Ultimo aggiornamento 26 Agosto, 2020, 20:32:10 di Maurizio Barra
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Referendum: Della Vedova, l.elettorale non basta
Chiedo a Zingaretti confronto pubblico
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25 agosto 2020
19:26
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“Per arginare i danni del taglio grillino dei parlamentari, approvare una legge elettorale proporzionale in una Camera? Per me no. Troppo tardi e (soprattutto) troppo poco. Caro Zingaretti, ti propongo un confronto pubblico sul Referendum, anche online. Lo facciamo?”. Lo scrive su twitter il segretario di Più Europa, Benedetto Della Vedova.
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Zingaretti,noi pensiamo a lavoro, Salvini solo a picconare
La sua destra nazionalista ha fallito
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26 agosto 2020
11:29
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“Le parole di Salvini sono una conferma che del funzionamento dello Stato e della democrazia non gliene importa nulla.
Pensa solo a se stesso. Il lavoro lo creiamo noi con i fatti non lui coi i picconi. Con l’Europa ora abbiamo davanti grandi opportunità di investimento per le infrastrutture e innovazione, sostegno e sviluppo per le imprese. La sua destra nazionalista ha fallito. Ha indicato come orizzonte un antieuropeismo fuori dalla storia e, di fatto, contro gli interessi degli italiani”.
Così il segretario Pd Nicola Zingaretti su fb replica alle critiche del leader della Lega all’intervista del leader dem.
“I problemi – sostiene Zingaretti – non si cavalcano: si risolvono con concrete politiche di sviluppo per creare lavoro fondato sulla sostenibilità ambientale e sociale. Insieme alle imprese, al mondo del lavoro, agli amministratori, alla cultura e a una nuova generazione di ragazze e ragazzi, alla forza delle donne.
Ora tutte e tutti in campo nelle Regionali con i candidati e le candidate per fermare le destre e governare bene”.
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L.elettorale: Crimi, M5s pronto a fare la sua parte
Patti li rispettiamo, disponibili a dare contributo
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26 agosto 2020
13:31
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“L’avvicinarsi della data del referendum sul taglio dei parlamentari ripropone contestualmente quello della legge elettorale. Su questo tema centrale il Movimento 5 Stelle si è già espresso chiaramente, più volte e a più voci: i patti li rispettiamo e siamo disponibili a dare il nostro contributo in qualunque momento”. Lo dichiara il capo politico del Movimento 5 Stelle Vito Crimi.
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De Micheli, anche compagni di classe come ‘congiunti’
Deroga al distanziamento per Tpl, anche per colleghi di lavoro
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26 agosto 2020
15:16
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Definizione più ampia del concetto dei congiunti, estesa anche a compagni di classe e di lavoro, e dei tempi di permanenza a bordo per derogare al distanziamento di un metro, certificazione dei sistemi di aerazione e filtraggio dei mezzi, obbligo di mascherina chirurgica e differenziazione degli orari per diluire i flussi di passeggeri.
Sono le proposte relative al trasporto pubblico locale spiegate dalla Ministra Paola De Micheli, durante la riunione in videoconferenza con le Regioni, per l’incremento della capienza in condizioni di sicurezza sui mezzi in vista della riapertura delle scuole.
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Salvini a Cava Tirreni, tensioni e carica alleggerimento
Oltre 200 contestatori in piazza, lancio di oggetti a polizia
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SALERNO
26 agosto 2020
15:21
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Ci sono stati momenti di tensione e una carica di alleggerimento della polizia per arginare i manifestanti anti-Salvini oggi n Piazza Duomo a Cava de’ Tirreni (Salerno) dove il leader della Lega ha incontrato sostenitori e simpatizzanti nell’ambito del tour che sta effettuando nel Salernitano. Tra le oltre 600 persone presenti, infatti, vi erano anche circa 200 manifestanti che hanno contestato l’ex ministro. Ad un tratto si è resa necessaria anche una carica di alleggerimento da parte delle forze dell’ordine per evitare che i contestatori si avvicinassero ulteriormente al palco. Durante i disordini – durati una decina di minuti – sono stati lanciati anche oggetti all’indirizzo dei poliziotti. Gli agenti hanno già identificato una decina di persone ma proseguono gli accertamenti.
