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Ultimo aggiornamento 17 Novembre, 2020, 12:49:23 di Maurizio Barra

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DALLE 00:32 ALLE 12:49 DI MARTEDì 17 NOVEMBRE 2020

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Recovery: Delrio,veto miope ma non rinunceremo a democrazia
Perderemo tempo prezioso ma non rinunceremo a sostegno Ue
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17 novembre 2020
00:32
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“Abbiamo bisogno di un’Europa solidale ed efficiente. Bloccare Next generation Eu, come stanno facendo Ungheria e Polonia, per interessi nazionali è miope e inutile: purtroppo perderemo tempo prezioso, ma non rinunceremo al sostegno europeo e neanche ai principi di democrazia e libertà che ci hanno garantito decenni di pace e sviluppo”.
Lo ha scritto su Facebook Graziano Delrio, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
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Covid: Acquaroli, pensiamo a ordinanza anti-assembramento
Marche,”effetto ‘arancione’ poco incisivo su tale atteggiamento”
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ANCONA
17 novembre 2020
12:05
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La Regione Marche pensa a “un’ordinanza anti-assembramento”. Lo ha annunciato a margine della seduta del Consiglio regionale delle Marche il presidente Francesco Acquaroli.
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Nel pomeriggio il presidente incontrerà sindacati e associazioni anche per condividere questo tipo di soluzione. “Crediamo che questa ordinanza sia più che mai attuale – osserva Acquaroli – passando da zona gialla ad arancione, nella regione i cambiamenti sono stati l’impossibilità, salvo comprovate motivazioni di salute o lavoro, di cambiare comune e la chiusura dei ristoranti e dei bar. Di fatto – prosegue – non si va a combattere quelle situazione dove purtroppo i cittadini, anche involontariamente, creano assembramento e c’è una possibilità per il virus di passare da persona a persona”. “Fra tutti questi provvedimenti – continua – proprio quelli contro gli assembramenti sono i provvedimenti più sensati. Siccome riteniamo che l’ordinanza ‘arancione’ abbia un effetto poco incisivo su questo tipo di atteggiamenti, riteniamo di prendere quel tipo di atteggiamento a tutela della salute dei cittadini anche perché non vorremmo trovarci tra due settimane a dover discutere di una situazione borderline – conclude – ma vorremmo mettere in campo tutte le forze e le energie per coinvolgere i cittadini a superare questa fase”.
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Covid: Fontana, ha rallentato Lombardia ma non l’ha fiaccata
‘Reagiremo fino a quando non avremo sconfitto il virus’
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MILANO
17 novembre 2020
10:56
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“La pandemia ha rappresentato una battuta d’arresto nella crescita che la nostra Regione stava portando avanti fino a febbraio. La Lombardia è la più grande regione d’Italia e una delle prime in Europa, è l’unica che può confrontarsi con il mondo intero.
Questo pandemia ha rallentato questo suo modo di essere ma sicuramente non l’ha bloccato, non l’ha fiaccato”. E’ quanto ha sottolineato il governatore lombardo Attilio Fontana nel suo intervento alla cerimonia annuale della Rosa Camuna, la massima onorificenza riconosciuta dalla Regione.
“Io sono convinto che questa voglia di reazione ci sia – ha aggiunto Fontana – e continuerà ad animarci finché non avremo sconfitto questo maledetto virus”.
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Covid: Bonaccini, sto meglio ma devo rispettare il riposo
‘Seguo il consiglio dei medici per uscirne il prima possibile’
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BOLOGNA
17 novembre 2020
11:55
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“Come saprete, nei giorni scorsi ho passato una notte in ospedale per una serie di accertamenti.
I risultati, per fortuna, sono stati buoni, con parametri medici nella norma, e già nel pomeriggio ero di nuovo a casa, dove sto proseguendo il periodo di isolamento e le terapie per curare la polmonite bilaterale che mi ha colpito”.
Lo scrive il presidente della Regione Emilia-Romagna e della conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini, in un aggiornamento su Facebook sulle sue condizioni. “Mi sento comunque meglio. Per chi conosce il mio carattere e come son fatto, sa che per me fermarmi non è facile, tuttavia devo rispettare il riposo che i sanitari mi hanno consigliato, per uscirne il prima possibile”, aggiunge il governatore, che ringrazia “per i tantissimi messaggi che continuano ad arrivarmi in queste ore. Anche da persone a me sconosciute. Per un saluto, un incoraggiamento. Per chiedermi come sto. La cosa mi commuove e mi fa sentire forti affetto e vicinanza”. Oggi Bonaccini non presiede la riunione delle Regioni, sostituito dal vicepresidente Toti. Per l’Emilia-Romagna è presente il sottosegretario Davide Baruffi.
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Le Regioni vogliono cambiare colore, pressing sul governo
Oggi si riuniscono. Ipotesi ‘allentamenti’ dalla 3/a settimana
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17 novembre 2020
11:46
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Dopo due settimane di misure restrittive per le regioni rosse e arancioni potrebbero essere possibili, nella terza settimana, quella di monitoraggio e verifica, “allentamenti per alcune aree, ma questa cosa va ancora stabilita”. Una fonte del governo apre con estrema cautela alla speranza per i territori più penalizzati dalle norme anti-Covid, mentre resta prevalente la linea del rigore e non si spegne la polemica di alcuni governatori in vista delle prossime ‘pagelle’ sul contra
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Il pressing sull’esecutivo ha i toni decisi di Massimiliano Fedriga, presidente del Friuli Venezia Giulia (arancione), che ha chiesto e ottenuto per oggi una riunione straordinaria della Conferenza delle Regioni. “Potremo finalmente confrontarci sui criteri applicati dal Comitato tecnico scientifico rispetto ai dati forniti a livello regionale – dice l’esponente leghista -. È un atto dovuto per chiarezza nei confronti dei cittadini e delle imprese della mia regione”.

