MONDO TUTTE LE NOTIZIE
DALLE 15:31 ALLE 17:38
DI VENERDì 21 DICEMBRE 2018
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
Il capo del Pentagono ha deciso di lasciare Trump
Jim Mattis lascia l’incarico sull’onda delle polemiche per il ritiro delle truppe americane dalla Siria
Il presidente americano Donald Trump merita un ministro della difesa che sia più allineato alle sue posizioni. E’ quanto si legge nella lettera di dimissioni del capo del Pentagono, il generale pluridecorato Jim Mattis, che a sorpresa abbandona l’amministrazione.Una lettera anticipata dall’annuncio, ovviamente via Twitter, fatto dal presidente Trump che non faceva però riferimento a dissapori.
General Jim Mattis will be retiring, with distinction, at the end of February, after having served my Administration as Secretary of Defense for the past two years. During Jim’s tenure, tremendous progress has been made, especially with respect to the purchase of new fighting….
— Donald J. Trump (@realDonaldTrump) 20 dicembre 2018
Un gesto inevitabile, quello di Mattis, in opposizione alla decisione del presidente di ritirare le truppe statunitensi dalla Siria e di ridurre la presenza in Afganistan. Mossa giudicata da molti un errore strategico.
Il ritiro Usa dalla Siria
Il generale Mattis aveva tentato fino al pomeriggio di ieri, senza successo, di convincere il presidente a cambiare idea e a lasciare in Siria i militari americani impegnati nella lotta all’Isis che, secondo i vertici del Pentagono, non sarebbe affatto finita.
Quella del generale, che durante la sua straordinaria carriera militare era stato soprannominato “Mad Dog” ovvero cane pazzo, è l’ennesima defezione alla Casa Bianca. Mattis lascerà ufficialmente la sua carica il prossimo 28 febbraio dopo poco più di due anni alla Difesa.
Storia di ‘Cane pazzo’
Sessantotto anni, era andato in pensione dalla Marina Militare nel 2013 dopo 41 anni di carriera durante la quale era stato a capo delle operazioni statunitensi in Kuwait, in Afghanistan e in Iraq.
Il presidente perde così uno dei membri più autorevoli della sua amministrazione, stimato ed apprezzato sia in patria che all’estero.
Il nuovo ministro, che secondo Trump sarà annunciato presto, troverà sulla sua scrivania non poche questioni in sospeso. Ci sarà da lavorare non solo al fronte siriano e afgano, ma anche alle relazioni con il leader nordcoreano Kim Jong-un, con l’Iran, con la Cina e con la Russia.
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
Riaperto a Londra l’aeroporto di Gatwick dopo caos droni “ecologisti”
L’aeroporto di Gatwick, a Londra, rimasto chiuso per oltre una giornata per la presenza di droni nella zona di atterraggio, è stato riaperto e la pista di atterraggio e decollo è attualmente disponibile per un numero ‘limitato’ di voli. Rimane ancora l’allerta tanto che l’aeroporto consiglia ai passeggeri di verificare lo stato del proprio volo con le compagnie aeree prima di partire, anche perché sono prevedibili numerosi ritardi e cancellazioni.E ancora si cerca chi fosse l’operatore da remoto dell’apparecchio: secondo il Telegraph, l’iniziativa è stata opera di ‘guerriglieri ecologisti’. L’aeroporto comunque ha fatto sapere che non è stato piu’ avvistato alcun drone da giovedì sera. Nella notte sono anche state allentate le restrizioni agli altri aeroporti per evitare il più possibile i ritardi. Ieri per tutto il giorno, è stato il caos. Più di 120mila le persone rimaste intrappolate nella bizzarra situazione. L’esercito è stato chiamato ad aiutare la polizia che ha escluso il terrorismo ma ha comunque parlato di “atto deliberato” per seminare il caos. La polizia ha anche valutato di abbattere il o i droni, di cui sono stati fatti almeno una cinquantina di avvistamenti.
Una città del Maryland ha vietato il topless in spiaggiaUn giudice federale ha dato ragione al comune di Ocean City secondo cui il seno nudo è ancora socailmente inaccettabile
Sulle spiagge di Ocean City nello stato del Maryland continuerà ad essere vietato il torso nudo. Ma solo per le donne, gli uomini potranno tranquillamente scegliere di non coprirsi. A decretarlo è un giudice federale che conferma la legittimità del bando del topless esclusivamente per le signore.A sfidare le regole erano state cinque donne che si erano opposte ad una ordinanza del 2017 contro il topless femminile giudicata sessista e discriminatoria. Le donne denunciavano come questo tipo di provvedimenti violasse il principio costituzionale di eguaglianza tra uomini e donne.Un gesto fortemente simbolico coordinato dall’attivista Chelsea Eline, nota per le sue battaglie in favore del topless. Ma il giudice ha dato loro torto. Secondo i rappresentati della città, uno dei poli turistici degli Stati Uniti, il seno femminile nudo è ancora socialmente inaccettabile ed il topless libero in spiaggia avrebbe danneggiato l’immagine di Ocean City.
