Ultimo aggiornamento 29 Aprile, 2021, 02:47:06 di Maurizio Barra
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Utile quasi triplicato e boom ricavi, Google vola
Sopra le attese anche Microsoft, vale quasi 2.000 miliardi
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NEW YORK
28 aprile 2021
03:42
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Google chiude un primo trimestre stellare. L’utile è quasi triplicato a 18 miliardi di dollari su ricavi in crescita del 34% a 55,31 miliardi.
Risultati ben sopra le attese degli analisti che mettono le ali ai titoli di Mountain View: nelle contrattazioni after hours salgono di oltre il 3%.
I ricavi da raccolta pubblicitaria sono balzati a 44,68 miliardi dai 33,76 miliardi dello stesso periodo dello scorso anno. La pubblicità su YouTube, uno dei social vincitori nella pandemia, ha totalizzato 6,01 miliardi, con un aumento del 49% rispetto al 2019. I risultati “riflettono l’elevata attività online dei consumatori e una crescita ampia dei ricavi da pubblicità”, afferma Ruth Porat, il chief financial officer di Alphabet. Nel comunicare i risultati trimestrali, Google annuncia un piano di buyback da 50 miliardi di dollari.
Supera le attese anche Microsoft, che nel terzo trimestre dell’esercizio fiscale segna un aumento dei ricavi del 19% a 41,7 miliardi di dollari, generando un utile di 15,5 miliardi. Nonostante i buoni risultati, i titoli del colosso di Redmond calano a Wall Street perdendo oltre il 3%. Rispetto al 2019, comunque, le azioni Microsoft sono in rialzo di oltre il 50% regalando alla società una valutazione di 1.970 miliardi di dollari, secondo quindi solo ad Apple. ECONOMIA
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Samsung: famiglia Lee, 11 mld dollari di tassa successione
Dopo morte ex presidente, donati i Picasso e 23.000 pezzi d’arte
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PECHINO
28 aprile 2021
10:00
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La famiglia di Lee Kun-hee, l’ex presidente di Samsung Electronics morto il 25 ottobre, ha annunciato che verserà in 5 anni oltre 12.000 miliardi di won, quasi 11 miliardi di dollari, al fisco sudcoreano di tassa di successione.
Secondo l’Ocse, quella di Seul è la più alta al mondo e falcidia il 60% dell’asse ereditario.
La cifra, tra le più grandi nella storia del Paese e al mondo, “è 3 o 4 volte il gettito incassato nel settore dal governo sudcoreano lo scorso anno”, ha detto la famiglia Lee. Circa 23.000 pezzi d’arte saranno donati e opere di Picasso, Chagall e Gauguin finiranno al National Museum of Modern and Contemporary Art. ANDROID POLITICA MONDO
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Telefonini, la modalità notturna non favorisce il sonno
Night Shift non fa dormire meglio rispetto a chi non la usa
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28 aprile 2021
10:35
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La modalità notturna sui telefonini non rende il sonno migliore. Il night shift, che regola automaticamente i colori del display sulle gradazioni più calde e che ha come obiettivo quello di contribuire al relax e a ridurre l’affaticamento visivo legato all’emissione di luce blu nemica del sonno, ha una funzionalità che non favorisce più di tanto in realtà il riposo.
È quanto emerge da una ricerca della Brigham Young University,
Lo studio ha incluso 167 adulti emergenti di età compresa tra i 18 e i 24 anni che utilizzavano quotidianamente i telefoni cellulari. È stato chiesto loro di trascorrere almeno otto ore a letto e indossare un accelerometro al polso per registrare l’attività del sonno. Le persone a cui era stato assegnato l’uso del proprio smartphone avevano anche un’app installata per monitorare l’utilizzo del telefono. I partecipanti sono stati divisi in tre categorie: quelli che usavano il o smartphone di notte con la funzione Night Shift attivata, quelli lo usavano senza e quelli che non ne avevano fatto proprio uso prima di andare a letto. E’ emerso che non c’erano differenze significative tra i due gruppi in fatto di qualità e durata del sonno. Divisi poi in due sottogruppi ulteriori, tra chi utilizzava lo smartphone e chi no, è emerso che i partecipanti che dormivano sette ore a notte la qualità del sonno era migliore senza l’uso del telefonino. Mentre sotto le sei ore di sonno “la pressione data dal bisogno di riposare era così alta che non c’era alcun effetto legato ai comportamenti prima di andare a dormire.”.
