Ultimo aggiornamento 4 Ottobre, 2020, 15:27:14 di Maurizio Barra
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Arriva “norma Willy”, Daspo e pene più severe a violenti. La famiglia: ‘Non altre norme ma pene certe’
Misure in arrivo con il nuovo decreto sicurezza, multe più salate
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04 ottobre 2020
11:57
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Un inasprimento delle pene per il reato di rissa e il Daspo dai locali pubblici e di intrattenimento per chi sia stato denunciato o condannato per atti di violenza fuori da un locale. E’ la novità che i ministri Alfonso Bonafede e Luciana Lamorgese, a quanto si apprende, si preparano a introdurre nel decreto sicurezza.
Una “norma Willy” che arriva dopo l’uccisione del giovane fuori da una discoteca e aumenta le pene per chi abbia partecipato a una rissa, facendo salire la multa da 309 a 2000 euro e la reclusione – se qualcuno resta ferito o ucciso nella rissa – da un minimo di sei mesi a un massimo di sei anni (ora va da tre mesi a cinque anni). Per i protagonisti di disordini o di atti di violenza il questore può disporre il Daspo da specifici locali o esercizi pubblici: se violato c’è la reclusione fino a due anni e una multa fino a 20.000 euro.
“La famiglia di Willy vuole una pena certa e giustizia. Come avvocato non credo che legiferare in emergenza sia la cosa più saggia. Già adesso ci sono norme severe ma bisogna far sì che le pene siano espiate e abbiano funzione educativa”. Così l’avvocato Domenico Marzi, legale della famiglia di Willy Monteiro Duarte, interpellato in merito alla norma che sarà inserita nel decreto sicurezza in cui si prevedono pene più severe e daspo per chi commette violenze fuori ai locali. “Bisognerebbe valutare perché episodi del genere si verificano e a chi sono ascrivibili – prosegue l’avvocato Marzi – occorrerebbe una maggiore vigilanza ad esempio nelle palestre e nelle scuole, magari allungando la permanenza anche pomeridiana”.
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Si inasprisce il Daspo nei confronti degli spacciatori e arriva una norma per contrastare il traffico di droghe via web. Sono due novità che, a quanto si apprende, compaiono nell’ultima bozza del decreto sicurezza atteso domani in Cdm. Il questore, in base alle nuove norme, potrà disporre il divieto di accesso in specifici locali a chi sia stato denunciato o condannato, anche in via non definitiva, per lo spaccio davanti a scuole, università, negozi o locali: chi viola il Daspo incorrerà nella reclusione da sei mesi a due anni (ora è prevista la sospensione della patente) e in una multa da 8.000 a 20.000 euro. Un’altra norma dispone la creazione di un elenco di siti web usati per lo spaccio cui deve essere inibito l’accesso dai fornitori di connettività a internet: le violazioni sono sanzionate con multe da 50mila a 250mila euro.
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S.Francesco: Acquaroli, stimolo per impegno istituzionale
Presidente Marche, grande responsabilità accensione lampada
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ASSISI
04 ottobre 2020
13:51
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L’accensione della lampada votiva sulla tomba di San Francesco ad Assisi, a nome delle Regioni italiane, “è una grande responsabilità, una grande testimonianza”. Così il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli che ha presenziato alla cerimonia, accanto alla presidente dell’Umbria Donatella Tesei, a sua volta accanto al premier Giuseppe Conte, insieme alla folta delegazione marchigiana. La sindaca di Ancona, Valeria Mancinelli ha acceso la lampada che arde perpetuamente dopo aver versato l’olio donato dalle Marche. L’accensione, ha detto Acquaroli, “racchiude anche un messaggio importante che bisogna testimoniare, per rilanciare i valori del francescanesimo, in questo momento così difficile a causa della crisi economica, della pandemia e della ricostruzione che lascia al di fuori delle proprie abitazioni ancora tante famiglie e intere comunità. Ad Assisi cogliamo lo stimolo a concretizzare il nostro impegno istituzionale per essere portatori dei valori su cui si fondano la nostra repubblica e la nostra democrazia”.
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Papa: doveroso rispettare diritto di ognuno a migrare
Bergoglio in ‘Fratelli tutti’: ‘Basta cultura dei muri, la paura è humus per mafie’
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CITTÀ DEL VATICANO
04 ottobre 2020
12:30
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“E’ nostro dovere rispettare il diritto di ogni essere umano di trovare un luogo dove poter non solo soddisfare i suoi bisogni primari e quelli della sua famiglia, ma anche realizzarsi pienamente come persona”, afferma papa Francesco in ‘Fratelli tutti’, nel quarto capitolo “Un cuore aperto al mondo intero”. “Certo – concede -, l’ideale sarebbe evitare le migrazioni non necessarie e a tale scopo la strada è creare nei Paesi di origine la possibilità concreta di vivere e di crescere con dignità, così che si possano trovare lì le condizioni per il proprio sviluppo integrale”.
