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Tempo di lettura: 82 minuti

Ultimo aggiornamento 6 Settembre, 2021, 09:59:03 di Maurizio Barra

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Afghanistan: Isis, kamikaze aeroporto liberato da prigione
Dopo il crollo del governo filo-occidentale con altri ‘fratelli’
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ISTANBUL
03 settembre 2021
14:31
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Il kamikaze dell’Isis-K che lo scorso 26 agosto si è fatto esplodere all’aeroporto di Kabul, provocando 170 vittime, tra cui 13 soldati americani, era stato liberato da una prigione afgana dopo il crollo dell’esecutivo filo-occidentale di Ashraf Ghani. Lo sostiene lo stesso gruppo jihadista in una newsletter online, ripresa dalla Bbc.
Secondo questa ricostruzione, “dopo che le forze del precedente governo sono fuggite”, l’attentatore Abdul-Rahman al-Logari e “diversi suoi fratelli” sono scappati dal carcere e “si sono precipitati a raggiungere i loro fratelli” dell’Isis-Khorasan per compiere l’attacco suicida.
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Bild, ‘ansia per Charlène di Monaco, è in ospedale’
Un collasso mercoledì notte, per complicanze dopo un’operazione
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BERLINO
03 settembre 2021
14:52
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La principessa Charlène di Monaco, stando alla Bild, è stata trasportata mercoledì notte in una clinica in Sudafrica, a bordo di un’ambulanza, in seguito a un collasso. Secondo un comunicato, la principessa è affetta da maggio da una brutta infezione che ha coinvolto naso, orecchie e gola, e che l’ha costretta a un intervento chirurgico con delle complicazioni.
A darne notizia al tabloid è un comunicato della cognata Chantell Wittstock. Charlène vive da mesi in Sudafrica, separata dal marito Alberto e dalle sue due gemelle.
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Afghanistan: riprendono voli interni
Della compagnia afghana Ariana, a partire da oggi
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03 settembre 2021
14:45
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Riprenderanno oggi i voli interni in Afghanistan, operati dall’Ariana Afghan Airline, che conferma alla Afp la riattivazione, appunto, delle sue tratte interne.
L’Ariana Afghan Airline è la più grande compagnia aerea del Paese.
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Niger: epidemia di colera provoca oltre 100 morti
Impennata casi,da zone a confine con Nigeria toccata da malattia
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03 settembre 2021
15:15
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Un’epidemia di colera ha provocato la morte di 104 persone in Niger fra i circa 2.874 malati registrati nelle sei regioni del Paese africano, lo ha annunciato il locale ministero della Sanità. Lo scorso 19 agosto lo stesso ministero contava 845 casi e 35 decessi nella capitale Niamey e in quattro regioni, tutte alla frontiera con la Nigeria, pure toccata dalla malattia.
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Afghanistan: Saleh, i Talebani hanno isolato il Panshir
‘Bloccati aiuti e medicine, il mondo condanni crimini di guerra’
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ISTANBUL
03 settembre 2021
15:26
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“I Talebani hanno bloccato l’accesso degli aiuti umanitari nel Panshir, tagliato collegamenti telefonici ed elettricità e non permettono neppure l’arrivo di medicine”. Lo denuncia su Twitter Amrullah Saleh, il vicepresidente del governo afghano spodestato dai mullah, che si è unito alla resistenza nella valle del Panshir, a nord-est di Kabul.
“I Talebani stanno commettendo crimini di guerra”, aggiunge Saleh, che si definisce come il legittimo presidente ad interim, chiedendo “alle Nazioni Unite e ai leader mondiali di prendere atto di questo chiaro comportamento criminale e terroristico”.
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Afghanistan, Talebani: ‘siamo entrati nel Panshir’. La resistenza nega
Saleh smentisce di essere fuggito in un messaggio alla Bbc
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ISTANBUL
04 settembre 2021
08:50
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Fonti dei Talebani, citate da Trt World, hanno rivendicato di essere entrati nella valle del Panshir, ultima sacca di resistenza in Afghanistan, sostenendo che i leader dei ribelli, Ahmed Massoud e l’ex vicepresidente Amrullah Saleh, sarebbero fuggiti, forse in Tagikistan. Il Fronte nazionale della resistenza, citato da media regionali, smentisce invece la resa.
Lo stesso Saleh, che aveva parlato poche ore fa di un isolamento di fatto della provincia con un taglio delle linee di comunicazione, ha negato la fuga in un messaggio audio alla Bbc.
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“I talebani hanno bloccato l’accesso degli aiuti umanitari nel Panshir, tagliato collegamenti telefonici ed elettricità e non permettono neppure l’arrivo di medicine”, aveva denunciato su Twitter Amrullah Saleh, il vicepresidente del governo afghano spodestato dai mullah, che si è unito alla resistenza nella valle del Panshir, a nord-est di Kabul. “I talebani stanno commettendo crimini di guerra”, aveva aggiunto Saleh, che si definisce come il legittimo presidente ad interim, chiedendo “alle Nazioni Unite e ai leader mondiali di prendere atto di questo chiaro comportamento criminale e terroristico”.
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Intanto una riunione internazionale per gli aiuti umanitari all’Afghanistan è stata convocata dal segretario generale dell’Onu Antonio Guterres per il 13 settembre a Ginevra. Le Nazioni Uniti chiederanno “un aumento rapido in materia di finanziamenti perché le operazioni umanitarie che salvano delle vite possano continuare”, ha detto il portavoce Stephane Dujarric.
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Massoud, non smetteremo mai di lottare contro i talebani
Capo della resistenza su Facebook: ‘Il popolo non teme minacce’
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ISTANBUL
04 settembre 2021
19:19
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Il capo della resistenza afghana contro i talebani, Ahmad Massoud, torna con un messaggio su Facebook dopo che ieri era circolata la notizia di una sua fuga in Tagikistan. “Non rinunceremo mai alla lotta per la libertà e per la giustizia”, ha scritto il figlio del leggendario ‘Leone del Panshir’, il generale Massoud.
“La lotta in Panjshir e ad Herat, con le nostre coraggiose sorelle, dimostra che il popolo non ha rinunciato a rivendicare i suoi diritti e non teme alcuna minaccia”, ha incalzato, secondo quanto riportato da Tolo news.
I talebani hanno dichiarato di “non aver bisogno degli Stati Uniti o di altri nella lotta al terrorismo” pochi giorni dopo che dal Pentagono era stata ventilata l’ipotesi di una collaborazione contro l’Isis-K. “Siamo pienamente preparati a garantire la sicurezza dell’Afghanistan. Non abbiamo bisogno della cooperazione degli Stati Uniti o di nessun altro Paese in questo senso”, ha detto Inamullah Samangani, membro della commissione culturale dei talebani, secondo quanto riportato a Tolo news.
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A Parigi 35 alloggi in spazio storico ex grandi-magazzini Tati
Entro il 2024 nel quartiere Barbès, sulle pendici di Montmartre
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PARIGI
03 settembre 2021
15:36
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Circa 35 alloggi verranno creati entro il 2024 negli ex grandi magazzini Tati, nel quartiere parigino di Barbès, sulle pendici di Montmartre, la cui chiusura è stata accelerata a causa della crisi sanitaria legata al coronavirus.
Equivalente degli ex Magazzini allo Statuto, nel quartiere dell’Esquilino a Roma, i grandi magazzini Tati di Parigi sono iscritti nell’immaginario collettivo di generazioni di parigini e turisti per il prezzo molto conveniente se non stracciato dei prodotti messi in vendita.

Questo storico spazio verrà adesso trasformato in 8.000 metri quadri di alloggi, negozi, un albergo e degli uffici, “senza snaturare questo luogo emblematico del 18/o arrondissement”, assicura il municipio di Parigi, riferendosi al progetto sviluppato dalla società Immobel France.
Tra la trentina di alloggi famigliari realizzati sul posto, per una superficie totale di 2.400 metri quadri, un terzo verrà riservato ad alloggi sociali.
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Usa: creati 235.000 posti lavoro, cifra più bassa da 7 mesi
Sotto le attese degli analisti che scommettevano su 732.500
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NEW YORK
03 settembre 2021
15:41
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L’economia americana ha creato in agosto 235.000 posti di lavoro, sotto le attese degli analisti che scommettevano su 732.500. Il tasso di disoccupazione è sceso al 5,2% dal 5,4% di luglio.
I posti di lavoro creati negli Stati Uniti in agosto sono la cifra più bassa degli ultimi sette mesi. Il dato rischia di complicare la decisione della Fed sulla riduzione degli acquisti di asset.
Sui dati del lavoro di agosto pesa la variante Delta. Lo afferma il ministro del Lavoro
americano Marty Walsh.   ECONOMIA   POLITICA

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Afghanistan: incontro tra Salvini e l’ambasciatore cinese
Condivisione su sicurezza popolazione e impegno anti terrorismo
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03 settembre 2021
15:45
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Il leader della Lega, Matteo Salvini ha incontrato l’ambasciatore della Cina in Italia, Li Junhua.
Come riferisce la Lega, si tratta dell’ennesimo colloquio organizzato da Salvini per discutere della crisi in Afghanistan.

L’ambasciatore ha riferito a Salvini che la Cina non farà alcun passo politico in autonomia – continua il partito – e anzi si coordinerà con l’Unione europea, la Russia e la Nato. Salvini ha ribadito all’ambasciatore che non è ipotizzabile alcun riconoscimento del governo dei talebani.
Inoltre, si legge in una nota “piena condivisione a proposito della messa in sicurezza della popolazione afghana, con l’impegno di moltiplicare gli sforzi per riportare il Paese alla normalità coinvolgendo tutti gli attori internazionali.
Salvini e l’ambasciatore hanno convenuto anche sull’impegno comune per contrastare il terrorismo”. Si è discusso inoltre della collaborazione tra Roma e Pechino, della partecipazione della Cina al G20 e della telefonata di martedì prossimo tra il presidente del Consiglio Italiano e il presidente cinese.
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Germania: Merkel torna nella zona dell’alluvione
Dopo 7 settimane nella valle dell’Ahr, ‘non vi dimenticheremo’
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BERLINO
03 settembre 2021
15:45
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“Il mio messaggio è che non dimenticheremo questa alluvione” “anche se ci vorranno mesi, se non anni per rimediare agli incredibili danni che ha provocato” ha detto la cancelliera Angela Merkel in occasione della seconda visita nella valle dell’Ahr, a 7 settimane dalla disastrosa alluvione del 15 luglio, che ha provocato 133 vittime. Ancora una volta alla presenza della governatrice della Renania-Palatinato, Malu Dreyer, Merkel ha sottolineato: “non vi dimenticheremo, non lo farà nemmeno il prossimo governo”.

La cancelliera durante la prima visita aveva annunciato che sarebbe tornata per verificare di persona il procedere della ricostruzione. “E’ stato fatto molto e molto è stato messo a posto” ha detto la cancelliera, tranquillizzando i cittadini sul fatto che non saranno lasciati soli anche in futuro.
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Usa: Cnn, sciamano si dichiarerà colpevole assalto Congresso
Indossava sul petto nudo tatuato una pelle d’orso con le corna
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WASHINGTON
03 settembre 2021
15:50
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Jacob Chansley, lo ‘sciamano’ cospirazionista di QAnon che partecipo’ all’assalto di Capitol Hill indossando sul petto nudo tatuato una pelle d’orso con le corna, è pronto a dichiararsi colpevole. Lo riporta la Cnn, citando atti processuali.
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Chansley, in carcere dall’attacco del 6 gennaio, è stato incriminato per sei reati federali, compreso aver causato disordine civile e aver ostacolato l’attività del Congresso che doveva certificare la vittoria di Joe Biden, ma i documenti giudiziari non indicano di quali capi di imputazione si assumerà la responsabilità oggi. Finora il dipartimento di giustizia si è assicurato 50 dichiarazioni di colpevolezza tra i quasi 600 incriminati per l’assalto al parlamento americano.
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A rischio gli edifici in stile europeo nel cuore di Tunisi
Alle porte della Medina, hanno bisogno di ristrutturazione
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03 settembre 2021
16:08
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Nel centro di Tunisi, molti edifici Art Nouveau e Art Déco, tipici della città moderna nata durante il protettorato francese, stanno crollando, per mancanza di lavori di ristrutturazione e di fronte all’appetito dei promotori immobiliari. Questi edifici di architettura europea furono costruiti nel XIX e XX secolo alle porte della Medina, il centro storico arabo tradizionale delle città, per costituire un centro urbano “moderno” adattato alle esigenze dell’industrializzazione.
Questi edifici, cui hanno contribuito magistralmente anche architetti, ingegneri, imprenditori e artisti decoratori italiani, sono stati abitati dai francesi e dagli italiani fino alla loro frettolosa partenza dopo l’indipendenza della Tunisia nel 1956. Ma 65 anni dopo, molti edifici fatiscenti sono minacciati di distruzione, per mancanza di una strategia di ristrutturazione da parte dello Stato, che ha sequestrato parte degli stabili.
Almeno 160 sono a rischio crollo, secondo l’ultimo censimento ufficiale del 2019. Alcuni residenti hanno effettuato riparazioni che hanno però snaturato il patrimonio architettonico mentre altri edifici abbandonati sono utilizzati come discariche oppure sono stati occupati. Infine, alcuni edifici sono minacciati da promotori immobiliari che cercano di metterci le mani addosso per raderli al suolo e sostituirli con costruzioni moderne.
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Usa: almeno 40 morti e 6 dispersi per uragano Ida in area Ny
Quindici i morti in Stato New York, 15 in New Jersey
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NEW YORK
03 settembre 2021
16:17
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E’ di almeno 40 morti e sei dispersi il bilancio del passaggio dell’uragano Ida negli Stati del nord est degli Stati Uniti. Lo riferiscono i governatori dello Stato di New York, Kathryn Hochul, e di quello del New Jersey, Phil Murphy.
L’uragano Ida ha causato 15 morti nello Stato di New York e 25 in New Jersey, dove sei persone restano ancora disperse.
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Afghanistan: Di Maio, evitare esodo di massa verso l’Ue
‘L’obiettivo è aiutare gli afghani e i Paesi confinanti in loco’
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03 settembre 2021
16:38
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L’obiettivo dell’Italia e dell’Ue è “aiutare il popolo afghano e i Paesi confinanti lì, fare in modo di poter gestire insieme, in loco, quelli che sono i flussi migratori e che possono diventare un esodo di massa verso l’Europa. Dobbiamo evitarlo e dobbiamo farlo sostenendo i progetti Onu e anche i progetti italiani di cooperazione”.
Lo afferma Luigi Di Maio al termine della riunione dei ministri degli Esteri Ue in Slovenia, prima di partire per una missione nella regione, in Qatar, Uzbekistan, Tajikistan e Pakistan.
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Italiani all’estero al voto il 3/12 per eleggere Comitati
Ne nascono altri 13,altrettante città superano i 3.000 residenti
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03 settembre 2021
17:01
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Si terranno il 3 dicembre di quest’anno le elezioni per il rinnovo di 107 Comitati degli Italiani all’Estero e di 13 nuovi Comitati, da eleggere nelle circoscrizioni consolari che hanno raggiunto e superato la soglia dei 3.000 connazionali residenti: si tratta dei Comitati di nuova istituzione che si insedieranno ad Helsinki, Capodistria, La Valletta, Mosca, Arona (nelle Canarie), Istanbul, Budapest, Santo Domingo, Casablanca, Gerusalemme, Tokyo, Singapore e Canberra.
Per partecipare al voto – precisa il decreto consolare diffuso dalla Farnesina – è necessario far pervenire apposita domanda al proprio Ufficio consolare di riferimento (via posta ordinaria, posta elettronica, Posta Elettronica Certificata, recandosi di persona in consolato o attraverso richiesta sull’applicativo informatico Fast-It) entro e non oltre il 3 novembre 2021.
Il Comitato da eleggere sarà composto di 12 o 18 membri, in base alla consistenza numerica della collettività residente.
Quest’anno le elezioni dei Comitati degli Italiani all’Estero daranno modo di sperimentare per la prima volta il voto elettronico che, in un numero limitato di Sedi diplomatico-consolari e a determinate condizioni, si affiancherà al voto per corrispondenza.
Il ministero degli Esteri sottolinea, in una nota,l’importanza della partecipazione. L’invito della Farnesina a tutti i connazionali all’estero è pertanto quello di iscriversi al voto e di contribuire attivamente a sostenere la propria collettività italiana di riferimento.
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Kristen Stewart, la mia Diana che voleva essere libera
In concorso Spencer di Larrain
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VENEZIA
03 settembre 2021
17:35
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Cosa ancora non sappiamo di un persona così mediatica, amata, popolare, fotografata, inseguita (fino alle estreme conseguenze dell’incidente stradale sotto il ponte dell’Alma a Parigi il 31 agosto 1997), vivisezionata come Lady Diana? Eppure il regista cileno Pablo Larrain, che già aveva restituito sul grande schermo un altro complesso personaggio come Jacqueline Kennedy in Jackie, ci prova di nuovo. E’ SPENCER, in concorso alla Mostra di Venezia, in cui l’ex ragazzina di Twilight ora adulta di talento Kristen Stewart letteralmente si trasforma, il broncio sul viso, la piega ai lati dei capelli imitata da migliaia di donne, lo sguardo triste nella Principessa del Galles.

Nel film, che alterna stravaganze poetiche a scene persino thriller, la Stewart indossa alcuni degli abiti che sono nell’immaginario popolare legati a Diana (una delle scene più belle è una specie di clip in cui lei danza e cambia look continuamente), ma la sua missione era un’altra a parte rievocarne la somiglianza. “Diana icona famosa, giovane bellissima ma soprattutto persona capace di stabilire, pure in una situazione così privilegiata, un contatto con le persone, un’empatia immediata, che la faceva scendere in terra, nell’ordinary people”, spiega Larrain.
Il film si concentra nel weekend in cui Diana sofferente, fragile, decise di riprendersi la vita: era il Natale del 1991 trascorso con la famiglia reale nel castello di Sandrigham nel Norfolk spartanamente tenuto al gelo per scelta della regina Elisabetta. Tre giorni di disperazione e di tentativi di smarcarsi da una famiglia che non sopportava più mentre i fotografi avevano scatti più per lei che per The Queen. “Il tocco di Diana è irraggiungibile – aggiunge Kristen Stewart – è stato un impegno grande interpretarla mi è piaciuta la sua follia, imprevedibilità, l’ansia di essere libera in un contesto che era davvero una gabbia dorata in cui anche togliersi le scarpe e correre era vietato, i suoi vestiti erano come un’armatura. Ecco spero di aver fatto capire quanto fosse vitale e libera, un’autentica outsider”.   CINEMA   SPETTACOLI MUSICA E CULTURA

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Charlene di Monaco in condizioni stabili dopo un collasso
Ricoverata per complicazioni dovute a una infezione
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JOHANNESBURG
03 settembre 2021
17:36
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La principessa Charlene di Monaco è in condizioni stabili dopo essere stata ricoverata l’altro ieri sera in una clinica in Sudafrica a seguito di un collasso. Lo riferisce la sua Fondazione.

