Ultimo aggiornamento 24 Ottobre, 2020, 07:07:11 di Maurizio Barra
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Giro: Vegni, “Decisione inaccettabile, qualcuno pagherà”
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23 ottobre 2020
13:57
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“E’ stata una decisione che abbiamo subito, inaccettabile. Adesso pensiamo ad arrivare fino a Milano, poi – quando saremo a bocce ferme – di certo qualcuno pagherà anche questo”. E’ un Mauro Vegni molto duro, quello che ha parlato ai microfoni della Rai, dopo l’ammutinamento di questa mattina al 103/o Giro d’Italia di ciclismo, con il taglio del percorso della 19/a tappa, da Morbegno (Sondrio) ad Asti.
“C’è grande rammarico per la brutta figura che abbiamo fatto, come sport e ciclismo – aggiunge il direttore di corsa – vi dico che questa figuraccia oscura quanto di buono abbiamo fatto finora per portare a termine il Giro”.
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Palestre: Spadafora, rigore per scongiurare misure drastiche
Ministro su fb: “Nuovo protocollo per attività sportiva base”
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23 ottobre 2020
16:45
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“Abbiamo emanato un nuovo Protocollo attuativo delle ‘Linee guida per l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere’. Un documento semplice quanto importante, scritto con la collaborazione del Coni, del Comitato Italiano Paralimpico, della Federazione Medico Sportiva Italiana, delle associazioni di categoria maggiormente rappresentative e con il contributo di un team di medici dello Spallanzani, del Bambino Gesù e del Gemelli. Sappiamo purtroppo che l’evolversi della situazione sanitaria potrebbe costringere il Governo a misure drastiche per moltissimi settori ma anche per scongiurare ciò bisogna essere rigorosi nel rispetto delle regole”. Così il ministro per le politiche giovanili e lo sport, Vincenzo Spadafora, in un post su facebook sul nuovo protocollo.
“So bene che i gestori di palestre, piscine e centri sportivi sono stati scrupolosi nel rispetto delle indicazioni date finora – sottolinea il ministro – e la dimostrazione è che non vi sono focolai riconducibili a questi luoghi. Per questo nel protocollo troverete come obbligatorie una serie di misure che già molti centri sportivi avevano iniziato a utilizzare. Noterete ad esempio l’obbligo di indicazione del numero massimo di persone che possono essere presenti in contemporanea, l’obbligo di prenotazione, la distanza di sicurezza anche quando non si pratica l’attività sportiva, procedure di igienizzazione in relazione al numero di persone ma anche indicazioni sulle corrette modalità e i tempi di aerazione dei locali. Stiamo dando tutti il massimo e dobbiamo continuare a farlo!”, conclude Spadafora.
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F1: Bottas davanti in libere 2, Ferrari in crescita in Portogallo
Quarto tempo per Leclerc, sesto Vettel, solo ottavo Hamilton
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23 ottobre 2020
18:48
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Venerdì di prove libere in vista del Gp del Portogallo nel segno della Mercedes. A stupire è la buona vena di Valtteri Bottas che ha fatto meglio sia al mattino che di pomeriggio del compagno e campione del mondo Lewis Hamilton frenato nel momento della ricerca del miglior tempo nella seconda sessione da due bandiere rosse. Bene le Ferrari che continuano a dare segni di risveglio con Charles Leclerc e Sebastian Vettel autori del quarto e sesto tempo assoluti. Sulla SF1000 aggiornamenti, prove comparate di fondo e segnali incoraggianti anche nel passo gara.
Le due Rosse oltre che sulla miglior prestazione si sono concentrate sulla messa a punto, un lavoro un po’ più complesso del solito per il fatto che si tratta di una pista nuova per tutti.
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Un lavoro che è stato frenato nel pomeriggio dalla doppia sospensione: la prima dovuta all’incendio alla Alpha Tauri di Gasly, mentre la seconda si è resa necessaria dopo la collisione tra la Red Bull di Verstappen e la Racing Point di Stroll: episodio questo finito sotto la lente dei commissari di gara.