Il Papa indica “alcune risposte indispensabili, soprattutto nei confronti di coloro che fuggono da gravi crisi umanitarie”. Per esempio: “incrementare e semplificare la concessione di visti; adottare programmi di patrocinio privato e comunitario; aprire corridoi umanitari per i rifugiati più vulnerabili; offrire un alloggio adeguato e decoroso; garantire la sicurezza personale e l’accesso ai servizi essenziali; assicurare un’adeguata assistenza consolare, il diritto ad avere sempre con sé i documenti personali di identità, un accesso imparziale alla giustizia, la possibilità di aprire conti bancari e la garanzia del necessario per la sussistenza vitale; dare loro libertà di movimento e possibilità di lavorare; proteggere i minorenni e assicurare ad essi l’accesso regolare all’educazione; prevedere programmi di custodia temporanea o di accoglienza; garantire la libertà religiosa; promuovere il loro inserimento sociale; favorire il ricongiungimento familiare e preparare le comunità locali ai processi di integrazione”.
Per quanti sono arrivati già da tempo e sono inseriti nel tessuto sociale, osserva, “è importante applicare il concetto di ‘cittadinanza’, che ‘si basa sull’eguaglianza dei diritti e dei doveri sotto la cui ombra tutti godono della giustizia. Per questo è necessario impegnarsi per stabilire nelle nostre società il concetto della piena cittadinanza e rinunciare all’uso discriminatorio del termine minoranze, che porta con sé i semi del sentirsi isolati e dell’inferiorità; esso prepara il terreno alle ostilità e alla discordia e sottrae le conquiste e i diritti religiosi e civili di alcuni cittadini discriminandoli'”. Comunque, “al di là delle diverse azioni indispensabili, gli Stati non possono sviluppare per conto proprio soluzioni adeguate ‘poiché le conseguenze delle scelte di ciascuno ricadono inevitabilmente sull’intera Comunità internazionale'”. Pertanto “le risposte potranno essere frutto solo di un lavoro comune”, dando vita ad una legislazione (governance) globale per le migrazioni. In ogni modo occorre “stabilire progetti a medio e lungo termine che vadano oltre la risposta di emergenza. Essi dovrebbero da un lato aiutare effettivamente l’integrazione dei migranti nei Paesi di accoglienza e, nel contempo, favorire lo sviluppo dei Paesi di provenienza con politiche solidali, che però non sottomettano gli aiuti a strategie e pratiche ideologicamente estranee o contrarie alle culture dei popoli cui sono indirizzate”.
“Paradossalmente, ci sono paure ancestrali che non sono state superate dal progresso tecnologico”, afferma papa Francesco in “Fratelli tutti”, nel capitolo “Le ombre di un mondo chiuso”. Riappare “la tentazione di fare una cultura dei muri, di alzare i muri, muri nel cuore, muri nella terra per impedire questo incontro con altre culture, con altra gente. E chi alza un muro, chi costruisce un muro finirà schiavo dentro ai muri che ha costruito, senza orizzonti. Perché gli manca questa alterità”. Inoltre, “la solitudine, le paure e l’insicurezza di tante persone, che si sentono abbandonate dal sistema, fanno sì che si vada creando un terreno fertile per le mafie. Queste infatti si impongono presentandosi come ‘protettrici’ dei dimenticati, spesso mediante vari tipi di aiuto, mentre perseguono i loro interessi criminali”.
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Conte da Assisi, Covid non è ancora sconfitto
Il premier invita a non “disperdere i sacrifici” fatti
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PERUGIA
04 ottobre 2020
12:02
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“L’Italia che sta faticosamente uscendo dalla pandemia dovrà essere una comunità rigenerata: il nemico non è stato ancora sconfitto, siamo consci che non possiamo disperdere i sacrifici compiuti”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte ad Assisi, in occasione delle celebrazioni della festa di San Francesco parlando dal loggiato del Sacro Convento di Assisi.
“San Francesco – ha detto ancora Conte – ci parla oggi forse più che mai. La drammatica crisi sanitaria causata dall’epidemia da Covid 2019 ci sta ponendo interrogativi fondamentali sulla vita e sulla morte. Ci porta a ripensare a ciò che veramente conta nella vita. L’uomo si è dovuto misurare con un nemico invisibile, che ha sconvolto le nostre esistenze causando inquietudine e rabbia, sofferenza. Coloro che non sono stati colpiti dal virus sono stati costretti ad allontanarsi dagli affetti più cari. Riscopriamo il valore dell’essenziale, di ciò che è invisibile agli occhi ma decisivo per l’esistenza”.
