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Ultimo aggiornamento 16 Dicembre, 2020, 08:47:06 di Maurizio Barra

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DALLE 02:23 DI MARTEDì 15 DICEMBRE 2020

ALLE 08:47 DI MERCOLEDì 16 DICEMBRE 2020

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Raciti: Speziale è libero,uscito da carcere per fine pena
Scontati 8 anni e 8 mesi per omicidio ispettore Raciti nel 2007
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MESSINA
15 dicembre 2020
02:23
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E’ uscito dal carcere di Messina, per fine pena, Antonino Speziale, l’ultra del Catania condannato a otto anni e otto mesi di reclusione per omicidio preterintenzionale dell’ispettore capo di polizia Filippo Raciti, rimasto ferito mortalmente durante scontri allo stadio Angelo Massimino il 2 febbraio del 2007, mentre si giocava il derby con il Palermo. Per Speziale un abbraccio col padre Roberto, che è andato a prenderlo, e poi in viaggio verso casa a Catania.
Fuori dal carcere i tifosi del Messina, storici rivali di quelli etnei, che lo hanno salutato con affetto.
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Istat: calano ancora i residenti in Italia. Sempre più vecchi, età media sale a 45 anni
Sono 59.641.488 residenti , circa 175mila persone in meno rispetto al 2018
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15 dicembre 2020
09:14
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Calano ancora i residenti in Italia nel 2019: a fine anno – si legge nel censimento Istat con i dati definitivi -la popolazione censita in Italia al 31 ammonta a 59.641.488 residenti , circa 175mila persone in meno rispetto al 31 dicembre 2018, pari a -0,3% , ma risulta sostanzialmente stabile nel confronto con il 2011 (anno dell’ultimo censimento di tipo tradizionale), quando si contarono 59.433.744 residenti (+0,3%, per un totale di +207.744 individui). Rispetto al 2011, i residenti diminuiscono nell’Italia Meridionale e nelle Isole (-1,9% e -2,3%), e aumentano nell’Italia Centrale (+2%) e in entrambe le ripartizioni del Nord.
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“Non è ancora finito il 2020, ma una valutazione ragionevole fa pensare che quest’anno supereremo il confine dei 700mila decessi complessivi, che è un valore preoccupante perché una cosa del genere l’ultima volta, in Italia, era successa nel 1944.
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Eravamo nel pieno della seconda guerra mondiale”. A illustrare i numeri dai quali si deduce anche il peso della pandemia Covid, è stato, durante la trasmissione Agorà su Rai Tre, il presidente dell’Istat Gian Carlo Blangiardo. “Nel 2019 – precisa – il dato era stato di 647.000 morti”.
Un paese sempre più vecchio: l’età media sale a 45 anni
L’età media degli italiani si è innalzata nel 2019 di due anni rispetto al 2011 (da 43 a 45 anni) ed è cresciuto l’indice di vecchiaia, ovvero il rapporto tra gli over 65 anni e gli under 15 fino al 180%. Lo si legge nel Censimento Istat sul 2019 secondo il quale “Il numero di anziani per bambino passa da meno di uno nel 1951 a cinque nel 2019 (era 3,8 nel 2011) e l’indice di vecchiaia (dato dal rapporto tra la popolazione di 65 anni e più e quella con meno di 15 anni) è notevolmente aumentato, dal 33,5% del 1951 a quasi il 180% del 2019 (148,7% nel 2001)”.
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Il comune più giovane è Orta di Atella, in provincia di Caserta, con una età media di 35,3 anni; quello più vecchio è Fascia, in provincia di Genova, dove l’età media supera i 66 anni. La Campania, con 42 anni, è la regione con la popolazione più giovane, seguita da Trentino Alto Adige (43 anni), Sicilia e Calabria (entrambe con 44 anni). La Liguria si conferma la regione con l’età media più elevata (49 anni). Anche nel 1951 la Campania e la Liguria erano la regione più giovane e quella più vecchia ma, per entrambe, l’età media risultava più bassa di 13-14 anni rispetto a quella registrata nel 2019.
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Nel 2019 stranieri superano i 5 milioni, +43.480 – In Italia diminuisce la popolazione complessiva ma aumenta quella straniera che nel 2019 ha superato i cinque milioni (5.039,637) grazie a una crescita di 43.480 unità rispetto al 2018. Lo si legge nel Censimento pubblicato dall’Istat sul 2019. Tra il 2001 e il 2019 gli stranieri sono aumentati di 3,7 milioni di unità. La crescita degli stranieri non è riuscita però a compensare il decremento della popolazione complessiva residente in Italia (-175.185 unità) che, di fatto, equivale a un calo demografico di quasi 220 mila residenti autoctoni. Nel 2019 il peso della componente straniera rispetto alla popolazione totale è di 8,4 individui ogni 100 censiti.
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Metà degli italiani ha al massimo licenza media – In Italia il 50,1% delle persone ha al massimo la licenza media mentre i laureati e le persone che hanno conseguito un diploma di Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica (A.F.A.M.) di I o II livello rappresentano il 13,9%1 della popolazione di 9 anni e più. LO si legge nel Censimento Istat della popolazione nel 2019 secondo il quale Il 35,6% dei residenti ha un diploma di scuola secondaria di secondo grado o di qualifica professionale; il 29,5% la licenza di scuola media e il 16% la licenza di scuola elementare. La restante quota di popolazione si distribuisce tra analfabeti e alfabeti senza titolo di studio (4,6%) e dottori di ricerca, che possiedono il grado di istruzione più elevato riconosciuto a livello internazionale (232.833, pari allo 0,4% della popolazione di 9 anni e più).
Rispetto al 2011, si legge, diminuiscono, sia in termini assoluti che percentuali, le persone che non hanno concluso con successo un corso di studi (dal 6% al 4,6%) e quelle con al massimo la licenza di scuola elementare (dal 20,7% al 16%) e di scuola media (dal 30,7% al 29,5%). Nel 2019 aumentano le persone in possesso di titoli di studio più elevati rispetto a otto anni prima. In particolare, si contano quasi 36 diplomati (31 nel 2011) e 14 laureati (11 nel 2011) ogni 100 cento individui di 9 anni e più mentre i dottori di ricerca passano da 164.621 a 232.833, con un incremento pari a più del 40%.