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Abuso cellulari scatena liti con figli per un terzo genitori
Ricerca Australia,ma a 33% minorenni consentito portarli a letto
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28 aprile 2021
11:18
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Quattro minorenni su cinque in Australia, alcuni anche di quattro anni, possiedono almeno un congegno digitale, e quasi a un terzo è permesso si portarli a letto ogni note. E i genitori trovano più difficile governare le abitudini dei figli, una volta che questi posseggono un congegno: un terzo dei genitori studiati riferisce che il suo uso porta a conflitti.
Sono alcuni risultati di una ricerca del Gonski Institute for Education dell’University of New South Wales, cui hanno partecipato 2500 genitori e nonni e che fa parte dello studio internazionale detto Growing Up Digital (crescere digitali), iniziato dall’Harvard Medical School in Usa. Tre quarti dei genitori sono preoccupati dell’impatto sull’attività fisica dei figli, due terzi della scarsa attenzione e interesse a giocare, mentre metà si preoccupa dell’effetto sulla mancanza e qualità del sonno. E’ anche emerso che i giovani di minore livello socioeconomico hanno più probabilità di portare a letto i congegni digitali e meno probabilità di avere nei genitori modelli di ruolo efficaci.
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Tiscali: cloud e cybersicurezza, accordo triennale con ReeVo
Sará utilizzato il data center già presente nel Campus
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CAGLIARI
28 aprile 2021
13:18
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Accordo tra Reevo e Tiscali per la fornitura a clienti e pubblica amministrazione di servizi cloud, hybrid cloud e cybersicurezza. L’intesa prevede l’utilizzo del data center di Cagliari, di proprietà di Tiscali, da parte di ReeVo, per l’erogazione dei servizi.
Il patto, di durata triennale e inizio nell’esercizio in corso, ha un valore complessivo per ReeVo pari a circa il 6% dei ricavi consolidati dell’esercizio 2020.
Con questo accordo ReeVo, grazie ad un quarto data center in Sardegna, che si aggiunge ai due gestiti nell’area di Milano e a uno nell’area di Roma, potrà ampliare il numero dei clienti potenziali, consentire agli attuali clienti di poter utilizzare un ulteriore punto di accesso ai servizi cloud e avere un’ulteriore zona geografica delocalizzata per i servizi di backup e disaster recovery, aumentando la sicurezza dei dati gestiti. Tiscali avrà l’opportunità di aumentare l’offerta di servizi cloud e cyber security per i propri clienti. Questa operazione, inoltre, consentirà il rilancio e la crescita del data center di Tiscali in termini di infrastruttura ed innovazione, a tutto vantaggio – questi i propositi – della crescita economica dell’intero territorio della Sardegna.
Il data center di Cagliari si trova all’interno del Campus Tiscali su una superficie base di oltre 7.000 mq. “La partnership con ReeVo, che consente l’inserimento del data center di Cagliari di Tiscali nel suo cloud nazionale, porterà valore aggiunto ad entrambe le realtà”, sottolinea Renato Soru, fondatore e ad di Tiscali. “La collaborazione con Tiscali rappresenta un importante tassello nel consolidamento dell’esistente partnership – commenta Salvatore Giannetto, fondatore e presidente di ReeVo – La nostra presenza diretta in Sardegna con un nuovo data center riteniamo possa portare importanti vantaggi competitivi attirando le aziende e pubbliche amministrazioni locali nonché accrescere e confermare i clienti attuali”.
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Guerre stellari, scontro fra Bezos e Musk per la Luna
Ricorso Blue Origin contro il contratto della Nasa a SpaceX
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NEW YORK
28 aprile 2021
13:31
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Jeff Bezos e Elon Musk, i due uomini più ricchi al mondo, sognano lo spazio e litigano sulla Luna. Blue Origin del patron di Amazon presenta un reclamo di 50 pagine contro la decisione della Nasa di assegnare a SpaceX del miliardario visionario di Tesla un contratto per la costruzione di un veicolo spaziale per il ritorno degli astronauti americani sulla luna.
La Nasa nelle scorse settimane ha dichiarato SpaceX la vincitrice unica della gara da 2,9 miliardi di dollari.
Una decisione, è l’accusa di Blue Origin, basata su “valutazioni errate delle offerte”: i vantaggi della proposta della società di Bezos sono infatti stati sottovalutati mentre le difficoltà tecniche per SpaceX sono state minimizzate.
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“E’ strano per la Nasa commettere questo tipo di errori”, afferma Bob Smith, il numero uno di Blue Origin, notando come l’agenzia spaziale americana avrebbe dovuto assegnare la commessa a due società, come sempre fatto in passato, e non avrebbe dovuto decidere in base al prezzo. SpaceX non commenta ma in un tweet indirizzato al New York Times, Musk taglia corto: Blue Origin non è ancora mai neanche arrivata in orbita.
