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DALLE 10:00 DI MARTEDì 19 MAGGIO 2020

ALLE 14:22 DI VENERDì 29 MAGGIO 2020

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Governo: Sala, Conte riveda compagine ministeriale
“Non lo chiamerei tanto un rimpasto – ha detto alla trasmissione 24 Mattino – ma quando il vento sarà forte avrà bisogno di avere davvero i migliori italiani al suo fianco”
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MILANO
19 maggio 2020
10:00
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“Se dovessi dare un consiglio” al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, “posto che oggi non vedo alternative a questo governo, è che deve rafforzare il suo sistema”. Lo ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, in collegamento a Radio 24. “La collaborazione tra tecnici e politici funziona per un breve periodo – ha detto -. Non voglio apparire irrispettoso ma non è che la compagine ministeriale non possa essere rivista”.
“Non lo chiamerei tanto un rimpasto – ha concluso Sala alla trasmissione 24 Mattino, parlando dell’azione di governo nell’emergenza Covid – ma dico a Conte di fare una riflessione se quando il vento sarà forte e le difficoltà saranno grandi non avrà bisogno di avere davvero i migliori italiani al suo fianco”.
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Crimi, sfiducia a Bonafede è a governo
Ma sono convinto che maggioranza voterà compatta
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19 maggio 2020
10:35
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“Sono convinto che la maggioranza voterà compatta. Il ministro della Giustizia è il capodelegazione di M5S al governo ed è un ministro importante, se qualcuno nella maggioranza vota la sfiducia ovviamente è una sfiducia al governo, questo è evidente a tutti, ma sono convinto che non ci saranno sorprese”. Così il capo politico M5S Vito Crimi a Skytg24 sulla mozione di sfiducia al Guardasigilli, domani al Senato.
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Ue: M5S, bene Lagarde
Patto va revisionato completamente
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19 maggio 2020
10:43
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“Accogliamo con piacere le parole di Christine Lagarde a proposito della modifica del Patto di stabilità e crescita. Il Patto va revisionato completamente, attraverso un approccio basato su nuovi valori e principi, che dovranno costituire l’Europa del futuro. Basta tagli lineari in nome di parametri fuori dalla storia. I futuri patti europei dovranno mettere al centro dei propri obiettivi la piena occupazione, la riduzione delle disuguaglianze e l’incentivo a politiche vicino l’ambiente. Le politiche austeritarie che hanno messo in ginocchio l’Europa sono state sconfitte dalla storia e dai cittadini. Abbiamo bisogno di un’Europa politica più vicina alle persone, non di un’Europa burocratica e piegata alle logiche della finanza”. Lo dichiarano in una nota congiunta le deputate e i deputati del MoVimento 5 Stelle in Commissione Politiche Ue.
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Bellanova, su Bonafede valuteremo
Perché mi sembra necessario produrre dei cambiamenti
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19 maggio 2020
11:45
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“Domani ascolteremo il ministro Bonafede e valuteremo sulla base degli impegni che il ministro assumerà in quella sede perché mi sembra necessario produrre dei cambiamenti”. Così la ministra delle Politiche agricole, Teresa Bellanova in un’intervista ad Agorà su Raitre rispondendo a una domanda sulla sua posizione alla mozione di sfiducia al ministro Bonafede che sarà votata domani in parlamento. “Mi sono imposta di dare un contributo affinché il governo risolva i problemi – ha detto Bellanova – All’interno del nostro gruppo abbiamo posizioni diverse. Ci sono molte spinte a sostenere mozioni a partire da quella della Bonino. In queste ore ci si sta confrontando. Domani ascolteremo il ministro Bonafede e valuteremo”.
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Meloni, cig non arriva a 2,6 milioni
E’ una vergogna
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19 maggio 2020
12:01
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“2.600.000 lavoratori aspettano ancora i soldi della cassa integrazione di marzo. Ma il Governo continua a fare promesse. Vergogna”. È quanto scrive su Facebook Giorgia Meloni.
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Salvini, evidenti problemi nel governo
Problemi evidenti, ma ora bandiere partiti non mi interessano
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GENOVA
19 maggio 2020
12:18
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“Nel governo i litigi sono quotidiani, è evidente che ci sono problemi. Noi però a questo governo portiamo proposte, emendamenti, suggerimenti, perchè in questo momento le bandiere di partito non mi interessano”. Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini alla tv ligure Primocanale rispondendo alla domanda se ritiene debole questo Governo.
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Al via vertice centro-destra
Presenti anche Ronzulli, La Russa, Lollobrigida
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19 maggio 2020
12:30
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È iniziato da pochi minuti un incontro tra i vertici del centrodestra. Alla riunione sono presenti il leader della Lega Matteo Salvini, la presidente di Fdi Giorgia Meloni insieme con Ignazio La Russa, Francesco Lollobrigida e Giovanni Donzelli. Per Forza Italia il vicepresidente del partito Antonio Tajani e la vicepresidente dei senatori azzurri Licia Ronzulli. Tra i temi all’ordine del giorno la possibile manifestazione comune il 2 giugno e la mozione di sfiducia al ministro Bonafede presentata da tutto centrodestra a palazzo Madama.
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Ue: Zingaretti, importanti passi avanti
Bene Lagarde, Ue si muove in direzione giusta
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19 maggio 2020
12:34
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“La proposta di Francia e Germania sul #RecoveryFund è un passo avanti importante, così come la riflessione di Lagarde su un nuovo Patto di Stabilità. Gli europei si stanno muovendo nella giusta direzione. Ora continuiamo la battaglia per una nuova UE della crescita, del lavoro e della giustizia sociale”. Così il leader Pd Nicola Zingaretti su fb.
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Stop protesti assegni fino al 31 agosto
Emendamento approvato dalle Commissioni
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19 maggio 2020
13:09
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E’ prolungata dal 30 aprile al 31 agosto la sospensione per le imprese dei titoli di credito come vaglia o assegni bancari e postali per le aziende che ne avranno bisogno. Lo prevede un emendamento al dl sulla liquidità alle imprese di Iv e sottoscritto da tutti i gruppi, che è stato approvato dalle Commissioni Attività produttive e Finanze della Camera. L’emendamento prevede che i termini di scadenza ricadenti o decorrenti dall’inizio del lockdown, vengano postposti al 31 agosto 2020. La sospensione opera a favore “dei debitori e obbligati anche in via di regresso o di garanzia, salva la facoltà degli stessi di rinunciarvi espressamente”.
Inoltre i protesti levati dal 9 marzo 2020 fino al 31 agosto non sono trasmessi dai pubblici ufficiali alle Camere di Commercio; ove già pubblicati le Camere di commercio provvedono d’ufficio alla loro cancellazione.
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Ue: Crimi, recovery fund è primo passo
Però ricalca il percorso che Conte aveva già avviato con Macron
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19 maggio 2020
13:19
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“Il Recovery fund è un primo passo.
Ci dispiace che sia venuto in questo consesso un po’ privato dell’asse franco-tedesco, però ricalca il percorso che il presidente Conte aveva già avviato con lo stesso presidente Macron. È una risposta positiva alle richieste che venivano anche dall’Italia. Adesso Iniziamo da questa bozza di proposta e da lì costruiamo un vero e proprio intervento potente, perché 500 miliardi sono pochini per quello che serve realmente al nostro Paese”. Lo ha detto a Start, su Sky TG24 il capo politico del M5S e viceministro dell’Interno Vito Crimi.
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Orlando,prestiti restituibili in 10 anni
Successo del Pd e di chi si è battuto in Commissione
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19 maggio 2020
13:23
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“I finanziamenti accordati alle imprese dal decreto liquidità saranno restituibili in 10 anni e non più in sei anni”. Lo scrive su Twitter il vicesegretario del Pd Andrea Orlando a proposito del dl sulla liquidità alle imprese all’esame delle Commissioni Attività produttive e Finanze della Camera.
“E’ un successo del Pd e dei parlamentari che in Commissione si sono battuti per questo si sono battuti per questo risultato”.
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Salvini, centrodestra in piazza il 2 giugno
Raccogliamo appello italiani
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19 maggio 2020
14:52
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“Su richiesta dei tanti italiani che ci hanno scritto stiamo lavorando per trovarci insieme in piazza il 2 giugno a Roma, ovviamente con tutte le misure di sicurezza. Saremo senza bandiere ma a fianco degli italiani. Non è possibile che il decreto Rilancio ancora non sia stato pubblicato”. Lo afferma il leader della Lega Matteo Salvini al termine dell’incontro con gli altri vertici del centrodestra.
“Il 2 giugno, insieme come centrodestra vogliamo, dare voce al dissenso degli italiani. Vogliamo dare voce a quell’Italia che non crede più nelle promesse di questo Governo, che ancora deve pagare la cassa integrazione, che non ha ancora fatto vedere un euro alle imprese e che intanto pensa a regolarizzare gli immigrati clandestini o a far uscire i boss dal carcere, come è accaduto in queste settimane. Noi vogliamo dire che la pazienza è finita. Vogliamo farlo in nome e per conto dei milioni di italiani che vogliono manifestare il loro dissenso e lo faremo ovviamente rispettando le regole”.Lo afferma la leader di Fdi Giorgia Meloni al termine del vertice del centrodestra. A chi le chiede se abbiamo trovato il posto e deciso le modalità per svolgere l’iniziativa, Meloni aggiunge: “Ci stiamo lavorando. In momenti come questi bisogna far fruttare la fantasia”.
“Il centrodestra unito in piazza per dare voce all’Italia dimenticata dal governo Conte. Il 2/6, la Festa della Repubblica, Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia insieme per dare una prospettiva al Paese e per raccontare agli italiani l’unica alternativa credibile a questo esecutivo”. Lo scrive su Twitter Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.
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Sardegna, sì alla spiaggia e al mare ma a distanza
Annuncio della Regione, attesa la circolare esplicativa
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CAGLIARI
19 maggio 2020
14:35
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“Le spiagge in Sardegna sono aperte e si può fare anche il bagno”. Lo dichiara l’assessore degli Enti locali e del demanio Quirico Sanna. Ovviamente, spiega, “si dovrà mantenere il distanziamento sociale anche in acqua”. Comunque, “arriverà una precisazione oggi stesso dallo stesso presidente della Regione”. Ieri, in riferimento all’ordinanza sulle riaperture, sia il governatore Christian Solinas che l’assessore avevano sostenuto che il via libera all’accesso negli arenili non era da estendere alla balneazione. Ora, dice Sanna, “a seguito di un confronto con le altre Regioni balneari siamo arrivati alla conclusione che il bagno si può fare, ma – ribadisce – mantenendo la distanza sociale anche in acqua”. E’ possibile che la novità venga precisata attraverso una circolare.
Ieri, in riferimento all’ordinanza sulle riaperture, sia il governatore Christian Solinas che l’assessore avevano sostenuto che il via libera all’accesso negli arenili non era da estendere alla balneazione. Ora, dice Sanna, “a seguito di un confronto con le altre Regioni balneari siamo arrivati alla conclusione che il bagno si può fare, ma – ribadisce – mantenendo la distanza sociale anche in acqua”. E’ possibile che la novità venga precisata attraverso una circolare.
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Conte,sacrificio italiani ha dato frutti
Risultati epidemiologici incoraggianti
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19 maggio 2020
15:07
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“L’Italia è stata uno dei primi e più colpiti paesi da questa pandemia. A marzo, dovevamo prendere misure drastiche per contenere la diffusione del virus. Dopo due mesi, i dati epidemiologici sono incoraggianti: confermano che i nostri sforzi e sacrifici collettivi hanno dato i loro frutti”.
Lo ha detto il premier Giuseppe Conte alla sessione conclusiva dell’Assemblea mondiale della salute dell’Oms.
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Coronavirus: Conte, in fase 2 con cauto ottimismo
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19 maggio 2020
15:41
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L’Italia sta ” allentando la maggior parte delle restrizioni, pur mantenendo rigorose misure di sicurezza per ogni attività sociale e commerciale. Continuiamo a rafforzare la nostra infrastruttura sanitaria, aumentando le unità di terapia intensiva e assumendo medici e operatori sanitari. Abbiamo ampliato i test e sviluppato un piano di monitoraggio nazionale in sinergia con le nostre autorità locali. Stiamo entrando nella ‘Fase due’ con cauto ottimismo e senso di responsabilità”.Lo ha detto il premier Giuseppe Conte alla sessione conclusiva dell’Assemblea mondiale della salute.
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Arrivano le Ristoville nel cuore Roma, sinergia per ripartire
Le ville storiche dell’Appia Antica offrono spazi ai ristoratori
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ROMA
19 maggio 2020
17:39
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La solidarietà ai tempi del coronavirus passa anche attraverso l’Appia Antica, la regina viarum della Capitale. Le ville storiche mettono a disposizione i loro spazi, solitamente utilizzati per grandi eventi, per i ristoranti che, a causa dello spazio ristretto dei loro locali, sono stati costretti a rimandare l’apertura. In questo modo i ristoratori potranno mettere a disposizione della clientela non solo le loro offerte gastronomiche ma anche la possibilità di visitare ville da sogno che spesso hanno fatto da cornice a set cinematografici italiani ed internazionali. Ma non solo. Anche le ville potranno arginare il momento di crisi dovuto alla mancanza di eventi da ospitare.
L’iniziativa, chiamata “Italisù” e nata dall’idea dell’associazione Lungo la Via, vedrà i cancelli del Parco Archeologico dell’Appia Antica aperti a tutti. Da Capo di Bove a via di Fioranello, il tratto più caratteristico della via regina di Roma tornerà ad animarsi consentendo anche la riscoperta dei monumenti e della storia che si respira in uno dei polmoni verdi e più caratteristici della Capitale. “La proposta dell’associazione – spiega Daniele Fiorucci, titolare della storica Villa dei Quintili – è quella di ospitare nelle ville alcuni dei principali ristoranti di Roma, in modo da fornire spazi sufficientemente ampi per poter offrire un servizio nel pieno rispetto del distanziamento sociale e delle norme di igiene e sicurezza imposte dalla situazione attuale. In questo modo sarà possibile, sia alle ville che ai ristoratori, portare avanti e promuovere la propria attività, in attesa di una ripresa più stabile. Si intende creare una sinergia tra due settori in difficoltà per aiutarne la ripresa. Di riflesso l’evento potrà essere anche uno stimolo per andare a visitare la Via Appia Antica e i suoi meravigliosi monumenti”. Le ville e i ristoranti cambieranno di volta in volta e gli eventi saranno gestiti in autonomia dalle singole ville, pur mantenendo l’obiettivo comune e delle linee guida condivise.
Sono già molte le adesioni che l’associazione ha registrato.
Proprio per questo, nelle singole ville potranno essere presenti anche più ristoranti contemporaneamente. Le cene saranno con prenotazione obbligatoria, in linea con la nuova normativa, per un numero prestabilito di ospiti, in modo da poter assicurare il rispetto delle norme di distanziamento. A breve sarà anche stilato un primo calendario degli eventi. Le ristoville sono pronte ad aprire i battenti.
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Mafia, revocati i domiciliari a Bonura
Istanza del Dap per l’imprenditore palermitano
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19 maggio 2020
18:18
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Il magistrato di Sorveglianza di Milano ha revocato la detenzione domiciliare per Francesco Bonura, imprenditore palermitano condannato per mafia, in applicazione del decreto antimafia approvato in Consiglio dei ministri lo scorso 9 maggio. L’iniziativa è stata intrapresa dal Dipartimento amministrazione penitenziaria del ministero della Giustizia.

La decisione è stata determinata dall’istanza dopo il decreto del 10 maggio che ha attribuito al Dap il potere di iniziativa nell’indicare ai magistrati di sorveglianza soluzioni sanitarie idonee per consentire il rientro dei boss scarcerati per motivi di salute negli istituti di pena. Bonura, condannato a 20 di carcere per mafia e fedelissimo di Bernardo Provenzano, era ai primi posti dell’elenco predisposto la scorsa settimana dal vice capo del Dap Roberto Tartaglia.
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Il 15 giugno al via centri estivi, le regole per bimbi
Dopo l’ok del Comitato Tecnico Scientifico. Bonetti, 185 milioni
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19 maggio 2020
20:20
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Dopo l’ok del Comitato Tecnico Scientifico e con uno stanziamento di 185 milioni, i centri estivi possono partire, dando un aiuto ai tanti genitori tornati al lavoro con la Fase 2. La data fissata è quella del 15 giugno, ma sui tempi l’ultima parola spetterà alle Regioni, che se pronte possono anticiparne l’apertura, oppure in caso di eventuali contagi territoriali, possono posticiparla. Il Veneto, come annunciato dal presidente Luca Zaia, già dalla prossima settimana potrebbe aprire i suoi centri estivi, organizzati anche dalla Diocesi, da fattorie didattiche e scuole paritarie.
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Ogni regione adotterà regolamenti territoriali, ma tutte si dovranno attenere alle Linee Guida dell’ultimo Dpcm che stabilisce un rapporto numerico fra operatori bambini ed adolescenti, graduato in base all’età. Per i bambini dai 3 ai 5 anni ci sarà di un adulto ogni 5 bambini; dai 6 agli 11 anni, un adulto ogni 7 bambini; per gli adolescenti dai 12 ai 17 anni, un adulto ogni 10 adolescenti. Nel caso di bambini ed adolescenti con disabilità il rapporto sarà di un operatore per ogni bambino o adolescente.
Per evitare assembramenti ci saranno dei “triage” d’accoglienza e gli ingressi dovranno essere scaglionati di almeno 5/10 minuti e quando possibile ingressi ed uscite saranno separati con percorsi obbligati. I punti di accoglienza dovranno essere all’esterno o in un ingresso separato dell’area dove si svolgono le attività per evitare l’ingresso degli adulti che accompagnano i minori. Nel punto di accoglienza deve essere disponibile una fontana o un lavandino con acqua e sapone o, in assenza, verrà utilizzato di gel idroalcolico per l’igienizzazione delle mani del bambino prima che entri nella struttura; stessa cosa dovrà fare prima di essere riconsegnato ai genitori. La procedura di triage prevede anche di chiedere ai genitori se il figlio ha avuto febbre, tosse, difficoltà respiratoria o è stato male a casa. E’ prevista la verifica della temperatura corporea “con rilevatore di temperatura corporea o termometro senza contatto”. Stessa procedura anche per l’ingresso degli operatori. Le attrezzature e gli oggetti usati dai bambini dovranno essere puliti almeno una volta al giorno e ogni volta che i piccoli cambieranno attività dovranno lavare le mani, soprattutto prima dei pasti. Vietato ovviamente per i bambini condividere posate e bicchieri.
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Produzione: Patuanelli, marzo-aprile 200 miliardi in meno
12 miliardi di anticipo alla pubblica amministrazione per pagare le imprese
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19 maggio 2020
16:04
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“Già oggi alcuni settori sono più drammaticamente coinvolti di altri. Ma in generale i dati che abbiamo del valore della produzione a marzo e aprile 2020 rispetto al 2019 indicano circa 200 miliardi di valore della produzione in meno”. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, in un’audizione in video conferenza alla Commissione Industria del Senato circa le iniziative di sostegno all’industria, al commercio e al turismo.
“I 12 miliardi di anticipo alla pubblica amministrazione sono le misure più importanti” tra quelle messe in campo dal governo per far fronte “ai debiti nei confronti delle imprese”, ha detto ancora Patuanelli.
“Il costo della potenza elettrica impiegata è molto elevata per le imprese” per cui “si inserisce una misura che per tre mesi considera un contatore virtuale a 3kw per tutte le imprese e questa misura è pari ad un abbattimento delle bollette di 600 milioni di euro”.
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Mattarella ha firmato il Dl Rilancio. Salvini: ‘Centrodestra in piazza’
Il ministro dell’Economia: ‘Il decreto è stato bollinato’
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20 maggio 2020
08:39
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Sale a 266 articoli l’ultima versione del decreto Rilancio, bollinata e firmata dal presidente della Repubblica. E salgono anche i fondi destinati alle scuole paritarie che saranno in tutto 150 milioni, di cui 65 per il ristoro delle mancate rette per chi fa servizi di asilo nido o per l’infanzia e 70 milioni per le scuole primarie e secondarie per le mancate rette di studenti fino a 16 anni.
E mentre già arrivano le prime proposte di modifica, il centrodestra passa all’attacco e organizza una manifestazione unitaria per il prossimo 2 giugno.  “Su richiesta dei tanti italiani che ci hanno scritto stiamo lavorando per trovarci insieme in piazza il 2 giugno a Roma, ovviamente con tutte le misure di sicurezza. Saremo senza bandiere ma a fianco degli italiani. Non è possibile che il decreto Rilancio ancora non sia stato pubblicato”, dice Salvini al termine dell’incontro con gli altri vertici del centrodestra.
Ma, mentre la tela del decreto appare sempre più lunga, è di fatto già partita, dall’Inps alle Entrate, la macchina organizzativa che porterà all’attuazione degli interventi più attesi e a velocizzare quelli già esistenti. A cominciare dalle norme sulla Cig. “Con il nuovo decreto la domanda per la cig in deroga si fa direttamente all’Inps e non più alle Regioni – ha rimarcato la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo – l’Inps potrà anticipare il 40% al lavoratore e nel mese seguente erogherà la restante parte. Questo ci consentirà di velocizzare l’intero sistema”.
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Norme accelera-pratiche sono previste anche per l’attivazione della liquidità alle imprese attraverso autocerficazioni nelle pratiche con le banche. Scatterà subito, poi, il bonus di 600 euro di aprile per i lavoratori autonomi che hanno già ottenuto il bonus a marzo. Sarà automatico e non bisognerà fare nulla.
Diverso è invece il meccanismo di maggio: i 1.000 euro vengono riconosciuti a chi può dimostrare di aver avuto una riduzione di fatturato: così servirà per questo una circolare attuativa dell’Inps.
Automatica è anche l’attuazione della cancellazione del saldo e dell’acconto Irap per le partite Iva e per le società fino a 250 milioni di fatturato.
Mentre bisognerà attendere la circolare applicativa dell’Agenzia delle Entrate per il contributo a fondo perduto riconosciuto agli autonomi e alle imprese sotto i 5 milioni di fatturato che hanno visto ridursi di due terzi gli incassi. L’obiettivo fissato dalla politica è quello di distribuire questi fondi già agli inizi di giugno e così l’Agenzia dello Entrate è già al lavoro per il varo delle norme attuative.
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Non c’è fretta, invece, per le norme che consentiranno di ottenere il superbonus del 110% sui lavori di miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici (ecobonus), per la riduzione del rischio sismico (sismabonus) e per interventi di installazione di impianti fotovoltaici e colonnine per la ricarica di veicoli elettrici. Le norme valgono per le spese sostenute tra il primo luglio 2020 e il 31 dicembre 2021: anzi chi aveva già in corso lavori di questo tipo dovrà fare attenzione alla data di pagamento.
In questo caso, comunque, la circolare dovrà definire anche i limiti dell’intervento che non sono previsti solo per le prime case e che, nelle ultime modifiche del decreto, potrebbero essere estese anche alle seconde case in condominio per evitare che questo blocchi i lavori per l’intero stabile. Se per il bonus baby sitter le norme sono già in gran parte scritte – l’entità raddoppia a 1.200 euro e viene esteso l’utilizzo anche per i centri estivi – sarà invece necessario attendere la circolare applicativa per quello riservato alle colf e badanti (500 euro): quest’ultime dovranno avere un contratto, o più contratti, per almeno 10 ore settimanali.
I tempi di erogazione saranno invece più lunghi per il ‘reddito di emergenza’, il Rem. La domanda per l’assegno, che varierà tra i 400 e gli 800 euro a seconda dell’ampiezza del nucleo familiare, dovrà essere presentata entro giugno e avrà severi paletti di Isee e patrimonio: difficile che il pagamento arrivi prima del mese successivo.
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Arcuri, app in fase di test, pronta a fine maggio
Ministero Salute sta elaborando documento per Garante Privacy
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19 maggio 2020
18:33
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L’app ‘Immuni’ per il contact tracing sarà pronta a fine mese. Lo ha ribadito il commissario per l’emergenza Domenico Arcuri in audizione in Commissione Giustizia al Senato. “All’attuale stato dell’arte – ha spiegato – la app verrà messa in campo a cavallo della fine di questo mese. In questo momento è in fase di testing, sarà messa a sistema e fruibile per i cittadini a fine mese”
L’app per il tracciamento dei casi, insieme ai tamponi per individuare i positivi e ai test sierologici per ‘mappare’ la diffusione del nuovo coronavirus sul territorio nazionale sono le misure per ripartire davvero
Per app e test ematici bisognerà ancora attendere, mentre carenze si registrano per i tamponi: questo secondo gli esperti potrebbe far aumentare il rischio, proprio nel momento in cui i dati della curva epidemiologica indicano iniziali segnali positivi relativi ai primi giorni del post lockdown dal 4 maggio ed un calo significativo dei decessi.
Per la app ‘Immuni’, in particolare, si dovrà attendere che il documento di valutazione sull’impatto per la protezione dei dati personali, che il ministero della salute sta elaborando, arrivi nei prossimi giorni sul tavolo del Garante della privacy.
“L’auspicio per l’app – dice il ministro della Salute Roberto Speranza – è che da fine maggio posa avviarsi la sperimentazione”.
Ma potrebbe non bastare: “Senza che siano ancora stati attivati la app, i test sierologici ed un rafforzamento mirato dei tamponi, diventano più rischiose le ulteriori riaperture al via da oggi”, avverte Pregliasco. Test, tamponi e app “rappresentano infatti la ‘linea di reazione’ all’eventuale incremento dei contagi, che segue al fondamentale monitoraggio dei 21 parametri di rischio fissati dal ministero da parte delle regioni. Se non si fa presto a renderla operativa – conclude l’esperto – il rischio aumenta”.
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Chiuso dl Rilancio: al via richieste babysitting, aiuti imprese da giugno
Bonus autonomi’in 2-3 giorni. Verso stop responsabilità datori su contagi. Nodo licenziamenti
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20 maggio 2020
08:51
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Decreto Rilancio in Gazzetta ufficiale in nottata e bonus autonomi che arriverà al massimo “in due-tre giorni”. A una settimana dall’ok del Consiglio dei ministri il governo è riuscito a chiudere e a ‘bollinare’ la maxi-manovra da 55 miliardi con i nuovi aiuti a famiglie e imprese e le risorse, assicura in tv il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, saranno “subito disponibili”.
Mentre il Parlamento, andando un po’ a rilento, è ancora alle prese con il decreto per garantire liquidità alle imprese, già è in arrivo, quindi, il nuovo provvedimento, lievitato nell’ultima versione a 266 articoli, che contiene tra l’altro “il bonus babysitter o per i centri estivi” fino a 1200 euro, che si potrà chiedere “da oggi”, ha sottolineato Gualtieri, ma anche un ventaglio di nuovi interventi per le imprese, come gli aiuti a fondo perduto che non si rivolgeranno solo ad autonomi e professionisti (fino a 1000 euro nella terza tranche) ma anche alle piccole imprese fino a 5 milioni di fatturato.
Sempre le piccole, come annuncia il vicesegretario del Pd Andrea Orlando, avranno più tempo per rimborsare i prestiti garantiti al 100% dallo Stato fino a 25 mila euro: con un emendamento al decreto imprese, che sarà votato nelle prossime ore, il termine per restituirli passerà da 6 a 10 anni. E sempre in Parlamento si dovrebbe risolvere il nodo della responsabilità in caso di contagio, che, sarà chiarito con una norma, non ci sarà per quelle attività che rispettano tutte le regole anti-Covid per la sicurezza dei luoghi di lavoro.
Il ritardo nella pubblicazione della maxi-manovra per fronteggiare i danni economici dell’epidemia, intanto, ha lasciato un ‘buco’ normativo sullo stop ai licenziamenti, già previsto dal decreto Cura Italia e che il governo ora proroga di altri tre mesi con il decreto Rilancio: lo stop, infatti, è ‘scaduto’ il 17 maggio, dando così la possibilità alle imprese in difficoltà in questi giorni – e finché il nuovo decreto non sarà pubblicato – di licenziare per giustificato motivo. A chi ha rischiato di perdere il posto fisso nonostante gli interventi messi in campo finora (9 settimane di Cig che ora saranno raddoppiate, ma con solo altre 5 settimane che si potranno chiedere fino a fine agosto, le altre 4 tra settembre e ottobre) si aggiungono anche i contratti a tempo determinato in scadenza in questi mesi di crisi (che si potranno però rinnovare senza causale, per la sospensione temporanea del decreto Dignità).
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Ora comunque la parola passerà alle Camere che avranno a disposizione una dote di circa 800 milioni per le modifiche: di sicuro si tornerà sul tema delle scuole paritarie, per le quali, secondo il ministro Elena Bonetti, Gualtieri aveva preso un impegno fino a 120 milioni. Ma anche sulla questione dei professionisti che già lamentano l’esclusione dai contributi a fondo perduto previsti per le imprese.
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Mozione di sfiducia a Bonafede, la DIRETTA dalle 9,30
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20 maggio 2020
09:06
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Oggi alle 9,30 è prevista la discussione di mozioni di sfiducia individuale nei riguardi del Ministro della giustizia, Alfonso Bonafede:

Governo alla prova su Bonafede, Iv alza posta con Conte
Pd-M5s, se sfiducia Senato è crisi. Ipotesi rimpasto con Boschi
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20 maggio 2020
09:27
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Governo alla prova, questa mattina alle 9,30 in Senato, sulla mozione di sfiducia del centrodestra al Guardasigilli Bonafede. Pd e M5s avvertono Italia Viva: se voterà la mozione si aprirà la crisi. In quel caso – ha insistito ieri sera il presidente della Camera Roberto Fico – “si apre un problema politico e una crisi di governo, quindi penso che non avverrà”. Ieri pomeriggio la capogruppo Iv a Montecitorio Elena Boschi per due ore a Palazzo Chigi. Questa mattina, prima del dibattito parlamentare, l’assemblea dei senatori di Italia Viva.

