Ultimo aggiornamento 20 Aprile, 2020, 20:06:16 di Maurizio Barra
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Covid:Emiliano,Puglia riparte da turismo
‘De Luca chiude i confini? La sua era una iperbole’
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BARI
19 aprile 2020
11:31
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Sull’avvio della ‘fase 2’ in Puglia, il governatore Michele Emiliano ritiene sia necessario “rispettare le regole comportamentali” degli “esperti” senza avere “fretta”. Quanto al suo omologo campano De Luca, che ha paventato l’idea di chiudere i confini della regione per impedire l’arrivo di persone contagiate, Emiliano spiega: “Quella era una iperbole: i campani approvano. A me i pugliesi non lo permetterebbero”. Per la ripartenza, Emiliano auspica una “regia unica” del “governo” e “un decreto legge che ‘copra’ le scelte delle Regioni. In Puglia, Emiliano immagina di poter ricominciare “dal turismo” che “dovrà prepararsi ad ospitare meno persone di quelle che potrebbe”. Poi toccherà “alla filiera agroalimentare” e “subito dopo arriveranno le produzioni industriali strategiche e il grande sistema dei trasporti”.
Infine, conclude Emiliano, “stiamo cercando di impedire” che “vengano dirottate all’emergenza del Settentrione le risorse destinate al Mezzogiorno”.
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Covid: Decaro, preoccupato per ‘fase 2’
‘Contagio non si fermerà fino a che non avremo vaccino’
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BARI
19 aprile 2020
12:12
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“In questi giorni tutti parliamo della cosiddetta Fase 2. Il Governo anche ieri, nella cabina di regia a cui ho partecipato, ha confermato che dal 4 maggio alcune restrizioni saranno eliminate. Di questo stiamo tutti comprensibilmente gioendo ma io non posso nascondervi la mia preoccupazione”. Lo scrive il sindaco di Bari e presidente dell’Anci, Antonio Decaro, in un post su Facebook. “Mentre decidiamo cosa aprire – dice Decaro – dobbiamo porci il problema di come aprire. Altrimenti ci ritroveremo in meno di due settimane nuovamente in piena emergenza sanitaria costretti a chiudere di nuovo aziende e cantieri. E questo non ce lo possiamo permettere”. Il sindaco evidenzia che “il contagio non si fermerà fino a quando non ci sarà un vaccino”. Per questo chiede quindi ai cittadini di “essere cauti” e di continuare a “rinunciare ad un pezzo di libertà adesso per tornare a vivere più forti dopo”.
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Coronavirus divide Italia, Patuanelli ‘Riaprire per regioni’
Fontana: ‘Aperture a scaglioni? Il rischio è di un’Italia zoppa’
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VENEZIA
20 aprile 2020
10:20
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Calano i malati ma i dati del contagio disegnano sempre più un’Italia divisa, un paese dove il coronavirus sembra dilagare in maniera difforme. Dati che per la fase 2 non sono di poco conto. E che potrebbero pesare anche sulle modalità della tanto attesa ripresa. A dirlo chiaro è il ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli: “Si può ragionare su una regionalizzazione delle aperture: nelle zone con un numero inferiore di persone positive è più facile valutare la catena dei contatti”.
Mentre Walter Ricciardi, del comitato esecutivo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) e consulente del ministro della Salute, frena sull’inizio della Fase 2. “È assolutamente troppo presto – dice a Sky Tg24 -: i numeri, soprattutto in alcune Regioni, sono ancora pieni di una fase 1 che deve ancora finire. È assolutamente importante non affrettare e continuare”.
Non crede nella riapertura di alcune regioni prima delle altre, in particolare prima della Lombardia, il governatore Attilio Fontana, anche se su questo si rimette a quello che diranno i tecnici. “Le decisioni saranno prese tutti insieme sulla base delle valutazioni dei tecnici a tutela della salute ma – ha detto – non credo che si possa arrivare a quello perché l’Italia potrebbe rimanere zoppa”.
Sull’ipotesi invece che qualche regione decida di chiudere i confini, come ha minacciato di fare il presidente della Campania Vincenzo De Luca si è limitato a dire “mi auguro che sia stato male interpretato”.
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Fontana poi attacca sulle richieste di commissariamento e le polemiche politiche: “Avrei pensato che ci sarebbe stato un po’ più di buon gusto, aspettare almeno fino alla fine della tempesta”. E aggunge: “E’ in atto un attacco contro di noi” ha aggiunto tornando sulle critiche per quanto ha detto sulla delibera per mettere nelle rsa malati di Coronavirus nel Lazio, che ha ribadito, “parte dalla stessa ratio della nostra: isolare i pazienti Covid”.
Sulle Rsa poi va in scena uno scambio di accuse tra Lombardia e Lazio. Una delibera simile a quella della Lombardia sulle Rsa – dice a Radio Padania il governatore lombardo Fontana: “Era stata presa dal Lazio. Ma al governatore del Lazio non è stato fatto alcun tipo di contestazione”. Secondo Fontana, “si cerca di attaccare l’organizzazione lombarda. C’è un attacco nel confronto mio in quanto rappresentante di una certa parte politica. Si sta facendo quel fuoco incrociato – ha aggiunto – che è sempre stato fatto quando al governo c’era un rappresentante del centrodestra. Qui al governo c’è un rappresentante non del centrodestra, ma in Lombardia c’è un rappresentante del centrodestra”.
“Fontana non si permetta di mistificare – è la replica dell’assessore alla Sanità del Lazio Alessio D’Amato – nel Lazio si sono create Rsa esclusivamente Covid per pazienti positivi che secondo le indicazioni cliniche non necessitano di ricovero ospedaliero. Lunedì ne apriremo una interamente pubblica a Genzano di Roma”.
E in serata interviene l’assessore lombardo Giulio Gallera a Che tempo che fa. “Non c’è stata nessuna commistione nelle rsa tra malati di covid e ospiti”, afferma. “Non li abbiamo messi nelle stesse stanze e reparti” ha aggiunto, spiegando che “la nostra strategia è stata quella del Lazio, trovare posti letto che non creassero commistione”. Sul fatto che il dg del Pio Albergo Trivulzio, Giuseppe Calicchio, sia indagato per epidemia colposa e omicidio colposo, ha commentato: “non devo avere io un’opinione, abbiamo nominato una commissione in maniera tempestiva”. “Vogliamo la massima trasparenza” ha concluso.
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Affondo anche del governatore del Veneto Luca Zaia: “Se alcuni presidenti chiudono i confini regionali allora fanno loro l’autonomia, non è Nord contro Sud, è Sud contro Nord”.
“Mettetevi nei panni – ha aggiunto Zaia – di un cittadino che sale in treno. Se si chiudono i confini regionali verranno tutti soppressi, il Frecciarossa sarà fermo, nessun tipo di trasporto verrà autorizzato, che proposta è? Se poi c’è qualcuno che vuole preservare un’area delicata, ad altissima popolosità o con persone a rischio, è comprensibile, ma se dicono che chiudono i confini regionali mi dicano come fare. E io – ha concluso – non ho mai firmato ordinanze per chiudere”.
