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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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Federico Fellini, 100 anni di un genio nostalgico
Ritratto appassionato di Moscati, che racconta vita e talento 18 Dicembre 2019 22:45

ITALO MOSCATI, FEDERICO FELLINI CENT’ANNI: FILM, AMORI, MARMI. Visionario, narciso, malinconico, ambiguo, avido di vita vera e di corpi. In tanti modi viene definito Federico Fellini, con quel suo genio sempre pronto a nutrirsi di emozioni e di giochi, mai stanco di partorire idee, storie, suggestioni, immagini, caratteri. Ma c’è una cosa che forse lo ha caratterizzato di più e per tutta la sua esistenza – da quando, ragazzino cresciuto a Rimini tra mare e cinema, spiava le donne prosperose, fino al momento in cui, da adulto, conquistò Roma e la fama eterna con i suoi film – ed è l’attaccamento viscerale alle sue creature, reali e immaginarie, tutte presenti sullo schermo, nei suoi lavori e dentro di lui: lo spiega bene Italo Moscati, autore per Castelvecchi del saggio “Federico Fellini cent’anni: film, amori, marmi”, uscito in occasione del centenario della nascita del grande regista, nato il 20 gennaio 1920.
“Senza forse, basandosi sulle sue parole, si può arrivare a dire che Fellini diventò regista per corteggiare e possedere i volti, le facce; e naturalmente i corpi. Li ha così amati da non volerli abbandonare e da affidare loro il compito di essere i suoi testimoni”, scrive l’autore, che in questo libro permette al lettore di immergersi letteralmente in tutto il mondo felliniano, dai sogni ai film alla vita vissuta intensamente fino alla fine.
E’ un racconto coinvolgente, intimo e al tempo stesso di ampio respiro, nel quale Moscati svela i tanti volti di Fellini, e ne narra il talento inesausto e multiforme, mentre appare sullo sfondo anche il ritratto dell’Italia: in tanti, brevi capitoli, ecco la famiglia, la vita di provincia nella sua Rimini e la scoperta entusiasmante di Roma, città dove rendere concrete le fantasie che affollavano la sua mente. E poi l’ambiente del cinema e i grandi personaggi, da De Sica a Zavattini, i produttori e i politici, Cinecittà che diventa una seconda casa (e poi, dopo la morte di Fellini, un luogo dove celebrarlo in eterno). Seguendo passo passo i film – da La Dolce Vita a Otto e 1/2, da Amarcord ai Vitelloni, e tutti gli altri – il libro mostra come tutto nel percorso felliniano a cavallo del ‘900 sembri una giostra, o una festa, anche se non sempre allegra, in un turbinio di progetti, volti, personaggi che vedono al centro il regista e la sua inesauribile voglia di fare e soprattutto di raccontare noi italiani, tra tabù e cronaca, deliri, satira e fantasia.
Non mancano in questa grande storia ovviamente gli amori, in primis quello con la A maiuscola, vissuto con la donna che gli ha rubato l’anima, e con cui lui ha condiviso tutto, fino alla morte: Giulietta Masina, conosciuta in radio, nel 1941, lui 21 anni, lei 20, corteggiata in un primo appuntamento a cena, in un ristorante del centro, e stretta in un patto d’amore che li avrebbe tenuti fianco a fianco per 50 anni.

Francia 1770, una storia d’amore al femminileEsce ‘Ritratto della giovane in fiamme’ di Celine Sciamma

19 dicembre 201913:38

Arriva in sala dal 19 dicembre con Lucky Red – dopo il Festival di Cannes dove ha vinto il premio per la miglior sceneggiatura – ‘Ritratto della giovane in fiamme’ di Celine Sciamma, un film definito dalla stessa regista “femminile e femminista”. Una storia delicata d’amore tra due donne nella Francia del 1770 che ha nel cast anche Valeria Golino nei panni di una contessa, madre della coprotagonista (Helene Haenel), nel ruolo, forse per la prima volta, di una donna di età avanzata. “Sì la Sciamma mi ha voluto madre e per giunta senza trucco, ma la sceneggiatura mi aveva subito conquistato”, dice l’attrice. Questa la storia. Una pittrice, Marianne (Noémie Merlant), riceve l’incarico di realizzare il ritratto di nozze di Héloise (Haenel), giovane donna appena uscita dal convento. La ragazza però non vuole sposarsi e quindi inizialmente rifiuta il ritratto, ma Marianne cerca di osservarla comunque per poterla dipingere a sua insaputa. Tra le due donne nasce lentamente però una storia d’amore in un film molto delicato, pieno di sguardi, mitologia e un pizzico di Sabba. “La madre che interpreto per la Sciamma – dice la Golino – è una donna severa, malinconica. Ho usato la tristezza che mi suscitava questo personaggio per interpretarlo. Sono amica di Celine -aggiunge -, la stimo molto, la trovo una regista elegante, intelligente, capace di essere molto profonda. Io sono completamente diversa, più irruente. La sua storia d’amore tra donne io l’avrei fatta piena di colpi di scena, burrascosa, invece lei la fa scorrere liberamente”. “Non voleva essere un resoconto di come le donne si amano – spiega invece la regista -. Questo mio film è sull’amore e basta, al di là dei sessi in un immaginario erotico in cui tutti si possono riconoscere”. Per la Golino nessuno scandalo che sullo schermo venga rappresentato un amore lesbico: “Forse dieci anni fa. Ora si vedono tutti i tipi di amori tra cinema e tv, spesso in modo superficiale o troppo politicamente corretto e questo mi infastidisce. La cosa peggiore è essere retorici. Un artista deve restare se stesso, integro, sta qui la sua bellezza. Ed è per questo che non sopporto i social: essere legati ai like o ai commenti lo trovo assurdo, rischi di fare cose per compiacere gli altri”. Per Valeria Golino due film appena conclusi, ‘Sei tornato’ di Stefano Mordini e ‘La terra dei figli’ di Claudio Cupellini.
Infine una serie tv a cui sta lavorando da regista: ‘L’arte della gioia’ ispirata al libro scandalo dell’attrice e scrittrice siciliana Goliarda Sapienza.

Le ‘quantità della vita’, non conta solo la qualitàRiflessioni di un avvocato, ogni aspetto dipende da dose

19 dicembre 201919:21

FILIPPO GERMINETTI, ‘LE QUANTITA’ DELLA VITA’ (Zacinto edizioni, 132 pag) Si parla esclusivamente di qualità della vita. Ma nella ricetta per una esistenza piena e soddisfacente, come in quella per preparare una buona pietanza, oltre alla qualità contano anche le quantità, le dosi, per ogni ingrediente. Ciascuno quindi può decidere di riempire la sua vita in base alle sue priorità: affetti, lavoro, tempo libero, la salute. Ma, come per un buon piatto, la qualità finale sarà determinata anche dalla quantità e confondere le proporzioni, sbagliare la sequenza in termini di tempo e spazio potrebbe portare ad una vita non felice, ‘come una pietanza bruciata, immangiabile, da buttare’.
‘Le quantità della vita’ (Zacinto Edizioni) è il primo libro di Filippo Germinetti, avvocato lombardo con la passione per la cucina. A 60 anni ha tirato un bilancio della sua esperienza di padre e professionista, in un volumetto di 132 pagine. “Ho pensato tanto per scrivere poco – ha scherzato – Ma ho voluto farlo in modo che in qualsiasi punto il libro venga aperto, emergano riflessioni che coinvolgano il lettore nel prender le misure delle sue quantità di vita, che lo stimolano a valutare la qualità della sua esistenza e magari a perfezionarsi”. Quindi quali quantità contano dall’infanzia all’età della pensione, e poi la quantità nella bellezza (che è anche armonia di proporzioni), nella verità (più tesi a suo sostegno, meno spazio per il falso e per la menzogna), nelle esperienze e negli esempi (quanti e quali si fanno o da cui si rifugge). E poi ci sono le quantità minime, che, come certe spezie, erbe, sale, grassi, sono l’aggiunta per dare il giusto sapore, ma è fondamentale dosarle bene: ad esempio l’isolamento, necessario solo il tempo per riprendere concentrazione o dedicarsi ad hobby o la finzione, che sviluppa la fantasia, ma alla lunga porta a confondere la realtà.

Moda: Fay e Arbesser annunciano fine della collaborazioneLa direzione creativa dello stilista austriaco durata due anni

19 dicembre 201911:59

– Termina senza preavviso la direzione creativa dello stilista Arthur Arbesser con il marchio Fay. Ad annunciare la fine del rapporto una nota dell’ufficio stampa del gruppo Tod’s, cui fa capo il brand. Una collaborazione durata due anni quello tra il marchio di punta della holding dei Della Valle e il designer austriaco.
“Ringrazio molto Arthur Arbesser a nome di tutta l’azienda per la sua visione innovativa: ritengo che lavorare insieme sia stato molto stimolante per entrambe le parti” afferma Andrea Della Valle, vicepresidente del Gruppo.
“Con grande soddisfazione ho portato a termine il mio progetto per il marchio Fay. Ringrazio la famiglia Della Valle per questa opportunità e tutti gli eccellenti collaboratori” scrive Arbesser.

Mara Venier al via con nuovo show La Porta dei sogniil venerdì per 3 prime serate su Rai1 grandi ospiti

19 dicembre 201913:18

– Un gran galà della vita, uno show elegante, che grazie ad una spettacolare scenografia unisce la forza dello spettacolo al calore dell’ emotainment classico.
Mara Venier accompagnerà le persone nella realizzazione del sogno di una vita. Storie di trasformazione, ricongiungimento, perdono o gratitudine. La Porta dei sogni, il nuovo grande show show emotainment che celebra i sogni, le storie e le emozioni delle persone e che vede alla conduzione la signora della Domenica, in tre prime serate, a partire dal 20 dicembre in onda ogni venerdì, alle 21.20 su Rai1 in occasione delle festività natalizie.
Non mancheranno ospiti illustri del mondo dello spettacolo, che saranno protagonisti attivi nella realizzazione di alcuni sogni. Nella prima puntata ci saranno Andrea Bocelli, Arisa e Antonino Cannavacciuolo.
Sei le emozionanti storie al centro della prima puntata, in onda venerdì 20 dicembre, tra cui: un viaggio intercontinentale verso un amore lontano; una scalata spettacolare su una delle vette più alte d’Italia per raggiungere un traguardo importante; il regalo di un nuovo sogno di Natale per oltre cento bambini.
“La Porta dei Sogni” è prodotto da Rai1, in collaborazione con Banijay Italia. Un programma di: Cristiano Rinaldi e di Sabrina Bacalini, Davide Corallo, Nadia Forini, Yuri Grandone, Alessandra Guerra, Sara Lorenzini, Marco Luci, Alessandra Molinari, Lucia Ugatti. Scenografia: Susanna Aldinio. Regia: Roberto Croce. Regia esterne: Giacomo Frignani.

I 500 top di Variety, primo Robert Iger (Disney)Tra italiani per terzo anno Scrosati. Da Raffaella Leone a Tozzi

19 dicembre 201913:36

Robert Iger, il ceo della Walt Disney, il leader dell’operazione che ha integrato la Fox nella major di Topolino e lanciato la piattaforma Disney+, è l’uomo più potente dell’industria dello spettacolo da 2.2 trilioni di dollari. E’ al top della classifica Variety500 che, alla terza edizione, ha selezionato le persone più influenti. Al secondo posto una donna, Shari Redstone, presidente di Viacom Cbs, la seconda generazione dei Redston alla guida dell’impero mediatico. Al terzo Tyler Perry, fondatore dell’omonima società che nel 2019 ha realizzato nell’ex base dell’esercito ad Atlanta un gigantesco studio di produzione. Tra gli italiani nella Variety500 Andrea Scrosati, ex capo di Sky Italia, è in classifica per il terzo anno consecutivo: è COO (chief operating officer) di Fremantle dalla fine del 2018. Da quando è in Fremantle, scrive Variety, sta stringendo collaborazioni come quella firmata a giugno con il produttore di “Catch 22” e “True Detective”, Richard Brown. La seconda serie ambientata in Vaticano di Sorrentino, “The New Pope”, prodotta da The Apartment Pictures e Wildside (entrambe parte del gruppo Fremantle), andrà in onda in Italia su Sky Atlantic il 10 gennaio e negli USA su HBO il 13 gennaio. In classifica Marco Bassetti, Riccardo Tozzi, Raffaella Leone, Alberto Barbera, Paolo Del Brocco, Guglielmo Marchetti (new entry con Notorius), Carlo Chatrian, Pier Silvio Berlusconi, Paolo Vasile (ceo Mediaset Spagna).

Ritrovato scudo Garibaldi, era in casa di architettoDonato dal popolo siciliano era sparito da Museo Risorgimento

19 dicembre 201914:14

– I Carabinieri hanno recuperato lo “scudo di Garibaldi”, dono del popolo siciliano in segno di affetto e riconoscenza, dopo lo sbarco in Marsala. Lo scudo fu donato da Garibaldi alla città di Roma, che lo custodì nel Museo Capitolino, per poi essere trasferito presso il Museo Nazionale del Risorgimento nel Palazzo del Vittoriano. Non è ancora chiaro come possa essere sparito dal Museo Nazionale del Risorgimento per essere recentemente localizzato presso l’abitazione di un architetto romano. Sul presunto trafugamento indaga la Procura di Roma.

Mannarino live al Musée d’Orsay a Parigi il 16 gennaioPrimo artista italiano ospite onore al Curieuse nocturne’

19 dicembre 201914:26

– Il cantautore Mannarino sarà l’ospite d’onore della celebre rassegna francese “Curieuse Nocturne” del musée d’Orsay di Parigi, primo artista italiano contemporaneo invitato ad esibirsi, sotto la Navata dell’edificio considerato uno dei musei più spettacolari del mondo.
Un contesto perfetto in cui accogliere il cantautore metropolitano. “Mannarino è uno dei più grandi artisti della sua generazione – dichiara Luc Bouniol-Laffont, Direttore della programmazione culturale e dell’auditorium – La sua musica, colorata e profonda allo stesso tempo, lo identifica come erede diretto di artisti, musicisti, poeti e pittori del XIX secolo.
Lo abbiamo dunque scelto come invitato d’onore al nostro carnevale per permettere al pubblico francese di scoprire la poesia della festa “all’italiana” attraverso la sua musica”.
La performance sarà composta da tre session in cui il musicista eseguirà alcuni dei brani più significativi del suo ricco repertorio. Un set live speciale reso unico da una cornice senza dubbio fuori dal comune, il Musee D’Orsay di Parigi, tempio e custode della bellezza, della cultura e dell’arte considerata patrimonio del mondo. L’evento “Curieuse Nocturne” quest’anno sarà dedicato al Carnaval de Paris, uno dei più antichi d’Europa la cui origine risale alla medievale Fête des Fous.

Torna Bolle e balla con Benigni Ambiente e indifferenza a violenza tra temi show Capodanno Rai1

20 dicembre 201909:28

Per il terzo anno il protagonista della serata di Capodanno su Rai1 sarà Roberto Bolle con ‘Danza con Me’, il grande show dedicato alla danza in tutte le sue forme. Presentato oggi lo spettacolo, prodotto in collaborazione con Ballandi e Artedanza, ripropone la formula collaudata delle precedenti edizioni, alternando momenti dedicati all’eccellenza artistica a parentesi di ironia e leggerezza. “Una grande sfida che accetto volentieri e sempre con grande emozione – ha detto l’étoile della Scala – Mi rende orgoglioso il percorso fatto per arrivare a questo punto, riuscire a esprimere tutto il potenziale creativo per rendere la danza il più possibile adatta al grande pubblico”. Ricco e svariato il cast degli ospiti con cui Bolle darà vita a sketch o passi a due. Come Roberto Benigni che oltre a voler ballare con lui lo sfiderà in uno spogliarello per verificare chi ha il fisico più bello. Ci saranno Alberto Angela e Luca Zingaretti, protagonista di un omaggio all’umanità di Charlie Chaplin. Altro omaggio a Federico Fellini, nel centenario della nascita, con un ballo ispirato al film ‘La Strada’ insieme alla Principal dell’Hamburg Ballett Silvia Azzoni. In uno studio che ricorda i grandi varietà della Rai anni ’60, le fila del racconto sono tenute da Giampaolo Morelli e Geppi Cucciari. Tra gli altri ospiti Andrea Bocelli, Stefano Bollani, Luca e Paolo, Marracash, Virginia Raffaele, Nina Zilli, oltre alle ballerine Svetlana Zakharova e Nicoletta Manni. Durante lo spettacolo saranno affrontati, sempre attraverso la danza, due temi attuali e drammatici. Il primo sarà l’ambiente, con Roberto Bolle che ballerà sotto un cielo di plastica all’inizio colorato e luminoso, poi sempre più cupo, fino a che scenderà per avvolgerlo e soffocarlo. Il secondo tema è invece l’indifferenza verso le tante violenze e sofferenze nel mondo, dalle donne agli immigrati. Bolle darà il volto a queste emozioni ballando davanti ad uno specchio e sdoppiandosi. “È sicuramente il momento più complicato – ha detto – praticamente ballo con un altro io”. Soddisfazione da parte di Rai1 nelle parole del vicedirettore Claudio Fasulo e del direttore Teresa De Santis, che era in collegamento telefonico. “È uno dei nostri programmi di maggior peso presentato a tutti i festival internazionali – ha detto De Santis – Rientra nella nostra idea di innalzamento culturale, ma per tutti, senza escludere nessuno”. VAI A TUTTE LE NOTIZIE DI TECNOLOGIA VAI A TUTTE LE NOTIZIE ECONOMICHE VAI A TUTTA LA CRONACA VAI A TUTTE LE NOTIZIE DAL MONDO VAI A TUTTA LA POLITICA

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Uomo Vitruviano torna a Venezia visibile ogni anno
Gallerie Accademia studiano iniziative valorizzazione virtuale

VENEZIA19 dicembre 201915:23

– E’ rientrato alle Gallerie dell’Accademia di Venezia, dopo essere stato esposto al Louvre di Parigi, l'”Uomo Vitruviano” di Leonardo Da Vinci. Il viaggio di ritorno si è concluso ieri, sotto la supervisione del direttore Giulio Manieri Elia. Il celebre disegno è stato esposto al Louvre dal 24 ottobre al 16 dicembre, in occasione della mostra ‘Leonard de Vinci’ dedicata al genio toscano per il cinquecentenario della morte, e che prosegue fino al 24 febbraio prossimo. Contro il prestito alla Francia era stato avanzato un ricorso al Tar del Veneto, che era stato respinto. Le Gallerie dell’Accademia stanno mettendo a punto alcune iniziative di valorizzazione del disegno, ed esporre l’Uomo vitruviano ogni anno per un periodo di tempo circoscritto. Sarà progettato inoltre uno spazio permanente dedicato alla complessità del disegno e dei suoi contenuti, attraverso l’utilizzo di tecnologie avanzate per la fruizione virtuale, quando il foglio originale non potrà essere esposto.

Moda: Mishra sfilerà nell’ haute couture a Parigi a gennaioStilista indiano ospite Camera Sindacale alta moda francese

19 dicembre 201915:44

– Il designer indiano Rahul Mishra annuncia che sarà “ospite” della Camera Sindacale della Haute Couture, di cui è membro, in occasione della settimana di Alta Moda che si terrà a Parigi il prossimo gennaio 2020.
Rahul Mishra sostiene la “slow fashion” con tessuti tradizionali indiani. Il suo omonimo brand rappresenta l’eccellenza del lavoro artigianale made in India, realizzato con tessuti pregiati, ricamati a mano e fatti sempre a mano in India. Dal 2014, da quando è stato premiato dall’International Woolmark Prize, Mishra è entrato a far parte del calendario ufficiale della settimana della moda Ready-to-Wear di Parigi. Nel giro di poco tempo Rahul ha suscitato l’ammirazione delle personalità più influenti della moda. La fashion editor di Vogue, Suzy Menkes, estimatrice del suo lavoro, lo ha definito un “tesoro nazionale”.
Tra i suoi numerosi riconoscimenti, Mishra è stato inserito nell’elenco degli stilisti più influenti a livello globale di “BoF 500” per quattro anni consecutivi e più recentemente è stato insignito del premio “International Fashion Award for Sustainable and Ethical Brand” dalla Camera Monegasca della Moda al Monte Carlo Fashion Show.
“Il mio obiettivo è quello di creare posti di lavoro che aiutino le persone nei loro stessi villaggi spiega lo stilista – io mi occupo di loro piuttosto che chiamarli a lavorare per me.
Se i villaggi sono più forti avrai un paese più forte, una nazione più forte e un mondo più forte. Tutta la mia filosofia ruota attorno a questo. Il prodotto passerà attraverso l’evoluzione cambierà, migliorerà, ma la filosofia è costante”.

Carmen Bizet chiude 52/a stagione Pergolesi JesiNuova co-produzione Fondazione,sul podio maestro Beatrice Venezi

JESI19 dicembre 201915:46

– La “Carmen”, titolo più celebre di Georges Bizet (1838-1875), chiuderà il 20 dicembre la 52/a Stagione Lirica di Tradizione del Teatro Pergolesi di Jesi, al termine di un cartellone dedicato alle grandi protagoniste femminili con “Madama Butterfly”, “Turandot” e il tributo alla Luna, nuova produzione di “CircOpera”. La Carmen arriva in una nuova co-produzione della Fondazione Pergolesi Spontini con Opéra-Théâtre de Metz Métropole, Opéra de Massy, Opéra de Reims, Centre lyrique Clermont Auvergne, Fondazione Rete Lirica Marche.
L’opéra-comique in quattro atti su libretto di Henri Meilhac e Ludovic Halévy, dalla novella eponima di Mérimée, viene proposta nella versione originale in lingua francese con dialoghi parlati che debuttò all’Opéra-Comique di Parigi nel 1875. Alcuni dialoghi modificati a cura di Opéra-Théâtre de Metz Métropole. Edizione Alkor. Dopo le date di Jesi, andrà in scena tra gennaio e febbraio 2020 a Fano, Ascoli Piceno e Fermo. Sul podio il maestro Beatrice Venezi. E’ tra le poche donne al mondo a dirigere orchestre a livello internazionale; innovativa, paladina di femminilità, nel 2018 è stata inserita da Forbes” tra i 100 under 30 leader del futuro. Recente il suo album d’esordio “My Journey – Puccini’s Symphonic Works”.
La regia è di Paul-Émile Fourny che torna a Jesi dopo i successi di “Aucassin et Nicolette” (2019), “Werther” (2007), “Cavalleria Rusticana” e “Pagliacci” (2016). Nuovo allestimento con scene realizzate da Benito Leonori nei Laboratori scenografici della Fondazione Pergolesi Spontini, costumi di Giovanna Fiorentini, light designer Patrick Méeüs; assistente alla regia Giovanna Spinelli, e alle scene Elisabetta Salvatori.
Nel ruolo del titolo il mezzosoprano canadese Mireille Lebel al debutto in Italia, mentre il tenore Enrico Casari sarà per la prima volta Don José. Per le recite nei teatri della Rete Lirica, si alternano nel ruolo di Frasquita le cantanti Margherita Hibel e Carmela Osato. Suona la Form – Orchestra Filarmonica Marchigiana, il Coro del Teatro della Fortuna di Fano è diretto da Mirca Rosciani, i Pueri Cantores “D.
Zamberletti” di Macerata sono guidati da Gian Luca Paolucci.

Il Michelangelo di Konchalovsky ora è anche un libroIl volume a cura di Giulia Martinez

19 dicembre 201920:41

GIULIA MARTINEZ, IL PECCATO DI MICHELANGELO (Edizioni Sabinae, pag. 160, euro 25,00) “Caro spettatore lasci pure i pop corn fuori dalla sala, questo è un film sul silenzio”. Questa solo una delle piccole perle a firma di Andrei Konchalovsky nel libro di Giulia Martinez presentato ieri sera al Cinema Rouge et Noir di Palermo dal titolo: ‘Il Peccato di Michelangelo – dietro le quinte del film di Andrei Konchalovsky sul genio di Rinascimento (Edizioni Sabinae).
Nel volume non solo il puntuale racconto del backstage del film illustrato dalle immagini del fotografo russo Sasha Gusov e dai bozzetti dello scenografo Maurizio Sabatini, ma anche l’affascinante viaggio, le sfumature, le curiosità, gli stati d’animo, il sudore e la passione che il Maestro del cinema internazionale, gli attori e la troupe hanno vissuto durante la realizzazione di quest’opera. Alla presentazione del libro, oltre che l’autrice, anche il protagonista del film nei panni di Michelangelo, Alberto Testone, e il giornalista e scrittore Gian Mauro Costa. Questo volume, come d’altronde il film, racconta di un Michelangelo Buonarroti come non si era mai visto, di un uomo geniale quanto imperfetto, in lotta con i potenti del tempo, con la propria famiglia e con se stesso. E tutto questo in una grande co-produzione russo-italiana (Andrei Konchalovsky Studios, Jean Vigo Italia e Rai Cinema). Perché questo libro da parte di una press agent che ha seguito centinaia di film d’autore? “Semplice – spiega la Martinez – perché è un film che ho visto letteralmente nascere al festival di Venezia nel 2016 quando Andrei Konchalovsky aveva portato al Lido Paradise.
Proprio allora il regista aveva parlato di questo progetto, della sua voglia di fare un Michelangelo, duro, sporco e avaro e con tanto di naso rotto. Si era anche pensato di fare casting nelle palestre di pugilato”. E ancora la Martinez autrice nel volume di una lunga intervista al regista :”Ho seguito il film durante tutta la sua lavorazione, una vera e propria avventura alla ricerca delle location giuste dove ci fosse tanta sporcizia e galline sul set.
Per Konchalovsky era diventata una vera ossessione. Il film doveva tramettere il cattivo odore, la puzza di quei tempi”.

Pinocchio: in parco Collodi nasce anche museo interattivoPercorso multimediale ispirato a episodi più celebri burattino

COLLODI19 dicembre 201917:06

– Un museo interattivo dedicato al celebre burattino di legno, che andrà ad arricchire l’offerta culturale del parco tematico su Pinocchio a Collodi (Pistoia).
Il museo interattivo di Pinocchio (Mip), che sarà inaugurato il 21 dicembre, è un percorso multimediale ispirato agli episodi più celebri del romanzo di Carlo Collodi (1826-1890), pseudonimo di Carlo Lorenzini, come la bottega di Geppetto, il bosco vicino al quale viveva la Fata turchina, il Campo dei Miracoli e la pancia del pescecane. La visita al museo è compresa nel biglietto d’ingresso al Parco di Pinocchio. Il percorso espositivo è stato realizzato dalla Fondazione Nazionale Carlo Collodi e arriva dopo l’apertura, nel mese di giugno scorso, del ‘Museo multimediale di Pinocchio e Dante’ in via Ricasoli a Firenze.

Richard Ginori: museo porcellana riaprirà entro il 2022Sarà gestito da nuova Fondazione

FIRENZE19 dicembre 201917:54

– Riaprirà entro fine 2022, con un immobile restaurato e un nuovo allestimento, il Museo Archivio Richard-Ginori della Manifattura di Doccia Sesto Fiorentino: questa la data prevista nel cronoprogramma per la riapertura del museo chiuso nel 2014, in seguito al fallimento della vecchia proprietà Richard Ginori, e che sarà gestito dalla nuova Fondazione costituita il 19 dicembre con un atto firmato dal ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, dal presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e dal sindaco di Sesto Lorenzo Falchi. Con 1,9 milioni di Fondi Cipe per il restauro e risanamento conservativo del museo, 3,9 milioni per l’acquisto della collezione di opere in porcellana, e somme inferiori per interventi di conservazione, si tratta di un’operazione da 6,15 milioni.

200 anni Infinito, su Rai omaggio di 22 cantantiIniziativa Rai-Mibact. Franceschini: è dono collettivo

19 dicembre 201918:47

– “Un dono senza volto e senza nome, una dichiarazione d’amore collettiva da parte di grandi artisti nei confronti di una poesia che ci portiamo dentro per tutta la vita. Del resto la canzone d’autore è erede della grande poesia”: così il ministro per i Beni e le attività culturali e il Turismo Dario Franceschini ha commentato il video che insieme Rai e Mibact hanno ideato per chiudere il bicentenario dell’Infinito di Giacomo Leopardi, nel quale 22 artisti della canzone italiana leggono un frammento della poesia. In onda su tutti i canali Rai e sulla piattaforma RaiPlay dal 19 al 31 dicembre, questo omaggio sonoro e visivo appare come un grande mosaico di voci misteriose, perché i volti e i nomi degli artisti coinvolti non saranno rivelati: “Non vogliamo dire i nomi di questi artisti che gratuitamente hanno donato la propria voce”, ha aggiunto il ministro, “il primo ad ascoltare e vedere il video è stato oggi il Presidente Sergio Mattarella, che nel 2019 volle fare un viaggio a Recanati al Museo dedicato all’Infinito. Da quel viaggio nacque l’idea di questa iniziativa”.

Omaggio a Pina Bausch con Marigia Maggipinto al MadreA Napoli Quartieri di vita, da domani a 6 gennaio mini-workshop

NAPOLI19 dicembre 201918:58

– Si conclude al museo Madre con i mini-workshop di Marigia Maggipinto, danzatrice e coreografa del Tanztheater Wuppertal, l’omaggio che ‘Quartieri di vita’, il festival di formazione e teatro sociale diretto da Ruggero Cappuccio, dedica all’icona della danza contemporanea Pina Bausch, a dieci anni dalla scomparsa.
Dal 20 dicembre al 5 gennaio, in occasione della videoinstallazione Ensembles, i visitatori avranno l’opportunità di prendere parte a un ciclo di workshop rivolto a tutti gli amanti della danza con ogni livello di preparazione o senza esperienze precedenti. Un mix di tecniche differenti, tradizioni e pratiche fisiche con le quali i partecipanti potranno imparare brevi estratti di coreografie di Bausch, tratti da spettacoli di Pina Bausch come Nelken o Kontakthof. Una visita al museo trasformata, afferma la Maggipinto ”in un’esperienza tridimensionale, fisica ed emotiva, durante la quale il pubblico non solo guarda ed ascolta ma vive in prima persona le coreografie dell’artista”.

Pesaro Urbino 2033: mare e colline, vento e musicaLa presentazione del logo oggi a Matera, Capitale del 2019

19 dicembre 201919:08

– Un segno che lega il mare alle colline, il ritmo del vento e della musica, prospettive e vie di fuga, armonie e contrappunti per sostenere la candidatura di Pesaro e Urbino a Capitale Europea della Cultura nel 2033. E’ il concept che ha portato alla realizzazione del logo delle città marchigiane, presentato il 19 dicembre a Matera, Capitale Europea della Cultura 2019, da cui nasce il progetto di comunicazione sviluppato dall’Istituto superiore per le industrie artistiche (Isia) di Urbino. Il logo è stato realizzo da Isia Urbino, dal direttore, Jonathan Pierini, con i tutor Francesco Del Rosso e Filippo Emiliani in collaborazione con i Comuni di Pesaro di Urbino. Alla presentazione hanno partecipato il sindaco, Matteo Ricci, e il vicesindaco e assessore alla bellezza di Pesaro, Daniele Vimini, il sindaco di Urbino, Maurizio Gambini, e il presidente della Provincia di Pesaro e Urbino, Giuseppe Paolini.

Palazzo Pitti, concluso il restauro della facciata del RondòIntervento è costato 300mila euro

FIRENZE19 dicembre 201919:31

– Concluso, a poco più di un anno dall’avvio, il restauro della facciata principale del Rondò meridionale di Palazzo Pitti a Firenze: l’intervento, compiuto dalle Gallerie degli Uffizi in collaborazione con la Soprintendenza, è costato circa 300mila euro. “A determinare la necessità di una vasta operazione di restauro di questa parte della facciata – spiega una nota degli Uffizi – era stata la caduta di frammenti delle pietre di rivestimento, che in alcuni punti erano in condizioni di grave degrado”. Per mettere in sicurezza “i grandi blocchi di pietra forte, segnati da vene di calcite che ne frammentano la continuità, sono state realizzate legature in cavo di acciaio”, una “vera novità tecnica”. Con il restauro “è stata effettuata un’accurata revisione di tutto il prospetto e un consolidamento del bugnato di pietra”.
L’intervento è stato anche accompagnato “da un’estesa campagna di indagini diagnostiche”, condotte da Soprintendenza e Università di Firenze.

Sanremo, ecco i Giovani che conquistano l’AristonPassano Gassmann, Eugenio in via di Gioia, Fadi, Fasma, Sentieri

SANREMO20 dicembre 201909:39

Comincia a prendere forma il prossimo festival di Sanremo, targato Amadeus. In attesa di conoscere i nomi dei Big e gli ospiti delle cinque serate di febbraio (dal 4 all’8), il conduttore e direttore artistico spalanca le porte dell’Ariston agli otto cantanti che parteciperanno tra i Giovani. Leo Gassmann (con Va bene così), Fadi (Due noi), Marco Sentieri (Billy Blu), Fasma (Per sentirmi vivo), Eugenio in via di Gioia (Tsunami) sono i cinque protagonisti che il 19 dicembre, in diretta tv su Rai1, si sono sfidati a colpi di duelli e musica per conquistare un posto in prima fila all’Ariston. A loro si aggiungono, da Area Sanremo, Gabriella Martinelli e Lula (Il gigante d’acciaio, dedicata a Taranto e alle vicende dell’ex Ilva) e Matteo Faustini (Nel bene e nel male). Approda di diritto all’Ariston anche la giovanissima Tecla Insolia, vincitrice di Sanremo Young. Temi sociali e malessere generazionale corrono tra i brani, gli stessi che arriveranno a febbraio. Sfide secche, dentro o fuori. Per quella che qualcuno considera l’occasione della vita, qualcuno un passaggio obbligato verso il successo. Sono emozionati i ragazzi (e si vede, dalle mani che si contorcono, dagli sguardi persi, dalle gambe che non stanno ferme), anche se molti di loro hanno già alle spalle talent e gavetta. Come Thomas che arriva da Amici, ma deve cedere il passo a Leo Gassmann, da X Factor, figlio di Alessandro – che via Twitter fa il tifo: be brave and rock on! – e nipote di Vittorio (e più di uno gli ricorda che porta un cognome “ingombrante”, mentre la rete ipotizza raccomandazioni, ma lui ribatte che “è la musica a vincere”). Anche Jefeo arriva da Amici e anche lui deve arrendersi a Fasma. Gli Eugenio in via di Gioia portano una ventata di allegria e lasciano fuori il bravo Avincola (con un brano sui rider). Eliminati anche Shari e i Reclame. A decidere i più meritevoli sono televoto, Commissione musicale del festival, giuria demoscopica e giuria televisiva, ovvero i cinque senatori del festival Pippo Baudo, Antonella Clerici, Carlo Conti, Gigi D’Alessio e Piero Chiambretti, alla quale spettava l’ultima parola in caso di parità. E non è mancata qualche stoccata via social, come quella di Enzo Mazza, ceo della FIMI, che in un tweet ha polemicamente sottolineato le differenze d’età tra giudicanti e giudicati. “Date di nascita super giuria #sanremogiovani: 1936, 1956, 1961, 1962, 1967. Artisti in gara secondo regolamento: non aver superato i 36 anni. Ovvero non essere nati dopo 1983. Età media utilizzatori di Spotify: 25 anni, ovvero nati nel 1994”. I giudici, tutti veterani del festival, non raccolgono la provocazione, arrivata già nei giorni della loro ufficializzazione. Anche perché, come dicono in coro: “A Sanremo non si dice mai di no”. E invitati da Amadeus a tornare tra un mese e mezzo, non potranno certo tirarsi indietro per le celebrazioni dei 70 anni del festival (e Conti ha già promesso che sposterà la sua “vacanzina” alle Maldive). Appuntamento, dunque, al 4 febbraio (e prima anche a Potenza con il Capodanno di Rai1, sempre condotto da Amadeus) con in testa già le canzoni.

Pallottino, Una storia delle illustratrici’Le figure per dirlo’ racconta un contributo dimenticato

20 dicembre 201909:47

PAOLA PALLOTTINO, LE FIGURE PER DIRLO – STORIA DELLE ILLUSTRATRICI ITALIANE (Treccani Libri, Fuori Collana, pag. 240, 32 euro). Un affascinante viaggio visivo, storico e critico che mette in luce, per la prima volta, lo straordinario quanto sconosciuto contributo delle artiste italiane attive nel settore dell’immagine riprodotta, dal XVII secolo a oggi. Con ‘Le figure per dirlo’ Paola Pallottino attraversa i principali movimenti culturali del Novecento, facendoci conoscere artiste emarginate due volte, perché donne e perché attive in un ambito considerato ‘minore’, per il quale hanno realizzato immagini di straordinaria qualità – dall’illustrazione pubblicitaria alla moda, dal fumetto alla caricatura fino a calendari, cartoline ed etichette – presenziando e sottolineando i momenti storici del paese.
Pallottino ci accompagna in questo inedito percorso dandoci contemporaneamente accesso al suo ineguagliabile archivio personale, frutto di una vita di ricerca, composto di centinaia e centinaia di dossier sugli artisti dell’illustrazione, migliaia di schede, e oltre 10.000 pubblicazioni del settore, tra libri e riviste, raccolte in oltre quarant’anni di ricerche.
Paola Pallottino è storica dell’arte, illustratrice e paroliera italiana. Già professore associato di Storia dell’arte contemporanea all’Università di Macerata, pioniera degli studi sulla storia dell’illustrazione, ha svolto un’intensa attività di divulgazione, culminata con la fondazione a Ferrara del MIL, Museo dell’Illustrazione – Centro Studi sull’Immagine Riprodotta, che ha diretto dal 1992 al 2005. Ha collaborato all’Enciclopedia universale dell’arte, al Dizionario biografico degli italiani, al Dictionnaire des illustrateurs e all’Allgemeines Künstlerlexikon. La sua opera scientifica comprende una ventina di libri, fra cui Storia dell’illustrazione italiana e Dall’atlante delle immagini.
Parallelamente all’attività di studio, ha coltivato la passione per la scrittura, collaborando con Lucio Dalla, per il quale ha scritto, tra le altre, 4 marzo 1943, e Il gigante e la bambina.
Nel 1974 ha firmato le parole di Donna circo, disco a tematica femminista musicato e cantato da Gianfranca Montedoro e, nel 1994, i testi di Giovanna d’Arco e La ragazza e l’eremita per Angelo Branduardi.

Ferzan Ozpetek torna a casa con La dea fortunaIn sala film con Accorsi-Leo coppia gay. E con Jasmine Trinca

20 dicembre 201909:49

Coppia gay in crisi, famiglie arcobaleno, un po’ di malattia, il tempo che passa, transgender, tutta la musica che occorre, un quartiere popolare dove tutti comunicano, ma anche un palazzo nobiliare con dentro una strega.
Insomma dramma e commedia, dolore e sentimento con un pizzico di magia. Ferzan Ozpetek è tornato a casa con ‘La dea fortuna’ in sala dal 19 dicembre con Warner Bros. E in questa tredicesima opera cinematografica del regista di origine turca, anche l’ombra di Mina che oltre l’apporto della canzone ‘Luna Diamante’, scritta da Ivano Fossati e da lei cantata, ha dato più di un consiglio artistico al regista di Fate ignoranti.
“Con ‘La dea fortuna’ dopo tanti film, mi sono sentito davvero libero di fare un lavoro che somiglia a me”, ha detto Ozpetek.
Questa la storia. Arturo (Stefano Accorsi), scrittore alquanto insoddisfatto, e Alessandro (Edoardo Leo), che fa l’idraulico, si amano e da 15 anni vivono insieme. Pur legati da un grande affetto, tra loro manca la passione e c’è ormai quella crisi che loro non vogliono affrontare. A smuovere le acque sarà Annamaria (Jasmine Trinca), la confusionaria migliore amica di Alessandro che, per problemi di salute, si troverà costretta a lasciare in custodia alla coppia i suoi due figli: Martina ed Alessandro .
La coppia gay troverà una nuova voglia di stare insieme grazie all’arrivo di questi due tonici bambini, e sarà baciata da quella Dea Fortuna che dà il titolo al film prodotto da Warner Bros. Entertainment Italia, R&C Produzioni e Faros Film. “Tutto è nato da una telefonata di mia cognata che per un problema di salute prospettava a me e al mio compagno se ci saremmo potuti occupare dei loro figli. Mi è subito piaciuta questa idea che avrei potuto sviluppare. Mi andava poi di raccontare più che il solito primo incontro di una coppia, la fine di un rapporto quando l’erotismo si trasforma in affetto”, ha aggiunto Ozpetek.
E ha proseguito il regista: “Non volevo comunque dare alcun messaggio con questo film, ma raccontare solo il mio stato d’animo”. Per quanto riguarda la sua amicizia con Mina, dice Ozpetek con grande riserbo, quasi a non voler tradire la sua amica: “è lei che mi ha consigliato Barbara Alberti nel ruolo della nobile madre di Annamaria. Una specie di strega che vive in un maniero alla Hansel e Gretel capace di mille cattiverie”.
“Mio figlio un giorno mi ha detto che Ozpetek cercava una vecchia cattiva con la faccia da carogna, una sorta di mamma, papà, zio e patriarca – ha detto la Alberti con intelligenza e spirito – . Comunque per fortuna – aggiunge – questo film non vuole dare un messaggio, né dire siamo gay o non gay, ma, cosa ancor più importante: siamo felici o non siamo felici”.

Sanremo: Amadeus, Tiziano Ferro ci sarà tutte le sereNessun nome invece per quanto riguarda le donne al suo fianco: ‘Mi piacerebbe averne almeno due a sera…’

SANREMO21 dicembre 201912:58

“Tiziano Ferro? C’è. Tutte le sere”. Amadeus conferma la presenza del cantautore di Latina al prossimo festival di Sanremo. “Ne abbiamo cominciato a parlare – aggiunge – sicuramente canterà. Il resto vedremo”.Sulla presenza delle donne al suo fianco, spiega che “mi piacerebbe averne almeno due a sera, di diversa età, diversa provenienza, per raccontare storie che rappresentino le donne”, ma non si lascia sfuggire nessun nome. “Finché non ho la certezza…”.

Arriva l’abbigliamento coordinato per tutta famigliaOnline da oggi brand nativo digitale Rougeri

20 dicembre 201910:32

– Altro che mini me: debutta oggi online Rougeri, marchio nativo digitale che propone abbigliamento coordinato non nel solo abbinamento mamma-figlia, ma per tutta la famiglia.
Il brand dal gusto minimal-chic offre la possibilità di trovare lo stesso modello, con lo stesso tessuto, nelle varianti uomo, donna, bambino (0-6) e neonato. Per ribadire il Dna matching del brand, la finalizzazione dell’acquisto sulla piattaforma può avvenire soltanto con la scelta di almeno due articoli dello stesso prodotto, per due diversi destinatari.
La collezione autunno inverno 2019/20 include cappotti, capispalla, camicie, pantaloni e abiti, ma anche felpe, polo, accessori e maglieria in cashmere di Cariaggi. Il marchio, spiega il fondatore Roberto Ruggeri, “nasce dal desiderio di offrire la possibilità di trovare un capo di alta qualità uguale per grandi e piccoli. Un modo per esaltare i legami con i propri cari e vivere un’emozione nel segno di uno stile minimal e di assoluta qualità”.

Cinema, ‘Il traditore’ film dell’anno per Il MorandiniContest con il Cinemino di Milano per lancio edizione 2020 guida

20 dicembre 201911:35

– E’ ‘Il traditore’ di Marco Bellocchio il film di copertina del Morandini, lo storico dizionario dei film e delle serie tv, che premia con 4 stelle la pellicola con Pierfrancesco Favino.
Dopo due anni consecutivi di vittoria, Paolo Virzì passa idealmente il testimone a Marco Bellocchio, che conquista la vetta aggiudicandosi ben 4 stelle. Il Morandini 2020 (16.500 opere censite nella versione cartacea, 27.000 in quella digitale, dal 1902 all’estate del 2019), promuove altri film celebri della passata stagione cinematografica: 4 stelle anche per Domani è un altro giorno di Simone Spada, con Valerio Mastandrea e Marco Giallini. Matteo Rovere, con Il Primo Re, riceve invece 3 stelle; stesso punteggio per Dafne di Federico Bondi e per Il Grande Spirito di Sergio Rubini.
Il Morandini, oltre ai film, dedica un’ampia appendice alle serie tv italiane ed estere. Nella guida, una menzione speciale è riservata alla serie tv Il Commissario Montalbano. Bocciato invece Baby, il teen drama tutto italiano firmato Netflix e liberamente ispirato allo scandalo romano delle baby squillo.
In occasione del lancio del Morandini 2020 Zanichelli, in collaborazione con il Cinemino – spazio culturale e aggregativo milanese – invita i cinefili a scegliere il proprio film e la propria serie tv preferita tra una selezione di 32 film e 16 serie tv prodotti in Italia negli ultimi 2 anni. Attraverso un contest sulla pagina Facebook ufficiale di Zanichelli, il pubblico è incoraggiato a esprimere la propria preferenza tra coppie di titoli messi in sfida. Dopo più scontri a eliminazione diretta, il film e la serie tv che si aggiudicheranno la finale saranno premiati con un evento esclusivo il 27 febbraio al Cinemino a Milano.

Dolce e Gabbana, lasceremo a famiglia nostro lavoroStilisti escludono vendita a investitori

20 dicembre 201913:01

– “Sei una madre e non puoi vendere i tuoi figli. Siamo stati fortunati. Non vogliamo diventare i più ricchi del cimitero”. Così Stefano Gabbana ha spiegato in un’intervista a Vogue Business che, quando si ritireranno, cederanno il controllo alla famiglia di Dolce: una mossa che preclude la vendita a investitori o l’ingresso di direttori creativi esterni.
“Ci piacerebbe moltissimo – hanno detto i due – lasciare ai famigliari il nostro lavoro”. Secondo Vogue Business, quest’autunno, i componenti della famiglia Dolce si sono seduti a discutere dei loro ruoli e del futuro dell’azienda. Il fratello di Dolce, Alfonso, 54 anni, è l’Amministratore Delegato della società. La sorella Dora, 64 anni, è responsabile della ricerca e dello sviluppo per la collezione prêt-à-porter. Ci sono vari nipoti coinvolti in azienda e anche i più giovani della famiglia vengono cresciuti per entrare un giorno a farne parte, se lo vorranno.

Piero Angela, con SuperQuark + suRaiplayFoa e De Santis, esempio per tutti

20 dicembre 201914:01

– “A me fa piacere continuare a lavorare. Vorrei fare come Moliere morire sulla scena. Mi sento giovanissimo tra i giovani”. A partire dal prossimo 22 dicembre, giorno del suo 91 compleanno, sulla piattaforma Rai Play, sarà disponibile il nuovo programma di Piero Angela SuperQuark+, presentato oggi a viale Mazzini. Piero Angela sarà il padrone di casa che guiderà lo spettatore nel tema trattato in ogni puntata, 10 in tutto, per la durata di 15 minuti e, ad accompagnarlo in quest’avventura, ci saranno 5 giovani ricercatori-divulgatori, la principale novità di questa nuova versione del programma di divulgazione scientifica. Il direttore di Rai1 Teresa De Santis ha evidenziato come la “fabbrica Angela” sia qualcosa di più, è un’idea, non è solo una serie di programmi. Abbiamo cercato, in quest’anno, di alzare l’asticella dov’è stato possibile. Per noi, è un esempio. Abbiamo tentato di lavorare in questa maniera larga e pop anche per quanto riguarda il varietà e il sabato sera. Con questo progetto, coniughiamo insieme passato, presente e futuro. In questo caso specifico, è evidente la forza di interagire tra le due strutture, Rai1 e Rai Play”. Il presidente della Rai Marcello Foa ha ricordato: “L’anno scorso, abbiamo festeggiato il suo novantesimo compleanno. Piero Angela dimostra sempre la propria vitalità e i novantenni la dimostrano per sempre. L’obiettivo di Angela è sempre stato quello di capire la scienza. A 91 anni, ha accettato una nuova sfida, la stessa sfida che, 38 anni fa, Piero Angela accettò con la prima edizione di Quark. Uno dei volti storici della Rai, un uomo apprezzato per la sua signorilità, è stato scelto per vincere anche questa sfida. La Rai crede in Rai Play, nella divulgazione scientifica e in Piero Angela”.
Il nuovo prodotto di divulgazione scientifica di Piero Angela, realizzato appositamente per la piattaforma “pensato per un pubblico sempre più digitale”, si occuperà di vari temi. Piero Angela li ricorda: “è come elencare i 7 nani – ironizza- dall’amore allo sport, dal sonno alla dieta, dal gioco alla vita extraterrestre” e anche altri argomenti come la memoria, la vista, l’acqua e il freddo”.

Matera 2019: Sassoli, così si accorciano distanze UeIl presidente del Parlamento europeo alla giornata conclusiva

MATERA20 dicembre 201914:33

– “Il merito più importante di quest’anno è che Matera ha vissuto in libertà la possibilità di godere di questo palcoscenico e ha restituito tanto”. Lo ha detto il Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, che oggi è nella Città dei Sassi per la giornata conclusiva dell’anno da Capitale europea della Cultura 2019. “Noi – ha aggiunto – abbiamo un’Europa che è distante da tante zone, da tanti territori, non solo italiani: queste esperienze servono ad accorciare queste distanze”.

Archeologia:a Museo Crotone esposta museruola IV secolo a.C.Reperto proveniente da scavi clandestini recuperato da cc

CROTONE20 dicembre 201915:16

– Una pregiata museruola equina in bronzo del IV secolo a.C. recuperata dai carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Artistico, e riconosciuta come proveniente da scavi clandestini nel territorio del crotonese, sarà esposta dal 21 dicembre al Museo Archeologico Nazionale di Crotone.
Il pezzo, acquisito alla collezione del museo, rappresenta una vera e propria rarità, non solo per il tipo di oggetto, ma anche per la sua decorazione. Nobile ornamento per cavalli, l’oggetto costituiva un’offerta votiva da parte di un componente della cavalleria per il santuario di Hera nella località Vigna Nuova.
L’esposizione rientra nel progetto Vide (VIaggio Dell’Emozione). In questo ambito rientra anche la testa di cavallo in marmo, utilizzata come decorazione del tempio di Hera Lacinia a Capocolonna, che era stata esposta a settembre dopo un lavoro di restauro.

Mostre: collezione Farina, arte e avanguardia a FerraraDonata alla città da compagna direttore Galleria d’Arte Moderna

FERRARA20 dicembre 201916:30

– Tra gli anni Sessanta e Novanta Ferrara si impone come centro propulsivo per l’arte d’avanguardia grazie a Franco Farina, direttore della Civica Galleria d’Arte Moderna. La sua programmazione espositiva a Palazzo dei Diamanti ha dato vita a una stagione costellata di eventi che ha lasciato una testimonianza tangibile nella collezione di opere d’arte a lui appartenuta, un patrimonio recentemente donato alla città da Lola Bonora, direttrice del Centro Video Arte ferrarese e sua compagna di vita.
Un’ampia parte della donazione è in mostra, dal 21 dicembre al 15 marzo, al Padiglione d’Arte Contemporanea: dipinti, sculture, disegni e grafica della collezione Farina sono messi in dialogo con opere delle Gallerie d’Arte Moderna. Un percorso che dagli studi e opere su carta di Carrà, de Chirico e de Pisis muove verso lo spazialismo e l’informale di Emilio Vedova, il New Dada di Rauschenberg e le sperimentazioni cinetiche di Alviani e Colombo, il Nouveau Réalisme e la pop art di Rotella e Schifano.

Teatro: Panariello di nuovo in tour, è La Favola MiaArtista festeggia 20 anni carriera con one man show, da marzo

20 dicembre 201916:36

– Il 2020 sarà un anno speciale per Giorgio Panariello che compie 60 anni e festeggia i 20 anni di carriera dal grandissimo successo di “Torno sabato”! …Dopo aver conquistato le platee accanto agli amici di sempre Carlo Conti e Leonardo Pieraccioni, il comico toscano si prepara infatti a tornare con “La Favola mia”, un one man show unico in pieno stile “Panariello”.
Tante risate, un pizzico di irriverenza, attualità e grandi classici del suo repertorio: saranno questi gli ingredienti di questo nuovo spettacolo in cui Panariello racconta e si racconta ripercorrendo in una veste inedita e attuale i 20 anni che lo hanno visto protagonista tra teatro, cinema e televisione.
Queste le date al momento confermate: 16 marzo al Teatro Massimo di Pescara, 18 marzo al Teatro Rossini di Civitanova Marche (Macerata), 19 marzo al Teatro Dei Marsi di Avezzano (L’Aquila), 20 marzo al Teatro Pala Montepaschi di Chianciano Terme (Siena), 21 marzo al Teatro Pala Bassano Due di Bassano del Grappa (Vicenza), 23 marzo all’Auditorium Santa Chiara di Trento, 24 marzo al Teatro Corso di Mestre (Venezia), 25 marzo Pala Congressi di Lugano, 27 marzo al Grana Padano Theatre di Mantova, 2 aprile al Teatro Lyrick di Assisi, 5 aprile al Teatro Moderno di Grosseto, 7 aprile al Teatro Galli di Rimini, 14 aprile al Teatro Nuovo Giovanni da Udine di Udine, 15 aprile al Teatro Openjob Metis di Varese, 21 aprile al Teatro Dis_Play di Brescia, 28 aprile al Teatro Creberg di Bergamo, 2 maggio al Teatro La Fenice di Senigallia (Ancona), 9 maggio al Politeama Greco di Lecce, 10 maggio al Teatro Team di Bari, 15 maggio al Teatro Golden di Palermo, 16 maggio al Teatro Metropolitan di Catania, 18 maggio al Teatro Mandanici di Barcellona Pozzo di Gotto (Messina).

Tv: Olivia Colman star di Landscapers, miniserie Sky-HboAlexander Payne dirige crime drama ispirato a fatti veri

20 dicembre 201916:50

– Olivia Colman, l’attrice premio Oscar celebre per La Favorita e The Crown, è la protagonista della nuova serie Sky Original, Landscapers, prodotta da Sister per Sky e Hbo dopo il successo di Chernobyl, premiata quest’anno con 10 Emmy Award.
La miniserie in quattro parti sarà diretta dal due volte Premio Oscar Alexander Payne (Paradiso amaro, Sideway – In viaggio con Jack, A proposito di Schmidt) ed è la prima sceneggiatura per la televisione scritta da Ed Sinclair. Le riprese inizieranno nel 2020 e la serie sarà in esclusiva su Sky in Italia, nel Regno Unito, Irlanda, Germania e Spagna. La distribuzione internazionale è affidata a NBCUniversal Global Distribution.
Ispirata a eventi reali, la serie esplora le vite degli assassini Susan (A. Colman) e Christopher Edwards e si chiede come questa coppia devota e mite sia arrivata ad uccidere i genitori di Susan e seppellirli nel giardino sul retro della loro casa di Mansfield, una cittadina del Nottinghamshire, in un crimine avvenuto nel 1998 e rimasto nascosto per oltre un decennio. Landscapers è un drama con venature dark comedy su una storia realmente accaduta e basato su ricerche approfondite, con ore di interviste agli accusati che si sono sempre professati innocenti.
La serie racconta le vite di Susan e Chris da varie prospettive, comprese quelle degli agenti di polizia e degli avvocati coinvolti nelle indagini, nonché da quella “interna” degli stessi protagonisti. Il pubblico verrà calato in un mondo surreale, frutto di fantasia, che Susan e Christopher hanno creato vestendo i panni dei loro eroi di Hollywood in storie da loro inventate. La storia di un singolare caso di omicidio che coinvolge quattro vite vissute ai margini della società, e che si trasforma in un’esplorazione magnetica e a tinte fosche dell’amore e della fantasia, del loro potere e del loro pericolo.
Landscapers è prodotta per Sky e HBO da Sister, la pluripremiata casa di produzione di Chernobyl, in collaborazione con South of the River Pictures, nuova società di produzione di Olivia Colman e Ed Sinclair.
Olivia Colman, protagonista e produttrice esecutiva della serie, ha dichiarato: «Adoro le sceneggiature di Ed, esattamente come adoro la sua cucina. No, la verità è che è piuttosto raro volere così tanto una parte dopo la prima lettura di una sceneggiatura, ma è quello che è successo in questo caso. È una scrittura coraggiosa, ma anche sottile e tenera: una gioia per qualsiasi attore».
Landscapers è la prima co-produzione originale di Sky e HBO dopo il rinnovo dell’accordo di produzione del mese scorso, che estende la lunga partnership delle due aziende. È anche il primo nuovo lavoro commissionato da entrambe le aziende alla casa di produzione Sister dopo il successo internazionale di Chernobyl, andato in onda nel 2019, la serie Sky Original di maggior successo con la conquista, tra gli altri, di 10 Emmy Awards.
Landscapers è la più recente produzione Sky nel piano di sviluppo di contenuti originali. Il gruppo Sky si è infatti impegnato a raddoppiare il proprio investimento in titoli originali drama, comedy e documentari attraverso Sky Studios, la nuova struttura per lo sviluppo e la produzione di contenuti a livello europeo. Sky Studios porta sullo schermo storie uniche e originali con i migliori talenti in Europa ed è la casa degli Sky Original premiati e amati dai clienti Sky.
Tra gli Sky Original in arrivo su Sky,The New Pope, la nuova serie creata e diretta dal Premio Oscar Paolo Sorrentino con Jude Law e John Malkovich; ZeroZeroZero, diretta da Stefano Sollima e ispirata al libro di Roberto Saviano, con Andrea Riseborough, Dane DeHaan e Gabriel Byrne; Devils, con protagonisti Alessandro Borghi e Patrick Dempsey. Il 2019 è stato un anno record per le serie Sky Original con i 10 Emmy Award conquistati da Chernobyl e le nuove stagioni dei titoli più amati, come Gomorra e 1994, insieme alle novità come Catch-22 e Caterina la Grande.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Danza: 500 artisti a Bologna per ‘Dancin’Bo’
Da Luciana Savignano ai fratelli Gargarelli, da 27/12 a 5/1

BOLOGNA20 dicembre 201917:37

– Una festa del ballo: dall’hip hop al tango, dalla classica alla filuzzi, dalle danze etniche al musical, dalla contemporanea al lindy hop, dal rock acrobatico alla taranta. È ‘Dancin’Bo’ che dal 27 dicembre al 5 gennaio diventerà un festival che avrà a Bologna come palcoscenico 15 luoghi diversi, con oltre 500 ballerini di scuole, associazioni e accademie da tutta Italia, protagonisti in 50 appuntamenti tutti gratuiti, con master class e lezioni tango.
Apertura il 27 nel foyer Respighi del teatro Comunale con l’etoile Luciana Savignana interprete di un estratto de ‘Il lago dei cigni’ e un musical omaggio a Federico Fellini. Finale il 5 gennaio nel sagrato di San Petronio con ‘Danze dal mondo’ con danzatori di gruppi di Filippine, Romania, Russia, Egitto, Iran, Perù e Vietnam. Tra gli altri artisti ospiti ci saranno Kledi Kadiu e Simone Di Pasquale, i giovanissimi fratelli Gargarelli da ‘Italia’s Got Talent’ e Davide Alphandery, vincitore dell’edizione 2019 di ‘Prodigi – La musica è vita’.

Musica: hit parade, Tiziano Ferro risale in vettaVasco Rossi scivola dal primo al sesto gradino

20 dicembre 201918:03

– Accetto Miracoli, il nuovo album di Tiziano Ferro, già disco d’oro a una sola settimana dall’uscita riconquista la vetta della classifica degli album più venduti della settimana dal 13 al 19 dicembre, secondo le stime di Fimi/Jfk Italia. Il disco, uscito il 22 novembre su etichetta Virgin Records (Universal Music Italia), era entrato direttamente al primo posto della top ten. Ora, a distanza di te settimane, detronizza Vasco Rossi con il suo Vasco Nonstop live, il doppio cd, dvd e bluray con tutta la scaletta dei concerti di San Sirodello scorso giugno, che scivola fino alla sesta posizione. Terzo posto per il rapper e produttore Tha Supreme, con 23 6451. Stabile sul quarto gradino Cremonini 2C2C The Best Of, prima grande raccolta della produzione ormai ventennale di Cesare Cremonini, e fermo sul quinto Marracash con Persona. New entry in settima posizione Fine Line, secondo album in studio dell’artista britannico Harry Styles, contenente 12 nuove tracce tra cui i singoli di successo. Primo tra i singoli più scaricati il brano appena uscito di Ultimo , Tutto questo sei tu, primo singolo del cantautore romano dopo l’uscita del suo ultimo album Colpa delle favole, in cui il giovane artista s’interroga su felicità, amore, illusioni e sul fragile equilibrio della vita.
Primo tra i vinili The dark side of the moon dei Pink Floyd.

Franceschini “Scommessa vinta”Boom di turisti. Bilancio positivo per Capitale cultura Ue

MATERA21 dicembre 201913:02

Un anno straordinario. Numeri da “boom” turistico. Una scommessa vinta dalla Basilicata, dal Sud e dall’Italia intera. Matera 2019 chiude con un bilancio molto positivo e, insieme a Plovid (Bulgaria) passa il testimone da Capitale europea della Cultura 2020 a Fiume (Croazia) e Galway (Irlanda). L’ultima, lunga giornata di un anno da Capitale, cominciato lo scorso 19 gennaio, è stata segnata dalla presenza del Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, e dei Ministri per i Beni culturali e per il Sud, Dario Franceschini e Giuseppe Provenzano. All’unisono, hanno evidenziato che il 2019 deve essere “solo” un punto di partenza. Ma il reale punto di partenza di un anno straordinario è fissato in una data ben precisa: il 17 ottobre 2014, quando, a sorpresa, fu proprio Franceschini (anche all’epoca Ministro per i Beni culturali) a scrivere su un tablet il nome di Matera come città italiana designata a essere Capitale europea della Cultura 2019. In questi cinque anni – pur se con alcuni passaggi a vuoto, in particolare per l’aspetto infrastrutturale – la Città dei Sassi ha “conquistato” il mondo. Non a caso solo pochi mesi fa ha ospitato per diverse settimane le riprese dell’ultimo film di 007. E così gli ultimi dati parlano di 865 mila pernottamenti nell’anno che sta per finire, con un eccellente +44% di presenze di turisti stranieri. Sono stati invece 1.228 gli eventi (dei quali 410 in vari centri della Basilicata) organizzati dalla Fondazione Matera Basilicata 2019 con un totale di 328 mila accessi, 74 mila i “passaporti” venduti e 1.500 volontari impegnati. Numeri che però non bastano per rendere in pieno l’idea del riscatto totale raggiunto da Matera, solo qualche decina di anni fa la “vergogna d’Italia” per la situazione di degrado dei Sassi. “Il merito più importante di quest’anno è che Matera – ha sottolineato Sassoli – ha vissuto in libertà la possibilità di godere di questo palcoscenico e ha restituito tanto. Noi – ha aggiunto – abbiamo un’Europa che è distante da tante zone, da tanti territori, non solo italiani: queste esperienze servono ad accorciare queste distanze”. Per Provenzano, Matera 2019 “è una grande scommessa vinta: ha dimostrato all’Italia e all’Europa che il Sud non è una causa persa ma che invece è un posto bellissimo su cui si può investire e si può puntare”. E nelle parole del presidente della Regione, Vito Bardi, l’orgoglio della Basilicata e in quelle di Franceschini un’enorme soddisfazione perché “la sfida vinta nel 2014 è stata portata a compimento con successo e ha avviato un cammino di crescita sostenibile del territorio sul quale sono certo si proseguirà con determinazione”. La prossima città italiana Capitale europea della Cultura sarà nel 2033, anche se Franceschini sta provando a convincere i suoi “colleghi” continentali ad aumentare da due a tre il numero di Capitali all’anno. Si vedrà. Per ora i riflettori si spostano su Parma, Capitala italiana europea della Cultura 2020. “Ci prendiamo e portiamo a casa – ha detto il sindaco Federico Pizzarotti – le buone pratiche di Matera 2019”.

Tra Wonka, Mary Poppins e Grimm, c’era una volta a teatroTante favole da non perdere in scena fino alla Befana

21 dicembre 201910:59

– C’era una volta, anche a teatro. Non c’è periodo migliore dell’anno delle feste di Natale per far scoprire la magia del palcoscenico anche agli spettatori più piccoli. Con un carico di favole in scena fino alla Befana. Tra le dieci da non perdere, Charlie e la fabbrica di cioccolato con Willy Wonka, il più grande imprenditore di dolci, che dal romanzo di Roald Dahl canta in musical alla Fabbrica del vapore di Milano; e Mary Poppins e il suo spazzacamini Bert, con tanto di brindisi speciale a Capodanno, al Sistina di Roma. E poi immancabile sotto l’albereo, A Christmas carol, dalla versione con Roberto Ciufoli a quella diretta da Tiziano Panici; Pollicino, le favole di Rodari, Peter Pan, Cenerentola, le marionette dei fratelli Colla e lo “spettacolo della neve” dello Slava’s snowshow. Nel vero Bosco del Sasseto a Torre Alfina – Acquapendente (VT), lo stesso che il National Geographic ha definito “il bosco di Biancaneve”, si va alla scoperta di elfi, fate, streghe e re. E c’è anche tutta la danza de Lo schiaccianoci, tra il Roma City Ballet Company di Luciano Cannito, il Balletto di Roma, l’Accademia di Ballo del Teatro alla Scala, il Balletto di San Pietroburgo e il Moscow Classical Russian Ballet.

Musica: Bobby Rush torna a 86 anni al Porretta Soul FestivalIn cartellone a luglio anche Leo Nocentelli e McCrary Sisters

BOLOGNA21 dicembre 201911:31

– A 86 anni, compiuti un mese fa, nel 2020 sarà per la terza volta al ‘Porretta soul festival’ Bobby Rush, che nel corso della carriera ha ricevuto 46 nomination e vinto 12 premi della Blues Foundation. Inoltre è da poco uscito ‘Sitting on top of the blues’, il 26/o album in studio della sua lunga carriera e la 75/a pubblicazione a suo nome.
Tra gli artisti confermati per la prossima edizione, dal 23 al 26 luglio nella località termale dell’Appennino bolognese, c’è Leo Nocentelli, componente fondatore dei The Meters, vincitore del Grammy Lifetime Achievement Award nel 2018 e quattro volte nominato per la Rock’n’Roll Hall of Fame. Ed ancora Latimore, icona della black music e mentore di Joss Stone; McCrary Sisters, che propongono un personale stile gospel; Chick Rogers, considerata “la più bella voce di Memphis”; Vasti Jackson, John Nemeth, Curtis Salgado, Leon Beal & The Luca Giordano Band e Eddie Harrison, leader degli Short Cuts, che partecipò alla prima edizione del Festival nell’88 con Rufus Thomas.

Nuovo museo per la fotografia, Gallerie d’Italia a TorinoAltra sede espositiva Intesa Sanpaolo dopo Milano,Napoli,Vicenza

TORINO21 dicembre 201912:04

– La fotografia trova casa a Torino.
Palazzo Turinetti, storico edificio della centralissima piazza San Carlo sede legale di Intesa Sanpaolo, diventa il quarto polo museale delle Gallerie d’Italia, dopo quelli di Milano, Napoli e Vicenza. Un progetto voluto dai vertici della banca e guidato da Michele Coppola, che di Intesa Sanpaolo è il direttore Arte, Cultura e Beni Storici.
Il cantiere partirà nei prossimi mesi e sarà concluso in un paio d’anni. I 6mila metri quadri del nuovo museo, 3 mila riservati alle attività espositive, ospiteranno opere delle collezioni della banca tra cui l’Archivio Publifoto, circa 7 milioni di scatti su eventi, personalità e luoghi realizzati dagli anni Trenta agli anni Novanta. Spazio anche alle mostre temporanee di grandi fotografi in sinergia con istituzioni culturali italiane e straniere, a cominciare da Camera – Centro Italiano per la fotografia di cui Intesa Sanpaolo è Socio fondatore, mentre il piano nobile potrà ospitare opere classiche dalle collezioni della banca.
Il progetto delle Gallerie d’Italia in piazza San Carlo sarà illustrato il 14 gennaio dal presidente Emerito di Intesa Sanpaolo Giovanni Bazoli, dal presidente Gian Maria Gros-Pietro e da Carlo Messina, Consigliere Delegato e CEO, alla presenza della sindaca di Torino Chiara Appendino, del presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio.

A San Severino reportage sull’arte ferita dal terremoto’Scherza con i fanti e lascia stare i santi’

SAN SEVERINO MARCHE21 dicembre 201912:52

– Una mostra e un catalogo per ricordare le ferite del sisma e aiutare a non dimenticare. Si intitola “Scherza con i fanti e lascia stare i santi” la rassegna di foto scattate sui luoghi del terremoto del 2016 allestita nelle sale espositive della biblioteca comunale “Tacchi Venturi” di San Severino Marche. L’esposizione, patrocinata dal Comune, presenta una serie di istantanee realizzate dall’architetto Luca Maria Cristini durante la sua attività professionale nell’area del cratere. “La fretta di agire in situazioni di pericolo di crollo, con la minaccia di repliche sismiche anche significative, il costante sottofondo di quei sordi boati che si avvertono solo nelle zone vicine alle faglie, mi ha regalato istantanee talvolta sfocate, mosse o con entrambi i problemi; tuttavia ognuna di queste – spiega Cristini – sembra trasmetterci un sentimento vivo”.

La camelia, fiore di Proust e di ChanelBorghesi racconta origini, specie e riferimenti letterari

21 dicembre 201914:04

– LA CAMELIA – LA NAZIONE DELLE PIANTE – ANGELA BORGHESI – (EDITORI LATERZA , PP 179, 16 EURO) – Marcel Proust “Non poteva che regalar camelie e metterle all’occhiello, come allora s’usava: una moda che aveva scalzato garofano e gardenia e, per lui che soffriva d’asma, quanto mai opportuna. Sto parlando del narratore – il Je della Recherche – che come l’autore, Marcel Proust, era spesso soffocato dagli attacchi del male”. “Gabrielle Bonheur Chanel (1883-1971), meglio nota come Coco, portò per la prima volta in passerella abiti con broches di candide camelie di chiffon. Il modello era la Camellia japonica Alba plena, i cui petali sovrapposti possono persino averle suggerito il logo della doppia C incrociata. Divenne il simbolo della maison Chanel solo nel 1959 ma da quella prima apparizione, mai più sparì dalle sfilate del marchio”.
Marcel Proust e Coco Chanel sono solo due delle grandi figure della letteratura e della moda, tra i tanti citati dall’autrice del volume La camelia – La nazione delle piante (Editori Laterza, pp 179, 16 euro), Angela Borghesi, docente di Letteratura Italiana contemporanea all’Università di Milano Bicocca, per il loro stretto legame con il nobile fiore. Nata a Brescia nel 1959, l’autrice deve l’attenzione appassionata per il mondo floreale e animale al nonno Giulio Conforti e al maestro e ornitologo Giuliano Salvini. Una passione quella per i fiori, che ha portato Angela Borghesi a indagare il senso della presenza floreale e arborea nell’opera di Fenoglio, Zanzotto e Calvino. Infatti dal 2011 la scrittrice dirige una rubrica di botanica e letteratura, Clorofilla, sulla rivista online Doppiozero. La camelia meritava un libro. Del resto è un fiore che può stupire con corolle sontuose ed eccentriche o con la sua complessa perfezione geometrica, monocromatica o dalle screziature più bizzarre. Ma può anche incantare con un semplice e profumato giro di petali. La sua specie conta oltre 22.000 varietà. Novità travolgente nei giardini dell’Ottocento, divenne il fiore del Risorgimento nazionale, un’icona di stile che decretò fortune letterarie, di bellezza e musicali. Ma prima dei suoi fiori bellissimi in Europa sono arrivate le foglie. Quanti sanno infatti che la pianta del tè è una camelia? Prima ancora di diventare il simbolo della maison Chanel, Angela Borghesi ricorda che, “Nel 1915 Shinzo Fukuhara, figlio del fondatore Arinobu Fukuhara, divenne presidente della Shiseido, l’azienda giapponese leader mondiale della cosmesi.
Aveva studiato arte a Parigi e molto ammirato l’Art Nouveau. Fu lui a disegnare il bozzetto del ramo della camelia in un bicchiere, con un fiore dritto e uno reclinato, simbolo dell’ aspirazione e della modestia: nulla di più giapponese. L’ hanatsubaki (il fiore della camelia) è tutt’ora il logo di Shiseido e della sua idea di bellezza semplice, al contempo moderna e senza tempo”. Ma la camelia tocca anche il mondo del teatro e dell’opera lirica. La mitica “Sarah Bernhardt, l’attrice osannata anche da Proust, più volte tra il 1896 e il 1898 portò in scena la sua Marguerite Gautier. Lo spettacolo ebbe perfino l’affiche firmata da Alphonse Mucha, il maestro dell’art Nauveau. Pubblicato ben quarant’anni prima, nel 1848, e riproposto da lui medesimo poco dopo in versione teatrale, La Dame aux camelias continuava infatti a mietere consensi senza che nessuno dei suoi petali si sgualcisse”. “La struggente, patetica figura di Marguerite Gautier è ispirata alla vicenda di Marie Duplessis, nota cortigiana della Parigi di Luigi Filippo e amante di Dumas, morta di tisi a soli 23 anni. Il nomignolo se l’era guadagnato perchè solita mostrarsi in pubblico con l’immancabile bouquet di camelie bianche che, in alcuni giorni del mese mutavano colore”.
Non c’è traccia di camelie ne La traviata di Giuseppe Verdi, ma l’autrice ricorda che il maestro le coltivava e che Giosué Carducci, amico del compositore, conosceva bene le camelie e qual era il loro ambiente favorevole, come mostra nella lirica Piemonte (1890).

Serata-evento con Siani, a Natale ricordatevi la felicitàSu Sky il primo one-man-show con l’attore napoletano

TARANTO21 dicembre 201919:02

“Lo so che non bastano un tour, o uno show o un libro per raccontare la felicità, ma io vorrei essere un po’ come quei post che si mettono sul frigo per non dimenticare qualcosa: ecco io la notte di Natale Preferisce definirlo un cinema- people-show, lo spettacolo che porterà su Sky la sera del 24 dicembre Alessandro Siani, attore napoletano al debutto con un programma tutto suo in televisione.
“In realtà i miei inizi in tv sono stati con Bulldozer su Rai 2 – ci ha tenuto a precisare – Comunque quando mi hanno chiesto ‘ti andrebbe di fare un one-man-show?’ io ho risposto ‘no meglio un cinema-show perché c’è tanto cinema e un people-show perché ci sono tanti amici”.
Alle 21.15 della vigilia su Sky e Now Tv si accenderanno i riflettori quindi su ‘Stasera felicità’, serata-evento il cui titolo richiama quello del tour che l’attore napoletano sta portando in giro per l’Italia da un anno. Riferimento centrale del progetto è il cinema, ma pensato per la tv, con una scenografia che è un omaggio al film ‘The Truman Show’, esibizioni e perfomance sul palco di Alessandro, insieme a tanti ospiti come Diego Abatantuono, Rossella. Brescia, Alessandro Cattelan, Achille Lauro, Diletta Leotta, Ana Caterina Morariu, Nek, Franco Nero, Giorgio Panariello, Lidia Schillaci, Nina Zilli.
“Ci sarà anche una scena inedita ispirata a ‘Benvenuti a Sud’ che interpreterò con Nunzia Schiano, nel film mia madre, e Valentina Lodovini”, ha aggiunto Siani ricordando il successo cinematografico del film di Claudio Bisio.
“Era il 2009 e fu un vero miracolo e da li sono partiti 10 anni importanti per me, i biglietti d’oro, la possibilità di tornare a teatro – ha raccontato l’attore – Ma in questa fase della mia vita avevo voglia di sperimentare”.
“Certo non bastano un tour, o uno show o un libro per raccontare la felicità – ha aggiunto – Ma io vorrei essere un po’ come quei post che si mettono sul frigo per non dimenticare qualcosa: ecco io la notte di Natale vorrei dire a tutti ricordiamoci stasera la felicità, che poi è la gioia di stare con le persone che ami e che ti amano”. Prodotto da Friends & Partners in collaborazione con Buona Luna per Sky, per la regia di Cristian Biondani, ‘Stasera felicità’ coinvolgerà anche un coro gospel e a uno di voci bianche. Tutto con l’ironia con cui Siani affronterà i temi legati ai sentimenti e alle atmosfere del Natale, tra sketch, monologhi in studio e momenti di varietà, sfruttando idee e tecniche proprie del grande schermo.
“E’ la prima volta che facciamo uno show di questo tipo e per noi rappresenta qualcosa di nuovo – ha detto Antonella D’Errico, Vice President Sky Branded Channel – Ma questo progetto sposa profondamente l’anima di Sky perché coniuga perfettamente intrattenimento e cinema”.vorrei dire a tutti ricordiamoci stasera la felicità”. Lo ha detto Alessandro Siani presentando, ‘Stasera felicità’, serata-evento su Sky, il primo spettacolo televisivo interamente da protagonista dell’attore napoletano, in onda il 24 dicembre. Lo spettacolo è un one-man-show cinematografico pensato per la tv durante il quale con ironia Siani affronterà i temi legati ai sentimenti e alle atmosfere del Natale, tra sketch, monologhi in studio e momenti di varietà con tanti ospiti, sfruttando idee e tecniche proprie del grande schermo.
Ci sarà anche una scena legata al film ‘Benvenuti a Sud’ che interpreterà sul palco con Nunzia Schiano, nel film la madre, e Valentina Lodovini. Tra gli altri ospiti Diego Abatantuono, Rossella. Brescia, Alessandro Cattelan, Achille Lauro, Diletta Leotta, Ana Caterina Morariu, Nek, Franco Nero, Giorgio Panariello, Lidia Schillaci, Nina Zilli.
“E’ la prima volta che facciamo uno show di questo tipo e per noi rappresenta qualcosa di nuovo – ha detto Antonella d’Errico, vicepresidente Sky Branded Channel – Ma questo progetto sposa profondamente l’anima di Sky perché coniuga perfettamente iintrattenimento e cinema”

Addio a Ungaro, lo stilista che amava le donneAveva 86 anni. I funerali lunedì 23 a Parigi

22 dicembre 201916:37

– E’ morto a Parigi all’età di 86 anni lo stilista Emanuel Ungaro, grande couturier. Lo conferma la famiglia. Francese di nascita ma di origini pugliesi (il padre era un sarto antifascista di Francavilla Fontana emigrato durante il fascismo). Ungaro lascia la moglie Laura Bernabei, figlia di Ettore, e una figlia, Cosima. I funerali si terranno domani mattina a Parigi. “Mi piace la definizione di stilista che ama le donne – spiegava – perché non lavoro su un’idea ma sul corpo in movimento, con le sue forme e la sua realtà”. A Parigi, che considerava la sua città (“L’Italia è bella, vibrante e mi coinvolge. Ma la mia città è Parigi. L’Italia sarà il mio scalo, la mia dolce vita”) era stato l’allievo prediletto del grande Balenciaga e poi aveva fondato, nel 1965, la sua maison dalla quale uscirono abiti meravigliosi che hanno vestito attrici e principesse, da Catherine Deneuve a Jackie Kennedy, da Lauren Bacall a Caroline di Monaco, Ira Furstenberg, Isabelle Adjani. L’alta moda per lui rappresentava la “libertà estrema”, un esercizio di stile. Nel 2004 l’addio alle passerelle: “Ho consacrato più di 35 anni della mia vita all’Alta Moda. L’ho amata con una passione divorante. -disse – Assieme all’universo che rappresenta: laboratori, artigiani, ricamatori, tutti detentori di un savoir faire che rischia di morire. Se c’e’ un dramma e’ quello di questa gente che perde l’arte e il lavoro. Certe sarte erano con me dall’inizio. Ma bisogna tagliare i fili, disfare questa famiglia che si era formata nell’armonia”. Un addio definitivo. Malato da tempo, si è spento assistito dai suoi affetti, la moglie amatissima Laura, che era stata sua musa e sua compagna di lavoro, e la figlia Cosima. Lunedì 23 dicembre, nella ville Lumière, i funerali.

La Pompei intima di Giulio Polibio70 oggetti raccontano le ultime ore di un’agiata famiglia

22 dicembre 201919:55

POMPEI -Un beauty in legno e bronzo con le sue boccette di vetro piene di profumi e unguenti, i resti del letto con la sua maestosa testata, un cratere in bronzo che già allora, nel 79 d.C poteva far mostra di sé come un ricco pezzo di antiquariato. Enorme e raffinata, le decine di stanze affrescate con i colori più in voga, il magnificente e odoroso giardino pieno di piante da frutto e di fiori, la casa di Giulio Polibio, candidato di punta alle elezioni che si sarebbero dovute svolgere a breve, era una delle più belle di Pompei, ricca come il suo padrone, facoltoso liberto della gens Julia, commerciante in carriera dalle alte ambizioni e dai gusti elevati. Ma forse anche di più, visto che per gli archeologi questa dimora dalla pianta particolarmente complessa potrebbe essere appartenuta in passato proprio alla gen Julia , in particolare ad un certo L.Julius Philippus il cui sigillo è stato trovato in giardino e che forse potrebbe averla abitata prima che venisse ceduta a Giulio Polibio.Tant’è, quella meraviglia da 7.500 metri quadrati edificata proprio accanto alla domus dei Casti Amanti (siamo sempre sulla famosa via dell’Abbondanza) è stata abitata fino all’ultimo istante della tragedia, i suoi 13 abitanti, componenti della famiglia di Polibio sono morti tutti fra quelle mura, qualcuno anche nel suo letto, senza portare via nulla, dai gioielli alle suppellettili, i mobili, le argenterie, il vasellame da cucina. “Con tutta probabilità avevano deciso di non muoversi perché la giovane figlia di Polibio, una ragazzina poco più che sedicenne, era incinta e la gravidanza era ormai agli sgoccioli, sarebbe stato difficile per lei fuggire”, spiega il direttore del Parco Archeologico Massimo Osanna.Quello che è rimasto insieme ai resti dei corpi e a quel carico di suppletiva tragedia è una sorta di manuale della vita pompeiana che ora rivive in una mostra raffinata che in attesa che vengano completati i lavori di restauro della domus Osanna ha voluto allestire nelle sale dell’Antiquarium. Aperta al pubblico da domani, lunedì 23 dicembre 2019, la rassegna fa parte di una serie di esposizioni monografiche sulle più importanti abitazioni della antica colonia romana. E con la sua storia così drammatica e insieme paradigmatica dell’orrore che lo scoppio del vulcano inflisse alla cittadina permette un tuffo ad alto tasso emotivo nella quotidianità di una agiata famiglia di allora.In mostra, anticipa Osanna, “ci sono oltre 70 oggetti frutto degli scavi terminati all’inizio degli anni ’80 da Zevi ed esposti per la prima volta tutti insieme. Una vetrina raccoglie la bellissima scatola beauty (ricostruita all’epoca dello scavo sulla base di un calco) con le sue preziose ferramenta intagliate, e poi lucerne, porta lucerne, bruciaprofumi, vasellame per la cottura dei cibi, coppe per banchetti e bottiglie di vetro, scaldavivande da sala , candelabri, finanche il calco perfetto di un cesto di vimini. E poi il sigillo di Julius Philippus naturalmente, ma anche un salvadanaio di terracotta e dei dadi da gioco oltre al meraviglioso cratere istoriato ( che arriverà a Pompei il 6 gennaio direttamente dalla mostra romana allestita alle Scuderie del Quirinale) e alla statua in bronzo di Apollo che Polibio aveva voluto nel vestibolo (anche la statua, bellissima, arriverà a gennaio di ritorno da una mostra su Pompei allestita a Oxford).Ma non solo: a rendere se possibile più commovente questo salto indietro di duemila anni nell’intimità di una famiglia distrutta dall’eruzione, ci sono anche i volti di tre dei suoi componenti, tra cui proprio quello della giovane donna incinta. “Le teste sono il frutto di un esperimento di estrema avanguardia che fu fatto dai tecnici negli anni ’70-’80, qualcosa per allora di assai pionieristico – sottolinea Osanna – noi abbiamo deciso di esporle così ognuna accanto al suo teschio per dare una volta di più l’idea di quello che è stato”. Certo non è detto che quei volti ricostruiti siano in tutto e per tutto fedeli agli originali (ci mancano i dati sui capelli per esempio o sulle sopracciglia, che non sono da poco) ma l’impatto per chi ci si trova davanti è comunque da togliere il fiato.Oggetto di un infelice e costoso restauro nel 2010 all’epoca del ministro Bondi e del commissario Fiori (con una spesa di oltre 1 milione di euro che comprendeva un ricco corredo di multimedialità per la sua valorizzazione comprensivo di ologramma del padrone di casa e  persino un percorso ‘olfattivo’ che i visitatori dovevano seguire bendati ) la domus di Polibio fu poi subito richiusa (già nel 2011) per il crollo di un’architrave. Il nuovo restauro, che comprende naturalmente l’intervento sul fronte di scavo, oltre che il rifacimento delle coperture, è in programma per il 2020.

The Farewell, le bugie buone, la famiglia cineseClip esclusiva del film della regista Lulu Wang, in sala dal 24 dicembre

19 dicembre 201911:22

La famiglia in Cina ha una marcia in piu’, specie se a raccontarla e’ Lulu Wang. Ma il secondo film della regista, ‘The Farewell. Una bugia buona’ (titolo provvisorio), passato alla Festa del Cinema di Roma e in sala con la Bim dal 24 dicembre, ha anche altri meriti. Tra questi sicuramente quello di raccontare un Paese, come la Cina, dove stride sempre piu’ il confronto tra tradizione e modernizzazione, mettere a confronto Oriente ed Occidente e affrontare, infine, anche il tema della morte e della malattia. Ma sempre con malinconica ironia, in commedia. Protagonista del film e suo vero motore Billi (Awkwafina), ragazza molto smart in cerca di lavoro, nata in Cina e cresciuta negli Stati Uniti, esattamente a New York. Quando la sensibile Billi scopre che l’amata nonna, Nai-Nai (una grandissima Zhao Shuzhen), rimasta in Cina, ha solo poche settimane di vita, in cuor suo si dispera. In famiglia questa ferale notizia e’ nota ormai a tutti, ma di comune accordo si e’ deciso di tenere nascosta la verita’ alla diretta interessata per farle vivere serenamente i suoi ultimi giorni. Cosi’, con l’espediente di un matrimonio da celebrare in fretta e furia, tutta la famiglia – chi dall’America, chi dal Giappone – si riunisce a casa di Nai-Nai, a Changchun. Una rimpatriata nel passato da parte di Billi in una citta’ ormai a lei sconosciuta. Unica certezza, invece, la famiglia, con le sue pazzie, rituali ed affetti. Al centro di questa ovviamente c’e’ Nai-Nai, una vera e propria matriarca, una donna prepotente e dolce. Intorno alla sua ingombrante figura, che diventa il simbolo di una cultura incontaminata, si raccoglie tutta la famiglia a cui e’ comune il segreto della sua malattia. La domanda e’: cosa e’ giusto, nasconderle la verita’ della sua imminente morte o comunicargliela? A un certo punto lo zio di Billi, che vive in Giappone, dice la sua sulla differenza nella percezione della morte tra Oriente ed Occidente. “In Oriente – sottolinea – una persona e’ parte di un tutto e conta piu’ questo della sua stessa individualita’, cosi’ sta a noi prenderci il peso del dolore della sua scomparsa e non dire niente a lei”. “Non mi riconosco in queste persone che hanno romanticismo verso la patria – dice la regista di questo film molto autobiografico che, tra l’altro, ha vinto il premio del pubblico al Sundance -. Ogni volta che torno in Cina, mi sento piu’ americana che mai, quindi e’ questa la vera domanda: ‘Beh, dov’e’ davvero casa?’ Il fatto e’ che noi la cerchiamo sempre e non ci inseriamo mai completamente nei luoghi in cui ci ritroviamo”

Cattive acque, legal thriller sull’ambiente /TRAILERUna storia vera firmata da Todd Haynes con Mark Ruffalo

24 dicembre 201909:27

‘Cattive acque’ di Todd Haynes è un film green per l’ambiente, ma anche un legal thriller ispirato a una storia vera, quella di Robert Bilott (Mark Ruffalo) avvocato ambientalista protagonista di una estenuante battaglia legale durata diciannove anni contro il colosso chimico DuPont. Una battaglia non da poco se si considera che si trattava di rappresentare 70mila cittadini dell’Ohio e della Virginia, la cui acqua potabile era stata contaminata dallo sversamento incontrollato di PFOA (acido perfluorooctanico). Tutto inizia il 6 gennaio 2016, quando il New York Times parla di Bilott, socio dello studio legale Taft Stettinius & Hollister LLP, che ha scoperto come una sostanza chimica stava contaminando da anni una comunità rurale. Il film, in sala dal 20 febbraio con la Eagle, ha la cadenza di un horror: i Tennant, proprietari agricoli da generazioni, iniziano a perdere il bestiame. La loro pelle si riempie di lesioni, gli occhi si cerchiano di rosso, una bava bianca gocciola dalla bocca e i denti diventano neri. Convinto che la causa sia una fuoriuscita tossica dalla vicina discarica di Dry Run, dove l’impianto Washington Works di proprietà della DuPont scarica i suoi rifiuti, Wilbur Tennant prova per anni a ottenere inutilmente delle risposte. Disperato, alla fine si rivolge a Bilott, che da bambino aveva passato del tempo nella Virginia occidentale, a Parkersburg, proprio vicino alla fattoria dei Tennant. “Quello che Mark Ruffalo non poteva sapere, è quanto io fossi un fan segreto di questo genere di film – dice Haynes -. Dubito di essere l’unico ad avere una così grande ammirazione per ‘la trilogia della paranoia’ degli anni ’70 di Alan Pakula (e Gordon Willis) – Una squillo per l’ispettore Klute, Perché un assassinio e Tutti gli uomini del Presidente – o per i film che sono seguiti nei decenni successivi, come Silkwood di Mike Nichols e Insider – Dietro la verità di Michael Mann. Ad attirarmi verso questo genere c’è sempre stato qualcosa, che va ben oltre lo scoprire come i potenti possano fare una brutta fine”. “In Cattive Acque – continua il regista – tutto si fonda sul personaggio di Rob Bilott, non-eroe per eccellenza, le cui idee sulle normali pratiche aziendali vengono ribaltate dalle sue scoperte sulla DuPont. Diffidente, imparziale e circospetto di natura, Bilott, come molte tipiche ‘talpe’, è già una figura solitaria quando inizia la storia. E come sempre accade l’isolamento, come un virus, s’insinua nell’evoluzione della storia, diffondendosi non solo a Wilbur Tennant, ma a tutti i diversi personaggi, intrecciando classi differenti, affliggendo la vita pubblica, la vita famigliare e, nella sua scia, la vita religiosa. La verità è che, pur avendo legami solidi – conclude Haynes -, sfidare potenti gruppi d’interesse, finisce comunque con il creare isolamento, oltre a mettere in seria discussione facoltà e valori personali. Un film come Cattive Acque descrive – nei minimi dettagli – questo processo”. Nel cast, oltre Ruffalo, Anne Hathaway, Tim Robbins e Bill Pullman.

Raffaello, a Roma mostra monografica mai vista primaA Scuderie del Quirinale da 5 marzo, evento clou 500 anni morte

23 dicembre 201919:57

Duecento capolavori, 50 provenienti dagli Uffizi, per la più spettacolare monografica mai dedicata a Raffaello in 500 anni dalla sua morte, si aprirà il 5 marzo alle Scuderie del Quirinale. Con la maxi-mostra a Roma culmineranno le celebrazioni per l’artista a livello mondiale: protagoniste ne saranno oltre cento opere di mano dell’Urbinate mai riunite tutte insieme prima d’ora. Una grande mostra monografica, con oltre duecento capolavori tra dipinti, disegni ed opere di confronto, dedicata a Raffaello Sanzio, superstar del Rinascimento, nel cinquecentenario della sua morte, avvenuta a Roma il 6 aprile 1520 ad appena 37 anni.
L’esposizione, intitolata semplicemente RAFFAELLO, costituisce l’apice delle celebrazioni mondiali e rappresenta l’evento di punta del programma approvato dal Comitato Nazionale appositamente istituito dal Ministro Dario Franceschini e presieduto da Antonio Paolucci. Realizzata dalle Scuderie del Quirinale (appartenenti alla Presidenza della Repubblica e gestite dal Mibact attraverso la società in-house ALES), in collaborazione con le Gallerie degli Uffizi, la mostra è curata da Marzia Faietti e Matteo Lafranconi con il contributo di Vincenzo Farinella e Francesco Paolo Di Teodoro.
Un autorevole comitato scientifico presieduto da Sylvia Ferino ha affiancato e approfondito il lavoro del team curatoriale, stimolando un dialogo fruttuoso tra gli specialisti del settore più accreditati al mondo, come Nicholas Penny (già direttore National Gallery di Londra), Barbara Jatta (direttore Musei Vaticani), Dominique Cordellier (Musée du Louvre), Achim Gnann (Albertina, Vienna), Alessandro Nova (Kunsthistorisches Institut, Firenze).
In occasione della mostra, è stato raccolto un vastissimo corpus di opere di mano di Raffaello: oltre 100, tra dipinti e disegni, per una raccolta di creazioni dell’urbinate mai viste al mondo in così gran numero tutte insieme. Anche in termini di capolavori in prestito (oltre che di lavoro scientifico svolto), è stato determinante il contributo delle Gallerie degli Uffizi, con circa 50 opere delle quali oltre 40 dello stesso Raffaello.
Non ci saranno però – a quanto si apprende – pesi massimi della sala degli Uffizi dedicata ai capolavori di Michelangelo e dell’Urbinate come i ritratti dei coniugi Doni e la Madonna del Cardellino. Questo anche perchè la mostra è pensata come un dialogo tra la Capitale e Firenze: in modo che la mostra di Roma possa essere completata dalle opere di Raffaello che resteranno al loro posto a Firenze. Ma anche tanti altri musei di importanza internazionale hanno contribuito ad arricchire la rassegna: le Gallerie Nazionali d’Arte Antica, la Pinacoteca Nazionale di Bologna, il Museo e Real Bosco di Capodimonte, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, la Fondazione Brescia Musei, e all’estero, oltre ai Musei Vaticani, il Louvre, la National Gallery di Londra, il Museo del Prado, la National Gallery of Art di Washington, , l’Albertina di Vienna, il British Museum, la Royal Collection, l’Ashmolean Museum di Oxford, il Musée des Beaux-Arts di Lille. Complessivamente saranno più di 200 le opere in mostra.
L’esposizione, che trova ispirazione particolarmente nel fondamentale periodo romano di Raffaello e che lo consacrò quale artista di grandezza ineguagliabile e leggendaria, racconta con ricchezza di dettagli tutto il complesso e articolato percorso creativo. Ne faranno parte creazioni amatissime e celebri in tutto il mondo, quali, solo per fare alcuni esempi, la Madonna del Granduca delle Gallerie degli Uffizi, la Santa Cecilia dalla Pinacoteca di Bologna, la Madonna Alba dalla National Gallery di Washington, il Ritratto di Baldassarre Castiglione e l’Autoritratto con amico dal Louvre, la Madonna della Rosa dal Prado, la celebre Velata di nuovo dagli Uffizi. La mostra verrà inaugurata il 3 marzo 2020 alla presenza delle più alte cariche dello Stato e dei rappresentanti ufficiali dei principali paesi prestatori.
Dal 5 marzo la mostra aprirà al pubblico e sarà visitabile fino al 2 giugno. Per Franceschini ”è una grande mostra europea che raccoglie capolavori mai riuniti finora. Il giusto modo per celebrare la grandezza e la fama di un artista universale a 500 anni dalla sua morte. La prestigiosa esposizione alle Scuderie del Quirinale, che come quella dedicata a Leonardo al Louvre vede la collaborazione dei più grandi musei italiani e internazionali, permetterà al pubblico di ammirare un corpus considerevole di opere di Raffaello”.
Per il presidente e ad Ales- Scuderie del Quirinale Mario Di Simoni la mostra ” è la dimostrazione di quanto sia corretta la collocazione delle Scuderie del Quirinale in stretto collegamento con il grande sistema dei musei statali. È il coronamento ideale dei vent’anni di apertura al pubblico delle Scuderie del Quirinale”. Infine il direttore delle Gallerie degli Uffizi Erike Schmidt dice: “Le Gallerie degli Uffizi, dove si concentra il più grande numero di dipinti e disegni di Raffaello al mondo, partecipano con entusiasmo all’organizzazione di questa ricorrenza epocale, per offrire una nuova, approfondita visione di Raffaello, specialmente per il periodo in cui l’artista visse a Roma. La mostra, frutto di una collaborazione senza precedenti tra le Gallerie degli Uffizi e le Scuderie del Quirinale, si svolge non a caso nella capitale: Roma non è solo una tappa biografica dell’artista, ma il simbolo della dimensione nazionale della sua arte e del suo pensiero

Lazzaro Felice è terzo film dell’anno per GuardianCresto Dina, Alice Rohrwacher è tra le voci mondiali del cinema

23 dicembre 201913:38

Lazzaro Felice di Alice Rohrwacher, già premio per la sceneggiatura al Festival di Cannes nel 2018, è secondo The Guardian al terzo posto tra i 50 film più belli del 2019 dopo “The Irishman” di Martin Scorsese e “Marriage Story” di Noah Baumbach. Intanto a New York chiude al MoMa la mostra The Wonders, Alice and Alba Rohrwacher.
“Per noi è un onore e un insegnamento lavorare con Alice – commenta da Londra il produttore Carlo Cresto-Dina, la cui casa di produzione ‘tempesta’ ha prodotto tutti i film della Rohrwacher -, una delle voci più autentiche e sorprendenti del cinema internazionale. Fa parte ormai di un gruppo di autrici e autori che stanno disegnando il cinema mondiale di questi anni.
Il fatto che molti di questi nomi oggi siano italiani, che siano seguiti all’estero forse ancora più che da noi, dovrebbe farci orgogliosi”.
Uscito in Gran Bretagna con il titolo “Happy as Lazzaro”, il terzo film di Alice Rohrwacher continua a raccogliere importanti consensi, sempre il The Guardian infatti l’ha inserito tra i 100 migliori film del 21/o secolo mentre è la rivista specializzata Indiewire a eleggerlo come uno dei 100 titoli più importanti del decennio.

Box office, Star Wars batte tuttiIncassa 4 milioni in 5 giorni, Pinocchio di Garrone è secondo

23 dicembre 201913:32

Come era prevedibile (e come ha confermato anche il botteghino Usa), l’uscita del nuovo capitolo della saga di Star Wars, L’ascesa di Skywalker, ha catalizzato l’attenzione degli spettatori nel primo weekend di programmazione: in 5 giorni, in 821 sale, l’incasso è stato oltre 4 milioni (4.101.661) di euro, con una media per sala (la più alta della classifica) di 4.996 euro. Cerca di difendersi il Pinocchio immaginato da Matteo Garrone, con un cast di tutto rispetto con Roberto Benigni nel ruolo di Geppetto e Gigi Proietti in quello di Mangiafuoco, che al debutto centra il secondo posto con 2 milioni 655 mila euro. La commedia tutta natalizia diretta e interpretata da Ficarra e Picone, Il primo Natale, scivola dalla vetta al terzo posto con poco più di 2 milioni (oltre 6 milioni di incasso in due settimane). Rimane fuori dal podio Ferzan Ozpetek con l’atteso La Dea Fortuna, che porta a casa poco meno di un milione e mezzo nel weekend. Frozen 2, in sala da un mese, ha superato ormai quota 16 milioni e non accenna a fermarsi, anche in vista dei giorni di Natale. Sesto posto per la commedia romantica Last Christmas con 662mila euro in quattro giorni, seguito dal crime in stile Agatha Christie, Cena con delitto con Daniel Craig nei panni di un acuto investigatore, che in tre settimana ha guadagnato 3 milioni 254 mila euro. Seguono poi L’immortale (5,5 milioni in 3 settimane), il cartone animato canadese Paw Patrol mighty Pups (104mila euro in 2 giorni) e il francese Ritratto della giovane in fiamme (89mila euro al debutto).
Il box office ha totalizzato 13 milioni 263mila euro, con un +53% rispetto a una settimana fa (8 milioni 692mila) e un significativo +35.51% rispetto all’analogo weekend del 2018.

Natale: arriva il fumetto-regalo ‘Graphiman contro i perfidi Rognoni’Realizzato da Carlotta Pignatti Costamagna, la ‘ragazza del grafene’

23 dicembre 201912:59

‘Graphiman contro i perfidi Rognoni’. E’ il titolo del fumetto-regalo realizzato da Carlotta Pignatti Costamagna e disegnato da Carola Zerbone. La Costamagna, presidente di Pellan Italia, “la ragazza del Grafene” è stata indicata da Forbes , quest’anno, tra i 20 innovatori in Italia.La giovane imprenditrice è anche sul podio dei maggiori investimenti in start up per il 2019, terza assoluta con BeDimensional, spin off dell’Istituto Italiano di Tecnologia che con un gruppo di scienziati guidati da Vittorio Pellegrini industrializza il grafene.La struttura del racconto che Carlotta ha immaginato segue i canoni delle storie dei supereroi. Ed il suo Graphiman – il fumetto è una originale sorpresa che il misterioso fidanzato di Carlotta troverà sotto l’albero di Natale – interpreta la storia di un innamoramento, ma anche di un sogno industriale: che il grafene, il materiale delle meraviglie, possa presto confermare le importanti aspettative che la sua scoperta ha generato.

The Farewell. Una bugia buona da non perderePer il Natale una famiglia cinese piena di sentimento

23 dicembre 201909:59

Al di là di ogni retorica la famiglia raccontata in The Farewell. Una bugia buona di Lulu Wang ti riconcilia con questa istituzione spesso a rischio durante le feste natalizie. E questo è solo uno dei meriti di questo secondo film della regista, già alla Festa di Roma e ora in sala con la Bim dal 24 dicembre.
In questo film, da non perdere, tanti i temi. Tra questi il racconto di un paese, la Cina, dove stridono sempre più tradizione e modernizzazione e poi l’inevitabile confronto, tra Oriente ed Occidente, sul modo di affrontare morte e malattia.
Tutto questo con malinconica ironia, in commedia.
Protagonista del film e suo vero motore, Billi (Awkwafina, rapper statunitense di origine cinese), ragazza molto smart in cerca di lavoro, nata in Cina e cresciuta negli Stati Uniti, a New York. Ora quando la sensibile Billi scopre che l’amata nonna, Nai-Nai (una grandissima Zhao Shuzhen), rimasta in Cina, ha solo poche settimane di vita, in cuor suo si dispera. In famiglia questa ferale notizia è nota ormai a tutti, ma di comune accordo si è deciso di tenere nascosta la verità alla diretta interessata per farle vivere serenamente i suoi ultimi giorni. Così, con l’espediente di un matrimonio da celebrare in fretta e furia, tutta la famiglia – chi dall’America, chi dal Giappone – si riunisce a casa di Nai-Nai, a Changchun. Una rimpatriata nel passato da parte di Billi in una città ormai a lei sconosciuta. Unica certezza, invece, la famiglia, con le sue pazzie, rituali ed affetti. Al centro di questa ovviamente c’è Nai-Nai, una vera e propria matriarca, una donna prepotente e dolce. Intorno alla sua ingombrante figura, che diventa il simbolo di una cultura incontaminata, si raccoglie tutta la famiglia a cui è comune il segreto della sua malattia. La domanda è: cosa è giusto, nasconderle la verità della sua imminente morte o comunicargliela? A un certo punto lo zio di Billi, che vive in Giappone, dice la sua sulla differenza nella percezione della morte tra Oriente ed Occidente. “In Oriente – sottolinea – una persona è parte di un tutto e conta più questo della sua stessa individualità, così sta a noi prenderci il peso del dolore della sua scomparsa e non dire niente a lei”. “Non mi riconosco in queste persone che hanno romanticismo verso la patria – dice la regista di questo film molto autobiografico che, tra l’altro, ha vinto il premio del pubblico al Sundance -.
Ogni volta che torno in Cina, mi sento più americana che mai, quindi è questa la vera domanda: ‘Beh, dov’è davvero casa?’ Il fatto è che noi la cerchiamo sempre e non ci inseriamo mai completamente nei luoghi in cui ci ritroviamo”.

Agli Uffizi mostra virtuale per augurare Buon NataleEike Schmidt, ‘Nella luce degli angeli’ ispira dolcezza e pace

21 dicembre 201918:28

– Un viaggio nella storia dell’arte attraverso i capolavori di Giotto, Beato Angelico, Botticelli, Leonardo e tanti altri grandi, in compagnia delle creature più poetiche e amate: è ’Nella luce degli Angeli’, mostra virtuale curata in occasione del Natale dalle Gallerie degli Uffizi e offerta al pubblico – virtualmente in tutto il mondo – sulle pagine del sito ufficiale del museo all’indirizzo https://www.uffizi.it/mostre-virtuali/nella-luce-degli-angeli .
Dell’ipervisione fanno parte 12 riproduzioni in altissima definizione di altrettante celebri opere appartenenti alle Gallerie degli Uffizi. Tra queste, la Maestà di Ognissanti di Giotto, l’Incoronazione della Vergine del Beato Angelico, la Madonna del Magnificat di Sandro Botticelli, il Battesimo di Cristo di Andrea del Verrocchio e del giovane Leonardo da Vinci, il simpatico Angelo musicante di Rosso fiorentino. In ognuno di questi capolavori, gli angeli, mediatori tra il mondo umano e quello divino, catturano la nostra attenzione, sia per la bellezza della resa pittorica sia per certe tenerissime invenzioni figurative.
Nella Bibbia, erano identificati con la parola mal’ak cioè messaggero, un termine in seguito utilizzato anche nel Corano, il testo sacro rivelato a Maometto proprio dall’arcangelo Gabriele, inviato da Dio. L’equivalente greco è anghelos, e connotava Hermes, il messaggero degli dei; dalla mitologia la parola transita nel Cristianesimo e assume il significato valido ancora oggi in quasi ogni lingua. E proprio in quanto messaggeri di Dio gli angeli popolano l’Antico Testamento, appaiono nel libro del Genesi a mettere in atto la cacciata di Adamo ed Eva dal Giardino dell’Eden, corrono a fermare Abramo un attimo prima che vibri il colpo mortale sul figlio Isacco, o rivestono il ruolo di spirito guida: è il caso del giovane Tobiolo, scortato amorevolmente dall’arcangelo Raffaele nel lungo viaggio intrapreso per recuperare i crediti del vecchio padre. Anche nei Vangeli il compito di queste creature eteree, né umane né divine, è quello di connettere terra e cielo, accompagnando la vita di Gesù e della sua famiglia.   Commenta il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt: “Lo scorso anno la prima ipervisione natalizia con capolavori degli Uffizi ‘Oggi è nato per voi un Salvatore’ (dedicata al tema della Natività) aveva riscosso grande successo, con decine di migliaia di visite virtuali da tutto il mondo solo durante le settimane delle feste natalizie. Abbiamo deciso di ripetere l’appuntamento anche quest’anno con un tema che ispira dolcezza e pace, infondendo l’idea di prossimità tra umano e divino. Con queste magnifiche immagini le Gallerie degli Uffizi augurano Buone Feste a tutti nel mondo”.

Tv: per Natale nasce su Fox+1 un canale dedicato ai GriffinEcco GRIFFIN HOLIDAY JUKEBOX. Da 22 dicembre al 5 gennaio.

21 dicembre 201917:46

Per festeggiare il Natale insieme alla famiglia più pazza d’America nasce su Fox+1 il GRIFFIN HOLIDAY JUKEBOX, un canale interamente dedicato ai Griffin. Dal 22 dicembre al 5 gennaio il canale 113 di Sky, infatti, avrà un’intera programmazione dedicata alla famiglia più irriverente d’America con oltre 100 ore di Griffin. Gli episodi delle prime dodici stagioni si susseguiranno in modalità shuffle per permettere ai fan della serie di apprezzare episodi vecchi e nuovi senza nessun ordine prestabilito, aggiungendo suspense e imprevedibilità alla messa in onda.
Sarà l’occasione perfetta per rivedere episodi imperdibili come La fine del mondo, in cui la famiglia americana si vedrà costretta a fronteggiare il millennium bug ed adattarsi alla vita quotidiana in una realtà post-apocalittica, ma anche Genio ritardato durante il quale il capofamiglia Peter Griffin si convincerà di essere un genio. Tornerà sul piccolo schermo anche l’esilarante episodio Abbasso la censura, dove Peter lancerà la sua emittente televisiva priva di qualsiasi tipo di censura.
Viaggio nel multiuniverso, seguito in America da più di 10 milioni di telespettatori durante la prima messa in onda, riporterà in tv le avventure di Stewie e Brian, che con un telecomando riescono ad accedere ad universi paralleli. Con la riproposizione shuffle andrà in onda anche E alla fine furono di meno, spassosa parodia di Dieci piccoli indiani di Agatha Christie e l’episodio Il pezzo grosso in cui compare come guest star il famoso Dottor House.

NY Times, Gomorra tra le migliori serie del decennioLa serie Sky quinta fuori dagli Usa. Unico titolo italiano

21 dicembre 201912:56

– Gomorra, la serie Sky Original prodotta da Cattleya è al quinto posto nella classifica delle migliori produzioni internazionali (non US) del decennio secondo la tradizionale classifica stilata dal New York Times.
Unica serie italiana tra le 30 selezionate dal critico tv del quotidiano Mike Hale, Gomorra è definita un esemplare racconto criminale, “brutale, meditabondo, assolutamente avvincente”.
Immediatamente successivo in classifica il successo Made in Britain The Crown e ancora, a poche lunghezze, le quotatissime Fleabag, Killing Eve e A very English scandal. Una nuova attestazione per la serie ispirata dal romanzo di Roberto Saviano che, dal debutto su Sky nel 2014, ha collezionato riconoscimenti di pubblico e critica e ha conquistato 190 territori nel mondo. Una serie tv fortunata che è stata anche volano di successo per altri titoli come L’Immortale di Marco D’Amore (Attleya/Vision Distribution) un film legato a doppio filo a Gomorra che ha raccolto oltre 5 milioni di euro di incassi e il miglior debutto di sempre di un film crime in Italia . Mentre Salvatore Esposito, anche lui sul set di Gomorra. è oggi impegnato negli USA nelle riprese della nuova stagione di Fargo, altra serie cult, ispirata al film dei fratelli Coen, qui nel ruolo di produttori esecutivi

De Andrè-Pfm, un film da storico concerto ritrovatoRegia di Veltroni. Dori Ghezzi, rivivo emozione 40 anni fa

20 dicembre 201909:38

Fu un sodalizio artistico irripetibile, la fotografia di un’epoca: Fabrizio De André e Pfm insieme. Accadeva 40 anni fa e ci sarà da emozionarsi a febbraio rivedere insieme uno degli artisti italiani più amati e la rock band sul palco quel 3 gennaio 1979 a Genova. Diventerà infatti un docufilm diretto da Walter Veltroni lo storico filmato del concerto, uno dei più celebrati della musica italiana, recentemente ritrovato dopo essere stato custodito dal regista Piero Frattari che partecipò alla realizzazione delle riprese. Dopo un lungo periodo di ricerca con il supporto di Franz Di Cioccio, il nastro che si credeva perduto per sempre è stato rintracciato. Venuta a conoscenza dell’esistenza del filmato, la Sony Music si è accordata con Frattari per procedere al restauro del filmato integrale del concerto così da poterlo rendere disponibile al grande pubblico e ai tantissimi fan che questo concerto non avrebbero mai immaginato di poter un giorno vedere. “Fabrizio De André e PFM. Il concerto ritrovato”, arriverà nelle sale cinematografiche il 17, 18 e 19 febbraio 2020 con Nexo Digital (prevendite aperte dal 17 gennaio), con al centro quel documento veramente straordinario, visto che si tratta delle uniche immagini di quel’incredibile tournée. Tra l’altro si avvicina l’ottantesimo anniversario dalla nascita di Fabrizio De André (1940-1999). “Strana la vita, non finisce mai di riservarti sorprese – commenta Dori Ghezzi – Per fortuna, come in questo caso, si tratta di una sorpresa davvero bella. Sono anch’io molto curiosa ed emozionata di rivedere quello storico concerto. Se ci penso mi sento già riproiettata in quei momenti travolgentemente belli, di 40 anni fa”. E Franz Di Cioccio della PFM aggiunge: “Che bello ritrovare Fabrizio sul palco con noi… vedere il film del concerto sarà come riabbracciarlo. Un grande amico che ha sempre raccontato gli uomini e le donne senza dare ‘buoni consigli’.” Nel docufilm le immagini saranno raccontate dai protagonisti di quell’avventura straordinaria – Dori Ghezzi, Franz Di Cioccio, Patrick Djivas, Franco Mussida, Flavio Premoli, David Riondino, Piero Frattari, Guido Harari – che rievocheranno l’atmosfera di quel giorno, le emozioni provate, il dietro le quinte e la magia di un’esperienza mai più replicata. Solo nel 1975 Fabrizio De André decise di esibirsi in pubblico, in locali e palasport, eseguendo il suo repertorio quasi ed esclusivamente nella versione originale. Nel 1978 la PFM lo convinse a fare un tour insieme lungo tutto lo stivale e ad arrangiare i suoi brani in chiave rock. Un’unione artistica unica nella storia, un legame nato ai tempi della registrazione in studio dell’album “La buona novella”, un’amicizia che porta Fabrizio e PFM a rincontrarsi nel tempo, come in occasione di un concerto estivo della band a Nuoro proprio nell’agosto del 1978. Fu così che De André tornò nella sua città per quel concerto rimasto nel cuore di tutti e che cambiò per sempre la storia della musica italiana. “Fabrizio De André e PFM. Il concerto ritrovato” sarà un viaggio nella memoria ma anche un viaggio emozionale nel quale si ricercano le suggestioni di un’epoca unica della storia del nostro paese, segnata da eventi drammatici, un’epoca di grandi trasformazioni sociali e fermenti ideologici, e di tantissima energia creativa che proprio nella musica trovò l’espressione più dirompente e innovativa. “È un documento inedito di grande valore musicale e culturale, sottratto alla distruzione, che mostreremo integralmente. Attraverso le interviste dei protagonisti gli spettatori viaggeranno nel tempo e nello spazio, fino alle porte del padiglione C della Fiera di Genova, quel 3 gennaio del 1979”, ha detto Veltroni, chiamato a realizzare il docufilm per Except

18 regali, storia triste e inno alla vitaLa vicenda Girotto arriva in sala con Leo, Porcaroli e Puccini

20 dicembre 201909:33

Una storia triste che più triste non potrebbe essere, eppure ’18 regali’ di Francesco Amato, ispirato alla straordinaria vicenda di Elisa Girotto, alla fine oltre a commuovere è un grande inno alla vita. Perfetto così anche per un’uscita natalizia, quella del 2 gennaio con Vision Distribution. Cosa racconta questa sorta di dramedy? La storia vera di Elisa Girotto, una donna che ha commosso il mondo lasciando 18 regali per i futuri compleanni della figlia quando ha scoperto di avere un tumore e poco tempo per vederla crescere. Così, come racconta il film, ogni anno Alessio (Edoardo Leo) consegna alla figlia Anna (Benedetta Porcaroli) un regalo lasciatole dalla mamma Elisa (Vittoria Puccini).Ma Anna cresce come una ribelle, in guerra con il mondo e lo stesso padre, non avendo mai davvero accettato la morte della mamma. Così il giorno del suo diciottesimo compleanno, quando si ritrova a scartare l’ultimo regalo della madre, la sua rabbia è al massimo, tanto che scappa dalla festa organizzata per lei dai suoi parenti. Si ritrova così a vagare nella notte per strada quando un’auto all’improvviso la investe. Al suo risveglio in ospedale si ritrova, in una sorta di crasi spazio-temporale, faccia a faccia con quella madre che non ha mai conosciuto (è proprio lei infatti ad averla investita). Per loro, madre e figlia, l’occasione finalmente di conoscersi. Inizialmente sono solo due sconosciute, ma piano piano arriva per Elisa e Anna la consapevolezza che le loro vite sono legate da un destino di dolore, gioia e speranza.’18 regali’, prodotto da Lucky Red, 3 Marys e Rai Cinema, spiega il regista, ha avuto una vita travagliata. “Inizialmente – dice Amato – non volevo farlo, ero spaventato. Poi sono andato a trovare Alessio Vincenzo, il marito di Elisa, che tra l’altro ha partecipato anche alla sceneggiatura, che mi ha svelato qualche segreto della moglie. Soprattutto mi ha fatto leggere le sue lettere, degli scritti per certi versi filosofici in cui c’è un grande messaggio di speranza. E questo, alla fine, mi ha convinto ad andare avanti”.Dice invece Vittoria Puccini: “Quando ho visto gli scritti di Elisa e le sue lettere ho capito quanto dentro quelle sue parole ci fosse di positivo. Sono un inno alla vita anche e proprio per la grande semplicità che vi si avverte”. E spiega ancora meglio la brava Benedetta Porcaroli (Baby), capace di essere a suo agio in ogni registro interpretativo: “Non doveva essere un film ricattatorio – ci tiene a dire l’attrice 21enne -, dove si piange e ci si dispera. Ci siamo sempre contenuti per non cadere in questo errore”. Conclude, infine, il regista: “Può sembrare una cosa bizzarra, ma questo film io l’ho visto anche come una commedia. E va detto che ci siamo divertiti parecchio, cercando sempre di evitare ogni patetismo”.

Cinema: Capri,Hollywood, più di 100 ospiti e 70 proiezioniDal 27 dicembre le star nel golfo. Premio anche a Marriage Story

NAPOLI20 dicembre 201915:31

– Oltre settanta proiezioni, più di 100 ospiti, Hollywood sbarca nel golfo di Napoli insieme ai protagonisti del cinema italiano per la 24 esima edizione di “Capri, Hollywood – The International Film Festival” (da 27 dicembre al 2 gennaio) nel segno delle donne; chairpersons 2019 sono la regista Francesca Archibugi, presidente l’artista israeliana Noa.
Evento ponte tra cinema italiano e americano, fondato e prodotto da Pascal Vicedomini, il festival si conferma anteprima ideale delle premiazioni globali, dai Golden Globes agli Oscar: e alla lunga lista di riconoscimenti annunciati alla presentazione del programma si aggiunge anche anche un premio a ‘Marriage Story’ (Netflix) per la miglior sceneggiatura originale di Noah Baumbach. L’americana Shannon Mcintosh (‘C’era una volta…a Hollywood) è la produttrice dell’anno. Madrina è la modella Maylin Aguirre. Tra gli ospiti, ben otto premi Oscar: Bille August, Cristian Mongiu, Bobby Moresco, Nick Vallelonga, tra gli altri.