Fuga dal Sud, oltre 400.000 residenti in meno da 2011 – Si conferma nel 2019 il calo dei residenti nel Meridione e nelle Isole: nell’anno – si legge nel Censimento sulla popolazione residente appena pubblicato dall’Istat – la popolazione è diminuita nel complesso di 127.487 unità rispetto al 2018 a fronte di un calo complessivo di 175.185 persone in tutta Italia. Rispetto al 2011 a fronte di un aumento complessivo della popolazione italiana di 207.744 unità, nel Sud e nelle Isole si è assistito a una riduzione di 425.517 residenti.
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Micro telecamere in stanze affittate a ragazze, a processo
Accusato a Milano di violazione della privacy. Una era in bagno
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MILANO
15 dicembre 2020
11:21
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Aveva riempito le stanze che affittava a delle ragazze della casa, in cui lui stesso viveva, con micro telecamere, piazzate persino nel bagno, per filmare “a più riprese immagini di intimità” di almeno tre giovani, mentre altre due inquiline, nel marzo 2019, erano riuscite per caso a scoprire l’esistenza di quelle telecamere e a denunciare tutto.
Con l’accusa di “interferenze illecite nella vita privata” un 64enne, difeso dal legale Andrea Benzi, è stato mandato a processo con citazione diretta a giudizio dal pm di Milano Isabella Samek Lodovici.
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Il processo, davanti alla prima sezione penale, si aprirà domani e le ragazze sono parti civili (tra i legali l’avvocato Marco Ventura). Nel marzo di un anno fa una delle ragazze che viveva in affitto nell’appartamento di viale Fulvio Testi, come ha messo a verbale un’altra coinquilina russa, “ha iniziato a guardarsi intorno” nel bagno “scoprendo l’esistenza di una micro camera nascosta, installata dietro una pianta finta posizionata sul mobile vicino allo specchio”.
Ha controllato, poi, anche nella sua camera da letto “scoprendo anche lì una micro camera nascosta sopra l’armadio, tra due scatoloni, che inquadrava il letto”. Infine, ha spiegato ancora la giovane alla polizia, “siamo andati nella mia stanza dove abbiamo trovato una terza telecamera”.
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Calcioscommesse: Signori reato prescritto,’ io sempre leale’
Chiuso procedimento a Cremona, ex bomber ‘mai truccato partite’
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CREMONA
15 dicembre 2020
12:18
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“Mi piaceva scommettere ma l’ho sempre fatto in modo leale e non ho mai truccato alcuna partita.
Mi hanno rovinato la vita solo perchè il mio nome garantiva interesse mediatico”: lo ha detto questa mattina, in tribunale a Cremona, Giuseppe Signori, ex bomber di Foggia, Lazio e Bologna oltre che della nazionale, nel giorno in cui si è chiuso il procedimento sul calcioscommesse con il reato che è stato definitivamente dichiarato prescritto dai giudici.

Oltre a Signori, erano imputati l’ex calciatore serbo Almir Gegic, l’ex capitano del Bari Antonio Bellavista, l’ex portiere della Cremonese Marco Paoloni e il corriere Valerio Giosafatte.    CALCIO

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Sala, fondi al sud ma sappiano spenderli
“Fare gare pubbliche significa poterle gestire”
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MILANO
15 dicembre 2020
12:43
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“Non ho nulla in contrario che vengano date più risorse al Mezzogiorno, ma è imprescindibile che ci sia preventivamente una dimostrazione del fatto che poi ci sono strutture atte al buon uso di queste risorse”. Lo ha sottolineato il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, intervenendo al dibattito online promosso dal Partito Democratico dal titolo ‘Le risorse per lo sviluppo e la coesione dell’Italia.
La nuova programmazione europea 2021-2027′.
“Dico questo perché dobbiamo stare attenti a una cosa: se abbiamo strutture, e penso per esempio alle strutture tecniche dei Ministeri, a cui per anni abbiamo detto che la regola era risparmiare e tagliare, è chiaro che abbiamo avuto un depauperamento di professionalità – ha aggiunto -. Fare delle gare pubbliche, significa saperle fare e gestirle, sapere che non c’è gara senza ricorsi, e seguire i lavori”. La nuova stagione dei fondi Ue secondo Sala “deve essere di visione politica, ma anche di rapido riadattamento delle strutture”, ha concluso.
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Alluvione Sardegna: Boccia, tempi rapidi ricostruzione Bitti
Dopo sopralluogo incontro in Prefettura Nuoro su stima danni
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BITTI
15 dicembre 2020
12:49
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“Oggi attraverso la nostra presenza, tutto il Governo è qui a Bitti. Più tardi in Prefettura a Nuoro inizieremo a prendere contezza dei danni, subito dopo dobbiamo mettere in sicurezza in tempi rapidi il territorio di Bitti”.
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Così il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia durante il sopralluogo in paese con il capo della Protezione civile nazionale Angelo Borrelli, presenti il sindaco Giuseppe Ciccolini, il commissario delegato per l’emergenza Antonio Belloi e l’assessore regionale dell’Ambiente Gianni Lampis.
Bitti è stato l’epicentro dell’alluvione del 28 novembre scorso, che qui ha provocato anche tre morti.
“Come Governo – ricorda Boccia – abbiamo seguito dalla prima ora della pioggia maledetta che ha fatto tre vittime, a cui rivolgiamo il nostro pensiero. Abbiamo decretato lo stato di emergenza nazionale e stanziato 2 milioni di euro solo per aprire un conto. Ora che il sindaco e la Regione sono pronti per darci i dati sulla quantificazione dei danni li porteremo in Consiglio dei ministri, che decide la cifra da stanziare a valere sul fondo di emergenza nazionale”. Quanto alla polemica sulle risorse stanziate da Roma e ritenute insufficienti, il ministro ribatte:”tutto questo non ha senso, spero che chi l’ha fatta indirizzi ora le energie per dare una mano alla ricostruzione di questo paese. Gli strumenti ci sono e le risorse ci saranno, servono uomini e donne all’altezza della sfida che abbiamo di fronte. Sarà nostra cura- assicura il ministro – e del capo della Protezione civile Angelo Borrelli presidiare anche i tempi di attuazione degli interventi, che faremo con il commissario, il sindaco e la Regione”.
