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ECONOMIA TUTTE LE NOTIZIE

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DALLE 07:11 DI GIOVEDì 31 GENNAIO 2019

ALLE 08:57 DI VENERDì 01 FEBBRAIO 2019

ECONOMIA TUTTE LE NOTIZIE

Petrolio: si rafforza su tagli Opec
Brent a 62,26 dollari

31 gennaio 2019 07:11

– Si rafforzano le quotazioni del petrolio con i primi effetti delle decisioni dell’Opec sui tagli alla produzione: i contratti sul greggio Wti con scadenza a marzo guadagnano 43 centesimi a 54,66 al barile. Il Brent sale di 61 centesimi a 62,26 dollari al barile. Il mese si chiude con la crescita maggiore delle quotazioni da aprile 20156

Oro: sale a 1.319 dollari oncia su FedChiude il mese con una crescita del 2,9%

31 gennaio 201908:29

– La pausa annunciata dalla Fed su nuovi rialzi dei tassi spinge le quotazioni dell’oro che si accingono a chiudere gennaio con un rialzo mensile del 2,9%.
Il lingotto con consegna immediata passa di mano a 1.319 dollari l’oncia.
Cambi:euro sale sopra quota 1,15 dollariSu Yen scende a 125,09

31 gennaio 201908:39

– Quotazioni dell’euro in rialzo in avvio di giornata a 1,1510 dollari contro il livello di 1,1481 di ieri sera dopo la chiusura di Wall Street. Contro lo yen la moneta europea passa di mano a 125,09.
Spread Btp apre poco mosso a 239 puntiRendimento al 2,56%

31 gennaio 201908:41

– Lo spread tra Btp e Bund apre poco mosso a 239 punti (240 ieri sera in chiusura di giornata). Il rendimento del titolo decennale italiano è al 2,56%.
Borsa: Milano apre in rialzo (+0,44%)Indice Ftse Mib sale a 19.859 punti

LANO31 gennaio 201909:06

– Avvio in rialzo per PIazza Affari nel giorno in cui l’Istat comunicherà i dati del Pil del quarto trimestre. L’indice Ftse Mib ha avviato le contrattazioni in progresso dello 0,44% a 19.859 punti.
Borsa: Asia positiva con Fed, bene TokyoRestano timori su economia Cina, oggi Pil Italia ed Eurozona

31 gennaio 201909:07

– Le Borse asiatiche accolgono con favore la decisione della Fed di ‘congelare’ i rialzi dei tassi di interesse, con Tokyo che sale dell’1,06%, Shanghai dello 0,35% e Hong Kong che avanza, nelle ultime contrattazioni, dell’1,1%. Fiacche, invece, Seul (-0,06%), Sydney (-0,37%) e Shenzhen (-0,7%) mentre sono positivi i future sull’Europa e su Wall Street, reduce dal rally di ieri che ha riportato l’S&P 500 ai massimi da otto settimane. L’attenuarsi delle tensioni commerciali e la posizione morbida della Fed hanno contribuito a fare di gennaio il mese migliore per i listini globali dal marzo 2016, con una crescita a livello mondiale del 7%.
Sul fronte macroeconomico l’indice Pmi manifatturiero di gennaio della Cina è salito da 49,4 a 49,5, facendo meglio di quanto atteso dagli analisti ma confermando per il secondo mese di fila una contrazione dell’attività economica. Moltissimi i dati attesi oggi: dal Pil italiano e dell’Eurozona, ai dati sulla disoccupazione europea e sui sussidi di disoccupazione Usa.
Borsa: Europa parte in rialzo dopo FedFrancoforte +0,68%, Londra +0,59% e Parigi +0,37%

– Avvio di seduta positivo per le Borse europee dopo che la Fed ha annunciato una pausa nella politica di rialzo dei tassi di interesse. A Londra l’indice Ftse 100 avanza dello 0,59% a 6.982 punti, a Parigi il Cac 40 sale dello 0,37% a 4.993 punti e a Francoforte il Dax segna un progresso dello 0,68% a 11.257 punti.
Borsa, Milano sale con Saipem, male JuveBanche deboli con Banco Bpm, corre Astaldi. Spread a 240 punti