“Ascolteremo il ministro della giustizia. Il ministro sa bene, che ci sono temi sensibili sul giustizialismo, noi continuiamo a pensarla in modo diverso come sulla prescrizione. Allora aspettiamo che il ministro dia segnali importanti in questa direzione. Sulla base di questo si esprimerà il nostro voto in Senato”. Cosi la ministra delle Politiche agricole,Teresa Bellanova, ospite della trasmissione ‘Circo Massimo’ su Radio Capital in merito alle mozione di sfiducia contro il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede.
“Sulla mozione della Bonino, ci sono degli elementi che non condivido, né utilizzerò i voti di FdI per far alzare la posta a Renzi. Noi votiamo alla seconda chiama, vediamo prima se l’ha votata Renzi”. Così Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, ad Agorà Rai Tre, sulla mozione Bonino di sfiducia a Bonafede.
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Matteo Renzi tiene fino all’ultimo alta la tensione. Non scioglie la riserva sulle mozioni di sfiducia ad Alfonso Bonafede, nonostante un incontro a Palazzo Chigi di Maria Elena Boschi con Giuseppe Conte. Il premier intende concedere a Italia viva il “riconoscimento politico” chiesto, non per paura di una crisi ma per poter andare avanti fino al 2023 – dicono dal governo – senza frizioni. Rimpasto è l’ipotesi che più circola in queste ore. Sarebbe stata respinta, secondo fonti renziane, la proposta di un posto di sottosegretario alla giustizia per Lucia Annibali o Gennaro Migliore. Mentre circola il nome di Maria Elena Boschi per un ministero. Ma dopo l’incontro con Boschi i renziani ribadiscono di attendere ancora un “segnale” sui temi della giustizia. “Aspettiamo di ascoltare Bonafede e poi parla Renzi”, è la linea della vigilia. M5s fa scudo al ministro, così come il Pd che però gli chiede un cambio di passo. Sia Vito Crimi che Graziano Delrio, come il ministro Francesco Boccia, dicono che se passerà la sfiducia, si apre la crisi di governo. In pochi credono che Renzi arriverà fino a questo punto. Ma i numeri risicati della maggioranza e il rischio di un incidente contribuiscono ad agitare la vigilia.
Boschi entra a Palazzo Chigi due volte nella stessa giornata.
Prima incontra il capo di gabinetto del premier, Alessandro Goracci, per consegnargli le proposte di Iv, poi viene ricevuta da Conte. E, secondo fonti renziane, registra “passi in avanti” sul piano shock per le infrastrutture (un tema su cui la maggioranza concorda ma che gli alleati non vogliono ‘lasciare’ a Renzi in un decreto ad hoc) e sul Family act. Ma sulla Giustizia, aggiungono, si attende ancora “un segnale”. Il che vuol dire, secondo diverse fonti di maggioranza: rimpasto.
Boschi al posto di Bonetti? E’ una delle ipotesi in circolazione. Un ministero ad hoc, sarebbe la richiesta dei renziani. In maggioranza c’è chi è contrario a concedere tanto.
E nel M5s è opinione diffusa che, qualsiasi cosa si conceda, Renzi non smetterà la sua guerriglia per logorare il governo e farlo cadere. A riprova viene presa la quarta di copertina del suo nuovo libro in uscita, “la Mossa del cavallo”, in cui si torna a parlare di “riscrivere insieme le regole del gioco” e di una nuova sfida politica. Ma Conte intende sminare un percorso già di per sé irto di insidie e far proseguire la legislatura, di qui la concessione di un riconoscimento politico.
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Intanto però, mentre Bonafede scrive il suo intervento e registra “attestati di stima”, non si smina la vigilia del voto.
Iv si riunirà in assemblea per decidere, solcata da due tendenze, una governista e una barricadera: “Saremo compatti”, assicurano. Tra le ipotesi c’è anche l’uscita dall’Aula. Ma i numeri sono talmente “corti”, che l’incidente è dietro l’angolo.
Gli ultimi conteggi accreditano tra i 150 e i 151 voti per la maggioranza senza Iv e 144 per la mozione presentata da Emma Bonino per +Europa con Azione e Fi. E’ questo il voto che impensierisce, più di quello sulla mozione unitaria del centrodestra. Perché potrebbe attrarre, oltre ai 17 senatori di Iv (ma nel gruppo ci sono opinioni diverse), anche 5 o 6 senatori del Misto considerati incerti, tra cui ex M5s come Ciampolillo e Giarrusso, e poi nomi come Pier Ferdinando Casini e Tommaso Cerno. I socialisti, rappresentati al Senato da Riccardo Nencini (in quota Iv), chiedono le dimissioni del ministro pena il voto di sfiducia. Secondo il renziano Roberto Giachetti, anche alcuni senatori Dem e Leu sarebbero “nervosi”, in dissenso sulla linea di Bonafede sulla giustizia. In serata Andrea Marcucci riunisce i senatori Pd ed emerge in effetti malcontento per come lavorano, senza consultare gli alleati, sia Bonafede che la titolare della scuola Lucia Azzollina. “Il metodo di Bonafede non ci piace”, dice Marcucci. Ma da qui a votare la sfiducia ce ne passa. “Non ci sono motivi né di merito né di metodo, ma superata questa fase – dicono dal Pd – serve un cambio di passo con riforme di giustizia penale, civile, del Csm e dell’ordinamento penitenziario”. M5s intanto fa quadrato. Se si apre la crisi, si va a votare, dicono dal Pd. Ma “la mozione sarà largamente respinta”, dice il ministro M5s Federico D’Incà. E Luigi Di Maio si spinge a parlare di “maggioranza compatta”.
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Bellanova, sentiamo Bonafede e decidiamo
Ascolteremo ministro e decideremo
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20 maggio 2020
09:33
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“Ascolteremo il ministro della giustizia. Il ministro sa bene, che ci sono temi sensibili sul giustizialismo, noi continuiamo a pensarla in modo diverso come sulla prescrizione. Allora aspettiamo che il ministro dia segnali importanti in questa direzione. Sulla base di questo si esprimerà il nostro voto in Senato”. Cosi la ministra delle Politiche agricole,Teresa Bellanova, ospite della trasmissione ‘Circo Massimo’ su Radio Capital in merito alle mozione di sfiducia contro il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede.
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Mattarella ricorda Massimo D’Antona
Memoria non può attenuare dolore
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20 maggio 2020
09:38
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“La memoria non può attenuare il dolore, ma trasmette un richiamo all’unità intorno ai valori più importanti della convivenza. Anche grazie a questa unità e ai principi democratici il nostro popolo è stato capace di sconfiggere il terrorismo e l’eversione”. Così il presidente Mattarella nell’anniversario dell’uccisione di Massimo D’Antona.
“I brigatisti lo scelsero come bersaglio della loro delirante strategia omicida proprio perché questo impegno di tessitura tra le Istituzioni e le formazioni sociali è quanto mai prezioso per irrobustire il tessuto della democrazia”.
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Bonafede: Crimi, maggioranza compatta
Mozione di sfiducia sarà respinta
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20 maggio 2020
09:40
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“La maggioranza sarà compatta e la mozione sarà respinta”. Così il capo politico dei Cinque Stelle, Vito Crimi, entrando al Senato.
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Bonafede: Lega, ministro inadeguato
E’ inadeguato, non ha protetto nessuno in carcere da virus
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20 maggio 2020
09:53
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“Vogliamo la sfiducia del ministro delle scarcerazioni allegre”. Lo dice nell’Aula del Senato Pasquale Pepe della Lega illustrando la mozione di sfiducia del suo partito nei confronti del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. “Non è stato in grado di proteggere nessuno nelle carceri nell’emergenza coronavirus. Si è dimostrato assolutamente inadeguato”, ha concluso il senatore leghista.
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Bonafede: Orfini, pessima gestione
Pd deve esigere cambio radicale politiche per giustizia
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20 maggio 2020
10:17
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“Non c’è alternativa a respingere la sfiducia a Bonafede. Ma non è obbligatorio farlo fingendo di condividerne le idee. Le politiche per la giustizia di questo governo sono pessime e devono cambiare radicalmente. E spetta al Pd chiederlo. Anzi esigerlo”: lo scrive su twitter Matteo Orfini, parlamentare del Partito Democratico.
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Mattarella: ‘Massimo D’Antona irrobustì il tessuto della democrazia’
Il presidente della Repubblica ricorda il giurista ucciso dai brigatisti il 20 maggio 1999 a Roma
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20 maggio 2020
10:18
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“La memoria non può attenuare il dolore, ma trasmette un richiamo all’unità intorno ai valori più importanti della convivenza. Anche grazie a questa unità e ai principi democratici il nostro popolo è stato capace di sconfiggere il terrorismo e l’eversione”. Così il presidente Mattarella nell’anniversario dell’uccisione di Massimo D’Antona. “I brigatisti lo scelsero come bersaglio della loro delirante strategia omicida proprio perché questo impegno di tessitura tra le Istituzioni e le formazioni sociali è quanto mai prezioso per irrobustire il tessuto della democrazia”. “Massimo D’Antona – scrive Mattarella – era studioso di diritto del lavoro, un riformatore, un uomo del dialogo, consapevole della necessità di comporre i diversi interessi in campo e favorire così la crescita economica e civile, preservando la coesione della società. I brigatisti lo scelsero come bersaglio della loro delirante strategia omicida proprio perché questo impegno di tessitura tra le Istituzioni e le formazioni sociali è quanto mai prezioso per irrobustire il tessuto della democrazia. Nella ricorrenza del vile agguato desidero unirmi nel ricordo alla moglie Olga, ai familiari, a quanti con Massimo D’Antona hanno condiviso ricerca, passione, lavoro. Ai suoi studenti e a tutti noi ha lasciato insegnamenti che è bene rammentare nell’affrontare le grandi trasformazioni del nostro tempo per evitare fratture sociali, in conformità alla nostra Costituzione”.
“La memoria non può – conclude il capo dello Stato – attenuare il dolore, ma trasmette un richiamo all’unità intorno ai valori più importanti della convivenza. Anche grazie a questa unità e ai principi democratici il nostro popolo è stato capace di sconfiggere il terrorismo e l’eversione”.
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Sala,a 8mila Comuni la cifra di Alitalia
‘Battaglia a oltranza per poter indebitare i Comuni’
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MILANO
20 maggio 2020
10:33
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“Il governo ha stanziato 3 miliardi “in totale per gli 8 mila Comuni italiani, non va bene, non esiste. Ma soprattutto a noi sindaci fa anche un po’ arrabbiare il fatto che la stessa cifra viene data ad Alitalia”. Lo ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, parlando del sostegno che il governo ha dato ai Comuni nell’emergenza Covid. “Noi dobbiamo fare politiche di welfare più potenti di prima – ha aggiunto -. Non possiamo immaginare di dare 3 miliardi ad Alitalia a fondo perduto e 3 miliardi a 8 mila Comuni e sindaci che sono sulle barricate”. Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha anche annunciato una “battaglia a oltranza” per chiedere al governo che i Comuni virtuosi come Milano possano indebitarsi per sostenere la città in un momento di crisi come questo. “Io ho stima di Conte, l’ho detto più volte, però patti chiari e amicizia lunga. Io su questo farò battaglia a oltranza non certo per me ma per i milanesi”.
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Mattarella, da lavoro futuro Italia
Nuova crisi globale rischia di colpire donne e giovani
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20 maggio 2020
10:48
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“Il lavoro sta cambiando, e le conseguenze della nuova crisi globale rischiano di farsi sentire più forti dove già si avvertivano carenze: l’occupazione femminile e quella dei giovani. Dal lavoro, dalla sua dignità e qualità, dipende il futuro del Paese e dell’Europa. Senza diritto al lavoro e senza diritti nel lavoro non ci può essere sviluppo sostenibile”. Lo afferma il presidente Mattarella a 50 anni dalla legge sullo Statuto dei lavoratori.
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Fase 2: ambulanti protestano davanti alla Regione a Milano
Un centinaio di manifestanti, Digos sul posto
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MILANO
20 maggio 2020
10:51
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Continua la protesta degli ambulanti a Milano. Dopo aver manifestato nei giorni scorsi davanti al Comune di Milano stamani un centinaio di lavoratori autonomi si è radunato davanti agli uffici della Regione Lombardia, in via Filzi, alle spalle del Pirellone. Sul posto la Polizia di Stato e i vigili. La manifestazione al momento viene definita “tranquilla”.
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Fase 2:protesta bus turistici,settore ko e rischi fallimento
Primo corteo a Napoli post lockdown, oltre 200 manifestanti
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NAPOLI
20 maggio 2020
14:43
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Una categoria “fantasma, dimenticata e abbandonata”: sono i lavoratori dei bus turistici con conducente, in protesta davanti alla sede della Prefettura, a Napoli, per chiedere di essere ascoltati. E’ il primo ‘corteo’ post lockdown che attraversa parte della città: con i loro autobus, circa una dozzina, hanno raggiunto Largo di castello e, a colpi di clacson hanno sfilato intorno alla fontana in piazza Trieste e Trento, prima di dirigersi verso la Stazione marittima. I lavoratori, otre 200, hanno proseguito a piedi, da piazza Municipio fino a piazza del Plebiscito, davanti alla sede della Prefettura, rispettando le misure di sicurezza imposte dall’emergenza sanitaria da Covid-19, indossando le mascherine e, con loro, hanno striscioni: “Turismo petrolio d’Italia: dimenticati”, “Cassa integrazione fantasma”, “Bloccati dalle banche”. “Siamo abbandonati e dimenticati anche dall’ultimo decreto – spiega Alberino Pennino, presidente di Assobus Campania – avevamo chiesto la possibilità di accedere a un fondo perduto, come in Germania e Francia, ma abbiamo avuto solo briciole”.
La maggior parte delle aziende di noleggio autobus opera nel settore turistico, crocieristico, religioso e scolastico. “La stagione 2020 è completamente saltata – dice – Siamo a maggio, avremmo dovuto essere pieni di turisti, non c’è nessuno. Prima del 2021 non riusciremo a ripartire. Questo per noi significa fallimento”.
Tra le richieste già avanzate la sospensione dei mutui e delle rate del leasing per 6 mesi, il recupero delle accise sui carburanti. “Niente di tutto questo – aggiunge – e come se non bastasse le banche non erogano, ci sono ostacoli sotto tutti i punti di vista”. “Non è ancora arrivata, ad oggi, nemmeno la cassa integrazione per i nostri dipendenti – prosegue – Siamo stati completamente abbandonati, nonostante siamo un anello fondamentale del turismo”. “Abbiamo inviato le nostre richieste al Governo e alla Regione – sottolinea – palazzo Santa Lucia, per quello che ha potuto, ci ha dato una mano, da Roma, invece, nessuna risposta”.
Sono oltre 100, fa sapere Pennino, le ditte che fanno parte di Assobus Campania, con oltre 700 pullman e circa 1000 dipendenti. “E’ tutto bloccato – conclude – tutto a rischio, anche il lavoro di intere generazioni”.
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Bonafede, basta ridicole illazioni
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20 maggio 2020
11:43
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Sulla scelta del capo del Dap che portò il ministro della Giustizia a scegliere Francesco Basentini invece di Nino Di Matteo non ci fu “nessun condizionamento. Non sono più disposto a tollerare alcuna allusione o ridicola illazione”. Lo ha detto il Guardasigilli Alfonso Bonafede al Senato.
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Bonafede,detenuti usciti per altre norme
Sono leggi in vigore da 50 anni che nessuno aveva mai cambiato
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20 maggio 2020
11:54
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I giudici che hanno scarcerato i detenuti in questi ultimi mesi lo hanno fatto in base a leggi “in vigore da 50 anni e che nessuno aveva mai cambiato”. Lo ha detto al Senato il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede.
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Bonafede:Renzi, votiamo no a sfiducia
Bonino e centrodestra hanno però posto temi veri
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20 maggio 2020
12:30
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“Voteremo contro le mozioni di sfiducia, ma riconosciamo al centrodestra e Emma Bonino di aver posto dei temi veri. La sua mozione non era strumentale”. Lo ha detto nell’Aula del Senato Matteo Renzi (Iv) in dichiarazione di voto sulla sfiducia al ministro Bonafede.
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Bonafede,monitorare impatto prescrizione
Tante volte nella maggioranza ci siamo interrogati e divisi
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20 maggio 2020
12:32
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“Tante volte all’interno della maggioranza ci siamo interrogati e anche divisi in ordine, per esempio, all’impatto conseguente alla riforma della prescrizione. Su questo punto, così come su tutto l’andamento dei tempi del processo sarà importante una Commissione ministeriale di approfondimento e monitoraggio dei tempi che permetta di valutare l’efficacia della riforma del nuovo processo penale e civile”. Lo ha detto al Senato il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede.
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Migranti, Rapporto Astalli: nel 2019 arrivi in calo del 50%
Un altro aspetto che il Rapporto sottolinea è che “la vera emergenza non sono gli arrivi ma la precarietà dei migranti forzati”.
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20 maggio 2020
13:30
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“Nel 2019 migliaia di migranti hanno vissuto confinati in una sorta di limbo. Dimenticati nelle carceri libiche, nei campi delle isole greche o persino sulle navi che li hanno soccorsi, lasciati in balìa delle onde per giorni mentre l’Italia e gli altri Stati dell’Unione europea ingaggiavano un vergognoso braccio di ferro su chi dovesse accogliere poche decine di persone”. Lo denuncia il Rapporto annuale del Centro Astalli per i Rifugiati. “Solo 11.471 migranti sono approdati in Italia” con “un calo di oltre il 50% rispetto al 2018 e del 90% in relazione al 2017”.
Un altro aspetto che il Rapporto sottolinea è che “la vera emergenza non sono gli arrivi ma la precarietà dei migranti forzati”. “Abbiamo più volte denunciato – spiega il Rapporto del centro Astalli -, anche con le organizzazioni del Tavolo Nazionale Asilo, che la diminuzione degli arrivi è soprattutto legata all’incremento delle operazioni della Guardia costiera libica: nell’ultimo anno 8.406 persone intercettate nel Mediterraneo sono state riportate in Libia e lì detenute in condizioni che le Nazioni Unite definiscono inaccettabili”.
“Circa il 35% dei pazienti che si sono rivolti al SaMiFo – prosegue il Rapporto – sono risultati vittime di tortura o maltrattamenti, di tratta, di mutilazioni genitali femminili e portatori di disturbi post-traumatici. Nell’ascolto delle storie personali è emersa in maniera drammatica la rappresentazione dei centri di detenzione libici: luoghi fortemente traumatizzanti, dove torture e violenze di ogni tipo vengono esercitate quotidianamente su uomini e donne inermi, lasciando profonde ferite nei corpi e nelle menti. Per questo il Centro Astalli è tra i promotori della campagna nazionale Io accolgo, che ha l’obiettivo di farsi voce di quella ampia parte di società civile che non accetta che il Mediterraneo sia un cimitero e l’Italia sia responsabile del respingimento e della morte di migliaia di migranti”.
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Fase 2:autoscuola,aperti ma attendiamo linee guida
NOn c’è ancora una data certa per gli esami
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20 maggio 2020
14:05
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“Abbiamo riaperto, ma siamo in attesa delle linee guida per quanto riguarda la didattica e non c’è ancora una data certa per l’inizio degli esami. Siamo un po’ come un supermercato aperto, ma con gli scaffali vuoti”. A spiegarlo Massimo Della Valle titolare dell’autoscuola Roma 70 e associato di Unasca. “Ci stanno arrivando da giorni tantissimi messaggi sui nostri canali social per avere informazioni su esami e lezioni – aggiunge -. Il disagio è che non possiamo dare risposte certe. Chi fa una lezione oggi si prende una responsabilità. Ci auguriamo che a breve si sblocchi la situazione e ci arrivino le indicazioni su come dobbiamo operare”.
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Bonafede:Senato boccia mozioni sfiducia
Non passa nè mozione centrodestra nè quella di Bonino
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20 maggio 2020
15:43
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Il Senato ha respinto le due mozioni di sfiducia presentate contro il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. Prima l’aula del Senato ha bocciato la mozione del centrodestra 131 voti a favore, 160 contrari e un astenuto. Poi è stata bocciata anche la mozione presentata da Emma Bonino con 124 voti a favore, 158 contrari, 19 astenuti.
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D’Antona: Conte, onoriamo la memoria
Pagina dolorosa della nostra storia repubblicana
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20 maggio 2020
15:50
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“Oggi ricordiamo una pagina dolorosa della nostra storia repubblicana. Massimo D’Antona 21 anni fa venne assassinato dalle Nuove Brigate Rosse a pochi passi dalla sua abitazione. D’Antona ha avuto la colpa di essere un giurista raffinato, un grande esperto di diritto del lavoro, di avere posto la sua competenza al servizio delle istituzioni e di essersi impegnato per dare una nuova dignità al lavoro. Onoriamo la sua memoria e rinnoviamo l’impegno a combattere ogni forma di violenza organizzata”. Lo scrive su twitter il premier Giuseppe Conte.
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Conte sente presidente commissione Ue
Colloquio telefonico tra premier-presidente commissione europea
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20 maggio 2020
15:50
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Il Presidente del Consiglio e la Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, hanno avuto uno scambio di vedute telefonico sulle prospettive di un “Recovery Fund” ambizioso e all’altezza della sfida del Covid-19, in vista della presentazione della proposta della Commissione Europea mercoledì 27 maggio”. Lo rende noto Palazzo Chigi.
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Dl rilancio: D’Incà, valuteremo proposte
Governo attento a valutare tutte le proposte
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20 maggio 2020
15:57
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“Quanto alle presunte incongruenze segnalate dagli onorevoli interroganti” sul dl Rilancio, “ricordo che, da oggi, si aprirà la discussione parlamentare e il Governo sarà, come sempre, attento a valutare tutte le proposte migliorative che saranno presentate sia dalla maggioranza che dall’opposizione”. Lo ha detto il ministro per i Rapporti con il Parlamento al question time alla Camera rispondendo ad un’interrogazione di FdI
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Salvini: ‘Io al governo? Non mi sono mai tirato indietro’
‘Su Bonafede accordo Renzi, Pd e M5S per poltrone’
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MILANO
21 maggio 2020
09:19
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“Io non mi sono mai tirato indietro, le idee ce le abbiamo e le ripeterò anche oggi al governo. La sfida di risolvere i problemi fa parte di me, l’anno scorso con il M5s eravamo arrivati al no su tutto e tutti, perciò era inutile andare avanti a sbattere la testa, ma se fossimo chiamati a risolvere i problemi… Fare politica è questo”.  Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini rispondendo, su Italia 7 Gold, a chi gli chiedeva se sarebbe pronto a tornare al governo.
Su Bonafede “credo si fossero già messi d’accordo tra Renzi, Pd e M5s non so in cambio di che cosa” e ieri “Renzi ha detto non va bene niente nella Giustizia però scommettiamo che nei prossimi giorni esce qualche poltrona?”, ha affermato Salvini, aggiungendo: “In pochi mesi abbiamo avuto rivolte nelle carceri con 14 morti, poliziotti feriti, evasi, 500 scarcerazioni di mafiosi, assassini, spacciatori e non si è capito di chi è la responsabilità. Hanno scelto un accordo di potere, non so che poltrone hanno promesso a Renzi o ad altri”.
E parlando dei possibili aumenti dei prezzi ha detto: “Serve controllare i prezzi e se qualcuno fa il furbo va beccato, ma mettetevi nei panni di lavoratori e artigiani che sono stati chiusi mesi senza una lira di stipendio e stanno riaprendo in condizioni di sicurezza.  Speriamo passi presto” questa emergenza.
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Conte, non è tempo di movida
Fondamentale rispetto distanze sicurezza e uso mascherine
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
21 maggio 2020
10:25
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“In questa fase più che mai resta fondamentale il rispetto delle distanze di sicurezza e ove necessario l’uso delle mascherine. Non è il tempo dei party, delle movide, e degli assembramenti”. Lo dice il premier Giuseppe Conte nell’informativa in Aula alla Camera sulla fase 2.
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Conte, fate vostre vacanze in Italia
Scopriamo le bellezze che ancora non conosciamo
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21 maggio 2020
10:30
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“Fate le vostre vacanze in Italia, scoprite le bellezze che ancora non conoscete o tornate a visitare quelle che già avete visitato”. Lo dice il premier Giuseppe Conte nel suo discorso alla Camera sulla Fase 2.
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Conte, 25/5 test sierologici gratuiti
Con esclusiva finalità ricerca, ci sarà struttura coordinamento
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21 maggio 2020
10:34
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“In questa fase sono importanti test molecolari. Il 25 maggio partiranno i test sierologici gratuiti per 150mila cittadini per esclusiva finalità di ricerca scientifica”. Lo dice il premier Giuseppe Conte nell’informativa in Aula alla Camera sulla fase 2. Per farli “occorrerà uno sforzo che si basa sul lavoro di volontari sul territorio” e ci sarà “una struttura nazionale di coordinamento”, prosegue.
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Conte, ci rialzeremo da crisi
Non mi sfugge la gravità di questa crisi
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
21 maggio 2020
10:36
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“Non mi sfugge la gravità di questa crisi, testimoniata anche da gesti forti come la consegna delle chiavi da parte dei piccoli imprenditori. E’ una prova molto dura dalla quale ci rialzeremo in fretta se ognuno farà la propria parte”. Lo dice il premier Giuseppe Conte nell’informativa in Aula alla Camera sulla fase 2.
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Fico sospende seduta per proteste
Grida dall’opposizione contro Ricciardi che attacca Lombardia
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21 maggio 2020
10:48
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Il presidente della Camera Roberto Fico ha sospeso la seduta per le ripetute proteste e grida dell’opposizione durante l’intervento del deputato M5s Riccardo Ricciardi che ha attaccato la sanità lombarda. “Chi l’attacca – ha detto rovolto a Conte – propone il modello Lombardia”. Le grida a questo punto hanno iniziato a farsi più forti, ma Ricciardi ha insistito: “Lei, signor Presidente del Consiglio, doveva fare come Gallera, che in conferenza stampa si presentava puntuale, e annunciava un ospedale per il quale hanno speso 21 milioni per 25 pazienti”. Le urla si sono trasformate a questo punto in grida ritmate “Buffone, Buffone”, con il presidente Fico che ha richiamato diversi deputati dell’opposizione come Rizzi o Panizzut che si erano abbassati la mascherina per gridare. Fico ha poi richiamato alcuni deputati, sempre della Lega, come Guidesi e Volpi che si erano alzati ed erano usciti dai propri scranni, e alla fine ha sospeso la seduta mentre Ricciardi diceva “anche se gridano io continuo”.
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Dl Rilancio: più posti richiedenti asilo anti-contagio
Possibile utilizzare alloggi del sistema Siproimi
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20 maggio 2020
17:16
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Avere a disposizione più posti per l’accoglienza per evitare il contagio da Coronavirus tra i migranti: lo prevede il decreto Rilancio che fino a 6 mesi dopo la fine dell’emergenza (fissata al momento al 31 luglio) consente di ospitare i richiedenti asilo anche negli alloggi inseriti nel sistema Siproimi (il sistema destinato a chi ha già protezione internazionale e ai minori non accompagnati). Si tratta di strutture più piccole e diffuse sul territorio nelle quali ai migranti saranno comunque garantiti i soli servizi previsti nei centri di accoglienza.
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Carceri: Sappe, tablet non per colloqui ma per chat porno
In istituto minorile beneventano anche foto inviate a tv locali
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NAPOLI
20 maggio 2020
16:30
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I computer e i tablet messi a disposizione dal ministero della Giustizia per ovviare alla sospensione dei colloqui, utilizzati dai detenuti del carcere minorile di Airola (Benevento) per chat pornografiche e, addirittura, per inviare delle proprie foto a canali televisivi locali. Lo denuncia, in una nota, il sindacato di Polizia Penitenziaria Sappe. “E’ successo – denuncia Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria – perché, ed è veramente grave ed assurdo, gli apparati tecnologici forniti alla Direzione per effettuare questi colloqui non erano stati bloccati proprio ad usi illeciti, come questo. La situazione nel carcere minorile di Airola ormai è fuori controllo: e questo anche a causa della mancanza di un direttore in pianta stabile”.
Capece loda il personale di Polizia Penitenziaria, in servizio ad Airola e nelle carceri per adulti e minori italiane.  “Quotidianamente, solo grazie a esperienza e professionalità, – sottolinea Donato Capece – la Polizia Penitenziaria riesce a prevenire e reprimere reati d’ogni genere, che si verificano all’intero degli istituti”.  “Nonostante – dice ancora Capece – nella maggior parte degli istituti penitenziari si stiano adottando misure di sicurezza basate sulla dinamicità e sulla videosorveglianza, che a nulla servono se non si prevede l’obbligo del lavoro per i detenuti, non ci sono telecamere e altri sistemi di sicurezza che possano intervenire e sostituire la professionalità della Polizia Penitenziaria”.  Il segretario generale del Sappe, infine, evidenzia come “quel che è accaduto ad Airola dimostra che la tensione che caratterizza le carceri, al di là di ogni buona intenzione, è costante. Le carceri sono più sicure assumendo gli Agenti di Polizia Penitenziaria che mancano, finanziando gli interventi per potenziare i livelli di sicurezza delle carceri, come ad esempio i body scanner che potrebbero comunque aiutare molto in termini di prevenzione e contrasto circa l’introduzione di materiale illecito e non consentito nelle carceri”.
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Ruffo (Sissa), non solo app, serve strategia 3T
Il solo uso di una app per tracciare i contatti non sufficiente
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TRIESTE
20 maggio 2020
16:06
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Nella lotta al coronavirus “io non vedo nessun segno che l’Italia stia coerentemente pensando di applicare la strategia delle tre T”, ovvero “testare, tracciare e trattare”. “Hanno scelto una app, il Governo ha lanciato uno studio epidemiologico, che avrà un impatto sui territori. Ma che l’Italia stia coerentemente usando questa strategia non mi sembra di vederlo”. Lo ha detto il direttore della Scuola internazionale di Studi superiori avanzati (Sissa), Stefano Ruffo, sottolineando che il solo uso di una app per tracciare i contatti non basta.
Se il Paese volesse attuare questa strategia, “servirebbe implementare iniziative ben più significative. Secondo un calcolo, in Friuli Venezia Giulia dovrebbero ad esempio venire assunte 1.500 persone. Lo si sta facendo?”.
“Sono convinto – ha aggiunto – che questa sia una possibile strategia però bisognerebbe che la gente si rimboccasse di più le maniche”.
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Boccia: ‘Spostamenti tra regioni dal 3 giugno? Se ad alto rischio no’
‘La movida in questo momento non è ammissibile, rischia di essere un focolaio permanente’
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21 maggio 2020
09:59
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“Dipenderà dalle condizioni della regione. Se è una regione a basso rischio, probabilmente sarà consentito lo spostamento dal 3 giugno. Un sistema di monitoraggio ci consente di sapere se una regione è a basso, medio o alto rischio. Se una regione è ad alto rischio di sicuro non potrà ricevere ingressi da altre regioni, ma speriamo non sia così”. Così il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia a Mattino Cinque a chi gli chiedeva se dal 3 giugno sarà consentito lo spostamento tra le regioni. “Sulla mobilità interregionale chiedo di avere ancora un po’ di pazienza- ha aggiunto – Oggi le regioni italiane sono tutte a basso rischio e tre a medio rischio, ma parliamo di dati che abbiamo alle spalle. Spero che la settimana prossima diventino tutte a basso rischio”.  Inoltre “la movida in questo momento non solo non è ammissibile né tollerabile ma rischia di essere un focolaio permanente. La sicurezza non è un optional, è un obbligo e lo Stato interviene”, ha detto il ministro.
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Dl liquidità, oltre 300mila domande al Fondo di Garanzia
Per 13,8 miliardi, tra il 17 marzo ed il 20 maggio
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Sono 303.714 per un importo di euro 13.847.253.497,96 le richieste di garanzie pervenute al Fondo di Garanzia tra il 17 marzo ed il 20 maggio. Lo comunicano il ministero dello Sviluppo Economico e Mediocredito Centrale. Di queste 301.240 sono ai sensi del decreto Cura Italia e Liquidità per un importo di euro 13.592.370.702,78.
Tra le più di 301mila domande ai sensi del decreto liquidità, spiega ancora la nota del Mise e del Mediocredito centrale 271.314 operazioni sono riferite a finanziamenti fino a 25 mila euro, con copertura al 100% per un importo finanziato di euro 5.670.422.792,85, per i quali l’intervento del Fondo è concesso automaticamente e possono essere erogati senza attendere l’esito definitivo dell’istruttoria da parte del Gestore.
Inoltre sono 208 le operazioni di riassicurazione con copertura al 100% per finanziamenti di durata fino a 72 mesi; 32 le operazioni con copertura del garante fino al 100% e copertura la 90% del Fondo; 5.077 le operazioni di garanzia diretta con copertura al 90% per finanziamenti di durata fino a 72 mesi; 12.373 le operazioni di garanzia diretta, con percentuale di copertura all’80%; 6.770 le operazioni di riassicurazione, con percentuale di copertura al 90%; 1.953 quelle di rinegoziazione e/o consolidamento del debito con credito aggiuntivo di almeno il 10% del debito residuo e con incremento della percentuale di copertura all’80% o al 90%; 135 riferite a imprese small mid cap con percentuale di copertura all’80% e al 90%.
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Coronavirus, Conte alla Camera: ‘Appello agli italiani, fate le vacanze nel nostro Paese’
Importante uno choc per l’economia e il rilancio delle infrastrutture. ‘Affronteremo la Fase 2 con responsabilità’. Proteste dell’opposizione in alcuni passaggi
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21 maggio 2020
12:05
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Riprende la seduta alla Camera dopo la sospensione per le ripetute proteste dell’opposizione durante l’intervento del deputato M5s Riccardo Ricciardi che ha attaccato la sanità lombarda.
“Se il peggio è alle spalle lo dobbiamo ai cittadini che hanno modificato i loro stili di vita”. Così il premier Giuseppe Conte alla Camera durante l’informativa sull’emergenza Covid-19 Ora, si tratta di “riavviare il motore economico e produttivo dopo aver superato la fase più acuta dell’emergenza ma la sfida è ancora più difficile”.  “In questa fase più che mai resta fondamentale il rispetto delle distanze di sicurezza e ove necessario l’uso delle mascherine. Non è il tempo dei party, delle movide, e degli assembramenti” dice il premier.”Con la stessa determinazione” usata nella fase 1 “ritengo possibile, anzi doveroso, compiere una scelta coraggiosamente indirizzata verso un rapido ritorno alla normalità. Siamo nella condizione di affrontare la fase 2 con fiducia e responsabilità”
CONTAGI, TEST E TAMPONI – ‘Il rischio di aumento della curva dei contagi è calcolato’  dice Conte che annuncia che ‘dal 25 maggio test sierologici volontari’. “In questa fase sono importanti test molecolari. Il 25 maggio partiranno i test sierologici gratuiti per 150mila cittadini per esclusiva finalità di ricerca scientifica”sottolinea Conte.Per farli “occorrerà uno sforzo che si basa sul lavoro di volontari sul territorio” e ci sarà “una struttura nazionale di coordinamento”, prosegue. “Non confidiamo solo nell’autodisciplina dei singoli, abbiamo definito un articolato sistema di controllo degli andamenti epidemiologici. Stiamo potenziando i controlli tramite i test molecolari e sierologici. L’Italia è primo posto per numero di tamponi per abitanti”, che sono stati pari “fino a oggi a 3, 17 milioni”.
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Il Contact tracing è “il secondo pilastro” per il controllo epidemiologico nella fase 2 e “il governo ha introdotto una disciplina per realizzare la app Immuni nel pieno rispetto della privacy e della sicurezza nazionale. Nei prossimi giorni partirà la sperimentazione su questa nuova applicazione, i dati verranno usati solo per la tracciabilità del virus”.
L’ECONOMIA E IL TUSIMO – Ma la Fase 2 è soprattutto il rilancio dell’economia. “Siamo consapevoli che la riapertura non è sufficiente a riattivare il motore dell’economia e davanti allo choc serve un’azione costante, efficace dello Stato. Con il dl Rilancio abbiamo messo le basi per la ripartenza”.  Per questo il presidente del consiglio in vista dell’estate, rivolge un appello agli italiani:’Quest’anno fate le vacanze in Italia, scoprite tante bellezze sconosciute’. Il premier elenca anche i provvedimenti presi per il rilancio del settore come il ‘bonus vacanze’ e annuncia il taglio dell’Imu per gli alberghi. A maggior ragione in un momento in cui il turismo, secondo l’analisi della Coldiretti, perde 20 miliardi. Peraltro, si registra anche l’appello della Sindaca di Roma, Virginia Raggi, a recarsi nella Capitale, sottolineandone la sicurezza.
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“Non mi sfugge la gravità di questa crisi, testimoniata anche da gesti forti come la consegna delle chiavi da parte dei piccoli imprenditori. E’ una prova molto dura dalla quale ci rialzeremo in fretta se ognuno farà la propria parte”. Ad esempio, cita il premier, “Il sistema bancario può e deve fare di più per erogare i prestiti” sostenendo, tra i brusii dai banchi dell’opposizione, che “si possono erogare prestiti nel giro di 24 ore”. “Il compito della politica tutta è quello di elaborare un ampio programma di rinascita economica e sociale. Il primo tassello non può che essere una drastica semplificazione burocratica. A tal proposito stiamo lavorando a un dl che introdurrà molti elementi di novità per offrire all’Italia uno shock, in particolare sul tema delle infrastrutture”. Nel decreto ci sarà “un iter semplificato su un elenco di opere strategiche con poteri derogatori ma senza che ciò faccia venir meno i controlli più rigorosi che assicurino piena trasparenza ed evitino infiltrazioni mafiose”.
“Il decreto sulle semplificazioni è la madre di tutte le riforme, è il momento della svolta”. Così il premier Giuseppe Conte nell’aula della Camera parlando del prossimo decreto semplificazioni. “Se non riusciremo nemmeno ora nella semplificazione dubito che sarà possibile farlo in futuro, questa è l’unica riforma in grado di rilanciare la competitività”, spiega. “Attivare il motore delle opere pubbliche è una priorità per tutte le forze di maggioranza che sostengono questo Esecutivo, e alcune di esse hanno già elaborato proposte, che troveranno senz’altro ampio spazio nel decreto-legge, al cui interno una sezione specifica sarà dedicata al rafforzamento della capacità di spesa e all’accelerazione dei cantieri” precisa Conte.
Infine la scuola.  “La gestione del rientro a scuola a settembre comporterà ingenti costi di organizzazione e le scorse settimane ci hanno mostrato l’importanza di aumentare la digitalizzazione dei nostri istituti e della nostra didattica: proprio a questo fine stanziamo 1 miliardo e 450 milioni di euro in due anni a beneficio della scuola” conclude il presidente del Consiglio.
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L’informativa di Conte alle Camere – L’INTERVENTO del premier
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21 maggio 2020
11:17
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Signor Presidente, onorevoli deputate e deputati.
sono qui nuovamente in Parlamento per condividere con Voi rappresentanti della Nazione gli indirizzi che il Governo sta perseguendo allo scopo di riavviare il motore economico e produttivo del Paese, dopo il aver superato la fase più acuta dell’emergenza sanitaria. Siamo consapevoli che quella che abbiamo davanti è una sfida ancora più difficile, certamente non meno insidiosa, di quella che abbiamo affrontato all’inizio dell’emergenza, quando – di fronte al diffondersi progressivo e a tratti impetuoso del contagio – siamo stati costretti a introdurre misure contenitive sempre più severe che, in base ai principi di massima precauzione e di proporzionalità, sono state estese progressivamente a tutto il territorio nazionale.
Per tutelare i beni primari della persona – la vita, la salute, l’integrità fisica – siamo stati costretti a limitare il più possibile gli spostamenti, imporre il distanziamento sociale, sospendere ogni attività che contemplasse il contatto e, conseguentemente, l’incremento esponenziale del contagio. Gli Italiani hanno pienamente compreso il rischio rappresentato da questo virus insidioso e sconosciuto e hanno condiviso il grande sforzo collettivo realizzato per contenerlo e mitigarlo. Le misure – salvo limitate eccezioni prontamente sanzionate – sono state ovunque rispettate con disciplina e consapevolezza. Se oggi possiamo constatare che il peggio è alle nostre spalle, e ovviamente lo affermo con tutta la dovuta prudenza, lo dobbiamo ai nostri cittadini, ai sacrifici che hanno compiuto in queste settimane, durante le quali è stato loro chiesto di modificare profondamente le abitudini di vita. Forse non tutti allora avrebbero assunto decisioni così sofferte, suscettibili di incidere su alcuni dei diritti fondamentali garantiti dalla nostra Costituzione. Tuttavia, dopo tre mesi esatti dal primo caso registrato all’ospedale di Codogno, possiamo affermare – in coscienza – di aver compiuto la scelta giusta, l’unica in grado di contrastare il diffondersi dell’epidemia sull’intero territorio nazionale.
Con la stessa determinazione ritengo oggi possibile, anzi doveroso, pur in presenza di un quadro epidemiologico non completamente risolto, compiere una scelta coraggiosamente indirizzata verso un rapido ritorno alla normalità.
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Siamo nella condizione di attraversare la “fase 2” con fiducia e responsabilità. Tutti ormai conosciamo meglio il virus, sappiamo come proteggerci, quali sono le regole di distanziamento sociale e di igiene, la funzione utile, a volte necessaria, dei dispositivi di protezione individuale. Mi rivolgo a tutti, soprattutto ai giovani dei quali è pienamente comprensibile l’entusiasmo per la riconquistata libertà di movimento. In questa fase, più che mai, rimane fondamentale, anche quando siamo all’aperto, il rispetto delle distanze di sicurezza e, ove necessario, l’utilizzo delle mascherine. Non è ancora questo il tempo dei party, delle movide e degli assembramenti. Occorre fare attenzione perché esporre se stessi al contagio significa esporre al contagio anche i propri cari. Abbiamo predisposto un accurato piano nazionale di monitoraggio, che ci consente – sulla base delle informazioni quotidiane che sono tenute a trasmetterci le Regioni – di disporre di un quadro dettagliato della curva epidemiologica, fondato sull’incrocio di una nutrita serie di parametri.
Questo piano ci permetterà di intervenire, se necessario, con misure restrittive nel caso in cui, in luoghi specifici, dovessero generarsi nuovi focolai. Siamo consapevoli che l’avvio della nuova fase potrebbe favorire, in alcune zone, l’aumento della curva del contagio, un rischio che però abbiamo calcolato e che terremo sotto osservazione. Dobbiamo accettare questo rischio, non possiamo fermarci in attesa di un vaccino. Altrimenti non saremo mai nelle condizioni di ripartire e ci troveremo con un tessuto produttivo, un tessuto sociale irrimediabilmente compromesso.
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Non ci possiamo permettere di protrarre l’efficacia delle misure limitative per un tempo indefinito. Un ordinamento liberale e democratico non può infatti tollerare una compressione dei diritti fondamentali se non nella misura strettamente necessaria a difendere i beni primari della vita e della salute dei cittadini in dipendenza di una minaccia grave e attuale.
La permanenza di misure di così severe misure limitative oltre il tempo necessario a invertire la curva del contagio sarebbe dunque irragionevole e assolutamente incompatibile con i principi della nostra Costituzione. In questa prospettiva, abbiamo inserito le residue limitazioni alle libertà fondamentali, ancora indispensabili per superare completamente la crisi sanitaria, in disposizioni di rango primario, mentre abbiamo riservato alla normazione secondaria esclusivamente le previsioni di maggiore dettaglio. La scorsa settimana, il 16 maggio, abbiamo pertanto adottato il decreto-legge n. 33 che limita le restrizioni alla circolazione esclusivamente agli spostamenti fra le Regioni e, allo stato, solo fino al prossimo 2 giugno. Restano evidentemente confermate le misure limitative per le persone positive al virus e per quelle che hanno avuto contatti stretti con positivi. All’interno del quadro normativo disposto con queste norme primarie – e che potrà quindi essere esaminato, modificato e integrato dal Parlamento in sede di conversione del decreto-legge – si pone poi il DPCM adottato lo scorso 17 maggio. Il provvedimento è stato definito all’esito di un’interlocuzione serrata e costante con le Regioni e gli altri enti locali, che ringrazio, voglio qui ringraziare pubblicamente per l’impegno profuso e per la collaborazione dimostrata.
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Esso contiene disposizioni specifiche per la riapertura in sicurezza delle attività economiche e sociali, nonché dettagliati protocolli di settore definiti con il supporto del Comitato tecnico-scientifico e il contributo determinante dell’Inail, di cui sottolineo in questa sede la professionalità e l’impegno.
Riassumo le principali disposizioni del DPCM, che da lunedì 18 maggio disciplinano, assieme alle ordinanze presenti e future delle Regioni, l’andamento della “fase 2”, articolato secondo una scansione temporale ben definita. Per quanto riguarda le attività commerciali al dettaglio e le attività di ristorazione, ne abbiamo fissato la riapertura per il 18 maggio, in virtù dei rigorosi protocolli di sicurezza adottati e nella consapevolezza della grave sofferenza economica accumulata da questi settori. Allo stesso modo e nel rispetto dei relativi protocolli, sono state riaperte le attività inerenti ai servizi alla persona e gli stabilimenti balneari. Dal 25 maggio riapriranno le palestre e le piscine, dal 3 giugno sarà possibile per i cittadini dell’Unione Europea fare ingresso in Italia senza obbligo di quarantena, dal 15 giugno riapriranno cinema, teatri e centri estivi per l’infanzia. Questo complesso di norme di rango primario e di rango secondario garantisce la possibilità di ritornare, progressivamente e in sicurezza, al pieno svolgimento della vita economica e sociale.
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D’altra parte, nell’avviare la “fase 2”, non confidiamo soltanto nell’autodisciplina dei singoli. Abbiamo definito, in queste settimane, un articolato sistema di controlli e interventi degli andamenti epidemiologici, affidato alla ormai ricorrente formula del “testare, tracciare e trattare”. Sul fronte dei test, stiamo potenziando i controlli tramite i test molecolari, quelli sierologici, utili anche al fine di mappare la diffusione del contagio all’interno del Paese. In Italia sono stati fatti, sin qui, 3.171.719 tamponi, che collocano il nostro Paese al primo posto per numero di tamponi per abitante (agli amanti della statistica dico anche che si tratta di 5.134 per 100.000 abitanti). Ma soprattutto in questa fase è importante incrementare l’utilizzo dei test molecolari e, per questo, lo scorso 11 maggio la struttura del Commissario ha avviato una richiesta di offerta per kit e reagenti per permettere la somministrazione di ulteriori 5 milioni di test.
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59 aziende nazionali e internazionali hanno presentato offerte per 95 tipologie di prodotti, che saranno verificati in tempi rapidissimi. Per quanto riguarda i test sierologici, lunedì 25 maggio partiranno test sierologici gratuiti su un campione di 150.000 cittadini, per esclusive finalità di ricerca scientifica. Per effettuarli occorrerà uno sforzo, sono stati mobilitati 550 tra volontari e operatori su base regionale, con la predisposizione di una struttura nazionale di coordinamento.
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Per quanto concerne il secondo pilastro della strategia di controllo del virus, il contact tracing, il Governo con decreto-legge n. 28, ha introdotto una disciplina per garantire la realizzazione dell’app “Immuni”, in modo da garantire il pieno rispetto della privacy e della sicurezza dei cittadini oltreché la tutela dell’interesse nazionale. Per le necessarie attività di verifica e ulteriore sviluppo del codice sorgente e di quelle finalizzate alla distribuzione, all’installazione e gestione dell’app sono state interessate società pubbliche interamente partecipate dallo Stato, PagoPA e Sogei, con le quali sono state stipulate convenzioni a titolo gratuito. Nei prossimi giorni partirà la sperimentazione su questa nuova applicazione. Ricordo che il codice sorgente, aperto, potrà essere conosciuto da chiunque nei prossimi giorni e i dati verranno impiegati solo per tracciare la diffusione del virus e cancellati appena terminata l’emergenza. Il decreto-legge n. 28 è attualmente all’esame della Commissione Giustizia del Senato e, durante l’iter parlamentare, potrà certamente arricchirsi anche del contributo delle Camere.
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Il terzo pilastro, quello relativo al trattamento dei pazienti, si fonda su un costante incremento della capacità ricettiva del nostro sistema sanitario. I posti letto in terapia intensiva sono pari a 7.864, con un incremento del 52% rispetto all’inizio dell’emergenza. Al contempo, i posti letto nei reparti di malattia infettiva e pneumologia sono pari a 28.299, con un incremento ancora più significativo pari al 334%. In prospettiva, grazie al decreto-legge c.d. “rilancio” e a uno stanziamento pari 3,2 miliardi di euro per la sanità, potremo rendere stabile l’incremento di 3.500 posti letto in terapia intensiva disposto per far fronte all’emergenza, e riqualificare 4.225 posti letto di area semi-intensiva, che saranno fruibili sia in regime ordinario, sia in regime di trattamento infettivologico ad alta intensità di cure e il 50 per cento dei quali dovrà essere immediatamente convertibile in posti letti di terapia intensiva. Siamo consapevoli, tuttavia, che la riapertura delle attività non è sufficiente a riattivare il motore della nostra economia, provata da due mesi di restrizioni e anche, non dimentichiamolo mai, dal crollo generalizzato della domanda globale. Di fronte a uno shock di tale portata è necessaria un’azione costante, efficace e prolungata di accompagnamento delle attività produttive e commerciali da parte dei poteri pubblici.
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Con il decreto-legge cd. “Rilancio”, n. 34, il Governo ha proseguito l’azione di sostegno all’economia avviata dai decreti cd. “Cura Italia” e “Liquidità”, ma ha anche compiuto un passo in più, ponendo le basi per una vera ripartenza economica del Paese. Il provvedimento stanzia 55 miliardi di euro misurati in termini di indebitamento netto, e che vale 155 miliardi di euro in termini di saldo netto da finanziare, considerando anche il finanziamento delle politiche per la liquidità. Lo offriamo alla valutazione del Parlamento e al contributo migliorativo che ne deriverà. È un testo molto complesso, che ha richiesto un lungo iter di elaborazione, e che supera anche l’entità di una tradizionale manovra economica, tanto per la portata della sua dotazione finanziaria, quanto per l’ampio spettro di interventi che consente. Sostegno non è un obiettivo incompatibile con quello del rilancio.
Tutelare le reti di protezione sanitarie, sociali ed economiche che proteggono i diritti costituzionalmente garantiti e che assicurano il benessere dei cittadini, infatti, è fondamentale per la crescita. Soltanto garantendo questi presìdi potremo ricominciare a progettare, con fiducia e sicurezza, l’Italia del domani. Accanto alla necessaria prosecuzione delle misure di sostegno alle famiglie e alle imprese abbiamo voluto concentrare risorse significative nei settori di maggiore interesse strategico per la crescita futura. Fra i principali, vorrei ricordare la scuola, l’università, la ricerca, la sanità, il turismo, il settore edilizio.
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Un primo capitolo del decreto, che vale 5 miliardi di euro, riguarda gli interventi di potenziamento a beneficio del sistema sanitario, dei quali ho già fornito qualche dettaglio, nonché interventi in favore delle forze dell’ordine e della protezione civile. Un altro corposo capitolo del decreto riguarda le misure a beneficio dei lavoratori, per cui vengono stanziati circa 25 miliardi di euro al fine di estendere, anche per i prossimi mesi, gli ammortizzatori sociali come la cassa integrazione, i sussidi di disoccupazione e le indennità per i lavoratori autonomi. Oltre a stanziare le risorse necessarie a questo scopo, il Governo ha introdotto anche una drastica semplificazione delle procedure di erogazione di questi strumenti. Nelle scorse settimane i complessi meccanismi burocratici legati alla cassa integrazione in deroga hanno rallentato l’erogazione delle risorse, con tempi non adeguati alla profondità dell’emergenza che stiamo vivendo. Ed è per questo che il decreto introduce una procedura semplificata, tramite la quale l’Inps può anticipare il 40% delle prestazioni all’atto della domanda da parte delle imprese, senza passare per l’invio delle domande da parte delle Regioni. Grazie all’impegno della ministra Catalfo, per tutti coloro che non sono stati coperti da precedenti misure di sostegno – e che quindi versano nelle condizioni economiche più critiche – istituiamo il “reddito di emergenza”, che sarà erogato in due quote di entità variabile dai 400 a 800 euro mensili, a seconda dell’ampiezza del nucleo familiare.
È stata inoltre introdotta, su impulso della ministra Bellanova, una norma che – in presenza di determinate condizioni – consente di far emergere il lavoro sommerso nei settori dell’agricoltura e delle attività di sostegno familiari. E ricordo che la sospensione dei procedimenti penali non opera nei confronti dei datori di lavoro in presenza dei reati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, reati di tratta e sfruttamento del lavoro.
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Il secondo ambito di intervento del decreto è relativo alle misure di sostegno alle imprese, un capitolo che mobilita circa 15 miliardi di euro in termini di maggiore disavanzo, attraverso aiuti a fondo perduto, sgravi fiscali e un ampio ventaglio di incentivi volti a sostenere la riapertura in sicurezza delle attività economiche. Per le imprese e i professionisti che hanno conseguito nel 2019 un fatturato inferiore a 5 milioni di euro, e che nel mese di aprile 2020 abbiano subito un calo del fatturato o dei corrispettivi di almeno due terzi rispetto al mese di aprile 2019, prevediamo un contributo a fondo perduto. Fra le agevolazioni fiscali a beneficio delle imprese, viene disposta l’esenzione dal versamento del saldo Irap dovuto per il 2019 e dell’acconto Irap dovuto per il 2020 per le imprese con ricavi inferiori a 250 milioni di euro. È una misura che trattiene all’interno delle imprese 4 miliardi di liquidità, a beneficio di oltre 2 milioni di aziende. Al contempo, vengono prorogati dal 30 giugno al 16 settembre i termini per i versamenti di imposte e contributi che ricordo erano già stati sospesi per i mesi di marzo, aprile e maggio.
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Sono previsti anche crediti d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro e per la loro sanificazione, per il rimborso degli affitti commerciali nei mesi di marzo, aprile e maggio, nonché un potenziamento del vigente credito d’imposta per la ricerca e sviluppo nel Mezzogiorno.
A beneficio di alberghi, pensioni e stabilimenti balneari, viene poi abolito il versamento della prima rata dell’Imu in scadenza alla data del 16 giugno 2020, e – per fornire un aiuto concreto a tutte le attività economiche – il decreto dispone anche una riduzione del costo delle bollette elettriche per i mesi di maggio, giugno e luglio 2020. Tutelare la nostra struttura produttiva in questa difficile fase recessiva richiede uno sforzo ulteriore, che valga a rafforzare la capitalizzazione delle nostre imprese per difenderne la competitività e la resilienza. E troverete nel decreto delle agevolazioni fiscali notevoli per favorire la ricapitalizzazione, soprattutto delle PMI. Inoltre, sempre per favorire il consolidamento delle PMI il decreto interviene a istituire un apposito fondo, affidato a Invitalia, finalizzato a sottoscrivere strumenti finanziari partecipativi emessi dalle PMI. E’ anche prevista la costituzione di un patrimonio destinato, denominato “Patrimonio Rilancio” che – attraverso l’intervento di Cassa Depositi e Prestiti – potrà impiegare risorse per il sostegno e il rilancio delle grandi imprese strategiche, nel rispetto del quadro normativo europeo in materia di aiuti di Stato.
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All’interno del decreto, poi, vi sono misure in favore delle famiglie, particolarmente di quelle con figli, su cui hanno inciso profondamente la chiusura prolungata delle scuole e i profondi cambiamenti nei tempi di vita e lavoro generati dalla chiusura delle attività economiche. Potenziamo il bonus baby-sitting, incrementandone il limite fino a 1.200 euro – un limite che sale fino a 2.000 per i comparti della sicurezza, della difesa e del soccorso pubblico – e aggiungiamo poi la possibilità, in alternativa, di utilizzare il bonus per l’iscrizione ai servizi per l’infanzia e ai centri estivi. In favore di questi ultimi, peraltro, stanziamo 150 milioni di euro per il 2020 al fine di potenziare e sostenere l’offerta di attività ludiche e ricreative a favore dei più piccoli. In secondo luogo, aumentiamo a 30 giorni i congedi di cui possono fruire i genitori dipendenti del settore privato con figli minori di 12 anni, riconoscendo un’indennità pari al 50% della retribuzione ed estendendo l’arco temporale di fruizione fino al 31 luglio 2020.
Prevediamo, poi, misure specifiche per le persone con disabilità. Aumentiamo di 12 giornate i permessi retribuiti complessivi nei mesi di maggio e giugno per le persone con disabilità e i loro familiari. Stanziamo anche 150 milioni di euro complessivi in favore del Fondo per le non autosufficienze, del Fondo per l’assistenza alle persone con disabilità grave prive di sostegno, e di un nuovo Fondo di sostegno per le strutture semi-residenziali dedicate alle persone con disabilità. Vi sono poi tante misure, molti altri interventi di sostegno all’economia, sui quali non mi soffermerò. Ma, come ho anticipato, il decreto contiene anche importanti misure per dare impulso alla crescita nei settori di maggiore interesse strategico.
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Grazie al suggerimento del sottosegretario Fraccaro, abbiamo disposto nel decreto un super-bonus che incentiva gli interventi di efficienza energetica degli edifici, di riduzione del rischio sismico e degli interventi connessi, relativi all’installazione di impianti fotovoltaici e di colonnine per i veicoli elettrici. Per questi interventi, i cittadini potranno beneficiare di una detrazione fiscale pari al 110% delle spese sostenute e fruibile in 5 anni, oppure – in alternativa – di uno sconto in fattura erogato dal fornitore, il quale potrà recuperarlo sotto forma di credito d’imposta cedibile ad altri soggetti, incluse le banche e gli intermediari finanziari. Grazie a questa misura, le famiglie avranno la possibilità di risparmiare sul costo dell’energia e potranno realizzare nuovi impianti a costo 0.
Inoltre, riusciamo a dare un potente impulso alle attività di ristrutturazione edilizia e agli investimenti privati nella sostenibilità ambientale. Il decreto dedica poi particolare attenzione anche al turismo, un comparto che mobilita oltre il 13% del nostro PIL, e che sarà messo a dura prova dall’impatto globale del Covid-19. Per sostenere il settore sarà cruciale puntare, in misura ancora superiore rispetto al passato, sulla mobilità interna. Oltre al già citato taglio dell’Imu a beneficio di alberghi e stabilimenti balneari mettiamo in campo un “bonus vacanze” per incentivare la domanda, che verrà riconosciuto alle famiglie con un Isee non superiore a 40.000 euro e sarà spendibile in ambito nazionale presso strutture recettizie, e interveniamo anche con misure strutturali per sostenere il settore, come la creazione di un “Fondo turismo” in Italia, dotato di 50 milioni di euro per il 2020, di un “Fondo per la promozione del turismo in Italia”, con una dotazione di 30 milioni di euro, e un ulteriore fondo dotato di 50 milioni di euro per aiutare le imprese ricettive e gli stabilimenti balneari a sostenere le spese di sanificazione e di adeguamento alle misure di contenimento del virus.
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Siamo consapevoli che il turismo richiede ulteriori interventi, che ci riserviamo di attivare non appena sarà definito il piano dei finanziamenti alla ripresa in sede europea. Non entro qui in un elenco dettagliato che riguarda anche misure di sostegno in altri settori come: cinema, spettacoli, teatri che stanno particolarmente soffrendo in questo periodo. Colgo l’occasione per invitare tutti i cittadini a fare le vacanze in Italia: scopriamo le bellezze che ancora non conosciamo o torniamo a godere e visitare quelle che già conosciamo, e in questo il modo migliore per contribuire al rilancio della nostra economia in questa fase d’emergenza.
Guardando ancora più avanti, siamo convinti che non vi sia futuro per il nostro Paese senza un investimento ambizioso nella scuola, nell’università, nella ricerca e nella formazione. Questi ambiti cruciali hanno ricevuto ampia considerazione nel decreto “rilancio”. La gestione del rientro a scuola a settembre comporterà ingenti costi di organizzazione e le scorse settimane ci hanno mostrato l’importanza di aumentare la digitalizzazione dei nostri istituti e della nostra didattica: proprio a questo fine stanziamo 1 miliardo e 450 milioni di euro in due anni a beneficio della scuola. Un ulteriore stanziamento di 1,4 miliardi è destinato al rafforzamento del sistema universitario e della ricerca, uno stanziamento che consente di assegnare 4.000 posti aggiuntivi da ricercatore, oltre ai 1.600 già deliberati con la legge di bilancio per il 2020, di potenziare il diritto allo studio e di investire in un grande programma di ricerca nazionale. E’ il più grande investimento fatto nel campo dell’università e della ricerca degli ultimi vent’anni: questo, forse, è il più importante legato che consegniamo allo sviluppo del Paese. Ancora, il decreto prevede stanziamenti importanti per i Comuni, interventi destinati all’export, alla tutela delle filiere in crisi per il settore agricolo, al sostegno del settore dei trasporti. Gli interventi sin qui disposti – ne siamo consapevoli – costituiscono una linea di protezione necessaria ma che non esaurisce le azioni da mettere in campo per riattivare pienamente l’economia del Paese. Sento la sofferenza che cresce e si diffonde nel Paese. Avverto le paure, le ansie e le inquietudini di tutti i nostri concittadini: di quelli che, dopo aver investito anni ed energie nelle proprie attività commerciali, temono di vedere vanificati tutti i loro sacrifici; di chi non sa se nei prossimi mesi riuscirà a conservare il proprio posto di lavoro, e quindi teme di non poter assicurare il sostentamento dei propri cari. Non mi sfuggono la gravità e la profondità di questa crisi, testimoniata da gesti forti, come la riconsegna delle chiavi da parte di tanti piccoli commercianti e imprenditori, e anche dalle numerose lettere che ricevo ogni giorno dai cittadini. E’ una prova molto dura dalla quale ci rialzeremo in fretta se ciascuno farà la propria parte e se riusciremo a coordinare gli sforzi e a creare la necessaria sinergia dell’intero “sistema Paese”.
Il sistema bancario, che pure sta offrendo la sua collaborazione, può fare e deve fare ancora di più e, in particolare, deve accelerare le procedure necessarie a erogare i prestiti coperti dalla garanzia pubblica. Le norme contenute nel decreto-legge c.d. “Liquidità” infatti consentono, soprattutto nel caso delle richieste inferiori a 25.000 euro, di erogare prestiti garantiti nel giro di 24 ore. In alcuni casi sono state rispettare queste tempistiche. Ma mi giungono anche numerose segnalazioni che in molti casi, e giungono anche a voi, che questo non sta avvenendo. È essenziale che le banche riescano ad allinearsi alle pratiche più efficienti, assicurando la liquidità garantita nei tempi più rapidi.
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Non possiamo tollerare che le imprese possano sentirsi private del denaro necessario per garantire la continuità economica delle proprie attività. È una preoccupazione che ho condiviso personalmente con i presidenti di Confcommercio e Confesercenti, i quali mi hanno rappresentato le difficoltà delle categorie che rappresentano nell’ottenere queste risorse. Se le stime di crescita per l’anno in corso, purtroppo, non possono sorprenderci, ciò che deve preoccuparci è soprattutto, guardando a ritroso, quella dinamica di bassa crescita che il nostro Paese ha sperimentato nell’ultimo decennio, quando abbiamo registrato un divario medio di oltre un punto percentuale rispetto alla media europea di crescita del PIL. Alla luce di questa eredità, non possiamo permettere in alcun modo che i divari socio-economici, già ampi all’interno del continente e fra diverse aree del nostro Paese, continuino ad accentuarsi.
Il compito della politica tutta, allora, è quello di lavorare per elaborare un ampio programma di rinascita economica e sociale, insieme alle migliori energie del Paese. Il primo tassello di questo progetto riformatore non può che essere una drastica semplificazione della macchina burocratica, un’architettura che, a causa delle sue eccessive complessità, ha rallentato oltre misura l’arrivo a destinazione delle risorse pubbliche stanziate, e ha quindi impedito il rafforzamento del capitale infrastrutturale del nostro Paese.
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A tal proposito, il prossimo decreto-legge dedicato proprio alla semplificazione amministrativa e burocratica e introdurrà molti elementi di novità, per fornire all’Italia uno “shock” economico senza precedenti, in particolare nel settore delle infrastrutture. Considero questa riforma la “madre” di tutte le riforme, l’unica in grado di rilanciare efficacemente la competitività del nostro Paese. L’Italia non può più attendere. Questo è il momento della svolta. Se non riusciremo nell’opera di semplificazione neppure in questa condizione di assoluta emergenza, lo dico molto francamente, dubito che sarà possibile farlo in futuro. Attivare il motore delle opere pubbliche è una priorità per tutte le forze di maggioranza che sostengono questo Esecutivo, e alcune di esse hanno già elaborato proposte alcuni articolati, che troveranno senz’altro ampio spazio nel decreto-legge, al cui interno una sezione specifica sarà dedicata al rafforzamento della capacità di spesa e all’accelerazione dei cantieri.
Al riguardo, prevediamo di definire un elenco prioritario di “opere strategiche”, di grandi e medie dimensioni, che potranno essere realizzate con un iter semplificato rispetto al quadro normativo vigente, valutando – laddove è opportuno – la concessione di poteri derogatori, senza che ciò faccia venir meno i controlli più rigorosi, che assicurano piena trasparenza e tengono lontano gli appetiti delle infiltrazioni criminali. Un’altra sfida sarà promuovere una rivoluzione culturale nella pubblica amministrazione, affinché – pur in un’ottica di rigore e trasparenza – i funzionari pubblici possano essere quanto più possibile incentivati a sbloccare le opere e gli appalti pubblici, evitando che sul loro operato gravi un’eccessiva incertezza giuridica e regolamentare. Non da ultimo, intendiamo rendere più attrattivo il nostro ordinamento giuridico a beneficio delle imprese, rendendo più favorevole l’ambiente normativo e l’assetto della governance aziendale al fine di trattenere o attirare quanti più investimenti possibili sul territorio, e – se del caso – di attrarne ancora di più dall’estero.
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Favoriremo la ricapitalizzazione delle imprese e stiamo pensando di migliorare i modelli di governance per renderli più snelli ed efficienti, senza comprimere i diritti delle minoranze.
Queste riforme, che l’Italia attende da anni, non avranno soltanto un impatto positivo nel breve periodo sulla crescita degli investimenti pubblici, ma ci aiuteranno anche a rendere il Paese più attrattivo nei confronti degli investitori internazionali e dovranno necessariamente accompagnarsi alla riforma dei tempi della giustizia civile e penale, e ricordo anche che in Parlamento c’è una prospettiva di riforma del nostro vecchio Codice Civile che risale al 1942. Un secondo elemento imprescindibile per lo sviluppo futuro è l’innovazione, che va pensata come il risultato di un processo partecipato e collettivo, che nasce sin dai banchi di scuola, fino ad arrivare allo sviluppo della creatività imprenditoriale, organizzativa e sociale. Le settimane di chiusura degli istituti scolastici hanno mostrato, peraltro, che dobbiamo potenziare la dotazione digitale delle nostre scuole, e ha provato l’importanza di avere reti di connettività resilienti e capillari in tutto il territorio, anche per rendere possibile il lavoro a distanza. Sono investimenti preziosi che renderemo ancora più incisivi, anche in sinergia con le aziende strategiche a partecipazione pubblica. Ma una strategia dell’innovazione deve essere indirizzata anche al sistema produttivo e a quello delle pubbliche amministrazioni.
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Sul primo fronte, sono molte le eccellenze di cui disponiamo nella ricerca, che possono e devono essere messe al servizio delle realtà produttive. Penso all’industria farmaceutica e alla ricerca biomedica, alla meccanica, alla robotica, alle tecnologie energetiche, alle eccellenze alimentari. Più in generale, l’Italia può far valere il suo “saper fare”, il “saper inventare”, che piace al mondo intero e rende uniche non soltanto le nostre produzioni, ma anche le esperienze che i nostri luoghi, i nostri esercizi commerciali, i nostri artigiani sanno regalare a chi visita il nostro Paese.
Nessuna di queste categorie sarà dimenticata. Per quanto riguarda il settore pubblico, l’investimento cruciale resta quello nel capitale umano: dobbiamo potenziare le strutture tecniche delle amministrazioni e la loro capacità progettuale, riducendo gli adempimenti ma migliorando i servizi al cittadino e rafforzando la cultura dei dati e della digitalizzazione dei processi. Il terzo pilastro per una efficace ripartenza è l’inclusività. Il Paese è giunto alla crisi del Covid-19 reduce, lo ricordiamo, da un decennio di divari crescenti fra Nord e Sud, e attraversato da profonde disuguaglianze di genere nell’accesso al lavoro, a causa di un basso tasso di partecipazione femminile. Eliminare alla radice questi ostacoli all’eguaglianza, sociale e territoriale, non è un lusso ma è anzi una precondizione per lo sviluppo futuro. Per evitare che entrambi i divari continuino ad ampliarsi, è cruciale – da un lato – sfruttare al massimo le risorse europee per gli investimenti nella coesione territoriale e il rafforzamento delle infrastrutture e – dall’altro – investire con decisione nelle politiche per la famiglia e l’infanzia, potenziando i progetti educativi e di cura anche con il coinvolgimento degli enti locali e del Terzo Settore, e le misure di sostegno economico per le famiglie. Ma dobbiamo anche stimolare e risvegliare la vocazione delle ragazze nelle carriere scientifiche, mettendo in campo politiche che diano maggiore accesso e visibilità alle donne in questi ambiti.
Devo riconoscerlo in quest’Aula: troppo poco è stato fatto per le famiglie, complice anche un quadro di finanza pubblica che continua a essere complesso, a causa della pluralità degli interventi necessari a contenere i costi socio-economici del Covid-19. Dobbiamo quindi proseguire il lavoro già avviato in vista del Family Act, coordinato dalla Ministra Bonetti, che ci potrà permettere di potenziare ulteriormente le misure economiche a sostegno della famiglia e della natalità. Al contempo, dovrà aumentare l’impegno del Governo nel promuovere al massimo grado l’accessibilità, con particolare attenzione all’abbattimento delle barriere architettoniche negli edifici pubblici e privati.
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La crisi del Covid-19 – una crisi profonda, violenta, drammatica – ci restituisce il bisogno di una società che pone al centro del suo sistema di tutele la salute, la qualità della vita, i beni comuni. È una crisi che ci consegna una comunità nella quale la garanzia del benessere individuale e collettivo non può essere più pensata come un mero corollario dell’attività economica, ma deve essere programmata quale precondizione dello sviluppo, che può essere anche fonte di crescita sostenuta se sapremo affrontarla con soluzioni innovative e con la creatività che è nel nostro DNA, tipica del genio italico. Abbiamo di fronte un’opportunità storica: possiamo sciogliere i nodi e rimuovere le incrostazioni che sin qui ci hanno impedito di produrre benessere diffuso a beneficio di tutti i cittadini, superando i punti di debolezza che hanno sin qui frenato lo sviluppo del nostro Paese, in particolare dalla metà degli anni Novanta. Spetta a noi tutti trasformare questa emergenza in opportunità. Non ci illudiamo affatto che sia una sfida facile, ma il nostro impegno sarà massimo e ci conforta la consapevolezza che l’Italia è un grande Paese, lo sappiamo bene noi, e lo sanno anche tanti, tantissimi cittadini del mondo.
Grazie.
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Scuola: Conte,rientro avrà costi ingenti
Stanziamo 1 mld e 450 mln in 2 anni per la scuola
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21 maggio 2020
11:18
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“La gestione del rientro a scuola a settembre comporterà ingenti costi di organizzazione e le scorse settimane ci hanno mostrato l’importanza di aumentare la digitalizzazione dei nostri istituti e della nostra didattica: proprio a questo fine stanziamo 1 miliardo e 450 milioni di euro in due anni a beneficio della scuola”. Lo dice il premier Giuseppe Conte nell’informativa in Aula alla Camera sulla fase 2.
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Gelmini, governo vada a casa
Abbiamo dovere e diritto cambiare errori testo governo
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21 maggio 2020
11:28
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“Confidiamo che il dl Rilancio sia diverso, non è una gentile concessione ma è doveroso che il Parlamento non si limiti a Odg e a emendamenti non onerosi. Noi abbiamo il dovere e il diritto di modificare gli errori e di indirizzare le risorse”. Lo ha detto la capogruppo di Fi Maria Stella Gelmini alla Camera dopo l’informativa del premier Conte.
Parlando poi della manifestazione del 2 giugno del centrodestra Gelmini ha detto che in essa verrà rispettato il distanziamento di sicurezza: “Ma soprattutto del distanziamento enorme rispetto a questo governo, che prima andrà a casa e meglio sarà”.
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Fase 2: appello Raggi ai turisti:’Venite a Roma, città sicura’
‘Numeri confortano, italiani non scelgano l’estero ma la Capitale’ dice la sindaca
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21 maggio 2020
11:56
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“Siamo una città sicura, i numeri confortano: venite a Roma, vi aspettiamo a braccia aperte”. E’ l’appello ai turisti lanciato dalla sindaca Virginia Raggi dai microfoni di RadioRock. “Il turismo – ha affermato – è un problema enorme che noi sentiamo da febbraio, la ripercussione internazionale del virus ha fatto crollare le prenotazioni. Come se ne esce? Se ne esce dando l’idea di una città sicura che sta riaprendo i locali, i ristoranti, i bar. Dobbiamo dare all’estero questa immagine.
“Siamo una città sicura, i numeri confortano. Agli italiani, anche se si riapriranno le frontiere, rivolgo l’invito a fare le vacanze in Italia e venire a Roma”. Raggi ha aggiunto che sul fronte del turismo è al lavoro “con le associazioni per un piano di rilancio della città: dobbiamo lavorare sul lato promozione.
All’inizio sarà turismo ‘top di gamma’. A Roma ricordiamo che stavano aprendo cinque nuovi hotel 5 stelle. Quindi un turismo che può permettersi di scegliere e deciderà anche sulla base della sicurezza”.
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Dl Covid: Senato, ok con 155 sì e 123 no
Fornisce cornice giuridica ai dpcm emenati durante emergenza
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21 maggio 2020
12:00
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Via libera definitivo dell’Aula del Senato al Dl Covid, il testo che fornisce la cornice giuridica ai Dpcm emanati nel corso dell’emergenza Coronavirus. Il testo è stato definitivamente approvato con la fiducia a Palazzo Madama con 155 voti a favore e 123 contrari.
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Meloni, Conte e governo non credibili
Se si vuole rilanciare prima cosa è semplificare l’Italia
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21 maggio 2020
12:28
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“Lei presidente è andato in Tv e ha presentato il suo decreto, ma il decreto non c’era ed è uscito dopo una settimana. Che immagine dà di sé lo Stato di fronte a imprenditori, a investitori internazionali. La credibilità così è nulla, come lo è con un decreto di 500 pagine. Se si vuole rilanciare la prima cosa è semplificare l’Italia”. Lo ha detto la presidente di Fdi Giorgia Meloni intervenuta alla Camera dopo l’informativa del premier Conte. Riferendosi alle critiche sulla gestione del coronavirus da parte della Lombardia fatte da Riccardo Ricciardi (M5s), Meloni ha detto che quell’intervento “risponde a una precisa strategia.
M5s che viene usato per insultare dalla mattina alla sera l’opposizione così da impedire il dialogo; perché se voi litigate tra voi, non potete parlare anche con l’opposizione”.
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Conte,attacco M5s? Non leggo interventi
Meloni parla di strategia? E’ una cosa che si commenta da sé
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21 maggio 2020
12:43
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“Ciascun parlamentare esprime le proprie opinioni. Non è mai accaduto che a me fosse consegnato un intervento ma dire che io abbia condiviso o istigato, è una cosa che si commenta da sé”. Lo dice il premier Giuseppe Conte, mentre lascia l’Aula della Camera, sulle dichiarazioni di Giorgia Meloni, secondo la quale ci sarebbe stata una strategia precisa tra il premier e il M5S sull’attacco del deputato Riccardo Ricciardi contro la sanità lombarda.
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Papa: Covid conferma la voglia di esser vicini alla Chiesa
Il messaggio di Francesco per le Pontificie Opere Missionarie
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CITTA’ DEL VATICANO
21 maggio 2020
12:50
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“Anche nella circostanza del flagello della pandemia si avverte dovunque il desiderio di incontrare e rimanere vicino a tutto ciò che è semplicemente Chiesa”. Lo sottolinea papa Francesco nel suo Messaggio alle Pontificie Opere Missionarie, aggiungendo che “la Chiesa non è una dogana, e chi in qualsiasi modo partecipa alla missione della Chiesa è chiamato a non aggiungere pesi inutili sulle vite già affaticate delle persone, a non imporre cammini di formazione sofisticati e affannosi per godere di ciò che il Signore dona con facilità. Non mettere ostacoli al desiderio di Gesù, che prega per ognuno di noi e vuole guarire tutti, salvare tutti”.
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Fase 2: Boschi, non mi aspettavo la Meloni contro Bellanova
La presidente di Fdi aveva ironizzato sulle lacrime della ministra dell’Agricoltura
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21 maggio 2020
13:59
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“All’onorevole Meloni voglio dire che non mi sarei aspettata che lei, da donna a donna attaccasse il ministro Bellanova sulle lacrime, e quando avrà fatto anche lei come il ministro Bellanove le 3 di notte per risolvere 79 tavoli di crisi aziendali, allora accetterò le critiche. Lei difende le donne quando le fa comodo”. Lo ha detto in aula alla Camera Maria Elena Boschi (Iv), dopo che la presidente di Fdi, intervenuta precedentemente, aveva ironizzato sulle lacrime del ministro dell’Agricoltura alla conferenza stampa dopo l’approvazione del decreto Rilancio nella quale difendeva la decisione della regolarizzazione dei migranti lavoratori.
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Coronavirus, Azzolina: ‘Il ritorno a scuola in base all’evoluzione del virus’
Il Ministero accompagnerà il processo per la sicurezza. Il premier Conte ha annunciato uno stanziamento di circa 1,5 per il rientro a settembre
21 maggio 2020
14:01
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“Il governo accompagnerà il ritorno a scuola in sicurezza e considerate le condizioni determinate dall’ evoluzione epidemiologica”. Lo ha detto la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina in audizione alla Camera. Il premier Giuseppe Conte enll’informativa di oggi sul Covid-19 alle Camere ha specificato che “La gestione del rientro a scuola a settembre comporterà ingenti costi di organizzazione e le scorse settimane ci hanno mostrato l’importanza di aumentare la digitalizzazione dei nostri istituti e della nostra didattica: proprio a questo fine stanziamo 1 miliardo e 450 milioni di euro in due anni a beneficio della scuola”.
“Voglio rassicurare i dirigenti scolastici preoccupati per le responsabilità: stiamo lavorando per fare sì che non ricada tutto su loro spalle, ci saranno regole chiare e flessibili” ha detto in audizione in Commissione Cultura alla Camera la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina. “La chiusura scuola è stata operata in stretto collegamento con le autorità sanitarie. Il Dottor Miozzo proprio ieri ha ricordato quale sarebbe stato il rischio se avessimo tenute aperte le scuole. La riapertura avverrà in modo graduale. Stiamo predisponendo tutte le fasi per la riapertura” a settembre e lavorando ad un protocollo per la sicurezza che sarà chiuso a breve. Siamo consapevoli dell’importanza della scuola nel contesto sociale: il governo ha messo a punto piano per i centri estivi che sosteniamo in pieno”.
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Intanto i sindacati della scuola annunciano battaglia. “La tregua è finita. La Cgil scuola non esclude lo sciopero. Il governo non creda che è tutto a posto” ha detto  il segretario generale della Flc Cgil, Francesco Sinopoli. Pronta allo sciopero della scuola anche la Uil con Pino Turi e lo Snals di Elvira Serafini. “E’ il momento che il governo faccia delle scelte”, hanno detto i sindacalisti. I motivi del malessere stanno soprattutto nella questione del reclutamento dei precari e sulla ripartenza a settembre.
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Ok a visita congiunti tra Pesaro-Rimini
Prima comunicazione presidenti regioni a Prefetti
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ANCONA
21 maggio 2020
14:05
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Per consentire gli spostamenti permessi dal decreto regionale n. 159 in vigore da oggi al di fuori delle Marche, nei limiti della provincia o del comune confinante, dei residenti in province o comuni collocati a confine tra Marche e altre regioni, il presidente Luca Ceriscioli ha firmato con l’omologo dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini la prima comunicazione prevista che riguarda per ora i congiunti. Ai prefetti di Pesaro e Rimini è stato comunicato che, con ordinanza delle Regioni, è stata determinata la possibilità, per i congiunti residenti nelle province di confine e previo accordo tra i Presidenti di Regione, di autorizzare la visita a congiunti residenti nelle province confinanti.
Sono dunque consentiti ora gli spostamenti dalla provincia di Pesaro alla provincia di Rimini nei termini previsti dal decreto e dalla comunicazione dei due presidenti. La Regione Marche ha dichiarato la propria disponibilità a procedere analogamente anche con i presidenti delle altre Regioni confinanti.
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Governo indica election day il 13 settembre, è polemica
Si riapre il confronto. L’obiettivo dell’esecutivo è ridurre al massimo i rischi di contagio
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
21 maggio 2020
21:18
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Un election day il 13 settembre, quando fa ancora caldo e i rischi di una risalita del contagio sono minori. Non fa a tempo ad essere formulato, l’orientamento del governo, che monta la polemica. I dubbi di alcuni governatori, dell’opposizione e di un pezzo di maggioranza su una campagna elettorale agostana per regionali, comunali e referendum costituzionale, aprono un nuovo confronto. Di “scelta condivisa” parla il premier Giuseppe Conte. Ma la data torna a ‘ballare’ e la discussione arriva sul tavolo dei capi delegazione. E’ il sottosegretario Achille Variati a svelare l’orientamento del governo, nella discussione in commissione alla Camera sul decreto in materia elettorale che è in fase di conversione ed è atteso in Aula la prossima settimana. La relatrice M5s Anna Bilotti presenta un emendamento per permettere di svolgere il voto anche prima del 15 settembre, prima data prevista dal decreto. E Variati spiega che secondo il parere del Comitato tecnico scientifico è meglio convocare gli italiani alle urne prima che le temperature inizino ad abbassarsi e cresca il rischio di contagio da Coronavirus. Il 13 settembre è la data proposta per far svolgere le regionali in Campania, Veneto, Puglia, Liguria, Marche, Valle D’Aosta, ma anche le comunali, il referendum per il taglio dei parlamentari e le elezioni suppletive per Camera e Senato. Ma in serata emerge che in alternativa al Viminale si ragiona del 20 o del 27 settembre, date che però cadrebbero in corrispondenza con festività ebraiche. L’obiettivo del governo è mettere d’accordo maggioranza e opposizione, ma anche ridurre al massimo i rischi di contagio: di qui l’election day, che poco piace ad alcuni partiti
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Zone rosse senza contributi, Regioni contro decreto rilancio
Zaia: ‘Ricorriamo, finirà nel cestino’
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VENEZIA
21 maggio 2020
21:34
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Sale la tensione sulla norma del decreto Rilancio che esclude alcune ‘zone rosse’ dai fondi a favore delle aree colpite dall’emergenza covid. Il governatore del Veneto Zaia annuncia ricorso: “Questo decreto verrà buttato nel cestino e dovrà essere riscritto”. Il governatore della Campania De Luca critica a sua volta la decisione “di escludere le ex zone rosse (Vallo di Diano, area Ariano Irpino) dal Fondo dedicato alle aree colpite dall’emergenza Covid” e chiede una correzione al governo. Sul tema interviene anche il ministro degli Esteri Di Maio che chiede una modifica al decreto durante la conversione in Parlamento per “estendere i fondi a tutti i comuni diventati zona rossa durante questa pandemia”.
Il Veneto ricorrerà contro le norme contenute nel Decreto Rilancio riguardanti i fondi per le “zone rosse”, da cui sono state escluse le aree della regione. Lo ha annunciato il presidente Luca Zaia, secondo cui “questo decreto verrà buttato nel cestino e dovrà essere riscritto, perché a mio avviso è assolutamente imbarazzante”.
“Abbiamo dato incarico già oggi al professor Bertolissi”, ha annunciato Zaia ai giornalisti. Nella prima stesura del Dl Rilancio, ha riepilogato Zaia, “c’è stata una dimenticanza delle zone rosse venete, dopodiché il decreto viene bollinato e diventa legge. Poi in maniera irrituale, e gli esperti giuristi dicono di non aver mai visto una cosa del genere, con un comunicato ‘errata corrige’ si mette in Gazzetta un nuovo testo, e noi siamo scomparsi”. Zaia ha quindi specificato che “noi non abbiamo solo Vo’, abbiamo Treviso, Venezia e Padova. Quelle sono le famose tre zone rosse istituite l’8 marzo, che arrivano in coda ai 10 Comuni del Lodigiano, alle province di Brescia e Bergamo, Lodi e Piacenza. Dopo 24 ore da quell’8 marzo l’Italia diventa tutta zona rossa, ma nessuno ha revocato le nostre, che vanno a braccetto con quelle lombarde. Il Decreto dice che deve essere stata zona rossa almeno per 30 giorni; le zone rosse sono state revocate il 13 aprile. Per magia – ha concluso – sono sparite le zone del Veneto e sono rimaste quelle dell’Emilia Romagna e della Lombardia. Questo decreto verrà buttato nel cestino e dovrà essere riscritto, perché a mio avviso – ha concluso – è assolutamente imbarazzante per noi vedere quello che sta accadendo”.
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“Come ha giustamente sottolineato il deputato Generoso Maraia, penso che sia doveroso intervenire durante la conversione in parlamento del dl rilancio per correggere la norma sui fondi ai comuni colpiti dal Covid – ha detto il ministro Luigi Di Maio -. Invece di limitarla ai comuni di 5 province bisogna estendere i fondi a tutti i comuni diventati zona rossa durante questa pandemia”.
“In Parlamento, la norma che stanzia 200 milioni ai Comuni “Zona rossa”, va aumentata ed estesa a tutte le realtà che lo sono diventate in questi mesi. È oggettivo che questi Comuni, indipendentemente dalla dislocazione territoriale, siano stati maggiormente penalizzati. Sono certa che l’intero arco costituzionale supporterà questa modifica”, ha detto il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.
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Pressing Conte sul Recovery, ‘l’Ue può fare di più’
A Bruxelles si lima la proposta. Cipro busserà per primo al Mes
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22 maggio 2020
09:49
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A Bruxelles e nelle capitali si affilano le armi in vista dell’appuntamento su cui sono puntati tutti i riflettori e del negoziato che seguirà: la presentazione, mercoledì 27 maggio, della proposta sul Recovery Fund che Ursula von der Leyen sta limando in queste ore con i suoi più stretti collaboratori approfittando del ponte dell’Ascensione. Sul tavolo ci sono i 500 miliardi di euro di aiuti a fondo perduto annunciati da Angela Merkel e Emmanuel Macron, un’operazione che porterebbe tra l’altro a dare vita a quanto di più simile agli eurobond si possa oggi immaginare. Un passo ‘storico’ per molti che anche il presidente del Consiglio Giuseppe Conte non ha esitato a definire “importante”. Aggiungendo però subito dopo che “la Commissione può fare di più”. Ed esplicitando così il pressing che l’Italia, non da sola, sta portando avanti su questo fronte.
In effetti, nonostante l’assist di Merkel e Macron a von der Leyen, la partita è ancora tutta da giocare. Austria, Olanda, Svezia e Danimarca, Paesi decisamente contrari a distribuire i 500 miliardi a fondo perduto, devono ancora presentare la loro controproposta. E questo mentre a Bruxelles i commissari Paolo Gentiloni e Thierry Breton spingono affinché la Commissione vari un documento ambizioso che vada oltre i 500 miliardi. Ben consapevoli che, una volta approdata in Consiglio, la proposta, viste le premesse, non potrà che essere negoziata al ribasso. Di certo nei documenti della Commissione mancano ancora molti dettagli fondamentali. A cominciare dalle cifre che oscillano tra i 1.000 miliardi, di cui hanno parlato l’altro giorno sia Gentiloni che Dombrovskis, e i 2.000 chiesti dall’Europarlamento nell’ultima risoluzione approvata a larga maggioranza. Ma non sono stati ancora indicati quanti fondi saranno destinati a prestiti e quanti a sovvenzioni, né i criteri per la loro assegnazione e le eventuali condizioni a cui saranno vincolati.
“Se cade un paese, perdiamo prima il green deal, secondo la solidarietà europea, terzo il mercato unico, forse anche la moneta e forse anche l’Unione europea stessa. In questi giorni in queste settimane in questi mesi stiamo giocando il futuro europeo”. Lo afferma il vice-presidente della Commissione europea, Frans Timmermans, durante l’evento i AsvisLive “Orientare le scelte, disegnare il futuro”. Timmermans dice: “abbiamo bisogno di tre cose: agire con velocità, con mezzi adeguati (saranno tantissimi soldi), e lo dobbiamo fare in maniera solidale – lo so bene e lo dico da olandese chiaramente”.
L’iniziativa tra Berlino e Parigi, aggiunge, “adesso è importante per poter fare investimenti, ma dietro c’è anche un ragionamento abbastanza rivoluzionario sul futuro del progetto europeo”. Secondo lui a Berlino hanno “capito che non possiamo continuare come prima”. “Sono rimasto sorpreso dell’iniziativa franco-tedesca – dice Timmermans – perché, se vediamo quello che ha detto il governo tedesco, per loro è davvero una rivoluzione: dobbiamo andare oltre nell’integrazione europea, dobbiamo ripensare alcune premesse che abbiamo sempre difeso”. Il vicepresidente della Commissione sottolinea anche come saranno oggetto di discussione la fiscalità, i mezzi propri dell’Unione europea, e anche i trattati,”vedendola da Berlino – osserva – è veramente sorprendente e ci dà anche un po’ di fiato perché hanno superato le loro paure”. “Vediamo – continua Timmermans – se possiamo introdurre in questo ragionamento anche la responsabilità per un futuro sostenibile”.
Cipro è il primo paese dell’eurozona ad annunciare che utilizzerà la linea di credito del Mes per le spese sanitarie. Lo ha annunciato – secondo quanto riferisce il quotidiano cipriota Phileleftheros ripreso anche dal giornale greco Ekathimerini – il ministro delle Finanze cipriota Constantinos Petrides. “Ovviamente useremo il Mes per le spese sanitarie”, ha detto il ministro, spiegando che il governo sta calcolando le spese già sostenute e quelle future, come i fondi utilizzati per la nuova unità di terapia intensiva dell’ospedale di Nicosia, per compilare il modulo già disponibile.
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Salvini chiama Mattarella, ‘preoccupato per la situazione’
“La mia fiducia nei magistrati vacilla”, dichiara il leader della Lega
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21 maggio 2020
19:52
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Telefonata cordiale tra il Capo dello Stato Sergio Mattarella e il senatore Matteo Salvini. Il leader della Lega ha espresso il proprio stupore per le rivelazioni del quotidiano La Verità (preannunciando al capo dello Stato l’invio di una lettera), la preoccupazione per la situazione economica e l’amarezza per i pesanti attacchi di alcuni parlamentari della maggioranza di governo nei confronti della Lombardia duramente colpita dalla tragedia del Covid-19. Viene riferito da fonti della Lega.