E anche il presidente della Toscana va all’attacco: “Decidere quando riaprire le imprese spetta al governo che dice che non è ora. Benissimo. Ma c’è una grande contraddizione con il fatto che con una semplice comunicazione alle prefetture stanno riaprendo centinaia di migliaia di aziende senza protocolli per la sicurezza, che solo in pochi casi sono stati elaborati. Non è corretto dire in un modo e poi lasciare che avvenga in un altro”. Lo ha scritto su Facebook il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi.
Interviene anche il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti. “È importante che ora Governo e Regioni, con la comunità scientifica, lavorino insieme con un obiettivo comune: riaprire nei tempi giusti, in piena sicurezza – scrive su Fb -. È possibile farlo, senza polemiche. Come deciso ieri nella cabina di regia, ora occorrono presto le linee guida nazionali su “come” riaprire per permettere alle Regioni di dare a famiglie e imprese certezze su comportamenti e provvedimenti da adottare. Un altro passo avanti da fare insieme come sistema Paese per organizzare la rinascita”.
E il governatore della Liguria, Giovanni Toti, ha detto che al governo è stato chiesto “di avere alcune peculiarità regionali riconosciute all’interno delle linee guida nazionali” per la fase 2. “Abbiamo chiesto linee guida nazionali perché l’Italia è una, ma anche un margine di autonomia: è evidente che le esigenze sono diverse e non si può pensare di gestire in ugual modo dalle funivie della Valle d’Aosta ai vigneti di Pantelleria”, ha detto Toti.
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Il Piemonte, intanto, si affida a una task force per la fase 2 della sanità. Presieduta dall’ex ministro della Salute Ferruccio Fazio, dovrà analizzare le carenze strutturali che l’emergenza coronavirus ha messo in luce nel sistema sanitario piemontese e da lì ripartire per la futura programmazione. “Oggi che le ferite sono ancora aperte siamo in grado di capire dove il sistema sanitario necessita di maggiori interventi e da lì ripartiremo per costruire una reale medicina di territorio”, spiega il governatore Alberto Cirio.
“In questa fase così delicata preferisco attendere, c’è prima da superare l’emergenza gravissima che sta vivendo la Lombardia. E’ evidente, però che molte, troppe cose non hanno funzionato. Se oggi è ancora prematuro chiedere il commissariamento, più avanti non lo sarà. Non lasceremo cadere quanto accaduto nel dimenticatoio”. Così, in un’intervista a Qn, il capo politico del MoVimento 5 Stelle Vito Crimi, sulla gestione della Regione Lombardia dell’emergenza coronavirus.
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Coronavirus: sabato lieve aumento delle persone denunciate, 8.800
Su 257mila persone controllate, 26 sanzionate per violata quarantena
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19 aprile 2020
19:51
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Più gente in giro di sabato ed aumenta lievemente anche il numero di denunciati dalle forze dell’ordine per il mancato rispetto delle prescrizioni per il contenimento del Coronavirus: sono 8.800 secondo i dati del Viminale. Venerdì erano stati 8.200. In 8.742 sono stati sanzionati ieri per spostamenti non legittimi, 57 per false dichiarazioni e 26 per violata quarantena.
Sono state 257.227 le persone controllate, mentre gli esercizi commerciali monitorati sono stati 92.264: 151 i titolari denunciati, 35 le attività chiuse.
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Salgono a 669 marinai portaerei Usa contagiati
In 5mila a bordo della Theodore Roosevelt
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WASHINGTON
19 aprile 2020
15:20
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È salito a 669 il numero dei marinai della portaerei americana Theodore Roosevelt risultati positivi al coronavirus. Lunedì scorso erano 585, su quasi 5000 uomini che hanno lavorato a bordo. Lo rende noto la Marina militare Usa. Il comandante della nave era stato rimosso per aver rivelato ai media una lettera in cui sollecitava un’azione più decisa del Pentagono contro la diffusione del Covid-19 nella portaerei.
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Coronavirus: tensioni Torino, 4 arresti
Antagonisti avevano tentato di impedire che finissero in manette due presunti rapinatori
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TORINO
19 aprile 2020
18:07
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Momenti di tensione si sono verificati a Torino in occasione dell’arresto di due presunti autori di una rapina a un anziano. Alcune decine di persone, identificate dalla polizia come appartenenti all’area antagonista, hanno contestato, e tentato di ostacolare, l’intervento degli agenti. E’ successo in corso Giulio Cesare, nei pressi della zona di Porta Palazzo. Sul posto è dovuto intervenire altro personale della questura. I due presunti autori della rapina sono stati portati in un commissariato. All’anziano era stata strappata una catenina d’oro. Per i quattro, secondo quanto si apprende, si procederà per resistenza a pubblico ufficiale. Quanto ai presunti rapinatori – anche loro arrestati – si tratta di due marocchini di 28 e 36 anni. Uno di loro, in strada, aveva strappato la catenina dal collo di un pensionato, che era caduto procurandosi delle lesioni; poi si era allontanato montando sulla bicicletta condotta dal complice. L’anziano ha chiamato il 112 e gli agenti hanno individuato i due in corso Giulio Cesare, a pochi passi da una casa occupata.
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Coronavirus: Oms prende le distanze da Ricciardi
‘Sue opinioni non dovrebbero essere attribuite a Oms’
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19 aprile 2020
23:16
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Walter Ricciardi non rappresenta l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), ma il governo italiano presso il comitato esecutivo dell’organizzazione”: lo rileva l’Oms in una nota nel giorno delle polemiche sulle affermazioni di Ricciardi sul presidente Usa Trump. Le opinioni di Ricciardi, rileva l’Oms, “non rappresentano necessariamente il punto di vista e-o le politiche dell’Oms e non dovrebbero essere attribuite né all’Oms né ai suoi organi”.
“Non ne ha azzeccata una sul Virus e adesso insulta pure Trump! Che il governo lo cacci e chieda scusa agli Stati Uniti, che peraltro stanno mandando aiuti per decine di milioni di euro”. Lo scrive su Twitter Matteo Salvini, leader della Lega, con riferimento a un tweet di Walter Ricciardi contro Trump.
“Siamo alle barzellette. Oggi l’Oms ci dice che Walter Ricciardi, quello che il Governo ci ha presentato come il super esperto dell’Oms, non è dell’Oms e non rappresenta l’Oms. In un paese normale Ricciardi dovrebbe dimettersi”. Lo scrive su Twitter il deputato Vittorio Sgarbi.
“E’ vergognoso che in un momento così drammatico per l’Italia e per il mondo, l’ex attore e consulente del governo Walter Ricciardi pubblichi un tweet che invita simbolicamente ad ammazzare il presidente degli Stati Uniti Donald Trump con tanto di commento “beloved”. Ricciardi è ormai fuori controllo e questi suoi post non sono certo un’eccezione, a meno che il suo profilo non sia stato hackerato come quello dell’Inps. Conte lo cacci e Di Maio chieda scusa agli Stati Uniti. E’ inutile che riportiamo a scuola l’educazione civica se poi il governo è rappresentato da questi soggetti…”. Lo dichiara Massimiliano Capitanio, deputato Lega in commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni e segretario della Vigilanza Rai. Nel tweet pubblicato da Ricciardi, membro del Comitato esecutivo dell’Oms, compare un video in cui diverse persone picchiano un pupazzo con il volto di Trump.
