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Tempo di lettura: 38 minuti

Ultimo aggiornamento 19 Febbraio, 2021, 14:04:06 di Maurizio Barra

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DALLE 12:43 DI GIOVEDì 18 FEBBRAIO 2021

ALLE 14:04 DI VENERDì 19 FEBBRAIO 2021

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Messina, patrimoniale sarebbe grande sconfitta
‘Contrario a scelta del genere. Valorizzare risparmio famiglie’
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18 febbraio 2021
12:43
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“Sono convinto che la patrimoniale, se mai sarà attuata negli anni futuri, rappresenterà la grande sconfitta per non aver individuato soluzioni che sono alla portata di tutti”. Lo ha detto il ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, nel corso di un convegno della Fisac-Cgil.

“Quindi – ha aggiunto – sono totalmente contrario alla patrimoniale ma sono favorevole all’individuazione di modalità che tolgano dal bilancio pubblico degli attivi per valorizzare il risparmio degli italiani. E questo eviterebbe alle famiglie di trovarsi espropriato dei propri risparmi”.
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Whirlpool: sindacati, impegno Giorgetti su licenziamenti
Farà tavolo con la volontà di allungare il blocco
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18 febbraio 2021
14:48
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Il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, ha incontrato una delegazione di sindacati e lavoratori del sito Whirlpool di Napoli e ha loro garantito che questa “sarà una delle prime vertenze che affronterà”. Lo hanno affermato i sindacati al termine dell’incontro, spiegando di aver chiesto il blocco dei licenziamenti e che il ministro, hanno riferito, “da subito istituisce un tavolo” non solo con Whirlpool, “con la volontà di allungare il blocco dei licenziamenti”.
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18 febbraio 2021
23:55
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I sindacati sono stati convocati oggi, venerdì 19 febbraio, alle 14:30 per una riunione sull’ex Ilva presso il ministero dello Sviluppo economico. Sarà presente il neoministro Giancarlo Giorgetti.

Il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, ha garantito che “la prossima settimana inizierà a studiare e la nostra sarà una delle prime vertenze che affronterà”.
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E’ quanto affermano i sindacati dei lavoratori di Whirlpool al termine dell’incontro con il ministro. I sindacati hanno chiesto il blocco dei licenziamenti e il ministro – riferiscono – ha detto che “da subito istituisce un tavolo” non solo con Whirlpool, “con la volontà di allungare il blocco dei licenziamenti”.

EX ILVA, LA SENTENZA DEL TAR – Non fermare la produzione perché in gioco non è solo lo stabilimento di Taranto ma il futuro della siderurgia in Italia. E’ il grido d’allarme lanciato sia da Confindustria che da Federacciai dopo la sentenza del Tar di Lecce che intima ad ArcelorMittal lo spegnimento dell’area a caldo dello stabilimento di Taranto nel rispetto dell’ordinanza sulle emissioni del sindaco Rinaldo Melucci. La fermata forzata degli impianti, sottolineano fonti legali vicine al dossier ArcelorMittal, “senza la disponibilità di una stazione di miscelazione azoto e metano, non permetterebbe la tenuta in riscaldo dei forni e ne conseguirebbe il loro crollo e quindi la distruzione dell’asset aziendale di proprietà di Ilva in Amministrazione Straordinaria”.

Le stesse fonti evidenziano “rischi per la sicurezza” e il fatto che ci sarebbe un “totale blocco della produzione dello stabilimento, qualificato di ‘interesse strategico , l’unico sul territorio nazionale a ‘ciclo integrato’ per la produzione di acciaio”. Confindustria chiede di “evitare lo spegnimento del ciclo integrale a caldo dell’ex Ilva. Interrompere la produzione e la fornitura dell’acciaio prodotto a Taranto mette in seria difficoltà le intere filiere della manifattura italiana che ne hanno necessità”. Inoltre, prosegue la confederazione, si avrebbe “un sicuro e rilevante aggravio della bilancia commerciale nazionale, poiché occorrerebbe importare l’acciaio dall’estero”. Ed ancora: “la chiusura nell’immediato vanificherebbe tutti gli sforzi compiuti per limitare il numero di esuberi, mettendo a serio rischio migliaia di lavoratori e famiglie” e sarebbe anche “vanificato in maniera traumatica e definitiva il processo di investimenti intrapreso per la sostenibilità ambientale della produzione”. Il presidente di Federacciai Alessandro Banzato esprime “forte preoccupazione” e auspica “che venga adottata una sospensiva di questa sentenza e che il Governo appena incaricato si adoperi per evitare lo spegnimento del più grande stabilimento siderurgico italiano”.
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Il termine di 60 giorni concesso dal giudice amministrativo per ottemperare all’ordinanza sindacale scade il 14 aprile, ma l’azienda – che pure ha annunciato un ricorso al Consiglio di Stato – è chiamata comunque a predisporre entro quella data le procedure tecniche per una eventuale conferma allo stop degli impianti. Il segretario nazionale Fim Cisl Roberto Benaglia ha dichiarato in una intervista radiofonica che “l’azienda ha già comunicato informalmente nel week end l’avvio della messa in sicurezza di alcune attività produttive”. Anche la Procura di Taranto, a quanto si apprende, sta seguendo l’evolversi della vicenda dopo aver acquisito la sentenza del Tar che ha definito il pericolo per la popolazione legato alle emissioni del Siderurgico “permanente ed immanente”. Nel provvedimento del giudice amministrativo si afferma che lo stabilimento, che ora vede lo Stato, tramite Invitalia, affiancare nella gestione ArcelorMittal, inquina ancora. E si puntualizza che nemmeno il rispetto dell’Aia comporta “di per sé garanzia della esclusione del rischio o del danno sanitario”. Secondo i sindacati metalmeccanici, che hanno già annunciato una richiesta di incontro al ministro per la Transizione Ecologica Roberto Cingolani, chiudere l’area a caldo a Taranto significherebbe chiudere anche i siti di Genova e Novi Ligure, con il rischio di “perdere 20mila posti di lavoro”.
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A.Mittal: Giorgetti convoca sindacati su ex Ilva
Venerdì 19 febbraio, alle 14:30
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18 febbraio 2021
14:31
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I sindacati sono stati convocati venerdì 19 febbraio, alle 14:30 per una riunione sul’ex Ilva presso il ministero dello Sviluppo economico. Sarà presente il neoministro Giancarlo Giorgetti.
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A.Mittal: ricorso a Consiglio Stato contro stop area a caldo
Dopo che il Tar ha ordinato lo spegnimento degli impianti
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TARANTO
18 febbraio 2021
15:00
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ArcelorMittal ha depositato al Consiglio di Stato l’appello contro la sentenza del Tar Lecce dello scorso 13 febbraio che ha intimato all’azienda di ottemperare all’ordinanza sulle emissioni del sindaco di Taranto Rinaldo Melucci e conseguentemente di spegnere gli impianti dell’area a caldo entro il 14 aprile. Il Tar ha definito il pericolo per la popolazione legato alle emissioni del Siderurgico “permanente ed immanente”.

Nel provvedimento del Tar si afferma che lo stabilimento, che ora vede lo Stato, tramite Invitalia, affiancare nella gestione ArcelorMittal, inquina ancora. E si puntualizza che nemmeno il rispetto dell’Aia comporta “di per sé garanzia della esclusione del rischio o del danno sanitario”.
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Draghi: Grillo, i grillini non sono più marziani
Garante cita sonda su Marte, a stessa ora Perseveranza a Camera
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18 febbraio 2021
15:20
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“Oggi, alle 21:55 la sonda Perseverance atterrerà su Marte. Alla stessa ora, la Perseveranza atterrerà su un altro Pianeta.
La Terra. Più precisamente alla Camera dei deputati. I Grillini non sono più marziani. I Grillini non sono più marziani.” Lo scrive Beppe Grillo sul suo blog.
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Post antisemita, Amore indagata per diffamazione
Aggravata dall’odio razziale. Procura Torino apre fascicolo
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TORINO
18 febbraio 2021
15:41
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La consigliera comunale di Torino Monica Amore, del Movimento 5 Stelle, è indagata per diffamazione aggravata dall’odio razziale. Titolare dell’inchiesta il procuratore aggiunto Emilio Gatti che ha aperto un fascicolo dopo l’esposto presentato dall’avvocato Tommaso Levi per conto della comunità ebraica di Torino.
La vicenda è quella del post su Facebook in cui associava alle testate del Gruppo Gedi alcune caricature antisemite.   PIEMONTE

