Ultimo aggiornamento 4 Gennaio, 2021, 15:18:27 di Maurizio Barra
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Presidente Consiglio Comune Foggia in video spara da balcone
Dopo i 2 video Capodanno choc, con figlio 16enne e bimbo Taranto
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FOGGIA
03 gennaio 2021
09:24
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E’ emerso un altro video diventato virale nei social media e mostra il presidente del Consiglio comunale di Foggia, Leonardo Iaccarino di Forza Italia, che spara dal balcone di casa, dopo i due video choc che da giorni fanno discutere in Puglia, protagonisti il figlio 16enne del politico foggiano e un bimbo di Taranto, che pure sparano da casa per festeggiare il Capodanno, con pistole scacciacani.
Nella vita Iaccarino fa il vigile del fuoco.
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Mentre spara a salve dice: “Non è una barzelletta”. E oggi conferma che il video è stato girato la sera del 31 dicembre, con un cellulare: dopo i primi 4 colpi il politico simula ancora gli spari. La pistola si inceppa e nel video si sente la voce di un ragazzino che lo incita a sparare di nuovo: “spara, spara ancora. C’è un altro colpo”. Poi parte un quinto colpo.
“Qualcuno si sta divertendo a mettere in giro questi video – commenta Leonardo Iaccarino -. Se qualcuno vuole contestare che stavo con una pistola a giocattolo, faccia pure.
Mi sembra assurdo che stare con una pistola giocattolo sul balcone di casa possa essere un fatto determinante per chiedere le mie dimissioni. Non mi dimetto. L’ha comprata mio figlio perché è una pistola giocattolo con tappo rosso. E io mi sono assicurato che si trattasse di un’arma a salve”, ha ribadito oggi.
Ieri aveva parlato dell’episodio con il figlio 16enne come di “una bravata che non andava assolutamente fatta e di questo chiedo scusa – aveva detto -. Non siamo genitori incoscienti.
Ingenuamente gli ho dato il consenso di utilizzare la pistola a salve con tappo rosso, legalmente acquistabile, proprio per evitare che scendesse in strada a sparare i botti di Capodanno”.
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Calabria: Spirlì, al voto l’11 aprile
“Decisione di buon senso e maturità”
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03 gennaio 2021
15:07
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Le elezioni in Calabria si faranno l’11 aprile.
“D’intesa con il presidente della Corte di appello di Catanzaro, e dopo aver sentito il presidente del Consiglio regionale, gli esponenti nazionali e locali delle varie forze politiche e gli assessori della Giunta regionale, assumo la decisione di rinviare al prossimo 11 aprile le consultazioni per l’elezione del presidente della Regione e dei consiglieri regionali della Calabria.
Il relativo decreto di indizione delle elezioni è in fase di elaborazione”. Lo afferma, in una nota, il presidente facente funzioni della Regione Calabria, Nino Spirlì.
“L’emergenza sanitaria che interesserà la regione nelle settimane e nei mesi a venire mi induce ad assumermi una responsabilità ulteriore per salvaguardare la salute e l’incolumità dei Calabresi. Ritengo – conclude il presidente Spirlì – che in momenti drammatici come questo non ci siano vincoli di sorta che possano o debbano impedire di poter decidere secondo buon senso e maturità”.
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Scuola: Snals, rischioso aprire il 7, si rinvii al 18
In questi giorni aumento contagi
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03 gennaio 2021
15:40
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“La riapertura della scuola il 7 gennaio è troppo rischiosa. Stiamo prendendo atto dei problemi dell’ aumento dei contagi di questi giorni.
Giorno 18 gennaio potremmo già avere un’idea dell’andamento epidemiologico e decidere a ragion veduta”. A dirlo è Elvira Serafini, segretario dello Snals, uno dei sindacati più rappresentativi della scuola.
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Scuole elementari e medie tornano in presenza dal 7 gennaio, mentre sulla riapertura delle superiori diversi governatori ritengono che sia decisivo aspettare l’esito del monitoraggio, previsto l’8 gennaio. E’ la questione incidentalmente posta dai presidenti di Regione durante il vertice di stasera, che ha riguardato invece come oggetto principale le altre misure dopo il 7 gennaio.
“La riapertura della scuola il 7 gennaio è troppo rischiosa.
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Stiamo prendendo atto dei problemi dell’aumento dei contagi di questi giorni. Giorno 18 gennaio potremmo già avere un’idea dell’andamento epidemiologico e decidere a ragion veduta”. A dirlo è Elvira Serafini, segretario dello Snals, uno dei sindacati più rappresentativi della scuola.
“Continuiamo a leggere notizie giornalistiche ma con il Ministero non c’è nessun tipo di confronto. I dirigenti scolastici sono stremati; continuano a fare e rifare orari per le attività didattiche in presenza al 50%. Le famiglie sono confuse, i docenti si stanno reinventando modalità didattiche per tenere insieme i gruppi classe e quelli in Ddi. Non è ancora chiaro se alle Regioni sono arrivate le risorse per ampliare la mobilità con mezzi aggiuntivi. In alcuni casi non vengono investiti i finanziamenti assegnati nei mesi scorsi per ritardi burocratici. Ci preoccupa tanto la disomogeneità delle soluzioni”. Lo afferma Maddalena Gissi che guida la Cisl Scuola.
“Gli studenti rientreranno e studieranno normalmente a seconda della consistenza economica ed organizzativa delle loro regioni. C’è una dissociazione schizofrenica tra quanto si dice sulla necessità di rientrare a scuola e quanto si riesce a mettere in campo realmente! Manca un’idea complessiva di sistema e tutto passa attraverso soluzioni tampone che non fanno il bene dei nostri alunni e del futuro del Paese. Il 7 si rientrerà? La soluzione sarà estratta il giorno della Befana come succedeva un tempo con la Lotteria Italia!”, conclude la dirigente sindacale.
“E’ un errore scaricare sulla scuola le evidenti inadempienze diffuse che la scuola e il futuro del paese subisce e subirà nel tempo. Sarebbe ora di tornare all’unità e al consenso. Le forzature e lo scaricabarile sulle responsabilità non fa bene alla scuola e al futuro dell’Italia. Dall’emergenza si esce tutti insieme e se si torna al dialogo e al confronto. Per questo ci vuole cultura di governo e se ne vede veramente poca. Basta retorica e affrontare la realtà a cominciare dai presidi sanitari e dalla campagna di vaccinazione che deve fare perno sulla scuola e non come sta accadendo per i trasporti e lo scaglionamento, su altre sia pure importanti attività che vorrebbero la scuola in posizione ancillare, di adattamento continuo alle esigenze altrui, non volendo capire l’importanza del settore per il futuro sociale ed economico che è evidenziato solo a parole”, ha sottolineato Pino Turi, segretario della Uil scuola. “Si deve tornare all’accordo sulla sicurezza di agosto e ripartire da quel punto. Manca la politica e le decisioni strategiche che invece sono prevaricate da una visione miope e di parte. In questo modo la scuola sarà come è evidente il vaso di coccio tra quelli di ferro”, conclude il dirigente sindacale.
