Ultimo aggiornamento 16 Giugno, 2020, 19:48:09 di Maurizio Barra
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Stati generali, il Governo prolunga subito la Cig. Al via contributi a fondo perduto
Ieri la seconda giornata di incontri a Villa Pamphili e CDM serale con estensione della cassa
16 Giugno 2020
07:00
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Vittorio Colao, capo della task force per la ripartenza, ringraziato per il corposo dossier che ispirerà le misure dei prossimi mesi, i sindacati preoccupati per la sorte dei lavoratori e in serata le Province e i Comuni che rischiano di rimanere con le casse vuote: sono questi i protagonisti della seconda giornata di Stati generali a Villa Pamphili.
Dal Governo, oltre al continuo ascolto degli attori economici e sociali, arrivano nuovi impegni sulla cassa integrazione e i contributi a fondo perduto. A margine degli Stati generali, infatti, il premier Giuseppe Conte presiede un Consiglio dei ministri per rendere più agevole il ricorso alla Cig. Le aziende che hanno già esaurito le prime 14 settimane di cassa disponibili potranno richiedere da subito, senza aspettare settembre, le ulteriori 4 settimane consentite dal decreto Rilancio. “Questo Governo ha fatto una scelta, fin dall’inizio – sottolinea Conte -. Qui non lasciamo i lavoratori, non li abbandoniamo per strada, non permettiamo che siano licenziati”.
Il premier, inoltre annuncia che sul sito dell’Agenzia delle entrate commercianti e artigiani possono iniziare a chiedere contributi di ristoro, a fondo perduto. “Non preoccupatevi, non è un click day: ci saranno 60 giorni di tempo per avere fino a 40mila euro in base alle perdite subite”, spiega Conte in un punto stampa. Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri assicura che i bonifici arriveranno nel giro di 10 giorni. In questo modo, aggiunge, “l’Agenzia delle entrate per un po’ farà anche l’Agenzia delle uscite: è una cosa giusta in una fase come questa”.
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Per quanto riguarda il confronto vero e proprio, sulle misure di lungo periodo, dai sindacati arrivano commenti positivi e dialoganti. Confindustria, più polemicamente, annuncia un contro-piano che porterà a Villa Pamphili mercoledì. “Ben venga, li aspettiamo”, commenta Conte, che cerca anche di calmare le agitate acque attorno al Mes: “Non ci sono novità, ma c’è un dibattito in corso – dice -. In questo momento non c’è questa necessità”.
La Uil spinge su una grande riforma fiscale, mentre la Cgil Maurizio Landini chiede il blocco dei licenziamenti per tutto l’anno. Su entrambi i fronti, potrebbe esserci sintonia col governo, realizzando quello “spirito costruttivo del presidente Ciampi del 1993” auspicato dalla Cisl di Annamaria Furlan.
L’esecutivo promette ai sindacati di semplificare gli ammortizzatori sociali, visto che la stessa Cig, ammette Conte, si è rivelata uno strumento farraginoso. L’esecutivo, inoltre, spinge per una rimodulazione degli orari di lavoro e un ruolo preponderante dello smart working.
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La ministra al Lavoro Nunzia Catalfo, promettendo più attenzione ai giovani, elenca altre priorità: “Salario minimo, lotta alla contrattazione pirata, detassazione dei rinnovi contrattuali, contrasto al caporalato e al lavoro nero”.
Chiudono la giornata i rappresentanti degli enti locali. I Comuni italiani vorrebbero “zone blu” detassate per rilanciare turismo e artigianato. Il loro rappresentante Antonio Decaro vorrebbe che i sindaci fossero nominati commissari per le opere strategiche, e che possano ricevere già ora le risorse previste per il 2021. Le Province, da parte loro, spingono per avere finanziamenti da 4 miliardi per strade e scuole.
