Ultimo aggiornamento 14 Agosto, 2020, 09:26:16 di Maurizio Barra
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Coronavirus: arrivi da Grecia, Spagna, Croazia e Malta, ecco cosa fare
L’ordinanza di Speranza in vigore da oggi, il percorso previsto. Come si stanno attrezzando le Regioni. Diecimila gli italiani interessati
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13 agosto 2020
09:31
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Chi entra in Italia da Croazia, Grecia, Malta o Spagna e che è stato lì nell’arco dei 14 giorni antecedenti (non solo per un soggiorno ma anche per un semplice transito), deve fare il test tampone per accertare o meno il contagio da Sars-Cov-2. E’ quanto contenuto nell’Ordinanza firmata dal ministero della Salute Roberto Speranza per le misure di contenimento del Covid-19. I passeggeri hanno l’obbligo di presentare al vettore (o comunque a chiunque sia deputato a fare i controlli sulle attestazioni), 72 ore prima dell’ingresso in Italia, i risultati di un test (molecolare o antigenico), effettuato attraverso un tampone e che deve risultare negativo. Inoltre, nel caso in cui ce ne sia la possibilità, c’è l’obbligo di effettuare il test al momento dell’arrivo in aeroporto, nel porto o nell’area di confine, oppure, entro 48 ore dall’arrivo in Italia, presso l’azienda sanitaria locale di riferimento.
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Coronavirus: arrivi da Grecia, Spagna, Croazia e Malta, ecco cosa fare
L’ordinanza di Speranza in vigore da oggi, il percorso previsto. Come si stanno attrezzando le Regioni. Diecimila gli italiani interessati
13 agosto 2020
18:56
Chi entra in Italia da Croazia, Grecia, Malta o Spagna e che è stato lì nell’arco dei 14 giorni antecedenti (non solo per un soggiorno ma anche per un semplice transito), deve fare il test tampone per accertare o meno il contagio da Sars-Cov-2. E’ quanto contenuto nell’Ordinanza firmata dal ministero della Salute Roberto Speranza per le misure di contenimento del Covid-19. I passeggeri hanno l’obbligo di presentare al vettore (o comunque a chiunque sia deputato a fare i controlli sulle attestazioni), 72 ore prima dell’ingresso in Italia, i risultati di un test (molecolare o antigenico), effettuato attraverso un tampone e che deve risultare negativo. Inoltre, nel caso in cui ce ne sia la possibilità, c’è l’obbligo di effettuare il test al momento dell’arrivo in aeroporto, nel porto o nell’area di confine, oppure, entro 48 ore dall’arrivo in Italia, presso l’azienda sanitaria locale di riferimento.
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In attesa del test è necessario sottoporsi a un isolamento fiduciario. “Nessuno ha numeri e dati precisi, in Italia non esiste un monitoraggio preciso né rispetto agli arrivi e né rispetto alle partenze, nemmeno l’Enit ha numeri aggiornati se non alla fine dell’anno. Possiamo fare una stima molto approssimativa e dire che in questo momento circa diecimila italiani sono all’estero per turismo. Si dividono principalmente tra Spagna e Grecia e a seguire in Croazia e a Malta (più piccola e raggiungibile sono in aereo)”. Lo dice Ivana Jelinic, presidente della Fiavet, Federazione Italiana Associazioni Imprese Viaggi e Turismo.
Tutti coloro i quali arrivano da Croazia, Grecia, Malta o Spagna sono obbligate a comunicare, una volta in Italia, il loro arrivo al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio.
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Nel caso in cui insorgano sintomi riconducibili al Covid-19 c’è l’obbligo di segnalarlo alle aziende sanitarie attraverso i numeri telefonici dedicati e di sottoporsi, secondo le determinazioni all’isolamento.
Le Regioni dunque si attrezzano e arrivano le ordinanze dei governatori. Tamponi obbligatori per chi rientra dalle mete individuate da Speranza per i calabresi da oggi fino al 7 settembre. L’ordinanza di Iole Santelli prevede anche “l’obbligo dell’uso delle mascherine o altre protezioni idonee, in tutti i luoghi chiusi e all’aperto accessibili al pubblico, nelle circostanze in cui la distanza interpersonale non possa essere rispettata, fermo restando in ogni caso il divieto di assembramento”.
Tamponi obbligatori anche in Sardegna, Liguria, Campania,Piemonte e Veneto dove il governatore Zaia ha annunciato: ‘Stiamo predisponendo di attivarci nei punti di arrivo come porti e aeroporti con tamponi rapidi’.
