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MONDO TUTTE LE NOTIZIE: Venezuela: 5 morti in scontri del 30/4 Giappone-Corea Nord: Abe,sì incontro Kim Birmania: rilasciati giornalisti Reuters

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DALLE 03:59 ALLE 07:46 DI MARTEDì 07 MAGGIO 2019

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CARACAS

– Il Procuratore generale venezuelano, Tarek William Saab, ha reso noto che la “scaramuccia golpista” del 30 aprile scorso a Caracas, quando un gruppo di oppositori, fra cui Juan Guaidó e Leopoldo López, hanno manifestato insieme ad alcuni militari contro il “regime del presidente Nicolás Maduro, ha avuto un saldo di cinque morti e 233 detenuti.
Tutti questi casi, ha assicurato Saab in una intervista televisiva, “sono oggetto di inchiesta da parte del ministero Pubblico”. Il Procuratore ha ricordato inoltre che “finora sono stati spiccati 18 ordini di cattura di civili e militari, anche di ranghi bassi, come sergenti”. “Abbiamo visto – ha continuato – parlamentari ed alcuni ufficiali anche con il rango di tenente colonnello agire al margine della legge”. Fra questi, ha poi osservato, “si è posto in evidenza un ufficiale che era il capo del Distaccamento della Guardia nazionale bolivariana (Gnb) nell’Assemblea nazionale, Ilich Sánchez Farías”.

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TOKYO

– Il premier giapponese Shinzo Abe è disposto a incontrare il leader nordcoreano, Kim Jong Un, senza precondizioni. Lo ha ribadito lo stesso Abe durante una conversazione telefonica con il presidente Usa Donald Trump, nella tarda serata di lunedì.
Precedentemente Abe aveva detto che un vertice sarebbe stato possibile solo se fosse utile a far luce sulla vicenda dei cittadini nipponici rapiti dal regime di Pyongyang, una questione che l’esecutivo definisce ancora una priorità. La posizione del leader conservatore, tuttavia – secondo i media nipponici – è cambiata in seguito all’incontro con il presidente russo Vladimir Putin. Il governo di Tokyo ritiene la Corea del Nord responsabile del rapimento di almeno 17 cittadini nipponici tra il 1970 e gli anni ’80 per motivi di spionaggio, e sospetta che i servizi segreti del regime di Pyongyang siano coinvolti in altri casi legati a sparizioni mai risolte. Cinque furono rilasciati nel 2002, e gli altri 12 risultano ancora dispersi.

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YANGON

– I due giornalisti dell’agenzia di stampa Reuters, Wa Lone e Kyaw Soe Oo, condannati in Birmania a sette anni di reclusione per aver diffuso documenti di Stato sui crimini delle forze armate contro i Rohingya sono stati rilasciati: lo ha reso noto il direttore del carcere in cui erano rinchiusi.
I due giornalisti, entrambi birmani, sono stati rilasciati nell’ambito di una grazia concessa oggi a 6mila detenuti dal governo del Paese. Wa Lone e Kyaw Soe Oo erano stati arrestati nel dicembre 2017 per la loro copertura dell’offensiva delle forze armate contro la minoranza musulmana nello stato Rakhine, da dove 700mila sono fuggite in Bangladesh. I due erano stati prelevati subito dopo aver incontrato in un ristorante un ufficiale che gli aveva consegnato un documento. L’uomo aveva poi testimoniato durante il processo, raccontando che il tutto era stato pianificato come una trappola per i due giornalisti scomodi.           [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 08:28 ALLE 10:36

DI VENERDì 11 GENNAIO 2019

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Trump: muro medievale? Anche la ruota
‘Ma funziona’. Presidente vola in Texas, incontra parlamentari

11 gennaio 201908:28

– “C’e’ chi dice che ‘un muro è medievale’. Bene, lo è anche una ruota. Una ruota è più vecchia di un muro”: lo ha detto ieri il presidente americano Donald Trump nel corso di un incontro con alcuni parlamentari e agenti della polizia di frontiera a McAllen, in Texas, al confine con il Messico.
“La ruota è più vecchia del muro – ha proseguito Trump, secondo quanto riporta Usa Today -, sapete cosa? Ci sono alcune cose che funzionano. Sapete cosa? Una ruota funziona e un muro funziona. Non c’è niente come un muro”.
Birmania:niente libertà reporter ReutersGiudice, mancano sufficienti prove per dimostrare loro innocenza

YANGON11 gennaio 201909:29

– Un tribunale birmano ha respinto il ricorso in appello di due giornalisti della Reuters riconosciuti colpevoli di possesso illegale di documenti riservati e condannati a 7 di reclusione. Il giudice Aung Naing ha detto che i loro avvocati non hanno fornito sufficienti prove per dimostrare la loro innocenza.
I reporter, Wa Lone e Kyaw Soe Oo, entrambi birmani, sono stati arrestati nel 2017 mentre conducevano un’inchiesta sulle violenze compiute dai militari contro appartenenti alla minoranza musulmana dei Rohingya.-

Rahaf, diversi Paesi offrono asilo
Polizia, tra questi il Canada e l’Australia

BANGKOK11 gennaio 201910:28

aesi, tra cui il Canada e l’Australia, sono disposti ad accogliere Rahaf Mohammed al-Qunun, la 18enne saudita che lo scorso fine settimane è stata bloccata per due giorni nell’area di transito dell’aeroporto di Bangkok, sostenendo di rischiare di essere uccisa dalla famiglia in caso di rimpatrio forzato. Lo ha riferito oggi la polizia thailandese, che lunedì scorso ha lasciato entrare la ragazza in Thailandia finché l’agenzia Onu per i rifugiati non avrà trovato una destinazione.
Nel frattempo, oggi da Twitter l’account gestito da Rahaf è stato cancellato; secondo altri attivisti su Twitter, la stessa Rahaf ha preferito disattivarlo a causa delle minacce di morte ricevute. La ragazza aveva usato il social network in maniera massiccia quando si era barricata in albergo protestando contro la possibilità del rimpatrio, e la rapida diffusione dell’hashtag #saverahaf aveva contribuito a creare il clamore necessario per una soluzione del caso a lei favorevole.

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