Ultimo aggiornamento 5 Ottobre, 2021, 19:17:07 di Maurizio Barra
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P.a: bozza, dal 15 ottobre tutti di nuovo allo sportello
Smart working con condizioni, garantire servizi e obiettivi
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01 ottobre 2021
17:02
AGGIORNATO ALLE
17:30
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Tra la metà e la fine di ottobre tutti i dipendenti pubblici torneranno a lavorare in presenza partendo “da subito”, quindi già dal 15 ottobre, con la presenza in servizio del personale preposto alle attività di sportello e di ricevimento degli utenti (front office) e dei settori preposti alla erogazione di servizi all’utenza (back office), anche attraverso la flessibilità degli orari di sportello e di ricevimento dell’utenza. Lo prevede la bozza del decreto per il rientro dei lavoratori delle pubbliche amministrazioni predisposta dal ministro della Pa, Renato Brunetta, e per il superamento dell’utilizzo del lavoro agile emergenziale.
Lo smart working dal 15 ottobre potrà essere autorizzato nel rispetto di otto “condizionalità”, a partire dal fatto di non pregiudicare o ridurre la fruizione dei servizi per gli utenti.
L’amministrazione deve prevedere una rotazione del personale, dovendo essere “prevalente” il lavoro in presenza, e dotarsi di una piattaforma digitale o di un cloud per garantire la riservatezza dei dati e delle informazioni trattate. Inoltre l’accordo individuale per il lavoro agile deve definire obiettivi, modalità e tempi di esecuzione e di disconnessione, eventuali fasce di contattabilità e criteri di misurazione della prestazione. POLITICA ECONOMIA
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Lungo effetto lockdown fa volare le App,cresce business
Aumenta il tempo online con +15% ricavi. Tik Tok resta la regina
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01 ottobre 2021
18:45
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Si fa sentire l’onda lunga del lockdown sul mercato delle applicazioni mobili. I blocchi generalizzati, che hanno ridotto le uscite e la socialità fisica, avevano già portato il settore a beneficiare di un boom dei ricavi, pari a quasi il +40% nel 2020 rispetto al 2019.
Adesso, la società di analisi Sensor Tower, con una rilevazione sul terzo trimestre del 2021, consolida il trend ancora in crescita, parlando appunto di ‘effetto lockdown’. Nello specifico, i due principali negozi di applicazioni mobili, App Store di Apple e Play Store di Google, fanno registrare un +15,1% di entrate sul trimestre 2021 nei confronti del 2020. Di contro, diminuiscono i nuovi download, giù dell’1,9%. Per Sensor Tower, lo scenario è quello in cui gli utenti utilizzano sempre le stesse app, per cui non vi è aumento concreto nel numero di installazioni su smartphone e tablet, con pochi sviluppatori che si dividono il grosso delle entrate, in ascesa per acquisti in-app e servizi in abbonamento. Apple e Google, insieme, portano a casa 33,6 miliardi di dollari su 35,7 miliardi di download. Nella classifica dei ricavi è Tik Tok a regnare, considerando il business generale di entrambe le piattaforme.
Non cambia la situazione nell’analisi dell’andamento su App Store. Per il sistema operativo Android, Google piazza invece al primo posto One, il suo servizio di abbonamento cloud, per archiviare online foto, video e documenti e averli sempre a disposizione. Nel merito dei download, la situazione non cambia: in testa al mercato globale, così come in quello inerente al mondo Apple, c’è Tik Tok, che lascia spazio su Android a Facebook e Instagram.
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Tornando all’effetto lockdown, applicazioni di collaborazione e videochiamate, come Zoom e Google Meet, restano saldamente nel ranking delle top 10, e così fa Telegram, che nel corso dell’anno ha rosicchiato utenti a Facebook dopo le controverse modifiche alla gestione della privacy degli utenti fuori dal mercato europeo.
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Decisamente più concorrenziale il segmento dei videogame: in generale il più remunerativo è il titolo Pubg Mobile, uno sparatutto simile a Fortnite, mentre Honor of Kings si consolida primo su App Store, con il concorrente Genshin Impact che è il più remunerativo sul Play Store. Per numero di download, Sensor Tower elegge Pubg Mobile il primo nel totale di iOS e Android. Quest’ultimo si alterna con Count Masters su App Store ma si riprende la leadership per quantità di installazioni sul Play Store.
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I nonni del 2021? Quasi-genitori e amanti della tecnologia
1 ragazzo su 3 chatta con loro, il 60% fa videochiamate
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02 ottobre 2021
12:05
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I nonni “moderni” continuano a fare le veci dei genitori: per 6 studenti su 10 sono veri e propri “accompagnatori” da e verso la scuola, oltre che fornitori ufficiali del pranzo dopo le lezioni. Per 8 su 10 sono stati “baby-sitter” in assenza delle mamme e dei papà.
Ma forse non tutti sanno che i nonni di oggi sono anche smart: sono proprio i ragazzi ad aiutarli con le tecnologie
Per la maggior parte di bambini e ragazzi sono un tassello fondamentale della propria vita. Per i loro genitori diventano quasi un’ancora di salvezza. Stiamo parlando dei nonni. Perché, oggi più di ieri, le persone più grandi rivestono una grande varietà di ruoli: consiglieri, baby-sitter, cuochi, autisti e chi più ne ha più ne metta. A mostrarlo in tutta la sua portata una ricerca effettuata da Skuola.net – intervistando mille giovani tra i 10 e i 21 anni – in occasione della Festa dei Nonni.
Dall’indagine, infatti, emerge come siano veramente tanti i nonni che vanno in soccorso delle famiglie per riempire quelle caselle che i ritmi frenetici a cui viaggia la società contemporanea a volte non consentono di riempire. Ad esempio, per circa 6 ragazzi su 10 il nonno è quella figura che lo accompagnava o andava a prendere a scuola quando era più piccolo (o, specie nelle fasce più basse d’età, che ancora ci va), se non tutti i giorni, quasi. E la stessa quota (60%) racconta che casa dei nonni è stata (e lo è tutt’ora) il ‘ristorante’ di riferimento per i pranzi dopo scuola.