Chi è rimasto a terra per colpa dei droni su Gatwick non sarà risarcitoPiù di 120 mila le persone sono rimaste intrappolate nella bizzarra situazione mentre i droni venivano avvistati una cinquantina di volte
Nessun risarcimento per i passeggeri rimasti a terra per colpa dei droni in volo sull’aeroporto di Gatwick. Il secondo scalo di Londra è rimasto chiuso per oltre una giornata per la presenza di droni nella zona di atterraggio e solo nella mattina di venerdì è stato riaperto e la pista di atterraggio e decollo è stata resa disponibile.Più di 120 mila le persone sono rimaste intrappolate nella bizzarra situazione mentre i droni venivano avvistati una cinquantina di volte. Per i malcapitati al danno si aggiunge la beffa: l’Autorità per l’aviazione civile ha informato che le compagnie aeree non sono obbligate a pagare una compensazione a coloro che sono stati colpiti da ritardi e annullamenti perché si tratta di “una circostanza straordinaria”. Alcuni voli sono in partenza e in arrivo, ma rimane ancora l’allerta tanto che l’aeroporto consiglia ai passeggeri di verificare lo stato del proprio volo con le compagnie aeree prima di partire, anche perché sono prevedibili numerosi ritardi e cancellazioni. Si prevedono circa 700 decolli, ma tutto comunque dipende dall’eventuale riapparizione dei droni. E ancora rimane un mistero chi fosse l’operatore da remoto dell’apparecchio.”La pista di Gatwick è attualmente utilizzabile ed è previsto il decollo e l’atterraggio di un numero limitato di voli”, hanno fatto sapere le autorità aeroportuali.L’aeroporto era stato chiuso mercoledì sera, intorno alle 22, dopo che erano stati avvistati due droni sopra la pista di atterraggio. Lo scalo ha riaperto brevemente durante la notte ma poi giovedì è rimasto chiuso per l’intera giornata, mentre i droni continuavano a riapparire, in una sorta di caccia del gatto al topo. Ad aiutare la polizia, che ha comunque parlato di “atto deliberato” per seminare il caos, è stata chiamato addirittura l’esercito; e la polizia ha anche valutato di abbattere il o i droni. Ora droni non se ne vedono più da giovedì sera. Ma è ancora buio pesto su chi fosse l’operatore remoto che gestiva l’apparecchio (o gli apparecchi). Secondo il Telegraph si è trattato di “guerriglieri ecologisti”. Chiunque sia rischia fino a cinque anni di carcere: la legge che regola l’uso dei droni è stata rafforzata proprio quest’anno nel Regno Unito e ne ha vietato l’uso entro un chilometro da un aeroporto e ad altitudini superiori ai 122 metri.
La fatwa contro un videogioco è diventato un caso di Stato in Egitto“Battlegrounds of PlayerUnknow” (PUBG), ha ricevuto una fatwa che lo ha dichiarato “haram” dalla massima autorità islamica. Il videogioco è una grande battaglia multiplayer in cui 100 giocatori vengono paracadutati su un’isola dove cercano di sopravvivere
In Egitto è in corso un dibattito sulla possibilità di proibire il popolare videogioco “Battlegrounds of PlayerUnknow” (PUBG), che ha ricevuto una fatwa che lo ha dichiarato “haram”. Il capo del comitato parlamentare per la comunicazione e le tecnologie informatiche, Ahmed Badawy, insieme a molti altri parlamentari ha già chiesto lo scorso novembre che il videogioco online venisse vietato. Allo stesso modo Al-Azhar, la massima autorità islamica egiziana, ha dichiarato il videogioco “haram” ed esortato i genitori e gli insegnanti a tenere i giovani lontano da esso.La polemica arriva sulla scia di una dichiarazione del ministero dell’Interno rilasciata lo scorso 25 novembre secondo cui un’insegnante sarebbe stata uccisa da uno studente perché gli aveva proibito di giocare in classe a PUBG. Alcuni articoli hanno riportato che il 16enne avrebbe impersonato il suo personaggio del videogioco nel mettere in pratica l’omicidio, ma questa vicenda non è al momento stata confermata.
