Ultimo aggiornamento 9 Marzo, 2021, 17:10:12 di Maurizio Barra
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DALLE 23:37 DI DOMENICA 07 MARZO 2021
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Dl Sostegno: Bonetti, congedi retroattivi retribuiti al 50%
Per figli fino a 16 anni. Tra misure anche voucher baby sitter
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07 marzo 2021
23:37
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“Nel Dl sostegno ho inserito una misura retroattiva perché le misure erano scadute a dicembre, che prevede congedi straordinari Covid retribuiti almeno fino al 50% estesi fino ai figli minori di 16 anni, diritto allo smart working, sostegni economici come il voucher babysitter per i lavoratori autonomi e le partire Iva”. Lo ha detto la ministra per le Pari opportunità e la Famiglia Elena Bonetti a Radio Capital.
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Sardegna bianca, primi test agli arrivi al porto di Olbia
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OLBIA
08 marzo 2021
09:30
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È toccato al porto di OIbia testare per primo il nuovo sistema di controlli sanitari per chi arriva in Sardegna, istituito dall’ordinanza firmata alcuni giorni fa dal governatore Christian Solinas con l’obiettivo di preservare l’isola dalla diffusione del contagio da Covid-19 e mantenere lo status di zona bianca.
Tra le 6.30 e le 7.30 di stamattina hanno attraccato tre navi, due provenienti da Livorno e una da Civitavecchia, con a bordo complessivamente circa 600 persone.
Ad accoglierli alla stazione marittima due postazioni e gli operatori di Ats, Capitaneria di porto e protezione civile, oltre alle forze dell’ordine.
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8 marzo: Casellati, donne protagoniste di nuova resistenza
Pensiamo all’ apporto decisivo nell’emergenza sanitaria
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08 marzo 2021
11:18
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“Pensiamo all’apporto decisivo delle donne nel contesto del tutto inedito dell’emergenza sanitaria.
Divise tra casa e lavoro, su di loro è caduto il peso maggiore della crisi.
Sono state protagoniste di una nuova resistenza, combattuta con le armi dell’intelligenza, della generosità, della concretezza e della forza di volontà. Un contributo determinante, che non è stato pienamente compreso e valorizzato pensando alla ripresa del nostro Paese”. E’ un passaggio del messaggio del presidente del Senato Elisabetta Casellati pubblicato sul blog della Fondazione Marisa Bellisario, in occasione della Festa della Donna.
“Per parlare oggi di parità di genere – aggiunge – occorre riconoscere, di fatto e non solo a parole, che il potenziale femminile è espressione di un valore economico, oltre che sociale: il capitale umano delle donne, che sono la colonna vertebrale della famiglia e della società, vale più di un punto di Pil”.
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Zingaretti, ci sarà forza e autorevolezza per fare chiarezza
Basta polemiche. In questi mesi un gruppo dirigente vicino a me
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08 marzo 2021
11:31
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“Basta polemiche. C’è stato in questi mesi un gruppo dirigente vicino a me a cominciare da Orlando, Franceschini, D’elia, Cuperlo, Zanda, Cuppi, Bettini, De Micheli, Oddati e Chiara Braga e tanti altri e tanti Sindaci amministratori e dirigenti nei territori.
L’ho già’ detto ieri”.
Lo ha detto il segretario uscente del Pd e presidente della Regione, Nicola Zingaretti, a margine dell’inaugurazione del treno sanitario a Termini. “Ho fiducia che ci sarà la forza e l’autorevolezza per fare chiarezza dove io non sono riuscito e a rilanciare insieme un progetto per l’Italia” ha aggiunto.
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8 Marzo: Meloni,governo non si occupa di peso crisi su donne
Donne stanno pagando il prezzo più alto
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08 marzo 2021
11:42
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“Le donne stanno pagando il prezzo più alto della pandemia in termini economici, di occupazione e familiari. Una realtà anche alle istituzioni sembra non interessare, anche il governo sembra non occuparsene, a partire dal recovery plan.
Noi chiediamo che i fondi vengano usati per l’occupazione femminile, abbiamo chiesto un investimento sulla famiglia e sulla natalità, vogliamo costruire un welfare a misura di famiglia, con strumenti di conciliazione vita lavoro, abbiamo decine di proposte”. Lo ha detto Giorgia Meloni, nel suo saluto in apertura dei lavori del premio “Eccellenza donna”, organizzato al Senato da Fratelli d’Italia nell’ambito delle celebrazioni della Festa della Donna.
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Mattarella,femminicidio impressiona, scuote coscienza Paese
11 donne uccise nei primi due mesi del nuovo anno
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08 marzo 2021
11:50
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“E’ l’8 marzo. Sharon, Victoria, Roberta, Teodora, Sonia, Piera, Luljeta, Lidia, Clara, Deborah, Rossella Sono state uccise undici donne, in Italia, nei primi due mesi del nuovo anno.
Sono state uccise per mano di chi aveva fatto loro credere, di amarle. Per mano di chi, semmai, avrebbe dovuto dedicarsi alla reciproca protezione. Ora siamo di fronte a una dodicesima uccisione: quella di Ilenia. L’anno passato le donne assassinate sono state settantatre. E’ un fenomeno impressionante, che scuote e interroga la coscienza del nostro Paese”. Lo ha detto il presidente della Repubblica in occasione della Festa della donna.
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Mattarella,da Covid immani problemi economici e sociali
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08 marzo 2021
11:47
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“Questo 8 marzo, purtroppo, si svolge ancora sotto il segno della pandemia, che ha appesantito la nostra esistenza, causando un numero senza precedenti di vittime e immani problemi economici, sociali e di relazioni umane. Un fenomeno planetario imprevisto che ha messo a dura prova la capacità di resistenza dei cittadini e la stessa convivenza civile”.
Lo ha detto il presidente della Repubblica in occasione della Festa della donna.
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Mattarella,rispetto donne anche con linguaggio
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08 marzo 2021
12:00
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“Il rispetto verso le donne conosce molte declinazioni. Sul piano del linguaggio, innanzitutto.
Dobbiamo respingere le parole di supponenza, quando non di odio o di disprezzo verso le donne. Parole che generano e alimentano stereotipi e pregiudizi ottusi e selvaggi, determinando atteggiamenti e comportamenti inaccettabili”. Lo ha detto il presidente della Repubblica in occasione della Festa della donna.
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Ministero, via libera a vaccino AstraZeneca per gli over-65
Circolare,esclusi quelli ‘estremamente vulnerabili’ per malattie
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08 marzo 2021
12:49
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Via libera del ministero della Salute all’utilizzo del vaccino anti-Covid di AstraZeneca anche nei soggetti sopra i 65 anni di età, esclusi però i soggetti “estremamente vulnerabili” per particolari patologie. Lo prevede la circolare “Utilizzo del vaccino COVID-19 VACCINE ASTRAZENECA nei soggetti di età superiore ai 65 anni” firmata dal direttore della Prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza.
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Recovery: Franco, rafforziamo riforme, 191,5 mld all’Italia
Risorse Ue a fine estate. Due livelli governance, coordina Mef
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08 marzo 2021
12:58
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Il Governo sta lavorando al “rafforzamento del piano dal punto di vista degli obiettivi strategici e delle riforme che li accompagnano”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Daniele Franco, in audizione sul Recovery fund alle commissioni riunite Bilancio, Finanze e Politiche Ue di Camera e Senato.
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Il Recovery fund per l’Italia “prevede fondi a disposizione del nostro Paese per circa 196 miliardi a prezzi correnti, 69 sotto forma trasferimenti, 127 sotto forma prestiti”. Tuttavia gli ultimi dati, e il regolamento europeo che prende a riferimento il Pil del 2019, portano “a una stima dell’entità delle risorse per circa 191,5 miliardi, leggermente inferiore a quella indicata a gennaio”, ha affermato il ministro.
Le risorse europee “saranno disponibili alla fine dell’estate” con i pre-finanziamenti al 13%: “Per il nostro Paese – ha sottolineato – il piano è una occasione molto importante, rende possibile affrontare in modo coordinato e con rilevanti mezzi alcuni problemi strutturali”.
“Occorre una governance robusta e articolata nella fase di attuazione degli interventi” e “compiti e responsabilità” saranno suddivise su “due livelli di governance: stiamo considerando la costituzione di una struttura centrale di coordinamento presso il Mef a presidio e supervisione dell’efficace attuazione del piano”, che sarà “affiancato da una unità di audit indipendente”, ha inoltre affermato Franco: “A livello di ciascun ministero si considera la creazione di presidi di monitoraggio e controllo sulle misure di rispettiva competenza con il compito di interagire con i soggetti attuatori”.
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Il Recovery Plan “rappresenta certamente una priorità per il governo, per il paese e ovviamente per il Mef, questo primo incontro spero che sia l’inizio di un dialogo durevole e intenso perché abbiamo davanti a noi un percorso molto rapido e intenso e su questo dobbiamo interagire strettamente”. Lo ha detto il ministro dell’Economia Daniele Franco in audizione sul Recovery fund alle commissioni riunite Bilancio, finanze e politiche Ue di Camera e Senato. “Il Next Generation Ue è un passaggio storico nella costruzione del bilancio europeo comune”
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“Le risorse europee saranno disponibili alla fine dell’estate” con i pre-finanziamenti al 13%: “Per il nostro paese il piano è una occasione molto importante, rende possibile affrontare in modo coordinato e con rilevanti mezzi alcuni problemi strutturali”.
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Per il Recovery servirà una “puntuale descrizione della governance, occorre poi tarare il valore dei nostri progetti sulle risorse effettivamente disponibili, infine alcuni progetti vanno completati” con maggiori dettagli.
Il Recovery fund per l’Italia “prevede fondi a disposizione del nostro Paese per circa 196 miliardi a prezzi correnti, 69 sotto forma trasferimenti, 127 sotto forma prestiti”. Tuttavia gli ultimi dati, e il regolamento europeo che prende a riferimento il Pil del 2019, portano “a una stima dell’entità delle risorse per circa 191,5 miliardi, leggermente inferiore a quella indicata a gennaio”.
La simulazione d’impatto del piano di ripresa e resilienza italiano contenuta nella Nadef, che ipotizza una +3% acquisito stabilmente nel corso degli anni, “non teneva conto dei possibili effetti delle riforme, che ove si realizzassero darebbero un impatto economico che potrebbe essere più elevato”. Lo ha detto il ministro dell’Economia Daniele Franco in audizione sul Recovery fund alle commissioni riunite Bilancio, Finanze e Politiche Ue di Camera e Senato. “La simulazione dei colleghi del Mef – ha spiegato Franco – isolava l’effetto del Piano, che comunque non è piccolo dato che è permanente”.
“Occorre una governance robusta e articolata nella fase di attuazione degli interventi” e “compiti e responsabilità” saranno suddivise su “due livelli di governance: stiamo considerando la costituzione di una struttura centrale di coordinamento presso il Mef a presidio e supervisione dell”efficace attuazione del piano”. che sarà “affiancato da una unità di audit indipendente” .
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Così il ministro dell’Economia Daniele Franco in audizione sul Pnnr. “A livello di ciascun ministero si considera la creazione di presidi di monitoraggio e controllo sulle misure di rispettiva competenza con il compito di interagire con i soggetti attuatori”.
“Alcune parti” del piano italiano per il Recovery fund presentato a gennaio vanno rafforzate, e “occorre tarare i nostri progetti sulle risorse effettivamente disponibili”. Inoltre “nelle prossime settimane dovremo riflettere sul rapporto fra progetti a legislazione vigente e nuovi progetti e vedere se la distribuzione fra i due canali di intervento debba restare quella indicata o debba essere soggetta a cambiamenti”, ha spiegato il ministro.
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Il Governo sta lavorando al “rafforzamento del piano dal punto di vista degli obiettivi strategici e delle riforme che li accompagnano”. Franco ha ribadito gli obiettivi strategici già indicati dal premier Mario Draghi: “produzione di energia da fonti rinnovabili, abbattimento dell’inquinamento di aria e acqua, rete ferroviaria veloce, reti di distribuzione di energia per i veicoli ad alimentazione elettrica, produzione e distribuzione di idrogeno, digitalizzazione, banda larga e reti di telecomunicazione”. Questi obiettivi – ha spiegato – saranno soggetti a “vincoli concreti attraverso precisi criteri di ammissibilità” in base alle tre linee guida della Ue digitalizzazione, conversione ecologica, inclusione sociale.
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La riforma fiscale, pur essendo “una delle priorità di questo Governo” visto il livello “relativamente alto” dell’imposizione fiscale e delle aliquote in Italia, non verrà affrontata nell’ambito del piano italiano di ripresa e resilienza. Lo ha detto il ministro dell’Economia Daniele Franco. “Il piano non riguarda la questione della riforma fiscale”, ha spiegato Franco in audizione sul recovery fund.
“In aprile ci sarà una fase molto rapida e concitata in cui noi come governo dovremo di nuovo informarvi, poi come questa azione e come il parlamento poi si esprima non mi sentirei di rispondere oggi perché impegna l’intero governo. E’ questione su cui il cdm dovrà esprimersi e avere un dialogo, non abbiamo ancora identificato la strategia per questa fase che sarà rapida, veloce. Insieme dobbiamo trovare pragmaticamente una soluzione”. Franco ha ribadito che le Camere saranno “informate sistematicamente, come ha detto Draghi”.
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Sulle riforme che dovranno accompagnare gli investimenti del Recovery fund “occorre tenere a mente la tensione fra l’obiettivo di ridisegnare in modo organico la cornice regolamentare delle aree di interventi, e i tempi molto molto serrati. Bisogna essere molto, molto pragmatici”. Lo ha detto il ministro dell’Economia Daniele Franco, spiegando che “due riforme sono particolarmente importanti, da un lato quella della pubblica amministrazione” e dall’altro “la riforma della giustizia”; inoltre “una terza area molto importante di riforma di forma riguarda gli interventi di semplificazione normativa trasversale”.
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“I tempi sono stretti: abbiamo meno di due mesi per finalizzare il piano, per questo la definizione non può subire battute d’arresto”. Così il ministro dell’Economia Daniele Franco in audizione sul Pnnr, spiegando che si parte dalla bozza attuale e si sta procedendo con “l’analisi dei contenuti verificando le strategie” e con “l’opportuni disegno delle misure di riforma più urgenti”. “Dobbiamo definire un piano metodologicamente unitario e coerente con gli obiettivi”. Si tratta di una “sfida ambiziosa” anche perché “l’effettiva erogazione delle risorse sarà subordinata al conseguimento di obiettivi intermedi e finali” che vanno definiti “fin da subito definiti in modo chiaro, realistico e verificabile”.
“Dobbiamo impostare una politica di reimmissione di persone più giovani nella Pa”. “E’ un tema non facile che esige interventi che si sviluppano in più anni” ma “abbiamo nell’immediato un problema urgente di potenziare in tempi brevi le strutture amministrative per poter gestire i progetti” del Recovery. Ancora “non ci sono soluzioni del tutto operative, Brunetta ci sta lavorando e ha formulato varie ipotesi. La sfida è trovare soluzioni che consentano l’immissioni in tempi relativamente brevi”.
Il Next Generation EU può “contribuire ad accrescere il nostro potenziale di sviluppo” e per farlo il piano italiano deve muovere “lungo le direttrici indicate dalla Commissione Ue, digitalizzazione, transizione ecologica, inclusione sociale”, ha detto Franco dopo aver indicato come “cogenti” le quote rilevanti di investimenti da compiere nel digitale e nella transizione ecologica.
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Il Governo sta lavorando al “rafforzamento del piano dal punto di vista degli obiettivi strategici e delle riforme che li accompagnano”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Daniele Franco, in audizione sul Recovery fund alle commissioni riunite Bilancio, Finanze e Politiche Ue di Camera e Senato.
