Juventus tutte le notizie in tempo reale!
Aggiornamenti, Calcio, Juventus, Notizie, Piemonte, Sport, Ultim'ora

JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE CON AGGIORNAMENTO A FONDO ARTICOLO

Tempo di lettura: 13 minuti

JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE

JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE SEMPRE AGGIORNATE

DALLE 01:45 DI SABATO 13 GIUGNO 2020

ALLE 23:43 DI LUNEDì 15 GIUGNO 2020

JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE

13 Giugno 2020
Hyyrynen e la Juve insieme fino al 2021!
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
La finlandese ha rinnovato il suo contratto per un altro anno
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
La storia tra la Juventus e Hyyrynen continua. Tuija ha rinnovato il suo contratto fino al 2021 e vestirà la maglia bianconera per il quarto anno consecutivo.
Parte della squadra fin dal principio, dal primo giorno ha lavorato duramente per diventare una pedina insostituibile nello scacchiere di Rita Guarino. Missione compiuta grazie alla sua calma, la sua lucidità e il suo spirito di sacrificio, che le permettono di essere sempre precisa negli interventi difensivi, preziosa quando la squadra attacca e punto di riferimento per le compagne.
In questa stagione Hyyrynen ha trovato anche il suo primo gol in bianconero contro l’Hellas Verona, a febbraio, ennesimo contributo ai successi delle Juventus Women e ulteriore conferma della sua voglia di dare sempre il massimo.
I suoi tre anni a macinare chilometri sulla destra con la nostra maglia sono stati costellati di successi, ma, e su questo non ci sono dubbi, la prossima stagione avrà ulteriormente voglia di arricchire la sua bacheca bianconera, che vanta due scudetti, una Coppa Italia e una Supercoppa.
Congratulazioni, Tuija, ci vediamo in campo!
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Stat of the Game | I numeri della semifinale di ritorno
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Juve… forza 12!
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Continua la striscia positiva della Juve contro il Milan.
La Signora è infatti imbattuta nelle ultime 12 partite contro il Milan contando tutte le competizioni (9V, 3N): è la striscia più lunga per i bianconeri nella storia di questa sfida.
GLI ALTRI FACTS
Una serata quasi inedita, quella di ieri: finora, l’ultima partita di Coppa Italia giocata a giugno era stata nel 2005: finale andata e ritorno tra Inter e Roma.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Prima di oggi la Juventus aveva segnato in tutte le ultime 44 partite casalinghe.
Questa è la prima partita di questa stagione in cui Cristiano Ronaldo, Dybala e Douglas Costa sono partiti tutti titolari.
Quello di ieri è il secondo rigore sbagliato da Cristiano Ronaldo con la maglia della Juventus, dopo quello con il Chievo del gennaio 2019.
La Juventus ha effettuato 13 conclusioni nel primo tempo: in questa stagione i bianconeri ne hanno tentate di più solamente contro il Lecce (15) – il Milan invece non ha mai concesso così tanti tiri in un primo tempo stagionale.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
CIFRE TONDE…
Partita da titolare in bianconero numero 50 per Douglas Costa, numero 100 per Blaise Matuidi, numero 150 per Miralem Pjanic.
…E RECORD MIGLIORATO
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
La Juventus ha migliorato stasera il record di partecipazioni alla finale in #CoppaItalia:

JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Subito al lavoro al JTC
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Bianconeri già in campo questa mattina per prepararsi alla finale di Coppa Italia di mercoledì sera
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Rientrare con il piede giusto. E’ ciò che ha fatto la Juve ieri sera contro il Milan, ottenendo, nella gara che ha sancito il ritorno del calcio in Italia, il pass per la finale di Coppa Italia, senza dover andare oltre i 90’ regolamentari.
Mercoledì sera a Roma, i bianconeri affronteranno una tra Napoli e Inter (si scoprirà questa sera, nella semifinale di ritorno, quale tra le due). Ecco perché, questa mattina, gli uomini di Maurizio Sarri erano già al lavoro allo Juventus Training Center Continassa.
Seduta di scarico per chi è sceso in campo all’Allianz Stadium ieri sera e lavoro a gruppi per il resto della squadra.
Domani, domenica 14 giugno, l’allenamento è in programma al mattino.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
#JuveMilan | La conclusione di Douglas Costa
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
L’analisi tattica della prima azione della gara
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Dopo il lungo periodo di stop la Juventus ritorna in campo per disputare la semifinale di ritorno della Coppa Italia conto i rossoneri. Il pareggio per 0 a 0 consente agli uomini di Sarri di raggiungere la finale di Roma che si disputerà mercoledì 17 giugno. I bianconeri iniziano benissimo la partita: squadra corta, baricentro alto, recupero palla nella trequarti del Milan e diverse palle gol. Una delle principali capita sui piedi di Douglas Costa dopo pochi secondi di gara:

La Juventus manovra dalla propria trequarti: Danilo serve Dybala che gioca largo a destra e i suoi movimenti e le sue giocate, come spesso capita, sono essenziali per il raccordo fra i reparti. L’argentino cambia gioco sulla sinistra per Alex Sandro. Il brasiliano serve il connazionale Douglas Costa che gioca largo sull’out sinistro. Scambio in velocità fra i due con il terzino che dopo un perfetto dribbling sull’avversario conquista il fondo per il cross. Ronaldo occupa la posizione centrale dell’attacco bianconero. Alex Sandro non trovando però compagni liberi in area aspetta l’arrivo di Douglas Costa che chiude l’azione con una conclusione di sinistro fuori di poco.
Nel primo tempo la Juventus è andata ripetutamente vicina al gol (compreso il calcio di rigore calciato da Ronaldo che ha colpito il palo interno alle sinistra di Donnarumma). Nella ripresa i padroni di casa hanno gestito senza correre rischi la gara. Il Milan in inferiorità numerica, per l’espulsione di Rebić al 17esimo minuto del primo tempo, cerca di colpire solo attraverso ripartenze, mai estremamente pericolose, mentre la Juventus occupa costantemente la metà campo avversaria, cercando, seppur con meno incisività rispetto alla prima parte della gara, la via del gol.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
14 Giugno 2020
Black& White Stories | 1965, la Prima Coppa Italia a Roma
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Quella notte, all’Olimpico…
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
E’ la quinta Coppa Italia vinta dalla Signora quella che si gioca nella Capitale il 29 agosto del 1965. La data è particolare, rispetto a quelle che sono le abitudini odierne, dove il trofeo nazionale viene assegnato mentre si è ancora nel pieno della stagione agonistica. In quell’anno, infatti, le semifinali vengono disputate all’inizio di giugno e l’ultimo atto è collocato in calendario molto dopo, a soli 7 giorni dall’inizio del nuovo campionato. Per la Juve è questa la quinta Coppa Italia da portare in bacheca, una delle più gradite perché va a sconfiggere l’Inter: i nerazzurri non sono solo i rivali storici, guidati dall’allenatore Helenio Herrera che soffia sul fuoco delle polemiche ogni qualvolta si può. A rendere più eclatante il successo, c’è l’orgoglio di superare i campioni d’Italia in carica, nonché i titolari della Coppa dei Campioni. Lo scenario della vittoria bianconera è inedito, mai prima d’allora la Juve aveva alzato la Coppa all’Olimpico.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Le precedenti affermazioni erano state ottenute a Torino nel 1938 e nel 1942 e a Milano nella doppia conquista consecutiva del 1959 e 1960. Hurrà Juventus dedica grande spazio all’impresa della squadra, anche perché rappresenta il primo fiore all’occhiello della gestione di Heriberto Herrera, il mister paraguaiano che poi nel 1967 riporterà lo scudetto in casa bianconera, anche in quella circostanza misurandosi in un testa a testa con l’Inter, sorpassata all’ultima giornata. La copertina del numero di settembre del 1965 vede il capitano Ernesto Castano alzare il trofeo ed il suo sorriso racconta meglio di ogni parola la soddisfazione per quanto ottenuto sul campo.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
I DUE PROTAGONISTI
Alla Juve non si è abituati a trascorrere il tempo senza vincere. Per questo l’orgoglio per il ritorno ai vertici quattro anni dopo l’ultimo scudetto viene salutato dal presidente Vittore Catella con una lettera aperta rivolta ai tifosi. Il pezzo è corredato dalle due foto più significative del momento. All’Olimpico è stata scattata l’istantanea  che ritrae il match-winner Giampaolo Menichelli, autore del gol che ha deciso la sfida al quarto d’ora del primo tempo. Nato a Roma, ex giallorosso, la didascalia ne ricorda le origini e il sostegno dei suoi concittadini: “Dicevano i romani, esultanti: “Abbiamo tifato per voi, vi abbiamo dato il giocatore che ha segnato il gol, che volete di più…”. A Caselle, invece, la parte del protagonista la prende il mister, portato in trionfo dai tifosi. Ed a lui sono dedicate le parole del massimo dirigente della società: “La conquista della Coppa Italia, relativa alla stagione passata, corona tutto il lavoro di un anno, che il nostro allenatore Heriberto Herrera ha fatto alla Juventus, riuscendo a dare alla squadra oltre che un gioco collettivo, un carattere agonistico e una carica atletica e psicologica, come da tempo non si verificava”. Quanto all’allenatore, nelle pagine interne si riprende la sua risposta all’H.H. interista, che aveva parlato di “una buona dose di fortuna” a proposito dei meriti bianconeri: “Se questa è la sua opinione io la rispetto. Ma non sono della stessa idea: la sorte favorevole bisogna propiziarla e l’Inter è stata sempre ben controllata dalla nostra difesa, anche quando, favorita dall’espulsione di Del Sol (che è stata molto più importante di quella di  Burgnich) la squadra nerazzurra ha attaccato a fondo alla ricerca del pareggio. Si potrebbe parlare di sfortuna, forse, se l’Inter avesse sbagliato goals già fatti per banali errori dei suoi attaccanti. Ma non è andata così…”.
LA FESTA: I TIFOSI E LA SQUADRA
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
E’ davvero una notte indimenticabile quella vissuta nello stadio di Roma. Il pubblico celebra la vittoria con una fiaccolata e Hurrà esalta il massiccio arrivo del popolo bianconero da diverse zone delle penisola.  “Era gente che veniva da Brindisi, da Foggia, da Palermo, da Biella, da Milano, dalla Brianza, da Santa Croce sull’Arno, da Perugia. I dialetti del Veneto, del Piemonte, della Lombardia, dell’Emilia, dell’Umbria e del Sud, quanti del Sud, si mescolavano in un “cocktail” squisitamente italiano per esprimere la loro fede bianconera che non aveva voluto tener conto della statura dell’avversario, delle previsioni dei giornali che davano l’Inter favorita”. La festa della squadra è invece decisamente originale rispetto agli standard odierni. In piena notte i giocatori assistono a uno spettacolo (“due ore di distensione e di letizia”) dell’attore brillante Carlo Dapporto in un locale dei Parioli, dove il comico propone un repertorio di barzellette “anche un po’ salaci, quelle che non si possono raccontare in televisione”. Nel 1948, Dapporto aveva interpretato per il grande schermo una commedia dedicata al calcio, Undici uomini e un pallone, nella quale avevano fatte parte giocatori dell’epoca, tra i quali lo juventino Carlo Parola.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Verso Roma
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Allenamento domenicale per la Juve in vista della finale di Coppa Italia all’Olimpico
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Meno tre. E’ iniziato il conto alla rovescia alla finale di Coppa Italia di mercoledì sera. All’Olimpico di Roma, i bianconeri affronteranno il Napoli, che ieri sera ha eliminato l’Inter al San Paolo.
Per prepararsi alla sfida, gli uomini di Maurizio Sarri si sono allenati questa mattina al JTC Continassa. Il menu di giornata ha previsto lavoro defaticante per chi ha giocato venerdì con il Milan, mentre lavoro tecnico con possesso palla e partita per gli altri.
Domani la seduta è in programma al mattino.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Social Recap | Le reazioni dei bianconeri dopo il passaggio del turno
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Soddisfazione e rispetto. La felicità di essere tornati in campo, e di aver conquistato la possibilità di sollevare il primo trofeo stagionale, e l’attenzione per il periodo che tutti abbiamo attraversato negli scorsi mesi.
C’è questo nelle reazioni social dei giocatori bianconeri dopo il passaggio del turno in Coppa Italia e l’approdo alla Finale di Roma.
CHIELLINI: “GRAZIE A VOI”
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Ripartiamo. Grazie a voi.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
RUGANI: “PIU’ DI UNA SEMIFINALE”
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Questa sera, molto più di una semifinale di #CoppaItalia
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
PAULO: “TUTTE LE STRADE PORTANO A ROMA” “Andiamo in finale”
Cristiano:
“Sempre insieme” “Wherever you are, we’ll always be together”.
PINSOGLIO: “TESTA E CUORE”
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Primo obiettivo della stagione in vista, testa e cuore a Mercoledì
BONUCCI: “TORNATI A FARE QUELLO CHE AMIAMO” “Dopo 3 mesi siamo tornati a fare quello che più amiamo, giocare a calcio. Nella speranza di aver regalato un sorriso a tutti quanti nonostante il recente passato ci godiamo il passaggio alla finale dedicandolo a tutti quelli che da casa hanno tifato e gioito insieme a Noi.”.
CUADRADO: “NON ERA FACILE”
“No es fácil jugar después de tanto tiempo pero gloria y honra a Dios”.
DOUGLAS COSTA: “UNITI”.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
15 Giugno 2020
Maria Alves rinnova fino al 2021!
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
La brasiliana ha prolungato il suo accordo con la Juventus per un’altra stagione
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Approdata alla Juventus la scorsa estate, Maria Alves vestirà i colori bianconeri anche la prossima stagione, dopo aver firmato il rinnovo del contratto fino al 2021.
Classe ’93, ha colpito tutti fin dal suo arrivo per la sua voglia di migliorarsi e ritagliarsi un ruolo importante nella squadra e, ovviamente, per le sue qualità. Una su tutte la sua straordinaria velocità, che l’ha presto trasformata in un incubo per le avversarie.
Proprio dopo uno scatto che le ha permesso di sfuggire alla difesa avversaria, Maria ha trovato il suo primo gol con la nostra maglia. Era la terza giornata di campionato e, a Vinovo, le Juventus Women centravano la terza vittoria di fila, contro la Florentia. Per lei è stato il primo dei cinque gol messi a segno in stagione: dopo la Florentia ha colpito Verona, Roma e Tavagnacco  in campionato e Fortitudo Mozzecane in Coppa Italia.
Il suo primo anno in bianconero l’ha vista anche conquistare un trofeo, la Supercoppa Italiana, e la prossima stagione potrà inseguirne altri. Come sempre, a tutta velocità!
Congratulazioni, Maria, il campo ti aspetta!
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Black & White Stories | L’ottava Coppa Italia
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
1990: il trionfo di Zoff
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Sedici giocatori che compongono la rosa della Juve raffigurati con una vignetta, secondo il gusto dell’epoca. Una bandiera bianconera che sventola con sovrimpresso il volto di Dino Zoff. La scritta “Grazie Ragazzi!” a celebrare il primo dei due trofei in stagione: quando esce il numero di maggio di Hurrà Juventus, il 1989-90 non si è ancora concluso, c’è da disputare (e vincere) la finale di Coppa Uefa appena ottenuta superando in semifinale i tedeschi del Colonia. Ma quella squadra merita già ampiamente tutti gli applausi che sono dovuti quando si va oltre i propri limiti. Perché non c’erano dubbi alla vigilia della doppia finale di Coppa Italia: il favorito è il Milan, che si appresta a vincere la Coppa dei Campioni, bissando il successo dell’anno prima. Ma l’orgoglio dei bianconeri pesa e fa la differenza, oltre alle qualità di un gruppo che raramente viene raccontato nel suo aspetto tecnico, che invece esiste e trova una sua evidente manifestazione proprio in questa circostanza.
LE RAGIONI DELLA VITTORIA
“Fantastico 8”, è il titolo del pezzo firmato da Adalberto Bortolotti, raffinato narratore del Guerin Sportivo, che sul mensile bianconero va alla ricerca delle motivazioni che spieghino la vittoria dell’ottava Coppa Italia. Mancava da sette anni il trofeo nazionale, ma il ritardo che più conta e pesa è quello complessivo, perché è dal 1986 che la Juventus non festeggia un titolo (in quel caso lo scudetto) e il dopo-Trapattoni si è rivelato più difficile di quanto si fosse preventivato. Tanto è vero che la società ha pensato a un radicale rinnovamento, puntando su un nuovo allenatore per la stagione futura – Gigi Maifredi – e annunciandolo quando i giochi di quella in corso devono essere ancora determinati per intero. Una decisione che compatta decisamente la squadra attorno a mister Dino Zoff, uomo abituato a navigare in acque non proprio tranquille.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Nel 1978 la critica gli imputò la responsabilità principale per non avere vinto il Mondiale in Argentina; a quello successivo è proprio lui, portiere straordinario, ad alzare la Coppa in Spagna e a diventare l’icona celebrativa della fantastica impresa sul francobollo disegnato dal pittore Renato Guttuso. Il tempo è (quasi) sempre galantuomo e Dino lo sa e galantuomo lo è. Anche così si spiega quel che succede il 25 aprile 1990.
Quel giorno, in un San Siro che aspetta l’ormai vicina inaugurazione di Italia ’90, la Juve supera per 1-0 il Milan di Arrigo Sacchi con una zampata di Roberto Galia su suggerimento di Giancarlo Marocchi. E sarà pur vero che poi la condotta della Signora è prevalentemente difensiva o – come si legge su Hurrà –  è “una partita ad altissimo contenuto agonistico, di molto coraggio e di estremo sacrificio”. Ma non vanno dimenticate un po’ di cose: lo 0-0 dell’andata al Comunale, un risultato bugiardo rispetto alla netta supremazia dei bianconeri; il 3-0 – sempre a Torino – in campionato, con l’alta linea difensiva rossonera presa d’infilata più volte dai rapidi attaccanti di casa; e, infine, cosa ancor più importante per smentire un po’ di convinzioni radicate che fissano idee fino a farle diventare luoghi comuni, l’azione del gol che decide la Coppa Italia nasce da un fallo laterale, originato dalla pressione della squadra bianconera che mette in crisi l’impostazione dei difensori di Sacchi. Non sempre, non in maniera ortodossa, ma un certo atteggiamento aggressivo evidentemente sa metterlo in atto anche la Juventus. Il resto l’ha fatto l’autore del gol, con quel suo “elegante tocco sull’uscita di Galli” che “ha avuto subito il marchio dell’esecuzione”.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
IL VALORE DELLA COPPA
“Non è stata una Coppa Italia qualunque: mai, nelle ultime edizioni, questo trofeo a lungo colpevolmente snobbato dalla nostra organizzazione calcistica, aveva registrato una così determinata e accanita partecipazione dell’aristocrazia nazionale”: Hurrà riproduce il consueto dibattito sulle alterne fortune del trofeo, che nell’edizione del 1990 registra un grande interesse testimoniato dal “nuovo record assoluto di spettatori” e da “un incasso allegramente proiettato oltre la quota di tre miliardi” (si parla ovviamente di lire e non è cifra di poco conto). Non solo: per arrivare a San Siro, la Juve ha dovuto eliminare Sampdoria e Roma. “Nessuna competizione europea, per dire, è in grado di presentare rivali di così elevato tasso tecnico” e la constatazione di Bortolotti non paia esagerata, tenendo conto dello stato di salute del calcio italiano nel contesto internazionale: i blucerchiati in quell’anno vinceranno la Coppa delle Coppe e i giallorossi nel 1991 raggiungeranno la finale di Coppa Uefa. L’Europa parla più che mai italiano e talvolta quel che si sente è una sola voce, gli altri fanno la parte degli sconfitti.
Ma c’è una ragione più prettamente bianconera a rendere particolarmente prezioso l’exploit, tanto da far dire a Zoff che a San Siro “è stato come vincere un campionato”. Ed è la dedica a ricordarcelo, proposta dall’allenatore e dal capitano Stefano Tacconi, che sentono il bisogno di ricordare Gaetano Scirea, l’indimenticabile amico scomparso all’inizio della stagione.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Antivigilia di Finale
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Squadra in campo a due giorni dal match dell’Olimpico
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Si entra nel vivo: mercoledì sera la Juve si gioca la possibilità di vincere la quattordicesima Coppa Italia. A due giorni dall’appuntamento dell’Olimpico di Roma, i bianconeri sono scesi in campo questa mattina al JTC per preparare la sfida con il Napoli.
Seduta iniziata con un torello, proseguita con fase tattica di preparazione alla gara, e conclusa da una partita al centro d’allenamento bianconero.
Domani, vigilia di finale, l’allenamento è in programma al pomeriggio, seguito poi dalla partenza per la capitale. QUI TUTTI I VIDEO DELLA JUVENTUS SEMPRE ESCLUSIVI!

JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE

OppositionWatch: il Napoli
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Il rendimento della formazione partenopea fino a questo momento
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Mercoledì 17 giugno sarà il faccia a faccia tra Juventus e Napoli a decidere chi alzerà la Coppa Italia Coca Cola al cielo di Roma, con i partenopei che hanno ottenuto il pass per la finale dopo aver avuto la meglio nella doppia sfida sull’Inter. La semifinale di ritorno al San Paolo è terminata 1-1: la risposta di Mertens alla rete di Eriksen è risultata decisiva, dopo il successo dell’andata a San Siro firmato Fabian Ruiz.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
LA GARA CON L’INTER
Contro i nerazzurri, alla prima gara dopo il lungo stop, Gattuso si è affidato al suo 4-3-3, consueto nella disposizione, ma con qualche cambiamento tra i titolari. Tra i pali Ospina, grande protagonista del match e che salterà la finale per squalifica, in difesa Di Lorenzo, Maksimovic, Koulibaly e Hysaj, in mezzo al campo Elmas, Demme e Zielinski e davanti il tridente leggero composto da Politano, Mertens e Insigne.
Il tecnico ha sfruttato la novità dei cinque cambi per dare fiato al centrocampo e alle corsie esterne offensive, lasciando immutato il pacchetto arretrato, autore nel complesso di un’ottima prova anche nei momenti di maggior pressione interista. Pressione accettata dai campani, che hanno lasciato agli avversari il pallino del gioco (l’Inter ha avuto un possesso palla del 61%), soffrendo meno nelle fasi in cui hanno potuto difendere bassi, puntando poi sulle ripartenze e sugli strappi del trio offensivo.
Se il Napoli adotterà il medesimo atteggiamento sarà fondamentale replicare quanto di buono fatto vedere contro il Milan in fase di pressione, soprattutto nel primo tempo, e sfruttare le corsie, spesso concesse all’avversario.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
IL CAMMINO IN COPPA ITALIA
Il percorso del Napoli è cominciato agli ottavi di finale, contro il Perugia: il 14 gennaio 2020, decisiva una doppietta dal dischetto di Lorenzo Insigne nel primo tempo. Il numero 24 napoletano, capocannoniere di coppa della sua squadra con tre reti, è stato l’uomo qualificazione anche ai quarti, firmando l’1-0 che ha eliminato la Lazio e garantito l’accesso alla semifinale contro l’Inter. I giocatori più utilizzati fin qui in Coppa Italia, sono stati Giovanni Di Lorenzo e David Ospina, entrambi sempre titolari e mai sostituiti, ma contro la Juventus, come detto sopra, il portiere colombiano non ci sarà.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
TERZA VOLTA
Quella di mercoledì sarà la terza sfida contro i partenopei in stagione. All’Allanz Stadium ha avuto la meglio la Juve, vittoriosa 4-3 dopo una gara ricca di emozioni (di Manolas, Lozano e Di Lorenzo le reti napoletane), mentre al San Paolo si è imposto il Napoli con il risultato di 2-1 (Zielinksi e Insigne).

JUVENTUS-MILAN: TUTTE LE NOTIZIE
Aggiornamenti, Calcio, Juventus, Notizie, Piemonte, Sport, TUTTI I VIDEO DELLA JUVENTUS, Ultim'ora, VIDEO NOTIZIE

JUVENTUS – MILAN: TUTTE LE NOTIZIE. 0-0 AL RITORNO, JUVE IN FINALE. TUTTO SUL MATCH, DAL PRE AL POST GARA

Tempo di lettura: 13 minuti

JUVENTUS – MILAN: TUTTE LE NOTIZIE

JUVENTUS – MILAN: TUTTE LE NOTIZIE, GLI HIGHLIGHTS, I VIDEO, I RACCONTI, LE DICHIARAZIONI E MOLTO ALTRO!

DALLE 10:00 DI VENERDì 12 GIUGNO 2020

ALLE 01:45 DI SABATO 13 GIUGNO 2020

JUVENTUS – MILAN: TUTTE LE NOTIZIE

12 GIUGNO 2020
Coppa Italia: Juve-Milan si gioca questa sera alle 21
JUVENTUS – MILAN: TUTTE LE NOTIZIE
Ufficiale la data del ritorno della semifinale di Coppa Italia con i rossoneri
JUVENTUS – MILAN: TUTTE LE NOTIZIE
Ora è ufficiale: questa sera i bianconeri ritornano in campo. In programma c’è il secondo atto della semifinale di Coppa Italia contro il Milan, come ha appena comunicato la Lega Serie A, a seguito del DPCM firmato dal Presidente del Consiglio dei Ministri.
Si giocherà dunque fra poche ore all’Allianz Stadium con fischio d’inizio alle ore 21.
Dopo l’1 a 1 dell’andata a San Siro (rete di Cristiano Ronaldo), gli uomini di Maurizio Sarri cercheranno di strappare il pass per l’eventuale finale, in programma fra cinque giorni, il 17 giugno, all’Olimpico di Roma, contro la vincente del duello tra Inter e Napoli.
Ritornano le emozioni delle partite dei bianconeri e ritornano anche gli appuntamenti con Juventus TV. Domani, dunque, alle 20.15, mezz’ora pre partita live e dopo il match, di nuovo in diretta per i commenti post gara.
A 45 minuti dal fischio finale potrete vedere gli highlights della semifinale, e dalla mezzanotte il match integrale.
Bentornati, bianconeri!
JUVENTUS – MILAN: TUTTE LE NOTIZIE
OppositionWatch: il Milan
JUVENTUS – MILAN: TUTTE LE NOTIZIE
Il rendimento della squadra rossonera in Coppa Italia
JUVENTUS – MILAN: TUTTE LE NOTIZIE
All’Allianz Stadium questa sera va in scena il ritorno della semifinale di Coppa Italia. All’andata – lo scorso 13 febbraio a San Siro – il match terminò 1-1: al vantaggio rossonero firmato da Rebic arrivò il pareggio su calcio di rigore di Ronaldo nel primo minuto di recupero. La squadra allenata da Stefano Pioli giungerà a Torino senza tre giocatori squalificati: Zlatan Ibrahimovic, Theo Hernandez e Samu Castillejo.
Il Milan è arrivato alla doppia sfida contro la Juventus dopo aver eliminato negli ottavi di finale la SPAL con un netto 3-0 e nei quarti il Torino, in una gara molto più sofferta, terminata 4-2 dopo i tempi supplementari. Rossoneri che rischiarono in quell’occasione l’eliminazione, dato che al 91’ – prima del 2-2 firmato da Calhanoglu – erano ancora sotto nel punteggio. Poi, nei 30’ di extra time, ancora una rete del turco e il definitivo poker di Ibrahimovic chiusero il match.
Nell’ultima gara disputata prima della lunga sosta (8 marzo, stessa data di Juventus-Inter), Romagnoli e compagni hanno perso 2-1 in casa contro il Genoa, piegati dalle reti di Pandev e Cassata.
JUVENTUS – MILAN: TUTTE LE NOTIZIE
IL FATTORE REBIC
Primo dello stop delle competizioni ufficiali, l’uomo più in forma era senza dubbio il croato Ante Rebic. L’ex attaccante dell’Eintracht Francoforte – nelle ultime 9 partite ufficiali tra Serie A e Coppa Italia – ha siglato 7 reti, compresa quella dell’andata contro la Juventus. Un giocatore che fino al mese di febbraio non aveva praticamente mai giocato titolare, ma che ha saputo invertire la rotta a suon di grandi gol e di prestazioni convincenti.
JUVENTUS – MILAN: TUTTE LE NOTIZIE
WE ARE COMING BACK
JUVENTUS – MILAN: TUTTE LE NOTIZIE
STASERA. ORE 21. ALLIANZ STADIUM:

In Numbers | Juve-Milan
JUVENTUS – MILAN: TUTTE LE NOTIZIE
Le statistiche della semifinale di Coppa Italia
JUVENTUS – MILAN: TUTTE LE NOTIZIE
LA VENTISETTESIMA IN COPPA  Sfida numero 27 in Coppa Italia tra Juventus e Milan, per un bilancio di 11 successi dei bianconeri a fronte dei sette di marca rossonera; otto pareggi, compreso quello dell’andata, chiudono il parziale.
IMBATTUTI DAL 1985 Il Milan non vince contro la Juventus in Coppa Italia dal 1985 (1-0 per i rossoneri nel ritorno dei quarti di finale): da allora, in 13 sfide totali, otto successi bianconeri e cinque pareggi.
SEMIFINALI CONTRO I ROSSONERI Delle otto partite di semifinale disputate finora tra Juventus e Milan in Coppa Italia, i rossoneri hanno vinto soltanto la prima di questa serie (2-1 nella gara secca del giugno 1967), senza più riuscire a trovare la vittoria in tutte le sette successive (4N, 3P in partite di andata e ritorno).
IN CASA, IN COPPA Bilancia che pende a favore della Juventus nelle 13 sfide casalinghe di Coppa Italia contro il Milan: sei vittorie (comprese le ultime due) a quattro per i bianconeri; tre pareggi completano il quadro.
JUVENTUS – MILAN: TUTTE LE NOTIZIE
CHE FILOTTO! La Juventus ha vinto tutte le ultime 10 partite casalinghe giocate contro il Milan in tutte le competizioni; i rossoneri non strappano i tre punti in casa bianconera dal match di Serie A del marzo 2011, quando il gol vittoria (1-0) fu firmato da Rino Gattuso.
JUVENTUS – MILAN: TUTTE LE NOTIZIE
10 SU 10 La Juventus ha vinto tutte le ultime 10 partite casalinghe in Coppa Italia: è già striscia record per i bianconeri, che non erano mai andati oltre quota otto in precedenza.
SEMIFINALI BIANCONERE La Juventus ha strappato il pass per la finale di Coppa Italia in tutte le ultime quattro occasioni in cui ha disputato le semifinali, dopo essere stata eliminata in due delle tre volte precedenti (entrambe per mano della Lazio).
IN GOL DA… La Juventus va a segno da 44 partite casalinghe in tutte le competizioni; soltanto una volta nella loro storia i bianconeri hanno trovato il gol per più partite interne consecutive in tutte le competizioni: 68, striscia chiusa nel marzo 1934.
ALLA RICERCA DELLA NUMERO 19 La Juventus detiene già il record di partecipazioni alla finale in Coppa Italia (18); con il passaggio del turno, i bianconeri staccherebbero ulteriormente la Roma ferma a quota 16; il Milan è quarto con 12, alle spalle dell’Inter (13).
PAULO E IL DIAVOLO Da quando gioca in Italia Paulo Dybala ha segnato otto gol contro il Milan (sei con la maglia della Juventus) in tutte le competizioni: soltanto contro Udinese (nove) e Lazio (11) ha fatto meglio.
JUVENTUS – MILAN: TUTTE LE NOTIZIE
Juve-Milan, ecco i convocati
JUVENTUS – MILAN: TUTTE LE NOTIZIE
L’elenco degli uomini a disposizione di Mister Sarri per la sfida di questa sera all’Allianz Stadium
JUVENTUS – MILAN: TUTTE LE NOTIZIE
Terminata la rifinitura dei bianconeri al Training Center Continassa, si entra nelle ore che precedono la sfida di questa sera all’Allianz Stadium alle 21 contro il Milan.
Una sfida che vale il pass per la Finale della settimana prossima a Roma.
Ecco i convocati di Mister Sarri.
1. Szczesny
2. De Sciglio
4. De Ligt
5. Pjanic
6. Khedira
7. Ronaldo
10. Dybala
11. Douglas Costa
12. Alex Sandro
13. Danilo
14. Matuidi
16. Cuadrado
19. Bonucci
24. Rugani
25. Rabiot
30. Bentancur
31. Pinsoglio
33. Bernardeschi
35. Olivieri
38. Muratore
44. Vrioni
46. Zanimacchia
77. Buffon.
JUVENTUS – MILAN: TUTTE LE NOTIZIE
Starting XI | Juve-Milan
JUVENTUS – MILAN: TUTTE LE NOTIZIE
Undici protagonisti di una sfida storica
JUVENTUS – MILAN: TUTTE LE NOTIZIE
Sono 26 le sfide di Coppa Italia tra Juventus e Milan. Una lunga storia, fatta anche di finali, nelle quali lo score è nettamente a favore dei bianconeri con 4 successi contro 1. Nella storia del match, si impone un undici ideale, schierato con un immaginario 3-4-1-2, a comporre una formazione della Juventus con uomini che si sono segnalati per almeno un episodio importante. In panchina, prima scelta del mister, ha un posto Alvaro Morata, che determinò l’esito della finale di Roma del 2016, subentrando al terzo minuto del secondo tempo supplementare e segnando dopo pochi secondi la rete che è valsa la Coppa Italia numero 11 della Signora.
STEFANO TACCONI
E’ lui ad alzare la Coppa a San Siro il 25 aprile 1990, quando la Juve di Dino Zoff supera il Milan di Arrigo Sacchi. I rossoneri sono più forti, vinceranno la Coppa dei Campioni, ma ha ragione il portiere a ricordare a fine gara non solo la legittimità del successo, ma come la squadra bianconera abbia cementato nello spogliatoio una forza di gruppo che ha fatto la differenza.
MEDHI BENATIA
JUVENTUS – MILAN: TUTTE LE NOTIZIE
Nell’ultima Coppa Italia della Juve Medhi ha una parte importante. All’Olimpico, nella finale contro il Milan, Benatia apre la contesa con la rete dell’1-0 e non si ferma, siglando anche il terzo dei 4 gol del trionfo. Non suoni esagerato definire il difensore marocchino un vero diavolo per il Diavolo, avendolo già colpito l’anno prima in campionato.
GAETANO SCIREA
JUVENTUS – MILAN: TUTTE LE NOTIZIE
Ci sono brevi momenti dove si può già capire molto della carriera di un giocatore, se ha la personalità del campione. E’ il caso del libero bianconero: al suo primo anno in bianconero, nel giro di tre giorni del giugno del 1975, colpisce in Coppa Italia l’Inter a San Siro e il Milan al Comunale. Ha ragione Beppe Furino prima di quegli exploit a dire che Gaetano “è sempre in grado di distribuire con misura il pallone e di appoggiare direttamente l’attacco”.
CARLO PAROLA
JUVENTUS – MILAN: TUTTE LE NOTIZIE
Il primo Milan-Juve di Coppa Italia è la finale del 1942, da giocarsi in due atti. All’andata a Milano è 1-1. Parola – noto a tanti per essere l’uomo della rovesciata immortalata sui pacchetti delle figurine – si produce una distorsione alla caviglia e resta in campo, mettendosi in attacco all’ala, come succedeva spesso visto che non erano previste le sostituzioni. Poi esce, il dolore è troppo, ma ha ancora la forza per rientrare. Se Twitter fosse stata un’invenzione dell’altro secolo, avrebbe meritato un bel #FinoallaFine.
GIANLUCA ZAMBROTTA
JUVENTUS – MILAN: TUTTE LE NOTIZIE
Gioca a centrocampo, sulla destra, nello Juventus-Milan che determina la finalista del 2002 con la gara a Torino, proprio come succederà adesso. La Signora ha vinto 2-1 a San Siro, ma è il futuro campione del mondo (nonché rossonero) a evitare problemi, rispondendo al Delle Alpi al gol di José Mari. La sua è una rete capolavoro, con un’incursione in diagonale conclusa con un sinistro che va ad infilare il pallone sotto la traversa.
ROBERTO GALIA
JUVENTUS – MILAN: TUTTE LE NOTIZIE
Si inserisce con perfetta scelta di tempo, tocca quel tanto che basta per superare Giovanni Galli e firmare la rete che vale la Coppa del 1990. Coerentemente col suo carattere, mai sopra le righe, attribuisce il merito al compagno che gli ha aperto la strada:  “E’ stato facile segnare, ha fatto tutto Marocchi col passaggio smarcante”.
MIRALEM PJANIC
JUVENTUS – MILAN: TUTTE LE NOTIZIE
Non fa notizia una punizione in gol per uno specialista come lui. Ma se si cerca la bellezza, allora sì, la traiettoria disegnata nello Juventus-Milan di Coppa del 2017 è speciale perché possiede il fascino dell’inesorabilità. Si capisce subito da come parte il tiro che non sarà intercettabile.
DOUGLAS COSTA
JUVENTUS – MILAN: TUTTE LE NOTIZIE
Un suo tiro non trattenuto da Donnarumma indirizza di fatto la finale del 2018. Perché arriva appena 5 minuti dopo la rete dell’1-0 e traduce la netta superiorità che in quella fase di gioco la Juventus sta esprimendo con una continuità d’azione insostenibile per l’avversario.
MMIRKO VUCINIC
JUVENTUS – MILAN: TUTTE LE NOTIZIE
Vucinic rappresenta la tassa di soggiorno che per due anni consecutivi il Milan deve pagare ogni qualvolta arriva allo Stadium per disputare una gara di Coppa Italia. Nel 2012 permette alla Juve di raggiungere la finale con una bordata da fuori area straordinaria, festeggiata con un’esultanza a braccia aperte, alla Ibrahimovic (che in campo per i rossoneri non c’è più, è stato sostituito da Maxi Lopez). Il primo film è piaciuto, perciò Mirko gira il remake nell’edizione successiva, nuovamente risolutivo ai tempi supplementari.
PAOLO ROSSI
JUVENTUS – MILAN: TUTTE LE NOTIZIE
L’Italia non ha ancora smaltito la sbornia del Mundial 1982 che il calcio riprende. L’eroe di Spagna è indubitabilmente Paolo Rossi, ci si chiede un po’ tutti se l’onda lunga proseguirà. Prima che inizi il campionato, Pablito offre una risposta segnando due reti al Milan in Coppa Italia, esattamente tre giorni dopo averne fatte altrettante al Genoa.
RIZA LUSHTA
JUVENTUS – MILAN: TUTTE LE NOTIZIE
Il primo grande eroe degli Juventus-Milan di Coppa Italia è lui, l’attaccante nato in Kosovo e cresciuto in Albania. La sua media gol è di tutto rispetto con 56 reti in 95 apparizioni in bianconero tra il 1940 e il 1944. L’exploit più importante in carriera lo fa proprio nella finale di ritorno del 1942, quando con una tripletta risulta determinante per il successo per 4-1 della Juve, che così conquista la sua seconda Coppa Italia.
JUVENTUS – MILAN: TUTTE LE NOTIZIE
Gamereview | La gara di andata di Coppa Italia
JUVENTUS – MILAN: TUTTE LE NOTIZIE
L’analisi tattica della partita di San Siro
JUVENTUS – MILAN: TUTTE LE NOTIZIE
L’andata della semifinale di Coppa Italia disputata a San Siro il 13 febbraio scorso, ha visto Milan e Juventus giocare una gara equilibrata con i bianconeri che sono riusciti ad agguantare il pareggio nei minuti finali grazie ad un gol dagli undici metri di Ronaldo, dopo che lo stesso portoghese si era procurato il rigore attraverso una straordinaria girata al volo con palla fermata con un braccio da Calabria.
La Juventus a lunghi tratti è stata padrona del campo con un maggior possesso palla (62,5% contro il 37,5% del Milan), maggior precisione dei passaggi (89,3% quella dei bianconeri contro  83,2% dei rossoneri) e un maggior vantaggio territoriale (55% contro 45%).
Nonostante questi dati il Milan si è reso più pericoloso andando maggiormente al tiro e verticalizzando con maggior continuità.