31 gennaio 201909:42

– Partenza positiva per Piazza Affari, in attesa dei dati dell’Istat sul pil italiano del quarto trimestre. Nonostante il rischio di una recessione, come anticipato ieri dal premier Giuseppe Conte, il Ftse Mib avanza dello 0,66%, in linea con le altre Borse europee, tutte spinte dalla pausa annunciata dalla Fed alla politica di rialzo dei tassi di interesse. Lo spread Btp-Bund si mantiene a 240 punti base.
Sul listino principale si mettono in luce industriali e petroliferi con Saipem (+2,1%), Leonardo (+1,5%), Eni (+1,5%), Prysmian (+1,5%), Cnh (+1,3%) e Tenaris (+1,2%) in testa ai rialzi. Bene anche Fca (+1,2%) nonostante Geely abbia smentito un interesse per Alfa e Maserati. Avanza anche Tim (+1,1%), con l’ad Luigi Gubitosi che auspica l’avvio di un tavolo con Open Fiber. Deboli invece i bancari, con Banco Bpm (-2%), Bper (-0,5%) e Ubi (-0,3%) mentre la Juve indossa la maglia nera (-3,4%) dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia. Fuori dal Ftse Mib continua a correre Astaldi (+5%).
Pil giù, Italia in recessione nel quarto trimestre -0,2%. Conte: ‘E’ una fase, rilancio certo’Istat, secondo trimestre consecutivo di contrazione dell’economia

31 gennaio 201923:23

L’Italia è in recessione tecnica. L’economia italiana nel quarto trimestre del 2018 – comunica l’Istat – ha registrato una contrazione dello 0,2%. In base a dati provvisori, si tratta del secondo trimestre consecutivo di calo dopo il -0,1% del periodo luglio-settembre. Nel confronto con il quarto trimestre 2017 il Pil è aumentato dello 0,1%. Questa contrazione è per l’economia italiana il peggiore risultato da 5 anni a questa parte. Secondo l’Istat, per ritrovare un calo simile si deve infatti risalire al quarto trimestre del 2013, quando il Pil segnò appunto un equivalente -0,2%.Il premier, Giuseppe Conte, che già mercoledì aveva anticipato l’andamento negativo della crescita, conferma che il rilancio avverrà nel secondo semestre dell’anno. Mentre Di Maio attacca il precedente governo, sostenendo che ha mentito.  Ed anche secondo il ministro dell’Economia, giovanni Tria, il calo del Pil è un dato atteso. “L’Italia è in recessione tecnica: il rallentamento dell’Italia segue quello dell’Europa”, dice il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, intervenendo alla Columbia UniversityIl debito italiano è completamente sostenibile, afferma il ministro intervenendo alla Columbia University, sottolineando che l’Italia è impegnata a ridurlo in maniera continua e progressiva. Le banche italiane sono più solide di prima: lo “stock di npl è sceso e la creazione di nuovi npl è tornata a livelli pre-crisi. Non vedo problemi”.

Un ‘netto peggioramento’ dell’industria e del settore agricolo, un ‘andamento stagnante’ del terziario: è la fotografia di un Paese che, dopo cinque anni, frena e finisce in recessione. L’ultimo trimestre vede una contrazione dell’economia dello 0,2%. E’ una recessione tecnica, determinata da due trimestri consecutivi di calo nella seconda metà del 2018.Ma è anche una zavorra per il 2019: da imprese e sindacati sale l’allarme e la richiesta al governo di prendere contromisure. Accelerare gli investimenti e un decreto “cantieri veloci”, è la ricetta dell’esecutivo, che continua a negare la necessità di una manovra correttiva. E ostenta ottimismo. Il calo è “transitorio” e legato alla guerra dei dazi tra Usa e Cina, spiega Giuseppe Conte: il “rilancio” quest’anno è “certo”. I dati sono l’eredità – punta il dito Luigi Di Maio, con scelta che Matteo Salvini non sposa – dei governi a guida Pd. Nell’ultimo trimestre del 2018 l’economia italiana ha subito una contrazione: non andava così male dal 2013 e il dato, ufficializzato dall’Istat, pesa come un macigno sull’azione del governo. Il premier convoca un ‘gabinetto di guerra’ di primo mattino a Palazzo Chigi. Bisogna decidere che linea tenere, che misure mettere in campo. Come evitare una manovra correttiva che nell’esecutivo più d’uno considera difficile da schivare.Ma Di Maio assicura che i “saldi” non cambieranno. E Salvini scommette per fine anno “il segno più”. Già vacillano però le previsioni del governo, che ha fissato la crescita del Pil all’1%. A causa della “zavorra” degli ultimi due trimestri di crescita negativa nel 2018 (-0,1% e -0,2%) lascia in eredità al 2019 una crescita acquisita (se il Pil per tutto l’anno fosse pari a zero) pari al -0,2%. E se Banca d’Italia per ora prevede per l’anno in corso un segno positivo allo 0,6%, c’è già chi abbassa ancora l’asticella.Carlo Cottarelli stima uno 0,4% e lancia l’allarme patrimoniale. I dati ufficiali per ora sono quelli dell’Istat. E non sono tutti “neri”. C’è un lieve miglioramento dell’occupazione, che si attesta a livelli pre-crisi, al massimo da dieci anni, al 58,8% (+0,1%). Ma il lavoro resta tra i dossier caldi del governo, dal momento che aumentano i posti a termine o autonomi, mentre calano quelli stabili. L’economia italiana nel suo complesso soffre ma, spiega il ministro Giovanni Tria, il dato era “atteso”: c’entrano la guerra dei dazi Usa-Cina e un rallentamento europeo, a partire dalla Germania (il Pil dell’Eurozona nel quarto trimestre è a +0,2%).

