Ultimo aggiornamento 4 Agosto, 2020, 06:21:44 di Maurizio Barra
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Isolate staminali del nervo ottico, speranze contro il glaucoma
Prima volta. Si apre strada a ricerca cure per varie malattie
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03 agosto 2020
22:17
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Per la prima volta sono state isolate cellule staminali nel nervo ottico, ovvero il treno di fibre nervose che porta le immagini catturate dall’occhio al cervello. La scoperta delle staminali neurali del nervo ottico, dopo ben 53 sperimentazioni, si deve a un team dell’università del Maryland coordinato da Steven Bernstein e potrebbe portare a nuove cure per malattie del nervo ottico, ad oggi incurabili e causa di perdita permanente di visione, come il comune glaucoma. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Pnas.
Il nervo ottico trasporta le informazioni visive trasformate in segnali nervosi nella retina, cui è connesso da un capo: le sue fibre si estendono fino alla corteccia visiva nel cervello dove l’informazione viene tradotta in immagini. Nel glaucoma il nervo viene danneggiato da pressione intraoculare alta per ristagno di liquidi.
È da tempo che si va alla ricerca delle staminali del nervo, per sfruttarne il potenziale rigenerativo. I ricercatori le hanno isolate dopo 53 esperimenti con anticorpi e marcatori molecolari specifici per attaccarsi a staminali del sistema nervoso.
Gli esperti hanno scoperto che le staminali funzionano per supportare la crescita del nervo e ripararlo e per rilasciare sostanze utili ad isolare le fibre in modo che possano trasmettere il segnale elettrico senza disperderlo. Le staminali rilasciano anche un cocktail di fattori di crescita che secondo Bernstein sarà fondamentale identificare. Una volta scoperte queste molecole si potrebbe sviluppare sulla base di esse un farmaco in grado di esercitare sul nervo gli stessi effetti rigeneranti delle staminali.
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Roghi verso il centro abitato dell’Aquila, gente in strada
Paura tra i cittadini, in città arriva fumo e odore acre
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04 agosto 2020
00:24
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Fronte dell’incendio che si allarga e che si avvicina sempre più al centro abitato, direzione del vento che sta “spingendo” il rogo e gente scesa in strada impaurita, tra cui cittadini che si mettono a disposizione per le operazioni di contenimento e contrasto, costituendo un problema più che un sostegno. Sarà un’altra notte di passione e preoccupazione all’Aquila per l’incendio, di origine dolosa perché sono stati trovati inneschi, che sta flagellando il monte di fronte al popoloso quartiere di Pettino e che non è sotto controllo. A Pettino si registra la presenza di molte persone in strada lungo via del Castelvecchio, via Sfrizzoli e in altre che sono alle pendici della pineta: non sono pochi coloro che fanno filmati o foto. L’effetto delle fiamme, di notte, è angosciante.
Il rogo è ben visibile da ogni parte della città. Così come si avverte anche a distanza l’odore acre del fumo.
Vista la situazione che si sta delineando, non c’è certezza che le linee tagliafuoco possano reggere al cento per cento. In tal senso, c’è timore che le fiamme possano arrivare alla zona di Madonna Fore e San Giuliano, molto frequentata dagli aquilani, già colpita dal rogo devastante del 2007. Soprattutto perché le operazioni dispegnimento con canadair ed elicotteri dovrebbero riprendere in questi minuti.
Secondo quanto si è appreso, sono circa 300 le persone che stanno operando nel fronte aquilano e su quello, che deve comunque essere monitorato perché non domato, divampato per primo nella collina che sovrasta la frazione aquilana di Arischia. Sul posto oltre ai vigili del fuoco, protezione civile, volontari, esercito, forze dell’ordine e polizia locale.
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Intanto, vanno avanti le indagini e la inchiesta per individuare i piromani. VAI ALLE NOTIZIE DAL MONDO
