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DALLE 18:24 DI DOMENICA 02 GIUGNO 2019

ALLE 12:37 DI MARTEDì 04 GIUGNO 2019

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Fazio saluta, conta essere una risorsa non un problema
Saluta il pubblico di Rai1, “sembra che ci ritrovermo su Rai2” 02 Giugno 2019 18:24

“Il luogo non conta, l’importante è essere considerati una risorsa e mai un problema”. Fabio Fazio apre su Rai1 l’ultima puntata del suo Che Tempo che fa investito negli ultimi mesi dalle polemiche ed esordisce ringraziando tutti quelli che hanno seguito e sostenuto il programma in quella che, sottolinea, “è stata una stagione complicata, molto vivace”. Poi la notizia: “L’anno prossimo sembra che ci ritroveremo su Rai2… intanto ho avuto un invito ufficiale da Rai YoYo che ringrazio”. ECCO IL VIDEO INTEGRALE DELL’ULTIMA PUNTATA DI “CHE TEMPO CHE FA” ED IL SALUTO, ALL’INIZIO, DI FABIO FAZIOIl trasloco del resto è certo, lui minimizza, “Se sarà Rai2 trattasi di schiacciare un tasto del telecomando non è una cosa complicata…con il mio amico Freccero con cui abbiamo fatto tanti anni fa Anima mia, Quelli che il calcio, ci divertiremo, l’importante è avere sempre la possibilità di divertirsi, di crescere di inventare e di essere considerati una risorsa e non un problema, il luogo non conta.” Al suo fianco come sempre c’è Luciana Littizzetto: “E’ una serata di molti ringraziamenti perché siamo giunti alla fine di una stagione intensa, complicata ma molto vivace. 32 puntate insieme, una media di oltre 3,8 milioni di telespettatori che è davvero enorme… grazie di cuore a tutti quelli che ci hanno seguito e hanno creduto in noi”. Indica e ringrazia Andrea Fabiano, seduto in sala, “il primo direttore con cui ho cominciato su Rai1 un paio di anni fa”; cita e ringrazia, anche loro sedute in sala, le dirigenti Rai Rosanna Pastore a Luisa Pistacchio. Tant’è, a suffragare l’ipotesi di un passaggio del programma su Rai2, dopo le polemiche degli ultimi mesi e le frizioni con il direttore della rete ammiraglia, Teresa De Santis, non ultimo il taglio delle ultime tre puntate del programma del lunedì, è stata la notizia trapelata qualche giorno fa di un appuntamento a Milano tra Fazio e il direttore di Rai2 Freccero, un incontro giudicato molto positivo, e che vedeva sul tavolo già’ un piano di lavoro per la prossima stagione.

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Politeama in lutto, morta Savina Scerni
In 25 anni si era distinta per cartelloni variegati

SAGENOVA02 giugno 201921:53

– Lutto nel mondo teatrale. E’ improvvisamente scomparsa Savina Savini Scerni, 66 anni, per anni direttrice del Politeama genovese. Moglie dell’ex presidente del Genoa e armatore Gianni Scerni, aveva quattro figli. La sua avventura nel mondo teatrale era iniziata negli anni Novanta quando, all’apertura del Carlo Felice aveva rilevato il vecchio Politeama Margherita. Poi nel 1994 il passaggio al Politeama Genovese che in questi 25 anni si è imposto per cartelloni variegati, fra prosa leggera, comici, musical e balletti. Signora di grande eleganza, aveva fatto del suo teatro un salotto. I funerali saranno celebrati domani alle 16.30 nella chiesa di San Francesco di Albaro.
Lo staff del teatro ha diffuso un messaggio di saluto: “Quando una nave perde il capitano, ai marinai non viene a mancare solo la guida, ma anche la sicurezza, l’equilibrio, le fondamenta. È così che ci sentiamo”. E scrivo ancora: “Definita dai genovesi la ‘Regina del teatro’, lo hai riempito con bellezza, eleganza, fascino, ironia, passione. Il Politeama non è solo una tua creazione, ma una emanazione stessa della tua persona. Stavi al timone, ma amavi scendere in mezzo ai tuoi artisti, in mezzo al tuo pubblico, in mezzo a noi. Molti ti ricorderanno sul palco, ad aprire le conferenze stampa di presentazione di ogni nuovo cartellone, ma anche in botteghino, in sala, dietro le quinte. Il modo migliore che conosciamo per non deluderti è continuare a dare il meglio di noi. Nulla sarà mai più come prima, ma è così forte e grande ciò che ci hai dato che il tuo sipario, dentro di noi, non si chiuderà mai. Grazie Savina!”.

Elettra Lamborghini, “sono una Twerking Queen”Esce il 14 giugno il primo album della coach di The Voice

02 giugno 201921:57

– Elettra Lamborghini, nuova stella del pop latino, è uno dei personaggi più popolari del momento, 4,2 milioni sono i suoi followers su Instagram. Nata il 17 maggio 1994 a Bologna, non ha un nome d’arte: è proprio una Lamborghini, la casa di automobili di lusso. Suo nonno, Ferruccio, è il fondatore e lei di secondo nome si chiama Miura, come la vettura sportiva prodotta tra il 1966 e il 1973. E’ tra i coach di The Voice 2019, in onda su Rai2 ed è esplosa a livello discografico con Pem Pem, un video da 4,3 milioni di visualizzazioni in meno di una settimana. Il 14 giugno esce il suo primo album che punta dritto al tormentone musicale dell’estate 2019. A RiminiWellness il 31 maggio si è esibita sul palco di Zumba con Beto Perez.
Cantante, giudice di un talent in tv e ereditiera, in pratica una specie di Paris Hilton italiana. “No, io sono una Twerking Queen!”, risponde con ironia. “Sono semplicemente Elettra Lamborghini, una ragazza bolognese – prosegue – che ha il suo primo album in uscita il 14 giugno e che con grande emozione e spontaneità si è seduta sulla sedia rossa come coach di The Voice”. E’ nota la sua passione per la zumba. “Ho iniziato a praticare Zumba diversi anni fa a Bologna. Mi diverte, mi mantiene in forma e mi permette di non percepire La routine! E’ una scelta musicale affine alle mie preferenze, movimenti e passi molto vicini al mio stile e divertimento contagioso: come potevo non innamorarmene?”.
Ora arriva il nuovo disco, preceduto dal singolo dal 7 giugno “Tocame” – con ChildsPlay ft. Pitbull che anticipa “Twerking Queen”, il nuovo progetto musicale e primo album molto atteso da tutti i fan di Elettra, che ha già lavorato con produttori e artisti internazionali nelle precedenti release e che in questo disco sorprende per i feat e le collaborazioni, come appunto Pitbull in Tocame. In TV prima di The Voice, Elettra Lamborghini ha partecipato al reality di MTV, “Super Shore”, che l’ha vista protagonista per tre edizioni consecutive. Ha fatto poi parte del cast di “Riccanza” di MTV, di MTV Super Shore, della versione spagnola del Grande Fratello Vip e in Inghilterra di “Geordie Shore”. E’ stata inoltre al timone di “Ex On The Beach”, nuovo tv show di MTV.
E’ morto il fotografo Pietro Coccia, ‘amico’ del cinema italianoLe ultime sue foto ai Nastri d’argento e a Cannes

03 giugno 201920:42

È morto il fotografo Pietro Coccia, uno dei professionisti più noti del cinema italiano. Nato a Roma il 19 luglio 1962, Coccia è stato trovato morto in casa dagli amici e colleghi ai quali non rispondeva dalla mattina e che allarmati lo contattavano. Scomparso per un malore probabilmente a causa della malattia della qualche soffriva da qualche tempo. Era per il cinema il ‘gigante buono’, amico di tutti, persona di generosità straordinaria ha scattato le sue ultime foto ai Nastri d’argento e al Festival di Cannes. Da Paolo Del Brocco di Rai Cinema a Marco Mueller dalla Cina per citarne solo due , in tantissimi lo stanno ricordando con affetto e anche gratitudine.Pietro Coccia nel ritratto affettuoso dei colleghi con cui ha condiviso tanti avvenimenti in Italia e all’estero e una amicizia decennale”A Pietro Coccia volevano bene davvero tutti. Il fotografo del cinema italiano, trovato morto ieri per un malore nella sua casa romana piena di libri (oltre ventimila volumi lasciatigli da padre, Michele Coccia famoso latinista), era fondamentalmente un uomo buono, gentile che conosceva tutti e che raccontava per immagini non solo le star ma anche amici e colleghi cui puntualmente mandava le foto via e-mail il giorno dopo. Era di una generosità davvero non comune. Nato a Roma il 19 luglio 1962, Pietro Coccia era insomma una specie di istituzione del cinema. Dovunque ti trovassi nel mondo, da Cannes a Pechino, lui c’era con quel suo sguardo disincantato e la camicia fuori posto. Corpulento, blasé nell’abbigliamento, era un personaggio che avrebbe potuto raccontare benissimo Paolo Conte in una sua canzone, capace di scambi superficiali davanti al buffet e di sorprendenti conversazioni sulla vita se ti accompagnava a casa con la sua Smart. Padre ‘ingombrante’, un famoso latinista a livello internazionale, e madre, Emilia La Rosa, allieva di Giuseppe Ungaretti, Pietro aveva ottenuto il diploma al Liceo classico Giulio Cesare di Roma e poi aveva proseguito i suoi studi alla Sapienza di Roma a Lettere e filosofia con specializzazione in Storia dell’arte. Per oltre trent’anni aveva seguito i principali festival cinematografici, da Cannes a Venezia, collaborando con Rai Cinema, i Nastri d’argento, i David di Donatello. Buon conoscitore delle lingue, francese, inglese e tedesco, Pietro era oltre che un grande professionista, un vero fan di ogni iniziativa cinematografica italiana nel mondo. E tutti poi gli riconoscevano una cosa: era famoso per la sua abilità nel pianificare i viaggi. Era capace di avere un biglietto per Berlino o per qualsiasi destinazione a cifre ridicole (a volte pochi euro) tra l’invidia di tutti. E questo valeva anche per gli alberghi. Sua grande preoccupazione, i tanti libri del padre che aveva in casa e per i quali non riusciva a trovare una collocazione in una biblioteca pubblica dove potessero goderne tutti”. Innumerevoli i ricordi dei tanti addetti ai lavori con i quali Coccia ha lavorato.

Veronica Pivetti, la mia nuova fiction? Sul webSu Yousquare ha debuttato Bleah!, tra risate e riflessione

03 giugno 201912:55

– La luna trasformata in un enorme database e un robot pronto a governare il mondo via algoritmi: è il sogno cyber-imperialista del presidente Usa Jimmy Wilson (Paolo Conticini), ciuffo color senape e modi sbrigativi alla Trump, che è ostaggio del digitale pur avendo il know how di un bambino di tre anni. Ad assisterlo, l’algida segretaria di Stato Carol “Ryce” Taylor (Veronica Pivetti).
E’ un’America semi futura, tra verve comica e toni apocalittici, a fare da sfondo a Bleah!, la serie web in sei episodi ideata e diretta dalla stessa Pivetti, disponibile sulla piattaforma Yousquare. “A 50 anni suonati, visto che ne ho 54, ho provato a misurarmi con un linguaggio diverso, con uno strumento agile e veloce come il web, forse per non invecchiare”, ride l’attrice. “Con la mia società ho creato la piattaforma Yousquare e punto a riempirla con questo tipo di contenuti. E poi avevo voglia di cimentarmi di nuovo con la regia. Giovanna Gra ha scritto questa commedia un po’ demenziale, che parte dalla parodia dei film catastrofici made in Usa per far passare, però, un messaggio: in un secondo possiamo andare da Parigi a Pechino, ma una volta che siamo lì sappiamo cosa ci diciamo?”. Bleah! esorcizza infatti, con una risata, la paura del futuro e l’angoscia di perdere identità: nella web serie il robot, anzi il ‘bot’ Freddie XXX, si innamora e scatena il bug del millennio, creando un mondo in cui tutti parlano una lingua incomprensibile, priva di senso.
Una metafora “della società della iper-comunicazione in cui si rischia di rimanere senza parole o di dire quelle sbagliate”, sottolinea ancora. “Io temo i social e proprio per questo li voglio affrontare: sono un mezzo importantissimo e insieme rischiosissimo, in cui volano parole in libertà. Di qui l’idea di raccontare la catastrofe, che non è il crollo delle città, come nei film, ma del linguaggio, punto centrale per l’uomo”.
Accanto a Conticini, storico partner della Pivetti nella fiction di Rai1 Provaci ancora prof, fanno parte del cast anche Yari Gugliucci (il programmatore Willy Stracci), ex marito della segretaria di Stato, e Ludovica Bizzaglia (la figlia Angie, che farà perdere la testa al robot). “Tutti amici che ringrazio, perché hanno partecipato gratuitamente al progetto”, spiega l’attrice-regista. L’avventura, che ha avuto il sostegno del Mibac, “è stata preparata con cura in tre settimane e girata in otto giorni, con un grande lavoro di montaggio che mi sono divertita a curare personalmente. Una mini operazione sperimentale premiata dal pubblico: nel momento del debutto della serie la piattaforma Yousquare è andata in crash e abbiamo chiesto appoggio a Vimeo. E’ una nuova strada? Speriamo proprio di sì. La sfida è convogliare giovani professionalità in uno spazio nuovo, alternativo ai colossi, ma di qualità”. Mentre progetta già il sequel di Bleah!, Pivetti sta scrivendo il suo terzo libro (“Uscirà probabilmente a ottobre-novembre”) e si prepara a riportare in scena nella prossima stagione il fascinoso en travesti di Viktor und Viktoria, la commedia musicale liberamente ispirata all’omonimo film di Reinhold Schünzel, e a tornare su Rai3 con la nuova stagione di Amore criminale. E la ‘Prof’? “E’ rimasta lì, per ora in Rai non se ne parla. Capita, non so perché, sono corsi e ricorsi. Portarla sul web? Perché no, potrebbe essere un’idea”.

Estate live tra Vasco, Jova, Ligabue, PausiniTra gli stranieri i più attesi sono Ed Sheeran, Muse, Take That

03 giugno 201909:45

– L’estate comincia a scaldare i motori,

almeno quando si parla di musica. Pioggia permettendo, fervono i lavori per i live dell’estate, mai come quest’anno in mano agli artisti italiani, scesi in campo, anzi sul prato, con l’artiglieria pesante. Gli stadi sono stati requisiti da Vasco Rossi, poi da Ligabue, Laura Pausini in accoppiata con Biagio Antonacci, dal giovane Ultimo, che chiude una stagione coi fiocchi nell’Olimpico della sua Roma. Jovanotti ha stupito tutti, non senza qualche strascico polemico ambientalista, per aver scelto la festa in spiaggia. Mentre i gladiatori del Circo Massimo, che ogni estate ospita un evento clou, quest’anno saranno i TheGiornalisti. Ma non mancano le star straniere: tra i più attesi ci sono Ed Sheeran, i Muse, Sting, Eddie Vedder, i Take That.   Idealmente è Vasco ad aprire le danze, sfidando il meteo, ma soprattutto se stesso: 6 date a San Siro, tra il 1 e il 12 giugno. Nessuno finora era riuscito a fare altrettanto. E i concerti nella Scala del Rock per il KOmandante salgono a 29 in 29 anni. Dopo Milano, il Vasco Non Stop Live 2019 farà tappa anche a Cagliari il 18 e 19 giugno. Parte il 14 giugno, invece, il suo rivale di sempre: Ligabue è pronto a presentare lo Start Tour 2019 in 9 stadi, si parte da Bari per toccare Messina, Pescara, Firenze, Milano, Torino, Bologna, Padova e chiudere a Roma il 12 luglio. Amici da una vita, hanno deciso di unire le loro forze Laura Pausini e Biagio Antonacci: il fischio di inizio è previsto per il 26 giugno, ancora allo Stadio San Nicola di Bari. Tra duetti inediti, grandi classici e hit più recenti, e il primo singolo insieme, “Il coraggio di andare”, saranno protagonisti per 11 live e saluteranno il pubblico l’1 agosto a Cagliari. Jovanotti, invece, ha voluto spiazzare tutti, scegliendo le spiagge per il Jova Beach Party: 17 date, con debutto il 6 luglio da Lignano Sabbiadoro e conclusione il 31 agosto a Viareggio e in mezzo Rimini, Cerveteri, Olbia, Viareggio, Policoro, Vasto, tra le tante. Nel giro di poco più di un anno, Ultimo è passato dalle Nuove Proposte del Festival di Sanremo a riempire l’Olimpico, con un tour sold out nei palazzetti nel mezzo: il 4 luglio, coi suoi 23 anni, sarà il più giovane artista italiano a essersi esibito in uno stadio. Grande soddisfazione anche per i TheGiornalisti, al Circo Massimo il 7 settembre, evento di chiusura del Rock In Roma.
Tra gli italiani, anche un’apparizione veloce di Eros Ramazzotti che, impegnato in Europa, farà tappa al Lucca Summer Festival il 16 luglio. Francesco de Gregori presenta i suoi greatest hits, in versione sinfonica, accompagnato dall’orchestra: l’11 giugno si parte dalle Terme di Caracalla a Roma, per spostarsi poi al Teatro Antico di Taormina, a Lucca, nella Palazzina di Caccia di Stupinigi a Torino, a Marostica e all’Arena di Verona. A Caracalla si esibirà anche Ennio Morricone, sei date dal 15 al 22 giugno. Il 29 poi sarà a Lucca.
Dal 22 giugno in tour anche i tre ragazzi de Il Volo, che festeggiano 10 anni di carriera. E poi Guè Pequeno, i Subsonica, Salmo.
Nutrita anche la schiera degli stranieri. A partire dai Muse che riempiranno il 12 e 13 luglio San Siro e il 20 luglio l’Olimpico a Roma. Atteso anche Ed Sheeran, che ha in programma tre date: 14 giugno Firenze Rocks, 16 giugno Olimpico a Roma, 19 giugno San Siro a Milano. Firenze Rocks (tra i festival più interessati dell’estate, insieme al Rock in Roma, al Lucca Summer Festival, a Collisioni) ospita anche Smashing Pumpkins il 13, Eddie Vedder il 15 giugno (poi a Barolo il 17) e i Cure il giorno successivo. Tour di addio per i Kiss che il 2 luglio fanno tappa a Milano con l’End of the road tour che mette il suggello a 45 anni di carriera. Anche Elton John, dopo i concerti dei giorni scorsi, tornerà il 7 luglio a Lucca per il suo “Farewell Yellow Brick Road tour, annunciata come l’ultima tournee dell’artista britannico. In piazza Napoleone, il 27 luglio arrivano anche gli Scorpions, mentre il 28 giugno, ci sono i Take That per il live che celebra i 30 anni di carriera.
Il giorno dopo saranno al Roma Summer Fest. Mark Knopfler ha in programma sei date a luglio per presentare il suo ultimo album Down The Road Wherever. Unica data italiana il 17 giugno per Phil Collins al Mediolanum Forum di Assago e il 2 giugno per gli Imagine Dragons a Firenze. Due gli appuntamenti, invece, per Sting: 29 luglio a Lucca e il 30 luglio a Padova.

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A Orvieto il musicista ‘fuori posto’
Paolo Zanarella si è esibito davanti al Duomo di Orvieto

ORVIETO (TERNI)03 giugno 201911:20

– E’ conosciuto come “Il pianista fuori posto” e questa volta la sua musica ha incantato chi si è trovato ad ammirare la facciata del Duomo di Orvieto.
Paolo Zanarella con il suo pianoforte ha suonato infatti per ore a pochi metri dal sagrato della cattedrale e come recita il cartello che aveva sistemato accanto a lui l’ha fatto gratis per quello che definisce “un inno universale dell’amore”.
E’ stato molto apprezzato dai tanti turisti che nel fine settimana hanno scelto la Rupe come loro meta di viaggio e anche dagli orvietani che abitano il centro storico.
Zanarella non è nuovo a queste performance, il suo essere un musicista “fuori posto” l’ha portato a suonare in tanti luoghi simbolo della Penisola.

Annunciati gli 8 vincitori MusiculturaSerate finali all’Arena Sferisterio Macerata dal 17 al 23 giugno

ACERATA03 giugno 201911:35

– Annunciati gli otto vincitori dell’edizione 2019 di Musicultura, festival della canzone popolare e d’autore, in programma a Macerata dal 17 al 23 giugno, con media partner Rai Radio 1. Sono partiti in 719, autori dei loro brani, hanno superato il test di audizioni live entrando tra i 16 finalisti; in otto sono sul podio finale dopo una dura selezione iniziata nell’autunno scorso. Sono Luca Bocchetti (Roma) con la canzone “Furius”, Francesco Lettieri (Giugliano) “La mia nuova età”, Lo Straniero (Asti) “Quartiere italiano”, Lavinia Mancusi (Roma) “Ninù”, Paolantonio (Catania) “Questa assurda storia”, Gerardo Pozzi (Vittorio Veneto) “Badabum”, Enzo Savastano (Benevento) “Le mogli dei cantanti famosi”, Francesco Sbraccia (Teramo) “Tocca a me”. “Una canzone ha il potere di cambiarti l’umore di una giornata, è un potere ben riposto nelle mani di questi giovani artisti – commenta il direttore artistico Piero Cesanelli – tra loro c’è diversità di stili e di approcci, ma li accomuna un sincero slancio creativo”.
Imagine Dragons, trionfo a Firenze – VIDEOUnica tappa europea per il gruppo Usa, che non si risparmia

FIRENZE03 giugno 201915:55

FIRENZE – All’inizio è un’esplosione con Belever e tutti i 55 mila dell’Arena Visarno dell’Ippodromo del parco delle Cascine di Firenze subito in delirio in un rito collettivo di espressione di energia fisica ed interiore lungo oltre due ore e mezza. Gli Imagine Dragons sono qui dopo la finale della Champions per l’unica tappa europea del tour mondiale prima delle due date a Canton ad agosto e ad Austin a novembre che concludono il tour e si sente che l’occasione è speciale.L’amatissimo frontman Dan Reynolds manifesta da subito la sua emozione con parole d’amore nei confronti di un pubblico che è qui da ogni parte d’Europa in un intreccio di lingue che supera ogni barriera quando tutti cantano in coro le canzoni più amate. Abbraccia insieme la bandiera arcobaleno e quella italiana che gli porgono dal pubblico e le rilancia manifestando da subito la sua voglia di non lasciare mai indietro nei concerti l’espressione del suo pensiero. I “classici” di questo gruppo che dagli Stati Uniti ha conquistato il cuore dei ragazzi di tutto il mondo ci sono tutti. Tra Belever che apre a Radioactive che chiude passando attraverso Thunder e Walking the wire con una scaletta mozzafiato di 23 brani in cui nessuno si risparmia. Si chiude tutti sfiniti con una pirotecnica esibizione di positività un concerto che come l’anima di questo gruppo, è molte cose insieme in una formula racchiusa nella definizione di rock alternative che è un sapiente mix di generi e di sfumature emotive. Sono molte infatti le pause di riflessione in una serata di energia positiva che a volte si culla con spirito romantico. Anzi c’è un momento, prima delle note di Demons, in cui Dan si commuove fino alle lacrime raccontando della promessa che gli hanno chiesto i genitori di un ragazzo morto di cancro di portare un messaggio positivo per il mondo. E lui lo fa chiedendo a tutti di non tenersi dentro le proprie paure e di cercare aiuto negli altri parlando e aprendosi come ha fatto lui quando, adolescente, si è sentito schiacciato dalla depressione. E c’è chi tra il pubblico in una specie di rito liberatorio non la smette di singhiozzare. Accanto ad altri che più prosaicamente non fanno che gridargli: ‘nudo!’.Lui comunque promette che è la prima volta che è qui e non sarà l’ultima e che in Europa gli Imagine Dragons torneranno presto. Il resto è musica, da Whatever it takes a The River, da Rise up a Zero , da Amsterdam a I’m so sorry attraverso vecchie e nuove pagine del gruppo nato a Las Vegas nel 2008 ma con una collezione di successi da classico. Spazio agli assoli dei bravi musicisti del gruppo: il chitarrista e pianista Wayne Sermon, il bassista Ben McKee e il batterista Daniel Platzman, dopo una serata poco spettacolare, con effetti speciali come coriandoli e palloncini che risvegliano il lato infantile di un pubblico devoto che ordinatamente lascia il prato dell’Ippodromo dove si spengono le luci dopo questa anteprima di uno straordinario appuntamento come Firenze rocks dal 13 al 16 giugno con, tra gli altri, Smashing Pumpkins, Dream Theater, Ed Sheeran, Eddie Vedder, Glen Hansard, Cure.

S.Cecilia, Pappano e DiDonatoRossini, Haydn e Brahms, ultimo concerto di stagione del maestro

03 giugno 201911:49

– La “Giovanna d’ Arco” di Gioacchino Rossini con il mezzosoprano americano Joyce DiDonato è il pezzo forte dell’ ultimo concerto di stagione del maestro Antonio Pappano sul podio di Santa Cecilia martedì 4 giugno alle 20:30 all’ Auditorium Parco della Musica di Roma (repliche mercoledi 5 alle 20.30 e giovedì 6 alle 19.30). Il direttore musicale dell’ Accademia Nazionnale dirigerà l’ Orchestra e il Coro – istruito per l’ ultima volta da Ciro Visco – nella orchestrazione della cantata rossiniana elaborata, dalla versione originale per pianoforte e voce, da Salvatore Sciarrino nel 1989 su commissione del Rossini Opera Festival. Completano il programma della serata il “Te Deum” di Haydn e la “Serenata n.1 op. 11” di Brahms. Joyce Di Donato, tra le star del Belcanto contemporaneo, torna a Roma 16 anni dopo il suo debutto a Santa Cecilia nel 2003 con l’ Ensemble Orchestral de Paris.
Tiziano Ferro, nel 2020 ritorno in stadiDodici concerti, il via al TZN 2020 da Lignano il 30 maggio

03 giugno 201913:37

Dopo l’annuncio dell’uscita del nuovo disco di inediti, prevista per il 22 novembre, arriva anche l’annuncio del ritorno negli stadi italiani il prossimo anno per il “TZN 2020”, che sarà l’occasione per presentare dal vivo “Accetto Miracoli”. Dodici i concerti che lo vedranno protagonista a partire dal 30 maggio 2020 allo Stadio Teghil di Lignano Sabbiadoro (Ud). Il tour farà poi tappa il 5 giugno a Milano, l’11 a Torino, il 14 a Padova, il 17 a Firenze, il 20 ad Ancona, il 24 a Napoli, il 27 a Messina per poi trasferirsi il 3 luglio a Bari (sede del concerto da confermare), il 7 luglio a Modena, l’11 in Sardegna a Cagliari Fiera e concludersi il 15 a Roma. La messa in vendita generale dei biglietti partirà alle 11 di lunedì 17. Intanto è in radio il singolo Buona (Cattiva) Sorte, il primo estratto da Accetto Miracoli, su etichetta Virgin Records (Universal Music Italia).
Gabriele Muccino, primo ciak nuovo filmStoria di 4 amici, Favino, Ramazzotti, Rossi Stuart, Santamaria

03 giugno 201917:05

Primo ciak il 3 giugno a Roma per “I Migliori Anni”, il nuovo film di Gabriele Muccino che torna dietro la macchina da presa dopo il successo di “A Casa Tutti Bene” (oltre 1,4 milioni di spettatori, con un incasso di 9,18 milioni di euro). Protagonisti Pierfrancesco Favino, Micaela Ramazzotti, Kim Rossi Stuart e Claudio Santamaria. Nel cast anche Nicoletta Romanoff e Emma Marrone. Sceneggiato da Gabriele Muccino insieme a Paolo Costella, “I Migliori Anni” è una produzione Lotus Production, una società di Leone Film Group con Rai Cinema in associazione con 3 Marys Entertainment. Prodotto da Marco Belardi, uscirà nelle sale il 13 febbraio 2020 distribuito da 01 Distribution. La colonna sonora del film sarà di Nicola Piovani.
Il film è la storia di quattro amici, Giulio (Favino), Gemma (Ramazzotti), Paolo (Rossi Stuart), Riccardo (Santamaria), raccontata nell’arco di quarant’anni, dal 1980 ad oggi, dall’adolescenza all’età adulta.
Incassi, Aladdin vola oltre gli 11 mlnPoco più di un milione per debutto di Godzilla, 3/o Il Traditore

03 giugno 201913:55

Il live-action della Disney Aladdin si conferma per la seconda settimana in vetta al botteghino: al secondo weekend di programmazione, ha incassato 2 milioni 804mila euro, superando in totale 11 milioni (in Usa ha toccato quota 185 milioni). Entra al secondo posto Godzilla 2: King of the Monsters, 35/a avventura del mostro nipponico, che guadagna poco più di 1 milione. Scivola dalla seconda alla terza posizione Il Traditore di Marco Bellocchio, presentato a Cannes, che con altri 930mila euro porta a 2 milioni 846mila euro l’incasso in due settimane. L’atteso biopic su Elton John, Rocketman, è quarto con 602mila euro. L’ultima fatica di Pedro Almodovar, passata anch’essa alla Croisette, l’autobiografico Dolor y gloria, in tre settimane ha totalizzato 2,6 milioni. La seconda metà della top ten rispecchia l’andamento della scorsa settimana con John Wick 3 sesto, seguito da Attenti a quelle due, Pokemon Detective Pikachu, L’angelo del male: Brightburn, Avengers: Endgame. Incassi a 6,5 milioni, in calo del 38%.
Bolle regala show alla ‘sua’ MilanoAnche Vecchioni e Mahmood, salta la fine perché s’è fatto tardi

MILANO03 giugno 201914:12

– “Alzi la mano chi di voi non è nato a Milano”: sono poche le mani che restano in basso a questa richiesta di Geppi Cucciari dal palco dello show in piazza Duomo che Roberto Bolle, a conclusione della seconda edizione di OnDance, ha voluto regalare alla sua città d’elezione, quella dove è diventato ciò che voleva essere, ovvero il ballerino più famoso al mondo. E di un tributo a Milano si è trattato, alla Milano capace di accogliere e di far crescere: con Roberto Vecchioni, milanese nato da genitori napoletani, Mahmood, altro milanese con mamma sarda e papà egiziano e Geppi Cucciari a condurre. Bolle ha danzato con i ballerini della Scala, ha volteggiato nel tango, mentre Vecchioni cantava Luci a San Siro, ha lasciato spazio a swing e hip hop, si è dato al musical con Serena Rossi in La, La, Land. Ma il tempo è passato così veloce che Roberto Bolle ha dovuto salutare il pubblico, tagliando gli ultimi pezzi previsti. Almeno per quest’anno, perché l’obiettivo è tornare con una nuova edizione nel 2020.

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Torna il detective Pepe Carvalho
Le nuove avventure firmate dal giallista Carlos Zanon

03 giugno 201914:55

– CARLOS ZANON, ‘CARVALHO-PROBLEMI DI IDENTITÀ’ (SEM, PP 336, EURO 18). Più tormentato, invecchiato ma sempre donnaiolo, torna Pepe Carvalho, il famoso investigatore protagonista dei romanzi di Manuel Vasquez Montalban, che ci aveva lasciato nel 2003, alla morte del suo autore, e ora si muove nella Barcellona degli ultimi anni. A riportare in vita il detective spagnolo, ex comunista, ex agente della Cia, appassionato di cucina, è il giallista Carlos Zanon in ‘Carvalho-Problemi di identità’ che esce in Italia il 6 giugno per Sem nella traduzione di Bruno Arpaia.Avvocato, poeta e giornalista, autore di oltre quindici romanzi tra cui ‘Fuori tempo massimo’ uscito in Italia per e/o, Zanon ha raccolto la sfida di far rinascere Carvalho in accordo e con il beneplacito degli eredi di Vasquez Montalban al cui nome Andrea Camilleri ha voluto legare quello del suo commissario Montalbano. L’ultimo caso simile è quello della trilogia ‘Millennium’ di Stieg Larsson, morto nel 2004, a cui ha dato un seguito, con successo, lo scrittore e giornalista svedese David Lagercrantz.Dopo la morte di Vasquez Montalban era uscito postumo in due capitoli, nel 2004 e 2005, ‘Millennio’, per Feltrinelli, l’editore italiano delle 27 storie di Pepe pubblicate finche’ l’autore era in vita, che hanno venduto oltre 12 milioni di copie in tutto il mondo. A 16 anni dalla scomparsa dello scrittore catalano, morto il 18 ottobre 2003 in Thailandia, il suo investigatore, che apparve sulla scena letteraria nel 1972 con ‘Ho ammazzato J.F.Kennedy’, ci regala nuove avventure.Il Carvalho di Zanon è cambiato come la Spagna in cui vive. Ha problemi di identità e si chiede cosa vuole e cosa sta cercando. Siamo nel 2017 e Barcellona è meno gaudente di un tempo, sopravvissuta all’attentato avvenuto sulla Rambla, con i suoi scandali di corruzione, la nascita di nuovi partiti e le istanze del movimento indipendentista. Pepe, che brucia ancora i libri letti e detesta sempre la musica moderna, questa volta è diviso tra Barcellona, dove c’è il suo ufficio e il suo mondo, e Madrid, dove ha perso la testa come non gli era mai accaduto per una donna sposata con un politico di spicco. Tra i problemi con cui sarà alle prese, la scomparsa di una prostituta, l’assassinio di una nonna e della nipotina e il caso di un ragazzino vittima di bullismo.Zanon, che da due anni dirige Barcelona Negra, la rassegna di letteratura noir fondata e animata per dodici anni da Paco Camarasa, leggendario libraio della Negra y Criminal di Barceloneta, rispetta il personaggio, l’ambientazione e la struttura ma con un tocco personale.

Pallottole in libertà, giallo e melòAudrey Tautou e Adele Haenel nel cast

03 giugno 201914:56

– La poliziotta Yvonne, responsabile della sicurezza in una cittadina della Costa Azzurra, è stimata da tutti anche perché vedova del capitano Santi, un eroe nazionale. Finché però Yvonne scopre che il marito ha fatto condannare un innocente, Antoine, e si batte per la sua rimessa in libertà, finendo poi per innamorarsene.
E’ Pallottole in libertà del franco tunisino Pierre Salvadori, in sala in questi giorni con Europictures. A ritmo di commedia il film mette nel mirino tutti gli stereotipi del “giallo” alla francese e del poliziesco di un tempo. Ne nasce un film davvero insolito e divertente che merita una visita anche per la presenza nel cast di Audrey Tautou.
Nel cast anche il nuovo astro francese Adele Haenel (a Cannes protagonista di Portrait of a lady on fire di Celine Sciamma), Pio Marma, Audrey Tautou, Damien Bonnard, Vincent Elbaz, Hocine Choutri.

Ad Aquileia brillano i Magnifici ritorniDa Kunsthistorisches Museum di Vienna 120 tesori di nuovo a casa

03 giugno 201915:17

– È un viaggio a ritroso nel tempo quello offerto dalla mostra “Magnifici ritorni” che riporta al Museo Archeologico Nazionale di Aquileia dall’8 giugno al 20 ottobre ben 120 tesori aquileiesi conservati al Kunsthistorisches Museum di Vienna. Un rientro a casa a distanza di quasi 200 anni, per festeggiare i 2200 anni dalla fondazione di Aquileia ma anche per rinsaldare i plurisecolari legami tra la città adriatica, crocevia di culture, e Vienna, che dal 1817 ha raccolto e valorizzato molti dei tesori aquileiesi (in totale circa 340 pezzi, di cui 45 resi nel 1921, nell’ambito delle restituzioni che l’Austria fece all’Italia dopo la guerra).
Organizzata dalla Fondazione Aquileia, dal Polo Museale del Friuli Venezia Giulia e dal Kunsthistorisches Museum di Vienna, la mostra offre al pubblico la possibilità di scoprire reperti archeologici (statue, rilievi, gemme, monete, bronzi) provenienti dal sottosuolo aquileiese, molti dei quali esposti per la prima volta dai tempi del loro ritrovamento.

‘Diamanti nascosti’, De Andrè a RavennaIl 6 giugno l’inaugurazione alla presenza di Dori Ghezzi

SARAVENNA03 giugno 201916:02

– Un omaggio alla poetica e al pensiero di De André attraverso suoi oggetti d’uso comune, spartiti, strumenti musicali, copertine di Lp originali autografati dal cantautore per ricordare, a 20 anni dalla scomparsa, l’opera artistica e il grande contributo intellettuale che ha saputo donare. E’ il filo conduttore della mostra ‘Fabrizio De Andrè-Diamanti nascosti’, promossa dall’Arci, che sarà inaugurata il 6 giugno (ore 18) a Ravenna, a palazzo Rasponi dalle Teste, alla presenza di Dori Ghezzi.
In esposizione fino al 30 giugno, anche un’ampia selezione di immagini di Mimmo Dabbrescia, già fotografo dell’artista nel periodo 1969-1974, e di Paolo Ruffini, che ha ritratto De Andrè e la sua band durante il tour del ’92. Una sezione è dedicata a opere create da studenti e docenti del liceo artistico Nervi Severini, assieme ad un omaggio degli artisti Mauro Bartolotti e Sergio Staino. Il 6 giugno (ore 21) in piazza Unità d’Italia ‘concerto dedica’ con The Faber’s Social Club e la partecipazione di Dori Ghezzi.
Elisa in autunno nei palasportNuovo tour in partenza il 25 novembre da Torino

03 giugno 201916:02

– Ha conquistato 50 teatri in appena 2 mesi, segnando il sold-out in ogni appuntamento, ha ottenuto il Disco di Platino per il suo ultimo album “Diari Aperti”, i suoi singoli “Se piovesse il tuo nome” e “Tua per Sempre” sono stati certificati rispettivamente Doppio Platino e Platino, il nuovo singolo “Vivere tutte le vite” è al top delle classifiche radio, ma Elisa non ha alcuna intenzione di fermarsi: in autunno sarà protagonista di una tournée nei palasport.
Dopo l’intimità dei teatri, Elisa dal 25 novembre viaggerà nei grandi spazi dei palazzetti con un tour totalmente nuovo nella scaletta, nella formazione e negli arrangiamenti. Le prime date annunciate in calendario sono: Torino 25 novembre, Milano 27 novembre, Bologna 9 dicembre, Firenze 12 dicembre, Roma 17 dicembre. Biglietti in vendita dal 5 giugno.
Sulic a Trieste per Quattro StagioniPrimo violoncellista a suonare integralmente opera di Vivaldi

03 giugno 201916:06

– Luka Sulic dei 2Cellos è pronto a debuttare, in prima mondiale, al Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste con il suo nuovo progetto solista. Sulic è il primo musicista a suonare integralmente “Le Quattro Stagioni” di Antonio Vivaldi, trascritte per violoncello solista e orchestra d’archi. Nella seconda parte della serata il concerto in do maggiore di Haydn, L’invierno porteño di Astor Piazzolla, Czardas di Vittorio Monti e altre opere classiche.
Star mondiale assieme al collega e amico Stjepan Hauser con i 2Cellos, il duo che ha rivoluzionato la scena strumentale internazionale grazie al sapiente mix tra classica e rock, Sulic ha deciso di tornare alle origini e di avviare un nuovo progetto solista dedicato a una delle pagine più suggestive della storia della musica classica, “Le Quattro Stagioni” di Antonio Vivaldi, capolavoro che ha sempre amato sin da bambino e che sta preparando meticolosamente da oltre due anni nell’inedita versione integrale per violoncello solista e orchestra d’archi.
La Corte Costituzionale entra nelle carceriFilm documentario di Fabio Cavalli, speciale Tg1 il 9 giugno

04 giugno 201909:37

In celle affollate, dove si fanno i turni per giocare a calcetto, dove la luce filtra obliqua attraverso le grate ingombre di panni, in corridoi dove braccia coperte di tatuaggi si allungano al di là dei chiavistelli, in quelli femminili in reparti appositi ci sono anche donne con bimbi piccoli di un anno, ma nelle celle di massima sicurezza anche chi stende il tappeto verso La Mecca. “La Corte sentiva il bisogno di uscire dal Palazzo, per conoscere e per farsi conoscere”, sostiene il presidente Giorgio Lattanzi. Viaggio in Italia, un film di Fabio Cavalli, prodotto da Rai Cinema e Clipper Media, è la storia di molti incontri, di un’umanità dolente e di vite che la Carta costituzionale non trascurava. Va in onda domenica 9 giugno in seconda serata all’interno dello Speciale Tg1 su Rai 1- con una anteprima mercoledì 5 giugno alle 20.30 all’Auditorium Parco della Musica, alla presenza del presidente della Repubblica Mattarella.Sette giudici della Corte Costituzionale (Lattanzi, Amato, Cartabia, Coraggio, De Pretis, Sciarra, Viganò) incontrano i detenuti di sette Istituti penitenziari italiani: Rebibbia a Roma, San Vittore a Milano, Sollicciano a Firenze, Marassi a Genova, Terni, Lecce sezione femminile, il carcere minorile di Nisida. Ad accompagnarli, l’agente di Polizia penitenziaria Sandro Pepe. Per la prima volta dalla sua nascita, nel 1956, la Corte costituzionale – giudice delle leggi e non delle persone, anche se le sue decisioni incidono profondamente nella vita delle persone – decide di entrare nelle città con le sbarre. Il Viaggio parte da Rebibbia, con la partecipazione di 12 giudici e del Presidente Giorgio Lattanzi, alla presenza di 220 detenuti, pubblico e autorità istituzionali. Una diretta streaming consente di “esserci” anche a 11mila detenuti di altre carceri d’Italia, per seguire un incontro assolutamente inedito, che non ha precedenti nel mondo. Il film è il racconto dell’incontro (iniziato nel 2018 e diventato oggi un docufilm) tra due umanità: da un lato la legalità costituzionale, dall’altro l’illegalità, ma anche la marginalità sociale.Attraverso la fisicità, l’ascolto, il dialogo, il Viaggio diventa occasione di uno scambio reciproco di conoscenze, esperienze. Ma è anche la metafora di un linguaggio che non conosce muri, e che anzi li attraversa, perché ritrovato e condiviso della Costituzione, “la casa di tutti, soprattutto di chi è più vulnerabile”. “Voi siete parte di questa comunità che è la Repubblica italiana”, dice la vicepresidente della Corte, Marta Cartabia. Molto toccante il viaggio di Giuliano Amato al minorile di Nisida. Per sei giovani vi sarà dopo l’occasione di andare a Roma a una riunione a incontrare oltre a tutti i rappresentati della Corte le più oltre a alte cariche dello stato. “Il diritto all’affettività merita un’attenzione speciale”: ha spiegato alle detenute rinchiuse nel carcere femminile di Lecce la giudice De Pretis. Dietro la macchina da presa Fabio Cavalli, attore, regista, autore, scenografo, produttore, docente universitario, fondatore del Teatro Libero di Rebibbia.Nel 2012 è sceneggiatore di “Cesare deve morire” dei fratelli Paolo e Vittorio Taviani (Orso d’oro alla 62a edizione del Festival Internazionale del Cinema di Berlino, candidato italiano agli Oscar 2012). “L’intento – spiega Cavalli – è aprire lo sguardo sugli aspetti della realtà che non stanno in luce, coperti dal bagliore dei rilievi; trovare l’ombra nel tuttotondo. Storie di viaggi e incontri; uomini, donne, persone uniche e comuni (i Giudici, i Carcerati, il Personale penitenziario ); storie di luoghi inaspettati (le Carceri, il loro habitat architettonico e il loro contesto antropologico); e storie di paesaggi visivamente potenti, il loro spirito profondo, quello che il tempo disegna, incidendo anche lo spirito del popolo che li abita. Dare tridimensionalità alla Costituzione della Repubblica Italiana, attraverso i punti di vista dei suoi custodi e interpreti: i giudici. E fare altrettanto con quel “sistema della pena”, tanto evocato, vilipeso o invocato, e, fondamentalmente, sconosciuto. Gli uomini e donne dell’Istituzione e gli uomini e donne che l’hanno violata, potrebbero riuscire, nel loro incontro, a gettare un po’ di luce fra le ombre”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Musei, 47% cittadini non li conosce
Ricerca, ma tra visitatori 77% soddisfatto e 64% vuole tornarci

SATORINO03 giugno 201916:37

– Il 47% di un campione significativo di cittadini, intervistato in luoghi come centri commerciali, parchi e piazze localizzati nella città o addirittura nelle vicinanze di un museo, non ne conosce l’esistenza. E un ulteriore 18%, pur sapendo che il museo c’è, dichiara di non essere interessato a visitarlo. E’ quanto indica una ricerca commissionata al Politecnico di Milano dai Musei Reali di Torino con le Gallerie Estensi e il Palazzo Ducale di Mantova.
Fra i visitatori – la cui fonte di informazione è oltre all’80% esclusivamente internet – emerge per contro alta soddisfazione per il 77%, e l’intenzione di ripetere la visita per il 64%. Il pubblico è soprattutto femminile, italiano, di età media, e visita oltre tre musei l’anno.
La ricerca, illustrata a Torino alla presenza dei direttori dei tre poli museali committenti, appura anche che in media il 59% del personale è impiegato in attività di portierato e vigilanza, il 24% nella conservazione del patrimonio, e solo l’1% in fundraising e marketing.

Casa di Carta 3, Netflix nuovo trailerdisponibile dal 19 luglio

03 giugno 201917:00

– Stavolta i soldi non c’entrano.
Stavolta c’è di mezzo la famiglia. Netflix annuncia il trailer ufficiale e le nuove immagini de La casa di carta – Terza parte, disponibile in tutti i Paesi in cui il servizio è attivo da venerdì 19 luglio 2019. “In mare aperto, a bordo di un’imbarcazione, il professore, si rivolge ai compagni: signori siamo in acque internazionali, siamo riusciti a scappare, ma adesso arriva la parte difficile rimanere vivi”. Il promo della terza stagione riporta sullo schermo tutti i sopravvissuti della banda alla rapina della Zecca di Madrid che si stanno godendo il meritato riposo, su un’isola paradisiaca. Dopo essere scappati con un miliardo di euro sottratto alla Zecca di Stato spagnola, il Professore riceve una chiamata: uno dei membri della banda è stato catturato. L’unico modo per salvarlo e proteggere il segreto di tutti è riunire la banda per organizzare un nuovo colpo, il più grande mai realizzato

Digital storytelling ai Mercati TraianoAl via il 5 giugno il progetto Live Museum, Live Change

03 giugno 201917:24

– Monumento in continua trasformazione, unicum al mondo, “quartiere” che ha vissuto l’evoluzione di Roma dall’età imperiale ai giorni nostri (da centro amministrativo strategico dei Fori imperiali a residenza nobiliare, da fortezza militare a sede prestigiosa di convento, a caserma), i Mercati di Traiano si preparano a rinnovare ancora una volta il loro dialogo con il territorio e la città con il progetto Live Museum, Live Change, al via il 5 giugno.
Un’occasione per conoscere da vicino i primi interventi che hanno visto protagonisti gli studenti di alcuni istituti superiori romani alle prese con un inedito digital storytelling in grado di restituire uno dei monumenti più belli al mondo attraverso nuove possibilità narrative e interpretative, supporti tecnologici, visual e video wall, una mappa interattiva con punti sonori, nuove drammaturgie e visioni, in una narrazione in cui il digitale attiva rinnovate relazioni con il luogo e la sua storia.
Live Museum, Live Change – progetto assegnatario del bando Abc – Atelier Arte Bellezza Cultura della Regione Lazio, propone diverse linee di intervento che prevedono il coinvolgimento delle scuole in una serie di laboratori, mentre artisti e designer verranno selezionati attraverso call specifiche. La prima apertura del 5 giugno diventa occasione per condividere e mostrare il lavoro fatto in questi mesi con alcune scuole di Roma nell’ambito dei percorsi di alternanza scuola-lavoro.

Salvator Mundi, una nuova puntata del gialloEsperta Usa, di Leonardo solo ritocchi, acquisto cattivo affare

NEW YORK04 giugno 201911:18

NEW YORK – Nuova puntata nel giallo del Salvator Mundi. “Chi lo ha comprato non ha fatto un buon affare”, ha detto al Guardian Carmen Bambach, una delle massime esperte al mondo di Leonardo. Responsabile dei disegni del Rinascimento al Metropolitan di New York, la Bambach e’ convinta che la tela scomparsa dalla circolazione dopo esser stata battuta all’asta da Christie’s nel 2017 per la cifra stratosferica di 450 milioni di dollari sia opera di Giovanni Antonio Boltraffio, un assistente di Leonardo, con “solo pochi ritocchi” di mano del maestro.L’attribuzione della Bambach, contenuta in un monumentale saggio in quattro volumi su Leonardo che uscirà negli Usa il 25 giugno, si basa su vari fattori incluso quello di aver visto il dipinto durante l’ultimo restauro nel 2007: “So quanto fosse danneggiato”. La storica dell’arte contesta anche la tesi che il quadro avrebbe potuto far parte del collezioni di re Carlo primo: “Non c’e’ documentazione fino a meta’ Ottocento”. Nel 2011, prima di diventare l’opera d’arte piu’ costosa della storia, il Salvator Mundi fu esposto nella controversa mostra “Leonardo: pittore alla corte di Milano” della National Gallery di Londra. Parte di un gruppo ristretto di esperti invitati a vedere il dipinto in anteprima nel 2008, la Bambach e’ rimasta sorpresa un mese fa quando il museo londinese e’ tornato alla carica chiedendole il permesso di render pubblico il suo nome tra quelli del gruppo che aveva partecipato alla visita.”Nessuno mi chiese allora cosa pensassi del Salvator Mundi”, ha detto la storica dell’arte al Guardian: “Includere il mio nome sarebbe un tacito consenso all’attribuzione a Leonardo. E io non sono d’accordo”. La National Gallery continua a difendere la decisione di aver esposto il Salvator Mundi come “una importante opportunita’ di testare la nuova attribuzione con un confronto diretto a opere universalmente accettate”. La richiesta alla Bambach ha tuttavia creato perplessita’: “O la National Gallery sta ancora facendo campagna per dimostrare di non essersi sbagliata, o il suo nuovo consiglio di amministrazione e’ preoccupato e cerca chiarimenti”, ha detto Michael Daley, direttore di Art Watch UK. Secondo fonti stampa nel 2017 il Salvator Mundi fu acquistato dal principe saudita Badr bin Abdullah per conto dell’erede al trono e uomo forte di Riad, Mohammed bin Salman, con l’intenzione di farne il pezzo forte del Louvre di Abu Dhabi. Da allora pero’ del dipinto si sono perse le tracce. La scorsa settimana sempre il Guardian ha rivelato che non sara’ esposto neanche al Louvre di Parigi per la grande mostra su Leonardo prevista in autunno: i curatori del museo francese concorderebbero che il quadro non sia di Leonardo.

Napoli Teatro Fest, omaggio a NekrošiusOtto le esposizioni, al via l’8 giugno a Palazzo Fondi a Napoli

NAPOLI03 giugno 201918:11

– Il Napoli Teatro Festival Italia si mette in mostra: sono otto in totale le esposizioni che saranno presentate al pubblico in occasione della dodicesima edizione del NTFI, la terza diretta da Ruggero Cappuccio, realizzata con il sostegno della Regione e organizzata dalla Fondazione Campania dei Festival. Sabato 8 giugno si apriranno le mostre nelle sale di Palazzo Fondi. In omaggio al grande regista lituano recentemente scomparso, alle ore 17.00 opening di ‘Il Meno fortas’ di Eimuntas Nekrosius, con preziosi materiali dell’archivio del figlio Marius Nekrosius e di Nadeda Gultiajeva, a cura di Audronis Liuga e Julija Reklaitè: fotografie, bozzetti, documenti, appunti e oggetti di scena (fino al 14 luglio). Ci sarà poi l’installazione interattiva D’ans un jardin je suis rentrée’, della scenografa Bissane Al Charif (Palestina-Siria) insieme con l’attrice e regista libanese Chrystèle Khodr e al regista siriano Wal Ali (fino al 22 giugno – evento programmato in collaborazione con La Francia in Scena).
Madonna Benois Leonardo,folla a FabrianoAlla mostra anche segretario generale Cei mons. Stefano Russo

FABRIANO (ANCONA)03 giugno 201918:36

– Oltre mille visitatori in appena 36 ore per il primo fine settimana della mostra su Leonardo Da Vinci, con l’esposizione del capolavoro La Madonna Benois nei locali della Pinacoteca civica Bruno Molajoli di Fabriano. L’obiettivo dei 10mila visitatori potrebbe essere abbondantemente superato, visto che la mostra sarà aperta fino a fine mese. Mentre si attende l’inaugurazione ufficiale della 13/a Annual Conference Unesco delle città creative (10-15 giugno) a Fabriano, il grande evento collaterale della mostra su Leonardo con l’esposizione della Madonna Benois, proveniente dall’Ermitage di San Pietroburgo, in Italia dopo 35 anni, è stato aperto il primo giugno. In circa 36 ore oltre mille visitatori sono accorsi per ammirare questo capolavoro. Tanti i fabrianesi, tra questi anche l’amministratore apostolico della Diocesi di Fabiano-Materica, e segretario generale della Conferenza episcopale italiana, mons. Stefano Russo. Tra i visitatori anche il presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli.
Festival Parola boom, 21mila presenzeGià si parla del 2020, prolungamento per Festa Repubblica

GENOVA03 giugno 201918:38

– Si è chiusa il 2 giugno con il grande successo dello spettacolo ‘Incontro attorno a Leonardo’ con Vittorio Sgarbi la VI edizione del Festival della Parola, la rassegna culturale organizzata dall’assessorato al turismo del Comune di Chiavari e prodotta dall’associazione Le Muse Novae che per quattro giorni ha animato Chiavari con eventi, presentazioni, incontri, musica e spettacoli. Un’edizione di grande successo che, a conclusione dell’evento di chiusura con protagonista Sgarbi, ha toccato i 21mila spettatori e ha portato a Chiavari un programma di oltre 150 eventi con ospiti di grande rilievo come Pupi Avati, Moni Ovadia, Dario Vergassola, Federico Rampini e Sgarbi. “Tempo di bilanci a chiusura della sesta edizione del Festival della Parola. Un’edizione davvero partecipata, che ha incontrato il favore della città e degli ospiti che hanno trascorso il weekend del primo giugno a Chiavari”, spiega Marco Di Capua, sindaco di Chiavari. “Migliaia le persone che hanno partecipato alle quattro giornate del festival, che ha visto una crescita dei partecipanti pari al 30% rispetto all’anno precedente”. Secondo Gianluca Ratto, assessore alla Promozione della Città, l’obiettivo è stato raggiunto: circa 21mila le presenze attestate a Chiavari, durante tutto il weekend”.
Accanto ai numeri che confermano ancora una volta l’importanza del Festival della Parola, non mancano le novità, con uno sguardo già alla prossima edizione. “Con grande entusiasmo annunciamo già le date della settima edizione, che si terrà dal 28 al 31 maggio 2020, come sempre dal giovedì alla domenica – conclude Enrica Corsi – Considerata la coincidenza con il ponte della Festa della Repubblica, stiamo valutando di allungare la manifestazione di due giorni e di prolungare gli eventi fino al 2 giugno”.

Paperino, papero sfigato, compie 85 anniTopolino esce con numero speciale con 5 storie su Donald Duck

03 giugno 201919:10

– Paolino Paperino, negli Usa Donald Duck, il simpatico papero disneyano paladino dei pasticcioni e degli sfigati, il 9 giugno festeggerà 85 anni. Il settimanale Topolino, edito da Panini Comics, che ha proprio in Paperino uno dei suoi personaggi più amati, gli dedicherà un numero in edicola mercoledì 5 giugno, un’edizione che vedrà il mitico personaggio protagonista di cinque storie a fumetti che ci descrivono la sua personalità.
Donald Duck esordiva il 9 giugno del 1934 nel corto animato “The Wise Little Hen” (La Gallinella Saggia) delle Silly Symphonies.
Da allora il papero più famoso del mondo è apparso in oltre 150 corti e mediometraggi. Paperino, così ribattezzato in Italia, è un personaggio poliedrico che sperimenta sia le gioie dell’amicizia sia le frustrazioni provocate dalle futili seccature della vita e proprio per questo i fan di tutte le età possono identificarsi nei suoi cambi d’umore. Original Marines dedica una capsule per bambini e bambine a Paperino, Hip Hop Watches un orologio.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Ventura, con The Voice musica e qualità senza polemiche
La finale su Rai2 con ospiti da Arisa a Shaggy

04 giugno 201909:30

– Quattro nuove voci da riascoltare e una lista di super ospiti, per la finale di The Voice Of Italy in programma per il 4 giugno, in diretta tv. Ad accedere all’ultima fase del talent musicale targato Rai2, sono Dominique Chillé Diouf in arte Diablo, Miriam Di Criscio in arte Miriam Ayaba, Brenda Carolina Lawrence e Carmen Pierri, rispettivamente per i team di Morgan, Elettra Lamborghini, Gué Pequeno e Gigi D’Alessio e che andranno a giocarsi, questa volta dal vivo della diretta televisiva, il titolo di talento musicale dell’anno secondo il format di casa Rai.Il vincitore avrà anche la possibilità di esibirsi nel corso dei Music Awards, mercoledì all’Arena di Verona. “Il bilancio di questa esperienza è straordinario – ha raccontato Simona Ventura – perché l’intera azienda mi ha accolta a braccia aperte, lasciandomi molta libertà d’azione. Ho rinsaldato l’amicizia che mi lega alla Rai e The Voice ha conquistato un suo pubblico proponendo uno spettacolo di qualità, con tanta musica vera”. I quattro coach, che domani si sfideranno a suon di finalisti, hanno accompagnato i ragazzi nel lungo percorso cominciato con cinquantasei concorrenti, suddivisi nei quattro team.Attraverso le tre fasi di ‘Blind audition’, ‘Battle’ e ‘Knock out’, sono stati proprio Morgan, D’Alessio, Elettra Lamborghini e Gue Pequeno a dover individuare il potenziale per un papabile finalista. “Non abbiamo mai puntato sulle polemiche o sui ‘casi umani’ – ha detto ancora la Ventura – preferendo come obiettivo quello di proporre un contenuto di qualità. La formula è stata vincente perché tutti parlano di The Voice”. Oltre che per le esibizioni dei quattro finalisti, la serata di domani sarà anche l’occasione per portare sul palco di Rai2 una serie di ospiti convocati per l’occasione, da Arisa a Shaggy, passando per Holly Johnson, Lizzo, Lost Frequences e Planet Funk.”Per il vincitore – ha commentato Gigi D’Alessio – sarebbe giusto stabilire l’accesso di diritto al Festival di Sanremo, perché così la Rai potrebbe assicurare la giusta visibilità”. Il meccanismo della finale vedrà i talenti sfidarsi tra loro e al termine di ogni esibizione saranno votati in diretta dal pubblico tramite televoto, che potrà essere espresso anche via web utilizzando l’apposita piattaforma social Instagram. Il vincitore della finale, che sarà seguita in diretta anche da Rai Radio2, si aggiudicherà un contratto discografico con la Universal Music.
Letterature, apre Manuel Vilas ‘la vita supera l’arte’A Massenzio il 4 luglio con Scurati. Nel 2020 il festival celebrerà Rodari

04 giugno 201909:41

– Sono Antonio Scurati, Manuel Vilas e Andrea Satta ad inaugurare, il 4 giugno, gli eventi del Festival Internazionale di Roma ‘Letterature’ alla Basilica di Massenzio, in una serata dedicata al racconto epico con l’accompagnamento musicale di Ars Ludi e i percussionisti Antonio Caggiano e Gianluca Ruggeri che eseguiranno dal vivo ‘Orazi e Curiazi’ di Giorgio Battistelli.
“La vita supera qualsiasi forma d’arte. E la pratica della letteratura implica una grande vitalità” dice Vilas, poeta e narratore che si è fatto conoscere in Italia con il fortunato romanzo ‘In tutto c’è stata bellezza’ (Guanda). “Sono contenta di essere riuscita ad avviare le serate del festival con Scurati e Vilas, autori dei due libri dell’anno” dice Maria Ida Gaeta, ideatrice e direttrice degli 8 appuntamenti a Massenzio.
Invariata la formula del festival che prevede che ogni autore scriva un inedito sul tema che fa da guida a ogni edizione. Nel 2019 è ‘Il domani dei classici. Quand’è che un testo contemporaneo si dà come classico?.
“Quando entro in una libreria sono angosciato dalla paura perchè ci sono tanti libri che non leggerò” dice Vilas che nel suo inedito ‘Los Clasicos: la vida y la muerte’ parla di come uno scrittore si rapporta con “l’eredità internazionale lasciata dagli autori che lo hanno preceduto, a partire dai greci fino a oggi”. “Mio padre – racconta lo scrittore spagnolo non aveva studiato però aveva comprato l’opera completa di Franz Kafka per me. Ho cercato di leggerlo a 14 anni e non ho capito nulla e poi lo ho riletto a 22 anni e ho ripensato al fatto che mio padre aveva comprato quelle opere per me, ma non gli ho mai chiesto come era arrivato alla scelta di quei libri. Una domanda che resterà senza risposta” racconta Vilas. La serata sarà aperta da Scurati – in corsa con ‘M. Il figlio del secolo’ (Bompiani) alla cinquina del Premio Strega 2019, che sarà decisa il 12 giugno – con l’inedito ‘Eroi, uomini, criminali. Il futuro dell’epica’. A chiudere la serata il musicista e pediatra Andrea Satta, cantante dei Tetes de Bois, che darà un primo assaggio del progetto ‘Mamme narranti’ di letture spettacolo su ‘Come ti addormentavi da piccolo?’ in quattro biblioteche di Roma: Tullio De Mauro, Mandela, Mameli e Quarticciolo e con incursioni nelle metropolitane, al via dal 7 giugno.
Ma in questa edizione del Festival, nel terzo anno della gestione affidata all’istituzione Biblioteche di Roma, Letterature si apre maggiormente a tutta la città, con oltre agli appuntamenti nelle biblioteche, una collaborazione con tutte le istituzioni culturali che vede tra le novita’ un concerto dell’Accademia di Santa Cecilia che, il 9 giugno, dopo 40 anni tornera’ a suonare a Massenzio con un programma dedicato a Mozart e il 14 giugno l’esordio sul palco della Basilica al Foro Romano, dell’orchestra di Piazza Vittorio con un film-spettacolo sul Flauto Magico. Alla Casa del Cinema, grazie alla collaborazione del direttore della struttura Giorgio Gosetti, dal 23 al 26 giugno ci sarà un piccolo ciclo cinematografico, nell’arena Ettore Scola, con un omaggio alle intuizioni di Renato Nicolini, a cominciare dalla riproposizione di ‘Senso’ di Luchino Visconti, primo film proiettato a Massenzio il 25 agosto 1977, nella versione restaurata messa a disposizione da Zeudi e Massimo Cristaldi.
“Esploriamo i personaggi dell’epica anche con ‘Cyrano De Bergerac’ interpretato da Depardieu e Blade Runner da Philip K.
Dick e con una serata maratona in onore di Sergio Leone” ha spiegato Gosetti.
E per il 2020, in cui si celebra il centenario della nascita di Gianni Rodari siamo impegnati fin da ora a organizzare una serie di iniziative. Il Festival letterature guarderà alla Grammatica della fantasia” ha annunciato Paolo Fallai, presidente Biblioteche di Roma.
Oscar a Wertmuller: Vicedomini, grande donna italiana’Candidatura promossa con forza, da Capri e Ischia a Hollywood’

04 giugno 201911:15

”Un’immensa gioia, una grande vittoria per tutti noi che questa candidatura abbiamo promosso con forza, credendoci. Lina Wertmuller è una grande donna italiana”. E’ entusiasta Pascal Vicedomini che con l’Istituto Capri nel Mondo e con l’Accademia Internazionale Arte Ischia ha coinvolto già da qualche anno personaggi come Vanessa Redgrave, Sofia Loren, Helen Mirren, Taylor Hackford per sostenere negli ambienti dell’Academy of Motion Picture Arts & Sciences l’Oscar alla carriera per la grande regista che fu la primadonna ad essere nominata per la statuetta.
”E’ una campagna che viene da lontano – ricorda il giornalista e produttore – ci abbiamo lavorato in ogni occasione, instancabilmente, dalla serata d’onore organizzata al teatro di San Carlo per l’uscita del documentario sulla sua vita ‘Dietro gli occhiali bianchi’ nel 2015, lo promettemmo anche nel giorno della sua cittadinanza onoraria, a Napoli, città che ha sempre amato moltissimo. Lina Wertmuller, che è la presidente onoraria di Capri,Hollywood, ci ha sempre sostenuto ed ha accompagnato la crescita dei nostri festival, da Ischia a Los Angeles. Adesso manca per lei solo la stella sulla Walk of Fame, abbiamo già avviato la richiesta alla Camera di Commercio di Hollywood”.
American Animals, rapina da studentiIn sala dal 6 giugno una storia vera firmata e scritta da Layton

04 giugno 201909:49

– American Animals, scritto e diretto da Bart Layton e con protagonisti Evan Peters (X-Men, American Horror Story), Barry Keoghan (Il sacrificio del cervo sacro, Dunkirk), Blake Jenner e Jared Abrahamson, racconta una storia vera: quella della rapina avvenuta alla Transylvania University di Lexington nel 2004. Fin qui niente di strano.
A fare la differenza in questo film – già al Sundance, poi alla Festa di Roma e ora in sala dal 6 giugno con Teodora – è il fatto che non si tratta del solito heist-movie, perché la rapina è a opera di quattro ingenui studenti, pieni di immaginario cinematografico, ma del tutto privi di esperienze di strada.
Non solo. In American Animals i veri autori della rapina (Warren Lipka, Spencer Reinhard, Chas Allen, Eric Borsuk e Betty Jean Gooch), che si sono fatti ben sette anni di galera, compaiono nel film a commentare la loro storia.
Costato tre milioni di dollari, il film, ben accolto dalla critica negli States, racconta come Spencer (Keoghan) e Warren (Peters), due amici di Lexington (Kentucky) che frequentano la stessa università, si ritrovino a un certo punto disposti a tutto pur di cambiare la loro vita e diventare famosi. Loro obiettivo è rubare dei rarissimi libri antichi custoditi, senza grandi misure di sicurezza, nella biblioteca universitaria. Reclutati altri due compagni, il contabile Eric (Abrahmson) e lo sportivo Chas (Jenner), iniziano a programmare in ogni particolare la rapina, ma dovranno ben presto fare i conti con gli imprevisti e, soprattutto, con la loro ingenuità.
“Volevo trovare un modo nuovo di raccontare una storia vera.
Vengo dal documentario e ho usato le tecniche del cinema del reale per suscitare le reazioni dello spettatore, perché se uno tira fuori una pistola vera ti si ferma il cuore, mentre se sai che è finta la cosa non ti tocca più di tanto”, dice Bart Layton, regista britannico autore nel 2011 del docu L’impostore, qui al suo debutto nella fiction.
E ancora il regista: “Volevo scoprire come fosse possibile che un gruppo di studenti benestanti potesse commettere un tale crimine. Così ho cominciato a scrivere ai quattro che erano in prigione. All’inizio erano contenti di condividere le proprie emozioni con qualcuno, perché le loro famiglie non volevano saperne più di loro. Erano restii a entrare in un film, ma alla fine hanno capito che raccontare la propria storia poteva aiutare qualcuno”.
Le motivazioni di questi quattro studenti? “Vivevano come in una bolla – spiega Layton a Roma – cercavano esperienze che li facessero sentire vivi, unici. Così si sono messi a studiare i film del genere, tipo Ocean’s Eleven, e sono diventati sempre più riluttanti ad abbandonare la loro fantasia. Tutti oggi vogliono essere speciali, nessuno vuole essere un loser, una parola oggi spesso usata da Donald Trump”.

Amber Heard al Giffoni Film FestivalCoi giovani parlerà anche delle attività come filantropa

04 giugno 201912:23

– SALERNO

– L’attrice e attivista americana Amber Heard incontrerà, il 25 luglio, centinaia di Giffoners in occasione della 49esima edizione del Giffoni Film Festival (Giffoni Valle Piana – Salerno 19-27 luglio). La star risponderà alle domande dei giurati di Giffoni – quest’anno oltre 6200 provenienti da 52 paesi – e riceverà il Giffoni Experience Award. Recentemente, Amber Heard ha recitato nel ruolo di “Mera” nel film di successo della Warner Bros. Aquaman al fianco di Jason Momoa. Il film è l’opera di maggior successo della serie DC Comic e ha incassato oltre 1,4 miliardi di dollari in tutto il mondo. Il suo personaggio è apparso per la prima volta in Justice League di Zack Snyder. Tra i film in cui ha recitato anche: Danish Girl, Her Smell, Magic Mike XXL, Benvenuti a Zombieland e Pineapple Express. Heard usa la sua notorietà anche per difendere le questioni dei diritti umani come attivista e filantropa.

Passaggi Festival, vignette per Regeni24-30 giugno, tra eventi mostra fotografo guerra Giorgio Bianchi

FANO (PESARO URBINO)04 giugno 201912:02

– Il disegnatore Mauro Biani e il fotografo di guerra Giorgio Bianchi saranno gli artisti di punta delle mostre in programma nella settima edizione di Passaggi Festival Fano (24-30 giugno).
L’appuntamento è per il 24 giugno con il percorso inaugurale che partirà da piazza Sansovino e si concluderà alla Mediateca Montanari. Curate dall’art manager Paola Gennari, le mostre punteggeranno il centro storico con cinque sedi per sei artisti, disegnando, come tradizione, un itinerario turistico artistico della città: fotografia, incisione, pittura mista a scultura, illustrazioni e disegni, per una collettiva e cinque personali di artisti provenienti da esperienze molto diverse, affermati ed emergenti.
Nella Mediateca Montanari sarà ospitata, fino al 28 luglio, la mostra del vignettista e illustratore Biani, primo evento della collaborazione avviata da quest’anno tra Passaggi, Fondazione Musica per Roma e “Libri Come, Festa del libro”.
Biani con il suo tratto racconta le pieghe, e le piaghe, del nostro presente dalle pagine del Manifesto e dell’Espresso. “Le nostre libertà” è una raccolta di vignette dedicate a Giulio Regeni, un omaggio al ricercatore italiano assassinato in Egitto nel 2016 la cui morte manca ancora di una verità. Biani sarà a Passaggi il 30 giugno, per presentare, nella rassegna di graphic novel, il suo libro “La banalità del ma” (People), intervistato dal direttore di Rai Radio 3, Marino Sinibaldi.
La Galleria del Monte ospiterà fino al 28 luglio la personale di fotografia di Bianchi, romano, autore di reportage da Siria e Ucraina, capace di mostrare con i suoi scatti l’umanità non vinta dalle guerre. “Spartak, tra i sopravvissuti della città fantasma” il titolo della mostra che racconta la storia di un villaggio a 3 km da Donetsk, spopolato dalla guerra civile ucraina, e dei 45 abitanti che hanno deciso di rimanere nonostante rischi e difficoltà.
Matera 2019, un successo pure oltre l’UeLa Capitale della Culture ‘sbarca’ a San Francisco e nel Bahrain

MATERA04 giugno 201912:21

– “Essere” Capitale europea della cultura del 2019, affrontando la sfida in modo originale e innovativo e superando lo “stereotipo” negativo del passato, per diventare esempio di riscatto del Sud Italia. Questa è la storia del successo internazionale di Matera 2019 sempre più “Open future”, raccontata e celebrata fuori dai confini europei, in occasione della Festa della Repubblica, con una serie di eventi che da ieri al 5 giugno andranno in scena a San Francisco e dal 10 e l’11 giugno nel regno del Bahrain. Tutto ciò grazie all’impegno organizzativo del Consolato italiano e dell’Istituto italiano della Cultura nella metropoli californiana, in collaborazione con la Fondazione Matera-Basilicata 2019, con la presenza della Camera di Commercio e Comune.         [print-me title=”STAMPA”]

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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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DALLE 20:36 DI GIOVEDì 30 MAGGIO 2019

ALLE 18:24 DI DOMENICA 02 GIUGNO 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Una Sardegna di frontiera per due solitudini
In sala dal 6 giugno ‘Fiore gemello’ di Laura Luchetti 30 Maggio 2019 20:36

Una storia d’amore tra due adolescenti: un immigrato africano clandestino e la figlia di un trafficante di migranti, entrambi in fuga da un passato che vogliono dimenticare. E tutto questo in una Sardegna di frontiera che sembra un po’ un western. Interpretato dagli esordienti Kallil Kone e Anastasyia Bogach, ‘Fiore gemello’, secondo lungometraggio della regista Laura Luchetti, racconta la storia di due ragazzi che si incontrano in questa Sardegna dalle diverse anime e intraprendono un pericoloso viaggio attraverso terre deserte, paesi, boschi e paesaggi misteriosi di un’isola letta dall’obiettivo di Ferran Paredes Rubio.
‘Fiore Gemello’ – menzione speciale Fipresci (Federazione internazionale dei critici cinematografici) al 43/o Toronto International Film Festival e in sala dal 6 giugno con Fandango -, spiega la regista, “è la favola nera di due adolescenti, Anna in fuga dal passato e Basim che rincorre il proprio futuro. Non parlano la stessa lingua, vengono da mondi lontanissimi, entrambi in fuga. La loro è un’amicizia disperata che diventa amore. E’ il racconto poi della riconquista dell’innocenza di due anime ferite – continua – che hanno dentro tutta la forza e l’entusiasmo dei loro giovani anni”. Nel caso di entrambi la realtà si confonde con la fiction: Kallil Khone (Basim), spiega Luchetti, “è sceso davvero da un barcone proveniente dalla Libia pochi mesi prima dell’inizio delle riprese. Fuggito a piedi dalla Costa d’Avorio, era arrivato fino alle coste del Mediterraneo, da dove si era imbarcato per l’Italia a bordo di un gommone. Il suo sogno era fare l’attore”. Anche Anastasyia Bogach “è una creatura adottata dalla Sardegna, arrivata sull’isola a quattro anni, durante la notte, su un furgoncino dall’Ucraina”.
Il film, girato tra Sant’Antioco, Gonnesa, San Giovanni Suergiu, Ussana e Siliqua con il sostegno di Regione e Sardegna Film Commission, è prodotto da Picture Show con Donkadillo Films e Rai Cinema, International sales Fandango.
Nel cast di ‘Fiore gemello’ anche Aniello Arena, Mauro Addis, Fausto Verginelli, Franco Pintus, Alessandro Pani e Giorgio Colangeli.

Saccone è l’ad di Woolrich InternationalProseguirà l’espansione del marchio con attenzione a mercato Usa

31 maggio 201910:53

– Stefano Saccone è il nuovo amministratore delegato del marchio di abbigliamento Woolrich International. Dopo l’acquisizione della maggioranza da parte del fondo di investimento L-Gam, nell’ambito della strategia di sviluppo intrapresa, Woolrich annuncia l’ingresso del manager esperto, che proseguirà l’implementazione del piano di sviluppo globale del brand, con una particolare attenzione al riposizionamento in corso sul mercato americano. Nato ed educato negli Stati Uniti da genitori italiani, Saccone ha maturato un’esperienza marketing, commerciale, e di gestione nel mondo del branded apparel, footwear and accessories, con ruoli di crescente responsabilità in Zegna, P&G, Ralph Lauren e Nike. Nel 2012 è entrato in VF Corporation, dove ha ricoperto diversi ruoli, vice presidente sales & marketing di Napapijri Emea, vice presidente e general manager di Eastpak. Di recente vice presidente di Vans Emea. Saccone sostituisce Paolo Corinaldesi, a capo dell’azienda negli ultimi tre anni con successo.
‘Musica senza barriere’ a Ravenna22 concerti dal 2/6 in luoghi cura e recupero, anche carcere

RAVENNA31 maggio 201912:41

– “La musica non è solo un atto estetico, ma anche etico”: Riccardo Muti aveva risposto così a chi gli chiedeva il perché di quel concerto nel carcere di Ravenna ad agosto 2018. Una lezione che i giovani della ‘sua’ Orchestra Cherubini, a meno di un anno di distanza, fanno propria, raccogliendo il testimone con 22 concerti in 13 luoghi della città e provincia destinati al volontariato, alla cura e al recupero delle persone, tra cui il carcere e l’ospedale.
‘La musica senza barriere’, che è anche un dono della Cherubini a Ravenna Festival nell’anno in cui se ne festeggia la 30/a edizione e alla città che è residenza estiva dell’orchestra, vedrà impegnate una varietà di formazioni da camera – quartetti d’archi, ensemble di viole o contrabbassi, duo di fiati, solisti e molto altro ancora – in programmi che spaziano da Bach, Mozart, Rossini a Nino Rota, Ennio Morricone, Hans Zimmer. Il primo appuntamento, domenica 2 giugno, è significativamente quello nel cortile esterno della Casa Circondariale di Ravenna

Mika, ora Ice Cream poi album e tourOra singolo, il 4/10 l’album My Name Is Michael Holbrock
31 maggio 201914:17
31 maggio 201914:17NEWSSuggerisciFacebookTwitterAltriA-AA+StampaScrivi alla redazioneMika torna con un nuovo singolo uscito in tutto il mondo. La nuova canzone Ice Cream è disponibile in streaming, download e in programmazione radiofonica. Ice Cream è preludio di un nuovo album e un nuovo tour. Scritto da Mika con Dan Black e prodotto da Mark Crew e Dan Priddy con Dan Black, è il primo singolo estratto dal suo nuovo album che verrà pubblicato da Polydor / Universal Music il 4 ottobre, dal titolo My Name Is Michael Holbrook. Frutto di due anni di scrittura tra le pareti domestiche tra Miami, Londra e la campagna toscana, My Name Is Michael Holbrook ci porterà a scoprire l’essenza dell’identità di Mika. A Novembre Mika porterà le nuove canzoni in tour: il Revelation Tour comincia a Londra il 10 Novembre, per proseguire in Spagna, Francia, Italia, Svizzera, Olanda, Belgio e Lussemburgo. Il tour italiano promosso da Barley Arts si articolerà in ben 12 tappe nelle grandi arene a partire dal 24 Novembre a Torino – Pala Alpitour.

Castello Racconigi, riapre parcoPer il crollo di alcuni alberi. Il 2 giugno la Straracconigi

CUNEO31 maggio 201912:52

– Riapre il 1 giugno dopo nove mesi, il grande parco del Castello reale di Racconigi, storica dimora dal 1997 patrimonio dell’Umanità Unesco con le altre residenze sabaude. Era chiuso dall’agosto 2018 per la caduta di alcuni alberi sul muro di cinta, a causa di un violento temporale.
La riapertura era stata annunciata nei giorni scorsi dal ministro Bonisoli dopo polemiche, appelli, interrogazioni parlamentari e persino un flash mob con 700 studenti mascherati che avevano occupato pacificamente la piazza davanti alla residenza.
Il parco, con circa 6 chilometri di viali, sorge a Nord del castello. Il giardino storico nel 2010 è stato nominato il Più bello d’Italia. Domani sarà aperto solo il primo anello, circa 2 km, con la scuderia dei Cavallini, la chiesetta e la dacia russa, l’imbarcadero, la grotta del mago Merlino. Entro luglio verrà aperto l’intero percorso.
Il 2 giugno è in programma la 16esima Straracconigi, marcia non competitiva che da due anni non si svolge nel castello.
Muti e Pollini al Ravenna FestivalI due maestri assieme nel nome di Mozart dopo 15 anni

RAVENNA31 maggio 201912:57

– L’incontro fra due giganti della musica mondiale, Riccardo Muti e Maurizio Pollini, sarà l’evento inaugurale, il 5 giugno alle 21 al Pala De André, della 30/ma edizione del Ravenna Festival. Un concerto attesissimo e unico poiché segna il re-incontro dopo 15 anni, l’ultima volta nel 2004 assieme alla Filarmonica della Scala, dei due celebri maestri. Come il precedente, anche in questa occasione la reunion avverrà nel nome di Mozart con due dei suoi più celebri Concerti per pianoforte e orchestra, il N.14 in mi bemolle maggiore KV 449 e il N.20 in re minore KV 466. Un compositore che entrambi gli artisti hanno sempre frequentato e del quale sono considerati i massimi interpreti. Con loro suoneranno i ragazzi dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, un complesso fondato da Riccardo Muti proprio nel 2004 e che ora dirigerà anche, in apertura e in chiusura di serata, nell’ouverture ‘Calma di mare e viaggio felice’ di Mendelssohn e nel ‘Bolero’ di Ravel.

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Campiello: la cinquina finalista
Per quinto libro necessario ‘spareggio’

PADOVA31 maggio 201917:52

Scelta, a Padova, la cinquina dei libri della 57/a edizione del Premio Campiello. Alla prima votazione con sette voti la giuria, presieduta da Carlo Nordio, ha indicato “Il gioco di Santa Oca” di Laura Pariani (La Nave di Teseo), alla seconda tornata sono state scelte “La vita dispari” di Paolo Colagrande (Einaudi) con sette voti e “Carnaio” di Giulio Cavalli (Fandango) con sei voti. Poi alla terza è passato “Lo stradone” di Francesco Pecoraro (Ponte alle grazie) con sei voti. Nulla di fatto dalla quarta alla sesta votazione e al ballottaggio, con il voto decisivo finale del presidente Nordio, è stato scelto “Madrigale senza suono” di Andrea Tarabbia (Bollari Boringhieri) che con sei voti ha superato “Il dono di saper vivere” di Tommaso Pincio (Einaudi) fermo a cinque. La Giuria ha conferito il premio Opera prima ad “Hamburg” di Marco Lupo (Il Saggiatore). Sabato 14 settembre a Venezia la cerimonia di premiazione del Campiello 2019 con i vincitori.
Musica su Bocche trasloca a CastelsardoFavata chiude polemica su antisemitismo, “Peace and love”

CAGLIARI31 maggio 201913:29

– Dave Liebman, Antonio Faraò e Marco Colonna, la contrabbassista Rosa Brunello, il jazz flamenco dello spagnolo Antonio Lizana e, per la prima volta in Italia, la pianista islandese Sunna Gunnlaugs. Sono i nomi di punta del cartellone di “Musica sulle Bocche”, dal 22 al 25 agosto, che per l’edizione 2019 cambia sede. Sarà il borgo di Castelsardo, sulla costa nord della Sardegna, con le sue terrazze vista mare ad ospitare il festival internazionale di jazz dopo l’uscita di scena del comune di Santa Teresa di Gallura, che dopo 18 anni ha deciso di sospendere la kermesse a seguito della polemica per la mancata partecipazione all’evento del musicista israeliano Eyal Lerner. Da qui le accuse di discriminazione e antisemitismo rivolte al direttore artistico del festival, Enzo Favata.
“Accuse pretestuose e messaggi privati resi pubblici illecitamente”, aveva replicato Favata che si è poi rivolto a uno studio legale per tutelare la sua immagine e quella della manifestazione.
Lucci, in Realiti lo show planetarioDal 5 giugno su Rai2 con Asia Argento, Aurelio Picca e Luchè
01 giugno 201910:48

Se la telecamera a secondo di come e con chi la usi “rischia anche di diventare una mitragliatrice”, Enrico Lucci tiene sempre a mente il suo personaggio fonte di ogni sua ispirazione il tenete Colombo “ha l’impermeabile con i buchi, la moglie che nessuno ha mai visto, sembra un deficiente poi alla fine fa una piccola domanda, un particolare che sembra insignificante, e te becca l’assassino”. Nell’era video social e delle Instagram Stories, al centro di uno spettacolo perennemente in diretta, tutti possono vivere le giornate come fossero celebrità, accrescendo ego e follower. Lucci tornerà a illuminare gli schermi di Rai2 dal prossimo mercoledì 5 giugno con un nuovo irriverente programma in diretta – presentato a viale Mazzini dal direttore di rete Carlo Freccero – che promette scintille, prodotto dalla stessa Rai2 in collaborazione con Fremantle, ideato da Umberto Alezio. Sarà una sorta di Truman Show italiano nel quale i protagonisti (anche celebri) saranno inconsapevoli di esserne per l’appunto protagonisti.
Realiti non a caso si fonda principalmente sulla smaniosa ricerca di fama e visibilità da parte dell’uomo del terzo millennio, un desiderio spesso fatale che non risparmia celebrità consacrate, politici, e divi, sportivi. Una dinamica resa capillare e virale dai social network, oggi più che mai tanto cruciali nelle nostre vite da condizionare finanche le elezioni e sostituire sempre più spesso, nel caso dei leader politici, i canali istituzionali ufficiali.
Tre “saggi”, che rappresentano le tante anime del paese, sociali, generazionali, geografiche – l’attrice e regista Asia Argento, il rapper in forte ascesa Luchè e lo scrittore irriverente Aurelio Picca e una giuria popolare – commentano i servizi in onda e si esprimono sui vari temi della puntata, con una parodia delle votazioni che ormai sono onnipresenti nei programmi televisivi. I protagonisti della giuria popolare sono dieci “consiglieri”: persone che vivono visceralmente il mondo dei social. Freccero su Realiti: “Mette in scena l’Italia del selfie, l’Italia di tutti quanti noi che pensiamo che l’unico valore sia il narcisismo. Andiamo contro la d’Urso, il mercoledì, è una scommessa; è nostro obbligo misurarci con chi vince”. Un esperimento “sociale e social” che coinvolge a livello crossmediale il pubblico giovane e non, che potrà interagire in diretta ed esprimere il proprio gradimento, diventando così parte attiva della classifica finale”. I concorrenti cambieranno di settimana in settimana, essendo scelti in base all’attualità, nessuna distinzione tra vip e non vip, politici e non politici, chiunque può essere protagonista.
E’ stata mostrata una clip di una puntata zero (ovvero che non andrà in onda visto che è in diretta ndr) con Matteo Salvini, Michela Brambilla, Mark Caltagirone, Luigi Di Maio, Nicola Zingaretti, Wanda Nara sono i concorrenti “inconsapevoli”. Al termine di ogni puntata il conduttore proclama il vincitore, ma con un colpo di scena a suo insindacabile giudizio, assegnerà un bonus e il suo voto sarà decisivo. E ‘un programma che mischia l’idiozia all’intelligenza” spiega con una punta di sarcasmo Lucci “per ogni concorrente ci sarà una clip di presentazione, li sceglieremo prendendo i loro video postati sui social, possibilmente per ogni scheda del concorrente ci sarà anche l’ultima cosa che ha pubblicato e da quello prenderemo spunto per capire dove siamo arrivati. E’ come se si autopresentassero sui social in base a quello che pubblicano continuamente, ma poi in studio ci saranno dei servizi di approfondimento legati alla tematica del personaggio ed ogni settimana avremo in studio un ospite”.Asia Argento aggiunge: “Sono venuta qui come giudice, sarei stata protagonista come concorrente visto che qualsiasi stronzata metto io sui social, diventa una questione da discutere. Mi sono cancellata da Instagram così da non influenzare con i cuoricini sul pubblico sovrano”. Argento

Mostre: Berardi, poeta dell’architetturaFiesole ricorda esponente razionalismo italiano a 30 anni morte
FIESOLE (FIRENZE)31 maggio 201915:28

– A 30 anni dalla morte Fiesole ricorda Pier Niccolò Berardi, pittore e architetto, esponente del movimento del razionalismo italiano, autore del Museo della Richard Ginori a Doccia e con il ‘Gruppo Toscano’, della Stazione ferroviaria di Santa Maria Novella a Firenze. ‘Un poeta dell’architettura – Pier Niccolò Berardi e Fiesole’, il titolo della mostra a lui dedicata e ospitata dall’1 giugno al 15 luglio al Basolato di Fiesole dove Berardi era nato nel 1904 e dove ha sempre continuato a vivere nonostante la sua attività si sia estesa all’Italia e all’estero: “Mentre progettavo queste case, pensavo soltanto alla mia Fiesole, ai contadini di quel luogo. Studiavo un modulo, una misura umana che nessuno prima aveva usato” diceva.
L’esposizione, a cura dell’architetto Marco Romoli, suo allievo e collaboratore, voluta dalla figlia Antonella Berardi, analizza le molteplici sfaccettature che hanno caratterizzato la sua opera, attraverso dipinti, progetti e fotografie.
“L’architettura è un’arte che si ricarica con la poesia” dichiarava Berardi e la mostra, oltre al legame con Fiesole, vuole porre l’accento proprio sul suo operare poetico, ispirato a una ricerca costante dell’armonia. Il suo laboratorio, a pochi passi dalla villa dove abitava, aveva un piano terra dedicato al mestiere di architetto, quello superiore alla pittura: progettare, dipingere e fotografare sono elementi che si compenetrano nel suo lavoro. La mostra, oltre a documentare il suo percorso come architetto – dal razionalismo italiano allo studio della casa rurale e dell’architettura contadina (realizzò una documentazione fotografica delle case coloniche in Toscana, su incarico di Giuseppe Pagano, per la mostra milanese alla Triennale del 1936) -, si sofferma sul Berardi pittore con una sezione dedicata ai suoi dipinti, paesaggi, marine, nature morte. Il 17 17 giugno, nella sala del Basolato, si terrà anche un incontro su Berardi con Cecilie Hollberg, direttore della Galleria dell’Accademia di Firenze, e Giorgio Bonsanti, presidente della commissione interministeriale Mibac-Miur sull’insegnamento del restauro e segretario generale dell’Accademia delle arti del disegno.

Labirinto Luzzati al Ducale GenovaFino al 3 novembre, omaggio il maestro genovese

GENOVA31 maggio 201915:45

– Un viaggio nella la vita e l’opera dello scenografo, pittore, illustratore, ceramista e costumista genovese Lele Luzzati, morto nel 2007. Si chiama “Labirinto Luzzati” la mostra allestita nel sottoporticato di Palazzo Ducale (1/6 – 3/11), a Genova. La mostra, curata da Sergio Noberini, è divisa in sezioni: gli esordi ispirati da Picasso e Paul Klee, il teatro tra colori e atmosfere fiabesche, il lavoro come arredatore per uffici pubblici e navi da crociera e l’esperienza nella ceramica. Senza dimenticare il legame con la cultura ebraica e il rapporto stretto e di lungo corso con il teatro della Tosse. L’idea di allestire la mostra a palazzo Ducale nasce dalla necessità di trovare uno spazio per le opere che si trovavano al museo Luzzati al porto antico, chiuso da un anno e con futuro incerto. “In attesa di una collocazione più idonea per le opere di questo pezzo di storia della nostra città – dice l’assessore alla Cultura del Comune Barbara Grosso – abbiamo pensato a una mostra temporanea di lunga durata”. Collegato alla mostra “Labirinto Luzzati” al Ducale l’apertura del laboratorio di Luzzati in vico Amandorla, vicino al teatro della Tosse. “Luzzati Lab – dal bozzetto al palcoscenico” sarà dedicata esclusivamente al lavoro scenografico del maestro. Lunedì 3 giugno, inoltre, in occasione del giorno di nascita di Luzzati agli omonimi giardini nel centro storico si svolgerà uno spettacolo teatrale e la “parata dei Tarocchi”, in omaggio a una delle creazioni più celebri dell’artista.

Leonardo, Madonna Benois a FabrianoIn Pinacoteca civica sino a fine giugno per Conference Unesco

FABRIANO (ANCONA)31 maggio 201915:46

– Sono attesi circa 10 mila visitatori da domani a fine giugno per la straordinaria esposizione della Madonna Benois, capolavoro giovanile di Leonardo, a Fabriano in occasione del XIII Annual Conference Unesco delle Città Creative Unesco. L’opera, proveniente dall’Ermitage di san Pietroburgo torna eccezionalmente in Italia dopo 35 anni: sarà esposta nella pinacoteca civica di Fabriano, a luglio sarà trasferita a Perugia. “Siamo onorati e molto felici – ha detto Maria Francesca Merloni, goodwill ambassador delle Città Creative Unesco durante l’anteprima per la stampa – È un grande privilegio esporre La Madonna Benois. Le Città creative si inchinano al genio di Leonardo, al suo messaggio di bellezza, che edifica e riscatta, all’apertura al mistero che un’opera così preziosa reca in sé”. La Pinacoteca civica è aperta tutti i giorni dalle 10 alle 20 e dal 10 al 16 giugno, in concomitanza con la Conference Unesco, dalle 10 alle 23.
Medimex, al via all’insegna di WoodstockSi parte con il film del 1970, poi incontri, libri e concerti
TARANTO31 maggio 201915:52N

– Inizierà il 4 giugno con la proiezione al Teatro Fusco del film ‘Woodstock – Tre giorni di pace, amore e musica’ (Michael Wadleigh, 1970) il Medimex Taranto 2019, International Festival e Music Conference promosso da Puglia Sounds della Regione Puglia con il Teatro Pubblico Pugliese.
In programma mostre come ‘Woodstock & Hendrix’, appuntamenti di formazione anche per professionisti, Music market, workshop, lezioni di musica anche con il maestro Beppe Vessicchio e il produttore degli U2, Marc Urselli, oltre a libri e concerti. Poi gli incontri con gli autori intervistati dal critico Ernesto Assante: il 6 giugno Frankie Hi Nrg Mc, Franco126 e Baron Wolman, il 7 Mezzosangue, l’8 Piero Pelù, Motta e Patti Smith.
Per i concerti, in cartellone anche Julielle, After Sex ed Editors (7 giugno), JoyCut e King Hammond e The Rude Boy Mafia e Liam Gallagher ex Oasis (8 giugno), i Kalàscima e Patti Smith (9 giugno). Il programma completo è stato presentato a Taranto alla presenza del governatore Michele Emiliano.
Pisa,a museo Grafica affreschi FarnesinaPercorso espositivo illustra campagna di analisi ai raggi X

PISA31 maggio 201915:52

– Dal 4 al 30 giugno, il museo della Grafica di Palazzo Lanfranchi, a Pisa, ospita la mostra ‘I colori della prosperità: frutti del vecchio e nuovo mondo’, che illustra i risultati di una campagna di analisi sugli affreschi della Loggia di Amore e Psiche della Farnesina a Roma, progettati da Raffaello. “Le analisi condotte con la tecnica della fluorescenza a raggi X – spiega una nota dell’università di Pisa – hanno approfondito la conoscenza dei materiali utilizzati e della tecnica esecutiva, evidenziandone aspetti finora inediti”. “La ricchezza delle specie vegetali ritratte – prosegue l’ateneo – ammonta a circa 170 entità botaniche. Eccezionale è poi la presenza di specie rare ed esotiche provenienti da tutti i continenti allora noti e in particolare delle specie americane ad appena 20 anni dalla scoperta del nuovo mondo”. Lungo il percorso espositivo i visitatori avranno a disposizione una postazione touchscreen per navigare tra le immagini della Loggia e vedere da vicino i particolari.
A Forte Marmi sculture di Helidon XhixhaPercorso di dodici opere in marmo e acciaio

FORTE DEI MARMI (LUCCA)31 maggio 201915:57

– Mostra a cielo aperto a Forte dei Marmi (Lucca) per lo scultore Helidon Xhixha.
Fino al 15 settembre, tra il lungomare e le vie della cittadina, si snoderà un percorso di dodici sculture monumentali realizzate in marmo e acciaio, tra cui Iconic Column presentata in anteprima, in dialogo con lo spazio urbano e il paesaggio circostante. ‘Steel and stone. The Energy of Matter’ il titolo della mostra, a cura di Beatrice Audrito.
Helidon Xhixha torna in Versilia per presentare il suo nuovo lavoro di ricerca. Un’indagine sulla luce nella sua interazione con la materia che l’artista ha condotto in questi anni progettando sculture ed installazioni dalla superficie specchiante in acciaio inox e più tardi in marmo. Un materiale al quale l’artista si avvicina nel 2016 quando, spinto dalla volontà di confrontarsi con i grandi scultori del passato, realizza una mostra personale a Pietrasanta sperimentando diversi tipi di marmo provenienti dalle cave del monte Altissimo dell’azienda Henraux.

Gipi protagonista a Palazzo Blu a PisaTorna nella sua città con ampia selezione di tavole originali

PISA31 maggio 201916:32

– E’ il fumettista Gipi il protagonista della mostra estiva di Palazzo Blu, il museo di arte contemporanea che si trova nel cuore del centro storico di Pisa.
Al secolo Gian Alfonso Pacinotti, nato a Pisa nel 1963, Gipi è un talento poliedrico e uno dei maggiori protagonisti della scena culturale italiana. La mostra, intitolata ‘Gipi. Storie d’artista’, resterà aperta dal 15 giugno al 13 ottobre.
L’esposizione propone un’ampia selezione di tavole originali (più di 90 disegni) da alcuni dei suoi maggiori successi: “Esterno notte”, “La terra dei figli”, “Appunti per una storia di guerra”. Una selezione di opere, curata da Giorgio Bacci, che permette di entrare nel mondo creativo dell’artista, in un susseguirsi appassionante di tecniche e stili differenti. Gipi è un fumettista, ma è anche scrittore, illustratore e regista. Nel corso degli anni ha ricevuto numerosi premi in prestigiosi concorsi letterari e artistici di caratura internazionale.
Ai Wei Wei nei laboratori del Teatro dell’Opera. Farà TurandotIn scena il 24 marzo del 2020. ‘Opera racconta contemporaneità’

31 maggio 201917:49

Ai Wei Wei ha visitato i laboratori di scenografia e la sartoria del Teatro dell’Opera di Roma in vista della collaborazione nata con il teatro per il quale firmerà regia, scene e costumi di una Turandot in scena il 24 marzo del 2020. “Non avrei accettato l’invito ad occuparmi di una regia lirica – ha detto Ai Wei Wei – perché mi sento piuttosto lontano dalla musica. Due sono gli aspetti che però mi hanno convinto. Uno generale, perché credo che l’opera racconti la contemporaneità, i problemi culturali e politici di oggi narrati, in questo caso, attraverso Turandot”. “Credo sia indispensabile programmare un teatro attento a tutti i fermenti artistici contemporanei – ha aggiunto il sovrintendente Carlo Fuortes – e sempre alla ricerca del nuovo. E così, volendo proporre una nuova regia di un lavoro amatissimo come Turandot, ho ritenuto che la rilettura attuale da parte di uno degli artisti contemporanei più affermati, Ai Wei Wei nato e cresciuto in Cina, potesse risultare di grandissimo interesse”.
”Del resto – ha aggiunto Fuortes -il Teatro dell’Opera di Roma, fin dalla sua nascita nel 1880, ha avuto nel proprio DNA il dialogo con le arti e gli artisti contemporanei. Nei primi decenni del Novecento, sono stati qui Picasso, Cocteau e Bakst, negli anni Sessanta altri celebri nomi come De Chirico, Cagli, Scialoja, Manzù, Kokoschka, Guttuso e Calder. Con questo progetto il nostro teatro continua dunque un dialogo ininterrotto tra l’opera e i grandi artisti internazionali”.
Ha poi spiegato ancora Ai Wei Wei, che a legarlo a quest’opera in particolare c’è anche un motivo biografico: ”L’altro motivo per cui sono legato proprio a quest’opera – ha detto – è che circa 30 anni fa mio fratello ed io eravamo a New York, giovani e squattrinati studenti. C’era un’occasione di fare le comparse al Met: l’opera era la Turandot, regia di Zeffirelli. E questo me la rende familiare”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Grandi interpreti al Morlacchi a Perugia
Cartellone con prosa e musica con Piovani e Fresu

PERUGIA31 maggio 201919:04

– Quello del teatro Morlacchi di Perugia è stato un palco calcato negli anni dai più grandi artisti della scena nazionale e internazionale e ciò si ripeterà anche per la prossima stagione di prosa. Protagonisti del nuovo cartellone saranno gli attori Silvio Orlando, Umberto Orsini, Eros Pagni, Michele Riondino, Giuseppe Battiston e Neri Marcorè, i registi Lucia Calamaro, Antonio Latella, Andrea Baracco, Alessandro Serra, Moni Ovadia, Alessio Boni, ma anche musicisti come Nicola Piovani e Paolo Fresu.
La stagione 2019-2020 è stata presentata a Solomeo, a casa del presidente del Teatro stabile dell’Umbria Brunello Cucinelli. Di “programma che vuole rendere omaggio a oltre quarant’anni di storia di questa istituzione” ha parlato il direttore dello Stabile Nino Marino sottolineando poi che quelle precedenti “hanno da sempre puntato alla qualità esaltando la pluralità delle poetiche, dei generi e dei linguaggi”.
Cucinelli, con Bezos senza telefonino”Passeggiato a Solomeo come Platone” racconta imprenditore

PERUGIA31 maggio 201919:15

– “Nessuno di loro aveva il telefonino. Sono rimasto molto colpito da questo. Per tre giorni abbiamo così discusso di temi meravigliosi, passeggiando come Platone e progettando per l’umanità”: Brunello Cucinelli, nella sua Solomeo in occasione della presentazione della stagione del Teatro Morlacchi di Perugia, è tornato anche a parlare della visita di Jeff Bezos e degli altri grandi protagonisti della Silicon Valley.
Grazie ai “tre giorni senza telefono” nel borgo dove ha sede l’azienda dell’imprenditore del cashmere, Bezos e gli altri “ragazzi”, come li ha chiamati Cucinelli, “hanno portato a casa il valore di una terra speciale, fatta di spiritualità e intimità”.
“Non perdiamo anche noi l’amore per la nostra terra” ha commentato Cucinelli.
Sky: un milione di famiglie sceglie Sky Q.L’innovativa esperienza di visione è entrata nella quotidianità di numerose famiglie

1 maggio 201920:38

Sky festeggia un milione di clienti che ha già scelto Sky Q. L’innovativa esperienza di visione targata Sky è entrata nella quotidianità di numerose famiglie, reinventando completamente il modo di vivere la TV. In tantissimi continuano a sorprendersi per tutto ciò che possono fare con Sky Q, come controllare la TV con la voce, guardare i programmi preferiti in ogni stanza della casa, interrompere la visione e riprenderla su qualsiasi schermo, seguire i suggerimenti su cosa vedere in base ai propri gusti, e sfruttare al massimo il televisore con la definizione del 4K HDR. A un anno e mezzo dal lancio, Sky Q ha quindi raggiunto un milione di famiglie ed è sempre in evoluzione grazie alle tante funzionalità che lo arricchiscono continuamente. Grazie al Multiscreen Wireless, Sky Q ha trasformato la casa di coloro che lo hanno già provato in un ambiente perfettamente integrato su tutti gli schermi.Tutti i televisori di casa, infatti, possono avere la stessa esperienza di visione della tv principale senza cavi aggiuntivi, oltre all’app Sky Go per i clienti Sky Q disponibile su tablet e smartphone. Poi una sempre più ampia programmazione in 4K HDR, e l’originalità del Controllo vocale che sorprende ancora i clienti Sky Q: basta premere il tasto microfono posto sul lato del telecomando e, con il solo uso della voce, si possono ricercare programmi per titolo, attore, regista o per citazione, controllare la TV cambiando canale, andare avanti o indietro, mettere in pausa, o aprire le app. E proprio le app YouTube, DAZN, Spotify e Vevo sono disponibili nella sezione App di Sky Q in modo semplice e immediato. Fino ad arrivare ai suggerimenti personalizzati: Sky Q, infatti, dà anche consigli sui programmi da vedere in base alle abitudini di visione e ai gusti personali. Le emozioni del milione di famiglie che ha scelto Sky Q sono al centro della campagna di comunicazione on air dal 1 giugno. Il racconto è incentrato su come Sky Q ha cambiato le abitudini di numerosi clienti e ha reso più semplici e ‘migliori’ i momenti di vita quotidiana, grazie alle tante funzioni adatte alle esigenze di ognuno. La campagna prevede un promo in onda sui canali Sky per tutto il mese di giugno, ledwall all’aeroporto di Linate e una serie di attività direct.
Hit parade, al vertice UrsoSeconda Giordana Angi, Izi scivola in quarta posizione

1 maggio 201920:56N

– Incoronato dall’edizione 2019 di Amici, il tenore Alberto Urso con l’album ‘Solo’ sale in vetta alla classifica dei dischi piu’ venduti della settimana, secondo le rilevazioni Fimi/Gfk. Lo segue a ruota Giordana Angi con ‘Casa’, anche lei finalista al talent di Maria De Filippi su Canale 5. Saldo al terzo posto Ultimo con ‘Colpa delle favole’, anche in nona posizione con Peter Pan. Mentre slitta dal primo al quarto posto il rapper genovese Izi tornato dopo due anni di silenzio con il disco Aletheia e dal secondo al decimo Vinicio Capossela e le sue ‘Ballate per uomini e bestie’. Super balzo in quinta posizione per Dark Polo Gang con il nuovo album ‘Trap Lovers Reloaded’. Nuovo ingresso al sesto per il poliedrico rapper napoletano Coco con ‘Acquario’ mentre mantengono la settima e l’ottava posizione la rivelazione Billie Eilish con ‘When we all fall asleep, where do we go?’ e Salmo con ‘Playlist’.[ Tra i singoli sempre al primo posto Charlie Charles con Calipso (with Dardust).
Irene Grandi torna con nuovo album, ‘Grandissimo”E’ un viaggio che rappresenta i miei 25 anni carriera’

FIRENZE01 giugno 201910:51

S’intitola ‘Grandissimo’ l’ultimo album di Irene Grandi che celebra i 25 anni di carriera della cantante fiorentina, con 16 brani divisi in tre capitoli, da ‘leggere’ come se fossero un romanzo. Il disco è stato presentato a Firenze davanti a una sala gremita di fan.
“In questo album ho potuto raccontare un percorso – ha raccontato Grandi – un viaggio che rappresenta i miei primi 25 anni”, “c’è una prima parte che ho chiamato ‘inedita’ proprio perché mi sento nuova, poi una di duetti perché se questa è la festa per i miei 25 anni mi sembrava importante condividerla con gli altri, la terza parte è quella dei live in una versione molto rock”. Tra i cantanti presenti Carmen Consoli, Fiorella Mannoia, Levante e Loredana Bertè. Questo disco per Grandi “è come un mosaico degli episodi che penso siano i più importanti di questi anni in cui ho sperimentato tanto. Finché non hai messo tutti i tasselli fai fatica a vedere cosa verrà fuori, ma alla fine viene fuori un ritratto, una figura molto chiara”.
Vasco presenta il nuovo tour, canto per restare vivoSei concerti a Milano e 2 a Cagliari, ‘mai nessuno come me’

1 giugno 201910:40

“Sei volte allo stadio San Siro, non lo aveva mai fatto nessuno. Neppure Vasco Rossi”. Gli occhi azzurri sono nascosti dietro lenti specchiate d’oro ma mentre pronuncia questa battuta e’ tutto il volto a illuminarsi. Vasco, “l’unica rockstar italiana” (come ripete a se stesso sorridendo) presenta a Milano il nuovo tour dei record e nella stanza sembra l’unico davvero sorpreso. “Non mi sarei mai aspettato di arrivare a tanto, non immaginavo neppure un decimo del successo ottenuto. E invece guardatemi, sono ancora qui, sono vivo e sto anche bene”, rassicura il giorno prima della partenza di ‘Vasco Non Stop Live 2019’, sei concerti allo stadio di Milano (1, 2, 6, 7, 11 e 12 giugno) e due appuntamenti a Cagliari (il 18 e 19 giugno). Sono passati 29 anni dalla prima volta a San Siro, era il 10 luglio 1990 e quel pezzo di storia si chiamava ‘Fronte del palco’. “Quell’anno ci fu la rivoluzione copernicana dei concerti in Italia, prima di allora solo gli stranieri come Bob Marley avevano riempito gli stadi, a noi toccavano i palasport o, al massimo, le curve. E poi feci 75mila persone. Posso dire di aver fatto costruire io il terzo anello. Invece per questo tour abbiamo venduto quasi tutti i biglietti in un’ora. Incredibile”. Da quel 1990 il Paese si e’ trasformato, perfino la disperazione ha un’altra faccia. “Ora mi sembra piu’ cupa, senza speranza – racconta -. O forse sto semplicemente invecchiando e vedo le cose diversamente. Per il resto sono uguale, con le stesse paure e ansie di allora”. Una cosa pero’ e’ cambiata, la vita spericolata ha fatto posto a quella sana, trascorsa in parte a Los Angeles, dove il sabato e’ solito organizzare una festicciola con amici: “Vado a letto presto, chi lo avrebbe mai detto”. Proprio lui, quello che nel 1981 cantava l’inno di chi andava a letto la mattina presto e si svegliava con il mal di testa. Eppure li’, dall’altra parte dell’Oceano, Vasco puo’ finalmente essere un uomo come tutti. “Il mio lusso e’ diventare nessuno, cosi’ posso finalmente guardare le persone senza essere fissato. In Italia, quando vado in qualche posto, dico sempre ‘sono in rappresentanza del mito'”. Non e’ stato sempre cosi’, Vasco non dimentica gli anni – tanti – in cui “i giornalisti mi hanno preso a schiaffi”, anni in cui la stampa lo ha trattato come un reietto, uno da evitare. E’ diffidente, misura le parole delle risposte, affida i suoi pensieri alle canzoni e la scaletta del concerto e’ un monologo di due ore e mezza. Aprira’ la sua messa rock con “Qui si fa la storia”, l’invito “a scappare fuori di qui” urlato dalla sua voce roca e dalle chitarre elettriche. Continuera’ con “Mi si escludeva”, scritto nel 1996 ma attualissimo per la capacita’ di raccontare chi e’ messo da parte. Stessa potenza concettuale per la terza, “Buoni o cattivi”, due categorie che Vasco conosce e ha raccontato bene. Ma evita di rispondere a chi gli chiede quali siano i cattivi di oggi: “Lo sappiamo tutti, io non faccio politica”. Torna subito sul binario della musica, spiega che sara’ un “tour dal taglio punk-rock, un concerto duro e puro: i tempi sono duri, io sono puro”. E allora ecco che lo show prosegue con “La verita’”, perfetta in un tempo in cui regna quella che lui definisce “post verita’, dove una bugia ripetuta diventa realta’”. Ventinove canzoni per celebrare 29 anni. E’ la resistenza di Vasco. “Cantare e’ il mio modo per restare lucido, per restare in forma. Insomma, per restare al mondo”.

Ballando con le stelle: trionfa Lasse Matberg, super Milena VukoticLo show del sabato sera condotto da Milly Carlucci su Rai1 è stato il programma più visto della prima serata

01 giugno 201915:49

Vince l’edizione 2019 di Ballando con le stelle la coppia formata dal norvegese Lasse Matberg e dalla ballerina Sara Di Vaira. Secondi l’attore Ettore Bassi e la ballerina Alessandra Tripoli. Terzo posto per l’attrice Milena Vukotic, ritenuta la vincitrice morale della competizione, e il ballerino Simone Di Pasquale. Lo show del sabato sera condotto da Milly Carlucci su Rai1 è stato il programma più visto della prima serata di ieri e si aggiudica il prime time con 4.704.000 telespettatori e uno share pari al 26.4%. La Rai sottolinea anche il suo successo sui social dov’è risultato il programma più commentato della serata con oltre 537mila interazioni. Su Facebook con oltre 70mila interazioni è stato il più commentato dell’intera giornata.

Uffizi:da 4 giugno tornano aperture seraFino al 24 settembre, ogni martedì
FIRENZE01 giugno 201911:29

– Gli Uffizi visitabili di sera, per una passeggiata tra i capolavori dell’arte o anche per un aperitivo, sulla terrazza del museo collocata sopra la Loggia dei Lanzi. Tornano dal 4 giugno le aperture serali estive del museo: fino al 24 settembre, ogni martedì sarà possibile entrare nella speciale fascia oraria delle 19-22 (unica eccezione il 13 agosto, data in cui non sarà attiva l’apertura). Il prezzo del biglietto sarà 20 euro, lo stesso per l’ordinario accesso al museo previsto nel periodo annuale di alta stagione.
Marco Carta arrestato pe furto aggravatoRubate magliette per 1200 euro alla Rinascente di Milano

01 giugno 201912:01

– Una notizia che lascia increduli i numerosi fans: il cantante Marco Carta è stato arrestato ieri sera, assieme a una donna di 53 anni, per furto aggravato nella Rinascente di piazza del Duomo a Milano. Stava uscendo dal grande magazzino con sei magliette del valore di 1.200 euro a cui aveva tolto l’antitaccheggio, ma non la placchetta flessibile che ha suonato all’uscita.
Arrestato dalla Polizia locale, per il vincitore di Sanremo, Amici e Tale e Quale Show, 34 anni, ieri sera sono stati disposti gli arresti domiciliari.
Nuovi spazi casa Puccini Torre del LagoInaugurato primo piano villa dove visse maestro

Nuovi spazi casa Puccini Torre del LagoInaugurato primo piano villa dove visse maestro

TORRE DEL LAGO (LUCCA)01 giugno 201912:13

– Nuovi spazi aperti al pubblico nella villa dove Giacomo Puccini visse per 20 anni a Torre del Lago (Lucca): ieri, dopo il restauro, è stato inaugurato il primo piano della dimora, oggi museo, con vista sul lago di Massaciuccoli.
I lavori eseguiti nella villa, che appartiene alla Fondazione Simonetta Puccini per Giacomo Puccini, hanno riguardato dal tetto alle decorazioni murarie e agli arredi. Già visibile da alcuni anni la camera del maestro, aprono ora al pubblico lo studio di Puccini, una camera per gli ospiti, una stanza lavabo, un salottino e la cosiddetta ‘stanza airone’, ovvero la camera da letto del figlio Antonio che conserva mobili e oggetti provenienti dalla casa natale del compositore a Lucca. “Aprire il primo piano, entrare nell’intimità del maestro, vedere gli spazi che abitava e che hanno fatto da cornice alla sua musica è una grande opportunità – commenta l’assessore alla cultura del Comune di Viareggio Sandra Mei -. Si amplia così l’offerta culturale di Viareggio e la Villa Puccini entra di diritto nel circuito museale della città”. Gli interventi di allestimento e ripristino della Villa Museo proseguiranno, al fine di rendere accessibili tutti i vani della dimora, e saranno affiancati dal completamento del Polo Pucciniano che sorgerà nell’edificio confinante con la dimora, un tempo adibito ad albergo ed acquistato da Simonetta Puccini per realizzarvi un archivio, una biblioteca, un auditorium, una sala multifunzionale per mostre, uffici e locali di servizio per il museo e una foresteria con camere per gli ospiti.

“Con il Cuore, nel nome di Francesco”Evento di solidarietà dei frati di Assisi, il 10 giugno su Rai1

ASSISI (PERUGIA)01 giugno 201912:16

– Al via la campagna di solidarietà dei frati del Sacro Convento di Assisi “Con il Cuore, nel nome di Francesco” che da 17 anni aiuta e sostiene poveri e dimenticati dal mondo. Fabrizio Moro, Francesco Renga e Renzo Arbore con l’Orchestra Italiana sono i primi di una lunga lista di artisti che parteciperanno alla serata benefica che si terrà lunedì 10 giugno alle 20.35 nella piazza inferiore della Basilica di San Francesco. L’evento che unisce musica, cultura, solidarietà e fraternità sarà condotto, per il dodicesimo anno consecutivo, da Carlo Conti e trasmesso in diretta tv su Rai1 e in diretta radiofonica su Rai Radio1.
Sarà possibile donare con sms e chiamate da rete fissa al 45515 dal 1 giugno al 1 luglio. Si tratta di una maratona di beneficenza – spiegano i francescani – per aiutare e sostenere progetti a favore delle famiglie più povere in Italia, dei portatori di handicap in Africa e delle missioni francescane nel mondo”.
Il direttore della Sala stampa del Sacro Convento di Assisi, padre Enzo Fortunato, ha invitato “gli italiani a credere ancora nella solidarietà perché non c’è più bel gesto che donarsi agli altri. I poveri ci ricordano la bellezza della nostra umanità quando ci prendiamo cura di loro”.
L’iniziativa è promossa dal Sacro Convento di Assisi e dall’Istituto per il Credito Sportivo.

Marco Carta fermato per furto, processo a settembre Era stato fermato per furto aggravato, insieme ad una donna

MILANO02 giugno 201908:43

E’ stata fissata a settembre la prima udienza del processo a Marco Carta, arrestato venerdì alla Rinascente per furto aggravato insieme a una donna di 53 anni e che resta indagato. Il giudice non ha convalidato l’arresto del cantante, al contrario di quello della donna. Per nessuno dei due sono state disposte misure cautelari.”E’ totalmente estraneo. Marco è una bravissima persona – ha detto il suo avvocato, Simone Ciro Giordano, ai microfoni dopo l’udienza -. Il giudice ha acclarato ciò nell’ordinanza in cui non ha convalidato l’arresto e non ha applicato alcuna misura cautelare”. “Carta è felice – ha aggiunto – E’ stato contentissimo”.Poi parla lo stesso cantante: “Un vecchio proverbio diceva ‘male non fare, paura non avere’, ho continuato a ripetermelo in attesa di vedere il magistrato e ho fatto bene a ripetermelo e ad aver fiducia nella magistratura che ha riconosciuto la mia totale estraneità ai fatti”, dice Carta, che sottolinea: “Sono onesto, non rubo”. E lancia un appello: “Sono molto scosso spero e mi auguro con tutto il cuore che la stampa e il web diano alla notizia della mia estraneità al reato di furto aggravato la stessa rilevanza che hanno dato all’arresto”.  “Le magliette – ha detto ancora – non le ho prese io, l’hanno visto tutti. Il giudice ha capito, ora sono un po’ scosso perché non sono abituato a queste cose”, ha detto ancora, uscendo dall’aula del Tribunale di Milano dove si è tenuta l’udienza.Ma chi le ha rubate? Gli hanno chiesto i giornalisti. “Non mi va di dirlo. Non faccio la spia. Non sono stato io questa è la cosa più importante e sono felice di poterlo dire” ha risposto il cantante precisando che “magari ne approfitterò per chiarire bene sui social”. IL POST DI CARTACarta era stato fermato venerdì sera, insieme a una donna di 53 anni, per il furto di sei magliette del valore di 1.200 euro. Era stato tolto l’antitaccheggio, ma non la placchetta flessibile che ha suonato all’uscita. Arrestato dalla Polizia locale, per il vincitore di Amici e poi di Sanremo 2009 e Tale e Quale Show nel 2017, erano stati disposti gli arresti domiciliari.Marco Carta ha 34 anni, è nato a Cagliari il 21 maggio 1985. Da piccolo, ad 8 anni, perse il padre, malato di leucemia, e poi la madre, a causa di un tumore. Insieme al fratello è stato quindi cresciuto dalla nonna materna. Il 28 ottobre 2018, nel programma televisivo Domenica Live, fa coming out, dichiarando pubblicamente la propria omosessualità. Carta deve il suo successo al talent Amici di Maria De Filippi, che lo ha fatto conoscere al grande pubblico. Poi nel 2009 arrivò primo a Sanremo con il brano La forza mia. Nel 2014 il brano Splendida ostinazione è disco d’oro.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

XFactor 2019 in giuria con Mara 3 novità
Cattelan sempre alla guida. Direttore creativo Simone Ferrari

01 giugno 201912:41

– X Factor riparte da una giuria quasi completamente rivoluzionata: il tavolo dell’edizione 2019 del talent di Sky prodotto da Fremantle ritrova la sua punta di diamante Mara Maionchi e accoglie tre nuovi giudici: la cantautrice Malika Ayane, il cantante, autore e frontman dei Subsonica Samuel e la rap-star Sfera Ebbasta. Alessandro Cattelan, per il nono anno consecutivo alla guida del programma, da questa stagione entra a far parte della squadra degli autori come creative producer dello show. Confermato alla direzione creativa Simone Ferrari. Mara, che qualche tempo fa aveva detto di essere stanca, spiega i motivi del suo ripensamento: “Questo programma mi crea tempesta emotiva tanto quanto gioia e voglia di fare. Alla mia età il lavoro non solamente nobilita ma motiva e… rinfresca. E chi non la vuole rinfrescatina a 78 anni?”.
Petrenko e i Berliner primo cd nuova eraGrandiosa ‘Patetica’. Maestro guiderà l’Orchestra da agosto

01 giugno 201912:43

– Una grandiosa esecuzione della Sinfonia n. 6 “Patetica” di Peter Ilyich Tchaikosvky è racchiusa nel cd che documenta la prima volta di Kirill Petrenko alla guida dei Berliner Philharmoniker, dopo la sua nomina a direttore principale. Il maestro russo naturalizzato austriaco è stato scelto dalla prestigiosa orchestra sinfonica nel giugno 2015 e assumerà l’ incarico dal prossimo agosto con l’ inizio della stagione 2019/2020. La prima prova discografica, sotto l’ etichetta Berliner Philarmoniker Recordings, propone il concerto registrato nel marzo 2017 alla Philharmonie di Berlino. “Questa performance – ha detto Olaf Maninger, violoncellista principale ed esponente del Media Board dei Berliner – ha visto il culmine di tutte le qualità del nostro lavoro artistico insieme. Prove intense e lavoro concentrato su timbro, colore e fraseggio, hanno portato a un fare musica che nasce interamente sul momento, pieno di impegno, energia ed emozione”.
Eschilo d’oro a Vanessa RedgravePremio Inda sarà consegnato il 12 giugno nel teatro di Siracusa

IRACUSA01 giugno 201912:59

– È stato assegnato all’attrice premio Oscar Vanessa Redgrave il premio ‘Eschilo d’oro’ promosso dalla Fondazione Inda; l’attrice lo riceverà il 12 giugno nel Teatro Greco di Siracusa. Lo rende noto il sovrintendente dell’Inda Antonio Calbi.
Muti apre Sagra Musicale MalatestianaSvelato il programma della 70/a edizione della kermesse riminese

BOLOGNA01 giugno 201913:20

– Sarà il maestro Riccardo Muti alla guida dell’ Orchestra Giovanile Luigi Cherubini con una selezione da Le Nozze di Figaro di Mozart ad aprire il 3 agosto, al Teatro Galli di Rimini la Sagra Malatestiana giunta alla 70/a edizione e che vedrà, tra gli appuntamenti di spicco, quello con sir Simon Rattle, successore di Claudio Abbado sul podio dei Berliner Philharmoniker, alla testa della London Symphony Orchestra in un programma che spazia dalle Danze ungheresi di Johannes Brahms alla Seconda Sinfonia di Sergej Rachmaninov. Nella città romagnola, ancora si esibirà la Rotterdam Philharmonic Orchestra guidata da Lahav Shani con Petrushka di Stravinkij e La Valse di Ravel e il Concerto per violino in sol minore di Bruch che vedrà la partecipazione della giovane Vilde Frange. Sul podio, tra gli altri, Jordi Savall che affronterà la Terza e la Quinta Sinfonia di Beethoven e il maestro venezuelano Gustave Dudamel con un programma incentrato sulla Seconda Sinfonia di Schubert e la Seconda Sinfonia di Brahms.
Al via 26/6 Mystfest Festival del GialloTorna a Cattolica la kermesse giunta alla 46/a edizione

BOLOGNA01 giugno 201913:24

– Torna, dal 26 al 30 giugno a Cattolica, nel Riminese, MystFest il Festival Internazionale del Giallo e del Mistero che vive il suo apice nell’attribuzione del ‘Premio Gran Giallo Città di Cattolica’, giunto quest’anno alla 46/a edizione. Sono 110 i lavori pervenuti alla segreteria del Premio: le regioni più rappresentate l’Emilia-Romagna e il Lazio on 18 partecipanti, seguite dalla Lombardia con 15.
La premiazione del racconto vincitore avverrà sabato 29 – a incoronarlo una giuria composta da Cristiana Astori, Annamaria Fassio, Franco Forte, Carlo Lucarelli, Valerio Massimo Manfredi, Marinella Manicardi e Simonetta Salvetti – insieme alla proclamazione vincitore del Premio Alberto Tedeschi 2019 per il miglior romanzo giallo intitolato al fondatore de Il Giallo Mondadori. Alla kermesse parteciperanno giallisti di fama mondiale, registi, attori, musicisti e performer. L’immagine del MystFest 2019 è stata creata da Alessandro Baronciani, fumettista, illustratore e musicista.

Stella Pende torna in tvRiparto da Giappone e da padri separati privati d’affetto figli

01 giugno 201915:11

“Io sono contenta solo quando sono in aeroporto con un biglietto in mano. Spero ancora alla mia età, dopo tanti anni che faccio questo mestiere, che accedere un faro su una storia, un argomento può ancora fare la differenza, aiutare a cambiare il corso degli eventi”. Stella Pende non è una giornalista qualsiasi, ma uno degli ultimi inviati che credono ancora nell’autenticità del giornalismo e in una breve conversazione telefonica parla di Confessione Reporter, storico approfondimento giunto quest’anno alla dodicesima edizione, che da martedì 4 giugno torna in onda con cinque appuntamenti in seconda serata su Retequattro. Con tante nuove inchieste in tutto il mondo dal Giappone alla Gran Bretagna fino alla Romania. “La nuova serie – rivela – apre con un reportage dal Giappone, per parlare del dolore dei papà violentemente separati e privati dell’affetto dei loro bambini.
Padri che dopo il divorzio sono completamente cancellati dalla vita della famiglia”.

Estate tra Vasco, Jova, Ligabue, PausiniTra gli stranieri i più attesi sono Ed Sheeran, Muse, Take That

01 giugno 201915:12

– L’estate comincia a scaldare i motori, se non a livello meteorologico, almeno quando si parla di musica. Pioggia permettendo, fervono i lavori per i live dell’estate, mai come quest’anno in mano agli artisti italiani, scesi in campo, anzi sul prato, con l’artiglieria pesante. Gli stadi sono stati requisiti da Vasco Rossi, poi da Ligabue, Laura Pausini in accoppiata con Biagio Antonacci, dal giovane Ultimo, che chiude una stagione coi fiocchi nell’Olimpico della sua Roma. Jovanotti ha stupito tutti, non senza qualche strascico polemico ambientalista, per aver scelto la festa in spiaggia.
Mentre i gladiatori del Circo Massimo, che ogni estate ospita un evento clou, quest’anno saranno i TheGiornalisti. Ma non mancano le star straniere: tra i più attesi ci sono Ed Sheeran, i Muse, Sting, Eddie Vedder, i Take That. Idealmente è Vasco ad aprire le danze, sfidando il meteo, ma soprattutto se stesso: 6 date a San Siro, il primo e il 12 giugno. Nessuno finora era riuscito a fare altrettanto.
A Cesarea riescono volte porto di ErcoleAccoglieranno i visitatori raccontando le meraviglie del regno

CESAREA01 giugno 201915:12

– Dopo cinque anni di scavi e di complessi lavori di restauro, sono stati ora aperti al pubblico ampi locali costruiti duemila anni fa da Erode il Grande a Cesarea, il principale porto del regno di Giudea. Si tratta di quattro possenti volte a botte – alte 7,5 metri e larghe 5 metri, per 21 metri di profondità – utilizzate in origine come magazzini nel molo del porto. Erano alla base del Tempio di Augusto, l’imperatore a cui Erode aveva dedicato il porto, in quello che all’epoca era il cuore pulsante della città. Oggi sono state trasformate dalla Società per lo sviluppo di Cesarea in un Centro per visitatori, grazie a finanziamenti per 150 mln di shekel (35 mln di euro) da parte della fondazione dei Rothschild. “Il restauro della volte – hanno spiegato all’inaugurazione – e’ stato complesso perche’ esistevano preoccupazioni per la loro stabilità. Durante i lavori è stato notato che una parte delle volte originali era crollata e ricostruita in epoca bizantina con sistemi originali di edificazione”.

Bonisoli, nuove linee guida volontariFirmato un atto d’indirizzo

1 giugno 201915:14N

– Arrivano nuove linee guida “a tutela” dei volontari impiegati nei musei. Lo annuncia il ministro della cultura Bonisoli, che oggi ha firmato un atto d’ indirizzo con nuove regole per l’individuazione degli enti del Terzo settore con cui attivare convenzioni. “A breve – dice Bonisoli – il Mibac predisporrà uno schema di bando per regolamentare nel dettaglio le convenzioni tra le associazioni di volontariato.
Sarà fatta anche una verifica sui bandi pendenti con revoca di quelli che non corrispondono all’atto d’indirizzo”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Cannabis e moria delfini a Cin
Anteprima docufilm di Gianluca Marcon in piantagione in Abruzzo

SATORINO01 giugno 201916:37

– Anteprime di grande interesse come ‘Terre di cannabis’ di Gianluca Marcon, girato in Abruzzo, storia di una campagna abbandonata che risorge con le coltivazioni di canapa recentemente legalizzate e il lavoro degli immigrati, e film cult come ‘The Cove. La baia dove muoiono i delfini’ di Richard O’Barry (in giuria), animano il primo week end del 22/o CinemAmbiente, il più noto festival di cinema ambientalistico italiano, aperto oggi al Massimo di Torino. Il documentario di Marcon racconta di Jacopo, che dopo aver girato il mondo e provato delusioni, torna nel sua terra d’origine, in Abruzzo, per coltivare, con successo, la canapa ad uso terapeutico. Un tema, questo, in questi giorni sulle prime pagine dei giornali per via della sentenza della Cassazione che ha sancito che la cannabis light è droga.
Tra gli altri film di oggi anche un documentario di Chef Rubio, ‘#SaveGorrillas’, sulle compagne per salvare i gorilla.
Il festival prosegue fino al 5 giugno con 140 film da 28 nazioni.
Imagine Dragons, unica data a FirenzeIl 2 giugno, inaugurano l’estate al Visarno arena

FIRENZE01 giugno 201916:38

– Saranno gli Imagine Dragons a inaugurare l’estate in musica della Visarno Arena di Firenze, domenica 2 giugno. Il concerto di Firenze è l’unica data europea del tour 2019 della band americana.
Gli Imagine Dragons approdano a Firenze a pochi mesi dall’uscita di Origins, quarto album del gruppo, che arriva 16 mesi dopo l’uscita del precedente Evolve ed è stato concepito come una sorta di disco gemello, continuandone le sperimentazioni sonore. “Si tratta di cercare nuovo terreno ma anche di apprezzare le tue origini – ha affermato Dan Reynolds, il cantante della band che comprende anche il chitarrista Wayne Sermon, il bassista Ben Mckee e il batterista Daniel Platzman -, “quando creiamo, lo facciamo senza vincoli, né regole. Per noi è emozionante fare musica sempre nuova e diversa”.
Ad aprire l’appuntamento fiorentino di Imagine Dragons, alle 17, saranno Jake Bugg, Fil Bo Riva e Birthh. Alle 21 poi il concerto della band americana.
Elena Soffia Ricci al Giffoni Film FestIncontrerà i giurati, per lei anche il Premio Giffoni Experience

ALERNO31 maggio 201912:19

– Elena Sofia Ricci sarà al Giffoni Film Festival in programma dal 19 al 27 luglio a Giffoni Valle Piana (Salerno).
Attrice dai mille volti: quello impegnato del teatro – l’ultima tournée con Vetri rotti di Arthur Miller – quello acclamato della fiction – basti pensare al grande successo su Rai1 per Che Dio ci aiuti 5 nei panni di Suor Angela – quello del cinema con cui conquista nel 2018 il terzo Nastro d’Argento – assegnato dal Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici – e nel 2019 il terzo David di Donatello come migliore attrice protagonista per il ruolo di Veronica Lario in Loro di Paolo Sorrentino. Venerdì 26 luglio, incontrerà i giurati della 49esima edizione del Gff per condividere con loro domande e curiosità. Ad accoglierla in Sala Truffaut non solo il calore e l’affetto dei ragazzi ma anche il Premio Giffoni Experience Award. I masterclassers della sezione Cult, invece, avranno l’opportunità di seguire con lei una lezione di cinema e interpretazione di recitazione.
Ron Howard racconta Pavarotti, il mito ‘semplice’In Italia a ottobre il documentario-omaggio con testimonianze

1 giugno 201910:44N

“Tutta la sua vita sembrava entrare nella performance” dice Bono Vox di Luciano Pavarotti. “La ragione per cui è diventato un mito è che viveva in prima persona quelle canzoni”, racconta il musicista irlandese degli U2 del suo amico tenore davanti la cinepresa di Ron Howard. E’ una delle decine di testimonianze che insieme compongono il ritratto affettuoso e non superficiale del regista di Apollo 13 e Il Codice da Vinci al secondo documentario a tema musicale dopo quello sui Beatles del 2016 (The Beatles: Eight Days a Week – The Touring Years).
“Pavarotti”, prodotto da Polygram Entertainment, Imagine Entertainment e White Horse Pictures con Diamond Docs e in collaborazione con Timvision e Wildside in uscita il 7 giugno in America, arriverà nelle sale italiane solo per tre giorni, il 28, 29 e 30 ottobre, distribuito da Nexo Digital. Racconta la storia, la voce, i segreti e la leggenda del tenore Luciano Pavarotti e del suo incredibile percorso, da figlio di un fornaio di Modena con la passione per la lirica ad artista popolare nel mondo come una rockstar capace di trasformare il mondo dell’opera così come in un’epoca precedente fece Caruso.“Mio padre era un tenore”, raccontava Pavarotti in una intervista televisiva di tanti anni fa, ricordando l’esordio nel 1961 con La Boheme, ma la sua voce era diversa, magica. Howard ha utilizzato filmati mai visti prima e immagini delle performance più iconiche del tenore, le arene adoranti, le platee in piedi per la standing ovation. “Vado a morire” era la sua frase scaramantica prima di entrare in scena, in ansia nonostante la professionalità e l’eccezionalità del suo talento.
“Riesce sempre a raggiungere la nota?”, le chiesero alla tv americana provocandolo. “No – rispose – questo è il bello della mia professione”.
L’apice del successo furono i concerti dei Tre Tenori – lui con Placido Domingo e José Carreras – cominciati la magica sera del 7 luglio 1990 alle Terme di Caracalla e seguiti da un platea mondiale di 1,4 miliardi di persone. Mai una performance lirica ha mai avuto più successo e il loro “Nessun Dorma” è ancora oggi un momento musicale tra i più conosciuti al mondo. Fu anche grazie a quell’idea (“guarisci presto non ho concorrenza” gli disse Lucianone a Carreras malato di leucemia che oggi, guarito, lo ricorda) che Pavarotti divenne il più amato cantante d’opera con oltre 100 milioni di dischi venduti nel corso della sua carriera.
Questa la leggenda, poi l’uomo. Il Pavarotti solitario, sempre in giro per il mondo senza la famiglia, il Pavarotti “ossessionato dalle ingiustizie del mondo, alla continua ricerca di ciò che avrebbe potuto fare per gli altri” come una voce fuori campo dice nel film. Il film si apre con un video casalingo di metà anni ’90 con Pavarotti che naviga lungo il Rio delle Amazzoni, come se non ci fosse un angolo di mondo che non volesse raggiungere.
Il ritratto di Ron Howard tra testimonianze e spezzoni riesce incredibilmente a restituire una cosa forse poco nota del grande tenore morto nel 2007: la sua (quasi) semplicità.
Grazie alla partnership con Decca Records e all’accesso esclusivo agli archivi di famiglia e al vasto materiale musicale ripreso dal vivo, il documentario fa emergere la storia personale del tenore, filantropo instancabile e soprattutto artista sensibile, che ha avuto una relazione complessa con il suo talento e con un successo senza precedenti. Tra le tante testimonianze quelle di Domingo, Andrea Griminelli, la vedova Nicoletta Mantovani, Zubin Mehta, Madelyn Renee, Carreras, le figlie Lorenza, Giuliana, Cristina Pavarotti, Anne Midgette, Angela Gheorghiu.
In occasione dell’uscita del film, saranno disponibili dal 7 giugno pubblicati da Decca il nuovo Greatest Hits di Big Luciano che raccoglie i grandi successi dell’artista, 3 CD con 67 brani per oltre 3 ore e mezzo di musica, e la colonna sonora originale del film che, oltre a raccogliere i grandi successi di Pavarotti, contiene due inediti: Miserere con Zucchero e Andrea Bocelli e l’Ave Maria di Schubert con Bono.

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Avati, vorrei Pacino in film su Dante
Regista ne parla al Festival della Parola di Chiavari
CHIAVARI (GENOVA)31 maggio 201919:23

– “Ho sentito che vogliono fare un film sulla vita di Totti io ci ho messo 18 anni per farne uno sulla vita di Dante”. Lo afferma Pupi Avati, protagonista al Festival della Parola, dove racconterà il suo rapporto con Lucio Dalla, parlando dei programmi futuri. “Stiamo scrivendo questo film che racconterà la vita di Dante Alighieri – spiega Avati – coinvolgendo tutti i dantisti italiani.
Protagonista sarà Giovanni Boccaccio, colui che scrisse la biografia di Dante, che mi piacerebbe venisse interpretato da Al Pacino, attore oltre che bravo, colto. Spero possa uscire nel 2021”. Il 22 agosto è in uscita la prima del suo nuovo film, dalle atmosfere gotiche ambientato nella pianura padana, ‘Il Signor Diavolo’. “L’uscita estiva mi preoccupa, ma è un esperimento. In America funziona così, proviamo anche qui”.
Il cardellino di Donna Tartt al cinema a ottobreDal best seller Pulitzer 2014, con Nicole Kidman protagonista

31 maggio 201919:43

Dopo il grande successo del romanzo “Il cardellino” di Donna Tartt, vincitrice del premio Pulitzer del 2014 nella categoria Fiction il prossimo autunno arriva al cinema la trasposizione cinematografica, con protagonista Nicole Kidman, di cui è già possibile vedere il trailer online.
L’uscita nelle sale italiane è prevista per il 10 ottobre 2019.Dalla Warner Bros. Pictures e Amazon Studios l’adattamento per il grande schermo del romanzo amato in tutto il mondo vincitore anche della Medaglia Andrew Carnegie per l’Eccellenza nella Fiction. Diretto dal regista John Crowley, fa parte del film un cast multigenerazionale guidato da Ansel Elgort nel ruolo di Theo Decker e dall’attrice premio Oscar in quello della Sig.ra Barbour. Theodore “Theo” Decker aveva 13 anni, quando sua madre venne uccisa dallo scoppio di una bomba al Metropolitan Museum of Art. La tragedia cambiò il corso della sua vita. Nel mezzo di tutto ciò, si aggrappa ad un oggetto di speranza, ricordo di quel giorno, il quadro di un uccellino

Dalla Warner Bros. Pictures e Amazon Studios l’adattamento per il grande schermo del romanzo amato in tutto il mondo vincitore anche della Medaglia Andrew Carnegie per l’Eccellenza nella Fiction. Diretto dal regista John Crowley, fa parte del film un cast multigenerazionale guidato da Ansel Elgort nel ruolo di Theo Decker e dall’attrice premio Oscar in quello della Sig.ra Barbour. Theodore “Theo” Decker aveva 13 anni, quando sua madre venne uccisa dallo scoppio di una bomba al Metropolitan Museum of Art. La tragedia cambiò il corso della sua vita. Nel mezzo di tutto ciò, si aggrappa ad un oggetto di speranza, ricordo di quel giorno, il quadro di un uccellino

XFactor 2019 in giuria con Mara 3 novitàCattelan sempre alla guida. Direttore creativo Simone Ferrari

01 giugno 201912:41

– X Factor riparte da una giuria quasi completamente rivoluzionata: il tavolo dell’edizione 2019 del talent di Sky prodotto da Fremantle ritrova la sua punta di diamante Mara Maionchi e accoglie tre nuovi giudici: la cantautrice Malika Ayane, il cantante, autore e frontman dei Subsonica Samuel e la rap-star Sfera Ebbasta. Alessandro Cattelan, per il nono anno consecutivo alla guida del programma, da questa stagione entra a far parte della squadra degli autori come creative producer dello show. Confermato alla direzione creativa Simone Ferrari. Mara, che qualche tempo fa aveva detto di essere stanca, spiega i motivi del suo ripensamento: “Questo programma mi crea tempesta emotiva tanto quanto gioia e voglia di fare. Alla mia età il lavoro non solamente nobilita ma motiva e… rinfresca. E chi non la vuole rinfrescatina a 78 anni?”.
Aminetou Ely è la Donna dell’anno 2019Attivista mauritana contro violenze domestiche e sessuali

AOSTA31 maggio 201923:59

– La mauritana Aminetou Ely, attivista contro le violenze domestiche e sessuali e fondatrice dell’Associazione delle Donne Capi Famiglia, è la Donna dell’anno 2019. Il premio internazionale le è stato attribuito nella serata di oggi al Teatro Splendor di Aosta. Costretta a sposarsi a soli 13 anni, Aminetou si batte tra l’altro a favore dell’accesso delle donne al livello decisionale del suo paese.
Il premio, giunto alla 21/a edizione, è promosso dal Consiglio regionale della Valle d’Aosta con il patrocinio del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Pari Opportunità, e del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

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Vasco infiamma S.Siro, qui si fa storia
Omaggio a Massimo Riva, storico chitarrista scomparso 20 anni fa

MILANO02 giugno 201911:37

– Chi era allo stadio San Siro per la prima delle sei date milanesi del “Vasco Non Stop Live 2019″ condivide un segreto con migliaia di fedeli del rock, pellegrini arrivati da tutta Italia per urlare col Komandante, perché le parole non riescono a rendere l’energia del concerto. Lui inizia puntuale, appare sul gigantesco palco in una nuvola di fumo e luci alla Blade Runner, arriva da un altro tempo. ‘Qui si fa la storia’ è il titolo della prima traccia e la promessa per le successive due ore e mezza in cui il Blasco mette tutto per il pubblico da sold out (58 mila persone). Al momento di ‘Rewind’ scoppiano reggiseni come i fuochi d’artificio della chiusura. Qualcuno arriva sul palco, Vasco ne afferra uno, lo bacia e lo rilancia indietro ringraziando. ‘La nostra relazione’, ‘Tango (della gelosia)’, ‘Senza parole’ gonfiano i cuori. ‘Sally’ li scioglie tutti. Immancabile la chiusura con ‘Albachiara’.          [print-me title=”STAMPA”]

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Uffizi: ecco le nuove sale del ‘500, un museo nel museo
105 opere accolte, un terzo da depositi. Sala per Venere Tiziano

FIRENZE 29 maggio 2019 13:15

Tiziano, con la sua celebre Venere di Urbino ma non solo, Bronzino e ritratti dei Medici, Tintoretto, Lorenzo Lotto: sono alcuni dei maestri veneti e fiorentini del ‘500 e del primo ‘600 le cui opere pittoriche si mostrano al pubblico della Galleria degli Uffizi di Firenze con un nuovo allestimento presentato oggi dal direttore Eike Schmidt. Un vero e proprio museo nel museo, ha spiegato lo stesso Schmidt, che si snoda per quattordici sale, 1100 metri quadrati, con 105 dipinti di cui un terzo da tempo custodito in deposito e riportato per così dire alla luce.
Nel nuovo allestimento scelto da Schmidt e dal curatore del patrimonio architettonico degli Uffizi Antonio Godoli – un anno di lavori e un investimento di 600mila euro -, ci sono vetri speciali per proteggere i dipinti anche dagli sbalzi climatici, e colori stesi alle pareti secondo antichi metodi: per la pittura veneta, un verde ripreso dai tendaggi e dai rivestimenti dei muri che si notano in molti dipinti del Rinascimento veneziano; per la scuola toscana, il grigio scuro che richiama la pietra serena dell’architettura degli Uffizi. Le panchine disseminate lungo il percorso, nelle intenzioni dei curatori, potranno consentire migliore visione e comprensione delle opere da parte dei visitatori.
Una sala è interamente dedicata alla sensuale ‘Venere di Urbino’ di Tiziano (1538), capolavoro del pittore veneto, affiancata a destra dalla ‘Flora’ (1515), sempre di Tiziano, e dalla ‘Fornarina’ (1512) di Sebastiano del Piombo: l’associazione Friends of the Uffizi Galleries ha donato ben 100mila euro per allestire questa sala. Sullo stesso lato altre sale mostrano opere di Lorenzo Lotto, Tintoretto, Veronese, ed è stata aperta anche una finestra sull’Arno, con vista da cartolina sul fiume e sulle colline a sud di Firenze.
Sull’altro lato del ‘museo nel museo’ la monumentale sala del Pilastro, dedicata alle grandi pale d’altare del periodo della Controriforma, accoglie invece la ‘Madonna del popolo” di Federico Barocci (1579), che torna alla luce dopo dieci anni di permanenza in deposito. Torna visibile anche la ‘Caduta degli Angeli ribelli’ di Andrea Commodi (1614-1617), grande bozzetto preparatorio per l’affresco, mai eseguito, nella cappella di Papa Paolo V Borghese in quello che oggi è il palazzo del Quirinale. Infine, la zona dedicata alle Dinastie, dove spiccano i ritratti dei Medici di Bronzino.
“Un’operazione gigantesca”, ha commentato Schmidt, annunciando che nel giro di pochi mesi tutta l’ala del ‘500 sarà riallestita. L’idea è quella di “completare anche il primissimo ‘500 – ha spiegato – l’anello mancante fra Michelangelo e Raffaello, e la sala del Pilastro, la nuova sala dedicata ad Andrea del Sarto e alla Scuola di San Marco”. Negli spazi che si libereranno troverà posto il nuovo percorso degli autoritratti, anch’esso costituito da 14 sale: già ospitati nel Corridoio Vasariano, nella nuova collocazione “saranno visibili per tutti quanti i visitatori degli Uffizi – dice il direttore – e non più solo per gruppi selezionati”.

Bezos e altri ospiti Cucinelli a Solomeo”Silicon Valley lontana ma vicina animo” dice “re del cachemire”

ORCIANO (PERUGIA)29 maggio 201913:27

– Un gruppo di imprenditori della Silicon Valley sono stati ospiti di Brunello Cucinelli a Solomeo, il borgo sede dell’azienda dello imprenditore del cachemire. Tra loro Ruzwana Bashir, fondatrice e Ceo di Peek.com, Jeff Bezos, fondatore, presidente e Ceo di Amazon.com, Dick Costolo, imprenditore, già Ceo di Twitter, Reid Hoffman, co-fondatore e presidente esecutivo di LinkedIn, Drew Houston, Ceo e fondatore di Dropbox, Lynn Jurich, co-fondatore e co-Ceo di Sunrun, Nirav Tolia, co-fondatore di Nextdoor.
Riferendosi ai suoi “amici della Silicon Valley”, Cucinelli ha parlato di “un paese così lontano nel cammino e così vicino nell’animo”. “Insieme, in questi giorni di amicizia e di raccoglimento – ha aggiunto – abbiamo confermato il rispetto, la custodia e la propagazione di tutto ciò che in ogni tempo fu considerato il più profondo tesoro dei popoli, la più alta testimonianza della nobiltà originaria dell’uomo, l’indice supremo del sentimento di libertà e di dominio morale: l’anima”.

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Spiccano fiabe russe a Premio Andersen
Tra eventi Festival Sestri Levante, Allevi, Gualazzi e Augias

GENOVA30 maggio 2019 09:30

Spicca la quantità di fiabe russe tra il migliaio di elaborati inviati anche quest’anno da tutto il mondo per la 52/a edizione del Premio Andersen, in programma a Sestri Levante (Genova) dal 6 al 9 giugno. Al Festival Andersen, la kermesse di spettacolo per i luoghi pubblici che a Sestri Levante attira in media 75mila presenze, è stata conferita quest’anno la Medaglia del Presidente della Repubblica e il prestigioso premio Hans Christian Andersen Award, assegnato in Danimarca agli eventi nel mondo che si distinguono per qualità e opera di promozione dedicata al favolista danese.
L’edizione è dedicata a David Bixio che nel 1967 ha ideato il premio Andersen-Baia delle Favole e ad Antonello Pischedda, che nel 1997 ha fatto nascere il Festival, scomparsi entrambi quest’anno. Premio e Festival sono stati presentati oggi a Genova dal direttore artistico Leonardo Pischedda, dalla sindaca del comune di Sestri Levanti Valentina Ghio, con l’assessora Maria Elisa Bixio, e dall’assessora alla Cultura di Regione Liguria Ilaria Cavo.
Il Festival si aprirà come da tradizione giovedì 6 con il tradizionale corteo dei bambini. Oltre alla novità in giuria, con la presidenza di Lidia Ravera, ospite d’onore della kermesse sarà il pianista Giovanni Allevi che inaugurerà venerdì 7 i Racconti della Baia del Silenzio con voce e pianoforte assieme alla vice direttrice generale di Save the Children, per raccontare la quotidianità anche di sofferenza dei bambini in molte parti del mondo. Sul palcoscenico attesi poi Corrado Augias, Diodato, Elio Germano e Omar Rashid, con il jazz-pop di Raphael Gualazzi al sabato sera. Poi ancora Janusz Gawronski e Paolo di Giannantonio, Lidia Ravera e Laura Morante con Antonio Farò Trio. Per il teatro di strada, schierati artisti anche da Cile, Argentina, Uruguay, e poi laboratori, teatro per bambini e racconti.
“E’ momento turisticamente davvero interessante, apre una stagione che quest’anno ha avuto problematiche gravi e che l’ultimo mese non ha aperto con le migliori premesse meteo. ci auguriamo che sia un preludio per una buona stagione turistica”, ha detto la sindaca Ghio. “Il tema di quest’anno è la coscienza, che è poi prendere coscienza di sé, saper distinguere, conoscere. Coscienza significa imparare dalle cose e farle proprie”, ha ricordato il direttore artistico Pischedda.”L’edizione 2019 la dedicherà a tutti coloro i quali si impegnano nel sociale – ha ricordato l’assessora Cavo -, decidendo di scendere in campo per la difesa dei diritti dei bambini”, “battaglia importante” da applaudire.
Mostre in mostra, Roma nel contemporaneoDa Maselli e Paolini a Laplante, 6 avventure da anni ’50 a oggi

29 maggio 201919:21

Sembra una piazza in cui passeggiare per prendere confidenza con alcuni specifici capitoli della storia dell’arte degli ultimi 70 anni, ma anche un luogo ‘altro’ in cui diverse ma contigue avventure artistiche del passato si incontrano per relazionarsi al mondo di oggi: si apre a Palazzo delle Esposizioni il progetto “Mostre in mostra. Roma contemporanea dagli anni Cinquanta ai Duemila” con il quale dal 30 maggio al 28 luglio vengono riproposte sei esperienze espositive allestite nella Capitale. Titina Maselli, Giulio Paolini, Luciano Fabro, Carlo Maria Mariani, Jan Vercruysse e Myriam Laplante sono gli artisti scelti per raccontare, ognuno a emblema di una decade diversa, questo viaggio filologico ma emozionale – scandito in oltre 60 opere, tra dipinti, sculture e installazioni – di cui Roma è stata non solo il contenitore ma anche il centro propulsore. Il percorso inizia nella grande rotonda del salone centrale del Palazzo, con le sei mostre che si aprono intorno, ognuna raccontata anche con alcuni testi critici disposti sul muro come fogli sparsi di un catalogo spaginato. Si comincia con gli anni ’50 di Titina Maselli, in mostra alla Galleria La Tartaruga (1955): le sue tavole dipinte descrivono, con uno sguardo notturno e un linguaggio a metà tra l’astratto e il figurativo, i ponti, gli alberi, le impalcature di New York; si prosegue con la prima personale di Giulio Paolini, alla Galleria La Salita (1964), in cui l’artista si interroga sugli strumenti del proprio lavoro; di Fabro tornano esposti Concetto spaziale d’après Watteau, 1967-71 / Corona di piombo, 1968-71 / L’Italia d’oro / Alluminio e seta naturale, 1971, nell’ambito della rassegna “Informazioni sulla presenza Italiana” a cura di Achille Bonito Oliva, Incontri Internazionali d’Arte 1971: qui l’artista rivendica la libertà di usare tecniche classiche anche nell’ambito dell’arte concettuale; nella mostra La costellazione del Leone, alla Galleria Gian Enzo Sperone nel 1981, Carlo Maria Mariani riflette sulla pittura e la storia, in una maestosa rappresentazione degli artisti, dei critici e dei galleristi allora protagonisti della scena romana; Jan Vercruysse. Tombeaux (Stanza), alla Galleria Pieroni nel 1990, è un ritorno alla materia, in un gioco pieno di ambiguità e rimandi alle memorie segrete dell’artista; con Myriam Laplante e il suo Elisir (a cura di Lorenzo Benedetti e di Teresa Macrì, Fondazione Volume! e The Gallery Apart 2004) il pubblico entra infine nel laboratorio di uno scienziato folle, in un universo paradossale popolato da bambole-cavie. Il ciclo espositivo è completato dall’Omaggio a Sergio Pucci, fotografo che dagli anni ’50 ha documentato le opere d’arte e il processo di creazione, ritraendo gli artisti e gli allestimenti. “Questa mostra ci dà l’idea di quanto Roma sia stata in alcuni momenti del secondo dopoguerra uno snodo cruciale per le ricerche dell’arte contemporanea”, dice Cesare Pietroiusti, presidente Azienda Speciale Palaexpo, “ora che la fruizione dell’arte è affidata all’immagine digitale e le gallerie investono risorse nelle fiere, il progetto ci riporta alla materialità e fisicità dell’opera e al rapporto insostituibile con il luogo”, annunciando anche l’intenzione di realizzare dopo questo primo capitolo anche altre mostre dedicate allo stesso tema. “L’intento è di offrire un percorso storico, non per celebrare ma per riconoscere l’importanza che alcune gallerie, istituzioni e presenze artistiche hanno avuto Roma come filo rosso”, spiega la curatrice Daniela Lancioni, “la nostra priorità è stata quella di presentare le opere per la loro qualità e la capacità di porre domande in questo momento storico. Abbiamo scelto di lavorare sulla ricostruzione di mostre perché le mostre sono il momento in cui le opere sono condivise e diventano bene collettivo”.

Gucci Cruise sfila nei Musei CapitoliniStilista Alessandro Michele, omaggio a Roma e inno alla liberta

29 maggio 201914:25

– Tra le statue marmoree dei Musei Capitolini, escono al buio efebici modelli con i capelli lunghi e la scritta Roma tatuata attorno alla bocca a mo’ di bavaglio. Agli ospiti vengono date delle torce per illuminarli.
Portano completi piede de poule con gonna e sotto al braccio l’ultimo iconica borsa tracolla o il secchiello rieditato.
Escono mantelle a quadri indossate da ragazze con cuffie di paillettes e grandi occhiali da sole a farfalla, loden, toghe rosse bordate da paillettes oro, pantaloni a zampa di velluto a coste e pepli. Cappotti spigati e abiti talari bordati di eco-pelliccia, citazione del “pretino” delle Sorelle Fontana indossato da Ava Gardner ne La contessa scalza, del ’54. Insomma la sfilata della collezione Cruise 2020 di Gucci, tra busti di filosofi e statue di imperatori in quello che viene considerato il primo museo al mondo e’ un “omaggio a Roma, al suo essere antica ed eterna e un inno alla libertà” come spiega Alessandro Michele, direttore creativo della maison del Gruppo Kering.

Mostre: la storia dei tatuaggiRassegna all’M9 di Mestre dal 5 luglio al 17 novembre

VENEZIA29 maggio 201915:00

– M9 – Museo del ‘900 di Mestre porta in mostra ‘Tattoo. Storie sulla pelle’ una rassegna organizzata in collaborazione con la Fondazione Torino Musei, allestita nel grande spazio del terzo piano dedicato agli appuntamenti temporanei da venerdì 5 luglio a domenica 17 novembre 2019. L’esposizione esplora la dimensione planetaria e creativa dei tatuaggi dal punto di vista antropologico, storico, artistico e sociale. È l’occasione per un viaggio nel tempo a partire dalle immagini dei tatuaggi rinvenuti sulle mummie per comprendere il tema nell’antichità, marchio degli sconfitti (sia schiavi che fuori legge) ma anche elemento per identificare presunti poteri taumaturgici e curativi. La pratica del tatuaggio non è mai scomparsa dal vecchio continente e l’aura di repulsione, estraneità e fascinazione nei suoi confronti è stata ripresa e ampliata nel Settecento. Studiati nell’Ottocento dall’antropologo Cesare Lombroso nel Novecento raggiunge una notevole popolarità e diventano fatto di costume.

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Santa Cecilia, Frank dirige Mahler
Maestro interpreta capolavoro del sinfonismo tedesco fine ‘800

29 maggio 201915:36

– Mikko Frank sul podio di Santa Cecilia per dirigere la Seconda Sinfonia “Resurrezione” di Gustav Mahler giovedì 30 maggio per la stagione sinfonica di Santa Cecilia (ore 19:30, repliche venerdì 31 alle 20.30 e sabato 1 giugno alle 18, Auditorium Parco della Musica).
L’appuntamento con il capolavoro del sinfonismo tedesco di fine Ottocento vedrà il maestro finlandese, al suo secondo anno da direttore ospite principale, alla guida dell’orchestra dell’Accademia Nazionale con il coro diretto da Ciro Visco e le voci solistiche del soprano austriaco Genia Kuhmeier e del mezzosoprano tedesco Gerhild Romberger. Per completare la composizione Mahler impiegò circa sei anni. Una lunga e complessa gestazione, cominciata nel 1888 e proseguita cinque anni più tardi, nell’estate del 1893.
Sesso e disabilità il tabù si infrangeIl Corpo dell’amore, 4 storie dal 31 maggio alle 23.10 su Rai3

30 maggio 201909:25

Anche in situazioni atipiche, quando il corpo è un ostacolo, uomini e donne sono in cammino verso una dimensione affettiva adulta: alla ricerca della felicità tra relazione, ricerca di affetto, amicizia e sessualità. Lo racconta la serie documentaria “Il corpo dell’amore”, che rompe un vero tabù sul servizio pubblico affrontando un tema di attualità con grande delicatezza: su Rai3 dal 31 maggio alle 23.10 e presentata oggi a viale Mazzini. Quattro piccoli film incentrati su protagonisti con disabilità motoria o cognitiva che affrontano le gioie e i dolori della libertà sessuale. La regia di Pietro Balla e Monica Repetto e la voce narrante di Enrica Bonaccorti. – “Perché – come spiega il direttore di rete Stefano Coletta – una delle prime libertà che si perde quando si è disabili è la propria intimità”. “Racconti laceranti, a tratti buffi, perchè del mondo della disabilità si conosce sempre una tonalità monocorde. Il corpo dell’amore” racconta un mondo in cui ciò che apparentemente è “atipico”, in realtà così atipico non è”.  Alla presentazione anche Vincenzo Zoccano, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega a famiglia e disabilità, Vincenzo Spadafora, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Fabrizio Quattrini, sessuologo e docente presso il Dipartimento di Scienze Cliniche Applicate e Biotecnologiche dell’Università degli Studi dell’Aquila.
Ogni episodio, aggiunge Coletta “sarà dedicato ad una vita. La struttura del prodotto sarà verticale e non orizzontale, nonostante il tema delicato. In una puntata si parlerà della figura dell’assistente sessuale che esiste in molti paesi esteri. Il tema pone tantissime domande. Ma è un tema urgente”.   Il sottosegretario Spadafora rileva: “ascoltare queste parole fa bene soprattutto a se stessi. Queste parole, per me, valgono come un impegno. La buona televisione fa anche questo, serve anche a stimolare la politica e le istituzioni, a confrontarsi con i cittadini. Io mi ritrovo quotidianamente a misurarmi con il concetto di normalità. La complessità e l’evoluzione della nostra vita sociale dovrebbe essere chiara a tutti. Questi pregiudizi devono essere superati, prima di tutto, dalla politica. Abbiamo visto storie a rischio di discriminazione multipla. La politica deve fare un po’ di autocritica. Se i temi di pari opportunità non si trasformano in azioni concrete di governo, tutto rimane nella sfera della retorica. In queste 4 storie, ho visto cose che mi vengono quotidianamente presentate.
Chi non vive queste esperienze, non le può capire. Quest’operazione di Rai 3 sia molto d’aiuto in questo periodo storico e culturale del nostro paese. Questo è davvero fare servizio pubblico”.
La serie segue i quattro protagonisti alla ricerca di una sessualità libera e consapevole, dell’indipendenza, della scoperta di sé. Una giovane donna su sedia a rotelle dalla nascita, un attivista omosessuale disabile, un’aspirante assistente sessuale, una madre con figlio disabile”.
Vincenzo Zoccano, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega famiglia e disabilità (non vedente ndr) si interroga, ‘Cosa può fare la politica?’ “Sono temi che riguardano le persone. Qui non ci sono colori politici che tengano. C’è solo un colore, quello dell’amore e dell’umanità. Non possiedo il canale visivo ma possiedo tutti gli altri canali e vivo una vita normale. Noi non siamo un mondo a parte, siamo parte del mondo. Questo principio di vivere la propria sessualità deve valere per tutti gli esseri umani. Il problema è culturale. Se non abbattiamo la barriera culturale, non possiamo abbattere tutte le altre barriere. Questo tema non può essere un tabù, i tabù non ci portano a nessuna parte. Una persona con disabilità non è asessuata. Siamo noi che ci dobbiamo abituare a pensare in un modo diverso. Non è giusto bloccare determinate pulsioni, bloccare le pulsioni è disumano”.
Le storie: “Patrizia. L’ombra della madre”, “Giuseppe. Todos Santos”, “Valentina. La settimana enigmistica” e “Anna. La prima volta”.
Leonardo, a Milano il genio in 3DMostra-evento fino al 22 settembre con contributo del Cnr

MILANO29 maggio 201916:08

– Ha contribuito anche il Cnr con il suo Istituto di Calcolo e reti ad alte prestazioni, creando un robottino in grado di rispondere alle domande dei visitatori e un sistema oleografico interattivo, a ‘Leonardo Da Vinci 3D’, una delle mostre realizzate a Milano per i 500 anni della morte del genio fiorentino. “È un’esperienza del tutto nuova, ne’ mostra ne’ spettacolo, di sicuro il contenuto è rigoroso”, ha detto Roberto Luciani, presidente di Medartec che ha prodotto l’evento (30 maggio-22 settembre, Fabbrica del Vapore) insieme al Comune di Milano.
Il percorso multimediale comprende l’intera opera del genio, con la riproduzione in scala reale delle sue macchine, ma soprattutto delle sue opere artistiche. Una galleria digitale che consente di scoprire da vicino anche i minimi dettagli dei dipinti, cogliendo i particolari dei paesaggi, l’anatomia dei corpi.
Paolo Belli, arriva nuovo singoloAnticipa l’album 3.0 che celebra trent’anni

di carriera

29 maggio 201916:28

– “Sei il mio giorno di sole” è il nuovo singolo di Paolo Belli, in uscita il 31 maggio. Il brano anticipa l’album 3.0 di prossima pubblicazione, che celebrerà i suoi trent’anni di carriera.
Dopo cinque anni intensi tra televisione, concerti in Italia e all’estero, tour teatrali e gli impegni come presidente della Nazionale Italiana Cantanti, Belli torna con un singolo allegro e positivo, in uno stile influenzato da nuove sonorità.
Sei il mio giorno di sole, “una calda e solare dichiarazione d’amore”, come la definisce l’artista stesso, sarà presentato il 31 maggio durante la finale di Ballando con le stelle su Rai1.
Terminato l’appuntamento con il Giro d’Italia il musicista e showman emiliano in estate sarà in tour, accompagnato dalla Big Band. Uno spettacolo che spazierà fra swing e sonorità contaminate da latin e pop, un mix in grado di coinvolgere il pubblico in un crescendo di note ed emozioni.
Io non odio, parole, musiche e violenzaZen Circus, Capossela, Cor Veleno a Parco della Musica a Roma
29 maggio 201916:28

– Parole e musica contro la violenza di genere, il razzismo e il bullismo. E’ l’appuntamento che il 30 maggio vedrà protagonisti all’Auditorium Parco della Musica di Roma Vinicio Capossela, Zen Circus, Margherita Vicario, Cor Veleno, Fulminacci e Micol, guidati dal giornalista Ernesto Assante, per il terzo appuntamento di IO NON ODIO, promosso dalla Regione Lazio.
Studenti delle scuole di Roma e del Lazio saranno coinvolti in due ore di musica, momenti di spettacolo, interventi artistici, narrazioni e racconti sui temi della lotta alla violenza contro le donne, della convivenza civile, contro il razzismo, e il bullismo.
Per contrastare i passi indietro in tema di diritti e per una cultura della convivenza fra uomini e donne, della parità e del reciproco riconoscimento, “Io non odio” fino a dicembre porterà nelle scuole del Lazio progetti artistici di varia natura, che si fanno percorsi di avvicinamento e sensibilizzazione con l’obiettivo di creare una rete contro la violenza negli istituti del Lazio.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Chanel Metiers d’Art sfila a Parigi 5/12
La collezione creata dal direttore artistico Virginie Viard

29 maggio 201917:00

– Chanel annuncia che la sfilata della prossima collezione Métiers d’art creata da Virginie Viard, direttore artistico della maison francese, si terrà a Parigi giovedì 5 dicembre. Dal 2002, la collezione Métiers d’art rende omaggio all’eccezionale savoir-faire dei laboratori artigianali partner di Chanel. A dimostrazione del savoir-faire dei suoi atelier e dell’eccellenza dei suoi artigiani.
La sfilata di Chanel Metiers d’Art viene organizzata generalmente in location prestigiose di alcune grandi capitali.
L’ultima collezione Metiers d’Art disegnata da Karl Lagerfel ha sfilato in presenza del ‘Kaiser’ lo scorso 4 dicembre 2018 al Metropolitan Museum of Art di New York. A Roma si è svolta nel 2015 a Cinecittà.
A Catania ‘Terzo Paradiso’ di PistolettoOpera dell’artista realizzata con plastiche recuperate in mare
CATANIA29 maggio 201917:47

– Frammenti di plastica recuperati nelle acque dei porti di Catania e di Aci Castello e materiale raccolto da ambientalisti lungo i litorali ionici attaccati a una cima lunga 80 metri. E’ il ‘Terzo Paradiso’, il progetto presentato per la prima volta alla Biennale di Venezia del 2005 dal maestro Michelangelo Pistoletto che sarà realizzato nel capoluogo etneo. L’opera, promossa dalla fondazione Oelle Mediterraneo antico, rientra nel quadro della Giornata Mondiale dell’Ambiente e delle iniziative del Festival dello Sviluppo Sostenibile. Tutti i cittadini potranno partecipare, dal 30 maggio e al 5 giugno, alla composizione di quest’immensa installazione di plastica recuperata, circa 35 metri di lunghezza e 12 di larghezza, che sarà poi riciclata. Sarà posizionata su una piattaforma galleggiante di 800 metri quadrati per contribuire al progetto artistico dicendo simbolicamente “No all’inquinamento e alla plastica in mare”. La presentazione finale l’8 giugno con l’artista e l’imprenditrice Ornella Laneri.

Film su Gorbaciov al Biografilm festivalIl 13 giugno in piazza Maggiore il film sull’ex leader Urss

BOLOGNA29 maggio 201918:27

Il regista Asif Kapadia presenterà in anteprima italiana ‘Diego Maradona’, il film sull’asso del calcio argentino; ‘Whats’ my name-Muhammad Ali’ è il documentario targato Hbo di Antoine Fuqua sul mito del pugilato.
Sono alcune delle proiezioni previste al ‘Biografilm festival’, a Bologna dal 7 al 17 giugno, che il 13 ospiterà in piazza Maggiore il film di Erner Herzog dedicato a Michail Gorbaciov. Il ricco cartellone della rassegna, sostenuta da Regione Emilia-Romagna e Comune oltre a Hera e Unipol, ospiterà anche l’artista Christo, protagonista di ‘Walking on water’ di Andrey Paounov, la fotografa Letizia Battaglia che riceverà il premio del festival ‘Celebration of lives awards; il focus sul cinema francese, con diversi titoli provenienti da Cannes e la partecipazione di Fabrice Luchini; l’omaggio all’ex sindaco di Bogotà Antanas Mockus e ‘Ottanta! Riflessioni di Romano Prodi’, di Francesco Conversano e Nene Grignaffini.
Morgan e Angelique Kidjo a MusiculturaPrimi due vincitori sono Francesco Sbraccia e Paoloantonio

ACERATA29 maggio 201918:55

– Francesco Sbraccia di Teramo e Paoloantonio di Catania sono i primi due vincitori di Musicultura 2019, eletti dal popolo di Facebook. Intanto nuovi ospiti si aggiungono alle serate finali del Festival della canzone popolare e d’autore, in programma a Macerata dal 17 al 23 del prossimo mese di giugno. A Daniele Silvestri, Premiata Forneria Marconi, Sananda Maitreya, Quinteto Astor Piazzolla, il il cartellone si infoltisce coi nomi di nuovi importanti protagonisti: Morgan, Angelique Kidjo, Rancore, The Beatbox con Roma Philarmonic Orchestra, The André, Giordano Bruno Guerri, Andrea Purgatori. La composizione definitiva del cast sarà annunciata più a ridosso dell’evento. Non mancheranno le sorprese dell’ultima ora, a cui la manifestazione ha abituato il suo pubblico, come ad esempio la scoperta dell’identità di chi avrà l’onore e l’onore di condurre le serate all’Arena Sferisterio, seguite radiofonicamente da Rai Radio 1 e televisivamente da Rai 3.
Dal Primo Re alla serie, Matteo Rovere gira serie Romulus per Sky10 episodi in protolatino con Fontana, Arcangeli, Di Napoli

ROMA29 maggio 201919:34

Fra storia, leggenda e rivoluzione, l’epico racconto della nascita di Roma nella nuova serie Sky Original. Dopo il potente film Il Primo Re con Alessandro Borghi, arriva la serie, girata in protolatino, ‘Romulus’ di Matteo Rovere, al suo debutto tv.  Prodotta da Sky, Cattleya e Groenlandia, la serie è composta da 10 episodi. Le riprese inizieranno a Roma i primi di giugno e andranno avanti per 28 settimane tra la capitale e i dintorni.Nel cast Andrea Arcangeli (The Startup, Trust – Il rapimento Getty), Marianna Fontana (Indivisibili, Capri-Revolution) e Francesco Di Napoli (La paranza dei bambini), giovani e già apprezzatissimi talenti che saranno i protagonisti di una storia di sopravvivenza diretta da Matteo Rovere (Veloce come il vento, Il primo re) da Michele Alhaique (Non uccidere; Senza nessuna pietà) e da Enrico Maria Artale (Il terzo tempo).
Due intere città meticolosamente ricostruite sulla base di ricerche storiche documentate, migliaia di figurazioni, più di 700 presenze stunt e centinaia di armi riprodotte per una serie, Romulus, ambientata otto secoli prima di Cristo, in un mondo primitivo e brutale nel quale il destino di ognuno è deciso dal potere implacabile della natura e degli dei. Girato in protolatino, Romulus è il racconto di questo mondo attraverso gli occhi di tre ragazzi segnati dalla morte, dalla solitudine e dalla violenza: Iemos, Wiros e la giovane vestale Ilia. Una storia di uomini e donne che scoprono come crearsi un destino anziché subirlo. Una rivoluzione guidata anche da una figura femminile feroce e protettiva, spietata e materna. Romulus è la storia epica della nascita di Roma come non è mai stata raccontata. Matteo Rovere, fondatore di Groenlandia, showrunner e regista della serie sottolinea: «Romulus è un racconto di sentimenti, guerra, fratellanza, coraggio e paura. È un grande affresco epico, una ricostruzione fortemente realistica degli eventi che hanno portato alla fondazione di Roma. Ma soprattutto è un’indagine sulle origini e il significato profondo del potere in Occidente: un viaggio in un mondo arcaico e spaventoso, dove tutto è sacro e gli uomini sentono ovunque la presenza misteriosa e ostile degli dei”. Le sceneggiature sono firmate da Filippo Gravino (Veloce come il vento, Alaska, Fiore, Il primo re),
Guido Iuculano (Una vita tranquilla, Tutto può succedere, Questione di cuore, Alaska) e lo stesso
Matteo Rovere.
Completano il cast Giovanni Buselli (Gomorra – La serie, L’amica geniale), Silvia Calderoni (Riccardo va all’inferno), Sergio Romano (Il campione, La terza stella), Demetra Avincola (Fortunata, Loro 2), Massimiliano Rossi (Il primo re, Il vizio della speranza) Ivana Lotito (Gomorra –
La serie), Gabriel Montesi (Made in Italy, Il primo re, Il campione) e Vanessa Scalera (Lea).

Daysy, al debutto con Mama Told meGiovane duo francese chitarra e voce arriva in Italia
29 maggio 201920:35

– Arriva dalla Normandia, in Francia, il duo Daysy, formato da Daisy e Leo, entrambi classe ’91: sbarca in Italia con il brano di debutto Mama Told Me (TimeRecords/Believe Digital), che anticipa l’uscita nel nostro Paese dell’album Better Days Are Coming (Play Two/Baronesa).
Come lo Yin e lo Yang, Daisy e Léo sono due opposti che si attraggono e che fondono armoniosamente nel duo Daysy, il cui nome contiene volutamente entrambe le Y dell’antica filosofia cinese. Chitarra e voce trasportano l’ascoltatore in un groove potente, impregnato di pop, funky, blues e soul.
“Siamo sempre stati un duo, non una coppia. Abbiamo una bellissima intesa musicale e una grande amicizia. Siamo cresciuti insieme”, spiega Daisy, cantante, musicista e autrice.
Dopo la fine dell’esperienza con il gruppo Patchamama e più di 500 concerti, Daisy e Leo hanno deciso di continuare a suonare insieme. Partendo dal nome di Daisy, solare e femminile, sostituiscono la i centrale con un’altra y, richiamando le due Y di Yin e Yang.
D’Oultremont, miei incurabili romanticiLa scrittrice belga parla del suo esordio narrativo

30 maggio 201909:38

– ODILE D’OULTREMONT, GLI INCURABILI ROMANTICI (SALANI, PP 232, EURO 15,90). Non presentarsi per anni al proprio posto di lavoro e continuare ad essere pagati. Sembra irreale e invece può accadere come ci racconta Odile D’Oultremont nel suo primo romanzo ‘Gli incurabili romantici’ che esce in questi giorni per Salani nella traduzione di Michele Zaffarano e Giovanni Zucca.
E’ la storia dell’impiegato modello Adrien e di sua moglie Louise che rende tutto più lieve con l’immaginazione, anche quando scoprirà di avere un tumore ai polmoni. A quel punto Adrien, esiliato in fondo a un corridoio da una ristrutturazione aziendale, decide di non presentarsi più in ufficio per dedicarsi totalmente alla moglie. “Ho costruito questo romanzo basandomi su un fatto di cronaca che avevo letto in un articolo in cui si raccontava di un uomo che per cinque anni era stato pagato dall’azienda in cui lavorava senza averci più messo piede. Questo mi ha fatto pensare alla terribile disumanizzazione che c’è oggi talvolta nel mondo del lavoro. Si può scomparire senza che nessuno se ne accorga” racconta la D’Oultremont, che vive a Bruxelles dove è nata nel 1974, è sceneggiatrice di film e serie tv e con questo romanzo, accolto con favore dal pubblico e dalla critica, ha vinto in Francia il premio Closerie des Lilas. “Cinque anni di assenza mi sembravano però una cosa talmente incredibile e assurda che nel romanzo li ho fatti diventare un anno. Però quando è uscito il libro in Francia, ho ricevuto articoli da parte di numerose persone. In particolare uno in cui si parlava della storia di uno spagnolo che non è andato a lavorare per dieci anni e l’azienda lo ha pagato per tutto quel tempo e quando c’è stato il processo lui ha detto che non si era più presentato perchè voleva studiare Nietzsche” sottolinea la scrittrice. ‘Gli incurabili romantici’ si apre proprio con Adrien in un’aula di tribunale ma la ragione per cui lui si assenta dal lavoro è l’amore. Louise è un donna fantasiosa, irrazionale che umanizza anche la terribile malattia che la colpisce, il cancro. “E’ stato un modo per controbilanciare il dramma sociale che vive lui con il dramma umano che attraversa lei. Non volevo parlare parlare del cancro ma quando ho cominciato a farlo sono stata molto attenta a non cadere nel pathos o in una storia drammatica di pianto e lacrime. Ho cercato di trattare questo argomento con delicatezza, poesia, umorismo e distanza” spiega la scrittrice belga. La genesi del libro è stata complessa e fortunata: “avevo scritto la sinossi per un lungometraggio ma quando il mio agente e poi due produttori francesi la hanno letta mi hanno detto: ‘perchè non scrivi un romanzo’. Ho realizzato così un mio sogno. Ci sarà un adattamento cinematografico ma prima devo distaccarmi dal romanzo. Per il momento la cosa certa è un adattamento teatrale svizzero” dice la D’Oultremont.
Louise umanizza tutto, da un nome ai farmaci che deve prendere e alle bombola d’ossigeno che alla fine dovrà utilizzare e con la sua fantasia riesce a trasformare la durezza della malattia in qualcosa di inaspettato. E quando il giudice chiede ad Adrien che cosa ha fatto nell’anno in cui non è andato a lavorare, lui risponde: “mia moglie e io abbiamo ballato”.
“Fra le righe del romanzo c’è più di una critica al funzionamento della nostra società: al sistema della giustizia che ci ricorda che delle regole esistono però che è fatta di uomini. Il giudice del libro è alla fine della sua carriera e ad un certo punto si rende conto che forse ci sarebbe stato un modo diverso di applicare la giustizia. Le cose irragionevoli di Louise alla fine incidono su tutti i personaggi. Poi c’e’ una critica al corpo medico e agli ospedali dove spesso la disumanizzazione regna ed è paradossale perchè un medico fa il lavoro più umano che ci sia però spesso nella pratica lo dimentica” afferma la D’Oultremond.
‘Gli incurabili romantici’ ci fa vedere anche quanto sia importante capire quali siano le priorità della vita e come “arrivi un momento in cui compiere una scelta diventa necessario” sottolinea l’autrice e annuncia che il 21 agosto esce in Francia il suo secondo romanzo, Baikonur, che “diventerà un film, ambientato in una città portuale della Bretagna dove un uomo che lavora sulle gru si innamora di una ragazza che tutti i giorni alla stessa ora passa vicino al suo cantiere”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Quel giorno d’estate, la vita dopo il terrore
In sala il film di Mikhael Hers con Vincent Lacoste

30 maggio 201909:41

– Mettere in scena, attraverso una storia di famiglia delicata, le conseguenze emotive un attacco terroristico, tra elaborazione del lutto e necessità di andare avanti. E’ quanto ha realizzato Mikhael Hers con Quel giorno d’estate, che dopo aver debuttato in Italia ai ‘Rendez vous’ in aprile, esce in sala dal 30 maggio con Officine Ubu. Il protagonista è una giovane star del cinema francese, Vincent Lacoste, che per la sua performance ha ottenuto una candidatura ai Cesar 2019 come miglior attore. Nel cast, fra gli altri, anche Isaure Multrier Stacy Martin, Ophelia Kolb e Greta Scacchi.
Lacoste si cala nei panni di David, ventenne parigino precario che non si preoccupa troppo per il domani. La sua vita è stravolta dalla tragedia di perdere la sorella Sandrine (Kolb) in un attentato terroristico che ha avuto atto in un parco. Sta a David, doversi prendere cura della nipote di sette anni, Amanda (Multrier), cresciuta senza padre, e trovare il modo con lei di tornare alla vita. Un percorso nel quale il film mescola con grazia dramma e toni più leggeri. Il pensiero dello spettatore va subito agli attentati terroristici del 2015, anche se il regista non fa volutamente un riferimento diretto: “Mi sembrava irrispettoso” ha spiegato Hers a Roma. “Siamo saturati dalle immagini violente di quel periodo – ha aggiunto -. Il film non è sugli attacchi terroristici a Parigi, volevo raccontare quel periodo attraverso una tragedia intima, suggerire il dramma anziché mostrarlo appieno, lavorare sulla periferia dell’emozione e non sul centro”. ‘Quel giorno d’estate’ per Hers è anche parte di un necessario processo di guarigione collettivo dopo il trauma degli attentati: “Si fanno sempre film per trovare la serenità – ha commentato -. Qui nonostante la premessa tragica, non volevo un film cupo, ma che riuscisse comunque a essere luminoso, grazie alla luce della speranza. Racconto l’innocenza perduta, ma anche la capacità di resilienza, il riuscire ad andare avanti”. L’inizio della storia, sul quotidiano vissuto da David “è volutamente costruito più sui toni della commedia leggera, un passaggio necessario per conoscere i personaggi. Poi c’è lo shock della violenza che arriva. Scopriamo la strage attraverso lo sguardo del ragazzo”. Immagini crude nella loro sobrietà “tanto da non sembrare completamente reali”. Vengono raccontate nel silenzio, lo stesso che ricorda il regista a Parigi, all’indomani degli attentati: “Le strade erano quasi vuote, a parte le forze dell’Ordine, sembrava tutto irreale”. Per i bambini “oggi è normale trovare i soldati per strada, i metal detector agli ingressi dei parchi e questo è agghiacciante. Per questo ho voluto fare un film rivolto verso la vita e la generazione dei Millennials, nella quale ho molta fiducia, per ricostruire un mondo diverso”.
L’arte affronta il tema dell’anoressiaIstallazione dell’artista Vesna Pavan intitolata Anorex Emblema

MANTOVA30 maggio 201910:18

– L’arte affronta il tema dell’ anoressia a Mantova: Vesna Pavan presenta, al Museo Gonzaga dall’8 al 16 giugno, un’installazione dal titolo Anorex Emblema, composta da sculture monocrome, a grandezza naturale, su basi luminose e quadri appartenenti ai cicli Signs Feel e Skin della stessa artista.
La volontà della Pavan, definita nel titolo, dalla voluta alterazione della parola anorex (invece di anoressia), è quella di far emergere un problema sottovalutato, attraverso un’ installazione, forte e luminosa, a cui si riferisce il termine emblema. Da qui nasce Anorex Emblema, ‘un canto silenzioso’ sul senso di inadeguatezza e di rifiuto. L’installazione funge da simbolo: la luce come riflessione sul proprio sé interiore e il pane, elemento di vita, evoca la casa, il luogo d’appartenenza, celebra la nascita e la condivisione. L’utilizzo dell’immagine dello scheletro esula dalla provocazione classica nella storia dell’arte.
Il monocromo creato con l’arancio sangue arteria si distingue nel panorama dei colori. Gli scheletri della Pavan sono un inno alla vita. Il Museo Diocesano di Mantova ha sede nell’ ex-monastero agostiniano di Sant’Agnese, fatto erigere dal mantovano beato Giovanni Bono (1168-1249), fondatore di un ordine religioso poi confluito in quello agostiniano. Vesna Pavan, pittrice ed art designer, è diplomata alla scuola d’Arte e Mosaico a Spilimbergo (Pordenone). La prima mostra personale risale al 1992.
Duomo Monreale, visite guidate di notteDal 31 maggio ogni venerdì sera, nell’itinerario anche chiostro

PALERMO30 maggio 201911:52

– Torna Monreale by night, il suggestivo itinerario di visita che mette insieme il Duomo e il Chiostro, grazie alla collaborazione sinergica tra la Basilica Cattedrale di Monreale, la Soprintendenza e CoopCulture (che da dicembre 2017 gestisce i servizi aggiuntivi del Chiostro dei benedettini). L’iniziativa prenderà il via ogni venerdì sera, a partire dal 31 maggio. Il percorso di visita si snoda dalla biglietteria recuperata, entra nel chiostro benedettino – che di notte acquista una luce diversa, immerso in un silenzio quasi irreale – e attraverso uno speciale passaggio interno, passerà nello spazio sacro del Duomo. La guida condurrà gli spettatori nell’esplorazione del Duomo, leggerà il Vecchio e il Nuovo Testamento sui mosaici, farà ammirare il Cristo Pantocratore prima di passare alla cappella del Crocifisso – meglio nota come Cappella Roano, dal nome del suo fondatore – che accoglie il Tesoro; per ritornare poi lungo gli ambulacri del chiostro. Una visita di qualità, per un pubblico attento, che permetterà una cura estrema del racconto affascinante che si immerge nella storia siciliana. La partecipazione è fino a esaurimento posti disponibili motivo per cui si consiglia di prenotare al numero 091.7489995. Durante il giorno, il complesso di Monreale, il chiostro e il duomo, si visitano con un unico biglietto. Grazie ai restauri degli spazi della biglietteria del chiostro di Monreale, sponsorizzata da Coopculture e realizzata in sinergia con la Soprintendenza di Palermo, sono stati riportati alla luce affreschi di straordinaria bellezza. Nella nuova biglietteria del chiostro, dotata di un bookshop, sono esposti oggetti d’arte nati dalle mani degli artigiani siciliani.
Tiziano Ferro torna con nuovo branoE’ primo singolo dal 2016, anticipa album in uscita a novembre

30 maggio 201913:56

– Arriva, dal 31 maggio, Buona (Cattiva) Sorte, il primo singolo estratto dal nuovo album di Tiziano Ferro, Accetto Miracoli, atteso il 22 novembre 2019 su etichetta Virgin Records (Universal Music Italia). Il brano è il primo inedito di Tiziano Ferro dal 2016 e oltre a streaming, download e radio, sarà disponibile anche in vinile 45 giri numerato.
“Buona (Cattiva) Sorte già al primo ascolto si è mostrata come la canzone di apertura di questo percorso – racconta Tiziano Ferro -. È una canzone di rottura, dinamica, che parla d’amore con sfumature di cinismo e umorismo nero. È solo un assaggio di quello che sarà un disco che marca l’inizio di una nuova epoca per me. Un album fresco, onesto, energico, figlio dell’esigenza di consegnarmi ad esperienze nuove”. La voce e la melodia di Ferro si fondono con l’inconfondibile stile di Timbaland, che lo ha prodotto. Il brano rappresenta l’unione tra la scrittura di Ferro e il beat del producer americano, senza confini geografici né di genere.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Nek debutta da conduttore su Radio2
Il 22 settembre all’Arena di Verona, poi il tour europeo

30 maggio 201913:59

– Si avvicina sempre di più il 22 settembre, giorno in cui Nek tornerà in concerto con un appuntamento all’Arena di Verona. Il live darà ufficialmente il via a “Il mio gioco preferito – European tour”, un tour di 30 date che da novembre farà tappa nelle grandi città europee, con 3 nuovi live in Svizzera – e porterà Nek a suonare nei teatri di tutta Italia fino al 2020.
Da sempre alla ricerca di nuove sfide e nuovi stimoli artistici, nelle prossime settimane, per la prima volta, Nek si cimenterà in un ruolo per lui inedito, quello di conduttore radiofonico: con Andrea Delogu, sarà al timone di “Alza la radio”, in onda dal 2 giugno la domenica sera su Rai Radio2, per 4 appuntamenti dalle 21 alle 22.30. Il programma sarà uno show radiofonico in cui Nek, al suo debutto alla conduzione, presenterà, intratterrà e ospiterà grandi personaggi del mondo della musica. La musica, ovviamente, sarà la protagonista.
Trono di spade, Kit Harington in riabilitazioneTroppo stress e alcol per attore che interpreta Jon Snow

NEW YORK29 maggio 201916:47

Troppo stress e alcol e Kit Harington, che per otto anni ha interpretato il personaggio di Jon Snow in “Trono di spade”, e’ entrato in un centro di riabilitazione a cinque stelle del Connecticut ancor prima della fine della popolare serie di Hbo la cui ultima puntata e’ andata in onda il 19 maggio.”La fine dello show lo ha colpito duramente”, ha detto a Page Six, la rubrica di gossip del New York Post, una fonte vicina all’attore britannico. Harington ha 32 anni. Da circa un mese e’ ricoverato nella clinica Privé-Swiss sul mare del Connecticut dove e’ arrivato prima che sugli schermi di mezzo mondo (in Italia su Sky Atlantic), andasse in onda il gran finale della serie.
Cinema: Gorbaciov al Biografilm festivalL’ex leader Urss sarà in piazza a Bologna il 13 giugno

BOLOGNA29 maggio 201917:25

– Il regista Asif Kapadia presenterà in anteprima italiana ‘Diego Maradona’, il film sull’asso del calcio argentino; ‘Whats’ my name-Muhammad Ali’ è il documentario targato Hbo di Antoine Fuqua sul mito del pugilato.
Sono alcune delle proiezioni previste al ‘Biografilm festival’, a Bologna dal 7 al 17 giugno, che il 13 ospiterà in piazza Maggiore Michail Gorbaciov per la proiezione del film a lui dedicato di Werner Herzog. Il ricco cartellone della rassegna, sostenuta da Regione Emilia-Romagna e Comune oltre a Hera e Unipol, ospiterà anche l’artista Christo, protagonista di ‘Walking on water’ di Andrey Paounov, la fotografa Letizia Battaglia che riceverà il premio del festival ‘Celebration of lives awards; il focus sul cinema francese, con diversi titoli provenienti da Cannes e la partecipazione di Fabrice Luchini; l’omaggio all’ex sindaco di Bogotà Antanas Mockus e ‘Ottanta! Riflessioni di Romano Prodi’, di Francesco Conversano e Nene Grignaffini.
Quel giorno d’estate, vita dopo terroreIn sala dal 30 maggio film di Mikhael Hers con Vincent Lacoste

29 maggio 201921:01

– Una storia di famiglia delicata sulle conseguenze emotive un attacco terroristico, tra elaborazione del lutto e necessità di andare avanti. La mette in scena Mikhael Hers con Quel giorno d’estate, che dopo aver debuttato in Italia ai ‘Rendez vous’ in aprile, esce in sala dal 30 maggio con Officine Ubu. Il protagonista è la star francese Vincent Lacoste, che è stato candidato per il film ai Cesar 2019 come miglior attore. Nel cast, fra gli altri, anche Isaure Multrier Stacy Martin, Ophelia Kolb e Greta Scacchi.
Lacoste interpreta David, ventenne parigino che non si preoccupa troppo per il domani. La sua vita è stravolta dalla tragedia di perdere la sorella Sandrine (Kolb) in un attentato terroristico compiuto in un parco. Sta a David, doversi prendere cura della nipote di sette anni, Amanda (Multrier) e trovare il modo con lei di tornare alla vita. “Nonostante la premessa tragica non volevo un film cupo – ha spiegato Hers – ma che riuscisse comunque a essere luminoso, grazie alla luce della speranza”.
Sardegna di frontiera per due solitudiniIn sala dal 6 giugno ‘Fiore gemello’ di Laura Luchetti
30 maggio 201916:13

– Una storia d’amore tra due adolescenti: un immigrato africano clandestino e la figlia di un trafficante di migranti, entrambi in fuga da un passato che vogliono dimenticare. E tutto questo in una Sardegna di frontiera che sembra un po’ un western. Interpretato dagli esordienti Kallil Kone e Anastasyia Bogach, ‘Fiore gemello’, secondo lungometraggio della regista Laura Luchetti, racconta la storia di due ragazzi che si incontrano in questa Sardegna dalle diverse anime e intraprendono un pericoloso viaggio attraverso terre deserte, paesi, boschi e paesaggi misteriosi di un’isola letta dall’obiettivo di Ferran Paredes Rubio.
‘Fiore Gemello’ – menzione speciale Fipresci (Federazione internazionale dei critici cinematografici) al 43/o Toronto International Film Festival e in sala dal 6 giugno con Fandango -, spiega la regista, “è la favola nera di due adolescenti, Anna in fuga dal passato e Basim che rincorre il proprio futuro. La loro è un’amicizia disperata che diventa amore”.
Pets 2, arriva l’uragano ‘bambino’In sala dal 6 giugno il film animato di Chris Renaud

30 maggio 201919:04

– A tre anni dal primo capitolo, 875 milioni di dollari nel mondo, torna il piccolo terrier più ansioso dell’universo animato, Max, insieme ai suoi scatenati amici animali domestici (e non) in Pets 2 – Vita da animali di Chris Renaud, 10/o titolo prodotto dalla ‘casa’ di Cattivissimo me e I Minions, la Illumination. Il film, in sala dal 6 giugno con Universal (rientra nel programma delle pellicole promosse da Moviement, per allungare la stagione cinematografica), ruota intorno a una delle sfide più comuni vissute da molti ‘pets’, abituati a stare da soli con i padroni: confrontarsi con l’arrivo in famiglia di un ‘cucciolo’ umano, con cui dividere le coccole e ‘il territorio’. In un mix di humour a misura di bambino, action e citazioni che gli adulti si possono divertire a cogliere, Max (doppiato in italiano da Alessandro Cattelan) deve imparare ad abituarsi a Liam, primo figlio della sua padrona Katie e del fresco marito Chuck.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Delvaux debutta a Roma con Magritte bags
Apre in storico palazzo al centro, marchio casa reale Belgio

30 maggio 201914:22

– Con una collezione di borse ispirata a René Magritte, la maison del lusso Delvaux, fondata a Bruxelles nel 1829, dunque la casa di pelletteria più antica al mondo, fornitrice ufficiale della famiglia reale belga dal 1883, sbarca a Roma, aprendo la sua prima boutique nel cuore della Città Eterna, in un edificio storico di piazza San Lorenzo in Lucina. Per l’apertura, la seconda in Italia, che segue quella della boutique milanese in via Bagutta, a conferma del ruolo di primo piano che il mercato italiano riveste per il brand, Delvaux, che con i suoi 190 anni può vantarsi di aver inventato la borsa moderna (ha brevettato il primo modello di borsa nel 1908) ha pensato di rendere onore al suo paese e uno dei suoi più celebri artisti proseguendo una già consolidata collaborazione con la Fondazione Magritte. Infusa di surrealismo, la collezione richiama con eccentriche allusioni alle opere più iconiche dell’artista: L’Uomo con la Bombetta, La Promessa, Gli Amanti e La Golconda.
Al via il 5/7 Santarcangelo FestivalGiunto alla 49/a edizione, intitolata ‘Slow & Gentle’

BOLOGNA30 maggio 201914:39

– Torna dal 5 al 14 luglio il Santarcangelo Festival, kermesse dedicata al teatro giunta alla sua 49/a edizione e terza tappa della direzione artistica di Eva Neklyaeva e Lisa Gilardino. La rassegna intitolata ‘Slow & Gentle’ punta, con una programmazione articolata, a volgere uno sguardo lento e delicato – ‘Slow & Gentle’ appunto – sul presente e a accogliere nuove prospettive fra spettacoli, indagini sulla realtà, riti collettivi.
Il Festival spazierà tra i diversi orizzonti della performance teatrale esplorando ambiti come la fantascienza, la mitologia, lo sport e il folklore come nel caso della piece di apertura ‘Dragon, rest your head on the seabed’ dei madrileni Pablo Esbert Lilienfeld & Federico Vladimir Strate Pezdirc che combina la pratica coreografica con l’abilità di sei nuotatrici sincronizzate in un immaginario fantascientifico. Dopo un sirenetto nel 2017, un unicorno nel 2018, sarà quindi un drago marino a chiudere un triennio dedicato alla fantasia e al gioco.

Torna Reazione a catena, Liorni nel gameIl preserale dal 3 giugno al 22 settembre dalla sede di Napoli

NAPOLI30 maggio 201915:17

– Al centro le parole, protagonisti i concorrenti per il game di Rai1: torna lunedì 3 giugno alle 18.45 ‘Reazione a Catena – L’intesa vincente’, con il nuovo conduttore Marco Liorni al debutto nel genere come padrone di casa del classico preserale estivo, alla 13/a edizione. “Un programma di servizio pubblico, e multipiattaforma – tiene a sottolineare il direttore di rete Teresa De Santis nello studio del centro produzione Rai di Napoli dove ‘Reazione a catena’ ha trovato da qualche anno casa -. Lavoriamo e giochiamo con la lingua italiana, educando ed interagendo con i giovani attraverso i social”. Format che piace non si cambia, tranne che per qualche particolare, la grande novità sarà proprio Liorni che raccoglie il testimone di colleghi che hanno fatto bene, gli ultimi Amadeus e Gabriele Corsi. “Ho molti grazie da dire – premette il confermatissimo presentatore di ‘Italia si’.
Il Quirinale apre al contemporaneoNella Casa degli Italiani arte e design dal dopoguerra a oggi

30 maggio 201915:55

– Con l’indagine di de Chirico, Guttuso, Fontana, Accardi e Fioroni, e la progettualità di Ponti, Fornasetti, Aulenti, Mendini la Casa degli Italiani diventa sempre più la sintesi della nostra identità, non solo di ieri ma anche di oggi: dal 2 giugno prende il via Quirinale Contemporaneo, il progetto che porta a Palazzo del Quirinale una selezione di opere d’arte e di design del periodo repubblicano.
Non poteva esserci data migliore della Festa della Repubblica per inaugurare un progetto fortemente voluto dal presidente Sergio Mattarella che, accogliendo quasi 70 lavori italiani (36 opere d’arte e 32 oggetti di design), rende omaggio alla creatività e alla produttività espresse dal nostro Paese negli ultimi 70 anni. Una selezione per la quale non sono stati usati fondi pubblici, grazie agli accordi di comodato d’uso con le Fondazioni e ai doni delle aziende. L’iniziativa – ancora work in progress perché altre opere potrebbero aggiungersi – valorizza un patrimonio fino a oggi non fruibile.
Nastri, 11 nomination per Il traditorePoi Il primo re,La paranza dei bambini e Il vizio della speranza

0 maggio 201916:40N

– E’ Il traditore di Marco Bellocchio il film con più candidature di sempre ai Nastri d’Argento, con ben 11 nomination tra cui quella al miglior attore protagonista per Pierfrancesco Favino. Il film guida la classifica dei titoli che si contendono i premi dei Giornalisti cinematografici che saranno consegnati al teatro antico di Taormina il 29 giugno, in una serata in onda su Rai1. Otto candidature ciascuno per Il primo re di Matteo Rovere, La paranza dei bambini di Claudio Giovannesi e Il vizio della speranza di Edoardo De Angelis. Sette nomination sono andate a Euforia di Valeria Golino, unica regista in corsa, che sfida così Bellocchio, De Angelis, Giovannesi, Martone, Rovere e Guadagnino. Sempre sette nomination per Capri-Revolution di Mario Martone, mentre con quattro sono in corsa: Suspiria, Il Campione e Moschettieri del re – La penultima missione. Tre candidature, infine, per Ma cosa ci dice il cervello, Ricordi?, Troppa grazia e Una storia senza nome.
La Toscana sconosciuta in trenta fotoAll’Istituto degli Innocenti ‘Hallelujah Toscana’ di Marco Paoli

FIRENZE30 maggio 201916:42

– Trenta immagini in bianco e nero dei luoghi poco battuti della Toscana: è quanto propone il Museo degli Innocenti di Firenze con la mostra ‘Hallelujah Toscana’.
Dal 31 maggio al 10 settembre, in occasione delle celebrazioni del seicentenario dell’Istituto, nel salone Borghini saranno esposte le fotografie di Marco Paoli, a cura di Sergio Risaliti, direttore artistico del Museo Novecento, accompagnate dalle poesie di Alba Donati.
Nelle fotografie della rassegna la figura umana è volutamente assente, i protagonisti sono i luoghi della Toscana meno conosciuti, a volte spettrali come come l’ex sanatorio Banti a Pratolino e il cimitero dei Pinti a Firenze. Presenti anche il parco di Celle con le sue opere contemporanee, il marmo di Carrara, la Fonte delle Fate a Poggibonsi, il carcere di Pianosa, il Cisternone e le Terme del Corallo di Livorno, il padule di Fucecchio e la basilica di San Marco a Firenze. Dopo la monografia sull’Etiopia, Paoli si è così ricongiunto con la sua terra d’origine, la Toscana.
Per ‘Il traditore’ di Bellocchio 11 nomination ai Nastri Sette sono andate a Euforia di Valeria Golino, unica regista in corsa
30 maggio 201916:58

E’ Il traditore di Marco Bellocchio il film con più candidature di sempre ai Nastri d’Argento, con ben 11 nomination tra cui quella al miglior attore protagonista per Pierfrancesco Favino. Il film guida la classifica dei titoli che si contendono i premi dei Giornalisti cinematografici che verranno rivelati stasera al MAXXI con l’annuncio ufficiale delle nomination dell’edizione 2019. Otto candidature ciascuno per Il primo re di Matteo Rovere, La paranza dei bambini di Claudio Giovannesi e Il vizio della speranza di Edoardo De Angelis.Sette nomination sono andate a Euforia di Valeria Golino, unica regista in corsa, che sfida così Bellocchio, De Angelis, Giovannesi, Martone, Rovere e Guadagnino. Sempre sette nomination per Capri-Revolution di Mario Martone, mentre con quattro sono in corsa: Suspiria, Il Campione e Moschettieri del re – La penultima missione. Tre candidature, infine, per Ma cosa ci dice il cervello, Ricordi?, Troppa grazia e Una storia senza nome.
Audimovie, resiste la magia della salaSpettatori enciclopedici, spensierati, appassionati, cinefili
30 maggio 201917:11

– Solo nella sala, e in nessun altro luogo e tempo possibili della fruizione audiovisiva, per il pubblico cinematografico “si verifica la magia del ‘qui e ora’. Mentre le altre forme di fruizioni casalinghe tendono ad essere sempre più accelerate, frammentate e occasionali”. Sono fra i dati che emergono dalla ricerca realizzata da Episteme per Audimovie (la società che rileva i dati delle presenze nelle sale cinematografiche in Italia) sul valore che lo spettatore attribuisce alla sala e sull’impatto che si riflette e compenetra con la visione pubblicitaria.
Sulla base di una specifica metodologia d’indagine qualitativa, su un campione di spettatori regolari e saltuari dai 15 ai 65 anni (più otto under 15), distribuiti equamente sul territorio italiano, “si può dire che la magia del cinema in sala risulta molto viva, molto presente”, spiega Monica Fabris, presidente di Episteme.
La ricerca distingue quattro tipologie di spettatori: gli spensierati, gli enciclopedici, gli appassionati e i cinefili.
Mirabilia, 180 spettacoli in PiemonteDal 21 giugno al 30 agosto, tra teatrodanza e teatro di strada

TORINO30 maggio 201917:24

– Torna il Mirabilia Festival, giunto alla 13/a edizione, con 15 giorni di spettacoli dal 21 giugno al 30 agosto, 180 repliche, 11 compagnie di circo, 11 di danza e 7 di teatro, distribuiti, per il primo anno, su tre province, Cuneo, Torino ed Alessandria. Nato a Fossano e cresciuto di anno in anno, il festival propone spettacoli ‘mirabolanti’, tra circo, magia, danza, spettacoli di strada. Le strade delle 9 città coinvolte saranno invase da 22 gruppi di teatro urbano, 2 chapiteaux, eventi speciali per famiglie, masterclass, laboratori e un progetto in collaborazione con Alba Film Festival. L’obiettivo è sempre ‘sorprendere’ il pubblico.
L’edizione 2019, dal tema ‘One Land One Festival’, gioca proprio sul suo essere nomade su un largo territorio.
Partecipano compagnie di danza e teatrodanza di tutta Europa, oltre a gruppi italiani di fama come Rasposo, EgriBiancoDanza, Balletto Teatro di Roma, Balletto Teatro di Torino, e Ugo Pitozzi con il suo progetto visionario europeo ‘Reunion Phase 2019, Phase 1.
I vincitori del premio OstanaL’edizione 2019 dal 31 maggio al 2 giugno
30 maggio 201917:28

– Ascoltare il suono di lingue poco diffuse o a rischio di estinzione come il gallego, l’occitano, il walser. E’ possibile farlo al ‘Premio Ostana – Scritture in Lingua Madre’ che riunisce autori da tutto il mondo dando vita a un festival della biodiversità linguistica. L’XI edizione, dal 31 maggio al 2 giugno a Ostana (Cuneo), vede l’inserimento del Premio tra gli eventi ufficiali dell’Anno Internazionale delle Lingue Indigene, promosso dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per il 2019.
I premiati sono: Tilbert Dídac Stegmann, ideatore del metodo EuroComRom per l’apprendimento linguistico; Manuel Rivas, scrittore e poeta di lingua gallega; Anna Maria Bacher, poetessa di lingua walser; Gérard Zuchetto, di lingua occitana, specialista nell’arte dei trovatori; Dariia ‘Neseni’ Martynova, poetessa e cantante di lingua even, dalla Russia; Craig Patterson, traduttore specializzato in lingua gallega; Franca Masu, cantante di lingua catalana e Marcelo Martinessi, regista paraguayano, lingua guaraní.La cerimonia di premiazione si svolgerà domenica 2 giugno, giornata in cui sarà dedicato un omaggio a Robert Lafont.
Secondo l’Unesco ci sono 7000 lingue correntemente parlate nel mondo, e di queste circa il 40% è in pericolo. L’Onu cerca di attirare l’attenzione dei cittadini sulla scomparsa delle lingue indigene e sulla necessità di preservarle, ravvivarle e promuoverle sia a livello nazionale che internazionale. Il Premio Ostana persegue questo obiettivo fin dal suo esordio, nel 2008, con una particolare attenzione alla letteratura, alla musica e al cinema, elementi essenziali per la promozione e la vitalità delle lingue.
La rete che si è formata a Ostana è ogni anno più estesa e si mobilita nella difesa dei diritti linguistici e del loro valore universale. Nelle precedenti edizioni il Premio ha dato voce a 34 lingue da tutti e 5 i continenti.
Elton John, annullata data Arena VeronaLa star alle prese con l’influenza
VERONA30 maggio 201918:46

E’ stato annullato dagli organizzatori il concerto di Elton John previsto per il 30 maggio all’Arena di Verona. Già nella giornata del 29 il cantante stava combattendo con un’influenza, e nonostante le condizioni altalenanti – spiegano i promoter – era stato in grado di portare a termine il suo riscaldamento vocale prima dello show.Ma le condizioni fredde e umide dell’anfiteatro all’aperto hanno aggravato la sua condizione.In giornata, con le corde vocali dell’artista ancora infiammate e dopo il consulto con un medico, la decisione di non eseguire il concerto.Gli organizzatori spiegano che si sta verificando la possibilità di riprogrammare lo show, ed invitano i possessori dei biglietti per la serata a controllare i siti http://www.ticketone.it e http://www.dalessandroegalli.comnelle prossime ore per ottenere maggiori informazioni.

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Esce hit estiva Piccolo Coro Antoniano
Dal 31 maggio ‘Come i pesci gli elefanti e le tigri’
BOLOGNA30 maggio 201917:54

– E’ disponibile dal 31 maggio su tutte le piattaforme digitali ‘Come i pesci gli elefanti e le tigri’, prima hit estiva del Piccolo Coro dell’Antoniano diretto da Sabrina Simoni.
Il pezzo è il frutto di un percorso iniziato qualche anno fa, quando l’Antoniano ha deciso di riposizionare il Coro (60 bambini tra 4 e 12 anni) valorizzandone l’impronta contemporanea attraverso contaminazioni musicali e collaborazioni con artisti di diversa formazione e provenienza, tra cui Francesca Michielin, Ghemon, Gio Evan, Claver Gold, Frankie Hi-NRG mc, Petra Magoni e LaSabri. Con Lo Stato Sociale il Piccolo Coro ha duettato nel 2018 al Festival di Sanremo e a febbraio, in occasione del concerto bolognese di Calcutta, ha interpretato un’originale versione del brano ‘Oroscopo’.
L’uscita del pezzo, le cui parti corali sono state arrangiate da Peppe Vessicchio, è accompagnata da un videoclip girato dalla factory creativa del centro di produzione dell’Antoniano in collaborazione con FilmCommission Bologna.
Nuova Traviata di Zeffirelli per l’ArenaDal 21 giugno 5 opere e tre eventi speciali con Domingo e Bolle

30 maggio 201918:01

– C’è Franco Zeffirelli che, a 96 anni, firma la sua dodicesima ‘Traviata’ con le coreografie di Giuseppe Picone; c’è Daniel Oren come direttore musicale sul podio per 25 serate; c’è il gala per i 50 anni di Placido Domingo all’Arena, c’è Bolle and Friends che raddoppia con due serate, a indicare il nuovo corso sotto la guida del sovrintendente e direttore artistico Cecilia Gasdia dell’Arena di Verona Opera Festival 2019 (21 giugno-7 settembre), col risultato che alcune serate sono già, per la prima volta da anni, sold out, a cominciare dalla prima del ‘Trovatore’ con Anna Netrebko.
Per la Gasdia questa direzione è una grande emozione, come sottolinea lei stessa, ricordando il suo legame con Verona, dove è cresciuta, e l’Arena dove a 5 anni ha assistito alla prima opera, a 16 è entrata far parte delle comparse e poi, studentessa del conservatorio, del Coro per tre stagioni, fino al 1980, mentre il suo debutto da protagonista è avvenuto nel 1983 con la Liù nella ‘Turandot’.
Dark Crystal, da film a serie NetflixDal 30 agosto sul colosso streaming

30 maggio 201918:34

– Dal cinema alla serie. Dark Crystal: La Resistenza, basata sul film del 1982 di Jim Henson, sta per debuttare (dal 30 agosto) con 10 episodi, lunghi un’ora ciascuno, in tutti i paesi Netflix è attivo.
Il colosso streaming ha diffuso il primo teaser, oltre alla locandina della serie diretta e prodotta da Louis Lettier, realizzata con i classici burattini e effetti visivi all’avanguardia. Dark Crystal: La Resistenza racconterà una nuova avventura ambientata anni prima degli eventi della pellicola originale. Mentre il mondo di Thra sta morendo, il Cristallo della Verità, una grande fonte di potere nel cuore del pianeta, è danneggiato, corrotto dagli Skeksis, diffondendo la propria malattia su tutta la terra. Quando tre Gelfling scoprono l’orribile segreto che si cela dietro il potere degli Skeksis, partono per un viaggio epico con l’obiettivo di alimentare il fuoco della ribellione in tutto il Paese e salvare il loro mondo.
A dare la voce ai tre personaggi principali nella versione originale tre attori molto conosciuti: per Rian quel Taron Egerton che in questo momento è impegnato al cinema con il film dedicato a Elton John, Rocketman; Brea è Anya Taylor-Joy che nella serie dedicata a New Mutants era la maga Illyana Raspuntin; infine per la voce di Deet la brava Nathalie Emmanuel che in molti hanno visto nella saga di Game of Thrones dato che aveva il ruolo di Missandei. Tra gli attori da Helena Bonham Carter, a Natalie Dormer anche lei fondamentale in Game of Thrones, fino a Luke Skywalker ossia Mark Hamill.

Premio Hystrio a Serra per MacbettuDramma Shakespear in sardo prodotto da Sardegna Teatro

CAGLIARI30 maggio 201918:35

– Il Premio Hystrio alla regia è andato ad Alessandro Serra, regista del pluripremiato Macbettu, ispirato al Macbeth e recitato in sardo, la lingua delle sue origini. Il dramma shakespeariano trasportato in una Sardegna arcaica e senza tempo, scritto dallo stesso Serra e prodotto da Sardegna Teatro in collaborazione con Teatropersona, ha vinto il premio ANCT 2017 dell’Associazione Nazionale Critici di Teatro e il Premio Ubu 2017 come miglior spettacolo dell’anno.
Al Mess festival di Sarajevo l’opera ha ricevuto la Golden Mask – Oslobodenje – oltre al “Luka Pavlović” theater critics e al Grand Prix “Golden Laurel Wreath Award”, sempre come miglior regia. Serra riceverà ufficialmente il Premio Hystrio 2019, giunto alla 29/a edizione, lunedì 10 giugno al Teatro Elfo Puccini di Milano.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Mia, 5/a edizione a Roma dal 16 al 20/10
Il mercato audiovisivo si terrà al Barberini e Quattro Fontane

30 maggio 201918:51

– La quinta edizione del Mia (Mercato Internazionale Audiovisivo) si terrà dal 16 al 20 ottobre a Roma: quattro giornate dedicate alle principali attività di pitching, showcase, panel e screening inserite all’interno di tre grandi location, Palazzo Barberini, Cinema Barberini e Cinema Quattro Fontane.
Il Mia, la cui direzione editoriale è affidata a Lucia Milazzotto, è finanziato da ministero dello Sviluppo Economico, in collaborazione con Ice, ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Regione Lazio, e dal programma Media.
Tra i partner la Fondazione Cinema per Roma e il Fondo Eurimages del Consiglio d’Europa.
Baby K torna con nuovo singolo La PlayaSi candida nuova hit estiva dopo Roma-Bangkok e Da zero a cento

30 maggio 201919:05

– Esce il 31 maggio, in radio e in digitale, “Playa”, il nuovo singolo di Baby K dal sound caraibico.
“Playa”, prodotto da Zef, si candida ad essere la nuova hit che dominerà l’estate come successo per “Roma-Bangkok” (9 dischi di platino), “Voglio ballare con te” (4 dischi di platino) e “Da zero a cento” (3 dischi di platino).
Baby K ha all’attivo 17 dischi di platino e 2 dischi d’oro ed è la prima artista italiana ad avere più di 1 milione di iscritti su YouTube con oltre 735 milioni di views.
Affinità elettive, de Waal alla FrickL’artista di “Lepre dagli occhi di ambra” dialoga con collezione

NEW YORK30 maggio 201920:18

– La storia del grande collezionismo rivisitata attraverso gli occhi di un artista contemporaneo: Edmund de Waal, ceramista e scrittore (“La lepre dagli occhi di ambra”), ha affrontato la Frick Collection con una serie di nuove sculture che, accostate ai capolavori acquistati in Europa dal magnate dell’acciaio Henry Clay Frick e dalla figlia Helen, aprono un dialogo permettendo di vederle in una nuova luce. “Affinità elettive”, come nel titolo del romanzo di Goethe rivisitato da Walter Benjamin: nove installazioni in porcellana, oro, acciaio, marmo e alabastro – materiali scelti per riecheggiare quelli usati per costruire la Frick Mansion sulla Fifth Avenue e forgiati nello studio laboratorio di de Waal a South London – fanno fino al 17 novembre da contrappunto con le raccolte permanenti del museo. Nella loro forma e nei materiali, le sculture in vetrina evocano l’esperienza visiva e la storia della collezione creata grazie alle ricchezze accumulate da Henry Frick con le acciaierie di Pittsburgh a partire da quella che inquadra un quadro simbolo: “La Fucina” di Francisco Goya.La Frick Collection ha un posto chiave nella maturazione artistica di de Waal: nel 1981 aveva 17 anni quando, lasciata la scuola, scappò a New York: “Un pomeriggio tardo d’inverno. Mi trovai davanti alla bellissima natura morta con prugne di Jean Simeon Chardin e fu una illuminazione”. Il collezionismo ha un ruolo chiave nell’opera di De Waal, la cui “Lepre dagli occhi di ambra” racconta la storia della collezione di netsuke della sua famiglia da Parigi a Vienna e al Giappone. “Non dimentichiamo che lo stesso Frick cominciò come collezionista acquistando opere di contemporanei”, ha commentato il direttore della Frick Ian Wardropper. Negli ultimi anni de Waal, protagonista in questi giorni alla Biennale con l’opera in due parti “Psalm” sui libri nati in esilio, ha installato piccoli vasi di porcellana in vetrine costruite ad hoc in assemblaggi che riflettono il suo interesse nelle collezioni e il suo amore per la cadenza e il ritmo di musica e poesia: da Chatsworth nel Derbyshire alla Royal Academy Library di Londra, dal Kuntshistorisches Museum di Vienna al Fitzwilliam di Cambridge. Vedere per credere alla Frick sotto opere iconiche come il ritratto della Contessa d’Hassonville di Jean Auguste Dominique Ingres o nella Fragonard Room. Ma ogni esperienza è a parte. “Il Frick è diverso. Il Frick esprime potenza”, spiega de Waal.E’ la prima volta che l’artista mette il suo lavoro in dialogo con una collezione in America e dentro c’è anche lo sforzo di raccontare la storia Frick, un tycoon venuto dal nulla che nelle varie sale della sua mansion entrava nei panni di diverse identità: “Britannico nel salone da pranzo, francese con Fragonard, olandese, spagnolo. Le istallazioni, inserite attraverso la collezione, sono un momento di riflessione sul collezionista, il luogo e l’arte”.

Ovadia e Vergassola a Festival ParolaAttesa per Pupi Avati ne ‘La sera dei Miracoli’ dedicata a Dalla

CHIAVARI (GENOVA)30 maggio 201919:51

– Più che uno spettacolo, quello di Moni Ovadia e Dario Vergassola per il Festival della Parola di Chiavari è una chiacchierata al bar tra persone che si stimano e che, ognuno per suo conto, disquisiscono sull’ebraismo e sui luoghi comuni che accomunano ebrei e liguri. Parola di Vergassola e Ovadia incontrati a poche ore dal debutto nazionale del loro ‘Un ebreo, un ligure e l’ebraismo’ appuntamento che chiude la giornata inaugurale del Festival della Parola. “Si parla ancora di ebrei perché la questione non è mai stata risolta – spiega Ovadia -: l’ebreo è l’altro rispetto al mondo”.
Lo spettacolo, dicono, “o meglio l’idea dello spettacolo, nasce da una telefonata. Ci siamo subito capiti: come possiamo fare per continuare a pagare i mutui?”. Giunto alla VI edizione, il Festival della Parola di Chiavari è stato inaugurato con un flash mob degli studenti sul tema della caduta del Muro di Berlino. “In un periodo storico in cui vi sono forti tensioni a livello sociale, politico, religioso e civico, in un periodo in cui chi parla non viene ascoltato o viene interrotto creando forti tensioni sociali e facendo emergere particolarismi e populismi – ha detto il sindaco di Chiavari Marco Di Capua – cosa meglio del dialogo offre la possibilità di risolvere i conflitti?”. La parola chiave del festival sarà appunto Dialogo, ponte ideale costruito con il confronto, ponte per quei sogni che hanno ispirato e guidato le menti dei due uomini cui quest’anno è dedicato il Festival: Lucio Dalla e Leonardo da Vinci. Tra gli ospiti attesi, oltre a Ovadia e Vergassola, Federico Rampini e il regista Pupi Avati, che sarà protagonista domani sera dell’incontro ‘La sera dei miracoli’ dedicato a Dalla.

Celeblueation, Napoli celebra BalestraMostra in Certosa Museo di San Martino. Stilista disegna divise

30 maggio 201919:56

– Mostra antologica nella Certosa e Museo di San Martino, a Napoli per Renato Balestra, maestro dell’alta moda italiana. Il Polo museale della Campania e Armando Fusco Produzioni celebrano il talento creativo del couturier triestino che ha scelto Roma come sede del suo atelier, senza mai abbandonarla, con l’esposizione dei capi e dei bozzetti accolti da Anna Imponente, direttore del Polo museale della Campania assieme a Rita Pastorelli, direttore della Certosa di San Martino. La mostra, intitolata Celeblueation (acronimo di celebration e blu Balestra, speciale tono di azzurro divenuto colore d’elezione del couturier) è anche l’occasione per presentare le divise che il maestro ha disegnato per il personale del Polo museale della Campania.
La mostra comprende oltre 250 bozzetti, disegni e abiti, scelti da Balestra per mettere in luce l’evoluzione del suo stile durante la lunga carriera che comincia negli anni Sessanta.
L’esposizione è ampliata rispetto alle precedenti con l’aggiunta degli abiti degli esordi.
High Line, a NY il parco diventa piazzaThe Spur con al centro gigantesca scultura donna afro-americana

NEW YORK30 maggio 201920:14

– High Line ultima spiaggia o meglio ultima piazza. Dieci anni dopo la sua apertura, il parco lineare di New York realizzato su una sezione in disuso della ferrovia sopraelevata chiamata West Side Line da rettilineo si trasforma in uno spazio aperto che riproduce il concetto di piazza europea. L’ultimo pezzo dell’High Line, il terzo, aprirà il 5 giugno e sarà chiamato ‘The Spur’ (Lo sperone). La passeggiata di circa due km e mezzo, da Gansevoort Street sulla 14/a strada fino alla 3/ma, curva all’altezza della 30/a strada e 10/a avenue, diventando parte di Hudson Yards per finire all’ingresso di un ufficio postale. Al centro della piazza un enorme piedistallo (The Plinth) su cui è stata collocata una scultura alta quasi 5 metri. L’opera, ‘Brick House’, raffigura una ‘mammy’, una caricatura della donna afro-americana, ed è stata realizzata da Simone Leigh, originaria di Chicago ma trapiantata a New York.

Eisenberg attore in spot ironico dell’ambasciata UsaConsigli agli americani in Italia, siparietto con ‘nonna Rosetta’ di Casa Surace

maggio 201919:42

L’ambasciatore americano a Roma Lewis M. Eisenberg si improvvisa attore per girare uno spot sui “Consigli per gli americani in Italia”, promosso dalla sua sede diplomatica in collaborazione con gli youtuber di Casa Surace. Si parte con un ragazzo che fornisce l’abc per la felice permanenza nel ‘Belpaese’: ad esempio, non confondere la passata di pomodoro con il ketchup, oppure rinunciare alla lingua inglese ed esprimersi a gesti. Finché non appare la nonna, che dà altri suggerimenti sul cibo. Poi il colpo di scena, con l’entrata dell’ambasciatore Eisenberg, che improvvisa un siparietto con l’agguerrita signora. “Nonna Rosetta, non è facile fare l’ambasciatore, incontrare persone da tutto il mondo, è pazzesco!”, dice Eisenberg a nonna Rosetta, seduta al suo fianco. Che però gli risponde a tono: “Secondo te è facile fare la nonna e badare ai nipoti?”.  L’ambasciatore non si dà per vinto: “Qui noi dobbiamo sempre indossare giacca e cravatta”. Ma nonna Rosetta ha gli stessi problemi: “Noi da aprile siamo pieni di matrimoni, 40 gradi tutti i giorni, capelli fatti, mangia che pare brutto, il vestito elegante lo leviamo a ottobre!”. GUARDA IL VIDEO

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Scuola: alle superiori aumentano ammessi
Matematica la più difficile. Le ragazze più brave dei maschi
30 maggio 201917:50

– Aumentano alle scuole superiori gli studenti ammessi alla classe successiva e diminuisce la percentuale dei non ammessi: su 100 studenti scrutinati, 71 hanno direttamente conseguito l’ammissione alla classe successiva, mentre i non ammessi e quelli che hanno riportato la sospensione del giudizio in una o più discipline sono rispettivamente il 7,4% e il 21,5%. Di questi ultimi, a seguito della verifica aggiuntiva a settembre, più del 90% ha conseguito la promozione alla classe successiva (93,3% dei sospesi in giudizio). E’ quanto emerge dall’approfondimento del Miur relativo agli esiti degli scrutini delle superiori per l’anno scolastico 2017/2018. Lo studio evidenzia come sia aumentata la percentuale di studentesse e di studenti che non sono stati scrutinati per non aver frequentato almeno i tre quarti del monte ore annuale previsto dal percorso curriculare: si è passati dal 2,2% nell’a.s. 2016/2017 al 2,7% nell’a.s.
2017/2018. Infine, le ragazze conseguono risultati migliori rispetto ai colleghi maschi.         [print-me title=”STAMPA”]

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Fotografi senza fissa dimora in mostra
Ri-scatti racconta 13 progetti della Fondazione Cariplo

7 maggio 2019 16:23

– Se si guarda ‘ad altezza uomo’ si trovano la bellezza e il riscatto. E’ quello che hanno fatto i fotografi senza fissa dimora della Onlus Ri-scatti, i cui scatti sono in mostra fino al 1 settembre alle Gallerie d’Italia, sede museale di Intesa Sanpaolo.
’13 Storie dalla Strada. Fotografi senza fissa dimora’, curata da Dalia Gallico, mette in mostra 52 immagini inedite scelte tra i 9800 scatti realizzati nel corso di un anno, fotografando 13 progetti scelti fra i 1500 che Fondazione Cariplo porta avanti ogni anno. Fedele, Dario, Massimo Francesco, Antonio, Massimo Ettore, Paulos, Aquil, Salvatore, Traorè, Nyang, Fulvio, Amath hanno compiuto un viaggio dalla periferia al cuore della città.
“La fotografia mi ha costretto a cercare le cose belle che ho intorno” racconta Dario che sogna una casa, una famiglia e alla città chiede solo che gli restituisca un po’ di tranquillità.
Desideri semplici come “non avere più paura del futuro” che uniscono l’atto di raccontare a quello del raccontarsi.
Pazzi per la fotografia, su Sky Arte show per appassionatiVia alla quarta edizione di Master of Photography
27 maggio 201919:16

Master of Photography, il primo tv show europeo dedicato al mondo della fotografia, torna con la quarta edizione in esclusiva su Sky Arte (120 e 400 di Sky) e disponibile anche su Sky On Demand, da domani con sei nuovi episodi, e in replica su Sky Uno alle 23.15. Otto concorrenti, selezionati tra i migliori talenti da tutta Europa, dovranno dimostrare a una giuria di fotografi ed esperti di fama mondiale di avere creatività, istinto e versatilità per vincere il premio finale di 100.000 euro.
Nel corso delle puntate vedremo fotografi vincitori di premi internazionali sfidarne altri per cui una carriera in fotografia è ancora solo un sogno. Per completare le varie prove, i concorrenti viaggeranno in diverse location in Europa e si confronteranno con diversi generi fotografici tra street photography, fotografia di paesaggio, ritratto e reportage, mettendo alla prova le proprie capacità tecniche e artistiche.    Anche quest’anno tornano a giudicare i concorrenti Elisabeth Biondi, Visual Editor leggendaria con alle spalle una carriera decennale al New Yorker e Vanity Fair, Mark Sealy curatore di fama mondiale, storico e docente britannico insieme a Oliviero Toscani, acclamato e provocatorio fotografo italiano. Per la prima volta in assoluto nella storia della serie i giudici scenderanno in campo e saranno presenti in alcune delle prove in esterna, dove potranno osservare da vicino i concorrenti in azione. Nel corso delle puntate, i concorrenti avranno modo di mettersi alla prova in un percorso che non è solo una competizione ma un momento di apprendimento e accrescimento professionale. Ad affiancarli in ogni puntata, anche quest’anno, vere e proprie star del mondo della fotografia: Paolo Pellegrin, Martin Schoeller, Brenda Ann Kenneally, Jérôme Sessini, Chris Buck e Rankin.

Sting, My songs, il paesaggio della mia vitaA Milano, nel 2020 a Vegas, domenica alle urne per Lib Dems

MILANO28 maggio 201910:49

Da ‘Englishman In New York’ a ‘Roxanne’, ci sono tutti i suoi brani più celebri in ‘My songs’, l’album in cui Sting rilegge canzoni che “sono il paesaggio della mia vita, ma anche – dice lui, di passaggio a Milano dove si è esibito in piazza Duomo per Radio Italia – di quella di tanti altri”. “Oggi un italiano mi ha detto che lui e la moglie si sono innamorati ascoltando ‘Every breathe you take’, ma c’è anche chi ricorda un mio brano perché ha accompagnato il funerale di uno zio, mi piace – spiega – l’idea di creare una cornice per i ricordi, credo che abbia un valore al di là delle classifiche”.Così, in un mondo musicale dominato dallo streaming, dove le canzoni – dice – si consumano come un caffè, lui ha voluto costruire una cornice intorno ai suoi brani più famosi, andando a raccontare, nelle note dell’album, dove e come sono nati. ‘If you love somebody set them free’ per esempio è stata scritta nel 1985 in una casa ad Hampstead, Londra, dove succedevano cose talmente strane che “temevo – ricorda divertito – fosse abitata dai fantasmi”. Anche il progetto dell’album ha una sua storia: “mi avevano chiesto di suonare ‘Brand new day’ a capodanno a Times Square e ho pensato di rivederla per darle un sound più contemporaneo, il giorno dopo era nella top ten di Itunes e mi è venuta voglia di divertirmi a rivedere le mie canzoni più note in questa chiave”. Un gioco cui Sting invita anche i suoi ascoltatori a partecipare, confrontando le versioni originali e quelle di oggi dei vari brani per trovare le differenze.Affinità e somiglianze saltano all’occhio più con i brani dell’epoca Police che con quelli da solista: “è vero, mi sono preso più libertà con i miei pezzi, ma – spiega – non c’è un motivo preciso, credo che a parte le modalità di registrazione ciò che è cambiato di più nel tempo sia la mia voce, che oggi ha più sfumature e riesce meglio a raccontare storie”. Negli anni, è mutato anche l’approccio: “da giovane hai più energia, lavori più di istinto, forse era più facile”. Eppure da ‘The last ship’ alla collaborazione con Shaggy, Sting non si è mai fermato: appena finito il tour con il collega giamaicano, è già pronto a partire per i concerti legati a ‘My songs’, che lo porteranno il 29 luglio al Lucca Summer Festival e il 30 a Padova. L’anno prossimo, invece, sarà a Las Vegas per una ‘residency’ al Ceasar’s palace: “ho passato anni in tour di città in città e non avevo mai accettato ma ora sono pronto: questa volta sarò io fermo e verrà gente da tutto il mondo a vedermi”.C’è una prima volta per tutto, anche alle urne: “ho votato per la prima volta i liberal-democratici, ho sempre votato laburista, perché sono di estrazione ‘working class’, ma il mio partito è sparito, comunque non sono scoraggiato perché sono andati a votare in tanti e questo è un buon segnale. Io sono per il ‘Remain’ perchè è vero che l’Europa va riformata, ma per farlo bisogna rimanere al tavolo, lasciarlo è da pazzi. E poi la vera sfida è il cambiamento climatico e nessuno può pensare di affrontarlo da solo. A chi è contro l’Europa mi viene da dire una cosa: non dimentichiamo che sono 70 anni che abbiamo la pace e che io non ho dovuto sparare a un tedesco, ma mio padre e mio nonno purtroppo sì”. Che il suo cuore sia con la working class lo sanno gli operai della Bekaert di Figline Valdarno, in provincia di Firenze, che ha sostenuto andando a suonare al loro presidio, ma anche quelli della Gm di Toronto, cui ha portato in fabbrica l’opera ‘The last ship’, creando talmente risonanza che l’azienda ha deciso di non chiudere più lo stabilimento.

Scala: 11 nuove produzioni e Tosca in edizione criticaFirmata da Davide Livermore, ‘vicina a quella di Puccini’

MILANO27 maggio 2019

Undici nuovi allestimenti su 15 nel cartellone 2019-2020 della Scala, che inaugurerà la stagione con una ‘Tosca’ in edizione critica diretta da Riccardo Chailly. Lo ha annunciato il sovrintendente del teatro Alexander Pereira nella tradizionale conferenza condotta con il direttore musicale e il sindaco di Milano, Giuseppe Sala.
E sarà una Tosca firmata dal regista Davide Livermore, con le scene di Giò Forma, i costumi di Gianluca Falaschi, le luci di Antonio Castro. “Una Tosca, secondo il maestro Chailly, molto vicina a quella presentata da Giacomo Puccini la sera della prima assoluta, il 14 gennaio del 1900”. Da allora le incrostazioni della tradizione lirica, un po’ volute dalle mode, si sono succedute le une alle altre, fino a oggi.
Ma questa edizione critica realizzata da di Roger Parker per Ricordi, riporta tutto come quella sera di gennaio del 1900. “In questa Tosca – afferma Chailly – ci saranno pagine dell’opera che non abbiamo mai sentito, nello stesso personaggio di Tosca, ma anche di Cavaradossi, Scarpia, Spoletta… Il pubblico della Scala potrà gustare la grandezza di Puccini al suo primo passaggio. E sono pagine che meritano di essere conosciute”.
A interpretare il personaggio di Tosca sarà Anna Netrebko (Saioa Hernandez in 3 recite di gennaio), Luca Salsi sarà Scarpia, Vladimir Sazdovski Angelotti, Alfonso Antoniozzi il sacrestano, Carlo Bosi Spoletta e Giulio Mastrototaro Sciarrone.
Non si sa ancora chi sarà il tenore, il protagonista maschile che indosserà i panni del pittore Mario Cavaradossi. Con questa edizione critica, Chailly continua il percorso di presentazione delle opere di Giacomo Puccini alla luce delle ricerche musicologiche più recenti, con cui ha già riportato alla Scala Turandot, La fanciulla del West, Madama Butterfly e Manon Lescaut.
Ma Tosca, come detto, sarà solo uno dei lavori presentati nella stagione con una nuova produzione. Fra gli allestimenti più attesi, ‘Il Trovatore’ di Giuseppe Verdi (in febbraio 2020), con la direzione di Nicola Luisotti e la regia di Alvis Hermanis, e poi ‘Il turco in Italia’ di Rossini, una ‘Salomè’ che rappresenterà il debutto di Chailly con un’opera di di Richard Strauss. Fra gli autori che troveranno un titolo, Debussy (con Pelleas et Melisande), Wagner con Tannhauser. E poi Umberto Giordano con ‘Fedora’. E ancora Verdi con ‘Un ballo in maschera’ direttoda Zubin Metha e Ponchielli con ‘La Gioconda’.
Fino a Haendel con ‘Semele’ eseguita dall’orchestra con strumenti storici e alla musica contemporanea di Schoemberg e Nono.

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Filarmonica 199, da Beethoven ai Pink Floyd
concerti, formazione, danza e l’anno prossimo festa dei 200 anni

27 maggio 201921:10

Stagione 199 per l’Accademia Filarmonica Romana che l’anno prossimo compie duecento anni e porta avanti il proprio impegno verso la città per l’ascolto, l’approfondimento, la formazione musicale e la danza, al cui centro – come ha sottolineato il direttore artistico Andrea Lucchesini, introdotto dal presidente Paolo Baratta – sono i 13 appuntamenti della stagione di concerti al Teatro Argentina che si aprirà il 7 novembre con la violoncellista Sol Gabetta e Nelson Goerner al piano, per chiudersi il 2 aprile col duo Nikolaj Znaider e Robert Kulek, e prevede l’integrale di Quartetti di Beethoven per i 250 anni dalla sua nascita. A ricordare subito il lavoro di formazione dell’Accademia, c’è un’anteprima il 12 e 13 ottobre al Teatro di Villa Torlonia con gli studenti dei corsi di perfezionamento che partecipano al progetto quinquennale RossiniLab impegnati ne ‘La cambiale di matrimonio’ diretti da Giovanni Battista Rigon e regia di Cesare Scarton, che stanno per iniziare la preparazione per ‘L’inganno felice’ da presentare il prossimo anno, quale nuovo appuntamento con le cinque farse rossiniane.
Le Giornate della Danza a Roma (e non più Festival come in passato, perché sparse nell’anno e non concentrate assieme) saranno 4 in collaborazione col Teatro Olimpico, col ritorno della ‘Alice’ dei Momix e la novità del balletto-opera rock ‘Shine – Pink Floyd Moon’ di Micha Van Hoeke, più il tango argentino di Miguel Angel Zotto e le fantasie aereo acrobatiche di ‘Dumm’ dei Sonics. Cinque gli appuntamenti alla sala Casella con la prosecuzione di giovani interpreti impegnati in ‘Chopin e…’ che ha visto crescere molto i consensi la stagione passata; due i concerti del Quartetti Lyskamm in residenza triennale all’Accademia. La musica contemporanea ha invece spazio particolare nel ciclo ‘Assoli’, aperto da un omaggio a Marco Stroppa, e nella ‘Newmusicweek’, una settimana con il Midi Ensemble, con seminario di composizione e masterclass sulla prassi esecutiva strumentale.
Tre le linee di sviluppo della stagione all’Argentina con i quartetti di Beethoven (Quartetti Pavel Haas il 5 dicembre, Belcea il 6 febbraio, Jerusalem il 20 febbraio e Hagen il 26 marzo), i grandi solisti (da Piotr Anderzewski alla giovane rivelazione Filippo Gorini) e tre serate tra musica e letteratura con cantanti e voce recitante (‘Giulio Cesare, eroe barocco’ con la Lira di Orfeo Ensemble il 23 gennaio; ‘Marcel Proust’ col trio Rizzi-Gnocchi-Cominati il 13 febbraio; ‘Alla ricerca di Orfeo’ con Ensemble L’Astrèe il il 5 marzo), puntando su scoperte, riscoperte e curiosità.
Da citare poi gli stupefacenti e fortunatissimi due cicli musicali per bambini (Musicainfasce e Allegro capriccioso sino ai tre anni) , mentre per i ragazzi continua la collaborazione con l’ As.Li.Co e un ‘Rigoletto’ presentato in versione ‘Opera kids’ alla sala Casella e per i più grandi al Teatro Olimpico, oltre a concerti nelle scuole e incontri con i protagonisti della stagione. Le collaborazioni andranno dal Reate Festival al Premio Bucchi e il Concorso Taddei. Si amplia infine la collaborazione con Giovanni Bietti sulla divulgazione musicale e le sue Lezioni di musica dal vivo (registrate e trasmesse da Rai Radio 3) dedicate quest’anno anch’esse a Beethoven Cocome nella stagione stiva in giardino si avrà un Beethoven day a maggio) cui si aggiunge un workshop che vuol insegnare a 10 giovani musicisti i segreti della divulgazione e del racconto della musica a parole, perché, come ha ricordato Lucchesini ”la musica non è mai solo un fatto emozionale’.

Poesia: ‘Oven’ premia Grunbein e LoiVersi di Leopardi recitati all’alba dalla cima di una torre
BOLOGNA28 maggio 201912:25

– Un festival di poesia per “donare un momento di alta concentrazione culturale e costituire un polo geografico di riferimento per la poesia nazionale e internazionale”. E’ lo scopo di ‘Oven’, in programma a Bologna dal 5 al 7 giugno, organizzato dal Centro di poesia contemporanea dell’Università di Bologna.
Appuntamenti e protagonisti coinvolgeranno diversi luoghi: da una ‘Lectura Leopardis’ alle prime luci dell’alba nella Torre Prendiparte, in cima alla quale si reciteranno versi di Giacomo Leopardi in occasione del bicentenario della scrittura de ‘L’infinito’, a ‘Magma’, primo meeting nazionale tra giovani poeti, nel Dipartimento di Filologia classica e italianistica.
Eventi centrali dell’iniziativa, nella sala del Papa di Palazzo Boncompagni, saranno la premiazione del poeta tedesco Durs Grünbein, quella del poeta dialettale Franco Loi, e la performance del poeta polacco Adam Zagajewski. Prevista anche l’antica sfida in versi tra studenti universitari, il Certamen, sul palco di piazza Verdi.

Sala, sovrintendente Scala? cda il 18Incontro a breve con il ministro, rosa nomi molto ristretta
MILANO28 maggio 201914:27

– Per il nome del nuovo sovrintendente della Scala bisognerà aspettare anche se il sindaco di Milano Giuseppe Sala, in qualità di presidente del teatro, assicura che “prima delle vacanze una decisione verrà presa”.
Nel cda convocato oggi una scelta definitiva non è stata ratificata e una nuova riunione è stata fissata per il 18 giugno. Il sindaco vuole infatti parlare prima con il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli. “Mi pare una cosa di garbo” ha detto ai giornalisti. Già domani il sindaco sentirà Bonisoli al telefono. Il lavoro della società di selezione Egon Zehnder, chiamata a fornire una rosa di candidati, “è ufficialmente finito” e “a questo punto la rosa è molto ristretta”.
Probabilmente più ristretta dunque dei tre nomi che giravano ultimamente (Fortunato Ortombina dalla Fenice, Carlos Fuortes dall’opera di Roma e Dominique Mayer da Vienna) a cui si aggiunge la possibilità di una conferma per uno o due anni di Alexander Pereira dopo la fine del suo contratto nel 2020.
Giornata rifugiato, Rimini porto sicuroIl 20 giugno Modena City Ramblers, Marlene Kuntz e altri artisti

RIMINI28 maggio 201915:10

– Musica e parole il 20 giugno a Rimini, in occasione della Giornata internazionale del rifugiato, per affrontare grazie all’arte e alle canzoni il tema dei viaggi dei migranti. ‘Rimini porto sicuro’ è il titolo della manifestazione, organizzata dal Comune con l’associazione Arcobaleno, che porterà sul palco allestito a pochi passi dal molo Modena City Ramblers, Pierpaolo Capovilla, ‘I racconti delle nebbie’ (Paolo Benvegnù e Nicholas Ciuferri), O Zulù (99 Posse), Punkreas, Giulio Casale, Cesare Malfatti (fondatore de La Crus con Mauro Ermanno Giovanardi e Alessandro Cremonesi) e i Marlene Kuntz.
Ci sarà spazio anche per le testimonianze di Stefano Calabrò, sindaco di S.Alessio, piccolo paese in Aspromonte diventato caso-scuola di integrazione dei rifugiati nel tessuto economico e sociale di quella realtà, e del fotoreporter Stefano Schirato, impegnato nel racconto di temi sociali attraverso le immagini.
“La giornata – spiega il vicesindaco Gloria Lisi – sarà un’occasione di confronto e riflessione”.
Gué Pequeno, 14 giugno parte Summer tourTra le date annunciate la Notte della Taranta e Home Festival
28 maggio 201916:20

– Dopo lo storico sold-out al Forum di Assago, Gué Pequeno torna sul palco per tutta l’estate a presentare il suo ultimo lavoro Sinatra e i classici senza tempo della sua discografia, sia in versione live che dj set.
Gué Pequeno – Summer 2019 toccherà la Notte della Taranta a Lecce. Tra giganti del rap Usa come Young Thug e Pusha T, sarà anche tra i nomi più attesi del cartellone dell’Home Festival a Venezia; insieme al super ospite J Balvin e a Sfera Ebbasta ed Elettra Lamborghini, inoltre, sarà protagonista del Mamacita Festival di Milano. Queste le date: a giugno il 14 Milano; il 15 a Cittanova (RC); il 21 a Campi Bisenzio (FI); il 30 a Vieste (FG); a luglio il 6 a Termoli (CB); il 14 a Venezia; il 19 a Cecina (LI); il 20 a Corte Franca (BS); il 28 a Formentera (Spagna); il 30 a Ibiza (Spagna); ad agosto il 5 Pag (Croazia); il 6 Montalto Di Castro (VT); il 9 Forte Dei Marmi (LU); il 13 Porto Rotondo (OT); il 17 Gallipoli (LE); il 24 Lecce. A settembre il 5 ad Olgiate Olona (VA); il 6 Lanzada (SO).
Tom Walker a Ogr Torino il 15 ottobreDopo il successo planetario di ‘Leave A Light On’ e Sanremo 2019

TORINO28 maggio 201916:21

ORINO28 maggio 201916:21

– Tom Walker approda sul palco delle Ogr di Torino il 15 ottobre. Dopo il successo planetario di Leave A Light On (doppio disco di platino), e dopo essersi esibito quest’anno sul palco del Festival di Sanremo ospite di Marco Mengoni, con cui ha duettato in Hola (I Say), e dopo aver vinto il British Breakthrough Act ai Brit Awards 2019. Il cantautore inglese Walker arriva in Italia con il suo album di debutto ‘What A Time To Be Alive’, uscito l’1 marzo 2019 con Sony Music e che ha subito guadagnato il primo posto delle classifiche nel Regno Unito con oltre 104 milioni di stream totali. Il disco contiene anche il nuovo singolo ‘Just You And I’, in vetta all’airplay radiofonico italiano con 22 milioni di visualizzazioni su Youtube e 79 milioni di stream su Spotify. Il titolo dell’album, che include 12 tracce, è tratto da ‘Blessings’, una delle più belle canzoni d’amore di Walker.
Carrère, torna Vite che non sono la miaA Lignano il 22/6 scrittore francese riceverà Premio Hemingway

UDINE28 maggio 201917:03

– Un libro “sulla vita e sulla morte, sulla povertà, la giustizia, la malattia e, soprattutto l’amore”. E’ lo stesso Emmanuel Carrère a definire uno dei suoi lavori più empatici e commoventi Vite che non sono la mia che dal 13 giugno prossimo torna nelle librerie italiane per i tipi di Aldelphi nella nuova traduzione di Federica Di Lella e Maria Laura Vanorio, proprio in occasione della 35/a edizione del Premio Hemingway che si terrà a Lignano Sabbiadoro dal 17 al 22 giugno prossimi e che assegnerà all’autore francese il riconoscimento per la sezione Letteratura. Pubblicato in Francia nel 2009, per mesi ‘D’autres vies que la mienne’ ha dominato le classifiche dei libri più venduti. A spingerlo a volere raccontare “le vite degli altri”, due episodi che lo hanno segnato nel profondo: il devastante tsunami in Sri Lanka del 2004 dove lui stesso si trovava e la morte per cancro della sorella della sua compagna. Carrère riceverà il Premio Hemingway sabato 22 giugno.
Curve e moda, via a taglie forti in UsaLa donna media è taglia 50, in pista da Rodarte a Veronica Beard

NEW YORK28 maggio 201917:06

– Oltre la 52 oggi si può. Dagli Usa dove un’epidemia di obesità sta trasformando il corpo delle donne, nuove start up offrono possibilità di scelta a clienti costrette finora a frequentare il ghetto delle taglie forti. La parole d’ordine e’ “inclusione”. Finora gli stilisti hanno ignorato chiunque si trovasse al di fuori dello standard 0-12 (38-48 in Italia). Con la conseguenza che negli Usa, per la maggioranza delle donne che non rientrano nella fascia media di altezza e di peso, la prospettiva di sentirsi “chic” era finora out of limits. Le cose stanno cambiando: se ad oggi solo il 7% dell’abbigliamento femminile in department stores e boutiques e’ destinato alle misure oltre 50, un nuovo movimento alimentato dai social offre la chance di non sentirsi esclusa. Veronica Beard, Zac Posen, Michael Kors e la catena di department Nordstrom puntano a far fronte alla richiesta delle curvy, mentre su Instagram modelle/influencer come Ashley Graham e Tess Holliday stanno trasformando il messaggio.

Musica, arriva 39/a OperaestateDal 10 luglio al 7 ottobre in 30 città del Veneto

VENEZIA28 maggio 201917:08

– “Della civiltà e della partecipazione” è il tema chiamato a scandire gli appuntamenti della 39/a edizione di Operaestate, presentata oggi al Teatro La Fenice di Venezia: un cartellone forte di oltre 120 titoli fra teatro, danza e musica nell’arco di quasi tre mesi, in 30 città del Veneto con fulcro a Bassano del Grappa (Vicenza). Molte le prime nazionali del festival itinerante, in programma dal 10 luglio al 7 ottobre 2019.

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Artissima indaga su desiderio/censura
Dal 31 ottobre al 3 novembre. Diretta da Ilaria Bonacossa

TORINO28 maggio 201917:10

– La 26/a edizione di Artissima, Fiera Internazionale d’Arte Contemporanea di Torino, si terrà dal 31 ottobre al 3 novembre all’Oval, sarà diretta per il terzo anno da Ilaria Bonacossa (confermata alla direzione fino al 2021) e avrà come tema il binomio desiderio/censura, con l’obiettivo di stimolare una riflessione sul rapporto tra utopie contemporanee e il loro controllo.
Sono queste alcune anticipazione rese note dal board della più grande fiera italiana dedicata all’arte contemporanea.
“Il desiderio – dice Bonacossa – nasce dal rapporto tra corpo e società, realtà vissuta e realtà ambita. Le opere d’arte sono storicamente portatrici di immagini in grado di emancipare ciò che viene considerato un tabù, grazie al desiderio di sovvertire le regole, rendendo fluidi i confini tra normale ed eccezionale.
Tra le novità di quest’anno l’ingresso di nuovi membri nel comitato di selezione delle gallerie e l’immagine grafica, uno sfondo nero forato da sei cerchi che lasciano intravedere un altro fondo.

Hallyday, tribunale dà ragione ai figliGiudici di Nanterre, ‘è competente la magistratura francese’

PARIGI28 maggio 201918:52

– Sconfitta per Laeticia Hallyday, vedova del popolarissimo Johnny, il cantante francese scomparso nel dicembre 2017, nella dura battaglia legale che la oppone ai primi due figli dell’artista, David e Laura Smet. Il tribunale di Nanterre (Parigi) ha deciso che la è la giustizia francese competente nel giudizio sull’eredità contesa. Laeticia si è fin qui duramente battuta affinché fosse il tribunale Usa competente in materia. Il cantante “ha conservato fino alla fine uno stile di vita itinerante e bohemien, ma soprattutto molto francese, che lo portava a vivere in modo abituale in Francia”, ha stabilito il tribunale di Nanterre. E nonostante i numerosi viaggi e soggiorni negli Usa, era residente in Francia al momento della morte. Da oltre un anno, i due figli più grandi della rock star francese, il cantante e musicista David Hallyday e l’attrice Laura Smet, sono impegnati in un braccio di ferro giudiziario con Laeticia per ottenere la loro parte di eredità.
Lei ha annunciato appello.
Coez, vado controcorrenteParte da Roma il nuovo tour. ‘Sanremo? Mi spaventa, ma…”

8 maggio 201920:37

“Mi sono impegnato tanto in questo periodo ma mi è mancato il motivo principale per cui faccio questo lavoro, suonare. Ora riparto dai palazzetti, proponendo quasi 30 canzoni… non vedo l’ora”. Lo dice accennando un sorriso Coez, il cantautore/rapper di origine campana, cresciuto a Roma, che con tre anteprime nella Capitale, il 28, 29 e 31 maggio al Palazzo dello Sport (già Palalottomatica), dà il via al nuovo tour che dopo una pausa estiva riprenderà dal 29 settembre all’Arena di Verona, per proseguire fino a dicembre.
Tra le tappe: Torino, Ancona, Assago (Mi), Livorno, Firenze, Casalecchio di Reno (Bo), Acireale (Ct), Napoli e Bari. Concerti costruiti sull’intero percorso artistico di Coez (all’anagrafe Silvano Albanese, classe 1983), che festeggia quest’anno dieci anni di carriera solista: il suo quinto album, E’ sempre bello, ha debuttato a fine marzo, direttamente al primo posto in classifica. Rispetto a 10 anni fa la scena musicale italiana è molto cambiata, rap e giovane cantautorato hanno più attenzione: “C’è chi dice che ci sia un pre Coez e un post Coez. Non so se sia così ma un contributo penso di averlo dato. Il mio percorso credo sia a se’, non ho mai seguito l’esistente, le mode. Sono sempre andato controcorrente”. La cosa più bella che ti dicono i fans? “Che con la mia musica gli risparmio l’analisi. La scrittura si sa che è terapeutica, se poi lo è per qualcuno anche ascoltare le mie canzoni, è il massimo”. Durante i concerti, Coez proporrà anche un video su Open Arms, Ong che opera nel Mediterraneo per salvare i migranti: “Volevo un momento ‘sociale’, e quella di Open Arms è una realtà che mi è vicina perché la vivono alcuni amici. Non parlo di politica, ma il mio pubblico sa come la penso. Anche se non lo dico apertamente certe cose arrivano. Chi ha recepito qualcosa di me e delle mie canzoni, penso apprezzerà”. Una partecipazione a Sanremo è da escludere? “Il festival m’ha sempre un po’ spaventato, ho provato due volte ma mi ha sempre ‘rimbalzato’ anche con pezzi che poi hanno fatto bei numeri. Io non sono uno che dice Sanremo o morte, anche se può essere da una parte coraggioso andare lì e mettersi in gioco.
Chissà, potrei andarci o no, in base al pezzo che ho”. Per Coez è importante ripartire con il tour dalla Capitale: “Essendo un artista che si è espanso ‘a macchia d’olio’, cioè poco con le radio e le TV, e molto con il passaparola, venire da una città grande come questa mi ha agevolato. L’anno scorso ho fatto a Rock in Roma il record con 33000 spettatori, ma è un sostegno che ho sempre sentito. Anche quando certi dischi magari non sono stati apprezzati subito, Roma è lo zoccolo duro mi ha tenuto in vita, che mi ha dato sempre la forza di andare avanti”.

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Springsteen, concerto a Roma nel 2020
Nel 2016 protagonista al Circo Massimo, il 14/6 esce nuovo album

28 maggio 201920:08

– Dopo la tappa al Circo Massimo del suo ‘The River Tour 2016’ in cui furono registrate quasi 60 mila presenze, nel 2016, Bruce Springsteen – che il 14 giugno uscirà con un nuovo disco di inediti dal titolo Western Stars – l’anno prossimo tornerà a Roma per un grande evento. Lo ha annunciato l’assessore ai Grandi Eventi di Roma Daniele Frongia su Fb.
“Bruce Springsteen ha un forte legame con la Capitale. In occasione dell’87/o Csio di Roma – Piazza di Siena – dove era presente per supportare la figlia in gara – ha annunciato che tornerà a Roma con un grande concerto nel 2020. Già questa è una notizia entusiasmante. Ancora più entusiasmante è il fatto che Roma rappresenti per lui un grande palco e una importantissima vetrina scelta per presentare nuovamente la sua musica”.
Gennaro Serio vince 32/o Premio CalvinoCon ‘L’attività letteraria a Gibilterra nel secolo XXI’

TORINO28 maggio 201920:11

– Gennaro Serio è il vincitore della 32/a edizione del Premio Italo Calvino con il romanzo ‘L’attività letteraria a Gibilterra nel secolo XXI’. Una prima menzione speciale della Giuria è andata a Cristina Gregorin, per il romanzo ‘L’ultima testimone’, e una seconda a Daniela Gambaro, per la raccolta di racconti ‘Dieci storie quasi vere’. La giuria ha deciso di assegnare il Premio al romanzo di Serio “per il coraggioso esperimento metaletterario condotto nel testo con lingua poliedrica, sulla scia dei modelli cosmopoliti di Vila-Matas e Bolao. Un giallo sofisticato dal gusto ironico e parodistico che vede i protagonisti in viaggio per l’Europa dei luoghi di culto della scrittura terminando nella Gibilterra dell’immortale Molly Bloom”.
Infine è stata assegnata a ‘Sildenepro il fantasista ribelle’ di Roberto Peretto la ‘menzione speciale del Direttivo’. L’opera è stata scelta, tra tutti i manoscritti partecipanti al bando, per il suo particolare valore sotto il profilo sperimentale.
Genovese, giro un film sulle coppieCineasta, vogliono diriga anche remake Usa Perfetti sconosciuti

8 maggio 201920:36S

– Un film “sulle coppie, che ho iniziato a scrivere da un mese”, il remake americano di Perfetti sconosciuti, “che mi hanno chiesto di dirigere” e la serie da Tutta colpa di Freud che sta entrando in fase di casting. Sono fra i nuovi progetti di Paolo Genovese, protagonista di Caravaggio incontri, al Cinema Caravaggio di Roma. Autori e registi prima si raccontano e poi introducono la proiezione di un loro film al quale si sentono particolarmente legati: Genovese ha scelto Una famiglia perfetta” (2012) con Sergio Castellitto, Claudia Gerini, Marco Giallini, Carolina Crescentini: “Ci tengo molto – dice – lo considero uno dei miei più belli”. Il cineasta, nella conversazione con Laura Delli Colli e gli spettatori, mescola riflessioni, ricordi e aneddoti divertenti, come quello sul remake Usa di Perfetti sconosciuti: “E’ iniziato tutto da Charlize Theron. Ha visto il film durante un volo, gli è piaciuto molto e si è convinta se ne potesse fare un remake.
Così ho ricevuto una chiamata da Hollywood in cui mi chiedevano di andare a Los Angeles per un incontro. Gli ho risposto che ero sul Lungotevere e non mi veniva proprio facile. Poi ci siamo visti più volte con il produttore che ha acquisito i diritti dopo il fallimento della società di Weinstein (che se li era assicurati inizialmente, insieme a Leonardo DiCaprio, ndr). E’ ancora tutto in una fase molto embrionale. Per ora gli americani stanno fantasticando sul cast ideale, e quando parlano fanno fanno solo i nomi, tipo Bradley, Natalie, Charlize… vedremo”.
Il progetto è un’ulteriore consacrazione per Perfetti sconosciuti che è stato venduto in 85 Paesi ed ha già originato 18 remake: “Il mese prossimo entreremo per questo nel Guinness dei primati – dice il regista -. Io ne ho visti sei o sette, e mi sembrano tutti orrendi. Ma è normale, dopo aver lavorato tanto sulla sceneggiatura, soffri a vedere scene cambiate e battute tagliate”. Qual è il segreto di questo film? “Penso sia stato una sorta di autoanalisi collettiva su un momento di cambiamento profondo della società e della nostra vita, con il cellulare che diventa il fulcro di tante cose”. Genovese l’anno scorso è stato giurato alla Mostra del cinema di Venezia: “E’ una di quelle esperienze che ti permette di capire quanto sia importante raccontare storie internazionali.
Quelle che sono state premiate, avevano in filo rosso che gli permetteva di essere perfettamente capite da sette persone come noi con storie e culture diverse, da Guillermo Del Toro a Naomi Watts. Bisogna smettere di guardarsi l’ombelico. Questo non vuol dire che non vadano raccontate storie locali, ma bisogna farlo con un linguaggio che tutti possano capire”. Tra i progetti internazionali c’è anche l’adattamento del suo romanzo Il primo giorno della mia vita: “Diventerà un film ambientato a New York ma la preparazione richiede ancora tempo, per questo ho pensato di girare prima il film in Italia sulle coppie”. Dal pubblico gli chiedono quali attori che ancora non ha diretto vorrebbe in un suo progetto: “Tra le attrici penso ad esempio a Jasmine Trinca, mi piace moltissimo, siamo andati vicino a lavorare insieme varie volte. Avrebbe dovuto fare Perfetti Sconosciuti ma era bloccata su un altro set. E amo molto Elio Germano, lo considero un grande attore anche da commedia, perché le commedie vere non sono film comici, ma partono dal dramma e dall’osservazione della realtà”. All’indomani delle elezioni, si dice “non contento di questa Italia, per niente, ma non ho mai pensato di dare molto spazio alla politica nei miei film. Mi piace raccontare storie assolute che prima di tutto emozionino e in cui ci si identifichi. Potete stare sicuri che nel film sulle coppie non entreranno – conclude scherzando – ne’ Salvini ne’ di Maio”.

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Bruce Springsteen, il nuovo album è come un grande film
In uscita il 14 giugno, poi in tour. Nel 2020 concerto a Roma
29 maggio 201910:51

Bruce Springsteen è un uomo di parola. Aveva annunciato che il suo nuovo album solista, senza la E Street Band, avrebbe avuto un’ispirazione cinematografica e così è stato. “Western Stars”, in uscita il 14 giugno, è un gioiello avvolto di malinconia e ricco di arrangiamenti orchestrali in cui la ritmica è un elemento minore, se non del tutto assente, a favore di tessiture armoniche che si muovono in un territorio tra Ennio Morricone, Jimmy Webb, il Wall of Sound di Phil Spector. Dimenticate dunque le chitarre elettriche, la batteria possente di Max Weinberg e l’irresistibile incedere della E Street Band: per tutto questo bisogna aspettare il prossimo album e il prossimo tour (già annunciati, con tanto di tappa, nel 2020 a Roma).Con “Western Stars” si entra nell’atmosfera dei temi fondanti del Grande Romanzo Americano, spazi infiniti e solitudine, il vagabondaggio come necessità esistenziale, le sfide al quotidiano che oscillano tra la sconfitta e la redenzione, l’isolamento e la comunità, la vita di personaggi anonimi che diventa un affresco collettivo, la solitudine dopo un amore finito. Sono più di 20 i musicisti coinvolti in questo album che è stato in gran parte registrato nello studio del Boss nel New Jersey: tra questi David Sancious, session man super star che è stato il primo tastierista della E Street Band (ai tempi di Asbury Park abitava all’incrocio tra 10th Avenue ed E Street), “Sister” Soozie Tyrell e Charlie Giordano, rispettivamente violinista e organista dell’attuale line up del gruppo, Patti Scialfa, la signora Springsteen nonchè cantante, compagna di band e responsabile degli arrangiamenti vocali.Come nei due album precedenti, il produttore è Ron Aniello che in questo caso ha svolto un lavoro davvero di altissimo livello nel bilanciare i suoni, nell’assecondare il racconto di 13 brani che coprono una gamma espressiva che va dall’essenzialità acustica ai pieni orchestrali. Springsteen, che nelle foto del booklet appare con un look decisamente da Western, con cavalli selvaggi, praterie, chitarre acustiche e macchine pick up, affronta questo album da compositore che ha il coraggio di uscire dalla sua comfort zone per rendere omaggio ai suoi amori musicali, letterari e cinematografici e, da grande cantante. “Hello Sunshine”, con i suoi echi di “Everybody’s Talkin'”, e “There Goes My Miracle”, i due brani che hanno anticipato “Western Stars” danno un’idea abbastanza precisa dell’atmosfera dell’album, soprattutto il secondo, clamoroso, quanto commovente, omaggio a Roy Orbison, uno degli eroi del Boss. Entrando nel dettaglio, “Hitch Hikin'”, il brano iniziale, è il ritratto di un uomo che viaggia facendo l’autostop, ha un inizio acustico, minimale, che dalla seconda strofa è arricchito da un crescendo orchestrale. “The Wayfarer” è la storia di un viandante che “quando tutti dormono mette le sue ruote sull’autostrada” accompagnato da un gioco di chitarre e archi e un ritmica leggera.”Tucson Train” è la ricerca di una nuova vita lontana dagli scontri dell’esistenza precedente poggiata su tappeti di tastiere; “Western Stars” è un omaggio ad Ennio Morricone e al valore dell’amicizia in un’atmosfera da racconto western; “Sleepy Joe’s Cafe” può ricordare le Seeger Session; “Drive Fast (The Stuntman)” è una ballata a medio tempo che ritrae uno stuntman che nonostante gli acciacchi crede ancora nel vivere veloce, sicuro che le sue gambe malconce lo porteranno a casa; “Chasing Wild Horses” è una ballata acustica che si conclude con un pieno orchestrale mentre il protagonista cerca di togliersi dalla mente il pensiero della donna che ama; “Sundown” è il brano che con più naturalezza si adatterebbe al suono della E Street Band. Qui Springsteen si regala un acuto finale incastonato in un clima da Wall of Sound; “Somewhere North of Nashville” è struggente, un racconto breve costruito sulla pedal steel guitar, cori, pianoforte, chitarra acustica; “Stones” è il ritratto di un amore consumato dalle bugie che diventa una ballata arricchita dagli arhci e da una finale “reprise” strumentale; “Moonlight Hotel”, il pezzo conclusivo, è un acustico racconto di solitudine, di sorsi di Jack Daniels bevuti in un triste motel in ricordo di un amore che se n’è andato. “Western Stars” è un album che va ascoltato e vissuto, una sintesi emozionante dei riferimenti su cui Springsteen ha costruito la sua grandezza. Il disco pacato e malinconico di un eroe popolare che non ha più paura dei suoi fantasmi e che ancora una volta riesce a prenderci per mano per portarci in un viaggio che ci renderà migliori.

Stanescu, Quando le foglie ridonoCrisi economica e sentimentale in una Milano di periferia

29 maggio 201911:45

– CRISTINA STANESCU, QUANDO LE FOGLIE RIDONO (SOCIETÀ EDITRICE MILANESE, PP.208, 15 EURO). Cresce lentamente e poi trascina con sé il lettore con il suo bagaglio di amarezze e illusioni il romanzo di Cristina Stanescu “Quando le foglie ridono”. Una scrittura fluida, brillante, fresca quella dell’autrice milanese che costruisce una vicenda in cui tante piccole storie intrecciate tra loro ne compongono una di più ampio respiro. La vicenda prende avvio nel quartiere Lambrate dove una giornalista accorre per realizzare un servizio di cronaca: è infatti in corso il funerale delle vittime dell’esplosione di una vecchia casa per una fuga di gas. La reporter, in cerca di uno scoop, si ferma a parlare con Milena che è seduta al tavolino di un bar, pensando che la donna possa rilasciarle qualche dichiarazione strappalacrime sulle persone coinvolte nella strage.Invece Milena è pronta a raccontarle un’altra storia: la sua in primis, quella cioè di una ex starlette della tv che non è mai riuscita veramente a fare il “salto” verso il successo, e quella di un gruppo di ragazzi che diversi anni prima, quando anche lei era una del quartiere, le vivevano accanto. In un racconto che andando a ritroso con la memoria si fa vivido e sempre più coinvolgente, ecco apparire – accanto a Milena e ai suoi amori inconcludenti – come su un palcoscenico una serie di personaggi: c’è Silvia, ex ricca, ossessionata a tal punto dall’agiatezza persa da non riuscire a vivere le cose belle che ha intorno. Ci sono Roberta e Corrado, coppia sposata la cui solidità viene minata dai soldi che non bastano mai e dal logorio della vita quotidiana. C’è infine Salvatore, il fratello di Corrado, ragazzo buono e ancora capace di sognare che, con un posto fisso in banca, coltiva il sogno di lavorare come fotografo. Contornati da personaggi secondari ma ben caratterizzati, i protagonisti si affannano a vivere: nascono e si rompono amicizie e amori, e tanti sono gli equivoci e le parole non dette tra loro, tante altre le recriminazioni di questi ragazzi che sembrano aver perso la bussola, smarriti nel mare delle loro insoddisfazioni. Sono tutti “giovani vecchi”, tutti con le spalle incurvate dalla crisi economica, dai sogni infranti, dalle ingiustizie di una vita che prometteva faville e invece si è rivelata una sequela poco appagante di insipide giornate.    Nessuna vibrazione, se non qualche illusorio guizzo di gioia, nessun posto al sole li attende: per ognuno di loro solo un continuo arrabattarsi verso una felicità che si piega sotto i colpi della precarietà, della frustrazione per quello che poteva essere e non è stato, del continuo malcontento. Accanto ai protagonisti, muta testimone di tutti i loro giorni c’è Milano, con i locali alla moda e le boutique, con le macchine incolonnate, le fatiscenti case di ringhiera e le periferie dell’hinterland, ma anche con i suoi volti nostalgici e mutevoli come le stagioni, tra il bianco della sua neve, le foglie dei suoi alberi, il torrido caldo della sua estate.    Giornalista, autrice, conduttrice e blogger, Stanescu parte da un mondo che conosce bene (quello dell’informazione e dello spettacolo) e poi si allarga, ampliando il suo sguardo verso le inquietudini dei nostri tempi, descrivendo esistenze dolenti, solitudini e sprazzi d’amore: il risultato è un romanzo dolce amaro, che conduce il lettore direttamente dentro la vicenda, accarezzandolo con sentimenti in cui è facile riconoscersi, e la cui forza resta intatta sulla pagina.
I millennials nei quartieri di camorraDopo Berlino, in sala ‘Selfie’ di Agostino Ferrente

29 maggio 201911:46

Come dimostra ‘Selfie’ di Agostino Ferrente, ci sono anche i millennials nei quartieri infestati dalla camorra. Ragazzi che si raccontano con video-selfie, ma potrebbero di colpo passare dal cellulare alla pistola se non fossero bravi ragazzi. Già al Festival di Berlino nella sezione Panorama e ora in sala dal 30 maggio distribuito da Istituto Luce Cinecittà della Paranza dei Bambini di Claudio Giovannesi questo film, coproduzione tra Italia e Francia, ha il volano della grande prova e autentica spontaneità di Alessandro (Alessandro Antonelli) e Pietro (Pietro Orlando) due adolescenti che si filmano con un iPhone per raccontare il loro complicato quartiere, il Rione Traiano, attraverso la loro vita quotidiana e, soprattutto, l’amicizia che li lega.Al centro della loro storia, come un ombra, la tragedia vera di Davide Bifolco, un loro amico ucciso nel 2014 da un carabiniere al termine di un inseguimento.Alessandro e Pietro accettano la proposta del regista di auto-riprendersi con il suo iPhone per raccontare in presa diretta il proprio quotidiano, l’amicizia che li lega, il quartiere che si svuota nel pieno dell’estate, la tragedia di Davide. Aiutati dalla guida costante del regista e del resto della troupe, oltre che fare da cameraman, i due interpretano se stessi, guardandosi sempre nel display del cellulare, come fosse uno specchio, in cui rivedere la propria vita.”Napoli è stata raccontata in molti modi – spiega il regista – e io non volevo farne la solita cartolina, ma inquadrare gli occhi di chi vive davvero certe cose come appunto i due protagonisti. Davide Bifolco, il ragazzo ucciso – aggiunge Ferrente – , poteva essere uno di loro. Queste cose insomma succedono e non volevo le spiegasse un sociologo, ma il punto di vista dei ragazzi, attori e anche cameraman di se stessi”.”Dopo ‘L’Orchestra di Piazza Vittorio’ e ‘Le cose belle’, avevo giurato di non realizzare piu’ documentari – spiega ancora Agostino Ferrente – avevo sofferto troppo entrando nelle vite delle persone coinvolte. Non so fare documentari diversamente, ho bisogno di immergermi a fondo nella realtà che voglio raccontare, fino a diventarne parte. Non so realizzare documentari d’osservazione, raccontare in maniera neutra. No: io sprofondo nella realtà di cui mi innamoro e non voglio piu’ raccontarla, voglio modificarla, ripararla. Ma poi venni a conoscenza della storia di Davide. Se ne era parlato molto tra giornali e talk show e mi aveva colpito la facilita’ con cui un ragazzino colpevole solo di avere l’eta’ sbagliata nel momento e nel posto sbagliati, per molti era diventato il colpevole e non la vittima: a poche ore dalla notizia – conclude – il tritacarne del pregiudizio sociale aveva già sentenziato che si trattava di un potenziale delinquente e che quindi, in fondo, era solo ‘uno in meno'”.
Scala: standing ovation a Die tote StadtApplausi per 12 minuti al cast e al visionario regista Vick

MILANO29 maggio 201911:49

– È finita con oltre 12 minuti di applausi e una standing ovation la prima alla Scala di Die tote Stadt, opera di Korngold del 1920 finora mai rappresentata a Milano. È piaciuta la lettura di Graham Vick che ha intrecciato la vicenda narrata, di ispirazione anche a Hitchcock per La donna che visse due volte (un vedovo che vive nel ricordo della moglie e incontra una donna talmente simile da fargli pensare che sia tornata in vita) con la biografia di Korngold, costretto perché ebreo a fuggire in America dove lavorò per il cinema.
Così la seducente Marietta (una formidabile e applauditissima Asmik Grigorian che canta e balla con nonchalance indossando un paio di copricapezzoli e poco più) ricorda la Dietrich, e il coro dei chierichetti diventa di Hitlerjugend perché rifugiarsi nel passato non protegge dalle brutture del presente: che sia il dolore per un lutto o l’avvento del nazismo. Applausi al direttore Alan Gilbert e a tutto il cast a partire da Klaus Florian Vogl (il vedovo Paul) e Markus Werba (Fritz).
A teatro, Latella ritrova BonaventuraDelbono a Festival Colline Torinesi, Marchioni dirige a Milano
29 maggio 201912:21

– ”L’Isola dei pappagalli con Bonaventura prigioniero degli antropofagi” di Sergio Tofano diretto da Antonio Latella a Torino e il focus su Gérard Watkins tra ”Non mi ricordo più tanto bene” e ”Scene di violenza coniugale”, a Roma; ”Matilde e il tram per San Vittore” di Renato Sarti e ”La nipote di Mubarak” di Valentina Diana per la regia di Vinicio Marchioni, entrambi a Milano; fino a ”La gioia” di Pippo Delbono che apre il 24/a Festival delle Colline Torinesi: sono alcuni degli spettacoli teatrali in scena nel prossimo week end.
Arriva in Italia Facebook filmWarner Bros. testa funzione per Godzilla II King of the Monster
29 maggio 201912:24

– Arriva anche in Italia Facebook Film, una funzionalità dedicata agli appassionati di cinema. Lanciata per la prima volta negli Stati Uniti e poi in Regno Unito e Canada, Film consente di visualizzare tutti gli spettacoli cinematografici nelle vicinanze, ovunque ci si trovi, e di condividere quest’esperienza con i propri amici con un clic.
Warner Bros. Entertainment Italia è una delle prime major a testare queste nuove funzionalità in occasione dell’uscita nelle sale italiane di Godzilla II King of the Monsters – nuovo capitolo dell’universo MonsterVerse – il 30 maggio. Per provare Film è sufficiente accedere al menu generale di Facebook e selezionare l’icona con l’immagine di una bobina cinematografica. A quel punto appariranno due sezioni: “Film”, con l’elenco degli spettacoli in programmazione, la descrizione, il trailer, tutte le informazioni su cast e regista; e “Cinema”, con la lista delle sale, gli orari degli spettacoli e i link per acquistare il biglietto online.

Bosso-Mazzariello a Umbria jazzSi esibiranno il 15 luglio alla Galleria nazionale dell’Umbria
PERUGIA29 maggio 201912:58

– Tandem live at Umbria Jazz Winter è il nuovo album di Fabrizio Bosso e Julian Olivera Mazzariello, che i due proporranno al pubblico di Umbria jazz il 15 luglio alla Sala Podiani della Galleria nazionale dell’Umbria.
Registrato nella notte di Capodanno 2018, in occasione dell’edizione invernale del festival a Orvieto, il disco – sottolinea Uj – rappresenta la “naturale cristallizzazione e restituzione al pubblico” dell’intesa musicale che intercorre tra Bosso e Mazzariello. Questi hanno percorso in tandem gran parte delle loro carriere, verso obiettivi condivisi. Una lunga storia di musica e di amicizia, quella tra il trombettista torinese ed il pianista anglo italiano, cominciata nei primi anni del 2000 con la comune militanza negli High Five, band di giovani emergenti con un grande avvenire. Da lì in avanti nei tanti progetti di Bosso quella di Mazzariello è stata una presenza costante, dal quartetto (una delle migliori band stabili del jazz italiano) alla formazione più estesa di “Duke”.

Cinema: “A mano disarmata”, Gerini è Federica AngeliDal 6 giugno in sala, film su giornalista sotto scorta da 2013/CLIP ESCLUSIVA

28 maggio 201919:05

La sfida alla malavita con un’unica arma: la penna. Arriverà nelle nostre sale il prossimo 6 giugno distribuito dalla Eagle, il film di Claudio Bonivento ‘A mano disarmata’ con una bravissima Claudia Gerini che presta il volto e anima alla cronista di Repubblica Federica Angeli sotto scorta dal 2013, perché minacciata dalla mafia in seguito alle sue inchieste sulla criminalità di Ostia e al suo rifiuto di voltare la faccia dall’altra parte. Una produzione Laser Digital Film in collaborazione Rai Cinema. Tratto dal libro dal medesimo titolo del film scritto dalla stessa Angeli – Edizioni Baldini&Castoldi 5 edizioni (20.000 copie vendute).    “Conoscevo la sua storia a grandi linee – racconta l’attrice Claudia Gerini in un video distribuito dalla produzione – quella di giornalista e cronista e mi ha sempre molto interessato, la vicenda delle sue inchiesta di Ostia fino a quando le è stata assegnata la scorta. Mi riconosco in lei anche io sono una donna d’azione, mi sento dalla parte dei deboli, detesto le ingiustizie. L’ho intuita, assorbita, ho cercato di capirla, e mi sono preparata semplicemente amandola”.    Federica Angeli rivela: “Quando mi hanno comunicato che l’attrice che mi avrebbe interpretato sarebbe stata Claudia Gerini sono stata contenta. Ho sempre avuto stima della sua professionalità, lei ha voluto conoscere me, e tutta la mia famiglia, è venuta a casa mia. E’ entrata nel personaggio e devo dire che in molti aspetti siamo simili. Più la conoscevo e più la ritenevo adatta a interpretarmi e dopo questa esperienza insieme non potevamo che diventare amiche”. In uno dei trailer diffusi la protagonista Gerini/Angeli, è a pranzo in un ristorante con la famiglia, viene a sapere delle minacce ricevute dal figlio piccolo. Una scena che fa capire quanto queste scelte coraggiose e giuste, spesso criticate costino a chi le compie.    Federica Angeli ha deciso di usare la propria vita per una causa civile, la lotta ai clan mafiosi che infestano una parte di Roma, Ostia, dove lei stessa vive. Il film è girato nei luoghi reali della vicenda, in parte anche nella redazione di ‘Repubblica’. Nel cast anche Francesco Venditti, Francesco Pannofino, Mirko Frezza, Rodolfo Laganà, Milena Mancini, Maurizio Mattioli.
Una storia di paure, disperazione, momenti di solitudine ma pure di vittorie e di un moto straordinario di solidarietà dal web, dagli studenti, da alcuni magistrati, da parte del mondo politico e dai carabinieri della sua scorta. “Come diceva Borsellino – prosegue Angeli in un altro video a pochi giorni dall’uscita in sala del film – quando ami un posto o una persona ne fai emergere le criticità o le brutture per poterle superare: ecco oggi Ostia è riuscita a rialzare la testa. La vita sotto scorta è fatta di rinunce, momenti rubati, anche di momenti di solitudine. Non hai più privacy, è una vita dura e questo il film lo rende molto bene. Nella mia battaglia ha avuto un ruolo fondamentale mio marito (in una scena toccante di un trailer quando gli viene comunicato che la moglie sarà sotto scorta chiede se anche i figli piccoli la avranno, ma gli viene spiegato che per i bambini non è previsto ndr). La forza di questo film è uscirne con la consapevolezza che le mafie possono essere sconfitte”. Il marito di Federica nel film è interpretato da Francesco Venditti.    Nella vita reale Angeli è stata la prima persona a Ostia che in quarant’anni abbia avuto il coraggio di denunciare alla magistratura gli atti perpetrati da cosche criminali nei confronti della popolazione del litorale romano. Il regista Claudio Bonivento sottolinea come: “A differenza di altre recenti produzioni cinematografiche, piuttosto che far prevalere le “imprese” delinquenziali, abbiamo pensato, questa volta, di far risaltare le gravissime e terribili situazioni nelle quali si trova una persona, sotto minaccia di morte, a cui viene assegnata una scorta armata. Situazioni che coinvolgono quindi sia la propria vita che quella della sua famiglia, rivoluzionando completamente la quotidianità e rinunciando così alla libertà”. Il maxi processo per mafia contro i clan di Ostia inizia il 6 giugno 2018. Un anno dopo il film al cinema.
Primo ciak nuovo film Carlo VerdoneGirato in Puglia. Con Verdone, Foglietta, Papaleo, Tortora

28 maggio 201912:14

– Tre uomini e una donna. Medici tanto abili in sala operatoria – il Papa si affida alle loro cure – quanto maldestri nella vita privata. Sono i protagonisti di SI VIVE UNA VOLTA SOLA, nuovo film di Carlo Verdone, sceneggiato da Verdone con Giovanni Veronesi e Pasquale Plastino, le cui riprese sono iniziate in Puglia il 27 maggio. Da Bari a Monopoli, da San Vito di Polignano a Otranto e in provincia di Lecce – la troupe si sposterà a Castro, Sant’Andrea, Porto Badisco, Santa Cesarea Terme, Serrano – il film sarà girato interamente in Puglia per otto settimane. Il Professor Umberto Gastaldi (Carlo Verdone) guida una formidabile équipe medica composta dalla strumentista Lucia Santilli (Anna Foglietta), dall’anestesista Amedeo Lasalandra (Rocco Papaleo) e dal suo assistente Corrado Pezzella (Max Tortora): un team di professionisti della medicina ma anche un gruppo di maestri della beffa. Prodotto e distribuito da Filmauro di Luigi e Aurelio De Laurentiis, uscirà in sala all’inizio del 2020.

‘Mia’, Romanelli gioca con il thrillerIl segreto e il disvelamento che spiega più di un saggio

28 maggio 201911:09

– EUGENIA ROMANELLI, ‘MIA’ (Castelvecchi, pag. 240, euro 17.50). E’ nell’eleganza del non detto, che trasforma il racconto di una storia apparentemente brutale in qualcosa di completamente diverso, il fascino di questa nuova prova narrativa di Eugenia Romanelli, scrittrice che riesce sempre a mantenere un equilibrio unico tra la freddezza algida, aulica, dell’arte e l’emotività spinta fino al limite della perversione. Nel mezzo, in questo libro, c’è la raggiunta maturità di un’autrice che questa volta porta il lettore su e giù sulle montagne russe dei sentimenti più estremi, sorprendendolo ad ogni angolo perché nulla è mai come sembra. Facendolo cadere nella trappola dell’inganno con estrema capacità attrattiva, eppure portando contemporaneamente alla luce in forma di romanzo una serie di temi da trattato sociologico sulle delicatissime questioni etiche al centro della nostra vita quotidiana, della cronaca, della politica: il senso e l’identità della famiglia, e i rapporti uomo-donna.    E’ difficile quindi parlare di ‘Mia’, perché raccontarne il contenuto sarebbe non soltanto semplice e controproducente spoiler ma proprio azione devastante rispetto a un libro che fa dell’epifania del diverso il suo nesso sostanziale. Apparentemente comunque si tratta di un thriller, e ne ha fin dal principio tutte le caratteristiche positive. Protagonista, in tutti i sensi, è una bambina di quattro anni, la Mia del titolo appunto, bellissima, sensibile, inconsapevole. Mia vive in una borghesissima Roma e ha due mamme, Valentine e Anna, diversissime tra loro ma entrambe molto impegnate sul lavoro e quindi necessariamente distanti. La prima, dalla sessualità indistinta, emana fascino da vendere. La seconda ancora più impegnata di lei e dal carattere decisamente algido. La bambina, che passa molto tempo con una baby-sitter un po’ troppo distratta, viene avvicinata da un uomo che nutre nei suoi confronti sentimenti forti. Lui è Xavier, viene da Malaga dove ha lasciato senza spiegazioni la moglie e il lavoro. La moglie, Luisa – a cui lo lega un rapporto solido e controverso costruito in anni di amore senza regole – lo cerca ovunque, non si dà per vinta e, indagando, scopre uno dopo l’altro una serie di misteri nella vita di Xavier che fanno venire alla luce un uomo che non conosceva, pur condividendo con lui la vita da molti anni. Ed anche un trauma, forse, una macchia nera.    L’ammiratore segreto compare dal primo secondo, con la macchina fotografica in mano, occhio che serve a prendere la distanze e insieme a non perdere nessun dettaglio. Fotografa la bambina di nascosto e cerca di avvicinarla ogni volta e in ogni occasione, riuscendo a stringere con lei un rapporto di complicità sincero, facendo breccia nelle sue infantili debolezze. Lei ha del resto quattro anni e manifesta il suo disagio balbettando. Non ha il coraggio di rivelare il suo segreto alle mamme. Ma quale sarà il segreto? Se ne parla a Roma, mercoledì 29 maggio alle ore 18:00 alla Libreria Mondadori Bookstore di Piazza Cola di Rienzo. E i personaggi prenderanno corpo nelle letture di Margherita Buy e Nadia Perciabosco.

Rai: Fazio verso Rai2, incontro con Freccero a MilanoSul tavolo c’è già un piano di lavoro per la prossima stagione, che prevede tra l’altro la possibilità che il programma abbia anche un”anteprima’ nel preserale

27 maggio 201917:51

Si fa sempre più concreta l’ipotesi del trasloco di Fabio Fazio da Rai1 a Rai2. A quanto si apprende, il conduttore di Che tempo che fa ha avuto oggi a Milano un incontro, giudicato molto positivo, con il direttore della seconda rete Carlo Freccero. Sul tavolo c’è già un piano di lavoro per la prossima stagione, che prevede tra l’altro la possibilità che il programma abbia anche un”anteprima’ nel preserale.

Romulus, via riprese nuova serie SkyRegia di Matteo Rovere, 10 episodi tra storia e leggenda

29 maggio 201913:01

– Fra storia, leggenda e rivoluzione, l’epico racconto della nascita di Roma nella nuova serie Sky Original: Romulus, una serie di Matteo Rovere, al suo esordio alla regia di un progetto televisivo. Prodotta da Sky, Cattleya e Groenlandia, la serie è composta da 10 episodi. Le riprese inizieranno a Roma i primi di giugno e andranno avanti per 28 settimane tra la capitale e i dintorni.
Nel cast Andrea Arcangeli (The Startup, Trust – Il rapimento Getty), Marianna Fontana (Indivisibili, Capri-Revolution) e Francesco Di Napoli (La paranza dei bambini), giovani e già apprezzatissimi talenti che saranno i protagonisti di una storia di sopravvivenza diretta da Matteo Rovere (Veloce come il vento, Il primo re) da Michele Alhaique (Non uccidere; Senza nessuna pietà) e da Enrico Maria Artale (Il terzo tempo).
Due intere città meticolosamente ricostruite sulla base di ricerche storiche documentate, migliaia di figurazioni, più di 700 presenze stunt e centinaia di armi riprodotte per una serie, Romulus, ambientata otto secoli prima di Cristo, in un mondo primitivo e brutale nel quale il destino di ognuno è deciso dal potere implacabile della natura e degli dei. Girato in protolatino, Romulus è il racconto di questo mondo attraverso gli occhi di tre ragazzi segnati dalla morte, dalla solitudine e dalla violenza: Iemos, Wiros e la giovane vestale Ilia. Una storia di uomini e donne che scoprono come crearsi un destino anziché subirlo. Una rivoluzione guidata anche da una figura femminile feroce e protettiva, spietata e materna. Romulus è la storia epica della nascita di Roma come non è mai stata raccontata.          [print-me title=”STAMPA”]

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Amici, incorona Alberto il tenore
Maria De Filippi, “Vorrei una tv senza paletti”

26 maggio 2019 06:31

“E’ strano vedere paletti in tv, non dovrebbero essercene”. Maria De Filippi ha chiuso in bellezza la diciottesima edizione della madre di tutti i talent, Amici su Canale 5 (4 milioni 804 mila spettatori e il 27% di share), e dopo essersi detta soddisfatta di un’edizione ricca di talenti come raramente accaduto (“i quattro finalisti – due cantanti e due ballerini – sono quattro vincitori. Il successo di Amici dipende tutto dai ragazzi e non dai giudici”), immagina una televisione che non abbia barriere e preclusioni. L’input arriva dal no che Viale Mazzini ha imposto nei giorni scorsi alla sua partecipazione a Domenica In su Rai1, nonostante l’invito della stessa padrona di casa Mara Venier, arrivato proprio durante una puntata di Amici, alla quale la Venier partecipava come previsto dal suo contratto (e dopo lo scambio di ospitate tra Rai3 e Canale 5 con Raffaella Carrà, “tanto di cappello alla sua serietà e alla sua professionalità, ha insegnato anche a me, ma vederla nella scuola come insegnante mi sembra difficile”). “Sono rimasta perplessa dalla posizione della Rai. Mi dispiace solo per il fatto che fosse stato annunciato in onda”, spiega Queen Mary che proprio da questo ‘no’ ha preso spunto per invitare alla finale Michelle Hunziker, Alessia Marcuzzi, Silvia Toffanin e Ilary Blasi, fiere rappresentanti dell’azienda di Cologno Monzese. “Anche in Mediaset ci sono conduttrici più che valide. E allora perché non invitarle tutte? Bisogna iniziare a fare più gioco di squadra. E loro si sono messe in gioco”. Un assaggio per nuove idee in arrivo? “Di programmi ne ho già abbastanza..”, taglia corto lei.   Ma di tv senza barriere e di paletti infranti si può parlare anche per il successo del tenore Alberto Urso (vincitore anche del Premio Tim del valore di 30 mila euro che vanno a sommarsi ai 150 mila della vittoria finale e con il disco “Solo” già in top ten), che ha avuto il merito di aver avvicinato il mondo della lirica ai giovani, togliendo un po’ di polvere ad arie e falsetti e sdoganandolo dai soliti cliché. “Ora non mi ferma più nessuno”, dice senza sfrontatezza il 21enne messinese, la faccia pulita, gli occhi chiari che hanno fatto impazzire schiere di ragazzine, i tatuaggi sul braccio molto poco “lirici” e l’aria ingenua. “Io sono un cantante lirico, ma non so dove mi porterà il futuro: opera, cross over, pop… vorrei fare tutto e proverò a fare tutto”, racconta emozionato, poco dopo la vittoria con ancora la coppa accanto a sé e i genitori (arrivati a sostenerlo) impazienti di abbracciarlo. I suoi ascolti, spiega, spaziano da Luciano Pavarotti a Cesare Cremonini, passando per Josè Carreras, Placido Domingo, Andrea Bocelli, Jovanotti, i Queen. “Non bisogna avere pregiudizi: se la musica è fatta bene è bella tutta. L’importante è farla con molta passione. I tatuaggi? Ormai si vedono anche alla Scala…”. Ringrazia Maria (è passaggio quasi obbligato, ma non lezioso) per avergli dato una grande opportunità. “Sono un esempio. La lirica sta perdendo posizioni rispetto ad altri generi e io sono felice di averla avvicinata ai giovani. Devo ancora studiare tanto, perché non bisogna fermarsi mai: io continuerò a portare questo messaggio ai ragazzi”, dice ancora, dedicando la vittoria alla nonna: “da lassù sarà felicissima, e grazie alla mia famiglia che ha fatto tanti sacrifici”. Prima della vittoria, Alberto – che suona pianoforte, sax e batteria – aveva già provato ad entrare due volte nella scuola di Amici: sempre rispedito al mittente. “Evidentemente non era il mio momento, non ero pronto. Un ‘no’ non è una barriera che si chiude: bisogna avere tanta determinazione e non mollare mai”.   Non aveva smesso di credere al suo sogno neanche Giordana, seconda classificata e Premio della Critica (50 mila euro offerti da Tim): già cinque volte la cantautrice nata in Francia aveva bussato alle porte della scuola di Canale 5. “Oggi sono più risolta e questo è stato fondamentale. Nel frattempo ho continuato a lavorare”. E le sue canzoni sono finite negli album di Nina Zilli e di Tiziano Ferro, mentre il suo primo disco “Casa” è stato pubblicato dalla Universal. Soddisfatti anche i due ballerini, entrambi classici: il cubano Rafael, terzo e vincitore di categoria, e Vincenzo. Per loro sono già arrivate proposte di lavoro in Italia e all’estero.

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È morto Vittorio Zucconi, giornalista di Repubblica e scrittore
È stato corrispondente dagli Stati Uniti, direttore del sito e di Radio Capital

26 maggio 201914:03

Il giornalista Vittorio Zucconi, 74 anni, è morto nella sua casa di Washington dopo una lunga malattia. Ne dà notizia ‘Repubblica’ in apertura sul proprio sito con un articolo dal titolo “l’uomo che viveva il giornalismo”. Cronista e scrittore, Zucconi è stato corrispondente dagli Stati Uniti per ‘Repubblica’. Zucconi è stato direttore dell’edizione web di Repubblica dalla creazione fino al 2015, ma anche direttore dell’emittente Radio Capital fino al 2018.Originario di Bastiglia (provincia di Modena), figlio di Guglielmo Zucconi, giornalista (fu direttore della Domenica del Corriere e del Giorno) e deputato della Democrazia Cristiana, e fratello di Guido. Vittorio Zucconi è stato il primo giornalista italiano di un grande quotidiano inviato come corrispondente a Tokyo (idea di Giorgio Fattori che dirigeva all’epoca la Stampa). E’ stato corrispondente da Bruxelles quando l’Europa era ancora in formazione, da Mosca durante la guerra fredda, da Parigi, da Washington, per la durata di sei presidenti, un trentennio.

Flash mob per 200 anni Infinito 28(5Olimpia Leopardi, vorrei che partecipassero deputati e senatori
26 maggio 201912:11

-RECANATI (MACERATA), 26 MAG – L’Infinito di Giacomo Leopardi superstar per tutto il 2019 e oltre nel duecentesimo anniversario della sua stesura. Per celebrare ‘l’idillio perfetto’, uno dei testi poetici più famosi e amati della lingua italiana, la contessa Olimpia Leopardi, discendente diretta del poeta, ha organizzato a Recanati il 28 maggio alle 11:30, insieme al ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, in collaborazione con la Rai un flash mob degli studenti di tutta Italia che reciteranno in contemporanea e in diretta social la celebre poesia: sarà “#200infinito”. “Mi è sembrato giusto – dice la contessa – ambientare l’iniziativa nella piazzetta del Sabato del Villaggio” su cui affaccia Palazzo Leopardi, “collegandola simbolicamente a tutte le piazze italiane per trasformarle da luogo in cui la gente passa ignorandosi o addirittura urtandosi, in uno spazio di condivisione spirituale. Ma il mio sogno è che anche gli esponenti del Senato e della Camera, assieme alle più alte cariche dello Stato facciano lo stesso”.
Menasse e l’Europa tra nazioni e unioneLa crisi EU spiegata dall’autore del romanzo ‘La capitale’

26 maggio 201914:54

– ROBERT MENASSE, ”UN MESSAGGERO PER L’EUROPA” (SELLERIO, pp. 180 – 16,00 Euro – Traduzione di Simone Buttazzi) Si considerano i successi, sul piano economico e sociale, come risultato del proprio lavoro, mentre la crisi appare come il fallimento del lavoro altrui. La realtà è che se le cose non vanno la colpa è del contesto generale e allora si può capire che se il crescente desiderio di sovranità nazionale è comprensibile sul piano umano non significa naturalmente che sia anche ragionevole. E’ la prima di una serie di risposte e notazioni che Robert Menasse, saggista e studioso austriaco della realtà europea, ha selezionato partendo dalle domande che più spesso gli vengono rivolte dal pubblico quando partecipa a incontri nei vari paesi, anche in seguito alla pubblicazione (in Italia da Sellerio) del suo interessante e ben congegnato romanzo ”La capitale”, ambientato a Bruxelles e nato per mettere in luce con fiducia sul futuro europeo quel che non va assolutamente oggi nel governo della UE, di cui tutti siamo partecipi e di cui sfruttiamo i molti vantaggi, ma di cui tendiamo a non sentirci responsabili. Questo accade, pare, anche perché si parla molto oggi di ciò che va male e si dimentica quanto progresso e benessere, quanto riparo e sostegno abbiamo avuto dall’essere tutti assieme.
”Soprattutto in tempi di crisi economica, le nazioni sviluppano dinamiche aggressive. Lo vediamo anche nell’insulso risentimento che la Germania prova nei confronti dei greci e viceversa. E alla fine del processo, quando i cosiddetti interessi nazionali non possono più essere difesi politicamente, si tenta di imporli con la violenza. E l’esperienza storica dimostra come ciò non possa durare al lungo e al contempo produca solo tantissima miseria”, per non parlare di ciò che sta accadendo in Gran Bretagna che davanti ai problemi ha deciso di mettersi fuori dal gioco. Menasse parla un po’ di tutto, dalla moneta unica che non si è riusciti a gestire a un livello politico sovranazionale, rendendo difficile affrontare la crisi, alla Commissione Europea che va legittimata facendo sì che venga eletta dall’Europarlamento e non dai governi nazionali perché abbia potere e autorità, solo per citare alcuni degli argomenti criticamente affrontati in queste pagine. Il volumetto vuole aiutare a ripercorrere e capire le ragioni storiche del progetto europeo , alla luce del quale superare lo stallo attuale e creare qualcosa di nuovo, invece di riprodurre sempre l’esistente anche per una realtà diversa.
Bisogna quindi che le politiche degli stati nazionali acquistino appunto una visione collettiva europea, senza rinunciare alla propria identità, che è altra cosa. Manasse lo fa poi con il suo linguaggio semplice, puntuale e spigliato, che argomenta come se fosse in dialettico contraddittorio col lettore. Insomma, questo ”Un messaggero per l’Europa” direi che è da leggere come appendice del suo romanzo, per andare al fondo delle cose e cercare di capirle veramente, al di là delle apparenze e e dell’istinto a difendersi e rinchiudersi nel proprio egoismo, che come è chiaro restringe le possibilità di migliorare e non le allarga. Insomma, bisogna pretendere molto di più dall’Europa, ma bisogna anche essere disposti a dare, a aprirsi e partecipare.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Takara, favola senza tempo tra le montagne del Giappone
In sala il film di Manivel e Igarashi, già a Orizzonti a Venezia

26 maggio 201914:53

– Un racconto incantevole e pieno di lirismo, che parla di affetti e avventura, una favola senza tempo ambientata tra le suggestive montagne innevate del Giappone. E’ “Takara – La notte che ho nuotato”, il film di Damien Manivel e Kohei Igarashi, già passato in concorso nella sezione Orizzonti della 74/a Mostra del cinema di Venezia, poi al Detour – Festival del cinema del viaggio e ora in sala dal 23 maggio, con Tycoon Distribution.
Dietro la macchina da presa il duo franco-giapponese composto dai registi Damien Manivel e Igarashi Kohei, che raccontano la candida odissea del piccolo Takara (interpretato dal giovanissimo Takara Kogawa, al suo esordio sul grande schermo) che una mattina, invece di recarsi a scuola, decide di andare a trovare il padre al mercato del pesce dove lavora: il bambino vivrà così una giornata all’insegna della scoperta e della meraviglia.
“Ci siamo incontrati alla prima dei nostri film – hanno commentato i due registi – e ci siamo subiti sentiti vicini grazie all’amore per il cinema. Qualche mese dopo, abbiamo deciso di girare un film insieme. Damien desiderava filmare la neve e Kohei lavorare con un bambino. Siamo andati nella regione più nevosa del Giappone, ad Aomori, e abbiamo incontrato un bambino di sei anni, Takara Kogawa. Siamo rimasti colpiti dal suo miscuglio di imprevedibilità e tristezza, dalla sua completa sincerità. Suo padre è veramente un pescatore e Takara si sveglia ogni notte sentendolo andare al mercato. Quando Takara torna a casa da scuola, il padre dorme ancora. Si vedono molto poco. Abbiamo cercato di raccontare questo complesso sentimento di amore e distanza seguendo le tracce di Takara”.

Coe e la Brexit a La Festa del raccontoSul tempo, dal 29 maggio al 2 giugno, apre Michela Marzano

26 maggio 201921:33

Oltre cinquanta eventi in cinque giorni, tutti gratuiti, alla ‘Festa del racconto 2019’ che torna in dal 29 maggio al 2 giugno a Carpi (Modena) e nei vicini comuni di Campogalliano, Novi di Modena e Soliera. La XIV edizione si concentra sul tempo con numerosi protagonisti tra cui lo scrittore inglese Jonathan Coe, il drammaturgo Stefano Massini, i giornalisti Ezio Mauro, Ferruccio De Bortoli e Stefano Bartezzaghi, l’attore Kim Rossi Stuart – al debutto con un libro di racconti ‘Le guarigioni’ (La nave di Teseo) -, il fisico Guido Tonelli e il climatologo Luca Mercalli. La Festa si apre il 29 maggio a Soliera con Michela Marzano che invita alla scoperta di ciò che resta quando i ricordi se ne vanno, all’incontro ‘Quell’unica frase che non scompare mai’, partendo dal suo ultimo romanzo Idda (Einaudi). Mentre Coe è atteso a Carpi dove parlerà di ‘Paesaggi contemporanei – Raccontare la Brexit. Tra gli ospiti anche Marco Malvaldi, Nadia Terranova, Francesco Piccolo, Annalena Benini, Chiara Moscardelli e Federico Baccomo. Il tempo viene indagato anche attraverso il racconto – genere letterario che oggi conosce un rinnovato interesse nel nostro Paese – attraverso la memoria, intesa come ricordi individuali e collettivi, che diventano testimonianza e narrazione; storia, come chiave di interpretazione del presente e colonna portante di un futuro tutto da costruire. Il 30 maggio a Campogalliano sarà di scena il giallo con Romano De Marco e il suo ‘E se la notte ti cerca’ (Piemme) e Valerio Varesi con ‘La paura nell’anima’ (Frassinelli). Mentre il 31 maggio a Carpi Ezio Mauro affronterà la Storia con la S maiuscola, ripercorrendo le grandi vicende del nostro paese nel suo intervento “Storia d’Italia”. Il fisico del Cern Guido Tonelli ci trasporterà nel “Non-tempo da cui è nato tutto” e Malvaldi parlerà di ‘Vento in scatola’ (Sellerio) in cui prova a narrare il mondo dei detenuti con lo spirito della commedia all’italiana. Soliero ospita il ‘Diario d’amicizia’, un confronto tra Roberto Alperoli, Alberto Bertoni, Emilio Rentocchini: tre amici, tre poeti molto diversi. Il festival si chiude, come da tradizione, a Novi di Modena dove l’attore, regista e scrittore Paolo Ruffini lancia un messaggio di positività con l’incontro “La sindrome di UP. E’ tempo di essere felici”. Alla Festa del racconto anche la “colazione con i libri” per scoprire e riscoprire i grandi classici del racconto negli incontri condotti dalla blogger e instagrammer Petunia Ollister. Dopo il grande successo delle edizioni passate ritornano anche “I dialoghi del cortile”. Tra gli eventi e spettacoli, a 50 anni dal concerto di Woodstock, Gino Castaldo e il Wire Trio di Enzo Pietropaoli propongono la conferenza concerto “Woodstock Revolution!” e, a 20 anni dalla morte di Fabrizio De Andrè, la band Flexus e ospiti con le sue canzoni, in un concerto dedicato.

Cannes, Rohrwacher,ho amato Il TraditoreGiurata, ho provato tanto ma siamo in democrazia

CANNES26 maggio 201914:48

– “Sento una amarezza profonda perché ho molto amato Il Traditore, il grande film di Marco Bellocchio ma nel processo democratico di una giuria nonostante i miei sforzi non ha trovato posto”, dice la regista Alice Rohrwacher tornando a Roma dopo la sua esperienza nella giuria del festival di Cannes che ha escluso dal palmares il film italiano.
Suicida Sergio Claudio PerroniSi è ucciso a Taormina , un colpo di pistola in strada

26 maggio 201919:44

– È morto lo scrittore, traduttore, editor e agente letterario Sergio Claudio Perroni. Aveva 63 anni e secondo le prime ricostruzioni si sarebbe tolto la vita questa mattina con un colpo di pistola in via Roma a Taormina dove viveva da qualche anno con la moglie. Lo conferma il comandante dei vigili urbani di Taormina. A portarlo al suicidio sarebbero stati problemi di salute. Nato a Milano, Perroni era vissuto a Roma. Il suo libro ‘La bambina che somigliava alle cose scomparse’ (La nave di Teseo) era stato presentato all’ultimo Salone del Libro di Torino. Traduttore di autori come Steinbeck, David Foster Wallace e Vonnegut, Sergio Claudio Perroni è autore di numerosi libri pubblicati con Bompiani e La nave di Teseo tra cui ‘Non muore nessuno’, ‘Nel ventre’ e ‘Entro a volte nel tuo sonno’.

Alice Rohrwacher, ho lottato per BellocchioRegista, giuria democratica ma unanimità solo per Parasite

CANNES26 maggio 201921:24

– Il rimpianto è per non essere riuscita a premiare il bel film di Marco Bellocchio Il Traditore, la consapevolezza è che in una giuria tutto può succedere. Alice Rohrwacher rientra in Italia dopo i 12 giorni da giurata al Festival di Cannes. C’è la clausola di riservatezza e la regista italiana non può violarla, quello che è accaduto durante le discussioni guidate dal presidente di giuria Alejandro Gonzalez Inarritu deve restare segreto per non fare uno sgarbo al festival né polemiche con il delegato generale Thierry Fremaux per il quale questi rituali sono necessari, anzi vere e proprie regole. Nonostante il dovuto riserbo, l’autrice 37enne che a Cannes ha avuto grandi soddisfazioni a cominciare dal suo esordio con Corpo Celeste, accetta di parlare dell’esclusione dal palmares del film italiano. “Sento un’amarezza profonda perché ho molto amato il grande film di Marco Bellocchio che nel processo democratico di una giuria non ha trovato il suo posto. E’ un film che ho amato molto, opera di un grande maestro e ho provato con tutte le forze”, spiega.
Alice Rohrwacher si dice convinta che “ci siano sempre nei festival, film meritevoli esclusi ma che hanno tempi diversi.
Sono sicura – spiega – che questo film che oggi non è nella lista del Palmares ritornerà anche in maniera forte nei ricordi dei miei colleghi giurati”. L’ipotesi che Pierfrancesco Favino avrebbe potuto avere il premio andato ad Antonio Banderas per Dolores y gloria di Pedro Almodovar, c’è stata “chanches ci sono state”, dice, “ma non posso entrare nel merito”.
Dodici giorni di grandi film e discussioni sono stati “un’esperienza grande, un lavoro molto bello nel confronto con questo gruppo di altri registi”, prosegue Alice Rohrwacher citando il francese Robin Campillo, il greco Yorgo Lanthimos, Inarritu e gli altri membri della giuria di Cannes 2019. Poi la cerimonia di chiusura, la festa stanotte all’Agora con tutti i premiati. “Prendere decisioni è stato difficile essendo tutte personalità molto forti ma poi ad un certo punto bisogna venirsi incontro. Alcune cose ci hanno unito molto, altre meno. La decisione della Palma d’oro al coreano Parasite è stata unanime, anche se ciascuno è arrivato a preferire quel film in maniera diversa”. Fa capire la Rohrwacher che il percorso è stato lungo, “Bong Jooh Ho a parte, abbiamo messo ai voti gli altri premi non essendo tutti d’accordo, ma è quello che accade spesso. E’ del resto la bellezza della democrazia, si possono esprimere pensieri diversi, poi c’è chi vince e chi non vince”.

Aladdin superstar, debutto Usa da 86 mlnSeguono John Wick Parabellum e Avengers Endgame

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– Debutto alla grandissima nelle sale Usa per Aladdin della Disney che incassa oltre 86,1 milioni di dollari nel weekend e si piazza in testa al box office americano. Scivola quindi al secondo posto, John Wick: Chapter 3 – Parabellum che incassa 24,3 milioni di dollari per un totale che già supera i 100 milioni di dollari in due settimane di programmazione. In terza posizione c’è Avengers Endgame con un incasso questo fine settimana di 16,8 milioni (per un totale di ben 798 milioni). In quarta posizione c’è Pokemon con 13,3 milioni (totale 116) seguito da due nuove uscite: Brigtburn- l’Angelo del male (che in Italia è uscito il 23 maggio) con 7,5 milioni e Booksmart della debuttante Olivia Wilde (uscito da noi il 24 maggio) con 6,5.
Bong Joon-ho, tra Morandi e Al BanoPalma d’oro, “La lotta tra ricchi e poveri è universale”

26 maggio 201921:28

Ama Gianni Morandi, ma somiglia ad Al Bano giovane e vive a Seul. Il cinquantenne Bong Joon-ho, prima Palma d’oro della Corea del Sud con ‘Parasite’, è un uomo che non manca di spirito e non potrebbe essere altrimenti.
Ha portato sulla Croisette una commedia nera che di più non si può e che ricorda quelle all’italiana davvero cattive, alla Risi. Di scena una lotta tra ricchi e poveri in una Seul, una delle città più popolose del mondo con oltre venti milioni di abitanti, dove tra povertà e ricchezza corre una lunga distanza.
“Non è vero che l’umorismo tipico dei coreani non sia compreso all’estero”, sottolinea soddisfatto Bong Joo alla conferenza stampa dei vincitori , “una storia familiare di lotta tra ricchi e poveri è qualcosa di universale, comprensibile per gli spettatori di tutto il mondo”.
Ma chi è il regista del film che sarà distribuito in Italia da Academy Two (il distributore ha, tra l’altro, accolto la richiesta del regista di conoscere Morandi che a sua volta ha accettato)? Figlio di un designer, laureato in sociologia all’Università Yonsei, appassionato di cinema sin dall’adolescenza, e amante di registi come Shōhei ImamuraeHou Hsiao-hsien, Bong Joon-ho nel 2003 con il giallo, Memories of Murder vince a San Sebastiáne Torino. Nel 2006 gira poi il film campione di incassi’The Host’, che passa proprio al Festival di Cannes, nel 2011, sempre sulla Croisette è presidente di giuria della Caméra d’or. Nel 2013 dirige Snowpiercer e due anni fa torna al festival di Cannes, non senza polemiche con ‘Okja’ prodotto da Netflix. Come tanti scrittori meridionali, prende ispirazione nei bar: “Mi piace – dice – andare al bar, mettermi in un posto d’angolo e ascoltare quello che dice la gente. C’è sempre tanto da imparare”. Sui diversi riferimenti e battute alla temuta Corea del Nord, spiega: “Ci scherziamo sempre su queste cose e soprattutto sui bunker super attrezzati che sono molto comuni nelle ville dei ricchi e che sono aumentati con la paura di attacchi nordcoreani”.
L’ispirazione, racconta, gli è arrivata con questa domanda: “cosa accadrebbe se due famiglie – una ricca e una povera, che occupano quartieri molto diversi – si incontrassero? Cosa accadrebbe poi se quei due mondi dovessero alla fine scontrarsi?” . Il fatto poi che ci sia stata unanimità da parte della giuria “Mi ha reso veramente felice”, dice Bong Joon-ho che cita tra i suoi riferimenti Chabrol e Hitchcock. Anche perché, aggiunge, “io faccio film di genere e non è affatto scontato che siano apprezzati”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Cremonini, tour per 20 anni carriera
Il via il 21/6 dell’anno prossimo a Lignano, 18 luglio a Imola

27 maggio 201910:55

– Cesare Cremonini festeggia 20 anni di carriera (iniziata con la pubblicazione nel maggio 1999 di “50 Special”) e lo fa con 7 date negli stadi nell’estate dell’anno prossimo. Il tour partirà il 21 giugno 2020 da Lignano Sabbiadoro e si concluderà con un evento speciale il 18 luglio all’autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola.
“Chiuderemo con un grande concerto a Imola. Sarà un evento straordinario, nato dalla fortissima esigenza di creare uno show indimenticabile in Emilia-Romagna. Mi hanno proposto di celebrare tutto questo in un luogo speciale, nel cuore stesso della mia terra, l’Emilia, che è la mia vita, la mia seconda pelle e il mio Dna. L’autodromo è un luogo magico, reso iconico dalla storia della F1, dal ricordo commovente di Ayrton Senna, e per la musica, naturalmente da Vasco Rossi, che lo ha trasformato in tempio leggendario della musica”. Le date: 21 giugno Lignano, 27 giugno Milano, 30 giugno Padova, 4 luglio Torino, 7 luglio Firenze, 10 luglio Roma, 14 luglio Bari, 18 luglio Imola.
Beigbeder, immortalità è nostro incuboScrittore a Roma per Una vita senza fine, in cui sfida la morte

27 maggio 201913:33

– FREDERIC BEIGBEDER, UNA VITA SENZA FINE (BOMPIANI, PP. 256, 17 EURO – Traduzione di Silvia Ballestra) “L’immortalità è il sogno più vecchio dell’umanità. Ma ora si sta trasformando in un incubo”. È la considerazione a cui Frédéric Beigbeder è giunto dopo aver scritto “Una vita senza fine”, romanzo-inchiesta edito in Italia da Bompiani in cui cerca di capire, tra il serio e il faceto, come fare a rimediare al problema più difficile da risolvere per l’uomo, la morte. Un romanzo quasi del tutto autobiografico in cui un cinquantenne di successo (Frédéric appunto), promette a sua figlia di non morire: per prestare fede alla sua promessa si avvicina alle tecniche di ringiovanimento cellulare, viaggiando dalla Svizzera a Israele per incontrare scienziati e luminari in grado di allungargli la vita. “Abbiamo paura di morire perché non sappiamo approfittare dell’esistenza. Vogliamo renderci eterni attraverso le immagini dei selfie. In questo libro ci sono le mie angosce, denuncio la vita di oggi ma mi prendo anche in giro”, spiega in un’intervista a Roma, dove è arrivato per presentare il libro. Il romanzo è stato un modo per esorcizzare le sue angosce, ma anche un’opportunità per fare indagini mediche su se stesso e riflettere sulla sua vita. “Anni fa avevo uno stile di vita parecchio nocivo per la salute. Quando ho scritto il libro, l’idea di fare analisi e provare terapie che forse potevano allungarmi la vita non mi faceva paura, anzi mi entusiasmava.
Non ero neppure negativo nei confronti dei transumanisti”, spiega, “poi però ho capito che sono dei pazzi e la loro ideologia è pericolosa. Mi chiedo quale sia il prezzo da pagare per vivere di più. Se la risposta è non restare umani allora non mi interessa”. Per parlare di morte, ma anche di tante altre cose (dalla società desiderosa solo di apparire al rapporto con le donne e a quello padre-figlio, dalla religione agli estremismi della scienza, dalle illusioni della contemporaneità fino alla crisi di mezza età mentre il tempo passa inesorabilmente), Beigbeder sceglie lo stile che più gli è congeniale: una scrittura dissacrante ma profonda, che fa riflettere mentre diverte.
“Bisogna poter ridere di fronte alla tristezza e agli argomenti seri: l’umorismo è il mio espediente per affrontare un tema come la morte”, dice, “nel libro credo che sia nuovo parlare di morte come se fosse qualcosa di tecnico: parlo di religione e filosofia ma anche di tutte quelle tecniche che potrebbero servire per invertire l’invecchiamento. Come se fosse il libretto di istruzioni di una lavatrice”. Tra gli autori più acclamati in Francia, Beigbeder (che l’8 giugno sarà a Firenze ospite de La città dei lettori), afferma di pensare spesso alla crisi della letteratura: “Se la gente legge meno forse è colpa degli scrittori, ma non solo. La lettura è continuamente minacciata dai nuovi media che sono più facili. La lettura è una scelta, richiede tempo, ma anche solitudine e silenzio, cose che la società combatte perché ci vuole consumatori non pensanti. Quando parlo ai giovani dico loro che la lettura è lo sport del cervello: ci serve per non diventare stupidi e continuare a riflettere”. Sulle recenti frizioni tra Italia e Francia ha un’idea chiara: “Gli attriti tra Macron e Salvini erano una gesticolazione artificiale così come lo è stata la riconciliazione”, prosegue, “credo che ce dobbiamo fregare di quello che fanno i politici: loro passeranno e non riusciranno certo a interrompere la secolare amicizia tra i nostri Paesi. Quello che conta è la cultura, l’arte, il cinema, la letteratura”. E conclude: “I francesi amano molto gli scrittori e i registi italiani, ma è un amore a senso unico, amano più di quanto sono amati. Ma non è mai troppo tardi per rimediare”.
Restaurate Storie S.Orsola di CarpaccioCiclo visibile a Venezia dall’8 giugno in Gallerie Accademia

VENEZIA27 maggio 201913:33

– “Dopo un lungo intervento conservativo, Le Storie di sant’Orsola di Vittore Carpaccio, uno dei capolavori della pittura rinascimentale, vengono finalmente restituite al pubblico”: così Giovanni Panebianco, Segretario Generale del Mibac, attualmente Direttore delle Gallerie dell’Accademia di Venezia. Il restauro del ciclo, realizzato grazie al contributo di Save Venice, è stato preceduto da una fase di studio ed analisi diagnostica condotta dall’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro di Roma e dal Laboratorio Scientifico delle Gallerie, a partire dal 2010. I nove teleri con le Storie di Sant’Orsola si presentavano in uno stato conservativo disomogeneo, coperti da vernici alterate e sovrammissioni pittoriche localmente frammentarie. Dall’8 giugno le opere restaurate tornano fruibili per tutti i visitatori del museo.
Cinema, domina Aladdin, ma c’è TraditoreSecondo posto per il film di Bellocchio, Almodovar terzo

27 maggio 201910:54

– Con 6 milioni e 390 mila euro d’incassi nei cinque giorni dalla sua uscita in sala è Aladdin, il blockbuster della Disney a dominare il box office italiano di questa settimana, come già nelle sale Usa (dove ha incassato la bellezza di 86 milioni di dollari in tre giorni). Reduce dagli applausi e dalla delusione di Cannes si aggiudica comunque un secondo posto della top ten Il Traditore di Marco Bellocchio, con Favino nei panni del mafioso Buscetta, che incassa 1 milione e 445 mila euro in 4 giorni. Al terzo gradino del podio, stabile alla sua seconda settimana di programmazione c’è ancora Dolor y Gloria, il film autobiografico di Pedro Almodovar con Antonio Banderas, premiato sulla Croisette come miglior attore, che incassa 711 mila euro (2,1 milioni l’incasso totale). Nei primi dieci incassi di questa settimana fanno capolino anche due nuove uscite: L’angelo del male -Brightburn al settimo posto con un incasso di 253.425 euro e Asbury park- lotta e redenzione rock’roll al decimo posto con 56 mila euro.

Cannes: vedremo tutto il Palmares in Italia, è recordDalla Palma d’oro Parasite ad Atlantique di Netflix le uscite

CANNES26 maggio 201919:49

Sono tanti i film del festival di Cannes 2019, appena concluso, che arriveranno in Italia e praticamente per intero, cosa affatto scontata e usuale, quelli del Palmares di sabato sera. Intanto due sono già usciti in questi giorni: Il Traditore di Marco Bellocchio e Dolor y gloria di Pedro Almodovar (con Antonio Banderas migliore attore). Il primo ad arrivare in sala, il 29 maggio, con Fox è invece la biografia in musica di Elton John Rocketman di Dexter Fletcher con Taron Egerton nei panni del baronetto inglese. Bisognerà aspettare il 16 settembre per divertirsi con C’era una volta a Hollywood di Quentin Tarantino con Brad Pitt e Leonardo DiCaprio, mentre il 13 giugno usciranno in sala Bill Murray, Adam Driver e gli zombie di Jim Jarmusch I morti non muoiono che hanno aperto Cannes 72. Prossima stagione invece per tanti altri titoli a cominciare dal sudcoreano Parasite di Boon Joon Ho, vincitore della Palma d’oro. La lotta di classe nel sottosuolo sarà distribuita dalla lungimirante Academy Two che ne ha preso i diritti italiani prima di sapere che sarebbe uscito vincente. E proprio alla vigilia del Palmares, dove ha ottenuto la menzione speciale oltre che il Fipresci della critica internazionale, anche It Must be Heaven di Elia Suleiman. Sempre da Academy arriverà un piccolo film non alla selezione ma al mercato, Queen of the Field, una commedia di Mohamed Hamidi su una squadra di calcio femminile.
E’ di Netflix, che ne ha preso i diritti nel mondo, Atlantique di Mati Diop che ha impressionato la giuria di Alejandro INarritu al punto di assegnare al film della regista franco senegalese alla sua opera prima il secondo premio del palmares per importanza ossia il Grand Prix. Netflix anche il film animato di Jérémy Clapin I lost my body, che ha vinto il premio independente International Critics Week.
Ancora senza data i quattro film Lucky Red: Sorry we missed you di Ken Loach, Matthias et Maxime di Xavier Dolan e due titoli del Palmares: Portrait of a lady on fire di Celine Sciamma (premio migliore sceneggiatura), con Adele Haenel, Noemie Merlant e la partecipazione di Valeria Golino e Les Miserables, opera prima di Ladj Ly che ha conquistato (e meritato) il premio della giuria (diviso con il brasiliano Bacurau).
I Wonder Pictures ha chiuso molte acquisizioni e distribuirà Yves (Tutti pazzi per Yves) di Benoît Forgeard, presentato alla Quinzaine des Réalisateurs , l’ottimo La belle Epoque di Nicolas Bedos, con Daniele Auteuil, Fanny Ardant e Guillaume Canet, tra i film più applauditi a Cannes 2019, poi For Sama di Waad al-Kateab ed Edward Watts, un documentario sull’assedio di Aleppo presentato fuori concorso. Sempre I Wonder sono Family Romance LLC di Werner Herzog e Cinecittà – I mestieri del cinema. Bernardo Bertolucci: No End Travelling di Mario Sesti, prodotto da Erma Pictures con Istituto Luce Cinecittà.​ E uno dei titoli assolutamente da non perdere quando uscirà in sala:, Diego Maradona del premio Oscar Asif Kapadia sull’ascesa e caduta del Pibe de Oro e in particolare sui suoi anni a Napoli.
Sarà invece Bim a portare al La famosa invasione degli orsi in Sicilia di Lorenzo Mattotti, tratto dal romanzo di Dino Buzzati, passato a Un Certain Regard e Young Ahmed dei fratelli Dardenne, un potente film sulla fascinazione di un adolescente dell’islam più radicale, che ha avuto il premio alla regia.
Movies Inspired ha acquistato, dal concorso, il film cinese The Wild Goose Lake di Diao Yinan e Little Joe di Jessica Hausner con Emily Beecham migliore attrice di Cannes 2019.
Teodora Film distribuirà in Italia Papicha di Mounia Meddour, presentato a Un Certain Regard, primo lungometraggio della giovane regista franco-algerina, già apprezzata documentarista, il film è ambientato nell’Algeria degli anni Novanta, all’arrivo dell’ondata di fondamentalismo religioso che precipiterà il paese nel caos.
Rocketman, la vita di Elton John è un musicalDopo Bohemian Rhapsody biopic sulla popstar trionfa a Cannes

27 maggio 201913:38

– Piu’ musical che biopic ha sorpreso Cannes ‘Rocketman’ l’atteso film dedicato ad Elton John e realizzato da Dexter Fletcher, con tanto di pop star in sala insieme a marito e cast.  E che tutto stava andando per il meglio si e’ capito dopo circa mezz’ora sulle note di ‘Your song’ quando il pubblico ingessato della sala, tra smoking e abiti lunghi, ha cominciato ad applaudire in maniera ritmata.
D’altronde le sole canzoni messe in campo, da Rocket Man a Tiny Dancer a Crocodile Rock fino a Circle of life gia’ giustificano il costo del biglietto di questo film che al festival di Cannes ha ricevuto piu’ di dieci minuti di applausi e ha commosso tutti, compresi Taron Egerton, l’attore gallese che interpreta la pop star, e il marito di Elton John, David Fumish.
Che cosa si vede nel film, in sala dal 29 maggio con la Fox? Tutto inizia con un Elton John non piu’ giovane (siamo a meta’ degli anni Novanta) che vestito come un Rigoletto si trova in un centro di alcolisti anonimi. Qui il musicista si presenta subito enumerando le sue infinite dipendenze, dall’alcool alla cocaina, dagli psicofarmaci alla bulimia.
E poi, anche sulle note di I Think It’s Going To Be A Long, Long Time, il film ripercorre tutta la biografia della pop star che da timido figlio della classe operaia diventa poi pianista prodigio, ancora col suo vero nome Reginald Dwight, e poi studente alla Royal Academy of Music.
Solo i primi passi verso quel successo planetario che otterra’ anche grazie alla rivoluzione della sua immagine. Elton John, come si vede nel film, ha avuto molti nemici, ma il primo e’ stato lui stesso. Grassottello, per niente bello e presto pelato, ha dovuto trovare in una estrema eccentricita’ il modo di mostrarsi e nascondersi allo stesso tempo.
E a lui poi non e’ andata bene neppure coi genitori poco attenti a questo figlio che, tra l’altro, gli ha nascosto la propria omosessualita’ fino ad eta’ avanzata.
Le scene di sesso gay, delle quali si e’ parlato alla vigilia, ci sono ma sono abbastanza soft.
Il raffronto poi con i record di Bohemian Rhapsody – ad oggi oltre 900 miliardi di dollari e quattro Oscar – ci sta tutto e forse con un volano a favore di Elton John, il fatto cioe’ di avere una maggiore popolarita’ rispetto ai Queen.
Nel cast del film anche Jamie Bell, nei panni del paroliere di lunga data di Elton, Bernie Taupin; Richard Madden (il primo manager di Elton), John Reid, e Bryce Dallas Howard in quelli della madre di Elton, Sheila Farebrother.

Piovani a Firenze con orchestra MaggioIl 15/7, per Musart festival. Eseguite storiche colonne sonore

FIRENZE27 maggio 201914:30

– Dalla colonna sonora di ‘La vita è bella’ a ‘La notte di San Lorenzo’: il maestro Nicola Piovani salirà sul podio dell’Orchestra del Maggio Musicale fiorentino per ‘Piovani dirige Piovani’ un concerto dedicato alle sue più note colonne sonore. Lo spettacolo, in programma il 15 luglio in piazza Santissima Annunziata, rientra nell’ambito del festival Musart che dal 13 al 24 luglio porterà nel centro storico di Firenze grandi nomi della musica, dello spettacolo e della danza. Dopo il successo, lo scorso anno, di ‘La Pietà’, Piovani torna alla guida del Maggio che così conferma anche per il 2019 la partecipazione al Musart. Il pianista, direttore d’orchestra e compositore proporrà le sue composizione più note per il cinema, come i brani tratti da ‘Kaos’ di Vittorio e Paolo Taviani, da ‘Il marchese del Grillo’ di Mario Monicelli, e dai film di Federico Fellini ‘L’intervista’, ‘La voce della luna’, ‘Ginger e Fred’.

Chamber Orchestra of Europe in E-RDirettore Antonio Pappano, al violino Janine Jansen

BOLOGNA27 maggio 201914:31

– La Chamber Orchestra of Europe, nata come complesso giovanile sotto l’ala di Claudio Abbado e da tempo affermatasi a livello internazionale come una delle migliori compagini sinfoniche, torna in Italia per due concerti diretti da Sir Antonio Pappano. Il 29 e 30 maggio la Chamber suonerà al Teatro Valli di Reggio Emilia, ultimo concerto della stagione concertistica, e all’Auditorium Manzoni nell’ambito della rassegna Grandi Interpreti del Bologna Festival. Il programma, che verrà presentato anche nelle successive due date della tournée, in Germania, comprende l’Idillio di Sigfrido di Richard Wagner, il Concerto per violino e orchestra N. 1 di Karol Szymanowski (massima figura della storia musicale polacca del primo Novecento) e le pittoresche Danze slave di Antonin Dvorák. Solista sarà la violinista olandese Janine Jansen, artista attiva sui palcoscenici più prestigiosi, che con Antonio Pappano ha già registrato i concerti per violino di Bartók e di Brahms.

Matteo Bocelli a American Icon AwardsSuccesso per il figlio di Andrea, presente anche Robert De Niro

27 maggio 201916:10

– Applausi per Matteo Bocelli nel corso dell’American Icon Awards, il grande evento filantropico americano che quest’anno ha premiato Al Pacino con il suo riconoscimento maggiore e ha visto tra i suoi premiati Quincy Jones, Robert de Niro, e l’icona sportiva Evander Holyfield.
L’annuale gala è diventato rapidamente uno degli eventi charity più importanti a livello internazionale e tra i suoi ospiti quest’anno c’è stato anche Matteo Bocelli, in ascesa anche in America, che si è esibito sulle note di Fall on Me e Say Something insieme a David Foster.
Matteo, 22 anni, ha intrapreso la carriera del padre e, seppur ancora studente al Conservatorio, ha duettato con lui in “Fall on me”, brano contenuto nell’ultimo album del tenore “Sì” e colonna sonora al film Disney “Lo schiaccianoci e i Quattro Regni”. Il video della canzone ha raggiunto in pochi mesi quasi 50 milioni di views.          [print-me title=”STAMPA”]

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‘I Goldbaum’ di Natasha Solomons
Romanzo storico segue saga famiglia tra Austria e Inghilterra

25 maggio 2019 05:36

– NATASHA SOLOMONS, ‘I GOLDBAUM’ )NERI POZZA, PP. 480, 18,00 EURO)A Vienna si dice che siano così ricchi e potenti che, nelle giornate uggiose, noleggino il sole perché brilli per loro. Sono ‘I Goldbaum’, protagonisti del romanzo di Natasha Solomons (Neri Pozza, pp. 480, 18,00 euro), che l’autrice inglese, al suo quinto lavoro, presenta oggi a Milano.    Ritratti sullo sfondo della prima guerra mondiale, i Goldbaum sono una famiglia di influenti banchieri ebrei. Ben poco accade, dentro e fuori la capitale, su cui non abbiano voce in capitolo, e meno ancora senza che ne siano a conoscenza. Collezionisti di opere d’arte, mobili di squisita fattura, ville e castelli in cui esporli, gioielli, uova Fabergé, automobili, cavalli da corsa e debiti di primi ministri, i Goldbaum assomigliano da vicino ai Rotschild. “Il romanzo è liberamente ispirato ai Rotschild, ma – spiega la 39enne autrice, che vive nel Dorset con il marito, lo scrittore per bambini David Solomons, e i loro due figli – c’è molto di immaginato. Penso che ogni romanziere storico inizi con un sacco di ricerche, ma qualche volta le cose che sono vere non lo sembrano sulla pagina. Per esempio, scrivendo dei giardini dei Goldbaum, ho dovuto ridurre il numero di giardinieri e serre, perché i Rotschild ne avevano talmente tante che temevo che il lettore non potesse crederci. I personaggi del mio libro sono tutti immaginari, anche se alcuni sono ispirati dalla storia della mia famiglia”.
Come le dinastie reali d’Europa, i Goldbaum si sposano tra loro e anche la giovane, ribelle, Greta Goldbaum deve rassegnarsi alla tradizione di famiglia e sposare Albert, un cugino del ramo inglese della famiglia. A Temple Court, dove si trasferisce, la ragazza si sente estranea persino a se stessa, finché la suocera decide di donarle un giardino. “Greta si innamora prima del suo giardino e poi dell’Inghilterra, per lei – racconta l’autrice – non è un luogo di rappresentanza, ma un posto dove scatenarsi, prendendo il sole nuda e impiegando donne che portano i pantaloni”.
Alla contesa di Temple Court si aggiunge il fragore della Prima guerra mondiale: per la prima volta in duecento anni, i Goldaum si trovano su fronti opposti e Greta deve scegliere tra la famiglia che ha creato in Inghilterra e quella che è stata costretta a lasciare in Austria. “La famiglia ha un ruolo complesso durante la guerra, ogni ramo – racconta Solomons – è coinvolto nella parte del conflitto che riguarda la sua nazione.
Volevo scrivere della guerra lontana dal fronte occidentale, senza parlare di buoni e cattivi perché è stato tutto molto più complicato di così: sappiamo molto della seconda guerra e dell’olocausto, ma i semi del sospetto verso gli ebrei si possono già vedere nel primo conflitto mondiale”.
Insieme al marito, Natasha sta lavorando alla puntata pilota della serie che verrà tratta dal romanzo, di cui le piacerebbe anche scrivere un seguito.

A Torgiano Triple Twist Beverly PepperScultura di sette metri celebra la vite alla cantina Lungarotti

PERUGIA25 maggio 201911:31

– Un inno alla vite, alla vita e all’amicizia. È Triple Twist, l’imponente scultura in marmo di Carrara di circa sette metri realizzata dall’artista statunitense Beverly Pepper per la famiglia Lungarotti e inaugurata a Torgiano.
Installata in un’area aperta adiacente alle porte della Cantina, l’opera è una colonna scolpita che si tende verso il cielo con un incastro di profili geometrici puri che svettano in una triplice torsione a spirale a simboleggiare la dualità della vite, sempre protesa verso l’alto e ben radicata nella terra da cui assume energia e linfa vitale. La rotazione dei tre elementi che compongono la colonna suggerisce un moto vorticoso tale da spingere anche l’osservatore a muoversi intorno all’installazione. E nei tre volumi si coglie anche il richiamo alle tre donne alla guida del Gruppo umbro: le sorelle Chiara e Teresa e la madre Maria Grazia, presenti all’evento.
“La Triple Twist – ha detto Beverly Pepper – rappresenta in maniera quasi totemica la vite, la vita e l’amicizia come forza ancestrale dell’uomo. Per la realizzazione ho scelto il marmo bianco di Carrara, un materiale di grande forza, intensità espressiva e durevolezza, come simbolo di un’amicizia, quella con la famiglia Lungarotti, che si rinnova nel tempo”.
“Il connubio vino-cultura – ha detto Chiara Lungarotti, amministratore delegato del Gruppo – è da sempre parte della nostra storia e alimenta costantemente il nostro dna. Oggi, Lungarotti è un brand internazionale presente in quasi 50 Paesi in cui, attraverso il nostro vino, esportiamo Torgiano e l’Umbria tutta. La Triple Twist – ha proseguito l’ad del Gruppo – rinnova il nostro impegno nel creare valore a favore della comunità locale e del territorio. Da qui la scelta di installare l’opera in un’area aperta al pubblico”.
La Triple Twist rientra nel circuito “L’Umbria di Beverly Pepper”: il documentario di 52 minuti, presentato recentemente alla Biennale di Venezia, che mostra tutte le opere dell’artista in Umbria, evidenziando il legame delle installazioni con il territorio che le accoglie.

Firenze, Muti dirige Orchestra CherubiniIl 28 maggio per l’82/a edizione del Festival del Maggio

FIRENZE25 maggio 201911:58

– Il maestro Riccardo Muti, a un anno dalla sua ultima presenza, tornerà sul podio del Maggio Fiorentino per l’82/a edizione del Festival Musicale, a capo dell’Orchestra giovanile Luigi Cherubini, da lui fondata, e il Coro della Radio Bavarese e dirigerà la Missa defunctorum per soli, coro e orchestra di Giuseppe Paisiello (maestro del coro Stellario Fagone).
L’appuntamento è per martedì 28 maggio, alle 20. Riccardo Muti proporrà una partitura del Settecento napoletano – a lui tanto caro – e che egli stesso ha sottratto all’oblio. Con il maestro Muti, i solisti Benedetta Torre e Giovanni Sala, entrambi formatisi alla Riccardo Muti Opera Academy, Daniela Barcellona e Gianluca Buratto.
Cannes, Deneuve e Moore per il PalmaresLo ha deciso la giuria presieduta da Inarritu

CANNES25 maggio 201913:01

– Catherine Deneuve, Michael Moore, Sylvester Stallone sono alcune delle personalità del mondo cinematografico attese sul palco per consegnare i premi ai vincitori del festival di Cannes durante la cerimonia che assegna la Palma d’oro, secondo le decisioni della giuria presieduta dal regista messicano Alejandro Gonzalez Inarritu.
Il festival annuncia anche Valeria Bruni Tedeschi, Gael Garcia Bernal, Claire Denis presidentessa della giuria Cinéfondation e Cortometraggi, Reda Kateb, Zhang Ziyi, Viggo Mortensen, Nadine Labaki presidentessa giuria Un Certain Regard, Rithy Panh presidente Caméra d’or.
Balestrini, le opere d’artista a RomaL’esposizione a pochi giorni dalla morte

25 maggio 201913:26

– Undici opere di Nanni Balestrini, realizzate tra il 1965 e il 2004, saranno esposte, a pochi giorni dalla sua morte, avvenuta il 20 maggio, nella mostra ‘Vogliamo tutto’ che si inaugura il 29 maggio a Visionarea Art Space, al secondo piano dell’Auditorium Conciliazione di Roma.
L’esposizione, che prende il titolo da uno dei romanzi più famosi dello scrittore, poeta, saggista e artista che ha fatto in tempo a selezionare questi collage e lavori su tela e su tavola, è curata da Luigi De Ambrogi, con la Galleria Emilio Mazzoli di Modena. L’ingresso è gratuito e le opere saranno esposte fino al 2 settembre. L’arte è rivoluzione, rottura degli schemi, sembrano affermare le opere di Balestrini. Come sottolinea Achille Bonito Oliva, citando Heidegger come emblema filosofico dell’autore, Balestrini “individua la possibilità di fondare un luogo dell’arte non circoscritto ai generi tradizionali, non ancorato al semplice riferimento della poesia, pittura, della scultura, del disegno e della pura architettura”.

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Stile cerimonia, l’invitata perfetta
Dalle proposte di Luisa Spagnoli alla nuova linea di Miu Miu

25 maggio 201913:43

– Una tunica di georgette floreale su pantaloni neri, oppure una camicia in seta con una mini coordinata e giacchetta di filo, possono fare la differenza e risolvere il problema della mise per il matrimonio della cugina o la comunione del fratellino. Ecco arrivata la stagione delle cerimonie, con l’incubo della scelta degli abiti. Non sempre l’abito o il tailleur risolvono il problema del look. Ma l’invitata che vuole avere uno stile perfetto è consapevole dell’importanza di scegliere capi che poi non finiscano in fondo all’armadio, da poter riutilizzare. Così Miu Miu ha lanciato una linea di abbigliamento dedicata alla cerimonia interpretata da Georgia May Jagger, terza figlia di Mick Jagger e Jerry Hall, fotografata da Emma Craft, a base di seta e pizzi, nastri e fiocchi, paillettes e cristalli. Luisa Spagnoli propone l’abitino in viscosa e pizzo color glicine con fiocco e fibbia di Swarovski in vita oppure vestiti lunghi in jersey da portare con sandali bassi. Sempre perfette con la tuta Emporio Armani.
Lele Luzzati, il mago delle scenografieA Genova antologica sull’autore delle scene di 400 spettacoli

25 maggio 201914:01

– Un grande maestro di scenografie, illustrazioni e film di di animazione. Una versatilità artistica che lo ha portato a realizzare dal 1949 le scene di oltre 400 spettacoli teatrali, per il balletto e la lirica nelle diverse tecniche del collage, disegno, pastello, china, matita e pennarello, a occuparsi di arredi per le grandi navi da crociera e a misurarsi con la ceramica e con materiali di ogni tipo.
Attraversa un vasto dedalo di attività creative la mostra che Genova dedica a Lele Luzzati, dal 1 giugno al 3 novembre nel Sottoporticato di Palazzo Ducale. “Labirinto Luzzati”, antologica sull’artista genovese morto nel 2007, curata da Sergio Noberini Noberini e organizzata da Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura e Lele Luzzati Foundation, si snoda in sezioni, dagli esordi negli anni ’40 fino alle ultime scenografie realizzate per il Carlo Felice, il principale teatro della città.
How I Met Your Mother, arriva il canale dedicatoDal 26 maggio al 7 giugno su Fox+1

25 maggio 201921:09

al 26 maggio al 7 giugno Fox+1 si trasforma in Fox How I Met Your Mother per raccontare i momenti più emozionanti e divertenti della sitcom sulla ricerca dell’amore, premiata negli anni con 5 Emmy Awards e 5 People’s Choice Awards. Un intero canale dedicato alle avventure del gruppo di amici formato da Ted, Robin, Marshall, Lily e Barney. Come ha conosciuto la madre dei suoi figli Ted Mosby? Nei 9 giorni di programmazione Fox+1 diventerà la casa delle prime 8 stagioni della serie. E proprio come i figli di Ted, sentiremo di nuovo il racconto del corno francese blu, ci chiederemo ancora quale sia il mistero dell’ananas e canteremo insieme a Ted e Marshall “500 Miles”.Fox How I Met Your Mother sarà l’occasione per ‘sedersi’ di nuovo al tavolo del MacLaren’s Pub, rivivere dalle origini la ricerca infinita dell’amore di Ted, le conquiste e le scommesse di Barney, la creazione della famiglia di Marshall e Lily, il processo di ‘americanizzazione’ di Robin e le sue esilaranti performance canore.
Cannes: Deneuve e Michael Moore per il Palmares

CANNES25 maggio 201912:56

– Catherine Deneuve, Michael Moore, Sylvester Stallone sono alcune delle personalità del mondo cinematografico che stasera saliranno sul palco per consegnare i premi ai vincitori del festival di Cannes durante la cerimonia che assegnerà la Palma d’oro, secondo le decisioni della giuria presieduta dal regista messicano Alejandro Gonzalez Inarritu.
Il festival annuncia anche Valeria Bruni Tedeschi, Gael Garcia Bernal, Claire Denis presidentessa della giuria Cinéfondation e Cortometraggi, Reda Kateb, Zhang Ziyi, Viggo Mortensen, Nadine Labaki presidentessa giuria Un Certain Regard, Rithy Panh presidente Caméra d’or.

Anzovino conquista GiapponeConcerti a Tokyo e Osaka con brani per cinema e nuovo album

TRIESTE25 maggio 201916:13

– Tutto esaurito per i due concerti di Remo Anzovino all’Auditorium Agnelli a Tokyo e all’International House di Osaka. Il compositore e pianista, nome emergente nella scrittura di musiche da film in Italia e all’estero – anche grazie agli album delle colonne sonore dei film d’arte della serie “La Grande Arte al Cinema” pubblicati in tutto il mondo (Sony Masterworks) – conquista così il Giappone. Un successo che ha coinvolto tutta la produzione di Anzovino, dal cinema fino ai brani contenuti nell’ultimo album Nocturne, in parte registrato proprio a Tokyo ai JVC Studios.
Reduce dal Nastro D’Argento con menzione speciale per il suo lavoro sulla musica per l’arte, Anzovino segna un altro successo in un paese attento al pianismo contemporaneo.
I due concerti giapponesi, inseriti nell’ambito della rassegna “Suoni Italiani”, sono stati organizzati da New Age Productions in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo e quello di Osaka.

Armani, a Tokyo lancio collezioni CruiseRinnovo Ginza Tower e nuovi riconoscimenti per lo stilista

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– Il lancio in anteprima delle collezioni Giorgio Armani Cruise uomo e donna 2020 e il rinnovo della Ginza Tower di Tokyo, sottolineando le particolari affinità dello stilista milanese con il mondo nipponico, in primo luogo culturali, a distanza di dodici anni dall’ultima visita in Giappone. Alla sfilata organizzata al Museo Nazionale di Tokyo – il più grande e antico della capitale, con una vasta collezione di arte giapponese e asiatica antica, erano presenti prestigiosi ospiti locali e internazionali. “Sono molto felice di tornare a Tokyo. È una città straordinaria ed evocativa, dove il nuovo coesiste con l’antico, senza che ci sia alcuna contraddizione”, ha dichiarato Giorgio Armani. “È un luogo che mi affascina molto per la sua modernità e per la sua vita pulsante, il luogo perfetto per presentare le mie nuove collezioni”.
Taobuk 2019, al festival Ian McEwan e Jhumpa LahiriA Taormina dal 21 al 25 giugno, atteso il ministro Bonisoli

25 maggio 201921:08

-Sarà il desiderio il filo conduttore della nona edizione di Taobuk, il festival ideato e diretto da Antonella Ferrara, che si svolgerà dal 21 al 25 giugno a Taormina con tra gli ospiti internazionali Ian McEwan, Jostein Gaarder, Jhumpa Lahiri e Ian Thomson. Annunciata anche la presenza del ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli all’incontro su ‘Il diritto d’autore, tra ipotesi di tutela e nuove sfide’ con Massimo Bray, direttore generale dell’Istituto Enciclopedia Treccani, Elido Fazi, fondatore della Fazi Editore, Ernesto Franco, direttore editoriale Einaudi, Stefano Mauri, presidente e amministratore delegato del Gruppo editoriale Mauri Spagnol e Paola Passarelli, direttore Generale per le Biblioteche e gli Istituti Centrali, Mibac. “Desiderare è tutt’uno con la voglia di progettare il futuro, è trovare uno scopo ed essere motivati a perseguirlo.
Chi ne è capace si pone agli antipodi del nichilismo oggi dilagante, indotto in primo luogo dal consumismo e dai suoi bisogni fittizi” spiega la Ferrara.
Nella serata di gala, il 22 giugno, condotta da Alessio Zucchini del Tg1 e da Antonella Ferrara, che andrà in onda su Rai3, saranno assegnati i Taobuk Awards, riconoscimenti d’eccellenza nel campo della letteratura e delle arti. Sul palco del Teatro Antico di Taormina saliranno la Premio Pulitzer Jhumpa Lahir e il Booker Prize Ian McEwan, vincitori dei Taobuk Awards for Literary Excellence per “la sapienza con cui hanno portato avanti il desiderio di raccontare storie e per la profonda consapevolezza dell’animo e dei comportamenti umani con cui sono stati capaci di ritrarre indimenticabili personaggi iconici, di grande potenza emotiva”. Al regista Marco Bellocchio, unico italiano in concorso a Cannes, al cantautore Simone Cristicchi, a Nina Zilli, una delle voci più soul della musica italiana contemporanea, e all’attore Massimo Ghini andranno invece i premi Taobuk Award alla Carriera. E la stilista Marella Ferrera riceverà il Taobuk Award Trame di Storia. Al Teatro Antico anche tanta musica con l’orchestra del Teatro Massimo Bellini di Catania, partner del Festival. Diretti da Valter Sivilotti, Cristicchi e la Zilli si esibiranno con la violinista enfant prodige Anastasiya Petryshak e il soprano georgiano Nino Surguladze. Le infinite sfaccettature del desiderio nella voce e nelle lezioni magistrali di filosofi, artisti e letterati vedranno lo storico della lingua e membro dell’Accademia della Crusca Gian Luigi Beccaria intervenire sulla brama e necessità di scrivere e Luciano Canfora sul desiderio di libertà. Di ‘Desiderio dunque sono’ parleranno tra gli altri Michela Marzano, Tommaso Labate, Giulio Perrone, Paolo Pejrone, Simona Sparaco, vincitrice della prima edizione del Premio DeA Planeta, Francesca Reggiani, Silvana Grasso e Matteo Nucci. Antonio Forcellino farà un racconto a tratti inedito di Leonardo Da Vinci e Giulio Tremonti ragionerà sul desiderio di futuro dell’economia politica e della società nell’era globale.
Nei cinque giorni di Taobuk, in cui la letteratura incontra il cinema, l’arte, l’attualità e la memoria, passando per la musica e la grande cucina, anche uno dei maggiori storici contemporanei, Donald Sassoon, Ian Thomson, Yves Mény, Anastasiya Petryshak e Nino Surguladze. Tavola rotonda su ‘La libertà di espressione e di stampa. Il diritto ad essere informati’ con, fra gli interventi, quello del presidente della Federazione Italiana Editori Giornali, Andrea Riffeser Monti. “Il tema scelto per questa nona edizione di Taobuk è forse, come non mai, coinvolgente e appassionante. Un argomento che, ne sono certo, saprà stimolare un’attenta riflessione su ciò che vogliamo davvero per noi, per il nostro presente e per il nostro domani” ha detto il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci. In scena anche l’arte con, fra le mostre, ‘Questa è la certezza del cuore. La Sicilia nello sguardo degli artisti e dei suoi figli: omaggio a Sebastiano Tusa’, a cura di Roberta Scorranese. In collaborazione con Treccani Cultura, il 24 giugno omaggio al genio di Rossini e il 25 Giugno tributo a Leonardo Da Vinci. Al Palazzo dei Congressi, gli editori saranno protagonisti di una mostra-mercato ad ingresso gratuito.

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Abbiati fa navigare con Ismaele
Spettacolo di 15 minuti, in 20 stretti nella chiglia del Pequod

TRIESTE25 maggio 201917:30

– Basta poco a suggestionare gli spettatori, venti, non di più: occorre ingegno e qualche bella trovata come sistemare il piccolo pubblico in una scatola di legno dove a stento ci si riesce a sedere su mini sgabelli, attrezzata con gli oggetti di un vecchio veliero, imporre il silenzio, far scorrere un po’ d’acqua attraverso le fessure, diffondere i rumori di una tempesta e, quando l’unico attore dall’esterno apre una finestrina e recita “Chiamatemi Ismaele”, tutti si sentono marinai del Pequod. Manca poco che a qualcuno non venga il mal di mare. E’ lo spettacolo di Roberto Abbiati, “Una tazza di mare in tempesta”, di 15 minuti dove c’è un solo attore, lui, un assistente, Johannes Schlosser, e le musiche di Fabio Besana: il Teatro degli Incamminati. Lo spettacolo è andato in replica un migliaio di volte in Italia e, con maggior successo, in Francia, e – fino al 26 maggio – si svolge all’Autorità portuale, uno degli appuntamenti che celebrano il 300/o del Porto Franco (e il 200/o della nascita di Melville).
A teatro la rivoluzione basaglianaDell’Acqua, uno dei medici protagonisti, la ripercorre con Cirri

TRIESTE25 maggio 201917:46

– Erika Rossi ci ha messo la regia, il conduttore radiofonico Massimo Cirri la tagliente ironia, lo psichiatra Peppe Dell’Acqua i ricordi e il cuore. Così i due protagonisti, seduti su una panchina di legno di quelle corrose dal tempo, ricordano una delle rivoluzioni medico-cultural-sociali più radicali dei tempi moderni: l’apertura dei manicomi voluta da Franco Basaglia. A Trieste è andata in scena la 40/a rappresentazione, ultima di due cicli di repliche in Italia di “(Tra parentesi) la vera storia di un’impensabile liberazione”. Era il 16 novembre 1961 quando a Gorizia un medico di 37 anni entrò nel manicomio e rimase tanto colpito dalla reclusione e dai metodi terapeutici medievali che avrebbe trascinato un manipolo di psichiatri e psicologi, sorretto da un sensibile ambiente politico, nel gorgo di una visione che avrebbe segnato loro la vita. A Trieste, qualche anno dopo. Tra questi, non ancora laureati, c’era Dell’Acqua, salernitano, studente a Napoli. Giunse a Trieste disorientato, non è più partito.
Torna a casa il Crocifisso Simone MartiniRicollocato in chiesa S. Casciano, notevole esempio scuola ‘300

FIRENZE25 maggio 201921:27

Dopo un recupero pittorico eseguito millimetro per millimetro torna oggi ‘a casa’ il Crocifisso ligneo di Simone Martini (1284-1344) della chiesa della Misericordia di San Casciano Val di Pesa (Firenze), luogo dove il capolavoro è custodito e visibile da secoli, anche rimanendo integro nei bombardamenti della Seconda guerra mondiale. Il crocifisso, opera di rango considerata tra i più alti esempi di confronto fra pittura fiorentina e senese del ‘300, ha subito un lungo restauro all’Opificio delle Pietre dure di Firenze, sia per il recupero della parte lignea, con necessari consolidamenti di materiale ed eliminazione dei tarli, sia in quello della parte pittorica, intervento meticoloso eseguito al microscopio da parte della restauratrice Alessandra Ramat con un procedimento millimetrico. “E’ uno dei più imponenti restauri di crocifisso ligneo fatti in un secolo dall’Opificio delle Pietre Dure – spiega il soprintendente dell’Opificio, Marco Ciatti -, sia per l’importanza di questo capolavoro, sia per l’impegno del nostro personale, sia per lo stimolo a nuovi studi che il restauro ci ha permesso fare nel confronto tra scuola fiorentina e senese”. Anche in considerazione della portata del capolavoro il restauro è stato interamente finanziato e gestito dall’Opificio. Per fattura artistica e valenza storica gli studiosi allineano il crocifisso di Simone Martini di San Casciano – realizzato nella ‘modalità’ di Christus patiens -, a capolavori coevi come il Crocifisso di Cimabue scampato all’alluvione del 1966 in Santa Croce, il Crocifisso di Ognissanti attribuito a Giotto, e il Crocifisso di Giotto in S.Maria Novella, convento domenicano da cui potrebbe essere partita la committenza anche per il Crocifisso conservato a San Casciano. Inoltre il restauro, spiega Ciatti, “stimola e apre frontiere di ricerca storica e archivistica notevoli, per capire in che termini la Chiesa della Misericordia di San Casciano abbia potuto ospitare il capolavoro di Simone Martini e il suo incontro con altri artisti di rilievo di quella fase, tra cui Ugolino di Nerio”. Nella chiesa, annessa a un antico convento domenicano, il Crocifisso verrà ricollocato sopra il secondo altare sul lato destro. Simone Martini lo eseguì “intorno al 1315, sicuramente non oltre il 1320”, aggiunge Ciatti, ma scarseggiano notizie precise in merito e la stessa tradizione dell’attribuzione al pittore senese “fu definitivamente suffragata relativamente di recente, nel 1939, da puntuali studi di Ugo Procacci”.

La seduzione della Maniera di VivarelliDa 27/5 a 27/6 mostra su periodo fiorentino del grande scultore

FIRENZE25 maggio 201918:24

– Si intitola ‘Jorio Vivarelli a Firenze. La seduzione della Maniera’, la mostra di opere del grande scultore pistoiese (1922-2008) in programma dal 27 maggio al 27 giugno nelle Sale Fabiani di Palazzo Medici Riccardi a Firenze. L’esposizione propone 60 opere di piccole dimensioni oltre a vari disegni, tutti realizzati dagli anni Sessanta, il periodo fiorentino dell’artista, al 1975. La rassegna, spiega una nota, è organizzata dalla Fondazione Vivarelli. Nel corso dei vent’anni nei quali ha abitato a Firenze (1949-1969), Vivarelli ha manifestato interesse e attrazione per gli sviluppi del Manierismo nella scultura fiorentina della seconda metà del Cinquecento, in particolare per le opere di Giambologna, Ammannati, Cellini e altri. La mostra documenta, tra l’altro, precisi collegamenti tra le piccole sculture dell’artista con il Ratto della Sabina e la Fontana dell’Oceano a Boboli, la Fontana dell’Ammannati in Piazza della Signoria, la Ninfa i Fontainebleau e il Perseo di Cellini. Molte delle piccole sculture in bronzo hanno avuto un esito in dimensioni monumentali nelle Fontane eseguite per gli Stati Uniti, in collaborazione con l’architetto Oskar Stonorov, interventi documentati in mostra da pannelli fotografici.
L’unica eccezione di ordine cronologico, tecnico e formale, è costituita da una Figura in gesso modellata nel 1950, esposta come preludio a tutte le altre opere. La Fondazione Vivarelli ha sede nella casa-studio dell’artista, progettata da Stonorov, dove sono esposte numerose opere originali ed è raccolta la documentazione di tutta la sua attività di scultore, mosaicista, disegnatore e incisore. All’inaugurazione, il 27 maggio, saranno presenti, tra gli altri, l’assessore regionale Federica Fratoni, Cristina Acidini in qualità di presidente dell’Accademia delle arti del disegno, il presidente della Fondazione cassa di risparmio di Pistoia e Pescia, che sostiene l’iniziativa, Luca Iozzelli, e Giulio Masotti per la Fondazione Vivarelli.
Addio a Bobby Diamond, tenero ragazzo di FuriaMalato da tempo, aveva 75 anni. Nella vita fu attore-avvocato

25 maggio 201921:10

I cinquantenni di oggi sono cresciuti un po’ con lui, quel bambinetto sofferente e sensibile, scontroso e solitario con tutti eppure capace di farsi amare e obbedire da Furia, indomabile cavallino nero. Da molto tempo in lotta con il cancro, è morto a 75 anni Bobby Diamond, avvocato e attore americano che grazie alla serie tv lanciata negli anni ’50 dalla Nbc era diventato un po’ un’icona del piccolo schermo. Anche se a quell’exploit non era seguita poi una vera e propria carriera nella recitazione. A dare la notizia della sua morte, a esequie avvenute, è stata oggi l’autrice tv e sua grande amica Laurie Jacobson, che ne ha parlato con l’Hollywood Reporter. Il ciuffo riccioluto sul volto minuto, l’aria sempre un po’ schiva e imbronciata, Diamond in Furia era Joey Clark Newton, un ragazzino orfano adottato dal burbero proprietario di un ranch che aveva perso la moglie e il figlio naturale in un incidente d’auto. Un ruolo decisamente tipico nelle narrazioni dell’epoca nel quale quel ragazzino piccolo borghese, maglietta a righe e pantaloncini corti, era molto credibile, tanto da diventare il paladino di tantissimi coetanei e poi nel tempo di altri ragazzini come lui che si identificano nelle fughe solitarie con il cavallino, con quelle carezze e le parole sussurrate all’orecchio dell’animale. Dopo le cinque stagioni da protagonista nella serie tv, che negli Usa andò in onda fino al 1968 con grandissimo successo (in Italia arrivò invece negli anni ’70 e da noi è rimasta un tormentone anche la sigla affidata alla voce di Mal), Diamond, che era figlio di un broker immobiliare e di una casalinga, proseguì gli studi, si fece notare anche come brillante ginnasta e diventò avvocato, professione che alternò per tutta la vita a piccoli ruoli d’attore, soprattutto in tv. Fino all’età adulta fu la madre a guidarlo nello show business e a fargli da manager per film come Il più grande show sulla Terra (1952), Gli uomini preferiscono le bionde, Ring Circus e All’inferno e ritorno. Negli anni ’60 è’ stato premiato per Airbone, un film sui paracadutisti, ed è apparso in Billie (1965) nella parte di un ragazzino atletico. Qualche ruolo lo ha avuto anche negli show tv degli anni ’80 e ’90, il Loretta Young Show, Handy Griffit Show, Lassie, Medical Center e Divorce Court. Anche come avvocato è rimasto nel mondo dello spettacolo rappresentando gli interessi di diversi attori. Lascia due figli Robbie e Jesse.

Cannes, Beecham migliore attricePer il film Little Jo

CANNES25 maggio 201919:52

– Emily Beecham, per il film Little Joe di Jessica Hausner, vince il premio come migliore attrice al festival di Cannes 2019.
Cannes, ai Dardenne la migliore regiaPer il film Joung Ahmed

CANNES25 maggio 201919:58

– I fratelli Jean Pierre e Luc Dardenne, per il film Young Ahmed, vincono il premio per la migliore regia al 72/mo festival di Cannes.
Cannes, Banderas migliore attorePer il film Dolor y Gloria di Pedro Almodovar

25 maggio 201920:07

– Antonio Banderas, per Dolor y gloria di Pedro Almodovar, vince il premio come migliore attore al 72/mo festival di Cannes.
Cannes, Grand Priz ad AtlantiqueIl film di Mati Diop

CANNES25 maggio 201920:18

– Il film Atlantique di Mati Diop, trentaseienne regista parigina di origini senegalesi vince il Grand Prix di Cannes 2019.
Cannes, Palma d’oro a ParasiteDel regista coreano Bong Joon Ho

CANNES25 maggio 201920:21

– Il film Parasite, di Bong Joon Ho, vince la Palma d’oro del 72/mo festival di Cannes.
Cannes,a Sciamma migliore sceneggiaturaPer il film Portrait of a lady on Fire

CANNES25 maggio 201920:32

– Va a Portrait of a Lady on Fire di Celine Sciamma il premio per la migliore sceneggiatura al 72/mo festival di Cannes.

A Cannes vince Corea, niente all’ItaliaBanderas miglior attore per Dolor y Gloria

25 maggio 201920:53

– Con il suo family drama sui poveri in Corea, “Parasite” (parassiti), è il giovane e talentuoso regista sud coreano Bong Joon-ho a vincere la Palma d’Oro del 72/o Festival di Cannes. L’Italia resta invece a bocca asciutta, nessun premio a il Traditore di Bellocchio con Favino nei panni del mafioso Buscetta. Il premio per il miglior attore va invece ad Antonio Banderas per la grande interpretazione in Dolor y Gloria di Pedro Almodovar. Migliore attrice è Emily Beecham per Little Joe di Jessica Hausner. Il premio della Giuria va a Atlantique della franco-senegalese Mati Diop, la miglior regia ai fratelli Dardenne per Young Ahmed, la migliore sceneggiatura è quella di Celine Sciamma per il suo film Portrait of a lady on fire. Menzione speciale ad Elia Suleiman di It must be heaven; Camera d’oro a Nuestras Madres di Cesare Diaz. Palma d’oro per il cortometraggio a The distance between us and sky di Vasilis Kekatos, Menzione speciale della giuria per il cortometraggio a Monstruo Dios di Agustina San Martin.

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Il Getty apre al confronto sulle opere rivendicate dall’Italia
Il ministro Bonisoli, “Ora speriamo anche per il Lisippo”

NEW YORK25 maggio 201921:35

Il Museo Getty è pronto a discutere “in buona fede” con le autorità italiane i risultati delle sue ricerche sulle quattro opere d’arte di cui l’Italia la scorsa settimana ha chiesto di accertare la provenienza. Lo ha detto, in una dichiarazione al New York Times, la vicepresidente del museo californiano per le comunicazioni Lisa Lapin.
La Lapin ha spiegato che le quattro opere – la tela del pittore ottocentesco Camillo Miola “L’oracolo di Delfi”, due leoni in marmo d’epoca romana e un Mosaico con Medusa – sono state acquistate dal museo negli anni Cinquanta e Settanta.
“Stiamo conducendo ricerche a fondo su queste opere e discuteremo in buona fede con il ministero della Cultura quanto trovato”, ha detto la Lapin aggiungendo che il museo, “come sempre”, prende questo tipo di richieste sul serio: “E come in passato, se gli oggetti risulteranno rubati o scavati clandestinamente, li restituiremo”.
Il governo italiano e il Getty sono già impegnati in una disputa legale su una statua di bronzo attribuita a Lisippo, ripescata nel 1964 da pescatori nell’Adriatico, di cui l’Italia, forte da dicembre di una sentenza della Corte di Cassazione, da anni chiede il rimpatrio. Il 9 maggio il ministero ha inviato una lettera al museo americano chiedendo un incontro sui quattro nuovi pezzi: “Vogliamo preservare le relazioni con il Getty e contiamo di risolvere la nuova disputa con gli strumenti della diplomazia culturale evitando le vie legali”, ha detto il portavoce del ministero Giorgio Giorgi. Secondo il ministero, la tela di Miola sarebbe stata rubata dall’Istituto San Lorenzo di Aversa tra il 1943 e il 1946; i leoni di marmo erano nel Palazzo Spaventa di Preturo (Aquila), mentre il mosaico con Medusa verrebbe dal Museo Nazionale Romano.
In aprile il ministero aveva annunciato controlli centralizzati sui prestiti al Getty da musei e collezioni italiane, ma una nuova mostra sulla Villa dei Papiri “Buried by Vesuvius” che aprirà il 26 giugno alla Villa Getty comprende pezzi importanti dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli e da altre istituzioni italiane. “Non abbiamo interrotto la collaborazione perché il Getty e il Museo di Napoli erano da tempo in trattative”, ha detto Giorgi al New York Times: “Ma abbiamo anche voluto dare il messaggio che sarebbe una buona idea di sedersi attorno a un tavolo a parlare del Lisippo”, che il Getty d’altro canto non ha alcuna intenzione di lasciar partire: pronto – ha ribadito la Lapin – a far ricorso se necessario alla Corte Europea per i Diritti Umani. Su Facebook il ministro della cultura Bonisoli si è detto soddisfatto dell’apertura dimostrata dal Getty e sottolinea: “Al netto della sentenza della Corte di Cassazione, spero che la #DiplomaziaCulturale, che sto portando avanti anche attraverso l’ottimo lavoro del comitato istituzionale per il recupero e la restituzione dei Beni culturali, che ho voluto fosse riconvocato e allargato anche a membri del ministero della Giustizia e degli Esteri, ci aiuti a far tornare in Italia l’atleta di #Lisippo”.

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Cannes: Palma d’oro a Parasite di Bong Joon-ho. Banderas miglior attore
L’Italia torna a mani vuote dalla rassegna transalpina. Il film di Bellocchio su Buscetta è piaciuto ma non è bastato

25 maggio 201923:47

Palma d’oro di Cannes alla Corea. Vince il film Parasite, di Bong Joon-ho. Ad Atlantique di Mati Diop il Grand Prix, mentre Antonio Banderas, per Dolor y gloria di Pedro Almodovar, e Emily Beecham, per Little Joe di Jessica Hausner, vincono i premi come migliori attore e attrice. Ai fratelli Jean Pierre e Luc Dardenne, per il film Young Ahmed, il premio per la miglior regia. L’Italia resta a bocca asciutta, nessun riconoscimento per ‘Il Traditore’ di Marco Bellocchio con Pierfrancesco Favino, che era l’unico film italiano in concorso.

mia i poveri del mondo e le donne

a!Valido fino al 30 maggioTUTTI I PREMIPalma d’oro: Parasite di Bong Joon HoIl film Atlantique di Mati Diop vince il Grand Prix Antonio Banderas, per Dolor y gloria di Pedro Almodovar, vince il premio come migliore attore Emily Beecham, per il film Little Joe di Jessica Hausner, vince il premio come migliore attrice. mentre i fratelli Jean Pierre e Luc Dardenne, per il film Young Ahmed, vincono il premio per la migliore regia I film Les Miserables di Ladj Ly e Bacurau di Kleber Mendonca Filho e Juliano Dornelles vincono ex aequo il Premio della giuriaVa a Portrait of a Lady on Fire di Celine Sciamma il premio per lamigliore sceneggiaturaLa menzione speciale del 72 /mo festival di Cannes va al cortometraggio Monstruo Dios di Agustina de San Martin.

Il film Nuestras Madres di Cesar Diaz, dalla Semaine de la Critique, vince il premio Camera d’oro, migliore opera prima.

La Palma d’oro 2019 al migliore cortometraggio  va al film di Vasilis Keratos che si intitola The distance between us and the sky.

Anche al film It Must Be Heaven di Elia Suleiman va la menzione speciale.

Il punto – Gli applausi a Bong Joon-ho sono convinti, dalla platea della Lumiere c’è una bellissima ovazione verso il regista coreano di Parasite. La Palma d’oro del festival di Cannes per una volta non divide. Peccato che l’Italia torni a casa a mani vuote senza riconoscimenti per Il Traditore di Marco Bellocchio con Pierfrancesco Favino nei panni del boss pentito Tommaso Buscetta: la speranza c’era, ma anche la consapevolezza della concorrenza, resta la soddisfazione delle decine di paesi che hanno comprato il film, tra cui la Sony per la distribuzione in America. Il premio per Dolor y Gloria come migliore attore ad Antonio Banderas ricompenserà Pedro Almodovar che da tempo insegue invano il massimo premio di Cannes? “Non è un mistero che il mio personaggio, Salvador Mallo, sia Almodovar” dice applaudito il suo protagonista accettando il premio e dedicandolo a lui: “Lo rispetto, lo ammiro, lo amo, è il mio mentore. Come suggerisce il titolo del suo film c’è il sacrificio, il dolore dell’artista e la gloria come stasera. Ma penso che il meglio debba ancora venire”. Per la prima volta è coreana la Palma d’oro di Cannes, con un film, Parasite (in Italia uscirà con Academy Two) che ha fulminato la giuria presieduta dal messicano Alejandro Gonzalez Inarritu e con la nostra Alice Rohrwacher. La grandezza di Cannes è anche avere in sala Quentin Tarantino e non premiarlo: se abbia partecipato alla cerimonia di chiusura consapevole di questo o meno resterà un mistero. Ma quando è apparso sul red carpet tutti i rumors raccolti fino a quel momento, e che escludevano dal Palmares C’era una volta a Hollywood, sono sembrati fuori pista. Torna a casa con un premio su cui aveva ironizzato: la Palm dog al cane Brandy di Brad Pitt, miglior cane del festival.Verdetto premia i poveri del mondo e le donne – Vincono un gran bel film perfetto per Cannes, PARASITE del coreano Bong Joon-ho, tre donne su quattro in gara, la politica, ma soprattutto la povertà centrale in tutta questa edizione del Festival di Cannes. Niente invece a IL TRADITORE di Marco Bellocchio, per la quinta volta in concorso sulla Croisette, un vero peccato, perché il film ha subito mostrato la sua vitalità internazionale con vendite in 24 paesi, America compresa. Intanto la Palma d’oro a PARASITE, una storia di ricchi contro poveri, una lotta di classe ravvicinata dove a fare la differenza c’è anche l’olfatto. I poveri puzzano un po’ troppo per i ricchi, o almeno, è quello che capita tra le due famiglie protagoniste: i poverissimi Ki-taek e i ricchissimi Park. Il Grand Prix va ad ATLANTIQUE della franco-senegalese Mati Diop, prima regista di origini africane a correre a Cannes, racconta invece chi dalla povertà scappa: i boat-people che dal Senegal si imbarcano verso la Spagna. Ex aequo nel segno della povertà anche al Premio della giuria che va a LES MISERABLES di Ladj Ly ambientato nelle banlieue parigine tra gitani, fratelli musulmani, papponi, prostitute nigeriane, ladri e i poliziotti, e al brasiliano BACARAU di Kleber Mendonca Filho e Juliano Dornelles. Un film quest’ultimo dalle molte anime, arcaica, ipermoderna, western, fantascientifica e surreale. Il tutto, ovviamente, all’interno di una linea che divide metafisicamente il mondo ricco da quello povero.

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Amici, vince il cantante Alberto
In finale battuta Giordana, terza piazza per il ballerino Rafael

26 maggio 201902:21

– Il cantante Alberto è il vincitore dell’edizione 2019 di Amici, il talent di Canale 5, condotto da Maria De Filippi. Nel confronto finale ha battuto la collega Giordana (Premio della Critica). Terzo il ballerino cubano Rafael, davanti al collega Vincenzo. Alberto Urso (anche Premio Tim), tenore di 21 anni nato a Messina, è laureato in canto lirico al Conservatorio di Matera. Polistrumentista, Suona il pianoforte, il sax e la batteria. In passato aveva già tentato di conquistare per due volte un posto nella scuola di Canale 5.          [print-me title=”STAMPA”]

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Raige: ‘Affetto Placebo’ è nuovo inizio
Esce oggi il nuovo album tra la canzone d’autore e il rap

24 maggio 2019 12:57

– Un nuovo album per Raige che oggi pubblica il suo ‘Affetto placebo’. Anticipato dal singolo ‘Un milione di sassi’, che in pochi giorni ha superato online i cinquanta mila streaming, è composto da una scaletta di undici brani inediti, tra canzone d’autore e pop, oltre a quattro bonus track. Per presentare l’album e incontrare il suo pubblico, il rapper-cantautore comincerà oggi dalla Feltrinelli di Milano (piazza Piemonte, alle 18,30) una serie di instore. “E’ l’unica cura che funziona – ha detto Raige a proposito del titolo scelto – perché alla fine quello che ci salva sono i rapporti che creiamo”.
Feng Jicai, da Padova alla Cina e ritorno

24 maggio 201913:02

Nei giorni scorsi più di 120 scrittori, artisti, critici e studiosi cinesi e stranieri si sono riuniti per discutere del lavoro di Feng Jicai e dei suoi 50 anni di attività culturale a Tianjin (Cina) presso l’Istituto Feng Jicai di letteratura e arte” dell’Università di Tianjin l’“International Symposium on Feng Jicai’s Narratives of Culture over the Last Five Decades“, dedicato a questo importante scrittore, pittore e intellettuale cinese. Feng Jicai è un importante intellettuale cinese, il quale ha da sempre abbinato l’attività letteraria, grazie alla quale è diventato, fin dalla fine degli anni ’70, uno degli esponenti più significativi della letteratura cinese contemporanea, alla pittura e alla calligrafia, facendolo considerare oggi in Cina una figura di artista a tutto tondo di assoluto rilievo. Tra le sue opere letterarie più note spicca “Dieci anni di cento persone”, raccolta delle testimonianze di persone comuni durante il decennio della Rivoluzione Culturale (1966-1976), esempio unico di scrittura della storia orale del popolo cinese. Negli ultimi anni si è particolarmente dedicato alla protezione del patrimonio culturale materiale e immateriale cinese, percorrendo una strada solitaria e impervia nella Cina contemporanea e opponendo al modello di un Paese esclusivamente lanciato verso il progresso economico, una visione di recupero dell’identità nazionale che non può prescindere dalle origini popolari della sua cultura.Il Simposio, la cui cerimonia di inaugurazione, presentata dal famoso commentatore della CCTV (Central China Television) Bai Yansong, ha visto susseguirsi sul palco importanti personalità del mondo culturale cinese, quali lo scrittore e già ministro della Cultura Wang Meng, la scrittrice Zhang Kangkang, l’artista Han Meilin, ideatore del logo delle Olimpiadi di Pechino del 2008, e numerosi altri studiosi e traduttori delle sue opere. I lavori del Simposio sono poi continuati in due sessioni separate, dedicate alle due differenti branche della sua attività culturale.Gli esperti, studiosi e trduttori stranieri presenti provengono da divesi paesi, Russia, Germania, Francia, Italia, Inghilterra, Corea del Sud, Egitto e Vietnam.
Per l’Italia hanno partecipato tra gli altri la dottoressa Liu Zun, presidente dell’Associazione Culturale “Il filo di seta” di Padova e promotrice della conoscenza in Italia della figura di Feng Jicai e della diffusione italiana delle sue opere e del suo pensiero e il professor Federico Madaro (Università di Torino), traduttore di alcuni racconti di Feng Jicai in italiano.Il legame tra Feng Jicai e Italia ormai e’ profondo.
Feng Jicai e’ Presidente Onorario del appena passato evento di gran impatto sociale ‘Capodanno Cinese a Padova e nel Veneto 2019’. Il rapporto suo e la citta’ di Padova, e’ stabilito subito dopo la visita ufficiale dell’Assessore alla Cultura di Padova Andrea Colasio insieme alla delegazione veneta nello scorso giugno presso il suo istituto situato nella piu’ antica universita’ cinese Tianjin University alla presenza del Rettore Li Jia Jun. Inoltre Feng Jicai e il suo istituto e’ anche il supporto culturale fondamentale dell’evento creato dalla stessa dottoressa Liu Zun ‘Settimana della Cultura Cinese nel Salento’ che ha visto gia’ 2 edizioni di successo con collaborazione da vari comuni salentini.
In programma il professore Giorgio Trentin, direttore dell’Istituto Confucio dell’Universita’ di Macerata che e’ confermato Modello Istituto Confucio in Italia, sta coordinando per la nuova pubblicazione delle traduzoni in italiano delle opere di Feng Jicai. Oltre varie traduzioni in corso, la traduzione dell’importante libro ‘Dieci anni di cento persone’ e’ anche iniziata dal professore Federico Madaro.
Si terra’ un incontro speciale a Giudecca di Venezia verso fine ottobre, coorganizzato dai direttori dell’Accademia di Belle Arti di Venezia professore Giuseppe La Bruna e professore Giovanni Turria che ha un legame particolare con Feng Jicai e la dottoressa Liu Zun dell’Associazione Cultruale Il Filo di Seta.

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Guarnieri presidente onorario Tls
E’ considerato tra più importanti compositori

SPOLETO (PERUGIA)24 maggio 201913:16

– Adriano Guarnieri, considerato uno dei più importanti compositori a livello nazionale e internazionale, è stato nominato presidente onorario del Teatro lirico sperimentale di Spoleto. Lo ha deciso all’unanimità il consiglio direttivo su proposta del direttore artistico Michelangelo Zurletti e del coordinatore Claudio Lepore.
“E’ per noi un grande onore quindi poterLa accogliere ufficialmente nella nostra Istituzione quale presidente onorario” ha scritto a Guarnieri il legale rappresentante del Teatro lirico Sperimentale Battistina Vargiu.
Il compositore – riferisce l’Istituzione spoletina – ha accolto con entusiasmo la proposta. “Sono onorato di tale nomina – ha sottolineato -, ed accetto con gioia tale incarico, affidandomi in tutto agli impegni richiesti”.
Guarnieri ha tra l’altro insegnato composizione nei conservatori di Milano, Firenze, Pesaro e Bologna ed ha tenuto seminari in America.

Museo Egizio premio Spina a innovazioneIl riconoscimento al format della mostra Archologia Invisibile

TORINO24 maggio 201913:18

– Il Museo Egizio si è aggiudicato il Premio Gianluca Spina per l’Innovazione Digitale nei Beni e Attività Culturali. Il riconoscimento, promosso dall’Osservatorio Innovazione Digitale nei Beni e Attività Culturali del Politecnico di Milano, è rivolto alle istituzioni culturali italiane che abbiano avviato progetti di innovazione digitale significativi nei processi interni o nell’offerta al pubblico.
La proclamazione al convegno di presentazione dei risultati dell’Osservatorio che ha riunito circa 400 operatori del settore. Una doppia giuria – una di esperti/relatori e l’altra del pubblico in sala – ha selezionato il vincitore. A raccogliere i consensi di entrambe è stato il format della mostra in corso al Museo Egizio, Archeologia Invisibile, proposto con la relazione progettuale dal titolo ‘La digitalizzazione della dimensione tangibile e intangibile del patrimonio museale: Archeologia Invisibile’.
Alla Fondazione per le Antichità Egizie di Torino è stato attribuito il diritto a una borsa di studio del valore di 12 mila euro – messa a disposizione dall’Associazione Gianluca Spina – per la partecipazione al Master in Management dei Beni e delle Istituzioni Culturali del MIP, Politecnico di Milano Graduate School of Business.

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L’Isola di Pietro, Morandi in Sardegna
Nel cast entra Caterina Murino. Serie su Canale 5 in autunno

CAGLIARI24 maggio 201914:59

– La squadra de “L’Isola di Pietro” è ritornata in Sardegna per girare la terza stagione della serie Tv coprodotta da Rti e Lux Vide di Matilde e Luca Bernabei, in onda prossimamente su Canale 5. “Quando abbiamo iniziato tre anni fa non potevamo certo immaginare che ci sarebbe stata una seconda e poi una terza stagione, magari ci sarà anche la quarta”, racconta il protagonista Gianni Morandi, oggi a Cagliari nella sede istituzionale della Regione per presentare la fiction con il resto del cast e i produttori. Lunedì scorso il primo ciak.
“Conoscevo la Sardegna perché soprattutto ai miei inizi, negli anni ’60, ci ho cantato tante volte, ora però, trascorrendo tanto tempo qui, ho avuto modo di conoscere meglio zone come il Sulcis e i luoghi dove è ambientata la storia, cioè Carloforte, Sant’Antioco, Iglesias, Portoscuso, Calasetta e Carbonia, che mostrano quanto la Sardegna non sia solo Costa Smeralda”, spiega il cantante-attore. Ma la vera sorpresa, svela, è la gente. “Quando ti apre la porta la lascia aperta per sempre – dice Morandi – le persone nate qua danno grande valore all’amicizia”. Insomma, i luoghi ricoprono un ruolo fondamentale nella fiction. “Si tratta di location straordinarie e ci auguriamo che anche in questa occasione la serie possa contribuire all’incremento del turismo e alla visibilità che questa terra merita”, sottolinea l’ad di Lux Vide Luca Bernabei.
Anche stavolta nelle sei puntate in onda, forse, già da novembre ritorneranno i personaggi più amati interpretati da Chiara Baschetti (Elena), Alma Noce (Caterina) ed Erasmo Genzini (Diego). Tra le new entry, nel ruolo di Teresa Orrù l’attrice sarda Caterina Murino. “Questa serie mi è arrivata grazie all’umanità del protagonista, e girando in Sardegna non potevo che dire sì”, racconta.
La serie rappresenta “un’opportunità per la Sardegna – commenta il presidente della Regione Christian Solinas – che si può qualificare per il suo patrimonio di storia e tradizioni”.
Il passaggio successivo è quello di “fare dell’Isola una terra ospitale per future produzioni cinematografiche con ricadute importanti per il turismo e l’occupazione”.

Gatti nuovo direttore Orchestra MozartSarà in carica per tre anni. Primo impegno a Pasqua 2020

BOLOGNA24 maggio 201915:34

– Daniele Gatti è stato nominato direttore musicale dell’Orchestra Mozart di Bologna per un ampio progetto che lo vedrà impegnato già da ora per i prossimi tre anni. Il primo appuntamento è previsto per la Pasqua 2020. Il maestro milanese è stato scelto all’unanimità dal presidente dell’Accademia Filarmonica di Bologna (sede dell’Orchestra), Loris Azzaroni, dal consulente artistico, Gastón Fournier-Facio, e dal Board di musicisti costituito da Raphael Christ, Manuel Kastl, Lucas Macías Navarro, Mattia Petrilli e Francesco Senese, che hanno visto nella persona di Daniele Gatti la figura ideale per assicurare un futuro di grande respiro alle attività dell’Orchestra Mozart garantendo l’alto livello di qualità al quale il complesso era stato portato dal suo fondatore, Claudio Abbado, e da Bernard Haitink, che ne aveva raccolto l’eredità.
Venezia, ‘Naufrago bambino’ è di BanksyOggi su profilo Instagram dipinto comparso su muro città

VENEZIA24 maggio 201915:47

– E’ dell’artista di strada Banksy anche “Naufrago bambino”, il graffito comparso a metà maggio su un muro a filo d’acqua nel canale di Ca’ Foscari a Venezia, vicino all’università, la cui paternità era rimasta incerta.
Il dipinto è stato pubblicato oggi sul profilo Instagram ufficiale di Banksy, il che vale come “rivendicazione” della sua paternità. Un bambino vi è ritratto in chiaroscuro nero e grigio, in piedi, mentre regge una sorta di torcia che emette una nuvola di fumo rosso cangiante.
Sempre sul proprio profilo Instagram, l’altro ieri Banksy aveva pubblicato un filmato di un’altra sua incursione veneziana, con l’installazione mobile “Venice in oil”, un quadro scomposto raffigurante una grande nave da crociera allestito in diversi punti del centro storico lagunare, da cui però alla fine era stato allontanato per mancanza di permessi.

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Opera Roma, Emma Dante per Prokofiev
Successo per ‘Angelo di fuoco’ con Perez e lettura al femminile

24 maggio 201915:48

– Davvero una bella esecuzione, con buoni interpreti e un allestimento di grande forza espressiva questa applauditissima, de L’angelo di fuoco, di Prokofiev proposta il 23 maggio dall’Opera di Roma (4 repliche sino al 1 giugno). Opera molto rara da vedere (si ricorda un’edizione alla Fenice del 1955 con regia di Strehler, una al Festival di Spoleto del 1959, poi quella con regia di Puecher del 1966 proprio a Roma) eppure con una sua forza e qualità, oltre a una vicenda da poter leggere al femminile come ha sottolineato la regia di Emma Dante, che ha puntato come Prokofiev sulla forza devastante e repressa del desiderio della protagonista, Renata, che per questo viene presentata come la Madonna addolorata trafitta da spade quando alla fine viene condannata al rogo.
Prokofiev qui porta avanti il discorso musicale iniziato con Il giocatore riempiendo di musica gli spazi del recitativo, puntando dall’inizio con l’apparizione dell’angelo, sui motivi che si legano agli avvenimenti salienti del dramma.
Sfera Ebbasta torna in tourIl via da Milano il 14 giugno, poi impegni in tutta Europa

24 maggio 201917:33

– Sfera Ebbasta si prepara a tornare sul palco con lo “Sfera Ebbasta summer tour”, che dal 14 giugno lo vedrà protagonista anche in Europa per tutta l’estate.
Il via da Milano, dopo il successo in aprile al Forum di Assago, dove dividerà il palco insieme alla leggenda del Reggaeton mondiale J.Balvin, ad Elettra Lamborghini e Gué Pequeno, per proseguire il 7 luglio a Les Ardentes Festival di Liegi (BE), il 12 luglio al Moon & Stars Festival di Locarno (CH), il 14 luglio a Ibiza (ES), il 19 Luglio all’Urban Hymns Festival di Madrid (ES), il 24 luglio a Pag (HR), il 27 luglio a Nova Gorica (SL), il 29 luglio a Corfù (GR), il 3 agosto a Berlino (DE), l’8 agosto a Barcellona (ES), il 12 agosto a Ibiza (ES), il 13 agosto a Marbella (ES), il 15 agosto a Formentera (ES) e il 25 agosto nuovamente ad Ibiza (ES).
Scala: prima volta ‘Die tote Stadt’Una conferenza introduttiva precederà ogni rappresentazione

MILANO24 maggio 201917:39

– “Uno dei più importanti pezzi del repertorio mondiale che mai era stato rappresentato alla Scala”.
Ha definito così il sovrintendente Alexander Pereira ‘Die tote Stadt’ (La città morta), capolavoro di Erich Wolfgang Korngold che andrà in scena martedì con la direzione di Alan Gilbert in un nuovo allestimento di Graham Vick, scene e costumi di Stuart Nun, luci di Giuseppe Di Iorio e coreografia di Ron Howell.
Il fatto che l’opera, sconosciuta al pubblico milanese, si presti a molte chiavi di lettura, dal punto di vista musicale come per le implicazioni psicoanalitiche del protagonista, ha indotto la Scala a promuovere, insieme al Fedora Circle, una tavola rotonda nello stesso pomeriggio della prima a cura del professor Sergio Pulcini. Inoltre, tutte le repliche saranno precedute da una conferenza introduttiva dello stesso esperto.

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Camilleri per la prima volta a Caracalla
Il 15 luglio racconterà la sua ‘Autodifesa di Caino’

24 maggio 201918:14

– Andrea Camilleri sarà per la prima volta alle antiche Terme di Caracalla, il 15 luglio, per raccontare la sua Autodifesa di Caino. Lo spettacolo, che arricchisce la stagione estiva di Caracalla 2019 di un nuovo Extra, avrà la regia di Stefano Vicario e le musiche originali di Roberto Fabbriciani, eseguite dall’autore. Il progetto è curato da Valentina Alferj.
“Se potessi vorrei finire la mia carriera seduto in una piazza a raccontare storie e alla fine del mio ‘cunto’, passare tra il pubblico con la coppola in mano”, ha detto più volte Camilleri che torna sul palco per raccontare la storia di Caino, del primo assassino sulla faccia della Terra, di colui che è diventato l’emblema del Male.
Lo scrittore ha sempre definito la sua ambizione simile a quella del contastorie, del poeta ambulante che incanta e seduce chi lo ascolta. Grazie alla sua capacità di narrare storie Camilleri è diventato il più letto scrittore italiano, inventando una lingua e mettendo in condizione i lettori di amarla.
A novantatré anni, dopo il successo di ‘Conversazione su Tiresia’, Camilleri racconta ora in prima persona la storia di Caino e del come e perché uccise suo fratello Abele. Un racconto che si avvale molto di testi ebraici e musulmani, discostandosi perciò dalla tradizione cattolica e che svela alcuni aspetti inediti del personaggio biblico: Caino è stato il fondatore di quella che è oggi la Civiltà dell’Uomo nei suoi aspetti non solo sociali ma anche artistici. “Io fui semplicemente colui che mise per primo in atto il male. Che compì l’azione del male.
Tramutando ciò che era in potenza, in atto”, si racconta nello spettacolo.
Torna il festival ‘Il libro possibile’La 18esima edizione sostenuta da Pirelli, dal 3 al 6 luglio

24 maggio 201919:02

– Compie 18 anni il festival ‘Il libro possibile’, che torna dal 3 al 6 luglio a Polignano a Mare (Bari) e che per il secondo anno consecutivo è sostenuto da Pirelli. Tema dell’edizione 2019 sarà ‘il passo dell’umanità’, un omaggio a uno dei passi più importanti della storia del Novecento, quello fatto dall’uomo esattamente 50 anni fa sbarcando sulla luna. Un momento fino ad allora solo sognato che diventerà punto di partenza e metafora tra il possibile e l’impossibile per dare il via ad un confronto sulle grandi questioni che hanno attraversato la storia e su quelle che attendono nel futuro. Obiettivo di Libro Possibile è “portare in strada” – sei le piazze del centro storico in cui saranno allestiti dibattiti e incontri – “la cultura e stimolare il dibattito su diversi temi” attraverso il confronto con importanti intellettuali, ha spiegato Rosella Santoro, direttrice artistica della kermesse ricordando i tanti appuntamenti in programma durante la presentazione al Pirelli Headquarter di Milano.
Hit parade, Izi ancora in vettaCapossela entra al secondo posto, arriva l’ondata di Amici

24 maggio 201918:39

– Per la seconda settimana consecutiva, in testa alla classifica dei dischi più venduti della settimana (secondo le rilevazioni Fimi/Gfk) si posiziona il rapper Izi, tornato dopo due anni di silenzio con il disco Aletheia. Entra direttamente al secondo posto Vinicio Capossela con le sue Ballate per Uomini e Bestie, un compassionevole cantico delle creature tra Medioevo e contemporaneità, primo tra i vinili.
Ultimo resiste in terza posizione con Colpa delle favole (e in nona con Peter Pan, mentre Pianeti è 17/o), davanti a Solo di Alberto Urso, il tenore finalista ad Amici che domani sera si gioca la vittoria finale nella quale è impegnata anche Giordana Angi, sesta con Casa. Tra i due giovani talenti sui inserisce il gruppo metal tedesco dei Rammstein con il disco che porta il nome della band. In settima posizione la rivelazione Billie Eilish con When we all fall asleep, where do we go?, seguita da Salmo e il suo Playlist. Chiude la top ten Tish, ancora dalla scuola di Canale 5, con l’album omonimo.

Tilda Swinton curatrice ‘Orlando’ a NyPrima volta attrice gender fluid. A Cannes con film Jarmusch

NEW YORK24 maggio 201919:35

– Ispirata da Virginia Woolf, curata da Tilda Swinton: “Orlando”, il “libriccino” della scrittrice inglese su un poeta androgino che nell’arco di quattro secoli cambia sesso svegliandosi improvvisamente donna è una mostra fotografica aperta da oggi alla galleria Aperture a New York. Nel 50esimo anniversario di Stonewall, la rassegna di immagini selezionate dalla Swinton celebra la fluidità di genere ma non solo. Per Tilda che ha interpretato la parte di Orlando nel film del 1992 di Sally Potter, è la prima esperienza come curatrice di una mostra. “Orlando” raccoglie una cinquantina di foto di undici artisti: nomi famosi come Mickalene Thomas, Lynn Hershman Leeson, Il progetto è accompagnato dal numero estivo della storica rivista fotografica “Aperture” nella cui preparazione la Swinton ha affiancato come “guest editor” il direttore Michael Famighetti. Tilda Swinton, dopo “Suspiria” di Luca Guadagnino, recita nel cast a cinque stelle di “I morti non muoiono mai” di Jim Jarmusch che ha aperto di Cannes

Cannes, attrice di Kechiche da’ forfaitOphelie Bau lascia film e salta conferenza stampa

CANNES24 maggio 201920:13

– Mektoub my love: Intermezzo di Abdellatif Kechiche, in concorso per la Palma d’oro, scandalizza il festival e non solo gli spettatori ma anche la sua principale protagonista Ophelie Bau. L’attrice aveva partecipato con il resto del cast Athenais Sifaoui, Lou Luttiau, Marie Bernard, Meleinda Elasfour, Shain Boumedine, Salim Kechiouche, Hafsia Herzi ha partecipato alla Montee des Marches per la premiere ufficiale del film ma ha lasciato la sala prima della fine del film. Il regista di Cous Cous e La Vita d’Adele (Palma d’oro 2013) ha preso il microfono in sala e si è scusato “per non aver avvertito” riferendosi alla scena choc di cunnilingus lunga 15 minuti. L’attrice non si p presentata al photocall di rito nè alla conferenza stampa. L’incontro con i giornalisti è stato acceso: a Kechiche sono state ricordate anche le accuse di una presunta violenza, per le quali il procuratore di Parigi ha aperto un’indagine, dopo la denuncia di una donna. Parlate del film non di me”, ha detto il regista franco-tunisino.
L’amore al femminile secondo la TrietPassa oggi Sibyl, tra identità, psichiatra e scrittura

CANNES24 maggio 201921:17

– L’amore al femminile con i suoi tempi lunghi, le sue decantazioni, i suoi ripensamenti e la maternità sono al centro di ‘Sibyl’ di Justine Triet in corsa in questa 72/ma edizione del Festival di Cannes che si chiude il 25 maggio. Protagonista Sibyl (Virginie Efira), psicoterapeuta in crisi, che decide a un certo punto della sua vita, di tornare alla sua prima passione: la scrittura. Ma in realtà la donna ben presto scopre che idee non ne ha molte e così, inevitabilmente, attinge ai suoi pazienti. Sua principale fonte di ispirazione diventa una sua nuova cliente, Margot (Adèle Exarchopoulos), un’attrice che sta gestendo una crisi sentimentale ed esistenziale che la psicoterapeuta conosce bene perché anche da lei vissuta.
Margot, attrice emergente, problematica e fragile, si rivela per la scrittrice un vero tesoro creativo tanto che tutte le sue confessioni, illegalmente registrate, diventano inevitabilmente pagine del romanzo. E questo fino all’ossessione.          [print-me title=”STAMPA”]

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Totopalma tra maestri Almodovar, Loach e Malick
In corsa Parasite, Ladj Ly, Diop, Bacarau e Diao Yinan

23 maggio 2019 03:21

Almodovar su tutti con DOLORE Y GLORIA, sia perché è quello che ha messo d’accordo tutti (critici internazionali e francesi), non ha deluso le attese e sarebbe un suo riscatto (a Cannes non ha mai vinto nulla). E poi, in ordine sparso e restando ai soli maestri, potrebbero entrare nel palmares del Festival di Cannes l’unico vero ragazzo di questa edizione, ovvero Ken Loach con SORRY WE MISSED YOU (se non fosse già pluripremiato), e poi Terrence Malick con THE HIDDEN LIFE, che ha visto il suo ritorno al passato, alla storia.Ma quest’anno nel Totopalma le sorprese, vista la delusione dei maestri, potrebbero venire dagli outsider da PARASITE a LES MISERABLES, da ATLANTIQUES a BACARAU fino al cinese THE WILDE GOOSE LAKE. E questo con quattro film mancanti all’appello (tra cui IL TRADITORE di Marco Bellocchio che passa oggi).Intanto PARASITE di Bong Joon-ho una storia di ricchi contro poveri in Corea, una lotta di classe ravvicinata dove a fare la differenza c’è anche l’olfatto. I poveri puzzano un po’ troppo per i ricchi, o almeno, è quello che capita nel film che si può sintetizzare come un Loach con finale da Tarantino. LES MISERABLES di Ladj Ly, le bande delle banlieu parigine, ovvero gitani, fratelli musulmani, prostitute nigeriane, protettori, ladri e poliziotti. Nessun ricco all’appello in questa potente opera prima, solo gente che si arrangia, poveri, ‘ultimi’ che vivono nel quartiere di Montfermeil proprio dove era ambientato gran parte del romanzo di Victor Hugo. ATLANTIQUES di Mati Diop, regista di origine senegalese, racconta non solo di boat-people che dal Senegal si imbarcano verso la Spagna, ma anche di chi resta e aspetta e questo attraverso una storia d’amore. BACARAU di Kleber Mendonca Filho e Juliano Dornelles, in corsa per il Brasile, è un film dalle molte anime: arcaica, ipermoderna, western, fantascientifica e surreale. Il tutto all’interno di una linea che divide metafisicamente il mondo ricco da quello povero. Tutto inizia nel villaggio di Bacurau, nel cuore del Sertao brasiliano. THE WILDE GOOSE LAKE di Diao Yinan, thriller-noir, atmosfera che ricorda Blade Runner (piove sempre), e l’anima nera, acida, della Cina di provincia. Una Cina piena di ruggine, muri sporchi, rumori, sparatorie, sangue, gente trapassata da ombrelli e anche con quel tanto di sesso che basta.

Mostra archeologia etrusca nel ModeneseEsposizione si concentra su piccolo sepolcreto trovato nel 1841

MODENA23 maggio 201912:01

– La Galleria Estense di Modena ospita, dal 25 maggio all’1 ottobre, una mostra che documenta la presenza etrusca nel territorio modenese. L’esposizione – ‘Lo specchio di Celestino. Archeologia etrusca a Modena nella prima metà dell’Ottocento’ – si concentra sul piccolo sepolcreto etrusco ritrovato nel 1841 nei campi di Galassina di Castelvetro, databile, in base ai materiali finora conosciuti, tra la fine del VI e il V secolo a.C. Qui i proprietari di un fondo, in occasione di lavori agricoli, rinvennero i resti di quattro tombe etrusche a incinerazione, il cui ricco corredo, tra i più pregevoli di età etrusca nel territorio modenese, fu acquistato da Francesco IV Asburgo-Este, duca di Modena, per arricchire la sua collezione di antichità e il Museo Estense.
Il percorso espositivo presenta i pezzi più importanti del corredo funebre riferibile a una defunta della Tomba I della Galassina, ovvero della sepoltura più ricca e anche più nota, esposti al Museo Civico Archeologico di Modena fino a fine maggio 2018, e ora ritornati nella collezione estense, assieme a opere archeologiche provenienti dal medesimo contesto sepolcrale, fino ad oggi inedite.
Dell’intero corredo della Tomba I gli oggetti più conosciuti e studiati sono lo specchio e la cista a cordoni (a forma cilindrica) oltre al bacile. Il resto degli oggetti fu ritenuto disperso, fino a quando un attento riscontro inventariale e un esame dei depositi della Galleria Estense hanno permesso di riconoscere con buona certezza altri reperti provenienti dalla Tomba I, come il manico di strigile (strumento per detergere il corpo dopo il bagno), uno dei tre vaghi di collana a forma di testina in pasta vitrea (elemento, vuoto all’interno, formato da due semisfere saldate) e due frammenti pertinenti al balsamario in pasta vitrea. Questo riscontro ha permesso di ricostruire l’unitarietà del corredo acquistato da Francesco IV e ha fornito la possibilità di un suo studio completo.
A Roma via alle riprese del doc su TottiDiretto da Alex Infascelli e tratto dal libro Un Capitano

ROMA23 maggio 201912:27

– Sono in corso a Roma le riprese del documentario su Francesco Totti, campione amatissimo, non solo dai tifosi della Roma, uno dei pochi atleti al mondo che ha militato tutta la carriera in una sola squadra. Maglia, quella giallorossa, che il Capitano ha “tradito” solo per quella della nazionale.
Diretto da Alex Infascelli (Vincitore del David di Donatello per S is for Stanley), e tratto dal libro Un Capitano scritto da Francesco Totti con Paolo Condò (edito da Rizzoli), il documentario sarà un racconto in prima persona da Totti stesso, che narra le imprese dell’uomo e del calciatore, e sarà arricchito da immagini inedite tratte dal suo archivio personale. Co-prodotto dalla Wildside di Lorenzo Mieli e Mario Gianani con Fremantle Documentaries, Capri Entertainment di Virginia Valsecchi e Vision Distribution che lo distribuirà al cinema.
Mehta dirige maestro tabla Zarik HussainConcerto sarà connubio tra stili orientali e occidentali

FIRENZE23 maggio 201913:25

– Per il primo dei suoi tre concerti nell’ambito dell’82/o festival del Maggio fiorentino, il maestro Zubin Mehta ha voluto accanto a sé Zakir Hussain, compositore indiano pluripremiato e virtuoso del tabla, tamburo tradizionale indiano di origini antichissime. Il concerto, in programma il 26 maggio, vedrà il Maestro dirigere Hussein e l’Orchestra del Maggio in ‘Peshkar’, concerto per tabla e orchestra, composizione dello stesso Hussain e a seguire la Sinfonia n. 9 in do maggiore La Grande di Franz Schubert. Utilizzato sia nella musica popolare e religiosa che nella world music, spiega una nota, il tabla è caratterizzato da un cerchio di pasta nera al centro della membrana che conferisce allo strumento una particolare risonanza timbrica. Zakir Hussain, virtuoso di tabla nonché compositore apprezzato per le sue musiche, utilizzate spesso anche in ambito cinematografico, ha voluto creare con questo concerto un connubio tra codici stilistici orientali e occidentali.
Filarmonica Scala, al concerto senz’autoAppello dei musicisti per l’appuntamento in piazza Duomo Milano

MILANO23 maggio 201913:42

– La Filarmonica della Scala invita a lasciare a casa la macchina e ad usare i mezzi pubblici per arrivare al concerto che l’orchestra diretta da Riccardo Chailly regalerà alla città il prossimo 9 giugno in piazza Duomo a Milano.
Per l’occasione sarà potenziato il servizio di trasporto pubblico non solo in città ma anche interurbano con promozioni dedicate a chi viaggia da tutta la regione.
“Abbandoniamo i mezzi di trasporto privato, riduciamo i consumi per migliorare l’ambiente che ci circonda” è l’invito dei musicisti che hanno deciso di mettere la faccia a sostegno per promuovere la campagna di mobilità sostenibile e la riduzione dei gas serra.
Il concerto sarà plastic-free nel senso che tutti quelli che ci lavoreranno saranno dotati di borracce per evitare l’uso di plastica e l’invito è agli spettatori (almeno 20mila quelli attesi) è di fare altrettanto.

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Leone Piccioni, la sua vita per i libri
Un convegno e una mostra lo ricordano il 27-28 maggio a Roma

23 maggio 201914:11

– A un anno dalla morte, Leone Piccioni viene ricordato in un convegno che rende omaggio alla sua “vita per la letteratura” e con una mostra documentaria relativa ai suoi epistolari. Al convegno, che si svolgerà il 27 e 28 maggio all’Archivio centrale dello Stato, all’Eur, saranno proiettati, per gentile concessione di Rai Teche, due video con i suoi documentari-intervista a Eugenio Montale nel 1966 e a Giuseppe Ungaretti, nel 1963, realizzati per la Rai, azienda in cui Piccioni ha lavorato per oltre 40 anni e di cui è stato alto dirigente. Tante le testimonianze, tra cui quelle di Valerio Magrelli, Marta Morazzoni, Raffaele Manica, Margaret Mazzantini e Renzo Arbore. Le iniziative sono organizzate dall’associazione Amici di Leone Piccioni, fondata dai figli Giovanni e Gloria. La corrispondenza con i protagonisti della cultura italiana del 900, recentemente acquisita dal Mibac, è composta da circa 150 epistolari e con la biblioteca privata donata dagli eredi è conservata all’Archivio centrale dello Stato.
Jazz e rock in chiave ‘groove’ a RiminiA giugno e luglio ‘Percuotere la mente’, su palco Tom Walker

RIMINI23 maggio 201914:17

– Jazz, rock e classica in chiave ‘groove’ per l’estate in musica di ‘Percuotere la mente’ 2019, la sezione della Sagra Musicale Malatestiana alla Corte degli Agostiniani, a Rimini. Sei gli appuntamenti previsti tra giugno e luglio e sul palco si alterneranno Tom Walker, Rufus Wainwright, Fabrizio Bosso, gli Echo and the Bunnymann, BartolomeyBittmann. Spazio anche a un progetto dedicato ai trent’anni della caduta del muro di Berlino.
L’edizione 2019 della rassegna partirà dal nuovo Teatro Galli che ospiterà ‘Chet to Chet’, una serata che sabato 15 giugno vedrà Fabrizio Bosso protagonista di un omaggio a Chet Baker.
Alla Corte degli Agostiniani, invece, il 24 giugno si esibirà Tom Walker. Il cantautore britannico presenterà il suo album di debutto ‘What A Time To Be Alive’. Poi gli Echo & The Bunnymen, l’8 luglio e il 17 luglio jazz e groove con il violoncellista Matthias Bartolomey e il violinista e suonatore di mandola Klemens Bittmann.
Star di Trono di spade e Gotham a PadovaLa prima edizione dal 21 al 23 giugno

23 maggio 201914:28

– Le star de Il Trono di Spade, The Punisher, Gotham, Arrow, Lo Hobbit, X-Men, Deadpool sono attese a Padova per la prima edizione del ‘Lionsgates Con 2019’. Tra i nomi annunciati Ben Mckenzie, protagonista di Gotham Jon Bernthal, protagonista di The Punisher e Morena Baccarin, protagonista di Deadpool. E in arrivo uno dei protagonisti di Il Trono di Spade.
L’evento speciale per chi ama le serie tv americane, ispirato allo stile dei grandi comicon internazionali, si svolgerà dal 21 al 23 giugno allo Spazio Eventi (padiglione 11) della Fiera di Padova. A ‘Lionsgates Con 2019′ sarà possibile partecipare a conferenze a tema, incontrare i grandi protagonisti di film e serie tv, alcuni dei quali per la prima volta in Europa. Tra i nomi già confermati: Ben Barnes, il Principe Caspian delle Cronache di Narnia e protagonista del film Dorian Gray; Manu Bennett che interpreta Crixus in Spartacus; Natalie Alyn Lind, che è Silver St.Cloud in Gotham e Morena Baccarin, protagonista femminile in Deadpool 1 & 2. E ancora: Adan Canto, apparso su grande schermo nel ruolo di Sunspot nel film di Bryan Singer X-Men – Giorni di un futuro passato e Chase Coleman, dalla celebrata serie tv Boardwalk Empire dove ricopre il ruolo di Billy Winslow.
Le forme di interazione con i propri attori preferiti saranno di racconto/incontro, interviste dal pubblico, sessioni di autografi con photo ops. E, nell’inconfondibile atmosfera dallo stile americano, non mancheranno inoltre spazi espositivi con fumetti, merchandising, rivenditori, cosplay.
Morta Judith Kerr, scrittrice per bimbiA 11 anni la fuga dalla persecuzioni naziste in Germania

LONDRA23 maggio 201914:30

– E’ morta all’età di 95 anni, dopo una breve malattia, Judith Kerr, la scrittrice di origine tedesca, naturalizzata britannica, celebre per le sue storie per bambini. Fra le sue opere più famose, i libri illustrati (da lei stessa) ‘La tigre che venne per il tè’ (un bestseller internazionale) e la serie del gatto ‘Mog’, oltre ai romanzi ‘Quando Hitler rubò il coniglio rosa’ e ‘La stagione delle bombe’, in cui descrive la sua esperienza autobiografica.
All’età di 11 anni, nel 1933, Kerr con la sua famiglia di origine ebraica lasciò la Germania dopo la salita al potere del nazismo. Prima ripararono in Svizzera e in Francia, per poi arrivare nel Regno Unito, dove la scrittrice ha trascorso il resto della sua vita.
Nolan torna sul set per spy story TenetNel cast Branagh, Pattinson, Caine, Washington, Poesy

23 maggio 201914:31

– Dopo mesi di indiscrezioni la Warner Bros ha rivelato i primi dettagli, rilanciati da Variety, sul nuovo progetto di Christopher Nolan. Il regista di Dunkirk ha da poco iniziato le riprese di Tenet, una spy story internazionale che ha nel cast Aaron Taylor-Johnson, Kenneth Branagh, John David Washington, Clémence Poésy, Dimple Kapadia, Michael Caine, Elizabeth Debicki, Robert Pattinson. La Warner che distribuisce il film nel mondo ha programmato l’uscita per il 17 luglio 2020.
Tenet verrà girato in 7 Paesi e viene descritto come un “action epic che si sviluppa nel mondo dello spionaggio internazionale”. La sceneggiatura è firmata dal regista (anche coproduttore insieme alla moglie Emma Thomas) che realizzerà il film in un mix di Imax e 70mm. Nelle troupe, fra gli altri, il direttore della fotografia Hoyte van Hoytema, lo scenografo Nathan Crowley, la montatrice Jennifer Lame, il costumista Jeffrey Kurland, il supervisore agli effetti speciali Andrew Jackson. La colonna sonora sarà di Ludwig Goransson.
Toy Story 4, Reeves voce action figureDoppia motociclista giocattolo Duke Caboom. In sala a giugno

23 maggio 201914:37

– Duke Caboom, action figure di un motociclista baffuto, un po’ sbruffone ma simpatico e spericolato che si definisce “il più grande stuntman del Canada”, abbigliato in una tuta dai colori e con lo stemma della bandiera canadese, è il personaggio doppiato da Keanu Reeves, sotto i riflettori nel nuovo trailer di Toy Story 4. Prodotto dalla Pixar Disney e diretto da Josh Cooley, il film animato che riprende le avventure dei giocattoli capitanati dal cowboy Woody e dall’astronauta Buzz Lightyear arriverà in sala il 26 giugno.
I giochi, regalati nel terzo film da Andy alla piccola Bonnie, sono ormai dediti a prendersi cura della bambina. Cercano di far sentire parte del gruppo anche il nuovo arrivato, Forky, forchetta di plastica depressa per essere stata trasformata dalla bimba in giocattolo. Quando, durante una gita famigliare, Forky scompare, Woody decide di andare a cercarlo per riportarlo a Bonnie; nel viaggio ritrova la vecchia amica Bo Peep.

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“Da Tel Aviv con amore”, firmato Leonard Cohen
In 50 lettere da Christie’s la love story con Marianne

NEW YORK24 maggio 201909:53

NEW YORK – Da Tel Aviv con amore. Firmato “Cohen”. Tra il 5 e il 13 giugno Christie’s metterà all’asta un archivio in gran parte inedito di 50 lettere inviate da Leonard Cohen alla sua musa più famosa, Marianne Ihlen, l’ispiratrice della canzone “So Long Marianne”.Spedite dall’isola di Idra, da Montreal (“Che posso dire, mi manchi”), New York, Tel Aviv e l’Avana e scritte negli anni centrali per la carriera di Cohen, le lettere contengono dettagli biografici ed emozioni forti: assieme il filmato di una delle love story più appassionanti dell’epoca del “flower power”, ma anche la trasformazione di un giovane uomo in un grande artista, il poeta di “Like a Bird on the Wire” che ha fatto da colonna sonora alla malinconia e alle speranze di generazioni.Inclusa nella vendita è la lettera (la stima e’ tra 6.000 e 9.000 dollari) scritta da Tel Aviv nel settembre 1960 all’inizio della relazione. Cohen proclama: “E’ difficile scriverti. Il rumore del mare è troppo forte, la spiaggia troppo affollata e tu sei troppo nel mio cuore per trovare le parole”. Era la prima separazione dei due amanti, lei era ancora sposata allo scrittore norvegese Axel Jensen con cui aveva avuto un bambino, lui aveva appena comprato con una piccola eredità una casa a Idra di cui sentiva enormemente la mancanza.C’è anche all’asta da quella casa una campana di bronzo con la crepa che fu poi inclusa nel coro di “Anthem” (8.000-12.000 dollari) e una lettera autografa del febbraio 1967 dopo il suo primo grande concerto a New York. Cohen scrive di aver cantato “per la prima volta ieri sera, in un grande concerto di beneficenza. Ogni cantante di cui conosci il nome era lì. Judy Collins mi ha presentato al pubblico, oltre tremila persone e tutti sembravano sapere chi ero, soprattutto a causa di ‘Suzanne'”. Dopo Idra Marianne e Leonard vissero assieme per un po’ a Montreal, fino a quando lui andò per la sua strada e si mise con altre donne tra cui Joni Mitchell and Janis Joplin. Rimasero però sempre in contatto fino alla morte di Marianne, nel luglio del 2016 a 81 anni. Leonard, in una lettera aperta, scrisse: “Penso che ti seguirò molto presto” e mantenne l’impegno quattro mesi dopo.L’asta coincide con un docu/film girato da Nick Broomfield, il regista britannico già dietro la cinepresa per “Kurt & Courtney” sulla love story tra Kurt Cobain e Courtney Love, che approderà nelle sale americane e canadesi il 5 luglio. E intanto a New York una mostra itinerante sul cantante di “Hallelujah” al Jewish Museum resterà aperta fino a settembre: l’installazione multimediale itinerante fu approvata dallo stesso Leonard prima di morire.

Favino, così sono diventato il magnetico BuscettaBellocchio, non raccontiamo l’eroe ma l’uomo di coraggio

CANNES24 maggio 201909:51

– “Niente di più lontano da me, dal mio mondo, io di Piacenza lui di Palermo, e poi la mafia e tutti i fatti di sangue, eppure piano piano mi sono impadronito di questa storia, di questa figura tragica per raccontarla non certo come un eroe ma certamente come un uomo di coraggio, una qualità che ammiro forse perché a me non appartiene” dice Marco Bellocchio, in concorso oggi al festival di Cannes con Il Traditore, un film sul boss pentito di mafia Tommaso Buscetta, in 350 sale dal 23 maggio al cinema in Italia con 01 Distribution.Ecco così che Bellocchio per la prima volta nella sua lunga carriera filma una sparatoria, ad esempio, e gira scene in quel dialetto stretto palermitano, come ha raccontato Luigi Lo Cascio, un perfetto Totuccio Contorno, “di cui non capiva nulla”. Tutto ruota intorno a Buscetta, a quel periodo cruciale dell’inizio anni ’80 quando alla mafia ‘antica’ si oppongono i corleonesi di Totò Riina, alla sua decisione di parlare a Giovanni Falcone, al maxi processo a Palermo. “E’ un uomo che rischia, non vuole essere ucciso nella guerra di mafia, difende la sua vita, i suoi figli, per gli altri è un traditore, per lui stesso è un conservatore dei ‘valori’ mafiosi. Se c’è una fascinazione non è certo per farne un eroe, su questo non penso ci siano equivoci”, si è difeso Bellocchio sull’inevitabile osservazione sul ‘fascino’ dei malvagi.Pierfrancesco Favino con capacità mimetica si è trasformato in Buscetta, un boss che amava godersi la vita, vanitoso, carismatico “una grande personalità, secondo ogni documentazione fatta prima delle riprese”, racconta il protagonista che forse per sentire meglio il personaggio ancora addosso si è presentato con un look vagamente vintage, nei colori e nello stile di abito e camicia. Dice Favino: “Sono ingrassato 9 chili, ma non è virtuosismo, mi serviva ricordare la ruralità della mafia, questi stomaci rotondi, l’aria tozza nonostante il tentativo di sfinirla con i gabardine e quei chili in più mi hanno cambiato il respiro e il modo di guardare gli altri. Per uno come Buscetta gli occhi degli altri sono importantissimi e infatti ha cominciato a farsi plastiche già negli anni ’70, quando ancora non era un potente. Non è stato solo cercare di assomigliargli, ma di avere la sua stessa energia. Del resto la leggenda lo rincorre, si è costruito una memoria di se stesso dai libri alle interviste televisive, dimostrando di essere anche un fine stratega della comunicazione. E io nell’interpretarlo mi sono sempre domandato a cosa credere e a cosa non credere di quello che via via sapevo di lui. Al romanticismo, all’amore per la famiglia, all’idealismo? Sono anche i miei valori, ma certo non si è boss per niente e lui non era un figlio della mafia, ma ha scelto a 17 anni di entrarci sapendo che era la scelta per tutta la vita, dunque rendere questo lato è stato la mia vera sfida”.Bellocchio, che nella sua filmografia ha precedenti storici importanti come Buongiorno notte sul rapimento Moro o Vincere su Mussolini ed è appassionato di storia, ha spiegato che per Il Traditore c’è stato un altro approccio – l’idea venuta da altri (il produttore Beppe Caschetto di origine siciliana con Rai Cinema) – e che era interessato a fare un “film popolare, con una sua semplicità. La mia unica preoccupazione era essere anticonvenzionale, passare dalla cronaca all’epica, mettere in scena la teatralità del maxiprocesso, raccontare la sua tragedia di padre di figli perduti”. La ricostruzione dei fatti è precisa, la sceneggiatura di Ludovica Rampoldi, Valia Santella, Francesco Piccolo e dello stesso Bellocchio, arrivata all’11/a stesura, mette in fila dalla riunione dei mafiosi vecchi ed emergenti nella villa di Stefano Bontade il 4 settembre 1980 alla fine di Buscetta, passando per l’estradizione dal Brasile, il primo maxi processo, la strage di Capaci, il processo contro Andreotti, “non disperdere la memoria è una delle cose importanti che può fare il cinema perché tanti sono ancora i misteri e le verità nascoste anche su questa storia”, dice Favino che non vuole partecipare ad una polemica stampa (già conclusa in privato, ha precisato) dopo che il figlio di Antonio Montinaro, vittima a Capaci con gli altri uomini della scorta di Falcone, aveva definito giorni fa ‘operazione di marketing’ l’uscita del film proprio il 23 maggio, giorno dell’anniversario.

Ed Sheeran, arriva il nuovo albumIl 12 luglio esce No.6 Collaborations Project, il 24/5 un altro brano

24 maggio 201909:56

– Ed Sheeran annuncia l’uscita del nuovo album: il 12 luglio arriva “No.6 Collaborations Project”. E il 24 maggio sarà rilasciata la traccia “Cross me”, con la collaborazione di Chance the Rapper e PnB Rock.”Prima che firmassi il mio primo contratto nel 2011, ho realizzato un EP intitolato No.5 Collaborations Project – ha dichiarato il cantautore britannico -. Da allora ho sempre desiderato farne un altro, quindi ho iniziato a scrivere il No.6 sul mio portatile in tour lo scorso anno. Sono un grandissimo fan di tutti gli artisti con i quali ho collaborato ed è stato molto divertente lavorarci” Il nuovo singolo di Ed Sheeran “I don’t care”, appena uscito, è entrato direttamente al n°1 della classifica di vendita (Fimi/Gfk) dopo aver ottenuto oltre 150 milioni di stream in meno di una settimana. Attualmente Sheeran è l’artista più ascoltato al mondo su Spotify, con oltre 50 milioni di ascoltatori questo mese.
Fumetti: Roma con ARF!5 celebra Tex, 70 anni di un mitoInediti del ranger al Mattatoio di Testaccio fino al 14 luglio

ROMA23 maggio 201917:59

È il 30 settembre 1948 quando nelle edicole italiane debutta il primo albo a striscia di Tex, il personaggio creato da Gianluigi Bonelli e realizzato graficamente da Aurelio Galleppini, destinato a diventare il più amato eroe del fumetto italiano e uno dei più longevi a livello mondiale. Settant’anni dopo, Sergio Bonelli Editore, Comicon e ARF! Festival celebrano il ranger portando a Roma la grande mostra dal titolo “Tex. 70 anni di un mito”, aperta dal 24 maggio e che durerà fino al 14 luglio al Mattatoio – Testaccio.Curata da Gianni Bono, storico e studioso del fumetto italiano, in collaborazione con la redazione di Sergio Bonelli Editore, Comicon e ARF! Festival, la mostra racconterà come Tex sia riuscito ad entrare a far parte delle abitudini di lettura degli italiani trasformandosi negli anni in un vero e proprio fenomeno di costume. Disegni, fotografie, materiali rari e talvolta mai visti prima in un viaggio per ripercorrere l’epopea di Tex Willer, che è anche quella della Frontiera americana, dalla sua creazione ai giorni nostri, attraversando gli eventi e i personaggi della serie e gli straordinari artisti della matita e del pennello che hanno reso Tex il mito che noi tutti conosciamo.La mostra su Tex arriva con ARF! «Festival di storie, segni e disegni» che compie un lustro conquistando tutti gli spazi espositivi del Mattatoio di Roma. Il Festival, ideato e organizzato da Daniele “Gud” Bonomo, Paolo “Ottokin” Campana, Stefano “S3Keno” Piccoli, Mauro Uzzeo e Fabrizio Verrocchi, dal 24 al 26 maggio, quest’anno si estenderà infatti su più di 10.000 mq, tutti dedicati al fumetto e ai suoi protagonisti.Oltre all’ampliamento degli spazi, le altre due grandi novità di questa edizione sono la margARF!, un’area interamente dedicata ai fumetti giapponesi che vedrà la presenza delle case editrici specializzate, un bookshop, una mostra sui trent’anni del manga in Italia e il Manga Cafè, uno spazio attrezzato per la lettura dei grandi classici e delle ultima novità e la rafforzata alleanza con il Comicon di Napoli, che diventa co-organizzatore e co-produttore della manifestazione.Tanti gli ospiti internazionali, come Frank Quitely, José Muñoz, Stephane Fert, Bertrand e Hubert Gatignol, Timothé Le Boucher, Stefan Boonen e Melvin e quelli italiani, tra i quali Riccardo Mannelli, Sara Pichelli, Licia Troisi, Casty, Stefano Disegni, Francesco Artibani, Zerocalcare, Giacomo Bevilacqua, Davide Toffolo, Leo Ortolani, Angelo Stano, LRZN, Gipi e Michela Murgia.Sin dalla prima edizione ARF! è anche sinonimo di solidarietà: dopo Emergency, Cesvi, Dynamo Camp e Amnesty International, quest’anno il partner solidale del Festival sarà l’UNCHR (L’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati).

Bertè doppia la nonna Famiglia AddamsDal 31 ottobre in sala, nella versione Usa voce Bette Midler

23 maggio 201917:05

– Con una carriera di oltre 40 anni – in cui Loredana Bertè ha fatto veramente di tutto – alla grande artista era rimasto un sogno nel cassetto: doppiare un film.
A darle l’occasione è arrivata Eagle Pictures con La Famiglia Addams. Loredana, infatti, presterà la sua voce al personaggio della nonna, che nella versione originale Usa è stato affidato alla pluripremiata Bette Midler. Una nonna dall’animo ribelle, rivoluzionario e anticonformista… che in questa versione troveremo a capo di un’insolita rock band.
Il ritorno sul grande schermo della famiglia più strana ed esilarante sarà in grande stile: un incredibile film d’animazione realizzato con una sofisticata grafica in stop motion animation, che ricorda molto lo spirito e i disegni delle storiche vignette del suo creatore Charles Addams. Ancora top secret il resto delle voci italiane del film, che arriverà nelle nostre sale, neanche a dirlo, il 31 ottobre, per Halloween.

Cade sul set di ‘Bond25’, operato Daniel CraigDurante alcune riprese in Giamaica. L’attore sarà a riposo per due settimane

NEW YORK23 maggio 201917:17

Incidente per Daniel Craig sul set di ‘Bond25’. L’attore si è fatto male ad una caviglia durante le riprese in Giamaica ed è stato costretto a sottoporsi ad un intervento chirurgico. “Daniel Craig – si legge sull’account ufficiale Twitter del film – sarà operato alla caviglia a causa di una ferita durante le riprese in Giamaica. La produzione andrà avanti, mentre Craig sarà in convalescenza per due settimane”.Secondo quanto scrive Fox News, Craig è scivolato su un pontile ed è caduto rovinosamente. Non è la prima volta che l’attore si fa male durante riprese d’azione. Mentre girava ‘Casino Royale’ gli saltarono due denti, mentre in ‘Quantum of Solace’ gli è saltata la punta del dito. Infine con ‘Spectre’ si fece male ad un ginocchio. Sempre su Twitter la produzione ha fatto sapere che la data di uscita per Bond25 resta aprile 2020. Parte del film sarà girata anche in Italia, oltre che in Norvegia e Londra.

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Zucchero, 30 anni di Oro Incenso e Birra
8 milioni di copie, fu l’album italiano più venduto al mondo. Nuova veste

23 maggio 201920:23

In occasione del trentennale dalla pubblicazione, dal 14 giugno sarà disponibile “Oro Incenso & Birra 30th Anniversary”, speciale edizione del quinto album di Zucchero “Sugar” Fornaciari, uscito nel 1989 ed entrato a pieno titolo nella storia della musica italiana e non solo, polverizzando tutti i record degli album più venduti di allora con 8 milioni di copie. Ancora oggi è uno dei dischi più venduti di sempre. Per celebrare l’anniversario, “Oro Incenso & Birra” sarà disponibile in tre versioni: LP rimasterizzato 180g, 3 cd rimasterizzati e Super Deluxe Edition in tiratura limitata e numerata con 3 cd, LP e dvd, con un’intervista a Zucchero con immagini di repertorio, videoclip dei brani del disco e un libro fotografico con aforismi e la storia dell’album nelle parole dello stesso Zucchero. Tra i brani del disco Overdose (d’amore), Diavolo in me, Nice (Nietzsche) che dice, Il mare (impetuoso al tramonto salì sulla luna e dietro una tendina di stelle…), Diamante, con il testo di Francesco De Gregori.
Luna Park, Non ci confinate in periferiaL’appello degli esercenti in un incontro con Bonisoli

23 maggio 201917:41

– “Non confinate i luna park in periferia”. E’ la richiesta dei rappresentanti di categoria dello spettacolo viaggiante (Anesv-Agis) al ministro della cultura Alberto Bonisoli, che ha incontrato gli esercenti e aperto un dialogo con loro. “Tra difficoltà nell’esercizio dell’attività e un rapporto distante con le istituzioni – spiega Ferdinando Uga, vicepresidente dell’Associazione Nazionale Esercenti Spettacoli Viaggianti – lo spettacolo viaggiante è finito ai margini delle città, con luna park storici costretti a spostarsi in periferia. Questo confinamento dai cuori pulsanti degli agglomerati cittadini non giova al settore e ai cittadini.
Dopo il dialogo col ministro siamo più fiduciosi: ha compreso le criticità, dimostrandosi disponibile a collaborare per trovare soluzioni”. Non di meno l’appello: “Chiediamo una normativa al passo con i tempi: solo così possiamo garantire un futuro alle oltre cinquemila imprese e famiglie che quotidianamente regalano momenti di spensieratezza a grandi e piccini”.
Giannini dà voce a Vivaldi in una mostraFull immersion dal 24 maggio tra musiche, vita e opere

BOLOGNA23 maggio 201917:42

– Raccontare Antonio Vivaldi, in una full immersion con le sue musiche, tra spettacolari immagini, videomapping che sulle pareti creano nuove architetture, scenografie e ambienti liberamente ricostruiti e musiche che si ascoltano in cuffia. E’ ‘Vivaldi. La mia vita, la mia musica’ la mostra in calendario a Bologna, a Palazzo Fava, dal 24 maggio al 3 novembre. Giancarlo Giannini interpreta, nelle audioguide che si utilizzano, il grande compositore (1678-1741) definito il ‘Prete rosso’ per la sua chioma fulva, autore di oltre 800 composizioni e 94 opere teatrali. Nell’insolita mostra Vivaldi/Giannini si racconta ormai giunto al termine delle stagioni della sua vita, regalando una confessione amicale e intima, tra dolci nostalgie e orgogliosa difesa della propria integrità morale, ma soprattutto un’appassionata dichiarazione d’amore verso la musica, nonostante una forma d’asma cronica che lo accompagnò fin dalla nascita. Previste anche audioguide ad hoc per i bambini.
Levante, 23 novembre al Forum di AssagoPrima volta in palazzetto, in autunno il nuovo album

23 maggio 201917:59

– Levante, in attesa del nuovo album anticipato dal brano “Andrà tutto bene”, approda sul palco del Mediolanum Forum di Milano. Il 23 novembre la cantautrice porterà per la prima volta in un palazzetto il suo show.
“È arrivato il momento di unire tutti i puntini. Si fa così, per diventare grandi si fa così. È la vita – ha dichiarato Levante sui suoi social -. Ti guardi indietro e magari il disegno è un quadro astratto incomprensibile oppure la linea più lunga, costante, tormentata che le tue mani abbiano saputo tracciare. Mi guardo indietro e la vedo quella linea, tremolante e decisa, cancellata, spezzata e ripresa. La mia linea non è una linea di confine, è una rotta da seguire… è la vita da esplorare. Per questo tratto di terra, tracciare il selciato non sarà semplice, avrò bisogno di tutte le vostre mani, avrò bisogno di tutti voi, perché mi scoppia il cuore e mi tremano le gambe. Il 23 novembre, questa linea arriverà sul palco del Forum di Assago. Portate le vostre mani e reggetemi la schiena”.
Eleventy sfila con l’uomo viaggiatoreDefilé apre HOAS nelle Officine Grandi Riparazioni di Torino

24 maggio 201911:20

– Con la sfilata della collezione maschile FW 2019/20 ispirata al viaggio, il marchio di abbigliamento Eleventy fondato da Marco Baldassari assieme a Paolo Zuntini nel 2007 e disegnato dallo stesso Baldassari, ha aperto HOAS History Of A Style, kermesse torinese di eventi fashion dove l’abito, l’arte e la manifattura vengono celebrati nella sede delle Officine Grandi Riparazioni. Oltre al defilé il mondo Eleventy è stato raccontato da ambientazioni digitali e sartoriali grazie a 6 maxi schermi e a una Room Photo Gallery con un’installazione realizzata con preziosi tessuti e scatti che hanno ripercorso la storia del designer e dell’azienda. La collezione è un’interpretazione di classici tessuti inglesi, Principe di Galles, chevron, pied de poule riletti con volumi nuovi, con l’aggiunta di lane pregiate 14 micron per giacche leggere, decostruite, cucite a mano. Molta la maglieria con vaporosi pullover garzati in lana-cashmere e un impalpabile effetto nuvola ottenuto tramite un’antica tecnica di garzatura della lana.
In Italia la Madonna Benois di LeonardoE’ attesa a Perugia dal 4 luglio al 4 agosto

PERUGIA23 maggio 201923:09

– Al suo secondo impegno su uno dei temi religiosi più diffusi, quello della Madonna con bambino, e all’età di ventisei anni, Leonardo da Vinci rompe con la tradizione e inventa una nuova figura di Maria: non più l’imperturbabile Regina dei cieli, ma una semplice madre che gioca con il proprio figlio. È la Madonna Benois, uno dei capolavori giovanili del genio del Rinascimento, che con uno Straordinario appuntamento d’arte – torna in Italia dopo 35 anni dalla sua unica esposizione – è attesa a Perugia dal 4 luglio al 4 agosto. Arriverà alla Galleria Nazionale dell’Umbria proveniente dall’Ermitage di San Pietroburgo. L’appuntamento, una delle iniziative che celebrano il quinto centenario della morte del genio fiorentino, vivrà un momento preliminare alla Pinacoteca di Fabriano, dal 1 al 30 giugno.La Madonna Benois è un’opera chiave del giovane Leonardo. Dipinta con ogni probabilità tra il 1478 e il 1480, segna la sua indipendenza dallo stile e dalla formazione di Verrocchio. Un manifesto di quella “maniera moderna” di cui l’artista fu iniziatore. “La Madonna è scesa dal trono su cui gli artisti del Quattrocento l’avevano posta e si è andata a sedere su una panca, in una stanza di casa abitata”, afferma Tatiana Kustodieva, del Dipartimento dell’arte dell’Ermitage. La Madonna Benois entrò nelle collezioni del museo di San Pietroburgo nel 1914, venduta da Marija Aleksandrovna Benois, che la aveva ereditata dal nonno paterno, mercante in Astrachan, a un prezzo inferiore a quello di mercato, “purché rimanesse in Russia”.La rassegna, organizzata in collaborazione con Villaggio Globale International, rinsalda – fa sapere in una nota la Galleria nazionale dell’Umbria – il legame già in essere tra il museo perugino e l’Ermitage di San Pietroburgo”.

Rihanna, a Parigi pop up store FentyResterà aperto per soli dieci giorni nel cuore della capitale

PARIGI23 maggio 201919:52

– E’ stato inaugurato a Parigi il primo pop up store di Fenty, il marchio creato dalla collaborazione di Rihanna con LVMH. La collezione Fenty – dal cognome di famiglia della celebre popstar giunta per l’occasione nella capitale francese – comprende una linea pret-a-porter, calzature e accessori. Situato al numero 10 di Rue de Turenne, a due passi da Place des Vosges, nel cuore del Marais, il temporary store resterà aperto solo per dieci giorni, poi le vendite continueranno sul sito web e forse anche in nuovi pop up store la cui eventuale apertura resta ancora top secret. Sviluppata e diretta da Rihanna, Fenty Maison diventa così la prima linea di abbigliamento di lusso lanciata da LVMH in oltre 30 anni: l’ultima fu Christian Lacroix, inaugurata nel 1987.
All’inaugurazione, oltre alla celebre popstar ed influencer, hanno partecipato anche il n.1 di LVMH, Bernard Arnault, Maria Grazia Chiuri e numerose personalità del mondo della moda, dello spettacolo e della cultura.
Totopalma tra Almodovar, Malick, Parasite, SciammaSperanze per l’Italia con Marco Bellocchio e Favino

CANNES24 maggio 201909:48

– La discesa in campo dell’atteso film di Quentin Tarantino, C’ERA UNA VOLTA HOLLYWOOD, non cambia molto gli scenari del Totopalma di questa 72/a edizione del Festival di Cannes che vede ancora fermamente in testa Almodovar con DOLOR Y GLORIA, poetica biopic del suo autunno creativo. E, sempre restando ai grandi vecchi, possibilità anche per il metafisico Terrence Malick che con THE HIDDEN LIFE torna alla narrazione e ai suoi interrogativi esistenziali, ovviamente senza risposte. Infine Ken Loach con SORRY WE MISSED YOU, film perfetto in quanto ad analisi dello status quo del capitalismo.Sul fronte Italia, aspettando le critiche internazionali, speranze per il nostro Marco Bellocchio e IL TRADITORE e ancora di più per Pierfrancesco Favino, un Buscetta perfetto.Ma con una giuria composta a maggioranza di registi, attenzione più che mai agli outsider capitanati da due film: PARASITE e PORTRAIT OF A LADY ON FIRE. Intanto PARASITE di Bong Joon-ho è un film che sembra scritto per i festival. Ricchi contro poveri in Corea: i poveri puzzano un po’ troppi per i ricchi, o almeno, è quello che capita nel film che si può sintetizzare come un Loach con finale tarantiniano.PORTRAIT OF A LADY ON FIRE di Céline Sciamma ha la particolarità poi di essere un film totalmente al femminile (nessuno uomo sulla scena, ma solo evocato). Il film racconta la storia di un’amicizia tra due donne, un’artista e la sua modella, un’amicizia che, lentamente quanto inesorabilmente, sfocia nell’amore più puro quanto sconveniente.Dopo queste teste di serie troviamo ancora come papabili LES MISERABLES, ATANTLIQUES e il cinese THE WILDE GOOSE LAKE. LES MISERABLES di Ladj Ly ha la forza dell’attualità politica. Di scena bande delle banlieue parigine, ovvero gitani, fratelli musulmani, papponi, prostitute nigeriane, ladri e i poliziotti. Nessun ricco all’appello, solo gente che si arrangia, poveri, ‘ultimi’ che vivono nel quartiere di Montfermeil proprio dove era ambientato il romanzo di Victor Hugo.ATLANTIQUES di Mati Diop, regista di origine senegalese, racconta non solo di boat-people che dal Senegal si imbarcano verso la Spagna, ma anche di chi resta e aspetta e questo attraverso una storia d’amore.THE WILDE GOOSE LAKE di Diao Yinan, thriller-noir, atmosfera che ricorda ‘Blade Runner’ (piove sempre), e l’anima nera, acida, della Cina di provincia. Una Cina piena di ruggine, muri sporchi, rumori, sparatorie, sangue, gente trapassata da ombrelli e anche con quel tanto di sesso che basta.

Cannes: trionfo per Bellocchio, 13 minuti di applausiAlla premiere de ‘Il traditore’. “Grazie, esperienza meravigliosa”. Sul red carpet il regista e Pierfrancesco Favino. Davanti ai flash anche Leonardo di Caprio e Orlando Bloom

4 maggio 201908:34

Un’accoglienza davvero ottima, forse anche superiore alle attese della vigilia, per la premiere mondiale del film di Marco Bellocchio ‘Il traditore’ in gara per la Palma d’oro al Festival di Cannes. Il nome ‘Marco’ ritmato dal pubblico in sala, l’abbraccio affettuoso tra gli attori, il protagonista Pierfrancesco Favino, Luigi Lo Cascio e tutti gli altri.

“Vi devo davvero ringraziare di questa accoglienza, è stata un’esperienza meravigliosa”, ha detto Bellocchio. Gli applausi sono durati moltissimo, circa 13 minuti, tra le migliori accoglienze dei film a Cannes quest’anno.

Weinstein, patteggiamento da 44 milioniRisarcimento ad accusatrici, creditori ed ex dipendenti

WASHINGTON24 maggio 201905:10

– Harvey Weinstein ha raggiunto con il procuratore generale di New York un accordo da 44 milioni di dollari per risolvere l’azione legale intentata nei suoi confronti da alcune donne che lo accusano di abusi sessuali. Lo riporta il Wall Street Journal.
In base all’intesa, circa 30 milioni di dollari andrebbero ripartiti tra alcune accusatrici, creditori dell’ex studio di produzione cinematografica di Weinstein ed ex dipendenti. Il resto della somma sono spese legali per il pool di avvocati che difende l’ex re di Hollywood.
Corrias, Fermate il capitano Ultimo!Un giallo politico, il racconto dell’uomo che ha arrestato Riina

24 maggio 201909:32

– PINO CORRIAS- FERMATE IL CAPITANO ULTIMO – (CHIARELETTERE, PP 233, euro 16,90). Il racconto dell’uomo che ha arrestato Riina e che per vent’anni ha fatto tremare i palazzi del potere. Fino a quando il potere si è vendicato. Pino Corrias, giornalista scrittore, sceneggiatore torna in libreria in questi giorni con la biografia in prima persona singolare di Ultimo, il colonnello Sergio De Caprio, toscano di Montevarchi, da 26 anni ha sepolto il suo viso dietro un passamontagna per garantirsi l’invisibilità e poter fare i pedinamenti, condannandosi a una vita da braccato, a un’esistenza sempre in pericolo. Una testimonianza eccezionale.
Dopo più di vent’anni il carabiniere più famoso d’Italia torna a parlare e racconta la sua verità su Cosa Nostra, servizi segreti, Vaticano, Finmeccanica, cooperative rosse, P4.
Pronto a tutto per difendere le istituzioni, anche quando le istituzioni lo abbandonano. Per la prima volta l’ex capitano Ultimo racconta gli anni dopo l’arresto di Riina, i suoi successi e l’emarginazione di cui è stato vittima, fino alla mancata scorta e lo smembramento della sua squadra. E per la prima volta racconta la vita, le tecniche, le passioni dei suoi uomini, cui questo libro dà la parola, proponendoli coi loro nomi di battaglia: Vichingo, Arciere, Pirata, Petalo, Androide, Alchimista, Omar, i suoi cento investigatori invisibili che hanno indagato su mafia, ‘ndrangheta, camorra, corruzione a Milano a Palermo. Una denuncia e un nuovo capitolo di storia italiana. “La mafia non tratta, o le ubbidisci o ti uccide.
Per questo bisogna distruggerla e basta” (Ultimo).
“Il colonnello lo trova là in fondo” mi dice il giovane piantone, alla fine delle scale. Sono al primo piano del Comando carabinieri forestali, Arma dei carabinieri, Roma. (…) In fondo dove? Dopo l’ultima porta dell’ultimo ufficio. La porta a vetri? Sì. Sembra che il corridoio finisca lì. Invece c’è ancora una stanza, la sua. L’ultima? Il piantone spalanca gli occhi e sorride per il gioco di parole che gli è appena venuto in mente, ma non ha il coraggio di dirlo, prevale la disciplina: Sì. Il signor colonnello sta laggiù. Allora lo dico io: Ultimo nell’ultima stanza. E dove se no?.” Condannato a morte dai mafiosi, odiato dagli inquisiti, malvisto dalle alte gerarchie dei carabinieri e del potere, temuto dai politici di destra, di centro, di sinistra: in questo quarto di secolo – dalla cattura di Totò Riina, anno 1993, a oggi – il colonnello Sergio De Caprio è stato sotto il fuoco costante di nemici e riflettori.
Lo hanno accusato di avere inscenato la cattura di Riina, assecondando l’accordo tra Bernardo Provenzano e i carabinieri: il vecchio boss fuori controllo in cambio della tregua. Lo hanno accusato – ricorda Corrias – di non avere perquisito la villa di Riina, dando il tempo ai mafiosi di ritirare e nascondere le sue carte. Di avere partecipato alla trattativa Stato-mafia che ha garantito la sopravvivenza dei Corleonesi dopo le stragi. Lo hanno accusato di avere una squadra di carabinieri a sua immagine e somiglianza che finisce per rendersi troppo autonoma rispetto alle alte gerarchie e alle procure. Lo hanno accusato, al contrario, di essere uno strumento in mano a Henry John Woodcock, il pubblico ministero «che ha intercettato mezza Italia» con inchieste spericolate. Lo hanno accusato per alcune delle sue indagini finite con l’assoluzione degli imputati dopo i tre gradi di giudizio, come se lui fosse il titolare del processo.
Di avere danneggiato gli affari di Finmeccanica e dunque dell’Italia, durante l’inchiesta che generò l’arresto del suo vertice. Di avere attaccato la Lega di Bossi, Maroni e Salvini.
Di averla danneggiata con l’arresto del tesoriere Belsito. Di essere troppo intrusivo nelle indagini. Lo hanno accusato di avere attaccato il mondo delle cooperative, quando ha indagato sulla Cpl Concordia. E di avere arrestato il suo presidente, assolto a Napoli, condannato a Modena.
Lo hanno accusato di avere complottato contro Matteo Renzi, di essere un carabiniere esagitato, esaltato, anzi un carabiniere eversivo. “Se arresti zingari e tossici va bene, di più no perchè diventi un pericolo per le lobby e cominciano i guai” (Ultimo). In questo libro c’è solo la sua storia. E la sua storia dovrebbe bastare.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

‘Il traditore’ verdiano di Bellocchio
A Cannes e in sala il film dedicato a Tommaso Buscetta

CANNES24 maggio 201909:32

– Mettere mano a un personaggio per certi versi cinematografico com’era Tommaso Buscetta (basti vedere le sue interviste a Michele Santoro) era un vero rischio che Marco Bellocchio si è preso con ‘Il Traditore’, unico film italiano in corsa in questa 72/a edizione del Festival di Cannes e in sala con 01 dal 23 maggio (giorno della ricorrenza della strage di Capaci).
Un rischio cavalcato dal regista grazie alla superba interpretazione di Pierfrancesco Favino, come di tutto il cast, alla ricostruzione fedele dell’epoca, al rispetto e alla rivalutazione della lingua siciliana e, soprattutto, mettendo al centro di quest’opera la naturale teatralità, tragicità di questi personaggi degni di un’opera verdiana. Insomma si avverte la fascinazione che molto probabilmente Buscetta, il boss dei due mondi, “il fimminaro” per eccellenza, il mafioso vanitoso con tanto di etica rispetto al degenerato Totò Riina, ha avuto sul regista de ‘I pugni in tasca’. Una fascinazione melodrammatica, come è per questi personaggi ammantati di grandi sentimenti e che sfidano ogni minuto la morte, che giustifica sia il ‘Va pensiero’ utilizzato da Bellocchio durante una sequenza, che il preludio del Macbeth di Verdi che riecheggia ben due volte a cui si aggiungono accenni di intermezzi operistici tra una scena e l’altra del film.
Come in Buongiorno, notte, anche con Il traditore Bellocchio si misura con il racconto storico, appena colorato di macchietta, spezzoni di repertorio e concedendosi poche derive oniriche, ma piuttosto calcando la mano sull’andamento melodrammatico di Cosa nostra dove ogni cosa è tanto più vera quanto più è paradossale. Assistiamo così al rispettoso rapporto tra Buscetta e Falcone in cui si incontrano due etiche diverse; quella fedele allo stato di Falcone e Borsellino e quella alla vecchia mafia, anzi a Cosa Nostra che non faceva vittime tra i bambini e che non trafficava in droga, rispetto a quella degenerata di Riina. Tutto parte nei primi anni ’80 in piena guerra di mafia.
Buscetta, conosciuto come il “boss dei due mondi”, fugge per nascondersi in Brasile e, da lontano, assiste impotente all’uccisione di due suoi figli e del fratello a Palermo; ora lui potrebbe essere il prossimo. Arrestato ed estradato in Italia dalla polizia brasiliana, Buscetta prende una decisione che cambierà tutto per la mafia: decide di incontrare il giudice Giovanni Falcone e di tradire l’eterno voto fatto a Cosa Nostra.
Oltre a Favino (nel ruolo di Buscetta), troviamo nel cast: Maria Fernanda Candido (la moglie di Buscetta), Fabrizio Ferracane (Pippo Calò), Fausto Russo Alesi (Giovanni Falcone) e uno straordinario Luigi Lo Cascio (Totuccio Contorno) che recita in lingua palermitana.
Frase cult del film una, molto bizantina, pronunciata dallo stesso Buscetta: “Io sono stato e resto un uomo d’onore. Per questo non mi considero un pentito”.
All’Eliseo mondo da Shakespeare a IbsenBarbareschi, Roma affaticata, qui da noi c’è un’altra città

ROMA24 maggio 201909:45

– Alcuni dei figli migliori del ‘900, da Miller e Bergman a Prévert e Hare; le parole dei classici, tra Shakespeare, Molière, Ibsen e Goethe, senza dimenticare le inquietudini contemporanee dei giovani autori. E poi i volti amati dal pubblico, Elena Sofia Ricci, Alessandro Haber, Lunetta Savino, Emilio Solfrizzi, e i vecchi leoni del teatro, da Mauri e Sturno a Lavia, da Pagni e Orsini, accanto a registi come Konchalovsky, Muscato, Cappuccio, Pugliese. È un cartellone ricchissimo quello che Luca Barbareschi ha confezionato per la prossima stagione dell’Eliseo, del Piccolo e dell’Off, i teatri che dirige a Roma da quattro anni. “Tutta un’altra città” è il claim scelto per definire quello che a partire da settembre accadrà in via Nazionale: “Questo è un titolo provocatorio, perché Roma è una città affaticata”, ha detto ieri sera, raccontando la prossima stagione in una presentazione-spettacolo, “abbiamo creato qui una piccola città che funziona, sperando che la cultura faccia da collante”.
A Parma 200 opere dell’arte cecoslovaccaDal 25 maggio ‘La Forma dell’Ideologia. Praga: 1948-1989’

PARMA24 maggio 201910:20

– La più grande mostra italiana dedicata all’arte cecoslovacca è in programma dal 25 maggio al 28 luglio al Palazzo del Governatore di Parma, con oltre duecento opere tra dipinti, disegni, acquerelli, lavori di grafica e di stampa, fotografie, oggetti di design e proiezioni cinematografiche.
L’esposizione ‘La forma dell’Ideologia. Praga: 1948-1989’ propone un percorso temporale, dagli anni ’20 del Novecento fino agli anni ’80, in cui viene approfondita l’atmosfera culturale di Praga e della nazione cecoslovacca, altamente influenzata dalle vicende storico-politiche. Una parte della produzione artistica trovò espressione nella pittura realista di Stolovsky, Broz, Zabransky, Schof, Ballardini e Cermakova.
Dalla pittura alla scultura, dalla fotografia al cinema fino al design, l’arte di quel periodo è declinata nelle sue varie sfaccettature sottolineando, in particolare, l’impatto che ebbe lo ‘stato di regime’, dal ’48 in poi, sulla cultura della città e dell’intera nazione.

Brignone, campionessa per l’ambienteCon Banca Generali protagonista degli scatti Traiettorie Liquide

24 maggio 201910:59

– Gli sci ai piedi, che questa volta, non corrono, ma trascinano a fondo. Bottiglie, flaconi, buste: la plastica è ovunque e stringe, avviluppa, toglie l’aria. ”Non oso immaginare come si sentano i pesci”. Dalle piste da sci al blu degli abissi, la campionessa olimpica Federica Brignone si schiera in difesa dell’ambiente protagonista di Traiettore liquide, mostra fotografica di Giuseppe La Spada, esposta nelle sedi di Banca Generali Private d’Italia, a partire da Roma (ingresso gratuito, fino al 3/6 a via Bissolati e dal 10/6 a Piazza CLN a Torino). L’allarme, quello lanciato dall’Onu: entro il 2050 oltre 8 milioni di tonnellate di plastica invaderanno i nostri mari e gli scatti di Traiettorie liquide immaginano la campionessa sciare sott’acqua, tra le acque blu di Lipari e quelle piene di plastica di una piscina ad Abano. ”Ho provato davvero un senso di claustrofobia – dice lei – Il messaggio è chiaro: la plastica è utile, non possiamo farne e a meno. Ma impariamo a utilizzarla meglio”

Finardi canta a Istituto Tumori MilanoArtista si esibisce gratis per ‘Note su un tetto che scotta’

MILANO24 maggio 201911:12

– Esibizione in terrazza, all’ultimo piano dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, per Eugenio Finardi, che il 30 maggio canterà per i pazienti oncologici nel secondo appuntamento della rassegna ‘Note su un tetto che scotta’, in programma fino al 16 luglio.
Finardi, come tutti gli altri ospiti, si esibirà gratuitamente in un appuntamento che ha come obiettivi quelli di promuovere il benessere psichico, gestire lo stress, esprimere sentimenti, creare nuovi legami sociali. “Da sempre l’arte in tutte le espressioni fa parte della mission del nostro Istituto, al fine di rendere la degenza in ospedale, per quanto possibile, meno impattante sulla psiche del malato – sottolinea Marco Votta, presidente Int di Milano – I concerti rientrano in questo ampio progetto: con la musica dal vivo diamo l’opportunità ai pazienti e alle loro famiglie di ritrovarsi insieme in un’atmosfera di pace e di relax, amplificata ancora di più dalla presenza delle piante verdi in terrazza e dalla vista panoramica”.
Prossima collaborazione di H&M con ValliLo rivela Ann-Sofie Johansson a Cannes, debutto con l’uomo

24 maggio 201911:42

– Per la serie “sodalizi tra aziende e stilisti eccellenti” è stata annunciata al gala dell’amfAR a Cannes la nuova collaborazione di H&M che stavolta vedrà un couturier del livello di Giambattista Valli cimentarsi con la moda del colosso svedese dell’abbigliamento low cost, disegnando per la prima volta anche l’uomo. Per avere un assaggio di ciò che sta preparando il couturier romano vissuto a Parigi, dove ha fondato il suo atelier nel 2005, alcuni capi della pre- collezione sono stati indossati al gala a Cannes da influencer e personaggi del calibro di Kendall Jenner, in tulle fucsia corto davanti con coda, Chris Lee (Li Yuchun) in tulle albicocca con coda, Chiara Ferragni in bianco corto e ricamato con strascico, H.E.R. in tulle lungo e candido, Bianca Brandolini d’Adda in top reggiseno bianco e mini, Ross Lynch in vestito maschile- debutto grigio a pois neri. Questi capi saranno disponibili dal 25 maggio in alcuni negozi e sul sito H&M mentre la collezione completa sarà in vendita nel mondo il 7 novembre.

A Cannes l’omaggio a Bertolucci nel docu di SestiIl regista: ‘Il suo un cinema di poesia e di spettacolo’

CANNES23 maggio 201921:32

Il suo era un cinema di poesia e spettacolo. Mi piace poi l’idea che Bernardo Bertolucci si sia già reincarnato, proprio come il suo piccolo Buddha e tra qualche anno si rimetta a vedere tutti i film possibili, anche i suoi”. Così Mario Sesti, autore del documentario ‘Cinecittà – I mestieri del cinema. Bernardo Bertolucci: no end travelling’ passato nella sezione Cannes Classics. E’ un racconto-incontro con uno degli ultimi grandi autori della storia del cinema, attraverso un montaggio di interviste realizzate negli anni dal critico cinematografico Sesti, a ripercorrere la traiettoria di una carriera, e in chiusura una lunga conversazione inedita in cui un Bertolucci rilassato lascia cadere impressioni, parole, che fanno intuire il mistero, l’esperienza della sua arte. Prodotto da Massimiliano De Carolis per Erma pictures in associazione con Istituto Luce-Cinecittà, in collaborazione con Sky Arte, il docu andrà in onda su Sky Arte il 26 novembre, a un anno dalla scomparsa del regista.

Favino, così sono diventato BuscettaBellocchio, non raccontiamo l’eroe ma l’uomo di coraggio

CANNES23 maggio 201915:10

– “Niente di più lontano da me, dal mio mondo, io di Piacenza lui di Palermo, e poi la mafia e tutti i fatti di sangue, eppure piano piano mi sono impadronito di questa storia, di questa figura tragica per raccontarla non certo come un eroe ma certamente come un uomo di coraggio, una qualità che ammiro forse perché a me non appartiene” dice Marco Bellocchio, in concorso a Cannes con Il Traditore, un film sul boss pentito di mafia Tommaso Buscetta, in 350 sale da oggi al cinema in Italia con 01 Distribution.
Pierfrancesco Favino con capacità mimetica si è trasformato in Buscetta: “Nell’interpretarlo mi sono sempre domandato a cosa credere e a cosa non credere di quello che via via sapevo di lui. Al romanticismo, all’amore per la famiglia, all’idealismo? Sono anche i miei valori, ma certo non si è boss per niente e lui non era un figlio della mafia, ma ha scelto a 17 anni di entrarci sapendo che era la scelta per tutta la vita, dunque rendere questo lato è stato la mia vera sfida”.

Il Tango secondo Jorge Luis Borgesquattro conferenze nostalgiche sul tango degli inizi

23 maggio 201912:07

– JORGE LUIS BORGES, ”IL TANGO” (ADELPHI, pp. 170 – 14,00 euro – traduzione di Tommaso Scarano).
Per certi versi potremmo dire che Borges è sempre alla ricerca di un senso perduto in fondo a un labirinto, ed è quel che anche praticamente fa in queste sue quattro conferenze sul Tango, tenute nel 1965 in un locale della sua Buenos Aires e registrate su audiocassette sorprendentemente conservate in una scatola di scarpe da un produttore di musica galiziano vissuto in Argentina, che poi le donò a un amico che lo aveva ospitato in Spagna, il quale le diede nel 2002 allo scrittore Bernardo Atxaga, Quest’ultimo solo nel 2007 riuscì ad avere la conferma della loro possibile autenticità e infine nel 2012 ne scrisse su un giornale e le consegnò a Cesar Molina, direttore della Casa del Lector di Madrid che le fece ascoltare alla vedova di Boges, Maria Kodama, che riconobbe la voce e ne risalì all’origine, autorizzandone la pubblicazione di cui oggi esce l’edizione italiana, anticipata da alcuni stralci usciti su La Repubblica nel dicembre 2014. Ora, aldilà delle vicissitudini misteriose e… labirintiche di queste cassette, Borges cerca il senso e le origini del tango, a cominciare dal suo stesso nome, in una perduta memoria africana, nei ricordi atavici, recuperati nell’inconscio dagli schiavi neri, per prendre in giro i quali nacque la milonga sulla base dei loro candombe ballati nei locali di terzordine.
In una Buenos Aires negli ultimi vent’anni dell’Ottocento, piccola, circondata da terreni incolti e paludosi, provinciale e tutta di case basse, il tango sarebbe nato negli stessi luoghi in cui sarebbe nato pochi anni dopo il Jazz negli Stati Uniti”, ossia bordelli e case di malaffare, tanto è vero per Borges che viene suonato al piano, flauto e violino, ma non con la chitarra che era lo strumento naturale argentino di tutte le osterie, e col popolo che lo rifiuta all’inizio, specie le donne, che ne conoscono l’origine indecente. Ed è in queste radici e metamorfosi, che non si sa quanto vere e quanto mitiche o letterarie, che sta per lo scrittore la verità, l’anima di questa musica e ballo, almeno sino alla prima guerra mondiale, dopo la quale si farà melodrammatica e compiaciuta, grazie anche alla nota lamentosa che gli deriva dall’aggiunta di uno strumento come il bandoneon di origine tedesca. Altrimenti gli argentini non troverebbero in esso la propria identità e la memoria e l’onore dei propri morti, di quel ”coraggio, quella felicità, il metter alla prova il proprio valore, la sfida verso gli sconosciuti”. E’ per questo che Borges rifiuta la celebre definizione del tango di Ernesto Sabato ”un pensiero triste che si balla”, sia ”perché non credo il tango sia assimilabile a un pensiero, ma a qualcosa di più profondo, un’emozione”, sia perché ”l’aggettivo triste è davvero qualcosa che non si può attribuire ai primi tanghi”.
Anzi, conclude le sue conferenze sintetizzando che ”il tango, ma soprattutto la milonga, è stato un simbolo di felicità” in cui sopravvive eterno ”qualcosa dell’anima argentina che è stato salvato da questi umili, e a volte anonimi, compositori della periferia, qualcosa che tornerà”.
Con una certa elegiaca nostalgia Borges ha una sua visione personale e esalta solo il tango delle origini, quindi, il ballo della plebe, delle periferie che sfidano la morte, di veri uomini di un tempo ormai passato, ed è questa sua natura, ci ricorda il curatore di questa edizione italiana, Tommaso Scarano, che conquistava le avanguardie primo Novecento in opposizione a quella borghesia, sia quella nazionalista che quella socialista, che lo trovava eccessivamente folcloristico e roba da immigrati. Questo mentre conquistava l’Europa, da Parigi a San Pietroburgo, ormai virato in ”camminata voluttuosa”.

L’angelo del male, arrivano supereroi horrorDal regista de I guardiani della galassia

23 maggio 201912:09

– L’ANGELO DEL MALE di Daniel Yarovesky con Elizabeth Banks, David Denman, Jackson A. Dunn, Matt Jones, Meredith Hagner, Gregory Alan Williams, Steve Agee, Stephen Blackehart, Mike Dunston. Sul pianeta horror qualcosa sta mutando. Cosa succederebbe se un bambino arrivato sulla terra da un altro mondo invece di dimostrarsi un eroe fosse qualcosa di molto più sinistro? Con L’angelo del male: Brightburn, il visionario regista de “I guardiani della galassia” e “Slither”, presenta una stupefacente e rivoluzionaria versione di un genere completamente nuovo: i supereroi horror.
Il film, prodotto dal regista de “I guardiani della galassia” capovolge la logica di “E.T.” e fa entrare nel mondo della paura i super eroi, vestendo pero’ il suo protagonista con le sembianze del mostro cattivo. Il che non si direbbe guardando il piccolo Brandon che arriva quasi per miracolo a rallegrare la vita si una coppi di coniugi che si stavano rassegnando all’impossibilita’ di avere un figlio. Ma se nell’infanzia Brandon e’ proprio il figlio modello tanto sognato, man mano che cresce mostra segni minacciosi e inquietanti con cui cambia anche la realta’ circostante. Fino a svelare la sua natura aliena e la sua indole maligna.          [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 01:41 DI MERCOLEDì 22 MAGGIO 2019

ALLE 03:21 DI GIOVEDì 23 MAGGIO 2019

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David Diop, i miei ‘Fratelli d’anima’
Parla il vincitore del Premio Strega Europeo

22 maggio 2019 01:41

– DAVID DIOP, FRATELLI D’ANIMA (NERI POZZA, PP 128, EURO 16,00) L’idea di scrivere ‘Fratelli d’anima’ (Neri Pozza) è venuta a David Diop, vincitore del Premio Strega Europeo 2019, leggendo le lettere scritte dai francesi al fronte durante la prima guerra mondiale. “Lettere molto emozionanti, che mi hanno colpito: spesso, quando le famiglie le ricevevano, loro erano già morti. Erano stati troppo tempo nella terra di nessuno. Mi sono chiesto allora se ci fossero delle lettere dei fucilatori senegalesi che esprimevano altrettanta intimità con la guerra. Ne ho trovate, ma sono lettere impersonali, amministrative , contabili. E così ho immaginato di scrivere io una lettera fittizia scegliendo come personaggio un contadino che non parlava francese. Ho scelto di essere il primo traduttore dei suoi pensieri” racconta David Diop, che è nato a Parigi, è cresciuto in Senegal e vive a Pau, vicino a Bordeaux e con questo libro ha già vinto il ‘Prix Goncourt des Lyceens 2018′.”Sono molto felice di vincere il Premio Strega Europeo perché il primo editore con cui ho firmato la pubblicazione all’estero e’ Neri Pozza e sono tradotto in 12 lingue. E per me è importante perché posso far vedere che la storia d’Europa e dell’Africa sono legate le une alle altre da tanto tempo. I premi letterari in generale permettono a un romanzo, anche se tratta in maniera fittizia un lembo della storia, di far entrare molti lettori europei in momenti della storia che non conoscono. Una delle virtù della letteratura è quella di emozionare il lettore. Le cose a cui si fa riferimento possono essere approfondite in maniera oggettiva dopo” dice Diop.Fratelli d’anima è dunque “il primo racconto dei pensieri intimi del protagonista che a poco a poco perde la ragione. Ho restituito le emozioni che ho provato” spiega Diop che racconta come sul fronte occidentale, nelle trincee francesi, tra i soldati bianchi ci fossero pure i fucilieri senegalesi.”La prima guerra mondiale è stato il primo momento in cui tanti migranti sono stati chiamati dall’Europa a combattere, almeno 300 mila combattenti venivano dal’Africa. E’ stata la prima grande ondata di migranti africani venuti in Europa, dall’Africa del Nord e da quella sub sahariana. Poi, nel ’70-73 quando l’Europa ha avuto bisogno di operai, ha di nuovo chiamato l’Africa. La situazione attuale è molto triste. Ho sentito dire a un giornalista che il Mediterraneo è un cimitero marino, ma in un cimitero ci sono le tombe e ci si può raccogliere intorno mentre nel mare sono tutti anonimi. Dare un nome a un morto in questo caso non è più possibile. Durante la prima guerra mondiale c’è stato un numero incalcolabile di soldati africani, europei, tedeschi, francesi, italiani che sono morti senza sepoltura. Sono i dispersi, divorati dalla terra così come questi migranti sono divorati dal mare. I migranti di oggi sono morti per una guerra che non ha nome” dice lo scrittore.Diop ha cercato in Fratelli d’Italia di restituire l’emozione che ha provato leggendo “queste lettere che sono vere, lettere di poilus, come venivano chiamati i soldati francesi nella prima guerra mondiale ,che non potevano sbarbarsi. Ho fatto delle ricerche storiche sui tiratori e ho letto tutti i testi senza prendere appunti, perché venisse alla luce in un secondo tempo quello che mi aveva emozionato. C’e’ una sorta di trasversalità dell’emozione che ho cercato di mantenere nel mio scritto”. E da qui ha voluto inventare un personaggio con una certa individualità e sensibilità particolare. Sono voluto andare oltre i pregiudizi e le apparenze per lasciar trasparire una personalità”. La difficoltà è proprio questa: “Nella storia dell’impero coloniale francese, ma forse vale anche per altri Paesi europei, si è voluta classificare l’etnia africana senza interessarsi alla sensibilità dell’individuo e a quella che era la loro civiltà e il loro apporto specifico”.

Aladdin tra un genio hip hop e una principessa forteVersione live action con Smith tra divertimento e temi attuali

22 maggio 201910:21

Un genio spassoso, ironico (i toni ricordano spesso il suo ‘Principe’ di Bel Air), con un tocco ‘hip hop’: è l’impronta che ha dato Will Smith allo spirito magico blu di Aladdin, nella nuova versione live action diretta da Guy Ritchie, con Mena Massoud, Naomi Scott, Marwan Kenzari e Navid Negahban in sala dal 22 maggio con Disney in 800 copie. La prova di Smith era una delle incognite più forti vista la performance vulcanica data al personaggio da Robin Williams, nel cartone animato del 1992, doppiata in maniera straordinaria in italiano da Gigi Proietti, che qui torna come voce del sultano (Negahban).Ritchie trova una chiave per confrontarsi con il cartoon, spingendo l’acceleratore sui colori e sull’action e arricchendo, a tratti, il mondo favolistico, con i ritmi di Bollywood. Il film guarda anche alla realtà, grazie a una riscrittura del personaggio di Jasmine, che da principessa ribelle, è diventata una giovane donna forte che aspira a diventare guida del suo popolo nonostante le leggi lo vietino. Un’immagine moderna e particolarmente d’impatto, essendo una principessa mediorientale (per quanto la storia originale, ‘Aladino e la lampada meravigliosa’, tratta da Le Mille e una notte, sia ambientata in Cina). Una crescita rispecchiata anche da una delle due nuove canzoni scritte da Alan Menken (già coautore dei brani del cartoon, tra i quali ‘Il mondo è mio’ premiata con l’Oscar e ‘Un amico come me’ che tornano in questa versione) con Benj Pasek e Justin Paul per il film, l’intensa ‘Speechless’. Nella versione italiana ha come potente interprete la finalista a X factor 2018 Naomi Rivieccio, voce per il nostro Paese dei brani cantati da Jasmine. “Vedo Jasmine come una persona forte e indipendente – ha spiegato Naomi Scott -. È una leader che vuole sentirsi legata alla gente del suo regno e comportarsi bene nei loro confronti. Non combatte solamente per le proprie decisioni, ma anche per migliorare la vita del prossimo”. L’elemento favolistico della storia resta appieno (non manca l’intraprendente tappeto magico), seguendo le avventure del giovane ladro Aladdin (interpretato dall’egiziano cresciuto in Canada Massoud), che compie i suoi furti ad Agrabah insieme all’amica scimmietta Abu. Nel tentativo di conquistare Jasmine, figlia del sultano, il ragazzo si fa convincere dall’ambizioso Gran Visir Jafar (l’olandese di origini tunisine Kenzari, che rende il ruolo meno fumettistico e più inquieto) ad andare a recuperare all’interno di una caverna stregata una lampada magica, ‘abitata’ dal genio che cambierà ad Aladdin (e non solo) la vita con i suoi tre desideri.Ritchie nella composizione del cast è stato attento al rispetto della diversità etnica e culturale dei personaggi, ma non sono mancate un po’ di polemiche per la scelta nel ruolo di Jasmine della britannica Naomi Scott, nonostante l’attrice, talento emergente, abbia una mamma ugandese di origini indiane. Ritchie ha utilizzato anche molti consulenti per rendere in modo efficace le ambientazioni: “Fin da subito abbiamo preso la decisione di immergere questo mondo in una sorta di espressione della cultura mediorientale, che allo stesso tempo possedesse alcuni elementi dell’universo multiculturale contemporaneo”, ha spiegato. “Le sfide che il singolo individuo deve affrontare sono le stesse per ogni etnia e cultura – ha aggiunto il regista con Entertainment Weekly – La domanda dovrebbe essere quanto siamo sensibili verso gli altri esseri umani?”.

Osanna direttore del Parco di Pompei, Quilici dell’Appia AnticaLe decisioni del Mibac, per il primo si tratta di una conferma

22 maggio 201913:13

Chiuse le selezioni e ultimati i colloqui, il Mibac ha sciolto le riserve sulle nomine dei direttori del parco archeologico di Pompei e di quello dell’Appia Antica. Per il sito di Pompei, la scelta del ministro per i beni e le attività culturali Alberto Bonisoli è ricaduta sull’archeologo Massimo Osanna. Per il parco archeologico dell’Appia Antica il Direttore generale Musei Antonio Lampis ha indicato l’architetto Simone Quilici.Per Osanna si tratta di una conferma dato che era alla guida del Parco Archeologico di Pompei dal 4 gennaio 2016. Dal 2014 al 2016 ha ricoperto l’incarico di Soprintendente Speciale delle aree archeologiche di Pompei, Ercolano e Stabia. Dal 2015 è professore ordinario di Archeologia classica all’Università Federico II di Napoli. Autore di numerosissime pubblicazioni, Osanna aveva cominciato la carriera nella sua Basilicata, dove aveva, tra le altre cose, ricoperto l’incarico di direttore della Scuola di Specializzazione in Archeologia dell’Università degli studi della Basilicata.L’architetto romano Simone Quilici, 49 anni, è dal 2013 dirigente della Regione Lazio all’Area Valorizzazione del Patrimonio Culturale della Direzione Cultura e Politiche Giovanili. Ha approfondito le problematiche del Parco dell’Appia Antica sin dai suoi studi con una tesi di laurea e un successivo Dottorato di Ricerca sull’argomento. Ha fatto parte, nel 2017, del gruppo di lavoro inter-istituzionale Mibac-Regioni per la candidatura Unesco della Via Francigena.

Il Bejart Ballet al Comunale di ModenaIn scena con ‘Syncope’ di Roman e ‘Brel et Barbara’ di Béjart

MODENA22 maggio 201911:42

– Ultimo appuntamento, il 23 maggio alle 20.30, per la rassegna ModenaDanza del Teatro Comunale Luciano Pavarotti, con il Bejart Ballet di Losanna impegnato con due diverse coreografie: ‘Syncope’ di Gil Roman e ‘Brel et Barbara’ di Maurice Béjart.
La prima è una creazione del 2010, una riflessione fisica e metafisica su un termine dal duplice significato: quello musicale, di ritmo fuori tempo, e quello medico, dove indica l’arresto o il rallentamento delle pulsazioni cardiache. Cinque, dieci secondi di perdita di coscienza nei quali il cervello può solo immaginare, inventare o rivivere, senza limiti.
‘Brel et Barbara’ è una coreografia che Béjart dedicò, nel 2001, a due mostri sacri della canzone francese. Una riflessione sui suoi autori e poeti ma anche un omaggio all’incontro di due personaggi ai quali il coreografo fu vicino personalmente.
Barbara in particolare era stata per Béjart una sorella, l’amica di una vita.
Dall’anno della sua fondazione nel 1987 il Béjart Ballet Lausanne è un punto di riferimento nel mondo della danza.
Designato da Maurice Béjart come suo successore, Gil Roman dirige la compagnia dal 2007, anno della scomparsa del suo fondatore.

Washington di scena a Umbria jazz ’19A Perugia il 19 luglio con nuovo album Heaven and Earth

PERUGIA22 maggio 201911:43

– Kamasi Washington sarà tra i protagonisti di Umbria jazz 2019 con il suo nuovo album Heaven and Earth. Si esibirà all’Arena Santa Giuliana il 19 luglio.
Per Kamasi Washington, ricorda il festival perugino, si sono spesi “richiami a suggestioni non comuni”, evocando John Coltrane per descrivere il suo approccio spirituale alla musica afroamericana, e Wynton Marsalis per l’impatto che il suo arrivo ha avuto sul microcosmo del jazz. Californiano, 38 anni figlio di un insegnante di musica, ha esordito con il disco The Epic, pubblicato nel 2015. Epico non tanto perché triplo (172 minuti) ma perché frutto di una complessità rara. Vi trovano sintesi – grazie ad un organico che prevede oltre ad una ricca (10 elementi) formazione strumentale anche un coro di 20 cantanti ed un complesso d’archi di 32 musicisti – molteplici influenze, dai generi più stradaioli del momento a precisi richiami ad un certo jazz radicale anni 70, dal gospel ai classici del soul e perfino alla tradizione accademica occidentale.

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A teatro, Servillo, Balasso, Cirilli
Melchionna firma Spoglia-Toy. Purgatorio a Montanari-Martinelli

22 maggio 201911:58

– Toni Servillo e l'”Elvira” da Jouvet, Luciano Melchionna con il nuovo “Spoglia-Toy” sul mondo del calcio e Gabriele Cirilli con le risate di “Mi piace”, tutti a Roma. E poi la “Festa di famiglia” da Pirandello a Camilleri per Mitipretese a Milano e il “Purgatorio” dantesco per Ermanna Montanari e Marco Martinelli nella chiamata pubblica da 500 persone a Matera 2019; fino a “La bancarotta” di Goldoni secondo Vitaliano Trevisan, con Natalino Balasso a Bolzano: sono alcuni degli appuntamenti teatrali in scena nel prossimo week end.
Arriva in radio ‘Errore di sistema’Esce secondo singolo della band ‘Perché mamma ha paura dei topi’

22 maggio 201912:13

– Un inno contro i pregiudizi che possono portare a sentirsi sbagliati, un grido con parole decise cantate verso una società impegnata a giudicare solo per quello che gli occhi vedono o vogliono vedere. C’è tutto questo in ‘Errore di sistema’, il nuovo singolo della rock-band siciliana ‘Perché mamma ha paura dei topi’ estratto dall’album d’esordio ‘Tutto qui’, in radio in questi giorni. Il video del brano è stato girato a Torino, prodotto da RKH Studio e descrive il viaggio intimo di una ragazza (la giovanissima attrice Deborah Riose) che si lascia andare allo sbando per esplorare le sue emozioni girando per le strade della città da sola senza una meta, ballando mentre tutto scorre tra un caos di pensieri e pose sensuali, davanti una telecamera per sentirsi libera. I ‘Perché Mamma ha Paura dei Topi’ nascono nel 2014 dall’incontro tra Emiliano Balbo (voce) e Roberto Di Fede (chitarra), per lavorare su brani inediti. La band è formata da cinque giovani ispirati dalla tradizione del rock anni ’80-’90.

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Cartoon digital, fucina idee per futuro
A Cagliari master europeo con esperti di animazione

CAGLIARI22 maggio 201912:47

– Tanti giovani, molti professionisti, disegnatori, sceneggiatori, designer pronti a confrontarsi con gli esperti del settore, le case di produzione e i responsabili delle maggiori reti televisive nazionali e internazionali per progettare il futuro dell’animazione digitale. Una fucina di idee, un momento di crescita e di confronto che guarda al domani, così può essere definito il Cartoon Digital, il master europeo sull’animazione digitale che per la prima volta si svolge a Cagliari, preceduto dagli Italian Days, due giornate rivolte ai nuovi talenti e ai produttori italiani del settore. È bastato varcare il cancello della Manifattura Tabacchi per capire che quelli definiti da molti ‘cartoni per ragazzi’, sono tutt’altro che ‘roba da bambini’ ma una realtà in forte espansione e su cui puntano praticamente tutte le più grandi aziende mondiali. Lo confermano gli ospiti della manifestazione, dal direttore di Rai Ragazzi, Luca Milano, a Anne-Sophie Vanhollebeke per Cartoon Italia, al presidente dell’associazione italiana film di animazione Marino Guarnieri, senza dimenticare chi ha voluto fortemente la manifestazione a Cagliari, Nevina Satta, direttrice generale della Fondazione Sardegna Film Commission o gli esponenti delle televisioni europee e i nomi di spicco dell’animazione internazionale come Sandro Cleuzo, fresco vincitore di un Annie Awards per ‘Il ritorno di Mary Poppins’ della Disney.
“Crediamo che quello dell’animazione digitale sia un mondo ricco di possibilità che consente di costruire professionalità molto richieste dal mercato internazionale – ha evidenziato Nevina Satta – un mondo che permetterà ai nostri giovani di partire e ritornare in Italia e in Sardegna perché il lavoro li chiamerà in giro per il mondo”.

Prada entra nella famiglia ‘fur-free’Miuccia, nuovi materiali sono anche nuova frontiera creatività

22 maggio 201915:02

– Prada entra nella famiglia ‘fur-free’. Dalle collezioni donna della primavera/estate 2020 il gruppo italiano del lusso quotato ad Hong Kong non userà più pellicce animali per realizzare nuovi prodotti. La decisione è stata annunciata con la Fur Free Alliance (Ffa, che riunisce oltre 50 organizzazioni in più di 40 paesi) ed è frutto di un dialogo positivo tra il Gruppo, Ffa, Lav e The Humane Society of the United States.
Per Miuccia Prada si tratta di un traguardo importante per un gruppo che ha in innovazione e responsabilità sociale i suoi valori fondanti. “La ricerca e lo sviluppo di materiali alternativi – ha spiegato – consentirà all’azienda di esplorare nuove frontiere della creatività e di rispondere, allo stesso tempo, alla domanda di prodotti più responsabili”.
Spezia,nuova biblioteca dedicata PetaccoProgetto della Fondazione Carispezia in ex area critica

LA SPEZIA22 maggio 201915:38

– Sarà dedicata al giornalista e scrittore spezzino Arrigo Petacco, la nuova biblioteca che la Fondazione Carispezia realizzerà a La Spezia in un’ex sala biliardi. La biblioteca si chiamerà Spazio Accademia prevede 50 postazioni per studio e lettura, in un ambiente moderno dove potranno coesistere più attività, con un intervento che permetterà il recupero di un immobile in pieno centro divenuto simbolo di degrado e luogo di spaccio. La Fondazione ha deliberato l’acquisizione e la ristrutturazione dei locali: “Da locale in passato non privo di criticità, anche dal punto di vista dell’ordine pubblico e sociale, consentirà di creare un nuovo polo all’interno del quartiere in grado di rispondere alle esigenze di aggregazione e di socializzazione aperta ai cittadini” ha detto Matteo Melley, presidente della Fondazione Carispezia.
Ricci, collezione PE 2020 Reggia CasertaNel primo trimestre 2019 crescita fatturato +5%

FIRENZE22 maggio 201915:44

– Il nuovo capitolo del viaggio di Stefano Ricci si svolge alla Reggia di Caserta, dove è stata presentata la collezione maschile per la primavera-estate 2020.
Quello di Ricci è un percorso alla ricerca della bellezza: prima Matera, poi l’isola di Montecristo, ora la famosa Reggia protagonista nel nuovo catalogo, con viali alberati, lo scorrere lento dell’acqua nel bagno di Venere, l’atmosfera sospesa del Teatro di corte. E’ un viaggio che la griffe definisce ‘un giorno da re’, pensando alla regalità dello stile maschile in ogni capo, per esprimere quell’eleganza contemporanea che spazia dai gessati esclusivi alla maglieria fresca e colorata, dai capi più giovani in seta tecnica ultra-leggera agli abiti da gran sera con tessuti preziosi. “Dopo aver chiuso l’esercizio 2018 a quota 150 milioni, il primo trimestre 2019 ha registrato una crescita nel fatturato del 5% in linea con le previsioni”, dichiara il Ceo Niccolò Ricci.
Al Galli di Rimini 15mila spettatoriIl 3 agosto al via la Sagra Malatestiana con direzione di Muti

RIMINI22 maggio 201916:34

– Numeri molto positivi per il Teatro Galli di Rimini, che nei primi sette mesi di attività ha registrato 15mila spettatori oltre a 10mila visitatori. Il comunale è stato riaperto al pubblico il 28 ottobre, 75 anni dopo il bombardamento che lo distrusse. Tanti i sold out registrati sia per le proposte del cartellone di prosa, che ha segnato una crescita di biglietti e di abbonamenti, sia per i concerti della Sagra Malatestiana. Tutto esaurito a partire dai tre eventi inaugurali dalla ‘Cenerentola’ di Rossini con Cecilia Bartoli, alla performance di Roberto Bolle e Valery Gergiev. Il cartellone del secondo anno promette di mantenere le aspettative e anticipazioni saranno fornite sabato 1 giugno in occasione della presentazione al pubblico della 70/a edizione della Sagra Musicale Malatestiana, che si aprirà il 3 agosto con il concerto diretto dal Maestro Riccardo Muti. Definito “sorprendente” dagli organizzatori poi il numero delle persone che in questi mesi hanno partecipato alle tante visite guidate organizzate per approfondire la storia del Teatro e conoscere i dettagli della sua ricostruzione. Da dicembre a metà maggio sono stati circa 9.300, tra gruppi e scolaresche.
Quasi tremila persone la notte di Capodanno si sono messe in fila davanti alle porte del Galli per la prevista visita gratuita. L’attenzione e la voglia di conoscere il Teatro sono però rimaste costanti anche settimane dopo l’inaugurazione: il picco è stato registrato a marzo, con 990 presenze registrate a cui si aggiungono i 261 studenti.
Torna il Festival Villa SolomeiDal 28 al 30 giugno a Solomeo. Ute Lemper tra i protagonisti

PERUGIA22 maggio 201916:41

– Torna nel borgo umbro di Solomeo il Festival Villa Solomei, che per questa sua 21/a edizione si tinge di bianco e di azzurro. Questi, infatti, i colori dell’Argentina, che quest’anno sarà il Paese ospite nella prima giornata del festival, venerdì 28 giugno. Terra di mille passioni che contaminerà con le sue melodie e gli imperdibili tangueros le varie location del borgo.
A presentare le novità di quest’anno il direttore artistico Fabio Ciofini e la presidentessa del Coro Canticum Novum Federica Cucinelli, sempre più soddisfatti del successo crescente che di anno in anno raccoglie il Festival.
La star di sabato 29 giugno sarà invece Ute Lemper con il suo Rendezvous with Marlene (e con Vana Gierig-pianoforte, Cyril Garac-violino, Romain Lecuyer-contrabbasso, Matthias Daneck-batteria).
Spettacolo basato su una telefonata di tre ore tra Marlene e Ute nel 1988 a Parigi, 30 anni fa.
Nuove date per Atlantico Tour di MengoniDal 6 novembre riparte da Perugia, tappe in Italia e in Europa

22 maggio 201916:58

– Torna in autunno nei palazzetti di tutta Italia e in Europa l’Atlantico Tour di Marco Mengoni che sta riscuotendo grandi successi. L’annuncio dei nuovi appuntamenti è arrivato ieri sera direttamente dal pubblico del Mandela Forum di Firenze, che ha svelato assieme al cantautore data per data il nuovo calendario, durante uno degli innumerevoli sold out del tour che ha già venduto oltre 200 mila biglietti. Dopo il successo delle 5 anteprime europee, le date nei palazzetti ancora in corso e i cinque speciali appuntamenti estivi Fuori Atlantico Tour alla scoperta della bellezza, lo show tornerà in autunno con nuove date in tutta Italia e in Europa, dove Marco potrà riabbracciare il suo pubblico e toccare anche alcune delle città che non ha ancora raggiunto. Lo show sarà anche stasera 22 maggio a Firenze, il 24, 25 e 26 maggio all’Arena di Verona (tre sold out consecutivi) e terminerà con Rimini sold out (29 maggio) e Bologna (30 maggio). Data di partenza della tournee autunnale il 6 novembre da Perugia.
Downton Abbey da tv al cinema il 24/10La famiglia Crawley riunita sul grande schermo

22 maggio 201917:00

– Downton Abbey ritorna, al cinema, per la gioia dei tanti fan della serie tv ambientata nell’Inghilterra del secolo scorso, e prevede il rientro di tutti i personaggi più importanti del numeroso cast, Michelle Dockery, Maggie Smith e Hugh Bonneville fra gli altri. Il trailer ci riporta nella dimora mentre fervono i preparativi per l’arrivo del re e della regina d’Inghilterra. Gli eventi si svolgeranno qualche anno dopo la fine della serie tv, nel 1927.
La visita dei reali è del tutto inaspettata: “Che Dio ci aiuti” esclama Lady Violet. Il 24 ottobre nel nostro Paese arriverà in sala il film scritto dal creatore della serie, Julian Fellowes e diretto da Michael Engler, già regista di qualche episodio. Sul grande schermo ritroveremo molte star dello show, da Michelle Dockery che interpreta Lady Mary a Maggie Smith nel ruolo di Lady Violet, al capofamiglia Hugh Bonneville. Pure Matthew Goode. A loro si aggiungeranno nuovi nomi.
Ernia, tour estivo al via l’1 giugnoSi parte da Marina di Modica (Rg). Ultima tappa a Catania 31/8

22 maggio 201917:01

– Dopo l’uscita di “68” e dopo il successo della riedizione “68 (Till the end)” contenente 7 brani inediti uscita lo scorso aprile, il rapper Ernia è pronto a salire on stage con il suo “68 Till The end summer tour”.
Il giovane talento hip hop si prepara ad affrontare una lunga dimensione live di concerti che a partire dall’1 giugno lo vedranno protagonista per tutta l’estate tra prestigiosi club, festival e arene. Tra le prime date confermate il tour inizierà l’1 giugno a Marina di Modica (Rg) per proseguire l’8 Giugno a Garlasco (Pv), il 9 giugno a Barzio (Lc), il 29 giugno a Calafuria (Li), il 3 luglio a Bologna, il 21 luglio a Genova, il 26 luglio a Venaus (To), il 27 luglio a Reggio Calabria, il 30 Luglio a Padova, il 12 Agosto a Follonica (Gr), il 23 agosto a Quartu Sant’Elena (Ca), il 25 Agosto a Fabrica di Roma (Vt), il 26 agosto a Montignoso (Ms); il 31 agosto a Catania.

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Cd box set dei Toto dal 24 maggio
Contiene dieci brani, sette dei quali inediti

22 maggio 201917:20

– “All In” è il Cd box set dei Toto, in uscita venerdì 24 maggio per l’etichetta Legacy Recordings (divisione Catalogo di Sony Music). A fine del 2018, una versione in edizione limitata vinile/CD del box set è stata venduta direttamente ai fan ed esaurita in tempo record attraverso lo store della band. Tuttavia, a causa della grande richiesta, il cofanetto Cd sarà disponibile in tutto il mondo.
“All In” contiene i seguenti album: Toto, Hydra, Turn Back, IV, Isolation, Fahrenheit, The Seventh One, Kingdom Of Desire , Tambu, Mindfields e Toto XX. Il box set include anche un EP live mai pubblicato Live In Tokyo EP dal tour del 1980 oltre ad un disco intitolato Old Is New. Old Is New contiene 10 brani, sette dei quali inediti e version di Spanish Sea, Alone e Struck By Lighting pubblicati nel precedente best 40 Trips Around The Sun.
Tutti gli album presenti nel box sono stati rimasterizzati dai Toto con il supporto di Elliot Scheiner e vengono accompagnati da un booklet di 24 pagine con foto inedite.
Bighe e tabernae,Circo Maximo ExperienceRealtà virtuale e aumentata per nuovo progetto, primo al mondo

22 maggio 201917:37

– Tra la polvere e le urla delle tribune, corrono le bighe in pista. Il tifo è forsennato. E l’imperatore attento. Ma basta spostarsi un poco ed ecco le antiche tabernae, dove ammirare tessuti preziosi per gli abiti delle matrone, comprare carni, fornirsi dal cambio valute per qualche scommessa o cercare dolce compagnia in un lupanare. Il Circo Massimo, il più grande edificio per lo spettacolo dell’antichità, si mostra come mai prima con Circo Maximo Experience, progetto all’avanguardia di tecnologia interattiva, tra realtà virtuale e aumentata, primo al mondo in un’area all’aperto di così ampie dimensioni. Promosso da Roma Capitale, organizzato da Zetema Progetto Cultura e realizzato da GS NET Italia e Inglobe Technologies, in 8 tappe, grazie a visori di ultima generazione, il percorso svela le origini del monumento, con i primi insediamenti della Valle Murcia, fino alla modernità, passando per i fasti dei giochi e l’imponente Arco di Tito alto 20 metri. Voci narranti, Claudio Santamaria e Iaia Forte.
Duomo Siena, scoperto frammento affrescoRiconducibile a periodo tardo Medioevo a Paolo di Giovanni Fei

FIRENZE22 maggio 201917:50

– Alcuni interventi di manutenzione all’interno della Cattedrale di Siena, hanno portato alla scoperta di un affresco sul fondale della cappella tardo medievale riconducibile a Paolo di Giovanni Fei, artista nato nel 1345 e morto nel 1411. In questi giorni, spiega una nota, sono state smontate da due altari marmorei della navata destra le pale d’altare con l”Estasi di San Francesco di Sales’, dipinta dal senese Raffaello Vanni, e con lo ‘Sposalizio mistico di Santa Caterina da Siena’, dovuta al fiorentino Pietro Dandini. L’operazione consentirà di restaurare le monumentali strutture architettoniche. Proprio rimuovendo la pala d’altare di Dandini è riaffiorato un grande frammento di un antico affresco che mostra i busti di sante, tutte provviste di aureola dorata e tempestata di decori a stampo. Quanto resta delle loro facce, si legge ancora nella nota, permette ancora di riconoscere la maniera di Paolo di Giovanni Fei, uno dei maggiori pittori del tempo.
Chastain, rabbia femminile per X-MenIn sala dal 6 giugno ‘Dark Phoenix’ con Turner, McAvoy, Lawrence

22 maggio 201920:53

Arriva il gran finale della saga degli X-Men nella versione realizzata dalla 20th Century Fox (con l’acquisizione della società da parte della Disney, i diritti sono tornati alla Marvel, che sta già pensando al reboot). L’ultimo capitolo, di un viaggio, tra sequel e prequel, iniziato nel 2000, è X-Men: Dark Phoenix di Simon Kinberg, con Sophie Turner, James McAvoy, Jessica Chastain, Jennifer Lawrence e Michael Fassbender in uscita il 6 giugno. Una resa dei conti che vede in prima linea più che mai le donne, attraverso la parabola di Jean Grey (Turner), mutante che, dopo aver acquisito un nuovo immenso e incontrollabile potere, si trova contro quella che considera la sua famiglia e una nuova letale minaccia. Alla base c’è la saga sui fumetti della Fenice nera che aveva già ispirato X-Men – Conflitto finale (2006). “Mi piace che in Dark Phoenix si esplori la rabbia femminile, le donne non vengono mostrate come caramelline zuccherose. E’ un aspetto poco raccontato, ma senza buio non c’è la luce” spiega nella conferenza stampa, in streaming da Londra, Jessica Chastain che incarna una misteriosa e pericolosa aliena. Per l’attrice, da sempre mobilitata sui temi del #metoo, il maggiore spazio dato ultimamente da Hollywood in queste storie alle donne e alla diversità culturale, “non è merito degli studios, che avrebbero potuto cambiare le cose tanto tempo fa, ma del pubblico. Ha dimostrato, andando a vedere film come Wonder Woman, Black Panter, Captain Marvel di volere supereroi di ogni genere e etnia”. Sophie Turner (reduce anche dalla fine de Il trono di spade), ama essere in un film nel quale “sia la protagonista che l’antagonista (Chastain) sono donne. Jean Grey è un essere umano a tutto tondo, pieno di difetti, un’accurata rappresentazione di quello che è una donna. E’ fantastico avere questi due personaggi femminili che sembrano dare ognuna potere all’altra”. Un incontro/scontro che coinvolge, fra gli altri, anche il Dottor Xavier (McAvoy), Magneto (Fassbender), Mystica (Lawrence), Bestia (Nicholas Hoult), Ciclope (Tye Sheridan), Nightcrawler (Kodi Smit-McPhee), Tempesta (Alexandra Shipp) e Quicksilver (Evan Peters). Per Fassbender, “ancora oggi se un uomo è di carattere lo considerano forte, se lo è una donna si pensa sia una piantagrane”. Bisognerebbe ricordare, spiega l’attore, “che gli X-Men sono stati scritti negli anni delle lotte del Movimento per i diritti civili ed è importante che in questa storia, fra tutti i mutanti, una donna sia la più potente”. I fumetti, come i film degli X-Men, “raccontano un nucleo di persone che si sentono fuori posto, spinti dagli altri ai margini della società. E con il passaggio dei secoli, continuiamo a tornare a questo tribalismo, soprattutto nei tempi difficili. Si dà la colpa dei problemi a qualcun altro, come le minoranze o i rifugiati. Si crea un senso di paura. Sorprende non avere imparato le lezioni del passato e sono preoccupato per ciò che succede oggi ma sono anche ottimista, credo che la giovane generazione sia una forza molto positiva”. Kinberg lavora sui film dei mutanti Marvel da 15 anni, avendone coprodotti e sceneggiati quattro prima di firmare anche la regia per Dark Phoenix: “La sensazione ormai è di lavorare con una famiglia. Questo film è più drammatico, realistico e duro. Mettendo i piedi per terra, abbiamo sfruttato i punti di forza del genere e di questi straordinari attori”. Pensa che la Marvel continuerà su questa linea narrativa per gli X-Men o ricomincerà daccapo? “Lavorando al film avevo proprio la sensazione che fosse il culmine della storia, il capitolo più iconico e complesso. Per la prima volta non ho pensato al capitolo successivo”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

‘Matthias & Maxime’ legati da un bacio
In concorso a Cannes l’amicizia-amore di un ‘nuovo’ Xavier Dolan

CANNES22 maggio 201918:02

– Matthias & Maxime’ di e con Xavier Dolan, in concorso a Cannes, racconta il lento passaggio di un’amicizia maschile verso l’amore. Un bacio, dato per gioco dai due in occasione di film amatoriale girato da una loro amica, lascia in loro il segno di qualcosa che ancora non conoscono.
Girato in Québec, dove il regista, trent’anni appena compiuti, è cresciuto, racconta, con modi e ritmi nuovi e più colorati, una lunga reunion di un gruppo di amici di Montréal che si rivedono dopo tanti anni. Ma al centro di un film molto dialogato, pieno di scherzi, liti e rifugi tra questi amici in preda a una rinnovata goliardia, c’è il rapporto che lega profondamente Matthias (Gabriel D’Almeida Freitas) e Maxime (lo stesso regista che recita con un’enorme voglia rossa sul lato sinistro del volto). “Ho provato nuove tavolozze di colori, un nuovo stile e ritmo, un nuovo modo di scrivere. Questo film è in realtà – dice Dolan – un nuovo inizio, molto diverso da Mommy o È solo la fine del mondo”.
Stadio, ritorno live e discograficoTre nuovi appuntamenti per la band di Gaetano Curreri

22 maggio 201918:25

– Gli Stadio tornano a distanza di due anni dalla loro vittoria al Festival di Sanremo con “Un giorno mi dirai”, annunciando tre nuovi appuntamenti discografici e live: un nuovo tour “Stadio Mobile Live 4.0”, la ripubblicazione in doppio vinile per Universal Music del loro album più venduto “Stadio Mobile Live” e un brano inedito “Tu sei l’amore di cui hai bisogno”. Un ritorno che guiderà la band verso la celebrazione del loro 40esimo anniversario nel 2020 e segnato anche da una ricerca verso sonorità nuove, soul e rhythm and blues, contaminazioni entrate nelle venature della band grazie anche alle collaborazioni di questi anni con artisti come Paolo Fresu. Dal 31 maggio sarà disponibile su tutte le piattaforme digitali, il nuovo singolo Tu sei l’amore di cui hai bisogno, il brano arrangiato da Celso Valli e prodotto insieme al gruppo.
Georgia May Jagger per Miu Miu CeremonyLa figlia di Mick Jagger e Jerry Hall negli scatti di Emma Craft

22 maggio 201918:27

– Miu Miu lancia una linea di abbigliamento dedicata alla cerimonia. Incarnando lo spirito irriverente del marchio giovane di Miuccia Prada, Georgia May Jagger, terza figlia di Mick Jagger e Jerry Hall, fluttua tra innocenza e seduzione in una nuova serie scattata da Emma Craft.
Ambientata sullo sfondo di un paesaggio rurale, la duplice natura della ragazza Miu Miu si esprime in immagini senza tempo che svelano la collezione Ceremony: una capsule che celebra una femminilità sofisticata, ma con un tocco ironico. Seta e pizzi, nastri e fiocchi, paillettes e cristalli impreziosiscono pezzi eleganti pensati per una giovane donna sofisticata: corti mini abiti, piccoli pull con ampi colli in cotone, camicie in organza con ruches e plastrom tipici degli abiti da uomo, gonne svasate e pantaloni a sigaretta, top in raso e abiti da sera con inserti in paillettes. Focus su dettagli e accessori, bottoni, piccole tasche, tracolle in catena, occhiali da sole dalle forme allungate, mary jane indossate con calze al ginocchio.
Wertmuller, io e il legame con Giannini90 anni, al festival per restauro Pasqualino Settebellezze

CANNES22 maggio 201918:54

– E’ stata la prima donna in concorso a Cannes, era Mimì metallurgico 1972 e la prima donna candidata all’Oscar come migliore regista, per il film Pasqualino Settebellezze nel 1977. Oggi Lina Wertmuller ha 90 anni, è a Cannes con la figlia Maria e l’amico Valerio Ruiz che qualche anno fa le dedicò un affettuoso documentario, Dietro gli occhiali bianchi, per partecipare alla presentazione del restauro proprio di ‘Pasqualino’, un film di culto realizzato dalla regista e ora a Cannes Classics alla presenza sua e di Giancarlo Giannini. Il Centro Sperimentale di Cinematografia e la Cineteca Nazionale hanno curato, grazie all’impegno economico di Genoma Films, il restauro del film.
Con Giannini “il sodalizio di una vita, nove film insieme”, dice la regista. L’opera di restauro di Pasqualino settebellezze “è seria e meritoria”. Il film ottenne una candidatura ai Golden Globe e quattro all’Oscar (tra cui quella come miglior regista, prima volta in assoluto nella storia dell’Academy per una donna).
Bulli Zoo, show studenti contro bullismoMusical allievi Visconti all’Olimpico per giornata “Bulli Stop”

ROMA22 maggio 201922:32

Il 25 maggio, in occasione della “Quinta Giornata Nazionale Giovani Uniti Contro il Bullismo”, presentata da Enrico Papi, ambasciatore di Bulli Stop, al Teatro Olimpico di Roma, i ragazzi del Centro Nazionale contro il Bullismo – Bulli Stop, con gli studenti dell’Istituto Visconti di Roma, portano in scena il Musical “Bulli zoo”, originale rappresentazione teatrale dedicata alle vittime del bullismo.

Uno spettacolo dove questa piaga sociale che si nutre dell’incapacità di comunicare, è superata con il Teatro d’AnimAzione Pedagogico, teoria della docente Universitaria di Roma Tre Giovanna Pini. Lo spettacolo è dedicato ogni anno alle vittime di bullismo. In sala saranno presenti i genitori ai quali, bullismo e cyber-bullismo hanno ucciso i propri figli. La presentazione della serata, è affidata all’ambasciatore di Bulli Stop Enrico Papi che con la sua vivacità, introduce il pubblico in sala alla Quinta Giornata Nazionale Giovani Uniti Contro Il Bullismo. In scena, anche i giovani talenti della musica e della tv, amici di Bulli Stop, Alessandro e Leo Gassmann, Bianca Gazzè, Matteo Costanzo, Matteo Valentini e Leonardo Della Bianca, che con le loro performance avviano la serata, seguiti dalla Fanfara dei Carabinieri con l’inno nazionale.

Utilizzando il linguaggio comune, con le esperienze e la fantasia dei ragazzi, nasce il Musical “Bulli Zoo”, destinato a bambini, adolescenti e adulti. La finalità dello spettacolo favorisce la conoscenza e la presa di coscienza di quanto il bullismo sia dannoso sotto ogni aspetto, sia psichico sia fisico. Protagonisti assoluti 280 studenti divisi in laboratori. L’intera produzione, la stesura del testo regia, organizzazione teatrale, ufficio stampa è stata realizzata dagli studenti.

Il Centro Nazionale Contro il Bullismo – Bulli Stop ha l’intento di aggregare gli adolescenti per informarli di quanto il bullismo debba essere prevenuto e sconfitto. Ha finalità in ambito nazionale ed estero nella promozione e nella diffusione della cultura del rispetto, della legalità e dell’integrazione tra i ragazzi.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Cannes al festival una Cina mai vista
Arrivano film su gang e malavita, il Paese da certezza a dubbio

CANNES22 maggio 201920:42

Se un grande festival è anche un osservatorio su ciò che cambia nel mondo a livello di tendenze artistiche ma anche di flussi economici e modi di vita, nonché un’anteprima di ciò che potrà accadere, allora non c’è dubbio che con 5 film nelle varie sezioni, la Cina è un paese sotto la lente d’ingrandimento. Si sa infatti che il cinema anticipa le tendenze e quasi inconsciamente ne capta i fermenti segreti ed è indubitabile che la Cina di oggi (anzi, le diverse Cine che anche qui ostentano le proprie differenze) registra una trasformazione profonda. Primo sintomo: il giallo, il crimine, la faccia nascosta dell’equilibro del paese emerge con sempre maggiore frequenza e ben due titoli della selezione, attingono al genere. Si tratta di un capovolgimento epocale, appena intuito qualche anno fa alla Berlinale (quando vinse nel 2014 “Fuochi d’artificio in pieno giorno”) ma che ora sta diventando un autentico fenomeno. Nel “Lago delle oche selvatiche” di Diao Yinan (concorso) il protagonista è addirittura un capo gang in cerca di redenzione mentre la donna del suo cuore è una prostituta. Per la censura cinese (che ha dato il via libera al film) si tratta di superare due tabù in una volta sola: riconoscere l’esistenza della malavita e dichiarare che la prostituzione è soggetta a ferree leggi che controllano la libertà delle donne. In “L’estate di Changsha” (Un certain regard) l’esordiente Zu Feng segue invece il poliziotto Bin che, nel corso di un’inchiesta, si imbatte in una misteriosa dottoressa il cui passato rischia di sconvolgergli la vita. Ovviamente entrambi i racconti hanno un passo diverso dal poliziesco tipico dell’Occidente e in qualche misura appaiono pretesti per narrare storie d’amore con un punto di vista diverso e meno rassicurante. Ma è proprio questo slittamento di prospettiva a mostrare il cambiamento in atto: da un modello di società perfettamente regolato, si passa al territorio dell’incertezza e del dubbio. E quando il dubbio comincia a lavorare la psiche delle persone, nulla sarà come prima anche nella loro vita quotidiana. Il secondo elemento degno di nota sta nel sottile lavoro di promozione della Cina e della sua cultura che il cinema riesce a garantire. Oggi si riassume nel dialogo/confessione della star Zhang Ziyi (“La tigre e il dragone”) chiamata nel ristretto club delle “lezioni di cinema”. Da noi è certo meno popolare di personaggi come Nicolas Winding Refn o Alain Delon che l’hanno preceduta ma arriva con quell’aura da divina (nonostante la piccola statura e i gesti misurati) che si percepisce da vicino e che sfolgora sullo schermo. Nel ripercorrere la carriera, cominciata giovanissima dopo la dura scuola di danza a cui avrebbe voluto donarsi anima e corpo, l’attrice che rivaleggia con Gong Li quanto a contratti internazionali e che oggi è di casa sia a Hollywood che a Pechino, ha molta cura di mettere in primo piano il modo di vita cinese, la forza delle tradizioni, i valori morali con cui si cresce. Passa poi ad anticipare i suoi nuovi lavori che per due volte la vedranno rivaleggiare con “Godzilla” di Michael Dougherty (che ha diretto il primo e scritto il secondo) e poi con una super produzione cinese girata sull’Everest, “The Climbers” di Daniel Lee in cui fa coppia con il divo asiatico per eccellenza, l’ormai veterano Jackie Chan. Intorno a questi elementi di novità, le altre produzioni sono in una linea più tradizionale e mettono in scena la Cina agricola (nel caso di “la casa nelle montagne di Fuchun” della Semaine de la Critique) o il teatro tradizionale nel bellissimo “To live To Sing” di Johnny Ma (Quinzaine des Réalisateurs) che contiene una sottile critica sociale al disperdersi delle radici e della tradizione, ma si esalta soprattutto nella rappresentazione di una compagnia d’artisti che ha perso la sua casa, il teatro in cui da sempre si perpetua un modello d’opera cantata. C’è infine l’altra Cina del taiwanese Mizi Z che con “Nina Wu” (Un certain Regard) spezza una lancia a favore della donna in clima da #Metoo ma contiene la sua metafora tutta dentro il mondo del cinema (Nina è un’attrice sfruttata e una donna non considerata) e quindi resta in qualche modo prigioniero del suo esercizio di stile. Manca all’appello – e anche questo è un segnale della normalizzazione in atto in Cina, ma anche dei fermenti sotterranei che stanno sotto la superficie – il cinema fiammeggiante di Hong Kong. Sarà per un’altra volta?

Orange Is the New Black ultima stagionequesta estate rivoluzionaria serie giunge a termine

22 maggio 201919:43

– Quest’estate la rivoluzionaria serie Orange Is the New Black giungerà al termine. Netflix rilascia il video di annuncio e le prime immagini della settima e ultima stagione, disponibile in tutti i Paesi in cui il servizio è attivo da venerdì 26 luglio.
Per sei stagioni indimenticabili Orange Is The New Black ha affrontato senza timore alcune delle tematiche umane più rilevanti e difficili del nostro tempo. Nella stagione finale, le detenute di Litchfield dovranno scendere a patti con una difficile verità: la prigione le ha cambiate per sempre. Piper affronta a fatica la vita all’esterno della prigione, mentre nel carcere di massima sicurezza la quotidianità va avanti senza di lei, ingiusta e corrotta come sempre. L’amicizia tra Taystee e Cindy è ancora appesa ad un filo, Gloria e lo staff della sua cucina devono affrontare il nuovo regime di Polycon, la condanna all’ergastolo di Taystee incombe e le altre detenute inseguono la droga o i propri sogni, cimentandosi con la realtà del loro posto nel mondo.
Bansky ‘espone’ a S.Marco, allontanatoNon aveva l’autorizzazione ma non è stato multato

VENEZIA22 maggio 201920:16

-Bansky espone, com’è nel suo stile, un’ opera a S.Marco a Venezia, e i vigili lo allontanano perchè non ha l’autorizzazione. E’ accaduto il 9 maggio a 2 giorni dall’ apertura della Biennale d’Arte,appuntamento del quale lo street artist annota su Instagram: “per qualche motivo non sono mai stato invitato”.Così, in un video, ha registrato la perfomance dell’esposizione e dell’allontanamento in sincronia temporale con l’immagine,sullo sfondo,di una nave da crociera in bacino S.
Marco.Ed è una nave dipinta in un quadro ‘scomposto’ il soggetto di ‘Venice in oil’ esposto da un tizio che mai si vede in faccia pur con la telecamera puntata all’arrivo dei vigili “chiamati dai Guardians -dice Marco Agostini,comandante dei vigili lagunari -.Hanno chiesto in inglese alla persona se aveva l’ autorizzazione, invitandola ad allontanarsi”.Agostini rileva che né gli agenti hanno chiesto l’identità,né la persona ha detto chi era.Pensa che era tutto studiato:”tutto è avvenuto quando sullo sfondo c’era una nave da crociera”.
Premio letteratura Ue, vince DozziniCon il volume ‘E Baboucar guidava la fila’

BRUXELLES22 maggio 201921:05

– E’ Giovanni Dozzini, autore del volume ‘E Baboucar guidava la fila’ il vincitore per l’Italia della decima edizione del Premio Ue per la letteratura. Lo hanno annunciato il commissario europeo Tibor Navracsics e il ministro della Cultura Rumeno Valer-Daniel Breaz in rappresentanza della presidenza di turno dell’Unione. Lo ha reso noto la casa editrice Hoepli.
Il romanzo, edito da Minimum Fax, affronta il tema della migrazione raccontando la storia di quattro richiedenti asilo arrivati in Italia dopo aver attraversato l’Africa e il Mediterraneo, sospesi tra la speranza che la loro richiesta venga accolta e l’ansia di essere respinti. “Come autore di ‘E Baboucar guidava la fila’ sono orgoglioso e felice. Come cittadino italiano e europeo, invece, sono confortato. Mi pare significativo – ha detto Dozzini – che il premio per la letteratura dell’Unione Europea vada a un romanzo come il mio”. “Ho raccontato – ha sottolineato Dozzini – la storia di Baboucar e degli altri sperando di proporre un punto di vista inedito su una realtà complessa – quella dei migranti che ai giorni nostri si ritrovano a trascorrere una parte della loro esistenza nel nostro Paese. Il mio romanzo non vuole fornire risposte, ma porre interrogativi. Come secondo me dovrebbe ambire a fare sempre la buona letteratura. Dedico questo premio a tutte le ONG impegnate nel duro e fondamentale lavoro di soccorso e salvataggio dei migranti nel Mediterraneo.
A loro dovremmo essere tutti infinitamente grati”.
Barbara Hoepli, presidente della giura italiana, ha espresso soddisfazione per il contributo del Premio “alla circolazione delle idee attraverso i confini nazionali e di promuovere la traduzione degli autori italiani all’estero”.
Il concorso “European Prize for Literature” è finanziato dal Programma Europa Creativa (2014-2020) dell’Unione Europea, che ha stanziato 1,46 miliardi di euro con l’obiettivo di promuovere la mobilità oltre i confini per coloro che operano nel settore culturale, incoraggiare la circolazione internazionale di opere artistiche, favorire la traduzione di 4.500 opere letterarie.

Addio a Binyavanga Wainaina, fece outingScrittore kenyota aveva 48 anni, grande attivista del mondo gay

22 maggio 201921:09

– E’ morto ieri a Nairobi a soli 48 anni, al termine di una lunga malattia, Binyavanga Wainaina, come ha annunciato il suo amico, Tom Maliti, presidente del Kwani Trust fondato dallo stesso Wainaina, che pubblicava l’omonima rivista ‘Kwani’. Era nato in Kenya a Nakuru il 18 gennaio 1971. E’ autore d’importanti articoli critici sui luoghi comuni che caratterizzano lo sguardo sul continente africano (”How to write about Africa, How not to write about Africa”) e di un fortunato memoir intitolato, nell’edizione italiana edita da 66thand2nd nel 2013, ”Un giorno scriverò di questo posto”.
Lo scrittore fu incluso nel 2014 nella lista del ‘Time’ dei 100 uomini più influenti del pianeta, dopo che a seguito all’approvazione di leggi persecutorie sull’omosessualità in Uganda (paese natale di sua madre) e in Nigeria, aveva deciso di rendere nota la sua omosessualità. Lo fece in maniera indimenticabile e commovente: “I am homosexual, mum”, nuovo capitolo da aggiungere al suo libro autobiografico.

Cannes: il Tarantino n.9 vola, ma solo alla fineIn concorso C’era una volta Hollywood film più atteso

22 maggio 201910:09

CANNES – Venticinque anni dopo la Palma d’oro per ‘Pulp Fiction’ Quentin Tarantino torna alla Croisette con ‘C’era una volta Hollywood’, film in concorso in questa 72/ma edizione, ma non conquista più di tanto la sala strapiena di giornalisti della Debussy. Il film, proiettato in 35mm con Leonardo DiCaprio, Margot Robbie e Brad Pitt, diventa veramente tarantiniano e prende ritmo solo alla fine con abbondanza di ossa rotte e sangue.
C’era una volta Hollywood, dal 19 settembre in sala con la Warner, “una lettera d’amore per l’Hollywood della sua infanzia” (così lo ha definito più di una volta), racconta quel 1969 (il regista aveva allora sette anni) in cui tutto quel mondo cambiò.
Ecco quello che succede nel film (il numero 9. sui dieci che Tarantino ha promesso di fare), nei limiti dell’invito delle stesso regista di ‘Pulp fiction’ di non spoilerare più di tanto.
Tre i personaggi principali. Leonardo DiCaprio che incarna Rick Dalton, un attore di western televisivi di serie b pieno di fragilità, uno che ogni tanto piange e non ha alcuna stima di se stesso (“pieno di conflitti interiori e autocommiserazione per il fatto di non trovarsi in una posizione migliore”, così lo definisce Tarantino). Di tutt’altra pasta il suo stuntman e amico di lunga data, Cliff Booth (Pitt), che è come la parte mancante di Dalton: “eroe della seconda guerra mondiale nonché una delle persone più mortali del pianeta. Potrebbe ucciderti con un cucchiaio, un pezzo di carta on un biglietto da visita” sempre secondo quanto ha detto il regista. A completare il quadro la bellissima Margot Robbie nei panni di Sharon Tate (uccisa proprio nel 1969 dalla setta di Manson) che, guarda caso, è una vicina di villa di Rick Dalton. Una presenza costante, la sua, nel film come d’altronde la setta di Charles Manson (Damon Herriman) in cui si imbatte più volte Cliff Booth.
‘C’era una volta Hollywood’, alla prima impressione, risulta essere il film più intimo di Tarantino in quanto a introspezione umana, quello in cui si trovano meno i dialoghi demenziali sul nulla, ma vissuti con smodata passione. Restano invece le tante citazioni, struttura portante di tutto il suo cinema, ma purtroppo anche citazioni creative da lui stesso già utilizzate. Nel film anche un pezzo d’Italia. Il manager di Dalton, Marvin Schwarz (Al Pacino), per buttarlo a mare, decide di mandarlo in Italia a fare quegli ‘spaghetti western’ da lui odiati. Gli dice solo: “vai da Antonio Margheriti, Sergio Corbucci e lavora con loro”. E in Italia l’insicuro Dalton ci sta ben sei mesi, e anche con un certo successo. si sposa anche un italiana. Quando però torna a Hollywood, con tanto di sposa italiana e un bel gruzzoletto non è più quella di prima. Scena cult del film quelli che vede contrapposti un Bruce Lee (Mike Moh), molto trombone, e Brad Pitt. Il maestro di kung fu avvisa lo stunt-man che le sue mani sono ‘armi letali’, ma questo non spaventa certo Cliff Booth. Cast monstre tra cui: Dakota Fanning, Damian Lewis, Tim Roth, Kurt Russel e Micheal Madsen.
CinemAmbiente, omaggio onda verde GretaA Torino la 22/a edizione della kermesse, 140 i film

TORINO22 maggio 201914:31

– L’onda verde della ‘generazione Greta’ arriva al cinema. È dedicata alla Green Generation, quella dei giovani che in tutto il mondo si stanno mobilitando per il Pianeta, la 22/a edizione di CinemAmbiente in programma a Torino dal 31 maggio al 5 giugno.
Con 140 film in 4 sezioni di concorso, il festival è non solo una vetrina della filmografia green ma anche un osservatorio privilegiato sui temi d’attualità legati all’ambiente. Fra questi, il fenomeno dell’attivismo giovanile e l’Antropocene, la nuova era geologica segnata dall’impatto dell’uomo sulla Terra.
Ad aprire la kermesse l’anteprima nazionale di The Human Element, film di Matthew Testa dedicato al fotografo James Balog che riceve anche il premio alla carriera Movies Save the Planet.
Il fotografo, a cui è dedicata pure una mostra sulla cancellata del Museo del Cinema, partecipa alla serata inaugurale con Luca Mercalli, che farà il punto sullo stato del pianeta. Completano il cartellone le sezioni Ecotalk, Ecoeventi e CinemAmbiente Junior.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

A Cannes corto su preservazione acqua
Opera di Flatform, video-istallazione di Acqua Foundation

22 maggio 201914:52

– L’emergenza climatica sbarca al Festival di Cannes con il corto italiano ‘Quello che verrà è solo una promessa’, sulla Croisette il 23 maggio nella sezione Quinzaine des realisateurs, opera di Flatform, collettivo d’artista che ha sede fra Milano e Berlino. Le isole dell’arcipelago di Tuvalu, in Polinesia, sono teatro da qualche anno di un fenomeno unico: per effetto dell’innaturale surriscaldamento del mare l’acqua salata risale dal sottosuolo, sgorga attraverso le porosità dei terreni e li allaga mettendo a rischio il futuro della vita sull’atollo.
‘Quello che verrà è solo una promessa’ è un lungo piano sequenza attraverso l’isola, nel quale si avvicendano fluidamente lo stato di siccità e quello di allagamento e viceversa. In autunno l’associazione filantropica Acqua Foundation sarà partner per la videoinstallazione, dall’omonimo titolo, alla Screen City Biennial in Norvegia e poi in vari musei.
Parasite, la puzza dei poveri in CoreaIn concorso sulla Croisette il family-drama di Bong Joon-ho

CANNES22 maggio 201914:57

– Ancora una storia di ricchi contro poveri, ma in Corea, una lotta di classe ravvicinata in cui a fare la differenza c’è anche l’olfatto. I poveri puzzano un po’ troppo per i ricchi coreani, o almeno, è quello che capita nel film ‘Parasite’, scritto e diretto dal talentuoso Bong Joon-ho e con uno dei protagonisti, Song Kang-ho, da Palma.
Come è stato per molti film in concorso a Cannes, ‘Parasite’ parte in commedia, ma poi atterra nel dramma, un family-drama con una forte valenza politica. Perché alla fine a giocarsi tutto in questo ‘Parasite’ sono due famiglie agli opposti, i poverissimi Ki-taek e i ricchissimi Park. I primi vivono in un sottoscala che spesso viene derattizzato (da qui forse l’odore), i secondi in una stupenda villa con giardino arredata con gusto e senza badare a spese. Tutto inizia in casa Ki-taek quando l’intera famiglia, padre, madre, figlio e figlia è nel panico più totale perché il wifi del vicino, a cui attingono tutti da sempre, ha cambiato password.
DiCaprio-Pitt, amici tra set e realtàParlano i protagonisti di ‘C’era una volta a Hollywood’

CANNES22 maggio 201915:08

– ‘C’era una volta a Hollywood’ “è una lettera d’amore al cinema, all’industria del cinema e a quegli attori di seconda fila del cinema e della tv dimenticati, ma che l’hanno fatta grande”, ha detto Leonardo DiCaprio, protagonista con Brad Pitt del film di Quentin Tarantino in concorso per la Palma d’oro al Festival di Cannes.
“Il mio personaggio, uno stuntman tuttofare e quello di Leonardo, un attore popolare per le serie tv, sono complementari e vivono nella storia di questo film una grande amicizia che abbiamo interpretato bene perché siamo amici anche nella vita”, aggiunge Brad Pitt nella conferenza stampa sold out al festival.
Cannes, da Desplechin un polar femminileOggi in concorso ‘Roubaix, une lumiere’

22 maggio 201921:10

– Non è certo la prima volta che Arnaud Desplechin porta sul grande schermo la sua città natale, Roubaix, violenta, povera e multirazziale. Dopo ‘Les fantomes d’Ismael’ e ‘3 Souvenirs de ma jeunesse’, per fare solo due titoli, la racconta in un polar al femminile dal titolo ‘Roubaix, une lumiere’ con Roschdy Zem, Lea Seydoux e Sara Forestier in concorso oggi al Festival di Cannes che si chiude sabato. Ispirato a un fatto vero, il film, dai forti tratti psicologici, racconta come in una notte di Natale, a Roubaix, il capo della polizia Daoud (Roschdy Zem) e l’agente di fresca nomina Louis (Antoine Reinartz) s’imbattono nell’omicidio di un’anziana signora ritrovata strangolata. Due giovani donne sbandate, vicine di casa della signora di 82 anni, vengono prima interrogate e poi incriminate del delitto.
Si tratta di Claude (Lea Seydoux) e Marie (Sara Forestier), due tossicomani, alcolizzate e amanti, due persone comunque sorprendenti in quanto a umanità.

DiCaprio sul red carpet per l’ambienteAttore produttore di Ice on fire, tra le proiezioni speciali

CANNES22 maggio 201921:13

– E’ tornato sul red carpet questa sera Leonardo DiCaprio, non come attore come ieri per il film di Quentin Tarantino C’era una volta a Hollywood ma come attivista ambientalista e produttore del documentario Iced on fire, tra le proiezioni speciali del festival oggi. Con lui la regista Leila Conners​ che ha detto “quando una personalita’ come Leonardo parla di certi temi, ne fa comunicazione mediatica arriva un grande aiuto. Il film pero’ vuole incoraggiare tutto il pubblico a darsi da fare personalmente per salvare l’ambiente senza demandare a persone celebri di farlo”.
Il tono del documentario e’ moderatamente ottimista. “Oggi abbiamo le soluzioni per aiutare il pianeta, per ridurre la nostra impronta ambientale con atteggiamenti e stili di vita”, ha detto la regista. Ice on Fire mostra cosa si sta facendo in questo senso: Nuovi carburanti più puliti, alghe rivoluzionarie, tecniche avanzate per espellere l’anidride carbonica dall’atmosfera.

Pompei cambia pagina, Osanna “Adesso il vero rilancio”Direttore confermato, manutenzione, ricerca e progetti per tutti

22 maggio 201921:52

– Prima di tutto la riorganizzazione dei ruoli e del personale “che andrà adeguato alle necessità di un parco archeologico”. Ma anche la creazione di una squadra fissa, e “più che raddoppiata” per badare alla manutenzione e l’investimento sulla ricerca, con gli scavi, i laboratori, le relazioni “con tutte le realtà internazioni più importanti”, il rapporto con il territorio.A poche ore dall’annuncio della sua riconferma alla guida di Pompei, il neo direttore Massimo Osanna, professore di archeologia classica in aspettativa all’Università di Napoli, sembra avere già molto chiare le sfide del suo secondo mandato: “Ora che il grande progetto è praticamente concluso si volta pagina e viene il bello – si accalora in un’intervista – Pompei deve entrare nella normalità mantenendosi all’altezza degli standard internazionali faticosamente raggiunti in questi anni”. Un assunto che tradotto significa, tanto per cominciare, “ridistribuire tutti gli incarichi, affidandoli magari a rotazione, per ripartire con sempre più energia e passione”, e la creazione di una squadra “di almeno 100 persone” per curare ogni giorno “con scrupolo” la manutenzione di strade, edifici, monumenti.Insomma una rivoluzione del personale e delle funzioni, ripensati per le esigenze di un parco d’archeologia visitato ogni anno da 3 milioni e mezzo di persone in cerca di storia e di emozioni, ma bisognoso anche di guida e di attenzione, servizi, sicurezza.Adesso che i restauri si possono quasi dire finiti (entro l’estate si chiudono gli ultimi cantieri,quelli che erano stati fermati dai ricorsi al Tar) e che praticamente tutte le domus sono aperte, il ritorno alla normalità, spiega l’archeologo, “significa per Pompei un investimento regolare sulla ricerca: continueremo a scavare, certo, ma in modo moderato, investiremo sullo studio di quello che è stato trovato e sulla diagnostica”. In questa linea, dice, “penso ad un rafforzamento dei laboratori per le ricerche applicate”. Ma anche al “potenziamento delle relazioni e delle convenzioni con tutti i più prestigiosi istituti scientifici”. Perché Pompei “deve continuare ad essere un modello internazionale”, ripete come un mantra l’archeologo. Senza dimenticare il suo pubblico, anzi, “lavorando per lui”, sottolinea. Il modello è quello di “un’archeologia pubblica”, “aperta a tutti, a cominciare dai disabili”.Un’archeologia “inclusiva”, che “coinvolga i ragazzi delle scuole e gli italiani, i cittadini locali ancora prima dei turisti stranieri, li porti a scoprire l’importanza della loro storia, li renda orgogliosi e partecipi”. Entusiasmo a parte, una strada certamente lunga e non facile: “Ne sono consapevole, ma anche convinto che questa sia la direzione da seguire”, risponde Osanna, che pensa a visite guidate “cucite su misura” per i più piccoli, conferenze nelle scuole, manifestazioni nei comuni. Oltre naturalmente alle mostre, i convegni, gli spettacoli del Teatro Grande (la stagione sta per ripartire), le strategie per contenere e diversificare i flussi di pubblico (la sperimentazione dei braccialetti per entrare e uscire dal sito ha funzionato).Tutte cose che ieri Osanna ha ripetuto – evidentemente convincendolo – anche al ministro Bonisoli che prima di decidere a chi affidare la guida del sito campano ha voluto riascoltare ancora una volta due dei tre candidati rimasti in lizza. “Sono convinto che un museo, in questo caso un parco archeologico debba essere per la comunità un polo per lo sviluppo, per ripensare le proprie radici, la cultura”. Tant’è, le cose da fare nei prossimi tre anni sono tante da mettere un po’ l’ansia.
Il rientro in servizio sarà a giorni, una data precisa ancora non c’è. Il professore non si scompone, né rinuncia all’entusiasmo: “Domani sono già lì”.

Da Almodovar a Parasite, è totopalma In corsa anche Loack, Malick, Ladj Ly, Diop, Bacarau e Diao Yinan

CANNES22 maggio 201920:40

CANNES – Almodovar su tutti con DOLORE Y GLORIA, sia perché è quello che ha messo d’accordo tutti (critici internazionali e francesi), non ha deluso le attese e sarebbe un suo riscatto (a Cannes non ha mai vinto nulla). E poi, in ordine sparso e restando ai soli maestri, potrebbero entrare nel palmares del Festival di Cannes l’unico vero ragazzo di questa edizione, ovvero Ken Loach con SORRY WE MISSED YOU (se non fosse già pluripremiato), e poi Terrence Malick con THE HIDDEN LIFE, che ha visto il suo ritorno al passato, alla storia.Ma quest’anno nel Totopalma le sorprese, vista la delusione dei maestri, potrebbero venire dagli outsider da PARASITE a LES MISERABLES, da ATLANTIQUES a BACARAU fino al cinese THE WILDE GOOSE LAKE. E questo con quattro film mancanti all’appello (tra cui IL TRADITORE di Marco Bellocchio che passa domani). Intanto PARASITE di Bong Joon-ho una storia di ricchi contro poveri in Corea, una lotta di classe ravvicinata dove a fare la differenza c’è anche l’olfatto. I poveri puzzano un po’ troppo per i ricchi, o almeno, è quello che capita nel film che si può sintetizzare come un Loach con finale da Tarantino.LES MISERABLES di Ladj Ly, le bande delle banlieu parigine, ovvero gitani, fratelli musulmani, prostitute nigeriane, protettori, ladri e poliziotti. Nessun ricco all’appello in questa potente opera prima, solo gente che si arrangia, poveri, ‘ultimi’ che vivono nel quartiere di Montfermeil proprio dove era ambientato gran parte del romanzo di Victor Hugo.ATLANTIQUES di Mati Diop, regista di origine senegalese, racconta non solo di boat-people che dal Senegal si imbarcano verso la Spagna, ma anche di chi resta e aspetta e questo attraverso una storia d’amore.BACARAU di Kleber Mendonca Filho e Juliano Dornelles, in corsa per il Brasile, è un film dalle molte anime: arcaica, ipermoderna, western, fantascientifica e surreale. Il tutto all’interno di una linea che divide metafisicamente il mondo ricco da quello povero. Tutto inizia nel villaggio di Bacurau, nel cuore del Sertao brasiliano.THE WILDE GOOSE LAKE di Diao Yinan, thriller-noir, atmosfera che ricorda Blade Runner (piove sempre), e l’anima nera, acida, della Cina di provincia. Una Cina piena di ruggine, muri sporchi, rumori, sparatorie, sangue, gente trapassata da ombrelli e anche con quel tanto di sesso che basta.          [print-me title=”STAMPA”]

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Teatro Piemonte Europa, +37% di abbonati
Il 3/o migliore Tric. Prima stagione diretta da Valter Malosti

TORINO21 maggio 2019 13:09

– Con ‘Me, mi conoscete. Primo Levi a teatro’, il progetto dedicato ai cent’anni della nascita dell’autore di ‘Se questo è un uomo’ e ‘Il sistema periodico’, chiude la stagione 2018-2019 di Teatro Piemonte Europa (Tpe), una stagione con numeri da record, +37% di abbonamenti, +10% di incassi, +5% di contributi del Mibac (il massimo possibile). La prima stagione firmata dal direttore Valter Malosti e la prima del triennio 2018-2020 nella graduatoria del Fus che vede Tpe fra i teatri in maggiore crescita a livello nazionale.
I dati sono stati resi noti dalla presidente della Fondazione Tp, Maddalena Bumma a un giorno dalla presentazione della prossima stagione, ricca soprattutto di nuove produzioni. “Il Tpe – spiega Bumma – è l’unico Teatro di Rilevante Importanza Culturale (Tric) del Piemonte sui 18 esistenti in Italia. Per importanza è quindi il secondo della regione, dopo il Teatro Stabile di Torino. La qualità della stagione appena conclusa ha fatto salire il Tpe alla 3/a posizione tra tutti i Tric.
Enrico Bisi direttore SottodiciottoE’ docente di regia, sostituisce Stefano Della Casa

TORINO21 maggio 201914:35

– Il regista torinese Enrico Bisi, docente di Regia al Dams di Torino, è il nuovo direttore di Sottodiciotto Film Festival & Campus. Bisi succede a Steve Della Casa, che ha terminato il suo incarico triennale, già in proroga di un anno per la scorsa edizione. Lo ha nominato il consiglio direttivo di Aiace Torino che ha anche annunciato che la prossima edizione del festival, la 21/a, si terrà nella primavera 2020.
“Prima di tutto ringraziamo Steve Della Casa per l’ottimo lavoro di questi anni – dichiara Giulia Carluccio, presidente di Aiace Torino – per le sue visioni di futuro, per la sua apertura al mondo universitario e alla ricerca, e anche per le sue riflessioni che hanno portato a scegliere per un cambio generazionale. Enrico Bisi, oltre ad aver già curato, due anni fa, un’ottima sezione del Festival, dedicata all’Hip Hop – aggiunge Carluccio – coniuga competenze cinefile con un’attività di documentarista che si sposa bene con la linea sperimentale e laboratoriale intrapresa dall’Aiace.”

Conti, torno con ieri e oggi se nozze ok perché separarsisu Rai3 in seconda serata da 16 giugno, ma già provini per Tale e Quale

21 maggio 201919:35

Nessun divorzio tra Carlo Conti e la Rai. Ad assicurarlo è lo stesso conduttore fiorentino: “Quando i matrimoni vanno bene non ci sono motivi per separarsi”, non usa giri di parole, taglia la testa al toro prima ancora dell’inizio della conferenza Stampa a via Teulada per la presentazione di Ieri e oggi – che riparte da domenica 16 giugno su Rai3 in seconda serata – anticipa le domande sul suo futuro e sulle indiscrezioni su un possibile passaggio dalla Rai a Mediaset.
– “Spero di continuare a fare tante edizioni di questo e altri programmi”, sottolinea Conti alla presenza del direttore di rete Stefano Coletta che ha fortemente voluto il programma dopo il successo della scorsa edizione. “Ho letto chiacchiere – sottolinea Conti – che puntualmente si ripetono allo scadere dei miei contratti. Negli ultimi due rinnovi ho già abbassato il compenso. Sia io che l’azienda abbiamo manifestato la volontà di continuare il nostro lungo legame.  E quando il matrimonio va bene, perché separarsi? Tanto che stiamo facendo già i provini di Tale e Quale show ancora prima della firma del nuovo contratto (il vecchio scade il 7 giugno e intanto va avanti con Ieri e Oggi). Tutto il resto sono chiacchiere”.  Ma è vero o no che Mediaset l’ha corteggiata? “Non solo – risponde – quando uno è sul mercato, è normale. La Rai è casa mia, e poi ripeto è la qualità del prodotto che conta i programmi cui resto molto legato. Ovvio poi, come diceva un mio illustre concittadino, del doman non v’è certezza”.   Il conduttore oltre al successo de L’Eredità prima, di Tale e Quale Show e de La Corrida conclusasi venerdì scorso, dal 16 giugno, si appresta a presentare Ieri e Oggi e anche i Music Awards a Verona e Col cuore in diretta da Assisi. E dopo il successo dello scorso anno, torna anche in questa estate il programma di memoria Ieri e oggi’. Nella scorsa stagione la trasmissione che ospita personaggi del mondo dello spettacolo che ripercorrono le tappe della loro carriera aveva visto di nuovo la luce dopo molti anni che era stata tenuta chiusa nel cassetto. Per volontà del direttore di Rai3 Stefano Coletta e di Carlo Conti l’anno scorso Ieri e oggi era tornato in onda nella formula classica, quest’anno il programma cambierà leggermente. “Invece di due personaggi in questa nuova serie di Ieri e oggi che sarà di 6 puntate ospiterà un unico personaggio.
Si tratteranno di grandi personalità del mondo della televisione: “Non avremo Pippo Baudo, perché per lui è già in programma la serata evento per la festa di compleanno, ma avremo Maurizio Costanzo, Piero Chiambretti, Renzo Arbore, Vincenzo Salemme e Lino Banfi”. Nella prima puntata, in onda in seconda serata da domenica 16 giugno però, in studio ci saranno insieme a Carlo due suoi grandi amici, anzi dovremmo dire fratelli, vale a dire Giorgio Panariello e Leonardo Pieraccioni che ripercorreranno con Carlo tutta la loro carriera, partendo dalle immagini delle prime apparizioni sulle tv locali toscane.
I tre, lo ricordiamo saranno protagonisti de “Il Tour” nella versione teatrale. Ma l’incontro è stato anche l’occasione per i giornalisti di fare a Conti ancora una volta domande in merito a una sua eventuale direzione artistica della 70esima edizione del Festival di Sanremo: “Non se ne è mai parlato assolutamente, obiettivamente è difficile perché sarebbe un po’ imbarazzante dire al conduttore quello che tu hai deciso. Né io accetterei né credo accetterebbe chi dovrebbe condurre il festival”.
Human Rights Nights torna a BolognaIn cartellone trenta film su ambiente e futuro del pianeta

BOLOGNA21 maggio 201915:32

– Sarà il film ‘Anote’s Ark’ di Matthieu Rytz, che racconta la storia delle isole Kiribati nel Pacifico centrale, a rischio scomparsa a causa dell’innalzamento delle acque marine provocato dal surriscaldamento globale, ad aprire la 19esima edizione di Human Rights Nights Festival in programma a Bologna da venerdì a domenica 2 giugno.
L’ambiente, i cambiamenti climatici, il futuro del pianeta, i diritti dell’uomo sono i temi centrali della manifestazione organizzata in collaborazione con la Fondazione Mast e con il sostegno della Fondazione Cineteca di Bologna, l’Università, Unicredit e la Regione Emilia-Romagna. Verranno proiettati 30 film e documentari che raccontano l’impatto dell’uomo sulla natura, la carenza di risorse idriche, le conseguenze dell’abbandono dei rifiuti e della plastica sull’ecosistema.
Fanny Ardant, la Belle Epoque pensando a MarcelloSorprende la commedia nostalgica con Auteuil, fuori concorso

CANNES21 maggio 201919:41

– “Ho pensato a Marcello Mastroianni, al suo modo di essere, il personaggio che interpreta Daniel Auteuil me lo ricordava tanto, mi e’ piaciuto pensare fosse ispirato a lui e anche per questo ho accettato il film, pensando ad un omaggio sentimentale a Marcello”: e’ una Fanny Ardant, afona e al solito bellissima anche con i segni dell’eta’ quella che racconta La Belle Epoque di Nicolas Bedos, il film francese fuori concorso che ha avuto accoglienza trionfale, divertendo ed emozionando la platea ed una montée des marches all’insegna dello star system francese con Marion Cotillard, Jean Dujardin tra gli altri. La commedia più sorprendente di Cannes 2019 è stata acquisita da I Wonder da Pathé Films già prima dell’inizio del mercato e uscirà in sala in autunno.Fanny Ardant interpreta Marianne, una donna di successo, vitale, piena di occasioni mondane. Ha un amante, forse non il solo e comunque nonostante l’età ha intenzione di vivere pienamente la sua vita. Il marito Victor, Daniel Auteuil, sembra il suo opposto, uno di quegli uomini che non si sono adattati ai tempi che cambiano, non ha voglia di curarsi, si veste trasandato, si e’ insomma lasciato andare, soprattutto ora che le sue stupende vignette di satira politica non trovano più posto sui giornali. Victor va da Antoine (Guillaume Canet) regista-imprenditore di ‘viaggi nel tempo’, un’organizzazione che porta il pubblico a vivere nel passato con set cinematografici, attori, messe in scena curatissime dal mobilio agli arredi ai dialoghi, per una sera o per giorni interi. E poi c’e’ il figlio che vorrebbe trovare il modo di lavorare con il padre ora che si e’ messo a produrre web serie animate. Al culmine di una lite, la Ardant caccia di casa Auteuil. Il fumettista con i soldi ricavati dalla vendita di un appartamento si installa ai Viaggi nel tempo: porta le vignette degli anni ’70, della ‘belle epoque’ della sua giovinezza, quella in cui ha conosciuto Fanny, provocante, sfacciata, spiritosa ragazza.Tutto viene allestito com’era: il suo bar, le sue feste hippy, il suo primo incontro con la giovane che poi sposerà. Attori in panni vintage recitano nella scena, guidati all’auricolare da Canet e una giovane ragazza, interpretata da Doria Tillier (di cui Canet e’ innamorato) sembra la piu’ adatta per il ruolo.
Sara’ la settimana piu’ bella della sua vita. Il viaggio nei ricordi funziona, Auteuil si veste come un tempo, i baffoni al posto della barba incolta, i pantaloni a zampa, tutto torna com’era, finzione e memoria. L’incontro con la ragazzina lo rivitalizza, pensa al passato, ma anche al presente, quasi si innamora della giovane attrice che ricambia l’attenzione di questo malinconico signore. Intanto la Ardant e’ libera, puo’ vivere con il suo amante (François Delis Podalyses) ,il migliore amico di Auteuil, ovviamente) salvo scoprire che la noia della routine e’ simile, incluso il russare del partner che la tiene sveglia. Quando la Ardant rivede Auteuil ringiovanito ha un colpo al cuore, lo segue ed entra nel set dei Viaggi nel tempo.”E’ un film melanconico, buffo, romantico e divertente al tempo stesso. C’e’ l’ode al passato che siamo stati certo ma anche l’ambizione di vivere il presente pienamente” dice Nicolas Bedos, “una commedia pervasa di nostalgia gioiosa sull’amore giovane e al tempo stesso sull’amore in tutte le eta’ della vita”.​ Il regista si e’ dichiarato “completamente pazzo di Fanny Ardant, attrice e donna eccezionale, l’idea di fare un film con lei e vederla tutti i giorni ha resto questo film magico”.

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Al Norte de la tormenta, tra buio e ironia
Al Maxxi capolavori da Valencia, da Rauschenberg a Muñoz

21 maggio 201919:37

– È un circuito enigmatico capace di riunire la luce al buio, il mistero all’ironia, la mostra “Al Norte de la tormenta” che porta al Maxxi dal 22 maggio all’8 settembre i capolavori della collezione dell’IVAM, Institut Valencià d’Art Modern. Inserita nel programma del museo capitolino di collaborazioni internazionali Expanding the Horizon, la mostra accende i riflettori sulla straordinaria eterogeneità della collezione dell’IVAM, che accoglie fin dalla sua fondazione nel 1989 (nel 2019 cadono i 30 anni) i principali movimenti artistici che si sono avvicendati dall’inizio del secolo scorso al contemporaneo, con un approccio che mescola il locale (con gli artisti spagnoli) al globale (con aperture all’Europa e al resto del mondo).Il percorso, a cura di Hou Hanru con Chiara Bertini, sorprende per la varietà dei linguaggi presenti, dalla fotografia alla pittura, dalla scultura alle installazioni fino alla sound art: le 23 opere sono firmate da alcuni dei principali artisti di oggi e del ‘900, tra cui Robert Rauschenberg e Juan Muñoz, Tony Cragg e Antoni Tàpies, Bruce Nauman, Eduardo Chillida e Richard Tuttle. L’inizio della collettiva è tutto nel segno di Muñoz, con due sculture: la prima, che dà il titolo alla mostra, sembra un astrolabio in ferro dall’effetto straniante, che ripropone il flusso di pensieri dell’artista madrileno, con coltelli, portoni e ringhiere che si affollano sulla superficie circolare; a fare da contraltare all’opera, la seconda scultura, appartenente al Maxxi, che rappresenta un uomo sorridente, pronto a dialogare con chi lo osserva. Si prosegue alternando percezioni contrastanti: se con “Blood Orange Summer Glut” Rauschenberg indaga in modo ludico attraverso la scultura le proprietà visive del metallo, assemblando oggetti di recupero e giocattoli, nella tela “Gran diptic roig i negre” Tàpies sembra rievocare il big bang con trame grafiche, materia e simboli matematici.Accanto al fascino di “100 years”, i 101 ritratti di Hans-Peter Feldmann che riflette sullo scorrere del tempo immortalando in bianco e nero persone di un’età compresa tra i pochi mesi e i 100 anni, e al ritorno all’infanzia di “Sweet”, la scatola di caramelle di ferro, piombo e vetro di Susana Solano, l’occhio poi cade sulle grandi installazioni: da “Models for tunnels” di Nauman che simula un tunnel vuoto ad “Absorto” di Pedro Cabrita Reis, che stimola la dimensione contemplativa con una enigmatica costruzione circolare. “Con questa mostra inizia la collaborazione tra noi e l’IVAM per lo scambio dei nostri capolavori”, spiega Hou Hanru, direttore artistico del MAxxi, “il titolo rimanda alla potenza della collezione del museo spagnolo, ma è anche un invito a ritrovare la forza per confrontarsi in un momento storico così complesso come quello di oggi”. “Quest’anno il nostro museo compie 30 anni: abbiamo una collezione di 12 mila opere, e siamo uno dei pochissimi musei in Spagna dedicati all’arte moderna e contemporanea”, dice José Miguel Garcìa Cortés, Direttore IVAM, ricordando l’impegno “negli ultimi 4 anni, da quando sono direttore, a cercare di dare una maggiore peculiarità al museo, sviluppando alcune tematiche come la mediterraneità e la memoria, accogliendo anche le attività artigianali e i fumetti, senza dimenticare la presenza delle artiste donne, che ormai rappresentano il 50%”. La collaborazione tra le due istituzioni proseguirà nel 2020, quando un focus sulla collezione del Maxxi sarà ospitato nelle sale dell’IVAM.

Mattotti incanta con i suoi orsi saggiIn concorso a Un Certain Regard l’opera prima dell’illustratore

CANNES21 maggio 201919:35

– Era atteso ormai da molti mesi e la notizia aveva fatto il giro del mondo, almeno tra gli appassionati del fumetto e della grafica per quella che va sotto il nome di “nona arte”, mettendo a rumore anche il mondo del cinema da quando le prime immagini si erano viste al Festival dell’animazione di Annecy. Ma solo ora a Cannes è venuto il gran giorno della consacrazione: Lorenzo Mattotti debutta come regista con “La famosa invasione degli orsi in Sicilia”, paracadutato quasi fuori tempo massimo nel concorso ufficiale di Un Certain Regard.”Questa storia mi insegue da più di 10 anni – racconta Mattotti, classe 1954, bresciano di nascita ma ormai da oltre 20 anni parigino d’adozione – e da sei ci lavoro a intervalli regolari. Il vero problema era misurarsi con i disegni di Dino Buzzati che accompagnarono la prima edizione in libreria del romanzo. Sono datati 1945 ma hanno una freschezza e una modernità che non potevo copiare e di cui però non potevo non tener conto. Ho scelto un tratto più netto, sottratto dettagli, lavorato su un’idea pittorica che mi appartiene di più”. Uscito a puntate sul Corriere dei piccoli nel 1944 e poi, interamente rivisto, un anno dopo in libreria, il romanzo di Buzzati è una favola moderna sul contrasto tra la natura incontaminata e l’umanità tentatrice e rovinata dalla coscienza di sé. Seguendo con pudore la trama originale ma incorniciandola in un improvvisato spettacolo di marionette (che del resto era il solo adattamento precedente a questo film), Mattotti racconta di come, durante un gelido e imprevisto inverno siciliano, gli orsi delle montagne, sotto la guida di Re Leonzio, scendano a valle per cercare cibo nelle terre del Granduca di Sicilia. A spingere il re, in verità, è soprattutto il desiderio di ritrovare suo figlio Leonzio, rapito dai cacciatori un anno prima. Con sprezzo del pericolo e l’aiuto di un alchimista mago, pur in inferiorità numerica, gli orsi vincono la guerra e si insediano in città. Nonostante una serie di prove di coraggio contro altre tribù e spaventosi mostri, gli orsi finiscono però per farsi contagiare dai difetti degli uomini, l’egoismo, la lussuria, la pigrizia, finché a pagare per tutti sarà proprio Re Leonzio. Che sul letto di morte chiede ai suoi un ultimo sacrificio: abbandonare l’umanità e tornare tra i monti, dove è il loro destino, al riparo dai vizi che li hanno corrotti.Solo una favola per bambini? “Non direi proprio – osserva Mattotti – anche se nel disegno ho cercato di conservare la fresca ingenuità che mi ha sedotto in Buzzati. Del resto basta guardare a cosa siamo diventati oggi per capire che quella fiaba, scritta in tempo di guerra, parla a tutti noi”. Cosa pensa il “parigino” Mattotti delle ormai imminenti elezioni europee? “Gli artisti pensano con il loro lavoro: chi guarderà il mio film non avrà dubbi e capirà che l’utopia è più forte delle seduzioni passeggere del potere e del denaro”. Com’è il Mattotti regista rispetto al Mattotti illustratore ricercato in tutto il mondo? “Un timido artigiano che impara un mestiere nuovo: avevo fatto le prove generali con il film collettivo “Peurs du noir” del 2007, ma questa volta rischiavo da solo. Spero di non sfigurare e ho usato i soli strumenti che conosco bene: i colori, la luce, la sobrietà della linea. Mi considero soprattutto un colorista e il lavoro con Enzo D’Alò per ‘Pinocchio’ mi ha molto aiutato”. Risultato finale: “La famosa invasione degli orsi in Sicilia” è davvero un film e non un lungo fumetto srotolato anche se conserva il ritmo quasi fisso dei suoi meravigliosi quadri colorati. Bisogna accettarne il tempo narrativo, ma poi ci si immerge in un mondo fitto di suggestioni e il film, che per l’Italia è coprodotto da Indigo e avrà la voce di Toni Servillo, Antonio Albanese e perfino Andrea Camilleri, è destinato a incantare anche il pubblico delle sale italiane dove uscirà grazie a BIM.

Aretha Franklin, spuntano tre testamentiDocumenti trovati in casa a Detroit, uno sotto cuscini divano

NEW YORK21 maggio 201915:59

– A meno di un anno dalla sua morte, tre testamenti scritti a mano sono stati trovati nella casa a Detroit di Aretha Franklin. Due datati 2010 erano in un armadio chiuso a chiave, l’altro, datato 2014, era nascosto sotto i cuscini di un divano nel salotto.
Secondo il legale della Regina del Soul, i documenti sono difficili da decifrare ma sembra che abbia lasciato tutti i suoi beni alla famiglia. Non è ancora chiaro se i tre testamenti siano legalmente validi.
Mango Committed, collezione sostenibileLavaggi jeans con risparmio di 4 mln di litri in questa stagione

21 maggio 201916:02

– Il marchio di abbigliamento spagnolo Mango lancia la nuova collezione sostenibile Committed, una selezione di linee impegnate nella protezione dell’ecosistema, una capsule di capi creati con tessuti riciclati e fibre sostenibili già dal 2017. L’azienda annuncia inoltre che il 38% della collezione di jeans PE19 viene prodotta con risparmio di acqua, con una previsione di incrementare questa cifra entro la metà della prossima stagione. L’azienda ha introdotto nuove tecniche nella produzione dei suoi jeans in questo periodo, ottenendo un risparmio di quasi 10 litri di acqua per ogni capo.
Nei modelli come il Boy TS e lo Straight TS, il consumo d’acqua si è ridotto fino a 16,5 litri. Mango, con l’obiettivo di continuare a puntare su una moda rispettosa dell’ecosistema, ha analizzato il proprio impatto idrico (il volume di acqua utilizzato nella produzione) di uno dei suoi jeans standard, riuscendo a individuare come la produzione di cotone e i processi di finitura rappresentino il 90% del consumo di acqua.
Poster Enit ne L’Amica GenialeL’Ente promuove il movie tourism al festival di Cannes

21 maggio 201916:03

– I manifesti storici dell’Enit saranno fondamentali per la seconda stagione de L’Amica Geniale, la fiction per proseguire il racconto dell’Italia dal dopoguerra fino ai giorni nostri. Lo annuncia lo stesso ente del turismo italiano che è presente come co-sponsor all’Italian Pavilion in occasione della 72/a edizione del festival di Cannes fino al 25 maggio insieme con altri partner istituzionali quali la direzione generale cinema del Mibac, il Mise, l’Ice, l’Istituto Luce – Cinecittà, Anica e le Film Commissions italiane. “Il cineturismo è una tendenza in voga già nel secolo scorso che si sta riaffermando con vigore proponendo nuovi scenari da esplorare. Viaggiare nei luoghi cult dei set cinematografici è un fenomeno che appassiona. E’ infatti legato al turismo esperienziale e alle emozioni, capaci di persuadere e attrare i visitatori e consentire agli stessi turisti di fissare i luoghi in ricordi indelebili” commenta il direttore esecutivo Enit Gianni Bastianelli.
La prima stagione della fiction, prodotta da Wildside e Fandango, in co-produzione con Umedia e in collaborazione con Rai Fiction, HBO Entertainment e TimVision, è andata in onda su Rai 1 e Timvision in Italia, raccogliendo un grande successo.
A Cannes l’Enit ha riunito il network dell’industria cinematografica per un appuntamento rivolto alla travel industry locale e alla stampa con un appuntamento speciale al “turismo cinematografico” giovedì 23 maggio all’Hotel Majestic Barrière, in occasione della proiezione del film italiano “Il Traditore” di Marco Bellocchio in concorso al festival. L’obiettivo è promuovere le mete italiane scenografie naturali del cinema.
“L’Italie, un plateau à ciel ouvert” è il tema dell’evento al quale parteciperà anche l’ambasciatrice d’Italia in Francia Teresa Castaldo.

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Tribunale diventa teatro per Paragoghè
Prima volta in Italia per spettacolo su depistaggi e stragi

ANCONA21 maggio 201917:32

– Il tribunale come una piazza, un’agorà dello spirito in cui non si va per essere giudicati o intimoriti, ma per riflettere e confrontarsi attraverso il teatro sulle cose che accadono e che sono accadute, ricordando quanti in Italia sono morti colpiti dalle bombe e che ‘non sono stati sepolti bene’. Questo secondo l’attore, scrittore e regista teatrale Marco Baliani – il senso del suo spettacolo ‘Paragoghè’ (depistaggio in greco), che debutta ad Ancona, per la prima volta in Italia, negli spazi del Palazzo di Giustizia il 23 maggio, con repliche il 24 e il 25.
L’iniziativa si deve al presidente del Tribunale Giovanni Spinosa che ha chiesto a Marche Teatro di realizzare lo spettacolo per commemorare la strage di Capaci, avvenuta il 23 maggio 1992, e per intitolare ai giudici Falcone e Borsellino la Corte interna del tribunale che ospita la recita, e l’intero Palazzo di Giustizia a Vittorio Salmoni, magistrato di origine ebraica escluso dal lavoro durante le persecuzioni razziali.
Mostra su Bowie per 50/mo “Space Oddity”A 50 anni da pubblicazione brano “Space Oddity”, 30 opere a Roma

maggio 201918:17

– A 50 anni dalla pubblicazione dell’iconico brano di David Bowie “Space Oddity”, la Galleria SpazioCima a Roma, metterà in mostra, da martedì 4 giugno sino a venerdì 21 giugno, la collettiva omaggio al Duca Bianco e al suo rapporto con lo spazio.”Far above the moon” comprende circa trenta opere e installazioni, di vari formati. Una mostra incentrata sul rapporto tra il cantante e l’infinito, che in tante occasioni è stato approfondito. Del resto David Bowie non era quell’alieno sbarcato sulla Terra, come nel film “L’uomo che cadde sulla terra” diretto da Nicolas Roeg nel 1976, che ci guarda dallo spazio, sprigionando forza e vita attraverso la sua musica e la sua poesia? “Sebbene sia lontano più di centomila miglia, mi sento molto tranquillo e penso che la mia astronave sappia dove andare. Dite a mia moglie che la amo tanto, lei lo sa”. Queste parole sono tratte dala capolavoro di Bowie Space Oddity, pubblicato nel luglio del 1969, che parla proprio di un astronauta che sta per avvicinarsi alla luna. L’astronauta è spaesato ma sereno, di fronte all’immensità dello spazio che ha di fronte. La canzone fu pubblicata sulla scia degli avvenimenti che stavano accadendo in quel periodo: non solo lo sbarco del primo uomo sulla luna, ma anche l’uscita del film “2001: Odissea nello spazio” di Stanley Kubrick.
Nella collettiva, organizzata da Roberta Cima, le trenta opere sono incentrate proprio sul rapporto tra il cantante e lo spazio, che in varie occasioni è stato approfondito. Tra gli artisti presenti con le loro opere e il loro omaggio a david Bowie alla mostra, figurano Eugenio Rattà, Nino Attinà, Chiara Montenero, Cristina Taverna, Cristina Davoli, Valerio Prugnola, Paola Lomuscio, Marco Giacobbe, Mokodu Fall, Giovanni Sechi, Barbara Lo Faro, Adriana Farina, Valentina Lo Faro, Antonella Torquati, Rosalba Ruggero, Gabriella Annik, Tuono Pettinato, Daniela Durisotto.
Croisette impazzita per Brad e LeoLe star di Tarantino elettrizzano il red carpet

CANNES21 maggio 201918:17

– Tutti pazzi per Brad Pitt e Leonardo DiCaprio a Cannes. La folla sulla Croisette in loro attesa per ore in occasione della prima mondiale di ‘C’era una volta a Hollywood’ di Quentin Tarantino. Quando le due star sono scese dalle auto scure del festival ci sono state scene di isteria collettiva.
Brad Pitt e Leo DiCaprio non si sono risparmiati e hanno firmato autografi, fatto selfie. In smoking tutti e due, DiCaprio ha sfoggiato barba corta con il pizzo, Brad capelli un po’ lunghi a sfiorare il collo, bellissimi entrambi.
Sulla Montee des Marches Tarantino ha dichiarato “tutto magico qui”, e a proposito del suo film ha detto: “Racconto il periodo in cui Hollywood cambiò”. Nel film, ambientato nel 1969, si mette in scena tra l’altro la strage di Charles Manson in cui fu uccisa la bellissima giovane moglie di Roman Polanski, Sharon Tate, interpretata da Margot Robbie. Venticinque anni fa sullo stesso red carpet di Cannes, Tarantino presentava il suo film più iconico, ‘Pulp Fiction’.
Capsule gender neutral da Ralph Lauren50 anni Stonewall, proventi a favore organizzazioni Lgbtqia+

NEW YORK21 maggio 201918:37

– Nell’anno del mezzo secolo dai moti di Stonewall, la rivolta in un bar del Village che segno’ la nascita’ delle campagne per i diritti dei gay, Polo Ralph Lauren lancia la collezione “Pride”, una “capsule” di cinque pezzi “gender-neutral” per adulti e bambini, accompagnata da una campagna all’insegna dei valori della individualità e dell’inclusione. Lo stilista ha firmato a questo scopo una partnership con la Stonewall Community Foundation e donerà una percentuale dei ricavi a favore delle organizzazioni LGBTQIA+ di tutto il mondo.
La campagna ha per testimonial un gruppo eterogeneo d’individui tra cui il freeskier, campione olimpionico e attivista Gus Kensworthy, il ballerino Harper Watters; la scrittrice, comica e attrice Patti Harrison; il fotografo e modello Jacob Bixenman; l’attrice Josie Totah e gli affiliati dell’Istituto Hetrick-Martin, Tyriq e Cory con scatti del fotografo Cass Bird.
Tutti i partecipanti alla campagna hanno profonde radici nella comunità LGBTQIA+.
Festival Macerata diventa RossodesiderioIn programma nuovo allestimento Carmen e anche Mahmood

21 maggio 201918:56

– Si tinge di rosso desiderio la cinquantacinquesima edizione del Festival di Macerata, che è stata presentata questa sera a Milano. Rosso desiderio è il fil rouge che attraversa il programma che sarà inaugurato il 19 luglio con un nuovo allestimento di Carmen, e continuerà con il premiato Macbeth di Emma Dante e la ripresa del Rigoletto di Federico Grazzini. Ma #rossodesiderio è anche l’hashtag che sono invitati ad utilizzare gli spettatori per le loro foto, che in questo modo saranno inserite in una videoinstallazione realizzata dagli studenti dell’accademia di Belle Arti di Macerata. In programma una Notte all’opera, aperitivi in loggione, feste a tema sul palcoscenico dello Sferisterio (trasformato ad esempio in milonga per Carmen) e una lunga serie di eventi aperti a pubblici diversi: fra i personaggi coinvolti anche Sergio Rubini e Mahmood.
Motta in tour dal 25 maggioIl via da Milano, “poi mi fermerò, per tornare consapevole”

21 maggio 201919:02

– Parte il 25 maggio, da Milano, il nuovo tour di Motta, che torna dal vivo con un nuovo spettacolo che prende il nome da una frase contenuta in “Dov’è l’Italia”, brano presentato alla 69/a edizione del Festival di Sanremo. Con il nuovo Tour Motta suonerà quest’estate nei più importanti festival musicali della penisola e in scaletta alternerà le canzoni di “Vivere o Morire” (Sugar), Targa Tenco 2018 per la categoria “Disco in assoluto”, a quelle di “La fine dei vent’anni”, Targa Tenco 2016 per la miglior Opera Prima. “Saranno le ultime date di un tour che non si è mai fermato da almeno tre anni, come non si è mai fermata la mia voglia di cambiare idea sulle cose – racconta Motta -. Da quando sono partito è cambiato quasi tutto e un po’ come la vita una persona passa il tempo a viaggiare per tornare al punto di partenza. Per questo dopo questo tour mi fermerò per un po’. Per tornare bambino consapevole di tutto quello che è successo”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Rocco Hunt, canto il calcio dalle tv alle periferie
‘Benvenuti in Italy’ è nuovo singolo per gli Europei Under 21

21 maggio 201919:42

– Il nuovo singolo di Rocco Hunt è ‘Benvenuti in Italy’ e il brano sarà anche la colonna sonora della Nazionale Italiana Under 21 durante i prossimi Europei di Calcio. Scritto dallo stesso Hunt, il brano è prodotto da Mace e Zized, già autori di hit multiplatino. “Questa canzone racconta un mondo del calcio che non è solamente quello che vediamo in televisione – ha raccontato il rapper campano – ma anche quello che si fa nei campetti di periferia o nelle strade, quando i ragazzini mettono gli zaini a terra per fare le porte. Il calcio è uno sport universale che supera ogni barriera, ogni nazione e ogni lingua, per unire i popoli, farli sorridere e anche piangere”. Il nuovo singolo della voce salernitana arriva in occasione della prima volta delle finali degli Europei Under 21 ospitate in Italia e Hunt presenterà dal vivo la nuova canzone in occasione della prima partita in programma il 16 giugno allo Stadio Dall’Ara di Bologna, così come per la finale prevista in quel di Udine.”Finalmente un tour negli stadi – ha scherzato Hunt, oggi durante una conferenza stampa spalleggiato dal Tecnico della Nazionale Under 21 Luigi Di Biagio e dal Presidente della FIGC Gabriele Gravina – e non mi dispiacerebbe passare dalle fila della Nazionale Cantanti nella quale gioco, a quelle della Nazionale Under 21, anche perché sono quasi coetaneo dei ragazzi che scenderanno in campo”. Il Campionato Europeo Under 21 raggiunge quest’anno la sua ventunesima edizione e determinerà l’accesso ai Giochi Olimpici di Tokyo del 2020. Con cinque titoli vinti su sette finali disputate, l’Italia è attualmente al comando nell’Albo D’oro, con il trionfo per tre edizioni consecutive sotto la guida di Cesare Maldini, prima delle altre vittorie allenata da Marco Tardelli e Claudio Gentile. A dirigere oggi gli azzurrini c’è invece Luigi Di Biagio. “Sono felice della colonna sonora firmata da Rocco Hunt – ha spiegato il tecnico – anche perché è uno dei cantanti preferiti dai miei figli e la sua musica è come fosse di casa”.Partner musicale delle Nazionali di Calcio italiane, compresa la Under 21, è poi Radio Italia che garantirà l’informazione sulle partite e fornirà ai suoi ascoltatori contenuti esclusivi.
Danza della morte nelle opere di NavazioAll’Auditorium di Roma i dipinti dell’artista-pediatra scomparsa

21 maggio 201919:50

– Ballerine e donne dalla femminilità pronunciata. Figure femminili in dolce attesa. Immagini angelicate, dai tratti ‘masacciani’, dalle pennellate e dai colori delicati, quasi sfumati, in uno stile surrealista che forse è solo la ricerca dell’oblio, la voglia di lottare contro il male o di dimenticare il dolore. Figure di bambini nei suoi quadri mai. Quelli erano i suoi pazienti. “I miei bambini” come chiamava i piccoli che lei curava nel suo frequentatissimo studio dei Parioli a Roma. Ora una mostra organizzata dal marito il dottor Agostino La Bella, all’Auditorium Parco della Musica, dal 23 maggio al 2 giugno, ricorderà ancora una volta l’artista Anna Maria Navazio, non la pediatra. L’esposizione comprende molte tele realizzate nel periodo della malattia, fino all’ottobre 2018, quando la “dottoressa” ha smesso di lottare morendo prematuramente. La sua vasta produzione artistica comprende circa 200 tele a olio, pastelli, acquarelli e disegni. L’opening avrà la presentazione di Claudio Strinati.
“Nondimeno alcuni quadri forse incompiuti – scrive Strinati nella sua presentazione – qui esposti, sono apparsi non solo degnissimi di essere presentati ai cultori delle Belle Arti e agli estimatori della insigne pittrice, ma anche in qualche modo rilevatori degli estremi pensieri dell’artista. Alcuni privi di titolo sono stati titolati forse arbitrariamente, ma mantenendo fermo un principio fondamentale che attraversa tutta l’ampia produzione della Navazio, quello dell’opera d’arte quale espressione diretta della più potente e insieme discreta emotività depositata nei quadri con una fierezza e una comunicativa che consente di collocare la nostra artista in una posizione di rilievo nella storia della pittura italiana di questo primo ventennio del ventunesimo secolo”.
Opere Museo del ‘900 spiegate a detenutiFirenze, prima volta dipinti collezioni civiche in penitenziario

FIRENZE21 maggio 201919:59

– Portate dal Museo del Novecento di Firenze nella casa circondariale di Sollicciano due opere delle collezioni civiche – Renato Paresce “La casa e la nave” (1931, tempera su cartoncino) e Severo Pozzati “Maternità” (1917, bronzo) – che i detenuti hanno potuto apprezzare e ‘studiare’ col supporto di un restauratore e di un mediatore culturale.
Così, dopo aver portato dipinti e sculture nelle scuole di Firenze, il Museo del Novecento adesso avvicina all’arte i detenuti e le detenute del penitenziario di Sollicciano. Succede con Outdoor, progetto ormai collaudato, che diventa così parte di ‘Educare alla bellezza’, il piano allestito per conoscere i musei fiorentini già avviato dalla scuola Cpia1 (Centro Provinciale per l’Istruzione degli adulti) e che vede partecipare i detenuti e le detenute iscritti e frequentanti corsi scolastici a Sollicciano. È la prima volta che opere d’arte moderna di valore come quelle di Paresce e Pozzati superano le mura di un carcere.         [print-me title=”STAMPA”]