cenno anche alle dinamiche interne del M5s dopo le indiscrezioni su una riunione dei 5 Stelle in cui si sarebbe tornati ad invocare la costituzione di un partito M5s.
“Partivamo proprio dall’idea che la rete è l’intelligenza condivisa e la politica condivisa e che la società del futuro sarà condivisa con la rete: attraverso quello passerà qualsiasi cosa. Noi invece ci perdiamo in discorsi completamente inutili, vuoti e senza senso” premette Grillo che ricorda: “adesso, solo adesso, abbiamo l’opportunità di fare scelte coraggiose, sostenendo lo sviluppo digitale dell’Italia con una visione industriale e di lungo periodo. Infrastrutture e competenze digitali, infatti, sono un elemento imprescindibile per rendere il nostro Paese competitivo sui mercati internazionali e generatore di sviluppo. Lo sviluppo digitale dipende adesso da noi: è il momento giusto per fare un piano industriale, non un piano finanziario”.
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Mattarella ricorda la strage di Stazzema: ‘Oltraggio disumano’
‘Non ignorare rigurgiti di intolleranza e odio’
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12 agosto 2020
20:35
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“Il 12 agosto di 76 anni fa le frazioni di Stazzema divennero teatro dell’oltraggio più disumano: l’eccidio di centinaia e centinaia di civili inermi. Fu una delle stragi più efferate compiute nel nostro Paese durante l’occupazione nazista per i numeri spaventosi del massacro, per la crudeltà con cui gli uomini delle SS si accanirono sui corpi privi di vita, per lo scempio del rogo nella piazza di Sant’Anna”. Lo afferma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nell’anniversario della strage, invitando a “non ignorare rigurgiti di intolleranza, di odio razziale, di fanatismo che pure si manifestano nelle nostre società e nel mondo”.
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Inps: Garante della Privacy apre istruttoria sul bonus
‘Non chiedo le dimissioni di Tridico’
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12 agosto 2020
20:27
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Il Garante per la protezione dei dati personali ha inviato una richiesta di informazioni all’Inps e ha aperto una istruttoria in ordine alla metodologia seguita dall’Istituto rispetto al trattamento dei dati dei beneficiari del bonus Covid per le partite Iva e alle notizie diffuse al riguardo.
Secondo quanto si apprende da fonti parlamentari, la commissione Lavoro della Camera è convocata venerdì alle 12 per l’audizione informale in videoconferenza di Pasquale Tridico, presidente dell’istituto di previdenza.
Intanto sono stati sospesi Elena Murelli e Andrea Dara. “Dopo aver ascoltato e verificato le rispettive posizioni, si conferma il provvedimento della sospensione’, dice il capogruppo della Lega alla Camera Riccardo Molinari. Entrambi i deputati hanno percepito il bonus Inps di 600 euro previsto per i titolari di partita Iva. “Pur non avendo violato alcuna legge – dice Molinari – è inopportuno che parlamentari abbiano aderito a tale misura e per questa ragione abbiamo deciso e condiviso con i diretti interessati il provvedimento della sospensione.
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E’ comunque incredibile che i vertici dell’Inps non abbiamo versato ai lavoratori che aspettano da marzo quanto dovuto e che abbiano invece versato a chi non era in difficoltà. In qualsiasi altro paese i parlamentari sarebbero stati sospesi ma il presidente dell’INPS sarebbe stato licenziato”.
“Ho dato indicazione che chiunque abbia preso o fatto richiesta del bonus – aveva preannunciato già in mattinana il segretario della Lega Matteo Salvini ad Agorà Estate – venga sospeso e in caso di elezioni non ricandidato”. “Tridico si deve dimettere? Io non faccio processi a nessuno e guardo a casa mia dove sono inflessibile. Domanderemo però al presidente dell’ Inps come abbia fatto a non pagare il bonus a chi ne aveva bisogno per darlo invece ai parlamentari”.
Zaia, sentirò consiglieri poi deciderò – “Incontrerò il vicepresidente Gianluca Forcolin e i consiglieri Riccardo Barbisan ed Alessandro Montagnoli. Dopo di che renderò note le decisioni”. Lo ha detto il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, in merito alla vicenda ‘bonus’. “Ricordo che sono stato io, per primo, a porre la questione a livello nazionale, perché penso che sia fondamentale la chiarezza; bisogna avere sempre la schiena diritta. Dopo di che – ha precisato – stiamo parlando di un provvedimento che non è affatto illegale, bensì di un tema di opportunità. Abbiamo tre casi tra loro differenti: due consiglieri che hanno chiesto il bonus, lo hanno ottenuto e poi hanno documentato di aver fatto beneficenza elargendola a terzi; dall’altro abbiamo un vice presidente che è socio di minoranza di uno studio associato che ha presentato domande per i soci e i clienti”.