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Santelli, estrema prudenza su fase due
‘Non disponibile a mettere a repentaglio sacrifici fatti’
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CATANZARO
19 aprile 2020
23:54
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“Sono per una linea di estrema, estrema prudenza. Ho avuto una linea molto rigorosa fino ora ed i risultati ci sono stati. La gente ha rispettato le regole e non sono disponibile a mettere a repentaglio i sacrifici fatti dai calabresi. Comprendo che ci debba essere fase due ma deve essere preparata con attenzione e prudenza”. Lo ha detto la presidente della Regione Calabria Jole Santelli al Tg4.
“Immagino – ha aggiunto – screening, non tramite tamponi perché non ci sono e i reagenti non ci sono. Possiamo fare screening con test sierologici e ad iniziare da alcune categorie possiamo, molto lentamente iniziare ad aprire alcune attività, ma mantenendo fermo il principio che è una fase di grande attenzione. Io continuo a dire attenzione al messaggio: non siamo liberi di uscire come ci pare. Quindi stiamo molto attenti perché anche parlare troppo di ‘fase due’ fa sembrare alle persone, che è normale siano esasperate, che il pericolo è scomparso. Il pericolo è sempre lì fuori”.
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Papa: ‘Politici cerchino bene del Paese, non del partito’
La messa di Francesco a Santa Marta: ‘Essere cristiano non significa solo compiere i comandamenti’
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CITTA’ DEL VATICANO
20 aprile 2020
08:11
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“Preghiamo per gli uomini e le donne che hanno vocazione politica – la politica è una forma alta di carità -, per i partiti politici dei diversi Paesi, perché in questo momento di pandemia cerchino insieme il bene del Paese, e non il bene del proprio partito”. Lo ha detto papa Francesco all’inizio della messa del mattino a Casa Santa Marta.
Commentando nell’omelia le letture del giorno, il Papa ha sottolineato che “essere cristiano non è soltanto compiere i comandamenti. Si devono fare, questo è vero. Ma se tu ti fermi lì non sei un buon cristiano”.
“Essere cristiano – ha spiegato – è lasciare che lo Spirito entri dentro di te e ti porti. Ti porti dove lui vuole”. “Nella nostra vita cristiana – ha osservato Francesco – tante volte ci fermiamo, come Nicodemo, davanti al ‘dunque’. Non sappiamo che passo fare, non sappiamo come farlo o non abbiamo la fiducia in Dio per fare questo passo e lasciar entrare lo Spirito: nascere di nuovo e lasciare che lo Spirito entri in noi, che sia lo Spirito a guidarmi e non io, e qui libero, con questa libertà dello Spirito che tu non saprai mai dove finirai”. “Gli apostoli che erano nel Cenacolo – ha proseguito il Pontefice – quando venne lo Spirito uscirono a predicare con quel coraggio, con quella franchezza… Non sapevano che sarebbe successo questo, e l’hanno fatto, perché lo Spirito li guidava”.
“Il cristiano – ha detto ancora – non deve fermarsi mai soltanto al compimento dei comandamenti, si deve fare, ma andare oltre verso questa nascita nuova, che è la nascita nello Spirito e ti dà la libertà dello Spirito”. “E come si prepara uno a nascere di nuovo? Con la preghiera – ha aggiunto il Papa -. La preghiera è quella che ci apre la porta allo Spirito e ci dà questa libertà, questa franchezza, questo coraggio dello Spirito santo, che mai saprai dove ti porterà, ma è lo Spirito”. “Che il Signore ci aiuti a essere sempre aperti allo Spirito – ha concluso -, perché sarà lui a portarci avanti nella nostra vita di servizio al Signore”.
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Coronavirus, Bonaccini: ‘Obbligo di mascherine con sanzioni’. Fontana risponde a De Luca
Il governatore lombardo: ‘Rischio se alcune regioni aprono prima, alla cabina di regia non se ne è parlato’. Appendino: ‘Fase 2 non senza di noi’
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TORINO
20 aprile 2020
16:22
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Continua il dibattito nelle Regioni dopo le parole del ministro Patuanelli che ha ipotizzato una ripartenza divisa per aree geografiche. “Abbiamo chiesto al Governo – dice intanto il governatore dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini a Rai News24 – di dare linee guida sul tema dei dispositivi di protezione individuali. Faccio un esempio: le mascherine servono per evitare il contagio? Bene, si dica che servono, sono obbligatorie a livello nazionale, mettendo anche a fianco una sanzione per chi non rispetta il suo utilizzo”.
Intanto il governatore della Lombardia Attilio Fontana interviene parlando a Centocittà su Radio1 torna sulla questione. “O siamo in grado di contenere il contagio, allora si apre tutti, o se non siamo in grado non c’è chi ‘è più o chi è meno’, perché se il contagio riprende anche da chi è meno è un rischio per tutti. Io credo che si debbano fare delle valutazioni comuni”, ha detto Fontana.
Fontana ha poi spiegato che nella cabina di regia nazionale per la ‘Fase due’ dell’emergenza, che si è riunita sabato, non si è parlato della ‘regionalizzazione’ delle aperture ipotizzata dal ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli. “No. Dalla cabina di regia è uscito che si sarebbero date delle linee generali per tutto il Paese, che si sarebbero esaminati nel dettaglio i tipi di aperture, considerando per esempio non i codici Ateco ma le filiere.
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Non abbiamo ancora parlato di questo argomento, è un argomento che verrà a affrontato nei prossimi giorni anche in base ai numeri che gli esperti dovranno valutare”, ha affermato il governatore.
Fontana risponde, poi, al governatore campano De Luca: “Caro governatore – scrive su Fb – sappia che qualunque cosa accada noi non chiuderemo mai la porta ai 160 mila italiani, tra cui circa 14 mila campani, che ogni anno scelgono di venire in Lombardia per farsi curare”.
Sulle aperture differenziate per regioni penso che potrò esprimere una considerazione dopo che avrò visto la presa di posizione ufficiale del Comitato scientifico nazionale”, ha affermato il governatore del Veneto, Luca Zaia. “Posso dire – ha aggiunto – che noi siamo pronti a tutto, però se i clinici, gli esperti internazionali ci dicono si’, bene. Altrimenti noi non mettiamo a repentaglio la vita dei cittadini. La mia personale idea penso è che si debba affrontare il tema, ma sempre in ottica di sicurezza”.
“Il mio auspicio – puntualizza intanto la sindaca di Torino Chiara Appendino ad Agorà – è che il Piemonte, la mia città, possa ripartire insieme alle altre regioni, perché dal punto di vista economico credo che la ripartenza magari della Lombardia e del Veneto senza il Piemonte potrebbe creare grandi difficoltà economiche al nostro territorio, sempre in sicurezza”.