Ancora più ampia – siamo quasi nell’ordine di 8 su 10 – la fetta di ragazzi che ha passato parecchi pomeriggi e serate della propria infanzia in compagnia di uno o più nonni, quando magari i genitori non potevano essere presenti o avevano impegni che li portavano fuori casa. Come vere e proprie ‘bambinaie’.
E ben 7 su 10 dicono addirittura di aver dormito in più di un’occasione, se non spesso e volentieri, a casa dei nonni. Di fatto trascorrendoci giornate intere. Tantissimi, poi, quelli che almeno una vacanza se lo sono fatta al seguito dei nonni: circa 1 su 2.
Un rapporto così stretto, quasi simbiotico, con i genitori dei propri genitori non poteva che sfociare anche in una certa confidenza e complicità. Così un gran numero di ragazzi (66%), quando ha un problema, ammette di confidarsi con i nonni. Di cosa si parla? Di un po’ di tutto: dai litigi con i genitori alle questioni sentimentali, dall’andamento scolastico alle amicizie. In fondo, da che mondo è mondo, gli anziani sono o non sono il simbolo della saggezza?
I giovani, però, sanno ripagare a dovere così tanta disponibilità. In che modo? Aiutando i nonni nelle questioni su cui, per una pura questione generazionale, potrebbero andare in difficoltà. In cima alla lista, ovviamente, ci sono le nuove tecnologie. Ma i nonni non devono temere, ci sono i nipoti a fugare ogni loro dubbio; visto che il 55% degli intervistati sostiene di essere l’assistente personale del nonno e che un altro 33% è pronto a intervenire in caso di difficoltà.
È anche grazie a queste consulenze, probabilmente, che sempre più nonni sono ormai pienamente ‘digitalizzati’: circa un terzo (30%) comunica con i nipoti facendo videochiamate online, oltre la metà (60%) chatta via WhatsApp (anche se qualcuno ha ancora bisogno di un continuo ripasso).
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Oltre 400 file pedopornografici archiviati,medico ai domiciliari
Nel Ravennate. Immagini sequestrate dalla Polizia Postale
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BOLOGNA
02 ottobre 2021
13:11
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Un medico ultra-sessantenne del Ravennate è stato posto agli arresti domiciliari in esecuzione di un’ordinanza cautelare del Gip di Bologna firmata lunedì scorso al termine di una indagine svolta della Polizia Postale bolognese in materia di pedopornografia online. L’inchiesta, coordinata dal Pm Bruno Fedeli della Procura di Bologna e dal Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online del servizio di Polizia Postale, è scattata dall’attività a carico di un altro utente dedito allo scambio di immagini e video prodotti mediante lo sfruttamento sessuale di minori.
I successivi accertamenti hanno portato gli investigatori fino al medico del Ravennate. Nel corso della perquisizione eseguita nel novembre scorso, l’uomo, per gli inquirenti consapevole dell’illiceità delle sue condotte e pensando di riuscire a occultarne le tracce, aveva cercato invano di disfarsi del proprio cellulare, poi recuperato dagli agenti.
L’analisi dello smartphone e dei dispositivi sequestrati anche grazie al supporto del locale Commissariato, ha permesso di rilevare la presenza di oltre 400 file tra immagini e video a contenuto pedopornografico, nonché di numerosissime chat su diverse piattaforme social da cui è emerso un chiaro interesse dell’indagato a reperire materiale con minori anche di età prepubere. CRONACA
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Crisi chip pesa sempre più su smartphone, -50 mln unità 2021
Analisti, 90% settore interessato ad approvigionamento
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02 ottobre 2021
13:40
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Dopo l’auto, la crisi dei chip comincia a farsi sentire concretamente anche nel mercato degli smartphone. Secondo numeri aggiornati della società di analisi Counterpoint Research, nel 2021 verranno spedite quasi 50 milioni di unità in meno rispetto alle stime precedenti allontanando il settore dal risultato del 2019, l’anno di normalità più recente.
Secondo gli analisti, il 90% del settore sarà interessato da questi problemi e la situazione avrà un impatto più evidente sul secondo semestre di quest’anno: stimano che le unità totali di smartphone spedite per il 2021 dovrebbero crescere del 6% annuo a 1,41 miliardi di unità, mentre le previsioni precedenti parlavano di una crescita del 9% e di 1,45 miliardi di unità.
Nel 2019 erano stati spediti 1,479 miliardi di smartphone.
Gli analisti riportano che i produttori di smartphone hanno dichiarato di aver ricevuto solo l’80% dei chip già ordinati nel secondo trimestre del 2021. E la situazione sembra peggiorare: nel terzo trimestre è probabile che la media di ordini evasi scenderà al 70%. La società di analisi osserva che la crisi interessa un po’ tutti i marchi del settore, Apple un po’ meno dei concorrenti Android come Samsung, Xiaomi e Oppo.
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Oltre che sulle auto, la crisi dei semiconduttori sta pesando anche nel settore dei videogiochi e delle console. Lo sviluppo dei chip è la chiave per la competitività tecnologica, infatti grandi aziende come Google e Apple sono al lavoro da tempo per sviluppare in casa i loro semiconduttori e ridurre così la dipendenza dai fornitori esterni. Secondo indiscrezioni i telefoni Pixel di Google potrebbero avere i processori interni – denominati Tensor – già nella prossima serie il cui lancio è imminente.
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Dieci anni senza Steve Jobs, il suo mito resta vivo
Fondatore Apple morì 5 ottobre 2011, ora nodo successione Cook
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05 ottobre 2021
18:36
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“Siate affamate, siate folli”. E’ il messaggio che Steve Jobs ha lasciato in eredità ai giovani nel suo famoso discorso rivolto agli studenti della Standford University.