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Papa: per 2021 non c’è formula magica, curiamoci degli altri
‘Rinunciare alla tentazione di guardare solo a propri interessi’
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CITTA DEL VATICANO
03 gennaio 2021
14:32
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Il Papa all’Angelus ha rinnovato gli auguri per l’anno appena iniziato. “Come cristiani rifuggiamo dalla mentalità fatalistica o magica.
Sappiamo che le cose andranno meglio nella misura in cui, con l’aiuto di Dio, lavoreremo insieme per il bene comune mettendo al centro i più deboli, gli svantaggiati. Non sappiamo che cosa ci riserverà il 2021 ma ciò che ognuno di noi e tutti insieme possiamo fare è di impegnarci un po’ di più a prenderci cura gli uni degli altri e del creato, la nostra casa comune”, ha detto Papa Francesco.
“E’ vero, c’è la tentazione di prendersi cura soltanto dei propri interessi, continuare a fare la guerra per esempio, concentrarsi solo sul profilo economico, vivere edonisticamente, cioè cercando solamente di soddisfare i propri piaceri. C’è quella tentazione”, ha aggiunto rivolgendo invece “un particolare saluto a quanti iniziano il nuovo anno con maggiori difficoltà: ai malati, ai disoccupati, a quanti vivono situazioni situazione di oppressione o sfruttamento”.
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Bielorussia: Papa,in pensione vescovo che era stato esiliato
Mons. Tadeusz Kondrusiewicz compie oggi 75 anni
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CITTA DEL VATICANO
03 gennaio 2021
14:33
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Il Papa ha accettato la rinuncia al governo pastorale, presentata da mons. Tadeusz Kondrusiewicz, arcivescovo metropolita di Minsk-Mohilev, Bielorussia, e nello stesso tempo ha nominato Amministratore apostolico sede vacante della stessa diocesi mons.
Kazimierz Wielikosielec.
Monsignor Kondrusiewicz, che proprio oggi compie 75 anni, l’età in cui i vescovi presentano le proprie dimissioni (spetta poi al Pontefice la decisione di accettarle o meno), era stato tenuto per quasi quattro mesi lontano dal suo Paese, nel quale era rientrato il 24 dicembre scorso, proprio alla vigilia di Natale.
Era il 31 agosto 2020 quando, di ritorno da un viaggio compiuto in Polonia per motivi religiosi, l’arcivescovo Kondrusiewicz era stato fermato dalla polizia al valico di frontiera Kuznica Bialystok-Bruzgi e gli era stato negato l’ingresso in Bielorussia. Era partito da subito un delicato lavoro diplomatico da parte della Santa Sede per trovare una soluzione.
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Scuola: al via le iscrizioni online
Le domande da domani al 25 gennaio 2021
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03 gennaio 2021
15:31
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Al via le iscrizioni online per il prossimo anno scolastico, il 2021/2022. Le domande potranno essere effettuate dalle 8:00 del 4 gennaio 2021 alle 20:00 del 25 gennaio 2021 sulla pagina dedicata del Ministero dell’Istruzione. Per eseguire la procedura occorre aver effettuato la preventiva registrazione al portale, attiva già dal 19 dicembre 2020 e per tutta la durata del periodo delle iscrizioni.
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Chi è in possesso di un’identità digitale (SPID) potrà accedere al servizio utilizzando le credenziali del proprio gestore e senza effettuare ulteriori registrazioni. Inoltrare la domanda per primi non dà priorità di accoglimento da parte della scuola.
Le iscrizioni online riguardano le alunne e gli alunni e le studentesse e gli studenti delle classi prime della scuola primaria e della secondaria di I e II grado e i Centri di formazione professionale regionali che hanno aderito. Da quest’anno una nuova interfaccia grafica semplice e intuitiva e l’assistente virtuale ‘Iolly’ guideranno gli utenti nella compilazione della domanda. Sulla pagina dedicata e sul canale YouTube del Ministero dell’Istruzione, sono poi disponibili tre video tutorial per accompagnare le famiglie in tutte le fasi dell’iscrizione online. Un’App del portale ‘Scuola in Chiaro’ consentirà di reperire facilmente le principali informazioni su ciascun istituto.
L’adesione alla procedura d’iscrizione online è facoltativa per le scuole paritarie. L’iscrizione si effettua, invece, in modalità cartacea per la scuola dell’infanzia.
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Spara da balcone, si dimette presidente Consiglio Foggia
Iaccarino ha inviato lettera al sindaco di Foggia
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FOGGIA
03 gennaio 2021
16:29
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Con una lettera inviata al sindaco di Foggia, Franco Landella, il presidente del Consiglio comunale Leonardo Iaccarino ha annunciato le sue dimissioni dopo il video in cui spara con una pistola a salve dal balcone di casa per festeggiare l’arrivo del nuovo anno.
“Come noto – scrive – uno scampolo della mia vita privata è diventato, mio malgrado, di pubblico dominio.
Ciò ha leso la mia immagine pubblica (che è stata sempre ineccepibile) e l’Istituzione che rappresento. È superfluo – aggiunge – evidenziare che sono del tutto consapevole che in una città ostaggio della mafia, in cui le pistole sparano per uccidere, è doveroso evitarne qualsiasi utilizzo, per il forte disvalore simbolico che esse rappresentano. Devo anteporre l’interesse dell’Istituzione che rappresento e della intera Città, che per mia responsabilità si trova negativamente al centro della cronaca, e pertanto compiere un gesto per me doloroso ma inevitabile. Rassegno, pertanto – conclude – le mie dimissioni dalla presidenza dell’assise comunale”.
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Maltempo: Zaia, in corso procedure per stato di crisi
Disagi per neve nel vicentino e nel bellunese
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VENEZIA
03 gennaio 2021
19:11
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“Le procedure per la dichiarazione dello Stato di Crisi sono già state avviate. Quanto prima firmerò l’atto formale”.
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Così il presidente del Veneto, Luca Zaia, in relazione alla situazione causata sulla montagna veneta dalle abbondanti nevicate. “Da varie aree – aggiunge Zaia – giungono notizie di gravissimi disagi e vari danni a strade, infrastrutture e edifici. Siamo di fronte all’ennesima ondata eccezionale di maltempo per la quale procederemo in fretta alla conta dei danni per arrivare anche alla richiesta di dichiarazione dello Stato di Calamità Nazionale”. Situazione confermata dall’assessore alla Protezione Civile della Regione del Veneto, Gianpaolo Bottacin, che ha partecipato a vari incontri con il Capo della Protezione Civile Angelo Borrelli, con il Capo Dipartimento dei Vigili del Fuoco Laura Lega,e con il Ministro per i Rapporti col Parlamento Federico D’Incà. “Le criticità si riscontrano pressochè in tutta la montagna veneta, dalle Dolomiti ad Asiago – dice Bottacin – e per questo Borrelli mi ha comunicato la disponibilità a mettere a disposizione il supporto dell’Esercito”. Per tutta la giornata i vigili del fuoco sono stati impegnati in interventi specie nel bellunese e l’altopiano di Asiago. Interventi anche durante la scorsa notte per la rimozione di piante pericolose e rami caduti lungo la strade. Rimozione di neve dai tetti e dai comignoli per evitare il blocco delle caldaie.
