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Tempo di lettura: 26 minuti

Ultimo aggiornamento 10 Aprile, 2021, 14:43:13 di Maurizio Barra

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DALLE 12:21 DI VENERDì 09 APRILE 2021

ALLE 14:43 DI SABATO 10 APRILE 2021

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Gb: Irlanda del Nord, sale a 74 bilancio agenti contusi
In sette notti di disordini settari. Ieri usati cannoni ad acqua
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LONDRA
09 aprile 2021
12:21
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E’ di altri 19 poliziotti feriti o contusi il bilancio dei disordini scoppiati ieri sera a Belfast – per il settimo giorno di fila in Irlanda del Nord – sullo sfondo di una ripresa di tensioni settarie alimentate dapprima da gruppi di giovani attivisti ultrà delle comunità unioniste-monarchico-protestanti e poi anche di quelle nazionaliste-repubblicane-cattoliche. Lo ha reso noto la Psni, la polizia locale, indicando ora un totale di 74 agenti ricoverati o medicati in ospedale nel corso della settimana.

Gli incidenti – innescati dalle contestazioni unioniste contro la decisione della polizia di non perseguire centinaia di attivisti e dirigenti repubblicani che il mese scorso avevano presenziato al funerale di un ex leader politico della guerriglia dell’Ira in violazione delle restrizioni Covid, ma anche dalle fibrillazioni del dopo Brexit – hanno suscitato reazioni estremamente allarmate; per quanto siano ancora relativamente circoscritti nei numeri e non abbiamo avuto conseguenze fatali.
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Gb: è morto a 99 anni il principe Filippo
A fianco della regina per 73 anni, uscito di recente da ospedale
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LONDRA
09 aprile 2021
13:12
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E’ morto il principe Filippo, 99enne consorte della regina Elisabetta, dimesso di recente dopo alcune settimane in ospedale a Londra a causa di una non meglio precisata infezione – non legata al Covid – cui si erano aggiunti problemi al cuore. Lo ha annunciato la regina in una nota diffusa da Buckingham in cui la sovrana esprime “profonda tristezza” per la perdita “dell’amato marito”.
Inossidabile punto di riferimento della corte britannica per decenni, il duca di Edimburgo aveva celebrato a novembre i 73 anni di matrimonio con la quasi 95enne Elisabetta II. Avrebbe compiuto 100 anni a giugno.
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Gb: la regina Elisabetta piange ‘l’amato consorte’
‘Spirato pacificamente stamattina nel castello di Windsor’
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LONDRA
09 aprile 2021
13:28
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Poche righe toccanti per esprimere il dolore di una perdita dopo 73 anni di vita insieme: così la regina Elisabetta II ha annunciato oggi la morte del principe consorte Filippo di Edimburgo, nato a Corfù il 10 giugno 1921 e scomparso a 2 mesi dal traguardo del compleanno numero 100. “E’ con profonda tristezza – vi si legge – che Sua Maestà la Regina annuncia la morte del suo amato marito, Sua Altezza Reale il Principe Filippo, Duca di Edimburgo, spirato pacificamente stamattina nel Castello di Windsor.
Ulteriori annunci saranno dati a tempo debito. La Famiglia Reale si unisce alle persone che nel mondo sono in lutto per la perdita”.
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Cremlino, in Ucraina si rischia di tornare a guerra civile
‘Siamo davanti ad atti provocatori lungo la linea di contatto’
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MOSCA
09 aprile 2021
13:43
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Il Cremlino vede una possibile minaccia di ripresa di una guerra civile in Ucraina. “Siamo davanti ad atti provocatori lungo la linea di contatto.
Sono le forze armate dell’Ucraina che hanno intrapreso un percorso verso l’escalation di questi atti provocatori, e stanno continuando questa politica. Queste provocazioni tendono a intensificarsi.
Tutto questo sta creando una potenziale minaccia per la ripresa di una guerra civile in Ucraina”. Lo ha detto il portavoce Dmitry Peskov, citato da Interfax.
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Mosca, l’Ucraina provoca, c’è il rischio di una guerra civile
Merkel chiede a Putin di ridurre le truppe russe al confine ma il Cremlino ribatte: “All’interno della Russia muoviamo le truppe come vogliamo”
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MOSCA
09 aprile 2021
14:03
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Il Cremlino vede una possibile minaccia di ripresa di una guerra civile in Ucraina. “Siamo davanti ad atti provocatori lungo la linea di contatto.
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Sono le forze armate dell’Ucraina che hanno intrapreso un percorso verso l’escalation di questi atti provocatori e stanno continuando questa politica. Queste provocazioni tendono a intensificarsi. Tutto questo sta creando una potenziale minaccia per la ripresa di una guerra civile in Ucraina” ha detto il portavoce Dmitry Peskov, citato da Interfax.
“Abbiamo preso nota della dichiarazione del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che ieri ha visitato il Donbass e ha detto che l’adesione del paese alla Nato avrebbe presumibilmente aiutato a porre fine al conflitto nella regione. Tuttavia, contrariamente alle aspettative di Kiev, la potenziale adesione alla Nato non solo non porterà la pace in Ucraina ma, al contrario, porterà a un aumento su larga scala delle tensioni nel sud-est, causando forse conseguenze irreversibili per la tenuta dello Stato ucraino”. Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, citata dalla Tass. “Chiediamo ancora una volta alle autorità di Kiev di adottare un approccio responsabile e di iniziare finalmente ad attuare gli obblighi previsti dal pacchetto di misure di Minsk”, ha aggiunto Zakarova sottolineando che la situazione nel Donbass rimane complicata e tende a peggiorare a causa delle “intenzioni bellicose di Kiev, ancora guidata dall’illusione che ci possa essere una soluzione militare al conflitto nel sud-est del paese”. “Truppe ed equipaggiamenti militari vengono dispiegati nella regione e i piani di mobilitazione vengono aggiornati”, ha osservato. “I media ucraini stanno fomentando l’isteria basata sul mito della minaccia russa, sostenendo che Mosca ha intenzione di attaccare l’Ucraina nel prossimo futuro. Gli sponsor occidentali di Kiev sostengono apertamente la maggior parte degli sviluppi”, ha detto ancora Zakharova. Zelensky ha detto martedì che l’unico modo per porre fine alla guerra nel Donbass è che l’Ucraina si unisca alla Nato.
Intanto, Vladimir Putin ha dato “le necessarie spiegazioni” ad Angela Merkel: “Siamo liberi di spostare le nostre forze armate, qualsiasi unità sul territorio della Russia a nostra discrezione”. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, dopo che in una conversazione telefonica la Cancelliera tedesca aveva chiesto a Putin “la riduzione” del rafforzamento delle truppe russe nei pressi dei confini con l’Ucraina. Lo riporta l’agenzia Interfax. “In questo momento purtroppo – ha proseguito Peskov – l’Ucraina si sta trasformando di nuovo in una regione potenzialmente molto instabile e naturalmente qualsiasi Paese che ha presso i suoi confini una regione instabile, pericolosa ed esplosiva, adotta misure necessarie a garantire la propria sicurezza”.
Mosca, poi, dice di essere “preoccupata per l’aumento delle attività degli stati non costieri, compresi alcuni paesi della Nato, nel Mar Nero”. Lo ha detto il vice ministro degli Esteri russo Alexander Grushko. “Siamo preoccupati di aver osservato un aumento delle attività degli stati non costieri nel Mar Nero; il numero d’ingressi dei Paesi della Nato e la durata della presenza delle navi da guerra è aumentata”, ha aggiunto Grushko a Interfax, commentando le notizie secondo cui gli Stati Uniti hanno notificato alla Turchia che due navi da guerra hanno intenzione di passare presto attraverso il Bosforo verso il Mar Nero.
E nel frattempo proprio una delegazione americana guidata dalla responsabile militare dell’ambasciata Usa a Kiev, colonnello Brittany Stewart, ha visitato la zona delle operazioni ucraine nel Donbass e le unità ucraine impegnate lungo linea di contatto: lo riporta l’agenzia Interfax citando il centro stampa del quartier generale ucraino. “Il governo degli Usa – ha detto Stewart secondo I’agenzia Interfax – è profondamente preoccupato per la situazione che si sta sviluppando attorno ai confini con l’Ucraina e appoggia in ogni modo la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina”.
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Etiopia: oltre 300 persone uccise in scontri etnici a marzo
In Regione degli Amhara, 369 i feriti e 1.539 le case bruciate
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ADDIS ABEBA
09 aprile 2021
14:24
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Sono state oltre 300 le persone uccise in violenze di matrice etnica che hanno avuto luogo in Etiopia per alcuni giorni dello scorso mese di marzo, come ha riferito un funzionario del governo federale. Si tratta di un ulteriore segnale d’instabilità in vista delle elezioni previste a giugno.