“La principessa Charlene di Monaco è stata portata d’urgenza in ospedale in ambulanza nella tarda serata di mercoledì dopo un collasso in seguito a complicazioni dovute a una grave infezione all’orecchio, al naso e alla gola che ha contratto a maggio”, si legge nella nota della Fondazione.
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Madagascar: almeno 30mila persone al livello massimo di fame
Insicurezza alimentare riguarda oltre 1,1 milioni causa siccità
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
03 settembre 2021
17:39
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In Madagascar la siccità giunta al suo quarto anno e causata dal cambiamento climatico ha spinto almeno 30 mila persone al livello cinque di carestia, il maggiore di insicurezza alimentare secondo gli standard internazionali: l’allarme è del Programma alimentare mondiale (Pam), secondo il quale la cifra potrebbe salire in modo vertiginoso e che chiede finanziamenti per alleviare le sofferenze del popolo malgascio. Più di 1,1 milioni di persone nel Paese insulare africano stanno vivendo infatti una qualche forma di grave insicurezza alimentare e richiedono urgente assistenza alimentare, ha affermato ancora l’agenzia dell’Onu.

Gli effetti della siccità, oltre ad aver costretto le persone a mangiare locuste, foglie, fango e frutti di cactus per sopravvivere, hanno anche portato a perdite agricole fino al 60 per cento nelle province più popolate. Intervistata da Al Jazeera, Shelley Thakral, portavoce del Pam, ha affermato che la siccità sta avendo un effetto catastrofico sulla vita dei cittadini malgasci.
“Queste sono persone che vivono grazie alla terra e sono state sfollate dalla siccità. Hanno perso i loro mezzi di sussistenza, hanno dovuto vendere tutto”, ha detto Thakral. “La situazione è stata ulteriormente aggravata dalla pandemia di Covid-19. Alcuni si sono messi alla ricerca di lavoro stagionale nel turismo, ma negli ultimi 18 mesi non ci sono stati visitatori entrati nel Paese”, ha aggiunto, specificando che “questo è un momento molto critico per le persone del sud, per le comunità che dipendono da quel poco di terra che hanno e da cui purtroppo non stanno traendo alcun beneficio”.
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Casi Gb risalgono a oltre 40.000, picco da 19 luglio
Mentre il bilancio dei morti scende: 121 contro i 178 di ieri
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LONDRA
03 settembre 2021
17:43
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Risalgono a 42.076 (circa 2500 più di ieri e per la prima volta oltre quota 40.000 dal 19 luglio) i contagi giornalieri Covid alimentati dalla variante Delta nel Regno Unito e conteggiati nelle ultime 24 ore; sebbene su un numero quotidiano di test incrementato da uno a 1,15 milioni.
Mentre il bilancio dei morti torna a scendere (a 121, contro 178 di ieri) e il totale dei ricoveri si stabilizza attorno a quota 7.500: con un impatto nettamente inferiore rispetto a quello delle ondate pre vaccini della pandemia sullo sfondo d’una copertura vaccinale nazionale giunta a quasi l’80% degli over 16 con 2 dosi e a quasi il 90% con una.
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Afghanistan: Qatar auspica corridoi umanitari entro 48 ore
Lo riferisce l’inviato di Doha a Kabul
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DOHA
03 settembre 2021
17:47
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Il Qatar spera di vedere l’istituzione di corridoi per gli aiuti umanitari negli aeroporti afgani entro 48 ore. Lo ha detto l’inviato di Doha in Afghanistan ad al Jazeera.
“Speriamo di vedere l’apertura di corridoi nelle prossime 24 o 48 ore in modo che gli aiuti umanitari possano entrare attraverso l’aeroporto di Kabul – e altri aeroporti funzionanti”, ha detto Mutlaq al-Qahtani. La nazione del Golfo ha collaborato con i talebani per riaprire rapidamente l’aeroporto di Kabul, la cui chiusura dopo la partenza delle truppe statunitensi minaccia grandi sfide strategiche e umanitarie.
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Covid: Gb, niente vaccini fra i 12 e i 15 anni
Esperti Londra non li raccomandano per ragazzi e bambini sani
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LONDRA
03 settembre 2021
17:52
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Gli esperti del comitato medico-scientifico britannico indipendente che assiste il governo di Boris Johnson sulla campagna vaccinale anti Covid (Jcvi) hanno negato oggi la luce verde alla somministrazione – pur autorizzata dalle agenzie del farmaco – dei vaccini ai bambini e ragazzi sani fra i 12 e i 15 anni. Secondo l’organismo, il rapporto fra rischi e benefici per questa fascia d’età non suggerisce il via libera basato solo su considerazioni di cautela sanitaria generale, mentre la vaccinazione fra i giovanissimi rischierebbe di creare intoppi all’attività scolastica.
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Dune, il blockbuster 4.0 che fa sognare
Chalamet, questo film per me è il lavoro di una vita
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VENEZIA
03 settembre 2021
17:54
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DUNE di Denis Villeneuve è un blockbuster 4.0 fatto della stessa pasta dei sogni. Un film-monstre, passato fuori concorso al Festival di Venezia, pieno di sabbia, insetti assassini, spezie, elicotteri a forma di libellula, magia, tragedia greca, religione, culto di Mitra e ovviamente quel deserto ‘che si porta via i deboli’.
Protagonista principale Timothée Chalamet nel ruolo di una sorta di nuovo Cristo, di iniziato, di nome Paul Atreides.
Adattamento dell’omonimo romanzo di Frank Herbert, già portato sul grande schermo da David Lynch, DUNE, in sala con la Warner Bros dal 16 settembre, è ambientato in un molto lontano futuro (si parla del 10037) e racconta come il Duca Leto Atreides (Oscar Isaac), padre di Paul, abbia l’incarico di governare il pianeta Arrakis, meglio noto come Dune, un luogo dal quale scaturisce naturalmente La Spezia, preziosa droga, che si trova mischiata nella sabbia, che conferisce strani poteri.
Nonostante la pericolosità di tale incarico, Leto si trasferisce su Dune insieme alla concubina Lady Jessica (Rebecca Ferguson), al figlio Paul e i suoi più fidati consiglieri. Arrakis non è certo un luogo facile, sede di una civiltà indigena, guerriera e leale, chiamata Fremen è stata aspramente contesa per generazioni perché lì si può appunto avere il controllo de la Spezia. Ma coloro che cercano di raccoglierla devono sopravvivere al caldo inospitale del pianeta, alle tempeste di sabbia della forza degli uragani e ai monolitici vermi delle sabbia che hanno una bocca grande come uno stadio .
Per Chalamet il film “è il lavoro di una vita. Mi sono lasciato guidare da Denis e sono lieto di poter definire chi ha lavorato con me a questo come miei fratelli e sorelle. Spero ci sia la possibilità di fare un secondo capitolo”. Nel cast di DUNE, girato in Ungheria e Giordania, anche: Josh Brolin, Stellan Skarsgård, Dave Bautista, Zendaya, Chen Chang, David Dastmalchian, Sharon Duncan-Brewster, Charlotte Rampling, Jason Momoa e Javier Bardem.
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Libano: Onu, due terzi dei libanesi vive in povertà
Allarmante relazione sulla povertà multidimensionale nel Paese
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03 settembre 2021
18:00
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In Libano tre quarti della popolazione vive in povertà: è in sintesi la conclusione dell’ultima relazione della Commissione economica e sociale Onu per l’Asia occidentale (Escwa) reso noto oggi a Beirut, dove ha sede l’alto organismo delle Nazioni Unite.
Escwa ha aggiornato così la stima della povertà diffusa in Libano (74% della popolazione) rispetto alle indicazioni Onu dei mesi precedenti, che indicavano che più della metà della popolazione viveva in povertà.

Il Libano è attraversato dal 2019 dalla sua peggiore crisi economica, palesatasi ben prima della pandemia e aggravata però dalle conseguenze della diffusione del covid e delle turbolenze regionali.
“La povertà in Libano è aumentata drasticamente nell’ultimo anno, colpendo ora circa il 74% della popolazione”, ha affermato Escwa in una relazione intitolata “Povertà multidimensionale in Libano: una realtà dolorosa e prospettive incerte”.
“Tenere conto di fattori diversi dal reddito, compreso l’accesso all’assistenza sanitaria, all’istruzione e ai servizi pubblici, porta il tasso all’82% della popolazione che vive in condizioni di povertà multidimensionale”, afferma l’organizzazione. Una cifra che è quasi raddoppiata tra il 2019 e il 2021.
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Biden, è il momento del taglio delle tasse per classe media
Presidente, progressi economia ma non siamo dove dovremmo essere
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NEW YORK
03 settembre 2021
18:09
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I ricchi non pagano abbastanza tasse: “noi vogliamo una crescita economica che parta dal basso verso l’alto, non il contrario e quindi solo a beneficio dei più abbienti”. Lo afferma Joe Biden, sottolineando che ora è il momento di una riduzione delle tasse per la classe media e le famiglie che lavorano.

“Nonostante i progressi non siamo dove dovremmo essere nella ripresa economica”, prosegue Biden sottolineando che è necessario spingere sulle vaccinazioni per aiutare l’economia.
“La variante Delta è il motivo perché i dati di oggi sul mercato del lavoro non sono migliori”, aggiunge il presidente americano annunciando che la prossima settimana presenterà nuove misure per combattere Delta.
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Haiti: stop a operazioni soccorso attivate dopo il sisma
Il bilancio della scossa di 7,2 Richter è di almeno 2.200 morti
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PORT AU PRINCE
03 settembre 2021
18:13
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Le operazioni di ricerca e soccorso attivate dopo la forte scossa di terremoto di magnitudo 7,2 che ha colpito il 14 agosto scorso tre province meridionali di Haiti, si sono concluse oggi. Lo riferisce il portale di notizie Haiti Libre.

La decisione è stata adottata al termine di una riunione di lavoro promossa dalla Direzione tecnica del Centro operativo nazionale di emergenza (COUN) con i rappresentanti degli organismi nazionali e internazionali che hanno contribuito alle operazioni di salvataggio di persone ancora in vita, di recupero di cadaveri e rimozione delle macerie.
Il sisma, che è stato seguito da decine di repliche, ha causato un bilancio provvisorio di almeno 2.200 morti, moltissimi feriti e gravissimi danni in tre province del Grande Sud haitiano (Nippes, Grand’Anse e Sud).
Oltre a centinaia di civili, uomini e donne, e membri di corpi specializzati di Haiti, hanno partecipato ai soccorsi anche squadre provenienti da Colombia, Stati Uniti, Brasile, Cile, Gran Bretagna, Francia, Messico e Repubblica dominicana.
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Nigeria: si arrendono quasi 6 mila miliziani di Boko Haram
Offensiva dell’esercito nel nord-est
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03 settembre 2021
18:24
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L’esercito nigeriano afferma che quasi 6 mila miliziani di Boko Haram tra comandanti, combattenti e loro famiglie si sono arresi alle autorità nelle ultime due settimane. Lo riporta la Bbc, ricordando che anche il Camerun aveva annunciato di recente la resa di centinaia di miliziani di Boko Haram nel Paese.

In Nigeria, la bandiera bianca di massa dei membri del gruppo islamista è il risultato dell’intensa offensiva militare nel nord-est del Paese, dichiara ancora l’esercito. La morte del leader di Boko Haram Abubakar Shekau, avvenuta a maggio, potrebbe rappresentare un’altra ragione di tale fenomeno.
Molti dei miliziani di Boko Haram si sono arresi alle autorità o si sono uniti al gruppo rivale, lo Stato Islamico della provincia dell’Africa occidentale (Iswap). Le autorità nigeriane affermano di schedare coloro che si sono arresi per una possibile deradicalizzazione e riabilitazione.
Alcuni nigeriani sono però scettici sulla reintegrazione degli ex miliziani nella società, citando possibili rischi.
Secondo l’Onu, gli attacchi di Boko Haram, iniziati nel 2009, hanno causato la morte di oltre 300 mila persone, milioni sono gli sfollati in Nigeria e in diversi altri Paesi della regione del lago Ciad.
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Afghanistan: Di Maio, evitare esodo di massa verso l’Ue
‘L’obiettivo è aiutare gli afghani e i Paesi confinanti in loco’
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03 settembre 2021
18:28
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L’obiettivo dell’Italia e dell’Ue è “aiutare il popolo afghano e i Paesi confinanti lì, fare in modo di poter gestire insieme, in loco, quelli che sono i flussi migratori e che possono diventare un esodo di massa verso l’Europa. Dobbiamo evitarlo e dobbiamo farlo sostenendo i progetti Onu e anche i progetti italiani di cooperazione”.
Lo afferma Luigi Di Maio al termine della riunione dei ministri degli Esteri Ue in Slovenia, prima di partire per una missione nella regione, in Qatar, Uzbekistan, Tajikistan e Pakistan.
Il titolare della Farnesina ha ricordato che l’Italia vuole “convertire i soldi che utilizzavamo per formare l’esercito afghano in progetti di cooperazione allo sviluppo con il Pakistan, il Tajikistan, l’Uzbekistan e con altri Paesi della regione” per aiutare a gestire i flussi dall’Afghanistan. Questi Paesi, ha aggiunto Di Maio, “non possono essere lasciati soli”.
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Germania: Laschet presenta team, il primo è l’ex rivale Merz
Si occuperà di finanze, freno al debito e rispetto regole euro
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BERLINO
03 settembre 2021
18:32
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Il candidato cancelliere dell’Unione Armin Laschet presenta “la squadra del futuro”, e come primo esponente presenta Friedrich Merz, l’avvocato finanziario, che aveva sconfitto alla corsa per la guida della Cdu.
L’ex rivale di Angela Merkel, che incarnerà il volto delle politiche finanziarie ed economiche di un eventuale esecutivo Laschet, promette solide finanze: “siamo per la reintroduzione del freno al debito” e per “un euro stabile”, “con il rispetto delle regole”, ha affermato Merz.
Laschet, sotto enorme pressione a causa del drammatico calo delle preferenze, personali e di partito, punta da giorni sul team, per provare a riconquistare consensi. I socialdemocratici di Olaf Scholz sono da settimane in netto vantaggio.
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Talebani, ‘siamo entrati nel Panshir’. La resistenza nega
Saleh smentisce di essere fuggito in un messaggio alla Bbc
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ISTANBUL
03 settembre 2021
18:57
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Fonti dei Talebani, citate da Trt World, hanno rivendicato di essere entrati nella valle del Panshir, ultima sacca di resistenza in Afghanistan, sostenendo che i leader dei ribelli, Ahmed Massoud e l’ex vicepresidente Amrullah Saleh, sarebbero fuggiti, forse in Tagikistan. Il Fronte nazionale della resistenza, citato da media regionali, smentisce invece la resa.
Lo stesso Saleh, che aveva parlato poche ore fa di un isolamento di fatto della provincia con un taglio delle linee di comunicazione, ha negato la fuga in un messaggio audio alla Bbc.
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Brasile: Bolsonaro, proteste 7 settembre ultimatum a giudici
Cordone sicurezza attorno a Corte suprema per evitare invasioni
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BRASILIA
03 settembre 2021
19:12
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Il presidente brasiliano, Jair Bolsonaro, ha affermato oggi che le proteste del 7 settembre, indette dai suoi sostenitori, saranno un “ultimatum” per la Corte suprema (Std), la cui sede, a Brasilia, verrà circondata da un cordone di sicurezza contro eventuali invasioni.
“Il messaggio che darai scendendo in piazza, popolo brasiliano, sarà un ultimatum per queste due persone”, ha detto il capo dello Stato, riferendosi, senza nominarli, ai giudici Alexandre de Moraes e Roberto Barroso, due degli undici componenti della Stf con i quali Bolsonaro ha mantenuto i diverbi più accesi.

“Non possiamo ammettere che una o due persone usino il loro potere per dare una nuova direzione al nostro Paese”, ha continuato il leader di estrema destra durante una cerimonia a Tanhaçu, nell’entroterra dello Stato di Bahia.
Moraes è autore delle indagini sulle fake news a carico di Bolsonaro, mentre Barroso, che è anche presidente del Tribunale superiore elettorale (Tse), è accusato dal presidente della Repubblica di ostacolare la sua richiesta di maggiore trasparenza nel sistema di voto per favorire il suo rivale politico, Luiz Inacio Lula da Silva, alle elezioni del 2022.
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Addio a Carolyn, la cacciatrice di comete
Casalinga autodidatta, stabilì record scoperte di corpi celesti
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NEW YORK
03 settembre 2021
19:17
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Gli astronomi di tutto il mondo dicono addio alla cacciatrice di comete. Carolyn Shoemaker, una casalinga che al seguito del marito e senza aver mai studiato la scienze delle stelle si era messa a censire corpi celesti, è morta a 92 anni in un ospedale di Flagstaff, in Arizona.

Figlia di un allevatore di polli, Carolyn una volta sposata aveva lasciato il lavoro di insegnante per dedicarsi interamente alla famiglia. Solo dopo aver compiuto 50 anni era arrivata alla carriera di osservatrice delle stelle: “Per riempire il tempo con un interesse significativo”, aveva spiegato in un saggio autobiografico, dopo che il nido familiare era rimasto vuoto con la partenza della figlia minore per l’università.
Quello che era cominciato come un hobby – far da assistente al marito Eugene, noto geologo dei pianeti, in un progetto per la raccolta di dati su comete e asteroidi – ben presto si rivelò un lavoro a tempo pieno. Per molti anni Mrs. Shoemaker ha detenuto il record del maggior numero di comete scovate in cielo da un individuo: 32 tra il 1980 e il 1994, più 400 asteroidi.
La scoperta in assoluto più ‘esplosiva’ fu la cometa Shoemaker-Levy 9, i cui frammenti nel luglio 1994 si scontrarono con Giove, dando vita al più drammatico impatto cosmico nel sistema solare mai osservato da un essere umano.
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Raab a Islamabad per colloqui su Afghanistan
Qureshi, ‘necessario proteggere i diritti di tutti gli afghani’
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03 settembre 2021
19:33
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Gli ultimi sviluppi in Afghanistan sono stati discussi stamane a Islamabad durante l’incontro tra il ministro degli Esteri pachistano, Shah Mahmood Qureshi, e il collega britannico Dominic Raab.
Qureshi ha sottolineato la necessità di proteggere i diritti di tutti gli afghani e di una soluzione politica inclusiva, sostenendo di essere in stretto contatto con i partner regionali e internazionali, si legge in una nota.
Ha quindi affermato che alla luce della mutata realtà in Afghanistan, la comunità mondiale ha dovuto adottare un approccio pragmatico e pratico.
“Era essenziale rimanere impegnati per sostenere il popolo afgano, economicamente e per aiutare a ricostruire il Paese con priorità urgente”, ha aggiunto.
Qureshi ha ricordato poi che il Pakistan ha facilitato l’evacuazione di oltre 12.000 persone, tra cui personale diplomatico e di organizzazioni internazionali.
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11/9: Biden ordina la declassificazione di alcuni documenti
Per venire incontro alla richiesta delle famiglie delle vittime
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NEW YORK
03 settembre 2021
21:43
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Biden come promesso ha firmato un decreto in cui ordina la declassificazione di alcuni documenti finora top secret relativi alle indagini sugli attacchi dell’11 settembre 2001. I documenti, che secondo molti osservatori e le famiglie delle vittime potrebbero rivelare il presunto coinvolgimento dell’Arabia Saudita, saranno resi pubblici nel giro di sei mesi.
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Austin, Italia esportatore di sicurezza
Incontro tra capo Pentagono e il ministro della Difesa Guerini
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WASHINGTON
03 settembre 2021
22:12
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“L’Italia è un esportatore di sicurezza e noi apprezziamo il suo ruolo, il suo contributo internazionale”: lo ha detto il capo del Pentagono Lloyd Austin incontrando il ministro della Difesa Lorenzo Guerini. In agenda, ha detto il segretario alla difesa, anche le minacce di Russia e Cina, oltre ad Africa e Medio Oriente.
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Piano Casa Bianca da 65 miliardi contro future pandemie
‘Probabilità di un’altra peggiore del Covid’
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NEW YORK
03 settembre 2021
22:19
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La Casa Bianca propone un piano da 65 miliardi di dollari per combattere le future pandemie.
“C’è una ragionevole probabilità che una pandemia peggiore del Covid possa verificarsi nel prossimo decennio.
Per la prima volta nella storia del nostro Paese, abbiamo l’occasione di trasformare le nostre capacità” nella battaglia, afferma Eric Lander, direttore dell’Office of Science, Technology and Policy.
“Dobbiamo iniziare a prepararci ora”, aggiunge.
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Guerini, rischi infitrazioni ma dovere accoglienza afghani
‘L’Europa faccia la sua parte, l’Italia lo sta facendo’
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WASHINGTON
03 settembre 2021
22:23
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Il rischio terrorismo legato ai profughi afghani “richiede una attenzione alta ma che non neghi la responsabilita’ dell’accoglienza”: lo ha detto il ministro della difesa Lorenzo Guerini alla stampa italiana dopo l’incontro con il segretario alla difesa Usa Lloyd Austin al Pentagono. “L’Europa deve essere all’altezza dei suoi valori e fare la propria parte”, ha aggiunto, ricordando che “l’Italia la sta facendo” dopo aver accolto circa 5000 profughi e sottolineando che “dovremmo essere pronti a confrontarci con gli sviluppi della crisi”.
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Gb, blackout dei social media quando morirà la regina
Nuove rivelazioni sul piano ‘London Bridge’ del governo
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LONDRA
03 settembre 2021
22:38
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Ci sarà anche un blackout delle comunicazioni via social media da parte di tutte le istituzioni pubbliche britanniche il giorno in cui – quanto più tardi possibile, nelle speranze di tanti sudditi – la regina Elisabetta II morirà. A rivelarlo è Politico, che è stato in grado di visionare elementi inediti del cosiddetto Piano London Bridge: predisposto dal governo di Londra con ovvio anticipo in previsione di un destino che è di tutti, e le cui linee fondamentali erano peraltro già trapelate sui giornali del Regno Unito oltre 4 anni fa.

