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Ultimo aggiornamento 14 Gennaio, 2021, 18:41:14 di Maurizio Barra

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Governo: Amendola, è il momento di ascoltare il paese
Bisogna dialogare e migliorare le posizioni
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13 gennaio 2021
06:12
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“E’ un momento in cui bisognerebbe ascoltare il paese, l’ interesse generale della nazione e muoversi di conseguenza. C’è un metodo, quando ci si siede si dialoga, si ascolta, si migliorano le posizioni”.
Lo ha detto il ministro per gli affari europei Enzo Amendola, rispondendo ad una domanda sulla crisi su Rainews.
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Alitalia: commissario vede sindacati, rischi per stipendi
Smentite notizie su bando gara per il solo marchio
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13 gennaio 2021
10:24
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Il commissario straordinario di Alitalia Giuseppe Leogrande ha convocato urgentemente nella serata di ieri i sindacati. Lo si apprende da fonti sindacali, che spiegano come il commissario abbia illustrato la “criticità del momento”, caratterizzata dal fatto che la “difficile tenuta finanziaria dell’azienda”, che già a dicembre ha generato ritardi nella erogazione degli stipendi, si ripresenterà, se non cambiano le condizioni economiche e di mercato, anche nei prossimi mesi.
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Il commissario, secondo quanto si apprende, avrebbe fatto presente anche che l’instabilità del quadro politico ed un’eventuale crisi di governo potrebbero inoltre non dare certezze sulle tempistiche di nascita della nuova Ita, con aggravio sull’amministrazione straordinaria. In questo quadro, riferiscono le stesse fonti, per il commissario vanno messe in campo tutte le azioni disponibili per preservare quanto più a lungo possibile le risorse economiche in modo da garantire la continuità aziendale fino al decollo della newco.
Il commissario ha anche smentito le notizie di stampa inerenti presunte procedure di bandi di gara per la vendita del marchio o degli slot o della parte aviation separatamente, spiegando di non aver presentato alcuna istanza di vendita e indicando l’intenzione di preservare il valore aziendale dell’insieme degli asset. Il commissario, secondo quanto si apprende, avrebbe detto di prediligere la trattativa privata, ma sul tema sono comunque in corso le interlocuzioni con tra Governo e Commissione Ue.
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Di Maio, fare un passo indietro, la crisi la vive il paese
Servono serietà e responsabilità
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13 gennaio 2021
10:40
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“Ieri sera abbiamo approvato il piano da 209 miliardi di euro del recovery plan con il quale avvieremo la ricostruzione. L’Italia deve ripartire.
Servono serietà e responsabilità in questo momento storico. Tutti facciano un passo indietro per amore del Paese”. Lo scrive su facebook il ministro degli Esteri Lugi Di Maio. “Bisogna essere – aggiunge – pragmatici e concreti. Parliamo di risorse per fronteggiare la pandemia, aiuti per chi fatica dalla mattina alla sera, di pensioni, anziani, parliamo di chi è stato colpito ingiustamente dalla crisi come imprese e lavoratori. La vera crisi la stanno vivendo gli italiani, non la politica”.
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Zingaretti,fare di tutto per dialogo,patto è possibile
Ottimo risultato via libera a bozza Recovery Plan
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13 gennaio 2021
11:38
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“Ottimo risultato di tutti il via libera alla bozza del Recovery Plan. Ora bisogna correre e non pregiudicare il lavoro.
Si faccia di tutto per riprendere il dialogo, il confronto nella maggioranza, per trovare una soluzione alla crisi e affrontare con responsabilità i prossimi decisivi passaggi come lo scostamento di bilancio e i ristori economici alle imprese”. Così in una nota il segretario del Pd Nicola Zingaretti. “Si lavori come abbiamo insieme deciso al patto di legislatura in tempi certi e brevi con buonsenso e facendo prevalere il bene comune e la buona politica. Si può fare”.
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Fontana, Lombardia prima per vaccinazioni giornaliere
Da inizio campagna superata soglia 100mila
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MILANO
13 gennaio 2021
13:24
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“La Lombardia ha superato le 100.000 vaccinazioni Anti Covid. Con ordine e senza assembramenti, in linea con il piano regionale, da diversi giorni siamo la prima Regione sia per dato assoluto che per somministrazioni giornaliere”.
Lo ha rivendicato su Facebook il governatore Atilio Fontana, ringraziando “tutti gli operatori sanitari per la responsabilità dimostrata con l’alta adesione volontaria e a tutti gli operatori al lavoro nella prima fase di questa lunga e importante campagna”.
Il responsabile della campagna vaccinale, Giacomo Lucchini, in commissione Sanità al Consiglio regionale ha spiegato che ieri sono state vaccinate 17 mila persone.
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Regioni montagna, servono 4-5 miliardi per ristori sci
Stop impianti ha generato perdite per 11-12 miliardi
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AOSTA
13 gennaio 2021
13:32
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La chiusura dello sci ha generato una perdita complessiva di 11-12 miliardi di euro all’economia di montagna che ora ha bisogno di almeno 4-5 miliardi di ristori. E’ questa la prima stima fatta dalla Regioni, secondo quanto ha riferito oggi il vice presidente della Valle d’Aosta e assessore allo sci Luigi Bertschy.

“Come Regioni di montagna abbiamo presentato i primi dati allo Stato: il comparto montagna in questo periodo ci ha rimesso almeno 11-12 miliardi, questo significa che per un intervento minimo di recupero delle perdite delle società servono 4-5 miliardi”, ha riferito Bertschy in Consiglio regionale.
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Maroni: finalmente tornato, mai mollare
Sui social dopo le dimissioni dall’ospedale
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MILANO
13 gennaio 2021
13:36
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“Finalmente sono tornato” inizia così un messaggio inviato agli amici, insieme a un selfie, da Roberto Maroni, l’ex governatore operato al Besta di Milano dopo che aveva avuto un malore nella sua casa di Lozza, in provincia di Varese.
“Ringrazio il prof.
Paolo Cerroli e il prof Francesco Acerbi del Besta che si è rivelato davvero un’eccellenza straordinaria” ha aggiunto, concludendo il messaggio con “mai mula'” ovvero mai mollare.
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S&P, Pil Europa a due velocità, balzo Italia +5,3% nel 2021
Covid spinge risiko banche, aziende a livello pre-crisi nel 2022
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13 gennaio 2021
13:47
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Nel 2021 il Pil in Europa racconterà “due storie” con una probabile contrazione nella prima metà dell’anno ed una forte ripresa nel secondo semestre.
In Italia è prevista una crescita del Pil del 5,3%.
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E’ la previsione di S&P Global Ratings illustrata nel corso di una conferenza stampa.
“Il 2021 riserverà una probabile contrazione iniziale del Pil e una forte ripresa nella seconda parte, guidata dai servizi, assumendo che sia stata raggiunta una immunità di gregge”, ha detto Sylvain Broyer, Chief Economist Emea di S&P Global Ratings.
Sul fronte del sistema bancario, il Covid non farà altro che accelerare il processo di “cambiamento strutturale del sistema con un consolidamento”, ha evidenziato Mirko Sanna, director financial institutions, S&P Global Ratings. Ci sono alcune situazioni “come quella di Mps – ha aggiunto – con il Governo che ha detto che è un tema da risolvere nel corso del 2021 e che potrebbe accelerare il processo di consolidamento. C’è da considerare poi che ci sono ulteriori benefici fiscali previsti per le banche o più in generale per le banche che effettueranno consolidamento”.
I ricavi delle aziende italiane torneranno a “livelli pre-covid nel 2022”, ha detto Renato Panichi, senior director corporate ratings, S&P Global Ratings. La ripresa non sarà “standard ha aggiunto – come abbiamo potuto vedere nelle crisi precedenti. Nel 2020 abbiamo fatto molte azioni di rating.
Attualmente il 42% delle aziende italiane che ha un outlook negativo, in linea con la media europea. Quindi non abbiamo un caso Italia perchè siamo perfettamente allineati”.   ECONOMIA

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Sciascia: Fico, intellettuale originale ed anticonformista
Aula applaude per centenario nascita scrittore ed ex deputato
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13 gennaio 2021
13:55
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Leonardo Sciascia fu “uno dei grandi e più originali intellettuali italiani del Novecento, che con spirito libero ed anticonformista ha affrontato la narrazione della realtà, la critica e la denuncia di ingiustizie, soprusi e crimini”.. Lo dice nell’Aula della Camera il presidente Roberto Fico ricordando il centenario della nascita dello scrittore e ripercorrendone l’intensa attività di deputato.

“È per tenere viva questa straordinaria eredità letteraria, civile e politica, anche tra le nuove generazioni, che ricordiamo oggi Leonardo Sciascia”, ha concluso, mentre dall’Aula si levava un applauso unanime.
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Governo: alle 18 vertice centrodestra alla Camera
Con Salvini, Meloni, Tajani, Lupi e Cambiamo!
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13 gennaio 2021
13:57
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Si dovrebbe tenere alle 18 di questo pomeriggio alla Camera (probabilmente presso la Sala Salvadori) un vertice del centrodestra per fare un punto sulla situazione della crisi di governo. Tra i partecipanti Giorgia Meloni (Fdi), Matteo Salvini (Lega) e Antonio Tajani (Fi) oltre a Maurizio Lupi (Nci) e una delegazione di Cambiamo!
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Governo: Salvini, c.destra pronto a fare 5 riforme
Governo Conte-Mastella per rimandare il voto sarebbe squallido
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13 gennaio 2021
13:59
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“Su cinque punti, su cinque riforme precise da fare in pochissimo tempo, io credo che in Parlamento un’alternativa ci possa essere e che sia nostro dovere offrirla agli italiani”. Così il leader della Lega, Matteo Salvini, durante una conferenza stampa al Senato dedicata alla moda.

“Parlo di riforme su salute, lavoro e imprese, scuola, infrastrutture e giustizia. Sono cinque temi su cui rilanciare il Paese e penso che nei due rami del Parlamento una maggioranza, che metta al centro questi problemi con il centrodestra a fare da guida, sia la soluzione migliore. Sempre che non ci siano le elezioni che in qualunque democrazia sono la via maestra. Stando a tutti i sondaggi la lega resta il primo partito e il centrodestra vincerebbe le elezioni. Su questo è nato il governo Conte-Renzi, che è miseramente naufragato dopo un anno senza lasciare traccia di se. Se nascerà il governo Conte-Mastella per tenere fuori la Lega e rimandare il giudizio degli italiani – conclude Salvini – sarebbe squallido. Noi siamo pronti”.
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Comunali:Meloni,Bertolaso a Roma? Ne dobbiamo parlare
Per Milano candidatura migliore per me è Dallocchio
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13 gennaio 2021
14:04
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“Come ha detto ieri Salvini ne dobbiamo parlare. Ne parleremo”.
Intercettata a Montecitorio Giorgia Meloni risponde così a chi le chiede un commento sulle parole di ieri del leader della Lega in merito alla candidatura di Guido Bertolaso a sindaco di Roma. Sempre sulle amministrative, a chi le domanda di Roberto Rasia a Milano il presidente di Fratelli d’Italia spiega: “Per me ad oggi la candidatura migliore in campo è quella di Maurizio Dallocchio” economista e professore all’Università Bocconi. “Con gli alleati parleremo anche di questo” spiega.
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Covid: gestori impianti sci, rischio reale stop stagione
Appello al governo, studi attentamente i ristori per il settore
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13 gennaio 2021
14:06
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“Il rischio che salti l’intera stagione è più che mai reale, purtroppo”. A dirlo è Valeria Ghezzi, presidente dell’Anef, associazione nazionale che riunisce i gestori funiviari.
“E questa è una vera tragedia perché per noi c’è anche il dopo – aggiunge -. La nostra ripartenza sarà solo il prossimo Natale. Si tratta di una débacle senza precedenti, non solo per noi ma per tutti i lavoratori”. “Lanciamo un appello al governo affinché pensi ai ristori di questo settore così particolare”, continua Ghezzi.
“Gli impianti a fune – sottolinea – sono un settore che comincia a lavorare ad aprile-maggio in vista della stagione che parte a dicembre. Abbiamo quindi lavorato otto mesi con delle spese. Parliamo di aree che si sviluppano su tanti ettari. Noi continuiamo a spendere tutt’ora. Queste sono considerazioni da valutare da parte del governo, così come hanno fatto Oltralpe, dalla Francia all’Austria”.
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Conte a operai Whirlpool, crisi sarebbe incomprensibile
Nel corso incontro delegazione sottolineava sua insostenibilità
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13 gennaio 2021
14:16
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Una crisi di governo in questo momento sarebbe “incomprensibile”. E’ quanto ha sottolineato, a quanto si apprende, il premier Giuseppe Conte incontrando il gruppo di lavoratori della Whirlpool giunti a Palazzo Chigi per consegnare il calendario “Sulla nostra pelle”.
Nel corso dell’incontro la delegazione ha sottolineato al capo del governo come una crisi, in questo momento, sia insostenibile per il Paese.
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Conti pubblici: Camera, scostamento in Aula il 20/1
Se approvato prima dal CDM
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13 gennaio 2021
14:51
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L’Aula della Camera esaminerà lo scostamento dal pareggio di bilancio il prossimo 20 gennaio, ove il testo sia stato approvato prima dal Consiglio dei ministri.
Lo ha stabilito la conferenza dei capigruppo di Montecitorio.
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Conte, governo avanti solo con sostegno tutta maggioranza
L’Ho sempre detto
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13 gennaio 2021
16:11
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“Ho sempre detto che governo può andare avanti solo con il sostegno di tutte le forze di maggioranza”. Così il premeir Giuseppe Conte
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Conte,dimissioni ministre Iv?Spero non ci si arrivi
Sto lavorando a patto di legislatura
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13 gennaio 2021
16:12
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Le dimissioni delle ministre di Iv ?”Spero non si arrivi a questo, sto lavorando ad un patto di legislatura e serve uno spirito costruttivo”.Lo ha detto il premier Giuseppe Conte parlando fuori palazzo Chigi.
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Conte,responsabili? Serve una maggioranza solida
Premier fuori da Palazzo Chigi
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13 gennaio 2021
16:16
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“Io ho sempre detto che ci vuole una maggioranza solida per portare avanti l’azione del governo”.Lo ha detto il premier Giuseppe Conte parlando fuori palazzo Chigi e rispondendo ad una domanda sui cosiddetti “responsabili”.
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Azzolina, aumentano analfabetismo e Neet,per questo mi batto
7 miliardi mobilitati in un anno per la scuola
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13 gennaio 2021
16:19
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“Già prima della pandemia destava preoccupazione il tasso di dispersione scolastica nel nostro Paese. Oggi aumentano i segnali di allarme sociale e mi riferisco al fenomeno dei Neet e dell’analfabetismo funzionale.