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Finito vertice Esecutivo-Regioni, ora altro passaggio Governo
Sulle misure che saranno introdotte dal prossimo 7 gennaio
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04 gennaio 2021
00:24
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E’ terminato il vertice tra il Governo e le Regioni per illustrare le ipotesi sulle misure che saranno introdotte dal prossimo 7 gennaio, alla scadenza del decreto di Natale. Da quanto emerge, riguardo ai nuovi provvedimenti, sarà fatto un ulteriore passaggio di Governo.
Per l’Esecutivo erano presenti i ministri per le Autonomie e per la Salute, Francesco Boccia e Roberto Speranza. Tra i governatori, erano presenti Toti, Zaia, Bonaccini e Toma.
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Il dopo lockdown, nuovo vertice sulle misure, si lavora alla nuova ‘ordinanza ponte’
Boccia: “Più rigore sull’Rt”. Le Regioni: “Garantire i ristori”
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04 gennaio 2021
11:00
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È previsto in giornata un nuovo vertice di governo in vista del nuovo provvedimento sulle restrizioni da adottare dopo il 7 gennaio. Si lavora per chiudere a breve l’ordinanza ponte del ministro della Salute, Roberto Speranza, in vigore fino al 15 gennaio, data di scadenza dell’ultimo Dpcm.
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Non si esclude che il provvedimento possa essere firmato anche entro stasera.
Divieto di spostamento tra le regioni, ristoranti e bar solo da asporto nel prossimo week end e ancora il divieto di ospitare più di due persone a casa, tra amici e parenti. E’ un’Italia che prosegue sulla linea delle restrizioni delle festività, quella ipotizzata dal Governo e dai tecnici per dopo l’Epifania. La scadenza del decreto natalizio, al momento prevista il 6 gennaio, potrebbe essere prorogata con un’ordinanza del ministro della Salute. Ma non è l’unica ipotesi in campo.
TRA IL 7 E IL 15 NIENTE SPOSTAMENTI TRA REGIONI – Dopo il vertice riunito dal premier Giuseppe Conte, con il ministro Boccia, i capidelegazione della maggioranza e il Comitato Tecnico Scientifico è emersa l’idea di un ‘provvedimento ponte’ tra il 7 e il 15 gennaio. Le proposte sono due: quella di mantenere in vigore le misure vigenti fino al 15 gennaio (arancione nei feriali e rossa nel weekend), data di scadenza dell’ultimo Dpcm, oppure di tornare in zona gialla per il 7 e 8 gennaio, per poi passare alle misure della fascia arancione il weekend del 9 e 10 e, successivamente, sulla base del monitoraggio, assegnare le fasce per la settimana seguente.
PROSSIMO WEEKEND ‘ROSSO’ – “Valutiamo l’ipotesi per il prossimo fine settimana di applicare le misure da zona rossa per i festivi e prefestivi, con la salvaguardia dei Comuni più piccoli per gli spostamenti. Dopo aver raccolto i contributi dei presidenti domani si tireranno le somme con il Governo”. Così -a quanto si apprende – il ministro della Salute, Roberto Speranza, al temrine del vertice con le Regioni. Sempre a quanto si apprende, per i Comuni sotto i 5mila abitanti saranno comunque possibili gli spostamenti entro i 30 km, ad eccezione del Capoluogo di provincia.
MISURE PIU’ RIGOROSE – “Stiamo facendo fare un approfondimento ai tecnici in modo da abbassare le soglie dell’Rt per accedere in zona rossa o arancione. Misura che incide sul modello della zonizzazione”. Così, a quanto si apprende, il ministro per la Salute, Roberto Speranza, in merito alla cosiddetta “ordinanza ponte”.
“La proposta oggi non è di cambiare i parametri, che restano gli stessi perché hanno funzionato, ma le soglie di accesso ad una zona, decidendo di essere ancora più rigorosi per consentire alla campagna di vaccinazione di avere delle reti sanitarie meno appesantite, da difendere con maggior forza quando l’Rt supera l’1”. Così, a quanto si apprende, il ministro per le Autonomie, Francesco Boccia nel corseo del vertice con le Regioni. “La zonizzazione e le responsabilità dei territori – prosegue Boccia – hanno funzionato perché hanno portato il paese da 1.72 a 0.8. E questo è un risultato oggettivo”.
I presidenti delle Regioni sono quasi tutti concordi con misure rigorose anche per le prossime settimane purché non siano modificate di settimana in settimana e siano garantiti i ristori. E’ quanto emerge – secondo quanto si apprende – dal vertice tra Regioni e Governo. Diversi governatori sarebbero anche concordi sulla modifica in senso restittivo dell’Rt per accedere alle zone.
LE SCUOLE – Scuole elementari e medie tornano in presenza dal 7 gennaio, mentre sulla riapertura delle superiori diversi governatori ritengono che sia decisivo aspettare l’esito del monitoraggio, previsto l’8 gennaio.
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E’ la questione incidentalmente posta dai presidenti di Regione durante il vertice di stasera, che ha riguardato invece come oggetto principale le altre misure dopo il 7 gennaio.
LE VACCINAZIONI – Nel corso del vertice sarebbe stata espressa anche preoccupazione per i ritardi nelle vaccinazioni, in particolare per la Lombardia.
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Il Conte-bis al capolinea, ultime mediazioni anti-crisi
In gioco il Conte-ter. Il Colle frena soluzioni deboli. Iv: match aperto
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04 gennaio 2021
14:04
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Il pressing delle forze di maggioranza è diventato assedio, la chance dello showdown in Aula è annegata nella pioggia torrenziale di questo inizio 2021, la clessidra per la crisi di governo è ormai capovolta. Giuseppe Conte, nelle prossime 48 ore, è chiamato alla sua decisione finale.
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Archiviato il Conte-bis così come lo conoscevamo fino ad oggi, il capo del governo è giunto al bivio. Intraprendere la via, non facile, del Conte-ter o pilotare l’esecutivo verso la crisi.
E, nelle ultime ore, riprende quota la prima opzione. Un accenno di mediazione, secondo alcune fonti di maggioranza, starebbe emergendo, sebbene modalità ed esito siano tutti da definire. “Si sono prima avventurati in minacce di voto, minacce che sono sterili. Poi si sono affannati a cercare Responsabili, ora ci aspettiamo buon senso e responsabilità”, sottolinea in serata il capogruppo di Iv al Senato, Davide Farone, traducendo in tv l’input arrivato da Matteo Renzi ai suoi: ci giochiamo la partita a viso aperto e nell’interesse del Paese. “Qualcosa devono fare altrimenti la prossima conferenza di fine anno Conte se la guarda da casa”, prevede un big renziano. Tra il 6 e il 7 gennaio, ovvero a ridosso del Cdm per il via libera al Recovery Plan, il leader di Iv chiederà alle sue due ministre di dimettersi. Potrebbe essere quella la miccia per l’avvio dell’iter formale del Conte-ter.