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Sanremo: Amadeus, i cantanti in gara saranno 26
Coletta, Ariston resta sede 71/a edizione festival
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15 dicembre 2020
11:08
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“I cantanti in gara quest’anno saranno 26, due in più rispetto all’anno scorso”. Lo ha annunciato Amadeus, nella conferenza stampa di presentazione della trasmissione Sanremo Giovani, che andrà in onda giovedì sera e durante la quale sarà resa nota la lista dei Big.
“E’ un segnale importante rispetto alla musica – ha aggiunto Amadeus -.
Un segnale di rinascita innanzitutto”. Il direttore di Rai1 Stefano Coletta ha confermato che per ora la Rai va avanti sull’organizzazione del festival di Sanremo, in programma dal 2 al 6 marzo. “Come già detto, stiamo lavorando – ha spiegato – affinché la kermesse di marzo sia realizzata nella maggiore normalità. Ovviamente dopo le feste comincerà il countdown e saremo più stringenti sulle norme da rispettare.
L’Ariston resterà sede della 71/a edizione del festival. Stiamo lavorando perché ci sia pubblico, normato ovviamente secondo i criteri vigenti a marzo. Ma vogliamo un Sanremo non del Covid ma della normalità”.
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‘Ndrangheta: boss con reddito cittadinanza, denunce
Scoperto da Gdf, richiesti sequestri per 430 mila euro
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CROTONE
15 dicembre 2020
13:40
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Alfonso Mannolo, ritenuto il boss della cosca di ‘ndrangheta di San Leonardo di Cutro, percepiva illecitamente il reddito di cittadinanza. E’ quanto hanno scoperto i finanzieri del Comando provinciale di Crotone che hanno individuato altre 7 persone, familiari conviventi di soggetti arrestati insieme a Mannolo – accusato di associazione mafiosa, traffico di droga, riciclaggio, estorsione e usura, nell’ambito dell’Operazione “Malapianta” – tutti indebiti destinatari del sostegno economico grazie a false dichiarazioni.

Richiesti sequestri per complessivi 430 mila euro.
I finanzieri, grazie alla collaborazione e all’interscambio informativo con l’Inps, hanno passato al setaccio una lista di persone condannate definitivamente, o attualmente imputate e detenute per associazione mafiosa, ed altri reati socialmente pericolosi. Mannolo e le altre 7 persone appartenenti alle famiglie vicine alla cosca, secondo quanto emerso, percepivano il sussidio nonostante conducessero un tenore di vita molto alto, come dimostrato dai numerosi beni di lusso sequestrati al termine dell’operazione “Malapianta”.
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Antinori, Weekend, la sfida del nostro mystery
Da Lapice a Zurzolo per film su Amazon Prime Video da 17/12
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15 dicembre 2020
17:10
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Jacopo Olmo Antinori, Alessio Lapice, Eugenio Franceschini, Filippo Scicchitano compongono il poker di possibili assassini al centro di Weekend, il mystery di Riccardo Grandi, in arrivo dal 17 dicembre con Eagle Pictures su Amazon Prime Video. Due stagioni, estate e inverno, e 10 anni di distanza, riportano al fine settimana nel quale la vittima, il quinto componente del gruppo di ‘amici’, Alessandro (Lorenzo Zurzolo), aspirante musicista di buona famiglia, talentuoso ma arrogante, finisce morto in strane circostanze.
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Ad aprire il racconto il nuovo incontro di Federico (Antinori), capocantiere per il padre, Roberto (Franceschini), imprenditore, Michele (Lapice) medico e Giulio (Scicchitano),gestore del ristorante di famiglia, al vernissage della madre (Sara Ricci) di Alessandro, un decennio dopo il weekend della ‘disgrazia’. Una serata a ballare e bere li fa ritrovare la mattina in una baita di montagna, in pieno inverno, isolati, senza viveri e controllati da telecamere, con ‘l’ordine’ di scoprire chi tra loro sia l’assassino. “Mi ha convinto subito la sceneggiatura – spiega Antinori, che otto anni fa ha debuttato 14enne da protagonista con Bertolucci per Io e te -. La storia ti tiene ti sa tenere in tensione per tutto il tempo”. Il suo personaggio, Federico, è l’outsider del gruppo: di diversa classe sociale, meno brillante ma desideroso di integrarsi. “Ha dentro un dramma forte – sottolinea l’attore -. Desidera l’amicizia di queste persone ma sente che non si può fidare di loro”.
Da Io e te in poi Antinori che ritroveremo nel docufilm di Sky The Power of Rome, ha sempre scelto progetti di alto profilo, recitando con registi come Peter Del Monte, Ivano De Matteo, Donato Carrisi, Cosimo Alemà, i Fratelli Taviani e in fiction come I Medici. Ripensando all’esperienza con Bertolucci “mi viene subito in mente come prima cosa il sorriso di Bernardo. E’ un po’ come se mi avesse regalato un calendario dell’avvento. Vanno avanti gli anni, apro via via un’altra casella e scopro una nuova cosa che mi ha insegnato”.
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Kompatscher, controlli massicci contro movida in quota
“Inaccettabile che pochi vanifichino gli sforzi fatti da molti”
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BOLZANO
15 dicembre 2020
13:26
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Il governatore altoatesino Arno Kompatscher ha annunciato “controlli massicci” contro la cosiddetta movida in quota. “Non è ammissibile che pochi vanifichino gli sforzi per limitare la diffusione del Covid, fatti da molti”, ha detto Kompatscher.
“Chi rispetta le regole o addirittura in questi giorni non può lavorare, pretende che ci siano controlli e casomai anche sanzioni. E’ una questione di equità”, ha aggiunto Kompatscher.
I controlli nei rifugi saranno effettuati dalle guardie forestali, dalla polizia comunale e dalle forze dell’ordine, ha annunciato il presidente della Provincia di Bolzano. L’assessore alla sanità Thomas Widmann ha ribadito che “moltissimi altoatesini hanno partecipato allo screening di massa per riprendere il controllo della situazione epidemiologica e questo sforzo non può essere reso nullo da pochi”.