Scorsese, The Irishman forse è mio ultimo filmRegista al Guardian, da formato Netflix liberta’ creativa

NEW YORK20 dicembre 201921:03

“The Irishman”, una rivoluzione nel mondo di fare e vedere cinema, potrebbe anche essere l’ultimo film di Martin Scorsese. Lo ha confidato al Guardian il regista americano, reduce dall’aver raccontato per Netflix la saga della scomparsa del sindacalista Jimmy Hoffa: “So che sono alla fine di una lunga, lunga corsa…Non so quanti film potro’ ancora girare. Forse questo sara’ l’ultimo”, ha detto Scorsese al quotidiano britannico che ha incoronato “The Irishman” la miglior opera di cinema del 2019. Non e’ solo una questione di anni, anche se gli anni contano: “Siamo tutti alla fine delle nostre vite”, ha detto il 77enne Scorsese, riferendosi anche alle sue star, Robert De Niro, Joe Pesci e Al Pacino, e osservando che alla sua eta’ “il tempo ha il massimo del suo valore”. Il vero problema, e qui Scorsese e’ tornato su una polemica lanciata in ottobre, e’ che “le sale cinematografiche sono ostaggio dei film dei supereroi” e “non c’e’ spazio per nessun altro tipo di film”. Martin ha aggiunto che “se questo avrebbe dovuto essere il suo ultimo film, l’idea era almeno di girarlo e poi farlo vedere per un giorno al National Film Theatre di Londra, un’altro giorno alla Cinematheque a Parigi. Non sto scherzando”. Poi pero’ e’ arrivato Netflix. “Quando ho accettato di andare con Netflix, ho capito quel che avrebbe comportato. Ma a quel punto dovevamo fare il film e ci servivano i finanziamenti”. In cambio della distribuzione limitata nelle sale, Scorsese ha avuto dal servizio in streaming carta bianca creativa: “abbiamo abbracciato questo nuovo mondo di vedere film” e “siamo stati in grado di sperimentare di piu’ in fatto di stile narrativo, stile visivo, lunghezza”, ha spiegato il regista al Guardian, parlando di “una rivoluzione” perche’ non c’e’ piu’ un unico luogo dove il suo film sara’ visto dagli spettatori. “Sono cresciuto in un’epoca dove c’era un unico luogo per vedere un film. Poi sono arrivati i piccoli schermi televisivi, ed e’ stato li’ che ho visto classici come i primi David Lean, Il Terzo Uomo o Citizen Kane”: un po’ come oggi con i servizi in streaming. Quanto a The Irishman”, in pole position tra i candidati agli Oscar dopo aver conquistato cinque candidature per i Golden Globes, Scorsese ha detto di aver seguito i suoi istinti “in termine di stile e di lunghezza” e questo ancor prima che arrivassero gli effetti speciali della CGI che hanno ringiovanito i protagonisti. “Sono l’evoluzione del make up”: anche quello “straordinariamente sperimentale”.

Playmobil: The Movie, avventure in un mondo magicoDal 31/12, con Cristina D’Avena e J-Ax doppiatori speciali

21 dicembre 201916:37

Quando il piccolo Charlie scompare misteriosamente in un mondo magico e meraviglioso, sua sorella maggiore Marla decide di andarlo a cercare, vivendo una straordinaria avventura durante la quale, tra incredibili personaggi, capirà che nella vita anche da grandi è sempre bello affidarsi all’immaginazione: promette di emozionare bambini e adulti “Playmobil: The Movie”, il nuovo film diretto da Lino DiSalvo, realizzato e immaginato da ON Animation Studio, che arriverà in sala dal 31 dicembre distribuito da Notorius Pictures.

Con un prologo e un epilogo in live-action, il film, che ha per protagonisti i mitici giocattoli di plastica alti 7.5 cm, i celeberrimi Playmobil, nella versione italiana avrà due doppiatori d’eccezione: Cristina D’Avena, che darà la voce al personaggio della Fata Madrina, fervida sostenitrice dell’importanza di credere nei propri sogni, e J-Ax, che invece interpreterà il cattivo Imperatore Maximus, un dittatore che nasconde dentro di sé una parte infantile. In questa coloratissima e divertente avventura, in cui anche la colonna sonora del brasiliano Heitor Pereira ha un ruolo fondamentale, tutto l’universo Playmobil viene rappresentato alla perfezione, grazie all’animazione capace di duplicare il modo in cui i giocattoli si muovono mentre i bambini giocano con loro.

Star Wars boom nel box office UsaL’ultimo capitolo della saga incassa 175 milioni di dollari

23 dicembre 201909:58

– Un incasso boom di 175,5 milioni di dollari negli Usa, anche se bisognerà vedere il giudizio degli analisti, che si aspettavano ancora di più per il nono e ultimo episodio della saga di Guerre Stellari che domina questa settimana la classifica del botteghino americano, seguito a molta distanza da Jumanji the next level con 26,1 milioni di dollari. In terza posizione (era secondo una settimana fa) scivola un altro blockbuster di casa Disney, Frozen II con un incasso questa settimana di 12,3 milioni di dollari (il raccolto totale è comunque di 386,5 milioni di dollari). Seguono al quarto posto Cats, che alla sua prima uscita nelle sale americane raccoglie 6,5 milioni di dollari , e al quinto Cena con delitto (knives out) che perde due posizioni (l’incasso totale è di oltre 89 milioni di dollari).

Pinocchio sbarca a Capri, per Ielapi premio FutureMostra sul film di Garrone. Award a Jessica Cressy (Martin Eden)

NAPOLI22 dicembre 201919:44

– Ci sarà anche il costume originale di Pinocchio a ‘Capri, Hollywood’ in una doppia mostra tutta dedicata al film di Matteo Garrone, per festeggiare Federico Ielapi, il giovanissimo attore che si è trasformato nel burattino più famoso del mondo, vincitore del premio ‘Capri Future’ 2019 della 24 edizione dell’International film festival (27 dicembre – 2 gennaio). ”A soli otto anni Federico ha recitato con grande bravura e professionalità con il premio Oscar Roberto Benigni e un grande regista come Garrone ne ha lodato la serietà nel sottoporsi al lungo trucco quotidiano durante le riprese. Siano felici che possa ricevere l’ abbraccio del festival e divertirsi godendosi la nostra sezione kids” annuncia Marina Cicogna per l’Istituto Capri nel Mondo.
Cheryl Boone Isaacs, già presidente dell’Academy, inaugurerà il 28 dicembre (ore 15.00)la mostra con bozzetti scenici, foto e costumi di ‘Pinocchio’ di Matteo Garrone (01 Distribution) con 30 immagini selezionate dallo stesso regista, esposte al pubblico per la prima volta cosi come il costume di Pinocchio, ideato da Massimo Catini Parrini e realizzato dalla sartoria Tirelli Costumi-Roma che ne ha concesso il prestito. Alla Certosa di San Giacomo si aprirà anche la mostra ‘My Divas’ di Roberto Rocco con 30 immagini delle più popolari star tra le tante che il fotografo, cresciuto alla scuola di Zeffirelli, ha ritratto. La grande festa del cinema internazionale (raccontata dal programma di Pascal Vicedomini ‘Le stelle di Capri, Hollywood’ su Rai Italia), sarà nel segno delle donne: chairperson è la regista Francesca Archibugi, presidente l’artista israeliana Noa, madrina la modella italo-cubana Maylin Aguirre. Il festival – oltre 70 proiezioni gratuite nei cinema di Capri e Anacapri – si aprirà con l’anteprima di ‘Piccole donne’ di Greta Gerwig e gode del sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali D.G. Cinema e Audiovisivo e della Regione Campania.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Giuliacci, il clima che non ti aspetti
Una ricca analisi sui cambiamenti climatici in atto

22 dicembre 201920:06

– ANDREA GIULIACCI, IL CLIMA CHE NON TI ASPETTI (RONCA EDITORE, PP 124, 22,00 EURO) Non ci sono più le stagioni di una volta: ormai questa frase è diventata all’ordine del giorno per commentare gli eventi meteorologici che ormai ci accompagnano nella vita quotidiana.
Si passa da estati che sono diventate molto più roventi rispetto al passato con frequenti bolle di caldo nordafricano, ad inverni sempre più spesso tiepidi e poco nevosi, a perturbazioni che assomigliano sempre più a monsoni che scaricano delle vere e proprie bombe d’acqua in zone limitate del territorio spesso accompagnate da trombe d’aria. Di questo e di molti altri aspetti legati al cambiamento climatico si occupa l’ultimo libro del metereologo Andrea Giuliacci, “Il clima che non ti aspetti”.
“Il clima che non ti aspetti – afferma Giuliacci – è quello dei nubifragi sempre più violenti e numerosi, è quello dei ghiacciai alpini che in appena 50 anni si sono rimpiccioliti di circa un terzo, è quello degli anni più caldi dell’era moderna tutti concentrati nell’ultimo decennio. Ma non solo. Il clima che non ti aspetti è anche quello che favorisce un aumento dei crimini violenti, quello che sta facendo calare la natalità indipendentemente dai fattori sociali ed economici, quello che scatena veri e propri conflitti armati, come accaduto in Siria.
Oltre a descrivere il cambiamento climatico dal punto scientifico, il libro racconta come il clima stia modificando anche i nostri comportamenti e stili di vita, la nostra salute, la cultura e l’economia, in modi che talvolta sembrano insospettabili”.
Nel libro sono descritte anche le più credibili proiezioni sul clima del futuro, quelle ottenute grazie a complesse simulazioni al computer, e che tracciano per i prossimi decenni un clima e un paesaggio decisamente diversi da quelli che conosciamo, anche e soprattutto in Italia. Un Paese, il nostro, che entro la fine del secolo potrebbe perdere, a causa dell’avanzata del mare, una fetta di territorio grande più o meno come la Liguria. Ma il modo per combattere il cambiamento climatico c’è e, come scrive Giuliacci nel libro, parte dalla scuola, dallo spiegare agli adulti di domani come affrontare un fenomeno che, anche secondo i vertici del Pentagono, nei prossimi anni rappresenterà la più grande minaccia all’ordine mondiale. Sebbene il cambiamento climatico rappresenti un grande pericolo, combatterlo e resistergli si può, attraverso adeguate politiche di mitigazione e adattamento: emettere meno gas serra per contenere il cambiamento climatico futuro (mitigazione) e modificare territorio e abitudini per limitare i danni provocati da eventi meteo più estremi (adattamento)”.

Quadro Klimt: da uno periti emergerebbero dubbi su operaIn base a prime indiscrezioni non ufficiali dopo avvio analisi

PIACENZA22 dicembre 201920:39

Ci sarebbero dubbi su ‘Ritratto di Signora’, il dipinto di Gustav Klimt ritrovato casualmente nei giorni scorsi alla galleria d’arte moderna Ricci Oddi di Piacenza a 22 anni dal furto avvenuto nello stesso luogo nel 1997. Dalla Procura della Repubblica di Piacenza trapelano alcune indiscrezioni – non ufficiali – circa una prima perizia effettuata nelle ultime ore da uno dei consulenti nominati dalla magistratura per stabilire l’effettiva autenticità dell’opera.
Tutta la vicenda, fin dal giorno del ritrovamento della tela inestimabile in una scaffale nel giardino dentro un sacco della spazzatura, è avvolta da un riserbo impenetrabile mantenuto degli inquirenti. Il quadro si trova attualmente in una località segreta, sotto custodia, per essere sottoposto alle necessarie perizie.
Gli esperti ai quali è stato conferito l’incarico sono tre, e proprio uno di questi, il primo ad aver visto la tela, avrebbe sollevato i primi dubbi, anche se al momento non è dato sapere se si tratti di elementi tecnici e fisici sui materiali, oppure artistici legati al dipinto e alla tecnica del suo autore.

Eddie Murphy a Saturday Night Live dopo 35 anniStar “Dolemite” per Netflix tenne in vita show negli anni ’80

NEW YORK23 dicembre 201909:58

Eddie Murphy torna a “Saturday Night Live” per la prima volta in 35 anni e sono ovazioni e risate a scena aperta: la star di “Dolemite is My Name” per Netflix ha fatto da padrone di casa per l’ultimo show del 2019, “ma se sei un nero, questo e’ il primo episodio da quando me ne sono andato nel lontano 1984”, ha detto il comico che nei primi anni ’80 aveva fatto da mattatore a “SNL” contribuendo a mantenere in vita il programma satirico del sabato sera con personaggi come “Mister Robinson”, una parodia del “Mister Rogers” resuscitato da Tom Hanks per il grande schermo in “A Beautiful Day in the Neighborhood”, “Buckwheat’ e “Gumby”.
L’ultima volta che l’oggi 58enne Murphy aveva aperto “SNL” era stato il 15 dicembre 1984: l’ex ragazzo prodigio, che era entrato nel cast dello show nel 1980 a 19 anni, aveva lasciato il programma per concentrarsi nella sua promettente carriera di attore. Ieri, per il grande ritorno, centinaia di spettatori si erano messi in fila fin di prima mattina fuori dagli studi della Nbc a Rockefeller Center.
Eddie e’ sulla cresta dell’onda con le due nomination di “Dolemite” ai Golden Globe e voci di un suo ritorno al microfono della comicità stand-up probabilmente su Netflix. “E’ come se Michael Jordan uscisse dalla pensione…per la prima volta”, ha commentato su Twitter il comico newyorchese Hari Kondabolu.
Per la serata Murphy ha rivisitato i suoi personaggi piu’ iconici, accompagnato da un cast stellare di titani della comicità afro-americana tra cui Tracy Morgan, Dave Chapelle e Chris Rock mentre a Lizzo, cantante dell’anno di Time, erano stati affidati i numeri musicali. Trancianti le battute: riprendendo i panni di “Mister Robinson” (la felpa col cappuccio al posto del maglione con la cerniera e le sneaker), Eddie ha istruito il pubblico dello studio 8H sul significato della parola “gentrificazione”: “E’ una specie di un gioco di prestigio: i bianchi pagano molti soldi e poi, pouf, tutti i neri scompaiono”. Nel monologo iniziale l’attore si era fermato a riflettere su come la sua vita sia cambiata in 35 anni. “Ho dieci figli adesso, undici se conti Kevin Hart. Se mi avessi detto 30 anni fa che sarei diventato questo noioso papa’ casalingo e che Bill Cosby sarebbe finito in prigione, perfino io avrei accettato la scommessa”, ha detto, scivolando poi nell’interpretazione del comico condannato l’anno scorso per molestie sessuali: “Chi e’adesso il papa’ d’America?”.

La ninna nanna in lingua sarda in un corto d’autoreIl coro di Nuoro e Paolo Fresu tra i protagonisti

NUORO23 dicembre 201911:59

– La tromba di Paolo Fresu avvolge di dolcezza le voci del coro di Nuoro e dà vita a una emozionante interpretazione della “Ninna nanna de Anton’ Istene-Malos bisos e tancas fioridas” in un corto d’animazione, illustrato dal disegnatore nuorese Manuelle Mureddu.
Un’opera che nasce su iniziativa del Coro nuorese come omaggio al compianto Gian Paolo Mele, direttore storico del coro, che nel 1975 aveva musicato le celebri rime del poeta Montanaru, scritte dopo il dolore della perdita di un figlio appena nato. Un progetto che vede il coinvolgimento di quattro illustri esponenti della cultura sarda, del passato e del presente, e che viene riproposto facendo cantare nello stesso pezzo musicale, il Coro di Nuoro di due epoche diverse: quello del 1977 diretto da Giampaolo Mele, e quello del 2018 guidato dal figlio Francesco, in un ensamble di voci unite dalla magica tromba di Paolo Fresu. Nel brano, presentato domenica 22 dicembre nell’auditorium dell’Isre a Nuoro, si stratificano vicende umane degli autori. Anche Gian Paolo Mele come Montanaru è spinto a comporre quelle musiche, dopo la perdita di un figlio. “Da ragazzo l’ascolto della Ninna Nanna de Anton’Istene era come un battito di cuore all’unisono che mi colpiva per la qualità delle voci e per una armonia dal sapore ancestrale – ha spiegato Paolo Fresu nel suo messaggio -. Negli anni ho prestato attenzione al testo scoprendone una trama che si evolve. Credo si celi in questo il bisogno di eseguirla coinvolgendo nel tempo diversi artisti e accettando di contribuire alla emozionante versione del coro di Nuoro in ricordo di Giampaolo Mele”.
“Sono nato ascoltando i melismi della Ninna Nanna cantata da mio padre – ha detto Francesco Mele – Nei miei ricordi di bambino era una bella melodia. Molti anni dopo diventando padre anche io, ho capito da vicino il dolore e l’armonia composita del brano”. “Sono cresciuto a pochi passi da casa Mele e conosco la storia umana che sta dietro questo canto formidabile – spiega Manuelle Mureddu – Disegnarla per crearne il video illustrato è stata un’esperienza introspettiva all’interno di una famiglia”.

Natale a teatro, da Nancy Brilli a Leo e AndòBuccirosso e i drammi dell’italiano di oggi; Siani e la felicità

24 dicembre 201909:40

Tra debutti, racconti e risate, tanto teatro per il lungo week end sotto l’albero di Natale. Da Nancy Brilli in “A che servono gli uomini” a Carlo Buccirosso con “La rottamazione di un italiano per bene”, entrambi a Roma; Edoardo Leo in “Ti racconto una storia”, ancora nella capitale, e “Ditegli sempre di si” di Eduardo nella mise en scene di Roberto Andò, a Firenze. E poi “Dio ride” per Moni Ovadia a Brescia e il “Felicità tour special edition” di Alessandro Siani a Napoli: sono alcuni degli spettacoli in scena nei prossimi giorni.
ROMA – Una donna in carriera stufa del genere maschile, soddisfatta della sua vita da single ma con il rimpianto di non aver mai avuto un figlio, ruba una provetta da un istituto per ricerca genetiche e riesce a coronare il suo sogno. Ma il padre chi è? Sembra scritta oggi, ma invece è degli anni ’80 “A che servono gli uomini”, piece di Iaia Fiastri (autrice con Garinei e Giovannini delle più belle commedie musicali italiane) che torna in scena alla vigilia delle feste, con Nancy Brilli protagonista e la mano di Lina Wertmuller alla regia. Da questa sera al Quirino Gassman, la commedia nel 1988 venne interpretata da Ombretta Colli e suo marito Giorgio Gaber ne scrisse la colonna sonora. Oggi nel cast anche Giulia Gallone, Igi Meggiorin, Nicola D’Ortona, Daniele Antonini, Fioretta Mari. Dal 23 Dicembre al 6 gennaio.
ROMA – Debutto a Santo Stefano alla Sala Umberto per Carlo Buccirosso e “La rottamazione di un italiano per bene”, suo nuovo spettacolo ispirato, appunto, ai “drammi” che attanagliano un italiano di oggi. Con Alberto Pisapa, ristoratore sull’orlo del fallimento, in lotta tra le cartelle di Equitalia e la malvagità di sua suocera Clementina, spietato e integerrimo funzionario proprio dell’Agenzia delle Entrate. Con anche Donatella De Felice, Elvira Zingone, Giordano Bassetti, Fiorella Zullo, Gennaro Silvestro, Peppe Miale, Matteo Tugnoli, Davide Marotta, Tilde De Spirito. Dal 26 dicembre al 19 gennaio.
ROMA – Nel pieno del successo al cinema de “La dea bendata” di Ferzan Ozpetek, Edoardo Leo torna al teatro e porta per la prima volta anche nella “sua” Roma “Ti racconto una storia”, reading-spettacolo di appunti, suggestioni, letture e pensieri che l’attore e regista romano ha raccolto dall’inizio della sua carriera a oggi. Due serate, venerdì e sabato, all’Auditorium Conciliazione, tra parole e musica, comicità e poesia, per spiegare che, in fondo, non sono così lontane. Il 27 e 28 dicembre.
FIRENZE – “Il tema della pazzia ha sempre offerto spunti comici o farseschi, ma di solito è giocato a rovescio, con un sano che si finge pazzo. Invece qui il protagonista è realmente pazzo, il dolore e il senso di minaccia pervadono l’opera. Tra porte che si aprono e si chiudono, equivoci, fraintendimenti, menzogne, illusioni, bovarismi, in un clima sospeso tra la surrealtà di Achille Campanile e un Luigi Pirandello finalmente privato della sua filosofia, irresistibilmente proiettato nel pastiche”. Così Roberto Andò racconta la sua mise en scene di “Ditegli sempre di si”, commedia di Eduardo De Filippo, che torna in scena, da venerdì a La Pergola, con la Compagnia di Luca De Filippo.
Protagonisti, Gianfelice Imparato e Carolina Rosi. Dal 27 dicembre al 5 gennaio BRESCIA – Dopo una lunga e fortunata tournée, Moni Ovadia torna al Teatro Sociale da sabato con “Dio ride”, speciale edizione per le feste natalizie. Protagonisti, sei vagabondi, cinque musicanti e un narratore di nome Simkha Rabinovich. A chi sente il desiderio di ascoltare, Simkha racconta le vicissitudini di una gente esiliata, canta le canzoni – tristi, allegre e nostalgiche – di quel popolo sospeso fra cielo e terra e in permanente attesa, per indagarne la vertiginosa spiritualità.
Con la musica dal vivo della Moni Ovadia Stage Orchestra. Dal 28 al 31 dicembre.
NAPOLI – “Quando si è da soli la felicità dura poco, ma se condivisa dura nu’ poco e’ cchiu”. Parola di Alessandro Siani, in scena per tutte le feste al Diana con “Felicità tour special edition”, spettacolo che lo vede tornare alla formula del monologo. Un’occasione per raccontare il dietro le quinte dei film della sua carriera, ma anche parlare delle differenze tra nord e sud, tra ricchi e poveri, le nuove tendenze religiose e, soprattutto, evidenziare tic e manie di una società divisa tra ottimisti e pessimisti, tra disperati di professione e sognatori disoccupati. Fino al 12 gennaio.

Last Christmas, lezioni pratiche per amarsiGeorge Michael colonna sonora film romantico con Emilia Clarke

24 dicembre 201909:43

Imparare a riamare se stessi per essere in grado di amare anche gli altri: è la lezione pratica scandita con humour e delicatezza, utilizzando come colonna sonora circa 15 canzoni di George Michael da solista e con gli Wham! (a cominciare da quella evocata dal titolo), nella commedia romantica Last Christmas di Paul Feig (King of comedy a Capri Hollywood dal 26 dicembre al 2 gennaio), con Emilia Clarke e Henry Golding, in sala dal 19 dicembre con Universal. Un viaggio di sentimenti, che non si ferma alla classica storia d’amore infiocchettata dall’atmosfera natalizia ma che vuole parlare di “come usare il cuore, come vivere e come amare sé stessi” e di “come ci comportiamo, come ci prendiamo cura dell’altro” in un mondo moderno “in cui è così difficile non farsi distrarre” spiega nelle note di produzione la due volte premio Oscar Emma Thompson che del film è cosceneggiatrice (il soggetto l’ha scritto con il marito Greg Wise), oltre che coproduttrice e cointerprete. Un racconto costruito sulla stella emergente Emilia Clarke (Daenerys Targaryen, ‘madre dei draghi’ in Il trono di spade e eroina da dramma romantico nel campione d’incassi Io prima di te), nei panni di Katarina detta Kate che lavora (si fa per dire) come commessa, vestita da elfo, in un negozio di decorazioni natalizie sognando di diventare attrice. La ragazza, reduce da un’operazione molto seria, è alle prese con un periodo di piccoli ma continui disastri personali che la costringe anche a tornare a vivere in famiglia (i suoi sono immigrati in Gran Bretagna 25 anni prima dalla Ex Yugoslavia per sfuggire alla guerra). L’incontro con l’ottimista e ben più pacato Tom (Golding), porta Kate, fra incursioni su piste del ghiaccio, esplorazioni di giardini segreti e rifugi per senzatetto, a comprendere di dover cambiare prospettiva. Emma Thomspon (già fra i volti di un altro classico delle Feste, Love Actually) regala alcuni dei momenti più divertenti nei panni della ossessiva e autoritaria mamma della protagonista, Petra, che vive in una perenne atmosfera di dramma autoinflitto ed è terrorizzata dalla Brexit. Nel cast fra gli altri, anche Michelle Yeoh, nel ruolo della severa ma comprensiva proprietaria del negozio dove lavora Kate. Una bottega dove tra lucette per l’albero e vischio si può trovare proprio di tutto, da Bambin Gesù in scala 1:1 a gibboni giocattolo che cantano Last Christmas, a mini presepi alternativi in versione techno.
L’idea base del film, ispirarsi a un evergreen degli Wham! Last Christmas era nata otto anni fa e George Michael, scomparso prematuramente nel 2016,era entusiasta dell’idea ma aveva posto come condizione proprio il coinvolgimento di Emma Thompson (che uno dei suoi due Oscar, l’ha vinto come sceneggiatrice di Ragione e sentimento) nel film. “George era un uomo molto gentile che amava l’idea della storia … – spiega Emma Thompson – e gli elementi di coscienza sociale in essa contenuti, perché ne era sempre molto coinvolto”. Dopo la morte del cantautore, l’amico d’infanzia e manager del musicista, David Austin ha spiegato ai realizzatori quanto fosse importante per George Michael il film e li ha incoraggiati ad andare avanti, permettendogli anche di utilizzare un brano inedito, ‘This Is How (We Want You To Get High)’.”Il film non è un musical ma le canzoni di George influenza tutta la storia – dice il regista Paul Feig -. Ci sono un paio di parti dove gli attori interagiscono con la sua musica e altre dove la musica guida o accompagna il racconto”.

Il presepio in cento parole’Purchè non manchi la stella’ di Villoressi

24 dicembre 201909:46

LUCA VILLORESI, PURCHÉ NON MANCHI LA STELLA (DONZELLI, PP 157, EURO 18). Il presepio, le sue radici, i suoi simboli e personaggi, le interpretazioni e le scene che si sono amplificate nel tempo riportandoci però a quel fermo immagine della Natività che sospende il tempo. Che ci fa tornare a quell’initium mundi che “ha obiettivamente battezzato l’Occidente dividendo la storia tra un prima e un dopo, tra un avanti Cristo e un dopo Cristo”. Ce lo racconta, tra sacro e profano, come una sconfinata narrazione popolare, il giornalista Luca Villoresi nel dizionarietto ‘Purchè non manchi la stella’ pubblicato nelle saggine di Donzelli.
Un prezioso libretto che include varie suggestioni iconografiche, che ci fa scoprire tante cose che pensavamo di sapere o sulle quali non ci siamo mai interrogati, su quel rito che si compie ogni anno, lo spacchettamento degli scatoloni per allestire il palcoscenico con il bue, l’asinello, Giuseppe e Maria, i pastorelli, i Re magi e alla mezzanotte del 24 dicembre la cerimonia dedicata al Bambinello che viene posto nella mangiatoia.
“Una succinta raccolta dei fatti e delle leggende più note testimonia l’enorme e a volte insospettata valenza culturale di un rito casalingo che nasconde più di quel che mostra. Tutto sembra solo un gioco, un teatrino, già predisposto in una scatola fai da te. Eppure, proprio se lo si osserva con un occhio critico, più da agnostico che da fedele, quell’altarino domestico si espande e prende i contorni di uno spazio multidimensionale” spiega Villoresi nell’introduzione che chiama “Avvertenze per l’uso”.
In questo presepio in cento parole trovano spazio voce per voce, da ‘Abacuc’ a ‘Zingara’, tutte le storie, i simboli e i personaggi che lo compongono, con tante sorprese. I re Magi erano davvero tre, oppure erano dodici? Perché c’è un pastore che dorme e non deve essere svegliato? E chi è il ‘caganer? E Benino, il pastore addormentato, in quanti modi viene chiamato? “Classica figura del presepe spagnolo, in particolare di quello catalano, il ‘caganer’, un signore accovacciato colto nell’atto di defecare, è presente anche tra i personaggi napoletani e francesi” racconta l’autore del dizionarietto e spiega che : secondo alcuni studiosi “sarebbe di origine antichissima e rappresenterebbe forse il dio Saturno, forse il suo maestro, Stercuzio, che insegnò agli uomini a fertlizzare con lo sterco”.
E scopriamo anche che una particolarità dei presepi romani era l’usanza di montarli davanti a una finestra per sfruttare le vedute esterne. Una tradizione, spiega Villoresi nella voce dedicata ai presepi romani, mutuata da alcuni famosi allestimenti dei nobili che, dall’alto dei loro palazzi, usavano come sfondo i paesaggi reali.” Il presepio più famoso di questo genere , sulla Torre degli Anguillara, cambiava posizione ogni giorno per passare, a rotazione, dalla vista sull’Aventino a quella del Palatino, dal Celio al Campidoglio”.
Attraverso le parole chiave scelte da Villoresi, che non vogliono certo essere esaustive del panorama, la scena della Natività viene esplorata tra religione, miti e credenze, tra santi ufficiosi e qualche divinità di ultima generazione, da Totò a Maradona, con riferimenti internazionali e con uno sguardo anche alla sua sospensione tra visioni opposte, a partire dal nome: si dice ‘presepe’ o ‘presepio’? ” La più contaminata e la più multiculturale delle manifestazioni cristiane, tuttavia, sembra essere anche quella più contestata in nome del multiculturalismo. Un paradosso che, a suo modo, conferma la vocazione bipolare del presepio: un’immagine che suscita evidenti sentimenti di attrazione-repulsione. Non si tratta di adorare, e nemmeno semplicemente di rispettare. Si tratta di fermarsi, per un attimo, a meditare” afferma Villoresi ed “è bene che ognuno coltivi il proprio presepio”.
Ed è bello pensare che siano vere quelle teorie, secondo le quali, “la collocazione del presepio ai piedi dell’albero rafforzerebbe l”axis mundi’, l’asse di comunicazione ideale, fisico e psichico, tra cielo e Terra” ci ricorda l’autore.

Esce colonna sonora de I MediciOltre 40 composizioni firmate dal compositore Paolo Buonvino

23 dicembre 201913:55

– Archiviata in tv la terza serie della fiction Rai I Medici, esce in digitale per Sugar, in collaborazione con Lux Vide, la colonna sonora che racchiude tutte le musiche, firmata dal compositore, musicista e direttore d’orchestra Paolo Buonvino.
Oltre 40 composizioni che coniugano la musica colta con le sonorità dell’elettronica attraversando rivisitazioni delle atmosfere rinascimentali. Più di tre anni di lavoro compositivo all’interno del quale Paolo Buonvino ha trasferito il suo personale senso e valore di rinascita umana e creativa. Nella tracklist anche “Renaissance”, il brano nato dalla fortunata collaborazione tra il compositore e Skin per la prima stagione della serie.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Remo Girone ‘Capri Award’ per Ferrari in Le Mans 66
Festival in rosa,tributo a soprano Sumi Jo nell’anno di Parasite

NAPOLI23 dicembre 201915:40

– E’ stato assegnato a Remo Girone per la sua interpretazione di Enzo Ferrari in ‘Le Mans66-La grande sfida’ di James Mangold l’Italian Worldwide Award nel nome di Giuseppe Patroni Griffi, riconoscimento della 24esima edizione di ‘Capri, Hollywood – The International Film Festival’ (27 dicembre – 2 gennaio). Il film (titolo originale ‘Ford Vs.
Ferrari’) con Matt Damon e Christian Bale racconta la leggendaria sfida della Ford alla casa di Maranello, un kolossal da cento milioni di dollari targato 20th Century Fox, è stato uno dei più grandi successi della stagione.
”Ed e’ questa la migliore occasione per dare un riconoscimento all’intera carriera di Girone, uno straordinario attore – annuncia Toni Petruzzi, presidente dell’Istituto Capri nel mondo – dal prestigioso percorso teatrale alla popolarità mondiale con ‘La Piovra’. Tanta televisione e cinema, dalla commedia ai grandi autori, ne fanno uno dei volti più amati dal pubblico e apprezzati anche all’estero”.

Thomas, a gennaio esce album ImperfettoDopo eliminazione a Sanremo Giovani pronto a rimettersi in gioco

23 dicembre 201916:03

– Eliminato allo sprint finale da Sanremo Giovani (nello scontro diretto con leo Gassmann), Thomas non si perde d’animo e annuncia l’uscita del suo nuovo album, Imperfetto, prevista per il 24 gennaio (Warner Music).
Il 19enne vicentino unisce il canto e il ballo e fonde insieme testi autobiografici, sonorità brillanti e un sound internazionale.
L’album conterrà il brano “Ne 80”, presentato alle selezioni per le Nuove Proposte di Sanremo, e altri cinque brani inediti in cui Thomas partecipa come coautore, tra amore e amicizia.
“Imperfetto – racconta Thomas – come il suono, come l’amore, come tutto ciò che c’è di più puro, questo album lo è..
Imperfetto”.

Pompei: da domani percorso ‘verde’ tra giardini ornamentaliRestituiti all’antico splendore con interventi ad hoc

POMPEI23 dicembre 201916:21

– Un suggestivo itinerario nel verde dell’antica Pompei per visitare in maniera inedita gli scavi e comprenderne il modo di vivere, sotto diversi aspetti: è una delle proposte del Parco archeologico della città vesuviana per le feste di Natale e fine anno.
L’itinerario green, aperto da domani al 6 gennaio, conduce lungo i giardini ornamentali, sia raffigurati sulle pareti ad ampliare lo spazio visivo degli ambienti, sia come spazi verdi interni, laddove la dimora lo consentiva, caratterizzavano molte delle abitazioni dell’antica città.
Due splendidi esempi di giardini interni sono quelli della Casa dell’Efebo e di Trittolemo, di recente restituiti al loro splendore, a seguito degli interventi di manutenzione del verde, che ne hanno previsto la risistemazione secondo progetti non impattanti e criteri storico-botanici nella scelta dell’essenze.
Oltre alla casa di Trittolemo e dell’Efebo, tra le belle domus con ampi giardini interni meritano una visita: la casa degli Amorini Dorati, anche essa riaperta da poco dopo gli interventi di manutenzione, la Casa dell’Ancora con il singolare giardino sottoposto, la Casa del Menandro, i Praedia di Giulia Felice, la Casa della Venere in Conchiglia, la Casa di Marco Lucrezio su via Stabiana.

Del Noce, Riforma cattolica e filosofia modernaA 30 anni da morte, torna la modernità del pensiero su Cartesio

23 dicembre 201916:30

– AUGUSTO DEL NOCE, Riforma cattolica e filosofia moderna. I. Cartesio (Scholé, pp.737, euro 35). A 30 anni dalla scomparsa di Augusto Del Noce – morto a Roma il 30 dicembre 1989 -, uno dei principali filosofi cattolici della seconda metà del ‘900, torna in libreria “Riforma cattolica e filosofia moderna. I. Cartesio” (Scholé), con una postfazione di Enzo Randone e Giuseppe Riconda. Del Noce, che con acume ha indagato il fascismo in una dimensione anche transpolitica, prevedendo la fine del comunismo e l’avvento di una società sostanzialmente dominata dal pensiero nichilistico e ateistico, in questo volume ha affrontato la filosofia cartesiana facendone emergere l’ambiguità, superando le interpretazioni più classiche, razionalistiche, idealistiche, positivistiche o religiose: la ricerca della vittoria sul Dio ingannatore e malvagio appare quindi essere l’anima della metafisica cartesiana, che si specifica nella storia del pensiero religioso come un antinaturalismo connesso con la genesi del principio d’immanenza. Perciò il cartesianismo, sorto nell’orizzonte della Riforma cattolica, ne rappresenta, insieme, la crisi.

Nuovo museo privato apre nel cuore di Brooklynda Copenhagen e Pechino arte bue chip con Fondazione Faurschou

NEW YORK23 dicembre 201917:31

– Nell’ex quartiere polacco di Greenpoint, ora cuore hipster di Brooklyn, ha aperto in tempo per Natale un nuovo polo per l’arte contemporanea. Faurschou New York e’ l’avamposto newyorchese della fondazione creata dall’ex gallerista danese Jens Faurschou che, dopo aver conquistato Copenhagen e Pechino, ha adesso messo gli occhi sulla Big Apple.
“Il fagiolo rosso cresce nel sud” e’ il suggestivo titolo della mostra inaugurale, ispirato da una poesia di Wang Wei, artista e politico della Dinastia Tang del settimo secolo. A pochi passi da pizzerie, caffe’ e “tattoo parlors”, la mostra aperta fino all’11 aprile presenta 17 opere firmate da artisti “blue chip” come Louise Bourgeois, Robert Rauschenberg, Anselm Kiefer, Paul McCarthy, Tracey Emin, Yoko Ono e Ai Weiwei. Faurschou, ex co-fondatore nel 2015 di Contemporary Copenhagen, ha creato la fondazione, a cui appartengono tutti i pezzi in mostra, dopo decenni di lavoro come gallerista di arte contemporanea.
Tre opere di artisti cinesi sottolineano i legami con la Cina: “Una barca coi sogni” di Cai Guo-Qiang del 2008, “Witness to Grow” di Yu Hong e “Due Figure” di Ai Weiwei (2018), ma il posto d’onore e’ riservato alla fantasmagorica installazione di Edward Kienholz e Nancy Reddin Kienholz, “The Ozymandias Parade” del 1985, ispirata al poema di Percy Blythe Shelley. Del vietnamita-danese Dan Voh “Le foto del dottor Joseph Carter” riappropria immagini di giovani uomini asiatici scattate da un antropologo americano durante la guerra dl Vietnam.
Commovente il video di Yoko Ono, “Happy Xmas/War is Over”: bimbi dell’Harlem Community Choir a cui Yoko e JohnLennon avevano insegnato il brano cantano la canzone del 1971 contro la guerra del Vietnam, ma le immagini sono aggiornate all’Iraq 2003. Nessuna delle opere esposte e’ in vendita anche se occasionalmente Faurschou vende per finanziare i suoi spazi espositivi.

Teatro: omaggio al Flamenco con il Balletto di NapoliIn scena ‘Lumbre de Vida’ di Mara Fusco

NAPOLI23 dicembre 201918:42

– La Spagna ed il flamenco protagoniste di “Lumbre de vida”, la nuova produzione del Balletto di Napoli diretto da Mara Fusco che sarà presentata, in anteprima nazionale, venerdì 27 dicembre (ore 18, repliche il 28 e 29) alla Mostra d’Oltremare, nell’allestimento realizzato al Teatro dei Piccoli per la rassegna “La Scena Sensibile”.
Il “fuoco della vita”, ovvero “la grande scintilla che è sintesi di amore e passione” è la suggestione da cui prende corpo un intenso spettacolo che, nelle coreografie originali di Mara Fusco, Laura Perez e Raffaella Caianiello, rende omaggio alla grande tradizione musicale e coreutica di matrice iberica.”La forza della danza flamenca – sottolinea Mara Fusco – riesce a offrire un sorprendente esempio di come si possa tradurre per la scena i moti più intimi e antitetici dell’animo umano. Amore, passione e gioia fanno da contraltare a odio, gelosia e dolore e sono proprio questi sentimenti a nutrire l’azione scenica attraverso la combinazione di vari stili di danza”.

Colosseo: dal 1 gennaio cambia il sistema ticketingNuova bigliettazione Parco archeologico integra Fori Imperiali

24 dicembre 201913:44

– Dal 1 gennaio 2020 è operativa la nuova bigliettazione del Parco archeologico del Colosseo che integra i Fori Imperiali all’interno di tutte le proprie tipologie di biglietto e di visita con il rinnovo dell’accordo tra Roma Capitale, Sovrintendenza Capitolina e Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo.
Nasce il FORUM PASS SUPER, valido 1 giorno, che consente la visita con un unico biglietto di € 16,00 al circuito Foro Romano, Palatino, Fori Imperiali e siti SUPER (Museo Palatino, Criptoportico neroniano, Aula Isiaca/Loggia Mattei, Casa di Augusto, Casa di Livia, Domus Transitoria, Tempio di Romolo, Rampa imperiale e Santa Maria Antiqua con l’Oratorio dei Quaranta Martiri). I dieci contesti monumentali, straordinari per la loro testimonianza storica e per i cicli pittorici che conservano raccontati attraverso il multimediale, mantengono la formula del contingentamento e dell’accesso secondo orari e giorni prestabiliti. Per rendere completa l’esperienza di visita all’interno del “cuore” di Roma, a partire dal 1 gennaio 2020 sarà possibile acquistare anche il FULL EXPERIENCE: il biglietto, dal costo di € 22,00, consente, nell’arco di 2 giorni, 1 ingresso al Colosseo, compresa l’arena o i sotterranei, e 1 ingresso al circuito del Forum Pass Super (Fori imperiali, Foro Romano, Palatino, siti Super).
Nel corso dei primi mesi del 2020, inoltre, in occasione delle celebrazioni per i 150 anni di Roma Capitale, la “passeggiata” sarà ulteriormente arricchita da un percorso speciale legato alle origini di Roma. Parco archeologico del Colosseo e Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma lavoreranno insieme, in collaborazione con Electa, per riscoprire e restituire alla pubblica fruizione un’importante porzione del cuore di Roma antica, nell’area monumentale e urbana che va dal Foro Boario alle pendici meridionali del Palatino, con la possibilità di riaprire all’interno del PArCo un accesso esistente che congiunge le pendici del Colle con via dei Cerchi e il Circo Massimo.

Arriva docusocial del tour Laura Biagio Stadi 2019Dal 26 dicembre sulle pagine social dei due artisti

24 dicembre 201918:07

A sorpresa Laura Pausini e Biagio Antonacci preparano il loro regalo di Natale ai fan. Il 26 dicembre esce “LBDOCU”, 10 pillole per 10 canzoni tratte da Laura Biagio Stadi 2019, il tour che i due artisti hanno portato in giro negli stadi, per la prima volta insieme, l’estate scorsa.
Si tratta del primo docusocial di un tour, ovvero un cortometraggio pensato esclusivamente per essere fruito sui social. Sarà postato sulle pagine ufficiali di Pausini e Antonacci (Instagram, Facebook e Twitter) alle 18 del 26 dicembre.
Con il docusocial i fan potranno rivivere i concerti dell’estate 2019 attraverso le immagini inedite girate dietro le quinte, momenti speciali sul palco impreziositi dal direttore artistico Luca Tommassini, video dei fan.

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Moda: tema Africa e codici Dior nella capsule Dioriviera
Maria Grazia Chiuri prosegue su scia collezione Cruise 2020

12 dicembre 2019 14:25

– Lo spirito della nuova capsule Dioriviera disegnata da Maria Grazia Chiuri per Dior, mostra un guardaroba estivo che trae ispirazione, com’è avvenuto per la collezione Cruise 2020, dal design, dai colori vivaci e dalle stampe d’ispirazione Africa, mescolate ai codici iconici di Dior.
Fanno parte della capsule anche le emblematiche borse modello Book Tote, le Diorcamp e la Lady Dior, nonché i costumi da bagno, i sarong pieni di stampe animalier sul tema giungla o i motivi rivisitati dei tarocchi. Questi pezzi iconici si fondono con il toile de Jouy, l’importante cifra della maison, oltre che con una selezione di gioielli, che riportano il nome di “Christian Dior” – e con altri accessori progettati da Maria Grazia Chiuri.

Moda: Marc Jacobs lancia nuova linea orologiIn collaborazione con Bedrock Manufacturing Company

12 dicembre 201915:54

Marc Jacobs International e Bedrock Manufacturing Company presentano la nuova collezione di orologi firmati The Marc Jacobs. Forme pulite attirano l’attenzione sui dettagli. La superficie ininterrotta enfatizza la semplicità della forma, mentre i quadranti riportano la sigla The Chain Watch Marc Jacobs, presente in tutte le categorie della linea. Ricca la tavolozza dei colori dei quadranti, mentre i cinturini possono essere in pelle oppure in acciaio inossidabile.
“Ammiro l’impegno di Bedrock nell’artigianato e siamo entusiasti di collaborare al lancio degli orologi The Marc Jacobs” ha detto Marc Jacobs.

Esce su Netflix ‘6 undergorund’ di BayGirato in Emirati Arabi, California e Italia

TARANTO12 dicembre 201916:14

– Esce su Netflix il 13 dicembre ‘6 underground’, nuovo film dell’americano Michael Bay (regista anche della saga Transformers) interpretato da Ryan Reynolds e girato tra California, Emirati Arabi e diverse città italiane, tra Firenze, Roma, Siena. A Taranto, set promosso dall’Apulia Film Commission, sono state prodotte alcune delle scene più spettacolari di questo thriller d’azione costato intorno ai 150 milioni di dollari. In Puglia la troupe ha lavorato tra il 26 settembre e il 5 ottobre 2018, anche sul Ponte girevole di Taranto e con scenari di guerra all’ombra del Castello Aragonese dove è stato ancorato il panfilo da 65 milioni di dollari Kismet. Riprese anche tra le vie dalla Città Vecchia e in Corso Due Mari, con l’esplosione di due auto, oltre a inseguimenti e incidenti che all’epoca avevano monopolizzato i social dei tarantini. “Adesso – sottolinea l’Apulia Film Commission – tocca agli spettatori di tutto il mondo apprezzare la mega produzione americana e le straordinarie bellezze di Taranto”.

La Bohème a Rocca di Vignola con Raina Kabaivanska e allieviConcerto di Natale il 13 dicembre, serata a ingresso libero

12 dicembre 201916:32

– I giovani allievi della scuola della celebre soprano Raina Kabaivanska saranno protagonisti del concerto di Natale ospitato venerdì 13 dicembre alle 20.30 nella Sala dei Contrari della Rocca di Vignola.
All’evento, organizzato dalle associazioni culturali Vignola e Identità e Mezaluna, con il supporto dell’amministrazione comunale e del sindaco Simone Pelloni, presenzierà la stessa Kabaivanska che presenterà uno a uno i cantanti. Marily Santoro, Alexandrina Mihailova, Reynaldo Droz e Carlo Seo si esibiranno nella Bohème di Giacomo Puccini, accompagnati al pianoforte dal Maestro Paolo Andreoli. Dalla scuola del grande soprano sono usciti i nomi più importanti dell’attuale panorama musicale internazionale, come quello di Maria Agresta, voce oggi fra le più celebri al mondo. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.
L’evento è stato reso possibile dal supporto di Bper e di aziende come Sitma di Spilamberto, Chiarli e Biagini Tempra Metalli. La serata gode del patrocinio dei club Rotary e Lions di Vignola e della parrocchia dei SS Nazario e Celso. La sala è stata concessa dalla Fondazione di Vignola.

I sei finalisti del ‘Premio Wondy’ per la letteratura resilienteIl 9 marzo 2020 la premiazione

12 dicembre 201916:34

– Sono stati annunciati i sei autori finalisti della terza edizione del Premio Wondy per la letteratura resiliente, nato nel 2018 in memoria della giornalista e scrittrice Francesca Del Rosso , morta nel 2016, autrice di ‘Wondy – ovvero come si diventa supereroi per guarire dal cancro’ (Rizzoli) nel quale ha raccontato, con ironia e coraggio, la sua lotta contro il tumore. La premiazione sarà al Teatro Manzoni di Milano il 9 marzo 2020 nel corso di una serata di festa, organizzata dall’associazione “Wondy Sono Io”.
Selezionate dal Comitato Promotore del Premio tra le 62 proposte inviate dalle case editrici,, ecco le sei opere finaliste che verranno sottoposte al giudizio di due giurie, una tecnica e una popolare, sono: “Senza salutare nessuno” (Laterza) di Silvia Dai Prà , sull’esodo degli italiani d’Istria e Dalmazia e le ‘foibe’; ” La straniera” (La nave di Teseo) di Claudia Durastanti, già nella cinquina del Premio Strega 2019. Il racconto di un’educazione sentimentale contemporanea, disorientata dalla cognizione della diversità fisica e da distinzioni sociali irriducibili. ‘Cinzia’ (Bao Publishing) di Leo Ortolani, un romanzo grafico nel quale l’autore racconta uno dei suoi personaggi più memorabili e amati: Cinzia, una transessuale patinata; ‘ L’uomo che trema’ (Einaudi) di Andrea Pomella. La storia della depressione di un giovane uomo che guarda il suo male in faccia; ‘Come mosche nel miele’ (Solferino) di Francesca Tassini, che racconta il cuore di tenebra di una generazione, devastata dalla tossicodipendenza e ‘Ninfa dormiente’ (Longanesi) di Ilaria Tuti, un thriller resiliente con Teresa Battaglia, commissario di polizia che indaga con tenacia nonostante sia minata dalla malattia.
La giuria tecnica per questa edizione è presieduta da Massimo Gramellini. Al vincitore decretato dalla giuria tecnica andrà un premio di 5000 euro e un’opera su tela dell’artista Luca Tridente. Alla giuria popolare potranno partecipare tutti coloro che, a partire dal 7 gennaio 2020, esprimeranno la propria preferenza sulla pagina facebook del Premio (www.facebook.com/wondysonoio). Il vincitore avrà un premio di 2000 euro.

Elodie protagonista campagna feste di YamamayFoto di Alfonso Ohner. Nel video cantante intona Jingle Bells

12 dicembre 201917:33

– Elodie di Patrizi è la protagonista della nuova campagna per le feste di Natale di Yamamay che prevede oltre alle immagini firmate dal fotografo Alfonso Ohnur, anche un videoclip. La cantante si esibisce nel filmato sulle note di Jingle Bells, reinterpretata in esclusiva per il brand, in una versione inedita. Ad accompagnare Elodie, quattro ballerini d’eccezione che indossano i capi della collezione natalizia: Greta Zuccarello e Giulia Pauselli, già protagoniste lo scorso autunno della campagna Yamamay ‘Everybody’, Arianna Griffini, Alimah Grasso e Marcello Sacchetta, guidati dal coreografo Mommo Sacchetta.

Zavattini, il viaggio come impegno Ritratto inedito su ruolo e fortuna dell’artista all’estero

12 dicembre 201917:45

ricchezza vivida delle idee mai disgiunta dall’impegno; lo sguardo “neorealista” capace di andare oltre le apparenze della realtà attraverso il cinema, la letteratura, il pensiero; il viaggio inteso come scoperta ma anche come occasione di diplomazia culturale. Sarà un ritratto inedito quello offerto dalla mostra “Zavattini oltre i confini.
Un protagonista della cultura internazionale”, in programma a Reggio Emilia negli spazi di Palazzo Da Mosto dal 14 dicembre al 1 marzo, che racconta al pubblico non solo lo spirito eclettico ma soprattutto il ruolo rivestito all’estero da Cesare Zavattini.
Il progetto, che prende vita nel trentennale dalla morte dell’intellettuale di Luzzara, ha richiesto ben 2 anni di lavoro da parte di uno “staff multidisciplinare composto da 12 studiosi per approfondire, accanto all’attività svolta da Zavattini nei diversi ambiti artistici, la sua capacità di intessere relazioni straordinarie anche al di fuori dall’Italia”, ha detto in un’intervista Alberto Ferraboschi, curatore della mostra. In particolare l’esposizione svela di Za, come lo chiamavano gli amici, lo spiccato talento di “stabilire reti in tutto il mondo partendo dalla cultura come veicolo di pace, fratellanza, incontro e conoscenza di altre culture”, ha aggiunto. Una sorta di “diplomazia informale” la sua, sviluppata a partire dagli anni ’50 e portata avanti con determinazione in periodi di certo non facili per gli equilibri internazionali, tra Guerra Fredda e contrapposizioni ideologiche. Ecco dunque la sua amicizia con lo scrittore Gabriel García Márquez, i rapporti con gli ambienti ebraici e la mediazione culturale in quelli del patto di Varsavia, l’impegno per la decolonizzazione e la nascita di una cinematografia sperimentale in Africa: aspetti che rivelano la modernità innegabile e l’intelligenza di un personaggio centrale nella cultura del ‘900 in Italia e che oggi forse andrebbe riscoperto soprattutto dai più giovani.
Il percorso, sviluppato in 9 sale come un lungo viaggio seguendo i Paesi visitati da Zavattini – dalla Francia alla Spagna, dall’Americano Latina agli Usa all’Europa orientale fino all’Africa – si compone di immagini fotografiche, carte originali, libri, video, manifesti, annotazioni autografe, ma anche di dettagli che restituiscono l’uomo, come il basco, la macchina da scrivere, la borsa da viaggio. Interessantissima la sezione dedicata al rapporto stretto con l’arte e i suoi protagonisti: “Zavattini aveva la passione del collezionismo e ai suoi amici artisti chiedeva di ricevere due piccoli quadretti, di formato 8x10cm, uno con l’autoritratto e l’altro a soggetto libero”, prosegue Ferraboschi. E la mostra documenta questa passione, presentando 150 quadretti (dei 1500 della collezione di Zavattini) firmati da artisti del calibro di Burri, Fontana, Guttuso, Balla, Sironi, de Chirico, Depero. Non manca il tema del ritorno a casa, a Luzzara, “la sua piccola patria a cui era legatissimo, anche con alcuni scatti inediti di Gianni Berengo Gardin, fotografo al quale Zavattini aveva chiesto di rileggere il suo libro su Luzzara fatto nel 1955 con Paul Strand”, ha spiegato il curatore.
Promossa dalla Fondazione Palazzo Magnani, Regione Emilia-Romagna-IBC, Comune di Reggio Emilia e Archivio Cesare Zavattini, la mostra prevede anche una corposa attività didattica per far conoscere ai bambini e ai ragazzi delle scuole la fondamentale e attualissima figura di Zavattini.

Ermal Meta, live nei palasport nella primavera 2021Dopo la sparizione dai social, l’annuncio di sette date

12 dicembre 201918:37

– Dopo aver destato la curiosità del popolo web (diventando Trend Topic su Twitter) con la sparizione improvvisa e sospetta di tutti i suoi post su Instagram e la comparsa sui canali social di misteriosi video, Ermal Meta annuncia a sorpresa sette date live nei palasport previste per la primavera del 2021.
Questi concerti toccheranno, dal mese di marzo, le arene indoor delle principali città italiane: mercoledì 3 marzo al PalaInvent di Jesolo (Ve), venerdì 5 marzo al Mediolanum Forum di Assago (Mi), lunedì 8 marzo al Palaflorio di Bari, sabato 13 marzo al Pala Alpitour di Torino, martedì 16 marzo al Nelson Mandela Forum di Firenze, sabato 20 marzo al Palazzo dello Sport di Roma e lunedì 22 marzo alla Unipol Arena di Casalecchio di Reno (Bo).

Carmen Consoli live a Roma a CapodannoTra gli ospiti al Circo Massimo

12 dicembre 201918:44

– “Avevamo preso un impegno: che il programma de La Festa di Roma – Capodanno 2020 sarebbe stato sorprendente. Oggi vi annuncio che il 31 dicembre sarà con noi un’altra grande artista: si tratta di Carmen Consoli, che sarà tra gli ospiti del Circo Massimo insieme alla sua band, per un live in versione rock!”. Lo annuncia la sindaca di Roma Virginia Raggi su Fb.

Da Altan a Ratigher per Fumetti nei musei29 nuovi albi a Istituto grafica. Terza tappa andrà in Sicilia

13 dicembre 201912:51

i esploratori dell’Appia antica, la “regina delle strade”. Papi, soldati, mercanti, imperatori che, chissà, per i ragazzi di Gud hanno lasciato qualche tesoro da ritrovare. La voce della Dea che nei tratti di Eliana Albertini soffia nella notte tra Villa Adriana e Villa d’Este a Tivoli. E ancora i samurai di Marco Galli al Museo Orientale di Venezia o le “quattro chiacchiere” con il mammut di Spugna al MuNDA dell’Aquila, fino al Maestro Altan che per il Castello Scaligero di Sirmione in Acqua passata ripercorre la leggenda del fantasma Ebengardo da 700 anni vaga in cerca della sua Arice. Seconda tappa per Fumetti nei musei, il progetto Mibact realizzato con Cocoino Press – Fandango e il supporto di Ales spa, per avvicinare il pubblico più giovane alle collezioni d’arte e archeologia e ai luoghi preziosi che li ospitano. Dopo il successo dei 22 fumetti della prima edizione, premiata nel 2018 con il Gran Guinigi come miglior iniziativa editoriale dell’anno al Lucca Comics & Games, la collana si arricchisce ora di altri 29 albi, ambientati in altrettanti musei italiani, per offrire una diversa visione a bambini e ragazzi dei laboratori didattici, a suon di tavole, vignette e ballon, fino al 16 febbraio anche in mostra collettiva all’Istituto Centrale per la grafica di Roma.”Un modo di avvicinare i ragazzi ai musei. Questa volta, poi, accanto a realtà molto frequentate ne abbiamo anche di meno note”, racconta il ministro dei Beni culturali e Turismo, Dario Franceschini. “Un percorso iniziato qualche tempo fa. Non era previsto fossimo qui anche per la seconda tappa”, sorride. E che risponde “alle linee di questo mandato” perché se “abbiamo fatto molto per il patrimonio che ci hanno lasciato dal passato, molto poco abbiamo fatto invece per far conoscere la creatività di questa generazione. E qui ci sono i lavori di 51 artisti che sono arte contemporanea”. Così accanto ai Passatempo delle nuvolette di Risuleo e Pronostico al Parco Archeologico di Ostia antica ecco la Naumachia di Luca Negri R.S.M. al complesso monumentale della Pilotta a Parma; bimbo Tito per Marco Corona al Museo Nazionale di Palazzo Massimo a Roma e L’eterno galoppo dei cavalieri Bulgari guidati al Museo Sannitico di Campobasso, per Ratigher, nella doppia veste di autore e direttore editoriale Coccoino Press – Fandango. L’Istituto Centrale per la grafica “acquisirà le tavole dando vita alla nostra nuova collezione sulla graphic novel”, spiega la direttrice Maria Cristina Misiti. Ma questa volta è anche protagonista dell’albo disegnato da Giacomo Nanni che mette insieme Roma e i Cardinali Lorenzo e Neri Corsini ne L’immaginifico signore.”Abbinamenti a volte quasi ‘obbligati’, altri vere scommesse come Mara Cerri, al suo primo fumetto per la Rocca di Gradara – racconta Ratigher – Solo ad Altan abbiamo detto ‘fai quello che vuoi’. E lui, per l’occasione, ha ripreso a disegnare dopo non meno di 15 anni che faceva solo storie per adulti, ad esclusione della Pimpa, con un racconto divertentissimo, in cui ridi già alla seconda pagina, sugli elementi umani”. Presto anche in vendita, i “Fumetti nei musei – aggiunge Mattia Morandi, tra gli ideatori del progetto – avranno un sito e con il Miur si lavora a percorsi tematici ad hoc”. Una “nuova terza edizione” vedrà la luce già “nel 2020 e questa volta – conclude – sbarcherà in Sicilia”, che essendo Regione Autonoma non ha musei statali “ma dove potremo raccontare archivi o istituti”.

Milano e London Fashion Week alleate partendo dall’uomoDal 10 al 14 gennaio 2020 77 collezioni

12 dicembre 201919:42

l giorno in cui in Gran Bretagna si vota, divisi tra Brexit e no Brexit, la moda si è già espressa. La Camera Nazionale della Moda Italiana annuncia una collaborazione con il British Fashion Council (BFC) che porterà a Milano, durante l’edizione di Milano Moda Uomo in programma dal 10 al 14 gennaio 2020, una parte della London Fashion Week, tra i quali Stella McCartney e Alexander McQueen. “E’ una preziosa opportunità per realizzare un importante lavoro di congiunzione e unione tra i nostri mondi – commenta il Presidente di Camera Nazionale della Moda Italiana, Carlo Capasa – Questo progetto darà a CNMI la possibilità di espandere i suoi orizzonti e di rendere Milano Moda Uomo ancora più internazionale”.
Le sfilate apriranno venerdì 10 gennaio con le sfilate di Dsquared2, che celebrerà il 25/o anniversario e di Ermenegildo Zegna. Tornano a sfilare poi sulle passerelle milanesi Gucci, che chiuderà le sfilate martedì 14, Iceberg, Miaoran, MSGM, N.21, Prada e Salvatore Ferragamo. Al debutto troviamo invece Fabio Quaranta che sfilerà supportato da CNMI, il danese Han Kjbenhavn e il cinese Reshake. In cinque giorni saranno presentate 77 collezioni, con 26 sfilate, 46 presentazioni, 5 presentazioni su appuntamento e 22 eventi in calendario. Il London show Rooms occuperà lo Spazio Savona 56 e sarà un ‘contenitore di talenti’ in cui verranno presentate le collezioni di 10 designer emergenti inglesi e 5 italiani. Verrà esposta anche un’installazione curata da The Mill e prodotta da YouConcept per raccontare i nuovi trend della moda, con un focus sulla diversità, l’energia e il talento dei giovani designer che dopo l’evento sarà aperta al pubblico. Nell’ambito della stessa collaborazione lunedì 13 gennaio sfilerà a Palazzo del Ghiaccio il vincitore del Bfc/Gq Designer Menswear Fund & Newgen, A-Cold-WallL. VAI ALLE NOTIZIE IN TEMPO REALE

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Tamaro, mi ritiro dalla vita pubblica
“Non ho più energie, rimango a casa per poter ancora scrivere”

TERNI12 dicembre 201920:22

– “Mi ritiro dalla vita pubblica perché non ho più energie. Come sapete soffro di una sindrome neurologica, la sindrome di Asperger, che dà tanti vantaggi, come una memoria spaventosa, ma anche tanti svantaggi, soprattutto dopo 50 anni”: ad annunciarlo è stata Susanna Tamaro, parlando ad una platea di lettori durante l’evento ‘Buon compleanno, Susanna’, organizzato in occasione del suo 62/o compleanno ad Orvieto dalla Fondazione Luca&Katia Tomassini.
“Finché non ero giovane ho potuto gestire la malattia – ha spiegato – dopo i 50 anni ho cominciato a peggiorare, perché porta grande alterazione delle percezioni. Non posso più muovermi, viaggiare, fare incontri, non ho più forza per farlo e dovendo scegliere scelgo di rimanere a casa per poter ancora scrivere. Non è un ritiro per il disgusto del mondo”.

X Factor 2019, la vittoria va a Sofia TornambeneOspiti della finale Robbie Williams,Ultimo e Lous and the Yakuza

13 dicembre 201911:13

Il vincitore dell’edizione 2019 di X Factor è Sofia Tornambene. Il risultato è arrivato al termine di una lunga serata di musica sul palco del Mediolanum Forum di Milano, sul quale si erano presentati i quattro concorrenti del talent di Sky, rimasti in gara dopo le selezioni delle prove live. I finalisti del giudice Samuel erano due, per la prima volta nella categoria band, ovvero Booda e Sierra. Malika ha invece portato fino al palco del Forum Davide Rossi, mentre a rappresentare le ‘under donna’ di Sfera ci ha pensato la diciassettenne Sofia. Senza concorrenti, alla finale, è arrivata invece Mara Maionchi. Come super ospite internazionale della serata, al Forum si è presentato Robbie Williams. Ospiti anche Ultimo, che ha presentato in anteprima assoluta il suo nuovo singolo ‘Tutto questo sei tu’, oltre alla stella nascente della musica internazionale Lous and the Yakuza.

Mostre, tre secoli di storia del gioco da tavolo a Ravenna’Oche, civette e dadi’ dal 20 dicembre alla Biblioteca Classense

RAVENNA13 dicembre 201911:17

– Un viaggio in tre secoli di storia del gioco da tavola: è quello che propone dal 20 dicembre al 2 febbraio, alla Biblioteca Classense di Ravenna, la mostra ‘Oche, cuvette e dadi’. Sarà possibile ammirare alcuni degli oltre 300 esemplari di gioco conservati in Classense, volumi e materiali per un totale di circa 60 documenti. L’allestimento si compone soprattutto di giochi di percorso, sul genere del ‘gioco dell’oca’, ma è ricca anche la presenza di giochi di dadi e ad estrazione, con pezzi a tema letterario, pubblicitari, di viaggio, legati a raffigurazioni carnevalesche o di animali.
Saranno esposti alcuni giochi incisi alla fine del Seicento dall’artista bolognese Giuseppe Maria Mitelli, tra cui ‘Il Gioco della Cucagna che mai si perde, e sempre si guadagna’. Uno dei fogli più antichi in mostra è un Gioco dell’oca tedesco datato agli anni Ottanta del Seicento, mentre tra i più recenti c’è un’opera di Jacovitti creata negli anni ’80 del Novecento, che promuoveva la riduzione dei consumi elettrici.

Palazzo Doria Pamphilj apre il Ninfeo di DianaRoma, con la biblioteca sarà visitabile gratuitamente

ROMA16 dicembre 201912:33

– La vasca-conchiglia in marmo bianco al centro della piccola sala affrescata a grottesche, agli angoli statue di epoca romana e sulle pareti i le immagini e i frutti delle quattro stagioni. E’ il Ninfeo di Diana, la sala da bagno-alcova pompeiana commissionata dal principe Filippo Andrea nel 1840 per farne dono alla moglie Mary Talbot, che apre le porte ai visitatori di Palazzo Doria Pamphilj, nel cuore di Roma. Il gioiello architettonico degli appartamenti privati Floridi dello splendido edificio si potrà ammirare gratuitamente dal 14 dicembre, insieme con la biblioteca, altro ambiente finora chiuso al pubblico.
Sarà l’occasione anche per ripercorrere momenti salienti delle antiche famiglie nobiliari descritti dalla mostra itinerante ‘Memorie/Tradimenti’, organizzata fino al 12 gennaio dalla Associazione Genius Loci Floridi Doria Pamphili, alla sua ultima tappa dopo aver toccato i castelli e i borghi tra le Alpi e gli Appennini liguri. Alle testimonianze dell’arte antica si aggiunge il segno contemporaneo dell’ artista senese Flavia Bigi, due grandi dadi in marmo bianco e nero che sotto il titolo ‘Traditur’ evocano il richiamo alla tradizione, alle possibilità offerte dalla sorte e ai tradimenti che hanno scandito i rapporti tra le casate.
L’associazione Genius Loci, fondata da Donna Gesine Pogson Doria Pamphilj e Don Massimiliano Floridi (ideatore e curatore della mostra), si propone di valorizzare sul piano storico, culturale e turistico i luoghi legati alla storia delle due famiglie che dalla Liguria alla Calabria ha toccato Roma, Napoli, Venezia e Genova e più di cento piccoli comuni italiani.
Palazzo Doria Pamphilj – galleria privata con opere straordinarie della pittura classica e capolavori di Caravaggio, Tiziano, Velasquez, Tintoretto, Raffaello, Guercino – è stato dimora di principi e principesse dal Seicento, quando Camillo Pamphilj volle ampliare la residenza con magnifiche sale, decorate e arredate di volta in volta secondo il gusto del principe padrone di casa.

Tirabassi torna in tv con Liberi tutti, prima serie RaiPlay/ VIDEOda autori di Boris, con Caprioli, Trabacchi, dal 14 dicembre

13 dicembre 201918:57

Una commedia “metropolitana, raccontata con uno stile spettinato e moderno”. Liberi tutti è la prima serie originale di RaiPlay scritta e diretta da Giacomo Ciarrapico e Luca Vendruscolo (noti per aver scritto Boris con Mattia Torre, scomparso quest’anno) con protagonisti Giorgio Tirabassi, Anita Caprioli, Thomas Trabacchi, Valeria Bilello, Caterina Guzzanti. Sarà disponibile integralmente, in esclusiva, su RaiPlay a partire da sabato 14 dicembre. Una coproduzione Rai Fiction – Italian International Film, prodotta da Fulvio e Paola Lucisano. Composta da dodici episodi della durata di mezz’ora, ruota attorno a Michele Venturi (Tirabassi), arido avvocato che pensa solo a se stesso e che si ritrova costretto agli arresti domiciliari in un cohousing gestito dall’ex moglie, Eleonora, ex giornalista interpretata da Anita Caprioli, che ha una stabile relazione con Riccardo (Trabacchi). Il cohousing è un modello di coabitazione solidale ed ecosostenibile, dove le famiglie vivono condividendo spazi, servizi, consumi e diverse filosofie di vita.    – “Il meccanismo base della serie era il politicamente corretto della cohousing. Ci siamo ritrovati subito – ad essere una classe di quinto anno di liceo, con quel tipo di affiatamento e di goliardia. Quando ho visto i primi montati, ne chiedevo subito altri. Spero che la stessa cosa avvenga per i telespettatori. RaiPlay è il futuro”. Così il protagonista Giorgio Tirabass che segna il ritorno in video dopo l’infarto che l’ha colpito un mese fa, dell’amatissimo e poliedrico attore. “Sono Michele – rileva –  un avvocato arido e spregiudicato, ma il mio personaggio subirà un’evoluzione. All’inizio viene sorpreso con 25 milioni nell’auto e arrestato, e per non finire in carcere opterà per i domiciliari dalla sua ex moglie… peccato che da anni vive in un posto particolare”. Composta da dodici episodi della durata di mezz’ora, la serie vede nel cast anche Ludovica Martino, Ugo Dighero, Giordano De Plano, Rossana Gentili.
“Eleonora è un’idealista nel senso bello del termine – dice Caprioli -. L’apparente equilibrio della cohousing viene minato dall’arrivo di Michele. Dico apparente perché ogni personaggio, alla fine, ha le proprie debolezze. Sono personaggi ai quali vuoi bene”. “Io non sono stato usato spesso nella commedia – afferma Trabacchi -. Il mio è un ruolo estremamente interessante da giocare, è un mediatore. Provo tenerezza per questo personaggio “discutibile”.
Liberi tutti è lo slogan che accomuna i protagonisti: se lo dicono i cohouser alla fine delle interminabili assemblee, Michele (Tirabassi) potrebbe farne il sottotitolo della sua esistenza e gli intercettatori se lo ripetono a fine turno per comunicarsi il sollievo di staccare. Ma liberi da cosa? Definire la convivenza vuol dire definire il tipo di libertà che si cerca. La direttrice di Rai Fiction Eleonora Andreatta rileva: “è un titolo importante per il suo processo di innovazione.
Liberi Tutti rappresenta l’apertura di un nuovo capitolo. Visto che è una comedy tagliente e ironica, dal formato di 30 minuti, poco sfruttato in Italia e che invece ha una grande diffusione a livello internazionale”.
Dopo VivaRaiPlay, che si sta rivelando uno strumento importante per l’avvicinamento del grande pubblico alla piattaforma, arriva Liberi tutti. Per Elena Capparelli, direttrice di RaiPlay, “questo è un passaggio verso il futuro”.
Una coproduzione Rai Fiction – Italian International Film, prodotta da Fulvio e Paola Lucisano. Liberi tutti sarà disponibile in esclusiva sulla nuova piattaforma digitale della Rai da domani. Le puntate saranno pubblicate tutte assieme in un box set.
In maniera scanzonata ma attenta al sociale, Vendruscolo e Ciarrapico raccontano come l’avvocato, costretto nel cohousing, ribattezzato ‘Il Nido’ e gestito da Eleonora’ passi da un iniziale disprezzo verso la vita in comunità ad aiutare gli altri inquilini, che rischiano uno sgombero per motivi sanitari.
Ritroviamo inoltre Caterina Guzzanti (era tra le protagoniste di Boris ndr) nei panni di Martina, la migliore amica di Eleonora. In “Liberi tutti” le vite dei protagonisti vengono osservate da un occhio esterno, quello di due intercettatori che indagano sui loschi affari di Michele. A forza di ascoltare gli inquisiti, finiranno per condividerne i problemi, le ansie e le emozioni. Tirabassi è nel ricco cast dell’attesissimo film di Gabriele Mainetti, Freaks Out, la cui uscita è prevista per il 2020.

Bestseller della Niven su Netflix dal 28 febbraio 2020Per DeA Planeta esce 11/2 anche ‘L’universo nei tuoi occhi ‘

13 dicembre 201913:40

– Il bestseller mondiale ‘Raccontami di un giorno perfetto’ (DeA Planeta) di Jennifer Niven sarà disponibile su Netflix dal 28 febbraio 2020, in contemporanea mondiale in 190 Paesi. Lo annuncia DeA Planeta Libri. La Niven, che vive a Los Angeles ma è cresciuta nello Stato dell’Indiana, è coinvolta nella sceneggiatura.
I protagonisti del romanzo sono Violet e Finch, due adolescenti fragili che nel film sono interpretati da Elle Fanning e Justice Smith. DeA Planeta ha in catalogo anche il secondo romanzo, ‘L’universo nei tuoi occhi’, della Niven che sarà in libreria con l’edizione tie-in di ‘Raccontami di un giorno perfetto’ l’11 febbraio 2020.
‘Raccontami di un giorno perfetto’ è un libro young adult da record: in corso di pubblicazione in 31 Paesi, in testa alle classifiche di vendita mondiali per settimane, oltre 30.000 copie vendute solo in Italia, vincitore di moltissimi e prestigiosi premi letterari, tra cui il Premio Mare di Libri 2016, il Goodreads Choice Award e il Guardian Best Book of the Year 2015 e finalista alla Carnegie Medal 2015 e al Premio Andersen 2016.

Bestseller della Niven su Netflix dal 28 febbraio 2020Per DeA Planeta esce 11/2 anche ‘L’universo nei tuoi occhi ‘

13 dicembre 201913:40

– Il bestseller mondiale ‘Raccontami di un giorno perfetto’ (DeA Planeta) di Jennifer Niven sarà disponibile su Netflix dal 28 febbraio 2020, in contemporanea mondiale in 190 Paesi. Lo annuncia DeA Planeta Libri. La Niven, che vive a Los Angeles ma è cresciuta nello Stato dell’Indiana, è coinvolta nella sceneggiatura.
I protagonisti del romanzo sono Violet e Finch, due adolescenti fragili che nel film sono interpretati da Elle Fanning e Justice Smith. DeA Planeta ha in catalogo anche il secondo romanzo, ‘L’universo nei tuoi occhi’, della Niven che sarà in libreria con l’edizione tie-in di ‘Raccontami di un giorno perfetto’ l’11 febbraio 2020.
‘Raccontami di un giorno perfetto’ è un libro young adult da record: in corso di pubblicazione in 31 Paesi, in testa alle classifiche di vendita mondiali per settimane, oltre 30.000 copie vendute solo in Italia, vincitore di moltissimi e prestigiosi premi letterari, tra cui il Premio Mare di Libri 2016, il Goodreads Choice Award e il Guardian Best Book of the Year 2015 e finalista alla Carnegie Medal 2015 e al Premio Andersen 2016.

Gino e Michele, esce il ‘Frankenstein delle formiche”Il Formichetti 2020’ con oltre 8 mila battute

15 dicembre 201915:16

NO & MICHELE, IL FORMICHETTI 2020 (BALDINI+CASTOLDI, PP 1280, EURO 30. Sono state raccolte per la prima volta in un unico volume, ‘Il Formichetti 2020’ di Gino & Michele, tutte le formiche dal 1990 ad oggi. Sono “oltre 8000 battute in un tomo pesantissimo ma solo nel peso fisico, perché poi si ride e moltissimo” spiegano Gino & Michele del libro che esce per Baldini+Castoldi a trent’anni da ‘Anche le formiche nel loro piccolo s’incazzano’.
“Come per il Dizionario dei Film che tutto il mondo ci invidia – che vanta più imitazioni della Settimana Enigmistica -, anche per il Formichetti come per il Mereghetti ci saranno numerosi indici ragionati, che renderanno la lettura anche un modo per ripercorrere trent’anni e più di comicità mondiale; per capire cosa siamo diventati. E riderci su”. Gino e Michele spiegano come è nata l’idea di raccogliere in un libro le migliori battute:”Intorno alla metà degli anni Ottanta, all’interno del gruppo di autori di Drive In, fra i quali c’eravamo anche noi: si annotava che esistevano manuali di ogni cosa, ma che mancava una classificazione seria della materia che, in fondo, era il nostro pane quotidiano. Poi accadde che, chiusa l’esperienza televisiva, ci venne l’idea di selezionarne cento, le migliori a nostro giudizio, e inviarle a cento fra comici e addetti ai lavori, chiedendo a ciascuno di sceglierne 5 per poi raccogliere il tutto e proclamare la Battuta del Secolo.
Tutto questo si concretizzò in un live show veramente speciale condotto da Claudio Bisio e Antonio Catania all’inizio del 1990, allo Zelig. La battuta vincitrice e quindi giudicata la migliore del secolo era di Walter Fontana, allora non ancora autore affermato, e così recitava: ‘Era un bambino presuntuoso e saccente. Quando la maestra di prima elementare gli chiese ‘Ma tu credi in Dio?’, lui rispose: ‘Beh, credere è una parola grossa. Diciamo che lo stimo'”. “A quel punto – raccontano – divenne per noi quasi una sfida cercare un editore che pubblicasse la nostra ormai corposa raccolta. Quando ormai tutto sembrava perduto, il mitico Oreste del Buono, allora responsabile dei tascabili Einaudi, si impuntò (spalleggiato dal nipote Alessandro Dalai, ad di Einaudi e poi fondatore della prima Baldini&Castoldi) affinché ‘Anche le formiche nel loro piccolo s’incazzano’ uscissero con il prestigioso Struzzo torinese. Tre editori, qualche milione di copie e trent’anni dopo oggi il cerchio si chiude, e per la prima volta il Frankenstein delle Formiche vede la luce”.

Cinema: Polvere, contro la droga per sensibilizzare ragazziUn cortometraggio con Alessandra Ferrara. Presentato al Senato

13 dicembre 201914:21

– S’intitola Polvere, il cinema contro la droga, il cortometraggio diretto da Francesco Bellomo e Walter Croce, con Alessandra Ferrara e Giulio Base, parte di un progetto di Corte Arcana sui giovani e le dipendenze: la droga, la ludopatia, il bullismo, l’alcolismo.
L’iniziativa, riguarda le scuole del territorio del Comune di Roma e, in particolare, gli studenti delle Scuole Secondarie di secondo grado ed è stata presentata a Palazzo Giustiniani, presso il Senato di Roma. All’evento c’era parte del cast- Daniele Locci, Noemi Esposito, Sara Baccarini, Daniele Gatti, Massimo Vulcano – il produttore e regista Francesco Bellomo, il co-regista Walter Croce, lo sceneggiatore Mauro Graiani, il vicepresidente del Senato Ignazio La Russa. Relatore dell’evento lo psichiatra e saggista Raffaele Morelli, il quale ha parlato di quanto le dipendenze possano distruggere le persone e che quindi vanno combattute in ogni modo, soprattutto quando si è ancora giovani, cercando di conoscere se stessi, parlando con amici e genitori di tutto, cercando di essere positivi, trovandosi una passione e coltivarla, portando avanti i propri sogni. In Polvere, Rosa è una giovane e bella studentessa siciliana, appena arrivata a Roma che condivide con altri due ragazzi, Nunzio e Lina, oltre all’appartamento, la passione per la recitazione. I tre ragazzi frequentano infatti l’ambito corso di recitazione di un grande attore di teatro e cinema, che si rivela anche nelle sue lezioni, maestro di vita. Rosa insieme agli amici, vive la spensieratezza dei primi “incontri” nel mondo di mezzo dello spettacolo: feste, party; anche se dopo un po’ non tardano ad arrivare i problemi. La conoscenza con ricchi personaggi senza scrupoli, le false promesse, la droga, l’imminente dipendenza. Ad affiancarla in questa discesa agli inferi ci sarà, tutto il tempo, un ambiguo personaggio, Cesare, una sorta di mediatore molto conosciuto nel mondo dello spettacolo. Un giorno, Cesare, le promette un incontro importante, tutto sembra apparentemente migliorare, in realtà è solo l’inizio di un declino inarrestabile. Rosa entra in un giro sempre più pericoloso.

Guns N’ Roses, unica data in Italia nel 2020 a FirenzeRock band salirà sul palco del Visarno Arena festival il 12 giugno

FIRENZE13 dicembre 201915:45

Unica data italiana nel 2020 per i Guns N’ Roses al Firenze Rocks: la rock band salirà sul palco della Visarno Arena venerdì 12 giugno 2020. Lo annunciano gli organizzatori.Si completa così il calendario di concerti per l’edizione 2020 del festival, che inizierà con Vasco Rossi il 10 giugno, a cui seguiranno i Green Day l’11, i Guns N’ Roses il 12 e Red Hot Chili Peppers il 13 giugno.

Notte Taranta, il cinema tema portante edizione 2020Il maestro concertatore Buonvino, “incontro tra generi diversi”

MELPIGNANO (LECCCE)13 dicembre 201915:31

– Sarà il cinema il tema dell’edizione 2020 della Notte della Taranta, che già nel 2015 aveva avviato un percorso di apertura alle altre arti.
L’annuncio è stato dato oggi nella sede della Fondazione Notte della Taranta durante la presentazione di alcune anticipazioni della prossima edizione del festival che avrà il suo clou il 22 agosto con il concertone di Melipignano. All’incontro hanno partecipato il maestro concertatore, Paolo Buonvino, il presidente della Fondazione Notte della Taranta, Massimo Manera, l’assessore regionale al Turismo, Loredana Capone e il sindaco di Melpignano, Ivan Stomeo.
“Ho già iniziato a incontrare gli artisti” ha raccontato Buonvino che ha sottolineato l’importanza del concetto di “incontro” tra generi, stili e mondi diversi. “Mi sono sentito a casa, venendo qui – ha detto – ho ritrovato molte cose della mia Sicilia che ci accomunano. Ma soprattutto condivido con gli organizzatori e i musicisti, con gli studiosi, una cultura dell’incontro”.

Musica: Mingardi presenta il vinile ‘Ho visto cose che…’Il 17/12 a Bologna. 13 brani e nuovo singolo ‘Riaprono i locali’

BOLOGNA13 dicembre 201915:33

– Andrea Mingardi presenta martedì 17 dicembre a Bologna, nello spazio eventi Gallery 16 dalle ore 19, il vinile del suo ultimo lavoro ‘Ho visto cose che…’: 13 brani che spaziano dal soul al jazz, dal pop al rock, dal blues alla ballad. E’ inoltre in via di pubblicazione una riedizione in digitale di alcuni brani tratti dal catalogo jazz dell’artista bolognese, in cui reinterpreta live grandi pezzi di Porter, Gershwin e altri autori.
Il vinile, in cui Mingardi è accompagnato dalla sua band storica, i Supercircus, sarà lanciato con il nuovo singolo ‘Riaprono i locali’. La sua uscita è stata preceduta dal cd, con tre singoli proposti nell’ultimo anno: ‘Ci vuole un po’ di Rock’n’roll’, ‘La cosa più importante’ e ‘Anima Soul’ featuring Frankie Hi-NRG, che hanno totalizzato migliaia di passaggi in radio. ‘Ci vuole un po’ di Rock’n’roll’, in particolare, primo video e singolo del nuovo lavoro, è uscito a 12 anni dall’ultimo inedito del cantautore ed è stato interpretato anche da Mina nell’album ‘Maeba’.

“Bluesman”, la storia da riscoprire di Guido ToffolettiPioniere del blues italiano, amico di A.Korner e Rolling Stones

VENEZIA13 dicembre 201915:37

– Sono passati venti anni dalla tragica scomparsa a 48 anni di Guido Toffoletti, il musicista veneziano considerato uno dei pionieri del blues italiano. Il giornalista Giò Alajmo ne ricostruisce la storia attraverso testimonianze, aneddoti, fatti e ricordi. Figlio scapestrato di un giornalista, cresciuto a Venezia, Guido ha fatto della sua vita un omaggio alla sua grande passione per la musica attraversando, diventandone uno dei protagonisti, l’ultimo quarto musicale del Novecento.Era sotto il palco del Piper ai tempi del beat, ospite fisso come al Big Club di Mestre, roadie per i Renegades e poi per Joe Strummer dei futuri Clash, poi i tv con Claudio Ambrosini e la sua prima opera beat. L’incontro a Londra con Alexis Korner, venerato padre del blues inglese, lo galvanizzò al punto da creare una propria band e incidere nel 1976 il primo disco blues di un musicista italiano. La sua Blues Society fu scuola per numerosi giovani musicisti locali, veneti e friulani, chiamati a suonare e a incidere con i grandi del blues internazionale che riusciva di volta in volta a coinvolgere. E tra le collaborazioni più prestigiose di Guido si ricordano oltre a Korner, anche Paul Jones, John Mayall, Andy J.
Forest. B.B. King e altri. Nonche’ con Ian Stewart, Keith Richard e Mick Taylor, tre dei Rolling Stones. Appassionato di rock’n’roll, dei Beatles e di Elvis Presley, collezionista di chitarre elettriche e di memorabilia legate ai suoi idoli musicali, Toffoletti che ha inciso oltre 20 album, era anche un romantico solitario, un amico che sapeva creare con tutti rapporti che sembravano unici, era un burlone e un eterno Peter Pan che aveva inseguito i suoi sogni fino a toccarli. La sua storia si interruppe tragicamente, il 22 agosto 1999, travolto da una macchina mentre correva in bici in piena notte.

Kappa festeggia a Miami 50 anni di logo con ominiPerformance di Vanessa Beecroft e Neville Wakefield

13 dicembre 201915:56

– Kappa, marchio icona dell’abbigliamento sportivo, ha festeggiato all’Art Basel Miami i primi 50 anni del logo degli Omini con l’artista italiana Vanessa Beecroft. Nel giorno dell’inaugurazione pubblica di Art Basel, l’autore e curatore d’arte britannico Neville Wakefield, assieme alla Beecroft, ha presentato un’inedita rilettura del marchio italiano con una performance di ballerini che ne ha interpretato il logo attraverso 50 diverse iterazioni.
“Tratteggi minimalisti, performance art, film e moda – spiega Neville Wakefield – le performance di Vanessa si sono sempre distinte come forma particolare di ritrattistica dal vivo. Dando vita all’iconico logo Kappa, l’artista ci invita a esplorare non solo le relazioni tra individui, in continua evoluzione qui rappresentati dalla coppia degli Omini ma anche quelle di un marchio con il mondo nella sua complessità”.
Nella performance, Vanessa Beecroft, artista celebre per i suoi tableau vivant, quadri viventi interpretati, in passato, da donne più o meno vestite, per la prima volta metterà in scena entrambi i sessi: 100 attori divisi a coppie per rievocare il logo Kappa, di cui la performance di Vanessa enfatizza la natura unisex. Gli Omini prendono vita nella scenografia di 50 coppie disposte lungo l’intera superficie del Lot 11.
Gli attori sono vestiti con toni neutri e inizieranno la performance in piedi, per poi liberarsi, assumere la posizione del logo Kappa – un uomo e una donna seduti schiena contro schiena – e infine si spostano nello spazio secondo gli schemi della coreografia di Jacob Jonas The Company, orchestrata dalla Beecroft, attraverso movimenti coreografici alternati ad altri ricchi di spontaneità. La performance è fortemente ispirata a Zabriskie Point, opera anticonformista e film-cult del regista italiano Michelangelo Antonioni.

Matera 2019: passeggiata urbana per scoprire la CapitaleDomani, nella zone della Città dei Sassi rigenerate dall’arte

MATERA13 dicembre 201916:01

– Dalla periferia al centro di Matera (Capitale europea della Cultura 2019). Un percorso che racconta una “nuova identità”, tutta da scoprire. Quella dell’arte urbana realizzata da artisti di fama internazionale, come Momo, Jorit, Mister Thoms, Giorgio Bartocci su tutto il territorio lucano, anche grazie ai progetti promossi dalla Fondazione Matera-Basilicata 2019, come le residenze artistiche, i progetti di comunità e il progetto Capitale per un giorno.
Sabato 14 dicembre, sarà possibile passeggiare nelle zone della Città dei Sassi rigenerate da queste forme d’arte, create in molti casi con il coinvolgimento delle realtà cittadine di riferimento. Una vera e propria mappa dell’arte urbana verrà presentata e consegnata a tutti coloro che vorranno aderire a quest’esperienza, creata dalla Fondazione Matera Basilicata 2019 insieme alla Momart Gallery.

Luci e ombre, il ‘600 napoletano dopo CaravaggioA Prato dipinti mai visti raccontano la storia di due collezioni

PRATO16 dicembre 201912:33

– Un Cristo con barba e cappello che sfiora gentile i capelli rossi della Maddalena eppure non la tocca e non la guarda, quasi non la vedesse, ormai lontano, come gli occhi di lei, bellissimi, non riescono a incontrare quelli di lui. C’è tanto del Caravaggio, almeno nella.luce e nelle ombre, nella carnalità dei protagonisti di Noli me tangere del napoletano Giovanni Battista Caracciolo, detto il Battistello, e c’è già la consapevolezza del ‘dopo’ di una pittura che il genio del Merisi rompendo le regole aveva ormai cambiato.
A questo ‘dopo”, allo spartiacque che nella pittura napoletana del ‘600, epoca d’oro dell’arte, creò il passaggio di Caravaggio, è dedicata a Prato una piccola, preziosa esposizione – dal 14 dicembre al 13 aprile 2020 a Palazzo Pretorio – che indaga il dialogo tra due collezioni, quella ricchissima di Palazzo Pretorio appunto e quella più raccolta, ma infinitamente raffinata, messa insieme nell’ultima metà del secolo scorso da Giuseppe De Vito, e insieme racconta, proprio attraverso le raccolte di opere d’arte, la storia e le ricchezze, i rapporti con Roma, con Napoli e con i protagonisti dell’arte di allora, di alcune famiglie di Prato.
Due sale in tutto nelle quali l’intimo allestimento tende a ricreare l’atmosfera di un salotto, come sottolineano le.curatrici Rita Iacopino e Nadia Bastogi, ricche però di opere molto poco conosciute, in alcuni casi mai viste, accanto a tele seicentesce di grande notorietà e suggestione del museo pretorio, per una mostra accompagnata da un ricco catalogo e da una serie di studi che hanno portato a novità per la storia del territorio e che offrono ai visitatori una finestra raffinata e interessante su un momento fondamentale della pittura italiana.
Libro dell’anno 2019, ‘Il colibrì’ di Sandro VeronesiClassifica Qualità de la Lettura , 2/o Serotonina di Houellebecq

13 dicembre 201919:40

‘Il colibrì’ di Sandro Veronesi il miglior libro del 2019. Il romanzo, pubblicato da La nave di Teseo, ha vinto con un larghissimo margine sugli altri titoli. Questo secondo la Classifica di Qualità de la Lettura del Corriere della sera, arrivata alla sua ottava edizione. ‘Il colibrì’, che racconta il nostro presente attraverso la storia di un uomo imperfetto, Marco Carrera, che cerca ostinatamente di rimanere fermo mentre la sua vita cambia a ritmo vertiginoso, ha superato ‘Serotonina’ di Michel Houellebecq, pubblicato sempre da La nave di Teseo, che è arrivato secondo. In terza posizione ‘Transiti’ di Rachel Cusk (Einaudi). La cerimonia di premiazione si terrà il 24 febbraio alle 18.30 al Piccolo Teatro Grassi a Milano.La giuria della Classifica di Qualità, presieduta da Marzio Breda, segretario del premio Severino Colombo, quest’anno è composta da 317 membri, redattori, collaboratori, amici de ‘La Lettura’ e traduttori: ciascun partecipante è stato chiamato a esprimere un massimo di tre preferenze tra tutti i libri usciti in Italia nel 2019, spaziando liberamente tra narrativa italiana e straniera, saggistica, varia, libri per ragazzi, poesia, graphic novel. I libri votati in questa edizione sono stati in totale 441. La stessa giuria aveva anche la possibilità di esprimersi per la migliore traduzione.Arrivata alla terza edizione, la Classifica della Traduzione vede al primo posto Silvia Pareschi per ‘La generosità della sirena’, volume di racconti di Denis Johnson, pubblicato da Einaudi. Al secondo posto Susanna Basso per ‘Macchine come me’ di Ian McEwan (Einaudi), al terzo posto pari merito tre traduzioni da tre lingue diverse (inglese, ebraico e spagnolo): Fabio Pedone ed Enrico Terrinoni per Finnegans Wake di James Joyce (Mondadori), Raffaella Scardi per L’ultima intervista di Eshkol Nevo (Neri Pozza) e Bruno Arpaia per In tutto c’è stata bellezza di Manuel Vilas (Guanda). Silvia Pareschi è stata votata anche per la traduzione de I ragazzi della Nickel di Colson Whitehead (Mondadori) e di Ragioni per vivere di Amy Hempel (Sem). Ai vincitori un’opera dell’artista Velasco Vitali.

Moda: Balmain ha un nuovo ceo, è Jean Jacques GuévelNegli ultimi tre anni è stato ceo di Zadig et Voltaire

13 dicembre 201917:23

– Jean-Jacques Guével è stato nominato ceo della storica maison di moda parigina Balmain. La nomina, annunciata in una nota della Balmain – segue alla recente decisione del precedente ceo, Massimo Piombini, di lasciare l’azienda per motivi personali, dopo aver guidato Balmain negli ultimi due anni. Guével inizierà a lavorare per Balmain nel febbraio 2020. Laureato alla Business School e Sciences a Parigi, Guével ha iniziato la sua esperienza nel campo della moda e del lusso da Louis Vuitton e ha ricoperto incarichi dirigenziali presso Céline e nel gruppo Lvmh. Negli ultimi tre anni è stato ceo di Zadig et Voltaire. Come ceo di Balmain, supporterà l’espansione della maison, lo sviluppo delle sue linee di accessori e accelererà sulla crescita.
La maison è stata fondata nel 1945 da Pierre Balmain. Fin dall’inizio il suo stile audace e femminile ha trasformato la casa parigina in una delle preferite della elite europea e di Hollywood. Dalla morte di Pierre Balmain nel 1982, la maison è stata guidata da diversi designer. Quando il direttore creativo Olivier Rousteing, allora 25enne, è stato scelto come capo del team creativo di Balmain nel 2011, è diventato uno dei talenti più giovani mai nominati alla guida di una storica maison parigina. Sin dalla sua prima collezione, Rousteing ha lavorato coerentemente sulla storia della casa, riflettendo sempre i gusti della sua generazione, il suo “Balmain Army” come dice lui. Il gruppo d’investimento Mayhoola ha acquisito il controllo del 100% di Balmain nel 2016.

Forever, un profumo dedicato a Laura BiagiottiEssenza evocativa firmata dal maestro Jordi Férnandez

13 dicembre 201917:46

Forever, nuovo profumo dedicato a Laura Biagiotti, è l’essenza che lega le tre generazioni di donne della famiglia: Delia, fondatrice dell’azienda, Laura che l’ha trasformata in un gruppo, Lavinia, ultima generazione proiettata nel futuro. Forever vuole essere il profumo della memoria, un’essenza evocativa.
“I ricordi sono una cosa che hai o che hai perduto ?”si chiede Woody Allen nel film “Un’ altra donna”. Jordi Férnandez, maestro profumiere di Givaudan risponde con la complessa partitura olfattiva di Forever, una eau de parfum che appartiene alla famiglia dei floreali, chypre e gourmand. Nelle note di testa forti ed evidenti (bergamotto italiano, ribes nero, bacche di rose Co2, accordi di mela e di pera). In quelle di cuore vibranti come i primi segnali del cambiamento e tutta l’eccitazione di una nuova scoperta (rosa, mughetto, viola, praline e tuberosa). Le note di fondo sono sottili e persistenti, prive d’incertezza e affidabili come l’amore di una donna (vaniglia, musk, fava Tonka e benzoino del Laos).
Il flacone riproduce in verticale il simbolo dell’ infinito che ha la forma di un otto disteso. Inventato nel 1655 dal matematico John Wallis, viene anche detto “lemniscata” che in latino significa nastro. Il flacone di Forever Laura Biagiotti è infatti costruito dalle preziose volute di un nastro metallico che in alto forma l’intero tappo e sotto abbraccia il flacone di cristallo. Da qui traspare il colore rosa della fragranza.
La campagna del profumo dedicato a Laura Biagiotti, è stato girato nella capitale, città-simbolo del brand e del concetto di eternità. La testimonial è l’attrice e modella Laura Chiatti che cammina sui tipici sampietrini delle strade di Roma a passi lenti sui tacchi alti, arriva in Piazza di Spagna, supera la Barcaccia e prima di cominciare a salire la scalinata di Trinità dei Monti, spruzza due gocce di profumo che si rivela un potente attivatore di ricordi…

Addio Danny Aiello, l’italoamericano di Spike LeeFu anche in C’era una volta in America. Aveva 86 anni

W YORK13 dicembre 201919:07

– E’ morto a 86 anni Danny Aiello, considerato l’italoamericano del cinema. Aiello aveva infatti interpretato il ruolo (non protagonista) in film come ‘Fa’ la cosa giusta’ di Spike Lee per il quale fu nominato ai Premi Oscar 1990 e ‘C’era una volta in America’ di Sergio Leone.
L’attore ha lavorato anche con Madonna, interpreta infatti la parte del padre della cantante nel video della canzone ‘Papa don’t preach’.

La hit parade incorona subito VascoSul podio Ferro e The Supreme, in testa anche tra i singoli

13 dicembre 201919:19

Vasco NonStop Live 2019, il doppio cd, dvd e bluray con tutta la scaletta dei concerti di San Siro dello scorso giugno, si prende subito la vetta della classifiche di vendita Fimi-Gfk (ed è quinto nella top ten dei vinili). Resiste al secondo posto, con Accetto miracoli, Tiziano Ferro, davanti a Tha Supreme, con 23 6451. Il rapper e produttore dei record guida anche la classifica dei singoli con Blun7 a Swishland.Scivola in quarta posizione Cremonini 2C2C The Best Of, prima grande raccolta della produzione ormai ventennale di Cesare Cremonini, che precede Marracash con persona e e Mina Fossati”, stabile al sesto posto. Risale dalla 27/a posizione alla settima Salmo con Playlist Live (da ben 57 settimane in classifica), davanti a FSK Trapshit Revenge, versione deluxe del disco d’esordio degli FSK Satellite. Chiudono la top ten i Coldplay con Everyday Life.Tra i vinili balzo in vetta per Lorenzo sulla luna, il concept album di Jovanotti.Ecco la top ten Fimi/Gfk degli album più venduti della settimana dal 6 al 12 dicembre:1) VASCO NONSTOP LIVE, VASCO ROSSI (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)2) ACCETTO MIRACOLI, TIZIANO FERRO (VIRGIN – UNIVERSAL MUSIC)3) 23 6451, THA SUPREME (EPIC SONY)4) CREMONINI 2C2C THE BEST OF, CESARE CREMONINI (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)5) PERSONA, MARRACASCH (ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)6) MINA FOSSATI, MINA & IVANO FOSSATI (PDU – SONY)7) PLAYLIST LIVE, SALMO (EPIC-SONY)8) FSK TRAPSHIT REVENGE, FSK SATELLITE (THAURUS-SONY)9) EVERYDAY LIFE, COLDPLAY (COLDPLAY / PLG 3P-WMI)10)CHIARAMENTE VISIBILI DALLO SPAZIO, BIAGIO ANTONACCI (IRIS SRL-SONY)Ecco la classifica dei singoli più scaricati:1) BLUN7 A SWISHLAND, THA SUPREME (EPIC SME)2) DANCE MONKEY, TONES AN I (ELEKTRA-WMI)3) CHARLES MANSON (BUON NATALE 2), SALMO, DANI FAIV & NITRO FEAT. LAZZA (EPIC-SME)4) FUCK 3X, THA SUPREME (EPIC-SME)5) SUPREME (L’EGO), MARRACASH, THA SUPREME & SFERA EBBASTA (ISLAN-UNI)Infine, la classifica dei vinili:1) LORENZO SULLA LUNA, JOVANOTTI (POLYDOR-UNIVERSAL MUSIC)2) KO DE MONDO, C.S.I. (UNIVERSAL STRATEGIC-UNIVERSAL MUSIC)3) LUCIO DALLA LEGACY EDITION, LUCIO DALLA (RCA RECORD LABEL-SONY)4) THE DARK SIDE OF THE MOON, PINK FLOYD (PARLOPHONE-WMI)5) VASCO NONSTOP LIVE, VASCO ROSSI (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)

Cinema: a Rotterdam Rosa Pietra Stella di Marcello SanninoOpera prima con Ludovica Nasti, la Lila de L’amica Geniale

13 dicembre 201919:11

Sarà presentato in anteprima mondiale, in Selezione Ufficiale, al prestigioso International Film Festival di Rotterdam (22 gennaio/2 febbraio) Rosa Pietra Stella, opera prima di Marcello Sannino, affermato documentarista, interpretato da Ivana Lotito, Fabrizio Rongione e Ludovica Nasti.
È la storia di Carmela è una giovane donna, bella e indomita come un’amazzone che tira avanti giorno per giorno con lavori precari e vane ambizioni, finché non le capita, per conto di un avvocato, di fare affari con gli immigrati clandestini. È stata la madre poco presente di una bambina di 11 anni, Maria, ma ora vuole rimediare, assumersi le proprie responsabilità e vivere la sua maternità. Conosce Tarek, un quarantenne algerino, e lo travolge nella sua lotta per trovare un equilibrio, una vita.
Gran parte del film è ambientato a Portici, un piccolo ma popoloso paese vicino Napoli dove Carmela ha il volto di Ivana Lotito (l’Azzurra Avitabile, moglie di Genny Savastano di Gomorra), e la figlia di dodici anni, Maria, è Ludovica Nasti (la piccola attrice rivelazione di L’amica geniale nei panni di Lila). Il tunisino Tarek ha il volto di Fabrizio Rongione e Anna, la madre di Carmela, è Imma Piro.
“Carmela usa le poche armi che ha a disposizione per la sua sopravvivenza. È quello che può fare in un mondo dove la lotta di classe è stata sostituita da una lotta interna tra coloro che vivono nella marginalità, nella clandestinità. Questo è l’ambito sociale e politico nel quale si svolge la storia – dichiara il regista Marcello Sannino, pluripremiato regista di documentari come Corde, La seconda natura, Porta Capuana tra gli altri, ora alla sua opera prima di finzione – Il punto è: parlare delle persone o dei problemi sociali? In realtà, secondo me, non esiste nessun problema sociale chiaramente delineato. I problemi sono tutti problemi umani. Certo, siamo nel pieno di una fase di decadenza, di ingiustizia sociale, di disumanizzazione, ma lo sappiamo tutti e non abbiamo più armi per difenderci. Quindi ripartiamo dalla persona, dalla gente coinvolta negli argomenti, spinta dalla necessità di sopravvivere e di cercare la vita”.
Il film è una produzione Parallelo 41, Bronx Film, PFA Films con Rai Cinema.

Ravenna Festival 2020, da Philip Glass alla Fura dels BausAnche Capossela e 100 Cellos. Sul podio Muti, Fischer e Gergiev

RAVENNA14 dicembre 201912:05

– Sulla 31/a edizione di Ravenna Festival (3 giugno-17 luglio 2020) splende un cielo dal “dolce color d’oriental zaffiro”: quello che Dante descrive nel Purgatorio (I, 13) e che forse aveva ammirato nei mosaici di Galla Placidia. Questa immagine luminosa ha il proprio lato oscuro in un Oriente non più da favola, ricordato nel concerto Le vie dell’Amicizia diretto da Riccardo Muti ‘Per la Siria’, ma anche nella minacce al nostro paradiso terrestre, ritratto nell’inno ambientalista di ‘Koyaanisqatsi’.
Se il capolavoro di Philip Glass apre il Festival, la conclusione è affidata alla Fura dels Baus con i Carmina Burana in esclusiva italiana e al gala omaggio ad Alicia Alonso. Nel firmamento danza anche il debutto del ‘Don Juan’ di Johan Inger, il Balletto delle Fiandre e la Hofesh Shechter Company. Salgono sul podio, oltre a Muti, Ivan Fischer e Valery Gergiev. E ancora, Vinicio Capossela, Stefano Bollani, Neri Marcorè e i 100 Cellos, mentre Sant’Apollinare Nuovo ospita Theatre of Voices di Paul Hillier.

Ravenna Festival, Cristina Muti accetta presidenza onorariaOfferta dal sindaco ‘a coronamento 30 anni straordinario lavoro’

RAVENNA14 dicembre 201913:15

– Il sindaco di Ravenna Michele de Pascale ha offerto a Cristina Mazzavillani Muti la presidenza onoraria di Ravenna Festival, in occasione della presentazione della 31/a edizione, “a coronamento di 30 anni di straordinario lavoro” e nella certezza che “la grandezza di chi ha saputo costruire la storia culturale di Ravenna sta non solo in quanto ha fatto, ma in quanto ha preparato per il futuro”. “Rimarrò vigile e innamorata – ha risposto Cristina Muti, nell’accettare la presidenza onoraria – in fondo non si può sostituire una mamma e continuerò a promuovere il Festival. Resterò sempre la prima sostenitrice”.
Nei giorni scorsi la stampa cittadina aveva riferito di una lettera ai dipendenti con la quale Cristina Muti spiegava di lasciare la presidenza di Ravenna Festival dopo anni di lavoro “meraviglioso”. Una notizia che “ci ha colto di sorpresa”, le aveva scritto a stretto giro il sindaco dicendosi preoccupato “per il percorso futuro del Festival e più in generale dell’offerta culturale di Ravenna”.

Musica: Hänsel und Gretel, applausi e ovazioni a CagliariIncanto favola in musica chiude in bellezza Stagione del Lirico

CAGLIARI14 dicembre 201913:24

– Una favola metropolitana, dove realtà e sogno si intrecciano. Tra boschi incantati e case di marzapane, bambini, la strega cattiva, una folla di clochard con tanto di giacigli di cartone si aggira sullo sfondo di una opulenta città. Ci sono voluti 60 anni per riportare a Cagliari l’incanto e la meraviglia di Hänsel und Gretel, opera romantica di Engelbert Humperdinck, ispirata all’omonima fiaba dei fratelli Grimm. Un piccolo capolavoro del Natale che chiude, tra lunghi applausi e ovazioni, la Stagione di Lirica e Balletto. In sala anche il nuovo sovrintendente Nicola Colabianchi. Una serata all’insegna della bellezza, con il raffinato allestimento nato per il Teatro alla Scala e ora acquisito dalla Fondazione cagliaritana, con la regia di Sven-Eric Bechtolf, ripresa a Cagliari da Daniela Zedda. Efficaci e affascinanti gli effetti scenici tra quinte in movimento che si aprono su mondi colorati e fantastici, proiezioni video, bambini trasformati in biscotto, giganteschi alberi e uccelli. Al suo debutto sul podio cagliaritano, Johannes Debus ha diretto la compagnia di canto, un’orchestra del Teatro Lirico dalle belle sonorità e il coro dei bambini, l’ensemble di voci bianche del Conservatorio guidato da Enrico Di Maira, protagonista di una toccante esibizione. L’opera è andata in scena nella versione originale tedesca con i sopratitoli in italiano. Perfetta nel suo ruolo – la madre Gertrud – ha fatto sentire la sua presenza scenica e vocale Susan Neves. Per lei sono partiti ovazioni e entusiastici “brava”. Buona prova per tutto il cast che ha raccolto grandi tributi da parte del pubblico: Anna-Doris Capitelli, convincente Hänsel (en travesti), Francesca Manzo, la timorosa e intraprendente Gretel, accanto a Gustavo Castillo, Martina Serra, Francesca Pia Vitale. Una rilettura contemporanea della fortunata favola drammatica, in cui la dimensione onirica e fiabesca si intreccia alle contraddizioni della moderna civiltà: la miseria morale e materiale della famiglia e lo sfruttamento dei bambini, affamati e malvestiti, non spegne la gioia di vivere e la curiosità dei piccoli protagonisti.

Musica: concerto di Natale nella Basilica di AssisiPresente anche Mattarella. Sarà trasmesso su Rai 1 il 25

AEROPORTO DI PERUGIA SANT’EGID14 dicembre 201913:27

– Alla presenza anche del presidente della Repubblica Sergio Mattarella – che ha ricevuto dai frati di Assisi la Lampada della pace – del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e del presidente della Conferenza Episcopale Italiana, card. Gualtiero Bassetti, si è tenuto questa mattina ad Assisi il tradizionale Concerto di Natale nella Basilica Superiore di San Francesco.
Diretto dal maestro Steven Mercurio e con la partecipazione di Massimo Ranieri, Anna Tifu al violino, Marco Braito ed Ercole Ceretta alle trombe, il concerto verrà poi trasmesso su Rai 1 il 25 dicembre alle 12.30 dopo il messaggio Urbi et Orbi di Papa Francesco. Ad accompagnare gli artisti nei tradizionali canti natalizi è stata l’Orchestra sinfonica nazionale della Rai, il coro di voci bianche “I piccoli musici” e il coro maschile del “Coenobium vocale”, guidati dai maestri Mario Mora e Maria Dal Bianco.
Prima dell’inizio del concerto il presidente Mattarella ha ricevuto da padre Gambetti la Lampada della pace.

Natale: Bach per il tradizionale concerto in Duomo a MilanoIngresso libero fino ad esaurimento dei posti

MILANO14 dicembre 201914:13

– Si rinnova l’appuntamento divenuto ormai tradizione nel panorama milanese in attesa del Natale: il grande concerto in Duomo offerto alla città dalla Veneranda Fabbrica e dal Comune di Milano.
Il concerto si terrà il 20 dicembre alle 19.30: protagonista dell’evento, realizzato anche con il sostegno di Assolombarda, sarà laBarocca, l’ensemble specializzato in musica sei-settecentesca dell’Orchestra Verdi diretto dal Maestro Ruben Jais, affiancato dall’ensemble vocale diretto dal Maestro Jacopo Facchini e da quattro voci soliste.
Il programma musicale prevede estratti dall’Oratorio di Natale per soli, coro e orchestra BWV 248 di Johann Sebastian Bach (Prima cantata: “Jauchzet, frohlocket” e Sesta cantata: “Herr, wenn die stolzen Feinde schnauben”). L’ingresso al concerto in Duomo, libero fino ad esaurimento posti, sarà consentito a partire dalle 18.45. VAI A TUTTE LE NOTIZIE ECONOMICHE IN TEMPO REALE

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

La parola ai giurati di Simi
Romanzo su un delitto e sei cittadini chiamati in Corte d’Assise

14 dicembre 201917:35

– GIAMPAOLO SIMI, ”I GIORNI DEL GIUDIZIO” (SELLERIO, pp. 546 – 15,00 euro). Ecco un gruppo di giurati popolari prescelti per estrazione e che si sentono più o meno obbligati a confrontarsi con qualcosa che è loro spesso estraneo, il codice penale e le regole di un processo, a cominciare dal fatto, che ricorda loro il presidente, anzi in questo caso la presidente, ”una sentenza non può essere motivata da un documento o una prova che non abbiamo visto, letto o ascoltato in aula”, aggiungendo che ”l’intimo convincimento è sacrosanto, ma non può prescindere da motivazioni derivanti solo da quanto le parti hanno portato nel processo”. E’ la cosiddetta ”verità processuale” che potrebbe anche essere diversa dalla…. verità dei fatti.
Quindi, la parola ai giurati, o meglio ecco, raccontati da Giampaolo Simi, i giurati che avranno parola nel giudicare della colpa o dell’innocenza altrui. In un processo che scotta, che li coinvolge anche fuori dell’aula, perché riguarda gente ricca e importante, i Bonarrigo, e tra le mura provinciali di Lucca non si parla d’altro, con due cadaveri rimasti a terra, violentemente trucidati nella loro villa la Falconaia, quello di Esther Bonarrigo e quello del suo presunto amante Jacopo Corti, così che sospetti e indizi si concentrano sulla figura del marito di lei, Daniel Bonarrigo, proprietario di una catena internazionale di piccoli ristoranti a cucina italiana.
Il racconto quasi corale (e un po’ costruito e scritto come pensando a uno sceneggiato tv) vede intrecciarsi indagini e dibattito processuale coi suoi risvolti gialli e vicende personali e private dei giurati che indosseranno la fascia tricolore in Corte d’Assise. Sono sei (guidati dalla presidente e da un giudice a latere) e a ognuno Simi intitola un capitolo, di cui l’intestatario e un po’ il perno ma con tutti gli altri che continuano a girargli attorno. C’è Emma ex Miss e spregiudicata proprietaria di una boutique a Viareggio; Serena, cameriera precaria in una grande birreria e in attesa di un principe azzurro, con nonno Anselmo di cui occuparsi; Terenzio, pensionato che ce l’ha con tutto e tutti, col figlio Tommaso che studia da geometra; Malcom esperto del Web, amante di videogames e in più Youtuber di successo, col gatto Ponzio; la bibliotecaria Iris, di buon carattere, femminista e attenta agli altri, atea e materialista; Ahmed, magazziniere di origine marocchina, perso tra i pancali dei giorni precedenti il Natale, tifoso del Barcellona e seguace di rapper volgari che ostentano la loro ricchezza. Insomma un manipolo di persone messe assieme a caso e che pare poco possano amalgamarsi e trovare una qualche unità di vedute. Dal giorno in cui vengono prescelti pian piano sembra che tutto vada degenerando, che di ognuno esca la parte peggiore durante i preliminari e poi l’inizio del processo, dando un ritratto desolante di chi dovrebbe amministrare la giustizia e decidere della vita di un altro, del ricco, importante, adulato, invidiato, odiato Daniel. Ma Simi non è un narratore che punta al colore, al noir fine a se stesso, inquietante a tinte forti, perché non perde di vista che quella piccola corte è un po’ lo specchio di una città e, in fondo, di tutto il paese, e allora costruisce ritratti intriganti, mostra interazioni, complicità, seduzioni, interessi e antipatie, portandoci senza colpi di scena eclatanti, ma con un racconto che si sviluppa denso, sino al finale che ci rifiutiamo di dire a sorpresa, ma che che mostra quel po’ di ottimismo e fiducia nelle persone che è sempre necessario e spesso vero.

Il nostro Papa, Bergoglio migrante italianoIn sala il documentario di Tiziana Lupi e Marco Spagnoli

15 dicembre 201915:32

rriva in sala con l’Istituto Luce il 16 e il 17 dicembre – in coincidenza con il compleanno del Pontefice (il 17 dicembre) – il film-documentario Il Nostro Papa, diretto da Marco Spagnoli e Tiziana Lupi. Una sorta dì mockumentary tratto dall’omonimo libro a firma della stessa Lupi che mette al centro di tutto la natura di migrante di Papa Bergoglio. Senza l’emigrazione della sua famiglia in Argentina, fa capire più volte il filmato, oggi in Vaticano non ci sarebbe nessun Papa Francesco. Una tesi, quest’ultima, che percorre tutto il documentario nello spirito che la storia si ripete sempre. Così quella parte d’Italia oggi che è intollerante verso la migrazione non sa di aver avuto degli antenati migranti che hanno subito la stessa intolleranza e pregiudizi. Il film intreccia allo stesso tempo immagini storiche, interviste, memorie pubbliche e private del percorso e del pontificato di Jorge Mario Bergoglio. Ci sono cosi materiali d’archivio (dell’Istituto Luce, degli archivi Vaticani e della Fondazione Ansaldo tra gli altri) e una parte di pura fiction con protagonista Iago Garcia (Il segreto, Non dirlo al mio capo) , un attore sulle tracce di quel Papa Bergoglio che deve interpretare. Tutto parte da Genova, dove si sono imbarcati verso l’Argentina milioni di italiani, con Massimo Minella esperto di storia delle migrazioni dall’Italia all’Argentina tra ‘800 e ‘900 che ci racconta questa storia poco conosciuta. Il nostro Papa ripercorre così la storia della famiglia Bergoglio a partire dalle sue origini italiane e dall’emigrazione in Argentina, che l’ha vista, tra l’altro, scampare a un terribile naufragio (quello della Principessa Mafalda). Nel docu poi anche più di un intervento del Papa, sempre sul tema emigrazione, nel segno di “quel perché loro e non noi” che indica come il nostro destino favorevole ci dovrebbe far riflettere. Il film – co-produzione tra Italia e Argentina, prodotta da Mario Rossini per Red Film e Antonio Cervi per Lazos de Sangre, in collaborazione con Rai Cinema – dovrebbe approdare su Raiuno il prossimo anno e sarà visto quanto prima dallo stesso Papa Bergoglio. “La nostra sembra una favola, ma è solo quanto accaduto alla famiglia di Francesco e allo stesso Papa, un uomo che per impegno e dedizione merita solo rispetto e attenzione, ma anche una sconfinata ammirazione per la sua semplicità e la sua determinazione a cambiare lo stato delle cose. Per i poveri, certo, ma anche per gli umili, gli offesi, i piccoli, i deboli, gli uomini e le donne che non godono della protezione di niente e di nessuno”, dicono Spagnoli e Lupi nelle loro note di regia.
E ancora i registi: ‘È il racconto delle origini del Papa: una sorta di prequel ideale a quanto sappiamo o crediamo di conoscere di lui”.

In tempi di Brexit vince il British style di tweed e tartanAnche per l’uomo è vincente il made in London

16 dicembre 201911:14

In tempi di Brexit, è inevitabile subire un’ondata di British style nel nostro guardaroba, a cominciare dalla quintessenza dello stile tipicamente inglese, che vede i suoi principali alleati nel tweed, nel tartan, nei trench, nei tipici cappelli da Ascot. E nei volti da copertina di due donne iconiche britanniche, imitate in tutto il mondo, l’inossidabile top model Kate Moss e l’ineguagliabile duchessa di Cambridge, Kate Middleton.
Per non parlare della sartoria maschile made in Gb, l’osannato tailoring. “L’abito maschile sta a Londra come il parmigiano sta a Parma” disse Boris Johnson, fieramente in posa fra un gruppo di modelli sul marciapiede di Savile Row, mecca dell’autentico su misura di alta classe. E ora per la gioia dei fan della sartoria inglese, il british style trasmigra da noi, poiché la London Fashion Week si è alleata con Camera della Moda di Milano per accogliere 10 marchi inglesi emergenti nelle sfilate delle collezioni maschili del gennaio 2020. Sfileranno da noi anche gli inglesissimi Stella McCartney e Alexander McQueen, ma gli inglesi manterranno in patria lo zoccolo duro dei marchi cool come Burberry e Richard James, gli stilisti emergenti in ascesa Edward Meadham e Benjamin Kirchhoff.

Sandro Veronesi, i fili del suo ColibrìLibro dell’anno per la classifica di Qualità de la Lettura

14 dicembre 201915:12

– Mette tutta la sua energia nel restare fermo Marco Carrera, ‘Il Colibrì’ del nuovo romanzo di Sandro Veronesi, scelto come libro dell’anno dalla Classifica di Qualità 2019 de ‘la Lettura’, pubblicato da La nave di Teseo. Ma lo stare fermo di Marco, in un tempo come il nostro che da sempre più valore al cambiamento, è un atto di coraggio. In questa storia, ambientata a Roma e Firenze, sono tanti i fili e le sospensioni reali e simboliche. Come il filo che sente di avere attaccato alla schiena la figlia del protagonista, Adele, avuta con la moglie Marina. La bambina manifesta questo disturbo percettivo a tre anni i si isola. Il filo “per qualche ragione nessuno lo vedeva, e quindi lei era costretta a stare sempre attaccata al muro, per evitare che la gente ci inciampasse o ci rimanesse intrappolata” racconta Veronesi. O come l’amaca, che diventa la culla trasportabile in ogni luogo della piccola Miraijin, la figlia di Adele che aveva trovato quel nome per la sua bambina in una saga di manga giapponesi. Lei è tutto per il nonno Marco e il nonno è tutto per lei che apre a un nuovo mondo, a una nuova umanità, apre all’uomo del Futuro (che è il significato del suo nome in giapponese), dopo i grandi dolori che hanno segnato la vita del Colibrì. Dopo i tanti lutti, la morte dei genitori, il suicidio della sorella Irene, che hanno travolto Marco compreso quello per cui non è ancora stato trovato un nome, la morte di un figlio. Una perdita innominabile che Veronesi racconta facendoci entrare nell’incubo in pagine scritte al ritmo del driiin di una telefonata che azzera la vita.
Colibrì era il nome con cui la mamma chiamava il suo bambino che non cresceva, che restava basso e minuto per un deficit ormonale, corretto poi con una cura che non era stato facile far accettare a Probo, il padre di Marco. Ma alla fine anche Luisa Lattes, la donna che Marco ha sempre amato, che aspettava di vedere d’estate, alla quale ha scritto tante lettere, lo chiamerà colibrì dando in questo modo corpo a due opposti che non si incontrano eppure si intercettano: il movimento, il cambiamento e lo stare fermi, immobili . Due condizioni opposte che hanno tenuto separati Marco e Luisa. Ma la vita cambia a ritmo vertiginoso anche per chi crede di restare fermo, come accade a Marco, che soffre anche per la lontananza del fratello Giacomo, e nella cui figura, in un certo senso, si incontrano lo spazio e il tempo.
Premio Strega 2006 con ‘Caos calmo’ diventato un film di Antonello Grimaldi, con protagonista Nanni Moretti, Veronesi ne ‘Il colibrì’ scende in modo potente alla radici di quell’energia che annienta e fa rinascere, ci racconta in un’architettura romanzesca perfetta la perdita e l’amore, il destino e le scelte , la ricerca di se stessi, la psicoanalisi, i sogni, i simboli con tante suggestioni e citazioni letterarie di cui lo scrittore da ampio conto alla fine del romanzo che ha una copertina gialla un po’ fluo. La storia procede seguendo gli episodi della vita di Marco e al centro ci sono la famiglia, con tutte le sue mitologie, come la collezione di Urania del padre, e l’amore che è anche contemplazione.