“Le nostre conclusioni mostrano che il numero delle vittime è pari a 303, i feriti sono 369 e ammontano a 1.539 le case bruciate”, ha detto Endale Haile, mediatore capo dell’Etiopia, riferendosi agli scontri nello Stato regionale degli Amhara.
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Siria: media, first lady curata dal cancro grazie a Usa
‘Nel contesto di negoziati su rilascio di ostaggi Usa a Damasco’
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09 aprile 2021
14:34
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Fa scalpore in queste ore in Siria la notizia, proveniente da media americani e ripresa da media siriani, secondo cui Asma al Assad, la moglie del presidente siriano Bashar al Assad, abbia ricevuto cure grazie all’intervento degli Stati Uniti per combattere tra il 2018 e il 2019 un tumore al seno.
Emerge da una serie di rivelazioni pubblicate sulla stampa statunitense, finora non confermate né smentite dalla presidenza siriana e che confermano quanto era apparso già in autunno scorso circa i tentativi della precedente amministrazione Usa, guidata da Donald Trump, di ottenere il rilascio di almeno due cittadini americani da anni tenuti in ostaggio da Damasco: Austin TIce e Majd Kamalmaz.
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Nei mesi scorsi si era esplicitamente citata la mediazione dell’influente capo dei servizi di sicurezza libanesi, il generale Abbas Ibrahim, indicato come vicino agli Hezbollah libanesi e all’Iran, come principale interlocutore degli Stati Uniti per il dossier siriano.
Nelle recenti rivelazioni non si cita in Libano ma soltanto un non meglio nominato “paese alleato” degli Stati Uniti. Questo Paese avrebbe fatto da tramite per inviare a Damasco segnali della buona volontà di Washington nel procedere nelle trattative.
In questo ambito, la first lady siriana, titolare di passaporto britannico, avrebbe ricevuto cure mediche di primo livello, grazie all’intervento statunitense, nella sua lotta contro il cancro.
Asma al Assad aveva annunciato la malattia nel 2018 e un anno dopo aveva annunciato la guarigione. Non è chiaro quando e dove la first lady abbia ricevuto il sostegno terapeutico statunitense.
Le trattative segrete tra Damasco e Washington, apparentemente fallite a causa di quelle che vengono definite eccessive richieste siriane, erano state rese note soltanto nell’estate del 2020. E, secondo le fonti, sono proseguite fino all’autunno scorso, alla vigilia delle elezioni presidenziali di novembre.
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Emirati: Onu, ‘molto preoccupati per la principessa Latifa’
‘Non abbiamo ancora ricevuto una prova che sia in vita’
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09 aprile 2021
14:36
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L’ Alto Commissario Onu per i diritti umani venerdì si è detto molto preoccupato per il destino della principessa Latifa, la figlia del sovrano di Dubai che afferma di essere trattenuta contro la sua volontà e teme per la sua vita, e non ha ancora ricevuto alcuna prova che sia ancora in vita come chiesto ripetutamente.
“Siamo molto preoccupati” per la sorte di Latifa e di sua sorella Shamsa, ha detto Marta Hurtado, portavoce dell’Alto Commissariato, rispondendo a una domanda durante un briefing a Ginevra e precisando che l’Alto Commissariato non ha ancora ricevuto una “prova che sia in vita”.
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Tra l’Alto Commissariato e i rappresentanti degli Emirati ci sono stati contatti a Ginevra – ha riferito Hurtado – ed è stato concordato in linea di principio un incontro per discutere il destino della principessa Latifa e di sua sorella, ma nessuna data è stata ancora fissata.
L’Onu ha dichiarato il 19 febbraio di aver chiesto agli Emirati Arabi Uniti prove dell’esistenza in vita della principessa 35enne, figlia di Mohammed ben Rached al-Maktoum, leader dell’Emirato di Dubai e Primo Ministro degli Emirati Arabi Uniti. La donna aveva tentato senza successo di fuggire in barca nel 2018, prima di essere riportata indietro. La Bbc ha diffuso dei video in cui dice di essere rinchiusa in una “villa trasformata in prigione” con finestre chiuse e sorvegliata dalla polizia. Secondo l’emittente britannica, i video sono stati girati circa un anno dopo il suo tentativo di fuga. Lo stesso 19 febbraio, l’Ambasciata degli Emirati Arabi Uniti a Londra ha rilasciato una dichiarazione affermando che: “La sua famiglia ha confermato che Sua Altezza è assistita a casa sua, sostenuta dalla sua famiglia e da professionisti medici. Le sue condizioni continuano. migliorare e speriamo che riprenda la vita pubblica a tempo debito”.
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Biden cancella i fondi per il muro di Trump
Nel bilancio 2022 dirottati anche fondi inutilizzati per l’opera
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WASHINGTON
09 aprile 2021
18:49
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Nella manovra di bilancio messa a punto per il 2022 il presidente americano Joe Biden cancella i fondi a favore della costruzione del muro ai confini tra Usa e Messico, compresi quelli già approvati dall’amministrazione Trump per la costruzione dell’opera e rimasti ancora inutilizzati.