Pil 4/o trimestre 2018 -0,2%, recessioneIstat, in 2018 +1%. Crescita acquisita 2019 è -0,2%

31 gennaio 201911:07

– L’economia italiana nel quarto trimestre 2018 ha registrato una contrazione dello 0,2%. Lo comunica l’Istat in base ai dati provvisori. Si tratta del secondo trimestre consecutivo di calo dopo il -0,1% del periodo luglio-settembre. L’Italia è così entrata in recessione tecnica.
Nel 2018 il Pil italiano ha registrato un aumento dell’1% in base ai dati trimestrali grezzi, in netta frenata rispetto all’1,6% del 2017, aggiunge l’Istat, specificando che il dato corretto per gli effetti di calendario mostra una crescita dello 0,8% (nel 2018 ci sono state 3 giornate lavorative in più rispetto al 2017). Le previsioni del governo per il 2018 si attestano all’1%.La crescita acquisita per l’anno in corso, quella cioè che si realizzerebbe se tutti i trimestri del 2019 registrassero una variazione del Pil pari a zero, è infatti pari a -0,2%.
Nel 2018 Rei a 462.00 nuclei, 68% a Sud1,3 mln persone coinvolte, 11% a famiglie extracomunitari

31 gennaio 201911:15

– Nel corso del 2018 sono stati erogati i benefici economici del Reddito di inclusione a 462 mila nuclei familiari coinvolgendo 1,3 milioni di persone. Lo si legge nell’Osservatorio Inps sul Rei. La maggior parte dei benefici sono stati erogati nelle regioni del Sud (68% dell’importo complessivo erogato e interessamento del 71% delle persone coinvolte). Il 46% dei nuclei beneficiari di Rei, che rappresentano il 50% delle persone coinvolte, risiedono in sole due regioni: Campania e Sicilia. Quanto alla cittadinanza del richiedente la prestazione nell’11% dei casi risulta erogata ad un extracomunitario; al Nord tale incidenza sale al 29% mentre al Sud è al 3%. Nell’89% delle famiglie beneficiarie del Rei sono comprese quelle composte da cittadini italiani e da comunitari.
Ue-19: Pil Eurozona +0,2% IV trimestreNei tre mesi precedenti saliva di 0,2%. Su anno +1,2%

BRUXELLES31 gennaio 201911:30

Sale ancora il Pil nel quarto trimestre 2018: nell’Eurozona aumenta dello 0,2% e nella Ue-28 dello 0,3%. Nel trimestre precedente era cresciuto rispettivamente di 0,2% e 0,3%. E’ la stima flash di Eurostat.
Su base annua il Pil è cresciuto di 1,2% nella zona euro e 1,5% nella Ue-28, in frenata rispetto al +1,6% e +1,8% stimati nel trimestre precedente.
Toninelli, analisi Tav a metà febbraioPrima incontri con commissaria Ue e ministro francese

31 gennaio 201911:48

– Sul Tav “nel contratto di governo è scritto di ridiscutere integralmente l’opera nel rispetto dei patti con la Francia, per farlo dobbiamo avere i numeri in mano, tra pochi giorni li avremo, penso che a metà febbraio avremo un primo incontro con la commissaria europea ai trasporti e con il ministro francese, poi renderemo pubblica l’analisi in Italia, ci sarà il dibattito pubblico e ne discuteremo in maggioranza”.
Così il ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, a Radio anch’io.
Banche:Di Maio contro Ue su risarcimentiDice che non li possiamo risarcire, ma non esiste

31 gennaio 201914:38

“Oggi è arrivata una lettera dall’Ue sulla misura che abbiamo introdotto per i truffati banche, che sembra dirci ‘non lo potete fare’: noi lo facciamo e basta, non esiste che adesso l’Ue ci debba dire anche come risarcire i truffati dopo che evidentemente Bce e Bankitalia non hanno controllato”. Lo ha detto il vicepremier Luigi Di Maio in conferenza stampa.
Ferrari, nel 2018 crescita sostenutaUtile netto +46%, consegne totali in aumento del 10,2%