Anche per questo mi batto per il rientro a scuola in presenza il prima possibile: senza scuola non c’è crescita; si accentua sempre più l’abbandono scolastico; aumentano le forme di disuguaglianza e di divario che è nostro preciso dovere contrastare”. Così la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina rispondendo all’on Vacca. Oltre 7 miliardi per la scuola sono stati mobilitati in 1 anno.
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Fisco: sindacati, da lunedì ripartono cartelle
Lo comunicano dopo incontro con Entrate-Riscossione
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13 gennaio 2021
16:53
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“L’attività di notifica delle cartelle e degli atti ripartirà dal 18 gennaio, conseguentemente è necessario organizzarsi per rispondere alla domanda di servizi che aumenterà progressivamente. Saranno incrementate le presenze giornaliere agli sportelli e nel limite del 50%, negli uffici interni”.
Lo comunicano i sindacati di categoria (Fabi, First, Fisac, Uilca) dopo un incontro oggi con l’Agenzia delle entrate – Riscossione.
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Fico, ora spirito costruttivo, coesione e collaborazione
Parlamento centrale
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13 gennaio 2021
16:54
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“In una fase decisiva per il futuro del nostro Paese è necessario uno spirito costruttivo e mettere al centro coesione e collaborazione”. Lo afferma il presidente della Camera Roberto Fico annunciando il percorso parlamentare del Recovery plan.

“Con questo percorso ribadiamo la centralità del Parlamento, che già a ottobre aveva esaminato e approvato, primo in Europa, le linee guida del Governo sul Recovery”, conclude.
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Papa Francesco si è vaccinato contro il Covid
La notizia dai media argentini, il Vaticano non commenta
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CITTA DEL VATICANO
13 gennaio 2021
17:14
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Il Papa si è vaccinato contro il Covid. Come aveva preannunciato, questa mattina si è presentato nell’ambulatorio allestito davanti all’Aula Nervi, che normalmente ospitava, prima della pandemia, i grandi eventi in Vaticano e anche le udienze generali.
La notizia della vaccinazione del Papa, con Pfizer, per conservare il quale anche le strutture sanitarie della Santa Sede si sono attrezzate con un mega refrigeratore, è circolata sulla stampa argentina, mentre il Vaticano ufficialmente non ha commentato e si è limitato a comunicare, attraverso il portavoce Matteo Bruni, che “questa mattina ha avuto inizio la campagna di vaccinazione contro il Covid-19 nell’atrio dell’Aula Paolo VI”. Anche Ratzinger dovrebbe vaccinarsi in queste ore, come comunicato dal suo segretario, monsignore Georg Gaenswein.
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Deputati M5S, essenziale sostenere settore montagna
“Ci auguriamo che Governo predisponga misure adeguate”
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AOSTA
13 gennaio 2021
17:18
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“Nel prossimo decreto Ristori sarà essenziale sostenere concretamente e con risorse importanti il settore della montagna, così gravemente penalizzato da questa emergenza. Da settimane collaboriamo con il Mef e il Mise per trovare le soluzioni migliori e rispondere alle sollecitazioni e alle preoccupazioni di chi vive delle attività invernali.

Abbiamo raccolto le istanze di tutte le associazioni di categoria e dei territori, ci auguriamo vivamente che il Governo accolga le nostre proposte, predisponendo misure adeguate”. E’ quanto dichiarano, in una nota, i deputati del Movimento 5 Stelle Giovanni Currò, Sabrina de Carlo, Luca Sut, Elisa Tripodi, Gianluca Vacca e Simone Valente.
“Finora, abbiamo presentato e sottoposto all’attenzione del governo diverse iniziative per tutelare le attività di montagna e tutta l’economia vacanziera invernale – aggiungono – ma il perdurare dell’emergenza sanitaria ripropone, aggravando, i problemi per imprese e lavoratori. Non possiamo perdere tempo: per i nostri territori e i nostri concittadini il turismo di montagna rappresenta la principale, quando non l’unica, fonte di sostentamento”.
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Camera, ok a risoluzione sul Dpcm. Speranza: “Serve unità, no alle polemiche politiche”
Venerdi nuove ordinanze. Ad oggi 12 regioni a rischio alto
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13 gennaio 2021
14:51
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L’Aula della Camera approva, con 295 voti a favore, 220 contrari e sette astenuti, la risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del ministro della Salute Roberto Speranza sul prossimo Dpcm con le ulteriori misure di contrasto al Coronavirus.
“Non c’è altra strada diversa dall’unità per affrontare questa emergenza, la piu grande dal dopoguerra. Ecco perche mi rivolgo alla maggioranza e all’opposizione”, ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, aprendo l’informativa alla Camera sulle misure anti-Covid. “Nei prossimi mesi sara’ tutto terribilmente complicato, teniamo fuori dalla battaglia politica la salute degli italiani, sarebbe errore imperdonabile rallentare nell’ultimo miglio”, ha aggiunto.
VERSO IL NUOVO DPCM
Stasera alle 20:30 è atteso il Consiglio dei Ministri sul decreto Covid e la proroga dello stato d’emergenza.
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E Speranza, alla Camera, ha accennato alle misure del nuovo dpcm, affermando che “è intenzione del governo confermare il divieto di spostamento anche tra Regioni in zona gialla e vietare l’asporto dopo le 18 dai bar e stabilire l’ingresso in area arancione di tutte le regioni a rischio alto”. C’è poi intenzione di riaprire i musei in area gialla. L’intenzione è inoltre di confermare l’indicazione “a poter ricevere a casa massimo 2 persone non conviventi come già avvenuto durante le vacanze di Natale”.
“Questa settimana – ha sottolineato Speranza alla Camera – c’è un peggioramento generale della situazione epidemiologica in Italia, aumentano le terapie intensive, l’indice Rt e focolai sconosciuti. Non facciamoci fuorviare. L’epidemia è nuovamente in una fase espansiva”. Pertanto “il governo ritiene inevitabile prorogare al 30 aprile stato di emergenza”.
Arriveranno venerdi – secondo quanto si apprende – le ordinanze del ministro della Salute Roberto Speranza con le nuove classificazioni delle regioni per fasce di rischio. Secondo l’ultimo monitoraggio della cabina di regia – riportato da Speranza nelle comunicazioni alla Camera – 12 regioni e province autonome sono ad alto rischio, 8 sono a rischio moderato di cui 2 in progressione a rischio alto e una sola regione è a rischio basso”.
Oltre alle aree rosse, arancioni e gialle “il Gioverno ha intenzione di prevedere anche una quarta area, bianca, solo con incidenza sotto i 50 casi ogni 100mila abitanti e Rt sotto a 1” fermo restando le misure delle mascherine e del distanziamento.
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I VACCINI
“Con la campagna di vaccinazione vediamo la luce in fondo al tunnel. Il Covid ha le ore contate, ma non abbiamo ancora vinto, siamo alle prime battute di una lunga e difficile maratona”, ha detto Speranza. “Sono convinto che la stragrande maggioranza degli italiani deciderà di vaccinarsi senza ricorrere all’obbligo. Per il governo resta comunque fondamentale l’obiettivo dell’immunità di gregge. A chi ha dubbi sui vaccini dobbiamo rispondere con la trasparenza, l’evidenza scientifica e la capacità di ascolto e dialogo, non con gli insulti o con una guerra ideologica tra fan della scienza e primitivi delle caverne”, ha spiegato il ministro.
“Ad oggi abbiamo siglato opzioni per circa 226 milioni di dosi che nelle prossime settimane aumenteranno ulteriormente sino a giungere a 250 milioni esercitando sempre il diritto di opzione previsto dagli accordi europei che ci consente di bloccare per ogni contratto siglato dall’Unione il 13,46% di vaccini”, dice Speranza. “Abbiamo opzionato – ha spiegato – così quasi il doppio delle fiale necessarie per vaccinare tutti gli italiani. Tutto quello che si poteva e si doveva fare per approvvigionarsi del vaccino è stato fatto con attenzione e per tempo”.
“Nel primo trimestre 2021 – prosegue Speranza – è attesa l’autorizzazione anche del vaccino di Johnson & Johnson. I risultati del vaccino italiano ReiThera sono molto incoraggianti. Stiamo lavorando parallelamente ad organizzare le forze e l’Italia è pronta a mettere in campo una squadra forte: si aggiungeranno 40 mila medici ed entreranno anche le farmacie in campo”.
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LE PRIORITA’ NELLA VACCINAZIONE

“Le prime tappe della campagna di vaccinazione sono chiare e definite: innanzitutto il personale sanitario, le Rsa e le persone dagli 80 anni in su. Si tratta di oltre 6 milioni di persone di cui più di 4 sono over-80. Aver scelto questa priorità rappresenta un tratto di umanità e civiltà profondamente giusto”. Lo ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza alla Camera. “Non credo ci possano essere dubbi: il Ssn, tanto più in una grave emergenza, ha obbligo di tutelare innanzitutto il diritto alla salute a partire dai più deboli, che corrono più rischi di perdere la vita”.
“Siamo ragionevolmente fiduciosi – ha aggiunto Speranza – che un aumento delle dosi disponibili avverrà in tempi non lunghi, aspettiamo certi che Ema e Aifa non perderanno neanche un giorno nel loro lavoro. Vogliamo correre ma dobbiamo farlo nell’assoluta sicurezza, ecco perche’ dobbiamo dare agli scienziati tutto il tempo necessario”.
Cts, prorogare stato emergenza al 31 luglio, preoccupazione per la riapertura dello sci
Prorogare lo stato d’emergenza fino al 31 luglio. Sarebbe questa, secondo quanto si apprende, l’indicazione che il Comitato tecnico scientifico ha dato al governo in vista del nuovo Dpcm. Secondo gli esperti, quattro sono gli elementi che consigliano il prolungamento di altri sei mesi, in modo da poter gestire la situazione con strumenti emergenziali: l’impatto ancora alto del virus sull’occupazione dei posti letto ospedalieri, la campagna vaccinale, la preoccupante situazione internazionale e la possibile sovrapposizione dell’influenza stagionale con il Covid.
“Grande preoccupazione” per la riapertura degli impianti sciistici. E’ quanto avrebbero espresso gli esperti del Comitato tecnico scientifico sottolineando tra l’altro che molte delle regioni in cui si trovano gli impianti sono proprio quelle dove la pandemia sta colpendo più duramente. Dal Cts è poi arrivata la conferma di quanto già emerso nella riunione del 7 gennaio: i mondiali di sci in programma a Cortina dall’8 al 20 febbraio si potranno svolgere ma a porte chiuse e con una serie di raccomandazioni tra cui quella di fare in modo che gli atleti restino in paese il minor tempo possibile, per evitare assembramenti.
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Nucleare: sindaci, con deposito turismo Sardegna a rischio
Assemblea Anci compatta, “mai le scorie nell’Isola”
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CAGLIARI
13 gennaio 2021
13:00
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Sindaci da tutta la Sardegna a Cagliari per dire no al deposito di scorie nucleari. Da Setzu, il paese più piccolo della mappa indicata da Roma, a Mandas, uno dei più grandi: i primi cittadini hanno indossato la fascia tricolore e hanno partecipato, dopo una lunga fila all’ingresso per la registrazione, all’assemblea promossa dall’Anci alla Fiera di Cagliari per fare il punto della situazione.
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Sindaci spaventati, esterrefatti e pronti alla battaglia.
“Dobbiamo iniziare a spese nostre persino i rilievi – denuncia il primo cittadino di Las Plassas Ernesto Nocco – per giunta con i problemi di organico che Comuni come il nostro hanno da sempre. Questa è una zona che sta investendo sul turismo, dalla Giara alla reggia di Barumini. Come si fa a contraddire questa vocazione con un deposito di scorie. La Marmilla è un museo a cielo aperto, ne approfittano perché siamo in pochi”.
E se Las Plassas di abitanti ne ha 223, lo stesso discorso vale per Setzu, con cento residenti in meno. “Questo è un territorio storico per l’agricoltura ma ora il futuro è sempre più turistico – racconta preoccupato il sindaco Francesco Cotza – Noi stessi siamo impegnati per lo sviluppo del parco della Giara. Ora che senso ha realizzare un deposito che inevitabilmente muterebbe questo percorso?”.
Il sindaco di Mandas Umberto Oppus anticipa le mosse dell’assemblea. “Voteremo una mozione speculare a quella approvata dal Consiglio regionale – annuncia – Il nostro non è un no ideologico, ma motivato. Questa assemblea è importante: autonomie regionale e locali insieme per una stessa battaglia”.
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Governo: Mastella, i “responsabili” ci sono, Renzi traditore
Collegati a centrosinistra alle prossime elezioni con “Meglio Noi”
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13 gennaio 2021
13:29
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“Renzi è il primo responsabile, quando c’era il governo Lega-M5s e si rischiava di andare al voto lui con i suoi responsabili e il Pd si è ritrovato a fare un governo diverso”. Lo ha detto Clemente Mastella, sindaco di Benevento ed ex Guardasigilli, a 24 Mattino di Simone Spetia su Radio 24.

