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CORBYN SI PROPONE PREMIER

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CORBYN SI PROPONE PREMIER

JEREMY CORBYN SI PROPONE COME PREMIER IN MODO DA SCONGIURARE LA BREXIT NO-DEAL, CHIEDENDO UN’ALTRA PROROGA A BRUXELLES

AGGIORNAMENTO IN “MONDO” DELLE 14:16 DI GIOVEDì 15 AGOSTO 2019

CORBYN SI PROPONE PREMIER

Jeremy Corbyn ha chiesto ai leader degli altri partiti dell’opposizione ed ai ribelli Tory di conferirgli l’incarico di premier per il tempo necessario a scongiurare una Brexit no-deal, chiedendo un’altra proroga a Bruxelles. Lo rende noto la Bbc.
Il leader laburista ha scritto una lettera ai colleghi, affermando che cercherà di chiedere un voto di sfiducia contro il governo di Boris Johnson alla “prima occasione in cui possiamo essere sicuri del successo”. In quel caso, ha aggiunto, “cercherò la fiducia della Camera per un governo temporaneo rigorosamente limitato allo scopo di convocare nuove elezioni e garantire la necessaria estensione dell’articolo 50”, ossia una proroga della scadenza del 31 ottobre attualmente fissata per la Brexit. Nel caso si andasse a elezioni, il Labour farebbe una campagna per un secondo referendum sulla permanenza o meno nell’Ue, ha aggiunto Corbyn. Il suo piano, comunque, risulta al momento poco praticabile, perché l’opposizione è divisa.

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DALLE 19:57 ALLE 23:54

DI LUNEDì 17 DICEMBRE 2018

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Corbyn, mozione sfiducia contro May
Contro di lei, non il governo. E non sarà legalmente vincolante

17 dicembre 2018 19:57

– Il leader del Labour Jeremy Corbyn ha presentato una mozione di sfiducia contro la premier Theresa May alla fine del dibattito ai Comuni. I commentatori politici sottolineano che la mozione non è contro il governo ma solo contro la primo ministro e non sarà legalmente vincolante, anche se avrà un forte valore politico. “Rimandare il voto sull’intesa Brexit a gennaio è inaccettabile”, ha detto Corbyn.
Rifugiati, Onu approva nuovo PattoRafforza responsabilità condivisa, aiuti a Paesi ospitanti

NEW YORK17 dicembre 201820:47

– Nonostante l’opposizione degli Stati Uniti e dell’Ungheria, l’Assemblea Generale dell’Onu ha approvato a grande maggioranza un quadro globale non vincolante che fornisce un sostegno ai paesi dove risiedono la maggior parte degli oltre 25 milioni di rifugiati al mondo. Il Global Compact on Refugees, da non confondere con quello sui migranti, rafforza la responsabilità condivisa per aiutare coloro che sono costretti a fuggire dal proprio Paese a causa di conflitti o persecuzioni. Il testo è passato con 181 sì, 2 no e 3 astenuti.
Il Patto Globale sui Rifugiati, il cui via libera dall’Assemblea Generale Onu arriva pochi giorni dopo l’adozione a Marrakech del Patto Globale per una migrazione sicura, ordinata e regolare, è stato approvato come parte della risoluzione annuale sull’Unhcr, l’agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati. È uno strumento operativo non vincolante che ha lo scopo di rafforzare la cooperazione e fornire un sostegno più solido ai Paesi che ospitano la maggior parte dei profughi.
Regeni, Egitto non richiama ambasciatoreMinistero degli Esteri, ‘voci completamente infondate’

IL CAIRO17 dicembre 201821:02

– Il portavoce del ministero degli Esteri del Cairo, Hamed Hafez, ha smentito informazioni rilanciate da un sito di opposizione egiziano secondo le quali l’ambasciatore egiziano in Italia potrebbe essere richiamato in patria all’inizio dell’anno prossimo nell’ambito del caso Regeni.
“Tutto quello che é stato menzionato é completamente infondato, completamente non vero”, ha detto Hafez alla richiesta di un commento su quanto riferito dal sito Mada Masr.
Il sito, oscurato in Egitto perchè considerato vicino ai Fratelli Musulmani messi al bando nel Paese, aveva citato un’imprecisata “fonte del ministero degli Esteri” per sostenere che “ci sono illazioni secondo le quali Badr potrebbe essere rimosso dal suo posto e rimandato al Cairo all’inizio dell’anno prossimo, circa nel terzo anniversario dell’uccisione di Regeni”.
Usa: Trump vuole creare Comando SpazialeNelle prossime ore previsto l’annuncio