Scomparso il 5 ottobre 2011 a 56 anni, per un tumore al pancreas, il co-fondatore della Apple è diventato un simbolo di innovazione e creatività e il suo mito resta vivo a dieci anni dalla morte. In molti sostengono che la sua visione e il suo lascito permettono ancora oggi al colosso di Cupertino di essere un punto di riferimento in diversi settori, dagli smartphone ai computer. Mentre l’azienda nei prossimi dieci anni potrebbe preparasi nuovamente ad un cambio di leadership, con l’addio di Tim Cook.
Nel corso di questi anni a Steve Jobs sono stati dedicati libri, film e le case d’aste continuano a fare affari con i cimeli che affiorano di tanto in tanto, dal suo curriculm vitae, alla prima domanda di lavoro, ai biglietti da visita ai manuali autografati. Segno che la sua figura carismatica, una incona senza tempo in jeans e dolcevita nero, nell’immaginario comune ancora non è stata sostituita.
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Forse solo Elon Musk, con la sua visione e la sua spregiudicatezza, può accendere nuovi entusiasmi. Steve Jobs, nato a San Francisco il 24 febbraio 1955, di origini siriane per parte di padre, non fu cresciuto dai suoi genitori naturali ma fu dato in adozione. Particolare della sua vita privata che ha ispirato anche Banksy. L’artista inglese qualche anno fa lo ha ha ritratto, con un computer e una sacca sulle spalle, nel campo profughi di Calais, in Francia, per portare l’attenzione sulla crisi dei rifugiati.
Nella sua lunga vita in Apple – fondata nel 1976 con Steve Wozniak e Ronald Waynee in un garage e passata dal quasi fallimento alla capitalizzazione di trilioni di dollari – Jobs ha immaginato o reimmaginato quasi tutta la tecnologia che usiamo ogni giorno: dal personal computer col mouse (“il computer è una bicicletta per la mente”, diceva), all’iPhone che ha rivoluzionato il concetto di telefono (per il Time è tra i gadget più influenti del decennio), all’iPod e ad iTunes che hanno aperto la strada alla smaterializzazione della musica e allo streaming. Ed è stato anche fondatore e amministratore delegato di Pixar Animation Studios prima dell’acquisto da parte della Walt Disney Company, intuendo negli anni Ottanta che il settore dell’intrattenimento e dei contenuti sarebbe esploso, come poi è accaduto.
‘Non c’e’ un giorno che non pensiamo a Steve Jobs, sarà sempre il Dna di Apple”, ha detto qualche anno fa Tim Cook inaugurando il teatro a lui dedicato nell’Apple Park, la nuova sede dell’azienda di Cupertino a cui il suo fondatore aveva lavorato fino all’ultimo. Cook ha preso il testimone a fine agosto 2011, quando Jobs si è dimesso per motivi di salute e ha portato avanti in questi dieci anni un’azienda non facile da gestire, con un’eredità così pesante sulle spalle e con temi sempre più pressanti legati alla privacy e alla concorrenza. L’ingegnere che ha dato all’azienda californiana una svolta green e ha sorpreso, vista la sua discrezione, per aver fatto coming out nei prossimi anni però potrebbe non essere più alla guida dell’azienda, per sua stessa ammissione. E a quel punto si riaprirà la nuova difficile partita per prendere il testimone della Apple di Steve Jobs.
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Talpa accusa Facebook, ha contribuito all’attacco 6 gennaio
E alla polarizzazione politica Usa. Social media, fuorviante
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NEW YORK
03 ottobre 2021
21:05
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Una talpa accusa Facebook: ha contribuito all’attacco al Congresso del 6 gennaio rilassando troppo presto i controlli imposti per le elezioni del 2020. Lo riporta il New York Times, sottolineando che la talpa – di cui non è stata diffusa l’identità – accusa anche Facebook di aver contribuito alla polarizzazione delle politica americana.
La talpa spiegherà le sue accuse nel corso di un’intervista a ’60 Minutes’ che andrà in onda nella serata americana. E in vista dell’appuntamento Facebook ha avviato la sua difesa con un’email ai dipendenti di 1.500 parole, scritta da Nick Clegg, il vicepresidente di Facebook per gli Affari Globali. Una missiva in cui le accuse vengono definite “fuorvianti”. “I social media hanno avuto un forte impatto sulla società negli ultimi anni”, ma le prove “non sostengono l’idea che Facebook, o i social media in generale, siano la causa primaria della polarizzazione”.
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Pandora Papers, svelati i tesori offshore di leader e vip
I segreti finanziari offshore di ricchi e potenti davanti agli occhi del mondo. Da Tony Blair al Re di Giordania, all’amante di Putin. 12 milioni di file. South Dakota paradiso fiscale
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NEW YORK
05 ottobre 2021
10:22
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I segreti finanziari offshore di ricchi e potenti messi davanti agli occhi del mondo. I Pandora Papers – così come sono stati chiamati dal Consorzio Internazionale dei Giornalisti Investigativi (ICIJ) che li ha elaborati sulla base di 11,9 milioni nuovi file riservati – fotografano le ricchezze nascoste nei paradisi fiscali di 35 leader mondiali, migliaia di vip e miliardari del Pianeta: dal Re di Giordania a Tony Blair, dal fondo della Regina Elisabetta a Julio Iglesias e Claudia Shiffer, passando per Shakira e il circolo ristretto dei collaboratori di Vladimir Putin (amante compresa).
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L’inchiesta, frutto del lavoro di due anni di 600 giornalisti e di 150 testate (L’Espresso per l’Italia), apre uno spaccato su oltre 29.000 conti offshore e si spinge ben oltre ai Panama Papers di cinque anni fa, basati sul materiale di un singolo studio legale. I Pandora Papers raccolgono infatti l’analisi di dati di 14 diverse entità di servizi finanziari in Paesi e territori che includono la Svizzera, Singapore, le Isole Vergini Britanniche, Belize e Cipro. I documenti esaminati sono datati fra il 1996 e il 2020, anche se alcuni risalgono agli anni 1970.