L’articolo de ‘La Verità’ dal titolo “La chat delle toghe su Salvini: Anche se ha ragione lui adesso dobbiamo attaccarlo” documenta uno scenario gravissimo: diversi magistrati nei loro colloqui privati concordavano su come attaccare la mia persona”. E’ un passaggio della lettera inviata da Matteo Salvini a Sergio Mattarella in cui il leader della Lega spiega al capo dello Stato che “è innegabile che la fiducia nei confronti della Magistratura adesso vacilla al cospetto delle notizie sugli intendimenti di alcuni importati magistrati”.
“Come noto, a ottobre inizierà l’udienza preliminare innanzi al GUP presso il Tribunale di Catania ove sono chiamato a rispondere dell’ipotesi di sequestro di persona per fatti compiuti nell’esercizio delle mie funzioni di Ministro dell’Interno”. “Mi appello al Suo ruolo istituzionale, quale Presidente della Repubblica e del CSM, affinchè mi venga garantito, come deve essere garantito a tutti i cittadini, il diritto ad un processo giusto, davanti a un giudice terzo e imparziale”. E’ questa un’altra richiesta che Salvini dichiara di aver fatto al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
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Giustizia: Orlando, Csm va riformato
Da magistrati non emerge un bello spaccato
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22 maggio 2020
09:47
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“Non erano i magistrati che indagavano su Salvini e siamo di fronte a chat dove si valutano questioni politiche. Ma non emerge uno spaccato bello e serve una seria riflessione su come riformare il Csm, credo ci siano dei meccanismi emersi che credo vadano affrontati”. Così il vicesegretario Pd Andrea Orlando a Radio Anch’io su Radio Rai1 in merito alle intercettazioni da cui sarebbero emersi messaggi tra alcuni magistrati contro l’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini.
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Conte: ‘Il Mes non è il mio obiettivo. Vera svolta è piano 500 miliardi’
Il sostegno di Matteo Renzi all’esecutivo “è stata una decisione importante”
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22 maggio 2020
16:08
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Il sostegno di Matteo Renzi all’esecutivo “è stata una decisione importante”. Lo sottolinea il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in colloqui riportati da ‘Il Corriere della Sera’, ‘La Repubblica’ e ‘Il Messaggero’, spiegando che “accoglieremo le proposte di Italia viva su infrastrutture e family act”, temi “che ci stanno a cuore”. Conte smentisce che l’accordo sia nato da accordi su rimpasti di governo a favore di esponenti di Italia viva: “Non li immiserite – commenta – è una questione di prospettiva”. Venendo al Mes, Conte ribadisce che “non è il mio obiettivo anche per una questione di consistenza, al di là delle condizionalità e delle sensibilità politiche interne”. Per lui la vera “svolta storica” è sui “500 miliardi a fondo perduto, da Francia e Germania”. Per il premier “la Commissione può fare ancora meglio”.
I numeri da record sul ricorso alla Cassa Integrazione in Italia “fotografano l’eccezionalità del momento che stiamo vivendo” dice. L’impegno del governo è “per garantire la salvaguardia dei posti di lavoro”. Grazie al decreto Rilancio “semplificheremo le procedure per l’erogazione della cig in deroga e consentiremo all’Inps di anticipare il 40 per cento delle somme spettanti al lavoratore entro due settimane dalla presentazione della domanda”. In più, abbiamo allargato la platea dei lavoratori a cui sarà riconosciuta una indennità per far fronte all’emergenza, come colf e badanti. Ieri 1,4 milioni di stagionali, autonomi e partite Iva hanno ricevuto dall’Istituto di previdenza il bonus 600 euro per il mese di aprile, che nei prossimi giorni sarà erogato a tutti i beneficiari”. Ci saranno anche interventi sul codice degli appalti: “Dobbiamo rafforzare i presidi e renderli più efficaci ed efficienti” sempre vigilando sulle possibili infiltrazioni della criminalità.
Conte non sottovaluta le tensioni sociali “in un contesto in cui c’è tanta sofferenza economica diffusa. Gli italiani stanno affrontando l’emergenza con grande responsabilità, capacità di resilienza e di reazione”.
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Quanto allo scontro con la Lega, Conte conferma il “dovere di dialogare”, ma chiede alla destra di fare la sua parte: “Ora c’è il decreto rilancio, sta alle opposizioni attivarsi perché questo dialogo sia costruttivo”. In quanto all’election day il 13 e 14 settembre, “ci si sta lavorando, ma è una questione che va concordata anche con le Regioni e deve essere condivisa con tutti”.
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Fase 2: Cav, confusione su norme
Ma la maggioranza degli italiani è responsabile
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22 maggio 2020
10:13
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“La maggioranza degli italiani si sta comportando con prudenza e responsabilità. C’è voglia di ripartire ma anche grande attenzione ai pericoli e questo rende ancora più gravi alcuni eccessi della movida che vanno evitati.
Certo, la confusione di norme e indicazioni del governo non aiuta a controllarla”. Così il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi a Mattino Cinque.
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Pd-Iv-Leu, emendamento su zone rosse
Va ripristinata prima formulazione decreto
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22 maggio 2020
10:35
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Un emendamento per le zone rosse escluse dal dl rilancio è annunciato dai deputati Federico Conte (Leu), del Basso de Caro (Pd), De Filippo (Iv) e Stumpo (Leu).
“La proposta è pronta. – dicono i parlamentari – I Comuni che sono stati zona rossa hanno tutti pari dignità. Non possono essere fatte discriminazioni. Va ripristinata la prima formulazione del Decreto che all’articolo 112 riconosceva a tutti i comuni italiani dichiarati zona rossa per 30 giorni di accedere al riparto dello stanziamento di fondi per 200 mln”.
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Dl rilancio: Conte, fondi a tutti i Comuni delle zone rosse
Inchiesta procure entra nel vivo, spuntano i primi indagati
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23 maggio 2020
11:36
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Sarà presentato un emendamento al decreto Rilancio per garantire fondi “a tutti” i Comuni nelle zone rosse colpiti dall’emergenza Coronavirus per una questione di “equità”. Lo assicura ai suoi il premier Giuseppe Conte, dopo le polemiche per l’esclusione di alcuni Comuni.
Un emendamento per le zone rosse escluse dal dl rilancio è annunciato dai deputati Federico Conte (Leu), del Basso de Caro (Pd), De Filippo (Iv) e Stumpo (Leu).
“La proposta è pronta. – dicono i parlamentari – I Comuni che sono stati zona rossa hanno tutti pari dignità. Non possono essere fatte discriminazioni. Va ripristinata la prima formulazione del Decreto che all’articolo 112 riconosceva a tutti i comuni italiani dichiarati zona rossa per 30 giorni di accedere al riparto dello stanziamento di fondi per 200 mln”.

Numerose erano arrivate le proteste contro la decisione di “correggere” la mappa delle zone rosse per il contagio da Covid.
Il primo era stato il presidente della regione Veneto Luca Zaia che aveva annunciato ieri l’intenzione di ricorrere contro le norme contenute nel Decreto Rilancio riguardanti i fondi per le “zone rosse”, da cui sono state escluse le aree della regione.  Secondo Zaia “questo decreto verrà buttato nel cestino e dovrà essere riscritto, perché a mio avviso è assolutamente imbarazzante”.
Molto critico era stato anche il presidente della regione Abruzzo Marco Marsilio che aveva detto: “Incredibile e inaccettabile leggere questa rettifica fatta sul decreto, che esclude le ex zone rosse dal Fondo dedicato alle aree colpite gravemente dell’emergenza Covid. Avevamo già protestato perché il limite dei 30 giorni escludeva alcune zone rosse abruzzesi, peraltro per pochi giorni di durata in meno. Ora scompare completamente dalla Gazzetta Ufficiale questo periodo. Non ho mai visto in tanti anni di attività politica, parlamentare e istituzionale un pasticcio simile, con parti di articolo che vengono prima pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale e poi tolti”.
“È stato un errore escludere alcune zone rosse dalla possibilità di accedere al Fondo dedicato alle zone maggiormente colpite dall’emergenza coronavirus, tra cui, in Campania, alcuni territori del Vallo di Diano e l’area di Ariano Irpino.
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In sede di conversione del decreto Rilancio, va assolutamente riformulato l’articolo 112 così da riconoscere a tutti i comuni italiani dichiarati zona rossa di accedere al riparto dello stanziamento di fondi per 200 milioni di euro. Presenteremo un apposito emendamento al riguardo per riequilibrare i livelli di tutele e sostegno a tutte le aree d’Italia provate duramente dalla pandemia, così da non abbandonare nessun territorio del Paese. Sono convinto riusciremo a trovare un’ampia condivisione politica di questa esigenza di modifica in Parlamento”. Così il deputato dem Piero De Luca, capogruppo in commissione Politiche Ue alla Camera.
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Zingaretti, giovani non sono untori
Sono le principali vittime di questo periodo
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22 maggio 2020
11:54
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“I giovani non sono gli untori di questo tempo. Sono le principali vittime di questo periodo.
Hanno iniziato a pagare dal punto di vista della formazione, pagano sul lavoro, pagheranno sul debito pubblico. Sì, serve da parte loro, come di tutti, responsabilità nei comportamenti, ma non bisogna criminalizzarli: investiamo su di loro perché è giusto e perché dobbiamo combattere per il futuro dei ragazzi e delle ragazze, non sono un problema, ma risorse immense della rinascita italiana”. Così il leader Pd Nicola Zingaretti in un post su facebook.
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Prezzi mascherine calmierati solo nella metà dei negozi
Movida ‘osservata speciale’. A Roma mille agenti per controllarla
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GENOVA
22 maggio 2020
23:35
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Mascherine chirurgiche a prezzo calmierato solo nel 45% dei punti vendita, guanti di lattice quasi introvabili l’obbligo di indossarli nei negozi. Emerge dall’indagine del Centro Studi nazionale Ircaf realizzato in farmacie e supermercati di 20 città capoluogo di regione, che ha anche valutato la spesa di 75 euro al mese per ogni singolo nucleo familiare per l’acquisto delle protezioni. L’indagine poi ha rilevato che solo nel 61% dei punti vendita si trovano mascherine chirurgiche monouso o usa e getta: il 16% è messo in vendita al prezzo medio nazionale di 1,29 centesimi di euro (tre settimane fa alla prima Indagine nazionale era a 1,59 centesimi di euro), mentre il 45 % sono acquistabili al prezzo calmierato di 0.61 centesimi di euro. Mediamente, nel comparto farmacie le mascherine a prezzo controllato sono presenti nel 53% del campione, cioè in una su due, mentre si trovano solamente in un supermercato su tre, “segno che l’approvvigionamento attuale non soddisfa ancora pienamente la domanda crescente”. Per quanto riguarda i guanti di lattice, si legge nel report, “il dato che emerge è sconfortante”: solo nel 15% dei punti vendita sono reperibili (15 % farmacie e 12% supermercati). Il prezzo medio è di 0,57 euro al paio, ma l’analisi dei dati mostra forti differenze (0,89 euro nelle farmacie e 0,42 euro nei supermercati).
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DITO PUNTATO CONTRO LA MOVIDA – Rafforzati i controlli nella Capitale nelle zone della movida per il primo week end post lockdown. Saranno impiegati nel fine settimana circa mille agenti delle forze dell’ordine nei luoghi della movida capitolina per evitare assembramenti e verificare il rispetto delle norme anti-Covid. Sotto la lente già da stasera da San Lorenzo a Trastevere, da Ponte Milvio a Campo de’ Fiori, dal Pigneto a Testaccio. Pronto il piano di sicurezza della Questura per il weekend che prevede controlli anche sul litorale, nelle zone dei laghi e dei parchi.Anche il governatore della Puglia Michele Emiliano sottolinea che  ‘se proseguono gli assembramenti in strada “sono pronto ad emettere provvedimenti con i quali persino i locali rischiano di poter essere chiusi se non spiegano ai loro clienti che nell’esercizio si accede secondo le regole, con le mascherine, si consuma e poi ci si allontana immediatamente senza sostare all’esterno”. Lo ha annunciato il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, durante una intervista a TeleBari.  Emiliano ha evidenziato che “la movida è vietata”. “Stiamo dando qualche giorno per comprendere le nuove norme – ha aggiunto il governatore – ma ricordo a tutti che son si può stare in strada in gruppo, non si può stare fermi neanche in due o tre persone”. “Tutti gli assembramenti – ha concluso – sono vietati sulla base del Dpcm del presidente Consiglio dei ministri. Se dovesse essere necessaria una ordinanza specifica io sono pronto”. Si lancia contro la movida il governatore della Campania Vincenzo De Luca cha nnuncia la campagna ‘Cafoneria zero’. “Teniamo bloccata la movida con la chiusura dei baretti alle ore 23 – ha detto in diretta Fb – nessuno può immaginare che tornare alla normalità sia tornare a fare quello che si faceva prima, dobbiamo avere il coraggio di dirlo ai giovani. C’è una crescente massificazione alienante anche per il divertimento”. De Luca si scaglia contro l’uso di alcol e pasticche, “approfittiamo per annullare queste abitudini a rincretinirsi”.
Italiani pronti a fare shopping ma in sicurezza – Dopo i mesi di lockdown gli italiani desiderano tornare a fare shopping nei negozi ma chiedono sicurezza e igiene prima di tutto. E’ quanto emerge da un’indagine di Gfk che mette in luce le nuove aspettative dei consumatori in negozio nel post Covid-19. Anche se nelle ultime settimane le vendite online sono cresciute in maniera significativa per effetto del lockdown, secondo il monitoraggio di Gfk, il 63% degli italiani desidera ancora acquistare nel negozio fisico e il 68% ha intenzione di frequentare solo i negozi in grado di garantire le massime condizioni di igiene e sicurezza. Questo però non basta, in quanto, “bisognerà trovare anche nuovi modi per rendere gratificante la visita in store che può essere depotenziata dai dispositivi di protezione (mascherine, guanti, gel per le mani, distanziamento”.
L’appello delle Palestre lombarde –  Ci siamo preparati settimane per adeguarci al protocollo previsto a livello nazionale, ma in Lombardia sembra non sia sufficiente. Chiediamo alla Regione di ascoltarci e lasciarci riaprire. Il tempo è scaduto. Una settimana in più può essere vitale per la riapertura”. E’ la richiesta di oltre 200 tra palestre, personal trainer, piscine e centri sportivi lombardi. “Con il protocollo contenuto nell’allegato 17 del DCPM del 17 maggio 2020 abbiamo visto uno spiraglio in fondo a questo tunnel che – dice Corrado Pirovano, titolare di due centri personal training – ci accompagna da ormai oltre due mesi, ma l’ordinanza della Regione Lombardia ha smorzato ogni entusiasmo e sta preoccupando il comparto, sempre di più. Seppur in condizioni particolari, eravamo pronti a ripartire, osservando le disposizioni per salvaguardare la salute degli sportivi e la nostra”.
Dal 3/6 riprendono esami scuola guida in Motorizzazioni – Ricominciano dal prossimo 3 giugno, dopo lo stop per l’emergenza Covid, i primi esami di teoria per l’ottenimento di patenti di guida all’interno delle Motorizzazioni. E’ quanto emerso dall’incontro a Roma tra il capo dipartimento del ministero dei Trasporti, Speranzina De Matteo, e le associazioni dei titolari delle autoscuole e delle scuole nautiche. Gli esami teorici, a cui seguiranno dopo qualche giorno quelli di pratica, riprenderanno in sicurezza in tutta Italia, salvo in quelle regioni che dovessero registrare ancora alti rischi di contagio.
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Il Mit proroga circolazione tir in festivi fino al 2/6- La ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, ha firmato il decreto di proroga della sospensione dei divieti di circolazione sulle strade extraurbane nei giorni 24, 31 maggio e 2 giugno 2020 per i mezzi adibiti al trasporto cose, di massa complessiva massima autorizzata superiore a 7,5 tonnellate. E’ quanto si legge in una nota del ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture nella quale si precisa che per i servizi di trasporto merci internazionale resta, invece, la sospensione del calendario dei divieti, fino a nuove disposizioni del governo. La proroga del provvedimento, si legge, è necessaria per far fronte all’emergenza Coronavirus e superare un ulteriore elemento di criticità del sistema dei trasporti non più giustificato dall’attuale riduzione dei flussi di traffico.
Liguria -“I confini tra Regioni sono competenza del Governo e nessuno immagina come Regioni di travalicare, dopodiché non credo che l’Italia possa rimanere un Paese chiuso tra Regione e Regione”. Così il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti stamani a RaiNews24 commenta la possibilità di un’estate senza lombardi in Liguria visto che l’indice di contagio di coronavirus registrato oltre Appennino potrebbe non permetterlo. “Occorrerà vedere con attenzione i dati del contagio, che però sta scendendo un po’ ovunque, anche in Lombardia, che sconta il fatto di essere stata la Regione più colpita. – aggiunge – Non credo che la Liguria e l’Italia possano sopravvivere con i confini chiusi ancora a lungo”.
Veneto – Il presidente del Veneto, Luca Zaia, presenterà nel pomeriggio alla Conferenza delle Regioni le linee guida della sua ordinanza per i parchi, per gli asili, i centri estivi, le attività produttive. “Cerchiamo di fare delle linee guida, noi ce le abbiamo già – dice – se si riesce a chiudere anche con tutte le Regioni è finita lì”.  Addetti alla sorveglianza fuori dai locali della piazza principale, servizio limitato ai clienti seduti e “delocalizzazione” dei bar che non hanno un plateatico o che non possono ampliarlo. Sono queste le tre indicazioni emerse oggi a Padova dal summit in Prefettura tra Comune, esercenti e forze dell’ordine per una movida compatibile con le restrizioni sanitarie anti-coronavirus.
Milano – A Milano “palestre e piscine potranno essere aperte da inizio giugno. Per quanto riguarda gli impianti del Comune gestiti direttamente da Milano Sport o in concessione quello che oggi vediamo è che più o meno il 50% sono aperti, ovviamente in particolare quelli focalizzati sulla pratica individuale, tennis, atletica”. Lo ha spiegato i sindaco di Milano, Giuseppe Sala, nel quotidiano video sui social che oggi ha dedicato allo sport. “A tutti chiediamo grande attenzione sulla igienizzazione dei locali, degli spazi, sul controllo del numero degli ingressi e sul distanziamento”, ha concluso.
Lazio – “I giovani non sono gli untori di questo tempo. Sono le principali vittime di questo periodo. Hanno iniziato a pagare dal punto di vista della formazione, pagano sul lavoro, pagheranno sul debito pubblico. Sì, serve da parte loro, come di tutti, responsabilità nei comportamenti, ma non bisogna criminalizzarli: investiamo su di loro perché è giusto e perché dobbiamo combattere per il futuro dei ragazzi e delle ragazze, non sono un problema, ma risorse immense della rinascita italiana”. Così il leader Pd Nicola Zingaretti in un post su Facebook.
Piemonte – Mascherine obbligatorie anche all’aperto quando ci sia il rischio di assembramenti, e sempre nei parcheggi e nelle aree antistanti i centri commerciali e i supermercati, divieto di vendita di alcolici da asporto dopo le 19 nelle aree della movida, e chiusura di bar e ristoranti all’1 di notte. In vista del primo fine settimana con gli esercizi di somministrazione aperti anche in Piemonte, Regione, Comune di Torino, Prefettura e Questura danno il via al pacchetto di misure contro gli assembramenti concordato ieri. Lo hanno confermato oggi, in videoconferenza, il governatore del Piemonte Alberto Cirio, la sindaca di Torino Chiara Appendino, il prefetto Claudio Palomba, e i vertici di Polizia, Carabinieri, e Guardia di Finanza.
Campania – ‘Credo che in questa settimana, tra oggi e domani, prenderemo altre decisioni che riguardano le piscine e le palestre, B&b. Vorremmo partire già dal 25 maggio con i B&B e le attività degli alberghi, con i centri termali”. Lo ha detto in diretta Facebook, il governatore della Campania, Vincenzo De Luca che annuncia anche altre prossime aperture. “Apriremo gli zoo, in Campania ne abbiamo due e apriremo per l’attività da diporto e per la possibilità di andare in barca per i residenti campani, quindi daremo questa possibilità anche per le isole – ha aggiunto – e autorizzeremo anche gli stabilimenti balneari, credo già da questa settimana”.  In occasione della ‘Fase 2’ e dello stop della movida alle ore 23, il governtore lancia una campagna ‘cafoneria zero’. “Sono assolutamente contrario alla chiusura anticipata perché la gente non scompare, anzi dobbiamo aprire tutto h24 perché le persone devono potersi distribuire e non dobbiamo contingentare gli orari perché i ragazzi non scompaiono”, afferma il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, su Rai Radio 1 in merito all’ordinanza regionale che impone ai bar di chiudere alle ore 23. De Magistris, nel sottolineare che ”siamo tutti preoccupati”, ha affermato che ”è sbagliato questo modo di procedere con le ordinanze regionali. Sono i sindaci che devono regolamentare le città mentre le Regioni devono programmare perché le Regioni non sanno come si organizzano ad esempio i mercati, la mobilità. Ritengo che è un disegno eversivo dell’ordine costituzionale se si riducono i sindaci a fare gli amministratori di condominio: si sta violando la Costituzione, è una questione democratica”.
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Meeting Rimini confermato da 18 a 23 agosto, special edition
Tra live ed online per riflettere sul “dopo Covid”
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22 maggio 2020
13:03
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Il Meeting di Rimini si terrà dal 18 al 23 agosto in una nuova veste, “una special edition” – spiega il presidente Bernard Scholz – fra live e online per riflettere sulla ricostruzione” del dopo-coronavirus.
L’evento – è spiegato in una nota – si terrà al Palacongressi di Rimini in forma ibrida: tutti gli incontri su piattaforma digitale, alcuni anche con pubblico in sala. “I filoni principali riguarderanno i temi della sostenibilità economica e la sussidiarietà, la cura e la salute, i temi scientifici, l’Europa e le relazioni internazionali, il dialogo tra persone di culture e religioni diverse Tanti amici del Meeting e numerose personalità con responsabilità pubbliche sono in attesa di una manifestazione che possa dare un contributo significativo alla ricostruzione – spiega Scholz -. Ecco perché abbiamo immaginato una “special edition”, che dia continuità ad una storia di quarant’anni, seppur nella discontinuità temporanea della forma con cui sarà proposta. Il titolo di questa edizione indica l’orizzonte nel quale si vogliono approcciare le questioni più urgenti sul nostro futuro. Senza meraviglia tutto diventa oggetto di calcolo e di possesso mentre lo stupore e la gratitudine che ne conseguono sono fermenti di speranza e di creatività, fonti di una responsabilità coraggiosa e condivisa”.
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Santelli, a giorni un mln di mascherine
“Saranno date ai Comuni per essere distribuite ai cittadini”
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CATANZARO
22 maggio 2020
13:56
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Nei prossimi giorni saranno disponibili, in Calabria, le mascherine di comunità che garantiranno la protezione dalla circolazione del Coronovirus, soprattutto in questa delicata fase di riapertura degli spostamenti e del riavvicinamento sociale. Lo rende noto la governatrice Jole Santelli. “La struttura commissariale del Governo – afferma – ha consegnato presso la sede operativa della Protezione civile 1 milione di mascherine protettive che saranno destinate alla popolazione, attraverso i Comuni. Già nella prossima settimana verrà definito, dalla Protezione civile regionale, un piano di distribuzione mirato e proporzionato rispetto alla popolazione di ogni singola comunità, in modo da soddisfare il fabbisogno di un presidio di protezione individuale di fondamentale importanza”.
“Le mascherine – spiega Jole Santelli – saranno poi direttamente assegnate alla popolazione dai Comuni secondo le rispettive necessità”.
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Fico, proteggere biodiversità
Serve il contributo di ciascuno di noi
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22 maggio 2020
14:17
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La biodiversità è il bene comune globale per eccellenza, da proteggere con strategie nazionali e sovranazionali, e col contributo di ciascuno di noi. Una sfida complessa ma decisiva per difendere il nostro pianeta: possiamo vincerla solo cambiando il nostro modello di sviluppo”. Cosi’ su twitter il Presidente della Camera Roberto Fico.
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Catalfo, online la procedura per chiedere reddito emergenza
Ministra del Lavoro: ‘E’ pubblicato sul sito dell’Inps” ed è “un aiuto concreto per 2 milioni di persone”
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22 maggio 2020
15:47
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È online sul sito dell’Inps la procedura per richiedere il Reddito di emergenza, “un aiuto concreto per 2 milioni di cittadini messi ancor più in difficoltà dal Coronavirus e che ora potranno ricevere fra i 400 e gli 800 euro al mese”. Lo annuncia su Twitter la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, parlando della misura prevista dal decreto rilancio.
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Btp Italia: Meloni, ottimo risultato
Italiani sostengano Paese con titoli di Stato vantaggiosi
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22 maggio 2020
14:24
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“Insieme ad autorevoli esponenti del mondo dell’economia come Giulio Tremonti, osservatori e testate giornalistiche, Fratelli d’Italia ha da tempo suggerito, per finanziare la gestione dell’emergenza e la fase della ripresa, lo strumento dei “bond patriottici”, offrendo agli italiani la possibilità di sostenere lo Stato attraverso titoli di Stato vantaggiosi e a lunga scadenza. Lo straordinario risultato dei “btp-Italia”, che in maniera evidente si ricollegano all’idea di fondo dei bond patriottici, è la dimostrazione che la nostra Nazione ha tutte le carte in regola per ripartire alla grande.
Lo scrive su facebook la leader di Fdi Giorgia Meloni.
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Comitati NoiNo,contrari ad accorpamenti
Investiremo della questione anche le Istituzioni Ue competenti
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22 maggio 2020
14:32
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“Non entriamo nelle questioni che riguardano l’eventuale election day. Non sono di nostra competenza. Quello che possiamo e vogliamo dire e’ che, qualora il referendum costituzionale dovesse essere accorpato a qualunque data per elezioni comunali o regionali, inonderemo il Paese di ricorsi avverso il provvedimento. E investiremo della questione anche le istituzioni europee competenti. Questa e’ la nostra definitiva posizione in merito”. Lo dichiara Andrea Pruiti Ciarello, coordinatore nazionale dei Comitati noiNO
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Elezioni:Zaia,ho parlato con Mattarella
Capo dello Stato non ha competenze di convocare le urne
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22 maggio 2020
14:36
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Del tema delle elezioni il presidente del Veneto, Luca Zaia, rileva di averne parlato con il Capo dello Stato. “Ho sentito più volte il Presidente Sergio Mattarella. Il Presidente, giustamente, con il massimo rispetto, non ha ruoli di Governo; ha le competenze che gli attribuisce la Costituzione e non sono quelle di convocare le urne o fare altre cose del genere. Però ha ascoltato. Punto”, ha aggiunto Zaia.
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Orlando, in Liguria cerchiamo un civico
Mannoni ha detto di non essere interessato, non abbiamo deciso
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22 maggio 2020
14:41
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“Dobbiamo trovare un profilo civico, Mannoni ha detto di non essere interessato ma andrebbe bene. Ci ci sono anche altri nomi. Dobbiamo trovare un nome per dire che si apre una fase nuova”. Così Andrea Orlando a “Un giorno da pecora” risponde a chi gli chiede della candidatura per le prossime regionali in Liguria. “Non abbiamo deciso – aggiunge – Stiamo discutendo”.
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Casellati: ‘Basta con Dpcm calati dall’alto, riaprire tutto in sicurezza’
Parlamento è aperto, il Senato funziona, non è in quarantena
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22 maggio 2020
21:20
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“Si risolvono in Parlamento i problemi: ritengo che si debba dire basta con i Dpcm calati dall’alto. Il Parlamento è aperto, il Senato è aperto. Sono qui da quasi tre mesi per garantirne la funzionalità. Il Senato non è in quarantena e sa rispondere ai cittadini in tempi brevi e meglio”. Così il Presidente del Senato, Elisabetta Casellati a Tgcom24.
“Il Parlamento – ha proseguito Casellati – non deve solo accompagnare la ripresa, deve esserne il protagonista, deve scommettere sul futuro degli italiani, dei nostri figli, dei nostri nipoti, deve poter avere un progetto chiaro, una visione ampia che si poggi su alcune priorità. Ciò significa aprire tutte le attività, ovviamente in situazione di sicurezza sanitaria, aprirle subito perchè il tempo è un fattore decisivo e quindi mettere soldi nelle tasche degli italiani e dire no molto fermo ai vincoli, alle troppe carte della burocrazia. Penso a un piano per le infrastrutture”.
“Parlare oggi di centralità del Parlamento agli italiani che si trovano in grande difficoltà sembrerebbe un gioco dialettico, una questione fuori dai problemi della quotidianità, ma non è così. E’ un principio costituzionale che regge le nostre vite. Dalle libertà personali, potete uscire di casa, a quelle economiche, aprite le attività, è il Parlamento il luogo dove si decide, dove le risorse vanno allocate, che ascolta la voce dei cittadini, che riporta le istanze dei territori, delle famiglie, delle imprese”.
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Tesei, Umbria regione più sicura Italia
Per presidente Regione “lo dicono tutti i parametri”
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PERUGIA
22 maggio 2020
15:53
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“Da giorni in Umbria abbiamo contagi zero nonostante stiamo facendo tanti tamponi e aumentando anche i numeri dei test. Abbiamo attualmente meno di 90 persone malate su 900 mila abitanti, due sole in terapia intensiva, una curva discendente da tanto tempo e tutti i parametri, nessuno escluso, che ci danno oggi come la regione più tranquilla e sicura d’Italia”: lo ha rivendicato la presidente della Regione Donatella Tesei. Intervistata da Effetto giorno su Radio 24.
Per la presidente “andrebbero tenuti in considerazione i numeri reali che abbiamo perché basta fare un confronto con tutti quelli di altre regioni per capire in quale situazione è l’Umbria”. “In questi mesi – ha aggiunto – abbiamo gestito la pandemia dal territorio e non siamo mani andati in crisi anche nei ricoveri in ospedale”.
Tesei ha quindi parlato di “una regione pronta ad ospitare turisti per le vacanze che da noi si possono fare in tutta sicurezza”.
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Elezioni: Veneto vuole accorciare tempi indizione 50 giorni
Pdl Giunta licenziato in Commissione, per Pd ‘solo per pochi’
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VENEZIA
22 maggio 2020
15:59
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Il Veneto vuole accorciare i tempi per l’indizione delle elezioni regionali, raccogliendo anche le sollecitazioni a votare presto venute negli ultimi giorni dal presidente Luca Zaia.
Oggi la prima Commissione del Consiglio regionale ha dato via libera, a maggioranza, a un Progetto di legge di iniziativa della Giunta, che modifica la legge elettorale nel punto in cui accorcia da 60 a 50 giorni il termine per l’indizione delle consultazioni. A detta del relatore, il vicepresidente Gianluca Forcolin, l’iniziativa legislativa vorrebbe armonizzare il termine con quello di altre Regioni, e visto che, in relazione all’emergenza Coronavirus, la legislatura è stata di fatto prorogata di tre mesi rispetto alla scadenza del 31 maggio, e contempla lo svolgimento delle elezioni in regime di election day. Il presidente del Consiglio regionale, Roberto Ciambetti (Lega) ha ribadito quanto va dicendo Zaia, che cioè “votare a luglio si può e si deve” e che nella maggioranza di Governo “c’è chi ha paura delle urne elettorali”.
L’iniziativa ha tuttavia sollevato polemiche da parte delle opposizioni; in particolare il Capogruppo consiliare del Pd, Stefano Fracasso – che sarà relatore di minoranza in Aula – ha sostenuto che l’accorciamento dei tempi “nasconde la voglia del ‘voto per pochi’. Con le urne a luglio diventa praticamente impossibile per chi non è rappresentato a Palazzo Ferro Fini, presentare liste e partecipare alle elezioni. Così non va bene.
Le regole del gioco devono valere per tutti, non per i ‘privilegiati’ già in Consiglio”, conclude.
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Fase 2: scrivania a confine Gorizia
Divisa in due da rete. Incontro con primo cittadino Nova Gorica
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GORIZIA
22 maggio 2020
16:21
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Un’unica scrivania, tagliata a metà da una rete a causa della chiusura dei confini: è l’immagine simbolo dell’azione dimostrativa del sindaco di Gorizia, Rodolfo Ziberna, e del primo cittadino di Nova Gorica (Slovenia), Klemen Miklavic, che si sono seduti allo stesso tavolo in piazza Transalpina – area per metà italiana e per metà slovena, che negli ultimi mesi è stata divisa da una rete a causa del diffondersi del coronavirus – per parlare di Europa.
“Mentre a Bruxelles i vertici dei paesi europei litigano su ogni cosa, ergono confini e, sulla gestione del virus ognuno va per conto suo, i sindaci di Gorizia e Nova Gorica – affermano – continuano a lavorare insieme per costruire l’Europa vera, quella dei cittadini e delle famiglie”.”Sia io sia il collega Miklavic – precisa Ziberna – abbiamo condiviso pensieri, informazioni e azioni, cercando anche di far dialogare i governi, per concertare le scelte sulla chiusura del confine.
Purtroppo non c’è ascolto ma noi andiamo avanti”.
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Appalti: Bellanova, serva modello agile
Italia ha bisogno di un modello agile per le infrastrutture
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22 maggio 2020
16:41
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“Genova, Expo, chiamatelo come vi pare: il problema non è il nome. Il problema è dare all’Italia un modello agile e veloce per costruire le infrastrutture che servono al Paese. Un modello che le tragedie le previene”. Lo dichiara su Twitter la Ministra Teresa Bellanova “in risposta alla ministra De Micheli” sul tema dello sblocco dei cantieri, condividendo un video di Italia Viva dove si spiega in cosa consiste la proposta Italia Shock.
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Conte, no a Mes, si parte dai 500 mld Ue
Precisa,ottima base partenza ma Von der Leyen sia piu’ ambiziosa
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22 maggio 2020
17:07
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Giuseppe Conte torna a confrontarsi con gli esercenti della Capitale durante una passeggiata per le strade del centro storico di Roma. Il premier si e’ fermato davanti a diversi negozi interloquendo con i gestori e garantendo tempi piu’ veloci con il nuovo decreto per bonus, i 600 euro e la cig.
Il presidente del Consiglio ha chiarito poi di voler puntare sul decreto semplificazioni e di voler fare a meno del MES potendo sfruttare i 500 miliardi a fondo perduto indicati nella proposta Franco-tedesca: “Un ottimo punto di partenza – dice al Tg1 – anche se ho invitato la presidente della Commissione Ursula Von Der Leyen ad essere ancora piu’ ambiziosa
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‘Ndrangheta: ex assessore Piemonte a giudizio
Voto di scambio l’accusa. A processo anche altri 10 imputati
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TORINO
22 maggio 2020
18:24
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E’ stato rinviato a giudizio Roberto Rosso, ex assessore regionale in Piemonte per Fdi, accusato di scambio elettorale politico-mafioso. Lo ha stabilito il gup Elena Rocci. Il rinvio a giudizio riguarda altri dieci imputati nell’inchiesta Fenice sulla presenza della ‘ndrangheta nel Nord-Ovest.
Il processo è stato fissato il 9 luglio ad Asti. Con ogni probabilità sarà riunito a un altro procedimento, già in corso nella città piemontese, chiamato Carminius.
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Caos sulla data delle regionali, Zaia-Emiliano: ‘Si voti a luglio’
Presidente Puglia “chiama” Mattarella. Resta ipotesi 20 settembre
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22 maggio 2020
22:00
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Caos totale sulla data in cui tenere le prossime regionali: polemiche tra maggioranza e opposizione, ma scontro aperto anche all’interno del centrodestra e clamorose prese di posizione dell’asse Luca Zaia e Michele Emiliano desiderosi di andare a votare già a luglio. Mentre l’esecutivo insiste nel dire che il suo obiettivo è arrivare a una soluzione quanto più condivisa, in Commissione Affari Costituzionali della Camera si sta lavorando a una mediazione a favore del 20 settembre, primo turno, 4 ottobre secondo. Una soluzione avanzata da Federico Fornaro, capogruppo di Leu, e sposata dall’azzurro Paolo Sisto. In questo modo si ricadrebbe ancora in una stagione dalle temperature miti, e ci sarebbe modo di svolgere una campagna elettorale in un periodo più consueto. Le altre forze si sono riservate di pronunciarsi. Una data su cui pesa però una incognita: proprio il 20 cade la festa ebraica Hannukkah, conosciuta anche con il nome di Festa delle luci o Festa dei lumi. Ma il voto esteso al lunedì potrebbe superare questo ostacolo.
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Durissimi, però, nel bocciare questa tempistica il Presidente del Veneto e quello della Puglia. Il primo, forte del successo con cui la sua amministrazione sta fermando il contagio, spinge per andare alle urne all’inizio dell’estate, appena possibile dopo la prevista riapertura della piena mobilità. “Non votare a luglio – attacca il governatore leghista – è una sospensione della democrazia, è la verità”. Anche il dem Michele Emiliano morde il freno, arrivando addirittura ad appellarsi al Colle: “L’unica cosa che non stanno riattivando – afferma a Repubblica – è la democrazia e non ne comprendo la ragione visto che la Costituzione non prevede la sospensione delle elezioni. Bisognerebbe votare a luglio e non spostare la data in autunno correndo il rischio di avere dati epidemiologici peggiori. Credo sia opportuno un intervento del presidente della Repubblica, custode della Costituzione”.
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Nettamente contraria alla soluzione di luglio, però, Forza Italia. Secondo il coordinatore enti locali azzurro, Maurizio Gasparri, non è possibile votare come suggerito dal governo il 13 settembre, figuriamoci prima. “Non si possono presentare le liste tra fine luglio e ferragosto, uccidendo la campagna elettorale e relegandola a qualche giorno dell’inizio di settembre”, osserva. Centrodestra diviso dunque non solo su quando votare ma su chi candidare, soprattutto in Puglia e in Campania: secondo gli accordi assunti mesi dai tre leader la prima regione tocca a Fratelli d’Italia e quindi a Raffaele Fitto, la seconda all’azzurro Stefano Caldoro. Contro questi due nomi, definiti a più riprese inadeguati a battere il centrosinistra, si schiera la Lega, che ad esempio in Puglia ha già lanciato una sua candidatura autonoma, quella di Nuccio Altieri. Ipotesi stoppata sul nascere da Fratelli d’Italia: “Non abbiamo alcuna intenzione – charisce Ignazio La Russa – di cambiare ciò che è già stato deciso dai tre leader”, come dire Fitto non si tocca. Anche sul fronte campano, malgrado lo scouting del partito di Salvini per un candidato alternativo, Forza Italia ha più volte fatto sapere che quella a favore di Caldoro è per loro la partita della vita.
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“Il Comitato tecnico scientifico indica, quale scelta più plausibile tra le diverse opzioni rappresentate dai ministri, l’effettuazione delle consultazioni elettorali all’inizio del mese di settembre, eventualmente su due giornate di voto”, in modo da “evitare picchi di affluenza”. E’ quanto si legge nel parere dato dal Cts al governo, in vista della decisione sulla data delle elezioni. Gli scienziati consigliano di convocare anche i ballottaggi “comunque entro il mese di settembre”.
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Fase 2: Campania, oggi riaprono gli stabilimenti balneari
10 mq per ombrellone.Comuni vigilino su fruizione spiagge libere
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NAPOLI
23 maggio 2020
08:41
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Via libera da oggi all’attività degli stabilimenti balneari in Campania, nel rispetto di un protocollo di sicurezza che prevede almeno 10 metri quadrati per ombrellone e 1,5 metri minimi tra sdraio e lettini, salvo che per gli appartenenti allo stesso nucleo familiare. Lo stabilisce una ordinanza firmata stasera dal governatore Vincenzo De Luca, che riapre anche gli zoo e prevede la fruizione delle spiagge libere previa adozione da parte dei Comuni di norme per limitare e controllare gli accessi.
L’accesso agli stabilimenti balneari dovrà avvenire tramite prenotazione (i nomi verranno conservati per 14 giorni), e i fruitori indosseranno la mascherina all’ingresso e all’uscita.
Consentita anche la nautica da diporto, con utilizzo dei posti ridotto del 25% nel caso che a bordo non viaggino persone dello stesso nucleo familiare: torna possibile anche lo sbarco sulle isole da tali mezzi ma solo per i cittadini residenti o domiciliati nel territorio regionale.
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Fico, Stato sia vicino per fermare mafia
Intervento in occasione dell’anniversario della strage di Capaci
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23 maggio 2020
12:13
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“Il punto fondamentale è che lo Stato deve essere vicino a tutte le persone in difficoltà, le famiglie, gli imprenditori e deve riuscire ad arrivare a tutti.
In questo momento la mafia può essere più persuasiva e pervasiva, lì deve esserci lo Stato e deve uscire la mafia”. Lo ha detto il presidente della Camera, Roberto Fico, a “Palermo chiama Italia”, su Rai Uno. “Tutti i provvedimenti che stiamo mettendo in campo, dai prestiti a fondo perduto ai finanziamenti a garanzia totale dello Stato servono a questo, anche il reddito di cittadinanza e il reddito di cittadinanza universale”.
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Santelli, storia Falcone reale a S.Luca
Commemorazione a San Luca, “vicini ai tanti con schiena dritta”
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SAN LUCA
23 maggio 2020
15:07
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“Venire a San Luca significa sfidare la retorica per dire che le parole di Falcone e la sua storia sono reali proprio in questi territori, nei quali le persone perbene sono tante e devono camminare con la schiena diritta. A loro dico che le istituzioni sono al loro fianco”.
Così la presidente della Regione Calabria Jole Santelli che, insieme a tutti i componenti la Giunta regionale, hanno ricordato Giovanni Falcone, la moglie e gli uomini della scorta, con una iniziativa a San Luca. Tanti i rappresentanti delle istituzioni e persone che, nel rispetto delle norme Covid, hanno accolto l’invito del Presidente della Regione a ritrovarsi nel paese aspromontano. All’iniziativa hanno partecipato anche parlamentari, consiglieri regionali, il Presidente dell’Assemblea regionale, sindaci con la fascia tricolore e anche molti giovani, “in una giornata di grande unità – è scritto in una nota – per costruire una Calabria orgogliosa della sua ripartenza”.
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Falcone: Sardine, anche noi lenzuola bianche ai balconi
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23 maggio 2020
17:48
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“Venire a San Luca significa sfidare la retorica per dire che le parole di Falcone e la sua storia sono reali proprio in questi territori, nei quali le persone perbene sono tante e devono camminare con la schiena diritta. A loro dico che le istituzioni sono al loro fianco”.
Così la presidente della Regione Calabria Jole Santelli che, insieme a tutti i componenti la Giunta regionale, hanno ricordato Giovanni Falcone, la moglie e gli uomini della scorta, con una iniziativa a San Luca. Tanti i rappresentanti delle istituzioni e persone che, nel rispetto delle norme Covid, hanno accolto l’invito del Presidente della Regione a ritrovarsi nel paese aspromontano. All’iniziativa hanno partecipato anche parlamentari, consiglieri regionali, il Presidente dell’Assemblea regionale, sindaci con la fascia tricolore e anche molti giovani, “in una giornata di grande unità – è scritto in una nota – per costruire una Calabria orgogliosa della sua ripartenza”.
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Strage Capaci: S.Anna, lenzuola bianche da finestra-simbolo
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PISA
23 maggio 2020
17:48
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Lenzuola bianche appese all’ingresso della sede centrale e stese con un flash mob (nel rispetto delle norme di sicurezza) dalla finestra più rappresentativa del campus. Così la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa ha aderito alla giornata della legalità, con mobilitazioni online a livello nazionale per l’emergenza Covid-19 promosse dalla Conferenza dei rettori delle università italiane e da quella degli atenei siciliani, in concomitanza con l’anniversario della strage di Capaci, in cui furono uccisi dalla mafia Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli agenti della loro scorta. Alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa le lenzuola bianche sono state appese dal corpo allievi, con la partecipazione della rettrice Sabina Nuti. “La lotta contro tutte le mafie, per ribadire ancora una volta l’importanza della promozione dei valori della legalità e dell’integrità, chiama in causa tutti noi – commenta Sabina Nuti – come collettività e come singoli cittadini, attraverso la nostra responsabilità individuale. È necessario un impegno personale quotidiano, rinnovato per il periodo storico che viviamo e che coincide con la ripresa, lenta e graduale delle nostre attività”. “In questa giornata – aggiunge Sabina Nuti – e per il futuro siamo chiamati a fare nostre le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha fatto un illuminato riferimento a Giovanni Falcone e a chi ha combattuto le mafie, anche a costo della vita, come faro e come guida per le nostre azioni quotidiane, soprattutto in riferimento alle nuove generazioni. Questo è un invito che ci impegniamo ad onorare, a maggiore ragione noi come docenti”.
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Strage Capaci: lenzuola bianche in Rettorato Ateneo Cagliari
Rettrice del Zompo, impegno contro mafia non deve fermarsi
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CAGLIARI
23 maggio 2020
17:48
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Quattro lenzuola bianche appese alle finestre del Palazzo del Rettorato: così l’Università degli Studi di Cagliari aderisce all’invito della Fondazione Falcone a celebrare il Giorno della Memoria che ricorda ogni anno le vittime della strage di Capaci e tutti i caduti per mano mafiosa. Quest’anno l’iniziativa è dedicata a tutti coloro che in questi mesi si sono prodigati per il bene della Paese nella fase di emergenza coronavirus.
“Nel ricordo delle vittime delle stragi e delle tante persone coraggiose dei nostri giorni – si legge nella lettera scritta alla Rettrice Maria Del Zompo da Maria Falcone, sorella del magistrato barbaramente ucciso dalla mafia, oggi presidente della omonima Fondazione – vi invito a manifestare con noi: non potremo sfilare in corteo come nel passato, ma quale segno di unità nazionale nel contrasto ad ogni forma di criminalità organizzata vi invito ad esporre, il 23 maggio, un lenzuolo bianco dagli edifici del vostro Ateneo, invitando la comunità accademica a seguire il vostro esempio”. “Ho ritenuto importante e doveroso aderire alla richiesta della Fondazione Falcone – afferma la DelZompo – Per questo abbiamo appeso alcuni lenzuoli bianchi e invitato prorettori, presidenti di facoltà, direttori di dipartimento e dei centri di servizio dell’Ateneo, dirigenti e Presidente del Consiglio degli studenti – e per loro tramite tutta la comunità accademica – a fare altrettanto sui vari edifici. L’impegno contro la mafia e le mafie non può arrestarsi mai: neanche il COVID-19 può far dimenticare i magistrati, le forze dell’ordine e i semplici cittadini che hanno perso la vita per questo. Questa iniziativa sottolinea l’impegno dell’Ateneo cagliaritano contro la criminalità”.
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Fase 2: Meloni,Abruzzo approva 70 mln aiuti a fondo perduto
A famiglie ed imprese. Sinistra di governo promette,da FdI fatti
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23 maggio 2020
16:07
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“Orgogliosi del buongoverno di Fratelli d’Italia. Grazie al governatore Marco Marsilio, la Regione Abruzzo ha approvato un pacchetto di norme per aiutare famiglie e imprese colpite dall’emergenza coronavirus. Parliamo di un intervento straordinario di 70 milioni di euro per aiutare i nuclei famigliari a rischio esclusione sociale, far arrivare soldi a fondo perduto alle aziende costrette a chiudere in questi mesi, sostenere gli asili e le materne pubbliche e paritarie, finanziare le borse di studio a tutti gli studenti universitari in graduatoria e aiutare i fuori sede a pagare l’affitto, dare una mano ai Comuni del litorale e montani ad affrontare i costi dell’emergenza. Mentre la sinistra al Governo continua a fare promesse, Fratelli d’Italia passa ai fatti.
Avanti così”. È quanto dichiara il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.
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Sit-in in 19 città, “tornare a scuola a settembre”
Azzolina: “Sono d’accordo, è una priorità del governo”
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23 maggio 2020
20:19
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Al grido “la scuola a distanza è la scuola d’emergenza”, insegnanti, studenti, genitori e bambini sono scesi in piazza in 19 città italiane per chiedere che da settembre si “torni tutti in classe”. Da Roma a Firenze, da Milano a Bologna, da Genova a Napoli si sono svolte manifestazioni organizzate dal comitato “Priorità alla scuola”. “Apertura delle scuole in presenza e in continuità da settembre”: è la richiesta che ha unito le piazze da Nord a Sud.  Indossando mascherine e mantenendo le distanze di sicurezza, i partecipanti hanno esposto striscioni e intonato slogan come “finché c’è il pc noi rimaniamo qui” e “la scuola dimenticata in piazza è tornata”. Tanti i bimbi che, muniti di gessetti, hanno ‘colorato’ il sit-in. “Condivido la necessità di quanti chiedono di tornare tra i banchi a settembre. E’ una priorità per il governo. Come già detto più volte siamo al lavoro insieme al Cts per la ripresa delle lezioni in presenza e in sicurezza a settembre”, ha scritto in serata su Twitter la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina.
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In arrivo 60.000 assistenti civici tra disoccupati
Anche chi ha reddito cittadinanza, per aiutare e vigilare Fase 2
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24 maggio 2020
12:45
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In arrivo 60 mila ‘assistenti civici’ che avranno il compito di aiutare e vigilare durante la Fase 2.
In settimana sarà lanciato il bando rivolto “a inoccupati, a chi non ha vincoli lavorativi, anche percettori di reddito di cittadinanza o chi usufruisce di ammortizzatori sociali”. Lo annunciano in una nota congiunta il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, e il presidente dell’Anci, Antonio Decaro, sindaco di Bari, spiegando che gli assistenti saranno “individuati su base volontaria”.
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Arcuri, app Immuni a fine mese, non ci saranno ritardi
Prossima settimana incontro Pisano-Regioni su App
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23 maggio 2020
13:23
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La app Immuni “arriverà sul mercato a cavallo della fine del mese. Mancano otto giorni e non ci sarà alcun ritardo”. Lo ha detto il commissario all’emergenza, Domenico Arcuri.
Un incontro tra il ministro dell’Innovazione Paola Pisano e le Regioni sull’app si terrà la prossima settimana in videoconferenza. E’ quanto concordato su sollecitazione dei presidenti regionali, secondo quanto si apprende. All’incontro parteciperanno anche il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia, quello della Salute Roberto Speranza e gli assessori regionali alla Sanità, secondo quanto riferito.
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Conte: “La risposta dello Stato sarà forte, il piano delle mafie fallirà”
Maria Falcone: sostenere le giovani menti
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23 maggio 2020
16:45
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“Adesso più che mai dobbiamo vigilare. Le mafie si nutrono delle difficoltà dei cittadini. Di fronte alla pandemia che sta danneggiando il tessuto occupazionale, il sistema produttivo, la risposta dello Stato deve essere forte, rapida e incisiva”. Lo scrive su Fb il premier Giuseppe Conte nell’anniversario della strage di Capaci. “Gli uomini e alle donne facendo il loro dovere, con amore e dedizione, ogni giorno ci dimostrano che l’Italia è un grande Paese e ci rafforzano nella convinzione che il “piano” delle mafie è destinato a fallire”, aggiunge.
Lo Voi: Falcone e Borsellino unici poi solo imitatori – Giovanni Falcone e Paolo Borsellino “sono stati unici” e “magistrati come loro purtroppo non ce ne sono stati più e non ce n’è sono adesso. C’è stato forse qualche imitatore, sicuramente in buona fede ma non sono gli originali. Gli imitatori fanno ridere, a volte”. Così il procuratore di Palermo Francesco Lo Voi, intervenendo alla Conferenza dei rettori siciliani che ha organizzato l’evento in streaming, per ricordare la strage di Capaci e le vittime di mafia.
Il messaggio di Mattarella – “La mafia si è sempre nutrita di complicità e di paura, prosperando nell’ombra. Le figure di Falcone e Borsellino, come di tanti altri servitori dello Stato caduti nella lotta al crimine organizzato, hanno fatto crescere nella società il senso del dovere e dell’impegno per contrastare la mafia e per far luce sulle sue tenebre”. L’ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel 28/o anniversario della strage di Capaci.
“I mafiosi non avevano previsto – aggiunge Mattarella – che l’insegnamento di Falcone e di Borsellino, il loro esempio, i valori da loro manifestati, sarebbero sopravvissuti, rafforzandosi”.
Nel videomessaggio ai giovani delle scuole del progetto ‘La nave della legalità’, Mattarella ha detto che devono essere “fieri” dell’esempio di Falcone e Borsellino e di ricordarlo sempre.
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Deposta una corona di alloro sul luogo dell’eccidio  – Il prefetto di Palermo Giuseppe Forlani, il questore di Palermo Renato Cortese, Maria Falcone, sorella del giudice e Tina Montinari, la vedova del caposcorta del giudice, il comandante provinciale dei carabinieri Arturo Guarino e il comandante provinciale della Guardia di finanza Antonio Quintavalle hanno deposto una corona sul luogo della strage di Capaci.
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A causa dell’emergenza coronavirus, quest’anno non ci saranno manifestazioni e la fondazione intitolata al magistrato ha proposto di esporre un lenzuolo bianco ai balconi.
Sarà celebrata una messa nella chiesa di San Domenico, dove è sepolto Falcone, e alle 17.58 – ora della strage – un minuto di silenzio davanti all’albero Falcone, in via Notarbartolo.
Maria Falcone: sostenere le giovani menti – “La cosa più bella è il movimento che parte dalla base giovanile dell’Università, la loro voglia di portare avanti i valori di Giovanni, Paolo e Francesca dobbiamo agevolarla. Noi tutti adulti dobbiamo continuare ad aiutare i giovani, da anni come Fondazione incoraggiamo i ragazzi. Dobbiamo approfittare delle potenzialità delle giovani mente, Giovanni diceva per vincere la mafia non basta la repressione”. Così Maria Falcone intervenendo alla Conferenza dei rettori in streaming, organizzata per ricordare Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, gli agenti della scorta e tutte le vittime della mafia.
La polizia: il coraggio della scorta sia guida per giovani – “La polizia sulle note del Silenzio, nel sacrario dei caduti ricorda con commozione e orgoglio gli agenti di scorta Antonio Montinaro, Rocco Dicillo, Vito Schifani, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi, Claudio Traina che, insieme ai giudici Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e Paolo Borsellino, 28 anni fa sono stati trucidati dalla barbarie mafiosa. Tanto è stato fatto ma ancora molto resta da fare. È un dovere far vivere ogni giorno quel patrimonio di valori di legalità e giustizia che quei servitori della Stato, pagandolo con il sangue, ci hanno lasciato in eredità. Il loro coraggio e la loro forza d’animo possano fungere da guida per le giovani generazioni”. E’ quanto si legge in una nota della polizia.
Azzolina, la scuola è baluardo di legalità – “Lo Stato c’è, la scuola c’è. La scuola è stata offesa recentemente da due episodi a Napoli e Palermo, nei quartiere difficili dove sono stati rubati anche tablet e pc degli studenti disabili. Voglio dire a tutti che chi offende la scuola, offende lo Stato e lo Stato c’è per combattere la mafia, per dare delle risposte perché la scuola è baluardo della legalità e lo sarà sempre”. L’ha detto la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina durante #PalermoChiamaItalia, l’iniziativa in ricordo delle stragi di Capaci e di Via D’Amelio.
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Vertice sul decreto scuola, è stallo sui concorsi. Conte farà proposta di mediazione
La ministra Azzolina e il M5s vogliono che le prove si svolgano. Pd e Leu invece sono per il ricorso alle graduatorie
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
22 maggio 2020
23:21
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E’ stallo sul decreto scuola, sul quale da giorni va avanti un braccio di ferro nella maggioranza. Dopo tre ore di vertice a Palazzo Chigi ci si aggiorna a una nuova riunione che potrebbe tenersi già domani, 23 maggio. Sarà il premier Giuseppe Conte, è stato deciso, ad avanzare una proposta di mediazione per arrivare a un accordo sul nodo dei concorsi per gli insegnanti e sulla norma del decreto scuola che dovrà essere votata lunedì. Ma le posizioni non si sarebbero avvicinate.
La ministra Azzolina e il M5s vogliono che le prove si svolgano. Pd e Leu invece sono per il ricorso alle graduatorie.