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Laricchia,da M5s no ad alleanza Emiliano
Candidata presidente Regione Puglia, ‘Di Maio è stato chiaro’
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BARI
26 agosto 2020
16:27
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Il governatore uscente Michele Emiliano “se ne faccia una ragione: nessuno del M5s vuole un’alleanza con chi ha fatto tanto male per la nostra Regione. E nessuno mi ha mai fatto alcun tipo di richiesta in tal senso.
Luigi Di Maio ha chiaramente detto che sostiene i candidati del M5s e presto sarà in Puglia a dimostrarlo” con “gli altri ministri. Approfittare del loro garbo istituzionale nei confronti del Presidente della Regione per fantasiose ricostruzioni su falsi appoggi e voto disgiunto vuol dire prendere in giro gli elettori”. Lo afferma la candidata presidente del M5s Antonella Laricchia alla quale il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, oggi ha ribadito il sostegno del MoVimento in un post su Facebook: “Antonella Laricchia – ha scritto Di Maio – conosce a fondo il suo territorio, con passione e impegno si è battuta per anni per lo sviluppo e la crescita della Puglia” e “avrà il nostro supporto. Sempre.
Presto sarò in Puglia per sostenerla”.
Emiliano in una intervista pubblicata oggi ha detto che, in caso di vittoria, darà “spazio a una alleanza con il Movimento Cinquestelle”, precisando che parla di “programmi” e non di “posti”. E ha spiegato che al referendum sul taglio dei parlamentari rispetterà “le posizioni” dei suoi “partiti di riferimento, che sono Pd e M5S, quindi voterò Sì”. “Ormai – rileva Laricchia – la disperazione di Emiliano assume contorni quasi preoccupanti. Adesso distorce la realtà per cercare i voti degli elettori del MoVimento 5 Stelle, addirittura definendolo in una intervista il suo ‘partito di riferimento'”. “In sintesi – conclude – prima ha provato a comprare il nostro consenso offrendoci poltrone, come gli è sempre riuscito con il centrodestra, ora prova a ‘rubarlo’ parlando di voto utile e di governare insieme dopo le elezioni”.
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Mastella: ‘Salvini sarà multato, non indossava la mascherina’
Evento a Benevento.Verso identificazione altri intervenuti
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BENEVENTO
26 agosto 2020
18:31
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“Il leader della Lega, Matteo Salvini, sarà multato per non aver indossato la mascherina in occasione dell’incontro che ha avuto in via Traiano a Benevento”. Ad annunciarlo è il sindaco di Benevento, Clemente Mastella, chiarendo che “la manifestazione è avvenuta senza autorizzazione e in concomitanza con un’altra di protesta”.
“Un comportamento – ha detto il primo cittadino di Benevento – in totale spregio alla normativa, che obbliga tutti dalle ore 18 in poi a indossare le mascherine anche all’aperto e in circostanze di potenziali assembramenti”. La Polizia municipale, su incarico di Mastella, ha avviato, con l’ausilio di foto e immagini video, la identificazione anche di coloro che si sono raggruppati intorno a Salvini, senza essere muniti di mascherina.
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Tim: incontro Palermo-Gubitosi, si accelera sulla rete unica
I sindacati chiedono a Conte un tavolo di confronto
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26 agosto 2020
19:51
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Si accelera il confronto per la messa a punto di una strategia che porti alla realizzazione di una rete unica delle Tlc in Italia. Un incontro tra i due amministratori delegati di Tim e di Cdp, Luigi Gubitosi e Fabrizio Palermo si è tenuto ieri e possibili altri faccia a faccia potrebbero esserci nei prossimi giorni in vista del Cda di lunedì della società telefonica. Il confronto punta alla definizione di un Memorandum of Understanding (Mou), in pratica una lettera di intenti, già prima del consiglio di amministrazione che dovrebbe scorporare nella nuova società Fibercop la rete secondaria prevedendo l’ingresso del fondo usa Kkr. L’ipotesi di lavoro è quella di una società per la rete unica nella quale Tim potrebbe mantenere il 50,1%, quindi una maggioranza, ma che avrà una governance ‘terza’.