Per Natale ai bimbi tante emozioni di cartaParole e disegni per affrontare insieme i grandi temi della vita

17 dicembre 201910:03

n solo giocattoli: sotto l’albero di Natale è bello far scoprire ai nostri bambini e ragazzi tante emozioni fatte di carta, parole e disegni, anche per provare ad affrontare insieme, con un pizzico di leggerezza, sorrisi e toni adeguati, i grandi temi della vita. Via libera dunque ai libri da scartare nella sera più magica dell’anno, sfruttando le tante proposte delle case editrici.
Andrée Poulin/Enzo Lord Mariano, QUI DA NOI NON C’E’ POSTO (Lindau Junior, pp.32, 16 euro). “Qui da noi non c’è posto”, con i testi di Andrée Poulin e i disegni di Enzo Lord Mariano, è l’albo illustrato più “impegnato” di Lindau Junior: l’accoglienza e la speranza sono al centro del libro con la storia dei fratelli Marwan e Tarek che, in fuga dal proprio Paese, dopo una lunga traversata per mare riescono a trovare rifugio grazie alla generosità di altri bambini.
Francesca Cavallo, ELFI AL QUINTO PIANO (Feltrinelli, pp.128, 14 euro). Francesca Cavallo scrive per Feltrinelli la fiaba “Elfi al quinto piano”, illustrata da Verena Wugeditsch: protagonisti i piccoli Manuel, Camila e Shonda con le loro due mamme Isabella e Dominique, alle prese con i pregiudizi dei nuovi vicini di casa e con la missione impossibile di un gruppo di simpatici elfi che chiedono aiuto per impacchettare oltre 200 mila regali di Natale.
John Burningham, L’ULTIMO REGALO DI NATALE (Mondadori, pp.48, 17 euro). Beniamino Stamberbugio, un bambino molto povero la cui casa si trova sul Monte Rotolo, molto molto lontano, rischia di rimanere senza il suo unico regalo perché Babbo Natale si è dimenticato di consegnarglielo: è la fiaba di John Burningham, edita da Mondadori, in cui il buon Babbo Natale combatterà la stanchezza e dimostrerà coraggio e determinazione per non venire meno al suo ultimo impegno nella sera della vigilia.
Bian Floca, L’UOMO SULLA LUNA (Jaca Book Ragazzi, pp.56, 18 euro). Colpiscono l’estrema precisione e il rigore scientifico, non senza una buona dose di poesia, nel racconto che Brian Floca fa di una delle imprese più incredibili e sconvolgenti dell’umanità: perfetto per stupire i bambini a Natale è “L’uomo sulla Luna”, libro di Jaca Book che narra l’allunaggio del 1969 e i suoi protagonisti, in cui la grande storia si fonde con l’avventura e le emozioni.
Disordinary Family & Enrica Mannari, LA FAMIGLIA 3 COGNOMI (De Agostini, pp.48, 12.90 euro). Famiglia è ovunque ci sia amore e fiducia: è il messaggio de “La famiglia 3 cognomi”, edito da De Agostini, che racconta la storia di Orsetta Mannara e suo fratello Gatto Vampiro. I due piccoli non si somigliano e hanno un papà diverso ma poco importa, perché a legarli è il bene che si vogliono.
Paul McCartney, CHE STORIA, NONNO! (HarperCollins, pp.32, 16 euro). Pesci volanti, mandrie imbufalite e micidiali valanghe: dalla fantasia di un mito della musica come Paul McCartney e dal talento dell’illustratrice Kathryn Durst, arriva per HarperCollins “Che storia, Nonno!”, un libro adatto a chiunque sia curioso di conoscere il mondo e vivere imperdibili avventure. Al centro della vicenda c’è il nonno di Lucy, Tom, Em e Bob, un intrepido e instancabile esploratore.
Fernando Aramburu, MARILUZ E LE SUE STRANE AVVENTURE (Guanda, pp.80, 13 euro). Sembra una bambina normale, ma in realtà Mariluz ha davvero qualcosa di speciale: si affida completamente alla fantasia e grazie a questo, se da un lato si caccia nei guai, dall’altro riesce a vivere strabilianti e magiche avventure. “Mariluz e le sue strane avventure” (Guanda) è un libro affascinante, scritto con sapienza dal grande autore basco Aramburu, con le illustrazioni di Clara Luna.
Rania Zbib Daher, IL CANTO DEL MARE (Gallucci, pp.36, 14 euro). Un bel regalo potrebbe essere “Il canto del mare”, libro bilingue di Rania Zbib Daher, con i disegni di Debora Guidi e la traduzione dall’arabo di Elisabetta Bartuli, della collana Gallucci Kalimat, nata per favorire il dialogo tra i bambini del Mediterraneo e le diverse culture. La storia di Lyn è un inno alla speranza: la bambina, che trasforma in allegre canzoni le storie portate dalle onde, dovrà inventare un modo per far fronte alla tristezza del mare.

Passaggi di penna, a scrivere 46 autoriVolume di racconti di viaggio ne contiene altri 29

FIRENZE15 dicembre 201919:28

n libro che ne contiene in realtà 29, scritti a mano da 46 scrittori di tutta Italia che ne hanno riempito le pagine con i loro racconti sul viaggio. E’ ‘Passaggi di penna’, edito da Apice Libri di Firenze (400 pagine, 15 euro), frutto di un progetto di Claudia Piccini e Daniele Locchi. I 29 libri hanno fisicamente viaggiato dal Nord al Sud dell’Italia e gli scrittori se li sono materialmente passati di mano. Una volta conclusi poi sono stati scannerizzati e stampati, mantenendo le caratteristiche di impaginazione originarie di ciascuno. Il pittore Leonardo Locchi ha arricchito il volume con le sue illustrazioni che verranno esposte in occasione della presentazione.    Piccini e Locchi, spiega una nota, “nell’era del pc” hanno “voluto recuperare la fisicità, ormai sconosciuta ai più, dello scrivere a mano, portando sulla carta il carattere, il sentimento, la fatica del voler comunicare con le parole qualcosa che va al di là delle parole stesse e trasforma le pagine di un libro da tela neutra, a testimonianza originale ed unica impressa dalla scrittura. Un modo anche per fidarsi dell’altro, passandogli il libro nel quale hai appena scritto, con grande fatica, il tuo pezzo unico, il tuo racconto. Ti scelgo, mi fido, ti affido una parte importante di me. Perché l’arte può non essere soltanto un afflato individuale, ma anche un fenomeno collettivo prodotto da tanti individui per tante persone”.

Fotografia: Come una danza, la Tuscia di Roberto SalbitaniNell’ateneo di Viterbo l’occhio del maestro su luoghi e natura

13 dicembre 201916:05

– Raccontare la Tuscia in maniera fantastica e visionaria cogliendo forme, colori e fascino misterioso di vie cave, resti archeologici etruschi e medievali, abitazioni ipogee e ponti, con una puntata finale alla Torre di Chia dove Pier Paolo Pasolini si ritirava per meditare e scrivere nel suo ultimo periodo di vita. L’ occhio di Roberto Salbitani, uno dei maestri della fotografia italiana, grande viaggiatore dalla fine degli anni Sessanta, si è soffermato per oltre dieci anni su territori, luoghi e natura di questo spicchio di Italia seguendo il ritmo di un ballo “lento e necessario”. A darne conto sono gli scatti in bianco e nero, una quarantina di immagini stampate in formato circolare, esposti dal 17 dicembre al prossimo 20 gennaio a Santa Maria in Gradi, sede dell’ Università della Tuscia, nella mostra ‘Danzare la terra. La Tuscia antica dello sguardo’.
La storia di Salbitani, padovano di 74 anni, è storia di viaggi come necessità fisiologica di movimento, intrecciata al bisogno di osservare, andando in profondità, di leggere al di là delle immagini. Capitoli fondamentali della sua ricerca sono diventati passaggi cruciali della cultura fotografica italiana, a partire dal lungo itinerario seguito attraversando le città italiane ed europee, raccontando nel libro ‘ La città invasa’ (1978) lo spazio urbano, luogo per eccellenza della modernità, con le grandi trasformazioni degli anni Settanta. Negli ultimi anni l’ autore si è mosso tra Roma e il territorio della Tuscia, coniugando l’ attenzione per la metropoli e la provincia, la città eterna e l’entroterra viterbese, i segni visivi riconosciuti nell’immaginario globalizzato e la bellezza di tratti inediti e spesso nascosti, esplorando e cercando natura, forme e cultura oltre il confine della grande città, in un territorio dalla bellezza misteriosa. In questo scenario di luoghi arcaici, antiche necropoli e simboli misteriosi “il fotografare – dice l’ autore – aiuta come un filo di Arianna sgualcito ma in grado talvolta di rischiarare la visuale dello spettatore accecato dalle sue stesse emozioni”.
La mostra ”Danzare la terra” è la prima tappa del progetto “L’archivio sensibile” che Il Dipartimento di Scienze umanistiche, della comunicazione e del turismo (Disucom), diretto dal prof. Giovanni Fiorentino, ha pensato offrendo uno spazio per ricevere, conservare e valorizzare la produzione fotografica contemporanea che nel tempo si aggiungerà per arricchire la raccolta. Salbitani è il primo fotografo ad inaugurare il progetto donando una trentina di stampe fotografiche vintage, parte delle quali riguardano appunto la Tuscia Viterbese, che andranno a costituire il primo nucleo di un archivio fotografico dedicato alla fotografia contemporanea e alla Tuscia. Il giorno dell’ inaugurazione, alla presenza dell’ autore, alle 11:30 nell’ Aula Magna dell’ Università della Tuscia, presente l’ autore, interverranno il Rettore Stefano Ubertini; il sindaco di Viterbo Giovanni Arena; e l’ archeologa Marina Micozzi, e docente dell’ ateneo. “Archivio sensibile/la fotografia per la Tuscia – spiega Fiorentino – punta ad accogliere collezioni, archivi e frammenti fotografici locali del XIX e XX secolo Inizialmente l’attenzione si concentrerà sull’opera di fotografi contemporanei che hanno lavorato a Viterbo e nel territorio della Tuscia e dell’alto Lazio. L’ obiettivo più generale è raccogliere tasselli indispensabili per costruire una mappa del patrimonio fotografico nazionale evitandone così la sua dispersione”.

Liberarsi dalle false immagini di DioVolume del teologo Cosentino con prefazione di Enzo Bianchi

CATANZARO15 dicembre 201915:15

FRANCESCO COSENTINO “NON E QUEL CHE CREDI” EDB, p. 168, EURO 13. Liberarsi delle immagini distorte e negative di Dio e superare il conseguente fraintendimento che s’insinua anche tra i credenti e che rischia di offuscare la freschezza e l’umanità del Vangelo. S’interroga (e induce a interrogarsi) sulla necessità e l’urgenza di affrontare una delle più grandi sfide che il mondo cattolico ha davanti Francesco Cosentino, docente di Teologia fondamentale alla Pontificia Università Gregoriana e officiale della Congregazione per il clero, nel suo ultimo libro “Non è quel che credi. Liberarsi dalle false immagini di Dio”, edito dalle Dehoniane di Bologna (pagine 168, euro 13).
A metà strada tra analisi e provocazione, il nuovo volume di Cosentino, giunto alla terza ristampa, si propone di dare risposte sull’attualità della fede invitando il lettore a ritornare alla parola e all’essenza del messaggio cristiano. “A che punto è – si domanda Enzo Bianchi, nella prefazione – l’annuncio del Vangelo come buona notizia nella nostra società italiana? Con che linguaggio possiamo rendere le nostre parole su Dio comprensibili, prima ancora che accettabili e convincenti? Se dopo secoli di cristianità, in cui esigenze evangeliche, precetti ecclesiali, morale privata, etica pubblica, diritto civile, istituzioni statali viaggiavano in sostanziale armonia – insiste il fondatore della Comunità di Bose – sono bastati pochi decenni di secolarizzazione perché molti battezzati vedessero prevalere attorno e dentro di sé immagini di Dio negative e malsane, com’è possibile ritrovare la freschezza del Vangelo e ridare splendore al volto di Cristo, il Figlio di Dio, l’uomo Gesù che ha saputo narrarci il Padre con parole che nessuno aveva mai udito prima?”.
Di pagina in pagina le argomentazioni del giovane teologo calabrese – partendo da questi presupposti e facendo propria l’impostazione del papato di Francesco – si appalesano limpide e propongono, davanti all’impasse del Vangelo nella società contemporanea, la necessità di una nuova evangelizzazione. In più l’autore invita a liberarsi delle immagini di Dio “false e oppressive” che condizionano tanto chi crede quanto contribuiscono ad aumentare il fossato che esiste con i non credenti. “Ci sono immagini di Dio – mette in guardia Cosentino – che hanno generato un atteggiamento religioso alimentato dalla paura, portando alcune persone a vivere nel senso di colpa e a non sentirsi mai a proprio agio dinanzi a una presenza divina sperimentata non come ‘amore misericordioso’, ma come giudice severo e spietato”.
L’autore prende in esame, poi, le immagini di Dio presenti nella Bibbia e, in particolare, il ritratto che Gesù fa del Padre come di un Dio-amore, che si prende cura dei suoi figli, ha compassione per le loro ferite, accompagna la loro storia coinvolgendosi dal di dentro e, alla fine, sospinge con un colpo d’ali, senza mortificare mai e offrendo a tutti la possibilità di rialzarsi e cambiare. In definitiva, come suggerisce nelle righe finali l’autore, si tratta di “tornare a leggere, meditare e pregare il Vangelo. Solo così sarà possibile l’incontro personale con Gesù e l’affascinante riscoperta dell’autentica immagine di Dio, quell’immagine che ogni essere umano custodisce indelebile nel più profondo del proprio essere”.

Sofia Loren ‘Legend award’ a Capri, HollywoodIl 30 dicembre il premio sarà consegnato da Lina Wertmüller

NAPOLI14 dicembre 201916:52

Sofia Loren riceverà il 30 dicembre il Capri Legend Award dalle mani della sua amica Lina Wertmüller. L’evento avverrà ad Anacapri in occasione del Galà della 24esima edizione di ‘Capri, Hollywood – The International Film Festival’. La celebre regista è chairperson onoraria del festival sin dal 1995.
“La più grande diva al mondo, icona del cinema italiano, avrà tutti gli onori possibili in una cerimonia ideale proseguimento dalla notte dei Governors Awards (gli Oscar alla carriera, lo scorso ottobre, ndr), quando fu proprio Sofia Loren a chiamare sul palco la sua grande amica regista – dichiara Pascal Vicedomini, fondatore e produttore di Capri Hollywood – Sofia a Capri e’ una magia, un sogno che si avvera. Il miglior modo per iniziare le celebrazioni del 25.mo anniversario della fondazione dell’Istituto Capri nel mondo e del nostro Festival”.
“Ad Hollywood davanti al Chinese Theatre ci sono le impronte della celebre attrice al fianco di quelle di Marcello Mastroianni – racconta Tony Renis, un ‘ambasciatore’ del Festival caprese – Sulla Walk of Fame c’è poi una stella a lei dedicata, la numero 2000. Nel 1999 l’American Film Institute inserì Sofia Loren al ventunesimo posto tra le più grandi star della storia del cinema. Dieci anni dopo, nel 2009 Sofia è entrata nel Guinness dei Primati come l’attrice italiana più premiata al mondo. Insomma stiamo per accogliere a Capri la leggenda di tutte le leggende”.
Capri e’ il luogo dove sessant’anni fa l’attrice giro’ ‘La baia di Napoli’ di Melville Shavelson insieme a Clark Gable.

Remo Anzovino, cofanetto con tutte le colonne sonoreDa “Hitler contro Picasso e gli altri” a “Frida. Viva La Vida”

14 dicembre 201919:31

Reduce dalla prima tournée americana (Washington, Chicago e New York), il pianista e compositore Remo Anzovino ha pubblicato “Art Film Music” (Sony Classical), il box set celebrativo che contiene in 5 cd le colonne sonore da lui scritte, dirette e orchestrate per la serie “La Grande Arte al Cinema” di Nexo Digital.
Da “Hitler contro Picasso e gli altri” a “Frida. Viva La Vida”, passando per “Van Gogh tra il grano e il cielo”, “Le Ninfee di Monet” e “Gauguin a Tahiti”, sono i 5 album di Anzovino, celebrati in Italia con il Nastro D’Argento 2019 – Menzione Speciale Musica dell’Arte.
“Le mie colonne sonore per il cinema – dichiara Anzovino – non nascono mai insieme alle immagini. Passo molto tempo, piuttosto, a leggere la sceneggiatura e a guardare il film, quasi disinteressandomi di quale musica proporrò. Cerco, cioè, di assorbire il più possibile la storia e lo stile visivo. Solo poi, ricordando le emozioni che il racconto ha suscitato in me, e con lo schermo rigorosamente spento, compongo la musica principale. In qualche modo – conclude il compositore – questo permette anche a me di sentirmi spettatore del film e, soprattutto, dal punto di vista creativo mi rende libero e non limitato dai tempi delle scene, ottenendo così una musica non didascalica e ispirata, che possa aggiungere valore alle immagini e, insieme, una musica capace di avere un arco narrativo completamente autonomo dal film e che il pubblico godrà nell’album della colonna musicale”.
Questo progetto tra arte, cinema e musica, si è completato alla fine di novembre con “Frida. Viva La Vida”, il docu-film dedicato a Frida Kahlo con la regia di Giovanni Troilo che dopo il debutto in Italia verrà proiettato in oltre 50 Paesi.

Reunion per Grease, tornano Danny e SandyOlivia Newton-John e John Travolta nei panni della coppia

15 dicembre 201914:33

– “Per la prima volta in costume da quando abbiamo girato il film. Sono così felice!”. Così Olivia Newton-John ha commentato su Instagram la reunion con John Travolta nei panni di Danny e Sandy, protagonisti di Grease. I due attori, 41 anni dopo l’uscita della celebre pellicola, hanno indossato i costumi di scena: camicetta, cardigan e gonna gialla per lei e la mitica giacca di pelle per lui. La reunion, avvenuta per la prima volta dal 1978, si è svolta al Coral Sky Amphitheatre di West Palm Beach, in Florida.

DeVito-Dwayne Johnson strana coppia da videogameA Natale Jumanji – The Next level. Tornano Black e Gillan

15 dicembre 201914:29

budget di circa 90 milioni di dollari e incassi globali di dieci volte tanto, per oltre 960 milioni, hanno suggellato il trionfo, non scontato, di Jumanji_ Welcome to the jungle (uscito a fine 2017 negli Usa e in Italia a inizio 2018) di Jake Kasdan con Dwayne Jonhson, Jack Black Kevin Hart e Karen Gillan, sequel dell’adventure comedy del 1995 costruita su un irrefrenabile Robin Williams. Nelle logiche di Hollywood, non poteva mancare un nuovo capitolo, realizzato sempre da Kasdan gli stessi protagonisti per i ‘giocatori’/avatar (con le riuscite new entry di Danny DeVito, Danny Glover e Awkwafina), in Jumanji – The next level, in arrivo in Italia il giorno di Natale distribuito da Warner Bros, in diretto scontro con Star Wars – L’ascesa di Skywalker. L’idea introdotta dal film di due anni fa, è l’aver trasformato il gioco da tavola al centro di Jumanji nel 1995, in un videogame.Ne era nato un divertente incrocio di identità: la cheerleader Bethany (Madison Iseman) diventava il goffo ma brillante cartografo/paleontologo Dr. Sheldon “Shelly” Oberon (Black) ; i nerd brillanti e timidi Spencer (Alex Wolff) e Martha (Morgan Turner) finivano negli ultratonici e supereroici avatar dell’archeologo Smolder Bravestone (Dwayne Johnson) e della letale, carismatica e acrobatica Ruby Roundhouse (Gillan). Stavolta a trasformarsi in eroi da videogioco sono anche due ultrasettantennI: Eddie, brontolone nonno di Spencer che finisce a incarnare Bravestone e il tranquillo amico di Eddie, Milo (Glover) , ‘spedito’ nell’avatar dello zoologo Mouse Finbar (Kevin Hart) abitualmente iperattivo, resettato su ritmi decisamente rallentati vista la pacatezza dell’anziano giocatore per caso. “Cosa impareresti di te stesso passando una giornata nel corpo di un’altra persona? E’ il grande punto di partenza di questi film, ovviamente – spiega Jake Kasdan nelle note di produzione -. Ma la serie di risposte cambia totalmente quando la applichi a questi nuovi personaggi, che guardano indietro alle loro vite.Ed ha lo stesso significato importante, secondo me. Solo perché si hanno più anni non vuol dire che non si possano più scoprire cose su se stessi”. A riportare tutti nel videogioco mezzo rotto, è la repentina decisione di Spencer, che sta attraversando un periodo complicato, di concedersi, nonostante avesse promesso insieme a gli amici di non farlo più, una nuova avventura virtuale nel corpo di Bravestone. Le carte però si rimescolano e Spencer finisce a incarnare l’avatar ‘new entry’ Ming (interpretata dalla rapper e performer Awkwafina, vera rivelazione del film), abile ladra affetta da allergie. Il nuovo gruppo si troverà negli scenari del videogame, tra Artico e deserto, giungla e fortezze, ad affrontare un nuovo cattivo, Jurgen (Rory McCann, già interprete de Il trono di spade), che si è appropriato del ‘Gioiello’ che dona fertilità alla terra di Jumanji. Rispetto a Jumanji: Welcome to the jungle, la trama ha perso fatalmente di originalità ma Kasdan riesce a costruisce comunque un godibile percorso per l’adventure comedy, che ha come picchi alcuni scambi comici tra i protagonisti e scene action come lo scontro con un branco di scatenatissimi babbuini. Una delle sfide principali, la affronta Dwayne Johnson, nel dover riflettere la comicità molto fisica del suo ‘ospite’ DeVito. Un’impresa riuscita a metà per l’ex wrestler, molto più a suo agio nelle schermaglie con gli altri compagni di missione. In ogni modo, non mancano nella trama, i segnali che i realizzatori, abbiano tutta l’intenzione di regalare dagli universi del folle videogioco, nuove avventure.

Verdone premiato a Cagliari per 40 anni carriera”Fare un film qui? Perché no, ho visto scorci interessanti”

CAGLIARI15 dicembre 201914:29

gno di folla a Cagliari per il regista e attore Carlo Verdone, premiato per i quarant’anni di carriera dall’associazione culturale L’Alambicco. Tutti in fila e posti esauriti per la serata di premiazione questa sera al T-hotel.
Il protagonista di Un sacco bello e Borotalco ha dedicato due giorni alla visita del capoluogo. Magari cercando un posto e l’ispirazione per un prossimo film. “C’è una bella luce – ha detto Verdone incontrando i giornalisti prima della cerimonia – ho visto degli scorci molto interessanti nella parte vecchia che in genere non si conosce, c’è tanta poesia. Non mi interessa l’immagine da cartolina, ma ci vuole un soggetto preciso legato all’ambientazione. E allora, se mi venisse un’idea, perché no?”.
Lunghi giri nei quartieri storici. “Ho visitato la Cattedrale, bellissima – ha detto – e le stradine della Marina.
E poi mi sono fermato davanti alla casa di Emilio Lussu”.
Ma Verdone è rimasto piacevolmente sorpreso dalla gente. “La cosa più bella, tutti gentili, accoglienti e premurosi”.
Promosso anche il cibo: “Ho provato di tutto – ha continuato Verdone – sono un ghiottone. Mi sono piaciuti molto i dolcetti.
Anzi no, in realtà mi è piaciuto davvero tutto. Davvero una bella cucina”.
Una battuta sul calcio e sul Cagliari, club con tanti ex della Roma, la squadra del cuore di Verdone: “Una squadra molto simpatica, ma mi starà anche più simpatica lunedì (quando alla Sardegna Arena ci sarà Cagliari-Lazio, ndr).

Morta Anna Karina, attrice simbolo della Nouvelle Vague e musa di Godard

16 dicembre 201909:52

E’ morta Anna karina, l’attrice francese simbolo della Nouvelle Vague, conosciuta soprattutto per i suoi ruoli nei film di Jean-Luc Godard, è deceduta a Parigi per un cancro all’età di 79 anni. Da ‘Questa è la mia vita’

“Anna è partita ieri in un ospedale di Parigi a causa di un cancro, era un’artista libera, unica”, ha detto il suo agente, Laurent Balandras, citato da Le Figaro. “Oggi il cinema francese è rimasto orfano. Perde una delle sue leggende”, ha twittato il ministro della Cultura, Franck Riester. “Il suo sguardo – ha aggiunto il ministro – era lo sguardo della Nouvelle Vague. Resterà per sempre”.

Di origine danese, Anna Karina aveva girato sette film con Godard, a quel tempo suo compagno, negli anni ’60. Ha avuto anche una carriera da cantante, specie al fianco di Serge Gainsbourg. Alla fine degli anni ’60 il giornale Paris Match l’aveva battezzata come “la fidanzata della Nouvelle Vague”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

La Casa del Cinema ricorda Furio Scarpelli
Una mostra e una giornata di celebrazioni

16 dicembre 201909:44

nedì 16 dicembre a partire dalle ore 16 alla Casa del Cinema la giornata dedicata al grande sceneggiatore con la proiezione di Ballando Ballando, un incontro a lui dedicato e l’inaugurazione della mostra con i suoi disegniRoma, 13 dicembre 2019 – Per celebrare i 100 anni dalla nascita del grande sceneggiatore Furio Scarpelli, il 16 dicembre alla Casa del Cinema di Roma, in collaborazione con Romics, ci sarà una giornata di eventi e proiezioni e l’inaugurazione della grande mostra che rivela e racconta il Furio Scarpelli Disegnatore.A partire dalle ore 16.00 si partirà con la proiezione del film Ballando Ballando di Ettore Scola, in collaborazione con la Cineteca Nazionale, il capolavoro del 1983 che racconta mezzo secolo di storia tra musica, sguardi e atmosfere uniche. A seguire l’imperdibile incontro che coinvolgerà registi, attori, personaggi del mondo della cultura e dell’arte che hanno lavorato con lui e amato le sue opere e l’inaugurazione dell’originale mostra, in collaborazione con Romics, che rivela e racconta il Furio Scarpelli disegnatore, illustratore e fumettista.La Mostra è un affascinante percorso, in quattro sezioni, che narra di una passione e di un’instancabile attività che ha percorso tutta la vita di Furio Scarpelli: il disegno. Una mostra antologica tra storici fumetti, ritratti, vignette satiriche e sceneggiature disegnate, che rivela il talento dello sceneggiatore. Passando anche per l’inedito progetto, come sempre accompagnato da illustrazioni, firmato insieme ad Age e a Monicelli nel 1967: un soggetto per un film dal titolo Big Deal on the Moon. La storia anticipava di qualche anno lo sbarco di Armstrong e Aldrin e rappresentava una sorta di seguito ideale ai Soliti ignoti, in cui i protagonisti si uniscono per tentare l’impresa che li riscatti e li renda immortali: raggiungere la Luna. Romics con questa mostra ha voluto fortemente portare alla luce un patrimonio quasi del tutto inedito con un lavoro coordinato dal figlio Giacomo Scarpelli, Sabrina Perucca, Direttore Artistico di Romics e in collaborazione con Gallucci Editore.ore 16.00 Ballando ballando di Ettore Scola (1983, 112’)
«Diviso, come La famiglia, in cinque momenti storici pienamente identificabili (il 1936, il 1940, il 1956 e il 1968), ritenuti cruciali per la storia francese ed europea, il film, che ha una rigorosa e rigida struttura corale, può essere quasi considerato un’esercitazione virtuosistica, magnificamente eseguita, per dimostrare (quasi sulla scia del grande teorico tedesco Rudolph Arnheim) come il linguaggio cinematografico, pur disponendo del sonoro (infatti ascoltiamo solo rumori e soprattutto musica), possa farne a meno e possa raccontare storie senza bisogno di dialoghi, pervenendo a una sintesi espressiva molto efficace e poetica. Il film poggia su evidenti rimandi al teatro, all’operetta, al balletto e al musical, ma non può ridursi né a teatro né a operetta né a musical» (Bispuri).a seguire l’inaugurazione della mostra e l’incontro moderato da Sabrina Perucca con Carlo Gallucci, Giorgio Gosetti, Francesco Martinotti, Leone Pompucci, Giacomo Scarpelli

Strenne, da Allende a Ferrante tante scrittrici sotto l’alberoTra le sorprese il graphic novel Mahabaratha

17 dicembre 201910:05

La potente voce di Isabel Allende e quella di Margaret Atwood, di Elena Ferrante e di Melania Mazzucco. Una Nobel tutta da scoprire in Italia, la polacca Olga Tokarczuk, e nel decimo anniversario della scomparsa di Alda Merini un libro che raccoglie le poesie più significative dell’ultimo decennio Sono le scrittrici a dominare la scena tra le Strenne 2019.
Momento d’oro per recuperare il tempo perduto, le feste natalizie possono riservare anche grandi sorprese e tra quelle da mettere sotto l’albero spicca il graphic novel Il Mahabaratha che merita davvero un posto speciale.
Ecco una scelta di titoli: – LUNGO PETALO DI MARE (FELTRINELLI) DI ISABEL ALLENDE. La storia di un uomo e una donna in fuga per sopravvivere agli sconvolgimenti della Storia del Ventesimo secolo. La Allende ci porta dalla Spagna alla fine della guerra civile alla fuga in Francia e da li in Cile, a bordo del piroscafo preso a noleggio da Pablo Neruda per trasportare più di duemila profughi spagnoli.
– I TESTAMENTI (PONTE ALLE GRAZIE), DI MARGARET ATWOOD. Evento letterario dell’anno, l’attesissimo seguito de ‘Il racconto dell’ancella’ da cui e’ stata tratta la premiatissima serie tv, distribuita in Italia da Timvision,ci porta nel regime di Gilead che si e’ evoluto: non e’ piu’ all’inizio, ma nel periodo di mezzo. Ed è il momento delle purghe.
– LA VITA BUGIARDA DEGLI ADULTI (E/O) DI ELENA FERRANTE. Non ci sono Lila e Lenù, ma il rapporto tra Giovanna, una ragazzina di dodici anni che vive in una casa con tanti libri, e la zia paterna Vittoria che è la cosa più intensa e forte di questo nuovo romanzo. Siamo sempre a Napoli, ma anche in quella del Rione Alto e del Vomero e seguiamo le menzogne dei grandi, lo sgretolarsi delle certezze, la separazione dei genitori di Giovanna e una poco esaltante iniziazione sessuale.
– L’ARCHITETTRICE (EINAUDI) DI MELANIA MAZZUCCO.
Il ritratto di una straordinaria donna del Seicento, Plautilla, la prima architettrice della storia moderna che nasconde audacia e sogni per poter realizzare l’impresa in grado di riscattare una vita intera: costruire un’originale villa di delizie sul colle che domina Roma, disegnata, progettata ed eseguita da lei.
– I VAGABONDI (BOMPIANI) DI OLGA TOCARCZUK. Costruito a costellazioni è il romanzo con cui, prima polacca, ha vinto l’International Man Booker Prize 2018. Il viaggio, la liberta’ di spostarsi da un luogo all’altro, il tempo di chi non sta mai fermo, sono l’anima del romanzo dove a fare da spirito guida è una narratrice che fin da bambina ha un grande desiderio, essere in movimento.
– VOCE DI CARNE E ANIMA (FRASSINELLI) DI ALDA MERINI. Carnalità e trascendenza in questa scelta di versi, dal 2000 al 2009, tratti dai libri che la Merini ha affidato negli ultimi dieci anni della sua vita all’amico Arnoldo Mosca Mondadori, per la prima volta raccolti in volume. Da Corpo d’amore al Poema della croce a La carne degli angeli, al Magnificat fino al travolgente Eternamente vivo.
– MARIA CALLAS, IO, MARIA (RIZZOLI, PP 560, EURO 21). La Divina e la donna in un sorprendente autoritratto che le restituisce la sua voce vera, più intima. La scopriamo in Maria Callas. ‘Io, Maria’ a cura del regista e fotografo Tom Volf che ha raccolto le sue memorie e un’ampia raccolta di lettere private, per la maggior parte inedite, dal 1946 al 1977.
– IL SEGRETO DEL CANTO DI NATALE (HARPER COLLINS) DI VANESSA LAFAYE. In perfetto stile Strenna, piccolo caso editoriale in Inghilterra, questo romanzo commovente di amicizia e solidarietà, ci riporta nelle atmosfere del capolavoro di Dickens raccontandoci la storia di uno dei suoi personaggi più misteriosi, il socio in affari di Ebenezer Scrooge. L’autrice è scomparsa nel 2018, prima di poterlo finire e la sua migliore amica, Rebecca Mascull, ne ha raccolto il testimone.
– IL MAHABHARATA (L’IPPOCAMPO) DI JEAN-CLAUDE CARRIERE CON ILLUSTRAZIONI DI JEAN-MARIE MICHAUD. L’opera letteraria più estesa al mondo è finalmente disponibile in un graphic novel che mantiene la stessa intensità narrativa e forza espressiva. Ci sono voluti oltre tre anni di grande lavoro da parte del disegnatore e fumettista Jean-Marie Michaud, che ha illustrato in migliaia di tavole i testi del grande sceneggiatore Jean-Claude Carrière , amico di Luis Bunuel, per restituirci in 440 pagine il complesso e labirintico “poema del mondo”.

Passerelle, il lungo cammino di una donnaPeretti descrive le emozioni dell’universo femminile

15 dicembre 201919:29

MURIEL PERETTI, PASSERELLE (Ensemble, pp.82, 12 euro). Una scrittura che, in modo languido e musicale, vivido e penetrante, riesce a descrivere nell’intimo le varie fasi del cammino di una donna, dall’infanzia alla maturità: è il libro di Muriel Peretti, dal titolo “Passerelle”, edito da Ensemble. La scrittrice corsa, in questo primo libro in lingua italiana, racconta i passaggi che una donna deve attraversare nella sua vita: sono tanti, e tutti diversi, sono fisici e affettivi, biologici e anche spirituali. Nelle pagine, in capitoli brevi e intensi, si rincorrono i sentimenti: sono emozioni che fluiscono e si modificano al cambiare della donna, dapprima bambina, che percorre le passerelle del gioco, allegre e spensierate, e poi adulta, che si ritrova a camminare lungo nuovi, più complessi passaggi. Ed è proprio in queste nuove ‘passerelle’ che la donna incontrerà l’amore, forse per tutta la vita o forse solo una breve e travolgente passione, e poi la gioia, la nostalgia e anche il dolore, quando magari una persona che si ama va via per sempre e bisogna dirle addio.

Tra librerie e biblioteche, dieci film girati tra i libriDa La storia infinita a Notting Hill, storie d’amore e mistero

15 dicembre 201918:22

– Piccole librerie, biblioteche prestigiose e storiche e megastore modernissimi: sono molti i film che girano scene tra libri, manoscritti e volumi antichi.
Eccone 10 da rivedere per chi ama leggere e vuole ritrovare quelle atmosfere uniche ed emozionanti.
Colazione da Tiffany E’ nella biblioteca pubblica di New York, all’angolo tra la 42esima e la Fifth Avenue, che Paul dichiara il suo amore a Holly: tra i volumi della sala dei cataloghi i protagonisti di “Colazione da Tiffany”, film del 1961 tratto dall’omonimo romanzo di Truman Capote, girano una scena indimenticabile.
Paul, interpretato da George Peppard, accompagna Holly, una giovane e bellissima Audrey Hepburn che ama solo la vita notturna, a scoprire luoghi storici e culturali della città come la biblioteca pubblica nello Stephen A. Schwarzman Building. Qui le sussurra tutto il suo amore.
Tutti gli uomini del presidente Nella Library of Congress, la biblioteca del Congresso di Washington, i giornalisti Woodward e Bernstein – interpretati da Robert Redford e Dustin Hoffman nel film del 1976 “Tutti gli uomini del presidente” – controllano alcune schede elettorali. I due giovani cronisti stanno seguendo una pista di corruzione che porta direttamente a Richard Nixon e alla sua rielezione come Presidente degli Stati Uniti. La ricerca in biblioteca mostra tutta la fatica che si faceva prima dell’avvento di Internet.
La storia infinita Diretto nel 1994 da Wolfgang Petersen e tratto dall’omonimo romanzo di Michael Ende, il film racconta la storia di Bastian che, per scappare da tre bulli, entra nella prima porta che trova, una libreria fatiscente piena di vecchi testi, dove un anziano signore lo accoglie molto duramente. L’uomo tiene in mano uno strano libro intitolato “La storia infinita”, che il ragazzino gli ruba, portandoselo a casa; qui inizia a leggere la storia di questo libro di fantasia, di cui diventa il narratore.
Breakfast Club Alle prese con l’ultimo anno in un liceo di Chicago cinque adolescenti sono costretti per punizioni varie a trascorrere l’intero sabato nella biblioteca della scuola. Il preside Richard Vernon, che deve sorvegliarli, assegna loro il tema “Chi sono io?”. Nella noiosa biblioteca scolastica del film “Breakfast Club”, diretto da John Hughes nel 1985, il tempo sembra non passare mai ma costringe gli studenti ad aprirsi e a raccontarsi.
Il nome della rosa Tratto dal celebre romanzo di Umberto Eco e girato nel 1986, il film racconta di Malachia, bibliotecario di un’abbazia sperduta tra le Alpi piemontesi, dove avvengono morti inspiegabili.
Malachia è l’unico che può entrare nella biblioteca costruita come un labirinto perché è il solo capace di orientarsi tra i libri, registrati nella sua memoria «secondo l’ordine delle acquisizioni, delle donazioni, del loro ingresso nelle nostre mura». Nella biblioteca esiste una sezione a tutti inaccessibile ma il francescano Guglielmo e il benedettino Adso riescono a entrarvi e scoprono che gli omicidi sono opera dell’ex bibliotecario cieco Jorge che ha voluto impedire la lettura di un libro secondo lui pericoloso per la cristianità, avvelenandone le pagine. Scoperto, Jorge dà fuoco alla biblioteca.
Il cielo sopra Berlino La Staatsbibliothek zu Berlin è la biblioteca di Stato di Berlino, frequentata da alcuni angeli nel film in bianco e nero “Il cielo sopra Berlino”, diretto da Wim Wenders nel 1987.
Ispirato dalle poesie di Rainer Maria Rilke, il film narra di due angeli che vagano e ascoltano i pensieri di alcuni berlinesi, riflettendo sulla vita degli esseri umani. Le due entità vivono nella biblioteca e le scene girate tra i libri sono tra le più riuscite, grazie all’accogliente struttura dell’edificio. Qui i due angeli consolano gli avventori e sbirciano da sopra le loro spalle quello che stanno leggendo.
C’è posta per te E’ una commedia romantica del 1998 interpretata da Tom Hanks e Meg Ryan: attorno alla loro storia d’amore si parla del sempre attuale problema della sopravvivenza delle piccole librerie indipendenti, minacciate dai potenti megastore. Nel film “C’è posta per te” la protagonista Kathleen è la proprietaria del negozio “The Shop Around The Corner”, dove si punta tutto sulla competenza e sull’empatia; la giovane si scontra con Joe, cinico proprietario della catena “Fox and Sons Books”. I due, ignari delle loro rispettive identità, cominciano una fitta e tenera corrispondenza per mail ma scoprono di essere nemici quando l’amore è già scoppiato. Il film è anche un omaggio alla tenacia dei piccoli librai che sopravvivono, seppur con difficoltà, alle leggi di mercato dei più forti.
Notting Hill William Thacker, interpretato da Hugh Grant nel film “Notting Hill” del 1999, è il proprietario di un piccolo negozio specializzato in libri di viaggio nel quartiere londinese di Notting Hill. Un giorno incontra Anna Scott, interpretata da Julia Roberts, che nel film è un’attrice di successo. Lì, tra i libri, nasce l’amore ma una serie di difficoltà e incomprensioni rende difficile il loro rapporto.
La nona porta Boris Balkan è un editore e bibliofilo newyorkese che commissiona a un esperto di libri antichi un’indagine su un testo di cui possiede uno dei tre esemplari esistenti al mondo, “Le nove porte del Regno delle Ombre”, scritto nel 1666 dal veneziano Aristide Torchia, giustiziato sul rogo dalla Santa Inquisizione. L’esperto, interpretato da Johnny Deep, si reca in Europa dai collezionisti in possesso delle altre due copie per scoprire e identificare quella autentica. Il film “La nona porta”, diretto nel 1999 da Roman Polanski, racconta una storia fitta di misteri e simbolismi che girano attorno ai libri e a collezionisti bibliofili.
Angeli e demoni Tratto dal romanzo di Dan Brown “Angeli e demoni”, è un thriller diretto nel 2009 da Ron Howard che racconta del professore di simbologia Robert Langdon, interpretato da Tom Hanks, invitato in Vaticano per decifrare il significato di un simbolo recapitato insieme con una lettera minatoria. La ricerca porta a una setta segreta che vuole distruggere la Chiesa. Il film d’azione è ricco di suspense e di misteri; piene di suggestione sono le scena nella Biblioteca Angelica di Roma e nella Biblioteca Vaticana, dove il protagonista trova molte informazioni utili per la sua ricerca.

‘Piccole donne’ aprirà Capri,HollywoodIl 27 dicembre anteprima del film, aspettando la Loren

NAPOLI15 dicembre 201919:00

– Sarà l’anteprima di ‘Piccole Donne’ (‘Little Women’) di Greta Gerwig ad aprire la 24esima edizione di ‘Capri, Hollywood – The International Film Festival’, il 27 dicembre: film di Natale negli Usa, con un super cast (Saorise Ronan, Emma Watson, Laura Dern, Timothee Chalamet e Meryl Streep), uscirà nelle sale italiane il 9 gennaio.
Raccogliendo l’indicazione della presidente onoraria del Festival Lina Wertmuller , espressa nella notte dei Governors Awards nel ricevere l’Oscar alla carriera proprio dalla Gerwig (insieme a Sofia Loren, Isabella Rossellini e Jane Campion), ‘Capri, Hollywood’ 2019 sarà dedicato al ruolo delle donne nell’industria cinematografica e alla parità di genere, un tema al quale potrà dare il suo contributo Sofia Loren, il 30 dicembre attesa sull’isola azzurra per ritirare il Legend Award dalle mani dell’ amica regista.
‘Piccole Donne’ è considerato dalla critica americana uno dei film lanciati verso più nomination 2020 da parte dell’Academy.
”Siamo onorati che Sony Pictures abbia scelto ‘Capri, Hollywood’ per la sua prima proiezione italiana” dichiara il presidente dell’Istituto Capri nel mondo Tony Petruzzi.
Affermata attrice, Greta Gerwig (‘ To Roma with Love’, ‘Jackie’), ha debuttato come regista con ‘Lady Bird’ (2017 ) ricevendo subito due nomination all’Oscar (miglior sceneggiatura e miglior regia), quinta donna della storia degli Academy Awards ad essere candidata per questa categoria. ‘Piccole donne’ è per l’ American Film Institute e per la rivista Time uno dei migliori dieci film dell’anno, ed ha ricevuto due nomination ai Golden Globes. Ottavo adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo del 1868 di Louisa May Alcott, il film è prodotto da Amy Pascal, Denise Di Novi e Robin Swicord.

Roberto Benigni torna a Sanremo, è una favola ‘Eccome se ci vado!’, ha risposto a Che tempo che fa a Fabio Fazio che gli chiedeva se sarebbe stato presente all’Ariston

16 dicembre 201918:08

Roberto Benigni torna al Festival Di Sanremo. “Eccome se ci vado!”, ha risposto a Fabio Fazio che gli chiedeva se sarebbe stato presente all’Ariston nel corso di Che tempo che fa, dove era ospite con il regista Matteo Garrone per presentare il film Pinocchio. “Sono io che lo preparo, sono la cosa sicura, Amadeus non so se verrà! – ha scherzato – Quando mi dicono Sanremo per me è come dire Pinocchio, è una favola, è il 70esimo anniversario, è la festa degli italiani più bella, è veramente una favola! Sarà un Sanremo straordinario”.

Benigni torna all’Ariston – il palco dal quale lanciò il celebre ‘Wojtylaccio’ – dopo la straordinaria performance del 2011, una lezione di storia patria dedicata ai 150 anni dell’unità d’Italia: il suo commento all’inno di Mameli – con il memorabile ingresso sul palco a bordo di un cavallo bianco – fece volare il festival oltre i 15,3 milioni di spettatori in prima serata, unendo il Paese, raccogliendo apprezzamenti bipartisan e il plauso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Del resto Benigni da record all’Ariston non è una novità: sfiorò i 20 milioni nel 2002, ospite di Pippo Baudo, quando in uno degli interventi più emozionanti della storia del festival presentò una sua versione in chiave politica del Giudizio Universale e si lanciò in battute sugli organi sessuali dello stesso Baudo (“Sono stato io a mettere per primo le mani lì, anche prima della signora Ricciarelli” e giù con la celebre ‘strizzatina’), di Berlusconi, Di Pietro, Fassino. A tenere banco per tutta la settimana sanremese era stata la minaccia di Giuliano Ferrara, creatore del comitato BoBe (Boicottiamo Benigni): il direttore del Foglio aveva promesso di sbarcare al festival per lanciare uova contro il comico. Ma poi non se ne fece nulla.
E ancora nel 2009 il suo show di mezz’ora, tutto incentrato sulla politica, superò i 15 milioni di spettatori e il 55% di share. Spazio a Veltroni, a Berlusconi, ma anche agli omosessuali che “non sono fuori dal piano di Dio”. Nel 2011 è stato ospite di capitan Gianni Morandi, con l’intervento dedicato all’inno nazionale ma ricco come sempre di spunti di attualità: “Dov’è la vittoria sembra scritto dal Pd”, “150 anni per una nazione che volete che siano, e’ una bambina … una minorenne, ‘sta storia delle minorenni e’ nata a Sanremo con la Cinquetti si e’ spacciata per la nipote di Claudio Villa. Ruby Rubacuori: l’ho detto, se non ti piace cambia canale e vai sul Due: no, la’ c’e’ Santoro”; “ha detto che e’ la nipote di Mubarak, bastava andare all’anagrafe in Egitto e vedere se Mubarak di cognome fa rubacuori”. Poi il cambio di registro e l’esegesi dell’inno: Benigni si trasformò in un cantore appassionato, mescolando l’analisi del resto alla storia e alla letteratura e facendo emergere dal passato uomini e donne che hanno contribuito alla nascita del nostro Paese.

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Star Wars, sfida resta ‘in famiglia’
Icone saga in L’ascesa di Skywalker che chiude trilogia sequel

18 dicembre 201916:45

I legami famigliari, di sangue e non, che portano alla salvezza o alla dannazione, sono fra gli elementi fondanti dei mondi creati da George Lucas in Star Wars.
Un viatico che ritorna con un trionfo di simboli della saga, in L’ascesa di Skywalker, l’attesissimo capitolo finale della trilogia sequel, che dal 18 dicembre ‘invade’ le sale italianein 800 copie distribuito da Walt Disney. Un’uscita che precede di due giorni il debutto in Usa, con previsioni di incassi globali nel mondo per il primo weekend, intorno ai 450 milioni di dollari.
Dietro la macchina da presa torna J.J Abrams, motore del ritorno “nella galassia lontana lontana”, e già regista del primo capitolo della nuova trilogia ‘Il risveglio della Forza’ (2015), seguito nel 2017 da ‘Gli ultimi Jedi’ di Rian Johnson, che aveva provato qualche scelta più eterodossa rispetto alla ‘Bibbia’ della saga, attirandosi sui social gli attacchi dei fan più oltranzisti. Abrams, azzera, o quasi, i rischi di Johnson, regalando agli appassionati un viaggio dal ritmo incalzante dominato da icone (compresi un paio di cameo a sorpresa) e nuovi miti per la sfida senza appello tra l’Ordine finale dei Sith, guidato dal malefico Imperatore Palpatine (Ian McDiarmid, di ritorno dalla trilogia originale) e la Resistenza del Generale Leia (Carrie Fisher, scomparsa nel 2016, ma presente in maniera rilevante nel film, grazie all’uso di scene non utilizzate per Il risveglio della Forza). Proprio la Forza e il suo lato Oscuro abitano il confronto fra le due figure di riferimento della ‘nuova generazione’ : la ‘predestinata’ Jedi Rey (Daisy Ridley) che ha di fronte nuove pericolose domande ed emozioni difficili da controllare nella sua ricerca di identità e il leader del primo Ordine Kylo Ren (Adam Driver), tra riconoscimento reciproco, rimorsi, dubbi, scoperte e rinascite. Un percorso nel quale si rinnovano i ruoli centrali dei coprotagonisti John Boyega (Finn) e Oscar Isaac (Poe), in un cast che comprende il ritorno di un altro interprete icona della trilogia originale, Billy Dee Williams, per Lando Calrissian, e fra gli altri, Mark Hamill, Anthony Daniels Domhnall Gleeson, Lupita Nyong’o, Joonas Suotamo e Kelly Marie Tran. Fra le new entry, Abrams recluta Richard E.
Grant generale dell’Ordine finale e continua a puntare su donne forti: Naomi Ackie, nel ruolo di Jannah, nuova alleata della Resistenza, e Keri Russell (che per il regista è già stata interprete della sua prima serie tv di successo, Felicity e di Mission Impossible III) qui nei panni dell’abilissima e ironica Zorri Bliss, furfante intergalattica, ed ex compagna di scorribande di Poe. Abrams, anche coproduttore, ha deciso di cofirmare la sceneggiatura e dirigere il film, dopo l’addio al progetto per divergenze artistiche, in fase di preparazione, di Colin Trevorrow (Jurassic World). Dopo varie riscritture, per arrivare alla versione finale dello script c’è stato anche un incontro con George Lucas. Abrams chiude il cerchio con mano sicura, disegnando un’avventura fin troppo carica di elementi (il rischio di esagerare non l’ha spaventato) ma comunque spettacolare, introspettiva e densa di emozioni, alleggerita con sapienza da momenti di humour affidati in particolare alle interazioni con i droidi (che non vanno mai sottovalutati, ci ricorda Leia), C-3PO (Daniels, presente sin dal primo film della trilogia originale nel 1977), R2-D2 e il nuovo arrivato D-O e alla bromance di Finn e Poe. Non si lesinano le citazioni cinefile e artistiche, da Intrigo internazionale a La signora di Shanghai, da Escher a Shakespeare. La saga degli Skywalker può essersi (per ora) chiusa ma la Disney ha intenzione di continuare a esplorare l’Universo di Guerre stellari: si sta iniziando a immaginare un nuovo film, che avrà come coproduttore Kevin Feige, presidente dei Marvel Studios, altro asset di grande valore per la casa madre di Topolino. Intanto sulla piattaforma Disney+ ha debuttato la serie originale nata da Star Wars, The mandalorian.

Benigni torna al festival di Sanremo, ecco le altre volte sul palco dell’AristonL’ultima volta nel 2011, memorabile il show con Pippo Baudo nel 2002

“Quando mi dicono Sanremo per me è come dire Pinocchio, è una favola, è il 70esimo anniversario, è la festa degli italiani più bella, è veramente una favola! Sarà un Sanremo straordinario”. Roberto Benigni ha annunciato così il suo ritorno sul palco dell’Ariston. Ecco le altre volte:Nel 2011, ospite di Gianni Morandi, entra sul palco in sella a un cavallo bianco e fa una lezione di storia patria dedicata ai 150 anni dell’unità d’Italia. Fa volare il festival oltre i 15,3 milioni di spettatori in prima serata. Plauso del presidente Napolitano.Nel 2009 il suo show di mezz’ora, tutto incentrato sulla politica, supera i 15 milioni di spettatori e il 55% di share. Spazio a Veltroni, a Berlusconi, ma anche agli omosessuali che “non sono fuori dal piano di Dio”. Il conduttore, Paolo Bonolis. Sfiora i 20 milioni di spettatori il suo intervento nel 2002, uno dei più memorabili della storia del festival: presenta una sua versione in chiave politica del Giudizio Universale e si lancia in battute sugli organi sessuali di Pippo Baudo.

Incassi, debutto in vetta per Il primo NataleFrozen perde il trono e va al secondo posto segue L’Immortale

16 dicembre 201911:06

– Debutto in vetta alla classifica degli incassi nelle sale cinematografiche italiane del week end appena trascorso, secondo i dati forniti da Cinetel, per “Il primo Natale”, la commedia sulla nascita di Gesù di Salvo Ficarra e Valentino Picone, registi e protagonisti, che, uscito in 773 sale, registra 3.142.556 euro in quattro giorni di programmazione (3.142.947 totali) . Perde lo scettro da noi e anche in Nord America Frozen 2 – Il segreto di Arendelle, il cartoon blockbuster Disney del 2019, che anche negli Usa resta comunque secondo e fa suoi altri 5 milioni, sfondando il tetto del miliardo di dollari incassati in tutto il mondo e da noi ottiene 1.640.886 (14.959.715 in tre settimane). Scivola di una posizione e si ferma al terzo posto anche L’Immortale, di e con Marco D’Amore e con Giuseppe Aiello, film sulle tracce della serie tv Gomorra in cui debutta in proprio il personaggio Ciro di Marzio, che registra 1.114.347 euro, 4.921.958 euro in due settimane. Perde una posizione e scivola al quarto posto Cena con delitto di Rian Johnson, con Daniel Craig nei panni di un ispettore alla Poirot, che segna 1.024.963 euro, 2.540.498 totali. Segue sul quinto gradino la nuova commedia di Woody Allen Un giorno di pioggia a New York che registra 395.422 euro, 2.927.418 euro in tre settimane. L’ultimo debutto nella top ten si piazza al sesto posto, è Che fine ha fatto Bernadette? con Cate Blanchett nei panni di una leggenda nel campo dell’architettura che a un certo punto sparisce, film tratto dall’omonimo romanzo bestseller di Maria Semple che ha ottenuto 180.700 euro.
Il totale incassi è 8.547.934 euro, -18% rispetto alla precedente settimana, ma +16% rispetto allo stesso periodo del 2018, che segnava 7.368.708 euro.

Premi: il Mario La Cava a Nadia Terranova per Addio FantasmiRiconoscimento speciale al critico letterario Walter Pedullà

BOVALINO16 dicembre 201911:19

– Nadia Terranova, con “Addio fantasmi” (Einaudi), si è aggiudicata l’edizione 2019 del Premio letterario “Mario La Cava” la cui cerimonia di consegna si è svolta a Bovalino, città natale dello scrittore.
La giuria tecnica, composta da Andrea Di Consoli, Stefano Ercolino, Marco Gatto, Loredana Lipperini e Vito Teti, con scrutinio segreto, ha decretato l’opera vincitrice nella terna che comprendeva anche “Ti rubo la vita” di Cinzia Leone (Mondadori) e “L’ora del mondo” di Matteo Meschiari (Hacca).
Il Premio, organizzato dal Comune di Bovalino in collaborazione con il Caffè letterario “La Cava”, con il patrocinio della Regione Calabria e il contributo del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Locri, giunto alla terza edizione, era incentrato sul tema “Il viaggio. Percorsi vissuti, narrati e immaginati”.
Premio speciale “La Melagrana” consegnato al critico letterario Walter Pedullà che a Mario La Cava è stato legato da profonda stima e amicizia.

Moda: la doppia vita del cachemire rigeneratoLo propone il marchio Malo nei suoi laboratori

16 dicembre 201912:18

– Malo, storico marchio fiorentino specializzato in maglieria di cashemire lancia il servizio di rigenerazione dei suoi capi, ovvero la possibilità di dare nuova vita agli articoli del brand realizzati in cashemire, lana e fibre naturali di qualsiasi età. Si tratta di una sorta di servizio di riparazione e rigenerazione artigianale che avviene nei laboratori di Malo, dove ogni capo viene esaminato, riparato dove necessario, lavato con cura grazie all’uso di saponi delicatissimi che rendono le fibre ancor più morbide al tatto.
Dopo il lavaggio vine eseguita la rasatura, essenziale per eliminare eventuali “pallini” dovuti all’utilizzo negli anni. In questa fase il capo viene delicatamente pettinato a mano in tutte le sue parti. Dopo il trattamento ogni capo riprende corpo e lucentezza, rimesso a nuovo per una nuova vita. Il capo da rigenerare può essere consegnato al personale nei negozi Malo che lo manda in lavorazione nei laboratori. Nella stessa boutique avverrà anche il ritiro alla riconsegna.

Teatro: un viaggio nella Sicilia di Sciascia con VilloresiIl 21 dicembre a Palazzo Reale e il 22 al Biondo di Palermo

16 dicembre 201912:25

A trent’anni dalla sua scomparsa, un viaggio antologico letterario e teatrale rende omaggio all’opera creativa di Leonardo Sciascia, esplorando anche il contesto degli autori siciliani dell’epoca. “La Sicilia come Metafora” nasce da un’idea della Fondazione Federico II e del Teatro Biondo. È già tutto esaurito per la prima del 21 dicembre in Sala Mattarella a Palazzo Reale. La replica è in programma al Teatro Biondo il 22 dicembre alle 19.30.
In scena con la straordinaria partecipazione di Pamela Villoresi andranno gli allievi della “Scuola dei mestieri dello spettacolo” del Teatro Biondo diretta da Emma Dante. Lo spettacolo è a cura di Michele di Martino, musiche di Luciano Vavolo eseguite in scena dallo stesso e da Nicola Innocenti.
“Lo spettacolo – afferma Gianfranco Miccichè, presidente e della Fondazione Federico II – intende dare voce al ‘coro’, talvolta rimasto inascoltato, di innumerevoli siciliani che cercano quotidianamente il superamento di quella Sicilitudine analizzata da Sciascia anche nella sua accezione negativa: un eccesso di identità astratta, inconcludente, parolaia e selvatica, da ribaltare in positivo”.
“Nel viaggio antologico proposto – dichiara Patrizia Monterosso, direttore generale della Fondazione Federico II -, il ‘coro’ è guidato idealmente dallo scrittore di Regalpetra, accompagnato da autori siciliani come Pirandello, Vittorini, Quasimodo, Buttitta, Bufalino e Consolo. Questa non è una commemorazione. Il teatro restituisce un pensiero di Sciascia al presente. Il pungolo della riflessione vive attraverso il pensiero dei poeti messo in scena attraverso il talento degli attori, a cominciare da quello di Pamela Villoresi”.
Pamela Villoresi dice di provare “grande emozione” per questo spettacolo: “Far rivivere le belle parole di Sciascia, ripensare i suoi pensieri, rivedere questa terra attraverso i suoi occhi… a distanza di anni da quel bel progetto, Regalpetra, che ideammo con Michele Abbate; declamare i suoi versi con i suoi familiari, i nuovi amici; ricordarlo per questa ricorrenza, con la preziosa collaborazione della Fondazione Federico II, a Palazzo Reale e nel Teatro che orgogliosamente dirigo; ma soprattutto, farlo attraverso i nostri allievi, con la consapevolezza di trasmettere loro un grande patrimonio, di regalargli un tesoro, di passare un testimone”.

Scala: festa per Domingo, non posso credere passati 50 anniStanding ovation del pubblico e poi torta nel retropalco

16 dicembre 201912:59

– La Scala vuole bene a Placido Domingo, al di là delle polemiche sul #metoo, e ieri lo ha dimostrato con una festa per i suoi 50 anni di collaborazione con il teatro milanese nell’ultimo giorno da sovrintendente di Alexander Pereira, da oggi alla guida del Maggio musicale fiorentino.
Prima si è svolto il Gala in cui il cantante si è esibito con il soprano Saioa Hernández, il tenore Jorge de León e il basso Ferruccio Furlanetto, terminato con 18 minuti di applausi. Poi nel retropalco si è svolta la festa con tanto di torta a tema con sopra un’immagine del teatro e la scritta 50. “Non posso credere che siano passati cinquant’anni – ha detto -. Ho visto nascere e crescere i miei figli nel frattempo. Ma ho ritrovato nell’applauso di questa sera quello di 28 anni fa”.
“Grazie ad Alexander – ha aggiunto -. Abbiamo fatto tanti progetti insieme. E ogni volta mi chiedevo se avrei avuto la voce per cantare”. Di voce ne ha ancora e infatti ha spiegato di essere “felice di tornare a giugno” per cantare il ruolo di Germont nella Traviata.

Boni è Ambrosoli, un esempio speventoso per tutti / VIDEOAnteprima in Bankitalia con Visco, nel quarantesimo omicidio

17 dicembre 201909:35

“All’inizio non me la sentivo di interpretare Giorgio Ambrosoli, non sono neanche un’unghia di quest’uomo… Ma quando sono entrato nella sua vita… non sono più riuscito ad uscirne. Era un uomo che faceva il suo lavoro che, per la sua etica ha continuato ad andare avanti consapevole dei rischi che correva. E’ un esempio spaventoso per noi adulti e per le nuove generazioni. Ambrosoli mi ha dato una lezione irripetibile”. Così Alessio Boni, che a quarant’anni dall’assassinio dell’eroe borghese (come lo aveva ribattezzato Corrado Stajano), interpreta il protagonista nella docu-fiction “Giorgio Ambrosoli – Il Prezzo del coraggio”, prodotta da Stand by me in collaborazione con Rai Fiction e in onda mercoledì 18 dicembre in prima serata su Rai1.
La proiezione in anteprima a Roma nella Sede della Banca D’Italia preceduta dal saluto del governatore Ignazio Visco, del Presidente della Rai Marcello Foa e dell’AD Fabrizio Salini, alla presenza della vedova dell’avvocato, la signora Annalori e dei figli Umberto e Francesca . Per raccontare alle nuove generazioni la storia esemplare di un uomo comune ed eroico al tempo stesso, che amava la sua famiglia e il suo lavoro e che credeva nel significato della responsabilità e della legalità.
“Oggi – ha detto Visco – viviamo in un clima difficile, la situazione economica non è favorevole e si è spesso alla ricerca di illusori capri espiatori e i sentimenti di odio che ne derivano possono portare i nostri giovani a pensare che non vi sia più spazio per la competenza, per l’integrità morale e per il senso del dovere”. Visco nel descrivere la figura dell’avvocato milanese sottolinea:  “Ambrosoli  aveva un grande senso del dovere, a cui univa una notevole preparazione professionale e un coraggio davvero eccezionale”.
Nel cast oltre a Boni nei panni dell’avvocato, Dajana Roncione (la vedova Annalori Ambrosoli), Claudio Castrogiovanni (Silvio Novembre), Fabrizio Ferracane (Michele Sindona). Una narrazione mixata tra fiction e racconto documentaristico.
Il racconto si concentra sugli anni cruciali della vicenda, dall’ottobre del 1974 fino all’uccisione l’11 luglio 1979, periodo in cui Ambrosoli fu commissario liquidatore della Banca Privata Italiana di Michele Sindona. Il punto di vista è quello del maresciallo della Guardia di Finanza Silvio Novembre che fu suo collaboratore nei cinque anni del suo incarico. Cinque anni in cui Ambrosoli indagò gli snodi di un sistema politico-finanziario corrotto e letale sono ricostruiti nelle scene di finzione e approfonditi con rigore filologico all’interno dei contenuti documentaristici, tra materiali di repertorio e documenti chiave (in particolare le agende private, in cui Ambrosoli annotava tutto, custodite nell’Ufficio Corpi di Reato del Tribunale di Milano, e gli atti relativi alla Banca Privata Italiana e alla sua liquidazione, che dopo il deposito presso l’archivio della Camera di Commercio di Milano sono stati resi disponibili al pubblico solo alla fine del 2016).
Tra le testimonianze ‘intervista alla moglie Annalori. Il marito aveva lasciato una lettera-testamento a lei indirizzata: “Sarà per te una vita dura, ma sei una ragazza talmente brava che te la caverai sempre e farai come sempre il tuo dovere costi quello che costi”. Ai suoi funerali, nessuna autorità pubblica.
Nel tv movie viene mostrata anche un frame dell’intervista di repertorio ad Andreotti del 2009 con la celebre risposta: “Se l’andava cercando”.
Tra i testimoni della fiction, il figlio Umberto; i cari amici di famiglia Giorgio Balzaretti e Franco Mugnai; il professor Vittorio Coda e l’avvocato Sinibaldo Tino, che affiancarono Ambrosoli nel lavoro di liquidazione; i magistrati Gherardo Colombo e Giuliano Turone, incaricati dei processi a carico di Sindona; lo scrittore Corrado Stajano autore del libro “Un eroe borghese”; Anna Maria Tarantola, all’epoca dei fatti in Banca d’Italia; il procuratore americano John Kenney, titolare delle indagini sul fallimento della Franklin Bank di Sindona, che collaborò assiduamente con Ambrosoli. Il figlio Umberto Ambrosoli: “Ho sentito l’esigenza, in occasione del quarantesimo anniversario, di rafforzare il senso di comunità.
Il nostro patrimonio storico è ricco di risorse dalle quali attingere per quanto riguarda il nostro ruolo di cittadini e di uomini. Quest’anno, inoltre, è venuto a mancare Silvio Novembre”.
Il direttore di Rai Fiction Eleonora Andreatta sottolinea: “si completa il trittico di docu-fiction civili che abbiamo realizzato per la rete. Giorgio Ambrosoli, fu uno dei più grandi rappresentanti del senso di responsabilità, fino al punto di sacrificare la propria vita, per costruire un domani migliore per le generazioni future. Fu un uomo lasciato solo”.

Mirò, le immagini dedicate agli amiciEsposto in Puglia anche libro d’artista voluto da Eugene Ionesco

BARI16 dicembre 201914:13

– Si chiama “Miró. Quelques fleurs pour des amis” (‘Alcuni fiori per gli amici’) la mostra delle immagini che l’artista catalano ha dedicato agli amici come Ionesco, Max Ernst, Matisse, Nina Kandinsky e che, raccolte nell’omonimo libro d’artista, saranno esposte in tre sedi della provincia di Bari dal 22 dicembre al 26 aprile 2020. A Casamassima, la mostra sarà a Palazzo Monacelle; a Gioia del Colle a Palazzo San Domenico e a Turi nella Chiesa di Sant’Oronzo. Il libro d’artista, stampato nel 1964, è la trasposizione litografica voluta da Eugène Ionesco nel raccogliere in un unico volume gli acquarelli di questa serie di un fiore e una dedica. La mostra, organizzata da Sistema Museo con i Comuni interessati, è visitabile con un biglietto unico per tutte le tre sedi.

Nasce Brera/z, trimestrale di cultura e artePromosso da Equita, collaborazione tra Domus e ‘sistema Brera’

16 dicembre 201920:10

Nasce ‘Brera/z’, nuovo trimestrale dedicato al mondo delle mostre, dell’arte contemporanea, delle gallerie, dell’architettura e alle storie che rendono Brera un grande laboratorio di cultura a Milano.
La rivista è frutto della collaborazione tra Editoriale Domus e l’intero ‘sistema Brera’ – che comprende Pinacoteca, Accademia, Osservatorio astronomico, Orto botanico, l’archivio Ricordi e l’Istituto lombardo di scienze e lettere -, ed è finanziata da Equita.
“Brera/z è un piccolo grande evento, perché colma un vuoto che esisteva nei confronti di una delle più significative realtà europee – ha detto Walter Mariotti, direttore editoriale del magazine oltre che di Domus -. Parlare di Brera significa parlare di uno dei ventricoli del cuore di Milano, che desideriamo continui a battere”.
Di cuore ha parlato anche James Bradburne, direttore della Pinacoteca: “Ventricolare è un’espressione non casuale, il mio scopo è sempre stato quello di rimettere Brera nel cuore della città”.

Cesare Bocci guida d’eccezione in VaticanoScheri, più spazio alla divulgazione, l’attore presto in fiction

16 dicembre 201919:02

o come Alberto Angela? No, è troppo bravo, certo mi piacerebbe essere come lui, soprattutto quando si dimostra curioso e affascinato, descrivendo le cose, la chiave giusta per attirare cuore e attenzione di chi ci sta guardandolo”. Cesare Bocci sbarca su Canale 5 come guida d’eccezione nel Vaticano, in una serata-evento ‘Viaggio nella grande bellezza’, in onda mercoledì 18 dicembre in prima serata. Ma non solo. L’attore, caro al grande pubblico per il ruolo di Mimì Augello, il vice del commissario Montalbano nella serie televisiva di Rai1, è anche il protagonista di una fiction, ‘I fratelli Caputo’, che andrà in onda presto sulla rete Mediaset. Coprotagonista Nino Frassica.Realizzato da Rti in collaborazione con Vatican Media e RealLife Television, lo speciale di mercoledì’ sera, ha detto il direttore Giancarlo Scheri, potrebbe anche essere il primo di una serie sul genere divulgazione scientifica. E potrebbe pure segnare un cambio di passo nelle prime serate di Canale 5, finora prevalentemente all’insegna delle fiction e dell’intrattenimento. “La tv generalista ha bisogno di tutti i generi e noi facciamo 200 ore l’anno anche di programmi dedicati al territorio, alla cultura, come Melaverde, che proprio nell’ultima puntata ha realizzato il record del 18% di share – ha detto Scheri – E’ vero che in prima serata era un po’ che non facevamo nulla sulla divulgazione scientifica, ma abbiamo comunque una lunga tradizione, ora proviamo con questo speciale, realizzato come tutti i nostri programmi tenendo conto del pubblico a cui è rivolto, fatto da famiglie, dai bambini agli adulti, con un linguaggio popolare che non vuol dire basso, ma comprensibile a tutti”. Il cammino di Bocci in Vaticano parte da Piazza San Pietro, il perimetro delineato dalle 284 colonne del Bernini, coronato dalla Basilica, la più grande al mondo, e dalla Cupola, icona della Roma spirituale e urbana. Il tracciato seguito dall’attore-guida procede quindi verso i Palazzi Vaticani, sede dei principali Dicasteri Pontifici.Con il direttore dei Musei Vaticani, il cicerone di ‘Viaggio nella Grande Bellezza’ va alla riscoperta della Cappella Sistina: 2500 mq di affreschi, tra cui il Giudizio Universale di Michelangelo e La creazione di Adamo del Buonarroti. Ci sono anche gli interventi di testimoni come il Cardinale Angelo Comastri, Vicario di Sua Santità per la Città del Vaticano; Monsignor George Gänswein, Prefetto della Casa Pontificia; Andrea Tornielli, direttore editoriale del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede; Barbara Jatta, direttore dei Musei Vaticani. Attraverso l’uso di droni e tecniche di ripresa di ultima generazione, l’esperienza visiva offerta è inedita, con punti di osservazione unici e privilegiati. Per Bocci una grande soddisfazione aver partecipato a questo progetto, con una sola delusione, ha scherzato, non aver incontrato il Papa. “Perché c’e’ una domanda che avrei voluto tanto fargli: ogni volta che entro lì dentro mi sento piccolo piccolo e – ha detto – avrei voluto chiedergli come si è sentito lui”.

Max Pezzali raddoppia a San SiroSold out il concerto del 10 luglio, nuova data l’11

16 dicembre 201916:18

In tre settimane “San Siro canta Max”, il concerto evento di MAax Pezzali allo Stadio San Siro di Milano registra il tutto esaurito e raddoppia. Dopo la data annunciata del 10 luglio, si aggiunge così quella dell’11.
Durante i due live, Pezzali ripercorre insieme al pubblico i più grandi successi della sua carriera. “Per me l’idea di cantare a San Siro è inspiegabile, devo ancora metabolizzarla: è come un sogno che ho sempre avuto paura di sognare perché troppo grande e bello – racconta Max Pezzali -. Un sogno così bisogna meritarselo e ora so di voler mettere tutto me stesso per poterlo realizzare e per far vivere una serata unica e indimenticabile alle persone che verranno a cantare con me le mie canzoni. Per me sarà sicuramente sarà memorabile”.
Da “Nord Sud Ovest Est” a “Come mai”, passando per “Sei un mito” e “L’universo tranne noi” fino ai successi più recenti: San Siro diventerà il luogo che celebrerà oltre 25 anni di carriera del cantautore per dare vita a un grande karaoke.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Ian Anderson e Griminelli in concerto a Ferrara
Il 21/12 per sostegno reparto Oncologia pediatrica ospedale Cona

FERRARA16 dicembre 201916:29

– Il leader dei Jethro Tull, Ian Anderson, e il flautista solista Andrea Griminelli saranno i protagonisti del concerto ‘Christmas Jethro Tull charity tour’, sabato 21 dicembre al teatro Comunale di Ferrara, a favore dell’associazione di volontariato Giulia: i fondi serviranno per sostenere il reparto di Oncologia pediatrica dell’ospedale di Cona con strumentazioni e figure professionali come lo psicologo e il musicoterapeuta. Già esauriti, in soli due giorni di apertura della biglietteria, gli 880 posti a disposizione.
Il Comune di Ferrara ha sostenuto l’iniziativa con un contributo da parte dell’assessorato alle Politiche sociali e con la concessione gratuita del Comunale, che per la prima volta ospita l’evento ‘Un angelo di nome Giulia’, giunto alla 13/a edizione.
Griminelli, considerato uno dei maggiori flautisti al mondo, ha ottenuto importanti riconoscimenti, dal Grammy al Prix de Paris. I Jethro Tull sono una leggenda della musica, con più di 60 milioni di album venduti in tutto il mondo.

Matera 2019: il 20/12 la chiusura, coordina Manuel AgnelliLa cerimonia nella Cava del Sole, dove ci fu l’inaugurazione

MATERA16 dicembre 201916:45

– “Gli Afterhours saranno la band che farà da collante rispetto agli altri artisti che saliranno sul palco e che suoneranno con noi”: così Manuel Agnelli ha presentato, a Milano, il programma di “Open Future, Together!” la cerimonia conclusiva di Matera 2019 che si terrà il 20 dicembre alle ore 19, nella Cava del Sole, nello stesso luogo quindi della prima parte dell’inaugurazione dello scorso 19 gennaio.
Oltre ad Agnelli (coordinatore artistico della cerimonia), sono intervenuti alla conferenza stampa anche Rodrigo D’Erasmo, degli Afterhours, e il direttore generale della Fondazione Matera Basilicata 2019, Paolo Verri. Il 20 dicembre saliranno sul palco di Matera anche Damon Albarn, Lous and the Yakuza, Fatoumata Diawara, Carmen Consoli, Daniele Silvestri e Rancore.

Su La7 ‘Eden’ , torna Licia l’ambientalistaCiclo di puntate da 40 Paesi del mondo

16 dicembre 201919:11

L’editore di La7 Urbano Cairo, annunciando l’arrivo sulla rete di Licia Colò con un programma dedicato all’ambiente, l’aveva paragonata ad una Greta ante litteram. “Magari avessi ottenuto il consenso e i risultati che è riuscita a smuovere quella ragazzina, ce ne fossero come lei – ha detto oggi la conduttrice – L’ho preso per un complimento, e comunque io è dal 1989 che faccio informazione di questo genere”. L’ultima sua battaglia a favore dell’ambiente si intitola ‘Eden, un pianeta da salvare’, e andrà in onda dall’8 gennaio in prima serata. Un ciclo di puntate sui posti più interessanti, le varie criticità e il delicato equilibrio tra uomo e ambiente, in un giro da 40 paesi del mondo.”Eden è quello che abbiamo sotto i piedi, non abbiamo un pianeta B – ha detto la conduttrice – e noi vogliamo accendere i riflettori sulla bellezza che rischiamo di perdere e avvertire che abbiamo preso una strada che potrebbe non avere ritorno, ma io sono ottimista e sono sicura che si può ancora fare molto”. “È arrivato il momento che La7 ricominci a parlare di natura – ha aggiunto il direttore di rete Andrea Salerno – Questo programma è un po’ un incrocio tra le cose più belle del pianeta e un report ambientalistico”.Tra i servizi previsti la desertificazione (con un racconto dal Neghev in Israele), i tesori del sottosuolo (come la grotta di ghiaccio più grande del mondo), l’abbandono dei territori italiani, ovviamente l’Amazzonia, ma anche i luoghi più green, le nuove tecnologie che aiutano l’ambiente, i paradisi che restano naturali, l’energia circolare e la sostenibilità ambientali di alcune città, prima fra tutte Oslo, nominata nel 2019 ‘European Green capital’. “Ma tutti dobbiamo imparare ad essere responsabili delle nostre scelte – ha aggiunto Licia Colò – Penso che sia sbagliato legare l’ambiente alla politica, perché questa è una tematica nell’interesse di tutti”. In ogni puntata ci saranno anche cinque minuti dedicati ai rischi e alle difficoltà incontrate dalla stessa Licia e da tutta la troupe per riprendere luoghi spettacolari ma spesso anche rischiosi.

Dalle calzature dei soldati alle scarpe delle starA Palazzo Pitti 80 opere antiche a confronto con Genny e Celine

FIRENZE16 dicembre 201917:27

– Dalle robuste caligae dei soldati romani ai sandali delle cortigiane greche; dai calzari indossati dagli dei alle calzature ai piedi delle star nei kolossal dedicati all’antichità: è quanto propone la mostra ‘Ai piedi degli dei’ nel museo della Moda e del costume di Palazzo Pitti a Firenze dal 16 dicembre al 19 aprile 2020.
Il percorso espositivo, curato da Lorenza Camin, Caterina Chiarelli e Fabrizio Paolucci, mette in mostra 80 opere, esemplari delle principali tipologie di calzature usate nel periodo compreso fra il V secolo a.C. e il IV d.C. tra le quali anche rilievi e vasi dipinti. L’antico inoltre è messo a diretto confronto con il contemporaneo: scarpe di alcuni stilisti come Genny, Céline, Richard Tyler, Renè Caovilla, Donna Karan saranno esposte insieme ai modelli realizzati per il cinema, in particolare i sandali di Liz Taylor nei panni di Cleopatra, i calzari di Charlton Heston-Ben Hur, quelle del Gladiatore Russell Crowe, le calighe dell’Alexander-Colin Farrell.

A due anni dall’ultimo tour Kodō ritorna in ItaliaPrevendite aperte per le date di Milano, Firenze e Roma

16 dicembre 201917:39

– A due anni dall’ultimo tour Kodō ritorna in Italia con un programma inedito: Kodō One Earth Tour 2020: Legacy, che sottolinea già dal titolo la continuità con una tradizione più che quarantennale. Il cambio generazionale e la crescita creativa, sviluppata sotto la direzione artistica della star del Kabuki Tamasaburo Bando, sono avvenuti nel segno dell’evoluzione, senza rinnegare mai i principi del gruppo fondatore, Sado no Kuni Ondekoza (1971-1979), che ha rivoluzionato a livello mondiale la pratica delle percussioni.
Il programma di questo tour nasce da un lungo studio del repertorio tradizionale del gruppo, integrandolo con nuove composizioni. Il regista dello spettacolo, Yuichiro Funabashi, afferma di essersi interrogato sulle forme emblematiche delle performance di Kodō nel corso degli anni, per poter poi procedere, solo dopo aver estratto la quintessenza del lavoro dai ricchi archivi dell’ensemble, alla creazione del programma che ora presentano al pubblico europeo e italiano.
Prevendite aperte per il 3 e 4 marzo a Milano al Teatro Dal Verme, il 7 marzo a Firenze Teatro Verdi e il 9 marzo a Roma Auditorium Parco della Musica-Sala Santa Cecilia.

Premio Andersen, debutta la categoria professionistiSezione per graphic novel in occasione centenario Gianni Rodari

GENOVA16 dicembre 201919:46

a categoria dedicata agli scrittori professionisti e una sezione dedicata alle graphic novel in occasione del centenario dalla nascita di Gianni Rodari saranno le principali novità del 53/o Premio Andersen, in programma dal 4 al 7 giugno a Sestri Levante per incoronare le migliori fiabe inedite. La rassegna è stata presentata a Genova dall’assessore regionale alla Cultura Ilaria Cavo, dal sindaco di Sestri Levante Valentina Ghio, dall’assessore comunale alla Cultura Maria Elisa Bixio e un video collegamento della scrittrice Lidia Ravera.
“Entro il 20 marzo gli scrittori potranno presentare una fiaba inedita composta da un minimo di tre ad un massimo di dieci cartelle e il premio in palio sarà di 3.000 euro”, spiega Ghio ricordando le oltre mille favole arrivate l’anno scorso da tutto il mondo. “Un concorso che è cresciuto tanto in questi anni, dedicare anche una parte ai professionisti penso che sia un grande segnale”, commenta Cavo ringraziando Ravera per l’impegno come presidente della giuria. Nella sezione ‘graphic novel’ sarà chiesto ai partecipanti di raccontare una storia il cui tema centrale tragga ispirazione dalle opere di Gianni Rodari o che esprimano ciò che l’autore rappresenta per loro.
In programma anche la 23/a edizione dell’Andersen Festival incentrata sul tema ‘mondi possibili’ che dal 4 al 7 giugno trasformerà Sestri in un teatro di strada con spettacoli, artisti, danza e musica.

Antonello Venditti, 5/o sold out a Roma in un annoCon il tour che celebra i 40 anni di Sotto il Segno dei pesci

16 dicembre 201917:45

– Ancora un sold out per Antonello Venditti a Roma. Il cantautore torna, il 20 dicembre, per la quinta volta in un anno nella Capitale e registra il nuovo tutto esaurito al Palazzo dello Sport, a testimonianza del forte legame che unisce l’artista alla sua città.
In scaletta la celebrazione di un album, Sotto il segno dei Pesci, che nel 1978, anno della sua pubblicazione, ebbe un forte impatto sul Paese, sia a livello musicale che culturale. Tra tematiche sociali mai affrontate prima in maniera così esplicita in una canzone (come in Sara o Giulia), brani dagli arrangiamenti moderni e rivoluzionari (come Sotto il segno dei Pesci, ancora oggi un’inesauribile fonte di ispirazione per i nuovi cantautori it-pop) e tracce che sono una preziosa testimonianza della scena musicale anni ’70 (come Francesco, dedicata all’amico De Gregori), l’album riuscì a farsi strada nel cuore e nell’immaginario italiano. A novembre è stato pubblicato Sotto Il Segno dei Pesci – The Anniversary Tour.
Il tour, oltre alla data di Roma del 20 dicembre, fa ancora tappa il 15 febbraio a Livorno, il 29 febbraio a Jesolo, l’8 marzo a Londra.

Nel centro storico di Genova un murales per De AndréLo sta realizzando lo street artist Cufrini

GENOVA16 dicembre 201918:02

– Un murales dedicato a Fabrizio De André nel nel centro storico di Genova, ai giardini Luzzati. Sta prendendo forma in questi giorni, grazie allo street artist Umberto Cufrini, su una parete vicino a piazzetta Rostagno, sul retro di un asilo nido. Lo stile di questo artista è molto particolare, è simile a un bassorilievo ma con la tecnica dello stencil. “Il volto di De André rimarrà così testimonianza perenne ai Giardini Luzzati – Spazio Comune – spiegano i promotori dell’iniziativa – luogo di condivisione e inclusione per eccellenza. Attraverso testi, musica e parole, Faber, più di ogni altro, è riuscito con le sue canzoni a fornire uno spaccato realistico e poetico della nostra società e della precaria condizione dell’essere umano”. L’opera è un omaggio a Faber che, il prossimo 18 febbraio, avrebbe compiuto 80 anni. In queste settimane Genova è capitale della street art, con i murales illuminati sui palazzi di Certosa, vicino al cantiere del nuovo ponte, alla mostra dedicata a Banksy a palazzo Ducale.

Lionel Richie ‘leggenda’ in nome di Capri, HollywoodAlla popstar il ‘Person Award’ alla vigilia del festival

16 dicembre 201919:21

– Lionel Richie ha ricevuto a Roma, dalle mani di Tony Renis e dei premi Oscar Bertolazzi e Quaranta, il premio ‘Capri Person of the Year Award’ (in virtù del suo sincero e costante impegno umanitario) durante il Gala del festival ‘Capri, Hollywood’, aspettando la kermesse sull’Isola Azzurra dal 27 dicembre al 2 gennaio. Richie si è prestato a cantare e ballare alcuni dei suoi successi: All Night Long, Hello, Amo, ti amo e nel gran finale We Are The World.
Dopo aver raccontato divertito la sofferenza nell’imparare a cantare in italiano con un maestro severo come Renis, e dopo aver ribadito il proprio amore per l’Italia, la sua cultura ed i suoi ambasciatori culturali più carismatici di sempre ” Luciano Pavarotti e Sofia Loren”, il leggendario artista Usa è scappato nella notte insieme alla nuova fidanzata Lisa Parigi ed al suo manager Bruce Erskowitz, promettendo al pubblico di ritornare nella Penisola prima possibile. “E’ tra le mie destinazioni preferite”, ha detto Richie, e ha poi aggiunto a Pascal Vicedomini, produttore di ‘Capri, Hollywood’: “Sono commosso di tanto calore e dell’ affetto genuino che mi avete dimostrato. E poi succedere nell’albo d’oro delle leggende premiate in passato col Capri Person Award, mi inorgoglisce e mi fa riflettere. Tra tutti il mio pensiero più affettuoso va a Luciano Pavarotti che premiaste nel 1996. Luciano aveva una voce unica e duettare con lui al Pavarotti and friends è stato uno dei momenti più emozionanti della mia carriera”.
Reduce dall’udienza con Papa Francesco dopo il concerto di Natale registrato per Canale 5 in Vaticano, Richie si era intrattenuto anche col regista Paolo Genovese, col flautista Andrea Griminelli, con i premi Oscar Alessandro Bertolazzi e Gianni Quaranta, con Enrico e Federica Vanzina e lo stilista Gianluca Isaia.

Poletto

Testo parte con la bella editoriaDg Pitti racconta la mostra, quasi 25.000 titoli e 100 editori

16 dicembre 201919:36

– Quasi 25.000 titoli in mostra, 100 case editrici italiane e un’arena con 7 stazioni che raccontano il percorso e la vita di un libro. Ecco i numeri di ‘Testo. Come si diventa libro’, la nuova fiera organizzata da Pitti Immagine da un’idea della libreria fiorentina Todo Modo, negli spazi della Stazione Leopolda di Firenze con i suoi 2.100 mq. La prima edizione è prevista a marzo 2020, dal 20 al 22, con una formula speciale: fiera aperta al pubblico, ingresso gratuito (con registrazione al front desk) e in omaggio un ‘kit da lettore’, con un taccuino dove annotare i titoli preferiti. A raccontare la filosofia e la genesi della nuova fiera è Agostino Poletto, direttore generale di Pitti Immagine e anima del progetto.
“Quando Testo è nato abbiamo bussato agli editori, grandi e piccoli, c’è stata una grande adesione, – racconta Agostino Poletto – voglia di sentire un racconto diverso sul libro, guardare al libro con una visione sistematica, non solo come un parallelepipedo chiuso; da chi lo scrive a chi lo legge c’è un filo in mezzo, riempito da numerosi mestieri e figure.
Noi a Pitti siamo produttori-registi, mi è arrivata una bella sceneggiatura da Todo Modo, presentata con energia e l’abbiamo sentita vicina al dna di Pitti”. L’idea è di raccontare il libro in tutto il suo percorso di vita.
“Lavoreremo dentro la Leopolda, ci saranno tre tappe: una prima con gli editori. Qui abbiamo fatto una selezione (siamo già a 80 editori, l’obbiettivo è di arrivare a 100, tutti italiani). Ogni editore si presenterà con i suoi 40 volumi più interessanti, le novità e collane che vuole spingere, esposti su tavoli quadrati con dispositivi scenografici per mettere in risalto i volumi. Avranno accanto una scaffalatura lunga come tutta la Leopolda con altri 200 titoli ciascuno”.
Quindi in totale circa 400 titoli sui tavoli, e altri 20.000 sugli scaffali. La seconda tappa è l’arena “dove noi costruiremo un nostro programma di eventi. Ci saranno 7 stazioni e 7 capi-stazione, ognuna rappresenterà una fase della vita del libro”, spiega Poletto. Qui saranno organizzati incontri, workshop, letture su 7 temi diversi: il manoscritto, il risvolto su come si pubblica un libro, la traduzione, il segno (la grafica), il racconto, la libreria e infine il lettore. “Abbiamo puntato su questa sceneggiatura per mettere in risalto 7 mestieri e tutte le cose importanti che valorizzano un libro. – continua Poletto – Ogni tappa avrà un evento centrale. Su questa matrice si aggiungeranno altre iniziative”.
La terza tappa è la libreria, in cui ci saranno 7 volumi per ogni editore, ispirati ai 7 temi dell’arena. Quindi almeno altri 700 libri. Alla fiera si potrà fare acquisti e trovare anche audiolibri, collane per bambini, libri di fotografia, insomma tutta la bella editoria italiana, per riscoprire l’oggetto libro e il piacere di leggere. “Il libro va raccontato – conclude Poletto – bisogna riportare l’attenzione sulla ricchezza del fenomeno libro, in un moto oscillatorio tra piacere materiale del libro e la sua forma di racconto, anche digitale”.

I 250 anni di Beethoven, al via il giubileo a BonnConcerti in casa e intelligenza artificiale, il genio rivive

BERLINO16 dicembre 201920:05

Ottocento concerti in casa, per dimostrare che “Beethoven è con noi”. Gigante inarrivabile, eppure parte della nostra quotidianità. Ma la musica eseguita negli ultimi due giorni fra appartamenti, chiese, birrerie, case di riposo, stazioni e centri di yoga in Germania era solo il prologo. Duecentocinquanta anni fa, il 16 dicembre 1770, nasceva a Bonn il compositore della musica più suonata nel mondo, Ludwig van Beethoven. E il 16 dicembre, nell’ex capitale dell’ovest, si è aperto un anno giubilare che vede oltre 700 eventi dedicati a questo mito assoluto del repertorio classico.”Scoprire di nuovo Beethoven” è il motto che hanno scelto i promotori della serie di iniziative, non solo tedesche, che si concluderà il 17 dicembre del 2020. La portata del simbolo si capisce bene dal fatto che sia stato scritto un passaggio del contratto di governo Merkel IV, sull’impegno politico in gioco per questo compleanno. E dunque un migliaio di concerti, conferenze, mostre. C’è perfino il tentativo di ascoltare la sua decima sinfonia: completata per l’occasione da alcuni musicologi, con l’intelligenza artificiale. Il risultato del progetto (sostenuto dalla Deutsche Telekom) sarà presentato il 28 aprile, sempre nella città natale.”Beethoven incontra l’essere umano nel suo nucleo più profondo. Incontra la nostra umanità, la nostra capacità di provare gioia e dolore. La responsabilità che abbiamo nella protezione del creato”, ha detto Monika Gruetters, sottosegretaria alla Cultura, parlando al magazine digitale che fa da voce all’anniversario, sul sito ufficiale. “Non è solo il musicista più eseguito al mondo, ma anche il più importante ambasciatore della cultura tedesca nel mondo”. Stasera, nella casa di Beethoven, ha lodato “quell’aura di autenticità che ci avvicina a lui”, fra le quattro mura con i due pianoforti a martello. Dopo gli 800 concerti in casa, fra il 14 e il 15 dicembre, il 16 dicembre all’Opera di Bonn si è tenuto alle 20 il Festakt, che apre l’anno beethoveniano. Ed è accessibile al pubblico una mostra che approfondisce e rivede il classico itinerario nella casa del compositore, esponendo manoscritti sottratti da tempo al pubblico, per motivi di manutenzione. Come lo schizzo dell’ode alla Gioia, oggi inno europeo, del 1812.Annunciati anche due Emoti chairs che tentano di far capire agli appassionati come percepisse Beethoven la musica quando era ormai sordo; condizione che lo colpì a partire dai 32 anni e con la quale dovette convivere e continuare a comporre, sfidando il suo genio. Quella partita vinta che lo portò ad andare ben oltre l’orizzonte estetico del suo tempo. Fino al 26 aprile sarà possibile anche seguire una esposizione dedicata al celebre ritratto di Josef Karl Stieler. Il Fidelio, sua unica opera lirica, sarà proposto a Vienna, dal 16 marzo, nel teatro in cui fu messo in scena per la prima volta nel 1805. Mentre il 25 e il 26 aprile ci sarà una “Beethoven Marathon” di 24 ore, a cura della Filarmonica, a Berlino. Il programma si chiude con un concerto nel parlamento di Bonn il 17 dicembre, fra un anno.

Su Sky arriva The Race, una corsa per sopravvivereDal 17/12 su Atlantic la nuova serie con Sean Bean e Adam Brody

16 dicembre 201920:21

– Quello immaginato in The Race- Corsa Mortale, la nuova adrenalinica serie britannica firmata Sky Original in arrivo su Sky Atlantic e Now TV dalle 21.15 del 17 dicembre, è un mondo che all’imbrunire diventa letale per colpa di un pericolosissimo virus. Un mondo in cui scesa la notte, serrate porte e finestre e svuotate le strade, un rigido coprifuoco ha inizio. L’unico modo per ottenere la libertà e lasciare la Gran Bretagna è vincere una delle corse clandestine più folli e mortali al mondo, organizzata da un misterioso miliardario (interpretato da Adam Brody, l’amatissimo Seth Cohen di The O.C.). Nel cast Sean Bean (indimenticato Ned Stark ne Il Trono di Spade), Billy Zane (Titanic, Zoolander) e la vincitrice di due Golden Globe Miranda Richardson.
In un distopico futuro prossimo il Regno Unito è infettato da un inarrestabile virus dalle origini ignote, in grado di trasformare gli esseri umani in feroci creature che temono la luce e il cui unico obiettivo è infettare quanti sono rimasti sani. Per impedire il propagarsi del virus, e scoraggiare quanti vogliono lasciare la città, un governo totalitario ha indetto un rigidissimo coprifuoco notturno controllato dalle autorità: chiunque venga catturato sarà posto in quarantena.
Max Larssen è un genio del tech che fece il suo primo milione di sterline a 12 anni. A 18 diventò miliardario. Gli algoritmi erano la sua specialità: scrivendo codici, sviluppando software, riuscì a predire il futuro, a investire le sue fortune di conseguenza e a prevedere – unico al mondo – l’arrivo del virus che avrebbe infestato la Gran Bretagna. Muovendosi tempestivamente, acquistò un’isola nel Sud Pacifico, fornendola di risorse che avrebbero garantito la sopravvivenza per almeno 60 anni. Ma l’isola andava popolata. Per dar nuova vita al mondo non bastavano scienziati, artisti e ingegneri di prim’ordine, aveva bisogno anche di persone con il fuoco nelle vene, gente disposta a tutto pur di sopravvivere. Per questo motivo decise di indire una corsa automobilistica clandestina che garantisse la salvezza e una via di fuga a quanti avrebbero vinto la gara.
Ogni anno, per tutta una lunga e folle notte che potrebbe cambiare per sempre le vite dei partecipanti, venticinque squadre si mettono in viaggio, un viaggio lungo 1000 chilometri.
Ad attenderli, la libertà.

Bellocchio fuori dalla corsa all’Oscar’Il traditore’ escluso da shortlist per miglior film straniero

WASHINGTON17 dicembre 201900:44

– L’Italia con ‘Il traditore’ di Marco Bellocchio è fuori dalla corsa per il Best international feature film (nuova definizione dell’Oscar per il miglior film straniero). L’Academy of Motion Picture Arts and Sciences ha appena comunicato le shortlist preliminari di alcune categorie, tra le quali quella del miglior film internazionale. I dieci titoli ancora in corsa sono ‘Parasite’ di Bong Joon-ho (Sud Corea), ‘Dolore e gloria’ di Pedro Almodovar (Spagna), ‘The Painted Bird’ di Vaclav Marhoul (Repubblica Ceca), ‘Truth and Justice’ di Tanel Toom (Estonia), ‘I Miserabili’ di Ladj Ly (Francia), ‘Those Who Remained’ di Barnabás Tóth (Ungheria), ‘Honeyland’ di Tamara Kotevska e Ljubomir Stefanov (Macedonia del Nord), ‘Corpus Christi’ di Jan Komasa (Polonia), ‘La ragazza d’autunno’ di Kantemir Balagov (Russia) e ‘Atlantics’ di Mati Diop (Senegal). Le candidature finali per tutte le categorie saranno annunciate il 13 gennaio e la cerimonia degli Oscar 2020 si svolgerà il 9 febbraio.

Schweblin, ecco il mio robottino KentukiUn romanzo tra tecnologia e relazioni umane

17 dicembre 201910:06

SAMANTA SCHWEBLIN, KENTUKI (SUR, PP 230, EURO 16,50). Non ha nulla a che vedere con i social network, ma allo stesso tempo ha molto a che fare con tutto questo. Ecco a voi il kentuki, un dispositivo inventato che ci mostra il rapporto tra tecnologia e relazioni umane in modo inquietante. A immaginarlo è la scrittrice argentina Samanta Schweblin che di questo robottino che scruta, sbircia, si muove dentro la vita di un’altra persona, ci mostra gli effetti nel suo romanzo che si chiama appunto ‘Kentuki’, pubblicato in Italia da Sur nella traduzione di Maria Nicola.
“Cercavo qualcosa che mi permettesse di parlare della vita tecnologica e del nostro rapporto con i social in un solo oggetto. Doveva funzionare a livello simbolico. Mi piacerebbe che tra 50 anni, se qualcuno dovesse leggere questo libro, senza avere idea di che cosa sono facebook o whatsapp, capisse quali sono i problemi che stiamo avendo con l’uso della tecnologia” spiega

la Schweblin che è nata a Buenos Aires nel 1978, vive da 7 anni a Berlino e nel 2010 è stata selezionata dalla rivista Granta come una dei 22 migliori scrittori in lingua spagnola sotto i 35 anni.
All’apparenza innocui e adorabili peluche che vagano per il salotto di casa, questi robottini con telecamere al posto degli occhi e rotelle ai piedi collegate casualmente ad un utente anonimo che potrebbe essere ovunque, a Zagabria come aTel Aviv, fanno sì, tra voyeurismo e ossessione, che un ragazzino di Antigua possa lanciarsi in un’avventura per le lande norvegesi e che una pensionata di Lima possa seguire le giornate di un’adolescente tedesca.
“Credo sia una situazione che può interessare tutti. In fondo si tratta di voyerismo che non è interessante solo perchè ci permette di vedere le tette della vicina, ma nasconde una questione più esistenziale. Che ha a che fare con la ricerca della verità, non solo in termini astratti ma anche nelle piccole cose. Per esempio ci chiediamo: ‘sarò mai felice?’ ‘E come si fa a misurare la felicità?’. Credo che, anche se può essere sbagliato, molto spesso la misuriamo paragonandoci agli altri. E anche quello però è incerto perchè come facciamo a sapere se gli altri sono davvero felici? Guardare gli altri ci da la sensazione di scoprire chi sono, che cosa vogliono, se davvero ci vogliono bene. Quello credo sia il desiderio più profondo, tantrico degli utenti del kentuki” sottolinea la Schweblin, tra i protagonisti dell’edizione 2019 della fiera della piccola e media editoria ‘Più libri più liberi’.
“Il libro è un insieme di domande su un tema che mi preoccupa molto. Il kentuki, i social, la tecnologia in generale, in qualche modo tolgono il corpo dalle nostre relazioni. E che cosa succede? Che una grande parte del linguaggio viene perduta. Se si toglie il corpo dalla comunicazione c’è una sorta di neutralità che non sempre ha un senso e non sappiamo interpretare le reazioni dell’altro senza vedere il suo corpo” afferma la Schweblin che trasporta il lettore in un’atmosfera ipnotica.
L’idea di questo robottino “mi è venuta riflettendo su questi temi. Ero a Buenos Aires in un momento in cui c’è stata una sorta di boom di fotografie scattate dai droni e all’improvviso con i miei amici abbiamo scoperto dei posti del nostro quartiere, dei luoghi che avevamo frequentato per tutta la nostra vita, che ci risultavano nuovi perchè non avevamo mai visto che cosa c’era dietro il muro del vicino. Allora, mi sono detta, se esiste un drone può esistere anche un dispositivo semplice come un kentuki. Che poi che cos’è in fondo? E’ come una specie di apparecchietto che si muove per il salotto e diventa interessante perché si muove nel salotto della casa di qualcun altro, non nella nostra”.
Il nome racconta la scrittrice argentina “è apparso per la prima volta dal nulla mentre stavo scrivendo la prima bozza del romanzo. Molto tempo dopo, avevo quasi concluso il libro, mi sono resa conto che dovevo pensarci sul serio e quindi ho fatto una lista di tutte le cose che volevo che il nome del dispositivo evocasse. Volevo che suonasse straniero, americano, gringo ma anche un po’ giapponese. Volevo che fosse qualcosa di economico, da quattro soldi. Che fosse popolare, accessibile e mi sono resa conto che kentuki aveva tutto questo. Allora lo ho cercato su google e mi sono accorta che non era soltanto il kentucky fried chicken, l’importante marca americana, ma anche una città in Ucraina, un famosissimo cavallo da corsa russo o uno dei cibi giapponesi più importanti”, dice la Schweblin che non ha avuto più dubbi che dovesse restare così.

Ridley, un degno finale per la trilogia di Star WarsAttrice, comprenderete la personalità di Kylo e la solitaria Rey

17 dicembre 201909:45

– ‘L’ascesa di Skywalker’, è per la nuova trilogia di Star Wars, “un finale molto degno. Spero che il pubblico sarà d’accordo. Sul set c’era un sentimento condiviso di gioia. Eravamo molto felici di quello che stavamo facendo. E penso che tutto questo si vedrà anche sullo schermo”.
Lo dice nelle interviste ufficiali per il film Daisy Ridley, protagonista, nei panni della potente e misteriosa Jedi Rey, della trilogia sequel per l’universo creato da George Lucas, che si conclude con l’ultimo capitolo ‘L’ascesa di Skywalker’, nelle sale italiane dal 18 dicembre con Walt Disney due giorni prima dell’uscita americana. Torna dietro la macchina da presa J.J Abrams, motore del nuovo corso della saga e già regista del primo capitolo ‘Il risveglio della Forza’ (2015), seguito nel 2017 da ‘Gli ultimi Jedi’ di Rian Johnson.
Fra le chicche già annunciate (anche dal trailer) c’è il ritorno di Billy Dee Williams, nei panni di uno dei personaggi icona della trilogia originale, Lando Calrissian. Nel cast, insieme ai coprotagonisti John Boyega, Oscar Isaac e Adam Driver, ci sono, fra gli altri, anche Anthony Daniels, Naomi Ackie, Domhnall Gleeson, Richard E. Grant, Lupita Nyong’o, Keri Russell, Joonas Suotamo, Kelly Marie Tran, Ian McDiarmid e in forme che il pubblico scoprirà, Carrie Fisher e Mark Hamill. Sulla trama come al solito massimo riserbo, a parte due righe di stringatissima sinossi ufficiale, che garantiscono un nuovo “epico viaggio verso una galassia lontana lontana”, nell'”avvincente conclusione dell’iconica saga degli Skywalker, in cui nasceranno nuove leggende e avrà luogo la battaglia finale per la libertà”.
Per Daisy Ridley “J.J. è la persona giusta per questo film, ed essendo anche un grandissimo fan di Star Wars con un’enorme conoscenza di base (della saga), sa collegare tutti gli elementi meravigliosamente”. L’attrice inglese, classe 1992, che da giovane promessa è diventata, già con il primo capitolo della saga sequel, una star globale, considera il percorso del suo personaggio in questo terzo film “difficile. Ma penso che Rey si sia formata grazie a ognuno (degli altri personaggi) in una maniera che capirete. Comprenderete la personalità intricata di Kylo (Driver) e quella solitaria di Rey. Capirete tutti”.
L’attrice, che si è a lungo allenata prima delle riprese (“ho anche imparato la kickboxing”) per affrontare al meglio le scene di combattimento e d’azione (tra le quali una spettacolare con i velocissimi speeders), è stata molto toccata dal film anche a livello emotivo: “Qualcuno mi ha detto che sono stata forte per tutto il tempo. Ma ci sono state così tante lacrime. Ti coinvolge emozionalmente girare quelle scene, per ottime ragioni. E’ come fare un film con qualcuno che ami veramente. E’ stata dura”.
Daisy Ridley considera L’ascesa di Skywalker ” anche molto commovente. Lo è stato per me e penso per molti altri. Se togli l’elemento dello spazio, si parla di persone che cercano il modo di affrontare e superare degli ostacoli veramente difficili. Si è di fronte a piccole e grandi storie emozionanti che sono tutte interconnesse e a un elemento centrale che attraverso una causa e un effetto si ripercuote su tutta la galassia”. Fra le scene più complesse da girare quella di combattimento con Adam Driver “nella quale continuavano ad inzupparci con cannoni ad acqua.
Eravamo in Inghilterra a novembre, quindi faceva freddo, Ma sapevo dentro di me di potercela fare”. Tra gli altri interpreti, ritroviamo anche un’altra icona di Star Wars, Anthony Daniels, che fin dal primo film della trilogia originale, ha dato vita al robot C-3PO, che in questo ultimo film, torna ad avere un ruolo importante: “Gli sono successe delle cose, è stato coinvolto, è tornato parte del team. Non capitava dal primo film di Star Wars che C-3PO vivesse una vita così piena”. Ritroveremo anche Chewbacca, l’imponente e incomprensibile Wookie interpretato nella trilogia sequel dal finlandese Joonas Suotamo: “Uno di motivi di fascino infinito di queste storie è l’ambire ad entrare in questo mondo che ci ricorda in qualche modo il nostro – spiega – ma che ci offre anche una realtà dove poterci rifugiare, imparare qualcosa e vivere attraverso questi personaggi”.

Arbore, Fiorello straordinario, Amadeus farà benissimoTorna per tre serate su Rai2 con ‘Ll’arte d’ ‘o sole’

17 dicembre 201921:13

a “scorpacciata colossale di canzoni napoletane, una cinquantina in tutto, una più bella dell’altra, per sei ore di musica, distribuite in tre puntate, registrate a Napoli negli Studi di Napoli di ‘Guarda e Stupisci, dove c’erano ancora quelle belle scenografie di Cappellini e Licheri, ma anche in tutto il mondo nelle mie tournée in Italia e all’estero, da Pechino a Mosca, da New York a Rio de Janeiro, dall’Olympia di Parigi alla Royal Albert Hall di Londra con L’Orchestra Italiana”. Parola di Renzo Arbore che

racconta il suo ritorno su Rai2, con un’edizione aggiornata di “Ll’arte d’ ‘o sole” in onda il 18, il 25 dicembre e l’1 gennaio in seconda serata.Le immagini che vengono dalle tournée, “le ho sempre fatte io di mia iniziativa, per avere un documento. Il programma così è stato a costo praticamente zero per la Rai, circa 5000 euro a puntata”, aggiunge. “Ho in cantiere anche altri progetti su Rai2, vedremo con il nuovo direttore – dice lo showman -. Un altro che mi appassiona in particolare è la mia web tv, Renzoarborechannel, che per adesso tengo un po’ carbonara, Ci sono cose mie e altre che scelgo, del passato e del presente, in Italia e all’estero, mi diverte fare da scopritore di tv di qualità”. A proposito di web, ha visto il programma su Rai Play di Fiorello? “Come no, certo, è molto carino, lui è sempre simpatico, dinamico, straordinario. E ha una musicalità straordinaria, che gli permette di lavorare con tutti i cantanti”. Tuttavia, escludendo artisti come Fiorello, “nella tv generalista di oggi, quello che manca un po’ è l’intrattenimento d’autore, che piaccia a tutti. C’è molto a livello musicale, ma poche grandi risate”.Arbore fa anche il tifo per Amadeus a Sanremo: “Penso che sarà un successo, anche perché la manifestazione resta un evento. Amadeus lo farà benissimo, metterà il gotha della canzone moderna, insieme a grandi personaggi come Fiorello e Benigni, sarà una bella kermesse. D’altronde questi sono tutti ragazzi molto bravi”. Tornando a Ll’arte d’ ‘o sole, con Arbore e l’Orchestra Italiana ci sarà anche Maurizio Casagrande che leggerà e commenterà i testi di alcuni di questi brani, per “celebrare l’importanza della canzone napoletana d’autore, da metà dell’800, scritta spesso da grandissimi letterati, come l’autore della Canzone del Piave, E. A. Mario (pseudonimo di Ermete Giovanni Gaeta, ndr), che ha firmato Tammurriata nera e Santa Lucia lontana, Salvatore Di Giacomo, Donizetti, che da bergamasco ha scritto brani meravigliosi come Io te voglio bene assaje, fino a Pino Daniele, Gragnaniello e Lucio Dalla, autore di un capolavoro come Caruso”. Sono “le canzoni più belle del mondo, per le liriche, che sono delle poesie, e le melodie che, come dico sempre, sono le più melodiose del mondo. Se ne possono trovare di questo valore solo in alcune opere, come quelle di Verdi. Tanto è vero che i grandi cantanti lirici hanno sempre canzoni napoletane nel loro repertorio”. Un percorso, quello di Arbore con l’Orchestra italiana, che va avanti da quasi 30 anni: “L’ho fondata nel 1991, nel 1993 ho fatto il primo concerto a New York. Da allora ne abbiamo fatti tra Italia e estero, fatti circa 1500, con la stessa formazione. E’ l’Orchestra stabile più longeva del mondo; con questi ragazzi, o ex ragazzi, siamo andati e continuiamo ad andare dappertutto. E’ un’esperienza straordinaria”.”L’arte d’o sole’ (che era andato in onda in una prima versione su Rai5, ottenendo un grande successo) prende il titolo “da un’antica canzone napoletana che parla di questa arte che ha il sole di fare quello che vuole lui. I napoletani ne sono beneficiati tutto il giorno, anche per la posizione della città”. In questo viaggio nella musica napoletana, c’è una canzone preferita? “Era de maggio, che poi era anche la canzone preferita di Luciano De Crescenzo. E’ stata riscoperta da tanti grandi artisti. Lucio Dalla diceva: ‘Rispetto a Era de maggio, Let it be è un jingle televisivo'”.

Cinema e letteratura, a Modena il primo ‘Buk Film Festival’A marzo affiancherà consueta kermesse piccola e media editoria

MODENA18 dicembre 201920:56

Dal 2020 a Modena il Buk Festival affiancherà la consueta kermesse dedicata alla piccola e media editoria italiana con un concorso cinematografico che vedrà in gara una selezione di lungometraggi, tutti tratti da un libro o adattamento di un’opera letteraria. Evento di spicco della prima edizione di Buk Film Festival (5-8 marzo), con proiezioni non solo nel capoluogo ma anche a Sassuolo e Castelfranco, sarà l’omaggio al comico francese Louis de Funès, con spezzoni di film, documenti rari, raccolte di Gaumont, fotografie, taccuini di lavoro. Per l’8 marzo, Giornata internazionale della donna, il percorso sarà dedicato alle questioni di genere, con la prima del cortometraggio ‘Conciliare stanca’, protagonista l’attrice Carmen Di Marzo, che tratta il tema della violenza sulle donne.
Il festival, fondato da Francesco Zarzana, vede alla direzione artistica l’autrice, filmmaker e produttrice francese Capucine Lemaire. La giuria sarà guidata da Eric Garandeau, presidente del Centro francese di cinematografia.

Tv: Benedetta Barzini, arriva il docu diretto dal figlioSu Laf ‘La scomparsa di mia madre’ di Beniamino Barrese

17 dicembre 201913:24

– La trasposizione visiva dell’intimo dialogo tra un figlio e una madre, che, a 75 anni, sceglie di “scomparire”, di lasciare la propria quotidianità e gli affetti e iniziare un’altra vita, lontana da tutto ciò che ha sempre conosciuto. Mercoledì 18 dicembre alle ore 21.00 arriva in prima tv assoluta su laF (Sky 135) il documentario “La scomparsa di mia madre”, che vede protagonista Benedetta Barzini, icona di bellezza e stile degli anni ’60, musa di artisti e fotografi internazionali come Andy Warhol, Salvador Dalì, Irving Penn, scrittrice, giornalista e docente. L’opera, che ha già ricevuto importanti riconoscimenti dalla critica nazionale e internazionale, è girata dal figlio Beniamino Barrese. Il documentario è stato proiettato nei migliori festival di cinema di tutto il mondo, dal Sundance Film Festival al BFI London Film Festival, nominato agli European Film Awards nella categoria Documentario Europeo.
“Ho sempre avuto l’illusione che nessuno mi abbia mai fotografata. Ho interpretato dei ruoli, con le ciglia lunghe, il trucco, gli infiniti cambi d’abito, ma la mia persona non è fotografabile”. È così che Benedetta Barzini introduce il tema cardine del documentario, quello dell’immagine: della donna nella società degli anni ’70, vincolata allo stereotipo della maternità quale sublimazione del suo ruolo biologico e sociale, e di se stessa come icona di una bellezza sfuggente che non riconosce come merito”. In un’alternanza tra girati contemporanei e video di repertorio, tra il racconto in prima persona e senza filtri della protagonista e la scelta di affidare a diverse attrici la narrazione di alcuni momenti cruciali della sua vita e della sua carriera, emerge la sua poliedrica personalità: modella e antropologa della moda controcorrente, femminista e attivista per i diritti delle donne, madre che sceglie di “ferire se stessa” per assecondare il desiderio del figlio di riprendere il periodo antecedente alla propria scomparsa.
“Il lavoro che stiamo facendo, è un lavoro di separazione” – racconta la Barzini alla telecamera del figlio. “Tutto il lavoro si basa esclusivamente sul tuo desiderio di farlo, e non sul mio desiderio di vederlo fatto. Come fai a dimenticarti ogni volta che io non ho niente a che fare mentre tu hai tutto a che vedere con l’immagine? Questo problema è insolvibile e lo sarà fino alla fine”; “Io odio la memoria, non la voglio, non la capisco.
Non ci serve per andare avanti. Capisco che il cinema voglia le immagini, ma le immagini sono quello che io disprezzo”.
“La scomparsa di mia madre”, scritto da Beniamino Barrese, è prodotto da Nanof in collaborazione con Rai Cinema e Ryot Film con il supporto del MiBAC – Direzione Generale Cinema e realizzato nell’ambito del Programma Sensi Contemporanei Toscana per il Cinema. Le musiche sono firmate da Aaron Cupples, Miguel Miranda & Jose Miguel Tobar.

Ezio Bosso, la musica lenisce tutti i doloriTorna su Rai3 Che storia è la musica per serata evento a Natale

17 dicembre 201921:14

a musica ti cambia la vita, la musica lenisce tutti i dolori. Bisogna credere in lei e lasciarsi guidare”. Il maestro Ezio Bosso, dopo il successo a giugno scorso, che incollò davanti alla tv più di un milione di spettatori su Rai3, raccoglie nuovamente la sfida per una serata evento di ‘Che storia è la musica’, il giorno di Natale alle 21.20. Dopo Beethoven, stavolta il racconto si snoderà tra la vita e la genialità di Cajkovskij, avvicinando il pubblico alla sesta sinfonia, la celebre “Patetica”.”Nessuno più di lui poteva essere il protagonista di Natale, amò questa festa come nessun altro”, sottolinea il compositore e direttore d’orchestra che non nasconde i suoi timori nell’accettare il nuovo impegno. “Avevo paura, sì. I motivi sono tanti, a partire dal fatto che dopo due minuti che mi vedo sullo schermo sono già stufo e la considero un’occupazione militare dei media. Poi per ragioni personali e per il fatto di aver preso mazzate in passato. A convincermi ad accettare è stata l’Orchestra e il fatto che ritengo non importante ciò che farai, ma ciò che hai fatto e che lascerai”. Ma non si tratta di una semplice replica, in una linea già tracciata: “Abbiamo alzato l’asticella rispetto a giugno, c’è molta più musica. Rifare la stessa cosa avrebbe significato cadere nella banalità: io continuo ad andare contro i luoghi comuni”.Ad intervallare il racconto tra parole e musica, che andrà avanti per quasi tre ore, ci saranno diversi ospiti, anche apparentemente lontani dal mondo classico: da Corrado Augias a Diego Bianchi, passando per Max Tortora, Mario Tozzi, Igor Cassina. “Ogni ospite entra personaggio ed esce persona – dice Bosso – perché la musica emoziona e spoglia di tutte le maschere. La mia maschera è la bacchetta, che nasconde il dolore. Cajkovskij (considerato tra i più grandi compositori russi, ebbe un’esistenza segnata da depressione e lutti, ndr) è l’esempio più grande di come la musica riesca a curare i malati”. “Ezio Bosso è in grado di superare qualsiasi grammatica verbale – dice il direttore di Rai3 Stefano Coletta -. Il successo di questa trasmissione è nella sua capacità di emozionare e di arrivare diretto al cuore di chi ascolta e guarda”.’Che storia è la musica’ (registrato al Teatro dell’Unione di Viterbo, con la direzione artistica di Angelo Bozzolini) vede protagonista, accanto a Bosso, l’Orchestra Europa Filarmonica, da lui fondata e per l’occasione arricchita dai giovani dell’Orchestra Filarmonica di Benevento, e il Coro Filarmonico Rossini di Pesaro. “Ascoltateci a tutto volume, disturbate i vicini quella sera. Cambieremo il mondo a colpi di musica”, è l’auspicio di Ezio Bosso che il 21 e 22 dicembre torna anche sul podio dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, all’Auditorium Parco della Musica, per dirigere due delle sinfonie più conosciute di Beethoven: la Sinfonia n. 5 e la Sinfonia n. 7, preludio alle celebrazioni nel 2020 per i 250 anni dalla nascita del compositore.