Come si sa dal 2017, la parola d’ordine con cui Buckingham Palace e Downing Street si daranno riservatamente notizia immediata dell’evento luttuoso sarà ‘London Bridge is down’: ossia ‘il Ponte di Londra è crollato’. Ora Politico aggiunge che l’informazione pubblica – destinata a essere affidata in esclusiva come primo flash all’agenzia nazionale PA – sarà poi gestita secondo paletti ben precisi dai siti web governativi e della famiglia reale. La notizia ufficiale sarà data dal portale di Buckingham Palace su sfondo nero, mentre tutti i siti istituzionali e di governo verranno contemporaneamente listati a lutto: con interruzione della diffusione di qualsiasi contenuto non urgente e sospensione temporanea della possibilità di ritwittare i messaggi.
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Austin, Italia esportatore di sicurezza
Incontro tra il capo del Pentagono e il ministro della Difesa Guerini
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WASHINGTON
03 settembre 2021
22:56
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“L’Italia è un esportatore di sicurezza e noi apprezziamo il suo ruolo, il suo contributo internazionale”, ha detto il capo del Pentagono Lloyd Austin incontrando il ministro della Difesa Lorenzo Guerini. Austin, ha poi riferito Guerini alla stampa italiana, ha rimarcato il ruolo dell’Italia come “provider di sicurezza”, anche dentro l’alleanza Atlantica, per i suoi contributi a varie missioni internazionali, non solo in termini di numeri ma anche di leadership, dal Libano all’Iraq, dalla Libia al Sahel, ove saranno possibili “interazioni con gli Usa”.
Sulle minacce di Russia e Cina “la posizione dell’Italia e’ chiara: costruire tutte le occasioni di dialogo ma grande fermezza nel tutelare la nostra sicurezza”, ha detto il ministro della difesa alla stampa italiana riferendo di aver discusso della questione con il segretario alla difesa Usa Lloyd Austin, nel quadro della “crescita della competizione globale” e di “posture potenzialmente minacciose”.
Il rischio terrorismo legato ai profughi afghani “richiede una attenzione alta ma che non neghi la responsabilita’ dell’accoglienza”, secondo Guerini dopo l’incontro con il segretario alla difesa Usa. “L’Europa deve essere all’altezza dei suoi valori e fare la propria parte”, ha aggiunto, ricordando che “l’Italia la sta facendo” dopo aver accolto circa 5000 profughi e sottolineando che “dovremmo essere pronti a confrontarci con gli sviluppi della crisi”.
“L’epilogo della missione in Afghanistan ha accelerato la riflessione su una revisione strategica della sicurezza sia in ambito Nato che Ue”, ha detto ancora Guerini ribadendo di essere a favore di un “rafforzamento della difesa europea con l’assunzione di responsabilita’ quando bisogna prendersele” ma “sempre sotto l’ombrello delle relazione transatlantiche e della Nato”.
Un tema tuttavia di cui ha riferito di non aver discusso con Austin.
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Covid, risale il numero delle vittime negli Usa: 1.500 al giorno
Più decessi negli stati del Sud con basso tasso di vaccinazione
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WASHINGTON
04 settembre 2021
00:58
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Sale il numero delle vittime di Covid-19 negli Stati Uniti, con una media di circa 1.500 morti al giorno nell’ultima settimana, dopo le circa 200 di inizio luglio.
Lo riporta il Washington Post, sottolineando che i nuovi contagi aumentano in quasi tutto il Paese ma solo alcune aree, in gran parte gli stati del Sud con tassi di vaccinazione piu’ bassi, vedono una crescita parallela di decessi.
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Sale il numero delle vittime di Covid-19 negli Stati Uniti, con una media di circa 1.500 morti al giorno nell’ultima settimana, dopo le circa 200 di inizio luglio.
Lo riporta il Washington Post, sottolineando che i nuovi contagi aumentano in quasi tutto il Paese ma solo alcune aree, in gran parte gli stati del Sud con tassi di vaccinazione piu’ bassi, vedono una crescita parallela di decessi.
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Covid, Cuba avvia vaccinazione bimbi-ragazzi da 2 a 18 anni
Sarà primo Paese a farlo. Scuole apriranno solo a fine campagna
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L’AVANA
04 settembre 2021
03:14
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Cuba ha lanciato ieri una campagna nazionale di vaccinazione contro il coronavirus per bambini e adolescenti dai due ai 18 anni, condizione fissata dal governo comunista prima della riapertura delle scuole.
Se anche altri paesi come Cina e Venezuela hanno annunciato l’intenzione di vaccinare i bambini, Cuba, di fronte a un aumento dei casi che sta scuotendo il suo sistema sanitario, è la prima a farlo.
Questa campagna, realizzata con i vaccini cubani Abdala e Soberana, riguarderà inizialmente gli adolescenti dai 12 anni in su, per poi essere estesa ai bambini dai due agli 11 anni dal 15 settembre.
Il governo cubano ha infatti deciso che le scuole non riapriranno prima di aver vaccinato tutti i bambini del Paese: una volta terminata la campagna, prevede di riaprire gli istituti in maniera graduale nei mesi di ottobre e novembre. In serata, l’agenzia regolatoria dei medicinali Cecmed ha annunciato di aver autorizzato l’uso d’emergenza del vaccino Soberana 2, uno dei vaccini che verranno utilizzati in questa campagna, per bambini e adolescenti di età compresa tra i due e i 18 anni.
L’isola da 11,2 milioni di abitanti ha registrato 672.599 casi di Covid-19, di cui 5.538 morti. All’inizio di agosto 95.100 minori cubani hanno contratto il coronavirus e sette sono morti. La composizione dei vaccini cubani, non riconosciuti dall’Oms, si basa su una proteina ricombinante, la stessa tecnica utilizzata dalla società americana Novavax.
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Gb, blackout dei social media quando morirà la regina
Nuove rivelazioni sul piano ‘London Bridge’ del governo
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LONDRA
04 settembre 2021
19:08
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Ci sarà anche un blackout delle comunicazioni via social media da parte di tutte le istituzioni pubbliche britanniche il giorno in cui – quanto più tardi possibile, nelle speranze di tanti sudditi – la regina Elisabetta II morirà. A rivelarlo è Politico, che è stato in grado di visionare elementi inediti del cosiddetto Piano London Bridge: predisposto dal governo di Londra con ovvio anticipo in previsione di un destino che è di tutti, e le cui linee fondamentali erano peraltro già trapelate sui giornali del Regno Unito oltre 4 anni fa.
Come si sa dal 2017, la parola d’ordine con cui Buckingham Palace e Downing Street si daranno riservatamente notizia immediata dell’evento luttuoso sarà ‘London Bridge is down’: ossia ‘il Ponte di Londra è crollato’.
Ora Politico aggiunge che l’informazione pubblica – destinata a essere affidata in esclusiva come primo flash all’agenzia nazionale PA – sarà poi gestita secondo paletti ben precisi dai siti web governativi e della famiglia reale. La notizia ufficiale sarà data dal portale di Buckingham Palace su sfondo nero, mentre tutti i siti istituzionali e di governo verranno contemporaneamente listati a lutto: con interruzione della diffusione di qualsiasi contenuto non urgente e sospensione temporanea della possibilità di ritwittare i messaggi.
Confermate inoltre le disposizioni sull’ultimo saluto alla regina dei record: fra l’altro con la traslazione della salma nel Palazzo di Westminster, sede del Parlamento, dove sarà istituita la camera ardente e vi sarà l’opportunità di far affluire il pubblico per tre giorni di omaggio. Mentre i funerali di Stato solenni si terranno 10 giorni dopo il decesso, sullo sfondo d’una giornata di lutto nazionale. Il piano elenca infine i passaggi formali verso la successiva incoronazione del principe Carlo, indicato personalmente nella sua veste di erede al trono. Non senza attribuire al ministero degli Esteri specifiche responsabilità per l’accoglienza di ospiti d’onore stranieri e per far fronte al previsto incremento di turisti; nonché a quello della Difesa per la cura degli aspetti cerimoniali militari delle parate funebri, incluso il fuoco a salve dei cannoni in vista delle esequie. L’accesso ai documenti consentito a Politico – nota il Guardian – non pare sia legato ad alcun allarme o ipotetico peggioramento delle condizioni della sovrana, 95 anni, quasi 70 di quali sul trono. Condizioni su cui la corte resta semmai rassicurante.
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Afghanistan: i talebani hanno cancellato murale iconico a Kabul
Dipinto dopo gli accordi di Doha, ricoperto da una scritta nera
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
04 settembre 2021
08:49
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Un iconico murale realizzato a Kabul dal collettivo di artisti ArtLords dopo gli accordi di Doha è stato cancellato dai talebani. Lo ha denunciato su Twitter uno degli autori, Omaid H.
Sharifi, che ha lasciato l’Afghanistan con la sua famiglia nei giorni scorsi.
“Hanno cominciato. I talebani hanno cominciato a dipingere sopra i nostri murales. Hanno cominciato con quello storico che ha segnato la firma degli accordi di Doha. Il murale Baradar Khalilzad non c’è più. Al suo posto una scritta in bianco e nero che dice ‘Non ti fidare della propaganda del nemico’, una citazione del mullah Haibatullah”, ha scritto l’artista pubblicando una foto dell’opera com’era accanto all’immagine del muro dopo il passaggio dei talebani.
L’opera, diventata una delle immagini simbolo degli accordi del febbraio 2020, ritraeva l’inviato speciale di Trump per l’Afghanistan, Zalmay Khalilzad, che tende la mano al mullah Abdul Ghani Baradar.
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Attacco in Nuova Zelanda, sono sette le persone ferite
Ardern: ‘Inasprimento legge anti-terrorismo entro fine mese’
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
04 settembre 2021
08:55
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Sono sette le persone accoltellate nell’attacco terroristico avvenuto ieri in un supermercato di Auckland, in Nuova Zelanda. Lo ha detto la premier Jacinda Ardern in una conferenza stampa precisando che cinque dei feriti sono stati ricoverati in ospedale e tre di questi sono in condizioni critiche.

L’identità del terrorista, un uomo di 32 anni dello Sri Lanka che è stato ucciso dalla polizia dopo l’attacco, rimane sconosciuta ma è emerso che si trovava in Nuova Zelanda da 10 anni ed era noto alla polizia da cinque, quando si era radicalizzato. Nel 2018 era stato arrestato per possesso di un coltello e per il sospetto che stesse pianificando un attentato come “lupo solitario”. Mentre si trovava in carcere, era stato ulteriormente accusato di aggressione a degli agenti, ma dopo tre anni, a luglio, era stato rilasciato. “Erano state esplorate tutte le strade per tenerlo in carcere”, ha detto Ardern annunciando entro fine mese un inasprimento del Terrorism Suppression Act, la legge anti-terrorismo.
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Massoud, non smetteremo mai di lottare contro i talebani
Capo della resistenza su Facebook: ‘Il popolo non teme minacce’
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04 settembre 2021
09:08
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Il capo della resistenza afghana contro i talebani, Ahmad Massoud, torna con un messaggio su Facebook dopo che ieri era circolata la notizia di una sua fuga in Tagikistan.
“Non rinunceremo mai alla lotta per la libertà e per la giustizia”, ;;ha scritto il figlio del leggendario ‘Leone del Panshir’, il generale Massoud.
“La lotta in Panjshir e ad Herat, con le nostre coraggiose sorelle, dimostra che il popolo non ha rinunciato a rivendicare i suoi diritti e non teme alcuna minaccia”, ha incalzato, secondo quanto riportato da Tolo news.
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Conferenza Onu per aiuti ad Afghanistan il 13 settembre
Convocata dal segretario generale Guterres a Ginevra
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
04 settembre 2021
09:25
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Una riunione internazionale per gli aiuti umanitari all’Afghanistan è stata convocata dal segretario generale dell’Onu Antonio Guterres per il 13 settembre a Ginevra. Le Nazioni Uniti chiederanno “un aumento rapido in materia di finanziamenti perché le operazioni umanitarie che salvano delle vite possano continuare”, ha detto il portavoce Stephane Dujarric.
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Attacco in Nuova Zelanda, sono sette le persone ferite
Ardern: ‘Inasprimento legge anti-terrorismo entro fine mese’
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04 settembre 2021
08:55
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Sono sette le persone accoltellate nell’attacco terroristico avvenuto ieri in un supermercato di Auckland, in Nuova Zelanda. Lo ha detto la premier Jacinda Ardern in una conferenza stampa precisando che cinque dei feriti sono stati ricoverati in ospedale e tre di questi sono in condizioni critiche.

L’identità del terrorista, un uomo di 32 anni dello Sri Lanka che è stato ucciso dalla polizia dopo l’attacco, rimane sconosciuta ma è emerso che si trovava in Nuova Zelanda da 10 anni ed era noto alla polizia da cinque, quando si era radicalizzato. Nel 2018 era stato arrestato per possesso di un coltello e per il sospetto che stesse pianificando un attentato come “lupo solitario”. Mentre si trovava in carcere, era stato ulteriormente accusato di aggressione a degli agenti, ma dopo tre anni, a luglio, era stato rilasciato. “Erano state esplorate tutte le strade per tenerlo in carcere”, ha detto Ardern annunciando entro fine mese un inasprimento del Terrorism Suppression Act, la legge anti-terrorismo.
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Perù: poche donne nel governo, ‘mea culpa’ del presidente
Dei 18 ministri, 16 sono uomini e solo due di sesso femminile
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
LIMA
04 settembre 2021
10:10
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Il presidente della Repubblica peruviano, Pedro Castillo, ha pronunciato un esplicito ‘mea culpa’ per non aver integrato un numero abbastanza alto di ministri donne nel suo governo, prevalentemente maschile.
Incontrando un gruppo di sindache peruviane in vista dei festeggiamenti per il Bicentenario dell’indipendenza nazionale.

Castillo ha assicurato che questo problema verrà risolto nelle sue scelte future, “assegnando progressivamente nel governo più voce e potere a donne con esperienza”.
In questo senso ha anche auspicato che in occasione delle prossime elezioni amministrative emergeranno più sindaci ed amministratori di sesso femminile.
Nel governo del presidente del consiglio Guido Bellido che ha giurato a fine luglio, 16 ministri sono uomini e solo due donne: la vicepresidente, Dina Boluarte, che ha anche la responsabilità del ministero dello Sviluppo e Inclusione sociale, e Anahí Durand Guevara, scelta come ministra della Donna e delle Popolazioni vulnerabili.
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
Perù: poche donne nel governo, ‘mea culpa’ del presidente
Dei 18 ministri, 16 sono uomini e solo due di sesso femminile
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LIMA
05 settembre 2021
00:52
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Il presidente della Repubblica peruviano, Pedro Castillo, ha pronunciato un esplicito ‘mea culpa’ per non aver integrato un numero abbastanza alto di ministri donne nel suo governo, prevalentemente maschile.
Incontrando un gruppo di sindache peruviane in vista dei festeggiamenti per il Bicentenario dell’indipendenza nazionale.

Castillo ha assicurato che questo problema verrà risolto nelle sue scelte future, “assegnando progressivamente nel governo più voce e potere a donne con esperienza”.
In questo senso ha anche auspicato che in occasione delle prossime elezioni amministrative emergeranno più sindaci ed amministratori di sesso femminile.
Nel governo del presidente del consiglio Guido Bellido che ha giurato a fine luglio, 16 ministri sono uomini e solo due donne: la vicepresidente, Dina Boluarte, che ha anche la responsabilità del ministero dello Sviluppo e Inclusione sociale, e Anahí Durand Guevara, scelta come ministra della Donna e delle Popolazioni vulnerabili.
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Polonia: morto un altro bambino afghano per funghi velenosi
Arrivati da Kabul con la famiglia, fratello deceduto 2 giorni fa
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
04 settembre 2021
10:38
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Un altro bambino afghano è morto in Polonia dopo aver mangiato dei funghi velenosi. Si tratta, riporta l’Associated Press, del fratello del bambino che era morto due giorni fa per la stessa causa.
Era stato sottoposto ad un trapianto di fegato ma non ce l’ha fatta.
I due piccoli, di sei e cinque anni erano arrivati con la famiglia da Kabul il 23 agosto ed erano stati messi in quarantena in una struttura per migranti nella città di Podkowa Lesna, vicino a Varsavia. Sono stati avvelenati da una zuppa preparato con funghi raccolti in un bosco da quelle parti.
Intossicata anche la sorella di 17 anni che però è guarita.
Le autorità stanno interrogando il personale del centro per accertare se ci siano delle responsabilità in termini di negligenza o “esposizione involontaria a una grave minaccia per la salute”, ha spiegato la portavoce del pubblico ministero Aleksandra Skrzyniarz.

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Covid: risalgono casi in Australia,1.756 nelle ultime 24 ore
Il più colpito dalla variante Delta è il Nuovo Galles del Sud
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
04 settembre 2021
10:38
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
Tendenza al rialzo dei contagi da Covid 19 in Australia, dove nelle ultime 24 ore si è registrato un picco di casi giornalieri: 1.756. Quasi tutti i nuovi infetti, 1.533, sono nel Nuovo Galles del Sud, dove si contano anche quattro decessi.
Lo stato australiano ancora paga le conseguenze di un focolaio della variante Delta verificatosi a metà giugno. Lo riporta il Guardian.
“La tendenza generale è un aumento lento e costante. Ecco perché la vaccinazione è così importante, così come seguire le regole”, ha dichiarato Brett Sutton, capo della sanità di Victoria, in una conferenza stampa.
Victoria, Nuovo Galles del Sud e Territorio della Capitale Australiana, che insieme ospitano quasi il 60% dei 25 milioni di australiani, sono stati sottoposti a un rigoroso lockdown per settimane.
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Vaccini: il Bahrein approva lo Sputnik Light per i richiami
Si può scegliere anche Pfizer/Biontech
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
MOSCA
04 settembre 2021
11:16
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Il Bahrein ha approvato l’uso del vaccino russo contro il coronavirus Sputnik Light per i richiami. Lo ha detto il Russian Direct Investment Fund (RDIF).

