Ultimo aggiornamento 10 Dicembre, 2020, 10:52:03 di Maurizio Barra
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Mes: Camera, ok a risoluzione maggioranza, 314 sì
Scorporato il voto su accordo eurogruppo, 297 sì
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09 dicembre 2020
13:14
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Via libera dell’Aula della Camera alla risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del presidente del Consiglio Giuseppe Conte in vista del prossimo Consiglio europeo. I voti a favore sono stati 314, i contrari 239, 9 gli astenuti.
Per quanto riguarda invece la parte della risoluzione di maggioranza che impegna il governo “a finalizzare l’accordo politico raggiunto all’eurogruppo e all’ordine del giorno dell’eurosummit sulla riforma del trattato del Mes” i voti a favore sono stati 297, 256 i contrari e sette gli astenuti. A chiedere la votazione per parti separate era stato il deputato Gianluca Rospi del gruppo Misto. In questa specifica votazione la maggioranza ha perso voti rispetto a quella che inglobava la maggior parte della risoluzione, che raccolse 314 sì e 239 no Respinta la risoluzione dell’opposizione.
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Bonetti, se non ci sono condizioni ne trarremo conseguenze
Ma lavoriamo sul fatto che ci siano
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09 dicembre 2020
14:14
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“L’ipotesi è che se non ci sono le condizioni per andare avanti ne trarremo le conseguenze, ma lavoriamo sul fatto che ci siano”. Lo ha detto la ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti intervenendo alla trasmissione “Un Giorno da Pecora” su Rai Radio 1.
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Fontana, da domenica Lombardia sarà in zona gialla
‘Speranza mi ha informato che venerdì firmerà ordinanza’
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MILANO
09 dicembre 2020
15:08
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“Da domenica la Lombardia sarà ufficialmente zona gialla”. Lo ha annunciato il presidente della Regione, Attilio Fontana.
“Questa mattina il ministro Speranza mi ha informato che, come per le volte precedenti, venerdì firmerà l’ordinanza, sabato sarà pubblicata e domenica entrerà in vigore”, ha spiegato Fontana, in un post sui social.
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Alitalia: Lazzerini, partenza Ita ad aprile
Caio, non chiediamo altri fondi, sono già tanti
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09 dicembre 2020
17:12
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La partenza della newco di Alitalia, Ita Spa, “potrebbe essere a inizio, intorno aprile”. Lo ha detto l’amministratore delegato della nuova compagnia di Alitalia, Ita Spa, Fabio Lazzerini, in audizione alla commissione Trasporti della Camera, spiegando che il 21 dicembre verrà mandato il piano alle camere, quindi c’è un mese per il parlamento per dare un parere e nel frattempo inizierà il percorso con la commissione Ue.
“Non chiediamo altri fondi, quelli che abbiamo sono tanti e dobbiamo raggiungere gli obiettivi” ha aggiunto il presidente della nuova compagnia di Alitalia, Ita Spa, Francesco Caio.
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Recovery: Conte, spiragli positivi su negoziato in Ue
Serve cautela ma si intravede uno spiraglio
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09 dicembre 2020
17:54
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“Vi anticipo, doverosamente ma con la massima cautela, che nelle ultimissime ore sembrerebbe che si intraveda uno spiraglio positivo nel negoziato” con Polonia e Ungheria sul Recovery fund. Lo dice il premier Giuseppe Conte nel suo intervento in Aula al Senato in vista del Consiglio europeo.
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Brexit: Conte,stasera previsto nuovo aggiornamento negoziale
Vedremo nelle prossime ore quali prospettive concrete
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09 dicembre 2020
17:57
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“Ai temi all’esame di questo Consiglio europeo si potrebbe aggiungere quello della relazione futura tra Unione Europea e Regno Unito, a seguito degli ultimi sviluppi negoziali tra Bruxelles e Londra. Questa sera ci dovrebbe essere un ulteriore aggiornamento sul punto e vedremo quale prospettiva concreta si verrà a delineare nelle prossime ore”.
Lo dice il premier Giuseppe Conte nel suo intervento in Aula al Senato in vista del Consiglio europeo.