Sul palco a gennaio le donne valorose di Lella CostaDebutta ‘Se non posso ballare, allora non è la mia rivoluzione’

17 dicembre 201913:58

– “Se non posso ballare, allora non è la mia rivoluzione”, scriveva Emma Goldman nella sua biografia. Ha per titolo la frase dell’ attivista anarchica e femminista, il nuovo spettacolo teatrale di Lella Costa, che sarà in tour in tutta Italia dal 25 gennaio 2020 all’autunno 2021, accompagnato da un progetto didattico, ‘Io ballo per lei’, rivolto alle ragazze e ai ragazzi tra i 14 e i 19 anni e realizzato grazie a The Circle Italia Onlus.
La rappresentazione teatrale, ispirata al libro Il Catalogo delle donne valorose di Serena Dandini edito da Mondadori, grazie all’idea drammaturgica della regista Serena Sinigaglia, mette in scena una straordinaria schiera di donne che hanno lottato per raggiungere traguardi che sembravano inarrivabili, se non addirittura impensabili. Lo spettacolo debutterà il 25 gennaio a Melzo (MI) -Fondazione Teatro Trivulzio e toccherà poi le principali città d’Italia.
Il progetto didattico voluto da The Circle Italia Onlus, il network di donne fondato da Annie Lennox, è stato ideato per coinvolgere anche i più giovani a contribuire alla stesura di un nuovo grande catalogo di donne valorose. Agli studenti, in tante città d’Italia, verrà chiesto di esprimere la preferenza per la propria donna valorosa.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Venezia, rinascono dopo il restauro i Giardini Reali
Franceschini, una bella storia ricca di generosità

VENEZIA17 dicembre 201914:11

– Venezia si riappropria di un altro dei suoi gioielli, i Giardini Reali, alle spalle di Piazza San Marco. Il 17 dicembre la cerimonia di riapertura dopo il restauro, cui ha contribuito la Fondazione The Human Safety Net.
“I Giardini Reali sono nel cuore di Venezia, erano un luogo di abbandono, ma grazie a un restauro perfetto e all’impegno del volontariato e di imprese che hanno donato somme importanti, questo spazio è stato restituito alla città. Grazie anche allo strumento fiscale dell’art bonus, mi sembra proprio una bella storia per tutta Italia e un esempio da imitare per molti” ha detto il ministro dei Beni e delle attività culturali, Dario Franceschini. Un importante sostegno al restauro è stato dato da Generali, che sta anche curando la ristrutturazione delle Procuratie di piazza San Marco. Il ceo della compagnia, Philippe Donnet, ha detto di sperare che la conclusione del restauro possa arrivare nel 2021, l’anno del 190/o anniversario delle Generali.

Razzismo: media stranieri, ‘trittico scimmie è un oltraggio’Network Fare, calcio italiano lascia il mondo senza parole

17 dicembre 201915:18

– ”Ancora una volta il calcio italiano lascia il mondo senza parole. Una campagna che sembra uno scherzo malato. Queste creazioni sono un oltraggio”. Oltre ad alcuni club e alle proteste sui social, anche alcuni media internazionali bocciano la scelta della Lega Serie A di presentare un’iniziativa anti razzismo con l’opera Trittico di tre scimmie realizzato da Simone Fugazzotto. Le parole di Fare (Football Against Racism in Europe) network nato per combattere la discriminazione nel calcio europeo supportato da FIFA, Uefa e commissione europea, pubblicate ieri su Twitter vengono condivise dal The New York Times, dalla BBC, dalla CNN e dal The Sun, solo per citare alcune testate.
Numerosi gli articoli che esprimono perplessità sulla scelta della Lega Serie A per un’opera che era stata realizzata nel maggio scorso in occasione della finale della Coppa Italia.
”Queste creazioni sono un oltraggio – continua Fare -, saranno controproducenti e continueranno la disumanizzazione delle persone di origine africana. È difficile capire cosa pensasse la Serie A, con chi si sono consultati? È tempo che i club progressisti della Lega facciano sentire la loro voce”.
Goal.com parla di ”clamoroso autogol”. Anita Asante, giocatrice del Chelsea, in un tweet si domanda: ”Cosa c’è di sbagliato nella Lega Serie A? Quante persone hanno guardato questa opera d’arte commissionata e l’hanno approvata?”.

Les Étoiles, il gala tra tradizione e contemporaneoTre serate a Roma con grandi star, da Ivenko a Bernal e Choi

17 dicembre 201919:26

a maratona di grande danza, ma soprattutto una festa affollata di stelle provenienti da ogni parte del mondo: saranno tre quest’anno le serate del gran gala Les Étoiles, a cura di Daniele Cipriani, in programma il 24 e 25 gennaio (ore 21) e il 26 (ore 17) alla Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica di Roma. Un appuntamento ormai storico, giunto alla nona edizione, che come da tradizione proporrà al pubblico un programma capace di spaziare dai classici di repertorio di Petipa, a brani di coreografi del XX secolo per arrivare fino ai giorni nostri: grande varietà di stili e scuole, dunque, vista anche la diversità dei protagonisti, che sul palco daranno vita a momenti di ineguagliabile grazia e “impossibili” prodezze tecniche.I nomi delle “ètoiles” faranno girare la testa agli appassionati: Oleg Ivenko, divenuto famoso dopo aver interpretato il giovane Nureyev nel film “The white crow” (Tatar Academic State Opera and Ballet Musa Jalil), che interpreterà il “Tartaro volante”, Eleonora Sevenard in coppia con Denis Rodkin, entrambi del Teatro Bolshoi di Mosca, impegnati nel “Passo a due Il Cigno Nero”, l’argentina Marianela Nuñez, ormai presenza costante al gala, che danzerà con il russo Vadim Muntagirov (tutti e due dal Royal Ballet di Londra) i passi a due de “La Bayadère” e “Bella Addormentata”. E ancora, Aurélie Dupont (direttrice dell’Opera di Parigi) interpreterà la ricostruzione di “Ekstasis”, assolo di Martha Graham, mentre la coppia formata da Robert Fairchild del New York City Ballet e Stella Abrera dell’American Ballet Theatre porteranno il pubblico nel mondo del musical. Un ricordo della grande ballerina Alicia Alonso, scomparsa recentemente, sarà invece offerto da Yanela Piñera (Queensland Ballet di Brisbane) e Luis Valle (Ballet Méditerrannée dell’Opera di Nizza), impegnati in un brano tatto dal “Don Chisciotte” e nel passo a due “Acque di Primavera” di Asaf Messerer. Un’importante novità riguarderà poi due danzatori, il madrileno Sergio Bernal, del Balletto Nazionale Spagnolo, e il coreano Young Gyu Choi, del Balletto Nazionale Olandese, che nei loro brani, rispettivamente il carismatico e appassionato “Zapateado” e l’esotico e virtuosistico “Idolo d’Oro”, indosseranno costumi disegnati per l’occasione da un gigante della moda, Roberto Capucci.”A 90 anni un maestro come Capucci si cimenta nella danza. Da qualche anno disegna bozzetti per danzatori, ormai nella sua collezione sono circa 400, ma questa è la prima volta che due costumi vengono realizzati”, ha spiegato oggi a Roma Daniele Cipriani, anticipando che la collaborazione con lo stilista “continuerà anche la prossima estate, con un importante progetto nell’ambito di un grande festival, nel quale saranno realizzati 20 dei suoi 400 bozzetti”. “Grazie al costume di Capucci due arti come la danza e la moda si mescolano. La Spagna è tutta in quel costume di color rosso vivo e oro”, ha detto il ballerino Sergio Bernal, in questi giorni nella Capitale, che tornerà a grande richiesta al gala anche quest’anno. Il ballerino madrileno sarà impegnato in un brano di flamenco, nel quale darà prova anche della sua perfezione tecnica: “la danza classica si fonde perfettamente con il moderno e anche con il flamenco. Le posizioni, le linee e il virtuosismo del classico di sposano con la forza della danza tradizionale spagnola”, ha spiegato. “In questo gala c’è davvero un grande lavoro: è importante per il pubblico che si riescano a radunare su uno stesso palco artisti di questa qualità ed è una cosa difficile perché tutti abbiamo agende complicate”, ha poi aggiunto, “per noi danzatori è fondamentale confrontarci gli uni con gli altri: sarà davvero una festa di grandi artisti”.

Torre Pisa: paleografa decifra scritta, ‘La fece Bonanno’Decrittata incisione latina. E’ stesso nome tramandato da Vasari

PISA17 dicembre 201916:08

– Un’incisione non decifrata su una matrice in pietra per la fusione di una lastra di bronzo, ritrovata per caso nel 1838 e finora mai rivelata nel contenuto, nasconderebbe la ‘firma’ di colui che sarebbe l’autore della Torre Pendente di Pisa, ossia lo scultore e bronzista medievale Bonanno Pisano. Lo rivela uno studio di Giulia Ammannati, ricercatrice di paleografia alla Scuola Normale di Pisa, che pubblica uno studio nel libro ‘Menia Mira Vides. Il Duomo di Pisa: le epigrafi, il programma, la facciata’ (ed. Istituti Editoriali e Poligrafici Internazionali). Giulia Ammannati ricostruisce il testo di quell’epigrafe, che fu redatto dall’autore in forma poetica in latino: ‘Mìrificùm qui cèrtus opùs condéns statui ùnum, Pìsanùs civìs Bonànnus nòmine dìcor’, (‘Io che sicuro ho innalzato, fondandola, un’opera mirabile sopra ogni altra, sono il cittadino pisano chiamato Bonanno’).

Reynolds si prende una pausa dagli Imagine DragonsFrontman vuole passare più tempo con moglie, figli e amici

NEW YORK17 dicembre 201916:19

– Dan Reynolds, frontman degli Imagine Dragons, si prende una pausa dalla band per dedicarsi alla famiglia e agli amici. Lo ha detto lui stesso in un’intervista alla Cnn specificando che non c’è alcun problema con gli altri membri del gruppo ma spiegando che dopo circa dieci anni di intensa attività musicale tutti avevano bisogno di prendersi un po’ di tempo per se stessi.
“Ci siamo presi una pausa – ha detto – per riconnetterci con la famiglia e gli amici. Siamo in giro da quasi dieci anni consecutivi e ognuno di noi aveva bisogno di riscoprire cosa vuol dire essere un padre, un amico o un figlio”.
Ed in questi giorni, Reynolds si gode un periodo di relax a Las Vegas con la moglie Aja Volkman, la figlia Arrow di sette anni, i gemelli Gia e Coco, di due anni e il nuovo arrivato Valentine.

Torna Masterchef, giuria a tre e nuovo grembiuleDa 19/12 talent Sky con Barbieri, Cannavacciuolo e Locatelli

17 dicembre 201921:14

Torna Masterchef Italia e sarà una competizione di “alto livello”, con un nuovo grembiule grigio durante la selezione degli aspiranti chef e la nuova prova dello Skill Test. “Quest’anno abbiamo alzato l’asticella”, hanno detto i ‘giudici stellati’ Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo e Giorgio Locatelli, schierati nella nona edizione in un tridente dopo la pausa di Joe Bastianich, “un grandissimo amico che ha fatto la storia del programma e che rimane sempre nel giro”, ha detto Cannavacciuolo.”Sono passati 9 anni, io li ho fatti tutti: posso garantire che quest’anno abbiamo fatto un grandissimo lavoro e ci siamo concentrati sulla cucina – ha spiegato il decano dei giudici Barbieri alla presentazione a Milano -. I concorrenti li abbiamo scelti con un solo criterio: il talento. Sono preparati, hanno capito che per venire a Masterchef bisogna saper fare, e vengono per vincere”. “Quando nove anni fa parlavamo di tecniche vedevamo il vuoto negli occhi, oggi ci rispondono: vuol dire che si è alzato il livello”, gli ha fatto eco Cannavacciuolo. Tra le novità del programma, il metodo di assegnazione dei grembiuli e una nuova prova di abilità durante la gara. Chi riceve tre sì unanimi alla presentazione di un piatto a scelta riceve il grembiule bianco ed accede direttamente all’ultimo step della selezione; il nuovissimo grembiule grigio andrà invece a chi riceve 2 sì su 3, e passerà alla prova successiva. Stesso grembiule grigio anche a chi riceverà un solo sì dello chef che “mettendoci la faccia e la firma” concederà una seconda chance ad un concorrente, scommettendo sulle sue qualità.Una volta formata la classe dei 20 aspiranti Masterchef d’Italia, alle prove già note del talent – Mistery Box, Invention Test e Pressure Test – si aggiunge lo Skill test, esame di abilità tecnica a sorpresa. Un talent culinario, quello di Sky Uno prodotto da Endemol Shine Italia (in onda da giovedì 19 dicembre alle 21.15 su Sky Uno e su Tv Now), che di fatto ha cambiato l’idea di cucina e i connotati di un mestiere: se prima la cucina era confinata ai ristoranti o alle casalinghe, ora “c’è il sogno di diventare chef, un mestiere che è un privilegio”, ha detto Locatelli. Un sogno, infatti, che per diversi dei vecchi concorrenti è diventato un lavoro vero anche a riflettori spenti: da Maradona, concorrente della 5/a edizione che ha aperto due locali in Libano, a Gilberto, 24enne dell’ultima edizione entrato proprio ieri nella brigata di Locatelli a Londra. “E’ bello quando alla fine del programma pensiamo a chi vorremmo a lavorare con noi, vuol dire che tra quei concorrenti c’è qualità”, ha detto Cannavacciuolo. Non mancheranno poi i super ospiti tra cui il maestro Iginio Massari, gli chef stellati Yannick Alléno, Jeremy Chan e Henrique Fogaca, mentre diminuiscono le prove in esterna “per riportare l’attenzione sulla cucina”: sfide a La Colombaia di Vercelli, al Teatro Regio di Parma, al ristorante Armani di Milano e in un segretissimo ristorante stellato all’estero prima del gran finale.

Viva RaiPlay, per finale De Gregori e VendittiPoi Malika, Jovanotti e Giorgia

17 dicembre 201916:59

– “L’esperienza da piattaformista, tra le diverse novità, mi ha dato la grande soddisfazione di sentirmi cercato e scelto davvero da ciascuno degli spettatori, ops! utenti. E la magia è che sabato le luci del live saranno spente, ma noi saremo a portata di click per tutto il 2020”. Lo sottolinea Rosario Fiorello in occasione del gran finale: mancano tre appuntamenti al termine di Viva RaiPlay! (18-19-20 dicembre, ore 20,35), la più innovativa operazione multimediale di varietà che la Rai abbia realizzato e che ha come protagonista proprio lo showman. Tra gli altri, sono previsti domani 18 dicembre Francesco De Gregori ed Antonello Venditti, giovedì 19 Malika Ayane e venerdì 20 dicembre Jovanotti e Giorgia.
In un comunicato si ricorda che la sfida di Viva Rai Play “di proporre uno show nuovo e di esplorare i più moderni modi di fruizione del varietà è già vinta: nelle sei settimane di programmazione è tra i contenuti più visti on demand e il più visto in diretta streaming. Sono 13,4 milioni le visualizzazioni totali, di cui oltre il 33% in live streaming e 4,1 milioni sono le visualizzazioni su YouTube. Uno show live di poco più di 60 minuti ottiene risultati confrontabili con i più importanti eventi Rai come Sanremo e le partite della Nazionale di calcio.
In 6 settimane, l’impatto di Viva RaiPlay si è fatto sentire sia nella fruizione in diretta con +50% utenti registrati attivi, sia sull’on demand con +23% di utenti registrati attivi e un incremento del 61% di utenti registrati attivi da app e app tv.
Numeri che certificano il successo della mission Rai: ampliare la platea conquistando una nuova fetta di pubblico. Con l”operazione Fiorello’ si è raggiunto anche un ottimo posizionamento di RaiPlay, oggi conosciuta dalla maggior parte del pubblico”. In sintesi oltre 30 ore di grande varietà live, più di cento ospiti, duetti e monologhi cult nel primo format originale della piattaforma Rai

Mariah Carey al numero 1 con “All I want for Christmas”Miracolo natalizio 25 anni dopo l’uscita in “Merry Christmas”

NEW YORK17 dicembre 201919:24

Miracolo natalizio per Mariah Carey: “All I Want for Christmas is You”, a 25 anni dal debutto nel 1994, e’ diventata per la prima volta “number one”. La canzone e’ anche la prima “number one” della cantante dal 2008 nella classifica Billboard 100 e la sua 19esima, a un solo passo dai Beatles che detengono il primato. Completando un viaggio di 25 anni, la canzone co-star di “LoveActually”, il film piu’ amato e odiato di Natale quando a interpretarla fu la teenager Olivia Olson, era stata originariamente pubblicata nell’album “Merry Christmas”.Il miracolo e’ dovuto in parte al crescente uso della tecnologia che ha cambiato le abitudini degli ascoltatori tra cui l’ubiquita’ delle playlist per la stagione delle feste che hanno decretato l’ingresso della canzone nel canone natalizio accanto a brani iconici come “White Christmas”. Recentemente la Carey ha spiegato a “USA Today” la sua versione della genesi della canzone: “Avevo cominciato a pensare cosa mi piaceva a Natale? Luci, regali, caminetti accesi? Amavo Natale da fin da bambina, ma sono sempre stata senza soldi e dunque non ho mai potuto vivere la festa come i miei coetanei. Venendo da una famiglia disfunzionale volevo che il mio Natale fosse perfetto. Cosi’ quando l’ho scritta ci ho messo ogni grammo del mio voler cercare di ricostruire un attimo perfetto”.Un’altra versione della storia vede la diva del pop da sola in una casa nelle campagne di New York davanti alla tv dove andava in onda un’altra icona dell’entertainment natalizio, “La Vita e’ una Cosa meravigliosa”. Mariah aveva creato una melodia e i primi accordi della canzone furono poi sviluppati nell’arrangiamento del suo braccio destro Walter Afanasieff.E’ intanto dal 2014 che la Carey e’ tornata in tournee con un serie di show natalizi ancorati sulla canzone del miracolo con tappe a Las Vegas, Parigi, Londra e Madrid. Domenica scorsa a New York ha chiuso il tour al Madison Square Garden con un tutto esaurito circondata da undici alberi di Natale, coro gospel, i due figli, neve finta e Santa Claus. In novembre in vista del 25esimo anniversario, Sony ha ripubblicato un’edizione di lusso dell’album “Merry Christmas”, con quattro versioni di “All I Want”. Il risultato: la scorsa settimana la versione in streaming e’ stata ascoltata da 45 milioni di persone, un record per gli Stati Uniti.

Ken Loach a Bologna: ‘i diritti conquistati stanno sparendo’Dopo proiezione dell’ultimo film dibattito con riders e Fiom

17 dicembre 201918:05

– Le elezioni in Gran Bretagna, i diritti dei lavoratori, i sindacati, la crisi della sinistra e i cambiamenti climatici. Il regista britannico Ken Loach è arrivato a Bologna per presentare il suo ultimo film, ‘Sorry we missed you’ (in sala dal 2 gennaio), una storia senza speranza sui nuovi lavoratori sfruttati in Gran Bretagna, quelli che consegnano i pacchi coi loro furgoni e lavorano fino a 14 ore di fila senza tutele, e dopo la proiezione si è confrontato a 360 gradi con alcuni giovani rider e con i lavoratori dell’azienda Samp in crisi. “Facendo questo film ci siamo accorti che il lavoro è cambiato, tutto ciò che hanno raggiunto i sindacati, garanzie e diritti, stava scomparendo”, ha spiegato Loach. Una situazione difficilmente risolvibile. “Finché si permetterà al sistema capitalista di essere concorrente basandosi sulla riduzioni degli standard di lavoro – ha detto – per i lavoratori non ci sarà modo di cambiare niente”. La speranza può arrivare solo dai giovani, che hanno “le idee giuste”.

Venezia, terminato restauro Pietà Battistero San MarcoIntervento sostenuto da Coop Alleanza 3.0

VENEZIA17 dicembre 201918:26

– E’ stato restituito alla Basilica di San Marco a Venezia il complesso statuario della Pietà del Battistero, interamente restaurato, grazie ai soci di Coop Alleanza 3.0. La Pietà del Battistero della basilica marciana appartiene al genere Vesperbild, termine di origine tedesca usato per indicare “l’immagine del Vespro o della sera”. Era infatti davanti a immagini come questa che si riunivano la sera i fedeli per la preghiera e si celebravano nelle chiese le messe vespertine. E’ stata realizzata in un tipo di pietra gessosa di colore grigio scuro ed è cava sul retro: la Madonna siede su un sedile decorato su ciascun lato da un motivo gotico a bifore sovrastate da un arco trilobato.

Berlino: Garrone porta “Pinocchio” per “special Gala”Categoria fuori concorso sarà eliminata da nuovo festival

BERLINO18 dicembre 201914:20

Il regista italiano Matteo Garrone presenterà alla Berlinale di quest’anno il suo nuovo film “Pinocchio”, con Roberto Benigni. Lo ha comunicato il festival oggi a Berlino. Quest’anno la categoria “fuori concorso” non ci sarà, si legge sul sito della rassegna cinematografica dell’Orso, diretto da quest’anno da Carlo Chatrian. I film che non partecipano alla competizione, come quello di Garrone, saranno parte del “Berlinale Special Gala”. L’edizione 2020 della Berlinale parte il 20 febbraio.

Mostre: il genio di Escher, antologia di 200 opere a TriestePer la prima volta esposte xilografie su giorni della Creazione

TRIESTE17 dicembre 201919:17

– Una collezione di circa 200 opere per raccontare il “genio” artistico di Maurits Cornelis Escher: è la mostra antologica “Escher”, dal 18 dicembre al 7 giugno al Salone degli Incanti di Trieste.
Un allestimento con i lavori più rappresentativi dell’artista olandese – “amato dai matematici ma non solo”, ha sottolineato il curatore, Federico Giudiceandrea – a cui si aggiunge, in esposizione per la prima volta al mondo, una sezione dedicata a “I giorni della creazione”, un nucleo di sei xilografie realizzate tra il dicembre 1925 e il marzo 1926, che racconta i primi sei giorni della Creazione del mondo.
In mostra, ancora, le opere più iconiche della sua produzione quali Mano con sfera riflettente (1935), Vincolo d’unione (1956), Metamorfosi II (1939) Giorno e notte (1938) e la serie degli Emblemata. L’iniziativa – presentata oggi a Trieste – è promossa in collaborazione da Comune di Trieste, Arthemisia, Generali Valore Cultura e Promoturismo Fvg.

Arriva ‘Capitan Tsubasa’ e la sigla è di Cristina D’AvenaRemake di ‘Holly e Benji’, la cantante ha firmato anche il brano

BOLOGNA17 dicembre 201919:30

– Sarà Cristina D’Avena a cantare la sigla di ‘Capitan Tsubasa’, remake della serie cult ‘Holly e Benji’, che andrà in onda dal 23 dicembre su Italia 1. Il brano, intitolato ‘Tutta d’un fiato (fino al fischio finale)’ – edito da Rti e disponibile da venerdì 20 dicembre in tutti gli store digitali – è firmato dalla stessa D’Avena in collaborazione con Jacopo Ettorre, Giordano Cremona e Federico Mercuri.
L’artista, con Mediaset, ha tenuto vivo un catalogo molto particolare per la discografia italiana: le sigle dei cartoni animati, infatti, continuano a essere ascoltate, scaricate e amate da diverse generazioni. I 52 episodi che andranno in onda seguono fedelmente il racconto del manga ideato nel 1981 da Yoichi Takahashi, che vede protagonisti i piccoli calciatori Holly e Benji. Una curiosità: in uno degli episodi di questa nuova edizione, ci sarà, in versione fumetto, Yuto Nagamoto, il calciatore giapponese, ex Inter, oggi in forza al Galatasaray.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Sanremo: in un libro la storia del festival
Autori Marino Bartoletti e Lucio Mazzi

BOLOGNA17 dicembre 201920:27

– Oltre duemila interpreti e 2.003 canzoni nella storia della più celebre rassegna canora italiana, un vero Abc. E’ l”Almanacco del Festival di Sanremo’, pubblicato da Marchesini Editore in cui i giornalisti Marino Bartoletti e Lucio Mazzi raccontano le sessantanove edizioni della kermesse in 400 pagine riccamente illustrate, con tanto di dizionario, molti aneddoti, le statistiche e l’elenco di tutte le canzoni, la prefazione di Renzo Arbore, Pippo Baudo e Carlo Conti, e i disegni di ‘Matitaccio’.
Gli autori lo hanno presentato a Bologna, a Palazzo d’Accursio, insieme all’assessore alla cultura del Comune, Matteo Lepore – “Bologna è sempre più la città della musica” ha detto -; al trio de ‘Il Volo’ che vinse il Festival nel 2015, ormai bolognesi di adozione; a Silvia Mezzanotte dei Matia Bazar; a Andrea Mingardi e al direttore d’orchestra, Fio Zanotti;, oltre al duo ‘Idea’ di Zelig.

Libri: Silvia Dai Pra’, senza salutare nessunoTerzo romanzo dell’autrice che parte da una violenza subita

17 dicembre 201920:53

– SILVIA DAI PRA’, ‘SENZA SALUTARE NESSUNO’, (LATERZA, PAG. 160, 16 EURO) – Le conseguenze della violenza taciuta tracciano solchi in cui la storia si annida, intrecciandosi al destino delle famiglie. Ma non sempre la memoria storica e quella familiare coincidono come racconta Silvia Dai Pra’ che in “Senza salutare nessuno. Un ritorno ad Istria”, il suo terzo romanzo edito da Laterza, ci restituisce con piglio lieve e a tratti post-adolescenziale una tragedia personale che è un pezzo di storia: quella del Paese di nonna Iole, istriana d’origine.
Silvia è poco più che 20enne quando l’ex Jugoslavia è teatro di truci stermini, l’esito del collasso di lunghe lotte intestine, ed è ancora una studentessa di lettere quando decide di partire come volontaria per la Bosnia; quel viaggio è il pretesto per riannodarsi alle proprie radici istriane lungo le tappe a ritroso di una triste storia che parte dal disfacimento del regno di Tito fino alla vicenda di Romeo Martini, nato Martinchich, il suo bisnonno infoibato. Chi era e perché è finito nella foiba di Vines? Inizia qui il percorso sulle tracce della sciagura taciuta che è all’origine dei quei lunghi pianti inspiegabili di nonna Iole, sparita quando Silvia aveva solo 11 anni, lasciandosi dietro un biglietto: “non mi salutate nessuno”.
Un padre comunista, l’altra nonna – materna – ex partigiana e sullo sfondo la città di Massa, medaglia d’oro alla Resistenza.
Silvia cresce lungo la linea gotica, ha la tessera dei Giovani Comunisti e fuma Diana Blu quando sente per la prima volta urlare: “E allora le foibe?”, slogan preso a prestito da formazioni neofasciste alla fine degli anni Novanta.
L’aveva già sentita pronunciare quella parola ma sottovoce, un balbettio servito dalla signora Mercedes insieme a un sorso di rakjia. La vecchietta le aveva detto che “erano tanto ricchi…” i suoi nonni quando furono costretti a scappare, nel ’43, lasciandosi dietro ogni ricchezza.
Un genogramma spezzato, questo il termine tecnico indicato dalla terapista a Silvia che, mentre porta in grembo la sua bimba, comprende che per ricostruirlo dovrà portare avanti un’indagine lunga due anni, tra archivi distrutti, foto, interviste rubate e lettere strappate.
Il risultato è in questo libro che spezza il tempo del silenzio, necessario per continuare a vivere, e segna quello della ricostruzione.

Sheng Keyi, in Cina si pensa solo ai soldiScrittrice cinese in Italia con ‘Fuga di morte’

18 dicembre 201910:43

SHENG KEYI, FUGA DI MORTE (FAZI, PP 429, EURO 18,50). L’eredità della protesta di Tienanmen e il tabù intorno agli eventi del 1989. Con coraggio si confronta con questi temi la scrittrice Sheng Keyi, una delle voci più interessanti della narrativa cinese contemporanea, in ‘Fuga di morte’. Pubblicato da Fazi editore nella traduzione di Eugenia Tizzano, il romanzo, rifiutato in Cina per il suo contenuto controverso, uscito per la prima volta in inglese, mette in scena l’apparizione di un enorme escremento a forma di pagoda sulla piazza principale di Beiping, capitale dello Stato di Dayang. Da qui esplodono gravi tensioni che innescano un movimento di protesta guidato da poeti e intellettuali.
“Molte cose sono cambiate in Cina da Tienanmen a oggi. E’ cambiata la percezione dei valori. L’89 ha portato ad una grande divisione. Molti intellettuali si sono convertiti al commercio per arricchirsi. Non si parla più di ideali, non ci sono più sogni da realizzare. Il successo e i soldi hanno sostituito tutto. Le persone inseguono la ricchezza, il governo vuole alzare il valore del Pil interno” racconta Sheng Keyi che è nata nel 1973 in un remoto villaggio della provincia di Hunan, si è trasferita a Shenzhen nei primi anni Novanta e oggi vive a Pechino.
“Ci sono stati tantissimi scempi ambientali e sociali. La maggior parte dei fiumi è inquinata. Alcune statistiche indicano la sparizione del 50% dei fiumi in Cina. E anche sul piano morale si peggiora sempre di più. Ci sono abusi sessuali negli asili e nelle scuole in generale, vaccini falsi. I prodotti alimentari sono inquinati. Tutto questo porta sfiducia” dice con rammarico Keyi. E racconta che “la verdura viene messa a bagnomaria con un prodotto chimico e una volta nel frigorifero continua a crescere da sola. Queste sono tutte mie esperienze, cose vere. Tutto ciò ha provocato tantissime forme di tumori in Cina. C’è solo una categoria di persone che riesce ad ottenere prodotti di qualità perchè hanno un orto dedicato e fornitori specializzati. Con l’export non accade, è tutto controllato”.
L’eredità della protesta è per Keyi “dolore, ripensamenti, delusioni ma anche speranza. Nel romanzo ho utilizzato tantissime metafore. Gli escrementi sono una di queste, rappresentano la corruzione della pubblica amministrazione, del governo, che ha provocato la rivolta degli studenti, la stessa cosa di Tienanmen” afferma la scrittrice che è stata tra gli ospiti dell’ultima edizione della fiera degli editori indipendenti ‘Più libri più liberi’ a Roma.
In ‘Fuga di morte’ leader della protesta è Qi Zi che scomparirà in circostanze misteriose. Il suo compagno, il poeta-medico Yuan Mengliu, che non riesce ad accettare la repressione ma neppure ad abbracciare in pieno gli ideali rivoluzionari di Qi Zi, parte alla sua ricerca e si ritoverà in un luogo sperduto, la Valle dei Cigni, un inquietante mondo utopico e totalitario.
“Quando avevo vent’anni ho conosciuto molti intellettuali degli anni Sessanta. Gli anni Ottanta sono stati il periodo di massima fioritura intellettuale in Cina. Le persone e i ragazzi avevano molti ideali, sogni e sentimenti. Li stimo molto” spiega l’autrice che ha dedicato il romanzo “ai cinesi nati negli anni Sessanta”.
E del rifiuto di ‘Fuga di morte’ in Cina dice: “A Taiwan ho visto un tipo di fiore di ciliegio che si apre al rovescio, verso il basso. Fiorisce al contrario. Ho pensato che fosse dovuto all’ambiente molto nebbioso. Poi mi hanno spiegato che invece questo fiore cresce proprio così. Ecco, a proposito di censura, ci sono degli intellettuali che si comporterebbero come questi fiori, a prescindere dalle condizioni ambientali. E ci sono invece intellettuali che si comportano in un certo modo perchè ci sono determinate condizioni ambientali. La cosa più importante è l’autore nella sua determinazione e indipendenza” racconta la scrittrice cinese addolorata per la situazione ad Hong Kong. “Quando ero piccola era come se fosse il paradiso.
Amavamo la sua cultura, l’ambiente, la voglia di libertà. Adesso se apro la tv quello che vedo è il sangue, Hong Kong è diventata l’inferno. Qualcosa di bello è stato distrutto ma spero che si torni in pace e che i cittadini possano vivere come vorrebbero” dice Sheng Keyi.

A teatro, Marchioni e Zeno, ‘banda’ per MonicelliBarbareschi-Lante Della Rovere 20 anni dopo; Guanciale regista

18 dicembre 201911:33

– Luca Barbareschi e Lucrezia Lante Della Rovere, vent’anni dopo, in “Skylight – Il cielo sopra il letto” di David Hare e “I soliti ignoti”, capolavoro di Mario Monicelli, secondo Vinicio Marchioni con Giuseppe Zeno, tutti a Roma; Lino Guanciale alla sua prima regia per “Nozze” del Premio Nobel Elias Canetti, a Bologna, e Sal Da Vinci con Fatima Trotta nel musical “La fabbrica dei sogni”, a Napoli; Mascia Musy, a Palermo, diretta da Emanuela Giordano in “Anna dei miracoli” di William Gibson e il ritorno di Gianluca Guidi in “Aggiungi un posto a tavola”, di Garinei, Giovannini e Iaia Fiastri sulle musiche di Armando Trovajoli, ancora nella capitale: sono alcuni degli spettacoli teatrali in scena nel prossimo week end.
Saviano lancia collana ‘Munizioni’ in esclusiva su StorytelPreceduta da tre video muti campagna #TellTheStories

18 dicembre 201911:57

– “Sono rimasto in silenzio un giorno intero per dimostrare cosa significhi essere censurati”. Svelato il significato dei tre misteriosi video muti postati il 17 dicembre da Roberto Saviano sui suoi canali social nei quali lo scrittore appariva in uno studio di registrazione tra casse e microfoni, parlava ma non si sentiva nulla di quello che diceva.
“Ogni anno, nel mondo, centinaia di persone vengono minacciate da organizzazioni di stampo criminale e dalle lobby di potere dei Paesi in cui vivono. Le loro voci appartengono ad amministratori locali, giornalisti, scrittori. Appartengono a chi non ha mai avuto paura di dire la verità” dice in un video, questa volta con audio, Saviano svelando il significato della campagna di sensibilizzazione #TellTheStories. E annunciando l’arrivo della collana ‘Munizioni’ di Bompiani su Storytel, la piattaforma di audiolibri e podcast che pubblicherà in esclusiva l’audiolibro di ciascun titolo di ‘Munizioni’. Il primo, disponibile dal 18 dicembre su Storytel, è quello con cui è partita la collana: ‘Di’ la verità anche se la tua voce trema’ della giornalista maltese Daphne Caruana Galizia , assassinata nel 2017. “La situazione sta diventando piuttosto allarmante.
Sarebbero felici di vedermi morta: sembra essere l’unico modo di zittirmi” è la voce della Caruana Galizia che Saviano fa sentire al registratore. Il 20 dicembre sarà sulla piattaforma anche Fariña di Nacho Carretero.
“Abbiamo deciso di raccogliere queste voci all’interno di Munizioni, una collana nata con l’intento di dare voce a quelle storie che ogni giorno rischiano di venire zittite dalle minacce, dalla censura e dalle intimidazioni. E, insieme a Storytel, vogliamo essere sicuri che nessuna di queste voci venga messa a tacere per sempre” sottolinea lo scrittore nel video.
Con Munizioni Roberto Saviano dà spazio a storie di giornalisti e scrittori vittime di controllo e minacce, alcuni dei quali hanno pagato con la vita il diritto a mantenere la propria libertà di parola, e propone testi che attraverso le parole mirano a incidere nella realtà. Ma presta anche letteralmente la voce a chi non viene ascoltato leggendo la prefazione al primo titolo della collana su Storytel.
In arrivo a fine gennaio, in contemporanea con l’uscita in libreria, il romanzo Gotico americano di Arianna Farinelli.

La matematica dietro le armonie delle opere di LeonardoCagliari, in mostra i retabli dell’epoca che dimostrano teoria

CAGLIARI18 dicembre 201912:45

– La soluzione dell’enigma dell’uomo vitruviano e della sua armonia non è nel cerchio e non è nel quadrato. Ma in una doppia spirale con misure perfette e ripetute. Non solo in quell’opera ma anche nella Gioconda e nel Cenacolo. Dai retabli sardo catalani alla soluzione di uno dei misteri della storia dell’arte internazionale. I “trucchetti” di Leonardo Da Vinci usati per la “divina proporzione” di una delle sue opere più celebri, sono già nei dipinti ospitati alla Pinacoteca di Cagliari. E sono il tratto comune delle più importanti opere della storia dell’arte. È il risultato dello studio condotto in oltre trent’anni di fatiche dallo storico dell’arte Roberto Concas.
Matematica e “spirito divino” che guidano la mano degli artisti. Leonardo stesso – ha spiegato Concas – usava i suoi codici e le sue ‘doppie spirali’ geometriche nelle sue opere.
Qualcosa che era davanti agli occhi di tutti, ma che è stato decifrato proprio da Concas e mostrato (e dimostrato) matematicamente a 500 anni dalla morte di Leonardo. Per la prima volta si propone una teoria inedita della storia dell’arte tra il IV e il XVIII secolo. L’illuminazione è arrivata proprio dall’analisi attentissima ed esperta dei retabli di Castello a Cagliari. E dal confronto con l’armonia e la perfezione dell’uomo vitruviano. Un enigma mai sciolto. Anche andando a guardare e riguardare cerchio e quadrato dell’opera di Leonardo.
“La soluzione non era lì, in quel cerchio e in quel quadrato – ha ribadito Concas – noi abbiamo trovato una chiave matematica, dimostrabile e ripetibile. Senza nessuna presunzione, nessuno aveva dimostrato la ricorrenza di queste geometrie in maniera così rigorosa”.
Il 19 dicembre a Cagliari si ribadirà il concetto anche con fili di lana che sui retabli andranno a dimostrare la scoperta di Concas. Ed è un punto di vista nuovo che sicuramente farà discutere perché propone chiavi di lettura inedite su secoli di arte. Concas ha svelato anche il perché delle quattro gambe dell’uomo vitriviano. La soluzione? Un banalissimo specchio che consente di guardare gli arti inferiori anche da un altro punto di vista.

Moda: Kate Moss protagonista campagna di ScervinoLa top model in posa a Londra con i fotografi Luigi

18 dicembre 201913:19

– Kate Moss è la protagonista della nuova campagna di Eermanno Scervino Ermanno Scervino per la primavera/estate 2020. La top model ha posato a scattata a Londra negli scatti in bianco e nero dei fotografi Luigi & Iango.
Le immagini, realizzate in studio, focalizzano lo sguardo su Kate Moss e sulla sua interpretazione dei capi più significativi della collezione. Una semplicità di stile volta a sottolineare il fortissimo impatto visivo della bellezza femminile, esaltata dalle creazioni della maison toscana.
“Ho sempre voluto fare una campagna con Kate – ha commenta Ermanno Scervino – perché mi è sempre piaciuta molto. Per me lei è sempre stata un’icona della moda, e mai come in questo momento, per rappresentare i miei capi avevo più bisogno di un’icona che di una modella”.
La campagna debutterà sulla stampa internazionale a partire da febbraio.

Moda: London style ed è subito party anche per luiCollezione agender da Beautiful bastard

8 dicembre 201913:19

– London style, un pò bad boy e un poco baronetto inglese, ed è subito party anche nell’abbigliamento maschile. Sofisticato, irriverente, fluido, il marchio Beautiful Bastard nasce dalla commistione tra couture e amore per la contemporaneità. Ha un’anima complessa divisa tra metropoli e cuore del Mediterraneo, culla dell’Occidente, luogo di transito costante, punto d’incontro e di scambio. Non conosce generi, né stagioni; rifiuta tutte le imposizioni. Tessuti e trame, forme e volumi: i particolari di ogni capo restituiscono la complessità della ricerca, del lavoro. La collezione plasma elementi in contrapposizione. Sono state scelte le righe per farlo, chiamate a combaciare, a unirsi, a giocare tra loro. E con uguale libertà anche i colori, il gli stili concorrono a generare effetti contrastanti. Il bianco e il nero, il maschile e il femminile, il formale e l’informale: tutti gli opposti contribuiscono a creare armonia.La collezione nasce sotto il segno della fluidità: è composta da giacche sahariane di organza oppure in denim doppiato in organza, leggere come camicie, in tessuti morbidi e sensuali, quasi liquidi, da camicie gessati trasparenti e opache, da giacche e completi in colori sensuali come quello in tasmanian rosso sangue.

Musica: nuova data italiana per Kraftwerk, 23 maggio a ParmaLa città emiliana si aggiunge ai concerti di Padova e Milano

PARMA18 dicembre 201913:22

– I Kraftwerk aggiungono una nuova data italiana, il 23 maggio al teatro Regio di Parma, al tour ‘3-D 2020’. I pionieri della musica elettronica – già in cartellone il 21 maggio al Gran Teatro Geox di Padova e il 25 e 26 al Teatro degli Arcimboldi di Milano – si esibiranno dal vivo con uno show multimediale, che fonde insieme musica e arte performativa. Il concerto emiliano sarà un’anteprima del festival ‘Parma Cittadella Musica’, che si terrà dall’8 al 23 luglio.
I Kraftwerk, nati nel ’70 dall’unione di Ralf Hutter e Florian Schneider, con la loro visione avanguardistica hanno creato la colonna sonora per l’era digitale del 21/o secolo e nelle performance dal vivo emerge con forza la loro profonda fiducia nell’interazione tra uomo e macchina. Nel 2016 Hutter è stato insignito del Grammy alla carriera e lo scorso anno i Kraftwerk si sono aggiudicati il Grammy per il miglior album di musica dance ed elettronica con ‘3-D The Catalogue’, rivisitazione in chiave high-tech dei precedenti lavori della band.

2400 libri di Franca Sozzani a Ied e Accademia Costume&ModaDonazione dal figlio e nipote storica direttrice Vogue Italia

18 dicembre 201913:57

– I libri di Franca Sozzani andranno agli studenti dell’Istituto Europeo di Design (Ied)e dell’Accademia di Costume & Moda di Roma. Le biblioteche delle due scuole di moda e design beneficeranno di una donazione di volumi appartenuti alla storica direttrice di Vogue Italia. I patrimoni della Sala Consultazione di Ied Moda Milano e della Biblioteca dell’ Accademia Costume & Moda saranno arricchiti dall’importante donazione dei volumi appartenuti a alla storica guida di Vogue Italia prematuramente scomparsa nel dicembre 2016. La donazione a vantaggio dei futuri talenti del design e della moda, arriva su iniziativa del figlio della Sozzani, Francesco Carrozzini, e di sua nipote, Sara Sozzani Maino: si tratta di edizioni italiane e internazionali che spaziano dal fashion design al gioiello, dalla storia del costume alle arti visive (in primis fotografia e pittura, con le preziose edizioni monografiche dell’editrice Charta, ma anche scultura, graphic art e cinema, soprattutto dal punto di vista delle sue icone femminili); e poi architettura e design di prodotto fino alla musica, alla letteratura e alla storia. Così, proprio a tre anni dalla sua scomparsa, inoltre, Ied Milano intitola la Sala Consultazione di Moda a Franca Sozzani, che per oltre dieci anni ha seguito la direzione scientifica dell’area fashion Ied, mentre la storica Biblioteca, Emeroteca & Archivio (Bea/SbnEi) dell’Accademia Costume & Moda, aggiunge al patrimonio a disposizione del pubblico il Fondo Franca Sozzani.
“Non c’è nulla che mi piaccia di più del vedere un giovane imparare quello che cerchi di trasmettergli – diceva spesso Franca Sozzani – .Quando poi vedi che va avanti da solo e che trova la sua strada o che addirittura diventa bravo e famoso, allora senti veramente di aver fatto qualcosa: non hai solo realizzato un numero del giornale, ma hai realizzato il sogno di una persona. Che è molto di più. Sia nel lavoro che a scuola o all’università, lo scambio con i giovani è importante. Loro apprendono dalla tua esperienza, ma tu impari dalla loro naturalezza, dalla loro mente fresca, ancora libera da condizionamenti”.

Star Wars, sfida resta ‘in famiglia’Icone saga in L’ascesa di Skywalker che chiude trilogia sequel

18 dicembre 201914:21

– L’attesa è finita: esce mercoledì 18 dicembre da Walt Disney nei cinema italiani il nono e ultimo film della saga Star Wars: si intitola L’Ascesa di Skywalker e completerà la saga creata da George Lucas iniziata nel 1977.
Dietro la macchina da presa torna J.J Abrams, motore del ritorno “nella galassia lontana lontana”, e già regista del primo capitolo della nuova trilogia ‘Il risveglio della Forza’ (2015), seguito nel 2017 da ‘Gli ultimi Jedi’ di Rian Johnson, che aveva provato qualche scelta più eterodossa rispetto alla ‘Bibbia’ della saga, attirandosi sui social gli attacchi dei fan più oltranzisti. Abrams regala agli appassionati un viaggio dominato da icone (compresi un paio di cameo a sorpresa) e nuovi miti per la sfida senza appello tra l’Ordine finale dei Sith, guidato dal malefico Imperatore Palpatine (Ian McDiarmid, di ritorno dalla trilogia originale) e la Resistenza del Generale Leia (Carrie Fisher, scomparsa nel 2016, ma presente in maniera rilevante nel film, grazie all’uso di scene non utilizzate per Il risveglio della Forza). Proprio la Forza e il suo lato Oscuro abitano il confronto fra le due figure di riferimento della ‘nuova generazione’ : la ‘predestinata’ Jedi Rey (Daisy Ridley) e il leader del primo Ordine Kylo Ren (Adam Driver). Un percorso nel quale si rinnovano i ruoli centrali dei coprotagonisti John Boyega (Finn) e Oscar Isaac (Poe), in un cast che comprende il ritorno di un altro interprete icona della trilogia originale, Billy Dee Williams, per Lando Calrissian, e fra gli altri, Mark Hamill, Anthony Daniels Domhnall Gleeson, Lupita Nyong’o, Joonas Suotamo e Kelly Marie Tran. Fra le new entry, Abrams recluta Richard E. Grant generale dell’Ordine finale e continua a puntare su donne forti: Naomi Ackie, nel ruolo di Jannah, nuova alleata della Resistenza, e Keri Russell (che per il regista è già stata interprete della sua prima serie tv di successo, Felicity e di Mission Impossible III) qui nei panni dell’abilissima e ironica Zorri Bliss, furfante intergalattica, ed ex compagna di scorribande di Poe.

Sanremo: Amadeus, ho scelto i Big ma ora penso ai giovani19 dicembre su Rai1 Sanremo Giovani,in palio 8 pass per Ariston

18 dicembre 201914:30

– “Il festival edizione n.70 è entrato nel vivo, ma io non sono agitato, sono felice. Fosse per me mi sarei trasferito a Sanremo già due mesi fa”. Ostenta tranquillità Amadeus che alla prima uscita in vista del prossimo festival ha già battuto un record: è il primo conduttore a fare la conferenza stampa all’Ariston. L’occasione è la presentazione di Sanremo Giovani, che domani 19 dicembre su Rai1 in prima serata, decreterà gli 8 finalisti che si daranno battaglia tra le Nuove Proposte a febbraio (4-8 febbraio). “I giovani sono stati il mio primo pensiero, volevo ripartire da loro, per dare vita a un Sanremo che rispetti la tradizione e guardi alla realtà discografica”.
A decretare chi avrà il pass sarà la giuria tv composta da Pippo Baudo, Piero Chiambretti, Antonella Clerici, Carlo Conti, Gigi D’Alessio, insieme alla Commissione del Festival, alla giuria demoscopica e al televoto.
Ma Amadeus è al lavoro anche sui Big, che saranno svelati il 6 gennaio durante I Soliti Ignoti. “La mia playlist di 22 è pronta. Almeno dieci sono rimasti fuori con dispiacere”.
Tra le novità Al Bano e Romina Power super ospiti di Sanremo 2020. Lo ha anticipato lo stesso cantante a Porta a Porta, mentre durante la trasmissione VivaAsiago10! Fiorello ha annunciato che Jovanotti non sarà al festival.

Mostre: a Milano macchine a spalla, monumenti in movimentoGigli di Nola, Varia di Palmi e altri patrimoni umanità Unesco

MILANO18 dicembre 201914:50

– Monumenti in movimento che accompagnano da secoli la storia italiana, conservando la memoria degli avvenimenti per cui sono nate, le macchine a spalla sono protagoniste della mostra ‘Con straordinario trasporto’ allestita nella chiesa sconsacrata di San Sisto, sede dello Studio Museo Francesco Messina.
Per la prima volta in mostra e per la prima volta insieme: i Gigli di Nola, la Varia di Palmi, la Macchina di Santa Rosa di Viterbo e i Candelieri di Sassari, che fanno parte della “Rete delle Grandi Macchine a Spalla Italiane” Patrimonio dell’Umanità UNESCO. La Torre del Giglio di Nola svetta dal piano inferiore dello Studio fino alla cupola; “Spirale di Luce”, al piano terra, riproduce una storica Macchina di Santa Rosa; la gigantesca Varia di Palmi, sulla cui cima il giorno della festa ‘vola’ una bambina; i Candelieri di Sassari con i loro nastri colorati e, infine, i Ceri di Gubbio in arrivo dalla gloriosa “Corsa” eugubina. La mostra, appena aperta, sarà visitabile fino al 14 febbraio.

S. Cecilia, Ezio Bosso dirige BeethovenI due concerti fuori abbonamento, ultimo appuntamento 2019

18 dicembre 201914:57

– E’ dedicato a Beethoven l’ ultimo appuntamento del 2019 di Santa Cecilia che vedrà sul podio dell’ Audiorium Parco della Musica Ezio Bosso dirigere l’ Orchestra dell’ Accademia Nazionale in due delle sinfonie più conosciute del genio di Bonn: la Quinta e la Settima. I due concerti fuori abbonamento – sabato 21 e domenica 22 dicembre alle 20:30 faranno da preludio alle celebrazioni nel 2020 per i 250 anni dalla nascita del compositore. Ezio Bosso, compositore e direttore d’orchestra, ha anche il merito di aver riportato la grande musica classica in tv, in prima serata, con “Che storia è la musica” (Rai 3) in cui ha affrontato due grandi sinfonie, appunto Quinta e Settima, alla testa della Europe Philharmonic Orchestra. Bosso ha debuttato a Santa Cecilia nel 2017 proprio con la Settima di Beethoven, invece nel 2018 ha diretto la sua Sinfonia n. 1 “Oceans” e la Sinfonia n. 9 “Dal nuovo mondo” di Dvořák. La Quinta sinfonia di Beethoven, che aprirà il concerto, include probabilmente l’incipit più noto della storia della musica. I primi appunti sulla Quinta risalgono a un periodo compreso tra il 1802 e il 1804 e già allora nella mente di Beethoven era chiaro il celebre attacco, anche se la Sinfonia fu poi completata nel 1808, eseguita la prima volta in un concerto, diretto dallo stesso autore, il 22 dicembre dello stesso anno al Teatro an der Wien.

Natale all’americana, Robbie Williams spopola a LondraPopstar promuove album e riconquista l’Arena fra show e aneddoti

LONDRA18 dicembre 201920:32

Performance da 10 e lode per Robbie Williams all’Arena di Wembley a Londra, ma solo per chi non sia allergico alle gioconde melodie delle feste e alle celebrazioni natalizie american style. Il concerto di Natale dell’ex Take That per promuovere l’album fresco di uscita The Christmas Present ha confermato le doti di showman del cantante, che ha mandato in visibilio ieri sera una platea punteggiata di festose paillettes e berretti rossi orlati di pelliccia, con un mix di vecchie hit e brani natalizi tratti dal suo nuovo disco.
“Se avete comprato il biglietto per il concerto, ma non il mio album, siete un po’ fottuti, ma se rimanete nei paraggi, canterò Angels”, ha rassicurato i fan con un pizzico d’ironia la popstar di Stoke-on-Trent, vestito a festa con una giacca luccicante scarlatta. Accompagnato da una schiera di ballerine degne di un musical di Broadway, Williams ha cantato senza mai sbagliare una nota, ballando con l’energia di quando era un giovane Take That e intrattenendo l’audience con aneddoti sulla sua vita, introdotti con sapienza istrionica fra un track e l’altro. Come quando ha raccontato di avere scritto No Regrets in un periodo di rabbia, durante il quale viveva in balia di droga e alcol, o di come il lavoro lo possa trattenere via da casa anche per 5 o 6 settimane, al punto che la figlia per Natale ha espresso il desiderio che lui non lavori mai più.
In un valzer di arabeschi di luce che disegnavano cristalli di neve sul palco, il cantante inglese ha alternato canti natalizi della tradizione popolare, talora rivisitati, a suoi successi storici come Let Me Entertain You, Kids e Feel. Fra gli inediti di Natale tratti dal nuovo album, ha spiccato il singolo Time for Change.

Gioielli di Gianni De Benedittis by futuroRemoto in un libroBiografia del designer di Gattinoni di Giovanna Ciracì

18 dicembre 201915:12

GIANNI DE BENEDITTIS FUTUROREMOTO GIOIELLI – DI GIOVANNA CIRACI’ – I QUADERNI DEL BARDO EDIZIONI DI STEFANO DONNO) – Gianni De Benedittis, considerato un orafo artista, partendo dal Salento, la sua terra d’origine, crea il marchio di gioeilli futuroRemoto, con cui raggiungerà un successo globale. Il cinema di Ferzan Ozpetek e la moda di Gattinoni lo accolgono come il creatore ufficiale di gioielli dallo stile identificabile, che abbelliscono molte celebrities. Collane, pendenti, orecchini e spille sorprendono per le forme inusuali. Nelle sue collezioni ogni pezzo lascia stupiti, non solo per come è stato costruito, ma soprattutto per quello che rappresenta, come nel caso dell’Anello Orinatoio o dell’Anello Etilometro. De Benedittis è l’ideatore di un mondo tutto da scoprire, in cui nulla è lasciato al caso, ma ogni elemento è studiato nei minimi dettagli.
Giovanna Ciracì, analizzando la personalità dell’orafo e tutto ciò che ruota attorno a lui, conduce il lettore in un viaggio nella storia di uno dei marchi pugliesi più apprezzati nel mondo del fashion. Partendo dalle origini fino al suo presente, l’autrice di questa monografia racconta l’ascesa e l’evoluzione di un successo che continua a crescere. Il volume si presenta come un prodotto editoriale innovativo, una monografia che reinterpreta la formula del catalogo d’arte, nato dall’incontro tra la casa editrice I Quaderni del Bardo di Stefano Donno, l’autrice e giornalista e Gianni De Benedittis. Un lavoro che rende omaggio al fondatore di futuroRemoto con l’obiettivo di porre in rilievo una delle eccellenze salentine che ha saputo far apprezzare a livello internazionale. Designer e creatore di gioielli, fondatore e direttore creativo del brand futuroRemoto Gianni De Benedittis nel 2007 ha vinto vince il concorso Who is on Next? per la gioielleria; nel 2009, a Milano, il Premio delle Arti, Premio della Cultura. Numerose le mostre in Italia e all’estero. Ha collaborato con il regista Ferzan Ozpetek nella creazione dei gioielli per il film Mine Vaganti (2010); per Aida del 74/o Maggio Musicale Fiorentino (2011); nel film Magnifica Presenza (2012); ne La Traviata al Teatro San Carlo di Napoli (2012), a Hong Kong (2013), a Bari (2014), a Napoli (2017); per i film Allacciate le cinture (2014), Rosso Istanbul (2017), Napoli Velata (2017). Dal 2009 disegna e crea gioielli per le collezioni alta moda di Gattinoni disegnate da Guillermo Mariotto.

L’Amica Geniale su Rai1 da 10 febbraioStoria nuovo cognome al cinema il 27, 28 e 29 gennaio

18 dicembre 201917:38

Dal 10 febbraio in prima visione su Rai1 arriva la seconda stagione de L’amica geniale. Gli eventi del secondo libro de L’amica geniale riprendono esattamente dal punto in cui è terminata la prima stagione. Lila (Gaia Girace) ed Elena (Margherita Mazzucco) hanno sedici anni e si sentono in un vicolo cieco. Lila si è appena sposata ma, nell’assumere il cognome del marito, ha l’impressione di aver perso sé stessa.
Elena è ormai una studentessa modello ma, proprio durante il banchetto di nozze dell’amica, ha capito che non sta bene né nel rione, né fuori. Nel corso di una vacanza a Ischia le due amiche ritrovano Nino Sarratore (Francesco Serpico), vecchia conoscenza d’infanzia diventato ormai studente universitario di belle speranze. L’incontro, apparentemente casuale, cambierà per sempre la natura del loro legame, proiettandole in due mondi completamente diversi. Lila diventa un’abile venditrice nell’elegante negozio di scarpe della potente famiglia Solara al centro di Napoli; Elena, invece, continua ostinatamente gli studi ed è disposta a partire per frequentare l’università a Pisa. Le vicende de L’amica geniale ci trascinano nella vitalissima giovinezza delle due ragazze, dentro il ritmo con cui si tallonano, si perdono, si ritrovano.
“L’Amica Geniale – Storia del Nuovo Cognome” (8 episodi da 50′) è prodotta da The Apartment e Wildside, parte di Fremantle, e da Fandango in collaborazione con Rai Fiction e con HBO Entertainment e in co-produzione con Umedia. La serie, di Saverio Costanzo tratta dal Best Seller di Elena Ferrante edito da Edizioni E/O, ha visto la partecipazione di 125 attori e migliaia di comparse, circa 8500 maggiorenni e 860 minorenni, e la realizzazione di circa 2.000 costumi tra realizzazioni originali e di repertorio. I primi due episodi della nuova stagione saranno presentati in anteprima nelle sale italiane solo il 27, 28 e 29 gennaio. L’evento al cinema è distribuito in esclusiva da Nexo Digital.

Musica: una bacchetta femminile torna all’opera del CairoNuovo concerto di Ambrosini nella capitale egiziana

18 dicembre 201916:41

– Una direttrice italiana è tornata a esibirsi al Cairo, alla guida dell’orchestra sinfonica della capitale egiziana che quasi mai si affida a una bacchetta femminile: protagonista dell’evento è stata ancora una volta Isabella Ambrosini che con questo ritorno, dopo un primo concerto tenuto quasi due anni fa, ha consolidato così l’apertura fatta dall’istituzione musicale cairota.
L’esibizione, avvenuta sabato scorso alla Cairo Opera House, ha proposto un programma tutto italiano, ad eccezione del doppio concerto di Bach per due violini e orchestra che ha concluso la prima parte del programma, connotato dal belcanto e dall’interpretazione di uno dei maggiori soprano egiziani, Iman Moustafa. Ha risaltato anche un foltissimo coro delle proporzioni (50 elementi) richieste dall’Inno del sole dell’Iris di Pietro Mascagni.
Ambrosini, che fra l’altro ebbe l’onore di dirigere più volte alla presenza di papa Giovanni Paolo II e resta dal 2012 l’unica donna ad aver diretto un’orchestra a Montecitorio, ha reso anche un tributo indiretto al Cairo e ai 150 anni dell’inaugurazione del Canale di Suez interpretando l’ouverture dell’Aida: l’opera infatti è legata a Ismail Pascià, il Chedivé d’Egitto, che voleva commissionare a Verdi un inno per celebrare l’apertura del Canale di Suez avvenuta nel novembre del 1869; il compositore di Roncole di Busseto rifiutò dicendo che non scriveva musica d’occasione ma poi compose la partitura per l’inaugurazione del nuovo teatro del Cairo aperto nel dicembre 1871.
Direttore artistico e musicale – oltre che fondatrice – dell’Orchestra Roma Sinfonica e del Coro Roma Tre, Ambrosini ha scelto un programma che ha incluso anche musiche di Puccini e Respighi.

Artista nativo riscrive storia colonizzazione al MetMonumentali dipinti di Kent Monkman accolgono il visitatore

NEW YORK18 dicembre 201917:04

In giorni come i nostri, “i musei non possono restare neutrali”: il Metropolitan di New York sfida la storia della colonizzazione del “nuovo mondo” mettendo in mostra nell’atrio di ingresso due monumentali dipinti di Kent Monkman, artista canadese della tribu’ dei Cree, che appropriano l’arte occidentale – tecniche, immagini, motivi – e la trasformano per esprimere le storie dei popoli indigeni e allo steso tempo affrontare di petto temi del nostro tempo: migrazioni, razzismo, cambiamento climatico, identità sessuale. The Great Hall Commission: mistikôsiwak (Wooden Boat People) in mostra fino al 9 aprile, prende il nome da una parola Cree usata per i primi coloni francesi ma qui applicata a tutti gli europei che colonizzarono il Nord America. L’installazione e’ parte di una serie di nuove commissioni del museo che include le “cariatidi” di della keniota-americana Wangechi Mutu sulla facciata installate in settembre: “Luoghi inaspettati del museo per invitare al dialogo con le nostre collezioni”, ha detto il direttore Max Hollein. Le nuove iniziative hanno molti significati, storico-politici e socioculturali: una istituzione fondata sull’appropriazione di antichita’ dai “vecchi mondi” e con una visione della cultura eurocentrica si apre di nuovo all’esterno con un progetto che ha ben poco di europeo. La commissione a Monkman arriva alla vigilia del 150/o del Met a conferma dell’impegno di Hollein di espandere il dialogo con artisti contemporanei fuori dal canone occidentale. Nel 2018 del resto, per la prima volta in quasi 150 anni, il Met aveva riclassificato l’arte degli indiani d’America: non più arte tribale indigena, ma arte americana di pieno diritto. L’affondo sugli orrori del colonialismo proseguira’ nel 2020 con la riapertura delle gallerie britanniche. Nel caso di Monkman, l’ispirazione e’ anche a opere nelle collezioni tra cui l’iconico “Washington Crossing the Delaware” di Emanuel Leutze del 1851. Ma, come ha fatto notare l’artista, l’iconografia si appropria di altre iconiche immagini del canone euro-americano: Rubens,Saint-Gaudens, Delacroix, Crawford, Courbet, Tiziano.
Diodato, Che vita meravigliosa il nuovo albumsingolo omonimo fa parte colonna sonora film La Dea Fortuna

18 dicembre 201917:50

– Esce il 14 febbraio, dopo l’uscita del singolo omonimo e l’annuncio di due date live a Milano e Roma ad aprile 2020, “Che Vita Meravigliosa” (Carosello Records), il terzo e nuovo album di inediti di Diodato, cantautore tra i più apprezzati del nuovo pop italiano.
Il suo nuovo progetto discografico è un album composto da 11 brani che rappresenta un’evoluzione, la voglia e la curiosità di sperimentare, crescere, rinnovarsi, mantenendo sempre uno stile di scrittura introspettivo e profondo, accompagnato da un sound dinamico e mai prevedibile che rendono la musica di Diodato immediata e carica di carnalità e passione.
Che Vita Meravigliosa” è anticipato, oltre che dal precedente singolo “Non ti amo più” e dal brano “Il Commerciante”, dal nuovo omonimo singolo che è il romantico tributo di Diodato alla vita, in tutte le sue sfaccettature e declinazioni. Questo canto di un essere umano disperso nel mare esistenziale, è stato scritto dal cantautore immaginando le atmosfere del cinema di Ferzan Ozpetek, con il quale è nato poi un proficuo confronto che ha permesso di arrivare alla versione del brano che fa parte della colonna sonora de “La Dea Fortuna”, il nuovo film del regista italo-turco, con protagonisti Stefano Accorsi, Edoardo Leo e Jasmine Trinca, nelle sale da domani, giovedì 19 dicembre, distribuito da Warner Bros Pictures. Il nuovo album, i cui testi e musiche sono di Diodato ed è prodotto da Tommaso Colliva, produttore discografico di fama internazionale, nonché vincitore di un Grammy Award nel 2015, arriva a distanza di tre anni dall’ uscita di “Cosa siamo diventati” (Carosello Records, 2017).
Diodato, inoltre, è pronto a tornare sul palco con due imperdibili date live: mercoledì 22 aprile 2020 all’Alcatraz di Milano, e mercoledì 29 aprile 2020 all’Atlantico di Roma.
Faggiani e Buoninconti vincono il Biblioteche di RomaRiconoscimenti 2019 per la narrativa e per la saggistica

18 dicembre 201920:55

anco Faggiani con ‘Il guardiano della collina dei ciliegi’ (Fazi editore), per la narrativa, e Francesca Buoninconti con ‘Senza confini’ (Codice edizioni), per la saggistica, sono i vincitori del Premio ‘Biblioteche di Roma’ 2019.
I vincitori sono stati proclamati il 18 dicembre alla presenza di Paolo Fallai, presidente delle Biblioteche di Roma e del Comitato Scientifico del Premio presieduto da Gioacchino De Chirico.
Faggiani, autore de ‘La manuenzione dei sensi’, nel suo romanzo che è quasi una favola ‘Il guardiano della collina dei ciliegi’ racconta la storia di Shizo Kanakuri, un maratoneta giapponese realmente esistito, mescolando elementi reali e di fantasia. In ‘Senza confini’ la naturalista Buoninconti, ripercorre le straordinarie storie degli animali migratori.
Il Premio Biblioteche di Roma, è promosso dalle Biblioteche di Roma – Assessorato alla Crescita culturale e si distingue nel panorama dei premi letterari italiani per l’attività diffusa sul territorio tramite la rete delle biblioteche e un costante coinvolgimento dei lettori riuniti in Circoli di lettura.

Mostre: alla Gam La Fiera di Saluzzo, quadro monumentaleRealizzato da Carlo Pittara, è alto più di 4 metri e largo 8

TORINO18 dicembre 201917:17

– E’ esposto alla Gam di Torino la maestosa Fiera di Saluzzo, presentata da Carlo Pittara nel 1880 alla IV Esposizione Nazionale di Belle Arti di Torino. Il quadro, che rievoca una fiera seicentesca con animali, ambientata poco fuori le mura di Saluzzo, ha dimensioni monumentali: 4,08 metri di altezza per 8,11 metri di larghezza.
L’opera fu esposta per l’ultima volta nell’estate del 1981 a Palazzo Madama, nell’ambito della mostra Alfredo d’Andrade.
Tutela e restauro. La tela fu poi avvolta su rullo e riposta nei depositi del Museo dove è stata conservata fino a oggi.
Al dipinto è affiancato un grande grafico che permette di individuare edifici e dimore saluzzesi, e apprezzare lE specie degli animali raffigurati. Per il riconoscimento e lo studio degli animali dipinti da Pittara, la mostra si avvale dell’apporto di docenti ed ex docenti del Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università di Torino, una collaborazione nell’ambito delle celebrazioni per i 250 anni della Scuola Veterinaria di Torino.

Capodanno: laguna-terraferma,doppio San Silvestro a VeneziaFuochi artificio in Bacino, musica e dj in piazza a Mestre

VENEZIA18 dicembre 201918:14

– Venezia lancia il ‘doppio’ Capodanno, con feste, musica e fuochi d’artificio sia in laguna che in terraferma, a Mestre. La notte di San Silvestro sarà illuminata dalla spettacolo pirotecnico in Bacino San Marco, e nello stesso tempo, mentre i turisti si augureranno buon 2020 davanti alla laguna, a Mestre scatterà la festa in Piazza Ferretto, con un programma musicale che vedrà sul palco, tra gli altri, il rapper Anastasio e i Dj di Radio Stereo Città. E’ il Capodanno promosso da Vela Spa per conto dell’amministrazione comunale. A Mestre le dnaze si apriranno in Piazza Ferretto già alle 22.00 – alle 23.15 sul palco entrerà Anastasio – mentre a Venezia si attenderà la mezzanotte per vedere accendersi il Bacino di San Marco con i fuochi d’artificio, e i giochi di luce sull’acqua. Anche un consiglio per i turisti: la visuale migliore per godere dello spettacolo – suggerisce Vela spa – è in prossimità della fermata Actv Arsenale.

Arbesser firma costumi per Der Rosenkavalier Opera BerlinoGli abiti in scena a febbraio firmati da stilista austriaco

18 dicembre 201918:15

– Arthur Arbesser firma i costumi della nuova produzione “Der Rosenkavalier” di Richard Strauss al Berlin State Opera. In occasione della messa in scena della sua prima opera, l’artista multimediale André Heller ha affidato allo stilista austriaco la cura del guardaroba degli artisti che calcheranno il palcoscenico. Per realizzarlo, Arthur Arbesser illustra la scena: “Vienna, XVIII secolo, Der Rosenkavalier è una storia spiritosa di amore, relazioni e società – speiga Arbesser – con ricchi costumi ispirati alla bellezza dell’Art Decò viennese. Mentre gli abiti dell’aristocratico Marschallin sono sinonimo di modernità sofisticata e mondanità con intensi blocchi di colore accanto alla grafica in bianco e nero, alla festa di fidanzamento di Sophie le ragazze ricche della città competono per l’abito più sopra le righe. Con lo splendore dorato di Gustav Klimt, motivi geometrici e tanto colore questa produzione dovrebbe essere, come desiderava il regista André Heller ‘una festa per gli occhi e un sogno da guardare'”.
La nuova produzione di Der Rosenkavalier di Richard Strauss, la cui prima si terrà il 9 febbraio 2020, si preannuncia il momento clou della stagione 2019/20. Il direttore d’orchestra sarà il famoso Zubin Mehta, direttore d’onore della Staatskapelle di Berlino, mentre la scenografia sarà curata dalla pittrice austriaca Xenia Hausner. Günther Groissbock interpreterà il barone Ochs auf Lerchenau. Il resto del cast è composto da: Camilla Nylund (The Marschallin), Michèle Losier (debutto come Ottaviano), Roman Trekel (Herr von Faninal) e la soprano americana Nadine Sierra (debutto come Sophie).

Torino Città Cinema 2020, al lavoro su Comitato scientificoGhigo, obiettivo è dare sostegno a numerose iniziative previste

TORINO18 dicembre 201918:16

– Torino Città del Cinema 2020 si appresta a confermarsi capitale della settimana arte. Pochi giorni e si entrerà nel vivo del programma di iniziative previste per l’occasione e ribattezzato ‘Un film lungo un anno’.
Per dare organicità ai numerosi eventi in programma, il Museo Nazionale del Cinema sta pensando di dare vita ad un comitato scientifico. Ad annunciarlo il presidente Enzo Ghigo nel tradizionale incontro con i giornalisti per gli auguri di Natale.
“L’obiettivo è quello di sostenere Torino 2020, attraverso il lavoro congiunto dei soci della Fondazione, per offrire alla città – spiega Ghigo – un programma all’altezza delle aspettative degli appassionati di cinema e non solo”. Tra le iniziative già in programma l’installazione di venti totem nei luoghi di Torino che hanno fatto da scenografia a film famosi, per dare vita a un percorso cine-turistico, masterclass per studenti e la mostra ‘Cinema Addosso’ di Anna Moda sui costumi di scena.

Dal 14 febbraio su Sky la nuova serie Zerozerozero /TRAILERSet in tre continenti su cocaina. Da bestseller Saviano, regia di Sollima

18 dicembre 201920:31

Prime immagini ufficiali per ZeroZeroZero, l’attesa serie Sky Original diretta da Stefano Sollima e tratta dall’omonimo libro di Roberto Saviano edito da Feltrinelli. Un mastodontico affresco a tinte crime sul traffico internazionale di droga che si svela per la prima volta nell’adrenalinico trailer ufficiale. Tre continenti (America, Europa e Africa), sei lingue (inglese, spagnolo, italiano, francese, wolof e arabo) e quasi un anno di riprese per otto episodi prodotti da Cattleya – parte di ITV Studios – e Bartlebyfilm per Sky, CANAL+ , Amazon Prime Video e Studiocanal TV in esclusiva per l’Italia su Sky dal 14 febbraio 2020.
ZeroZeroZero racconta di sistemi criminali e familiari diversi tra loro ma ugualmente violenti e assetati di potere, e come i cartelli messicani, la ‘ndrangheta e uomini d’affari americani corrotti si contendano la supremazia delle rotte della merce più distribuita al mondo: la cocaina. Internazionale il grande cast della serie, con protagonisti Andrea Riseborough e Dane DeHaan e con Gabriel Byrne, Harold Torres, Giuseppe De Domenico , Adriano Chiaramida, Francesco Colella e Tcheky Karyo. ZeroZeroZero è creata da Stefano Sollima e dagli head writers Leonardo Fasoli e Mauricio Katz, di cui il primo episodio basato sul trattamento degli stessi Fasoli e Sollima con Stefano Bises e Roberto Saviano. Max Hurwitz e Maddalena Ravagli completano il team di scrittura. Con Stefano Sollima alla regia, Janus Metz e Pablo Trapero .

Roberto Alagna e Aleksandra Kurzak in Arena VeronaPer la serata di gala di Cavalleria rusticana e Pagliacci

VERONA18 dicembre 201918:45

– Roberto Alagna e Aleksandra Kurzak saranno tra i protagonisti del Festival 2020 all’Arena di Verona, in scena per la serata di gala di Cavalleria Rusticana e Pagliacci dell’8 agosto: il tenore, al suo debutto areniano, si esibirà insieme alla compagna d’arte e di vita.
La nuova produzione, che aprirà la stagione areniana il 13 giugno, vivrà l’8 agosto una serata speciale con Alagna e Kurzak che daranno voce ai protagonisti dei capolavori di Mascagni e Leoncavallo. I due artisti, definiti dalla rivista tedesca Oper! Das Magazin come “la coppia ideale del mondo dell’opera”, hanno espresso grande entusiasmo per questo evento all’Arena di Verona.
Il cartellone del 98/o Festival lirico proporrà dal 13 giugno al 5 settembre Cavalleria rusticana e Pagliacci, insieme ai grandi titoli già conosciuti e apprezzati in Arena: Aida, Turandot, Nabucco e La Traviata, più le serate di gala.

Skam Italia, la quarta stagione su Netflix e TimvisionIn contemporanea nel 2020. Da 1 gennaio prime stagioni

18 dicembre 201919:01

– Sarà disponibile in contemporanea su Timvision e su Netflix nel 2020 la quarta stagione di Skam Italia, la cui produzione è in fase di ultimazione da Cross Productions e Timvision, in associazione con Netflix. A partire dal 1 gennaio 2020, le prime 3 stagioni di Skam Italia saranno disponibili anche su Netflix, in co-esclusiva con Timvision. Skam Italia e’ un remake della serie norvegese Skam, un teen drama amato dal pubblico giovane. La regia e la sceneggiatura della quarta stagione sono affidate nuovamente a Ludovico Bessegato, produttore creativo per Cross Productions.
Le prime tre stagioni sono una produzione Cross Productions e Timvision, nella quarta è entrata anche Netflix in associazione.

Pompei: domani in anteprima la “Casa del Frutteto”Riapre a Febbraio Domus di un ricco vinaio pompeiano

NAPOLI18 dicembre 201919:24

– E’ una delle case più belle di via dell’Abbondanza, a Pompei, dove tuttora i restauratori sono al lavoro per completare il recupero degli affreschi. La “casa del Frutteto” è stata restituita al pubblico. Con i fondi ordinari, e non più del Grande Progetto Pompei, che volge al termine, viene riaperta al pubblico la Domus appartenuta probabilmente ad un ricco vinaio dell’antica Pompei.
L’ ipotesi è emersa quando, durante gli scavi del Maiuri nel 1951, nel giardino della casa furono rinvenute molte anfore destinate a contenere vino. Tra gli utensili della casa, si trovò anche un grande bollitore, che i romani utilizzavano per riscaldare l’acqua da mescolare al vino.
Domani e dopodomani i visitatori potranno osservare da vicino, in anteprima, i meravigliosi affreschi della Domus, mentre i restauratori sono ancora all’opera: ambienti di bellezza sorprendente, che riproducono le essenze arboree utilizzate nei giardini. Limoni, corbezzoli, peri, ciliegi, susini che documentano le piante esistenti nei luoghi abitati.

Mostre: il Realismo magico nell’arte sarda del ‘900Collezione de Montis a Cavalese, da un’idea di Vittorio Sgarbi

TRENTO18 dicembre 201919:32

– “Il Realismo magico nell’arte sarda. La Collezione De Montis” è il titolo di una mostra aperta dal 21 dicembre a Cavalese, al palazzo della Magnifica Comunità di Fiemme, da un’idea di Vittorio Sgarbi e a cura di Beatrice Avanzi. In esposizione una selezione della più importante raccolta di arte sarda del ‘900, con opere e oggetti provenienti dalla Collezione privata del professor Stefano De Montis, unica per ricchezza e varietà di dipinti, sculture, tessuti, argenti e prodotti dell’artigianato sardo.
La mostra, aperta fino al 13 aprile, inaugura il progetto ‘Galassia Mart’, una nuova proposta di mostre e appuntamenti sul territorio per valorizzare il Trentino come sistema museale diffuso.

Cinema: l’Andromeda a Primavalle compie 20 anniLa storica sala di Lucisano festeggia e si aggiorna

18 dicembre 201920:08

– Nel territorio urbano dove le sale cinematografiche chiudono continuamente, c’è un cinema storico, neppure centrale ma nel quartiere Primavalle, che arriva a festeggiare 20 anni. E’ il cinema Andromeda, storico esercizio di Lucisano Media Group, che il 19 dicembre a tutti gli spettatori regala per il traguardo biglietti gratuiti da usare fino a giugno.
«Il terreno sul quale ora sorge la Multisala – racconta Lucisano – era l’orto di mio padre nel quale noi bambini ci recavamo per giocare e andare a cavallo, prendevamo il tram 34 fino a Forte Braschi partendo da Piazza Cavour, dove vivevamo, e poi da lì a piedi fino al terreno. Via Mattia Battistini era inesistente vi scorrevano le acque piovane. Nel punto esatto dove ora sorge il cinema c’era un capannone industriale che acquistai in seguito da mio padre».
Nel corso della sua storia, il Cinema Andromeda non ha mai messo da parte la volontà di ampliarsi e rinnovarsi e per i suoi 20 anni si doterà di un’altra sala, che va ad aggiungersi alle 8 già presenti, per complessivi 1175 posti, tutti accessibili ai portatori di handicap, dotate di proiettori Sony 4K e innovativo audio Dolby Atmos, al passo con le sale europee.
In un momento in cui le sale cittadine vanno sparendo, l’Andromeda si espande, si dota di aree comuni multifunzionali, di servizi accessibili a tutti, confermandosi luogo di aggregazione e incontro a servizio del quartiere e si arricchisce di uno spazio dedicato ai bambini, un sushi bar plastic free e una piccola libreria.
Fulvio Lucisano conferma la sua vocazione di esercente che crede fortemente nella sala cinematografica come luogo ineguagliabile di esperienza visiva, dove poter apprezzare il cinema in tutta la sua bellezza con immagini di qualità altissima, poltrone ultra confortevoli, servizi come il kids garden per far tornare le coppie al cinema.
Come già in molte città europee, la sala cinematografica si potenzia, per diventare luogo in cui incontrarsi, stare insieme e godere di un’esperienza impossibile da eguagliare con l’home vision.
E in più, l’Andromeda è anche a impatto zero, essendo stato il primo cinema a dotarsi con i pannelli solari, di impianto fotovoltaico per limitare il consumo di energia.

Amadeus,voglio festival pop e imprevedibileDomani sera è la volta dei Giovani, scelti i 22 Big in gara

SANREMO18 dicembre 201920:28

l festival di Sanremo dichiara ufficialmente aperti i lavori per l’edizione 2020, quella che celebra i 70 anni. Affidato ad Amadeus, conduttore e direttore artistico della manifestazione, il simbolico taglio del nastro con il primo incontro alla vigilia di Sanremo Giovani, in onda stasera su Rai1, che decreterà gli otto giovani che si sfideranno sul palco dell’Ariston a febbraio (da martedì 4 a sabato 8). “Finalmente ci siamo – dice il padrone di casa -, fosse stato per me, mi sarei trasferito qui già due mesi fa. Agitato? Per niente, anzi sono felice. Ho la fortuna di fare tv tutti i giorni e vedere la telecamera accesa è normale”. Si va per gradi, però: prima i giovani, poi i Big.
“I giovani sono stati il mio primo pensiero, quando sono stato chiamato come conduttore e direttore artistico. Volevo ripartire da loro, per dare vita a un festival che rispettasse la tradizione senza dimenticare la realtà discografica”. E’ proprio questa la cifra del prossimo Sanremo, condivisa anche dal direttore di Rai1 Teresa De Santis: guardare al passato, in un anniversario importante, per rivolgersi al futuro. E anche se il cast non è stato ancora ufficializzato (lo sarà la sera del 6 gennaio durante I Soliti Ignoti su Rai1), i nomi che circolano sono quelli che più cercano di riflettere il panorama attuale: da Levante a Giordana Angi, da Francesco Gabbani a Raphael Gualazzi, passando per Piero Pelù, Paolo Jannacci, Irene Grandi, Rancore, Anastasio, Diodato, i Pinguini Tattici Nucleari, Marco Masini. “I giochi sono fatti per i Big. La mia playlist è pronta, ma almeno dieci che meritavano sono rimasti fuori. Ho scelto 22 canzoni bellissime, al passo con l’attualità e la discografia di oggi. Io le conosco già a memoria”, ammette Amadeus che avrebbe voluto far salire il numero dei cantanti in gara fino a 24, dovendo poi arrendersi ai tempi stretti dettati dalla tv.
Carte sparigliate, invece, sul fronte ospiti. Se da una parte il conduttore vorrebbe tornare a dare un’impronta internazionale “come spetta a Sanremo” (che Claudio Baglioni aveva invece rinnegato) con artisti del calibro di Lady Gaga (“vedremo, non abbiamo chiuso. Nomi importanti ci saranno ma i contratti saranno confermati solo a ridosso della manifestazione e dipenderà da chi è in Europa, chi in promozione”), dall’altro ci dovrà esserci spazio per celebrare la memoria del festival e i suoi protagonisti. Jovanotti, dato per certo fino a poche ore fa, si è defilato causa “viaggio in bici in Perù” per interposta persona (Fiorello, che sarà il “folletto” del festival). Al Bano, che inizialmente sembrava in lizza per la gara, nello studio di Bruno Vespa a Porta a Porta ha annunciato di andare con Romina da ospite (stesso annuncio, altra trasmissione qualche giorno fa per Roberto Benigni). “Se lo ha detto lui…”, se la ride Ama che sostiene di non sapere cosa faranno i suoi amici (Jova e Fiore), ma che per loro la porta sarà sempre aperta. “Vorrei che fosse un festival imprevedibile, oltre che pop. Non in senso dispregiativo, ma inteso come qualcosa che possa arrivare a tutti”, aggiunge.
Tornando a Sanremo Giovani sono Avincola (con il brano Un rider), Eugenio in via di Gioia (Tsunami), Fadi (Due noi), Fasma (Per sentirmi vivo), Leo Gassmann (Va bene così), Jefeo (Un due tre stella), Réclame (Il viaggio di ritorno), Marco Sentieri (Billy Blu), Shari (Stella), Thomas (Ne 80) i dieci artisti in cerca di un pass per il festival (selezionati tra 842 candidati). I ragazzi saranno giudicati da Giuria televisiva (formata da Carlo Conti, Pippo Baudo, Piero Chiambretti, Antonella Clerici, Gigi D’Alessio), Commissione del Festival (di cui fa parte lo stesso Amadeus), giuria demoscopica e televoto.
“Chiederò ai cinque giudici tv di tornare anche a febbraio”, annuncia poi Amadeus che si dice “strafelice” se un passaggio all’Ariston lo facesse anche Paolo Bonolis. Ai cinque finalisti, si aggiungeranno la vincitrice di Sanremo Young, Tecla, e due artisti da Area Sanremo. Tutti e 8 saranno protagonisti anche del Capodanno di Rai1 da Potenza (padrone di casa il solito Amadeus), mentre i migliori quattro saranno in tour in sette Paesi ospiti degli istitui italiani di cultura all’estero. E si pensa anche a lavorare sul brand Sanremo Giovani, con un contest.

Il lago dei cigni del tradimento di Pech all’Opera di Roma1/o titolo stagione balletto. Ricavi pomeridiana 2/1 a La Fenice

18 dicembre 201920:29

“Dai, se hai coraggio, colpiscimi”. Benno, l’amico, insospettabile traditore, sfida il principe Siegfried. E lui, accecato dall’odio, imbraccia la balestra. Un attimo e l’esito è fatale, mentre Odette, colpita al cuore, cade a terra. È il dramma della gelosia, del tradimento, del senso di rivalsa, quello che Benjamin Pech torna a mettere in scena con il suo Lago dei cigni, che dal 31 dicembre all’8 gennaio inaugurerà la stagione di balletto 2019-2010 del Teatro dell’Opera di Roma. Un grande classico di repertorio, che nella versione del coreografo francese lo scorso anno ha registrato i massimi incassi della storia del balletto in scena al Costanzi.
“Sono rimasto in gran fedele al libretto immaginato da Petipa”, racconta lui, già etoile dell’Opera di Parigi, oggi primo maître e assistente alla Direzione del Ballo del Teatro dell’Opera di Roma, mentre in sala, tutù rosa, a trasformarsi in cigno oggi è l’étoile Rebecca Bianchi. Ma nel corso delle repliche sul palcoscenico ci saranno anche i primi ballerini Susanna Salvi, Claudio Cocino e Alessio Rezza, i solisti Giacomo Castellana e Michele Satriano, oltre a ospiti internazionali come Polina Semionova (prima ballerina che “incarna la ‘russità’ di questo balletto”, dice Pech), Amandine Albisson étoile dell’Opéra di Parigi (“la mia eredità artistica, quel tocco francese immancabile”) e Daniel Camargo guest principal dancer, con il corpo di ballo dell’Opera di Roma diretto da Eleonora Abbagnato.
“Il ricavato della recita pomeridiana del 2 gennaio – fa sapere il sovrintrendente Carlo Fuortes – sarà devoluto al Teatro La Fenice. Un gesto di vicinanza e solidarietà per la difficilissima situazione in cui il teatro si è trovato nei giorni immediatamente prima dell’inaugurazione della nuova stagione, in seguito allo straordinario fenomeno dell’acqua alta, e un contributo ai lavori necessari per il restauro”.
Intanto, in sala prove, ecco il Principe e Benno (per un giorno interpretati da Michele Satriano e Loick Pireaux) che si fronteggiano. Pur rimanendo fedele all’originale, Pech ha rielaborato la drammaturgia del libretto in una ‘sua’ versione, che non prevede il mago Von Rothbart. E che, soprattutto, finisce tragicamente. “Mi sono ispirato all’Otello di Shakespeare e al tradimento di Iago – racconta il coreografo in perfetto italiano – La versione in cui il cigno torna principessa non mi ha mai convinto, non ci credo. È lo stesso Čajkovskij che sin dall’inizio ci dice che finirà male”. Così Benno geloso e avido di potere, che manipola il Principe Siegfried e solo alla fine del terzo atto rivelerà la sua vera natura. “Siegfried – spiega Pech – è un principe che rifiuta le sue responsabilità. L’altro vorrebbe il suo posto e pensa che distruggendolo di dolore potrà prenderne il posto. Sono due uomini stupidi”. A pagarne le conseguenze è Odette, uccisa per un fatale errore. È il dramma del tradimento, quello di Benno nei confronti del Principe e del Principe nei confronti di Odette, pur senza volerlo. “A distanza di un anno – aggiunge Pech – ho avuto modo di vedere e di rivedere il balletto. Non ho cambiato nulla, solo piccoli aggiustamenti. Ho lavorato sulla profondità, rendendola più prospettica, e sulla pantomima, facendola più asciutta e vicina alla modernità. E sulla presenza scenica di Benno, rafforzando la sua duplice natura di amico e di traditore”. Le scene raffinate e i preziosi decori sono firmati dallo scenografo Aldo Buti. Dirigono l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, Nir Kabaretti e Carlo Donadio (il 7 e 8 gennaio).

Ken Loach, vi racconto gli schiavi di AmazonSorry We Missed You un pugno allo stomaco sulle nuove schiavitù

18 dicembre 201920:31

Prima di fare un acquisto on line, magari per i regali di Natale, o farvi recapitare un pranzo a domicilio o usare le consegne per qualcosa pensateci bene. Dal 2 gennaio con l’uscita in sala di Sorry We Missed You vi sarà un po’ più difficile essere disinvolti in tema delivery: il nuovo film di Ken Loach è un pugno nello stomaco e non lascia indifferenti. Racconta la discesa negli inferi della working class ridotta a schiavitù nell’illusione turbocapitalista e quello che capita al protagonista Ricky e alla sua famiglia ridotta in breve sul lastrico potrebbe accadere a tutti. Sì ma come avrà votato il padroncino del camioncino delle consegne vessato dall’azienda vessata a sua volta? La domanda è lecita dopo l’esito delle elezioni in Gran Bretagna con la schiacciante vittoria dei tory di Boris Johnson.
Ken Loach, l’irriducibile maestro inglese, cantore delle sventure della classe operaia sin dai primissimi film per la Bbc due volte Palma d’oro a Cannes (Il vento che accarezza l’erba, nel 2006 e Io, Daniel Blake nel 2016) arriva in Italia, ieri a Bologna oggi a Roma, ancora stordito dalla batosta. La stampa gli tributa una standing ovation lunghissima e affettuosa al cinema Quattro Fontane al termine della proiezione, lui, 83 anni di lucida consapevolezza politica, ringrazia. “Mi auguro che i miei protagonisti abbiano votato per Jeremy Corbyn, ma non sono sicuro, magari erano confusi anche loro come tanti nel mio paese”, dice Loach. Le bugie della propaganda Tory di Boris Johnson “hanno ridicolizzato il programma di sinistra radicale di Jeremy Corbyn e convinto l’elettorato che fosse razzista o addirittura simpatizzante di terroristi o nemico della tecnologia, quando invece nel suo programma si diceva una cosa sensata, ossia di puntare a 32 ore settimanali di lavoro”: afferma Ken il rosso che ha appoggiato fortemente il leader laburista sconfitto.
Secondo Loach l’esito del voto è dovuto alla macchina “feroce e sofisticata della propaganda” ma anche alle polemiche dei LibDem. In Sorry We Missed You, scritto con il grande Paul Laverty, siamo nella provincia inglese, proprio quella che ha fatto vincere Boris Johnson. Non piu’ contratti regolari, non piu’ assicurazioni, l’illusione di mettersi in proprio e la realta’ di venire stritolati da un infernale meccanismo di competizione, deregulation, assenza di diritti elementari.
Persino fare pipi’ e’ un lusso: si ferma il camioncino delle consegne e si fa nella bottiglia, neanche un minuto e si riparte, perche’ tutto e’ tracciato, tutto e’ una performance obbligata. E’ un j’accuse alla societa’ in rovina, ad una disgregazione sociale che sembra ormai ad un passo dal baratro definitivo quella che racconta questo film potentissimo con attori non attori ma poveri cristi.
Ricky (Kris Hitchen) e’ un uomo di mezz’eta’ costretto a ricominciare da capo dopo aver perso il lavoro come tanti.
Mettersi a fare il freelance per le consegne dei pacchi puo’ essere un’idea: il delivery impazza anche a Newcastle, si compra su Amazon qualunque cosa e qualcuno te la deve recapitare.
Peccato che il camioncino costi una follia e che il manager dell’agenzia, sottolineando che e’ lavoro in proprio, sia a capo di fatto di un’organizzazione di consegne ad orologeria che non ammette altro e per cui non ci sono ferie, non ci sono emergenze, non ci sono diritti, altrimenti la competizione fa fallire anche lui.
Tutto costa a Ricky e il lavoro e’ fonte di stress e guai, quelli piu’ piccoli (il destinatario del pacco che non si fa trovare) fino a quelli piu’ grandi (il furto del prezioso scannerizzatore delle consegne). Ma intanto e’ un lavoro e pazienza se bisogna vendere l’utilitaria di Abby (Debbie Honeywood, ipoteca la Palma) che andra’ in bus a fare il suo lavoro: custodire per un’agenzia che non paga straordinari le persone in difficolta’, anziani, disabili. Lei ha una regola: trattare tutti come fossero suoi parenti con dolcezza e calore.
A casa ci sono anche i due ragazzi, la dolce Liza di 10 anni (Katie Proctor) e l’adolescente ribelle Seb (Rhys Stone).
E’ una famiglia modesta, ma l’amore tra loro e’ la vera forza dirompente in una vita di fatica e abbrutimento, miserabile. Forse persino un anticorpo. Ma le cose non sono lineari, il ragazzo si mette nei guai, viene sospeso a scuola, ha discussioni con il padre: il conflitto familiare esplode ma il lavoro deve venire prima di tutto, chi paga altrimenti le rate del van?

Bestseller della Niven sbarca su Netflix a febbraioPer DeA Planeta esce 11/2 anche ‘L’universo nei tuoi occhi ‘

13 dicembre 201919:42

l bestseller mondiale ‘Raccontami di un giorno perfetto’ (DeA Planeta) di Jennifer Niven sarà disponibile su Netflix dal 28 febbraio 2020, in contemporanea mondiale in 190 Paesi. Lo annuncia DeA Planeta Libri. La Niven, che vive a Los Angeles ma è cresciuta nello Stato dell’Indiana, è coinvolta nella sceneggiatura. I protagonisti del romanzo sono Violet e Finch, due adolescenti fragili che nel film sono interpretati da Elle Fanning e Justice Smith. DeA Planeta ha in catalogo anche il secondo romanzo, ‘L’universo nei tuoi occhi’, della Niven che sarà in libreria con l’edizione tie-in di ‘Raccontami di un giorno perfetto’ l’11 febbraio 2020.’Raccontami di un giorno perfetto’ è un libro young adult da record: in corso di pubblicazione in 31 Paesi, in testa alle classifiche di vendita mondiali per settimane, oltre 30.000 copie vendute solo in Italia, vincitore di moltissimi e prestigiosi premi letterari, tra cui il Premio Mare di Libri 2016, il Goodreads Choice Award e il Guardian Best Book of the Year 2015 e finalista alla Carnegie Medal 2015 e al Premio Andersen 2016.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Tom Cruise è tornato, il nuovo trailer di Top GunIl sequel in sala nel 2020 dopo 34 anni

16 dicembre 201919:00

“Il vostro istruttore è uno dei migliori che questo programma abbia prodotto. Le sue imprese sono leggendarie. Ciò che ha da insegnarvi può significare la differenza tra la vita e la morte”. I piloti di aerei da caccia hanno un nuovo istruttore: 34 anni dopo il film che lo rese una star, Tom Cruise torna a interpretare Pete “Maverick” Mitchell, nel sequel del film del 1986 che uscirà nelle sale cinematografiche di mezzo mondo nel 2020.E’ stato diffuso da Paramount Pictures in tutti i paesi il nuovo trailer che vede Cruise invecchiato ma sempre in formissima. Da quel poco che si riesce a intuire, il film è ambientato più o meno ai giorni nostri e vede Maverick chiamato a fare da istruttore a una nuova generazione di piloti per aerei da guerra. Il regista di ‘Top Gun: Maverick’ è Joseph Kosinski.”La sua reputazione la precede”, viene chiesto a Maverick dai superiori. “Devo ammettere che non mi aspettavo un invito a tornare”, è la risposta. “Non è un invito, è un ordine”, la controreplica. Insomma dopo più di trent’anni di servizio nella Marina, il tenente Pete Mitchell (Tom Cruise) non ha perso la sfrontatezza, quando viene chiamato ad allenare un distaccamento di allievi dell’accademia per una missione specializzata che nessuno al mondo ha mai portato a compimento. Il film, le cui riprese sono iniziate nellìestate del 2018, non vedrà tra i protagonisti l’attrice Kelly McGillis, la fascinosa Charlie Blackwood che fece innamorare il pilota ribelle. IL TRAILER

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

John Frusciante torna nei Red Hot Chili Peppers
Il rientro dello storico chitarrista annunciato sui social

16 dicembre 201917:48

John Frusciante, storico chitarrista dei Red Hot Chili Peppers, torna nella band californiana dieci anni dopo il suo addio. Ad annunciarlo sui social è stato lo stesso gruppo, comunicando l’addio al chitarrista che li ha accompagnati nell’ultimo decennio, Josh Klinghoffer. “Josh è un grande musicista che rispettiamo e a cui vogliamo bene – si legge nel posto -. Siamo molto grati per il tempo trascorso insieme. Annunciamo inoltre, con grande entusiasmo e di cuore, che John Frusciante rientra nel gruppo”.

Frusciante entrò nella band a 18 anni, nel 1988 per poi lasciarla una prima volta nel 1992 per problemi di dipendenza dall’eroina ed altri problemi personali. Newyorkese, con famiglia di origine campana, fu la chitarra di Blood Sugar Sex Magik, uno dei capolavori della band californiana, uscito nel 1991.Dopo una carriera da solista tornò nuovamente nel gruppo nel 1998 per poi lasciarla ancora una volta nel 2009. Inserito nella Rock and Roll Hall of Fame, Frusciante nel 2010 è stato riconosciuto dalla Bbc come miglior chitarrista degli ultimi 30 anni, mentre la rivista Rolling Stones lo ha riconosciuto come uno dei 100 migliori chitarristi di sempre. Nel 1994 Enrico Brizzi si ispirò a lui per il titolo del suo romanzo Jack Frusciante è uscito dal gruppo, divenuto poi anche un film.

Ricerca: Eurac, ben conservate le mummie del museo EgizioLo rivela uno studio di Eurac Research

BOLZANO16 dicembre 201911:36

– Dopo due anni di lavori uno studio di Eurac Research di Bolzano ha accertato che lo “stato di salute” di tutte le mummie custodite al museo Egizio di Torino è buono.
Microrganismi e umidità, se non controllati, possono portare alla totale decomposizione dei reperti antichi, intaccando un patrimonio culturale di inestimabile valore. Per questo il Museo Egizio ha affidato agli esperti di Eurac Research lo studio dello stato di conservazione di tutte le mummie esposte o conservate a Torino. Dopo due anni di esami nel museo e nei laboratori di Bolzano, i ricercatori di Eurac Research hanno potuto rassicurare i loro partner scientifici: con un grado di umidità relativa compreso tra il 25 e il 65 per cento, i 116 resti umani conservati nelle vetrine e negli archivi del Museo Egizio sono nell’intervallo di sicurezza e quindi in buona salute. Le analisi microbiologiche svolte dagli esperti di Eurac Research sui reperti hanno individuato molte spore di microrganismi, ma anche verificato che gli ambienti di conservazione sono idonei a non farle proliferare. Il risultato di questa approfondita analisi è stato pubblicato sulla Rivista del Museo Egizio. Concluso lo studio sullo stato di conservazione, un altro importante capitolo della ricerca in collaborazione con il Museo Egizio entra nel vivo. Nei laboratori dell’Istituto di Eurac Research, i ricercatori stanno portando avanti le analisi antropologiche e genetiche delle mummie per determinare aspetti come il sesso, l’età, la causa di morte e le patologie di cui soffrivano in vita, si legge in una nota di Eurac.

Giorgio Bassani, teorico del sèLe sue interviste, gli incontri con gli amici, una vita

16 dicembre 201912:30

GIORGIO BASSANI, INTERVISTE 1955-1993. (Feltrinelli, pag 404, Euro 25,00).
”I cosiddetti libri d’autore non sono popolari, in Italia, perchè, in genere, non sono fatti per essere popolari. E’ un bene? E’ un male? Forse è un male. Ma la popolarità non può costituire un proposito. Quando si verifica è sempre un dono, un premio non cercato”. Lui, Giorgio Bassani, è stato uno degli intellettuali che in Italia ha avuto maggiore possibilità di incidere sul tessuto culturale del paese grazie anche alla sua popolarità e al fiuto per l’altrui popolarità. Romanziere di successo, capacità infallibile da editore, sceneggiatore, poeta, vicedirettore Rai, politico, fondatore di Italia Nostra, un uomo capace di coniugare in molteplici forme il dono per quella che lui chiamava solo e semplicemente ”poesia”.
”Ho abbastanza fiducia nel mio gusto, e nella reazione, quasi fisica, che provoca in me la presenza della poesia. La poesia, diceva Barenson, produce sempre in noi una sorta di aumento della vitalità”. Una sensazione che aveva provato, racconta, quando aveva letto le prime pagine di quel manoscritto che gli aveva raccomandato Elisa Croce, la figlia di Benedetto.
Era Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, un capolavoro ma anche uno straordinario successo editoriale appunto. Bassani poi – qui in veste di editore per Feltrinelli – aveva capito subito che era un libro incompleto ma l’autore era oramai morto e allora era salito sul treno di corsa verso la Sicilia cercando di recuperare le parti mancanti dalla vedova riottosa.
Della poesia racconta a Walter Pedullà in un’intervista del 1960 mentre a L’Express nel 1962 spiega che in quel libro ”per la prima volta i lettori italiani, di tutta Italia, hanno potuto leggere un romanzo non dialettale che esprimeva il pessimismo di tutta Italia, il loro pessimismo. Il Gattopardo ha sgonfiato un secolo di letteratura nazionale. Gli italiani hanno applaudito la propria sconfitta”. Si legge in questo meraviglioso libro appena pubblicato da Feltrinelli che raccoglie le Interviste, o meglio le parole che Giorgio Bassani ha donato agli altri sul suo lavoro tra il 1955 e il 1993, in frammenti altamente significanti. Tanto che nell’introduzione Domenico Scarpa racconta di quanto si disperassero gli amici Claudio Varese e Mario Soldati, che lui non scrivesse quelle riflessioni tanto lucide che faceva, ma solo a voce, sul suo stesso lavoro e su quello degli altri. Sono interlocutori altrettanti affascinanti, come Manlio Cancogni, Enzo Siciliano, Aldo Rosselli, Ferdinando Camon e molti altri quelli con cui si misura in queste pagine che restituiscono l’impressione di una voce in presa diretta.
Bassani non aveva tempo per il riflettere evidentemente preferiva il fare, così come non entrava mai nelle polemiche, a chi ad esempio gli chiede degli attacchi del Gruppo 53 non vuole mai replicare, glissa sostenendo con ferocia che ci parlerà quando scriveranno qualcosa, che sono infantili. Pagine straordinarie insomma che ci riportano in modo vivo in una realtà italiana in cui il dibattito culturale e quello sociale e politico erano strettamente intrecciati nella dottrina, appunto, del fare. ”Io scrivo soltanto per dare testimonianza di me e della mia verità. Ora ho questo tema in mente, ma a un certo punto non sono io, è il personaggio stesso che si fa avanti, che decide d’essere scritto” e anche, dalla sua voce, raccontato.
Totonomi festival tra Gabbani, Pelù, Gualazzi e JannacciTanti ex talent, tra ipotesi anche Morgan e Pelù. Lista il 6 gennaio

14 dicembre 201914:59

llice in alto o pollice verso: l’arena dell’Ariston sta dando i primi verdetti. Stanno arrivando, infatti, in queste ore le telefonate da Sanremo ai venti artisti (senza escludere che il numero iniziale previsto dal regolamento possa salire a 22 o a 24) che dal 4 all’8 febbraio saranno in gara sul palco del festival, per l’edizione che ne celebra i 70 anni. Per l’ufficialità dei nomi, però, bisognerà attendere il 6 gennaio, quando Amadeus, padrone di casa e direttore artistico della manifestazione, li renderà noti durante la trasmissione I Soliti Ignoti, in prima serata su Rai1.
E così, nell’attesa, impazza il totonomi. Sembra data per certa la presenza di Francesco Gabbani, che dopo l’exploit che lo ha visto vincere due anni consecutivi prima tra le Nuove Proposte e poi tra i Big, è a caccia di un rilancio. Accreditato anche Marco Masini, che festeggerebbe così i 30 anni dalla vittoria tra i Giovani con Disperato nel 1990 (e avrebbe la meglio su Paolo Vallesi). Prima volta in gara, invece, per Piero Pelù, senza i Litfiba. Anche Paolo Jannacci, figlio dell’indimenticato Enzo e raffinato musicista a sua volta, avrebbe conquistato un pass per l’Ariston. Atteso nella Città dei Fiori Raphael Gualazzi (l’ultima volta aveva gareggiato nel 2014, insieme al musicista mascherato The Bloody Beetroots), così come Michele Zarrillo, Diodato e Rocco Hunt.
Ma è il plotone dei “giovani” a farla da padrone. I nomi che più convincono sono quelli di Levante, di Achille Lauro (sarebbe un bis per lui, dopo l’ottima prova dell’anno scorso), di Rancore (un anno fa in coppia con Daniele Silvestri per la bellissima Argentovivo che si aggiudicò il Premio della Critica). In quota talent, cercano spazio e visibilità Alberto Urso, il vincitore dell’ultimo Amici, e Giordana Angi, la seconda classificata, ma anche Elodie ed Anastasio (re di X Factor 2018).
Tra i nomi che non ti aspetti spunta quello dei Pinguini Tattici Nucleari, che a fine febbraio hanno in programma un tour nei palazzetti e non disdegnerebbero un po’ della popolarità che è in grado di regalare Sanremo. Altra band quotata è quella de Le Vibrazioni. Irene Grandi vuole festeggiare i suoi 25 anni di carriera su un palco importante come quello del festival, e tornerebbe volentieri anche Giusy Ferreri, magari in duetto.
Possibile anche il ritorno di Noemi e magari anche quello di Annalisa. Una sorpresa potrebbe essere Fred De Palma, il re del reggaeton italiano.
Scendono le quotazioni per Al Bano (con o senza Romina) e salgono invece quelle di Ghali e di Morgan.
E poi ci sono le certezze. Fiorello che, in nome dell’amicizia che lo lega ad Amadeus, ha confermato da tempo che ci sarà. Come anche lo scozzese Lewis Capaldi, primo ospite internazionale ufficializzato. Tra gli italiani non dovrebbero mancare Tiziano Ferro (che potrebbe addirittura essere presente quattro sere su cinque per duettare con gli altri ospiti), Jovanotti e Ultimo. Probabile che un passaggio lo faccia anche il vincitore dello scorso anno Mahmood e che si affacci Emma, nell’anno dei festeggiamenti dei suoi 10 anni di carriera.

Cate Blanchett donna in crisi di nervi

In sala Che fine ha fatto Bernadette? di Linklater

13 dicembre 201910:04

– Quella faccia indisponente e spocchiosa di Bernadette Fox (Cate Blanchett) alla fine nasconde un film natalizio. Ma bisogna compiere il lungo percorso previsto in ‘Che fine ha fatto Bernadette?’ di Richard Linklater, in sala dal 13 dicembre con Eagle Pictures e Leone Film Group. E va detto che la Blanchett – in un ruolo che le è valso la decima candidatura ai Golden Globe – è perfetta per interpretare una leggenda nel campo dell’architettura che a un certo punto da Los Angeles si è ritirata a Seattle, con tanto di marito e figlia adolescente, per fare una vita privata che odia.Il film, tratto dall’omonimo romanzo di Maria Semple che dopo il debutto nel 2012 è subito salito in cima alla lista dei bestseller del New York Times, racconta appunto di questo architetto geniale che sembra odiare davvero tutti, compresa se stessa. Fatto sta che nessuno la può vedere. A salvarsi, almeno in parte, dalla sua cronica anaffettività sono la figlia Bee (Emma Nelson) e il marito Elgie Branch (Billy Crudup) ricercatore Microsoft.

Quando ormai la depressione con tendenze suicide di Bernadette diventa un fatto conclamato e una psicologa è pronta ad intervenire, la figlia Bee le chiede di accompagnarla in un viaggio in Antartide come premio per la sua pagella perfetta. La madre sembra accettare il viaggio, ma tutta una serie di imprevisti fanno sì che Bernadette, più che seguire la figlia, si dia alla fuga. La solitudine è la cosa che le è più congeniale come quella creatività che da troppo tempo ha soffocato. Nel cast di questo film anche Kristen Wiig, Judy Greer e Laurence Fishburne.”È il ritratto davvero complesso di una donna di mezza età particolarmente geniale ma che non pratica la sua arte – dice il regista -. Ciò che viene dopo è divertente e anche un po’ spaventoso. Per chiunque. È anche un ritratto meravigliosamente complesso di una relazione a lungo termine, della genitorialità e degli alti e bassi che la caratterizzano”. Per il premio Oscar Cate Blanchett, invece: “è uno sguardo molto divertente e doloroso su una donna che si trova in un momento di caos, in procinto di affrontare un enorme cambiamento nella sua vita. Tutte le negatività vengono fuori da ciò che pensavi di essere, dovendo affrontare chi sei veramente, per passare poi a chi potresti diventare. E così – ribadisce l’attrice – troviamo Bernadette e la sua famiglia in un momento di crisi. Penso che stia attraversando il caos, perché non si può sfuggire a ciò che si pensa di essere, e ci si deve confrontare con chi si è in realtà prima di poter andare avanti – e ciò accade spesso nella mezza età”. E, infine, sempre la Blanchett: “La cosa con cui forse mi sono identificata maggiormente è l’impossibilità di sfuggire a se stessi e soprattutto il fatto che, quando si invecchia, è necessario affrontare il passato e assumersi la responsabilità di se stessi per poter andare avanti”.

Roberto Benigni, il mio Geppetto è un super babboGarrone, è un Pinocchio per tutti,universale con amore al centro

13 dicembre 201915:42

tteo Garrone affronta il racconto che lo accompagna da bambino, “lo disegnavo a sei anni e da allora è con me, era difficile resistere alla tentazione di farci un film, nel rispetto assoluto di Collodi ma con una cifra in più di leggerezza, ironia e comicità”. Il regista parla di Pinocchio, il suo nuovo, atteso film, una trasposizione produttivamente impegnativa del romanzo universale e con un cast tutto italiano guidato da Geppetto – Roberto Benigni, in sala in 600 copie dal 19 dicembre con 01.“Il mio nome è spesso legato ad un cinema violento e duro – dice il regista – vorrei invece che si capisse che questo mio Pinocchio è per i piccoli e per i grandi. Mi appartiene ogni fotogramma, ma si rivolge a tutti così come il capolavoro di Collodi, mi piace l’idea di far riscoprire ancora una volta un grande classico, magari riuscendo a sorprendere ancora anche se è una storia che tutti abbiamo dentro”. Tra Benigni e Garrone c’era un accordo: non farsi i complimenti. Ma Roberto lo infrange subito: “Non mi ricordo l’ultimo che ho visto e chi lo ha fatto ma questo di Matteo è decisamente il più bello”, scherza il regista che nel 2002 aveva diretto un Pinocchio, riservandosi il ruolo del burattino di legno. Questa volta è invece Geppetto, “ma io farei anche la balena. Garrone è un grande regista, è un pittore, racconta in maniera unica con le immagini, è commovente e divertente, questo Pinocchio, per i bambini dai 4 agli 80 anni, è un regalo per il mio cuore. E poi Geppetto, che dire di questo babbo per eccellenza, il più famoso insieme a San Giuseppe, entrambi con due figli adottivi che più discoli non potrebbero essere?”. Garrone replica sottolineando il Benigni “straordinario, generoso, coraggioso che si è messo a disposizione del film”.
Emoziona, non emoziona? Il Pinocchio di Garrone si accende nei personaggi chiave del film, la volpe (Massimo Ceccherini), il gatto (Rocco Papaleo), nell’irresistibile lumaca (Maria Pia Timo), nello scenario neorealista alla Paisà come pure Benigni sottolinea. “La povertà come la rappresenta Garrone non è solo dignitosa, ma è quella che ti fa sembrare la vita un miracolo in ogni cosa che accade, come in Chaplin”. La storia di Pinocchio è “un libro che non è solo una fiaba ma quasi divinatorio – dice Benigni – con simbolismi, metafore, allegorie, mille insegnamenti: non dire le bugie che si allunga il naso, ad esempio, una trovata geniale altro che Spiderman, oppure studia se no diventi un somaro, o attento ai brutti incontri e al denaro facile, credi nei miracoli che poi avvengono, ama chi ti ama. Pinocchio è un puro che pensa che nel mondo non ci sia il male e Garrone ce lo restituisce con libertà e originalità”.
L’universalità del racconto di Collodi è alla base del fascino di uno dei libri più amati non solo in Italia, ma Garrone ammette che delle tante chiavi di lettura quella che ha fatto leva su di lui è la più spontanea: “la storia d’amore tra un padre e un figlio, la potenza della redenzione e l’importanza dell’amore, la debolezza delle tentazioni. Ciascuno si riconosce in questo”. Dal punto di vista iconografico, “sono partito dalle origini, dalle illustrazioni di Enrico Mazzanti che lavorò con Collodi stesso alla fine dell’Ottocento”, spiega Garrone, includendo nelle sue ispirazioni i Macchiaioli e il Pinocchio tv di Comencini.
Per convincere i suoi attori, Garrone con la complicità di Pietro Scola ha mostrato una rielaborazione già negli abiti del personaggio: “sembravo mio nonno”, scherza Benigni, “ero Geppetto e non lo sapevo”, “io invece sembravo Rasputin”, aggiunge Proietti che nel film è Mangiafuoco. E poi Ceccherini, anche sceneggiatore, in duo con Papaleo “è innamorato della lumaca” e il Pinocchio in carne ed ossa, Federico Ielapi, 8 anni “quattro ore di trucco al giorno per tre mesi, è stato duro ma mi pagavano bene ed avevo vicino il premio Oscar Benigni e il truccatore Mark Coulier, che di Oscar ne ha ben due”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

“Il mio nome è spesso legato ad un cinema violento e duro – dice il regista – vorrei invece che si capisse che questo mio Pinocchio è per i piccoli e per i grandi. Mi appartiene ogni fotogramma, ma si rivolge a tutti così come il capolavoro di Collodi, mi piace l’idea di far riscoprire ancora una volta un grande classico, magari riuscendo a sorprendere ancora anche se è una storia che tutti abbiamo dentro”. Tra Benigni e Garrone c’era un accordo: non farsi i complimenti. Ma Roberto lo infrange subito: “Non mi ricordo l’ultimo che ho visto e chi lo ha fatto ma questo di Matteo è decisamente il più bello”, scherza il regista che nel 2002 aveva diretto un Pinocchio, riservandosi il ruolo del burattino di legno. Questa volta è invece Geppetto, “ma io farei anche la balena. Garrone è un grande regista, è un pittore, racconta in maniera unica con le immagini, è commovente e divertente, questo Pinocchio, per i bambini dai 4 agli 80 anni, è un regalo per il mio cuore. E poi Geppetto, che dire di questo babbo per eccellenza, il più famoso insieme a San Giuseppe, entrambi con due figli adottivi che più discoli non potrebbero essere?”. Garrone replica sottolineando il Benigni “straordinario, generoso, coraggioso che si è messo a disposizione del film”.
Emoziona, non emoziona? Il Pinocchio di Garrone si accende nei personaggi chiave del film, la volpe (Massimo Ceccherini), il gatto (Rocco Papaleo), nell’irresistibile lumaca (Maria Pia Timo), nello scenario neorealista alla Paisà come pure Benigni sottolinea. “La povertà come la rappresenta Garrone non è solo dignitosa, ma è quella che ti fa sembrare la vita un miracolo in ogni cosa che accade, come in Chaplin”. La storia di Pinocchio è “un libro che non è solo una fiaba ma quasi divinatorio – dice Benigni – con simbolismi, metafore, allegorie, mille insegnamenti: non dire le bugie che si allunga il naso, ad esempio, una trovata geniale altro che Spiderman, oppure studia se no diventi un somaro, o attento ai brutti incontri e al denaro facile, credi nei miracoli che poi avvengono, ama chi ti ama. Pinocchio è un puro che pensa che nel mondo non ci sia il male e Garrone ce lo restituisce con libertà e originalità”.
L’universalità del racconto di Collodi è alla base del fascino di uno dei libri più amati non solo in Italia, ma Garrone ammette che delle tante chiavi di lettura quella che ha fatto leva su di lui è la più spontanea: “la storia d’amore tra un padre e un figlio, la potenza della redenzione e l’importanza dell’amore, la debolezza delle tentazioni. Ciascuno si riconosce in questo”. Dal punto di vista iconografico, “sono partito dalle origini, dalle illustrazioni di Enrico Mazzanti che lavorò con Collodi stesso alla fine dell’Ottocento”, spiega Garrone, includendo nelle sue ispirazioni i Macchiaioli e il Pinocchio tv di Comencini.
Per convincere i suoi attori, Garrone con la complicità di Pietro Scola ha mostrato una rielaborazione già negli abiti del personaggio: “sembravo mio nonno”, scherza Benigni, “ero Geppetto e non lo sapevo”, “io invece sembravo Rasputin”, aggiunge Proietti che nel film è Mangiafuoco. E poi Ceccherini, anche sceneggiatore, in duo con Papaleo “è innamorato della lumaca” e il Pinocchio in carne ed ossa, Federico Ielapi, 8 anni “quattro ore di trucco al giorno per tre mesi, è stato duro ma mi pagavano bene ed avevo vicino il premio Oscar Benigni e il truccatore Mark Coulier, che di Oscar ne ha ben due”.

Archistar Libeskind a Torino, visita Museo CinemaMole Antonelliana struttura senza uguali nel mondo, è sogno

TORINO12 dicembre 201920:18

– “Nessun museo del cinema nel mondo ha uno spazio come questo, è una struttura senza uguali, un pezzo di fantasia. Questo è un posto per sognare. E non c’è niente di più importante dei sogni, tanto più per il cinema, che è l’arte dei sogni”. Così Daniel Libeskind, archistar del decostruttivismo, dopo avere visitato la Mole Antonelliana simbolo di Torino, sede del Museo Nazionale del Cinema. La visita su invito dei nuovi vertici del Museo, il presidente Enzo Ghigo e il direttore Domenico De Gaetano.
“Qualunque architetto – ha sottolineato l’archistar – dovrebbe vedere questa struttura unica al mondo, e Torino è fortunata ad averla”. Ma interpellato su come interverrebbe per ristrutturarla, Libeskind non si sbilancia: “ogni edificio – dice – deve essere rimodernato in termini di tecnologia e di allestimento, è un processo naturale”.

Golino, madre senza trucco per SciammaIn sala dal 19 ‘Ritratto della giovane in fiamme’

13 dicembre 201919:33

riva in sala dal 19 dicembre con Lucky Red – dopo il Festival di Cannes dove ha vinto il premio per la miglior sceneggiatura – ‘Ritratto della giovane in fiamme’ di Celine Sciamma, un film definito dalla stessa regista “femminile e femminista”. Una storia delicata d’amore tra due donne nella Francia del 1770 che ha nel cast anche Valeria Golino nei panni di una contessa, madre della coprotagonista (Helene Haenel), nel ruolo, forse per la prima volta, di una donna di età avanzata.”Sì la Sciamma mi ha voluto madre e per giunta senza trucco, ma la sceneggiatura mi aveva subito conquistato”, dice oggi a Roma l’attrice nell’incontro stampa tenuto insieme alla regista. Questa la storia. Una pittrice, Marianne (Noémie Merlant), riceve l’incarico di realizzare il ritratto di nozze di Héloise (Haenel), giovane donna appena uscita dal convento. La ragazza però non vuole sposarsi e quindi inizialmente rifiuta il ritratto, ma Marianne cerca di osservarla comunque per poterla dipingere a sua insaputa. Tra le due donne nasce lentamente però una storia d’amore in un film molto delicato, pieno di sguardi, mitologia e un pizzico di Sabba. “La madre che interpreto per la Sciamma – dice la Golino – è una donna severa, malinconica. Ho usato la tristezza che mi suscitava questo personaggio per interpretarlo. Sono amica di Celine -aggiunge -, la stimo molto, la trovo una regista elegante, intelligente, capace di essere molto profonda. Io sono completamente diversa, più irruente. La sua storia d’amore tra donne io l’avrei fatta piena di colpi di scena, burrascosa, invece lei la fa scorrere liberamente”.”Non voleva essere un resoconto di come le donne si amano – spiega invece la regista -. Questo mio film è sull’amore e basta, al di là dei sessi in un immaginario erotico in cui tutti si possono riconoscere”. Per la Golino nessuno scandalo che sullo schermo venga rappresentato un amore lesbico: “Forse dieci anni fa. Ora si vedono tutti i tipi di amori tra cinema e tv, spesso in modo superficiale o troppo politicamente corretto e questo mi infastidisce. La cosa peggiore è essere retorici. Un artista deve restare se stesso, integro, sta qui la sua bellezza. Ed è per questo che non sopporto i social: essere legati ai like o ai commenti lo trovo assurdo, rischi di fare cose per compiacere gli altri”. Per Valeria Golino due film appena conclusi, ‘Sei tornato’ di Stefano Mordini e ‘La terra dei figli’ di Claudio Cupellini. Infine una serie tv a cui sta lavorando da regista: ‘L’arte della gioia’ ispirata al libro scandalo dell’attrice e scrittrice siciliana Goliarda Sapienza.