L’obiettivo confermato dall’amministrazione Biden, dunque, è quello di combattere le cause dell’immigrazione alle radici, e non quello di scoraggiarla attraverso misure repressive.
Il presidente americano chiede comunque 1,2 miliardi di dollari per la sicurezza dei confini.
Complessivamente la manovra proposta prevede una spesa di oltre 1.500 miliardi di dollari. Ben 770 miliardi di dollari sono quelli richiesti per spese che non siano legate alla difesa, come sanità, istruzione, lotta ai cambiamenti climatici, lotta alla povertà. Le spese per la difesa richieste ammontano a 753 miliardi di dollari.  POLITICA   ECONOMIA

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Covid: nuovo record in Cile, oltre 9 mila casi in 24 ore
Ministro Salute, ‘è un momento critico’.Terapie intensive al 95%
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09 aprile 2021
18:54
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Non si ferma l’ondata di contagi di coronavirus in Cile, dove oggi è stato registrato un nuovo record di casi giornalieri, con 9.171 positivi rilevati nelle ultime 24 ore. Lo ha riferito il ministero della Salute nel suo bilancio quotidiano sulla pandemia, riportato dal sito del quotidiano La Tercera.
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Con queste nuove infezioni, il Paese sudamericano ha raggiunto un totale di 1.060.421 infezioni dall’inizio della pandemia, in un’emergenza che non mostra miglioramenti nonostate la campagna di vaccinazione abbia raggiunto oltre 7,2 milioni di persone immunizzate.
Nelle ultime 24 ore, il Dipartimento di statistica e informazione sanitaria Deis ha registrato 129 nuovi decessi per coronavirus, per un totale di 24.108 morti rilevate da marzo 2020.
Il ministero della Salute ha riferito che l’occupazione dei letti di terapia intensiva ha raggiunto il 94,91% sul totale di 4.103 posti abilitati su tutto il territorio nazionale. Sono attualmente occupati 3.894 posti letto, di cui 3.075 per pazienti Covid.
“Questa situazione ci preoccupa molto, stiamo vivendo un momento critico nell’evoluzione della pandemia”, ha dichiarato il ministro della Salute Enrique Paris, commentando i dati. “La parola chiave è prevenire, evitare di entrare nei reparti di terapia intensiva, e anche rispettare la quarantena, ridurre la mobilità”, ha aggiunto.
“Lancio un appello all’unità della nazione, ad essere coerenti con ciò che tanto predichiamo. Dobbiamo proteggere noi stessi, perché facendolo proteggiamo i nostri cari, la nostra famiglia”, ha sottolineato.
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Italiani scomparsi in Messico, 50 anni di carcere ai due agenti coinvolti
Appello di Francesco Russo: “Se lo sapete diteci dove sono”
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NAPOLI
09 aprile 2021
22:59
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Il Tribunale dello stato messicano di Jalisco (sesto distretto giudiziario) ha inflitto a 50 anni di carcere a Salomon Adrian Ramos Silva ed Emilio Martines Garcia, i due poliziotti ritenuti colpevoli della “sparizione forzata” di Antonio Russo e Vincenzo Cimmino, due dei tre italiani scomparsi in Messico il 31 gennaio 2018.
Per i giudici sono pienamente colpevoli del reato contestato in concorso con altri pubblici ufficiali tra i quali il comandate della polizia locale e il suo vice.
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I due poliziotti sono stati anche interdetti dai pubblici uffici. La decisione giunge a distanza di una settimana dal riconoscimento di colpevolezza pronunciato lo scorso 3 aprile.
Nessuna notizia di Linda Guadalupe Arroyo, la poliziotta imputata fuggita durante la scorsa udienza, in occasione di una pausa. Gli inquirenti Sonia Alvarez Cisneros, Jaime Navarro Hernandez, Jorge Vejar Villa e Manuel Alejandro Gutierrez Banuelos della Fiscalia, la magistratura inquirente messicana, hanno chiesto al giudice di condannare i due agenti a 60 anni di carcere, a un risarcimento di un milione di peso e all’interdizione dei pubblici uffici. La difesa degli imputati invece ha chiesto pene più lievi per gli agenti che, è stato sottolineato, non facevano altro che eseguire ordini superiori.
I pm hanno sottolineato, durante la requisitoria, che la richiesta della pena massima è motivata dal fatto che gli agenti era pienamente consapevoli del crimine che stavano commettendo.
Per la Fiscalia, inoltre, Antonio e Vincenzo, così come anche Raffaele Russo (difesi dall’avvocato Claudio Falleti), di cui si persero le tracce diverse ore prima del figlio e del nipote, sono tuttora classificati come “desaparecidos” e per questo motivo le ricerche continueranno. Dopo la requisitoria ha preso la parola Francesco Russo (in video collegamento da Napoli, insieme con l’avvocato Luigi Ferrandino), il quale ha pregato gli inquirenti di chiedere un ultima volta agli agenti condannati di dire, qualora lo sapessero, dove si trovano Raffaele e Antonio Russo e Vincenzo Cimmino.   CRONACA