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Covid, 165 morti in Veneto in 24 ore, mai dato così alto
Precedente record 148, il 10 dicembre.Contagi + 3.320
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VENEZIA
15 dicembre 2020
13:59
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Il Veneto ha registrato il dato più alto di vittime per Covid in questa seconda ondata, 165 in sole 24 ore, superando il giorno ‘nero’ del 10 dicembre, quando i decessi erano stati 148. Si tratta di un numero che potrebbe risentire del caricamento in ritardo di decessi avvenuti nell’ultimo fine settimana.
Ieri i morti erano stati 26.
Sono 3.320 i nuovi contagi, riferisce il bollettino della Regione. Il numero dei positivi da inizio pandemia sale a 196.790, quello dei decessi a 4.992. Negli ospedali sono 2.951 i malati Covid ricoverati nei reparti medici (+57), 373, stabili rispetto a ieri, quelli nelle terapie intensive.
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Cucchi, Del Sette: ‘Dopo la morte verifiche non approfondite’
L’ex comandante generale dei Carabinieri sentito come teste al processo sui depistaggi
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15 dicembre 2020
14:07
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“Io ho comandato due compagnie romane, con migliaia di arresti. Il comandante non può verificare per ognuno cosa è stato fatto, ma dopo un fatto così grave come la morte di Stefano Cucchi a una settimana dal suo arresto, a mio giudizio le verifiche dovevano essere più approfondite”.
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Lo ha detto il generale Tullio Del Sette, ex comandante generale dei Carabinieri, sentito come testimone nel processo che vede imputate otto persone per presunti depistaggi nelle indagini sulla morte di Stefano Cucchi.
Nel corso dell’audizione Del Sette ha mostrato come “contributo alla verità processuale” la lettera del 12 dicembre 2015 da lui scritta come nota stampa, alla luce della richiesta di incidente probatorio avanzata dalla procura di Roma che chiedeva una nuova perizia medico legale sulle lesioni subite da Cucchi, conseguenza di un “violentissimo pestaggio da parte di carabinieri appartenenti al comando stazione di Roma Appia”.
Del Sette, che all’epoca dei fatti era capo dell’ufficio legislativo del ministero della Difesa, definì la vicenda “estremamente grave” e “inaccettabile per un carabiniere rendersi responsabile di comportamenti illegittimi e violenti”, e si disse “determinato nel ricercare fino in fondo la verità”, senza però arrivare a delegittimare l’Arma. “Quel mio comunicato era rivolto all’interno dell’Arma – ha aggiunto in udienza – ma anche all’esterno. Volevo chiarire all’opinione pubblica, e in particolare alla famiglia Cucchi, quale fosse la nostra posizione. Scrissi quel comunicato di mio pugno dalla prima all’ultima riga”.
Sempre quel giorno, Del Sette chiese anche informazioni alla scala gerarchica dei carabinieri su tutte le notizie che riguardavano il caso Cucchi e che “apprendevamo dalla stampa”. Per Del Sette “non tutti gli aspetti di quella vicenda furono verificati in modo approfondito e con la necessaria dedizione”, come ad esempio quelli relativa alla fase dell’arresto di Cucchi, del suo mancato fotosegnalamento e al suo trasferimento in tribunale per il processo per direttissima. Il generale ha poi aggiunto di “non aver parlato mai del caso Cucchi con il generale Gallitelli suo predecessore e con il suo successore, il generale Nistri”.
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Covid, 165 morti in Veneto in 24 ore, mai dato così alto. Bonaccini: arginare la terza ondata
Il precedente record era stato 148, il 10 dicembre
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VENEZIA
15 dicembre 2020
18:08
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Il Veneto ha registrato il dato più alto di vittime per Covid in questa seconda ondata, 165 in sole 24 ore, superando il giorno ‘nero’ del 10 dicembre, quando i decessi erano stati 148. Si tratta di un numero che potrebbe risentire del caricamento in ritardo di decessi avvenuti nell’ultimo fine settimana.
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Ieri i morti erano stati 26.
“Nelle prossime ore, in questi giorni, discuteremo con il Governo, come Regioni, per capire come arginare il rischio di una terza ondata. Chi ne capisce più di noi dal punto di vista scientifico dice che è inevitabile, ma il tema non sarà l’inevitabilità o meno, sarà la forza di questa terza ondata, cioè se sarà troppo robusta o invece, come ci auguriamo, se sarà lieve”. Così Stefano Bonaccini. “Per fare questo si studiano quotidianamente le curve di contagio” e in Italia la curva “è scesa complessivamente” ma “in maniera meno robusta di quello che si poteva prefigurare, anche perché non c’è stato un lockdown totale come a marzo”.
“Non è ancora finito il 2020, ma una valutazione ragionevole fa pensare che quest’anno supereremo il confine dei 700mila decessi complessivi, che è un valore preoccupante perché una cosa del genere l’ultima volta, in Italia, era successa nel 1944. Eravamo nel pieno della seconda guerra mondiale”. A illustrare i numeri dai quali si deduce anche il peso della pandemia Covid, è stato, durante la trasmissione Agorà su Rai Tre, il presidente dell’Istat Gian Carlo Blangiardo. “Nel 2019 – precisa – il dato era stato di 647.000 morti”.
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Covid, Guzzini, gente stanca, pazienza se qualcuno muore
Dopo frase choc presidente Confindustria si scusa
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ANCONA
15 dicembre 2020
15:11
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“Le persone sono un po’ stanche e vorrebbero venirne fuori, anche se qualcuno morirà, pazienza”.
E’ la frase choc pronunciata dal presidente di Confindustria Macerata Domenico Guzzini durante un evento on line organizzato dall’associazione industriali, dedicato alla moda, a cui hanno partecipato anche il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli e il sindaco di Macerata Sandro Parcaroli.