Morto Danny Aiello, l’italoamericano di Spike LeeFu anche in C’era una volta in America. Aveva 86 anni

NEW YORK14 dicembre 201908:10

morto a 86 anni Danny Aiello, considerato l’italoamericano del cinema. Aiello aveva infatti interpretato il ruolo (non protagonista) in film come ‘Fa’ la cosa giusta’ di Spike Lee per il quale fu nominato ai Premi Oscar 1990 e ‘C’era una volta in America’ di Sergio Leone.L’attore ha lavorato anche con Madonna, interpreta infatti la parte del padre della cantante nel video della canzone ‘Papa don’t preach’.

Maselli ad Ascoli 60 anni dopo I DelfiniRegista si commuove, per me fu esperienza bellissima

ASCOLI PICENO13 dicembre 201920:43

– C’era anche il regista Citto Maselli oggi ad Ascoli Piceno per la proiezione della versione digitalizzata del film I Delfini, da lui girato in città 60 anni fa. Una iniziativa voluta dal Caffé Meletti, in piazza del Popolo che ha fatto da sfondo a parecchie scene con, una giovane Claudia Cardinale, Antonella Lualdi, Tomas Milian, tra gli altri. Un film che Maselli ha raccontato oggi di aver ambientato del tutto casualmente ad Ascoli, avendo scoperto la città solo perché, bloccato da una bufera di neve, aveva dovuto alloggiare in un hotel del centro. Maselli, particolarmente commosso, ha ringraziato per l’invito. “Sono tornato ad Ascoli e mi sono commosso molto nel rivedere piazza del Popolo, il Caffè Meletti. Avevo 30 anni quando sono stato qui per girare I Delfini e quella per me è stata un’esperienza bellissima ed emozionante per la mia vita”. Presente al cine teatro Piceno anche il regista ascolano Giuseppe Piccioni che nella sua città ha ambientato Il grande Black. “Maselli – ha detto Piccioni – con questo film ha legittimato l’idea di Ascoli città cinematografica. L’ha usata senza esplorare ambiti sociologici, gergali. Ne ha fatto l’emblema di città di provincia, piccolo borghese, che trova nel Caffè Meletti le contraddizioni più evidenti”.

In migliaia a Rimini per la mostra su FelliniGran folla per il primo week-end a Castel Sismondo

BOLOGNA15 dicembre 201917:52

– Migliaia di visitatori per i primi due giorni di apertura della mostra ‘Fellini 100 Genio immortale’, esposizione ideata e progettata da Studio Azzurro e allestita nelle sale di Castel Sismondo a Rimini. Sono stati quattromila i visitatori nel primo giorno: dopo il taglio del nastro ufficiale avvenuto alla presenza del sindaco di Rimini Andrea Gnassi, del presidente della Regione Stefano Bonaccini, del paroliere e produttore discografico Mogol, della stilista Alberta Ferretti, della giornalista e nipote del maestro Francesca Fabbri Fellini, una folla incessante è entrata nel castello per un viaggio multimediale nell’immaginario di uno degli artisti più visionari del ventesimo secolo.
Il tutto attraverso documenti inediti, disegni, costumi, manoscritti, film. Fra i visitatori, nella serata, anche il critico d’arte Vittorio Sgarbi. Un successo di pubblico che si è ripetuto nella giornata di domenica.

Il mito di Parsifal torna sul grande schermoMarco Filiberti racconta il viaggio iniziatico del giovane folle

16 dicembre 201909:26

Fine riprese negli studi di Cinecittà per ‘Parsifal’ di Marco Filiberti, più che film opera d’arte totale dove si mescolano mito, spiritualità e destino umano. Quarto film del regista, scrittore e sceneggiatore Filiberti, (Il Compleanno e “Poco più di un anno fa – Diario di un pornodivo), Parsifal ha necessariamente un impianto teatrale. Di scena Palamède e Cador, due marinai a bordo della loro imbarcazione, il Dedalus, in un imprecisato porto del Nord, un luogo senza tempo nel quale sono ben chiari i segni di un mondo oltre la rovina. L’arrivo di Parsifal, personaggio leggendario discendente di Titurel e padre di Lohengrin, giovane folle e ingenuo che sembra venuto dal nulla, costringe i due marinai a scendere a terra, dopo che il ragazzo ha sciolto il nodo che tiene ancorato il mercantile. Palamede e Cador si imbattono così in Elsa e Senta, due prostitute conosciute nella taverna-bordello del porto gestita da Kundry, una donna che, inaspettatamente, riesce ad avvicinare Parsifal del quale lei solo sembra conoscere il passato. Parsifal, il cui destino si lega strettamente alla ricerca del Graal, prosegue poi la sua peregrinazione, il suo viaggio iniziatico, fino ad arrivare in un non luogo dove un uomo, Amfortas, ferito all’inguine, è abitato da visioni apocalittiche e straziato dal dolore del mondo del quale si sente responsabile, poiché dominato dal desiderio. Parsifal, turbato da quella visione, si dirige nel tempo e nel luogo dove quella ferita ha avuto origine, la taverna-bordello di Kundry. Questa la storia evocativa del film che ha come cast artistico gli attori della Compagnia degli Eterni Stranieri: Matteo Munari, Diletta Masetti, Luca Tanganelli, Giovanni De Giorgi, Elena Crucianelli, Zoe Zolferino (e lo stesso Marco Filiberti). “Penso che questo film sia contemporaneo – dice il regista

– perché è contrario al sistema-mondo. E questo con un afflato spirituale che però non incanala mai la spiritualità nel sistema, ma casomai lo rompe. Quello che intendo dire – continua Filiberti- è che la vera rivoluzione in assoluto è quella che deve avvenire dentro di noi. Parsifal è allo stesso tempo il soggetto di un una rivoluzione individuale e universale”. Qual è la forza di Parsifal? “Quella di rinunciare totalmente all’Ego. Qui non si tratta di un io che patisce per questa sua rivoluzione, ma piuttosto di un atto liberatorio, di una rivoluzione iniziatica per affrancarsi dall’io” Cos’è il Graal che cerca Parsifal? È l’adesso – conclude Filiberti- e non a caso il film si chiude con questa parola”. Le riprese di Parsifal , prodotto dalla neo-nata Dedalus SRL, oltre che a Cinecittà, hanno avuto come location: l’Abbazia di San Galgano, l’Abbazia di Sant’Antimo, la Pieve di Corsignano, i Bagni di San Filippo, la Cripta dei Longobardi a Abbadia San Salvatore e le celle di San Francesco a Sarteano.

Box office Usa, Jumanji supera FrozenMa il film Disney va oltre quota un miliardo incassato nel mondo

15 dicembre 201918:55

– Ottima partenza per Jumanji: The Next Level, terzo capitolo della saga, che ruba il primato del box office Usa a Frozen 2 e rastrella 60 milioni di dollari al debutto nel mercato nordamericano e oltre 110 milioni a livello globale. Perde lo scettro dopo quattro settimane Frozen 2, che resta comunque secondo e fa suoi altri 5 milioni, sfondando il tetto del miliardo di dollari incassati in tutto il mondo.
Terzo Knives Out – Cena con Delitto, che si avvicina alla non trascurabile cifra di 80 milioni di incassi negli Usa, in 19 giorni. Non sfonda invece Richard Jewell di Clint Eastwood, quarto con soli 5 milioni in tasca.

Cinema: è on line sito dell’archivio Michelangelo AntonioniRaccoglie patrimonio del Fondo intitolato al regista ferrarese

FERRARA16 dicembre 201916:56

– E’ on line il sito http://www.archivioantonioni.it, che raccoglie il patrimonio del Fondo intitolato al regista ferrarese: foto, lettere, appunti, articoli, opere d’arte, raccolte di libri e musica, soprattutto i film, con l’idea di creare un museo virtuale in cui scoprire tutti gli aspetti della sua attività.
Il sito, che contiene il ricco archivio del Fondo Michelangelo Antonioni acquisito dal Comune di Ferrara nel 1998 e costituito da circa 47mila pezzi, è frutto di un complesso lavoro di studio, catalogazione e digitalizzazione, realizzato in collaborazione dalle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea del Comune, Fondazione Ferrara Arte, Ibc Emilia-Romagna, Ateneo di Ferrara e università eCampus.
Il sito, che resterà un work in progress, fornisce a studiosi e appassionati un accesso diretto ad una gran mole di documenti ed è anche una tappa di avvicinamento al futuro museo stabile che sarà dedicato ad Antonioni a Ferrara, arricchito pure da nuovi materiali promessi in dono dalla moglie Enrica Fico.

C’era una volta Sergio Leone, tra mito e rivoluzioneGrande esposizione a Roma. Raffaella Leone, papà l’avrebbe amata

16 dicembre 201917:06

In C’era una volta in America, Noodles (Robert De Niro) attraversando un portone di Coney Island, ci trasportava nel racconto a trent’anni dopo. E’ una delle tante emozioni ricreate in C’era una volta Sergio Leone, coinvolgente mostra dedicata al grande cineasta romano, concepita e realizzata dalla Cinémathèque Française e la Cineteca di Bologna, che dopo il debutto circa un anno fa a Parigi (dove ha ottenuto un grande successo), riporta gli universi cinematografici e privati del cineasta nella sua città, al Museo dell’Ara Pacis, dal 17 dicembre al 3 maggio.
Un viaggio scandito da oggetti personali, come la scrivania del regista, alcuni dei suoi libri o il piano Petrof dove Ennio Morricone faceva ascoltare all’amico d’infanzia (erano compagni di scuola alle elementari) le partiture delle colonne sonore per i suoi film, insieme a modellini, scenografie, sceneggiature, storyboard, bozzetti, costumi, oggetti di scena, centinaia di fotografie dal set e di famiglia. Un mondo di immagini e suoni arricchiti dagli schermi, che ci riportano ai capolavori del cineasta, capace tanto di rivoluzionare le forme di racconto, il genere western in primis, quanto di celebrare il mito. “Sono molto emozionata perché questa mostra che ho già visto a Parigi è straordinaria – spiega l’ad della Leone Film Group, e figlia del cineasta, Raffaella Leone (sorella di Andrea e Francesca), che con la famiglia ha messo a disposizione molto del materiale -. Si racconta mio padre, l’uomo, il regista. E’ come un tuffo nel passato. Ho apprezzato il far vedere da dove è partita la sua opera e dove è arrivata, facendo capire cosa ha lasciato nel tempo. Mi ha emozionato anche il racconto di quell’ironia che gli apparteneva. Poi non c’era posto più bello e significativo per riportare a Roma un romano. So che per lui sarebbe stato molto importante di questa mostra, ne sarebbe stato soddisfatto”.

Tante novità per 50 anni Giffoni Film FestivalGubitosi, nel 2021 avremo trecento giovani a lavorare

SALERNO16 dicembre 201917:52

– “Oggi è un giorno speciale e sono orgogliosamente emozionato perché ci avviciniamo all’atteso 2020, che è l’anno dei cinquant’anni della nostra storia”. Lo ha detto il direttore di Giffoni Opportunity, Claudio Gubitosi, al liceo Torquato Tasso di Salerno durante la presentazione del programma messo a punto per celebrare i cinquant’anni del festival del cinema per ragazzi, che quest’anno andrà in scena dal 16 al 25 luglio.
“Siamo ormai nel tempo di Giffoni Opportunity – ha proseguito Gubitosi – perché è questo che vogliamo continuare a fare, offrire opportunità. Lo faremo nel 2021 quando avremo trecento giovani a lavorare e Giffoni sarà la casa dei progetti innovativi e creativi che metteremo in cantiere da qui a poco”.
L’organizzazione sta lavorando per allestire una delle tappe all’estero anche a Disneyland Paris, in Francia e proporrà alcune attività in collaborazione con la Fondazione Scholas Occurrentes, promossa da Papa Francesco e attiva in tutto il mondo.

C’era una volta Sergio Leone, mostra a RomaAl Museo dell’Ara Pacis, dal 17 dicembre al 3 maggio

17 dicembre 201908:38

C’era una volta in America, Noodles (Robert De Niro) attraversando un portone di Coney Island, ci trasportava nel racconto a trent’anni dopo. E’ una delle tante emozioni ricreate in C’era una volta Sergio Leone, coinvolgente mostra dedicata al grande cineasta romano, scomparso a 60 anni nel 1989, concepita e realizzata dalla Cinémathèque Française e dalla Cineteca di Bologna, che dopo il debutto un anno fa a Parigi (dove ha ottenuto un grande successo), riporta gli universi cinematografici e privati del cineasta nella sua città, al Museo dell’Ara Pacis, dal 17 dicembre al 3 maggio.Un viaggio che si snoda per 300 mq in più rispetto alla mostra parigina, scandito da oggetti personali, come la scrivania del regista, alcuni dei suoi libri o il piano Petrof dove Ennio Morricone faceva ascoltare all’amico d’infanzia (erano compagni di scuola alle elementari) le musiche per i suoi film, insieme a modellini, scenografie, sceneggiature, storyboard, bozzetti, costumi, oggetti di scena, centinaia di fotografie dal set e di famiglia. Un mondo di immagini e suoni arricchiti dagli schermi, che ci riportano ai capolavori del cineasta, capace tanto di rivoluzionare le forme di racconto, il genere western in primis, quanto di celebrare il mito. Un genio raccontato anche dalle interviste, le fonti di ispirazione che hanno nutrito il suo cinema, da La sfida del samurai di Kurosawa citato a piene mani in Per un pugno di dollari, a de Chirico, dall’amato Goya (ne collezionava stampe all’acquaforte) a Cervantes da Edward Hopper al maestro della pop art Robert Indiana.Ricchissima poi la galleria di scene che hanno reso omaggio a Leone, dal Bond movie Skyfall a Le conseguenze dell’amore di Sorrentino, da Incontri ravvicinati del Terzo tipo di Spielberg a Mad Max Oltre la sfera del tuono di George Miller, a videogiochi come Red Dead Redemption. Senza dimenticare il suo impegno come produttore, per film come Il mio nome è nessuno o le prime regie di Carlo Verdone, e il grande progetto incompiuto di Leone, Leningrad, nel quale il regista avrebbe voluto raccontare gli anni di assedio alla città da parte dell’esercito tedesco durante la II guerra mondiale. “Sono molto emozionata perché questa mostra che ho già visto a Parigi è straordinaria – spiega l’ad della Leone Film Group, e figlia del cineasta, Raffaella Leone (sorella di Andrea e Francesca), che con la famiglia ha messo a disposizione molto del materiale -. Si racconta mio padre, l’uomo, il regista. E’ come un tuffo nel passato. Ho apprezzato il far vedere da dove è partita la sua opera e dove è arrivata, facendo capire cosa ha lasciato nel tempo.Mi ha emozionato anche ritrovare quell’ironia che gli apparteneva. Poi non c’era posto più bello e significativo per riportare a Roma un romano. So che per lui sarebbe stato molto importante di questa mostra, ne sarebbe stato soddisfatto”. Con straordinaria generosità “la famiglia ha aperto i suoi archivi – dice il direttore della Cineteca di Bologna Gian Luca Farinelli – Sergio Leone non ha realizzato film su Roma, ma forse è il regista più romano della storia del cinema, e ne ha la grandiosità. Da sempre ha giocato sfide molto rischiose e coraggiose”.Il percorso, a tinte ricche e sorprendenti, parte dalla nascita in Sergio Leone della passione per il cinema grazie ai genitori: il padre Roberto Roberti, nome d’arte di Vincenzo Leone, era stato attore, direttore artistico e regista e la madre, Edvige Valcarenghi, era un’attrice. Le immagini ci riportano ai suoi anni da aiuto regista e al debutto con il suo primo film, Il peplum Il colosso di Rodi (1961), fino all’approdo ai western, e al lavoro monstre durato 15 anni, sul capolavoro C’era una volta in America. Si rende anche omaggio anche ai suoi attori nelle loro trasformazioni e ai collaboratori del cineasta, dai rumoristi a compagni di set come il direttore della fotografia Tonino Delli Colli. Oltre che con la mostra, ricorda il vicesindaco di Roma con delega alla Crescita culturale Luca Bergamo, “Roma renderà omaggio a Leone attraverso una serie di iniziative tra febbraio e aprile, con 20 giornate dedicate al regista nelle Biblioteche civiche e alla Casa del Cinema”.

‘Il traditore’ fuori da corsa miglior film stranieroLe candidature finali per tutte le categorie il 13 gennaio

WASHINGTON17 dicembre 201909:36

– L’Italia con ‘Il traditore’ di Marco Bellocchio è fuori dalla corsa per il Best international feature film (nuova definizione dell’Oscar per il miglior film straniero). L’Academy of Motion Picture Arts and Sciences ha appena comunicato le shortlist preliminari di alcune categorie, tra le quali quella del miglior film internazionale. I dieci titoli ancora in corsa sono ‘Parasite’ di Bong Joon-ho (Sud Corea), ‘Dolor y gloria’ di Pedro Almodovar (Spagna), ‘The Painted Bird’ di Vaclav Marhoul (Repubblica Ceca), ‘Truth and Justice’ di Tanel Toom (Estonia), ‘I Miserabili’ di Ladj Ly (Francia), ‘Those Who Remained’ di Barnabás Tóth (Ungheria), ‘Honeyland’ di Tamara Kotevska e Ljubomir Stefanov (Macedonia del Nord), ‘Corpus Christi’ di Jan Komasa (Polonia), ‘La ragazza d’autunno’ di Kantemir Balagov (Russia) e ‘Atlantics’ di Mati Diop (Senegal). Le candidature finali per tutte le categorie saranno annunciate il 13 gennaio e la cerimonia degli Oscar 2020 si svolgerà il 9 febbraio.

Ozpetek torna a casa con La dea fortunaIl film con Accorsi, Leo e Trinca in sala dal 19/12

17 dicembre 201921:12

Coppia gay in crisi, famiglie arcobaleno, un po’ di malattia, il tempo che passa, transgender, tutta la musica che occorre, un quartiere popolare dove tutti comunicano, ma anche un palazzo nobiliare con dentro una strega. Insomma dramma e commedia, dolore e sentimento con un pizzico di magia. Ferzan Ozpetek è tornato a casa con ‘La dea fortuna’ in sala dal 19 dicembre con Warner Bros. E in questa tredicesima opera cinematografica del regista di origine turca, anche l’ombra di Mina che oltre l’apporto della canzone ‘Luna Diamante’, scritta da Ivano Fossati e da lei cantata, ha dato più di un consiglio artistico al regista di Fate ignoranti. “Che vita meravigliosa” (Carosello Records), è invece il nuovo singolo di Diodato, romantico tributo dell’artista alla vita, in tutte le sue sfaccettature e declinazioni scritto immaginando le atmosfere dei film di Ferzan Ozpetek, con cui è nato un incontro che ha portato alla stesura della versione presente nella colonna sonora del film “La Dea Fortuna”.”Con ‘La dea fortuna’ dopo tanti film, mi sono sentito davvero libero di fare un lavoro che somiglia a me”, dice oggi a Roma Ozpetek. Questa la storia. Arturo (Stefano Accorsi), scrittore alquanto insoddisfatto, e Alessandro (Edoardo Leo), che fa l’idraulico, si amano e da 15 anni vivono insieme. Pur legati da un grande affetto, tra loro manca la passione e c’è ormai quella crisi che loro non vogliono affrontare. A smuovere le acque sarà Annamaria (Jasmine Trinca), la confusionaria migliore amica di Alessandro che, per problemi di salute, si troverà costretta a lasciare in custodia alla coppia i suoi due figli: Martina ed Alessandro . La coppia gay troverà una nuova voglia di stare insieme grazie all’arrivo di questi due tonici bambini, e sarà baciata da quella Dea Fortuna che dà il titolo al film prodotto da Warner Bros. Entertainment Italia, R&C Produzioni e Faros Film. “Tutto è nato da una telefonata di mia cognata che per un problema di salute prospettava a me e al mio compagno se ci saremmo potuti occupare dei loro figli. Mi è subito piaciuta questa idea che avrei potuto sviluppare. Mi andava poi di raccontare più che il solito primo incontro di una coppia, la fine di un rapporto quando l’erotismo si trasforma in affetto”, dice Ozpetek. E aggiunge il regista: “Non volevo comunque dare alcun messaggio con questo film, ma raccontare solo il mio stato d’animo”. Per quanto riguarda la sua amicizia con Mina, dice Ozpetek con grande riserbo, quasi a non voler tradire la sua amica: “è lei che mi ha consigliato Barbara Alberti nel ruolo della nobile madre di Annamaria. Una specie di strega che vive in un maniero alla Hansel e Gretel capace di mille cattiverie”. “Mio figlio un giorno mi ha detto che Ozpetek cercava una vecchia cattiva con la faccia da carogna, una sorta di mamma, papà, zio e patriarca – dice la stessa Alberti con intelligenza e spirito – . Comunque per fortuna – aggiunge – questo film non vuole dare un messaggio, né dire siamo gay o non gay, ma, cosa ancor più importante: siamo felici o non siamo felici”.

Charlize Theron, quando mamma uccise mio padre”Era alcolizzato e violento. Fu legittima difesa”

17 dicembre 201919:45

– L’attrice Charlize Theron, oggi 44 anni, reduce dall’uscita di “Bombshell’, a Los Angeles ha rievocato – in un’intervista a Npr – la notte più traumatica della sua vita, quella in cui sua madre uccise a colpi di pistola suo padre per legittima difesa. Ma ha detto di non vergognarsi nel raccontare quel momento che risale al 1991.
Allora Theron aveva solo 15 anni e viveva con la famiglia in Sudafrica, dove è nata e cresciuta. “Mia madre e io eravamo nella mia stanza e ci spingevamo contro la porta perché tentava di sfondarla, era ubriaco”, ha aggiunto. “Nessuno di quei proiettili ci ha mai colpito, il che è solo un miracolo”. A quel punto, la madre della star, Gerda, si è risolta all’inevitabile: per salvare la vita a se stessa e alla figlia ha sparato a sua volta al marito. “Ma è stato per legittima difesa”, ha assicurato l’attrice. Gerda non è mai stata incriminata per aver aperto il fuoco. “Non mi vergogno – ha confessato Theron a Npr – a parlarne, perché penso che più parliamo di queste cose, più capiamo di non essere soli”

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Da Altan a Ratigher per Fumetti nei musei29 nuovi albi a Istituto grafica. Terza tappa andrà in Sicilia

12 dicembre 201919:23

– Gli esploratori dell’Appia antica, la “regina delle strade”. Papi, soldati, mercanti, imperatori che, chissà, per i ragazzi di Gud hanno lasciato qualche tesoro da ritrovare. La voce della Dea che nei tratti di Eliana Albertini soffia nella notte tra Villa Adriana e Villa d’Este a Tivoli. E ancora i samurai di Marco Galli al Museo Orientale di Venezia o le “quattro chiacchiere” con il mammut di Spugna al MuNDA dell’Aquila, fino al Maestro Altan che per il Castello Scaligero di Sirmione in Acqua passata ripercorre la leggenda del fantasma Ebengardo da 700 anni vaga in cerca della sua Arice.
Seconda tappa per Fumetti nei musei, il progetto Mibact realizzato con Cocoino Press – Fandango e il supporto di Ales spa, per avvicinare il pubblico più giovane alle collezioni d’arte e archeologia e ai luoghi preziosi che li ospitano. Dopo il successo dei 22 fumetti della prima edizione, premiata nel 2018 con il Gran Guinigi come miglior iniziativa editoriale dell’anno al Lucca Comics & Games, la collana si arricchisce ora di altri 29 albi, ambientati in altrettanti musei italiani, per offrire una diversa visione a bambini e ragazzi dei laboratori didattici, a suon di tavole, vignette e ballon, fino al 16 febbraio anche in mostra collettiva all’Istituto Centrale per la grafica di Roma.
“Un modo di avvicinare i ragazzi ai musei. Questa volta, poi, accanto a realtà molto frequentate ne abbiamo anche di meno note”, sottolinea il ministro dei Beni culturali e Turismo, Dario Franceschini.

Modigliani 2020, il genio e l’ereditàMostra a Roma e tanti eventi per il centenario della morte

12 dicembre 201913:16

– Una mostra-evento a Roma, con oltre 100 capolavori esposti sfruttando le possibilità espressive della tecnologia, per un’esperienza immersiva. E poi dibattiti e convegni, produzioni editoriali, un ologramma e la realizzazione di una casa tecnologica per ricordare un grande artista facendo attivamente cultura. Sono gli eventi che animeranno le celebrazioni dedicate nel corso del 2020 ad Amedeo Modigliani, nel centenario della morte, realizzate dall’IAM, Istituto Amedeo Modigliani. Un modo per ricordare l’attività del genio livornese, il tratto unico – nelle forme e nella luce – dei suoi dipinti e delle sue sculture, ma anche per permettere di approfondire la conoscenza della sua figura, rafforzando l’interesse del pubblico, anche attraverso l’eterogeneità delle iniziative. L’evento principale, in programma a giugno 2020, sarà “L’Impossibile Modigliani. L’artista italiano e l’arte africana. Simbolo, opere, tecnologia”, grande mostra, allestita al Quirinetta, che fonderà la tecnologia alle opere uniche del grande Modì e nell’ambito della quale per la prima volta al mondo sarà presentato l’ologramma Modigliani. Per tutto il 2020 poi l’arte del maestro livornese, morto giovanissimo nel 1920, a 35 anni, arriverà fino in Cina: l’IAM infatti organizzerà due mostre seguendo il format Modlight, ideato e registrato dall’Istituto. Ma un anticipo delle celebrazioni si avrà già il 12 dicembre, con la presentazione alla Casa del Cinema del libro “Il principe Modigliani” di Angelo Longoni.

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Record per Tosca in tv, 2,85 milioni
Trasmessa su Rai1, ha battuto anche Madama Butterfly

MILANO08 dicembre 201912:04

– Tosca è la prima della Scala in assoluto più vista in tv: ieri sera la diretta su Rai1, curata da Rai Cultura, è stata infatti vista da una media di 2 milioni 850 mila spettatori con uno share del 15%. Circa ottocentomila in più dell’Attila di Verdi dello scorso anno e anche della Madama Butterfly (finora record) di tre anni fa che fu vista da 2 milioni 644 mila persone. Anche la presentazione dell’opera prima dell’inizio ha fatto un risultato di tutto rispetto con 1 milione 947 mila spettatori e uno share del 14,2%, ben più del programma precedente.

‘Canzone d’autore’, un genere ‘battezzato’ 50 anni faIl ‘papà’ de Angelis lo celebra con incontro-spettacolo a Roma

VERONA08 dicembre 201914:33

– Il 13 dicembre 1969 comparve per la prima volta il termine ‘canzone d’autore.Lo battezzò Enrico de Angelis, per 20 anni direttore artistico del Club Tenco.
L’anniversario sarà festeggiato il 13 dicembre a Roma.”Era il 1969 – racconta de Angelis – e avevo bisogno di trovare lavoro.
Per un mero colpo di fortuna fui assunto all’Arena, il quotidiano della mia città, Verona. Ero appassionato di cantautori e li amavo. La prima cosa che cercai di fare fu quella di piazzare in pagina Spettacoli qualche articolo sui cantanti sui generis che certo allora non conoscevano la fama di oggi: Tenco, De André, Gaber… Riuscii a fare di questi articoli una rubrica, e si trattava perciò di trovare la formula da mettere nella testatina. Mi vennero in mente due espressioni: “canzone d’arte” e “canzone d’autore”. Scelsi quest’ ultima, evidentemente mutuata dal cinema.Il 13 dicembre 1969 una rubrica di “canzone d’autore” appare dunque per la prima volta su un giornale. Il primo artista di cui parlavo era, guarda caso, Luigi Tenco”.

Pereira, record Scala in tv? Italia è Paese melodramma’Qui si risponde a offerta di qualità con numeri impensabili’

ILANO08 dicembre 201914:35

– “L’Italia è ancora il Paese del melodramma” e il successo di ascolti della Tosca che il 7 dicembre ha aperto la stagione lirica della Scala lo conferma secondo il sovrintendente della Scala Alexander Pereira.
I 2 milioni 850mila spettatori di media sono il record assoluto da quando esiste l’Auditel. “L’opera è un elemento fondamentale dell’identità e della cultura di questo Paese che infatti risponde a un’offerta di qualità con numeri altrove impensabili. Il record di ascolti – ha aggiunto – è il risultato di una straordinaria sinergia tra la Scala e la Rai, due grandi istituzioni italiane che collaborano da oltre quarant’anni e che per il quarto anno hanno stretto ancora di più il loro legame con la trasmissione delle Prime in diretta su Rai1. Unica è anche la partecipazione della città di Milano: con Prima Diffusa abbiamo realizzato con Comune di Milano e Edison un vero festival che coinvolge tutti i milanesi in una festa condivisa”.

The Outsider apre le danze del brivido 2020Serie Hbo tratta da un thriller di Stephen King che la promuove

08 dicembre 201920:21

L’omicidio di un undicenne, indagini, atmosfere cupe, misteriose coincidenze e prove schiaccianti, ma non tutto è come sembra. The Outsider è la miniserie targata Hbo tratta da un thriller di Stephen King che aprirà le danze per gli amanti del brivido del 2020, con uscita negli Usa il 12 gennaio. In Italia arriverà a seguire: ad aggiudicarsi i diritti è stata Sky Atlantic.Il nuovo trailer è stato appena diffuso e se lo scrittore – è noto – ha sempre avuto qualche difficoltà con le trasposizioni sullo schermo dei suoi bestseller, in questo caso, appena uscito il video, ha commentato positivamente sul suo profilo ufficiale twitter: “Si tratta di uno dei migliori adattamenti tratti da un mio lavoro. Spero che lo guarderete”. Il libro omonimo di King è uscito nel maggio 2018. Jason Bateman (Martin Byrde in Ozark), oltre ad essere il regista dei primi due episodi, rivestirà i panni di Terry Maitland.La serie racconta le vicende del detective di polizia Ralph Anderson (Ben Mendelsohn), impegnato a indagare sulla morte dell’undicenne Frankie Peterson, il cui cadavere mutilato è stato ritrovato nei boschi della Georgia. I misteriosi avvenimenti che gravitano attorno a questo orrendo crimine portano Ralph a coinvolgere l’investigatrice privata Holly Gibney (Cynthia Erivo), le cui insolite abilità potrebbero riuscire a spiegare l’inspiegabile Testimoni oculari e impronte digitali indicano inconfondibilmente uno dei cittadini più popolari della città di Flint: si tratta di Terry Maitland, allenatore della Little League, insegnante di inglese, marito e padre di due ragazze. Il detective Anderson, il cui figlio è stato un tempo allenato proprio da Terry, ordina un arresto rapido. Maitland ha un alibi, ma Anderson e il procuratore distrettuale aggiungono presto le prove del Dna alle impronte digitali e le testimonianze. Mentre l’indagine si espande e risposte terrificanti iniziano ad emergere, la storia propulsiva di King prende il sopravvento, generando una forte tensione e una suspense quasi insopportabile. Terry sembra un bravo ragazzo, ma ha anche un’altra faccia. Nel cast anche Bill Camp, nel ruolo di Howie Salomon; Mare Winningham è la moglie di Ralph, Jeannie Anderson; Paddy Considine nel ruolo di Claude Bolton, manager di uno strip club; Julianne Nicholson nel ruolo di Glory Maitland; Yul Vázquez è l’agente del Bureau Yunis Sablo, Jeremy Bobb nei panni di Alec Pelley, un investigatore privato assunto da Howie; e Marc Menchaca nel ruolo del detective Jack Hoskins.

Lurex, broccato, velluto, paillettes ed è subito partyLe proposte delle griffe per le feste di Natale

08 dicembre 201915:34

Lurex, broccato in seta, raso e velluto liscio, ed è subito party time. L’atmosfera festosa dei giorni di Natale è il momento migliore per scegliere di brillare sotto le luci, magari con un abito in broccato dai bagliori dorati, oppure con una gonna in lurex da indossare con una maglia soft dalle tinte neutre come da Max Mara che veste anche l’iconica Pasticcino Bag, in una versione micro beads in damasco. E in tempi di serie tv e film sulle grandi regine, perché non farsi tentare dall’indossare un abito principesco, lungo, in velluto liscio, dal taglia minimal, ma sfarzoso nei colori delle pietre preziose, blu zaffiro, verde smeraldo o rosso rubino.
Tutto è prezioso da Chanel Métiers d’Art che a Parigi ha presentato una collezione di abiti in tessuti sontuosi, tweed laminati e vellutio, esaltati da ricami di perle e paillettes realizzati negli atelier della maison a Lesage su disegno del direttore creativo Virginie Viard.
Genny accende i party natalizi con il suo punto di rosso, passionale e inebriante, un colore di carattere e ultra femminile. “Red is the new black” per la stilista di Genny, Sara Cavazzi Facchini, una tonalità iconica e irriverente, una nuance magnetica per eccellenza, conforme allo stile della maison.
L’abito proposto da Genny ha un taglio asimmetrico ed è formato da un corpetto simile a una giacca senza maniche rifinita da rever in seta lucida. Sull’abito si abbina una cappa, sempre in tono rosso incandescente.

Paul Feig e Siani ‘re della commedia’ a CapriRegista di Last Christmas al festival al via il 27 dicembre

NAPOLI08 dicembre 201916:35

– Paul Feig e Alessandro Siani sono i ‘Re della commedia’ a ‘Capri, Hollywood the international film fest’ in programma dal 27 dicembre al 2 gennaio.
Il regista americano del film di Natale ‘Last Christmas’ (in sala dal 19 dicembre) ispirato dalla celebre canzone di George Michael, e l’autore della commedia italiana attualmente in cima agli incassi della stagione (‘Il giorno più bello del mondo’), saranno ospiti della 24/a edizione dove ritireranno rispettivamente il Capri Award e il premio speciale del pubblico. ”Siamo lieti di premiare il regista e produttore Paul Feig – annuncia Marina Cicogna per l’Istituto Capri nel Mondo – e tra i suoi titoli ricordiamo anche ‘Le amiche della sposa’, ‘Ghostbuster’, ‘Il Corpo del Reato’, insieme al nostro Alessandro Siani, un artista che quest’anno ha scommesso e vinto con una commedia originale, pensata per tutta la famiglia”.

Totti tra la fiction e il desiderio del quarto figlioA Più libri più liberi: “Ilray per me è tutto”

08 dicembre 201917:00

– “Vorrei uno che mi assomigli, non è facile. Se no lo faccio io”. Lo ha detto Francesco Totti parlando della fiction a lui dedicata, Un capitano, attesa nel 2020, per la quale diverse indiscrezioni puntano sul nome del figlio di Sergio Castellitto, Pietro, come protagonista.
“Non è stato deciso nulla. Ci stiamo lavorando. Io lo farei, il problema è trovare il tempo e non è facile. Da una parte mi piacerebbe, dall’altra no. Se non si trova la materia prima mi ci metto io. Ma si troverà tanto” ha spiegato Totti, superstar nel giorno di chiusura della fiera della piccola e media editoria ‘Più libri più liberi’, alla Nuvola di Roma, dove è venuto con Paolo Condò – autore de ‘La storia del calcio in 50 ritratti’ (Centuaria) , con illustrazioni di Massimiliano Aurelio – a margine della presentazione del libro, condotta da Walter Veltroni.
Totti ha parlato anche del rapporto con la moglie Ilary Blasi e del desiderio di un quarto figlio: “Ilary per me è tutto. Mi ha fatto crescere, mi ha fatto capire tante cose. Mi ha dato tre perle…sto riuscendo a portarla sulla strada della quarta, devo trovare il momento giusto. Io devo tutto a Ilary. E’ il mio braccio sinistro”.

Sfida in sala Pinocchio-Star Wars aspettando ZalonePer Feste anche Ozpetek sequel Jumanji e Spie sotto copertura

09 dicembre 201909:55

A tre anni da Quo vado (oltre 65 milioni di euro al botteghino) è di nuovo il primo gennaio la data scelta per il ritorno in sala dell’uomo meraviglia per gli incassi al cinema, Checco Zalone, con la sua nuova commedia Tolo Tolo. E’ un’onda sempre più lunga quella dei film delle Feste (inizia a fine novembre come dimostra l’uscita anticipata di Frozen II – Il segreto di Arendelle) fra generi, blockbuster, animazione, family movie, autori e comicità. Una scorpacciata di titoli che comprende, fra gli altri, Star Wars – L’ascesa di Skywalker, il Pinocchio di Matteo Garrone, Il primo Natale di Ficarra e Picone la famiglia allargata de La dea fortuna firmato Ferzan Ozpetek passando per il super agente segreto animato di Spie sotto copertura, il film dei Playmobil, o il ritorno nel folle adventure game di Jumanji: The next level.Per Natale la sfida principale si prospetta fra fantascienza e fantasy. Il 18 dicembre arriva Star Wars – L’ascesa di Skywalker di J.J Abrams, capitolo conclusivo della nuova trilogia iniziata con Il risveglio della forza, che oltre alla battaglia finale per la libertà, guidata da Rey (Daisy Ridley), Finn (John Boyega) e Poe Dameron (Oscar Isaac) contro il leader supremo del Primo Ordine Kylo Ren (Adam Driver) promette di fondare “nuove leggende”. Un giorno dopo, il 19, debutta Pinocchio di Matteo Garrone, rilettura estremamente fedele alla favola di Collodi, con il piccolo Federico Ielapi nei panni del bambino di legno, Roberto Benigni per Geppetto e fra gli altri Gigi Proietti (Mangiafuoco), Rocco Papaleo e Massimo Ceccherini per il Gatto e la Volpe.Guardando ai prossimi giorni, fra gli altri, si possono riscoprire o far conoscere a una nuova generazione i piccoli divertenti protagonisti de I Goonies, adventure comedy diretta nel 1985 da Steven Spielberg che torna il sala dal 9 all’11 dicembre. Il duo comico abituato agli alti incassi Ficarra & Picone compie un viaggio nel tempo fino alla Palestina dell’anno zero, pochi giorni prima della nascita di Gesù in Il primo Natale (12 dicembre). Stesso weekend di debutto per chi preferisce un Natale da incubo con Black Christmas di Sophia Takal dove alcune studentesse universitarie devono affrontare uno stalker letale. Cate Blanchett si dà alla fuga nella commedia esistenziale Che fine ha fatto Bernadette? di Richard Linklater (Boyhood) mentre in Dio è donna e si chiama Petrunya di Teona Mitevska, premiato con il Lux del Parlamento Europeo, dove la protagonista single e disoccupato trova il suo destino legato a una croce lignea. Il 19 dicembre scende in campo Ferzan Ozpetek con La dea fortuna. Protagonisti Arturo (Stefano Accorsi) e Alessandro (Edoardo Leo) coppia da più di quindici anni, che sconvolgono la propria routine quando accettano di ospitare i due bambini di Annamaria (Jasmine Trinca). Emilia Clarke dopo Il trono di spade torna al cinema con la commedia romantica Last Christmas di Paul Feig, che rende omaggio alle canzoni di George Michael. A firmare la sceneggiatura c’è il premio oscar Emma Thomson (anche cointerprete). Fabrice Luchini e Camille Luchini si lanciano nella ricerca dell’enigmatico autore di un bestseller in Il mistero di Henri Pick di Rémi Bezancon. Restando in Francia, si torna al 1770 con Ritratto di una giovane in fiamme di Celine Sciamma, sul legame che nasce fra la giovane pittrice Marianne (Noémie Merlant), e la ragazza, futura sposa, che deve ritrarre, Héloise (Adèle Haenel).I più piccoli ritroveranno sul grande schermo, dal 21 Al 25 dicembre, gli eroici cagnolini animati della serie tv in Paw Patrol Mighty Pups – Il film dei super cuccioli di Charles E. Bastien. Debutta il giorno di Natale Jumanji: The Next Level di Jake Kasdan, nuova immersione nel folle videogame tra avventure in giro per il mondo con Dwayne Johnson, Jack Black, Kevin Hart, Karen Gillan, Danny De Vito e Nick Jonas. Si vira sull’animazione per le Spie sotto copertura Nick Bruno e Troy Quane con protagonista il super agente segreto Lance Sterling, che intrappolato in un originalissimo “travestimento biodinamico”, dovrà cercare di salvare il mondo Il primo gennaio è di scena Checco Zalone, anche regista (fra i cosceneggiatori c’è Paolo Virzì) per Tolo Tolo, dove interpreta un comico napoletano che per le minacce di un boss è costretto a scappare in Kenya. Stesso giorno di esordio per l’animato Playmobil: The movie di Lino DiSalvo (tra i doppiatori italiani J-Ax e Cristina D’Avena), sull’incredibile viaggio di Marla e del fratellino Charlie nel mondo dei pupazzetti giocattolo

Più libri chiude con record, oltre 100mila presenzeEditori soddisfatti. Franceschini, va sostenuta filiera libro

08 dicembre 201919:25

– Supera le 100 mila presenze, con un nuovo record di affluenza, la Fiera della piccola e media editoria ‘Più libri più liberi’ che chiude l’8 dicembre l’edizione dei diciott’anni archiviando uno straordinario successo che ha visto nell’ultimo giorno scoppiare la Tottimania con l’arrivo dellex capitano della Roma. Nel giorno finale alla Nuvola super ospiti Carlo Verdone ed Ami Stewart e grande omaggio ad Andrea Camilleri che ormai era diventato tradizione chiudesse la manifestazione.
Organizzata dall’Associazione Italiana editori (AIE) e ospitata per il terzo anno al Roma Convention Center La Nuvola, la fiera che nel 2018 aveva avuto poco più di 97 mila presenze, vede numeri in ulteriore crescita. “Anche quest’anno Più libri più liberi si conferma un’iniziativa di successo per avvicinare alla lettura” ha detto il ministro per i Beni Culturali e il Turismo, Dario Franceschini. “così come avviene per altri settori è arrivato il momento per cui anche per il libro venga definito un intervento organico a sostegno dell’intera filiera: le librerie piccole e grandi, i distributori, gli autori, le giovani firme e gli editori. Il governo è al lavoro e penso che un simile provvedimento possa godere di un ampio consenso in Parlamento” ha sottolineato Franceschini.
Soddisfatti gli espositori,oltre 520 distribuiti in oltre 3500 metri quadrati, che hanno bissato il successo di vendita del 2018. Tra gli eventi più seguiti quello con la giovane attivista russa Olga Misik, con la sindaca di Danzica Aleksandra Dulkiewicz, con lo scrittore Yasmina Khadra e con Romano Prodi.

Netflix, La casa di carta 4 debutterà il 3 aprile 2020L’annuncio a sorpresa al Brazil Comic Con Experience

09 dicembre 201908:55

La casa di carta parte 4 debutterà su Netflix il 3 aprile 2020, in tutti i Paesi in cui il servizio è attivo. L’annuncio è arrivato a sorpresa al CCXP (Brazil Comic Con Experience), alla presenza di più di 3.500 fan.Gli amati protagonisti della serie – Alba Flores (Nairobi), Esther Acebo (Stoccolma), Pedro Alonso (Berlino), Darko Peric (Helsinki) e Rodrigo de la Serna (Palermo) – hanno svelato la data e mostrato immagini inedite in occasione di un incontro dedicato allo show. I fan de La Casa di Carta possono seguire tutte le notizie riguardanti lo show su Instagram, YouTube o Twitter usando l’hashtag #LCDP4.

Incassi Usa, inarrestabile Frozen 2Vola verso il miliardo. Sul podio Cena con delitto e Le Mans ’66

08 dicembre 201920:06

– Inarrestabile Frozen 2: il cartoon continua la sua marcia al box office incassando nelle sale Usa 34,7 milioni di dollari nel week end. A livello globale, ha rastrellato oltre 900 milioni e si prepara a diventare il sesto blockbuster Disney a superare il muro del miliardo nel 2019.
Buon risultato in seconda posizione per Cena con delitto – Knives out, che mette a segno 14,2 milioni di dollari nel fine settimana, raggiungendo in totale quota 63,4 milioni sul mercato americano. Terza piazza per Le Mans ’66 – La grande sfida (Ford vs Ferrari), con 6,5 milioni di dollari (oltre 91 complessivi).
A sorpresa in quarta posizione troviamo Queen & Slim (6,5 milioni nel week end), davanti a Un amico straordinario (A Beautiful Day in the Neighborhood), con 5,2 milioni di dollari (oltre 43 in totale). Molto deludente il risultati di Playmobil: The Movie: il cartoon Paramount deve accontentarsi di appena 660mila dollari e della 14/a posizione in classifica.

Più libri chiude con record, oltre 100mila presenzeEditori soddisfatti.

09 dicembre 201909:50

Supera le 100 mila presenze, con un nuovo record di affluenza, la fiera della piccola e media editoria ‘Più libri più liberi’ che chiude l’8 dicembre l’edizione dei diciott’anni archiviando uno straordinario successo che ha visto nel l’ultimo giorno scoppiare la Tottimania con l’arrivo dell’ex capitano della Toma. Nel giorno finale alla nuvola super ospiti Carlo Verdone ed Amii Stewart, l’evento finale sarà un omaggio ad Andrea Camilleri.Organizzata dall’Associazione Italiana Editori (AIE) e ospitata per il terzo anno al Roma Convention Center La Nuvola, la fiera, che nel 2018 aveva avuto poco più di 97 mila presenze, vede numeri in ulteriore crescita. Moltissimi – più di 1800 – gli ospiti italiani e internazionali che hanno partecipato alla manifestazione, di cui cura il programma editoriale Silvia Barbagallo, con direttore Fabio Del Giudice e presidente Annamaria Malato. “Anche quest’anno più libri più liberi si conferma un’iniziativa di successo per avvicinare alla lettura” ha commentato il ministro per i Beni e le attività culturali e per il Turismo, Dario Franceschini. “Così come avviene per altri settori è arrivato il momento per cui anche per il libro venga definito un intervento organico a sostegno dell’intera filiera: le librerie piccole e grandi, i distributori, gli autori, le giovani firme e gli editori. Il governo è al lavoro e penso che un simile provvedimento possa godere di un ampio consenso in parlamento” ha sottolineato il ministro. Grande soddisfazione fra gli espositori – più di 520, distribuiti in oltre 3500 metri quadrati – che hanno bissato il successo dello scorso anno. Adelphi, alla sua prima esperienza in fiera, ha registrato particolare interesse da parte dei visitatori per le novità.Tra gli appuntamenti più seguiti, quelli con la giovane attivista russa Olga Misik, con la sindaca di Danzica Aleksandra Dulkiewicz, con lo scrittore Yasmina Khadra e con Romano Prodi e poi Yasmina Reza, Salvatore Scibona, Valeria Luiselli, Eduard Limonov.Il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha ricordato che “La Regione Lazio ha voluto dare il suo contributo al successo di questa edizione, proponendo anche quest’anno il buono libro che ha avvicinato alla lettura 10.000 bambini e ragazzi delle scuole del territorio o possessori della lazio youth card”. Felice anche la sindaca di Roma Virginia Raggi: “una manifestazione alla quale Roma capitale ha preso parte attraverso la presenza delle biblioteche di Roma che hanno proposto un fitto programma di iniziative, incontri, laboratori, spettacoli, mostre e proiezioni” ha sottolineato. “I piccoli editori sono grandi: nell’edizione dei diciott’anni, Più libri più liberi si conferma un eccezionale avvenimento culturale” ha sottolineato il presidente dell’AIE Ricardo Franco Levi. “Quest’anno abbiamo scelto un tema fondamentale per il nostro futuro, I confini dell’Europa e siamo felici di essere riusciti ad affrontarlo attraverso un’infinità di incontri che hanno raccolto visitatori da tutta italia” ha sottolineato la Malato e Del Giudice ha affermato: “l’edizione della maggiore età ha giustamente coinciso con la più bella ed entusiasmante delle 18 sino ad oggi realizzate”. Sono stati 93 gli espositori italiani impegnati in 635 incontri B2B e 35 i delegati stranieri di 19 paesi. E record di presenze agli eventi organizzati dalle Biblioteche di Roma con circa 800 visitatori nell’Arena Biblioteche e oltre 3.700 nello Spazio Ragazzi. Tutto esaurito anche per gli 80 laboratori. “I ventuno incontri professionali si sono tradotti in proposte pratiche e operative per il comparto per rendere più efficiente la filiera” ha detto il presidente del gruppo piccoli editori di Aie, Diego Guida.

Livermore, con la cultura si mangiaRegista, gravissimo tarpare ali, artisti devono avvicinare gente

09 dicembre 201909:55

Non ha stupito Davide Livermore il successo televisivo della Tosca che ieri ha inaugurato la stagione d’opera della Scala con la sua regia, perché “abbiamo lavorato per questo. La partita andava vinta – spiega – era un’occasione straordinaria per fare innamorare gli spettatori della storia e far capire che questa bellezza è per loro”. E’ stato un modo insomma, per avvicinare la gente alla cultura, che lui considera essenziale ma anche maltrattata in Italia, soprattutto dalla politica, come dimostrano i tagli arrivati al “33% e mai ripristinati”. “In tempi di crisi, si considera la cultura superflua ma – dice – fa benissimo al morale e all’economia. Lo dimostra anche uno studio dell’università di Bologna sugli effetti del festival Rossini di Pesaro: ogni euro investito ne produce 5”. Quindi “non è vero che con la cultura non si mangia”, anzi la cultura “è il nostro petrolio e quindi è gravissimo tarparle le ali”. “Bisogna creare valore attraverso la cultura che è la vera possibilità di rilancio del Paese” è convinto il regista.Se la sua critica va alla politica (se non ci fosse un presidente come Mattarella “a tenere il timone – sottolinea – verso la stella polare, saremmo una barca in balia dell’ammutinamento e del tradimento dei valori della Costituzione”), comunque chiede assunzione di responsabilità a tutto il settore. “C’è bisogno che artisti e chi gestisce la cultura – spiega – avvicinino la gente, senza svenderla”. “Le persone sono piene di valore, tutte. E lo Stato deve ricordarlo attraverso la cultura”. “In Italia ci sono tante realtà straordinarie – aggiunge – che non possono solo sopravvivere. Qui siamo tollerati e costretti a piatire, mentre all’estero ci trattano da star”. In questo la politica deve anche “mettere la faccia” nelle proprie scelte. “Non credo nei concorsi, spesso i giochi sono già fatti. Preferisco il senso di responsabilità di dire: voglio questa persona per questo motivo”.Livermore è reduce da otto anni in Spagna di cui tre come direttore artistico del Palau de les Arts Reina Sofia di Valencia. Ora assumerà la guida del teatro Nazionale di Genova, dove intende guardare a una dimensione internazionale ma anche locale della città, cercando di coinvolgerla il più possibile perché “credo – conclude – che una cosa fondamentale nel teatro d’opera e di prosa sia considerare che le persone hanno bisogno di innamorarsi delle storie e partecipare”.

L’uomo N21 torna in passerella a MilanoAbbandonato formato coed adottato a settembre

09 dicembre 201911:14

– N21 ha deciso di riportare l’uomo in passerella a gennaio 2020 durante Milano Moda Uomo, abbandonando il format co-ed adottato a settembre 2019 per la sfilata delle collezioni Primavera/ Estate 2020.
“La scelta di tornare ad avere una sfilata dedicata – spiega Alessandro Dell’Acqua, fondatore e direttore creativo del marchio – rispecchia la volontà di dare più spazio e sostegno al segmento dell’uomo che al momento sta dando importanti segnali di crescita, rappresentando un grande potenziale per la crescita del brand. La scelta rispecchia anche la volontà di fare sistema con Camera della Moda e contribuire a dare rilevanza alle sfilate maschili di Milano insieme ai marchi che stanno perseguendo la stessa strada”.

Limatola, albero di Natale gemellato con gli UsaIniziativa per valorizzare tradizioni locali nel mondo

BENEVENTO09 dicembre 201912:09

– Valorizzare nel mondo le tradizioni sannite, dall’enogastronomia all’artigianato: è stato l’obiettivo dell’evento “Italia-Usa, uniti nelle tradizioni”, promosso dal comune di Limatola (Benevento) nel suggestivo borgo al cui interno sorge il castello medievale che ha ospitato “I Mercatini di Natale”, tra i primi tre più belli in Europa. Per l’occasione il sindaco Domenico Parisi e la comunità italoamericana di Baltimora hanno acceso in contemporanea gli alberi di Natale a dimostrazione di quanto “siano ancora forti i legami tra l’Italia e le comunità negli Usa”, ha testimoniato da New York Louis Tallarini, già presidente della Columbus Foundation. Durante l’evento la Italian Language Foundation (ILF), presieduta da Margaret Cuomo, ha anche reso noto l’accordo con l’Ambasciata d’Italia a Washington per l’avvio di workshop per gli insegnanti di lingua italiana AP negli Usa.
“Quest’anno – ha commentato Parisi – Limatola con i suoi mercatini ha ospitato più di 200mila visitatori provenienti da tutta Italia”.

Salemme, il mio teatro ha il bello della direttaSu Rai2, l’11, 18 e 25 dicembre tre commedie in prima serata

NAPOLI09 dicembre 201919:58

Un regalo di Natale, in diretta dal palcoscenico, nelle case degli italiani. “Un regalo che la Rai ha fatto anche a me dandomi l’occasione di portare il teatro in televisione e la televisione a teatro”. E’ entusiasta Vincenzo Salemme alla vigilia del debutto, l’11 dicembre in prima serata su Rai2, di ‘Salemme…il bello della diretta!. Appuntamento inaugurale della mini rassegna, dall’Auditorium Scarlatti del centro Rai di Napoli, con ‘Di mamma ce n’è una sola’; seguiranno il 18 dicembre ‘Sogni e bisogni ‘ e il 25 dicembre ‘Una festa esagerata’, tre tra i titoli dell’autore, regista, attore napoletano che puntualmente, da anni, con i suoi lavori registra sold out nei teatri da nord a sud e incassi record.”Perché ho scelte proprio queste commedie? Semplicemente volevo raccontare gli ultimi 25 anni della mia carriera, come sono cambiato, io e la mia scrittura, la sua evoluzione. ‘Sogni e bisogni’ l’ho scritta nel 1995, ‘Di mamma ce n’è una sola’ festeggia i 20 anni e sono felicissimo del fatto che ritorni accanto a me Maurizio Casagrande. ‘Una festa esagerata’, del 2016, è diventata anche un film. Il gruppo di attori che vedrete in scena è rodato, stiamo facendo un gran lavoro nelle prove, nei giorni che precedono la ‘diretta’ ci saranno recite solo per il pubblico”, racconta Salemme. Ed anche per queste naturalmente è già caccia al biglietto. E chi è a casa che teatro vedrà? ”Non sarà un prodotto costruito, ma appunto una diretta, un teatro fatto con naturalezza, con tutto il cuore. Facendo una battuta possiamo dire che per gli spettatori sul divano di casa sarà come assistere ad un reality, trasmetteremo l’emozione del teatro. Anche una partita di calcio non è più bella quando è in diretta piuttosto che registrata?”. Come nasce questo progetto originale? ”Da un’ idea di Antonio Parlati, della Rai di Napoli, Carlo Freccero ne fu subito entusiasta. Per me una esperienza affascinante”.Nella prima commedia Salemme veste i panni femminili di una madre e si mescolano dialetti diversi, dal napoletano antico a quello dell’entroterra campano, dalla parlesia, il linguaggio codice dei musicisti napoletani, a vocaboli di fantasia. Nel cast con Casagrande anche Ombretta Ciccarelli, Teresa Del Vecchio, Gino Monteleone, Andrea Di Maria, Mirea Flavia Stellato, Sergio D’Auria, Vincenzo Borrino, Franco Cortese, Massimo Andrei, Luana Pantaleo. “Sogni e bisogni” è una vera commedia dell’arte, una favola divertente che parte da un presupposto surreale: il distacco di un ‘attributo’ dal corpo del proprio ‘padrone’. “Una festa esagerata”, punta sul lato oscuro e grottesco dell’animo umano per invitare le persone al dialogo e al rispetto reciproco.Vincenzo Salemme è divenuto negli ultimi anni anche un protagonista dell’intrattenimento Rai, in particolare partecipando a ‘Tale e quale’ come giudice e a ‘Che tempo che fa’ tra gli ospiti del tavolo di Fabio Fazio. ”Sono molto contento di questa popolarità televisiva. Se può avvicinare più persone al teatro? Non so, è il teatro che deve sforzarsi di attrarre di più. E il pubblico che ci guida, senza di loro noi non ci saremmo, questo lo ricordo sempre, e lo ringrazio”. Dal 26 dicembre Salemme ripartirà con la tournèe della sua commedia più recente ‘Con tutto il cuore’. Nel 2020 tornerà al cinema con ‘E’ per il tuo bene’ di Rolando Ravello con Marco Giallini, Giuseppe Battiston, Isabella Ferrari, ed entro l’anno dovrebbe tornare sul set anche come regista.

Salone Libro: aumenta spazio ragazzi, un focus su RodariSi chiamerà SalTo Diventi, al centro temi Agenda 2030

ORINO09 dicembre 201919:02

Aumenta lo spazio per i bambini e i ragazzi al Salone del Libro di Torino: occuperà tutta l’ultima porzione del secondo Padiglione del Lingotto Fiere con 3 sale, 10 laboratori, 2 librerie e mostre dedicate ai giovani e alle famiglie. Oltre 400 ore di programmazione in 3 sezioni: 0/7 anni, 8/13 anni e +14 anni. Al centro i temi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, con il coinvolgimento degli editori, delle scuole e dei giovani di Fridays For Future. Un focus sarà dedicato a Gianni Rodari nel centenario della nascita.
“La formazione è il tema fondamentale del Paese, o si riparte da qui o non si ripartirà. E’ fondamentale il potere trasformato dell’istruzione”, sottolinea il direttore editoriale Nicola Lagioia. “L’educazione un aspetto cruciale quanto quello del confronto e dell’esperienza. SalTo Diventi, lavoriamo con il Salone del Libro per progettarne i contenuti”, spiega il segretario generale della Compagnia di San Paolo, Alberto Anfossi.
Torna il Buono da leggere della Regione Piemonte.

‘Febbre’ di Jonathan Bazzi Libro dell’anno di FahrenheitScelto tra dodici opere pubblicate da piccoli e medi editori

09 dicembre 201914:50

09 dicembre 201914:50

– E’ ‘Febbre’ (Fandango) di Jonathan Bazzi il Libro dell’anno di Fahrenheit, la trasmissione di Rai Radio3. Attraverso una febbre reale e metaforica, il romanzo autobiografico di Bazzi racconta il disagio di un trentenne dell’estrema periferia milanese, nel momento in cui scopre di essere sieropositivo e si imbatte in una malattia ormai quasi dimenticata, ma ancora minacciosa come l’Aids. Da questa edizione il premio assume una connotazione particolare, che esalta l’attenzione di Fahrenheit verso la bibliodiversità.
‘Febbre’ – che sarà anche uno dei prossimi titoli di “Ad alta voce”, il programma di Radio 3 dedicato alla lettura di racconti e romanzi – è stato scelto tra dodici opere pubblicate da piccoli e medi editori “offrendo così la massima visibilità possibile a un settore spesso penalizzato dai media, dal sistema di distribuzione, dagli spazi in libreria” spiega una nota del premio. “La decisione di dedicare un premio così prestigioso all’editoria indipendente va quindi a colmare un deficit di attenzione verso un territorio attraversato da molte difficoltà, ma anche in continuo fermento, e di fatto rappresenta un caso unico nel vasto panorama dei premi letterari” sottolinea la nota. I dodici titoli finalisti sono stati scelti dai molti romanzi di editori medio-piccoli presentati nei pomeriggi di Fahrenheit nel periodo compreso tra il 1° novembre 2018 e il 31 ottobre 2019. I romanzi selezionati sono stati sottoposti a una giuria composta da tre gruppi di lettori: dodici ascoltatori, dodici studenti universitari e i dodici scrittori finalisti dell’edizione scorsa del premio.

Ognuno è perfetto, fiction che azzera la diversitàSu Rai1 con Leo e Capotondi, protagonisti giovani sindrome down

10 dicembre 201910:19

”Lui per amore attraversa paesi e frontiere, coinvolge amici e genitori, pronto a viaggiare su ogni mezzo e disposto a finire anche in prigione. Lui sa che la strada per ritrovare il suo grande amore e conquistare la sua libertà è lunga, ma sa che il suo cuore e il suo coraggio sono grandi e che con loro si arriva ovunque. Ma Rick non si arrende perché quando vuole qualcosa lui se la va a prendere”. Comincia con queste parole – pronunciate da Piera degli Esposti – “Ognuno è Perfetto”, una storia che commuove e fa sorridere grazie ad attori talentuosi e raffinati (tra cui Edoardo Leo, Cristiana Capotondi, Nicole Grimaudo, Lele Vannoli) accompagnati da un irresistibile e straordinario gruppo di esordienti (Gabriele Di Bello, Alice De Carlo, Aldo Arturo Pavesi, Matteo Dall’Armi e Valentina Venturin). Una serie tv in tre prime serate, in onda su Rai1 il 16, il 17 e il 23 dicembre, a partire dalle ore 21:25 che racconta l’incredibile avventura di Rick (Di Bello), un ragazzo di 24 anni con la sindrome di Down, disposto a tutto per rincorrere i suoi sogni e inseguire ciò̀ che ama con la regia e la consueta sensibilità e delicatezza di Giacomo Campiotti, basata sulla serie televisiva Tytgat Chocolat.   Ragazze e ragazzi con la Sindrome di Down che danno vita a personaggi forti e autentici, di cui sarà difficile non innamorarsi. L’anteprima è stata proiettata in un cinema a Roma alla presenza del presidente della Rai Marcello Foa dell’ Ad Fabrizio Salini (“la Rai guarda all’inclusione perché azzera diversità. Quando il servizio pubblico riesce a farlo è un momento di particolare orgoglio per tutto il paese”), del direttore di Rai Fiction Eleonora Andreatta e di 150 studenti di provenienti da varie scuole superiori. Una coproduzione Rai Fiction-Viola Film in collaborazione con il CPTV RAI di Torino.
Edoardo Leo (che vedremo presto al cinema nell’ultima pellicola di Ferzan Ozpetek ‘La Dea Fortuna’ dal 19 dicembre in sala) è Ivan, padre di Rick, ha ceduto la sua attività per dedicarsi interamente a lui e consentire alla moglie Alessia (Nicole Grimaudo) di riprendere la sua carriera, nel frattempo però la coppia di genitori entra in crisi e deciderà di separarsi. Rick troverà lavoro nel reparto packaging dell’Antica Cioccolateria Abrate, una piccola azienda diretta da Miriam, interpretata da Cristiana Capotondi, e fondata dalla famiglia di sua madre Emma (Piera degli Esposti struggente in questo ruolo è sulla sedia a rotelle non parla ma è la voce narrante della storia e instaura con Rick un rapporto speciale). Grazie al suo nuovo lavoro, Rick scoprirà anche l’amore, ma la sua storia con Tina (Alice De Carlo – i due entrambi 25 anni hanno rivelato di essere una coppia nella vita da 5 anni si sono conosciuti mentre giravano il programma di Rai3 hotel a 6 stelle) sarà ricca di ostacoli e di imprevisti. Edoardo Leo: “E’ stata un’avventura vera, abbiamo creato un gruppo di lavoro molto particolare e intenso. Non facevo fiction, e non fatta tanta prima, da 10 anni. Mi sono dedicato di più al cinema ma anche a lavoro di regista. Ho amato subito quando mi è stato proposto il progetto ed ho accettato prima di leggere. Volevo realizzarlo prima come uomo e poi da attore. L’energia di questi ragazzi ci ha aiutato.
Abbiamo imparato un sacco di cose straordinarie da questa storia”. Capotondi: “Questo è l’esempio migliore di cosa questo mestiere può darti. E questo ci ha aiutato. L’esperienza è stata particolarmente bella in Serbia e in Croazia “. Ognuno è Perfetto” ci porta in modo inedito nel mondo della disabilità e di chi si trova a viverla tra mille ostacoli, avendo nel cuore i desideri di tutti. Ci racconta con ironia la possibilità di uno sguardo dove la diversità vista con occhi nuovi diventa forza.
La sceneggiatura porta la firma di Fabio Bonifacci. Eleonora Andreatta ha rilevato: “questa serie interpreta al meglio il principio che ispira la linea editoriale di Rai Fiction, “Nessuno escluso”, ovvero valorizzare la ricchezza delle condizioni, il valore della solidarietà, la forza dei diritti, raccontando la molteplicità dei punti di vista. Non è la normalità che guarda (e stabilisce) ciò che è diverso, ma à la diversità di una condizione che sale in primo piano, diventa punto di vista e ricontestualizza il racconto. Ognuno è perfetto rovescia gli schemi e gli stereotipi e affronta un importante tabù: i protagonisti sono gli esclusi e cadono le barriere nel segno dell’umanità di tutti”. VUOI SAPERE TUTTO SULL’ECONOMIA? VAI A TUTTE LE NOTIZIE ECONOMICHE IN TEMPO REALE

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Scoperte a Faida, sulle tracce dell’Impero Assiro
10 rilievi in scavi di Università Udine nel Kurdistan iracheno

09 dicembre 201919:54

La roccia che dal passato accende i riflettori sull’impero assiro, fornendo nuove informazioni sulle nostre comuni radici; la meraviglia di maestosi, rarissimi e imponenti rilievi che raffigurano la processione del sovrano in preghiera al fianco di una serie di divinità d’Assiria sul dorso dei loro animali simbolo, dal leone al grifone al toro; una campagna di scavi lunga 7 anni in un sito minacciato da fondamentalismo religioso, vandalismo e modernità, che diventa strumento di cooperazione internazionale e diplomazia culturale.
Sono davvero sorprendenti le scoperte portate alla luce dalla missione archeologica dell’Università di Udine e della Direzione delle Antichità di Duhok, condotta a partire dal 2012 nel sito di Faida, nel Kurdistan iracheno settentrionale, che oggi sono state presentate a Roma.
Guidato dal professor Daniele Morandi Bonacossi e dal dottor Hasan Ahmed Qasim, il progetto italo-curdo (intitolato Land of Nineveh Archaeological Project), è stato finanziato in 7 anni con quasi 1.5 milioni di euro da una cordata di istituzioni e privati (Governo Regionale del Kurdistan-Iraq, Ministero degli Esteri, Regione Friuli Venezia Giulia, MIUR, Fondazione Friuli, ArcheoCrowd, Agenzia italiana per la Cooperazione allo Sviluppo) e non solo ha permesso di approfondire la conoscenza di una terra, la Mesopotamia del Nord, rimasta per tanti anni inesplorata (a causa dell’instabilità politica) ma di compiere una vera e propria missione di salvataggio di importantissimi rilievi rupestri risalenti all’VIII secolo a.C., 10 in totale per ora (il numero però è destinato a crescere).
La storia di questi antichi reperti, grandi pannelli di quasi 5 m larghezza e 2 di altezza ritrovati lungo il canale di Faida, antico canale di irrigazione di quasi 7km fatto costruire probabilmente dal sovrano assiro Sargon (720-705 a.C.), inizia già nel 1972, quando un archeologo inglese del British Museum, Julian Reade, individuò nella zona 3 bassorilievi ma non riuscì a portarli alla luce. Dopo 40 anni, gli archeologi italiani hanno individuato altri 6 bassorilievi, che finalmente oggi sono riemersi dopo una assidua attività sul campo. L’impresa non è stata facile: basti pensare che la zona degli scavi si trova solo a 25 km dalla linea del fronte della guerra con l’Isis, sconfitto nel 2017, inoltre è minacciata dal vandalismo e dall’espansione del vicino villaggio. Il progetto continuerà anche nei prossimi mesi, con la pulizia e il restauro dei reperti, con la prosecuzione degli scavi fatti per ora solo in minima parte (l’area interessata è immensa), e la creazione di un parco archeologico che incoraggi il turismo locale e internazionale.
“Sviluppare la consapevolezza dell’importanza del patrimonio culturale è la principale missione di progetti come questi: non esiste protezione se i primi difensori non sono gli abitanti del luogo in cui si trova il sito”, ha spiegato Daniele Morandi Bonacossi, “questo è un sito fragile, continuamente minacciato, in una zona poco studiata ma centrale nella storia della Mesopotamia e nella storia delle ricerche archeologiche. Ora siamo riusciti a fare una biografia insediativa della terra di Ninive, dalla preistoria più antica fino al periodo ottomano”.
“Nell’VIII secolo a.C. l’impero assiro è stato il primo impero globale della storia dell’Uomo”, ha proseguito, “i reperti ritrovati sono stati realizzati sicuramente da artisti di corte, tale è la finezza e il dettaglio delle figure: il significato rimanda alla commemorazione dell’attività del sovrano, alla celebrazione del nuovo canale di irrigazione e all’associazione simbolica tra la figura del sovrano e degli dei con l’acqua e il concetto di fertilità. Ma forse c’è anche il richiamo alla Festa del Nuovo Anno, antichissima celebrazione della rinascita della natura”.
“Nonostante la zona fosse pericolosa per via dell’Isis, gli archeologi sono rimasti e hanno scavato le nostre radici”, ha detto Rezan Kader, Alto Rappresentante Governo Regionale del Kurdistan, “la Mesopotamia è la culla della civiltà: il nostro popolo ringrazia l’Italia”.

A Milano nascerà Museo nazionale Resistenza, da Mibact 15mlnAnnuncio di Franceschini e Sala, sede in seconda piramide Herzog

ILANO09 dicembre 201915:38

– Nascerà a Milano il Museo nazionale della Resistenza. Lo hanno annunciato il ministro dei Beni e Attività Culturali, Dario Franceschini, insieme al sindaco di Milano, Giuseppe Sala.
Il museo avrà sede in piazzale Baiamonti nella seconda piramide di Herzog, che verrà realizzata di fronte a quella già esistente dove ha sede la Fondazione Feltrinelli.
Il ministero dei Beni culturali stanzierà altri 15 milioni di euro per il progetto che si aggiungono ai 2,5 milioni già stanziati in passato.

Parma 2020, primo concerto di Capodanno con La ToscaniniAll’Auditorium Paganini Znaider dirige Filarmonica Emilia-R.

BOLOGNA09 dicembre 201916:05

– Per segnare l’inizio del 2020, anno di Parma Capitale italiana della cultura, La Toscanini organizza un concerto di Capodanno nell’auditorium Paganini: per la prima volta la Filarmonica dell’Emilia-Romagna saluta il nuovo anno esibendosi l’1 gennaio (ore 10.45) insieme al celebre violinista Nikolaj Znaider, impegnato nel duplice ruolo di solista e direttore d’orchestra.
Il programma del concerto di Capodanno sarà all’insegna della fiaba, dell’incanto e della festa: dopo il virtuosistico Concerto per violino e orchestra n. 1 in sol minore op. 26 di Max Bruch, saranno proposti l’Intermezzo, il Notturno e la celeberrima Marcia nuziale da Ein Sommernachtstraum (‘Sogno di una notte di mezza estate’) di Felix Mendelssohn-Bartholdy, per poi entrare nel mondo sonoro della suite per orchestra ‘La bella addormentata’ op. 66/a di Pëtr Il’ič Čajkovskij. In chiusura non mancherà uno spazio per i valzer viennesi della famiglia Strauss. Nikolaj Znaider, da poco nominato direttore musicale dell’Orchestre National de Lyon, è considerato fra i più importanti virtuosi dei nostri giorni.
I festeggiamenti per il nuovo anno continueranno dopo il concerto. Per l’occasione la sala Gavazzeni sarà infatti allestita per ospitare un pranzo riservato a solo 200 persone, durante il quale sarà possibile degustare le eccellenze del territorio.

Simple Minds celebrano 40 anni di carriera con tourIl via il 28 febbraio dalla Norvegia, 4 date in Italia in estate

09 dicembre 201916:43

– I Simple Minds celebrano 40 anni di carriera con un colossale tour mondiale, che li porterà anche in Italia per 4 show la prossima estate: al Pistoia Blues l’11 luglio, alla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica in Roma il 15, al Teatro Antico di Taormina il 18 e all’Arena di Verona il 4 agosto (la band torna ad esibirsi qui trent’anni dopo la sua prima e unica volta precedente, durante il tour di “Street Fighting Years”).
Il “40 Years of HITS Tour 2020”, oltre 60 date attraverso 14 Paesi solo nella prima parte in Europa, debutta il prossimo 28 febbraio in Norvegia. Il tour segue l’uscita di “40: The Best Of – 1979-2019” (Universal Music), una raccolta che ripercorre i quaranta anni di carriera della band capitanata da Jim Kerr e Charlie Burchill.
Dall’esordio con Life In A Day del 1979 i Simple Minds sono diventati fra le più popolari icone della musica del nostro tempo con canzoni entrate nella storia come New Gold Dream, Up On The Catwalk, Speed Your Love To Me, Waterfront, Glittering Prize, Don’t You (Forget About Me), Alive and Kicking, Sanctify Yourself, Belfast Child, She’s a River, Mandela Day, per citarne solo alcune.
“I Simple Minds sono diversi ora – racconta Kerr -. Anche se sono molto fiero della nostra storia professionale e dei successi ottenuti, non siamo una rock band da repertorio. Sono abbastanza pazzo da pensare che possiamo toccare ancora altissimi livelli, scrivendo musica e suonando dal vivo”.
Charlie Burchill aggiunge che “ci sono state varie incarnazioni dei Simple Minds negli anni, ma abbiamo sempre mantenuto la nostra identità, e questo ha a che fare con la nostra attitudine ad esibirci live. È da sempre la nostra forza”.

Arthur Miller segreto torna alla luce in TexasUniversita’ apre archivi autore di “Uno Sguardo dal Ponte”

NEW YORK09 dicembre 201917:01

– Due anni dopo aver acquistato l’archivio letterario di Arthur Miller, l’Harry Ransom Center dell’Università del Texas a Austin ha finito di catalogarne il materiale e lo ha aperto ai ricercatori. La collezione comprende 300 scatole di documenti che coprono ogni fase della carriera del drammaturgo di “Uno Sguardo dal Ponte”, “Morte di un Commesso Viaggiatore” e “Il Crogiolo” da quando era studente all’Universita’ del Michigan.
L’archivio comprende anche 50 diari dagli anni ’40 a dopo il 2000 e lettere a familiari e ad altri esponenti del teatro e della letteratura tra cui Edward Albee, Saul Bellow, Norman Mailer, Cynthia Ozick e John Steinbeck. Dulcis in fundo: il materiale relativo all’inchiesta su Miller della Commissione del Congresso per “attività non americane” negli anni del maccartismo. Nel 1956 Miller sfido’ la Commissione rifiutandosi di fare il nome di colleghi sospettati di simpatie comuniste e guadagnandosi una condanna successivamente archiviata dalla Corte Suprema.
L’epoca della “caccia alle streghe” e il ruolo di Miller nel contrasto a ogni tipo di censura a livello nazionale e internazionale come presidente del PEN, sono uno dei punti di interesse dell’archivio arrivato al Ransom Center in piu’ fasi, a partire dagli anni Sessanta quando lo scrittore, a corto di soldi e con una bolletta di tasse che non riusciva a pagare, dono’ 13 scatole di materiali per ottenere sgravi fiscale. Nel 1983, dopo un incendio nella casa di Roxbury in Connecticut, altre scatole di materiale furono trasferite in Texas. Nel gennaio 2005, poco prima di morire, Miller ordino’ la spedizione di altro materiale al Ransom Center. Tutto questo materiale era rimasto giacente fino a quando, dopo l’acquisto del resto dell’archivio nel 2017, e’ cominciata la catalogazione.
“La collezione cattura idee e pensieri personali e contiene frammenti di lavori non finiti che contribuiscono a dare una immagine molto piu’ ampia di Miller. Molto che non e’ mai stato visto prima”, ha detto Eric Colleary, responsabile per il teatro del Ransom Center. Ad Austin, che ha convinto gli eredi a snobbare altri archivi letterari famosi tra cui Yale dove sono conservati gli archivi di Inge Morath, la terza moglie di Miller, le carte del drammaturgo sono in buona compagnia accanto a quelle di James Joyce, Ernest Hemingway, William Faulkner, Mailer, Jorge Luis Borges, Gabriel Garcia Marquez, Sam Shepard, Tennessee Williams, Samuel Beckett, George Bernard Shaw e Tom Stoppard.
Ci sono anche gli archivi di Stella Adler, la maestra di recitazione le cui note sul copione di “Morte di Un Commesso Viaggiatore” influenzarono allievi come Marlon Brando e Robert De Niro. Yale era entrato in gioco nel 2015 con una offerta di 2,7 milioni di dollari su cui Austin aveva ribattuto citando la lettera del 1983 in cui Miller esprimeva l’auspicio che il resto delle sue carte finissero in Texas.

Auditel, arrivano gli ascolti via appDa martedì 10 dicembre pubblicati quotidianamente

09 dicembre 201917:49

– Ancora un passo avanti nella misurazione degli ascolti tv in linea con le nuove modalità di fruizione dei programmi. Da martedì 10 dicembre (con dati a partire da domenica 8 dicembre) Auditel pubblicherà su base quotidiana anche gli ascolti dei contenuti e della pubblicità tv fruiti attraverso le app.
La novità – spiega Auditel – costituisce un ulteriore e importante avanzamento nella graduale implementazione della Total Audience della televisione su tutte le piattaforme e tutti i device (personal computer, tablet, smartphone, smart tv, game console) avviata nello scorso mese di giugno grazie al nuovo sistema di rilevazione, che non sostituisce ma affianca il tradizionale sistema di rilevazione campionaria realizzato grazie al SuperPanel©, il mega campione composto da oltre 16.100 famiglie (41.000 individui) senza pari a livello mondiale per estensione in rapporto alla popolazione.

Natale, luminarie Teramo per Graziani, Campobasso per BongustoTesti dei due artisti per volontà Comuni delle città d’origine

TERAMO09 dicembre 201918:45

– Parole di Ivan Graziani per le strade di Teramo, testi di Fred Bongusto a Campobasso. Dopo l’omaggio di Bologna a Lucio Dalla per le festività 2018, la città abruzzese e il capoluogo molisano rendono omaggio quest’anno con le luminarie natalizie agli artisti loro concittadini. Ciascuno con il proprio stile, ognuno con il proprio messaggio – in comune hanno avuto, in tempi diversi, il batterista Gilberto Rossi detto ‘Attila’ – sono rimasti nei cuori e nelle voci delle loro città d’origine e queste hanno voluto ricordarli.
Così a Teramo i testi di ‘Agnese’ e ‘Maledette malelingue’ illuminano la centrale via Capuani. La scelta del sindaco, Gianguido D’Alberto, su proposta dell’assessore delegato agli eventi Antonio Filipponi, è stata accolta con favore dalla cittadinanza, da sempre legata a Ivan Graziani, nato nella città abruzzese nell’ottobre 1945 e venuto a mancare a Novafeltria (Pesaro Urbino) nel giorno di Capodanno 1997. Tanto che l’amministrazione comunale sta pensando a un’installazione permanente che accompagni tutto l’anno i teramani nella passeggiata sulla via parallela al corso principale.
‘Una rotonda sul mare’, ‘Frida’, ‘Balliamo’, ‘Tre settimane da raccontare’ sono i titoli che risplendono nel centro storico di Campobasso per ricordare Fred Bongusto, morto a 84 anni nel novembre scorso a Roma. Un tributo che l’Amministrazione comunale ha voluto rendergli in segno di affetto e riconoscenza.
E la cittadinanza ha apprezzato.

Napoleone, storia di un uomo nato leaderIl ritratto in “Napoleon the Communicator” di Roberto Race

09 dicembre 201918:48

– Roberto Race, “Napoleon the Communicator: Thinking with the mind of the winner” (ScriptaManent). Genio militare, ma anche statista e visionario; per alcuni un dittatore, per altri un precursore dell’idea europea. C’è ancora molto da scoprire sulla figura poliedrica di Napoleone e molte sono le interpretazioni possibili: è quanto spiega Roberto Race nel suo libro “Napoleon the Communicator: Thinking with the mind of the winner” (ScriptaManent), versione in inglese e aggiornata del “Napoleone il Comunicatore” edito da Egea, la casa editrice dell’Università Bocconi. In particolare Race approfondisce una dote spiccata di Napoleone, ossia l’impareggiabile capacità di dialogare con l’opinione pubblica.
Una categoria concettuale che nasce proprio con lui e che renderebbe questo personaggio storico simile “a quei leader che sanno motivare e coinvolgere i loro collaboratori rendendoli partecipi delle sfide, che dovranno affrontare assieme”, scrive l’autore. Secondo Race, “quello che per Napoleone è il campo di battaglia per l’imprenditore e il manager sono la fabbrica e il mercato, dove solo chi sa cosa vuol dire essere in prima linea può dare gli ordini ed essere ascoltato. Un identikit classico di quello che oggi consideriamo un imprenditore di successo”. Da domani (per 3 giorni) il libro, che nell’edizione inglese presenta la postfazione di Charles Bonaparte, ultimo erede di Napoleone e presidente della Federazione Europea delle città napoleoniche, sarà scaricabile gratuitamente in versione kindle da Amazon.

Al via Retape, rassegna dedicata a scena emergente romana12 gruppi per sei appuntamenti all’Auditorium dal 10/12 al 4/5

09 dicembre 201918:48

– Ritorna per il quarto anno Retape, la rassegna che porta all’Auditorium Parco della Musica, a Roma, le migliori espressioni della scena attuale della capitale. Rap, rock, canzone d’autore, trap, reggae, soul, folk e molto altro ancora, rendono Roma il centro più vivace di produzione musicale in Italia, con nuove etichette, nuove associazioni, nuove band e nuovi solisti, e una piccola ma efficace rete di club e locali che danno spazio alla nuova musica.
La Fondazione Musica per Roma con Retape vuole valorizzare le giovani formazioni e ai solisti che sono oggi in circolazione nelle strade di Roma. La rassegna proporrà 12 gruppi per 6 appuntamenti dal 10 dicembre al 4 maggio. Protagonisti saranno Fulminacci, Yuman, Puritano, Dola, Life in the woods, Galeffi, I Quartieri, Von Datty, Valeries, Alice Robber, Nuvola, Side baby.

Franco Arminio: “L’amore come politica”

10 dicembre 201918:25

Il poeta: “Metto insieme poesia e impegno civile”

Netflix domina ai Golden Globe, 17 nominationIncetta per Marriage Story. Snobbato Robert De Niro

NEW YORK09 dicembre 201920:00

Netflix fa storia ai Golden Globe portando a casa una nomination per la categoria ‘Miglior film’ per ben quattro sue produzioni, The Irishman diretto da Martin Scorsese, Marriage Story (Storia di un matrimonio) di Noah Baumbach, I due papi di Fernando Meirelles e Dolemite Is My Name di Craig Brewer’. In totale la piattaforma in streaming online si presenterà con 17 nomination alla cerimonia durante la quale verranno assegnati tra i più importanti riconoscimenti televisivi e cinematografici e che si terrà il prossimo cinque gennaio, a circa un mese dagli Oscar. Solo Marriage Story, film drammatico interpretato da Scarlett Johansson e Adam Driver, ha avuto sei nomination, tra cui miglior attrice (Scarlett Johansson), miglior attore, (Adam Driver), miglior sceneggiatura (Noah Baumbach), miglior colonna sonora originale (Randy Newman). Per The Irishman si aggiudicano una nomination Martin Scorsese come miglior regista, Steven Zaillian come miglior sceneggiatura, Al Pacino e Joe Pesci, come miglior attori non protagonisti. La Hollywood Foreign Press Association (la giuria che assegna i Golden Globe) snobba quindi Robert De Niro, la figura centrale del film diretto da Scorsese, come lui sono stati snobbati anche When They See Us, la miniserie diretta da Ava DuVernay sempre per Netflix sullo stupro di Central Park nel 1989 e per il quale furono ingiustamente accusati cinque giovani di cui quattro afro-americani e un ispanico, Jennifer Lopez in Hustlers (Le ragazze di Wall Street – Business Is Business). L’avanzata di Netflix quindi non fa altro che confermare il cambiamento radicale che sta avvenendo a Hollywood e la fine dell’importanza dell’uscita tradizionale al cinema nella corsa ai premi.
Tra i film con il maggior numero di nomination ci sono The Irishmen e Once Upon a Time in… Hollywood (C’era una volta a… Hollywood) di Quentin Tarantino, entrambi a quota cinque.
Joker ne avute invece quattro, tra cui miglior film e miglior attore (Joaquin Phoenix), quattro nomination anche per I due papi. Per la categoria miglior attrice in un film drammatico oltre alla Johansson sono state nominate Cynthia Erivo per Harriet, Saoirse Ronan per Little Women, Charlize Theron per Bombshell e Renee Zellweger per Judy, mentre come miglior attore in un film drammatico oltre a Joaquin Phoenix sono stati nominati Christian Bale per Ford v Ferrari (Le Mans 66 – La grande sfida), Antonio Banderas per Pain and Glory (Dolor y Gloria), Adam Driver per Marriage Story, Jonathan Pryce per I due papi.
Come miglior dramma televisivo hanno ricevuto nomination Big Little Lies (Piccole grandi bugie) con tra gli altri Nicole Kidman e Reese Wintherspoon, The Crown, Killing Eve, The Morning Show (Jennifer Aniston), Succession. Per la categoria serie comica o musical, La fantastica Signora Maisel (The Marvelous Mrs. Maisel), Barry, Fleabag, The Politician.

Chiara Valerio, come vivere senza cuoreUn romanzo sui sentimenti e la forza delle relazioni

10 dicembre 201910:10

CHIARA VALERIO, ”IL CUORE NON SI VEDE” (EINAUDI, pp. 150 – 17,50 euro).
E’ inquietante, ma assieme divertente e alla fine persino consolatorio questo romanzo un po’ anche apologo di Chiara Valerio sui pericoli del chiudersi in se stessi, del difendersi dai sentimenti e l’importanza delle relazioni: “Qualsiasi relazione umana è, per la maggior parte del tempo, un improponibile baratto tra il terrore di restare soli e la gioia della condivisione, uno scambio iniquo tra il proprio tempo, che è poi il proprio modo di essere, e la natura umana, che è dividerlo con gli altri”.
Nella propria solitudine, ognuno può essere senza cuore ma può poi pure mancargli l’aria e non funzionare più bene il metabolismo biologico e sociale. Ed è quel che accade a Andrea Dileva, intellettuale e professore universitario di successo, che prima perde il cuore, poi i polmoni e quindi il fegato.
Nonostante questo continua a vivere o sopravvivere come prima, barcamenandosi tra la moglie Laura, che voleva lasciarlo prima che avesse questa malattia che mangia gli uomini dall’interno e ora le sembra impossibile farlo, e l’amatissima amica (ma senza sesso) Carla col figlio Simone con cui supplisce al non aver lui avuto il coraggio di fare un figlio. Sopravvive con stupore anche della sua amica medico Angelica, che dopo essere stata con lui da giovane si scoprì lesbica, e ora verifica come quegli organi non si sentano e non si vedano più nemmeno con i raggi X, pur continuando a svolgere le proprie funzioni.
La storia appare via via sempre più il ritratto di una generazione, quella degli amori e di una vita in cui tutto appare mobile, sempre incompleto, mai vissuto sino in fondo, giocando in bilico tra realtà e metafora, tra l’interrogarsi se certe sensazioni e ricordi continueranno ad esistere anche in quel suo essere menomato e arrivare a tentare il suicidio tagliandosi le vene, per scoprire che non avendo più il cuore a pompare, il sangue non esce. Ma quanto si può campare in una simile condizione? La scrittura procede cambiando spesso punto di vista, lavorando sui vari personaggi con racconti, discorsi indiretti, brevi dialoghi, incursioni nel passato e il tutto, più che divagazioni, pare un flusso vitale di arricchimenti, un non tralasciare uno spunto, inglobando ogni narrazione a 360 gradi, come crescendo per partenogenesi. Allora la dimensione da personale diventa multipla ed esistenziale, sempre come in attesa di una soluzione, senza scarti o colpi di scena in un modo di essere e vivere che si lascia molto condizionare e trasportare dagli eventi. Così, con qualche inserto filosofico e mitologico troppo insistito (Andrea è docente di Greco) e con belle, non sottolineate notazioni sottili sul maschile e il femminile, pian piano le cose si rivelano e a esplicitarle è la sorella minore del protagonista, Cristina, per la quale ognuno, ogni individuo è parte di un organismo più grande, famigliare e sociale: “il corpo malato non è che una cellula, o un organo se preferisci, di un corpo relazionale più esteso, e dunque, se si ammala, le altre parti di questo corpo corrono in soccorso” e poi conclude, incalzata da Andrea, “con tutto il sangue in comune che abbiamo io sono il tuo fegato”. Insomma, la verità è che chi si apre agli altri, chi ha relazioni sentimentali e di amicizia solide guarisce prima, sopravvive meglio, persino se il cuore non si vede.

Luca e Silvana, film racconta loro sì specialeRegista Stefano Lisci racconta storia d’amore della coppia down

BOLZANO10 dicembre 201910:44

– Sembrava un sogno irrealizzabile quello di Luca e Silvana: si amano e si sono amati oltre ogni difficoltà, oltre ogni pregiudizio, oltre ogni sindrome, anche quella di down. E così non si sono arresi e sono riusciti a sposarsi. Da oltre dieci anni i bolzanini Luca Di Biasi e Silvana Saudino hanno inseguito questo sogno, dopo aver affrontato innumerevoli difficoltà lo scorso gennaio sono finalmente convolati a nozze. Il regista Stefano Lisci racconta questa storia d’amore in un film, realizzato dalla Cooperativa 19.
“Ci siamo, il film è pronto dopo ben tre anni di lavorazione”, annuncia il sardo e bolzanino d’adozione Lisci, già regista del film “Bar Mario”. “Luca e Silvana” ora sarà proiettato ai festival per poi essere distribuito anche nei cinema. “Lavorare con loro è stato interessante, anche per questo aspetto di imprevedibilità. Un’esperienza davvero bella e unica”, confessa Lisci.

In mostra i Queen immortalati da Denis O’Regan’Helicopter’s days’ dal 12/12 alla galleria Ono arte di Bologna

BOLOGNA10 dicembre 201911:30

– I Queen all’apice del loro splendore immortalati dal fotografo britannico Denis O’Regan: la galleria Ono arte di Bologna presenta dal 12 dicembre all’1 febbraio la mostra ‘Helicopter’s days’, 40 foto con una sezione dedicata ai Queen e una sugli artisti che O’Regan, 66 anni, tra i principali collaboratori del New Musical Express e fotografo ufficiale del Live Aid, ha immortalato in carriera (David Bowie, U2, Amy Winehouse, Rolling Stones, Bob Marley fra i tanti).
Quando O’Regan vide per la prima volta i Queen in concerto era il dicembre 1973 e la band suonava come gruppo di spalla dei Mott the Hoople all’Hammersmith Odeon di Londra. Tredici anni dopo, il 9 agosto 1986, i Queen avevano raggiunto l’apice della fama diventando il più importante fenomeno socio-culturale del pianeta e, a grande richiesta, il gruppo fu costretto ad annunciare una data in più in all’interno del ‘The Magic Tour’, che era andato sold out immediatamente. Fu così che, al Knebworth Park a nord di Londra, suonarono per un pubblico di circa 115.000 persone. A causa del grande traffico attorno al luogo del concerto, i Queen dovettero arrivare in elicottero.
Per poter scattare le foto che sarebbero diventate tra le più famose della rock band britannica, Denis O’Regan si recò in un aeroporto locale e la band affittò per lui un elicottero con pilota, in modo che potesse scattare loro le foto mentre volavano da Londra. “Nella mia foto più importante dei Queen, i Queen non si vedono”, avrebbe detto più tardi: “ma questo è anche la testimonianza di quanto fossero diventati grandi. E l’elicottero parlava per loro”. O’Regan, fotografo ufficiale del tour, ha firmato scatti sul palco e nel backstage in ogni città europea che i Queen hanno visitato quell’estate, incluse due serate allo stadio di Wembley a Londra, ognuna delle quali con 85.000 persone. Uno dei più famosi è il grandangolo di Freddie Mercury che indossa la sua famosa corona d’oro, un braccio alzato al cielo e il mantello regale drappeggiato sulle spalle.

In Italia nel 2020 il miglior film animazione agli Efa’Bunuel – Nel labirinto delle tartarughe’ da vera storia regista

10 dicembre 201912:29

– Uscirà in Italia nei primi mesi del 2020 “Buñuel – Nel labirinto delle tartarughe”, il film di Salvador Simó che ha vinto il premio per la Miglior Animazione Europea 2019 agli EFA – European Film Awards. Il film d’animazione, già pluripremiato in numerosi festival internazionali, tra cui l’Annecy International Animated Film Festival, è tratto dalla vera storia del maestro del cinema surrealista spagnolo Luis Buñuel (1900-1983).
Dopo essere stato allontanato dall’industria cinematografica francese, in seguito allo scandalo suscitato dal suo film “L’Age D’Or”, diretto nel 1930 insieme al celebre pittore Salvador Dalì, Luis Buñuel decide di documentare in un film la vita in una delle zone più povere della Spagna, Las Hurdes. Aiutato economicamente dal suo amico scultore Ramón Acín, dopo un’incredibile vittoria alla lotteria, il regista si imbarca in un’impresa complicata e sconvolgente. In una suggestiva combinazione di animazione ed estratti di immagini e musiche dall’opera filmica originaria, l’opera racconta un’avventura affascinante e drammatica, dalla quale emerge uno spaccato della vita del grande regista, alla ricerca di una sua libera espressione artistica.
“Buñuel – Nel labirinto delle tartarughe” tratto dal graphic novel di Fermín Solís “Buñuel in the Labyrinth of the Turtles” e diretto da Salvador Simó, scritto da Eligio Montero e Salvador Simó, prodotto da Sygnatia, The Glow, Submarine, Hampa Studio, Telemadrid, Canal Extremadura Tv, arriverà in selezionati cinema italiani con la Draka Distribution di Corrado Azzollini.

Casa Bellonci, i segreti dello Strega in un museo Lavori al via a gennaio. Franceschini, itinerari turismo colto

10 dicembre 201920:28

Casa Bellonci, anima del Premio Strega, luogo mitico della votazione della cinquina, diventa una casa Museo. L’appartamento romano che dal 1951 ha ospitato le riunioni degli Amici della domenica (la giuria del premio), dove sono passati Moravia, Flaiano e i grandi della letteratura italiana del secondo Novecento, con un patrimonio librario di 24 mila volumi e una collezione di opere pittoriche e grafiche di artisti come Mafai, Cagli, De Pisis, tornerà a splendere mantenendo l’aspetto originario, con nuove dotazioni tecnologiche. I lavori di ristrutturazione conservativa “cominceranno a gennaio 2020 e dureranno circa un anno” ha annunciato il direttore della Fondazione Bellonci, Stefano Petrocchi, nell’appartamento di Via Fratelli Ruspoli, a Roma, alla presenza del ministro dei Beni Culturali e del Turismo, Dario Franceschini.”Recuperare Casa Bellonci, questo luogo straordinario, unico, per trasformarlo in una casa museo è un’idea bellissima. In Italia c’è un grande bisogno, come è avvenuto in altri Paesi, di avere degli itinerari letterari che passino anche attraverso le abitazioni di grandi scrittori italiani e che consentano di puntare a un turismo colto, intelligente, che viene in Italia a cercare e rispettare la bellezza e di cui abbiamo bisogno” ha sottolineato il ministro. “E’ davvero una bella cosa che vorrei fosse capofila di un grande intervento di recupero. Io soffro ancora a pensare che, mi pare verso la fine degli anni Novanta, la casa di Giorgio Bassani , quella della famosa magnolia, fu venduta e oggi ci sono degli appartamenti. Era a 100 metri da casa mia, vedevo la mamma di Bassani camminare, andare a fare la spesa. Bassani giocava nei campi da tennis dietro casa mia con mio padre, con Antonioni” ha raccontato il ministro.Una volta finiti i lavori, “tornerà a essere anche la sede della prima votazione del Premio Strega, non sarà soltanto una casa museo” ci ha tenuto a dire il direttore della Fondazione, Stefano Petrocchi. E il presidente della Fondazione, Giovanni Solimine, in un videomessaggio ha sottolineato: “ci è sembrato importante che le testimonianze di un’intensa vita culturale conservate da Casa Bellonci non fossero riservate solo ai frequentatori abituali di questo luogo, ma fossero messe a disposizione di un pubblico più vasto. Ciò è possibile grazie al sostegno generoso di BPER Banca, che da anni affianca la Fondazione nelle sue attività, e a quello delle istituzioni nazionali e regionali che ci stanno aiutando nel valorizzare il patrimonio librario, artistico e documentario della Fondazione”.”I lavori costeranno complessivamente 75 mila euro: 35 mila euro vengono dalla Regione Lazio e il resto da Bper Banca” ha spiegato Petrocchi e precisato che “la cifra riguarda i lavori strutturali. I 24 mila volumi della biblioteca di Casa Bellonci, comprese moltissime preziose prime edizioni, saranno trasferiti durante i lavori alla Biblioteca Nazionale Centrale di di Roma”. L’architetto che se ne occuperà è Patrizia del Vescovo. “Siamo davvero orgogliosi che la Fondazione faccia parte degli Istituti Culturali del Lazio, una rete che raccoglie 43 luoghi in cui si tutelano e si raccontano l’arte, la letteratura, la storia, i territori e le tradizioni. Un patrimonio di immenso valore che la nostra amministrazione si sta impegnando a sostenere al meglio grazie a uno stanziamento di oltre 1 milione di euro nel 2019 destinato a lavori di ristrutturazione e acquisto di beni e attrezzature, ma anche al sostegno delle strutture e alla realizzazione di iniziative culturali” ha affermato il Capo di Gabinetto della Regione Lazio, Albino Ruberti. “La scelta di contribuire al progetto di ristrutturazione e musealizzazione di Casa Bellonci rafforza il nostro legame con la Fondazione in un’ottica di partneship ispirata a valori condivisi” ha sottolineato Stefano Rossetti, vice direttore generale vicario di BPER Banca che da anni sostiene il Premio Strega.”La Biblioteca Nazionale Centrale di Roma si occuperà sia della conservazione dei libri sia di effettuare un censimento conservativo dei materiali. Purtroppo come le opere d’arte i libri hanno subito dei processi di fotolisi, la luce ha danneggiato sia le copertine sia la composizione chimica della carta che si è annerita. Ci piacerebbe che le dediche ai Bellonci e le postille alle opere confluissero nel nostro portale nella sezione riservata alle dediche” ha spiegato il direttore della BNCR, Andrea De Pasquale. Del patrimonio artistico si occuperà la storica dell’arte e componente del Cda della Fondazione Bellonci, Raffaella Morselli che ha sottolineato: “gli oggetti della collezione sono cresciuti con la storia della casa. Goffredo era il vero appassionato d’arte”.

Peta Usa premia Save the duck come azienda dell’anno 2019Il brand di abbigliamento è stato scelto per i piumini ‘vegani’

10 dicembre 201913:32

– Il brand Save the duck è stato nominato dall’associazione animalista Peta Usa azienda dell’anno 2019. Il marchio è stato scelto e premiato – spiega una nota di Peta Usa – “per i suoi piumini ‘vegani’, per suoi capi caldi ed eleganti senza piume. Per aver espanso il mercato dell’outwear vegano di lusso in tutto il mondo ed aver risparmiato ad innumerevoli uccelli l’agonia di avere le loro piume strappate nella crudele industria dei piumini”. “Invece di usare piume nelle giacche, Save the Duck ha aperto la strada alla rivoluzionaria tecnologia di isolamento Plumtech. All’inizio di quest’anno, il brand con sede a Milano ha aperto il suo primo negozio in Asia – specificamente in Cina, il principale fornitore di piume al mondo – ed è stato il primo marchio di moda italiano a ottenere l’ambita certificazione B Corp, riservata ai “migliori performers a livello sociale e ambientale”. “Non capivo perché l’industria – spiega il fondatore dell’azienda Nicolas Bargi – continuasse a usare le piume nelle giacche. Avevo una coscienza”.
“Sotto tutti i punti di vista, l’abbigliamento di Save the Duck vola molto più in alto delle altre aziende di abbigliamento da esterno che pigre e poco creative, si affidano a pellicce e piume di animali maltrattati e macellati”, aggiunge la presidente Peta Ingrid Newkirk – Peta sta riconoscendo questa azienda sostenibile per i suoi piumini perfetti che dimostrano che il futuro della moda è vegano. Solitamente nell’industria dei piumini gli operai stringono gli uccelli tra le ginocchia quando sono ancora vivi, strappano manciate di piume mentre gli animali lottano e gridano per il dolore. Le penne degli animali vengono tirate così violentemente che la loro pelle si squarcia, lasciandole con ferite aperte che poi vengono cucite, senza dare agli animali alcun antidolorifico. Un’indagine della Peta in questo settore industriale in Cina ha documentato che i lavoratori delle aziende agricole connessi a società certificate sostenibili e responsabili hanno lasciato le oche e le anatre ferite a morire lentamente. Uccelli morti sono stati trovati in decomposizione in gabbie e stagni, altri sono stati gettati via come spazzatura”.

S. Cecilia, Dudamel malato, Gerts sul podio in tournèèNei concerti italiani a Torino, Brescia, Udine e Rimini

10 dicembre 201914:50

Il direttore venezuelano Gustavo Dudamel è costretto a rinunciare ai concerti per motivi di salute: il maestro estone Mihhail Gerts guiderà l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia nella tournée italiana che farà tappa a Torino (il 10 dicembre, al Lingotto), Brescia (l’ 11 al Teatro Grande), Udine (il 12 al Teatro Giovanni da Udine), e Rimini (il 14 al Teatro Galli). Nelle date in cartellone saranno proposti la Sinfonia dalla Semiramide di Rossini, la Sinfonia n. 2 di Schubert e la Sinfonia n. 1 di Brahms. L”opera di Rossini è famosa per essere l’ultima composta per i teatri italiani (1823), prima del trasferimento a Parigi, ma anche per la sua Sinfonia iniziale, considerata una delle più complesse ed elaborate che il compositore pesarese abbia mai scritto. Della Sinfonia n. 1 di Brahms. Il critico Eduard Hanslick nella sua recensione alla prima esecuzione di Vienna del 1876 aveva richiamato più volte il tardo stile di Beethoven, di cui la neonata composizione testimoniava la diretta continuità, mentre il celebre direttore Hans von Bülow la definì la «Decima di Beethoven». Infine, la Sinfonia n. 2 di Schubert, opera che manca dal cartellone ceciliano dal 1996, non fu mai eseguita quando l’autore era in vita. Acclamato dalla critica per la sua “straordinaria precisione”, Mihhail Gerts si è distinto per recenti debutti di con la Royal Liverpool Philharmonic, BBC Symphony Orchestra e Orchestre Philharmonique de Radio France e collabora regolarmente con orchestre come la RTÉ National Symphony Orchestra, la Sinfonia Varsovia, la National Philharmonic of Russia e la Estonian National Symphony Orchestra.

Piazza Fontana: ‘Io ricordo’, fiction Rai per 50/o strageGiovanna Mezzogiorno interpreta la figlia di una vittima

MILANO10 dicembre 201915:01

– “Io ricordo Piazza Fontana”, in onda su Rai1 in prima serata il 12 dicembre, 50/o anniversario dell’eccidio che causò 17 morti e oltre 80 feriti nel 1969 nella Banca Nazionale dell’Agricoltura a Milano, trae il titolo da un telegramma che la famiglia di Pietro Dendena, una delle vittime, inviò al Presidente della Repubblica dopo i tanti “non ricordo” dei politici italiani nel processo di Catanzaro.
La docufiction è prodotta da Rai Fiction e Aurora e sono Nicole Fornaro e Giovanna Mezzogiorno a interpretare il ruolo di Francesca, figlia di Pietro Dendena, da giovane e in età adulta.
Obiettivo è per la prima volta raccontare la strage dal punto di vista dei familiari delle vittime. Francesca, a 17 anni, lottò per fare chiarezza sui colpevoli con l’Associazione Famigliari Vittime di Piazza Fontana che confluì nell’Associazione delle Vittime delle Stragi. Testimonianze anche di Bruno Vespa, del prefetto Achille Serra, del magistrato Guido Salvini e dell’avvocato dei familiari Federico Sinicato.

Cinema: progetto Flashback fa rivivere filmati amatorialiHa collaborato a prima serie del film ‘L’Amica Geniale’

TORINO10 dicembre 201915:04

– Fare rivivere i filmati amatoriali del passato per riportare in vita immagini, ricordi e momenti storici. È l’obiettivo di Flashback, progetto sociale per il recupero della memoria audiovisiva. Un laboratorio di restauro e digitalizzazione in 4K di pellicole cinematografiche nei formati 8 mm, super8, 9,5 mm, 16 mm, creato grazie al progetto del Comune FaciliTo. Fornisce a privati cittadini, ma anche a istituzioni e aziende servizi ad alta professionalità “Siamo gli unici in Piemonte ad avere questa tecnologia che consente di digitalizzare anche film molto danneggiati. Il nostro non vuole essere solo un servizio, ma uno spazio aperto dove trovare insieme le soluzioni migliori”, spiega Paolo Rapallino, responsabile del progetto e socio di Zenit Arti Audiovisive, da cui è nata con una sorta di spin off Flashback.
Tra le attività svolte c’è la collaborazione all’ultima puntata del film L’Amica geniale e, per la seconda serie, in onda su Rai1 a inizio 2020, la realizzazione del trailer con pellicole super8.

Libri: NYT, “Effetto Ferrante” su scrittrici italiane”Scossone establishment letterario” tra premi e traduzioni

NEW YORK10 dicembre 201915:23

– Effetto Elena Ferrante: secondo il “New York Times”, le scrittrici italiane sono in ascesa e, grazie al successo dell'”Amica Geniale” e degli altri romanzi napoletani della sua elusiva autrice, stanno provocando uno scossone nell’ establishment letterario nazionale dominato dagli uomini.
“Scrittrici stano vincendo premi prestigiosi, vengono tradotte e vendono libri”, scrive il quotidiano americano, secondo cui questi risultati “hanno aperto un dibattito su cosa costituisce letteratura in un paese dove la virtuosità autoreferenziata viene spesso privilegiata rispetto alla narrazione, la risonanza emotiva e temi come il sessismo e i ruoli di genere”.
“Una volta eravamo piu’ riluttanti a scrivere di certi argomenti per non restare etichettate come ‘roba da donna'”, ha detto al “New York Times” Veronica Raimo, autrice del romanzo “Miden” tradotto quest’anno in inglese come “The Girl at the Door”. Secondo la Raimo, “l’idea era che storie raccontate da donne non potessero essere universali, ma questo sta cambiando”.
Tra le altre autrici protagoniste del cambiamento c’e’ anche Helena Janeczek, che dopo aver pubblicato libri per decenni, l’anno scorso e’ diventato la prima donna in 15 anni a vincere un premio Strega per “La ragazza con la Laica”.
E sempre il “Times” ricorda che negli ultimi due anni, romanzi di autrici donne hanno conquistato circa la meta’ delle classifiche dei top 20 italiani per la fiction, il doppio rispetto al 2017. Effetto Ferrante anche sul rinnovato interesse per i classici della letteratura al femminile: una nuova traduzione di “Lessico Familiare” di Natalia Ginzburg e’ uscita nel 2017 e altri tre romanzi sono stati ripubblicati quest’anno, due dei quali in nuove traduzioni. Stessa sorte per Elsa Morante, che la Ferrante ha citato come fonte di ispirazione, con una nuova traduzione del classico “L’Isola di Arturo”.

Morta Marie Fredriksson, la cantante dei RoxetteAveva 61 anni, era malata da tempo

11 dicembre 201907:30

Marie Fredriksson, la metà femminile del duo pop svedese Roxette, è morta all’età di 61 anni.Fredriksson formò i Roxette con Per Gessle nel 1986. I due pubblicarono il loro primo album lo stesso anno per poi raggiungere il successo internazionale alla fine degli anni ’80 e nei ’90.

L’artista è morta lunedì “per le conseguenze di una lunga malattia”. “È con grande dispiacere che dobbiamo informarvi della scomparsa di una delle più grandi e amate artiste”, ha dichiarato la sua agenzia di management.
Marie Fredriksson si ammalò nel 2002 e le fu diagnosticato un tumore cerebrale.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Gabinetto Vieusseux festeggia 200 anni
Presentato calendario di mostre, pubblicazioni e incontri

FIRENZE10 dicembre 201915:54

– Compie 200 anni, e festeggia con un calendario di eventi il Gabinetto Vieusseux di Firenze.
Fondato nel 1820 per volere di Giovan Pietro Vieusseux, ha attirato letterati come Stendhal, Gide e Dostoevskij ed è stato il luogo di incontro tra Leopardi e Manzoni. Ancora oggi è un centro di ricerca e studio: conserva più di 150 archivi.
Per celebrare i due secoli presentato un calendario di mostre, pubblicazioni e conferenze in programma il 2020 e il 2021. Tra gli eventi ‘Il Novecento negli autografi dell’Archivio contemporaneo’, esposizione con rarità archivistiche e bibliografiche di personalità quali Montale, Ungaretti, e Pratolini, ‘Scrivere e riscrivere. L’Archivio delle scrittrici del nuovo millennio’, ospiti tra le altre Michela Murgia e Silvia Avallone, ‘Sotto una buona stella. Giovan Pietro Vieusseux a Firenze’, incontri per approfondire momenti significativi della storia del Gabinetto e ‘1820-2020 storia di #10 parole’ per leggere il nostro tempo attraverso parole come cui Europa, migrazione, progresso ed educazione.

Papa Bergoglio, un film sulle sue origini di migrante italianoIn sala il documentario ‘Il nostro Papa’ di Spagnoli e Lupi

10 dicembre 201920:48

Arriva in sala con l’Istituto Luce il 16 e il 17 dicembre – in coincidenza con il compleanno del Pontefice (il 17 dicembre) – il film-documentario Il Nostro Papa, diretto da Marco Spagnoli e Tiziana Lupi. Una sorta dì mockumentary tratto dall’omonimo libro a firma della stessa Lupi che mette al centro di tutto la natura di migrante di Papa Bergoglio. Senza l’emigrazione della sua famiglia in Argentina, fa capire più volte il filmato, oggi in Vaticano non ci sarebbe nessun Papa Francesco. Una tesi, quest’ultima, che percorre tutto il documentario nello spirito che la storia si ripete sempre. Così quella parte d’Italia oggi che è intollerante verso la migrazione non sa di aver avuto degli antenati migranti che hanno subito la stessa intolleranza e pregiudizi. Il film intreccia allo stesso tempo immagini storiche, interviste, memorie pubbliche e private del percorso e del pontificato di Jorge Mario Bergoglio. Ci sono cosi materiali d’archivio (dell’Istituto Luce, degli archivi Vaticani e della Fondazione Ansaldo tra gli altri) e una parte di pura fiction con protagonista Iago Garcia (Il segreto, Non dirlo al mio capo) , un attore sulle tracce di quel Papa Bergoglio che deve interpretare. Tutto parte da Genova, dove si sono imbarcati verso l’Argentina milioni di italiani, con Massimo Minella esperto di storia delle migrazioni dall’Italia all’Argentina tra ‘800 e ‘900 che ci racconta questa storia poco conosciuta. Il nostro Papa ripercorre così la storia della famiglia Bergoglio a partire dalle sue origini italiane e dall’emigrazione in Argentina, che l’ha vista, tra l’altro, scampare a un terribile naufragio (quello della Principessa Mafalda). Nel docu poi anche più di un intervento del Papa, sempre sul tema emigrazione, nel segno di “quel perché loro e non noi” che indica come il nostro destino favorevole ci dovrebbe far riflettere. Il film – co-produzione tra Italia e Argentina, prodotta da Mario Rossini per Red Film e Antonio Cervi per Lazos de Sangre, in collaborazione con Rai Cinema – dovrebbe approdare su Raiuno il prossimo anno e sarà visto quanto prima dallo stesso Papa Bergoglio. “La nostra sembra una favola, ma è solo quanto accaduto alla famiglia di Francesco e allo stesso Papa, un uomo che per impegno e dedizione merita solo rispetto e attenzione, ma anche una sconfinata ammirazione per la sua semplicità e la sua determinazione a cambiare lo stato delle cose. Per i poveri, certo, ma anche per gli umili, gli offesi, i piccoli, i deboli, gli uomini e le donne che non godono della protezione di niente e di nessuno”, dicono Spagnoli e Lupi nelle loro note di regia. E ancora i registi: ‘È il racconto delle origini del Papa: una sorta di prequel ideale a quanto sappiamo o crediamo di conoscere di lui”.

Bill Cosby perde l’appello su condanna per violenza sessualeLa causa era basata su altre 5 testimoni dell’accusa

NEW YORK10 dicembre 201918:47

Bill Cosby ha perso l’appello sulla condanna per violenza sessuale. Una corte d’appello della Pennsylvania ha respinto la richiesta dell’attore di annullare la sentenza di primo grado che era basata sulla decisione del giudice di lasciare testimoniare altre cinque accusatrici. Gli avvocati di Cosby sostenevano che il magistrato aveva impropriamente permesso alle cinque donne di essere sentite nel nuovo processo dell’anno scorso, ma il tribunale ha affermato che la legge statale consente la testimonianza se questa mostra che Cosby aveva un modello ben determinato nel drogare e molestare le sue vittime. L’attore 82enne deve scontare una pena detentiva compresa tra i tre e i dieci anni per l’episodio avvenuto del 2004 nella sua casa di Filadelfia, che lui sostiene sia stato consensuale.

Last Christmas, lezioni pratiche per amarsiGeorge Michael colonna sonora film romantico con Emilia Clarke

10 dicembre 201920:49

Imparare a riamare se stessi per essere in grado di amare anche gli altri: è la lezione pratica scandita con humour e delicatezza, utilizzando come colonna sonora circa 15 canzoni (compreso un inedito) di George Michael da solista e con gli Wham! (a cominciare da quella evocata dal titolo), in Last Christmas di Paul Feig, commedia romantica delle Feste con Emilia Clarke e Henry Golding, in sala dal 19 dicembre con Universal. Un viaggio di sentimenti, che non si ferma alla classica storia d’amore infiocchettata dall’atmosfera natalizia ma che vuole parlare di “come usare il cuore, come vivere e come amare sé stessi” e di “come ci comportiamo, come ci prendiamo cura dell’altro” in un mondo moderno “in cui è così difficile non farsi distrarre” spiega nelle note di produzione la due volte premio Oscar Emma Thompson che del film è cosceneggiatrice (il soggetto l’ha scritto con il marito Greg Wise), oltre che coproduttrice e cointerprete. Un racconto costruito sulla stella emergente Emilia Clarke (Daenerys Targaryen, ‘madre dei draghi’ in Il trono di spade e eroina da dramma romantico nel campione d’incassi Io prima di te), nei panni di Katarina detta Kate che lavora (si fa per dire) come commessa, vestita da elfo, in un negozio di decorazioni natalizie sognando di diventare attrice. La ragazza, reduce da un’operazione molto seria, è alle prese con un periodo di piccoli ma continui disastri personali che la costringe anche a tornare a vivere in famiglia (i suoi sono immigrati in Gran Bretagna 25 anni prima dalla Ex Yugoslavia per sfuggire alla guerra). L’incontro con l’ottimista e ben più pacato Tom (Golding), porta Kate, fra incursioni su piste del ghiaccio, esplorazioni di giardini segreti e rifugi per senzatetto, a comprendere di dover cambiare prospettiva. Emma Thomspon (già fra i volti di un altro classico delle Feste, Love Actually) regala alcuni dei momenti più divertenti nei panni della ossessiva e autoritaria mamma della protagonista, Petra, che vive in una perenne atmosfera di dramma autoinflitto ed è terrorizzata dalla Brexit. Nel cast fra gli altri, anche Michelle Yeoh, nel ruolo della severa ma comprensiva proprietaria del negozio dove lavora Kate. Una bottega dove tra lucette per l’albero e vischio si può trovare proprio di tutto, da Bambin Gesù in scala 1:1 a gibboni giocattolo che cantano Last Christmas, a mini presepi alternativi in versione techno. L’idea base del film, ispirarsi a un evergreen degli Wham! Last Christmas era nata otto anni fa e George Michael, scomparso prematuramente nel 2016,era entusiasta dell’idea ma aveva posto come condizione proprio il coinvolgimento di Emma Thompson (che uno dei suoi due Oscar, l’ha vinto come sceneggiatrice di Ragione e sentimento) nel film. “George era un uomo molto gentile che amava l’idea della storia … – spiega Emma Thompson – e gli elementi di coscienza sociale in essa contenuti, perché ne era sempre molto coinvolto”. Dopo la morte del cantautore, l’amico d’infanzia e manager del musicista, David Austin ha spiegato ai realizzatori quanto fosse importante per George Michael il film e li ha incoraggiati ad andare avanti, permettendogli anche di utilizzare un brano inedito, ‘This Is How (We Want You To Get High)’.”Il film non è un musical ma le canzoni di George influenza tutta la storia – dice il regista Paul Feig -. Ci sono un paio di parti dove gli attori interagiscono con la sua musica e altre dove la musica guida o accompagna il racconto”.

Venere in fur riciclata e rimessa a modelloDoppia vita per la pelliccia da The Attico

10 dicembre 201917:04

– La nuova Venere in pelliccia di TheAttico, in linea con il concetto di upcycled, indossa pellicce vintage ricondizionate, a cui è stata data nuova vita dalle designers del marchio di abbigliamento, attraverso l’utilizzo di nuovi bottoni e di una nuova fodera, così come i cristalli Swarovski utilizzati sono di fatto delle rimanenze. Tutto ha un’aria retrò come le immagini e il video di Kinoproby, dove la modella sembra rivivere in un flashback. Call me back sussurra al telefono la ragazza pettinata in stile anni Quaranta, mentre sembra uscire da un vortice rosso e ipnotico.
Le scene notturne che abita sono ricordi di momenti che ha già vissuto o premonizioni di situazioni che sta per vivere. Eccola davanti ad una macchina, nel bosco, oppure intenta a camminare sulla moquette rossa dello stretto corridoio di un albergo.
Eccola di nuovo davanti ad un jukebox, indecisa sulla canzone da suonare. Venus in furs è la sua scelta, insolente. Infatti, indossa una pelliccia: un pezzo unico, parte di una selezione di sei oggetti unici, scelti personalmente dalle stiliste Gilda Ambrosio e Giorgia Tordini e rivisti in chiave The Attico: forme, fodere, bottoni. In piedi su tacchi a spillo ricamati, la donna è un tripudio di allure. Qualcosa, però, è diverso. Il cappotto che indossa, come i cristalli Swarovski leftover che adornano le sue scarpe, hanno avuto una vita precedente, proprio come i suoi ricordi. La filosofia di The Attico in questa speciale capsule collection rappresenta il secondo capitolo dedicato all’ esplorazione di materiali e tessuti upcycled, dopo la collaborazione con il brand di denim Re/Done. Sigilla il messaggio in Lipsynch matt, cherry pink: una speciale tonalità di rossetto sviluppata con il marchio eco-conscious La Bouche Rouge, contenuta in una custodia in pelle vegana.