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Gibuti: Guelleh rieletto presidente per la quinta volta
Secondo i risultati provvisori ha ottenuto il 98,5% dei voti
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10 aprile 2021
02:47
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Il presidente uscente Ismaël Omar Guelleh è stato rieletto per il quinto mandato alla guida del Gibuti con il 98,58% dei voti. Lo si apprende dai primi risultati provvisori diffusi dal ministro dell’Interno Moumin Ahmed Cheick.
“Il presidente Ismaël Omar Guelleh ha ottenuto 167.535 voti, pari al 98,58% – ha detto -. Sono i risultati provvisori degli scrutini delle elezioni presidenziali del 9 aprile 2021”.
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Trump appoggia Rubio in Florida per il senato
Dopo averlo preso in giro ne loda impegno. Passo indietro Ivanka
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NEW YORK
09 aprile 2021
16:17
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Donald Trump appoggia Marco Rubio per il senato nel 2022. Dopo averlo preso in giro durante la campagna elettorale del 2016, l’ex presidente lo loda per il suo impegno in Florida.
Ivanka Trump ha accarezzato l’ipotesi di candidarsi in Florida per il Senato ma nei mesi scorsi ha fatto un passo indietro e ha chiamato Rubio per comunicargli che non lo avrebbe sfidato.
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Turchia: Michel e Von der Leyen non si sono ancora parlati
Nessuna telefonata in programma tra i due
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BRUXELLES
09 aprile 2021
19:30
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I presidenti del Consiglio e della Commissione europea, Charles Michel e Ursula Von der Leyen, non si sono ancora parlati, a tre giorni dal sofagate di Ankara. Per il momento non sono previste telefonate, secondo quanto si apprende a Bruxelles.
Ieri in un’intervista alla tv belga LN, Michel aveva detto di aver provato a raggiungere von der Leyen al telefono, e pensava di riuscire a parlarci in serata.
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Grecia: ucciso giornalista ad Atene
Giorgos Karaïvaz era specializzato in inchieste criminali
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ATENE
09 aprile 2021
16:43
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Un giornalista specializzato in inchieste criminali è stato ucciso ad Atene davanti alla sua casa. Lo riferisce la polizia greca.
Giorgos Karaïvaz, giornalista della televisione privata greca Star, è stato ucciso da colpi d’arma da fuoco ed “è morto sul colpo”, ha detto un funzionario dell’ufficio stampa della polizia di Atene. L’agguato al giornalista, specializzato in procedimenti penali, è avvenuto davanti alla sua casa ad Alimos, alla periferia sud di Atene.
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Marò: Corte India, il caso si chiude con risarcimento da 1 milione
Media, le famiglie dei pescatori accettano la proposta di indennizzo dall’Italia
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09 aprile 2021
16:55
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Si sta per chiudere anche davanti alla Corte suprema indiana il caso dei due marò, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, dopo la decisione finale a luglio scorso dell’arbitrato internazionale. Secondo Asia news, l’Alta Corte ha stabilito che il dossier sarà chiuso quando lo Stato italiano avrà versato su un conto del ministero degli Esteri di Delhi 100 milioni di rupie (circa 1,1 milioni di euro) come risarcimento.
Le famiglie dei pescatori hanno infatti accettato l’indennizzo e la somma di denaro si aggiunge a quella già versata in passato dall’Italia per circa 245 mila euro.
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Turchia, ‘Se Draghi cerca dittatura guardi alla storia d’Italia’
Da Ankara replica al premier del vice di Erdogan
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09 aprile 2021
21:24
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Duro scontro fra Italia e Turchia dopo le frasi del premier Draghi che, commentando il ‘sofagate’ ai danni della presidente della Commissione Ue Ursula Von der Leyen, ha definito il presidente turco Erdogan “un dittatore”. Ankara ha convocato l’ambasciatore italiano ed ha chiesto che “queste brutte e sfacciate affermazioni” siano “immediatamente ritirate”.
Il vicepresidente turco Fuat Oktay replica direttamente a Draghi: “Se vuole vedere cosa sia una dittatura, deve guardare alla storia recente” del suo Paese “e lo vedrà molto chiaramente”.

“La Turchia è un Paese che ha un parlamento eletto e un presidente eletto, verso il quale nutriamo una serie di preoccupazioni e con il quale cooperiamo in molti settori. Si tratta di un quadro complesso ma non spetta all’Ue qualificare un sistema o una persona”. Lo ha detto un portavoce della Commissione Ue rispondendo alla domanda se Bruxelles condivida il giudizio del premier Mario Draghi che ha definito Erdogan un dittatore. Le preoccupazioni nutrite dall’Ue verso Ankara, ha aggiunto, “riguardano la libertà di espressione, i diritti fondamentali, la situazione del sistema giudiziario”.
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Cina: maxi-multa da 2,78 miliardi ad Alibaba
Autorità contestano abuso di posizione dominante
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
10 aprile 2021
04:07
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Le autorità cinesi hanno sanzionato il gigante dell’e-commerce Alibaba con una maxi-multa da 18,2 miliardi di yuan (pari a 2,78 miliardi di dollari) per abuso di posizione dominante. Lo hanno annunciato i media di Pechino.
La multa fa seguito all’inchiesta avviata nei confronti dell’azienda a dicembre, secondo quanto riferito da Nuova Cina.
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Esperimento di Musk, scimmia gioca ai videogame col pensiero
All’animale impiantata un’interfaccia cerebrale della Neuralink
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SAN FRANCISCO
10 aprile 2021
09:02
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Il sogno di Elon Musk di unire cervelli e computer sembra avvicinarsi di un passo alla sua realizzazione: un video pubblicato su YouTube dalla sua startup californiana Neuralink mostra un macaco dotato di un impianto neurale mentre gioca al videogame Pong usando solo il pensiero per muovere le barre che simulano sullo schermo le racchette da ping-pong.
“Una scimmia sta letteralmente giocando a un videogioco telepaticamente usando un chip cerebrale!!” ha twittato trionfante Musk, che da tempo sostiene che unire le menti alle macchine è vitale se le persone vogliono evitare di essere superate dall’intelligenza artificiale.
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I dispositivi Neuralink sono stati impiantati su due lati del cervello di Pager – questo il nome della scimmia – per rilevare l’attività dei suoi neuroni. Il sistema potrebbe essere calibrato per consentire a una persona di guidare un cursore sullo schermo di un computer, permettendogli potenzialmente di digitare e-mail, messaggi di testo o navigare in Internet semplicemente pensando, secondo un post pubblicato sul blog su neuralink.com.
“Il nostro primo obiettivo è restituire alle persone con paralisi la libertà digitale”, afferma il team di Neuralink nel post. I membri del team lo scorso anno hanno pubblicato una “lista dei desideri” sulle possibili applicazioni della nuova tecnologia che va possibilità di restituire la mobilità ai paralizzati e la vista ai ciechi, all’abilitazione della telepatia e al download dei ricordi, da uploadare magari in futuro in dei corpi sostitutivi. Scenari visti finora solo nei film di fantascienza. Per adesso, Neuralink è in fase di test sugli animali. Con l’aiuto di un robot chirurgico, un pezzo del cranio viene sostituito con un disco Neuralink e i suoi sottilissimi cavi sono inseriti nel cervello. Il disco registra l’attività nervosa, trasmettendo le informazioni tramite un segnale wireless Bluetooth a un dispositivo come uno smartphone.
“In realtà si adatta abbastanza bene al tuo cranio – dice Musk -. Potrebbe essere sotto i tuoi capelli e non lo sapresti”.   TECNOLOGIA