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Guzzini parlava delle ricadute economiche della pandemia e la sua uscita ha scatenato un urgano sui social, tanto che Confindustria Macerata ha chiuso la sua pagina facebook. Poi la marcia indietro. “Sinceramente chiedo scusa a tutti ed in particolare alle famiglie toccate dal dramma del Covid, per la frase che ho pronunciato – ha spiegato Guzzini in una nota -. Ho sbagliato nei contenuti e nei modi. Parlavo della vita aziendale e delle prospettive del lavoro e invece, preso dalla discussione ho fatto un’affermazione sbagliata, che non raffigura il mio pensiero né tanto meno quello dell’Associazione che rappresento”, ha aggiunto dicendosi “molto addolorato: solo quando ho riascoltato la dichiarazione ho realizzato quanto fosse grave e distante da ciò che penso. Cioè che il bene più importante della vita di ognuno di noi siano la salute e la famiglia”.
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Covid: pastori con mascherine in presepe ospedale Napoli
Realizzato da infermieri in un reparto del Cotugno
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NAPOLI
15 dicembre 2020
16:01
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Anche il presepe si adatta ai tempi che stiamo vivendo e come è accaduto nella vita di tutti anche qui fa irruzione il covid. Ed ecco che i pastori indossano la mascherina, la visiera protettiva, le tute bianche protettive che da mesi vediamo indosso al personale medico e sanitario che opera nei reparti covid.
A rendere ‘contemporaneo’ il presepe sono stati gli infermieri che lavorano nell’VIII divisione Malattie infettive dell’emigrazione dell’ospedale Cotugno di Napoli, trasformato in reparto covid da mesi.
“Gli infermieri hanno un po’ ‘stressato’ quello che vivono quotidianamente qui in ospedale da mesi ormai – spiega il primario Elio Manzillo – portando sul presepe la loro quotidianità fatta di bombole di ossigeno, mascherine che hanno realizzato a mano e con cui hanno bardato i pastori esattamente come fanno con loro stessi tutti i giorni. Svolgono un lavoro massacrante – sottolinea – cosa che purtroppo molte volte è un aspetto che fugge ai più perché assistere un paziente covid non è assolutamente uguale che assistere un paziente qualunque”.
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L’Aeronautica si addestra ad intercettare i ‘velivoli lenti’
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15 dicembre 2020
16:42
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In gergo tecnico la chiamano SMI, Slow Mover Interceptor, vale a dire l’intercettazione di piccoli velivoli sospetti: ormai da anni è uno dei cardini antiterrorismo della difesa aerea nazionale. Gli equipaggi di volo dell’Aeronautica militare si addestrano costantemente in questo tipo di attività e uno dei reparti in prima linea è il 36/o Stormo di Gioia del Colle, in provincia di Bari.
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È un lavoro complesso, che comincia dalla individuazione con i radar in spazi aerei non consentiti del ‘velivolo lento’ – che può essere un aereo da turismo, un aliante, un drone – prosegue con l’allerta agli equipaggi in assetto SMI e si conclude con l’intercettazione, il controllo e il riconoscimento della potenziale minaccia. Il più delle volte si tratta di falsi allarmi: un errore da parte del pilota o semplice sbadataggine, ma è evidente che questo tipo di pericolo non può mai essere sottovalutato. Con la larga diffusione di aerei leggeri e ultraleggeri, eventi come l’invasione di spazi aerei non consentiti accadono più di frequente di quanto si pensi ed è questa la ragione per cui la Forza armata investe molto in questo tipo di addestramento.
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I mezzi a disposizione ed impiegati sono un caccia di ultima generazione F2000 Eurofighter del 36/o Stormo; un piccolo velivolo U-208A del 60/o Stormo di Guidonia; gli elicotteri HH-139A dell’84/o centro Sar del 15/o Stormo, che di norma si occupano di ricerca e soccorso e trasporti sanitari d’urgenza anche in biocontenimento, una caratteristica che li rende particolarmente utili anche per l’emergenza Covid. All’attività addestrativa hanno partecipato anche alcuni caccia di quinta generazione F-35 del 32/o Stormo di Amendola e, a terra, i Fucilieri dell’Aria del 16/o Stormo Protezione delle Forze di Martina Franca.   VAI ALL’ECONOMIA   VAI ALLE NOTIZIE DAL MONDO

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Bpvi: requisitoria, chiesti 10 anni per Zonin
Per altri 4 ex manager richieste di poco inferiori
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VICENZA
15 dicembre 2020
16:16
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Il pubblico ministero di Vicenza Luigi Salvadori ha chiesto oggi una condanna a 10 anni di reclusione per l’ex presidente della Banca popolare di Vicenza, Gianni Zonin al termine del processo per il crac dell’istituto e il conseguente azzeramento dei titoli in mano a quasi 120 mila risparmiatori. Quanto agli altri imputati, le richieste sono state di 8 anni e 6 mesi per gli ex vide dg Emanuele Giustini e Paolo Marin, di 8 anni e 2 mesi per l’ex consigliere Gianmarco Zigliotto, e 8 anni per l’ex vice dg Andrea Piazzetta.
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Alluvione Sardegna:Boccia, a Bitti danni per 50mln, 9 subito
La stima del tavolo tecnico in Prefettura a Nuoro
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NUORO
15 dicembre 2020
16:25
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E di almeno 50 milioni la stima dei danni della tragica alluvione che il 28 novembre scorso ha devastato l’intero paese di Bitti, provocando anche tre vittime.
Subito ne serviranno oltre 9 e il Governo si è impegnato per uno stanziamento immediato.
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Lo ha assicurato il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia al termine del tavolo tecnico convocato a Nuoro dal prefetto Luca Rotondi dopo un soprallugo nelle zone del Comune barbaricino più colpite dalla furia dell’acqua e del fango. Una ricognizione – presenti tra gli altri il capo della Protezione civile nazionale Angelo Borrelli – che è servita a fare il punto sulle emergenze e i fondi necessari per farvi fronte.
“Usciamo da questo incontro con la certezza che serviranno immediatamente 9 milioni 144mila euro per le urgenze – spiega Boccia – poi ci sono gli altri investimenti stimati in 50 milioni dal commissario delegato per l’emergenza che dovranno essere ripartiti tra interventi immediati e interventi strutturali. Il paese ha bisogno di ripartire in sicurezza e tornare alla normalità. Il modello che stiamo costruendo per gli interventi strutturali non dovrà più aspettare tanto – promette il ministro – come è successo per i 20 milioni stanziati per i danni dell’alluvione del 2013, che dopo 7 anni sono ancora in fase di progettazione e per i quali dovremmo provare tutti un senso di vergogna”.