Nike si tuffa nella “modest fashion”linea per nuoto oltre il burkina coincide con mostra a NY

NEW YORK10 dicembre 201917:12

– Mentre da San Francisco la grande mostra sulla “modest fashion” si prepara a volare a New York, la Nike si tuffa in piscina con una nuova collezione dedicata alle donne di fede islamica e ai loro comportamenti “pudici” quando si trovano in pubblico.
Al di là del puro stimolo fisico, ciò che rende speciale il nuoto e gli sport acquatici è la sensazione di connessione con l’acqua: la libertà dell’assenza di gravità, la pace della fluidità intorno a tutto il corpo. È con questo spirito che questa settimana Nike ha presentato la sua nuova linea Victory Swim Collection disponibile dal primo febbraio su nike.com e presso rivenditori selezionati in tutto il mondo. L’ispirazione iniziale e’ venuta dal feedback delle atlete al Nike Pro Hijab, il primo hijab sportivo professionale introdotto due anni fa.
“Più ascoltavamo, più vedevamo possibilità di aiutare le atlete in nuove dimensioni, progettando in modo inclusivo e per far si’ che sempre piu’ donne si sentano a proprio agio a praticare sport”, spiega Martha Moore, vicepresidente e direttore creativo Nike.
La collezione, che comprende il costume da bagno premium Nike Victory Full-Coverage completato da capi accessori per il nuoto quali Nike Victory Swim Hijab, Nike Victory Swim Tunic Top e Nike Victory Swim Leggings, introduce performance innovative nella linea di costumi da bagno pensate per le atlete che desiderano potersi muovere liberamente in acqua pur restando completamente coperte. Tra le tecnologie adottate, una e’ ispirata a come gli squali aprono la bocca mentre nuotano per contrastare la resistenza opposta dagli strati di tessuto al libero movimento nell’acqua.
Il lancio della linea Victory precede di poche settimane l’arrivo il 28 febbraio al Cooper Hewitt di New York dei una nuova edizione della mostra sulla “modest fashion” dei Fine Arts Museum di San Francisco: uno spaccato di diverse interpretazioni del lusso, della streetwear e della haute couture nel mondo islamico che l’anno scorso aveva messo in catalogo anche il Pro Hijab della Nike.

Musei: ‘il futuro dimenticato’ in 3D su progetti di BolognaDalla torri di Kenzo Tange alla Manifattura delle Arti

BOLOGNA10 dicembre 201917:35

– Il Pilastro, la Manifattura delle Arti, le torri di Kenzo Tange per un viaggio virtuale nei progetti urbanistici che hanno modellato la città di Bologna.
Nasce per raccontare la città e il suo progetto di futuro, le sue aspirazioni, le visioni dell’avvenire ‘Il futuro dimenticato’, la nuova sala del Museo della Storia di Bologna che ospita l’applicazione di realtà virtuale ideata da Fabio Roversi Monaco e Marco Roccetti, e progettata da Loop e WhatWeare.
Con l’utilizzo di visori, si ha accesso ad un ‘volo’ all’interno di un ambiente stilizzato e ricostruito in 3D, con voce narrante. Il primo percorso, ‘Il futuro realizzato’ (nel 2020 ne seguirà un altro) mostra tre progetti, a cominciare dalle torri di Kenzo Tange del fiera district. Poi la Manifattura delle Arti, nel vecchio porto sul canale Navile; infine il quartiere Pilastro, progetto di edilizia popolare in periferia inaugurato nel 1966.

Libri: “Buon compleanno Susanna” per festeggiare TamaroScrittrice dona a Fondazione pc di “Và dove ti porta il cuore”

ORVIETO10 dicembre 201918:05

– Sessantadue anni all’anagrafe, 30 di carriera e di vita nell’orvietano, 30 libri pubblicati: Susanna Tamaro si appresta a festeggiamenti importanti in occasione del suo compleanno, il 12 dicembre. “Buon compleanno, Susanna” è infatti l’evento in programma proprio quel giorno presso il Vetrya corporate campus di Orvieto, durante il quale, per celebrare le varie ricorrenze personali e professionali, la scrittrice consegnerà alla Fondazione Luca e Katia Tomassini, fondatori dell’azienda digital, il Mac originale del 1992 con il quale ha scritto il suo successo editoriale più conosciuto, ‘Va’ dove ti porta il cuore’.
L’appuntamento sarà seguito dal concerto della maestra Elisa Casasole.
“Quest’anno voglio condividere questa gioia con i miei lettori” ha scritto Tamaro ‘promuovendo’ l’evento sui social.
“Ci sarà un piccolo concerto – ha aggiunto – e poi vi racconterò un po’ di cose di questi 30 anni. E naturalmente ci sarà la torta”.
“Il computer è per uno scrittore non dissimile da quello che il pennello è per un pittore, o uno strumento musicale per un musicista” commentano Luca e Katia Tomassini. “Il nostro Corporate campus – aggiungono – è stato costruito con l’intento di diventare un punto di riferimento per il territorio in materia di innovazione, ed è per questo che siamo orgogliosi del fatto che una delle più grandi scrittrici italiane lo abbia scelto per celebrare la propria carriera. Il Macintosh che ha deciso di donare alla nostra Fondazione, con il quale è stato scritto il capolavoro ‘Va’ dove ti porta il cuore’, sarà il fiore all’occhiello delle nostre esposizioni museali, che intendono promuovere in ogni sua forma la cultura dell’innovazione, cuore pulsante dell’attività umana”.

Morta a 96 anni ‘donna’ Jolanda, mamma di Al Bano CarrisiI funerali domani pomeriggio a Cellino San marco

CELLINO SAN MARCO10 dicembre 201918:31

– La mamma di Al Bano Carrisi, ‘donna’ Jolanda, è morta oggi pomeriggio all’età di 96 anni nella sua casa di Cellino San Marco. Il cantante era molto legato alla mamma che spesso aveva coinvolto in interviste e servizi televisivi girati nella tenuta di famiglia. Per Al Bano la mamma era la colonna portante della sua vita, tanto da averla definita “la migliore donna e mamma del mondo”. I funerali si terranno l’11 dicembre i alle 16.00 nella chiesa madre di Cellino San Marco.

Ritrovato quadro a Piacenza, ipotesi Klimt rubato’Ritratto di signora’ spunta durante i lavori di ripulitura

PIACENZA10 dicembre 201918:37

– Potrebbe essere stato ritrovato il dipinto di Gustav Klimt ‘Ritratto di Signora’ rubato nel 1997 alla Galleria d’arte moderna Ricci Oddi di Piacenza.
Durante i lavori di ripulitura di un’edera che copriva una parete esterna della stessa Galleria, si è scoperta un’intercapedine chiusa da uno sportello, all’interno della quale c’era un sacco, con dentro il quadro. Una prima expertise, a quanto si apprende, avrebbe confermato che si tratta dell’opera rubata, una delle più ricercate al mondo. Sono in corso ulteriori analisi per certificarne l’autenticità.

Beyoncè in copertina su Elle, lancia Ivy Park-AdidasPer suo brand sportivo. Popstar parla anche di stress quotidiani

NEW YORK10 dicembre 201918:44

– Beyoncè è la star della copertina di Elle del prossimo numero di gennaio. L’occasione, tra le altre cose, è il lancio della collaborazione con Adidas per la sua linea sportiva. Ivy Park-Adidas debutterà ufficialmente il 18 gennaio e la popstar viene ritratta in una serie di scatti mentre indossa i capi della sua collezione. Appare in una serie di diversi contesti quotidiani come in lavanderia o al supermercato. In copertina è ritratta invece con una mise estremamente sensuale e con lunghe treccine.
Il suo brand ‘gender-neutral’ Ivy Park lanciato nel 2016 ha fatto di lei una delle donne più giovani nonché l’unica afro-americana ad avere il pieno controllo di un marchio ‘athleisure’ (abbigliamento sportivo indossato anche a lavoro, ndr). Durante l’intervista ad Elle Beyonce’ ha parlato anche dei suoi stress quotidiani come la difficoltà di far conciliare la carriera e il privato.
“Per me – ha detto – la cosa più stressante e bilanciare lavoro e privato. Fare in modo di essere per i miei bambini, accompagnare Blue a scuola, accompagnare Rumi e Sir alle loro attività, uscire con mio marito oppure essere a casa a cena con la mia famiglia. Tutto ciò è difficile mentre si manda avanti un’azienda”. Ha sottolineato anche che la domanda che più le dà fastidio è quando le chiedono se è incinta.

Leonardo: di nuovo esposto a Torino l’AutoritrattoNella Biblioteca Reale fino all’8 marzo 2020

TORINO10 dicembre 201918:47

– L’Autoritratto di Leonardo da Vinci sarà esposto fino all’8 marzo 2020 alla Biblioteca Reale nella mostra “Il tempo di Leonardo. 1452 – 1519”, organizzata dai Musei Reali. Presente fino all’estate alla Galleria Sabauda nella rassegna “Leonardo. Disegnare il futuro”, il ritratto ha dovuto rimanere per un po’ di tempo lontano dalla luce: il supporto cartaceo su cui è impresso, infatti, è delicato e ha bisogno di periodi al buio.
La nuova mostra ripercorre oltre sessant’anni di storia italiana ed europea. Il primo caveau, la Sala Leonardo, accoglie una selezione di opere di artisti italiani contemporanei a Leonardo, accanto al Codice sul volo degli uccelli. Nove disegni autografi del maestro vinciano accompagnano il celebre Autoritratto. La seconda sala presenta manoscritti miniati, incunaboli, cinquecentine, preziose carte geografiche antiche, disegni e incisioni, affiancati da un ricco corredo didascalico, per illustrare i personaggi e i principali eventi storici occorsi durante la vita di Leonardo.

Rina Lipa, sorella di Dua, in posa per Red ValentinoMa la18enne è in ascesa nel cinema

10 dicembre 201918:47

– L’attrice emergente Rina Lipa ritratta dalla famosa fotografa Sharna Osborne è la protagonista della nuova campagna per la primavera del marchio Red Valentino.
Nelle immagini Rina Lipa insieme alle modelle Celina, a Rina, Bo, e Zoe sono lasciate libere di esprimersi recitando, ballando e suonando in modo non convenzionale in una spazio che imita il teatro di una scuola. musica.
Con un’estetica immediatamente riconoscibile e una visione unica di ciò che significa catturare la figura umana, Sharna Osborne, nata in Nuova Zelanda e residente a Londra, ha creato un genere unico nel campo della fotografia della moda. La diciottenne Rina Lipa è conosciuta come la sorella minore della famosa cantante Dua Lipa. Vantando oltre 700.000 follower su Instagram, ora sta entrando sotto i riflettori come attrice emergente.

Nobel Letteratura, consegnato a Handke e TokarczukPremier Erdogan attacca, Nobel a razzista che nega Srebrenica

10 dicembre 201919:23

– Lo scrittore austriaco Peter Handke ha ricevuto, al Concert Hall di Stoccolma, il Premio Nobel per la Letteratura 2019. L’assegnazione delll’ambito riconoscimento dell’Accademia di Svezia ad Handke è stata accompagnata, fin dall’annuncio, lo scorso ottobre, da polemiche boicottaggi per le sue posizioni filoserbe e la sua partecipazione al funerale di Milosevic. Infuriate le Madri di Srebrenica e tra le defezioni quella ldi Peter Englund, membro dell’Accademia Svedese dal 2002. Il 10 dicembre è sceso in campo il presidente Erdogan che ha sottolineato: “Nella Giornata dei diritti umani, dare il premio Nobel per la Letteratura a un razzista che nega il genocidio in Bosnia Erzegovina e difende i criminali di guerra equivale a premiare le violazioni dei diritti umani” .
Consegnato anche il Nobel per la letteratura 2018 alla scrittrice polacca Olga Tokarczuk, dopo la mancata assegnazione per lo scandalo molestie che aveva travolto l’Accademia svedede l’anno scorso a Stoccolma i vincitori sul palco erano due.

Moda,Kristina Ti e Irreplaceable insiemeSpeciale ‘shop in shop’ per special edition Miami Tricolor

TORINO10 dicembre 201919:55

– Entrambe imprenditrici, mamme e torinesi. L’incontro fra Cristina Tardito ed Elisa Giordano era inevitabile. I loro marchi, Kristina Ti e Irreplaceable, sono del resto ispirati allo stesso tipo di donna: forte, sexy, indipendente.
La maglieria, caposaldo dei due brand di moda, costituisce il terreno comune per una collaborazione unica: una special edition del Miami Tricolor, iconico modello tricot di Irreplaceable Elisa Giordano, declinato in due diverse varianti con i colori tradizionali di Kristina Ti.
Per celebrare quest’unione verrà creato uno speciale “shop in shop”, con la presentazione della relativa Capsule collection, presso il flagship-store di Kristina Ti, nella centrale Maria Vittoria, a Torino. L’inaugurazione domani, mercoledì 11 dicembre, alle ore 16, con un evento esclusivo.

Piazza Fontana: Libri, Bettin-Dianese, la Strage degli InnocentiPerchè è senza colpevoli

10 dicembre 201920:18

– LA STRAGE DEGLI INNOCENTI, DI GIANFRANCO BETTIN, MAURIZIO DIANESE (FELTRINELLI- PP. 256 – EURO 17).
Alla fine degli anni sessanta, nel triangolo fra Padova, Treviso e Venezia abitano alcuni degli uomini più feroci del terrorismo italiano. Hanno un disegno: spargere terrore per instaurare un regime militare autoritario, proprio come era accaduto in Grecia con il golpe dei colonnelli.
Alle 16.37 del 12 dicembre 1969, a Milano, sotto il grande tavolo al centro della sala aperta al pubblico della Banca nazionale dell’agricoltura esplode una bomba. Diciassette persone muoiono. Centinaia rimangono ferite. Da allora sono passati anni di inchieste e decine di sentenze. Di questa strage sappiamo molto, anche se un colpevole manca.
Maurizio Dianese e Gianfranco Bettin hanno lavorato sulle carte delle indagini e dei processi, hanno intervistato protagonisti e testimoni e sono andati nei luoghi di questa lunga storia, per gettare un po’ di luce sullo spazio in cui hanno agito e si sono a lungo nascosti alcuni dei suoi personaggi principali. Chi sono gli ideologi e gli esecutori della stagione feroce in cui il rischio di perdere la nostra “democrazia difficile”, come la definì Aldo Moro, è stato altissimo? Questo è un viaggio nel capitolo più buio e violento della storia italiana, nel quale la violenza dell’estrema destra di Ordine nuovo, l’Ufficio Affari riservati del ministero dell’Interno, i servizi segreti militari, le stragi, gli omicidi e la strategia della tensione sono i tasselli che ancora oggi la giustizia non è riuscita a comporre nel quadro definitivo della verità processuale.

Beni culturali: Ascoli si candida per nuova SoprintendenzaSindaco Fioravanti scrive a Franceschini

ASCOLI PICENO10 dicembre 201920:35

– “La città di Ascoli Piceno è pronta a ospitare la Soprintendenza delle Marche Meridionali”.
Lo annuncia il sindaco Marco Fioravanti. “In merito alla lodevolissima intenzione del ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini di istituire una Soprintendenza dedicata al territorio delle Marche Sud, competente per le province di Ascoli, Fermo e Macerata – spiega -, come Amministrazione Comunale ci siamo immediatamente attivati recapitando una lettera al ministro stesso nella quale sono state evidenziate le principali specificità che possono concorrere a candidare Ascoli come sede ideale della nuova Soprintendenza. La città, inserita nel cratere del terremoto, può vantare uno straordinario tessuto artistico e culturale”. Fioravanti cita i teatri, i resti archeologici, la sezione del Museo Nazionale Archeologico, la Facoltà di Architettura, il Corso per la Diagnostica dei Beni Culturali e la rete dei Musei Civici. La città sarà inoltre capofila di due progetti culturali”.

Segre: nuova edizione ‘La memoria rende liberi’ con MentanaDiritti andranno alla Fondazione Opera San Francesco

10 dicembre 201920:43

– Esce in libreria una nuova edizione con testi inediti di ‘La memoria rende liberi’ di Liliana Segre ed Enrico Mentana. Su espressa richiesta degli autori, tutti i diritti maturati saranno devoluti alla Fondazione Opera San Francesco per i Poveri Onlus. La casa editrice Rizzoli si impegna, allo stesso modo, a versare alla suddetta Fondazione parte del ricavato proveniente dalle vendite della presente edizione.
Enrico Mentana raccoglie le memorie di una testimone d’eccezione in un libro crudo e commovente, ripercorrendo la sua infanzia, il rapporto con l’adorato papà Alberto, le persecuzioni razziali, il lager, la vita libera e la gioia ritrovata grazie all’amore del marito Alfredo e ai tre figli. Un racconto emozionante su uno dei periodi più tragici del secolo scorso che invita a non chiudere gli occhi davanti agli orrori di ieri e di oggi, perché “la chiave per comprendere le ragioni del male è l’indifferenza: quando credi che una cosa non ti tocchi, non ti riguardi, allora non c’è limite all’orrore”.
Liliana ha otto anni quando, nel 1938, le leggi razziali fasciste si abbattono con violenza su di lei e sulla sua famiglia. Discriminata come “alunna di razza ebraica”, viene espulsa da scuola e a poco a poco il suo mondo si sgretola: diventa “invisibile” agli occhi delle sue amiche, è costretta a nascondersi e a fuggire fino al drammatico arresto sul confine svizzero che aprirà a lei e al suo papà i cancelli di Auschwitz.
Dal lager ritornerà sola, ragazzina orfana tra le macerie di una Milano appena uscita dalla guerra, in un Paese che non ha nessuna voglia di ricordare il recente passato né di ascoltarla.
Dopo trent’anni di silenzio, una drammatica depressione la costringe a fare i conti con la sua storia e la sua identità ebraica a lungo rimossa. “Scegliere di raccontare – si legge nel libro – è stato come accogliere nella mia vita la delusione che avevo cercato di dimenticare di quella bambina di otto anni espulsa dal suo mondo. E con lei il mio essere ebrea”.

Ritrovato quadro a Piacenza, sarebbe un Klimt rubato’Ritratto di Signora’ rimasto nascosto per 22 anni a pochi metri

PIACENZA10 dicembre 201920:45

Era uno dei quadri rubati più ricercati del mondo. Ma dopo un furto rocambolesco alla vigilia di una mostra, il ‘Ritratto di signora’ di Gustav Klimt potrebbe essere rimasto nascosto per 22 anni e 9 mesi in un’intercapedine su un muro esterno del museo, la Galleria Ricci Oddi di Piacenza, da dove è stato rubato. Senza che nessuno se ne accorgesse e senza che chi lo aveva rubato andasse a prenderselo.
Anzi, la tela ha rischiato seriamente di finire fra i rifiuti quando un addetto ai lavori di pulizia dello spazio esterno lo ha trovato, chiuso dentro un sacco nero, in una cavità protetta da uno sportello in lamiera che nel frattempo era stata nascosta dall’edera. Nei prossimi giorni analisi più approfondite diranno una parola definitiva sulla sua autenticità, ma una prima expertise ha confermato che si tratta proprio di quel dipinto: nella parte posteriore vi sono infatti anche i timbri delle esposizioni in cui l’opera era stata esposta in passato.
Il furto della ‘Signora’ fu, nel febbraio 1997, una storia da film che finì sui giornali di tutto il mondo: del furto ci si accorse il 22 febbraio, ma probabilmente avvenne qualche giorno prima, nella confusione del trasloco di parecchi dipinti per una mostra a Palazzo Gotico dedicata proprio a Klimt. Un ritardo che causò una grave danno alle indagini.
Si avanzarono le tesi più varie e fantasiose, specie dopo che fu trovata la cornice, smontata, nello sgabuzzino di un lucernario: ci fu chi pensò a ladri acrobati, chi suppose che il dipinto fosse uscito tranquillamente dalla porta principale, approfittando del trambusto di quei giorni.
Dalla sala in cui era esposto (era ovviamente il pezzo più importante della pinacoteca) aveva fatto solo poche decine di metri, andando a finire nell’intercapedine appena fuori dalla porta del museo. Probabilmente doveva essere, nell’intenzione di chi l’ha rubato, un nascondiglio temporaneo: poi, però, forse anche per l’attenzione mediatica, la sorveglianza delle forze dell’ordine e il rischio di ricettare un’opera divenuta così celebre, i ladri potrebbero non essere mai tornati a riprenderselo.
Nel corso degli anni si sono alimentate voci e leggende su questo quadro che ne hanno alimentato il mito: dalla possibilità che fosse stato usato per riti satanici o che fosse finito in un fantomatico ‘tesoro di Craxi’ nascosto in Tunisia.
Inizialmente furono indagati gli allora custodi della Galleria, ma la loro posizione fu ben presto archiviata dal gip per mancanza di prove. Nel 2016 l’inchiesta fu riaperta dopo il ritrovamento di una traccia di dna sulla cornice, ma non ci furono particolari sviluppi.
Ora il colpo di scena che potrebbe acclarare che il dipinto, uno dei più ricercati del mondo, non si è mai mosso dalla Ricci Oddi. Ma per dirlo con certezza serviranno altri accertamenti degli inquirenti. Che proveranno anche a far chiarezza sui tanti lati oscuri di una vicenda apparentemente assurda.

Lewis Capaldi ospite al festival di SanremoIl brano Someone You Loved è da tre settimane al vertice della classifica singoli in America

12 dicembre 201910:06

E’ Lewis Capaldi il primo ospite internazionale del Festival di Sanremo (4-8 febbraio). Lo confermano fonti Rai. L’artista rivelazione scozzese, 23 anni, con il suo album di debutto Divinely Uninspired to a Hellish Extent, pubblicato nel 2019, disco più venduto dell’anno in Gran Bretagna, ha collezionato 1,5 milioni di copie vendute nel mondo e 2,6 milioni di stream. A dare il via al successo, il brano Someone You Loved, disco di platino in 20 Paesi (80 milioni di views per il video) e candidato ai prossimi Grammy Awards nella categoria Song of the Year.Il brano Someone You Loved è da tre settimane al vertice della classifica singoli in America: era dal 2016 che un artista britannico non raggiungeva la vetta della top ten Usa. Il successo del primo singolo è stato confermato dal successivo Hold Me While You Wait e dal singolo Bruises.A sostenere questo ragazzone scozzese, passato in poco tempo dal cantare nei club di Glasgow ad esibirsi sui palchi di tutta Europa (come Glastonbury) sono stati tanti amici artisti, che gli hanno dato la possibilità di farsi conoscere come supporter dei loro tour (Ed Sheeran, Sam Smith, i Bastille, Rag’n’ Bone Man e Niall Horan). Capaldi è stato anche ribattezzato l'”hardest working artist of 2019″ grazie ai 195 show tenuti quest’anno in 23 paesi (68 concerti in UK e 127 nel mondo).

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Melania Mazzucco racconta l’architettrice
La sorprendente storia dell’artista del ‘600 Plautilla Bricci

11 dicembre 201909:52

Grazie alla testimonianza dell’autore della scritta, sappiamo che ”da qualche parte, tra le fondamenta di Villa Benedetta c’è ancora la lamina di piombo che reca scritto il nome di chi la disegnò, la progettò e la costruì”: Plautilla Bricci, architettrice appunto della villa detta del Vascello sul Gianicolo nel 1663. Di lei, per secoli, non si è saputo più nulla. Una donna, allora, non poteva avere rilevanza e tanto meno fama e riconoscimento, così sarebbe difficilissimo trovare citazioni che la riguardino (pur avendo quadri esposti ai Musei Vaticani), almeno sino a una monografia di soli due anni fa, firmata da Consuelo Lollobrigida (Gangemi, pp. 190 – euro 20,40), quando Melania Mazzucco vi lavorava da oltre dieci anni, dai tempi in cui fu incuriosita da alcune notizie su questa donna mentre faceva ricerche per i suoi libri sul Tintoretto, a cominciare dal romanzo ”La lunga attesa dell’angelo”, e, a proposito della figlia di questo Marietta, sulle artiste donne del passato.
Dopo alcuni importanti romanzi molto belli nati dalla cronaca dei nostri giorni, ecco che la scrittrice premio Strega con ”Vita” nel 2003 è tornata a una narrazione storica di sorprendente ricchezza e densità, tutta in bilico tra saggio e romanzo, tra storia e invenzione, che è rilevante, data la mancanza di dati e documenti, e resa viva dall’intento di ridare un’anima, dei sentimenti, un carattere a Plautilla, cresciuta nella Roma seicentesca popolare e papalina di Borgo, che in queste pagine prende fascinosamente vita. Una Roma in cui ha grande rilevanza la divisione in classi, in cui il potere ecclesiastico si sente forte e può diventare violento: si veda il racconto fatto al giovane Giovan Francesco Romanelli da Giovanni Briccio, padre di Plautilla. Da ragazzina gracile e malaticcia si crede poco amata e sarà invece la prediletta, quella educata a essere diversa, scrivendo per lei i libri di studio che non ci si può permetter di comprare, a avere coscienza di sé, a sviluppare il suo dono d’artista, di pittrice. Quest’uomo infatti, figlio di un materassaio, è anche lui un artista eclettico e un intellettuale, pittore devoto al Cavalier d’Arpino sino a diventar fuori moda e essere dimenticato quando cambieranno i gusti, ma anche attore e autore di testi teatrali di grande popolarità ma che poco gli rendono.
Contano, nella vita di Plautilla, il fratello Basilio che le è spesso accanto, la bella sorella Albinia, e poi una suora carmelitana pittrice, Eufrasia Benedetti, che sarà il tramite col proprio fratello, l’Abate Elpidio, che diverrà uomo della sua vita in tutti i sensi pur nel continuo perdersi e ritrovarsi. Lui finisce tra l’altro importante figura a Parigi nell’entourage del Cardinal Mazzarino e poi inviato a Roma di Luigi XIV, dove darà all’amata gli incarichi prestigiosi e di cui riusciamo a saper qualcosa: un palazzo da ristrutturare per Elpidio stesso, poi la cappella in San Luigi de’ Francesi che ospita i tre Caravaggio, infine appunto la grande villa barocca del vascello a san Pancrazio, che sembra proprio una nave e che resterà distrutta dalle cannonate francesi durante l’estrema difesa della Repubblica Romana nel 1849 che, saltando quasi due secoli, è un po’ la conclusione del romanzo.
Un romanzo, quindi, molto ricco di storie, invenzioni, ricostruzioni, frutto di lunghe ricerche (di cui una nota finale dà notizie), che riesce a immetterci, tra miserie e grandezze, nella vita sociale, storica e culturale della Roma di quegli anni, ma anche in quella artistica assai ricca e ci introduce, attraverso i grandi autori alla pittura dell’epoca col suo mutare di stili, citando rari documenti e brani letterari, ma soprattutto ci coinvolge grazie alla vivida figura della protagonista, che grazie alla forza della letteratura trova quella verità di fatti e d’essere andati perduti, ridando proprio posto e valore a Plautilla, attraverso la quale Melania Mazzucco riscatta tutte le donne artiste volutamente dimenticate, anche se oggi si è cominciato ad andare a ritirarle fuori dal buio in cui sono sepolte. Non a caso forse si cita di sfuggita anche la Gentileschi, quella ”Artemisia” con cui Anna Banti nel 1947 fu anticipatrice di tante letterarie reinvenzioni e rivalutazioni.

Renoir, maestro di vita e coloreIl ritratto del pittore nel volume antologico cura di Monia Rota

11 dicembre 201919:54

AA.VV., IL GRANDE RACCONTO DI RENOIR, a cura di Monia Rota (Edizioni della Sera, pp. 200, 15 euro).
Difficile non perdersi nei giochi di luce, i colori vibranti, nelle figure eteree e umanissime, e le particolarissime, affascinanti atmosfere, quasi sospese nel tempo eppure così reali, dei suoi quadri: a 100 anni dalla morte, Pierre-Auguste Renoir continua a ispirare nuove appassionanti storie, come quelle narrate nel libro “Il grande racconto di Renoir” (Edizioni della Sera). A cura di Monia Rota, il volume antologico rievoca attraverso le parole degli autori tele immortali come “Il palco”, “La passeggiata”, “La colazione dei canottieri”, restituendone il cromatismo, ma anche tutte le tematiche sociali e psicologiche care a Renoir e agli altri “colleghi” Impressionisti tra il 1800 e il 1900, anche con l’obiettivo di documentare l’impegno dell’artista nella diffusione di un linguaggio nuovo, più moderno. Non mancano nei racconti presenti nel testo la gioia di vivere e la passione per il divertimento del grande pittore, nonché il fascino della vita quotidiana e della bellezza della natura.

Reggia Caserta: principio d’incendio in locale-guardarobaAl piano terra, è in gestione ad associazione temporanea imprese

11 dicembre 201910:39

– Un incendio di ridotte dimensioni si è sviluppato un uno locale usato come guardaroba al piano terra della Reggia di Caserta. Sul posto i vigili del fuoco che hanno prontamente spento le fiamme.
Il locale – fanno sapere dalla Direzione del monumento borbonico – è dato in gestione a Civita, associazione temporanea di imprese che gestisce la biglietteria della Reggia.

La prima dell’Opera Roma: applausi ai ‘Vespri’ di Verdi, pubblico diviso sulla regiaOvazione per il maestro Daniele Gatti, consensi e buu alla regista argentina Carrasco

11 dicembre 201911:17

Il Verdi monumentale ma poco rappresentato per una apertura in grande della nuova Stagione del Teatro dell’ Opera di Roma. ”Les vêpres siciliennes’, dramma complesso del compositore di Busseto su libretto di Eugène Scribe e Charles Duveyrier, ha inaugurato tra grandi applausi il cartellone 2019-2020 la sera del 10 dicembre. Il pubblico ha tributato una lunga ovazione al maestro Daniele Gatti, direttore musicale alla sua prima prova sul podio del Teatro Costanzi, che ha guidato con grande efficacia la straordinaria esecuzione dell’ orchestra. Ottima la prova del cast di voci. Pubblico diviso, invece, tra i buu delle logge e i consensi della platea sulla messa in scena della giovane regista argentina Valentina Carrasco. Tra gli interpreti, apprezzamenti sono andati in particolare a Roberto Frontali (Monfort), John Osborn (Henri), Roberta Mantegna (Hélène) e a Michele Pertusi (Procida). Lo spettacolo – proposto nella versione integrale in cinque atti, in francese, oltre tre ore di musica più due lunghi intervalli – mancava dal cartellone dell’ Opera di Roma dal 1997 e in precedenza è stato presentato solo tre volte, nel 1940, 1956 e 1964 ma in italiano . E’ il primo dramma composto da Giuseppe Verdi per l’ Opèra di Parigi e ebbe la sua prima rappresentazione nel 1855 nella capitale francese. Il soggetto consentiva vaste scene di massa, quadri grandiosi e danze, elementi tipici del grand-opéra parigino. Il pubblico che ha occupato i 1400 posti del Costanzi ha apprezzato apertamente la scelta di una proposta che ha richiesto lo spiegamento di tutte le energie del Teatro dell’ Opera- 300 persone sul palcoscenico, ha precisato il sovrintendente Carlo Fuortes -, dall’ orchestra, al coro, all’ intero corpo di ballerini protagonista della scena del Ballo delle Stagioni che per mezz’ ora occupa il terzo atto. Belle le scenografie di Richard Peruzzi. Nell’ allestimento per l’ apertura della nuova Stagione dell’ Opera di Roma, la regista ha tralasciato il contesto storico e geografico originario ambientando la vicenda tra blocchi di pietra per puntare sul concetto universale dell’ oppressione, dell’ abuso di potere che può materializzarsi ovunque. E, dunque, non un’ epoca lontana, non la Sicilia medioevale che si ribella ai francesi. I temi al centro dell’ attenzione danno forma a storia senza tempo in cui l’ elemento più interessante – ha spiegato Carrasco – non è tanto la rivolta, appena accennata da Verdi, quanto la paura degli invasori. In questo quadro, assume un peso particolare il confronto-conflitto che anima il governatore Monfort dopo la scoperta che il ribelle Henri è in realtà suo figlio, frutto di una violenza sessuale, al quale garantisce che risparmierà i rivoltosi solo se il giovane acconsentirà a chiamarlo ‘padre’. Del resto lo stesso Gatti, nel presentare l’ opera, ha messo in luce la duplice chiave di lettura del lavoro verdiano, quella politica per i moti antifrancesi nella Palermo del 1282, e l’ aspetto intimo e privato dei personaggi, primo tra tutti, appunto, Monfort, combattuto tra la ragion di stato e l’ affetto per il figlio ritrovato, che gli fa riscoprire sentimenti dimenticati e concepire la stessa idea del potere in modo nuovo. Su tutto domina la grande musica di Verdi che dà colore e profondità alle scene corali ai come i duetti intensi, tratteggiando gli sviluppi dell’ intreccio. Una prima contestazione dalle logge aveva preso di mira la scena suggestiva del balletto con il ‘rito purificatorio’ delle ragazze che si lavano e giocano a lanciarsi acqua quasi a voler rimuovere le tracce delle violenze e degli abusi subiti da parte delle truppe di occupazione. Dopo gli applausi che hanno coronato la serata, artisti, mecenati, sostenitori e un elenco selezionato di personalità si sono ritrovati nella cena di gala per 250 invitati nel laboratori di scenografia e costumi. Lo spettacolo si replica fino a domenica 22 dicembre.

A Parma Salvator Dalì a trent’anni dalla morteFollia e genio di un artista tra più influenti del Novecento

PARMA11 dicembre 201911:40

– A trent’anni dalla sua scomparsa, una mostra celebra alla galleria Art&Co di Parma, dal 14 dicembre al 28 febbraio, la figura di Salvator Dalì in un percorso fra scultura e pittura, raccontando con oltre venti opere follia e genio di uno degli artisti più influenti e profondi del ‘900.
‘Salvator Dalì 30 Years after the Genius’ presenta una parte significativa della memoria e del suo testamento artistico, attraverso opere quali l’orologio de ‘La persistenza della memoria’ o la figura di ‘Alice in wonderland’ di Lewis Carroll, molto cara a Dalì perché strettamente legata al tema del sogno, dell’onirico e del surreale. Non manca un omaggio all’amatissima Gala e al surrealismo stesso, con il ‘Surrealism King’, così come riferimenti alla mitologia classica o ai tarocchi. Il genio catalano ha fatto di se stesso un’opera d’arte vivente: lui stesso era una sua creazione. Art&Co proporrà inoltre l’inserimento di sculture monumentali di Dalì nel contesto cittadino nell’ambito di Parma 2020 Capitale della Cultura.

Zavattini, il viaggio come impegnoRitratto inedito su ruolo e fortuna dell’artista all’estero

11 dicembre 201911:53

– La ricchezza vivida delle idee mai disgiunta dall’impegno; lo sguardo “neorealista” capace di andare oltre le apparenze della realtà attraverso il cinema, la letteratura, il pensiero; il viaggio inteso come scoperta ma anche come occasione di diplomazia culturale. Sarà un ritratto inedito quello offerto dalla mostra “Zavattini oltre i confini.
Un protagonista della cultura internazionale”, in programma a Reggio Emilia negli spazi di Palazzo Da Mosto dal 14 dicembre al 1 marzo, che racconta al pubblico non solo lo spirito eclettico ma soprattutto il ruolo rivestito all’estero da Cesare Zavattini.
Il progetto, che prende vita nel trentennale dalla morte dell’intellettuale di Luzzara, ha richiesto ben 2 anni di lavoro da parte di uno “staff multidisciplinare composto da 12 studiosi per approfondire, accanto all’attività svolta da Zavattini nei diversi ambiti artistici, la sua capacità di intessere relazioni straordinarie anche al di fuori dall’Italia”, ha detto in un’intervista Alberto Ferraboschi, curatore della mostra.
Il percorso, sviluppato in 9 sale come un lungo viaggio seguendo i Paesi visitati da Zavattini – dalla Francia alla Spagna, dall’Americano Latina agli Usa all’Europa orientale fino all’Africa – si compone di immagini fotografiche, carte originali, libri, video, manifesti, annotazioni autografe, ma anche di dettagli che restituiscono l’uomo, come il basco, la macchina da scrivere, la borsa da viaggio.
Promossa dalla Fondazione Palazzo Magnani, Regione Emilia-Romagna-IBC, Comune di Reggio Emilia e Archivio Cesare Zavattini, la mostra prevede anche una corposa attività didattica per far conoscere ai bambini e ai ragazzi delle scuole la fondamentale e attualissima figura di Zavattini.

Buonvino maestro del Concertone di MelpiganoCompositore per Elisa, Skin e colonne sonore, anche serie Medici

MELPIGNANO (LECCE)11 dicembre 201911:57

– Sarà Paolo Buonvino il maestro concertatore della Notte della Taranta 2020: il compositore siciliano dirigerà l’Orchestra Popolare il 22 agosto nel Concertone di Melpignano che celebra la pizzica salentina.
Buonvino è in Salento per un primo incontro con i musicisti e una visita nei paesi della Grecìa salentina. La decisione è una nuova sfida per la Fondazione che punta alla commistione tra linguaggio popolare e colto, la stessa che ha portato Buonvino a comporre hit di successo come ‘Renaissance’ per Skin, colonna sonora della serie ‘I Medici’ e in passato ‘Eppure Sentire’ interpretata da Elisa, ‘Baciami ancora’ di Jovanotti, ‘Tutto può succedere’ con Giuliano Sangiorgi; è stato premiato anche con il David di Donatello come miglior musicista 2008 per il film Caos Calmo.
“Ho voluto che questa avventura cominciasse molto presto – ha detto Buonvino incontrando l’Orchestra – perché l’incontro con i musicisti, studiosi e professionisti potesse essere il più approfondito e intenso possibile”.
Al temine della prima sezione di prove con l’Orchestra Popolare, venerdì 13 dicembre alle 12 nella sede della Fondazione a Melpignano (Lecce), il maestro Buonvino presenterà il tema dell’edizione 2020 con il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e l’assessore alla cultura Loredana Capone.
“Abbiamo chiesto a Buonvino di celebrare la nostra epoca proiettandola nel futuro, fondendo sonorità del passato a ritmi e arrangiamenti che esprimano la profondità e la passione della Notte della Taranta e dei suoi protagonisti”, sottolinea il presidente della Fondazione, Massimo Manera, rilevando che “la programmazione pluriennale consente al maestro di lavorare sul Concertone per nove mesi. La scelta di un compositore è infatti determinata dalla volontà di consegnare al pubblico un’opera che sia frutto di una ricerca musicale sul campo”.

A teatro, Solfrizzi è Federer, Dix come BorgesTorna Priscilla, la regina del deserto; Enia racconta L’abisso

11 dicembre 201912:48

– “L’operazione – Lo spettacolo da vedere per forza!” di Rosario Lisma e il ritorno “Priscilla, la regina del deserto” in musical, entrambi a Roma; Davide Enia e il racconto su “L’Abisso”, dal suo romanzo “Appunti per un naufragio”, ancora nella capitale, e Gioele Dix nei panni di Borges in “Cita a ciegas” di Mario Diament, diretto da Andrée Ruth Shammah, a Milano. E poi, “L’angelo di Kobane” di Henry Naylor, con Anna Della Rosa tra l’incubo dell’Isis, a Genova, ed Emilio Solfrizzi nuovamente “Rorger” (Federer) per Umberto Marino tra Montecchio Maggiore (VI) e San Martino Buon Albergo (VR): sono alcuni degli spettacoli teatrali in scena nel prossimo week end.

Palazzo Barberini cambia volto per raccontare il ‘60010 sale restaurate, nuovo percorso tra Caravaggio,Tiziano e Reni

11 dicembre 201913:21

– Un nuovo percorso espositivo circolare, che valorizza i capolavori di una collezione unica, da Caravaggio a Tintoretto, da Reni a Carracci e Tiziano, e che racconta molto anche della splendida complessità di uno dei palazzi storici più belli della Capitale: si respira aria nuova a Palazzo Barberini, che continua il suo processo di rinnovamento con la riapertura di ben 10 sale situate nell’Ala nord del piano nobile, dopo il restauro dei mesi scorsi dell’Ala sud. L’inaugurazione ci sarà il 12 dicembre, con un’apertura straordinaria a partire dalle 18, per celebrare un restauro ragionato che ha interessato le strutture architettoniche, l’impianto di illuminazione, la grafica e gli apparati didattici lungo un’area di 550 mq. Un allestimento completamente ripensato, dunque, a cura della direttrice Flaminia Gennari Santori, con Maurizia Cicconi e Michele Di Monte (su progetto di Enrico Quell), con ambienti diversi e nuove modalità di fruizione, per proporre al pubblico la possibilità di una visita più consapevole (sono state cambiate le didascalie, con spiegazioni più lunghe, e predisposti nuovi pannelli, anche dedicati a una singola opera): il percorso sarà caratterizzato da un ritmo discontinuo e dalla possibilità di comprendere la relazione che lega i prestigiosi e imponenti saloni ai corridoi e ai vari ambienti dell’edificio, con i quadri che fungono da raccordo per esaltare il racconto del palazzo stesso.

Tornano in libreria le memorie di Licia PinelliRaccolte nel volume-intervista di Piero Scaramucci

11 dicembre 201913:25

– LICIA PINELLI-PIERO SCARAMUCCI, ‘UNA STORIA QUASI SOLTANTO MIA’ (FELTRINELLI, PP. 224, 9.50 EURO) “Uno Stato che non ha il coraggio di riconoscere la verità è uno Stato che ha perduto, uno Stato che non esiste”. Sono le parole di Piero Scaramucci (giornalista, storico fondatore e direttore di Radio Popolare, scomparso nel settembre scorso).
Torna in libreria per Feltrinelli ‘Una storia quasi soltanto mia’ (prima edizione 1982 per Mondadori) che Piero scrisse raccogliendo le confidenze di Licia (oggi 91 anni), vedova dell’anarchico Giuseppe Pinelli, incolpato della strage di piazza Fontana e poi morto precipitando dalla finestra della questura a Milano durante gli interrogatori per la strage. Un libro-intervista in cui si svelavano le trame dietro la strage e gli anni bui che ne seguirono.
“Questa è la storia che Licia Pinelli mi raccontò agli inizi degli anni Ottanta. Era rimasta appartata, quasi silenziosa per una decina di anni, da quell’inverno del 1969, quando la bomba fece strage alla Banca dell’Agricoltura di piazza Fontana a Milano, suo marito Pino, ferroviere anarchico, precipitò da una finestra della questura e l’Italia scoprì che la democrazia era sotto attacco. Licia si era tenuta lontana dai riflettori concentrandosi in una tenace battaglia per ottenere giustizia sulla Giustizia. Non la ottenne. Dopo dieci anni Licia fece forza sul suo severo riserbo e si decise a raccontare di sé e di quel che era successo. Scelse lei stessa di parlare e mi chiese di intervistarla. Non fu un percorso facile, per Licia fu come reimparare a parlare e a guardare dentro se stessa dopo anni di silenzio e autocensura. Oggi, a distanza di tanto tempo, questo documento appare come un racconto di rara verità, chi vorrà scrivere la storia di quegli anni durissimi non ne potrà prescindere.” Il racconto è arricchito da una cronologia degli eventi più importanti dell’epoca e da un inserto di foto.
Piero Scaramucci è nato a Praga l’8 gennaio 1937 e morto l’11 settembre scorso. Giornalista, inviato speciale alla Rai dove ha lavorato dal 1961 al 1992 per le testate radiofoniche e televisive, dal 1992 al 2002 è stato direttore di Radio Popolare, che aveva contribuito a fondare nel 1976. Ha svolto un’intensa attività sindacale: è stato consigliere della Federazione Nazionale della Stampa, cofondatore del Gruppo di Fiesole ed estensore dello Statuto della Federazione nazionale della stampa del 1999.

Gianni Morandi compie 75 anni, pioggia auguri su FbMigliaia ‘like’ e commenti, oggi pausa serie concerti a Bologna

BOLOGNA11 dicembre 201913:37

– Gianni Morandi compie 75 anni e il pubblico lo riempie di auguri con migliaia di like e di post sulla sua pagina Facebook. Volto sorridente, in mano un rametto di bacche natalizie, il cantante di Monghidoro pubblica una ‘foto segna tempo’ realizzata da Anna Dan, seconda moglie e sua compagna da un quarto di secolo. I commenti lievitano di minuto in minuto, e per tutti i fan Morandi ha una parola di ringraziamento e di affetto, com’è nel suo stile social.
Per il ‘Gianni nazionale’ è un giorno di pausa nella serie di concerti da tutto esaurito ‘Stasera gioco di casa’, che lo vedono protagonista al teatro Duse di Bologna dall’1 novembre e fino al 27 febbraio: venticinque appuntamenti, di cui 17 ancora da affrontare, a ripartire da domani sera, giovedì, su quel palco che lo vide esibirsi per la prima volta nel 1964 e sul quale ora, attraverso il concerto in forma acustica, Morandi ripercorre tutte le emozioni della sua vita in musica.

Piazza Fontana, le rivelazioni del giudice SalviniIl volume scritto con il giornalista Andrea Sceresini

11 dicembre 201914:21

– GUIDO SALVINI CON ANDREA SCRESINI, ‘LA MALEDIZIONE DI PIAZZA FONTANA’ (CHIARELETTERE PP. 614, 22 EURO) C’è un video che riprende la strage di Piazza Fontana di cui ricorre il cinquantesimo anniversario. A svelarlo è il libro inchiesta ‘La maledizione di Piazza Fontana’ scritto per Chiarelettere dal giudice Guido Salvini e dal giornalista Andrea Sceresini. Si tratta di “due nastri Super 8, che mostrano cosa accadde quel pomeriggio di dicembre di fronte alla Banca nazionale dell’agricoltura. La cinepresa si trovava sull’altro lato dello slargo, in direzione di piazza Beccaria, ed era azionata da uomini dei servizi segreti o da chi lavorava per loro”, rivela l’Antiquario, figlio del socio di Tom Ponzi, presunto regista del film della strage rinchiuso in nastri di cui si sono perse le tracce.
Rivelazioni su cui il giudice Salvini continua a interrogarsi: quelle bobine esistono ancora? Quante persone vi hanno avuto accesso nel corso degli anni? E con quale scopo? Sono domande che probabilmente resteranno per sempre prive di una risposta. Salvini negli anni Novanta ha condotto le indagini poi confluite nel terzo processo per la strage, chiusosi nel 2005 con una sentenza della Cassazione che, pur riconoscendo la responsabilità in quei fatti dei militanti veneti di Ordine Nuovo. assolse anche gli ultimi imputati ad eccezione di Carlo Digilio, l’artificiere del gruppo, la cui pena sarà però prescritta.
Nel settembre del 2008 Salvini riceve una lettera, da un ex ordinovista padovano: “la prego contattarmi personalmente – recita – per novità su Piazza Fontana.” E’ il primo passo di una lunga e puntigliosa inchiesta privata. Salvini spiega che “ci sono storie che non si staccano, che ti seguono ovunque e non ti lasciano più. Piazza Fontana per me è una di queste, un’ombra, un pensiero di sottofondo. Ti occupi d’altro, ma ci ritorni sempre”. Il libro, corredato da molte foto, è un rendiconto del lungo lavoro compiuto dall’allora giudice istruttore di Milano per far luce sulle responsabilità dei neofascisti, ma indica anche quanti elementi e possibili testimonianze siano emerse in seguito, facendo ulteriore luce sulla vicenda. La “maledizione” di cui parla Salvini sta proprio in questa impossibilità di fissare definitivamente una verità già emersa, malgrado tutto, in tanti anni di indagini e contro-inchieste. Dopo la sentenza della Cassazione, il giudice ha continuato il suo lavoro di ricerca, “da cittadino e studioso”, fino ad affermare che “se un nuovo processo venisse celebrato oggi, sommando quello che è emerso in tutti i processi e gli elementi contenuti in questo libro, è probabile che i responsabili della strage avrebbero tutti o quasi un nome”.
Nel libro, frutto di un’indagine durata oltre dieci anni, si svela anche l’identità del Paracadutista, il giovane ordinovista veronese che avrebbe fisicamente messo la bomba che causò 17 morti e 88 feriti. Dopo una lunghissima e controversa vicenda giudiziaria, che ha visto i processi concludersi con l’assoluzione degli imputati, nel 2005 la Cassazione ha affermato che la strage fu realizzata dalla cellula eversiva di Ordine Nuovo capitanata da Franco Freda e Giovanni Ventura, non più processabili in quanto assolti con sentenza definitiva nel 1987. Non c’è mai stata, invece, una sentenza per gli esecutori materiali, coloro che cioè portarono la valigia con la bomba all’interno della Banca nazionale dell’Agricoltura.

Opera Roma, torna la Tosca StoricaCome la vide Puccini alla prima nel 1900. Cinque repliche

12 dicembre 201911:02

Il 14 gennaio del 1900 c’ era anche Giacomo Puccini tra il pubblico del Teatro Costanzi per la prima assoluta della sua Tosca. Il capolavoro del grande compositore dopo 119 anni torna in scena al Teatro dell’ Opera di Roma in quello stesso storico allestimento da giovedì 12 a sabato 21 dicembre, in cinque repliche che si alterneranno a quelle dei Vêpres siciliennes di Giuseppe Verdi, che martedì 10 hanno inaugurato la stagione 2019/2020. Sul podio ci sarà Pier Giorgio Morandi. Grazie al progetto “La Memoria”, la Tosca del 1900 è presente in ciascuna stagione nel cartellone lirico, a partire dal marzo 2015, quando l’allestimento originale fu riproposto per la prima volta con la regia ad Alessandro Talevi. La stessa regia sarà ripresa da Arianna Salzano. Le scene e i costumi, ricostruiti sui bozzetti e sui figurini di Adolf Hohenstein, sono firmati da Carlo Savi e Anna Biagiotti, le luci da Vinicio Cheli.
Nel cast il soprano ucraino Liudmyla Monastyrska, al debutto al Teatro dell’Opera di Roma, che si alterna con Monica Zanettin (18, 21 dicembre) nel ruolo di Tosca, e Andrea Giovannini che torna su questo palcoscenico per la prima volta nei panni di Spoletta. E’ un ritorno anche per Giorgio Berrugi e Diego Cavazzin (21 dicembre) nel ruolo Cavaradossi; Claudio Sgura come Scarpia; Domenico Colaianni nei panni del Sagrestano, e Luciano Leoni in quello di Angelotti. Il Coro e la Scuola di Canto Corale dell’Opera di Roma sono diretti dal maestro Roberto Gabbiani. Dopo la prima di giovedì 12 dicembre (alle 20), Tosca sarà replicata sabato 14 (alle 18), mercoledì 18 e venerdì 20 (alle 20) e sabato 21 (alle 18).

Mantegna a Torino, 130 opere con prestigiosi prestitiA Palazzo Madama. Gros-Pietro, sancisce legame Intesa con città

ORINO11 dicembre 201916:00

– Apre a Torino, a Palazzo Madama, la mostra ‘Andrea Mantegna. Rivivere l’antico, costruire il moderno’, dedicata a uno dei più grandi artisti del Rinascimento. Sono esposte fino al 4 maggio 2020 più di 130 opere, grazie a prestiti internazionali dalle più grandi collezioni del mondo tra le quali il Victoria and Albert Museum e la National Gallery di Londra, il Louvre e il Metropolitan Museum. I testi e le audioguide, incluse nel biglietto, sono disponibili in italiano, inglese e francese. La mostra, con orario prolungato il giovedì, il sabato e durante le feste di Natale, è organizzata da Fondazione Torino Musei, Intesa Sanpaolo e Civita Mostre e Musei.
“E’ una mostra straordinaria che rafforza il ruolo di Torino come faro culturale”, osserva Maurizio Cibrario, presidente della Fondazione Torino Musei. “Questa mostra sancisce il legame della banca con Torino in un campo, quello artistico-culturale, che ci vede fortemente impegnati”, spiega il presidente di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros-Pietro.

Tre generazioni di storici in ‘Dopo le bombe’Un saggio corale

11 dicembre 201920:16

DOPO LE BOMBE, AUTORI VARI (MIMESIS, PP 230, EURO 18). In un saggio corale tre generazioni di storici inquadrano gli eventi e cercano di fornire nuovi strumenti di studio sulla strage di Piazza Fontana e i suoi nodi irrisolti e sulla strategia della tensione, cinquant’anni dopo. E’ ‘Dopo le bombe- Piazza Fontana e l’uso pubblico della storia’, con la postfazione di Mirco Dondi, pubblicato da Mimesis, con scritti di Aldo Giannuli, Davide Conti, Elia Rosati, Giulio D’Errico, Elio Catania, Erica Picco, Sara Troglio e Fabio Vercilli.
Nel primo capitolo ’50 anni dopo’ , a cura degli autori, vengono ricordate le parole di Franco Fortini dal racconto-testimonianza ‘I funerali di Pinelli’, scritto nell’immediatezza della strage e dell’uccisione del ferroviere anarchico.. “Non so come ma ho la certezza che con la strage di pochi giorni fa, l’orrendo coro dei giornali e questo assassinio del Pinelli, è davvero finita un’età, cominciata ai primi del decennio” scriveva Fortini. Il libro si chiude con una “cassetta degli attrezzi”, a cura di Fabio Vercilli, per l’approfondimento della strategia della tensione, con una cronologia essenziale degli eventi e una bibliografia ragionata.
Dondi si sofferma nella postfazione sul fatto che “nell’immediato, nessuno lesse piazza Fontana come un episodio (incrollato) di guerra fredda. Di certo, dopo i primi mesi, apparve sempre più evidente come il taglio interpretativo dell’evento fosse stato funzionale a logiche di schieramento e a concordate convenienze”.

Esperti al lavoro, risposte rapide sul quadro di KlimtNotizia fa il giro del mondo, perizia per l’autenticità

BOLOGNA12 dicembre 201910:07

-Un pool di esperti è al lavoro per confermare in tempi brevi l’autenticità del quadro trovato ieri a Piacenza, oltre che per ricostruire le circostanze di un ritrovamento incredibile. A distanza di 22 anni dal furto del ‘Ritratto di Signora’ di Gustav Klimt dalla Galleria Ricci Oddi, ieri pomeriggio alcuni giardinieri, mentre ripulivano dall’edera una parete della struttura museale, hanno scoperto un’intercapedine con uno sportello. L’hanno aperto e hanno visto un sacco nero. All’interno c’era una tela perfettamente conservata e soprattutto identica al capolavoro rubato, con alcuni particolari estremamente significativi.La notizia ha fatto il giro del mondo e a Piacenza si respira emozione, seppur con cautela. Chi indaga, infatti, non si sbilancia. In Procura, dove è stato aperto un fascicolo per ricettazione, il pm Ornella Chicca coordina un gruppo di lavoro di cui fanno parte i poliziotti della squadra mobile, della Scientifica, che nel pomeriggio ha fatto un sopralluogo alla Galleria, ma anche i carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale e del nucleo investigativo di Piacenza che hanno seguito le indagini in questi anni. La tela è sotto sequestro è custodita in un luogo sicuro. Qui sarà analizzata dagli specialisti chiamati dal Mibact. Un aspetto è reputato cruciale dagli inquirenti: il quadro originale è stato infatti dipinto dal pittore viennese sopra un altro ritratto di donna con un cappello, esposto a Dresda nel 1912, poi dato per disperso. Se dalle analisi si avrà conferma di questo doppio ritratto, la conseguenza sarà la certificazione della sua autenticità. Intanto, però, ci sono altri elementi significativi. Sul retro dell’opera ritrovata ci sono i timbri e la ceralacca originale, ma anche cavi di rame che facevano parte del sistema d’allarme dell’epoca.L’altro fronte delle indagini è legato alla domanda su come e in che momento la tela sia finita nella botola a muro, ora anche questa sequestrata. Saranno fatti accertamenti sulle manutenzioni, per capire quando è stata fatta l’ultima ripulitura della parete. Un’ipotesi è che la tela sia stata nascosta subito dopo il furto, scoperto il 22 ottobre 1997, e avvenuto presumibilmente nei tre giorni precedenti, quando era in corso un trasloco per una mostra al vicino Palazzo Gotico. Non è mai stato chiarito se il capolavoro venne fatto uscire dal tetto (la cornice venne trovata vicino al lucernario) o in altro modo. Una notizia circolata a Piacenza, non confermata, ma neppure smentita dagli inquirenti, farebbe però pensare a un altro scenario, e cioè che l’opera possa essere stata portata via e poi, solo in seguito, per qualche misterioso motivo, riportata. Il sacco che l’avvolgeva, infatti, sarebbe di una società che poteva operare a Piacenza solo in anni successivi al 1997, dopo il 2005. Una circostanza che dovrà essere accertata.Ma la prima questione da risolvere è sull’autenticità e avverrà in tempi brevi. “Eseguiremo una serie di esami tecnici specifici che in pochissimo tempo ci daranno la certezza”, ha assicurato il comandante dei carabinieri Tpc di Bologna, Giuseppe De Gori.

A Napoli ‘Albino e Plautilla’, i ‘buffi’ di L. VinciVenerdì debutto per la produzione della Pietà de’ Turchini

NAPOLI11 dicembre 201918:35

– “Albino e Plautilla”, intermezzo buffo di Leonardo Vinci, debutterà venerdì prossimo, 13 dicembre, nel Museo Aragona Pignatelli Cortes di Napoli, per la drammaturgia e regia di Angela Di Maso con Gaia Petrone (mezzosoprano), José Povedano Ruiz (baritono), Bruno Leone (maestro burattinaio) e l’ensemble Talenti Vulcanici diretto da Stefano Demicheli. Una produzione della Fondazione Pietà de’ Turchini, che con questo allestimento, si sottolinea, “rinnova il suo impegno per la valorizzazione del repertorio musicale di Scuola Napoletana”. Con i costumi di Giusi Giustino e la consulenza musicologica Paologiovanni Maione, “Albino e Plautilla” verrà presentata nell’ambito del convegno internazionale: Napoli e Venezia nel Settecento, due capitali dello spettacolo (12-14 dicembre). “Albino e Plautilla” sono i protagonisti dell’intermezzo buffo che il compositore Leonardo Vinci (1696-1730), pone tra gli atti della tragedia “Silla Dittatore”. Sottratte all’originaria scrittura, le avventure di Albino (il capitano di milizie) e Plautilla (la damigella innamorata) si svolgono succedendosi in travestimenti e danze, lezioni erudite e pratiche ciarlatane, fino ad un atteso quanto immancabile lieto fine. Dall’analisi della partitura originale di Vinci, Angela Di Maso trae spunto per la sua originale drammaturgia in cui è lo stesso compositore, divenuto personaggio, interpretato dall’attore Massimo Finelli, a condurre lo spettatore nelle trame e nei segreti della sua vita e, ancor più, della sua misteriosa morte. Alla seriosità del personaggio fa da contraltare il Pulcinella delle “guarattelle”, nelle sue incursioni affidate a Bruno Leone, maestro indiscusso in questa antichissima forma d’Arte.

Save me!, Howtan Re contro l’imbarbarimento dell’uomoA Roma la personale con 14 sculture che ritraggono Cristo

ROMA11 dicembre 201918:50

– Ritrovare il bisogno di spiritualità, concordia e pacificazione attraverso un Cristo che fonde armoniosamente maschile e femminile, una figura umana ma perfetta come risposta al preoccupante scenario politico mondiale, all’imbarbarimento dell’uomo contemporaneo, al ritorno all’uso delle religioni come motivo di odio: apre a Roma l’11 dicembre la mostra “Save me!” dell’artista Howtan Re, nato in Persia ma ormai italiano d’adozione. A cura di Barbara Martusciello e allestita fino al 14 febbraio presso Howtan Space, la mostra presenta 14 sculture, come le 14 stazioni della Via Crucis, tutte con le fattezze di Cristo nelle quali l’artista propone la sua riflessione sulla perdita di umanità e spiritualità, laica o religiosa che sia, e il suo bisogno di rimediare a ogni ingiustizia e discriminazione. Dialogando con la scritta al neon sulla parete, le sculture, tutte diverse fra loro e ognuna con la corona di spine, esprimono una richiesta di aiuto ribaltata: è Cristo infatti a reclamare il sostegno dell’uomo affinché salvaguardi il suo messaggio.

Piazza Fontana, bomba vista dai Millennials in podcast StorytelCon interventi di Benedetta Tobagi e Giorgio Fontana

11 dicembre 201918:50

– La strage di Piazza Fontana attraverso lo sguardo di chi, nato nel 1990, è arrivato dopo, ma è diventato adulto dovendo fare i conti con le sue conseguenze.
La racconta il giovane giornalista Nicolò Porcelluzzi nelle sei puntate di ‘La bomba in testa’, il nuovo podcast originale Storytel su una delle vicende più dolorose e irrisolte del nostro Novecento.
La ricostruzione di Porcelluzzi, nato a Mestre pochi mesi dopo la caduta del Muro, è fatta anche di tanti personaggi già dimenticati. Così, davanti all’ingresso del palazzo di Mestre dove le Brigate rosse avevano assassinato Sergio Gori, vicedirettore del Petrolchimico di Marghera, e dove lui prendeva il gelato con gli amici mentre studiava per la maturità, Porcelluzzi riflette: “Nessuno di noi sapeva chi fosse l’uomo ricordato da quella lapide, e quale storia si nascondesse dietro l’angolo del palazzo. Perché di tutto questo si parla così poco? Perché le ferite sono ancora aperte, certo. Ma è un’inerzia pericolosa, che porta alla disinformazione un’intera generazione. La mia”.
È dunque soprattutto alla generazione dei Millennials che si rivolgono i sei episodi de La bomba in testa. Studiando centinaia di documenti, libri e autobiografie, viaggiando per l’Italia, intervistando vittime ed ex terroristi, storici e intellettuali, Porcelluzzi ha cercato di capire l’anti-epica della lotta armata. Ha raccontato le grandi contraddizioni interne al movimento – le difficoltà emotive dei terroristi, la condizione delle donne, il pentimento, la necessità di fare i conti con la violenza e con le ferite procurate a un intero Paese. E ha provato ad analizzare perché ancora oggi si faccia fatica ad avere una memoria condivisa su quegli anni terribili, gli Anni di piombo.
Un accurato lavoro di ricerca, durato un anno, con documenti audio originali degli archivi Luce e del Movimento Operaio. Con le voci, tra gli altri, di Benedetta Tobagi, Mario Ferrandi, Ermanno Taviani, Gianfranco Bettin e Giorgio Fontana e il racconto in prima persona di molti protagonisti dell’epoca, negli stralci dalle loro memorie. Non una ricostruzione convenzionale, ma un resoconto “da dentro” di uno dei fenomeni più controversi della storia italiana.

Piazza Fontana, Giannuli e Cucchiarelli la storia e il segretoinchiesta sull’inchiesta e nuova edizione di Ponte alle Grazie

11 dicembre 201919:34

– ALDO GIANNULI, STORIA DELLA ‘STRAGE DI STATO’ (PONTE ALLE GRAZIE). PAOLO CUCCHIARELLI, IL SEGRETO DI PIAZZA FONTANA (PONTE ALLE GRAZIE) A cinquant’anni da Piazza Fontana, Aldo Giannuli, ricercatore di Storia contemporanea all’università di Milano, collaboratore fino al 2001 con la Commissione Stragi, riprende in mano ‘La strage di Stato’, il libro del 1970 che per primo indagò sulla strage e sul coinvolgimento dei movimenti di estrema destra e delle istituzioni, e mette in atto un'”inchiesta sull’inchiesta”. Quel libro di un anonimo gruppo di militanti torna a farci porre delle domande: che cosa sapevamo,? Che cosa sappiamo? Che cosa manca ancora di sapere? Tra rivelazioni ed errori ci si reimmerge così in una storia molto meno lontana di quel che potrebbe sembrare, in cui si ripercorrono e ricostruiscono vicende, ‘verità’ processuali emerse nei decenni, altre verità meno appariscenti, misteri che ancora aspettano di essere sciolti.
Torna in libreria, sempre per Ponte alle Grazie, in una nuova edizione aggiornata ‘Il segreto di Piazza Fontana’ di Paolo Cucchiarelli, da cui Marco Tullio Giordana ha liberamente tratto il film ‘Romanzo di una strage’ del 2012. Giornalista parlamentare per oltre trent’anni, Cucchiarelli, autore tra l’altro de ‘L’ultima notte di Aldo Moro’ , ha indagato per dieci anni sul segreto indicibile delle doppie bombe, piazzate dagli anarchici e raddoppiate dai fascisti, su quello di altre due bombe scomparse e dell’esplosivo utilizzato in quel giorno fatidico, su quello che sapeva la Dc, il Pci, gli Usa e la Nato.
Un segreto che non salva nessuno.

Pryce è Bergoglio, “lui sì che è un leader politico”Da 20 dicembre su Netflix I due Papi, film capolavoro di Meirelles

12 dicembre 201910:10

Nonostante dovremmo essere abituati al fascino del Vaticano e dei pontefici, dopo ‘Habemus Papam’ e ‘The Young Pope’, ‘I due papi’, il film ora proposto da Netflix dal 20 dicembre, sorprende anche di più. Tanti i motivi: Fernando Meirelles (City of God e The Constant Gardener – La cospirazione) alla regia; Anthony McCarten alla sceneggiatura (La teoria del tutto, L’ora più buia e Bohemian Rhapsody) e poi due protagonisti da Oscar come Jonathan Pryce e Anthony Hopkins, rispettivamente nei ruoli di Papa Francesco e Papa Benedetto XVI sono una miscela davvero esplosiva. E se questo non bastasse, al centro del film un fatto storico epocale: la compresenza in Vaticano di due papi. Tra l’altro due pontefici che più diversi non potrebbero essere, ma che hanno in comune santità e peccato.Ricostruzione filologica degli ambienti perfetta, compresa una Cappella Sistina che sembra autentica, un conclave più vero del vero (con tanto di stufa per la fumata bianca) e poi il rapporto, tra pop e spirituale, tra i due papi che si sfiorano, si studiano, si accusano prima di diventare, nonostante tutto, amici. Tutto inizia quando il cardinale Bergoglio (Pryce) chiede per lettera il permesso di ritirarsi a Papa Benedetto (Hopkins), una sorta di schiaffo al pontefice conservatore di cui non condivide nulla. Di fronte al rischio di uno scandalo nel clero, Papa Benedetto convoca invece il suo critico più duro, nonché suo futuro successore a Roma, per rivelare un segreto destinato a scuotere le fondamenta della Chiesa cattolica: la sua stessa voglia di rinunciare, ma al soglio papale.Da questo incontro nasce, almeno nel film, l’amicizia tra un Ratzinger conservatore, poco disponibile verso omosessualità, matrimonio dei preti, un uomo che si è allontanato forse troppo dalla gente per i troppi libri e che non sa neppure chi sono i Beatles, e un Bergoglio invece rivoluzionario, aperto a una Chiesa nuova, meno corrotta, francescana. Ad unirli, secondo la tesi del film, anche la colpa. Quella di Ratzinger che confessa a Bergoglio come, da cardinale della Congregazione per la dottrina della fede, non avesse mostrato i documenti sulla colpevolezza dei preti pedofili, e le colpe poi di papa Francesco. Ovvero quando in Argentina aveva mostrato forse troppa tolleranza verso la dittatura di Videla che aveva martirizzato più di un sacerdote .”Nel caso di Ratzinger – spiega a Roma il regista brasiliano – è noto il caso di padre Maciel e dei legionari di Cristo e di come avesse i dossier dei colpevoli sulla scrivania da tanto tempo. Nel caso di Bergoglio – continua Meirelles – è un fatto risaputo che si senta colpevole di quel periodo in Argentina. Ho parlato coi alcuni seminaristi di allora e, devo dire, a nessuno piaceva Bergoglio come cardinale. Sembra poi che nessuno lo avesse visto sorridere prima di diventare Papa”.Spiega invece Pryce, fisicamente un gemello di Papa Bergoglio: “Quando fu eletto, uno dei miei figli mi chiese vedendo l’immagine di Bergoglio in tv: ma allora sei tu il Papa? Devo dire – aggiunge l’attore, candidato al Golden Globe proprio per questo ruolo – che per fare Papa Francesco è come se mi fossi preparato fin dalla nascita. Io che sono protestante vedo quest’uomo, per il suo modo di vedere l’economia e i cambiamenti climatici, più come il leader politico che vorrei. Se penso a chi c’è ora nel mio Paese, la Gran Bretagna, non voglio neppure fare il nome…”. Totalmente in linea anche Meirelles: “Oggi in America abbiamo Trump e nel mio paese un idiota (Bolsonaro, ndr) che ha avuto il coraggio di chiamare Greta, una ‘piece of shit'”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Il disagio contemporaneo ha un nome, Nancy
Andrea Riseborough protagonista ottimo esordio Christina Choe

2 dicembre 201909:55

na delle migliori attrici della sua generazione, la britannica Andrea Riseborough, classe 1981, poliedrica, intensa, sorprendente, ha già regalato una serie di performance potenti tra teatro, cinema e tv è la protagonista in sala, dal 12 dicembre con Mariposa Cinematografica, di Nancy, premiato al Sundance 2018 per la migliore sceneggiatura. E’ il coinvolgente debutto alla regia di Christina Chloe, che ha nel cast anche Steve Buscemi, J. Smith-Cameron, Ann Dowd e John Leguizamo. Tra viaggio introspettivo e thriller intimo, Il film, che ha un team completamente al femminile di produttrici (tra le quali figura anche Andrea Riseborough), tecnici di produzione e finanziatrici. è costruito sulla capacità dell’attrice britannica di rendere enigmatica e a suo modo affascinante, la personalità della protagonista. La 35enne Nancy si è rinchiusa in un limbo, vivendo con una madre autoritaria e malata (Dowd) e non riuscendo a realizzare le proprie aspirazioni di scrittrice.
La sua creatività la sfoga da bugiarda patologica tendente alla mitomania. propina, anche online, storie di avventure e battaglie personali inventate, spacciandole per reali (da un viaggio in Nord Corea al fingersi incinta). La verità rischia però di entrare in maniera prepotente nella sua vita, quando la donna, dopo aver visto un programma televisivo dedicato al caso, si convince, per una vaga somiglianza, di poter essere la figlia, scomparsa misteriosamente 30 anni prima, di Leo e Ellen Lynch (J. Smith-Cameron e Steve Buscemi) coppia che non si è mai ripresa dal trauma. Nancy chiama Ellen e riceve un invito a fare visita a quelli che potrebbero essere i suoi genitori. Inizia così un percorso reciproco di conoscenza, fra dubbi, diffidenze, domande e ricordi, cercando di arrivare alla verità. “In Nancy, nel bene e nel male c’è molta umanità ed è l’elemento che mi ha convinto a interpretarla – ha spiegato l’attrice a Motionpicture.org – Nei film le donne in genere vengono ipersessualizzate o presentate desessualizzate. Si rappresentano sempre gli stessi 3 o 4 tipi femminili. E’ una visione molto limitata di come possano essere le donne ed è molto dannosa soprattutto per le ragazze. Hanno bisogno di vedere donne che vivano serenamente la propria sessualità, e donne con dei difetti o che commettono errori. Non cresciamo e non impariamo senza averne fatti”

Deaglio, ombre e verità di Piazza Fontana’La bomba’ ci riporta a 50 anni fa attraverso personaggi chiave

12 dicembre 201910:04

ENRICO DEAGLIO, ‘LA BOMBA’ (FELTRINELLI, PP. 304, 18,00 EURO) “La fronte della persona con cui stavo conversando improvvisamente si illuminò come una lampadina, o come un raggio che veniva dal cielo. Io rimasi a bocca aperta, e il mio interlocutore capì subito quello che era successo: ‘Sono frammenti di vetro sottopelle. Quando il sole li colpisce con un certo angolo, si illuminano, ma dura poco’. Mi disse che era ‘un sopravvissuto’ della strage di Piazza Fontana del 1969, allora ventinovenne impiegato di banca. Rimase ferito a una gamba, pensò di perdere il lavoro. Andò ai funerali con la stampella, si ricordava il cielo nero, i passi della gente e uno sgomento, come se ci stessimo tutti avviando a una ‘fucilazione'”.
Con il libro “La bomba. Cinquant’anni di Piazza Fontana” Enrico Deaglio riporta il lettore indietro nel tempo e lo fa seguendo alcuni personaggi chiave. Vediamo Valpreda in taxi verso il luogo del delitto, con la testimonianza del tassista Rolandi che lo accusa di averlo accompagnato proprio qualche minuto prima dello scoppio della bomba. Fin dalle prime pagine l’autore sottolinea gli eventi, utili per districarsi nella marea di avvenimenti, nomi, trame, che costellano questa storia.
Deaglio, inoltre, collega la vicenda di Piazza Fontana ai luoghi che tocca. Poi ci sono i dubbi sulla morte del ferroviere anarchico Pinelli ‘volato’ dalla finestra della questura (in apertura una dedica alla sua famiglia e a tutti i loro amici ndr), le parole di alcuni testimoni. Sullo sfondo c’è un Paese che cambia e si trasforma. Sono passati cinquant’anni, ma ci sono domande che ancora non hanno una risposta. Perché, per esempio, venne scelta la Banca nazionale dell’agricoltura? L’anno più tetro della storia italiana continua a essere pieno di misteri irrisolti. Forse proprio per le trasformazioni in corso, accadde quello che sconvolse Milano. Il giudice Salvini, che ha scoperto i veri autori della bomba, accusa la magistratura milanese di aver taciuto colpevolmente per decenni.
E la storia comincia dalle cicatrici, dalle premonizioni, dalle coincidenze, dai luoghi da cui la Storia è passata.
L’angosciante Veneto profondo in cui la bomba venne concepita, le manovre finanziarie intorno alla banca della strage, la sublime arte del depistaggio che da allora ci ha sempre accompagnato. La ricerca diventa così uno “studio in rosso” sulla struttura del potere in Italia e sulle nobili forme di resistenza che lo hanno contrastato, con le armi dell’amicizia, della parola, della musica, del coraggio civile.
In mezzo campeggia, senza tempo, il grande quadro di Enrico Baj – la nostra Guernica -, che venne bendato perché troppo vero.
Questo è un viaggio nella memoria, che ha l’andamento di un giallo e racconta l’ultimo mezzo secolo di storia italiana, come non l’abbiamo mai sentita. Chi non c’era potrà respirare l’aria pesante di quei giorni, quando sembrava che fosse buio a mezzogiorno. Chi c’era ritroverà la ferocia della bomba che scoppia, e poi si ritira, e poi si riproduce, e continua a scoppiare per decenni, con il potere di assoggettare tutti – tutti? – alla sua ferocia e al suo ricatto.
Con lo sguardo di chi ha vissuto questa storia dall’inizio, Enrico Deaglio ricompone l’intrigo mettendo insieme le scoperte degli ultimi dieci anni e nuovi spunti di ricerca con la speranza che una verità si possa raggiungere e, soprattutto, rendere nota.

Palazzo Barberini cambia volto per raccontare il ‘60010 sale restaurate, nuovo percorso tra Caravaggio,Tiziano e Reni

12 dicembre 201910:12

– Un nuovo percorso espositivo circolare, che valorizza i capolavori di una collezione unica, da Caravaggio a Tintoretto, da Reni a Carracci e Tiziano, e che racconta molto anche della splendida complessità di uno dei palazzi storici più belli della Capitale: si respira aria nuova a Palazzo Barberini, che continua il suo processo di rinnovamento con la riapertura di ben 10 sale situate nell’Ala nord del piano nobile, dopo il restauro dei mesi scorsi dell’Ala sud.L’inaugurazione il 12 dicembre, con un’apertura straordinaria a partire dalle 18, per celebrare un restauro ragionato che ha interessato le strutture architettoniche, l’impianto di illuminazione, la grafica e gli apparati didattici lungo un’area di 550 mq. Un allestimento completamente ripensato, dunque, a cura della direttrice Flaminia Gennari Santori, con Maurizia Cicconi e Michele Di Monte (su progetto di Enrico Quell), con ambienti diversi e nuove modalità di fruizione, per proporre al pubblico la possibilità di una visita più consapevole (sono state cambiate le didascalie, con spiegazioni più lunghe, e predisposti nuovi pannelli, anche dedicati a una singola opera): il percorso sarà caratterizzato da un ritmo discontinuo e dalla possibilità di comprendere la relazione che lega i prestigiosi e imponenti saloni ai corridoi e ai vari ambienti dell’edificio, con i quadri che fungono da raccordo per esaltare il racconto del palazzo stesso.Subito di sente aria di novità con l’immagine evidente di un nuovo equilibrio: l’illuminazione è più accurata, le pareti sono dipinte con colori differenti (per le sale con le opere del tardo ‘500 il grigio chiaro, per quelle dedicate a Caravaggio il grigio scuro, per il ‘600 un caldo bianco-panna) e sono state dotate di una pellicola di protezione per poter lasciare eventualmente anche le finestre aperte. Poi l’allestimento delle opere, che permette di esaltare i capolavori e instaurare nuovi dialoghi tra i quadri: dai 3 dipinti di Caravaggio (Giuditta e Oloferne, Narciso e San Francesco) divisi in 3 differenti sale ad alcune opere mai esposte prese dai depositi (come i bozzetti di Pietro Francavilla), dal confronto tra El Greco e Tintoretto e Tiziano alla sala dedicata a una singola opera di Annibale Carracci, l’Altarolo portatile databile al 1601, che segna il passaggio al nuovo secolo, fino alla pittura di genere, ai paesaggi di Paul Bril e alla riflessione sulla fortuna critica della discussa opera Donna con turbante (presunto ritratto di Beatrice Cenci) di Ginevra Cantofoli ma attribuita a lungo a Guido Reni.”E’ una fortuna, un onore e un onere poter cambiare i nostri allestimenti per raccontare la storia dell’arte e degli artisti, ma anche come si sta dentro un museo, mettendo in relazione il visitatore con le opere”, ha detto oggi la direttrice Santori, che ha già in programma di rinnovare il prossimo ottobre le sale dedicate al ‘500, e di concludere poi con il restauro del piano terra, nel 2021, “vogliamo raccontare il palazzo attraverso il modo in cui viene percorso: non è un contenitore che imita un palazzo principesco, ma un luogo che accoglie una collezione moderna”.

Mostre: la ‘Madonna del Patrocinio’ di Durer 50 anni dopoCelebre tavola del Maestro di Norimberga torna a Bagnacavallo

RAVENNA12 dicembre 201910:56

– La Madonna del Patrocinio di Albrecht Durer torna a Bagnacavallo (Ravenna) dopo 50 anni, protagonista di un focus nelle sale del Museo Civico, un tempo monastero delle suore Clarisse cappuccine dove fino al 1969 il dipinto era custodito e venerato nel segreto della clausura. La tavola del Maestro di Norimberga sarà visibile dal 14 dicembre al 2 febbraio. Già da settembre 2019 (e fino al 19 gennaio 2020) le sale del Museo Civico ospitano la mostra ‘Albrecht Durer, il privilegio dell’inquietudine’, progetto espositivo sulla produzione grafica di Durer, con oltre 120 opere provenienti da collezioni pubbliche e private italiane.
Il nuovo progetto si concentra su tre aspetti: momenti salienti, protagonisti e vicissitudini della storia di quel piccolo dipinto, scoperto nel ’61 e venduto nel 1969 al collezionista-mecenate Luigi Magnani; la ricostruzione della storia conservativa del dipinto; l’indagine storico-artistica sulla tavola, di una qualità tale da configurarla come una prova di assoluto valore dell’artista.

San Carlo, una Dama di Picche che conquistaApplausi per l’elegante allestimento che apre la stagione

NAPOLI12 dicembre 201911:46

– Sette minuti di applausi e un successo pieno. Non era scontato con un titolo come ‘La dama di picche’ decisamente poco frequentato nei teatri italiani nonostante sia considerano un capolavoro di Pëtr Il’ič Čajkovskij , oltretutto con libretto in russo. Convince la scelta originale per la prima del teatro di San Carlo (repliche fino al 15 dicembre), ultima apertura di stagione della soprintendente Rosanna Purchia che, in conclusione di un doppio mandato positivo, ha accolto nel palco reale il successore Stephan Lissner, direttore artistico dell’Opera di Parigi (dopo i dieci anni alla Scala), insediato dal prossimo aprile ma già ieri sera sorridente protagonista di una serata riuscita.
Scommessa pienamente vinta questa ‘Pikovaja Dama’ sopratutto per Juraj Valčuha, direttore musicale del Massimo napoletano, sul podio a dirigere l’orchestra e del coro del San Carlo, entrambi protagonisti di un ottima prova , e naturalmente tanta soddisfazione per il direttore artistico Paolo Pinamonti.

Mussolini e i 700 mila italiani internati in Germania”Salvateli”, una storia inedita raccontata da Alfio Caruso

PALERMO12 dicembre 201911:57

– ALFIO CARUSO, ‘SALVATE GLI ITALIANI. MUSSOLINI CONTRO HITLER. BERLINO 1944 (NERI POZZA, PP.
223, 18 EURO) Il 12 settembre 1943, quando i tedeschi liberano Benito Mussolini a Campo Imperatore, il duce spera che quei militari giunti fin lì siano inglesi. Scoprendo che le cose stanno diversamente, la sua delusione è palese, ma questo non gli impedisce di mentire a Otto Skorzeny: “Sapevo – dice al militare – che Adolf Hitler, il mio amico, non mi avrebbe abbandonato”.
Continua così la tragica commedia che va avanti fino alla fine, quando gli italiani, nel silenzio della Repubblica di Salò, non sanno cosa fare a Berlino davanti all’avanzata sovietica nella primavera del ’45: “A molti sembra ripetersi l’identica situazione dell’8 settembre, allorché nessuno aveva saputo in che modo comportarsi con i tedeschi e ciascuno si era regolato secondo coscienza e convenienza”, scrive Alfio Caruso, che nel suo “Salvate gli italiani” continua a scavare nella storia del Ventennio, grazie anche alle testimonianze di Renzo Morena, figlio del generale Umberto, che a Berlino fu il capo della missione militare all’ambasciata guidata da Filippo Anfuso; Prisca Bettoni, figlia del consigliere d’ambasciata Gian Galeazzo; Oreste Foppiani, il cui padre, Armando, era delegato della Croce rossa.
Caruso porta allo scoperto una storia finora inedita di quel periodo: il tentativo di Mussolini di salvare settecentomila italiani internati, fascisti e non, costretti da Hitler a una condizione di quasi schiavitù, utilizzati prevalentemente come forza lavoro, come accadde ai centomila impiegati per liberare strade e piazze dopo il bombardamento di Berlino del 23 novembre ’43 da parte degli alleati.
Il 20 luglio 1944, durante una sosta a Gorlitz del treno che trasporta Mussolini a Rastemburg per l’incontro con Hitler, da qualche ora scampato all’attentato architettato dal colonnello von Stauffenberg, dice a Morera che bisogna riportare a casa i settecentomila connazionali che si sono rifiutati di aderire alla Repubblica di Salò: non un italiano deve morire o tornare in patria mutilato o tubercolotico, furono, in sintesi, le sue parole.
Non è chiaro cosa spinga il duce a questa determinazione.
Proprio lui, sottolinea Caruso, che quattro anni prima aveva portato in guerra il Paese, sostenendo cinicamente che gli serviva qualche migliaio di morti. Forse è “l’ultimo dispetto del duce al Fuhrer. La conclusione di un rapporto in cui il primo ha sempre subito il secondo. Una stizzita presa di distanza che giunge troppo tardi, sulla quale ha probabilmente pesato la ‘larvata e umiliante occupazione’ di quella parte d’Italia appaltata alla Repubblica”. Probabilmente si concedeva un’altra chance, facendo risaltare che “lui aveva ottenuto dal suo soprastante quello che Badoglio non aveva ottenuto da Roosevelt e Churchill, pur avendo dichiarato guerra alla Germania: il rilascio dei prigionieri in mano alleata”.
Qualunque sia stata la ragione, molti vengono salvati. Prisca Bettoni racconta un episodio che le fu riferito nel 1959 da Carlo Azeglio Ciampi, futuro presidente della Repubblica: in divisa da ufficiale tedesco, il padre, che conosceva molto bene la lingua ed era biondo con gli occhi azzurri, “si presenta ai commissariati dove sono reclusi gli italiani nei guai con la giustizia. Ogni volta esibisce un falso ordine di scarcerazione”. L’operazione va avanti per parecchi giorni, “finché papà non percepisce che le SS si sono insospettite”. Gli italiani liberati vengono nascosti nei sotterranei dell’ambasciata, già utilizzati da Foppiani per nascondere gli internati in fuga.

Modigliani 2020, il genio e l’ereditàMostra a Roma e tanti eventi per il centenario della morte

12 dicembre 201913:16

– Una mostra-evento a Roma, con oltre 100 capolavori esposti sfruttando le possibilità espressive della tecnologia, per un’esperienza immersiva. E poi dibattiti e convegni, produzioni editoriali, un ologramma e la realizzazione di una casa tecnologica per ricordare un grande artista facendo attivamente cultura. Sono gli eventi che animeranno le celebrazioni dedicate nel corso del 2020 ad Amedeo Modigliani, nel centenario della morte, realizzate dall’IAM, Istituto Amedeo Modigliani. Un modo per ricordare l’attività del genio livornese, il tratto unico – nelle forme e nella luce – dei suoi dipinti e delle sue sculture, ma anche per permettere di approfondire la conoscenza della sua figura, rafforzando l’interesse del pubblico, anche attraverso l’eterogeneità delle iniziative. L’evento principale, in programma a giugno 2020, sarà “L’Impossibile Modigliani. L’artista italiano e l’arte africana. Simbolo, opere, tecnologia”, grande mostra, allestita al Quirinetta, che fonderà la tecnologia alle opere uniche del grande Modì e nell’ambito della quale per la prima volta al mondo sarà presentato l’ologramma Modigliani. Per tutto il 2020 poi l’arte del maestro livornese, morto giovanissimo nel 1920, a 35 anni, arriverà fino in Cina: l’IAM infatti organizzerà due mostre seguendo il format Modlight, ideato e registrato dall’Istituto. Ma un anticipo delle celebrazioni si avrà già il 12 dicembre, con la presentazione alla Casa del Cinema del libro “Il principe Modigliani” di Angelo Longoni.

Incassi, Frozen 2 da record resta sul tronoSeguono due new entry, L’immortale e Cena con delitto

09 dicembre 201911:11

– E’ ancora Frozen 2 a dominare la classifica Cinetel degli incassi del fine settimana appena trascorso. Mentre il cartoon di Disney continua la sua marcia al box office superando i 900 milioni a livello globale, preparandosi a superare il muro del miliardo, nelle sale italiane ottiene 3.501.901 euro, 12.667.733 euro in due settimane di programmazione.
Sul podio seguono due new entry: L’Immortale di e con Marco D’Amore e con Giuseppe Aiello, Salvatore D’Onofrio, film sulle tracce della serie tv Gomorra che vede l’esordio del personaggio Ciro di Marzio che registra 2.816.156 euro posizionandosi sul secondo gradino; Cena con delitto di Ryan Johnson, con Daniel Craig nei panni del celebre ispettore Hercule Poirot dei romanzi di Agatha Christie , e un cast stellare che comprende tra gli altri Chris Evans, Jamie Lee Curtis, Don Johnson, Michael Shannon, Christopher Plummer, che segna 1.200.046 euro piazzandosi in terza posizione. Scivola dal secondo al quarto posto la commedia di Woody Allen Un giorno di pioggia a New York , che segna 790.475 euro, 2.367.671 in due settimane. Dal terzo gradino slitta al quinto Cetto c’è, senzadubbiamente, che ottiene 389.120 euro, 4.724.547 euro in tre settimane dall’uscita.
Totale incassi 10.323.568 euro, -18% rispetto alla settimana precedente (12.601.367) che ha visto numerosi debutti, +3.69% sullo stesso periodo del 2018 (9.955.792 euro).

Cate Blanchett donna in crisi di nerviIn sala Che fine ha fatto Bernadette? di Linklater

09 dicembre 201918:54

Quella faccia indisponente e spocchiosa di Bernadette Fox (Cate Blanchett) alla fine nasconde un film natalizio. Ma bisogna compiere il lungo percorso previsto in ‘Che fine ha fatto Bernadette?’ di Richard Linklater, in sala dal 13 dicembre con Eagle Pictures e Leone Film Group. E va detto che la Blanchett è perfetta per interpretare una leggenda nel campo dell’architettura che a un certo punto da Los Angeles si è ritirata a Seattle, con tanto di marito e figlia adolescente, per fare una vita privata che odia. Un ruolo che le è valso la nomination (la decima, a fronte di tre vittorie) alla prossima edizione dei Gloden Globe, in programma il 5 gennaio a Los Angeles.Il film, tratto dall’omonimo romanzo di Maria Semple che dopo il debutto nel 2012 è subito salito in cima alla lista dei bestseller del New York Times, racconta appunto di questo architetto geniale che sembra odiare davvero tutti, compresa se stessa. Fatto sta che nessuno la può vedere. A salvarsi, almeno in parte, dalla sua cronica anaffettività sono la figlia Bee (Emma Nelson) e il marito Elgie Branch (Billy Crudup) ricercatore Microsoft. Quando ormai la depressione con tendenze suicide di Bernadette diventa un fatto conclamato e una psicologa è pronta ad intervenire, la figlia Bee le chiede di accompagnarla in un viaggio in Antartide come premio per la sua pagella perfetta. La madre sembra accettare il viaggio, ma tutta una serie di imprevisti fanno sì che Bernadette, più che seguire la figlia, si dia alla fuga.La solitudine è la cosa che le è più congeniale come quella creatività che da troppo tempo ha soffocato. Nel cast di questo film anche Kristen Wiig, Judy Greer e Laurence Fishburne. “È il ritratto davvero complesso di una donna di mezza età particolarmente geniale ma che non pratica la sua arte – dice il regista -. Ciò che viene dopo è divertente e anche un po’ spaventoso. Per chiunque. È anche un ritratto meravigliosamente complesso di una relazione a lungo termine, della genitorialità e degli alti e bassi che la caratterizzano”. Per il premio Oscar Cate Blanchett, invece: “è uno sguardo molto divertente e doloroso su una donna che si trova in un momento di caos, in procinto di affrontare un enorme cambiamento nella sua vita. Tutte le negatività vengono fuori da ciò che pensavi di essere, dovendo affrontare chi sei veramente, per passare poi a chi potresti diventare. E così – ribadisce l’attrice – troviamo Bernadette e la sua famiglia in un momento di crisi. Penso che stia attraversando il caos, perché non si può sfuggire a ciò che si pensa di essere, e ci si deve confrontare con chi si è in realtà prima di poter andare avanti – e ciò accade spesso nella mezza età”. E, infine, sempre la Blanchett: “La cosa con cui forse mi sono identificata maggiormente è l’impossibilità di sfuggire a se stessi e soprattutto il fatto che, quando si invecchia, è necessario affrontare il passato e assumersi la responsabilità di se stessi per poter andare avanti”.

Polanski contrattacca, vogliono fare di me un mostroSu Paris-Match regista nega accuse stupro di Valentine Monnier

PARIGI12 dicembre 201910:06

“Vogliono trasformarmi in un mostro”: dopo settimane di silenzio Roman Polanski esce allo scoperto respingendo con forza le accuse di stupro mosse a suo
carico dall’ex modella e fotografa francese, Valentine Monnier. “Questa storia è aberrante”, ribatte l’ottantaseienne regista franco-polacco, in un’intervista con richiamo in prima pagina realizzata in esclusiva dal settimanale Paris-Match, domani in edicola.
Come già fatto in passato attraverso i comunicati del suo legale, l’autore premiato a Venezia per ‘J’accuse’ (L’ufficiale e la spia), il suo ultimo lungometraggio sull’affaire Dreyfus, torna a “negare” tutto. La Monnier afferma di essere stata picchiata e violentata da Polanski ormai oltre 40 anni fa, nel
1975, quando lei era appena diciottenne, durante un soggiorno sciistico nello chalet del regista a Gstaad, in Svizzera. Accuse che il diretto interessato smentisce in toto sulle colonne di Paris-Match. “E’ un delirio! Non picchio le donne”, assicura, dicendo di ricordarsi “a malapena” della donna. E ancora: “Non
ho chiaramente alcun ricordo di ciò che racconta, visto che è falso”. Deplora quindi che l’accusatrice “prenda a testimoni tre
miei amici presenti nello chalet: il mio assistente Hercules Bellville, nonché Gérard Brach e la moglie Elizabeth. I primi due sono morti, comodo, così non possono confermare né smentire le dichiarazioni che li vengono attribuite. Quanto alla signora Brach, la stampa non l’ha trovata”. Di più. Per Polanski è “facile accusare quando i fatti sono prescritti da una decina d’anni, e quando si ha la garanzia che non ci saranno procedure giudiziarie per discolparmi”.
Nella cruda testimonianza pubblicata a inizio novembre dal quotidiano Le Parisien, Valentine Monnier precisò di non voler rivolgersi alla giustizia, anche perché i fatti sono ormai ampiamente prescritti, ma di voler lanciare un grido d’allarme contro i comportamenti del regista in coincidenza con l’uscita in Francia del suo ultimo film, che verte su un errore giudiziario. Un ‘siluro’ che nel lungo autunno francese ha suscitato veleni e polemiche, con appelli a ‘boicottare’ il film,, annullamenti, e proteste delle femministe dinanzi ad alcuni cinema, anche se al botteghino è andato benone.
La testimonianza della donna si aggiunge ad altre simili accuse di stupro mosse in passato contro Polanski. Tra l’altro, il regista che ha lungamente beneficiato di forti appoggi in Francia continua ad essere nel mirino della giustizia Usa, per lo scandalo legato agli abusi su una minorenne, Samantha Geimer,
nel 1977.

Sag Award, 4 nomination per TarantinoSorpresa Bombshell, fra serie tv sbanca la signora Maisel

NEW YORK11 dicembre 201918:18

‘The Irishman’ di Martin Scorsese e ‘C’era una volta a… Hollywood’ di Quentin Tarantino dominano le nomination per i Sag Award, i premi istituti dal sindacato degli attori che sono i precursori per cercare di individuare chi vincerà gli Oscar.
‘Bombshell’ di Jay Roach si rivela la sorpresa con quattro nomination, lo stesso numero conquistato da ‘Storia di un matrimonio’ e C’era una volta a… Hollywood. Fra le serie televisive è invece ‘La fantastica signora Maisel’ a conquistare il maggior numero di nomination. I premi saranno consegnati domenica 19 gennaio e durante la cerimonia Robert De Niro riceverà il Life Achievement Award per il suo lavoro sul grande e piccolo schermo e per il suo impegno umanitario.

Claudia Gerini madrina di Filming Italy – Los Angeles20-22 gennaio. Nuova collaborazione con Women in Film

11 dicembre 201917:52

Claudia Gerini sarà la madrina della quinta edizione di Filming Italy – Los Angeles, che si terrà dal 20 al 22 gennaio 2020 tra l’Istituto Italiano di Cultura Los Angeles e l’Harmony Gold Theater, alla presenza di personalità dell’industria cinematografica italiana e hollywoodiana. Creato e organizzato da Tiziana Rocca, Agnus Dei e Valeria Rumori, Istituto Italiano di Cultura Los Angeles, Filming Italy – Los Angeles promuove l’Italia come set cinematografico e ponte tra la cultura italiana e americana.
Il Festival, con la direzione artistica di Tiziana Rocca, è presentato sotto gli auspici del Consolato Generale d’Italia a Los Angeles.
“Siamo molto felici di annunciare la quinta edizione del Filming Italy – Los Angeles, ancora una volta all’insegna del grande cinema e dei talenti nostrani conosciuti e stimati in tutto il mondo e quest’anno dedicata alle Donne del cinema italiano del passato e del presente. Madrina d’eccezione: Claudia Gerini”, sottolinea Tiziana Rocca, Direttore artistico. “Nuova è la collaborazione con Women in Film, grazie alla quale verranno supportati il talento e i diritti delle donne che lavorano nel mondo del cinema, anche con l’aiuto di associazioni americane che operano nel settore.” “L’Istituto presenta ogni anno una programmazione ricca di eventi cinematografici, anche in partenariato con istituzioni e festival italiani e locali, con l’obiettivo di promuovere la produzione italiana di qualità nei suoi aspetti artistici, culturali e territoriali”, afferma Valeria Rumori, Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles. “Filming Italy è diventato uno degli appuntamenti più attesi a Los Angeles e nella California del Sud, e le personalità internazionali che vi partecipano dimostrano che il nostro cinema è un importante punto di riferimento nel mondo”.

Dio è donna ed è pure femministaFilm macedone in sala, storia sul tema delle donne nella chiesa

11 dicembre 201910:08

Una storia al femminile e femminista con protagonista una 32enne macedone, piuttosto massiccia e sicuramente molto ostinata. Una vicenda per certi versi buffa, kafkiana, proprio come il titolo, ‘Dio è donna e si chiama Petrunya’ di Teona Strugar Mitevska, già al Festival di Berlino e al Tff , ora in sala dal 12 dicembre con Teodora. Ispirato a un fatto vero, il lungometraggio ha appunto come protagonista Petrunya (Zorica Nusheva), 32 anni, laureata in storia. Una donna che vive nella cittadina macedone di Štip senza un’occupazione e forse anche poco interessata a trovare lavoro.
Rientrando verso casa, dopo l’ennesimo colloquio di lavoro andato male, Petrunya si ferma ad assistere a una cerimonia ortodossa che prevede il lancio di una piccola croce lignea nel fiume da parte di un prete e il suo recupero, subito dopo, da parte di fedeli maschi in costume. Petrunya, vicina alla riva, con un po’ di fortuna raggiunge l’oggetto sacro prima di tutti, ma ne nasce subito una rissa. Gli uomini non ci stanno, vogliono strapparle la croce. Nasce un grande putiferio e così la donna viene portata al posto di polizia per essere interrogata, ma in realtà senza una precisa accusa. Inizia così un braccio di ferro tra Petrunya e gli agenti, ma a fare la differenza sarà il fatto che una giornalista, venuta a sapere della curiosa notizia, monta il caso che diventa subito oggetto di dibattito nazionale.
” Io la penso come Ken Loach, il cinema può essere un’arma – ha detto la regista – . Il cinema deve provocare, attaccare i tabù, porre delle domande, ma non amo poi per questo mettermi in cattedra”. Molto articolata invece la sua risposta sul discrimine che colpisce le donne all’interno di quasi tutte le gerarchie sacerdotali.
“Crescendo – dice – mi sono posta molte volte la domanda se ci sarà mai un Papa donna e anche dove mai fosse scritto che Dio sia un uomo. Una volta – continua la Mitevska – sono riuscita ad avere un colloquio con un cardinale a Roma ed ero davvero molto emozionata. Quando ho chiesto però al cardinale se forse tra cinquanta anni poteva sedere sul trono del Vaticano una papessa, il cardinale ha cambiato tono. Mi ha detto che per le donne era diverso, che sono esseri che danno la vita, esseri speciali in altre forme. Insomma ha evitato di rispondermi”.

Nadia Toffa, Notre Dame, sardine: cosa cercano gli italiani su GoogleCome ogni anno il motore di ricerca svela i trend 2019, tra attualità e curiosità

11 dicembre 201918:07

Nadia Toffa e Notre Dame sono le parole emergenti dell’anno per gli utenti italiani del motore di ricerca Google. La conduttrice del programma televisivo Le Iene, venuta a mancare lo scorso agosto, è anche in cima alla lista dei personaggi del 2019. La domanda più digitata dagli utenti di Google nel corso dell’anno che sta finendo è “perché è caduto il governo”, ma anche “perché si chiamano sardine” riferito al movimento che sta riempiendo le piazze italiane.

Google, come ogni anno, condivide i trend più interessanti dei 12 mesi passati dividendoli in liste: ci sono le parole emergenti, i personaggi, fai da te, come fare, cosa significa, i perché, le mete di vacanza, le ricette, i biglietti degli eventi. Nelle ricerche degli italiani al primo posto emerge per il terzo anno di seguito Nadia Toffa (tra i personaggi più popolari anche nell’analisi di Twitter diffusa ieri): è dal 2017, anno in cui rese pubblica la sua malattia, che la conduttrice de Le Iene catalizza l’attenzione degli utenti. Nella lista delle parole emergenti di Google c’è anche Notre Dame, la cattedrale di Parigi è stata devastata da un incendio il 15 aprile 2019.

Seguono Sanremo, le Elezioni Europee, l’attore Luke Perry, morto il 4 marzo scorso, e noto per aver recitato nella serie televisiva Beverly Hills 90210. Poi il Governo, Joker, personaggio del film interpretato da Joquin Phoenix che ha vinto Il Leone d’Oro a Venezia, Mia Martini, Mahmood (che ha vinto il festival di Sanremo 2019 con il brano Soldi) e il personaggio dei fumetti Thanos. Tra le ricerche più curiose, segno dei tempi, come fare domanda per navigator (la nuova figura professionale prevista nel decreto del Reddito di Cittadinanza per aiutare i cittadini a trovare un lavoro); cosa significa Macchu Picchu; mentre la meta di vacanze al top è Zanzibar e la ricetta emergente è di nuovo la pastiera napoletana.Nei giorni scorsi Google ha reso noto anche la classifica dei video più visti su YouTube: al primo posto Carote di Nuela, segue la parodia di Soldi di Mahmood fatta da iPantellas e la prima puntata de Il Collegio dal titolo IO ragazzi arrivano al Collegio. In cima ai video non musicali più popolari dell’anno in Italia ci sono le blind audition della giovane Hindaco nella competizione canora The Voice of Italy ma anche Le canzoni di Sanremo cantate da nonna di Casa Surace.

Visori 3d e nuove luci per la Basilica dei misteriLe novità dai nuovi restauri. Gli effetti speciali nel 2020

10 dicembre 201918:27

– La lunga galleria che portava giù nelle viscere della terra, nove metri sotto il livello stradale.
Poi i colori del vestibolo con decorazioni che riecheggiavano i lussi della Domus Aurea, le scene nilotiche allora così in voga, i mosaici rischiarati dalla luce caliginosa filtrata dall’alto lucernario.
Duemila anni fa come oggi doveva essere pieno di suggestione l’ingresso alla Basilica sotterranea degli Statili, edificio privato, raffinato e misterioso, forse luogo di culto forse monumento funerario, forse tutte e due le cose come si tende a pensare dopo una nuova stagione di restauri e di studi. Un piccolo, incredibile tesoro proprietà di una famiglia ricca e potente che la condanna dell’imperatore Claudio fece spogliare e dimenticare per secoli e secoli. Intrigante e piena di fascino con i suoi richiami al culto neo pitagorico, si offre al pubblico ancora più leggibile dopo una nuova fase di restauro la Basilica Sotterranea, monumento unico e incredibile rimasto nascosto nel sottosuolo di Roma sotto la centralissima via Prenestina, a un passo da Piazza Maggiore. Scoperto e portato alla luce per caso nel 1917, oggetto di importanti restauri negli anni ’50, questa meraviglia torna ora a splendere grazie anche alla generosità di una fondazione svizzera, la Evergète, che ha finanziato una nuova fase di lavori per un totale di 2, 2 milioni di euro.
Entro il 2020, annuncia la soprintendente speciale di Roma Daniela Porro insieme con il direttore del monumento Anna de Santis, sono previste novità che renderanno se possibile ancora più suggestiva e coinvolgente la visita, con un’ illuminazione che riprodurrà l’atmosfera e i colori originali. Ma anche speciali visori 3d che come già avviene per la Domus Aurea, saranno in grado di ricostruire, scientificamente, la realtà di allora. I restauri intanto proseguono con una terza fase già finanziata per la pulitura di un’altra parete della navata di sinistra della basilica . Poi si affronterà la navata di destra (dovrebbero servire circa 800 mila euro).Tant’è, in attesa della nuova illuminazione e dei visori 3d, l’impatto è da togliere il fiato, oggi ancora di più di cinque anni fa quando la Basilica venne riaperta alle visite.  Soprattutto quando superato quel che resta del lungo dromos e la pace del vestibolo ci si affaccia nelle imponenti navate della Basilica vera e propria. Dove mani sapienti con l’aiuto del laser hanno riportato in vita una serie di candidi stucchi miracolosamente sopravvissuti ad un interramento di secoli e alle infiltrazioni di acqua, percolati, inquinanti. Figure e quadretti che rimandano a episodi della mitologia greco romana, dal ratto di Ganimede al mito di Orfeo e Euridice. E poi ornamenti che raccontano scene di vita quotidiana.Nella parte centrale dell’abside protagonista assoluta è Saffo che si getta dalla rupe. Un volo verso la morte che non ha nulla di drammatico, fa notare l’archeologa De Santis, non una fine piuttosto un passaggio in un’altra dimensione – come indicavano le teorie neo pitagoriche- reso più surreale dal bianco che dominava questo ambiente anche nella prima metà del I secolo quando l’edificio venne costruito, volutamente sottoterra e nascosto ai più, ma decorato senza risparmio da una fucina di artigiani augustei “di altissimo livello”, tra i quali primeggiava un certo Secundus Tarianus tector, che gli specialisti hanno riconosciuto come l’autore principale. In tanto abbagliante candore, reso brillante dalla madreperla con la quale era impastato lo stucco, l’unica nota scura era data dalla parte inferiore dell’abside, dipinta di un azzurro profondo che doveva richiamare il mare. “Un blu prezioso che venne staccato e portato via quando la basilica fu abbandonata”, spiega De Santis.Nell’insieme un luogo magico, reso ancora più intrigante dal mistero che ancora ne avvolge storia e destinazione d’uso, dopo decenni di confronti tra gli studiosi, compreso lo psicanalista Aldo Carotenuto che nel 1971 le dedicò un lungo, argomentato saggio. C’è chi pensa che si trattasse di un luogo di culto, per lo più neo pitagorico secondo la teoria di Jerome Carcopino, e chi invece immagina un monumento funebre per aristocratici.   “Forse tutte e due”, dice oggi l’archeologa. Il mistero del resto continua ad avvolgere anche il suo fondatore: Carcopino lo indicò in Tito Statilio Tauro, morto suicida nel 53 d.C.   perché accusato di culti magici da Agrippina madre di Nerone. Un altro storico, Gilles Sauron, pensava invece a un omonimo Tito Statilio Tauro, membro della stessa famiglia, che fu luogotenente di Augusto e console nell’11 d.C. I recenti restauri hanno fatto ipotizzare due fasi nella vita della Basilica, forse edificata dal primo Tito in età augustea e passata poi al secondo, in età neroniana, prima dell’abbandono dopo il suicidio di quest’ultimo. La prossima fase di lavori e gli studi ancora in corso potranno, chissà, offrire una soluzione al mistero. L’obiettivo intanto, assicura la soprintendente Porro, è aumentare le domeniche di apertura al pubblico.

In Vaticano è sfida diabolica tra Law e Malkovich /TRAILERThe New Pope di Sorrentino, rilasciato il provocatorio trailer

10 dicembre 201918:37

“Chi è senza peccato scagli la prima pietra”: è un duello quello tra Pio XIII (Jude Law) svegliatosi dal coma e Giovanni Paolo III (John Malkovich). Il trailer ufficiale di The New Pope, la serie creata e diretta dal premio Oscar Paolo Sorrentino è provocatorio e aumenta l’attesa per il debutto della nuova serie ambientata in Vaticano in onda su Sky e Now Tv il 10 gennaio 2020. Il trailer rivela al pubblico che Lenny Belardo si è risvegliato dal coma, mentre il Vaticano, in profonda crisi e in overdose di scandali, ha scelto l’aristocratico inglese sir John Brannox come nuovo papa sofisticato e megalomane che al termine del servizio fotografico per il debutto come Giovanni Paolo III esclama: “niente nudo?”.
Belardo-Jude Law di nuovo sveglio e aitante (si mantiene in forma con il modaiolo girotonic) non è solo il più amato dalle folle di piazza San Pietro, ma il più idolatrato con fan che indossano felpe con il suo volto e pregano incessantemente e ossessivamente per lui. Chi è il Papa adesso? Entrambi hanno e vogliono il potere. Con il diavolo non si tratta. Si ma chi è dei due? The New Pope è una serie originale Sky-Hbo-Canal+, prodotta da Lorenzo Mieli e Mario Gianani per Wildside, parte del gruppo Fremantle, e co-prodotta da Haut et Court TV e The Mediapro Studio. Il distributore internazionale è Fremantle. Scritta da Paolo Sorrentino con Umberto Contarello e Stefano Bises, è la seconda serie di Sorrentino ambientata in Vaticano. Tutti i nove episodi sono diretti da Paolo Sorrentino.
Il cast, oltre ai due volte nominati agli Oscar Jude Law e John Malkovich, include Silvio Orlando, Javier Cámara, Cécile de France, Ludivine Sagnier, Maurizio Lombardi, già protagonisti in The Young Pope. New entry nella serie sono Henry Goodman, Ulrich Thomsen, Mark Ivanir, Yuliya Snigir, Massimo Ghini e le guest star Sharon Stone e Marilyn Manson.

X Factor, i finalisti: ‘Sogniamo la vittoria ma sfida è dopo’Booda, Sierra, Davide Rossi e Sofia Tornambene, la finale sarà festa – VIDEO

10 dicembre 201915:45

Sognano tutti la vittoria ma sono pure più che convinti che la vera sfida e i traguardi si misureranno dopo i quattro finalisti di X Factor 2019.Giovedì su Sky Uno ci sarà l’ultima puntata in una serata dove sono attesi come ospiti Robbie Williams, che duetterà anche con i concorrenti, Ultimo e Lous and The Yakuza.I 4 sfidanti (I Booda, la Sierra, Davide Rossi e Sofia Tornambene) hanno incontrato i giornalisti al Forum di Assago, da dove andrà in onda la sfida in diretta. Tutti emozionati ma già soddisfatti. E per tutti la stessa riflessione. “La vera vittoria è stata la semifinale, quella di giovedì sarà solo una festa”, ha detto il 21/enne David Rossi.”Vincere o no non è il vero traguardo, anche se importantissimo – hanno aggiunto i romani Giacomo e Massimo, i due 26/enni dei Sierra – l’obiettivo è trovare un nostro posto nel mercato in futuro”. “Nessuna delusione se non vinceremo”, hanno ripetuto i Booda. E per Sofia Tornambene, con i suoi 17 anni la più giovane del gruppo, la vittoria è già aver dimostrato di potercela fare da sola scoprendo punti di forza di se stessa che ancora non conosceva.

Golden Globe 2020, Marriage Story in testa con 6 nominationNominati anche The Irishman, Joker e I due papi

NEW YORK09 dicembre 201919:58

Golden Globe, le nomination: Marriage Story (Storia di un matrimonio) guida la lista con sei candidature, per la 77/a edizione. L’annuncio è stato fatto dalla Hollywood Foreign Press Association.Prodotto da Netflix, diretto da Noah Baumbach e interpretato da Scarlett Johansson e Adam Driver, è candidato tra l’altro come miglior film insieme a The Irishman, Joker, I due papi e 1917. Volkswagen Transporter.Transporter 6.1 con finanziamento TAN 0% fisso, TAEG 1,16% in 48 rate da 417€ più anticipoVolkswagenScopriloScarlett Johansson, protagonista di Marriage Story (Storia di un matrimonio), ha ottenuto la nomination come miglior attrice in un film drammatico; per la stessa categoria sono state nominate anche Cynthia Erivo per Harriet, Saoirse Ronan per Little Women, Charlize Theron per Bombshell e Renee Zellweger per Judy.Come miglior attore in un film drammatico sono stati nominati Christian Bale per Ford v Ferrari (Le Mans 66 – La grande sfida), Antonio Banderas per Pain and Glory (Dolor y Gloria), Adam Driver per Marriage Story, Joaquin Phoenix per Joker, Jonathan Pryce per I due papi.Nella categoria miglior regista sono candidati Martin Scorsese per The Irishman, Bong Joon Ho per Parasite, Sam Mendes per 1917, Todd Phillips per Joker, Quentin Tarantino per Once Upon a Time in Hollywood (C’era una volta a… Hollywood).

David Lopez, racconto una generazione sospesaA Roma con il libro d’esordio ‘Il feudo’

09 dicembre 201909:48

DAVID LOPEZ, IL FEUDO, (SELLERIO, PP 227, EURO 16)Caso editoriale in Francia con il romanzo d’esordio ‘Il feudo’, David Lopez racconta una generazione di trentenni “sospesa” tra la periferia e la campagna, né sobborgo, né quartiere chic, con protagonista il pugile Jonas e i suoi amici. “C’è questa dimensione dell’essere a metà tra due mondi, sia dal punto di vista geografico, tra la città e la campagna, sia dal punto di vista sociale. I personaggi cercano sempre di capire chi siano ma non sanno mai chi sono. E alla fine questa ricerca della propria identità trova una risposta positiva soltanto nello stare insieme” racconta Lopez, 35 anni, originario di Nemours, al centro della Francia, che fa pugilato, ha un talento particolare per la scrittura e uno stile tutto suo fatto di oralità e linguaggio letterario. “I ragazzi del romanzo non riescono a ritrovarsi nelle aspettative che la società ha nei loro confronti. E’ tutto molto sospeso ed è questa sospensione a tenere insieme la mancata capacità di decidere da parte dei personaggi. La domanda da porsi è: quali sono le scelte da fare in base a chi si è davvero?” dice Lopez alla fiera della piccola e media editoria Più libri più liberi alla Nuvola di Roma.L’ambientazione della storia – che alterna momenti divertenti all’amarezza e vede questo gruppo di amici scandire il tempo al ritmo delle canne “è una scelta che viene un po’ dal caso, ma soprattutto è stata – dice lo scrittore – una mia urgenza perché riporta tutto a una realtà che conosco bene. Questa città è indefinita: è un po’ Nemours, ma potrebbe essere qualsiasi luogo della Francia. La sua caratteristica principale è la distanza dalla metropoli”. La precisione nel raccontare è invece una cosa a cui tiene molto Lopez, che con ‘Il feudo’, pubblicato in Italia da Sellerio nella traduzione di Marina Di Leo e Giulio Sanseverino, ha vinto il Prix du Livre Inter 2018. “Subisco molto la fascinazione della scomposizione dei gesti. Così descrivere lentamente i passaggi del fumare una canna mi ha permesso nel libro di dilatare il tempo facendo entrare il lettore nella narrazione. Ci sono possibilità diverse delle conseguenze del fumo: ci può essere uno stadio della vita in cui fumare a certi livelli può diventare nefasto, ma, per questi ragazzi che non sono ancora adulti e non più adolescenti, la cannabis è uno strumento per procrastinare le decisioni, per spostare sempre in avanti qualcosa che si sente come pressione esterna” sottolinea Lopez. Jonas è un pugile di un certo talento e ha una ragazza che lo chiama per fare sesso ma da lui non vuole altro. Trascorre le giornate con il suo gruppo di amici, che sono gli stessi delle elementari , giocando a carte, litigando, parlando di boxe.Senza particolari passioni o forme di protesta, semplicemente sentendosi sicuro in questo “feudo”. “Non volevo trovare in questo libro delle scuse a un certo modo di vivere, né giudicare. In questo modo si possono mostrare molti più aspetti umani dei personaggi. L’umanità viene fuori dall’umorismo, dal fatto che si ride pur essendoci molta amarezza. C’è anche la noia e nello stesso tempo passività e inventiva” sottolinea lo scrittore che ha le mani piene di anelli colorati. “Il rapporto tra Jonas e la boxe è un po’ come il mio con la letteratura. Ci sono persone che mi dicono continuamente che ho del talento ma io non ci credo. La boxe è anche lo sport perfetto per descrivere ogni movimento muscolare e quindi della narrazione” racconta Lopez che vive sempre a Nemours e non ha cambiato vita. “La mescolanza di lingua orale e letteraria è arrivata dopo aver provato a scrivere in maniera più tradizionale, come mi aspettavo che dovesse essere un romanzo.Ma per me non funzionava e ad un certo punto ho capito che questo ambiente non poteva venir fuori che dal linguaggio che io ho usato. Questo mi ha liberato da quella visione di letterarietà che un romanzo dovrebbe avere secondo alcuni canoni” sottolinea. Il successo in Francia “mi ha dato molta fiducia perché ‘Il feudo’ è nato come una scommessa. Mi ha dato molta sicurezza, ma nello stesso tempo ho sentito che per scrivere ho bisogno di sentire la fragilità del rischio. Per dare il meglio devo trovarmi in sfida con me stesso” afferma e annuncia che il romanzo è stato opzionato per farne un film, “ma è tutto nella fase di costruzione. Il copione dovrebbe essere pronto il prossimo autunno”.

Il primo Natale, Ficarra e Picone nel presepeIn sala dal 12 dicembre, fra leggerezza e temi come accoglienza

09 dicembre 201909:45

accontare “con situazioni comiche ma anche momenti per pensare il Natale per quello che realmente è, anche se molti se ne dimenticano, cioè il compleanno di Gesù”. E’ nata così, spiegano Salvo Ficarra e Valentino Picone, registi e protagonisti, la loro irruzione nel presepe nella loro nuova commedia, Il primo Natale. Per il duo (che festeggerà nel 2020 25 anni di sodalizio artistico con un tour teatrale che toccherà oltre 20 città) è il primo film che arriva in sala in sala durante le Feste: sarà in sala dal 12 dicembre in oltre 600 copie con Medusa.
Utilizzando il modello dell’avventura in un’altra epoca storica, molto popolare in commedia anche in Italia, da Totò e Cleopatra a Non ci resta che piangere con Benigni-Troisi, passando per i viaggi nel tempo di Villaggio e Boldi-De Sica, la tessitura leggera si apre anche a temi attuali, come l’accoglienza evocata sin da una potente sequenza iniziale: “Un richiamo agli ultimi, a vari tipi di ultimi, dal barbone per le strade di Parigi ai migranti”, dicono Ficarra e Picone, anche cosceneggiatori con Nicola Guaglianone e Fabrizio Testini. Scene come quelle della natività “sono state anche sul set particolarmente emozionanti per noi – spiegano -. Siamo da sempre appassionati dei film di Natale, e realizzarne uno è un impegno importante nei confronti del pubblico. Volevamo che fosse diverso e originale”.
Prodotta con un budget di circa 11 milioni di euro da Attilio De Razza (Tramp Limited) in collaborazione con Medusa, la commedia traccia l’avventura di Salvo (Ficarra), ladro di oggetti sacri e Don Valentino (Picone), sacerdote con il chiodo fisso del presepe vivente, che vengono proiettati, per ragioni misteriose, nella Palestina dell’anno zero, pochi giorni prima dalla nascita di Gesù. Tra occasioni di ribellione e la caccia di un Erode reso da Massimo Popolizio un villain da antologia, Salvo e Valentino si mettono in cerca di Giuseppe, Maria e della mangiatoia. Un percorso tra scelte complesse e la necessità di abbandonare paure e egoismi per passare all’azione. Nel cast, fra gli altri, anche Roberta Mattei, Giacomo Mattia e la piccola Giovanna Marchetti. A dare forza al film, oltre alle ambientazioni marocchine, ci sono le scenografie di Francesco Frigeri e i costumi di Cristina Francioni. “Il racconto è come una parabola, comprensibile anche per chi non crede – sottolinea Nicola Guaglianone, già coautore con Ficarra e Picone de L’ora legale – L’inizio ci mostra la maniera nella quale tutti noi a volte reagiamo come fossimo anestetizzati davanti a certe immagini”. Con Salvo e Valentino “si cerca sempre lo sguardo ironico. Qui trattiamo anche temi seri, come l’immigrazione senza che serva mai nominarla Come diceva Leo Benvenuti (grande sceneggiatore, ndr), col tempo le cose cambiano, l’ironia le fissa invece nella loro verità”.
Fanno capolino nel film anche alcune battute pungenti come quella innescata dal riutilizzo di uno slogan leghista: ‘Roma ladrona’, tirato fuori contro l’esercito romano invasore, con i due protagonisti che commentano: “Dicevano così anche da noi…
poi se ne sono dimenticati”.
Il loro film precedente L’ora legale (2017) non era stato iscritto da Ficarra e Picone alla competizione dei David, perché i due attori-registi non trovavano che i meccanismi di votazione fossero equi: “Il primo Natale invece lo iscriveremo. Dalla decisione presa per L’ora legale era nato un dibattito che ha anche portato a modificare alcune regole del premio”, sottolineano.