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L’obiettivo è quello di ottenere il via libera delle autorità di regolazione europee sul riconoscimento che si tratta di una società “non verticalmente integrata”, in grado quindi di superare i rilievi antitrust e di accedere ai fondi pubblico, come quelli del “recovery fund”.
I sindacati delle Tlc, Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil chiedono al premier Giuseppe Conte un tavolo di confronto sulla vicenda della rete unica. “Le scelte che state compiendo in queste ore avranno dei risvolti sul progresso del Paese ma anche sulla tenuta occupazionale di un comparto strategico che, soprattutto in una fase economica quale quella che stiamo attraversando, potrebbe invece candidarsi ad essere volano di sviluppo ed occupazione” scrivono in una lettera congiunta. “Siamo quindi certi che Ella vorrà favorire in tempi rapidissimi un tavolo di confronto con le scriventi organizzazioni sindacali”.
E sempre i sindacati si dicono contrari a una rete ‘pubblica’ sul modello Open Fiber e scrivono anche questo nella lettera a Conte. “Occorre un soggetto forte”, osservano, e “questo compito lo può assolvere Tim” con Cdp rafforzata nell’azionariato, mantenendo l’attuale perimetro “attraverso il possesso della maggioranza delle azioni” ma anche “aperta da subito a tutti gli investitori interessati ai quali vanno garantiti poteri speciali”.
Altre soluzioni, come scissioni, sottolineano i sindacati, non permettono di competere con i colossi di Cina e Usa e “impensieriscono molto sul piano della tenuta occupazionale”.
Tim corre in Borsa dopo l’incontro tra i due amministratori delegati di Tim e di Cdp, Luigi Gubitosi e Fabrizio Palermo, sulla rete unica. Il titolo ha chiuso le contrattazioni in rialzo del 5,09% a 0,388 euro. VAI ALL’ECONOMIA
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Università: il controesodo dei fuorisede per colpa del Covid
Uno su 5 torna a casa, secondo una ricerca del portale Skuola.net
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26 agosto 2020
19:14
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Timore e incertezza: sono le due parole chiave che agitano il mondo dell’istruzione, causa Covid.
Gli universitari non fanno eccezione, in particolare i fuori sede. Non solo parecchi ragazzi rinunciano a immatricolarsi lontano dalla propria città. Ma tanti altri impostano il navigatore in direzione opposta, verso casa. Secondo una ricerca del portale Skuola.net – che ha coinvolto circa 2.000 studenti che durante lo scorso anno accademico erano fuori sede – quasi 1 su 5 abbandonerà la città che l’ha ospitato (lo scorso anno erano in totale 340.000).
Con alcune differenze: circa 2 su 3 effettivamente si iscriveranno in una sede universitaria più a portata di mano, gli altri continueranno a essere formalmente iscritti nello stesso ateneo, pur proseguendo ‘a distanza’.
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Le difficoltà economiche in cui versa la famiglia in seguito al lockdown, che impediscono di garantire al figlio vitto e alloggio fuori da casa, la spinta maggiore per tornare: la mette in cima alla lista il 45% di quelli che si sposteranno definitivamente e il 32% di quelli che, almeno per il momento, continueranno a essere fuori sede solo sulla carta. Anche le difficoltà negli spostamenti che le misure di contenimento del virus hanno generato, però, sono temute da molti: la paura di rimanere bloccato distante dai propri cari per troppo tempo, specie se dovessero esserci nuove chiusure, è stata la molla decisiva per circa 1 su 10. Interessante notare che la campagna di incentivi messa in campo da alcuni atenei per attrarre nuovi iscritti dai territori circostanti non ha avuto un impatto così significativo: solo il 3% è stato “riportato a casa”.