La vittoria di SpaceX è un duro colpo per Blue Origin e un imbarazzo per Bezos, che è stato coinvolto in prima persona nel progetto. E mostra come le ‘guerre stellari’ fra i due paperoni mondiali sono solo all’inizio. Oltre allo schiaffo della Nasa, le autorità americane hanno anche concesso a Musk l’autorizzazione per far muovere i suoi satelliti internet a una altitudine inferiore rispetto a quella pianificata. Una mossa alla quale Blue Origin e altre società si sono opposte con forza aleggiando un maggiore rischio di collisione a causa dell’eventuale traffico eccessivo.
La battaglia sulla Nasa non è comunque il primo scontro fra Bezos e Musk su contratti e fondi pubblici, determinanti per le loro ambizioni spaziali. Il braccio di ferro va avanti da anni e nessuno dei due leader sembra disposto ad arretrare di un centimetro. Bezos da anni ripete che l’aver visto Neil Armstrong e Buzz Aldrin camminare sulla Luna quando aveva cinque anni è stato un “momento determinante”, quello che gli ha fatto capire come la corsa allo spazio era la sua ambizione maggiore. Musk dal canto suo di ambizioni ne ha molte: delle sfide che ha lanciato, a partire da Tesla, molte hanno avuto successo. E ora con la corsa a Marte e alla luna aspira ancora più in alto. Ma se per Tesla la concorrenza è stata per anni limitata, per lo spazio la sua corsa è contro un Bezos altrettanto ricco e ambizioso. Insomma le guerre stellari sono appena iniziate.
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Zoom, nuova opzione per videochiamate più reali
Immersive View posiziona fino a 25 partecipanti in ufficio
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28 aprile 2021
16:34
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Si chiama ‘Immersive View’ l’opzione che Zoom ha lanciato a livello globale per rendere più reali le videochiamate dei suoi utenti. Fino a 25 partecipanti potranno essere inseriti all’interno di scenari, come uffici e classi scolastiche, posizionati, grazie all’intelligenza artificiale, in maniera proporzionata sullo sfondo, così da ricreare una situazione il più vicino possibile a quella che si avrebbe nei locali fisici.
Non è richiesto un account a pagamento, Immersive View è disponibile sia per gli utilizzatori free che con un piano “pro”, che consente di registrare più minuti di una videochiamata ed estendere il numero dei collegati.
L’organizzatore della stanza deve attivare la funzione e scegliere se disporre a proprio piacimento gli altri oppure lasciare che sia la piattaforma a farlo. Zoom propone degli sfondi già ottimizzati per la nuova funzionalità anche se è possibile inserirne dei propri, ad esempio quelli che riprendono la vera sala riunioni della propria azienda.
“Annunciata a Zoomtopia 2020, la novità Immersive View consente di organizzare partecipanti e relatori dei webinar in un unico sfondo virtuale, creando uno spazio di incontro virtuale coeso” ha detto al lancio David Ball, Product Marketing Specialist di Zoom. Microsoft, che possiede e gestisce i software concorrenti Teams e Skype, ha introdotto qualcosa di simile, conosciuto come Together, lo scorso anno. Nell’ultimo trimestre del 2020, Zoom ha registrato un aumento del 369% dei ricavi sulla rilevazione precedente. Per l’intero anno fiscale, il flusso di cassa operativo del gruppo è stato dell’869% più alto rispetto al 2019.
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Gang ruba dati a polizia Washington e minaccia pubblicazione
Chiesto riscatto, a rischio informatori e operazioni
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28 aprile 2021
14:57
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Negli Usa una gang di hacker ha minacciato di pubblicare dati sensibili, compresi nomi di informatori o dettagli di operazioni in corso, ottenuti con un attacco alla polizia di Washington. Il gruppo, che si fa chiamare Babuk Locker, afferma di aver scaricato 250 Gigabyte di materiali, e di renderli noti se non verrà pagato un riscatto.
L’attacco, riporta il sito govinfosecurity.com è stato confermato dal Dipartimento, che però non ha rivelato dettagli ulteriori sul materiale che sarebbe in possesso degli hacker.
“Ci siamo accorti di un accesso non autorizzato – ha affermato al sito un portavoce -. Stiamo determinando l’impatto reale dell’attacco, e investighiamo insieme all’Fbi sulla vicenda”.