JUVENTUS – MILAN: TUTTE LE NOTIZIE
Questa sera ai rossoneri mancherà un giocatore importantissimo: Zlatan Ibrahimović, che avrebbe saltato per squalifica comunque la gara di ritorno ma oltretutto ora fermo ai box per un infortunio patito nei primi giorni di allenamento dopo la lunga sosta. Sul piano tattico lo svedese è un giocatore fondamentale per le giocate della squadra di Pioli che cerca nelle sponde dell’attaccante la chiave per superare il centrocampo avversario e innescare giocatori come Çalhanoğlu e Rebić.
Proprio nella gara d’andata, ad inizio secondo tempo, il Milan mette in difficoltà la retroguardia degli ospiti con un’azione esemplificativa di quanto detto sopra.
Kjaer porta palla nella propria metà campo e dopo avere percorso qualche metro decide di lanciare lungo, scavalcando il reparto mediano della Juventus e andando a trovare la testa di Ibrahimović, mentre Rebić attacca immediatamente la profondità.
La spizzata dello svedese mette il croato in condizione di attaccare la porta palla al piede e presentarsi a tu per tu contro Buffon. Il portiere bianconero riesce a chiudere lo specchio con un grande intervento.
Saranno probabilmente due le soluzioni che potrà adattare il Milan di Pioli: o una sorta di albero di Natale con Rebić unica punta supportata da Paquetà e Çalhanoğlu o un 4 4 2 con Leão al fianco del giocatore croato. In entrambi i casi sarà comunque attraverso palla bassa e scambi nello stretto che il Milan cercherà di colpire la retroguardia bianconera.
JUVENTUS – MILAN: TUTTE LE NOTIZIE
Juve-Milan, i biglietti saranno rimborsati
JUVENTUS – MILAN: TUTTE LE NOTIZIE
Ecco tutte le info utili per chi avesse acquistato i tagliandi per la semifinale di Coppa Italia
JUVENTUS – MILAN: TUTTE LE NOTIZIE
Vista l’assoluta peculiarità del contesto nazionale, Juventus F.C. ha deciso – in eccezionale deroga alla recente normativa applicabile, nonché alle condizioni contrattuali attualmente in vigore – di rimborsare il prezzo del biglietto singolo acquistato e pagato dai tifosi attraverso i canali di vendita ufficiali per la partita Juventus F.C. vs Milan di Coppa Italia, inizialmente programmata per il 4.03 e poi posticipata al 12.06 a porte chiuse su ordine della Pubblica Autorità.
Queste le modalità con cui i tifosi potranno ricevere, a partire da martedì 16 giugno 2020 ore 16.00, il rimborso del prezzo versato per il/i biglietto/i per il match Juventus vs Milan:
1. I tifosi che hanno acquistato il biglietto sul sito web Sport.ticketone.it o tramite il call center Ticketone, otterranno automaticamente e senza necessità di richieste, un rimborso pari all’importo indicato sul titolo di accesso, tramite riaccredito sulla medesima carta di credito utilizzata per acquistare i biglietti;
2. I tifosi che hanno acquistato il biglietto in ricevitoria dovranno accedere alla pagina dedicata ai rimborsi per biglietti punti vendita sul sito Ticketone.it  e seguire la procedura per richiedere il rimborso del biglietto acquistato in ricevitoria. Nella procedura viene richiesto di inserire il numero del tipografico e copia dei tagliandi. Si consiglia di verificare pertanto l’ottima qualità dell’immagine prima dell’invio. Non è richiesto l’invio tramite raccomandata dei tagliandi. L’unica procedura sarà quella online. Il modulo di rimborso con gli allegati dovranno pervenire a TicketOne entro il 19 luglio 2020;
3. I soci iscritti ad un Official Fan Club che hanno acquistato il singolo biglietto, si dovranno rivolgere al proprio Club – che ha fatto richiesta dei biglietti per loro conto tramite il portale dedicato – al fine di ottenere il rimborso del prezzo specificato sul tagliando. Maggiori informazioni saranno comunicate tramite il portale dedicato JOFC;
4. I tifosi che hanno acquistato tramite Fan Service Juventus riceveranno indicazioni su come procedere tramite e-mail dedicata;
Il rimborso prevede il riaccredito del prezzo del biglietto pertanto sono escluse eventuali commissioni di servizio e/o oneri aggiuntivi applicati dal fornitore del servizio di biglietteria.
Tale iniziativa di rimborso riguarda esclusivamente l’acquisto da parte dei tifosi di singoli biglietti per la partita Juventus vs Milan di Coppa Italia acquistati tramite i canali ufficiali Juventus. Sono esclusi gli abbonamenti, i pacchetti riguardanti più match o servizi e gli acquisti di singoli biglietti di altre partite ad oggi rinviate (a titolo esemplificativo e non esaustivo Juventus vs Olympique Lyonnais di Champions League): in relazione a tali situazioni, restano ferme le previsioni contrattuali vigenti anche in attesa delle determinazioni ufficiali in merito alle competizioni attualmente sospese. Ulteriori informazioni e comunicazioni saranno pubblicate sul sito Juventus.com.
JUVENTUS – MILAN: TUTTE LE NOTIZIE
Si riparte dalla finale
JUVENTUS – MILAN: TUTTE LE NOTIZIE
Dopo tre mesi dall’ultima gara, la Juve pareggia a reti bianche contro il Milan e vola in finale di Coppa Italia
JUVENTUS – MILAN: TUTTE LE NOTIZIE

Il calcio riparte dalla Juve. E la Juve riparte centrando la finale di  Coppa Italia. Dopo l’1-1 della semifinale di andata a San Siro,i bianconeri pareggiano ancora contro il Milan, questa volta per 0-0 e tanto basta per passare il turno. La squadra di Sarri meriterebbe anche più del pareggio, ma il rigore fallito da Ronaldo e l’inevitabile ruggine portata da 90 giorni di assenza dal campo, limitano l’efficacia offensiva. In compenso la difesa è un bunker, Buffon non corre il minimo rischio e la gara, più frizzante nel primo  tempo, nella ripresa si trasforma in un lungo palleggio, che porta dritto all’Olimpico di Roma.
JUVENTUS – MILAN: TUTTE LE NOTIZIE
RONALDO, PALO DAL DISCHETTO
La Juve domina fin dall’inizio, per quanto dopo il lungo  stop senza partite qualche imbarazzo sarebbe lecito. In effetti il rigore sbagliato, concesso al 15′ dal VAR per fallo di mano di  Conti e  calciato da  Ronaldo sul palo interno, potrebbe anche  essere frutto del  lungo stop, vista la ben  nota precisione  del portoghese dagli undici metri. In ogni caso, prima e dopo il penalty c’è solo la Juve in  campo: Douglas  Costa  dopo un minuto di gioco, poi  Dybala  e de Ligt, ancora Douglas Costa,  e Ronaldo,  quindi Matuidi… Le occasioni per i bianconeri non si contano e l’espulsione di  Rebic, reo di un intervento scomposto su Danilo commesso pochi secondi dopo il penalty, certo non  aiuta il Milan, che tuttavia resiste sino al riposo.
JUVENTUS – MILAN: TUTTE LE NOTIZIE
JUVE IN CONTROLLO E IN FINALE
I rossoneri si fanno vivi in avvio di  ripresa con il colpo di testa di Calhanoglu, a lato di poco, e la Juve risponde con il sinistro di  Dybala sull’incrocio dei pali. Non cambia il copione, si gioca  in una  sola metà campo, ma cambia Sarri, che dopo poco più di un quarto d’ora richiama Pjanic, Matuidi e Douglas Costa e inserisce Khedira, Rabiot e Bernardeschi. Il ritmo, come comprensibile, con il  passare dei minuti si abbassa sensibilmente. Si assiste ancora a un  colpo di testa di Kjaer, a lato, e a un bel sinistro  di Dybala, messo in angolo da Donnarumma. Nel finale, sfruttando la possibilità di arrivare  fino a cinque sostituzioni, Sarri manda ancora in campo Cuadrado al posto di Danilo, ed è questo il penultimo appunto da prendere. L’ultimo è il risultato finale, un pareggio sufficiente a  a mandare la Juve alla finale di mercoledì contro la vincente tra Napoli e Inter.. Niente  male, come  modo  di ricominciare…
JUVENTUS – MILAN: TUTTE LE NOTIZIE
JUVENTUS-MILAN 0-0

JUVENTUS
Buffon; Danilo (41′ st  Cuadrado), Bonucci, De Ligt, Alex Sandro; Pjanic  (17′ st Khedira), Bentancur, Matuidi (17′ Rabiot); Douglas Costa (17′ st Bernardeschi), Dybala, Ronaldo
A disposizione: Szczesny, Pinsoglio, De Sciglio,  Rugani, Muratore, Vrioni, Olivieri, Zanimacchia
Allenatore: Sarri
JUVENTUS – MILAN: TUTTE LE NOTIZIE
MILAN
G.Donnarumma; Conti (43′ st Saelemaekers), Kjaer, Romagnoli, Calabria (43′ st Laxalt); Kessie (36′ st Krunic), Bennacer; Paquetá (36′ st  Colombo), Bonaventura (7′ st Leao), Calhanoglu; Rebic
A disposizione: Begovic, A.Donnarumma, Gabbia, Biglia, Brescianini, Olzer, Maldini
Allenatore: Pioli

ARBITRO:  Orsato
ASSISTENTI: Mondin, Galetto
QUARTO UFFICIALE: Massa
VAR: Aureliano, Vivenzi

AMMONITI: 43′ st Pjanic, 29′ st Khedira
ESPULSI: 16′ st Rebic.
JUVENTUS – MILAN: TUTTE LE NOTIZIE
Voci dall’Allianz Stadium
JUVENTUS – MILAN: TUTTE LE NOTIZIE
Leo Bonucci e Mister Sarri commentano la qualificazione alla Finale di Coppa Italia
JUVENTUS – MILAN: TUTTE LE NOTIZIE
Sono le parole del tecnico e del difensore bianconero a fare da conclusione alla prima serata dei bianconeri in campo dopo tante settimane. Una serata che significa conquista della Finale di Roma della settimana prossima.
JUVENTUS – MILAN: TUTTE LE NOTIZIE
LEONARDO BONUCCI
«L’importante era passare il turno e andarci a giocare il primo obiettivo, la settimana prossima. Sono emozioni strane, in uno stadio vuoto, dopo tanto tempo: dovevamo a lasciarci alle spalle un momento buio, e a dare un po’ di gioia. Per questo dedichiamo la conquista della Finale ai nostri tifosi, sperando di poter fare un’altra dedica mercoledì.
La gara? Abbiamo iniziato bene, poi si è perso il palleggio e ci siamo allungati, a causa anche di una buona partita del Milan che non si è scomposto in 10 contro 11.
Ma guardiamo il bicchiere mezzo pieno: non abbiamo vinto ma l’obiettivo era la Finale. L’errore di Ronaldo? Anche i grandi sbagliano, è stato sfortunato ma per noi è fondamentale in tutte le situazioni. D’ora in avanti vedremo una grande Juve e un grande Ronaldo».
JUVENTUS – MILAN: TUTTE LE NOTIZIE
MAURIZIO SARRI

«E’ una bella sensazione tornare in panchina e vedere la squadra in campo dopo tre mesi, anche se ci manca il pubblico. Non è semplice per nessuno.
La squadra mi ha soddisfatto molto nei primi 30 minuti, con un grande dominio sulla partita, poi siamo calati nei ritmi e nell’intensità mentale, ma in questo momento le partite presentano tantissimi rischi. I giocatori sono stati per settimane su un divano, farli tornare alla completa efficienza fisica e mentale non è semplice né automatico. E’ molto peggio di una situazione pre-campionato, perché in quel caso i calciatori stanno meno fermi e soprattutto rimangono attivi. Ci vorrà un po’ di pazienza, ma la premessa di stasera, nella prima mezz’ora, è stata importante. Ronaldo? Si è messo a disposizione, anche lui ha sofferto un po’ verso la fine ma ha fatto la partita che andava fatta. Sul rigore è stato sfortunato. Chi vorrei trovare in finale? Domani sarà una bella partita, ma l’importante è che per ora ci siamo noi». QUI TUTTI I VIDEO DELLA JUVENTUS

Juventus tutte le notizie in tempo reale complete approfondite ed aggiornate! SEGUILE E CONDIVIDILE
Aggiornamenti, Juventus, Notizie, Piemonte, Sport, Ultim'ora

JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE

Tempo di lettura: 7 minuti

JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE

JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE SEMPRE AGGIORNATE

DALLE 10:44 DI DOMENICA 07 GIUGNO 2020

ALLE 12:38 DI GIOVEDì 11 GIUGNO 2020

JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE

07 Giugno 2020
Juve in the World: Germania
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Il Paese dalle 15 città
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
In un viaggio ideale a scoprire i luoghi in Europa dove ha giocato la Juventus, il Paese con più città da visitare sarebbe la Germania. Un ulteriore “riconoscimento” dell’importanza del calcio tedesco, in un periodo nel quale in Italia la Bundesliga ha calamitato l’attenzione come mai prima era successo in qualità di primo campionato a riprendere l’attività agonistica dopo lo stop determinato dalla pandemia. Contando solo gli impegni ufficiali nelle varie coppe  e tralasciando quindi le occasioni amichevoli, la Signora si è recata in Germania in ben 15 città diverse. Complessivamente sono stati di più gli impegni affrontati contro le formazioni spagnole, ma in quel caso Madrid e Barcellona hanno quasi monopolizzato le sedi di destinazione. Il calcio tedesco, invece, ha presentato una varietà di squadre decisamente alta ed è sorprendente pensare che il club più prestigioso di tutti – il Bayern – abbia incrociato la Juventus sul suo cammino solamente nel novembre del 2004, anche se a Monaco i bianconeri avevano già disputato la finale di Champions 7 anni prima contro un’altra formazione teutonica, il Borussia Dortmund.
Ovviamente bisogna distinguere il periodo successivo al 1989 con la conseguente riunificazione a quello nel quale il Paese era diviso in due blocchi. Nonostante la fase di separazione conti un maggior numero di anni, le occasioni di incontro si sono moltiplicate con il passaggio dalla Coppa dei Campioni alla Champions League: la Juventus ha pertanto giocato più volte in Germania di quanto abbia fatto con squadre della Germania Ovest e della Germania Est.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
TUTTO COMINCIA NEL 1968
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Tra le tante accelerazioni che determina il fatidico ’68, c’è anche quella del rapporto tra la Juventus e la Germania. Pochi mesi prima che a Torino approdi via Bologna Helmut Haller, uno tra gli elementi di spicco della Nazionale tedesca, i bianconeri fanno il loro esordio a Braunschweig per l’andata dei quarti di finale di Coppa dei Campioni. Avversario è l’Eintracht, che prevale 3-2, un risultato che la Juve rimedia al ritorno per poi aggiudicarsi la “bella” (non valeva in quell’edizione il peso delle reti segnate in trasferta). Di questa prima volta, Hurrà Juventus sottolinea la correttezza del pubblico della città della Bassa Sassonia e non è poco, tenendo conto di come la tragedia della seconda guerra mondiale e la grande portata dell’emigrazione italiana fossero fattori condizionanti il rapporto tra i due popoli. Festosa ospitalità, titola un box dedicato all’accoglienza da parte dei dirigenti della squadra locale. Quanto al tifo, come spesso succede, si tende a interpretare l’inedita realtà davanti ai propri occhi attraverso categorie interpretative maturate in Italia. Perciò, l’impianto di Braunschweig diventa un clone del San Paolo di Napoli e “gli abitanti della graziosa città che conta 240 mila abitanti” hanno trasformato lo stadio “in una specie di Fuorigrotta con fuochi d’artificio, con cartelli, con canti gioiosi”, senza peraltro mai trascendere, tanto che si sottolinea la  “dignitosa compostezza” e la “festa di sport veramente indimenticabile”.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Sempre nel 1968, la Juve torna in Germania, 300 km più a Sud, a Francoforte sul Meno, ad affrontare un altro Eintracht, che ritroveremo poi anche nel 1995.
DECENNIO PER DECENNIO
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Gli anni ’60 offrono alla Juve anche la visita a Berlino, ad incontrare l’Hertha all’Olympiastadion, situato nella parte occidentale della città, lo stadio che adeguatamente ristrutturato ha ospitato la vittoria al Mondiale da parte della Nazionale di Marcello Lippi.
Nel decennio successivo i bianconeri scoprono Colonia, Amburgo, Dusseldorf all’Ovest; stessa quantità di luoghi anche all’est: Dresda, Francoforte sull’Oder e Magdeburgo.
Solo un appuntamento ma estremamente significativo negli anni ’80. Nel 1989, un mese dopo il rivolgimento mondiale dato dal crollo del Muro di Berlino, la Juve incrocia la Storia giocando a Karl-Marx-Stadt, ribattezzata nella nuova Germania con il nome di Chemnitz.
Gli anni ’90 sono contrassegnati dalle trasferte a Dortmund (tre vittorie su tre tra Coppa Uefa e memorabile esordio nella Champions League) e dalla finale di Monaco già citata.
Infine, nel nuovo millennio la Juve scoprirà altre tre città: Leverkusen nel 2002, Brema nel 2006 e Moenchengladbach nel 2015 (aveva già affrontato il Borussia 40 anni prima, ma la gara si era disputata a Dusseldorf).
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Bonucci, the best of 2019/2020
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Le più belle giocate finora in stagione per il campione bianconero:

JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
08 Giugno 2020
Si ferma il campionato di Serie A Femminile
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
La decisione è stata presa oggi, durante il Consiglio Federale FIGC
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Non si disputeranno le ultime sei giornate del Campionato di Serie A Femminile 2019/2020.
Lo ha deciso oggi il Consiglio Federale FIGC: pertanto, quella del 22 febbraio scorso (vittoria 0-4 contro il Verona Women in trasferta) resterà l’ultima partita stagionale per le ragazze di Rita Guarino.
Questo il testo ufficiale, riportato sul sito della FIGC:
«Il presidente federale ha relazionato i consiglieri circa le indicazioni emerse da parte dei club e delle calciatrici sulla ripresa del campionato di Serie A. Constatata la dichiarata impossibilità a riprendere l’attività, così come anche emerso nell’Assemblea delle società della Divisione Calcio Femminile di giovedì scorso, il Consiglio ha deciso per la chiusura delle competizioni sportive 2019/2020. Per la definizione della graduatoria finale, la Divisione dovrà applicare gli stessi criteri correttivi validi per i campionati professionistici maschili».
Gli allenamenti delle Juventus Women proseguiranno comunque fino al termine della stagione sportiva.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
La settimana inizia al Training Center
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Squadra al lavoro nel pomeriggio di oggi
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Lunedì in campo per i bianconeri, che oggi al Training Center Continassa si sono allenati nel pomeriggio.
Dopo una fase di riscaldamento, la squadra si è concentrata sul possesso palla, per poi disputare una partitella.
Higuain continua il percorso fisioterapico prestabilito, mentre Ramsey prosegue il lavoro personalizzato come da programma e Chiellini sta svolgendo un lavoro di riatletizzazione, mirato a ritrovare la migliore condizione.
Domani l’allenamento è previsto al mattino.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Today @ Training Center | 8 giugno
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
L’allenamento di oggi alla Continassa:

JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
09 Giugno 2020
Mattinata di lavoro in Continassa
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Prosegue la preparazione per gli uomini di Maurizio Sarri
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Continua il conto alla rovescia per il ritorno in campo della Juventus, che questa mattina ha proseguito la propria marcia di preparazione con una seduta di allenamento allo Juventus Training Center Continassa.
Per i bianconeri, menù di giornata che ha previsto un iniziale riscaldamento misto tecnico e fisico, seguito da partite a tema e da una partita finale.
Anche domani, mercoledì 10 giugno, l’allenamento è in programma al mattino.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
10 Giugno 2020
Mercoledì di tattica
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Bianconeri in campo questa mattina al JTC
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Manca sempre meno al ritorno in campo della Juve, che nel frattempo, anche questa mattina, si è allenata, come di consueto, al JTC Continassa.
Mister Maurizio Sarri ha impostato una seduta tattica, terminata con una partitella conclusiva.
Domani, giovedì 11 giugno, sessione in programma al pomeriggio
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE.
La ripartenza, secondo Sarri
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Il Mister bianconero, a pochi giorni dal ritorno in campo, racconta come si avvicina la Juve alla ripresa
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Di nuovo in campo. Tre mesi dopo.
Come sta vivendo la Juve le giornate che precedono un restart unico nella storia? Lo racconta Mister Sarri.
«SIAMO PRONTI? LO DIRA’ IL CAMPO»
«Nessuno staff in questo momento sa a che punto sia la preparazione. Intanto, perché arriviamo da un’interruzione anomala, più lunga del normale. Solitamente i giocatori anche in vacanza restano attivi, mentre stavolta per sessanta giorni, a parte piccole attività svolte in casa, sono stati fermi. Questa è una situazione unica, che non ci dà nessuna certezza, anche perché non abbiamo ovviamente disputato amichevoli. Io sono soddisfatto di quello che ho visto in questi giorni in allenamento, ma il riscontro della partita è differente».
COME SI LAVORA IN QUESTO PERIODO
«Il rischio di infortunio è altissimo, poiché c’è stata decadenza muscolare per tutti. Noi abbiamo optato per un sistema di carichi crescenti, ma inferiori rispetto a quelli che solitamente facciamo in estate. L’altra incognita sarà la prossima stagione, dato che non potremmo fare grandi richiami di preparazione».
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
MILAN, UNA SFIDA APERTA
«Abbiamo la fortuna di giocare per tre obiettivi, che verranno disputati separatamente: può essere vantaggioso, per concentrarci meglio. La Coppa Italia? Il Milan ci ha sempre creato problemi quest’anno, il risultato dell’andata non ci garantisce nulla, quindi sarà una partita molto aperta».
QUESTIONE DI MOTIVAZIONI
«Ogni giocatore ha vissuto questo periodo in modo diverso, non sono comunque stati giorni di riposo ma di stress, visto quello che è successo. Adesso il punto sarà capire che motivazioni ognuno ha dentro sé stesso»
I RITMI A PORTE CHIUSE
«Giocare a porte chiuse non è una sensazione bellissima, ma la forza di una squadra sta nel sapersi estraniare dalle condizioni ambientali. Anche a livello di ritmo potrebbe cambiare qualcosa, l’assenza del pubblico può cambiare le cose, anche se spesso quella dei ritmi lenti è più un’impressione che si ha dalla tv, dovuta al silenzio».
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
CRISTIANO E PAULO
«Fisicamente Ronaldo sta bene, logicamente gli mancano le sensazioni del campo, ma le risposte in allenamento sono buone, ed è una bella cosa, perché da lui passano i nostri obiettivi dei prossimi tre mesi. Dybala? Un giocatore fenomenale, il punto è far coesistere lui e Cristiano in campo, perché non è semplice farli giocare insieme. Ma quando due giocatori hanno qualità del genere, e possono fare la differenza in qualsiasi momento, è il resto della squadra a doversi adattare. E’ bello avere questo tipo di difficoltà».
UNO SGUARDO AL CENTROCAMPO
«Ho trovato Pjanic molto meglio di come lo ho lasciato. Lui si deve convincere che è un grande giocatore, che può sbagliare una partita o due, ma poi rialza la testa e non perde fiducia e convinzione. Ha fatto un buon percorso e in questi allenamenti lo ho visto molto bene. Khedira è un calciatore di un’affidabilità e di un’intelligenza, umana e calcistica, straordinarie. Non può ovviamente essere al top, anche se è cresciuto molto, ma di lui un allenatore non può fare a meno.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Le cinque sostituzioni – per me una decisione giusta in questo momento – ci aiuteranno a farlo crescere di condizione»
LO SCUDETTO? UN DISCORSO APERTO
«In questa situazione non si può parlare di favoriti per lo Scudetto, perdere punti è un rischio per tutti. Per quanto riguarda piani b o piani c: l’importante è concludere la stagione, e se la situazione sanitaria lo consente, dovremo rivedere i protocolli, evitando quarantene, per arrivare alla fine del campionato».
E CONTRO IL LIONE…
«Meglio giocare una partita dopo cinque mesi di inattività o alla fine di un lungo ciclo ravvicinato? Per esperienza dico che giocare dopo una lunga sosta non ha grosse conseguenze nell’immediato». QUI TUTTI I VIDEO BIANCONERI!

Juventus tutte le notizie in tempo reale Tutto sulla Juventus!
Aggiornamenti, Juventus, Notizie, Piemonte, Sport, Ultim'ora

JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE

Tempo di lettura: 4 minuti

JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE

JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE SEMPRE AGGIORNATE

DALLE 11:00 DI VENERDì 05 GIUGNO 2020

ALLE 10:44 DI DOMENICA 07 GIUGNO 2020

JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE

Black&WhiteStories | Lippi e l’idea della vittoria
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Un’intervista tra due Scudetti
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
A cavallo tra la chiusura di un anno e l’ingresso in quello nuovo, si vive una situazione sospesa per una squadra di calcio, presa in mezzo tra il bilancio di quello che si è fatto e le aspettative intorno a ciò che succederà nella seconda parte della stagione. Per questi motivi l’intervista rilasciata da Marcello Lippi a Hurrà Juventus nel numero di gennaio del 2003 assume un significato particolare a distanza di tempo. La soddisfazione per l’impresa del 5 maggio è ancora molto viva, non tanto per le modalità decisamente emozionanti del sorpasso all’ultima giornata sull’Inter, ma per la forza della concorrenza (compresa la Roma) che ha fatto sì che – parole del mister – lo scudetto fosse “bellissimo perché è venuto al termine di un campionato giocato alla grande dalle sue tre principali protagoniste”.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Ma chi sta alla Juve – e Lippi è alla sua settima esperienza, spezzata in due periodi diversi – sa bene come non esista una celebrazione dei successi senza un forte pensiero a quelli che devono ancora arrivare. A maggior ragione dopo tre anni di digiuno, dopo che  “la parola “vincere” è tornata a pieno titolo nel nostro vocabolario”. Ripetersi non è assolutamente facile, come ha certificato per l’appunto la fine del 2002, un mese di dicembre dove la Signora ha raccolto solo una vittoria in campionato dopo un pareggio e due sconfitte consecutive. La classifica rispecchia la delicatezza del momento:  l’Inter e il Milan in testa; la Lazio immediatamente dietro; la Juventus – appaiata al sorprendente Chievo – staccata di 4 lunghezze. Conoscendo l’allenatore, è proprio da questa incertezza e dall’affollamento in vetta che si traggono gli stimoli maggiori per andare a compiere l’ennesimo capolavoro, la conquista del suo quinto tricolore.
LE SCELTE DI UN ALLENATORE
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Ogni incontro con Lippi costituisce un’occasione per andare più in profondità sulla sua professione, per riflettere su cosa significhi gestire un parco tecnico di primissimo livello come quello che ha a disposizione. Dalle sue parole emerge la convinzione che la Juve gli abbia messo in mano un gruppo di altissimo profilo, come testimonierà del resto anche il cammino in Champions League, dove per arrivare alla finale dell’Old Trafford verranno eliminate le due principali formazione spagnole, il Barcellona e il Real Madrid campione d’Europa in carica. “Si sta concretizzato la possibilità di iniziare il 2003 con tutti i giocatori della rosa a disposizione: e non è poco, ve lo assicuro. Con la rosa al completo la squadra può puntare a qualsiasi traguardo”. A riprova di quanto sia vera quest’affermazione, ci sarà la partenza del nuovo anno, quando la Juve infilerà 8 vittorie e un pareggio nelle prime 9 gare di campionato.
Il tecnico viareggino sa bene che ogni scelta di formazione è sempre fonte di discussione critica, ma è profondamente convinto di quanto sia fondamentale contare su molti uomini: “E’ molto difficile, se non impossibile, portare avanti il “progetto principale” sempre con gli stessi giocatori. Ecco perché è necessario cercare di coinvolgere il maggior numero possibile di giocatori anche a rischio di pagare un prezzo. Se cambi molto perdi qualcosa in qualità pura e negli automatismi magari, ma guadagni in freschezza, in condizione fisica ed in motivazioni”. Senza contare che non tutto si può spiegare ed è questa una delle forme di responsabilità connesse al proprio mestiere: “In determinate circostanze l’allenatore fa delle scelte in base a cose che lui sa ma che all’esterno non sono sufficientemente note: ci sono tanti piccoli acciacchi che potrebbero comportare dei rischi, c’è qualche giocatore che non può fare tre partite di seguito in sei o sette giorni”.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
L’IPOTESI NAZIONALE
Può sorprendere che attorno al nome di Lippi si immaginassero orizzonti azzurri, visto il totale coinvolgimento nella Juventus. Evidentemente pesava l’esito negativo della spedizione mondiale nippo-coreana e la panchina del Ct in carica non era così salda. Come sia andata a finire lo sappiamo tutti, sarebbe stato proprio lui a laurearsi campione del mondo nel 2006, artefice di un’impresa tra le più difficili ed esaltanti che ha prodotto il nostro calcio (e dove proprio la sua conoscenza di molti giocatori bianconeri si è rivelata fondamentale). All’epoca, la sua risposta fu questa: “Io mi auguro che la Nazionale vinca sempre e che Trapattoni resti il più a lungo possibile al suo posto. A chi mi chiedeva se un giorno mi piacerebbe quel ruolo, mi sono limitato a rispondere quel che dico da tempo a tutti: che spero che la Juve mi mandi via il più tardi possibile e che dopo mi piacerebbe o allenare la Nazionale, o fare un’esperienza all’estero, o allenare in Italia una squadra di provincia con programmi interessanti. Una cosa è certa: non allenerò mai un grande club che non sia la Juve”. Tenendo conto anche dell’eccezionale percorso intrapreso poi in Cina, si capisce davvero quanto possa essere produttivo ogni tanto farsi una bella chiacchierata con “il” Marcello…
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Sul terreno dell’Allianz Stadium
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Le immagini dei bianconeri al lavoro nella serata di venerdì 5 giugno:

6 Giugno 2020
Classic Match | Juve-Crotone, 2017
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Un successo all’Allianz Stadium che significa Scudetto! GUARDA SU YOUTUBE QUI TUTTI I VIDEO BIANCONERI!