Nel frattempo, la Regione, ha ricordato l’assessore all’Ambiente Gianni Lampis, ha già messo a disposizione un pacchetto di 40 milioni di euro per enti locali, cittadini ed aziende agricole.
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Covid: 14.844 nuovi casi in 24 ore, 846 morti
Il rapporto fra tamponi e positivi scende sotto il 10%
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15 dicembre 2020
17:11
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Sono 14.844 i nuovi casi di positività al coronavirus registrati nelle ultime 24 ore. Le vittime sono, invece, 846 morti.
I tamponi effettuati sono stati 162.880, (ieri erano stati 103.584) con un rapporto di positivi pari al 9,1% (-2,5% rispetto a ieri). Si confermano in calo i pazienti ricoverati in terapia intensiva per coronavirus. Ad oggi, stando ai dati diffusi dal Ministero della Salute, sono 3.003 (-92) rispetto a ieri. Scendono anche i ricoverati con sintomi passati dai 27.765 di ieri ai 27.342 di oggi (-423). I dimessi o guariti sono aumentati di 21.799 raggiungendo 1.137.416. Gli attualmente positivi in Italia sono 667.303 (-7.806). I casi totali hanno raggiunto quota 1.870.576.
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Il Giappone condanna a morte ‘il killer di Twitter’
Il 30enne stuprò, uccise e smembrò 9 giovani vittime nel 2017
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TOKYO
15 dicembre 2020
18:05
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Condanna a morte per ‘il killer di Twitter’, alla quale il trentenne reo confesso Takahiro Shiraishi – colpevole di aver ucciso nove giovani, abusando di loro e smembrando i loro corpi – non intende appellarsi. Una storia cruenta, una sceneggiatura da film dell’orrore che ha sconvolto l’opinione pubblica giapponese e acceso ancora una volta i riflettori sull’influenza dei social media e le fragilità delle persone, i riflessi della solitudine in rete e la mancanza di punti di riferimento.
Con il nomignolo di ‘Hangman’ (boia), tra l’agosto e l’ottobre del 2017 Shiraishi adescò su Twitter otto giovani ragazze tra i 15 e i 26 anni, oltre a un uomo, riuscendo con successo ad intercettare le loro angosce associate a tendenze suicide.
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L’omicida ha ammesso di aver agito con l’intento di abusare delle donne e rapinarle del denaro, aggiungendo che malgrado lo stato confusionale nessuna di loro aveva mai dato il consenso di voler morire. Il punto del contendere durante il processo, infatti, era stato proprio il desiderio o meno degli individui di affidare le loro ultime volontà al killer. Un elemento utilizzato dalla difesa per chiedere una riduzione della pena, e successivamente smontato dalla testimonianza dello stesso killer, che ha descritto cinicamente la resistenza delle vittime ai suoi tentativi di strangolamento.
“I delitti a cui abbiamo assistito sono atti di un mitomane con lo scopo di arricchirsi illegalmente e soddisfare il proprio desiderio sessuale”, ha detto il giudice Yano Naokuni nel pronunciare la sentenza. “L’idea di attirare individui mentalmente deboli appartiene a una mente lucida e al tempo stesso spregevole”. Il verdetto scioglie inoltre ogni dubbio sulla capacità di intendere e di volere dell’imputato, sottoposto per cinque mesi ad una perizia psichiatrica prima dell’incriminazione nel 2018. Nel suo appartamento di Zama, a sud di Tokyo, Shirahishi aveva disposto dei congelatori dove conservava le parti del corpo amputate dopo le esecuzioni. Il macabro ritrovamento è stato fatto dalla polizia, che ha seguito le tracce lasciate in rete da quella che è risultata essere una delle ultime vittime del mostro.
“Abbiamo almeno la prova che nostra figlia ha combattuto per continuare a vivere”, ha detto la madre di una delle ragazze che aveva da poco compiuto i 21 anni, esortando il governo e i servizi sociali a sostenere le persone in cerca di assistenza per combattere un fenomeno sociale che – complice la fase prolungata della pandemia – rischia di aggravarsi ulteriormente.
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Covid: Cts, inasprire misure e aumentare controlli
Riunione tesa degli esperti, attenzione assembramenti shopping
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15 dicembre 2020
18:40
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“Inasprire le misure e aumentare i controlli secondo le indicazioni contenute nel Dpcm del 3 dicembre, modulandole come si ritiene opportuno”. Sono queste le principali indicazioni che il Comitato Tecnico Scientifico ha messo nero su bianco al termine della seconda riunione fiume di oggi, che ha sostanzialmente confermato la necessità di potenziare il dispositivo di controllo degli assembramenti nelle piazze, strade e vie dello shopping in questi giorni che precedono il Natale.
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Nel verbale redatto dal Comitato si fa riferimento al rischio assembramenti ma non alle chiusure possibili o eventuali delle regioni né tantomeno delle zone rosse, arancioni o gialle. A destare la preoccupazione degli esperti sono soprattutto i luoghi al chiuso e quelli in cui ci si può togliere la mascherina. Sugli spostamenti, che saranno bloccati già dal 21 dicembre, il Comitato non si è espresso, lasciando di fatto la decisione al governo su come e dove chiudere in base ai dati in possesso.
La riunione, che secondo quanto trapela pare sia stata piuttosto accesa, si è conclusa dunque con un verbale incentrato in particolare su controlli e assembramenti. Sarà ora Palazzo Chigi a decidere eventuali nuove strette nei prossimi giorni.
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COVID: la Sardegna raggiunge quota 600 morti
I nuovi contagi sono 231, ma aumentano i guariti (+190)
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CAGLIARI
15 dicembre 2020
18:45
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Mentre la curva dei contagi rimane sostanzialmente stabile, in Sardegna rimane alto il numero di morti, che raggiunge quota 600 dall’inizio dell’emergenza.