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Vaccini: Zingaretti, vera scommessa è produrli in Italia
Miliardi di esseri umani vanno alla ricerca di vaccini
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18 febbraio 2021
16:00
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“Si parla di centinaia di milioni, forse di miliardi, di esseri umani che vanno alla ricerca di vaccini: la vera scommessa è lavorare perché l’industria italiana possa produrre di più da noi”. Lo dice il segretario Pd e presidente del Lazio Nicola Zingaretti, a Oggi è un altro giorno su Rai1, rispondendo a chi gli domanda se pensi anche lui a comprare per il Lazio vaccini come sta facendo il Veneto.
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Governo: Lollobrigida (Fdi), da Draghi aspettavamo di meglio
Doveva fare governo migliori,invece ha Speranza,Lamorgese,DiMaio
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18 febbraio 2021
16:23
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“Da Draghi ci aspettavamo altro. Ci aspettavamo il coraggio di fare il governo dei migliori.
Ma tra i migliori è difficile annoverare il ministro Speranza, il ministro Lamorgese dal cui insediamento gli sbarchi sono triplicati, il ministro Di Maio che ha reso debole l’Italia a livello internazionale. Come si fa a chiamare Bianchi un tecnico dopo che si è fatto dieci anni nell’Emilia rossa con Vasco Errani?”. Lo afferma il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida “Sui provvedimenti utili al Paese noi ci saremo”, assicura. E citando l'”Ahi serva Italia…” di Dante dice: “le auguriamo di guidare questa Nazione nel migliore dei modi ma sappia che l’equipaggio che la accompagna non è dei migliori”.
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Draghi: Berlusconi, da lui mi aspetto moltissimo
Discorso piaciuto,ora deve affrontare problemi con cuore e mente
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MONZA
18 febbraio 2021
16:32
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“Mi aspetto più da SuperMario Balotelli o da SuperMario Draghi? Ci aspettiamo moltissimo da entrambi. Il suo discorso mi è piaciuto, ora deve affrontare problemi con cuore oltre che mente, in modo che si possa dare via alla campagna di ricostruzione che in molti hanno paragonato alla ricostruzione dopoguerra”.
Lo ha detto il leader di Fi Silvio Berlusconi, a margine della presentazione del nuovo sponsor del Monza Calcio di cui è presidente.
“A Draghi e al Governo faccio l’augurio di riuscire a mettere da parte ogni discussione per arrivare a provvedimenti precisi da approvare in tempi brevissimi dall’uniformità del Parlamento”.
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Lazio, 1 marzo al via vaccinazione 65enni da medici base
Si parte con nati nel 1956, vaccinati con Astrazeneca
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ROMA
18 febbraio 2021
18:37
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Partiranno dal primo marzo nel Lazio le vaccinazioni presso i medici di medicina generale (mmg). La novità, in attesa dell’atto ufficiale del ministero, è che si partirà dai nati nell’anno 1956 (65 anni) con il vaccino Astrazeneca.
E’ quanto fa sapere l’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato.
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Draghi non ripete il discorso, ascolta e prende appunti sui banchi del governo
La giornata a Montecitorio
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Il premier Mario Draghi ha ascoltato la discussione generale dei deputati prendendo appunti e consultando documenti, solo un pausa per bere un bicchiere d’acqua. Il voto inizierà alle 20.
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Governo, Grillo: 5s non più marziano. Ex verso un gruppo -IL PUNTO
Prosegue dibattito fiducia. Esordio internazionale Draghi al G7
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18 febbraio 2021
19:25
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Dopo l’annuncio dell’espulsione dal Movimento Cinque Stelle dei 15 senatori che ieri non hanno votato la fiducia al governo guidato da Mario Draghi, a “rinforzare” la linea ufficiale di sostegno all’esecutivo è il garante del M5s Beppe Grillo. Il comico genovese, in un post sul suo blog, facendo un parallelo con il nome della sonda che stasera è attesa su Marte scrive: “Oggi, alle 21:55 la sonda Perseverance atterrerà su Marte. Alla stessa ora, la Perseveranza atterrerà su un altro Pianeta.
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La Terra. Più precisamente alla Camera dei deputati. I Grillini non sono più marziani. I Grillini non sono più marziani”.
Parole che suonano come una nuova presa di posizione a favore del premier. Ma, gli ormai ex M5s, non si danno per vinti. E se c’è chi ha già annunciato che presenterà ricorso contro l’espulsione, Mattia Crucioli fa sapere di essere al lavoro per la formazione di un gruppo. Ospite del programma radiofonico un Giorno da Pecora, il senatore conferma non solo di pensare ad un nuovo contenitore con gli altri ex pentastellati, ma di essere già al lavoro sul nome: “Tecnicamente siamo nel Misto ora, ma io – spiega – voglio fare una opposizione seria”.
L’eventuale nascita di un gruppo di ex M5s all’opposizione non lascerebbe più solo a Fratelli d’Italia il primato di essere l’unico partito “contro” il governo. In attesa di capire gli sviluppi, nell’aula di Montecitorio prosegue il dibattito sulla fiducia. Poi un nuovo stop per permettere la sanificazione dell’Emiciclo e alle 18 la ripresa dei lavori con la replica del premier, a seguire le dichiarazioni di voto e infine la votazione per la fiducia. Attesa dunque per il discorso del presidente del Consiglio che domani farà anche il suo esordio internazionale in veste di premier partecipando ai lavori del G7.
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‘Sei il nostro Totti’, la giornata di Draghi alla Camera
Cravatta e mascherina azzurre, 8 applausi nella replica a Montecitorio
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18 febbraio 2021
20:17
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Abito blu e cravatta azzurra che richiama la maglia della Nazionale, nonché la bandiera europea, in tono anche con la mascherina della Presidenza del consiglio con cui nel pomeriggio ha sostituito la Ffp2 bianca. Mario Draghi cambia qualche dettaglio nel suo look per il debutto alla Camera e, se c’è, questa volta nasconde l’emozione rivelata ieri al Senato dove ha incassato il primo dei due voti di fiducia per il suo governo.
Nel giorno in cui ricorrono i 160 anni dalla prima legislatura del Regno d’Italia, “libera ed unita, quasi tutta”, come disse Vittorio Emanuele II nell’Aula di Palazzo Carignano, a Torino, il nuovo premier a Montecitorio, come consuetudine, non ripete il discorso programmatico del Senato, limitandosi ad ascoltare il dibattito per replicare nel tardo pomeriggio con un intervento di 13 minuti, interrotto da 8 applausi.
Ogni volta alza leggermente lo sguardo verso l’emiciclo e poi riprende a leggere i paragrafi arricchiti durante la giornata con gli appunti presi mentre parlavano i deputati.
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A differenza dei molti ministri quasi mai tocca lo smartphone posato sul banco, anche se sul display compare ‘Giacomo’, il nome di uno dei suoi due figli. Con una Parker l’ex governatore della Bce prende annotazioni e segna una lettera, S, N o C accanto a ciascono dei 63 nomi nell’elenco degli interventi.
Gli strappa una risata sonora Roberto Giachetti, puntando un passaggio del suo discorso sulla comune fede romanista: “Ho sentito paragonarla a Ronaldo e a Baggio – dice nel suo intervento il deputato di Iv -. Mi consentirà di paragonarla al Capitano”, ossia Francesco Totti, “al quale riconosciamo lungimiranza, intelligenza e precisione nei passaggi”. Sempre in chiave calcistica, ma di altro tenore, l’offensiva di Andrea Delmastro Delle Vedove, di Fratelli d’Italia, che critica il suo “tridente d’attacco, Lamorgese, Speranza e Di Maio”.
Quelli del partito di Giorgia Meloni sono praticamente gli unici attacchi, non senza qualche apertura, che il nuovo premier ascolta alla Camera. Perché anche il leghista Claudio Borghi, spesso ruvido con Draghi, rinosce che nessuno meglio di lui sa come trovare i soldi che mancano all’Italia, salvo avvertirlo in fondo: “Ha la possibilità di riscattarsi e diventare un eroe, ma se tradirà il tricolore e saremo implacabili”.
Per i loro interventi in molti attingono direttamente al discorso programmatico di Draghi al Senato.
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“Ogni spreco è un torto alle future generazioni”, dice Vittoria Baldini del M5S, l’azzurra Annagrazia Calabria cita Cavour e il Papa, la sua collega Catia Polidori utilizza invece il celebre “whatever it takes” dell’ex governatore della Bce, mentre un’altra azzurra, Michela Biancofiore, rispolvera Edoardo Bennato.
Durante le pause per la sanificazione, nel cortile di Montecitorio i deputati di Iv sorridono dietro le maschierine, il vicepresidente di Forza Italia Antonio Tajani si scatta foto con altre cinque deputate azzurre, mentre è decisamente diversa l’atmosfera nei capannelli dei grillini: fra una sigaretta e l’altra si discute con una certa agitazione di ribelli ed espulsioni. Spingeva per il ‘no’ alla fiducia ma si allinea al voto su Rousseau Angela Raffa, che parla a titolo personale.
“Sono la più giovane qua dentro – dice la 5S, 28 anni appena compiuti – e perdoni la franchezza: il precedente governo è stato fatto fuori ma l’Aventino è una sconfitta. Leggerò ogni pagina di ogni dossier e le farò le pulci”. “Ho ascoltato con grande interese il dibattito”, risponderà poi ai deputati Draghi, evitando di tornare sui temi già toccati a Palazzo Madama: come a dire che le perdite di tempo è meglio evitarle.
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Draghi: ‘Rafforzare la qualità dei servizi della PA, a partire dalle competenze’
Insediamento del presidente della Corte dei Conti. ‘Con il Recovery il ruolo della Corte dei Conti ancor più cruciale’
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19 febbraio 2021
12:52
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“Sono fermamente convinto della funzione essenziale della Corte” nell’ambito del controllo, “che deve essere intransigente. Ma con la stessa fermezza confido che tale controllo sia rapido.
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I tempi straordinari che viviamo lo richiedono”. Lo dice il premier Mario Draghi alla cerimonia d’inaugurazione dell’anno giudiziario 2021, presenti anche il presidente della Repubblica Mattarella e il presidente della Camera Fico. “Oggi il ruolo della Corte diventa ancora più cruciale. Il Recovery and Resilience Facility riconosce al nostro Paese risorse imponenti con una chiara linea di indirizzo: investire sul futuro. Sta a chi governa fare le scelte strategiche, sta a chi amministra eseguirle in maniera efficace ed efficiente e a chi controlla verificare che le risorse siano impiegate correttamente. Governo, Parlamento, Amministrazione Pubblica, Corte dei Conti e tutte le Istituzioni del nostro Paese devono essere coprotagonisti di un percorso di rinascita economica e sociale”, ha aggiunto il premier Draghi.
“Bisogna agire sul versante del rafforzamento della qualità dell’azione amministrativa, a partire dalle competenze delle persone. È un diritto innegabile dei cittadini e le imprese di ricevere servizi puntuali, efficienti e di qualità. È un dovere delle Pubbliche Amministrazioni attrezzarsi perché ciò avvenga” – ha affermato il premier -. È necessario sempre trovare un punto di equilibrio tra fiducia e responsabilità: una ricerca non semplice, ma necessaria. Occorre, infatti, evitare gli effetti paralizzanti della ‘fuga dalla firma’, ma anche regimi di irresponsabilità a fronte degli illeciti più gravi per l’erario”.
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“È una mia profonda convinzione che le contrapposizioni tra istituzioni siano un gioco a somma negativa, mentre la collaborazione produce effetti moltiplicatori. È a questo principio di leale e costruttiva collaborazione che penso vada improntata la relazione tra chi agisce e chi controlla: questo principio deve guidare tutti i servitori dello Stato, controllati e controllori”, ha detto il premier. LA DIRETTA DELLA CERIMONIA