Sabato scorso Fedriga, dopo la decisione del governo di applicare al Friuli le misure per la zona arancione, aveva ritirato l’ordinanza appena emessa che prevedeva già regole più rigorose.
Ora il governatore parla di “discutere delle scelte che determinano il passaggio in una o nell’altra fascia”, ma dal governo non sembrano preoccupati che si vogliano mettere in discussione i criteri fissati per la Cabina di regia al ministero della Salute, nella quale sono rappresentate anche le Regioni.

Le prime a essere sottoposte a nuova valutazione saranno, dal 20 novembre, le prime a essere dichiarate rosse, ossia Lombardia, Piemonte, Calabria, Valle d’Aosta ed Alto Adige (Provincia autonoma). La pressione delle categorie produttive – specie ristoratori e commercianti – sui presidenti di Regioni si stanno facendo sempre più forti affinché si agisca sul governo per fargli allentare il più presto possibile la stretta anti-Covid. Si conta di ottenere cambiamenti di fascia dal ministero della Salute anche prima del nuovo Dpcm che dopo il 3 dicembre definirà le regole per le feste natalizie (e per i consumi ad esse connessi).
Ma il meccanismo a tre colori ideato dall’esecutivo con l’ultimo Dpcm prevede dei tempi ben precisi, che il ministro della Salute Roberto Speranza sembra intenzionato a far rispettare senza deroghe. La sottosegretaria Sandra Zampa conferma che l’obiettivo del governo è proseguire “con il modello “delle tre fasce, rossa, arancione e gialla”, mentre viene di nuovo escluso un lockdown totale come quello varato in Austria.
Di fronte a un primo, timido ammorbidimento della curva epidemica non è il momento di mollare la presa, si ragiona nell’esecutivo e nel Comitato tecnico scientifico, soprattutto se si vuole avere qualche possibilità di allentamento del rigore a Natale. Dibattito sulle feste, il cenone e il veglione che peraltro al momento Speranza definisce “lunare”.
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Come ribadisce la fonte di governo: “é scritto. Chi ha un colore ci resta per due settimane minimo”.
Dalla terza in poi, quella della verifica dei dati, a fronte di numeri incoraggianti si può iniziare a parlare di “allentamenti”, esperti permettendo. Ma non sarà facile ottenerli per le Regioni.
Tanto che il presidente della Toscana Eugenio Giani, critico ma collaborativo con il governo dopo l’inserimento della regione in zona rossa, afferma che l’obiettivo è riportarla in zona gialla entro Natale, ma, ammette, “risalire è dura”.
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Shopping fino a sera tardi, nuove ipotesi per il Natale
Per i parenti stretti si pensa a spostamenti anche dalla zona rossa
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17 novembre 2020
11:57
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Negozi per lo shopping aperti a dicembre fino a tardi nelle regioni gialle o arancioni, per “diluire le presenze”. Ma anche “tutela degli affetti” con la possibilità di spostarsi da una zona rossa, solo per ricongiungersi con i parenti più stretti a ridosso dei giorni di festa.
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Sarà un Natale diverso ma non cancellato, quello che emerge dalle ipotesi che circolano nel Governo in queste ore.
Qualche timido allentamento delle misure ad hoc, dunque, ma solo in previsione di dati più confortanti. E nessuno sconto alle Regioni, con il Paese che si tinge progressivamente verso il rosso. Dagli acquisti durante le feste alle raccomandazioni sul cenone, la nuova linea temporale di confine sulle nuove disposizioni anti-Covid è il 3 dicembre, giorno in cui scade l’attuale Dpcm. Tutto dovrebbero essere deciso comunque non prima dell’inizio di dicembre.