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Mes: Casini parteciperà al voto di stasera al Senato
Uscito oggi da clinica a Bologna
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09 dicembre 2020
18:11
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“Il senatore Pier Ferdinando Casini ha lasciato questo pomeriggio la struttura sanitaria di Bologna, in cui nei giorni scorsi si è sottoposto ad un intervento chirurgico, e questa sera sarà presente al voto in Senato sulle Comunicazioni del Presidente del Consiglio dei Ministri in vista del Consiglio europeo del 10 e 11 dicembre 2020”. Lo si legge in una nota.
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Dl sicurezza: Camera, enorme striscione Lega
Con la scritta “Stop decreto clandestini”
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09 dicembre 2020
18:34
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I deputati della Lega hanno esposto nell’Aula della Camera un enorme striscione con la scritta “Stop Decreto Clandestini” ed hanno sventolato dalle tribune del pubblico una gigantografia con Giuseppe Conte e Matteo Salvini quando hanno emanato i decreti sicurezza. Il presidente Fico ne ha chiesto la rimozione, cui si è giunti dopo l’intervento dei commessi.
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De Micheli: confermati collegamenti ferroviari con Svizzera
Dopo colloquio con Sommaruga
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09 dicembre 2020
19:05
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Confermati i collegamenti ferroviari tra Italia e Svizzera: è l’esito del colloquio di oggi tra la ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, e la sua omologa e presidente di turno della Confederazione elvetica, Simonetta Sommaruga. Nel corso della telefonata c’è stata ampia convergenza sulla necessità di assicurare la continuità del trasporto passeggeri tra i due Paesi.
Durante la riunione sono state approfondite e individuate le soluzioni organizzative per assicurare il rispetto delle misure anti-covid e la continuità del servizio di trasporto che nei prossimi giorni tornerà gradualmente alla normalità. Le modalità operative verranno definite attraverso un decreto interministeriale.
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Covid: Mattarella non terrà cerimonia scambio auguri Natale
Per limitazioni imposte dal perdurare della pandemia
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09 dicembre 2020
14:30
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L’Ufficio Stampa della Presidenza della Repubblica comunica che quest’anno, per le limitazioni imposte dal perdurare della pandemia, non avrà luogo al Quirinale la tradizionale cerimonia di scambio degli auguri di fine anno tra il Presidente della Repubblica e i rappresentanti delle Istituzioni, delle Forze Politiche e della Società Civile.
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Card. Bassetti, la salute sta tornando
“Guai Covid stanno scomparendo” annuncia in messaggio
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PERUGIA
09 dicembre 2020
17:34
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“Cari sacerdoti, cari fratelli e sorelle, ormai da qualche giorno sono convalescente qui in episcopio, e vedo che lentamente la salute sta tornando, e certi guai causati dal Covid stanno, un po’ alla volta, scomparendo”: lo sottolinea il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei e arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, reduce dal virus, nel primo messaggio di Avvento alla comunità diocesana.
Diffuso con un audio-video sul canale Youtube del settimanale La Voce.
“Ringrazio il Signore – ha proseguito il cardinale Bassetti – perché così ha voluto: che io rimanessi in vita, e soprattutto perché mi ha restituito a voi, alla mia gente. Avendo più tempo in questo periodo, la mia preghiera, la mia offerta è per voi, è per le famiglie, soprattutto dove ci sono dei malati. È per le famiglie dove ci sono i bambini piccoli. È per le famiglie che, per un motivo o un altro (ne soffro anch’io, e soffro con loro), hanno dei disagi economici. Pensiamo davvero che si provveda, in tutti i sensi, per il bene comune della società, e nessuno abbia a soffrire”.
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Bassetti, Natale sarà particolare ma non più triste
Per presidente Cei “meno pranzi e festa ma Signore lo permette”
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PERUGIA
09 dicembre 2020
17:53
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Il prossimo sarà “un Natale molto particolare, ma non più triste”: così il cardinale Gualtiero Bassetti in un messaggio alla comunità diocesana. Per il presidente della Cei e arcivescovo di Perugia “è con meno luci, con meno alberi, con meno presepi, con meno pranzi, con meno festa, ma questo il Signore lo permette perché diventi più trepida la nostra attesa”.