Mentre, tra chi ha mantenuto la ‘matricola’ nell’università in cui era iscritto lo scorso anno, quasi 1 su 4 ha scelto di tornare dopo aver fatto un bilancio della ‘didattica a distanza’ allestita dal suo ateneo. I risultati sono stati buoni così e, visto che anche nel prossimo anno accademico si proseguirà con una formula “blended” (un po’ in presenza e un po’ online), ne ha approfittato per risparmiare sulle spese che inevitabilmente pesano sui fuori sede.
Tanti rimangono, comunque: sono circa l’80% dei fuori sede di vecchia data (a cui vanno aggiunte le matricole). Ma anche loro sembrano confusi. Basti pensare che, alla fine di agosto, più 1 su 2 ancora non ha un alloggio per il prossimo anno e, tra questi, circa la metà è indeciso su quale soluzione sia migliore. Le variabili da considerare sono molteplici, molte della quali ancora una volta ruotano attorno all’emergenza sanitaria: dall’opportunità di condividere spazi con degli sconosciuti alla crisi del mercato degli affitti. Valutazioni che hanno fatto persino quelli che, apparentemente, sembrano avere le idee chiare: tra chi ha già provveduto alla sistemazione per settembre, il 15% ha cambiato casa.
Partendo da queste premesse è facile immaginare perché, analizzando le scelte abitative dei “decisi” e confrontandole con quelle di dodici mesi fa, si assista a un vero e proprio boom per gli appartamenti interi e a una leggera flessione per le coabitazioni. A parte quelli che per motivi economici sono “costretti” alla convivenza, in generale la necessità di distanziamento sociale unita alle favorevoli condizioni di mercato ha fatto crescere il ricorso agli appartamenti del 70% rispetto a dodici mesi fa: il 27% infatti, ha puntato sulla casa da solo (nel 2019, di questi periodi, il dato si fermava al 16%); mentre le stanze in case condivise finora hanno attirato il 60% dell’utenza (un anno fa erano il 66%); dimezzato l’appeal di collegi e convitti (dal 10% al 5%), stabile quello degli studentati (8%).
I costi? Il 44% prevede di spendere tra i 200 e i 400 euro al mese, il 23% anche di più (tra i 400 e i 600 euro al mese), il 13% pensa addirittura che sforerà questo tetto, solo 1 su 5 crede di riuscire a contenere le uscite per l’affitto nei 200 euro mensili. Spese che, in quasi la metà dei casi (46%), saranno a carico esclusivo dei genitori; il 13%, al contrario, cercherà di lavorare per rendersi indipendente anche dal punto di vista economico; l’11% farà a metà con la famiglia, il 23% chiederà (oppure ha già) una borsa di studio.
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Vertice sulla scuola, scontro tra governo e Regioni
Fontana: ‘Dall’esecutivo solo dubbi, servono certezze’. Boccia: ‘Ci sarà coordinamento permanente’
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26 agosto 2020
16:48
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Il governo accelera sulle linee guida per la riapertura delle scuole: oggi c’è stato il vertice in videoconferenza con Regioni ed enti locali, convocato dal ministro degli Affari Regionali Boccia con i ministri Azzolina, Speranza e De Micheli. Hanno partecipato anche il capo della Protezione Civile Borrelli e il commissario Arcuri. Tra i nodi un protocollo unico per la gestione di eventuali casi di Covid all’interno delle scuole e quello dei trasporti.
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GESTIONE DEI CASI – ‘Il documento dell’Iss sulla gestione di eventuali casi Covid nelle scuole è “robusto e strutturato” e vale come “protocollo condiviso da adottare in tutto il paese” anche se resta “un testo aperto che potrà essere arricchito con il passare dei giorni, un vademecum per l’apertura delle scuole che può essere sempre aggiornato con l’esperienza sul campo”, ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza durante la videconferenza tra governo e regioni.