I dati rubati dal Dipartimento di Polizia di Washington, rivela l’azienda di Cybersecurity FireEye, hanno iniziato ad apparire su internet lunedì 26 aprile, rendendolo il terzo dipartimento di polizia negli Stati Uniti a essere colpito dai criminali informatici in sei settimane. “Combinare furto di dati e attacchi ransomware è diventata rapidamente una tattica sempre più utilizzata nel corso dell’ultimo anno – commenta Kimberly Goody, Senior Manager Cybercrime, Mandiant Threat Intelligence della compagnia -. La successiva messa online dei nomi delle vittime e dei loro dati su siti “naming and shaming”, creati ad hoc per questo scopo, è diventato l’obiettivo per hacker che cercano di costringere le vittime a pagare somme di denaro. In particolare, il Dipartimento di Polizia di Washington non è il primo ad apparire su un sito di ransomware shaming. Tuttavia, visto che la sede è la capitale degli Stati Uniti, questo fatto genererà quasi certamente interesse da parte di un pubblico più ampio, compresi altri Stati, a seconda dei dati inclusi nelle informazioni rubate”.
Babuk, spiega l’esperta, è un gruppo conosciuto a partire dal gennaio 2021. “Gli annunci suggeriscono che i suoi attori si concentrano su obiettivi di alto valore con entrate annuali che superano gli 800 milioni di dollari”.
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Università Padova, per studenti arriva l’assistente virtuale
Accordo Ateneo-Ibm, sistema sfrutta intelligenza artificiale
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PADOVA
28 aprile 2021
15:39
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Nell’ambito di un percorso di sviluppo dei propri servizi l’Università di Padova ha reso disponibile per gli studenti un assistente virtuale online, abilitato dall’intelligenza artificiale di Ibm Watson e basato su Ibm cloud. Questo grazie ad un accordo di partenrship stretto tra l’Ateneo patavino e Ibm.
L’assistente virtuale, disponibile 24 ore su 24, tutti i giorni della settimana, è stato istruito per rispondere, in italiano e inglese, a domande relative alle immatricolazioni, carriera universitaria, contributi economici e agevolazioni. “Abbattere tempi di attesa e burocrazia, digitalizzare servizi per renderli sempre più accessibili: questo è il senso di un’Università smart, a servizio dello studente – afferma il rettore Rosario Rizzuto – In questi anni abbiamo portato avanti un lavoro costante e prezioso di utilizzo delle nuove tecnologie a favore della comunità accademica. E l’assistente virtuale, che utilizza l’intelligenza artificiale di IBM, è un esempio concreto del nostro modo di operare”.
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Samsung, ecco i nuovi Galaxy Book, Book Pro e Pro 360
Processori potenti e supporto alla S-Pen per il modello touch
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28 aprile 2021
16:33
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Samsung lancia i nuovi portatili della serie Book, i più potenti della sua collezione. Si parte con il Galaxy Book in un formato tradizionale, schermo da 15,6 pollici LCD e grafica a scelta tra Iris X, Iris UHD e Nvidia GeForce MX450.
Memoria Ram da 4, 8 o 16 GB e archiviazione fino a 512 GB. C’è anche la connessione LTE. La novità è la presenza di un lettore di impronte sul tasto di accensione, per godere di una misura di sicurezza maggiore, sfruttando la velocità di accesso tramite biometria.
Poi i Galaxy Book Pro e i Galaxy Book Pro 360, entrambi disponibili nei formati da 13 e 15 pollici. A distinguerli è la possibilità, sui 360, di ripiegare totalmente lo schermo su sé stesso, passando così da un utilizzo in modalità notebook al tablet. Per questo, il suo pannello è touch e Super Amoled, con una S-Pen già in confezione. Oltre alle due diagonali, sotto la scocca del Pro 360 gira un processore iCore Gen 11 di Intel i7, i5 oppure i3, con grafica opzionale tra Intel Iris e integrata. La memoria Ram va da 8 a 16 o 32 GB (quest’ultima solo su Galaxy Book Pro 360 15) e archiviazione fino a 1 TB. Non manca il 5G, solo sul 13″, mentre entrambi i formati integrano la scansione delle impronte su Power Key. Estetica classica per il Galaxy Book Pro che però spinge in avanti le prestazioni: anche qui stesse opzioni di processore e Ram del 360 ma con l’opportunità di beneficiare di una grafica GeForce MX450 sul modello da 15″.
Presente lo slot per schede sim, ma solo LTE e solo per il 13 pollici. Tutte le famiglie integrano il sistema operativo Windows 10 Home o Pro e tastiera migliorata. La serie Galaxy Book Pro funge anche da hub di casa intelligente con l’integrazione della piattaforma SmartThings che permette, tra l’altro, di spegnere le luci e gestire i vari elettrodomestici connessi, sia a marchio Samsung che di terze parti, se supportati. Prezzi da 700 a 1.700 euro.