Le due auto si sono scontrate a circa 316 km/h in Curva 1, in un contatto inspiegabile per una sessione di libere e decisamente più simile ad un incidente di gara. In rettilineo il pilota olandese ha preso la scia del canadese, per completare il suo giro e al tempo stesso lanciarsi in vista della tornata successiva. Stroll d’altra parte stava proseguendo in un lavoro di simulazione gara e dopo aver affrontato in piena velocità il rettilineo principale non ha alzato il piede quando la Red Bull numero 33 è uscita dalla sua coda per affiancarlo, lasciando intendere di voler affondare il sorpasso in Curva 1. Risultato, un pericoloso incidente (ma piloti illesi) e sessione sospesa per circa mezz’ora In Portogallo si parla anche di 2021 con il mercato piloti: dopo un momento di tranquillità si è infiammato negli ultimi giorni e soprattutto nelle ultime ore dopo la “rivoluzione” Haas con gli addii ufficiali di Romain Grosjean e Kevin Magnussen. Si sono liberati così due sedili: uno di questi diventa della Ferrari Driver Academy (Haas motorizzata Maranello) con Mick Schumacher pronto a fare il suo ingresso tra i grandi del Motorsport. L’altro è destinato al russo Nikita Mazepin. Fuori da tempo dai progetti della Racing Point, che si affiderà all’esperienza di Sebastian Vettel al via della prossima stagione (diventerà Aston Martin), per Sergio Perez sembrano esserci diverse chance. Il messicano era fiducioso per la Haas, poi Mazepin lo ha sorpassato anche per il supporto finanziario che può garantire al team americano. Ma per Perez ci sono altre possibilità come la Williams. Pure mancando l’ufficialità, ma alla luce dello scossone Haas, al volante dell’Alfa Romeo Racing ci saranno sempre Kimi Raikkonen e Antonio Giovinazzi nel prossimo Mondiale.
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Covid: produttori articoli sport, la politica ci difenda
‘Nessun settore è superfluo per la vita di intere famiglie’
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23 ottobre 2020
17:44
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“È legato a doppio filo al benessere della gente e tiene in piedi un comparto, quello dell’industria sportiva, attorno alla quale gravitano migliaia di famiglie. Lo sport è tutt’altro che sacrificabile. La politica dovrebbe difenderlo, anziché imporre stop o ultimatum”. Assosport, l’Associazione nazionale fra i produttori di articoli sportivi, lancia l’allarme. “Ogni attività – per chi ci vive – è essenziale. Nessun settore è superfluo, se tiene in vita intere famiglie”, aggiunge. Luca Bettini, presidente del gruppo Assofitness, che in Assosport riunisce le aziende italiane di fitness, ceo e founder di Kwell dice: “L’ultimatum del premier agli operatori delle palestre ha rappresentato una vera mazzata, in un momento delicato. Per le imprese legate alle palestre, settembre e ottobre rappresentano in genere i mesi della raccolta dei nuovi ordini che arrivano dagli operatori che riassortiscono o rinnovano il parco macchine, forti dei nuovi abbonamenti. Quest’anno il calo registrato dalle palestre in due mesi è sul 30-40% e l’eco delle ricadute economiche dell’ammanco si è avvertita”.
“Gli scenari all’orizzonte sono preoccupanti. Per questo dico: ben vengano – il commento di Bettini – nuovi protocolli e ogni misura che tuteli la salute dei cittadini, che è prioritaria e che nessuno mette in discussione, purché siano inseriti all’interno di un disegno strategico”. “L’estate aveva portato con sé segnali di ripresa dei consumi, ma assistiamo già ad un’inversione di tendenza. Oggi sono in frenata in Italia e in tutti i principali mercati europei – aggiunge Gianluca Pavanello, chief executive officer di Macron -. Al pari della scuola e al netto delle necessarie precauzioni da adottare per salvaguardare la salute, trovo che sia importante per i nostri ragazzi dare continuità alle attività sportive”. “Per le nostre aziende un nuovo lockdown – la sintesi del nuovo presidente designato di Assosport, Anna Ferrino, ad di Ferrino & c. spa – sarebbe impossibile da sopportare. L’impatto sull’occupazione sarebbe uno tsunami. La politica ha davanti una sfida ardua: garantire la continuità delle attività economiche nella massima sicurezza”.
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Vuelta: nella 3/a tappa Bennett allo sprint, Roglic resta leader
Domani tappa dura, la corsa spagnola ricomincerà a salire
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23 ottobre 2020
18:22
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Sam Bennett, con il tempo di 3h53’29”, ha vinto allo sprint la 3/a tappa della 75/a Vuelta di Spagna di ciclismo, da Garray a Ejea de los Caballeros, lunga 191,7 chilometri. Il velocista irlandese ha bruciato sul traguardo il belga Jasper Philipsen, secondo, e l’italiano Jakub Mareczko, terzo. Quarto il tedesco Pascal Ackermann e quinto l’altro belga Gerben Thijssen. Matteo Moschetti si è dovuto invece accontentare della sesta piazza.