“Ora esistono dei responsabili che maturano le condizioni per andare avanti rispetto alla sua irresponsabilità che vengono considerati traditori, ma il primo traditore è stato lui”.
“Renzi è un piccolo Trump italiano, ha lo stesso tipo di atteggiamento. Come si fa in questo momento con i morti e la gente chiusa in casa ad aprire una crisi? E’ una irresponsabilità incredibile. Se fossi stato in Parlamento gli avrei fatto vedere i sorci verdi, o viola visto che è un fiorentino”. “I responsabili fanno un’azione politica, e aldilà di questo momento noi saremo responsabili anche successivamente e con degli amici avvieremo una iniziativa politica con cui ci presenteremo alle elezioni collegati al centro sinistra, si chiamerà “Meglio noi”, ovvero la mia generazione che ha fatto l’Italia, assistere a quello che sta succedendo è sconcertante “.
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Scuola: genitori occupanti Manzoni, noi solidali
Lettera a preside, Azzolina, Fontana e al sindaco Sala
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MILANO
13 gennaio 2021
13:59
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Sono solidali anzi “pienamente” solidali con i loro figli i genitori di alcuni studenti e studentesse del liceo Manzoni, di Milano che da ieri stanno facendo una “occupazione pacifica nel rispetto delle norme di sicurezza anticovid” per chiedere il ritorno alle lezioni in presenza.
Lo hanno scritto come Comitato genitori in una lettera alla preside Milena Mammani, agli organi scolastici e anche al ministro Lucia Azzolina, al governatore Attilio Fontana e al sindaco Giuseppe Sala.

“Siamo consapevoli che l’emergenza sanitaria tutt’ora non permetta abbassamenti della guardia” sottolineano ma ” condividiamo e facciamo nostro lo scoramento dei ragazzi, ai quali sono state fatte promesse mai mantenute”.
La DAD totale è stata un’ancora di salvezza all’inizio di questo viaggio. Ora è il sasso che fa affondare. Sosteniamo quindi la loro protesta – proseguono -, considerando fondamentale e non più procrastinabile la ripresa immediata, seppur graduale e regolamentata, delle lezioni in presenza”.
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Vaccini:Monti,senza dosi Lombardia ferma
Con 13 mila al giorno servono nuove forniture
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13 gennaio 2021
14:01
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La Lombardia, con una media di 13mila iniezioni al giorno, ha già superato quota 100mila vaccinazioni anticovid e senza l’arrivo di nuovi dosi dal governo, domenica la macchina sarà costretta a fermarsi. È questa la denuncia del presidente della Commissione Sanità al Pirellone, Emanuele Monti, a margine dell’audizione del responsabile del piano vaccinale della Lombardia, Giacomo Lucchini.

“È assurdo – ha spiegato Monti -. Con il ritmo attuale, se non verranno consegnate altre dosi da parte della struttura commissariale del governo, nella giornata di domenica la macchina sarà costretta a fermarsi. È bizzarro che il Governo si sottragga per l’ennesima volta alle proprie responsabilità e non invii le dosi sufficienti per far continuare la campagna vaccinale, specie nei territori più colpiti dalla pandemia”.
Monti ha inoltre definito “scandalosa” l’indicazione del commissario Arcuri di creare una scorta con il 30% delle dosi finora inviate, provvedimento che celerebbe l’incapacità nella gestione degli approvvigionamenti da parte del governo.
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Ok al Recovery Plan ma è scontro in Cdm
Prodi, Renzi come Bertinotti. Conte corre su ristori e dl Covid
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13 gennaio 2021
13:00
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Il Recovery Plan italiano c’è, il governo Conte-bis, fra una manciata d’ore, potrebbe non esserci più. Il Consiglio dei ministri notturno sul Piano di ripresa e resilienza certifica lo scontro totale tra il premier Giuseppe Conte e Matteo Renzi.
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“Se non ci sarà il Mes le ministre di Iv si asterranno”, annuncia l’ex premier in tv. E il piano passa infatti con l’astensione delle ministre Teresa Bellanova e Elena Bonetti. La conferenza stampa convocata da Renzi nel pomeriggio alla Camera potrebbe certificare l’addio di Iv al governo.
“Decidiamo in mattinata e poi lo comunicheremo alla stampa”, annuncia il senatore.
I margini di trattativa, dopo il Cdm, si assottigliano ulteriormente. Se nel pomeriggio fonti di maggioranza evocavano ancora la possibilità di un vertice tra i leader per una ricucitura e, prima di entrare a Palazzo Chigi, Vincenzo Spadafora vedeva ancora le “condizioni per gesti di responsabilità”, alla fine della riunione l’impressione è che non restino molti margini per ricompattare la maggioranza. Tanto che continuano a circolare voci e ‘conteggi’ sui possibili “responsabili” pronti a prendere il posto di Iv al Senato: si accredita l’uscita di 4 senatori dal gruppo di Renzi e ben 8 da Forza Italia.
E’ sul Mes intanto che si consuma l’ultimo scontro tra Iv, Conte e gli altri partiti alleati. Le ministre renziane definiscono “incomprensibile” la rinuncia al fondo salva-Stati, lamentano ritardi sulle urgenze del Paese e sui nuovi ristori.
“Il Mes non è compreso nel Next Generation, non è questa la sede per discutere il punto”, è la replica di Conte, che invita a “non speculare sul numero dei decessi in Italia per invocare l’attivazione del Mes”, con “un accostamento che offende la ragione e anche l’etica”.
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Subito dopo è Roberto Gualtieri a intervenire. “Il Mes non ha “nulla a che vedere con il programma Next Generation Eu” e anche se si decidesse di attivarlo, “non avremmo a disposizione risorse per investimenti aggiuntivi”, spiega il ministro dell’Economia. “Il Mes non c’entra, non c’è ragione per astenersi”, è il concetto che sottolineano a loro volta Francesco Boccia e Enzo Amendola. Mentre il ministro della Salute, Roberto Speranza, ricorda quano fatto per contrastare la pandemia, anche in termini di risorse. Il confronto viene descritto assai teso, lo strappo di Iv non rientra e le ministre si astengono. Ma Cdm terminato, Gualtieri esulta: “E’ stato un gran lavoro, più importante d’ogni polemica. Ora via al confronto in Parlamento e nella società”.
Fra poche ore, però, potrebbe essere la crisi di governo a dominare nella politica italiana. Non a caso Conte decide di correre e convoca un doppio Cdm, uno in serata sul nuovo dl anti-Covid (con lo stato di emergenza che potrebbe essere prorogato al 30 aprile), l’altro giovedì sul nuovo scostamento per i ristori di gennaio. Tentando così di mettere in cassaforte i provvedimenti più cruciali per il Paese in questo momento.
Poi, se le ministre di Iv si dimetteranno, per il premier si potrebbe davvero aprire la strada della conta e del sostegno dei Responsabili. “Sarà un governo Conte-Mastella e noi saremo all’opposizione o un esecutivo diverso”, attacca Renzi. “Ci sono delle forze che vogliono contribuire nel segno di un rapporto con l’Europa e penso che al momento opportuno queste forze possano palesarsi”, è la previsione ribadita da Goffredo Bettini, gran tessitore di questi giorni di pre-crisi. Mentre al premier, e al suo argine a un Conte-ter se Iv si sfilasse nelle prossime ore, una sponda arriva da Romano Prodi. “Conte ha fatto bene. A me sembra che Renzi abbia assolutamente lo stesso obiettivo di Bertinotti (nel Prodi I, ndr), cioè rompere”, spiega l’ex presidente del Consiglio. E il dado della crisi, ormai, sembra davvero tratto.
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Azzolina, vaccini per personale scuola è priorità
‘La scuola è àncora di sicurezza e di salvezza-. Dad non può sostituire presenza. Preoccupata per abbandono’
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14 gennaio 2021
10:46
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“La scuola è àncora di sicurezza per i nostri studenti e le nostre studentesse e aggiungo io, per molti di loro, è un’àncora di salvezza. Per questo ritengo che la didattica digitale, strumento utile per la gestione dell’emergenza e risorsa per la scuola del futuro, non possa comunque sostituire la didattica in presenza.
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I ragazzi hanno bisogno di recuperare quella dimensione di socialità indispensabile per la loro crescita. Desta preoccupazione anche l’aumento del fenomeno dell’abbandono scolastico”. Così la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina rispondendo al question time alla Camera.
“Per quanto riguarda i vaccini, è chiaro a tutti che la scuola sia un servizio pubblico essenziale. Sin dall’avvio del confronto sulla elaborazione del piano vaccinale ho chiesto e ottenuto di garantire priorità al personale scolastico. Auspico dunque che si proceda speditamente con la vaccinazione degli operatori sanitari e degli anziani, per arrivare subito alla scuola, partendo dal personale fragile e da chi ha una età più avanzata”, aggiunge.
“Spiace che gran parte delle Regioni abbiano posticipato il rientro in classe. Tutto ciò con il rischio di causare disorientamento, precarietà, insicurezza e povertà educativa. Rinnovo la mia disponibilità al dialogo, al confronto, con tutti gli attori istituzionali coinvolti, per il bene delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi. La scuola, lo ribadisco, è pronta e in grado di garantire ambienti controllati e con ridotte percentuali di rischio, come rilevato dai dati e dagli studi sui contagi forniti dalle autorità scientifiche”, prosegue Azzolina.
“La scuola è pronta per far sì che le aule si riempiano delle voci e degli sguardi degli alunni”, dichiara rispondendo al deputato Rossano Sasso della Lega. “Dobbiamo continuare a lavorare, stimolando tutti al rispetto degli impegni assunti, affinché trovi applicazione, prima possibile, quanto già il 23 dicembre hanno unanimemente condiviso Governo, Regioni e Province autonome, Province, Città metropolitane e Comuni: la ripresa in sicurezza per tutti e l’eventuale ulteriore sospensione o limitazione delle attività didattiche in presenza solo come misura residuale”, sottolinea la ministra.
Quali azioni il governo ha messo in campo per consentire la riapertura delle scuole. E’ su questa e altre domande, infatti,  che la ministra dell’Istruzone Lucia Azzolina risponde nell’Aula di Montecitorio durante il Question time.  In particolare la responsabile del Dicastero di Viale Trastevere dovrà pronunciarsi sull’interrogazione che le è stata rivolta dal deputato di Italia Viva Gabriele Toccafondi  circa le iniziative volte a garantire in maniera tempestiva ed in sicurezza la riapertura delle scuole, anche attraverso una campagna vaccinale straordinaria a favore del personale scolastico. Un’altra interrogazione alla ministra è stata presentata dal deputato Sasso della Lega sulla ripresa dell’attività scolastica “con particolare riferimento all’adozione di adeguate misure di sicurezza e di prevenzione dei contagi”. Ma anche il M5S, il Pd, FI ed esponenti del Gruppo Misto la sollecitano a parlare su come “rimediare ad eventuali disagi causati dal prolungamento della didattica a distanza in relazione all’emergenza sanitaria” e “sull’eventuale previsione di un recupero formativo o del prolungamento dell’anno scolastico”.
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Conte sale al Quirinale. Pd: ‘Noi siamo con il premier’