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M5S, Di Battista non retrocede e agita i giallorossi: E’ spettro crisi agostana
La spaccatura M5S favorita dal Dibba e quel brivido lungo la schiena della maggioranza
16 Giugno 2020
10:50
Un film già visto o meglio un terribile déjà vu. Le parole di Alessandro Di Battista, la spaccatura venuta alla luce all’interno del Movimento 5Stelle e quel brivido sottile che percorre la schiena della maggioranza, insomma riportano all’estate del 2019 quando Matteo Salvini mandò i primi segnali di una crisi dell’esecutivo giallo-verde che alla fine si concretizzò l’8 agosto. Unica differenza che potrebbe tenere l’esecutivo di Giuseppe Conte incollato alle poltrone di palazzo Chigi, è la completa estraneità dell’ex deputato romano alle dinamiche di palazzo, con un seguito sì numeroso, ma soprattutto di militanti e non di parlamentari.
Dopo aver spaccato il Movimento 5Stelle con dichiarazioni al vetriolo, Di Battista non torna di certo sui suoi passi, anzi sono posizioni che “ribadisco, ribadirò e per le quali lotterò” avverte. E sulla reazione del garante del Movimento non si scompone: “Ieri ho parlato di congresso e delle mie idee e Beppe (Grillo ndr) mi ha mandato a quel paese. Io ho delle idee e, se non siamo d’accordo, francamente, amen!”. Non si nomini la parola ‘scissione’, puntualizza l’ex deputato: “Ho parlato chiarissimo… io sono del Movimento… voglio solo rafforzare il Movimento”. Il problema è che nei gruppi parlamentari Dibba ha poca presa, con forse una decina di senatori pronti a seguire la sua linea. Pertanto nessuno crede che la scissione possa consumarsi in piena estate anche perché, chi sa legge tra le righe delle parole di Beppe Grillo, è certo che il cinguettio di ieri altro non abbia fatto che blindare Vito Crimi e il suo lavoro.
Fonti pentastellate parlano piuttosto della volontà di ‘volersi prendere la scena e un po’ di popolarità’, anche perché gli Stati generali, o congresso che sia, M5S non ci saranno prima di ottobre o addirittura novembre. E, si ragiona, neanche Di Battista indosserebbe la veste di kamikaze, riprendendosi il Movimento per poi incassare la batosta alle prossime regionali di settembre. Infine si lavora, e questo è ormai noto, a un Movimento che non abbia un capo ma un gruppo di ‘saggi’, che riesca a tagliare il cordone ombelicale con Davide Casaleggio e Rousseau. Per ora, quindi, anche Giuseppe Conte può vantare (almeno tra i pentastellati) su una discreta rete di protezione tra i 5Stelle guidati da Grillo. Fin quando deciderà se candidarsi alla guida del Movimento o di un suo partito oppure tornare a fare l’avvocato.
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Resta però l’incertezza sulle prossime tappe e ad agitare soprattutto il Pd è il voto del Mes in Parlamento. E’ vero che le truppe pro-Mes sembrano aumentare di giorno in giorno, numericamente però i contrari al Salva Stati – anche se rimodulato per l’emergenza sanitaria da Covid-19 – nel Movimento sono ancora molti, tutti pronti – forse – ad abbracciare la crociata di Dibba. Secondo il sottosegretario Villarosa, Grillo “ha esagerato paragonando l’Assemblea costituente M5s a ‘gilet arancioni’ e terrapiattisti. Io non avrei fatto questo accostamento. Abbiamo bisogno di un capo politico, di un aggiornamento del programma, perché metà lo abbiamo gia’ portato a termine”. Non è della stessa idea Paola Taverna: “M5S non può più essere solo quello della denuncia e della protesta, e deve interrogarsi su come fare per realizzare ulteriori obiettivi. In quest’ottica, credo una governance diffusa sia la soluzione migliore del futuro del Movimento. Sono sempre più convinta che un capo politico non possa più rispondere alle nostre esigenze”.
