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Ultimo aggiornamento 7 Ottobre, 2020, 16:39:07 di Maurizio Barra

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DALLE 19:37 DI MARTEDì 06 OTTOBRE 2020

ALLE 16:39 DI MERCOLEDì 07 OTTOBRE 2020

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Covid: prorogata ordinanza su test d’ingresso in Sardegna
Governatore Solinas, in vigore dall’8 al 23 ottobre
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CAGLIARI
06 ottobre 2020
19:37
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Il presidente della Regione Sardegna Christian Solinas ha prorogato l’ordinanza firmata l’11 settembre scorso, e in scadenza domani, che prevede test obbligatori per chi arriva in Sardegna.
La proroga scatta dall’8 fino al 23 ottobre. L’ordinanza della Regione sarda è già oggetto di un ricorso presentato dal Governo sul quale il Tar della Sardegna formulerà domani il giudizio di merito.
L’efficacia delle norme sui test è al momento sospesa, sempre per decisione del Tribunale amministrativo.
Con la proroga firmata questa sera, Solinas dimostra di non voler fare alcun passo indietro su norme che il Governo ha giudicato anticostituzionali perché in violazione dell’articolo 16 sulla libera circolazione delle persone sul territorio nazionale.
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Coronavirus: caos maggioranza alla Camera, Dpcm a rischio rinvio
Manca numero legale ed è scontro. Incognita nuove restrizioni
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07 ottobre 2020
10:25
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Più di quaranta deputati assenti perché in “isolamento fiduciario”. E’ la miccia che manda nel caos la maggioranza. E fa slittare le nuove misure del governo contro il Covid. L’opposizione si assenta e fa mancare il numero legale, ben due volte, nonostante la corsa di ministri e sottosegretari per rinforzare le presenze. E’ una grana seria anche per le prossime settimane, quando si dovrà votare a maggioranza assoluta l’autorizzazione allo scostamento di bilancio della nota di aggiornamento al Def e poi la manovra. Si litiga in conferenza dei capigruppo. E sale la tensione anche sulle misure attese dal governo: un Consiglio dei ministri dovrebbe prorogare al 31 gennaio lo stato di emergenza e varare un decreto legge che impone una stretta alle Regioni e permette di imporre le mascherine anche all’aperto. Ma per il dpcm successivo che dettaglierà le misure anti contagio potrebbero volerci tempi più lunghi e c’è chi in maggioranza, nonostante le smentite del governo, continua a spingere per adottare da subito provvedimenti come la limitazione degli orari di ristoranti e locali, come fatto da Vincenzo De Luca in Campania.
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Dal governo negano problemi: le misure nascono dal confronto con il Parlamento e con le Regioni, che i ministri Boccia e Speranza torneranno a incontrare prima del varo del nuovo dpcm.
E non saranno diverse da quelle finora annunciate. Ma lo slittamento del voto alla Camera fa slittare il Cdm per la proroga dello stato d’emergenza. A ricasco, c’è l’ipotesi che il nuovo dpcm per prorogare le misure anti contagio non arrivi nelle prossime ore: potrebbe slittare ai giorni successivi o alla prossima settimana, per essere emanato al 15 ottobre. Da Palazzo Chigi assicurano che il problema è tecnico: se non si riuscirà a pubblicare il decreto “cornice” entro la mezzanotte del 7 ottobre, data di scadenza del precedente dpcm, si renderà necessario un dpcm “ponte” (o una norma del decreto legge) che proroghi le misure precedenti e introduca l’obbligo di mascherine all’aperto, per poi varare un nuovo dpcm più completo la settimana successiva. Ma sottotraccia con gli scienziati, le regioni e nello stesso governo si continua a discutere su eventuali nuove misure da introdurre a fronte della crescita della curva dei contagi: tra una settimana, se ci fosse un’impennata, potrebbero rendersi necessarie – osserva più di una fonte in maggioranza, nonostante le smentite del governo – le misure anti-movida e il “coprifuoco” alle 23 finora strenuamente negato.
