Ultimo aggiornamento 28 Febbraio, 2021, 00:44:17 di Maurizio Barra
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Usa, nel 2020 aumento del 50% delle sparatorie di massa
A causa disoccupazione, proteste e giovani rinunciatari
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NEW YORK
26 febbraio 2021
17:28
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Nel 2020 le sparatorie di massa sono aumentate del 50% e lo si deve anche alla pandemia. Lo rivelano i dati di ‘Gun Violence Archive’, la non profit che traccia gli episodi di violenza da armi negli Stati Uniti.
Secondo l’organizzazione, tra gli effetti collaterali del Covid-19 ci sono stati una disoccupazione rovinosa e tanti giovani che hanno rinunciato alla scuola senza trovare sbocchi nel mercato del lavoro per mancanza di competenze. Inoltre il 2020 è stato anche l’anno delle proteste violente. Fattori che hanno portato il numero delle sparatorie di massa dalle 417 nel 2019 alle 611 nel 2020.
Tuttavia con il calo del numero dei contagi e la diffusione dei vaccini, alcuni criminologi sperano che il numero delle sparatorie di massa cali nel 2021.
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Congo, polemica sulla scorta La Farnesina: ‘Fu rafforzata’
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26 febbraio 2021
19:08
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“Relativamente alla richiesta di rafforzare il contingente di carabinieri addetti alla tutela dell’ambasciatore Attanasio, quest’ultimo ne fece richiesta nel novembre 2018 in ragione dell’imminenza delle elezioni presidenziali e nazionali, previste per il 30 dicembre dello stesso anno, che si svolgevano in un clima di grandi tensioni politiche e sociali. Tale rafforzamento fu effettivamente disposto per il periodo richiesto”.
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Lo si legge in una nota della Farnesina dopo che la questione è stata sollevata in un articolo de La Stampa.
Il vicedirettore del Programma alimentare mondiale in Congo, Rocco Leone, sopravvissuto all’attacco in cui sono stati uccisi l’ambasciatore Luca Attanasio, il carabiniere Vittorio Iacovacci e il loro autista “non è in ospedale e sta bene”. Lo ha detto il vicedirettore della comunicazione del Pam, Greg Barrow, in un briefing alla stampa.
Il superstite italiano “Rocco Leone è ancora a Goma per collaborare con le tre inchieste portate avanti dalle autorità italiane, dall’Onu e dalle autorità congolesi. Non potevamo spostare Leone dalla scena finché queste organizzazioni non avessero avuto l’opportunità di fargli le loro domande”. Lo ha detto il vicedirettore della comunicazione del Programma alimentare mondiale (Pam), Greg Barrow, in un briefing alla stampa sull’attacco di lunedì a un convoglio del Pam in Congo in cui sono stati uccisi l’ambasciatore Luca Attanasio, il carabiniere Vittorio Iacovacci e il loro autista. Barrow ha ribadito che “il Pam sta comunicando a tutti che siamo pronti a fare tutto il necessario per cooperare con queste inchieste. La cooperazione finora è stata molto collaborativa da parte di tutti e vogliamo tutti arrivare a una risposta”.
“Non posso entrare nei dettagli dell’attacco” ma siamo “pronti a dare tutte le informazioni” e “stiamo lavorando con tutti gli inquirenti” in modo che “chi ha perpetrato questo crimine sia assicurato alla giustizia”.
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Leone ha rilasciato una dichiarazione letta dal vicedirettore della comunicazione del Pam, Greg Barrow, in un briefing alla stampa. “L’esperienza che abbiamo vissuto lunedì è stata tragica e traumatica e non riesco a esprimere la profondità della tristezza che provo per le vite perse”, ha proseguito Barrow leggendo la dichiarazione di Leone.
“La responsabilità in casi come questo è inevitabilmente una responsabilità condivisa: non voglio puntare il dito contro il Congo, se sia responsabile della sicurezza all’interno dei suoi confini, o se sia primariamente responsabilità dell’Onu o del Pam, o di qualsiasi ospite che viaggi con il Pam in qualsiasi momento. Questo è un giudizio che non sono in grado di formulare”. Lo ha detto il vicedirettore della comunicazione del Pam, Greg Barrow, rispondendo a una domanda sulle affermazioni dei governi italiano e congolese, secondo cui il Pam era il responsabile della sicurezza del convoglio.
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Dzerzhinsky in svantaggio, Mosca ferma referendum su statua
Il principe Nevsky preferito al fondatore dei servizi sovietici
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MOSCA
26 febbraio 2021
20:18
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Il sindaco di Mosca, Serghei Sobyanin, ha deciso di cancellare un referendum in corso tra i cittadini per scegliere una nuova statua da innalzare davanti alla Lubyanka, già sede del Kgb e oggi dell’Fsb, quando, dopo due giorni, è apparso evidente che il fondatore dei servizi segreti sovietici, Felix Dzerzhinsky, stava perdendo la gara con Alexander Nevsky, principe del XIII secolo e santo ortodosso. La statua di Dzerzhinsky, personaggio visto come un simbolo del controllo prima della Ceka e poi del Kgb sulla Russia sovietica, era stata abbattuta nel 1991 durante manifestazioni popolari seguite al fallito colpo di Stato contro il presidente Mikhail Gorbaciov, che portò alla dissoluzione del vecchio sistema.
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Nei giorni scorsi le autorità avevano chiamato i cittadini ad un referendum online che doveva durare una settimana per scegliere se rimettere al suo posto la statua di Dzerzhinsky o sostituirla con quella di Nevsky. Ma dopo soli due giorni l’iniziativa è stata cancellata, dopo che, su 320.000 voti fin qui espressi, Nevsky risultava in vantaggio con il 55% delle preferenze sul fondatore dei servizi sovietici.
Sul suo blog ufficiale il primo cittadino della capitale ha spiegato la sua decisione affermando che il voto si stava “trasformando in uno scontro fra gente con vedute diverse”.
“Punti di vista diversi sulla Storia sono inevitabili – ha aggiunto – ma i monumenti sulle nostre piazze non dovrebbero dividere, bensì unire la società”.