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“Non si può chiedere ai torinesi, ma in generale ai cittadini, di continuare a stare a casa dopo mesi senza vedere una ripartenza, perché anche dal punto di vista psicologico diventa complicato. Bisogna conciliare con la sicurezza, perché se no vanificheremmo quello che è stato fatto, ma c’è una fase in cui dovremo convivere con questo virus, questo è evidente, non possiamo aspettare il vaccino”.
Per la fase 2, quella della ripartenza, “bisogna ragionare in termini di diversi orari. Il tema degli orari della città è fondamentale: nelle scuole bisogna entrare scaglionati e i negozi devono aprire in modo scaglionato, probabilmente dovranno tenere aperto di sera alcuni”. Così il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha parlato delle ipotesi per la ripartenza e dei pre-requisiti che secondo lui ci dovranno essere in città. VAI ALLA CRONACA VAI ALLE NOTIZIE INTERNAZIONALI
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Mes: Bonomi, se ci sono soldi Ue vanno presi
Patuanelli d’accordo con il presidente designato di Confindustria, compensazione crediti-debiti Pa
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19 aprile 2020
22:30
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“Sono un imprenditore e guardo ai numeri, avremo bisogno di bazooka liquidità”, perchè l’Italia da sola non ce la fa. “Laddove ci sono le condizioni per avere i soldi dall’Europa vanno presi”, senza “battaglie dietro a bandiere di partito”. Lo ha detto il presidente designato di Confindustria, Carlo Bonomi, a Che tempo che fa.
“Siamo in ritardo, studiare un modello” di ripartenza “da qui al 4 maggio non è semplice”, ha sottolineato Bonomi. “La salute passa anche dal lavoro”, ha aggiunto.
“Noi siamo a disposizione, abbiamo voglia di collaborare, spero che la voce degli imprenditori venga ascoltata”. Parlando della fase 2 sulla riapertura, Bonomi ha sottolineato che trattandosi delle imprese “avrebbe fatto piacere che ci fosse almeno un imprenditore nella task force”.
“Siamo una comunità. Non lasceremo indietro nessuno. Dovrebbe essere il mantra di questo Paese. Noi dobbiamo farci carico di tutti, sia un cittadino, un imprenditore o un incapiente”, ha affermato Bonomi.
“Non c’è antagonismo salute contro lavoro” e ora nel primo punto dell’agenda è “capire quale modello seguire per la riapertura”. Lo ha detto il presidente designato di Confindustria, Carlo Bonomi. “Sto sentendo molti colleghi, sono smarriti e impauriti – ha detto Bonomi – con i nostri collaboratori stiamo veramente soffrendo e sappiamo che molti non riapriranno più. La priorità è riaprire in sicurezza. Come mettere in sicurezza le fabbriche per salvaguardare gli italiani”. Bonomi ha spiegato che gli imprenditori “faranno responsabilmente tutto quello che verrà chiesto per mettere in sicurezza”.
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Stefano Patuanelli e Carlo Bonomi d’accordo sulla possibilità di compensare i debiti della p.a verso le imprese con i crediti dovuti dalle aziende. La proposta, avanzata dal presidente designato di Confindustria a Che tempo che fa, è stata accolta dal ministro dello Sviluppo economico: “Sono totalmente d’accordo, è giustissimo parlare di compensazione diretta. E’ la volta buona, dobbiamo assolutamente farlo. Ci stiamo lavorando”, ha detto Patuanelli.
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Coronavirus, il Copasir approfondirà sull’ app Immuni
Il presidente Volpi: ‘è materia sicurezza nazionale, forse sentiremo Arcuri’
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19 aprile 2020
19:58
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Il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (Copasir), intende “approfondire la questione dell’App ‘Immuni’ sia per gli aspetti di architettura societaria sia per quanto riguarda le forme scelte dal Commissario Arcuri per l’affidamento e la conseguente gestione dell’applicazione, non escludendo l’audizione dello stesso Arcuri ritenendo che si tratti di materia afferente alla sicurezza nazionale”. Lo fa sapere il presidente del Comitato, Raffaele Volpi. Deutsch Bank, sottolinea Volpi, “da molte fonti sembra riscontri criticità in particolare per gli ingentissimi volumi di prodotti finanziari derivati detenuti e per capire se scelte relative a tale peculiarità possano intercettare gli interessi dei risparmiatori italiani o in qualche modo condizionare gli interessi nazionali del Paese”. Il ciclo di audizione del comparto finanza terminerà con la presenza al Copasir dell’Aisi. Il Copasir, spiega il presidente, “sugli obiettivi di sicurezza nazionale sta, in questo drammatico momento per il Paese, operando, anche grazie alla preziosa collaborazione delle Agenzie del comparto Intelligence, per dare il miglior contributo alla sicurezza nazionale e all’interesse nazionale seguendo i principi più volte auspicati anche dal Presidente della Repubblica”. Il Comitato si riunirà mercoledì prossimo per aggiornare il calendario delle audizioni.
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Di Maio: ‘Falso dibattito sul Mes. Il momento è difficile, ma ci rialzeremo’
‘E’ la più grande emergenza del secondo dopoguerra’
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19 aprile 2020
19:17
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“Questo sul Mes è un falso dibattito. La questione non è il Mes, ma dove vuole guardare l’Europa, se da qui ai prossimi 2 mesi o ai prossimi 10 anni. Sure e la linea di credito Bei sono dei passi avanti, ma se contiamo in tutto i fondi arriviamo a circa 300mld, ne servono invece 1.500, lo ha detto anche Centeno. Di fronte alla potenza di fuoco di Usa e Cina, l’Ue deve mostrarsi all’altezza. Non bisogna pensare una ripartenza, ma una ricostruzione. Sono due cose diverse”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio in un’intervista al quotidiano spagnolo El Correo.
“L’Italia e l’Europa stanno attraversando la più grande emergenza dal secondo dopoguerra. Il lavoro è molto intenso perché stiamo continuando a reperire aiuti all’estero attraverso la nostra rete diplomatica e al tempo stesso stiamo studiando come meglio far ripartire il nostro Paese, non appena ci saranno le condizioni dal punto di vista sanitario. E’ un momento difficile, ma sono certo che presto ci rialzeremo”
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“Questo sul Mes è un falso dibattito.
La questione non è il Mes, ma dove vuole guardare l’Europa, se da qui ai prossimi 2 mesi o ai prossimi 10 anni. Sure e la linea di credito Bei sono dei passi avanti, ma se contiamo in tutto i fondi arriviamo a circa 300mld, ne servono invece 1.500, lo ha detto anche Centeno.
Di fronte alla potenza di fuoco di Usa e Cina, l’Ue deve mostrarsi all’altezza. Non bisogna pensare una ripartenza, ma una ricostruzione. Sono due cose diverse”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio in un’intervista al quotidiano spagnolo El Correo.
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Boschi, bene regia per la ripartenza
Frammentazione ha creato confusione per i cittadini
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20 aprile 2020
10:53
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“Tutta questa frammentazione che abbiamo visto nelle settimane passate anche con provvedimenti in contraddizione tra loro che hanno creato confusione per i cittadini che non sapevano quali regole seguire. Io credo che si faccia chiarezza e penso che sia utile individuare una strategia nazionale per una fase di convivenza con il virus e per la ripartenza e quindi avere una regia unitaria aiuta i cittadini”.