“Avvento – ha sottolineato ancora il card. Bassetti – vuol dire Gesù che viene. E se Lui viene non possiamo stare fermi.
Nella condizione in cui ci troviamo dobbiamo andargli incontro con amore, perché Lui ha la luce che illumina il mondo, Lui viene a salvarci… Natale è andare incontro a Gesù, mettendo la nostra vita nelle sue mani”.
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Dl sicurezza passa alla Camera, bagarre per uno striscione della Lega
Tre deputati M5s hanno votato contro, 3 si sono astenuti. Srotolato un enorme striscione e una gigantografia di Conte e Salvini. In aula il coro ‘venduti, venduti’ ai cinquestelle
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09 dicembre 2020
20:28
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Via libera dell’Aula della Camera al dl Sicurezza. Il testo, approvato con 279 voti a favore, 232 contrari e nove astenuti, passa al Senato.Sono tre i deputati del M5S che han votato contro il dl Sicurezza nell’Aula della Camera: si tratta di Fabio Berardini, Francesco Berti e Andrea Colletti. Si evince dai tabulati nell’Aula della Camera.
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Berti aveva votato contro il testo anche nel passaggio in commissione. Colletti e Bernardini avevano votato no stamani anche sul Mes contrariamentie al loro gruppo. In cinque si sono astenuti: Emanuela Corda, Carlo De Girolamo e Maria Lapia.
I deputati della Lega hanno esposto nell’Aula della Camera un enorme striscione con la scritta “Stop Decreto Clandestini” ed hanno sventolato dalle tribune del pubblico una gigantografia con Giuseppe Conte e Matteo Salvini quando hanno emanato i decreti sicurezza. Il presidente Fico ne ha chiesto la rimozione, cui si è giunti dopo l’intervento dei commessi. La bagarre è scoppiata alla fine della dichiarazione di voto del capogruppo leghista Riccardo Molinari: a quel punto in cima ad un settore dell’Emiciclo è stato srotoloato lo striiscione mentre, al contempo, dalla tribuna occupata dai deputati della Lega è stata appesa la gigantografia di una foto di Conte e Salvini che tenevano cartelli con la scritta “Dl Salvini Sicurezza ed immigrazione” scattata quando quei decreti vennero emanati. I leghisti hannno urlato in coro “buffoni, buffoni” e “venduti” ai deputati M5S.
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Covid: Mattarella, tutela diritti persona al centro risposta
Sforzi ripresa sorretti da solidi criteri eguaglianza ed equità
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10 dicembre 2020
09:54
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“La tutela dei diritti della persona deve essere al centro della risposta globale alla pandemia, per evitare che essa renda meno penetrante la loro applicazione, e far sì che gli sforzi di ripresa siano sorretti da solidi criteri di eguaglianza ed equità.
Senza il rispetto di tali essenziali principi la Comunità internazionale non sarà in grado di superare con successo questo momento complesso e di garantire a tutti un futuro di pace e sviluppo”.
Lo dice il Capo dello Stato Sergio Mattarella nella “Giornata Mondiale dei Diritti Umani”.
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Intesa nel governo sul Mes, sul Recovery sfida Renzi-Conte
Iv boccia la task force, trattativa ad oltranza. Il premier: ‘Io l’obiettivo’
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09 dicembre 2020
13:14
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Chi nella maggioranza ha ancora in mente quel 20 agosto in cui, al Senato, si fronteggiarono Matteo Salvini e Giuseppe Conte, è pronto a scommettere che, qualcosa del genere, potrebbe avvenire perfino oggi, nel D-Day del governo giallorosa. La crisi dell’esecutivo è quasi impossibile anche perché, sulla risoluzione di maggioranza sulla riforma Mes, un’intesa è stata trovata e la fronda M5S in gran parte rientrata.
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Ma è sul Recovery Plan che la sfida tra Iv e il premier è totale. Renzi non vuole, in nessun modo, la task force tecnica pensata da Palazzo Chigi per la gestione dei progetti. Conte ha abdicato dall’idea di inserire la cabina di regia in manovra ed è pronto a ulteriore modifiche, ma per ora resta silente. E c’è chi, tra quelli che hanno una certa dimestichezza con il premier, arriva a dire che ormai è chiaro come il vero obiettivo di Renzi sia solo uno: Conte stesso. Il redde rationem finale non dovrebbe avere luogo domani. Ma, una volta archiviata la legge di bilancio, il governo navigherà davvero a vista.