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Khashoggi: Casa Bianca, ricalibrare rapporti con Riad
‘A tutti i livelli’
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WASHINGTON
26 febbraio 2021
20:36
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“La nostra intenzione è di ricalibrare le relazioni con il governo dell’Arabia Saudita a tutti i livelli”: lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Jen Psaki.
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Nigeria: presidente, non cederemo al ricatto dei rapitori
Buhari, banditi si aspettano il pagamento di ‘somme importanti’
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LAGOS
26 febbraio 2021
20:38
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Nel condannare il “disumano” rapimento di oltre 300 studentesse, il presidente nigeriano Muhammdu Buhari ha dichiarato che il suo governo “non cederà all’estorsione dei banditi che prendono di mira alunni innocenti sperando nel pagamento di importanti riscatti”.
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Ritrovati i cani di Lady Gaga che erano stati rapiti
Consegnati da una donna a commissariato Los Angeles, stanno bene
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WASHINGTON
27 febbraio 2021
05:06
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I due bulldog di Lady Gaga sono tornati a casa. Lo riporta Tmz, secondo cui i cani stanno bene e gli autori del rapimento sono ancora latitanti.
Koji e Gustav erano stati rapiti dopo che il loro dog walker era stato aggredito e raggiunto da dei colpi di pistola. Gaga, a Roma per le riprese di un film, aveva offerto 500 mila dollari a chi li avesse ritrovati. I cani sono stati consegnati da una donna a un commissariato di polizia a Los Angeles e stanno bene.
La star alla notizia sarebbe esplosa in lacrime di gioia.
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Covid: Oms, in Brasile nuova ondata, è una tragedia
‘Trend in aumento morti e contagi un monito per tutto il mondo’
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SAN PAOLO
27 febbraio 2021
07:28
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Il Brasile sta affrontando “una tragedia” causata da “una nuova ondata” della pandemia di Covid-19, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità.
“Sfortunatamente, è una tragedia che il Brasile stia affrontando tutto ciò di nuovo, è difficile.
Questa dovrebbe essere la quarta ondata che il Brasile deve affrontare”, ha detto Mike Ryan, direttore emergenze dell’Oms.
Ryan ha elogiato il sistema sanitario pubblico brasiliano e l’azione degli stati per contrastare la diffusione del coronavirus ma ha sottolineato che è necessario controllare la trasmissione a livello nazionale. “Il Brasile ha molte strutture sanitarie pubbliche eccezionali. Credo che il Paese sappia cosa fare e molti stati stanno cercando di applicare le misure migliori. Ma non è facile in quanto non c’è una parte del Paese che non sia stata colpita in maniera grave dalla pandemia”, secondo Ryan.
Il trend in aumento delle morti e dei contagi di Covid-19 in Brasile “deve essere un monito per tutto il mondo, la pandemia non è finita e ogni rilassamento è pericoloso”, ha aggiunto il dirigente dell’Oms.
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Biden, ‘bene piano vaccini ma non è momento di rilassarsi’
Mette in guardia contro rischio di un nuovo aumento dei contagi
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WASHINGTON
27 febbraio 2021
07:32
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“Non è il momento di rilassarsi sul fronte della pandemia”: lo ha detto il presidente americano Joe Biden mettendo in guardia la popolazione dal rischio di un nuovo aumento dei contagi a causa delle varianti del coronavirus.
“Siamo avanti rispetto al piano previsto di somministrare 100 milioni di dosi di vaccino nei primi giorni della mia presidenza – ha detto Biden – ma bisogna ascoltare Anthony Fauci e gli scienziati, non è il momento di allentare la presa.
Bisogna lavarsi le mani, indossare le mascherine e rispettare il distanziamento sociale”.
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Birmania: ancora proteste, polizia spara proiettili gomma
Ambasciatore all’Onu lancia appello all’azione contro la giunta
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YANGON
27 febbraio 2021
07:49
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La polizia birmana ha sparato oggi proiettili di gomma per disperdere i manifestanti a Yangon (ex Rangoon), dopo che ieri l’ambasciatore del Paese asiatico presso le Nazioni Unite (Onu) ha rotto i ranghi e lanciato un accorato appello all’azione contro la giunta militare.
La Birmania è scossa da un’ondata di proteste a favore della democrazia da quando il golpe dell’esercito ha rovesciato la leader civile Aung San Suu Kyi l’1 febbraio.
Non è chiaro se siano stati usati anche proiettili veri nelle repressioni di stamani.
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Covid: Usa, Camera approva piano aiuti Biden
Ora passa al Senato
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WASHINGTON
27 febbraio 2021
09:05
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Il maxi piano di aiuti del presidente americano Joe Biden per contrastare i duri effetti del coronavirus nel Paese è stato approvato alla Camera e passa adesso al Senato.
Si tratta di un pacchetto di aiuti da 1.900 miliardi di dollari, che permetterà al Paese di destinare nuovi fondi al programma di vaccinazioni anti Covid, ai governi locali nonche’ a milioni di famiglie devastate dalla pandemia.
“Dopo 12 mesi di morte e disperazione, la ripresa americana inizia stanotte”, ha detto il parlamentare democratico della Pennsylvania Brendan Boyle poco prima dell’approvazione del piano – dopo la mezzanotte, ora locale – con 219 voti a favore e 212 contrari.
Nessun repubblicano ha votato a favore del pacchetto.
Gli Stati Uniti hanno superato la soglia dei 500mila morti causati dal coronavirus quattro giorni fa e dall’inizio della pandemia contano 28.486.394 casi di contagio. POLITICA MONDO ECONOMIA
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Covid: casi di variante sudafricana in Croazia e Slovenia
In Croazia vi sono già numerosi casi di variante inglese
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27 febbraio 2021
11:09
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BELGRADO, 27 FEB – Due casi della variante sudafricana del coronavirus sono stati registrati in Croazia.
Come riferiscono i media regionali, si tratta di due persone tornate da Zanzibar.