TORINO31 gennaio 201914:41

Per la Ferrari il 2018 è stato “un altro anno di crescita sostenuta”, chiuso con un utile netto di 787 milioni di euro, in crescita del 46% rispetto al 2017.
L’utile netto adjusted è pari a 645 milioni (+20%). Tutti i target dell’anno sono stati raggiunti o superati.
Le consegne sono state 9.251 unità, il 10,2% in più dell’anno precedente, grazie a un aumento del 19,6% delle vendite dei modelli a 12 cilindri. Tutte le regioni hanno fornito un contributo positivo: la regione Emea ha registrato un aumento del 13,1%, le Americhe del 6,7%, Cina, Hong Kong e Taiwan del 12,6% e il resto dell’Apac del 7,8%. I ricavi netti realizzati nel 2018 sono pari a 3,4 miliardi di euro, in crescita dello 0,1% o del 3,2% a cambi costanti.
Per il 2019 la casa di Maranello punta a realizzare ricavi netti pari a 3,5 miliardi di euro, in crescita di oltre il 3% rispetto al 2018, un ebitda adjusted tra 1,2 e 1,25 miliardi (+10%) e un free cash flow industriale pari a 0,45 miliardi, oltre il 10% in più del 2018.
Petrolio: in rialzo a Ny a 54,36 dollariQuotazioni salgono dello 0,24%

NEW YORK31 gennaio 201915:11

– Il petrolio in rialzo a New York, dove le quotazioni salgono dello 0,24% a 54,36 dollari al barile.
Borsa: Wall Street apre in altalenaS&P 500 sale dello 0,05%

NEW YORK31 gennaio 201915:34

– Apertura contrastata per Wall Street. Il Dow Jones perde lo 0,42% a 24.913,09 punti, il Nasdaq sale dello 0,45% 7.217,19 punti mentre lo S&P 500 avanza dello 0,05% a 2.682,22 punti.
Borsa:Milano peggiora con banche (-1,1%)Continua corsa di Tim (+3,1%), Ferrari in asta di volatilità

31 gennaio 201915:47

– La Borsa di Milano approfondisce le perdite e cede l’1,1% in linea col resto d’Europa, tranne Londra, mentre Wall Street apre contrastata. A pesare sul listino milanese dei titoli a maggiore capitalizzazione sono le banche, su cui grava il peggioramento dell’economia italiana entrata tecnicamente in recessione col pil in recessione anche nell’ultimo trimestre 2018. In rosso sono tutte le banche: Bper (-7%), Ubi (-4,8%), Banco Bpm (-4,7%), Unicredit (-4,3%), Intesa (-3,9%), Mediobanca (-3%) e Fineco (-2,8%). Male, fuori dal Ftse Mib, anche Mps (-2,7%).
Tra i titoli in positivo ci sono i petroliferi trascinati dai buoni risultati di Shell: Saipem (+1,3%), Eni (+0,8%) e Tenaris (+0,3%). Continua a volare Ferrari finita in asta di volatilità dopo uno strappo del +5,5% e tonificata dagli ottimi conti.
Ancora acquisti su Tim (+3,1%, +3,4% le risparmio) dopo la notizia che il fondo Elliott si è portata al 9,4% del capitale.
Positiva Astaldi (+1,7%) mentre cede Salini Impregilo (-5,4%).
Borsa: Milano chiude in calo dello 0,21%L’indice Ftse Mib a 19.730 punti

MILANO31 gennaio 201917:40

– L’indice principale della Borsa di Milano chiude in calo dello 0,21%. L’indice Ftse Mib si ferma a quota 19.730 punti.
Borsa: l’Europa chiude contrastataPositive Londra e Parigi,’in rosso’ Francoforte, Milano e Madrid

31 gennaio 201917:53

– Chiusura contrastata per le principali Borse europee: positive Parigi (+0,36%) e Londra (+0,39%). Negativa Francoforte (-0,08%), assieme a Milano (-0,21%) e Madrid (-0,23%).
Spread chiude in lieve rialzo a 244Rendimento al 2,58

31 gennaio 201918:00

– Lo spread tra Btp e Bund chiude in lieve rialzo a 244 punti base dai 240 di ieri sera in chiusura di giornata. Il rendimento del titolo decennale italiano è al 2,58%.
Borsa: Pil gela le banche, Milano -0,21%Volano Ferrari per i conti (+11%) e Tim per mossa Elliott (+5%)