Nel Lazio “da oggi sono attivi tutti i drive-in per eseguire i test su chi rientra dalla Grecia, Croazia, Spagna e Malta. Chi rientra nel Lazio deve fare due cose: comunicarlo al numero verde 800.118.800 o attraverso la app ‘Lazio Doctor Covid’ e recarsi al drive-in con tessera sanitaria e documento di viaggio. Se va con ricetta del medico velocizza le operazioni di tracciamento.
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I drive-in sono aperti tutti i giorni dalle 9 alle 18 ad eccezione della domenica (Il drive del San Giovanni è aperto anche la domenica). per ogni informazione contratta il numero verde 800.118.800 o segnala il tuo rientro attraverso l’app ‘lazio doctor covid'”. Lo comunica l’Unità di Crisi COVID-19 della Regione.
Per chi rientra in Emilia-Romagna da Croazia, Grecia, Malta e Spagna non ci sarà quarantena nel tempo di attesa per il tampone e nemmeno per l’attesa dell’esito. Confermato l’obbligo di informare le autorità sanitarie dell’arrivo da quei Paesi per essere sottoposti al test. Lo chiarisce Raffaele Donini, assessore regionale alla Salute, a proposito dell’ordinanza del ministro della Salute emanata ieri che regolamenta l’ingresso in Italia da parte di chi ha soggiornato in Paesi nei quali sta salendo l’indice dei contagi da Covid-19. “Sul tema relativo ai rientri da Croazia, Grecia, Malta e Spagna, questa mattina abbiamo fatto il punto con il Ministero della salute su alcuni aspetti dell’ordinanza emanata ieri – spiega in una nota Donini – Naturalmente condividiamo l’impianto del provvedimento, che avevamo discusso, e per certi aspetti anticipato, insieme ieri. Abbiamo convenuto con il Ministero che, per quanto ci riguarda, i test che verranno fatti all’arrivo dai Paesi citati nell’ordinanza del ministro sono da considerarsi come una indagine epidemiologica. Per questo, non si prevede l’isolamento fiduciario della persona né per quanto riguarda il periodo di attesa per essere sottoposto a tampone, né per quanto riguarda l’attesa di ricevere l’esito del test.
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Resta confermato l’obbligo di informare le autorità sanitarie dell’arrivo da quei Paesi, per essere poi sottoposti al test. Faccio ancora un appello all’osservanza di tutte le norme di prevenzione – sottolinea l’assessore – dal distanziamento, all’uso della mascherina, al lavaggio frequente delle mani”.
Il presidente del Veneto, Luca Zaia, firma una nuova ordinanza valida fino al 6 settembre per “mettere in sicurezza il territorio” e che, rispetto al Dpcm del Governo, “implica comportamenti a cui obbligatoriamente deve sottostare – puntualizza – chi viene da alcuni Paesi considerati ‘a rischio o che fa parte di specifiche categorie'”. Tra i soggetti individuati, ai quali viene richiesto il test Covid, vi sono i lavoratori nelle case di riposo e delle strutture per i non autosufficienti. Costoro al rientro in Veneto dall’estero dovranno chiamare il proprio medico di base o le strutture sanitarie e dovranno sottoporsi obbligatoriamente al tampone, che saràgratuito: chi si sottrarrà andrà incontro ad una sanzione di mille euro. Obbligo eguale per gli operatori sanitari di ospedali e ospice, per le badanti o quanti svolgono assistenza domiciliare ad anziani e disabili. Tra le altre categorie coinvolte direttamente nell’ordinanza rientrano pure i lavoratori stagionali del settore agricolo e chi compie una trasferta di lavoro all’estero. L’attenzione particolare riguarda chi rientra da Paesi in cui vige la quarantena. Nell’ordinanza si fa esplicito riferimento, fa sapere Zaia, a chi proviene da Romania e Bulgaria e rientra in Veneto con pullman o bus turistici. Per chi giunge nella Regione da nazioni in cui non vige la quarantena, come Croazia, Malta, Grecia e Malta, è fatto obbligo di effettuare il test Covid. Presi in considerazione anche “i gruppi target, che rivestono particolare interesse epidemiologico” come i pakistani. Infine, per i cinema, le attività sportive o gli spettacoli dal vivo, continua ad applicarsi la distanza di sicurezza e l’obbligo di indossare la mascherina.