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Il Recovery fund per l’Italia “prevede fondi a disposizione del nostro Paese per circa 196 miliardi a prezzi correnti, 69 sotto forma trasferimenti, 127 sotto forma prestiti”. Tuttavia gli ultimi dati, e il regolamento europeo che prende a riferimento il Pil del 2019, portano “a una stima dell’entità delle risorse per circa 191,5 miliardi, leggermente inferiore a quella indicata a gennaio”, ha affermato il ministro.
Le risorse europee “saranno disponibili alla fine dell’estate” con i pre-finanziamenti al 13%: “Per il nostro Paese – ha sottolineato – il piano è una occasione molto importante, rende possibile affrontare in modo coordinato e con rilevanti mezzi alcuni problemi strutturali”.
“Occorre una governance robusta e articolata nella fase di attuazione degli interventi” e “compiti e responsabilità” saranno suddivise su “due livelli di governance: stiamo considerando la costituzione di una struttura centrale di coordinamento presso il Mef a presidio e supervisione dell’efficace attuazione del piano”, che sarà “affiancato da una unità di audit indipendente”, ha inoltre affermato Franco: “A livello di ciascun ministero si considera la creazione di presidi di monitoraggio e controllo sulle misure di rispettiva competenza con il compito di interagire con i soggetti attuatori”.
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Vaccini: Giorgetti nomina Tria consulente e libera 200 milioni
Ulteriori fondi per Polo per la vaccinologia e farmaci biologici
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08 marzo 2021
14:44
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Il ministro dello sviluppo economico Giancarlo Giorgetti ha firmato oggi un decreto che nomina, senza oneri per lo Stato, Giovanni Tria, già ministro dell’economia, consulente economico sul dossier vaccini per la parte che riguarda la produzione industriale nazionale e i rapporti con l’Ue. Lo rende noto il Mise.
Il ministro ha anche firmato un decreto ministeriale “per liberare immediatamente 200 milioni” per interventi di ricerca e riconversione industriale per la produzione degli vaccini, sottolinea il ministero, fondi che si affiancano alle ulteriori risorse previste nel decreto sostegni per la creazione del “Polo per la vaccinologia e farmaci biologici”.
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Covid: Ministero Lavoro, pagata la Cassa per artigiani
Un decreto ha velocizzato il trasferimento delle risorse
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08 marzo 2021
14:35
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Per il pagamento della cassaintegrazione dei lavoratori dell’artigianato, il Fondo di Solidarietà Bilaterale per l’Artigianato (Fsba) ha già effettuato in data venerdì 5 marzo i bonifici ai destinatari delle prestazioni. Lo precisa una nota del Ministero del Lavoro.
“In seguito al decreto firmato nei giorni scorsi dal ministro Orlando per la variazione dei capitoli di bilancio – si legge nel testo – che ha consentito di velocizzare il trasferimento delle risorse al Fondo di Solidarietà Bilaterale per l’Artigianato, la Banca d’Italia ha già accreditato al Fondo i 265 milioni di euro necessari per concludere i pagamenti relativi alle richieste pervenute al Fondo Bilaterale (FSBA) riguardanti le ultime mensilità dell’anno 2020”.
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Draghi: ‘Con accelerazione vaccini via d’uscita non lontana’
Lo dice il premier Mario Draghi in un videomessaggio alla conferenza “Verso una Strategia Nazionale sulla parità di genere”.
08 marzo 2021
16:19
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“La pandemia non è ancora sconfitta ma si intravede, con l’accelerazione del piano dei vaccini, una via d’uscita non lontana”, ha detto il premier Mario Draghi in un videomessaggio alla conferenza “Verso una Strategia Nazionale sulla parità di genere”.
“Ci troviamo tutti di fronte, in questi giorni, a un nuovo peggioramento dell’emergenza sanitaria. Ognuno deve fare la propria parte nel contenere la diffusione del virus.
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Ma soprattutto il governo deve fare la sua. Anzi deve cercare ogni giorno di fare di più”.
“Voglio cogliere questa occasione per mandare a tutti un segnale vero di fiducia. Anche in noi stessi. Ringrazio, ancora una volta, i cittadini per la loro disciplina, la loro infinita pazienza, soprattutto coloro che soffrono le conseguenze anche economiche della pandemia. Ringrazio gli studenti, le famiglie e gli insegnanti che sopportano il peso della chiusura delle scuole – ha detto ancora il premier -. Ringrazio gli operatori sanitari, le forze dell’ordine, le forze armate, la Protezione Civile e tanti altri lavoratori in prima linea per la loro incessante opera. Sono anche questi esempi di responsabilità civica e professionale, di cittadinanza italiana attiva che impongono al governo di moltiplicare ogni sforzo”.
Il governo deve “moltiplicare ogni sforzo. Siamo solo all’inizio. Il nostro compito – e mi riferisco a tutti i livelli istituzionali – è quello di salvaguardare con ogni mezzo la vita degli italiani e permettere al più presto un ritorno alla normalità. Ogni vita conta. Non perdere un attimo, non lasciare nulla di intentato, compiere scelte meditate, ma rapide”.
“Nel piano di vaccinazioni, che nei prossimi giorni sarà decisamente potenziato, si privilegeranno le persone più fragili e le categorie a rischio. Aspettare il proprio turno è un modo anche per tutelare la salute dei nostri concittadini più deboli”.
“Questo non è il momento di dividerci o di riaffermare le nostre identità. Ma è il momento di dare una risposta alle tante persone che soffrono per la crisi economica, che rischiano di perdere il posto di lavoro, di combattere le disuguaglianze”, ha detto ancora il premier.
“Non voglio promettere nulla che non sia veramente realizzabile. Le mie preoccupazioni sono le vostre preoccupazioni. Il mio pensiero costante è diretto a rendere efficace ed efficiente l’azione dell’esecutivo nel tutelare la salute, sostenere chi è in difficoltà, favorire la ripresa economica, accelerare le riforme”.
“Gli strumenti che dobbiamo impiegare sono vari, penso tra gli altri ai congedi parentali, penso al numero dei posti negli asili nido che ci vede inferiori agli obbiettivi europei, e sulla loro distribuzione territoriale che va resa ben più equa di quanto non sia oggi”, ha detto Draghi, che parlando della parità di genere sottolinea l’opportunità “straordinaria nel programma NextGeneration EU per diventare realtà nell’azione di governo, del mio governo. Tra i vari criteri che verranno usati per valutare i progetti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ci sarà anche il loro contributo alla parità di genere”.
“In un solo anno il numero di italiani che vivono in una situazione di povertà assoluta è aumentato di oltre un milione, mentre si sono acuite altre disparità, prima fra tutte quella tra donne e uomini”, ha detto il premier.
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“Il 10 marzo di un anno fa l’Italia si chiudeva diventando per la prima volta, una grande zona rossa. Un nostro concittadino su venti è stato contagiato – secondo i dati ufficiali che, come è noto, sottostimano la diffusione del virus. Mai avremmo pensato che un anno dopo ci saremmo trovati a fronteggiare un’emergenza analoga e che il conto ufficiale delle vittime si sarebbe avvicinato alla terribile soglia dei centomila morti. Dobbiamo al rispetto della memoria dei tanti cittadini che hanno perso la vita il dovere del nostro impegno”.
Una riunione del Comitato tecnico scientifico è in programma per martedì mattina per valutare eventuali nuove misure restrittive alla luce della diffusione dei contagi. La riunione, secondo quanto si apprende, sarebbe stata sollecitata dal governo alla luce proprio del verbale degli esperti di venerdì nel quale gli scienziati hanno espresso “grande preoccupazione” per la diffusione delle varianti e ribadito la necessità di innalzare le misure a livello nazionale e locale. Tra le ipotesi allo studio, chiusure generalizzate nei fine settimana, zone rosse più rigide e il criterio di 250 casi ogni 100mila abitanti per entrare automaticamente in zona rossa.
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Mafie foggiane nuova emergenza nazionale
Intervista a Giuseppe Gatti, della Direzione Nazionale Antimafia
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Mafie foggiane nuova emergenza nazionale
Intervista a Giuseppe Gatti, della Direzione Nazionale Antimafia
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08 marzo 2021
16:20
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Mafia e criminalità foggiana: l’esperto di Antimafia, Sergio Nazzaro, ha intervistato il procuratore, Giuseppe Gatti, della Direzione Nazionale Antimafia, uno dei massimi esperti di criminalità organizzata in Puglia.
Società foggiana, mafia garganica, mafie pugliesi: ci può aiutare a mettere ordine in tutte queste definizioni, perché ne abbiamo così tante e quali sono i tratti distintivi di ciascuna, se mai ce ne sono?
Le mafie foggiane sono mafie ben strutturate, radicalmente incardinate nel territorio in cui operano, capaci di stabilire interconnessioni al loro interno attraverso l’adozione di modelli tendenzialmente federali, con proiezioni nazionali e internazionali.
Quelle dell’area foggiana sono mafie di cui si sente parlare assai poco, ma che le relazioni della DNAA degli ultimi anni indicano come il fenomeno criminale che desta il maggior allarme sociale nel distretto barese, al punto da assurgere, soprattutto negli ultimi tempi, a vera e propria emergenza nazionale.
Plurime ed autorevoli fonti istituzionali individuano nelle mafie foggiane l’espressione più pericolosa ed insidiosa delle mafie pugliesi. Alcuni dati, per capirci.
Dal 2007 fino a poco tempo fa, non c’erano collaboratori di giustizia nel foggiano; dal 1978 ad oggi abbiamo registrato nel foggiano oltre 300 fatti di sangue con matrice mafiosa e solo il 20% di questi omicidi è stato risolto; sempre fino a poco tempo fa, nessuna vittima di mafia foggiana era solita denunciare i propri carnefici: quei pochi coraggiosi al processo ritrattavano quasi sempre.
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In taluni àmbiti del foggiano il pagamento del pizzo continua ad essere vissuto ed accettato con la stessa normalità con cui lo Stato procede alla riscossione delle tasse.
Proprio recentemente, il Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, Federico Cafiero de Raho, ha chiaramente detto che le mafie foggiane sono da annoverare tra i nemici numero uno dello Stato Italiano. Le mafie di Capitanata si articolano storicamente in tre poli: Società Foggiana, Mafia Cerignolana e Mafia Garganica: si tratta di organizzazioni che hanno conservato immutata nel tempo la propria capacità operativa.
La Società Foggiana è l’organizzazione mafiosa che opera principalmente nella citta di Foggia: nasce a metà degli anni Ottanta, ma un suo primo riconoscimento definitivo in sede giudiziaria si registra solo nel 1994 con la sentenza “Panunzio”.
La Mafia Cerignolana nasce negli anni Novanta. La sentenza storica sulla mafia Cerignolana è quella relativa al processo “Cartagine”, che diventerà definitiva nel 1997. È l’11 novembre del 1987 quando a Palermo si conclude il maxi processo a Cosa Nostra con 19 ergastoli. A Foggia, 10 anni più tardi si chiude il processo “Cartagine” alla mafia Cerignolana: gli ergastoli sono ben 15, appena 4 in meno rispetto a Palermo. Ciononostante del processo “Cartagine” pochissimi conoscono l’esistenza.
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Con la Mafia Garganica la situazione è un po’ più complicata. Il fenomeno parte dalla fine degli anni Settanta e viene clamorosamente sottovalutato e liquidato come semplice faida pastorale. Solo nel 2006, con la sentenza “Iscaro-Saburo”, si avrà il riconoscimento del carattere mafioso del sodalizio criminale operante nel Gargano, attestato in via definitiva dalla Corte di Cassazione nel 2009.
A questi tre poli va, da ultimo, aggiunto quello della cosiddetta Mafia Sanseverese che, come dimostrano le ultime operazioni antimafia, sembra essersi sganciata dal suo ruolo di articolazione periferica della Società Foggiana e avere acquisito una sua autonoma configurazione.
Pur mantenendo distinte articolazioni, le mafie foggiane hanno radici condivise e, soprattutto, procedono secondo un comune modello di sviluppo.
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Questa prima linea delinea subito un fenomeno complesso e articolato che rappresenta un concetto poco ribadito; “mafia” è solo una parola che non spiega le diverse stratificazioni dei gruppi. Le mafie della Capitanata in quale solco criminale agiscono?
Le mafie della Capitanata hanno dimostrato di essere capaci di coniugare tradizione e modernità, un binomio che si è poi rivelato vincente. La tradizione è quella della ’Ndrangheta, quella del familismo mafioso della ’Ndrangheta. Ma è anche quella della Camorra, quella della ferocia spietata della Camorra cutoliana. La modernità è la vocazione agli affari, la capacità di infiltrazione nel tessuto economico-sociale; la scelta strategica di colpire i centri nevralgici del sistema economico di questa provincia: l’agricoltura; l’edilizia e il turismo.
Abbiamo detto del familismo mafioso di queste mafie. Nel foggiano, vincolo di sangue e vincolo di mafia sono spesso due facce della stessa medaglia. Qui, da molto tempo, non esistono le affiliazioni.
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Il vincolo mafioso non si acquisisce mediante un battesimo, ma si tramanda molto più semplicemente da padre in figlio. Il rito di affiliazione serve ad introdurre il “picciotto” nella famiglia mafiosa, proprio per segnare un passaggio di appartenenza: dalla famiglia di “mamma e papà” alla famiglia del clan, quella che, da quel momento in poi, diventerà per l’uomo d’onore l’unico punto di riferimento.
Invece, nella provincia di Foggia quali sono i tratti che le contraddistinguono?
Nel foggiano è tutto diverso. Qui la famiglia biologica è la mafia sono, spesso, una cosa sola: non si fanno più le affiliazioni perché si è capito che non c’è nessun passaggio di appartenenza da compiere. E così vendicare un padre, facendo strage dei membri del clan rivale, diventa la missione familiare che una madre consegna nelle mani del giovane figlio maschio. Nel foggiano il bene più importante che un boss si preoccupa di lasciare a suo figlio, con tanto di testamento, è il titolo di capo e la reggenza del clan.
Sembra che una violenza particolarmente efferata sia quasi una sorta di matrice, di marchio distintivo, anche se poi la violenza non conosce gradi di differenziazione.
Ho fatto prima un cenno anche alla “ferocia”, quella ferocia di matrice cutoliana che caratterizza queste mafie.
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Non è un caso se, proprio nel foggiano, Raffaele Cutolo ha istituito ufficialmente la Nuova Camorra Pugliese, come una promanazione, in terra di Puglia, della N.C.O. È il 1979 quando, presso l’Hotel Florio di Lucera, nasce la Nuova Camorra Pugliese. Raffaele Cutolo incontra i rappresentati più autorevoli delle diverse organizzazioni criminali pugliesi: tra i presenti vi sono esponenti di quella che, qualche anno dopo, diventerà la Società Foggiana.
L’obiettivo di Cutolo era molto ambizioso: estendere il controllo egemonico della N.C.O. sulle coste pugliesi, per spostare le rotte dei traffici del contrabbando dal Tirreno (dove comandavano i Marsigliesi) all’Adriatico, ovvero sotto il controllo della neonata organizzazione di matrice camorristica, che avrebbe fatto capo a Raffaele Cutolo. Quando si parla di ferocia di stampo cutoliano, viene subito in mente la cosiddetta strage del Bacardi. Foggia, come Chicago degli anni Venti. È l’alba dell’1 maggio 1986 quando i sicari fanno irruzione nel circolo Bacardi e, sparando all’impazzata colpi di kalashnikov, causano la morte di 4 persone.
Con questo bagno di sangue viene decretata la fine del clan Laviano e, in questo modo, viene sancita la definitiva emancipazione della mafia foggiana dalla Sacra Corona Unita, di cui i Laviano erano gli ultimi referenti. Da quel momento in poi sulle terre foggiane non si potrà mai più parlare di Sacra Corona Unita.
Ma la ferocia spietata di matrice cutoliana la ritroviamo ancora più emblematicamente presente nelle caratteristiche strutturali della Mafia Garganica. La Mafia Garganica, è una mafia a cui spesso non basta sparare; è una mafia che i cadaveri li fa sparire; li brucia nelle macchine insieme ai copertoni delle ruote oppure li butta dentro le Grave; le nostre bellissime e suggestive Grave, come quella di Zazzano, che si scoprono essere veri e propri cimiteri di mafia. A volte non basta cancellare una vita; ci vuole di più.