NEW YORK17 dicembre 201823:37

– Donald Trump vuole uno ‘Space Command’, un comando spaziale, e a breve potrebbe firmare un decreto esecutivo per crearlo. Il vice presidente Mike Pence dovrebbe annunciare l’iniziativa nelle prossime ore, nel corso di una visita al Kennedy Space Center di Cape Canaveral, in Florida.
Il Comando Spaziale rappresenta un passo in avanti verso una ‘Space Force’, l’armata spaziale che Trump vuole ma che deve essere approvata dal Congresso. Lo Space Command non richiede alcuna azione da parte del Congresso.

Ex modella, io a 16 anni con Woody AllenIl racconto all’Hollywood Reporter, non ho rimorsi

LOS ANGELES17 dicembre 201820:40

– Era il 1976 e Babi Christina Engelhardt aveva 16 anni. Fu lei a prendere l’iniziativa. Lasciò un biglietto sul tavolo di Woody Allen: “Dal momento che hai firmato abbastanza autografi eccoti il mio”. C’era il numero di telefono e il regista, allora 41enne, la chiamò pochi giorni dopo. E’ il racconto, sull’Hollywood Reporter, di Babi Christina Engelhardt, ex modella che fra il 1976 e l’84 ebbe una relazione di otto anni con il regista newyorkese. Allora l’età della maturità sessuale era fissata a 17 anni ma Allen – racconta la donna – non chiese mai la sua età. “Però sapeva che andavo alle superiori”, dice la Engelhardt che oggi ha 59 anni e che racconta di quella relazione sulla scia del movimento #Metoo e con le successive denunce a esponenti del mondo di Hollywood, una delle quali, pesantissima, coinvolse lo stesso Woody Allen, accusato dalla figlia adottiva Dylan Farrow di averla violentata. “E’ cambiato tutto ora, è come se improvvisamente gli altri si aspettassero da me di parlare male di lui”.      [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 07:41 ALLE 11:40

DI MARTEDì 27 NOVEMBRE 2018

SOMMARIO

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Onu, primo aiuto emergenza a Venezuela
9,2 mln dlr da Cerf per 5 progetti per popolazione a rischio

Brexit: May rilancia sfida a CorbynPremier difende suo accordo in tour, ma studio stima -5,5% Pil

Francia: arrestato dirigente del SenatoSospettato d’aver fornito informazioni a una ‘potenza straniera’

Ucraina: 007 russi, fermati agenti KievCapo servizi ucraini conferma, ‘uno di loro gravemente ferito’

Emirati: accademico Gb tornato a LondraHedges era stato condannato all’ergastolo per spionaggio

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CARACAS

– Per la prima volta il Venezuela ha ottenuto uno stanziamento di 9,2 milioni di dollari di un Fondo Onu per finanziare 5 progetti di assistenza sanitaria e alimentare. E’ quanto emerge da una tabella riassuntiva pubblicata oggi nel sito del Fondo centrale di risposta alle emergenze (Cerf) dell’Onu. I fondi finanzieranno 3 progetti principali: Unicef per i bambini sotto i 5 anni (2.662.108 dollari); Fondo dell’Onu per la popolazione (Unpfa) per la violenza di genere e di tutela della salute riproduttiva delle donne (1.727.515 dollari) e della ong QUIEN che si preoccupa dell’efficienza delle unità di pronto soccorso delle strutture sanitarie (3.650.870 dollari). Altri 2 progetti di minore entità sono sviluppati dall’Alto Commissariato per i rifugiati (Unhcr) per alimentazione di emergenza per salvare vite di emigranti (762.268), e della Organizzazione internazionale delle migrazioni (Iom) per salvare vite di venezuelani in movimento in comunità di frontiera negli Stati di Apure, Tachira e Zulia (400.000).
– LONDRA