I file rivelano come il Re di Giordania Abdullah, storico alleato degli Stati Uniti, abbia usato varie società fantasma per acquistare per oltre 100 milioni di dollari proprietà di lusso a Malibu, in California, a Londra e a Washington. In Europa i documenti espongono l’acquisto per 22 milioni di dollari di un castello in Francia, vicino Cannes, da parte del premier ceco Andrej Babis, politico miliardario che si presenta come populista avversario dell’elite europea. Mentre in Africa puntano al presidente del Kenya Uhuru Kenyatta: pur dipingendosi da anni come nemico numero uno della corruzione, Kenyatta e alcuni dei suoi stretti familiari hanno creato almeno sette entità offshore per nascondere denaro e beni immobiliari per più di 30 milioni di dollari. Nei documenti c’è anche la famiglia reale britannica, che tramite il fondo della Regina ha acquistato per 67 milioni di sterline una proprietà a Londra legata alla famiglia del presidente dell’Azarbaijan, Ilham Aliyev, accusata di corruzione. Sempre restando in Gran Bretagna i Pandora papers notano come Tony e Cheire Blair hanno risparmiato centinaia di migliaia di sterline in tasse sulla proprietà con l’acquisto di un edificio per uffici a Londra tramite una società offshore.
Il nome del presidente russo Vladimir Putin non compare nei documenti che, invece, fanno luce sulla fortuna di alcuni uomini e donne nella sua cerchia più ristretta. Fra questi spicca il suo amico di infanzia Petr Kolbin ma anche Svetlana Krivonogikh, con la quale Putin avrebbe avuto una relazione. Krivonogikh – che si vocifera abbia avuto una figlia dallo zar – avrebbe acquistato tramite una società offshore un lussuoso appartamento a Monaco. Nei fascicoli dell’inchiesta vengono chiamati in causa anche il cantante spagnolo Julio Iglesias, l’ex top model tedesca Claudia Schiffer e la cantante Shakira. Ma anche il mafioso Raffaele Amato: ‘o Lello’, arrestato nel 2005 e la cui storia ha contribuito a ispirare il film Gomorra, operava – riporta il Miami Herald – tramite una società di comodo, registrata in Gran Bretagna e usata per acquistare proprietà in Spagna poco prima di fuggire dall’Italia.
I nomi dei grandi paperoni americani – da Jeff Bezos a Elon Musk – non compaiono nei documenti, secondo quanto riportano i medi statunitensi. Ma, per l’imbarazzo di Joe Biden e della sua lotta al fisco trasparente, i documenti rivelano come il South Dakota è uno dei paradisi fiscali mondiali, con nulla da invidiare alle “opache giurisdizioni in Europa e nei Caraibi”.
Decine di milioni di dollari – riporta il Washington Post – da fuori degli Stati Uniti sono parcheggiati in società a Sioux Falls, la capitale dello Stato americano. E parte di questi fondi sono legati a persone e aziende accusate di abusi di diritti umani o altri reati finanziari. Per Biden una rivelazione scottante che potrebbe indebolirlo davanti ai repubblicani contrari ai suoi piani fiscali americani e internazionali.
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La dimostrazione del ruolo degli Stati Uniti come la più grande ‘voragine’ fiscale e offshore del mondo è l’unica cosa che effettivamente cattura l’occhio nei Pandora Papers. Lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. “L’unica cosa che effettivamente cattura l’attenzione è la dimostrazione di quale Stato è la più grande voragine fiscale e offshore del mondo. E, naturalmente, sono gli Stati Uniti”, ha detto Peskov, citato dalla Tass.
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La Casa reale giordana ha respinto le informazioni contenute nei “Pandora Papers’ definendole “inaccurate, distorte e che esagerano i fatti°. In una nota ufficiale diffusa dalla agenzia Petra si afferma che “non è un segreto che sua Maestà Abdallah II possieda una serie di appartamenti e di residenze negli Usa e in Gran Bretagna. Questo non è nè inusuale nè improprio'”. Secondo la stessa nota quelle proprietà “non sono state pubblicizzate per motivi di sicurezza e di privacy. Non è stato per segretezza nè per tentare di nascondere le cose, come sostenuto in quelle informazioni”.
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“Come tante altre inchieste di giornalismo investigativo, anche questa dei Pandora Papers darà un impulso molto positivo ai decisori politici” e da parte della Commissione europea “ci sarà prima della fine dell’anno una proposta” nel suo piano per la lotta all’evasione fiscale “contro l’abuso delle società di comodo, che è una delle questioni fondamentali che emergono” anche da questa inchiesta. Lo ha detto il commissario europeo per l’Economia, Paolo Gentiloni, arrivando all’Eurogruppo a Lussemburgo.
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Facebook, ‘talpa’, profitti sopra la sicurezza, ingannato il pubblico
A denunciare il social di Mark Zuckerberg è la talpa Frances Haugen, l’ex dipendente che ha fatto sprofondare la società nella sua crisi più profonda dai tempi di Cambridge Analytics.
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NEW YORK
04 ottobre 2021
11:28
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Facebook ha messo i “profitti al di sopra della sicurezza” del pubblico. A denunciare il social di Mark Zuckerberg è la talpa Frances Haugen, l’ex dipendente che ha fatto sprofondare la società nella sua crisi più profonda dai tempi di Cambridge Analytics.
In un’intervista a ’60 Minutes’ racconta di aver presentato almeno denunce alla Sec, la Consob americana, nelle quali accusava il social di aver nascosto le sue ricerche e i suoi studi agli investitori e al pubblico.
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La 37enne afferma di aver lavorato in diversi social ma a Facebook ha trovato al situazione peggiore. “A un certo punto nel 2021 ho realizzato che dovevo agire in modo sistematico e dovevo avere abbastanza documenti in modo che nessuno potesse mettere in dubbio che era reale” la descrizione della società, racconta. Haughes ha poi passato molti documenti al Wall Street Journal.
“Ho visto ripetutamente conflitti di interesse fra quello che era buono per il pubblico e quello per che era buono per Facebook e Facebook ogni volta ha scelto quello che era meglio per lei” e per i suoi profitti, dichiara Frances Haugen.
