Ultimo aggiornamento 4 Febbraio, 2022, 01:13:33 di Maurizio Barra
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‘Grazie Mattarella, mai più morti come Lorenzo’
Studenti, finora preferite botte a dialogo. Venerdì nuove proteste
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TRIESTE
03 febbraio 2022
19:13
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Una carezza a una famiglia e a una comunità distrutte dal dolore dopo la morte, a soli 18 anni, di uno studente al suo ultimo giorno di stage in fabbrica, prima di tornare in aula.
L’ha inviata il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, nel suo discorso di insediamento, ai congiunti di Lorenzo Parelli e al suo paese natale, Castions di Strada (Udine).
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Una carezza, che diventa monito, perché “dignità – ha puntualizzato il Presidente della Repubblica – è azzerare le morti sul lavoro, che feriscono la società e la coscienza di ognuno di noi”. La sicurezza del lavoro, ha incalzato, “di ogni lavoratore, riguarda il valore che attribuiamo alla vita. Mai più tragedie come quella del giovane Lorenzo, entrato in fabbrica per un progetto scuola-lavoro. Quasi ogni giorno veniamo richiamati drammaticamente a questo primario dovere della nostra società”.
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Un messaggio che in Aula ottiene una standing ovation, per ribadire lo stop alle morti sul lavoro, e che in Friuli scalda il cuore del paese che solo ieri aveva celebrato il funerale del ragazzo. Il sindaco Ivan Petrucco ringrazia “dal profondo del cuore il Presidente per aver ricordato il nostro Lorenzo. Parole forti e dense di significato che non possono essere ignorate, nella speranza che simili tragedie non accadano più”.
Lorenzo è morto il 21 gennaio, nel suo ultimo giorno di stage, dopo essere stato colpito da una sbarra di acciaio da 150 chilogrammi alla Burimec di Lauzacco (Udine). Per la sua morte ci sono due indagati Pietro Schneider, di 71 anni, legale rappresentante dell’azienda, e il primo operaio che soccorse lo studente.
Una morte che provoca rabbia.
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Per Luca Redolfi, coordinatore dell’Unione degli Studenti, Mattarella “ha messo in risalto un problema reale del nostro sistema democratico e mi riferisco alla mancanza di ascolto delle parti sociali e dei corpi intermedi. Negli ultimi mesi si è preferita la repressione, le botte nei confronti degli studenti invece del dialogo.
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L’Aula ha applaudito il presidente. Io dico che applaudire non basta ma servono interventi concreti e occorre mettere in discussione il progetto della scuola-lavoro che così non funziona”.
Gli studenti domani torneranno in piazza “con manifestazioni in tutta Italia”. Occhi puntati su Torino, dove la scorsa settimana ci sono stati gli scontri più accesi: non ci sarà un corteo vero e proprio, ma una “passeggiata consapevole”. E’ quanto concordato al termine dell’incontro odierno in Prefettura di Trieste tra studenti e forze dell’ordine. “Confrontarsi coi giovani troverà sempre la nostra massima disponibilità – ha sottolineato il questore Vincenzo Ciarambino – Bisogna riflettere sulle modalità di trasferimento che saranno, mi auguro, disciplinate. Noi cercheremo di favorirlo. La legge è legge e va applicata, poi spetta alle autorità di pubblica sicurezza sul posto trovare le formule più duttili”.
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Di parere opposto alle proteste studentesche gli associati all’Anp: “Non sono d’accordo in quanto le ritengo pretestuose, l’alternanza scuola-lavoro è un’attività di grandissima sicurezza, tanto è vero che non c’è mai stato un incidente al riguardo. Il tragico incidente nel quale ha perso la vita Lorenzo si inquadra in un regime diverso”, le parole di Antonello Giannelli, presidente dell’associazione nazionale presidi. POLITICA
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Terrore bus: Cassazione conferma 19 anni di carcere per Sy
Definitiva la condanna della Corte d’Assise d’Appello di Milano
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03 febbraio 2022
20:22
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Diciannove anni di carcere per Osseynou Sy, l’ex autista 49enne che sequestrò, dirottò e incendiò un bus con a bordo una scolaresca di Crema, nel marzo 2019.
È il verdetto della Corte di Cassazione, che ha reso definitiva la condanna stabilita nell’aprile 2021 dalla Corte d’Assise d’Appello di Milano.
Gli ermellini hanno rigettato i ricorsi presentati dal difensore dell’imputato, dalla società proprietaria del mezzo e responsabile civile Autoguidovie.
Respinto anche il ricorso presentato da uno dei legali di parte civile, l’avvocato Antonino Ennio Andronico, che chiedeva di ammettere il ministero dell’Istruzione tra i responsabili civili.
Era il 20 marzo 2019 quando l’ex autista di origine senegalese sequestrò un bus con 50 ragazzini, due professori e la bidella della scuola media Vailati di Crema. Stando all’indagine coordinata all’epoca dal capo del pool antiterrorismo di Milano Alberto Nobili, il mezzo, impregnato di benzina e infatti poi andato in fiamme, è stato dirottato in direzione Linate e bloccato solo grazie all’intervento dei Carabinieri all’altezza di San Donato Milanese.