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Intanto sale l’allerta nelle Aule parlamentari. Dopo l’informativa del ministro Roberto Speranza sulle nuove misure, alla Camera – tra gli applausi dell’opposizione – manca due volte il numero legale (221 voti) necessario a rendere valida la votazione della risoluzione a sostegno delle misure del governo.
Un blitz del centrodestra mette a nudo le difficoltà a garantire le presenze in Aula. E fa sorgere, ammettono Emanuele Fiano per il Pd e Davide Crippa per il M5s, “un problema politico”, mentre Roberto Giachetti di Iv derubrica l’episodio all’effetto di una “grave sciatteria”. Il problema degli assenti “causa Covid” viene affrontata in serata in una riunione dei capigruppo e poi della giunta per il regolamento: la soluzione è considerarli in missione e non contarli così ai fini del numero legale. Così si risolverebbe il problema per le votazioni ordinarie ma non per quelle in cui serve la maggioranza assoluta, come quella sulla Nadef o sulla riforma costituzionale per il voto ai 18enni: di qui la richiesta del voto da remoto su cui il deputato del Pd Stefano Ceccanti ha raccolto 104 firme a sostegno. Ma il nodo è anche politico. Si scandagliano le assenze ingiustificate, alla ricerca di segnali di dissenso, soprattutto tra le fila M5s (“E’ un pizzino di Di Battista al governo”, sostiene da Fi Sestino Giacomoni).
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Dall’opposizione Matteo Salvini parla di “minoranza di governo”, Giorgia Meloni di “maggioranza in frantumi”, mentre Fi con Maria Stella Gelmini invoca la presenza del premier Giuseppe Conte in Aula.
I numeri, dunque: ci sono 56 assenze ingiustificate nella prima votazione e 36 nella seconda. Più 44 deputati assenti perché in attesa del tampone effettuato ieri dopo il contatto con colleghi positivi (“Non è possibile pagare il rispetto delle regole”, lamenta Graziano Delrio). Nella prima votazione in maggioranza risultano essere assenti ingiustificati in tutto 90 deputati (10 di Iv, 3 di Leu, 48 di M5s e 29 del Pd) ai quali andrebbero sottratti i 44 in quarantena. Nella seconda votazione effettuata dopo un’ora accorrono alcuni ministri e sottosegretari (come Gualtieri e Di Maio) ma il quorum manca per 8 voti: gli assenti totali non giustificati sono 80 (10 di Iv, 2 di Leu, 41 di M5s e 27 del Pd) che scendono a 36 scomputando i deputati in confinamento obbligatorio. Al Senato il voto sulla risoluzione che dà il via libera alle misure annunciate dal governo passa con 138 voti favorevoli, 2 contrari e 12 astenuti, con l’assenza del centrodestra. L’allerta, per i prossimi giorni, è massima.
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Berlusconi negativo al tampone, forse alle nozze del figlio
Oggi attesa per nuovo esame. Guarita dal covid la figlia Marina
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MILANO
07 ottobre 2020
10:34
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E’ risultato negativo il test effettuato negli ultimi giorni a Silvio Berlusconi che il 2 settembre scorso era stato trovato positivo al Covid-19. Già il 29 settembre scorso Adriano Galliani, in occasione di una partita del Monza, aveva riferito di un primo tampone negativo, notizia poi non seguita da conferme ufficiali. Oggi è atteso il risultato di un nuovo tampone e, secondo fonti vicine alla famiglia, se si dovesse confermare la negatività, l’ex premier potrebbe partecipare al matrimonio del figlio Luigi che a Milano si sposa con la sua fidanzata Federica Fumagalli in forma strettamente privata. Nel frattempo anche Marina Berlusconi è ormai guarita ed è anche tornata al lavoro in Mondadori.