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Samsung: vendite record in Corea per smartphone pieghevoli
1 milione di Galaxy Z Fold3 e Z Flip3 venduti
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05 ottobre 2021
08:52
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Le vendite dei nuovi smartphone pieghevoli di Samsung, Galaxy Z Fold3 e Galaxy Z Flip3, fanno registrare numeri da record in Corea. Superato il milione di unità vendute, adesso si punta ai 7 milioni in tutto il mondo, entro la fine dell’anno.
Secondo quanto comunicato dall’azienda al giornale Korea Herald, la terza generazione della serie Galaxy Z ha raggiunto il traguardo a poco più di un mese dal lancio sul mercato casalingo, il 27 agosto. Stando agli analisti, un tale ritmo di vendita è simile a quello del Galaxy Note 10 e del Galaxy S8, che sono stati i più veloci a superare il milione in Corea del Sud. Peraltro, le stime erano già abbastanza rosee alla chiusura dell’attività di preordine.
Entrambi i modelli erano stati prenotati per 920 mila unità nel Paese, con 270 mila esemplari ritirati nel primo giorno di disponibilità, un record per qualsiasi dispositivo Galaxy.
Proprio per la risposta dei consumatori, Samsung aveva prolungato il periodo di pre-order di qualche giorno. Dei due modelli, lo Z Flip3, con apertura a conchiglia, è quello più venduto, quasi il doppio dello Z Fold3. Questo anche per il prezzo più accessibile del precedente e un posizionamento di partenza che oggi è sotto i mille euro. Il successo interno dei pieghevoli si riflette anche sul mercato globale, dove i preordini di Flip e Fold avevano, tra la fine di agosto e gli inizi di settembre, superato tutte le vendite dei pieghevoli precedenti finora. ANDROID
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Facebook: è Frances Haugen la talpa dell’inchiesta del Wsj
“Social ha messo i profitti al di sopra della sicurezza”
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04 ottobre 2021
14:53
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“Ho visto ripetutamente conflitti di interesse fra quello che era buono per il pubblico e quello per che era buono per Facebook e Facebook ogni volta ha scelto quello che era meglio per lei” e per i suoi profitti. Lo afferma Frances Haugen, una ex dipendente del social media, spiegando perché ha deciso di diventare una ‘talpa’ e denunciare la società.
Haughen è colei che ha fornito al Wall Street Journal i documenti interni che hanno mostrato uno spaccato finora segreto di Facebook. Facebook ha messo i “profitti al di sopra della sicurezza” del pubblico, denuncia Haugen, che ha fatto sprofondare la società nella sua crisi più profonda dai tempi di Cambridge Analytics. In un’intervista a ’60 Minutes’ racconta di aver presentato almeno denunce alla Sec, la Consob americana, nelle quali accusava il social di aver nascosto le sue ricerche e i suoi studi agli investitori e al pubblico. La 37enne afferma di aver lavorato in diversi social ma a Facebook ha trovato al situazione peggiore. “A un certo punto nel 2021 ho realizzato che dovevo agire in modo sistematico e dovevo avere abbastanza documenti in modo che nessuno potesse mettere in dubbio che era reale” la descrizione della società, racconta.
Il social si difende dalle accuse della talpa. “Ogni giorno – spiega – i nostri team devono trovare un equilibrio tra garantire la libertà di espressione di miliardi di persone e mantenere la nostra piattaforma un luogo sicuro e positivo. Continuiamo ad apportare miglioramenti significativi per contrastare la diffusione della disinformazione e dei contenuti dannosi. Affermare che incoraggiamo la diffusione di questi contenuti e che non prendiamo provvedimenti è semplicemente falso”.
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Huawei prepara il lancio di HarmonyOS 3.0 il 24 ottobre
Nuova versione in arrivo con la conferenza per gli sviluppatori
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04 ottobre 2021
11:26
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L’aggiornamento del sistema operativo di Huawei, HarmonyOS 3.0, che ha sostituito Android sugli smartphone del gruppo, potrebbe essere svelato il 24 ottobre. Quel giorno si terrà infatti la Huawei Developer Conference, stessa occasione che, lo scorso settembre, aveva ospitato una conferenza di lancio di HarmonyOS 2.0.
La notizia non è ufficiale ma è stata rivelata da un dipendente dell’azienda, che ha pubblicato sui social cinesi un’immagine di presentazione del software, con l’indicazione della terza versione. Sembra inoltre che, per la prima volta, l’aggiornamento sarà disponibile per tutti gli smartphone Huawei compatibili e attivati a livello globale e non solo per gli utenti in Cina. Del resto, HarmonyOS è cresciuto in maniera esponenziale dal suo rilascio iniziale. La versione attuale, 2.0, è arrivata lo scorso 2 giugno e, nella prima settimana, è stata installata su oltre 10 milioni di dispositivi. Gli ultimi dati di luglio parlano di 40 milioni di utenti passati al nuovo sistema. Huawei si è comunque fissata un obiettivo molto più lontano: 300 milioni di dispositivi HarmonyOS entro la fine dell’anno, 200 milioni dei quali smartphone. Per l’anno in corso, il colosso di Shenzen punta a superare le 100 milioni di installazioni. HarmonyOS non è solo una piattaforma per telefonini: l’idea è quella di unificare le diverse esperienze utente, portando il sistema operativo anche su accessori indossabili, tablet e internet delle cose. A luglio, la compagnia ha svelato gli smartphone P50 e P50 Pro, di cui ancora non si conosce l’eventuale disponibilità al di fuori della Cina.
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Nazionale italiana hacker ‘etici’ terza a campionati europei
Giovani tra i 16 e i 23 anni, crittografia tra le sfide
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05 ottobre 2021
08:53
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Si sono classificati terzi i ragazzi del Team Italy all’edizione 2021 dei Campionati europei di cybersicurezza, organizzati da Enisa, l’Agenzia dell’Unione europea per la cybersicurezza. Crittografia, sicurezza web, analisi forense di computer e dispositivi mobili e sicurezza dell’hardware sono alcune delle competenze alle quali i membri della nazionale italiana, tra i 16 e i 23 anni, hanno dovuto attingere per conquistare il bronzo finale.