I Dem escludono che si possano trovare i Responsabili al Senato e paventano il voto anticipato a giugno
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14 gennaio 2021
16:40
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– Finisce il governo ‘Conte bis’. Non basta l’apertura di Giuseppe Conte a un “patto di legislatura”. Matteo Renzi annuncia le dimissioni delle ministre di Italia viva dal governo.
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Si apre una crisi di governo, che deve essere ancora ufficialmente formalizzata, dagli sbocchi ignoti. E si apre in modo inatteso, quando sembravano esserci tutte le condizioni per siglare la pace. A sera, aprendo il Consiglio dei ministri, il premier annuncia di aver informato il Quirinale e accettato il passo indietro di Teresa Bellanova ed Elena Bonetti. Le parole sono come pietre. Parla di “grave responsabilità” e “notevole danno al Paese” prodotto da un gesto che non può essere sminuito. Afferma di aver cercato “fino all’ultimo momento utile” il dialogo, ma il terreno è stato “disseminato di mine”.
“La maggioranza c’è quando sostiene un progetto di governo. Abbiamo ritenuto di uscire e di dare le dimissioni in modo inedito, perché pochi lasciano le poltrone, per ricostruire un progetto di governo per il Paese che sia utile e realizzabile”, ha detto la ministra dimissionaria per le Pari opportunità e la Famiglia Elena Bonetti a Radio 24.
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“Le mie dimissioni sono lo spazio perchè questo tavolo per riprogettare il Paese, sempre rimandato, finalmente si apra. Non si può più rimandare, proprio perchè siamo in crisi bisogna agire, il tema non è Conte ma la risposta politica”. “Per noi l’utilizzo del Mes è dirimente per il Paese – ha spiegato – ed è dirimente per restare in maggioranza che ci siano le condizioni politiche sulla base delle quali l’utilizzo del Mes viene almeno discusso”.
“Quest’aula non è e non può essere indifferente a quanto sta succedendo”, ha detto il presidente della Camera Roberto Fico che, accogliendo la richiesta unanime di maggioranza ed opposizione, sospende i lavori dell’aula di Montecitorio ed annuncia la convocazione della conferenza dei capigruppo “per un percorso ordinato è responsabile”. Il presidente della Camera ha detto che contatterà il presidente del Consiglio Giuseppe Conte per riferirgli della richiesta avanzata dai gruppi parlamentari di venire a riferire in aula sulla situazione determinata dalle dimissioni dei ministri di Italia viva.
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– La conferenza dei capigruppo della Camera e del Senato. Convocate in mattinata sono poi state rinviate in attesa di acquisire da Palazzo Chigi il documento formale con le dimissioni dal governo da parte dei ministri di Italia Viva. Lo slittamento, hanno spiegato a Montecitorio, serve “per definire le modalità della parlamentarizzazione della situazione”. In ogni caso, è stato ribadito che l’esame della relazione sullo scostamento dal pareggio di bilancio si terrà comunque il prossimo 20 gennaio, trattandosi di un adempimento dovuto.
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– I commenti. I cosiddetti responsabili non ci sono, la maggioranza dopo lo strappo con Renzi non esiste più, quindi è reale il rischio di elezioni a giugno è l’analisi che in queste ore stanno facendo fonti qualificate del Pd dove si registra grande preoccupazione. Il Pd, spiegano le stesse fonti, non può andare dietro a rumors su sostegni alla maggioranza che al momento non si palesano. D’altro canto anche ricucire con Iv sembra una chimera perchè il M5S ha chiarito che con Matteo Renzi non ci parla più. Quindi senza volerlo, è l’analisi del Pd, la situazione sta rotolando verso le elezioni anticipate a giugno.
“Il Movimento deve solo mantenere la linea delle ultime 48 ore – ha scritto in un post su Fb l’esponente M5s Alessandro Di Battista – Renzi ha squittito per far fuori Conte e basta? Benissimo, Conte resta al suo posto. Renzi ha lasciato il governo? Benissimo, non ci entrerà mai più. Senza Se e senza Ma. Intanto queste sono le due condizioni che la forza politica che ha preso più voti nel 2018 (con una legge elettorale, lo ricordo, fatta ad hoc contro il M5S) mette sul piatto. E siamo compatti. Finalmente”.
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Ma intanto la ppolemica non si placa. Il vicesegretario del Pd Andrea Orlando continua ad attaccare Italia Viva definendola responsabile per quanto accaduto: “Con una crisi economica galoppante Iv si è assunta la responsabilità di provocare la crisi che getta il paese nell’incertezza e nella confusione. Avevamo detto che si sarebbe creata una situazione di confusione e un salto nel buio. I nostri appello non ascoltati e purtroppo questo è avvenuto”. E questo mentre i renziani non smettono di puntare il dito contro Conte. “C’è una crisi, due ministre si sono dimesse e il premier non vuole andare oggi al Colle e non vuole venire in Senato. C’è ancora una Costituzione in questo Paese o un DPCM l’ha cancellata? “, ironizza su Twitter il capogruppo Davide Faraone .
E intanto Luigi Di Maio lancia un appello ai ‘costruttori’ su Fb: “Il mio appello si rivolge dunque a tutti i costruttori europei che, come questo Governo, in Parlamento nutrono la volontà di dare all’Italia la sua opportunità di ripresa e di riscatto. Insieme, possiamo mantenere la via. Guardiamoci intorno e troveremo un Paese che chiede di essere ascoltato. Non possiamo permetterci di ignorarlo”.
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– Il vertice al Nazareno e il “no” al governo con il centrodestra: Anche il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri è giunto nella sede del Pd per il vertice sulla crisi di governo convocato dal segretario Nicola Zingaretti. Presenti i membri della segreteria, il vicesegretario Andrea Orlando, i capigruppo Graziano Delrio e Andrea Marcucci e i ministri.  “Abbiamo chiarito e dobbiamo ribadire che per noi è impensabile qualsiasi collaborazione di governo con la destra italiana, sovranista e nazionalista. Sarebbe un segnale incomprensibile. Le immagini di Washington ci dicono quanto pericolosa sia quella deriva. E’ sbagliato dopo la vittoria di Biden favorire scenari che ridanno fiato come è accaduto con la scelta di Renzi, agli alleati di Trump”, dice Zingaretti nel suo intervento alla riunione dell’ufficio politico del Pd. Quindi il monito di Graziano Delrio a parlamentarizzare la crisi: “Come gruppo dei democratici vogliamo che la crisi venga parlamentarizzata e che ci siano le comunicazioni”.  “C’è un dato che non può essere cancellato dalle nostre analisi. Ed è a questo punto l’inaffidabilità politica di Italia Viva. Che è un dato presente e che io credo, e questo dovremmo tenerlo in considerazione, per come è avvenuto mina la stabilità in qualsiasi scenario si possa immaginare un coinvolgimento e una nuova possibile ripartenza”, dice Zingaretti nel corso dell’ufficio politico del Pd.
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Intanto è stato annullato il question time al Senato, fissato oggi per le 15. Erano previste interrogazioni per i ministri della Giustizia Alfonso Bonafede, dell’Ambiente Sergio Costa e della Salute Roberto Speranza. La presidenza del Senato ha comunicato che “a seguito della Conferenza dei presidenti dei Gruppi” di oggi “lo svolgimento della seduta delle interrogazioni a risposta immediata ‘question time Senato’ programmata non avrà luogo”.
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– Bruxelles segue la crisi da vicino, ‘attuare il Recovery’. A Bruxelles la crisi politica italiana viene seguita da vicino. L’obiettivo resta l’attuazione del Recovery fund al più presto. È quanto si apprende nella capitale europea.
– Cominciano ad affacciarsi i ‘costruttori’. “Chi ha maggiori responsabilità è chiamato ad esercitarle fuoriuscendo dalla logica dei duellanti e tenendo fermo il richiamo del Presidente della Repubblica. Noi siamo tra i costruttori”, annunciano in una nota il segretario del Psi Enzo Maraio e il Senatore Riccardo Nencini che aggiungono: “Avessimo un centro destra a trazione berlusconiana, l’ideale sarebbe un esecutivo di rinascita da oggi a fine legislatura. Gettare le fondamenta della nuova Italia, come avvenne tra il 1944 e il 1947, per affidarsi poi alla sfida elettorale. Non è così, non con Salvini e Meloni che inneggiano a Trump e ritengono l’Europa un pericoloso accidente”.
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Sardegna:passa Piano casa,coste salve e scantinati abitabili
C.sinistra all’attacco, maggioranza non sempre compatta
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CAGLIARI
14 gennaio 2021
11:57
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Il nuovo Piano casa della Sardegna è legge e varrà sino al 31 dicembre 2023. I voti a favore sono stati 31, 19 i contrari e un astenuto.
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Il Consiglio regionale ha approvato il ddl 108 della Giunta alla settima seduta, dopo 140 ore di discussione. Tante novità, a partire dagli incrementi volumetrici fino al 50% negli alberghi oltre i 300 metri dal mare. Salva la fascia costiera: all’interno saranno consentite modifiche, con il sistema della demolizione-costruzione, ma senza aumento di cubature e comunque solo a beneficio delle strutture ricettive. Cambia volto anche l’agro: entro i mille metri dal mare potranno edificare solo gli agricoltori professionisti, purché titolari di un ettaro (prima erano necessari tre ettari); stesse condizioni per gli hobbisti, ma fuori dai mille metri.
Il dibattito in Aula è stato segnato da più di uno scontro tra gli schieramenti, in particolare sulle misure relative all’abitabilità dei seminterrati. Ma anche la maggioranza non è stata sempre compatta, andando sotto due volte. Il caso più eclatante riguarda l’approvazione di un emendamento del Pd che blinda anche la fascia dei 300 metri dalle zone umide: interessate tante aree della Sardegna, a partire da Olbia, Cagliari e Quartu. La legge evita il vuoto normativo che si è venuto a creare dopo la scadenza il 31 dicembre del precedente Piano casa. Le istanze proposte potranno essere ripresentate dopo l’entrata in vigore del ddl.
Secondo il capogruppo del Psd’Az Franco Mula “la legge del 2015 andava modificata per liberare una terra imbalsamata e che sta morendo, dalla quale i giovani stanno fuggendo”. Il capogruppo del Pd Gianfranco Ganau parla invece di una “deregulation urbanistica, negazione dell’urbanistica stessa, che guarda a interessi particolari e che sarà impugnata”. In maggioranza una voce fuori dal coro. Il leader dell’Udc Giorgio Oppi ha votato a favore, sottolienando però che si tratta di una legge “anomala che risponde anche a interessi particolari, noi ci battevamo per gli interessi generali”.
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Berlusconi in ospedale a Monaco, ‘esami di routine’
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14 gennaio 2021
16:31
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Silvio Berlusconi è stato ricoverato al Centro cardio toracico di Monaco, ospedale specializzato del Principato. A quanto si apprende, si tratta di esami di routine e il leader di Forza Italia tornerà a casa tra pochi giorni.
Berlusconi si trovava a Valbonne, la località vicino a Nizza dove ha trascorso anche gran parte del lockdown.