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E che cosa c’è, oltre il cancellare una vita, uccidere una persona, per questi mafiosi?
Bisogna cancellare anche la memoria di quella vita: ecco perché nell’omicidio di mafia garganica c’è quasi sempre il classico “colpo di grazia” con il fucile a pallettoni, esploso direttamente sul volto a brevissima distanza.
Una ricerca dell’istituto di Medicina Legale dell’Università di Foggia, partendo dall’analisi degli esami autoptici sulle vittime di omicidi di Mafia Garganica, ha evidenziato la ricorrenza dell’uso di armi munizionamento spezzato, ovvero di notevole forza esplosiva e la prevalenza di lesioni cranio-encefaliche, con la presenza quasi sistematica del cosiddetto “colpo di grazia”, diretto al volto e alla teca cranica ed esploso quasi a contatto.
Prima ha accennato alla modernità delle mafie della Capitanata, in che cosa consiste questa caratteristica e come si sta evolvendo?
Le mafie di Capitanata sono, allo stesso tempo, organizzazioni che si stanno dimostrando capaci di stare al passo con la modernità, pronte a cogliere e a sfruttare le nuove sfide e le nuove opportunità della globalizzazione, stabilendo legami e interconnessioni.
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Le operazioni antimafia danno conto di un sistema di alleanze criminali tra la mafia foggiana, la mafia garganica e la criminalità organizzata cerignolana, ma anche di collegamenti con le mafie storiche e con le mafie straniere.
Un salto di qualità importante è stato poi compiuto negli ultimi tempi proprio dalla Società Foggiana: una mafia che oggi si va connotando sempre di più come mafia degli affari. Importanti inchieste hanno messo in luce la capacità della Mafia Foggiana:
– di intessere proficue alleanze economiche con importanti cartelli mafiosi, come il clan dei “Casalesi”, allestendo una sorta di join venture per produrre quantitativi industriali di banconote false;
– di infiltrarsi nella Pubblica amministrazione, mettendo pericolose radici all’interno della società partecipata che si occupava della raccolta e del trasporto dei rifiuti solidi urbani della città di Foggia oltre che in alcune cooperative ad essa collegate;
– di investire i propri capitali in àmbiti strategici dell’economia locale, come quello agro-alimentare (nei settori legati alle tre grandi risorse della Capitanata, il vino, il grano e il pomodoro), sviluppando le prime ramificazioni verso il Nord-Italia;
– di finanziare, mediante l’usura, la piccola imprenditoria locale, ora più che mai in difficoltà per la grave crisi pandemica in atto.
Ma sono mafie che vivono solo di contrapposizioni con altri clan, oppure sta accadendo qualcosa di nuovo in questo scenario?
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Negli ultimi tempi, si sta sempre più registrando la tendenza dei clan foggiani a superare le antiche contrapposizioni e a valorizzare il modello consociativo di tipo consortile, proiettandolo sull’intero àmbito provinciale, secondo un modello di sviluppo che sembra ricalcare il percorso evolutivo della ’Ndrangheta. Si tratta di un segnale particolarmente inquietante, che attesta la vitalità operativa di un sistema criminale organizzato che, dopo aver consolidato il controllo del territorio in cui opera e prospera, comincia ora a guardare “fuori”, alla ricerca di orizzonti nuovi e inesplorati.
In una sua recente relazione al XV Comitato della Commissione Antimafia, dedicato alla criminalità organizzata in Puglia presieduto dal senatore Marco Pellegrini, fa un excursus tra anni di silenzio, culminati con l’eccidio in San Marco in Lamis, e la risposta dello Stato. Le chiedo perché abbiamo sempre questa dinamica in Italia, tra recrudescenza delle mafie, anni di violenza e silenzio e poi, solo dopo, una risposta ferma e decisa?
Certamente la negazione o comunque l’enorme sottovalutazione del fenomeno hanno rappresentato un fattore importante che ha consentito a queste mafie di crescere e di prosperare.
Non si è trattato, tuttavia, di una situazione che ha riguardato solo le mafie foggiane.
In realtà, tutte le mafie nel loro processo di affermazione sul territorio di riferimento hanno sempre beneficiato di una fase iniziale in cui società civile e le Istituzioni hanno fatto fatica a riconoscere e ad accettare di avere “a casa propria” un problema così grave. Sulle mafie foggiane siamo in ritardo e questo ritardo, purtroppo, lo stiamo ancora pagando.
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Il quadruplice omicidio di San Marco in Lamis è stato un momento tremendo, che ha segnato profondamente un territorio già da tempo martoriato da una violenza spietata e sanguinaria. Normalmente si tende a liquidare le guerre tra clan come un regolamento di conti interno ai circuiti mafiosi, come “fatti loro”, come cose che non ci possono e non ci devono riguardare.
Il sangue innocente versato in quel tragico, infuocato, giorno di agosto ha drammaticamente chiamato in causa la comunità foggiana e l’intera nazione, facendo percepire, forse mai come prima, che le mafie foggiane sono una emergenza nazionale, una terribile piaga sociale che riguarda ciascuno di noi e che ci chiama in causa in prima persona.
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Lo Stato sta facendo la sua parte e i fatti lo documentano. Vi è stato, infatti, un significativo rinforzo delle strutture di contrasto sul territorio. È stato creato il reparto dei Cacciatori di Puglia, una struttura dell’Arma dei Carabinieri specializzata nel controllo del territorio e nella ricerca di latitanti. È stato istituito un nuovo Reparto di Prevenzione Crimine a San Severo. Sono state create a Foggia le sezioni operative del ROS dei Carabinieri e della DIA. I risultati non si sono fatti attendere.
Dal 9 agosto 2017 ad oggi: sono state effettuati sequestri patrimoniali per un ammontare complessivo di oltre 30 milioni di euro e oltre 60 operazioni antimafia di contrasto personale e patrimoniale; sono state attinte da misura cautelare quasi 400 persone; sono state sequestrate decine di tonnellate di droga e un enorme quantitativo di armi e munizioni; sono state emesse 67 misure interdittive antimafia nei confronti di imprese collegate o comunque condizionate dalle organizzazioni mafiose foggiane.
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A ciò si aggiunga che sono state sciolte per mafia le Amministrazioni comunali di M. S. Angelo, Mattinata, Manfredonia e Cerignola.
Insomma, penso si sia oramai capito che è venuto per tutti il tempo di schierarsi e di decidere veramente da che parte stare.
In uno suo intervento, lei scrive di “sviluppare la legalità organizzata”, unitamente ad un concetto che propugna da anni, ovvero “la legalità del noi”. Personalmente, li ritengo innovativi strumenti di lotta alle mafie. Ho sempre pensato che le mafie non possono essere solo sconfitte sul piano giudiziario, ma c’è bisogno di altro, ovvero della cultura e del senso di comunità.
Sono sempre più convinto che la vera potenza della mafia risieda essenzialmente nel vuoto lasciato sul territorio dalla comunità e dalle Istituzioni, un vuoto che genera solitudine, una solitudine che schiaccia, che opprime, che genera senso di rassegnazione e che uccide la speranza. Reagire alla mafia vuol dire proprio questo, vincere la solitudine: questo lo possiamo fare solo insieme, facendo confluire la testimonianza personale in un grande progetto di riscatto comunitario, contrapponendo alla potenza dell’IO mafioso la straordinaria e incontenibile forza del NOI. Questi anni di lavoro, prima alla DDA di Bari e ora alla DNA, mi hanno fatto comprendere l’importanza della squadra, di come il contrasto alle mafie debba essere sviluppato e strutturato secondo lo schema inclusivo della rete, con una cooperazione costante tra i diversi organismi. È quello che sta succedendo nel foggiano, dove la DDA di Bari e la Procura di Foggia, oramai da anni, lavorano insieme gomito a gomito; dove poliziotti, carabinieri e finanzieri operano sul territorio in perfetta sinergia, mettendo tutti reciprocamente a disposizione degli altri i propri patrimoni di conoscenza e di professionalità.
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Al contrasto giudiziario si affianca un’altrettanta significativa e sinergica attività di contrasto amministrativo da parte della Prefettura di Foggia. Si lavora insieme, si fa sistema insieme.
Circolarità delle relazioni, condivisione delle strategie e cooperazione istituzionale: queste sono le linee guida del nuovo metodo di lavoro di un’unica grande squadra, la “squadra Stato”. I risultati sul campo sono sotto gli occhi di tutti: sono ricomparsi, dopo più di un decennio, nuovi collaboratori di giustizia foggiani; ci sono le prime vittime che hanno il coraggio di denunciare; iniziano a risolversi anche gli omicidi di mafia foggiana, con pesanti condanne dei responsabili. La mafia foggiana continua certamente a farsi sentire in tutta la sua pericolosa carica di violenza, ma ora, finalmente, non siamo più all’anno zero. E questo sta facendo crescere la fiducia della gente, che è la cosa più importante, perché si vince quando Istituzioni e società civile riescono, insieme, a costruire e a sviluppare il senso del NOI.
Ha una rete europea la Società Foggiana, può contare su ramificazioni e appoggi in altri paesi o siamo in presenza di una mafia che ha confini territoriali ben delimitati?
Come si è già detto, le mafie foggiane stanno crescendo e si stanno aprendo sempre più alla modernità. Una svolta importante sono le relazioni che le mafie foggiane stanno sempre più strutturando con le mafie straniere nell’ambito del narcotraffico internazionale. L’Albania è diventata uno dei più grandi produttori mondiali di marijuana e le coste garganiche hanno rappresentato un punto di approdo privilegiato per lo sbarco in Italia di decine di tonnellate di stupefacente destinato al mercato nazionale ma anche a quello europeo. La sanguinosa guerra di mafia esplosa nel Gargano in questi ultimi anni ha una delle sue più importanti chiavi di lettura proprio nell’assunzione di un ruolo egemonico all’interno del territorio viestano.
Ed invero, il controllo di Vieste da parte delle organizzazioni mafiose garganiche ha assunto un ruolo strategicamente cruciale: controllare Vieste significa assumere il privilegio di poter interloquire con i cartelli albanesi e diventare una componente importante della rete del narcotraffico internazionale.
Anche con riferimento al traffico di cocaina, le organizzazioni foggiane hanno sviluppato importanti relazioni con narcotrafficanti colombiani stanziati in Olanda, talvolta anche grazie alla presenza di esponenti della criminalità organizzata foggiana che si sono traferiti ad Amsterdam.
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I proventi del narcotraffico stanno accrescendo enormemente le capacità finanziarie dei sodalizi foggiani, stimolando ulteriormente i percorsi di infiltrazione nell’economia legale e l’effettuazione di investimenti economici sempre più significativi nel Nord Italia e nell’Europa dell’Est. Anche in questo nuovo scenario l’azione di contrasto procede nella fondamentale valorizzazione dello spirito di collaborazione e della cooperazione con le Forze di polizia e le Autorità giudiziarie degli altri Stati coinvolti. Deve ritenersi oramai superato, nelle indagini internazionali, il modello investigativo di tipo burocratico, fondato sulla rogatoria.
Il retropensiero di fondo per anni è stato di questo tipo: “io, autorità nazionale, le indagini me le faccio per conto mio (perché non mi fido di nessuno) e quando ho bisogno di acquisire una prova all’estero mi rivolgo, attraverso il canale di interlocuzione ministeriale, al collaterale organo giudiziario, limitandomi a formulare una specifica richiesta e ad attendere, magari per anni, una qualche risposta”.
Ora, perlomeno in àmbito europeo, si è oramai affermato, al posto del modello burocratico, un modello di cooperazione relazionale assolutamente innovativa fondata su rapporti diretti ed immediati tra i magistrati e le Forze dell’ordine degli Stati coinvolti, sulla continua condivisione delle informazioni e sul reciproco coinvolgimento nella comune attività investigativa: questo è il modello delle squadre investigative comuni.
Solo così si può passare da un’azione di contrasto locale ad un contrasto sovranazionale e magari, in prospettiva, giungere all’obiettivo di una comune attività di contrasto globale al crimine organizzato. Sì, perché la globalizzazione non può e non deve restare una risorsa esclusivamente per la criminalità organizzata.
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Quindi, dal suo punto di vista, il modello delle rogatorie è stato completamente inefficace, se non fallimentare. Perché?
Perché si è rimasti lontani, distanti, diffidenti, perché ha continuato a dominare l’autoreferenzialità. Quando invece si ha la possibilità di incontrarsi, di interagire direttamente, di condividere “a monte” analisi di contesto e scelte di strategia investigativa e processuale, ci si sente tutti parte di un’unica squadra, si sviluppa un senso di appartenenza ad una realtà, quella internazionale, che rappresenta il momento di incontro e di massimo potenziamento e valorizzazione delle differenti esperienze investigative nazionali. In questo senso, un ruolo fondamento lo giocano anche quegli organismi internazionali di cooperazione giudiziaria preposti alla promozione e al coordinamento dell’indagine transnazionale ma soprattutto alla facilitazione dei percorsi di incontro, di dialogo e di reciproca comprensione tra le diverse autorità nazionali coinvolte. Anche qui i risultati di questo nuovo metodo di lavoro non si sono fatti attendere. La manifestazione della volontà collaborativa del primo nuovo collaboratore di giustizia foggiano è stata, infatti, raccolta negli uffici della polizia di Amsterdam, all’esito di una proficua cooperazione investigativa e giudiziaria intercorsa tra la DDA di Bari e la Procura di Amsterdam, con il coordinamento di Eurojust e della DNAA.
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Lei ha trascorso molti anni in prima linea fronteggiando la criminalità organizzata in Puglia, che cosa l’ha maggiormente colpita, c’è stato un momento o una situazione che le rimane impressa?
Qualche anno fa mi stavo occupando di un’indagine su una serie di estorsioni che erano state effettuate ai danni di commercianti e imprenditori del Gargano. Nelle intercettazioni, un indagato racconta al suo interlocutore di una estorsione che stava realizzando ai danni di un pubblico esercente, fa il nome dell’estorto, indica tempi, importi e modalità di pagamento della tangente. Decido a questo punto di assumere a sommarie informazioni la vittima, perché senza le sue dichiarazioni sarebbe facile dire in aula che gli indagati quel giorno stavano allegramente scherzando tra di loro, millantando cose che non avevano mai fatto.
Convoco la parte offesa e, durante l’audizione, contesto al povero malcapitato le intercettazioni, dandone atto a verbale: in questo modo voglio tutelare quel cittadino, ma allo stesso tempo voglio che si senta responsabilizzato a collaborare, senza alibi.
Egli all’inizio nega, anche di fronte all’evidenza, nega. Alla fine, dopo tanto tempo, ammette timidamente che quanto ascoltato dalle intercettazioni effettivamente non era poi così lontano dalla verità. Penso di aver raggiunto un risultato importante. Penso che ci siamo, penso che qualcosa si muove, che per qualcuno la vita può ricominciare con un ritrovato spirito di libertà e di speranza, come quando ci si libera da un grosso peso che ci opprime e ci impedisce ogni movimento. Niente di tutto questo.
Quel cittadino lascia l’ufficio disperato, più che terrorizzato. Gli chiedo: “Cosa c’è. Hai ancora paura degli estorsori? Ti abbiamo assicurato una protezione. Faremo arrestare i responsabili”.
“No – mi fa lui – il problema non è questo. Il mio vero problema è che in paese quando si saprà di quello che è successo oggi, nessuno, dico nessuno, verrà più a prendere il caffè nel mio bar”.
È stato per me un momento sconvolgente: ancora oggi a raccontarlo mi vengono i brividi. La potenza della mafia era tutta lì, in quel caffè che nessuno avrebbe mai più preso in quel bar!
Mi si spalanca un mondo.