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Nel frattempo, M5S e Pd (“difficile andare avanti senza un chiarimento”, avverte Luigi Zanda) attendono la decisione di Conte con pazienza via via minore e, sottotraccia, aumentano il loro pressing per un governo-ter, con annesso rimpasto e con qualche seria concessione a Renzi. Nelle prossime ore, il capo dell’esecutivo, per evitare una crisi al buio nel mezzo della pandemia, dovrà certificare alcune modifiche nel Piano di Ripresa e Resilienza. A partire dalla cancellazione della fondazione per la cybersecurity presente anche nell’ultima bozza del piano. Tuttavia, per placare l’offensiva di Renzi, non basterà. La delega ai Servizi, in uno schema che vede il sorgere del Conte-ter, dovrà essere ceduta, se non ad un esponente politico, ad una personalità terza che Conte considera di sua fiducia. E poi c’è il dossier rimpasto, esplicitamente citato da Maurizio Martina. “Non capisco perché dovremmo escluderlo a priori”, spiega l’esponente Dem.
Ed è un assunto che, nel Pd trova in tanti d’accordo. Le dichiarazioni di Martina rimbalzano nelle stesse ore in cui, da più fonti di maggioranza, si parla di una mediazione al fotofinish tra Conte e Renzi. Mediazione che Palazzo Chigi non conferma, così come fonti di Iv negano che, almeno fino al tardo pomeriggio, ci sia stato un contatto tra il premier e il leader di Iv. Eppure, parlando al Tg4, Maria Elena Boschi – ovvero colei che tiene tradizionalmente il filo tra Palazzo Chigi e Renzi – è meno tranchant del solito. “Noi non vogliamo la crisi di governo” ma l’esito di questa situazione “dipende dal Presidente del Consiglio”, spiega l’ex ministro renziano. Il tema, per Conte, è che l’operazione Responsabili è fallita. Non la volevano il Pd e parte del M5S, non la voleva il centrodestra più dialogante e, forse, era difficile da spiegare anche al Quirinale.
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Il presidente Sergio Mattarella, osservano fonti parlamentari, ritiene che di fronte ad un’emergenza come quella pandemica servano un governo con una maggioranza solida e un vero programma e non soluzioni abborracciate solo per evitare il voto. Voto che, al Quirinale, non si è mai negato.
L’alternativa al Conte-ter, in teoria, potrebbe essere quella di un governo istituzionale ma non fino al 2023, bensì fino ad elezioni politiche da tenersi prima di luglio. Ed è una strada che Conte, forse, non esclude a priori. A quel punto, una sua discesa in campo rientrerebbe nella logica. Con una sua lista o persino come candidato premier del M5S. Ma per ora si viaggia sull’onda dei rumors, gli stessi che, in queste ore, indicano Marta Cartabia come possibile premier di un esecutivo di tal tipo. Rumors che esaltano più la possibilità che sia Mario Draghi a guidare il post-Conte. Forse perché è una possibilità che non esiste o forse perché, mai come ora, ha una sua concretezza.
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Emiliano, Conte è l’unica alternativa per questo Paese
Presidente Puglia,consiglio a Renzi di non far cadere il governo
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BARI
04 gennaio 2021
09:07
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“Penso di poter dare un buon consiglio sia a Renzi sia al popolo italiano, cioè di tirar dritto e di non far cader il governo, e di proseguire il lavoro.
Questa è la cosa più importante”.
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Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, secondo il quale “Conte in questo momento” è “l’unica alternativa per questo Paese”.
“Quindi – ha sottolineato – penso che è inutile andare alle elezioni per rieleggere Conte, o per eleggere Conte. Tanto vale tenerselo e non fare cadere il governo, è più rapido”.
“Sinceramente – ha aggiunto – vorrei vedere le facce degli italiani di fronte ai discorsi di Matteo Renzi che nel pieno di una pandemia, del piano vaccinale, della progettazione del Recovery fund, della ripresa delle scuole, l’unico pensiero che ha in testa è di far cadere il governo”.
Emiliano ha aggiunto che Renzi “ha provato innanzitutto a far cadere me durante quest’ultima campagna elettorale: non ha fatto una bella figura durante le elezioni”. “Questo governo – per Emiliano – in questo momento non ha sostanzialmente alternative”. “Se cadesse – ha concluso – si rischierebbe veramente di andare alle elezioni ma in un momento pazzesco, che peraltro prelude all’inizio delle procedure, non semplici, per la rielezione del presidente della Repubblica”.
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Speranza, valutiamo prossimo week end zona rossa
‘Con la salvaguardia dei Comuni più piccoli su spostamenti’
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04 gennaio 2021
00:31
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“Valutiamo l’ipotesi per il prossimo fine settimana di applicare le misure da zona rossa per i festivi e prefestivi, con la salvaguardia dei Comuni più piccoli per gli spostamenti. Dopo aver raccolto i contributi dei presidenti domani si tireranno le somme con il Governo”.
Così -a quanto si apprende – il ministro della Salute, Roberto Speranza, al temrine del vertice con le Regioni.
Sempre a quanto si apprende, per i Comuni sotto i 5mila abitanti saranno comunque possibili gli spostamenti entro i 30 km, ad eccezione del Capoluogo di provincia.
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Governatori,per riapertura superiori aspettare monitoraggio
Elementari e medie tornano in presenza dal 7 gennaio
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04 gennaio 2021
01:16
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Scuole elementari e medie tornano in presenza dal 7 gennaio, mentre sulla riapertura delle superiori diversi governatori ritengono che sia decisivo aspettare l’esito del monitoraggio, previsto l’8 gennaio. E’ la questione incidentalmente posta dai presidenti di Regione durante il vertice di stasera, che ha riguardato invece come oggetto principale le altre misure dopo il 7 gennaio.
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Boccia, più rigore su Rt per agevolare campagna vaccinazioni
‘La proposta non è cambiare i parametri, ma essere più rigorosi’
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04 gennaio 2021
01:26
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“La proposta oggi non è di cambiare i parametri, che restano gli stessi perché hanno funzionato, ma le soglie di accesso ad una zona, decidendo di essere ancora più rigorosi per consentire alla campagna di vaccinazione di avere delle reti sanitarie meno appesantite, da difendere con maggior forza quando l’Rt supera l’1”. Così, a quanto si apprende, il ministro per le Autonomie, Francesco Boccia nel corseo del vertice con le Regioni.
“La zonizzazione e le responsabilità dei territori – prosegue Boccia – hanno funzionato perché hanno portato il paese da 1.72 a 0.8. E questo è un risultato oggettivo”.
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Nuovo vertice Governo su misure, si lavora a ordinanza
Possibile chiusura provvedimento anche stasera
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04 gennaio 2021
10:41
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È previsto in giornata un nuovo vertice di governo in vista del nuovo provvedimento sulle restrizioni da adottare dopo il 7 gennaio. Si lavora per chiudere a breve l’ordinanza ponte del ministro della Salute, Roberto Speranza, in vigore fino al 15 gennaio, data di scadenza dell’ultimo Dpcm.
Non si esclude che il provvedimento possa essere firmato anche entro stasera.
