Ultimo aggiornamento 22 Marzo, 2021, 10:57:03 di Maurizio Barra
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Dopo blockchain e bitcoin nuova mania tecnologica è Nft
Certificato digitale per opere arte o cimeli tecnologici
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20 marzo 2021
20:38
(vd. articolo precedente)
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Un quadro fatto dall’intelligenza artificiale, una canzone techno, un tweet d’annata, gattini virtuali. Tutto si può vendere online e tutto si può certificare grazie all’Nft, il Non Fungible Token, un certificato digitale che usa il sistema della blockchain ed è la nuova frontiera dell’autenticazione che potrebbe aiutare l’economia di diversi settori, in primis l’arte, o la crypto arte come viene già definita.
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La tecnologia risale al 2017, ma la popolarità è cresciuta di recente grazie a due personaggi in vista nel mondo dell’hitech: il patron di Tesla Elon Musk e l’amministratore delegato di Twitter Jack Dorsey.
Il primo, pochi giorni fa ha pubblicato un tweet con una traccia di musica techno ispirata all’Nft. Si sa che Musk è un grande sostenitore delle monete digitali: Tesla ha investito 1,5 miliardi di dollari in Bitcoin e in futuro accetterà la valuta come forma di pagamento per le sue auto. Jack Dorsey, invece, ha messo all’asta il suo primo tweet, un cimelio tecnologico che risale al 21 marzo 2006 e che 15 anni fa dette il via all’avventura Twitter. Lo vende in forma di Non Fungible Token in modo da certificarlo e renderlo un oggetto da collezione che non possa essere duplicato. Al momento è quotato la cifra da capogiro di 2,5 milioni di dollari. Risalendo al 2017, sviluppatori canadesi hanno lanciato il gioco ‘CryptoKitties’ con cui era possibile acquistare gattini virtuali con uno contratto registrato sulla blockchain. Potrebbe sembrare un fenomeno di nicchia e per nerd se non fosse che pochi giorni fa la storica casa d’aste Christie’s ha venduto un’opera completamente digitale dell’artista Beeple per 69 milioni di dollari, anche questa registrata con un Nft, sdoganando definitivamente questo sistema.
Quello che si acquista con l’Nft non è l’opera in sé ma un certificato, un token, che consente di affermare i diritti sull’opera. E’ una evoluzione della blockchain (nata per consentire e tracciare gli spostamenti di valuta, una sorta di libro mastro) con standard creati ad hoc nel 2017. Luogo principale per la creazione di questi Nft è Ethereum, una criptovaluta nata proprio per gestire ‘smart contract’ che rappresentano un bene unico.
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Il sistema si sta rapidamente sviluppando. Anche Nike detiene un brevetto per le sue sneaker Nft chiamate ‘CryptoKicks’ e in Italia la band Belladonna con il singolo New Future Travelogue sono i primi artisti del nostro paese ia vendere un brano musicale come Non Fungible Token in copia unica.
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Il mercato, cosa non da poco, sta acquistando valore.
Secondo un report della NonFungible Corporation e dell’Atelier Bnp Paribas, nel 2020 gli scambi del mercato Nft hanno superato i 250 milioni di dollari, un aumento di quattro volte rispetto al 2019. Con un cambio di filosofia del mondo informatico che, da proporre una replicabilità dei contenuti, sta cercando di rendere unico, speciale e non replicabile quello che unico non è.
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Torna ‘down’ totale per le app di casa Zuckerberg
WhatsApp, Instagram, Facebook ‘giù’ per 1 ora il 19 marzo. Società si scusa
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21 marzo 2021
11:41
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Torna a ripetersi ancora una volta il “down” completo in casa Zuckerberg: WhatsApp, Instagram, Facebook, Messenger sono andate in ‘down’ per un’ora circa dalle 18 in Italia, venerdì 19 marzo. Tantissime le segnalazioni arrivate da tutto il mondo, compreso il nostro paese, da parte degli utenti che non riuscivano ad accedere ai servizi, caricare messaggi e foto, visualizzare le Storie.
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Con il down di Whatsapp più sentito perchè, con la pandemia e il lavoro da casa, è diventato uno degli strumenti fondamentali per comunicare. Tanto che come di consueto su Twitter è subito balzato nelle prime posizioni l’hashtag “whatsappdown”.
“Nella giornata di oggi un problema tecnico ha causato agli utenti problemi di accesso ad alcuni servizi di Facebook. Abbiamo risolto questo problema e ci scusiamo per gli eventuali disagi”: ha spiegato un suo portavoce, mentre dal suo profilo ufficiale su Twitter, WhatsApp scrive: “Grazie per la pazienza, è durato 45 minuti ma siamo tornati”.