Comprendo che la radice della potenza della mafia non è dentro ma è fuori dalla mafia: è nel vuoto di comunità, un vuoto che nasce da quella “legalità dell’Io” che tutti noi ci portiamo dentro: quella che ci fa tirare a campare; che ci fa guardare dall’altra parte; che ci spinge a farci sempre i fatti nostri; a pensare che se le cose vanno male è sempre colpa di qualcun altro; a pensare che non toccherà mai a me. E cosa genera il vuoto di comunità? Il vuoto di comunità genera solitudine, una solitudine che, in terra di mafia, è una solitudine mortale.
L’IO e il NOI due modi di intendere la vita, due modi di intendere se stessi e il rapporto con l’altro, due modi di essere anche dell’idea stessa di legalità. E proprio così.
Che cosa si augura per il futuro?
Io spero che sia finito il tempo degli eroi e dei grandi maestri, che sia oramai giunto il tempo del NOI, perché è solo nella condivisione reciproca delle esperienze e delle diverse ricchezze personali che possiamo trovare la forza e il coraggio di dare risposte nuove a questo periodo di crisi, una crisi economica, culturale, educativa e sociale, una crisi che è, prima di tutto, una crisi del NOI. La “potenza dell’Io” si può combattere solo con la “forza del NOI”. Sì perché in questo NOI ci siamo tutti, cittadini ed Istituzioni. Nessuno può tirarsi indietro o rimanere a guardare: bisogna scegliere da che parte stare o qualcuno sceglierà al posto nostro.
Quindi si arriva al tema della responsabilità, delle scelte consapevoli e soprattutto al tempo del dover scegliere.
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Una responsabilità personale e collettiva allo stesso tempo. Questo NOI ha bisogno del contributo personale di ognuno, di un contributo fatto spesso di sofferenza: soprattutto quando le conseguenze dell’andare contro corrente si pagano sulla propria pelle. Per molti anni si è pensato che con queste mafie si dovesse convivere se non addirittura farci affari, come sta sempre più emergendo.
Ma anche qui qualcosa sta cambiando, c’è finalmente una presa di coscienza della società civile, a dimostrazione che insieme la paura si può sconfiggere.
Il 10 gennaio scorso, dopo l’ennesima bomba nel centro di Foggia, 20.000 persone, semplici cittadini, associazioni e rappresentanti delle Istituzioni, scendono in piazza a Foggia, si sono fatte coraggio, si sono prese per mano e hanno gridato a gran voce, insieme, il loro “NO” alla prevaricazione mafiosa.
Emblematica anche è la vicenda di Vieste. Dal 2008 le attività turistico-ricettive del paese sono sottoposte ad un vero e proprio saccheggio: furti, incendi; benzina nelle piscine dei villaggi turistici, colpi di arma da fuoco contro i bungalow con associato invito a rivolgersi ai soliti noti (“a chi sai”) per il recupero della refurtiva e per la “messa in regola”, con l’esplicita prospettiva di dover subire, in caso contrario, guai più seri. Questa volta però le cose vanno diversamente dal solito.
Anche qui come a Capo d’Orlando, come a Gela, come a Ercolano, come in tanti altri luoghi in cui si è risvegliata la coscienza sociale, le vittime hanno progressivamente trovato il coraggio di dire “basta”, di liberarsi dalle catene del silenzio, della paura, dell’omertà, dell’isolamento: quelle catene che, forse, per troppo tempo, hanno condizionato la vita di tanti e di intere comunità.
Chi potrà mai dimenticare il primo giorno di udienza del processo alla mafia viestana? A Foggia nei processi di mafia il lato sinistro dell’aula è occupato solo dal PM che siede al primo banco, essendo difficile che vi sia con lui qualche avvocato di parte civile. I banchi del lato destro sono invece sempre gremiti. Gli avvocati dei numerosi imputati alle prime file e una folta schiera di parenti e amici dei detenuti.
Ebbene, quel giorno accadde a Foggia un fatto assolutamente rivoluzionario: per dimostrare con i fatti la loro vicinanza alle vittime, tanti cittadini viestani, partiti all’alba dal loro paese, raggiungono con degli autobus il Tribunale di Foggia e sono lì a riempire tutti i banchi del lato sinistro dell’aula, quello dove normalmente non c’è mai nessuno. In aula c’è il Sindaco, il Prefetto, il Commissario antiracket, insomma in aula lo Stato c’è.
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Ecco perché al processo di Vieste, diversamente da quanto siamo abituati a vedere nei processi di criminalità organizzata che si celebrano a Foggia, non ci sono state le solite ritrattazioni ma solo testimonianze determinate e convincenti. È la “forza del NOI”, dunque, il grande insegnamento di questi anni di impegno antimafia: una storia fatta di momenti esaltanti ma anche di pagine particolarmente difficili e dolorose; una storia in cui il lieto fine non si trova mai dietro l’angolo e a buon mercato; una storia in cui sono molto più frequenti i momenti in cui bisogna soffrire, stringere i denti e andare avanti. Ecco dunque il simbolo della lotta alla mafia in Capitanata: non è un singolo individuo, non è una singola esperienza, non è un singolo momento vissuto. È semplicemente il “NOI”. Anche oggi, in questi tempi di crisi, costruire un mondo migliore è possibile, perché insieme si può.
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Covid: province Fermo e Pesaro verso zona rossa
Sindaco Fermo, ordinanza Regione, da mercoledì a sabato inclusi
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FERMO
08 marzo 2021
16:57
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Le province di Pesaro Urbino e di Fermo verso la zona rossa con un’ordinanza del presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli. A renderlo noto con un post su facebook il sindaco di Fermo Paolo Calcinaro.
“A seguito di una riunione appena terminata tra i sindaci del territorio, l’assessore regionale (alla Sanità, ndr) Saltamartini e l’Asur Marche, ci è stata ufficializzata la decretazione da parte della Regione della zona rossa per la provincia di Fermo (oltre che quella di Pesaro) da mercoledì (incluso) fino a domenica (inclusa)”. Decisione presa per il “trend di aumento registrato nell’ultima settimana sul territorio”.
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Papa: dopo mesi ‘prigione’ con viaggio sono tornato a vivere
Rischio Covid per fedeli Iraq?’Ho chiesto a Dio occuparsi gente’
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AEREO PAPALE
08 marzo 2021
15:34
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Il Papa ha detto che dopo un periodo in “prigione”, per le misure anti-covid, con questo viaggio in Iraq si è sentito “rivivere”, grazie al rapporto con la gente. “Mi sento diverso quando sono lontano dalla gente”, “vorrei ricominciare le udienze generali al più presto, speriamo che ci siano le condizioni.
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In questo io seguo le norme dell’autorità, loro sono responsabili e loro hanno la grazia di Dio per aiutarci”. “C’è una proposta di piccole udienze generali, non ho deciso”, dipende dall’evoluzione della situazione pandemica. “Dopo questi mesi di prigione, mi sentivo un po’ imprigionato, questo è per me rivivere, toccare la Chiesa, toccare il santo popolo di Dio”.
Nella conferenza in stampa, nel volo che da Baghdad lo portava a Roma, un giornalista gli ha chiesto se si fosse posto il problema di contagi Covid per gli assembramenti creati con la sua visita. “Ho pregato tanto e alla fine ho preso la decisione liberamente – ha risposto il Papa -, ma che veniva dal profondo” e ho pensato “Quello che mi fa decidere così si occupi della gente, e cosi ho preso la decisione dopo la preghiera, con la consapevolezza dei rischi”.
Nel giorno dell’8 marzo il Papa ha infine fatto gli auguri alle giornaliste e ha lanciato un appello: “Dobbiamo lottare per la dignità delle donne, sono coloro che portano avanti la storia”.
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Fermo e Pesaro Urbino verso la zona rossa
Decisione presa per il trend di aumento di contagi Covid registrato nell’ultima settimana
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08 marzo 2021
17:37
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Le province di Pesaro Urbino e di Fermo verso la zona rossa con un’ordinanza del presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli. A renderlo noto con un post su facebook il sindaco di Fermo Paolo Calcinaro.
“A seguito di una riunione appena terminata tra i sindaci del territorio, l’assessore regionale (alla Sanità, ndr) Saltamartini e l’Asur Marche, ci è stata ufficializzata la decretazione da parte della Regione della zona rossa per la provincia di Fermo (oltre che quella di Pesaro) da mercoledì (incluso) fino a domenica (inclusa)”. Decisione presa per il “trend di aumento registrato nell’ultima settimana sul territorio”.
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Covid:nel weekend 3.800 sanzionati,43 per violata quarantena
Viminale, disposta chiusura per 59 esercizi commerciali
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08 marzo 2021
17:53
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Sono 3.788 le persone sanzionate dalle forze dell’ordine per il mancato rispetto delle prescrizioni contro la diffusione del Covid: altre 43 sono state denunciate per aver violato la quarantena. Sabato e domenica scorsa, indicano i dati del Viminale, sono stati controllate complessivamente190.907 persone.
Gli esercizi commerciali sottoposti a verifiche sono stati invece 24.054: 151 i titolari sanzionati; 59 attività sono state chiuse.
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Scuola: Veneto chiude istituti in 3 distretti
Entro 24-48 ore in Alta Padovana, Asolo e Veneto Orientale
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VENEZIA
08 marzo 2021
18:36
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Tre distretti sanitari del Veneto vedranno chiudere e mettere in didattica a distanza al 100% le scuole dalla seconda media in su, per il superamento dell’incidenza di 250 casi di Covid-19 ogni 100 mila abitanti.
Lo ha riferito la direttrice regionale del Servizio di prevenzione, Francesca Russo.
Si tratta in particolare dell’Alta Padovana, dove già quattro scuole erano state chiuse la scorsa settimana, e che presentano un’incidenza di 272 casi su 100 mila, il distretto di Asolo (Treviso) con 268 casi su 100 mila, e il territorio dell’Ulss 4 Veneto orientale che presenta incidenza 302. Le chiusure saranno effettive tra 24-48 ore.
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Covid: Regione, Viareggio zona rossa dal 10 marzo
La Toscana è arancione
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FIRENZE
08 marzo 2021
18:52
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Il territorio del comune di Viareggio (Lucca) sarà zona rossa Covid dal 10 marzo. Lo rende noto lo staff del governatore della Toscana Eugenio Giani dopo aver avuto un colloquio con il sindaco Giorgio Del Ghingaro.
Nella Toscana zona arancione, su Viareggio viene ritagliata una zona rossa così come per quelle attualmente attive nell’intera provincia di Pistoia e nei comuni di Cecina (Livorno) e Castellina Marittima (Pisa).
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Covid: ordinanza, Pesaro Urbino e Fermo in zona rossa
Marche, dopo Ancona e Macerata. Acquaroli, forte incremento casi
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ANCONA
08 marzo 2021
19:39
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Da mercoledì 10 marzo a domenica 14 marzo nelle Marche anche le province di Pesaro Urbino e Fermo saranno zona rossa. Lo annuncia il presidente della Regione Francesco Acquaroli che aveva già preso lo stesso provvedimento per le province di Ancona e Macerata nei giorni scorsi.
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“Stamattina abbiamo effettuato la valutazione dei dati settimanali della pandemia nella regione. – spiega – I numeri indicano il forte incremento di casi anche nelle province di Pesaro e Urbino e di Fermo, che mostrano una tendenza di crescita molto elevata seppure per poco non raggiungano la soglia di 250 casi ogni 100mila abitanti”.
“Nella provincia di Ascoli Piceno invece si registra un trend inverso, con un lieve calo dei contagi” aggiunge Acquaroli che sottolinea: “per questi motivi, dopo un confronto con il servizio sanità, visto anche l’incremento degli accessi nei pronto soccorso e della pressione sulle strutture ospedaliere dell’ultima settimana, ho firmato l’ordinanza con la quale, da mercoledì e, per ora, fino a domenica, anche le province di Pesaro e Urbino e di Fermo saranno in zona rossa. Nel fine settimana, – conclude – tutte le province saranno rivalutate in base all’andamento della situazione epidemiologica”.
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Mattarella si è vaccinato allo Spallanzani di Roma
Dopo 15 minuti previsti dal protocollo il presidente della Repubblica ha lasciato l’ospedale
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ROMA
09 marzo 2021
14:08
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Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, essendo in corso a Roma la campagna di vaccinazione per coloro che sono nati negli anni 1941 e precedenti, si è sottoposto questa mattina alla vaccinazione anticovid nell’Istituto Spallanzani. Al presidente è stata somministrata una dose di vaccino Moderna così come previsto per le persone che hanno la sua età. Dopo essere stato vaccinato, Mattarella ha atteso 15 minuti prima di lasciare l’ospedale.
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Vaccini: riunione Gelmini-Speranza con tecnici sul piano
Presenti Commissario Figliuolo,Curcio e sottosegretario Garofoli
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08 marzo 2021
19:53
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Il nuovo piano vaccini è stato al centro di una riunione questo pomeriggio tra i ministri degli Affari Regionali Mariastella Gelmini e della Salute Roberto Speranza con il Commissario per l’emergenza Francesco Paolo Figliuolo e il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio.
All’incontro, nel corso del quale non si è parlato di eventuali nuove misure, ha partecipato anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Roberto Garofoli.
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8 Marzo, Dadone: ‘Tanto da fare sulla parità’
La ministra per le Politiche giovanili con tacchi rossi e piedi sulla scrivania
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08 marzo 2021
19:24
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“In questa giornata tanto evocativa e tanto attenta al politically correct, vorrei dire con molta onestà che sul fronte della parità di genere c’è ancora molta strada da fare. Una strada in salita e piena di ostacoli culturali che dobbiamo avere la forza di affrontare con tutta la tenacia che abbiamo nel cuore.
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Buon 8 Marzo a tutte!”. Lo scrive si Facebook la ministra per le Politiche giovanili Fabiana Dadone, che allega una sua foto con tacchi rossi e piedi sulla scrivania:
“Ho 37 anni e sono una ‘ragazzina’ (per questo Paese) ma faccio il Ministro, non sono sposata ma scelgo ogni giorno di stare col mio compagno, ho due figli bellissimi che portano il mio cognome pur non essendo ragazza madre, amo la musica rock pesante ma non mi vesto in maniera alternativa, guardo film strappalacrime ma sono emotivamente fredda come il ghiaccio – scrive – Sono un ammasso di stereotipi e nel corso della vita mi è stato fatto notare molte volte. Cara Fabiana, sei così giovane come puoi essere un Ministro? La politica non si addice di più agli uomini? Chi si occupa dei tuoi figli quando sei a Roma? Non sei troppo bassa rispetto a come la TV ti fa apparire? Non sei troppo graziosa per essere presa seriamente? Non sei troppo trascurata nell’abbigliamento per ricoprire ruoli istituzionali?”.
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Mattarella, da Papa parole di speranza per cristiani
Messaggio per il rientro del Pontefice dall’Iraq
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08 marzo 2021
13:14
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“Nel segno della comune discendenza abramitica che in Ur dei Caldei ha la sua culla, Ella ha pronunciato in Iraq parole di consolazione e di speranza per i cristiani e per tutti i credenti, rinnovando con altissima autorevolezza un appello al rispetto dei diritti umani, alla tutela delle minoranze e al riconoscimento della piena cittadinanza quali fondamenti per una pacifica convivenza civile e un proficuo dialogo interreligioso. Nell’interpretare i sentimenti degli italiani rivolgo a Vostra Santità il mio deferente e affettuoso pensiero.
Bentornato, Santo Padre!”. Lo scrive Sergio Mattarella al Papa di rientro dall’Iraq.
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M5s: Rousseau, manifesto perimetro condizioni utilizzo
Non è solo uno strumento o un media da utilizzare per il voto
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08 marzo 2021
13:37
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“Rousseau non è uno strumento o un media da utilizzare per il voto, ma rappresenta una architettura digitale della partecipazione” e dunque “in questa delicata e fondamentale funzione, è necessario definire, pubblicamente e definitivamente, lo spazio di azione attraverso il quale poter esercitare pienamente un ruolo di garanzia di metodi e di processi trasparenti e condivisi e per poterlo fare in maniera indipendente”. Così Rousseau precisa gli obiettivi del suo Manifesto.