La crepa nel Movimento tuttavia è venuta a galla con Grillo che va da una parte e Casaleggio dall’altra, cavalcando, seppur dietro le quinte, un ritorno alle origini decantato dallo stesso Dibba. E Conte resta nel mezzo, con Italia viva pronta a metterlo alla porta alla prima occasione e il Nazareno che sa di non aver a disposizione una alternativa valida che smonti di sondaggi girati in questi giorni. Quel 30 per cento messo nero su bianco non fa di certo dormire sonni tranquilli ai Dem, soprattutto se con il voto sul Mes si creasse una maggioranza alternativa con i voti – decisivi – di Forza Italia. In quel caso la scissione nel Movimento sarebbe già scritta con la chiamata alle armi di Di Battista e conseguente caos agostano che riporta alla crisi del Papete. Come disse lo stesso Beppe Grillo – ironizzano nei palazzi della politica – in un video surreale qualche mese fa: “Tutto tende al caos, all’entropia. Tutto tende all’entropia e l’entropia è la nostra matrice oggi. Dal caos vengono idee meravigliose”.
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Coronavirus, Renzi: Disastro Inps su Cig, inventate scuse
16 Giugno 2020
14:30
“L’Inps è stato un disastro di proporzioni epocali. Non ci si può inventare le scuse. Quando hanno dato la colpa agli hackers mi hanno ricordato i Blues Brothers con la colpa alle cavallette. Hanno fallito. L’importante è che i denari arrivino ma la cassa integrazione da sé non basta più”. Così il leader di Italia viva, Matteo Renzi, a Rtl 102.5.
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Governo, Renzi: Diamoci una scrollata, più coraggio anche su scuola
16 Giugno 2020
14:40
“Io dico: diamoci una scrollata. Giochiamo all’attacco. Chi ha responsabilità di governo deve cambiare passo. Io posso solo cercare di alzare la voce e farmi sentire”. Così il leader di Italia viva, Matteo Renzi, a Rtl 102.5. Il governo avrà coraggio? “Lo vedremo alla fine. Noi possiamo solo dire: forza, partiamo, diamo suggerimenti”, ha aggiunto. “Mi sono ritagliato la parte di Cassandra che dice delle cose che sembrano folli ma che poi si rivelano vere come il fatto di riaprire le scuole. Anche la Francia lo ha fatto. Se avessimo avuto il coraggio di mandare a scuola almeno i ragazzi di terza media e della quinta liceo, sarebbe stato meglio. Tiriamo su le maniche della camicia, non piangiamoci addosso”, ha sottolineato l’ex premier.
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Cdm approva proroga Cig per 4 settimane
Il premier Conte: Riforma in cantiere per semplificare ammortizzatori sociali”
16 giugno 2020
16:00
E’ stato ieri sera approvato in Consiglio dei Ministri il decreto che permette alle aziende che hanno esaurito le 14 settimane di Cassa Integrazione, previste nel Cura Italia e Decreto Rilancio, di anticipare le ulteriori 4 previste. “Garantiremo la cassa integrazione a tutti i lavoratori, per tutto il tempo che sarà necessario in questa fase di debolezza dell’economia” ha sottolineato il premier Conte precisando: “Abbiamo in cantiere una riforma più organica per l’ulteriore semplificazione degli ammortizzatori sociali”. Il presidente del Consiglio, dopo l’incontro coi sindacati agli Stati Generali, aveva promesso: “Non abbandoniamo per strada i lavoratori, non consentiremo licenziamenti”.