E’ stato Alberto Zangrillo, medico di fiducia di Silvio Berlusconi a decidere il suo ricovero a Monaco per “un problema cardiaco aritmologico”. “Lunedì – ha spiegato il professore – sono andato d’urgenza dove risiede temporaneamente il presidente, nel Sud della Francia, per un aggravamento” e “ho imposto il ricovero ospedaliero a Monaco perché non ho ritenuto prudente non affrontare il trasporto in Italia”.

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Conte prende tempo. Alla conta dei responsabili – IL PUNTO
M5s-Pd lo blindano,Renzi inaffidabile. Opposizione, si voti
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14 gennaio 2021
16:07
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Tempo. E’ la parola chiave di oggi nella crisi.
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Giuseppe Conte ne ha bisogno prima di salire al Quirinale non per dimettersi ma per dare garanzie e numeri sul nuovo gruppo parlamentare di responsabili che dovrebbe sostenerlo in Parlamento. Tempo che opposizione – ma oggi anche il Pd – negano chiedendo di parlamentarizzare immediatamente la crisi. Tempo che anche Mattarella pretende sia breve. Pd, M5s e Leu blindano il premier che chiude con Renzi, la cui “inaffidabilità politica” Nicola Zingaretti certifica davanti ai dem che però chiedono ai responsabili, se ci sono, di uscire allo scoperto. Clemente Mastella, che tira le fila dell’operazione con la consorte Sandra Lonardo, rassicura: “Non cerco i responsabili con il lanternino, ma ci sono. Come i vietcong. E per il sostegno a Conte prima eravamo a meno quattro, poi a meno tre, ora a meno due”. Anche il M5s, che stasera si riunisce in assemblea, con Luigi Di Maio dice “per sempre” no a Renzi e con Di Battista “mai più” ad esecutivi con Iv. Intanto, capigruppo di Camera e Senato si riuniscono, e l’opposizione – con Meloni, Salvini, Tajani, Lupi, Toti e Cesa – convoca un vertice dove ci si appella al Colle e si indica il voto come unica via praticabile. “Si vota in tutta Europa, la democrazia non si può rimandare all’infinito”, dice la Meloni. Iv, dopo lo strappo di ieri, con Faraone oggi si ribella: “Conte accetta le dimissioni di due ministre ma non vuole andare nè al Colle nè in Parlamento. Ma esiste ancora una Costituzione in questo Paese”. Ma Conte ora guarda solo la sabbia che scende nella clessidra della crisi: prenderà l’interim delle due ex ministre Iv, poi in cdm stasera chiuderà sullo scostamento di bilancio, che il Parlamento dovrà varare. Poi in un nuovo cdm il via al decreto Ristori. Due passaggi che gli faranno guadagnare il tempo necessario prima dell’informativa in Aula sulla crisi di governo. Almeno una settimana.
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Covid, Speranza: ‘Anticipare restrizioni per evitare ondata’. Ipotesi limitare il divieto di asporto solo a bevande
Toti: ‘Italia quasi tutta arancione da domenica’. Franceschini: ‘Ipotesi Dpcm musei aperti in zone gialle. Almeno per i giorni feriali, è un primo passo’
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14 gennaio 2021
16:44
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Riunione tra il Governo e le Regioni sulle misure restrittive che saranno contenute nel prossimo Dpcm. All’incontro, convocato dal ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia, anche i rappresentanti di Anci e Upi.
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Presenti anche il ministro della Salute Roberto Speranza e il Commissario per l’emergenza Domenico Arcuri. Parte della riunione è infatti dedicata all’integrazione del piano vaccini. Intanto in serata, il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo decreto legge con le misure per il contrasto al Covid. Il decreto proroga anche lo stato d’emergenza fino al 30 aprile.
Il ministro Speranza nel suo intervento con le regioni ha sottolineato come “i dati europei siano in significativo peggioramento”, secondo quanto si apprende da fonti accreditate. “La situazione – ha aggiunto Speranza- non può essere sottovalutata. Lavoriamo insieme tempestivamente ad anticipare le restrizioni per evitare una nuova forte ondata”. L’introduzione della zona bianca è un “segnale per il futuro”. Nella zona bianca si entrerà in base ad una serie di condizioni: tre settimane di fila con un’incidenza sotto i 50 casi ogni 100mila abitanti, Rt sotto l’1 e rischio basso. Il ministro ha fatto una sintesi dei provvedimenti che entreranno in vigore dal 16: nuove soglie per l’ingresso nelle fasce – si va in zona arancione con RT 1 o con un rischio complessivo alto, si va in zona rossa con Rt 1.25 – divieto di spostamento tra le regioni anche gialle, con le deroghe già previste, proroga dello stato d’emergenza fino al 30 aprile, limite di due persone per andare a trovare a casa parenti o amici una volta al giorno.
La crisi “non ci impedirà di correre per garantire tempi rapidi” sui ristori: il decreto ha la “massima priorità” ma serve prima il nuovo scostamento di bilancio. Lo ha detto, secondo quanto si apprende, il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia nel corso della riunione con le regioni, sottolineando che si sta ragionando su ristori “specifici” per il settore dello sci e che sono confermati “interventi cospicui” su bar, ristoranti e su tutte le attività che verranno penalizzate dalle chiusure.
E’ necessario “innalzare l’ efficacia della campagna di vaccinazione”, garantendo sempre la “massima somministrazione possibile delle dosi consegnate (il 70%)” e, allo stesso tempo, un “30%” di stock “per le dosi di richiamo”. E’ quanto avrebbe detto il Commissario per l’Emergenza Domenico Arcuri nel corso della riunione con le Regioni, ribadendo che l’Italia è il paese che ad oggi sta vaccinando di più in Europa e sottolineando che si sta “stabilizzando il rapporto tra dosi consegnate e somministrate”. Arcuri ha poi ricordato che dal 20 gennaio arriverà nelle regioni il primo gruppo di medici e infermieri per la somministrazione.
VERSO IL NUOVO DPCM
SPOSTAMENTI – Il testo definitivo del decreto legge, secondo quanto avrebbe spiegato il ministro della Salute nel corso della riunione con le Regioni, prevede il divieto di spostamento tra le regioni sarà in vigore fino al 15 di febbraio e non fino al 5 marzo. Nella bozza che era entrata in Cdm gli spostamenti erano vietati dal 16 gennaio al 5 marzo, anche tra regioni gialle.
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MUSEI – Musei aperti in zona gialla nei giorni feriali. E’ l’ipotesi a cui il Governo sta lavorando con il nuovo Dpcm, secondo quanto annunciato dal ministro dei Beni culturali Dario Franceschini intervenendo al convegno online ‘More Museum’, organizzato dall’assessorato alla cultura del Comune di Firenze insieme a Muse e al museo Novecento. “Nel Dpcm che chiuderemo oggi – ha detto il ministro – proporrò che i musei riaprano nelle zone gialle almeno nei giorni feriali. E’ un servizio ai residenti. E’ un primo passo, un segnale di riapertura”.
LE ZONE – Stamani “in videoconferenza con i governatori il ministro Speranza ha annunciato il combinato disposto del decreto legge approvato ieri sera e del nuovo Dpcm, che sta per mettere in arancione praticamente tutta l’Italia a partire da domenica con i nuovi parametri”. Lo anticipa il presidente della Regione Liguria e vicepresidente della Conferenza delle Regioni, Giovanni Toti a Tg2 Italia su Rai 2. “Non credo che gli italiani possano restare con le loro attività chiuse, chiusi in casa e vedere un Governo che traccheggia nella speranza di trovare 7-8 voti al Senato”, commenta.
VACCINI – E una Piattaforma informativa nazionale, gestita dal commissario straordinario Domenico Arcuri, supporterà le Regioni che non dovessero farcela a gestire le operazioni di prenotazione, registrazione e certificazione dei vaccini anti-Covid. Lo prevede il Dpcm approvato nella notte dal Consiglio dei ministri. La struttura, indica il provvedimento, è istituita “al fine di dare piena, celere e trasparente attuazione al piano strategico dei vaccini”.
ASPORTO – Il divieto di vendita da asporto per i bar potrebbe essere limitato solo alle bevande e agli alcolici. E’ l’ipotesi, secondo quanto si apprende, emersa nel corso della riunione tra governo e Regioni dopo che diversi governatori hanno sollevato perplessità sulla misura. Il ministro Boccia, sempre secondo quanto si apprende, avrebbe ribadito la volontà del governo di mantenere la norma per evitare casi di movida ma avrebbe garantito che il governo recepirà le perplessità delle regioni e che palazzo Chigi e il Mise stanno valutando come limitare al massimo i divieti.
Stefano Bonaccini, presidente della Conferenza delle Regioni ha sintetizzato l’esito del confronto odierno: “Positivo il lavoro che il Governo ha avviato allo scopo di garantire in modo tempestivo i necessari ristori alle categorie economiche colpite dalle restrizioni, come avevamo chiesto in questi giorni, e condividiamo i principi della nuova fase di campagna vaccinale che nelle prossime settimane riguarderà gli over 80. Resta però molto forte la preoccupazione da parte delle Regioni per il provvedimento di divieto di asporto per i bar dopo le 18”.
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Matteo Renzi annuncia dimissioni ministre IV e attacca il governo
L’emergenza non può tenere da sola in vita il governo
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13 gennaio 2021
19:39
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Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, annuncia, in una conferenza stampa alla Camera, le dimissioni della ‘sua’ delegazione dal governo: le ministre Teresa Bellanova ed Elena Bonetti e il sottosegretario Ivan Scalfarotto “così come annunciato in una lettera al premier Conte”. “E’ molto più difficile lasciare una poltrone che aggrapparsi allo status quo – afferma – noi viviamo una grande crisi poltica, stiamo discutendo dei pericoli legati alla pandemia.
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Davanti a questa crisi il senso di responsabilità è quello d risolvere i problemi, non nasconderli”.  “La crisi politica non è aperta da Italia Viva, è aperta da mesi”, aggiunge. “Nell’affermare fiducia incrollabile nel presidente della Repubblica e nel ruolo istituzionale che ricopre – osserva Renzi –  pensiamo che si debbano affrontare tre punti cardine”. “Il re è nudo. Risolviamo i problemi. Pensare di risolvere con un tweet, post o su instagram è populismo. La politica richiede il rispetto delle liturgie della democrazia. Poiché c’è la pandemia occorre rispettare le regole democratiche”, incalza. “Questo è il punto fondamentale: non giochiamo con le istituzioni, la democrazia non è un reality show dove si fanno le veline. Questo prevede la nostra costituzione che non è una storia su instagram”.
“Abbiamo chiesto tre questioni al premier. Il primo è di metodo: non consentiremo a nessuno di avere pieni poteri, abbiamo fatto un governo per non darli a Salvini”. Lo dice Matteo Renzi in conferenza stampa alla Camera attaccando “l’utilizzo in modo ridondante delle dirette tv, quello discutibile della delega ai servizi”. “C’è una drammatica emergenza da affrontare ma non può essere l’unico elemento che tiene in vita il governo. Rispondere alla pandemia significa avere desiderio e bisogno di sbloccare i cantieri e agire sulle politiche industriali”, prosegue. “Ci sarà un motivo se l’Italia è il Paese ha il maggior numero di morti e il Pil che crolla”.
“E’ evidente che non abbiamo il controllo – prosegue il senatore – al Senato abbiamo 18 persone incredibilmente libere. Per quello che noi sappiamo o c’è un progetto per un programma di fine legislatura, noi ci siamo. Se il tema è se si formano i gruppi di ‘responsabili’, fai pure presidente. A me non risulta ci siano alcuni dei nostri ma non grido allo scandalo, penso sia un’occasione persa”.
Lo sbocco della crisi? “Tocca al presidente del Consiglio, noi siamo pronti a discutere di tutto – risponde – non abbiamo nessuna pregiudiziale nè su formule nè su nomi”. “Non ci sono stati contatti con il presidente del Consiglio”, dichiara Renzi che assicura: “Non si vota ora, si vota nel 2023”. Per quanto riguarda le aperture fatte dal premier alle richieste di Italia Viva, renzi osserva: “Se c’è un’apertura politica vera, si misura in Parlamento non in un angolo di una piazza. Abbiamo fatto i tavoli politici, se vuoi fare un’apertura vera la fai sui contenuti”.
E’ stato creato “un vulnus nelle regole del gioco, delle regole democratiche”, dichiara criticando diversi aspetti dell’azione del premier Giuseppe Conte.
“Un grave errore fatto da pochi che pagheremo tutti”. Lo scrive su Twitter il vicesegretario Pd Andrea Orlando dopo l’annuncio delle dimissioni delle ministre Iv.
“Al posto di spendere ogni energia per uscire insieme dalla crisi sanitaria, economica e sociale, #Renzi preferisce aprire anche la crisi della serietà. Voltiamo pagina, per proteggere l’Italia. #crisidigoverno”. Lo scrive su twitter il vice presidente del Parlamento Ue ed esponente del M5S Fabio Massimo Castaldo.
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Moby Prince: Romano, avanti con nuova Commissione inchiesta
Dal presidente Fico sostegno e disponibilità
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13 gennaio 2021
17:42
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“La strage del Moby Prince non può restare senza verità: ce lo chiedono le 140 vittime, ce lo chiedono i trent’anni trascorsi da quel 10 aprile 1991, ce lo chiede l’assenza di una sentenza che stabilisca una volta per tutte le cause e le responsabilità di quella tragedia. L’ho sottolineato oggi al Presidente della Camera Roberto Fico, incontrato insieme al collega deputato del Pd Andrea Frailis che con me ha firmato la proposta di legge per istituire una nuova commissione d’inchiesta parlamentare che completi il lavoro della commissione avviata dal Senato nel corso della scorsa legislatura.
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È possibile proseguire quel lavoro, con una nuova commissione d’inchiesta parlamentare che questa volta sia promossa dalla Camera dei deputati. È necessario che le nostre istituzioni repubblicane, a partire dal Parlamento, facciano ogni sforzo per sanare una ferita inaccettabile per la storia e la coscienza civile della nostra nazione. Il Presidente Fico ha garantito la sua massima disponibilità a favorire questo percorso, che dovrà ovviamente vedere la collaborazione di tutti i gruppi parlamentari di maggioranza e di opposizione. Nelle prossime settimane incontreremo nuovamente il Presidente della Camera, questa volta insieme alle Associazioni dei familiari delle vittime della Moby Prince, per proseguire il lavoro rivolto alla riapertura della Commissione parlamentare d’inchiesta e in vista delle opportune iniziative commemorative che potranno e dovranno essere adottate in occasione del trentesimo anniversario della strage”. Lo scrive su facebook il deputato del Pd, Andrea Romano, che ha incontrato il Presidente della Camera Roberto Fico insieme al deputato Pd Frailis per parlare della commissione d’inchiesta sulla Moby Prince.
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Il premier Conte ricevuto al Quirinale, attesa conferenza stampa Iv
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13 gennaio 2021
15:37
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L’intervento del premier Conte:

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La Crisi corre, Conte non vuole dimettersi – IL PUNTO
Intanto il Pd dice no ai ‘responsabili’ anche se al Senato continua la caccia ai voti
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14 gennaio 2021
12:44
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“Confido che alla fine la politica prevalga”, “le mie dimissioni sono lo spazio perchè si apra finalemnte questo tavolo” di legislatura. Sono le parole con cui l’ex ministra Iv Elena Bonetti apre la giornata tentando di mettere un argine ad una crisi che ormai invece galoppa e affida alle decisioni dei partiti il suo esito finale. Che il Capo dello Stato Sergio Mattarella pretende sia rapido.
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Giuseppe Conte sembra orientato a non dimettersi e ad andare in Parlamento. E lì lo chiama oggi il presidente della Camera Roberto Fico, che accoglie la richiesta delle opposizioni sposata dalla maggioranza e chiosa: “Quest’aula non è e non può essere indifferente a quanto sta succedendo”. Convocate in mattinata le capigruppo di Camera e Senato, e alle 14 un vertice del centrodestra che invoca le dimissioni del premier, la parola va ai partiti.
Il M5s fa quadrato attorno a Conte ed esclude l’epilogo del voto. Il Pd vede invece il rischio concreto che la crisi finisca con il voto anticipato a giugno. Nicola Zingaretti riunisce i dem in mattinata e sembra voler sbarrare la strada ai cosiddetti responsabili: non ci sono, è l’analisi di queste ore.
Ma intanto la ricerca dei responsabili è in atto, con l’Udc pronto a cedere il simbolo per aggirare le nuove norme regolamentari sulla formazione di nuovi gruppi.Il Colle è stato chiaro: no a soluzioni “raccogliticce”. Alle 20 è convocato un nuovo cdm per lo scostamento di bilancio che il premier – pronto all’interim delle due ex ministre IV – dovrà poi portare in Parlamento conquistando tempo. Cinque sei giorni decisivi per Conte.
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Bonetti: ‘Politica è servizio, servirò Paese da aule’
Post su Facebook della ministra dimissionaria
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14 gennaio 2021
12:33
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“È stato un onore servire questo Paese nei palazzi romani delle istituzioni. Torno a farlo nelle aule universitarie milanesi.
La politica è servizio”. Lo scrive sul suo profilo Facebook la ministra dimissionaria per le pari opportunità e la famiglia Elena Bonetti.
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L’opposizione vuole Conte in Parlamento e convoca un vertice
La forze del centrodestra si riuniscono nel pomeriggio per fare il punto sulla crisi di Governo con Meloni, Salvini, Tajani, Toti e Lupi.
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14 gennaio 2021
13:35
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Conte non può aspettare ancora, deve venire subito in Aula per una comunicazione sul suo governo. Serve un passaggio formale sennò non è rispettoso del Parlamento” .
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A lanciare l’appello al premier Conte di presentarsi subito alle Camere per spiegare cosa stia accadendo dopo lo strappo di Renzi è il capogruppo della Lega, Massimiliano Romeo, a “nome di tutto il centrodestra. L’opposizione infatti affila le armi e convoca un vertice alla Camera, nella Sala Salvadori,  per fare il punto sulla crisi. Tra i partecipanti Giorgia Meloni (Fdi), Matteo Salvini (Lega) e Antonio Tajani (Fi), Giovanni Toti (Cambiamo) e Maurizio Lupi (Nci).
Salvini e Meloni invocano il voto anticipato. “Diamo la parola agli italiani. Fidiamoci di loro. Meritano fiducia. Basta a maggioranze fatte con senatori trovati in giro di notte”, dichiara il leader della Lega Matteo Salvini che aggiunge: “Se Conte ha i numeri venga in Parlamento oggi stesso e si vada avanti, diversamente andiamo a votare”. Perché lui fa sapere di “essere pronto”: “Il centrodestra troverebbe numeri e progetti per un suo governo. Se mi dicessero provaci tu a tirar fuori il paese da questi problemi, noi saremmo pronti domani mattina con le donne e gli uomini e le idee per riprendere in mano l’Italia. Sono pronto, non mi tiro indietro”. Quindi sottolinea: “Tutto è nelle mani del presidente Mattarella, speriamo che ci aiuti a capire”.  “Nemmeno è caduto il governo Conte 2 e già si ipotizza un Conte-ter. Le inventeranno tutte per evitare, ancora una volta, di presentarsi al cospetto degli italiani in libere elezioni. È una menzogna che non si possa votare. Elezioni subito!” è invece il commento che scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.
“Non servono messaggi criptici: la sinistra dica che vuole fare”, insiste invece il vice presidente di Forza Italia Antonio Tajani replicando all’appello rivolto ai “costruttori europei” da Luigi Di Maio. “Ursula Von Der Leyen – ricorda – e’ popolare ed è stata sostenuta in modo da impedire Timmermans di essere eletto, dopo che i socialisti avevano perso le elezioni”.
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Governo, ecco i possibili scenari
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14 gennaio 2021
10:21
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Una soluzione della crisi “in tempi rapidi” è possibile e auspicabile. È quanto sarebbe emerso dall’assemblea dei parlamentari di Iv – presenti quasi tutti i deputati e senatori – con Matteo Renzi in videoconferenza, che in serata è durata poco più di due ore. Renzi avrebbe ribadito le strade aperte: un Conte ter, un esecutivo con la stessa maggioranza ma con un altro premier o un governo istituzionale. Qualsiasi sbocco, è il ragionamento, vedrà Iv tra i protagonisti.
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Renzi non avrebbe commentato le parole del premier in Cdm. In Iv ci sarebbe consapevolezza che Conte possa scegliere la conta in Aula e segnali che si possa andare in questa direzione, ma fonti renziane ribadiscono che sarebbero pronti ad affrontarla.
La tentazione dello showdown in Aula. Di raccontare al Paese l’azione del governo e la “contro-azione” di Italia Viva. Di uscire anche di scena, “ma a testa alta”. Giuseppe Conte, alle prese con la sua seconda crisi di governo in poco più di due anni, potrebbe adottare una linea non dissimile rispetto a quando fu Matteo Salvini a staccare la spina. La partita, questa volta, è però ancora più complicata. Matteo Renzi non ha chiuso tutte le porte al capo del governo ed è, tradizionalmente, un abile giocatore di poker, tanto che si ipotizza perfino un appoggio esterno di Iv al premier. Ma chi ha dimestichezza con “l’Avvocato del Popolo” si dice convinto che la linea della fiducia, tra Conte e il leader di Iv, si è ormai usurata.
Di fatto, il capo del governo è a un bivio. Per evitare lo showdown parlamentare e la sfiducia in Aula potrebbe rimettere il mandato e aprire ufficialmente un tavolo di maggioranza, come chiesto da Renzi, per dar vita eventualmente ad un Conte-ter. Ma se il premier non si fidava, figurarsi dopo una conferenza stampa che il leader di Iv ha improntato contro di lui e che ha tenuto dopo aver avuto zero contatti con Palazzi Chigi. E Conte non molla. Per ora non sale al Quirinale e si prende 24 ore per decidere come uscire dall’impasse.
Del resto, a far tornare Conte sui suoi passi rispetto alla linea dura sono stati tre fattori: il pressing del Pd a mantenere intatta la maggioranza attuale, i paletti del Colle a un nuovo governo con i Responsabili, l’incerto sostegno di una fetta del M5S, quella più delusa dal governo Conte-bis. Ma ora che Renzi ha aperto di fatto la crisi, le cose cambiano. E’, in primis, il fallimento di chi aveva cercato di mediare fino all’ultimo. Non a caso al Nazareno parlare di irritazione sarebbe troppo poco, per un Pd che, ancora in queste ore, guarda alla responsabilità di fronte ad un Paese in crisi e all’effetto domino che l’instabilità politica può avere nelle cancellerie mondiali. Tanto che, sui cellulari dei Dem, girano vorticosamente gli screenshot del racconto della crisi sul Financial Times.
La seconda conseguenza della mossa di Renzi è l’irrigidimento della posizione del premier. E il ritorno della suggestione Responsabili. E in maggioranza già si accenna una conta dei volenterosi: al Senato si parla di 4 “brunettiani” in uscita da FI, ai quali si aggiungerebbero i membri Maie e i tre dell’Udc (dove permangono i dubbi di una parte, tanto che Lorenzo Cesa riunisce per domani la segreteria). Secondo gli ultimi rumors un paio di senatori sarebbero in uscita da Cambiamo! e poi c’è Sandra Lonardo con Clemente Mastella tornato in trincea con l’idea di un nuovo partito: “i responsabili? Sono più di cinque…”, prevede. Alla Camera cinque ex M5S nel pomeriggio passano alla componente Centro Democratico del gruppo Misto e, da FI, parallelamente a Palazzo Madama, ci sarebbe più di un addio in direzione maggioranza.
E c’è un dato, inoltre, che non sfugge a Palazzo Chigi: se Conte, da premier in carica quale è tuttora, andasse in Aula a chiedere la verifica della fiducia nei suoi riguardi e quella fiducia la ottenesse, seppur con il sostegno dei “volenterosi”, il presidente della Repubblica potrebbe fare ben poco. Un sostegno che potrebbe andare bene anche al M5S che, in queste ore cruciali, sembra tornare a fare quadrato nella sua interezza attorno al premier. “Si va avanti con Conte”, sottolineano i big, da Alfonso Bonafede a Luigi Di Maio. Certo, la via dei responsabili resta un rischio, perché senza i numeri in Aula Conte non avrebbe più la possibilità di tornare a Palazzo Chigi e si aprirebbe, per l’Italia, la possibilità di un governo istituzionale. Con che premier? Qualcuno, nei palazzi romani, fa l’esempio di Romano Prodi, gran tessitore dei rapporti con l’Europa.
La scommessa di Renzi sta, d’altra parte, proprio nella difficoltà di fare un governo con i Responsabili e nell’impossibilità, che l’ex premier ripete a microfoni accesi e spenti, di tornare subito al voto. Per il leader di Iv gli scenari sono quattro: il Conte-ter dopo le dimissioni formali del premier e l’apertura di un tavolo sul programma; un nuovo governo con la medesima maggioranza e un premier che sia del Pd o perfino Luigi Di Maio; un premier istituzionale; un premier sostenuto dal centrodestra con Iv all’opposizione. Di certo, a Renzi, l’apertura “fatta in piazza” da Conte non è bastata. Frenetici sono stati i contatti tra l’ex premier e Dario Franceschini, che ha provato a mediare fino a pochi minuti prima della conferenza stampa. Fino alla fine, di fatto, del Conte-bis.
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Gualtieri, ci sarà passaggio parlamentare. Sconcerto dei partner europei
Da Renzi “irresponsabilità senza precedenti”. Gli italiani “solo oggi hanno perso 7,6 milioni di spread”
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14 gennaio 2021
16:58
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“Vengo da una riunione del comitato politico del mio partito, è chiaro che noi sosteniamo il presidente del Consiglio Conte, questi sono i paletti della nostra azione”. Loafferma il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri.
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“E’ inevitabile – dice Gualtieri – che ci sarà un passaggio parlamentare, è giusto che il Parlamento sia protagonista di questi passaggi dove il nostro lavoro sarà sempre mirato ad assicurare l’azione di governo necessaria al Paese in un momento così difficile”. “Solo oggi i cittadini italiani, per effetto dell’aumento dello spread, hanno perso 7,6 milioni”, avverte. “Il Pd non è disponibile ad aperture nei confronti di forze antieuropeiste e nazionaliste”, assicura il ministro che prosegue.: “Si è detto che si voleva il Mes per far risparmiare l’Italia, ma oggi sta accadendo l’opposto, mi sembra evidente che non era quella la ragione fondamentale…”. Poi nonostante la crisi in atto manifesta dell’ottimismo: “Per aiutare i cittadini in difficoltà abbiamo cercato di fare il meglio, siamo riusciti ad avere la fiducia dei mercati, il sostegno dell’Europa e l’Italia” ha potuto varare “una delle manovre tra le più massicce, che ci ha consentito di contenere” i danni del virus. “I dati economici che stiamo aggiornando, e li vedremo a brevissimo, dicono che siamo in grado di confermare la previsione e abbiamo perfino possibilità di fare leggermente meglio di quella fatta prima della seconda ondata”.
“Occorre proseguire il lavoro: stasera avremo un Consiglio dei ministri dove vareremo la richiesta di scostamento che il Parlamento dovrà approvare e che è necessario per il provvedimento economico indispensabile e urgente” dei nuovi ristori.
“L’apertura di una crisi in piena pandemia, nel momento in cui occorre varare provvedimenti di sostegno all’economia e si sta finalizzando un piano economico storico, è un atto di un irresponsabilità senza precedenti” dice ancora il ministro parlando di Renzi e di Italia Viva. Alla domanda se il Pd sia indisponibile a un patto di legislatura che includa Italia Viva, Gualtieri spiega che “nessuno ama le iperboli” ma aggiunge: “Abbiamo fatto davvero di tutto per realizzare questo patto, di tutto e di più, con grande pazienza abbiamo ascoltato le questioni, rivisto e migliorato il Recovery plan accogliendo proposte che venivano da tutti i partiti, anche Italia Viva, e dimostrato, da ultimo lo ha fatto il presidente del Consiglio ieri, totale apertura”. Apertura – ha proseguito – “che però dall’altra parte si è scontrata con una totale inaffidabilità. Mi sembra che la scelta sia compiuta, dobbiamo prendere atto che Italia Viva ha fatto una scelta incomprensibile ed è una forza totalmente inaffidabile. Dobbiamo dare una prospettiva a questo paese prendendo atto di quanto accaduto”.
“Una dannosa perdita di tempo” definisce Roberto Gualtieri, l’uscita di Italia Viva dalla maggioranza di governo. Poi si sofferma sui costi economici visti oggi in un’asta di titoli di Stato, “un effetto piccolo perché è un’asta piccola, ma ci dice che occorre anzitutto proseguire il lavoro indispensabile, che non può avere soste, di sostegno all’economia e contrasto alla pandemia”. Il ministro mette quindi  l’accento sulle reazioni “di sconcerto” dei partner internazionali ed europei: “Ci dicono, ma come, l’Italia si è battuta per ottenere dall’Europa il più grande piano europeo, un piano storico, ora deve tradurlo in pratica, e voi in questo momento vi mettete a fare una crisi di governo? Le responsabilità sono evidenti, prendiamo atto di questo”.
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Spread sale a 120 punti. Gualtieri, con crisi già persi 8 milioni
Asta di oggi è costata 7,6 milioni in più
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14 gennaio 2021
16:58
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Lo spread tra Btp e Bund sale fino a 120 punti base dopo la crisi innescata da Italia Viva. Nell’incertezza politica sul futuro del governo, il tasso di rendimento del decennale italiano è salito allo 0,65%.
La crisi ha un costo, ha spiegato il ministro dell’Economia Roberrto Gualtieri, pari già ora a quasi 8 milioni di euro.
Si è detto “che si voleva il Mes per fare risparmiare l’Italia, oggi sta accadendo l’opposto, mi sembra evidente che non era quella la ragione fondamentale”, ha detto rispondendo a una domanda sul Mes, uno dei temi posti da Italia Viva prima della dimissione delle ministre Bellanova e Bonetti. Nella sola asta di oggi per effetto dell’aumento dello spread “gli italiani – ha aggiunto – hanno perso quasi 8 milioni, 7,6”.
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Bonetti, noi fuori ma per ricostruire progetto Paese
Maggioranza c’è quando sostiene idea governo
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14 gennaio 2021
09:24
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“La maggioranza c’è quando sostiene un progetto di governo. Abbiamo ritenuto di uscire e di dare le dimissioni in modo inedito, perché pochi lasciano le poltrone, per ricostruire un progetto di governo per il Paese che sia utile e realizzabile”.
Lo ha detto la ministra dimissionaria per le Pari opportunità e la Famiglia Elena Bonetti a Radio 24.
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“Le mie dimissioni sono lo spazio perchè questo tavolo per riprogettare il Paese, sempre rimandato, finalmente si apra. Non si può più rimandare, proprio perchè siamo in crisi bisogna agire, il tema non è Conte ma la risposta politica”.
Lo la detto la ministra dimissionaria per le Pari opportunità e la Famiglia Elena Bonetti a Radio 24.
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Governo: Fico, Parlamento non insensibile a crisi
Stop aula e convocata capigruppo
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14 gennaio 2021
10:13
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“Quest’aula non è e non può essere indifferente a quanto sta succedendo”. Lo dice il presidente della Camera Roberto Fico che, accogliendo la richiesta unanime di maggioranza ed opposizione, sospende i lavori dell’aula di Montecitorio ed annuncia a breve la convocazione della conferenza dei capigruppo “per un percorso ordinato è responsabile”.
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Governo: Fico, sentirò Conte su intervento in Aula
A breve riunione capigruppo
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14 gennaio 2021
10:22
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Il presidente della Camera Roberto Fico ha detto che contatterà il presidente del Consiglio Giuseppe Conte per riferirgli della richiesta avanzata dai gruppi parlamentari di venire a riferire in aula sulla situazione determinata dalle dimissioni dei ministri di Italia viva. Fico ha sospeso l’aula e ha detto che convocherà a breve una riunione dei capigruppo.
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Crisi: alle 14 vertice del centrodestra alla Camera
Con Meloni, Salvini, Tajani, Toti e Lupi
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14 gennaio 2021
10:55
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Si terrà questo pomeriggio alle 14 alla Camera, nella Sala Salvadori, un vertice del centrodestra per fare un punto sulla situazione della crisi di governo. Tra i partecipanti Giorgia Meloni (Fdi), Matteo Salvini (Lega) e Antonio Tajani (Fi), Giovanni Toti (Cambiamo) e Maurizio Lupi (Nci).
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Governo: hashtag #AvantiConConte trend topic in poche ore
Ad usare l’hashtag anche ministri Pd e M5s
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14 gennaio 2021
10:58
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Boom dell’hashtag #AvantiConConte in queste ore sui social, dopo lo strappo di Matteo Renzi. Ieri sera l’hashtag in poche ore ha raggiunto la prima posizione tra i trend topic superando rapidamente i 13mila tweet e questa mattina era ancora al secondo posto della classifica.
L’hashtag è stato usato anche dai ministri Pd e M5S per sottolineare il loro supporto al premier Giuseppe Conte.
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Gdf al Ministero e Iss per acquisire carte piano pandemico
Nell’ambito dell’inchiesta della procura di Bergamo
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MILANO
14 gennaio 2021
11:02
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La Guardia di Finanza sta eseguendo una serie di acquisizioni in alcuni uffici del ministero della Salute. Le acquisizioni di documenti e atti relativi al piano pandemico rientrano nell’ambito dell’inchiesta della procura di Bergamo.
Gli uomini delle Fiamme gialle stanno raccogliendo documenti anche nella sede dell’Assessorato al welfare della Regione Lombardia.
La Gdf di Bergamo, oltre che negli uffici del Ministero della Salute all’Eur e Lungotevere, sta effettuando acquisizioni anche all’Istituto Superiore della Sanità a Roma. I militari, come si evince dall’ordine di esibizione firmato dai pm bergamaschi, si stanno facendo consegnare documentazione cartacea ed elettronica relativa al piano pandemico nazionale del 2017 e che si ritiene sia il copia-incolla di quello del 2006. Le Fiamme Gialle inoltre si trovano nelle sedi della Ats di Bergamo e dalla Asst di Bergamo est e in Regione Lombardia. Le indagini riguardano anche il piano pandemico regionale.
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Corte Ue,su radiazioni ionizzanti Italia è inadempiente
‘Non ha giustificazioni su ritardo direttiva Euratom’
w
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BRUXELLES
14 gennaio 2021
12:34
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La Corte di Giustizia Ue dichiara l’Italia inadempiente per non aver recepito, entro il termine stabilito dalla Commissione, la direttiva sulla protezione contro le radiazioni ionizzanti. Lo ha stabilito la Corte con una sentenza emessa oggi.