Il vertice sui concorsi per la scuola non ha scalfito, a quanto si apprende, il muro contro muro che vede da un lato M5s e Iv, dall’altro Pd e Leu. Lo spiegano fonti di maggioranza. Nella riunione, che descrivono a tratti tesa, si sarebbero cristallizzati i due “schieramenti”: M5s e Iv sostengono la linea della ministra Lucia Azzolina che è a favore dello svolgimento delle prove concorsuali, salvo impennate dei contagi; Pd e Leu sono contro questa posizione e propongono di procedere alla selezione attraverso le graduatorie.

M5s ribadisce il proprio no a graduatorie per titoli per i precari della scuola. Ma un accordo è possibile tramite un concorso che garantisca il merito. E’ questa la posizione dei Cinque stelle a quanto si apprende da fonti M5S al termine del vertice di maggioranza sulla scuola.
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La Cgil, la Uil e lo Snals si sono già dette pronte alla mobilitazione e a proclamare la fine della tregua sindacale se non si arriva al concorso per titoli. I tempi sono sempre più stretti: il decreto scuola, all’esame del Senato, a fine mese deve passare all’esame della Camera ed essere varato definitivamente entro il 7 giugno.

“I nostri ragazzi, gli studenti di oggi, rappresentano il futuro del nostro Paese. Meritano un’educazione di assoluto valore che deve arrivare loro attraverso una scuola di qualità e al passo coi tempi. No ai ricatti, no concorsi per soli titoli”. Lo scrive su twitter il viceministro al Mise Stefano Buffagni.
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Appalti, Renzi chiede un piano shock da 120 miliardi
De Micheli pronta a portare in CdM un piano da 196 miliardi, sostegno del PD
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22 maggio 2020
21:41
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“Adesso vogliamo concretizzare, tutti insieme. Questo vale soprattutto per i cantieri. Ho detto in aula: io non voglio un sottosegretario in più, io voglio un cantiere in più. Se liberiamo 120 miliardi di euro sui cantieri, l’Italia potrà affrontare la crisi post-Coronavirus in modo diverso. Il piano shock salverà migliaia di posti di lavoro”. Lo scrive Matteo Renzi leader di Iv, nella sua Enews. “Ogni cantiere sbloccato sono famiglie che recuperano il diritto al futuro. E sono opere utili al Paese. Ogni giorno che perdiamo è un giorno perso per tutti”.
La ministra Paola De Micheli, a quanto si apprende da fonti Dem, intende portare in Consiglio dei ministri a giugno, come allegato al Def, un piano da 196 miliardi di opere già finanziate e da realizzare per i prossimi 15 anni, con l’obiettivo di “mettere a terra” tra i 15 e i 20 miliardi entro il prossimo anno. Ed è dal “piano De Micheli”, spiegano i Dem, che il Pd intende ripartire: “Un piano concreto, reale dei cantieri che lavora sul concetto di concorrenza trasparente delle società di costruzioni”. Alcune norme, viene spiegato, potrebbero essere anticipate e inserite nel decreto semplificazioni cui sta lavorando il governo. L’idea è che il codice degli appalti vada migliorato prendendo le cose buone che ci sono e correggendo quelle che non hanno funzionato, nella consapevolezza che su alcuni punti c’è già una convergenza sia fra i partiti della maggioranza sia fra gli operatori del settore. Quanto ai commissari, l’idea è introdurli “per opere che richiedono la soluzione di complessità difficilmente superabili con la normale amministrazione”, come i cantieri fermi per stratificazioni giudiziarie. Nel piano  sono proposte procedure negoziate sotto la soglia europea dei cinque milioni di euro; semplificazione di alcune procedure di finanziamento delle grandi opere, a partire dai contratti di programma di Anas e Rfi; semplificazione delle autorizzazioni e riduzione dei livelli di progettazione.
”Genova – ha detto De Micheli – è stata una grandissima operazione, di soddisfazione per quella città e per tutto il Paese. Mi auguro che non sia replicabile perché è nata da una tragedia per il Paese. Noi dobbiamo arrivare prima che accada una cosa del genere come a Genova – continua la ministra -. Provare a mettere un freno a queste infrastrutture vecchie e dove la manutenzione non è stata fatta per tanto tempo”.
Il modello Genova per i cantieri, come detto oggi dal ministro Paola De Micheli, ha “funzionato bene” per alcuni aspetti come i protocolli antimafia e la sicurezza del lavoro. Però, ragionano fonti Pd, è evidente che Genova aveva alcune condizioni che non sono replicabili: “Non è semplice trovare sempre chi regala un progetto per una grande opera, non avremo un sistema di finanziamento a pie’ di lista come quello del decreto Genova, non avremo neanche la facilità di autorizzazioni per un’opera che doveva sostituire una opera già esistente, esattamente nello stesso posto e con la stessa funzione. Se si parla di Modello Genova per tutto – sottolineano dal Pd – significa non conoscere la realtà dei meccanismi alla base del nostro sistema normativo, a tutela della sicurezza delle persone e contro le infiltrazioni mafiose”.
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La ‘giustizia non riparte’, i penalisti protestano
Manifestazione davanti al Tribunale di Roma, si tolgono la toga
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ROMA
22 maggio 2020
13:24
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Hanno consegnato la toga nella mano del presidente del consiglio dell’ordine degli avvocati, Antonio Galletti, per protestare sulla situazione dei Tribunali a Roma e in Italia dopo l’emergenza coronavirus. E’ la protesta messa in atto oggi dai penalisti capitolini a piazzale Clodio, a pochi metri dall’ingresso della cittadella giudiziaria.
“E’ una protesta per noi molto significativa, nello scrollarci di dosso la nostra seconda pelle che è la toga e che io per esempio porto da 25 anni – afferma Cesare Placanica, presidente della Camera penale di Roma – non è più tollerabile che un servizio essenziale per il Paese come la giustizia ancora non sia ripartito. Auspichiamo che si metta mano a un provvedimento che possa stabilire i criteri per la ripartenza, per quali tipi di reati, quali siano le condizioni di sicurezza accettabili, in modo da consentire al Paese di ripartire”.
“L’Italia non può più fare a meno della mancanza di una funzione essenziale che è quella della giustizia”. Galletti afferma, che gli avvocati stanno rispettando “le distanze sociali, abbiamo le mascherine e tutti i presidi sanitari, ma vogliamo che la macchina della giustizia riparta. I cittadini non possono avere rinvii di un anno o di 6 mesi ma hanno bisogno di una risposta della giustizia in tempi europei”.
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Soros: ‘Preoccupato per l’Italia. Salvini vuole che lasci la Ue’
Intervista a De Telegraaf del magnate: ‘L’allentamento delle norme sugli aiuti di Stato è stato particolarmente ingiusto con l’Italia’
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BRUXELLES
22 maggio 2020
14:27
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“Sono particolarmente preoccupato per l’Italia. Matteo Salvini, si sta agitando affinché il Paese lasci l’euro e l’Ue”. Lo afferma in il magnate George Soros in un’intervista al quotidiano olandese De Telegraaf. “Fortunatamente, la sua popolarità personale è diminuita da quando ha lasciato il governo, ma il sostegno a lui sta guadagnando slancio”, continua Soros.
“Cosa sarebbe dell’Europa senza l’Italia?”, si chiede Soros, spiegando che “l’Italia era solita essere il paese più filo-europeo” con “gli italiani che si fidavano dell’Europa più dei propri governi e con buone ragioni. Ma sono stati maltrattati durante la crisi dei rifugiati del 2015”. Soros ricorda che “l’Ue ha applicato i cosiddetti regolamenti di Dublino che imponevano tutti gli oneri ai paesi di primo approdo dei rifugiati e non offrivano alcuna condivisione degli oneri finanziari”. E ciò accade “quando gli italiani decidono di votare per la Lega di Salvini e il M5S”.
Nell’intervista Soros spiega come la Ue possa mantenere il suo rating AAA e emettere perpetual bond, conosciuti come Consol in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, per affrontare la duplice sfida del Covid e del cambiamento climatico. La sua proposta prevede che la Ue autorizzi l’utilizzo di “risorse proprie” sufficienti senza attendere che i fondi siano materialmente raccolti. Soros sottolinea come i perpetual bond non vadano confusi con i Corona Bond, che sono già stati rifiutati in modo deciso. Gli Olandesi, continua Soros, possono fare una scelta: “continuare ad opporsi ai Consol e di conseguenza accettare un raddoppio del bilancio, oppure convertirsi in sostenitori convinti dei Consol e, in caso di successo, aumentare solo del 5% il loro contributo al bilancio. Il capitale dei Consol non verrà mai ripagato, verrebbero pagati solo gli interessi. Nell’ipotesi di un tasso dello 0,5%, un’emissione da 1.000 miliardi di euro costerebbe 5 miliardi all’anno, con un rapporto, secondo Soros, “incredibilmente basso di 1:200”.
Gli unici obblighi per i membri Ue riguarderebbero i “trascurabili” pagamenti degli interessi annuali, un grado di mutualizzazione che dovrebbe venire “facilmente accettato” dagli stati membri all’unanimità o sotto qualche forma di “cooperazione di volontà”. I Consol hanno anche un altro grande vantaggio. I fondi raccolti non devono essere distribuiti secondo il “parametro fiscale” delle quote di partecipazione dei diversi stati membri nella Bce. Possono essere invece allocati a chi ne ha maggiore necessità, con la gran parte che andrebbe ai paesi del Sud in quanto colpiti in maniera “più pesante”, potendo così arrivare ai soggetti più bisognosi, tra cui i lavoratori agricoli irregolari.
“L’allentamento delle norme sugli aiuti di Stato, che favoriscono la Germania – prosegue – è stato particolarmente ingiusto nei confronti dell’Italia, che era già il malato d’Europa e poi il più colpito dal Covid-19”.
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Carceri, Antigone: 17 suicidi nei primi 5 mesi del 2020
Nel 2019 sono stati 53 in totale. Sono 119 i detenuti contagiati dal covid, 4 i morti
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22 maggio 2020
11:57
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Nei primi cinque mesi dell’anno sono stati 17 i suicidi nelle carceri italiane. Lo scrive l’associazione Antigone nel rapporto sulle condizioni detentive in Italia. “Nel 2019 – aggiunge il report – sono stati 53 in totale i suicidi negli istituti penitenziari italiani a fronte di una presenza media di 60.610 detenuti ovvero un tasso di 8,7 su 10.000 detenuti mediamente presenti, a fronte di un tasso nel Paese di 0,65 suicidi su 10.000 abitanti”. Negli istituti di pena, dunque, si muore per suicidio 13,5 volte di più che all’esterno.
Negli ultimi due mesi e mezzo, da quando cioè è scoppiata l’emergenza sanitaria coronavirus, “il numero di detenuti nelle carceri italiane è sceso del 13,9%”, passando dai 61.230 ai 52.679 (-8,551), riportano i dati diffusi da Antigone, secondo i quali anche il tasso di sovraffollamento è sceso, questa volta del 18%, dall’inizio della crisi: dal 130,4% di fine febbraio si è passati al 112,2% del 15 maggio. “Da fine febbraio al 19 marzo le presenze in carcere sono calate di 95 persone in meno al giorno – spiega l’associazione -. Questa tendenza accelera con l’entrata in vigore del decreto ‘Cura Italia’, che prevede le prime misure deflattive: dal 19 marzo al 16 aprile la popolazione detenuta cala ulteriormente di 158 persone in meno al giorno. Dal 16 aprile in poi il clima cambia. Si pone il tema delle scarcerazioni di persone appartenenti alla criminalità organizzata e così le presenze in carcere calano di 77,3 presenti al giorno, meno della metà di prima”.
Sono 119 i detenuti contagiati dal coronavirus nelle carceri italiane, mentre 162 invece gli operatori penitenziari. Le vittime sono 8 in totale: quattro detenuti, due medici e due agenti di polizia penitenziaria. Lo si evince dal report diffuso oggi. “Nella maggior parte degli istituti non si è verificato nemmeno un caso di contagio – spiega l’associazione – ma a Verona ad esempio si è parlato di 29 casi di covid-19, a Torino di 67, numeri altissimi se paragonati al resto del Paese. In Francia, una settimana prima, erano rispettivamente 118 e 292; in Spagna, il 12 maggio, erano 60 e 318. Negli Usa, al 15 maggio, erano 29.814 e 9.231, e 415 detenuti e 38 operatori erano morti”.
I reclusi in alta sicurezza che sono stati scarcerati sono 494. Di questi 253 erano in attesa di giudizio, mentre “degli altri 245 solo 6 sono stati scarcerati grazie alle misure previste dal decreto ‘Cura Italia’ per decisione del magistrato di sorveglianza”, si legge ancora nel rapporto. Per quanto riguarda i detenuti al 41-bis, 747 in tutto, a quattro di loro sono stati concessi i domiciliari per motivi di salute.
“Gli ergastolani in Italia sono più della media: il 4,4%, a fronte di una media del 3%”, si legge nel nuovo rapporto di Antigone. “I dati – spiega l’associazione – mostrano come sia infondato lo stereotipo per cui in Italia chi va in carcere ne esce subito dopo. Il 27% ha una pena compresa tra i 5 e i 10 anni (il doppio della Francia, a fronte di una media europea del 20,5%), il 17% tra i 10 e i 20 anni (media europea del 12%) e il 6% più di 20 anni (media europea del 2,5%)”. Un terzo dei detenuti, secondo il report, è in carcere per aver violato la legge sugli stupefacenti. “Con un’altra legge – sostiene Antigone – si risparmierebbe un miliardo di euro”.
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M5s, Volpi si dimetta da guida Copasir per tumulti in Aula
“È gravissima la reazione violenta di Volpi che ha aggredito i banchi del governo ” dice la parlamentare Di Lauro.
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22 maggio 2020
11:54
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“È gravissima la reazione violenta del deputato Raffaele Volpi che” ieri durante la bagarre in Aula sulla sanità lombarda, “ha aggredito i banchi del governo e rotto i microfoni in prossimità della postazione della Ministra Azzolina. Un’azione ancor più inaccettabile perché a commetterla è stato il presidente del Copasir che, perdendo il controllo, ha dimostrato di non essere idoneo al suo incarico. Non soddisfatto il deputato ha poi aggredito con violenza i banchi della presidenza della Camera, aggredendo verbalmente il Presidente Roberto Fico. Simili comportamenti non possono e non devono passare impuniti, non possiamo far finta che non sia successo niente. Sono doverose le dimissioni dalla presidenza del Copasir”. Lo scrive su Facebook Carmen di Lauro, deputata del Movimento 5 Stelle.
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Coronavirus: salta anche la parata del 2 Giugno
Il presidente della Repubblica renderà onore alla tomba del Milite ignoto
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21 maggio 2020
20:40
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Niente parata militare lungo i Fori Imperiali per la Festa della Repubblica del 2 giugno: è questo – secondo quanto si apprende, anche se non ci sono indicazioni ufficiali – l’orientamento prevalente, dopo una serie di incontrati e contatti, anche nelle ultime ore, tra la Difesa – preposta all’organizzazione della “Rivista militare” – e il Quirinale. Allo stato, la cerimonia di Roma dovrebbe ricalcare quella, all’insegna della massima sobrietà, svoltasi il 25 aprile. Il presidente della Repubblica renderà onore alla tomba del Milite ignoto, anche se questa volta al Vittoriano non dovrebbe essere solo, ma accompagnato – a rigorosa distanza di sicurezza – dalle alte cariche dello Stato normalmente presenti a questo momento celebrativo.
Come avvenuto per la Festa della Liberazione, il sorvolo delle Frecce Tricolori dovrebbe chiudere la cerimonia, mentre non è ancora del tutto esclusa la presenza – solo simbolica e rappresentativa – di alcuni uomini e mezzi delle Forze armate e dei Corpi armati dello Stato.
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Csm: via libera al trasferimento del Pm Sirignano
Magistrato antimafia finito nelle intercettazioni del caso Palamara
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21 maggio 2020
18:47
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Con 21 voti favorevoli, e tre voti a favore dell’archiviazione del caso, il Csm ha dato il via libera al trasferimento d’ufficio per il pm della procura nazionale antimafia Cesare Sirignano finito nelle intercettazioni del trojan di Luca Palamara. A favore dell’archiviazione ha votato solo Unicost, la corrente di riferimento di Sirignano e dell’ex presidente dell’Anm Luca Palamara.
Il consigliere indipendente del Csm Nino Di Matteo, intervenendo nel dibattito in plenum, aveva dato parere favorevole alla proposta di trasferimento d’ufficio per il pm della procura nazionale antimafia Cesare Sirignano, la cui posizione è finita al vaglio del Consiglio per alcuni colloqui telefonici sulla nomina del procuratore di Perugia avuti con Luca Palamara, il pm romano finito sotto inchiesta per corruzione. Per Di Matteo, Sirignano ha portato in Antimafia interessi correntizi.
“Sarei ipocrita se non dicessi che fin dall’inizio ho seguito queste vicende. Le attività professionali mie e del dottor Sirignano si sono incrociate in Antimafia per quasi 2 anni, per questo avevo pensato di astenermi e di non partecipare al voto. Forse sarebbe stato più comodo astenermi e lavarmi le mani ma sono un consigliere del Csm e su una questione così importante e di interesse generale non posso astenermi”, ha detto Di MAtteo. “Il dott. Sirignano parlando della DNA, cioè dell’ufficio che ha compiti importantissimi di coordinamento e di impulso rispetto a tutte le attività antimafia d’Italia, invece di respingere al mittente, ha avallato – ha proseguito Di Matteo – le pretese di Palamara di portare nel cuore dell’Antimafia interessi correntizi, piuttosto che il merito e la capacità”. Sirignano, secondo Di Matteo, “anche nell’audizione di ieri davanti al Plenum, ha affermato che anche per questioni così importanti come le nomine e gli assetti della DNA ‘se non hai l’appoggio della tua corrente non hai dove andare’ e ha ribadito ‘avevamo come dominus Palamara’”. “Stiamo parlando dell’assunzione di questo criterio, a criterio condiviso per regolare le attività di contrasto alla mafia. E questo per me è molto grave”, ha proseguito Di Matteo. “Dagli atti emerge che Sirignano non si limitava a subire le scelte di Palamara, ma lo rassicurava affermando in più occasioni che delle richieste di Palamara ne avrebbe parlato con il Procuratore Nazionale o con il politico Ferri. Cioè le correnti, per il dott. Sirignano, dovevano entrare nella determinazione del lavoro della Procura antimafia. ‘Ne parliamo con Federico e con Cosimo’, erano le sue risposte a Palamara. Questo risulta dalle intercettazioni”, ha concluso Di Matteo.
Per il togato di Unicost Michele Ciambellini, occorreva invece archiviare il procedimento a carico di Cesare Sirignano perché “la procedura di trasferimento” deve “essere applicata con adeguate garanzie di approfondimento del fatto”. Secondo Ciambellini, “la procedura doveva essere sospesa per pregiudizialità del procedimento disciplinare. Non è una materia in cui possono essere emessi provvedimenti esemplari, ma solo provvedimenti giusti. L’audizione del collega ha dimostrato la fondatezza di una diversa ricostruzione dei fatti che doveva essere approfondita”, aveva concluso Ciambellini.
Per il laico della Lega Stefano Cavanna “dalla bocca del dott Sirignano e dal suo difensore abbiamo sentito cose devastanti sulla magistratura”, ed è necessario trasferirlo. “Trovarsi davanti ad un pm di tale levatura che rivendichi candidamente che tutte le nomine inevitabilmente vengano fatte con il Cencelli delle correnti- ha proseguito Cavanna nel suo intervento al Csm- non è un bello spettacolo. Per il dott Sirignano è scontato che questa era ed è la regola, per lui si dibatte sull’appartenenza, non sulle qualità professionali”. “Da cittadino -ha sottolineato il consigliere della Lega- non avrei mai pensato che in Csm mi sarei trovato davanti a cose di questo genere. Ieri ha chiaramente affermato che negli uffici i criteri guida sono legati all’appartenenza alla corrente . Siamo alla gestione personalistica della cosa pubblica”. Secondo Sirignano, riassume Cavanna, “si diventa capo degli uffici per amicizia e non bravura. Ieri mi sono spaventato perché se il magistrato nominato è anche bravo è perché ci va di fortuna. Sono molto scorato. In Csm, in questo periodo, siamo alle prese con una spaventosa matassa inestricabile di rapporti”. Cavanna ha votato a favore del trasferimento per incompatibilità, per la pratica di maggioranza.
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Coronavirus: assalto al mare nel primo weekend dopo il lockdown
Tanti in spiaggia a Rimini,pienone a Mondello.Lunedì apre Puglia
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23 maggio 2020
19:29
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L’attesa è finita. Nel primo weekend dopo il lockdown gli italiani sono tornati al mare, per il primo tuffo di stagione o anche solo per prendere il sole e camminare a piedi nudi nella sabbia. Via libera alla stagione balneare quasi ovunque, da Rimini a Mondello, da Lignano alla Versilia anche se non tutti gli stabilimenti sono riusciti a riaprire in tempo per adeguarsi alle linee guida anti-Covid. E pure i bagnanti hanno dovuto fare i conti con la nuova mole di divieti, controlli e regole necessarie per evitare assembramenti e scongiurare nuovi picchi di contagi da coronavirus. In riviera romagnola Rimini si è popolata di gente fin dalle prime ore del mattino.
Complice il bel tempo, tanti riminesi hanno raggiunto il lungomare dove però non hanno trovato ombrelloni e sdraio a causa del ritardo nei lavori degli stabilimenti. In alcune zone dell’arenile erano ancora al lavoro le ruspe per spianare la sabbia. “Finalmente noi riminesi ci godiamo la nostra spiaggia”, dice Sabrina, cliente dell’unico bagno aperto nel tratto di Marina Centro. A Rimini i gestori ancora aspettano l’ordinanza comunale che regola la riapertura degli stabilimenti. Riapertura timida al Lido di Venezia, con quattro stabilimenti e la spiaggia libera pronti a riaccogliere almeno i residenti. Nessuna ressa anche perché la giornata non particolarmente soleggiata non ha aiutato. Altre spiagge attrezzate apriranno fra una settimana mentre le spiagge di Chioggia saranno fruibili fino a metà giugno solo a uso elioterapico.
Gente in spiaggia ma nessun assalto nemmeno a Lignano Sabbiadoro, dove sdraio, ombrelloni e altri servizi non saranno disponibili fino alla fine di maggio-primi di giugno. A Grado sulle spiagge libere sono comparsi picchetti per indicare le distanze da rispettare. Dall’altra parte dello stivale il colpo d’occhio è stato diametralmente opposto. Mondello, la spiaggia più frequentata dai palermitani, fin dalla mattina è tornata affollata, con temperature e scenario decisamente estivi. Una presenza massiccia di persone che ha reso difficile il rispetto delle misure di distanziamento richiesto dalle norme anti coronavirus. Nei primi giorni della fase 2 dopo il lockdown già tanti palermitani avevano preso d’assalto la spiaggia e nella giornata di sabato i numeri sono aumentati. I controlli sono scattati ma far rispettare l’obbligo imposto dalla Regione ai bagnanti di non “sostare” sull’arenile non è stato semplice. In base all’ordinanza si può infatti fare il bagno per svolgere attività motoria, ma non si può prendere la tintarella o sostare sulla spiaggia almeno fino al 6 giugno. Non esattamente quello che si è visto.
Nell’altra grande isola, in Sardegna, prova distanze superata al Poetto, la “spiaggia dei centomila” dei cagliaritani, popolata in modo ordinato da famiglie e gruppi di amici. Distanze assicurate anche nel Nuorese: i litorali che si estendono per chilometri, dall’Ogliastra alla Baronia alla bassa Gallura, hanno garantito il distanziamento richiesto dall’emergenza sanitaria. Primo esame superato pure nell’Oristanese. A poco meno di una settimana dal debutto ufficiale della stagione balneare, quando saranno permessi anche tintarella e tuffi, la voglia di mare sul litorale romano è esplosa. Molti in mattinata hanno passeggiato in riva al mare, soprattutto giovani e famiglie con bambini, o sui lungomare di Ostia, Fiumicino e Fregene. Qualcuno ha pure “sgarrato” e si è sistemato col telo mare in spiaggia concedendosi pure un tuffo.
Stretta sulle spiagge libere invece in Costiera Amalfitana dove alcuni sindaci, in attesa di varare il piano necessario per garantire il distanziamento sociale, hanno disposto la chiusura degli arenili. A Cetara il primo cittadino ha chiamato i vigili per allontanare le persone che erano sull’arenile. Maremma ancora chiusa, Livorno, Elba e Costa degli Etruschi pure. Ma sul litorale toscano si è registrato lo scatto in avanti della Versilia, da Viareggio a Forte dei Marmi, dove ha riaperto un centinaio di stabilimenti, circa un quarto dell’offerta, con bar e ristoranti in funzione. Primi clienti, anche da fuori provincia, ma ancora niente calca. I bagnanti sono stati invitati a indossare la mascherina protettiva. La Puglia scalda i motori: 900 chilometri di spiagge saranno aperti da lunedì 25 maggio ma solo il 10% dei lidi è pronto.
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Fase 2: il Veneto lunedì riapre i parchi divertimento
Da 1 giugno via a servizi infanzia. dopo cinema e discoteche
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23 maggio 2020
17:02
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Dal 25 maggio in Veneto riaprono parchi tematici e aree di intrattenimento, i noleggi di auto, bici e moto, gli informatori medici e del farmaco, aree giochi per bambini all’aperto, anche nei centri commerciali e strutture ricettive. Lo dispone il governatore Zaia con una ordinanza secondo le linee guida approvate ieri dalla Conferenza dei presidenti delle Regioni. Potranno riaprire centri sociali, sedi culturali e circoli. Riparte la formazione professionale per laboratori, esami e tutoraggio. Con una ulteriore ordinanza dal primo giugno ripartono i servizi per l’infanzia 0-17 anni.
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Fase 2: a Roma riaperti 90% dei bar e 75% dei ristoranti
Ok 95% settore food asiatico. numeri positivi in periferia
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23 maggio 2020
20:11
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Nella Capitale hanno riaperto, dal 18 maggio, il 90% dei bar, il 75% dei ristoranti e il 95% che riguarda il segmento dei ristoranti asiatici. Lo rende noto la Fiepet-Confesercenti. Numeri ‘positivi per i pubblici esercizi presenti in periferia, mentre il centro storico paga l’assenza del turismo di massa’ rileva Claudio Pica, presidente dell’Associazione secondo il quale gli incassi di questa primissima fase di riapertura sono lontani dal ‘break-even’, per raggiungere l’auspicabile punto di pareggio e di equilibrio dei conti si dovrà ancora attendere’.
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Mattarella: ‘Giornali parte vitale del tessuto democratico’
Il saluto del presidente per i 75 anni del quotidiano Alto Adige
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BOLZANO
24 maggio 2020
10:30
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“La storia – e l’attualità – dei giornali e dell’editoria locale è parte vitale di quel tessuto democratico che ha consentito al nostro Paese di progredire nel benessere e nei diritti”. Lo afferma il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un occasione del 75/o anniversario di fondazione del quotidiano Alto Adige. Come ribadisce il presidente nel saluto, pubblicato oggi dal giornale, “l’essenziale principio di libertà, sancito dall’ articolo 21 della Costituzione, trova necessaria attuazione proprio nella ricchezza che deriva dalle diversità e dalla molteplicità”.
“L’Alto Adige-Sud Tirol, nato per iniziativa di chi aveva combattuto per la Liberazione dal nazifascismo, si è trovato nella sua vita a presidiare un altro fondamento costituzionale: la tutela delle minoranze, solennemente affermata dall’articolo 6. Le vicende di questi decenni non ci hanno risparmiato momenti di difficoltà, ormai lontani, ma possiamo ben dire che l’Italia, nel percorso che prese avvio dall’accordo Degasperi-Gruber, è diventata un modello di integrazione e di convivenza per l’intera Europa”, prosegue Mattarella.
“L’Unione Europea – ribadisce il presidente – ha avuto la significativa ispirazione di definirsi come ‘unione di minoranze’. In questo cammino l’Alto Adige e il Trentino hanno svolto un ruolo positivo, di dialogo, di fattiva costruzione di una comunità moderna e aperta. Ogni giorno sono stati capaci di descrivere e dare voce a forze sociali, civili, economiche, a cittadini che operavano per lo sviluppo e per una sua migliore qualità”, afferma Mattarella.
Il quotidiano Alto Adige compie 75 anni – Il quotidiano Alto Adige compie oggi 75 anni. Fondato dal Cnl, è uscito per la prima volta in edicola il 24 maggio del 1945. Per l’anniversario il giornale pubblica uno speciale con un editoriale del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che sottolinea il “ruolo positivo, di dialogo, di fattiva costruzione di una comunità moderna e aperta”. Da quattro anni Alto Adige e Dolomiten escono dalla stessa rotativa della casa editrice Athesia, ricorda l’editore Michl Ebner.
“L’opportunità di avere un unico centro stampa, di sfruttare al meglio la logistica e di creare un’organizzazione centrale permette di liberare le risorse assolutamente necessarie per garantire anche in futuro un giornalismo locale indipendente che continui a raccontare e vivere insieme alle fedeli lettrici e lettori la storia di questa terra. Come editore e imprenditore sono convinto che la dimensione regionale del giornale abbia un potenziale che in parte è ancora da scoprire”, afferma Ebner.
Come ribadisce il direttore Alberto Faustini, “oggi la convivenza faticosamente conquistata ci pare un diritto quotidiano quasi scontato, ma rileggendo il giornale di oltre cinquant’anni fa e mettendosi nei panni del lettore, possiamo davvero immaginare una situazione ben diversa. Non che oggi prevalgano le buone notizie, ma sul fronte della convivenza abbiamo fatto passi da gigante. Certo il giornale ora si occupa dell’endemico ‘disagio’ degli italiani, di proposte provocatorie legate ancora e sempre, ma non solo, alla toponomastica, talora tendenti ancora a rilanciare l’autodeterminazione. Ma la dinamite sembra sotterrata per sempre”.
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Ruffini: recuperabili 100 miliardi dai debiti fiscali
Fra evasione fiscale e contributiva persi più di 100 mld l’anno
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24 maggio 2020
09:28
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Per il direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini “è realisticamente recuperabile un decimo” dei vecchi debiti fiscali. “Sembra poco – aggiunge -. ma si tratta di quasi cento miliardi”. Lo dice rispondendo a una domanda in un’intervista a La Stampa.
Il totale dei vecchi debiti è pari a circa 950 miliardi. “In gran parte si tratta di soldi non recuperabili – spiega Ruffini -. Stiamo parlando di aziende fallite, persone decedute, nullatenenti. Sa quanto ci vuole per risalire ad un erede? E come faccio a pignorare la prima casa a una persona che non ha più nulla?”.
Secondo il direttore dell’Agenzia delle Entrate “si tratta di prendere atto che una parte di questi debiti è tale ormai solo sulla carta. Se ci liberassimo di questo inutile onere l’ Agenzia si concentrerebbe meglio sul suo lavoro”. La tragedia del coronavirus “ha aperto la strada a margini fiscali impensabili. A forza di sovrapposizioni, il sistema è diventato iniquo e ha perso la progressività che gli imporrebbe la Costituzione. In Italia fra evasione fiscale e contributiva si perdono per strada più di cento miliardi l’ anno. Con una seria riforma pagheremmo meno e pagheremmo tutti”. Bisognerebbe “riordinare le norme esistenti, eliminare quelle inutili, raccogliere le sette-ottocento leggi e decreti in materia tributaria, magari attraverso un testo unico. Una volta fatto questo, si può passare ad una vera riforma: l’ ultima risale ormai a cinquant’ anni fa”.
I contributi a fondo perduto per le aziende con un giro d’ affari inferiore ai cinque milioni, saranno versati dall’Agenzia dell’Entrate, come previsto dal decreto del governo “entro fine giugno, con bonifico bancario”. Tutte le scadenze fiscali di maggio sono state spostate fra fine giugno e settembre e al momento “non sono previste” altre proroghe”. L’auspico di Ruffini: “La crisi del Covid non diventi un’opportunità sprecata”.
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Conte media sul nodo scuola ma è alta tensione Pd-M5S
Possibile vertice oggi. Su Raggi scontro Zingaretti-Movimento
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24 maggio 2020
11:57
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Sono ore decisive per una possibile intesa sul nodo scuola. Giuseppe Conte lavora sotterraneamente alla mediazione in vista del vertice che il capo del governo vuole sia risolutivo. Vertice che, secondo alcune fonti di governo, potrebbe tenersi oggi. A frenare la mediazione però è il clima di nuova tensione che sembra emergere tra Pd e M5S. Tanti i fronti di possibile scontro tornati a galla, da Atlantia al codice appalti, fino alla possibile ricandidatura di Virginia Raggi a sindaco di Roma. Sul nodo della scuola – in particolare del concorso straordinario per 25mila nuovi insegnanti per i precari da almeno tre anni – le parti restano distanti. La linea del M5S è definita come “ferma”, quella del Pd è chiaramente fotografata dagli emendamenti presentati al decreti. “Per noi bisogna valorizzare immediatamente il patrimonio di conoscenze dei precari ed inserire il primo settembre 40.000 insegnanti, non rinunciando al merito ed alla selezione con una prova vera a fine anno scolastico”, spiega il capogruppo dei senatori Pd Andrea Marcucci tornando a bocciare il quiz a crocette che vuole il Movimento e aspettando una “giusta mediazione” da Conte.
Sulla linea del M5S c’è Iv mentre i Dem fanno asse con Leu e trovano una sponda anche in FI. “Sarebbe meglio destinare tempo all’organizzazione del nuovo anno scolastico in totale sicurezza, si riconosca il giusto merito a questi docenti rimasti troppo a lungo precari”, sottolinea la vice capogruppo al Senato, Licia Ronzulli. L’impressione, insomma, è che il Movimento sarà costretto ad una mediazione. E forse non a caso è l’affaire Atlantia che, in queste ore, i cinque Stelle stanno decisamente portando sotto i riflettori. L’azione legale evocata dalla società sull’onda del possibile diniego alla richiesta del prestito con la garanzia di Sace trova un muro nell’universo pentastellato. Il sostegno al viceministro Stefano Buffagni – che due giorni è stato il primo a uscire allo scoperto – è unanime e il messaggio è univoco: “non ci piegheremo ai ricatti dei Benetton”. Il caso, quasi certamente, finirà sul tavolo di Conte, ancora una volta preso in mezzo tra il M5S da un lato e il Pd-Iv dall’altro. In questo senso, le possibilità di una revoca della concessioni si affievoliscono mentre salgono quelle di una riduzione delle tariffe.
Di certo questi “roghi” sparsi su diversi temi portano la tregua interna alla maggioranza nuovamente a vacillare. “Gli ultimatum degli alleati possono logorare”, avverte il vice segretario Pd Andrea Orlando sottolineando la necessità di rendere “più chiara” la visione del governo. E ponendo sul futuro decreto semplificazioni un nuovo nodo: la sospensione del codice degli appalti, voluta da Iv e da una parte del M5s. E’ “un falso problema”, sottolinea Orlando. E in serata Romano Prodi rilancia: “Serve una visione, un salto in avanti, per esempio sull’evasione fiscale, o le tensioni diventeranno inarrestabili”. Mentre Nicola Zingaretti, in vista del dl semplificazioni, lancia l’idea di una “rivoluzione copernicana” nella Pa.
A complicare il quadro le frizioni su Virginia Raggi. La chiusura – nettissima, visto che una sua candidatura è paragonata ad una sciagura – arrivata sulle pagine del Messaggero da Nicola Zingaretti innesca un’ondata di sdegno nel M5S: dall’assessore Antonio De Santis a Barbara Lezzi, il sostegno a Raggi è netto mentre Di Maio annuncia che a breve incontrerà la sindaca. Il rischio, per il M5S, è che la ricandidatura di Raggi spacchi il Movimento romano con Roberta Lombardi e Monica Lozzi ormai ai ferri corti con la sindaca. Il puzzle romano, tra M5S e Pd, è complesso e potrebbe dare vittoria certa al candidato di centrodestra. Dai vertici del Movimento, al momento, non arrivano direttive ma si sottolinea come, innanzitutto, perché sia Raggi sia Chiara Appendino si ricandidino con il M5S serve modificare la regola dei due mandati. Un nuovo sisma, che potrebbe allontanare gli interpreti dell’ortodossia grillina.
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Aspi: Aiscat, governo fermi escalation annunci, decida
Schintu, da parte nostra nessun ricatto, ma presa d’atto
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24 maggio 2020
14:27
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“Al Governo chiediamo di interrompere questa escalation di annunci e ultimatum: si proceda a fare quello che va fatto”. Lo chiede il direttore generale dell’Aiscat, Massimo Schintu, in un colloquio sul caso Aspi. “Abbiamo fatto un dialogo con la ministra De Micheli, ma qui mi pare che ognuno si alzi e dica la sua, che non ci sia una linea di Governo”, osserva Schintu, sottolineando che da parte delle concessionarie “non si tratta di ricatti, ma di una presa d’atto da parte di tutto il sistema”.
“Tutto il settore è affidato a norme che stanno sgretolando il sistema. E gli atteggiamenti e le dichiarazioni, come dire ‘levo le concessioni a tutti’, fanno sì che la capacità debitoria si sia contratta. Questo è un problema non solo per Aspi ma anche per tutte le concessionarie pubbliche e private”. Schintu lancia l’allarme dopo la polemica su Aspi. “Sembra che ci un disegno ma non ne abbiamo prove, di impedire le attività delle concessioni: se c’è, che venga esplicitato”, dice Schintu, che sottolinea: “Se neanche Aspi ce la fa ad andare avanti, come è possibile che tutto il settore resista?”.