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Covid: il Cdm proroga lo stato di emergenza. Obbligo mascherina sempre al chiuso
Via libera del Consiglio dei ministri all’estensione dello stato di emergenza per il Coronavirus. I dispositivi di sicurezza vanno indossati sempre nei luoghi chiusi tranne che a casa. E dunque anche sul luogo di lavoro
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07 ottobre 2020
15:55
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Il Consiglio dei ministri ha prorogato al 31 gennaio 2021, con una delibera, lo stato d’emergenza per il Covid. Il Consiglio dei ministri ha approvato, nell’ambito del decreto legge Covid, una norma che proroga il dpcm con le norme anti contagio ora in vigore al 15 ottobre. Con una novità: diventa da subito effettivo l’obbligo di indossare le mascherine anche all’aperto, se si è vicini a persone non conviventi. E’ quanto emerge dalla riunione del Cdm. Entro il 15 ottobre andrà dunque adottato un nuovo dpcm che confermi o aggiorni le regole anti contagio che sarebbero scadute oggi e che sono invece prorogate.  La mascherina è obbligatoria in tutti i luoghi chiusi, tranne le abitazioni private. E’ la novità che, a quanto si apprende, è stata introdotta dal Consiglio dei ministri nel nuovo decreto Covid. L’obbligo al chiuso era previsto per i soli luoghi aperti al pubblico: arriva ora un’ulteriore stretta e l’obbligo scatta ovunque tranne che nella propria abitazione.
L’obbligo di indossare la mascherina varrà “in tutti i luoghi all’aperto ad eccezione dei casi in cui sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento” da altre persone. E’ questa, a quanto spiegano fonti di governo, la disposizione adottata dal Consiglio dei ministri e relativa al nuovo obbligo che sarà in vigore subito dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del decreto legge Covid. L’obbligo non vale se si è all’aperto in un luogo isolato con persone conviventi.
Il testo introduce l’obbligo di portare sempre con sé le mascherine e prevede anche che le Regioni non possano adottare norme meno restrittive di quelle del governo, salvo specifiche eccezioni concordate con il ministro della Salute. Ai governatori resta la possibilità di adottare ordinanze più restrittive.
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In mattinata, dopo i problemi di ieri per la mancanza del numero legale, la Camera ha dato via libera alla risoluzione di maggioranza (l’opposizione non ha votato), per il provvedimento antipandemia e la proroga dell’emergenza.
La votazione è giunta dopo che la giunta per il regolamento ha stabilito siano considerati in missione anche i deputati in quarantena fiduciaria, cosa che ha ridotto il numero legale.
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Covid: test obbligatori Sardegna, stasera pronuncia Tar
Appesa a giudizio merito ordinanza Solinas che li reintroduce
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CAGLIARI
07 ottobre 2020
12:53
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E’ atteso per stasera il giudizio di merito del Tar della Sardegna sul ricorso del Governo contro l’ordinanza che prevede test obbligatori per i passeggeri in entrata nell’Isola e che il presidente della Regione Christian Solinas ha prorogato sino al 23 ottobre. Due giorni dopo l’adozione, con decreto monocratico, il Tar aveva subito sospeso l’efficacia dei tre articoli del testo relativi ai test anti-Covid. Stamattina alle 10 si è tenuta l’udienza della camera di consiglio, presenti l’Avvocatura dello Stato, l’Ufficio legale della Regione e l’avvocato della presidenza della Regione. E’ durata circa un’ora, poi i giudici della prima sezione, presieduta da Dante D’Alessio, si sono riuniti in camera di consiglio.
Il pronunciamento del Tar dovrebbe avvenire oggi stesso, proprio perché ieri sera Solinas ha ordinato la proroga dello stesso provvedimento. “Abbiamo contestato il decreto monocratico punto per punto – ha spiegato l’avvocato della presidenza Mauro Barberio – oggi termina, con la camera di consiglio, sia la vigenza del decreto cautelare del Tar, sia, paradossalmente, l’efficacia dell’ordinanza. Per questo, il presidente, visto l’aggravarsi dell’emergenza ha deciso da domani di prorogare l’ordinanza dell’11 settembre. Ovviamente se l’ordinanza dell’11 settembre verrà sospesa definitivamente, anche quella successiva non potrà essere prorogata”.
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Covid: Zingaretti cambia foto su social e mette mascherina
Proteggiamo noi stessi e gli altri
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07 ottobre 2020
10:24
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Il segretario Pd Nicola Zingaretti cambia la foto profilo sui suoi account social e mostra il volto con la mascherina. “Mettiamo la mascherina. Combattiamo il Covid, proteggiamo noi stessi e gli altri”, scrive il governatore del Lazio.