Lo afferma Maria Elena Boschi, capogruppo di Iv alla Camera ad Agorà su Rai 3.
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Cura Italia:stop 120 emendamenti su 740
Votazioni inizieranno alle 18, mercoledì testo in Aula
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20 aprile 2020
10:57
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Circa 120 emendamenti al Cura Italia, sui 740 presentati, sono stati dichiarati inammissibili dalla presidenza della commissione Bilancio alla Camera. Il principale criterio di valutazione adottato è stato quello della “coerenza” fra le finalità delle richieste di modifica e quelle del provvedimento, che contiene misure in favore del sistema sanitario, delle famiglie dei lavoratori e delle imprese legate all’emergenza coronavirus.
Entro mezzogiorno verranno resi noti gli esiti di eventuali ricorsi, mentre per le 15 i vari gruppi sono invitati a fare le proprie segnalazioni: in base a un accordo di massima, l’esame finale della commissione dovrebbe concentrarsi su circa 150 emendamenti. I voti inizieranno intorno alle 18 e proseguiranno domani. Dopodomani il provvedimento arriverà in Aula, dove il governo porrà la fiducia. Nel caso in cui vengano approvati degli emendamenti e il testo venga così modificato, sarà necessario un nuovo passaggio al Senato,dove il decreto è già stato approvato con la fiducia.
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Meloni, Governo si confronti su uso App
Chi gestirà i dati? Come viene garantita la privacy?
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20 aprile 2020
11:11
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“Il commissario per l’emergenza Covid Domenico Arcuri ha firmato un’ordinanza per la concessione gratuita di un’app di tracciamento digitale che dovrebbe aiutare a rintracciare individui potenzialmente infetti prima ancora che emergano sintomi. Benché l’installazione dell’app sia volontaria, quando si entra nella sfera del trattamento dati – soprattutto quelli sanitari – occorre andarci con i piedi di piombo perché il rischio è sempre molto alto. Per questo è assolutamente impensabile che basti una semplice ordinanza per diffondere il software: un passaggio in Parlamento è d’obbligo.
Chi gestirà i dati? Come viene garantita la privacy dei cittadini? TAuspico che almeno su questa materia il Governo provveda subito ad avviare il confronto con il Parlamento”. Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.
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Conte, Ue si salva se mostra coraggio
De proiettare lo sguardo oltre i propri confini
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20 aprile 2020
11:19
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“L’Europa si può salvare se pensa in grande, se mostra più coraggio e se proietta lo sguardo oltre i propri confini. Questo è un momento davvero cruciale, per tutti”. Lo scrive il premier Giuseppe Conte in un post su Instagram in cui rilancia la sua intervista, in edicola oggi, al quotidiano tedesco Suddeutsche Zeitung.
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Renzi, ora priorità è riaprire
Commissione di inchiesta è un dovere etico
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Renzi, ora priorità è riaprire
Commissione di inchiesta è un dovere etico
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20 aprile 2020
12:11
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“Dovremo fare chiarezza su ciò che non ha funzionato nella drammatica ecatombe legata al Coronavirus. E lo faremo innanzitutto nella sede della democrazia, che è il Parlamento. La commissione di inchiesta, su cui qualcuno – nelle settimane scorse – faceva sorrisini ironici, è un dovere etico prima ancora che politico. Ci sono oltre ventimila morti: davvero c’è chi pensa di fare finta di nulla? Ma adesso la priorità è ripartire, ripartire, ripartire”.
Lo scrive il leader di Iv Matteo Renzi nella sua e.news.
“Sto dicendo da giorni che ogni settimana che perdiamo costa 10 miliardi di euro. Dobbiamo riaprire: riaprire con intelligenza, con le mascherine, facendo i test ai lavoratori.
Siamo fermi da troppo tempo e gli altri paesi europei sono stati più flessibili di noi sulla produzione industriale. E allora se non riapriamo subito, interi settori dell’economia saranno distrutti dalla concorrenza degli altri Paesi. E avremo migliaia di famiglie disperate per la perdita dei posti di lavoro
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Ok Cdm a slittamento amministrative
Finestra per votare tra metà settembre e dicembre
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20 aprile 2020
13:25
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Via libera, a quanto si apprende, del Consiglio dei ministri allo slittamento delle amministrative.
Nel testo del decreto è attesa la definizione delle finestre entro le quali ciascuna Regione chiamata al voto potrà indire le elezioni. La finestra elettorale per le amministrative decisa dal Consiglio dei ministri, a quanto si apprende da fonti di governo, andrà dalla metà del mese di settembre al mese di dicembre. Per le Regioni chiamate a rinnovare le proprie Giunte e i propri Consigli regionali non sarà possibile, quindi, andare al voto a luglio come prevedeva una delle ipotesi in campo prima del Cdm.
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Coronavirus: Pd e Fi: ‘Confronto in Parlamento sulla App’. Lega: ‘Tecnologia utile ma servono garanzie’
Delrio: ‘Terreno delicato che riguarda libertà costituzionali’. Salvini: ‘Evidenti criticità, chi gestisce i dati? ‘
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20 aprile 2020
19:18
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E’ polemica sulla App Tracing con richieste trasversali di una verifica in Parlamento.
“È importante che si stia procedendo con la scelta del contact tracing come parte della strategia per condurre in sicurezza la ‘fase due’. Ma un terreno tanto delicato, che riguarda i diritti e le libertà costituzionali delle persone, non può essere affrontato esclusivamente con lo strumento dell’ordinanza commissariale”, afferma il capogruppo Pd alla Camera Graziano Delrio.
“Si deve procedere in fretta – spiega Delrio – e confrontarsi col governo ma come in altri paesi e tenendo conto delle indicazioni del Garante della Privacy, sulla sicurezza dei dati sensibili delle persone tracciate dall’app è necessario che la materia venga esaminata dalle Camere, come già richiesto dalla Commissione Trasporti di Montecitorio, nell’auspicio di giungere a una norma condivisa. Vanno assicurati la proprietà e la gestione pubblica dei dati e l’ assenza di discriminazioni fra cittadini nel pieno rispetto della privacy”.
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“Con la scelta del Governo dell’utilizzo dell’app ‘Immuni’ per tracciare i contatti dei contagiati da coronavirus, in modo da contenere gli effetti di un’eventuale seconda ondata, il tema della privacy – dice Fiammetta Modena di Fi – torna prepotentemente, perchè riguarda da vicino il trattamento dei dati personali di tutti i cittadini italiani. Già lo scorso primo aprile il sito dell’Inps, che doveva gestire le domande per il bonus partite IVA previsto dal decreto “Cura-Italia”, è andato in crash, impedendo l’accesso alle persone.
In molti hanno anche segnalato che, dopo essere entrati con i propri username e password, potevano vedere le domande di altri utenti con le relative informazioni personali e riservate. Questa volta il governo ce la farà a garantire il rispetto della privacy? Da chi verranno gestiti tutti i dati sensibili? Il Governo pensa anche a delle limitazioni alla circolazione per chi sceglierà di non fare il download dell’app”. . “Urge un confronto serio in Parlamento sulla libertà e tutela della privacy, non può cadere sulle nostre teste per circolari e Dpcm una semplice ordinanza che il commissario per l’emergenza Covid Domenico Arcuri ha firmato qualche giorno fa”, conclude.