“Cane che abbaia non morde, il M5s ha parlato molto ma non ha fatto nulla. Le concessioni come sono configurate oggi sono una truffa ai danni del popolo italiano, penso che vadano revocate, che le infrastrutture vadano rimesse a gara con regole decenti e i Benetton se vogliono partecipano alla gara nuova”. Lo ha detto la leader di FdI, Giorgia Meloni, intervistata al Tg2, parlando del nodo autostrade.
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Fisco: Castelli, tempi maturi per seria riforma
Porterà con sé un ulteriore abbassamento delle tasse
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24 maggio 2020
13:42
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“I tempi sono maturi per una seria riforma fiscale, che con sé porterà un ulteriore abbassamento delle tasse. Ha ragione il Direttore dell’Agenzia delle Entrate quando dice che serve riordinare tutte le norme esistenti in materia tributaria, semplificandole il più possibile”. Lo afferma la vice ministra dell’economia e delle finanze, Laura Castelli, in un post. “Proseguiremo anche nel lavoro di ‘ripulitura’ del bilancio dello Stato, che ho avviato nel 2018 con lo stralcio delle cartelle, sotto 1.000 euro, che mai sarebbero state riscosse”, aggiunge.
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Recovery Fund: Zingaretti, fondo perduto e senza condizioni
Centeno: ‘E’ uno strumento temporaneo e verrà ripagato nel tempo’
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24 maggio 2020
16:56
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“Una larga maggioranza di governi ritiene che, per realizzare gli obiettivi di coesione e crescita, il Fondo debba avere un’ampia dotazione, in parte a prestito e in parte a fondo perduto, una temporalità di medio periodo e senza rigide condizionalità. Un risultato ottenuto grazie all’impegno del Pse e dei ministri della nostra famiglia”, scrive Nicola Zingaretti, segretario Pd, al Presidente del Pse, Sergei Stanishev. “Per questo ritengo indispensabile che anche sul Recovery Fund il Pse ribadisca le posizioni fin qui seguite chiedendo a tutti i partiti della nostra famiglia di sostenerle”.

Il recovery fund “è uno strumento temporaneo e ci sarà una tabella di marcia chiara per ripagare questo debito. Stiamo parlando di 20, 25 o addirittura 30 anni. Questo periodo deve essere abbastanza lungo da poter ripagare i debiti senza mettere troppo a dura prova le finanze dell’UE o la crescita”. Lo dice il presidente dell’Eurogruppo Mario Centeno alla Welt rispondendo alla domanda sul fatto che molti in Germania temano che si introducano gli eurobond dalla porta di servizio. Sulla crescita del debito pubblico in molti paesi, Centeno ha rassicurato: “E’ temporaneo, fa parte di una risposta rapida e indispensabile in tempi di crisi. Se riusciamo a proteggere i lavoratori e le aziende ora, i livelli del debito scenderanno di nuovo non appena le restrizioni verranno revocate e ripartirà la crescita. I livelli probabilmente diminuiranno già l’anno prossimo. Inoltre, non siamo nel 2008. L’Europa ha istituzioni più forti a livello dell’UE, banche più forti, maggiori finanze pubbliche e una posizione commerciale equilibrata.
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Coronavirus: è il d-day per palestre e piscine
Ma in Lombardia si aspetta giugno. Più regole per chi fa nuoto
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25 maggio 2020
13:03
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Basta addominali, affondi o plank in salotto. Da oggi l’allenamento si fa di nuovo in palestra e i più fortunati potranno tornare a nuotare in piscina, dopo quasi tre mesi. E’ il d-day per palestre, piscine, circoli sportivi che riaprono in Italia, dopo l’interruzione imposta dal coronavirus in ambienti a forte rischio contagio.
Da qui la pioggia di restrizioni e norme introdotte per la fase 2, che in parte cambieranno il modo di allenarsi. Succederà ad esempio negli sport che prevedono attività a stretto contatto con un’altra persona, pur non essendo sport di gruppo, come la ginnastica ritmica che quindi eliminerà per ora quegli esercizi. Molti limiti anche per il nuoto, non a caso parecchie piscine si prenderanno altri giorni prima di ricominciare al 100% e in sicurezza. Di certo le attività sportive resteranno chiuse in Lombardia fino al 31 maggio. Lo prevede l’ordinanza firmata dal presidente Attilio Fontana che sceglie la prudenza, convinto della priorità sicurezza nella terra più colpita dal virus. Altra eccezione è la Basilicata: il governatore Vito Bardi ha rinviato l’apertura al 3 giugno. Tante le critiche ricevute, compresa quella del sindaco di Potenza Mario Guarente che ha definito l’ordinanza regionale “ingiustificata e immotivata”, per cui si valuteranno i dati per provare ad anticipare la ripresa al 26 maggio.
Prendono tempo anche le piscine e palestre comunali di Bologna, chiuse fino a fine mese per definire i protocolli di sicurezza con i gestori. Per tutti infatti sarà una nuova vita, fatta di obblighi di legge, cautele, tempi che si allungano e clienti che si riducono o si diradano. Il nuovo ‘codice’ sono le linee guida aggiornate e approvate dalla Conferenza delle Regioni e poi attuate nel dettaglio attraverso protocolli ad hoc per garantire l’allenamento in sicurezza per clienti e istruttori. D’ora in poi, parola d’ordine diventerà ‘prenotare’ corsi e lezioni, in modo da evitare il più possibile gli assembramenti e migliorare la gestione degli spazi. Le novità cominceranno dalla porta: sia in palestra che in piscina si entrerà con la mascherina. Altro obbligo, disinfettarsi le mani all’ingresso e uscendo, grazie ai dispenser, spesso preferiti ai guanti.
E’ prevista, ma non obbligatoria, la misurazione della temperatura con termoscanner per non far entrare chi ha più di 37 gradi e mezzo. In ogni caso, all’ingresso i clienti dovranno firmare un’autocertificazione sulle proprie condizioni di salute (se hanno contratto il Covid, se hanno fatto la quarantena ecc) e i gestori delle attività conserveranno i dati per 14 giorni. In palestra saranno richieste scarpe ginniche ‘dedicate’. Step successivo sono gli spogliatoi: si entrerà pochi per volta (ma alcuni potrebbero restare chiusi), si starà a un metro di distanza e i vestiti andranno messi nelle proprie borse, lasciate negli armadietti. Durante gli esercizi i clienti staranno lontani almeno 2 metri fra loro e non avranno l’obbligo della mascherina.
In piscina la superficie a disposizione di ognuno arriverà a 7 metri quadrati, mentre dovrà esserci almeno 1 metro e mezzo fra sdraio e lettini delle persone, se non sono conviventi. In più una differenza: gli istruttori di nuoto dovranno avere la mascherina anche se non a stretto contatto con gli utenti. Su questo molti gestori di piscine non nascondono le riserve, considerando il caldo che c’è normalmente a bordo vasca e il rischio che non si senta bene la voce dell’allenatore. Alle piscine sono richieste analisi chimiche, oltre alle batteriologiche e, per tutti vale l’obbligo di disinfezione degli attrezzi (da quelli in sala pesi ai galleggianti in acqua) a ogni uso o a fine giornata se presi solo da un cliente.
Cambierà pure l’accesso alle docce: consentito a ‘numero chiuso’, oppure nelle palestre ridotto al minimo ad esempio per chi fa sport in pausa pranzo e dovrà tornare in ufficio, non certo sudato o in tuta.
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Bonafede: ‘E’ un terremoto, riforma Csm non può attendere’
Intercettazioni travolgono l’Anm, giunta rischia scioglimento
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24 maggio 2020
21:37
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“Il vero e proprio terremoto che sta investendo la magistratura italiana dopo il ‘caso Palamara’ impone una risposta tempestiva delle istituzioni, ne va della credibilità della magistratura, a cui il nostro Stato di diritto non può rinunciare”. E’ su Facebook che il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede interviene per annunciare che non starà fermo a guardare gli stracci che volano tra Area e Unicost le correnti che sabato hanno mandato in crisi i vertici dell’Anm, con il presidente Luca Poniz e il segretario Giuliano Caputo che si sono dimessi dopo nemmeno un anno di mandato. Bonafede spiega che già la prossima settimana premerà il piede sull’acceleratore della riforma del Csm riprendendo un discorso rimasto in sospeso già da qualche mese e che adesso “non può più attendere”. Sulla riforma, ricorda il ministro, la maggioranza che governa aveva “già trovato un’ottima convergenza poco prima che scoppiasse la pandemia”. Ora Bonafede la rilancia – dopo che la pubblicazioni delle ultime intercettazioni dalle chat di Palamara hanno portato a dimissioni di peso nel suo ministero – dicendo che “al centro del progetto ci sono un nuovo sistema elettorale sottratto alle degenerazioni del correntismo e l’individuazione di meccanismi” per arrivare a nomine ispirate “soltanto al merito”.
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E’ arrivato insomma il momento per la “netta separazione tra politica e magistratura con il blocco delle cosiddette ‘porte girevoli”. Sono leggi delle quali si parla da decenni, rileva Bonafede, e che ora non sono più “rinviabili”. Occorre che le istituzioni non si dividano ma anzi “devono compattarsi”, anche perché “non sono norme ‘contro’ la magistratura ma a tutela della stragrande maggioranza dei magistrati che ogni giorno con passione e professionalità lavorano per la tutela dei cittadini”. Pensando a loro, il ministro sottolinea che “non meritano di essere trascinati in un vortice di polemiche che mira a fare di tutta l’erba un fascio”. Il Guardasigilli assicura che non alimenterà polemiche ma si appresta a “risolvere i problemi con i fatti”
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Lunedì sarà una giornata ad alta tensione per l’Associazione nazionale magistrati che deve cercare di ripristinare la governance delle toghe – andata in tilt ieri sera – traghettando il ‘sindacato’ di giudici e pm verso le prossime elezioni.
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A.Mittal: sciopero in tutte le fabbriche
Stop dalle 11. Patuanelli e Catalfo vedono azienda e sindacati
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BARI
25 maggio 2020
11:42
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Sciopero oggi in tutti gli stabilimenti del gruppo ArcelorMittal nel giorno della conference call promossa dal ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli e dal ministro del Lavoro Nunzia Catalfo, il cui inizio è previsto per le 11, a cui sono stati invitati i dirigenti della multinazionale, i commissari dell’Ilva in amministrazione straordinaria e le organizzazioni sindacali.
Nello stabilimento di Taranto è previsto lo sciopero dei lavoratori diretti e dell’appalto nelle ultime 4 ore dei primi due turni, cioè dalle 11 alle 15 e dalle 19 alle 23. “Il Governo e ArcelorMittal – sottolineano in una nota Fim, Fiom e Uilm – scoprano le carte e si apra un tavolo di trattativa con il sindacato. La situazione negli stabilimenti è sempre più insostenibile. La risposta alla crisi non può essere semplicemente più cassa per tutti e zero investimenti”.
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Inps, attivo il servizio per la domanda per il bonus domestici
La misura è prevista nel dl Rilancio, l’indennità è di 500 euro al mese per aprile e maggio
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25 maggio 2020
11:43
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I lavoratori domestici non conviventi con rapporti di lavoro per almeno 10 ore settimanali possono fare da oggi domanda per il bonus previsto dal dl Rilancio per i lavoratori domestici. Lo si legge sul sito Inps. nel quale si sottolinea che la misura straordinaria di sostegno è stata introdotta per supportare i lavoratori domestici in condizioni di difficoltà economica causata dall’emergenza epidemiologica da COVID-19. Dopo aver effettuato l’autenticazione al servizio, sono consultabili i manuali che forniscono le indicazioni per la corretta compilazione della richiesta. L’indennità è di 500 euro al mese per aprile e maggio.
“Da oggi sul sito dell’Inps è possibile richiedere l’indennità per i lavoratori domestici introdotta con il decreto rilancio. Con questa misura assicuriamo un sostegno concreto a una categoria di lavoratori messa fortemente in difficoltà a causa dell’emergenza Covid19”,  scrive su Twitter la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo.
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Alta la fiducia dei cittadini in medici e Protezione civile
Indagine Istat sulla percezione e i comportamenti degli italiani durante la Fase 1
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25 maggio 2020
14:54
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“Nove cittadini su dieci hanno fatto uso di mascherine” durante la Fase 1, in pieno lockdown. Lo rileva l’Istat che ha condotto un’indagine su comportamenti e percezioni dei cittadini tra il 5 e il 21 aprile. Nel dettaglio “l’89,1% delle persone di 18 anni e più riferisce di aver fatto uso di mascherine”, si spiega. “L’utilizzo è stato diffuso in modo trasversale in tutta la popolazione raggiungendo il valore più alto tra le persone di 45-54 anni (94,5%), relativamente più basso il valore rilevato tra i più anziani (73,5% per 75 anni e più), anche perché molto probabilmente hanno avuto meno bisogno di uscire”.
L’Istat rivela inoltre che “nonostante le restrizioni, il lockdown è stato vissuto all’insegna della serenità e di un clima familiare coeso e positivo”. “Alla richiesta di definire il clima familiare vissuto nel primo periodo dell’emergenza, tre cittadini su quattro hanno usato parole di significato positivo”, spiega l’Istituto che ha condotto un’indagine sulla reazioni alla fase 1. “Meno del 15% ha scelto parole a cui non è stato possibile attribuire un significato univocamente positivo o negativo. Solo l’8% ha utilizzato termini di significato negativo”, sottolinea. Inoltre, “il 91,2% dei cittadini ha considerato utili le regole imposte per contrastare l’evoluzione della pandemia. L’89,5% ha percepito come ‘chiare’ le indicazioni su come comportarsi per contenere il contagio”.  Nel report si rileva anche “un’alta fiducia espressa verso il personale medico e paramedico del Servizio Sanitario Nazionale con un punteggio medio pari a 9 (in una scala da 0 a 10) e verso la Protezione civile (8,7)”.
Secondo l’indagine  infine le mani sono state lavate “in media quasi 12 volte al giorno”. Nel dettaglio, si legge nel report, “in un giorno medio settimanale, le persone hanno dichiarato di aver lavato le mani in media 11,6 volte” e “di averle pulite con disinfettanti circa 5 volte”. Per l’Istat si tratta di “un segnale di forte attenzione che in alcuni casi può essere interpretato come un sintomo d’ansia”. Anche perché, “una quota non indifferente di persone, infatti, riferisce di aver lavato le mani almeno 20 volte nel giorno precedente l’intervista (16,5%) e si arriva al 22,4% tra le persone di 55-64 anni”.
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Gregoretti, slitta udienza Salvini
Accusa è sequestro persona, terzo rinvio per emergenza Covid-19
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CATANIA
25 maggio 2020
21:02
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Slitta ancora, per l’emergenza Coronavirus, l’udienza preliminare sulla richiesta di rinvio a giudizio per sequestro di persona dell’ex ministro dell’Interno, Matteo Salvini, per la gestione nello sbarco di 131 migranti bloccati a bordo di nave Gregoretti, della Guardia Costiera italiana, da 27 luglio al 31 luglio 2019, quando giunse l’autorizzazione allo sbarco nel porto di Augusta, nel Siracusano. Il presidente dei Gip di Catania, Nunzio Sarpietro, ha rinviato l’udienza, per la terza volta, fissandola per il 3 ottobre prossimo.
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Ilva, Gualtieri: ‘Lo Stato pronto a coinvestire’. Arcelor Mittal: ‘Onoreremo gli impegni’
Secondo i sindacati l’azienda è pronta a presentare un piano fra 10 giorni
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25 maggio 2020
18:00
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“Lo Stato è disponibile a coinvestire e quindi di intervenire direttamente” nella compagine societaria “per avere una Ilva forte, che produca tanto che sia leader mondiale di mercato, che faccia investimenti significativi con intervento Stato diretto e indiretto”, afferma il ministro dell’economia Roberto Gualtieri al Tavolo Ilva. “La proroga di 10 giorni” chiesta da Lucia Morselli per presentare il piano industriale “è ragionevole” ha detto ancora il ministro rivolgendosi ai sindacati e ribadendo che la linea del Governo è di “rilanciare Taranto”
Secondo quanto riferiscono i sindacati, l’a.d.Morselli ha detto: “Am vuole onorare gli impegni presi fino in fondo anche con le difficoltà causate da Covid. Vogliamo andare avanti e siamo pronti a presentare il piano fra una diecina di giorni”. Morselli ha aggiunto che Am vuole “mantenere l’integrità degli impianti di Taranto e la sua importanza a livello europeo”.
Secondo i sindacati, Gualtieri aveva detto in precedenza: “Siamo consapevoli che il Covid ha prodotto rallentamenti e situazioni complicate da gestire ma pensiamo sia tempo di proseguire sull’accordo di marzo e incoraggiamo l’azienda a procedere lungo quella strada”. Nelle ultime settimane ArcelorMittal ha cercato di avere un prestito di 400 milioni garantito dallo Stato – sfruttando le misure prevista dal Governo per dare liquidità alle imprese in seguito all’emergenza Covid.
“Il Governo ritiene ci siano condizioni per proseguire con il piano industriale previsto dall’accordo del 4 marzo, anche con le difficoltà causate dal Covid-19. Il piano industriale è un elemento imprescindibile da cui partire”, ha spiegato il titolare dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli, secondo quanto riferisce la Uilm. Patuanelli e Gualtieri hanno ribadito all’a.d. di ArcelorMittal Italia che il Governo si aspetta: “la conferma degli impegni condivisi”.
“Serve una legge speciale per l’Ilva per attenuare disastro occupazionale, economico e sociale”, afferma il segretario della Uilm Rocco Palombella, presente al tavolo. “Il problema vero di Ilva – ha proseguito – è la prospettiva. Noi non riconosciamo nessun piano se non quello dell’accordo del 6 settembre 2018. Se vostro piano è quello dei sogni o di impegni irrealizzabili con assetti societari misti e futuribili siamo di fronte al disastro occupazionale, economico ambientale” ha aggiunto.
Sciopero oggi in tutti gli stabilimenti del gruppo ArcelorMittal: nello stabilimento di Taranto è previsto lo sciopero dei lavoratori diretti e dell’appalto nelle ultime 4 ore dei primi due turni, cioè dalle 11 alle 15 e dalle 19 alle 23. “Il Governo e ArcelorMittal – sottolineano in una nota Fim, Fiom e Uilm – scoprano le carte e si apra un tavolo di trattativa con il sindacato. La situazione negli stabilimenti è sempre più insostenibile. La risposta alla crisi non può essere semplicemente più cassa per tutti e zero investimenti”.
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Coronavirus: Sileri: ‘passaporto sanitario impraticabile’
Necessaria uniformità su tutto il territorio nazionale. E sui decessi 0 in Lombardia: ‘Credo che i dati siano reali’
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25 maggio 2020
13:34
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L’idea di un passaporto sanitario per la Sicilia e la Sardegna “è ambiziosa ma impraticabile”. Lo ha detto Pierpaolo Sileri, viceministro della Salute a 24Mattino di Simone Spetia e Maria Latella su Radio 24. “E’ necessaria uniformità su tutto il territorio e al momento la vedo molto difficile. Facciamo prima a riaprire lasciandoci questo virus alle spalle rispettando le regole”.
E sui numeri della Lombardia di ieri sul calo dei morti Sileri precisa: nessun sospetto che le Regioni aggiustino i numeri per paura di essere fermati. “No, e non vedo perché dovrebbero farlo. Si tratta di sanità e di persone che muoiono. Credo che il calo dei morti sia reale, vedremo se è davvero zero nel secondo controllo con i numeri che provengono anche dai Comuni perché nei gli ospedali non c’è stato nessun decesso. Spero sia confermato zero”. Lo ha detto Pierpaolo Sileri, viceministro della Salute a 24Mattino di Simone Spetia e Maria Latella su Radio 24. “In generale i dati di oggi sono più affidabili rispetto a tre mesi fa perché il sistema è ben avviato, si può sempre fare meglio ma credo che i dati sono reali e ben controllati”, ha concluso.
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Scontro su guardie civiche, Governo: ‘Sì a sorveglianza’
Napoli apre, Milano stringe. Viminale, non informati su volontari
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26 maggio 2020
09:50
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La proposta di Francesco Boccia ai presidenti di Regione il 29 aprile non aveva fatto tanto rumore, ma allora gli italiani stavano a casa e non si era tornati alla movida che turba i sonni di molti nella Fase 2. Adesso invece il bando per reclutare 60 mila assistenti civici diventa il caso di giornata, criticato da maggioranza e opposizione. Il ministro Pd degli Affari regionali, appoggiato dal presidente dell’Associazione Comuni (Anci) Antonio Decaro, pensa ai volontari per aiutare chi non ce la fa da solo, come nella fase dell’emergenza più dura, ma anche per far rispettare il distanziamento sociale, l’uso delle mascherine e il divieto di assembramento. Ipotesi queste ultime di cui al Viminale nulla sapevano tanto che dal ministero fanno sapere di non essere stati informati preventivamente. Un corto circuito che spinge il premier Giuseppe Conte a convocare un vertice con Boccia e le ministre Luciana Lamorgese (Interni) e Nunzia Catalfo (Lavoro).
“I Ministri interessati al progetto proseguiranno nelle prossime ore nel mettere a punto i dettagli di questa iniziativa – dicono al termine fonti di Palazzo Chigi -, che mira, per il tramite della Protezione civile, a soddisfare la richiesta di Anci di potersi avvalere, per tutta la durata dell’emergenza sanitaria, di soggetti chiamati ad espletare, gratuitamente, prestazioni di volontariato”. Ma i volontari “non saranno “incaricati di pubblico servizio” e la loro attività non avrà nulla a che vedere con le attività a cui sono tradizionalmente preposte le forze di polizia”. Forte contrarietà all’idea di Boccia è emersa anche nelle forze di governo. Matteo Renzi da Italia Viva parla di “follia”, mentre dal Pd parole analoghe arrivano da Matteo Orfini. “Siamo perplessi, ma troveremo una soluzione”, dice il capo politico M5S Vito Crimi, e Catalfo si dice “perplessa”.
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Giorgia Meloni dall’opposizione denuncia una “deriva autoritaria” del governo. Da Forza Italia Anna Maria Bernini parla di “guardie rosse” come nei Paesi comunisti. “Nessuna vigilanza, ronda o sentinelle anti spritz”, ribattono fonti vicine a Boccia. La polemica sugli assistenti civici va di pari passo con l’altro tema che ha tenuto banco negli ultimi giorni: le immagini delle zone della movida piene di ragazzi. “Non vorrei – dice Stefano Bonaccini, presidente della Conferenza delle Regioni e dell’Emilia Romagna – che per colpa di qualche irresponsabile ci tocchi chiudere ciò che abbiamo riaperto”. I dati del Viminale dicono che tutte queste violazioni al divieto di assembramento però non ci sono state, visto che anche nel fine settimana la percentuale di ‘indisciplinati’ si è fermata allo 0,55% del totale, corrispondente a 1.321 denunce su quasi 239 mila cittadini controllati. Nonostante questo, Regioni e Comuni continuano a muoversi in ordine sparso, varando provvedimenti di aperture e chiusure uno diverso dall’altro. Così, all’ordinanza del governatore della Campania Vincenzo De Luca che ferma i locali alle 23 ha risposto il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, annunciando che firmerà a breve i provvedimenti per aprire tutti gli spazi della città “possibilmente anche di sera e di notte”.
L’opposto del sindaco di Milano Giuseppe Sala che ha vietato la vendita delle bevande da asporto dalle 19. Un provvedimento che nelle intenzioni del sindaco ha l’obiettivo di punire “il consumo di alcolici in piedi se non sarà in un luogo dedicato” ma che di fatto non chiude i locali né la vendita delle bevande nei supermercati. A Roma invece la sindaca Virginia Raggi apre un nuovo fronte: multe fino a 500 euro per chi abbandona mascherine e guanti. C’è poi la questione del 3 giugno, il vero nodo su cui esiste un confronto acceso da giorni sia tra governo e regioni sia all’interno dello stesso esecutivo. I dati fondamentali per stabilire se potranno essere autorizzati o meno gli spostamenti tra le Regioni arriveranno il 29 maggio, ma non sarà quello il giorno della decisione. Gli esperti si prenderanno infatti almeno altre 24-36 ore per vedere l’andamento della curva e solo allora si riunirà il governo: è probabile dunque che la decisione arrivi tra l’1 e il 2 giugno.
Ma a stabilire le riaperture non saranno però solo i numeri: “c’è una questione di opportunità politica che dovrà essere valutata”, dicono fonti di governo ricordando che ad oggi la Lombardia continua ad avere il 50% dei nuovi contagi e 25 mila attualmente positivi su un totale di 55 mila in tutta Italia. Numeri ‘pesanti’ che, senza dirlo esplicitamente, molti governatori temono nel caso in cui si riaprisse tutto. Dunque non è affatto escluso che, alla fine, si possa seguire la linea dei due binari: uno per la Lombardia e uno per il resto d’Italia. “La curva continua a piegarsi dal lato giusto, ma serve cautela” ripete il ministro della Salute Roberto Speranza.
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Roma,chi getta mascherine, 500 euro multa
Sanzioni anche per guanti. Raggi, duri contro condotta incivile
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ROMA
26 maggio 2020
09:28
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Multe fino a 500 euro per chi abbandona guanti e mascherine usate per strada. È quanto prevede un’ ordinanza firmata dalla Sindaca di Roma Virginia Raggi contro l’abbandono dei dispositivi di protezione individuale monouso.
Questi rifiuti, così come previsto dalle norme, devono essere conferiti nei contenitori della raccolta indifferenziata. “In questi mesi di emergenza sanitaria legata al coronavirus – dice Raggi – i nostri operatori ecologici hanno segnalato più volte di dover raccogliere guanti e mascherine usati, buttati per terra da persone incivili. Un comportamento vergognoso che, grazie a questo provvedimento, sarà duramente sanzionato”.
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Di Maio: ‘Lavoriamo per riaperture Ue a turisti il 15/6’
‘Per ripartire tutti insieme. Dovrà essere D-day europeo’
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26 maggio 2020
14:39
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“In momenti di crisi come questa il welfare va rafforzato e si abbassano le tasse: serve un importante riforma fiscale proprio per affrontare le difficoltà che abbiamo di fronte”, ha detto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, alla trasmissione Frontiere su Rai 1.
Per aiutare a riavviare il turismo straniero in Italia “sarà importante che tutte le Regioni possano dare indicazioni omogenee ai turisti. Sentirò nei prossimi giorni il presidente delle Regioni ma sono sicuro che il ministro Boccia farà un ottimo lavoro di coordinamento, perché abbiamo bisogno che le Regioni non mettano misure diverse, altrimenti il turista non sa come muoversi da una regione all’altra”. “Dobbiamo salvare quel che possiamo salvare dell’estate per aiutare i nostri imprenditori”, ha concluso.
“Il prossimo decreto legge dovrà semplificare il codice degli appalti per permettere alle imprese di sapere, quando si ha un problema, quale sia la legge di riferimento” invece di inseguire commi e leggi “di tanti e tanti anni fa”. “Se non ce la facciamo dopo una pandemia, in un momento di grande difficoltà economica per il mondo, non riusciamo a semplificare il codice degli appalti e ad abbassare la tasse non ce la faremo mai più”, ha aggiunto.
“Lavoriamo affinché il 15 giugno si possa ripartire tutti insieme in Europa: il 15 giugno per il turismo è un po’ il d-day europeo”, ha spiegato Di Maio. “La Germania punta a riaprire il 15 giugno, consigliando a alle persone di poter andare in vancaza in altri Paesi, con l’Austria ci lavoreremo e stiamo lavorando con altri Paesi europei”, ha aggiunto.
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Da professionisti a sindaci, è corsa al decreto Rilancio
Si ragiona su tempi Cig. Pressing per ecobonus seconde case
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26 maggio 2020
09:23
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I professionisti che chiedono di essere trattati come le imprese. Le piccole attività dei settori più colpiti che non sanno come potranno pagare i dipendenti quando la Cig in deroga sarà finita ma il giro di affari sarà ben lontano dai ritmi pre-Covid. E i sindaci che, come fa da Torino Chiara Appendino, lanciano l’allarme sul rischio di un dissesto generalizzato se non arriveranno altri fondi. Ancora deve iniziare l’iter del decreto Rilancio ma già è lunga la lista delle richieste di modifica che si aggiungono a quelle che arriveranno dal Parlamento dove le opposizioni si preannunciano battagliere: alla richiesta di fiducia sul decreto per la liquidità delle imprese subito è partita la protesta per il dibattito “strozzato” e l’avvertimento di non replicare ora che arriva la maxi-manovra.
Per tutta la settimana la commissione Bilancio della Camera ascolterà le osservazioni di tutti gli interessati, imprese grandi e piccole, artigiani, commercianti, sindacati, enti locali, albergatori, gestori delle terme e delle attività turistiche, agricoltori, enti locali, scuole cattoliche, settore degli eventi e dell’auto. Poi la maggioranza dovrà cercare di tirare le fila di un provvedimento che parte già monstre (266 articoli che distribuiscono 55 miliardi di aiuti), preparandosi ad esaminare migliaia di emendamenti (si dà per scontato che possano arrivarne fino a 10mila, ma c’è chi non esclude che ne possano essere presentati anche il doppio). Le risorse a disposizione però sono poche, circa 800 milioni tra Camera e Senato, e sarà quindi necessario selezionare una lista contenuta di interventi. Possibile che si cerchi una interlocuzione con le opposizioni già questa settimana, anche per cercare di contenere la produzione di richieste di modifica (il termine dovrebbe essere fissato alla fine della prossima settimana).
Uno dei temi finora più dibattuti è stato quello delle seconde case ‘unifamiliari’, escluse, al momento dal superbonus per i lavori di efficientamento energetico o di tenuta antisismica degli edifici, e resta alto il pressing per estendere a tutte le abitazioni il superbonus, ampliando anche le tipologie di interventi ammessi allo sconto del 110%. Molto rumore hanno fatto anche le proteste dei professionisti iscritti agli ordini, per i quali sono previste altre due mensilità di ‘bonus autonomi’ ma non l’accesso ai contributi a fondo perduto previsti per le Pmi fino a 5 milioni di ricavi. Il decreto per ripartire tra le casse di previdenza private le risorse (650 milioni) dovrebbe arrivare a giorni, insieme ai criteri con cui assegnare il bonus.
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C’è poi il grande nodo della Cig Covid, rinnovata per altre nove settimane ma fruibili spacchettate, 5 entro agosto e 4 tra settembre e ottobre. Questo meccanismo, ha ricordato il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo, non vale comunque per i settori che più stanno risentendo della crisi, come turismo, spettacolo e sale cinematografiche, che potranno sfruttare gli ammortizzatori senza interruzioni. Una alternativa per chi ha ripreso l’attività ma non ancora a pieno regime, ha ricordato il ministro in tv, è quella di sfruttare il Fondo nuove competenze (istituito all’Anpal con 230 milioni) per rimodulare l’orario di lavoro e destinare quelle ore alla formazione dei dipendenti (spesate dallo Stato). Per alcuni settori che ancora non hanno una data di riapertura, è il ragionamento che si sta facendo largo anche nella maggioranza, comunque questi strumenti non sarebbero sufficienti: si sta quindi ipotizzando almeno di ampliare i settori che potranno chiedere le 9 settimane continuative (ad esempio fiere ed eventi, o il comparto dei servizi educativi per l’infanzia), ma ogni valutazione è legata al ‘tiraggio’ delle attuali misure e alle eventuali risorse che si potrebbero indirizzare a questi interventi.
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Gdf a Campione indaga 19 persone, c’è anche un ex sindaco
Notificati avvisi di conclusione delle indagini
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MILANO
26 maggio 2020
09:52
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La Guardia di Finanza di Como ha proceduto a notificare a 18 persone e alla società Casinò di Campione Spa un avviso di conclusione delle indagini preliminari ai sensi dell’art. 415 bis del codice penale. I reati contestati coprono un arco temporale dal 2013 al 2018 e riguardano la gestione del Comune (per il quale è stato dichiarato il dissesto il 07/06/2018) e la gestione della società (dichiarata fallita successivamente alla dichiarazione di dissesto del Comune).  Indagati anche un ex sindaco e vicesindaco di Campione.
In particolare, nella nota della Gdf si precisa che “quanto alla gestione del Comune di Campione d’Italia, con riferimento a due distinte amministrazioni comunali, si contestano la rinuncia a crediti liquidi, certi ed esigibili vantati dal Comune di Campione d’Italia nei confronti della casa da gioco; la modifica, svantaggiosa per il Comune di Campione d’Italia, della convenzione siglata in data 29/12/2014 tra il Comune di Campione d’Italia e la società di gestione; l’ulteriore aggravamento del dissesto del Comune facendo ricorso ad anticipi di tesoreria”.
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Commissioni bilancio riunite, Gualtieri in audizione
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26 maggio 2020
12:08
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Camera e Senato, commissioni riunite Bilancio: audizione del ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, sulle ulteriori misure economiche adottate dal Governo per l’emergenza COVID-19 tra cui il decreto rilancio.
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Conte riunisce capi delegazione e ministri
Tra i temi della discussione dovrebbero esserci la data delle elezioni amministrative e del referendum e un nuovo passaggio sulla proposta degli assistenti civici
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26 maggio 2020
14:25
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In programma una riunione del premier Giuseppe Conte con i capi delegazione di maggioranza Dario Franceschini, Alfonso Bonafede, Roberto Speranza e Teresa Bellanova. All’incontro prenderanno parte anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro, il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia.
Tra i temi della discussione dovrebbero esserci la data delle elezioni amministrative e del referendum e un nuovo passaggio sulla proposta degli assistenti civici.
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Decreto Rilancio: Gualtieri, base per grande piano ripresa
Il ministro dell’Economia in audizione
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26 maggio 2020
15:10
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“Pensiamo che il metodo del dialogo sia essenziale e contiamo sull’apporto del parlamento anche per poter ulteriormente migliorare questo decreto”. Così il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri in audizione sul decreto Rilancio.
Rispondendo a una domanda del presidente della commissione Bilancio della Camera, Claudio Borghi, sulle risorse dedicate alla sanità Gualtieri ha ricordato che con le risorse del Mes si possono “finanziare le spese sanitarie dirette e indirette e di contenimento del virus” e la linea di credito attivabile tramite il Mes “potrebbe potenzialmente superare anche il 2 per cento del Pil che come benchmark è indicato nei documenti attuativi”.
Il nuovo decreto anti-Covid contiene “l’impostazione per il rilancio dell’economia che il governo svilupperà con grande piano ripresa fatto di riforme e investimenti. Ci sono alcuni primi elementi importanti che vanno oltre i mesi dell’emergenza, penso alla eliminazione delle clausole di salvaguardia” e si interviene “su alcuni fattori” per “una ripartenza che sia al passo con le sfide e favorisca la transizione a modelli di sviluppo sostenibile, resilienti e innovativi”.
Il decreto Rilancio “stanzia ulteriori risorse e contiene misure importanti per affrontare la cosiddetta fase 2 con l’obiettivo duplice di affrontare la crisi senza precedenti innescata dalla pandemia, con la prosecuzione e il rafforzamento degli interventi già predisposti e fornire stimoli e mettere in campo interventi necessari alla ripresa del Paese”. Si tratta, ha ribadito si un provvedimento “che per ampiezza e risorse mobilitate è senza precedenti e d’altronde non poteva che essere così vista la portata della crisi che ha investito il paese e vista la scelta molto chiara del governo di rispondere e reagire a questa crisi con interventi di bilancio e di stimolo economico consistenti e adeguati”.
Per la cassa integrazione in deroga “siamo intervenuti per snellire le procedure”, ora “invito le regioni a semplificare il meccanismo” dell’anticipo da parte degli istituti di credito, “rendendo disponibili alle banche gli elenchi della cassa autorizzata”.
Per le imprese “l’intervento più rilevante è la cancellazione del saldo 2019 e della prima rata Irap 2020, una misura importante di sostegno, risultato di un dialogo con il mondo produttivo che ha avanzato una richiesta che abbiamo ritenuto giusto sia pure in parte accogliere: riguarderà tutte le imprese fino a 250 milioni e rappresenta un taglio alle tasse da 4 miliardi per cira 2 milioni di imprese”.
“Avvieremo da subito un tavolo di monitoraggio delle entrate degli enti locali: siamo pronti se necessario a integrare ulteriormente le risorse stanziate”, ha detto ancora il ministro dell’Economia.
“Una soluzione magica e miracolosa che in una riga dà a tutti ciò che è giusto difficilmente è perseguibile nella pratica” e in ogni caso “non abbiamo ancora ascoltato risposte precise che realizzino questo miracolo”, ha detto il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri in audizione sul decreto Rilancio rispondendo alle critiche di chi chiedeva misure più semplici e rapide. “Molte misure sono auto-attuative e già operative – ha aggiunto – e alcune già erogate con tempi che non difficilmente potrebbero essere definiti lenti”.
“Il governo mantiene l’impegno a realizzare una riforma fiscale ispirata ai principi di semplicità, progressività, riduzione del carico fiscale sul lavoro e l’impresa, digitalizzazione e contrasto all’evasione fiscale”.
“Il lavoro è stato ultimato, e già venerdì il primo miliardo di euro sarà trasferito a i nostri enti locali, con criteri che aiuteranno i Comuni a determinare l’intero ammontare di risorse”, ha detto ancora Gualtieri.
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La Croce Rossa ai governi, fermate cyberattacchi a sanità
Appello internazionale, ‘vite a rischio,urgono azioni immediate’
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26 maggio 2020
14:06
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La Croce Rossa chiede ai governi di impegnarsi per fermare gli attacchi informatici che prendono di mira ospedali e centri di ricerca di medica, e che “mettono a rischio vite umane”, in un momento di emergenza globale legato alla pandemia. L’appello è contenuto in una lettera aperta pubblicata sul Guardian e sul New York Times, firmata da oltre 40 personalità tra politici, imprenditori e accademici.
“Facciamo appello ai governi affinché intraprendano azioni immediate e risolute per fermare i cyberattacchi” alla sanità, è l’incipit della lettera firmata dal presidente del Comitato internazionale della Croce Rossa Peter Maurer e, tra gli altri, dall’ex segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon, da alcuni Nobel per la pace tra cui Mikhail Gorbachev e Desmund Tutu, dall’ex segretario di Stato Usa Madeleine Albright e dal presidente di Microsoft Brad Smith. I governi dovrebbero lavorare insieme, anche all’Onu, per riconfermare e reimpegnarsi – si legge – su norme internazionali che vietano tali azioni”.
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Jabil: azienda conferma licenziamenti, salta tavolo con governo e sindacati
Ma oggi ultimo tentativo per salvare 190 posti lavoro
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CASERTA
26 maggio 2020
14:16
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È saltato in nottata quando sembrava tutto definito con il ritiro dei 190 licenziamenti, il tavolo sulla Jabil tenuto in videoconferenza con il Ministro del Lavoro Catalfo e il sottosegretario Mise Todde, l’azienda e i sindacati. Iniziata alle 16 di ieri, dopo il nulla di fatto di domenica, la riunione si è protratta fin oltre la mezzanotte, con una sospensione nel tardo pomeriggio per permettere ai rappresentanti Jabil di consultarsi sulla fattibilità di alcune soluzioni, come la richiesta di altre cinque settimane di cassa integrazione e il contestuale ritiro dei licenziamenti. La doccia fredda è arrivata poco prima di mezzanotte. “Alle 23 – spiega Antonio Accurso, Segretario Generale Uilm Campania – si era quasi siglato l’accordo per ritirare i licenziamenti, ma l’azienda alle 23.50, con un colpo a sorpresa, ha dichiarato di non voler proseguire su questa strada”. Il tavolo potrebbe riprendere questa mattina per un ultimo tentativo di scongiurare i licenziamenti.