“Il Regno del Bahrein ha ufficialmente autorizzato l’uso del vaccino Sputnik Light come uno dei due possibili richiami nel programma nazionale di richiamo”, ha detto RDIF in una nota.
I residenti del Bahrain possono scegliere tra lo Sputnik Light e una dose del vaccino Pfizer/Biontech per il richiamo, si legge nella nota. Il vaccino Sputnik V è già stato approvato in 70 paesi con una popolazione totale di oltre quattro miliardi di persone, sottolinea RDIF. Dopo l’autorizzazione in Russia il 6 maggio, il vaccino Sputnik Light è stato approvato anche in Angola, Bahrain, Kazakistan, Kirghizistan, Mauritius, Nicaragua, Palestina e Venezuela.
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Vaccini: in Serbia verso produzione cinese Sinopharm
Giunta materia prima, previste 6 mln dosi entro l’anno
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04 settembre 2021
11:27
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La materia prima per la produzione del vaccino cinese Sinopharm in Serbia è giunta la notte scorsa a Belgrado. Come ha detto il ministro della sanità Zlatibor Loncar, che si è recato all’aeroporto unitamente all’ambasciatore cinese, signora Cen Bo, dalla Cina sono giunti anche esperti e specialisti che seguiranno l’intero processo di sperimentazione e inizio produzione, previsto per ottobre.

Il programma è di produrre circa sei milioni di dosi entro la fine dell’anno, destinate ai bisogni sanitari della popolazione serba, e eventualmente anche ai Paesi della regione. Il 9 settembre è previsto l’avvio dei lavori di costruzione della fabbrica dove verrà prodotto il vaccino cinese.
Il relativo accordo fra Serbia, Cina e rappresentanti degli Emirati arabi uniti è stato siglato il 12 luglio scorso.
L’ambasciatore Cen Bo ha sottolineato che la Serbia sarà il primo Paese europeo a produrre il vaccino cinese, dopo essere stato anche il primo in Europa a somministrare il vaccino Sinopharm. La Serbia nei mesi scorsi ha avviato anche la produzione del vaccino russo Sputnik V. Entrambi i vaccini vengono somministrati nel Paese balcanico, unitamente a AstraZeneca e Pfizer-BioNTech.
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Di Maio, ipotesi Doha per ricollocare ambasciata di Kabul
Ministro in Uzbekistan: ‘In Afghanistan non ci sono condizioni’
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04 settembre 2021
11:50
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“In queste ore insieme ai nostri partner ci stiamo confrontando sul luogo dove ricollocare le ambasciate. A Kabul al momento non ci sono le condizioni di sicurezza per riaprirle, per questo motivo prende sempre più consistenza l’idea di ricollocarle, in maniera temporanea, a Doha.
Ovviamente sarà una decisione da prendere insieme ai nostri principali partner, ne discuterò domani con le autorità qatarine in occasione della mia visita a Doha”. Così il ministro degli esteri Luigi Di Maio durante la sua missione in Uzbekistan.
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Usa: assalto al congresso, ‘sciamano’ si dichiara colpevole
Rischia 4 anni. Per l’avvocato è ‘un non violento’
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04 settembre 2021
12:08
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Jacob Chansley, lo ‘sciamano’ cospirazionista di QAnon che partecipo’ all’assalto di Capitol Hill indossando sul petto nudo tatuato una pelle d’orso con le corna, si è dichiarato colpevole. Lo riporta la Bbc.

Chansley, in carcere dall’attacco del 6 gennaio, è stato incriminato per sei reati federali, ma si è dichiarato colpevole solo di aver ostacolato l’attività del Congresso che doveva certificare la vittoria di Joe Biden. Per il suo avvocato Albert Watkins, lo sciamano “è una persona non violenta e pacifica, affetto da veri problemi mentali”. La sentenza a suo carico è prevista a novembre, rischia fino a 4 anni di carcere.
Finora il dipartimento di giustizia si è assicurato 50 dichiarazioni di colpevolezza tra i quasi 600 incriminati per l’assalto al Congresso.
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Talebani, non abbiamo bisogno degli Usa contro terrorismo
‘Siamo preparati a garantire sicurezza dell’Afghanistan’
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04 settembre 2021
12:37
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I talebani hanno dichiarato di “non aver bisogno degli Stati Uniti o di altri nella lotta al terrorismo” pochi giorni dopo che dal Pentagono era stata ventilata l’ipotesi di una collaborazione contro l’Isis-K.
“Siamo pienamente preparati a garantire la sicurezza dell’Afghanistan.
Non abbiamo bisogno della cooperazione degli Stati Uniti o di nessun altro Paese in questo senso”, ha detto Inamullah Samangani, membro della commissione culturale dei talebani, secondo quanto riportato a Tolo news.
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Afghanistan, i talebani raggiungono il centro Emergency nella Valle del Panshir
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04 settembre 2021
19:37
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Nella notte di sabato 4 settembre, le forze talebane si sono spinte dentro la valle del Panshir, raggiungendo il villaggio di Anabah, dove si trovano il centro chirurgico e pediatrico e il centro di maternità di Emergency. Lo rende noto in un comunicato la stessa organizzazione, che precisa: “al momento, l’attività dell’ospedale non ha subito interferenze e continua normalmente. Finora abbiamo ricevuto un numero esiguo di feriti, ma non comunichiamo i dati esatti né la provenienza dei pazienti per evitare possibili rischi di strumentalizzazione”.
I talebani hanno dichiarato di “non aver bisogno degli Stati Uniti o di altri nella lotta al terrorismo” pochi giorni dopo che dal Pentagono era stata ventilata l’ipotesi di una collaborazione contro l’Isis-K.
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“Siamo pienamente preparati a garantire la sicurezza dell’Afghanistan. Non abbiamo bisogno della cooperazione degli Stati Uniti o di nessun altro Paese in questo senso”, ha detto Inamullah Samangani, membro della commissione culturale dei talebani, secondo quanto riportato a Tolo news.

Ma il capo della resistenza afghana contro i talebani, Ahmad Massoud, torna con un messaggio su Facebook dopo che ieri era circolata la notizia di una sua fuga in Tagikistan. “Non rinunceremo mai alla lotta per la libertà e per la giustizia”, ha scritto il figlio del leggendario ‘Leone del Panshir’, il generale Massoud. “La lotta in Panjshir e ad Herat, con le nostre coraggiose sorelle, dimostra che il popolo non ha rinunciato a rivendicare i suoi diritti e non teme alcuna minaccia”, ha incalzato.
Intanto una delegazione di funzionari militari pakistani guidata dal direttore generale dell’Isi, i servizi di intelligence del Pakistan, è arrivata a Kabul. “Abbiamo lavorato per la pace in Afghanistan e lo faremo in futuro; non c’è nulla di cui preoccuparsi”, ha detto il generale Faiz Hameed parlando con i media. La delegazione dovrebbe incontrare i giornata la leadership dei talebani.
Il ministro degli esteri Luigi Di Maio, durante la sua missione in Uzbekistan, ha chiarito che “In queste ore insieme ai nostri partner ci stiamo confrontando sul luogo dove ricollocare le ambasciate. A Kabul al momento non ci sono le condizioni di sicurezza per riaprirle, per questo motivo prende sempre più consistenza l’idea di ricollocarle, in maniera temporanea, a Doha. Ovviamente sarà una decisione da prendere insieme ai nostri principali partner, ne discuterò domani con le autorità qatarine in occasione della mia visita a Doha”.
Il rischio di una escalation terroristica? “Le cellule terroristiche, dopo la lotta all’Isis, si sono spostate in altre aree del mondo, come il Sahel. Ma se l’Afghanistan diventa uno Stato fallito vi si addenseranno maggiormente, ad esempio, i campi di addestramento dei terroristi” e “potrebbero continuare a proliferare cellule terroristiche come l’Isis-K”, ha detto poi Di Maio alla festa del Fatto Quotidiano, in collegamento dal Qatar, sottolineando l’obiettivo di “non permettere” che l’Afghanistan “diventi una comfort zone dei terroristi”.
“Il riconoscimento del governo talebano è molto improbabile. Non credo che ci sia”, dice Di Maio. “Ci sono tanti interrogativi, in alcune province assistiamo al degenerare della situazione contro le donne ma anche all’uccisione di figure famose nel Paese come un comico e un musicista. La linea del governo italiano è costruire un G20 straordinario anche per evitare corse in avanti nei confronti del governo afghano”, aggiunge.
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Stella Michelin per noodle a 2,50 dlr, ambulante ora la perde
Bancarella a Singapore, era dal 2016 nella Bibbia ristorazione
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04 settembre 2021
13:09
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Il venditore ambulante di Singapore noto per aver ottenuto una stella Michelin ha perso il suo prestigioso riconoscimento. Chan Hong Meng è diventato famoso cinque anni fa quando i suoi noodle di pollo, venduti a soli 2,50 dollari, furono insigniti della stella e inseriti nella prima guida Michelin dedicata a Singapore.
Da quel giorno, riporta la Cnn, la vita dell’ambulante è cambiata: dall’umile bancarella nel quartiere di Chinatown è arrivato ad aprire ristoranti in Thailandia, nelle Filippine e in altri Paesi con il nome di Hawker Chan. Ma quando il 1 settembre è uscita l’ultima edizione della Bibbia della ristorazione, i suoi celebri noodle non c’erano più.
Secondo qualcuno la popolarità e il franchising hanno inciso sulla qualità dei piatti di Chan. Ma per l’esperto di cibo di Singapore KF Seetoh, grande amico di Anthony Bourdain, la Michelin ha “deciso di proteggere la dignità delle sue stelle” e “aiutare i ristoranti che adesso hanno bisogno”.
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Colao, la prossima Google può essere europea
NextGenEu opportunità per creare terreno fertile
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CERNOBBIO
04 settembre 2021
16:20
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L’Europa è al lavoro perchè la prossima Google possa nascere nel Vecchio Continente. “Ci sono grandi opportunità, dobbiamo usare questi fondi per rendere l’Europa un terreno fertile per far sì che la prossima giant tech sia europea, dobbiamo creare l’ambiente, l’infrastruttura, il quadro normativo e gli incentivi finanziari” perchè sia possibile, dice il ministro Vittorio Colao rispondendo a una domanda a margine del Workshop Ambrosetti.
La prossima Google, Amazon o Netflix la deciderà il mercato “ma non possiamo pensare che sia impossibile”.
La tecnologia e la digitalizzazione “possono essere un’opportunità per creare più equità e coesione sociale ma anche per ricreare un orgoglio europeo”, ha detto Colao che con la spagnola Nadia Calvino e il francese Bruno Le Maire al workshop Ambrosetti hanno fatto il punto sul Next Generation Eu. “Le quote del NGEu sono massicce, possono contribuire a un cambiamento di autopercezione dell’Europa, qualcuno la chiama indipendenza, autonomia tecnologica e strategica, qualcuno chiama sovranità ma sostanzialmente vuol dire il futuro nelle mani degli europei”.   TECNOLOGIA

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Talebani in villaggio con centro Emergency nel Panshir
Ad Anabah, ‘ospedale continua sua attività senza interferenze’
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04 settembre 2021
14:10
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Nella notte di sabato 4 settembre, le forze talebane si sono spinte dentro la valle del Panshir, raggiungendo il villaggio di Anabah, dove si trovano il centro chirurgico e pediatrico e il centro di maternità di Emergency.
Lo rende noto in un comunicato la stessa organizzazione, che precisa: “al momento, l’attività dell’ospedale non ha subito interferenze e continua normalmente.
Finora abbiamo ricevuto un numero esiguo di feriti, ma non comunichiamo i dati esatti né la provenienza dei pazienti per evitare possibili rischi di strumentalizzazione”.
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Moderna, a Ema i dati per richiesta approvazione 3/a dose
Lo comunica l’azienda in una nota
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04 settembre 2021
14:12
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L’azienda Moderna ha annunciato di aver presentato all’Agenzia europea per i medicinali (EMA) i dati per l’approvazione condizionata alla commercializzazione (CMA) per la valutazione di una dose di 50 μg per il richiamo (terza dose) del vaccino Moderna COVID-19 (mRNA-1273). Lo comunica l’azienda in una nota.
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Covid: autorità sanitarie Usa frenano su terza dose vaccino
‘Casa Bianca ridimensioni piano, forse ok solo a Pfizer’
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WASHINGTON
04 settembre 2021
15:39
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Le massime autorità sanitarie Usa (Fda e Cdc) hanno suggerito alla Casa Bianca di ridimensionare il suo piano di offrire a partire da settembre una terza dose di vaccino a otto mesi dalla seconda (il “booster”), spiegando che potrebbero essere in grado di determinare nelle prossime settimane se raccomandarla solo per chi ha ricevuto il vaccino Pfizer e probabilmente solo per alcune categorie. Le autorità regolatorie, insomma, hanno fatto sapere di avere bisogno di più tempo per raccogliere ed esaminare tutti i dati necessari.

Meno di tre settimane fa Joe Biden aveva annunciato che, previa autorizzazione della Fda, il governo dal 20 settembre avrebbe offerto il “booster” di Pfizer e Moderna, e probabilmente anche di Johnson & Johnson, partendo dalle categorie più vulnerabili.
Ora il presidente, che ha sempre detto di voler ascoltare i consigli degli scienziati, sarà costretto probabilmente a frenare la campagna, sperando di poterla iniziare almeno con Pfizer.
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Siria acconsente a transito di energia verso il Libano
Di gas da Egitto e elettricità da Giordania, malgrado sanzioni
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04 settembre 2021
15:54
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DAMASCO, 04 SET – La Siria ha acconsentito alla richiesta del Libano, che da oltre un anno è al buio con l’economia alla paralisi, di far passare attraverso le sue infrastrutture gas che Beirut vorrebbe importare dall’Egitto ed elettricità dalla Giordania, malgrado le sanzioni statunitensi al regime di Bashar el Assad.
La presidenza libanese in agosto dichiarò che Washington era d’accordo nel consentire il passaggio dell’energia in territorio siriano.
Hezbollah di recente ha inoltre dichiarato che due petroliere sono in arrivo dall’Iran.
La Siria è “pronta” ad aiutare il Libano facendo transitare l’energia sul suo territorio, ha detto un alto dirigente libanese, Nasri Khouri, che faceva parte della delegazione del governo di Beirut che ha fatto visita a Damasco. “Le parti – ha detto – si sono dette d’accordo a formare una task force per elaborare i dettagli tecnici”, evidentemente con il beneplacito degli Stati Uniti, che hanno imposto sanzioni contro il regime siriano.
Della delegazione del governo libanese a interim, accolta al confine dal ministro degli esteri siriano, Faisal Mekdad, facevano parte la vicepremier Zeina Akar, il ministro delle Finanze Ghazi Wazni, quello all’Energia Raymond Ghajar e il capo dell’agenzia d’intelligence (Gs) Abbas Ibrahim. Si tratta della prima visita libanese di alto livello dallo scoppio della guerra civile in Siria nel 2011.
La banca centrale libanese sta faticosamente cercando di finanziare l’importazione di materie prima e beni di prima necessità e di carburante. Ci sono giorni in cui i black-out elettrici arrivano a 22 ore al giorno.
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La Siria ha acconsentito alla richiesta del Libano, che da oltre un anno è al buio con l’economia alla paralisi, di far passare attraverso le sue infrastrutture gas che Beirut vorrebbe importare dall’Egitto ed elettricità dalla Giordania, malgrado le sanzioni statunitensi al regime di Bashar el Assad.
La presidenza libanese in agosto dichiarò che Washington era d’accordo nel consentire il passaggio dell’energia in territorio siriano.
Hezbollah di recente ha inoltre dichiarato che due petroliere sono in arrivo dall’Iran.
La Siria è “pronta” ad aiutare il Libano facendo transitare l’energia sul suo territorio, ha detto un alto dirigente libanese, Nasri Khouri, che faceva parte della delegazione del governo di Beirut che ha fatto visita a Damasco. “Le parti – ha detto – si sono dette d’accordo a formare una task force per elaborare i dettagli tecnici”, evidentemente con il beneplacito degli Stati Uniti, che hanno imposto sanzioni contro il regime siriano.
Della delegazione del governo libanese a interim, accolta al confine dal ministro degli esteri siriano, Faisal Mekdad, facevano parte la vicepremier Zeina Akar, il ministro delle Finanze Ghazi Wazni, quello all’Energia Raymond Ghajar e il capo dell’agenzia d’intelligence (Gs) Abbas Ibrahim. Si tratta della prima visita libanese di alto livello dallo scoppio della guerra civile in Siria nel 2011.
La banca centrale libanese sta faticosamente cercando di finanziare l’importazione di materie prima e beni di prima necessità e di carburante. Ci sono giorni in cui i black-out elettrici arrivano a 22 ore al giorno.
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Da Lisbona a Parigi, in viaggio sul treno dell’Europa
Oltre 20.000 km in 36 giorni. Domani l’arrivo in Italia
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BRUXELLES
04 settembre 2021
15:56
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Il treno ha fischiato.
Dall’Estação do Oriente di Lisbona alla Gare de l’Est di Parigi, passando per oltre 100 città in tutta Europa.
Un viaggio lungo 36 giorni e più di 20.000 km attraverso 26 Stati e 33 valichi di frontiera. E ancora mostre ed eventi ad animare il Connecting Europe Express, il treno speciale partito giovedì scorso dalla capitale portoghese che farà il suo arrivo in Italia domani alle 21.20 alla stazione di Torino Porta Nuova. Da lì muoverà per Milano e Roma per poi risalire verso Verona e Bolzano, prima di sferragliare lungo le montagne austriache.
L’iniziativa, promossa dalla Commissione Ue, si svolge nell’ambito dell’Anno europeo delle ferrovie, voluto da Bruxelles per sensibilizzare l’opinione pubblica all’uso di mezzi di trasporto sostenibili. La decarbonizzazione dell’intero settore, responsabile da solo di un quarto delle emissioni di gas serra, è cruciale per il raggiungimento degli obiettivi del Green deal: taglio delle emissioni al 2030 del 55% rispetto ai livelli del 1990 e neutralità climatica entro il 2050.
Da qui la scommessa europea sulle ferrovie, le meno inquinanti tra i mezzi di trasporto.
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Ambasciatore del Qatar, riaperto l’aeroporto di Kabul
Su Al Jazeera, ‘pronto per aiuti umanitari e voli con civili’
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04 settembre 2021
17:22
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Una squadra di tecnici è riuscita a riaprire l’aeroporto di Kabul, che è quindi pronto per sbarcare aiuti e per i voli per trasportare i civili: lo ha dichiarato l’ambasciatore del Qatar in Afghanistan, citato dall’emittente qatariota Al Jazeera.
Il diplomatico ha detto che la pista di atterraggio è stata riparata in collaborazione con le autorità talebane.

Ieri sono ripresi i voli interni in Afghanistan e l’Onu ha ricominciato a inviare aiuti umanitari attraverso l’aeroporto di Mazar-i-Sharif al nord e di Kandahar al sud.
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Francia, anti-green pass in piazza per l’8/o sabato di fila
A Parigi 5 manifestazioni, anche gilet gialli ed estrema destra
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PARIGI
04 settembre 2021
17:26
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Migliaia di oppositori al “pass sanitario”, il green pass francese, di antivax, di oppositori del presidente Emmanuel Macron e di contestatori della politica sanitaria del governo sono in piazza oggi in diverse città della Francia per l’8/o sabato consecutivo. Cinque le manifestazioni a Parigi, fra cui una di gilet gialli e una guidata dell’ex braccio destro di Marine Le Pen nel Front National, Florian Philippot, ora leader dei “Patriotes”.

