Ultimo aggiornamento 1 Novembre, 2020, 10:15:04 di Maurizio Barra
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Aborto: protesta a Torino, Piemonte limita accesso a Ru486
Manifestazione rete nazionale centri antiviolenza
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TORINO
31 ottobre 2020
16:22
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Presidio davanti alla sede della Regione Piemonte, a Torino, per contestare la Circolare di indirizzo sull’aborto farmacologico. Vi partecipa D.i.Re, la rete nazionale dei centri antiviolenza, al fianco del centro antiviolenza me.dea di Alessandria e delle compagne di Non una di meno.
“La circolare annunciata dalla Regione limita fortemente l’accesso alla RU486, riservandolo solo agli ospedali e non ai consultori e, soprattutto, con un atto di sapore burocratico impone invece una misura dalla forte valenza politica, ovvero l’ingresso dei movimenti per la vita nelle strutture dove si pratica l’interruzione di gravidanza”, afferma Antonella Veltri, presidente di D.i.Re. “Abbiamo visto come i movimenti per la vita colpevolizzano le donne per la decisione di interrompere la gravidanza”, afferma Sarah Sclauzero, presidente di me.dea, “e questo atteggiamento è contrario allo spirito della legge 194 e alle disposizioni del Ministero della Salute sull’aborto farmacologico”.
“L’autodeterminazione sul proprio corpo è il cuore della libertà di scelta delle donne e dell’uguaglianza di diritti sancita dalla Costituzione, nel riconoscimento della differenza di genere”, ribadisce Antonella Veltri.
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“L’ingresso delle organizzazioni pro vita nelle strutture sanitarie dove le donne avviano il percorso di interruzione della gravidanza riafferma il potere patriarcale di controllo sul corpo delle donne che è alla radice della violenza contro le donne”. “Contesteremo questa circolare con tutte le nostre forze”, conclude Anna Maria Zucca, presidente dei centri antiviolenza EMMA di Torino e consigliera di D.i.Re per il Piemonte, “anche per evitare un pericoloso precedente che dalla Regione Piemonte possa estendersi ad altre amministrazioni sanitarie”.
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Tennis: Sonego va in finale a Vienna
Entrato nel torneo come lucky loser, ieri aveva battuto Djokovic
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31 ottobre 2020
17:17
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Lorenzo Sonego si è qualificato per la finale del torneo Atp ‘Erste Bank Open’ di Vienna, in cui era entrato come ‘lucky loser’ (aveva perso nell’ultimo turno delle qualificazioni con lo sloveno Aljaz Bedene, ma è stato ripescato per i forfait di Schwartzman e de Minaur) battendo il britannico Daniel Evans per 6-3 6-4 nella semifinale di oggi.
In finale Sonego, che ieri aveva battuto il n.1 del mondo Novak Djokovic, affronterà il russo Andrey Rublev, testa di serie numero 5, che nell’altra semifinale ha prevalso sul sudafricano Kevin Anderson per abbandono dopo che il match era sul 6-4 4-1. SPORT
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Covid: 2.887 nuovi positivi in Piemonte, 28 decessi
Quasi 30mila in isolamento, in aumento i ricoverati
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TORINO
31 ottobre 2020
18:33
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E’ di 28 decessi e di 2.887 contagi il bilancio dell’emergenza Coronavirus nelle ultime 24 ore in Piemonte. Dei nuovi positivi il 42% è asintomatico. I tamponi processati sono stati 15.575, quasi 30 mila i piemontesi in isolamento. In aumento i ricoverati: in terapia intensiva sono 174 (+15 rispetto a ieri), negli altri reparti 2.683, 136 in più rispetto a ieri.
Dall’inizio dell’emergenza, dunque, in Piemonte i decessi di persone positive al Covid-19 sono stati 4.383, i positivi 70.636. I guariti sono 33.429.
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Piemonte converte 16 ospedali alla cura del Covid
Assessore Icardi ‘crescente necessità posti, scelta inevitabile’
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TORINO
31 ottobre 2020
18:28
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Il Piemonte converte 16 ospedali alla cura del Covid. “È una scelta difficile, ma inevitabile, per riuscire a fronteggiare la necessità crescente di posti Covid e dare una risposta immediata che decongestioni i nostri pronto soccorso”, spiega l’assessore regionale alla Sanità, Luigi Genesio Icardi. “La conversione di questi presidi ci consente di destinare ai pazienti Covid dei percorsi ospedalieri completamente dedicati e separati da quelli dei pazienti non Covid – aggiunge -. Il sistema sanitario piemontese sta facendo lo sforzo massimo per potenziare il più possibile l’intera rete ospedaliera e territoriale, che l’evoluzione della pandemia sta mettendo a dura prova in tutto il nostro Paese”.
Diventano Covid Hospital a Torino l’Ospedale Martini, con chiusura del Dea, e parzialmente il Cto, con la conversione della Medicina del lavoro, parte della Rianimazione e dell’Ortopedia, mentre in provincia di Torino il San Luigi di Orbassano (con una conversione del 50% dei posti letto e Dea aperto) e gli ospedali di Venaria, Giaveno, Cuorgnè, Lanzo e Carmagnola.
Nel Cuneese gli ospedali di Saluzzo e Ceva, in provincia di Alessandria la Clinica Salus e l’ospedale di Tortona, in provincia di Asti l’ospedale di Nizza Monferrato, nel Novarese l’ospedale di Galliate, nel Vercellese quello di Borgosesia (con Punto di primo intervento – PPI – aperto h24) e nel Vco il presidio Coq di Omegna.
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Covid: blitz negazionisti in ospedali Torino,polemica su web
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TORINO
31 ottobre 2020
11:23
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Comincia a diffondersi anche a Torino, come in altre città italiane, la moda di intrufolarsi negli ospedali per tentare di smentire le notizie sul sistema sanitario sotto pressione per l’emergenza Covid.
Sul web stanno circolando fotografie e video realizzati da cittadini in vari presidi come il pronto soccorso dell’Ospedale Molinette, visitato di sera; non manca chi si è appostato davanti al Gradenigo e al Mauriziano per fare “monitoraggio sull’afflusso di ambulanze” e ha postato immagini di strade deserte. I commenti, nei vari gruppi di discussione, sono all’insegna del negazionismo, ma c’è anche chi prova a spiegare la situazione: ” il primo segnale dell’ emergenza – scrive un internauta – è proprio il fatto che il Pronto Soccorso fuori è vuoto. O forse pensavate di arrivare e trovare i morti in mezzo alla strada?”