Secondo Accurso l’azienda ha improvvisamente detto no a “un percorso condiviso per la gestione degli esuberi. La trattativa era stata complessa e faticosa ma aveva riportato tutti gli attori al buonsenso, grazie allo sforzo e alla mediazione di Governo e Regione e alla determinazione e responsabilità del sindacato. I licenziamenti sarebbero stati ritirati per riprendere un percorso di ricollocazione con stretto monitoraggio delle istituzioni”. Per il rappresentante sindacale “la Jabil con questo atto scellerato mette in discussione la missione industriale, e crea forte incertezza minando la sua credibilità. I lavoratori tutti vengono lasciati senza nessun futuro. Chiediamo al Governo di tentare un’ultimo sforzo per riportare tutti al buonsenso o altrimenti di mettere in sicurezza il sito e accertare tutte le responsabilità” conclude Accurso.
“È mortificante per il Governo e le istituzioni di questo Paese il comportamento della Jabil, che dopo tre giorni di trattativa, ha fatto saltare il tavolo, procedendo a licenziamenti illegittimi e lasciando gli altri 350 lavoratori senza alcun ammortizzatore”. È quanto afferma il segretario della Fiom-Cgil di Caserta Francesco Percuoco, commentando quanto accaduto nella notte.
“La ministra Catalfo si è impegnata a fondo, ha protestato contro la scelta dell’azienda ma non c’è stato nulla da fare”. Il momento “caldo” quando poco prima della mezzanotte l’Ad di Jabil Circuit Italia Clemente Cillo ha detto di aver ricevuto una telefonata dagli States che ribadiva la volontà di confermare i licenziamenti. Questa mattina il tavolo dovrebbe tenersi di nuovo alla presenza in video collegamento del componente del Cda della Jabil Otto Bik.
In una nota, Fim-Cisl, Fiom, Uilm e Failms, confermano lo sciopero ad oltranza dei lavoratori.
Il Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo e il Sottosegretario Todde, dopo la decisione di Jabil di interrompere questa notte la trattativa “in modo unilaterale e inaspettato quando le parti erano ormai vicinissime all’intesa”, “hanno manifestato tuttavia la volontà di interloquire direttamente con i vertici di Jabil, per conoscere le ragioni di questo inspiegabile dietrofront e cercare di concludere positivamente gli sforzi finora compiuti, salvaguardando la continuità occupazionale di 190 lavoratori”. E’ quanto fanno sapere fonti del Ministero del Lavoro. Al tavolo, il Ministro Catalfo, spiegano le fonti, ha ribadito la radicale nullità dei licenziamenti dovuta non solo al mancato rispetto della procedura in materia di licenziamenti collettivi, ma anche per effetto delle misure straordinarie varate dal Governo per fronteggiare l’emergenza Coronavirus.
Stupore, frustrazione, e la solita rabbia che non passa mai dall’inizio della vertenza nel giugno scorso: allo stabilimento Jabil di Marcianise (Caserta), i dipendenti licenziati e quelli che il posto lo hanno tenuto, si sono ritrovati questa mattina ai cancelli con tanti interrogativi, tutti comunque sotto choc per la decisione dell’azienda di far saltare la trattativa e di confermare 190 licenziamenti. Anna, licenziata, con marito e due figli, non ha mezze misure: “è uno schifo – dice – una multinazionale fa quello che vuole e nessuno può fare nulla. La politica doveva muoversi prima”. Durante il tavolo di ieri, sembrava che l’accordo si potesse trovare sulla proroga della cassa integrazione per altre cinque settimane e il ricollocamento dei lavoratori presso altre aziende, ma la Jabil voleva che nel verbale si scrivesse che la ricollocazione era obbligatoria; un funzionario del Ministero del Lavoro ha spiegato che ciò era illegittimo, e così è saltato tutto. “Forse l’azienda non ha mai voluto davvero trattare” dice un altro dipendente non licenziato, “e comunque ha proposto la ricollocazione senza alcuna garanzia per gli addetti licenziati, ovvero senza la copertura dell’articolo 18 e la rassicurazione che il lavoratore mantenesse analogo stipendio e mansione anche nella realtà in cui veniva ricollocato”. Molto preoccupato il segretario regionale della Fiom-Cgil Massimiliano Guglielmo, soprattutto perché il comportamento della Jabil, “che non ha tenuto conto di leggi dello Stato e del pressing del Governo”, crea un “precedente” riproducibile anche per l’altra vertenza calda, quella anche vicina geograficamente della Whirlpool di Napoli. “Siamo di fronte ad un vero e proprio omidicio colposo industriale” rincara la dose Guglielmi; “La Jabil – prosegue – è da anni che sta sul territorio, ha acquisito tecnologie, prodotti e know-how di Siemens, Ericsson, Marconi; i lavoratori Jabil hanno sostenuto negli anni questi processi di ristrutturazione facendo sempre cassa integrazione. Il problema non è solo per i 190, ma anche per gli altri 350 che restano. Le istituzione territoriali e nazionali diano un mano concreta”. Mauro Musella, lavoratore e delegato Uilm, dice che “la Jabil ha buttato a mare tutti gli sforzi che lavoratori e sindacati hanno fatto in questi giorni. Ormai Jabil Italia non può più fornire alcuna risposta, tutto si deciderà negli States”. Un altro lavoratore, anch’egli licenziato, guarda oltre: “se anche dovessi impugnare il licenziamento, che ci hanno detto sia illegittimo – dice – come farò a sopravvivere, visto che un dipendente licenziato che impugna l’atto non percepisce la disoccupazione?”
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Patuanelli: ‘Acciaio ha bisogno di tutela commerciale’
‘Dobbiamo intervenire come Paese ma sopratutto come Ue’. Poi ancora: ‘Da Mittal aspetto piano serio e ambizioso. Accordo 4 marzo non è in discussione’. Informativa del Ministro dello sviluppo economico sulla situazione della siderurgia
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26 maggio 2020
13:14
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“Il passaggio di accompagnare con aiuti di Stato il player privato è obbligatorio”. Così il ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli durante relazione alla Camera su settore siderurgico attualmente in corso. Patuanelli ha sottolineato le difficoltà per il privato di “trovare l’equilibrio” fra la produzione, tutela dell’ambiente e della salute.
Il piano industriale di ArcelorMittal per il rilancio di Ilva “verrà presentato entro venerdì 5 giugno”, ha detto il ministro riferendo quanto dichiarato ieri da .’a.d. Lucia Morselli al Tavolo ilva. “Mi aspetto un piano industriale serio, ambizioso, lungimirante che non sia difensivo e conservativo e soprattutto che non metta in discussione l’esito dei complessi negoziati culminati con l’accordo dello scorso 4 marzo”.
“La produzione nazionale di acciaio del mese di marzo è diminuita del 40% su base annua registrando una caduta nettamente maggiore rispetto a quella dei competitor europei”, ha detto il ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli sottolineando che nello stesso periodo la produzione della Germania è diminuita del 21%, della Francia del 13% , e della Spagna del 15%. La Produzione mondiale di acciaio ha segnato una flessione del 6%.
Bisogna Intervenire a “sostegno della siderurgia italiana e del mercato dell’acciaio in tutta la sua filiera”, ha detto il ministro Patuanelli alla Camera evocando “sistemi di protezione commerciale” per contrastare il “dumping” di paesi asiatici, ma anche della Turchia. Per “questa protezione commerciale dobbiamo intervenire come Paese ma soprattutto su base europea”. “Tutto questo – ha aggiunto – deve essere compreso in un piano strategico per la siderurgia”
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Regioni, linee guida per terme e professioni montagna
Aggiornati anche criteri per ristorazione, alberghi e piscine
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26 maggio 2020
12:19
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La Conferenza delle Regioni ha approvato le nuove linee guida per le terme, i centri benessere e le professioni della montagna. Nella stessa riunione, tenutasi nella tarda serata di ieri, ha anche aggiornato le linee guida per la ristorazione, le strutture turistiche ricettive, le piscine e i rifugi alpini.
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Nuove intercettazioni su Palamara. Pg Cassazione: ‘Al vaglio altre sanzioni disciplinari’
Pm romano ascoltato mentre parla del Pm di Perugia Miliani
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PERUGIA
26 maggio 2020
16:01
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Dalla Procura di Perugia sono giunti “ulteriori atti” dell’inchiesta sul pm romano Luca Palamara, la cui valutazione è “indispensabile ai fini delle considerazioni conclusive sulle azioni disciplinari esercitate e sulle eventuali nuove azioni da assumere”. Lo sottolinea la Procura generale della Cassazione.
Intanto il quotidiano ‘La Nazione’ pubblica il testo di nuove intercettazioni di Palamara.
“E pure per la ragazza c’è un procedimento disciplinare se mi iscrive dopo sei mesi senza motivo…”: a dirlo era Luca Palamara con l’amico Luigi Spina, membro dimissionario del Csm, in un’intercettazione agli atti dell’indagine della procura di Perugia. A riportarla è “La Nazione”, collegando il riferimento al Pm Gemma Miliani, titolare del fascicolo con il collega Mario Formisano.
Secondo la ricostruzione del quotidiano, l’ex presidente dell’Anm, e già consigliere a Palazzo dei Marescialli, riteneva ci fosse stato un ritardo nell’iscrizione dopo la trasmissione degli atti dalla Procura di Roma. L’intercettazione si riferisce alla notte del 16 maggio 2019. La conversazione venne registrata dal trojan piazzato sul telefono. “M’ha detto una cazzata Alberto…”, inveisce Palamara riferendosi probabilmente a una comunicazione di un collega che gli avrebbe fatto capire che l’indagine era stata archiviata. Spina – scrive ancora La Nazione – ribatte: “Non lo so, non ce l’hanno mandata… può essere pure che qualcuno che se ne sta per andare in pensione te la vuole far pagare ed intanto ti manda questa cosa… eh… e poi la richiesta di archiviazione”.
La vicenda delle intercettazioni di Palamara, che ha portato alle dimissioni i vertici dell’Anm, continua ad agitare le acque anche della politica. Il senatore della Lega Matteo Salvini chiede infatti al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella di sciogliere il Csm. “Mi aspetto che colui che comanda il Csm, ovvero il presidente della Repubblica Mattarella, lo sciolga, perchè dopo quello che abbiamo letto, qualche dubbio che la giustizia sia uguale per tutti viene e dunque serve una rinomina con un’estrazione a sorte per tagliare il sistema di potere della magistratura e dare fiato ai tanti magistrati liberi”. Lo afferma il leader della Lega Matteo Salvini che aggiunge: “Il Csm va azzerato, noi faremo una riforma della giustizia in nome del popolo italiano e non in nome di qualche corrente”.
“Sono sorpreso. Io ho sempre scritto da solo i miei provvedimenti, anche quelli più complessi. Forse é anche possibile scriverli a più mani ma ciò dovrebbe risultare ufficialmente”. Il sostituto procuratore generale di Bologna Valter Giovannini reagisce così alla pubblicazione, su ‘La Verità’, di altre conversazioni in chat agli atti dell’inchiesta della Procura di Perugia. Da questi dialoghi sembrerebbe che, nonostante l’estensore della sentenza disciplinare del Csm su Giovannini fosse Luca Palamara, un altro magistrato consigliere, Nicola Clivio, abbia contribuito alla redazione. “A questo punto – dice Giovannini, ex procuratore aggiunto – è urgente chiedere alla Procura di Perugia copia di tutte le chat che in qualche modo mi riguardano”. Ieri il magistrato aveva annunciato l’intenzione di chiedere alla Procura umbra, attraverso il suo legale, se vi siano intercettazioni sulla sua vicenda disciplinare, per valutare di chiedere la revisione del procedimento.
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Giovannini è stato sanzionato con la censura da parte del Csm, confermata dalla Cassazione, per il caso di Vera Guidetti, farmacista di 62 anni che uccise la madre e poi si suicidò, qualche giorno dopo essere stata ascoltata dal pm, nel marzo 2015, come testimone in un’indagine su un furto di gioielli. La sezione disciplinare del Csm aveva condannato il magistrato per aver “trascurato” le garanzie difensive a tutela della donna e per avere così violato norme processuali.
Ma oggi sull’inchiesta di Perugia riesplode la polemica. Mentre all’interno dell’Anm le varie correnti prendono posizione.
“Lo spazio temporale intercorso dopo la sospensione della seduta del Cdc dell’ANM di sabato 23 maggio non ha condotto a una soluzione alternativa per formare una nuova coalizione di Giunta, prima delle elezioni. Le ragioni che avevano indotto Area a ritenere venute meno le condizioni politiche per il proprio contributo nell’esperienza avviata un anno fa non sono superate. Non trovandosi una soluzione per una nuova Giunta, sarà quella uscente guidata da Luca Poniz a continuare il suo mandato sino all’indizione di nuove elezioni”. Così in una nota il gruppo di Area nel Comitato direttivo centrale di Anm. “L’attende un’attività di grande responsabilità: l’esame delle conclusioni dei probiviri sui fatti di maggio 2019, la richiesta alla Procura di Perugia degli atti di quell’indagine e i tavoli aperti presso il ministero della Giustizia. L’ANM e AreaDG non mancheranno di proseguire e completare il lavoro. Il gruppo di AreaDG è pronto a collaborare per realizzare queste finalità con gli altri gruppi che fanno parte della Gec. Il Cdc assumerà un ruolo ancora più centrale e ognuno potrà interloquire su proposte ed iniziative”.
I componenti del Comitato direttivo centrale (Cdc) dell’Anm di Magistratura Indipendente annunciano di voler lasciare lo stesso Cdc “debole, scarsamente autorevole, in una parola delegittimato”, che “persevera nella autoassoluzione e nella autoconservazione”. In una nota MI ricorda che “la giornata di sabato 23 maggio ha consegnato un’Anm in cui sono esplose tutte le contraddizioni e le lacerazioni conseguenti alla pubblicazione delle conversazioni private del dr. Palamara. Un fiume impetuoso di fango si propaga rapidamente rompendo gli argini, ma i tre gruppi che decidono le sorti associative (Upc – Area – AI) trovano dopo nemmeno due giorni la forza per ricompattarsi pur di non annegare, lanciandosi reciprocamente giubbotti gonfiabili. Il paradosso dei paradossi è che una ‘mano tesa’ è stata rivolta anche a Magistratura Indipendente, invitata a rendersi parte responsabile per “collaborare” alla “tenuta” complessiva della Anm in un grave, gravissimo momento di difficoltà. No, grazie”. Magistratura Indipendente ha formulato “l’unica opzione seria: anticipare il voto per il rinnovo di un Cdc che è in proroga già da marzo e per di più è privo della credibilità necessaria per discutere di qualsivoglia riforma di sistema. Per questo obiettivo abbiamo offerto una leale collaborazione e una disponibilità anche alla mediazione, che però non sono state raccolte. Bocciate le nostre proposte, si voterà tra altri 5 mesi, e per noi non ha alcun senso far parte di una ristretta cerchia di persone – di cui alcune direttamente coinvolte dalle conversazioni pubblicate – che pervicacemente si auto-assolvono ed auto-alimentano attaccate a un respiratore artificiale, confidando che la bufera passi e che i magistrati ne perdano il ricordo”.
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“Le parole di De Magistris, ‘andavo bene solo se attaccavo Berlusconi’, quelle di Palamara, ‘dovevo andare contro Berlusconi’. Le vicende legate allo scandalo delle intercettazioni venute fuori dall’inchiesta di Perugia aprono uno squarcio di verità sull’aggressione giudiziaria da parte di certa magistratura contro il Presidente Berlusconi negli ultimi 26 anni. La storia sta dando ragione a Forza Italia e a chi, come il nostro Presidente, ha sempre sostenuto il pericoloso e irrisolto cortocircuito tra politica e giustizia nel nostro Paese”. Lo afferma in una nota Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati. Forza Italia annuncia la presentazione di un pacchetto di proposte di riforma della giustizia.
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Coronavirus, accordo tra Boccia e Fontana, per gli spostamenti aspettiamo i dati di giovedì
L’incontro è stato definito dal ministro e dal governatore ‘utile e positivo’
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26 maggio 2020
16:50
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In merito agli eventuali spostamenti extraregionali, “in termini generali si è ritenuto opportuno attendere quantomeno il flusso dei dati fino a giovedì per effettuare valutazioni più circostanziate”. È quanto si legge nella nota congiunta del ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia e del presidente della Regione Attilio Fontana, diffusa al termine dell’incontro che si è tenuto a Palazzo Lombardia
L’incontro è stato definito da entrambi “utile e positivo”. “Ci siamo confrontati in termini di carattere generale, sulla situazione della Lombardia e dell’intero Paese – spiegano Boccia e Fontana – e abbiamo condiviso quanto sia importante non abbassare la guardia. Gli sforzi compiuti dai lombardi e dagli italiani sono stati grandi e non possono essere vanificati”.
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Speranza, per app Immuni siamo alle battute finali
‘Regioni avranno ruolo determinante. Cittadini la scarichino’
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26 maggio 2020
17:53
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Per la app Immuni “siamo alle battute finali. Abbiamo fatto un lavoro molto accorto e ci auguriamo che il massimo numero di italiani possa decidere volontariamente come previsto dalla norma, di scaricare questa app e sarà uno strumento in più, un pezzo di una strategia più complessiva del governo”. Lo ha detto a Sky tg il ministro della Salute Roberto Speranza: “C’è un confronto in corso con le regioni che – ha aggiunto – avranno un ruolo determinante”.
“La Regione Liguria è e rimane disponibile ad approfondire tutti i temi di contrasto al Covid con il Governo, ove questi possano risultare utili ai cittadini liguri e al paese. Dopo gli opportuni approfondimenti, le decisioni circa la App Immuni verranno quindi prese con leale collaborazione istituzionale nel solo interesse dei cittadini della Liguria”, è scritto in una nota della Regione, tra quelle in ballo per la sperimentazione dell’app, dopo che l’assessora alla sanità Sonia Viale e vicepresidente si è espressa in modo contrario.
“Nei fatti – aggiunge la nota – dopo un approfondimento tenutosi ieri in sede di Conferenza delle Regioni, non esaustiva, non è ancora chiaro se vi saranno le condizioni e neppure quando potrà partire tale sperimentazione – prosegue la nota di Regione Liguria -. Non sono ancora chiari infatti ne’ i procedimenti, ne’ gli impegni, ne’ il reale utilizzo della App stessa. Al momento non sono ancora neppure cominciati gli incontri tecnici per verificare la compatibilità di tale idea. Così come, almeno stando a quanto si legge, è ancora in corso un dibattito politico-parlamentare sulla compatibilità del sistema con le leggi sulla privacy vigenti nel nostro paese”, conclude la nota della Regione Liguria.
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26 maggio 2020
18:03
CORONAVIRUS: 32.955 MORTI, +78 MAI COSÌ POCHI DAL 2 MARZO.
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Lega, per il 4 luglio Salvini pensa al circo Massimo
Matteo Salvini pensa di chiudere la ‘manifestazione di massa’ del centrodestra il 4 luglio al Circo Massimo.
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ROMA
26 maggio 2020
17:25
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Matteo Salvini pensa di chiudere la ‘manifestazione di massa’ del 4 luglio al Circo Massimo. Ancora non c’è niente di ufficiale ma questa sarebbe l’ipotesi allo studio dell’ex ministro dell’interno, elaborata durante la riunione del Consiglio Federale che si è tenuto oggi a Via Bellerio.
“Il 2 giugno facciamo una cosa simbolica perchè gli alleati hanno preferito così e va bene, ma ai primi di luglio vorremmo fare una grande manifestazione di massa, non ci rinunciamo”, aveva detto ieri la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, a “Quarta Repubblica” su Rete 4.
In attesa della riapertura delle regioni, il centrodestra aveva rilanciato l’dea della manifestazione di massa contro il governo, da organizzarsi verso i primi di luglio.
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Tutti fuori, da nord a sud. Lamorgese ai giovani: ‘Attenti’
“Non è finita, siate responsabili”. Sindaci pronti a nuova stretta
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25 maggio 2020
10:36
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Tutti fuori, da nord a sud. L’imperativo degli italiani, ragazzi e famiglie, amici e parenti, è stato quello di tornare a mordere la vita all’aria aperta. Al mare, in montagna – dove non sono mancati gli incidenti, con quattro vittime in Piemonte e Lombardia – di giorno e di notte, quando i luoghi della movida sono stati presi d’assalto dai giovani e gli assembramenti non sono mancati – a Napoli migliaia di persone si sono riversate sul lungomare fino alle quattro del mattino bloccando il traffico – tanto che i sindaci hanno già minacciato di essere pronti a nuove chiusure. Insomma, un vero ‘liberi tutti’, che le forze di polizia hanno monitorato da vicino, ma senza pugno di ferro. Il Viminale però avverte: non è finita, serve molta attenzione o tornerà la pandemia. Un appello che il ministro Lamorgese rivolge soprattutto ai ragazzi: “Avere restituito la libertà di uscire può aver indotto a pensare che sia tutto superato, ma così non è. E’ opportuno lanciare un messaggio ai giovani: se dovesse tornare l’epidemia sarebbe un fallimento per il Paese. Supereremo questa emergenza solo se operiamo tutti con grande senso di responsabilità”. “Siamo ancora in una fase molto pericolosa”, aggiunge il viceministro Matteo Mauri. I governatori di Lombardia e Campania ribadiscono la linea della fermezza: “Chiedo ai sindaci – afferma Attilio Fontana – rigore per punire non i gestori dei locali, ma i clienti che dimostrano poco rispetto anche nei loro confronti”. “Lo Stato ha il dovere di imporre il rispetto delle regole e di garantire le norme di sicurezza”, tuona Vincenzo De Luca. Nel complesso, comunque, eccetto i casi del capoluogo campano e di Milano, che ha esagerato con aperitivi troppo affollati, o di Bergamo, Brescia e Perugia dove gli assembramenti hanno superato il limite del buon senso e delle regole, la maggior parte delle persone si è comportata con assennatezza e le multe sono state contenute. Sulla riviera romagnola, anche se ancora si lavora per sistemare le spiagge, in tanti non hanno rinunciato a passeggiare in riva al mare a piedi nudi, prendendo il sole in ‘verticale’. A Rimini, capitale del divertimento estivo dove il virus ha picchiato duro, vigili e forze dell’ordine hanno avuto molto da fare a far distanziare i gruppi di ragazzi, anche senza mascherine, che affollavano di sera la Vecchia Pescheria, tradizionale luogo di ritrovo. Anche a Bari e nel foggiano c’è stato bisogno di interventi con sanzioni, e anche i locali sono stati controllati. Bella animata la movida triestina ma senza criticità, e di giorno c’è stato il ritorno ai tavoli dei caffè di Piazza Unità e lunghe le Rive. Controlli anche a Roma, con la chiusura di una piazza nel quartiere trendy di Monti, e poi famiglie e amici sono tornati a pranzare nei ristoranti di Fiumicino con soddisfazione degli esercenti che non pensavano in una ripresa così ‘vitale’ anche dal punto di vista dei coperti. A Roma e sul litorale si è anche registrato un boom di consumo di gelati artigianali: due milioni di coni e coppette. Gestione regolare della vita notturna a Cagliari dove nessuna contravvenzione è stata elevata, anche se il lavoro per i vigili non è mancato ma è stato solo un richiamo ad evitare eccessi. Poetto tutto esaurito, con i cagliaritani che sono stati sotto gli ombrelloni nel rispetto delle distanze, e la stessa cosa è avvenuta nelle altre spiagge vicine al capoluogo. Bene nelle Marche e in Veneto, per quanto riguarda il ritorno sui vasti arenili meta scelta per passeggiate e prime tintarelle, ma il governatore Luca Zaia ha avvertito che la linea dei conti si traccia giovedì prossimo, con i dati del contagio. A Verona c’è stata una certa dose di intemperanza e il sindaco Sboarina non l’ha presa bene, promette il pugno duro contro gli assembramenti e i vandalismi di chi ha lasciato le piazze piene di vetri rotti. Giornata di mare per i liguri, con i lidi a ingressi a turno, dove si preannuncia l’aiuto di steward per regolare il flusso delle persone. Molti piemontesi hanno invece scelto la strada delle montagne, per escursioni e piccole arrampicate con pranzo al sacco, e si sono formate lunghe code al casello di Bruere e sulla tangenziale di Torino verso l’imbocco della Val di Susa. Ancora bagni di mare ed euforia per i palermitani che anche questa domenica hanno riempito la spiaggia di Mondello.
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Task force ministero, fino alle medie didattica in aula
Concorso dei precari dopo l’estate, ma con la prova scritta
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25 maggio 2020
21:03
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Ok ai concorsi e maggiore chiarezza su come sarà il rientro in classe a settembre degli 8,3 milioni di studenti italiani. Il Comitato di esperti per la riapertura delle scuole presieduto da Patrizio Bianchi ha consegnato alla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina il Rapporto con le indicazioni per la ripartenza: si fa leva sull’autonomia spinta delle scuole – nei diversi territori saranno possibili soluzioni diverse – con accordi con gli enti locali, con i mezzi di trasporto e l’utilizzo del terzo settore per poter garantire più tempo scuola fisico soprattutto ai bambini della scuola di primo ciclo. Che insieme agli alunni di elementari e medie andranno in presenza. Si tratta di un ulteriore passo in avanti verso la riapertura, dopo che nella notte era arrivato l’accordo sul concorso per i prof, con un clima più sereno nella maggioranza dopo il vertice: si farà dopo l’estate e non più con i quiz a crocette ma con una prova scritta: “aggiorneremo le graduatorie provinciali e i precari che vinceranno il concorso potranno essere assunti con retrogradazione della data”, ha aggiunto la ministra. Docenti necessari per il ritorno in aula: come ha chiarito Amanda Ferrario, dirigente scolastico che fa parte della task force, si tornerà infatti in classe dall’infanzia alle medie: “I bambini della scuola dell’infanzia, elementare e media devono poter essere in un contesto di socialità”.
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Diversa la situazione alle superiori: qui i ragazzi sono più grandi e quindi la possibilità di intervallare un tempo in presenza e un tempo di didattica a distanza è possibile. Quindi per loro la Dad ci sarà ancora, quanto meno nella prima parte dell’anno nella quale le misure di distanziamento in ambienti, che sono antichi o piccoli, non si prestano a poter ospitare tutti gli studenti. Tra le linee fornite dal Comitato, la ridefinizione dell’unità oraria che non deve essere necessariamente di 60 minuti, in modo tale da poter garantire il tempo scuola a tutti; fare entrare i ragazzi in maniera scaglionata durante l’arco della giornata e non tutti alle otto; utilizzare per le lezioni non soltanto le aule ma anche parchi e giardini, gli oratori messi in sicurezza con le necessarie precauzioni, le strutture dei comuni. Le scuole, inoltre, possono fare accordi per progetti con gli enti locali per integrare la didattica: più musica più sport più cinema e teatro e più arte. Una strada che sembra più in discesa dopo che, vissuti giorni di scontri, la maggioranza ha raggiunto un accordo sul concorso straordinario che riguarderà complessivamente circa 32 mila precari. Le polemiche sulla prova per i precari hanno attirato sulla ministra una pioggia di insulti social volgari e sessisti. Azzolina ne era già stata vittima in passato. Solidarietà le è arrivata da numerosi parlamentari ed indignazione è stata espressa anche da molti docenti e dirigenti scolastici.
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Boccia: ‘Se avanti così non riapriamo mobilità fra Regioni’
‘Capisco i giovani ma non possiamo annullare gli sforzi’
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25 maggio 2020
14:42
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“Non siamo sorpresi per quel è accaduto in questo fine settimana. Ma se è comprensibile e umano, dopo due mesi, uscire di casa, non dobbiamo dimenticare che siamo ancora dentro il Covid 19 e dunque chi alimenta una movida sta tradendo i sacrifici fatti da di milioni di italiani”. Lo dice, in un’intervista alla Stampa, il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia. “A fine settimana – spiega – il Consiglio dei ministri farà le sue valutazioni in base al numero dei contagi. E per lo ‘sblocco’ della mobilità tra Regioni, faremo le nostre valutazioni: non è detto, ma potrebbe diventare inevitabile prendere tutto il tempo che serve”. “La maggioranza dei cittadini – osserva Boccia – rispetta le regole ed è indignata per i comportamenti di poche persone. Sinora abbiamo usato il metodo del bastone e della carota: sembra aver funzionato”. E gli assistenti civici, aggiunge, saranno “migliaia di persone in strada per ricordare a tutti le regole della nostra convivenza”.
Comune Rimini, pronti a chiudere prima i locali – Quello della movida, degli assembramenti che si sono verificati nel weekend in centro storico a Rimini e soprattutto nella Vecchia pescheria “è un problema che affronteremo a brevissimo, nella prossima riunione del comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza”. Lo dice all’edizione locale del Resto del Carlino Jamil Sadegholvaad, assessore alla Sicurezza del Comune di Rimini, che anticipa: tra le misure al vaglio dell’amministrazione la chiusura anticipata dei locali. “Ridurre l’affluenza di pubblico è una misura difficilmente attuabile – spiega – Crediamo che l’unica soluzione sia far chiudere anticipatamente, alla sera, i locali della zona della Vecchia pescheria”. “I problemi di assembramento di venerdì e soprattutto di sabato si sono verificati tardi, quando erano già le 22.30. La soluzione a cui abbiamo pensato è far chiudere i locali prima, intorno alle 21.30. Questo significa permettere alle cantinette di lavorare comunque qualche ora, con gli aperitivi, evitando la concentrazione di persone che si è verificata durante il fine settimana”. Un provvedimento sì drastico, aggiunge, “ma non bisogna commettere lo sbaglio di pensare che l’emergenza sia finita, che il virus non circoli più e che si possa tornare subito alla normalità”.
Rossi, in Toscana casi movida ma weekend tranquillo – In Toscana il weekend è stato “nel complesso tranquillo”, con “episodi di movida, qualche situazione di assembramento sulla costa e nelle città d’arte”, ma “i comportamenti sono generalmente appropriati, le spiagge non erano affatto affollate, mi sembra che ai cittadini ci sia poco da rimproverare”. Lo ha detto Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, intervenendo a Uno Mattina su Raiuno. “Nelle specifiche situazioni hanno fatto bene i sindaci a farsi sentire, e da quanto ho capito con l’intesa che hanno fatto col ministro Boccia metteranno in campo controlli specifici”, ha aggiunto Rossi, sottolineando che “per ora le riaperture del 4 maggio non hanno prodotto effetti valutabili, almeno a oggi, in termini di diffusione del contagio”. Tuttavia, ha osservato ancora, “quando possono le persone stanno a casa, si può vedere quanto siano vuote le autostrade anche il sabato sera. Gli stessi cittadini sembrano adottare un meccanismo di prudenza che, a volte, è più alto rispetto a certe decisioni a cui sono spinte le istituzioni sulla base di gruppi più che legittimi di pressione”.
Toti, proseguire chiusura Regioni ucciderebbe Paese – “La chiusura dei confini delle Regioni ancora a lungo è una cosa improponibile e impensabile, vuol dire uccidere il Paese e uccidere la libertà, spostarsi sul territorio nazionale è un diritto costituzionale che si può comprimere in casi di assoluta emergenza e per un periodo limitato di tempo”. Così il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti stamani a ‘Mi manda Rai Tre’ commenta l’ipotesi di un’estate senza turisti lombardi e piemontesi in Liguria a causa del coronavirus. “Speriamo che il numero dei contagi scenda, mi pare che anche in Lombardia stia scendendo, anche se è stata la Regione più colpita. – ha detto – Non credo si possano tenere chiusi i confini delle Regioni, men che meno i confini del Paese. Il turismo vale tra il 10 e il 15% del Pil nazionale, sarà già un’estate complessa, cerchiamo di non renderla peggio di quella che potrebbe essere”.
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Mattarella, Italia sostiene Africa unita
Così Mediterraneo è ponte tra continenti
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25 maggio 2020
10:18
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“La lungimirante decisione che, 57 anni orsono, portò alla nascita dell’Organizzazione per l’Unità Africana ha trovato da sempre nell’Italia un partner convinto e affidabile. Il nostro Paese sostiene con determinazione il progetto di una sempre maggiore integrazione del continente africano – sia a livello regionale sia sub regionale – e guarda con la massima attenzione alle relazioni con l’Africa nel suo insieme e con ciascuno dei Paesi che ne fanno parte: solo così, infatti, il Mediterraneo potrà essere fedele alla sua vocazione, storica e geografica, di ponte fra i due continenti”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nella Giornata dell’Africa.
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Fase 2: Sardine, movida scellerata
‘Serve responsabilità, la normalità non tornerà subito’
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BOLOGNA
25 maggio 2020
10:21
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“Dalla Lombardia alla Sicilia in questo weekend si è assistito spesso a comportamenti scellerati, di giovani e non, alla ricerca di una tanto agognata normalità”.
Così le Sardine su Facebook puntano il dito contro le immagini di movida nel primo fine settimana con assembramenti non controllati, soprattutto di giovani.
“Alcuni sindaci hanno dovuto porre dei limiti alla ripresa delle attività di bar, pub e locali pubblici. Una contromisura necessaria per evitare il rischio di un possibile aumento del contagio e così i commercianti dovranno sottostare a ulteriori restrizioni, mettendo a repentaglio la propria attività lavorativa. Strette di mano, abbracci, baci, drink condivisi e minime distanze. Mascherine al mento, al collo, in mano se non addirittura in tasca, come fosse una borsetta, un ornamento superfluo”.
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10 anni fa moriva Silvius Magnago
Svp, “esemplare il suo impegno politico pacifico e pragmatico”
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BOLZANO
25 maggio 2020
10:35
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Dieci anni fa moriva Silvius Magnago, per quasi 30 anni (dal 1960 al 1989) presidente della Provincia di Bolzano. Alto, magrissimo, instancabile, un’aria ascetica e ispirata, le stampelle a sorreggerlo dopo la perdita della gamba sinistra sul fronte russo nella Seconda guerra mondiale. Il 25 maggio del 2010 se ne andò, all’età di 96 anni, ultimo testimone di un’epoca dell’Alto Adige, quella delle trattative per l’autonomia, ma anche quella degli attentati.
Magnago – afferma il segretario della Svp Philipp Achammer – ha lasciato il suo segno con “la sua lungimiranza e il suo senso di responsabilità”. “Per la Svp resta esemplare il suo impegno politico per la messa in sicurezza della minoranza tedesca e ladina percorrendo una strada pacifica e pragmatica”, aggiunge Achammer.
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Fase 2, Appendino: ‘Più fondi o tante città in dissesto’
‘E’ evidente che i 3 miliardi del Governo ai Comuni non sono sufficienti. Se entro il 31 luglio il Governo non dovesse intervenire, saremo uno dei Comuni che, come tanti altri, andrà in dissesto’, ha detto la sindaca di Torino
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TORINO
25 maggio 2020
10:49
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“E’ evidente che i 3 miliardi del Governo ai Comuni non sono sufficienti. Se entro il 31 luglio il Governo non dovesse intervenire, saremo uno dei Comuni che, come tanti altri, andrà in dissesto”. Così, ospite di Radio Rai, la sindaca di Torino Chiara Appendino sulle conseguenze del coronavirus sui conti della Città. “Mancano oltre 230 milioni su un bilancio di 1,3 miliardi, con questo intervento del Governo pensiamo di recuperare 80 milioni. Noi ci aspettiamo che il dialogo col Governo vada avanti e vengano stanziate ulteriori risorse prima del 31 luglio”.
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Anm:D’Incà, urge riforma Csm
Credibilità magistratura non può essere minata
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25 maggio 2020
11:21
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“Non possiamo permettere che la credibilità e l’autorevolezza della magistratura vengano minate da fatti come quelli emersi dal caso #Palamara. Per dissipare tutte le ombre e le opacità è urgente intervenire con la riforma del #Csm come annunciato dal ministro Alfonso Bonafede”. Lo afferma su twitter il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Inca.
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Scuola:Crimi, premiata la competenza
Ringrazio ministro Azzolina per grande impegno e dedizione
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25 maggio 2020
12:02
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Con il concorso straordinario che si terrà dopo l’estate renderemo stabili 32 mila insegnanti precari nella scuola. Il merito e la competenza, principi che da tempo perseguiamo, saranno al centro delle selezioni. È un risultato importante. Ringrazio la Ministra Lucia Azzolina per il grande impegno e la dedizione con cui ha lavorato per raggiungerlo.
Nella formazione dei nostri figli e dei nostri ragazzi non devono esserci compromessi al ribasso, è nostro dovere individuare il personale docente più preparato ad accompagnarli verso il loro futuro”. Lo scrive su Facebook Vito Crimi, capo politico del Movimento Cinque Stelle
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Guerini: ‘Le frecce tricolori sorvolano regioni’
Disegneranno bandiera nel cielo fino al 2 giugno
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25 maggio 2020
20:36
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“La nostra bandiera è simbolo di unità: da oggi le Frecce Tricolori la disegneranno ogni giorno nel cielo italiano, sorvolando tutte le regioni. Sarà un grande abbraccio agli italiani che si chiuderà a Roma il 2 giugno per la Festa della Repubblica”, ha scritto su Twitter il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini.
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Dl imprese:Pd,banche non applicano norme
Istruiscono numeri esigui di richieste
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25 maggio 2020
12:48
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“Alcuni istituti di credito non hanno applicato le norme di accesso ai prestiti previsti dal decreto sulla liquidità alle imprese, istruendo numeri esigui di richieste e applicando tassi di interesse molto superiori a quelli previsti dalla legge”. Lo dichiara il deputato dem Franco Vazio, vice presidente commissione Giustizia e membro della commissione Bicamerale Banche che annuncia che chiederà in sede i Commissione Banche un intervento della magistratura ordinaria.
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Pioggia critiche su “assistenti civici”
Orfini,se vuoi controllo lo organizzi. Meloni,deriva autoritaria
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25 maggio 2020
13:28
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“Se apri i locali nei luoghi dove ci sono i locali le persone ci vanno. Se non vuoi, organizzi prima afflusso, modalità e controlli. Non servono assistenti civici”.
Matteo Orfini, parlamentare Dem, è solo uno dei politici (di maggioranza e opposizione) che si scagliano contro la proposta di utilizzare “assistenti civici” – o come li definisce Ylenja Lucaselli di Fdi, “guardiani dello spritz – per evitare assembramenti.
Una critica che accomuna anche Leu, +Eu e Iv, con Francesco Laforgia (“riflette un’idea di lavoro povero, poco o per nulla retribuito”), Giordano Masini (“proposta dal vago sapore orwelliano”) e Matteo Renzi che dà semplicemente ragione ad Orfini. Parla di “deriva autoritaria”, invece, Giorgia Meloni che mette in guardia dai rischi di avere “”una versione grillo-piddina dei guardiani della rivoluzione”.
“Se al peggio non c’è mai limite questo governo il fondo del barile lo sta raschiando da tempo”, tuona infine Giorgio Mulè di Fi che parla anche di “goffa Guardia Civica”.
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Aspi:Renzi, vicenda da affrontare subito
Finito il tempo della divisione ideologica
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25 maggio 2020
14:27
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“Lancio un appello sulla questione Autostrade: è finito il tempo della divisione ideologica. La vicenda ASPI va affrontata con serietà, rigore, competenza, discontinuità, certezza del diritto. E bisogna farlo subito, noi ci siamo. Perché altrimenti decine di miliardi si fermano e vengono bruciati sull’altare del totem burocratico”. Così Matteo Renzi nell’e-news.
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Trapianto staminali per sclerosi multipla su 15 malati
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25 maggio 2020
14:28
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Si è conclusa la sperimentazione di Fase I che prevede il trapianto di cellule staminali cerebrali umane in 15 pazienti affetti da Sclerosi multipla secondaria progressiva. Per la prima volta al mondo sono stati trattati tutti i 15 pazienti reclutati per il trattamento sperimentale della malattia. Lo annunciano la Pontificia Accademia per la Vita con Associazione Revert Onlus e Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza. Nessun paziente ha manifestato effetti collaterali. Si stanno ora valutando eventuali effetti terapeutici.
La sperimentazione, coordinata e finanziata dalla Fondazione e dall’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza e da Revert Onlus con il patrocinio della Fondazione Cellule Staminali di Terni, è stata realizzata anche grazie alla collaborazione con l’Azienda Ospedaliera di Terni, l’Università di Milano Bicocca e l’Ospedale Cantonale di Lugano.
Nonostante l’emergenza Covid, l’ultimo paziente è stato trattato il 20 maggio. La sperimentazione è iniziata a gennaio 2018 con il ricovero del primo paziente e costituisce il “primo passo verso lo sviluppo di un protocollo sperimentale per trattare i pazienti di Sclerosi Multipla con il trapianto di cellule staminali cerebrali umane di grado clinico”. Scopo del trial è verificare la sicurezza del trattamento e le possibili azioni neurologiche. I 15 pazienti sono stati suddivisi in quattro gruppi e trapiantati con dosi crescenti di cellule, gli ultimi sei hanno ricevuto il dosaggio più elevato (24 milioni di cellule). Tutti i pazienti sono stati dimessi dopo 48 ore di osservazione in seguito al trapianto e non hanno manifestato effetti collaterali nell’immediato post-operatorio o nei mesi a seguire. Proseguirà l’attività di monitoraggio per almeno un anno dopo l’intervento e si stanno ora valutando eventuali effetti terapeutici.
“Aspettiamo adesso il follow-up a un anno e la sottomissione nei tempi più brevi possibili del protocollo per la Fase II in questa grave malattia”, ha affermato Angelo Vescovi, direttore scientifico dell’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo e presidente dell’Advisory Board di Revert Onlus, nonché professore dell’Università degli Studi di Milano Bicocca. Le cellule staminali cerebrali umane usate nello studio sono derivate da gestazioni che si sono interrotte per cause naturali e prelevate attraverso biopsia cerebrale, in accordo alle stesse regole che disciplinano la donazione degli organi. La ricerca di Revert, sottolinea il presidente della Pontificia Accademia per la vita Mons. Vincenzo Paglia, “è unica nel suo genere perché scevra da qualunque problematica etica e morale e questo ci rende ancora più fieri dei risultati ottenuti e ci fa guardare al futuro con maggiore ottimismo, sempre nel rispetto della vita”.
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Fi:Tajani, al governo? E’ irreale
Berlusconi su questo è stato chiaro
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25 maggio 2020
14:28
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Fi nel governo? E’ un periodo ipotetico dell’irrealtà. Berlusconi su questo è stato chiaro” .Lo ha detto Antonio Tajani, vicepresidente di Fi a ‘Un giorno da pecora’ che rispetto ad Iv dice, “siamo rimasti delusi dalla loro spinta liberale”.
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Fase 2:Castaldi, no ad assistenti civici
Fuga in avanti Boccia non convince M5S, ci sia passo indietro
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25 maggio 2020
14:43
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“La fuga in avanti di Francesco Boccia sui 60mila #assistenticivici non mi convince. E non convince il #M5S. Per noi i cittadini devono controllare quello che fanno i politici, non quello che fanno altri cittadini: auspico passo indietro del ministro e confronto con tutta la maggioranza”. Lo scrive in un tweet il sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento Gianluca Castaldi.
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Roma: in corso incontro Raggi-Di Maio
Neri giorni emersa ricandidatura Raggi alla guida della Capitale
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ROMA
25 maggio 2020
14:47
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E’ in corso alla Farnesina, a quanto si apprende, un incontro tra il ministro degli Esteri Luigi Di Maio e la sindaca di Roma Virginia Raggi. L’incontro si registra dopo che, nei giorni scorsi, è emersa l’ipotesi di una ricandidatura di Raggi alla guida della Capitale nel 2021.
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Salvini,guardie civiche?Bene dietrofront
Italiani meritano fiducia e libertà
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25 maggio 2020
17:25
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“Dopo le nostre e vostre proteste, marcia indietro di una parte del governo sui 60.000 “guardiani civici” che dovrebbero controllare gli spostamenti degli Italiani. Teniamo occhi ed orecchie aperti: gli italiani meritano fiducia e libertà!”. Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini.
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Inps: Calderoli, Tridico vada via
Chiunque al suo posto farà meglio
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25 maggio 2020
17:32
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“Mi sarei aspettato delle pubbliche scuse da parte del presidente INPS, Pasquale Tridico, dopo quella sua infelice uscita, quel suo ‘abbiamo riempito di soldi gli italiani’. Invece niente, nessuna scusa da chi ha gestito nel peggiore dei modi l’INPS in questo momento di estremo bisogno per i cittadini italiani, molti dei quali attendono ancora i 600 euro promessi da Conte nelle sue continue conferenze stampa. E allora visto che Tridico non si scusa auspichiamo che qualcuno al Governo abbia un sussulto di dignità e lo metta alla porta. Tanto chiunque al suo posto farà meglio e in più non dirà simile nefandezze”. Lo afferma il senatore Roberto Calderoli, vice presidente del Senato.
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Crimi, sui controlli troveremo soluzione
Notizia su assistenti civici ci ha lasciato perplessi
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25 maggio 2020
17:39
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“La notizia dell’ordinanza sugli assistenti civici era giunta inaspettata e ci ha lasciati alquanto perplessi. Non perdiamo però di vista l’obiettivo: garantire tutto il supporto necessario ai comuni durante questa fase delicata. Sono certo che attraverso il confronto all’interno della maggioranza sapremo trovare, in tempi brevi, la soluzione più efficace”. Lo scrive in una nota il capo politico del Movimento 5 Stelle Vito Crimi.
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Anm, niente accordo, giunta resta per amministrazione
Bufera sulle procure, Poniz: ‘Disegno per colpire la magistratura’
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TORINO
25 maggio 2020
22:33
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L’accordo politico per rifondare la giunta dell’Anm, almeno per il momento, non è stato trovato. E dunque come prevede lo Statuto l’esecutivo guidato da Luca Poniz – che sabato si è dimesso assieme a tutto i componenti di Area, mossa a cui ha fatto seguito l’uscita dei rappresentanti di Unicost, a partire dal segretario Giuliano Caputo – resterà in carica per l’ordinaria amministrazione sino alle elezioni. “Le condizioni per la prosecuzione di una giunta politica non sono più sussistenti” ha detto Area. La discussione continua, ma sembra non ci siano spiragli.

“E’ in atto un disegno per colpire l’intera magistratura e l’associazionismo che nessuno sconfiggerà mai. E occorre reagire con forza: respingere l’idea che la magistratura è quella che emerge dalle ricostruzioni dei giornali. Noi siamo un’altra cosa”. Lo ha detto il presidente dell’Anm Luca Poniz, parlando al Comitato direttivo centrale dell’Anm. “L’Anm non è mai stata e non è a rischio di scioglimento. Ci sono riusciti soltanto i fascisti tanti anni fa. E a chi dice che deve essere sciolta, rispondiamo ‘vergogna’”, ha aggiunto.