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Governo:Fornaro, lavorare per risposte, no a crisi al buio
Fondi Recovery siano concentrati su pochi progetti
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04 gennaio 2021
11:01
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“I fondi europei del Recovery devono essere concentrati su pochi grandi progetti che possano azzerare i ritardi dell’Italia nel digitale, nella riconversione ecologica e per ridurre le diseguaglianze. L’aumento delle risorse inizialmente allocate per la sanità, poi, è una necessità obbligata per rafforzare il Servizio sanitario nazionale.
Cittadini e imprese chiedono alla politica risposte per uscire al più presto dall’emergenza sanitaria e dalla crisi economica: non chiedono certo di aprire una crisi al buio.
Ascolto, dialogo e ricerca di soluzioni condivise sono le armi da usare in queste ore per evitare rotture dannose per il paese ancor più per chi dovesse assumersi la responsabilità di una crisi di governo”. Lo afferma Federico Fornaro, capogruppo di Leu alla Camera.
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Confindustria: allarme debito per imprese, il peso raddoppia
Misurato in anni di cash flow. Nuovi investimenti a rischio
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04 gennaio 2021
11:51
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Il credito bancario alle imprese italiane ha registrato un balzo annuo del 7,4% annuo a ottobre, spinto dai prestiti emergenziali, e in molti settori questo “ha accresciuto troppo il peso del debito, misurato in anni di cash flow generato dalle imprese”. È l’allarme del Centro studi Confindustria.
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Il Csc prevede che, nel 2021, occorreranno 5,4 anni di cash flow nel manifatturiero per ripagare il debito, più del doppio dei 2,2 anni del 2019 e anche i servizi passeranno a quasi 4 anni, da meno di 2 anni nel pre-crisi, dopo essere schizzati a 11,2 anni nel 2020. Senza interventi sarebbe “a rischio il flusso di nuovi investimenti”.
Il Centro studi Confindustria indica come “necessario consentire un allungamento del periodo di rimborso dei debiti di emergenza contratti nel 2020” e, in una prospettiva di più lungo periodo, “sostenere la crescita dimensionale delle imprese e il riequilibrio della loro struttura finanziaria, attraverso una più ampia diversificazione delle fonti e una maggiore patrimonializzazione”.
Si tratterebbe di interventi necessari per riprendere il percorso dell’irrobustimento dei bilanci osservato dal 2008 e che ha fatto “un brusco balzo indietro nel 2020”. “Nei settori industriali in cui il cash flow è diventato negativo, non è possibile (aritmeticamente) neanche calcolare quanti anni di risorse generate internamente servirebbero ad estinguere il debito. Se protratta nel tempo, una situazione del genere rischierebbe di rendere il debito insostenibile per le imprese”, si legge nel testo.
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Scuola: Veneto, superiori chiuse fino al 31 gennaio
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VENEZIA
04 gennaio 2021
12:58
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In Veneto prosegue la chiusura delle scuole superiori fino al 31 genbnaio. Lo ha annunciato ai giornalisti il presidente regionale Luca Zaia, che ha firmato un’ordinanza in questo senso.
“Non ci sembra prudente – ha aggiunto Zaia – in una situazione epidemiologica in Italia riaprire le scuole. Questo è ciò che dobbiamo fare per il bene della comunità oggi”.
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Governo:Renzi,basta chiacchiere, usiamo soldi Mes
E’ il momento di dare risposte concrete ai cittadini su vaccini
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04 gennaio 2021
13:21
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“Questo è il momento per dare risposte concrete ai cittadini su vaccini, economia e scuola”.Lo ha detto Matteo Renzi intervistato dal Tg5 alla domanda se questo è il momento giusto per aprire una crisi.
“Nei palazzi romani – afferma Renzi – si smetta di chiacchierare e si diano più soldi per la sanità con il Mes.
L’Europa ci da un sacco di soldi, li vogliamo spendere bene?”.
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Governo: Renzi, ‘Basta chiacchiere, usiamo soldi Mes’
E ha dato suggerimenti molto giusti, speriamo li seguano
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04 gennaio 2021
14:40
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“A palazzo Chigi c’è un presidente del Consiglio alla volta e si chiama Conte. Draghi è una persona straordinaria per questo Paese, e devo dire che ha dato suggerimenti molto giusti”.
Lo ha detto il leader di Iv Renzi, al Tg5.
Draghi, ha continuato, “ha detto fate debito, ma fate debito buono per i giovani, per il futuro”. Invece, “qui abbiamo messo piu’ soldi per il cashback in un anno che non per i giovani e l’occupazione nei prossimi sei anni. Siamo di fronte a un piano, quello del Recovery, che pensa più al presente che al futuro.
Speriamo che lo cambino seguendo i suggerimenti di Draghi”, ha concluso il leader di Italia Viva.
“Questo è il momento per dare risposte concrete ai cittadini su vaccini, economia e scuola”.Lo ha detto Matteo Renzi intervistato dal Tg5 alla domanda se questo è il momento giusto per aprire una crisi. “Nei palazzi romani – afferma Renzi – si smetta di chiacchierare e si diano più soldi per la sanità con il Mes. L’Europa ci da un sacco di soldi, li vogliamo spendere bene?”.
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Scuola:Campania,ritorno graduale in presenza dall’11 gennaio
Infanzia e prime due classi primaria. Altre tappe il 18 ed il 25
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NAPOLI
04 gennaio 2021
14:28
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Le scuole in Campania riapriranno lunedì 11 gennaio quando potranno tornare in classe gli alunni della scuola dell’infanzia e delle prime due classi della scuola primaria, esattamente com’era prima della chiusura per la pausa natalizia. E’ il frutto della riunione dell’Unità di Crisi della Regione che ha valutato i dati epidemiologici in relazione alla possibilità di un ritorno in presenza; ci sarà un’ordinanza entro domani.
A partire dal 18 gennaio sarà valutata dal punto di vista epidemiologico generale, la possibilità del ritorno in presenza per l’intera scuola primaria e dal 25 gennaio, per la secondaria di primo e secondo grado
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Ex governatore Calabria Oliverio assolto da corruzione
Decisione Gup al termine del processo con rito abbreviato
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CATANZARO
04 gennaio 2021
12:54
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Assolto perché “il fatto non sussiste” l’ex presidente della Giunta regionale della Calabria Mario Oliverio, del Pd. Lo ha deciso il gup di Catanzaro Giulio De Gregorio nell’ambito del processo con rito abbreviato “Lande desolate” che vedeva Oliverio, difeso dagli avvocati Enzo Belvedere e Armando Veneto, accusato di abuso d’ufficio e corruzione.
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La Procura aveva chiesto una condanna a 4 anni e 8 mesi di carcere.
L’inchiesta della Procura di Catanzaro riguarda presunte anomalie riscontrate nella realizzazione di tre opere pubbliche (due delle quali incompiute): l’aviosuperficie di Scalea, l’ovovia di Lorica e piazza Bilotti a Cosenza (unica portata a termine). Oliverio è stato l’unico imputato a essere giudicato in abbreviato, gli altri imputati rinviati a giudizio – l’on.
Enza Bruno Bossio del Pd e suo marito Nicola Adamo, già vicepresidente della Giunta regionale sono stati prosciolti “perché il fatto non sussiste” – saranno processati con rito ordinario. L’udienza è fissata per il 7 ottobre.