“La struttura di Conte pensa a moltiplicare le poltrone. Per noi un ideale vale di più. Sul rischio di una rottura spero di no ma temo di si”, sottolinea l’ex premier.
Nulla trapela del discorso del premier. Che, presumibilmente, applaudirà invece all’accordo trovato in maggioranza sulla risoluzione. Risoluzione che autorizza Conte a firmare la riforma, spiegando, al tempo stesso, che il negoziato non può considerarsi concluso: va rispettata la cosiddetta logica del pacchetto e va profondamente modificato il Patto di stabilità e crescita, con l’introduzione del sistema europeo di assicurazione dei depositi.
Su questo testo la fronda dei descamisados sembra rientrare. All’assemblea dei senatori del Movimento, Stefano Patuanelli scandisce: “mi aspetto un voto compatto”. Qualche defezione ci sarà ma, come spiega anche il capogruppo Pd Andrea Marcucci, al Senato “la maggioranza ci sarà”. “Abbassare i toni, coinvolgere e includere”, è la linea del Nazareno esplicata da Andrea Orlando. “Il confronto c’è, ora responsabilità”, gli fa eco il capo delegazione M5S Alfonso Bonafede mentre Vito Crimi stoppa subito l’idea di una Bicamerale, caldeggiata da Renzi e Antonio Tajani. Questa sera, nel probabile Cdm, l’ok ci sarà solo sul Recovery Plan, che Conte vuole portare a Bruxelles.
Cresce la tensione nella maggioranza sul Recovery plan, Renzi boccia il piano di Conte e chiede modifiche minacciando il voto contrario.
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“La struttura di Conte pensa a moltiplicare le poltrone ma non va a dare una mano ai disoccupati, ai negozi chiusi a chi soffre. Se le cose rimangono come sono voteremo contro. Per noi un ideale vale più di una poltrona. Circa il rischio di una rottura, spero proprio di no, ma temo di sì”, ha detto il leader di Italia Viva al Tg2.
“Il problema non è avere uno strapuntino o un uomo dei nostri, ma di metodo – ha detto Matteo Renzi, intervenendo al convegno “Il Mes spacca Italia” -. Io dico a Conte di ritirare il suo piano, venga in Aula, ascolti le idee, della maggioranza come nell’opposizioni e poi si decida. Noi non siamo a ‘Aggiungi un posto a Tavola’, noi chiediamo un approccio diverso. Il governo valuti le proposte ma alla fine convochi una sessione ad hoc dopo legge di bilancio e poi si decide chi spende i soldi e come”.
“Renzi ha ragione, io accetto la sfida, sono pronto a mettere a disposizione la mia esperienza europea per il bene del Paese e per renderlo competitivo. Sono d’accordo nel mettere insieme le nostre energie”. Così il vicepresidente di Forza Italia, Antonio Tajani, intervenendo al convegno “Il Mes spacca Italia”, in diretta su Radio Radicale. “Se il progetto di Renzi è buono lo dico, Italia innanzi tutto. Ben venga una bicamerale, un luogo in Parlamento per trovare le soluzioni migliori”.
“Abbassare i toni, pesare le parole, coinvolgere ed includere. Il Paese è già molto provato e non ha bisogno di altri conflitti. Lavoriamo insieme per spendere bene e rapidamente tutte le risorse disponibili”. Lo scrive il vice segretario del Pd Andrea Orlando su twitter.
“In vista del nuovo anno è fondamentale mettere a punto una struttura efficiente e qualificata per la gestione delle ingenti risorse del Recovery plan e le discussioni e polemiche in corso non sono certo di aiuto, perché finiscono con lo svilire un lavoro che viene portato avanti con accuratezza ed equilibrio”. Lo afferma in una nota il capo politico del Movimento 5 Stelle Vito Crimi che aggiunge: “Il governo e la maggioranza stanno lavorando agli ultimi, importanti, interventi di questo anno così difficile per tutti. Il confronto e le proposte costruttive sono la chiave per giungere ai risultati migliori e per realizzare le misure di cui ha bisogno il Paese, non le alzate di scudi. Un confronto che certamente andrà portato avanti anche con le opposizioni, esclusivamente in Parlamento e nelle commissioni competenti, nel rispetto dei ruoli distinti”.