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Lula, mi scuso con il ‘compagno Napolitano’ per Battisti
E con il ‘popolo italiano’, per la mancata estradizione
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10 aprile 2021
11:19
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L’ex presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva ha chiesto scusa “al compagno Napolitano” e al popolo italiano per non aver estradato l’ex terrorista dei Proletari armati per il comunismo Cesare Battisti, consegnato all’Italia da Jair Bolsonaro. “Chiedo scusa al popolo italiano, credevo che non fosse colpevole ma dopo la sua confessione posso solo scusarmi.
Mi sono sbagliato”, ha aggiunto Lula, intervistato in diretta a Tg2 Post. “Ho moltissimi amici nella politica italiana, nei sindacati, nella chiesa. Sono amico del presidente Enrico Letta, conosco Prodi”, ha detto ancora Lula.
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Gb: coroner, ex oligarca russo Glushkov fu ucciso
Morto in 2018, considerato critico di Putin. Simulato suicidio
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10 aprile 2021
11:21
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L’imprenditore russo Nikolai Glushkov, trovato morto nel suo appartamento di Londra nel marzo del 2018, venne strangolato con un collare da cane in modo che l’assassinio passasse per un suicidio. Lo scrivono i media britannici citando l’esito dei risultati del medico legale di una corte di Londra che sta indagando sulla vicenda.
L’oligarca era considerato un critico di Vladimir Putin. Il procedimento è in corso dal marzo del 2018, quando Glushkov, 69 anni, venne rinvenuto privo di vita.
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‘Fu ucciso’ l’ex oligarca russo Glushkov morto a Londra
Coroner inglese: inscenato il suicidio dell’oppositore di Putin
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09 aprile 2021
23:38
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L’imprenditore russo Nikolai Glushkov, trovato morto nel suo appartamento di Londra nel marzo del 2018, venne strangolato con un collare da cane in modo che l’assassinio passasse per un suicidio. Lo scrivono i media britannici, citando l’esito dei risultati del medico legale di una corte inglese che sta indagando sulla vicenda.
L’oligarca era considerato un critico di Vladimir Putin. Il procedimento è in corso dal marzo del 2018, quando Glushkov, 69 anni, venne rinvenuto privo di vita.
Glushkov fuggì dalla Russia dopo essere stato accusato di frode al tempo in cui era vice direttore della Aeroflot e nel 2010 gli fu riconosciuto lo status di rifugiato politico nel Regno Unito. Nel 2017, al termine di un processo in contumacia, fu condannato a otto anni di reclusione da una corte russa. Glushkov era amico di Boris Berezovsky, trovato morto nel 2013, e assieme a Alexander Litvinenko – ucciso con un tè radioattivo – era considerato una delle figure di spicco dell’opposizione a Putin basata a Londra. La sua morte avvenne una settimana dopo l’avvelenamento con il Novichok a Salisbury dell’ex agente dei servizi segreti russi Sergei Skripal e della figlia Yulia.
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Judas and the Black Messiah rivoluzione nera da Oscar
Sei volte candidato il film di Shaka King sulle Pantere nere
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10 aprile 2021
10:29
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In JUDAS AND THE BLACK MESSIAH di Shaka King c’e’ l’attualissima carica rivoluzionaria in un Paese come gli Stati Uniti dove il razzismo e’ una ferita aperta (basti pensare solo al caso Floyd di cui si e’ aperto il processo). A questo si aggiunga la denuncia documentata del lavoro ‘sporco’ fatto dall’FBI contro i Black Panthers negli anni Sessanta, una sceneggiatura sempre credibile e mai retorica e, infine, lastraordinaria performance di tutti gli attori a cominciare da Lakeith Stanfield.
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Il film mette in luce la storia vera di Fred Hampton, attivista socialista rivoluzionario, presidente della sezione dell’Illinois del Black Panther Party a Chicago e vicepresidente del BPP nazionale, astro nascente afro assassinato a soli 21 anni in un blitz della polizia.
Insomma questo film, in esclusiva digitale dal 9 aprile per Warner Bros. Home Entertainment (su Apple Tv app, Amazon Prime Video, Youtube, Google Play, TIMVISION, Chili, Rakuten TV, PlayStation Store, Microsoft Film & TV e per il noleggio premium su Sky Primafila e Mediaset Play Infinity), sembra una macchina perfetta per vincere l’Oscar, specie nell’epoca dell’inclusione anche perche’ stiamo comunque parlando di un lavoro interamente prodotto, diretto, scritto e recitato da afroamericani.
Candidato a sei statuette: miglior film, migliori attori non protagonisti per Daniel Kaluuya (Scappa – Get Out) e Lakeith Stanfield (Selma – La strada per la liberta’ , Snowden), sceneggiatura originale, fotografia e canzone, JUDAS AND THE BLACK MESSIAH e’ tutto nel segno di questa frase scandita per tutto il film: “La Rivoluzione e’ l’unica soluzione”.
Chicago 1968. William O’Neal (Stanfield) e’ un giovane ladro molto smart che ama le automobili. Dopo un furto finito male, per evitare la galera, diventa informatore FBI con una precisa mission: infiltrarsi nel partito delle Pantere Nere dell’Illinois, con l’incarico di tenere d’occhio il loro carismatico leader, il giovane Presidente Fred Hampton (Kaluuya).
Guidato dall’Agente Speciale Roy Mitchell (Jesse Plemons, l’indimenticabile macellaio di ‘Fargo’), O’Neal ci sguazza a controllare la situazione e ad ottenere la fiducia del carismatico Hampton, grande oratore, ma anche ottimo politico capace di fare alleanze con i vari gruppi della criminalita’ nera, e non solo, per allargare il suo consenso e potere. Si alleo’ , tra gli altri con The Crowns, i Young Patriots, i Young Lords e gli estremisti bianchi, i cosiddetti rednecks.
Di fatto O’Neal seguira’ , passo passo, l’ascesa politica di Hampton, il suo pretestuoso arresto, la carcerazione, come il suo innamoramento per la compagna di rivoluzione Deborah Johnson (Dominique Fishback), e non deludera’ mai, dietro compenso, il potente Direttore dell’FBI J. Edgar Hoover (Martin Sheen), profondamente motivato a reprimere il fenomeno della Black Panthers che terrorizzava gli americani.
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Ispirato a fatti reali, il film ha pero’ forse la sua chiave di lettura nel felicissimo titolo. Perche’ tutti, vedendolo, si chiedono come l’infiltrato-Giuda possa essere davvero immune al fascino del Gesu’ -rivoluzionario O’Neil.
E cosi’ ci si aspetta che, da un momento all’altro, il giovane ladro torni sulla retta strada e smetta di fare la spia. Ma questo pero’ non accade tanto che Hampton viene ucciso durante una retata organizzata dall’FBI proprio grazie alla sua collaborazione.
Ma il parallelismo tra O’Neal e Giuda Iscariota non finisce qui.
Il film si apre e si chiude con le immagini di un documentario della PBS del 1989 sui diritti civili chiamato ‘Eyes on the Prize II: American at the Racial Crossroads 1965-1985′. In questo si trova la testimonianza del vero William O’Neal che difende le sue scelte di spia, dicendo che lui comunque si e’ sporcato le mani, non essendo un intellettuale da salotto e contestualizzando con la scena del tempo.
Questa sua posizione si infrange pero’ con il fatto che dopo la messa in onda del documentario O’Neal mori’ investito da un auto. Per molti, ma non per la moglie, un suicidio proprio come quello di Giuda. Una cosa mai davvero chiarita.
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Il film comunque vola sul sito di Rotten Tomatoes nei consensi sia di critica (96%) che di pubblico (95%).
Frase cult di quest’opera altamente barricadera: “Puoi uccidere un rivoluzionario, ma non la rivoluzione”.   CINEMA