Secondo l’ipotesi accusatoria, gli imputati avrebbero cercato di rallentare l’esecuzione dei lavori di Piazza Bilotti, eseguiti dal “gruppo Barbieri” che, in cambio, avrebbe ottenuto ulteriori finanziamenti per altri lavori ritenuti dall’accusa “non dovuti né legittimamente esigibili”. Rallentamento, secondo la Procura Catanzaro, il cui fine era di natura politica per non far inaugurare al sindaco di Cosenza Mario Occhiuto – che in quel periodo era ricandidato – la piazza che si trova nel centro cittadino.
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Formentini:oggi camera ardente in Comune
Il feretro nella Sala Alessi di Palazzo Marino, sede Comune
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MILANO
04 gennaio 2021
10:00
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È stata aperta a Milano la camera ardente di Marco Formentini, sindaco della città dal 1993 al 1997, scomparso all’età di 90 anni dopo una malattia.
L’ultimo saluto al primo e unico sindaco leghista di Milano si tiene nella Sala Alessi di Palazzo Marino, sede del Comune.
Il feretro è al centro della sala ed è adornato con un cuscino di rose rosse. Il primo a rendere omaggio a Formentini e a salutare i tre figli presenti alla camera ardente è stato l’attuale sindaco di Milano, Giuseppe Sala, in fascia tricolore.
La camera ardente rimarrà aperta fino alle 13:30 e alle 14:30 ci sarà un momento di commemorazione.
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Oltre 100mila vaccinati, ma la lentezza preoccupa il Governo
Lazio in testa e Lombardia in coda: iniettate solo 3,8% di dosi
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04 gennaio 2021
12:44
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Superati i centomila vaccinati in Italia in una settimana, con il lavoro dei medici a velocità variabile a seconda delle regioni. Prosegue tra perplessità e polemiche la campagna vaccinale della Fase 1 in Italia (che con 109.454 vaccinati è al secondo posto in Europa, dietro alla Germania, per numero di somministrazioni).
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Ad attaccare il Piano vaccini messo a punto dagli esperti e dal Commissario per l’Emergenza, Domenico Arcuri, è anche la ministra per l’Agricoltura, Teresa Bellanova, che parla di “insufficienza e poca chiarezza”. Ma i ritardi e le problematiche legati alla mancanza di medici, al personale sanitario in ferie e alla carenza di siringhe di precisione mettono in apprensione anche altri membri dell’Esecutivo e i tecnici, che hanno manifestato preoccupazione proprio nel corso vertice di Governo tenuto dal premier Giuseppe Conte, con i capigruppo della maggioranza, il ministro per le Autonomie, Francesco Boccia, e i membri del Comitato Tecnico Scientifico.
Sotto i riflettori è finita la Lombardia: con il suo 3,8% di vaccinazioni effettuate rispetto alle dosi ricevute è ancora in coda alla classifica sulle somministrazioni. Quella graduatoria è “agghiacciante”, tuona l’assessore alla Salute della Lombardia, Giulio Gallera – “per non parlare – aggiunge – di quelle regioni che hanno fatto la corsa per dimostrare di essere più brave di chissà chi. Noi siamo una regione seria”. Ma il suo stesso partito, la Lega, gela l’assessore specificando che le sue dichiarazioni “non sono state condivise e non rappresentano il pensiero del governo della Lombardia”.
I sette governatori del Carroccio, da Fontana a Zaia passando anche per quelli di Sardegna, Friuli, Calabria, Umbria e Trentino – chiedono in coro di “garantire subito quanto promesso dal governo: personale sanitario per effettuare le vaccinazioni” per non rischiare “di mettere ulteriormente sotto stress un sistema già stremato”. Un monito arriva anche da Toti Amato, componente del direttivo della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici, il quale sottolinea “la necessità e l’urgenza di vaccinare tutti i medici e chi lavora nella sanità a strettissimo contatto con i cittadini e i pazienti. Certo è – aggiunge – che non si può procedere in ordine sparso, con il passa parola o utilizzando liste appese alle porte che creano inevitabilmente assembramenti e attese snervanti”.
C’è anche chi come il governatore Nicola Zingaretti, con il Lazio che svetta in classifica tra i territori virtuosi, commenta soddisfatto: “siamo tutti e tutte impegnati con numeri nella nostra Regione davvero ottimi”. Il Lazio, con 22.225 vaccinati, è in effetti la regione con il più alto numero di vaccinazioni in assoluto ed anche quella con la più alta percentuale di vaccinati (48,5%) sul numero di dosi consegnate (45.805). Nelle ultime posizioni della classifica è collocata invece la Lombardia che, a fronte di 80.595 dosi ricevute (il numero più alto tra le regioni) ha vaccinato solo 3.085 persone, pari al 3,8%. Meno solo la Calabria (3,5%), la Sardegna (3,0%), il Molise (1,7%) Resta un’incognita l’arrivo dei vaccini, almeno nel timing stabilito nelle scorse settimane.
“Visto che, con ogni probabilità, andremo incontro a un periodo di nuove restrizioni dolorose per cittadini ed economia, è fondamentale accelerare la campagna dei vaccini”. Lo scrive sui social il governatore Giovanni Toti. “Israele ha dimostrato che con regole e procedure appropriate in pochi giorni è stato immunizzato 1 mln di persone. Parliamoci chiaro: non sono le Regioni a rallentare l’iter dei vaccini. Servono dosi, in quantità massiccia, serve personale che il Governo deve assumere e mandare nelle regioni e strumenti che deve acquistare la struttura commissariale nazionale”.
Da più parti si paventa un ulteriore slittamento dei tempi per la fase della vaccinazione di massa, che prevedeva date di consegna dei colossi farmaceutici non più avvenute proprio perché le fasi di sperimentazioni delle varie aziende non sono complete. Ma il viceministro alla Salute, Pierpaolo Sileri, assicura: “verosimilmente, nel corso del primo semestre del 2021 progressivamente tutti i vaccini saranno disponibili, mentre la campagna andrà avanti per tutto l’anno”.
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La macchina del Piano prosegue anche sul fronte della custodia e della scorta alle dosi. Il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, presiederà nelle prossime ore un Comitato Nazionale convocato “per un esame delle questioni di sicurezza ed ordine pubblico attinenti l’attuazione della campagna di distribuzione delle dosi vaccinali”.
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Maltempo: Zaia, in corso procedure per stato di crisi
Disagi per neve nel vicentino e nel bellunese
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VENEZIA
03 gennaio 2021
19:11
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“Le procedure per la dichiarazione dello Stato di Crisi sono già state avviate. Quanto prima firmerò l’atto formale”.