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Carlino: ‘Recovery motore rilancio economia, vigileremo’ – “Vanno colte le opportunità offerte dal nuovo Quadro finanziario pluriennale dell’Ue 2021-2027 che, integrato dal Next Generation Eu, costituisce il motore per rilanciare le economie dei Paesi membri”. Lo ha detto il Presidente della Corte dei Conti, Guido Carlino, inaugurando l’anno giudiziario 2021 della Corte, sottolineando che “può esservi ripresa solo in presenza di trasparenza, legalità finanziaria e controlli che garantiscano la realizzazione dei programmi finanziati” per cui la Corte “continuerà a svolgere le proprie funzioni di referto, controllo e giurisdizione a garantire l’uso corretto e proficuo delle risorse pubbliche”. “Vi è il rischio che molti, per motivi criminosi, possano trarre vantaggio dalla pandemia”. E’ l’allarme che lancia il Presidente della Corte dei Conti, Guido Carlino, inaugurando l’anno giudiziario 2021 della Corte. “In tale ambito, è determinante il ruolo che la Corte dei conti svolgerà per il perseguimento degli obiettivi di prevenzione e repressione dei fenomeni di dispersione delle risorse pubbliche, che vanificano le politiche di bilancio e la possibilità di erogare servizi pubblici di qualità, con ulteriore aggravio per i cittadini e le imprese”, ha spiegato Carlino. “L’azione di contrasto ai fenomeni di dispersione delle risorse pubbliche si confronta con un sistema normativo costituito da disposizioni stratificate nel tempo e con la complessità delle procedure amministrative, che spesso determinano aggravi per il cittadino e deficit di trasparenza”. E’ quanto denuncia il Presidente della Corte dei Conti, Guido Carlino, inaugurando l’anno giudiziario 2021 della Corte, spiegando che “tali criticità, come l’esperienza della Corte dei conti insegna, agevolano la realizzazione di fenomeni distrattivi delle risorse pubbliche o di inefficace impiego delle stesse”. Pertanto “è necessario un rinnovato impegno nella semplificazione della normativa, nello snellimento delle procedure, nella prevenzione e nel contrasto dei conflitti di interesse nella gestione pubblica”, ha sottolineato Carlino.
Corte dei Conti, non un euro in mano alla criminalità – “La fase della ripresa richiederà sforzi enormi e grande attenzione nell’impiego delle ingenti risorse del Next Generation Eu, non un euro dovrà essere sprecato, non un euro dovrà finire nelle tasche dei profittatori, dei disonesti, dei criminali”, ha sottolineato il Procuratore generale della Corte dei Conti, Angelo Canale, nel suo intervento all’inaugurazione dell’anno giudiziario 2021 della Corte. “Questo deve essere l’imperativo categorico per tutti, decisori politici, pubbliche amministrazioni, forze di polizia, magistrature”, ha aggiunto.
“Bisogna agire sul versante del rafforzamento della qualità dell’azione amministrativa, a partire dalle competenze delle persone. È un diritto innegabile dei cittadini e le imprese di ricevere servizi puntuali, efficienti e di qualità. È un dovere delle Pubbliche Amministrazioni attrezzarsi perché ciò avvenga”, ha detto il premier.
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Landini: serve confronto imprese-sindacati sul futuro
Messina, patrimoniale sarebbe grande sconfitta
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18 febbraio 2021
13:55
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“Credo che sia opportuno, oltre alle classiche relazioni sindacali che esistono, avere dei momenti in cui imprese e sindacati si incontrano e si confrontano per il futuro”. Lo ha detto il segretario della Cgil, Maurizio Landini, nel corso del convegno della Fisac-Cgil.

“Sarebbe l’occasione – ha aggiunto – anche per confrontarsi sui cambiamenti che ci sono o che arriveranno. Viviamo una fase che ci sta cambiando e questo richiede anche un cambio della funzione sindacale”.