‘Abbiamo il dovere di dare a famiglie e scuole la garanzia di ricominciare nella massima sicurezza. Per questo motivo il coordinamento con Regioni e enti locali sarà un coordinamento convocato in maniera permanente fino all’avvio dell’anno scolastico per intervenire in tempo reale se dovesse presentarsi qualsiasi necessità”. Così il ministro Francesco Boccia al vertice sulla scuola. Boccia ha definito il documento elaborato dall’Iss “serio” su come gestire casi di contagio nelle scuole o tra le famiglie di studenti e personale della scuola e ha proposto ai Presidenti di Regione e agli enti locali di adottare formalmente in Conferenza Unificata il documento Iss “con eventuali integrazioni o suggerimenti operativi per le attività delle asl sui territori”.
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“L’obiettivo dev’essere ottenere un documento condiviso da applicare su tutti dalla Valle D’Aosta alla Sicilia”, ha aggiunto.
Per l’Emilia Romagna c’è il via libera al documento dell’Iss sulla gestione dei casi Covid nelle scuole ma serve condividerlo con tutte le Regioni domani in conferenza delle regioni, ha detto il presidente Stefano Bonaccini al vertice, durante il quale ha posto il tema degli organici degli insegnanti e del traporto pubblico locale “perché se non si interviene in questi giorni chiarendo i limiti delle capienze sul trasporto pubblico locale si rischia il caos”.
Fontana invece attacca: ‘Dal Governo solo dubbi e incertezze. Sindaci, presidi, insegnanti e governatori attendono invece risposte concrete e attuabili. Non è più possibile andare oltre’, ha detto il presidente della Lombardia, commentando la videoconferenza sulla riapertura delle scuole. “E’ giusto fare questa premessa – ha aggiunto – perché siano chiare le responsabilità di un disordinato e inaccettabile avvio del nuovo anno scolastico”. Ingressi scaglionati a scuola e ancora didattica a distanza: Fontana considera “necessario” cambiare modello per far partire l’anno scolastico. “Appare evidente – ha detto dopo l’incontro delle Regione con i ministri coinvolti – che, per quanto stiamo apprendendo in queste ore, sarà necessario un cambiamento del modello di organizzazione scolastica con scaglionamento degli orari di ingresso e di uscita combinato alla didattica a distanza”.
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Critico anche Toti: “L’ennesima riunione con il Governo, a pochi giorni dall’inizio della scuola, si è conclusa con un nulla di fatto: nessuna decisione sull’uso o meno delle mascherine in aula né sulle modalità di rientro così come sul trasporto pubblico locale”, scrive il governatore ligure. “E’ impensabile far tornare le persone al lavoro e a scuola con le regole ventilate in questi giorni dal Governo per il trasporto pubblico locale. Dobbiamo fare i conti con i mezzi che abbiamo e, per garantire che tutti possano arrivare a destinazione nei tempi previsti, è indispensabile che non ci siano regole che risulterebbero totalmente inapplicabili”. “Credo che il no all’obbligo della mascherina in classe sia una posizione ampiamente condivisa dalle Regioni. Così ho sentito esprimersi tanti governatori, mi sembra poco proponibile tenere i bambini seduti con una mascherina per molte ore”, aveva affermato il governatore ligure stamani a Genova. “La mascherina non è l’unico problema che abbiamo, va risolto quello della rilevazione della temperatura, come portare a scuola i ragazzi su un sistema di trasporto pubblico per il quale il Governo continua a dare regole impraticabili, così come i banchi singoli, che non sappiamo a chi sono stati ordinati”.
Nel caso si imponesse la necessità dell’utilizzo delle mascherine anche in classe per gli studenti, laddove dunque non fosse possibile il distanziamento, si potrebbe valutare l’utilizzo dei dispositivi di protezione in maniera differenziata a seconda delle situazione e dei territori, attraverso specifici parametri di riferimento che potrebbero essere variabili a seconda degli indici di contagio e di eventuai focolai”. E’ una delle proposte dei governatori, a quanto si apprende da fonti della Conferenza delle Regioni, sull’eventuale utilizzo delle mascherine in classe. Aspetto sul quale nei prosismi giorni si pronuncerà il Comitato Tecnico Scientifico. In generale, le Regioni si dicono contrarie all’uso delle mascherine in classe laddove fosse consentito il distanziamento e che fossero utilizzate solo negli spostamenti e nei locali comuni.