“E’ assolutamente necessario e urgente che Anm e Csm facciano autocritica in vista di una autoriforma del sistema, offrendo ogni collaborazione agli organi competenti, a partire dal ministro”. Lo afferma il magistrato Gian Carlo Caselli, ex capo della Procura di Torino. “Tutto questo – spiega Caselli – anche per evitare o per giocare d’anticipo rispetto a proposte che potrebbero essere non di riforma, ma di vendetta nei confronti della magistratura, da parte di chi non ne ha troppo gradito la sua attività indipendente”. “Le intercettazioni che sono emerse dal procedimento in corso davanti alla magistratura di Perugia rivelano un groviglio di manovre e spesso anche di baratti che hanno consentito a molti di parlare di un suq per quanto riguarda la nomina di questo o quel magistrato a questo o quel posto direttivo”. “E’ evidente l’effetto di queste intercettazioni – aggiunge Caselli – una specie di tsunami su Anm, Csm e magistratura in generale”.
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Giunta decide su Open Arms: D’Incà: ‘M5S dirà sì al processo’
Sullo sfondo l’effetto del ‘caso Palamara’. Slitta a ottobre il processo Gregoretti
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26 maggio 2020
10:45
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“Ho difeso la legge, la sovranità, la sicurezza, l’onore e la dignità italiane, con l’accordo dell’intero governo. Sono tranquillo e rifarei tutto, non per interesse personale ma per tutelare il mio Paese”. Con questo spirito, Matteo Salvini, attende il pronunciamento di domani mattina della Giunta delle immunità del Senato sulla vicenda Open Arms, il terzo a suo carico, dopo quello sulla Diciotti e sulla Gregoretti (su quest’ultima si registra intanto il terzo rinvio, questa volta causa Covid, dell’udienza preliminare che il presidente dei Gip di Catania, Nunzio Sarpietro, ha ricalendarizzato il 3 ottobre prossimo”.
Chi ha parlato con l’ex ministro dell’Interno lo descrive molto sereno, convinto che ora tocca alla maggioranza decidere, ma che lui, comunque vada a finire, andrà avanti per la sua strada. Un voto sul filo del rasoio che cade in un momento delicatissimo nell’eterno dibattito tra politica e giustizia: il terremoto provocato dalle chat intercettate che avevano per oggetto proprio il segretario leghista, potrebbero riservare qualche sorpresa dell’ultimo momento e chissà che l'”effetto Palamara”, possa giocare un ruolo sul futuro processuale dell’ex ministro dell’Interno. Insomma, a suspense si aggiunge suspense, visto che sulla carta 11 senatori sono a favore del rinvio a giudizio, 11 sono contrari, con Michele Giarrusso, ex Cinque Stelle, oggi al Misto, nell’inedito ruolo di ago della bilancia. Chi lo conosce bene sostiene che, malgrado i profondi dissapori con il Movimento, sbaglia chi lo dà già per arruolato nelle fila della Lega, ma solo oggi si saprà il suo pensiero. Per ora, ambienti del centrodestra fanno notare che se la maggioranza giallorossa dovesse mandare a giudizio Salvini malgrado questo clima a loro dire “di caccia alle streghe” ai suoi danni, sarebbe un precedente gravissimo.
In particolare, questi stessi ambienti lanciano un implicito appello ai senatori di Italia Viva, a loro giudizio più sensibili ai principi del garantismo. Ma se il centrodestra è unito nel difendere Matteo Salvini sulla Open Arms, non lo è per nulla in vista del 2 giugno. In occasione della festa della Repubblica, i tre leader avevano annunciato una iniziativa per dare voce a chi, a loro giudizio “è stato dimenticato dal governo”, in questa controversa Fase 2. Sin da subito erano emersi dei dubbi sulla reale fattibilità di una manifestazione popolare in un momento in cui ancora si insiste nel raccomandare il distanziamento fisico. Ma nelle ultime ore è sembrato che i distinguo da parte di Fi e FdI si siano accentuati, e che tutto sommato ancora una volta il leader della coalizione si sia ritrovato un po’ isolato. Il partito di Giorgia Meloni e quello di Silvio Berlusconi, spinti dall’esigenza di evitare assembramenti, sembra preferiscano manifestare più in là, a luglio, quando sarà possibile spostarsi da una regione a un’altra. La Lega minimizza e esclude categoricamente ogni problema politico, segnalando solo giuste precauzioni. Ma tra loro c’è chi ironizza, osservando che i più preoccupati a scendere in piazza erano gli azzurri, forse per ragioni di età. Ad ogni modo, il due giugno ci saranno iniziative simboliche in tutte le città italiane, una sorta di presidi anti-Conte, una cinquantina di persone ben distanziate con il tricolore in mano. Matteo Salvini sarà in prima fila, in una piazza romana.
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Parte tour Frecce Tricolori, ma polemica assembramenti
Appendino, ‘folla per vederle, così non va’. Sorvolata Codogno
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25 maggio 2020
23:25
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L’intenzione era quella di rendere omaggio – dall’alto – alle vittime del Coronavirus. Ma la spettacolare esibizione delle Frecce Tricolori, partite oggi per un giro d’Italia di 5 giorni che culminerà il 2 giugno con i passaggio sopra i Fori Imperiali, ha causato anche i tanti temuti assembramenti e la sindaco di Torino, Chiara Appendino, è sbottata: “porterò questa situazione al tavolo di pubblica sicurezza”. Critiche anche dal governatore Alberto Cirio: “a rischio mesi di sacrifici”.
La Pattuglia acrobatica nazionale è decollata oggi dalla sua sede, a Rivolto (Udine) e, dopo aver volato su Trento, si è diretta verso Codogno, luogo simbolo dell’epidemia da Covid-19, toccando infine anche Milano, Torino ed Aosta. Il tour delle Frecce per la Festa della Repubblica, quest’anno orfana della tradizionale parata militare ai Fori Imperiali, toccherà complessivamente 21 città: domani Genova, Firenze, Perugia e L’Aquila: seguiranno, il 27, le isole, Cagliari e Palermo; il 28 di scena al Sud con Catanzaro, Bari, Potenza, Napoli, Campobasso; il 29 sarà la volta di Loreto (dove ha sede il santuario della Madonna protettrice dell’Arma Azzurra), Ancona, Bologna, Venezia e Trieste. Il 2 gran finale a Roma, dove, causa Covid, le celebrazioni si limiteranno alla deposizione di una corona di alloro presso l’Altare della Patria da parte del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
“La nostra bandiera – ha twittato il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini – è simbolo di unità: da oggi le Frecce Tricolori la disegneranno ogni giorno nel cielo italiano, sorvolando tutte le regioni. Sarà un grande abbraccio agli italiani che si chiuderà a Roma il 2 giugno per la Festa della Repubblica”.
Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha assistito all’esibizione delle Frecce dalle terrazze del Duomo. Due i passaggi sula città, tra gli applausi delle centinaia di persone presenti in piazza. “Un messaggio positivo di fiducia ed unità”, ha commentato il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana. Applausi anche a Torino, con due passaggi sul Po e tanta gente con il naso all’insù. Troppe per la sindaca Appendino, che ha ammirato la Pan dal balcone di Palazzo Civico.
“Oggi le Frecce Tricolori ci hanno dimostrato che possiamo guardare tutti nella stessa direzione”, ha commentato inizialmente. Ma poi sono arrivati i report sulle folle radunatesi in vari punti della città per guardare le scie tricolori dei caccia e l’umore è cambiato: “sono più che felice – ha spiegato su Facebook, postando la foto di una folla assiepata sulle scalinate della chiesa Gran Madre – di complimentarmi con i torinesi e riconoscere l’impegno, loro e di noi come Istituzioni, quando le cose funzionano. Ma questo non è stato il caso. Porterò questa situazione al tavolo di pubblica sicurezza”.
Occhi puntati ora ai passaggi delle Frecce dei prossimi giorni. Altri sindaci – a magari anche un governatore come il campano Vincenzo De Luca – potrebbero non gradire l’effetto collaterale dell’esibizione della Pattuglia. Dalla Lega, intanto, arriva la richiesta al presidente Mattarella ed al ministro Guerini di aggiungere un’altra data al tour delle Frecce. “Questa iniziativa lodevole e commemorativa – hanno affermato i parlamentari Daniele Belotti e Simona Pergreffi – non può dimenticare le migliaia di vittime delle zone più martoriate dal Covid come Bergamo, Brescia, Cremona, Piacenza e Lodi, territori che hanno pagato più di altri in termini di vite umane. Un piccolo sforzo per concedere a chi ha perso tantissime persone care, familiari e amici, un momento simbolico in cui onorare la memoria di chi non c’è più”.
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Vertice Conte-capidelegazione alle 10,30
Si discute di assistenti civici e data elezioni amministrative
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26 maggio 2020
10:13
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Una riunione del premier Giuseppe Conte con i capi delegazione di maggioranza Dario Franceschini, Alfonso Bonafede, Roberto Speranza e Teresa Bellanova è in programma, a quanto si apprende, alle 10.30. All’incontro prenderanno parte anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro, il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia.
Tra i temi della discussione dovrebbero esserci la data delle elezioni amministrative e del referendum e un nuovo passaggio sulla proposta degli assistenti civici.
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Open Arms:da giunta no processo Salvini
13 voti a favore della relazione di Gasparri, 7 i no, 3 astenuti
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26 maggio 2020
11:44
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Con 13 sì a favore della relazione del presidente della giunta Maurizio Gasparri, che chiedeva di negare l’autorizzazione a procedere, 7 no e 3 senatori che non hanno partecipato al voto la Giunta per le immunità del Senato ha respinto la richiesta di autorizzazione a procedere per l’ex ministro Matteo Salvini sul caso Open Arms.
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Salvini, giunta mi dà ragione
Ho agito per interesse pubblico e non privato
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26 maggio 2020
11:57
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“La giunta del Senato ha votato stabilendo che Salvini ha fatto il suo dovere, ha agito per interesse pubblico e non privato”. Lo afferma Matteo Salvini leader della Lega in diretta facebook.
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Salvini, Mattarella sciolga Csm
Serve nomina con estrazione a sorte
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26 maggio 2020
12:18
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“Mi aspetto che colui che comanda il Csm, ovvero il presidente della Repubblica Mattarella, lo sciolga, perchè dopo quello che abbiamo letto, qualche dubbio che la giustizia sia uguale per tutti viene e dunque serve una rinomina con un’estrazione a sorte per tagliare il sistema di potere della magistratura e dare fiato ai tanti magistrati liberi”. Lo afferma il leader della Lega Matteo Salvini che aggiunge: “Il Csm va azzerato, noi faremo una riforma della giustizia in nome del popolo italiano e non in nome di qualche corrente”.
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Scuola:Pd,no a riformulazione su precari
Non corrisponde a esito vertice di maggioranza
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26 maggio 2020
12:47
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“Ritengo assolutamente insoddisfacente la riformulazione proposta dal Governo sul concorso riservato ai docenti precari. Mi sembra un modo sbagliato e controproducente di tradurre l’incontro di maggioranza avvenuto alla presenza del Presidente del Consiglio.
Per quel che mi riguarda, allo stato attuale, rimangono più che mai valide le ragioni del nostro emendamento 2.19 che dà una risposta molto seria al problema ineludibile (non solo per i lavoratori, ma per gli studenti, per le famiglie e per l’intero sistema dell’istruzione) del precariato nella scuola”. Così in una nota il senatore Pd Francesco Verducci, vice presidente Commissione Cultura e primo firmatario emendamento sul precariato al Dl Scuola.
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Telefonata tra Mattarella e Steinmeier
Soddisfazione per la collaborazione tra l’Italia e la Germania
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26 maggio 2020
14:50
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Lunga e amichevole telefonata questa mattina tra il Presidente della Repubblica Federale di Germania, Frank-Walter Steinmeier e il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Nel corso del colloquio telefonico è stata espressa dai due Presidenti la soddisfazione per la piena collaborazione tra Germania e Italia sul piano bilaterale e sulle tematiche europee.
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Sardine presentano ‘Il manifesto valoriale’. Poi ‘pausa di riposo e riflessione’
Il leader Santori: ‘Non sarà la fine delle Sardine. Al massimo uno spartiacque’
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BOLOGNA
26 maggio 2020
14:02
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Giovedì i fondatori bolognesi delle Sardine presenteranno “il manifesto valoriale” poi “ci saluteremo per una legittima pausa di riflessione e di riposo. Non sarà la fine delle Sardine. Al massimo uno spartiacque. Sicuramente un momento di confronto sincero, corretto e dovuto”.  Lo annuncia sulla pagina Facebook delle Sardine, il leader del movimento Mattia Santori.
“Non voglio assumermi la responsabilità di generare una massa di frustrati rabbiosi che passa più tempo sul web che nella vita reale. Il lockdown è finito e la politica può aspettare, perlomeno quella fatta a parole. Ho sempre avuto un’idea precisa di quel che avrebbero dovuto essere le sardine da grandi e forse ho sbagliato ad aspettare tutto questo tempo a dirvela”, aggiunge Santori.
“Mi pesano – ha scritto – i dissidi interni, le litigate per i post e le paranoie complottiste. Tante volte ho proposto di trovare un’alternativa alla mia persona. Per tantissimo tempo ho lavorato per abilitare una struttura che non dipendesse da me. Eppure mi rendo conto che non posso scappare dalla mia responsabilità nei vostri confronti. Quindi tocca a me fare la prossima mossa. Sento che più prendiamo la direzione politica più finiamo per imitare gli altri. Più rincorriamo i like più caschiamo nella trappola del narcisismo”.
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Elezioni: verso election day il 20/09
Decisione emersa nel corso di una riunione a palazzo Chigi
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26 maggio 2020
14:17
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Si va verso l’election day il 20 settembre. E’ quanto emerge, a quanto si apprende, dalla riunione a Palazzo Chigi tra il premier Giuseppe Conte con i capi delegazione di maggioranza, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro, il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia. Stessa data, quindi, per le regionali ma anche per indire le comunali e il referendum sul taglio dei parlamentari.
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Si va verso l’election day il 20 settembre. E’ quanto emerge, a quanto si apprende, dalla riunione a Palazzo Chigi tra il premier Giuseppe Conte con i capi delegazione di maggioranza, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro, il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia.
Stessa data, quindi, per le elezioni regionali ma anche per indire le comunali e il referendum sul taglio dei parlamentari.
“Ma vi sembra giusto andare a votare il 20 settembre? Così si rallenta la ripresa e si danneggia il turismo, uno dei settori più colpiti dal coronavirus. Ancora una volta si fa prevalere l’interesse del Palazzo su quello dei cittadini”. Lo scrive scrive su twitter il vicepresidente di Forza Italia Antonio Tajani.
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Sileri minacciato, da alcuni giorni è sotto scorta
Viceministro alla Salute (M5S) ha ricevuto pressioni sulla destinazione dei fondi per la sanità
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26 maggio 2020
17:08
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Il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri è da alcuni giorni sotto tutela a seguito di pressioni per tentativi di corruzione e minacce ricevute rispetto alla sua attività politica in particolare riguardo alla destinazione dei fondi pubblici per l’emergenza coronavirus.
L’esponente M5S, secondo quanto si apprende, viene accompagnato da un agente della pubblica sicurezza.
“Massima vicinanza al viceministro Sileri per le minacce ricevute. Pierpaolo oltre a essere un grande professionista è anche una persona corretta, genuina, con la schiena dritta. Avanti così, siamo tutti con te, hai il nostro sostegno. Non ci facciamo intimidire da nessuno”. Lo scrive il ministro Luigi Di Maio su Twitter.
“Più si sale in vetta, più tira il vento. Il nostro dovere è dare il massimo”, ha detto il viceministro a “In viva voce” su Rai 1 rispondendo alla domanda sulle minacce ricevute che hanno indotto le autorità ad assegnargli la scorta.
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Salvini pensa a kermesse a Circo Massimo
Ipotesi elaborata nel corso della consiglio federale del partito
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26 maggio 2020
15:46
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Matteo Salvini pensa di chiudere la manifestazione di massa del 4 luglio al Circo Massimo. Ancora non c’è niente di ufficiale ma questa sarebbe l’ipotesi allo studio dell’ex ministro dell’interno, elaborata durante la riunione del consiglio federale tenutosi oggi a Via Bellerio.
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Dl Scuola: Senato, ok entro giovedì
Domani pomeriggio inizia discussione generale
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26 maggio 2020
17:24
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L’Aula del Senato ultimerà l’esame del dl Scuola entro giovedì: emerge dalla conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama. Il testo, il cui esame non è stato ancora concluso dalle commissioni Istruzione e Bilancio, approderà in Aula domani pomeriggio, con la discussione generale. E’ prevedibile che verrà posta la fiducia.
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Minacce a Sileri: Crimi, M5s vicino
Mia più sincera solidarietà
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26 maggio 2020
17:25
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La mia più sincera solidarietà e vicinanza al viceministro della Salute Pierpaolo Sileri, costretto a muoversi sotto scorta dopo le minacce ricevute sulla destinazione di fondi per l’emergenza Covid 19. Pierpaolo, e con lui tutto il Movimento 5 Stelle, non si fanno intimidire. Avanti così”. Lo scrive in un tweet il capo politico del M5s Vito Crimi.
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Dl imprese: Bersani, fatto il possibile
Sappiamo che per molti non sarà abbastanza
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26 maggio 2020
17:26
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“Cercare di sostenere famiglie e imprese dando un aiuto perché non affondino. Lo facciamo con questo provvedimento molto rafforzato in commissione e si può dire che date le condizioni strutturali si sta facendo il possibile, sapendo che per molti non sarà abbastanza”. Così Pier Luigi Bersani (LeU) nel corso del suo intervento in Aula confermando il voto favorevole alla fiducia chiesta dal governo sul dl imprese
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Open Arms: Orban a Salvini, siamo con te
Leader Lega mostra sms inviato dal premier ungherese
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26 maggio 2020
17:46
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La tua lotta è una bella lotta. Siamo con te, Matteo”. Così il premier ungherese Viktor Orban si congratula su Facebook con il leader leghista dopo il voto a suo favore da parte della Giunta per le immunità del Senato. Lo rende noto lo stesso Salvini twittando la foto del cellulare di Orban con su scritto un messaggino metà in inglese, metà in italiano: “Dear friend, Congratulation. L’Ungheria è con te, Matteo! Viktor”.
“Grazie di cuore – è la risposta di Salvini – all’amico premier ungherese Viktor Orban per il bellissimo messaggio”.
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Csm: slitta il vertice di maggioranza da Bonafede
Al centro dell’incontro la riforma del Consiglio superiore della magistratura
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26 maggio 2020
19:19
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E’ slittato il vertice di maggioranza convocato dal ministro della Giustizia Alfonso Bonafede presso il suo ministero, che avrebbe avuto al centro il tema della riforma del Csm. Al vertice, che era inizialmente previsto alle 18 ed è stato rimandato, era stata annunciata la partecipazione dei referenti sulla giustizia dei partiti di maggioranza. A quanto si apprende lo slittamento sarebbe dovuto ad alcuni voti in aula  Aula.
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Giunta Senato dice no al processo a Salvini. IV non partecipa al voto
Capogruppo in Giunta Bonifazi: ‘Non emerge un’esclusiva riferibilità delle decisioni a Salvini’
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26 maggio 2020
17:26
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Con 13 voti a favore della relazione del presidente, Maurizio Gasparri (FI), 7 contrari e 3 senatori che non hanno partecipato al voto, la Giunta per le Immunità del Senato ha respinto la richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti dell’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini sul caso Open Arms.
Tra i 13 voti favorevoli alla relazione si contano, oltre ai 5 della Lega, i 4 di Fi, uno di Fdi e uno delle Autonomie, anche quello del senatore ex M5s Mario Michele Giarrusso e quello della senatrice M5S Alessandra Riccardi.
“La Giunta del Senato ha votato stabilendo che Salvini ha fatto il suo dovere, ha agito per interesse pubblico e non privato”. Commenta così il leader della Lega Matteo Salvini in diretta facebook. “No allo sbarco dei 161 immigrati dalla Ong spagnola Open Arms, la Giunta del Senato ha appena votato (13 a 7) che ho fatto solo il mio dovere, nell’interesse del popolo italiano. Grazie a loro, e grazie a Voi. Adesso la parola passa all’aula del Senato, vediamo se Pd e 5Stelle insisteranno per il processo”, aggiunge Salvini.
“Iv ha deciso di non partecipare al voto sulla vicenda Open Arms: ci rimettiamo dunque all’aula. Non c’è stata a nostro parere un’istruttoria seria, così come avevamo richiesto sia in questo caso che nella precedente vicenda Gregoretti. La motivazione principale per cui Italia Viva decide di non partecipare al voto risiede però nel fatto che, dal complesso della documentazione prodotta, non sembrerebbe emergere l’esclusiva riferibilità all’ex Ministro dell’Interno dei fatti contestati”, aveva detto il capogruppo di Italia Viva in Giunta Francesco Bonifazi.
“Come relatore sono soddisfatto per il voto alla mia relazione proposta. Ricordo che la Giunta non deve dare un giudizio di ordine penale, cosa che spetta alla magistratura: noi in base alla legge costituzionale dobbiamo valutare se in questi casi il membro di un governo abbia agito per il perseguimento di un preminente interesse pubblico nell’esercizio della sua funzione di governo”. Così il presidente della Giunta per le autorizzazioni del Senato, Maurizio Gasparri, al termine del voto dell’organismo sul caso Open Arms. “Io – ha aggiunto Gasparri – avevo fatto una relazione ampia il 18 febbraio: oggi ho fatto un replica della relazione spiegando come il ministro Salvini abbia agito in un’ azione di governo, confortato anche dal fatto che il presidente del Consiglio gli scrisse una lettera dicendo di far sbarcare i minori cosa che Salvini, pur non condividendo, ottemperò, dimostrando così che c’era un’azione che coinvolgeva il governo nella sua complessità e che una realtà gerarchicamente sovraordinata poteva dare ordini ad un ministro come Conte fece. Il presidente del Consiglio, infatti, non diede ordine di sbarco generalizzato, cosa che avrebbe potuto eventualmente fare: lo sbarco avvenne dopo, per ordine della magistratura” ha spiegato Gasparri.
Mario Michele Giarrusso, ex senatore dei 5 Stelle, ha votato contro il processo al leader della e spiega ad Affaritaliani.it di aver “seguito la linea del Movimento che avevo portato avanti quando ero capogruppo in Giunta sul caso Diciotti”. “Una linea – prosegue – che era stata votata e approvata dalla rete sulla piattaforma Rousseau. Non solo, la Diciotti era una nave italiana mentre la Open Arms era spagnola e quindi, in aggiunta, c’è anche la legge della bandiera. Il porto di approdo avrebbe dovuto essere spagnolo, come il governo di Madrid ha poi riconosciuto. A bordo c’erano medici, così come navi di supporto e quindi non c’era alcun rischio per la salute. Certamente i migranti erano in una posizione scomoda, ma non si può mandare a processo penale un ministro per questo. Come ha spiegato la senatrice Riccardi, Salvini era, a nostro avviso, coperto dalle tutele previste per l’azione di governo, come previsto dalla legge costituzionale. Non c’era nel caso della Open Arms un pericolo immediato per la salute dei migranti, visto che c’erano medici a bordo e navi di supporto”. E allora perché gli altri senatori della maggioranza, compresi diversi dei 5 Stelle, hanno votato a favore del processo? “Bisogna chiederlo a loro. Il M5S è stato incoerente rispetto al voto su Rousseau e ancora una volta ha tradito il mandato degli attivisti. Io, invece, sono stato assolutamente coerente”, conclude il senatore Giarrusso che assicura di non voler passare alla Lega.
“Il no al processo a Salvini è una svolta significativa per riaffermare il primato della politica e il fatto che la politica migratoria spetta ai governi e non ai magistrati. La decisione di Italia Viva di non partecipare al voto della Giunta per le Immunità del Senato sul caso Open Arms ha però aperto un nuovo vulnus nella maggioranza, e la motivazione addotta ne ha determinato un altro ancora più grande, perché ha riconosciuto la corresponsabilità di tutto il governo gialloverde, compreso il premier Conte, nel reato contestato dalla magistratura al solo Salvini. Quello di Iv è stato dunque un preciso atto politico d’accusa contro Conte, i Cinque Stelle e il loro furbesco tentativo di prendere le distanze da una decisione che a tutti gli effetti fu collegiale. Lo dichiara in una nota la presidente dei senatori di Forza Italia Anna Maria Bernini.
“Bene il voto della Giunta per le immunità del Senato sul caso Open Arms. Fratelli d’Italia ha votato no all’autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini perché da ministro dell’Interno ha agito nell’interesse pubblico. Difendere i confini e contrastare l’immigrazione clandestina è uno dei compiti istituzionali del titolare del Viminale e un ministro che fa semplicemente il suo lavoro non può essere né indagato né processato. Ci auguriamo che l’Aula del Senato vorrà confermare il voto della Giunta e fermare definitivamente questa assurdità”. Lo afferma il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.
“Il senatore che oggi si appella al garantismo per la sua funzione e che è stato salvato dal processo, con il soccorso bianco di Italia Viva, è lo stesso che da ministro ha fatto il forcaiolo con Mimmo Lucano. Ed è lo stesso che da ministro non ha avuto nulla da eccepire quando a me e ad altri deputati è stata comminata una multa da qualche migliaio di euro, per la ‘grave colpa’ di essere saliti a fare una ispezione su una nave Ong bloccata senza alcuna ragione davanti ad un porto italiano”. Lo afferma Nicola Fratoianni portavoce nazionale di Sinistra Italiana. “Questo senatore – prosegue l’esponente di Leu – abbia almeno il coraggio di rinunciare alle prerogative da parlamentare e si difenda nel processo, non dal processo.” “Che a fare i gradassi come fa lui nel suo ruolo privilegiato – conclude Fratoianni – sono buoni tutti..”.
“Il voto della giunta del Senato che ha negato l’autorizzazione a procedere contro l’ex ministro degli Interni Salvini per il caso della ‘Open Arms’ è un fatto molto grave. Italia viva, anche se la sua astensione non è stata determinante, si sta assumendo una responsabilità pesante”: lo afferma la senatrice di LeU Loredana De Petris, presidente del gruppo Misto. “La Giunta e poi l’Aula – precisa la presidente De Petris – non sono chiamate a giudicare ma solo a consentire che a decidere sia, come per tutti i cittadini, la giustizia. Sottrarre un ex ministro alla magistratura sarebbe dunque inaccettabile. Mi auguro che in aula Italia viva cambi il suo voto permettendo così alla giustizia di seguire il suo corso”.
“Il voto della Giunta per le immunità al Senato è semplicemente vergognoso. Un gioco trame e ripicche per colpirsi tra alleati finisce per vietare l’accertamento delle responsabilità. Matteo Salvini è stato ‘assolto’ oggi da Italia viva e da alcuni ex del Movimento 5 Stelle sulla base di un calcolo politico, irrispettoso verso quello che è accaduto sull’Open Arms. Ma dovrebbero contare i fatti, non i trabocchetti”. Lo dichiara la segretaria di Possibile, Beatrice Brignone.
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Decaro: ‘Assistenti civici non avranno compiti di controllo’
Il presidente dell’Anci: ‘Da soli noi sindaci non ce la facciamo’
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BARI
26 maggio 2020
16:46
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Gli assistenti civici “non avranno compiti di ordine pubblico”: lo ha chiarito il presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, intervenendo ad Agorà su Rai3. “Per noi – ha spiegato – sono volontari che già nella fase dell’emergenza ci hanno dato una mano portando i medicinali o la spesa a chi era in difficoltà. Ci stanno aiutando davanti ai mercati per contingentare gli ingressi, ma non c’entrano nulla con la movida né con i controlli. I volontari – ha aggiunto – per me devono fare quello che hanno fatto in questi mesi”.
Decaro ha ribadito che i sindaci solamente con la Polizia municipale non ce la fanno a controllare i territori: “Se dobbiamo tenere i vigili urbani davanti a tutti gli ingressi dei mercati, dei parchi, dei giardini, non ce la facciamo”, ha detto.
“Anziché gli assistenti civici credo che sarebbe stato più opportuno dare delle risorse ai sindaci, ce ne sono anche di area di Governo come il sindaco di Torino secondo cui tra poco non si raccoglieranno più i rifiuti, non credo che gli assistenti civici possano raccogliere i rifiuti”, ha sottolineato il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti su La7. “Il volontariato è una grande realtà nel Paese e anche in Liguria, ma per tenere il controllo dell’ordine pubblico su una spiaggia bisogna avere qualche capacità, conoscenza e potere. – sostiene – Ben venga la meglio gioventù, il richiamo all’alluvione di Firenze, mettiamo pure i ragazzi sui sentieri e sulle spiagge, ma non credo che sia la soluzione”.
“Credo che l’opera non sia quella di mandare in giro persone a fare i controllori. Servono, ma per questo ci sono già polizia locale, polizia, carabinieri. Bisogna fare un’opera forte di sensibilizzazione”, ha spiegato il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga. Parlando a “Centocittà” su Radio1 della situazione in regione, Fedriga ha spiegato che “rispetto ai primi giorni in cui c’è stata una maggior movida, nel fine settimana, che erano i giorni più critici, invece sono state rispettate molto di più le regole. C’è stato molto senso di responsabilità da parte dei cittadini”.
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Garante, su app Immuni mi auguro parere positivo ad horas
Speranza, siamo alle battute finali. Puglia conferma sperimentazione
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26 maggio 2020
19:09
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“L’Autorità ha condiviso le scelte di sistema: ora si sta definendo l’applicazione concreta della norma e nelle prossime ore dovremo esprimere un parere, previsto dalla legge. C’è stata un’interlocuzione, c’erano alcuni problemi che mi auguro si risolvano nella giornata di oggi, in modo che nelle prossime siamo in condizioni di esprimere un parere favorevole”. Lo ha spiegato il Garante privacy, Antonello Soro, parlando della App Immuni in un videoincontro organizzato da Articolo 21.
“Una volta allestito il dispositivo con la sua architettura – ha ricordato Soro – va trasmesso al Garante per un parere conclusivo”, atteso quindi ad horas. Finora l’Autorità ha dato il suo giudizio positivo “sulla norma approvata dal governo e proposta al Parlamento, che ha raccolto le indicazioni venute da noi e dal complesso delle Autorità europee di protezione dati, che hanno suggerito di incardinare il tracciamento calibrandolo con le persone, hanno insistito sul principio di volontarietà, perché non c’è obbligo di scaricare la app ma l’unico criterio è la fiducia dei cittadini verso la tecnologia. E poi sul principi di conservazione dei dati solo per il tempo necessario”.
Anche il ministro della Salute Speranza ha detto che per l’app “siamo alle battute finali”. Mentre la Puglia è capofila tra le regioni che la sperimenteranno. La Liguria, invece, pur dicendosi disponbile al test, ha manifestato qualche scetticismo. Immuni dovrebbe essere lanciata i primi di giugno.
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De Micheli,a metà settimana valutazione su apertura 3 giugno
Ministro, da Aspi nessuna comunicazione formale su investimenti
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26 maggio 2020
16:47
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“Bisongna aspettare i dati, noi abbiamo deciso un metodo con le Regioni, che ci sembra quello più corretto anche nei confronti delle persone, che è il metodo della assoluta e totale trasparenza. Le Regioni ci forniscono giorno per giorno i dati sui contagi e tutti i dati sanitari e il Ministero della salute fa la valutazione dei dati. Quindi a metà di questa settimana si fara una valutazione sulla riapertura dei confini regionali”. Lo ha detto la ministra delle Infrastrutture e Trasporti Paola De Micheli a Agorà su Rai3.
Parlando invece di Autostrade per l’Italia, la ministra ha affermato che “ad oggi al ministero delle Infrastrutture non è arrivata nessuna comunicazione formale che Autostrade per l’Italia non voglia fare gli investimenti. Formalmente nessuno ha scritto che non si realizzeranno”.
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Open Arms: Iv, oggi non votiamo
Bonifazi, non emerge esclusiva riferibilità a Salvini
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26 maggio 2020
10:33
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“Iv ha deciso di non partecipare al voto sulla vicenda Open Arms: ci rimettiamo dunque all’aula. Non c’è stata a nostro parere un’istruttoria seria, così come avevamo richiesto sia in questo caso che nella precedente vicenda Gregoretti. La motivazione principale per cui Italia Viva decide di non partecipare al voto risiede però nel fatto che, dal complesso della documentazione prodotta, non sembrerebbe emergere l’esclusiva riferibilità all’ex Ministro dell’Interno dei fatti contestati”: così il capogruppo IV in Giunta per le autorizzazioni del Senato Francesco Bonifazi.
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Caporalato nell’edilizia, 11 arresti
Inchiesta pm Prato, c’è anche accusa di associazione
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PRATO
26 maggio 2020
09:52
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La squadra mobile di Firenze, in collaborazione con quelle di Prato e Pistoia, sta eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Prato, su richiesta della procura pratese, a carico di 11 persone, italiane e straniere, nell’ambito di un’inchiesta sul caporalato nel settore edile. Gli indagati sono indiziati, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere, intermediazione illecita, sfruttamento del lavoro, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, impiego di lavoratori non in regola con le norme in materia di immigrazione e falsità ideologica in certificati commessa da persone esercenti un servizio di pubblica necessità.
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Decaro: sindaci soli, dateci soluzioni
Incontro a Palazzo Chigi sulle guardie civiche, “siamo stremati”
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25 maggio 2020
21:57
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“Chi pensa alle ronde o a giustizieri improvvisati non conosce le cose bellissime che i volontari hanno fatto in questi mesi. E comunque noi sindaci siamo in prima linea da tre mesi, ce la mettiamo tutta, siamo stremati dalla gestione dell’emergenza e non vorremmo ora combattere le insidie della polemica politica. Ci piacerebbero meno dibattiti e più aiuti concreti. Non possiamo essere lasciati ancora una volta da soli”. Lo afferma il presidente dell’Anci, Antonio Decaro, al termine dell’incontro con il premier Conte e i ministri Lamorgese, Boccia e Catalfo sulle guardie civiche. “Noi sindaci in cabina di regia abbiamo chiesto a governo e regioni di assicurarci la presenza di volontari dalle protezioni civili regionali per continuare le attività straordinarie che gli stessi volontari hanno fatto in questi mesi tenendo in piedi le nostre comunità – sottolinea -. Il governo ci ha proposto di individuarli attraverso un bando della protezione civile nazionale”.
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Mattarella, Italia sostiene Africa unita
Così Mediterraneo è ponte tra continenti
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25 maggio 2020
10:18
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“La lungimirante decisione che, 57 anni orsono, portò alla nascita dell’Organizzazione per l’Unità Africana ha trovato da sempre nell’Italia un partner convinto e affidabile. Il nostro Paese sostiene con determinazione il progetto di una sempre maggiore integrazione del continente africano – sia a livello regionale sia sub regionale – e guarda con la massima attenzione alle relazioni con l’Africa nel suo insieme e con ciascuno dei Paesi che ne fanno parte: solo così, infatti, il Mediterraneo potrà essere fedele alla sua vocazione, storica e geografica, di ponte fra i due continenti”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nella Giornata dell’Africa.
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Fico, Stato sia vicino per fermare mafia
Intervento in occasione dell’anniversario della strage di Capaci
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23 maggio 2020
12:13
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“Il punto fondamentale è che lo Stato deve essere vicino a tutte le persone in difficoltà, le famiglie, gli imprenditori e deve riuscire ad arrivare a tutti.
In questo momento la mafia può essere più persuasiva e pervasiva, lì deve esserci lo Stato e deve uscire la mafia”. Lo ha detto il presidente della Camera, Roberto Fico, a “Palermo chiama Italia”, su Rai Uno. “Tutti i provvedimenti che stiamo mettendo in campo, dai prestiti a fondo perduto ai finanziamenti a garanzia totale dello Stato servono a questo, anche il reddito di cittadinanza e il reddito di cittadinanza universale”.
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Decreto imprese, la Camera conferma la fiducia con 310 sì
I voti contrari sono stati 228. Un astenuto. Il testo ora passa al Senato
26 Maggio 2020
20:14
La Camera ha confermato la fiducia al governo sul dl Imprese. I voti a favore sono stati 310 i contrari 228. Un astenuto. Il testo ora passa al Senato. Dopo il voto, i lavori della Camera sono stati sospesi. La seduta riprenderà alle 21 per i pareri del governo e le dichiarazioni di voto sugli ordini del giorno.

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Tensioni a Bose, il Papa allontana Bianchi dalla comunità
Decisione della Santa Sede dopo una Visita Apostolica
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TORINO
27 maggio 2020
08:40
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“Anche quando le cose che abbiamo realizzato finiranno l’amore resterà come loro traccia indelebile”. Suona quasi come un commiato l’ultimo tweet di Enzo Bianchi. Il monaco laico deve lasciare Bose, la comunità da lui fondata a Magnano, nel Biellese, che in oltre cinquant’anni di attività ha acquisito notevole “rilevanza ecclesiale ed ecumenica”. La decisione è della Santa Sede, in seguito “a una serie di preoccupazioni pervenute da più parti” che “segnalavano una situazione tesa e problematica per l’esercizio dell’autorità del Fondatore, la gestione del governo e il clima fraterno”.
E’ la stessa comunità ecclesiastica a rendere nota, sul suo sito internet, la decisione con cui il Vaticano “ha tracciato un cammino di avvenire e di speranza, indicando le linee portanti di un processo di rinnovamento, che confidiamo infonderà rinnovato slancio alla nostra vita monastica ed ecumenica”.
Enzo Bianchi decade da tutti gli incarichi detenuti, dovrà separarsi dalla Comunità e trasferirsi in un altro luogo. Provvedimenti, scrive Bose sul web, che riguardano anche Fr. Goffredo Boselli, Fr. Lino Breda e Sr. Antonella Casiraghi.
La lettera con le decisioni di Papa Francesco, firmata dal Segretario di Stato Vaticano cardinal Pietro Parolin, non deve essere stata per la Comunità un fulmine a ciel sereno. Lo scorso dicembre Bergoglio aveva infatti disposto una Visita Apostolica per superare quelli che la Comunità oggi definisce “gravi disagi e incomprensioni”, in grado – sempre secondo la Comunità – di “indebolire o addirittura annullare” la sua rilevanza ecclesiale ed ecumenica.

“La Visita Apostolica si è svolta dal 6 dicembre al 6 gennaio e, al termine di essa, i Visitatori hanno consegnato alla Santa Sede la loro relazione, elaborata sulla base del contributo delle testimonianze liberamente rese da ciascun membro della Comunità – è la ricostruzione di Bose -. Dopo prolungato e attento discernimento e preghiera, la Santa Sede è giunta a delle conclusioni che sono state comunicate agli interessati alcuni giorni fa”. La comunicazione, precisa ancora il sito internet di Bose, è avvenuta “nel massimo rispetto possibile del diritto alla riservatezza degli interessati”. “Il rifiuto dei provvedimenti da parte di alcuni destinatari ha determinato una situazione di confusione e disagio ulteriori”, conclude la Comunità di Bose che invoca “una rinnovata effusione dello Spirito su ogni cuore, perché pieghi ciò che è rigido, scaldi ciò che è gelido, raddrizzi ciò che è sviato e aiuti tutti a far prevalere la carità che non viene mai meno”.
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Conte: un piano fra digitale,riforma fisco,investimenti
In 7 punti le azioni chiave per la ripresa post-emergenza
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27 maggio 2020
09:11
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Incentivi al digitale, strumenti per il consolidamento dell’impresa, rilancio degli investimenti pubblici e privati, sburocratizzazione. Questi alcuni dei sette punti chiave di un piano per la ripresa dopo l’emergenza coronavirus che il premier Giuseppe Conte elenca in una lettera al Corriere, in vista della proposta odierna della Ue di Recovery Plan, rispetto cui, spiega, ‘l’Italia deve farsi trovare pronta’. Gli altri punti una transizione per un’economia sostenibile, innovazione dell’offerta formativa e della ricerca, tempi della giustizia più brevi e una seria riforma fiscale.
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Ue: Meloni, serve liquidità
Vediamo proposta su Recovery Fund ma siamo lontani
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27 maggio 2020
09:33
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“L’Unione europea ci sta dando molti problemi, noi abbiamo bisogno di liquidità subito. Vediamo oggi la proposta su Recovery Fund ma siamo abbastanza lontani. Il Fondo monetario internazionale ha uno strumento come i diritti speciali di prelievo, che vuol dire liquidità che verrebbe poi distribuita in quota parte. Il Financial Times ha proposto di usare questo strumento e secondo i calcoli all’Italia toccherebbero 40 miliardi e in questo caso non sarebbe un prestito. Non capisco perché il governo italiano non provi questa strada”: lo dice il presidente di Fdi Giorgia Meloni a Radio 24.
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Fase 2: Zingaretti, volontari servono
Decideranno i sindaci, nel Lazio abbiamo potenziato volontari
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27 maggio 2020
10:26
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“Sugli assistenti civici decideranno i sindaci, il volontariato è stato già protagonista nel Lazio e noi abbiamo messo fondi per il volontariato per portare ad esempio la spesa agli anziani. Nelle forme giuste la richiesta di volontari è corretta, aiuta”. Così Nicola Zingaretti a ‘Mi Manda Raitre’.
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Fase 2: Crimi, cautela in riapertura
In Lombardia ancora si muore
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27 maggio 2020
10:31
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“Dobbiamo avere massima cautela, abbiamo fatto sacrifici enormi, considerando che in Lombardia ancora si muore, credo che un piccolo sacrificio serva, magari autorizzando spostamenti tra aree limitrofe”. Lo ha detto il leader M5s Vito Crimi parlando a Radio anch’io a proposito della possibilità di riaprire gli spostamenti interregionali da inizio giugno.
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Anm, cambiare le regole attuali del Csm
Secondo il presidente Poniz, vanno spezzati i legami con la politica
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27 maggio 2020
10:52
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“C’è bisogno di cambiare le regole elettorali del Csm e restituire maggiore potere di selezione alla comunità dei magistrati”, piuttosto che alle correnti. Lo ha detto il presidente dell’Anm Luca Poniz, intervistato da Agorà. Quanto al ricorso al sorteggio per la composizione del Csm, Poniz ha ricordato che “l’ultima posizione del ministro Bonafede era quella di superare l’idea sorteggio che è totalmente incostituzionale”.
“Abbiamo consegnato decine di proposte di riforma al ministro della giustizia. Siamo noi i primi a esigere che queste riforme vengano fatte”, ha aggiunto Poniz, che ha indicato tra gli interventi necessari quelli sul sistema elettorale del Csm e sulla carriera dei magistrati, che “non deve non essere centrale nella loro vita”. Vanno “ridotti i posti che sembrano cosi appetibili e vanno spezzati i legami con la politica: una volta instaurato il rapporto politico non deve essere reversibile”.
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Conte, Italia programmi ripresa
Oggi Commissione Ue annuncia proposta, Italia programmi riforme
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27 maggio 2020
10:57
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“Sono giorni importanti. Il piano di intervento europeo sta assumendo la sua fisionomia definitiva.
Oggi la Commissione europea annuncerà la sua proposta di Recovery Plan. L’Italia deve farsi trovare pronta all’appuntamento. Deve programmare la propria ripresa e utilizzare i fondi europei che verranno messi a disposizione varando un “piano strategico” che ponga le basi di un nuovo patto tra le forze produttive e le forze sociali del nostro Paese”. Così il premier Giuseppe Conte su fb.
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Vertice governo su Aspi
Presenti Conte, ministri competenti e capidelegazione
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27 maggio 2020
11:50
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E’ in corso, secondo quanto si apprende, un vertice di Governo in videoconferenza sul nodo della concessione di Autostrade per l’Italia. Alla riunione partecipano il premier Giuseppe Conte, i ministri delle infrastrutture e trasporti Paola De Micheli e dell’economia Roberto Gualtieri, e i capi delegazione della maggioranza Dario Franceschini, Alfonso Bonafede, Roberto Speranza e Teresa Bellanova. Sul tavolo, il dossier messo a punto dalla ministra De Micheli.
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Salvini, commissione inchiesta su Cina
Di Maio ci dica cosa pensa di atteggiamento Pechino
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27 maggio 2020
11:53
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“Ci uniremo alla richiesta almeno di una Commissione d’inchiesta per capire chi ha fatto e chi non ha fatto cosa perché potremmo finire il 2020 con l’assurdo di avere un’unica economia mondiale che cresce, che è quella cinese che, dopo aver volontariamente o involontariamente, non sta a me giudicarlo, causato una pandemia globale, sulle macerie di questa pandemia va ad acquistare aziende, dati, telefonia e alberghi in Italia e nel mondo”. Lo dice nell’Aula del Senato Matteo Salvini della Lega. “Non possiamo permetterlo; quindi spero che il Ministro degli esteri venga quanto prima a dirci qual è la posizione del Governo italiano sulle dichiarazioni folli di Khamenei, sull’atteggiamento cinese, sui silenzi dell’Organizzazione mondiale della sanità di cui chiedo vengano rimessi in discussione i contributi della Repubblica italiana se non tutela la sanità dei cittadini italiani”, conclude. VAI ALLA CRONACA

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Ok Camera a decreto imprese
193 i voti contrari, 9 gli astenuti
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27 maggio 2020
12:18
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Via libera della Camera al decreto legge imprese. I voti favorevoli sono stati 269, i no 193, gli astenuti 9. Il testo passa all’esame del Senato.
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Solinas, Sala abbia decenza di tacere
Scontro governatore Sardegna-sindaco Milano su passaporto salute
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CAGLIARI
27 maggio 2020
12:52
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“Sala in materia di coronavirus dovrebbe usare la decenza del silenzio, dopo i suoi famigerati aperitivi pubblici in piena epidemia”. Così il governatore della Sardegna Christian Solinas replica al sindaco di Milano Giuseppe Sala sulla questione del passaporto sanitario. “Nessuno ha chiesto improbabili patenti di immunità, ma un semplice certificato di negatività”. “La Sardegna – spiega – lo ha fatto proprio per poter accogliere al meglio e in sicurezza tutti i cittadini, anche e soprattutto quelli che sarebbero fortemente penalizzati se il Governo andasse avanti nell’ipotesi di bloccare la mobilità dei residenti in regioni considerate a rischio superiore verso quelle a basso rischio”. “Con la mia proposta – sottolinea – anche un cittadino di Milano potrebbe godersi da subito le vacanze in Sardegna facendo un semplice test che certifichi la negatività al virus al momento della partenza”.
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Coronavirus: Ucraina, 321 nuovi casi e 14 morti in 24 ore
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MOSCA
27 maggio 2020
12:44
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In Ucraina nelle ultime 24 ore sono stati accertati 321 nuovi casi di Covid-19 e 14 persone sono morte a causa del nuovo coronavirus, 420 pazienti sono invece guariti: lo fa sapere il ministro della Salute Maksim Stepanov, ripreso dal Kyiv Post. Per il secondo giorno di fila i guariti superano i nuovi contagi.
In totale, stando ai dati ufficiali, in Ucraina si sono registrati finora 21.905 casi di Covid-19, 658 persone sono morte e 7.995 sono guarite.
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Salvini, da Ue aspetto fatti non parole
“Non più promesse ma soldi veri”
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
27 maggio 2020
14:07
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
“Dall’Europa aspettiamo non più promesse ma soldi veri. Se arrivano soldi veri siamo felici non se é l’ennesima dichiarazione della commissione europea: gli imprenditori e i lavoratori italiani aspettano fatti”. Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini parlando della proposta della Commissione sul Recovery Fund.
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
Conte, ottimo segnale da Ue
Ora acceleriamo su negoziato e liberiamo risorse
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
27 maggio 2020
14:08
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
“Ottimo segnale da Bruxelles, va proprio nella direzione indicata dall’Italia. Siamo stati descritti come visionari perchè ci abbiamo creduto dall’inizio.
500 mld a fondo perduto e 250 di prestiti sono una cifra adeguata. Ora acceleriamo su negoziato e liberiamo presto le risorse”. Lo scrive il premier Giuseppe Conte sui social.
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Bonaccini, spero riaperture condivise
Mi auguro che si possa riaprire tutti
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BOLOGNA
27 maggio 2020
14:09
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“Mi auguro che si possa riaprire tutti, perché vuol dire che cala il rischio. Bisogna che si prenda una decisione insieme, condivisa. Io mi auguro che possa riaprirsi tutto”. Così Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna e della conferenza delle Regioni, ha risposto a L’aria che tira su La7 a chi gli chiedeva un parere sulla questione delle riaperture dei confini regionali dal 3 giugno e sul dibattito in corso fra i presidenti delle Regioni.
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Salvini, 1mld a cig o rischio tensioni
Evitare che milioni di lavoratori restino senza lavoro in estate
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
27 maggio 2020
14:10
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
“Occorre mettere in bilancio almeno un miliardo in più per evitare che milioni di lavoratori in piena estate rimangano senza cassa e senza stipendio. Serve uno sforzo economico ulteriori da parte del governo altrimenti da giugno si rischia la tensione sociale”. Così Matto Salvini dopo aver incontrato il presidente dell’Inps.
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Di Maio, Open Arms? Vediamo voto in Aula
E’ stata una votazione travagliata, ma è stata in Giunta
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27 maggio 2020
15:41
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Il caso Open Arms “non era il caso Diciotti. Certo è stata una votazione travagliata ma prima di arrivare a conclusioni aspetterei di vedere cosa succede nella votazione in aula, perché quello era un voto in giunta”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio a ‘L’Intervista’ di Maurizio Costanzo, in onda domani su Canale 5, a proposito del voto della giunta del Senato che ha negato l’autorizzazione a procedere contro l’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini.
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Tajani, Ue si muove in giusta direzione
Ora Consiglio europeo non riduca la proposta della Commissione
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27 maggio 2020
15:43
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“L’Europa si muove nella giusta direzione. Il Consiglio europeo non riduca la proposta della Commissione europea. E l’Italia utilizzi i 170 mld del Recovery Fund per sostenere industria e Pmi. E avvii le riforme della giustizia, della burocrazia e del mercato del lavoro”. Lo scrive su Twitter il vicepresidente di Forza Italia Antonio Tajani.
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Di Maio, silenzio Grillo per rispetto 5S
Di Battista caro amico ma non pensiamo sempre nello stesso modo
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27 maggio 2020
15:47
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“Il silenzio di Beppe Grillo lo interpreto come rispetto verso una creatura che ha imparato a camminare con le sue gambe”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio nel corso della registrazione de ‘L’Intervista’ di Maurizio Costanzo, in onda domani su Canale 5.
“Difficilmente – ha aggiunto – immagino l’Italia di oggi senza il Movimento 5 Stelle, che ha rappresentato un cambio nella politica italiana che in Europa non c’è stato”.
Quanto al rapporto con Alessandro Di Battista Di Maio ha sottolineato che si tratta di “un caro amico, anche se non la pensiamo sempre allo stesso modo. Ma può dare e darà un contributo fondamentale al Movimento”.
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Ue: Marcucci, ora Lega-Fdi che dicono?
Salvini e Meloni hanno sempre votato con avversari Italia
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27 maggio 2020
15:52
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“Chi diceva (e sperava) che l’Europa sarebbe stata ininfluente e che avrebbe sostanzialmente assistito impotente alla deriva del continente (e dell’Italia), oggi ha materia per riflettere. Mi aspetto una sincera presa d’atto anche da Salvini e da Giorgia Meloni, che in Europa hanno sempre votato insieme agli avvversari dell’Italia”. Lo scrive sulla sua pagina Facebook il capogruppo del Pd a Palazzo Madama Andrea Marcucci.
“La Commissione a Bruxelles – sottolinea – sta per comunicare l’entità del Recovery fund: 750 miliardi che si vanno ad aggiungere agli altri strumenti varati nelle settimane scorse.
Ad un primo calcolo approssimativo, all’Italia andrebbero 172,7 miliardi. Un aiuto importante, ed una decisione che è senza precedenti”.
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Ue: Crimi, bene.Ora Commissione confermi
Su riforma fisco M5s da tempo lavora a proposta
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27 maggio 2020
15:58
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“Bene la proposta della Commissione Europea di un Recovery Fund da 750 miliardi. Auspichiamo che questo risultato venga confermato dal Consiglio Europeo, dove il presidente Giuseppe Conte porterà le linee di intervento per il rilancio dell’Italia, che condividiamo in modo convinto. Sulla necessità di una riforma fiscale, il MoVimento 5 Stelle la ritiene necessaria e siamo già da tempo al lavoro per definire la proposta. Gli investimenti per la digitalizzazione e la transizione verde sono da sempre obiettivi che vogliamo realizzare. Possiamo davvero riprogettare un’Italia in chiave green e smart. Una cosa resta chiara: le uniche riforme possibili possono essere solo quelle dettate dai bisogni dei cittadini”. Così il capo politico del M5s Vito Crimi in un post dove aggiunge:”L’Europa si sta dimostrando non solo un’unione, ma quella comunità che noi vogliamo e di cui tutti abbiamo bisogno. Non abbassiamo la guardia e andiamo avanti”.
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Sala, non in vacanza dove chiesto test
La replica del sindaco al governatore della Sardegna
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
27 maggio 2020
16:41
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“Illustre Presidente Solinas, rispondo con educazione a quanto da lei affermato. Ho parlato a titolo personale, ma non tiro proprio indietro la mano: io non andrei in vacanza laddove fosse richiesto un test di negatività al virus”. Così il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha replicato con un post su Facebook al governatore della Sardegna, Christian Solinas, che gli ha suggerito di “usare la decenza del silenzio” dopo il video in cui ha detto che si ricorderà quando sarà il momento di decidere dove andare in vacanza delle Regioni che chiedono la patente di immunità. “A parte il fatto che non è così semplice disporre di questi test, penso sia sbagliato discriminare gli italiani per regioni di appartenenza. Milano e la Lombardia saranno sempre terre di libertà e di accoglienza – ha aggiunto Sala – Ci aspettiamo lo stesso dal resto del Paese”.
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Fedriga,urge risolvere questione Austria
‘Inaccettabile sfruttare emergenza per fare dumping su turismo’
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TRIESTE
27 maggio 2020
17:12
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Sulla questione della riapertura dei confini da parte dell’Austria verso Italia “ho sentito più volte il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, che mi ha assicurato che sta portando avanti questa battaglia a livello europeo.
Credo che si risolverà in non moltissimo tempo, ma è chiaro che più tempo passa, più la gente nell’incertezza decide di non prenotare le vacanze in Italia. Questo è uno svantaggio competitivo per il nostro territorio”. Lo ha detto il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, durante un incontro a Trieste. “Siamo di fronte a una situazione simmetrica tra i Paesi europei – ha ribadito – rispetto a come il virus si è diffuso. Mi auguro che qualcuno, lo dico con chiarezza, non voglia sfruttare l’emergenza pandemica per fare un dumping su attività economiche e turismo, perché questo sarebbe inaccettabile all’interno delle regole europee”. Se questo atteggiamento, ha concluso, è invece dettato da “un errore di valutazione, invito i colleghi austriaci a correggersi velocemente”
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Sandra Milo “incatenata” davanti Palazzo Chigi, ricevuta da Conte
Attrice, è politico di grande qualità, guardi al mondo dello spettacolo
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28 maggio 2020
19:12
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L’attrice Sandra Milo, che si era incatenata alle transenne che circondano piazza Colonna, è stata ricevuta a Palazzo Chigi. Il premier Giuseppe Conte, infatti, informato della protesta dell’attrice a favore degli autonomi del mondo dello spettacolo, ha accettato di incontrarla. Milo era visibilmente soddisfatta: “E’ un grande uomo”, ha detto ai cronisti che la circondavano.
“Conte è un politico di grandissima qualità, è un politico d’altri tempi, alla Pietro Nenni, ci ascolti. Noi chiediamo di essere ascoltati con grande civiltà”, aveva detto l’attrice 87enne, prima di essere ricevuta, e che già nei giorni scorsi aveva iniziato uno sciopero della fame per far sì che il governo ponesse attenzione sugli autonomi, le partite Iva, gli artisti e gli operatori del mondo dello spettacolo, segnato dalla pandemia.
“E’ andata bene, ha detto che farà di tutto per aiutare le persone. Io ero molto emozionata, lui invece era sereno, è una persona di grande comprensione, ha un lato molto umano”, ha detto Sandra Milo uscendo da Palazzo Chigi. “Mi ha detto che oggi è un giorno importante perché l’Ue darà un numero enorme di risorse”, continua l’attrice che conclude: “sono sicura che manterrà le promesse”.
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Il presidente Mattarella visiterà Codogno il 2 giugno
1 giugno nei giardini del Quirinale ci sarà un ‘concerto in ricordo delle vittime coronavirus”, che sarà trasmesso in diretta televisiva su Rai1
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28 maggio 2020
09:45
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Un segnale al Paese, denso di significati. Sergio Mattarella celebrerà la festa della Repubblica a Codogno, luogo simbolo dell’epidemia, lanciando un messaggio di incoraggiamento per il ritorno alla normalità accompagnato da un doveroso omaggio alle decine di migliaia di vittime del Covid 19. Con uno sguardo rivolto al futuro, alla piena riapertura del Paese, il capo dello Stato mette la parola fine anche al suo isolamento istituzionale al Quirinale, osservato con grande rigore sin dall’inizio del lockdown. Si tratta infatti del primo viaggio del presidente della Repubblica dall’inizio dell’emergenza. Si può anzi definire la sua prima uscita da “Palazzo”, se si esclude una privatissima apparizione a Roma in occasione del 25 aprile, quando, tra gli abbaglianti marmi dell’Altare della Patria, il suo solitario salire i gradini del Vittoriano rese plasticamente ai cittadini la gravità del momento. Dopo un mese per fortuna molto è cambiato e Mattarella ha deciso di rendere omaggio a Codogno, il luogo più colpito dal virus, cercando di riempire di contenuti anche questa celebrazione del 2 giugno. Si tratta di un modo per rinfrescare i valori di una festa che dovrebbe riunire tutti nello spirito repubblicano mostrando come, proprio in questo terribile 2020, l’unità del Paese riesca a ricomporsi nei momenti più duri. Largo quindi alla speranza ma tenendo viva la memoria, la consapevolezza dei rischi aperti, ben sapendo che serve grande attenzione e non si può abbassare la guardia delle cautele interpersonali.
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Per questo il Quirinale – che aveva immediatamente sospeso tutti gli appuntamenti pubblici – ha deciso già da tempo che non ci sarebbe stato il mondanissimo ricevimento ai giardini del Quirinale, sia per l’impossibilità di rispettare le regole di distanziamento sociale sia per ovvie ragioni di opportunità etica. Al suo posto ci sarà invece nei giardini del Quirinale, la sera del primo giugno, un concerto privato – ma trasmesso in diretta televisiva – dedicato al ricordo delle vittime del coronavirus. E ci sarà anche, la mattina seguente prima di spostarsi a Codogno, un passaggio all’Altare della Patria per una sobria cerimonia di deposizione della tradizionale corona di alloro al milite ignoto. Cancellata, ovviamente, la parata militare in via dei Fori imperiali. La scelta di Codogno ha un chiaro valore simbolico, facilmente percettibile dall’intero Paese che per settimane ha seguito il drammatico incrementarsi di casi e le immagini agghiaccianti di una città fantasma. Ma, certamente, la visita in Lombardia rientra nel quadro della “missione” del settennato di Mattarella di tenere unito il Paese. E mai come oggi la Lombardia, gigante tra le regioni italiane, è in difficoltà sia economica che politica. “Un segno d’attenzione verso la nostra terra e verso tutti i lombardi particolarmente importante”, ha infatti commentato il Governatore Attilio Fontana.
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Gentiloni, da Ue grande opportunità ma debito va controllato
‘Con risorse europee Italia può affrontare emergenze e riforme’
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BRUXELLES
28 maggio 2020
11:18
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“Credo che per l’Italia ci sia una grande opportunità ma anche responsabilità, perché l’Italia non avrà tante opportunità di investimenti di questa natura nei prossimi anni”. Lo ha detto il commissario Ue all’Economia, Paolo Gentiloni, intervenendo stamane alla trasmissione radiofonica Rai ‘Radio anch’io’, riferendosi ai 172 miliardi previsti dalla proposta presentata ieri dalla Commissione europea.
“La direzione giusta credo sia quella di affrontare alcune emergenze come la sanità, il lavoro e quella di puntare sui grandi temi su cui punta la Commissione, come la transizione verde e quella digitale”, ha detto.
Secondo il commissario Ue, occorre anche affrontare, come ha ricordato nei giorni scorsi Bruxelles, “le inefficienze burocratiche e la lentezza della giustizia civile”. Inoltre, per Gentiloni, guardando in prospettiva, “il debito italiano deve essere tenuto sotto controllo. Non è che, avendo questo grande ammontare di risorse, si può dimenticare che siamo un Paese troppo indebitato. Adesso dobbiamo spendere, ma nel medio-lungo periodo dobbiamo mettere il debito in un percorso più gestibile, perché altrimenti rischiamo tra qualche anno di trovarci in difficoltà”.
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Mattarella: ‘Brescia un esempio, unita oggi e 46 anni fa’
Il Capo dello Stato elogia la città, colpita dalla strage di Piazza della Loggia e dal Coronavirus
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28 maggio 2020
10:00
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“Riprendere il cammino dopo la sofferenza, il dolore, il lutto è sempre faticoso. Ancor più sentiamo il bisogno di una comunità partecipe quando non abbiamo da soli le forze per superare un’avversità. Insieme è possibile. Dopo la bomba del 28 maggio non è stato facile giungere alla verità e completare il percorso della giustizia”. Lo scrive il Capo dello Stato in un messaggio nell’avversario della strage di Piazza della Loggia a Brescia, città colpita duramente dal Coronavirus e che oggi come allora ha risposto “con coraggio e unità”.

“La ricorrenza della strage di piazza della Loggia, compiuta da terroristi neofascisti, viene celebrata quest’anno dalla città di Brescia, incamminata sulla strada della ripresa civile, economica, sociale dopo che l’emergenza sanitaria causata dal Covid 19 ha assunto tra la sua gente le dimensioni di una immane tragedia. Brescia ha risposto, ora come 46 anni fa, con coraggio, con dignità, con la solidarietà di cui la sua comunità è capace” e con una unità “decisiva” e “esempio per l’intero Paese”.