Secondo l’ultimo aggiornamento dell’Unità di crisi regionale sono stati rilevati 231 nuovi casi (+3) e 12 decessi.
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Le vittime sono quattro persone che erano residenti nella Città Metropolitana di Cagliari, tre in provincia di Sassari, due nel Sud Sardegna e tre in provincia di Nuoro.
E proprio nel capoluogo barbaricino si registra una nuova emergenza: un caso di positività al Covid-19 è stato accertato nell’asilo nido “La Filastrocca” di via Trieste che, in base alle disposizioni ministeriali, ha sospeso le attività. Nel frattempo verranno attivati tutti i controlli e i locali saranno adeguatamente sanificati per garantire il riavvio dell’attività, che avverrà solo in condizioni di assoluta sicurezza.
Tornando ai dati, rimane sempre alto il numero dei guariti che oggi registra un +190 e si abbassano i ricoveri (-10) nei reparti non intensivi. Sono invece 58 (+1) le persone ricoverate in terapia intensiva.
Il numero dei contagi fa ben sperare per il futuro, ma come ha sottolineato il sindaco di Cagliari, Paolo Truzzu sul suo profilo Facebook: “I numeri non devono farci abbassare la guardia”. Il primo cittadino ha anche lanciato un appello in vista di Natale e Capodanno. “È proprio adesso, con le festività sempre più vicine, che dobbiamo essere ancora più responsabili e scrupolosi nel rispettare le regole”, ha raccomandato. Un monito, quello del primo cittadino, arrivato alla luce anche di quanto accaduto negli ultimi giorni con negozi pieni di gente impegnata negli acquisti di Natale.
Intanto per aiutare i sardi in difficoltà sono scese in campo le aziende agroalimentari isolane che hanno donato 41mila euro di beni alimentari alle famiglie che stanno vivendo un momento di crisi economica a causa del coronavirus. A distribuire le scorte alimentari direttamente alle famiglie in difficoltà saranno la Caritas e la Croce Rossa Italiana.
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Pizzaiolo dona pizze ai bisognosi per il suo compleanno
Iniziativa di Gaetano Boccia a Somma Vesuviana
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NAPOLI
15 dicembre 2020
19:49
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Festeggia i propri 37 anni donando pizze ai bisognosi del paese. È il generoso gesto di Gaetano Boccia, pizzaiolo di Somma Vesuviana (Napoli), che ieri sera per festeggiare il proprio compleanno ha indossato il grembiule ed ha informato 70 pizze da mezzo metro da distribuire alle famiglie in stato di bisogno del paese, donando un sorriso a grandi e piccini.
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Oltre alla pizza Gaetano ha regalato anche crocchè e Pepsi-cola, il tutto consegnato a domicilio dai volontari del nucleo di protezione civile “Cobra 2”.
“Sono fatto così – ha spiegato – non mi andava di festeggiare da solo. Sono dieci anni dall’apertura del mio locale, e pur non navigando nell’oro, non posso girarmi dall’altra parte se c’è qualcuno in difficoltà. Ho solo reso felice qualche bimbo ed arricchito il mio cuore. In questo momento di difficoltà dobbiamo essere tutti uniti”. Le pizze, condite con il pomodorino del piennolo del Vesuvio, sono state fatte da Gaetano, la moglie e la madre, con un occhio particolare per quelle destinate alle famiglie con bimbi piccoli, farcite anche con patatine fritte.
“Un grande cuore quello di Gaetano – ha commentato il sindaco Salvatore Di Sarno, che ha contribuito ad individuare le famiglie destinatarie del generoso gesto – è la testimonianza di ciò che sono i miei concittadini: generosi, genuini, veri. Oggi più di ieri dobbiamo dare sorriso a chi rischia di perderlo”.
“Bello avere contribuito alla serenità di bambini, anziani, famiglie – ha detto il presidente del nucleo di protezione civile, Vincenzo Secondulfo – domenica tutte le sezioni territoriali della Protezione Civile saranno a Somma Vesuviana per ricordare anche le vittime del Covid dei vari comuni della zona, e disegneremo con i mezzi un enorme albero di Natale, liberando una luce per ognuno dei morti”.
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Camorra: 20 anni in Appello a Napoli per il boss “psicologo”
Ergastolo in primo grado per la “strage di Pescopagano” del 1990
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NAPOLI
15 dicembre 2020
20:29
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La Corte d’Assise di Appello di Napoli ha condannato a 20 anni di carcere il boss della camorra casertana Augusto La Torre, per la strage avvenuta il 24 aprile del 1990 a Pescopagano, località del comune di Mondragone (Caserta). I giudici hanno riconosciuto le attenuanti generiche riformando la sentenza di primo grado che aveva condannato all’ergastolo La Torre, noto come il boss psicologo per aver conseguito una laurea in carcere e con un passato da collaboratore di giustizia.
Nel corso della requisitoria, la Procura generale di Napoli aveva chiesto la conferma della condanna all’ergastolo.
Durante la strage di Pescopagano, compiuta da La Torre e dai suoi killer con fucili e mitragliette, rimasero uccise cinque persone, tutte innocenti, ovvero quattro immigrati – tre tanzaniani e un iraniano – e un italiano padre di sei figli, Alfonso Romano; otto persone furono invece ferite, tra queste il figlio 14enne del titolare di un bar dove i sicari agirono. Fu una vera e propria mattanza, con La Torre che si mosse in moto con un fedelissimo alla testa di una colonna di auto con dentro i suoi uomini armati.
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‘Giacomo Leopardi a casa tua’, visite in streaming
Dopo studenti, Casa Leopardi apre visite digitali al pubblico
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RECANATI (MACERATA)
15 dicembre 2020
21:32
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Dopo il boom delle visite didattiche digitali alle scuole, Casa Leopardi apre ai singoli visitatori, dando la possibilità di effettuare le visite guidate in streaming nei luoghi dove il poeta è cresciuto e ha sviluppato il suo genio. “Giacomo Leopardi a casa tua” il nome del progetto che permetterà contatti ravvicinati, anche se virtuali, con i luoghi simbolo della poetica leopardiana.
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Poetica che, a causa del covid, delle limitazioni negli spostamenti, del divieto di assembramenti, viene sottoposto a una fulle immersion nelle nuove tecnologie.