‘Acca’ vince il 62/o Zecchino d’OroDodici canzoni in gara, giurie di bambini e ospiti vip

08 dicembre 201912:13

‘Acca’ (testo di Flavio Careddu e Irene Menna, musica di Alessandro Visintainer), brano cantato da Rita Longordo, 8 anni, di Sanremo (Imperia), ha vinto la 62/a edizione dello Zecchino d’Oro, il più conosciuto festival di canzoni per l’infanzia, trasmesso in prima serata su Rai1 dall’Unipol Arena di Casalecchio di Reno (Bologna). Al secondo posto – e pezzo più votato sul web – ‘I pesci parlano’ (Ciprì-Baggio), interpretato da Matilde Gazzotti, 4 anni, di Casalecchio e Giulia Rizzo, 5 anni, di Palermo. Terzo ‘Non capisci un tubo’ (Careddu-Spera), cantato da Gabriele Tonti, 5 anni, di Sabaudia (Latina). ‘Acca’ parla in musica della lettera più silenziosa, quella meno scritta, ma molto importante.
Presentati da Carlo Conti e Antonella Clerici, con la direzione musicale di Peppe Vessicchio, e accompagnati dal Piccolo Coro dell’Antoniano diretto da Sabrina Simoni, sono stati riproposti tutti i 12 brani inediti in gara, cantati da 16 piccoli interpreti provenienti da undici regioni. A votare le canzoni in finale, assieme alla tradizionale giuria di bambini tra 8 e 12 anni, una giuria vip con Giovanni Allevi, Luciana Littizzetto, Ficarra e Picone, Laura Chiatti, Claudia Gerini e Stefano De Martino.
Anche nella serata finale ampio spazio è stato dedicato alla campagna ‘Operazione Pane’, che sostiene 15 mense francescane in Italia e ad Aleppo, in Siria, mettendo a tavola e aiutando persone e famiglie in condizioni di grave disagio sociale. Per offrire un contributo basta un sms o una telefonata da rete fissa al numero solidale 45588.

Ella, da rifugiata a venditore topCon lei il reparto gastronomia di un supermercato è uno dei più produttivi d’Italia

12 dicembre 201913:29

Ella Antony, nigeriana di 33 anni, fa parte di quella minoranza di rifugiati che sono riusciti ad integrarsi in Italia. Cinque anni fa dopo aver attraversato il deserto nel Niger, ha raggiunto la Libia e con un barcone ha attraversato il Mediterraneo sbarcando a Taranto. Dal 19 luglio è addetta alle vendite nel reparto gastronomia di un supermercato Carrefour a Roma. “Per il momento questa è la mia strada – spiega – e voglio imparare bene”.Ma già adesso il suo impegno nel supermercato in zona piazza Bologna, è un successo. “Ella ha imparato rapidamente – spiega Aniello Bove, responsabile delle Risorse Umane di Carrefour – e grazie alla sua contagiosa forza di volontà c’è stato uno scambio ed uno stimolo reciproco con i suoi colleghi: il volume d’affari del reparto gastronomia è cresciuto ed ha raggiunto i primi posti in Italia”. Il giorno del mio compleanno i colleghi mi hanno fatto una sorpresa: ho trovato torta e regali”. Ella prima di allora non lo aveva mai festeggiato.

Al via quarta edizione ‘Fai viaggiare la tua storia’Promosso da Autogrill e Libromania per aspiranti narratori

12 dicembre 201914:07

– Al via la quarta edizione del Premio ‘Fai viaggiare la tua storia’ dedicato alla ricerca di nuovi talenti letterari, promosso da Autogrill e Libromania. Per concorre al premio, rivolto agli aspiranti autori di narrativa, si possono candidare le proprie opere dal 9 dicembre 2019 al 22 marzo 2020 (http://autogrill.libromania.net). Il manoscritto dovrà avere un numero di caratteri compresi tra 240.000 e i 600.000. La selezione delle opere sarà curata da Libromania insieme a una giuria di esperti, composta dalla direzione editoriale di DeA Planeta, dall’autrice Anita Pulvirenti – in uscita a gennaio per DeA Planeta – e dal vincitore dell’ultima edizione, Dario Galimberti. Anche in questa edizione sarà parte delle commissione valutativa Gabriele Colleoni, vicedirettore del Giornale di Brescia. La giuria avrà il compito di selezionare le opere finaliste, decidere quale premiare con la pubblicazione in edizione cartacea e individuare i dieci titoli da pubblicare in digitale.
I finalisti e il vincitore di ‘Fai viaggiare la tua storia’ saranno comunicati a maggio 2020 in un evento dedicato. L’opera vincitrice sarà pubblicata entro luglio 2020 e sarà disponibile in anteprima nei punti vendita Autogrill e poi nelle librerie.
Tutte le opere finaliste saranno pubblicate in eBook entro l’estate 2020.
Un’ombra sul lago di Dario Galimberti, il romanzo vincitore dell’edizione 2019, definito da Matteo Strukul “un giallo asciutto ed efficace che suona già come un classico”, ha raggiunto finora le 10.000 copie in tutte le edizioni. Alla terza edizione di Fai viaggiare la tua Storia sono state ammesse 457 opere, con un incremento del 15% sull’anno precedente.
L’iniziativa, in tre anni, ha coinvolto circa 2.000 aspiranti autori e ha visto la pubblicazione di un totale di 37 libri in digitale e in edizione cartacea print on demand.
“Ci auguriamo che sempre più aspiranti scrittori decidano di far viaggiare la loro storia con noi” dice Stefano Bordigoni, amministratore delegato Libromania.

Premi: al via quarta edizione ‘Fai viaggiare la tua storia’Promosso da Autogrill e Libromania per aspiranti narratori

12 dicembre 201914:07

– Al via la quarta edizione del Premio ‘Fai viaggiare la tua storia’ dedicato alla ricerca di nuovi talenti letterari, promosso da Autogrill e Libromania. Per concorre al premio, rivolto agli aspiranti autori di narrativa, si possono candidare le proprie opere dal 9 dicembre 2019 al 22 marzo 2020 (http://autogrill.libromania.net). Il manoscritto dovrà avere un numero di caratteri compresi tra 240.000 e i 600.000. La selezione delle opere sarà curata da Libromania insieme a una giuria di esperti, composta dalla direzione editoriale di DeA Planeta, dall’autrice Anita Pulvirenti – in uscita a gennaio per DeA Planeta – e dal vincitore dell’ultima edizione, Dario Galimberti. Anche in questa edizione sarà parte delle commissione valutativa Gabriele Colleoni, vicedirettore del Giornale di Brescia. La giuria avrà il compito di selezionare le opere finaliste, decidere quale premiare con la pubblicazione in edizione cartacea e individuare i dieci titoli da pubblicare in digitale.
I finalisti e il vincitore di ‘Fai viaggiare la tua storia’ saranno comunicati a maggio 2020 in un evento dedicato. L’opera vincitrice sarà pubblicata entro luglio 2020 e sarà disponibile in anteprima nei punti vendita Autogrill e poi nelle librerie.
Tutte le opere finaliste saranno pubblicate in eBook entro l’estate 2020.
Un’ombra sul lago di Dario Galimberti, il romanzo vincitore dell’edizione 2019, definito da Matteo Strukul “un giallo asciutto ed efficace che suona già come un classico”, ha raggiunto finora le 10.000 copie in tutte le edizioni. Alla terza edizione di Fai viaggiare la tua Storia sono state ammesse 457 opere, con un incremento del 15% sull’anno precedente.
L’iniziativa, in tre anni, ha coinvolto circa 2.000 aspiranti autori e ha visto la pubblicazione di un totale di 37 libri in digitale e in edizione cartacea print on demand.
“Ci auguriamo che sempre più aspiranti scrittori decidano di far viaggiare la loro storia con noi” dice Stefano Bordigoni, amministratore delegato Libromania.

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X Factor, Tiziano Ferro ospite della semifinale
Ultimo scoglio per poter accedere alla finale 2019

05 dicembre 2019 09:28

Ultimo scoglio per poter accedere alla finale di X Factor 2019. Solo 4 dei 5 concorrenti ancora in gara potranno coronare il sogno di calcare il palco del talent di Sky prodotto da Fremantle al Mediolanum Forum di Assago. L’appuntamento con la semifinale è per le 21.15, su Sky e NOW TV.La situazione vede avvantaggiato Samuel che ha in gara due componenti della sua squadra: Booda e Sierra sono infatti i Gruppi che si giocano l’ingresso alla finale. Gli altri giudici hanno tutti un concorrente a testa: Mara per i suoi Over schiera Eugenio Campagna, Malika per gli Under Uomini ha Davide Rossi, Sfera Ebbasta per le Under Donne si gioca tutto con la giovane Sofia Tornambene.Ad Alessandro Cattelan il compito di guidare giudici e concorrenti nella sfida che si svolgerà in due manche classiche, al termine delle quali il meno votato di ciascun turno andrà allo scontro finale.Nella prima manche i concorrenti si esibiranno sulle note dei brani scelti dai rispettivi giudici: Mara ha assegnato ad Eugenio Campagna Una buona idea di Niccolò Fabi, Malika ha scelto Toxic di Britney Spears per Davide Rossi, Sfera ha affidato a Sofia Tornambene Human Nature di Michael Jackson, Samuel ha selezionato Born Slippy, Nuxx di Underworld per la Sierra e Dibby Dibby Sound di Dj Fresh vs Jay Fay per i Booda.Nella seconda manche spazio per il classico momento “My Song”, durante il quale i concorrenti presenteranno il loro brano del cuore. Così Eugenio ha scelto Nessuno vuol essere Robin di Cesare Cremonini, Davide interpreterà Uptown Funk di Bruno Mars, la canzone del cuore di Sofia è Love of my Life dei Queen, mentre la preferenza della Sierra è per Ni Ben Ni Mal di Bad Bunny, quella dei Booda è per Level Up di Ciara.Ospite di questa settimana è Tiziano Ferro. L’artista si esibirà nell’opening con i concorrenti interpretando un medley di tre delle sue hit e presenterà poi, in anteprima assoluta live, il suo ultimo successo In mezzo a questo inverno.Per la prima volta sul palco di X Factor il pianista siriano Aeham Ahmad, che trasmetterà, grazie alla musica, il suo messaggio di coraggio, orgoglio e speranza. Aeham al piano, suonerà un suo brano “I forgot my name” (con testo in arabo) e poi insieme a tutti i concorrenti di X Factor 2019 intepreterà “Mad World” dei Tears for Fears.Settimo appuntamento anche per Extra Factor, il late night show guidato da Pilar Fogliati e dal suo compagno di viaggio Achille Lauro. Quest’ultimo racconterà, nella sua rubrica settimanale Al Confidential, le impressioni dei ragazzi sul percorso che stanno facendo, le loro emozioni e i loro timori della settimana appena trascorsa.

Franco Arminio, l’amore come politicaPoeta e paesologo, dai versi all’impegno civile

05 dicembre 201920:13

FRANCO ARMINIO, ‘L’INFINITO SENZA FARCI CASO. POESIE D’AMORE’ (BOMPIANI, PP. 122, EURO 14,00) Che ci fa un poeta che incanta la rete parlando d’amore nelle piazze affollate dei piccoli paesi a predicare il ripopolamento? E’ la contraddizione della ”nicchia di culto” in cui vive Franco Arminio, poeta appunto ma anche ”paesologo”, come ama definirsi lui, impegnato in una moltitudine di sfumature della definizione stessa di ‘impegno’, che va dalla politica alla sessualità. ”Perché se è il momento delle sardine io direi che la poesia è un tonno”, chiosa. ”Personalmente credo molto nella rete ma non basta metterci solo i propri testi, bisogna starci con il proprio corpo e la propria vita. Paradossalmente la rete, che è il mondo digitale, esalta di più quello rurale. Ed io, che non ho mai lasciato il paese dove sono nato (Bisaccia, in provincia di Avellino, il 19 febbraio del 1960 ndr), mi trovo molto a mio agio. Non è contraddittorio”.    Ora torna ai versi con una bellissima raccolta, ”L’infinito senza farci caso. Poesie d’amore’, appena uscita per Bompiani, che parla appunto di sentimenti. ”La poesia è il farmaco della vita, abbiamo consumato ogni tipo di consolazione e fuga dalla realtà, la politica, lo yoga, il corso di tango. Ma i miei lettori sono tanti, da quelli colti a quelli improvvisati ed io voglio parlare a tutti. Quest’ultimo libro parla d’amore, e in questo c’è un versante politico importante, perché riprendere a fare l’amore è anche una questione politica. Parliamo delle relazioni delle persone. Gli apparati, le forme che diamo ai nostri sentimenti spesso non corrispondono alle nostre esigenze, per questo parlo di intimità provvisoria. La nostra testa è un luogo sopravvalutato. Il mio è amore anche per i luoghi, è anticapitalista , è l’opposto della globalizzazione. Produciamo una buona politica amandoci meglio”.
Una ricerca che nella poesia di Arminio sembra non avere fine: ”Prima di morire troverò/ quello che cerco./ E se non accade/ cercherò anche dopo,/ getterò i miei atomi allo sbaraglio/ nell’universo/ ti cercherò/ dentro un albero/, una tegola/ una scarpa”, scrive. Una passione che è declinata anche come civile. ”Le mie due passioni, quella della poesia e quella civile, si intersecano nella mia vita quotidiana, nelle battaglie che vanno da quelle contro le discariche allo spopolamento dei piccoli paesi dell’Appennino. La passione civile per me è una risposta all’angoscia, alla tristezza, alla sfiducia, al catalogo dei fallimenti che incontro nei miei infiniti viaggi nei piccoli luoghi d’Italia. E’ qui che la politica dovrebbe venire, fisicamente, a dimostrare la sua capacità di esistere”.
Lui intanto domani va dal ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano, ”per affrontare il tema dello spopolamento, perché il ritorno ai paesi farebbe bene alle infinite caste che ci sono in Italia. Bisogna costruire occasioni di lavoro, fare un grande progetto per l’Appennino”.

Taobuk, il decennale del festival dedicato all’entusiasmoDal 18 al 22 giugno a Taormina

05 dicembre 201911:29

– Sarà dedicata al sacro fuoco dell’entusiasmo la decima edizione di ‘Taobuk che si svolgerà a Taormina dal 18 al 22 giugno 2020. Il festival, ideato e diretto da Antonella Ferrara, che rappresenta la passione per i libri in un orizzonte sempre più vasto e aperto, coniugando le belle lettere con le altre arti, si prepara al traguardo del decennale invitando a riflettere sulle infinite interpretazioni che l’entusiasmo ha avuto nel corso dei secoli.
“Ho bisogno d’amore, amore, amore, fuoco, entusiasmo, vita” scrive Giacomo Leopardi nelle Lettere da Roma. “Le parole del poeta, associate alla nozione stessa di ‘pessimismo cosmico’, ci ricordano che l’entusiasmo è una categoria dello spirito. Di quello universale, ma ancora di più di quell’idea – potente e in crisi – che va sotto il nome di Occidente. Entusiasmo che è in perenne contraddizione dialettica con il suo opposto, con la desolata contemplazione dei propri limiti: una contraddizione sufficiente a definire l’uomo, perennemente sospeso tra la consapevolezza dell’Infinito e le proprie fragilità” sottolineano gli organizzatori.
Come sottolinea Antonella Ferrara, “Il manifesto di Taobuk 2020 vuole essere un’occasione per costruire idee, prospettive, volontà, come antidoto alla crisi e alla depressione dell’Occidente, come volano delle sfide che il mondo contemporaneo ci pone: l’avvento dei nuovi colossi dell’economia, della scienza, della cultura, a partire dai mercati mediorientali e soprattutto dalla Cina, mai così concorrenziale. Nell’anno che celebra la decima edizione del Festival – figlio di una visione che ha trovato nell’entusiasmo il proprio centro di gravità grazie ai molti che ne hanno condiviso la progettualità – Taobuk conduce un ragionamento intorno a questa risorsa imprescindibile dell’uomo, antidoto al tanto dibattuto ‘tramonto dell’Occidente’, perché linfa vitale degli innovatori, dei creativi, dei visionari”.

Starnone, Confidenza chiude percorso ma non mi fermoDialogo a Torino con Missiroli sul nuovo romanzo

TORINO05 dicembre 201911:40

– “Confidenza è il libro conclusivo di un percorso cominciato con Lacci e proseguito con Scherzetto, ma è anche il libro di uno scrittore anziano che monta tutti i temi di cui si è sempre occupato: la coppia, la famiglia, l’insegnamento, lo scrivere, la politica come bisogno di capire in quale mondo viviamo. Ho cercato di rovesciare in questo libro tutti i temi che mi stanno a cuore”. Domenico Starnone parla per la prima volta (è lui stesso a dirlo) del suo nuovo romanzo, Confidenza, da poco pubblicato da Einaudi.
“Si apre un altro percorso? E’ molto ottimista chiedere questo a un uomo di 76 anni, ma sono ottimista e quindi rispondo nel modo più doloroso: sì”, dice a Marco Missiroli, autore di Fedeltà, con cui dialoga in un incontro organizzato dal Salone Internazionale del Libro di Torino al Circolo dei Lettori.
“La mia intenzione era costruire una storia intorno al tema del confidarsi nel senso di affidarsi a un altro, raccontando qualcosa che non abbiamo voglia di raccontare neanche a noi stessi. Il tema pedagogico, pedagogia dell’affetto e pedagogia della paura, attraversa tutto il libro così come il tema etico”, spiega Starnone che in Confidenza racconta la relazione tormentata tra Pietro e Teresa, lui professore di liceo e lei sua ex alunna, che si lasciano dopo una notte trascorsa sul letto a raccontarsi un segreto, qualcosa mai detta a nessuno. E proprio quella confidenza resta il filo che continuerà a tenerli uniti tutta la vita anche dopo la separazione, molto più forte di un matrimonio canonico.
Starnone parla della sua scrittura “non retorica e non altisonante. La prima stesura – racconta – è di getto, velocissima, riscrivo in un secondo momento i punti in cui c’è troppa ricerca di effetti emotivi. Non so mai da che parte andrà il racconto, la struttura si definisce scrivendo. Se sapessi quello che c’è in mezzo mi annoierei”.
E Starnone lettore? “I libri li martorizzo, li segno, anche con la penna se non ho una matita a portata di mano. Quando ero ragazzo li divoravo in modo confuso, poi sono diventati un impegno, servono a capire, a imparare a scrivere. A volte resto su una frase più giorni, mi chiedo come ha fatto. Leggete e chiedetevi come ha fatto, è questa domanda che rende un libro straordinario”.

Venice Factory, i vetri veneziani in mostra a RomaAlla galleria Aldo Frasca gli strambotti in vetro soffiato: animali e fiori del design storico italiano

5 dicembre 201911:59

Nati dalla tradizione tutta muranese delle figure e degli animali, gli strambotti in vetro soffiato, sono personaggi, animali e fiori in dimensioni diverse, a volte di carattere funzionale, a volte semplici oggetti di charme. Alla Galleria Aldo Frasca, che dal 1992 si occupa di design storico italiano con un occhio in particolare alle creazioni in vetro, in mostra una collezione che è il risultato della collaborazione tra la designer Eliana Gerotto e il maestro vetraio Gianni Seguso.In questi oggetti un segno contemporaneo incontra l’antica maestria delle tecniche del vetro di Murano: il Balloton, i fiori a Torselo, il vetro soffiato in canne, le Morise, la foglia d’oro e i fiori a Fracco. Nei disegni di Eliana Gerotto riaffiorano il pop dei pagliacci, gli amati vetri del ‘900, il fascino dei lampadari Rezzonico dei palazzi veneziani.Eliana Gerotto è la direttrice creativa di Venice Factory. Ha collaborato con le maggiori aziende italiane di design (Molteni, Arclinea, Venini, Foscarini, Paola Lenti) e ricevuto importanti riconoscimenti internazionali (ELLE Decor International Award 2007 e Good Design Award of Chicago Atheneum). Ha curato allestimenti di prestigiose mostre archeologiche nei maggiori musei europei: Palazzo Grassi, Musée du Louvre, Staatliche Museen Berlin, Palazzo Diamanti a Ferrara, Colosseo.

410 euro la spesa in libri per biblioteca scolasticaDati AIE, 84,8% istituti ha una biblioteca, era l’89,4% nel 2011

05 dicembre 201912:15

– È di 410 euro la spesa media annua per acquisto di libri in Italia, per biblioteca scolastica.
Corrisponde a circa 0,2 libri nuovi a studente. Il patrimonio bibliotecario scolastico medio è invece di 5,8 libri a studente.
E la spesa annua per il funzionamento complessivo della singola biblioteca a scuola è di 1.152 euro. Questo il profilo delle biblioteche scolastiche nella fotografia – a cura dell’Associazione Italiana Editori (AIE), in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca (MIUR), il Centro per il Libro e la Lettura (CEPELL) e l’Associazione Italiana Biblioteche (AIB) – presentato oggi a Più libri più liberi, la fiera nazionale della piccola e media editoria, che sarà alla Nuvola dell’Eur, a Roma, fino all’8 dicembre. L ‘indagine si basa sulle risposte di 7.762 scuole e, dopo otto anni, torna a mostrarci il ruolo, il funzionamento e i bisogni delle biblioteche, oggi presidio fondamentale se si considera che il 26% dei ragazzi (più di 1 su 4) fino ai 14 anni – secondo i dati dell’Osservatorio lettura e consumi culturali di AIE – frequenta almeno una volta al mese una biblioteca scolastica.
Qual è dunque la situazione attuale rispetto al 2011? Oggi più di 8 scuole su 10 hanno una biblioteca, cioè l’84,8% (che scende all’81% al Sud), ma era l’89,4% nel 2011. Una scuola su tre (30,1%) ha una biblioteca sia di classe che centrale, mentre il 60,1% ha solo una biblioteca centrale. Dove non c’è – dicono le scuole – è per mancanza di spazi, nel 43,6% dei casi, e per mancanza di risorse economiche per il 29,6%. Le biblioteche scolastiche centrali occupano in media uno spazio di 57 metri quadri, 16 posti a sedere, in un caso su 3 (35,3%) con postazioni internet. Il profilo del referente è per più della metà dei casi, 52,7%, volontaristico: insegnanti fuori dall’orario, genitori, persino studenti. Solo nell’1,3% dei casi è un bibliotecario professionista ad occuparsene.

Al via a Roma concerti NeaCo’, musica napoletana contaminataDai Neapolitan Contamination la storia di una Napoli inclusiva

5 dicembre 201912:49

– La Napoli inclusiva cantata dai Neaco’ (Neapolitan Contamination) si esibirà nel mese di dicembre a Roma. Le tappe romane del tour sono il Teatro degli Audaci (da oggi al 7 dicembre alle ore 21; l’8 dicembre alle ore 18) e l’Auditorium Parco della Musica (teatro Studio Borgna; mercoledì 11 alle ore 21). Il titolo delle serate romane è “Il viaggio di NeaCo’ – Una favola in forma di concerto”, nata dall’intuizione di Luigi Carbone, Antonio Carluccio, Giovanni Imparato e Aldo Perris. Si narra del viaggio compiuto da un percussionista napoletano che abbandona la sua città e la sua famiglia, girando il mondo per spegnere i demoni della sua irrequietezza. Nel suo viaggio, porta ovunque un frammento della sua Napoli, contaminandolo con gli stili musicali di ogni paese che visita.
I pezzi celebri della musica napoletana sono eseguiti con ritmi funky, jazz, blues, calypso, reggae, rumba fino al tango argentino, per confermare che il sound di Napoli è crocevia di storia e culture. Sul palco, il gruppo è composto da Luigi Carbone (voce narrante e tastiere), Antonio Carluccio (voce e chitarra), il percussionista afro-cubano-napoletano Giovanni Imparato, Aldo Perris (basso), Mats Erik Hedberg (chitarre), Davide Grottelli (Sax e Flauto), Anna Rita Di Pace (violino e voce). “Napoli è una città che non ha mai alzato quei muri che oggi va tanto di moda evocare, che storicamente ha sempre accolto i popoli che arrivavano: greci, romani, arabi, normanni, angioini, aragonesi, spagnoli, francesi, austriaci fino agli americani nella Seconda guerra mondiale. Culture differenti che Napoli ha assorbito come una spugna. La città diventa così luogo-simbolo della contaminazione, perché Napoli è la capitale dello scambio e dell’integrazione. Il progetto NeaCo’ propone, in teatro e in musica, un concetto di inclusività e tolleranza che è nelle viscere di Napoli. L’idea è quella di restituire agli altri, attraverso la musica, quello che ciascuno ha contribuito, in parte, a creare”, afferma il gruppo in una nota.

Pirandello ventenne innamorato, le lettere inedite a JennySaggio riscopre ‘fiamma’ premio Nobel quando studiava a Bonn

FIRENZE05 dicembre 201912:57

– Diciannove lettere autografe scritte da un giovane Luigi Pirandello (1867-1936) a Jenny Schulz Lander (1870-1938) e un libretto di poesie lasciato in dono alla ragazza renana: questi documenti, finora mai pubblicati, sono la testimonianza di un amore giovanile che avrà importanti riflessi sull’opera del Premio Nobel e sono al centro del saggio di Giuseppe Faustini Un amore primaverile (ed. Mauro Pagliai, pp. 256, euro 22) con introduzione di Elio Providenti.
Luigi Pirandello conosce Jenny il 19 gennaio 1890 a Bonn (Germania) dove lui compie studi universitari. Sin dal loro primo incontro, Pirandello la definisce “una delle bellezze più luminose che io mi abbia mai visto”. La elegge ben presto a musa creativa dedicandole diversi componimenti e la rievocherà nelle proprie poesie anche dopo la fine della relazione avvenuta nel 1891. Diciassette missive sono possedute dal Fondo Manoscritti dell’Harry Ransom Humanities Research Center dell’Università del Texas, altre due sono in archivi di Bonn.

Classic blue è il colore Pantone dell’annoGradazione calmante, tranquilla, profonda per il 2020

05 dicembre 201913:04

– Il Classic Blue è il colore Pantone dell’anno per il 2020. Una gradazione calmante, tranquilla quella decisa dal Pantone Color Institute. “In questi tempi difficili, mentre ci muoviamo verso un nuovo decennio, il Pantone Color Institute è tornato indietro nel tempo”, , ha dichiarato Laurie Pressman, vicepresidente dei fornitori globali di consulenza, analisi delle tendenze e analisi del colore. “Il colore è un’ancora che offre stabilità, costanza e connessione”.
Simile al blu marittimo e ma non indaco e più luminoso del blu navy il Classic Blue evoca una sensazione di infinito: è il Pantone 19-4052.

Salone Libro: biglietti prossima edizione online per NataleSconti nelle librerie aderenti al consorzio Colti

TORINO05 dicembre 201913:06

– Quest’anno, in occasione del Natale, il Salone Internazionale del Libro di Torino apre la biglietteria online: da domani, venerdì 6 dicembre, su salonelibro.it saranno disponibili i ticket per la prossima fiera dell’editoria. Un invito a regalare e regalarsi il Salone, la strenna perfetta per i sostenitori della cultura, per gli amanti dei libri e della letteratura. I biglietti saranno in vendita a prezzo ridotto (8 euro anziché 10) anche nelle librerie Colti – Consorzio Librerie Torinesi Indipendenti aderenti all’iniziativa. È la campagna SalTo Natale, organizzata in collaborazione con Cpòti, dal 6 dicembre al 31 gennaio 2020.
L’elenco delle librerie aderenti è disponibile su salonelibro.it.
Regalare il Salone significa donare un’esperienza unica in Italia, perché il Salone è la più grande fiera dell’editoria del nostro Paese. Dal 14 al 18 maggio 2020, a Torino, si daranno appuntamento oltre 1.200 editori, che insieme formeranno una libreria di 63.000 mq. Ma il Salone è anche un festival culturale con più di 1.200 ospiti da tutto il mondo, pensato per i professionisti dell’editoria, per i giovani, bambini e bambine, ragazze e ragazzi, per gli insegnanti e gli studenti.

Marco D’Amore, Ciro L’Immortale potente come JagoLo spin-off di Gomorra in sala dal 5 dicembre in 450 copie

05 dicembre 201913:32

– Marco D’Amore è davvero ‘L’Immortale’, come dimostra puntualmente il film che ha diretto e interpretato, ispirato al personaggio di Ciro Di Marzio di Gomorra.
Dopo il colpo di pistola che gli ha sparato Genny Savastano, il feroce boss, nonostante sia stato buttato in mare e sia sprofondato nelle oscure acque del Golfo di Napoli, non è affatto morto, come racconta questo film in sala dal 5 dicembre con Vision Distribution. Un’opera che pesca anche nell’infanzia del futuro boss nato, come si sa, durante il terremoto del 1980, e nel segno della cross-medialità, segnando un ponte di collegamento tra quarta e quinta stagione della serie (prevista, tra l’altro, solo per il 2021).
“Questa è una storia piena di conflitti e mistero – ha detto Marco D’Amore – e soprattutto di paura. È un errore infatti pensare che i protagonisti di Gomorra, i camorristi, non abbiano paura, ne hanno sempre, infatti. Paura di sopravvivere, paura di non farcela, paura di essere uccisi”. Il film parte dal 1980, quando la terra trema e si sente appunto il pianto di un neonato ancora vivo, ovvero Ciro di Marzio, salvato solo all’ultimo minuto, da qui il suo soprannome: l’Immortale. Poi si passa alla gelida Riga odierna: il boss è esiliato in Lettonia, nel Baltico, dove sta cercando di mettere in piedi un traffico di cocaina con nuovi compagni di viaggio. Ma il Ciro ‘risorto’ dovrà vedersela, oltre che con le ombre del passato, con una banda locale che vuole avere l’esclusiva sul traffico di droga e con la più feroce e potente mafia russa.
‘L’immortale’, oltre a dare voce alle pistole, non manca anche di dedicare tanto spazio all’infanzia di Ciro (interpretato da Giuseppe Aiello, 11 anni), ragazzino sveglio e capace di mostrare di avere da subito la stoffa del boss. Sulla scelta di Giuseppe Aiello, dice Marco D’Amore: “Ho fatto un’infinita serie di provini nelle zone periferiche di Napoli che sono sempre una piacevole sorpresa e hanno qualcosa di magico. Quando ho visto Giuseppe – ha aggiunto il regista-attore – mi ha subito raccontato la sua voglia di far parte del progetto. Poi quando mi ha detto, dopo una lunga pausa di riflessione e con grande spontaneità: ‘io sono buono'”, mi ha davvero conquistato. E ancora D’Amore ha raccontato così il suo personaggio : “Ciro di Marzio, L’Immortale, è il male assoluto, il gesto efferato, la violenza ingiustificabile. Ma è anche la tenerezza improvvisa di una carezza, la compassione per il dolore, il gesto eroico del sacrificio. Ciro è una vetta insormontabile o un abisso senza fondo, a seconda da quale punto di vista lo si osservi. È un essere umano totale, conflittuale, tridimensionale. Ha, a mio avviso – conclude – , la potenza dei grandi protagonisti della letteratura teatrale come l’Amleto o lo Jago di Shakespeare, il Caligola di Camus”.
Il film prodotto da Cattleya con Vision Distribution, in collaborazione con Sky TimVision e Beta Film, ha nel cast anche Salvatore D’Onofrio, Giovanni Vastarella, Marianna Robustelli, Martina Attanasio, Gennaro di Colandrea, Nello Mascia e Nunzio Coppola.

Tv: Sorrisi, Telegatto speciale a FiorelloE’ il personaggio del decennio

05 dicembre 201914:16

– È Fiorello il personaggio del decennio 2010-2019 secondo TV Sorrisi e Canzoni, che ha premiato l’amato conduttore con un Telegatto Speciale. L’ambita statuetta è stata consegnata dal direttore di Sorrisi, Aldo Vitali, nel corso della puntata dello show VivaRayPlay! andata in onda mercoledì 4 dicembre. Un riconoscimento che Fiorello ha voluto condividere con tutte le persone che lo hanno accompagnato in questi dieci anni, dai musicisti agli autori ai costumisti.
Vincenzo Mollica, presente in sala a doppiare la sua versione… “peluche”, è stato premiato con uno speciale Telegattino come personaggio rivelazione di VivaRaiPlay!

Francesca Reggiani, misuriamo le vite a colpi di likeL’attrice a Palladium a Roma con Doc -Donne di origine controllata

05 dicembre 201919:06

Uno show “in grande libertà per parlare dell’oggi”, da una società “settata sui giovani” ai “politici diventati una compagnia di giro in tv, che passa di programma in programma, parlando un linguaggio spesso incomprensibile per il pubblico, tra Mes e Mose”. Così Francesca Reggiani descrive “Doc- Donne di origine controllata”, in scena sabato 7 e domenica 8 dicembre al Teatro Palladium di Roma nell’ambito del Festival Flautissimo, giunto quest’anno alla 21/a edizione. Un viaggio per ridere e pensare, in un momento nel quale “misuriamo le nostre vite a colpi di like e di mi piace”. Nel ‘one woman show’ l’attrice, allieva di Gigi Proietti (“è stato lui a dirigere e produrre il mio primo monologo”) alterna le sue reinterpretazioni, fra le altre di Federica Sciarelli, Giorgia Meloni versione pop, Chiara Ferragni a monologhi come quello “su come uomini e donne vengono ‘serviti’ dal tempo” appena presentato anche agli ‘Stati generali’ dell’amica e compagna di tante avventure artistiche Serena Dandini su Rai3. Un pezzo di teatro e di tv, che sta riscuotendo molto successo anche in rete.”E’ una grande gratificazione – commenta Francesca Reggiani – perché il nostro editore è il pubblico”. ‘Doc’ esplora “il caos di oggi che non è solo italiano – spiega l’attrice e coautrice insieme a Valter Lupo e Gianluca Giugliarelli, con la partecipazione di Linda Brunetta – affrontare ciò che abbiamo davanti con uno sguardo ironico, magari affiancato anche con un tocco di sarcasmo, è una bella salvezza”. Viviamo in un periodo nel quale “ci sono tante cose da osservare, come dico a inizio spettacolo, siamo in una fase di trasformazione,, nel cambiamento fino al collo”. Così Francesca Reggiani, tra momenti di satira più pungente e di ironia più riflessiva (“La cosa bella di uno show come questo è poter mettere e togliere pezzi continuamente”) apre finestre su un presente nel quale il sesso virtuale influenza gli equilibri di coppia (“uomini privati del futuro e del lavoro hanno però sempre a disposizione abbondanza di youporn a costo zero e km zero”) o su una tv, dove tra ascolti a picco, “gli unici programmi che vanno sono quelli di cucina e di cronaca nera”. La sua Giorgia Meloni remix recita “so’ una mamma, so’ italiana, sono romana de ‘a Majana, de Garbatella, so’ diplomata, so’ vaccinata, ho fatto ‘a meningite, ‘a varicella, e gli orecchioni – tutte malattie italiane – e nell’amatriciana non ci metto la cipolla, perché le regole so’ importanti”.Si entra nel mondo di Chiara Ferragni, che racconta il suo duro mestiere di influencer e riflette su come con i suoi 16 milioni di follower potrebbe anche pensare “di invadere la Polonia”. Con Federica Sciarelli, invece “ci sono buone possibilità di ritrovare la signora Sinistra. Si si sono messi in moto Montalbano, Luca Zingaretti e Nicola Zingaretti”. In teatro lo spazio per la satira c’è, ma in tv, Dandini a parte? “Oggi si sceglie in genere un tipo di spettacolo leggero che non è a sfondo satirico: dipende dal momento, forse ci si basa anche su ricerche di mercato – commenta l’attrice – Perciò sono contenta di vedere che quando si satireggia bene il pubblico risponde, gradisce molto, basta guardare che maschere stupende sta facendo Neri Marcorè “. E chissà che in tv non arrivi per Francesca Reggiani “un meglio di, in cui oltre a parodie d sketch, possa tornare a esplorare anche altre strade di dialogo con il pubblico”.

Il Natale dei 100 Alberi d’autore, solidarietà UnicefRaccolta fondi a Roma, 25/ma edizione

OMA05 dicembre 201914:25

– Dall’albero-lampada bianco che prende spunto dalle sfaccettature dei brillanti firmato da Brunello Cucinelli, al Fluffy Effect bianco e oro del designer torinese Carlo Pignatelli, fino a quello in vetro di Murano di Francesco Cuomo, a cui si aggiungono l’albero di Max Mara, di Sylvio Giardina, di Chiara Boni, Martino Midali, Renato Balestra, Enrico Coveri.
Sono alcune delle opere della nuova edizione, la 25/ma, de “Il Natale dei cento Alberi d’autore”, che il suo patron Sergio Valente ideatore dell’evento dal 1991, ha voluto legare stavolta a Unicef Italia, che beneficerà della raccolta fondi dalla vendita delle creazioni griffate, per i suoi progetti umanitari, in particolare per quello a sostegno dell’istruzione alle bambine del Niger. La vendita comincia il 5 dicembre con un gala nel nuovo spazio eventi di Palazzo Brancaccio, presentato da Cinzia Malvini, e si protrarrà fino all’8 dicembre. Madrine dell’evento: Simona Marchini, ambasciatrice di Unicef Italia ed Eleonora Daniele conduttrice televisiva e volto noto di Rai1.
Tra gli alberi realizzati, uno speciale dell’Unicef ispirato alla Pigotta, realizzato appositamente dallo studio romano Corte, che lo descrive così: “Un albero riconoscibile. Come un simbolo, dalla forma astratta in cui tutti si riconoscono.
Semplice ed essenziale come lo disegnano i più piccoli. Un albero che stimola i ricordi, come un gioco. Astratto e coinvolgente. Non uno ma un insieme di alberi. Come in un bosco da percorrere”.
“Grazie a questa iniziativa realizzata in collaborazione con Sergio Valente, sarà possibile sostenere l’istruzione primaria e secondaria delle bambine in Niger attraverso la realizzazione di strutture scolastiche, aule, servizi igienici e la fornitura di materiale scolastico” ha detto Francesco Samengo, presidente dell’Unicef Italia.
Tra gli stilisti e gli artisti che partecipano alla rassegna, non mancano le scuole di moda tra cui L’Accademia di Costume e Moda e L’accademia Koefia di Roma, L’Accademia di Moda di Napoli.

Suleiman, comicità surreale per la PalestinaIn sala Il paradiso probabilmente, menzione speciale a Cannes

5 dicembre 201921:04

Ognuno combatte la battaglia per la sua terra come può ed Elia Suleiman, regista e attore palestinese di 59 anni, lo fa con i suoi film pieni di ironia. Dal concorso di Cannes, dove ha vinto una menzione speciale, arriva in sala dal 5 dicembre Il Paradiso probabilmente (‘It Must Be Heaven’) in cui veste i panni di una sorta di Jacques Tati che fugge dalla Palestina alla ricerca sia una nuova casa che di soldi per finanziare il suo prossimo film.Viaggia e raggiunge prima Parigi e poi New York, ma vede dappertutto la sua terra natale o, meglio, scopre che il mondo si è come palestinizzato. Da qui un racconto burlesco, fatto di tanti brevi teatrini, dove la realtà mostra la sua inconcludenza ma anche, a volte, la sua inattesa politicità. Tutto parte con una mistica processione a Nazareth. Tutti in fila verso una porta santa con tanto di Croce sulle spalle, quando il sacerdote, con fare ieratico, invita a aprirla, quello dall’altra parte si rifiuta per futili motivi. Il Sacro è spezzato. A Parigi non va meglio a Suleiman, quando si siede a un bar è costretto ad assistere al passaggio di centinaia di bellissime modelle ostinatamente concentrate davanti a quel locale. Non manca, sempre a Parigi, un servizio ristorante per homeless con tanto di auto itinerante che si affianca al cliente per strada e fornisce ogni tipo di cibo, anche il più raffinato. E, infine, New York dove le sorprese per Tati arrivano dai taxi. Nel primo teatrino Suleiman diventa oggetto di curiosità di un autista quando scopre che nella sua auto c’e’ nientedimeno che un palestinese (chiama addirittura la moglie per dirglielo con grande orgoglio: “sai chi ho in auto? Un palestinese”). Nella seconda microstoria, da un auto gialla newyorkese si vede uscire una tranquilla coppia borghese, ma che dal bagagliaio tira mitra e bazooka.”In questo film – dice Suleiman – si vedono situazioni ordinarie di vita quotidiana con protagonisti individui che vivono in un mondo pieno di tensioni geopolitiche planetarie. La violenza che ne scaturisce è in realtà poco comparabile a quella che si osserva in alcune parti del mondo. Ma le immagini e suoni che veicolano questa violenza impregna tutti centri del mondo e non più solamente qualche sua piccola parte. I checkpoint – conclude il regista – si ritrovano negli aeroporti, nei centri commerciali e in tutti i paesi le sirene della polizia e gli allarmi di sicurezza non sono più intermittenti, ma costanti”. Frase cult del film, dedicato da Suleiman alla Palestina e ai suoi genitori, quella che dice: “tutti bevono per dimenticare, i Palestinesi no, lo fanno per ricordare”. VAI ALLE NOTIZIE IN TEMPO REALE

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Dal Senegal al Salento, ciak per Oltre il confine
Due bambini migranti protagonisti del film di Valenti

05 dicembre 201914:41

– Sono in corso, tra il Salento e il Senegal, le riprese di Oltre il confine di Alessandro Valenti.
Due bambini africani guardano le stelle e sognano di arrivare in Italia. Il loro mondo è raccontato come in una fiaba: Bekisisa, ha dodici anni e ha una voce magica che incanta gli animali; il suo fratellino Eno, di sei, sogna di avere la maglia di Mané, il grande calciatore della sua squadra del cuore. Soli, lasciano la loro terra dopo aver subito lutti e perdite e raggiungono l’Italia dove la realtà non è certo a misura di bambino.
Avventure, vicissitudini e pericoli, ma un grande legame li unisce e anche altri bambini saranno con loro alla ricerca di un futuro migliore.
Mama Fatou Ndyaye e Fallou Ndyaye, i giovani interpreti di questa storia, sono stati trovati dal regista Alessandro Valenti grazie a un casting in Salento.
«Ho incontrato Mama e Fallou dopo mesi di ricerche per questa storia e sono stato incantato dalla verità e magia del loro sguardo. Bambini che vivevano in un villaggio e dovevano far ogni giorno chilometri per prendere l’acqua. Quando poi li ho incontrati mi hanno insegnato una cosa. Che il dolore e la sofferenza si possono distruggere con la fantasia e l’amore» dichiara il regista Alessandro Valenti.
Il film, che vede la partecipazione anche di Iaia Forte e Nicola Rignanese, è una produzione Scirocco Films e Rosebud Entertainment Pictures con Rai Cinema, in coproduzione con Arte Cofinova, prodotto da Angelo Laudisa e Alessandro Valenti, con il supporto di Apulia Film Commission, il patrocinio di Save the Children Italia, in associazione con Fondazione Emanuel e Banca Sella, con il sostegno di Fondazione Casa della Carità.
Dopo alcune settimane in Puglia, tra Lecce, Otranto e Alessano, la troupe si sposterà in Senegal dove concluderà le riprese a metà gennaio.
Alessandro Valenti, salentino classe ’73, è sceneggiatore di molti film per il cinema: dai primi titoli di Edoardo Winspeare, regista pugliese con cui ha condiviso gran parte del percorso artistico, al prossimo film di Leonardo Guerra Seragnoli, Gli indifferenti tratto da Moravia. Valenti esordisce ora alla regia nel lungometraggio dopo aver diretto diversi documentari, cortometraggi e videoclip.

La lotta alle BR raccontata dagli ‘Invisibili’Arrigo e “Il coraggio tra le mani” degli operativi dell’Arma

05 dicembre 201914:47

– EMILIANO ARRIGO, “IL CORAGGIO TRA LE MANI” (HISTORICA, PP. 214, EURO 17,00) Raccontare la storia delle Brigate Rosse dal punto di vista degli ‘invisibili’, di quegli uomini della Sezione Speciale Anticrimine dell’Arma dei Carabinieri, voluta e creata dal generale Carlo Alberto Dalla Chiesa e comandata dall’allora maggiore Mario Mori. Questo lo scopo del libro “Il coraggio tra le mani” (Historica, pagine 214, euro 17) del giornalista Emiliano Arrigo. Un libro scritto raccogliendo i ricordi del catanese Enzo Magrì, nome di battaglia “Nero”, uno degli invisibili senza divisa e senza nome della SSA di Roma.
“In questi anni – spiega Arrigo – molti libri sugli Anni di Piombo sono stati scritti dai magistrati che lo hanno fatto raccontando le loro indagini e le loro sentenze, dai giornalisti con le loro inchieste, dai vertici delle Forze dell’ordine con le operazioni e gli arresti eseguiti e dai parenti delle vittime con i loro lutti. Ma anche gli ex terroristi, spietati assassini diventati in seguito scrittori, giornalisti, curatori di mostre, lo hanno fatto. E lo hanno fatto raccontando le ragioni vere o presunte di quella loro lotta allo Stato. Nessuno invece, finora, aveva mai raccontato quegli anni così difficili per la nostra Nazione dal punto di vista degli operativi dell’Arma dei carabinieri. Di coloro che il terrorismo rosso lo combatterono e lo sconfissero stando in prima fila”.
“Quello che facemmo – dice Enzo Magrì – lo facemmo con passione e dedizione al servizio, sempre nel rispetto della legalità per garantire la libertà di cittadini e istituzioni. E questo libro prova a colmare una lacuna, a riparare ad una ingiustizia, dando voce e visibilità a chi allora si è ‘sporcato le mani’ con una vita di sacrifici e fatica, vivendo ‘in clandestinità’ proprio come i brigatisti”.
Nel libro nessun segreto di Stato viene rivelato, ma la storia di quegli anni viene raccontata da chi stava dall’altra parte della barricata. Un racconto fatto di pedinamenti, lunghe attese, paure, indagini e arresti. E poi, una storia nella storia. Quella degli operativi e quella dell’incontro tra Nero e l’autore del libro e del loro rapporto che si fa sempre più stretto man mano che la narrazione mette a nudo le motivazioni più profonde, più intime e vere di quel manipolo di uomini invisibili che, scrive Arrigo, “salvarono l’Italia dal baratro”.

Il paesaggio italiano dal 1850 a oggiA Palp Pontedera esposte opere da Giovanni Boldini a Schifano

PONTEDERA05 dicembre 201915:53

– I paesaggi italiani dell’ultimo secolo e mezzo racchiusi in un’unica mostra. E’ ‘Arcadia e Apocalisse. Paesaggi italiani in 150 anni di arte, fotografia, video e installazioni’, in programma dall’8 dicembre al 26 aprile al Palp, il Palazzo Pretorio di Pontedera (Pisa). La mostra, curata da Daniela Fonti e Filippo Bacci di Capaci, “ha l’obiettivo di indagare il modo in cui il paesaggio è stato percepito e rappresentato artisticamente dal 1850 fino ai giorni nostri, mettendo in luce i cambiamenti estetici e di codici rappresentativi e cercando di sensibilizzare la coscienza dei visitatori sul tema del degrado ambientale”. Tra i 100 artisti delle 240 opere in mostra figurano da Giovanni Boldini a Giacomo Balla e Duilio Cambellotti, da Leonardo Dudreville a Fortunato Depero e Ardengo Soffici, e ancora da Michelangelo Pistoletto a Gabriele Basilico e Mario Schifano.

A Rimini ‘1938 Ma che razza di…stampa!’Sulle leggi razziali curata da antiquario Giovanni Luisè

BOLOGNA05 dicembre 201916:52

– A 81 anni dalla promulgazione delle leggi razziali – emanante dal governo italiano tra il settembre e il dicembre del 1938 – si aprirà domenica a Rimini, al Museo della Città, la mostra bibliografica e documentaria ‘1938 Ma che razza di…stampa! giornali, manifesti, immagini e documenti (1938-1944)’ curata dall’antiquario e collezionista Giovanni Luisè.
La mostra – in programma fino al 15 gennaio prossimo – pone l’accento sui documenti e la pubblicistica del tempo che portò all’adozione, in Italia, delle leggi razziali, a partire dal ‘Manifesto sulla purezza della razza italiana’ passando per articoli, vignette, manifesti sul tema cui si aggiungono le leggi e i decreti pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale insieme a documenti manoscritti.

Teatro: il ricordo di Piazza Fontana è Il rumore del silenzioPiece Sarti ricostruisce voci familiari vittime e Pinelli

MILANO05 dicembre 201917:03

– Cerca di restituire il senso profondo e umano di quanto accaduto il 12 dicembre 1969 attraverso le voci dei familiari delle vittime e di Licia Pinelli lo spettacolo ‘Il rumore del silenzio’ di Renato Sarti, che debutta il 9 dicembre al Teatro Elfo Puccini di Milano.Lo spettacolo, che sarà in scena al Teatro della Cooperativa dal 10 al 15 dicembre, prima di partire in tournée, fa parte del ciclo di iniziative promosse dalle amministrazioni comunali di Milano e Brescia in occasione del cinquantennale della strage di Piazza Fontana e del quarantacinquesimo anniversario di quella di Piazza della Loggia (MI50/BS45).Sul palcoscenico, da una parte, Renato Sarti, autore e regista del testo, si farà tramite del dolore dei parenti di chi perse la vita nella strage. Dall’altra parte, Laura Curino darà voce alla testimonianza di Licia Rognini, moglie di Giuseppe Pinelli, che nel 2009 fu riconosciuto dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano come diciottesima vittima della strage.

Festivalfilosofia, online lezioni magistrali ultimi 10 anniOltre 600 appuntamenti audio e video con i maestri del pensiero

ODENA05 dicembre 201917:04

– Mentre si prepara a celebrare il ventennale nel 2020, il Festivalfilosofia di Modena, Carpi e Sassuolo ripercorre buona parte della sua storia – quella che ha coinciso con la diffusione delle tecnologie di condivisione web – creando un’arca digitale per salvare e condividere le lezioni magistrali di oltre 300 autori, italiani e stranieri. Da oggi è infatti disponibile online, sul sito http://www.festivalfilosofia.it, un archivio permanente con 639 lezioni di oltre un decennio di festival, tanto in italiano quanto in lingua originale.
Dall’edizione 2009, dedicata a comunità, fino a quella appena trascorsa, incentrata su persona, sfilano i temi che il festival ha selezionato come questioni focali della discussione filosofica e dell’esperienza contemporanea, dalla fortuna alla natura, dalla gloria all’amore, fino alle arti e alla verità. Consultabile per edizione, autore o con chiavi di ricerca, l’archivio si presenta non solo nel consueto formato video (con la novità di essere pubblicato sia sul sito, sia sul canale Youtube del festival), ma anche in formato audio, sulla piattaforma gratuita Soundcloud, per un facile ascolto anche in mobilità da smartphone. Grazie alla tecnologia del canale Youtube ogni lezione ha una sottotitolatura automatica.

A Palazzo Reale l’arte di Emilio VedovaCurata da Celant a 100 anni nascita.Sala Cariatidi luogo ideale

05 dicembre 201917:05

– Per i cento anni dalla nascita, apre domani a Palazzo Reale di Milano la mostra ‘Emilio Vedova’, curata da Germano Celant, tra le più importanti mai dedicate a uno dei più autorevoli artisti del ‘900. L’esposizione è promossa da Comune di Milano Cultura, da Palazzo Reale e dalla Fondazione Emilio e Annabianca Vedova.
La mostra presenta, oltre ad opere che vanno dagli anni 40 agli anni 90, un intervento ambientale, progettato dallo studio Alvisi Kirimoto di Roma, che prevede la costruzione nella Sala delle Cariatidi di una parete lunga 30 metri e alta 5, circondata da una struttura luminosa indipendente che attraversa diagonalmente il salone, quasi provocandone la severità architettonica, in uno “scontro di situazioni”, come si sarebbe espresso Vedova. In questo contesto lacerato sono esposte, sia a muro che a pavimento, una sessantina di opere, alcune delle quali di imponenti dimensioni, tra cui il celebre ciclo Absurdes Berliner Tagebuch 64 (1964). L’allestimento progettato per presentare il percorso creativo di Vedova – spiegano gli organizzatori – ha l’intento di lavorare sulla forte componente scenografica dell’ambiente per far emergere, nelle due parti contrapposte, gli aspetti innovativi e radicali del suo contributo linguistico alle vicende dell’arte moderna e contemporanea. Vale a dire porre a confronto i suoi lavori degli anni 60, dipinti e sculture, come il ciclo dei Plurimi, con le grandi tele e i Dischi, installati a pavimento, degli anni ’80/’90. In tale dialogo tra estremi si esplicita il valore fondamentale dell’opera di Vedova nel contesto dell’arte contemporanea internazionale.

I Pixies tornano in ItaliaIn estate, l’8 luglio al Roma Summer Fest

05 dicembre 201917:38

– Dopo i due sold out dello scorso ottobre a Bologna e Torino per il tour del loro settimo album “Beneath The Eyrie”, la leggendaria band di Boston tornerà nel nostro paese a luglio e agosto. Mercoledì 8 luglio i Pixies saranno all’Auditorium Parco della Musica di Roma nell’ambito del Roma Summer Fest 2020.
Due ore in cui Black Francis e la sua band, spazieranno dai classici della loro carriera agli estratti dall’ultimo album “Beneath The Eyrie”, pubblicato lo scorso settembre.

The Who tornano con l’album WHOIn uscita il 6 dicembre, 55 anni dopo loro prime registrazioni

05 dicembre 201917:38

– Cinquantacinque anni dopo le loro prime registrazioni, gli Who tornano il 6 dicembre con un nuovo album, intitolato”WHO”. L’album di undici tracce è stato registrato principalmente a Londra e Los Angeles durante la primavera e l’estate di quest’anno. La copertina dell’album è stata creata dall’artista pop, Sir Peter Blake, che ha incontrato la band per la prima volta nel 1964 in una registrazione del leggendario show televisivo Ready Steady Go.
Sir Peter aveva già disegnato e contribuito alla copertina dell’album Face Dances nel 1981. I testi delle canzoni trattano vari argomenti tra cui l’incendio alla Grenfell Tower, il furto musicale, la spiritualità, la reincarnazione, il potere della memoria.
Roger Daltrey lo considera tra i loro album più potenti: “Penso che abbiamo fatto il nostro miglior album da Quadrophenia nel 1973, Pete è ancora un cantautore favoloso e ha ancora quell’avanguardia”.
“Quasi tutte le canzoni di questo album sono state scritte l’anno scorso, con due sole eccezioni – ha aggiunto Pete Townshend -. Non c’è nessun tema, nessun concetto, nessuna storia, solo una serie di canzoni che io e mio fratello Simon abbiamo scritto per dare a Roger Daltrey la giusta ispirazione per far rendere al meglio la sua voce. Roger ed io siamo entrambi vecchi ormai, quindi ho cercato di stare lontano dal romanticismo e dalla nostalgia, se possibile. Non volevo mettere a disagio nessuno. I ricordi vanno bene, ma alcune canzoni si riferiscono alle cose di oggi”.
Gli Who inizieranno un tour nel Regno Unito accompagnati da un’orchestra di quaranta elementi a partire dalla primavera del 2020.

Lo “strano” pomeriggio di Bianca, l’ultimo libro di Moeyaert”Presentazione-incontro” con i lettori alla Fiera di Roma

05 dicembre 201917:39

– In un solo pomeriggio possono succedere tante cose. Belle o brutte. Piccole e importanti. Si possono vivere avvenimenti capaci di farci cambiare o di consentirci di leggere meglio noi stessi. E la storia che racconta Bart Moeyaert, nel libro appena pubblicato da Sinnos editore, “Bianca”, tratta proprio di questo: di un momento in cui una bambina considerata, ingiustamente, dai più “intrattabile” cerca di fare i conti con i propri sentimenti e il proprio modo di essere.
Bart Moeyaert è uno degli scrittori fiamminghi più importanti che ha ricevuto da poco l’Astrid Lindgren Memorial Award, quello che viene considerato il Nobel della Letteratura per Ragazzi.
Ed è un autore molto amato, non solo per la profondità dei sentimenti che riesce a descrivere con grande immediatezza e levità, ma anche per il modo diretto con cui comunica con il suo pubblico. La presentazione di “Bianca”, alla Fiera della piccola e media editoria “Più libri più liberi” che si sta svolgendo in questi giorni a Roma, all’Eur, è infatti un piccolo show con i giovani lettori come protagonisti.
Gli studenti di varie scuole romane, che hanno già letto il libro, decidono di raccontare, loro all’autore, il modo in cui hanno vissuto la storia di “Bianca”. E lo fanno realizzando video e scattando foto in onore della “ragazza intrattabile”, che in realtà è solo un’adolescente sensibile, non ancora pronta a comprendere le convenzioni degli adulti, non ancora disposta ad affrontare il delicato equilibrio familiare che è costretta a vivere. Ma i giovani lettori e lo scrittore hanno ragionato insieme anche su alcune frasi che Bianca pronuncia nel libro come: “A volte il groppo in gola è piccolo. A volte non c’è. Ma ogni tanto è gigantesco. Ogni tanto è oggi”. Oppure quando il fratellino, Alan, parla con l’amico, Jazz, della luna: “Uno spicchio così fine che sembra la ciglia di un angelo…”.
La presentazione del libro si trasforma così in una sorta di happening e di scambio culturale tra i giovani lettori e l’autore, che si presta ben volentieri al gioco rispondendo anche a domande scomode, quasi tutte rigorosamente in inglese, come quella che gli rivolge Sofia (14 anni): “Che cos’è per lei il pensiero?”. In particolare, gli allievi delle scuole di Casal Finocchio e dell’Istituto comprensivo Padre Semeria realizzano un booktrailer unico che colpisce Moeyaert e la fondatrice di Sinnos, Della Passarelli, che, dopo la presentazione ufficiale del romanzo, si fermano a parlare a lungo con gli studenti anche all’interno degli stand della Fiera.
Lo scrittore fiammingo ha pubblicato con la casa editrice romana altri due libri: Il ‘Club della Via Lattea’ nel 2016 e ‘Mangia la foglia’ nel 2018.

A Milano una serata per celebrare Andrea G. PinkettsA Le Trottoir il 20 dicembre, a un anno dalla morte

05 dicembre 201917:53

– “Ci vediamo al Trott”, diceva a chi gli chiedeva un appuntamento. E non poteva che essere organizzata a “Le Trottoir”, la casa d’elezione di Andrea G.
Pinketts, la serata dedicata allo scrittore a un anno dalla sua scomparsa.
Così, il 20 dicembre dalle 19 a mezzanotte, il locale dove scriveva gli dedicherà una serata in cui i due piani, compresa la sala che porta il suo nome, saranno un palcoscenico per chiunque, scrittore, artista, giornalista, musicista, abbia incrociato la sua strada e voglia rendergli un tributo attraverso una canzone, una poesia, un semplice ricordo.

‘Ritratto di donna’, il sogno di Oppi in Basilica PalladianaA Vicenza rassegna del pittore protagonista degli anni Venti

VICENZA05 dicembre 201917:58

– “Ritratto di donna. Il sogno degli anni Venti e lo sguardo di Ubaldo Oppi” è l’evento che registra il ritorno delle grandi mostre nella Basilica Palladiana di Vicenza. La rassegna, aperta al pubblico dal 6 dicembre al 13 aprile 2020, presenta un modello espositivo originale e inconsueto del pittore (Bologna 1889-Vicenza 1942), protagonista della vita culturale e mondana degli anni Venti.
Cresciuto a Vicenza ma formatosi fra Vienna, Parigi e Venezia, Oppi venne scoperto a Milano da Margherita Sarfatti e Ugo Ojetti che promuovevano all’epoca un’arte nuova, all’insegna di una ‘classicità moderna’, che prenderà forma anche nel Realismo Magico di cui diventerà l’esponente più rappresentativo.
Ma non solo Ubaldo Oppi in mostra nella città del Palladio: Klimt, Picasso, Modigliani, Sironi e Casorati furono altri artisti entrati in contatto con l’artista, di cui in mostra si possono ammirare le opere, nella narrazione di un’epoca controversa.

Debutta piattaforma borse dove creativo propone ideaSu Up to you anthology anche collaborazioni con designer famosi

5 dicembre 201918:00

– Debutta una nuova piattaforma e-commerce dedicata alle borse, Up To You Anthology, che non è un tradizionale store online ma si propone come vetrina aperta a chiunque abbia un’idea creativa valida e voglia proporla al mercato. Al suo interno la piattaforma ospita, inoltre, collaborazioni con designer come Naoto Fukasawa, Nendo, Giulio Cappellini, Elisa Ossino.
In pratica il creativo propone il proprio progetto, la piattaforma lo assiste dall’individuazione del giusto produttore all’identificazione delle lavorazioni necessarie, fino alla definizione del prezzo più idoneo. La produzione è Made in Italy, soprattutto legata al distretto toscano, e si avvale unicamente – viene sottolineato – di artigiani del territorio.
Per la produzione vengono utilizzate unicamente pelli bovine, considerate le più ecologiche in quanto materia prima “recuperata” dagli animali destinati all’industria alimentare, e le concerie sono tutte italiane.
Il prodotto finale è quindi messo in vendita nella vetrina online, il cui design è stato curato da Piero Lissoni e che sarà via via arricchita da collaborazioni speciali, che coinvolgeranno di volta in volta guest star affermate, provenienti da settori diversi.

Olga Misik, per i giovani voglio ‘il futuro’Attivista russa, se andrò in prigione avrò tempo per un libro

05 dicembre 201918:10

– Olga Misik, l’attivista russa che ha protestato con la Costituzione in mano, diventata a 17 anni il simbolo delle battaglie pacifiche per i diritti civili in Russia, vuole “il futuro per i giovani” ed è convinta che “le proteste saranno sempre più frequenti, anche in Russia”. “Anche se nel mio paese sarà sempre più difficile protestare , prima o poi ce la faremo a risolvere questa situazione perchè arriveremo a un punto di non ritorno e le cose cambieranno.
Anche in Russia arriverà questo futuro luminoso dove i diritti civili saranno riconosciuti a tutti i cittadini” dice Olga, piccolina con un bel sorriso e un’anima da combattente, al suo primo viaggio in Italia.
Considerata la Greta russa, Olga supporta tutte le battaglie per un futuro migliore, anche il movimento delle Sardine ma della sua coetanea che si batte per il clima dice: “Greta mi piace, la supporto. In tante cose siamo simili, abbiamo la stessa età, un’immagine che ci avvicina sui media però le proteste di Greta non sono pericolose. Lei non rischia nulla. Io sì, specialmente dopo il mio viaggio in Italia perchè io qui incontro giornalisti, rilascio interviste. Il rischio più grande adesso è tornare in Russia perchè il governo vede negativamente le persone che lavano la biancheria sporca fuori casa. Se uno rimane in silenzio, pensano, tutti i problemi si risolveranno da soli”.
In Russia, racconta la Misik che parla spedita per superare la sua balbuzie, “il governo parla molto della stabilità e invece c’è instabilità con la stagnazione. In Europa se a una persona non piace una cosa, come in ogni società sana, comincia a protestare. E’ del tutto normale e ovviamente la forza motrice del cambiamento sono i giovani. In Russia la situazione sarà sempre più difficile. In futuro tutti i sistemi di sicurezza statale diventeranno sempre più severi. Il potere farà di tutto per mettere in cattiva luce tutte le manifestazioni che ci saranno” sottolinea la diciassettenne, attesa e applaudita da tanti giovani alla fiera ‘Più libri più liberi’, alla Nuvola di Roma, che vive a Mosca mentre la sua famiglia sta a due ore di treno dalla città.
“I miei genitori hanno reagito male alle mie proteste: mia mamma sta cominciando a cambiare opinione ma pensa che io faccia una cosa che ha poco senso. Mio padre ama Putin, lo sopporta in tutto ciò che fa. Non gli piaccio ne io ne la mia attività.Ho due fratelli, uno più piccolo, che sta dalla mia parte, e l’altro più grande. Abito da sola, in uno studentato dell’Università dove studio giornalismo” dice Olga che ha iniziato le sue proteste in modo graduale e su Putin ovviamente ha un’opinione diversa da suo padre però “a differenza di molti altri russi non provo odio verso di lui perchè capisco che la causa di molti problemi è proprio il modo in cui il sistema sta funzionando. Per me Putin è una allegoria di una unità politica in quanto tale” dice.
La scorsa estate, durante una delle prime proteste antigovernative, e’ stato un gesto assolutamente naturale per lei leggere la Costituzione : “un mio amico la aveva in mano e io ho preso il testo e lo ho letto ad alta voce” dice e tra gli articoli cita: “il 212 del codice penale della Federazione Russa sui disordini di massa e sul numero di volte che si può partecipare a una manifestazione. E poi l’articolo 31 della Costituzione sulla libertà di assemblee e l’articolo 29 sulla libertà di parola e di stampa”.
Fermata più volte ormai, dice Olga “mi sono abituata ad essere arrestata e me la sto godendo. Non mi rilasciano subito, la polizia ti ferma, ti porta via, si prepara il protocollo per la violazione compiuta. E se sei minorenne, come me, chiamano i genitori per poterti rilasciare. E questo fino a poco tempo fa è stato un grande problema perchè i miei genitori vivono in un’altra città e venirmi a prendere era problematico. Quindi a settembre abbiamo preparato dal notaio una scrittura per i miei legali che possono così venirmi a prendere dalla polizia per il rilascio” spiega la Misik alla sua seconda tappa in Europa, dopo il viaggio in Danimarca, lo scorso settembre.
Di questioni climatiche ed ecologiche “capisco poco, mi batto per i diritti civili, però li supporto e partecipo alle loro manifestazioni, cerco di essere aggiornata sulla loro agenda” sottolinea. E racconta che sta tenendo un blog dal complicatissimo nome russo che significa più o meno l’istinto di sopravvivenza atrofizzata. “Ho tantissimi pensieri e sentimenti che basterebbero per scrivere un libro. Al momento non ci ho pensato. Forse, se sarò imprigionata, avrò tanto tempo per scriverlo” afferma non escludendo assolutamente di finire in prigione.

Teatro: a Bari riapre il Piccinni, restauro lungo nove anniTrenta flash mob accompagnano la due giorni di spettacoli

BARI05 dicembre 201921:04

Aristofane che narra di una discesa negli inferi alla ricerca di un poeta che possa consentire alla città di mantenere il suo teatro, è la frase recitata dal coro di 30 attori in uno dei 30 flash mob che accompagnano la due giorni di spettacoli per la riapertura del teatro Piccinni, con attori e danzatori nella piazza antistante, dopo un restauro lungo nove anni. “Una città si salva anche attraverso il teatro e noi lo abbiamo voluto portare anche fuori dalle sue mura” ha spiegato Licia Lanera che ne ha curato la regia. Riapre così le sue porte il teatro più antico di Bari. Saranno l’orchestra e il coro del Petruzzelli a dare il via alla maratona di musica classica, jazz e spettacoli. Inaugurato nel 1854, il teatro fu intitolato al musicista barese Niccolò Piccini dopo che la regina Maria Teresa d’Asburgo, moglie di Ferdinando II di Borbone re delle Due Sicilie, negò il suo nome. Il restaurato Piccinni ha 775 posti a sedere. I lavori hanno riguardato il foyer, la platea, i plachi e il sipario.

Komagata, come nascono le forme d’arte create per i bambiniIl pluripremiato designer giapponese si racconta a Cagliari

AGLIARI05 dicembre 201919:21

– Primo cartoncino in bianco e nero per creare un contatto visivo con la figlia appena nata. Forme d’arte che richiamavano i seni della mamma, forte richiamo per la bambina. Così Katsumi Komagata, pluripremiato e poetico designer giapponese, ha raccontato in un incontro a Cagliari come sono nati i suoi primi lavori. “Non avevo idea di come si dovesse comportare un padre con una figlia – ha detto con molta tenerezza – e sono partito dai disegni”.
Dal bianco e nero si è passati presto al colore. Una sorta di pedagogia artistica molto semplice con forme sempre più complesse: mele rosse, uccelli blu, farfalle gialle. È la base dei dieci libri Petit yeux, gioielli semplici semplici. Ma pieni di fantasia. “Creavo i miei libri sulla base della crescita di mia figlia”, ha raccontato. Molta attenzione, in generale, alle nuove generazioni. E infatti oggi Komagata ha lavorato e creato insieme ai ragazzi del Liceo Artistico di Cagliari.
Komagata, considerato l’erede del progetto artistico e didattico di Bruno Munari e che nel 2012 è stato tra i protagonisti del MoMA di New York in occasione dell’allestimento “Century of the child: growing by design 1900-2000”, è stato ospite di una giornata di incontri e laboratori organizzata da Sardegna Ricerche, nell’ambito della mostra “Ri-Creazione”.
L’artista giapponese ha mostrato e spiegato i particolari delle sue opere, entrando nei dettagli raccontando come anche la fase adolescenziale della figlia sia stata in qualche modo decisiva per la sua produzione. “Come capita a quell’età si è creato un po’ di distacco da parte sua e non c’era più possibilità di fare libri per lei”.
Ed è stata la svolta per passare ad altro: l’ideazione di libri tattili per bambini non vedenti. Volumi che si aprono e pendono forme a tre dimensioni. Non solo. Si è dedicato anche alla creazione di opere per le persone che non percepiscono con esattezza i colori. Raccontando con poesia i suoi tentativi per avvicinarsi anche a questo mondo.
Moon phase è la sua ultima produzione. È in fase di stampa in Giappone ed è dedicato ai bambini daltonici. Un volume pieno di forme e colori spettacolari. Storie che ritornano: “Ora mia figlia – ha scherzato l’artista – ha trent’anni e ha avuto una figlia: posso di nuovo lavorare con un neonato”.

Nicola Savino a L’Altro FestivalL’annuncio di Fiorello durante Viva RaiPlay!

05 dicembre 201920:55

– Sarà Nicola Savino a condurre “L’Altro Festival”, il programma che prenderà il posto del “Dopo Festival”, nella 70/a edizione del Festival di Sanremo (dal 4 all’8 febbraio). Lo ha rivelato Fiorello, in diretta su RaiPlay durante la trasmissione “Viva RaiPlay!”, mentre ospitava Amadeus (conduttore e direttore artistico della manifestazione 2020) e, a sorpresa, lo stesso Nicola Savino. Il conduttore e attore era già stato alla guida del Dopofestival nel 2016 e nel 2017 affiancato dalla Gialappa’s Band.
L’Altro Festival sarà visibile solo sulla piattaforma digitale della Rai.

Mirren e McKellen, la menzogna è un’arteIl raffinato L’inganno perfetto in sala dal 5 dicembre

6 dicembre 201909:46

– Un gioco raffinato tra mattatori della scena come Ian McKellen e Helen Mirren dà vita a una commedia nera degli equivoci in cui si fa a chi è più bravo a mentire. E’ L’inganno perfetto, il film di Bill Condon (lo sceneggiatore vincitore dell’Oscar per “Demoni e dei”) nelle sale dal 5 dicembre con Mirren e McKellen che recitano per la prima volta insieme sul grande schermo in questo thriller brillante e ricco di suspense della New Line Cinema, sui segreti che le persone nascondono e sulle bugie che vivono..
Il genio della truffa Roy Courtnay (McKellen) ha messo gli occhi su una nuova preda: Betty McLeish (Helen Mirren), una donna da poco rimasta vedova e milionaria. E Roy non intende farsela sfuggire.
Fin dal loro primo incontro, Roy inizia a manipolare Betty con il suo collaudato modo di fare, e Betty, che sembra alquanto affascinata da lui, lo asseconda. Ma questa volta, quella che sarebbe dovuta essere una semplice truffa si trasforma in un gioco di fughe e rincorse, dove la posta in gioco metterà in luce i più insidiosi inganni che li porteranno entrambi attraverso un campo minato di pericoli, intrighi e tradimento.
Tratto dal romanzo d’esordio di Nicholas Searle (Rizzoli), L’inganno perfetto è scritto da Jeffrey Hatcher. Fanno parte del cast principale anche Russell Tovey (“History Boys”, la serie TV “Quantico”) e Jim Carter (la serie TV “Downton Abbey”).
Il film è prodotto da Greg Yolen e Bill Condon. I produttori esecutivi sono Richard Brener, Andrea Johnston, Aaron L.
Gilbert, Jason Cloth, Anjay Nagpal, Jack Morrissey e Nick O’Hagan.

A Roma la prima edizione del Tibet FestivalPer far conoscere e mantenere vive antiche tradizioni

06 dicembre 201909:51

– Un viaggio sul tetto del mondo per conoscere il Tibet. Dal 9 al 15 dicembre a Roma, presso WEGIL (Largo Ascianghi 5) si terrà la prima edizione del Tibet Festival, “Un lungo viaggio sul tetto del Mondo”, organizzato dall’Istituto Samantabhadra centro studi di Buddhismo tibetano: protagonisti saranno i Monaci tibetani del Monastero di Gaden Jangtse (casato Tsawa- India). Durante la manifestazione si potranno visitare gratuitamente le mostra fotografiche di Giampietro Mattolin e Piero Verni “Tulku” e “Amdo” per far conoscere e mantenere vive le antiche tradizioni di questo affascinante paese, l’arte e la meditazione, la sua storia millenaria, i Monaci tibetani.
Un evento per far conoscere e mantenere vive le antiche tradizioni del Tibet, la sua storia millenaria, la sua religione, la sua solida cultura di pace, e altri aspetti affascinanti come l’arte e la meditazione.
Durante questo lungo viaggio sul tetto del mondo si potrà stare accanto ai monaci tibetani, partecipare ad incontri sulla storia del Tibet; seguire seminari sul Buddhismo sulla meditazione e lo yoga. Saranno organizzati workshop per ragazzi e adulti, proiezioni di film, degustazioni di cucina tibetana e vegetariana. Il programma prevede la creazione in presenza del pubblico del Mandala del Buddha della Grande Compassione di sabbie colorate, dedicato alla Pace Universale.

I ragazzi di Radioimmaginaria si raccontanoIn ‘Noi abbiamo futuro’ di Michele Ferrari

7 dicembre 201911:52

ICHELE FERRARI, NOI ABBIAMO FUTURO (MARCOS Y MARCOS, PP 319, EURO 15. Il diario dei ragazzi di Radioimmaginaria, la web radio degli adolescenti, partiti con un Ape Car degli anni Settanta, in versione ecologica, per la Svezia con il pretesto di incontrare Greta Thunberg, è diventato un libro ‘Noi abbiamo futuro’ di Michele Ferrari, ideatore e fondatore della radio.
Fotografo, regista e autore con Gianni Morandi della biografia, ‘Diario di un ragazzo italiano’, Ferrari ha messo una parte di fiction nel libro. “Il plot, gli accadimenti sono romanzati.
Tante cose sono realmente accadute nel viaggio e altre sono immaginate. Tutti possono riconoscersi in qualcuno dei protagonisti. Sono undici dei 300 ragazzi che fanno parte di Radioimmaginaria” racconta. Tra questi c’è Ludovica, 23 anni, che è venuta con Ferrari e altri ragazzi alla Fiera della piccola e media editoria ‘Più libri più liberi’ con ‘Noi abbiamo futuro’, pubblicato da Marcos Y Marcos.
“Quando compi 18 anni puoi scegliere se restare a Radioimmaginaria mettendo a disposizione la tua esperienza. Io coordino le redazioni e se non avessi fatto l’esperienza di Radioimmaginaria non mi sarei resa conto di quanto la mia generazione sia stata abituata ad essere agevolata in tutto. C’è una grande paura del futuro, del dover fare fatica. Si vuole tutto subito” dice Ludovica. “Il viaggio in Ape Car, allestita come stazione radio, è durato 26 giorni, dal 29 luglio al 23 agosto. Siamo partiti da Castel Guelfo di Bologna verso Stoccolma ma Greta era partita per Losanna, in Svizzera dove però l’anno incontrata alcuni ragazzi di Radioimmaginaria.
Abbiamo reso ecologico il nostro mezzo di trasporto che avrebbe inquinato troppo con un pannello solare sul tetto e una marmitta catalitica e abbiamo cominciato il nostro viaggio lento attraverso l’ Europa. Questo percorso è legato alla promozione di un progetto per creare un fondo di borse di studio per i ragazzi meno abbienti che potranno visitare l’Europa con Radioimmaginaria. Vogliamo fare giornalismo d’inchiesta e andare a vedere le cose” racconta Ludovica.
‘Noi abbiamo un futuro’, undici adolescenti e un ApeRadio per salvare il pianeta ci restituisce il ritratto di questa generazione di adolescenti. “In un mondo pieno di fake news riesci a capire, attraverso un viaggio lento, cosa significa farsi un’opinione, toccare con mano le cose. Il libro vorrebbe arrivare a dire: ‘mettiti in movimento e avrai delle grandi soddisfazioni. Fai le cose, fuori dalla dinamica del tutto subito” spiega Ferrari che viene dalla generazione delle radio libere. “Mi sono accorto – dice – che questa generazione era in una crisi potenziale che impediva di capire il valore della comunicazione. Non ho trovato tanta curiosità quando ho aperto nel 2012 a Castel Guelfo di Bologna, Radioimmaginaria, dove può entrare chi ha da 11 a 17 anni. Ora ci sono 300 ragazzi in 50 sedi in diverse parti d’Europa, dalla Norvegia a Malta” racconta l’autore del libro.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Il violinista Stefan Milenkovich a Modena e Imola
Il 7 e l’8 dicembre, tra i brani omaggio a Beethoven

MODENA06 dicembre 201910:25

– L’Orchestra Sinfonica della Radiotelevisione Slovena di Lubiana diretta da Mihail Agafita terrà due concerti, il 7 dicembre al Teatro Comunale Luciano Pavarotti di Modena e l’8 al Teatro Ebe Stignani di Imola, con la partecipazione del violinista Stefan Milenkovich. Brano condiviso delle sue serate sarà il celeberrimo Concerto in re maggiore per violino e orchestra Op. 61 di Ludwig van Beethoven, omaggio al 250/esimo della nascita del compositore.
Interprete di fama mondiale, Stefan Milenkovich è nato a Belgrado e si è precocemente affermato come ‘enfant prodige’. A dieci anni è stato invitato a suonare per il presidente Ronald Reagan in un concerto natalizio a Washington, per il presidente Mikhail Gorbaciov quando aveva 11 anni e per Papa Giovanni Paolo II all’età di 14 anni.
Agafita, che è direttore principale della National Philharmonic della Moldova, dirigerà poi la Terza Sinfonia ‘Eroica’, sempre di Beethoven, a Modena e la Terza Sinfonia ‘Scozzese’ di Felix Mendelssohn-Bartholdy a Imola.

Libri, cresce la nostra editoria all’estero, +8,7%Dati AIE, Spagna paese europeo dove si è più venduto nel 2018

6 dicembre 201911:01

– L’editoria italiana è sempre più internazionale. Nel 2019 sono stati ceduti 8.569 diritti, con un +8,7% rispetto al 2018. E crescono, anche se a ritmo meno sostenuto, i diritti acquistati: sono 9.648, +3,1% rispetto al 2018. È quanto viene fuori dai dati 2019 dell’Osservatorio dell’Associazione Italiana Editori (AIE) sull’import-export dei diritti, presentati a Più libri più liberi, la fiera nazionale della piccola e media editoria, in programma fino all’8 dicembre al Roma Convention Center La Nuvola. L’indagine mostra una trasformazione strutturale dell’editoria italiana che guarda sempre più ai lettori stranieri: dal 2001 ad oggi la vendita dei diritti è aumentata di circa cinque volte (nel 2001 erano 1.800). Nello stesso periodo, invece, gli acquisti sono quasi raddoppiati: erano 5.400. Stabile, rispetto al 2018, la ripartizione per generi più venuti. Bambini e ragazzi e narrativa italiana, insieme, coprono il 64,3% di tutti i diritti venduti ma, mentre la percentuale dei primi è in lieve calo, dal 39% al 38%, la narrativa italiana cresce, dal 25,4% al 26,3%. A seguire la saggistica al 20,6%, gli illustrati al 10,5% e la manualistica al 4,6%. I dati fanno vedere che le piccole case editrici continuano ad acquistare più diritti di quanti ne vendano. Ma se gli acquisti crescono del 2,9%, l’export cresce a tassi molto più sostenuti, +16,5%. Quasi la metà degli acquisti di diritti, il 49,5%, è coperta dai piccoli e medi editori mentre i diritti venduti rappresentano il 23,8% del totale. Il Paese europeo dove si è venduto di più nel 2018 è la Spagna con il 20,3% del totale.

Mostre: a Bologna ‘Etruschi. Viaggio nelle terre dei Rasna’Riuniti 1.400 oggetti da 60 musei ed enti italiani ed esteri

BOLOGNA06 dicembre 201911:11

– Il Museo civico archeologico di Bologna propone dal 7 dicembre al 24 maggio ‘Etruschi. Viaggio nelle terre dei Rasna’, un progetto espositivo dedicato alla civiltà etrusca che comprende alcune delle principali novità di scavo e di studio degli ultimi anni. In mostra saranno circa 1.400 oggetti provenienti da 60 musei ed enti italiani e internazionali, tra cui British Museum, Louvre, Museé Royal d’Art e d’Histoire di Bruxelles, Ny Carlsberg Glyptotek di Copenhagen, Musei Vaticani e le principali Soprintendenze e istituzioni museali italiane.
L’esposizione conduce i visitatori in un itinerario attraverso la terra degli Etruschi e mostra come non esista una sola Etruria, ma molteplici territori che hanno dato esiti di insediamento, urbanizzazione, gestione e modello economico differenti nello spazio e nel tempo, tutti però sotto l’egida di una sola cultura, quella etrusca. Accompagna la mostra un catalogo con saggi dedicati alle singole sezioni di mostre e un approfondimento sui musei etruschi italiani.

David Garrett torna in Italia con Unlimited LiveCinque palasport ad ottobre per festeggiare 10 anni di crossover

06 dicembre 201911:20

– Dopo avere collezionato successi in 14 nazioni, nel 2020 il violinista David Garrett proseguirà con il suo tour mondiale “Unlimited – Live”, portando il suo crossover anche in Italia. Garrett tornerà con cinque date nei palazzetti: 15 ottobre Bolzano, 17 ottobre Assago (MI), 18 ottobre Bologna, 27 ottobre Conegliano Veneto, 28 ottobre Genova. L’artista, che miscela musica e video per produrre un’esperienza di concerto quasi cinematografica, si esibirà in un mix di pezzi inediti, arrangiamenti unplugged e le versioni più appassionanti dei suoi pezzi di maggiore successo. La pianificazione del tour, che celebra i 10 anni di crossover di Garrett, ha richiesto più di un anno. “Unlimited” è ben più del titolo di un tour: è la sua filosofia musicale, una passione per la creatività senza confini.
David Garrett ha già stregato milioni di fan in tutto il mondo con le sue interpretazioni di successi rock come “Purple Rain” o “Smells Like Teen Spirit” o pop come “Viva la vida” o “Hey Jude”, gli adattamenti d’inni come “Nothing Else Matters” o “November Rain” e i suoi arrangiamenti di melodie classiche come la “Sinfonia n. 5” di Beethoven of “Clair de Lune” di Debussy.

A Lecco opera Tintoretto esposta solo 4 volte in 100 anniIn mostra L’annunciazione del doge Grimani, ragazzi come guide

06 dicembre 201911:38

– E’ in mostra da oggi fino al 2 febbraio al Palazzo delle Paure di Lecco ‘L’annunciazione del doge Grimani’ opera giovanile del Tintoretto di proprietà privata che nell’ultimo secolo è stata esposta solo quattro volte.
Si tratta dunque di una esposizione eccezionale che non a caso viene fatta in vista del Natale. “Attraverso questo evento artistico vogliamo ridire i motivi per i quali noi Cristiani festeggiamo il Natale, offrendo alla visione di tutti un capolavoro che racconta la Parola di Dio che entra nella storia”, ha spiegato monsignor Davide Milani. La mostra ‘Il mistero dell’arte Tintoretto rivelato’ curata da Giovanni Valagussa è stata infatti promossa dalla parrocchia di San Nicolò/comunità pastorale Madonna del Rosario con il Comune di Lecco.
Il progetto va al di là della semplice mostra. A illustrare il dipinto, spiegarne la storia ma anche il Mistero che racconta sono infatti 140 ragazzi coinvolti in un progetto di alternanza scuola lavoro. Mentre il catalogo può contare sui contributi di personaggi come il cardinale Angelo Scola, lo scrittore Andrea Vitali, l’attore Giacomo Poretti e la regista Liliana Cavani.

Musica: gli Aerosmith agli I-days di MilanoA Mind il 13 giugno unica tappa italiana gruppo di Steve Tyler

MILANO06 dicembre 201911:57

– Anche gli Aerosmith parteciperanno agli I-days di Milano. La band di Steve Tyler si esibirà a Mind, il Milano Innovation District che sta sorgendo nell’ex area Expo, il 13 giugno, giorno prima del concerto dei Foo Fighters, a cui seguirà il 15 quello di Vasco Rossi. Si tratta dell’unica tappa in Italia del gruppo, che nel 2020 celebra i 50 anni di carriera.
Il nuovo tour arriva dopo il successo della residency a Las Vegas, Aerosmith: Deuces are Wild, cominciata lo scorso 6 aprile e che terminerà il 4 giugno 2020. Le oltre 50 date di cui si compone la residency al Park MGM hanno portato la band ad occupare la vetta della classifica dei migliori incassi di Billboard e la posizione n.2 in quella degli Hot Tours.

Le porte capolavoro del Battistero di Firenze di nuovo insiemeFiniti restauri, dopo 30 anni riunite in Museo Opera S.M.Fiore

FIRENZE06 dicembre 201912:12

– Separate quasi 30 anni fa per esser restaurate sono nuovamente insieme le tre gigantesche porte del Battistero di Firenze (circa 5 metri di altezza per 3 di larghezza ciascuna), capolavori in bronzo e oro che furono realizzati tra il 1330 e il 1452. Non saranno più visibili nella loro collocazione originale per evidenti motivi di tutela (al loro posto copie fedelissime), ma nel Museo dell’Opera di Santa Maria del Fiore, fabbriceria di cui fanno parte anche Duomo, Cupola del Brunelleschi, Campanile di Giotto e Battistero.
Dal 9 dicembre si potranno ammirare l’una accanto all’altra nella Sala del Paradiso del museo: qui erano già custodite le due realizzate da Lorenzo Ghiberti, la porta Paradiso, la più recente e famosa a cui il nome lo avrebbe dato Michelangelo per la sua bellezza, e quella Nord. Ora è arrivata al museo anche la porta Sud, la più antica, opera di Andrea Pisano che fu discepolo e collaboratore di Giotto, una volta concluso il restauro condotto come per gli altri due portali dall’Opificio delle Pietre dure e finanziato con un milione e mezzo di euro dall’Opera di Santa Maria del Fiore.

Arte: grattacielo Intesa ospita capolavoro BelliniMadonna con il Bambino prestito Accademia Carrara di Bergamo

TORINO06 dicembre 201912:58

– Intesa Sanpaolo espone dal 20 dicembre al 6 gennaio un capolavoro assoluto di Giovanni Bellini, tra i più celebri artisti del Rinascimento: la Madonna con il Bambino, nota come Madonna di Alzano, dell’Accademia Carrara di Bergamo. Si tratta di un prestito eccezionale in quanto il dipinto, per la straordinaria qualità, solo in rarissime occasioni ha lasciato la propria sede.
La Banca accoglie questo ‘Ospite illustre’ e offre a cittadini e turisti l’opportunità di accedere al 36/o piano, nel cuore della Serra bioclimatica del grattacielo, un allestimento inusuale che integra l’arte classica in un contesto di grande modernità.
La presenza a Torino del dipinto si lega alla contemporanea mostra dedicata ad Andrea Mantegna a Palazzo Madama, dal 12 dicembre al 4 maggio, con importanti prestiti provenienti dalla Accademia Carrara. Tra questi Resurrezione di Cristo, opera da secoli creduta una copia e ora restituita al maestro Mantegna.

Natale: alberi ‘gemelli’ nel Beneventano e nel MarylandAppuntamento a Limatola nel segno dei legami Italia-Usa

BENEVENTO06 dicembre 201913:04

– “Italia – Usa, uniti nelle tradizioni” è il titolo dell’evento promosso il 7 dicembre dal Comune di Limatola (Benevento) nel suggestivo borgo al cui interno sorge il castello medievale che ospiterà fino a domenica prossima la decima edizione de “I Mercatini di Natale”, definiti tra i tre più belli in Europa.
L’evento consiste in uno spettacolo natalizio, alla presenza di centinaia di persone, nell’ambito del quale verranno accesi in contemporanea gli alberi di Natale sia a Limatola, nella piazza centrale del paese, che nella “Piccola Italia” di Baltimora, nello Stato del Maryland (Usa). Sarà l’occasione per confrontarsi, in diretta, sulle tradizioni italiane e di quanto queste siano ancore vive nella comunità italoamericane.
All’evento interverranno la Presidente della “Italian Language Foundation” (ILF) di New York), Margaret Cuomo (sorella dell’attuale Governatore dello Stato di New York), Louis Tallarini (già presidente della Columbus Citizens Foundation di New York e Chairman della ILF), la Comunità italoamericana di Baltimora, l’assessore al Turismo della Regione Campania Corrado Matera ed il sindaco di Limatola, Domenico Parisi, insieme agli amministratori locali.
“Scopo di questo evento unico in Campania – commenta il sindaco Parisi – è quello di valorizzare all’estero e, in particolare negli Stati Uniti d’America, le tradizioni locali delle aree interne della nostra regione che, unitamente alle nostre bellezze storico-artistiche e culturali, possano fungere da vero attrattore turistico”.

Natale all’Auditorium, da Capossela a ProiettiAttesi anche Gazzè, Britti, Piovani, Mannoia

06 dicembre 201920:24

Il Natale sta per arrivare all’Auditorium Parco della Musica a Roma. Un mese tra festival di gospel, concerti pop, rock, jazz, lezioni di rock e dialoghi matematici e l’immancabile pista di pattinaggio nell’area antistante la cavea. L’appuntamento è dal 7 dicembre al 6 gennaio. “Dicembre è da sempre un periodo di intensa attività in Auditorium per rendere più piacevoli le festività per chi resta in città e per attrarre coloro che approfittano delle vacanze per visitare la nostra bellissima città”, ha dichiarato il presidente della Fondazione Musica per Roma, Aurelio Regina. “Anche quest’anno il Natale ha un programma di grande qualità pensato per un pubblico variegato, diverso per età e gusti. – ha sottolineato l’amministratore delegato José R. Dosal -. Con un cartellone ricco di nomi prestigiosi”.Tra gli ospiti più attesi c’è Vinicio Capossela che presenterà l’8 dicembre il suo nuovo spettacolo Ballate per uomini e bestie. Dal 10 dicembre parte la quarta edizione di Retape, la rassegna dedicata alle nuove proposte della scena musicale romana che andrà avanti fino a maggio. Ospiti del primo appuntamento Fulminacci e Yuman. Ancora musica e parole per il Viaggio di NeaCo’, una favola in forma di concerto frutto dell’intuizione di Neapolitan Contamination, in scena l’11 dicembre. Dopo 15 anni di assenza dalla Capitale, torna l’11 dicembre al Parco della Musica il trio jazz formato da Pieranunzi, Johnson e Baron. Torna anche la Jumpin’Jive Orchestra che proporrà un canti di Natale arrangiati in chiave swing (12 dicembre). Proseguono a dicembre i Ritratti che Tonino Battista e il PMCE Parco della Musica Ensemble dedicano ai compositori contemporanei. Dal 22 dicembre prende il via il Festival Gospel con protagonisti Chicago Mass Choir, Harlem Gospel Choir, South Carolina Mass Choir, Dennis Reed &Gap e Danell Daymon & Greater WorksDoppia data il 26 e 27 dicembre con il duo Max Gazzè e Alex Britti che saliranno sul palco della prestigiosa Sala Santa Cecilia. Tra le voci femminili, il 26 dicembre il concerto di Grazia Di Michele, Mariella Nava e Rossana Casale e il 28 dicembre Fiorella Mannoia con il suo Personale Tour.Per i più giovani il 29 e il 30 dicembre arriva Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban “in concerto” (terzo capitolo della celebre saga di J.K. Rowling): oltre 120 musicisti tra orchestra e coro eseguiranno dal vivo la magica partitura di John Williams sotto la direzione del Maestro Timothy Henty, in sincrono con la proiezione del film. All’Auditorium si festeggerà anche la fine dell’anno: il 31 dicembre in Sala Sinopoli con il gospel del gruppo Danell Daymon & Greater Works e in Sala Santa Cecilia si brinderà in compagnia di Gigi Proietti che torna a grande richiesta all’Auditorium con Cavalli di battaglia, un excursus del suo repertorio. Il primo gennaio Nicola Piovani presenterà La musica è pericolosa, un racconto musicale narrato dagli strumenti che agiscono in scena (replica 2 gennaio). E ancora a Capodanno il concerto di Gerardo Di Lella con la sua Grand O’rchestra. Sarà ancora una volta Ambrogio Sparagna accompagnato dall’OP I- Orchestra popolare italiana a chiudere le festività il 6 gennaio con la Chiarastella. Ma il Natale all’Auditorium non è solo spettacolo: l’8 dicembre ripartiranno le Lezioni di rock e i Dialoghi matematici. A completare il ricco programma la mostra 1696. l’anno della controcultura: parole, musica, immagini allestita dal 6 dicembre al 6 gennaio nello spazio AuditoriumArte. Sorprese anche alla Casa del Jazz. Tra queste l’omaggio a Bill Evans della Mario Corvini Santa Cecilia Big Band che ospita il sassofonista Rosario Giuliani (27 dicembre), lo spettacolo “Arte Sincopata” con lo scrittore Filippo La Porta e il trombonista Marcello Rosa, viaggio nella letteratura novecentesca a ritmo jazz: da Ginsberg a Cortazar, da Faulkner a Marinetti, da Vian a Celine, a Fenoglio (28 dicembre) e la sonorizzazione del film “Cenere” interpretato da Eleonora Duse eseguita dal vivo dal duo Marcello Allulli/Giovanni Ceccarelli (29 dicembre). Anche l’ingresso del nuovo anno si potrà festeggiare a ritmo di musica con Gabriele Coen Trio (3 gennaio), Riccardo Fassi Analog Trio (4 gennaio) e Silvia Manco (5 gennaio).

Torino Film Festival: Emanuela Martini non sarà più direttricePresidente Museo Cinema Ghigo, prima di Natale il successore

TORINO06 dicembre 201914:16

– Emanuela Martini non sarà più direttrice del Torino Film Festival. L’ho reso noto il presidente del Museo del Cinema Enzo Ghigo a margine degli Stati generali della Fondazione Crt. “Continuerà a collaborare con noi perché è una professionalità che non vogliamo perdere”, ha detto Ghigo. “Il nome del nuovo direttore lo conoscerete prima di Natale”, ha aggiunto.

Cinema: Dante Ferretti racconta amicizia Callas e PasoliniRieditato docu L’Isola di Medea .’ A Pier Paolo devo tutto’

TRIESTE06 dicembre 201914:59

– La cantante lirica più acclamata del mondo e lo scrittore-regista più scomodo e provocatorio del momento: Maria Callas e Pier Paolo Pasolini si incontravano sul set di “Medea”, il primo e unico film mai interpretato dalla “Divina”. A 50 anni dall’uscita di quella pellicola nelle sale italiane (28 dicembre 1969) torna sul grande schermo con una intervista inedita al Premio Oscar Dante Ferretti, il documentario L’isola di Medea. Scritto e diretto da Sergio Naitza, prodotto da Lagunamovies – Karel il film ripercorre la lunga amicizia fra Callas e Pasolini, e la visione d’amore, illusoria e irraggiungibile, che ha alimentato in filigrana quel rapporto. Tanti i ricordi che Ferretti, che ne firmò la sceneggiatura, consegna al film. “Pasolini – rammenta – mi ha aiutato a maturare nel lavoro, mi ha dato fiducia chiamandomi per “Medea”, uno dei ricordi più belli della mia vita”.
La pellicola sarà presentata dalla Fondazione Carigo lunedì prossimo al Kinemax di Gorizia.

Il primo Natale, Ficarra e Picone nel presepeIn sala dal 12 dicembre, fra leggerezza e temi come accoglienza

07 dicembre 201913:21

– Raccontare “con situazioni comiche ma anche momenti per pensare il Natale per quello che realmente è, anche se molti se ne dimenticano, cioè il compleanno di Gesù”. E’ nata così, spiegano Salvo Ficarra e Valentino Picone, registi e protagonisti, la loro irruzione nel presepe nella loro nuova commedia, Il primo Natale. Per il duo (che festeggerà nel 2020 25 anni di sodalizio artistico con un tour teatrale che toccherà oltre 20 città) è il primo film che arriva in sala in sala durante le Feste: sarà in sala dal 12 dicembre in oltre 600 copie con Medusa.Utilizzando il modello dell’avventura in un’altra epoca storica, molto popolare in commedia anche in Italia, da Totò e Cleopatra a Non ci resta che piangere con Benigni-Troisi, passando per i viaggi nel tempo di Villaggio e Boldi-De Sica, la tessitura leggera si apre anche a temi attuali, come l’accoglienza evocata sin da una potente sequenza iniziale: “Un richiamo agli ultimi, a vari tipi di ultimi, dal barbone per le strade di Parigi ai migranti”, dicono Ficarra e Picone, anche cosceneggiatori con Nicola Guaglianone e Fabrizio Testini. Scene come quelle della natività “sono state anche sul set particolarmente emozionanti per noi – spiegano -. Siamo da sempre appassionati dei film di Natale, e realizzarne uno è un impegno importante nei confronti del pubblico. Volevamo che fosse diverso e originale”. Prodotta con un budget di circa 11 milioni di euro da Attilio De Razza (Tramp Limited) in collaborazione con Medusa, la commedia traccia l’avventura di Salvo (Ficarra), ladro di oggetti sacri e Don Valentino (Picone), sacerdote con il chiodo fisso del presepe vivente, che vengono proiettati, per ragioni misteriose, nella Palestina dell’anno zero, pochi giorni prima dalla nascita di Gesù. Tra occasioni di ribellione e la caccia di un Erode reso da Massimo Popolizio un villain da antologia, Salvo e Valentino si mettono in cerca di Giuseppe, Maria e della mangiatoia. Un percorso tra scelte complesse e la necessità di abbandonare paure e egoismi per passare all’azione. Nel cast, fra gli altri, anche Roberta Mattei, Giacomo Mattia e la piccola Giovanna Marchetti.A dare forza al film, oltre alle ambientazioni marocchine, ci sono le scenografie di Francesco Frigeri e i costumi di Cristina Francioni. “Il racconto è come una parabola, comprensibile anche per chi non crede – sottolinea Nicola Guaglianone, già coautore con Ficarra e Picone de L’ora legale – L’inizio ci mostra la maniera nella quale tutti noi a volte reagiamo come fossimo anestetizzati davanti a certe immagini”. Con Salvo e Valentino “si cerca sempre lo sguardo ironico. Qui trattiamo anche temi seri, come l’immigrazione senza che serva mai nominarla Come diceva Leo Benvenuti (grande sceneggiatore, ndr), col tempo le cose cambiano, l’ironia le fissa invece nella loro verità”. Fanno capolino nel film anche alcune battute pungenti come quella innescata dal riutilizzo di uno slogan leghista: ‘Roma ladrona’, tirato fuori contro l’esercito romano invasore, con i due protagonisti che commentano: “Dicevano così anche da noi… poi se ne sono dimenticati”. Il loro film precedente L’ora legale (2017) non era stato iscritto da Ficarra e Picone alla competizione dei David, perché i due attori-registi non trovavano che i meccanismi di votazione fossero equi: “Il primo Natale invece lo iscriveremo. Dalla decisione presa per L’ora legale era nato un dibattito che ha anche portato a modificare alcune regole del premio”, sottolineano.

Efa, speranze Italia in edizione piena di capolavoriIn corsa Marco Bellocchio, Favino, Ferrente e Barrese

06 dicembre 201915:58

– Alla vigilia della cerimonia degli European Film Awards 2019 speranze Italia in un’edizione piena di film da Oscar. L’Italia è infatti in corsa con IL TRADITORE di Marco Bellocchio con ben quattro nomination (film, regia, attore e sceneggiatura), ma vanno forte anche SELFIE, documentario di Agostino Ferrente (L’Orchestra di Piazza Vittorio) nella categoria miglior documentario dove è in corsa anche LA SCOMPARSA DI MIA MADRE di Beniamino Barrese. E questo in un’edizione dominata quest’anno da grandi nomi come Pedro Almodóvar e Roman Polanski in testa alle nomination con quattro categorie ciascuno proprio come il nostro Bellocchio. È interessante poi notare che questo tris di film, DOLORE Y GLORIA, IL TRADITORE e L’UFFICIALE E LA SPIA, hanno ottenuto le nomination nelle categorie europee più importanti: film, regia, sceneggiatura e attori (Antonio Banderas, Pierfrancesco Favino e Jean Dujardin). Nel corso della serata l’attrice francese Juliette Binoche riceverà il Premio Contributo Europeo al Cinema Mondiale, mentre a Werner Herzog andrà quello alla Carriera. La cerimonia di premiazione sarà trasmessa in diretta streaming per l’Italia su http://www.rai.it (dalle 19) e replicata poi su Raimovie (martedì 10 dicembre alle 23).

Imagine, il film visionario di John Lennon e Yoko OnoIn onda domenica 8 dicembre

06 dicembre 201916:46

– “Le persone che hanno lavorato su Imagine erano persone di pace ed è stato illuminante ed eccitante essere una di loro. Ricorda: ognuno di noi ha il potere di cambiare il mondo”. Yoko Ono.
Nel giorno dell’anniversario della scomparsa di John Lennon, domenica 8 dicembre, arriva su Sky Arte (canale 120 e 400) alle 21.15 Imagine, la versione restaurata del film diretto e prodotto da John Lennon e Yoko Ono che prende il nome dall’album più famoso di Lennon. La pellicola, datata 1972, è accompagnata da 15 minuti di contenuti inediti. Così proposto, Imagine offre allo spettatore un collage cinematografico, fatto di musica, colori, sogni e realtà, pur comunque mantenendo la sua originaria bellezza e autenticità.
Mentre John e Yoko si cercano in un campo offuscato dalla nebbia, regalano una visione limpida sul loro mondo, fatto di risate, balli, silenzi e intimità. Da “Crippled inside” a “Oh Yoko!” passando per “I don’t wanna be a soldier, mama”, le meravigliose e immortali parole dell’artista, tragicamente scomparso, accompagnano le immagini di questo emozionante film.
Quasi fosse un unico video musicale, “Imagine”, il celebre album da solista di Lennon, viene mescolato, come la sua vita, all’artistica visione del mondo di Yoko, che impregna anche le sue canzoni, come “Don’t count the waves” o “Mrs. Lennon” dell’album “Fly” presenti nell’opera.
Un viaggio all’interno delle loro giornate, delle amicizie, tra tutti quelle con George Harrison e Fred Astaire, dei giochi con Dick Cavett e Jack Palance e delle feste con Andy Warhol.
Ospiti d’eccezione che hanno contribuito a creare un’esistenza colma d’immaginazione, commovente quanto la musica che accompagna ogni fotogramma di questa pellicola intima e illuminante. Un film che unisce momenti di fiction a scene reali riprese da un giorno qualunque nella mistica, visionaria e psichedelica vita di John Lennon e Yoko Ono.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Una ‘Bohème’ colorata e giocosa al Carlo Felice
Opera pucciniana vista dal regista Fornari e dal pittore Musante

GENOVA06 dicembre 201916:48

– Sarà una versione colorata e giocosa la ‘La Bohème’ di Puccini ideata dal regista Augusto Fornari e dal pittore Francesco Musante per il Teatro Carlo Felice di Genova, in scena dal 13 al 15 dicembre e dal 27 al 29 dicembre. A presentarla il sovrintendente Claudio Orazi e il direttore d’orchestra Andrea Battistoni. Una delle opere liriche più popolari, ambientata in una Parigi di metà Ottocento, vedrà protagonisti sul palco i giovani bohèmien, gli aspiranti artisti sempre in bolletta che irromperanno nell’opera contaminando musica e racconto teatrale con il loro modo di vivere scapestrato e alla giornata. “M’è parso di ritrovare nei meccanismi drammatici del capolavoro pucciniano il ‘gioco’ come elemento propulsore – commenta Fornari – il gioco ‘serio’, quello dei bambini che va fino in fondo irridendo fame, freddo, povertà, ricchezza, borghesia, e che vorrebbe sgambettare la morte”. “Ci sarà un bellissimo allestimento, con una bellissima compagnia di canto che si alternerà sul palcoscenico”, dice Orazi.
“E’ una delle opere più eseguite in assoluto al mondo, La Bohème è un miracolo di realismo – evidenzia Battistoni – le frasi del libretto abbinate alla cadenza musicale che Puccini gli ha dato sono di tale uso comune oggi che tutti noi continuiamo a citare continuamente l’opera parlando ogni giorno oggi”. “Con il Natale arriva La Bohème, in vista della fine dell’anno ci sarà ancora il balletto sul ghiaccio di San Pietroburgo con la Cenerentola, poi un concerto di Capodanno e con l’anno nuovo torna il barbiere di Siviglia”, ricorda Orazi.

David Lopez, racconto una generazione sospesaA Roma con il libro d’esordio ‘Il feudo’

06 dicembre 201917:26

– DAVID LOPEZ, IL FEUDO, (SELLERIO, PP 227, EURO 16) Caso editoriale in Francia con il romanzo d’esordio ‘Il feudo’, David Lopez racconta una generazione di trentenni “sospesa” tra la periferia e la campagna, né sobborgo, né quartiere chic, con protagonista il pugile Jonas e i suoi amici. “C’è questa dimensione dell’essere a metà tra due mondi, sia dal punto di vista geografico, tra la città e la campagna, sia dal punto di vista sociale. I personaggi cercano sempre di capire chi siano ma non sanno mai chi sono. E alla fine questa ricerca della propria identità trova una risposta positiva soltanto nello stare insieme” racconta Lopez, 35 anni, originario di Nemours, al centro della Francia, che fa pugilato, ha un talento particolare per la scrittura e uno stile tutto suo fatto di oralità e linguaggio letterario.
“I ragazzi del romanzo non riescono a ritrovarsi nelle aspettative che la società ha nei loro confronti. E’ tutto molto sospeso ed è questa sospensione a tenere insieme la mancata capacità di decidere da parte dei personaggi. La domanda da porsi è: quali sono le scelte da fare in base a chi si è davvero?” dice Lopez al suo arrivo alla fiera della piccola e media editoria Più libri più liberi alla Nuvola di Roma.
L’ambientazione della storia – che alterna momenti divertenti all’amarezza e vede questo gruppo di amici scandire il tempo al ritmo delle canne “è una scelta che viene un po’ dal caso, ma soprattutto è stata – dice lo scrittore – una mia urgenza perché riporta tutto a una realtà che conosco bene. Questa città è indefinita: è un po’ Nemours, ma potrebbe essere qualsiasi luogo della Francia. La sua caratteristica principale è la distanza dalla metropoli”.
La precisione nel raccontare è invece una cosa a cui tiene molto Lopez, che con ‘Il feudo’, pubblicato in Italia da Sellerio nella traduzione di Marina Di Leo e Giulio Sanseverino, ha vinto il Prix du Livre Inter 2018. “Subisco molto la fascinazione della scomposizione dei gesti. Così descrivere lentamente i passaggi del fumare una canna mi ha permesso nel libro di dilatare il tempo facendo entrare il lettore nella narrazione. Ci sono possibilità diverse delle conseguenze del fumo: ci può essere uno stadio della vita in cui fumare a certi livelli può diventare nefasto, ma, per questi ragazzi che non sono ancora adulti e non più adolescenti, la cannabis è uno strumento per procrastinare le decisioni, per spostare sempre in avanti qualcosa che si sente come pressione esterna” sottolinea Lopez.
Jonas è un pugile di un certo talento e ha una ragazza che lo chiama per fare sesso ma da lui non vuole altro. Trascorre le giornate con il suo gruppo di amici, che sono gli stessi delle elementari , giocando a carte, litigando, parlando di boxe.
Senza particolari passioni o forme di protesta, semplicemente sentendosi sicuro in questo “feudo”. “Non volevo trovare in questo libro delle scuse a un certo modo di vivere, né giudicare. In questo modo si possono mostrare molti più aspetti umani dei personaggi. L’umanità viene fuori dall’umorismo, dal fatto che si ride pur essendoci molta amarezza. C’è anche la noia e nello stesso tempo passività e inventiva” sottolinea lo scrittore che ha le mani piene di anelli colorati.
“Il rapporto tra Jonas e la boxe è un po’ come il mio con la letteratura. Ci sono persone che mi dicono continuamente che ho del talento ma io non ci credo. La boxe è anche lo sport perfetto per descrivere ogni movimento muscolare e quindi della narrazione” racconta Lopez che vive sempre a Nemours e non ha cambiato vita.
“La mescolanza di lingua orale e letteraria è arrivata dopo aver provato a scrivere in maniera più tradizionale, come mi aspettavo che dovesse essere un romanzo. Ma per me non funzionava e ad un certo punto ho capito che questo ambiente non poteva venir fuori che dal linguaggio che io ho usato. Questo mi ha liberato da quella visione di letterarietà che un romanzo dovrebbe avere secondo alcuni canoni” sottolinea.
Il successo in Francia “mi ha dato molta fiducia perché ‘Il feudo’ è nato come una scommessa. Mi ha dato molta sicurezza, ma nello stesso tempo ho sentito che per scrivere ho bisogno di sentire la fragilità del rischio. Per dare il meglio devo trovarmi in sfida con me stesso” afferma e annuncia che il romanzo è stato opzionato per farne un film, “ma è tutto nella fase di costruzione. Il copione dovrebbe essere pronto il prossimo autunno”.

Hit parade, Cremonini subito in vettaTerzo Antonacci, ottavo il concept album di Jovanotti

06 dicembre 201918:28

– Debutta subito in vetta alle classifiche di vendita “Cremonini 2C2C The Best Of”, la prima grande raccolta della produzione ormai ventennale di Cesare Cremonini, che scalza questa settimana Tiziano Ferro con “Accetto miracoli”. Chiude il podio un’altra new entry, “Chiaramente visibili dallo spazio”, il nuovo album di Biagio Antonacci.Secondo Fimi-Gfk, resta saldo in quarta posizione Tha Supreme con “23 6451”, che precede Marracash con “Persona” e “Mina Fossati”, in discesa in sesta posizione. Al settimo posto i Coldplay con “Everyday Life”, davanti a “Lorenzo sulla luna”, il concpet album di Jovanotti. Chiudono la top ten Zucchero con “D.O.C.” e gli eterni Pink Floyd, che conquistano la decima posizione con il cofanetto “The later years: 1987-2019”, al secondo posto tra i vinili (alle spalle di Marracash).Ecco la top ten Fimi/Gfk degli album più venduti della settimana dal 29 novembre al 5 dicembre:1) CREMONINI 2C2C THE BEST OF, CESARE CREMONINI (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)2) ACCETTO MIRACOLI, TIZIANO FERRO (VIRGIN – UNIVERSAL MUSIC)3) CHIARAMENTE VISIBILI DALLO SPAZIO, BIAGIO ANTONACCI (IRIS SRL-SONY)4) 23 6451, THA SUPREME (EPIC SONY)5) PERSONA, MARRACASCH (ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)6) MINA FOSSATI, MINA & IVANO FOSSATI (PDU – SONY)7) EVERYDAY LIFE, COLDPLAY (COLDPLAY / PLG 3P – WMI)8) LORENZO SULLA LUNA, JOVANOTTI (POLYDOR-UNIVERSAL MUSIC)9) D.O.C., ZUCCHERO (POLYDOR UNIVERSAL MUSIC)10)THE LATER YEARS: 1987-2019, PINK FLOYD (PARLOPHONE-WMI)Ecco la classifica dei singoli più scaricati:1) BLUN7 A SWISHLAND, THA SUPREME (EPIC SME)2) SOLDI IN NERO, SHIVA & SFERA EBBASTA (JIVE/ISLAND-SME)3) CHIARAMENTE VISIBILI DALLO SPAZIO, BIAGIO ANTONACCI (IRIS SRL-SONY)4) 23 6451, THA SUPREME (EPIC SONY)5) PERSONA, MARRACASCH (ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)Infine, la classifica dei vinili:1) PERSONA, MARRACASH (ISLAND UNIVERSAL MUSIC)2) THE LATER YEARS: 1987-2019, PINK FLOYD (PARLOPHONE-WMI)3) MINA FOSSATI, MINA & IVANO FOSSATI (PDU – SONY)4) CREMONINI 2C2C THE BEST OF, CESARE CREMONINI (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)5) MICROCHIP TEMPORALE, SUBSONICA (COLUMBIA-SONY)

Matera, con il presepe vivente è già NataleNella Città dei Sassi anche quello di sabbia di Jesolo

MATERA06 dicembre 201918:30

– Le atmosfere suggestive dei rioni Sassi, patrimonio dell’Umanità, lungo un percorso di ambienti ipogei illuminati dalle luci di una tradizione che lega idealmente la Palestina ai luoghi della cristianità del rupestre: a Matera, ospitano la decima edizione del Presepe vivente che prende il via il 7 dicembre.
E nella Capitale europea della Cultura 2019 riflettori anche sul Presepe di sabbia del Comune di Jesolo e sulla terza edizione della mostra “Presepi d’Italia” dedicata all’arte presepiale leccese e materana.

Da Marracash a Mattarella tutti pazzi per ToscaRecite già sold out, anche Patti Smith fra il pubblico

MILANO06 dicembre 201920:06

– Da Marracash e Elodie al presidente della Repubblica Sergio Mattarella: sarà una prima a dir poco eterogenea quella che il 7 dicembre aprirà con Tosca la stagione lirica della Scala. Una prima attesa come mai negli ultimi anni, anche grazie all’opera di Puccini, che è in assoluto fra le più amate dal pubblico. E infatti i biglietti (prezzo per la platea tremila euro) sono andati sold out a tempo di record, così come quelli per tutte le altre otto recite in programma. Anche quelle in cui non sarà protagonista Anna Netrebko, star assoluta della lirica, sostituita da Saioa Hernández. Confermato invece in tutte le recite il resto del cast, a partire dal tenore Francesco Meli nella parte di Cavaradossi, e il baritono Luca Salsi in quella del perfido Scarpia.Chi non è riuscito ad accaparrarseli potrà vedere questa Tosca ‘cinematografica’ con scenografie monumentali, la regia di Davide Livermore e la direzione di Riccardo Chailly in diretta su Rai1 (grazie a Rai Cultura), al cinema e in tantissimi luoghi di Milano (incluso l’ospedale Niguarda, la palestra Heracles e il carcere di San Vittore). Nel palco reale, oltre al Capo dello Stato con la figlia, siederanno la presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati, il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, quello dei Beni Culturali Dario Franceschini, il prefetto Renato Saccone, il sindaco Giuseppe Sala e il presidente della Regione Attilio Fontana. In platea il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, il viceministro dell’Economia Antonio Misiani, l’attrice Vittoria Puccini e anche Patti Smith, reduce dal concerto milanese del 1 dicembre, che alla prima della Scala aveva già assistito nel 2015, per Giovanna D’Arco con protagonista sempre Anna Netrebko.Anche quest’anno sono previste le ormai tradizionali proteste all’esterno: quelle della Cub, dei lavoratori Conad-Auchan a difesa del loro posto di lavoro e quella degli antagonisti che vogliono porre l’attenzione sulla situazione dei curdi in Siria. Non sono mancate oggi le proteste, o per lo meno i malumori per lo svolgimento, proprio alla vigilia della prima, di una sfilata di Dolce&Gabbana (che della Scala sono soci sostenitori). “Chiederemo al nuovo sovrintendente Dominique Meyer un’inversione di tendenza rispetto a questo taglio glamour” ha detto Nicola Cimmino della Cisl, mentre Paolo Puglisi della Cgil, non entrando nello specifico della sfilata di oggi, ha aggiunto che intende inviare dopo il 15 dicembre (giorno in cui l’attuale sovrintendente Alexander Pereira lascerà l’incarico per andare a dirigere il Maggio Musicale Fiorentino) “una lettera alla direzione chiedendo un incontro per discutere delle attività del teatro diverse da quelle di spettacolo”. “Vogliamo sapere chi fa cosa” ha concluso.

Debutto italiano per ‘Intimate Audrey’Alla Fondazione Carispezia la Hepburn attrice e privata

LA SPEZIA06 dicembre 201918:52

– Una mostra dedicata all’indimenticata protagonista di ‘Colazione da Tiffany’ e ‘Vacanze romane’, icona di eleganza e di stile. ‘Intimate Audrey’ è il titolo dell’esposizione che ha come protagonista Audrey Hepburn. La mostra, inaugurata alla Spezia alla Fondazione Carispezia e visitabile fino all’1 marzo 2020, è per la prima volta in Italia dopo essere stata in Belgio e nei Paesi Bassi. Si tratta di un’esposizione-biografia creata dal figlio Sean Hepburn Ferrer per celebrare i 90 anni dalla nascita della madre. Non solo foto, filmati e cimeli che ne celebrano la carriera cinematografica, c’è anche la parte più intima, trattata per sezioni. “Una mostra su un’icona del cinema, dello stile, della filantropia che ha fatto tutto questo in un vestitino di cotone: questo è il segreto per cui è così amata, perché la fa sentire una di noi” ha detto il figlio.
“Un’antesignana del suo tempo, siamo onorati di ospitare questa mostra” ha detto la presidente della Fondazione Claudia Ceroni.