“Siamo soddisfatti perché la nazionale italiana ha dato il massimo.
L’impegno dei nostri ragazzi è testimoniato dal fatto che, alla chiusura delle classifiche pubbliche, l’Italia era la prima squadra”, ha commentato Paolo Prinetto, direttore del Laboratorio nazionale di cybersecurity del Cini, il Consorzio interuniversitario nazionale per l’informatica che ha il mandato dall’Unità Cybersecurity della Repubblica Italiana per formare il Team Cyberdefender.
Ogni anno, una città diversa ospita le giornate di competizione, che vedono scontrarsi, sui campi del digitale, i migliori talenti informatici, gli hacker etici. Quest’anno, la fase finale si è svolta a Praga. Al primo posto della competizione si è piazzata la Polonia, seconda la Germania.
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Azimut Marketplace, l’amazon dei servizi finanziari alle pmi
Punta pareggio 2023 con 42.500 aziende e 550 milioni di erogato
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04 ottobre 2021
18:22
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Azimut insieme a Step lancia Azimut Marketplace, piattaforma fintech per fornire servizi finanziari alla piccole e medie imprese italiane con in programma di fare altrettanto in Spagna, Portogallo e Brasile.
La joint venture, dove il gestore italiano ha una quota del 43,5%, punta a raggiungere il pareggio bilancio nel 2023 quando conta di avere come clienti 42.500 imprese, 550 milioni di credito erogato e 13,5 milioni di ricavi.
L’obiettivo è di fornire credito, e non solo, a 82.000 imprese nel 2026 strappandole alle banche tradizionali.
“Abbiamo già avviato le istanze per registrare Marketplace come agente assicurativo e agente dei servizi di pagamento”, ha indicato Marco Montagnani, amministratore delegato di Azimut Marketplace durante un incontro con la stampa. Assicurazioni e depositi andranno così ad ampliare le proposte che già dall’inizio dell’anno prossimo vedranno la piattaforma offrire conti correnti per le imprese. ”Lo possiamo fare senza trasformarci in banca” ha sottolineanto Paolo Martini, ad e direttore generale di Azimut Holding. “Azimut Marketplace è il nuovo Amazon dei servizi finanziari per le pmi”, ha aggiunto.
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Facebook: lunedì nero costa a Zuckerberg 6 miliardi dollari
Le scuse: in tanti si affidano a noi, dopo il blackout ‘impareremo e cresceremo’. E’ stata la peggiore interruzione di servizio dal 2008
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05 ottobre 2021
14:17
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Il lunedì nero di Facebook – fra l’impatto delle rivelazione della talpa Frances Haugen e lo stop dei sue piattaforme per ore – è costato a Mark Zuckerberg più di sei miliardi di dollari. Con il calo dei titoli Facebook a Wall Street, la ricchezza di Zuckerberg è scesa a 121,6 miliardi di dollari, secondo il Bloomberg Billionaires Index, facendo scivolare al quinto posto, alle spalle di Bill Gates.
Facebook e le sue app Instagram e WhatsApp hanno lentamente ripreso a funzionare dopo un blackout di circa sette ore in Europa e negli Stati Uniti. Lo riportano il New York Times e altri media Usa.
Si tratta della peggiore interruzione di servizio del colosso dei social media dal 2008.
“Scusate per l’interruzione, sappiamo quante persone fanno affidamento sui nostri servizi per restare connesse”: sono le scuse ufficiali che Mark Zuckerberg posta sul suo profilo Facebook dopo le sei ore di down delle sue app.
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Scrive su Twitter anche il capo di Whatsapp, Will Cathcart: “Sono grato a tutti coloro che hanno lavorato duramente per riportare il nostro servizio all’affidabilità che ci si aspetta, è stato un promemoria per ricordarci quante persone e organizzazioni si affidano alla nostra app ogni giorno. Impareremo e cresceremo da questo”.
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“Sincere scuse a tutti coloro che sono stati colpiti dalle interruzioni dei servizi alimentati da Facebook in questo momento. Stiamo riscontrando problemi di rete e i team stanno lavorando il più velocemente possibile per eseguire il debug e ripristinare il tutto il più velocemente possibile”: aveva spiegato su Twitter, Mike Schroepfer, Chief Technology Officer di Facebook.
E’ stata un’errata configurazione dei server di Facebook, quindi un errore interno, la causa del down totale che ha investito le app. Il vicepresidente delle infrastrutture di Facebook, Santosh Janardhan, ha infatti spiegato in un post che il blackout mondiale è stato provocato da modifiche alla configurazione dei router che coordinano il traffico di rete tra i suoi centri dati. “Questa interruzione del traffico di rete ha avuto un effetto a cascata sul modo in cui comunicano i nostri centri dati, bloccando i nostri servizi”, ha detto Janardhan.
Il down mondiale è partito dalle 17:30 circa ora italiana, quando sono iniziate ad arrivare tante segnalazioni. Sul sito downdetector.com, che tiene conto dei guasti di diverse piattaforme, gli utenti hanno segnalato problemi di accesso alle app, ma anche di connessione al server e di caricamento dei contenuti.
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Su Twitter è partita la consueta ironia degli utenti mentre sono volati gli hashtag #whatsappdown, #instagramdown, #facebookdown.
Non è la prima volta che i servizi dell’ecosistema Facebook non funzionano all’unisono. L’ultimo blackout mondiale che aveva mandato in tilt WhatsApp, Instagram e Facebook si era registrato lo scorso 19 marzo ed era durato circa un’ora; ma quello più lungo si è verificato il 13 marzo 2019, un record di 14 ore di stop per le applicazioni.