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Avviso di garanzia a Conte e sei ministri dopo denunce per Covid
Coinvolti Bonafede, Di Maio, Gualtieri, Guerini, Lamorgese, Speranza
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13 agosto 2020
14:05
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Il Presidente del Consiglio Conte e i Ministri Bonafede, Di Maio, Gualtieri, Guerini, Lamorgese e Speranza hanno ricevuto una notifica riguardante un avviso ex art. 6, comma 2, legge cost. n. 1/1989 da parte della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma.
L’avviso riguarda la trasmissione al Collegio di cui all’art.
7 della citata legge cost. n. 1/1989 degli atti di un procedimento penale iscritto per i delitti di cui agli artt.
110, 438, 452 e 589, 323, 283, 294 c.p., che origina da varie denunce da parte di soggetti terzi provenienti da varie parti d’Italia. Si tratta di denunce che riguardano la gestione dell’emergenza Covid.
“La trasmissione da parte della Procura al Collegio”, il tribunale dei ministri, “in base alle previsioni di legge, è un atto dovuto.
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Nel caso specifico tale trasmissione è stata accompagnata da una relazione nella quale l’Ufficio della Procura “ritiene le notizie di testo infondate e dunque da archiviare””. Lo si legge nella nota di Palazzo Chigi con cui si rende noto che il premier Conte e sei ministri hanno ricevuto un avviso di garanzia in seguito a denunce in relazione all’emergenza Coronavirus.
Il presidente del Consiglio e i ministri, si legge in una nota di Palazzo Chigi, si dichiarano sin d’ora disponibili a fornire ai Magistrati ogni elemento utile a completare l’iter procedimentale, in uno spirito di massima collaborazione”.
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L’avviso di garanzia nasce da diverse denunce presentate in tutta Italia in relazione all’emergenza Coronavirus e riguarda diversi reati. Le denunce, di cui non sono ancora noti i dettagli, chiamano in causa gli articoli del codice penale sulla pena in concorso (articolo 110), epidemia (articolo 438), delitti colposi contro la salute pubblica (articolo 452) e omicidio colposo (articolo 589), abuso d’ufficio (articolo 323), attentato contro la costituzione dello Stato (articolo 283), attentati contro i diritti politici del cittadino (articolo 294).
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Monitoraggio, situazione in progressivo peggioramento
Governo a Regioni: ‘Discoteche aperte rischio serio’. Cts, possibili lockdown locali. Salgono ancora i contagi
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13 agosto 2020
23:40
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Un nuovo lockdown nazionale “è decisamente improbabile”. Ma le chiusure locali “possono diventare inevitabili se la situazione sfugge di mano, se il controllo del territorio e degli infetti sfugge di mano”. E il rischio esiste, perché “c’è sempre una festa danzante o un barbecue da fare, un funerale da celebrare”. Così il coordinatore del Cts, Agostino Miozzo, sottolineando che “400 casi al giorno non sono tanti né pochi.
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Dicono che il virus c’è ed è presente in tutto il paese. Siamo ancora in una situazione governabile. Però è una situazione precaria e il passaggio, il salto quantitativo, può essere molto veloce, questo è il rischio vero”.
“Le discoteche – ribadisce Miozzo – devono rimanere chiuse perché, checché se ne dica, con migliaia di ragazzi ammassati non c’è nulla da fare.
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Le aggregazioni di massa sono devastanti – aggiunge – impossibili da gestire”. Ci sono però degli interessi economici e migliaia di lavoratori da tutelare. “Ci rendiamo perfettamente conto – dice – e per questo servono delle compensazioni. Il lavoratore del settore va tutelato come e forse anche più degli altri, perché parliamo di un settore troppo a rischio”.
Tenere le discoteche aperte “è un serio rischio”, sottolineano fonti di governo ricordando alla Regioni che l’esecutivo, anche nell’ultimo Dpcm, “ha sempre ribadito che le aperture non erano e non sono previste”. Proprio per tentare di trovare una soluzione condivisa e dopo l’incontro di mercledì al quale hanno partecipato i ministri Speranza, Boccia e Patuanelli, secondo quanto si apprende, il ministro degli Affari Regionali potrebbe riconvocare i governatori. Le Regioni, dicono ancora le fonti, hanno deciso “in autonomia di aprire a certe condizioni” ma in questa fase “è necessaria la massima responsabilità e il massimo scrupolo per le condizioni di sicurezza e la reale tutela della salute”. Quei governatori che in queste ore stanno decidendo di chiudere i locali da ballo e le discoteche seguendo le indicazioni del governo, concludono le fonti, “non vogliono colpire un settore ma ritengono un serio pericolo l’apertura di spazi dove il contagio può correre”.