“O c’è la distanza di un metro o c’è la mascherina, serve buon senso. Sarà molto difficile farla tenere a bambini da 6 e 10 anni, ma dobbiamo ridurre le chance che il virus circoli e la mascherina è sicuramente un ausilio importante quando i bambini sono vicini. Quando sono distanti a mio avviso se ne può fare a meno”. Così il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, durante la trasmissione L’aria che tira, su La7, rispondendo in merito all’uso della mascherina in classe.
ORGANICO – Sul fronte del personale scolastico la ministra Azzolina rassicura: “Grazie alle risorse stanziate per l’emergenza ci saranno oltre 70mila unità di organico in più per la ripartenza tra docenti e Ata”, ha detto la titolare dell’Istruzione durante il vertice. E da venerdì prossimo saranno distribuiti i primi banchi monoposto alle scuole, mentre comincia oggi la distribuzione di mascherine e gel per i vari istituti. E’ quanto avrebbe fatto sapere la struttura commissariale per l’Emergenza nell’ambito del vertice, al quale ha partecipato anche Arcuri.
TRASPORTI – Resta la questione trasporti il nodo principale emerso dopo il vertice. Dopo un confronto serrato tra i governatori e l’Esecutivo, è stato concordato che le Regioni presenteranno delle proposte per far fronte al tema del trasporto pubblico, in particolare per le ore di punta che coincidono con gli orari di entrata e uscita dalle scuole. A quanto si è appreso il ministro De Micheli sarebbe disponibile ad eventuali deroghe sul tema. Più cauto, invece, il ministro Speranza, che ricorda le indicazioni del Cts, contrario ad eventuali deroghe rispetto a quanto già stabilito per la tutela della sicurezza.
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Intanto due delle proposte emerse nel confronto tra De Micheli e i rappresentanti delle Regioni per il trasporto pubblico locale sono: l’adozione a bordo dei mezzi di separatori morbidi coerenti con le prescrizioni di sicurezza e la differenziazione degli orari di apertura e di chiusura delle scuole, che permetterà di diluire nel tempo i flussi di accesso. Tra le altre proposte relative al trasporto pubblico locale spiegate dalla ministra, per l’incremento della capienza in condizioni di sicurezza sui mezzi ci sono la definizione più ampia del concetto dei congiunti, estesa anche a compagni di classe e di lavoro, e dei tempi di permanenza a bordo per derogare al distanziamento di un metro, certificazione dei sistemi di aerazione e filtraggio dei mezzi, obbligo di mascherina chirurgica e differenziazione degli orari per diluire i flussi di passeggeri.
La Commissione Trasporti delle Regioni ha chiesto al governo di valutare il “principio del gruppo abituale esteso ai componenti della stessa classe per derogare al metro di distanziamento per il raggruppamento di ragazzi che viaggiano insieme”. La proposta potrebbe essere passata al vaglio del Comitato Tecnico Scientifico che dovrebbe riunirsi nel pomeriggio.
Intanto sono partiti nel Paese i test sierologici al personale della scuola, mettendo già in luce una serie di dati che alimentano timori. Solo in Umbria i 1.334 test sierologici per il Covid ai quali è stato sottoposto il personale scolastico hanno evidenziato che 20 persone sono entrate a contatto con il virus: sono momentaneamente in isolamento in attesa del risultato del tampone. Ci sono invece sei casi di positività tra i test Covid effettuati tra il personale scolastico nel Trevigiano, ora richiamato per effettuare il tampone. E a Bergamo sono già oltre seimila le persone prenotate per il sierologico in vista della riapertura dei plessi scolastici. “Potremmo avere rilevazioni positive alte, fino al 50% anche in altre aree”, avverte Maddalena Gissi della Cisl Scuola.