“In un momento come quello che stiamo attraversando, a tutte le forze che sostengono il Governo è chiesto senso di responsabilità. Oggi più che mai. Il confronto sul Recovery plan e la sua governance non è mancato e non mancherà. Su questo tema c’è già stato un Consiglio dei ministri, un pre-Consiglio la scorsa notte che ha compiuto significativi progressi e, ovviamente, ci sarà ancora la possibilità di confrontarsi in Consiglio dei Ministro e in Parlamento”. E’ quanto dichiara il capo delegazione M5S al governo Alfonso Bonafede.
“L’Europa ha urgentemente bisogno di un Piano per la ripresa e la crescita; gli strumenti chiave del Recovery Plan europeo, il Quadro Finanziario Pluriennale e New Generatio Eu, sono oggi più importanti che mai e devono diventare operativi senza ulteriori ritardi”. E’ questo il passaggio chiave della lettera congiunta firmata dai Presidenti di Bdi (Germania), Medef (Francia), Confindustria (Italia), Ceoe (Spagna) e Lewiatan (Polonia) inviata ai Presidenti delle tre principali Istituzioni europee, alla vigilia del Vertice dei Capi di Stato e di Governo in programma a Bruxelles il 10 e 11 dicembre.
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Dpcm di Natale, ecco le Faq del governo: cosa si potrà fare e cosa no
Spostamenti, visite, turismo: dal 21 dicembre al 6 gennaio ecco le regole per le seconde case e i ricongiungimenti
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09 dicembre 2020
23:40
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Chi si dovrà spostare per l’Italia in occasione delle feste di fine 2020 lo dovrà fare prima del 20 dicembre o dopo il 7 gennaio, sia per andare nelle seconde case o per fare un po’ di turismo: rimangono le deroghe solo per casi specifici, assistenza a persone non autosufficienti, separati che incontrino i figli minori, i ricongiungimenti familiari presso la casa abituale. E’ quanto specificano le FAQ (Le risposte alle domande più frequenti sulle misure del Governo in merito al Covid, “per il periodo 21 dicembre 2020 – 6 gennaio 2021”.
Con la precisazione che per le regole per negozi, ristoranti e spostamenti rimangono valide le distinzioni tra aree rosse, arancioni e gialle.
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ASSISTENZA A NON AUTOSUFFICIENTI – Lo “spostamento per dare assistenza a persone non autosufficienti sarà consentito anche dal 21 dicembre al 6 gennaio, anche tra comuni o regioni in aree diverse, ove non sia possibile assicurare loro la necessaria assistenza tramite altri soggetti presenti nello stesso comune/regione”.
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“Non è possibile, comunque, spostarsi in numero superiore alle persone strettamente necessarie a fornire l’assistenza necessaria: di norma la necessità di prestare assistenza non può giustificare lo spostamento di più di un parente adulto, eventualmente accompagnato dai minori che abitualmente egli già assiste”, spiega la nota.
VISITE A PARENTI SI’ ENTRO IL 20 – “Gli spostamenti per fare visita o per andare a vivere qualche giorno con parenti o amici, inclusi i propri genitori, saranno possibili per tutti solo se ci si muove da un luogo in area gialla a un altro luogo in area gialla, esclusivamente fino al 20 dicembre e a partire dal 7 gennaio.
“Dal 21 dicembre al 6 gennaio, questi spostamenti saranno consentiti, sempre esclusivamente tra luoghi in area gialla, solo se si ha la residenza o il domicilio o la propria abitazione nella regione/provincia autonoma di destinazione.
Alla domanda “i miei genitori, anziani ma in buona salute, vivono in una regione diversa dalla mia. Posso andare a trovarli per le feste?”, la risposta è: “nei giorni 25 e 26 dicembre e 1 gennaio sarà comunque possibile spostarsi solo all’interno del proprio comune. In ogni caso, sarà possibile spostarsi tra comuni/province/regioni diversi per motivi di lavoro, necessità o salute”.
