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Ultimo aggiornamento 10 Aprile, 2021, 20:14:09 di Maurizio Barra

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DALLE 18:12 DI VENERDì 09 APRILE 2021

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Digitale: Italia e Spagna rafforzano collaborazione
Colao discute con Calvino di connettività, dati, AI e PA
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09 aprile 2021
11:41
AGGIORNATO ALLE
18:12
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Italia e Spagna “rafforzano la collaborazione bilaterale e in ambito EU sul digitale”. Lo sottolinea in un tweet il Dipartimento per la trasformazione digitale annunciando l’incontro tra il Ministro Vittorio Colao e la Ministra spagnola Nadia Calvino che, riporta l’account social del dipartimento, “hanno discusso le strategie per la transizione digitale: dati, connettività, AI e Pubblica Amministrazione”.   MONDO   POLITICA  ECONOMIA

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Lavoratori contro il sindacato, Amazon vince in Usa
Il conteggio delle schede prosegue ma colosso è avanti
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NEW YORK
09 aprile 2021
18:15
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I lavoratori di Amazon bocciano l’idea di un sindacato. E il colosso di Jeff Bezos esulta: non solo vede andare in fumo una grande minaccia ma si prende anche una rivincita sulla pioggia di critiche che da mesi gli piovono addosso.
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L’esito del voto delude invece la sinistra americana, a partire da Joe Biden e Bernie Sanders che si erano detti favorevoli al sindacato.
In tempi di pandemia e di crisi dell’occupazione, i democratici avevano visto nel referendum nell’impianto di Bessemer, in Alabama, la chance di un riscatto per i lavoratori e soprattutto la possibilità di cambiare e migliorare il modello di business di big tech. Ma il risultato del referendum lascia poco adito a dubbi: il no ha vinto in modo schiacciante, con più del doppio dei voti ottenuti dal sì al sindacato. Dei 6.000 dipendenti dello stabilimento hanno votato circa il 55% e il no ha ottenuto oltre 1.798 voti su 3.041, conquistando la maggioranza.
A votare a favore di una sindacalizzazione sono stati 738 lavoratori, mentre 505 schede sono state contestate e quindi non conteggiate. Ma anche se fossero state incluse nel calcolo il risultato non sarebbe cambiato. Il Retail, Wholesale and Department Store Union, il sindacato al quale i dipendenti di Amazon avrebbero dovuto aderire, annuncia ricorso e accusa Amazon di aver violato i diritti dei lavoratori durante le votazioni, cercando di influenzarle illegalmente. “Amazon sapeva che se non avesse fatto tutto il possibile, inclusa dell’attività illegale, i suoi lavoratori avrebbero scelto il sindacato”, dice Stuart Appelbaum, presidente del RWDSU. Amazon respinge seccamente le accuse. Notando come solo il 16% dei dipendenti dell’impianto ha promosso il sindacato, il colosso delle vendite online definisce “non vera” l’accusa di vittoria per intimidazione. Poi precisa: non è Amazon ad aver vinto, sono stati i lavoratori a non aver scelto il sindacato. L’esito del voto mette le ali ai titoli del colosso di Bezos, che salgono a Wall Street dell’1% ai massimi da febbraio.
Il gigante dell’online si è opposto con forza all’ipotesi di una sindacalizzazione dei suoi dipendenti a Bessemer, temendo un effetto domino nel resto degli Stati Uniti. E l’ha spuntata almeno per ora. Il ricorso del RWDSU lascia infatti intravedere una lunga battaglia all’orizzonte. La posta in gioco è alta per il sindacato e tutti i rappresentanti dei lavoratori in America, da anni alle prese con un’emorraggia degli iscritti e un allontanamento dei lavoratori.
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Esperimento di Musk, scimmia gioca ai videogame col pensiero
All’animale impiantata un’interfaccia cerebrale della Neuralink
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SAN FRANCISCO
10 aprile 2021
09:02
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Il sogno di Elon Musk di unire cervelli e computer sembra avvicinarsi di un passo alla sua realizzazione: un video pubblicato su YouTube dalla sua startup californiana Neuralink mostra un macaco dotato di un impianto neurale mentre gioca al videogame Pong usando solo il pensiero per muovere le barre che simulano sullo schermo le racchette da ping-pong.
“Una scimmia sta letteralmente giocando a un videogioco telepaticamente usando un chip cerebrale!!” ha twittato trionfante Musk, che da tempo sostiene che unire le menti alle macchine è vitale se le persone vogliono evitare di essere superate dall’intelligenza artificiale.
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I dispositivi Neuralink sono stati impiantati su due lati del cervello di Pager – questo il nome della scimmia – per rilevare l’attività dei suoi neuroni. Il sistema potrebbe essere calibrato per consentire a una persona di guidare un cursore sullo schermo di un computer, permettendogli potenzialmente di digitare e-mail, messaggi di testo o navigare in Internet semplicemente pensando, secondo un post pubblicato sul blog su neuralink.com.
“Il nostro primo obiettivo è restituire alle persone con paralisi la libertà digitale”, afferma il team di Neuralink nel post. I membri del team lo scorso anno hanno pubblicato una “lista dei desideri” sulle possibili applicazioni della nuova tecnologia che va possibilità di restituire la mobilità ai paralizzati e la vista ai ciechi, all’abilitazione della telepatia e al download dei ricordi, da uploadare magari in futuro in dei corpi sostitutivi. Scenari visti finora solo nei film di fantascienza. Per adesso, Neuralink è in fase di test sugli animali. Con l’aiuto di un robot chirurgico, un pezzo del cranio viene sostituito con un disco Neuralink e i suoi sottilissimi cavi sono inseriti nel cervello. Il disco registra l’attività nervosa, trasmettendo le informazioni tramite un segnale wireless Bluetooth a un dispositivo come uno smartphone.
“In realtà si adatta abbastanza bene al tuo cranio – dice Musk -. Potrebbe essere sotto i tuoi capelli e non lo sapresti”.