Nel Paese vi sono già numerosi casi di variante inglese del Covid-19.
Anche nella vicina Slovenia è stato segnalato un primo caso di variante sudafricana del virus, diagnosticato su un medico di Maribor di ritorno dalla Namibia. Controlli sono in corso su altre persone che erano con il medico in Africa e che sono tornate in Slovenia con lui.
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Russia: abolito voto su ritorno statua simbolo Kgb a Mosca
Sindaco di Mosca ha cancellato il referendum
(2)
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MOSCA
27 febbraio 2021
11:13
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Il sindaco di Mosca Serghei Sobyanin ha cancellato il referendum sul ripristino della statua del fondatore della polizia segreta sovietica, Felix Dzerzhinsky, davanti al quartier generale dell’intelligence interna, l’FSB.
Il voto, che ha preso il via giovedì e sarebbe dovuto durare una settimana, offriva ai moscoviti la scelta tra la statua di Dzerzhinsky – che è visto come il simbolo del regno del KGB sulla società nell’Unione Sovietica – e Alexander Nevsky, principe del 13esimo secolo e santo ortodosso.
Ma con quasi 320.000 voti espressi in due giorni, con Nevsky in vantaggio su Dzerzhinsky per 55% a 45%, Sobyanin ha deciso di cancellare il voto, così come il progetto della nuova statua – quella di Dzerzhinsky fu abbattuta a fuor di popolo contestualmente al crollo dell’Urss. Sul suo blog ufficiale il sindaco di Mosca ha detto che il voto si stava “trasformando sempre più in uno scontro tra persone con opinioni diverse”.
“Punti di vista diversi sulla storia sono inevitabili. Ma i monumenti che stanno nelle strade e nelle piazze non devono dividere, ma unire la società”, ha aggiunto. La piazza della Lubyanka dunque resterà ancora senza statua.
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Russia: Borrell, Mosca si sta disconnettendo dall’Ue
Usa disinformazione per sopravvivere e combattere opposizione
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BRUXELLES
27 febbraio 2021
11:14
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La Russia “si sta disconnettendo dall’Ue” e Putin “sta utilizzando tutti i mezzi, inclusa molta disinformazione, per assicurarsi la sopravvivenza e combattere l’opposizione”. E’ quanto sottolinea su Twitter l’Alto rappresentante Ue Josep Borrell rilanciando un suo video intervento in cui fa il punto dei rapporti bilaterali dopo l’esperienza vissuta nella sua recente visita a Mosca.
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“I valori liberali e democratici” dell’Europa, prosegue Borrell, “sono considerati” dal governo di Mosca “una minaccia alla sua esistenza”.
L’Alto rappresentante esprime l’auspicio che la prossima settimana possa diventare operativa la lista dei funzionari russi che saranno colpiti dalle sanzioni europee, come deciso dai ministri degli Esteri dei 27. Inoltre, per Borrell, servono azioni più forti, da parte dell’Ue, contro la disinformazione e i cyberattacchi provenienti dalla Russia.
Ma nonostante tutto ciò, con Mosca, conclude l’Alto rappresentante, bisognerà trovare un ‘modus vivendi’ per affrontare le questioni dove il suo coinvolgimento è invitabile: dal nucleare iraniano, al clima, alle forniture energetiche.
“Penso che i leader Ue ne parleranno al vertice di fine marzo”.
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Covid: Filippine, governo proroga lockdown a Manila
Un mese in più dopo aumenti record dei contagi nella capitale
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27 febbraio 2021
12:01
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Il presidente delle Filippine, Rodrigo Duterte, ha prorogato di un mese il lockdown a Manila alla luce di aumenti record di contagi da coronavirus nelle ultime 48 ore. Lo riporta il Guardian.
La decisione segue i 2.651 casi registrati venerdì nella capitale, il livello più lato in oltre quattro mesi, e l’ulteriore record segnato oggi (2.921). Misure restrittive, intanto, sono state imposte a Davao (sud) e Baguio (nord).
Il Paese attende l’arrivo delle prime consegne dei vaccini Sinovac e AstraZeneca, che dovrebbero arrivare rispettivamente domani e lunedì.
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Al via restauro di Palazzo Farnese, cantiere da 5,6 milioni
Finanziati da Parigi, dall’1 marzo i lavori su facciate e tetti
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27 febbraio 2021
13:33
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Al via la nuova campagna di restauro di Palazzo Farnese, sede dell’ambasciata di Francia in Italia e dell’École française de Rome, insieme alla Soprintendenza speciale per l’archeologia, le belle arti e i paesaggi di Roma. Il costo dei lavori, per un totale di 5,6 milioni di euro, sarà cofinanziato dai ministeri francesi dell’Europa e degli Affari esteri, e dell’Insegnamento superiore, della Ricerca e dell’Innovazione.
Dopo quello realizzato in occasione del Giubileo del 2000, il nuovo cantiere sul palazzo rinascimentale partirà il primo marzo (e durerà fino al 2025) e riguarderà in particolare le due facciate laterali (in via dei Farnesi e via del Mascherone), i tetti e gli infissi che saranno ripristinati in base ai disegni del XVI secolo.
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Il progetto – assicura una nota dell’Ambasciata – consentirà di restituire la bellezza originale dei materiali usati da quattro illustri architetti: il Sangallo, Michelangelo, il Vignola e Della Porta.
Il restauro delle facciate e del tetto di Palazzo Farnese sarà suddiviso in quattro fasi su quattro anni: la prima, da marzo, sarà dedicata al restauro della facciata di via dei Farnesi, degli infissi nonché delle coperture sui versanti di quella facciata; la seconda sarà dedicata a via del Mascherone; la terza fase sarà dedicata alla manutenzione della facciata principale che dà su Piazza Farnese; infine, la quarta fase si concentrerà sul restauro dei tetti di via Giulia e del muro di cinta del giardino. Il cantiere – assicura ancora la sede diplomatica – è stato pensato in modo da minimizzare quanto possibile l’impatto sul vicinato.