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SEPARATI POTRANNO SPOSTARSI PER ANDARE DA FIGLI MINORI – I genitori separati o affidatari possono spostarsi tra il 21 dicembre e il 6 gennaio per andare in comuni o regioni diverse o all’estero per trascorrere le feste con i figli minorenni, nel rispetto dei provvedimenti del giudice o degli accordi con l’altro genitore. Questi spostamenti “rientrano tra quelli motivati da necessità, pertanto non sono soggetti a limitazioni. Nel caso di spostamenti da o per l’estero, è comunque necessario consultare l’apposita sezione sul sito del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale per avere informazioni sulle specifiche prescrizioni sanitarie relative al Paese da cui si proviene o ci si deve recare”.
SECONDE CASE – Gli spostamenti verso le seconde case in una regione diversa dalla propria sono consentiti soltanto entro il 20 dicembre e dopo il 7 gennaio e comunque esclusivamente se il luogo di partenza e quello di destinazione si trovano entrambi in area gialla. Pertanto, se una famiglia si trasferisce in una seconda casa, in un’altra regione, entro il 20 dicembre, ed uno dei componenti deve tornare al lavoro nella nella regione di provenienza per alcuni giorni, non potrà tornare da loro entro il 6 gennaio. Lo spostamento dalla seconda casa al luogo di lavoro nel periodo tra il 21 dicembre e il 6 gennaio non può essere infatti addotto come motivo giustificativo di un nuovo rientro nella seconda casa, in un’altra regione, nello stesso periodo.
RIENTRO AL DOMICILIO -“Le persone che per motivi di lavoro vivono in un luogo diverso da quello del proprio coniuge o partner, ma che si riuniscono ad esso con regolare frequenza e periodicità nella stessa abitazione, potranno spostarsi per ricongiungersi per il periodo dal 21 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021 nella stessa abitazione in cui sono soliti ritrovarsi”.
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Le faq precisano quali sono i significati della “residenza”, del “domicilio” e “dell’abitazione”. Il dpcm del 3 dicembre 2020 prevede, infatti, che, nonostante i divieti, dal 21 dicembre al 6 gennaio si possa comunque far rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione.
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Botta e risposta Gruber-Boschi sulla mascherina e le foto col fidanzato
Lo ‘scontro’ a ‘Otto e mezzo’ per le foto pubblicate da ‘Chi’
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10 dicembre 2020
08:28
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Botta e risposta tra Maria Elena Boschi e la giornalista Lilli Gruber durante ‘Otto e mezzo’ di ieri. Al centro le foto pubblicate dal settimanale ‘Chi’ che ritraggono l’ex ministra con il fidanzato Giulio Berruti in alcuni scatti con la mascherina abbassata.
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Dopo la trasmissione La Boschi ha twittato: Grazie a tutti per i commenti di solidarietà dopo #Ottoemezzo. Quando cercavo di parlare di contenuti venivo sempre interrotta: per Lilli Gruber più importante parlare delle mie foto che non dei 200 miliardi del #RecoveryFund. Mi spiace per gli ascoltatori .
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“Direi – ha detto a Radio Capital la ministra per le Pari Opportunità Elena Bonetti interpellata sul punto – che andare a sindacare sul fatto che due persone che si amano, che sono conviventi, due compagni, due fidanzati si possono baciare senza mascherine, è veramente paradossale rispetto al contesto nel quale ci troviamo” Lo ha detto la ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti a Radio Capital riferendosi all’intervista di Lilli Gruber a Maria Elena Boschi ieri sera a ‘Otto e mezzo’ “Da donna mi permetto di dire che – ha aggiunto – l’accanimento sulla vita privata delle persone è sempre fuori luogo, in particolare nel momento in cui sei in un contesto pubblico in cui si è chiamati invece a ragionare sul tema politico del Paese” Sull’atteggiamento tenuto dalla Gruber durante l’intervista ha sottolineato “da cittadina che ascoltavo mi sarei aspettata una argomentazione più diffusa sulla parte politica che non sull’eventuale bacio tra l’onorevole Boschi e il suo fidanzato”.