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Così il presidente del Veneto, Luca Zaia, in relazione alla situazione causata sulla montagna veneta dalle abbondanti nevicate. “Da varie aree – aggiunge Zaia – giungono notizie di gravissimi disagi e vari danni a strade, infrastrutture e edifici. Siamo di fronte all’ennesima ondata eccezionale di maltempo per la quale procederemo in fretta alla conta dei danni per arrivare anche alla richiesta di dichiarazione dello Stato di Calamità Nazionale”. Situazione confermata dall’assessore alla Protezione Civile della Regione del Veneto, Gianpaolo Bottacin, che ha partecipato a vari incontri con il Capo della Protezione Civile Angelo Borrelli, con il Capo Dipartimento dei Vigili del Fuoco Laura Lega,e con il Ministro per i Rapporti col Parlamento Federico D’Incà. “Le criticità si riscontrano pressochè in tutta la montagna veneta, dalle Dolomiti ad Asiago – dice Bottacin – e per questo Borrelli mi ha comunicato la disponibilità a mettere a disposizione il supporto dell’Esercito”. Per tutta la giornata i vigili del fuoco sono stati impegnati in interventi specie nel bellunese e l’altopiano di Asiago. Interventi anche durante la scorsa notte per la rimozione di piante pericolose e rami caduti lungo la strade. Rimozione di neve dai tetti e dai comignoli per evitare il blocco delle caldaie.
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Scuola: al via le iscrizioni on line – VIDEO TUTORIAL
Da oggi al 25 gennaio
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04 gennaio 2021
13:39
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Scuole, in Veneto e Friuli prosegue la chiusura delle superiori fino al 31 gennaio. Zaia: “Non è prudente aprire ora”
Uil: sbagliato il rientro il 7 gennaio. Cts, il problema non è riaprire ma mantenerle aperte
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04 gennaio 2021
14:50
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Confermata la ripresa delle scuole elementari e medie dal 7 gennaio. Per le superiori, Veneto e Friuli Venezia Giulia sono per riaprirle il 31 gennaio.
In Veneto prosegue la chiusura delle scuole superiori fino al 31 gennaio.
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Lo ha annunciato ai giornalisti il presidente regionale Luca Zaia, che ha firmato un’ordinanza in questo senso. “Non ci sembra prudente – ha aggiunto Zaia – in una situazione epidemiologica in Italia riaprire le scuole. Questo è ciò che dobbiamo fare per il bene della comunità oggi”.
Il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, “ha immaginato un’ordinanza che sposti dopo il 31 gennaio il rientro in classe dei ragazzi delle secondarie di secondo grado”. Lo ha annunciato l’assessore regionale all’Istruzione, Alessia Rosolen. “Ovviamente – ha aggiunto – ci sono possibilità di intervenire da qui al 31 gennaio, a seconda di come la curva epidemiologica si modificherà nelle prossime settimane”.
Le scuole in Campania, invece, riapriranno lunedì 11 gennaio quando potranno tornare in classe gli alunni della scuola dell’infanzia e delle prime due classi della scuola primaria, esattamente com’era prima della chiusura per la pausa natalizia. E’ il frutto della riunione dell’Unità di Crisi della Regione che ha valutato i dati epidemiologici in relazione alla possibilità di un ritorno in presenza; ci sarà un’ordinanza entro domani. A partire dal 18 gennaio sarà valutata dal punto di vista epidemiologico generale, la possibilità del ritorno in presenza per l’intera scuola primaria e dal 25 gennaio, per la secondaria di primo e secondo grado.
“Continuare a tergiversare sulla data di riapertura degli istituti scolastici, procrastinando il rientro dei nostri studenti, come stanno facendo molti presidenti di Regione, dopo accordi ben precisi sui tracciamenti e sul TPL assunti a dicembre non è più accettabile. Lo scorso 23 dicembre sono stati presi degli accordi tra il governo e le regioni, messi nero su bianco, che devono essere rispettati”, affermano gli esponenti del MoVimento 5 Stelle in commissione Istruzione al Senato.
La questione non è riaprire le scuole ma verificare se ci sono le condizioni per poi mantenere questa decisione. Lo ha detto il segretario del Comitato tecnico scientifico, Fabio Ciciliano, in un’intervista a InBlu Radio, il network delle radio cattoliche della Cei. “La cosa più importante – ha sottolineato Ciciliano – non è tanto riaprire le scuole ma cercare di tenerle aperte. Rischiare di riaprire le scuole e doverle poi richiudere tra una decina di giorni o tra due settimane. È una cosa che il Paese non si può permettere perché sarebbe la testimonianza provata del fatto che i numeri stanno riaumentando”.
La Uil “considera sbagliata la riapertura delle scuole a partire dal prossimo 7 gennaio”: lo dice il segretario generale Pierpaolo Bombardieri. “I dati epidemiologici ancora fortemente preoccupanti e le imminenti decisioni del Governo, che sembrano volte a proseguire nella linea delle restrizioni anti Covid, richiedono scelte coerenti anche sul fronte delle scuole”, prosegue sostenendo che “non esistono ancora le complessive condizioni organizzative per riavviare in sicurezza la didattica in presenza”.
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“Non vorremmo che, ora, prevalesse una posizione ideologica” e dunque, continua, “sarebbe bene attendere qualche altra settimana”.
Intanto il Tar chiede al governo una “relazione” per chiarire le evidenze scientifiche che hanno spinto a imporre l’uso della mascherina in orario scolastico per bimbi fra i 6 e gli 11 anni.
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Il Tar: Palazzo Chigi dia una relazione sull’obbligo di mascherina a scuola
Indicazioni dopo un ricorso contro il Dpcm del 3/12
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04 gennaio 2021
12:41
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La Presidenza del Consiglio dei ministri dovrà consegnare al Tar del Lazio una “sintetica relazione” per chiarire le evidenze scientifiche alla base dell’imposizione dell’uso della mascherina anche durante l’orario scolastico per i bambini fra i 6 e gli 11 anni. L’ha deciso il presidente della prima sezione del tribunale amministrativo, nell’ambito di un ricorso proposto contro il Dpcm del 3 dicembre scorso nella parte in cui “non prevede l’esenzione o le circostanze di esenzione per i minori infradodicenni come previsto dalle indicazioni internazionali Oms e Unicef”.
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Catalfo: ragioneremo sullo stop a licenziamenti e Cig
‘Pensare di allungare tempi oltre 31 marzo per aziende in crisi’
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04 gennaio 2021
12:14
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“Faremo un ragionamento per le aziende in forte crisi: per loro si può pensare di allungare lo stop” ai licenziamenti e la “Cig. L’obiettivo è evitare lo tsunami occupazionale, formare i lavoratori in transizione, ricollocarli altrove se l’impresa non riparte.
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Confidiamo poi nella campagna vaccinale e nei suoi effetti positivi sull’economia”. Così la ministra del Lavoro Nunzia Catalfo su ‘La Repubblica’ a proposito della scadenza al 31 marzo per il blocco dei licenziamenti e la Cig Covid gratis.
È il momento giusto per far saltare il governo? “Credo non lo sia. Piuttosto è il momento di rimboccarsi le maniche e correre, se non vogliamo subire, anziché gestire la crisi. Non mettere in atto la Next Generation Eu significa negare il futuro alle nuove generazioni. Non ce lo possiamo permettere”.
“Nei primi mesi vorrei mettere a punto” ammortizzatori sociali, politiche attive per il lavoro. “Per le pensioni, a giugno avremo il piano per superare Quota 100 e garantire flessibilità in uscita. Ho già convocato alcuni tavoli sugli ammortizzatori e il lavoro autonomo. Le commissioni sui lavori gravosi e per separare previdenza e assistenza partiranno a breve. Proveremo a inserire i lavoratori fragili al Covid, con patologie importanti, nella platea dell’Ape sociale”.