La Corte sottolinea che “non costituiscono valide giustificazioni quelle fatte valere dall’Italia circa le difficoltà incontrate nel recepire la direttiva” a causa dello scioglimento delle camere del Parlamento e delle elezioni anticipate.
Nel luglio 2019, l’esecutivo europeo, nell’ambito di una procedura d’infrazione contro l’Italia, aveva chiesto alla Corte europea di dichiarare che “il Paese è venuto meno agli obblighi”, stabiliti dal diritto dell’Unione, “per non avere né adottato né comunicato alla Commissione le disposizioni normative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi pienamente alla direttiva Euratom”, per la sicurezza e la protezione contro l’esposizione a radiazioni ionizzanti.
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Covid: Sassoli, cruciale impegno di tutti i Paesi Ue
Presidente Parlamento Ue riceve re Filippo del Belgio
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BRUXELLES
14 gennaio 2021
13:09
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“Abbiamo un anno cruciale davanti a noi, l’impegno del Belgio insieme a tutti i Paesi europei è essenziale nella lotta contro la pandemia”. Così su Twitter il presidente del Parlamento Ue, David Sassoli, dopo l’incontro con il re Filippo del Belgio.
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Governo:Zingaretti, Iv inaffidabile per qualsiasi scenario
Mina stabilità per nuova possibile ripartenza
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14 gennaio 2021
15:41
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“C’è un dato che non può essere cancellato dalle nostre analisi. Ed è a questo punto l’inaffidabilità politica di Italia Viva.
Che è un dato presente e che io credo, e questo dovremmo tenerlo in considerazione, comunque, per come avvenuto mina la stabilità in qualsiasi scenario si possa immaginare un coinvolgimento e una nuova possibile ripartenza”. Così Zingaretti nel corso dell’ufficio politico del Pd.
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Governo: Delrio (Pd), crisi sia parlamentarizzata
Ci siano le comunicazioni
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14 gennaio 2021
15:44
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“Come gruppo dei democratici vogliamo che la crisi venga parlamentarizzata e che ci siano le comunicazioni”. Lo ha detto capogruppo del PD alla Camera, Graziano delrio, a margine della conferenza dei capigruppo di Montecitorio.
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Franceschini, ricerca responsabili alla luce del sole
Dialogare con forze politiche con governo europeista
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14 gennaio 2021
16:14
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“Le maggioranze in un sistema non più bipolare si cercano e si costruiscono in Parlamento, è già avvenuto due volte in questa legislatura, e non c’è niente di male nel dialogare apertamente e alla luce del sole con forze politiche disponibili a sostenere un governo europeista in grado di gestire l’emergenza sanitaria, il recovery e di approvare una legge elettorale su base proporzionale”. Lo ha detto Dario Franceschini nel suo intervento all’ufficio politico del Pd in cui ha condiviso appieno la relazione di Zingaretti.
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Governo: M5s, piena fiducia a Conte, stop a Renzi
E’ quanto emerge da vertice Crimi con ministri 5 Stelle
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14 gennaio 2021
16:16
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Piena fiducia nel presidente Conte e nessuna possibilità di riavviare un confronto con Matteo Renzi.
A quanto si apprende da fonti M5s questi due punti sono emersi in modo netto nel corso della riunione tra il capo politico del Movimento 5 Stelle Vito Crimi e la delegazione M5s di governo.
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C.destra unito, Conte venga in Parlamento
Premier non può far finta di niente
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14 gennaio 2021
16:19
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“Non c’è più tempo per tatticismi o giochi di potere: il centrodestra unito, prima forza politica del Paese, aspetta da ieri che Giuseppe Conte venga in Parlamento a prendere atto di una crisi conclamata. L’Italia, il Parlamento e il Presidente della Repubblica meritano rispetto.
La situazione è drammatica: Conte non può far finta di niente”. Così la nota congiunta dei leader del centrodestra.
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Covid Scuola, dibattito sulla ripresa in presenza lunedì, il Lazio rafforza i trasporti
Utilizzati anche i bus turistici. la Lombardia pronta al rientro se non diventerà zona rossa ma Cremona chiede cautela. Studio Asl in Puglia: con la Did, calo drastico dei contagi
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14 gennaio 2021
16:42
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Se la Lombardia non diventerà zona rossa, lunedì in regione potrebbero riaprire le scuole superiori. Questo per effetto della sentenza del Tar che, accogliendo il ricorso del comitato ‘A scuola’, ha sospeso l’ordinanza che prevedeva la Dad al 100% fino al 24 gennaio, emanata dal governatore Attilio Fontana.
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Il tema della scuola è stato oggetto di un confronto questa mattina tra lo stesso presidente della Regione e il prefetto di Milano Renato Saccone, al quale ha partecipato anche il neo vicepresidente e assessore regionale al Welfare, Letizia Moratti. Fontana e Moratti – a quanto si apprende – hanno chiesto al Prefetto chiarimenti sui tempi tecnici per la riapertura, confermando la volontà di dare attuazione alla sentenza del Tar. A Saccone, inoltre, sono stati sottolineati i temi della riapertura delle scuole in sicurezza, del trasporto pubblico locale e dei servizi ausiliari legati alla ripresa, come ad esempio la vigilanza delle forze ordine sugli assembramenti in entrata e uscita.
Non si prevede a brevissimo un ritorno degli studenti delle superiori a lezione in presenza al 50% in Lombardia, nonostante la decisione del Tar che ha sospeso l’efficacia dell’ordinanza regionale che stabilisce lezioni solo a distanza fino al 24 gennaio.
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“Per il momento – ha spiegato Fabio Molinari, dirigente dell’ufficio scolastico di Sondrio e di Cremona – credo che le scuole superiori della nostra provincia non torneranno in presenza lunedì, salvo indicazione precise dal Dpcm o da organismi superiori dell’amministrazione”.
“In linea teorica – ha detto – le scuole potrebbero riprendere la didattica in presenza al 50%, tuttavia siamo alla vigilia di un nuovo Dpcm con decorrenza dal 15 gennaio. Quindi, mentre siamo in attesa di indicazioni, anche dall’ufficio scolastico regionale, credo che sia opportuno per ora attendere”.
In vista della riapertura di lunedì nel Lazio è stato potenziato il servizio dei trasporti pubblici.Lo ha spiegato l’Ufficio scolastico regionale in una comunicazione rivolta alle famiglie. “Tutte le aziende del trasporto pubblico locale hanno potenziato il servizio – si legge nella comunicazione – Cotral ha aggiunto 500 corse al giorno affittando “bus turistici” e altre ne ha aggiunte incrementando la frequenza dei passaggi dei propri mezzi; ATAC sta offrendo 1.500 corse in più al giorno; Astral, società della Regione Lazio, ha concluso una gara per 1.100 corse giornaliere in più. Le corse aggiuntive sono state inserite sulle tratte e negli orari che servono agli studenti”. Sui mezzi potranno essere occupati massimo la metà dei posti. “Giunti a questa soglia del 50% i mezzi di Cotral non accetteranno più passeggeri – viene sottolineato -.
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L’affollamento dei mezzi di ATAC sarà controllato da una squadra di verificatori”. “Tornare in presenza è importante per i nostri ragazzi: significa riacquistare la socialità sacrificata negli ultimi due mesi. Significa recuperare gli studenti più in difficoltà” viene sottolineato nella comunicazione.
Da quando la Regione Puglia ha disposto la sospensione delle lezioni in presenza, cioè da fine ottobre, c’è stata “una drastica riduzione dei casi di contagio nelle scuole”. E’ quanto emerge dalla analisi dei grafici realizzati dai tracciatori dell’Eic, Epidemic intelligence Center, centrale operativa della sorveglianza sanitaria del dipartimento di prevenzione della Asl Bari, attivo nel monitoraggio Covid nelle scuole. La curva dei contagi tra docenti e alunni degli istituiti di ogni ordine e grado, in provincia di Bari, ha subito una impennata tra il 19 ottobre e il 2 novembre, in concomitanza con l’avvio della seconda ondata. Il 26 ottobre la Regione Puglia ha poi emanato l’ordinanza di sospensione delle attività didattiche in presenza e nei dieci giorni successivi alla chiusura delle scuole, che è in media il periodo di incubazione del virus, la curva dei contagi sia tra docenti che alunni ha cominciato a scendere in maniera significativa.
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Covid: Zaia, 14/o giorno di calo
Zaia, dosi Moderna agli over 80
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VENEZIA
14 gennaio 2021
13:48
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“Siamo al 14/o giorno di calo”. Lo afferma il Presidente del Veneto Luca Zaia.
Nelle ultime 24 ore, ricorda, “abbiamo 128 ricoverati in meno, anche se il numero dei morti sono 101 in più”. Zaia ha inoltre annunciato il Veneto dedicherà la partita di dosi del vaccino Moderna – la prima fornitura è giunta ieri – agli over 80. “Con Pfizer, Moderna e AstraZeneca che sarà valutato dall’Ema il 29 gennaio, – ha detto – pensiamo di chiudere la partita vaccinale per giugno”.
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Covid: Valle d’Aosta in bilico tra zona gialla e arancione
Riguardo a misure restrittive per prossime settimane
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AOSTA
14 gennaio 2021
12:17
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Nell’ambito dell’emergenza Covid la Valle d’Aosta a metà gennaio si trova sul filo tra la zona ‘gialla’ e la zona ‘arancione’. L’indice Rt della regione alpina è intorno all’1.0 e pertanto anche pochi decimali di differenza possono determinare quali misure restrittive verranno adottate nelle prossime settimane.
La decisione verrà comunicata venerdì in base alle ultime rilevazioni. La differenza sostanziale tra le due zone riguarda principalmente l’apertura di bar e ristoranti.
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Covid: sindaco Messina, pronto a dimettermi
“Contro di me attacchi e minacce da poteri forti”
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MESSINA
14 gennaio 2021
08:12
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“Non sono arrabbiato ed amareggiato per la reazione di una parte di cittadini ed imprenditori ormai disperati per l’aumento degli effetti pandemici. Sono invece indignato per l’omertà della classe politica per gli attacchi, minacce e strumentalizzazioni che ho subito in questi ultimi tre giorni dai poteri forti che hanno approfittato della disperazione della gente per farmi fuori con l’ausilio di quelle sigle sindacati che ormai hanno dovuto smettere di usare il comune di Messina e le sue partecipate come un bancomat”.
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Lo afferma in una nota il sindaco di Messina, Cateno De Luca. aggiungendo di essere pronto a dimettersi.
“Il Presidente della regione siciliana Nello Musumeci ed il suo assessore alla sanità Ruggero Razza – prosegue De Luca – hanno avallato e sostenuto questa strategia nel miei confronti perché ho chiesto la testa del loro uomo di fiducia Paolo La Paglia, direttore generale dell’Asp di Messina”.
“Nessuno parla e tutti tacciano. Io sto rischiando la mia vita perché non ho accettato la logica mafiosa dell’omertà e della complicità. Le mie dimissioni da sindaco di Messina – sostiene De Luca – sono pronte perchè da autentico uomo delle istituzioni non posso convivere con altre istituzioni che stanno agendo con la logica mafiosa e stano uccidendo Messina lasciando i loro servi sciocchi al comando dell’Asp”.
“Perchè – conclude il sindaco – nessuno si indigna al cospetto di queste vicende da me denunciate pubblicamente e all’autorità giudiziaria?”.
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Scuola: Tar Lombardia accoglie ricorso contro ordinanza
Comitato ‘A scuola’, ora superiori potranno andare in presenza
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MILANO
13 gennaio 2021
20:24
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“Il Tar accoglie la nostra richiesta, respinge l’ordinanza, le scuole possono riaprire”: così un portavoce del comitato ‘A scuola!’ annuncia che il Tar lombardo ha accolto il loro ricorso contro l’Ordinanza lombarda dell’8 gennaio che aveva disposto la Dad al 100% per tutte le scuole secondarie fino al 25 gennaio.
“Le scuole possono riaprire, ovviamente non già domani perché è troppo tardi – spiega il portavoce del comitato – per organizzarsi”.
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13 gennaio 2021
18:19
RENZI, ANNUNCIAMO DIMISSIONI BELLANOVA-BONETTI.
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Azzolina, aumentano analfabetismo e Neet,per questo mi batto
7 miliardi mobilitati in un anno per la scuola
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13 gennaio 2021
16:19
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“Già prima della pandemia destava preoccupazione il tasso di dispersione scolastica nel nostro Paese. Oggi aumentano i segnali di allarme sociale e mi riferisco al fenomeno dei Neet e dell’analfabetismo funzionale.