“Bisogna che il Governo metta in campo una legislazione che impedisca che la competizione tra le imprese avvenga sui contratti pirata e sulla riduzione dei diritti delle persone, ha aggiunto. La precarietà è uno degli elementi che ha determinato l’aumento della povertà e della diseguaglianze”.
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Fiducia di ferro per Mario Draghi in Senato
Quindici del M5S votano ‘no’, 8 non partecipano al voto
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18 febbraio 2021
16:13
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Fiducia larga con 262 sì, 101 in più rispetto a quelli che basterebbero per avere la maggioranza politica, e 40 voti contrari per il nuovo governo Draghi in Senato. Solo due gli astenuti.
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Quella su cui può contare l’ex presidente della Bce è una maggioranza molto ampia ma che, a Palazzo Madama, non supera il record dell’Esecutivo Monti pari a 281 voti favorevoli. A schierarsi contro, oltre i 19 parlamentari di Fdi, sono quindici senatori 5s. Altri 8 cinquestelle non hanno partecipato alla votazione ma due risultano assenti giustificati. Il capogruppo del Movimento a Palazzo Madama Licheri avverte comunque che quella targata 5s non è una fiducia incondizionata. “Non dia mai per scontato il nostro sì perché noi, mi permetta questa licenza verbale, le romperemo le scatole”, dichiara in Aula.
“L’unità non è un’opzione, è un dovere”. Richiama al senso di “responsabilità nazionale” Mario Draghi nel suo intervento programmatico alle Camere: non un esecutivo tecnico o del presidente, il suo è il “governo del Paese” e ha il compito di avviare una “Nuova ricostruzione”. Parla 53 minuti e all’inizio di un discorso denso dichiara un’emozione che si fa sentire quando cita, sbagliando le cifre, i dati della pandemia.
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L’euro come scelta “irreversibile”, lo sguardo rivolto al futuro e ai giovani, la lotta al virus, l’ambiente (che si lavora per mettere in Costituzione), sono alcuni tra i temi fondanti del discorso. L’ex presidente della Bce pone come ancoraggio, in politica estera, l’Europa e l’Alleanza Atlantica. Con la Russia e la Cina la porta del dialogo resta aperta ma Draghi mette sul tavolo le “preoccupazioni” per il mancato rispetto dei diritti umani.
Sono 21 gli applausi che i senatori tributano al nuovo presidente del Consiglio. La politica ascolta e quasi unanime plaude, per le polemiche ci saranno altri giorni: Berlusconi invita a guardare al “minimo comune denominatore” fra le forze che sostengono il governo, Zingaretti in una dichiarazione stringata si dice convinto che “l’Italia si trovi in buone mani”.
Accanto al premier, alla sua destra, siede il ministro leghista Giancarlo Giorgetti: è a lui che si rivolge con lo sguardo quando tentenna per un attimo sui numeri della pandemia. Draghi perimetra però chiaramente l’azione del suo esecutivo: a Salvini che ha attaccato l’euro, dice senza giri di parole che quella è “una scelta irreversibile”. Ma non solo. L’ancoraggio all’Europa è una necessità per l’ex presidente della Bce: “Non c’è sovranità nella solitudine. C’è solo l’inganno di ciò che siamo – dice in uno dei passaggi più articolati del suo intervento – nell’oblio di ciò che siamo stati e nella negazione di quello che potremmo essere”. L’Aula apprezza, il Capitano meno e infatti rimane a braccia conserte mentre in molti battono le mani. E sulla moneta unica taglia corto “Non è di attualità”, replica.
Si attira anche qualche ‘buuh’ dai banchi del centrodestra Draghi: accade quando ringrazia Conte. Ma il premier senza dare l’impressione di voler azzerare quanto fatto dal predecessore dalla lotta al virus al Recovery segna però parecchie discontinuità. Nell’Italia di Draghi non c’è posto per i gazebo a forma di primula immaginati dal commissario Arcuri: sui vaccini è necessario correre, va usato ogni spazio e ogni forza a disposizione per battere il virus “nemico di tutti”.
La scuola deve riaprire, i giovani – a cui Draghi riserva ampio spazio – hanno il diritto di recuperare il tempo perso. Come insegna Cavour, avverte però il premier, l’imporsi dell’emergenza non esclude la necessità di fare le riforme. Pubblica amministrazione, giustizia civile e fisco sono in cima alla lista. E poi il Recovery. I 210 miliardi a disposizione sono un’occasione da non perdere e su questo concordano da sempre tutti. Ma come renderli davvero utilizzabili è la domanda a cui è più difficile rispondere. La governance – elemento scatenante della crisi del Conte II – sarà nelle mani del ministero dell’Economia, in raccordo con i colleghi. Il Parlamento, che ha ora all’esame l’ultima bozza messa a punto dal precedente esecutivo e che è invitato a fare in fretta, “verrà costantemente informato”, dice nel suo intervento Draghi.
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Vaccini: Regioni avanti sul fai da te, ma arrivano i Nas
Zaia: ‘Disponibilità di AstraZeneca’. Ma si indaga anche sul Veneto
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18 febbraio 2021
21:34
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Aumentano i contatti delle Regioni con gli intermediari per l’acquisto fai-da-te del vaccino, ma i Nas indagano per scongiurare il rischio che si possa cadere nella trappola di frodi e contraffazioni negli ambienti del commercio parallelo di farmaci. Dopo quelle per le dosi di Pfizer qualche giorno fa, il Veneto ha annunciato di aver ricevuto in queste ore altre disponibilità di dosi anche per fiale di AstraZeneca.
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Proposte giunte anche all’Emilia Romagna: “Anche per il collega Bonaccini – ha spiegato lo stesso governatore Zaia – ne era arrivata una dalla Croazia. Non è colpa nostra se ci chiamano”, si è giustificato. E nei giorni scorsi anche il Piemonte si era attivato su questo fronte.
Ora però quei contatti finiranno in un fascicolo di indagine aperto dalla Procura di Perugia che, come primo atto, ha dato mandato ai carabinieri del Nucleo Antisofisticazione del capoluogo umbro di acquisire alcuni documenti presso la struttura del Commissario straordinario per l’emergenza Covid e all’Aifa. L’obiettivo del procuratore generale, Raffaele Cantone – ex presidente dell’Anac ed esperto di reati che riguardano la corruzione e i reati che coinvolgono la pubblica amministrazione – è in particolare di accertare se risultino regioni italiane che abbiano inoltrato istanze ai fini dell’approvvigionamento diretto. L’acquisizione di documenti riguarderà anche la sede della Regione Veneto, per accertare i presunti proponenti di forniture di vaccino, in deroga agli accordi con le Autorità centrali.
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Draghi, il debutto da premier al G7: ‘Accelerare sui vaccini’
Prima volta di Biden al summit. La prossima settimana a Bruxelles
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19 febbraio 2021
11:34
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Formalmente è un debutto quello del nuovo presidente del Consiglio italiano al summit del G7. In realtà Mario Draghi conosce molto bene la maggior parte degli interlocutori che incontrerà oggi, sebbene in formato virtuale.
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In quello che di fatto è un pre-vertice voluto dal premier britannico Boris Johnson – che ha la presidente del G7 e che ha già fissato per il mese di giugno in Cornovaglia il summit in presenza – c’è un’altra importante novità, che spazza via un passato molto ingombrante: l’arrivo del presidente Usa Joe Biden e di un’America, quella del dopo Trump, assai più aperta al dialogo e meno desiderosa di sparigliare le carte.

Draghi si collegherà al vertice tutto dedicato all’emergenza Covid, in particolare ai vaccini, con la convinzione che sia necessario accelerare. E da questo punto di vista il confronto con gli altri Paesi, Gran Bretagna in testa, è fondamentale. E’ quello il modello a cui guarda il premier e cui fa riferimento quando invita ad “imparare dai Paesi che si sono mossi più rapidamente di noi, disponendo subito di quantità di vaccini adeguate”. Del resto, secondo il premier, la rapidità nella diffusione dei vaccini è essenziale anche per scongiurare che le varianti prendano il sopravvento. Un tema che Draghi potrebbe affrontare anche con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen a Bruxelles, dove si sta lavorando ad un possibile incontro già la settimana prossima. Anche con gli altri leader europei d’altra parte, Angela Merkel e Emmanuel Macron, c’è piena sintonia sulla necessità di un’integrazione e di un’accelerazione sulla gestione dell’emergenza.