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Intanto salgono ancora i contagi per coronavirus e per la prima volta da settimane superano i 500 in 24 ore: sono 523 i nuovi casi registrati in un giorno, secondo i dati del ministero della Salute, mentre mercoledì erano stati 481 ieri. Complessivamente sono 252.235 le persone che hanno contratto il virus. In calo invece il numero delle vittime: 6 in più rispetto a mercoledì che portano il totale a 35.225, mentre mercoledì l’incremento era di 10.
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Tra le regioni solo la Valle d’Aosta non fa registrare nuovi casi mentre i maggiori incrementi si registrano in Veneto (+84), Lombardia (+74), Liguria (+63) e Sicilia (+42).
Test rapidi nei prossimi giorni negli aeroporti – Nei prossimi giorni, nei principali aeroporti, nei porti e linee di confine, in via sperimentale si potranno trovare postazioni per eseguire i test rapidi per chi è sprovvisto dell’attestazione del test eseguito prima della partenza e risultato negativo. Per ogni informazione è possibile chiamare il Ministero della Salute: dall’Italia al numero gratuito 1500, mentre dall’estero ai numeri +390232008345, +39.02.89619015, +39.02.83905385. Lo rende noto il ministero della Salute.
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Monitoraggio, situazione in progressivo peggioramento – Una situazione di “transizione con tendenza ad un progressivo peggioramento”: e’ quanto si legge nel rapporto di Monitoraggio del Ministero della Salute e dell’Iss sulle infezioni da Covid in Italia nella settimana dal 3 al 9 agosto. Le infezioni contratte nella seconda metà di luglio 2020, mostrano “importanti segnali di allerta per un possibile aumento della trasmissione”. “È essenziale mantenere elevata l’attenzione e continuare a rafforzare le attività di contact tracing (ricerca dei contatti) in modo da identificare precocemente tutti i potenziali focolai di trasmissione e continuare a controllare l’epidemia, si legge.
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Nell’ultima settimana di monitoraggio sono stati riportati 925 focolai di Covid di cui 225 nuovi, entrambi in aumento per la seconda settimana consecutiva. Le Regioni con valore Rt maggiore di 1 sono 9. Lo indica il monitoraggio del Ministero della Salute e dell’Iss. “Il forte impegno dei servizi territoriali nelle attività di ricerca dei contatti si sta dimostrando efficace nel contenere la trasmissione locale del virus come dimostrato da valori di Rt pari o inferiori a 1 nella maggior parte delle Regioni/PPAA. Si osservano, pertanto, negli ultimi 14 giorni stime medie pari o superiori ad 1 in nove Regioni dove si sono verificati nelle ultime 3 settimane recenti focolai ma senza comportare un sovraccarico dei servizi assistenziali”.
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Sono nove le regioni con Rt maggiore di uno, tre in meno rispetto alla settimana scorsa quando se ne contavano 12, con la Sicilia che con 1.40 ha quello più alto a livello nazionale. Tre regioni, Basilicata, Calabria e Molise, hanno un valore pari a zero. La cifra ha superato il valore di soglia anche in Abruzzo, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia,Toscana e Veneto.
La Covid-19 “può tornare a rialzare la testa” e ciò potrebbe spingere il ministero della Salute a “variare l’elenco dei paesi da cui è obbligatorio fare il test sierologico al ritorno”. A precisarlo è il viceministro alla Salute, Pierpaolo Sileri, alla Vita in diretta su Rai Uno.
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LA CALABRIA – E subito si fa sentire la governatrice della Calabria Santelli che ha firmato un’ordinanza con la quale dispone la chiusura di tutte le attività che hanno attinenza con il ballo, quindi sale da ballo, discoteche e locali assimilati come i lidi balneari, all’aperto o al chiuso. La decisione è stata presa ai fini del contenimento della diffusione del virus Covid 19 , riferisce un comunicato, “in accordo con il Governo nazionale e dopo aver interloquito con i ministri della salute e degli affari regionali, Francesco Boccia e Roberto Speranza”. Il divieto decorre dalla data di pubblicazione della presente Ordinanza e fino a tutto il 7 settembre 2020, ovvero a data antecedente qualora la curva dei contagi dovesse ritornare ad un livello compatibile con un rischio basso di trasmissibilità del contagio”.