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Sala, come cittadino non mi sento tutelato da Gallera
“Ha penato di candidarsi durante una pandemia”
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MILANO
04 ottobre 2020
12:30
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“Da Gallera non mi sento tutelato come cittadino lombardo nel suo ruolo”: il sindaco di Milano Giuseppe Sala lo ha detto parlando della polemica sulla disponibilità di vaccini antinfluenzali fra Palazzo Marino e la Regione.
“Le affermazioni di Gallera sfiorano il ridicolo anzi sono ridicole – ha rincarato – . Le fa uno che ha fatto politica senza che nessuno se ne accorgesse per un sacco di anni, nel momento in cui ha avuto visibilità mediatica ha pensato di candidarsi per fare il sindaco nel mezzo di una pandemia”.
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Gallera, Sala agghiacciante fa campagna su salute
Assessore, vede crollare sua immagine a punto non ricandidarsi
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MILANO
04 ottobre 2020
14:07
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“Ritengo una vergogna assoluta fare campagna elettorale sulla salute dei più fragili”: l’assessore al Welfare della Lombardia Giulio Gallera parte da questo su Facebook per replicare alle critiche sui vaccini da parte del Comune di Milano e in particolare alle parole del sindaco Giuseppe Sala che oggi ha detto di non sentirsi tutelato come cittadino da Gallera.
L’assessore ha parlato di una cosa “agghiacciante” di una “mossa elettorale” ovvero quella di “dare i vaccini ai dipendenti comunali sani sottraendoli agli anziani, ai malati di tumore e alle donne incinte e tutto questo per ottenere il loro consenso alle elezioni comunali dell’anno prossimo”.
“L’operato mio e di Regione Lombardia nella più grande pandemia dal dopoguerra che ha travolto la nostra regione quale prima area del mondo occidentale – ha aggiunto – verrà giudicato dalla storia e dagli elettori quello che è certo è che questo momento drammatico ha fatto emergere l’assoluta evanescenza e inconsistenza del Sindaco Sala che verrà ricordato per le magliette ‘Milano non si ferma’, per gli aperitivi sui Navigli mentre si riempivano le terapie intensive e per aver mandato in ferie i vigli urbani durante il lockdown”.
“Capisco che vedere crollare la propria immagine di uomo del fare e di successo sia molto doloroso, al punto di decidere di non ricandidarsi per paura di perdere le elezioni – è la sua conclusione -, ma in momento ancora critico e delicato per la salute dei nostri concittadini sarebbe necessario una costruttiva collaborazione istituzionale tuttavia non la si può pretendere da chi nella vita non ha mai agito con ‘spirito di servizio’ ma solo per vanita’ e ambizione personale”.
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M5s:Casaleggio,rifiutato ministero e sopportato calunnie
Anche da chi grazie a mio padre oggi è in posizione importante
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04 ottobre 2020
14:41
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“Per 15 anni ho prestato la mia attivitá gratuitamente per un’idea di partecipazione collettiva. Quando mi è stata offerta la guida di un ministero, ho rifiutato pensando che il ruolo di supporto del movimento fosse piú importante. Ho sempre rispettato i ruoli anche quando non ero d’accordo con le scelte prese”. Lo scrive sul blog delle Stelle Davide Casaleggio, presidente di Rousseau. “Ho dovuto sopportare insinuazioni, attacchi e calunnie nei miei confronti e nei confronti di mio padre anche da persone che grazie al nostro lavoro ricoprono oggi posizioni importanti. Il mio silenzio negli anni è stato un atto di profondo rispetto nei confronti di chi ha creduto nel nostro sogno, così come oggi ritengo sia doveroso parlare per onestà intellettuale”.
“Garantiremo – dice in un altro passaggio – le attività che verranno richieste dal Capo Politico del M5s, così come abbiamo sempre fatto con serietà e lealtà, per la realizzazione del percorso che il Movimento riterrà di voler fare, ma qualora, per qualche motivo, si avviasse la trasformazione in un partito, il nostro supporto non potrà più essere garantito, dal momento che non sarebbe più necessario poiché verrebbero meno tutti i principi, i valori e i pilastri sui quali si basa l’identità di un Movimento di cittadini liberi e il suo cuore pulsante di partecipazione che noi dobbiamo proteggere”. Lo scrive sul blog delle Stelle Davide Casaleggio, presidente dell’associazione Rousseau.
“Vi consiglio di leggere. Buon compleanno Movimento 5 Stelle”. Lo scrive Alessandro Di Battista su Facebook, rilanciando il post scritto dal presidente dell’Associazione Rousseau, Davide Casaleggio, in cui prende posizione contro il “partitismo” e l’ipotesi di trasformazione del Movimento in un partito. VAI ALL’ECONOMIA