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Facebook, WhatsApp e Instagram riprendono a funzionare
E’ stata la peggiore interruzione di servizio dal 2008
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WASHINGTON
05 ottobre 2021
00:42
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Facebook e le sue app Instagram e WhatsApp hanno lentamente ripreso a funzionare dopo un blackout di oltre cinque ore in Europa e negli Stati Uniti.
Lo riportano il New York Times e altri media Usa.
Si tratta della peggiore interruzione di servizio del colosso dei social media dal 2008.
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Facebook e le sue app Instagram e WhatsApp hanno lentamente ripreso a funzionare dopo un blackout di circa sette ore in Europa e negli Stati Uniti. Lo riportano il New York Times e altri media Usa.
Si tratta della peggiore interruzione di servizio del colosso dei social media dal 2008.
“Scusate per l’interruzione, sappiamo quante persone fanno affidamento sui nostri servizi per restare connesse”: sono le scuse ufficiali che Mark Zuckerberg posta sul suo profilo Facebook dopo le sei ore di down delle sue app. Scrive su Twitter anche il capo di Whatsapp, Will Cathcart: “Sono grato a tutti coloro che hanno lavorato duramente per riportare il nostro servizio all’affidabilità che ci si aspetta, è stato un promemoria per ricordarci quante persone e organizzazioni si affidano alla nostra app ogni giorno. Impareremo e cresceremo da questo”. In precedenza si era scusato Mike Schroepfer, Chief Technology Officer di Facebook, su Twitter: “Sincere scuse a tutti coloro che sono stati colpiti dalle interruzioni dei servizi alimentati da Facebook in questo momento. Stiamo riscontrando problemi di rete e i team stanno lavorando il più velocemente possibile per eseguire il debug e ripristinare il tutto il più velocemente possibile”. E’ stata un’errata configurazione dei server di Facebook, quindi un errore interno, la causa del down totale che ha investito le app. Il vicepresidente delle infrastrutture di Facebook, Santosh Janardhan, ha infatti spiegato in un post che il blackout mondiale è stato provocato da modifiche alla configurazione dei router che coordinano il traffico di rete tra i suoi centri dati. “Questa interruzione del traffico di rete ha avuto un effetto a cascata sul modo in cui comunicano i nostri centri dati, bloccando i nostri servizi”, ha detto Janardhan.
Il down mondiale è partito dalle 17:30 circa ora italiana, quando sono iniziate ad arrivare tante segnalazioni. Sul sito downdetector.com, che tiene conto dei guasti di diverse piattaforme, gli utenti hanno segnalato problemi di accesso alle app, ma anche di connessione al server e di caricamento dei contenuti. Su Twitter è partita la consueta ironia degli utenti mentre sono volati gli hashtag #whatsappdown, #instagramdown, #facebookdown.
Non è la prima volta che i servizi dell’ecosistema Facebook non funzionano all’unisono. L’ultimo blackout mondiale che aveva mandato in tilt WhatsApp, Instagram e Facebook si era registrato lo scorso 19 marzo ed era durato circa un’ora; ma quello più lungo si è verificato il 13 marzo 2019, un record di 14 ore di stop per le applicazioni.
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Facebook: blackout dovuto a modifiche configurazione router
Secondo il vicepresidente delle infrastrutture Santosh Janardhan
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SAN FRANCISCO
05 ottobre 2021
05:48
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Il blackout mondiale che ieri da colpito Facebook e le sue app Instagram e WhatsApp è stato provocato da modifiche alla configurazione dei router che coordinano il traffico di rete tra i suoi centri dati.
“Questa interruzione del traffico di rete ha avuto un effetto a cascata sul modo in cui comunicano i nostri centri dati, bloccando i nostri servizi”, ha dichiarato in un post il vicepresidente delle infrastrutture di Facebook Santosh Janardhan.
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Whatsapp: le scuse di Zuckerberg, in tanti si affidano a noi
Dopo il blackout ‘impareremo e cresceremo’
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05 ottobre 2021
10:01
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“Scusate per l’interruzione, sappiamo quante persone fanno affidamento sui nostri servizi per restare connesse”: sono le scuse ufficiali che Mark Zuckerberg posta sul suo profilo Facebook dopo le sei ore di down delle sue app dovute, a quanto si sa al momento, da un guasto interno Scrive su Twitter anche il capo di Whatsapp, Will Cathcart: “Sono grato a tutti coloro che hanno lavorato duramente per riportare il nostro servizio all’affidabilità che ci si aspetta, è stato un promemoria per ricordarci quante persone e organizzazioni si affidano alla nostra app ogni giorno.
Impareremo e cresceremo da questo”.
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Facebook:Nyt,durante ‘down’ fuori uso anche badge dipendenti
Ha ritardato accesso a server di esperti sicurezza
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05 ottobre 2021
12:25
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Ci sarebbe non solo un problema tecnico, ma anche un problema organizzativo alle base del collasso dell’infrastruttura di Facebook che ha portato al ‘down’ del social e delle sue app per sei ora circa. Secondo il New York Times, ma anche altri media americani, gli addetti alla sicurezza di Facebook hanno avuto un rallentamento nella valutazione dell’incidente perché i loro badge digitali aziendali hanno smesso di funzionare, impedendo fisicamente di accedere ai server di Facebook per riparare il guasto.
L’interruzione ha avuto un impatto anche su molti degli strumenti e sistemi interni che i dipendenti Facebook usano nel loro lavoro quotidiano, come le email e il software per il lavoro da remoto Workplace “complicando i nostri tentativi di diagnosticare e risolvere rapidamente il problema”, ha spiegato in un post il vice presidente di Facebook per le infrastrutture, Santosh Janardhan.
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Arriva Windows 11, le novità del nuovo sistema operativo
Si scarica da oggi ma solo su PC compatibili
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05 ottobre 2021
12:27
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Già dalle prime ore di ieri sera, leggermente in anticipo sulla data del 5 ottobre, Microsoft ha reso disponibile l’aggiornamento a Windows 11. Il nuovo sistema operativo può essere installato su computer compatibili, utilizzando l’app PC Health Check, che ne analizza le prestazioni.