Per arginare difficoltà e preoccupazioni, gli Enti proseguono in ordine sparso con propri provvedimenti: a Roma il Comune ha stabilito che la misurazione della temperatura sarà per bimbi, genitori, prof e a tutti gli altri operatori direttamente nei nidi e nelle scuole dell’infanzia così come la Campania ha deciso di acquistare termoscanner da assegnare agli istituti scolastici. In Sardegna i collegi dei docenti per diversi istituti saranno ancora a distanza, su piattaforme telematiche.
E in qualche scuola nella Capitale, nonostante l’arrivo dei banchi, sarà necessario ricorrere comunque alla didattica a distanza.
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Cina denuncia: ‘Un aereo spia Usa nella nostra no-fly zone’
‘Ci opporremo con forza a queste azioni provocatorie’ dice portavoce ministero Difesa, Wu Qian. Presentata protesta formale contro gli Usa
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PECHINO
26 agosto 2020
10:13
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Un aereo spia americano è entrato nella no-fly zone cinese dove erano in corso manovre militari: è la denuncia del portavoce del ministero della Difesa, Wu Qian, secondo cui un jet U-2 da ricognizione ha volato senza permesso nella regione militare settentrionale dell’Esercito popolare di liberazione. “Ha seriamente interferito nelle normali attività delle manovre e gravemente violato il codice di condotta sulla sicurezza bilaterale, per aria e mare, e le norme internazionali”. L’azione Usa, definita “un’ovvia provocazione”, avrebbe potuto “facilmente portare a errori di giudizio e perfino a incidenti”.
“La Cina si oppone con forza a queste azioni provocatorie e ha presentato protesta formale contro gli Stati Uniti”, ha aggiunto Wu.
Il disappunto di Pechino è maturato sullo sfondo delle forti tensioni tra Washington e Pechino, che spaziano ormai dalle questioni militari, a quelle commerciali e politiche. Le forze navali statunitensi conducono regolarmente operazioni vicino a Taiwan e nel mar Cinese meridionale, sfidando le rivendicazioni territoriali di Pechino nella regione.
L’aereo Usa da ricognizione sarebbe arrivato da una base militare in Corea del Sud, sorvolando il golfo di Bohai, dove anche la portaerei cinese Shandong stava prendendo parte alle esercitazioni iniziate lunedì, giorno in cui Pechino ha avviato manovre anche nel mar Cinese meridionale.
In una dichiarazione, le forze armate Usa hanno affermato che il volo dell’U-2 rientrava “nell’ambito delle norme e dei regolamenti internazionali accettati” e che il personale dell’ aeronautica del Pacifico “continuerà a volare e a operare ovunque il diritto internazionale lo consenta, al momento e al passo scelto da noi”.
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Nuovo boom contagi 1.367, i morti sono 13
Raddoppia aumento positivi Covid, boom malati in isolamento
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
26 agosto 2020
17:57
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Nuovo boom di contagi per il Covid in Italia: sono 1.367 (contro gli 878 di ieri) quelli registrati nelle ultime 24 ore. E’ il dato più alto dagli inizi di maggio.
Sono 13 i morti, in aumento rispetto ai 4 di ieri. I tamponi sono stati 93.529, quasi 20 mila più di ieri, secondo i dati del ministero della Salute. Dopo quello di oggi, il dato più alto degli ultimi mesi si era registrato domenica scorsa, quando i contagi in un giorno erano stati 1.210.
E’ raddoppiato l’incremento delle persone attualmente positive al Covid in Italia, che nel complesso sono ora 20.753.
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L’incremento è di 1.039 persone a fronte delle 519 di ieri. Il dato si registra per la forte spinta del numero delle persone in isolamento: 1.039. Calano di tre unità i ricoveri (in tutto 1.055) e aumentano di tre quelli in terapia intensiva (da 66 a 69). I guariti oggi sono 314 per un totale di 206.329. Il totale delle vittime è di 35.458 (+13). Quest’ultimo dato include anche gli 11 decessi in Veneto, tra i quali sono conteggiate alcune persone malate recentemente, ma decedute dopo essersi già negativizzate.