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Coronavirus: test negativi,Berlusconi è in convalescenza
Leader FI farà passaggio alla cena per nozze figlio Luigi
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MILANO
07 ottobre 2020
14:48
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Silvio Berlusconi è negativo al coronavirus. Il leader di Forza Italia si è infatti sottoposto a “test negativi”, però è e resta in convalescenza. Non parteciperà alla cerimonia in chiesa a Milano per il matrimonio del figlio Luigi con Federica Fumagalli, ma secondo quanto si apprende è probabile che faccia un rapido passaggio per gli auguri agli sposi durante la cena strettamente famigliare che si terrà nella tenuta di famiglia a Macherio, in Brianza.
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Azzolina in Cdm, corsia preferenziale Asl su scuole
Chiesta più tempestività e test rapidi non solo in screening
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07 ottobre 2020
14:41
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Una “corsia preferenziale” delle Asl per la gestione dei casi sintomatici a scuola. E’ questa, a quanto si apprende, la richiesta formulata, nel corso del Cdm, dalla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina al titolare della Sanità Roberto Speranza. Richiesta che, si apprende ancora, avrebbe ricevuto la condivisione dei capi delegazione della maggioranza. In particolare Azzolina avrebbe chiesto più tempestività nella risposta dei dipartimenti di Prevenzione alle scuole, utilizzo dei test rapidi non solo per le operazioni di screening e maggiore uniformità delle Asl nell’interpretazione dei protocolli.
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Consip: rischio processo per Tiziano Renzi e Verdini
Chiusa inchiesta per 11, anche per Italo Bocchino
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07 ottobre 2020
14:29
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Rischio processo per Tiziano Renzi, padre dell’ex presidente del consiglio Matteo, coinvolto in uno dei filoni della maxindagine della Procura di Roma sul caso Consip. I pm di piazzale Clodio hanno chiuso l’indagine nei confronti di Renzi senior, accusato di traffico di influenze illecite e turbativa d’asta, e per altre dieci posizioni tra cui anche l’ex senatore Denis Verdini (turbativa d’asta e concussione) e l’ex parlamentare Italo Bocchino (traffico influenze illecite, reati tributari e turbativa d’asta). Nel febbraio scorso il gip Gaspare Sturzo aveva parzialmente respinto la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura chiedendo per gli indagati un supplemento di indagine sollecitando, contestualmente, l’iscrizione nel registro di Verdini e di altri due in relazione alla gara di appalto Consip FM4. I magistrati di piazzale Clodio hanno notificato l’atto di chiusura delle indagini anche per gli imprenditori Carlo Russo accusato di turbativa d’asta ed estorsione e Alfredo Romeo, indagato per traffico di influenze illecite, corruzione e turbativa d’asta. Rischio processo anche per l’ex ad di Grandi stazioni, Silvio Gizzi per turbativa d’asta, per l’ex ad di Consip Domenico Casalino per traffico di influenze illecite e turbativa d’asta e per il dirigente Francesco Licci per traffico influenze illecite, per l’ex parlamentare Ignazio Abbrignani per turbativa d’asta e concussione e per l’imprenditore Ezio Bigotti per concussione e turbativa d’asta.
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Covid: risultato tampone Raggi negativo
Sindaca sottoposta a test dopo positività in ufficio Gabinetto
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ROMA
07 ottobre 2020
11:47
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Secondo quanto si apprende è negativo il risultato del tampone cui si è sottoposta ieri la sindaca di Roma, Virginia Raggi. Il test sulla prima cittadina si era reso necessario dopo la positività accertata di una persona all’interno dell’ufficio di Gabinetto del Campidoglio.