Sono stati loro, i “Patriotes”, i primi manifestanti a cominciare a sfilare oggi a Parigi dalla Tour Eiffel, dove si erano dati appuntamento, fino agli Invalides. Gli slogan erano “Macron, non vogliamo il tuo pass”, “libertà libertà”.
Puntuali le tensioni al passaggio dei manifestanti davanti ai bar, che in questi giorni hanno dispiegato decine di tavolini sui marciapiede, con grande afflusso di clienti forniti di pass sanitario. I manifestanti hanno spesso fischiato e urlato slogan contro gli avventori, definendoli “collaborazionisti”. Un secondo corteo, di circa 500 gilet gialli, ha percorso le vie del centro dalla Bourse a Palais Royal, gridando slogan contro il “terrore sanitario”.
A Marsiglia, nel sud, dove si è conclusa una visita di 3 giorni del presidente Emmanuel Macron, migliaia di persone hanno sfilato dal Vecchio Porto senza mascherine, sventolando bandiere francesi. Alcune centinaia di loro hanno successivamente invaso la stazione ferroviaria di Saint-Charles.
Cortei sono previsti in circa 200 città del Paese, la polizia si aspetta fra 130.000 e 170.000 partecipanti in totale. Negli scorsi fine settimana, la partecipazione a queste manifestazioni è andata costantemente calando.
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Venezia: il giorno di Frammartino e di Banderas e Cruz
Il mio è un cinema carsico’ dice il regista de ‘Il Buco’ e sul red carpet sono tutti in tuta da speleologi. Risate a crepapelle per Competencia Official, secondo film in concorso. Fuori concorso, il documentario rock ‘Becoming Led Zeppelin’
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VENEZIA
04 settembre 2021
22:42
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E’ un cinema lontano da tutto, senza ansie, senza pressioni “oggi siamo qui ma tra 48 ore siamo di nuovo lì sotto” dice il regista Michelangelo Frammartino prendendo in prestito il linguaggio del suo film IL BUCO, in concorso a Venezia 78, secondo dei cinque italiani a debuttare in Sala Grande dopo ‘E’ stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino’. “Il mio – spiega – è un cinema carsico, sotterraneo.
Fingo di essere a mio agio qui a Venezia in realtà non lo sono, mi sento fuori da questo e anche a sorpresa in concorso, pensavamo di andare magari in altre sezioni”.
Frammartino, che ammette di essere “un po’ lentino” torna al cinema (il film, una produzione Doppio Nodo Double Bind con Rai Cinema, uscirà nel 2022 con Lucky Red) dopo 11 anni dalle Quattro volte, “nel mezzo un film non fatto, nel 2015, un lutto da elaborare”. Sul red carpet indossa tuta e caschetto come tutta la delegazione guidata dai veterani speleologi Beppe De Matteis, 86 anni, e Giulio Gècchele, 84, che nel 1961 fecero l’impresa esplorando l’allora seconda (oggi è la terza) grotta più profonda, l’Abisso del Bifurto in Calabria, 700 metri sottoterra. Con loro i non attori, i giovani speleologi come Leonardo Zaccaro e vari altri, che hanno interpretato il film, sei settimane nella cavità immensa nell’entroterra calabrese del Pollino, arrivando a toccare quota 400 (più sei settimane sopra, oltre a preparazione, montaggio, edizione).
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In concorso anche COMPETENCIA OFICIAL di Gastón Duprat e Mariano Cohn è un film delizioso che fa ridere e pensare allo stesso tempo grazie a una prova attoriale e di scrittura di altissimo livello. In concorso al Festival di Venezia per l’Argentina racconta della principale malattia della modernità: il narcisismo. Tutti ne sono affetti tanto più attori e registi, quelli di scena appunto in questa commedia dai toni surreali. Stiamo parlando di Penelope Cruz, Antonio Banderas e l’attore argentino Oscar Martinez. Partiamo dall’inizio. Un milionario è legittimamente messo in crisi dall’aver compiuto ottant’anni. Cosa fare per lasciare un segno di sè. Prima pensa di costruire un ponte da donare allo stato poi, invece, cambia idea e pensa di produrre un film di successo. Ingaggia così una singolare troupe capeggiata dalla presuntuosa regista Lola Cuevas (Cruz) dalle idee molto originali e spesso sadiche. Davanti alla cinepresa, con una sua ponderosa sceneggiatura si misurano due star tanto talentuose quanto egocentriche e vanitose: l’attore hollywoodiano Félix Rivero (Banderas), belloccio e votato ai soldi, e l’attore teatrale più stagionato e impegnato Iván Torres (Martínez) che considera il primo una star da fiction. Che succede tra i tre? Scintille, ‘una competizione ufficiale’ senza esclusione di colpi e tutta da ridere, una ‘competizione’ piena di vezzi, cattiverie, bugie, vanagloria e vanità senza limiti.
Fuori concorso il documentario rock ‘Becoming Led Zeppelin’ di Bernard MacMaho.
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Venezia: Jimmy Page, noi Led Zeppelin come mai visti
Mitico chitarrista, io autodidatta, bisogna credere nei sogni
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VENEZIA
04 settembre 2021
18:32
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Un signore gentile, con i capelli bianchi, in là con gli anni ma decisamente ben portati, la memoria di ferro e tanta voglia di raccontare. E’ Jimmy Page, si proprio il chitarrista scatenato dei Led Zeppelin, tra i fondatori della super band del rock, quello con i capelli lunghi e i vestiti stravaganti.
Accompagna Becoming Led Zeppelin, il film documentario fuori concorso a Venezia 78, il primo sui mitici in 50 anni di carriera. Il motivo lo spiega lui stesso: “in questi anni abbiamo rifiutato decine di proposte cinematografiche e approvato alla fine solo questa: l’unica con al centro la nostra musica”.
Il film portato qui da Bernard MacMahon è una specie di baule dei tesori: il regista è andato a rintracciare ogni minimo dettaglio su Page, John Paul Jones, John Bonham e Robert Plant, prima di unirsi e dopo da rock band: “un lavoro di ricerca che ci ha portati a scovare in tutto il mondo materiali moltissimi dei quali erano di fan dei Led Zeppelin che si sono offerti di aiutarci”. Per un appassionato del gruppo inglese fondato nel 1968 il film è un bengodi: vedere i quattro ragazzini alle prime armi è una delizia in bianco e nero ad esempio. Dice Jimmy Page: “ci tenevo proprio a questo, quando il film ci racconta da adolescenti appassionati di musica regala agli spettatori un grande messaggio: guardate come eravamo fanatici di musica, suonate anche voi, non abbandonate i sogni, credeteci. Io sono un autodidatta, non ho mai studiato in accademie musicali, sono cresciuto ad ascoltare musica degli altri, a fare pellegrinaggio nei negozi di dischi per cercare tutti i lavori possibili da sentire. Ed è così che tutti abbiamo imparato, anche oggi che pure ci sono tante informazioni a disposizioni, dico ai giovani la stessa cosa: lavorate su qualcosa che amate, può essere un hobby anche se il mio, cominciato a 13 anni prendendo una chitarra in mano che poi mi ha accompagnato per tutta la vita, è diventato il mestiere di una vita. Becoming Led Zeppelin – prosegue Page – è un film sull’apprendistato, sulla perseveranza e su come i sogni si possano realizzare”.
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Francia, anti-green pass in piazza per l’8/o sabato di fila
A Parigi 5 manifestazioni, anche gilet gialli ed estrema destra
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PARIGI
04 settembre 2021
19:05
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Migliaia di oppositori al “pass sanitario”, il green pass francese, di antivax, di oppositori del presidente Emmanuel Macron e di contestatori della politica sanitaria del governo sono in piazza oggi in diverse città della Francia per l’8/o sabato consecutivo. Cinque le manifestazioni a Parigi, fra cui una di gilet gialli e una guidata dell’ex braccio destro di Marine Le Pen nel Front National, Florian Philippot, ora leader dei “Patriotes”.

Sono stati loro, i “Patriotes”, i primi manifestanti a cominciare a sfilare oggi a Parigi dalla Tour Eiffel, dove si erano dati appuntamento, fino agli Invalides. Gli slogan erano “Macron, non vogliamo il tuo pass”, “libertà libertà”.
Puntuali le tensioni al passaggio dei manifestanti davanti ai bar, che in questi giorni hanno dispiegato decine di tavolini sui marciapiede, con grande afflusso di clienti forniti di pass sanitario. I manifestanti hanno spesso fischiato e urlato slogan contro gli avventori, definendoli “collaborazionisti”. Un secondo corteo, di circa 500 gilet gialli, ha percorso le vie del centro dalla Bourse a Palais Royal, gridando slogan contro il “terrore sanitario”.
A Marsiglia, nel sud, dove si è conclusa una visita di 3 giorni del presidente Emmanuel Macron, migliaia di persone hanno sfilato dal Vecchio Porto senza mascherine, sventolando bandiere francesi. Alcune centinaia di loro hanno successivamente invaso la stazione ferroviaria di Saint-Charles.
Cortei sono previsti in circa 200 città del Paese, la polizia si aspetta fra 130.000 e 170.000 partecipanti in totale. Negli scorsi fine settimana, la partecipazione a queste manifestazioni è andata costantemente calando.
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Nove sparatorie a Chicago, bimbo di 4 anni tra i 13 feriti
Raggiunto in casa da proiettili esplosi dall’esterno
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WASHINGTON
04 settembre 2021
18:52
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Almeno 13 persone, tra cui un bambino di 4 anni, sono rimaste ferite in nove sparatorie nella notte a Chicago, una delle città più violente d’America. Lo riferisce la polizia.
Il bimbo è stato portato in ospedale in condizioni critiche dopo essere stato colpito due volte alla testa mentre si trovava in casa. I proiettili sono stati esplosi dall’esterno e sono penetrati attraverso la finestra.
Nella sparatoria più intensa della notte, due uomini e tre donne sono stati colpiti da un automobilista mentre erano in mezzo alla folla. Sono tutti in discrete condizioni. E’ stato poi registrato un ferito in ciascuna delle altre sette sparatorie.
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Parigi, tafferugli a manifestazione anti-green pass
Alcuni manifestanti in centro commerciale Les Halles, respinti
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
PARIGI
04 settembre 2021
18:54
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Alcuni tafferugli sono scoppiati questo pomeriggio a Parigi quando una delle 5 manifestazioni organizzate dagli anti-green pass – un corteo autonomo partito dalla Bastiglia – ha provato ad invadere il centro commerciale di Les Halles. La polizia ha respinto i manifestanti e ci sono stati alcuni tafferugli.
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Covid, emergenza a Tokyo e dintorni fino a fine settembre
Sotto restrizioni 80% del Giappone, ma scadenza fissata al 12/9
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
04 settembre 2021
18:56
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Lo stato d’emergenza per la diffusione del Covid-19 a Tokyo e dintorni, che avrebbe dovuto scadere il 12 settembre, è stato esteso di altre due settimane fino agli ultimi giorni del mese: lo ha deciso il governo giapponese, secondo il giornale Mainichi. L’emergenza, che attualmente copra lì”80% del Giappone, resta per ora in vigore solo fino al 12 fuori dalla capitale, anche se la prossima settimana si deciderà se estenderla per alcune aree nel centro e nell’ovest del Paese, come la prefettura di Aichi, sede della Toyota.

In stato di emergenza si privilegia il lavoro da casa e i locali pubblici sono invitati a chiudere in anticipo, con restrizioni sulla vendita di alcolici.
La variante Delta ha portato una recrudescenza dell’epidemia in Giappone, che ieri ha toccato i 16.729 contagi e 63 morti.
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Kurz ribadisce, ‘profughi afghani vadano nei Paesi vicini’
‘Non devono venire in Europa. Difendere i confini’
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04 settembre 2021
19:06
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BELGRADO, 04 SET – Gli afghani che lasciano il loro Paese dovranno essere accolti negli stati confinanti e non in Europa. Lo ha ribadito il cancelliere austriaco Sebastian Kurz, secondo il quale Vienna è in contatto con tali Paesi.

Parlando oggi a Belgrado al termine di un colloquio con il presidente serbo Aleksandar Vucic, Kurz ha sottolineato l’importanza di proteggere le frontiere e contrastare il traffico di esseri umani. “Oggi la situazione ai confini della Ue è migliore rispetto al 2015. La Grecia sta facendo grandi sforzi a difesa della frontiera, e in Germania è cambiato il modo di pensare”, ha affermato il cancelliere conservatore austriaco. Kurz ha poi ribadito il pieno appoggio dell’Austria all’integrazione nella Ue della Serbia e degli altri Paesi dei Balcani occidentali.
Lo stesso Vucic si è poi espresso sui profughi afghani, affermando che la Serbia è pronta a coordinarsi con gli altri Paesi per affrontare il problema dei profughi dall’Afghanistan, ma non intende diventare “un parcheggio per migranti”. Vucic ha affermato che il suo Paese ha ricevuto finora una richiesta per accogliere circa 150 donne o ragazze di squadre calcistiche afghane. “Quelli che lasciano l’Afghanistan vogliono andare in Europa occidentale o negli Stati Uniti, in pochi intendono raggiungere i Balcani”.
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Venezia: la Regina di scacchi in thriller-horror
Fuori concorso ‘Last Night Soho’ di Edgar Wright
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VENEZIA
04 settembre 2021
19:06
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Thriller psicologico con venature horror, un pizzico di moda e tanti anni Sessanta nella sua forma più glamour, quelli della fascinosa swinging London, vissuta come realtà parallela a quella contemporanea. LAST NIGHT IN SOHO di Edgar Wright, che passa oggi Fuori Concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, si presenta così e con il valore aggiunto di avere nel cast Anya Taylor-Joy (l’attrice protagonista de LA REGINA DI SCACCHI) nel ruolo di una cantante.
A raccontare il tutto è la giovane, solitaria e timida Sandy (Thomasin McKenzie) che dalla provincia si è da poco trasferita nella capitale inglese per studiare moda e design.
E questo anche per realizzare il sogno di sua madre che si è tragicamente suicidata e che gli appare ogni tanto. Un carattere visionario, il suo, che gli fa accettare poi con una certa disinvoltura il fatto che, pur seguendo un corso di moda nella Londra contemporanea, si ritrovi quasi ogni sera in quei favolosi anni Sessanta dove la sua vita si confonde con quella della scintillante cantante Eloise (Taylor-Joy), un’artista disposta a tutto pur di sfondare. Il film, che uscirà nelle sale italiane il 4 novembre con Universal ha nel cast anche: Matt Smith, Terrence Stamp, Diana Rigg, Rita Tushingham, Michael Ajao e Synn›ve Karlsen.
Che rapporto a Taylor-Joy con il canto? “Ho sempre e solo cantato sotto la doccia: farlo sul set mi terrorizzava, ma allo stesso tempo era emozionante”.
Gli anni Sessanta? “Ho sempre amato la musica di quegli anni.
Faccio sempre playlist per i miei personaggi: questa volta la playlist era già nel film. A me la musica a recitare, a visualizzare il film nella mente”.
Mentre sulla sua strada per il successo dice: “La battaglia per farcela è qualcosa che tutti affrontiamo. Sì mi sento in sintonia con il personaggio di Eloise, con la sua fame, la sua voglia di essere parte di questo mondo, perché anche io non conoscevo nessuno nell’industria del cinema, e continuavo a sentirmi dire che dovevo essere ‘nel posto giusto al momento giusto’, ma come fai a sapere qual è il posto giusto al momento giusto? Sì proprio come lei”.
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Covid, emergenza a Tokyo e dintorni fino a fine settembre
Sotto restrizioni 80% del Giappone, ma scadenza fissata al 12/9
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
05 settembre 2021
00:50
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Lo stato d’emergenza per la diffusione del Covid-19 a Tokyo e dintorni, che avrebbe dovuto scadere il 12 settembre, è stato esteso di altre due settimane fino agli ultimi giorni del mese: lo ha deciso il governo giapponese, secondo il giornale Mainichi. L’emergenza, che attualmente copra lì”80% del Giappone, resta per ora in vigore solo fino al 12 fuori dalla capitale, anche se la prossima settimana si deciderà se estenderla per alcune aree nel centro e nell’ovest del Paese, come la prefettura di Aichi, sede della Toyota.

In stato di emergenza si privilegia il lavoro da casa e i locali pubblici sono invitati a chiudere in anticipo, con restrizioni sulla vendita di alcolici.
La variante Delta ha portato una recrudescenza dell’epidemia in Giappone, che ieri ha toccato i 16.729 contagi e 63 morti.
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Venezuela, Maduro e opposizione dialogano in Messico
Dopo due negoziati falliti, Usa e Ue tifano per un successo
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BUENOS AIRES
04 settembre 2021
19:28
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La prospettiva di un miglioramento delle condizioni di vita della popolazione venezuelana è la principale posta in gioco del secondo round di colloqui in corso a Città del Messico fra i delegati del governo del presidente Nicolás Maduro e quelli del suo principale avversario, l’autoproclamato presidente ad interim, Juan Guaidó.
Dopo i precedenti fallimenti dei negoziati nella Repubblica dominicana (2018) e a Barbados (2019), la pazienza della diplomazia norvegese e un più favorevole scenario internazionale hanno permesso di organizzare, a partire dal mese scorso, un nuovo processo negoziale, questa volta in Messico.

Al termine del primo round svoltosi nella capitale messicana dal 13 al 15 agosto, il ministero degli Esteri norvegese ha pubblicato un comunicato, a nome di Maduro e Guaidó, in cui si parla di “riunioni costruttive” e si aggiunge che “abbiamo discusso l’istituzione di un meccanismo di consultazione con attori politici e sociali che sia il più inclusivo possibile”.
Anche se dovesse davvero risultare costruttivo, notano gli analisti a Caracas, il “negoziato sarà lungo e difficile”. Ma un fatto incoraggiante è dato dal fatto che, sedendosi ad un tavolo con rappresentanti del governo e accettando di partecipare alle elezioni di novembre convocate da Maduro, l’opposizione sembra avere scritto la parola fine sul presunto governo parallelo nato dalla “ribellione” di Guaidó, sostenuta a lungo da una cinquantina di Paesi occidentali.
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Venezuela, Maduro e opposizione dialogano in Messico
Dopo due negoziati falliti, Usa e Ue tifano per un successo
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BUENOS AIRES
05 settembre 2021
00:53
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La prospettiva di un miglioramento delle condizioni di vita della popolazione venezuelana è la principale posta in gioco del secondo round di colloqui in corso a Città del Messico fra i delegati del governo del presidente Nicolás Maduro e quelli del suo principale avversario, l’autoproclamato presidente ad interim, Juan Guaidó.
Dopo i precedenti fallimenti dei negoziati nella Repubblica dominicana (2018) e a Barbados (2019), la pazienza della diplomazia norvegese e un più favorevole scenario internazionale hanno permesso di organizzare, a partire dal mese scorso, un nuovo processo negoziale, questa volta in Messico.