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Si apre la cassaforte di Prince, esce a luglio album di inediti
Welcome 2 America con dodici brani incisi nel 2010
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NEW YORK
09 aprile 2021
15:42
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A quasi cinque anni dalla sua morte la musica inedita di Prince vedrà la luce il prossimo 30 luglio luglio. Una piccola parte del tesoretto contenuto nella cassaforte di seminterrato a Paisley Park, il compound-studio del genio di Minneapolis, farà parte dell’album ‘Welcome 2 America’ con dodici brani inediti incisi nel 2010.

Secondo quanto dichiarato dagli eredi del cantante, ‘Welcome 2 America’ è una testimonianza delle sue preoccupazioni, le sue speranze e la sua visione per una società in cambiamento, e presagisce un’epoca di divisioni politiche, mal informazione e una lotta prolungata per la giustizia razziale. La conclusione di Prince è che l’America è terra di libera e casa di schiavi.
Secondo fonti vicine all’artista, la cassaforte contiene migliaia di canzoni inedite, sufficienti per un album all’anno per cento anni. Sembra inoltre che il 70% della sua musica non sia mai stata pubblicata e che la sua produzione migliore resta è ancora sotto chiave. Prince è morto il 21 aprile del 2016 per un’overdose di farmaci oppiacei.
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E’ morto il rapper DMX, in coma per overdose
Era stato ricoverato in gravi condizioni a New York il 2 aprile
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NEW YORK
09 aprile 2021
18:36
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DMX non ce l’ha fatta. Il rapper è morto a 50 anni dopo essere stato ricoverato lo scorso 2 aprile a New York per un attacco di cuore provocato da una overdose.

DMX, il cui vero nome era Earl Simmons, era in stato vegetativo dal momento del suo ricovero. Da anni soffriva di dipendenza dalla droga e diverse volte è stato costretto a cancellare I suoi concerti e ricoverarsi in centri di disintossicazione.
Dmx che sta per Dark Man X, e’ stato particolarmente famoso alla fine degli anni 1990 per le sue rime gotiche sottolineate dal timbro vocale profondo ed e’ oggi considerato come uno dei piu’ influenti artisti rap di sempre
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Premier greco, risposte rapide sull’omicidio del giornalista
Karaivaz ucciso ieri fuori dalla sua casa in un agguato
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ATENE
10 aprile 2021
12:00
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Il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis ha chiesto una “soluzione rapida” nelle indagini sull’omicidio del giornalista d’inchiesta Giorgos Karaivaz, ucciso ieri fuori dalla sua casa in un agguato compiuto da due sconosciuti a bordo di una moto.
Mitsotakis ha convocato il suo ministro responsabile delle forze di polizia Michalis Chrysochoidis per affrontare il caso, ha reso noto l’ufficio del primo ministro.
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Terremoto di magnitudo 6 al largo dell’Indonesia
Lo segnala lo Usgs
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GIACARTA
10 aprile 2021
11:25
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Un terremoto di magnitudo 6 è stato registrato al largo della costa dell’Indonesia. Lo segnala lo Usgs, l’agenzia scientifica del governo degli Stati Uniti che monitora l’attività sismica.
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L’Iran avvia nuove centrifughe per arricchire l’uranio
Inaugurate nel complesso di Natanz
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TEHERAN
10 aprile 2021
11:28
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L’Iran ha avviato nuove centrifughe per l’arricchimento dell’uranio: lo ha reso noto la tv di Stato.
Teheran ha annunciato la messa in servizio di nuove centrifughe modernizzate per arricchire più rapidamente l’uranio il cui uso è vietato dall’accordo sul nucleare del 2015.
Il presidente Hassan Rouhani ha ufficialmente inaugurato una linea di 164 cosiddette centrifughe IR-6 e un’altra delle 30 IR-5, installate nel complesso nucleare di Natanz, con una cerimonia in videoconferenza trasmessa dalla televisione di Stato.
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India: epicentro epidemia Covid in lockdown fino a lunedì
In 125 milioni confinati a casa nel Maharashtra e a Mumbai
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MUMBAI
10 aprile 2021
11:31
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L’epicentro del coronavirus indiano, lo Stato del Maharashtra con la sua capitale Mumbai, è stato messo in lockdown per tutto il fine settimana, mentre il Paese combatte contro un crescente numero di casi di Covid-19 e fa i conti con la carenza di vaccini, farmaci e letti d’ospedale.
Dopo avere abbassato la guardia con raduni religiosi di massa, manifestazioni politiche e partite di cricket con gli spettatori allo stadio, l’India vive una nuova ondata dell’epidemia con circa un milione di nuovi casi nell’ultima settimana.