Il progetto del restauro delle facciate e dei tetti di Palazzo Farnese è nato nel 2017. La committenza dei lavori, l’Ambasciata di Francia e l’École française de Rome hanno promosso il progetto attraverso il dialogo costante con le amministrazioni locali. La committenza dei lavori è il service des travaux et bâtiments français en Italie (Stbi), assicurata dall’agenzia di Pierre-Antoine Gatier, Capo Architetto dei Monumenti Storici e Ispettore generale dei Monumenti Storici. Per garantire la conformità delle strategie di restauro, un comitato scientifico composto da esperti francesi e italiani si è riunito in diverse occasioni: nel 2018, due volte nel 2019 e infine nel 2020.
“I lavori di restauro saranno l’occasione per l’Ambasciata di Francia in Italia e l’École française de Rome di mettere in luce il patrimonio storico e artistico di Palazzo Farnese. Per questo – riferisce ancora l’Ambasciata -, vari artisti e ricercatori sono invitati a portare il loro contributo per la conoscenza e l’appropriazione di questo patrimonio unico. Online o in situ, ci faranno scoprire il palazzo sotto una luce nuova, presenteranno le scoperte fatte durante i lavori e sveleranno il ‘dietro le quinte’ di un cantiere di restauro, solitamente chiuso al pubblico”. Durante tutta la campagna di restauro, infine, diversi artisti saranno invitati ad operare direttamente sulle impalcature del cantiere per proporre al pubblico una rilettura contemporanea di Palazzo Farnese e delle opere che hanno preso parte alla sua storia.
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Russia: fiori sul luogo dell’omicidio in ricordo di Nemtsov
L’oppositore ucciso nel 2015. Anche ambasciatori occidentali
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MOSCA
27 febbraio 2021
16:23
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Diverse migliaia di russi – insieme ad alcuni diplomatici occidentali – si sono riuniti a Mosca per celebrare il sesto anniversario dell’assassinio dell’oppositore Boris Nemtsov, uno dei critici più forti del presidente Vladimir Putin colpito a morte sul ponte Bolshoy Moskvoretsky a due passi dal Cremlino il 27 febbraio 2015.
“Ci riuniamo in questo luogo in questo giorno ogni anno per mostrare alle autorità che non abbiamo dimenticato e non dimenticheremo”, ha detto l’ex primo ministro e politico dell’opposizione Mikhail Kasyanov durante la manifestazione.
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“Sono sicuro che ciò per cui Boris ha combattuto – la libertà per i russi, il loro benessere e una vita dignitosa – si realizzerà presto”, ha aggiunto. Di solito segnato da una marcia attraverso il centro di Mosca, l’opposizione quest’anno si è radunata invece al memoriale improvvisato nel luogo della sua morte che viene regolarmente smantellato dalle autorità, poiché le restrizioni sui raduni di massa sono ancora in atto a causa della pandemia.
Stando ai dati della ong Contatore Bianco circa 3.700 persone si erano riunite alle 15, ora di Mosca; hanno deposto fiori anche gli ambasciatori degli Stati Uniti, del Regno Unito e dell’Ue in Russia, tra cui Germania e Lituania. Lo riporta il Moscow Times.
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Gorbaciov, Putin e Biden s’incontrino e parlino di disarmo
‘Reagan era più conservatore prima del nostro incontro,poi capì’
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MOSCA
27 febbraio 2021
17:03
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Il presidente russo Vladimir Putin e il presidente degli Stati Uniti Joe Biden devono concordare un incontro per discutere di disarmo e sicurezza internazionale. Lo ha detto l’ex presidente dell’Unione Sovietica Mikhail Gorbaciov.
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“Credo che i presidenti debbano certamente incontrarsi. La mia esperienza delle relazioni con Ronald Regan dimostra che era estremamente conservatore prima dei nostri colloqui, ma è diventato un partecipante molto attivo nel processo di negoziazione dopo aver capito la questione”, ha detto Gorbaciov a Interfax.
“L’esperienza indica che gli incontri e gli accordi sono un must e la cosa più importante è evitare di essere ostinati l’uno con l’altro”, ha aggiunto. “È chiaro dopo tutto che una guerra nucleare deve essere evitata. Poiché è impossibile evitare questo problema da soli e non può essere risolto unilateralmente, devono incontrarsi e tutti dovrebbero essere preoccupati per questa situazione”, ha sottolineato Gorbaciov.
La Russia e gli Stati Uniti “hanno una grande esperienza nel rispondere alla domanda su dove e come dobbiamo andare”, ha precisato. “Si deve capire, usando l’esperienza del passato, che se prevale il desiderio di raggiungere il disarmo e rafforzare la sicurezza, molte cose possono essere raggiunte”, ha concluso Gorbaciov.
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Covid: presidente Ungheria vaccinato con cinese Sinopharm
Ader in tv:’Chi può lo faccia, con qualunque prodotto approvato’
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27 febbraio 2021
17:06
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BUDAPEST, FEB 27 – Il presidente ungherese Janos Ader è stato vaccinato ieri con il cinese Sinopharm contro il Covid-19- Lo rende noto l’agenzia di stampa ungherese Mti.
I medici di Ader gli hanno consigliato di vaccinarsi il prima possibile, ha detto Mti.
In un breve messaggio trasmesso dalla tv pubblica M1, Ader ha invitato tutti gli ungheresi a registrarsi per la vaccinazione il prima possibile. “Chiunque abbia la possibilità di ricevere la prima e poi la seconda dose con qualsiasi vaccino approvato dalle autorità ungheresi e dagli esperti ungheresi dovrebbe farlo”, ha detto Ader.
“Fidiamoci dei nostri medici, fidiamoci del nostro sistema sanitario”, ha detto ancora il presidente, aggiungendo che sperava che gli ungheresi si sarebbero presto lasciati alle spalle la pandemia.
L’Ungheria dispone attualmente di scorte di vaccini di cinque produttori, tra cui il cinese Sinopharm. La prima spedizione del vaccino cinese è arrivata a Budapest il 16 febbraio e la somministrazione è iniziata il 24.