Ma il primo G7 con Biden è anche l’occasione per l’atlantista Draghi come per gli altri leader (a cominciare dal canadese Justin Trudeau, ‘acerrimo amico’ di Trump) per tirare il fiato e avviare un nuovo rapporto con gli Stati Uniti, anche nella postura da assumere verso Russia e Cina. Il nuovo corso l’ha indicato il segretario al Tesoro Janet Yellen al G7 dei ministri delle Finanze: gli Stati Uniti, ha detto, hanno come “priorità” il multilateralismo, il rafforzamento delle alleanze e del loro impegno a livello internazionale. Ovviamente il formato virtuale non permette la possibilità di bilaterali, più o meno formali. Ma resta l’intenzione di Draghi, in attesa dei faccia a faccia, di porre le basi per strutturare quel rapporto “strategico e imprescindibile” con Francia e Germania del quale ha parlato in Senato per far rinascere l’economia europea dalle macerie del Covid. Non è inoltre escluso uno scambio con Boris Johnson visti gli impegni comuni che avranno Italia e Gran Bretagna, a partire dalla Cop26.
Tra i temi del summit anche la necessità di arrivare ad un piano globale dei vaccini, accogliendo l’appello dell’Onu. Più sarà estesa e rapida la vaccinazione, prima il mondo potrà ricominciare a girare. Rapidità, insomma, è la parola d’ordine.
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Non solo per il presente, ma anche per il futuro: l’ambizione che Johnson presenterà ai colleghi è infatti quella di ridurre a 100 giorni i tempi per sviluppare nuovi vaccini contro malattie emergenti, per evitare i problemi vissuti con il Covid per il quale ce ne sono voluti 300.
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M5S: Crimi, espulsi i deputati che non hanno votato la fiducia
Guerra nel Movimento, arriva la scissione. Ortodossi da soli
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19 febbraio 2021
12:51
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“Come già avvenuto al Senato, anche i portavoce del MoVimento 5 Stelle che nel voto di fiducia alla Camera si sono espressi diversamente dal gruppo parlamentare verranno espulsi. Chi ha scelto di votare diversamente ha scelto di chiamarsi fuori da questo gruppo, lasciando dei vuoti.
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Ora le fila vanno serrate, affinché l’azione del gruppo, della squadra, sia ancora efficace”. Lo annuncia su Fb Vito Crimi.
Guerra nei 5s, arriva scissione. Ortodossi da soli – La scissione è iniziata, la guerra fratricida è un dato di fatto, la battaglia sul simbolo e il rapporto tra Beppe Grillo e Davide Casaleggio sono due fattori da cui dipende l’esistenza stessa del M5S così come finora era conosciuto. Il “no” dei 15 senatori ortodossi a Mario Draghi apre una ferita che difficilmente si rimarginerà. Una manciata di ore dopo, alla Camera, i “contras” viaggiano più o meno sulla stessa linea. I gruppi autonomi, per i dissidenti espulsi, sono a un passo. E, al Senato, gli ultimi rumors spiegano che gli ortodossi avrebbero chiesto al segretario Ignazio Messina l’uso del simbolo Idv. Nel pomeriggio i vertici tentano una controffensiva. Vito Crimi si palesa a Montecitorio, preceduto da un post di Beppe Grillo in cui il Garante non muta la sua linea pro-Draghi: “I Grillini non sono più marziani. I Grillini non sono più marziani”, scrive Grillo tracciando una linea che unisce la sonda Perseverance, in arrivo nella notte su Marte con la “perseveranza” del sì del M5S ad un governo ambientalista. Un sì che, nella strategia di Grillo, potrebbe innescare una rifondazione della sua creatura. In mattinata, invece, governisti ed espulsi si combattono a suon di dichiarazioni e post sui social. Alla notizia dell’espulsione – che potrebbe riguardare anche tre assenti al Senato, tra cui Emanuele Dessì – Barbara Lezzi risponde per le rime: “Mi candido a far parte del comitato direttivo del M5S (da cui non sono espulsa)”. Ma è una provocazione: lo Statuto, all’art.11, recita che chi è espulso dai gruppi parlamentari lo è anche dal Movimento, e viceversa. C’è un dato tuttavia: il procedimento di espulsione – con il ricorso che, per prassi, viene fatto da chi subisce la sanzione – ha i suoi tempi. E chissà se, nel caso il voto sulla nuova governance preceda l’espulsione ufficiale, i dissidenti non possano candidarsi. L’altro “big” del Senato cacciato dai vertici, Nicola Morra, staziona in mattinata a lungo alla Camera. Parla con Lorenzo Fioramonti, ex ministro M5S che da mesi pensa a un gruppo autonomo con altri fuoriusciti. I numeri, a Montecitorio, ci sarebbero, così come al Senato. Anche se Morra per ora si sfila: “Non mi interessa, non voglio andare via”. Sono ore di scosse telluriche per il M5s e Luigi Di Maio aspetta che ci sia un primo assestamento. Poi potrebbe fare la sua mossa, come gli viene chiesto da diversi deputati.
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Ma la tensione, per ora, è troppo alta e investe anche due esponenti moderati del calibro di Alfonso Bonafede e Federico D’Incà che, a lungo, in Aula si attardano in una discussione dai toni piuttosto alti. E poi c’è il nodo Rousseau. L’affondo di ieri contro Crimi – “lo Statuto è cambiato, non è più capo politico” – ha acuito l’irritazione dei parlamentari. “Si tenga gli iscritti, facciamola finita. Lì c’è solo una gara per i click degli attivisti”, è la linea, tranchant, di un esponente della vecchia guardia. Luca di Giuseppe facilitatore campano M5s vicino a Casaleggio lancia una ‘call to action’ per sostenere con la funzione “Mi fido” gli espulsi. E in serata riemerge Alessandro Di Battista. La guida dei “descamisados” annuncia un Live per sabato che pare una discesa in campo: “Ci sono cose da dire. Scelte politiche da difendere. Domande a cui rispondere ed una sana e robusta opposizione da costruire”, sottolinea. E sullo sfondo, appare la guerra sul simbolo. Che è di Grillo e della sua Associazione del 2012, ma è stato ceduto in comodato all’Associazione M5s del 2017, in cui risultano fondatori Luigi Di Maio e Casaleggio. E il caos potrebbe frenare anche Giuseppe Conte. Dal suo futuro potrebbe dipendere anche quello del Comitato direttivo a 5 membri approvato dagli iscritti. Ma l’ex premier sembrerebbe ancora indeciso tra una sua lista, il ruolo di federatore e l’adesione al M5s. “Faccia il leader politico, non il federatore”, è il consiglio del suo ex portavoce Rocco Casalino. Consapevole che la sua ambizione troverebbe uno scoglio, innanzitutto, quello del Pd.
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Maturità 2021: niente scritti, solo esame orale
Il maturando partirà da un elaborato ampio e personalizzato
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19 febbraio 2021
13:07
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Niente prove scritte ma solo l’orale: il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi conferma al Corsera le indiscrezioni sulla maturità circolate da giorni. Il maturando partirà da un elaborato ampio e personalizzato sulle materie di indirizzo, concordandolo con il consiglio di classe; da qui comincerà l’orale che si svilupperà poi sulle altre discipline. L’ammissione agli esami sarà disposta in sede di scrutinio finale dal Consiglio di classe.
Le prove, come era già previsto, inizieranno a metà giugno.
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“Sul calendario scolastico non c’è nulla di deciso, dipende da come andrà l’epidemia; c’è una grossa incognita sulle varianti, molto aggressive, oggi bisogna fare i conti con una realtà così complessa che stare a disquisire, a metà febbraio, se si andrà a scuola fino al 15 o al 30 giugno appare una forzatura. In linea linea di principio, se ci fosse necessità di prolungare il calendario si può prendere in considerazione, ma di qui a parlarne ora ce ne passa, dobbiamo aspettare: tra gli esperti c’è chi parla anche della necessità di un nuovo lockdown nazionale”. Lo dice Antonello Giannelli che guida l’associazione presidi.
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Eni: nel 2020 rosso di 8 miliardi, adjusted 742 milioni
Descalzi: nell’anno più difficile dato prova di forza e flessibilità
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19 febbraio 2021
08:44
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Eni ha chiuso il 2020 con una perdita netta di 8 miliardi e un risultato netto adjusted di -0,74 miliardi. Lo si legge nella nota diffusa dopo il cda che ha esaminato i risultati d’esercizio.
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Nel quarto trimestre la perdita netta è stato di 0,725 miliardi, mentre per l’adjusted c’è stato un ritorno in utile a 66 milioni.
L’Ebit adjusted di Gruppo, pari a 1,9 miliardi nell’anno (0,5 miliardi di euro nel quarto trimestre), registra una contrazione di circa 6,7 miliardi dovuta per -6,8 miliardi alla flessione dei prezzi/margini degli idrocarburi e per -1 miliardo agli effetti del COVID-19, attenuati da una migliore performance per 1,1 miliardi. Nel 2020 la produzione d’idrocarburi di Eni è stata di 1,73 milioni di barili di olio equivalente (boe) al giorno, in linea con la guidance ridefinita a seguito dello scoppio della pandemia. Nell’ultimo trimestre la produzione è stata pari a 1,71 milioni di boe al giorno (-11% rispetto al periodo di confronto).
“Nell’anno più difficile nella storia dell’industria energetica, Eni ha dato prova di grande forza e flessibilità, rispondendo con prontezza allo straordinario contesto di crisi e progredendo nel processo irreversibile di transizione energetica”. Lo afferma l’a.d. dell’Eni Claudio Descalzi nella nota sui risultati del 2020, sottolineando che “in pochi mesi abbiamo rivisto il nostro programma di spesa e minimizzato l’impatto sulla cassa della caduta del prezzo del greggio, aumentato la nostra liquidità e difeso la nostra solidità patrimoniale”.
Il cda di Eni ha confermato la proposta di dividendo 2020 di 0,36 euro per azione, di cui 0,12 euro versati in sede di acconto a settembre 2020. La proposta del cda verrà sottoposta all’assemblea degli azionisti che si riunirà il 12 maggio.   ECONOMIA

Carlino: ‘Recovery motore rilancio economia, vigileremo’ – “Vanno colte le opportunità offerte dal nuovo Quadro finanziario pluriennale dell’Ue 2021-2027 che, integrato dal Next Generation Eu, costituisce il motore per rilanciare le economie dei Paesi membri”. Lo ha detto il Presidente della Corte dei Conti, Guido Carlino, inaugurando l’anno giudiziario 2021 della Corte, sottolineando che “può esservi ripresa solo in presenza di trasparenza, legalità finanziaria e controlli che garantiscano la realizzazione dei programmi finanziati” per cui la Corte “continuerà a svolgere le proprie funzioni di referto, controllo e giurisdizione a garantire l’uso corretto e proficuo delle risorse pubbliche”. “Vi è il rischio che molti, per motivi criminosi, possano trarre vantaggio dalla pandemia”. E’ l’allarme che lancia il Presidente della Corte dei Conti, Guido Carlino, inaugurando l’anno giudiziario 2021 della Corte. “In tale ambito, è determinante il ruolo che la Corte dei conti svolgerà per il perseguimento degli obiettivi di prevenzione e repressione dei fenomeni di dispersione delle risorse pubbliche, che vanificano le politiche di bilancio e la possibilità di erogare servizi pubblici di qualità, con ulteriore aggravio per i cittadini e le imprese”, ha spiegato Carlino. “L’azione di contrasto ai fenomeni di dispersione delle risorse pubbliche si confronta con un sistema normativo costituito da disposizioni stratificate nel tempo e con la complessità delle procedure amministrative, che spesso determinano aggravi per il cittadino e deficit di trasparenza”. E’ quanto denuncia il Presidente della Corte dei Conti, Guido Carlino, inaugurando l’anno giudiziario 2021 della Corte, spiegando che “tali criticità, come l’esperienza della Corte dei conti insegna, agevolano la realizzazione di fenomeni distrattivi delle risorse pubbliche o di inefficace impiego delle stesse”. Pertanto “è necessario un rinnovato impegno nella semplificazione della normativa, nello snellimento delle procedure, nella prevenzione e nel contrasto dei conflitti di interesse nella gestione pubblica”, ha sottolineato Carlino.
Corte dei Conti, non un euro in mano alla criminalità – “La fase della ripresa richiederà sforzi enormi e grande attenzione nell’impiego delle ingenti risorse del Next Generation Eu, non un euro dovrà essere sprecato, non un euro dovrà finire nelle tasche dei profittatori, dei disonesti, dei criminali”, ha sottolineato il Procuratore generale della Corte dei Conti, Angelo Canale, nel suo intervento all’inaugurazione dell’anno giudiziario 2021 della Corte. “Questo deve essere l’imperativo categorico per tutti, decisori politici, pubbliche amministrazioni, forze di polizia, magistrature”, ha aggiunto.
“Bisogna agire sul versante del rafforzamento della qualità dell’azione amministrativa, a partire dalle competenze delle persone. È un diritto innegabile dei cittadini e le imprese di ricevere servizi puntuali, efficienti e di qualità. È un dovere delle Pubbliche Amministrazioni attrezzarsi perché ciò avvenga”, ha detto il premier.
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Landini: serve confronto imprese-sindacati sul futuro
Messina, patrimoniale sarebbe grande sconfitta
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18 febbraio 2021
13:55
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“Credo che sia opportuno, oltre alle classiche relazioni sindacali che esistono, avere dei momenti in cui imprese e sindacati si incontrano e si confrontano per il futuro”. Lo ha detto il segretario della Cgil, Maurizio Landini, nel corso del convegno della Fisac-Cgil.