Juventus tutte le notizie in tempo reale
Aggiornamenti, Calcio, Juventus, Notizie, Piemonte, Sport, Ultim'ora

JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE

Tempo di lettura: 4 minuti

JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE

JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE SEMPRE AGGIORNATE

DALLE 07:58 DI MARTEDì 02 GIUGNO 2020

ALLE 11:00 DI VENERDì 05 GIUGNO 2020

JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE

02 Giugno 2020
Storia | Top 10, i momenti della Finale UEFA 1990
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Uno sguardo indietro alla Coppa alzata dai bianconeri contro la Fiorentina:

#IlPrimoGoal | Alex Sandro, 2016
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
La prima rete bianconera del laterale brasiliano a Udine:

JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE

03 Giugno 2020
In ricordo di Erika e Marisa
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
La commemorazione oggi a Torino, a tre anni dalla tragedia di piazza San Carlo
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
A distanza di 3 anni dal 3 giugno 2017, serata in cui in Piazza San Carlo a Torino, in occasione della Finale di Champions League fra Juve e Real Madrid, una serata di calcio si trasformò in una tragedia, la Juventus ha partecipato alla commemorazione delle due vittime di quella notte, Erika Pioletti e Marisa Amato.
La cerimonia si è tenuta nel Cortile d’Onore di Palazzo Civico, alla presenza della Sindaca Chiara Appendino, dei famigliari, dei rappresentanti delle istituzioni (il Prefetto Claudio Palomba, il Vicario del Questore di Torino Carmine Rocco Grassi, il Commissario Capo della Polizia di Stato e portavoce del Questore Sara Pistilli, il Presidente del Consiglio Comunale Francesco Sicari) e dell’Associazione “Quelli di…Via Filadelfia”.
La Juventus ha testimoniato la sua vicinanza con la deposizione di una composizione floreale.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Black&White Stories | Chi segna di più vince?
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
I primi scudetti del dopoguerra
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
In questi ultimi anni, più volte il dibattito della critica attorno alla Serie A si è orientato su una definizione di “mentalità europea” come obiettivo da raggiungere. Quando si è cercato di tradurre in numeri la riflessione proposta, molti si sono trovati d’accordo nel sostenere che il calcio dominante è quello che si basa su una forte identità offensiva e conseguentemente porta alla vittoria in base a un maggiore quantità di gol realizzati.
Come ogni disputa “culturale”, le posizioni spesso sono radicate e non tengono conto – o lo fanno in misura minima rispetto alla forza delle convinzioni – della verità (sempre che la si definisca e accetti come tale) dei dati statistici. La matematica non è un’opinione e certo può aiutare a formarne di più strutturate, anche se non tutto si può spiegare attraverso le cifre. E’ opportuno, però, partire da queste. E limitando l’osservazione ai 5 principali campionati nel continente e alla scorsa stagione (2018-19), si vede come il panorama sia effettivamente univoco e stabilisce una regola: in Bundesliga ha trionfato il Bayern dal migliore attacco e dal capocannoniere Lewandowski, così come successo in Ligue 1 per il Psg trascinato da Mbappé e in Liga per il Barcellona di Messi. Piccola variazione – ma in fondo trascurabile – in Premier League, dove ha trionfato il Manchester City con il reparto offensivo più prolifico nonostante non abbia occupato nessun gradino del podio dei bomber. L’Italia è quindi un’eccezione: l’Atalanta col miglior attacco si piazza al terzo posto, la Juve vince da tradizione ricorrente con la difesa meno battuta e il re dei goleador è addirittura Fabio Quagliarella di una Sampdoria da centroclassifica, un’ulteriore anomalia rispetto agli altri Paesi.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Ma è sempre andata così? E’ un tratto distintivo del nostro calcio, un fattore ereditario che ci portiamo dietro dalla notte dei tempi? La prima indagine da fare ci deve necessariamente portare nel secondo dopoguerra, quando la Serie A ha toccato medie realizzative mai più registrate, proponendo addirittura sette squadre capaci di toccare quota 100 e andare anche oltre. Eppure, anche in quel periodo, non era una garanzia di successo e solo quattro di esse riuscirono ad aggiudicarsi il torneo: il Grande Torino nel 1946-47 e l’anno dopo; la Juventus nel 1949-50; il Milan nel 1950-51.
301 GOL PER DUE SCUDETTI
A leggerlo, fa impressione. 301 gol in 3 campionati permettono alla Juventus all’inizio degli anni ’50 di vincere “solo” due scudetti. Il motivo è semplice, persino banale: la tendenza a segnare tantissimo è diffusa, è la pratica normale di un calcio votato all’offensiva e che gode anche dell’apporto di campioni stranieri che si affacciano da protagonisti in un Paese che li accoglie in modo entusiastico. Disaggreghiamo il dato – come dicono gli esperti elettorali – nelle tre stagioni e andiamo a scoprire cosa succede.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Nel 1949-50 la Juve fa cifra tonda: 100 reti. Il Milan, staccato di 5 punti in classifica – un solco rilevante, si ricordi che ogni vittoria ne assegnava 2 e non 3 come oggi – vive la beffa di mettere alle spalle dei portieri 118 palloni e di vedersi sconfitto nella corsa al tricolore. Tra il capocannoniere del torneo, il rossonero Gunnar Nordahl e il terzo piazzato, lo juventino John Hansen, ci sono 7 centri di differenza. E come se non bastasse, nello scontro diretto a Torino, il Diavolo piega la Signora con un clamoroso 1-7. La Juve si laurea miglior difesa insieme alla Lazio, che però offensivamente è lontana anni luce, marcando la “miseria” di 67 reti…
Il campionato seguente è una corsa al gol per tutte le tre grandi. La Juve tocca quota 103 gol che le valgono il terzo posto di reparto e di classifica. La precedono il Milan Campione d’Italia e l’Inter, entrambe con 4 reti in più. Ma la differenza la fanno gli scontri diretti, più delle goleade, è lì che i bianconeri non riescono a stare al passo con le rivali.
Nel 1951-52 il campionato italiano perde complessivamente 91 gol rispetto alla precedente edizione. La Juve, però, si mantiene su livelli altissimi con 98 reti, 11 in più rispetto ai rossoneri che chiudono secondi. Il trionfo bianconero è totale: oltre a essere il migliore attacco e ad esprimere il capocannoniere con il danese John Hansen, è anche la difesa di gran lunga meno battuta. Non solo: la Juve conquista il titolo con un vantaggio corposo, che la porta alla certezza matematica alla quartultima giornata, un evento insolito per tornei tendenzialmente più equilibrati.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
IL CALCIO SHOW DI JOHN E OMAR
Se due Scudetti in tre anni riportano la Juve a ristabilire una supremazia che mancava dal Quinquennio d’Oro, la Signora fa ancor più epoca con i tre titoli in quattro campionati tra la fine degli anni ’50 e l’inizio del decennio successivo. John Charles e Omar Sivori diventano sinonimi di gol, spettacolo e vittorie. E se quella squadra fa innamorare come poche altre sono riuscite a fare, una buona parte la spiega anche una considerazione di perfetta coerenza statistica: ogni qualvolta è stata il miglior attacco, lo scudetto è arrivato con perfetta puntualità. Nell’unico caso in cui la macchina si è un po’ inceppata – il 1958-59 – si è classificata quarta, in un’annata peraltro strana, con la Fiorentina dai 95 gol realizzati battuta dal Milan premiato dall’essere la difesa più ermetica.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
4 Giugno 2020
Classic Matches | Juve-Parma, 2011
I primissimi goal all’Allianz Stadium:

Juventus tutte le notizie. Tutte in tempo reale e sempre aggiornate! SEGUILE E CONDIVIDILE!
Aggiornamenti, Calcio, Juventus, Notizie, Piemonte, Sport, Ultim'ora

JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE

Tempo di lettura: 45 minuti

JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE

JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE SEMPRE AGGIORNATE

DALLE 00:20 DI DOMENICA 17 MAGGIO 2020

ALLE 07:58 DI MARTEDì 02 GIUGNO 2020

JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE

17 Maggio 2020
Storia | Lo Scudetto del 1982
Vittoria che significa
Seconda Stella!
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Classic Match
Juve-Inter 2016
1-0 Juan Cuadrado. GUARDA LA PARTITA INTERA

JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE

Juve in the World: Plovdiv
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Gli anni ’60 e la Bulgaria
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Viaggiare per l’Europa e superare le frontiere è la nostra normalità da molti anni, prima che scoppiasse la pandemia che ha portato a un restringimento delle possibilità di movimento. C’è stata un’epoca, durata piuttosto a lungo, nella quale invece il continente era diviso dalla cortina di ferro e l’Ovest e l’Est erano due mondi rigidamente contrapposti, materialmente e ideologicamente. Anche nel calcio, ogni qualvolta ci si doveva confrontare con una squadra del mondo comunista, si oscillava tra il mistero, la scarsità di informazioni e la convinzione di un’alterità radicale che si sarebbe manifestata in campo. E se esistevano scuole di un certo peso e di prestigiosa tradizione – la Cecoslovacchia o l’Ungheria, giusto per citare i Paesi contro i quali l’Italia aveva vinto le finali Mondiali del 1934 o del 1938 -, di alcuni si sapeva davvero ben poco.
Tra questi, c’era la Bulgaria. Ultima del blocco sovietico ad arrivare alla ribalta, come testimonia la prima qualificazione ai Mondiali nel 1962, ha in quel periodo una buona continuità di prestazioni a livello di nazionale (nulla di lontanamente avvicinabile, però, a quella di Hristo Stoichkov del 1994 che approderà alle semifinali a Usa ’94). La Juve ne incrocia un club per la prima volta nel 1960, scendendo in campo contro il Cska di Sofia in Coppa dei Campioni. Poi, vi sono due incontri di Coppa delle Fiere nella seconda città del Paese, Plovdiv, disputati nel 1965 e nel 1969.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Due partite che meritano di essere ricordate al di là del buon risultato conseguito. Come sempre, l’archivio di Hurrà Juventusci guida in un viaggio nel tempo che conserva curiosità che vanno oltre l’interesse puramente sportivo e ci permettono di capire meglio cosa significasse vivere in un mondo fatto di chiusure e conoscenza reciproca molto diversa dagli standard odierni.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
IL RITRATTO DI DIMITROV
Lokomotiv Plovdiv e Juventus si confrontano nel pomeriggio del 10 marzo del 1965 per la gara di ritorno degli ottavi di finale. Si ripete il risultato dell’andata, 1-1. Non prevedendosi i tempi supplementari, si rende necessario uno spareggio che vedrà i bianconeri prevalere 2-1. Sul mensile caro alla tifoseria della Signora, le foto della partita in Bulgaria e le relative didascalie dicono molto di ciò che colpisce gli osservatori italiani. Intanto, si sottolinea la presenza di una numerosa folla e di come “i campi non sono cintati” (per avere questa situazione comune in molti Paesi stranieri noi abbiamo dovuto aspettare la costruzione dello Stadium…).
La foto dell’ingresso delle squadre in campo ruba l’occhio per lo sfondo. “Sulla torre dell’orologio campeggia la fotografia di Dimitrov, il capo spirituale del popolo bulgaro che campeggia in tutti i negozi, uffici e luoghi pubblici”. Una vera icona per la Bulgaria, quella del primo ministro dall’inizio del secondo dopoguerra alla sua morte, avvenuta nel 1949. Il suo corpo è stato imbalsamato nel mausoleo della capitale e si è potuto vederlo fino al 1990. Infine, c’è anche un titolo che rivendica l’orgoglio juventino, Erano sicuri di batterci: la squadra ha infatti saputo resistere a “un combattimento in piena regola”, peraltro su un “terreno più simile ad una risaia che ad un campo per la pioggia che ha smesso di cadere dopo molti giorni soltanto all’inizio dell’incontro”.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Va detto che al contempo, se si insiste sul “carattere piuttosto intimidatorio del gioco bulgaro, per contro deve essere dato atto al pubblico di un comportamento altamente sportivo, difficilmente riscontrabile su campi italiani. Dire che la gente bulgara è stata larga di ospitalità nei confronti degli italiani è dire poco”. Tanto affetto ha anche una spiegazione nel totocalcio locale, che vede in schedina la presenza di partite della Serie A, di conseguenza estremamente popolare. Della Juve molti sanno tanto e anche di più, visto che ai giornalisti italiani vengono poste domande di mercato inerenti alla possibilità dell’acquisto di Garrincha, mitica ala destra del Brasile.
AVVENTURA NELLA BOLGIA
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Si ritorna a Plovdiv quattro anni e mezzo dopo, stavolta forti di una vittoria guadagnata a Torino col risultato di 3-1, maturato dopo un gol lampo dei bulgari al primo minuto. Anche stavolta l’impegno è duro e l’editoriale di Hurràlo illustra in perfetta sintesi:  “ogni partita, specie all’estero e contro avversari scorbutici come i ferrovieri del Lokomotiv, è sempre un’avventura”. Tale in effetti si è rivelata, alla presenza di 25.000 spettatori. Nella bolgia di Plovdiv la Juve fa deragliare il Lokomotivè il titolo che accompagna i dati tecnici dei 90 minuti. Dove si viene a scoprire che i bianconeri vanno al riposo in vantaggio grazie al gol di Leonardi. Nella ripresa è Anastasi a regalare la vittoria dopo il momentaneo pareggio di Vasiliev. Ma che sia una battaglia lo certificano le due espulsioni di Castano e Furino e l’infortunio del portiere Tancredi (botta alla tibia destra) sostituto da Anzolin, che a sua volta subisce una contusione al costato.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
18 maggio 1975: il sedicesimo Tricolore!

JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Black & White Stories | Altafini e il Derby (County)
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Un mercoledì pomeriggio al Comunale
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Ci sono partite che rimangono nel tempo – e nella memoria di chi ha avuto la fortuna di assistervi dal vivo – non solo per l’importanza della posta in palio o  per l’andamento dei 90 minuti e le emozioni che vi sono contenute. A renderle speciali vi è anche il contesto, l’atmosfera, persino la luce di quella giornata. Ed il caso dell’11 aprile 1973 rientra perfettamente in questa ristretta categoria di momenti unici e non solo perché la Juventus si gioca un pezzo di sogno o – per essere più prosaici – l’andata della semifinale di Coppa dei Campioni. Le due contendenti si presentano al cospetto del pubblico alle ore 15.30 di un mercoledì: nei 55.000 presenti sugli spalti è ipotizzabile che la stragrande maggioranza abbia rinunciato a un giorno di lavoro per dedicarsi a un appuntamento immancabile con la propria passione. E che sia davvero enorme basti la foto con i tifosi pericolosamente arrampicati su un traliccio della luce dello stadio.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
“Per vedere la Juve tutto è buono”, recita la didascalia di Hurrà Juventus. Viene da pensare come all’epoca non ci fossero certamente  le norme di sicurezza di oggi (o venissero brutalmente ignorate in occasioni dei big-match).
Juventus contro Derby County si può tradurre anche come Italia contro Inghilterra e non è una forzatura. Sicuramente i confronti tra club non sono riproducibili perfettamente in quelli delle nazionali e viceversa, ma occorre pur sempre ricordare che in quel periodo le squadre non presentavano stranieri (a eccezione di colui che si ritaglierà la parte del protagonista, presente nel nostro Paese da talmente tanto tempo da averci fatto dimenticare di essere brasiliano). E poi, va considerato che solo due mesi dopo, nello stesso scenario del Comunale, gli azzurri sconfiggeranno gli inglesi per la prima volta da quando esiste il calcio, sovvertendo in un bellissimo pomeriggio di giugno l’assioma che li pretende maestri del calcio. Non sarà un caso che in quell’Italia sospinta a gran voce dal pubblico torinese siano presenti quattro juventini, due dei quali – Pietro Anastasi e Fabio Capello – firmano le due reti della storica vittoria.
Come da tradizione, il mensile bianconero racconta Juventus-Derby County attraverso una fitta rassegna stampa che a distanza di anni permette di rivivere il fascino della partita.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
PRIMO TEMPO
Succede poco nella prima parte dell’incontro. E non per ragioni di studio tra le due formazioni, di eccessivo rispetto o tatticismo. L’analisi di Giglio Panza di Tuttosport parte da una considerazione: la Juve soffre “l’azione corale e atleticamente superlativa del Derby County”. Ma la Signora riesce a cambiare l’inerzia della partita dando “un senso alla sua frenesia, proponendo a McFarland e compagni temi di gioco assolutamente imprevedibili”. Tutto nasce da Anastasi, che va a salvare un pallone che sta andando in fallo laterale, vince un contrasto e lo indirizza rapidamente per Altafini. José – il brasiliano, ricordate? – stoppa di destro in corsa e conclude di sinistro imparabilmente. Gianni Brera de Il Giorno vede in questa e altre azioni la sua capacità di caricare “di pratica intelligenza” i pochi palloni che tocca. Due minuti dopo i britannici pareggiano con un gol di Hector, però, si va all’intervallo in una situazione complicata.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
RIPRESA
Al ventesimo minuto la Juve passa nuovamente. Il 2-1 è frutto di una lunga circolazione palla al limite dell’area, fino a quando Causio trova un destro rasoterra che sorprende il portiere. Ma il meglio arriva a 7 minuti dal fischio finale. Un’azione velocissima, con Anastasi che va via all’altezza del cerchio di centrocampo, serve ad Altafini il pallone, secco dribbling e tiro dal limite dell’area, ancora più bello e letale del gol dell’1-0. Italo Cucci, su Resto del Carlino, ne rimane così estasiato da scrivere: “Mi credete se vi dico che il terzo gol di Altafini mi ha colmato di gioia, mi ha addirittura commosso, mi ha fatto capire che il calcio – a volte – può entrarvi anche nell’anima, con dolce violenza, ed esaltarvi, farvi perdere la ragione, farvi trovare d’improvviso tifosi, cioè così vicini alla irrealtà da rasentare la follia?”. Con maggiore freddezza, ma con ancor più convinzione, gli inviati al Comunale convergono nell’idea che il 3-1 sia un risultato troppo stretto per quanto visto e quello più giusto sarebbe stato più rotondo: “Tiriamo le somme: parlare di un 5-1 mancato in parte per precipitazione nel tiro, in parte per mera sfortuna, è dunque tutt’altro che azzardato”, sostiene Alfeo Biagi su Stadio, ripensando a non poche occasioni fallite e a un palo centrato da Causio. Il vantaggio acquisito basterà comunque: in Inghilterra la Juve impatterà 0-0, dimostrando di meritare pienamente il passaggio del turno.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
19 Maggio 2020
«Noi siamo la gente della Juve»: Grazie, Presidente!
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Esattamente 10 anni fa Andrea Agnelli assumeva la guida della Juventus

Scrivere la storia significa anticipare il futuro.
Questo è il principio che ha ispirato Andrea Agnelli fin dal primo giorno alla guida della Juventus, esattamente dieci anni fa. Un’avventura da rivivere, momento dopo momento, con questo video, che inizia con una frase storica della Presidenza Agnelli: «Noi siamo la gente della Juve».
E da tutti noi, gente della Juve, arriva un grande grazie. Per quello che siamo tornati a essere, e per quello che saremo.
Fino Alla Fine!
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
19 Maggio 2020
Riaprono gli Juventus Store: date e orari
Da lunedì 18 maggio sono nuovamente aperti gli Store di Torino; riapertura da mercoledì 20 per quello di Roma e venerdì 22 per quello di Milano.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
A partire da questa settimana tutti i tifosi e gli appassionati potranno finalmente tornare a visitare gli Juventus Store!
La prima città ad alzare le serrande è stata Torino, con la riapertura di tutti gli store (City Center, Megastore e Lingotto e anche dello Juventus Store presso Mondojuve Shopping Village) ieri, lunedì 18 maggio.
Poi, mercoledì 20 maggio sarà il turno dello Store Roma City Center nella Capitale, seguito dallo Store Milano City Center, che riaprirà invece venerdì 22 maggio.
Gli orari di apertura saranno i seguenti:
·         Torino City Center: 10.30 – 19.00
·         Stadium Megastore: 10.30 – 19.00
·         Torino Lingotto: 10.00 – 20.00
·         Roma City Center: 11.00 – 19.30
·         Milano City Center: 10.30 – 19.00
Nel rispetto della salute dei clienti e del personale, tutti gli Store adottano misure di sicurezza, tra le quali:
• Personale store dotato di mascherine e guanti protettivi monouso;

• Ingresso solo se provvisti di mascherina ben posizionata (a completa copertura di naso e bocca);

• Ingressi scaglionati in base alla dimensione dello store al fine di garantire un adeguato distanziamento interpersonale;

• Distributori di gel igienizzante a disposizione dei clienti e degli addetti alla vendita;

• Barriere protettive in cassa;

• Distanza di sicurezza alle presse.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
19 Maggio 2020
Today @ JTC | 19 maggio
Le immagini dell’allenamento di oggi alla Continassa

JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
20 Maggio 2020
Women
#WomenF1rst | Il primo Scudetto delle Juventus Women!
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Accade il 20 maggio 2018, a Novara!

20 Maggio 2020
Storia | Il Quindicesimo Scudetto
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Il 20 maggio 1973 arrivava per la Juve il tricolore numero 15!

JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
20 Maggio 2020
Black&White Stories | La prima punizione di Michel
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
L’estate 1982 e l’attesa di Platini
Black&White Stories | La prima punizione di Michel
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
L’estate 1982 e l’attesa di Platini
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Chi ha vissuto l’estate del 1982 e tifa Juventus sa benissimo quali giorni siano stati quelli tra giugno e luglio. Gli amanti della Signora, reduci dalla festa del secondo scudetto consecutivo, erano travolti – come tutto il Paese, del resto – dalle incredibili emozioni del Mundial vinto dagli azzurri, dove il contributo di 6 giocatori bianconeri risultava fondamentale. Ma non c’era “solo” una parata di Zoff, un contrasto di Gentile, una discesa di Cabrini, un colpo di tacco di Scirea, un urlo di Tardelli e un gol di Rossi, per racchiudere in un sommario elenco le imprese dei nostri rappresentanti in Nazionale. A rubare gli occhi ci pensavano anche i due nuovi acquisti stranieri che stavano facendo sognare. Zbigniew Boniek e Michel Platini venivano minuziosamente osservati per alimentare il sogno della Juve che ci sarebbe stata, con tutto il carico di aspettative che si portavano dietro anche per quanto di bello stavano mostrando in Spagna con la Polonia e la Francia.
Nel numero di luglio di Hurrà Juventus, Le Roi si guadagnava la copertina con tanto di maglia bianconera che non avrebbe mai vestito, perché è ancora quella con una stella e va aggiornata con la seconda, appena guadagnata e non ancora materialmente cucita. Sfogliando il mensile, uscito in edicola mentre ancora i destini del Mondiale non si erano compiuti, emerge piuttosto chiaramente come dal francese ci si aspetti sopra ogni altra cosa il gesto tecnico per il quale è famoso internazionalmente.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Vladimiro Caminiti lo descrive così: “Attendo di vedere i calci di punizione di Platini dal vivo. Io non mi accontento della televisione. Così sciocco sono, così turineis da amare prima di tutto l’erba degli stadi di via Filadelfia, quell’erba che mi sembra sempre primaverile e lì voglio vedere il francese. Come ho visto in un quarto di secolo i tocchi vellutati e perfidi di Sivori, le bombe di Nestor Combino Miranda, o di Chito Vernazza, voglio vedere Michel Platini mettere il pallone sull’erba, dare la sua occhiata medianica al piazzamento del portiere e fregarlo imparabilmente ed impareggiabilmente con la sua esecuzione”. Probabilmente Camin, oltre ai tanti precedenti elencati,  ha in memoria anche l’amichevole tra azzurri e Bleus giocata a Napoli nel 1978: lì, il 10 transalpino disegna una pennellata impeccabile e trafigge in modo inesorabile il futuro compagno di club Zoff; e poiché gliela annullano, la ripete sull’altro palo e stavolta la rete è regolarissima, oltre che beffarda come solo lui sa essere.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
LE PUNIZIONI SONO UN CRONOMETRO
Esiste un segreto per tanta precisione? Prima di venire in Italia, Michel lo racconta a un settimanale non sportivo, Oggi, e Hurràriprende la sua articolata confessione. Intanto, colpisce come il giornalista Willy Molco, che va allo stadio di Saint-Etienne a raccontare l’ultima gara di Platini nel campionato francese, dia una definizione dei suoi calci di punizione mai sentita o letta successivamente: “a noce di cocco”. Per arrivare a battere perfettamente da fermo, c’è tanto lavoro, iniziato dal neo-bianconero già nell’infanzia: “A sette anni colpii per disgrazia una donna, con una pallonata. Lei cadde e finì in ospedale. Arrivarono le guardie, a casa. E da allora volli essere preciso, nel tiro. Mi fissai di colpire bersagli ben determinati. Per ore e ore centravo un albero. Mio padre diceva che la prima qualità di un giocatore è la perfezione nel tiro. Le sveglie si costruiscono subito, ripeteva, ma per preparare un cronometro ci vuole molto tempo. Voleva fare di me un cronometro”.
Il piccolo Michel, non ancora assurto al titolo di “Mozart del calcio” attribuitogli dopo, si esercita come si fa di solito: schiera dei manichini alti 1,85 davanti alla porta, creando delle barriere imperforabili, e calcia centinaia di volte il pallone fin quando non li supera. Un esercizio metodico che lo rafforza in autostima: quando arriva al calcio professionistico, ne ha quanto basta per andare dal capitano del Nancy a chiedergli di affidargli l’incarico. Una richiesta ardita per un minorenne, ma non per uno che si chiama Platini.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
LA PRIMA IN BIANCONERO
Anche in Italia, una volta vestita la divisa della Juve, Michel si affermerà nella sua specialità, regalandoci un campionario vario e sorprendente. Ed è curioso pensare che per assistere ad una delle sue meraviglie si è dovuto aspettare sette mesi, esattamente in Juventus-Udinese di fine febbraio 1983, a conferma di una reale difficoltà d’adattamento (che poi non gli ha impedito comunque di laurearsi capocannoniere al suo torneo d’esordio). Il bello è che la prima delle sue tante punizioni in gol è più una papera del portiere Corti – “maldestro intervento” lo definisce il servizio RAI – che su un tiro rasoterra non irresistibile si fa passare la palla sotto il corpo. Niente di lontanamente paragonabile alle parole dello scrittore Vassilis Alexakis a proposito dell’emozione regalata dalle parabole da fermo di Platini: “Senza saperlo, avevo da sempre atteso questo gol. Mi apriva le porte di un universo leggero e armonioso dove perfino la geometria diventava seducente“.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
20 Maggio 2020
Storia | Il Tricolore del 2005
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Il 20 maggio 2005: è Scudetto numero 28!

JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
21 Maggio 2020
Storia | Il Tricolore del 2017
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
IL 21 Maggio 2017 è il giorno dello Scudetto #LE6END!

JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
21 Maggio 2020
Storia | La Juve torna Campione!
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
L’indimenticabile Scudetto del 1995!

JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
21 Maggio 2020
La preparazione prosegue al JTC
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Ieri tutto il gruppo squadra ha effettuato test diagnostici, che hanno dato esito negativo.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Continua il programma di lavoro della Juventus alla Continassa. Da qualche giorno, i calciatori bianconeri effettuano sedute di allenamento individuali a piccoli gruppi, con mantenimento delle distanze.
In applicazione delle indicazioni della Commissione medico scientifica federale della FIGC, ieri tutto il gruppo squadra ha effettuato i test diagnostici che hanno dato esito negativo; in questi giorni riprenderà il lavoro di allenamento con gruppi più numerosi.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
21 Maggio 2020
COVID-19, le misure adottate da Juventus
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
I provvedimenti adottati da Juventus in ottemperanza ai DPCM ed ai decreti del Ministero della Salute
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
A seguito del DPCM del 17 maggio 2020 recante “misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale”,
la Federazione Italiana Giuoco Calcio ha deliberato di sospendere fino al 14 giugno 2020 tutte le competizioni sportive calcistiche organizzate sotto sua egida.
Juventus continua a monitorare la situazione relativa al Coronavirus (Covid-19) conformandosi alle disposizioni impartite delle Autorità competenti. Pertanto, preso atto dei DPCM e degli altri provvedimenti straordinari ancora in vigore per il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica da Coronavirus, la Società ha adottato una serie di misure di prevenzione che abbracciano tutte le attività del Club.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
ATTIVITÀ APERTE AL PUBBLICO
Lo Juventus Museum è temporaneamente chiuso al pubblico.
Gli interventi di sanificazione delle superfici dei luoghi di lavoro vengono effettuati con regolarità attraverso l’utilizzo di prodotti disinfettanti a base alcolica od ipoclorito di sodio.
È stata infine operata la sanificazione di ogni sede Juventus, dei pullman delle diverse squadre e di ogni indumento utilizzato dagli atleti tramite tintorie industriali.
JUVENTUS STORE
Gli Juventus Store seguiranno un programma di riapertura.
La prima città ad alzare le serrande sarà Torino, con la riapertura di tutti gli store (City Center, Megastore e Lingotto) in programma lunedì 18 maggio.
Poi, mercoledì 20 maggio sarà il turno dello Store Roma City Center nella Capitale, seguito dallo Store Milano City Center, che riaprirà invece venerdì 22 maggio.
Gli orari di apertura saranno i seguenti:
·        Torino City Center: 10.30 – 19.00
·        Stadium Megastore: 10.30 – 19.00
·        Torino Lingotto: 10.00 – 20.00
·        Roma City Center: 11.00 – 19.30
·        Milano City Center: 10.30 – 19.00.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
ATTIVITà AGONISTICA
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
A seguito del DPCM del 17 maggio 2020,
la Federazione Italiana Giuoco Calcio ha deliberato di sospendere fino al 14 giugno 2020 tutte le competizioni sportive calcistiche organizzate sotto sua egida.
Prima Squadra Maschile
A decorrere dal 18 maggio u.s. la squadra sta effettuando sedute di allenamento individuali a piccoli gruppi, con mantenimento delle distanze.
In applicazione delle indicazioni della Commissione medico scientifica federale della FIGC, ieri tutto il gruppo squadra ha effettuato i test diagnostici che hanno dato esito negativo; nei prossimi giorni, pertanto, riprenderà il lavoro di allenamento con gruppi più numerosi.
La partita di Champions League fra Juventus e Olympique Lione è rinviata a data da destinarsi
—
Il Responsabile del Settore Medico, Dott. Stefanini, in ottemperanza a quanto disposto dal Gruppo Scientifico dei medici sportivi di Serie A, ha comunicato, esplicato e disposto per le Prime Squadre Maschile e Femminile le seguenti 21 regole che valgono anche per dirigenti, personale tecnico e addetti ai lavori.
NON BERE DALLA STESSA BOTTIGLIA
Non bere dalla stessa bottiglietta, borraccia, bicchiere né in gara né in allenamento, utilizzando sempre bicchieri monouso o una bottiglietta nominale o comunque personalizzata, e non scambiare con i compagni altri oggetti come asciugamani, accappatoi, ecc.
NON MANGIARE NELLO SPOGLIATOIO
Evitare di consumare cibo negli spogliatoi.
GLI INDUMENTI
Riporre oggetti e indumenti personali nelle proprie borse, evitando di lasciarli esposti negli spogliatoi o in ceste comuni.
I FAZZOLETTI DI CARTA
Buttare subito negli appositi contenitori i fazzolettini di carta o altri materiali usati come cerotti, bende, ecc.
LAVARSI LE MANI
Lavarsi accuratamente le mani il più spesso possibile: il lavaggio e la disinfezione delle mani sono decisivi per prevenire l’infezione. Le mani vanno lavate con acqua e sapone per almeno 20 secondi e poi, dopo averle sciacquate accuratamente, vanno asciugate con una salvietta monouso; se non sono disponibili acqua e sapone, è possibile utilizzare anche un disinfettante per mani a base di alcol al 60%.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
SERVIZI IGIENICI
Evitare, nell’utilizzo di servizi igienici comuni, di toccare il rubinetto prima e dopo essersi lavati le mani, ma utilizzare salviette monouso per l’apertura e la chiusura dello stesso.
DISPENSER E DISINFETTANTE
Favorire l’uso di dispenser automatici con adeguate soluzioni detergenti disinfettanti, sia negli spogliatoi, sia nei servizi igienici.
NON TOCCARSI OCCHI, NASO, BOCCA
Non toccarsi gli occhi, il naso o la bocca con le mani non lavate.
TOSSIRE NEL BRACCIO
Coprirsi la bocca e il naso con un fazzoletto – preferibilmente monouso – o con il braccio, ma non con la mano, qualora si tossisca o starnutisca.
CAMBIO D’ARIA
Arieggiare tutti i locali il più spesso possibile.
PULIRE TAVOLI, SEDIE, RUBINETTI
Disinfettare periodicamente tavoli, panche, sedie, attaccapanni, pavimenti, rubinetti, maniglie, docce e servizi igienici con soluzioni disinfettanti a base di candeggina o cloro, solventi, etanolo al 75%, acido paracetico e cloroformio.
COSA FARE IN PISCINA
In caso di attività sportiva o allenamento in vasca, richiedere un costante monitoraggio dei parametri chimici (cloro o altre soluzioni disinfettanti) e dei parametri fisici (fra cui il pH o la temperatura, che influisce sul livello di clorazione) .
COSA FARE AI PRIMI SINTOMI
Gli atleti che manifestino sintomi evidenti di infezione respiratoria e/o febbre devono immediatamente abbandonare il resto della squadra, possibilmente, isolarsi, e avvisare il medico sociale nelle squadre professionistiche o il responsabile medico della federazione nei raduni federali, che provvederà a rivolgersi, se ne sussistesse l’indicazione, al Numero 112 o al Numero 1500 del Ministero della Salute operativo 24 ore su 24, senza recarsi al Pronto Soccorso.
VACCINARSI CONTRO L’INFLUENZA
Per chi non fosse ancora vaccinato contro l’influenza, ricorrere il più rapidamente possibile il vaccino antiinfluenzale, in modo da rendere più semplice la diagnosi e la gestione dei casi sospetti.
I CONTATTI A RISCHIO
Informarsi dagli atleti e dal personale societario se ci sono stati eventuali contatti in prima persona o all’interno del proprio ambito familiare con persone rientrate da zone a rischio o in quarantena.
LO SCREENING MEDICO SPORTIVO
Utilizzare la visita medico-sportiva quale fondamentale strumento di screening, attraverso un’attenta anamnesi ed esame obiettivo per l’individuazione di soggetti potenzialmente a rischio immunitario o con sintomatologia.
I RADUNI DELLE NAZIONALI
In caso di raduni nazionali o di atleti o di manifestazioni di circuito internazionale autorizzate anche all’estero, prevedere sempre la presenza di un Medico di Federazione che possa valutare clinicamente, a livello preventivo, tutti i partecipanti, identificando eventuali soggetti a rischio e adottando le più idonee misure di isolamento, seguendo adeguate procedure gestionali secondo gli indirizzi del Ministero della Salute.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
I MEDICI SOCIALI
Lo staff medico deve monitorare con attenzione i Paesi verso cui si è diretti o da cui si rientra, secondo le indicazioni del Ministero della Salute. La FMSI ha istituito un collegamento diretto e indirizzi di posta elettronica specifica per tutti i Medici Federali, che sono il punto di riferimento delle Società e degli Atleti, per un più efficace coordinamento delle informazioni grazie alla linea diretta fra Ministero della Salute, Ministero dello Sport, Coni e FMSI.
NIENTE PREMIAZIONI
Evitare premiazioni o altre forme di contatto con il pubblico (es. club o manifestazioni varie)
IL RISCHIO DELLE INTERVISTE
Utilizzare un unico microfono nelle interviste da disinfettare ogni volta (quindi non vari microfoni tenuti in mano dal giornalista)
EVITARE IL CONTATTO CON I TIFOSI
Uscire dal centro di allenamento e/o dallo stadio nel bus della squadra o sull’auto privata evitando il contatto fisico con tifosi (es. evitare selfie, autografi e abbracci).
Prima Squadra Femminile
E’ definitivamente sospesa l’attività FIGC della Divisione Calcio Femminile, ad eccezione del Campionato di Serie A e della Coppa Italia. Le giocatrici della Prima Squadra femminile si stanno allenando individualmente presso il JTC di Vinovo.
Under 23
Sospeso il campionato di Serie C; una selezione dei giocatori della Under 23 ha iniziato presso lo Juventus Training Center di Vinovo un programma di allenamenti individuali in vista della probabile ripresa degli allenamenti di gruppo della prima squadra, a cui alcuni di loro verranno aggregati
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Settore giovanile

A seguito del DPCM del 10 aprile 2020, la Federazione Italiana Giuoco Calcio ha deliberato di sospendere definitivamente dei seguenti Campionati e Tornei giovanili organizzati dal Settore Giovanile e Scolastico, programmati per la stagione sportiva 2019/2020:
−      Campionati Giovanili Nazionali, Under 18 Serie A e B, Under 17 Serie A e B, Under 17 Serie C, Under 16 Serie A e B, Under 16 Serie C, Under 15 Serie A e B e Under 15 Serie C;
−      Tornei Giovanili a carattere nazionale, fasi interregionali e fasi finali Under 14 PRO e Under 13 PRO;
−      Fasi interregionali e fasi finali dei Campionati Giovanili Nazionali Femminili Under 17 e Under 15.
Settore giovanile maschile
UNDER 19 – Tutte le gare del Campionato Primavera 1 TIM, SONO sospese. Sospesi anche gli allenamenti, rinviata a data da destinarsi la partita di Youth League contro il Real Madrid, prevista inizialmente per l’11 marzo.
UNDER17-UNDER15 – attività ufficiale sospesa.
UNDER14-UNDER13 –  attività ufficiale sospesa.
UNDER12-UNDER7 –  attività ufficiale sospesa.

Settore giovanile femminile
A seguito del DPCM del 10 aprile 2020, la Federazione Italiana Giuoco Calcio ha deliberato di sospendere definitivamente lo svolgimento del Campionato Nazionale Primavera organizzato dalla Divisione Calcio Femminile.
TUTTE le attività (Under 19 compresa) sono sospese.
ESPORTS
Le gare della sesta giornata del torneo eFootball.Pro, cui la Juventus partecipa con il suo team, inizialmente in programma per sabato 7 marzo, sono rinviate a data da destinarsi
DIPENDENTI
Di seguito, invece, il paragrafo finale sulle sedi di lavoro e i dipendenti, che abbiamo visto insieme a Fabio Tucci, che ci legge
I luoghi di lavoro Juventus sono stati riaperti ai dipendenti, pur con un contingentamento delle presenze: pertanto, si lavora a turni, privilegiando il lavoro agile domiciliare nel rispetto delle norme di legge vigenti.
Attualmente la Sede Principale ospita, a turnazione, un quarto dei dipendenti di Juventus (circa 50 persone).
L’ingresso avviene in modo flessibile da non creare assembramenti in ingresso, fino alle 10.30. All’arrivo viene rilevata la temperatura corporea e vengono consegnati al dipendente i dispositivi di protezione individuale necessari per la settimana lavorativa.
I luoghi di lavoro sono sanificati periodicamente e igienizzati quotidianamente. All’interno degli stessi è obbligatorio l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale (mascherine), transitando nelle parti comuni o qualora la distanza di 1,5 m non possa essere rispettata. Tali regole sono contenute in uno specifico protocollo sanitario le cui  norme essenziali sono state riassunte e divulgate, sia attraverso pratiche “Golden Rules”, sia utilizzando un sistema interattivo digitale (comprensivo di F.A.Q.), che tutti i dipendenti hanno ricevuto via e-mail.
Juventus ha anche predisposto un servizio di mental health di supporto psicologico per i dipendenti in questo periodo di crisi dovuta all’emergenza Covid-19
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
I dipendenti sono invitati ad attenersi scrupolosamente alle indicazioni igienico sanitarie di seguito riportate:
• lavarsi spesso le mani e utilizzare le soluzioni idroalcoliche per il lavaggio delle mani;
• evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute;
• evitare abbracci e strette di mano;
• igiene respiratoria (starnutire e/o tossire in un fazzoletto evitando il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie);
• evitare l’uso promiscuo di bottiglie e bicchieri;
• non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani;
• coprirsi bocca e naso se si starnutisce o tossisce;
• non assumere farmaci antivirali e antibiotici a meno che siano prescritti dal medico;
• pulire le superfici e gli strumenti aziendali di lavoro con disinfettanti a base di cloro o alcol;
• Mantenere il distanziamento fisico di almeno 1,5 metri;
• Non creare assembramenti.
E’ stata inoltre riaperta, presso la Sede Principale, la Club House interna che accoglie i dipendenti – secondo turnazione e con una limitazione del tempo massimo di presenza – assicurando per chi consuma il pasto un’area per postazione di 4 metri quadrati con una capienza massima di 15 persone.
E’ assicurata inoltre ai dipendenti anche la possibilità del servizio di asporto: i pasti, previa prenotazione, devono essere consumati nella corte esterna della sede, appositamente attrezzata con sedie e tavolini posizionati in modo da garantire il rispetto del richiesto distanziamento fisico.
I locali degli ambienti di lavoro Juventus sono areati e periodicamente sanificati.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
22 Maggio 2020
UCL:
1996: la Champions League!
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Quella notte, a Roma!

JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
22 Maggio 2020
Storia | 1977, lo Scudetto numero 17
Le immagini della vittoria tricolore!

JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
22 Maggio 2020
Black&White Stories | La cosa più semplice del mondo…
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
La sicurezza di Lilian Thuram
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Ci sono giocatori che regalano un’impressione di sicurezza e la mantengono coerente nel corso del tempo. Vi riescono attraverso la totale naturalezza con la quale riescono ad esprimere al meglio le proprie doti fisiche. Tanto da far pensare in automatico che la loro dimensione atletica potrebbe essere trasferita tout court in un’altra disciplina e il risultato sarebbe identico. “Battilo tu, uno così, in qualunque sport”, ha scritto Sandro Veronesi a proposito di Thuram, individuando in lui un prodigio di armonia senza paragoni. Lilian ci ha regalato la suggestione che quella calcistica sia stata solo una delle innumerevoli possibilità avute per esprimere tutto il suo talento. Ed è un bene che sia andata così perché vederlo in campo impegnato in recuperi impossibili o in contrasti implacabili è stato uno spettacolo. Sembrava farlo senza sforzo, come se fosse la cosa più semplice del mondo. Solitamente per i difensori non è così. C’è tutta una motivata retorica che li descrive – e li pretende – come guerrieri. Lui no, non aveva bisogno della faccia cattiva per risultare insuperabile.
Peraltro, lo si era capito subito di che pasta fosse fatto. Negli anni di Parma Thuram si è guadagnato una considerazione internazionale partita dopo partita. Anche per il suo modo del tutto particolare di mettersi in mostra nelle situazioni che contano. Lo dicono i gol con la Nazionale francese, gli unici due che ha messo a segno in una carriera fatta di 142 presenze. Li va a fare nientemeno che nella semifinale di France ’98, nella sfida contro la Croazia. E la cosa che più colpisce è che sono due reti quasi identiche, come se – per l’appunto – fosse la cosa più semplice del mondo.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Alla Juventus arriva nel 2001, nell’anno delle grandi operazioni di mercato. Gli fa compagnia Gigi Buffon, che con lui davanti si sente ancor più sicuro. E se il portiere straccia i record di quotazione nel suo ruolo (un investimento di lunga prospettiva, si è poi visto…), anche Thuram è fino a quel momento il difensore più pagato. I suoi 29 anni costituiscono una garanzia, non un limite. I 4 scudetti in 5 campionati sono la dimostrazione che il club ha fatto bene a puntare su di lui e che lui aveva ragione a presentarsi a Torino dicendo che “era facile scegliere questa destinazione. Parlando con i miei compagni e con altre persone ho fatto un po’ di domande: sono stato “costretto” a scegliere la Juventus perché è la società migliore che c’è”.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Nel gennaio del 2005,Hurrà Juventuslo intervista, registrando un suo alto livello di soddisfazione. A partire dall’avere ritrovato al centro della difesa il partner dei primi tempi in Serie A, Fabio Cannavaro: “Abbiamo trascorso a Parma 5 anni fantastici, giocato assieme tantissime partite. Gli devo tanto perché quando arrivai in Italia ero un ragazzo di 24 anni e lui mi aiutò ad inserirmi in una realtà per me tutta nuova. E’ una persona solare, è sempre allegro, si diverte. Diciamo che se sono diventato quello che sono è grazie a quanto abbiamo vissuto assieme in quegli anni”.
IL VICE-CAPITANO
E’ un leader, Lilian Thuram, non può non esserlo chi riesce a stare su livelli d’eccellenza per lungo tempo. Eppure, c’è in lui una certa ritrosia di fondo a proporsi come tale. Alla sua quarta stagione in bianconero, viene nominato vice-capitano, pronto a indossare la fascia ogni qualvolta non c’è Alessandro Del Piero nell’undici di partenza. Una responsabilità non nuova, ma vissuta diversamente rispetto al passato: “Pensate che quando ero ragazzino, avrò avuto 15 anni, prima di una partita l’allenatore mi promosse capitano. Finita la gara gli dissi che non l’avrei fatto mai più perché mi sentivo diverso dagli altri con quella fascia al braccio. Rifiutai per molto tempo, era una sensazione strana. Poi mi capitò qualche volta a Monaco e a Parma e adesso qui alla Juventus. Ovviamente con gli anni sono cambiato, non mi sento più diverso, ma spesso ripenso a quell’episodio”. Ed a proposito di mister, questo è il ritratto di Fabio Capello, con il quale lavora da pochi mesi: “Mi dà l’idea di essere persona onesta. Non è facile fare delle scelte quando in una squadra ci sono tanti giocatori forti, le cose vanno bene solo quando l’allenatore ha lo stesso atteggiamento con tutti e dice le cose in faccia. Inoltre Capello stimola sempre i giocatori a migliorarsi, cerca di farci capire gli errori, le sue critiche sono sempre costruttive”.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
UNO SPOT PER TORINO
Un anno prima delle Olimpiadi invernali del 2006, Thuram è già uno spot per la città. Dei torinesi ama la virtù della “riservatezza”, allineandosi in questo a ciò che raccontano molti giocatori che a Torino vivono senza timori di eccessive intrusioni alla loro privacy. Ma Lilian va oltre e fa un ritratto del luogo in cui vive che farebbe felice l’Assessorato alla Cultura: “Mi piacciono anche il teatro e le mostre. L’anno scorso ho visitato più di una volta quella sull’Africa e ci ho portato anche i miei figli, che ora vorrei accompagnare a fare il giro della Torino sotterranea. Ho visto il Don Chisciotte, ho ascoltato volentieri una rassegna di musica etnica e ho avuto modo di andare all’auditorium del Lingotto, oltre che al Conservatorio e al Regio”.  Dimentica di citare solo un’altra meraviglia: la rete segnata al Milan due anni prima, l’unica della sua avventura in bianconero fatta di 204 partite, in una delle partite più belle vissute nella storia del Delle Alpi.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
22 Maggio 2020
Today @ JTC | 22 maggio
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Le immagini dell’allenamento di oggi al Training Center Continassa

JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
22 Maggio 2020
Rugani: «Un mese particolare che mi ha dato tanta forza»
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
La scoperta e la guarigione dal Covid-19, nel mentre la gravidanza della compagna, e poi il ritorno in campo: il difensore bianconero racconta le sue ultime settimane
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
E’ stato il primo calciatore in Serie A a risultare positivo al Covid-19, ne è guarito, insieme alla compagna, ed è ritornato in campo alla riapertura del JTC, con ancora più forza ed energia positiva.
L’ultimo periodo di Daniele Rugani è stato sicuramente «particolare», come lui stesso l’ha definito ai microfoni di Sky Sport, ai quali ha raccontato gli eventi delle ultime settimane, facendo anche il punto sugli obiettivi futuri.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
«Sto molto bene, sono di buon umore. Ho passato un “mesetto” particolare, ma l’importante è che sia andato tutto bene e mi ritengo fortunato. E’ iniziato tutto con una dose di paura nell’apprendere la notizia – spiega Daniele, commentando la scoperta della positività al Covid-19 – perché temevo di aver trasmesso la malattia alla mia compagna, che è incinta. Per sicurezza ho deciso di andare subito in ritiro in Continassa ed è stata la cosa migliore e più corretta per tutti; devo ringraziare i Dottori per la loro professionalità e per la bravura nel tranquillizzarci. Sicuramente uscire da questa situazione ha dato, a me e alla mia compagna, moltissima forza ed energia positiva».
«Ho visto la Bundesliga – commenta Rugani in merito alla ripresa dei campionati, iniziata già lo scorso weekend in Germania – e fa strano vedere gli stadi vuoti e i giocatori separati in panchina, ma giustamente bisogna fare il massimo per tornare in campo con la maggior sicurezza possibile, e le misure vanno seguite per la salute di tutti».
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
«Il mio obiettivo – spiega il numero 24 – è quello di dare sempre il massimo contributo alla squadra. Dovessimo ricominciare, ci saranno tante partite ravvicinate quindi sarà fondamentale essere pronti ad aiutare, perché vogliamo portare a casa i traguardi collettivi che ci siamo prefissati».
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
23 Maggio 2020
The Best | de Ligt, il primo anno in bianconero
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Le più belle giocate del campione olandese all’anno di esordio in bianconero

JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
23 Maggio 2020
Storia | 1997, lo Scudetto numero 24
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Le immagini della vittoria tricolore!

JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
24 Maggio 2020
Juve in The World: Bruges
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
1978 e 2005: due gare per due epoche diverse
Il Belgio rientra tra quei Paesi che hanno deciso di interrompere lo svolgimento del campionato in seguito all’emergenza causata dal Coronavirus e di rendere ufficiale la situazione di classifica così come è maturata fino ad oggi. Non si giocheranno pertanto i play-off che designano la squadra campione e il titolo è stato assegnato al Club Bruges, che nella prima fase del torneo ha maturato 15 punti di vantaggio sul Gent, la concorrente più vicina. Per la squadra campione non è una novità trionfare: storicamente solo l’Anderlecht ha vinto più campionati.
Negli incroci con la Juventus – il primo in Coppa dei Campioni, il successivo in Champions League – il teatro della sfida è lo Jan Breydel Stadion. Poco meno di 30.000 posti, è stato costruito nel 1974 ed ha ospitato diversi momenti di ristrutturazione, la più importante delle quali è avvenuta in occasione dell’Europeo del 2000 che il Belgio ha organizzato con l’Olanda. Attualmente in città ferve il dibattito su un’ipotesi di edificazione di una nuova architettura sportiva, per la quale il Bruges costruirebbe un impianto di proprietà in un’area adiacente allo stadio esistente, ampliando la capienza di circa 10.000 unità e implementando l’area con l’inserimento di altri campi da gioco.
Quando la Juve si recò la prima volta, in ragione anche dell’importanza dell’evento – ci si giocava la conquista del biglietto per la finale – la sensazione immediata fu quella di un luogo che riusciva ad aiutare la squadra con la spinta dei suoi tifosi, grazie agli spalti attaccati al terreno di gioco. Anche se non va dimenticato che nel match d’andata il Comunale ruggì probabilmente anche di più, soprattutto nel finale, quando Roberto Bettega riuscì a trovare la via della rete e Antonio Cabrini andò vicino al punto del raddoppio con un’esaltante azione personale.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
LA PRIMA SFIDA
Chi l’ha vissuta, la gara del ritorno non l’ha certo dimenticata. Per il senso d’ingiustizia ad essa collegata e anche per l’andamento beffardo, visto che le due reti dei padroni di casa arrivano in testa e in coda dei 120 minuti che occorrono per decretare chi passa il turno. Su Hurrà Juventus è Angelo Caroli, storica firma nonché ex giocatore bianconero negli anni ’50, a raccontare le fasi salienti. A partire dall’ottima reazione della squadra trovatasi immediatamente in svantaggio: “La Juve non ne rimase traumatizzata. Giocò il suo più bel match all’estero. Dominò le operazioni a centrocampo, ma dimostrò di risentire ancora della psicosi del fuorigioco”. Per opporsi a questa mossa tattica, utilizzata in maniera rigorosa dal Bruges – e più in generale anche dalla nazionale belga – il calcio italiano non aveva ancora trovato le contromisure e gli accorgimenti, forse perché “indignato” moralmente, lo leggeva come una strategia scorretta. Lo si vide anche nell’Europeo due anni dopo, con gli azzurri incapaci di bucare la linea difensiva degli avversari e un Enzo Bearzot a commentare amareggiato per “l’atteggiamento dei belgi: hanno giocato per non perdere e per far ciò si sono dimenticati del pubblico che si attendeva un buono spettacolo”.
Bruges-Juventus si decide a 4 minuti dal termine con la rete del 2-0 ad opera di Vandereycken (futuro genoano) e c’è un che di ulteriormente assurdo perché arriva su contropiede. Prima e dopo, ci sono due decisioni dell’arbitro Eriksson che hanno un peso: il secondo cartellino giallo per Gentile e – soprattutto – il penalty non accordato per fallo su Cabrini, una decisione che fa urlare d’indignazione il pur moderato Bruno Pizzul, telecronista del match: “Il rigore c’era e c’era tutto!”
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
TREZEGOL 100
La “vendetta” viene servita a decenni di distanza. Ci si ritrova nel 2005, stavolta nella gara d’avvio del girone, tre anni prima che a Bruges nasca il Museo delle patatine fritte, considerato dalla Lonely Planet tra i dieci “musei alimentari più strani al mondo”, una tappa curiosa per tutti coloro che si recano nella città nota anche come “Venezia del Nord” per la presenza di una fitta rete di canali.  Non è strano, invece, che la differenza di valori tra le due formazioni si esprima lungo i 90 minuti, dando modo alla Juve di prevalere per 2-1.  In gol vanno Pavel Nedved e David Trezeguet e la rete del francese ha un potente significato simbolico essendo la sua numero 100. Un traguardo che il bomber confessa a Hurrà di avere “accusato”: “Al di là del valore che aveva la prima partita in Champions League, c’era questo centesimo gol che, anche inconsciamente, continuava a girarmi in testa. D’altronde quando ti manca un passo per raggiungere un obiettivo così importante è normale sentirsi un po’ nervoso”. L’importanza della sfida non è paragonabile a quella precedente, anche perché il Bruges non riesce più a emergere nel contesto internazionale, mentre nel 1978 anche nella finale con il Liverpool fu riconosciuto il suo valore ed uscì sconfitto da Wembley solo per effetto di una rete dello scozzese Kenny Dalglish.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
25 Maggio 2020
Black & White Stories | Umberto Colombo, l’uomo che ha imparato a vincere
Un’intervista del 1995
Da sempre nella Juventus c’è una consistente schiera di giocatori che hanno imparato a vincere – per poi proseguire a farlo con continuità – riuscendo a emergere dopo anni non facili. E’ questa una dimostrazione tutt’altro che scontata di carattere, di capacità nel superare quelli che ad un certo punto sembrano limiti invalicabili. Si prendano le prime fasi delle grandi svolte nella storia della Signora, dal primo anno di Marcello Lippi a quello di Antonio Conte: in quei gruppi, non erano pochi i componenti che non avevano mai assaporato il piacere del successo. Anzi, non era piccola la parte di critica che li riteneva inadatti per dare consistenza alle prospettive di rinascita della squadra. Invece – ma non è una sorpresa per chi sa come nel calcio non ci sia mai nulla di definitivo, tanto meno le bocciature – sono stati proprio loro a costituire quello zoccolo duro rivelatosi necessario nel riuscire a dare quel qualcosa in più nel momento topico della stagione. Trovando energie insperate, regalate evidentemente dal desiderio di affermazione maturato nelle lunghe stagioni difficili.
Risalendo indietro nel tempo, una delle figure più significative in tal senso è Umberto Colombo, che proprio in questi giorni – esattamente il 21 maggio – ha appena compiuto 87 anni. Nato a Como, fa il suo esordio in bianconero nel 1954-55, meritandosi subito uno spazio d’attenzione: non è ancora un titolare fisso, ma i numeri parlano per lui perché non sono pochi 5 gol in 19 apparizioni nel suo primo campionato di Serie A. Gli exploit sono figli delle sue doti d’inserimento.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
In un calcio non esageratamente dinamico come quello praticato nella sua epoca si fanno notare le sue incursioni da centrocampista, bravo a rimanere freddi quando si presenta davanti al portiere. Sono anni difficili, però, per la squadra. Ma è proprio in questa situazione che Colombo si guadagna la stima necessaria per essere uno dei protagonisti della Juventus che dal 1957 – con l’innesto di John Charles e Omar Sivori – tornerà a trionfare con 3 scudetti in 4 anni, ai quali vanno aggiunte 2 Coppe Italia (e una – davvero storica – la alzerà con la maglia dell’Atalanta).
Nel 1995, quando la sua “seconda vita” è nel campo assicurativo, Hurrà Juventus lo va a incontrare per farsi raccontare la Juventus di ieri e anche quella che si sta apprestando a vivere un grande finale di stagione, impegnata com’è su tre fronti: campionato, Coppa Uefa e Coppa Italia.
LA BELLEZZA DI GIOCARE A CALCIO
C’è una ricetta per essere un calciatore professionista di buon livello, stare 7 anni alla Juventus e mettere in fila 193 presenze? Per Umberto sì: “Ho sempre saputo giocare con passione ed entusiasmo, senza mai pormi un traguardo diverso dal più puro e schietto divertimento”. Oltre alla “vocazione” personale, è fondamentale il contesto nel quale ci si trova: “La società era contraddistinta da un ambiente molto familiare, nel quale regnava una schietta amicizia tra tutti i giocatori, e ciò coinvolgeva anche Sivori, nonostante il suo carattere notoriamente non troppo facile. Eravamo davvero uniti, tant’è che si andava in vacanza insieme e la domenica o il lunedì sera era quasi obbligatoria per tutti i componenti della squadra una capatina alla discoteca “Arlecchino” o al night: venivamo dalla guerra, avevamo tanta voglia di libertà e di divertimento…”. La bellezza dei 20 anni o poco più combinata insieme a una professione bellissima. Volgendo lo sguardo all’indietro, diventa automatico proporre  una riflessione profonda su “un lasso temporale che mi sembra sia durato un secolo, mentre il resto dell’esistenza extracalcistica è volato via in un batter d’occhio…”.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
LA JUVE VINCERA’
Umberto Colombo è stato anche un appassionato opinionista televisivo, uno juventino combattivo in tante trasmissioni. Chiamato a rispondere sulle prospettive della formazione bianconera, appena dopo che ha conquistato il titolo d’inverno del campionato 1994-95, esprime ottimismo e convinzione circa l’esito finale sulla base di tre ragioni. La prima parte dall’esperienza diretta: “Conobbi Lippi qualche anno fa a Bergamo, e già allora mi impressionò favorevolmente. Ma ora lo ritengo ulteriormente migliorato, in quanto mi pare faccia tesoro di ogni esperienza aggiornando continuamente il suo bagaglio tecnico, che è assolutamente completo e di primo ordine”. Quindi si concentra su risorse aggiuntive che il mister ha a disposizione: “I vari Kohler, Baggio e Vialli sono veri e propri allenatori in campo, il che rappresenta un ‘ulteriore garanzia circa il rendimento della squadra”. Infine, la terza riproduce ciò che ha vissuto lui, a poco meno di 40 anni di distanza: “La “rosa” comprende soltanto ottimi giocatori che hanno una gran voglia di vincere qualcosa di importante, e per riuscirci sono certo che faranno gruppo anche fuori dal campo, come succedeva ai nostri tempi”. Come sia andata a finire, è noto a tutti: la Juve di Lippi, esattamente come quella di Colombo, ha conquistato 3 tricolori in 4 anni, per non fermarsi fino a quando non ha centrato tutti gli obiettivi in Europa e nel mondo.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
25 Maggio 2020
Today @ JTC | 25 maggio
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Squadra al lavoro alla Continassa!

JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
26 Maggio 2020
Tanti auguri, Juan!
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Cuadrado spegne 32 candeline: buon compleanno, Panita!
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE

Oggi in casa Juve si festeggia il compleanno di uno dei giocatori più rappresentativi di tutto il gruppo.
Parliamo di Juan Cuadrado, che compie 32 anni. Un compleanno che il nostro laterale trascorrerà al lavoro, dopo aver ripreso da qualche giorno gli allenamenti.
In due parole, Cuadra è allegria e qualità. Sono due ingredienti del suo essere campione che fin da subito abbiamo imparato ad amare. Sulla fascia del campo, che sia la destra o la sinistra, Juan non fa mai mancare un apporto fondamentale: un vero e proprio Jolly, che non si tira mai indietro, qualsiasi sia la posizione in cui in quel momento c’è bisogno di lui.
Qualità, assist, gol. E, si diceva, il sorriso: quell’allegria che esplode in un balletto quando c’è da esultare, ma è uno dei suoi tratti distintivi sempre, dentro e fuori dal campo.
Buon compleanno, Panita! Che sia una giornata di grande allegria!
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
26 Maggio 2020
Juventus Academy World Cup … at Home!
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Il torneo internazionale dedicato alle Academy bianconere di tutto il mondo non si ferma e cambia location: anziché a Torino si terrà … online!
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Si avvicina il momento di quello che, da calendario, avrebbe dovuto essere l’evento più importante della stagione per il progetto Juventus Academy: la Juventus Academy World Cup.
Quanto è accaduto e sta accadendo in tutto il mondo ha ovviamente reso impossibile replicare, per questo 2020, il grande successo di un evento che lo scorso anno ha portato a Torino oltre 2500 persone tra ragazzi (1000 i giocatori che hanno preso parte alle attività), famiglie e accompagnatori, per un’indimenticabile settimana di calcio, amicizia e divertimento.
Ma l’entusiasmo, la voglia di continuare a condividere e giocare insieme, l’amicizia e il divertimento non si fermano e così seppur in una modalità diversa dal solito, il Club ha deciso di organizzare un’attività che coinvolgerà comunque i ragazzi bianconeri di tutto il mondo.
Quest’anno, dunque, la Juventus Academy World Cup si svolgerà … at Home! In questo modo forse non si potrà avere a Torino i partecipanti ma l’attività verrà portata direttamente nelle case dei ragazzi, in tutti i continenti.
Saranno infatti ben 64 le Juventus Academy che, in base all’età, si sfideranno su differenti tipologie di esercizi, trick e prove di abilità.
Originalità, impegno e, ovviamente, juventinità i parametri richiesti per superare le varie fasi a gironi ed aggiudicarsi il podio. In pieno spirito Academy, non sarà dunque sufficiente conquistare tutte le prove per diventare la vincitrice: occorrerà impegnarsi, collaborare e stupire nel produrre, in ogni fascia di età, i contenuti più interessanti.
Contenuti che verranno condivisi con tutti i tifosi bianconeri, attraverso i canali social di Juventus; un modo per coinvolgere tutti nella partecipazione a questa grande festa bianconera in tutto il mondo.
Un’ulteriore occasione, questa, per rafforzare il messaggio che, sebbene distanti, siamo tutti uniti.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Ed è così che in queste settimane in cui, forzatamente, le Academy sono state costrette alla chiusura (eccezion fatta per la sede in Vietnam), i ragazzi si sono cimentati in divertenti challenge con i loro amici e i loro parenti, spaziando dal calcio alla cucina (una delle sfide più divertenti è stata quella della pizza… bianconera)
Al di là delle sfide più creative e fantasiose i ragazzi sono sempre stati seguiti dai loro tecnici e dallo Staff Juventus, che ha preparato per loro piani di lezioni tecniche e allenamenti online che culmineranno con la Juventus Academy World Cup…at home.
Di qui in poi ci si augura che i giovani calciatori possano pian piano tornare a giocare in campo. Ed è importante guardare avanti, con ottimismo: le Juventus Academy stanno infatti cominciando a riaprire, in alcuni luoghi del mondo, come Cina, Australia e Polonia (ovviamente seguendo le  indicazioni delle autorità locali) e i primi Training Camp post emergenza sono confermati, al momento, in Svezia, Repubblica Ceca e Serbia.
Inoltre il progetto Juventus Academy Year Round Training si allargherà ulteriormente: sono previste le aperture negli Stati Uniti (a St Louis), a Londra e a Istanbul.
Infine, in attesa di poter annunciare la vincitrice della Juventus Academy World Cup…at home il team è già al lavoro per l’edizione 2021 del torneo, un evento che non avrà eguali poiché vedrà il ritorno alla realtà di quello che non è semplicemente un evento, bensì un’espressione unica dei valori e della passione bianconera manifestata attraverso il calcio giocato dai ragazzi che in tutto il mondo indossano i colori del Club.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
27 Maggio 2020
Sedici anni fa l’addio al Dottore
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Il 27 maggio 2004 ci lasciava Umberto Agnelli
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Una vita per la Juventus e con la Juventus. Umberto Agnelli, il Dottore, ci lasciava sedici anni fa, dopo aver scritto, con eleganza e passione, pagine indimenticabili della nostra storia.
Con lui abbiamo vinto tutto, in un percorso condiviso durato una vita intera e cominciato formalmente nel 1955, quando divenne il più giovane presidente della nostra storia. Ruolo lasciato poi nel 1962 dopo aver conquistato tre Scudetti, tra cui quello della Prima Stella, e due Coppe Italia.
Il suo legame con la Juventus, però, andava oltre i ruoli formali e non si è mai spezzato, risaldandosi ulteriormente nel 1994, quando tornò a occuparsi in prima persona del club e condividere altri momenti indimenticabili, altre vittorie, fino ad arrivare sul tetto d’Europa e del mondo.
Cinque Scudetti, una Coppa Italia, quattro Supercoppe italiane, una Coppa Intertoto, una Supercoppa europea, la Champions League e la Coppa Intercontinentale: queste le aggiunte alla sua lista dei trofei in bianconero.
Una lista ricca, cui aggiungiamo, idealmente, anche tutti i titoli conquistati in questi anni. Dedicati al Dottore, che non dimenticheremo mai.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
27 Maggio 2020
Black&White Stories | I 7-0 in Europa
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
La storia di 3 goleade di Coppa
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Nella storia delle competizioni europee ci sono tre partite dove la Juventus, davanti al proprio pubblico, ha travolto gli avversari con ben 7 gol. Coppa delle Coppe, Coppa dei Campioni e Champions League le manifestazioni. 1983, 1986 e 2003 sono gli anni nei quali il Comunale per due volte e il Delle Alpi nell’ultima hanno assistito al tiro a segno ai danni del Lechia Danzica, del Valur e dell’Olympiacos. Polonia, Islanda e Grecia le nazioni dei club. Nel primo e nel terzo caso un po’ di stupore per il divario così ampio è legittimo, tenendo conto di come il calcio polacco fosse in ottima salute all’epoca e di quanti incroci ben più sofferti ci siano stati con l’Olympiacos prima e dopo, valga per tutti quel 3-2 in rimonta vissuto allo Stadium nell’edizione che ci avrebbe poi portato fino alla finale di Berlino.
Ci sono elementi in comune alle tre goleade? Sebbene il campione preso in esame sia ridotto, si possono scorgere situazioni che ricorrono da una gara all’altra? Proviamo a indagare.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
I SEGNALI DELLA VIGILIA
Partiamo innanzitutto dalle condizioni di partenza. Contro il Lechia e il Valur, la Juve di Trapattoni fa il suo debutto stagionale in Europa. Legittimo sperare che la pratica si possa indirizzare a proprio favore già nei primi 90 minuti con un risultato corposo (il classico 3-0 in casa), ma di riuscire a rendere praticamente superfluo il match di ritorno non ne parla nessuno. Diverso, invece, è il contesto del match con l’Olympiacos: Lippi si è già guadagnato la qualificazione nel girone e si gioca il primo posto, una differenza di stimoli troppo ampia rispetto a un avversario ultimo in classifica e senza più traguardi da raggiungere.
Che segnali ci sono alla vigilia dell’incontro? Nel 1983 la Juve è reduce da 7 gol segnati all’Ascoli nella prima giornata di campionato tre giorni prima. Ma Jartrebowski, tecnico del Lechia, rivendica una vittoria dei suoi in patria altrettanto significativa (5-0) e si presenta ottimista: “Siamo in forma eccellente e speriamo di superare il turno”. Il Valur, invece, è rappresentante di un calcio che è ancora lontano anni luce dalle straordinarie gesta dell’Islanda dell’ultimo periodo, che l’hanno portata a raggiungere i quarti di finale all’ultimo Europeo e alla sua prima storica partecipazione a un Mondiale nel 2018. Le premesse della sfida con l’Olympiacos sono invece rappresentate dallo stato di forma della Juve, reduce da 3 sconfitte di fila (due in campionato, una in Champions con il Galatasaray). C’è perciò l’esigenza di dover dimostrare che una via d’uscita è possibile e una partita senza particolari tensioni può essere un’occasione da non lasciarsi sfuggire.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
L’EROE E IL PUNTO DI ROTTURA
Nei 21 gol messi a segno nei 3 incontri, emerge una linea tattica comune: la Juve trova con esagerata facilità la profondità, mettendo a nudo i limiti di una difesa che tiene la linea alta o che comunque non riesce a impedire agli attaccanti bianconeri di trovare spazi favorevoli per presentarsi a tu per tu con il portiere. Nel tiro al bersaglio, poi, vi è la compresenza di più attori, anche se uno dei bomber riesce a conquistare la parte del protagonista.
Nel 1983, Penzo fa il suo esordio in Coppa delle Coppe con un poker di gol, un exploit che illude un po’ sulle sue medie di realizzazione che poi non saranno più all’altezza di così tanta aspettativa. “La Coppa ha la stessa importanza del campionato”, dice alla fine il neo-acquisto bianconero, aggiungendo una sua forte convinzione: “Se poi dovessimo scegliere, io e credo i miei compagni sceglieremmo lo scudetto” (dilemma che verrà spazzato via dalla vittoria nell’una e nell’altra competizione). Con il Valur è Michael Laudrup a eccellere con una tripletta, mischiando una conclusione da fuori di esterno-collo destro che è un capolavoro a due reti di freddezza nordica in area di rigore. Profondamente diverso è il tabellino nel 7-0 all’Olympiacos: la partecipazione al gol è fortemente democratica, con ben 6 autori diversi. L’unico a ripetersi, tanto per cambiare, è David Trezeguet, per lui due reti sono la normalità.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Infine, è interessante constatare in quale momento all’interno delle partite si è determinato il punto di rottura dell’argine avversario facendo capire che la sera sarebbe stata a senso unico. Per il Lechia il crollo è praticamente immediato: a metà del primo tempo passa dall’1-0 al 4-0 in soli 5 minuti. Una situazione non molto diversa per l’Olympiacos, che incassa la prima rete al quattordicesimo minuto ed esattamente nello stesso lasso di tempo successivo ne subisce altre tre. Il Valur frana inesorabilmente, invece, dopo l’ora di gioco: andata al riposo sul 3-0, la squadra islandese sembra tenere nel primo quarto d’ora della ripresa, salvo poi incassare 4 reti nei successivi 18 minuti prima di un finale di “tregua”.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
28 Maggio 2020
La Juventus saluta Roberto Sassi
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Arrivato nel 2011, il “Prof” terminerà la sua esperienza in bianconero il 30 giugno prossimo, dopo aver dato un contributo fondamentale ai successi e alla crescita del club
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Per il mondo dello sport e del calcio in particolare è uno dei massimi esperti di preparazione atletica, ma alla Juve, nello spogliatoio o nei corridoi della sede è, e sarà sempre, semplicemente “il Prof”. Roberto Sassi terminerà la sua esperienza in bianconero il prossimo 30 giugno, dopo aver dato un fondamentale contributo a questi anni di successi irripetibili, prima come responsabile del Training Check e poi della Sport Science.
Arrivato alla Juventus nel 2011, dopo le esperienze con il Varese, il Lecce, la Lazio, l’Avellino, il Torino, il Verona, la Salernitana, la Fiorentina, il Valencia, l’Atletico Madrid, il Chelsea, il Parma, la Sampdoria e la Dinamo Mosca, ha avuto un ruolo cruciale nella crescita del club, non solo sotto il profilo sportivo. L’applicazione di metodi di ricerca innovativi e l’istituzione e l’aggiornamento costante dei Corsi di Formazione hanno permesso lo sviluppo di un “metodo Juventus” di preparazione, oggi esteso a tutti gli staff e le formazioni bianconere.
A questo si aggiungono gli otto scudetti, le quattro Coppe Italia e le quattro Supercoppe italiane, conquistate anche grazie alla passione e alla professionalità che Roberto Sassi ha quotidianamente dimostrato.
Ecco allora che, nel momento di salutarlo, tutta la Juventus si unisce nel ringraziarlo per questi anni straordinari e nell’augurargli il meglio per il suo futuro professionale.
«Grazie di tutto Prof!».
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
29 Maggio 2020
Trentacinque anni fa, l’Heysel
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
In trentanove persero la vita a Bruxelles, il 29 maggio 1985. Il nostro ricordo.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE

Sono passati trentacinque anni, ma la memoria di chi c’era, di chi ha assistito dai teleschermi di casa, e anche di chi non era ancora nato ma ha conosciuto i fatti leggendo i libri di storia, è qualcosa che si risveglia, immediatamente, al solo leggere o sentire quella parola.
Heysel.
Quel giorno a Bruxelles c’era il sole. Un sole che stava lasciando sul campo i suoi ultimi raggi, quando proprio su quel campo, e su quegli spalti, prima dell’inizio della Finale di Coppa dei Campioni fra Juve e Liverpool, si consumò l’incredibile.
Si consumò l’orrore.
Successe tutto in pochi istanti: le cariche, la corsa per scappare, quel muro che crolla. E il panico. Una notte, quella di Bruxelles, che si portò via 39 persone, quasi tutte italiane: il più giovane fra loro aveva solo dieci anni.
È alla loro memoria che oggi, come ogni giorno, dedichiamo il nostro raccoglimento, e il nostro dolore.
Perché passano gli anni, ma quella parola continua a evocare in noi lo stesso, immutato dolore.
Heysel.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
29 Maggio 2020
La Serie A riparte: il calendario della Juve!
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Ufficializzato il calendario di Serie A dall’8ª giornata di ritorno (Bologna-Juve) fino alla 16ª (Udinese-Juve)
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
E’ ufficiale: il calcio italiano ripartirà, e lo farà da giugno, dopo la lunga sosta forzata, dovuta all’epidemia di Covid-19.
In attesa dell’ufficialità relativa alle date di Coppa Italia, la Lega Serie A ha oggi diramato il calendario della Serie A dall’ottava alla sedicesima giornata di ritorno.
Per tutti i bianconeri la data da cerchiare è quella di lunedì 22 giugno (alle ore 21:45), quando la Juve riprenderà il suo cammino in campionato in casa del Bologna.
A luglio invece sono in programma il derby della Mole all’Allianz Stadium (sabato 4 luglio ore 17:15) e le sfide con Milan (martedì 7 luglio ore 21:45 a San Siro), Atalanta (sabato 11 luglio ore 21:45 all’Allianz Stadium) e Lazio (lunedì 20 luglio ore 21:45 all’Allianz Stadium).
Di seguito il calendario completo:
8ª GIORNATA RITORNO – Lunedì 22 giugno ore 21:45 – Bologna-Juventus
9ª GIORNATA RITORNO – Venerdì 26 giugno ore 21:45 – Juventus-Lecce
10ª GIORNATA RITORNO – Martedì 30 giugno ore 21:45 – Genoa-Juventus
11ª GIORNATA RITORNO – Sabato 4 luglio ore 17:15 – Juventus-Torino
12ª GIORNATA RITORNO – Martedì 7 luglio ore 21:45 – Milan-Juventus
13ª GIORNATA RITORNO – Sabato 11 luglio ore 21:45 – Juventus-Atalanta
14ª GIORNATA RITORNO – Mercoledì 15 luglio ore 21:45 – Sassuolo-Juventus
15ª GIORNATA RITORNO – Lunedì 20 luglio ore 21:45 – Juventus-Lazio
16ª GIORNATA RITORNO – Giovedì 23 luglio ore 19:30 – Udinese-Juventus
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
I tifosi della Juventus possono dunque prendere carta e penna e segnarsi gli appuntamenti di un’estate che si annuncia intensa ed emozionante.<

/blockquote>29 Maggio 2020
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Ramsey: «Il campo ci è mancato tanto»
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
La vita in quarantena e la ripresa. Aaron Ramsey racconta come ha vissuto questi ultimi mesi a Torino
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Sono passati quasi tre mesi dall’ultima gara disputata dai bianconeri. Tre mesi di quarantena, allenamenti a casa, e poi, il ritorno al JTC Continassa, prima individualmente, e poi, di nuovo in gruppo. Tre mesi che Aaron Ramsey ha raccontato ai microfoni di Sky Sport.
«Sto molto bene – spiega il gallese – Abbiamo iniziato con sedute individuali all’inizio, che era un’esperienza molto strana per come eravamo abituati, ma era la cosa più giusta per la nostra salute e per il rispetto delle regole. Poi siamo tornati ad allenarci in gruppo, ed è stato bello perché è quello che amiamo di più»
Ramsey ha deciso di passare questo periodo interamente in Italia, cercando di trarre il meglio dalla situazione:
«L’Italia è stato uno dei primi paesi ad andare in lockdown e ho deciso di rimanere qui. E’ stato ovviamente difficile rimanere in casa per così tanto tempo, ma ci sono stati anche molti aspetti positivi: tra tutti, il tempo passato con la mia famiglia, per il quale sarò sempre grato».
«Sono molto entusiasta – commenta Aaron, parlando dell’evoluzione della situazione in Italia e della prospettiva del ritorno del calcio giocato – L’Italia ha gestito bene le cose e tutto sta ripartendo pian piano, tornando ad una nuova normalità. Siamo fiduciosi, seguiamo i protocolli e non vediamo l’ora di tornare a giocare. Sarà strano farlo a porte chiuse, come già abbiamo provato con l’Inter, ma è l’unico modo per riuscire a completare la stagione. Ci è mancato tanto il campo e ora ci mancano le partite».
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Una partita, quella con l’Inter, nella quale il numero 8 bianconero aveva lasciato il segno con il gol del vantaggio: «Una partita stranissima: una delle più importanti della stagione ma con un’atmosfera insolita. Abbiamo cercato di motivarci al massimo e far vedere tutta la nostra professionalità. E’ stato importante vincere – aggiunge Aaron – perché volevamo tantissimo quei tre punti che ci hanno permesso di tornare in testa alla classifica».
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
29 Maggio 2020
+ 39 RISPETTO
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
A 35 anni dalla tragedia di Bruxelles, la Mole Antonelliana si è illuminata per ricordare le vittime di quella follia. Durante il giorno, tante cerimonie di commemorazione
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
La Mole Antonelliana illuminata con la scritta “+39 RISPETTO” ha concluso anche quest’anno la giornata dedicata alla memoria delle vittime della Tragedia dell’Heysel.
E, come ogni anno, sono state tante le iniziative cui Juventus ha partecipato, in un 29 maggio che per il Club significa memoria e raccoglimento.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Questa mattina, si è tenuto a Bruxelles,al King Baudouin Stadium, quello che  nel 1985 era lo stadio Heysel, il  “Commemoration 35 years Heysel drama” . La Juventus ha inviato una composizione floreale e una lettera di ricordo da parte del Presidente Andrea Agnelli indirizzata al sindaco della città, Philippe Close. Erano presenti alla cerimonia anche l’Ambasciatore Italiano in Belgio, Elena Basile, l’assessore allo Sport per Bruxelles, Benoit Hellings, e l’ambasciatore del Regno Unito in Belgio, Martin Shearman.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Nel pomeriggio, a più di mille chilometri di distanza, a Reggio Emilia, il Comitato “Per Non Dimenticare Heysel”, rappresentato  dalla Presidente, Iuliana Bodnari e dal Direttivo del Comitato si è riunito davanti al Monumento delle Vittime per depositare l’omaggio floreale della Juventus e leggerne il  messaggio di partecipazione al dolore delle famiglie.
Il Club ha partecipato anche alle commemorazioni tenutesi a Grugliasco, al”Giardino Vittime dell’Heysel”, e a Cherasco, presso il monumento dedicato ai caduti, inaugurato nel 2016 e situato nei giardini del santuario Madonna delle Grazie: Alessandro Siano, portiere della Juventus U23, ha presenziato in entrambe le occasioni, depositando i fiori  inviati dalla società.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Anche lo Juventus Official Fan Club di Grugliasco “Alessio e Riccardo” ha onorato le vittime dell’Heysel, riunendosi in una celebrazione insieme al sindaco di Grugliasco, Roberto Montà, e all’assessore allo sport, Gabriella Borio.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
30 Maggio 2020
Classic Match: Juve-Milan, 2017
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Il lampo della Joya decide la sfida da rivivere dal primo all’ultimo minuto GUARDA L’INTERO MATCH!</blockquote>JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
31 Maggio 2020
Juve in the World | Amsterdam
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Una frequentazione che parte da lontano
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Dici Amsterdam e non si può che pensare immediatamente all’Ajax, club con il quale la Juventus ha intrecciato il suo percorso svariate volte, comprese due finali “epocali”: la prima nel 1973, a Belgrado, dove hanno vinto i lancieri; la seconda nel 1996 a Roma, con la Signora ad aggiudicarsi la coppa dalle grandi orecchie ai calci di rigore. Se questi sono due appuntamenti unici, diversi sono stati i viaggi dei bianconeri nella città olandese, a partire dal 1974, nei confronti ad andata e ritorno. Sei gare con un bilancio più che positivo: tre successi, due pareggi e una sconfitta di misura che non ha comunque compromesso il passaggio del turno. Amaro è stato invece l’ultimo atto della Champions League del 1997-98, quando all’Amsterdam Arena – inaugurata due anni prima e oggi ribattezzata in onore del profeta del calcio totale Johan Cruijff – il Real Madrid ha prevalso con la rete di Mijatovic.
A precedere questo fitto quadro di impegni – sparso tra Coppa Uefa, Coppa dei Campioni, Champions League ed Europa League – c’è una gara amichevole molto lontana nel tempo. Risale al 7 settembre 1938, quando il club prepara il campionato rispondendo a una chiamata prestigiosa. Il Comitato dei festeggiamenti per il quarantesimo anno di regno della Regina Guglielmina invita la Juventus a effettuare un’amichevole con la Nazionale olandese (una consuetudine non rara nel tempo, anche a Torino si sono viste rappresentative di un Paese scendere in campo contro i bianconeri). Si può intuire il motivo di così tanta attenzione: gli Orange hanno partecipato ad entrambi i Mondiali vinti dall’Italia nel 1934 e – per l’appunto – nel 1938. Ospitare la Juventus significava pertanto confrontarsi con un bel po’ di giocatori affermati internazionalmente. La formazione bianconera arriva ad Amsterdam passando per Parigi e soggiornandovi una notte (un particolare importante che tornerà successivamente). La gara si conclude 1-1: vanno in vantaggio i bianconeri con Luigi Busidoni; per l’Olanda la rete è di Franciscus van der Veen, un diciannovenne, quasi a indicare come già ai tempi la politica dei giovani fosse la direttrice di un calcio che avrebbe poi trovato una stabile dimensione di vertice a partire dagli anni ’70 e che ha in oggi nel nostro Matthjis de Ligt uno degli esempi più evidenti.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
AMSTERDAM? NO, AJAX
Più volte vi abbiamo raccontato attraverso gli articoli di Hurrà Juventus come insieme all’evento agonistico ci fosse il desiderio di scoprire e narrare la città che lo ospitava. In un mondo molto meno connesso di quanto lo sia oggi, varcare le frontiere coincideva con il passaggio della soglia nella fiaba, la stranezza e le diversità che si proponevano davanti acuivano lo sguardo. Curiosamente, non è il caso di Amsterdam, nonostante di leggende – più o meno “metropolitane” – sull’originalità della città ne esistano in gran numero. Più del luogo, conta il club, il senso rivoluzionario che si porta appresso quell’Ajax delle meraviglie, che dal 1971 al 1974 infila un trittico di successi di fila in Coppa dei Campioni. Perciò, quando l’11 dicembre la Juve va ad affrontare gli olandesi in casa loro, 5 mesi dopo la consacrazione del nuovo calcio proposto anche dalla Nazionale al Mondiale tedesco, il focus d’attenzione è tutto rivolto al merito del confronto. “Cancellato dalla Coppa “il Grande Ajax”, si proclama felici dell’impresa in Coppa Uefa.
E a rafforzare il concetto, si dà spazio ai tifosi bianconeri che si sono gustati dal vivo l’impresa, non prima di avere fatto scalo a Parigi a issare le bandiere bianconere sulla Tour Eiffel,  proprio come dei conquistatori. Gli innamorati della Signora giungono da tutta Europa, tanti sono gli emigrati italiani che Beppe Barletti descrive così: “C’è gente che aspetta un anno per gridare “forza ragazzi, giocate stasera anche per noi, dateci stasera un po’ di gioia per scaldare il nostro cuore nei mesi a venire, quando scenderemo settecento, mille metri sottoterra a cavar carbone, per scaldare il nostro animo nei lettini che ci accoglieranno per riposi troppo brevi, mentre intorno altra gente con idiomi stranieri parlerà di cose che molti di noi non capiscono né vogliono capire”.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
AJAX? NO, JUVE
Un anno dopo il trionfo di Roma, la Juve affronta nuovamente l’Ajax in semifinale. La gara di Amsterdam è tra le più belle della storia europea, un manifesto sull’identità della squadra di Lippi. Stavolta gli “olandesi” – se si intende con il termine non un’appartenenza nazionale ma un’attitudine al coraggio, al rinnovamento e alla gioventù – siamo noi, trascinati dai gol della coppia Amoruso-Vieri e dalla sfrontatezza esuberante dei loro 45 anni in due. Hurrà esulta, non aspetta il verdetto del ritorno (ancor più rilevante, un 4-1 implacabile) per celebrare l’impresa. A partire dal riconoscimento del santone ajacide, il tecnico Louis Van Gaal, che dichiara: “Mai visto una squadra così!”. Per proseguire, poi, elencando gli attestati di stima della stampa di ogni dove, dall’Equipe al Daily Mirror, da Le Soir al Pais, dalla Bild Zeitung al De Telegraaf e chiudere con le testate italiane che associano alla Juve termini come “show”, “mito”, “infinita” e “irresistibile”.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
01 Giugno 2020
1967: lo Scudetto numero 13!
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
La Juve conquista il Tricolore il 1 giugno 1967!

JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
01 Giugno 2020
Black&White Stories | Francesco Morini, il pirata
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Ritratto dello stopper nel 1972
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Come nascano e come attecchiscano certi soprannomi, quanta fortuna abbiano nel presente e quanto riescano a rimanere nel tempo: tra i tanti aspetti curiosi del mondo del calcio, quello del nuovo “battesimo” che vivono molti giocatori è tra i più intriganti. Anche perché apre diverse strade interpretative. Si prenda il caso di uno dei veterani bianconeri, Francesco Morini, undici anni a difendere la causa della Signora al centro dell’area di rigore, implacabile stopper – oggi si dice difensore centrale – raramente inquadrato da solo perché perennemente attaccato al centravanti da marcare. Il servizio che gli dedica Hurrà Juventus nel febbraio del 1972, è indicativo: la foto che lo vede impegnato in campo è emblematica di cosa fosse la marcatura a uomo. Praticamente, il numero 5 – e Morini è stato il 5 da definizione da dizionario – diventava l’ombra del numero 9: dove andava l’uno, lo seguiva l’altro. Letteralmente, il compito era quello di togliere il respiro.
Non è una conseguenza automatica che uno così venga chiamato con il nome di un pirata. Pensate a Marco Pantani, il Pirata più noto dello sport, ai suoi irresistibili scatti in salita volti a lasciare indietro gli altri a mordere il terreno. Una ricerca della solitudine vincente, esattamente il contrario di Morini, che ti si appiccica addosso e non ti molla più. Morini diventa per tutti Morgan, leggendario ammiraglio, corsaro, politico e per l’appunto pirata gallese del XVII secolo, celebrato da scrittori quali Emilio Salgari e John Steinbeck, immortalato in film di diverse epoche e scelto come nome d’arte dal cantante Marco Castoldi. Raffigurato con il consueto stile dalla caricatura di Franco Bruna, Francesco merita l’accostamento a Morgan per la sua bravura nel depredare gli avversari del pallone. A vederlo così è stato una firma storica del giornalismo italiano che ci ha lasciato recentemente, un grande narratore di calcio perché ne amava l’essenza tecnica: Bruno Bernardi, firma de La Stampa, cuore juventino e acuto spirito d’osservazione.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
IL FRANCOBOLLO
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Sul mensile bianconero Angelo Caroli celebra l’ottimo periodo di Francesco, che al suo terzo anno alla Juve si appresta a vincere il primo dei suoi cinque scudetti e con 45 presenze registra il suo record di permanenza in campo. “Un vero “pirata” del calcio, un francobollo rompiscatole che è meglio girargli alla larga. Non ha molta grazia (a che serve, dirà lui, l’importante è non far beccare il pallone agli altri!), nel senso che non tira di fioretto; preferisce le piattonate con tanto di spada o di scimitarra. E’ un vero “corsaro” e quando affonda i colpi, attaccante salvati! Ma non è cattivo. Tutt’altro. E’ piuttosto tignoso, appiccicaticcio, asfissiante, ossessivo, spigoloso e, soprattutto, concentrato al massimo”.
Lui conferma il ritratto. Ha 27 anni, una buonissima riserva d’esperienza per sapere descrivere bene la sua carta d’identità calcistica: “Il maggior pregio è quello di concentrarmi sempre, di non sottovalutare nessuna situazione e una grande forza di volontà”. Chi lo ha visto giocare, sa bene che Morgan non tradisce mai, ha nella costanza di rendimento ciò che lo rende un fattore di sicurezza per la squadra e l’allenatore. Da quando è alla Juve, Morini ne ha avuti già quattro e tutti lo hanno considerato un elemento di provata affidabilità. Non solo: uno di loro – Armando Picchi – lo ha inorgoglito con “il più bel complimento che io abbia ricevuto come calciatore”, dicendogli che nel passato glielo avevano dipinto come un “killer” e conoscendolo ha avuto modo  di farsi tutt’altra idea. Pirata sì, ma corretto. Perciò Morgan ce l’ha con certe maldicenze messe in giro da alcuni attaccanti: “Certe denigrazioni i colleghi non dovrebbero neppure sognarsele. Ma il calcio è strano a volte. Come la vita. C’è da aspettarsi di tutto. Io tiro avanti per la mia strada. E a conferma che sono nel giusto, faccio notare che nessun Giudice mi ha mai squalificato. Un bel record, non è vero, per un ammazza-tutti come me?”.
PIRATA A META’
La Juve del 1972 è un gruppo che offre una sensazione molto forte al calcio italiano: stanno emergendo nomi che andranno a costituire l’ossatura della Nazionale negli anni a venire. Morini reclama uno spazio.
“Se ha da puntualizzare qualcosa che non gli va giù, lo fa senza reticenze, però con un tal garbo da sguarnire anche il giornalista armato di veleno”, scrive Caroli, per il quale in definitiva Morgan “è pirata a metà, che non fa male, che sa difendersi; soprattutto dialetticamente, quando la concorrenza tenta l’arrembaggio”. La sua auto-candidatura all’azzurro è giustificata. Gli ci vorrà, però, ancora un anno, prima di indossare la meritata maglia dell’Italia, esordendo il 25 febbraio del 1973 in Turchia in una gara valevole per le qualificazioni Mondiali. Quel giorno il blocco Juve costituisce la spina dorsale della  squadra, come attesta la presenza insieme a Morgan di Dino Zoff, Luciano Spinosi, Giuseppe Furino, Franco Causio, Pietro Anastasi (autore del gol della vittoria) e Fabio Capello.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
01 Giugno 2020
Silvia Piccini guiderà l’Under 19 Femminile
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Cambia la guida tecnica della Primavera: Mister Spugna saluta i colori bianconeri
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
La prossima stagione, sulla panchina dell’Under 19 Femminile ci sarà un volto nuovo. Sarà Silvia Piccini, già allenatrice nel nostro settore giovanile per le categorie Under 11 femminile e Under 9 maschile, a guidare la squadra. A lei, pronta a vivere questa esperienza con l’entusiasmo e con la professionalità che l’hanno sempre contraddistinta, auguriamo fin da subito buon lavoro.
«Apriamo un nuovo ciclo puntando su un gruppo molto giovane con un progetto di crescita biennale – il commento dell’Head of Juventus Women Stefano Braghin -. Abbiamo scelto di affidare il gruppo a Silvia perché ha talento e competenze, ma soprattutto ha dimostrato di essere un’ottima istruttrice e io penso che la crescita di una squadra giovanile passi innanzitutto dal miglioramento individuale».
Silvia raccoglie il testimone di Mister Alessandro Spugna, cui vanno i più sentiti ringraziamenti per il lavoro svolto in questi anni ricchi di soddisfazioni. Un grazie sia per i risultati ottenuti sul campo, dove la sua Juventus è sempre stata assoluta protagonista, sia per la dedizione e professionalità nell’interpretazione del suo ruolo. Gli rivolgiamo, inoltre, un caloroso in bocca al lupo per la sua prossima avventura professionale. QUI TUTTI I VIDEO BIANCONERI!

Juventus tutte le notizie in tempo reale
Aggiornamenti, Calcio, Juventus, Notizie, Piemonte, Sport, Ultim'ora

JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE

Tempo di lettura: 6 minuti

JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE

JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE SEMPRE AGGIORNATE

DALLE 07:37 DI GIOVEDì 14 MAGGIO 2020

ALLE 00:20 DI DOMENICA 17 MAGGIO 2020

JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE

14 Maggio 2020
07:37
Classic Match | Triplice esordio!
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Juve-Venezia 4-0, 2001:

JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE

Storia⎮Lo Scudetto 2006
14 Maggio 2020
Oggi, esattamente 14 anni fa, vincevamo il Tricolore numero 29!:

JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Giovedì di allenamenti individuali
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Continuano le sessioni individuali al JTC, dove oggi è rientrato anche Mister Maurizio Sarri
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Proseguono i lavori al JTC. Come nei giorni scorsi, continua il programma di sedute individuali di allenamento.
La novità di giornata è il ritorno di Mister Maurizio Sarri, anche lui presente al centro d’allenamento bianconero.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Bentancur: «Rimettere le scarpe da calcio sensazione bellissima»
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Il centrocampista, tra i primi bianconeri a cominciare gli allenamenti individuali in Continassa: «Servirà tempo per ritrovare il ritmo; dobbiamo lavorare al 150%»
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
E’ un Rodrigo Bentancur carico e motivato quello che ha parlato ai microfoni di Sky Sport. Il centrocampista Uruguayo, che questa settimana ha intrapreso un programma di allenamenti individuali al JTC, ha parlato delle sue sensazioni nel ritornare in campo, ha raccontato di come ha vissuto la quarantena a Torino e ha fatto un punto sulla sua crescita personale.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
IL RITORNO AL JTC
«Ripartire e ritornare in campo è stato bellissimo, una sensazione stupenda rimettere le scarpe da calcio – spiega Rodrigo, che da lunedì, come altri suoi compagni, si allena individualmente al JTC – Sto bene, per fortuna mi sono allenato anche a casa in questo periodo. Non vedo l’ora di ricominciare gli allenamenti in gruppo. Servirà tempo per ritrovare il ritmo, ma sarà bellissimo».
«Dovessimo ripartire – aggiunge il centrocampista -, sicuramente ci saranno delle difficoltà: il caldo, l’assenza dei tifosi che sono importantissimi per noi, e ritrovare il ritmo. Per questo dobbiamo lavorare al 150%. L’aspetto fisico farà la differenza, ma anche la nostra solidità mentale».
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
LA QUARANTENA
«Ho deciso di rimanere a Torino, facendo la quarantena con la mia fidanzata e due miei amici che erano venuti a trovarmi e sono rimasti bloccati qui. Per fortuna è stato qui anche mio zio, che è anche il mio preparatore personale e mi ha “ammazzato” facendomi fare 70 allenamenti personalizzati in 50 giorni, ma mi ha fatto solo bene».
«Ho iniziato a fare qualche corso per migliorare il mio inglese – rivela Benta -, e ho guardato diverse serie. Non mi piace molto far vedere la mia vita sui social, sono riservato e tranquillo».
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
SÉ STESSO
«Da ragazzino ammiravo Lampard e Gerrard che giocavano da mezz’ala, e come regista mi è sempre piaciuto Busquets – confessa l’uruguayano -. Ho visto un sacco di loro video e partite e ciò mi è servito per imparare».
«Il mio ruolo? Mi sento a mio agio nel ruolo di regista, ma a centrocampo mi piace ogni ruolo, mazz’ala, o davanti alla difesa. Non fa la differenza per me, l’importante è giocare. Da quando è arrivato, Mister Sarri mi ha sempre dimostrato la sua fiducia e ho cercato di ripagarla, ma devo ancora migliorare tanto».
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
15 Maggio 2020
Your Icon… Your Call! La scelta finale sarà su Socios!
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
L’Icon più votata sarà stampata su una t-shirt limited edition che verrà venduta in tutto il mondo attraverso lo Store Online di Juventus!

JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Qualche settimana fa vi abbiamo chiesto di dare sfogo alla vostra arte e alla vostra fantasia, reinterpretando in modo originale l’Icon, il Logo di Juventus.
Avete dato prova di grande creatività, regalandoci tante bellissime interpretazioni della nostra identità visiva: l’elenco delle Icon preferite dagli utenti, che le hanno votate su YourIcon.Juventus.Com, si è adesso ristretto a cinque:

Quindi, siamo all’atto finale. E ancora una volta potrete votare con la piattaforma Socios.com, come avete fatto, per esempio, quando avete deciso la nuova canzone che risuona all’Allianz Stadium ai gol della Juventus, oppure come fate in queste settimane, scegliendo online la partita che volete rivedere ogni mercoledì e domenica, Your Juve Matchday.
Decidete allora quale sarà la “vostra” Icon della Juventus, grazie a Socios.com: la più votata verrà stampata su una t-shirt limited edition venduta in tutto il mondo attraverso lo Store Online di Juventus.
E sarà una votazione in due step: la prima restringerà il campo alle due Icon finaliste, che si sfideranno poi nello scontro finale, sempre su su Socios.com.
Potete cominciare adesso: la votazione è già aperta per tutti i fans che posseggono $JUV Fan Tokens
#YourIcon, your call: vota ora la tua “YourIcon” preferita su Socios.com!  SCARICA L’APP DI SOCIOS.COMJUVENTUS TUTTE LE NOTIZIEBlack And White Stories | La domenica dei Fratelli Bercellino
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
1966, il giorno di Giancarlo e Silvino
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Tra le tante storie di eroi minori ospitate nella lunga vita della Juventus, quella di Silvino Bercellino è tra le più bizzarre. Anche perché all’epoca – metà degli anni ’60 – riuscì a incuriosire parecchio. Non capita spesso di vedere due fratelli giocare a calcio  ad alti livelli, per quanto non manchino esempi illustri. Molti si ricorderanno un Juventus-Piacenza con i due Inzaghi contro, Filippo e Simone, una bella foto di famiglia scattata al Delle Alpi. Ma Giancarlo e Silvino, detti altrimenti Bercellino I e Bercellino II, distanziati di 5 anni per età, hanno avuto il privilegio di vestire la stessa maglia e di militare insieme per due stagioni nella Juventus. Nati a Gattinara, in provincia di Novara, classe 1941 il primo e 1946 il secondo, la loro parabola è stata ben diversa.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Di Giancarlo dice tutto il soprannome: Berceroccia. Difensore arcigno, dotato di un tiro molto potente che sfrutta sulle palle da fermo, siano esse calci di punizioni o penalty, rientra a pieno titolo nello spirito della Juve “operaia” che contrassegna buona parte del decennio con virtù quali lo spirito di sacrificio, il carattere agonistico,  la voglia di emergere. Si andrà a concretizzare il tutto nello scudetto del 1966-67. Un’impresa alla quale contribuirà con un buon monte presenze e con il suo record di gol in campionato, ben 4, l’ultimo dei quali nella gara con la Lazio che determina il sorpasso all’ultima giornata sull’Inter.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Anche Silvino ha un soprannome indicativo: Torero Camomillo. E’ il protagonista molto amato di una canzone dello Zecchino d’Oro, “il matador tranquillo che dorme appena può”, cita il testo. Si sottolinea così una certa propensione a distrarsi durante la partita, salvo poi accendersi improvvisamente e trovare la via della rete con buona frequenza, lui gioca esattamente all’opposto del fratello, fa il centravanti invece dello stopper. Chi ha pensato a lui come a un prodotto del vivaio in grado di rilevare nientemeno che l’eredità di John Charles non può che rimanere deluso, ancor più pensando all’animus pugnandi del gallese, un modello irraggiungibile. Chi invece si limita ad osservarlo con attenzione, registrando il progressivo inserimento del ragazzo nella squadra, ne valuta realisticamente le caratteristiche. Tra questi c’è il Commissario Tecnico della Nazionale Edmondo Fabbri, che lo definisce “un autentico match-winner, l’uomo che risolve di getto con una spigliatezza che incanta, con una naturalezza che ammalia, una gara rognosa”. Parole importanti per un ragazzo di soli 20 anni, una valutazione espressa e dimenticata nel 1966, ultimo anno di Silvino in bianconero e traumatica chiusura della gestione azzurra di Fabbri in seguito alla bruciante uscita di scena dal Mondiale per mano della Corea del Nord.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
LA MEDIA GOL
Vive solo due stagioni in prima squadra Bercellino II. Ed è curioso registrarne la dimensione numerica. A dispetto della presunta indolenza, la media realizzativa è del tutto invidiabile, un gol ogni due apparizioni. Se la quota di presenze fosse ben più ampia, la permanenza insieme al fratello sarebbe garantita. Sono troppo poche 8 reti in 16 gare per fare curriculum in un calcio che non prevede ancora le sostituzioni, o si ha la capacità di ritagliarsi un posto da titolare o si sta nelle retrovie ad aspettare a lungo il proprio turno. E nel giudizio finale, che boccia un giovane promettente ma discontinuo e lo indirizza al Mantova e poi a una carriera in provincia, pesa proprio il tradimento del suo momento d’oro.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Tra febbraio e marzo del 1966, Silvino diventa il personaggio del momento, 6 centri in 4 gare consecutive. Nelle successive 4, arriva l’eclissi e finisce così la sua esperienza in bianconero.
LA PARTITA DEI DUE FRATELLI
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
C’è una gara speciale e bizzarra per la famiglia Bercellino. La racconta Hurrà Juventus nel marzo del 1966, dedicando proprio a Silvino la copertina, raffigurato nel momento in cui calcia un rigore contro il Catania. Con il Varese, che affida la maglia  numero 9 a Roberto Boninsegna, in gol al Comunale, i bianconeri prevalgono 3-1. Sono solo 5.000 gli spettatori presenti: la Juve è lontana dalla vetta, la partita non ha motivazioni di classifica, la giornata è fredda, il terreno è reso fangoso dalla pioggia. La sorte – o più laicamente la precisione – divide i due fratelli. Giancarlo colpisce due legni della porta quando si sposta in avanti per un infortunio che ne condiziona il movimento (una soluzione frequente non essendoci possibilità di cambio). Silvino invece firma la sua prima doppietta in Serie A in apertura e chiusura del secondo tempo.  “Già al primo minuto, in seguito ad un nutrito assalto alla porta varesina, impostato da Del Sol, Bercellino II ebbe la palla buona e realizzò la prima rete che era… maturissima”, racconta il mensile bianconero.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Infine, “proprio all’ultimo minuto giungeva a premio di una partita tanto sofferta il terzo gol, autore ancora Bercellino II, che ha così ribadito il suo apprezzabile talento di realizzatore”.

JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE

10 motivi per amare…
Puntata di oggi dedicata ad alex Del Piero:

QUI TUTTI I VIDEO BIANCONERI!

Juventus tutte le notizie Tutto sulla Juventus approfondimenti dettagli curiosità retroscena Tutto il Mondo Bianconero ufficiale è qui! SEGUILO!
Aggiornamenti, Calcio, Juventus, Notizie, Piemonte, Sport, Ultim'ora

JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE

Tempo di lettura: 4 minuti

JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE

JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE SEMPRE AGGIORNATE

DALLE 06:12 DI MARTEDì 12 MAGGIO 2020

ALLE 07:37 DI GIOVEDì 14 MAGGIO 2020

JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE

Classic Match | Juve-Napoli, 2016
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Il 29 ottobre 2016, Leonardo Bonucci e Gonzalo Higuain stendono il Napoli e consentono ai bianconeri di conquistare i tre punti e allungare in vetta alla classifica!. IL MATCH INTEGRALE:

On This Day lo Scudetto MY7H!
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Le immagini del Tricolore del 2018:

JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Black & White Stories | Il 2006 di Re David
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Una stagione con 29 gol
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Quando si pensa a David Trezeguet viene in mente istintivamente il gol nelle sue svariate forme e ce ne sono talmente tanti che soffermarsi su uno è praticamente impossibile. Nessuno come lui ha estratto il massimo nel gesto essenziale del calcio, nessuno ha vissuto stabilmente in area di rigore con una capacità di trovare i tempi e gli spazi giusti per indirizzare il pallone laddove è impossibile prenderlo.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Se si restringe l’indagine nei suoi confronti e si usa l’ottica cronologica per leggere la sua carriera, è molto probabile che il primo terreno sul quale appuntare l’attenzione sia il 2001-02. Molti i motivi che fanno preferire la stagione nella quale il bomber francese è dichiaratamente titolare, dopo averne trascorse due sgomitando per trovare un posto tra Filippo Inzaghi e Darko Kovacevic, attaccanti dalle caratteristiche fisiche diverse ma dall’attitudine molto simile a occupare la stessa porzione di campo.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
E poi c’è lo scudetto del 5 maggio, dentro il quale c’è la splendida intesa con Alessandro Del Piero e il titolo di capocannoniere guadagnato con 24 centri (da condividere con il piacentino Dario Hubner, valido esponente della qualificata scuola dei goleador di provincia).
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Quattro anni dopo, Trezeguet non si comporta in modo molto differente. Lo certificano i numeri, non molto diversi da quelli del 2002. Sono 29 le reti complessivamente prodotte nelle varie competizioni, che eleggono la stagione che porta al Mondiale tedesco come la seconda nella sua carriera bianconera per prolificità sotto porta. Ed è un exploit rilevante, tenendo conto dei problemi fisici che lo avevano condizionato non poco nel 2005, anche se la rarefazione di presenze e gol poteva tranquillamente venire trascurata prendendo come icona simbolo di quel periodo il suo gol scudetto al Milan, ispirato dalla rovesciata di Del Piero.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Che il secondo anno sotto la direzione di Fabio Capello sia un momento di snodo per David lo si capisce subito alla prima giornata. In Juventus-Chievo è proprio lui a firmare la prima rete del torneo. E lo fa con una torsione aerea su cross di Gianluca Zambrotta che è un tipico gol del suo repertorio: sempre di testa chiuderà il suo campionato a Bari, nel giorno che porterà la Signora a raggiungere il suo scudetto numero 29.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
PAVEL SUGGERISCE, DAVID REALIZZA
Quando si fa una radiografia dei gol di Trezeguet emergono tratti riconoscibili e ricorrenti. David gioca benissimo sulla profondità, anche perché a tu per tu con il portiere mantiene grande freddezza. Non ha bisogno di finte o dribbling per collocare il pallone alle sue spalle, è la precisione nell’inquadrare lo specchio della porta la sua   principale modalità d’azione. In tal senso funziona perfettamente l’intesa con Nedved. Con il suo continuo movimento – soprattutto con i tagli che fa in orizzontale – Pavel determina voragini sui quali il compagno francese si fa trovare pronto alla corsa.
E’ un gioco di sincronismi perfetti che si vede nelle reti a Empoli (con una conclusione in pallonetto davvero deliziosa), a Livorno o in Champions League in casa con il Werder Brema.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Ma l’asse tra i due è perfettamente visibile anche nell’altra situazione abituale che esalta il numero 17, quando il compagno entra in area di rigore e lui  riesce a trovare la maniera per smarcarsi e colpire di prima intenzione. Esemplare è la scena che si vede in Juventus-Cagliari, quando Nedved supera la linea dei 16 metri e potrebbe agevolmente battere a rete ma cede al compagno l’incombenza, che per lui più che una responsabilità è un autentico piacere.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
IBRA, ALEX E LA TERZA VIA
Torniamo alla prima giornata. Titolare con Ibrahimovic, David si trova a convivere per forza di cose non solo con una forte concorrenza nel reparto offensivo, ma anche con le insidiose domande del dopo-partita, quando è fatale che ti chiedano cosa pensi del tuo partner di reparto. Non mancano a Trezeguet doti di diplomazia e neanche la consapevolezza che tanto da Zlatan quanto da Del Piero possa trarre suggerimenti utili per segnare a ripetizione. Ma quel che forse non può sospettare all’inizio della stagione – sebbene conosca perfettamente entrambi e il resto della squadra – è che nei 29 gol che metterà a segno saranno solo 2 quelli ispirati dallo svedese e 1 dal numero 10. Prevarrà, infatti, una corposa e frequentata terza via, che registrerà un contributo maggiore da parte per l’appunto di Nedved (7), Camoranesi (4), Vieira e Zambrotta (3).
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Trezegol dimostra di essere più che mai il centravanti che sa sfruttare il lavoro dell’intera squadra e non la semplice metà di una coppia di attaccanti.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Al JTC continua il lavoro individuale
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Prosegue l’attività dei bianconeri alla Continassa; oggi prime corse in campo anche per Merih Demiral
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Continua il programma di allenamento individuale per i giocatori della Juventus. I bianconeri impegnati, come nei giorni scorsi, sono Bentancur, Bernardeschi, Bonucci, Buffon, Chiellini, Cuadrado, De Sciglio, Dybala, Pinsoglio, Pjanic, Ramsey e Rugani.
Oggi c’è una novità che riguarda Merih Demiral: il giocatore turco è tornato al Training Center. Merih, che prosegue il suo percorso riabilitativo al J|Medical, da oggi ha infatti iniziato anche a lavorare in campo, nell’ottica di un graduale recupero dal suo infortunio.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
A Vinovo lavoro individuale per alcuni giocatori della Under 23
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Il programma è iniziato in vista della probabile ripresa degli allenamenti di gruppo della Prima Squadra
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Nel pomeriggio di oggi, una selezione dei giocatori della Under 23 ha iniziato presso lo Juventus Training Center di Vinovo un programma di allenamenti individuali in vista della probabile ripresa degli allenamenti di gruppo della prima squadra, a cui alcuni di loro verranno aggregati.

QUI TUTTI I VIDEO BIANCONERI!

JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Aggiornamenti, Calcio, Juventus, Notizie, Piemonte, Sport, Ultim'ora

JUVENTUS: PROSEGUONO ALLENAMENTI INDIVIDUALI

Tempo di lettura: < 1 minuto

JUVENTUS: PROSEGUONO ALLENAMENTI INDIVIDUALI

PROSEGUONO GLI ALLENAMENTI INDIVIDUALI PER LA JUVENTUS AL JTC

AGGIORNAMENTO DELLE 17:30 DI LUNEDì 11 MAGGIO 2020 (RESTA L’ULTIMO, MENTRE STO PUBBLICANDO QUESTO ARTICOLO ALLE 06:12 DI MARTEDì 12 MAGGIO 2020)

JUVENTUS: PROSEGUONO ALLENAMENTI INDIVIDUALI
I bianconeri continuano la preparazione al JTC
Continuano gli allenamenti individuali dei giocatori bianconeri. In questi giorni sono presenti al JTC Bentancur, Bernardeschi, Bonucci, Buffon, Chiellini, Cuadrado, De Sciglio, Dybala, Pinsoglio, Pjanic, Ramsey e Rugani.
Merih Demiral prosegue intanto il suo percorso riabilitativo presso il J | Medical. Intanto guarda: JUVENTUS TUTTI I VIDEO

Juventus tutte le notizie
Aggiornamenti, Juventus, Notizie, Piemonte, Sport, Ultim'ora

JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE

Tempo di lettura: 53 minuti

JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE

JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE SEMPRE AGGIORNATE

DALLE 20:01 DI MARTEDì 21 APRILE 2020

ALLE 12:44 DI LUNEDì 11 MAGGIO 2020

JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE

Black&White Stories:la Juve… e il calcio totale!
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
1971: il primo confronto con gli olandesi
Quando si capisce l’inizio di una rivoluzione? E come vengono accolti certi segnali all’apparenza strani che denotano il possibile avvento di tempi nuovi?
Sono domande pertinenti per quanto riguarda il rapporto tra il calcio italiano e quello olandese che – a detta di tutti – ha rappresentato uno sconvolgimento delle concezioni di gioco prevalenti fino all’inizio degli anni ’70. Da allora, il mondo del pallone non è stato più lo stesso: non che prima non ci fossero stati significativi e anche profondi cambiamenti, ma la sensazione di essere entrati in una nuova era risultava ancor più approfondita dalla difficoltà nel credere possibile e praticabile ciò che stava avvenendo davanti ai propri occhi: il calcio totale.
Definibile in mille modi – altrimenti, che rivoluzione sarebbe? -, riassumibile visivamente in almeno tre situazioni che lasciavano a bocca aperta chi ne vedesse il manifestarsi: le squadre olandesi proponevano giocatori che facevano saltare la rigida consegna dei ruoli; correvano moltissimo abbinando un  livello tecnico eccelso, laddove precedentemente si pensava che una cosa non potesse andare d’accordo con l’altra; infine, alzavano la linea difensiva come mai si era visto prima, facendo diventare il fuorigioco non una pura infrazione regolamentare, ma un vero e proprio principio tattico, la traduzione evidente di un atteggiamento coraggioso nell’interpretazione della partita.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
C’era stata un bel po’ di strada tra il 1969, quando il Milan piega in finale di Coppa dei Campioni l’Ajax con un secco 4-1 e il 1974, quando la nazionale olandese raggiunge la finale del Mondiale e l’Italia esce con le ossa rotta al girone. Nel tempo tra i due estremi, la coppa delle grandi orecchie era andata una volta al Feyenoord e tre ai lancieri biancorossi e né l’Inter, sconfitta 2-0 nel 1972, né la Juve, battuta 1-0 l’anno dopo, avevano capito molto di quell’innovazione, in buona compagnia del resto del mondo.
Come tappa intermedia, c’è il 27 gennaio 1971: il primo storico incontro tra i bianconeri e gli olandesi, segnatamente il Twente, in Coppa delle Fiere. E’ troppo presto per i due club per trionfare in Europa. La Juve ci riuscirà in Coppa Uefa nel 1977 con Giovanni Trapattoni alla guida. E il mister della squadra di Enschede, Kees Rijvers, erediterà il trofeo 365 giorni, dirigendo però il Psv Eindhoven.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
I TULIPANI
I tulipani, li definisce così Hurrà Juventusi giocatori del Twente (tra i più famosi il portiere Piet Scrijvers e i due gemelli Van de Kerkhof, Willy e René, che si metteranno in mostra nel Mondiale del 1978 incrociando come avversari molti azzurri juventini). A Torino, nella sfida giocata di pomeriggio, le alchimie tattiche le fa saltare un tedesco di esperienza pari alla concretezza: Helmut Haller (c’è sempre la Germania a “condannare” l’Olanda…).
“Il gol di Haller è stato un autentico capolavoro, un razzo luminoso che ha incendiato la scena”, scrive Ezio De Cesari sul Corriere dello Sport, ripreso dal mensile bianconero. “Il tedesco è scattato su un pallone in profondità di Bettega, ha evitato un avversario e prima che qualcun altro gli si avvicinasse ha lasciato partire dal limite un “sinistro” che ha letteralmente fulminato l’annichilito Schrijvers”. Il 2-0 è opera di Adriano Novellini, mandato in campo nel corso della ripresa.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Ma la vittoria nell’ambiente viene vissuta senza facile entusiasmi, si capisce che è solo la prima parte di un cammino ancora difficile. Le qualità degli olandesi hanno colpito. E difatti, al ritorno, la Juve sarà costretta ai supplementari, ci vorrà un doppio exploit di Pietro Anastasi per il passaggio del turno.
UN CALCIO NUOVO
In quel giorno non si parla ancora di calcio totale, si è più interessati a registrare il confronto tra due formazioni molto giovani (la Juve per ragioni anagrafiche dei suoi giocatori, ragazzi che diventeranno poi i dominatori del decennio; il Twente per origine, essendo nato solo nel 1965). Però sono tante le caratteristiche degli avversari che appaiono ben riconoscibili, qualcosa in più di una curiosità e qualcosa in meno di una conoscenza approfondita. A colpire degli olandesi è il possesso palla, il tenerla e non sprecarla, tradotto nel “comando del gioco” per oltre un’ora, peraltro non immune dalla sterilità offensiva. Si sottolinea anche il 4-3-3 e anche questa è un’anomalia: in Italia, quando le concezioni tattiche venivano espresse in numeri, era  l’indizio di una novità, si trovava una formula magica per sintetizzare concetti altrimenti complicati.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Infine, Armando Picchi, mister juventino, legge negli avversari anche un certo atteggiamento di superiorità, tradottosi in nervosismo “forse perché pensavano di batterci facilmente”. Ed in fondo non deve stupire: è tipico delle rivoluzioni, soprattutto in chi non è in prima fila (il Twente non sarebbe mai diventato l’Ajax, pur facendo un ottimo percorso), avere una coscienza radicale delle proprie virtù.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Goal Anatomy | Le reti speciali delle Juventus Women
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Tutti i gol dal valore particolare realizzati dalle bianconere quest’anno: dalle prime esultanze a quelli storici
Abbiamo visto come segnano le Juventus Women, ma in ogni gol c’è tanto altro, oltre la forma. Il gol è emozione, è il punto d’arrivo di ogni giocata, è la chiave per arrivare alla vittoria, e a volte ha un sapore ulteriormente speciale. In questa stagione le bianconere hanno segnato diversi gol speciali, importanti per la squadra, per le statistiche o per il valore assunto per colei che ha spinto la palla in rete.
PRIMA VOLTA EUROPEA
La rete di Andrea Staskova al Barcellona nella gara di ritorno in casa delle catalane è un concentrato di prime volte. È stata la sua prima rete in gara ufficiale con la maglia della Juventus, ma anche il primo gol bianconero in trasferta in Champions League e il primo realizzato da una straniera. Nella precedente edizione, infatti, i due gol segnati al Brøndby a Novara avevano portato la firma di Barbara Bonansea. Il colpo di testa dell’attaccante ceca non è bastato per riscrivere la storia della qualificazione, ma ha suggellato una prestazione coraggiosa e di altissimo livello delle ragazze.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
JUVE-FLORENTIA, DUE PRIME VOLTE
13 ottobre 2019, terza giornata di campionato: a Vinovo le bianconere centrano il terzo successo consecutivo, con le nuove arrivate grandi protagoniste. Dopo la rete della solita Cristiana Girelli, infatti, le ospiti pareggiano con Dupuy e per conquistare i tre punti servono due prime volte: il primo gol in bianconero di Linda Sembrant per il nuovo vantaggio e quello di Maria Alves, che cala il tris e chiude la partita.
SUPERGOAL!
Più o meno bello, il primo o uno tra i tanti, il gol in finale ha un sapore tutto suo, a prescindere da tutto il resto. Lo sanno bene Cristiana Girelli e Andrea Staskova, autrici, contro la Fiorentina delle due reti che scrivono il 2-0 finale e soprattutto il nome della Juventus sulla Supercoppa Femminile. La prima della storia bianconera. Apre Cristiana, al termine di una splendida azione impreziosita dal velo di Valentina Cernoia, chiude Andrea, capitalizzando al meglio l’assist geniale di Arianna Caruso.
200!
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
0!
Una rete per sbloccare una partita sulla carta semplice diventa storica. Il primo dei sette gol rifilati dalle bianconere all’Orobica il 7 dicembre 2019 è infatti il numero 200 della storia delle Juventus Women (che nel frattempo veleggiano già verso quota 250). Lo sigla Valentina Cernoia di destro, lei che normalmente incanta con il suo mancino. Un modo per renderlo ancora più speciale.
I RITORNI
Sempre Orobica-Juve. La Juve è avanti di quattro reti quando Barbara Bonansea firma il gol del momentaneo 0-5. Non una marcatura come le altre per lei, piuttosto abituata ad esultare: è il ritorno al gol dopo l’infortunio che l’ha costretta a saltare la prima parte della stagione. Un gol speciale, come quello di Cecilia Salvai in Coppa Italia contro la Fortitudo Mozzecane. Anche in questo caso poco significativo per il risultato finale (0-8 alla fine), ma prezioso per Cecilia, in gol per la prima volta dopo la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro rimediata nella storica gara contro la Fiorentina all’Allianz Stadium. In tema di ritorni, Bonansea bramava di rivedere il suo nome tra le marcatrici in un big match: Juve-Inter dello scorso 16 febbraio è la partita perfetta. Finisce 5-1, apre proprio Bonansea e la sua esultanza vale più di mille parole
LE PRIME FIRME
In Coppa Italia coach Guarino ha dato ampio spazio anche alle più giovani. Contro la Fortitudo Mozzecane vanno in gol le due classe 2001 Asia Bragonzi (tripletta) e Melissa Bellucci, alla prima rete in bianconero, festeggiata, nella stessa gara, anche dalla classe 2002 Michela Giordano.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
È l’11 dicembre e un mese più tardi, al Nereo Rocco di Trieste, fa il suo esordio in bianconero, contro il Tavagnacco, Annahita Zamanian. Esordio da sogno, festeggiato con la prima rete con la sua nuova maglia.
IL RECORD DI ANDREA
La prima stagione in bianconero di Staskova, finora, è stata davvero speciale. Lei è sempre stata perfetta nel farsi trovare pronta quando chiamata in causa e ai già citati gol contro Barcellona in Champions e Fiorentina in Supercoppa ne ha aggiunto due in Serie A e tre in Coppa Italia (tripletta all’Empoli). Sette in totale che fanno di lei l’unica giocatrice a essere andata in gol in tutte le competizioni disputate dalla Juve. Se non bastasse, è anche la più giovane calciatrice straniera a essere andata in gol in questa stagione in Serie A.
TUIJA!
Lei c’è dall’inizio, dalla prima stagione delle Juventus Women. Ha vissuto la nascita e la crescita, giorno dopo giorno, fino ai primi successi. Dai rigori contro il Brescia all’esordio in Champions League, passando per il secondo scudetto, la prima Coppa Italia e la prima Supercoppa. Sulla corsia di destra, coach Guarino non ha mai rinunciato a Tuija Hyyrynen e lei, contro il Verona, nell’ultima gara fin qui disputata, si è tolta la soddisfazione del suo primo gol in bianconero. Un gol prezioso anche nell’economia della partita, avendo permesso di sbloccarla a ridosso dell’intervallo regalando così un secondo tempo in discesa, ma soprattutto speciale per lei, che, per quanto fatto in questi anni, si meritava questa esultanza.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Continuiamo a stare insieme!
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
do Juve non si ferma in queste settimane
Lo avrete senz’altro notato: da marzo a oggi non abbiamo smesso di restare con voi. Siamo a casa, ma insieme. Siamo distanti, ma uniti.
Anche se non ci sono partite a far battere i nostri e vostri cuori, abbiamo continuato e stiamo continuando a sorridere, quando si può, a gustarci grandi racconti storici, a goderci le grandi giocate dei campioni bianconeri, di oggi e del passato, e le chiacchierate con i nostri giocatori, le nostre leggende, i nostri tifosi.
Questo è l’impegno di Juventusdurante le settimane che hanno scandito e stanno scandendo il nuovo tempo e le nuove giornate degli italiani.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Intanto, impegnandoci attivamente e concretamenteper sostenere le nostre strutture sanitarie in tempo di emergenza: prosegue su GoFoundMe la raccolta fondi “Distanti ma Uniti” che ha superato quota 450 mila euro raccolti.
E poi, come si diceva, continuando a restarvi vicini.
CHE NUMERI!
La vostra risposta, come sempre, è stata incredibile. Nonostante l’assenza di calcio giocato, in ogni parte del mondo i nostri contenuti hanno generato oltre un miliardo e mezzo di impressions e i nostri video sono stati visualizzati quasi 342 milioni di volte.
Tradotto: ogni ora, i contenuti generati da Juventus sono apparsi sui dispositivi degli utenti 1,2 milioni di volte.
E quando diciamo “in ogni parte del mondo”, non è un modo di dire: il 70% di queste impressions arriva dall’estero.
E poi i commenti, tantissimi: in tutto, sui vari canali di Juventus (per la precisione Facebook, Instagram, Twitter, Youtube, Sina Weibo), ne sono arrivati oltre 460 mila, confermando quanto davvero siamo stati e continuiamo a essere vicini.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Ma vediamoli più nel dettaglio, questi contenuti.
A CASA CON LA JUVE
In totale sono state 14 le puntate di questa prima “serie” di A Casa Con la Juve: un format nuovo, realizzato interamente, appunto… dalle proprie abitazioni. Enrico Zambrunoe Claudio Zulianihanno fatto – è il caso di dirlo – gli onori di casa, ospitando di volta in volta i campioni della Prima Squadra, Maschile (è stato ospite anche Mister Maurizio Sarri) e Femminile, le Leggende bianconere, ma anche grandi sportivi, esponenti del mondo della musica, dello sport, dello spettacolo e della cultura, accomunati dalla fede juventina.
Il risultato è stato un divertente salotto, in cui i partecipanti si sono cimentati con le challenge proposte da Zambruno, ma hanno anche risposto alle domande social del pubblico e si sono raccontati a tutto tondo.
Tutte e puntate sono visibili su questo sito, su Juventus Tv e sul canale bianconero di Youtube.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
VENTUS TV
Su Juventus TV tutti i format sono on demand, visibili in ogni momento e da ogni dispositivo. Ampio spazio alla squadra di Mister Sarri, con numerosi video dedicati alle migliori giocate dei bianconeri in questa stagione: da Ronaldo a Dybala, passando per Cuadrado e Douglas Costa, skills & goals con tutte le inquadrature possibili. Ogni giorno con History si fa un tuffo nel passato, per rivedere le gesta dei grandi campioni che hanno indossato la gloriosa casacca bianconera: Del Piero, Vialli, Baggio, Platini… la lista è lunghissima!
Nella sezione dedicata alle ragazze bianconere ecco i format Wonder Women e Fuoricampo, ma anche tutti i momenti importanti vissuti in questi due anni e mezzo. A proposito di partite: ci pensa il team eSports a colmare la voglia di calcio, con numerosi incontri internazionali amichevoli contro altri club a distanza.
Nella sezione partite potete vedere tutte le gare ufficiali di questa stagione (e moltissime del passato) del mondo bianconero: Juventus e Juventus Women, Under 23, Under 19 e – appunto – team eSports.
SOCIAL
Facebook, Twitter, Instagram, Youtube…su ogni canale ufficiale bianconero vi teniamo compagnia con tanti nuovi format e contenuti.
A partire dal doppio appuntamento fisso con #YourJuveMatchday powered by Jeep. Ogni domenica alle 15:00 e mercoledì alle 20:45 (turno infrasettimanale), scegliete voi, attraverso l’app del nostro partner Socios.com, che partita rivivere tutti insieme, commentando in diretta sulla nostra pagina Facebook.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Avete poi commentato, e commentate, le grandi classiche della storia meno recente bianconera, che vi proponiamo in modalità “remixed”, con una sintesi esclusiva in 10 punti e una migliore qualità visiva e sonora.
La vostra partecipazione sui social è splendida, come dimostrate nei Watch Parties su Facebook (come quello di “A Casa con la Juve”insieme a De Cecco), ma soprattutto nelle numerose #GIFChain su Twitter e Facebook, dalle quali escono tantissime perle.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Su Instagram vi portiamo ancora più vicino ai bianconeri: oltre a una rinnovata serie di stories interattive, ospitiamo Q&A esclusive, come quella con con Matthijs de Ligt, e vi facciamo vedere i dietro le quinte della quarantena dei nostri giocatori, senza dimenticarci però di riproporre grandi giocate, momenti unici, di farvi votare per esempio il miglior taglio di capelli dei bianconeri.
Come se non bastasse, abbiamo deciso di ampliare il nostro palinsesto di Youtube, dandovi l’opportunità di rivedere in modalità integrale alcune partite della Juventus (con tanto di live tweet su Twitter!). Non solo: tanti i nuovi video di tutti i tipi, dalle top parate di Tek, a tutti i gol su punizione degli ultimi anni, passando per i tanti “best of” con i migliori momenti dei bianconeri in questa stagione. O ancora i “classic match”, grandi sfide bianconere in versione integrale, in collaborazione con adidas.
Tra questi, c’è anche il nuovo format “Dieci motivi per amare”, dedicato ad alcune leggende della storia della Juventus. Certo, 10 motivi non sono mai abbastanza per raccontare il perché siamo innamorati di Pirlo, Tevez, Vialli etc, ma sono un ottimo modo per non smettere mai di amare.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Poi, abbiamo portato l’Allianz Stadium sul vostro divano. Con “Behind The Goal” (Powered by Allianz) vi facciamo vivere, con immagini esclusive dietro la porta, alcune delle partite più belle di questa stagione.
E poi, Youtube è la casa degli eSports. Il Team Juventus non si è mai fermato e continua a farci divertire con le dirette sul nostro canale. Tante le amichevoli e i tornei a Konami PES sia in Italia che su scala internazionale, anche con la telecronaca di Enrico Zambruno
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
In più, come dimenticarci dei nostri account Juventus Youth e Juventus Women su Twitter, che hanno dato vita a splendidi contenuti. Dalla Goal Anatomy (in collaborazione con Jeep), l’analisi di tutti i gol di ogni squadra (Primavera, Under23, Women, Prima squadra) alle playlist esclusive delle bianconere: sono tantissimi i contenuti che ogni giorno vi proponiamo anche su questi canali.
Insomma, tanti contenuti, tanta partecipazione e tanta voglia di intrattenimento sui social della Juve, che continua e si rinnova. Perché oltre alle tante proposte che manteniamo, cerchiamo di reinvertarci con nuove proposte, come quelle appena lanciata: #BestJuveGoal (insieme a LingLong), un maxi “torneo” con votazioni ogni giorno su Twitter e Facebook, per farvi eleggere, una volta per tutte, il miglior gol della storia della Juve, oppure la divertente #JeepGoalChallenge, che vi sfida a “segnare” in porte inusuali, come il bagagliaio di un’auto, o la lavatrice di casa vostra.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
VENTUS.COM
Anche il sito bianconero ha continuato la sua attività, con l’obiettvo non solo di informare con le news e le informazioni utili, ma anche di intrattenere e regalare letture, video e contenuti agli utenti.
Intanto, come detto anche su Juventus.Com sono disponibili (e lo sono state anche in diretta) le puntate di “A Casa Con la Juve”, ma non solo.
Due i contenuti prettamente “storici” che abbiamo pensato di regalare ai tifosi bianconeri, per dare uno sguardo inedito alla nostra storia, recente e non solo. “Juve in the World”, ad esempio, è un viaggio in alcune grandi città che hanno dipinto pagine dell’epopea targata Juventus. E poi c’è “Black&White Stories”che racconta vicende, interviste, momenti del passato, campioni e allenatori, momenti ed eventi, con l’aiuto spesso delle pagine d’epoca di “Hurrà Juventus”.
Dal passato al presente: “Reparto per Reparto” analizza i principali facts della Juve nella stagione 19/20, divisi appunto fra porta, difesa, centrocampo e attacco, mentre le quattro puntate di “Goal Anatomy” hanno spiegato nel dettaglio come vanno in gol, sempre in questa stagione, Prima Squadra Maschile e Femminile, Under 23 e Under 19.
E
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
poi i video: molti i formati ripresi dal nostro canale Youtube, dai “10 motivi per amare” i grandi campioni del passato, alla selezione in arrivo dei gol visti da angolazioni inedite (“Behind The Goal”).
Siamo con voi. E continuiamo a esserlo: distanti, ma uniti!
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Best | I calci di punizione dei bianconeri!
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Sette minuti di GRANDI giocate!

JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Una festa speciale per Cristiana
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Girelli, nel giorno del suo trentesimo compleanno: «Desidero svegliarmi felice ogni mattina»
Un sorriso per Cristiana Girelli, che oggi ha spento le candeline per il suo compleanno. L’attaccante bianconera, che abbiamo visto qualche settimana fa in “A Casa con la Juve”, è stata oggi ospite di Sky in questa occasione speciale, e ha ricevuto tantissimi auguri, dalle sue compagne di squadra e da uno dei suoi idoli da tifosa bianconera: Alessandro Del Piero.
Smaltita l’emozione, Cristiana ha raccontato questo periodo, il suo presente e il suo futuro: «L’idea era quella di fare una super festa, però la vita è imprevedibile». Sulla stagione bianconera: «Non vedo l’ora di ricominciare, mi sto allenando per mantenere questa striscia positiva e magari tornare presto a festeggiare: anche quando siamo uscite dal Mondiale, smaltita la delusione, non vedevo l’ora di ricominciare». Un ricordo anche al grande evento dell’Allianz Stadium, di cui è stato l’anniversario poche settimane fa: «L’anno scorso stavamo finendo il campionato; la partita all’Allianz è stata indimenticabile, ricordo l’emozione quando abbiamo saputo che lo stadio sarebbe stato sold-out. La posta in palio era altissima, ci giocavamo lo Scudetto. Una festa nella festa»
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Dal passato al futuro… in bianconero: «Non mi vedo con altre maglie rispetto a quella della Juve, perché penso di aver raggiunto il massimo livello: giocare qui è un onore. Uno dei miei obiettivi? La finale di Champions League a Torino nel 2022. Mi piace sognare in grande, io voglio sempre vincere. L’unica cosa che possiamo fare è allenarci e migliorare, perchè il tempo passa».
Infine, tre desideri di compleanno: «Il primo è tornare alla normalità, il secondo togliermi tante soddisfazioni nel mondo del calcio e il terzo svegliarmi felice ogni mattina».
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Black&WhiteStories: il primo gol dell’estate
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
L’annuncio di due protagonisti: Baggio e Del Piero
Anche il tifoso più estremo, il coltivatore della memoria, quello che sa tutto e tutto vuole sapere, è possibile che in un quiz sulla Juventus andrebbe in difficoltà su una domanda: chi ha messo a segno il primo gol del precampionato? Ve lo ricordate chi ha inaugurato la stagione in corso?
L’estate ha questo di particolare (almeno tutte quelle che abbiamo vissuto, ciò che succederà fra pochi mesi sarà probabilmente ben altra cosa): si è un po’ tutti affamati di calcio giocato, non si vede l’ora di vedere il pallone che rotola, studiare le nuove alchimie tattiche preparate dal mister, osservare con occhio attento come si muovono i nuovi acquisti. Perciò, il primo test è sempre il più atteso, anche se ci si dice che il risultato non conta niente quando si hanno le gambe pesanti.
Di conseguenza, la rete che inaugura la stagione ha un suo spazio speciale, magari anche solo per ragioni scaramantiche. La si interpreta un po’ come un indizio, permette di individuare immediatamente un possibile protagonista sul quale ricamare ipotesi e previsioni, aspettative e certezze. Come ognuno sa bene, appena si farà sul serio e gli appuntamenti diventeranno ufficiali, tutto quel mese e passa di amichevoli e trofei sparsi in giro per l’Italia e il mondo evaporeranno d’incanto, travolti dalla “verità” dei primi verdetti.
Prima di raccontarvi due apparizioni immediate e folgoranti di due numeri 10 del passato, siamo debitori di una risposta alla domanda iniziale. Il primo gol bianconero  del 2019-20 è stato realizzato da Gonzalo Higuain nella gara con il Tottenham a Singapore. Ricordatevelo, caso mai partecipaste a un quiz…
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
IL PERFETTO STILE DI ROBERTO
E’ il primo giorno di agosto del 1993. La Juve è in Svizzera ed è questa l’ultima estate che Giovanni Trapattoni trascorre a dirigere la Signora. Il test che inaugura la stagione è con il Neuchatel Xamax che – non senza clamore – un anno prima aveva sconfitto i bianconeri nel debutto. Poco male: quella squadra sarebbe poi stata capace di fare bene soprattutto in Europa, portando in bacheca la terza Coppa Uefa della sua storia. Grande protagonista di quell’impresa è stato Roberto Baggio, mai così trascinatore e decisivo. I suoi gol hanno colpito il continente anche per la riserva di pura bellezza che contengono, sono le premesse per altri momenti felici che culmineranno nella meritata assegnazione del Pallone d’Oro.
Ed è proprio lui, il Divin Codino, a infilare il primo dei 7 palloni con i quali la Juve sconfigge i padroni di casa, che pure in rete ci vanno due volte. Da vero campione il sigillo d’apertura: calcio d’angolo battuto da Andy Moeller all’indietro, verso la lunetta, dove il numero 10 si coordina in perfetto stile e batte al volo all’angolino. Sulla panchina del Neuchatel siede Uli Stielike. Ai più giovani può dire poco. Chi ha visto la finale del Mundial ’82 sa bene che è quello con i baffi ed è l’ultimo dei tedeschi ad arrendersi, il più arrabbiato nel vedere la coppa prendere la strada dell’Italia.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
RCELLO E ALEX
Il 22 luglio 2001, la Juve battezza la sua nuova annata contro una Selezione della Valle d’Aosta. L’estate è stata tra le più movimentate: via Zinedine Zidane, destinazione Madrid; dentro Gigi Buffon, Lilian Thuram e Pavel Nedved. Per non parlare poi del ritorno di Marcello Lippi: tocca a lui, l’ultimo tecnico scudettato della Signora, riportare a casa il tricolore che ha viaggiato tra Milano e Roma negli ultimi tre anni. «E’ bello vedere tanta attenzione», commenta il mister. «Immaginavo che la nuova Juve destasse curiosità, ma non fino a questo punto». Il mare di folla, in effetti, è enorme. Il presidente Vittorio Chiusano lo definisce «Impressionante. E’ tanti anni che vengo quassù, ma non ho mai visto una cosa del genere». E lui per primo sa che così tanta attenzione significa anche un chiaro consenso nei confronti della campagna acquisti, i cui effetti non si limiteranno alla stagione che va ad iniziare, ma si propagheranno per un lungo periodo (vedi il portiere, ancora con noi…).
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
La prima delle 8 reti di giornata la realizza Del Piero, anche lui da un’azione d’angolo.  Scrive Hurrà Juventus: «Alex regala sprazzi di gran classe e battezza la stagione con il primo gol ufficiale: una rete da rapace, tanto per far capire a tutti che questo sarà un anno da incorniciare». Una previsione quanto mai azzeccata, tenendo conto dei 16 gol che il Pinturicchiosiglerà in campionato, quello che per ricordarlo diciamo “il 5 maggio” e non c’è mai bisogno di aggiungere altro.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
25 anni senza Andrea
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Il 25 aprile 1995 ci lasciava Andrea Fortunato

JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE

Sono passati 25 anni dalla tragica scomparsa di Andrea Fortunato, ma il suo ricordo è sempre vivo nel cuore di tutti noi.
È infatti impossibile dimenticare non solo un promettente calciatore ma anche un ragazzo solare e pieno di vita qual era Andrea. Terzino sinistro di grande cuore e facilità di corsa, con grinta, personalità e atteggiamento positivo ha coperto la nostra corsia sinistra.
Con la stessa positività che lo caratterizzava ha affrontato la tremenda malattia che, purtroppo, lo ha portato via prematuramente. Nonostante gli anni passino e Andrea non sia più fisicamente tra di noi, ne ricorderemo per sempre la sua gentilezza d’animo e la serenità che trasmetteva a familiari e compagni.
Ciao, Andrea. Per sempre con noi.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
On This Day… #HI5TORY!
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
La festa

JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Behind the goal | Part 1
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Gustiamoci i gol bianconeri da una prospettiva unica!

JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
10 motivi per amare…
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Quando gioca segna sempre… Trezeguet!

JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Juve in the World: Trondheim
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Le incredibili coincidenze norvegesi
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Non capita molte volte a una società come la Juventus ricca di storia – e conseguentemente di viaggi – di conoscere un Paese senza soggiornare mai dalla capitale.  Nelle varie avventure vissute in Norvegia la Signora non ha mai avuto il piacere di giocare un incontro a Oslo: il centro dei suoi impegni è spostato 500 km più a Nord, esattamente a Trondheim, poco meno di 200.000 abitanti, vero luogo d’eccellenza per quanto riguarda il pallone. Merito del Rosenborg, club affrontato ben tre volte in Champions League in un lasso di tempo molto ristretto, cinque edizioni nelle quali i bianconeri di Norvegia hanno fatto la parte dei dominatori in patria (si vede che i colori aiutano a essere grandi…). Anzi, per la verità l’egemonia della squadra è più lunga e ha fatto davvero epoca, essendosi esercitata per 13 campionati consecutivi, dal 1992 al 2004. Contribuendo non poco anche alla crescita della nazionale, come attesta la partecipazione ai Mondiali del 1994 (l’Italia la sconfisse per 1-0 nella seconda gara) e soprattutto in quello del 1998, quando Christian Vieri ne interruppe il cammino agli ottavi di finale, ma ancora si ricorda e si celebra la vittoria sul Brasile nel girone.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
In Italia, il club di Trondheim acquisisce una più che discreta fama nel 1996-97, andando a eliminare il Milan guidato da Arrigo Sacchi in Champions League, impresa ottenuta grazie a un clamoroso successo a San Siro. Risale a quell’edizione anche il primo incontro della Juve con il Rosenborg, la prima conoscenza dell’impianto che ne ospita le gare interne: il Lerkendal Stadion. La capienza è di 21.850 spettatori ed il momento internazionalmente più prestigioso dalla sua nascita nel 1947 è recente, avendo ospitato nel 2016 la finale di Supercoppa, il derby spagnolo vinto dal Real Madrid sul Siviglia ai tempi supplementari.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
UN SOLO RISULTATO
5 marzo 1997: iniziano i turni a eliminazione diretta per la Juventus, impegnata a Trondheim. La gara si accende nella ripresa, in un uno-due nel giro di 60 secondi: vanno avanti i padroni di casa con Soltvedt, pareggia immediatamente Christian Vieri con un implacabile colpo di testa. “E’ stata una partita in cui la Juve non ha brillato”, racconta Hurrà Juventus, “non era in una serata di grande ispirazione e brillantezza, ma ha saputo soffrire lottando con umiltà, sino a chiudere il match in parità”. Quel che più conta è che l’1-1 è la premessa per una gara di ritorno da vivere con una certa serenità di base, sulla quale poi vengono edificati i presupposti del passaggio del turno, garantito da un 2-0 firmato da Zinedine Zidane e Nicola Amoruso.
Ci si ritrova un anno e mezzo dopo. Il 30 settembre 1998 la Signora torna ancora nel profondo Nord per la prima delle trasferte del girone. La pantera arancione, titola il mensile bianconero, omaggiando la divisa dell’eroe di serata, Michelangelo Rampulla. Stavolta l’1-1 è ben più sofferto. Perché se è vero che la Juve passa in vantaggio con Pippo Inzaghi nei primi 45 minuti, nella ripresa arriva il pareggio di Skammelsrud su rigore e lo stesso numero 10, idolo dei tifosi locali, ha ancora dal dischetto la possibilità di ribaltare il risultato. Una sconfitta complicherebbe alquanto le possibilità di qualificazione dei bianconeri, reduci da un pareggio casalingo nel debutto con il Galatasaray. Ma il portiere bianconero è bravissimo a intuire l’angolo di battuta, anche se a fine gara minimizza i suoi meriti: “Sono stato anche fortunato: ho intuito che il norvegese avrebbe tirato di nuovo dalla stessa parte e mi sono tuffato sulla destra. E’ andata bene”.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Tre anni dopo, il 25 settembre 2001, Hurrà descrive il clima che si respira nella città: “Numerosi ma discreti i fans di Del Piero & co. accorsi per l’occasione a caccia di autografi, prima davanti all’hotel, poi all’allenamento di vigilia” e si segnala anche “un folto numero di italiani residenti a Trondheim”. Non è invece una passeggiata di salute il match. Tanto per cambiare finisce 1-1 e il risultato è quanto mai bugiardo: “I bianconeri dominano la gara, colpiscono due traverse e un palo, poi vanno in gol con Del Piero, autore di una prova strepitosa, ma a tre minuti dalla fine vengono raggiunti dal Rosenborg su calcio di rigore”.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
BONUS TRACK
Talvolta i film si concludono con didascalie che svelano qualcosa in più della trama, un sottofinale che fa sorridere e ci fa leggere tutto quanto abbiamo visto sotto una luce diversa. Nel nostro caso – ricordando che tutte e tre le Juventus che hanno incrociato il Rosenborg sono guidate da Marcello Lippi e l’unico giocatore in campo per tutti i 90 minuti è il fedele Paolo Montero – si fa riferimento all’unica altra gara disputata in Norvegia dalla Juventus. Avvenne il 20 ottobre 1993, precisamente nella città di Kongsvinger, 6 ore di automobile in direzione sud da Trondheim. Vi stupisce che anche quella partita sia finita 1-1?
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Artissima Junior… è online!
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Da oggi sul sito di Artissima un’iniziativa speciale per i più giovani: sviluppate la vostra creatività!
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Oggi è una giornata importante per Artissima e Juventus, e anche per tutti i più giovani appassionati d’arte.
E’ infatti online a questo link una speciale iniziativa di Artissima Junior, il progetto nato 2 anni fa dalla collaborazione fra Artissima e Juventus, che per le prossime due settimane vuole regalare nuovi stimoli ai bambini, per aiutarli a conoscere e a divertirsi con l’arte contemporanea, anche in questi periodi che per i più giovani sono particolarmente complicati.
Un invito a sviluppare la creatività come una forma di libertà, per affrontare il nuovo presente attraverso viaggi metaforici fuori dalle proprie case, che nasce dall’idea di Diego Perrone, artista contemporaneo astigiano affascinato dalla sperimentazione continua attraverso diversi mezzi espressivi.
Dunque, Artissima Junior non si ferma e anzi si trasforma, invitando i piccoli amanti dell’arte a diventare parte di una speciale squadra di artisti e creare opere fuori dagli schemi.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Elaborati che diventano frammenti di un progetto collettivo e virtuale, condiviso a distanza ispirato a ispirato da YOUR ICON, progetto ideato da Juventus per invitare i tifosi a reinterpretare il logo della società nel modo più originale possibile.
Perrone, che sarà tutor dei giovani partecipanti, ha pensato di invitarli a riflettere, attraverso il ritratto, sul binomio identità / squadra. L’identità viene intesa come l’insieme dei tratti personali e caratteristici che rendono ognuno di noi unico e riconoscibile e consentono a ciascuna squadra, che è la somma delle nostre unicità, di essere irrepetibile, eccezionale e mai identica ad un’altra.
I partecipanti affronteranno questo tema attraverso diverse attività artistiche, avventurandosi nella pratica del ritratto e confrontandosi inoltre con il format della figurina dei calciatori, intesa proprio come fotografia/ritratto dell’unicità di ciascun giocatore.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
L’idea di rivolgersi, in occasione di questa speciale edizione di Artissima Junior, a un numero illimitato di piccoli interlocutori ha portato l’artista a scegliere il formato della lettera aperta. Uno strumento personale e diretto capace di instaurare un rapporto tra chi lo riceve e l’artista, rendendo ciascun bambino protagonista delle parole che legge ovunque sia nel mondo.
Prontamente convertite in speciali email dedicate ai piccoli partecipanti, facilmente fruibili senza un programma di posta, le lettere appariranno con cadenza variabile sul sito di Artissima nella pagina dedicata al progetto Artissima Junior.
I partecipanti scopriranno, grazie all’artista e alle sue lettere, quanta libertà ci sia nella produzione artistica e come, a partire da semplici regole, ognuno possa attivare la sua fantasia in maniera creativa trasformando le opere in un progetto concettuale condiviso.
Il tutto, come accaduto nelle due edizioni precedenti di Artissima Junior all’Oval Lingotto di Torino, mira a produrre un’opera corale che sottolinei l’importanza dell’apporto dei singoli nella creazione di un tutto che diventa obiettivo comune da perseguire insieme.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Ciascun partecipante sarà libero di scegliere se inviare il proprio elaborato all’artista attraverso il sito di Artissima perché venga pubblicato e condiviso, oppure di tenerlo per sé.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Si diceva del legame, sempre all’insegna dell’arte, con l’iniziativa YOUR ICON: l’opera corale sarà infatti la risultante del lavoro di tutti coloro che vorranno entrare in questa speciale squadra di artisti e verrà presentata come nuova interpretazione del logo Juventus, ormai diventato un’icona, come quelle che vengono create dagli utenti sulla piattaforma www.youricon.juventus.com, online da qualche settimana, ma con la peculiarità di essere l’unica risultante da un lavoro di squadra fatto da tutti i bambini che parteciperanno.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Così Luca Adornato, Head of Marketing di Juventus: «Siamo felici di collaborare di nuovo con Artissima, per questa edizione speciale che ancora una volta avvicina i bambini all’arte contemporanea e che ci permette anche di integrare YOUR ICON, un progetto a cui teniamo particolarmente e che abbiamo lanciato da poco. Questa nuova incursione nel mondo dell’arte ci consente di continuare il percorso di avvicinamento e contatto con territori distanti dal nostro quotidiano ma che attraverso una lente particolare, che è quella dei bambini, ci permetterà di veicolare alcuni dei valori per noi fondamentali come il gioco di squadra e la collaborazione».
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Queste le parole di Ilaria Bonacossa, Direttrice di Artissima: «In questi tempi ci siamo resi conto di come la società e i bambini abbiano bisogno dell’arte e della creatività per sentirsi liberi e felici. Creare insieme a un giovane artista offre l’occasione di sentirsi parte di una squadra e di comprendere come le regole non siano una gabbia ma la struttura da cui spiccare il volo con la fantasia».
Perché condividere idee, pensieri e creatività rende ognuno parte di una squadra capace di superare nuove sfide.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Black&Wihte Stories: in difesa… della tattica!
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Pareri lontani di Chiellini, Cannavaro e Grosso
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Non c’è giornalista sportivo che non sappia come a una domanda sulla tattica esistano due tipi di risposte immediate, quasi istintive, figlie naturali del ruolo che si occupa in campo. L’attaccante minimizza, spesso ammette di non esserne troppo incuriosito, quasi la sentisse come un limite interpretativo del gioco, una gabbia di tutte quelle dimensioni più individuali che invece lo appassionano. Senza contare che i bomber sentono di essere pesati sulla bilancia della concretezza, del numero di gol fatti, non si dichiarano mai soddisfatti del tutto se i movimenti sono stati giusti e impeccabili ma la rete non è arrivata. Se invece si parla con un difensore, ti si apre un mondo, scopri che la consapevolezza della propria funzione viene proposta sempre in relazione alle esigenze collettive, si percepisce che c’è un’abitudine a pensarsi come parte di un tutto. “La Juve ha Bonucci e Chiellini che dovrebbero tenere un corso universitario ad Harvard per come difendono“ ha dichiarato José Mourinho dopo Manchester United-Juventus della scorsa Champions League. Un riconoscimento esplicito del grado di sapere dei nostri centrali, pratico e teorico insieme, altrimenti non si diventa docenti di livello internazionale nella materia.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
La riprova di questo nesso tra ruolo e lettura del calcio si ha in una serie di interviste del primo decennio degli anni 2000 proposte da Hurrà Juventus. Ne sono protagonisti Giorgio Chiellini (nello status ancora di “ricercatore”) e i due Fabio Mondiali, Cannavaro e Grosso. Un allenatore in campo (più tante altre cose) e due che quel mestiere hanno deciso d’intraprenderlo.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
IL PRINCIPIO DELLA COMPATTEZZA
“Ho un’opinione netta: a farti vincere le partite è la compattezza di squadra”. Parla così il nostro attuale Capitano e ti viene in mente quanto lavoro debba fare dalle retrovie per garantire la giusta distanza tra i reparti. In un calcio più statico, si pensava che l’equilibrio tattico fosse compito preminente del reparto di mezzo, deputato a muovere la propria linea come una fisarmonica. Ma se vuoi prendere campo ed esercitare la supremazia territoriale come fa sistematicamente la Juve di oggi, è necessario mandare a memoria il giovane Chiellini dei primi anni in bianconero, quando aveva già maturato l’idea che “Le individualità possono farti vincere le partite, ma c’è bisogno di un atteggiamento collettivo”. Perché non può essere la ricetta per vincere un campionato chi pensa di “sopperire con la forza dell’attacco agli squilibri tattici”. Giorgio ne è fortemente convinto, “A gioco lungo non può reggere”.
TRA ORGANIZZAZIONE E ISTINTO
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Il Chiello va anche oltre. Più di dieci anni fa trovava proprio nella “nostra organizzazione tattica” l’aspetto che contraddistingue il calcio italiano e lo rende diverso rispetto agli altri: “E’ una garanzia di competitività, mi piace che anche le gare contro le squadre più piccole siano difficili. Parlo da difensore, magari sbaglio, ma quando vedo nella Liga andare in casa del Barcellona, affrontarlo a viso aperto e uscire dal Nou Camp con cinque o sei reti sul groppone lo considero un affronto al calcio”.
Fabio Cannavaro, che valuta ancora oggi nel suo senso dell’anticipo la caratteristica dominante del suo essere difensore, all’epoca si preoccupava molto del libero arbitrio che il singolo comunque esercita, sempre che sia in grado di farlo: “La tattica non dev’essere esasperata, guai se in campo ti accorgi che stai diventando un burattino che deve assolvere a una serie di compiti. Quel che è necessario è possedere una buona organizzazione di base, poi bisogna che ci sia la possibilità di esprimere l’istinto del giocatore. Se hai un allenatore che t’insegna dei movimenti ma tu non riesci a leggere prima degli altri la giocata o non ti posizioni bene con il corpo c’è poco da fare, rischia di essere tutto inutile quel bagaglio di nozioni teoriche che hai appreso”.
Di istinto parla anche Fabio Grosso e viene spontaneo immaginare la discesa che determina il rigore contro l’Australia o la conclusione suggerita da Andrea Pirlo che fa saltare la difesa tedesca: “Se vado in certi spazi è anche perché in quel preciso istante ci credo e talvolta è il movimento esatto, quello che ci vuole per arrivare al tiro”. Ma anche lui è ancora uno studente in campo, “mi aiuta anche la forte passione che provo verso il calcio, mi piace guardarlo tutto e cerco di rubare anche i più piccoli segreti da quel che vedi per migliorarti costantemente. Mi applicavo da giovane e continuo ancora oggi, è così che puoi sperare di dare sempre il massimo in ogni partita”. Infine, arricchisce la sua riflessione con una considerazione che coglie quella che nel tempo è diventata una tendenza più netta, come ha certificato il recente investimento della Juventus su Matthijs De Ligt: “Bisogna considerare che nel calcio di oggi non è un modo di dire che tutti sono importanti allo stesso modo. Mi spiego così anche il fatto che il valore di tanti difensori sia cresciuto sul mercato. Un buon centrale può essere decisivo quanto un goleador ai fini della costruzione di una buona squadra”.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Behind the Goal |La punizione di Dybala e il ritorno del Capitano
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Da una prospettiva unica riviviamo alcuni dei migliori momenti di questa stagione. In questo episodio vi portiamo a bordocampo per apprezzare la punizione di Dybala, il ritorno in campo di Chiellini e molto altro…

Black&White Stories: Quagliarella, 364 giorni dopo…
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Il gol del grande ritorno
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
In questi giorni di sosta forzata ci sono state molte occasioni per rivedere brani del nostro passato. Lontani dalle ragioni della contingenza e immersi in un repertorio vasto, si è potuto così apprezzare in maniera più ragionata la dimensione qualitativa di alcuni giocatori e tra questi Fabio Quagliarella si è ritagliato una parte da protagonista. Il motivo è molto semplice.
Al di là dei numeri, che pure sono estremamente lusinghieri per colui che l’anno scorso si è guadagnato il titolo di capocannoniere della Serie A a dispetto dell’età che avanza, l’ex bianconero è un bomber che ha saputo definire un suo stile. I suoi gol sono frutto del coraggio, talvolta ai limiti della follia, come ben sanno i tifosi della Signora. Soluzioni in acrobazia e conclusioni da posizioni impossibili: questo è stato – e lo è tuttora – il suo marchio di fabbrica, che la Juventus ha potuto apprezzare nelle 4 stagioni vissute insieme, dal 2010 al 2014. Nella galleria delle sue 30 realizzazioni, sono molte quelle che si impongono per bellezza e che ne definiscono la cifra tecnica. E forse la sua firma più indelebile è in quel “pronti, via e gol” di San Siro nel campionato del secondo scudetto consecutivo, quando al terzo minuto un destro gela un ottimo portiere come Samir Handanovic, sorpreso da tanta rapidità d’esecuzione oltre che dalla lunga distanza. Perché Fabio è uno che vede subito la porta, è il suo primo pensiero, anche quando non è facile intercettarla con lo sguardo.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
C’è però un gol speciale per Quagliarella, il più atteso, quello festeggiato con un misto di felicità e rabbia. Come si fa quando si esce da una situazione difficile, lunga e tormentata. E’ quello messo a segno nel pomeriggio del 18 dicembre del 2011: non è una rete che incide fortemente sul risultato, non è neanche una delle più in linea con le sue abitudini. E’ probabile che nella memoria di tanti si sia un po’ perduta, non è in Juventus-Novara che si compie la parte più emozionante del cammino della squadra nella stagione del primo tricolore. Ma Fabio, ne siamo certi, quel momento lo ha bene in testa.
L’ANTEFATTO
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
L’antefatto di quel gol è piuttosto lungo. Non si può che partire dal primo anno di Fabio in bianconero, con 9 gol nella prima parte del torneo, un rapido inserimento nella squadra e la sensazione gara dopo gara di avere trovato il terminale decisivo per un ulteriore salto di qualità collettivo. Un percorso che si interrompe bruscamente il 6 gennaio 2011 in Juventus-Parma con l’infortunio al legamento crociato anteriore destro. Lo stop è lungo e doloroso, si ragiona sui mesi. Diventa normale – in questi casi dove gli ottimisti sono in minoranza – che per rialzarti col fisico e nel morale ti rimetta a pensare al tuo ultimo gol, quella splendida rovesciata al Chievo da azione originata da un calcio d’angolo. L’esatta raffigurazione di cosa si intenda quando si parla di un gol “alla Quagliarella”…
Cambia molto alla Juve nell’estate di quell’anno, non la fiducia verso le capacità di recupero dell’attaccante campano. Otto mesi dopo, a Catania, rivede il campo per gli ultimi di gara. Antonio Conte gli riaffida successivamente la maglia da titolare solo in Coppa Italia, è ancora troppo presto per buttarlo nella mischia dal primo minuto.
LA CILIEGINA SULLA TORTA
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Sono trascorsi 364 giorni dall’ultimo gol e tocca a lui contro il Novara.  “Quando ho saputo che il mister mi avrebbe messo dall’inizio mi interessava solo cercare la prestazione ed è arrivata”. Parla così Fabio, alla fine della gara con il Novara, ed è la giusta descrizione di quanto visto in campo. Il 18 bianconero – in maglia rosa quel giorno – partecipa da sponda a molte delle tante occasioni prodotte (se ne contano 14 a fine partita). Prende anche più falli di ogni altro compagno e determina 2 cartellini gialli per gli avversari: segnali che non c’è nessuna paura nei contrasti, anzi, li si cerca.
A un quarto d’ora dal termine si prende la scena. C’è un corner calciato da Pepe, esattamente com’era successo a Verona. Niente rovesciata stavolta, Quagliarella salta e resta in aria quel tanto che serve per rubare il tempo al difensore. L’impatto con il pallone è perfetto, il colpo di testa regala il 2-0 alla Juve. “Il gol è stata la ciliegina sulla torta, da dedicare a Storari e Toni che me lo avevano pronosticato”.
Un anno dopo (meno 24 ore) il passato si allontana decisamente e si può guardare avanti…
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Best of | Cuadrado
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
I Numeri, le Giocate, i Balletti! Il Meglio di Juan

JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Tanti auguri, Leo!
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Trentatré anni oggi per Bonucci. I nostri auguri:

Oggi spegne trentatré candeline Leonardo Bonucci.
Semplicemente, uno dei nostri pilastri. Una colonna della difesa, ma non solo: dell’intera squadra. Non per caso, in questa stagione ha indossato il simbolo che più di ogni altro ne attesta il carisma, vale a dire la fascia di Capitano.
Bonucci è uno degli esempi, per i giocatori che arrivano alla Juventus: uno di quelli da osservare, in allenamento e in partita. Uno di quelli che indicano la strada al gruppo. E di nuovo non è un caso che sia anche uno dei giocatori più vincenti nel gruppo bianconero.
In attesa di ricominciare a progettare nuove entusiasmanti vittorie insieme, auguriamo di cuore a Leo buon compleanno!
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Black&White Stories | La Juve e… Canzonissima!
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
1969, un’edizione speciale
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
C’è stato un tempo dove il sabato sera – dalla fine di settembre al fatidico 6 gennaio  quando si proclamavano i fortunati vincitori della Lotteria Italia – che l’intero Paese si sedeva in salotto e le famiglie (nessuno escluso) aspettavano un appuntamento canonico e rituale. Si assisteva tutti insieme a uno spettacolo in grado di calamitare attenzione, pareri e polemiche attorno alla musica leggera. Un patrimonio nazionale con il suo contorno di divi al pari del calcio, l’altra forma di divertimento che accomunava milioni di persone e che arrivava puntuale al pomeriggio del giorno dopo, fischio d’inizio ore 14.30 per tutte le otto partite in calendario, in rigorosa contemporaneità.
Canzonissima e la Serie A, questo è stato a lungo il weekend degli italiani e non fa eccezione il 1969, anno turbolento nella politica italiana (e un’eccezione tragica c’è, a dire il vero, il 13 dicembre, quando lo spettacolo canoro viene rinviato per il lutto nazionale determinato dalla strage di Piazza Fontana a Milano).
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
A stabilire un forte legame tra i due ambiti c’era il tifo. Perché la manifestazione canora era organizzata come un vero e proprio campionato o – ancor più precisamente – come una Champions League ante litteram, con fasi diverse fino ad arrivare a una finalissima che proponeva sei cantanti, ognuno dei quali proponeva il pezzo che era piaciuto maggiormente al pubblico. Che si esprimeva attraverso l’acquisto dei biglietti, ogni voto più che ispirarsi a un ideale di democrazia canora si legava al sogno di una vincita milionaria. Ognuno aveva uno o più beniamini, ma il giudizio popolare riguardava anche la complessità dello spettacolo diretto da Antonello Falqui. E quindi, tra un’esibizione e l’altra, non mancavano ulteriori discussioni sui presentatori – Johnny Dorelli e Raimondo Vianello per l’edizione del 1969 – e soprattutto sui balletti delle gemelle Kessler, Alice ed Ellen, le tedesche più note in Italia lungo tutto il decennio.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
IL SABATO IN RITIRO
“Sarà bella o sarà brutta, farà ridere o farà chiudere il televisore, fatto sta comunque che Canzonissima di quest’anno fa parlare molto di sé”: nel numero di dicembre del 1969 Hurrà Juventus introduceva così la sua indagine presso i giocatori della squadra. Qual è il loro indice di gradimento nei confronti dello spettacolo proposto in tv al sabato sera, quando si è tutti in ritiro a consumare le ore in attesa della partita? Emergono gusti estremamente diversificati, alcuni decisamente antitetici. Francesco Morini ammette di non seguirla molto, preferisce “un buon libro”; Beppe Furino non si diverte: “Arrivo alla fine dello spettacolo con fatica, anche perché c’è poco umorismo”; Bob Vieri (il padre di Christian detto Bobo) la stronca: “Non mi dice nulla, non mi piace” , anche se resta a guardarla insieme ai compagni. E chissà come osserva coloro che invece la apprezzano come puro intrattenimento, come esprime Pietro Anastasi “Si passa un’oretta e mezza di distensione, senza problemi”. Il più entusiasta è il giovane Antonello Cuccureddu, che la definisce una “magnifica trasmissione” e svela di averla sempre vista, “anche gli scorsi anni, e non ne ho mai perso un numero”.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
LE KESSLER A CENTROCAMPO
Molto più dei cantanti – vincerà per la cronaca Gianni Morandi, che ha voluto partecipare proprio per difendere il titolo di campione guadagnato nell’edizione precedente – a catalizzare l’attenzione sono le gemelle Kessler. Ed anche in questo caso, il dibattito è rovente. Scontata la calorosa approvazione del connazionale Helmut Haller, molto meno ovvia è la raffinata analisi sulle loro performance: “Le Kessler sono veramente brave; dicono che si ripetono sovente, ma occorre tenere presente la limitazione di spazio del palcoscenico, troppo piccolo per loro; io le ho viste al Lido di Parigi: tutta un’altra cosa”. Stessa posizione ha Erminio Favalli: “Le Kessler mi fanno impazzire”, e sette anni prima di Tutto il resto è noia di Franco Califano, esprime un concetto identico: “Guardo solo loro, il resto non mi interessa”. In controtendenza c’è Gianfranco Zigoni, che del resto diventerà famoso anche per pareri e look decisamente poco politically correct: “Le signorine Kessler sono sempre uguali, monotone, da dieci anni fanno sempre le stesse mosse, insomma mi sono venute a noia”. Sulla stessa lunghezza d’onda c’è anche Gianluigi Roveta: “ Non sono né carne né pesce”. Decisamente originale, infine, a conferma che gli allenatori sono dotati di uno sguardo diverso per definizione, è la valutazione del mister, Ercole Rabitti:  “Le gemelle tedesche sono simpatiche, hanno molto talento, anche se si ripetono un po’ troppo. Fossi allenatore di una squadra femminile le farei giocare mezze ali di centrocampo, col compito di scambiarsi di posto ogni due minuti; identiche come sono, metterei in imbarazzo i loro difensori, che non saprebbero più chi marcare…”.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Quando i gol sono… velocissimi!
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Una compilation di reti fulminee!

JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Juve in the World: Birmingham
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
1983: la vittoria contro i campioni d’Europa in carica
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Abbiamo giocato una sola volta a Birmingham, esattamente il 2 marzo 1983. Ma proprio l’unicità della sfida, oltre che l’esito favorevole, rende mitica quella trasferta inglese in casa dei detentori della Coppa dei Campioni. Sono tre anni indimenticabili quelli vissuti dall’Aston Villa, i migliori di una storia più che centenaria, nata nel lontanissimo 1874. Un percorso che definire incredibile non è un eufemismo, se si tiene conto che all’inizio del precedente decennio i bordeaux-celesti navigavano nelle acque limacciose della terza divisione. Difficile sognare di meglio: campioni d’Inghilterra nel 1981; vincitori del massimo trofeo europeo piegando in finale i più che favoriti avversari del Bayern Monaco nel 1982; infine, a chiudere perfettamente il ciclo, l’affermazione in Supercoppa Europea sul Barcellona.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Nessun stupore, a ben guardare, che un club britannico non di primissima fascia riuscisse a scrivere pagine così belle in quella particolare fase storica. A dispetto della Nazionale, incapace di uscire dalla presunzione di considerarsi i maestri del calcio, un fatto diventato progressivamente un’opinione a eccezione del Mondiale del 1966, per i club si può parlare di una vera e propria egemonia. Ne è la dimostrazione proprio la coppa dalle grandi orecchie, dal 1977 passata di mano tra i giocatori del Liverpool, quelli del Nottingham Forest e – per l’appunto – i magnifici 11 dell’Aston Villa (8 inglesi e 3 scozzesi, per la precisione: nessuna stella, ma tanta sostanza tipica di un calcio atletico, fatto di agonismo, contrasti, cross e ricerca della porta per la via più diretta).
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
LA ROTTURA DELLA TRADIZIONE
Aston Villa-Juventus si gioca all’andata dei quarti di finale. Sulla sfida pesa una  tradizione negativa e non solo per i bianconeri. Su 30 viaggi dei club italiani in Inghilterra, per 23 volte si è tornati in patria con una sconfitta, in 6 circostanze si è rimediato un pareggio e c’è solo un precedente positivo. Merito del Bologna: nella Coppa delle Fiere del 1966-67 supera 3-1 il West Bromwich Albion, che in quella gara giocò proprio a Birmingham (c’è poco da fare: il calcio è un contenitore di coincidenze senza eguali). La stessa Juve si presenta all’appuntamento senza precedentemente avere lasciato una traccia profonda del suo valore, se non nella capacità di limitare i danni per poi ribaltare i risultati negativi a Torino, com’era successo nella Coppa Uefa vinta nel 1976-77, quando le sconfitte di misura con entrambi i Manchester non avevano impedito il passaggio del turno nella gara di ritorno.
Stavolta è diverso e lo si capisce subito: Paolo Rossi va in rete dopo una manciata di secondi, bruciando sul tempo il difensore e pure la diretta televisiva di TeleMontecarlo, intenta a trasmettere ancora inserti pubblicitari dopo il fischio d’inizio. E Zbigniew Boniek colpisce a 7 minuti dal termine dopo il pareggio di Gordon Cowans, dimostrando che la Signora non si accontenta dell’1-1. Al Comunale la superiorità sarà ancora più netta, tradotta col punteggio di 3-1.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
LO STADIO E LA CITTÀ
Il Villa Park ha un primato difficilmente eguagliabile: è l’unico impianto al mondo ad avere ospitato incontri tra rappresentative nazionali in tre secoli diversi, dal diciannovesimo al ventunesimo. Su Hurrà Juventus, che celebra con diversi pezzi l’impresa della Juve, Vladimiro Caminiti lo definisce uno “stadio in legno” e si lamenta delle condizioni di lavoro: “Eravamo alloggiati in una tribunetta stampa che disponeva di tutto meno che di spazio. Ho dovuto raccontare la partita mentre si giocava, cercando coi gomiti e la rabbia gli aggettivi giusti”.
Estende il suo sguardo alla città Giovanni Lodigiani, che firma un pezzo gustoso, Il privilegio di essere juventini (a Birmingham): “Birmingham è una città che immaginavo con meno grattacieli nel suo centro, dove domina il supermarket del “Bull Ring” e la torre ricca di uffici con la pubblicità della Coca-Cola e l’ora luminosa”. A un italiano che ancora non vive la globalizzazione in casa propria, non sfugge la visibile differenza di un Paese dall’articolata presenza di stranieri: “Abbondano neri, cinesi e indiani: hanno i loro ritrovi particolari”. L’Inghilterra old style – quella che conosciamo tutti anche senza bisogno di visitarla – invece, è racchiusa in tre concetti che sfiorano quel sapere sedimentato che sono i luoghi comuni: le abitazioni ( “La periferia è ancora tradizionale: le casette di mattoni scuri, vecchie ma originali, con un pezzetto di terra per il giardino e l’auto”); il tempo (“così imprevedibile, cosi veramente variabile, cosi inglese”); la cucina (“assai penosa – è noto – crea problemi non indifferenti. Una buona soluzione è quella di riempirsi con la colazione, la “breakfast”, buona e varia; adattabile a tutti”, con ovviamente un finale prevedibile: la visita ai ristoranti italiani (oggi, a 37 anni di distanza, nella città di Birmingham se ne contano ben 113…).
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Black&White Stories | La Prima Stella
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
1958: la Juve vince il decimo scudetto

A rendere speciale lo Scudetto del 1958 ci sono tanti elementi. Quell’impresa ha innanzitutto acquistato una portata storica perché al termine del campionato il Consiglio direttivo della Lega calcio decide di autorizzare i club a cucire sulle proprie maglie una stella dorata al raggiungimento del decimo titolo. E a definire ancor più il significato della vittoria della Signora c’è il parallelo con quanto sono riuscite a fare le altre due grandi storiche del calcio italiano: l’Inter è arrivata al traguardo nel 1966, il Milan addirittura al termine del decennio successivo, nel 1979.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Per restare invece allo spirito vissuto effettivamente in quei giorni e proporre un accostamento con i tempi recenti, lo scudetto della prima stella assomiglia molto a quello della terza. Il 1958 come il 2012. Umberto e Andrea Agnelli accomunati dalla giovane età e dalle capacità di decisione; la scelta di un nuovo allenatore; una campagna acquisti di alto profilo; il conseguente totale mutamento di clima e di prospettive, impensabile alla conclusione della precedente stagione. Perché se la Juve che inizia il ciclo di 8 tricolori consecutivi è reduce da due piazzamenti consecutivi al settimo posto, quella che campioni come Omar Sivori e John Charles sono chiamati a risollevare arriva da un deludente torneo di metà classifica e da cinque anni senza successi.
Ulteriore parallelismo: la squadra campione in carica alla quale strappare lo scudetto è il Milan. Ma se la sfida diretta tra le due contendenti allo Stadium la si ricorda per la netta supremazia della Signora sul Diavolo, concretizzata nell’uno-due finale ad opera di Claudio Marchisio, quella che si gioca al Comunale il 9 marzo 1958 propone un episodio decisamente più eclatante del rigore che vale il successo trasformato da John Charles. Protagonista è proprio l’ariete gallese. Nelle battute conclusive della gara, il bomber bianconero viene lanciato a rete in contropiede; lo va a contrastare il rossonero Bergamaschi che riceve da John una involontaria gomitata e crolla  a terra. Charles si trova solo davanti al portiere ma decide di fermare il gioco per mettere la palla fuori. Il pubblico gli riserva un applauso a scena aperta.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Infine, se il precampionato della prima Juve di Antonio Conte non presenta particolari picchi di rendimento e di ottimismo, quello dell’estate 1957 genera ben più di qualche perplessità dopo la sconfitta per 6-1 maturata a Bologna. Ma il calcio delle amichevoli è ben poco indicativo: con 3 vittorie di fila, i bianconeri guadagnano subito il primato in solitaria. Non verranno mai più ripresi, disegnando così un percorso da dominatori.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
IL MISTER E LA LETTERA
Era stato proprio il mister, lo jugoslavo Ljubisa Brocic, a tranquillizzare Umberto Agnelli ai nastri di partenza. E lo aveva fatto con un impegno solenne: la Juventus, quella squadra che appariva troppo fragile in difesa nei primi test non ufficiali – e che sarebbe stata tale, ben 6 reparti arretrati concorrenti si comportarono meglio! – , avrebbe vinto il campionato. Non deve stupire un tale coraggio. L’allenatore ne aveva già dimostrato proponendosi al Presidente con una lettera dove raccontava le sue precedenti esperienze: oltre alla sua nazionale, aveva lavorato in Albania, in Egitto, in Libano e in Olanda. Ci vuole carattere per scegliere questa via irrituale: esibire un curriculum dal carattere cosmopolita (e non poco) e misurarsi in un Paese come l’Italia, dove l’attenzione sulla sua professione è notevole, per quanto non assolutamente paragonabile  con l’oggi.  A rafforzare la sua credibilità contribuirono  le lunghe discussioni che permisero un’approfondita conoscenza reciproca. E anche quel suo portare un taccuino a ogni seduta d’allenamento, dove registrare minuziosamente ogni dettaglio statistico di ciò che vedeva, veniva visto come una stranezza – e tale era per quel tempo – ma intanto contribuiva a ottenere miglioramenti. In particolare nel reparto offensivo, che con 77 gol in 34 partite viaggiava a una media insostenibile per la concorrenza: la Fiorentina, piazzatasi seconda, ne mise a segno 21 di meno, un’infinità.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
IL CAMMINO
C’è già tutto alla prima giornata, c’è esattamente quello che il pubblico aspetta e vuole vedere. Battere il Verona 3-2 rientra nella normalità. Ma il fatto che vadano in gol contemporaneamente Boniperti, Sivori e Charles offre l’idea forte che contrassegnerà l’annata: la fusione tra l’anima della Juventus – rappresentata dal suo Capitano – e il contributo d’eccellenza dei due fuoriclasse stranieri. La linearità del cammino della Juve è garantita dalla sua fame di vittorie. Lo dimostra il fatto che al termine del torneo si conteranno solo 5 pareggi, addirittura uno in meno delle sconfitte, a esaltare le caratteristiche di campioni che amano rischiare e non accettano troppi calcoli. I bianconeri festeggiano il titolo matematicamente alla quartultima giornata, operazione tutt’altro che normale nei campionati che assegnavano 2 punti a vittoria. Il Guerin Sportivo propose ironicamente di ribattezzare uno dei luoghi più affascinanti di Torino – Piazza San Carlo – in Piazza San Charles in onore di colui che con 28 gol è il trionfatore della classifica marcatori della Serie A.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
2013/14: Scudetto numero 32!
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Riviviamo una cavalcata record

JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
History | Top 10 moments contro il River Plate
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Riviviamo le emozioni della Coppa Intercontinentale 1996

2002. Lo Scudetto del 5 maggio
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Le emozioni di una rimonta incredibile

JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
COVID-19, le misure adottate da Juventus
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
I provvedimenti adottati da Juventus in ottemperanza ai DPCM ed ai decreti del Ministero della Salute
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
A seguito del DPCM del 26 aprile 2020 recante “misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale”,
la Federazione Italiana Giuoco Calcio ha deliberato di sospendere fino al 17 maggio 2020 tutte le competizioni sportive calcistiche organizzate sotto sua egida.
Juventus continua a monitorare la situazione relativa al Coronavirus (Covid-19) conformandosi alle disposizioni impartite delle Autorità competenti. Pertanto, preso atto dei DPCM e degli altri provvedimenti straordinari ancora in vigore per il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica da Coronavirus, la Società ha adottato una serie di misure di prevenzione che abbracciano tutte le attività del Club.
ATTIVITÀ APERTE AL PUBBLICO
In ottemperanza alle disposizioni del Dpcm del 26 aprile 2020, lo Juventus Museum sarà chiuso al pubblico fino al 17 maggio, salvo diversa disposizione ministeriale.
Gli interventi di sanificazione delle superfici dei luoghi di lavoro vengono effettuati con regolarità attraverso l’utilizzo di prodotti disinfettanti a base alcolica od ipoclorito di sodio.
È stata infine operata la sanificazione di ogni sede Juventus, dei pullman delle diverse squadre e di ogni indumento utilizzato dagli atleti tramite tintorie industriali.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
JUVENTUS STORE
Gli Juventus Store di Torino, Milano e Roma sono al momento chiusi.
ATTIVITÀ AGONISITCA
A seguito del DPCM del 26 aprile 2020,
la Federazione Italiana Giuoco Calcio ha deliberato di sospendere fino al 17 maggio 2020 tutte le competizioni sportive calcistiche organizzate sotto sua egida.
Prima Squadra Maschile e Femminile
Tre i giocatori risultati positivi al COVID-19: Daniele Rugani, Blaise Matuidi e Paulo Dybala. Per tutti e tre è scattato l’isolamento domiciliare volontario.

Daniele Rugani e Blaise Matuidi hanno effettuato, come da protocollo, il doppio controllo con test diagnostici (tamponi) per il coronavirus-Covid 19. Gli esami hanno dato esito negativo. I giocatori pertanto sono stati dichiarati guariti in data 15 aprile e non sono più sottoposti al regime di isolamento domiciliare.
La partita di Champions League fra Juventus e Olympique Lione è rinviata a data da destinarsi
—

Il Responsabile del Settore Medico, Dott. Stefanini, in ottemperanza a quanto disposto dal Gruppo Scientifico dei medici sportivi di Serie A, ha comunicato, esplicato e disposto per le Prime Squadre Maschile e Femminile le seguenti 21 regole che valgono anche per dirigenti, personale tecnico e addetti ai lavori.
NON BERE DALLA STESSA BOTTIGLIA
Non bere dalla stessa bottiglietta, borraccia, bicchiere né in gara né in allenamento, utilizzando sempre bicchieri monouso o una bottiglietta nominale o comunque personalizzata, e non scambiare con i compagni altri oggetti come asciugamani, accappatoi, ecc.
NON MANGIARE NELLO SPOGLIATOIO
Evitare di consumare cibo negli spogliatoi.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
GLI INDUMENTI
Riporre oggetti e indumenti personali nelle proprie borse, evitando di lasciarli esposti negli spogliatoi o in ceste comuni.
I FAZZOLETTI DI CARTA
Buttare subito negli appositi contenitori i fazzolettini di carta o altri materiali usati come cerotti, bende, ecc.
LAVARSI LE MANI
Lavarsi accuratamente le mani il più spesso possibile: il lavaggio e la disinfezione delle mani sono decisivi per prevenire l’infezione. Le mani vanno lavate con acqua e sapone per almeno 20 secondi e poi, dopo averle sciacquate accuratamente, vanno asciugate con una salvietta monouso; se non sono disponibili acqua e sapone, è possibile utilizzare anche un disinfettante per mani a base di alcol al 60%.
SERVIZI IGIENICI
Evitare, nell’utilizzo di servizi igienici comuni, di toccare il rubinetto prima e dopo essersi lavati le mani, ma utilizzare salviette monouso per l’apertura e la chiusura dello stesso.
DISPENSER E DISINFETTANTE
Favorire l’uso di dispenser automatici con adeguate soluzioni detergenti disinfettanti, sia negli spogliatoi, sia nei servizi igienici.
NON TOCCARSI OCCHI, NASO, BOCCA
Non toccarsi gli occhi, il naso o la bocca con le mani non lavate.
TOSSIRE NEL BRACCIO
Coprirsi la bocca e il naso con un fazzoletto – preferibilmente monouso – o con il braccio, ma non con la mano, qualora si tossisca o starnutisca.
CAMBIO D’ARIA
Arieggiare tutti i locali il più spesso possibile.
PULIRE TAVOLI, SEDIE, RUBINETTI
Disinfettare periodicamente tavoli, panche, sedie, attaccapanni, pavimenti, rubinetti, maniglie, docce e servizi igienici con soluzioni disinfettanti a base di candeggina o cloro, solventi, etanolo al 75%, acido paracetico e cloroformio.
COSA FARE IN PISCINA
In caso di attività sportiva o allenamento in vasca, richiedere un costante monitoraggio dei parametri chimici (cloro o altre soluzioni disinfettanti) e dei parametri fisici (fra cui il pH o la temperatura, che influisce sul livello di clorazione) .
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
COSA FARE AI PRIMI SINTOMI
Gli atleti che manifestino sintomi evidenti di infezione respiratoria e/o febbre devono immediatamente abbandonare il resto della squadra, possibilmente, isolarsi, e avvisare il medico sociale nelle squadre professionistiche o il responsabile medico della federazione nei raduni federali, che provvederà a rivolgersi, se ne sussistesse l’indicazione, al Numero 112 o al Numero 1500 del Ministero della Salute operativo 24 ore su 24, senza recarsi al Pronto Soccorso.
VACCINARSI CONTRO L’INFLUENZA
Per chi non fosse ancora vaccinato contro l’influenza, ricorrere il più rapidamente possibile il vaccino antiinfluenzale, in modo da rendere più semplice la diagnosi e la gestione dei casi sospetti.
I CONTATTI A RISCHIO
Informarsi dagli atleti e dal personale societario se ci sono stati eventuali contatti in prima persona o all’interno del proprio ambito familiare con persone rientrate da zone a rischio o in quarantena.
LO SCREENING MEDICO SPORTIVO
Utilizzare la visita medico-sportiva quale fondamentale strumento di screening, attraverso un’attenta anamnesi ed esame obiettivo per l’individuazione di soggetti potenzialmente a rischio immunitario o con sintomatologia.
I RADUNI DELLE NAZIONALI
In caso di raduni nazionali o di atleti o di manifestazioni di circuito internazionale autorizzate anche all’estero, prevedere sempre la presenza di un Medico di Federazione che possa valutare clinicamente, a livello preventivo, tutti i partecipanti, identificando eventuali soggetti a rischio e adottando le più idonee misure di isolamento, seguendo adeguate procedure gestionali secondo gli indirizzi del Ministero della Salute.
I MEDICI SOCIALI
Lo staff medico deve monitorare con attenzione i Paesi verso cui si è diretti o da cui si rientra, secondo le indicazioni del Ministero della Salute. La FMSI ha istituito un collegamento diretto e indirizzi di posta elettronica specifica per tutti i Medici Federali, che sono il punto di riferimento delle Società e degli Atleti, per un più efficace coordinamento delle informazioni grazie alla linea diretta fra Ministero della Salute, Ministero dello Sport, Coni e FMSI.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
NIENTE PREMIAZIONI
Evitare premiazioni o altre forme di contatto con il pubblico (es. club o manifestazioni varie)
IL RISCHIO DELLE INTERVISTE
Utilizzare un unico microfono nelle interviste da disinfettare ogni volta (quindi non vari microfoni tenuti in mano dal giornalista)
EVITARE IL CONTATTO CON I TIFOSI
Uscire dal centro di allenamento e/o dallo stadio nel bus della squadra o sull’auto privata evitando il contatto fisico con tifosi (es. evitare selfie, autografi e abbracci).
Prima Squadra Femminile
La FIGC dispone la sospensione e il rinvio a data da destinarsi di tutte le gare della Divisione Calcio Femminile (Campionato Serie A femminile TIMVISION, Campionato Nazionale femminile Serie B, Campionato Nazionale femminile Primavera, Coppa Italia femminile TIMVISION) in programma durante tutto il periodo di vigenza delle prescrizioni imposte dal D.P.C.M. del 9 marzo 2020 e, successivamente, del D.P.C.M. 1 aprile 2020 e 10 aprile 2020.
Anche gli allenamenti della Prima Squadra Femminile sono sospesi, a data da destinarsi.
Under 23
Sospeso il campionato di Serie C, sono fermi anche gli allenamenti della squadra.
Settore giovanile
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
A seguito del DPCM del 10 aprile 2020, la Federazione Italiana Giuoco Calcio ha deliberato di sospendere definitivamente dei seguenti Campionati e Tornei giovanili organizzati dal Settore Giovanile e Scolastico, programmati per la stagione sportiva 2019/2020:
−      Campionati Giovanili Nazionali, Under 18 Serie A e B, Under 17 Serie A e B, Under 17 Serie C, Under 16 Serie A e B, Under 16 Serie C, Under 15 Serie A e B e Under 15 Serie C;
−      Tornei Giovanili a carattere nazionale, fasi interregionali e fasi finali Under 14 PRO e Under 13 PRO;
−      Fasi interregionali e fasi finali dei Campionati Giovanili Nazionali Femminili Under 17 e Under 15.
Settore giovanile maschile
UNDER 19 – Tutte le gare del Campionato Primavera 1 TIM, SONO sospese. Sospesi anche gli allenamenti, rinviata a data da destinarsi la partita di Youth League contro il Real Madrid, prevista inizialmente per l’11 marzo.
UNDER17-UNDER15 – attività ufficiale sospesa.
UNDER14-UNDER13 –  attività ufficiale sospesa.
UNDER12-UNDER7 –  attività ufficiale sospesa.

Settore giovanile femminile
A seguito del DPCM del 10 aprile 2020, la Federazione Italiana Giuoco Calcio ha deliberato di sospendere definitivamente lo svolgimento del Campionato Nazionale Primavera organizzato dalla Divisione Calcio Femminile.
TUTTE le attività (Under 19 compresa) sono sospese.
ESPORTS
Le gare della sesta giornata del torneo eFootball.Pro, cui la Juventus partecipa con il suo team, inizialmente in programma per sabato 7 marzo, sono rinviate a data da destinarsi
DIPENDENTI
Ad oggi, alla luce delle ulteriori restrizioni imposte dal DCPM del 11.3.2020 e fatta eccezione per la Sede Principale (HQ), per i centri allenamento (JTC Continassa e Vinovo) e per lo stadio, tutte le altre sedi di lavoro sono state chiuse.
L’attività aziendale presso la Sede Principale (HQ), i centri allenamento (JTC Continassa e Vinovo), nonché lo stadio è stata comunque ridotta al minimo essenziale, ovvero alle sole attività ritenute necessarie e indifferibili (incluse le attività di sanificazione degli ambienti di lavoro).
La presenza di personale dipendente è stata conseguentemente ridotta al minimo necessario.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Juventus ha infine impartito precise indicazioni ai propri dipendenti, invitandoli ad attenersi scrupolosamente alle indicazioni igienico sanitarie di seguito riportate:
•
lavarsi spesso le mani e utilizzare le soluzioni idroalcoliche per il lavaggio delle mani;
•
evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute;
•
evitare abbracci e strette di mano;
•
mantenimento, nei contatti sociali, di una distanza interpersonale di almeno un metro;
•
igiene respiratoria (starnutire e/o tossire in un fazzoletto evitando il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie);
•
evitare l’uso promiscuo di bottiglie e bicchieri, in particolare durante l’attività sportiva;
•
non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani;
•
coprirsi bocca e naso se si starnutisce o tossisce;
•
non prendere farmaci antivirali e antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico;
•
pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol;
•
usare la mascherina solo se si sospetta di essere malati o se si presta assistenza a persone malate.
Juventus ha inoltre invitato tutti i dipendenti delle varie sedi a limitarsi agli spostamenti strettamente necessari per motivi di servizio. La Società sta mettendo in atto iniziative e misure concrete a supporto dei propri dipendenti volte a sostenere tutti, anche con particolare riguardo alle famiglie.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Riparte il JTC
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Allenamenti individuali per i calciatori
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Dopo la giornata di test ed esami, effettuati ieri, al J Medical, una parte dei calciatori della Juventus ha iniziato a frequentare lo Juventus Training Center della Continassa per seguire un percorso di ripresa della forma agonistica. Si rammenta che in base alla circolare del Ministero dell’Interno del 3 maggio, tali allenamenti si svolgeranno su base individuale e con arrivi scaglionati per permettere la piena ottemperanza alle norme in vigore.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Black And White Stories | 1967: idee per migliorare il calcio
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Proposte contro la crisi del gol
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Si parla molto di questi tempi di un’innovazione regolamentare che potrebbe stravolgere le abitudini degli allenatori circa la gestione delle risorse tecniche. E’ opinione diffusa che se mai la stagione calcistica potesse riprendere, si darebbe la possibilità di effettuare cinque cambi rispetto all’undici di partenza, con l’aggiunta di un sesto nelle gare dove si arrivasse ai tempi supplementari. Sarebbe un’autentica rivoluzione, motivata con l’esigenza di garantire una giusta rotazione di giocatori in presenza di un calendario denso di impegni ravvicinati.
Un’opzione che porterebbe a un cambio di mentalità per i mister, che si troverebbero una più ampia scelta, una maggiore possibilità di correzione in corsa e – di conseguenza – una diversa strategia nella condotta di gara. Peraltro, non pochi di loro hanno già espresso nel recente passato il desiderio di intraprendere questa strada al di là dell’eccezionalità del momento che stiamo vivendo, in ragione di organici molto più ampi e di un gioco atleticamente più dispendioso rispetto al passato.
Del resto, il regolamento del calcio è andato incontro a diverse modifiche nel tempo. E per quante ce ne siano state – al pari di altri sport che hanno prodotto innovazioni strutturali (si pensi al tiro da 3 nel basket o al diverso modo di contare i punti nel volley), altrettante e anche di più sono state ipotizzate, proposte e discusse. Significativo, a tal proposito, è l’articolo di Ferruccio Berbenni  su Hurrà Juventus nel maggio del 1967, a partire dal titolo: Ingrandiremo le porte?.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Un pezzo che si propone di fare il punto sulle riforme in agenda partendo da una previsione circolante all’epoca (ma già respinta da tutti gli addetti ai lavori, non così apocalittici): “il calcio, isterilito nei risultati e impoverito nello spettacolo, avrebbe solo quaranta-cinquant’anni di vita ancora. Poi la fine”. Da qui l’esigenza di cambiamenti anche radicali, giustificati dalla clamorosa rarefazione di ciò che più appassionava gli spettatori: il gol. Pensate, nel 1952-53, la Serie A ne aveva ospitati 830, toccando quota 897 alla fine degli anni ’50. Nel 1966-67, invece, si toccava il punto più basso con solo 613 reti: una differenza enorme, un vero e proprio abisso che imponeva una rapida sterzata.
LA COLPA E IL RIMEDIO
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Perché il calcio si era andato progressivamente a inaridirsi? Colpa della tattica, secondo l’estensore dell’articolo che fa riflettere i tifosi bianconeri: “Non è più uso ma abuso”. Con la conseguenza di diminuire “l’interesse spettacolare del gioco perché si impedisce al giocatore di esprimere una sua personalità”.
Declinata la tesi, ecco il rimedio più immediato: ingrandire le porte a beneficio degli attaccanti. Con ragioni inerenti l’evoluzione fisica degli atleti: “Quando gli inglesi fissarono le dimensioni della porta, nel 1866, gli atleti correvano i 100 metri in 12″, i 400 in 55″ e in altezza salivano a metri 1,80. Oggi questi limiti sono stati aumentati del 20-25 per cento. Perché anche il portiere è oggi più atleta, bisogna aggiornare le misure della porta per mantenere la proporzione studiata nel 1866 dagli inglesi e fondatori”. Una soluzione non priva di fondamento scientifico,  ma che non impedisce l’emersione paradossale dell’idea esattamente opposta (molto poco dibattuta, per la verità): “per rendere il gioco più offensivo, si dovrebbe restringere la porta”. Aumentando la difficoltà del gol, cioè, si avrebbero squadre più votate a cercarlo. Non abbiamo controprove perché tutto resterà immutato, anche se è vero che nel calcio a 5 – ma lo si può considerare una versione miniaturizzata del calcio a 11? – i punteggi sono più robusti…
ALTRE IDEE INNOVATIVE
Di fuorigioco si parla da tantissimo tempo e a cicli ricorrenti. Interessante è che nel 1967 se ne discuta prima che il calcio olandese lo proponga come un principio costitutivo di un’idea radicalmente diversa del gioco, facendolo diventare un’arma tattica. La soppressione viene vista come una via che “porterebbe a più numerose segnature ma anche a un notevole disordine nell’organizzazione del gioco, un ulteriore rinforzarsi delle difese. Sarebbe insomma un passo indietro, molta confusione, e il gioco risulterebbe non orchestra ma avventura”.
Più praticabile è aumentare il numero delle sostituzioni, ricordando che all’epoca si poteva cambiare solo il portiere in caso d’infortunio.
Infine, c’è anche lo spazio per una suggestione totalmente persa per strada: “allargare fino alle linee laterali l’area di rigore, aumentandone la superficie anche frontalmente. Sarebbe punito con il calcio di rigore anche un fallaccio commesso a trenta metri dalla porta”. Se mai fosse passata un’idea così “eversiva”, il calcio avrebbe cambiato totalmente la sua natura, diventando uno sport dalla correttezza estrema o dal numero abnorme di tiri dal dischetto (e ve le immaginate le polemiche conseguenti?). Neanche lo spirito dell’imminente ’68 poteva arrivare a una soluzione calcisticamente così rivoluzionaria..
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
History | Lo Scudetto numero 30!
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
La Juve torna a vincere il tricolore nel 2012… che annata!

Covid-19, guarito Paulo Dybala
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Il giocatore ha effettuato doppio controllo, che ha dato esito negativo
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Paulo Dybala ha effettuato, come da protocollo, il doppio controllo con test diagnostici (tamponi) per il coronavirus-Covid 19.
Gli esami hanno dato esito negativo. Il giocatore è pertanto guarito e non più sottoposto al regime di isolamento domiciliare.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Classic Match | Milan-Juve, 1997
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Quell’incredibile vittoria a San Siro…

JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Black&White Stories | Alex e i numeri
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Del Piero: i gol e le partite “epocali”
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
705 partite e 289 gol. Nessuno nella storia bianconera ha i numeri di Alessandro Del Piero per continuità di presenze e per reti segnate. Un’impresa, a ben guardare, tutt’altro che semplice da fare pensando a chi aveva davanti il Pinturicchio: Gaetano Scirea nel primo caso, Giampiero Boniperti nel secondo. Due esempi che rappresentano perfettamente la juventinità per lo stile mostrato coerentemente in tutta la loro carriera. Era – il loro – un calcio dove la fedeltà nel tempo e il diventare una bandiera del proprio club non era difficile come oggi, dove solo la Signora può vantare un nutrito gruppo storico formato da giocatori di lunga militanza come Gigi Buffon, Giorgio Chiellini e Leonardo Bonucci. Del Piero è riuscito peraltro a rimanere diciannove anni nello stesso club in qualità di attaccante e il dettaglio non è trascurabile: nel suo ruolo, tendenzialmente, c’è maggiore “usura”. Ci si deve confermare a ogni stagione, la produzione di gol non può che essere continua, i momenti di difficoltà e gli eventuali passaggi a vuoto sono più pesanti da accettare ed assorbire.
In una carriera così ricca, c’è un’infinità di numeri importanti. Tra questi, acquistano uno spazio particolare quelli più memorizzabili, attesi più degli altri perché vanno a definire esattamente la misura del raggiungimento di certi traguardi. E qui la distinzione tra presenze e gol – nel caso del 10 bianconero – si fa davvero intrigante.
Illustra tappe molto diverse, delineando uno dei tanti percorsi possibili per raccontare una delle tante versioni di Alessandro Del Piero.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
LA DIFFERENZA TRA 100 E 200
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
In due occasioni Alex ha toccato quota 100 per quanto riguarda le realizzazioni (e non è andato molto lontano dall’arrivare alla terza). Ma tra le due ricorrenze, c’è una bella differenza e una piccola e significativa storia da raccontare.
La centesima rete è più un invito al futuro che una marcata sottolineatura di quanto già fatto. Avviene in Juventus-Venezia ed il fatto che sia la prima giornata del campionato 2001-02 suggerisce che ci si debba concentrare sui giorni che verranno. Del Piero va in gol su punizione, tante ne ha già fatte, altrettante e di più ce ne saranno in seguito. Ma quel che più conta in quella domenica è che il 4-0 del Delle Alpi lo veda spartirsi con David Trezeguet le marcature, due a testa. Esattamente come all’ultimo appuntamento del torneo, in quel di Udine, un gol ciascuno, buone notizie da Roma e scudetto del 5 maggio.
Se il 100 è più che mai Delpieriano pur non essendo un gol “alla” Del Piero, il 200 sembra uno scherzo del destino. E non solo perché avviene il 28 ottobre del 2006 contro il Frosinone, in un campionato di Serie B che il neo-campione del mondo vive con la consueta passione per riportare la Juve dove merita di stare. E’ proprio la dinamica dell’azione, un pallone da flipper più che da calcio (se così si può dire):  uscita incerta del portiere, tiro di Nedved sul palo, sfera che carambola sui piedi di Trezeguet e destro a chiudere di Alessandro. Ed esultanza di gruppo, perché la Storia è Storia anche quando si presenta in versione strana.
LA 700 E’ LA PIU’ IMPORTANTE
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Quando si arriva al centinaio di presenze e poi ai suoi multipli, i numeri sono robusti e belli tondi. A differenza dei gol, che possono anticipare o ritardare il loro arrivo, queste sono cifre che scattano al fischio d’inizio, sono impegni che vanno onorati come si deve. Generano aspettative, se ne parla per tutta la settimana e si vorrebbero che fossero perfetti. Nel caso di Del Piero esce fuori un percorso in 7 tappe che dice molto della sua carriera.
La partita numero 100 lo vede in campo contro il Nantes. 2-0 ed è ipotecato il raggiungimento della finale di Champions League da vincere a Roma.
Nella 200 Alex va in gol. O meglio, calcia un rigore, Pagliuca para, ma lui ribatte in rete. La folla corsa verso la telecamera a urlare la sua felicità la dice lunga su quanto fosse sentito quel Juventus-Inter il 25 ottobre 1998.
La 300 è un Juventus-Bayer Leverkusen disputato di pomeriggio dopo che per due volte la nebbia ha impedito la disputa serale. Bianconeri dominanti per 4-0 e Ale a segno per il 2-0. Il 25 settembre 2004 la 400 è ad Amsterdam. La Juve piega l’Ajax 1-0, il protagonista è Nedved. Per la 500 nasce anche la corrispondente auto dedicata ad Ale. Modellino, targa e gol al Bari. La 600 è una pausa per il gran finale. Il teatro è d’eccellenza, ma a San Siro con il Milan Del Piero entra solo nell’ultimo quarto d’ora.
La 700 è la più bella di tutte. E’ la gara dove essere all’altezza della ricorrenza significa tantissimo nella lotta tricolore. Juventus-Lazio, l’11 aprile del 2012, viene deciso da un calcio di punizione di Alex che sorprende Marchetti a otto minuti dal termine. Ancora una volta si dimostra che i fuoriclasse sono proprio coloro che sanno far coincidere le feste personali con quelle di squadra.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
CR7… momenti magici all’Allianz Stadium!
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Sette grandi partite del numero 7!

Storia | Lo Scudetto 2003
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Le immagini del Tricolore numero 27

JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Juve in The World | Zurigo
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Coppa dei Campioni e non solo
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Zurigo ospita la sede della FIFA e già questo basta per definire la sua importanza nel calcio. Qui si parla il tedesco e più volte si è meritata il primo posto nelle classifiche che misurano la qualità della vita in Europa. Declinata in versione bianconera, la città della Svizzera con il maggior numero di abitanti è nota per un incontro di Coppa dei Campioni giocato nel 1984. Ci sono però anche altri appuntamenti che hanno visto la Signora presentarsi al cospetto di un pubblico che l’ha sempre accolta con grande affetto.
UN SIVORI INCONTENIBILE
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
“La Svizzera italiana è juventina e interista. Clubs di amici di Sivori o di Herrera sono numerosi nel Canton Ticino. Ma la Svizzera italiana non è la Svizzera degli italiani che vanno laggiù a lavorare. L’altra Svizzera, quella dove si parla tedesco e quella dove si parla francese, ha italiani che sono innanzitutto juventini”. Nel luglio del 1963 Hurrà Juventus offre un reportage sui tifosi bianconeri che in quell’estate hanno visto la squadra del proprio cuore giocare in casa loro. A Zurigo Sivori e compagni hanno disputato due incontri di Coppa delle Alpi, entrambi vinti allo stadio Hardturm. Nel primo è la Roma a subire l’estro di uno scatenato Omar, che con una doppietta regola gli avversari. Nel secondo, contro la squadra locale del Grasshoppers, grandi applausi salutano la prima ora della Juve, che si porta sul 5-1 per poi concedere due reti di consolazione alle “cavallette”. Si ripete così il successo registrato in occasione del primo incontro tra le due formazioni, disputato il 10 giugno del 1935: la Juve del Quinquennio d’oro si aggiudicò la gara per 2-1 e – in leggero anticipo sulla sua “zona” – la rete che fissò il punteggio la segnò Renato Cesarini a 10 minuti dal termine.
Sul mensile bianconero spicca la foto  di Omar Sivori all’ingresso sul campo dell’Hardturm. Gustosa è la didascalia che descrive la preoccupazione del Cabezon per la “marcatura” di un insolito avversario:  “Non tutti, in Svizzera, fanno il tifo per la Juventus. A Zurigo, ad esempio, i cani poliziotti pare non nutrano soverchia simpatia per i giocatori bianconeri. Per rendersene conto, basta osservare l’atteggiamento del “pastore tedesco” nei confronti di Sivori che sta entrando in campo per giocare la partita contro il Grasshoppers”.
UNA PARTITA PER DUE STADI
1984: i due gol di vantaggio maturati all’andata al Comunale sono un capitale sufficiente per presentarsi a Zurigo per il ritorno degli ottavi di finale di Coppa dei Campioni. Ma il tecnico del Grasshoppers, lo jugoslavo Miroslav Balzevic, carica l’ambiente, pur accreditando ai suoi non più del 20% di probabilità di qualificazione: “La mia forza è galvanizzare. Il primo quarto d’ora sarà terribile per la Juventus: attaccheremo come kamikaze in picchiata verso la porta di Tacconi per segnare un gol che potrebbe capovolgere il pronostico”. C’è, però, un’insidia ambientale a scompaginare i piani. La squadra svizzera sceglie di giocare al Letzigrund, a quel tempo lo stadio dello Zurigo, e l’allenatore sa bene che “ci saranno almeno 15 mila italiani su 27 mila spettatori”.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
L’arrivo della Juventus è comunque un’ irripetibile occasione per gonfiare il volume degli incassi. Nell’impianto del Grasshoppers viene pertanto installato uno schermo gigante che permette di staccare altri biglietti e dare  ai tifosi il senso di una vicinanza virtuale ai propri beniamini.
La gara non ha margini d’incertezza sulla qualificazione: dopo 20 minuti i bianconeri in maglia gialla e pantaloncini blu passano con Massimo Braschi. Ne esce fuori una gara “disinibita”, con la formazione del Trap che prevale 4-2 con Beniamino Vignola e Michel Platini (una doppietta per lui) a dare ampia dimostrazione del valore e delle giuste ambizioni europee in crescita match dopo match. “La Juve a Zurigo si diverte nel tiro a bersaglio”, titola il Corriere della Sera del giorno dopo, per la soddisfazione dello stesso Blazevic che si dichiara felice di avere assistito a una prova coraggiosa dei suoi.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Quella Juve vincerà la Coppa dei Campioni. Sarà poi la Juve che conquisterà la Champions League a tornare a Zurigo nell’estate del 1996 per festeggiare il centenario dello Zurigo con due partite in due giorni. Nella prima i ragazzi di Marcello Lippi superano 2-1 il Bayern Monaco guidato da Giovanni Trapattoni e si vede i due mister salutarsi con affetto nella foto pubblicata da Hurrà. Identico punteggio nel test successivo, stavolta a favore della squadra di casa. Alessandro Del Piero e Nicola Amoruso sono i marcatori contro i tedeschi, mentre ad andare in rete nell’ultimo incontro è Alen Boksic.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE

Storia | Lo Scudetto 1998
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Le immagini del Tricolore numero 25

QUI TROVI TUTTI I VIDEO BIANCONERI!

JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE

Black And White Stories | Ravanelli, cuore bianconero
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Fabrizio prima della Champions League
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Quando si pensa a Ravanelli, l’immagine automatica che scatta nella mente di ogni tifoso juventino è quella del suo gol nella finale di Champions League con l’Ajax. Non solo per l’importanza della partita o perché quella è in fondo l’ultima occasione in cui lo abbiamo visto giocare con noi (senza saperlo prima, peraltro). Probabilmente l’azione dell’1-0 riesce a sintetizzare meglio di ogni altro istante tutto ciò che Fabrizio è stato nel corso della sua carriera e particolarmente nella sezione trascorsa a Torino.
Intanto, perché indica come Rava non ha mai tradito al cospetto dei grandi appuntamenti. La storia del calcio è piena di campioni celebrati a buon diritto che al momento della sfida che conta sono andati fuori giri per svariate ragioni, non ultime quella zavorra che può essere l’emotività. L’11 bianconero, invece, c’è sempre stato nei momenti che contano e basterebbe rivedere la sequenza delle sue reti al Parma nella stagione 1994-95. Contro la rivale più accreditata, lui segna 4 gol complessivi nei due decisivi incontri in campionato e aggiunge la perla del sigillo definitivo nella finale di ritorno della Coppa Italia.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Il secondo fattore che conta è che solo uno con la sua determinazione può credere che su quel pallone apparentemente perso la difesa dell’Ajax possa andare a combinare un bel pasticcio. E se certo Frank de Boer e Edwin Van der Sar non sono impeccabili nel gestire la situazione, riuscire a infilarsi in mezzo, toccare di sinistro e colpire con l’altro piede da posizione defilata è la perfetta rappresentazione della somma delle qualità dell’attaccante bianconero. In quella situazione già solo pensare di riuscirci è cosa non da tutti.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
Infine, c’è l’esultanza. Fabrizio corre come un pazzo, imprendibile. Chi è all’Olimpico capisce da quell’entusiasmo senza argini di contenimento che in campo c’è qualcosa di più di un giocatore: Ravanelli è un tifoso della Signora e questa condizione gli regala quel coraggio che ti porta oltre i limiti, ti fa vivere ogni partita così.
Ma come viveva Penna Bianca in quell’anno indimenticabile? Cosa pensava quando ancora era lontano l’obiettivo della laurea europea? Nella ricerca ci aiuta un’intervista su Hurrà Juventus del marzo 1996 a firma Camillo Forte.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
TUTTO L’ORGOGLIO DI FABRIZIO
Non bastano valanghe di gol (30 nella prima stagione con Marcello Lippi, è lui il capocannoniere della squadra) a far cambiare le opinioni maturate precedentemente. Ravanelli si trova a convivere perennemente con una sfilza di etichette che finiscono per diventare luoghi comuni e che vertono tutti su una presunta approssimazione tecnica.
Gli danno del gregario, del bomber di scorta e sarà pur vero che qualche controllo di palla non sarà perfetto, ma questo non gli impedisce la confezione di autentici capolavori sotto porta, ancor più apprezzabili tenendo conto di quanti chilometri percorre in lungo e in largo: “C’è chi nasce architetto, chi geometra, chi uomo di fatica”, spiega Fabrizio. “E tutti sono indispensabili, io non mi sono mai arrabbiato di niente per niente. L’importante è che ci sia la buona fede, poi va bene tutto. Vado orgoglioso di una cosa: tutto quello che ho ottenuto l’ho conquistato con la fatica e il sudore, nessuno mi ha mai regalato niente. Non sono mai stato un raccomandato. Da niente e da nessuno”.
Viene da ripensare al primo periodo, al biennio con Trapattoni dove la maglia da titolare era un’ipotesi e non una certezza. Non è facile trovare un posto in prima fila arrivando dalla provincia quando davanti hai Roberto Baggio, Gianluca Vialli e Andy Moeller.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
“Il primo giorno che sono arrivato a Torino tremavo dall’emozione, non mi sembrava vero, eppure era tutto vero“: aggiungete questa considerazione all’orgoglio di essere  “uno che dà tutto e non si risparmia mai” e si capisce molto di come Rava sia diventato un protagonista.
JUVENTUS TUTTE LE NOTIZIE
LE PREVISIONI
Per calarci bene all’inizio della primavera del 1996, bisogna considerare che il cammino in Champions è ancora lungo ma – contemporaneamente – il ritardo in classifica in campionato rispetto al vertice è significativo, è praticamente impossibile pensare a un bis tricolore. Non mancano le critiche e la difesa di Ravanelli è alquanto appassionata a partire dall’allenatore: “Il Mister è grande, ogni tanto qualcuno prova a metterlo in discussione: ma siamo matti? Se qualcuno la pensa così significa che il calcio ha cambiato abitudini. Lippi ha portato lo scudetto e una mentalità nuova. Può aprire un ciclo assieme a noi” (previsione quanto mai azzeccata). E per dare forza alle speranze, Fabrizio parla a chiare lettere, pensando all’ancora lontana Roma e alla notte del 22 maggio: “Chiedo ai tifosi di starci vicino, è nei momenti meno brillanti che si ha bisogno del loro sostegno. Insieme possiamo toglierci molte soddisfazioni. Non è finita qui, festeggeremo qualche cosa di prestigioso. Lo sento, ma non lo dico. Per scaramanzia? Fate voi…” (ed anche qui ci ha visto giusto…).