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Attanasio avvisò il governo congolese del viaggio a Goma
Kinshasa: ‘Ma poi ci disse a voce che non sarebbe più andato’
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27 febbraio 2021
17:09
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Il 15 febbraio l’ambasciata italiana a Kinshasa informò il ministero degli Esteri del Congo dell’imminente viaggio nella regione di Goma dell’ambasciatore italiano Luca Attanasio, e che il viaggio si sarebbe svolto dal 19 al 24 febbraio. Del documento, che circola da ieri sui social media, è stata confermata l’autenticità da fonti qualificate.
Dopo l’uccisione di Attanasio e Iacovacci, il ministero congolese dell’Interno aveva detto che né i servizi di sicurezza né le autorità locali avevano potuto garantire la sicurezza del convoglio, per mancanza di informazioni sulla loro presenza.
Pronta le replica del ministero degli Esteri congolese, che conferma di aver ricevuto la nota dell’ambasciata ma sostiene che nel medesimo giorno Attanasio avrebbe “fatto visita al direttore del Protocollo di Stato per comunicargli che il viaggio non avrebbe più avuto luogo e che sarebbe stata comunicata una seconda nota a riguardo”.
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Armenia: presidente non firma licenziamento capo esercito
Destituzione decisa da premier giudicata incostituzionale
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MOSCA
27 febbraio 2021
17:24
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Il presidente armeno Armen Sarksyan non ha firmato il decreto di destituzione del capo dello Stato Maggiore delle Forze Armate Onik Gasparian, disposto dal primo ministro Nikol Pashinyan. “La misura è stata studiata da avvocati ed esperti; di conseguenza è stato deciso che era incostituzionale.
Il presidente dell’Armenia, nell’ambito dei suoi poteri costituzionali, ha restituito il decreto con obiezioni”, ha detto il servizio stampa del presidente. Lo riporta Interfax.
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Covid: appello Biden al Senato, approvare il piano di aiuti
Dopo ok della Camera: ‘Non c’è tempo da perdere, è ora di agire’
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WASHINGTON
27 febbraio 2021
17:40
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“Non abbiamo tempo da perdere, è ora di agire”: così Joe Biden lancia un appello al Congresso perché dopo la Camera anche il Senato approvi il pacchetto di aiuti anti-Covid da 1.900 miliardi di dollari. Soldi che serviranno per sostenere l’economia colpita dalla pandemia, anche con aiuti diretti a famiglie ed imprese.
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Mitsotakis, la vittoria contro il Covid è all’orizzonte
Premier Grecia: ‘Osservando le regole la pandemia finirà prima’
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
27 febbraio 2021
17:43
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La guerra contro il coronavirus continua, ma “la vittoria si vede all’orizzonte”: lo ha scritto il premier greco Kyriakos Mitsotakis in un articolo pubblicato dal quotidiano Ta Nea.
Ad un anno dal primo caso registrato in Grecia, il 26 febbraio 2020, il primo ministro afferma che il virus verrà battuto in tempi più brevi se i cittadini rispetteranno le misure decise dal governo: “Se riusciamo a trarre forza dalle difficoltà che ci siamo lasciati alle spalle, e percorriamo questi ultimi passi che ci separano dalla primavera della libertà con disciplina, la fine della pandemia arriverà prima”.
Nelle ultime 24 ore la Grecia ha registrato 1.630 nuovi casi e 29 morti, secondo i dati della Sanità nazionale.
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Covid: lockdown e coprifuoco in Cisgiordania
12 giorni a partire da domani
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27 febbraio 2021
17:08
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Il premier palestinese Mohammad Shtayyeh ha annunciato il lockdown nel Paese, 12 giorni a partire da domani, per contrastare l’aumento della diffusione del Covd e delle sue varianti in Cisgiordania. Lo riferisce l’agenzia Wafa.
Il coprifuoco sarà in vigore dalle sette di sera alle 6 del mattino.
Chiuse scuole, università, e tutti gli esercizi non di prima necessità. Bloccato l’accesso degli israelo-palestinesi.
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Birmania, manifestante uccisa a colpi d’arma da fuoco
Polizia usa lacrimogeni e proiettili di gomma. Decine di arresti
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27 febbraio 2021
19:14
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Un’altra manifestante è stata uccisa a colpi di arma da fuoco dalla polizia nella città birmana di Monywa, secondo i resoconti dei media locali, citati dal Guardian. In Birmania si è intensificata la repressione violenta contro i dimostranti che da settimane protestano contro il golpe militare del primo febbraio.
Durante le manifestazioni di oggi sono stati sparati gas lacrimogeni e proiettili di gomma e arrestate decine di persone in particolare nelle due città più grandi, Yangon e Mandalay.
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Usa, bin Salman autorizzò il blitz per uccidere Khashoggi
Diffuso il rapporto dell’intelligence americana
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WASHINGTON
27 febbraio 2021
11:55
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Il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman ha “autorizzato” un’operazione per “catturare o uccidere” il giornalista dissidente Jamal Khashoggi. Lo afferma un rapporto dell’intelligence Usa diffuso dall’amministrazione Biden dopo averlo declassificato, secondo quanto riferito dai media americani.
Il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman vedeva il giornalista dissidente Jamal Khashoggi come una minaccia al regno e sostenne ampiamente l’uso della violenza se necessario per metterlo a tacere.
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Il rapporto dell’intelligence Usa sull’uccisione di Jamal Khashoggi elenca 21 persone che gli 007 americani ritengono con “alta fiducia” complici o responsabili per la morte del giornalista dissidente per conto del principe ereditario saudita Mohammed bin Salman.
Nel rapporto sull’uccisione di Jamal Khashoggi l’intelligence Usa ha “un’alta convinzione” sulle responsabilità degli individui coinvolti nella morte del giornalista dissidente Jamal Khashoggi ma non è in grado di dire se conoscessero in anticipo che l’operazione si sarebbe conclusa con la sua uccisione.