Anche per questo mi batto per il rientro a scuola in presenza il prima possibile: senza scuola non c’è crescita; si accentua sempre più l’abbandono scolastico; aumentano le forme di disuguaglianza e di divario che è nostro preciso dovere contrastare”. Così la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina rispondendo all’on Vacca. Oltre 7 miliardi per la scuola sono stati mobilitati in 1 anno.
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Scuola: Azzolina, chiederò altre risorse per recuperi
‘Oltre a fondi Ristori e L. Bilancio per ridurre gap formativi’
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13 gennaio 2021
16:17
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“E’ condivisibile la preoccupazione per la quale la sospensione della didattica in presenza, nonostante gli investimenti del Governo e l’encomiabile impegno quotidiano di tutto il personale scolastico, possa determinare un impoverimento degli apprendimenti. Questo si configura come un problema di particolare serietà, con ricadute non solo sulla vita del singolo studente ma, più in generale, sul futuro del nostro Paese”.
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Lo ha detto la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina rispondendo all’on Piccoli Nardelli in question time alla Camera.
“Il Ministero ha posto e pone tutta la necessaria attenzione”, ha assicurato la ministra Azzolina, secondo la quale “per conoscere l’effettivo impatto della “perdita degli apprendimenti” prodotta dalle conseguenze della pandemia ed intervenire in modo mirato”, è necessario “disporre di dati e analisi sugli apprendimenti degli studenti. Solo così è possibile intraprendere un processo di analisi e la pianificazione di azioni di contenimento dei probabili effetti negativi determinati dalla pandemia”.
La ministra ha assicurato che il Ministero sta lavorando con le istituzioni scolastiche, “rilevando anche gli effetti del fenomeno della dispersione scolastica, che rischia concretamente di acuirsi durante l’emergenza che il Paese sta attraversando”.
E’ stato individuato uno specifico strumento da utilizzare in presenza di una o più insufficienze: il Piano di apprendimento individualizzato (PAI). Proprio attraverso il PAI il consiglio di classe individua, per ciascuna disciplina in cui sono state manifestate carenze, gli obiettivi di apprendimento da conseguire, nonché specifiche strategie per il miglioramento dei livelli di apprendimento. “Bisogna agire subito. Per questo, oltre alle risorse da ultimo stanziate nel “decreto ristori” e nella recente legge di bilancio per il miglioramento formativo e didattico, chiederò “ulteriori ristori formativi” per potenziare gli strumenti ricordati e per realizzare, anche con riferimento al primo ciclo di istruzione, iniziative di integrazione, recupero e sostegno degli apprendimenti, finalizzate alla riduzione del gap formativo derivante dal prolungato ricorso all’attività didattica a distanza”, ha concluso Azzolina.
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Covid: gestori impianti sci, rischio reale stop stagione
Appello al governo, studi attentamente i ristori per il settore
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13 gennaio 2021
14:06
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“Il rischio che salti l’intera stagione è più che mai reale, purtroppo”. A dirlo è Valeria Ghezzi, presidente dell’Anef, associazione nazionale che riunisce i gestori funiviari.
“E questa è una vera tragedia perché per noi c’è anche il dopo – aggiunge -. La nostra ripartenza sarà solo il prossimo Natale. Si tratta di una débacle senza precedenti, non solo per noi ma per tutti i lavoratori”. “Lanciamo un appello al governo affinché pensi ai ristori di questo settore così particolare”, continua Ghezzi.
“Gli impianti a fune – sottolinea – sono un settore che comincia a lavorare ad aprile-maggio in vista della stagione che parte a dicembre. Abbiamo quindi lavorato otto mesi con delle spese. Parliamo di aree che si sviluppano su tanti ettari. Noi continuiamo a spendere tutt’ora. Queste sono considerazioni da valutare da parte del governo, così come hanno fatto Oltralpe, dalla Francia all’Austria”.
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Le Regioni di montagna: servono 4-5 miliardi per i ristori dello sci
‘Lo stop degli impianti ha generato perdite per 11-12 miliardi’
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AOSTA
13 gennaio 2021
16:41
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La chiusura dello sci ha generato una perdita complessiva di 11-12 miliardi di euro all’economia di montagna che ora ha bisogno di almeno 4-5 miliardi di ristori. E’ questa la prima stima fatta dalla Regioni, secondo quanto ha riferito oggi il vice presidente della Valle d’Aosta e assessore allo sci Luigi Bertschy.
“Come Regioni di montagna abbiamo presentato i primi dati allo Stato: il comparto montagna in questo periodo ci ha rimesso almeno 11-12 miliardi, questo significa che per un intervento minimo di recupero delle perdite delle società servono 4-5 miliardi”, ha riferito Bertschy in Consiglio regionale.
“Il rischio che salti l’intera stagione è più che mai reale, purtroppo”. A dirlo è Valeria Ghezzi, presidente dell’Anef, associazione nazionale che riunisce i gestori funiviari. “E questa è una vera tragedia perché per noi c’è anche il dopo – aggiunge -. La nostra ripartenza sarà solo il prossimo Natale. Si tratta di una débacle senza precedenti, non solo per noi ma per tutti i lavoratori”
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Conte a operai Whirlpool: ‘Una crisi ora sarebbe incomprensibile’
La delegazione degli operai Whirlpool, accompagnata da Bersani e Scotto, aveva chiesto di non fare ‘giochi di Palazzo’ in un momento così delicato per la vita del Paese
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13 gennaio 2021
15:38
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Una crisi di governo in questo momento sarebbe “incomprensibile”. E’ quanto ha sottolineato, a quanto si apprende, il premier Giuseppe Conte incontrando il gruppo di lavoratori della Whirlpool giunti a Palazzo Chigi per consegnare il calendario “Sulla nostra pelle”.
Nel corso dell’incontro la delegazione ha sottolineato al capo del governo come una crisi, in questo momento, sia insostenibile per il Paese.
“Abbiamo detto al presidente del Consiglio che in questo momento per la nazione è importante non avviare nessuna crisi di governo. Significherebbe lasciare appesi centinaia e centinaia di famiglie in vertenze come la nostra. Una nazione intera non può dipendere da giochi di palazzo”. Lo sottolinea la delegazione di operai Whirlpool – accompagnata dagli esponenti di Leu Pier Luigi Bersani e Arturo Scotto – uscendo da Palazzo Chigi.
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Cambio al vertice dell’Arma dei Carabinieri, Luzi prende il posto di Nistri – la cerimonia dell”avvicendamento
In programma venerdì 16 gennaio alle 10,30
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14 gennaio 2021
16:51
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La cerimonia di avvicendamento del Comandante generale dell’Arma dei Carabinieri: Teo Luzi darà il cambio a Giovanni Nistri:

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‘Faccetta nera’ alla radio: Lega dura su Donazzan
Capogruppo Pan, doveva evitare, troppa leggerezza
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VENEZIA
14 gennaio 2021
17:17
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Non è ancora chiusa, almeno nelle aule della politica veneta, la polemica sull’assessore Elena Donazzan (Fdi), finita nel mirino per aver cantato alla ‘Zanzara’ su Radio24 ‘Faccetta nera’.
Oggi, dopo che Donazzan, in vista della seduta del Consiglio di martedì 19 gennaio -, che ha il caso nell’ordine del giorno -, aveva inoltrato una lettera con scuse e spiegazioni dal suo personale punto di vista, è stata la Lega, con il capogruppo Giuseppe Pan, ad usare parola dure verso l’esponente della giunta.
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“Bene le scuse di Donazzan – ha detto Pan -, ma non possiamo accettare che un assessore e un rappresentante delle istituzioni affronti temi così delicati con una tale leggerezza”.
“Indubbiamente l’assessore Donazzan – ha aggiunto – avrebbe potuto evitare di fare quelle esternazioni, anche per rispetto dell’incarico e delle istituzioni che rappresenta. Le scuse della interessata hanno cercato di rimediare a quanto accaduto.
Come Lega, però, condanniamo fermamente qualsiasi revisionismo.
Si tratta di un pensiero che decisamente non ci appartiene.
Continuare a parlare oggi di fascismo e comunismo, come entità contrapposte e totalizzanti, è di fatto anacronistico. Non possiamo però dimenticare ciò che è stato. Non è corretto nei confronti di tanti che hanno subito sulla propria pelle gli orrori del fascismo”.
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Covid: Lavevaz, Consulta non ha colto nostro intento
‘Volevamo calare in nostra realtà norme nazionali’
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AOSTA
14 gennaio 2021
17:41
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“E’ un passaggio senza precedenti, credo che la Consulta non abbia colto pienamente quello che era l’intento politico contenuto in questa legge”. Così il presidente della Regione Valle d’Aosta, Erik Lavevaz, ha commentato la decisione della Corte costituzionale di sospendere la legge regionale valdostana sulle aperture in deroga alle norme nazionali.
“La nostra – ha aggiunto – non è nient’altro che una cornice normativa che ci permetteva di calare sulla nostra realtà territoriale e sul nostro tessuto economico e sociale le norme nazionali”.
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Conte,crisi in Aula.Caccia a responsabili
Mattarella riceve premier e prende atto. C.destra all’attacco
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14 gennaio 2021
17:56
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Il premier Giuseppe Conte sale per il secondo giorno consecutivo al Quirinale, prende l’interim del ministero delle Politiche Agricole, lasciato da Teresa Bellanova, e assicura al presidente della Repubblica Sergio Mattarella la volontà di parlamentarizzare la crisi come chiesto a gran voce dall’opposizione ma anche dalla maggioranza. Già lunedì, secondo le ipotesi, il premier potrebbe fare comunicazioni alla Camera e martedì al Senato.
A
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Ma non è ancora scontato che Conte vada alla conta. Grandi manovre sono in corso soprattutto al Senato, dove i 18 senatori Iv erano determinanti, per mettere in piedi l’operazione ‘responsabili’ che stabilizzi la maggioranza. Secondo quanto si apprende, un gruppo pronto a votare la fiducia si aggregherebbe intorno al Maie, il movimento degli italiani all’estero, e un altro polo sarebbe centrista. Dalla maggioranza trapela ottimismo sull’esistenza di una maggioranza alternativa dopo la rottura di Matteo Renzi.
Ormai i rapporti con Iv sembrano definitivamente rotti. E anche il Pd che stamattina aveva avvertito sul rischio elezioni, apre la porta ad una nuova maggioranza con Conte. “Nel passato – chiarisce il capodelegazione dem Dario Franceschini – il termine responsabili indicava una negatività, non è più così. Siamo in un sistema parlamentare in cui le maggioranze di governo si cercano in Parlamento, apertamente, alla luce del sole e senza vergognarsene. E così sarà anche questa volta”.
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Scuola: in Lombardia superiori in classe da lunedì
Lettera al Tar di prefetto Milano e direttore ufficio scolastico
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14 gennaio 2021
17:42
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In Lombardia i ragazzi delle superiori potranno tornare (parzialmente) in classe da lunedì prossimo. Il prefetto di Milano Renato Saccone e la direttrice dell’Ufficio scolastico regionale Augusta Celada hanno inviato una lettera al presidente del Tar della Lombardia spiegando che questi sono i “tempi minimi insopprimibili” per dare attuazione al decreto con cui il Tribunale ha sospeso l’ordinanza regionale che imponeva fino al 24 gennaio la didattica a distanza al 100%.

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