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LA PUGLIA – “Penso che i casi registrati fra luglio e agosto” in Puglia “rappresentino l’innesco di una seconda ondata. Lo stesso innesco che a febbraio, semplicemente, non abbiamo rilevato e che poi ha provocato la grande ondata”, ha scritto su Facebook l’epidemiologo Pierluigi Lopalco, capo della task force regionale pugliese per l’emergenza Coronavirus. Secondo Lopalco, però, “le onde di oggi sono quelle di una mareggiata. Se siamo bravi a contenerle, probabilmente non svilupperanno lo tsunami”.
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Bonus Covid, pugno duro della Lega. M5s: ‘Rizzone ha preso bonus, deferito a probiviri’
Dimessi e fuori dalle liste i 3 leghisti del Veneto. Annuncio di Zaia sul suo vice Forcolin, Barbisan e Montagnoli
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14 agosto 2020
00:07
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È il Cinque Stelle Marco Rizzone, 37 anni, il terzo deputato che ha incassato il bonus Covid. Il gruppo M5s lo ha deferito ai probiviri chiedendo massima severità. Rizzone è un imprenditore nel settore delle tecnologie e del turismo. Eletto con il Movimento 5 stelle ma non militante della prima ora, Rizzone è ora componente della commissione attività produttive della Camera e della commissione d’inchiesta sulle Banche.
Pugno duro della Lega sui consiglieri regionali coinvolti. Si sono dimessi e non saranno ricandidati i tre del Veneto, ha annunciato il governatore Zaia. In Emilia-Romagna sospeso Bargi. ‘Gli altri facciano come noi’, dice Salvini. Il presidente dell’Inps Tridico nel mirino del centrodestra alla vigilia dell’audizione in commissione Lavoro a Montecitorio. La videoconferenza sarà trasmessa in diretta streaming sulla web tv della Camera, dopo la richiesta dell’opposizione.
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“In relazione alla vicenda del bonus da 600 euro, destinato a partite IVA, lavoratori autonomi e professionisti, ho deferito il deputato Marco Rizzone al collegio dei probiviri chiedendone la sospensione immediata e massima severità nella sanzione”, ha dichiarato in una nota il capo politico del Movimento 5 Stelle Vito Crimi.
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Si sono dimessi e non saranno ricandidati i tre consiglieri regionali della Lega del Veneto che hanno chiesto e ottenuto dall’Inps il bonus destinato alle partite Iva in crisi per il Covid. L’annuncio è arrivato dal governatore Zaia e riguarda il vicepresidente della Giunta Forcolin e i consiglieri regionali Barbisan e Montagnoli.
Zaia ha spiegato che oltre all’annuncio delle dimissioni del suo vice Gianluca Forcolin, anche il consigliere regionale Riccardo Barbisan “ha mandato una lettera rinunciando alla prossima candidatura alle regionali”. Quanto al terzo esponente del Carroccio chiamato in causa per il bonus, Alessandro Montagnoli, il Presidente del Veneto ha confermato “che anche per lui non ci sarà ricandidatura”.”Per me – dice lapidario – la vicenda è chiusa. Rispondo per la mia amministrazione – rileva – e ai cittadini ho dato una risposta. I cittadini – continua – hanno seguito con attenzione la vicenda per la quale c’è molta sensibilità. Hanno guardato principalmente al fatto che c’è stata una presentazione della richiesta del bonus, anche se è pur vero che il vicepresidente non l’ha percepito e non ha presentato ulteriore documentazione per ottenerlo”.
‘Noi siamo stati coerenti, lo siano anche gli altri partiti’, il commento di Salvini dopo che il Carroccio ha sospeso i deputati Dara e Murelli per aver preso il sussidio. La Lega attacca il presidente dell’Inps Tridico. ‘Non è in grado, si dimetta’.
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Sala,Grillo? non parlato elezioni Milano
Sindaco su Twitter, giornata interessante e ottima cucina
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MILANO
13 agosto 2020
12:18
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“La giornata al mare da Beppe Grillo è stata molto piacevole e interessante”. Lo ha scritto su Twitter il sindaco di Milano, Beppe Sala, che ha trascorso una giornata nella villa del fondatore del Movimento 5 Stelle, a Marina di Bibbona.
“Abbiamo parlato di tante cose – ha aggiunto il primo cittadino – ma non di ciò a cui tanti pensano e cioè delle elezioni milanesi”. Poi un particolare sull’ospitalità a casa Grillo: “Ah, ottima cucina…”, ha aggiunto tra parentesi.