Al termine del primo round svoltosi nella capitale messicana dal 13 al 15 agosto, il ministero degli Esteri norvegese ha pubblicato un comunicato, a nome di Maduro e Guaidó, in cui si parla di “riunioni costruttive” e si aggiunge che “abbiamo discusso l’istituzione di un meccanismo di consultazione con attori politici e sociali che sia il più inclusivo possibile”.
Anche se dovesse davvero risultare costruttivo, notano gli analisti a Caracas, il “negoziato sarà lungo e difficile”. Ma un fatto incoraggiante è dato dal fatto che, sedendosi ad un tavolo con rappresentanti del governo e accettando di partecipare alle elezioni di novembre convocate da Maduro, l’opposizione sembra avere scritto la parola fine sul presunto governo parallelo nato dalla “ribellione” di Guaidó, sostenuta a lungo da una cinquantina di Paesi occidentali.
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Isaac-Chastain, scene da un matrimonio
Hagai Levi rilegge classico di Bergman, serie Hbo su Sky da 20/9
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VENEZIA
04 settembre 2021
19:48
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Scene da un matrimonio è un capolavoro senza tempo. Ingmar Bergman diresse la miniserie tv nel ’73, ispirandosi anche alla sua esperienza personale, alla sua relazione con Liv Ullman che con Erland Josephson fu poi la protagonista.
Da quell’opera, che fu poi ridotta anche in una versione cinematografica nel ’74 (Fellini, che era amico di Bergman, scrisse con altri una lettera all’Academy per chiedere l’inclusione agli Oscar nonostante l’uscita precedente in tv, ma invano), ci si riferisce come uno spartiacque pensando alla rappresentazione della crisi di coppia. Ma quanto è ancora attuale? Quanto ancora quello che accade dopo dieci anni insieme ai due protagonisti Marianne e Johan ossia altre storie, riavvicinamenti, litigate, rinfacci, tentativi di riprovarci, appartiene ancora alla dinamica di una relazione? Prova a rispondere Hagai Levi con una nuova attesa versione di Scene da un matrimonio, prodotta da Hbo, in onda in Italia su Sky e Now dal 20 settembre. Un remake che trasporta la vicenda in una coppia americana contemporanea: i nuovi Marianne e Johan sono Jessica Chastain e Oscar Isaac, entrambi anche produttori. A Venezia 78, unico prodotto tv della selezione, sono stati mostrati in anteprima fuori concorso due dei cinque episodi.
Nel remake Jessica Chastain interpreta Mira, una dirigente tecnologica di successo, sposata con Jonathan, un professore di filosofia interpretato da Oscar Isaac. Hanno una giovane figlia Ava, (Sophia Kopera) . “E’ come vederci attraverso una lente d’ingrandimento”, ha detto Chastain sottolineando che un ruolo come quello di Mira “capita una volta nella carriera”. La serie ha avuto l’approvazione della famiglia Bergman. In Treatment è un grande successo anche in Svezia così, ha raccontato Hagai Levi, ha ricevuto da Daniel Bergman, figlio di Ingmar e nel cda della The Ingmar Bergman Foundation, che cura l’archivio del grande regista e detiene i diritti delle sceneggiature, la proposta, sentendo che “era il momento giusto per una nuova versione di Scene da un matrimonio”. La differenza fondamentale con l’originale è un certo ribaltamento dei ruoli: sentendo l’aria del tempo è Mira-Chastain a guidare le scelte. “E’ un racconto onesto, sincero, spero faccia intendere bene – ha concluso Oscar Isaac mattatore a Venezia 78 con tre film (Il collezionista di carte, Dune e questo Scene da un matrimonio) – cosa succede quando l’amore sta finendo”.
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Migranti: nuova carovana dal sud del Messico verso gli Usa
500 persone formano la 4/a dal 28/8. Le altre fermate da polizia
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CITTA’ DEL MESSICO
04 settembre 2021
20:05
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Una nuova carovana di migranti, la quarta degli ultimi giorni, è partita oggi dalla città di Tapachula, nello Stato messicano di Chiapas alla frontiera con il Guatemala, diretta verso gli Stati Uniti. Lo scrive il quotidiano Sol de México.

Come le precedenti, si tratta di circa 500 persone di tutte le età provenienti per lo più dall’America centrale e da Venezuela, Cuba e Haiti, determinate ad attraversare tutto il territorio messicano per cercare di “toccare con mano il sogno di una nuova vita negli Usa”.
I giornalisti che seguono la carovana sostengono che è ben organizzata, disponendo di un servizio d’ordine che durante il viaggio si preoccupa in particolare di proteggere le donne e i bambini che ne fanno parte.
Tre precedenti iniziative di migranti sono state affrontate a partire dal 28 agosto da agenti dell’Istituto nazionale delle migrazioni e da uomini della Guardia nazionale, intervenuti in modo molto energico nella città di Mapastepec disperdendo e arrestando i marciatori..
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Migranti: nuova carovana dal sud del Messico verso gli Usa
500 persone formano la 4/a dal 28/8. Le altre fermate da polizia
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CITTA’ DEL MESSICO
05 settembre 2021
00:50
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Una nuova carovana di migranti, la quarta degli ultimi giorni, è partita oggi dalla città di Tapachula, nello Stato messicano di Chiapas alla frontiera con il Guatemala, diretta verso gli Stati Uniti. Lo scrive il quotidiano Sol de México.

Come le precedenti, si tratta di circa 500 persone di tutte le età provenienti per lo più dall’America centrale e da Venezuela, Cuba e Haiti, determinate ad attraversare tutto il territorio messicano per cercare di “toccare con mano il sogno di una nuova vita negli Usa”.
I giornalisti che seguono la carovana sostengono che è ben organizzata, disponendo di un servizio d’ordine che durante il viaggio si preoccupa in particolare di proteggere le donne e i bambini che ne fanno parte.
Tre precedenti iniziative di migranti sono state affrontate a partire dal 28 agosto da agenti dell’Istituto nazionale delle migrazioni e da uomini della Guardia nazionale, intervenuti in modo molto energico nella città di Mapastepec disperdendo e arrestando i marciatori.
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Di Maio, non riconosceremo il governo dei talebani
A Doha la sede provvisoria dell’ambasciata italiana di Kabul
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
04 settembre 2021
21:19
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Sarà probabilmente Doha la destinazione provvisoria dell’Ambasciata italiana di Kabul e di altre sedi diplomatiche occidentali mentre si fa remota la possibilità di un riconoscimento del governo talebano che è “molto improbabile”. E’ stato il ministro degli Esteri Luigi di Maio dall’Uzbekistan, dove è stato oggi in missione, a ribadire che nella capitale afghana “al momento non ci sono le condizioni di sicurezza per riaprirle, per questo motivo prende sempre più consistenza l’idea di ricollocarle, in maniera temporanea, a Doha”.
E a escludere la possibilità di un riconoscimento del neonato emirato islamico.
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Slovacchia revoca divieti a non vaccinati per visita Papa
Basterà un tampone negativo o un certificato di guarigione
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BRATISLAVA
04 settembre 2021
21:32
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La Slovacchia ha deciso di revocare la sua decisione di consentire solo alle persone vaccinate contro il Covid-19 la partecipazione agli eventi pubblici durante l’imminente visita di Papa Francesco, a causa del basso numero di registrazioni.
“Un test negativo o una prova di guarigione dal Covid-19 negli ultimi 180 giorni sarà sufficiente per ottenere un biglietto”, ha affermato in una nota la conferenza episcopale della Chiesa cattolica slovacca (Sbc).

Il divieto per le persone non vaccinate era stato oggetto di contestazione nello Stato membro dell’UE, dove solo il 49,5% degli adulti è completamente vaccinato, rispetto a oltre il 70% nell’UE nel suo insieme. La Slovacchia è stata particolarmente colpita dalla pandemia all’inizio di quest’anno, registrando alcuni dei tassi di contagio e mortalità pro capite più alti in Europa.
Fino ad ora, solo gli slovacchi con la vaccinazione completa contro il Covid-19 avevano potuto registrarsi per la visita papale in programma dal 12 al 15 settembre e il numero degli iscritti è stato molto inferiore al previsto.
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Slovacchia revoca divieti a non vaccinati per visita Papa
Basterà un tampone negativo o un certificato di guarigione
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BRATISLAVA
05 settembre 2021
00:51
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La Slovacchia ha deciso di revocare la sua decisione di consentire solo alle persone vaccinate contro il Covid-19 la partecipazione agli eventi pubblici durante l’imminente visita di Papa Francesco, a causa del basso numero di registrazioni.
“Un test negativo o una prova di guarigione dal Covid-19 negli ultimi 180 giorni sarà sufficiente per ottenere un biglietto”, ha affermato in una nota la conferenza episcopale della Chiesa cattolica slovacca (Sbc).

Il divieto per le persone non vaccinate era stato oggetto di contestazione nello Stato membro dell’UE, dove solo il 49,5% degli adulti è completamente vaccinato, rispetto a oltre il 70% nell’UE nel suo insieme. La Slovacchia è stata particolarmente colpita dalla pandemia all’inizio di quest’anno, registrando alcuni dei tassi di contagio e mortalità pro capite più alti in Europa.
Fino ad ora, solo gli slovacchi con la vaccinazione completa contro il Covid-19 avevano potuto registrarsi per la visita papale in programma dal 12 al 15 settembre e il numero degli iscritti è stato molto inferiore al previsto.

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Sparatoria centro Trieste: faida interna comunità kosovara
Lotta tra due famiglie integrate in città
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TRIESTE
04 settembre 2021
21:32
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Non si tratterebbe di una controversia tra kosovari e albanesi residenti a Trieste ma di una faida interna alla comunità kosovara, in particolare a una lotta tra due famiglie, quanto accaduto nella sparatoria di questa mattina a Trieste. Lo si apprende da fonti inquirenti.
Le persone coinvolte hanno tutte età compresa tra i 20 e i 40 anni e sono considerate perfettamente inserite nel tessuto sociale, si tratta in particolare di operai del settore edile.
Secondo quanto si è appreso l’antagonismo tra le due famiglie sarebbe dovuto a un appalto edile che una delle due famiglie ha sottratto all’altra secondo modalità che quest’ultima ha considerato scorrette.
Un’altra ragione sarebbe quella di un rapporto sentimentale che la ragazza di una famiglia avrebbe intrattenuto con un componente dell’altro nucleo familiare.
Quello di oggi è soltanto l’ultimo atto di una lotta tra famiglie che in passato è stata caratterizzata da risse e scontri e viene definita come una spedizione punitiva.
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11/9: Biden visiterà tutti e tre i siti con la first lady
Harris in Pennsylvania, poi col presidente al Pentagono
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WASHINGTON
04 settembre 2021
21:59
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Joe Biden e la first lady renderanno omaggio alle vittime degli attentati dell’11/9 visitando quel giorno, nel ventesimo anniversario, tutti e tre i siti degli attacchi: New York, Shanksville in Pennsylvania e il Pentagono ad Arlington, Virginia. Lo rende noto la Casa Bianca.
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La vicepresidente Kamala Harris e il marito andranno invece a Shanksville per un evento separato e poi raggiungeranno il presidente e Jill al Pentagono.
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Almeno 159 morti per i monsoni in Pakistan
E 242 feriti, a Karachi tre fulminati da fili elettrici caduti
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ISLAMABAD
04 settembre 2021
23:33
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Sono almeno 159 le vittime dei monsoni di quest’anno in Pakistan e 242 i feriti. Lo ha reso noto la National Disaster Management Authority (Ndma).

Solo oggi sono morte tre persone a Karachi, fulminate a causa di fili scoperti che scendono da pali della corrente.
Secondo i dati dell’ Ndma inondazioni e piogge hanno distrutto finora 257 case mentre altre 234 sono state parzialmente danneggiate. Danni a anche a 13 strade e 9 ponti.
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Mucca pazza: due casi in Brasile, stop all’export verso la Cina
Il Ministero assicura: nessun rischio per la salute umana
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RIO DE JANEIRO
05 settembre 2021
01:41
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Due casi atipici di mucca pazza sono stati rilevati in Brasile, con conseguente sospensione delle esportazioni di carne bovina in Cina. Lo ha detto reso noto ieri sera il Ministero dell’Agricoltura brasiliano.

Si tratta di una misura presa nell’ambito di un protocollo bilaterale esistente tra i due paesi, sebbene il dicastero abbia sottolineato che “non vi è alcun rischio per la salute umana o animale”. I due casi risultano “atipici” poiché la malattia è apparsa “spontaneamente e sporadicamente, non correlata all’ingestione di cibo contaminato”, ha spiegato un comunicato ministeriale.
I due casi di encefalopatia spongiforme bovina (Bse) sono stati identificati durante le ispezioni sanitarie negli stati di Minas Gerais e Mato Grosso in bovini anziani, viene specificato dal dicastero brasiliano. “Il Brasile non ha mai registrato un caso classico di Bse”, ha affermato il ministero, che ha notificato ufficialmente il fatto all’Organizzazione mondiale per la salute animale (Oie).
Il morbo della mucca pazza è apparso per la prima volta nel Regno Unito negli anni ’80 e si è diffuso in molti paesi d’Europa e nel mondo, provocando l’allarme dei consumatori e innescando una grave crisi nel settore della carne bovina. La malattia è stata diffusa ampiamente dagli allevatori che nutrivano il bestiame con la farina di carne e ossa di animali morti e infetti. Persone sono morte dopo aver contratto la variante umana, la malattia di Creutzfeldt-Jakob, che si ritiene si trasmetta consumando carne infetta.
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Tokyo, uomo colpisce l’auto di Takeshi Kitano a picconate
Nessun ferito nell’aggressione contro il regista giapponese
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TOKYO
05 settembre 2021
06:40
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Un individuo armato di piccone e coltello ha attaccato ieri sera a Tokyo il veicolo che trasportava il famoso regista giapponese Takeshi Kitano, senza provocare feriti. Lo rendono noto oggi i media giapponesi.

Kitano stava lasciando intorno alle 23:40 ora locale la sede dell’emittente privata Tbs, dove era appena apparso in una trasmissione in diretta, secondo l’emittente pubblica Nhk.
L’aggressore, un uomo sulla quarantina, si è precipitato sul veicolo del regista e ha iniziato a colpirlo con un piccone, danneggiando il parabrezza e altre parti. È stato arrestato sul posto ed è stato interrogato oggi dalla polizia, che ancora non ha fornito dettagli sull’accaduto.
Takeshi Kitano, 74 anni, è noto all’estero per i suoi film dall’estetica molto personale e per i personaggi tormentati, spesso caratterizzati dal mondo violento della yakuza, la mafia giapponese. In Giappone è famoso anche come comico e conduttore televisivo.
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Talebani nel Panshir, “pronti al nuovo governo”. Di Maio a Doha: ‘Famiglie afghane salve grazie alla solidarietà’
Fuga dai villaggi, rischio crisi umanitaria. Emergency continua a operare
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
05 settembre 2021
21:47
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Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha visitato il compound per la prima accoglienza e il transito dei profughi afghani di Doha. “Intere famiglie evacuate dall’Afghanistan grazie a questa solidarietà internazionale sono in salvo e possono garantire un futuro migliore ai propri figli”, ha scritto su Facebook il titolare della Farnesina dopo la sua visita.
“Durante gli incontri con le massime autorità qatarine ho comunicato loro che nei prossimi giorni abbiamo intenzione di ricollocare a Doha l’Ambasciata a Kabul”, ha aggiunto Di Maio. “Intanto anche oggi – ha proseguito il ministro – ci sono stati altri morti al confine tra Afghanistan e Pakistan a causa di un attentato”. “Con il Qatar, i Paesi limitrofi all’Afghanistan e i principali attori internazionali, oltre a costruire un percorso comune per sostenere il popolo afghano, dobbiamo intensificare le iniziative di contrasto al terrorismo. Serve il massimo impegno da parte di tutti”, ha concluso Di Maio.
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La situazione in Afghanistan – I combattenti Talebani stanno penetrando in profondità nella Valle del Panshir, l’ultimo baluardo della resistenza in Afghanistan: resistenza che fatica a tenere le proprie posizioni, mentre in molti fuggono dai villaggi, innescando una potenziale crisi umanitaria. Lo rivelano fonti locali, secondo le quali i jihadisti, ormai dotati di armi moderne confiscate all’ex esercito esercito regolare afghano e di unità di élite, avrebbero conquistato nuovi distretti nella valle.
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
Ali Maisam Nazary, portavoce della resistenza ma che non si trova nella valle, afferma che i miliziani che combattono i Talebani “non cederanno mai”, mentre l’ex vicepresidente Amrullah Saleh, che è al fianco di Ahmed Massoud – figlio del “Leone del Panshir”, Ahmed Shah Massoud, ucciso dai talebani nel 2001 -, constata che la situazione è difficile per la resistenza e parla del rischio di una “crisi umanitaria su larga scala” innescata dalle migliaia di abitanti del Panshir “sfollati dall’avanzata talebana”.
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Fino a ieri i distretti caduti nelle mani degli Styudenrti del Corano erano almeno quattro. L’unica certezza è che sono arrivati fino al villaggio di Anabah, a 25 km dall’ingresso meridionale della valle del Panshir, che è lunga 115 km. Ad Anabah sorge l’ospedale di Emergency: finora i Talebani “non hanno interferito con le attività di Emergency”, scrive l’ong fondata da Gino Strada, che aggiunge tuttavia che “molte persone hanno lasciato i loro villaggi negli ultimi giorni”.
Intanto i talebani sono pronti ad annunciare il loro nuovo governo, dopo tre settimane di gestazione: lo afferma Inamullah Samangani, membro della commissione culturale talebana, citato da Tolo News, secondo il quale l’annuncio sarà fatto a breve. Samangani ha affermato che “non ci sono ostacoli all’annuncio di un nuovo governo” e che l’annuncio avverrà a ufficialmente “a breve”. Tolo News rileva come non ci siano indiscrezioni sulla composizione dell’esecutivo.
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Ma secondo un analista afghano, Syed Ishaq Gilani, citato dall’emittente, “ci saranno decine di ministeri tecnici e ad occuparli dovrebbero essere dei tecnici competenti”. Secondo Gilani, inoltre, i Talebani “dovranno prendere in considerazione la democrazia nel futuro sistema politico”. Tolo News sottolinea la presenza a Kabul da ieri di Faiz Hameed, capo dei servizi di intelligence del Pakistan (Is), in coincidenza con gli ultimi preparativi per la formazione del governo. Hameed è stato fotografato assieme all’ambasciatore pachistano al Serena Hotel della capitale afghana.
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Afghanistan: Di Maio, 120 milioni per progetti umanitari
‘Convertiti fondi utilizzati per formazione forze sicurezza’
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
05 settembre 2021
10:07
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“L’Italia, nel corso dell’ultimo consiglio dei ministri, ha convertito i 120 milioni di euro che utilizzava per la formazione delle forze di sicurezza afghane in progetti di assistenza umanitaria”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, nel corso del Forum Ambrosetti a Cernobbio, in collegamento da Doha.

“E dopo che avremo avviato la collaborazione – ha aggiunto – ad esempio con il Pakistan, potremo avviare la fase due che ruota intorno ad un piano italiano per il popolo afghano. Il nostro Piano ha già mosso i primi passi con una riunione interministeriale coinvolgendo tutte le istituzioni, le onlus e la società civile. Stiamo cercando di fare sistema per gestire una fase completamente diversa da quella che si è conclusa”.
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Iraq: 13 poliziotti uccisi in un attacco dell’Isis
A Kirkuk, nel nord
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KIRKUK
05 settembre 2021
10:47
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Almeno 13 agenti di polizia sono stati uccisi la scorsa notte in Iraq in un attacco dell’Isis, secondo quanto reso noto da fonti mediche e di sicurezza.
L’attacco è stato compiuto contro un posto di blocco vicino a Kirkuk, nel nord del Paese.