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M5S:’vulnus’ Codice,non c’è stop a Raggi se condanna appello
Il 19/10 processo per falso ma sindaca assolta in 1/o grado
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07 ottobre 2020
15:28
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Virginia Raggi potrebbe candidarsi se, al termine del processo d’appello che avrà inizio il 19 ottobre, fosse condannata per falso ideologico? Il quesito, nei giorni del percorso di rifondazione del M5S e dell’avanzare dell’incognita dell’alleanza M5S-Pd a Roma, non è da poco. E, come ricorda anche il quotidiano Il Foglio questa mattina, il Codice etico del M5S, alla lettera, non vieta alla Raggi di candidarsi anche in caso di condanna.
L’articolo 6 del Codice, infatti, prevede che “la condanna, anche solo in primo grado, per qualsiasi reato commesso con dolo”, salvo alcuni casi prescritti dallo stesso Codice, “costituisce condotta grave ed incompatibile con la candidatura ed il mantenimento di una carica elettiva quale portavoce del M5S”. Ed è in quella citazione del “primo grado”, fanno notare fonti del Movimento, che si potrebbe nascondere il vulnus, fermo restando che questa parte di regolamento resti immutata dopo gli Stati Generali. Raggi, infatti, in primo grado è stata assolta.
E, in caso di condanna in appello, potrebbe giustificare la sua ricandidatura sostenendo di attendere la Cassazione.
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Telefono Azzurro, programma formativo ‘Cittadinanza Digitale’, 21 webinar e 7 web talks con esperti per giovani e docenti
Evento supportato da Google.org rivolto a bambini e famiglie con l’obiettivo di promuovere un utilizzo consapevole e sicuro del web con le ministre dell’Istruzione e dell’Innovazione
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07 ottobre 2020
14:45
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Telefono Azzurro, supportato da Google.org, ha lanciato il progetto “Cittadinanza Digitale: più consapevoli, più sicuri, più liberi”. Un percorso formativo attuato tramite un programma di interventi online, e negli istituti scolastici, con l’obiettivo di fornire strumenti e competenze digitali specifiche ai docenti e a tutti gli studenti. L’iniziativa, presentata questa mattina e accompagnata da un protocollo con il Ministero dell’Istruzione, punta a formare bambini e adolescenti a un corretto e responsabile uso del web, così da garantire il loro benessere e il diritto a crescere in un ambiente sicuro, sviluppando e supportando una innovativa forma di cittadinanza digitale. Secondo i dati Unicef del 2019 il 71% dei giovani di tutto il mondo ha accesso a internet, con un costante aumento dei fruitori della rete e dei social media (+9% tra il 2018 e il 2019). Il programma si articola in 21 webinar e 7 web talks con esperti e approfondimenti. I moduli tematici saranno 7: comunicazione e linguaggio; condivisione, privacy e digital reputation; gaming e videogiochi online; relazioni online e consenso; impronta digitale; generazione e valutazione dei contenuti nell’infosfera; screen time e benessere online. Previste anche attività di laboratorio, che permetteranno di fornire strumenti pratici per affrontare gli argomenti all’interno delle classi, con strumenti e linguaggi adeguati all’età e allo sviluppo degli studenti. Particolare attenzione anche al ruolo dei docenti, che avranno l’opportunità di acquisire informazioni e competenze per prevenire e contrastare fenomeni digitali, tra i quali il cyberbullismo.
Telefono Azzurro, con il supporto di Google.org, lancia il programma formativo ‘Cittadinanza Digitale’ rivolto a bambini e famiglie, con l’obiettivo di promuovere un utilizzo consapevole e sicuro del web. Partecipano le ministre dell’Istruzione Lucia Azzolina e dell’Innovazione Paola Pisano.
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Ecco le novità del Dpcm: dalle mascherine all’aperto all’estensione dell’app Immuni
Ecco tutte le misure previste dal decreto
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07 ottobre 2020
12:15
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Obbligo della mascherina anche all’aperto, tampone per chi arriva da otto Paesi europei ad alto contagio, rafforzamento e proroga dell’app Immuni. Sono alcune delle novità che il governo si prepara ad approvare con un decreto Covid, che disegna la cornice normativa delle misure anti contagio, e un nuovo dpcm della durata di un mese che definirà nello specifico gli interventi. La bozza del decreto legge, nell’allungare l’orizzonte temporale delle norme al 31 gennaio 2021 alla luce della proroga dello stato di emergenza, tratteggia già alcune delle novità: la principale è l’obbligo di mascherine all’aperto. Per chi viola le disposizioni restano multe salate.