Non è la prima volta che questi servizi non funzionavano all’unisono. L’altro blackout mondiale che aveva mandato in tilt WhatsApp, Instagram e Facebook si era registrato il 3 luglio 2019 e un episodio simile, ancora precedente, nell’aprile dello stesso anno che evidentemente è stato un anno nero per queste piattaforme. Il 13 marzo 2019, infatti, si è registrato il blocco più lungo che si ricordi, un record di 14 ore di stop per le app. Allora i disservizi parevano legati ai lavori in corso da parte degli sviluppatori di Menlo Park che stavano portando avanti l’ambizioso progetto di integrazione delle tre applicazioni che fanno capo al gruppo guidato da Zuckerberg.
Riguardo il blocco di oggi, ancora non sono note esattamente le cause del disservizio tecnico. Il sito americano The Verge, specializzato in tecnologia, riporta che su Instagram durante l’interruzione ha visto apparire una pagina bianca con il messaggio “5xx Server Error”. Mentre l’account Twitter di Facebook Gaming ha riconosciuto che ci sono stati “una serie di problemi ai prodotti Facebook, inclusi i flussi di gioco”. L’account ha inoltre affermato che più team stavano lavorando al problema.
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Facebook prepara versione Instagram per ‘under 13’
Tra responsabili progetto ex Google che lavorò su YouTube Kids
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21 marzo 2021
11:04
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Dopo YouTube Kids e Messenger Kids, potrebbe arrivare una versione di Instagram per ‘under 13’, un’area protetta anche dalla legge europea sulla privacy (Gdpr), i cui dati personali sono diventati un problema rilevante con l’avvento dei social network. Tanto che poche settimane fa, a seguito di un intervento del Garante Privacy italiano dopo alcuni fatti di cronaca, TikTok ha deciso di richiedere agli utenti l’età, così da intercettare e cancellare i profili degli iscritti con meno di 13 anni.
Il progetto di Instagram è creare un ambiente controllato e supervisionato dai genitori.
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“Sono entusiasta di annunciare che per il futuro prossimo abbiamo individuato nei giovanissimi una priorità per Instagram – scrive Vishal Shah, vicepresidente prodotto della società, su una bacheca destinata ai dipendenti, una comunicazione intercettata dal sito Buzz Feed News – Ci concentreremo su due cose: accelerare il nostro lavoro di integrità e privacy per garantire l’esperienza più sicura possibile per gli adolescenti e costruire una versione di Instagram che consenta alle persone sotto all’età di 13 anni di utilizzarlo in sicurezza per la prima volta”. Secondo le indiscrezioni, il progetto sarebbe supervisionato da Adam Mosseri, capo di Instagram, e guidato da Pavni Diwanji, assunta da Facebook a dicembre e che in precedenza ha lavorato per Google al progetto YouTube Kids.
Mosseri ha specificato alla testata che il progetto è allo stadio iniziale e che la società non ha ancora un piano dettagliato. Il post interecettato da Buzz Feed arriva a pochi giorni da una stretta di Instagram sugli ‘under 13′, con tecnologie di Intelligenza artificiale e avvisi di sicurezza per far capire ai giovanissimi di essere più cauti nelle conversazioni con gli adulti. La questione minori e bambini è da maneggiare con cura sotto diversi punti di vista, poichè la popolarità dei social presso i giovanissimi (vedi l’esplosione di TikTok) possono rappresentare un’occasione per i big dell’hitech di fidelizzare un segmento in crescita. A settembre 2019, la Federal Trade Commission americana ha inflitto a Google una multa di 170 milioni di dollari per aver raccolto dati dei minori su YouTube, senza il consenso dei genitori, per mostrare loro annunci rilevanti. E nel 2017 Facebook ha rilasciato una versione speciale di Messenger per bambini, controllata dai genitori. Due anni dopo l’azienda ha dovuto correggere un bug che consentiva ai più piccoli di chattare con contatti adulti, anche non approvati. Senza contare che al lancio del prodotto un insieme di associazioni che si occupano di salute dei bambini ha chiesto a Mark Zuckerberg di ritirarlo perchè incitava i ragazzini all’uso di social e dispositivi, minacciando il loro sviluppo.
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Deliveroo: per Ipo capitalizzazione tra 7,6 e 8,8 mld sterline
Forchetta di prezzo tra 3,9 e 4,6 sterline
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22 marzo 2021
10:05
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Deliveroo annuncia che il collocamento delle azioni per la quotazione alla Borsa di Londra avverrà a un prezzo compreso tra 3,9 e 4,6 sterline, corrispondenti a un intervallo di prezzo compreso tra 4,54 e 5,36 euro. Il valore totale della società risulterà pertanto compreso tra 7,6 e 8,8 miliardi di sterline, che corrispondono a una forchetta che varia da 8,85 a 10,25 miliardi di euro.
Deliveroo chiederà l’ingresso delle azioni nel segmento di quotazione standard del listino ufficiale della Fca, la Consob inglese, e alle negoziazioni sul mercato principale del London Stock Exchange. L’offerta comprenderà l’emissione di nuove azioni da parte di Deliveroo, che prevede di raccogliere proventi lordi di circa 1 miliardo di sterline, pari a 1,16 miliardi di euro, e la vendita di azioni esistenti da parte di alcuni azionisti esistenti. ECONOMIA TECNOLOGIA