Nonostante le autorità irachene abbiano dichiarato la vittoria contro lo Stato islamico nel dicembre del 2017, cellule dell’Isis rimangono attive nel Paese, specie in questa regione.
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Talebani in profondità in Panshir, rischio crisi umanitaria
Fuga dai villaggi. Emergency continua a operare
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KABUL
05 settembre 2021
10:50
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I combattenti Talebani stanno penetrando in profondità nella Valle del Panshir, l’ultimo baluardo della resistenza in Afghanistan: resistenza che fatica a tenere le proprie posizioni, mentre in molti fuggono dai villaggi, innescando una potenziale crisi umanitaria. Lo rivelano fonti locali, secondo le quali i jihadisti, ormai dotati di armi moderne confiscate all’ex esercito esercito regolare afghano e di unità di élite, avrebbero conquistato nuovi distretti nella valle.

Ali Maisam Nazary, portavoce della resistenza ma che non si trova nella valle, afferma che i miliziani che combattono i Talebani “non cederanno mai”, mentre l’ex vicepresidente Amrullah Saleh, che è al fianco di Ahmed Massoud – figlio del “Leone del Panshir”, Ahmed Shah Massoud, ucciso dai talebani nel 2001 -, constata che la situazione è difficile per la resistenza e parla del rischio di una “crisi umanitaria su larga scala” innescata dalle migliaia di abitanti del Panshir “sfollati dall’avanzata talebana”.
Fino a ieri i distretti caduti nelle mani degli Studenti del Corano erano almeno quattro. L’unica certezza è che sono arrivati fino al villaggio di Anabah, a 25 km dall’ingresso meridionale della valle del Panshir, che è lunga 115 km. Ad Anabah sorge l’ospedale di Emergency: finora i Talebani “non hanno interferito con le attività di Emergency”, scrive l’ong fondata da Gino Strada, che aggiunge tuttavia che “molte persone hanno lasciato i loro villaggi negli ultimi giorni”.
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Gen. Milley, condizioni per guerra civile in Afghanistan
Capo di stato maggiore esercito Usa a Fox
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
05 settembre 2021
10:52
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In Afghanistan “ci sono le condizioni per una guerra civile”, secondo il capo di stato maggiore dell’Esercito Usa, gen. Mark Milley, intervistato da Fox News.
“Non so dire se i Talebani riusciranno a governare, a consolidare il loro potere, ma vedo buone probabilità per una guerra civile estesa che potrebbe portare a una ricostituzione di Al Qaida o a una crescita dell’Isis o di altri gruppi terroristici”, ha detto il militare americano.
Milley ha ribadito che il terrorismo potrebbe “risorgere” nella regione “entro 12 o 24 o 36 mesi”.
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Iraq: 13 poliziotti uccisi in un attacco dell’Isis
A Kirkuk, nel nord
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KIRKUK
05 settembre 2021
11:00
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Almeno 13 agenti di polizia sono stati uccisi la scorsa notte in Iraq in un attacco dell’Isis, secondo quanto reso noto da fonti mediche e di sicurezza.
L’attacco è stato compiuto contro un posto di blocco vicino a Kirkuk, nel nord del Paese.

Nonostante le autorità irachene abbiano dichiarato la vittoria contro lo Stato islamico nel dicembre del 2017, cellule dell’Isis rimangono attive nel Paese, specie in questa regione.
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Montenegro: insediato nuovo metropolita Joanikije
In cerimonia a Cetinje, assediata da manifestanti antiserbi
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BELGRADO
05 settembre 2021
11:00
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Il nuovo metropolita ortodosso del Montenegro Joanikije è stato ufficialmente intronizzato nel corso di una cerimonia nel monastero di Cetinje, località nel sud del Paese, antica capitale reale del Montenegro, che ospita attualmente la residenza ufficiale della presidenza montenegrina.
A presiedere la cerimonia religiosa è stato il patriarca serbo ortodosso Porfirije, alla presenza di un ristretto numero di fedeli e del personale del monastero.
Le decine di vescovi e altri esponenti religiosi, unitamente a ospiti civili, che dovevano assistere alla cerimonia, non hanno potuto raggiungere Cetinje a causa di blocchi stradali e barricare erette da migliaia di manifestanti nazionalisti antiserbi, ostili alla politica di Belgrado e contrari all’elezione di Joanikije, considerato diretta emanazione di Belgrado e della sua politica espansionistica.
Joanikije, che subentra al metropolita Amfilohije, morto lo scorso anno per le conseguenze del Covid, è stato eletto lo scorso marzo nel corso dei lavori del Sinodo della Chiesa ortodossa serba.
Il Montenegro non dispone ufficialmente di una propria Chiesa autonoma, e una Chiesa ortodossa montenegrina sorta nel Paese è ritenuta illegale. Per l’insediamento del nuovo metropolita, le campane di tutte le chiese del Montenegro hanno suonato a festa.
Una cerimonia parallela si è tenuta alla cattedrale della capitale Podgorica, dove per Belgrado era presente il ministro per l’innovazione tecnologica Nenad Popovic.
Il patriarca Porfirije e il metropolita Joanikije si recheranno a Podgorica a metà giornata, per partecipare a un pranzo in loro onore. Stamane erano giunti a Cetinje in elicottero, a causa dei blocchi stradali.

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Tunisia: Saied a delegazione Usa, nessun colpo di Stato
“Sovranità appartiene al popolo”, ha ribadito il Presidente
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TUNISI
05 settembre 2021
11:00
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Il Presidente tunisino, Kais Saied, nel ricevere una delegazione del Congresso degli Stati Uniti a Tunisi, ha riaffermato che le decisioni eccezionali dello scorso 25 luglio, di licenziare il premier e sospendere i lavori del parlamento per 30 giorni, poi rinnovate “fino a nuovo avviso” sono state adottate “nel pieno rispetto della Costituzione, al contrario delle accuse infondate di colpo di Stato, e riflettono la volontà del popolo e mirano anzi proteggere lo Stato”. Lo si legge in un comunicato della presidenza tunisina.

La nota sottolinea come l’incontro, avvenuto a Palazzo di Cartagine, con la delegazione guidata dai dai senatori Chris Murphy e Jon Ossof, sia stata soprattutto un’opportunità per smentire alcune inesattezze e false notizie: “Parlano di colpo di stato, solo che non capiscono la legge e la distorcono. Un colpo di Stato avviene al di fuori del quadro costituzionale mentre io ho applicato un testo della Costituzione per salvare la Tunisia da un pericolo imminente”, ha detto Saied, in riferimento alla crisi sanitaria e a una classe politica che “ha affamato il popolo tunisino”. “Ho dovuto sequestrare la costituzione che mi consente di prendere provvedimenti eccezionali, nel rispetto del testo e delle sue disposizioni, ma anche dell’etica”, ha ribadito il presidente tunisino.
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Pakistan: attacco suicida vicino al confine afghano, 3 morti
A Quetta. Rivendicano i Talebani pachistani (Ttp). 20 i feriti
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ISLAMABAD
05 settembre 2021
11:23
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Almeno tre membri delle forze di sicurezza pachistane sono rimasti uccisi e altre 20 persone ferite in un attacco suicida, rivendicato dai talebani pachistani del Ttp, non lontano dal confine afghano a un posto di blocco a Quetta, nel Beluchistan, nell’ovest del Pakistan. Lo fa sapere la polizia pachistana.

Da parte sua Tehrik-e-Taliban Pakistan (Ttp) ha dichiarato: “Un nostro combattente con indosso un corpetto esplosivo ha colpito un posto di blocco della polizia di frontiera a bordo di un veicolo riempito di esplosivo. Oltre 25 agenti sono stati uccisi”, ha aggiunto, anche se quest’ultima informazione non è confermata.
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Di Maio, lotta al terrorismo rimane fondamentale
Oggi colloqui in Qatar sulla situazione in Afghanistan
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05 settembre 2021
12:06
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“La lotta al terrorismo rimane fondamentale: c’è in ballo la sicurezza dell’Afghanistan, ma anche di tutta l’Ue, e non possiamo permetterci di abbassare la guardia”. Lo scrive su Facebook il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, spiegando gli argomenti dei colloqui che ha in programma oggi con le autorità del Qatar durante la tappa a Doha della sua missione nella regione.
“Oggi missione in Qatar, da tempo ormai centro nevralgico delle relazioni di tutto il mondo con l’Afghanistan”, scrive Di Maio, che poi aggiunge: “Dobbiamo continuare a lavorare su quattro fronti: lotta al terrorismo; accoglienza e sostegno ai civili afghani; corridoi umanitari tramite Paesi terzi; supporto alle organizzazioni umanitarie sul posto. Punti cardine che sono stati anche al centro dei colloqui che ho avuto ieri in Uzbekistan e Tajikistan con i rappresentanti delle Istituzioni locali”.
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Muore a 39 anni Sarah Harding cantante delle ‘Girls Aloud’
‘Ha lottato con forza’ contro il tumore, la diagnosi un anno fa
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05 settembre 2021
17:15
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E’ morta, all’età di 39 anni, l’ex cantante del gruppo pop britannico ‘Girls Aloud’ Sarah Harding, a causa di un tumore contro cui combatteva da tempo. Lo ha annunciato la madre della cantante con un post su Instagram.
La diagnosi di cancro al seno era stata resa nota un anno fa.
“Molti di voi erano al corrente della battaglia di Sarah contro il cancro e sanno cha ha lottato con tutte le sue forze fino all’ultimo giorno”, ha scritto la madre dell’artista. Il gruppo ‘Girls Aloud’, per un periodo considerato anche rivale delle ‘Spice Girls’, era composto da cinque ragazze -Sarah Harding, Nadine Coyle, Nicola Roberts, Cheryl Tweedy e Kimberley Walsh- e conobbe un decennio di successo nei primi anni 2000, prima che si sciogliesse nel 2013, con diversi brani che scalarono le classifiche britanniche, come il pezzo dal titolo ‘Sound Of The Underground’ che fu numero uno nel Natale 2002.
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Afghanistan: Di Maio, ambasciata italiana si sposta a Doha
Il ministro: ‘Lo abbiamo riferito alle autorità del Qatar’
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05 settembre 2021
17:20
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“Abbiamo riferito alle autorità qatarine che abbiamo intenzione di sostare l’ambasciata che era a Kabul qui a Doha come ufficio diplomatico per continuare a seguire la crisi afghana”. Lo annuncia il ministro degli Esteri Luigi Di Maio che ha lasciato da poco il Qatar – dove ha incontrato tra gli l’altri l’Emiro e il ministro degli Esteri – per recarsi in Pakistan, prossima tappa della sua missione nella regione.
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Afghanistan: poliziotta uccisa dai talebani
Lo denunciano i familiari della donna. ‘Freddata in casa’
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05 settembre 2021
17:26
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Una poliziotta è stata uccisa dai talebani in Afghanistan. Lo hanno denunciato i familiari della donna alla Bbc.
L’agente, Banu Negar, è stata freddata nella sua casa di fronte ad alcuni parenti a Firozkoh, capitale della provincia centrale di Ghor.
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Il nuovo governo dei talebani, annunciato da giorni come imminente, sembra ancora in alto mare mentre si inasprisce la battaglia per la conquista della Valle del Panshir e gli Stati Uniti evocano lo spettro di una “guerra civile” dagli esiti imprevedibili. E’ un’Afghanistan molto vicino al caos e molto lontano dalla “sicurezza” e dall’ “inclusività” promesse dal mullah (e probabile prossimo capo politico) Abdul Ghani Baradar quello che mostrano le confuse notizie che filtrano dal Paese, dove la macchina repressiva degli studenti coranici si è già messa in moto offuscando quel volto moderato che i nuovi padroni di Kabul stanno cercando di vendere al mondo.
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Sudafrica: Zuma in libertà vigilata per motivi di salute
E’ ricoverato in ospedale dal 6 agosto
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JOHANNESBURG
05 settembre 2021
17:37
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L’ex presidente sudafricano Jacob Zuma, in prigione dall’8 luglio per oltraggio alla giustizia, ha ottenuto la libertà vigilata per motivi di salute.
Lo hanno annunciato oggi le autorità carcerarie del Sudafrica.

Zuma, 79 anni, sta scontando una pena di 15 mesi per essersi rifiutato di comparire davanti ad una commissione d’inchiesta sulla corruzione dello Stato durante la sua presidenza dal 2009 al 2018. Il suo agosto era uscito per essere ricoverato in ospedale per ragioni che non sono state rese pubbliche.
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Golpe in Guinea, ‘catturato il presidente Condè’
Caos a Conakry, la rivolta guidata dal capo delle forze speciali
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05 settembre 2021
20:42
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Colpo di Stato oggi in Guinea, dove il capo delle forze speciali militari, il tenente colonnello Mamady Doumbouya, un ex ufficiale della Legione straniera, ha annunciato alla tv di Stato di avere “sciolto il governo e annullato la Costituzione” e di avere catturato il presidente Alpha Conde.
Doumbouya ha detto di aver rovesciato il governo a causa della “cattiva gestione”, al termine di una giornata confusa di spari e paura per gli abitanti della capitale e di notizie contrastanti.
Testimoni hanno riferito di spari fin dalla prima mattinata e militari nelle strade del centrale quartiere di Kaloum, dove si trovava il presidente. Poi i golpisti hanno proclamato la sua cattura mentre, nelle stesse ore, dal governo giungevano annunci di un tentativo respinto con l’arresto di 25 ribelli.
L’Onu ha condannato l’azione, chiedendo la liberazione di Conde. Nelle strade deserte si aggirano solo uomini in divisa. I civili si tengono al sicuro, compresa la nazionale di calcio del Marocco che domani avrebbe dovuto disputare con la Guinea una partita di qualificazione per i Mondiali, rimasta chiusa in albergo in attesa di un volo che la riporti a casa.
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Venezia: Tim Roth, violenza e libertà a Acapulco
Sundown di Michel Franco sulla quotidianità del male in Messico
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VENEZIA
05 settembre 2021
19:04
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Dopo il Leone d’argento con il thriller distopico Nuevo Orden, conquistato lo scorso anno a Venezia 77, il messicano Michel Franco è tornato a Venezia con il suo nuovo film Sundown, in gara per il Leone d’oro, girato a tempo di record. Un dramma più intimo e personale, evidentemente urgente, in cui dirige Tim Roth, amico di vecchia data da quando 10 anni fa quest’ultimo da presidente di giuria a Un Certain Regard sostenne After Lucia facendogli vincere il primo premio, diventando poi anche produttore dei suoi film.

In Sundown, Tim Roth – è tra gli attori più versatili del cinema capace di alternare Tarantino e Wender – interpreta un uomo ricco londinese in piena crisi esistenziale durante una vacanza con la sua famiglia ad Acapulco (interpretata da Charlotte Gainsbourg, Albertine Kotting McMillan e Samuel Bottomley). La notizia dall’Inghilterra di una persona in gravi condizioni di salute spezzerà la magia assolata del mare messicano e dividerà il gruppo per sempre. Tim Roth, Neil, resterà ad Acapulco con uno stratagemma, mentre gli altri partiranno: da quel momento per lui comincia un’altra vita ma, senza rivelare i tanti colpi di scena, non sarà una passeggiata.
In questa storia due sono i veri protagonisti: Acapulco e la violenza, sottintesa, quotidiana, pronta ad esplodere. “Non dovrebbe essere essere accettata come normalità e invece di fatto nel mio paese lo è”, spiega Michel Franco la cui fonte, parziale, di ispirazione è stata lui stesso vittima di un tentativo violento di rapina da due banditi travestiti da poliziotti.
42 anni, nativo di Città del Messico, Franco, racconta di aver vissuto “una crisi personale alla boa dei 40 anni, è stato il momento delle grandi domande e altrettanto grandi paure”‘. Tutte riversate sul personaggio di Tim Roth che infatti aggiunge “mi è rimasto nel cuore così come il paesaggio. Ho adorato il modo in cui abbiamo filmato tutto”. Michel Franco ha scelto di realizzare il film tra la gente “per restituire quest’atmosfera di violenza palpabile e feroce che è nella quotidianità delle persone”.
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Usa: sparatoria in Florida, ‘survivalista’ uccide 4 persone
Anche un bimbo tra le braccia della madre. Si è arreso ad agenti
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WASHINGTON
05 settembre 2021
20:50
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Un uomo con giubbetto antiproiettile che si è definito un survivalista, ossia pronto ad un mondo post apocalittico, ha ucciso a colpi d’arma da fuoco quattro persone, tra cui un bimbo tra le braccia della madre, ferendo anche una ragazzina di 11 anni, a Lakeland, Florida. Lo rende noto lo sceriffo della contea di Polk.

L’assalitore ha ingaggiato un conflitto a fuoco con gli agenti, prima di essere ferito e arrendersi, ma in ospedale ha tentato di rubare una pistola ad un poliziotto. Ha confessato di fare uso di metadone.
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Golpe in Guinea: ‘Catturato il presidente Condè’
Caos a Conakry, la rivolta guidata dal capo delle forze speciali
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05 settembre 2021
21:20
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Colpo di Stato oggi in Guinea, dove il capo delle forze speciali militari, il tenente colonnello Mamady Doumbouya, un ex ufficiale della Legione straniera, ha annunciato alla tv di Stato di avere “sciolto il governo e annullato la Costituzione” e di avere catturato il presidente Alpha Conde.
Doumbouya ha detto di aver rovesciato il governo a causa della “cattiva gestione”, al termine di una giornata confusa di spari e paura per gli abitanti della capitale e di notizie contrastanti. Testimoni hanno riferito di spari fin dalla prima mattinata e militari nelle strade del centrale quartiere di Kaloum, dove si trovava il presidente.
Poi i golpisti hanno proclamato la sua cattura mentre, nelle stesse ore, dal governo giungevano annunci di un tentativo respinto con l’arresto di 25 ribelli.
L’Onu ha condannato l’azione, chiedendo la liberazione di Conde. Nelle strade deserte si aggirano solo uomini in divisa. I civili si tengono al sicuro, compresa la nazionale di calcio del Marocco che domani avrebbe dovuto disputare con la Guinea una partita di qualificazione per i Mondiali, rimasta chiusa in albergo in attesa di un volo che la riporti a casa.
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Messico: polizia disperde carovana di 400 migranti
Volevano raggiungere a piedi il confine con gli Usa
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05 settembre 2021
21:27
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La polizia messicana ha disperso oggi una carovana di circa 400 migranti, principalmente centroamericani, che speravano di raggiungere a piedi il confine con gli Stati Uniti.
Gli agenti hanno intercettato il gruppo quando stavano per lasciare la città di Huixtla, nello Stato meridionale del Chiapas, bloccando le strade e l’autostrada e arrestando alcune persone.
Le persone che componevano la carovana erano quasi tutte di El Salvador, Honduras, Guatemala, Haiti e Venezuela.
Attivisti e funzionari delle Nazioni Unite che viaggiano con loro hanno denunciato l’uso eccessivo della forza. Due agenti sono stati sospesi per aver investito uno dei migranti.
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Montenegro: 60 feriti e otto arresti in scontri Cetinje
Da Usa e Ue appelli alla calma e a convivenza pacifica
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05 settembre 2021
21:31
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BELGRADO, 05 SET – Sono state 60 le persone che tra ieri e oggi hanno dovuto far ricorso alle cure dei medici in conseguenza delle proteste antiserbe e degli scontri avvenuti a Cetinje, in Montenegro, in occasione dell’insediamento del nuovo metropolita ortodosso Joanikije.
Come ha riferito il sito della radiotelevisione montenegrina Rtcg, che cita fonti ospedaliere, si tratta di 30 manifestanti e 30 poliziotti, quattro dei quali sono stati ricoverati in ospedale.