Il principe saudita Mohamed bin Salman non sarà colpito da sanzioni Usa. Lo riporta Politico citando fonti dell’amministrazione Usa. Il Tesoro americano si appresta invece a varare sanzioni sul generale saudita Ahmed al-Asiri, ex vice responsabile dei servizi di intelligence di Riad, per l’assassinio Khashoggi. Sanzioni anche per la Saudi Rapid Intervention Force coinvolta nell’omicidio.
L’amministrazione Biden non vuole una rottura con l’Arabia Saudita ma vuole ricalibrare i rapporti con Riad. Lo afferma il segretario di stato americano Antony Blinken.
Il Dipartimento di Stato Usa vara la cosiddetta ‘Khashoggi policy’ o ‘Khashoggi ban’ per punire tutte le persone che, agendo in nome di un governo, si pensa abbiano direttamente partecipato o partecipino in attività contro i dissidenti “gravi e di natura extraterritoriale”. Lo riporta l’agenzia Bloomberg. L’amministrazione Usa avrebbe già identificato 76 persone che potrebbero essere sanzionate. Tra le misure il ritiro o la restrizione dei visti.
L’Arabia Saudita “respinge completamente” la valutazione degli Stati Uniti sull’omicidio di Khashoggi. Nel rapporto si rileva che il sovrano de facto, il principe ereditario Mohammed bin Salman, ha approvato l’omicidio nel 2018 del giornalista Jamal Khashoggi. “Il governo del regno dell’Arabia Saudita rifiuta completamente la valutazione negativa, falsa e inaccettabile contenuta nel rapporto relativo alla leadership del regno, e osserva che il rapporto conteneva informazioni e conclusioni inesatte”, ha detto in un comunicato il ministero degli Esteri saudita.
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Il gran ritorno di Trump, ‘il leader sono ancora io’
Domenica a Orlando alla kermesse conservatrice del Cpac
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27 febbraio 2021
22:15
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Lo show può cominciare. E’ quello del gran ritorno sulla scena politica di Donald Trump, che salendo sul palco dell’Hyatt Regency di Orlando per chiudere i lavori della Conferenza dei conservatori americani (Cpac) è pronto a lanciare un messaggio inequivocabile: il leader sono ancora io.
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Tutti sono avvertiti, dai repubblicani che vorrebbero sbarazzarsi di lui ai democratici che continua a pensare gli abbiano rubato le elezioni, con Joe Biden visto più che mai come un usurpatore alla Casa Bianca. Così The Donald, che non appare in pubblico dal 20 gennaio scorso, quando lasciò 1600 Pennsylvania Avenue poche ore prima del giuramento di Biden, è pronto a riprendersi il partito.
E a lanciare la New America First Agenda, dettando i temi su cui costruire la piattaforma che consenta ai repubblicani sia di riguadagnare terreno in Congresso con le elezioni di metà mandato del 2022, sia di riconquistare la presidenza nel 2024. Quando a correre potrebbe esserci ancora una volta lui. Immigrazione, sicurezza pubblica e commercio sono le priorità indicate nell’intervento di Trump che, come per ogni star che si rispetti, parlerà alla fine dei lavori del Cpac, poco prima del tradizionale ‘presidential straw poll’ in cui i partecipanti sono chiamati a indicare chi è il candidato presidenziale preferito. E c’è chi già prevede una maggioranza bulgara, una votazione che lascerà poco spazio alle ambizioni di altri possibili concorrenti. Alcuni di questi ultimi hanno dato forfait, assenti eccellenti come l’ex vicepresidente Mike Pence, il senatore Mitt Romney o l’ex ambasciatrice all’Onu Nikki Haley. Ci sono invece i fedelissimi, tra cui l’ex segretario di Stato Mike Pompeo, mentre a Donald Junior è stato affidato il compito di scaldare i motori in vista dell’arrivo del padre.
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Congo: l’ambasciata avvisò il governo del viaggio a Goma
Il ministero dell’Interno negò di sapere che Attanasio fosse lì
APPROFONDIMENTO
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27 febbraio 2021
17:56
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Il 15 febbraio l’ambasciata italiana a Kinshasa informò con la nota verbale Prot. n. 219 il ministero degli Esteri del Congo dell’imminente viaggio nella regione di Goma dell’ambasciatore italiano Luca Attanasio, e che il viaggio si sarebbe svolto dal 19 al 24 febbraio. Del documento, che circola da ieri sui social media, è stata confermata l’autenticità da fonti qualificate. Dopo l’uccisione di Attanasio e Iacovacci, il ministero congolese dell’Interno aveva detto che né i servizi di sicurezza né le autorità locali avevano potuto garantire la sicurezza del convoglio, per mancanza di informazioni sulla loro presenza.
Nella nota verbale, ricevuta e timbrata dal ministero degli Esteri congolese lo stesso 15 febbraio, si chiede alle autorità del Congo di autorizzare l’accesso dell’ambasciatore Luca Attanasio, del console Alfredo Bruno Russo e del carabiniere Vittorio Iacovacci all’aeroporto internazionale di Ndjili, il principale scalo di Kinshasa, da cui sarebbe partito il viaggio e dove i tre italiani avrebbero dovuto fare ritorno il 24 febbraio. Il motivo del viaggio indicato nel documento è una visita alla comunità italiana di Goma e Bukavu, città a circa 200 chilometri a sud di Goma.
Il ministero degli Esteri congolese, attraverso la propria direzione nazionale del protocollo di Stato, conferma di avere aver ricevuto il 15 febbraio la nota con cui l’ambasciata italiana li informava del viaggio a Goma dell’ambasciatore Luca Attanasio. Ma – secondo un documento intestato e timbrato dallo stesso ministero con data di oggi, reso pubblico da un giornalista di Rfi – nel medesimo giorno Attanasio avrebbe “fatto visita al direttore del Protocollo di Stato per comunicargli che il viaggio non avrebbe più avuto luogo e che sarebbe stata comunicata una seconda nota a riguardo”.