Il crimine ha causato preoccupazioni negli ambienti pedagogici e politici, e secondo Badawy PUBS farebbe parte della cosiddetta “guerra di quarta generazione nella regione araba”. Questa locuzione è stata usata spesso a partire dal 2011 dagli esperti di sicurezza egiziani, e fa riferimento ai metodi non militari con cui l’occidente è presente nell’area, come la cultura o i media, con l’obiettivo di destabilizzare la società.
Secondo quanto reso noto dall’associazione degli editori audio, video e digitali cinesi, PUBG è stato bandito in Cina lo scorso 12 dicembre perché la mentalità del gioco “si scorsa dai valori del socialismo ed è considerato dannoso per i giovani consumatori”.
Il videogioco è una grande battaglia multiplayer in cui 100 giocatori vengono paracadutati su un’isola dove cercano di sopravvivere. L’isola con il tempo si restringe sempre di più costringendo i giocatori ad affrontarsi e uccidersi a vicenda: vince l’ultimo combattente che rimane in vita.
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
Convoglio della metropolitana deraglia a Marsiglia, 14 feriti
Un convoglio della metro ha deragliato a Marsiglia. Almeno 14 persone sono rimaste ferite lievemente, hanno riferito i media francesi.
Trump ha minacciato di paralizzare gli Usa se non gli danno i soldi per il muro con il MessicoSi chiama shutdown ed è uno strumento di ricatto che il presidnete ha già sbandierato a gennaio e che i repubblicani usarono nel 2013
Il presidente americano, Donald Trump ha annunciato che non firmerà una legge di bilancio temporaneo che scongiuri lo ‘shutdown’ dell’amministrazione Usa, ovvero la parziale chiusura delle attività federali a pochi giorni dal Natale.L’annuncio è arrivato nel pomeriggio di venerdì dal presidente della Camera, Paul Ryan, dopo un incontro con l’inquilino della Casa Bianca. “Abbiamo appena avuto un incontro molto lungo e produttivo con il presidente”, ha detto Ryan, il quale “ci ha informati che non firmerà la legge approvata dal Senato la notte scorsa a causa delle sue legittime preoccupazioni per la sicurezza al confine”, ha detto.
Soon to be Speaker Nancy Pelosi said, last week live from the Oval Office, that the Republicans didn’t have the votes for Border Security. Today the House Republicans voted and won, 217-185. Nancy does not have to apologize. All I want is GREAT BORDER SECURITY!
— Donald J. Trump (@realDonaldTrump) 21 dicembre 2018
Lo stesso Trump ha chiarito che la sua decisione tiene conto di un argomento a lui molto caro: il muro con il Messico. “Sono stato molto chiaro – ha detto – ogni finanziamento al governo deve tenere conto della sicurezza dei confini”, ha spiegato facendo leva sulla paura principe degli americani, quelli di un blocco di tutte le attività federali, proprio a ridosso delle festività.
Una via d’uscita per scongiurare il blocco
La partita sul budget resta quindi aperta e i tempi per un accordo e un compromesso in Congresso sono ormai ristretti, con i democratici che non sembrano disposti ad aiutare i repubblicani a uscire dall’impasse. Al Senato infatti qualunque provvedimento di spesa richiede una maggioranza qualificata di 60 voti, che manca ai repubblicani.
Lo shutdown è l’incubo di qualunque amministrazione. Ne sa qualcosa anche Barack Obama, che nel 2013 si vide negare da un Congresso nel quale il suo partito – i democratici – non aveva più la maggioranza, l’approvazione della legge finanziaria. i repubblicani, pur di affondare la riforma sanitaria Obamacare, si rifiutarono persino di accettare l’approvazione di un bilancio provvisorio.. E senza il via libera al bilancio federale, vanno letteralmente ‘blocco’ tutte le attività governative non essenziali.
I cittadini statunitensi si svegliano con una pubblica amministrazione ridotta ai servizi essenziali, con 800mila dipendenti federali destinati a restare a casa senza stipendio.
Gli effetti del blocco
• CASA BIANCA E CONGRESSO. Le strutture restano aperte, seppure con personale ridotto.
• PENTAGONO. Il personale militare rimane in servizio, sebbene il versamento degli stipendi potrebbe subire ritardi. Buona parte del personale civile rischia però di essere mandato a casa.
• SICUREZZA NAZIONALE. I servizi rimangono operativi, compresi il controllo alle frontiere e la sicurezza aeroportuale.
• RICERCA MEDICA. Gli Istituti Nazionali di Sanità non potranno curare nuovi pazienti o effettuare test clinici.
• MUSEI E PARCHI NAZIONALI. Serrata totale, Statua della Libertà compresa.
• NASA. Le operazioni che riguardano la Stazione Spaziale Internazionale proseguiranno, ma alla maggior parte dei 18mila dipendenti è stato ordinato di restare a casa. Senza stipendio.