“Sarebbe l’occasione – ha aggiunto – anche per confrontarsi sui cambiamenti che ci sono o che arriveranno. Viviamo una fase che ci sta cambiando e questo richiede anche un cambio della funzione sindacale”.

“Bisogna che il Governo metta in campo una legislazione che impedisca che la competizione tra le imprese avvenga sui contratti pirata e sulla riduzione dei diritti delle persone, ha aggiunto. La precarietà è uno degli elementi che ha determinato l’aumento della povertà e della diseguaglianze”.
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Fiducia di ferro per Mario Draghi in Senato
Quindici del M5S votano ‘no’, 8 non partecipano al voto
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18 febbraio 2021
16:13
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Fiducia larga con 262 sì, 101 in più rispetto a quelli che basterebbero per avere la maggioranza politica, e 40 voti contrari per il nuovo governo Draghi in Senato. Solo due gli astenuti.
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Quella su cui può contare l’ex presidente della Bce è una maggioranza molto ampia ma che, a Palazzo Madama, non supera il record dell’Esecutivo Monti pari a 281 voti favorevoli. A schierarsi contro, oltre i 19 parlamentari di Fdi, sono quindici senatori 5s. Altri 8 cinquestelle non hanno partecipato alla votazione ma due risultano assenti giustificati. Il capogruppo del Movimento a Palazzo Madama Licheri avverte comunque che quella targata 5s non è una fiducia incondizionata. “Non dia mai per scontato il nostro sì perché noi, mi permetta questa licenza verbale, le romperemo le scatole”, dichiara in Aula.
“L’unità non è un’opzione, è un dovere”. Richiama al senso di “responsabilità nazionale” Mario Draghi nel suo intervento programmatico alle Camere: non un esecutivo tecnico o del presidente, il suo è il “governo del Paese” e ha il compito di avviare una “Nuova ricostruzione”. Parla 53 minuti e all’inizio di un discorso denso dichiara un’emozione che si fa sentire quando cita, sbagliando le cifre, i dati della pandemia.
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L’euro come scelta “irreversibile”, lo sguardo rivolto al futuro e ai giovani, la lotta al virus, l’ambiente (che si lavora per mettere in Costituzione), sono alcuni tra i temi fondanti del discorso. L’ex presidente della Bce pone come ancoraggio, in politica estera, l’Europa e l’Alleanza Atlantica. Con la Russia e la Cina la porta del dialogo resta aperta ma Draghi mette sul tavolo le “preoccupazioni” per il mancato rispetto dei diritti umani.
Sono 21 gli applausi che i senatori tributano al nuovo presidente del Consiglio. La politica ascolta e quasi unanime plaude, per le polemiche ci saranno altri giorni: Berlusconi invita a guardare al “minimo comune denominatore” fra le forze che sostengono il governo, Zingaretti in una dichiarazione stringata si dice convinto che “l’Italia si trovi in buone mani”.
Accanto al premier, alla sua destra, siede il ministro leghista Giancarlo Giorgetti: è a lui che si rivolge con lo sguardo quando tentenna per un attimo sui numeri della pandemia. Draghi perimetra però chiaramente l’azione del suo esecutivo: a Salvini che ha attaccato l’euro, dice senza giri di parole che quella è “una scelta irreversibile”. Ma non solo. L’ancoraggio all’Europa è una necessità per l’ex presidente della Bce: “Non c’è sovranità nella solitudine. C’è solo l’inganno di ciò che siamo – dice in uno dei passaggi più articolati del suo intervento – nell’oblio di ciò che siamo stati e nella negazione di quello che potremmo essere”. L’Aula apprezza, il Capitano meno e infatti rimane a braccia conserte mentre in molti battono le mani. E sulla moneta unica taglia corto “Non è di attualità”, replica.
Si attira anche qualche ‘buuh’ dai banchi del centrodestra Draghi: accade quando ringrazia Conte. Ma il premier senza dare l’impressione di voler azzerare quanto fatto dal predecessore dalla lotta al virus al Recovery segna però parecchie discontinuità. Nell’Italia di Draghi non c’è posto per i gazebo a forma di primula immaginati dal commissario Arcuri: sui vaccini è necessario correre, va usato ogni spazio e ogni forza a disposizione per battere il virus “nemico di tutti”.
La scuola deve riaprire, i giovani – a cui Draghi riserva ampio spazio – hanno il diritto di recuperare il tempo perso. Come insegna Cavour, avverte però il premier, l’imporsi dell’emergenza non esclude la necessità di fare le riforme. Pubblica amministrazione, giustizia civile e fisco sono in cima alla lista. E poi il Recovery. I 210 miliardi a disposizione sono un’occasione da non perdere e su questo concordano da sempre tutti. Ma come renderli davvero utilizzabili è la domanda a cui è più difficile rispondere. La governance – elemento scatenante della crisi del Conte II – sarà nelle mani del ministero dell’Economia, in raccordo con i colleghi. Il Parlamento, che ha ora all’esame l’ultima bozza messa a punto dal precedente esecutivo e che è invitato a fare in fretta, “verrà costantemente informato”, dice nel suo intervento Draghi.
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Vaccini: Regioni avanti sul fai da te, ma arrivano i Nas
Zaia: ‘Disponibilità di AstraZeneca’. Ma si indaga anche sul Veneto
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18 febbraio 2021
21:34
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Aumentano i contatti delle Regioni con gli intermediari per l’acquisto fai-da-te del vaccino, ma i Nas indagano per scongiurare il rischio che si possa cadere nella trappola di frodi e contraffazioni negli ambienti del commercio parallelo di farmaci. Dopo quelle per le dosi di Pfizer qualche giorno fa, il Veneto ha annunciato di aver ricevuto in queste ore altre disponibilità di dosi anche per fiale di AstraZeneca.
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Proposte giunte anche all’Emilia Romagna: “Anche per il collega Bonaccini – ha spiegato lo stesso governatore Zaia – ne era arrivata una dalla Croazia. Non è colpa nostra se ci chiamano”, si è giustificato. E nei giorni scorsi anche il Piemonte si era attivato su questo fronte.
Ora però quei contatti finiranno in un fascicolo di indagine aperto dalla Procura di Perugia che, come primo atto, ha dato mandato ai carabinieri del Nucleo Antisofisticazione del capoluogo umbro di acquisire alcuni documenti presso la struttura del Commissario straordinario per l’emergenza Covid e all’Aifa. L’obiettivo del procuratore generale, Raffaele Cantone – ex presidente dell’Anac ed esperto di reati che riguardano la corruzione e i reati che coinvolgono la pubblica amministrazione – è in particolare di accertare se risultino regioni italiane che abbiano inoltrato istanze ai fini dell’approvvigionamento diretto. L’acquisizione di documenti riguarderà anche la sede della Regione Veneto, per accertare i presunti proponenti di forniture di vaccino, in deroga agli accordi con le Autorità centrali.
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Draghi, il debutto da premier al G7: ‘Accelerare sui vaccini’
Prima volta di Biden al summit. La prossima settimana a Bruxelles
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19 febbraio 2021
11:34
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Formalmente è un debutto quello del nuovo presidente del Consiglio italiano al summit del G7. In realtà Mario Draghi conosce molto bene la maggior parte degli interlocutori che incontrerà oggi, sebbene in formato virtuale.
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In quello che di fatto è un pre-vertice voluto dal premier britannico Boris Johnson – che ha la presidente del G7 e che ha già fissato per il mese di giugno in Cornovaglia il summit in presenza – c’è un’altra importante novità, che spazza via un passato molto ingombrante: l’arrivo del presidente Usa Joe Biden e di un’America, quella del dopo Trump, assai più aperta al dialogo e meno desiderosa di sparigliare le carte.

Draghi si collegherà al vertice tutto dedicato all’emergenza Covid, in particolare ai vaccini, con la convinzione che sia necessario accelerare. E da questo punto di vista il confronto con gli altri Paesi, Gran Bretagna in testa, è fondamentale. E’ quello il modello a cui guarda il premier e cui fa riferimento quando invita ad “imparare dai Paesi che si sono mossi più rapidamente di noi, disponendo subito di quantità di vaccini adeguate”. Del resto, secondo il premier, la rapidità nella diffusione dei vaccini è essenziale anche per scongiurare che le varianti prendano il sopravvento. Un tema che Draghi potrebbe affrontare anche con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen a Bruxelles, dove si sta lavorando ad un possibile incontro già la settimana prossima. Anche con gli altri leader europei d’altra parte, Angela Merkel e Emmanuel Macron, c’è piena sintonia sulla necessità di un’integrazione e di un’accelerazione sulla gestione dell’emergenza.