“E’ entusiasmante vedere come le scuole stiano partecipando con passione al nostro progetto – dice la contessa Olimpia Leopardi, discendente del poeta -. Proprio sulla scia delle richieste ricevute anche dai singoli visitatori, Casa Leopardi ha deciso di permettere a tutti coloro che in questo momento non possono spostarsi, di accedere virtualmente ai nostri luoghi.
Questa modalità di visita, nuova anche per noi, si è rivelata differente, ma altrettanto accattivante di quella in presenza”.
Senza considerare che “a straordinaria sensibilità di Giacomo, capace di toccare le corde più profonde della nostra anima, lo rende un compagno prezioso a cui rivolgerci in questo periodo particolare”.
Accompagnati dalle guide di Casa Leopardi, i ‘visitatori’ potranno esplorare in diretta streaming le sale della Biblioteca contenente oltre 20mila volumi sui quali Giacomo trascorsi anni di “studio matto e disperatissimo”. Si potranno vedere da vicino alcuni dei preziosi testi, solitamente inaccessibili al pubblico, come la Bibbia Poliglotta, su cui il poeta, ancora adolescente, imparò da solo varie lingue moderne e antiche e altri libri con i quali approfondì le materie che più lo appassionavano, dalla filosofia alle scienze. La visita, attraverso i luoghi della gioventù, degli affetti e dello studio, ripercorre le tappe principali della sua formazione: dal pensiero alla poesia, dalla passione per le lingue alle ‘sudate carte’, dalla ricerca di un antidoto alla noia del ‘natio borgo selvaggio’ al desiderio di gloria.
Il viaggio in streaming con le guide prosegue al Museo, in un’immersione nella vita di Giacomo Leopardi, tra gli oggetti a lui più cari, amorevolmente custoditi nei secoli dai suoi discendenti: il calamaio con cui è stato scritto L’infinito, la culla, l’abito di battesimo, i suoi i giochi d’infanzia, i disegni e gli autografi puerili. Insomma un viaggio esperienziale nel pensiero leopardiano a portata di schermo, l’emozione di riscoprire il poeta comodamente da casa, ma anche un regalo di Natale insolito da condividere con famiglia e amici.
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Nella storia Dark Knight, Blues Brothers e Grease
Sono tra i 25 film inseriti nel National Film Registry
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Tavares condannato, sfregiò Gessica Notaro: “Ora posso rilassarmi”
Respinto il ricorso dell’imputato
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15 dicembre 2020
16:05
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E’ stata confermata dalla Cassazione la condanna a 15 anni, cinque mesi e 20 giorni di reclusione per Edson Tavares, l’ex compagno della showgirl riminese Gessica Notaro, accusato di averla perseguitata e sfregiata con l’acido. E’ dunque definitivo il verdetto emesso dalla Corte di Appello di Bologna il 15 novembre del 2018.
Respinto il ricorso della difesa dell’imputato.
“È una storia finita, ora forse posso rilassarmi”. È il commento di Gessica Notaro alla sentenza della Cassazione che rende definitiva la condanna al suo ex Edson Tavares a 15 anni, cinque mesi e 20 giorni, “una pena esemplare”. “Sono molto contenta, ho fatto bene a riporre la mia fiducia nella magistratura che non mi ha tradita”. E “devo ringraziare i miei avvocati, Fiorenzo e Alberto Alessi, che hanno fatto un lavoro eccellente. Sono quattro anni che, nonostante potessi dimostrare rabbia, sono sempre stata una signora e ho sostenuto il suo diritto di difendersi. Ora posso dire che è colpevole, fino al terzo grado”.
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Truffa alla Regione Puglia, 6 arresti, sequestro 22mln beni
Ai domiciliari tre avvocati e una cancelliera del Tribunale Bari
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BARI
16 dicembre 2020
08:33
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La Guardia di Finanza sta notificando un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di sei persone, tra le quali tre avvocati e una dipendente del Tribunale di Bari, e una misura interdittiva, nell’ambito di una indagine su presunte truffe alla Regione Puglia. E’ in corso anche il sequestro preventivo di beni per oltre 22,3 milioni di euro, corrispondente al valore delle truffe.
I fatti riguardano compensi legali pagati dalla Regione per migliaia di contenziosi su indennizzi in agricoltura dal 2006 al 2019.
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Antitrust: indagine su aumento prezzi treni in feste Natale
Chieste risposte entro tre giorni a Trenitalia e Italia
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16 dicembre 2020
08:32
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L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha trasmesso ieri una richiesta di informazioni alle principali compagnie di trasporto ferroviario (Trenitalia e NTV) in relazione all’offerta dei collegamenti sulle principali tratte servite e all’ significativo aumento dei prezzi dei biglietti che si registra in alcune giornate del periodo 15 dicembre 2020-15 gennaio 2021. Lo si legge in una nota dell’Antitrust secondo cui “entro tre giorni Trenitalia e NTV dovranno comunicar i criteri utilizzati per determinare il numero di collegamenti e i posti disponibili e i criteri con cui vengono determinati i prezzi”
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Maxioperazione anti-pedopornografia, arresti in tutta Italia
Due italiani promuovevano e gestivano gruppi pedopornografici, organizzandone l’attività e reclutando nuovi sodali provenienti da ogni parte del mondo
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16 dicembre 2020
08:39
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Una maxioperazione anti-pedopornografia è in corso in tutta Italia, con l’impiego di oltre 300 uomini della polizia Postale che stanno eseguendo perquisizioni e arresti, in flagranza, in 53 province e 18 regioni. Gli agenti, che hanno lavorato per diversi mesi sotto copertura su Telegram e WhatsApp, hanno smantellato 16 associazioni criminali ed identificato oltre 140 gruppi pedopornografici.
Sono 432 le persone coinvolte in tutto il mondo: 81 sono italiani.
Due italiani coinvolti dell’operazione promuovevano e gestivano gruppi pedopornografici, organizzandone l’attività e reclutando nuovi sodali provenienti da ogni parte del mondo. Quella della Postale di oggi è la più imponente operazione di Polizia degli ultimi anni contro la pedopornografia online.

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