• AGENZIA PER LA PROTEZIONE DELL’AMBIENTE. In Usa non c’è teoricamente nessuno che stia monitorando la qualità dell’aria e dell’acqua o garantendo il rispetto delle norme sull’inquinamento da idrocarburi.
• POSTE. Il servizio postale resta attivo, godendo di fonti di finanziamento indipendenti.
• SICUREZZA SOCIALE. Gli uffici sono chiusi ma i programmi di assistenza restano attivi, sebbene non a pieno regime. Restano aperti gli ospedali per veterani.
• WASHINGTON. Il Congresso ha giurisdizione esclusiva sulla capitale. Per evitare gli episodi imbarazzanti che caratterizzarono lo scorso ‘shutdown’, come l’interruzione della raccolta di rifiuti, il sindaco Vincent Grey continuerà a mantenere al lavoro tutti i dipendenti pagandoli con fondi di emergenza.
Lo stesso Trump ha chiarito che la sua decisione tiene conto di un argomento a lui molto caro: il muro con il Messico. “Sono stato molto chiaro – ha detto – ogni finanziamento al governo deve tenere conto della sicurezza dei confini”, ha spiegato facendo leva sulla paura principe degli americani, quelli di un blocco di tutte le attività federali, proprio a ridosso delle festività.
Una via d’uscita per scongiurare il blocco
La partita sul budget resta quindi aperta e i tempi per un accordo e un compromesso in Congresso sono ormai ristretti, con i democratici che non sembrano disposti ad aiutare i repubblicani a uscire dall’impasse. Al Senato infatti qualunque provvedimento di spesa richiede una maggioranza qualificata di 60 voti, che manca ai repubblicani.
Lo shutdown è l’incubo di qualunque amministrazione. Ne sa qualcosa anche Barack Obama, che nel 2013 si vide negare da un Congresso nel quale il suo partito – i democratici – non aveva più la maggioranza, l’approvazione della legge finanziaria. i repubblicani, pur di affondare la riforma sanitaria Obamacare, si rifiutarono persino di accettare l’approvazione di un bilancio provvisorio.. E senza il via libera al bilancio federale, vanno letteralmente ‘blocco’ tutte le attività governative non essenziali.
I cittadini statunitensi si svegliano con una pubblica amministrazione ridotta ai servizi essenziali, con 800mila dipendenti federali destinati a restare a casa senza stipendio.
Gli effetti del blocco
• CASA BIANCA E CONGRESSO. Le strutture restano aperte, seppure con personale ridotto.
• PENTAGONO. Il personale militare rimane in servizio, sebbene il versamento degli stipendi potrebbe subire ritardi. Buona parte del personale civile rischia però di essere mandato a casa.
• SICUREZZA NAZIONALE. I servizi rimangono operativi, compresi il controllo alle frontiere e la sicurezza aeroportuale.
• RICERCA MEDICA. Gli Istituti Nazionali di Sanità non potranno curare nuovi pazienti o effettuare test clinici.
• MUSEI E PARCHI NAZIONALI. Serrata totale, Statua della Libertà compresa.
• NASA. Le operazioni che riguardano la Stazione Spaziale Internazionale proseguiranno, ma alla maggior parte dei 18mila dipendenti è stato ordinato di restare a casa. Senza stipendio.
• AGENZIA PER LA PROTEZIONE DELL’AMBIENTE. In Usa non c’è teoricamente nessuno che stia monitorando la qualità dell’aria e dell’acqua o garantendo il rispetto delle norme sull’inquinamento da idrocarburi.
• POSTE. Il servizio postale resta attivo, godendo di fonti di finanziamento indipendenti.
• SICUREZZA SOCIALE. Gli uffici sono chiusi ma i programmi di assistenza restano attivi, sebbene non a pieno regime. Restano aperti gli ospedali per veterani.
• WASHINGTON. Il Congresso ha giurisdizione esclusiva sulla capitale. Per evitare gli episodi imbarazzanti che caratterizzarono lo scorso ‘shutdown’, come l’interruzione della raccolta di rifiuti, il sindaco Vincent Grey continuerà a mantenere al lavoro tutti i dipendenti pagandoli con fondi di emergenza.
Austria: sparatoria in centro a Vienna, almeno un morto
Almeno una persona è rimasta uccisa in una sparatoria avvenuta in un ristorante in centro a Vienna. Lo riporta il quotidiano austriaco ‘Kurier’. Un’altra persona è rimasta ferita. Non è ancora chiara la natura della sparatoria. L’area è sorvolata da due elicotteri della polizia. Secondo una prima ricostruzione i colpi sparati sono stati cinque, alcuni dei quali hanno raggiunto due persone alla testa. [print-me title=”STAMPA”]