“Negli anni l’esperienza accumulata ci ha insegnato che quando è il metodo a dividere, la partecipazione non è più comunità” scrive sul blog delle Stelle.
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Vaccini: Giorgetti nomina Tria consulente e libera 200 milioni
Ulteriori fondi per Polo per la vaccinologia e farmaci biologici
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08 marzo 2021
14:41
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Il ministro dello sviluppo economico Giancarlo Giorgetti ha firmato oggi un decreto che nomina, senza oneri per lo Stato, Giovanni Tria, già ministro dell’economia, consulente economico sul dossier vaccini per la parte che riguarda la produzione industriale nazionale e i rapporti con l’Ue. Lo rende noto il Mise.
Il ministro ha anche firmato un decreto ministeriale “per liberare immediatamente 200 milioni” per interventi di ricerca e riconversione industriale per la produzione degli vaccini, sottolinea il ministero, fondi che si affiancano alle ulteriori risorse previste nel decreto sostegni per la creazione del “Polo per la vaccinologia e farmaci biologici”.
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Papa: dopo mesi ‘prigione’ con viaggio sono tornato a vivere
Rischio Covid per fedeli Iraq?’Ho chiesto a Dio occuparsi gente’
(2)
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AEREO PAPALE
08 marzo 2021
15:34
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Il Papa ha detto che dopo un periodo in “prigione”, per le misure anti-covid, con questo viaggio in Iraq si è sentito “rivivere”, grazie al rapporto con la gente. “Mi sento diverso quando sono lontano dalla gente”, “vorrei ricominciare le udienze generali al più presto, speriamo che ci siano le condizioni.
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In questo io seguo le norme dell’autorità, loro sono responsabili e loro hanno la grazia di Dio per aiutarci”. “C’è una proposta di piccole udienze generali, non ho deciso”, dipende dall’evoluzione della situazione pandemica. “Dopo questi mesi di prigione, mi sentivo un po’ imprigionato, questo è per me rivivere, toccare la Chiesa, toccare il santo popolo di Dio”.
Nella conferenza in stampa, nel volo che da Baghdad lo portava a Roma, un giornalista gli ha chiesto se si fosse posto il problema di contagi Covid per gli assembramenti creati con la sua visita. “Ho pregato tanto e alla fine ho preso la decisione liberamente – ha risposto il Papa -, ma che veniva dal profondo” e ho pensato “Quello che mi fa decidere così si occupi della gente, e cosi ho preso la decisione dopo la preghiera, con la consapevolezza dei rischi”.
Nel giorno dell’8 marzo il Papa ha infine fatto gli auguri alle giornaliste e ha lanciato un appello: “Dobbiamo lottare per la dignità delle donne, sono coloro che portano avanti la storia”.
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Brunetta, pronti a sbloccare concorsi, basta tetti
E’ finita l’epoca dei blocchi del turnover
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08 marzo 2021
15:40
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Il Governo è pronto ad “agire subito per sbloccare concorsi e assunzioni”. Lo ha detto il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta al presidente dell’Anci Enzo Decaro.
“Samo in una fase nuova, ha detto secondo quanto riporta una nota, quella del Recovery, del rilancio e della resilienza, che vuol dire efficienza, produttività e riforme. Bisogna abbandonare l’epoca dei blocchi del turnover, dei tetti riferiti a indicatori anacronistici, delle rigidità contrattuali. E bisogna agire subito, entro le prossime settimane”.
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Alitalia: commissari convocano sindacati mercoledì 10
Primo incontro con i due nuovi membri, Santosuosso e Fava
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08 marzo 2021
16:07
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I commissari di Alitalia hanno convocato i sindacati per mercoledì 10 marzo. All’incontro, in programma alle 16 a Fiumicino, parteciperanno Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto aereo.
Si tratta del primo incontro con i due nuovi commissari, Daniele Santosuosso e Gabriele Fava, nominati nei giorni scorsi per affiancare Giuseppe Leogrande.
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Solinas: modello Sardegna è test per Italia
Proposta a Draghi con avvio controlli arrivi in porti-aeroporti
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CAGLIARI
08 marzo 2021
17:46
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“Da oggi, nei porti e negli aeroporti isolani, stiamo realizzando un efficace e gratuito sistema di controllo, che, insieme ad un’immunizzazione di massa attraverso il vaccino, potrà consolidare in breve tempo un ‘modello Sardegna’ di grande impatto mediatico, consentendoci di gestire la stagione estiva in sicurezza con la ripresa del traffico turistico a beneficio di tutta la filiera produttiva”.
Lo ha detto il goverantore sardo Christian Solinas durante un incontro con gli operatori del turismo, dicendo di avere proposto al Governo Draghi di individuare la Sardegna come test nazionale, considerando le sue peculiarità geografiche”.
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Covid: Draghi, non è momento di dividerci ma dare risposte
Ora non riaffermare identità ma combattere le disuguaglianze
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08 marzo 2021
17:55
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“Questo non è il momento di dividerci o di riaffermare le nostre identità. Ma è il momento di dare una risposta alle tante persone che soffrono per la crisi economica, che rischiano di perdere il posto di lavoro, di combattere le disuguaglianze”.
Lo dice il premier Mario Draghi in un videomessaggio alla conferenza “Verso una Strategia Nazionale sulla parità di genere”.
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Draghi, Covid peggiora, ognuno faccia sua parte,anche governo
Anzi l’esecutivo deve fare ogni giorno di più
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08 marzo 2021
17:58
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“Ci troviamo tutti di fronte, in questi giorni, a un nuovo peggioramento dell’emergenza sanitaria. Ognuno deve fare la propria parte nel contenere la diffusione del virus.
Ma soprattutto il governo deve fare la sua. Anzi deve cercare ogni giorno di fare di più”. Lo dice il premier Mario Draghi in un videomessaggio alla conferenza “Verso una Strategia Nazionale sulla parità di genere”.
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8 marzo: Draghi,congedi,asili e parità genere nel Recovery
Distribuzione territoriale dei nidi va resa ben più equa
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08 marzo 2021
18:00
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“Gli strumenti che dobbiamo impiegare sono vari, penso tra gli altri ai congedi parentali, penso al numero dei posti negli asili nido che ci vede inferiori agli obbiettivi europei, e sulla loro distribuzione territoriale che va resa ben più equa di quanto non sia oggi”. Lo dice il premier Mario Draghi, che parlando della parità di genere sottolinea l’opportunità “straordinaria nel programma NextGeneration EU per diventare realtà nell’azione di governo, del mio governo.
Tra i vari criteri che verranno usati per valutare i progetti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ci sarà anche il loro contributo alla parità di genere”.
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Pd:Serracchiani,segretario donna sarebbe cosa rivoluzionaria
Ce ne sono tante capaci e con curriculum importante
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08 marzo 2021
18:05
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“I Maneskin che vincono Sanremo sono stati una ventata di cambiamento. Come se nel Pd diventasse segretario una donna, sarebbe una cosa rivoluzionaria all’interno del partito.
Ci sono tante donne con esperienze, capaci e curriculum importanti che potrebbero sicuramente rappresentare il partito. Serve un candidato autorevole e capace che abbia una vocazione unitaria”. Lo dice a Rai Radio1, ospite di Un Giorno da Pecora, la vicepresidente del Pd Debora Serracchiani.
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Governo: Cav, da fi sostegno convinto e leale
Difficoltà interne del Pd e M5s non destabilizzino l’esecutivo
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08 marzo 2021
19:17
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“E’ necessario assicurare al Governo il sostegno più convinto e la collaborazione più leale. Le difficoltà interne del Partito Democratico e dei Cinque Stelle, che rispetto, non devono destabilizzare l’esecutivo o comprometterne la capacità di lavoro”.
Così il leader di Forza italia, Silvio berlusconi in un webinar interno in occasione dell’8 marzo.
“Noi stiamo lavorando per far funzionare il governo nel migliore dei modi. Lo stanno facendo i nostri ministri, in ruoli delicati e decisivi per combattere l’emergenza e far ripartire il Paese. Lo sta facendo tutta Forza Italia, e ringrazio per questo Antonio Tajani, che ogni giorno fornisce al governo le nostre idee, le nostre proposte, i nostri contributi costruttivi sui temi più sentiti”.
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Covid: Salvini, lockdown senza vaccini non serve a niente
Se vaccini non arrivano da Bruxelles possiamo prenderli altrove
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08 marzo 2021
19:21
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“Se è per una megaoperazione di messa in salute e in sicurezza perché no. Ma chiudere adesso senza i vaccini temo che non serva a niente e a nessuno”: così il segretario della Lega Matteo Salvini ha risposto ai giornalisti a margine di una visita al centro di Telefono Donna all’ospedale Niguarda di Milano “Ogni chiusura, seppure richiesta dalla comunità scientifica, è una sconfitta – ha aggiunto – Vale per le scuole, le attività commerciali, i teatri”.
“Noi – ha spiegato – stiamo correndo come matti per recuperare il tempo perso sui vaccini. Ancora oggi personalmente ho sentito alcune istituzioni straniere perché siamo in ritardo.
Bisogna porre rimedio ai ritardi e agli errori commessi in Europa”.
“Prima mettiamo in sicurezza gli italiani prima torniamo a vivere. Se on arrivano da Bruxelles ma – ha concluso – possono arrivare dall’India, da Israele da San Marino, dalla Russia, dagli Stati Uniti dalla Groenlandia bisogna comperarli al prezzo che serve. Se per una megaoperazione di messa in salute e in sicurezza perché no. Ma chiudere adesso senza i vaccini temo che non serva a niente e a nessuno”.
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Pignataro lancia opa su Cerved a 9,5 euro ad azione
Insieme a Gic e Fsi. Imprenditore reduce da acquisto Cedacri.
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09 marzo 2021
09:49
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Opa su Cerved da parte di Castor Spa, veicolo controllato dalla Ion Capital Partners Limited di Andrea Pignataro, che solo qualche giorno fa ha acquistato Cedacri, la società italiana specializzata in servizi di outsourcing informatico per il settore bancario.
Il corrispettivo messo sul piatto dalla cordata – a cui partecipano anche il fondo sovrano del governo di Singapore, Gic, con il 10% e alcuni investitori istituzionali con il 4,25% – ammonta a 9,5 euro per azione e offre un premio pari al 34,9 % rispetto al prezzo dello scorso 5 marzo e un premio del 43 % rispetto alla media degli ultimi dodici mesi.
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Di concerto con l’offerente agisce Fsi sgr, in qualità di gestore del fondo di investimento alternativo riservato “FSI I”, in virtù dell’impegno a sottoscrivere, a fronte del versamento di 150 milioni di euro, uno strumento finanziario riscattabile o convertibile in azioni di categoria speciale della Bidco Parent, una delle società che compongono la catena di controllo di Castor.
L’opa, che ha come obiettivo il delisting di Cerved, ha un controvalore massimo di 1.855 milioni a cui Castor intende far fronte mediante l’utilizzo di fondi propri , apporti a titolo di capitale e/o finanziamenti soci. ECONOMIA
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Covid: Salvini, lockdown nazionale sarebbe punitivo
Doveroso ritorno alla vita dove si può
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09 marzo 2021
11:35
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“E’ doveroso il ritorno alla vita dove si può. Lockdown nazionale? Non ho dati, ma sono favorevole a intervenire dove la situazione è a rischio, non in Sardegna o dove non c’è aumento di contagi.
No a interventi in modo generico, ma in modo chirurgico. Un lockdown nazionale sarebbe punitivo. Così il leader della Lega, Matteo Salvini, intervistato su Fb da Annalisa Chirico.
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FI: Berlusconi, non siamo Pd o 5S, no a divisioni
Ho scelto personalmente squadra di governo
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09 marzo 2021
11:39
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“Fra noi non ci sono differenze vere, di linea politica o di rivalità personale. Non siamo il Partito democratico o i Cinque stelle.
Non date sponda, vi prego, a chi vorrebbe dividerci, a chi vuole dipingere correnti che non ci sono e non ci possono essere al nostro interno”. L’ha detto il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi durante la riunione via Zoom con ministri, sottosegretari e coordinatori regionali del suo partito e dopo aver citato le recenti nomine fatte in FI: “Siete una squadra che ho scelto personalmente e nella quale ho grande fiducia, in ciascuno di voi personalmente”, ha sottolineato.
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Pd: Merola, assenza di trasparenza sui nomi non va bene
Nome non sia iniziativa di capicorrente, serve confronto serio
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BOLOGNA
09 marzo 2021
11:41
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“Attraverso indiscrezioni giornalistiche sono usciti già diversi nomi per il futuro segretario o segretaria del Pd. A me risulta che l’unico organismo in carica sia composto dalla presidente del partito e dal comitato di presidenza da lei formato.
L’assenza di trasparenza non va affatto bene”. Così il sindaco di Bologna Virginio Merola in merito al dibattito dopo le dimissioni di Nicola Zingaretti da segretario del Pd. “Non possono essere iniziative personali di capicorrente – prosegue – a occuparsi del nome. Serve un luogo di confronto urgente, se necessario anche rinviando la data dell’Assemblea Nazionale. Credo che la maggioranza che compone l’Assemblea Nazionale si debba convocare per discutere non solo di un nome ma di una prospettiva di mandato chiara per chiunque si proporrà alla guida del partito”.
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Gruppo Biancamano chiede amministrazione straordinaria
A rischio 1.200 addetti . Stop alle negoziazioni in Borsa
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09 marzo 2021
11:43
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Il Cda di Biancamano e quelli delle controllate Aimeri Ambiente ed Energeticambiente, attivi nello smaltimento e gestione dei rifiuti, hanno deliberato di depositare al ministero dello Sviluppo economico istanza per l’ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria e in parallelo il ricorso al Tribunale di Milano per la dichiarazione di insolvenza.
L’amministrazione straordinaria, si legge in una nota, è stata considerata come “lo strumento più adeguato per fare fronte all’insolvenza reversibile del gruppo Biancamano, rispetto al quale si ritiene vi siano concrete prospettive di recupero dell’equilibrio economico e finanziario nonché per tutelare maggiormente gli interessi del gruppo, dei lavoratori, dei propri creditori, e di tutti gli stakeholder”.
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La decisione è stata presa a seguito della presentazione da parte della Procura di Milano, delle istanze di fallimento nei confronti di Aimeri Ambiente e Energeticambiente “in ragione – spiega Biancamano – di un supposto stato di insolvenza contestando alle stesse l’incapacità di soddisfare con regolarità le proprie obbligazioni”.
Le azioni di Biancamano, operatore privato che si occupa di gestione e smaltimento dei rifiuti, sono state sospese dalle contrattazioni a Piazza Affari.
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Ue: Salvini, al lavoro per creare un nuovo gruppo
Ingresso nel Ppe non è all’ordine del giorno
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09 marzo 2021
12:05
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“Stiamo lavorando per creare un nuovo gruppo europeo, sono in contatto con i polacchi, gli ungheresi”.
Così il leader della Lega, Matteo Salvini, intervistato su Fb da Annalisa Chirico.
“Ingresso nel Ppe non è all’ordine del giorno.
Serve qualcosa di nuovo: un certo tipo di Europa non è in grado di rispondere alle emergenze”.
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Mattarella allo Spallanzani per vaccinarsi
Riverà dose vaccino anti Covid
(2)
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ROMA
09 marzo 2021
12:06
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Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è recato all’Ospedale Spallanzani dove gli sarà somministrato il vaccino anti-covid.
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8 Marzo: la cerimonia al Quirinale
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08 marzo 2021
09:04
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Oggi 8 marzo si celebra la Giornata internazionale della donna. Tante le iniziative.
Cerimonia in Quirinale, alla presenza del Presidente Sergio Mattarella e delle alte cariche dello Stato, tra le quali il premier Mario Draghi ed Elena Bonetti, ministra delle pari opportunità. Prima della cerimonia Mattarella premierà in collegamento video le scuole vincitrici del concorso “Con rispetto.