Lo sloveno Primoz Roglic, con il tempo di 16h30’53”, mantiene il comando della classifica generale della corsa a tappe spagnola, precedendo l’irlandese Daniel Martin, secondo a 5″, e l’ecuadoriano Richard Carapaz, terzo a 13″. Il colombiano Esteban Chaves è ottavo a 1’29” e lo spagnolo Alejandro Valverde 11/o, a 2’08”. I primi corridori italiani occupano rispettivamente il 15/o e il 16/o posto: si tratta di Andrea Bagioli, a 2’58” dalla vetta della classifica, e di Davide Formolo, che accusa un ritardo di 3’05”.
Domani è in programma la 4/a tappa, da Huesca a Sabinanigo, lunga 184,6 chilometri e con tre Gran premi della montagna, il più alto dei quali posto a quota 1.612 metri sul livello del mare, in cima all’Alto de Petralba.
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Giro: tutti fermi a Morbegno, poi Cerny brinda ad Asti
Ammutinamento al via, organizzatori costretti a ridurre la tappa
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23 ottobre 2020
18:20
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L’ammutinamento era l’ultimo grattacapo che mancava al Giro d’Italia della pandemia, che inizia e finisce a ottobre, come mai prima. In un giorno di ‘pausa’, che è anche l’ultima occasione per gli uomini-jet, ecco materializzarsi la protesta di una parte, non si capisce quanto consistente, dei corridori che, di fronte a una temperatura di 11 gradi e alla pioggia – cosa mai sentita – si sono arresi. E dire che di imprese ancora più ardue ne hanno portato a termine nelle rispettive carriere, soprattutto in quelle gare dove forse gli stimoli sono più tangibili: come nelle classiche del Nordeuropa, che generalmente vanno in scena all’inizio della primavera e dove le temperature sono tutt’altro che miti. Altro che 11 gradi. La lunghezza del percorso, inizialmente (ma non è mai stato un mistero) di oltre 250 chilometri, forse la stanchezza patita nella tappa di ieri, con la scalata dello Stelvio e l’arrivo ai Laghi di Cancano (la vita del corridore è assai dura, ma negli ultimi anni i salari – anche se non tutti – sono lievitati fino a essere paragonati a quelli di molti calciatori), hanno convinto un gruppo di corridori a ricorrere al più classico degli ammutinamenti, che ha fatto infuriare il direttore di corsa, Mauro Vegni. Sono andate in scena una farsa partenza, per tenere fede agli impegni economici presi con l’Amministrazione comunale di Morbegno, e una passeggiata che si è conclusa dopo 11 chilometri; i corridori sono quindi saliti sui pullman delle rispettive squadre e si sono fatti portare fino al nuovo ritrovo di partenza, fissato ad Abbiategrasso, non a Vigevano, come previsto in un primo momento.
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Una figuraccia in piena regola, della quale questo Giro d’Italia così travagliato, complicato e segnato dalla pandemia – anche se non troppo, per fortuna – avrebbe fatto volentieri a meno. La tappa andata in scena sul nuovo percorso è stata una passeggiata di 124 chilometri e solo l’arrivo ad Asti è stato confermato. “Chiudiamo questo Giro, poi qualcuno la pagherà”, l’invettiva di Vegni, che ha sempre fatto della prudenza e del rispetto dei corridori le sue principali peculiarità, come del resto confermano certe decisioni adottate negli anni scorsi. Cosa avrebbero dovuto dire i corridori che scalarono il Gavia nel 1988, nella tremenda tappa vinta dall’olandese Erik Breukink e nel Giro dominato da Andrew Hampsten? Quel giorno la carovana transitò agli oltre 2.600 metri della montagna in mezzo alla tormenta e in molti chiusero in preda ai sintomi del congelamento. L’ammutinamento di Morbegno fa passare in secondo piano la vittoria per distacco del ceco Josef Cerny, che ha brindato ad Asti, beffando soprattutto il pistard belga Victor Campenaerts e facendo dimenticare per un giorno la lotta al vertice per la maglia rosa, rimasta incollata sulle spalle di Wilco Kelderman: l’olandese ha conservato il vantaggio di 12″ sull’australiano Jai Hindley, secondo, e sull’inglese Tao Geoghegan Hart, terzo a soli 15″. Domani si ricomincia, e si potrebbe anche finire, dal momento che si deciderà gran parte del Giro d’Italia: tripla ascesa a Sestiere, non Colle dell’Agnello e nemmeno Izoard, come previsto. I corridori, o comunque una parte di loro, così, saranno più contenti.
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F1: Portogallo; Leclerc, pista fantastica
Monegasco:”Giornata promettente in vista delle qualifiche”
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23 ottobre 2020
20:47
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“Questa pista è fantastica! Ci sono voluti un bel po’ di giri per prendere il ritmo perché proprio non vedi l’apice delle curve, ma una volta che entri nel ritmo, è davvero bella. Il fondo è estremamente scivoloso e la parte posteriore della macchina si muove ovunque, ma penso che ciò renda questo tracciato ancora più divertente! Il livello di aderenza non è migliorato molto durante le sessioni, il che potrebbe aggiungere pepe alla gara”: così Charles Leclerc commenta sul sito Ferrari la giornata di prove libere sul circuito di Portimao.