Il lockdown di un anno fa ha provocato una delle più brusche flessioni tra le grandi economie e ora il governo centrale cerca disperatamente di evitarne un secondo, che sarebbe estremamente impopolare. Ma molti Stati stanno mettendo in atto un giro di vite, in particolare il Maharashtra, dove i ristoranti sono chiusi e le riunioni pubbliche di più di cinque persone sono vietate.
Ogni fine settimana fino alla fine di aprile i 125 milioni di persone dello Stato sono confinati nelle loro case, a meno che non debbano fare acquisti per cibo e medicine.
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Arabia Saudita, 3 soldati giustiziati per alto tradimento
‘In collaborazione con il nemico’
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RIAD
10 aprile 2021
12:23
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Tre soldati sauditi sono stati giustiziati per “alto tradimento”. Lo annuncia l’agenzia di stampa di Stato, citando il ministero della Difesa di Riad.
I soldati sono stati giudicati colpevoli del “reato di alto tradimento in collaborazione con il nemico”, riferisce l’agenzia ufficiale senza fornire ulteriori dettagli.
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Filippo: Carlo commosso, ‘per mamma è stato una roccia’
Figli esaltano ‘pilastro famiglia’. Anna, odiava giri di parole
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LONDRA
10 aprile 2021
12:44
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Un padre a volte difficile, diretto fino all’asprezza o alla battuta più spregiudicata, ma un pilastro sempre “presente” per la famiglia. E soprattutto l’unica, vera “roccia” della vita della regina Elisabetta.
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Sono i riconoscimenti che i quattro figli del principe Filippo – intervistati uno dopo l’altro dalla Bbc – riservano non senza commozione al duca di Edimburgo, per 73 anni consorte idi Sua Maestà, morto ieri quasi centenario.
La prima testimonianza di fronte alla nazione è affidata alle parole dell’eterno erede al trono Carlo, ormai 72enne, l’unico ad aver visitato Filippo durante l’ultimo ricovero in ospedale.
Un atto interpretato da più parti come segno anche visibile del superamento delle presunte incomprensioni passate e delle certissime differenze di sensibilità tra padre e primogenito.
Del duca di Edimburgo, Carlo esalta ora “l’incredibile energia profusa per sostenere la mamma, e così tanto a lungo”. Ma anche il suo spirito libero, il probabile desiderio di essere “ricordato come un individuo per suo conto”. Un individuo dalla “schiettezza” memorabile, nota, rievocando come Filippo “non potesse soffrire” le persone inclini a “scegliere con cura le parole”; e attribuendo questa sua nota caratteriale all’eredità della di lui madre, l’anticonformista principessa greca Alice di Battenberg, sepolta ora in un cimitero ortodosso di Gerusalemme e riconosciuta in Israele come Giusta fra le Nazioni per aver dato rifugio a diversi ebrei durante l’occupazione nazista di Atene.
Il ricordo di Filippo come “roccia nella vita della Regina” e della nazione è evidenziato pure dal quartogenito Edoardo, attento a rimarcare la cura del padre a porsi come consigliere e all’occorrenza “guida” della moglie, ma sempre evitando di “far mai ombra” al suo ruolo di regina con “incredibile tatto e diplomazia”.
Mentre la secondogenita Anna, forse la figlia più simile al padre, ne richiama il sacrificio della rinuncia alla carriera nella Marina dopo la guerra. E Andrea, terzo nato della coppia reale, torna sul suo senso del dovere: di fronte alla consorte, alla monarchia, alle forze armate, ma anche e in primo luogo “alla famiglia”.
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Irlanda: premier, con violenza Nord rischio ritorno anni bui
Il premier: ‘Abbiamo il dovere di non entrare in questa spirale’
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BELFAST
10 aprile 2021
13:13
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Il premier irlandese Micheal Martin ha messo in guardia contro una possibile “spirale” che minaccia la pace in Irlanda del Nord, dopo una decina di giorni di violenze, in un clima di tensioni esacerbate dalla Brexit.
Nel giorno del 23/o anniversario dell’Accordo del Venerdì Santo che nel 1998 pose fine al conflitto pluridecennale tra repubblicani, principalmente cattolici, a favore della riunificazione con l’Irlanda, e protestanti unionisti, ferventi difensori dell’appartenenza al Regno Unito, “abbiamo il dovere – ha sottolineato Martin – di non entrare in una spirale che ci riporti agli anni bui degli omicidi settari e della discordia politica.
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Quelli di noi che hanno responsabilità politiche sono responsabili di fare in modo che ciò non avvenga”.
Per diversi giorni l’Irlanda del Nord è stata scossa da violenze senza precedenti da diversi anni, soprattutto nelle zone lealiste a maggioranza protestante dove le conseguenze dell’uscita dall’Unione Europea alimentano un sentimento di tradimento e amarezza. Decine di agenti di polizia sono rimasti feriti.
Gli unionisti venerdì hanno chiesto la fine delle proteste per “rispetto della regina e della famiglia reale” dopo la morte del marito di Elisabetta II, il principe Filippo. Alcuni scontri si sono comunque verificati nella serata anche se di entità minore rispetto all’inizio della settimana.
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Filippo: Gb onora principe consorte con salve di cannone
In contemporanea nelle 4 nazioni del Regno e a Gibilterra
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LONDRA
10 aprile 2021
13:26
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Decine di salve di cannone sono risuonate oggi in tutte e 4 le nazioni del Regno Unito (Inghilterra, Scozia, Galles, Irlanda del Nord) e nei territori d’oltremare, a mezzogiorno ora locale, per l’estremo saluto al principe consorte Filippo, scomparso ieri a 99 anni.
Un omaggio promosso dal ministero della Difesa britannico in ricordo dei ruoli ricoperti dal duca di Edimburgo nelle forze armate di Sua Maestà, del suo passato in divisa nella Royal Navy, dei trascorsi da veterano combattente nella Seconda Guerra Mondiale.