MASCHERINE ALL’APERTO – E’ la stretta decisa dal governo per contrastare la seconda ondata di contagi. Le mascherine diventano obbligatorie anche “all’aperto allorché si sia in prossimità di altre persone non conviventi”. Vengono fatti salvi “i protocolli anti contagio previsti per specifiche attività economiche e produttive, nonché le linee guida per il consumo di cibi e bevande”.
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Il divieto non riguarda i bambini sotto i sei anni, chi fa sport e le persone con patologie e disabilità non compatibili con l’uso della mascherina.
REGOLE ANTI CONTAGIO – Restano le norme anti contagio in vigore fin dall’inizio della pandemia: distanziamento fisico di almeno un metro, divieto di assembramento, rispetto delle misure igieniche a partire dal lavaggio delle mani, obbligo di stare a casa con più di 37,5 di febbre.
APP IMMUNI – La piattaforma unica nazionale Immuni per l’allerta dei soggetti venuti in contatto con persone positive al Covid potrà restare operativa fino al 31 dicembre 2021 (non più il 31 dicembre 2020). Dopo quel termine tutti i dati personali dovranno essere “cancellati o resi definitivamente anonimi”. Immuni potrà anche dialogare con altre piattaforme europee, dunque il tracciamento continuerà anche all’estero per chi viaggia in Europa.
LAVORO E CINEMA – Con la proroga dello stato di emergenza resta anche l’incentivo allo smart working per tutti i lavori che possano applicarlo. Resta l’obbligo di rispettare i protocolli di sicurezza definiti per la riapertura dei luoghi di lavoro, di ristoranti e locali. Per cinema, teatri e concerti resta il limite di 200 persone per gli spettacoli al chiuso e 1000 persone per quelli all’aperto.
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LE MULTE – Vanno da 400 euro a 1000 euro – ad oggi – le multe per chi non rispetti le limitazioni imposte dalle regole anti contagio. In una prima fase del lockdown il tetto massimo era di 3000 euro ma poi a maggio il Parlamento ha ridotto le sanzioni massime. Chi ha contratto il Covid ma non rispetta la quarantena può incorrere in una sanzione penale con l’arresto da 3 a 18 mesi, oltre che in un’ammenda da 500 a 5.000 euro.
PALETTI ALLE REGIONI – Le regioni, in base al nuovo decreto legge Covid, possono adottare solo misure anti contagio più restrittive di quelle disposte dai dpcm del governo. Possono adottarne di “ampliative”, quindi più permissive, solo nei casi in cui i dpcm espressamente lo prevedano e previo parere conforme del comitato tecnico-scientifico. In ogni caso le Regioni devono “informare contestualmente il ministero della Salute”.
TAMPONI OBBLIGATORI – Chi arriva in Italia da Gran Bretagna, Olanda e Belgio dovrà sottoporsi al tampone obbligatorio. LAd oggi l’obbligo del test molecolare o antigenico con il tampone è previsto per chi arriva da Croazia, Grecia, Malta, Spagna, oltre che da Parigi e altre sette regioni della Francia.
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Coronavirus: Azzolina in Cdm, corsia preferenziale Asl su scuole
Chiesta più tempestività e test rapidi non solo in screening
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07 ottobre 2020
14:50
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Una “corsia preferenziale” delle Asl per la gestione dei casi sintomatici a scuola. E’ questa, a quanto si apprende, la richiesta formulata, nel corso del Cdm, dalla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina al titolare della Sanità Roberto Speranza. Richiesta che, si apprende ancora, avrebbe ricevuto la condivisione dei capi delegazione della maggioranza. In particolare Azzolina avrebbe chiesto più tempestività nella risposta dei dipartimenti di Prevenzione alle scuole, utilizzo dei test rapidi non solo per le operazioni di screening e maggiore uniformità delle Asl nell’interpretazione dei protocolli.  VAI ALLA CRONACA  VAI ALL’ECONOMIA  VAI ALLA TECNOLOGIA

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