La direzione, si legge ancora nel documento, è quindi “rimasta stupita nell’apprendere dai social media che l’ambasciatore era stato assassinato, mentre attendeva la nota che doveva annullare la prima”. Il documento del ministero degli Esteri sottolinea inoltre come l’attentato sia avvenuto lungo la strada che da Goma porta a Rutshuru, a nord, un itinerario non menzionato nella nota verbale dell’ambasciata, che non entra nei dettagli del viaggio di cinque giorni ma menziona soltanto le destinazioni di Goma e Bukavu. Sempre secondo il documento del ministero di Kinshasa, l’antenna del protocollo di Stato congolese non avrebbe mai visto imbarcarsi Attanasio all’aeroporto di Ndjili.
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Nigeria: liberati 42 ostaggi rapiti a scuola 10 giorni fa
Ieri altre 317 studentesse sequestrate in un attacco simile
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LAGOS
27 febbraio 2021
11:10
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Sono stati liberati i 42 ostaggi – tra cui 27 ragazzi, 3 insegnati e 12 familiari – che erano stati sequestrati 10 giorni fa in un attacco a un collegio a Kagara, nello Stato nigeriano del Niger, nell’ovest del Paese. Lo ha annunciato il governatore dello Stato, Abubakar Sani Bello, su Twitter.
Appena ieri altre 317 ragazze sono state rapite da uomini armati in un attacco simile contro una scuola nello Stato di Zamfara, nel nordovest del Paese.
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Russia: sondaggio, 48% dei russi vuole Putin oltre il 2024
Il 40% invece si dice contrario a un altro mandato
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MOSCA
27 febbraio 2021
11:29
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La metà circa dei russi (48%) vorrebbe vedere Vladimir Putin come presidente della Russia dopo il 2024. Il 41% invece non lo vorrebbe.
È quanto emerge da un sondaggio del centro demoscopico indipendente Levada Center, sottolineando che il cambiamento dei dati, rispetto all’analisi dell’anno scorso, è avvenuto “entro il margine di errore statistico”: nel 2020 infatti il 46% sosteneva un altro mandato, il 40% no.
Tra i giovani (18-24 anni), invece, più della metà (57%) non vorrebbe vedere Putin come presidente dopo il 2024 (ma il 31% sì).
Tra le ragioni più frequenti per cui si vorrebbe vedere Putin alla presidenza dopo il 2024 ci sono “il riconoscimento dei suoi servizi al Paese (30%), il riconoscimento del merito personale (25%) e la buona politica estera (19%)”.
Più della metà (53%) di coloro che “non vogliono” Putin al Cremlino dopo il 2024 intendono votare per un altro candidato alle elezioni. Un altro 30% non ha intenzione di recarsi alle urne. Il 7% è in vena di azioni di protesta, e il 5% lascerà il Paese.
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Cuba: dissidente prelevato a casa dalla polizia
José Daniel Ferrer era ai domiciliari, ora risulta scomparso
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HAVANA
27 febbraio 2021
11:08
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Il principale dissidente cubano, José Daniel Ferrer, già agli arresti domiciliari, è stato prelevato ieri dalla sua abitazione di Santiago de Cuba dalla polizia: lo ha reso noto Zaqueo Baez, vice coordinatore nazionale dell’organizzazione di opposizione Unione patriottica di Cuba (Unpacu).
“Hanno arrestato arbitrariamente José Daniel Ferrer, leader dell’Unpacu, e attualmente risulta scomparso”, ha detto il dirigente dell’Unpacu, che è vietata dal governo.
Ferrer, uno dei dissidenti più in vista del Paese, che ha scelto di rimanere a Cuba piuttosto che andare in esilio, era stato condannato e incarcerato nel 2003 per aver chiesto riforme politiche democratiche. Dopo il suo rilascio nel 2011, su pressione della Chiesa cattolica, aveva formato l’Unpacu.
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Georgia: tende davanti al Parlamento, Melia venga liberato
Opposizione alza la voce. Ma il governo, gente non è con loro
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MOSCA
27 febbraio 2021
11:33
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Gli attivisti dell’opposizione georgiana, che ieri sono arrivati nella capitale Tbilisi dalle regioni, hanno montato 11 tende in una piccola piazza fuori dal palazzo del Parlamento, dove hanno passato la notte.
“Le tende fuori dal Parlamento fanno parte della nostra lotta contro il regime avversario del popolo.
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È il nostro diritto legittimo di esprimere la protesta. Se necessario, monteremo le tende anche in mezzo al viale Rustaveli”, ha detto Zaal Udumashvili, uno dei leader del partito di opposizione Movimento Nazionale Unito.
La polizia, dal canto suo, non interferisce ancora con le attività degli attivisti dell’opposizione ma non permette loro di montare le tende nella zona trafficata di viale Rustaveli.
Ieri i leader e i sostenitori dell’opposizione hanno tenuto una rumorosa (ma piccola) manifestazione nel centro di Tbilisi.
Secondo varie stime, da 1.000 a 2.000 persone vi hanno preso parte. I manifestanti hanno chiesto che il presidente del Movimento Nazionale Unito, Nikanor Melia, sia rilasciato e che siano fissate nuove elezioni parlamentari.
I leader dell’opposizione hanno detto che le autorità devono soddisfare le loro richieste nelle prossime due settimane, altrimenti le proteste diventeranno più radicali. Gli attivisti piantano picchetti fuori dagli edifici del Parlamento, della Cancelleria di Stato, del Ministero degli Interni e del tribunale. I rappresentanti del partito di governo Sogno Georgiano, a loro volta, hanno detto che i manifestanti a Tbilisi sono dirigenti e attivisti dei partiti di opposizione e non sono sostenuti dai cittadini comuni. Lo riporta Interfax.
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Birmania: ancora proteste, polizia spara proiettili gomma
Ambasciatore all’Onu lancia appello all’azione contro la giunta
(2)
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YANGON
27 febbraio 2021
14:49
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La polizia birmana ha sparato oggi proiettili di gomma per disperdere i manifestanti a Yangon (ex Rangoon), dopo che ieri l’ambasciatore del Paese asiatico presso le Nazioni Unite (Onu) ha rotto i ranghi e lanciato un accorato appello all’azione contro la giunta militare.