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Educando” promosso dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.
Tra le varie iniziative anche quella del Ministero dell’Economia e delle Finanze che partecipa alle iniziative della campagna #ChooseToChallenge (‘Scegli di sfidare’), promossa dal network di cooperazione e sensibilizzazione sui valori di parità di genere IWD (International Women’s Day), illuminando di viola (scelto quest’anno come simbolo cromatico di giustizia e dignità) la facciata del Palazzo delle Finanze in via XX Settembre per una settimana.
Intanto, rispondendo all’appello di ‘Non una di meno’, l’Unione Sindacale di Base ha proclamato lo sciopero generale per l’intera giornata di tutte le categorie pubbliche e private, con esclusione della scuola e del trasporto pubblico locale. In aggiunta agli appuntamenti organizzati in tutta Italia da Non Una di Meno, Usb ne organizza 4 direttamente collegati alle lotte e alle rivendicazioni delle donne nei posti di lavoro.
La vicepresidente americana Harris e la premier neozelandese Arden interverranno invece alla plenaria del Parlamento europeo.
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Educando”. Condotta da Matilde Gioli che ha letto alcuni brani e poesie di Alda Merini, Amalia Rosselli e Miriam Waddington. La prolusione è stata affidata alla scrittice Silvia Avallone a cui ha fatto seguito l’intervento della Ministra per le Pari opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti. Nel corso della celebrazione sono stati proiettati dei filmati realizzati da Rai e da Rai Cultura e la cantante Manuela Cricelli, accompagnata dalla chitarra di Beppe Platani ha eseguito i brani “Mi votu e mi rivotu”, “Cantu e cuntu” e “Rosa” di Rosa Balistreri. Erano presenti alla cerimonia il Presidente del Senato della Repubblica, Maria Elisabetta Alberti Casellati, il Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Draghi, il Presidente della Corte Costituzionale, Giancarlo Coraggio e la Vice Presidente della Camera dei Deputati, Maria Edera Spadoni.
Nella Sala Multimediale del Quirinale, il Presidente Mattarella e il Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, hanno premiato in collegamento video le scuole vincitrici del Concorso nazionale “Con rispetto. Educando” promosso dal Ministero dell’Istruzione.
IL DISCORSO DI MATTARELLA
“E’ l’8 marzo. Sharon, Victoria, Roberta, Teodora, Sonia, Piera, Luljeta, Lidia, Clara, Deborah, Rossella Sono state uccise undici donne, in Italia, nei primi due mesi del nuovo anno. Sono state uccise per mano di chi aveva fatto loro credere, di amarle. Per mano di chi, semmai, avrebbe dovuto dedicarsi alla reciproca protezione. Ora siamo di fronte a una dodicesima uccisione: quella di Ilenia. L’anno passato le donne assassinate sono state settantatre. E’ un fenomeno impressionante, che scuote e interroga la coscienza del nostro Paese”, ha detto il presidente della Repubblica.
“Un distorto concetto del rapporto affettivo – che, non a caso, si trasforma in odio mortale – è alla base dei gravi e inaccettabili casi di femminicidio – ha aggiunto il capo dello Stato -. Una mentalità che, al dunque, è solo possesso, bramosia, dominio e, in fin dei conti, disprezzo. L’amore, quello autentico, si basa sul rispetto e la condivisione. Se si giunge a uccidere una donna è perché non si rispettano il suo desiderio di libertà e la sua autonomia. Perché ci si arroga il potere di non consentirne le scelte, i progetti, le aspirazioni. A distanza di settantaquattro anni dall’approvazione della Costituzione – che ha sancito, in via definitiva, l’eguaglianza e la parità tra tutte le persone, senza distinzioni – gli orribili casi di femminicidio – che reclamano giustizia – ci dicono che la legge, da sola, non basta. Che un principio va affermato, ma va anche difeso, promosso e concretamente attuato”.
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“Questo 8 marzo, purtroppo, si svolge ancora sotto il segno della pandemia, che ha appesantito la nostra esistenza, causando un numero senza precedenti di vittime e immani problemi economici, sociali e di relazioni umane. Un fenomeno planetario imprevisto che ha messo a dura prova la capacità di resistenza dei cittadini e la stessa convivenza civile”. “La diffusione del Covid-19, come sempre accade nei periodi difficili, ha colpito maggiormente le componenti più deboli ed esposte. Le donne tra queste. Dal punto di vista occupazionale anzitutto. Secondo l’Istat abbiamo 440 mila lavoratrici in meno rispetto a dicembre 2020. Mentre sono a rischio un milione 300 mila posti di lavoro di donne che lavorano in settori particolarmente colpiti dalla crisi”.
“L’occupazione femminile è tornata indietro. Ai livelli del 2016, ben al di sotto del 50% raggiunto per la prima volta nel 2019 – ha detto ancora Mattarella -. La causa principale è stata la crisi del settore dei servizi, nel quale lavora l’85% delle donne. Non preoccupano soltanto i dati quantitativi.
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Peggiora la qualità del lavoro delle donne, con un picco di contratti part-time non volontari, con l’aumento dei lavori a tempo determinato e con una riduzione delle condizioni di conciliazione vita/lavoro. La situazione femminile si fa critica anche dal punto di vista sanitario. L’Inail ha messo in luce, in un recente studio, che quasi il 70 per cento dei contagi denunciati sui posti di lavoro riguarda le donne. Le categorie professionali delle contagiate riguardano soprattutto il settore sanitario”.
“Va acceso un faro sulle forme – meno brutali, ma non per questo meno insidiose – della cosiddetta violenza economica, che esclude le donne dalla gestione del patrimonio comune o che obbliga la donna ad abbandonare il lavoro in coincidenza di gravidanze. Pensiamo all’odioso ma diffuso fenomeno della firma delle dimissioni in bianco. Questioni gravi, che incidono profondamente sulla vita delle donne. Questioni che richiedono il coinvolgimento attivo di tutti: uomini e donne, uniti, contro ogni forma di sopraffazione e di violenza, anche se larvata”.
“Il rispetto verso le donne conosce molte declinazioni. Sul piano del linguaggio, innanzitutto. Dobbiamo respingere le parole di supponenza, quando non di odio o di disprezzo verso le donne. Parole che generano e alimentano stereotipi e pregiudizi ottusi e selvaggi, determinando atteggiamenti e comportamenti inaccettabili”, ha sottolineato il presidente della Repubblica in occasione della cerimonia al Quirinale.
“Compromettere l’autonomia, l’autodeterminazione, la realizzazione di una donna esprime una fondamentale mancanza di rispetto verso il genere umano – ha spiegato Mattarella -. Il rispetto è alla base della democrazia e della civiltà del diritto, interno e internazionale. Per questo il rispetto le donne è questione che attiene strettamente alla politica. Rispettare s’impara, o si dovrebbe apprendere, fin da piccoli. Sui banchi di scuola. In famiglia. Nei luoghi di lavoro e di svago”.
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“La parità di genere non è solo una grave questione economica e sociale. Ma è una grande questione culturale ed educativa. Negli ultimi due secoli le donne sono state protagoniste di importanti rivoluzioni sociali e culturali, sono state – spesso e in diversi ambiti – i motori del cambiamento. Le donne hanno sempre aiutato a cogliere il valore universale e positivo della diversità, della solidarietà, della pace. Rispettare e ascoltare le donne vuol dire lavorare per rendere migliore la nostra società”:
“Vogliamo che le nostre politiche, tutte le politiche, siano valutate trasversalmente secondo l’impatto di genere: è, questa, la scelta di un metodo che percorriamo pienamente inseriti nel comune cammino europeo e che caratterizza come asse fondamentale la proposta italiana per il Next Generation Eu – ha detto la ministra per le Pari opportunità e la Famiglia Elena Bonetti parlando dal Quirinale -. La transizione ecologica è certamente uno dei punti cardine dello sviluppo. Lo è altrettanto la transizione digitale, in una visione sinergica all’interno della quale il pieno accesso delle donne al mondo del lavoro è e sarà cruciale”. “Vogliamo che le donne siano libere di realizzarsi senza dover scegliere tra l’esperienza della maternità e quella lavorativa – ha aggiunto -Scegliamo infrastrutture sociali, fiscalità, politiche attive di investimento nel lavoro femminile in ogni settore, che davvero portino le lavoratrici al centro dello sviluppo dell’Italia per i prossimi anni. L’imprenditoria delle donne e la formazione nelle materie scientifiche sono due vettori strategici in questa direzione. C’è bisogno di donne nella scienza perché la scienza contribuirà a scrivere il futuro di tutti. Ogni donna, ogni bambina, deve potervi accedere da protagonista, senza preclusioni o timori”.
Tra le varie iniziative anche quella del Ministero dell’Economia e delle Finanze che partecipa alle iniziative della campagna #ChooseToChallenge (‘Scegli di sfidare’), promossa dal network di cooperazione e sensibilizzazione sui valori di parità di genere IWD (International Women’s Day), illuminando di viola (scelto quest’anno come simbolo cromatico di giustizia e dignità) la facciata del Palazzo delle Finanze in via XX Settembre per una settimana.
Intanto, rispondendo all’appello di ‘Non una di meno’, l’Unione Sindacale di Base ha proclamato lo sciopero generale per l’intera giornata di tutte le categorie pubbliche e private, con esclusione della scuola e del trasporto pubblico locale. In aggiunta agli appuntamenti organizzati in tutta Italia da Non Una di Meno, Usb ne organizza 4 direttamente collegati alle lotte e alle rivendicazioni delle donne nei posti di lavoro.
Il DOODLE DI GOOGLE
La vicepresidente americana Harris e la premier neozelandese Arden interverranno invece alla plenaria del Parlamento europeo.
Gender gap, le donne frenate da una disparità di legittimazione sul lavoro
Il 2020 è stato un anno terribile per le donne, per loro la pandemia ha avuto effetti ancora maggiori, con il crollo dell’occupazione e più femminicidi.
Covid chiude imprese guidate da donne, 4mila in meno
Secondo i dati diffusi dall’Istat lo scorso mese, a dicembre l’occupazione è tornata a diminuire, interrompendo il trend positivo che tra luglio e novembre aveva portato a un recupero di 220 mila occupati. Il calo occupazionale – scrive l’istituto – è concentrato sulle donne e coinvolge sia i dipendenti sia gli autonomi. Il mese di dicembre mostra, rispetto a novembre, una dinamica decisamente diversa tra donne e uomini con il tasso di occupazione che cala per le prime di 0,5 punti mentre cresce quello di inattivita’ (+0,4 punti). Per gli uomini l’l’occupazione e’ stabile e cala l’inattivita’ (-0,1 punti). Su base annua l’occupazione cala di 0,4 punti per gli uomini e 1,4 punti per le donne e l’inattivita’ cresce, seppur in maniera piu’ accentuata tra le donne (+2,0 punti contro l’aumento di +0,9 punti degli uomini).
I numeri del gender gap
Dati allarmanti anche per quanto riguarda la violenza sulle donne. Alcune delle quali costrette in casa – a causa dei vari lockdown – insieme a mariti e compagni violenti.
Violenza di genere, un fenomeno complesso e con radici culturali profonde. L’impegno del #Viminale per una maggiore prevenzione anche attraverso la collaborazione con le altre istituzioni e le associazioni. I dati sul 2020.#8Marzo #festadelladonna
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— Il Viminale (@Viminale) March 8, 2021
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Zingaretti: ‘Ci sarà forza e autorevolezza per fare chiarezza’
‘Basta polemiche. In questi mesi un gruppo dirigente vicino a me’
(2)
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08 marzo 2021
12:12
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“Basta polemiche. C’è stato in questi mesi un gruppo dirigente vicino a me a cominciare da Orlando, Franceschini, D’elia, Cuperlo, Zanda, Cuppi, Bettini, De Micheli, Oddati e Chiara Braga e tanti altri e tanti Sindaci amministratori e dirigenti nei territori.
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L’ho già’ detto ieri”. Lo ha detto il segretario uscente del Pd e presidente della Regione, Nicola Zingaretti, a margine dell’inaugurazione del treno sanitario a Termini. “Ho fiducia che ci sarà la forza e l’autorevolezza per fare chiarezza dove io non sono riuscito e a rilanciare insieme un progetto per l’Italia” ha aggiunto.
“Il coordinamento dei sindaci del Pd, all’unanimità, esprime grande preoccupazione per la situazione che si è venuta a creare con le dimissioni di Zingaretti. Chiediamo ora responsabilità e unità a tutto il gruppo dirigente, come la nostra gente ci chiede ovunque. Le divisioni interne hanno troppo spesso portato alle dimissioni del segretario del nostro partito (in 14 anni ben 7 segretari), e nei giorni scorsi più volte abbiamo chiesto a Zingaretti di ripensarci”. Questa la posizione dei primi cittadini Dem riuniti ieri dal coordinatore dei sindaci Pd Matteo Ricci. “Ora occorre fare presto e ripartire subito confermando lo svolgimento dell’assemblea di domenica”, affermano i primi cittadini del Pd. “I sindaci – proseguono – sono un’energia straordinaria per il Pd e spesso hanno retto il partito, e l’intero Centrosinistra, nei territori. Abbiamo sempre vissuto con sofferenza un partito troppo basato sulle correnti interne e vogliamo essere protagonisti anche in questo passaggio così delicato, con responsabilità e nell’interesse della nostra comunità. C’è e c’è stata, sottolineata anche da Zingaretti, una difficoltà culturale prima ancora che politica a costruire e a viversi in una cultura politica davvero democratica”. “Troppi – rilevano ancora i sindaci del – si vivono ancora dentro le fazioni e gli schemi del passato. In questi anni i sindaci invece hanno cambiato pelle, hanno assunto la vocazione maggioritaria per aprirsi e vincere perché chiudendosi avrebbero perso. Al Pd serve una guida autorevole che ci consenta di preparare con forza le prossime elezioni amministrative e che rimetta subito al centro l’Italia, affrontando immediatamente i temi centrali e imprescindibili: la campagna di vaccinazione e la lotta al Covid, la crisi economica e sociale, il piano nazionale di ripresa e resilienza con il Recovery Plan. Occorre, inoltre, ridefinire presto il nostro profilo politico, la nostra identità, la nostra missione nel governo Draghi, così come il sistema di alleanze in vista delle amministrative. È altresì evidente – concludono i sindaci del Pd – che è fondamentale svolgere un congresso vero di rilancio strategico appena ci saranno le condizioni politiche e di sicurezza sanitaria”.
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8 marzo: Casellati, parità è legislativa, ma non di fatto
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08 marzo 2021
12:21
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“Negli ultimi decenni, la condizione femminile ha registrato importanti progressi nel nostro Paese. La parità di genere è ormai una realtà a livello legislativo. Tante sono le azioni normative a sostegno dell’eguaglianza sostanziale, tanti i traguardi raggiunti dalle donne. Eppure, ancora molto resta da fare sul terreno della parità di fatto.
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E per questo non basta una legge”. E’ il messaggio del presidente del Senato Elisabetta Casellati pubblicato sul blog della Fondazione Marisa Bellisario, in occasione della Festa della Donna.
“Tanti sono gli ostacoli che le donne incontrano sul loro cammino – è scritto nel messaggio – nell’affermazione individuale come nella gestione della famiglia, nel lavoro come nelle Istituzioni. Ostacoli che hanno radici culturali profonde, alimentate dal pregiudizio causato da un sistema di aspettative, visioni, valori e costumi resistenti al cambiamento. Il mondo femminile è avanti per competenze, capacità, sensibilità.
Eppure, nella società, nella politica e nell’economia, non sempre questo si traduce in realizzazione, successo, affermazione”.
“Come Lella Golfo continua a testimoniare, le donne hanno bisogno di due condizioni essenziali: condivisione e qualità – aggiunge – Condivisione nella gestione delle responsabilità nella società e nella gestione familiare.