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Cossiga, silenzi, fragore e tormenti
A 10 anni dalla morte, parabola politica e umana del Picconatore
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10 dicembre 2020
09:35
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“Parlare non dicendo, tacendo anzi quello che tacere non si dovrebbe, non sarebbe conforme alla mia dignità di uomo libero”.
Il 31 dicembre 1991 Francesco Cossiga parla agli italiani per i tradizionali auguri televisivi di fine anno.
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Il messaggio durerà solo tre minuti trentuno secondi, il più breve della storia.
Sostanzialmente il Capo dello Stato non dice nulla. L’anno che si chiude è amaro per lui: a giugno il suo messaggio alle Camere sulle riforme rimane inascoltato. Il 6 dicembre viene presentata in Parlamento la richiesta di impeachment con addirittura 29 capi di accusa: che riguardano ad esempio lo scontro con la magistratura e la legittimità della struttura Gladio. E allora Cossiga “parla non dicendo” sperando che quel suo silenzio faccia più rumore e ottenga più risultati delle sue esternazioni. Non sarà così. Si dimetterà con qualche settimana di anticipo sulla scadenza del Settennato.
Si chiude per Cossiga la stagione al Colle più alto; non, però, quella delle Picconate. Picconate che, secondo la tesi iniziale del libro del giornalista Giampiero Guadagni, non sono esclusivamente l’effetto storico della caduta del Muro di Berlino. Cossiga, sostiene l’autore, si è comportato negli anni del Quirinale e in quelli successivi come immaginava si sarebbe comportato Aldo Moro se fosse uscito vivo dalla prigione delle Brigate Rosse. Dunque, un tributo al Maestro che non era stato in grado di salvare.
Con la prefazione di Mario Segni, in uscita a dieci anni dalla scomparsa del politico sassarese, “Tre minuti trentuno secondi” è il racconto, arricchito da autorevoli valutazioni e testimonianze (da Marco Damilano a Marcello Veneziani, da Paolo Cucchiarelli al prefetto Mosino, da Zanda a Pisanu), della parabola anche umana di una figura politica unica.
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Cossiga ha ricoperto tutte le più alte cariche dello Stato: il più giovane ministro dell’Interno, il più giovane Presidente del Consiglio, il più giovane Presidente del Senato, il più giovane Presidente della Repubblica. Un motore di ricerca inesauribile per capire la nostra storia repubblicana.
Uomo di vastissima cultura e di fede profonda, capace al tempo stesso di altissimi confronti e di polemiche molto ruvide con personalità di Stato come con personaggi dello spettacolo, Cossiga è ancora oggi trasversalmente ammirato e detestato: proprio questo ci permette di valutare vicende passate senza il filtro dell’ideologia; e di avere strumenti nuovi per ragionare sul nostro futuro e sulla ricostruzione che attende il nostro Paese.
Un capitolo è dedicato al Cossiga comunicatore, che univa la passione per i baracchini da radioamatore a quella per le tecnologie e l’high tech. Guadagni mette poi in luce come le esternazioni siano state accompagnate e precedute da lunghi periodi di silenzio, che hanno alimentato tra l’altro i suoi approfondimenti teologici, con una predilezione particolare per tre Santi: Newman, Rosmini e Tommaso Moro. Il libro si chiude con una “intervista impossibile” proprio a Tommaso Moro: fu proprio Cossiga a proporlo come Santo patrono dei politici e dei governanti.
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Paolo Rossi: Fico, il suo sorriso resterà nei nostri cuori
Quanta gioia…, uno dei ricordi più belli per nostro Paese
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10 dicembre 2020
10:36
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“Estate 1982, indimenticabile.
Seguivamo tutti con il fiato sospeso le tue azioni.
Il talento, la volontà di ferro, la caparbietà. Quanta gioia. Caro Paolo, il tuo sorriso in quella estate è uno dei ricordi più belli per il nostro Paese, rimarrà nella storia e nei cuori di tutti. Addio grande campione”. Lo afferma il presidente della Camera Roberto Fico. CALCIO