Solo una regione, la Valle d’Aosta, non fa registrare nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore. La regione con più positivi torna ad essere la Lombardia (269), seguita da Lazio (162), Toscana (161), Veneto (147), Campania (135) ed Emilia Romagna (120).
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Pressing Pd su legge elettorale in vista del referendum. M5s: ‘Noi disponibili’
Zingaretti ribadisce il patto di governo. Crimi: ‘Noi ci siamo’
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26 agosto 2020
18:32
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Continua il dibattito politico in vista del referendum sul taglio del numero dei parlamentari e dalle pagine del Corriere della sera il leader del Pd Nicola Zingaritti ribadisce la richiesta che la modifica costituzionale si accompagni alla riforma della legge elettorale: “Sosteniamo da sempre la riduzione del numero dei parlamentari – dice il segretario Dem – tuttavia per votare Sì e far nascere il governo abbiamo chiesto modifiche dei regolamenti parlamentari e una nuova legge elettorale, per scongiurare rischi di distorsioni nella rappresentanza e tutelare adeguatamente i territori, il pluralismo e le minoranze. Tutta la maggioranza ha sottoscritto questo accordo, ora faccio un appello affinché sia onorato”. E, sulla questione, arriva la replica M5s: “L’avvicinarsi della data del referendum sul taglio dei parlamentari – dice il capo politico del Movimento Vito Crimi – ripropone contestualmente quello della legge elettorale. Su questo tema centrale il Movimento 5 Stelle si è già espresso chiaramente, più volte e a più voci: i patti li rispettiamo e siamo disponibili a dare il nostro contributo in qualunque momento”.
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Migranti: il governo ha impugnato l’ordinanza di Musumeci
Il documento prevede la chiusura degli hotspot dell’isola. “E’ materia competenza Stato”
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26 agosto 2020
19:43
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Il Governo ha impugnato l’ordinanza del presidente della Sicilia Nello Musumeci che prevede la chiusura degli hotspot e dei centri di accoglienza per migranti presenti sull’isola. Lo si apprende da fonti governative, secondo le quali il ricorso è già stato notificato alla controparte e ne è in corso il deposito presso il Tar della Sicilia.
Alla base dell’impugnazione la considerazione che la gestione del fenomeno migratorio è competenza dello Stato, non delle Regioni. “Quella firmata dal governatore Nello Musumeci – ha detto in mattinata il ministro per il Sud Provenzano – è un’ordinanza priva di ogni fondamento giuridico perché interviene su una materia sulla quale la Regione o il presidente della Regione non ha alcuna competenza. E visto che è una persona che conosce le leggi e di esperienza temo che sia soltanto il manifesto di propaganda e polemica politica. Non vorrei che si utilizzassero i problemi della Sicilia per fornire argomenti alla campagna elettorale di Salvini nelle altre regioni. Tutto questo non sarebbe accettabile”.
“Il governo centrale vuole riaffermare la sua competenza sui migranti. Mi verrebbe da dire: bene, la eserciti pure e intervenga come non ha fatto in questi mesi. La Sicilia difenderà la propria decisione davanti al giudice amministrativo. Ma nessuno pensi che un ricorso possa fermare la nostra doverosa azione di tutela sanitaria. Compete a noi e non ad altri. E su questa strada proseguiremo”, commenta a caldo Musumeci.
Intanto è in corso di predisposizione un nuovo bando per reperire altre navi-quarantena per ospitare i migranti che sbarcano in Italia, alleggerendo le strutture a terra. Lo si apprende da fonti del Viminale. Tra oggi e domani, si apprende inoltre, saranno circa 850 i migranti che saranno trasferiti da Lampedusa sulle navi quarantena Azzurra e Aurelia. Complessivamente, nel corso dell’estate, i migranti trasferiti dalla Sicilia in altre regioni sono stati oltre 4.000.