I colpi sono stati sparati – senza pubblico per le restrizioni dell’emergenza Covid, ma in diretta tv – dal castello di Cardiff, da quello di Edimburgo, da quello di Hillsborough a Belfast, dalla Rocca di Gibilterra, dalla Torre di Londra e dalla caserma londinese di Woolwich Barracks, nonché dalle basi navali di Devonport e di Portsmouth e da varie navi da guerra come la Diamond o la Montrose.
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Marò: moglie Latorre, ‘ora verità, per noi dignità conta’
‘Passa il messaggio che tutto è finito ma non è così’
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BARI
10 aprile 2021
13:38
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“Il messaggio che sta passando è che ora tutto sia finito, ma ieri è stato semplicemente applicato quanto prevedeva la sentenza del tribunale dell’Aja, che verrà poi ratificata nell’udienza del 19 aprile. Ora, però, inizierà la fase processuale in Italia che noi speriamo porti alla verità, perché per noi la dignità conta più di qualunque altra cosa: non può finire così”.
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Lo ha detto Paola Moschetti, moglie del fuciliere di Marina Massimiliano Latorre, commentando la decisione della Corte suprema indiana, pronta ad archiviare il dossier quando l’Italia avrà versato circa un milione di euro alle famiglie dei pescatori uccisi.
Latorre e il commilitone Salvatore Girone sono accusati di aver ucciso nel 2012 due pescatori indiani, al largo delle coste del Kerala, mentre erano a bordo della nave commerciale italiana Enrica Lexie per una missione antipirateria. Dopo l’accordo sull’ammontare del risarcimento dell’Italia alle vittime, circa 1,1 milioni di euro, ieri la Corte suprema di New Delhi ha dato l’ok all’archiviazione del caso appena la somma sarà versata.
“Ora, dopo 9 anni – prosegue Paola Moschetti – si apre una nuova fase che speriamo sia breve: non possiamo perdere altri dieci anni della nostra vita per arrivare alla verità dei fatti”.
“Inoltre – conclude Moschetti – vorrei aggiungere che tutte le notizie sugli ultimi sviluppi le abbiamo apprese dalla stampa e da nessun altro”.
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Covid: quarta ondata in Iran, scattano 10 giorni di lockdown
Rohani, la causa è anche la variante inglese arrivata dall’Iraq
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TEHERAN
10 aprile 2021
14:27
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“La variante inglese del coronavirus che sta circolando in Iran è arrivata dall’Iraq e ha prodotto l’inizio della quarta ondata pandemica nella nostra nazione”. Lo ha detto il presidente iraniano Hassan Rohani, aggiungendo che i viaggi e gli incontri per il capodanno iraniano sono altre cause del peggioramento della situazione.

Il governo ha annunciato un lockdown nazionale di dieci giorni per le strutture educative, culturali e religiose, incluse le moschee che avevano pianificato programmi per mercoledì per l’inizio del mese di digiuno del Ramadan.
Inoltre, in 257 città iraniane a rischio molto alto e in 129 a rischio alto, per due settimane lavorerà in presenza solo il 50% del personale degli istituti importanti e un terzo nelle altre organizzazioni. Le uniche attività economiche aperte in queste zone saranno supermercati, cliniche mediche e centri di riparazione per le auto.
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Arabia Saudita, 3 soldati giustiziati per alto tradimento
‘In collaborazione con il nemico’
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RIAD
10 aprile 2021
12:25
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Tre soldati sauditi sono stati giustiziati per “alto tradimento”. Lo annuncia l’agenzia di stampa di Stato, citando il ministero della Difesa di Riad.
I soldati sono stati giudicati colpevoli del “reato di alto tradimento in collaborazione con il nemico”, riferisce l’agenzia ufficiale senza fornire ulteriori dettagli.
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Filippo: il Papa alla Regina, rattristato da notizia
Ricorda ‘devozione’ del Principe alla sua famiglia
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CITTA DEL VATICANO
10 aprile 2021
12:27
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APR – “Rattristato nell’apprendere della morte di suo marito, il principe Filippo, duca di Edimburgo, Sua Santità Papa Francesco porge le più sentite condoglianze a Sua Maestà e ai membri della famiglia reale, ricordando la devozione del principe Filippo al suo matrimonio e alla sua famiglia” e il suo impegno pubblico “per l’educazione e il progresso delle nuove generazioni”. E’ quanto si legge nel telegramma inviato, a nome di Papa Francesco, dal Segretario di Stato, il card.
Pietro Parolin, alla Regina Elisabetta II. Il Papa “invoca le benedizioni del Signore di consolazione e pace”.
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Premier greco, risposte rapide sull’omicidio del giornalista
Karaivaz ucciso ieri fuori dalla sua casa in un agguato
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ATENE
10 aprile 2021
11:23
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Il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis ha chiesto una “soluzione rapida” nelle indagini sull’omicidio del giornalista d’inchiesta Giorgos Karaivaz, ucciso ieri fuori dalla sua casa in un agguato compiuto da due sconosciuti a bordo di una moto.
Mitsotakis ha convocato il suo ministro responsabile delle forze di polizia Michalis Chrysochoidis per affrontare il caso, ha reso noto l’ufficio del primo ministro.

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