“Dopo la bomba del 28 maggio non è stato facile giungere alla verità e completare il percorso della giustizia. Oggi esprimiamo riconoscenza agli uomini dello Stato che hanno contribuito a svelare le responsabilità e ricostruire il piano eversivo in cui l’attentato era inserito. Insieme a loro, ringraziamo quanti hanno tenuto sempre viva la domanda di giustizia. Ai familiari di chi fu ucciso, ai tanti feriti, agli amici e ai compagni di lavoro la Repubblica rinnova il sentimento più intenso di vicinanza e solidarietà. Il legame di Brescia con la democrazia, con la storia e lo sviluppo del nostro Paese, si manifesta sempre più saldo”.
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Mattarella, uniti si riprende cammino
Il messaggio per l’anniversario di Piazza della Loggia a Brescia
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28 maggio 2020
09:55
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“Riprendere il cammino dopo la sofferenza, il dolore, il lutto è sempre faticoso. Ancor più sentiamo il bisogno di una comunità partecipe quando non abbiamo da soli le forze per superare un’avversità. Insieme è possibile.
Dopo la bomba del 28 maggio non è stato facile giungere alla verità e completare il percorso della giustizia”. Lo scrive il Capo dello Stato in un messaggio nell’avversario della strage di Piazza della Loggia a Brescia, città colpita duramente dal Coronavirus e che oggi come allora ha risposto “con coraggio e unità”.
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Mattarella, Brescia esempio di unità
Capo Stato elogia città colpita da strage Piazza Loggia e Covid
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28 maggio 2020
09:58
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“La ricorrenza della strage di piazza della Loggia, compiuta da terroristi neofascisti, viene celebrata quest’anno dalla città di Brescia, incamminata sulla strada della ripresa civile, economica, sociale dopo che l’emergenza sanitaria causata dal Covid 19 ha assunto tra la sua gente le dimensioni di una immane tragedia. Brescia ha risposto, ora come 46 anni fa, con coraggio, con dignità, con la solidarietà di cui la sua comunità è capace” e con una unità “decisiva” e “esempio per l’intero Paese”. Lo scrive Sergio Mattarella nell’anniversario della strage di piazza della Loggia.
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Di Maio, cancellare l’Irap, lo Stato stia con le aziende
Dopo eliminazione giugno. Attività produttive sono motore Paese
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28 maggio 2020
14:01
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“Lo Stato deve stare al fianco delle aziende. Dopo aver eliminato l’IRAP di giugno, ora lavoriamo per cancellarla del tutto, come ha proposto @LaCastelliM5s”. Lo scrive su Twitter il ministro degli Esteri Luigi Di Maio.
“È la strada da seguire, le attività produttive sono il motore dell’Italia, sosteniamole”, aggiunge il ministro.
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Scuola: Mascherine, distanza e niente febbre . Le indicazioni del Cts. Ok del Senato al decreto
Banditi 4 concorsi per 80 mila posti. Modificata modalità concorso. Supporto psicologico agli studenti
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28 maggio 2020
22:44
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Distanza interpersonale di un metro, mascherina per tutti dopo i sei anni di età, scaglionamento dell’orario di ingresso e delle entrate, nessuna prova delle febbre per entrare a scuola, ma se si hanno 37.5 gradi di temperatura si deve restare a casa. Sono queste le indicazioni principali del documento con le misure per il rientro a settembre che Governo e il ministero dell’Istruzione hanno ricevuto dal Comitato tecnico-scientifico. Unite alle norme per concorsi, supplenti, precari ed edilizia, varate in prima lettura dal Senato con il Dl Scuola, le indicazioni del Cts serviranno al rientro insieme a quanto dirà il Comitato di esperti del ministero dell’Istruzione. L’obiettivo di tutti è “tornare a scuola in presenza, ma anche e soprattutto in piena sicurezza”, come ha sottolineato la ministra Lucia Azzolina: “Il Governo è al lavoro per riportare tutti gli studenti in classe.
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Questo documento è la cornice in cui inserire il piano complessivo di riapertura: poche semplici regole, soluzioni realizzabili che ci permetteranno di tornare tra i banchi in sicurezza.
L’uscita da questa emergenza, come abbiamo sempre detto, deve diventare una straordinaria spinta per migliorare il sistema di Istruzione e per promuovere l’innovazione didattica”. Per il ministro della Salute, Roberto Speranza, dal Cts “arriva un contributo importante per riaprire le nostre scuole in sicurezza. A questo obiettivo il Governo dedicherà ogni energia”. Secondo Agostino Miozzo, coordinatore del Cts, “quello fatto per la scuola è stato un lavoro impegnativo, che ha l’obiettivo di conciliare il contenimento del rischio di contagio con il recupero della normale attività per studenti e lavoratori del mondo dell’Istruzione”. Ecco le principali indicazioni: il distanziamento fisico, le misure di igiene e prevenzione sono i cardini del documento. Previsto il distanziamento interpersonale di almeno un metro, considerando anche lo spazio di movimento. Questa distanza andrà garantita nelle aule, con una conseguente riorganizzazione della disposizione interna, ad esempio, dei banchi, ma anche nei laboratori, in aula magna, nei teatri scolastici.
Si passa a due metri per le attività svolte in palestra. Il consumo del pasto a scuola va assolutamente preservato, spiega il documento, ma sempre garantendo il distanziamento attraverso la gestione degli spazi, dei tempi (turni) di fruizione e, in forma residuale, anche attraverso l’eventuale fornitura del pasto in “lunch box” per il consumo in classe. Andranno limitati gli assembramenti nelle aree comuni. Saranno valorizzati gli spazi esterni per lo svolgimento della ricreazione, delle attività motorie o per programmate attività didattiche. La presenza dei genitori nei locali della scuola dovrà essere ridotta al minimo. Sempre per evitare il rischio assembramento, saranno privilegiati tutti i possibili accorgimenti organizzativi per differenziare l’ingresso e l’uscita delle studentesse e degli studenti, attraverso lo scaglionamento orario o rendendo disponibili tutte le vie di accesso dell’edificio scolastico.
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Casellati ricorda strage Piazza Loggia
Presidente Senato a sindaco Brescia in anniversario strage
e
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28 maggio 2020
11:05
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“Desidero unirmi al ricordo di una città che attraverso la memoria dei tragici fatti accaduti il 28 maggio 1974, vuole rinnovare la sua solidarietà alle famiglie delle vittime e l’opposizione netta a qualsiasi uso del terrore quale strumento di lotta politica”. Lo scrive il Presidente del Senato Elisabetta Casellati in un messaggio inviato al sindaco di Brescia Emilio Del Bono in occasione del 46esimo anniversario della Strage di Piazza della Loggia.
“Anche grazie alla mobilitazione di un’intera città che non ha mai smesso di lottare per la verità e la giustizia, la strage di Brescia ha ora dei colpevoli”, aggiunge . “La memoria non è mai un esercizio di stile, ma vive del nostro impegno a vigilare e a difendere con coraggio i valori della nostra democrazia.
Rinnovo al sindaco Del Bono, ai familiari delle vittime e a tutta la cittadinanza di Brescia la mia personale vicinanza in questo anniversario”, conclude il Presidente del Senato.
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Tobagi, Marcucci, eternamente grati
Ha compreso e spiegato complessità stagione drammatica
e
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28 maggio 2020
11:12
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“Walter Tobagi è stato un giornalista serio, un uomo rigoroso ed attento a comprendere e a spiegare la complessità della stagione drammatica che l’Italia stava vivendo. Gli siamo eternamente grati”.
Lo afferma il capogruppo del Pd al Senato Andrea Marcucci.
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Dl scuola in Aula Senato
A breve governo la chiederà su teso approvato in commissione
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28 maggio 2020
11:14
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L’Aula del Senato riprende l’esame, con le repliche, del decreto legge Scuola. A breve il governo porrà la fiducia sul testo approvato ieri in commissione.
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Dl elezioni: discussione alla Camera
37 iscritti a parlare, difficile il voto oggi
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28 maggio 2020
11:15
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Sono 37 i parlamentari iscritti per intervenire alla discussione generale sul Dl Elezioni, all’esame della Camera. Ognuno di loro ha a disposizione fino a mezz’ora di tempo. Per le 12 è convocata una conferenza dei capigruppo, che potrebbe affrontare anche il tema delle tempistiche.
L’accordo prevedeva che il voto non potesse iniziare prima delle 14 ma, alla luce dell’elenco degli interventi, il termine è destinato a slittare in maniera consistente. VAI ALLE NOTIZIE DAL MONDO

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Passaporto sanitario è scontro. Boccia: ‘E’ contro la Costituzione’
‘In Lombardia c’è stata un’ecatombe, nel resto d’Italia un dramma’. Zaia: ‘Spero si possa viaggiare dal 3 giugno’. Solinas: ‘Inutile litania centralista’ Fontana: ‘Penso dal 3/6 lombardi liberi di circolare’
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29 maggio 2020
08:15
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Se l’Italia riparte, “si riparte senza distinzioni”. Il ministro delle Autonomie Francesco Boccia stoppa la guerra tra le Regioni sulle modalità con cui dal 3 giugno sarà possibile tornare a circolare liberamente nel paese e conferma la contrarietà del governo alla proposta del governatore della Sardegna Christian Solinas di chiedere un certificato di negatività a tutti coloro che arriveranno sull’isola: è incostituzionale.
“Rileggete l’articolo 120 della Costituzione – dice – Una Regione non può adottare provvedimenti che ostacolino la libera circolazione delle persone”. Le parole del ministro fermano l’ennesima fuga in avanti ma non chiudono la questione della riapertura dei ‘confini’ regionali sulla quale si abbatte anche lo scontro tra la fondazione indipendente Gimbe, che accusa la Lombardia di ‘aggiustare’ i numeri, e la Regione che risponde querelando e definendo le parole del presidente “gravissime e offensive”.
Il governo non ha infatti ancora fatto una scelta definitiva e non lo farà prima di domenica, continuando a ribadire che ogni decisione sarà improntata alla massima cautela. Nelle prossime ore i dati sul monitoraggio che tiene conto delle aperture del 18 maggio faranno ulteriore chiarezza su quella che è la fotografia delle Regioni, ma non saranno sufficienti. Gli esperti si prenderanno ulteriori 24-36 ore per valutare altri numeri, quelli relativi al weekend scorso quando in diverse città italiane le piazze della movida si sono riempite di giovani, e capire – in caso di presenza di nuovi e contenuti focolai – se sia necessario o meno individuare delle zone rosse. Ma ci sono da tenere in contro altri elementi: da quattro giorni, anche se con numeri ridotti, i contagi hanno ripreso a salire e ora sono il doppio di lunedì. Con il nord ovest che è la zona più esposta: La Lombardia ha da due giorni il 65% dei casi e da una settimana, mentre la percentuale di positivi su nuove persone testate è dello 0,5 nel resto d’Italia, in Liguria sale al 4,9%, in Lombardia al 3,8% e in Piemonte al 2,5%. Il ‘problema’ nord ovest – considerando anche l’alta percentuale di asintomatici – dunque esiste e il governo lo sa bene. Ma l’obiettivo resta quello espresso da Boccia in Parlamento, fare in modo che si possa riaprire in maniera unitaria.
“Faremo valutazioni in maniera rigorosa e laica. Ma se tutte le regioni ripartono, ripartono senza distinzioni. La distinzione tra cittadini di una città rispetto all’altra non è prevista, se siamo sani ci muoviamo”. Se questo significa sbloccare tutto il 3 giugno o rinviare di qualche giorno, lo si saprà all’inizio della prossima settimana e dunque al momento resta in piedi pure l’ipotesi di riaprire tutto introducendo una fase di quarantena per chi si sposta, anche se Boccia ha sostenuto che al momento “non siamo in quella condizione”.
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Il Dpcm attualmente in vigore prevede che a partire da martedì i cittadini dei paesi Schengen e della Gran Bretagna potranno circolare liberamente nel nostro paese: andrebbe dunque o prolungato il divieto d’ingresso o prevista anche per loro la quarentena come per il resto degli italiani. Attilio Fontana si dice però fiducioso che dal 3 non ci saranno più vincoli per la sua regione: “sono convinto che i lombardi saranno liberi di circolare in Italia. I dati sono positivi e in miglioramento. la Lombardia rientrerà sicuramente nel novero delle regioni che avranno libertà di movimento”. Stessa posizione del governatore ligure Giuseppe Toti.
“I dati del Ministero ci dicono che per tutti gli indicatori non ci sono allarmi. Questi sono i fatti. Agli altri lasciamo l’allarmismo e il terrorismo”. E Solinas? Il governatore sardo è di fatto isolato: la sua proposta è ferma in commissione sanità della Conferenza delle regioni e sarà discussa solo il 3, quando le riaperture dovrebbero essere già un dato di fatto. Lui però non ci sta, se la prende con “l’inutile litania neocentralista” di Boccia e annuncia che chi non ha il certificato, “dal mio punto di vista non può imbarcarsi in partenza e quindi non arriva in Sardegna”.
Ma se sul passaporto sanitario Solinas è solo, le sue preoccupazioni restano condivise dagli altri presidenti delle regioni del sud, anche se con toni meno accesi. Nello Musumeci non ha escluso che la Sicilia possa ripartire qualche giorno dopo, visto che c’è un’ordinanza tutt’ora in vigore che consente la mobilità infraregionale dall’8 giugno. E il presidente delle Calabria Jole Santelli chiede al governo di adottare “precauzioni” per chi esce da quelle Regioni dove il contagio è più alto. Insomma, chiudere la Lombardia magari no; ma prevedere dei controlli sì.
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Dl Rilancio: Province, fondi insufficienti, serve 1 miliardo
“Ci aspettavamo ben altro da questo decreto’ dice il rappresentante del Comitato Direttivo UPI, Antonio Pompeo Presidente Provincia di Frosinone
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28 maggio 2020
11:55
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“La quota di 500 milioni di fondo per le Province per compensare la perdita delle entrate causata dall’emergenza Covid19 è assicurare la copertura delle funzioni fondamentali è del tutto insufficiente: secondo le nostre analisi, già ora abbiamo perso più di 1 miliardo di gettito. Senza queste risorse rischiamo di compromettere la tenuta dei servizi”. Lo ha detto il rappresentante del Comitato Direttivo UPI, Antonio Pompeo Presidente della Provincia di Frosinone, intervenendo in audizione sul decreto Rilancio davanti alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato.
“Ci aspettavamo ben altro da questo decreto – ha sottolineato poi il rappresentante delle Province – oltre alla adeguata copertura delle mancate entrate, che con la crisi del mercato automobilistico per le Province stanno crollando, senza alcuna possibilità di recupero, avevamo chiesto risorse mirate per gli investimenti e semplificazioni per dare una spinta nell’immediato all’apertura dei cantieri. Purtroppo, invece, anche in questo decreto queste richieste sono rimaste inevase e manca un’azione integrata e omogenea di promozione dello sviluppo che non può pensarsi esaurita nella distribuzione di bonus a singoli ed imprese”.

“Per questo oggi al Parlamento chiediamo innanzitutto di aumentare in maniera adeguata il fondo per l’esercizio delle funzioni fondamentali, assicurando almeno 1 miliardo al Province e Città metropolitane ma anche di sollecitare il Governo a predisporre subito un provvedimento d’urgenza che assicuri finalmente una visione programmatica e strategica di prospettiva e che consenta anche alle Province di potere contribuire in maniera decisiva alla ripresa dell’economia. Il piano dei cantieri delle piccole opere per la messa in sicurezza dei 130 mila chilometri di strade e soprattutto delle 7.400 scuole superiori deve partire prima dell’estate, o in autunno la crisi avrà ridotto allo stremo i territori”, conclude l’Upi.
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Scuola: governo pone fiducia al Senato
Lo annuncia il ministro per i rapporti con Parlamento D’Incà
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28 maggio 2020
12:27
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Il governo pone la fiducia al Senato sul decreto legge Scuola. Lo annuncia all’Assemblea di Palazzo Madama il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà.
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Ok Senato alla ‘Giornata dei Camici Bianchi’
‘Servirà a onorare l’impegno e il sacrificio degli operatori sanitari’
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28 maggio 2020
19:30
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Via libera della commissione Affari costituzionali del Senato all’unanimità ed in sede deliberante al disegno di legge di iniziativa parlamentare per l’istituzione della Giornata nazionale dei Camici bianchi, per onorare il lavoro, l’impegno, la professionalità e il sacrificio di medici, infermieri, operatori e volontari in ambito sanitario, sociosanitario e socioassistenziale, nel corso della pandemia da Coronavirus.

“E’ un riconoscimento dovuto, per il quale esprimiamo soddisfazione e orgoglio”, dicono il senatore Andrea Marcucci, presidente del gruppo del Pd e il senatore Dario Parrini, capogruppo dem nella prima Commissione.
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Ue: Prodi, recovery fund bella notizia
Abbiamo un livello di evasione incompatibile con economia
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28 maggio 2020
12:52
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“Il Recovery Fund è oggettivamente una bella notizia perché non ce la sognavamo neanche, diciamo la verità. Un mese fa ho scritto articoli durissimi perché si andava verso un’ Europa che marciava per conto suo o non marciava affatto. Questo è un grosso cambiamento. È giusto però fare anche una riflessione sulla necessità che venga reso legge effettiva”. Lo ha detto l’ex premier Romano Prodi, in un’intervista a InBlu Radio, il network delle radio cattoliche della Cei.
“Bisogna dimostrare – ha sottolineato Prodi – che l’Italia fa sul serio nell’equilibrio finanziario. Il problema oggi non è più la spesa ma le entrate. Abbiamo un livello di evasione fiscale che è incompatibile con un equilibrio economico. Questa grande mossa europea ci dà un grande aiuto ma poi bisogna lavorare nell’ordinaria amministrazione. O si fa una lotta sull’evasione fiscale o l’ Italia tra qualche mese ritornerà nei problemi di oggi. Con un’evasione fiscale media simile all’Europa noi avremo 60 miliardi di euro in più all’anno”.
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Raggi scrive a Gualtieri e Guerini, stop ‘occupazione abusiva’ di Casapound
A Gualtieri la sindaca ha chiesto lumi circa l’iter di sgombero dell’immobile “occupato illegalmente da 15 anni”.
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ROMA
28 maggio 2020
13:00
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La sindaca di Roma Virginia Raggi ha inviato due lettere al ministro della Difesa Lorenzo Guerini e a quello dell’Economia Roberto Gualtieri chiedendo lo sgombero di due occupazioni abusive di Casapound Italia.
Si tratta della sede di via Napoleone III, nel cuore del quartiere Esquilino e di una nuova occupazione del complesso edilizio di Ostia, in via delle Baleniere, gestita da un’associazione spalleggiata da Casapound Italia.
Al Ministero dell’Economia, proprietario dell’edificio all’Esquilino, la sindaca ha chiesto lumi circa l’iter di sgombero dell’immobile “occupato illegalmente da 15 anni”. A Guerini la prima cittadina ha chiesto “di ripristinare la legalità negli immobili di Ostia” di proprietà dell’Aeronautica Militare.
Qualora venga accertato lo stato di effettivo “bisogno” delle famiglie occupanti, Raggi ha chiesto che “queste vengano affidate all’assistenza pubblica”.
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Fico, maggioranza prosegua solida
Maggioranza stabile in momento di crisi fa bene al paese
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28 maggio 2020
13:23
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“Sono d’accordo con Zingaretti: la maggioranza deve continuare a lavorare solida. Una maggioranza ed un governo stabile in un momento di crisi fanno bene al Paese ed alla Ue”. Lo dice il presidente della Camera Roberto Fico a Rainews 24.
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Ue: colloquio Conte- Von der Leyen
Nel corso del colloquio anche il quadro finanziario pluriennale
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28 maggio 2020
13:43
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“Il ‘Recovery fund’ ed il nuovo quadro finanziario pluriennale sono stati oggi al centro di una conversazione tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e la presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen”.
E’ quanto si legge in una nota di palazzo Chigi.
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Dl Rilancio: in Aula Camera dal 24/06
Settimana precedente stop voti Assemblea per esame commissione
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28 maggio 2020
15:24
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Il decreto legge Rilancio sarà in Aula alla Camera a partire dal 24 giugno, qualora sia concluso l’esame del decreto intercettazioni.
La settimana precedente, quella che va dal 15 al 19 giugno, le votazioni in Aula a Montecitorio saranno sospese per consentire proprio l’esame del dl Rilancio nelle commissioni, con l’eccezione dell’informativa del premier in vista del Consiglio Ue. E’ quanto emerge dalla Conferenza dei capigruppo di Montecitorio.
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Le novità del Dl Scuola, dall’edilizia alle iscrizioni
I sindaci potranno essere Commissari per le ristrutturazioni
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28 maggio 2020
15:57
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Ecco le principali novità del Dl scuola oggi all’esame dell’Aula. Il provvedimenti deve essere licenziato entro il 7 giugno.
GIUDIZIO DESCRITTIVO ALLA PRIMARIA DALL’A.S. 20/21 AL POSTO DEI VOTI IN DECIMI: Si valorizza a sistema la dimensione formativa della valutazione, che accompagna, attraverso l’espressione del giudizio, il percorso di crescita e di formazione dei bambini.
RE-ISCRIZIONE ALUNNI DISABILI ALL’ANNO SCOLASTICO SU RICHIESTA MOTIVATA DELLE FAMIGLIE: Limitatamente all’anno scolastico 2019-2020, la scuola può valutare l’opportunità di consentire la reiscrizione dell’alunno con disabilità al medesimo anno di corso frequentato nell’anno scolastico attuale, sulla base della richiesta della famiglia, acquisito il parere del gruppo di lavoro per l’inclusione a livello di istituzione scolastica. In questo modo è favorito il recupero di quanto previsto e che, per via dell’emergenza sanitaria, non si è riusciti a fare conseguire.
TUTELA PRIVATISTI: Per i candidati privatisti all’esame di maturità che sosterranno l’esame nella sessione straordinaria di settembre, è previsto che partecipino alle prove di ammissione ai corsi di laurea a numero programmato nonché ad altre prove previste dalle università, istituzioni dell’alta formazione artistica musicale e coreutica e altre istituzioni di formazione superiore post diploma, a procedure concorsuali pubbliche, selezioni e procedure di abilitazione, comunque denominate, per le quali sia richiesto il diploma di scuola secondaria di secondo grado, con riserva del superamento dell’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione.
GRADUATORIE PROVINCIALI: Differentemente dal testo originario del DL Scuola vengono aggiornate le graduatorie di istituto a carattere provinciale prevedendo per gli anni scolastici 2020/2021 e 2021/2022 l’istituzione delle nuove graduatorie provinciali di istituto. La valutazione delle candidature per la costituzione delle graduatorie è effettuata dagli uffici scolastici territoriali, che possono avvalersi dell’attività di supporto nella valutazione da parte delle scuole della provincia di riferimento. La presentazione delle istanze, la loro valutazione e la definizione delle graduatorie avvengono con procedura informatizzata che prevede la creazione di una banca dati a sistema, anche ai fini dell’anagrafe nazionale docenti.
ISTITUZIONE TAVOLO PERCORSI ABILITANTI: È istituito presso il MI Social un “Tavolo di confronto per avviare con periodicità percorsi abilitanti”, in modo da garantire anche in futuro ai neo-laureati un percorso di accesso all’insegnamento caratterizzato da una formazione adeguata.
INCARICHI TEMPORANEI NELLE SCUOLE DELL’INFANZIA PARITARIE COMUNALI: È prevista, per l’anno scolastico 2020/21 ed in via del tutto straordinaria, la possibilità per le scuole dell’infanzia paritarie comunali di affidare incarichi temporanei agli educatori dei servizi educativi per l’infanzia, qualora non sia reperibile personale docente con il prescritto titolo di abilitazione per le sostituzioni. In questo modo viene comunque garantito il servizio educativo.
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* MISURE URGENTI PER INTERVENTI DI RIQUALIFICAZIONE DELL’EDILIZIA SCOLASTICA: Per garantire di procedere velocemente con l’esecuzione di interventi di edilizia scolastica, i Sindaci e i Presidenti delle Province e delle Città metropolitane operano con i poteri dei commissari fino al 31 dicembre 2020. In questo modo diamo agli Enti Locali uno strumento agile e soprattutto efficace per realizzare rapidamente gli interventi di cui c’è bisogno, anche in ragione dell’emergenza sanitaria da COVID-19.
* MODIFICHE ALLA PROCEDURA DEL CONCORSO STRAORDINARIO: La procedura straordinaria riservata a docenti con 36 mesi di servizio non prevede più il quiz in estate, ma una prova scritta articolata in quesiti a risposta aperta da tenersi nel corso dell’anno, probabilmente in ottobre, al massimo a novembre. I vincitori otterranno la retrodatazione giuridica del contratto.
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Family act non in Cdm, nodo coperture. Iv: ‘Fiducia in Conte’
Congedi parentali, lavoro agile per donne e incentivi a mamme
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28 maggio 2020
22:42
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Non approda questa sera sul tavolo del Consiglio dei ministri il Family act. Secondo alcune fonti di governo ci sarebbe un problema di copertura, per le misure destinate alla famiglia. Fonti di Italia viva, interpellate al riguardo, esprimono “tranquillità” sul fatto che il provvedimento arriverà in Cdm la prossima settimana: “Noi abbiamo un impegno con il presidente del Consiglio e abbiamo fiducia in lui: siamo convinti che verrà approvato entro la prossima settimana”.
“Nel nostro ultimo incontro – spiegano fonti qualificate di Iv – il presidente del Consiglio si è impegnato a portare in Consiglio dei ministri il Family act entro due settimane. E poiché il progetto era noto da mesi e da lui conosciuto, anche negli aspetti finanziari, abbiamo fiducia che il provvedimento sarà in Consiglio dei ministri entro la prossima settimana”.
Ecco le misure previste nel provvedimento.
ASSEGNO UNIVERSALE – L’assegno universale ha un importo minimo per tutti i nuclei familiari con uno o più figli, cui viene aggiunta una quota ulteriore e variabile a seconda della situazione economica equivalente (Isee); l’assegno viene attribuito mensilmente, ne ha diritto ciascun figlio fino ai diciotto anni di età ed è riconosciuto a decorrere dal settimo mese di gravidanza. L’assegno sarà corrisposto tramite una somma di denaro o mediante il riconoscimento di un credito d’imposta, da utilizzare in compensazione. Per i figli successivi al primo, l’assegno sarà aumentato del 20%, così come nel caso di un figlio disabile ma in questo caso indipendentemente dalla sua età.
CONGEDI PARENTALI – Si stabilisce un periodo minimo non inferiore ai due mesi di congedo parentale non cedibile all’altro genitore per ciascun figlio. Prevede inoltre un periodo di congedo obbligatorio non inferiore a 10 giorni lavorativi per il padre lavoratore nei primi mesi di nascita del figlio e che il diritto al congedo sia concesso a prescindere dallo stato civile o di famiglia del genitore lavoratore; viene introdotta la regola che il diritto al congedo di paternità non sia subordinato all’anzianità lavorativa e di servizio e che sia garantito a parità di condizioni nella pubblica amministrazione e nel settore privato; all’interno ci sono anche misure specifiche che, tenendo conto delle singole professioni, favoriscano un’estensione dei congedi parentali anche ai lavoratori autonomi. Allo studio anche giorni premio ai genitori che si dividono i congedi.
INCENTIVI AL LAVORO FEMMINILE – Introduce l’indennità integrativa del 30% della retribuzione per le madri lavoratrici erogata dall’Inps, per il periodo in cui rientrano al lavoro dopo il congedo obbligatorio; la deducibilità delle spese per le baby-sitter tenendo conto dell’Isee; la modulazione graduale della retribuzione percepita dalla lavoratrice nei giorni di astensione nel caso di malattia del figlio; forme incentivanti per i datori di lavoro che stabiliscono modalità di lavoro flessibile; prevede inoltre che ai genitori di figli con età inferiore a 14 anni sia riconosciuto il lavoro agile; una quota del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, per l’avvio delle nuove imprese start up femminili e l’accompagnamento per i primi due anni.
AUTONOMIA E PROTAGONISMO GIOVANILE – Prevede il sostegno alle famiglie, mediante detrazioni fiscali delle spese sostenute per l’acquisto di libri universitari per ogni figlio maggiorenne a carico, iscritto all’università, che non goda di altre forme di sostegno per l’acquisto di testi universitari; il sostegno alle famiglie, mediante detrazioni fiscali delle spese relative al contratto di affitto di abitazioni per i figli maggiorenni iscritti ad un corso universitario; il sostegno alle giovani coppie, composte da entrambi i soggetti di età non superiore a 35 anni, mediante agevolazioni fiscali, per l’affitto della prima casa.
INFANZIA – Si prevede un buono per il pagamento delle rette degli asili nido e altri servizi per l’infanzia nonché l’assegno di natalità.
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Recovery fund da 750 mld, all’Italia la fetta più grande, 172,2 mld
82 mld di aiuti, 91 come prestiti. Conte esulta, il Nord frena
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BRUXELLES
28 maggio 2020
11:11
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(di Chiara De Felice)
BRUXELLES – E’ servito più tempo del previsto, ma l’attesa non è stata vana. Il piano della Commissione per il rilancio dell’economia europea va oltre le aspettative dei più ambiziosi, e cerca allo stesso tempo di rassicurare i più cauti, togliendo dal tavolo la mutualizzazione del debito. Ma la “svolta”, come l’ha chiamata il commissario Paolo Gentiloni, c’è: per la prima volta la Commissione si finanzierà sui mercati, per raggiungere la considerevole cifra di 750 miliardi di euro, cioè quasi un intero bilancio europeo, grazie alle garanzie comuni prese proprio dal bilancio Ue.
Nasce così il Recovery instrument, che andrà ai Paesi più sotto forma di sovvenzioni a fondo perduto che di prestiti, e che assegnerà all’Italia la parte più consistente: 172,7 miliardi di euro, 82 in aiuti e 91 in prestiti. Non si mettono in comune i debiti passati insomma, ma si gettano le basi per una capacità finanziaria comune, in grado di alimentarsi da sola attraverso risorse di tutti e 27 gli Stati membri. Oltre ai 750 miliardi del Recovery Fund, ribattezzato ‘Next Generation Eu’, per rilanciare l’economia affossata dal coronavirus la Commissione vuole usare anche il prossimo bilancio 2021-2027.
E rimette sul tavolo la proposta da 1.100 miliardi, già discussa e impallinata a febbraio scorso dai leader. Sommando anche i 540 miliardi del pacchetto già approvato che comprende Mes, Sure e Bei, si arriva ad un ‘piano Marshall’ da 2.400 miliardi. Che diventano 3.000, secondo la Commissione, se si considera l’effetto moltiplicatore di alcuni strumenti. E’ ancora meno della metà di quanto gli Usa hanno iniettato finora nella loro economia, ma è senza dubbio la risposta economica più ampia e rapida che l’Ue abbia mai messo in piedi dalla sua fondazione.
La vera novità è il Recovery Fund, le cui risorse saranno divise tra prestiti (250 miliardi) e sovvenzioni (500). Per finanziarlo, però, la Commissione dovrà aspettare il 2021: le garanzie per emettere titoli saranno disponibili soltanto con il con il nuovo bilancio pluriennale e dopo l’approvazione di tutti e 27 i Parlamenti nazionali. Per quest’anno, quindi, le risorse disponibili saranno poche: 11,5 miliardi, che potranno essere usati per rifinanziare soltanto le politiche tradizionali ed il nuovo fondo per ricapitalizzare le imprese (Solvency), ha spiegato il commissario al Bilancio Ue, Johannes Hahn. Ma dall’anno prossimo il Recovery fund – che sarà temporaneo e in piedi solo fino al 2022 – distribuirà aiuti soprattutto attraverso il Recovery and Resilience Facility (RRF), cioè lo strumento che vincolerà gli Stati ad usare i fondi per le riforme e gli investimenti indicati da Bruxelles nelle sue raccomandazioni del Semestre europeo. Ogni Paese dovrà preparare il suo piano da solo, quindi nessuna costrizione dalla Ue, ma non potrà allontanarsi dalle priorità comuni, come digitale e transizione energetica, e dovrà affrontare quelle che Bruxelles considera le sue debolezze strutturali. Per l’Italia, ad esempio, riforma della giustizia e investimenti nella sanità.
Il premier Giuseppe Conte è soddisfatto dell’ “ottimo segnale da Bruxelles”. E incita il Governo a farsi trovare pronto, varando un “piano strategico”. Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri lo rassicura: il piano è in preparazione e guarderà a “crescita, occupazione e coesione”, ma anche “innovazione e sostenibilità”. Per il ministro degli Esteri Luigi Di Maio “la priorità adesso è abbassare le tasse”, e a quello vanno indirizzati i fondi Ue. Contrari al piano i sovranisti all’opposizione. Per il leader della Lega Matteo Salvini “nessuna buona notizia concreta per l’Italia, per ora solo altre parole”. Mentre per la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, la proposta non è soddisfacente.
Sebbene la premessa sia interessante – dopo la proposta lo spread è sceso a quota 190, il minimo da aprile -, la battaglia in Europa deve ancora cominciare. Per i Paesi ‘frugali’ – Olanda, Austria, Danimarca e Svezia – la proposta targata Von der Leyen è solo “un punto di partenza” per negoziati che, avverte L’Aia, “saranno lunghi”. Il fronte del Nord vuole rivedere sia le cifre che la distribuzione di aiuti e prestiti.
Impossibile che un accordo si chiuda già al vertice del 19 giugno, Merkel e Macron indicano in un summit ad hoc da convocare a inizio luglio la partita decisiva. Che si giocherà sotto presidenza tedesca.
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Conte ai sindaci: ‘Possibilità nuovo scostamento di bilancio’
Il premier avrebbe rassicurato i primi cittadini e sottolineato: ‘Capisco l’insoddisfazione e preoccupazione ma mai sottovalutati’
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28 maggio 2020
23:41
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“Non permetterò che i Comuni vadano in dissesto”. Lo ha detto, a quanto si apprende, il premier Giuseppe Conte nell’incontro con i sindaci delle città metropolitane di questo pomeriggio.
“Capisco che ci possa essere insoddisfazione e anche preoccupazione da parte vostra – ha aggiunto – ma dovete darci atto che non c’è mai stata una sottovalutazione sul grande ruolo che avete concretamente espletato in questa emergenza”.
Ieri i tredici sindaci delle città metropolitane avevano scritto al premier chiedendo maggiori aiuti per sostenere i servizi dei Comuni che, altrimenti, avevano sottolineato, rischiano il lockdown.
“C’è la possibilità – avrebbe detto Conte in un altro passaggio – che in Parlamento prossimamente venga chiesto un nuovo scostamento di bilancio. Il presidente avrebbe spiegato che i nuovi fondi chiesti dai Comuni per evitare il default non andranno nel decreto Rilancio ma che c’è l’impegno a stanziarli con un nuovo provvedimento che, se servirà, potrebbe anche essere finanziato con una nuova richiesta di deficit.

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Coronavirus: in Algeria quasi 9000 casi, 630 morti
31 in rianimazione
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28 maggio 2020
18:59
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TUNISI
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L’Algeria registra nelle ultime 24 ore altri 140 nuovi casi di coronavirus che portano a 8997 il bilancio totale dei contagiati nel Paese. Lo ha reso noto il ministero della Sanità di Algeri attraverso le parole del portavoce della Commissione speciale per il monitoraggio della diffusione della malattia, Djamel Fourar, precisando che i decessi sono saliti a 630. In aumento anche i guariti, che passano da 5129 a 5277. 31 i malati in rianimazione.
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Coronavirus: nuovo coprifuoco in Turchia nel fine settimana
Da lunedì riaprono ristoranti, parchi e spiagge
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ISTANBUL
28 maggio 2020
22:14
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Un nuovo coprifuoco verrà imposto in Turchia questo fine settimana in 15 delle principali città.
Da lunedì seguirà la riapertura di parchi, spiagge e ristoranti e altri locali pubblici, nel quadro di un processo di progressiva “normalizzazione”. Resterà invece in vigore il confinamento per gli over 65 e gli under 18. Lo ha annunciato stasera il presidente Recep Tayyip Erdogan. Secondo il nuovo bilancio, i casi di Covid-19 in Turchia sono saliti oggi a 160.979 e le vittime a 4.461, mentre i guariti sono 124.369.
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E.Letta, sì intesa stabile Pd-M5S
Se continua linea di Meloni e Salvini
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29 maggio 2020
11:01
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“Se continua questa posizione di Salvini e Meloni che sono gli unici leader fuori da qualunque ragionamento europeo, credo che la linea di Franceschini non abbia grande alternativa”. Così Enrico Letta ospite della trasmissione ‘Circo Massimo’ su Radio Capital sulla linea di Dario Franceschini che propone un’alleanza permanente tra Pd e M5s.
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Bufera Procure: Salvini, azzerare Csm
‘Non chiedo nulla a Mattarella ma situazione sotto occhi tutti’
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29 maggio 2020
11:29
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“Non sono un complottista ma leggo le intercettazioni contro di me da magistrati di altissimo livello e mi domando se è normale”. Così Matteo Salvini a Rainews 24 alla domanda se c’è un piano della magistratura contro la Lega. “Che cosa si aspetta ad azzerare il Csm e a procedere per sorteggio? Ho tale stima per Mattarella che non mi permetto di chiedere nulla, è sotto i suoi occhi e sotto quelli di 60 mln di italiani che un conto è l’indipendenza della magistratura, un altro è amministrare per motivi partitici l’esercizio della magistratura”.
Salvini ha poi presentanto un disegno di legge di riforma fiscale della Lega, insieme a Armando Siri: “Basta con la giungla delle aliquote e delle detrazioni: la proposta della Lega è la flat tax, pagare meno per pagare tutti”. “Il nostro obiettivo, con questi 46 articoli – spiega Armando Siri – è fare una riforma generale del fisco, che prevede il taglio delle tasse. Oggi se vuoi fare straordinario lo Stato oggi ti punisce. Il nostro obbiettivo è creare lavoro e aiutare gli investimenti”.  “Vogliamo portare in Parlamento una riforma coraggiosa: se non tagliamo le tasse ai cittadini e alle imprese non c’è possibilità di crescita”, ha detto Siri.
Sul recovery fund, il leader della Lega ha detto che “come San Tommaso prima di entusiasmarsi sul fondo europeo vorremmo sapere per prima cosa quando arriva, visto che l’emergenza è adesso, quindi capire i tempi. Poi, come dice Dombrovskis dice che questi soldi arrivano dopo le riforme, vorrei sapere se c’è una nuova Fornero, o una nuova patrimoniale. Quindi sapere i tempi e le condizioni”.
Poi ancora in vista della decisione sulle riaperture tra Regioni dal 3 giugno, ha spiegato che “prima si riparte in sicurezza tutti meglio è, già dal 3 giugno. Si rischia una seconda strage, quella sociale ed economica e siccome i dati sono positivi prima si riparte meglio è, se poi altre regioni sono da tempo senza morti possono aprire ancora di più”.
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Salvini,flat tax? 13mld aiutano famiglie
Maggior spesa iniziale, poi più entrate e consumi, meno evasione
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29 maggio 2020
11:31
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“Con 13 miliardi si aiuterebbero, semplificando la vita e riducendo l’imposizione fiscale, 10 milioni di famiglie italiane. A meno che qualcuno voglia usare quei soldi in Redditi di cittadinanza o assistenza. Sono due visioni di vita diverse”. Lo ha ribadito il segretario della Lega, Matteo Salvini, presentando insieme a Armando Siri, il ddl di riforma fiscale della Lega. “La maggior spesa iniziale – sottolinea Salvini – si trasformerebbe poi in maggior introito per lo Stato. Più consumi e meno evasione”.
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Aspi:Di Battista,nessuno sopra lo Stato
Tutto ciò che era pubblico e funzionava è stato smantellato
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29 maggio 2020
11:45
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“Revocare le concessioni ai Benetton non è solo un atto di giustizia e di rispetto verso i morti di Genova e le famiglie, è un atto politico che diverrebbe un precedente drammatico per i capitalisti senza scrupoli.
Revocando le concessioni ai Benetton le multinazionali, finalmente, saprebbero che in Italia nessuno, nemmeno chi ha incassato 10 miliardi di utili negli ultimi 10 anni, potrà sentirsi al di sopra dell’interesse generale del Popolo italiano”. Lo scrive su facebook Alessandro Di Battista, ex deputato M5s parlando della revoca della concessione di Autostrade.
“E’ dura, lo so – prosegue – tutto ciò che era pubblico e funzionava è stato smantellato per gridare “privato è sempre meglio” ed il potere di gruppi industriali e finanziari come i Benetton è immenso. Ma qui si vede la forza della politica e soprattutto la maturità e l’unione del nostro popolo”.
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Renzi, continuiamo battaglia per scuola
Ripartenza del calcio è simbolo importante
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29 maggio 2020
12:23
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“Il calcio che riparte è un simbolo importante. Voglio ringraziare in modo molto sincero anche il ministro Spadafora per aver accolto le nostre critiche e i nostri suggerimenti. Viva lo sport, che vinca il migliore (se poi vince la Fiorentina va bene lo stesso). Ovviamente, mi rimane l’amaro in bocca perché la proposta che avevamo fatto non partiva dalla riapertura della serie A ma dalle scuole. Che sono più importanti di qualsiasi altra cosa. Sulle scuole non ce l’abbiamo fatta ma continueremo a combattere perché la questione educativa è la più importante di tutte”. Lo scrive il leader di Italia Viva Matteo Renzi nell’Enews.
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Fase 2: Zingaretti,5 proposte per futuro
Da sfida digitale a lotta alla burocrazia e centralità ricerca
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29 maggio 2020
12:48
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Sfida digitale, scelte energetiche, centralità dell’università e della ricerca, riforma dello Stato e lotta alla burocrazia, protagonismo dell’Europa. Sono le 5 proposte che il leader Pd Nicola Zingaretti condivide su facebook per “costruire insieme il futuro” chiedendo ai sostenitori che cosa ne pensano.
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Bonaccini: ‘No a passaporto sanitario, misura ingestibile’
‘Attenti a dare dell’untore a una Regione o ad un’altra’
e
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TORINO
29 maggio 2020
13:56
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“La pagella settimanale, arrivata ieri sera dall’ISS, ci ha permesso di constatare con grande soddisfazione che i parametri dell’infezione sono tutti all’interno delle soglie, non abbiamo criticità, valori che accendano allarmi. Confidiamo quindi che il 3 giugno i confini della regione possano aprirsi”. Lo ha annunciato il presidente della Regione Alberto Cirio in una conferenza stampa alla Reggia di Venaria per presentare gli interventi per il turismo. “Vogliamo riaprire con prudenza ma per sempre”, ha detto.
“C’è un governo, ci sono degli indicatori raccolti a livello nazionale, lavoriamo tutti insieme. Io dico che ci vuole ancora prudenza per capire se siamo in una fase nuova e diversa oppure no”, ha detto l’assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera parlando della possibile riapertura dei confini regionali il 3 giugno, spiegando che “per fare una valutazione complessiva su quella che è la diffusione” dei contagi dopo nel riaperture della fase 2 “la data cardinale è l’8 giugno”.
“E’ il Governo che deve decidere e se dovesse ritenere che per la Lombardia non ci sono ancora le condizioni, credo sia giusto far ripartire gli altri e mantenere ancora un po’ di cautela rispetto alla circolazione dei lombardi”. E’ l’opinione del sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, in merito al dibattito che si è aperto in vista della possibile ripresa della mobilità fra regioni dal 3 giugno e a un’eventuale proroga dello stop per ‘aspettare’ la Lombardia. L’ex pm, nel sottolineare che non si tratta “di discriminazioni ma solo di cautela nell’interesse di tutti”, ha aggiunto: “Credo che nessuno, compresi i lombardi, auspichi che ci sia una nuova diffusione del virus che ci possa riportare al lockdown. Quindi basta con discriminazioni, rancori, frasi rivendicative o ritorsioni perché il tema è sanitario e pertanto se il Governo ci dirà che è tutto a posto bene e sarebbe un bel segnale per tutto il Paese ripartire insieme e lo sarebbe soprattutto per la Lombardia che ha pagato il prezzo più alto, ma se così non fosse è giusto che si apra il resto del Paese perché al Centro-Sud, isole comprese, la mobilità sarebbe possibile già oggi”. “Non vedo – ha concluso – perché dovremmo pagare ancora questo prezzo anche perché se invece della Lombardia fosse stata ad esempio la Calabria ad avere ancora una situazione di contagio elevato, la Lombardia sarebbe già ripartita e la Calabria sarebbe stata messa in un involucro di cemento e blindata”.
L’uso della mascherina non sarà più obbligatorio per strada in Veneto dal primo giugno prossimo. Continuerà ad essere indispensabile “nei luoghi chiusi accessibili al pubblico (bar, negozi etc), e all’esterno solo nelle occasioni in cui non sia posibile garantire continuamente la distanza di sicurezza tra i non conviventi”. Lo prevede la nuova ordinanza regionale annunciata da Luca Zaia, che avrà valore dall’1 al 15 giugno. Il provvedimento dovrebbe essere firmato nel pomeriggio.
“Mi auguro si possa ripartire il 3 giugno, ma non lo decido io, lo stabilirà il Governo valutati i dati epidemiologici e sentito il comitato tecnico scientifico. Oggi in Emilia-Romagna i rischi di contagi sono molto bassi, non rischiamo per niente di non riaprire. Mi auguro che il 3 si possa ripartire tutti, vorrebbe dire che tutte le Regioni, inclusa la Lombardia, sono ritenute a un rischio basso di contagio”. Lo ha detto, durante una videointervista sulla pagina Facebook di Cantiere Bologna, il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini in merito agli spostamenti tra regioni. “Ci dicono che un rimbalzo dei contagi potrebbe avvenire in autunno – ha aggiunto il governatore – dobbiamo stare attenti. Si continuino a mantenere distanziamento sociale e uso dei dispositivi protettivi. Il virus non è ancora stato ucciso lo potrà fare solo il vaccino quando ci sarà. Quindi calma e gesso: non abbiamo vinto tutto – ha concluso – ma è giusto tornare progressivamente alla vita di prima”.
“No al passaporto sanitario: sarebbe ingestibile, ma come fai? Ci vuole una misura nazionale, uno non la può decidere a misura del proprio territorio. Poi come fai a gestire? Dobbiamo anche stare attenti a non dare dell’untore a una Regione piuttosto che ad un’altra”, ha detto il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini.
Sfida digitale, scelte energetiche, centralità dell’università e della ricerca, riforma dello Stato e lotta alla burocrazia, protagonismo dell’Europa, sono intanto le 5 proposte che il leader Pd Nicola Zingaretti condivide su facebook per “costruire insieme il futuro” chiedendo ai sostenitori che cosa ne pensano.
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Covid-19, Brusaferro: ‘Fase di discesa ma serve attenzione’
‘Monitoraggio e capacità di risposta’
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29 maggio 2020
11:00
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“Abbiamo superato la curva di picco dell’infezione, siamo nella parte di discesa e in una fase di controllo della situazione, ma richiede un’attenzione particolare” nell’identificare ed isolare precocemente i casi sospetti. Questo significa “sistemi di monitoraggio e capacità di risposta sanitaria ad eventuali focolai”. Così il presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss), Silvio Brusaferro, durante l’audizione in Commissione Bilancio della Camera.
“Con la prossima settimana ci avviamo a una sfida sarà ancora più importante perché sarà liberalizzata la mobilita tra regioni e anche quella internazionale. Questo richiederà una capacità ancora più attenta di monitorare e rispondere a focolai”, ha detto Brusaferro in vista della ripresa degli spostamenti tra regioni e stati dell’Ue prevista per il 3 giugno.
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Bufera intercettazioni, Salvini: ‘Intervenga il Colle’
Bufera per chat Legnini con Palamara su Diciotti
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28 maggio 2020
23:41
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Uno scambio di chat con il pm romano Luca Palamara , due anni fa, sulla vicenda della Nave Diciotti scatena la bufera su Giovanni Legnini, già vice presidente del Csm e ora Commissario straordinario del governo per la ricostruzione del terremoto nel centro Italia. La Lega,con il sostegno dei Fratelli d’Italia, lo accusa di aver aizzato i pm contro l’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini, quando guidava Palazzo dei marescialli, e chiede che lasci il nuovo incarico. Ma soprattutto invoca l’intervento del capo dello Stato. Perchè, come dice il leader del Carroccio, c’è in gioco “la credibilità dell’intera magistratura”. “Il mio fu un intervento doveroso” a tutela dell’indipendenza della magistratura, replica Legnini, che parla di una polemica alimentata da “messaggi decontestualizzati e perciò parziali e fuorvianti” e sottolinea che quelle chat “non hanno nulla a che vedere con la vicenda Palamara”. A pubblicare i messaggi che infiammano il clima politico è la Verità, che ormai da tempo sta dando ampio spazio alle chat di Palamara captate dai pm di Perugia grazie a un trojan, nell’ambito dell’inchiesta per corruzione. Conversazioni che hanno già provocato un terremoto dentro la magistratura, facendo franare la giunta dell’Anm e che hanno spinto il ministro della Giustizia e la sua maggioranza ad accelerare sulla riforma del Csm.
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La provocazione di Schmidt, “I musei restituiscano le opere alle chiese”
Direttore Uffizi lancia idea. Betori, valutare ogni caso
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FIRENZE
28 maggio 2020
21:53
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Un ritorno ai luoghi e ai significati originari. E’ quanto immagina il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt per le opere spirituali concepite per chiese e cappelle e poi finite nei musei statali o nei loro depositi.
“Credo che il momento sia giunto: i musei statali compiano un atto di coraggio e restituiscano dipinti alle chiese per i quali furono originariamente creati”, ha detto Schmidt in occasione della riapertura di Palazzo Pitti a Firenze. L’operazione potrebbe coinvolgere tavole, tele, pale ed altri dipinti. Tra questi, ha spiegato, “il caso forse più importante” “si trova proprio agli Uffizi: la Pala Rucellai di Duccio di Buoninsegna, che nel 1948 fu portata via dalla basilica di Santa Maria Novella e dagli anni ’50 del Novecento è esposta nella sala di Michelucci e Scarpa, insieme alle Maestà di Giotto e di Cimabue”, ma che “non è mai entrata a far parte delle proprietà del museo”.
La pala d’altare, che raffigura la Madonna con il bambino, fu dipinta per la compagnia dei Laudesi nella prima cappella del transetto destro in fondo alla basilica fiorentina. “Mi auguro – ha aggiunto Schmidt – un dibattito ampio, aperto, pubblico e privo di pregiudizi sull’opportunità di restituire l’opera alla basilica di Santa Maria Novella per la quale essa fu ideata e dipinta”. Proposta già avanzata negli anni ’90 da Giorgio Bonsanti e che secondo Schmidt “è sacrosanto mettere in pratica”. Questa iniziativa avrebbe anche il merito, viene sottolineato, di dare gambe al progetto del ‘museo diffuso’, tornato alla ribalta durante l’emergenza Covid per evitare gli assembramenti nei musei più famosi.
Il ricollocamento dei dipinti, però, pone il problema della loro sicurezza e conservazione, criticità sulla quale insistono molti commentatori. Per Timothy Verdon, storico dell’arte e responsabile dell’ufficio diocesano dell’Arte sacra, si tratta di una “provocazione estremamente positiva”, ma poco realizzabile ( “nella realtà tutti capiscono che sarà molto difficile”), mentre per l’arcivescovo di Firenze, cardinale Giuseppe Betori “la proposta in sé merita attenzione e plauso”, ma “ogni caso andrebbe valutato singolarmente”. Per Francesco Giro, senatore di Forza Italia, la proposta “è storicamente e filologicamente sensata”, ma bisogna “scongiurare soprattutto atti di vandalismo”. Positivo anche il giudizio della vicepresidente della Regione Toscana Monica Barni, che ha parlato di idea di “grande interesse e intelligenza” e anche “in sintonia con un orientamento che la Regione ha sempre avuto ben chiaro: la chiave è valorizzare i presidi della cultura diffusa nel territorio”.
Barni ha anche rilanciato il tema delle guide turistiche per le quali, sempre oggi, Schmidt ha suggerito l’istituzione di un ordine professionale perché “queste figure meritano maggiore rispetto e devono essere tutelate giuridicamente, attraverso un percorso di accesso alla professione certificato in base alla competenza”.
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Toti e Zaia avvertono il governo, no all’election day il 20 settembre
Toti: ‘Se non si vota a luglio si voti il 6 settembre’. Zaia: ‘E’ incostituzionale’
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GENOVA
28 maggio 2020
15:16
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“Chiediamo di votare nella prima finestra utile che è la fine di luglio, ove il Governo e il Parlamento decidano qualcosa di diverso, cinque Regioni sceglieranno di comune accordo di votare nella prima data utile, il 6 settembre”. Così il governatore della Liguria Giovanni Toti sul voto per le Regionali. “Visto che dal 4 e dal 15 giugno il Paese tornerà sostanzialmente aperto e non riteniamo che le elezioni siano più pericolose di andare al lavoro o in vacanza, chiediamo di votare nella prima finestra utile che è luglio”. “Nessun presidente di Regione si prenderà la responsabilità di far riaprire le scuole dopo sette mesi di chiusura, di far andare i ragazzi a scuola, poi di richiuderle, di far andare a votare milioni di persone, di doverle sanificare e di rimandare i ragazzi a scuola”, dice Toti motivando il voto per le elezioni non oltre il 6 settembre. Secondo Toti, sarebbe “assurdo rimandare la riapertura delle scuole a ottobre o peggio interrompere l’anno scolastico per ben due volte in un momento in cui il comitato tecnico scientifico già dice che potremmo essere in un nuovo periodo a rischio”.
Sulla questione della data delle elezioni interviene anche il presidente della regione Veneto Luca Zaia. “Noi pensiamo che non sia rispettata la Costituzione. La Costituzione prevede di sospendere le elezioni in caso di guerra, questo articolo lo abbiamo inaugurato con il Coronavirus”, afferma. “Nella riunione di ieri sera – aggiunge – tensione ce n’è stata perché è messa in discussione la leale collaborazione tra le istituzioni. E’ impensabile che la risposta sia ‘vi abbiamo dato una finestra a settembre, voi convocate le elezioni quando volete’. C’è la tentazione di non dare più pareri della Conferenza delle Regioni. E’ grave tradurre in dibattito politico un rapporto istituzionale tra noi e il Governo, che è un fatto di Costituzione”, conclude.
“La data delle elezioni va condivisa tra tutte le forze politiche. Ma ciò che dovrebbe essere scontato è l’election day, ovvero una data unica per regionali, comunali e referendum. Rispettiamo l’autonomia delle regioni ma guidata dal buonsenso e senza spreco di danaro pubblico”. E’ quanto scrive su twitter il Sottosegretario all’Interno Sibilia in merito al dibattito sulla data delle elezioni.
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Ok della Camera al decreto imprese con 269 sì, testo va al Senato
193 i voti contrari, 9 gli astenuti
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Ok della Camera al decreto imprese con 269 sì, testo va al Senato
193 i voti contrari, 9 gli astenuti
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28 maggio 2020
22:47
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Via libera della Camera al decreto legge imprese. I voti favorevoli sono stati 269, i no 193, gli astenuti 9. Il testo passa all’esame del Senato.
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Scuola: alle elementari torna giudizio, stop ai voti
Emendamento Pd in Commissione entra in vigore dal prossimo anno
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28 maggio 2020
09:09
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Dal prossimo anno scolastico la valutazione finale degli alunni nella scuola elementare non sarà più espressa con i voti numerici ma con un giudizio. E’quanto prevede un emendamento presentato dai senatori Verducci, Iori e Rampi e approvato in Commissione Cultura e Istruzione.

“L’emendamento prevede che nella scuola primaria i bambini non possano essere considerati dei numeri. Dare un 4 può essere un macigno pesante da comprendere mentre una valutazione più complessiva prende in considerazione le caratteristiche del bambino. Ovviamente vanno trovate le parole adeguate e la valutazione va fatta in termini di giudizio sintetico”, spiega la senatrice Vanna Iori. “Il giudizio tiene conto della specificità e della individualità di ogni singolo bambino – aggiunge – mentre il voto numerico livella e rende tutti uguali, anche se ci sono diverse motivazioni dietro a quel voto”.

Intesa nella maggioranza sulle modifiche al dl sulla scuola. E’ stato presentato l’emendamento a firma del relatore al dl, che sarà messo ai voti in commissione al Senato questa mattina e che sintetizza l’accordo sul concorso straordinario per i precari. Il concorso con la prova scritta si terrà nel corso dell’anno scolastico 2020-2021 – si legge nel testo – e prevede quesiti a risposta aperta. Rispetto alla prima formulazione respinta da Pd e LeU scompare la precisazione del numero dei quesiti.

“Non è soddisfacente al 100% ma è un passo in avanti”, dice la senatrice di LeU Loredana De Petris confermando il sì all’emendamento sul concorso per i precari della scuola presentato in commissione a Palazzo Madama, e su cui c’è dunque l’intesa all’interno della maggioranza, e che sarà messo ai voti in mattinata. L’accordo però non convince Francesco Verducci (PD) che ha presentato 3 subemendamenti perché, spiega, “la norma non assicura il gusto percorso per la stabilizzazione dei precari”.

“Il ripensamento non c’è stato. L’emendamento della relatrice in commissione Cultura del Senato sul concorso straordinario conferma che il governo non ha alcuna intenzione di tenere conto dell’emergenza epidemiologica, la quale consiglierebbe di puntare sul rafforzamento e la stabilizzazione dell’organico docenti. Se troverà conferma – come sembra – la marcia indietro di Pd e Leu, nuovamente appiattiti sulle posizioni dei 5 Stelle, il prossimo anno scolastico partirà con zero assunzioni a tempo indeterminato; anzi, 30 mila precari in più a seguito dei pensionamenti, che porteranno il totale dei supplenti a 200 mila. Il contrario dell’impegno su nostra sollecitazione preso nelle ultime settimane – a parole – da esponenti della quasi totalità delle forze politiche di garantire tutti gli insegnanti titolari in cattedra il prossimo settembre, per affrontare con la dovuta efficacia la crisi pandemica, a partire dalla necessità di sdoppiare le classi per consentire i distanziamenti. Fa rabbia pensare che la soluzione ci sarebbe e sta nella nostra proposta di assunzione da graduatorie, già utilizzata per le Gae”. Lo dichiara il senatore Mario Pittoni, presidente della commissione Cultura a palazzo Madama e responsabile Istruzione della Lega.

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