Gli arresti sono stati otto, fra i quali un consigliere del presidente montenegrino Milo Djukanovic, ritenuto fra gli ispiratori delle proteste. Condanna degli incidenti sono giunte dall’ambasciata Usa a Podgorica, dalla rappresentanza Ue e dalle ambasciate di vari Paesi, fra cui l’Italia, con appelli alla calma e alla convivenza pacifica fra le varie componenti etniche.
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Portavoce della resistenza ucciso dai talebani
In uno scontro nel Panshir
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05 settembre 2021
21:44
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Il portavoce della resistenza in Afghanistan e noto giornalista, Fahim Dashti, è stato ucciso oggi in uno scontro con i talebani nel Panshir. Lo ha riferito una fonte a Tolonews.
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Afghanistan, talebani: preso il totale controllo del Panshir
La resistenza annuncia l’uccisione del suo alto comandante Dashtay
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06 settembre 2021
08:03
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I talebani hanno annunciato di aver preso il controllo “totale” della valle del Panshir, ultima sacca di resistenza contro di loro da quando hanno preso il potere in Afghanistan a metà agosto. “Con questa vittoria il nostro Paese è ora completamente fuori dal marasma della guerra”, ha detto in una nota il principale portavoce dei talebani Zabihullah Mujahid.
“Alcuni degli insorti sono stati sconfitti mentre i rimanenti sono fuggiti dalla valle”, ha detto Mujahid assicurando alla gente del Panshir che non ci saranno discriminazioni nei loro confronti: “Voi siete tutti nostri fratelli; serviremo insieme per un obiettivo e una nazione”. Il Fronte di resistenza nazionale (Nfr) dell’Afghanistan ha annunciato l’uccisione del suo alto comandante Fahim Dashtay nell’attacco dei talebani. Nel frattempo un portavoce dell’Nrf in un messaggio su Twitter ha affermato: “Siamo bombardati da droni pakistani, siamo sotto l’invasione diretta dell’Isi (agenzia pakistana di spionaggio)”.
La forza di resistenza anti-talebana nella valle afghana del Panshir, ha reso noto che continuerà a combattere: poche ore dopo l’annuncio dei talebani di aver preso il controllo “totale” della valle, il Fronte di resistenza nazionale (Nfr) ha affermato di essere presente in “posizioni strategiche” in tutta la valle, aggiungendo che “la lotta contro i talebani e i loro partner continuerà”.
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Il nuovo governo dei talebani, annunciato da giorni come imminente, sembra ancora in alto mare mentre si inasprisce la battaglia per la conquista della Valle del Panshir, dove è stato ucciso il portavoce della resistenza, e gli Stati Uniti evocano lo spettro di una “guerra civile” dagli esiti imprevedibili. E’ un Afghanistan molto vicino al caos e molto lontano dalla “sicurezza” e dall’ “inclusività” promesse dal mullah (e probabile prossimo capo politico) Abdul Ghani Baradar quello che mostrano le confuse notizie che filtrano dal Paese, dove la macchina repressiva degli studenti coranici si è già messa in moto offuscando quel volto moderato che i nuovi padroni di Kabul stanno cercando di vendere al mondo. Oggi una poliziotta incinta di otto mesi è stata uccisa a colpi d’arma da fuoco nella sua casa di fronte ai familiari e ha appena visto la luce un decreto che vieta le classi miste nelle università e impone il niqab alle studentesse.
La nebbia che circonda la formazione della struttura teocratica che guiderà il nuovo Emirato islamico racconta di probabili contrasti e lotte di potere tra le anime della complessa ragnatela tribale che pervade il Paese. Le uniche certezze sono quelle di Hibatullah Akhudzada come guida suprema, e di Baradar, co-fondatore dei talebani, come capo politico. In primo piano anche il figlio del defunto mullah Omar, Mohammad Yakoob e Sher Mohammad Abbas Stanikzai, vice capo dell’ufficio politico di Doha. Per il resto non trapela nulla, a parte il fatto che di donne al governo non se ne parla. Intanto la guerra di propaganda va di pari passo con quella di posizione per la conquista del Panshir, dove sono arroccate le forze del Fronte nazionale della resistenza (Fnr) guidate da Ahmad Massoud e dall’ex vicepresidente Amrullah Saleh. I talebani hanno annunciato che le loro forze sono penetrate nella capitale provinciale Bazarak. Una notizia impossibile da verificare, mentre una fonte ha riferito a Tolonews dell’uccisione, proprio in uno scontro con i talebani nel Panshir, del portavoce della resistenza in Afghanistan e noto giornalista, Fahim Dashti.
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Guinea: nazionale di calcio del Marocco bloccata in hotel
Federcalcio marocchina sta organizzando rientro in patria
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
05 settembre 2021
21:52
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La squadra nazionale di calcio del Marocco è “al sicuro” in un hotel di Conakry, la capitale della Guinea dove è in corso un colpo di Stato. Il Marocco domani avrebbe dovuto affrontare la Guinea in una partita per le qualificazioni ai Mondiali 2022.

Secondo quanto riferito da un funzionario della federcalcio marocchina, Mohamed Makrouf, all’agenzia AFP i componenti della nazionale “sono al sicuro e attualmente si trovano in un hotel lontano dal centro degli scontri”. La federazione “sta lavorando per evacuare la squadra oggi. C’è già un aereo in aeroporto”, ha aggiunto.   CALCIO

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Venezuela: Maduro, ‘Guaidó è stato sconfitto e pagherà’
Per il capo dello Stato la giustizia forse tarderà, ma arriverà
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CARACAS
05 settembre 2021
22:25
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Il presidente venezuelano Nicolás Maduro ha sostenuto che “in Venezuela non è mai esistita una dualità politica” frutto di un governo parallelo al suo, assicurando che “sì c’è stata una campagna brutale che ha sfiorato la stupidità con una persona che si è creduta presidente” ad interim del Paese.
In una intervista con la tv statale Vtv, Maduro ha aggiunto che “gli Stati Uniti si sono scelti un fantoccio, un burattino (il riferimento è al leader oppositore Juan Guaidó, ndr.) per ottenere un rovesciamento di un governo nazionale e la distruzione della rivoluzione”.

Per la storia del Venezuela, ha proseguito, Guaidó “è stato schiacciato, sconfitto come protagonista di un tentativo di grave ingerenza nella politica interna del Venezuela”.
Ad una domanda dell’intervistatore riguardante una possibile “impunità” per Guaidó nell’ambito del negoziato in corso in Messico, il capo dello Stato ha assicurato che “non ci sarà impunità né in Messico, né su Marte”.
“Ci deve essere una giustizia severa – ha aggiunto – per i molti danni che lui ed i suoi hanno fatto al nostro Paese, con l’alienazione incoraggiata delle compagnie venezuelane Citgo e Monomeros, il blocco di oltre 8.000 milioni di dollari all’estero e di 2.200 milioni di dollari d’oro congelato nella Banca d’Inghilterra. E per le sanzioni che hanno proibito le esportazioni ed il libero commercio per il Venezuela”.
“Magari forse la giustizia tarderà – ha concluso – ma sono certo che ad un certo punto arriverà”.
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Soldi per onorificenze, bufera sulla fondazione di Carlo
Si dimette uno dei più stretti collaboratori del principe
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
05 settembre 2021
22:25
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Uno dei più stretti collaboratori del principe Carlo, che è stato a lungo il suo assistente personale (valet), Michael Fawcett, si è dimesso dall’incarico di chief executive della ‘The Prince’s Foundation’ in seguito a sospetti che abbia facilitato una onorificenza reale per un businessman saudita e donatore della stessa Fondazione. Fra i primi a darne notizia il Sunday Times, secondo cui il tycoon saudita Mahfouz Marei Mubarak bin Mahfouz avrebbe pagato decine di migliaia di sterline a ‘facilitatori’ per ottenere il titolo di Cbe, poi in effetti consegnatogli dal principe Carlo in una cerimonia privata a Buckingham Palace nel novembre 2016.
L’evento – scrive il domenicale del Times – non fu pubblicato sulla ‘Court Circular’, una sorta di pubblicazione ufficiale su cui compare la lista degli impegni reali. L’accusa a Fawcett è di aver coordinato il sostegno per il conferimento dell’onorificenza, stando alla stampa britannica.
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Guinea: golpisti annunciano coprifuoco in tutto il Paese
Francia condanna ‘tentato’ golpe, ‘liberate Condè’
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CONAKRY
05 settembre 2021
23:18
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Le forze speciali che hanno preso il potere in Guinea, arrestando il presidente Alpha Condè, hanno annunciato un coprifuoco nazionale “fino a nuovo avviso” e la sostituzione dei governatori con i militari.
La giunta ha anche affermato in una dichiarazione letta alla televisione di Stato che convocherà i ministri del gabinetto di Condè e altri alti funzionari alle 11 di domani mattina, ora locale (le 13 in Italia), nella capitale Conakry.

La Francia ha intanto condannato, attraverso il suo ministero degli Esteri, “la tentata presa del potere con la forza” in Guinea e ha chiesto “il rilascio immediato e incondizionato del presidente Condé”.
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Afghanistan: Onu, da talebani impegno per accesso aiuti
‘Garanzie per sicurezza operatori, uomini e donne’
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
05 settembre 2021
23:20
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I talebani, in un incontro con il capo delle azioni umanitarie delle Nazioni Unite a Kabul, si sono impegnati a garantire la sicurezza degli operatori umanitari e l’accesso agli aiuti in Afghanistan: lo ha detto una portavoce delle Nazioni Unite.
Martin Griffiths è giunto oggi nella capitale afghana per diversi giorni di incontri con la leadership talebana.
“Le autorità si sono impegnate a garantire la sicurezza e l’incolumità del personale umanitario e l’accesso umanitario alle persone bisognose e che agli operatori umanitari, sia uomini che donne, sarà garantita la libertà di movimento”, ha fatto sapere la portavoce delle Nazioni Unite Stephane disse Dujarric.
Griffiths ha ribadito durante l’incontro che la comunità internazionale umanitaria è pronta a fornire “assistenza imparziale e indipendente” e ha invitato tutte le parti a garantire i diritti e la sicurezza delle donne, sia quelle che contribuiscono alla consegna degli aiuti che le civili afghane.
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L’autore della sparatoria in Florida è un ex marine 33enne
Abitava a 30 chilometri dal luogo della strage
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WASHINGTON
05 settembre 2021
23:29
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E’ stato identificato l’uomo accusato della sparatoria in Florida in cui sono morte quattro persone. Si tratta di Brian Riley, 33 anni, un ex marine che vive a Brandon, a circa 30 km dal luogo della strage.

Lo sceriffo Grady Judd ha riferito che non è emersa finora alcuna connessione tra il sospetto e le vittime e non ha saputo fornire alcuna spiegazione sul perchè il killer abbia scelto proprio quella famiglia.
“Sappiamo solo che è un pazzo con un sacco di armi e che ha ucciso gente innocente”, ha osservato. Le vittime sono una coppia, lui di 40 anni e lei di 33, il figlio di solo 3 mesi e la 62enne nonna del neonato, quest’ultima trovata in una abitazione vicina. Nella sparatoria è morto anche il cane della famiglia.
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Guinea: Nazionale Marocco ha lasciato il Paese
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RABAT
05 settembre 2021
23:54
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La squadra nazionale di calcio del Marocco, che era rimasta bloccata in un albergo di Conakry durante il colpo di Stato, è riuscita a lasciare la Guinea in serata: lo ha detto un funzionario marocchino.
Il Marocco avrebbe dovuto affrontare domani la Guinea nelle qualificazioni per la Coppa del Mondo 2022.
Un funzionario della Federcalcio marocchina, Mohamed Makrouf, ha detto alla Afp che i giocatori “si sono imbarcati su un aereo e stanno tornando in Marocco”.
In una dichiarazione, la FIFA ha dichiarato che la partita sarà rinviata “per garantire la sicurezza di tutti i giocatori e per proteggere tutti gli ufficiali di gara”.
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Deputato Usa, talebani bloccano partenza americani e afghani
Secondo ong circa mille persone in attesa ma islamici negano
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WASHINGTON
06 settembre 2021
00:12
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Un deputato repubblicano, Michael McCaul, il rappresentante più alto del Grand Old Party nella commissione Affari esteri, ha accusato su Fox News i talebani di non lasciar partire afghani e americani dall’aeroporto della città di Mazar-e-Sharif, contrariamente alle loro promesse.
A suo dire, ci sono aerei che hanno tentato di decollare dallo scalo “negli ultimi due giorni”.
“Il Dipartimento di Stato ha dato l’ok a questi voli e i talebani non li lasciano partire”, ha dichiarato, sostenendo che “vogliono qualcosa in cambio”.
Una ong ha confermato alla Bbc di avere persone in attesa di imbarcarsi su uno di questi voli. Marina LeGree, fondatrice e ceo della Ong Ascend Athletics, ha riferito che il numero di aerei in attesa di partire potrebbe essere superiore a sei e di aver sentito che potrebbero esserci circa 1000 persone pronte ad imbarcarsi. Portavoce dei talebani però negano, affermando che si tratta di propaganda e che in realtà molti dei passeggeri non hanno i documenti richiesti per partire.
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Libia: scarcerato Saadi, il figlio di Gheddafi
Avrebbe già lasciato il Paese diretto in Turchia
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TRIPOLI
06 settembre 2021
00:55
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Saadi Gheddafi, figlio dell’ex leader libico Muammar Gheddafi, detenuto in una prigione nella capitale Tripoli dal 2014, è stato scarcerato in esecuzione di un ordine del tribunale, secondo il ministero della Giustizia.
“Saadi Mouammar Ghedhafi è stato scarcerato, in esecuzione di una decisione del tribunale” emessa diversi anni fa, ha detto ad Afp una fonte del ministero della Giustizia.
Molti media locali riferiscono che Saadi Gheddafi avrebbe già lasciato il territorio libico con un volo diretto in Turchia.
Estradato dal Niger il 6 marzo 2014, Saadi Gheddafi, oggi 47 anni, è stato processato e assolto nell’aprile 2018 dalla Corte d’Appello di Tripoli per l’omicidio nel 2005 di un ex allenatore della squadra di calcio Al-Ittihad di Tripoli, Bachir Rayani, ma è rimasto in carcere. Doveva anche essere processato per il suo presunto coinvolgimento nella repressione della rivolta che ha posto fine al regime di suo padre Muammar Gheddafi nel 2011.
Nell’agosto del 2015 venne diffuso un video in cui Saadi veniva torturato dalle milizie islamiche. Il 19 dicembre 2017 la famiglia denunciò di aver perso ogni contatto con lui, detenuto in isolamento senza la possibilità di vedere neanche il suo avvocato.
In Italia si ricorda la sua attività calcistica: è stato un giocatore professionista, presidente della federazione calcistica libica e capitano della nazionale libica oltre che azionista di Juventus, Roma e Triestina tramite il Libyan Arab Foreign Investment Company e la Tamoil.
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Borsa: Tokyo, apertura in netto rialzo (+1,31%)
Cambi: lo yen si rafforza sul dollaro, stabile sull’euro
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TOKYO
06 settembre 2021
02:49
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La Borsa di Tokyo ha aperto oggi la prima seduta della settimana in netto rialzo, con l’attenzione degli investitori focalizzata sulla politica giapponese dopo che il primo ministro Yoshihide Suga ha annunciato che non cercherà la rielezione.
Nei primi scambi l’indice di riferimento Nikkei è salito dell’1,31% a 29.508,63 punti, mentre il più ampio Topix ha guadagnato lo 0,93% a quota 2.034,27.

Sul mercato valutario lo yen si rafforza stamani leggermente sul dollaro, poco sotto un livello di 110, mentre rimane stabile sull’euro, a 130,30.
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Germania: morto l’ambasciatore in Cina, in carica da poco
Jan Hecker aveva 54 anni, ex consigliere politico della Merkel
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PECHINO
06 settembre 2021
06:30
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L’ambasciatore tedesco in Cina, Jan Hecker, è deceduto pochi giorni dopo essersi insediato nel suo ufficio a Pechino: lo ha annunciato nella notte il ministero degli Esteri di Berlino, senza precisarne le circostanze.
“È con profonda tristezza e sgomento che abbiamo appreso della morte improvvisa dell’ambasciatore tedesco in Cina.
I nostri pensieri in questo momento sono con la sua famiglia e le persone che gli erano vicine”, si legge in una nota postata sul sito web del ministero. Hecker, 54 anni, era arrivato a Pechino ad agosto, dopo aver lavorato come consigliere per la politica estera della cancelliera Angela Merkel.
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Afghanistan, talebani: preso il totale controllo del Panshir
Resistenza annuncia uccisione del suo alto comandante Dashtay
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KABUL
06 settembre 2021
07:00
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I talebani hanno annunciato oggi di aver preso il controllo “totale” della valle del Panshir, ultima sacca di resistenza contro di loro da quando hanno preso il potere in Afghanistan a metà agosto.
“Con questa vittoria il nostro Paese è ora completamente fuori dal marasma della guerra”, ha detto in una nota il principale portavoce dei talebani Zabihullah Mujahid.
“Alcuni degli insorti sono stati sconfitti mentre i rimanenti sono fuggiti dalla valle”, ha detto Mujahid assicurando alla gente del Panshir che non ci saranno discriminazioni nei loro confronti: “Voi siete tutti nostri fratelli; serviremo insieme per un obiettivo e una nazione”.
Il Fronte di resistenza nazionale (Nfr) dell’Afghanistan ha annunciato l’uccisione del suo alto comandante Fahim Dashtay nell’attacco dei talebani. Nel frattempo un portavoce dell’Nrf in un messaggio su Twitter ha affermato: “Siamo bombardati da droni pakistani, siamo sotto l’invasione diretta dell’Isi (agenzia pakistana di spionaggio)”.
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Libia: scarcerato Saadi, il figlio di Gheddafi
Avrebbe già lasciato il Paese diretto in Turchia
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TRIPOLI
06 settembre 2021
08:22
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Saadi Gheddafi, figlio dell’ex leader libico Muammar Gheddafi, detenuto in una prigione nella capitale Tripoli dal 2014, è stato scarcerato in esecuzione di un ordine del tribunale, secondo il ministero della Giustizia.
“Saadi Mouammar Ghedhafi è stato scarcerato, in esecuzione di una decisione del tribunale” emessa diversi anni fa, ha detto ad Afp una fonte del ministero della Giustizia.
Molti media locali riferiscono che Saadi Gheddafi avrebbe già lasciato il territorio libico con un volo diretto in Turchia.
Estradato dal Niger il 6 marzo 2014, Saadi Gheddafi, oggi 47 anni, è stato processato e assolto nell’aprile 2018 dalla Corte d’Appello di Tripoli per l’omicidio nel 2005 di un ex allenatore della squadra di calcio Al-Ittihad di Tripoli, Bachir Rayani, ma è rimasto in carcere. Doveva anche essere processato per il suo presunto coinvolgimento nella repressione della rivolta che ha posto fine al regime di suo padre Muammar Gheddafi nel 2011.
Nell’agosto del 2015 venne diffuso un video in cui Saadi veniva torturato dalle milizie islamiche. Il 19 dicembre 2017 la famiglia denunciò di aver perso ogni contatto con lui, detenuto in isolamento senza la possibilità di vedere neanche il suo avvocato.
In Italia si ricorda la sua attività calcistica: è stato un giocatore professionista, presidente della federazione calcistica libica e capitano della nazionale libica oltre che azionista di Juventus, Roma e Triestina tramite il Libyan Arab Foreign Investment Company e la Tamoil.

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