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Per il segretario della Lega Matteo Salvini , “Usare le nuove tecnologie per combattere il virus è utile, ma con tutte le garanzie dovute ai cittadini italiani. Un commissario non può certo derogare dai diritti costituzionali senza che sia il Parlamento, e quindi il Popolo, ad essere investito di decisioni così delicate. Inoltre sulla “app Immuni” sono evidenti alcune gravi criticità, da molti sollevate, tra le quali: chi gestisce i dati raccolti, dove vengono conservati e per quanto e di chi è la proprietà dei dati? Garantire la protezione di diritti e dati privati degli italiani per la Lega è fondamentale, la strada scelta dal governo è pericolosa. La nostra libertà non è in vendita”.
Sulla App ‘Immuni’, “è stato già firmato il contratto così che possa accelerare nel più breve tempo possibile. L’app è uno degli strumenti: in questa vicenda non c’è una mossa salvifica”: sostiene il ministro della Salute Roberto Speranza intervenendo alla trasmissione Circo Massimo su Radio Capital. “Oltre alla prima funzione essenziale di tracciare i contatti, la app potrà essere molto utile per rafforzare la sanità digitale del nostro Paese – aggiunge – dobbiamo lavorare in questa direzione”.
Il presidente del Veneto, Luca Zaia, auspica che l’applicazione dell’App per il tracciamento “sia unica a livello nazionale, per fare in modo di condividere una strategia”. Ma, aggiunge il governatore, “si sta tentando di capire se riusciamo a costruirne una a lievllo regionale”. Per Zaia l’app dovrebbe essere “obbligatoria per tutti coloro che hanno un telefonino, altrimenti non funziona per avere un controllo vero. I tecnici dicono che se non si raggiunge il 60% della popolazione non ci sarà alcun effetto”.
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“Diamo la nostra disponibilità – conclude – di testarla nel Veneto”.
Cts, app efficace se la userà il 70-80% – Per il tracciamento dei positivi “molto si baserà su questa App, che se sarà utilizzata dal 70-80% dei cittadini sarà efficace, dicono gli epidemiologi. Credo sarà un momento in cui si vedrà la responsabilità degli italiani” nello scaricarla e usarla. Così Luca Richeldi del Comitato tecnico scientifico (Cts). “Carenze nel tracciamento nella prima fase? La nostra curva epidemica è stata in parte diversa da altri Paesi, molto veloce e crescente nei primi momenti: non so se siamo stati carenti nei tracciamenti, potremo dire però se lo saremo nei prossimi mesi”.
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Dl scuola: Lega, stabilizzare precari
Concorsi semplificati che tengano conto servizio già prestato
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20 aprile 2020
13:34
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“La Lega ha depositato una risoluzione in commissione cultura in cui si chiede al Governo di stabilizzare i docenti con almeno 36 mesi di servizio. Il concorso straordinario per 24.000 docenti voluto dal Ministro Azzolina, mette infatti a rischio disoccupazione migliaia di precari che, dopo aver insegnato per anni e aver contribuito a reggere il nostro sistema d’istruzione, da settembre si ritroverebbero licenziati”. Lo afferma il deputato della Lega Rossano Sasso. “Chiediamo che il ministro preveda procedure concorsuali semplificate, che tengano conto essenzialmente del periodo di servizio già prestato e delle esperienze culturali e professionali possedute dai docenti, attraverso un concorso per servizio e titoli. Migliaia di insegnanti precari attendono una risposta dal governo nella speranza che non prevalga la linea Azzolina che punta a cancellare dal mondo del lavoro migliaia di precari storici”, conclude Sasso.
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Coronavirus: Renzi, cambiare dl dignità
Norme erano e restano un errore, situazione drammatica
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20 aprile 2020
13:37
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“Il dl dignità era ed è un errore a prescindere. Quello che sta succedendo è drammatico. Abbiamo davanti un anno che sarà una ecatombe per il turismo. Chiederemo di cambiarlo”. Lo dice Matteo Renzi all’Aria che tira su la 7. “Sta per arrivare uno tsunami sulla economia italiana e dobbiamo fare qualcosa. Dare liquidità alle aziende, cambiare le regole ed essere nelle condizioni di farsi trovare pronti: ci sono aziende italiane costrette alla chiusura quando ci sono loro competitor in Europa aperti”.
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Nomine:G.Grillo, in M5s c’è problema
Chi attacca Di Battista lo fa per zittirci. Conte non c’entra
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20 aprile 2020
14:02
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Alessandro Di Battista si è unito ad una richiesta che io e altri parlamentari condividiamo e stiamo portando avanti, puntare il dito contro di lui come l’uomo che vuol far tremare la terra sotto ai piedi a Conte è sbagliato e fuorviante, ma ahimè strategico per chi vorrebbe zittirci spostando l’attenzione dal focus principale: questo delle nomine di stato è anzitutto un problema interno alla forza politica M5S. C’è un problema di democrazia interna, e tentare di nasconderlo non fa che acuirne la presenza”. Così in un post su Fb la senatrice M5S Giulia Grillo.
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Giacomoni, nessun soccorso FI a governo
Siamo vicini a famiglie e imprese italiane
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20 aprile 2020
14:03
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“Sorprende che in una fase di tale gravità per il nostro Paese ci sia ancora chi perde tempo in sciocche polemiche politiche. Non ci sarà nessun soccorso azzurro di Forza Italia a questo governo. L’unico soccorso a cui siamo stati, siamo e saremo sempre disponibili è il soccorso tricolore alle famiglie e alle imprese italiane. Il nostro unico obiettivo è la tenuta del sistema-Paese e, su input del presidente Berlusconi, portiamo avanti una opposizione seria e costruttiva in Parlamento e, intanto, sosteniamo chi è in difficoltà sul territorio”. Così Sestino Giacomoni, vicepresidente della Commissione Finanze alla Camera e membro del coordinamento di presidenza di Forza Italia.
“Attraverso i coordinatori regionali – sottolinea l’esponente azzurro – Forza Italia dal Nord al Sud è impegnata in numerose iniziative: dalla distribuzione di pacchi alimentari, alla spesa “sospesa” in collegamento con le diocesi e con il mondo del volontariato”.
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Coronavirus: Delrio (Pd), per app serve una legge (2)
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20 aprile 2020
12:54
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“Si deve procedere in fretta – spiega Delrio – e confrontarsi col governo ma come in altri paesi e tenendo conto delle indicazioni del Garante della Privacy, sulla sicurezza dei dati sensibili delle persone tracciate dall’app è necessario che la materia venga esaminata dalle Camere, come già richiesto dalla Commissione Trasporti di Montecitorio, nell’auspicio di giungere a una norma condivisa.
Vanno assicurati la proprietà e la gestione pubblica dei dati e l assenza di discriminazioni fra cittadini nel pieno rispetto della privacy”.