Più volte in aula Sy ha ripetuto che il suo era un “gesto dimostrativo” per “raccontare l’orrore che sta accadendo davanti ai nostri occhi”, ovvero i migranti morti nel Mediterraneo.
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Guerra alla movida violenta, stretta a Roma e Napoli
Locali chiusi alle 2. Nella Capitale stop ai minimarket dalle 22
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03 febbraio 2022
21:59
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Stretta contro la movida violenta a Roma e Napoli.
Se nella Capitale da domani sera, e per tutti i weekend successivi per un mese, entrano in vigore le nuove regole che impongono ai minimarket di chiudere alle 22 in alcune zone della città, nel capoluogo partenopeo i locali dovranno abbassare le serrande alle due di notte nel fine settimana, all’una negli altri giorni.
Da mezzanotte stop alla musica.
La strategia romana contro la malamovida, per ora, non prevede la chiusura anticipata dei pub (misura di cui pure si è molto discusso negli ultimi giorni) ma solo dei minimarket alle 22 nei municipi I e II, da Trastevere a San Lorenzo. L’ordinanza è stata firmata dal sindaco Roberto Gualtieri in serata e resterà in vigore fino al 6 marzo. “Abbiamo raccolto, in pieno accordo con la Prefettura, la sollecitazione del primo e del secondo municipio – ha commentato Gualtieri – per tentare di porre un primo argine agli eccessi connessi alla movida serale di alcune piazze e aree della città, favoriti dalla vendita e dal consumo di bevande alcoliche e superalcoliche da asporto”.
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Soddisfatta l’assessore alle Attività Produttive Monica Lucarelli.
Il piano, dietro cui c’è la constatazione che le maggiori criticità derivano dal consumo di alcol in strada, è orientato ad un approccio graduale e ponderato: dopo i primi 30 giorni di monitoraggio, potrà infatti essere soggetta ad ‘aggiustamenti’.
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Il tutto sarà accompagnato da controlli capillari delle forze di polizia sul territorio e dalla presenza di steward (pagati dalle associazioni di categoria) davanti ai locali serali. “Noi ci stiamo organizzando con gli steward fuori dai locali, che alcuni già hanno”, ha fatto sapere il presidente della Fiepet Confesercenti, Claudio Pica. Non solo. In Campidoglio c’è anche chi lavora per offrire ai ragazzi un’alternativa migliore alle serate trascorse a bere. Si tratta di Lorenzo Marinone, il delegato ai giovani del sindaco, che punta a creare in ognuno dei 15 dei municipi di un centro di aggregazione giovanile e una piazza pedonale.
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Marinone annuncia che si sta ragionando anche sulla “possibilità eventi culturali a prezzi calmierati per i ragazzi, in collaborazione con la Regione Lazio”. Ai Radicali l’ordinanza non piace e chiedono “la convocazione degli Stati generali della notte”.
A Napoli, invece, l’ordinanza che il Comune si appresta a varare contro la ‘malamovida’ prevede anche delle multe: prima una sanzione pecuniaria, successivamente la segnalazione alla Questura. Il testo del dispositivo, ancora in fase di redazione, è stato illustrato dal sindaco Gaetano Manfredi al termine del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica che si è tenuto in Prefettura. Prevista una stretta alla vendita degli alcolici ai minori, non solo nei bari e nei locali pubblici ma anche negli esercizi commerciali di prossimità. Parallelamente verranno effettuati i controlli per il rispetto delle norme sulla movida in vigore sull’intero territorio cittadino.
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Manfredi si è detto “preoccupato dai fenomeni di violenza tra ragazzini molto giovani” ed ha evidenziato che “in alcune zone della città ogni fine settimana ci sono degli interventi congiunti della polizia municipale e delle forze dell’ordine anche per controllare i fenomeni di spaccio”.
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Due carabinieri accoltellati durante un controllo antidroga
A Nembro, non sono gravi. È caccia all’aggressore
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BERGAMO
03 febbraio 2022
22:06
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È di due carabinieri accoltellati, per fortuna in modo non grave, il bilancio di una aggressione avvenuta questa sera a Nembro (Bergamo), nei pressi del sottopasso ferroviario.
Da quanto si è appreso i due militari, appartenenti alla compagnia di Clusone, competente per territorio, sarebbero stati aggrediti da un individuo nel corso di un controllo antidroga nella zona.
I due carabinieri, di 24 e 26 anni, sono stati raggiunti entrambi da una coltellata, ma i fendenti non hanno leso organi vitali. Soccorsi dal personale del 118, intervenuto con due ambulanze e due automediche, sono stati trasferiti all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo in codice giallo. Sul posto sono giunti immediatamente i colleghi per avviare le indagini. Le ricerche dell’aggressore sono in corso in tutta la zona.