Qualità nei ruoli, nelle occupazioni, negli incarichi. Stimolare le idee su tali prospettive, rendere le donne protagoniste del dibattito, della cultura, delle riflessioni individuali, orientare in modo strutturale e non intermittente le politiche pubbliche è il compito che spetta a chi vuole fare della parità di genere l’architrave di una società e di una economia migliori per tutti”.
“Questa – conclude – è anche la sfida che attende ‘Avanti Donne’, un contenitore di voci e storie al femminile che vuole essere il racconto di un cambiamento culturale possibile. Nei suoi trentadue anni di attività, la Fondazione Marisa Bellisario ha molto lottato in questa direzione. Nel rivolgere i migliori auguri di buon lavoro a questa nuova iniziativa editoriale, vi è un auspicio che, alla vigilia dell’8 marzo, desidero condividere con tutte voi: che questa festa non si celebri più, perché ciò significherebbe che la parità è stata davvero raggiunta”.
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8 marzo, a Firenze giardino Tina Anselmi su lungarno
Sindaco Nardella: ‘Ha incarnato tutti i valori della Repubblica’
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FIRENZE
08 marzo 2021
14:36
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E’ stato intitolato oggi a Firenze, sul lungarno Colombo, in occasione della giornata internazionale della donna, un giardino a Tina Anselmi (1927-2016) prima donna ministro della Repubblica e presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulla loggia massonica P2.
Alla cerimonia di intitolazione era presente il sindaco Dario Nardella che si è detto “orgoglioso” di questa iniziativa, affermando poi che “Anselmi ha incarnato tutti i valori della Repubblica, legati anche alla Resistenza, alla lotta per la libertà.
Una donna che ha vissuto tante vite: quella di partigiana, di politica impegnata nelle grandi battaglie, di prima ministra della Repubblica e poi alla presidenza della commissione di indagine sulla P2. Tutta la sua vita è stata rivolta a quel difficile e ancora non terminato percorso di riconoscimento di una piena parità di genere nel nostro Paese.
Anselmi si è battuta per la donna in modo molto concreto con proposte innovative, nel campo del lavoro, della vita sociale dell’Italia”. Nardella ha aggiunto che “Firenze trova un modo per dirle grazie, forse il più efficace e significativo”.
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Il videomessaggio del premier Draghi alla conferenza sulla parità di genere – IL TESTO
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08 marzo 2021
17:08
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Ci troviamo tutti di fronte, in questi giorni, a un nuovo peggioramento dell’emergenza sanitaria. Ognuno deve fare la propria parte nel contenere la diffusione del virus.
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Ma soprattutto il governo deve fare la sua. Anzi deve cercare ogni giorno di fare di più. La pandemia non è ancora sconfitta ma si intravede, con l’accelerazione del piano dei vaccini, una via d’uscita non lontana. Voglio cogliere questa occasione per mandare a tutti un segnale vero di fiducia. Anche in noi stessi. Ringrazio, ancora una volta, i cittadini per la loro disciplina, la loro infinita pazienza, soprattutto coloro che soffrono le conseguenze anche economiche della pandemia.
Ringrazio gli studenti, le famiglie e gli insegnanti che sopportano il peso della chiusura delle scuole. Ringrazio gli operatori sanitari, le forze dell’ordine, le forze armate, la Protezione Civile e tanti altri lavoratori in prima linea per la loro incessante opera. Sono anche questi esempi di responsabilità civica e professionale, di cittadinanza italiana attiva che impongono al governo di moltiplicare ogni sforzo. Siamo solo all’inizio. Il nostro compito – e mi riferisco a tutti i livelli istituzionali – è quello di salvaguardare con ogni mezzo la vita degli italiani e permettere al più presto un ritorno alla normalità. Ogni vita conta. Non perdere un attimo, non lasciare nulla di intentato, compiere scelte meditate, ma rapide. Non voglio promettere nulla che non sia veramente realizzabile.
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Le mie preoccupazioni sono le vostre preoccupazioni.
Il mio pensiero costante è diretto a rendere efficace ed efficiente l’azione dell’esecutivo nel tutelare la salute, sostenere chi è in difficoltà, favorire la ripresa economica, accelerare le riforme. Il 10 marzo di un anno fa l’Italia si chiudeva diventando per la prima volta, una grande zona rossa. Un nostro concittadino su venti è stato contagiato – secondo i dati ufficiali che, come è noto, sottostimano la diffusione del virus. Mai avremmo pensato che un anno dopo ci saremmo trovati a fronteggiare un’emergenza analoga e che il conto ufficiale delle vittime si sarebbe avvicinato alla terribile soglia dei centomila morti. Dobbiamo al rispetto della memoria dei tanti cittadini che hanno perso la vita il dovere del nostro impegno. Nel piano di vaccinazioni, che nei prossimi giorni sarà decisamente potenziato, si privilegeranno le persone più fragili e le categorie a rischio. Aspettare il proprio turno è un modo anche per tutelare la salute dei nostri concittadini più deboli. Questo non è il momento di dividerci o di riaffermare le nostre identità. Ma è il momento di dare una risposta alle tante persone che soffrono per la crisi economica, che rischiano di perdere il posto di lavoro, di combattere le disuguaglianze. In un solo anno il numero di italiani che vivono in una situazione di povertà assoluta è aumentato di oltre un milione, mentre si sono acuite altre disparità, prima fra tutte quella tra donne e uomini.
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È anche per questo che oggi, Giornata Internazionale della Donna, voglio che il mio saluto accompagni la presentazione della Strategia Nazionale per la parità di genere, elaborata dalla Ministra Elena Bonetti, a conclusione di un lavoro che ha visto partecipi personalità a cui va il mio caloroso ringraziamento. A fronte dell’esempio di molte italiane eccezionali in tutti i campi, anche nella normalità familiare, abbiamo molto, moltissimo da fare per portare il livello e la qualità della parità di genere alle medie europee. La mobilitazione delle energie femminili, un non solo simbolico riconoscimento della funzione e del talento delle donne, sono essenziali per la costruzione del futuro della nostra nazione. Azioni mirate e profonde riforme sono necessarie per coinvolgere pienamente le donne nella vita economica, sociale e istituzionale del Paese. Ma dobbiamo prima di tutto cambiare noi stessi nella quotidianità della vita familiare. Lo Stato e gli enti territoriali dovranno assistere le famiglie, specie le più giovani, anche quando questa fase di emergenza sarà terminata.
Gli strumenti che dobbiamo impiegare sono vari, penso tra gli altri ai congedi parentali, penso al numero dei posti negli asili nido che ci vede inferiori agli obbiettivi europei, e sulla loro distribuzione territoriale che va resa ben più equa di quanto non sia oggi. Tutto ciò è obbiettivo di questo governo.
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Non voglio qui ripetere le bellissime parole di oggi del Presidente della Repubblica sulla condizione femminile. Voi sapete bene quanto sia dolorosa.Sul femminicidio e su ogni forma di violenza di genere, sono da condividere le proposte della Commissione parlamentare d’inchiesta. Oggi, per le vittime dei troppi femminicidi e anche come reazione prodotta dalla pandemia, sembra formarsi una nuova consapevolezza che trova un’opportunità straordinaria nel programma NextGeneration EU per diventare realtà nell’azione di governo, del mio governo. Tra i vari criteri che verranno usati per valutare i progetti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ci sarà anche il loro contributo alla parità di genere. È con questo spirito di fiducia nel nostro, nel vostro, futuro e con l’impegno di questo governo a conquistarsela, che vi auguro buon 8 marzo.
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Il Parlamento europeo revoca l’immunità a Puigdemont
E ad altri due eurodeputati catalani, Comin e Ponsati. ‘Giorno triste, ci appelliamo alla Corte Ue’. Si apre la strada a un nuovo esame dell’estradizione richiesta dalla Spagna
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BRUXELLES
09 marzo 2021
14:38
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Il Parlamento europeo ha revocato l’immunità ai tre eurodeputati catalani: Carles Puigdemont, Clara Ponsati e Toni Comin. Per l’ex presidente catalano Puigdemont i sì sono stati 400, 248 i no e 45 gli astenuti.
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Nei confronti di Ponsati 404 sì, 247 no e 42 astenuti ed infine per Comin 404 sì, 247 no, e 42 astenuti. La revoca dell’immunità apre la strada ad un nuovo esame da parte della giustizia belga delle richieste di estradizione emesse dalla Spagna contro Puigdemont e Comin che vivono in Belgio. Ponsati invece vive in Scozia, paese che ha sospeso tale esame, in attesa della decisione degli eurodeputati.
Revocando l’immunità ai deputati indipendentisti catalani, il Parlamento europeo ha inviato un messaggio chiaro: “i problemi della Catalogna si risolvono in Spagna, non in Europa”. E’ il commento della ministra degli Esteri spagnola Arancha González Laya, dopo la decisione dell’Eurocamera. “E’ la linea adottata dal governo spagnolo – ha aggiunto – quella di tendere la mano alle forze politiche catalane per trovare una soluzione attraverso il dialogo e la negoziazione”.
“Oggi è un giorno triste per il Parlamento europeo, noi abbiamo perso la nostra immunità ma il Parlamento europeo ha perso molto di più. Questo è un caso di persecuzione politica”. Così Puigdemont nel corso di una conferenza stampa dopo il voto dell’Eurocamera a Bruxelles. “Presenteremo una richiesta alla Corte europea di giustizia – ha aggiunto -. Siamo a disposizione delle autorità giudiziarie belghe”.
Intanto in Spagna un tribunale ha revocato il regime di semilibertà concesso dal governo regionale catalano a 7 leader politici separatisti condannati dopo il tentativo di dichiarazione d’indipendenza della Catalogna nel 2017. Lo riportano i media iberici. I sette — tra cui c’è l’ex vicepresidente regionale catalano Oriol Junqueras — potevano uscire dal carcere in orario diurno dal lunedì al giovedì. Dovranno tornare in prigione oggi stesso.
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Cts, weekend come a Natale, rafforzare misure in zona gialla
Zone rosse locali modello Codogno, estendere vaccinazioni
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09 marzo 2021
15:32
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09 marzo 2021
15:32
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Rafforzare le misure per le zone gialle, con l’obiettivo di ridurre i contatti tra le persone; zone rosse locali con misure più stringenti e severe, sul modello Codogno; chiusure nei fine settimana, come già fatto a Natale.
Sono alcune delle indicazioni che, secondo quanto si apprende, gli esperti del Comitato tecnico scientifico hanno dato al governo alla luce dell’aumento dei contagi.
Gli esperti avrebbero anche segnalato la necessità di ridurre l’incidenza per ristabilire il contact tracing. Nel corso della riunione, inoltre, il Cts ha evidenziato la necessità di estendere la campagna vaccinale a più soggetti possibili e nei tempi più brevi possibile e di potenziare il sequenziamento del virus per individuare prima possibile le varianti.
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Sovrintendente Scala, vaccini agli artisti per riaprire i teatri
Appello di Meyer, dobbiamo creare condizioni di sicurezza
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MILANO
09 marzo 2021
13:16
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E’ un “appello non solo per la Scala ma per tutti i teatri d’opera, di prosa e per le sale da concerto” quello che il sovrintendente della Scala Dominique Meyer ha deciso di lanciare al governo,. “Se vogliamo riaprire i teatri italiani – dice – c’è una soluzione unica: decidere che tutti gli artisti che non possono portare la mascherina, come cantanti, coristi, attori di prosa, fiati, ballerini, siano vaccinati”.
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La proposta arriva dopo che nei consueti controlli anticovid fatti in teatro, 45 artisti e lavoratori sono risultati debolmente positivi, salvo poi essere negativi (tutti tranne due) al tampone di controllo.
Stiamo facendo un’indagine per capire cosa sia successo. Ma una cosa di questo genere dimostra che siamo fragili” aggiunge.
Una situazione di incertezza nonostante la massima cautela.
Alla Scala i protocolli sono stati messi a punto con il direttore di Malattie Infettive dell’ospedale Sacco Giuliano Rizzardini, e prevedono tamponi a cadenza regolare. Per i lavoratori più a rischio, quelli che non possono usare la mascherina come fiati e cantanti, si tratta di un tampone molecolare ogni due settimane e di uno rapido alla settimana.
Finora circa tremila tamponi per una spesa di duecentomila euro.
E quello della Scala non è l’unico caso di un falso focolaio. Lo stesso è accaduto sul set del film sui Gucci con Lady Gaga a Gressoney dove di 16 positivi trovati, poi solo uno è stato confermato.
Da qui l’appello per trovare una soluzione definitiva, ovvero la vaccinazione. “Se vogliamo riaprire i teatri, e questo è importante per la salute della società che ne ha bisogno – conclude – dobbiamo creare le condizioni di sicurezza” per i lavoratori.
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Pd: Cuppi, confermata assemblea il 14 marzo
In prossime ore riunione con segretari regionali
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09 marzo 2021
16:27
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“Abbiamo confermato l’Assemblea nazionale del Pd che si terrà nella giornata di domenica 14 marzo, a partire dalle 9.30, in modalità webinar da remoto per l’elezione del segretario nazionale del Pd. Nelle prossime ore convocheremo una riunione con i segretari regionali e delle città metropolitane e con i segretari provinciali del partito”.
Lo dichiara la presidente del partito Democratico, Valentina Cuppi, al termine del gruppo di lavoro organizzativo che ha riunito al Nazareno. Nelle prossime ore sarà inviata la modifica dell’ordine del giorno che sarà: dimissioni del segretario nazionale, adempimenti conseguenti delle dimissioni.
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Recovery: ASviS,mancano priorità riforme e target clima
Ridefinire PNRR con obiettivi sviluppo sostenibile Agenda 2030
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09 marzo 2021
14:53
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Mancanza di un’indicazione sulle priorità delle riforme necessarie e il richiamo sistematico alle raccomandazioni del Semestre europeo 2019 e 2020 e assenza di un allineamento ai nuovi target climatici europei. Sono queste due delle principali criticità del PNRR messe in luce dal Rapporto ASviS (Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile) “Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, la Legge di Bilancio 2021 e lo sviluppo sostenibile” presentato oggi.
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Tra le altre criticità del Piano viene puntato poi il dito sul mancato approfondimento di obiettivi fondamentali come la giusta transizione, il piano Garanzia Giovani, l’Agenda europea delle competenze. Si sottolinea inoltre l’assenza di temi fondamentali come la perdita di biodiversità, l’adattamento ai cambiamenti climatici, la riduzione dell’inquinamento, benché il Piano, come previsto dal regolamento europeo, dovrebbe destinare almeno il 37% dei fondi alla transizione verde e per il 100% dei fondi si deve rispettare il principio di non nuocere in modo significativo all’ambiente. Manca inoltre una valutazione complessiva dei risultati attesi in termini di sostenibilità e impatto duraturo nel tempo delle scelte del PNRR, di coesione sociale e riduzione delle disuguaglianze.
Tra le principali proposte per contribuire alla revisione del Piano attualmente in corso, per indirizzare tutte le risorse in un’ottica di sviluppo sostenibile, l’Asvis indica la necessità di adottare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 sia per definire la governance verticale e orizzontale del Piano, sia per monitorarne e verificarne i risultati, in piena conformità anche con quanto previsto dal Semestre europeo. E si chiede anche di introdurre traguardi qualitativi, obiettivi quantitativi e tempi d’esecuzione.
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Recovery:Cingolani,occasione unica,Italia leader tra 10 anni
Serve transizione anche transizione burocratica
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09 marzo 2021
14:54
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Il Recovery Fund è “un’occasione unica e va sfruttata al meglio con giusto equilibrio tra istanze diverse, un’opportunità unica verso un punto di arrivo dal quale non possiamo esimerci”. Così Roberto Cingolani, ministro della Transizione ecologica secondo cui le scelte di oggi devono permettere all’Italia “di essere leader nel mondo tra 10 anni.
Alla presentazione del rapporto ASviS, Cingolani ha sottolineato che non basta la “transizione ecologia ma serve anche una transizione burocratica”, perché,”possiamo avere idee fantastiche ma dobbiamo avere regole che ci permettano” di realizzarle.