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Tridico, pagheremo cig entro fine aprile
Arrivate 5 mln domande per misure Covid, 9,5 mln beneficiari
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20 aprile 2020
17:45
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Fino ad oggi l’Inps “ha raccolto oltre 5 milioni di domande per circa 9,5 milioni di beneficiari”: così il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, in audizione presso la commissione Lavoro della Camera sui problemi di funzionamento del sito dell’Istituto in particolare il primo aprile, parlando delle richieste per le prestazioni legate all’emergenza coronavirus arrivate all’Inps.
Dalla cig ordinaria, straordinaria e in deroga, al bonus baby sitting, dai congedi Covid e permessi 104 all’indennità da 600 euro, “parliamo di provvedimenti che l’Inps di solito gestisce in 5-7 anni, che noi abbiamo messo in piedi in due settimane”, ha sottolineato. Tridico ha anche assicurato l’impegno dell’Istituto a rispettare la data della fine di aprile per pagare anche la cassa integrazione. Per i bonus autonomi si è invece partiti con i pagamenti dal 15 aprile, ha ricordato.
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Speranza, l’app rafforzerà la sanità digitale
Ministro, è uno degli strumenti per la lotta al Covid
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20 aprile 2020
16:05
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Sulla App ‘Immuni’, “è stato già firmato il contratto così che possa accelerare nel più breve tempo possibile. L’app è uno degli strumenti: in questa vicenda non c’è una mossa salvifica”. Così il ministro della Salute Roberto Speranza intervenendo alla trasmissione Circo Massimo su Radio Capital. “Oltre alla prima funzione essenziale di tracciare i contatti, la app potrà essere molto utile per rafforzare la sanità digitale del nostro Paese – aggiunge – dobbiamo lavorare in questa direzione”. “Questa app – prosegue Speranza – può andare anche al di là del Covid, immaginando come il paziente a casa possa avere una modalità di comunicazione diretta con il medico e le strutture sanitarie. Credo ci aiuterà anche a colmare un divario sul terreno della sanità digitale”. “Ciascuna di queste mosse – ha detto parlando delle misure messe in campo dal Governo – è un pezzo di un disegno che il Governo sta mettendo in campo. Non dico che ci sono miracoli, la vera mossa sarà il vaccino”.
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Nomine: Giulia Grillo, in M5S problema democrazia interna
Chi attacca Di Battista lo fa per zittirci. Conte non c’entra (2)
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20 aprile 2020
15:28
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Acque agitate in M5s dopo le prese di posizione di alcuni esponenti del movimento, tra cui Di Battista, sulle nomine. In diversi intervengono sulla questione. “Alessandro Di Battista si è unito ad una richiesta che io e altri parlamentari condividiamo e stiamo portando avanti, puntare il dito contro di lui come l’uomo che vuol far tremare la terra sotto ai piedi a Conte è sbagliato e fuorviante, ma ahimè strategico per chi vorrebbe zittirci spostando l’attenzione dal focus principale: questo delle nomine di stato è anzitutto un problema interno alla forza politica M5S. C’è un problema di democrazia interna, e tentare di nasconderlo non fa che acuirne la presenza”. Così in un post su Fb la senatrice M5S Giulia Grillo.
Nei giorni scorsi l’appello sulle nomine firmato, tra l’altro, anche da Alessandro Di Battista nel quale si chiedeva, tra l’altro, di bloccare alcune nomine e su tutte la conferma all’Eni di Claudio Descalzi (“irricevibile”). “Il nostro capitale politico deve tornare ad essere il rinnovamento – aggiungono gli esponenti M5s – che non sta nel far perdurare il potere sempre nelle stesse mani (e questo vale per tutte le nomine in discussione) soffocando, così, merito e qualità. Le aziende di Stato giocano ruoli determinanti per lo sviluppo del Paese e a noi, al M5S, era stato dato un mandato chiaro di discontinuità sia nel merito che nel metodo”.
“Devo prendere atto che Descalzi non è stato mai in bilico nonostante ci sia il M5S al governo e nonostante ne sia il maggiore azionista. Nessuno di noi è così idiota da credere che questa scelta sia dovuta all’emergenza. Né crederò alla favoletta del Colle. È sempre colpa di qualcun altro si scrive nell’articolo. Invece no, le impronte ci sono. E sono chiaramente leggibili. Portano ai responsabili. A chi si sente gruppo dirigente, ai capetti ombra e a quelli in chiaro. Nessuno può eclissarsi”. Lo scrive su Fb la senatrice Barbara Lezzi in un post condiviso anche dal senatore Mario Michele Giarrusso.
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Arriva ‘Io’ app per tutti i servizi della Pubblica Amministrazione
Ancora nella versione sperimentale ma adesso è scaricabile
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20 aprile 2020
14:08
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Si chiama ‘Io’ ed è l’app, unica, per accedere a “tutti i servizi pubblici”, in modo “semplice e sicuro”, direttamente dallo smartphone. Così viene presentata l’applicazione a cui si lavora da tempo per comunicare con le amministrazioni e pagare tributi in un clic. La versione scaricabile dagli store Apple e Google è disponibile dal weekend, ma ancora nella versione sperimentale, detta “beta”, perché, spiegando fonti informate, i servizi pubblici oggi agganciati all’app – attraverso il Pin unico (Spid) o la Carta d’identità elettronica – sono ancora limitati.
D’altra parte la ministra dell’Innovazione, Paola Pisano, aveva annunciato che l’app ‘Io’ avrebbe rispettato i tempi di lancio, entro questo mese. La fase di test è iniziata la primavera scorsa, su base territoriale, e ora con l’approdo sugli store si entra nel vivo. Inizia, infatti, il percorso che, nelle intenzioni progressivamente, dovrebbe portare gli italiani a interagire per via digitale con la P.a.
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Trasporti: Asstra, agire a monte per ridurre passeggeri
Difficile applicare distanziamento e serve tempo per nuovi mezzi
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20 aprile 2020
15:57
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“Non potendosi applicare nel settore regole di distanziamento, occorre incidere a monte attraverso la combinazione di misure (di coordinamento con le aziende e di regolazione dei flussi di mobilità) sulla capacità di trasporto rendendola coerente con le esigenze di sicurezza sanitaria da un lato e con la necessità di garantire un servizio universale dall’altro”. E’ quanto afferma un ‘documento’ dell’Asstra, l’associazione che riunisce le aziende di trasporto pubblico, in vista della Fase 2 e 3. Il documento evidenzia difficoltà nei controlli e nell’arrivo (18-36 mesi) di nuovi mezzi.
Il ‘documento di posizione’ elaborato dall’ufficio studi di Asstra parte dai dati del settore – 930 operatori, 5,4 miliardi di passeggeri trasportati ogni anni, 124 mila addetti e un fatturato di circa 12 miliardi l’anno – e di fatto indica agli associati i nodi da affrontare e alcuni servizi da attuare in vista della ripresa. Dal testo emerge chiara propria la difficoltà di mantenere e controllare le regole di distanziamento e si indicano per questo tutta una serie di proposte e interventi necessari, come il coordinamento tra gli enti territoriali di riferimento e le aziende per il quale viene proposto l’istituzione di tavoli locali per assicurare comunicazione ed omegeneità dei servizi.