Il pulsante Avvio
La prima novità riguarda il pulsante Start che, posizionato al centro, permette di accedere rapidamente ai contenuti e alle applicazioni preferite.
Inoltre, grazie alla piattaforma cloud di Microsoft 365, è possibile accedere ai file recenti da qualsiasi dispositivo utilizzato. Un’altra novità è l’introduzione dei Widgets, un nuovo feed personalizzato che sfrutta l’Intelligenza Artificiale per mostrare contenuti su misura direttamente sul desktop.
La produttività di Teams e lo Store L’app Microsoft
Teams è adesso integrata direttamente nella barra delle applicazioni, così da velocizzare l’apertura o la partecipazione alle chiamate e videochiamate, si a scopo personale che di lavoro. Con Windows 11 cambia anche il Microsoft Store. Il negozio digitale non solo diviene un punto di accesso unico per scaricare le app, ma anche uno strumento utile a ricercare altre tipologie di contenuti, come film e giochi per la Xbox. Microsoft ha lavorato a fondo per migliorare e semplificare il multitasking, tramite l’introduzione degli Snap Layouts, Groups e la possibilità di impostare desktop differenti in Windows 11.
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Con i nuovi layout a tre colonne, si possono visualizzare gli elementi attivi in uno spazio organizzato, mentre la funzione Desktops consente di personalizzare la propria scrivania con diversi set di applicazioni.
Il divertimento
Tornando al gaming, vale la pena ricordare che Windows 11 apre le porte alla modalità di visualizzazione Auto HDR e al supporto per il DirectStorage, una caratteristica introdotta per la prima volta sulle console Xbox Series X e Xbox Series S, che riduce i tempi di caricamento dei giochi.
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Facebook:lunedì nero costa a Zuckerberg 6 miliardi dollari
Ricchezza è scesa a 121,6 miliardi di dollari
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NEW YORK
05 ottobre 2021
14:33
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Il lunedì nero di Facebook – fra l’impatto delle rivelazione della talpa Frances Haugen e lo stop dei sue piattaforme per ore – è costato a Mark Zuckerberg più di sei miliardi di dollari. Con il calo dei titoli Facebook a Wall Street, la ricchezza di Zuckerberg è scesa a 121,6 miliardi di dollari, secondo il Bloomberg Billionaires Index, facendo scivolare al quinto posto, alle spalle di Bill Gates.
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Tim Cook ricorda Steve Jobs a 10 anni morte, ‘oggi e sempre’
Su Twitter foto, video e frase del carismatico fondatore Apple
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05 ottobre 2021
15:45
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Tim Cook ricorda Steve Jobs a dieci anni dalla morte. Posta su Twitter un collage di video e foto del carismatico co-fondatore della Apple insieme ad una delle sue frasi celebri: “Le persone che hanno passione possono cambiare il mondo in meglio”.
“Difficile da credere sono passati già dieci anni. Ti celebriamo oggi e sempre”, scrive l’attuale Ceo della società di Cupertino.
Scomparso il 5 ottobre 2011 a 56 anni per un tumore al pancreas, il co-fondatore della Mela è diventato un simbolo di innovazione e creatività e il suo mito resta vivo. In molti sostengono che la sua visione e il suo lascito permettono ancora oggi al colosso californiano di essere un punto di riferimento in diversi settori, dagli smartphone ai computer.
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Haugen, Facebook danneggia i minori e indebolisce la democrazia
La talpa al Senato Usa: ‘Antepone i profitti alla sicurezza’
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WASHINGTON
05 ottobre 2021
16:59
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“Sono qui perché credo che i prodotti di Facebook danneggino gli adolescenti, seminino divisioni e indeboliscano la nostra democrazia”: così l’ex product manager di Fb Frances Haugen, la talpa che ha rivelato le opacità del social, ha aperto la sua testimonianza al Senato Usa. “La leadership della compagnia sa come rendere Facebook e Instagram più sicuri ma non vuole fare i necessari cambiamenti perché ha messo i suoi astronomici profitti davanti alla gente e ha scelto di crescere ad ogni costo”, ha detto, rievocando i continui “conflitti tra profitti e sicurezza”.
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Gay, i digital enable sono un settore in fermento
Digital Magics cavalca momento con aumento capitale e piano
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05 ottobre 2021
17:08
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La prima missione del Pnrr si concentra su innovazione e digitalizzazione mettendo a disposizione oltre 50 miliardi di euro per la trasformazione digitale del paese. “Ci aspetta un grande shock positivo, culturale e su questo si inserisce il piano industriale che abbiamo varato qualche mese fa e su cui abbiamo pianificato l’aumento di capitale che è in corso, per sostenere la crescita delle startup digitali nel nostro portafoglio passando dai 53 milioni di asset attuali a 100 milioni nel 2025 ma soprattutto arrivando a 200 partecipazioni attive, che lavorano, operano, crescono fatturano, tramite una progettualità vincente quella dei programmi di accelerazione sui settori a più grande evoluzione dal fintech all’insurtech, dalla sostenibilità all’intelligenza artifificiale, dall’internet of things al 5G”.
Così Marco Gay, ad di Digital Magics, il business incubator fondato nel 2003 da Enrico Gasperini (scomparso nel 2015) racconta le opportunità della transizione digitale per le startup.
“Tutti i settori tradizionali sono di fronte non all’opportunità di innovarsi ma alla necessità di innovarsi – sottolinea Gay spiegando così perchè gli incubatori e gli acceleratori si trovano all’epicentro della rivoluzione del Pnrr – I settori più in fermento sono quelli dei digital enable, cioè quegli strumenti di innovazione che sono centrali: blockchain, intelligenza artificiale, il cloud, il cosiddetto machine learning. Hanno un chiaro impatto su tutto il mondo 4.0, quindi su trasformazione digitale ed ecologica che il nostro paese sta vivendo ma peraltro crescono a doppia cifra già dal 2016”. PIEMONTE