Battaglia per diritti di gay e transgender in PakistanLa racconta docu Allah Loves equality a Corto Dorico Film Fest

06 dicembre 201918:54

– “Perché la gente mi considera un tabù che non si può capire?”. E’ la domanda che pone Bubbly Malik, attivista transgender pachistana, fra le protagoniste di Allah Loves Equality, il documentario di Wajahat Abbas Kazmi presentato alla 16/a edizione del Corto Dorico Film Fest ad Ancona. Il film non fiction, che ha il patrocinio di Amnesty international, racconta la battaglia quotidiana della comunità Lgbtia (acronimo che racchiude lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer, intersex e asessuali) contro le violenze (dai casi di pestaggi, a quelli di stupri, e di omicidi d’onore) e le discriminazioni di cui è vittima nel Paese musulmano.
Il regista pakistano, italiano d’adozione, attivista dei diritti umani, parte offrendo un contesto storico che ci rivela come in varie epoche dei secoli passati. ad esempio, sotto l’Impero Moghul, i transgender avessero ruoli importanti nella società e il crossdressing fosse celebrato. Inoltre l’omosessualità non era tabù nelle composizioni di Abu Nuwas, poeta arabo dell’VIII secolo. Invece, in particolare, “dall’indipendenza del Pakistan nel 1947, la comunità Lgbt ha subito ogni forma di mortificazione sociale e difficoltà” . Ad esempio le uniche attività concesse ai transgender per mantenersi sono “chiedere l’elemosina, danzare o prostituirsi” si spiega. Qasim

Con Lonely Planet alla scoperta dell’universoGuidoni, dallo spazio si vedono la deforestazione e lo smog

06 dicembre 201919:12

– UNIVERSO, GUIDA DI VIAGGIO (EDT, PP 605, EURO 32) Dallo spazio “non si vedono città, ponti ma si vede la deforestazione, gli incendi e di notte il rosso delle fiamme. E si vede anche lo smog che ha un colore giallino e grigio, non bianco come quello delle nuvole. Si osserva lo smog sopra la Cina meridionale e sulla pianura padana”. Lo ha raccontato l’astronauta Umberto Guidoni alla presentazione, con lo scrittore Paolo Giordano, alla fiera Più Libri più liberi alla Nuvola di Roma, di ‘Universo’, la guida di viaggio veramente speciale realizzata da Lonely Planet in collaborazione con la Nasa JPL.
Così lontano Lonely Planet non ci aveva mai portato. Ci fa sbarcare sui pianeti del nostro sistema solare, fino ai margini dell’Universo conosciuto, passando per esopianeti, stelle appena nate, resti di supernove e superammassi di galassie. “Non escludo che un giorno ci saranno veicoli capaci di trasportare turisti nello spazio. La sensazione è la stessa di quando l’aviazione da sport privato è diventata servizio di linea.
Forse si può arrivare a fare la stessa cosa nello spazio” ha spiegato Guidoni all’incontro condotto da Angelo Pittro, direttore di Lonely Planet Italia.
Cosa dobbiamo mettere in valigia per andare nello spazio? “Lo Shuttle parte in verticale e ci sono solo due file di sedili.
Stai seduto con le gambe in aria e fino all’ultimo secondo potresti non partire. Il viaggio in se Stesso dura 8 minuti e mezzo, ma è come avere un gorilla sul petto perché sei schiacciato. Quando si spengono i motori sei in assenza di peso e rimani in questa sensazione strana per tutto il tempo.
Consiglio di non muoversi nelle prime ore perché non c’è più alto basso e di non lasciare le cose in giro perché tutto galleggia” ha spiegato Guidoni.
E, ha sottolineato Guidoni, dopo 50 anni di agenzie spaziali pubbliche cominciano a farsi strada quelle private. “La prossima settimana verrà lanciata una capsula privata Boeing. E nel 2024 verrà costruita una base sulla luna dove verranno scaricate le missioni” ha detto Guidoni.
Nell’edizione della fiera dedicata ai Confini dell’Europa si presenta una guida sull’universo. C’è un’affinità tra i due concetti? “Ce ne sono più di quanto si possa immaginare.
L’universo è sempre stato un pensiero che ridimensiona la rilevanza delle cose che ci succedono. Si guardano il cielo e le stelle e ci si rende conto di quanto si è marginali. È qualcosa che andrebbe considerato anche dal punto di vista politico.
Tendiamo ad essere italiacentrici, politicocentrici. Il pensiero sull’universo come quello dell’Europa unita dovrebbe ridimensionarci” ha detto lo scrittore Paolo Giordano. E ‘Universo’ di Lonely Planet, con la prefazione del divulgatore scientifico Bill Nye, ci fa compiere un viaggio davvero speciale e scoprire tante cose nuove sui pianeti e le missioni.

‘Stasera gioco in Casa’, Morandi duetta con Brunori’Vita’ proposta in coppia al Duse di Bologna durante lo show

BOLOGNA06 dicembre 201919:22

– Dario Brunori è salito a sorpresa sul palco del Teatro Duse di Bologna accanto a Gianni Morandi, durante lo show ‘Stasera gioco in casa’, che lo vede protagonista per 25 date fino a fine febbraio.
Insieme hanno duettato sulle note del brano ‘Vita’, portato al successo da Morandi e Lucio Dalla nel 1988, poi il cantautore calabrese ha salutato i fan. Dario Brunori sarà sul palco dell’Unipol Arena a Casalecchio di Reno, alle porte di Bologna, il 15 marzo per la tappa bolognese del ‘Brunori Sas Tour 2020’.

Ferrente, sogno un film con Christian De SicaIl regista in corsa agli Efa per i documentari col suo Selfie

BERLINO06 dicembre 201920:00

– Il sogno di Agostino Ferrente? Fare un film con Christian De Sica: “Sono innamorato di lui” dice  a Berlino. Mentre la possibile vittoria con il suo SELFIE nella sezione documentari agli Efa, gli ‘oscar’ europei del cinema dove è in corsa insieme a LA SCOMPARSA DI MIA MADRE di Beniamino Barrese, sembra non interessargli più di tanto: “Già essere qui mi sembra tanto”. Ma quello che colpisce di più di Ferrente è l’atteggiamento etico verso i suoi protagonisti: “Non si tratta di attori – dice più volte -, sono delle persone vere. Non si può abbandonarli”.
È il caso di Alessandro (Alessandro Antonelli) e Pietro (Pietro Orlando), due sedicenni del Rione Traiano, a Napoli, che in Selfie raccontano, con i propri telefonini, la loro quotidianità in un’estate malvagia in cui il loro amico comune, Davide Bifolco, viene ucciso nel 2014 da un carabiniere perché scambiato per un pregiudicato in fuga. Poteva capitare a loro sempre a rischio di diventare preda della delinquenza in un quartiere senza lavoro.
“Nei quartieri popolari la devianza non è una questione genetica e l’abbandono scolastico crea tante occasioni per diventare camorrista o meglio manovalanza della camorra, carne da macello”. Per fortuna, dice il regista, loro sono rimasti immuni: “Pietro gestisce un salone come parrucchiere e Alessandro è ancora più cresciuto nel suo ruolo di barman”. Ma va detto, aggiunge Ferrente, che nel loro quartiere “ognuno ha un padre o un cugino che ha sposato la devianza. E mentre giravo mi sono morti ben due ragazzi che conoscevo. E si può dire che è un miracolo che io faccia il regista, tanti miei amici hanno preso brutte strade. E quando mi salutava un boss, da ragazzo, ero felice come si mi avesse salutato Totti”. Nel futuro, aggiunge il regista nato a Cerignola nel 1971, “vorrei respirare un po’. Ho sofferto troppo nel fare questo documentario. E tornando a De Sica ho proposto tempo fa a De Laurentiis di fare un ‘Vacanze di Natale’ trent’anni dopo come ho fatto già fatto in ‘Le cose belle’ dove ho seguito la vicenda di quattro ragazzi napoletani dall’adolescenza al passaggio all’età adulta”.

Craig ispettore Poirot in Cena con delittoSupercast per omaggio ad Agatha Christie di Rian Johnson

07 dicembre 201910:36

“Signore e signori devo chiedervi di restare tutti qui sul posto, finché le indagini non verranno concluse!” Così l’ispettore Benoit Blanc (Daniel Craig) ci introduce a ‘Cena con delitto – Knives Out’ omaggio ai gialli di Agatha Christie scritto e diretto da Rian Johnson (‘Star Wars – Gli ultimi Jedi’) e interpretato da un cast stratosferico. Oltre a Craig troviamo: Chris Evans, Ana de Armas, Jamie Lee Curtis, Michael Shannon, Don Johnson, Toni Collette, Lakeith Stanfield, Katherine Langford, Jaeden Martell e Christopher Plummer. Già film di chiusura al Tff, ha esordito con successo al box office americano qualche giorno fa e arriva in sala dal 5 dicembre con 01, Cena con delitto ha come protagonista l’ispettore Blanc (Craig), un simil Poirot alla Agatha Christie, che deve scoprire chi ha ucciso il romanziere 85enne Harlan Thrombey (Plummer), trovato senza vita dopo la festa per il suo compleanno.Per Blanc, come è per il classico di Agatha Christie, chiunque può essere il colpevole.Infatti sia i familiari che la servitù avrebbero avuto un movente per sbarazzarsi dello scrittore. Le cose peggiorano poi alla lettura del testamento che fa emergere ancora di più i conflitti familiari e l’avidità dei parenti dello scrittore. Tutto precipita quando l’investigatore interroga Marta (Ana de Armas), la bella infermiera sudamericana di Thrombey che ha raccolto più di un segreto di questa famiglia allargata. Johnson ha dichiarato in più di un’intervista di essere stato così preso da questo film tanto da essere disposto a farne una serie incentrata proprio sull’investigatore Benoit Blanc. Su Twitter poi, dove è molto attivo come su tutti i social in generale, Johnson ha pubblicato i poster dei film che gli sono stati di ispirazione: Delitto sotto il sole, Invito a cena con delitto, Assassinio sul Nilo, Un rebus per l’assassino, Trappola mortale, Signori il delitto è servito, Gosford Park, Assassinio allo specchio, Assassinio sull’Orient Express, The Private Eyes e,infine, anche Detective Pikachu.”Leggo i libri di Agatha Christie da quando ero bambino e adoro questo genere – dice il regista -. Avevo così sempre sperato di imbattermi in una storia simile e circa una decina di anni fa questa storia è arrivata. Una whodunit (romanzi giallo deduttivi), ma con dentro il motore di un thriller alla Hitchcock.” E ancora Johnson: “Ho iniziato subito a scrivere la sceneggiatura, ma la cosa davvero folle è stata quando Daniel Craig ha accettato di interpretare il detective Benoit Blanc (con tanto di accento del Kentucky denso di melassa). È stato lui il primo a firmare e dopo è stato facile raggruppare il resto del cast, dal momento che tutti volevano lavorare con Daniel”.

Sumaya Qader, Quello che abbiamo in testaIl velo visto da donna realizzata tra lavoro e figlie a Milano

7 dicembre 201911:52N

QUELLO CHE ABBIAMO IN TESTA – SUMAYA ABDEL QADER (MONDADORI, PP 252 – euro 22).
Horra, il cui nome significa Libera, è la protagonista del secondo libro di Sumaya Abdel Qader. Un’italiana di nemmeno quarant’anni, figlia di giordani musulmani, vive a Milano con il marito che la adora e le due figlie adolescenti, 16 e 14 anni che più diverse l’una dall’altra non potrebbero essere, belle, intelligenti ma che amano profondamente la madre. Si presenta così: “quando, come me, sei allo stesso tempo cose differenti e perciò non sei etichettabile, classificabile, quando scopri di essere fuori dagli schemi di tutti, di non essere né carne né pesce, né di qua né di là, quando vivi al confine tra più mondi che faticano a riconoscersi e a riconoscerti e ti fanno sentire marziana, estranea…”.
La sua non si può proprio definire una vita noiosa, anzi. Come potrebbe, visto che, da perfetta equilibrista, divide le sue giornate tra la famiglia, il lavoro come segretaria in uno studio di avvocati, l’università, che è a un passo dal terminare, il volontariato, le preghiere e le discussioni in moschea, e il suo variopinto ed eterogeneo gruppo di amiche, tutte professioniste? Eppure, nonostante la fatica e i piccoli problemi quotidiani, nonostante la malinconia per la parte di famiglia che vive lontana, Horra non può che sentirsi serena, felice persino. Ma un giorno, un fatto apparentemente di poco conto ha su di lei l’effetto di uno tsunami. Perché quando, come lei, sfuggi alle classificazioni, quando vivi al confine tra due mondi, quello occidentale e quello orientale, che faticano a riconoscersi tra loro e a riconoscerti, facendoti sentire marziana, estranea, galleggiante, allora inizi a chiederti che cosa significhi davvero essere “liberi”. E così, nei mesi che vengono raccontati in questa storia, tra gioie quotidiane e piccole sconfitte, incontri fortunati e discussioni accese, Horra cercherà di trovare una risposta ai suoi tanti dubbi per riuscire a sentirsi, forse per la prima volta in vita sua, davvero fedele a se stessa.
Un romanzo lieve che racconta una realtà di cui tutti parlano ma che pochissimi conoscono profondamente, un ritratto vivido e realistico di un’Italia contemporanea che non possiamo più permetterci di ignorare. Il titolo gioca sull’ambiguità tra quello che le donne musulmane hanno fisicamente in testa, cioè l’hijab, e quello che hanno nella testa, quello che pensano e come lo pensano. Le donne occidentali, spesso, vedono le donne velate come delle “poverine” costrette a mortificarsi, vessate da uomini che le obbligano a nascondersi ed innegabile che in alcune parti del mondo e in alcune situazioni questo sia incontrovertibile, ma è anche vero che questo capita anche a chi velata non è, e ci sono donne che come Libera scelgono autonomamente di portalo come un foulard anzi abbinandolo con i vestiti, e perdendo molto tempo davanti allo specchio. Che cosa è un velo? È un simbolo? E di cosa? È paradossale definirlo femminista? chiede Horra sui social (verrà investita di commenti che la annienteranno, ma poi..). Che il velo sia definito femminista è una chiara provocazione, ma non è un’assurdità.
Il libro è “dedicato a tutte le ragazze e a tutte le donne che hanno un sogno. A tutte quelle che ancora non sanno di averlo”. Ma in apertura anche una citazione di Tina Anselmi: Una donna che riesce, riesce per tutte le altre.
Sumaya Abdel Qader nasce a Perugia da mamma e papà giordano-palestinesi. Si sposta a Milano, dove si laurea in Biologia, in Mediazione Linguistica e Sociologia. Sposata, con tre figli nel 2016 diventa la prima musulmana consigliera comunale a Milano. Ha pubblicato Porto il velo, adoro i Queen.

Nasce un cottage letterario in GarfagnanaProgetto realizzato in piccolo borgo grazie anche a crowdfunding

LUCCA07 dicembre 201911:22

– Da una campagna di crowdfunding lanciata su Facebook in piena notte nasce a Lucignana, piccola località di Coreglia Antelminelli (Lucca), in Garfagnana, un suggestivo cottage letterario, la ‘Libreria sopra la Penna’, che inaugura oggi 7 dicembre. Si tratta di un progetto a cura della poetessa Alba Donati, anche presidente del Gabinetto Vieusseux di Firenze, che ha realizzato con l’aiuto dell’architetto Valeria Ioele il suo piccolo spazio letterario in un orto nel cuore del piccolo borgo.
Libri di narrativa, poesia, saggistica, noir, volumi per l’infanzia e anche le marmellate letterarie della violinista Anna Orvieto, come quella alle mele renette di Virginia Woolf, ma pure il tè di Jane Austen e le tazze di Alice, collane con le parole di Sylvia Plath o con i fiori di Emily Dickinson, mazzi di rose dalle pagine di Orgoglio e pregiudizio. Tutto è stato scelto secondo il gusto e le sensazioni di Alba Donati, originaria di Lucca e che vive tra Firenze e Lucignana. “Volevo fare una cosa davvero mia – spiega – che corrispondesse a un desiderio profondo. E dunque valorizzare il mio paese, partire dai libri belli, e creare uno spazio aperto a tutti, una specie di ‘giardino d’inverno’ accogliente dove leggere, chiacchierare, prendere un caffè, fare attività per i più piccoli, incontri con gli autori”. Il cottage letterario di Alba Donati ospiterà anche una serie di eventi, tutti su prenotazione. Il primo appuntamento è per il 23 dicembre, alle 16.30, con l’attrice versiliese Elisabetta Salvatori che racconterà una serie di favole ispirate alla magia del Natale.

Capodanno a Riccione, tre giorni di eventi con Emma e MahmoodPer l’Ice Carpet anche il vincitore di ‘Amici’ Alberto Urso

RICCIONE07 dicembre 201914:08

– “Riccione è un punto d’incontro tra generazioni, un posto di matti visionari e coraggiosi, dove l’effimero ha dato risultati concreti”. Questa è la Perla Verde secondo Linus che per il terzo anno consecutivo organizzerà Deejay On Ice in piazzale Ceccarini con i concerti di Mahmood, Emma Marrone (il 29 dicembre) e il vincitore di Amici Alberto Urso (1 gennaio).
Il 7 dicembre la presentazione ufficiale a Riccione dei tre giorni di eventi e musica del “Riccione Ice Carpet” che inizia alle 17 del 29 dicembre con Mahmood ed Emma in piazzale Ceccarini e prosegue sul palco del Palazzo dei Congressi con la Europe Philharmonic Orchestra diretta da Ezio Bosso per un Concerto degli Auguri dedicato alla grande musica classica.
“Un’offerta che copre tutto l’arco costituzionale – ha scherzato Linus – Vorrei vedere se qualcuno ha il coraggio di lamentarsi anche quest’anno”. Si parte come l’anno scorso in un orario insolito, le 17. “La festa vera, quella notturna, poi continuerà nei locali”. Perché sarà pur vero, ha ricordato il direttore artistico di Radio Deejay, che “non sono più gli anni Ottanta, ma le discoteche riccionesi sono ancora un richiamo, quindi inutile pestarsi i piedi”.
La notte di San Silvestro dalle 22 l’evento unico targato Deejay con Alex Farolfi, Chicco Giuliani, al corpo di ballo di Deejay On Stage e la conduzione di Rudy Zerbi e a mezzanotte i fuochi d’artificio. Il primo gennaio, dopo il tradizionale tuffo di Capodanno, concerto di Alberto Urso, giovanissimo tenore siciliano.

Bacco, tabacco e Venere, con loro si vive meglioStudioso napoletano, vino,nicotina,sesso stimoli contro malattie

NAPOLI07 dicembre 201914:12

– Bacco, tabacco e Venere riducono l’uomo in cenere: ma chi lo ha detto? Semmai è vero il contrario: vino, sigarette e sesso aiutano a vivere meglio, col sorriso sulle labbra, e a combattere le malattie. Parola di Giuseppe Clemente, medico napoletano, che in una seguitissima relazione spiega le ragioni del suo argomentare citando esempi dalla storia e dalla letteratura scientifica e non, e utilizzando brani musicali e fotografie di quadri. L’occasione è la quarta edizione dell’iniziativa ‘Il medico (legale) e l’arte’ coordinata da Pino Guadagno e Luigi Lista, organizzata dall’Anmelepa e dalla Commissione medica di verifica di Napoli.
Clemente parte da dati economici. Le ‘azioni del peccato’ (sin stock) “sono quelle che nell’ultimo secolo hanno garantito i ritorni migliori per gli investitori”. Si sofferma poi sulle ‘virtù’ del vino che ha un effetto aggregante, socializzante, disinibente, consolatore. Lo dice anche Giacomo Leopardi nello ‘Zibaldone’. Bacco, e anche tabacco. Ma fa così male? Vi sono effetti negativi, ma va anche detto che la nicotina è uno stimolante del sistema nervoso centrale, migliora la concentrazione e l’apprendimento, l’attenzione e la vigilanza.
Sono allo studio possibili applicazioni terapeutiche. Da Bacco a Venere. “Il sesso migliora l’immunità, aumenta le Iga, migliora memoria e funzioni esecutive superiori, riduce pressione arteriosa e rischio di cardiopatia, combatte l’insonnia, aumenta l’autostima”. Tra musica e vino scatta un ‘moltiplicatore di sensazioni’. Paolo Scarpellini, sound sommelier, citato da Clemente, su ‘Civiltà del bere’, spiega che si creano interazioni come, ad esempio, tra Astrud Gilberto (Fly Me to the Moon) e il Perlè Brut 200 Ferrari. E cita Goethe: ‘La vita è troppo breve per bere vini mediocri’. Come dargli torto?

Milano, spunta il Salvini-Sardina

07 dicembre 201918:35

Nuova azione di TvBoy la scorsa notte a Milano, in zona Navigli. In maniera ironica e dissacrante, gioca sul nuovo avversario politico del leader della Lega, Matteo Salvini, il popolo delle Sardine, che nella nuova opera dello street artist diventano una sola cosaAccanto al ‘Matteo Sardina’, Tvboy ha realizzato altre due opere, postandole poi tutte e tre sui social: nella prima è raffigurata la senatrice a vita ed ex deportata ad Auschwitz Liliana Segre, che tiene un cartello stradale con la scritta ‘Stop Hate’; nella seconda, invece, il protagonista è sempre Salvini: il leader leghista in jeans, camicia verde e giubbotto, tiene in mano un cartello con una sardina, stavolta vera, e la scritta ‘Matteo Sardina’. “Liliana Segre ‘Stop Hate’ e Matteo Salvini in manifestazione con le Sardine. Milano Navigli. Pont de Fer” scrive Tvboy presentando le due opere sui social.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Bryan Ferry, a febbraio il nuovo album
‘Live at the Royal Albert Hall 1974’, tour in UK a marzo

07 dicembre 201914:23

– Bryan Ferry ha annunciato l’uscita del nuovo disco ‘Live at the Royal Albert Hall 1974’ e il nuovo tour negli UK a marzo. L’album contiene la registrazione del suo primo tour da solista e una performance unica disponibile per la prima volta al pubblico. Il disco uscirà il 7 febbraio per Bmg.
Originariamente scritto e composto dai Rolling Stones, “Sympathy For The Devil”, primo estratto dal disco, è stato interpretato da Bryan Ferry nel suo album solista di debutto “These Foolish Things” (1973) che ha riscosso un ampio successo di critica. Il disco diede il via ad una fiorente carriera solista e precedette l’album del 1974 “Another Time, Another Place”. La scaletta di “Live at the Royal Albert Hall 1974” comprende questi primi due album che Ferry non ha mai eseguito dal vivo e che erano distanti dalla musica che Ferry aveva suonato con i Roxy Music negli anni precedenti. L’elenco dei brani è composto da alcuni dei pezzi preferiti dai fan, tra cui “A Hard Rain’s A-Gonna Fall”, “The” In “Crowd”, “Smoke Gets in Your Eyes” e “I Love How You Love Me” e abbraccia le sue influenze degli anni ’30, ’40 e ’50, compresi i dischi che sono stati fondamentali durante i suoi anni formativi.
Il prossimo tour di Ferry inizierà da Glasgow il 3 marzo 2020 e culminerà con due date, l’11 e il 13, alla Royal Albert Hall di Londra.

Moda: sfilata in nome dell’Armonia per Jamal TaslaqStilista italo-palestinese stavolta sceglie la capitale

07 dicembre 201915:46

– “Armonia tra i popoli, l’armonia tra le culture, l’armonia della bellezza tra Oriente ed Occidente … tutto è armonia, anche la moda”. Con questo messaggio lo stilista italo-palestinese Jamal Taslaq, con atelier a Roma, ha scelto di presentare la sua nuova collezione di alta moda giocando in casa: la sfilata della sua nuova collezione Haute Couture 2020 intitolata Armonia si è svolta nella elegante residenza della capitale Le Jardin Potager.
Armonia è stata disegnata pensando a dettagli e particolari sartoriali che valorizzano e lambiscono la silhouette femminile, nei colori ispirati alla terra natia di Taslaq che veste da sempre le donne di tre continenti, Asia, America ed Europa. Tra le clienti famose di Taslaq, la regina Raina di Giordania, Patty Pravo, Sharon Stone e Ornella Muti. In passerella hanno sfilato 33 outfit, scanditi classicamente in tailleur da giorno, mise da cocktail e abiti da sera, realizzati in tessuti preziosi come chiffon, georgette, organza, cady di seta e mikado. La moda di Jamal Taslaq ha sfilato a Parigi e a Dubai e nel 2014 anche nella sede dell’Onu, nel Palazzo di Vetro a New York.
Palestinese di Nablus, formato a Roma e cittadino italiano, Taslaq ama realizzare una moda che unisce il mondo orientale a quello occidentale.

Achille Lauro, 30 anni con concerto a Roma nel 2020Appuntamento il 31 ottobre a Palazzo dello Sport

07 dicembre 201916:07

– Achille Lauro festeggerà il suo trentesimo compleanno con un appuntamento speciale nella sua città: 30 anni di Roma, un concerto che si terrà il 31 ottobre 2020 nel Palazzo dello sport della capitale e sarà un viaggio nel tempo che vuole unire presente e passato in un’interpretazione nuova che guarda al futuro.
L’ultimo album di Achille Lauro è “1969” (Sony Music Italy).
È attualmente in radio il singolo “1990” (Sony Music), scritto da Achille Lauro, prodotto dallo stesso con Boss Doms e Gow Tribe, che parla di un amore ossessivo e possessivo. Il sound è ispirato a La Bouche, mentre la cover rimanda a una foto iconica di Britney Spears, segnando il primo capitolo di una nuova serie di brani che reinterpretano il decennio degli anni Novanta. È online il videoclip di “1990”, tra il pop rosa di Britney Spears e il punk fluo di The Prodigy. Il video è la fedele riproduzione degli stereotipi e delle icone degli anni Novanta tra foto di Michael Jackson e copertine di Playboy. La telecamera è puntata su Lauro che rimbalza tra la stanza piena di poster di un’adolescente di fine secolo, ad una sala giochi. Le immagini esaltano la sua anima punk e malinconica ma anche la malizia ammiccante della “donna bambina”. La direzione artistica del video è curata da Achille Lauro e Nicolò Cerioni, prodotto da Antonio Giampaolo per Maestro Production, con la regia di Fabio Breccia.

Il figlio di Scarpelli, mio padre Furio non amava apparireNel centenario della nascita racconti inediti e una mostra

07 dicembre 201916:15

– FURIO SCARPELLI, AMORI NEL FRAGORE DELLA METROPOLI (SELLERIO, PP 159, EURO 13,00) Romanzi, racconti, disegni, acquarelli, bozzetti per i personaggi di film, ritratti. Furio Scarpelli che da solo, o in coppia con Age, ha firmato i migliori titoli della commedia all’italiana, non era semplicemente uno sceneggiatore. Era un artista che viaggiava su molte dimensioni come mostra ora anche la grande quantità di inediti che ci ha lasciato. Per il centenario della nascita, il 16 dicembre 1919 a Roma, esce ‘Amori nel fragore della metropoli’ (Sellerio), in cui il figlio Giacomo ha raccolto tre racconti mai usciti, ‘Ivano’, ‘Il tonno, la seppia e il maccarello’ e ‘Sonato’ e dal 16 dicembre saranno esposti alla Casa del cinema di Roma una scelta di riproduzioni delle opere grafiche di Scarpelli, morto a Roma nel 2010.
“Mio padre ha sempre detto che per fare bene il cinema bisogna portare al cinema cose che non gli appartengono perché è un’arte fatta di tutte le arti. E’ inferiore e superiore rispetto alle altre” racconta Giacomo Scarpelli, docente universitario di filosofia, che da quando aveva 12 anni ha lavorato con il padre. “Battevo a macchina i suoi copioni. Il cinema era di casa” dice Giacomo al suo arrivo alla fiera della piccola e media editoria ‘Più libri più liberi’, alla Nuvola di Roma.
“Mio padre odiava quelli che si riferivano soltanto al cinema. Sottolineava sempre che il testo che precede la sceneggiatura è più importante della sceneggiatura stessa” spiega Giacomo Scarpelli e tira fuori dalla tasca un foglio con un breve testo che ha trovato sulla scrivania del padre e che considera una sintesi del suo pensiero sul fare cinema: “Scrivere una buona storia senza pensare che esista il cinema, se ci riesci ecco che sei già un autore. Non ti resta che fare il passo successivo, diventare cineasta” dice il brano.
Tre le scrivanie ideali che Giacomo ha immaginato per il padre: la prima dedicata alle sceneggiature dai film di Totò a La grande guerra, L’armata Brancaleone, I soliti ignoti, C’eravamo tanto amati, al Postino. La seconda piena di penne e pennini dedicata al disegno, la sua prima professione, cominciata a 13 anni quando morì tragicamente il padre, il giornalista e illustratore Filiberto, tra l’altro fondatore con Vamba del ‘Giornalino della Domenica’. “Ci lascia un patrimonio sommerso di disegni” racconta. E la terza scrivania è quella della narrativa che riserva tanti inediti, tra cui, annuncia Giacomo “un paio di romanzi. Uno verrà pubblicato da Sellerio nel 2020. Si chiama ‘Si ricorda di me Signor Tenente’, è ambientato tra le soglie del 2000 e gli anni della seconda guerra mondiale. Racconta di un pensionato che viene avvicinato da un ex commilitone che poi cercherà di truffarlo. L’altro è ‘Cuore di mafioso’ su cui ho lavorato anche io. E poi ci sono tanti racconti, più o meno cinquanta”. ‘Amori nel fragore della metropoli’ sono racconti omogenei, sentimentali, anche strazianti, ambientati nel caos della città eterna, con anime alla ricerca di un riscatto” dice figlio di Scarpelli.
“A proposito di scrivanie, abbiamo lavorato tanto insieme, eravamo allievi suoi con Paolo Virzì e Francesca Archibugi, Graziano Diana e qualche altro” ricorda Giacomo. Paolo Virzì parla di Furio come di un grande maestro che “ci lascia una straordinaria curiosità verso gli altri. Ci lascia il divertimento di indossare quel tipo di occhiali compassionevoli e spiritosi e sagaci nell’osservare la vita. Un’impronta profondamente umanistica nello sguardo verso i subalterni, dove va a cercare sofferenza sentimentale. Anche questo libro raccoglie questa particolare prerogativa di Furio, dare dignità agli ultimi. Era un maestro vero, ha sempre amato circondarsi di persone e condividere. Ha fatto tantissimo per gli altri e magari poco per se stesso. Ed è commovente e anche un po’ straziante che solo 9 anni e mezzo dopo la sua morte esca un libro di narrativa di suoi racconti. Si divertiva a indossare la modestia come abito. ‘Ho la vanità della modestia’ diceva.
Abbiamo scritto tanti film insieme di cui era il fulcro, ma al momento del rapporto con i media si defilava. Si sentiva parte di un gruppo piuttosto che esibire l’ego. E’ stata una grande lezione morale”.
Dare voce a chi non la ha era la sua vocazione anche secondo il figlio. “Rimane oggi come esempio di storie comiche, ma su una sostanza assolutamente drammatica e questo si è perso. Come dice Flaubert un autore deve dare l’impressione di non essere mai esistito, è tutto nelle proprie opere. E questo vale come epitaffio”.

Immigrato di Zalone divide web, Valsecchi ‘è satira’2 mln visualizzazioni in 48 ore per singolo del re degli incassi

07 dicembre 201916:16

– La giornata di un italiano alle prese con un “immigrato”, tra la “mano nera” che tenta di lavare il parabrezza e quegli spiccioli che rischiano via via di “prosciugare il fatturato”, passando per la “sorpresa” finale: “Al mio ritorno/ Ti ritrovo senza permesso nel soggiorno/ Ma mia moglie non è spaventata/ Anzi/ Sembra molto rilassata…”.
Checco Zalone ha scelto di lanciare in un modo tutto suo, irriverente e politicamente scorretto, il suo nuovo, attesissimo, film, Tolo Tolo, in uscita il primo gennaio: un singolo, intitolato appunto ‘Immigrato’, che mescolando echi di Celentano e Toto Cutugno tocca un nervo scoperto in una società in cui va montando – come ha appena certificato il Censis – una deriva verso l’odio, il razzismo e l’intolleranza nei confronti delle minoranze.
Il videoclip di Immigrato ha fatto immediatamente il giro del web, raccogliendo in 48 ore quasi 2 milioni di visualizzazioni e incassando commenti entusiastici ma anche critiche feroci al re degli incassi del cinema italiano. “Sono molto stupito di queste poche, per fortuna, reazioni al videoclip di Checco Zalone ‘Immigrato’, da noi prodotto”, commenta Pietro Valsecchi, patron della Taodue. “Per me – e credo di interpretare anche il pensiero di Luca – e quindi per noi, la diversità è sempre stata un valore a tutti i livelli: di pensiero, di origine sociale, di provenienza geografica. La satira vuole prendersi gioco di tutte le certezze, qualunque esse siano, e chi non la capisce, forse non vuole neanche provare a mettersi in discussione. E quando graffia, graffia. Vi aspetto tutti il primo gennaio in sala: evviva Tolo Tolo”, conclude.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

A Lionel Richie il premio Capri Person of the Year
A Ezio Bosso il Music Award al festival di fine anno

NAPOLI07 dicembre 201918:34

– Lionel Richie, leggenda della musica americana, attivista per i diritti umani e filantropo, è la ‘Capri Person of the Year 2019’, riconoscimento assegnato dalla 24/a edizione del Capri, Hollywood, the International film fest (26 dicembre-2 gennaio) che avrà come chairpersons la regista Francesca Archibugi e l’artista israeliana Noa. Il premio a Lionel Richie sarà consegnato domenica 15 dicembre a Roma in un gala benefico nell’Hotel de Russie, all’indomani del Concerto di Natale in Vaticano che lo vedrà protagonista insieme con star internazionali come Mireille Mathieu e Bonnie Tyler.
”Siamo onorati di premiare Lionel Richie, un grande artista e instancabile attivista sul fronte umanitario – dice Tony Renis portavoce del board dell’Istituto Capri nel mondo – basti ricordare che insieme con Michael Jackson è stato l’autore del celebre brano ‘We are the world ‘ prodotto da Quincy Jones, e fautore del progetto Usa for Africa che grazie al super gruppo di 46 artisti raccolse oltre 100 milioni di dollari per l’Etiopia. Quest’anno per la sezione musicale – sottolinea Tony Renis annunciando un nuovo riconoscimento – con grande affetto accoglieremo a Capri il maestro Enzo Bosso, artista di straordinaria sensibilità”.

Favino, io tra Buscetta, Craxi e MoroAgli Efa con Il traditore. Bellocchio lavora a Esterno notte

BERLINO07 dicembre 201917:42

– Pierfrancesco Favino e Marco Bellocchio a Berlino, a poche ore dalla premiazione degli Efa, gli ‘oscar’ europei, non sembrano troppo emozionati di essere in corsa con il film Il traditore – dedicato alla storia di Tommaso Buscetta – in ben quattro categorie (film, regia e sceneggiatura e miglior attore).
Quanto al personaggio di Bettino Craxi, al quale Favino ha dato il volto in Hammamet di Gianni Amelio, in sala dal 9 gennaio, dice l’attore: “Craxi e stato sicuramente un personaggio controverso, ma io non l’ho interpretato pensando a questo. Ho cercato solo di rappresentare quello che lui sentiva dentro. Il fatto di essere controverso è qualcosa che gli attribuivano gli altri e di cui lui era incosciente”. Per Favino ora c’è Padre Nostro di Claudio Noce, un film da lui prodotto e interpretato nei panni di un prefetto antiterrorismo negli anni di piombo. “Una storia vista da due ragazzini in cui riaffiora anche un mio ricordo del giorno dell’attentato a Moro. Ricordo – sottolinea Favino – che per noi fu un giorno di festa. Perché chiusero le scuole e le mamme ci portarono a casa per coccolarci. Noi ovviamente non capivamo nulla di quello che stava accadendo”.
La vicenda di Aldo Moro è centrale anche nella vita di Marco Bellocchio che sta appunto girando su questo fatto tragico della storia di Italia una serie tv, pluri-prodotta, dal titolo Esterno notte, una sorta di controcampo del suo film Buongiorno, notte.

A Santa Cecilia, Kissin in recital BeethovenIl pianista proporrà tre celebri Sonate e le Variazioni ‘Eroica’

07 dicembre 201917:44

– Due concerti a stretto giro di Evgeny Kissin, un’ occasione unica per il pubblico di Santa Cecilia. Il grande pianista russo, protagonista un mese fa con l’ orchestra dell’ Accademia Nazionale diretta da Antonio Pappano del Concerto n. 2 di Liszt, torna ad esibirsi sul palcoscenico dell’ Auditorium Parco della Musica di Roma per la Stagione da Camera con un recital interamente dedicato a Beethoven. Lunedì 9 dicembre alle 20.30 Kissin proporrà la Sonata n. 8 op. 13 “Patetica”, la Sonata n. 21 op. 53 “Waldstein”, la Sonata n. 17 op. 31 detta “La tempesta” e le Variazioni “Eroica”, su temi dell’omonima Sinfonia. Il programma ripercorre quasi in maniera cronologica, e quindi anche stilistica, l’arco creativo dell’opera pianistica di Beethoven fino alle soglie dell’ultima fase. Considerato tra i maggiori interpreti della tastiera, Kissin affronta, quindi, una serie una serie di capolavori assoluti parte di quel “Nuovo Testamento” della musica, così come Hans von Bülow definì il ciclo delle 32 Sonate di Beethoven.

Charles Brandt, è vero il racconto in The IrishmanAlla fiera l’autore del libro che ha ispirato Scorsese

07 dicembre 201918:45

– CHARLES BRANDT, THE IRISHMAN (FAZI, PP 469, EURO 18) E’ “tutto vero” quello che viene raccontato in ‘The Irishman’, il libro che ha ispirato il nuovo film di Martin Scorsese, con un cast stellare con Robert De Niro, Al Pacino, Joe Pesci ed Harvey Keitel. A raccontarlo è l’autore del libro Charles Brandt, tra i più brillanti legali d’America, che è stato procuratore generale dello Stato del Delaware, spesso chiamato in causa per interrogare criminali particolarmente reticenti. Brandt, 77 anni, per cinque anni ha incontrato Frank Sheeran, spietato sicario della mafia, sulle cui testimonianze si basa la storia raccontata in ‘The Irishman’.
“Dico con certezza che tutto quello che viene raccontato nel libro è vero, perché so che Frank diceva la verità. Mi ha contattato dopo aver letto il mio libro ‘Il diritto di rimanere in silenzio’ che parla proprio di come la confessione sia un bisogno umano innato. Gli interrogatori li so fare, so capire quando uno dice la verità o quando uno mente ma soprattutto sono bravo a tirare fuori dalla gente quel peso che tutte le persone che hanno commesso un crimine si portano dentro” racconta Brandt, oggi alla fiera della piccola e media editoria ‘Più libri più liberi’ con il libro pubblicato in Italia da Fazi Editore nella traduzione di Giuliano Bottali e Simonetta Levantini.
Nelle 472 pagine del libro Frank Sheeran, detto l’Irlandese, uno degli unici due non italiani nella lista dei venticinque personaggi di maggior spicco della criminalità organizzata americana stilata da Rudy Giuliani, confessa prima di morire i suoi crimini, tra cui quello di Jimmy Hoffa, leader sindacale, che fu visto l’ultima volta il 30 luglio 1975 e il cui corpo non fu mai ritrovato. Un racconto epico in cui c’è anche la storia di Sheeran e nell’ultima parte rivelazioni inedite sull’assassinio dei Kennedy e il coinvolgimento della mafia.
“Frank ha assistito a varie conversazioni di esponenti di altissimo livello della mafia tra cui Bufalino e Hoffa. Ci sono elementi incontrovertibili. Sappiamo che Carlos Marcelo, che era un boss della mafia di New Orleans e di Dallas, sicuramente ha giocato un ruolo. Sappiamo che Tony Provenzano, che è anche presente nel film, ha giocato un ruolo nell’assassinio. Molte di queste cose sono anche confermate da documenti dell’FBI, rilasciati nel ’93, che confermano questa lettura degli eventi” sottolinea Brandt, un po’ provato dal lungo viaggio, a Roma con la moglie che gli sta accanto amorevole durante l’intervista.
“C’è una frase rivelatrice: ‘Se siamo riusciti a uccidere il presidente possiamo uccidere anche il presidente del sindacato’ dice Bufalino a Frank quando Hoffa insiste nel volersi candidare alla presidenza del sindacato degli autisti, dopo l’invito del boss della mafia a non farlo” spiega Brandt. E dice anche dopo l’uscita del libro ha avuto “molte conferme che quello che viene raccontato è la verità. Nel 2006 a un firma copie che stavo facendo mi si è presentato un certo Bob Garridy , agente dell’FBI incaricato di seguire tutto il caso Hoffa, e mi ha detto che quello che avevo scritto era in linea con quanto scoperto dall’FBI. Anche per quello che riguarda il rapporto tra Frank e Hoffa. Come si vede bene nel libro e nel film tra loro c’era un rapporto quasi fraterno, tanto è vero che per Sheeran è stato devastante doversi prendere carico dell’omicidio di una persona a cui voleva bene”.
Del film di Scorsese, Brandt dice che “è un capolavoro assoluto. Io e mia moglie sapevamo come sarebbe andata a finire la storia, ma siamo rimasti inchiodati alla sedia. Non ci sono grosse differenze tra il libro e il film anche grazie al fatto che sono stato coinvolto fin dall’inizio nella sceneggiatura”.
Fin dalla primo interrogatorio con Frank, Brandt ha pensato che la sua storia era per Martin Scorsese. “Devo ammettere che fin dall’inizio, fin da quando stavo scrivendo il libro, dentro di me speravo che capitasse nelle mani di Scorsese perché sembrava fatto apposta per lui. Quando è uscito il libro mi hanno contattato diversi produttori di Hollywood ma mi sono sempre rifiutato di vendere i diritti. Potete immaginare la mia felicità quando nel giugno 2007 la mia casa editrice mi ha comunicato che era stata contattata per un film con Martin Scorsese. Ci sono la mafia e l’enorme senso di colpa di Sheeran” spiega Brandt.

Scala, ovazione per MattarellaApplauso lungo 4 minuti, poi tutti in piedi per l’Inno di Mameli

MILANO07 dicembre 201919:04

– Il pubblico della Prima della Scala, così come avvenne lo scorso anno, ha tributato una ovazione al Capo dello Stato, Sergio Mattarella, al suo ingresso, con la figlia Laura, nel palco d’onore. Alla fine dell’applauso durato circa quattro minuti, come di consueto, con la sala del Piermarini illuminata e il sipario chiuso, l’orchestra diretta dal maestro Riccardo Chailly ha intonato l’inno di Mameli.

Sanremo Giovani, i 10 artisti che vanno in finaleIn rosa Avincola, Eugenio in via di Gioia, Jefeo, Reclame, Shari

7 dicembre 201919:10

Dopo il quarto e ultimo appuntamento di “Sanremo giovani a Italia sì”, il programma del sabato pomeriggio di Rai1 condotto da Marco Liorni, la griglia dei 10 finalisti che approderanno il 19 dicembre a Sanremo per l’appuntamento di Sanremo Giovani è completa.
Durante la quarta puntata di “Sanremo giovani a Italia sì”, sono stati infatti votati dalla Giuria demoscopica e dalla Commissione musicale presieduta dal direttore artistico Amadeus e composta da Claudio Fasulo, Leonardo De Amicis, Massimo Martelli e Gian Marco Mazzi i secondi 5 finalisti che sono Avincola con Un rider, Eugenio in via di Gioia con Tsunami, Jefeo con Un due tre stella, Réclame con Il viaggio di ritorno, Shari con Stella. Nella seconda semifinale di “Sanremo Giovani a Italia sì”, sabato 23 novembre erano invece stati selezionati Fadi con Due noi, Fasma con Per sentirmi vivo, Leo Gassmann con Va bene così, Marco Sentieri con Billy Blu e Thomas con Ne 80.
I 10 finalisti si sfideranno poi la sera del 19 a Sanremo Giovani per conquistare 5 degli 8 posti disponibili per la sezione Nuove proposte del Festival di Sanremo 2020 (2 saranno invece assegnati agli artisti provenienti da Area Sanremo e 1 spetta di diritto alla vincitrice di Sanremo Young).
Il lungo percorso per arrivare a esibirsi prima al Teatro del Casino nella finale di Sanremo giovani e poi al Teatro Ariston nella categoria Nuove Proposte era iniziato ad ottobre dopo la prima selezione in cui sono stati ascoltati 842 brani, poi le audizioni dal vivo con 65 partecipanti e la scelta dei 20 semifinalisti per le quattro puntate di “Sanremo giovani a Italia sì”.

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DALLE 17:12 DI SABATO 30 NOVEMBRE 2019

ALLE 09:28 DI GIOVEDì 05 DICEMBRE 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Venezia: Opera di Roma si mobilita per la Fenice
Recita straordinaria il 2 gennaio del balletto Il Lago dei Cigni

ROMA30 novembre 2019 17:12

Il Teatro dell’ Opera di Roma si mobilita per la Fenice di Venezia per i danni causati dalla eccezionale ‘acqua alta’ che ha funestato nelle scorse settimane la città lagunare. Il Consiglio di Indirizzo della Fondazione musicale della Capitale, riunitosi venerdì 29 novembre sotto la presidenza della sindaca Virginia Raggi, ha stabilito di programmare una recita straordinaria del balletto ‘Il lago dei cigni’ giovedì 2 gennaio 2020 alle 15. L’intero ricavato della vendita dei biglietti sarà devoluto al Teatro La Fenice. “Il Consiglio di Indirizzo – dice una nota – ringrazia tutti i lavoratori del Teatro dell’Opera di Roma che si sono resi disponibili a partecipare a questa iniziativa. Sarà un segno di vicinanza e solidarietà per la difficilissima situazione in cui il Teatro La Fenice si è trovato nei giorni immediatamente prima dell’inaugurazione della nuova stagione, in seguito allo straordinario fenomeno dell’ ‘acqua alta’, e un contributo ai lavori necessari per il restauro”.

Benigni a Torino, Pinocchio Garrone il più autenticoPremiato da Film Commission. ‘Dato tutto, credo in suo talento’

TORINO30 novembre 201920:26

Di tutte le interpretazioni di Pinocchio quella che sta per uscire al cinema con la regia di Matteo Garrone è “la più fedele all’originale”. Parola di Roberto Benigni, che nel 2002 aveva diretto e interpretato il burattino di legno.
Questa volta il Premio Oscar, celebrato nella settimana del Torino Film Festival dalla Film Commission Piemonte, indossa i panni di Geppetto. “Calarsi nel personaggio è stato facilissimo, devo solo interpretare la Fata Turchina e li ho fatti tutti”, scherza di fronte ai 370 invitati alla cena di gala firmata Carlo Cracco per raccogliere fondi a favore della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro.
Sul palco della Centrale della Nuvola, quartier generale Lavazza nel cuore di Torino, Benigni concede qualche battuta sull’attesa pellicola, nelle sale il 19 dicembre. “Ho dato tutto ciò che potevo, perché credo nel talento di Matteo Garrone, per me il regista più bravo del mondo”, dice prima di ricevere il Premio Langhe Roero Monferrato.

In lettere di caccia, dolore Puccini per suicidio camerieraEpistolario rivela ira musicista per parenti causa morte

FIRENZE30 novembre 201918:36

– Lo strazio di Giacomo Puccini (1858-1924) per la morte della giovane cameriera Doria Manfredi, suicida perché ingiustamente accusata di essere sua amante, spunta da un epistolario conservato nell’Archivio Antinori di Firenze e riscoperto dallo scrittore Maurizio Sessa nel libro ‘Andrò nelle Maremme. Puccini a caccia tra Bolgheri e Capalbio’.
Tra le 161 lettere della raccolta, perlopiù dedicate alla caccia “nelle Maremme” e che Puccini scrisse agli amici Giuseppe della Gherardesca e Piero Antinori tra il 1903 e il 1924, l’autore ne ha trovate due che riportano in primo piano il tragico “affare Doria”, cioè il suicidio della giovane cameriera di casa Puccini accusata – ingiustamente, come già all’epoca dimostrato – di essere la sua amante. L’episodio segnò la vita del compositore e da queste lettere emerge un duro, e inedito, j’accuse sia ai familiari della moglie Elvira sia alla figliastra Fosca.

Mostre: a Gradara Durer e gli incisori del Cinquecento400 opere mettono a confronto con allievi, imitatori, copisti

GRADARA30 novembre 201918:50

– Al via da oggi 30 novembre al 16 febbraio 2020 (solo sabato, domenica e festivi) a Palazzo Rubini Vesin di Gradara la mostra “Durer e gli incisori tedeschi del Cinquecento”, che con oltre 400 opere (130 del maestro di Norimberga) e più di 50 artisti rappresentati, racconta l’arte del Rinascimento in Germania nella più grande esposizione su questo tema mai presentata prima in Italia. L’esposizione è aperta sabato, domenica e festivi. Previste aperture su prenotazione per gruppi e scuole.
Curata dal giovane storico dell’arte Luca Baroni, l’iniziativa “non ha solo finalità estetiche, ma vuole essere un’occasione di studio per avvicinare il pubblico alla grafica, alle sue tecniche e diverse utilizzazioni: dalla propaganda politica della Riforma Protestante, all’illustrazione libraria”.
E’ arricchita da una seconda esposizione che dal 2 dicembre alla Biblioteca Oliveriana di Pesaro raccoglie una trentina di pezzi.
Tra questi, alcuni dei più alti esempi d’arte incisoria del maestro olandese Luca di Leida, amico e rivale di Durer, una coppia di collages ottenuti nel XVIII secolo tagliuzzando e ricomponendo una ventina d’incisioni originali di Durer, e una sezione di libri pubblicati e illustrati dall’artista come quello celeberrimo delle Proporzioni.
Il percorso espositivo di Gradara è articolato in nove sale che ripercorrono in ordine geografico e cronologico il contesto storico artistico in cui operò Durer. Dai precursori quattrocenteschi, alle più importanti scuole incisorie di Norimberga (città dove operò l’artista), di Strasburgo, della Sassonia e del Danubio, per finire con le ‘copie’ che i maestri del ‘500 trassero dai suoi capolavori, diffondendone le caratteristiche e le innovazioni nel mondo.

Bologna si illumina con i testi di Cesare CremoniniLe luci in via D’Azeglio, la strada di Lucio Dalla

BOLOGNA30 novembre 201919:52

– Il primo verso, quello che affaccia su piazza Maggiore è ‘Ti sei accorta anche tu’. Poi, di seguito, il resto del testo di ‘Nessuno vuole essere Robin’.
Cesare Cremonini guarda le luminarie di via D’Azeglio che si accendono con la sua canzone e ripete di sentirsi “onorato” di ricevere l’omaggio della sua città, Bologna, dopo che lo scorso anno la strada venne decorata con i versi di Lucio Dalla.
Ad accoglierlo c’è una folla di gente, che aspetta da ore.
“Questo omaggio deve essere un segno forte di continuità – spiega emozionato il cantante parlando con i giornalisti – con la tradizione cantautorale bolognese di cui Lucio è il padre spirituale. ‘Robin’ è una canzone generazionale figlia di Lucio e di questa città, che non si deve accontentare delle sue tradizioni ma deve saper guardare anche al futuro”. Il ricavato dei neon servirà a fare della beneficenza e aiuterà la fondazione Sant’Orsola a creare una casa d’accoglienza per il supporto dei pazienti oncologici e dei loro familiari.

Jethro Tull in Italia a marzoNuovo tour attinge a piene mani negli album più prog della band

01 dicembre 201912:22

– Ian Anderson e i suoi Jethro Tull sono la band prog di maggior successo al mondo e con il loro nuovo tour The Prog Years faranno tappa anche in Italia a marzo: il 25 al Teatro Colosseo di Torino e il 27 al Teatro Galleria di Legnano (MI).
Il nuovo tour attinge a piene mani negli album più prog della band, tra cui Stand Up, Benefit, Aqualung, Thick As A Brick, Passion Play e persino un tocco di TAAB2, del 2012. Gli spettacoli saranno arricchiti anche da visual.
Ian Anderson sarà sul palco insieme a David Goodier (basso), John O’Hara (tastiere), Joe Parrish (chitarra) e Scott Hammond (batteria).

Perturbazione, esce singolo Le spalle nell’abbraccioAnticipa (Dis)amore, il nuovo album in arrivo in primavera

1 dicembre 201912:22

– E’ uscito (per Ala Bianca records) “Le spalle nell’abbraccio”, il primo singolo che anticipa (Dis)amore, il nuovo progetto discografico dei Perturbazione, in uscita in primavera. La band piemontese tornaa quasi quattro anni di distanza dal precedente album “Le storie che ci raccontiamo”.
Le spalle nell’abbraccio è solo l’inizio del progetto, un trailer sotto forma di canzone di un paio di minuti appena. E’ l’anteprima di un concept album fuori dal tempo.
Il video del brano è stato girato da Fabio Capalbo (già al lavoro con Verdena, Vinicio Capossela, Baustelle, Edda, Planet Funk etc.) ed evoca proprio la sospensione del tempo: un paesaggio italiano di provincia, di qualsiasi provincia.
Un’atmosfera da romanzi di Dino Buzzati o Carlo Cassola, ma trasportati in un presente continuo.
I Perturbazione la prossima estate torneranno anche da vivo in tutta Italia.

Scavi Ercolano: visita guidata con Ente Nazionale SordiIl 3 dicembre Giornata mondiale diritti persone con disabilità

ERCOLANO01 dicembre 201912:28

– Il 3 dicembre, in occasione della Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità, il Parco archeologico di Ercolano offrirà ad un gruppo di soci dell’Ente Nazionale Sordi una visita guidata speciale in lingua Lis in collaborazione con la società Coopculture.
Si tratta della prima attività svolta insieme con l’Ente Nazionale Sordi di Napoli, frutto di una convenzione, in cui l’associazione Ens di Napoli metterà a disposizione un proprio associato che tradurrà in Lis le spiegazioni della guida turistica fornita invece da Coopculture, gestore dei servizi didattici del Parco. Alla visita parteciperà anche Elvira Sepe, presidente della Sezione Ens di Napoli, con la quale i funzionari del Parco stanno programmando il calendario delle attività formative, da realizzare a partire dal mese di gennaio 2020, rivolte da un lato ai traduttori Lis, e dall’altro al personale di vigilanza e accoglienza del Parco.
”Siamo felici di avviare fattivamente la collaborazione con l’Ente Nazionale Sordi all’interno di un evento condiviso a livello nazionale dai diversi Istituti del Mibact” dice il direttore Sirano. ”La celebrazione della giornata per il Parco rappresenta un’ulteriore occasione di apertura verso il nostro pubblico, offrendo a tutti la possibilità di fruizione del bene”.
Anche per quest’anno il Mibact sostiene l’iniziativa promuovendo manifestazioni ed eventi a favore della cultura dell’accoglienza al patrimonio, confermando con lo slogan ‘Un giorno all’anno tutto l’anno’ l’impegno volto ad assicurare a tutti il diritto alla partecipazione e all’accesso ai luoghi e ai contenuti culturali. VAI ALLE NOTIZIE IN TEMPO REALE

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E’ morto Mariss Jansons, guidò le più grandi orchestre
Il maestro lettone diresse tra gli altri i Wiener Philharmoniker

02 dicembre 201911:11

E’ stato un grande direttore d’orchestra Mariss Jansons, scomparso il 30 novembre a 76 anni nella sua casa di San Pietroburgo, città dove si era formato studiando violino, pianoforte e direzione al conservatorio. Di origine lettone, era nato a Riga il 14 gennaio 1943, aveva avuto un importante problema cardiaco e per questo aveva limitato le sue apparizioni da qualche mese, cancellando molti concerti estivi. Ma ad ottobre, dopo una pausa di sei mesi, Jansons era tornato sul podio con la Bavarian Radio Symphony Orchestra. Dal 1973 al 2000, aveva guidato la Oslo Philharmonic. Tra le sue molteplici esperienze, Jansons è stato anche direttore della London Philharmonic Orchestra e dei Wiener Philarmoniker. Aveva diretto la Amsterdam Concertgebouw e e la Pittsburgh Symphony Orchestra. Nel 2018 era stato nominato membro onorario dei Berliner Philharmoniker. Nell’aprile 2019 aveva ricevuto l’Herbert von Karajan Prize al festival di Salisburgo. Da anni era alla guida della Bavarian Radio Symphony Orchestra di Monaco. Le sue registrazioni epiche riguardano in particolare includono le sinfonie di Mahler per cui era celeberrimo.
La notizia della morte è stata data dalla Vienna Philharmonic Orchestra: “Siamo profondamente addolorati per la notizia della scomparsa del maestro e membro onorario della nostra orchestra” si legge in una nota della Filarmonica, che il maestro aveva diretto tre volte per il celebre concerto di Capodanno, ricordando “gli anni di fruttuosa collaborazione artistica a Vienna, Salisburgo e in tournée”. E annuncia poi che il concerto in programma il 1 dicembre con la direzione di Jakub Hrusa è dedicato alla sua memoria. La storia di Mariss Jansons, “il direttore d’orchestra con un dolcissimo sorriso” comincia come un romanzo: era nato nella città lettone occupata dai tedeschi in un nascondiglio dove la madre ebrea Iraida si era riparata dal ghetto di Riga per sfuggire ai nazisti. Era figlio d’arte: la madre cantante d’opera e il padre Arvids direttore d’orchestra (era stato allievo anche di von Karajan) ed era cresciuto tra strumenti musicali, prove d’orchestra e palcoscenico maturando così una conoscenza innata incredibile.
Dopo la guerra, con il padre vicedirettore della Filarmonica di Leningrado (oggi San Pietroburgo) s’immerse nella musica avendo a disposizione una grande biblioteca musicale. Negli anni ’70 gli fu permesso di uscire dall’allora Unione Sovietica per andare in Galles per uno straordinario ciclo di Ciaikovski e ad Oslo, dove divenne direttore musicale nel 1979. Già nel 1996 aveva avuto problemi cardiaci: salvato per miracolo da un infarto fatale in scena mentre conduceva la Bohème a Oslo. Nel ’97 divenne direttore musicale a Pittsburgh guidandone l’orchestra fino al 2004. Secondo i critici da direttore fu ineguagliabile quanto alla collocazione precisa di musicisti nell’orchestra.

I nazisti e le opere d’arte rubate, su Sky Arte la serieTre documentari raccontano razzie e avventurose restituzioni

01 dicembre 201920:41

Sky Arte propone la serie “I nazisti e l’arte rubata”, in onda da lunedì 2 dicembre alle 21.15.
Partendo dal trafugamento di grandi capolavori, operata su indicazione di Hitler, il documentario cerca di scoprire cosa è rimasto oggi di quel tesoro, con le storie di molti dei protagonisti di quegli anni e le restituzioni effettuate in questi ultimi decenni. Al centro dei vari episodi, le vicende delle opere che sono state distrutte perché appartenevano all’arte “degenerata” che non rispettava i canoni ariani o che sono state sequestrate perché avrebbero dovuto essere esposte nel Louvre di Linz, progetto architettonico di Hitler che rimase però solo sulla carta.
Al centro della prima puntata dal titolo Hitler e Goering: la grande razzia in onda il 2 dicembre, il Caso Gurlitt, uno straordinario ritrovamento di capolavori che nel 2010 ha riacceso l’attenzione sulla vicenda dei furti d’arte nazisti dalla quale si evince che a oggi continuano a mancare all’appello decine di migliaia di opere di cui si sono perse le tracce.
Il secondo appuntamento in onda lunedì 9 dicembre Artisti e mercanti del Terzo Reich racconta il destino di un artista di regime, lo scultore Arno Breker, e le vicende dei mercanti d’arte che utilizzavano le opere cosiddette “degenerate” come merce di scambio per riempire le casse dello stato tedesco.
Infine il terzo episodio di lunedì 16 dicembre Monuments Men: una storia aperta si concentra sui protagonisti della lotta contro il grande furto d’arte nazista: su chi ha cercato di combatterlo durante la seconda guerra mondiale e su chi ancora oggi s’impegna per fare giustizia.

Musica a Natale tra Robbie Williams e Vasco dal vivoSotto l’albero Ferro, Cremonini ed ex One Direction Harry Styles

01 dicembre 201920:40

L’album natalizio più venduto di tutti i tempi, Merry Christmas di Mariah Carey, compie quest’anno 25 anni. Con le sue oltre 15 milioni di copie nel mondo rimane ancora per molti la colonna sonora preferita per le feste di Natale. Ma come ogni anno, di questo periodo, la concorrenza si fa agguerrita.
Chi per la prima volta si è cimentato con le canzoni delle feste è l’ex Take That Robbie Williams che ha dato alle stampe “The Christmas present”, un doppio album con i classici della tradizione (non manca tra gli altri “Let It Snow! Let It Snow! Let It Snow!”), più alcuni inediti. Sono stati riportati a nuova vita anche i brani di Bing Crosby, in “Bing at Christmas”, una nuova versione orchestrale dei suoi successi con la London Symphony Orchestra che sta trascinando “White Christmas”, il singolo più venduto al mondo di tutti i tempi con 50 milioni di copie e 1,8 miliardi di stream, verso un nuovo record.
Anche Giovanni Allevi si è fatto ispirare dal Natale in “Hope”, che sta portando dal vivo con l’esecuzione di alcune tra le più famose melodie delle feste, in una originale rilettura per pianoforte, coro e orchestra sinfonica.
Ma non ci sono solo le atmosfere da caminetto accesso e pacchetti sotto l’albero a ispirare gli artisti, prolifici come non mai nell’ultima parte dell’anno.
Tra gli italiani, strizzano l’occhio alle strenne, Tiziano Ferro con il suo nuovo “Accetto Miracoli” (al debutto già al primo posto della classifica degli album più venduti della scorsa settimana) e Cesare Cremonini che festeggia 20 anni di carriera con “Cremonini 2C2C The Best of”, la prima grande raccolta della sua carriera appena pubblicata. Già fuori anche Note di Viaggio, una raccolta delle più belle canzoni di Francesco Guccini prodotta e arrangiata da Mauro Pagani, e l’album di inediti di Mina e Fossati, che porta i loro nomi. Si affida all’onda lunga dei regali natalizi anche Biagio Antonacci che ha pubblicato “Chiaramente visibili dallo spazio” (Iris /Sony Music), l’album disponibile dal prossimo 29 novembre in versione fisica in CD e Vinile e già disponibile in prenotazione in tutti gli store.
C’è attesa poi (uscirà il 6 dicembre) per il nuovo doppio album di Vasco Rossi dal titolo “Vascononstop live”: 29 brani dal vivo, sintesi dei concerti del Kom della scorsa estate, più l’ultimo singolo “Se ti potessi dire”. Tra le ristampe, Andrea Bocelli ripropone “Sì Forever”, nella diamond edition, l’album che ha raggiunto il numero 1 sia in Usa che in Uk.
Gli stranieri puntano tutto sui Coldplay e il nuovo album, tra Oriente e Occidente, Everyday Life. I fan dell’ormai ex One Direction dovranno attendere invece fino al 13 dicembre per il nuovo lavoro “Fine line”, a due anni di distanza dall’album che ha segnato il debutto da solista. Pubblicato nel 1999, torna 20 anni (esce il 13 dicembre) anche il leggendario album di Eminem The Slim Shady LP. Composto da 30 tracce, questa nuova edizione ha anche 10 Bonus tracks.
Per i più piccoli, in testa ai regali più gettonati la colonna sonora del nuovo film Disney “Frozen 2” e la compilation con i brani dello Zecchino d’oro.

La Freccia Azzurra a Roma per i 100 anni dalla nascita di RodariCapolavoro D’Alò torna in sala al Trullo con Alice nella città

01 dicembre 201916:49

– Per celebrare i 100 anni dalla nascita di Gianni Rodari, grazie al sostegno di SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori in collaborazione con Cineteca Nazionale, Biblioteche di Roma e Lanterna Magica, Alice nella città riporta sul grande schermo La Freccia Azzurra di Enzo d’Alò (1996) in versioni restaurata in 2K.
Le proiezioni – ad ingresso gratuito fino ad esaurimento posti – avverranno a Roma, Lunedì 2 dicembre 2019 al Teatro San Raffaele del Trullo, alle 14.00 davanti a 400 studenti delle scuole del quartiere, eredi dei “trullini” tanto cari a Gianni Rodari e alle 20.30 per inaugurare il calendario delle celebrazioni e dei festeggiamenti in occasione dell’anno rodariano che sta per cominciare. Due grandi Autori della letteratura contemporanea italiana, Dino Buzzati e Gianni Rodari, La Freccia Azzurra di Enzo D’Alò (1996) e La famosa invasione degli orsi in Sicilia di Lorenzo Mattotti (2019) riaprono le visioni di Scelte di Classe – cinema a scuola, il progetto dedicato alla formazione del nuovo pubblico, arricchite da incontri e laboratori che apriranno terreni di confronto, spunti per discussioni in classe.
E’ un intramontabile capolavoro del cinema d’animazione, La Freccia Azzurra diretto da Enzo D’Alò liberamente tratto dal racconto di Gianni Rodari. Dai negativi originali è stato possibile ottenere, una nuova copia digitale che restituisce appieno la straordinaria qualità tecnica originale del lavoro.
“Scritto da Gianni Rodari nel 1954 il racconto, a distanza di 65 anni, sa parlare con poesia e semplicità ai bambini di oggi esattamente come a quelli di allora – dichiarano Maria Fares e Roberto Baratta produttori di Lanterna Magica -. La sua trasposizione cinematografica risale al 1996, il film, suggestivo e intenso, è amato da bambini di ogni età. Aver restaurato e dato nuova vita alla pellicola – concludono Fares e Baratta- ci sembra un’operazione perfetta soprattutto in considerazione di quando ciò avviene, nel centenario della nascita di Rodari e non solo come omaggio all’autore e alla sua favolistica, ma anche per il ruolo importante che “La Freccia Azzurra” ha avuto nella cinematografia italiana avendo riportato il cinema di animazione nazionale nelle sale.

Whoopi Goldberg in Puglia, forse compro casa quiL’attrice americana pubblica video su costa del Salento

BARI01 dicembre 201917:07

– L’attrice americana Whoopi Goldberg è arrivata in Puglia ospite di un suo “caro amico di lavoro che ha i nonni pugliesi” e dove, spiega lei stessa in una video su Instagram, ha intenzione di fare qualche giro perché sta pensando di comprare una casa per le vacanze. In un post rilanciato su Facebook dal presidente della Regione, Michele Emiliano, Whoopi Goldberg mostra alcune immagini girate al suo arrivo all’aeroporto di Brindisi e poi, il panorama di un tratto di costa nel Salento, a Tricase, commentando il colore dell’acqua cristallina.
“Stavo per entrare in acqua – scherza – ma ho pensato che non mi voleste vedere nuda, quindi ho tenuto i vestiti. Questo posto è naturale. L’ha fatto Dio, ‘sarebbe bella una piscina qui?'”.
“Guardate il colore dell’acqua è semplicemente fantastico. Non sarebbe fantastico se tutta l’acqua del mondo fosse così? Non può succedere. Ma sarebbe bello”, conclude.

Leonardo con l’Uomo Vitruviano svela l’algoritmo dell’arte.

Scoperta di Roberto Concas, ‘E’ un inganno. E’ molto più di quello che si vede’

03 dicembre 201909:54

Trenta anni di riflessione, sette anni di ricerche per capire che L’Uomo Vitruviano di Leonardo è l’immagine dell’algoritmo segreto che gli artisti hanno usato dal IV al XVIII Secolo per ”certificare” le proprie opere come ispirate dalla Divina Proporzione. Per cinque secoli il disegno avrebbe nascosto un inganno, ovvero non soltanto è molto di più di quello che sembra, ma sarebbe stato realizzato per dare forma in modo criptato al segreto dei segreti: l’antichissima formula aritmetica e geometrica che le botteghe usavano e tramandavano solo tra di loro, in osservanza dei parametri imposti dalla Chiesa, per realizzare ogni tipo di opera. E’ lo studio, affascinante come un thriller, complesso come un romanzo di Umberto Eco, che ha realizzato uno studioso di chiara fama come Roberto Concas, storico dell’arte già direttore dei Musei Nazionali di Cagliari. Il suo lavoro

sarà oggetto di due volumi editi da Giunti – il primo a gennaio – e una grande mostra che avrà luogo a Cagliari nel maggio 2020 organizzata da Polo Museale Statale della Sardegna, tutto con il titolo ”L’inganno dell’Uomo Vitruviano. L’algoritmo della divina proporzione”. Scoperta nella scoperta, la prima cosa che ha capito Concas è che il disegno realizzato da Leonardo nel 1490 in realtà contiene due uomini in due diverse età della vita – forse addirittura tre – e va guardato allo specchio per riportare alla luce l’immagine vera del disegno e dare un senso a quelli che finora era considerati ”errori”.
”La teoria direi meglio la scoperta del dr. Concas – afferma la direttrice del Polo Giovanna Damiani – è a mio avviso definibile come ‘rivoluzionaria’, capace di imporre un nuovo paradigma di lettura nella storia dell’arte, un canone rimasto inedito, che non cancella quelli a noi consueti ma apre a interpretazioni nuove, forse intuite da alcuni storici dell’arte ma mai sino ad oggi codificate”.
Ma andiamo per ordine. Prof. Concas da dove è partita questa ricerca? ”Tutto è iniziato dalle domande che mi sono posto sui Retabli della Sardegna, le caratteristiche pale d’altare. ‘Perchè, mi chiedevo, hanno questa forma particolare a tre? Non c’erano risposte. Ho cercato per 30 anni. Poi ad un certo punto trovo l’algoritmo che mi fa capire quale sia la parte centrale e quale quella laterale. Ma era solo l’inizio. Nel 2012, guardando questo disegno dell’Uomo Vitruviano noto una proporzione simile nella riga sotto: due parti più piccole una centrale più grande. E’ faticoso spiegarlo ma è stato come aprire una scatola dopo l’altra, ogni soluzione me ne apriva tre insieme, una casistica. Ho iniziato a capire che il disegno contiene due volti. L’occhio destro è di un uomo maturo, quello a sinistra di un volto più giovane. Mi e’ venuta intuizione, se ha sempre scritto a sinistra ha imparato usando lo specchio…anche qui usa lo specchio per ricostruire la figura completa…E le misure mi hanno dato ragione”.
Quindi due uomini, e con lo specchio si vede bene, di età diversa, ma disegnati per rappresentare quella che il Frate matematico Luca Pacioli definiva come la scienza segretissima della Divina proporzione: un ”sistema d’insieme”, ”rilevabile con misure micrometriche, regole della geometria piana, calcoli aritmetici e infine con l’uso di una banalissimo specchio”, racconta ancora Concas: ”Ad esempio le misure delle braccia, che sono diverse, vengono dal concetto di un numero generatore, 225,5 e 180,5. Facendo sottrazioni o divisioni si ottengono tutte le misure esatte delle due braccia”.
”Leonardo temeva che potesse perdersi per strada quella regola che era stata usata da architetti, artisti, letterati e poeti. Usata per la prima volta nell’Arco di Costantino, nel 315-325 dopo Cristo – spiega Concas -, gli anni del primo concilio di Nicea, il primo concilio ecumenico cristiano. Ma anche nella Pietà di Michelangelo e ovviamente nella Gioconda. Erano regole semplici in fondo, come quelle del gioco del calcio, 17 regole semplici: poi all’interno c’è chi è capace di segnare come Ronaldo. Così anche Raffaello faceva capolavori stando nelle regole. L’algoritmo dal quarto secolo, quando la religione cristiana diventa religione di stato, fino al diciottesimo, serviva a diffondere e difendere le corporazioni. Per essere riconoscibili e certificarsi. Non bastava disegnare una Madonna, andava fatto secondo le regole segrete, che in modo semplificato potrebbe definire della ‘doppia spirale’, che ha un significato filosofico molto antico, riconoscibili solo da alcuni…”. Se Leonardo avesse svelato che L’Uomo Vitruviano era tutto questo, racconta ancora Concas, ”lo avrebbero messo al rogo”. Così il cerchio non è un cerchio ma è esattamente la ”doppia spirale”: ”idea che mi è venuta dall’intuizione di mia figlia psicoterapeuta: quando le monti insieme ci danno tre assi che costituiscono la figura, molto sofisticata. Ma non voglio dire di più perchè il mistero non finisce qui”. Un mistero smarrito ”quando con l’Illuminismo ha avuto termine il potere della chiesa e il laicismo ha preso spazio. Ma se ci guardiamo intorno ne troviamo tracce finora a noi incomprensibili, ovunque”

I due Papi, tra Hopkins e Pryce sfida d’attoriDal 2 dicembre il racconto del passaggio epocale

02 dicembre 201911:57

“La cosa piu’ difficile e’ ascoltare la sua voce”. “C’e’ un detto: Dio corregge un Papa dando al mondo un altro Papa. Voglio ammirare la sua opera”. Le parole di Benedetto XVI rivolte al Cardinale Bergoglio ne I due papi, il nuovo film Netflix in sala il 2 dicembre (e poi dal 20 dicembre in streaming). The Two Popes, applaudito al Toronto International Film Festival è anche una sfida d’attori: Anthony Hopkins che interpreta Papa Benedetto XVI e Jonathan Pryce che e’ invece il Cardinale Bergoglio futuro Papa Francesco. Il film, diretto da Fernando Meirelles (regista di City of God e The Constant Gardener – La cospirazione), e’ scritto da Anthony McCarten, gia’ sceneggiatore di La teoria del tutto, L’ora piu’ buia e Bohemian Rhapsody.
Racconta la storia intima di uno dei passaggi di potere piu’ drammatici degli ultimi duemila anni.
Frustrato dalla direzione intrapresa dalla Chiesa, il cardinale Bergoglio (Pryce) chiede il permesso di ritirarsi a Papa Benedetto (Hopkins). Di fronte al rischio di scandalo e al dubbio, Papa Benedetto convoca invece il suo critico piu’ duro, nonche’ suo futuro successore a Roma, per rivelare un segreto destinato a scuotere le fondamenta della Chiesa Cattolica.
Dietro le mura Vaticane, inizia una lotta tra tradizione e progresso, senso di colpa e perdono. Questi due uomini molto diversi affrontano il loro passato per trovare un terreno comune e costruire il futuro di un miliardo di fedeli in tutto il mondo. Il film biografico è ispirato a fatti reali: parte dall’elezione di Joseph Ratzinger nel 2005 per raccontare il suo abbandono del papato otto anni dopo, seguito dall’elezione di Bergoglio costretto a confrontarsi con le difficoltà di prendere il ruolo di pontefice. Uno sguardo intimo su un periodo di svolta storico per la Chiesa Cattolica.

Incassi: Frozen 2 boom, oltre 7 milioni di euroTsunami Disney, seguono a distanza Allen e Albanese

02 dicembre 201910:18

Frozen II – Il segreto di Arendelle debutta con il botto: 6 milioni 899 mila euro d’incasso in Italia nel weekend, per un totale in 5 giorni (è uscito il 27 novembre) di 7 milioni 674 mila euro. Quasi 1000 sale e tutte affollate. Il cartoon Disney, con il ritorno di Elsa, è in testa ai box office mondiali macinando record, compreso ovviamente quello americano. Per gli altri film poco spazio: al secondo posto c’è Un giorno di pioggia a New York di Woody Allen con 1 milione 240 mila euro. Al terzo, sceso per lo tsunami Frozen, c’è Antonio Albanese e il suo Cetto c’è, senzadubbiamente che alla seconda settimana incassa comunque 1 milione 115 mila euro e supera così i 4 milioni totali. Quarta posizione per L’ufficiale e la spia, il J’accuse di Roman Polanski che ha incassato 721 mila euro e 2 milioni 220 mila in due settimane.
Tra le nuove uscite del weekend, Frozen e Allen a parte, buon piazzamento per Midway, il film che riporta in auge il genere del classico film di guerra: è al quinto posto con 576 mila euro. Ottima la media per sala, ancora dopo 4 settimane, per la Palma d’oro ‘Parasite’ con 141 mila euro (è all’ottavo posto, risalito persino di una posizione) e 1 milione 604 mila totali.
Da segnalare anche Il peccato – il furore di Michelangelo, il bel film di Andrei Konchalovsky, uscito nel fine settimana, e nella top ten: nono posto con 136 mila euro. Nel complesso dei dati Cinetel: 12 milioni 427 mila euro, + 38% rispetto al precedente weekend e + 2,33% rispetto all’analogo periodo 2018 (anche lì con un’uscita fortissima: Bohemian Rhapsody, che fece oltre 5 milioni e mezzo di euro in 4 giorni).

E’ boom per la varia, +3,7% le copie venduteI dati a Più libri più liberi, 2019 anno positivo per l’editoria

04 dicembre 201910:00

Il 2019 si conferma come un anno positivo per l’editoria italiana. Lo dicono i dati Nielsen per l’Associazione Italiana Editori (AIE) riferiti alle vendite di libri di varia (esclusi quindi scolastici e universitari) nei canali trade (librerie indipendenti e di catena, grande distribuzione organizzata, piattaforme online compreso Amazon) che registrano una crescita del 3,7% nei primi undici mesi dell’anno, pari a 1,131 miliardi di euro. Crescono – ed erano molti anni che ciò non accadeva – anche il numero di copie vendute toccando, a un mese dal Natale, il più 2,3%, pari a 77,4 milioni di copie.
Sono questi i primi dati dell’andamento del mercato che verranno illustrati a Roma, in occasione di Più libri più liberi, la Fiera nazionale della piccola e media editoria, in programma fino a domenica 8 dicembre al Roma Convention Center La Nuvola, nel corso del convegno Il Natale è alle porte: come è andato il mercato trade nel 2019 per piccoli e grandi editori, mercoledì 4 dicembre dalle 15.30.

Maraini ricorda Ronconi, grande capacità creativaA 5 anni da morte, libro L’utopia di Luca Ronconi di Bassignano

ESCARA02 dicembre 201912:49

– “Aveva una grande capacità creativa. In alcuni momenti era tradizionale, in altri più moderno ed innovativo. Era un uomo di grande talento e in ogni occasione tirava fuori la sua personalità. Sarebbe riduttivo dargli un’etichetta: sapeva spaziare e aveva una straordinaria capacità di capire il teatro e viverlo”. Così Dacia Maraini ricorda “l’amico” Luca Ronconi, a cinque anni dalla scomparsa del regista.
Maraini sarà uno degli ospiti d’eccezione nel corso della presentazione del libro “L’utopia di Luca Ronconi” di Ida Bassignano, sua assistente regista, volume edito dalla casa editrice abruzzese Ianieri. L’appuntamento, cui parteciperanno anche Gianfranco Capitta, studioso di Ronconi, Elisabetta Pedrazzi e Marilù Prati, attori che con lui avevano lavorato, è per sabato 7 dicembre, alle 18.30, a Roma, nell’ambito della fiera “Più libri più liberi”. L’iniziativa è organizzata in vista della ricorrenza dei cinque anni dalla morte di Ronconi, avvenuta nel febbraio 2015.
Definendolo un “grande amico”, Maraini ricorda che “lavorativamente parlando il periodo più intenso fu quello di Prato. Mi chiese di fare una ricerca sul linguaggio – racconta – Erano gli anni ’70 e gli intellettuali si confrontavano con il popolo. Lui dirigeva questo insieme di ricerche e c’era un vero e proprio gruppo di lavoro. Ne venne fuori un’indagine sull’Italia contadina, popolare e industriale dell’epoca”.
Poi, nel 1997, è la volta di “Memoria di una cameriera”, scritto proprio su richiesta di Ronconi, che debuttò al Teatro dei Riuniti di Umbertide (Perugia). “Ricordo una scena fatta tutta di mobili, da cui uscivano i personaggi – racconta Maraini – Poi c’erano delle maschere di gomma; era tutto molto surreale, molto espressionista. Sembravano dei volti e non delle maschere e ne veniva fuori un effetto molto bello”.

Libri: Demofollia, la Repubblica impazzitaAinis spiega la nuova, caotica forma di (non) governo italiana

04 dicembre 201910:00

MICHELE AINIS, DEMOFOLLIA. LA REPUBBLICA DEI PARADOSSI (La nave di Teseo, pp.222, 17 euro).
Esiste una nuova, pericolosa forma di governo, determinata dalla crisi di razionalità della politica italiana: è quella che Michele Ainis chiama “Demofollia”, titolo del suo ultimo saggio scritto per La nave di Teseo. Secondo l’autore, la nostra democrazia è in balia dell’incoerenza, dell’emotività e delle scelte capricciose di politici poco competenti, che non conoscono bene la storia del passato e guardano con confusione al futuro, facendo di fatto “ballare” come in una sfrenata danza le istituzioni italiane. Tanti e brevissimi capitoli (intitolati con singole, emblematiche parole, da ‘appelli’ a ‘fake news’, da ‘ius soli’ a ‘sovranisti’ e ‘zombie’, a comporre una sorta di dizionario in rigoroso ordine alfabetico) definiscono un libro di grande attualità, in cui le riflessioni del costituzionalista e le sue analisi lucide e accurate possono aiutare il lettore a orientarsi nel contesto politico e istituzionale del nostro Paese. Pur essendo ricco di informazioni e di dettagli anche tecnici, tra molte critiche ragionate e più di una proposta su come procedere per sbloccare una situazione che, toccando il cuore stesso dell’Italia, ossia le sue istituzioni democratiche, ha impantanato la nazione, Ainis non dimentica il registro dell’ironia, in un libro che costituisce una piacevole e istruttiva lettura.

Mostra: grafiche di De Chirico esposte a MeranoLa mostra al Castello Principesco copre mezzo secolo di attività

OLZANO02 dicembre 201912:52

– Una preziosa collezione privata di grafiche di Giorgio De Chirico sarà ospitata, dal 4 dicembre al 5 gennaio, presso il Castello Principesco di Merano. Organizzata da Art Action in collaborazione con il Palais Mamming Museum e l’assessorato alla cultura del comune di Merano, l’esposizione è curata da Azzurra Casiraghi e Brasilia Pellegrinelli.
La mostra, dal titolo “Pictor Optimus”, è strutturata attraverso una ventina di incisioni, litografie ed acqueforti scelte tra i diversi periodi della produzione di De Chirico e coprono un arco di tempo di più di mezzo secolo. Desolate piazze d’Italia illuminate da un timido sole autunnale, personaggi misteriosi ispirati dalle storie della mitologia greca e statue enigmatiche sono alcuni degli scenari della mostra. Tutte le opere recano il titolo a pugno dell’autore e il timbro a secco di Casa De Chirico; sono litografie, acqueforti e incisioni colorate a mano o in bianco e nero, collezionate in più di quarantacinque anni di ricerca in Italia e all’estero.

Pearl Jam, 5/7 a Imola unica data italiana tour 2020Playlist natalizia del gruppo disponibile grazie a Ten Club

BOLOGNA02 dicembre 201915:45

I Pearl Jam saranno in concerto domenica 5 luglio a Imola (Bologna), all’Autodromo internazionale Enzo e Dino Ferrari, unica data italiana del tour estivo europeo in 13 tappe che comincerà il 23 giugno a Francoforte, dove il gruppo non si esibiva dal ’92, per concludersi il 22 luglio ad Amsterdam. Pixies sarà la band special guest dello show.La nuova serie di concerti includerà tappe in alcuni dei festival più celebri, come il Lollapalooza a Stoccolma e Parigi, il Rock Werchter e BST Hyde Park. Prevendite per i membri del Pearl Jam Ten Club fino al 5 dicembre; da sabato 7 biglietti su Ticketmaster, Ticketone e nei punti vendita autorizzati.Inoltre, per celebrare la stagione natalizia, il Ten Club ha lanciato oggi ’12 Days of Pearl Jam’, 12 singoli natalizi resi disponibili per la prima volta su Spotify. Nel 2020 il gruppo di Seattle festeggerà trent’anni di concerti live; con dieci album in studio, ha venduto 85 milioni di dischi e nel 2017 è stato inserito nella Rock and Roll Hall of Fame.

‘Silenzio’, da Nissirio un noir di rangoRitmo da ‘whodunnit’ e un urlo di rivolta contro la volgarità

02 dicembre 201912:54

– PATRIZIO NISSIRIO – SILENZIO (ENSEMBLE PP. 283, euro 16). Poi uno dice che i bei libri non esistono più. Invece ci sono, ma vai a trovarli nella marea di titoli in cui annega l’editoria d’Italia, Paese curioso in cui si legge sempre di meno ma si pubblica sempre di più. Dunque tocca prima scovarli, poi segnalarli e proteggerli. ‘Silenzio’, di Patrizio Nissirio, è uno di questi.
Partiamo dal genere. Siamo nel noir scritto bene, che ha il grande pregio di differenziarsi dal noir scritto male – statisticamente prevalente. Il romanzo si apre con la frattura esistenziale del protagonista (il suo nome lo conosceremo strada facendo), che stanco del rumore di fondo e della volgarità del nostro tempo, decide di lasciare Roma (ma soprattutto quanto costruito) e rintanarsi in un’isoletta della laguna veneziana, trovandosi un mestiere quasi di fortuna che gli permetta di separarsi dal flusso. Poi c’è Maria Quaranta, che pure non se la passa bene nella sua insoddisfazione quotidiana e sull’onda degli eventi molla gli ormeggi. Infine c’è Aurelio Di Giannantonio, il bravo poliziotto che sa fare il suo mestiere, per dirla con De Gregori. Ma “la vita non perdona chi cerca di sfuggirle”. E dunque al protagonista capita il ‘fattaccio’, motore dell’azione.
Il mix di partenza è solido, una bella troika di stampo classico (lui, lei, l’altro). Il che è un pregio, perché le note sono 7 e ci si fa di tutto, dallo strimpello alla sinfonia di Beethoven. Il merito di Nissirio è di shakerare bene gli ingredienti di base fino ad ottenere un cocktail bilanciato, un bel Negroni con twist post-moderno. E a chi non piace un Negroni fatto bene? La scrittura è raffinata, esaltata da uno stile scarno, sulle prime persino straniante ma alla lunga davvero convincente; il ritmo serrato e la trama ben congeniata, le pagine scorrono una dopo l’altra spinti dal desiderio di scoprire l’immancabile colpevole. La scrittura, insomma, non viene a discapito dell’intreccio, pecca comune per i gialli ‘di pretesto’. No. ‘Silenzio’ ha la cifra del ‘whodunnit’ di stampo americano, con il pregio dell’introspezione tipica della narrativa europea.
In sintesi, leggetelo e regalatelo. Perché l’autore prima e l’editore poi, hanno fatto il loro mestiere. Ora tocca al lettore. “Silenzio” verrà presentato a Roma, a Più libri più liberi domenica 8 dicembre, con l’autore che dialogherà con il premio Strega Paolo Giordano.

Opera Roma: Bocelli 21 giugno apre stagione CaracallaApre stagione 2020 con grande orchestra

ROMA02 dicembre 201913:13

– Andrea Bocelli inaugurerà l’estate 2020 con uno spettacolare evento alle Terme di Caracalla: “Andrea Bocelli – Rome 2020”, prodotto da Friends and Partners e in collaborazione con il Teatro dell’Opera di Roma. Il prossimo 21 giugno, in uno degli scenari naturali più suggestivi ed imponenti del mondo, l’amato tenore tornerà ad esibirsi in Italia, calcando per la prima volta con un intero concerto il palco dello storico teatro romano.
Insieme ad una grandiosa Orchestra, tra il fascino delle rovine e la suggestione delle notti romane, Bocelli darà vita ad una antologia di pagine tratte dal repertorio lirico, una raccolta delle più celebri arie selezionate dai capolavori dei grandi compositori, ripercorrendo appieno il vastissimo repertorio dell’Opera ricco di accese passioni e struggenti tragedie.
Le prevendite per “Andrea Bocelli – Rome 2020” si apriranno il 4 dicembre alle 16.00 su ticketone.it e l’11 dicembre in tutti i punti vendita abituali.
Andrea Bocelli è reduce dalla prestigiosa candidatura ai Grammy Awards e dal trionfale successo del suo nuovo album pop “Sì” (Sugar) che, dopo aver venduto un milione di copie in tutto il mondo, è ora presentato nell’edizione speciale “Sì Forever (Diamond Edition)” con nuovi duetti e tracce inedite.

Scansione 3D svela informazioni su ‘L’infinito’ di LeopardiIndividuate diverse sequenze correzioni e tre fasi di scrittura

BOLOGNA02 dicembre 201913:37

– ‘L’infinito’ di Giacomo Leopardi stupisce ancora, grazie alla scansione 3D: una nuova analisi ad altissima definizione del quaderno degli Idilli guidata da Paola Italia, docente al Dipartimento di Filologia classica e Italianistica dell’Università di Bologna, ha permesso di individuare diverse sequenze di correzioni e tre successive fasi di scrittura, a dimostrazione che il poeta di Recanati è tornato più volte a rivedere quelle rime.
Per cercare di ricostruire le vicende che hanno portato alla nascita di una delle liriche più celebri della nostra letteratura, Italia ha accostato un nuovo metodo di analisi – RTI, Reflectance Transformation Imaging – alle conoscenze e alle metodologie della filologia d’autore. Un’operazione resa possibile grazie alla collaborazione della Biblioteca Nazionale Centrale ‘Vittorio Emanuele III’ di Napoli, che custodisce numerosi manoscritti autografi di Leopardi, e del Laboratorio fotografico e multimediale FrameLab, attivo al Campus di Ravenna dell’Università di Bologna.
“Nonostante sia forse l’autografo più conosciuto della letteratura italiana, ‘L’infinito’ è un oggetto ancora misterioso”, commenta la docente. “Ancora non sappiamo con precisione, ad esempio, se sia stato composto prima o dopo il 29 giugno 1819, ventunesimo compleanno di Leopardi, che diventato maggiorenne tenta la fuga da Recanati. Tutto ciò che sappiamo è legato a un quadernetto a righe che reca, oltre a ‘L’infinito’, anche altri Idilli”. I risultati dell’indagine saranno presentati venerdì in un seminario a Bologna.
La tecnologia RTI utilizzata per l’analisi è stata usata inizialmente soprattutto per lo studio di manufatti artistici archeologici, ma si presta molto bene anche per l’indagine dei manoscritti. “Fotografie ad alta definizione – spiega la prof.
Italia – vengono scattate con luce riflessa su una sfera da diverse angolature e altezze, e poi ricomposte digitalmente, creando così un’immagine tridimensionale che permette di migliorare la percezione della superficie dell’oggetto e di evidenziare le stratificazioni dei solchi lasciati dalla penna nella scrittura”. VAI ALLA MAPPA DEL SITO

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

I musei di Milano dedicano mostre 2020 ai ‘Talenti delle donne’
Sala ‘città multicentrica, portiamo interesse in più poli’

MILANO02 dicembre 201913:43

– Sono spalmate su 12 plessi le 54 mostre nel programma 2020 degli spazi espositivi del Comune. Il nuovo palinsesto è dedicato a ‘I talenti delle donne’, ed è prevista anche una coda legata a quello del 2019, su Leonardo Da Vinci, con altri due progetti espositivi al Castello Sforzesco, uno sul Salvator Mundi e l’altro sulla scrittura speculare.
“La cultura non va considerata un regalo alla città ma è una delle componenti fondamentali del vivere cittadino – ha dichiarato il sindaco Giuseppe Sala -. L’ambizione è vivere in una Milano multicentrica e portare l’interesse di tutti in vari centri”. Il programma dedicato al protagonismo delle donne nella cultura e pensiero creativo è ricco di iniziative multidisciplinari, fra cui le ‘Storie di strada’ fotografate da Letizia Battaglia, l’antologica di Grazia Varisco e ‘Divine avanguardie’ sulla rappresentazione della donna in Russia (Palazzo Reale), la mostra su Adriana Bisi Fabbri (Museo del Novecento) e quella fotografica di Luisa Menazzi Moretti (Mudec).

Luna Nera, saga di Triana su eroine illuminate del ‘600Tra streghe e amori, esce Le città perdute, prima parte trilogia

02 dicembre 201914:00

– TIZIANA TRIANA, LUNA NERA. LIBRO PRIMO – LE CITTA’ PERDUTE (Sonzogno, pp.528, 19 euro). Streghe e magia nera, donne perseguitate e maschi prevaricatori, ma anche amore e pregiudizi, e poi lo scontro tra superstizione e scienza: è appena arrivato in libreria “Luna Nera – Le città perdute”, primo capitolo di una trilogia che Tiziana Triana ha scritto per Sonzogno, alla base della serie Netflix diretta da Francesca Comencini, Susanna Nicchiarelli e Paola Randi in uscita nel 2020 (produzione Fandango). In questa appassionante vicenda per ragazzi (ma non solo) ambientata in Italia, la storia dell’Inquisizione prende forma in pagine che trasportano indietro nel 1600, secolo della Rivoluzione scientifica e del fanatismo religioso: tra grandi avventure, passioni amorose e ingiustizie, a colpire il lettore sono le figure femminili, vere eroine illuminate, in tempi di terrore e di buio della mente.
Ade, la protagonista sedicenne (innamorata di Pietro, giovane studioso di medicina, che ricambia il suo sentimento ed è deciso a salvarla dalla persecuzione), e con lei Janara, Tebe, Persepolis, Itaca, sono tutte donne libere e misteriose, conoscitrici di astri e piante, dedite alle arti e alla scienza, tacciate di stregoneria per le loro idee e i loro comportamenti giudicati non convenzionali. Attingendo alla tradizione e al folklore, l’autrice costruisce una storia avvincente che valorizza l’universo femminile e che, partendo dal passato, ha più di un legame con il nostro presente.

Filarmonica Romana, i quartetti per archi di BeethovenEsecuzione integrale in 4 date. Apre il 5/12 Pavel Hass Quartet

02 dicembre 201915:02

– Prende il via il 5 dicembre l’ esecuzione integrale dei Quartetti per archi di Ludwig van Beethoven in quattro appuntamenti – 17 partiture per un totale di nove ore di musica straordinaria – progettata dalla Accademia Filarmonica Romana per celebrare i 250 anni della nascita del genio di Bonn. L’ istituzione musicale della Capitale ha chiamato quattro formazioni cameristiche di prestigio ad esibirsi sul palcoscenico del Teatro Argentina in questo particolare repertorio che ha scandito per quasi trent’ anni la produzione musicale del compositore tedesco. Apre la serie di concerti, alle 21, il Pavel Hass Quartet, formazione ceca nata a Praga nel 2002, che dopo la vittoria al Concorso Borciani nel 2005 si è affermato come uno dei quartetti più interessanti, ospite delle sale concertistiche più prestigiose, e premiato con cinque Gramophone Awards per le sue incisioni discografiche. Il Quartetto – formato da Veronika Jarusková (violino), Marek Zwiebel (violino), Jiri Kabát (viola), e Peter Jarusek (violoncello) – trae il nome dal compositore ceco Pavel Haas, prigioniero nel campo di lavoro di Theresienstadt e morto ad Auschwitz nel 1944. Il concerto si aprirà con il terzo Quartetto della raccolta dell’op. 59 scritto fra il 1805 e il 1806 e dedicato da Beethoven all’aristocratico russo Andreas Rasumowsky, che a Vienna ricopriva la carica di ambasciatore e fu suo mecenate. Completano il programma il Quartetto op. 130 e la Grande Fuga op. 133, composti venti anni dopo. I prossimi appuntamenti sono previsti il 6 febbraio con il Belcea Quartet; il 20 febbraio con il Jerusalem Quartet e il 26 marzo con lo Hagen Quartett.

Dua Lipa, nuovo album e nuovo tour nel 2020″Future Nostalgia”, titolo del disco, a Milano il 30 aprile

2 dicembre 201915:56

– Nel 2020 nuovo album in arrivo, dal titolo “Future Nostalgia”, e nuovo tour per la popstar Dua Lipa.
Lo show debutterà in Europa il 26 aprile a Madrid e farà tappa in Italia con un’unica data a Milano il 30 aprile al Mediolanum Forum (unica data italiana).
Il primo singolo estratto dal disco, “Don’t Start Now”, ha già superato gli oltre 170 milioni di stream. “Quello che volevo fare con il mio nuovo album era uscire dalla mia comfort zone e mettermi alla prova, così da creare brani che potessero suonare come certe hit pop che adoro e sono rimaste nella storia. Sono stata ispirata da tantissimi artisti che amo: da Gwen Stefani a Madonna, da Moloko a Blondie, passando per gli Outkast solo per nominarne alcuni”, ha detto Dua Lipa, aggiungendo che “dopo tutto il tempo trascorso in tour con la mia band volevo che ‘Future Nostalgia’ fosse realizzato con veri strumenti musicali e suonato live, seppur caratterizzato da una produzione elettronica moderna. Il mio sound è maturato con me, mi sento più adulta ora ma ho mantenuto la stessa sensibilità pop del mio primo disco. Ricordo che quando ero in viaggio verso un programma radiofonico a Las Vegas e pensavo a quale direzione musicale prendere per il mio secondo disco, ho finalmente realizzato che volevo creare qualcosa che fosse nostalgico ma anche fresco e futuristico allo stesso tempo”.

Fondazione Cini, 46 convegni e 20 concerti nel 2020In calendario 5 nuove mostre a San Giorgio e San Vio

VENEZIA02 dicembre 201916:07

– Il Consiglio Generale della Fondazione Giorgio Cini, presieduto da Giovanni Bazoli, ha approvato il programma delle iniziative culturali previste per il 2020, fra cui 46 incontri tra convegni, giornate di studio, workshop e seminari; oltre 20 concerti; cinque nuovi progetti espositivi tra l’Isola di San Giorgio Maggiore e Palazzo Cini; oltre 30 progetti editoriali; varie borse di studio e un Premio, la settima edizione del “Benno Geiger” per la traduzione poetica.
Nel 2020 la Fondazione Cini consoliderà ulteriormente la sua reputazione scientifica a livello internazionale grazie all’attività dei suoi Istituti e Centri di Ricerca, con l’organizzazione di convegni, giornate di studio, seminari e workshop dedicati alla musica antica e comparata, al teatro, all’arte e allo studio delle civiltà comparate.
Tra gli eventi più importanti, dal 24 aprile al 23 novembre l’apertura stagionale della Galleria di Palazzo Cini a San Vio, in partnership con Assicurazioni Generali, con la mostra “Piranesi Roma Basilico” in occasione delle celebrazioni per i 300 anni dalla nascita di Giambattista Piranesi.

L’Università di Padova inaugura il Museo della GeografiaPrimo in Italia e tra i pochi al mondo

PADOVA02 dicembre 201916:36

– E’ stato inaugurato dall’Università di Padova il Museo di Geografia, primo in Italia e tra i pochi al mondo. L’esposizione si sviluppa negli spazi di Palazzo Wollemborg, già palazzo Capodilista, in via del Santo. Il percorso si sviluppa su tre sale a tema (la Sala Clima dedicata ai cambiamenti climatici, la Sala delle Esplorazioni e la Sala delle Metafore), una spaziosa aula laboratorio per attività didattiche, una sala per mostre temporanee, un salone per eventi e conferenze pubbliche.
Il patrimonio del Museo raccoglie ed espone in originale, o in consultazione digitale, 8 tra globi terrestri e celesti realizzati tra 1630 e 1910 e decine di atlanti pubblicati tra il XVIII e il XIX secolo, una collezione di plastici storici, circa 300 carte murali, 150 strumenti di misurazione, circa 20.000 tra stampe e lastre fotografiche e un importante fondo documentale legato alle pratiche di ricerca della scuola patavina. Dal 13 al 21 dicembre il Museo sarà aperto al pubblico gratuitamente su prenotazione.

Apre con Tosca, tema è attuale ma non è cronacaUltima prima di Pereira. Chailly, il ciclo Puccini continuerà

MILANO03 dicembre 201910:01

In tempo di #metoo pare a dir poco attuale la storia di Tosca, l’opera che il prossimo 7 dicembre aprirà la stagione lirica della Scala sotto la direzione di Riccardo Chailly e con un cast guidato dalla star Anna Netrebko (che come ogni star che si rispetti oggi, dopo la prova generale di ieri, non si è presentata in conferenza stampa). Ma ad essere attuale – oltre alla storia della cantante molestata dal perfido Scarpia che le promette, mentendo, di salvar la vita al suo amato se cederà -, secondo il maestro e il regista Davide Livermore, è soprattutto la musica di Puccini.
“E’ scritta nel 1900 ma è uno squarcio sul futuro di tutto quello che viene più di un secolo dopo – ha sottolineato Chailly -. La modernità del soggetto, la grandezza della musica di Puccini rende Tosca attualissima, credibilissima e affiancabile a realtà ahimè molto crude e dure della nostra società”.
“E’ evidente che si tratta di una storia senza tempo. Spero che non valga per il futuro ma per la contemporaneità sì. Noi però – ha aggiunto il regista – non facciamo cronaca ma arte”.
E questa Tosca – che come ormai tradizione sarà in diretta su Rai1, a cura di Rai Cultura, con la conduzione di Milly Carlucci e Antonio Di Bella e poi disponibile per 14 giorni anche su RaiPlay – è in qualche modo una prima assoluta. Continuando un lavoro di riscoperta, Chailly ha infatti deciso di eseguire la prima versione dell’opera, andata in scena il 14 gennaio 1900 al teatro Costanzi di Roma. Una versione mai più sentita da allora che prevede otto elementi musicali in più incluso “il finale che allarga il tempo teatrale del doppio rispetto a quello che siamo abituati ad ascoltare” al suicidio di Tosca. Un finale che “chiede un’idea registica nuova” ha assicurato Chailly.
L’impegno – anche scenografico – è stato imponente, una macchina scenica che nel primo atto permette di vedere la chiesa di Sant’Andrea della Valle in cui è ambientata l’azione da diverse prospettive, quasi ‘zoomando’ su quanto accade. Ma invece di spostare le telecamere come succede nel cinema, a spostarsi e ruotare è la scena, come ruota Castel Sant’Angelo, come quadri prendono vita. Tutto per accompagnare la partitura.
“E’ una Wunderkammer delle sensazioni di una donna” ha sottolineato Cristiana Picco, membro di Giò Forma che ha curato la scenografia. E nella camera delle meraviglie rientra anche il finale ‘a sorpresa’ con tanto di Tosca (grazie a una controfigura) che, racconta chi l’ha vista, pare sospesa nel vuoto. “E’ una sintesi fra la tradizione e il futuro dello spettacolo” ha spiegato Alexander Pereira, che ha fatto i complimenti a tutto il cast, oltre a Netrebko anche Francesco Meli (Cavaradossi) e Luca Salsi (Scarpia).
La sua ultima prima come sovrintendente è forse la più attesa. I biglietti sono andati a ruba nonostante i tremila euro di prezzo. E in sala hanno confermato la presenza fra gli altri il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la vicepresidente della Consulta Marta Cartabia, il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora e il viceministro dell’Economia Antonio Misiani. Oltre ovviamente al futuro sovrintendente Dominique Meyer. Anche con il cambio di direzione del teatro, Chailly assicura che il progetto dell’esecuzione integrale delle opere di Puccini proseguirà.

D’Amore, Ciro L’Immortale potente come JagoLo spin-off di Gomorra in sala dal 5 dicembre in 450 copie

03 dicembre 201909:55

Marco D’Amore è davvero ‘L’Immortale’, come dimostra puntualmente il film che ha diretto e interpretato, ispirato al personaggio di Ciro Di Marzio di Gomorra.
Dopo il colpo di pistola che gli ha sparato Genny Savastano, il feroce boss, nonostante sia stato buttato in mare e sia sprofondato nelle oscure acque del Golfo di Napoli, non è affatto morto, come racconta questo film in sala dal 5 dicembre con Vision Distribution. Un’opera che pesca anche nell’infanzia del futuro boss nato, come si sa, durante il terremoto del 1980, e nel segno della cross-medialità, segnando un ponte di collegamento tra quarta e quinta stagione della serie (prevista, tra l’altro, solo per il 2021).
“Questa è una storia piena di conflitti e mistero – dice oggi a Roma Marco D’Amore – e soprattutto di paura. È un errore infatti pensare che i protagonisti di Gomorra, i camorristi, non abbiano paura, ne hanno sempre, infatti. Paura di sopravvivere, paura di non farcela, paura di essere uccisi”. Il film parte dal 1980, quando la terra trema e si sente appunto il pianto di un neonato ancora vivo, ovvero Ciro di Marzio, salvato solo all’ultimo minuto, da qui il suo soprannome: l’Immortale. Poi si passa alla gelida Riga odierna: il boss è esiliato in Lettonia, nel Baltico, dove sta cercando di mettere in piedi un traffico di cocaina con nuovi compagni di viaggio. Ma il Ciro ‘risorto’ dovrà vedersela, oltre che con le ombre del passato, con una banda locale che vuole avere l’esclusiva sul traffico di droga e con la più feroce e potente mafia russa.
‘L’immortale’, oltre a dare voce alle pistole, non manca anche di dedicare tanto spazio all’infanzia di Ciro (interpretato da Giuseppe Aiello, 11 anni), ragazzino sveglio e capace di mostrare di avere da subito la stoffa del boss. Sulla scelta di Giuseppe Aiello, dice Marco D’Amore: “Ho fatto un’infinita serie di provini nelle zone periferiche di Napoli che sono sempre una piacevole sorpresa e hanno qualcosa di magico. Quando ho visto Giuseppe – aggiunge il regista-attore – mi ha subito raccontato la sua voglia di far parte del progetto.
Poi quando mi ha detto, dopo una lunga pausa di riflessione e con grande spontaneità: ‘io sono buono'”, mi ha davvero conquistato. E ancora D’Amore racconta così il suo personaggio : “Ciro di Marzio, L’Immortale, è il male assoluto, il gesto efferato, la violenza ingiustificabile. Ma è anche la tenerezza improvvisa di una carezza, la compassione per il dolore, il gesto eroico del sacrificio. Ciro è una vetta insormontabile o un abisso senza fondo, a seconda da quale punto di vista lo si osservi. È un essere umano totale, conflittuale, tridimensionale. Ha, a mio avviso – conclude – , la potenza dei grandi protagonisti della letteratura teatrale come l’Amleto o lo Jago di Shakespeare, il Caligola di Camus”.
Il film prodotto da Cattleya con Vision Distribution, in collaborazione con Sky TimVision e Beta Film, ha nel cast anche Salvatore D’Onofrio, Giovanni Vastarella, Marianna Robustelli, Martina Attanasio, Gennaro di Colandrea, Nello Mascia e Nunzio Coppola. ‘L’Immortale’ ha vinto il premio Anec – Pietro Coccia al regista esordiente e sarà proiettato il anteprima il 4 dicembre a Sorrento nell’ambito delle Giornate professionali del cinema.

Matera 2019: Manuel Agnelli coordinerà cerimonia di chiusuraHa realizzato in città il trailer “Open future, Together!”

MATERA02 dicembre 201918:04

– Sarà Manuel Agnelli, musicista e leader degli Afterhours, il coordinatore artistico di “Open Future, Together!”, un programma che sarà presentato nei prossimi giorni a Milano e che caratterizzerà la cerimonia di chiusura di Matera Capitale europea della Cultura, fissata per il prossimo 20 dicembre. Agnelli – secondo quanto reso noto dalla Fondazione Matera-Basilicata 2019 – “insieme a uno dei suoi storici compagni di viaggio, il violinista e compositore Rodrigo D’Erasmo, è stato nei giorni scorsi a Matera per realizzare il trailer di lancio di ‘Open Future, Together!’, coprodotto dalla Fondazione Matera Basilicata 2019 e da Intesa Sanpaolo, Gold Partner di Matera 2019. Il breve filmato, realizzato da Indiana Production e da Pulse Films, con la regia di Giorgio Testi, racconterà il 2019 celebrando Matera attraverso i volti e le storie di chi ci è passato. Le musiche originali del video sono di Rodrigo D’Erasmo.

Tiziano Ferro, nuovo album è Oro in una settimanaCertificazione raggiunta anche da Tha Supreme e Modà

02 dicembre 201918:18

– Accetto Miracoli, il nuovo album di Tiziano Ferro, a una sola settimana dall’uscita è certificato Oro. Il disco, uscito il 22 novembre su etichetta Virgin Records (Universal Music Italia), è entrato direttamente al primo posto nella classifica dei dischi più venduti della settimana (diffusa da Fimi/GfK Italia). Disco d’oro anche per 23 6451 del fenomeno Tha Supreme e per i Modà con Testa o Croce. Capo Plaza con 20 ha raggiunto il traguardo dei tre dischi di platino.

L’incantesimo di Boldini a BarlettaPrima monografica mai dedicata in Puglia all’artista

BARLETTA02 dicembre 201918:25

– ‘Boldini. L’incantesimo della pittura. Capolavori dal Museo Boldini di Ferrara’: è il titolo della mostra che dal 7 dicembre sarà ospitata nella Pinacoteca De Nittis di Barletta. Si tratta della prima monografica mai dedicata in Puglia al celebre ritrattista, collega di Giuseppe De Nittis a Parigi, frutto di un virtuoso scambio tra istituzioni civiche simili per storia, natura e vocazione: il Museo Giovanni Boldini di Ferrara e la Pinacoteca – Casa De Nittis di Barletta.
‘L’incantesimo della pittura’ intende presentare l’opera di questo grande maestro in ogni aspetto e ambito della sua produzione, dal paesaggio alla natura morta, dalle vedute di città al ritratto, sia quello intimo che ritrae amici e colleghi, che quello di società che gli ha regalato successo e fortuna. Grazie all’ampiezza della collezione del Museo Boldini di Ferrara una straordinaria selezione di quasi 70 opere permetterà di ripercorrere, in maniera esaustiva, i principali snodi della sua vicenda artistica.

Cocciante, in Italia vorrei Grammy ma si punta su SanremoTorna a Roma dal 27/12 Notre Dame de Paris. ‘Inno a diversità’

02 dicembre 201918:43

– In Italia “manca un grande premio per la musica, tipo Grammy. Esiste in moltissimi Paesi, ma da noi no, perché si punta tutto su Sanremo. E’ la risposta che ricevo quando propongo l’idea. Però sono cose diverse: a Sanremo, che non biasimo, ci deve essere, ha fatto scoprire tanti talenti, si premiano la canzone e il cantante, mentre un grande riconoscimento di qualità per l’album, gli interpreti, i produttori, gli autori e così via andrebbe a premiare il lavoro di tutta la squadra”. Parola di Riccardo Cocciante, che incontra i giornalisti a pochi giorni dal ritorno a Roma dell’opera pop con le sue musiche, ispirata da capolavoro di Victor Hugo, Notre Dame de Paris, nata poco più di 20 anni fa, nel 1998 (ha già appassionato più di 4 milioni di persone solo in Italia). Il cast comprende, fra gli altri, per la versione italiana la new entry di Elhaida Dani, vincitrice nel 2013 di The Voice proprio con Cocciante coach e già protagonista dell’ultima versione francese dello spettacolo (le liriche originali sono di Luc Plamondon, il libretto italiano di Pasquale Panella), per il ruolo di Esmeralda.
Dopo i successi di Pesaro, Verona, Milano, Bologna, Firenze, Napoli, Bari e Torino, Notre Dame De Paris (prodotta da David e Clemente Zard ed Enzo) sarà al Palazzo dello Sport di Roma dal 27 al 29 dicembre e dal 2 al 6 gennaio, per poi toccare le città di Trieste, Brescia Genova, Eboli, Reggio Calabria, Catania, Ancona, Jesolo e tornare a Milano.
“E’ una storia che nel linguaggio musicale di oggi racconta la paura dell’altro e esalta il valore della diversità, l’importanza del sapere accettare anche chi vediamo differente”, dice Cocciante.

Dacia Maraini ricorda Ronconi, un creativo straordinarioA 5 anni dalla morte, la scrittrice parla del grande autore

PESCARA02 dicembre 201919:32

– “Ero andata alle prove di ‘Memorie di una cameriera’, che avevo scritto su sua richiesta. Quando vidi che lo spettacolo durava due ore e mezza dissi che la gente si sarebbe annoiata, che l’avevo scritto affinché durasse un’ora e non due. Nonostante gli autori non vogliano mai tagliare, io volevo tagliare, perché avevo paura che il pubblico si annoiasse. Lui mi rassicurò e alla fine lo spettacolo fu molto bello e apprezzato”. Racconta questo episodio “indimenticabile”, in un’intervista, Dacia Maraini, per spiegare il suo rapporto con “l’amico” Luca Ronconi.
Maraini sarà uno degli ospiti d’eccezione nel corso della presentazione del libro “L’utopia di Luca Ronconi” di Ida Bassignano, sua assistente regista, volume edito dalla casa editrice abruzzese Ianieri. L’appuntamento è per sabato 7 dicembre, alle 18.30, a Roma, nell’ambito della fiera “Più libri più liberi”. L’iniziativa è organizzata in vista della ricorrenza dei cinque anni dalla morte di Ronconi, avvenuta nel febbraio 2015.
Di quell’episodio e di quel successo – lo spettacolo debuttò al Teatro dei Riuniti di Umbertide (Perugia) nel 1997 – Maraini ricorda la genialità di Ronconi: “Aveva inserito grandi spazi tra una parola e l’altra – spiega – degli spazi di ossigeno, con il suo stile, come fosse un suo segreto. Poi ricordo la scena fatta tutta di mobili, da cui uscivano i personaggi. C’erano, inoltre, delle maschere di gomma; era tutto molto surreale, molto espressionista. Sembravano dei volti e non delle maschere e ne veniva fuori un effetto molto bello”.
Secondo Maraini, infatti, Ronconi “aveva una grande capacità creativa. In alcuni momenti era tradizionale, in altri più moderno ed innovativo – osserva – Era un uomo di grande talento e in ogni occasione tirava fuori la sua personalità. Sarebbe riduttivo dargli un’etichetta: sapeva spaziare e aveva una straordinaria capacità di capire il teatro e viverlo”.
“Lavorativamente parlando – aggiunge – il periodo più intenso fu quello di Prato. Mi chiese di fare una ricerca sul linguaggio. Erano gli anni ’70 e gli intellettuali si confrontavano con il popolo. Lui dirigeva questo insieme di ricerche e c’era un vero e proprio gruppo di lavoro. Ne venne fuori un’indagine sull’Italia contadina, popolare e industriale dell’epoca”.
Per lei Ronconi, però, era prima di tutto un “grande amico”, soprattutto quando “a Roma ci si vedeva e c’era una comunità artistica molto viva e molto vivace. Eravamo molto uniti, organizzavamo cene, andavamo insieme a vedere spettacoli e concerti”. Oggi invece il teatro e la cultura “sono cambiati: l’idea del lavoro collettivo, l’idea di teatro immerso nell’ambiente non ci sono più, ognuno va per i fatti suoi, è tutto individualista”.
Uno dei problemi odierni, secondo la scrittrice, saggista e sceneggiatrice, è la tassazione “che stronca le gambe” al teatro e rappresenta una sorta di “censura economica”.
“C’era la libertà di fare teatro professionale senza tassazione. Purtroppo c’è meno fiducia nella creatività dei giovani. Non sono solo i medici e gli ingegneri a fuggire dall’Italia, ma anche i teatranti. Non si investe sui giovani.
Una volta – conclude – c’era più spazio per la cultura intesa come grande progetto che riguardava l’antropologia”.

Depardieu e il piccolo re clandestino degli scacchiIn sala dal 5 dicembre Qualcosa di meraviglioso da storia vera

03 dicembre 201909:51

Un giovanissimo re degli scacchi, diventato nel 2012 campione under 12 di Francia pur essendo ‘sans papier’ come immigrato dal Bangladesh insieme al padre, con il quale era rimasto, dopo il rifiuto dello status di rifugiato al genitore, senza permesso di soggiorno e senza fissa dimora. E’ l’incredibile storia vera di Fahim Mohammad, che arriva al cinema nella coinvolgente dramedy Qualcosa di meraviglioso di Pierre François Martin-Laval, in uscita il 5 dicembre con Bim. Protagonisti l’esordiente Assad Ahmed (trovato per caso dopo una lunga ricerca) e Gérard Depardieu, che regala una nuova intensa prova d’attore nel ruolo di un burbero e carismatico insegnante di scacchi, Sylvain, ispirato al reale coach francese di Fahim, Xavier Parmentier, scomparso prematuramente per un tumore a 52 anni, nel 2016. Un uomo che ha dedicato gran parte della sua vita a formare campioni in erba, allenando le nazionali giovanili francesi e insegnando gli scacchi ai bambini e ai ragazzi delle banlieue.
Il maestro, insieme a Fahim, e alla scrittrice Sophie Le Callenec, aveva firmato anche il libro sul giovane campione prodigio, Un re clandestino, uscito in Francia nel 2014 e in Italia nel 2015 con Bompiani. “Siamo tutti migranti, – ha detto Depardieu a Télématin parlando della storia di Fahim -. Per costruire insieme l’intelligenza di domani bisogna lasciarsi compenetrare da altre culture differenti e straordinarie”.
Martin-Laval (soprannominato Pef), classe 1968, noto in Francia da fine anni ’90 come attore della compagnia comica Les robins des Bois e poi come regista delle commedie hit Les Profs e Les Profs 2, qui cambia registro costruendo un racconto che alterna pathos e leggerezza, stando molto attento alla verità dei fatti, con qualche licenza narrativa. Fra queste c’è il racchiudere nel personaggio di Isabelle Nanty (pluricandidata ai César e frequente complice artistica di Pef) sia la reale presidente del club di scacchi che ha accolto Fahim, sia la signora che intervenendo al telefono in un programma radiofonico ha portato a conoscenza dell’allora Primo Ministro Fillon, la vicenda del giovane bengalese.
Il racconto parte dalla decisione di Nura (Mizanur Rahaman), d’accordo con la moglie, di partire da solo per la Francia con il figlio Fahim, già noto in patria come talento degli scacchi, per evitare che il piccolo finisca vittima insieme a lui (identificato dopo aver partecipato a manifestazioni antigovernative), di rappresaglie. L’intenzione dell’uomo è farsi raggiungere dal resto della famiglia al più presto, ma arrivati a Parigi il percorso per essere riconosciuti come rifugiati si complica. Nura fatica a integrarsi mentre Fahim impara velocemente la lingua e grazie all’incontro con Sylvain e con gli altri giovani allievi del maestro, cresce e matura nella sua passione per gli scacchi, che si rivela salvifica.
“Come il libro, spero che il film contribuisca a cambiare lo sguardo delle persone sui migranti – ha detto, commentando l’uscita di Qualcosa di meraviglioso, il vero Fahim, oggi 18enne -. Personalmente amo il film perché non parla solo della miseria della gente ma racconta anche una bella storia e una via d’uscita. Poi mostra gli scacchi più come un gioco d’avventura che come un gioco intellettuale, anche le persone che non lo conoscono possono appassionarsi”.

Maria Callas, autoritratto con lettere inediteEscono le memorie a cura di Tom Volf

03 dicembre 201919:29

MARIA CALLAS, IO, MARIA (RIZZOLI, PP 560, EURO 21). Maria Callas dietro la leggenda, al di là delle interpretazioni. La Divina e la donna in un sorprendente autoritratto che le restituisce la sua voce vera, più intima. La scopriamo in Maria Callas. ‘Io, Maria’ a cura del regista e fotografo Tom Volf che ha raccolto le sue memorie e un’ampia raccolta di lettere private, per la maggior parte inedite, dal 1946 al 1977. Ci sono voluti sei anni di approfondite ricerche che ora sono diventate un libro, in uscita il 3 dicembre per Rizzoli, nei giorni in cui la soprano avrebbe compiuto 96 anni.
“L’arte è la capacità di dare vita all’emozione” afferma la Callas alla quale sono piaciuti tutti i ruoli che ha interpretato, da Violetta ad Anna Bolena a Medea. Ma, “Con Norma, è diverso. Lei è come me sotto molti aspetti. