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GAME BOY COMPIE TRENT’ANNI

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GAME BOY COMPIE TRENT’ANNI

AGGIORNAMENTO IN “TECNOLOGIA”

DELLE 23:38 DI DOMENICA 21 APRILE 2019

GAME BOY COMPIE TRENT’ANNI

Ha fatto giocare intere generazioni di ragazzi in tutto il mondo: compie 30 anni il Game Boy, la storica console portatile che fu lanciata da Nintendo sul mercato giapponese il 21 aprile 1989. Questo dispositivo piccolo e portatile è ricordato non solo per aver aperto la strada ad un modo di giocare in mobilità, anticipando smartphone e app, ma anche per i giochi che ha fatto girare, da Tetris a Pokémon, da Super Mario a Donkey Kong.
In tutto il mondo il Game Boy ha venduto ben oltre 100 milioni di copie. Ed è tutt’ora molto cercato sui siti di commercio elettronico da appassionati e collezionisti.
Il 21 aprile del 1989 Nintendo iniziò la commercializzazione del Game Boy in Giappone. Nacque dalla felice intuizione del team di ricerca e sviluppo interno dell’azienda, frutto del lavoro del visionario Gunpei Yokoi e dei suoi collaboratori. Dopo il Sol Levante approdò in agosto dello stesso anno negli Usa e in Europa il 28 settembre 1990, con un successo che fu immediato. Pochi anni dopo, nel 1996 e nel 1998, è stato il turno delle riedizioni: Game Boy Pocket, Game Boy Light e in seguito di Game Boy Micro
Poi la console portatile si è trovata a competere con prodotti sempre più avanzati e che offrivano una esperienza immersiva, come la Playstation di Sony e l’Xbox di Microsoft. E gli scenari odierni, oltre alle app e ai giochi sugli smartphone, sono tutti proiettati sui visori e la realtà virtuale e soprattutto sullo streaming. Con Apple e Google sono scese in campo con due servizi, Stadia e Arcade, che propongono una sorta di Netflix dei videogiochi.
Per stare al passo, nel 2017 Nintendo ha lanciato la console Switch, un ibrido tra una console casalinga e una portatile. E le vendite del dispostivo nell’ultima stagione natalizia hanno spinto gli utili della società. Gli analisti di Strategy Analytics prevdedono che Nintendo tornerà a guadagnare la leadership del mercato.
Secondo indiscrezioni circolate nei giorni scorsi, la casa di Kyoto avrebbe stretto un accordo con Tencent per sbarcare in Cina, mercato che ha stretto le maglie sui videogiochi. Dopo la notizia il titolo è salito in Borsa del 16% come non accadeva dal settembre 2016.          [print-me title=”STAMPA”]

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AGGIORNAMENTO DALLE 13:58 ALLE 14:46

DI VENERDì 30 NOVEMBRE 2018

SOMMARIO

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Huawei: Xu, Usa forse non saranno leader 5G se ci bandiscono
Il presidente, operatori tlc e consumatori pagheranno di più

Trump tende la mano, incontrerà i big della tecnologiaCeo Google parlerà alla Camera, dipendenti contrari a Dragonfly

Nintendo tornerà leader delle consoleNel 2019 venderà 17,3 mln di Switch contro 17,1 mln PlayStation

Apple rimuove 700 app dallo store cineseThe Telegraph, non hanno chiesto approvazione per aggiornamenti

Il film più influente, l’algoritmo sceglie il Mago di Oz Seguito da Star Wars e Psycho

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Gli Stati Uniti potrebbero non vincere la partita del 5G senza Huawei. Lo ha detto il presidente di turno del colosso cinese, Eric Xu, in un’intervista alla Cnbc in cui è intervenuto sul divieto americano all’uso di apparecchiature di telecomunicazioni a marchio Huawei nella realizzazione delle nuove reti cellulari di quinta generazione, per timori su sicurezza e spionaggio. Tenere l’azienda asiatica fuori dal mercato – ha evidenziato – determinerà prezzi più elevati sia per le compagnie di tlc, sia per i consumatori.

“Huawei, leader nella tecnologia 5G, non ha l’opportunità di servire i consumatori statunitensi con soluzioni e servizi 5G, quindi il mercato statunitense è un mercato senza piena concorrenza”, ha detto Xu. “Ora, non sono sicuro che possano davvero raggiungere il loro obiettivo di diventare il numero uno al mondo nel 5G”.

Oltre a Huawei, gli Usa hanno messo al bando anche Zte, altro fornitore cinese di apparecchiature di rete. “Senza la partecipazione dei leader della tecnologia 5G, senza una piena concorrenza, le società di telecomunicazioni dovrebbero spendere di più per acquistare attrezzature 5G per l’implementazione della rete”, ha sottolineato Xu. “I consumatori dovranno spendere di più per ottenere servizi 5G che non sono così buoni, dal punto di vista qualitativo, rispetto ad altri mercati dove sono presenti i leader del settore”.
L’amministrazione Trump incontrerà i big del settore tecnologico per discutere di idee innovative in grado di assicurare agli Usa la leadership industriale in futuro. L’incontro, che arriva come un segnale distensivo della Casa Bianca nei confronti della Silicon Valley, è in programma il prossimo giovedì. Tra i partecipanti figurano i Ceo Sundar Pichai (Google) Satya Nadella (Microsoft) e Steve Mollenkopf (Qualcomm).Pichai sarà a Washington anche il giorno precedente, mercoledì 5 dicembre, per testimoniare davanti alla commissione Giustizia della Camera. Tra gli argomenti che dovrebbero essere affrontati dal numero uno di Google figurano la protezione dei dati degli utenti, i risultati delle ricerche online a tema politico e il lavoro della compagnia sul progetto Dragonfly, che consiste in un motore di ricerca pre-censurato per la Cina.Proprio il motore di ricerca censurato è al centro delle proteste dei dipendenti di Google, che a più riprese hanno chiesto all’azienda di fare marcia indietro. I dipendenti hanno fatto sapere di aver raccolto oltre 200mila dollari per un fondo per lo sciopero. La contrarietà, hanno spiegato nei giorni scorsi in una lettera pubblicata sulla piattaforma Medium, è nei confronti di “tecnologie che aiutano i potenti a opprimere i più deboli”.
Dopo 10 anni di assenza dalla vetta della classifica, Nintendo sta per riguadagnare la leadership del mercato globale delle console da gioco. Secondo Strategy Analytics, la compagnia nel 2019 venderà 17,3 milioni di console Switch, mentre Sony si fermerà a 17,1 milioni di PlayStation 4 e 4 Pro. Microsoft resterà in terza posizione con 10 milioni di Xbox One e One X. A fornire le previsioni è la società Strategy Analytics.Stando agli analisti, il 2018 si chiuderà con 46,1 milioni di console vendute, la cifra più alta registrata dal 2010, con un giro d’affari di 15,4 miliardi di dollari. Nel 2019, tuttavia, è atteso un calo del 10% dei ricavi, a causa della flessione sia dei volumi di vendita, sia dei prezzi. I ricavi torneranno ai livelli del 2018 soltanto nel 2023, con il lancio di una nova generazione di console.Tra le aziende, sempre secondo gli analisti, Sony resta leader del mercato se si guarda alle console in uso. Circa la metà dei videogiocatori mondiali ha in camera o in salotto una PlayStation, e l’84% di queste è una PS4 o PS4 Pro. A livello geografico, c’è una console per videogame in quasi la metà (45%) delle case in Nord America, e in una su cinque (20%) delle case europee.