Ma il primo G7 con Biden è anche l’occasione per l’atlantista Draghi come per gli altri leader (a cominciare dal canadese Justin Trudeau, ‘acerrimo amico’ di Trump) per tirare il fiato e avviare un nuovo rapporto con gli Stati Uniti, anche nella postura da assumere verso Russia e Cina. Il nuovo corso l’ha indicato il segretario al Tesoro Janet Yellen al G7 dei ministri delle Finanze: gli Stati Uniti, ha detto, hanno come “priorità” il multilateralismo, il rafforzamento delle alleanze e del loro impegno a livello internazionale. Ovviamente il formato virtuale non permette la possibilità di bilaterali, più o meno formali. Ma resta l’intenzione di Draghi, in attesa dei faccia a faccia, di porre le basi per strutturare quel rapporto “strategico e imprescindibile” con Francia e Germania del quale ha parlato in Senato per far rinascere l’economia europea dalle macerie del Covid. Non è inoltre escluso uno scambio con Boris Johnson visti gli impegni comuni che avranno Italia e Gran Bretagna, a partire dalla Cop26.
Tra i temi del summit anche la necessità di arrivare ad un piano globale dei vaccini, accogliendo l’appello dell’Onu. Più sarà estesa e rapida la vaccinazione, prima il mondo potrà ricominciare a girare. Rapidità, insomma, è la parola d’ordine.
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Non solo per il presente, ma anche per il futuro: l’ambizione che Johnson presenterà ai colleghi è infatti quella di ridurre a 100 giorni i tempi per sviluppare nuovi vaccini contro malattie emergenti, per evitare i problemi vissuti con il Covid per il quale ce ne sono voluti 300.
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M5S: Crimi, espulsi i deputati che non hanno votato la fiducia
Guerra nel Movimento, arriva la scissione. Ortodossi da soli
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19 febbraio 2021
12:51
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“Come già avvenuto al Senato, anche i portavoce del MoVimento 5 Stelle che nel voto di fiducia alla Camera si sono espressi diversamente dal gruppo parlamentare verranno espulsi. Chi ha scelto di votare diversamente ha scelto di chiamarsi fuori da questo gruppo, lasciando dei vuoti.
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Ora le fila vanno serrate, affinché l’azione del gruppo, della squadra, sia ancora efficace”. Lo annuncia su Fb Vito Crimi.
Guerra nei 5s, arriva scissione. Ortodossi da soli – La scissione è iniziata, la guerra fratricida è un dato di fatto, la battaglia sul simbolo e il rapporto tra Beppe Grillo e Davide Casaleggio sono due fattori da cui dipende l’esistenza stessa del M5S così come finora era conosciuto. Il “no” dei 15 senatori ortodossi a Mario Draghi apre una ferita che difficilmente si rimarginerà. Una manciata di ore dopo, alla Camera, i “contras” viaggiano più o meno sulla stessa linea. I gruppi autonomi, per i dissidenti espulsi, sono a un passo. E, al Senato, gli ultimi rumors spiegano che gli ortodossi avrebbero chiesto al segretario Ignazio Messina l’uso del simbolo Idv. Nel pomeriggio i vertici tentano una controffensiva. Vito Crimi si palesa a Montecitorio, preceduto da un post di Beppe Grillo in cui il Garante non muta la sua linea pro-Draghi: “I Grillini non sono più marziani. I Grillini non sono più marziani”, scrive Grillo tracciando una linea che unisce la sonda Perseverance, in arrivo nella notte su Marte con la “perseveranza” del sì del M5S ad un governo ambientalista. Un sì che, nella strategia di Grillo, potrebbe innescare una rifondazione della sua creatura. In mattinata, invece, governisti ed espulsi si combattono a suon di dichiarazioni e post sui social. Alla notizia dell’espulsione – che potrebbe riguardare anche tre assenti al Senato, tra cui Emanuele Dessì – Barbara Lezzi risponde per le rime: “Mi candido a far parte del comitato direttivo del M5S (da cui non sono espulsa)”. Ma è una provocazione: lo Statuto, all’art.11, recita che chi è espulso dai gruppi parlamentari lo è anche dal Movimento, e viceversa. C’è un dato tuttavia: il procedimento di espulsione – con il ricorso che, per prassi, viene fatto da chi subisce la sanzione – ha i suoi tempi. E chissà se, nel caso il voto sulla nuova governance preceda l’espulsione ufficiale, i dissidenti non possano candidarsi. L’altro “big” del Senato cacciato dai vertici, Nicola Morra, staziona in mattinata a lungo alla Camera. Parla con Lorenzo Fioramonti, ex ministro M5S che da mesi pensa a un gruppo autonomo con altri fuoriusciti. I numeri, a Montecitorio, ci sarebbero, così come al Senato. Anche se Morra per ora si sfila: “Non mi interessa, non voglio andare via”. Sono ore di scosse telluriche per il M5s e Luigi Di Maio aspetta che ci sia un primo assestamento. Poi potrebbe fare la sua mossa, come gli viene chiesto da diversi deputati.
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Ma la tensione, per ora, è troppo alta e investe anche due esponenti moderati del calibro di Alfonso Bonafede e Federico D’Incà che, a lungo, in Aula si attardano in una discussione dai toni piuttosto alti. E poi c’è il nodo Rousseau. L’affondo di ieri contro Crimi – “lo Statuto è cambiato, non è più capo politico” – ha acuito l’irritazione dei parlamentari. “Si tenga gli iscritti, facciamola finita. Lì c’è solo una gara per i click degli attivisti”, è la linea, tranchant, di un esponente della vecchia guardia. Luca di Giuseppe facilitatore campano M5s vicino a Casaleggio lancia una ‘call to action’ per sostenere con la funzione “Mi fido” gli espulsi. E in serata riemerge Alessandro Di Battista. La guida dei “descamisados” annuncia un Live per sabato che pare una discesa in campo: “Ci sono cose da dire. Scelte politiche da difendere. Domande a cui rispondere ed una sana e robusta opposizione da costruire”, sottolinea. E sullo sfondo, appare la guerra sul simbolo. Che è di Grillo e della sua Associazione del 2012, ma è stato ceduto in comodato all’Associazione M5s del 2017, in cui risultano fondatori Luigi Di Maio e Casaleggio. E il caos potrebbe frenare anche Giuseppe Conte. Dal suo futuro potrebbe dipendere anche quello del Comitato direttivo a 5 membri approvato dagli iscritti. Ma l’ex premier sembrerebbe ancora indeciso tra una sua lista, il ruolo di federatore e l’adesione al M5s. “Faccia il leader politico, non il federatore”, è il consiglio del suo ex portavoce Rocco Casalino. Consapevole che la sua ambizione troverebbe uno scoglio, innanzitutto, quello del Pd.
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Il maturando partirà da un elaborato ampio e personalizzato
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19 febbraio 2021
13:07
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Niente prove scritte ma solo l’orale: il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi conferma al Corsera le indiscrezioni sulla maturità circolate da giorni. Il maturando partirà da un elaborato ampio e personalizzato sulle materie di indirizzo, concordandolo con il consiglio di classe; da qui comincerà l’orale che si svilupperà poi sulle altre discipline. L’ammissione agli esami sarà disposta in sede di scrutinio finale dal Consiglio di classe.
Le prove, come era già previsto, inizieranno a metà giugno.
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“Sul calendario scolastico non c’è nulla di deciso, dipende da come andrà l’epidemia; c’è una grossa incognita sulle varianti, molto aggressive, oggi bisogna fare i conti con una realtà così complessa che stare a disquisire, a metà febbraio, se si andrà a scuola fino al 15 o al 30 giugno appare una forzatura. In linea linea di principio, se ci fosse necessità di prolungare il calendario si può prendere in considerazione, ma di qui a parlarne ora ce ne passa, dobbiamo aspettare: tra gli esperti c’è chi parla anche della necessità di un nuovo lockdown nazionale”. Lo dice Antonello Giannelli che guida l’associazione presidi.
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Eni: nel 2020 rosso di 8 miliardi, adjusted 742 milioni
Descalzi: nell’anno più difficile dato prova di forza e flessibilità
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19 febbraio 2021
08:44
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Eni ha chiuso il 2020 con una perdita netta di 8 miliardi e un risultato netto adjusted di -0,74 miliardi. Lo si legge nella nota diffusa dopo il cda che ha esaminato i risultati d’esercizio.
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Nel quarto trimestre la perdita netta è stato di 0,725 miliardi, mentre per l’adjusted c’è stato un ritorno in utile a 66 milioni.
L’Ebit adjusted di Gruppo, pari a 1,9 miliardi nell’anno (0,5 miliardi di euro nel quarto trimestre), registra una contrazione di circa 6,7 miliardi dovuta per -6,8 miliardi alla flessione dei prezzi/margini degli idrocarburi e per -1 miliardo agli effetti del COVID-19, attenuati da una migliore performance per 1,1 miliardi. Nel 2020 la produzione d’idrocarburi di Eni è stata di 1,73 milioni di barili di olio equivalente (boe) al giorno, in linea con la guidance ridefinita a seguito dello scoppio della pandemia. Nell’ultimo trimestre la produzione è stata pari a 1,71 milioni di boe al giorno (-11% rispetto al periodo di confronto).
“Nell’anno più difficile nella storia dell’industria energetica, Eni ha dato prova di grande forza e flessibilità, rispondendo con prontezza allo straordinario contesto di crisi e progredendo nel processo irreversibile di transizione energetica”. Lo afferma l’a.d. dell’Eni Claudio Descalzi nella nota sui risultati del 2020, sottolineando che “in pochi mesi abbiamo rivisto il nostro programma di spesa e minimizzato l’impatto sulla cassa della caduta del prezzo del greggio, aumentato la nostra liquidità e difeso la nostra solidità patrimoniale”.
Il cda di Eni ha confermato la proposta di dividendo 2020 di 0,36 euro per azione, di cui 0,12 euro versati in sede di acconto a settembre 2020. La proposta del cda verrà sottoposta all’assemblea degli azionisti che si riunirà il 12 maggio.
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Appello assessori a Draghi, far ripartire la cultura
‘Riaprire i musei nel week end e gradualmente gli altri luoghi’
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TORINO
19 febbraio 2021
13:00
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Gli assessori alla Cultura di 11 tra le principali città italiane, tra cui Milano, Torino, Mantova, Firenze, Palermo e Bari, si appellano al premier Draghi “che nel suo discorso in Senato ha posto l’attenzione sulla necessità di far ripartire la cultura in Italia” perché si proceda al più presto a riaprire i musei anche nei week end e, gradualmente, tutti i luoghi della cultura.
Nel corso di un incontro in streaming gli assessori chiedono anche l’istituzione di un tavolo permanente presso il ministero e l’avvio di un ‘protocollo condiviso’ che garantisca le aperture “con un percorso programmato e certo”.
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Draghi, controllo Corte Conti sia intransigente e rapido
Lo richiedono tempi straordinari che viviamo
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19 febbraio 2021
11:18
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“Sono fermamente convinto della funzione essenziale della Corte” nell’ambito del controllo, “che deve essere intransigente. Ma con la stessa fermezza confido che tale controllo sia rapido.
I tempi straordinari che viviamo lo richiedono”. Lo dice il premier Mario Draghi alla cerimonia d’inaugurazione dell’anno giudiziario 2021.
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Riforme: Veltroni,serve legge elettorale che dia stabilità
Governo Draghi occasione per politica.Se non ora quando
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19 febbraio 2021
11:23
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“La politica, mentre Draghi affronta da par suo l’emergenza e fa avanzare, d’intesa con il Parlamento, le riforme necessarie a modernizzare il sistema e a renderlo più equo, dovrebbe avere la lungimiranza di sedersi e affrontare il tema delle scelte necessarie per dare un assetto stabile ai governi”. E’ quanto sostiene Walter Veltroni in un intervento sul ‘Corriere della Sera’.
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“La stabilità – afferma l’ex leader Pd – impone, così è in Europa, ai governi di governare e di fare le riforme e li sottopone non alla melassa dei costanti conflitti di visibilità e alle verifiche notturne, ma al giudizio dei cittadini che sanno valutare, perché li vivono sulla propria pelle, meriti e torti di ciascuno. Per questo il ricorso a una legge puramente proporzionale apparirebbe singolare”. Secondo Veltroni “basterebbe in fondo operare con gli strumenti di flessibilità che i Costituenti stessi hanno immaginato, per approvare una legge elettorale che non aiuti frammentazioni e correntismi e restituisca ai cittadini la scelta del governo, per dare più potere di decisione all’esecutivo e più cogente capacità di controllo al Parlamento, per correggere i regolamenti delle Camere e rendere più veloce e trasparente il processo decisionale”, osserva ancora Veltroni che conclude: “Alla politica dunque bisogna rivolgere una domanda, con rispetto. Se non ora, quando?”.
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Draghi, Recovery straordinaria prova fiducia reciproca Ue
Se scelte oneste potrebbe sfociare in bilancio comune europeo
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19 febbraio 2021
11:28
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“Mai nella storia dell’Ue, i governi avevano tassato i loro cittadini per dare il provente di questa tassazione ai cittadini di altri paesi dell’Unione. È avvenuto con i trasferimenti a fondo perduto stabiliti dal Next Generation.
Si tratta di una straordinaria prova di fiducia reciproca che, se validata da scelte oneste ed efficaci, potrà un giorno sfociare nella creazione di un bilancio europeo comune da cui dovrebbero trarre maggior beneficio proprio i paesi più fragili dell’Unione.” Lo dice il premier Mario Draghi alla cerimonia d’inaugurazione dell’anno giudiziario 2021.
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Smog: indagati vertici Comune Torino e Regione Piemonte
Inchiesta accusa enti di provvedimenti insufficienti
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TORINO
19 febbraio 2021
11:44
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Ci sono avvisi di garanzia ai vertici istituzionali di Regione Piemonte e Comune di Torino, non soltanto quelli attuali, in una inchiesta della procura del capoluogo subalpino sull’inquinamento ambientale. Al momento non si conoscono ulteriori dettagli.