Lo sguardo è soprattutto rivolto alla ripartenza dei consumi, con le dovute cautele. L’unica possibile deroga per chi si trova nelle zone rosse potrebbe essere quella di una “tutela degli affetti”, affinché le persone sole non “siano abbandonate”: che tradotto significa la possibilità di festeggiare il Natale con i propri parenti spostandosi in una qualsiasi altra regione. Una ‘riflessione’, quest’ultima, che al momento è al vaglio degli esperti e del Governo.

Impossibile invece stabilire “norme” su chi dovrà stare a tavola per il cenone: in questo caso ci saranno ‘raccomandazioni’ che terranno conto solo del numero massimo di persone al tavolo (al momento è sei) e di prevedere soltanto la presenza di familiari che si frequentano abitualmente. Restano proibiti feste e balli, così come i cenoni in albergo, mentre le piazze saranno chiuse o a numero ristretto, laddove sarà possibile rispettare le distanze. Tra le novità, l’ipotesi di un allungamento degli orari, con i negozi aperti fino alle 22 o alle 23 e sempre con accessi contingentati dei clienti. Negli ultimi giorni erano anche emerse le ipotesi di ‘allungare’ il coprifuoco a mezzanotte, almeno nei giorni di festività, e un accesso ‘a numero chiuso’ nei centri commerciali, per evitare assembramenti.
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Tutto resterà comunque legato ai territori con le diverse disposizioni per le varie zone – rossa, arancione o gialla – e non tutti festeggeranno dunque allo stesso modo. “Le regole si rispettano sempre e in ogni occasione, nella speranza che in quei giorni di fine dicembre le misure siano meno restrittive e la situazione meno drammatica di quanto non lo sia oggi”, spiega la sottosegretaria al ministero della Salute, Sandra Zampa. A chiedere “cautela” è anche il direttore aggiunto dell’Oms, Ranieri Guerra. E il virologo dell’Università Statale di Milano, Fabrizio Pregliasco, commenta: “è chiaro che si dovrà attuare un allargamento delle possibilità di movimento per il Natale, ma dovrà essere un Natale abbastanza sobrio, perché un liberi tutti ci porterebbe, appunto, a una terza ondata”.

Adesso, tra i governatori, c’è chi spera di poter recuperare in vista dei giorni clou di fine anno: riportare la Toscana in zona gialla entro Natale “è l’obiettivo che io mi propongo”, ma “risalire è dura”, annuncia Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana, ricordando che risalire dalla zona rossa o arancione “è dura, perché devi avere dati migliori per 14 giorni in continuità: basta che sballi qualcosa e riparti nel conteggio”.    VAI ALL’ECONOMIA

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