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A Firenze Bocci si dimette coordinatore centro destra – A Firenze Ubaldo Bocci si è dimesso dal ruolo di coordinatore del centrodestra in Palazzo Vecchio a seguito delle polemiche sul bonus di 600 euro dell’Inps. Bocci, già candidato a sindaco contro Dario Nardella, resta nella carica di consigliere comunale. “Ho comunicato la mia decisione ai tre capogruppo di Fi, Fdi e Lega di lasciare l’incarico di coordinatore del centrodestra in consiglio comunale – spiega – Sono uomo di centrodestra e poiché mi rendo conto che in questa fase la mia figura è divenuta ingombrante, di ostacolo, ho deciso per lealtà verso la coalizione di lasciare questo ruolo”. Bocci ribadisce di aver preso il bonus “per smascherare una legge fatta male” e di averlo destinato “a beneficenza”. “Il mio errore – aggiunge – non è stato percepire il bonus e poi darlo in beneficenza, ma ex post, col senno di poi, l’errore è stato non averlo restituito all’Inps dopo aver dimostrato l’approssimazione di questa legge”.
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Roma: Fuortes, non sono interessato alla candidatura
Ringrazio Calenda ma continuo il mio lavoro al Teatro dell’Opera
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ROMA
12 agosto 2020
14:25
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”Non sono interessato ad una candidatura a sindaco della Capitale nelle prossime amministrative”. Carlo Fuortes, sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma, risponde così alla proposta di Carlo Calenda, leader di Azione, di lanciarlo nella corsa per la guida del Campidoglio. ”Ringrazio Calenda per la stima nei miei confronti – dice Fuortes – ma continuerò il bellissimo lavoro che svolgo al Teatro dell’Opera di Roma”.
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Chi sono Dara e Murelli i leghisti sospesi
Piccolo imprenditore e consulente: redditi da oltre 100mila euro
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12 agosto 2020
20:11
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Un piccolo imprenditore del tessile e una consulente di finanziamenti europei, entrambi con un reddito dichiarato oltre i centomila euro. Ecco chi sono i due deputati leghisti col bonus: Andrea Dara, 41 anni di Mantova, Elena Murelli, 45 anni di Piacenza. Il loro nome circolava da giorni, senza che da loro giungessero smentite né ammissioni. E’ una nota del capogruppo della Lega Riccardo Molinari, che ne comunica la sospensione, a dare la conferma: sì, sono Dara e Murelli due dei tre parlamentari (il terzo sarebbe un Cinque stelle) che hanno chiesto e ottenuto il bonus da 600 euro riconosciuto dal governo alle partite Iva per far fronte all’emergenza Coronavirus.
ANDREA DARA (LEGA): nato a Castel Goffredo in provincia di Mantova il 7 gennaio 1979, è un piccolo imprenditore nel settore tessile e abbigliamento. Eletto nella circoscrizione Lombardia 4 nelle file della Lega, nel 2019 ha dichiarato – come si legge nella dichiarazione consegnata alla Camera – redditi per 109.324 euro. E’ stato consigliere comunale a Castiglione delle Stiviere (dove ha anche otto immobili, sempre secondo la sua dichiarazione dei redditi) dal 2007 al 2011, poi vicesindaco nel 2016 fino alla sua elezione alla Camera.
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ELENA MURELLI (LEGA): piacentina, ha compiuto da poco 45 anni (è nata il 29 luglio 1975). Con una laurea in economia e commercio e un master in gestione dell’economia di rete, alterna l’attività di consulente in finanziamenti europei a quella di docente a contratto all’Università Cattolica della sua città.
Nella Lega dal 2001, politicamente si divide tra il consiglio comunale di Podenzano, nella pianura piacentina, e lo scranno alla Camera (dal 2018). Lo scorso anno ha dichiarato un reddito totale di 106.309 euro, nel 2018 di circa 62 mila. Tra i provvedimenti che ha proposto da prima firmataria spicca uno sulle modifiche alla struttura organizzativa di Inps e Inail e un altro per modificare il decreto del 2019 sull’esclusione dei condannati per gravi delitti dal beneficio del reddito di cittadinanza. VAI ALL’ECONOMIA