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Il sogno di Elon Musk di unire cervello e computer sembra avvicinarsi: un video pubblicato su YouTube dalla sua startup californiana Neuralink mostra un macaco dotato di un impianto neurale mentre gioca al videogame Pong usando solo il pensiero per muovere le barre che simulano sullo schermo le racchette da ping-pong.
“Una scimmia sta letteralmente giocando a un videogioco telepaticamente usando un chip cerebrale!!” ha twittato Musk, che da tempo sostiene che unire le menti alle macchine è vitale se le persone vogliono evitare di essere superate dall’intelligenza artificiale. I dispositivi Neuralink sono stati impiantati su due lati del cervello di Pager – questo il nome della scimmia – per rilevare l’attività dei suoi neuroni.

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Il sistema potrebbe essere calibrato per consentire a una persona di guidare un cursore sullo schermo di un computer, permettendogli potenzialmente di digitare e-mail, messaggi di testo o navigare in Internet semplicemente pensando, secondo un post pubblicato sul blog su neuralink.com.
“Il nostro primo obiettivo è restituire alle persone con paralisi la libertà digitale”, afferma il team di Neuralink nel post.
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I membri del team lo scorso anno hanno pubblicato una “lista dei desideri” sulle possibili applicazioni della nuova tecnologia che va possibilità di restituire la mobilità ai paralizzati e la vista ai ciechi, all’abilitazione della telepatia e al download dei ricordi, da uploadare magari in futuro in dei corpi sostitutivi. Scenari visti finora solo nei film di fantascienza. Per adesso, Neuralink è in fase di test sugli animali. Con l’aiuto di un robot chirurgico, un pezzo del cranio viene sostituito con un disco Neuralink e i suoi sottilissimi cavi sono inseriti nel cervello. Il disco registra l’attività nervosa, trasmettendo le informazioni tramite un segnale wireless Bluetooth a un dispositivo come uno smartphone. “In realtà si adatta abbastanza bene al tuo cranio – dice Musk -. Potrebbe essere sotto i tuoi capelli e non lo sapresti”.
Cina: maxi-multa da 2,78 miliardi di dollari ad Alibaba
Autorità contestano abuso di posizione dominante
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10 aprile 2021
04:36
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Le autorità cinesi hanno sanzionato il gigante dell’e-commerce Alibaba con una maxi-multa da 18,2 miliardi di yuan (pari a 2,78 miliardi di dollari) per abuso di posizione dominante. Lo hanno annunciato i media di Pechino.
La multa fa seguito all’inchiesta avviata nei confronti dell’azienda a dicembre, secondo quanto riferito da Nuova Cina.
Alibaba, il leader dell’e-commerce cinese fondato da Jack Ma e una delle aziende più ricche al mondo, ha affermato di aver accettato la sanzione e si è impegnata a delineare già da lunedì dei piani per rendere le sue operazioni conformi. L’indagine che ha portato alla multa si è concentrata sulla pratica di Alibaba di vietare ai commercianti di offrire i loro prodotti simultaneamente su siti di e-commerce rivali.

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