ORARI DIFFERENZIATI E MOBILITY MANAGER: Alcune precondizioni vengono indicate con chiarezza e possono essere attuate nel breve periodo: prevedono la rimodulazione degli orari di città e territori per l’avvio delle attività scolastiche, universitarie, lavorative e produttive. Ma anche un’incentivazione ulteriore del ricorso allo smart working. A queste si aggiungono anche altre proposte come l’introduzione della figura del mobility manager nelle grandi aziende, e l’incremento delle corsie preferenziali e dei semafori intelligenti per facilitare la velocità del trasporto pubblico. Viene chiesto anche di disincentivare l’uso del mezzo privato, evitando di rendere gratuite le aree di sosta.
SERVIZI DEDICATI E A CHIAMATA: Asstra chiede ai gestori di Tpl anche di prevedere l’offerta di tre servizi, la cui attuazione prevede costi medio bassi: trasporti dedicati, da un terminal ad un punto generatore di traffico (ad esempio un’azienda), servizi a chiamata per spostamenti individuali in base alle richieste degli utenti; servizi a prenotazione obbligatoria, tipo executive, da realizzare su alcune linee per saltare le fermate, con tariffe differenziate OBBLIGO
DI MASCHERINE E GUANTI: E’ un onere a carico dei passeggeri ma le aziende possono introdurre soluzioni per favorire l’approvvigionamento in possimità di stazioni e fermate (distributori, dispenser).
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I NODI, LA CAPACITà DI TRASPORTO: Per Asstra obbligare al distanziamento attuale comporterebbe riduzioni della capacità di carico ‘non sostenibili’, visto che non si può “nell’immediato incremento le frequenze per indisponibilit’ di mezzi e di personale: la produzione dimezzi richiederebbe tempi variabili che vanno dai 18 ai 36 mesi). La rigida applicazione di tale regole, oltre a non essere compatibile con la conformazionei dei mzzi di trasporto pubblico, determinerebbe l’insufficienza dell’offerta di trasporto, pur in presenza di offerta ridotta”. Per questo bisogna agire a monte riducendo i passeggeri.
I NODI: L’AFFLUSSO DI PASSEGGERI: Per questo sono richiesti tavoli territoriali per gestire la domanda, forme di collaborazione con le forze dell’ordine per gestire i flussi ma anche misure, che possono attuare le imprese, separando flussi di salita/discesa o entrata/uscita da bus e metro. Costi medio alti invece richiederebbero sistemi per segnalare livelli di saturazione, per collegare i mezzi a centrali operative, per l’utilizzo di telecamere intelligenti che possano monitarare eventuali assembramenti.
I NODI, I CONTROLLI: Per i controlli Asstra parla di logica di ‘autotutela’, “soggetta in prima battuta alla responsabilità personale di ognuno” mentre “in seconda battuta la responsabilità dei controlli potrà essere attribuita solo ed esclusivamente alle forze dell’ordine” e che “non è possibile attribuire al personale viaggiante e di stazione” che pssono solo attivare segnalazioni. Non è materialmente attuabile – viene poi spiegato – un’attività sistematica di misurazione delle temperatura corporea dei passeggeri”
LA FASE 2, PASSEGGERI AL 50%: nella ”fase 2 sarà presumibile attendersi un utilizzo del mezzo di trasporto pubblico quasi esclusivamente per motivazione legate al lavoro e a situazioni di necessità” – calcola l’Asstra – con brusche contrazioni degli spostamenti per la gestione familiare, dalla scuola alla visita ai parenti. “Si può ragionevolmente prevedere che nelle fasi emergenziali la domanda di mobilità pubblica potrebbe subire una riduzione di circa il 50%”.
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Di Maio, consensi su alleanza vaccino
‘La nostra priorità è tutelare la vita delle persone’
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20 aprile 2020
13:37
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“La proposta italiana sull’alleanza internazionale per il vaccino, che ho presentato nei giorni scorsi al segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres, sta ricevendo consenso da diversi Paesi”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio in un’intervista all’emittente britannica Skynews.
“La comunità scientifica ci dice che per tornare alla vita di prima sarà fondamentale il vaccino. Per far questo non si può agire in ordine sparso, ma tutti gli Stati del mondo devono collaborare e condividere le loro conoscenze”, ha sottolineato il ministro ribadendo che “oggi, più che mai, è importante unire tutte le menti, le eccellenze e radunarle intorno a un tavolo per fare in modo che il vaccino arrivi in tempi rapidi e a tutti”. “La nostra priorità è tutelare la vita delle persone, che devono poter tornare a vivere serenamente e devono poter fare quello che facevano prima di questa emergenza. Forza”, ha concluso il titolare della Farnesina.
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Amministrative: ok del Cdm allo slittamento. 4 governatori chiedono il voto a luglio
Proroga di 3 mesi dei Consigli Regioni. Rinnovo era previsto il 2 agosto. Voto entro 60 giorni nuova scadenza. D’Incà: ‘Amministrative in sicurezza solo da settembre’
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20 aprile 2020
19:34
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Via libera del Consiglio dei ministri allo slittamento delle amministrative. La finestra elettorale per il voto decisa dal Consiglio dei ministri andrà dalla metà del mese di settembre al mese di dicembre.
Per le Regioni chiamate a rinnovare le proprie Giunte e i propri Consigli regionali non sarà possibile, quindi, andare al voto a luglio come prevedeva una delle ipotesi in campo prima del Cdm.
“In merito alle elezioni per il rinnovo dei consigli comunali e circoscrizionali il turno annuale ordinario si terrà in una domenica compresa tra il 15 settembre e il 15 dicembre. Si stabilisce che gli organi elettivi regionali a statuto ordinario il cui rinnovo è previsto entro il 2 agosto 2020 durino in carica 5 anni e 3 mesi e che le elezioni si svolgano nei 60 giorni successivi a tale termine o nella domenica compresa nei sei giorni ulteriori”. E’ quanto prevede il decreto elezioni approvato in Cdm in vista delle amministrative.
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“Ribadiamo la necessità di garantire agli elettori l’inalienabile diritto a esprimersi nei tempi più rapidi possibili, compatibilmente con l’andamento dell’epidemia. Pertanto, ritenendo, per quanto è possibile prevedere oggi, che l’estate sia la stagione più sicura dal punto di vista epidemiologico, ribadiamo la necessità di allargare la finestra di voto, come da noi richiesto, al mese di luglio”. Così i presidenti di Liguria Giovanni Toti, Campania Vincenzo De Luca, Puglia Michele Emiliano e Veneto Luca Zaia.
“Lo svolgimento delle elezioni richiede non solo che sussistano condizioni di sicurezza sanitaria il giorno fissato per il voto, ma anche che sia assicurato il pieno ed effettivo esercizio dei diritti politici nella fase precedente, durante la quale si raccolgono le firme per presentare le candidature e si svolge la campagna elettorale. Queste condizioni non sono compatibili con la convocazione di elezioni prima di settembre”. Lo spiega il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà dopo l’ok del Cdm al rinvio delle amministrative.