L’inchiesta è nata alcuni anni fa dopo l’esposto di un privato cittadino. La procura, all’epoca guidata ancora da Armando Spataro, aveva affidato una consulenza ai carabinieri del Noe.
Nell’esposto si lamentava l’insufficienza dei provvedimenti presi da Regione e Comune per risolvere il problema dell’inquinamento ambientale su Torino.
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M5S: Crimi, espulsi deputati che non hanno votato fiducia
Ora fila vanno serrate perché azione 5S sia più efficace
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19 febbraio 2021
11:59
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“Come già avvenuto al Senato, anche i portavoce del MoVimento 5 Stelle che nel voto di fiducia alla Camera si sono espressi diversamente dal gruppo parlamentare verranno espulsi. Chi ha scelto di votare diversamente ha scelto di chiamarsi fuori da questo gruppo, lasciando dei vuoti.
Ora le fila vanno serrate, affinché l’azione del gruppo, della squadra, sia ancora efficace”. Lo annuncia su Fb Vito Crimi.
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Covid: Ronzulli, rispondere a crisi creando lavoro
Pandemia ha sicuramente aumentato le disuguaglianze
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19 febbraio 2021
12:05
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“La pandemia ha sicuramente aumentato le disuguaglianze. Il numero di poveri è cresciuto e questo dimostra come il reddito di cittadinanza non abbia funzionato e che, quindi, andrebbe certamente rimodulato, anche perché è finito troppo spesso nelle tasche di chi non ne aveva diritto, addirittura della malavita.
La soluzione per rispondere alla crisi economica e contrastare la povertà è aumentare i posti di lavoro, abbassare le tasse e facilitare l’accesso al credito per immettere liquidità nel sistema. E’ ancora troppo difficile ottenere mutui e finanziamenti dalle banche, ma questi soldi servono alle imprese e a tutte quelle attività che ripartendo creerebbero anche quei nuovi posti di lavoro di cui c’è così tanto bisogno”. Lo ha detto Licia Ronzulli, vicepresidente del gruppo Forza Italia al Senato e responsabile del movimento azzurro per i rapporti con gli alleati, a Mattino Cinque.
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C.Conti:Carlino,Recovery motore rilancio economia,vigileremo
Non un euro deve finire in mano alla criminalità
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19 febbraio 2021
12:09
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“Vanno colte le opportunità offerte dal nuovo Quadro finanziario pluriennale dell’Ue 2021-2027 che, integrato dal Next Generation Eu, costituisce il motore per rilanciare le economie dei Paesi membri”. Lo ha detto il Presidente della Corte dei Conti, Guido Carlino, inaugurando l’anno giudiziario 2021 della Corte, sottolineando che “può esservi ripresa solo in presenza di trasparenza, legalità finanziaria e controlli che garantiscano la realizzazione dei programmi finanziati” per cui la Corte “continuerà a svolgere le proprie funzioni di referto, controllo e giurisdizione a garantire l’uso corretto e proficuo delle risorse pubbliche”.
E il Procuratore generale della Corte dei Conti, Angelo Canale, ha precisato che “non un euro dovrà essere sprecato, non un euro dovrà finire nelle tasche dei profittatori, dei disonesti, dei criminali”.
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Vaccini: si indaga su minacce a Segre
Aggravante discriminazione. Si lavora su identificazione autori
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MILANO
19 febbraio 2021
12:31
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La Polizia postale, coordinata dal capo del pool antiterrorismo milanese Alberto Nobili, sta indagando, con l’ipotesi di reato di minacce aggravate dalla discriminazione e dall’odio razziale, per identificare gli autori delle minacce e degli insulti indirizzati via social, ancora una volta, alla senatrice a vita Liliana Segre, che ieri mattina si è vaccinata al Fatebenefratelli di Milano.
Gli inquirenti del pool antiterrorismo milanese, guidato da Alberto Nobili, attendono un’informativa della Polizia postale che sta lavorando per identificare gli autori di minacce e insulti comparsi ieri sui social dopo che la senatrice, sopravvissuta ad Auschwitz, si è vaccinata contro il Covid nel primo giorno della campagna lombarda per gli over 80.

Le persone identificate saranno iscritte con l’ipotesi di reato di minacce aggravate dall’odio e dalla discriminazione razziale.

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