“Oggi è stata una giornata abbastanza buona, soprattutto per quanto riguarda le qualifiche, direi quasi promettente – ha aggiunto – Aspettiamo e vediamo però, dato che non abbiamo avuto la possibilità di girare con elevato carico di carburante quando avevamo i pneumatici 2020. Questa è stata la nostra debolezza nell’ultima gara, quindi ancora una volta domenica scenderemo in pista un po’ alla cieca e vedremo a quel punto come andranno le cose”.
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F1: Portogallo; Vettel promuove circuito Portimao
Tedesco Ferrari: Domani avremo quadro affidabile valori in campo
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23 ottobre 2020
21:03
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“Oggi la pista si è rivelata una sfida grande ma molto interessante. All’inizio era parecchio scivolosa, soprattutto a causa della recente riasfaltatura, ma è resta comunque molto lisca. Era il mio primissimo giorno di guida qui e mi è piaciuta davvero. È bello sapere che ci sono così tanti bei circuiti a disposizione. Credo che domani sarà ancora meglio perché la pista stessa migliorerà e noi la affronteremo con ancora più confidenza”. Così Sebastian Vettel commenta al sito Ferrari le libere sul circuito di Portimao dove domenica si corre il gp del Portogallo.
“Dire quanto siamo realmente competitivi oggi non è facile – ha aggiunto il tedesco della Ferrari – perché nel pomeriggio non tutti i piloti hanno simulato la qualifica. Dopotutto ciò di cui c’era bisogno oggi era girare quanto più possibile per entrare in sintonia con il tracciato. La vettura era un po’ nervosa, soprattutto a causa dei cambiamenti di pendenza che qui sono continui, ma credo che sia può o meno così per tutti. La giornata di domani ci darà un quadro affidabile dei valori in campo”.
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Moto: Honda super ad Aragon, Ducati indietro tutta
In Spagna il ricordo di Simoncelli a nove anni dalla morte
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23 ottobre 2020
20:23
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Honda protagonista nel venerdì di prove libere del GP de Teruel, secondo appuntamento consecutivo in programma al Motorland di Aragon. Il più veloce è Nakagami davanti alla Yamaha di Vinales e al compagno di box Crutchlow. Quarto tempo per Fabio Quartararo davanti al leader del Mondiale Joan Mir su Suzuki, mentre è decimo Alex Marquez che al mattino aveva centrato la migliore prestazione. Bene l’Aprilia che con Aleix Espargaro è ottava. Problemi per la Ducati, sono tutte fuori dalla top ten: nella classifica combinata 17° Petrucci, 18° Miller, 19° Dovizioso, 20° Bagnaia. “Abbiamo la necessità di capire il perché della mancata performance di tutte le Ducati – spiega Davide Tardozzi, team manager della scuderia di Borgo Panigale – dobbiamo capire cosa non funziona, c’è qualcosa che ci sta sfuggendo, di solito questa è una pista favorevole per noi. Negli altri GP c’è sempre stata almeno una Ducati competitiva, qui invece nessuna riesce ad andare forte. Abbiamo bisogno di metterci apposto per essere più avanti in gara, abbiamo lavorato in ottica gara. Le Ducati sono più in difficoltà di altre case, dobbiamo mettere i piloti nelle condizioni di fare meglio” A quattro gare dal termine del mondiale, il secondo appuntamento consecutivo ad Aragon tiene con il fiato sospeso i tanti appassionati della MotoGp. Finale di stagione scoppiettante, inaugurato dal Gp Teruel al quale Joan Mir si presenta come leader della classifica. Reduce dal terzo posto proprio sulla pista di Aragon, Mir nella graduatoria mondiale precede di sette lunghezze Fabio Quartararo, voglioso di rifarsi dopo il diciottesimo posto dello scorso Gp. Fra gli italiani, ancora assente Valentino Rossi che, dopo essere risultato positivo al Coronavirus, dovrebbe rientrare a Valencia. Giornata di libere in Spagna in cui il Circus della MotoGp non può non ricordare Marco Simoncelli a nove anni dalla sua scomparsa: il 23 ottobre 2011, data che resta impressa nel cuore di tutti gli appassionati di moto e non, per un terribile incidente nella gara MotoGP di Sepang, perdeva la vita a 24 anni uno tra i piloti italiani più forti e amati di sempre, campione del mondo in 250 nel 2008. VAI AL CALCIO