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M5s: Votazioni Rousseau su mandato zero e alleanze
Fino a venerdì 14 alle 12, la votazione da parte degli iscritti
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13 agosto 2020
17:50
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E’ in corso, fino a venerdì 14 alle 12, la votazione da parte degli iscritti a Rousseau sui due quesiti proposti dal Capo Politico del Movimento 5 Stelle Vito Crimi. Il primo è relativo alla modifica del mandato zero per i consiglieri comunali e il secondo riguarda le alleanze delle liste del Movimento 5 Stelle a livello comunale con i partiti tradizionali.
“Lo trovo un messaggio a livello di metodo molto bello – ha detto la ministra della P.a. Fabiana Dadone – Non è una ridiscussione su due mandati per tutti, ma di un chiarimento su quella che è la regola del mandato zero. Secondo me è il metodo che merita di essere premiato”. Interpellata su quale fosse il suo voto, Dadone ha risposto: “Non per scappare dalla domanda, ma a votazioni aperte da membro di Governo non sento di esprimermi”.
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Inps: Zaia, consiglieri e vicepresidente non ricandidati
Annuncio del presidente in conferenza stampa
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VENEZIA
13 agosto 2020
13:57
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“I due consiglieri regionali e il vice presidente della Giunta non si ricandidano”. Lo annuncia il Governatore del Veneto Luca Zaia, sottolineando che i tre esponenti della Lega “sono persone affrante”.
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C. Conti, casa è un diritto, garantirlo a livello nazionale
Programmazione politica abitativa sia concertata
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13 agosto 2020
11:55
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“A livello nazionale i bisogni abitativi, oggetto delle politiche abitative, non risultano dotati di un’espressa tutela costituzionale al pari di altri diritti come quello alla salute o il diritto al lavoro, sebbene la giurisprudenza costituzionale ne abbia riconosciuto la valenza di diritto sociale attinente alla dignità e alla vita di ogni persona”. E’ la premessa da cui parte la Corte dei Conti in una relazione sui Fondi per l’accesso alla casa anche per i cittadini sottoposti a sfratto, facendo notare che questo diritto, pur essendo “condizionato” finanziariamente, non ha ottenuto, come invece il diritto alla salute, “una parametrazione in termini di livelli essenziali delle prestazioni da garantire su tutto il territorio nazionale”.
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La Corte ritiene invece necessario che la programmazione delle politiche abitative avvenga nel modo più possibile “concertato”.
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Due anni fa il crollo del ponte Morandi.
Oggi quattro cerimonie in ricordo delle 43 vittime, ci sarà anche Conte
Mattarella:ricostruire cultura sicurezza
Conte, mai più tragedie del genere, vicino a familiari vittime
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14 agosto 2020
07:27
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Due anni fa, alle 11:36, crollava il Ponte Morandi, a Genova. Oggi si terrà una cerimonia per ricordare le vittime della tragedia alla quale prenderà parte anche il presidente del consiglio, Giuseppe Conte.
Si inizia alle 9 con una cerimonia religiosa, poi quella privata organizzata dai familiari delle vittime. Nel pomeriggio sarà scoperta una targa con i 43 nomi. In serata, infine, tre fiaccolate in diverse zone della città. In una lettera al Secolo XIX, e riportata anche da La Stampa, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha invitato a “sviluppare e ricostruire una affidabile cultura della sicurezza, di adeguata manutenzione e del controllo che coinvolga e responsabilizzi imprese, enti pubblici, istituzioni locali e nazionali, università, mondo della ricerca”.
“La loro giusta richiesta di verità e giustizia per i propri cari, inghiottiti dal crollo del Ponte, è stata accompagnata dalla forte e sofferta esortazione che vengano in ogni modo evitati in futuro disastri simili con nuovi lutti e nuove vittime”, spiega il presidente della Repubblica ricorda l’incontro con “alcuni rappresentanti dei famigliari delle vittime” poco prima dell’inaugurazione del nuovo Ponte.
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Una “tragedia del genere” non si deve ripetere più, dice il premier Conte intervistato da La Stampa. “La partecipazione dello Stato in Autostrade va in questa direzione – osserva – perché contribuirà ad assicurare più controlli e sicurezza sulla nostra rete”. “Le nostre infrastrutture sono un bene pubblico prezioso – sottolinea -, non consentiremo più che questo principio venga calpestato”. Ai famigliari delle vittime dice: “Garantisco l’impegno a una più scrupolosa attenzione per le infrastrutture pubbliche”. VAI ALL’ECONOMIA