La Birmania è scossa da un’ondata di proteste a favore della democrazia da quando il golpe dell’esercito ha rovesciato la leader civile Aung San Suu Kyi l’1 febbraio.
Non è chiaro se siano stati usati anche proiettili veri nelle repressioni di stamani.
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Lady Gaga piange di gioia per il ritrovamento dei cani
Koji e Gustav illesi in commissariato, le indagini proseguono
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NEW YORK
27 febbraio 2021
19:09
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I due bulldog di Lady Gaga sono di nuovo a casa. Gustav e Koji stanno bene e la loro padrona, a Roma sul set del nuovo film di Ridley Scott sull’omicidio di Maurizio Gucci, è scoppiata a piangere dalla gioia.
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Anche Ryan Fischer, il dog-walker che mercoledì sera era rimasto vittima del sequestro a mano armata, si sta riprendendo in ospedale. I cani sono stati portati a un commissariato di polizia a Los Angeles da una donna che non è stata identificata “per proteggere la sua sicurezza e perché le indagini sono ancora in corso”. I sequestratori sono ancora latitanti.
Da Roma, dove l’aveva raggiunta la notizia, Gaga aveva subito offerto 500 mila dollari a chi avesse ritrovato due dei suoi adorati “pets”. I rapitori non erano riusciti a mettere le mani su un terzo bulldog, Miss Asia, che la polizia, accorsa sul luogo del delitto, aveva consegnato a una guardia del corpo della popstar.
Sono intanto emersi nuovi elementi sul sequestro: due uomini di colore sui 20-25 anni, usciti da una berlina bianca a quattro porte, avrebbero avvicinato il dog-walker su North Sierra Bonita, non lontano da Sunset Boulevard, e chiesto di “consegnare i cani” puntandogli addosso un’arma da fuoco semiautomatica. Fischer aveva opposto resistenza. Erano partiti due colpi, uno dei quali aveva raggiunto il giovane al petto.
Ryan è ancora in ospedale in condizioni “gravi ma stabili” e considerato a questo punto fuori pericolo.
La donna che ha riconsegnato i cani non avrebbe nulla a che fare con il sequestro, ha detto il capitano Jonathan Tippett della squadra d’elite Rapine e Omicidi del Los Angeles Police Department.
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Usa varano ‘Khashoggi ban’ contro chi persegue dissidenti
Media: ‘Già individuate 76 persone’
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WASHINGTON
26 febbraio 2021
20:09
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Il Dipartimento di Stato Usa vara la cosiddetta ‘Khashoggi policy’ o ‘Khashoggi ban’ per punire tutte le persone che, agendo in nome di un governo, si pensa abbiano direttamente partecipato o partecipino in attività contro i dissidenti “gravi e di natura extraterritoriale”. Lo riporta l’agenzia Bloomberg.
L’amministrazione Usa avrebbe già identificato 76 persone che potrebbero essere sanzionate. Tra le misure il ritiro o la restrizione dei visti.
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Rapporto 007 Usa, Mbs reputava Khashoggi minaccia a regno
Rapporto elenca 21 persone coinvolte in omicidio
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WASHINGTON
26 febbraio 2021
19:36
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Il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman vedeva il giornalista dissidente Jamal Khashoggi come una minaccia al regno e sostenne ampiamente l’uso della violenza, se necessaria, per metterlo a tacere: lo afferma un rapporto dell’intelligence Usa diffuso oggi dall’amministrazione Biden. Nel rapporto sono citate anche 21 persone che gli 007 americani ritengono con “alta fiducia” complici o responsabili per la morte del giornalista dissidente per conto di bin Salman.
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Usa, bin Salman autorizzò il blitz per uccidere Khashoggi
Diffuso il rapporto dell’intelligence americana
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WASHINGTON
26 febbraio 2021
19:17
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Il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman ha “autorizzato” un’operazione per “catturare o uccidere” il giornalista dissidente Jamal Khashoggi. Lo afferma un rapporto dell’intelligence Usa diffuso oggi dall’amministrazione Biden dopo averlo declassificato, secondo quanto riferito dai media americani.
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Casa Bianca, aperti a dialogo con Iran ma sanzioni restano
Lo ha detto il portavoce della Casa Bianca
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WASHINGTON
26 febbraio 2021
19:15
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Gli Usa restano aperti ad una discussione diplomatica con l’Iran ma non faranno passi per allentare le sanzioni: lo ha detto la portavoce della Casa Bianca parlando con i giornalisti a bordo dell’Air Force One.
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Casa Bianca, il rapporto su Khashoggi sarà pubblicato oggi
Lo ha reso noto la Casa Bianca
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WASHINGTON
26 febbraio 2021
19:11
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L’atteso rapporto dell’intelligence Usa sull’assassinio del dissidente saudita Jamal Khashoggi sarà pubblicato nella giornata di oggi. Lo ha reso noto la Casa Bianca.
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Cnn, ci fu strage di cristiani a santuario Tigré a novembre
Testimoni confermano eccidio Maryam Dengelat. Forse 150 morti
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27 febbraio 2021
21:58
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In un reportage sul suo sito, per il quale sono stati intervistati numerosi superstiti e testimoni, e visionati filmati e foto, la Cnn conferma le notizie – diffuse in Italia da Aiuto alla chiesa che soffre (Acs) a fine gennaio – di una strage di cristiani ortodossi compiuta da militari eritrei presso il santuario di Maryan Dengelat, nella regione etiopica del Tigrè, dove il 30 novembre scorso i fedeli si erano radunati per la festività di Tsion Maryam.
Tra le vittime, riferisce la Cnn citando le drammatiche testimonianze, “preti, anziani, donne intere famiglie ed un gruppo di ragazzi di una scuola di catechismo, alcuni di soli 14 anni”.
Il numero di vittime è incerto ma si parla di circa 150 persone uccise.