“Nel prossimo decreto, dopo la richiesta di nuovo scostamento, andrà subito rifinanziata la Cassa integrazione legata però alla perdita di fatturato – osserva – il fondo per l’anno bianco degli autonomi salirà da 1 a 2,5 miliardi, consentendo la decontribuzione totale alle partite Iva con cali di entrate. Vorrei anticipare anche un’importante politica attiva, la Industry Academy, un programma incentivato per favorire la sinergia tra imprese e università, Istituti tecnici superiori e Regioni. Allungheremo la Naspi per gli over 50 o vicini alla pensione. Metteremo altre risorse sul Reddito di cittadinanza, tra 800 milioni e 1 miliardo. Le domande sono salite del 25% con la pandemia”. Il Reddito di emergenza è “stato richiesto da 700mila persone per 4 mensilità, se occorre lo ripristineremo. Ma il Reddito di cittadinanza va rimpolpato, ci sono più famiglie in bisogno. Di fatto è l’unica misura di contrasto alla povertà in Italia. Meno male che esiste; vogliamo rilanciare con forza le politiche attive a prescindere dal Rdc.
Ecco perché in legge di Bilancio abbiamo introdotto Gol, la Garanzia di occupabilità dei lavoratori: è il piano nazionale per l’occupazione. Al suo interno si muove l’assegno di ricollocazione che abbiamo ampliato anche ai percettori di Naspi e Cig”. Poi dice che la App che incrocia domanda e offerta di lavoro “esiste già: l’incrocio avverrà con l’app Io, usata per il cashback e presto anche per la Cig unica. Ci sarà un unico ammortizzatore per tutti i lavoratori e tutte le imprese, facile da richiedere usando anche l’app: basterà spuntare le ore di Cig. Niente più Iban, Sr41 e altre contorsioni burocratiche. Il 2020 è stato disastroso per la Cig, è ora di semplificare. E se quello passato è stato l’anno dell’Inps, in prima linea sulle politiche passive, questo sarà l’anno dell’Anpal per le politiche attive. Confido nel presidente Parisi, c’è molto da fare”. ECONOMIA
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La Lega scarica Gallera: ‘Non rappresenta la Lombardia’
Il Carroccio contesta le giustificazioni dell’assessore per l’avvio della campagna vaccinale
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MILANO
03 gennaio 2021
23:50
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Sabato le critiche dell’opposizione sulla partenza considerata “flop”, ieri l’attacco della Lega – che suona come una sfiducia – nei confronti delle parole usate dall’assessore al Welfare Giulio Gallera per difendersi dalle accuse di ritardi: è un avvio sull’onda delle polemiche quello della campagna vaccinale anti-Covid in Lombardia, la regione più colpita dal virus eppure in fondo alla classifica delle somministrazioni effettuate in rapporto al numero di dosi ricevute a partire dal V-Day.
“Abbiamo preparato un’agenda – ha spiegato Gallera in un’intervista pubblicata da la Stampa – Il 31 era l’ultimo giorno dell’anno, poi ci sarebbero stati tre giorni di festa. Abbiamo medici e infermieri che hanno 50 giorni di ferie arretrate.
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Non li faccio rientrare in servizio per un vaccino nei giorni di festa”. Inoltre, Gallera ha definito “agghiacciante” la classifica delle regioni che finora hanno vaccinato più persone, “per non parlare di quelle regioni che hanno fatto la corsa per dimostrare di essere più brave di chissà chi”.
Frasi evidentemente non gradite ai leghisti in Regione: “Le dichiarazioni dell’assessore non rappresentano il pensiero del governo della Lombardia. Ma non possono comunque essere strumentalizzate dal governo per accusarci di ritardi nella campagna vaccinale” si legge in una nota diffusa dalla Lega, che al Pirellone rappresenta il partito di maggioranza. Sabato in un comunicato della Regione lo stesso Gallera aveva spiegato che la campagna vaccinale in Lombardia sarebbe partita dal 4 gennaio, “una scelta ponderata e attenta, motivata anche dal fatto che nei giorni delle festività parte del personale ha goduto di un sacrosanto riposo, visto che dal mese di febbraio, come in nessun’altra regione italiana, è sotto pressione per la violenza con cui il virus ha colpito il nostro territorio”. L’accelerazione sul vaccino è quindi attesa per oggi, giorno ufficiale dell’avvio della campagna in regione quando, sempre secondo l’assessore, la Lombardia dovrebbe procedere al ritmo di 10 mila vaccinazioni al giorno per poi arrivare a 15mila. Gallera, in quota Forza Italia, è ormai da mesi bersaglio di Pd e M5S che in più occasioni ne hanno chiesto la sostituzione per la gestione della pandemia e della campagna anti influenzale, con tanto di mozioni di sfiducia in Consiglio (tutte però respinte dal centrodestra). Nei giorni scorsi il governatore leghista Attilio Fontana ha aperto per la prima volta ad un rimpasto di Giunta, del quale si parla ormai da tempo: “I punti fondamentali su cui ci dobbiamo concentrare sono sanità e ripresa economica. Se ci potranno essere condizioni per migliorare la squadra – ha detto Fontana – verranno sicuramente prese in considerazione”.
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Covid: riunione Conte-capidelegazione
Presente anche Boccia. Punto in vista scadenza decreto Natale
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03 gennaio 2021
14:32
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Una riunione tra il premiere Giuseppe Conte e i capidelegazione della maggioranza, a quanto si apprende da fonti di governo, è stata convocata per questa mattina per fare un punto sull’emergenza Covid in vista della scadenza delle misure restrittive messe in campo per le festività. Alla riunione partecipa anche il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia.
Alla riunione partecipano anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro, il coordinatore del Cts Agostino Miozzo, il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro e il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli.
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Rider picchiato: De Luca, gesto vigliacco che condanniamo
La risposta dello Stato è stata immediata nei confronti dei responsabili
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NAPOLI
04 gennaio 2021
14:46
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“La rapina ai danni del rider a Calata Capodichino è un gesto vigliacco e di inaudita violenza che condanniamo con forza. Siamo vicini a lui e alla sua famiglia”.
Lo scrive su Facebook Vincenzo De Luca, governatore della Campania, commentando la rapina dello scooter avvenuta a Calata Capodichino a Napoli.
“La risposta dello Stato – scrive De Luca – è stata immediata nei confronti dei responsabili di questa azione criminale. Un gesto gravissimo contro chi, con grande difficoltà, sta affrontando la crisi. Il lavoro resta la priorità che ci impegna tutti anche all’inizio di questo nuovo anno”.
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Covid: su misure governo verso nuovo Dl, Cdm in serata
Convocazione potrebbe essere alle 21
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04 gennaio 2021
14:47
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Si va verso un decreto ad hoc – e non un’ordinanza del ministero della Salute – per stabilire le nuove misure restrittive per i giorni successivi all’Epifania. Un Consiglio dei ministri, a quanto si apprende, è previsto per questa sera: la convocazione potrebbe essere alle 21.

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