31 gennaio 201918:18

– La gelata del Pil dell’ultimo trimestre 2018 porta l’Italia tecnicamente in recessione e pesa sulla Borsa di Milano, il cui indice principale chiude in calo dello 0,21% dopo aver perso in corso di contrattazioni fino ad un punto percentuale.
Soffrono sul Ftse Mib i titoli delle banche, per i timori che il raffreddamento dell’economia possa compromettere la qualità del credito. Cedono Bper (-6,07%), Banco Bpm (-4,86%), Ubi Banca (4,72%), Unicredit (-4%), Intesa (-3,21%), Mediobanca (-3,01%) e Fineco (-2,35%). Fuori dal Ftse Mib vendite anche su Mps (-1,75%). I buoni conti invece fanno volare Ferrari (+11,02%), e giovano a Fca (+1,55%) ed Exor (+1,46%). La salita del fondo Elliott al 9,4% di Tim mette le ali al titolo della compagnia (+4,97%, +5,38% le risparmio). In attesa delle offerte Astaldi guadagna ancora (+3,6%), mentre cede Salini Impregilo (-0,93%).
Borsa: Tokyo, apertura piatta (+0,12%)Cambi, yen guadagna terreno su dollaro ed euro

TOKYO01 febbraio 201901:11

– La nuova fase di apprezzamento dello yen pesa sull’andamento del mercato azionario in Giappone, malgrado i segnali incoraggianti che arrivavano dai negoziati tra Cina e Usa sul commercio internazionale e la possibilità di un accordo prima della scadenza di marzo. La Borsa di Tokyo apre praticamente piatta, con il Nikkei che segna una variazione appena positiva dello 0,12% a quota 20.798,73. La divisa nipponica si rafforza a 108,80 sul dollaro e a 124,40 sull’euro.
Zuckerberg è quinto più ricco al mondoIl padre di Facebook scala 2 posizioni con la volata dei titoli

NEW YORK01 febbraio 201901:23

– Facebook vola in Borsa e Mark Zuckerberg guadagna in una giornata 6,2 miliardi di dollari. Una somma che lo fa schizzare al quinto posto nella classifica dei ‘paperoni’, superando in un colpo solo il patron di Zara Amancio Ortega e l’imprenditore messicano Carlos Slim.
Con una ricchezza complessiva di 65,6 miliardi di dollari Zuckberg e’ ora quinto nella classifica dei miliardari di Bloomberg alle spalle di Jeff, primo con 142,1 miliardi di dollari; Bill Gates con 95,8 miliardi; Warren Buffet con 84,9 miliardi; e Bernard Arnault con 76,6 miliardi.
Borsa, Shanghai a +0,50%In rialzo anche Shenzhen, a +1,32%

PECHINO01 febbraio 201903:58

– Le Borse cinesi viaggiano positive dopo il nuovo round negoziale di Washington sul commercio tra Usa e Cina che, pur se chiuso senza un accordo generale, ha segnato passi in avanti nelle trattative e l’impegno a continuare il confronto con una delegazione americana che sarà a Pechino tra una decina di giorni: l’indice Composite di Shanghai sale dello 0,50%, a 2.597,54 punti, mentre quello di Shenzhen segna un progresso dell’1,32%, a quota 1.291,60.-

Borsa: Asia guarda a trattativa Cina-Usa
Piatto il Nikkei, in rialzo le piazze cinesi

01 febbraio 201908:49

– Le Borse asiatiche contrastate dopo il nuovo round negoziale di Washington sul commercio tra Usa e Cina che ha segnato passi in avanti nelle trattative.
Il Nikkei giapponese ha chiuso quasi piatto (+0,07%), influenzato dai risultati negativi di società come Nomura e Nintendo, mentre la divisa nipponica si è rafforzata a 108,80 sul dollaro, e a 124,50 sull’euro. Negativa anche Hong Kong, con l’Hang Seng ancora aperto che perde lo 0,2%. Positive invece le altre piazze cinesi: Shanghai (+1,3%), Shenzhen (+2,77%). A cavallo della parità il Kospi coreano (-0,06%), mentre viaggia in rialzo Mumbai (+1%). I futures sull’Europa sono per lo più positivi. Gli occhi dei mercati sono puntati su alcuni dati macroeconomici che saranno diffusi oggi: l’inflazione dell’Eurozona, la disoccupazione negli Usa, oltre all’indice Ism della manifattura statunitense e quello sulla fiducia della Università del Michigan.

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