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Recovery: Colao, cosa più importante è fare,semplificare
Nessuno sviluppo se non si investe sui giovani
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09 marzo 2021
14:56
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Alle prese con il Recovery Fund per l’Italia “La cosa più importante è fare, dobbiamo avere un piano, lo avremo di sicuro, dobbiamo avere le risorse, sono a disposizione, verranno allocate e discuteremo come farlo, ma la cosa più importante è accettare di cambiare, di semplificare e di accelerare le riforme”. E’ quanto ha affermato Vittorio Colao, Ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale precisando tuttavia che “non ci sarà vera transizione digitale e probabilmente neanche ecologica se non leghiamo la questione tecnologica a quella giovanile”.
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Banche: Abi-sindacati a governo, vaccinare dipendenti
Sono servizi essenziali
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09 marzo 2021
15:41
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ABI e Organizzazioni sindacali dei bancari Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca, Unisin in una nota congiunta chiedono che nella realizzazione del piano per la somministrazione dei vaccini – ferma naturalmente la priorità per le persone più fragili e quelle impegnate in prima linea nella lotta contro la pandemia – sia tenuto in particolare considerazione il personale impegnato nell’erogazione dei servizi bancari, in quanto inclusi tra quelli pubblici essenziali. In una lettera al Presidente del Consiglio, al Ministro dell’Economia e delle Finanze, al Ministro della Salute, al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, al Governatore della Banca d’Italia e al Commissario Straordinario per l’emergenza epidemiologica Covid-19, ricorda come i DPCM che si sono succeduti fin dall’inizio dell’emergenza pandemica (da ultimo il 2 marzo 2021, art. 29) hanno sempre previsto – anche nelle fasi più acute – che fossero garantiti, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie, i servizi bancari, finanziari e assicurativi, in considerazione del loro ruolo di sostegno all’economia, alle famiglie e alle imprese.
La garanzia di tali servizi è stata possibile anche grazie al forte e costante impegno di ABI e delle Organizzazioni sindacali di settore che hanno condiviso, in specifici Protocolli di settore, misure di prevenzione, contrasto e contenimento della diffusione del virus Covid-19, aggiornandone costantemente i contenuti (da ultimo il 21 dicembre 2020), e allo straordinario impegno e senso di responsabilità delle lavoratrici e dei lavoratori che lavorano in banca.
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La digital tax slitta ancora, primo versamento a maggio
Il Mef annuncia un nuovo provvedimento di proroga
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09 marzo 2021
15:43
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La digital tax slitta ancora. Il Mef comunica in una nota che “è in corso di redazione il provvedimento che modificherà i termini per il versamento dell’imposta sui servizi digitali e per la presentazione della relativa dichiarazione”.
La modifica, spiega il ministero, fissa i nuovi termini per il versamento dell’imposta e per la presentazione della relativa dichiarazione “rispettivamente al 16 maggio e al 30 giugno dell’anno solare successivo a quello in cui si verifica il presupposto d’imposta”. I nuovi termini sostituiscono da subito quelli del 16 marzo 2021 e 30 aprile 2021 (già stabiliti con una precedente proroga).
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Covid: Partite Iva in sciopero, domani in piazza del Popolo
Associazione nata sui social chiede tavolo a Draghi su crisi
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09 marzo 2021
15:45
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Su impulso dell’associazione ‘Partite Iva Insieme per Cambiare’ (un movimento spontaneo nato un anno fa su Facebook che oggi raccoglie sui social oltre 450.000 iscritti, alla quale hanno aderito, fra le altre, le associazioni Apit, Pin, Movimento Impresa, Italia che Lavora, Robby Giusti Associazione nazionale Dj, Aias, Aisp, Rete P.Iva, Mio, Conflavoro, Confsal, Fipe/Silb) si terrà domani, in piazza del Popolo, a Roma, dalle 10, uno sciopero nazionale per invocare “l’apertura immediata di un tavolo di concertazione dove affrontare due aspetti principali: lo stato di emergenza sociale e piano programmatico di rilancio”, spiegano il presidente Giuseppe Palmisano e il coordinatore nazionale, Angelo Distefano. L’associazione ‘Partite Iva Insieme per Cambiare’, recita una nota, “ha lanciato da mesi una serie di proposte fra le quali maggiori indennizzi alle attività colpite, la liquidità immediata alle imprese, la riduzione del carico fiscale al 30-35%, la presunzione di innocenza in campo fiscale secondo il principio “nessuno è evasore fino a prova contraria accertata da sentenza definitiva”, il no al pagamento anticipato delle imposte come gli acconti d’imposta, la sanatoria dei debiti tributari pendenti in base all’effettiva capacità contributiva di ognuno e dilazioni lunghe (10-15 anni), il no a limiti al contante, l’introduzione di ammortizzatori sociali a protezione del reddito anche ai lavoratori autonomi e, infine, la semplificazione della burocrazia”, si legge, infine.
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Recovery: Brunetta, lavoriamo a decreto di accompagnamento
Per attuazione misure, da pa a digitale
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09 marzo 2021
16:01
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“Stiamo lavorando ad un decreto di accompagnamento al Pnrr, che attua” le diverse indicazioni, dai concorsi nella Pa alla digitalizzazione. Così il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, in audizione alle commissioni Lavoro e Affari costituzionali di Camera e Senato, sulle linee programmatiche.
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Covid, Cts: Weekend come Natale, rafforzare misure zona gialla
Indicazioni degli esperti, zone rosse locali modello Codogno
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09 marzo 2021
16:24
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Rafforzare le misure per le zone gialle, con l’obiettivo di ridurre i contatti tra le persone; zone rosse locali con misure più stringenti e severe, sul modello Codogno, chiusure nei fine settimana, come già fatto durante le vacanze di Natale. Sono alcune delle indicazioni che, secondo quanto si apprende, gli esperti del Comitato tecnico scientifico hanno dato al governo alla luce dell’aumento dei contagi.
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Gli esperti avrebbero anche segnalato la necessità di ridurre l’incidenza per ristabilire il contact tracing.
Estendere la campagna vaccinale a più soggetti possibili e nei tempi più brevi possibile: è questa una delle indicazioni che, secondo quanto si apprende, sarebbe emersa nel corso della riunione del Comitato tecnico scientifico. Per gli esperti c’è la necessità di potenziare il sequenziamento del virus per individuare prima possibile le varianti.
“Sulle varianti resistenti ai vaccini dobbiamo metterci in testa che serve tolleranza zero. Laddove si manifestano e c’è un focolaio, bisogna chiudere tutto, in stile Codogno, perché non possiamo permetterci che si diffondano nel paese. Significherebbe resettare l’orologio del paese un anno indietro”, ha detto Andrea Crisanti, professore ordinario di microbiologia all’Università di Padova, intervenendo durante la trasmissione Agorà su Rai 3. Rispetto alle varianti, l’esperto distingue anche tra la variante classica che ha colpito l’Europa nei primi mesi e quella inglese. “Con la prima i bambini avevano una resistenza da 20 a 30 volte maggiore di un adulto e questo ha permesso di lasciare aperte le scuole materne. La variante inglese invece ha rotto questa barriera e si diffonde bene anche in bambini fino a 5 anni. E’ cambiato il quadro epidemiologico, ignorarlo comporta il rischio di aumentare i contagi. E’ giusto che si prenda in considerazione la nuova caratteristica del virus. L’agenda la detta il virus, se cambia il virus devono cambiare le misure”. Quanto ai parametri utilizzati per prendere decisioni, secondo Crisanti, “l’Rt è un parametro che è disponibile quando il dato è già vecchio, il numero dei casi settimanali è un parametro meno preciso ma più tempestivo, e potrebbe essere affiancato dalla percentuale di positivi ai tamponi molecolari”.
“Non si vaccina quando c’è alta trasmissione del virus perché così facendo si favorisce l’emergere di varianti resistenti al vaccino.
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Per questo credo che il provvedimento sul tavolo del Cts vada nella direzione giusta, cercare di spegnere la trasmissione e cercare di vaccinare più persone possibili”, ha spiegato Crisanti. Rispetto alle possibili soluzioni secondo Crisanti “è improponibile un lockdown generalizzato seguito da altro lockdown e altro lockdown. Ci vuole un piano chiaro preciso e che sia l’ultimo. Per farlo serve un piano nazionale finanziato per il monitoraggio delle varianti e potenziare il sistema di sorveglianza perché anche tra se qualche mese saremo vaccinati, non sarà così nel resto del mondo e – ha concluso Crisanti – dobbiamo assicurare agli italiani la possibilità di potersi spostare all’estero”.
“Se chiedete la mia posizione su un lockdown nazionale, penso che adesso non serva qualcosa di generalizzato. Vanno guardati i dati di settimana in settimana. Sicuramente un rafforzamento di alcune misure è necessario. Nel frattempo la vaccinazione va avanti”, dice il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri (M5s). “Non sono favorevole a un lockdown generalizzato ma a misure chirurgiche più o meno ampie a seconda delle aree, aspetterei che si pronunci il Cts. Un rafforzamento in alcune aree del Paese vi è già stato con le nuove Regioni che hanno cambiato colore”.
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Bolzano prolunga lockdown di una settimana – Sarà prolungato di “almeno una settimana” il lockdown in Alto Adige, che doveva terminare questo fine settimana. Lo ha annunciato il presidente della Provincia autonoma Arno Kompatscher. “Anche se i numeri complessivamente stanno calando, la situazione in terapia intensiva resta critica”, ha spiegato il governatore. Tra le cause di questa situazione la presenza delle varianti inglesi e sudafricane. Nei Comuni con casi di variante sudafricana tutti i bambini di asili e scuole elementari saranno testati due volte alla settimana. Medie e superiori restano chiuse.
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Sardegna bianca, al via obbligo test anche al porto Cagliari
Quattro postazioni Ats che cerca Covid hotel per quarantene
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CAGLIARI
09 marzo 2021
11:17
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Cinque tende sul molo Sabaudo al porto di Cagliari e quattro postazioni con una decina di operatori sanitari dell’Ats per i test obbligatori in ingresso in Sardegna. Dopo la giornata di ieri con il primo giorno di controlli obbligatori in porti e aeroporti per entrare nella zona bianca della Sardegna che ha fatto segnare circa 2mila tamponi con solo 3 positivi, oggi l’attenzione si sposta sullo scalo marittimo del capoluogo.
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Atteso lo sbarco del primo traghetto Tirrenia dall’avvio delle nuove prescrizioni. La nave proveniente da Civitavecchia ha a bordo un’ottantina di passeggeri.
Le verifiche sull’eventuale possesso dei certificati di negatività o vaccinali e l’effettuazione dei tamponi rapidi, secondo Ats, non dovrebbero prendere più di un’ora per controllare tutti i viaggiatori. Quelli che invece non vorranno sottoporsi al test obbligatorio e dichiareranno di volerlo fare, a proprie spese, entro 48 ore sono messi in isolamento e segnalti dall’Ats che nel frattempo, anche in vista di un aumento dei flussi, sta cercando nuove residenze per le quarantene. Con un bando in scadenza domani il servizio sanitario regionale ha avviato la verifica di disponibilità tra le strutture alberghiere “ovvero ad altri immobili aventi analoghe caratteristiche di idoneità per garantire l’isolamento delle person”e. In particolare verranno privilegiate quelle strutture immediatamente disponibili site al massimo a 50 km di distanza dagli aeroporti di Olbia “Costa Smeralda” e Cagliari Elmas. L’affidamento prevede la garanzia del servizio sino al 30 giugno con un costo per persona di 66 euro, inva compresa .Due covid hotel sono già operativi nell’Isola a Oristano e Santa Maria Coghinas (Sassari).
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Corruzione: arrestato sindaco di San Vincenzo, 23 indagati
A domiciliari anche due imprenditori
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SAN VINCENZO
09 marzo 2021
12:19
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E’ stato arrestato per corruzione il sindaco di San Vincenzo (Livorno) Alessandro Bandini insieme a due imprenditori del Livornese. La guardia di finanza ha notificato oggi la misura degli arresti domiciliari al primo cittadino nel corso di un’indagine diretta dalla procura della Repubblica di Livorno, in esecuzione di tre ordinanze di custodia cautelare del gip che oltre al sindaco per il reato di corruzione (per un atto contrario ai doveri d’ufficio nell’ambito di gare d’appalto) hanno coinvolto anche due imprenditori edili locali.
In tutto risultano 23 gli indagati. I due imprenditori sarebbero responsabili, secondo l’accusa, di dazioni illegittime la cui uscita dalla contabilità aziendale è stata dissimulata tramite il pagamento di fatture per operazioni inesistenti. Per un ulteriore indagato invece, ex segretario comunale, è stata richiesta l’interdizione dai pubblici uffici. Tra gli indagati, secondo quanto riferito dalla guardia di finanza in una nota, ci sarebbero anche il vice sindaco e due assessori in carica. Sempre nel corso dell’indagine sono state effettuate 23 perquisizioni tra Livorno, Firenze, Grosseto e Roma.
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Scuola: quasi 60 mila prove Invalsi svolte dai maturandi
L’istituto, il 47% del campione, risultato eccezionale
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09 marzo 2021
13:23
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Quasi 60 mila maturandi, per l’esattezza 59.264, ha svolto le prove Invalsi 2021, oltre il 47% del campione nella prima settimana di somministrazione. “Una risposta eccezionale quella della scuola – sottolinea il dirigente Invalsi Roberto RIcci – che nonostante le limitazioni imposte alla didattica in presenza, ha fornito prova di grande impegno e responsabilità.
Questo ci rende orgogliosi e grati ai dirigenti ai docenti e agli studenti per il grande sforzo portato a termine”. Da ieri sono riprese le prove e sta aumentando il numero delle scuole in cui si svolgono le prove.
“Le rilevazioni ci forniranno informazioni preziose sullo stato di salute del nostro sistema scolastico – ha spiegato Ricci – è uno degli strumenti con il quale potremo trovare tutti insieme le soluzioni per recuperare ciò che non è stato possibile garantire in questi mesi. Non in una logica di individuazione negativa di ciò che non è stato raggiunto ma per costruire per il futuro”.
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Cts, weekend come a Natale, rafforzare misure in zona gialla
Zone rosse locali modello Codogno, estendere vaccinazioni
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09 marzo 2021
15:32
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Rafforzare le misure per le zone gialle, con l’obiettivo di ridurre i contatti tra le persone; zone rosse locali con misure più stringenti e severe, sul modello Codogno; chiusure nei fine settimana, come già fatto a Natale.
Sono alcune delle indicazioni che, secondo quanto si apprende, gli esperti del Comitato tecnico scientifico hanno dato al governo alla luce dell’aumento dei contagi.
Gli esperti avrebbero anche segnalato la necessità di ridurre l’incidenza per ristabilire il contact tracing. Nel corso della riunione, inoltre, il Cts ha evidenziato la necessità di estendere la campagna vaccinale a più soggetti possibili e nei tempi più brevi possibile e di potenziare il sequenziamento del virus per individuare prima possibile le varianti.
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Sardegna bianca:su 2.506 passeggeri sbarcati 1 solo positivo
Bilancio 8 marzo, data avvio tamponi obbligatori d’ingresso
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CAGLIARI
09 marzo 2021
16:15
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Su 2.506 passeggeri sbarcati ieri, 8 marzo, nei porti e aeroporti della Sardegna, 1.157 si sono sottoposti al tampone antigienico e uno solo è risultato positivo al Covid-19 nel secondo tampone molecolare di conferma.
E’ il bilancio della prima giornata di test obbligatori per l’ingresso nell’Isola effettuali dagli operatori di Ares-Ats, 118 e Protezione Civile negli appositi spazi allestiti all’interno e all’esterno degli scali in base all’ultima ordinanza del governatore Christian Solinas.
Quattro i porti in cui ieri si è svolta l’attività di controllo (Porto Torres, Santa Teresa Gallura, Golfo Aranci e Olbia, Cagliari invece si è aggiunto oggi) e tre gli aeroporti (Alghero, Olbia e Cagliari).