Apple rimuove oltre 700 applicazioni dallo store cinese. Secondo The Telegraph, le app in questione sono state eliminate perché non rispettavano le norme imposte da Cupertino sugli aggiornamenti, cioè alcuni sviluppatori cercavano di pubblicarli senza passare attraverso il meccanismo di approvazione richiesto dall’App Store. Tra le app rimosse c’è Sogou, l’alternativa cinese a Google, e Pinduodo, uno dei più importanti rivenditori online del paese.Al momento non è chiaro se e quando Apple riammetterà queste applicazioni sull’app store. Non è la prima volta che la società fa pulizia nel negozio digitale cinese, in passato alcune rimozioni hanno riguardato applicazioni del gioco d’azzardo ma anche app-Vpn, cioè quelle che consentono di navigare in sicurezza criptando il traffico, usate dagli utenti per dribblare i meccanismi di censura utilizzati in Cina.
Il premio come film più influente di tutti i tempi va a… ‘Il mago di Oz’. Ad annunciarlo, come nella notte degli Oscar, è un algoritmo tutto italiano, che ha stilato la classifica delle pellicole di maggior successo dopo aver valutato le più citate tra le oltre 47.000 contenute nella banca dati di Amazon (Internet Movie Database, IMDb). Tra i cult del cinema occidentale si classificano anche ‘Star Wars’, al secondo posto, e ‘Psycho’, al terzo. Nell’olimpo dei registi, invece, ci sono Alfred Hitchcock, Steven Spielberg e Brian De Palma, mentre sul podio degli attori salgono Samuel L. Jackson, Clint Eastwood e Tom Cruise: unica donna nella top ten è l’attrice canadese Lois Maxwell, la mitica Miss Moneypenny della saga di 007. A indicarlo è lo studio pubblicato sulla rivista Applied Network Science da Livio Bioglio e Ruggero G. Pensa, entrambi informatici dell’Università di Torino.
Star Wars è il secondo film più influente, secondo l’algoritmo elaborato nell’Università di Torino (fonte: KAMiKAZOW, Wikipedia)Per stilare la classifica dei film cult, i ricercatori hanno valutato quante volte ciascuna pellicola è stata citata da altri film. Le varie opere sono state considerate come ‘nodi’ di una grande rete: misurando le connessioni tra loro (e dando più ‘peso’ a quelle con film di maggiore successo) è stato possibile dare un punteggio all’impatto che hanno avuto. Dall’analisi è emerso che i 20 film più influenti sono stati prodotti prima del 1980 e per la maggior parte negli Stati Uniti.
Psycho è il terzo film più influente, dopo Il Mago di Oz e Star Wars, secondo l’algoritmo elaborato nell’Università di Torino (fonte: Paramount Pictures, Pre-1978 no mark)Questo metodo di analisi di rete (network analysis), già usato nel mondo della ricerca per valutare l’impatto delle pubblicazioni scientifiche, “rappresenta un metodo alternativo – spiega Bioglio – sia agli incassi al botteghino, condizionati da fattori indipendenti dalla qualità del film come la pubblicità e la distribuzione, sia alle recensioni, che sono soggettive”. Inoltre l’algoritmo può essere utilizzato anche per “valutare la carriera di registi, attori e attrici, considerando la loro partecipazione ai film con il maggior punteggio”.
Alfred Hitchcock è stato fra i registi più influenti, secondo l’algortimo elaborato nell’Università di Torino (fonte: Classic Film)Proprio riguardo alla categoria degli attori, i ricercatori hanno notato un forte squilibrio tra i sessi, con un netto predominio degli uomini sulle donne. “Il punteggio delle attrici migliori tende a essere più basso rispetto a quello dei loro colleghi uomini”, sottolinea Bioglio. “Le uniche eccezioni sono i musical, dove c’è una moderata parità fra i sessi, e i film prodotti in Svezia, dove le attrici si classificano addirittura meglio degli attori”.
Clint Eastwood è fra gli attori più influenti, secondo l’argoritmo dell’Università di Torino (fonte: RV1864, Flickr)”L’idea di applicare l’analisi di rete ai film non è completamente nuova, ma a quanto ci risulta – precisa Bioglio – questo è il primo studio che usa la tecnica per classificare anche le personalità coinvolte nella produzione dei film”.
Gli autori dello studio suggeriscono l’utilizzo del loro metodo di analisi per la ricerca nel campo dell’arte nella storia del cinema. L’unica avvertenza è che può essere applicato solo alla cinematografia dei Paesi occidentali, dato che il database ImDb contiene per lo più pellicole prodotte in Europa e America del Nord.

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