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Carceri, Romano (Dap): Scarcerazione Zagaria svista. E Morra lo riconvoca
16 Giugno 2020
17:02
A quanto si apprende il presidente della commissione Antimafia, Nicola Morra, si dice esterrefatto al termine dell’esposizione di Giulio Romano, direttore generale detenuti del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria, e lo invita a ritornare in commissione convocandolo per la giornata di domani, per proseguire l’audizione. Romano, infatti, sulla scarcerazione del boss Pasquale Zagaria, dichiara “essersi trattato di un errore/svista di un ufficio come quello sanitario – del suddetto dipartimento – già sovraccarico di lavoro”. Pasquale Zagaria, mente economica del clan dei Casalesi e fratello del superboss dei Casalesi, Michele Zagaria, si consegnò, dopo diciassette anni di latitanza alle forze dell’ordine nel giugno del 2007. VAI ALLA CRONACA VAI ALLE NOTIZIE DAL MONDO
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Elezioni, Crimi: Seggi non in scuole buona ipotesi, ma no a obbligo
16 Giugno 2020
17:50
“I seggi elettorali per le elezioni di settembre fuori dalle scuole è una ipotesi che ci trova d’accordo e avrebbe certamente il pregio di garantire la continuità scolastica. Una proposta del genere però ha bisogno di essere supportata da una soluzione alternativa chiara e, soprattutto, percorribile. Ricordo infatti che sono i sindaci, attraverso una loro ordinanza, a individuare gli edifici scolastici destinati all’insediamento dei seggi. Decidere di far svolgere la tornata elettorale obbligatoriamente in strutture che non siano gli edifici scolastici, metterebbe i sindaci nella difficile situazione di dover individuare le strutture adatte. Ritengo dunque sia utile non ricorrere all’obbligo ma fare in modo che, ove possibile, i sindaci possano ricorrere a soluzioni alternative alle scuole, così da limitarne al massimo l’utilizzo”. Così in una nota il capo politico del movimento 5 Stelle, Vito Crimi.
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Stati generali, Aboubakar Soumahoro sarà ricevuto da Conte
16 Giugno 2020
19:40
Aboubakar Soumahoro, dopo la protesta che lo ha visto incatenarsi davanti all’ingresso di Villa Doria Pamphilj, dove si svolgono gli stati generali dell’economia, sta per essere ricevuto dal premier, Giuseppe Conte. È quanto si apprende da fonti delle Sardine. Il sindacalista incontrerà il capo del governo all’interno della villa.
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Autostrade, Conte: Chiudere dossier presto, proposta Aspi inaccettabile
16 Giugno 2020
19:41
“Per quanto riguarda Autostrade, ho già detto ai ministri competenti che bisogna chiudere il dossier il prima possibile, perché ce lo stiamo trascinando da un po’ di tempo ed è un’incertezza che deve avere termine”. Lo dice il premier, Giuseppe Conte, in un’intervista a Fanpage, confermando che il governo considera conclamate le inadempienze del concessionario. Nello specifico, aggiunge il no definitivo alla proposta fatta da Aspi (un piano di circa 2,9 miliardi di euro, tra sconti tariffari e “contributi” allo sviluppo di infrastrutture): “La proposta transattiva di Autostrade per l’Italia non è accettabile da parte del governo, a questo punto il dossier va chiuso”, si legge ancora sul sito.
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Alitalia, Conte: Nascerà newco, ma non sarà carrozzone di Stato
16 Giugno 2020
19:45
“Oggi avremo una riunione con i ministri competenti per definire il dossier” Alitalia. Lo dice il premier, Giuseppe Conte, in un’intervista a Fanpage. “Abbiamo un progetto, nascerà una newco, una nuova società che non sarà un carrozzone di Stato, ma un nuovo soggetto che dovrà riuscire a interpretare quello che è lo spazio di mercato attualmente disponibile, sia in Italia che per quanto riguarda le tratte internazionali”, spiega. “Io l’ho sempre detto, dobbiamo cercare di presidiare questo spazio di mercato perché è importante avere un vettore, non tanto per una questione di bandiera, ma perché nella logica dell’interconnessione dei trasporti è fondamentale. La nostra visione di Paese si basa sull’integrazione dei sistemi di trasporto, nei collegamenti con i porti, passaggio fondamentale per rendere più efficiente l’utilizzo delle infrastrutture”, sottolinea il presidente del Consiglio.