– Theresa May è decisa a spiegare la Paese, in un tour del Regno che inizia oggi in Galles e Irlanda del Nord, l’accordo raggiunto con l’Ue sulla Brexit e, al contempo, rinnova la sfida al leader laburista, Jeremy Corbyn, per un dibattito in tv.
“Io intendo spiegare perché credo che questo accordo sia l’accordo giusto per il Regno Unito e, sì, sono pronta anche a un dibattito con Jeremy Corbyn”, scrive May sul Sun a due settimane dal voto di ratifica dell’11 dicembre ai Comuni.
“Perché io ho un piano e lui un piano non lo ha”, incalza.
Immediata la replica di un portavoce del leader dell’opposizione: “Jeremy già pregusta di poter dibattere faccia a faccia con Theresa May del suo accordo-pasticcio sulla Brexit e del futuro del Paese”. Futuro che secondo uno studio di King’s College e Institute for Fiscal Studies potrebbe del resto vedere una contrazione del 5,5% dell’economia britannica in 10 anni, stimando i possibili effetti dell’accordo May rispetto alla permanenza nell’Ue.
– PARIGI

– Un alto funzionario del Senato francese è stato arrestato dai servizi di informazione perché sospettato di spionaggio in favore della Corea del Nord: lo ha reso noto una fonte vicina all’inchiesta. L’uomo è stato fermato domenica sera nell’ambito di un’inchiesta aperta a marzo dalla procura di Parigi per “raccolta e consegna di informazioni potenzialmente in grado di recare danno agli interessi fondamentali della Nazione a una potenza straniera”.Gli inquirenti della Dgsi, i servizi francesi, cercano ora di stabilire se il funzionario, Benoit Quennedey, fra gli amministratori della direzione architettura, patrimonio e giardini del Senato, abbia effettivamente “fornito” informazioni al regime di Pyongyang. Secondo la trasmissione tv Quotidien, che ha dato per prima notizia dell’arresto, l’ufficio di Quennedey al Senato è stato perquisito.
– MOSCA

– Le navi della Marina ucraina sono entrate nelle acque territoriali della Russia su esplicite istruzioni delle autorità di Kiev e due agenti dell’Sbu, i servizi di sicurezza ucraini, erano a bordo per coordinare la provocazione. E’ quanto sostiene l’Fsb, il servizio di sicurezza interno russo. Un militare ucraino, arrestato in seguito all’incidente nello stretto di Kerch, avrebbe poi confessato la natura “provocatoria” dell’incidente. “Le richieste radio (dalle guardie di frontiera russe, ndr) sono state deliberatamente ignorate, c’erano armi e mitragliatrici a bordo: ero consapevole che si trattava di azioni provocatorie”, ha dichiarato il comandante Vladimir Lesovoy, stando a quanto sostiene la Tass.
Il capo dell’Sbu, Vassily Grizak, ha confermato a Interfax che a bordo delle navi fermate dai russi c’erano “collaboratori del dipartimento di controspionaggio del servizio” e uno di loro, un ufficiale, sarebbe stato “gravemente ferito”.
– E’ tornato a Londra oggi con un volo da Dubai l’accademico britannico Matthew Hedges, dopo aver ricevuto la grazia in seguito alla condanna all’ergastolo per spionaggio negli Emirati Arabi Uniti). Lo riporta la Bbc.
Al suo ritorno l’uomo ha ringraziato la sua “coraggiosa e forte” moglie Danilea Tejada per aver contribuito al suo rilascio.
Hedges, 31 anni, ha sempre respinto le accuse, dicendo che stava solo facendo ricerche per il suo dottorato alla Durham University, ma il portavoce del governo emiratino ha mostrato alla stampa un video in cui Hedges confessa di far parte dei servizi segreti inglesi MI6.
La grazia è stata concessa a lui e a più di 700 carcerati in occasione della giornata nazionale.   [print-me title=”STAMPA”]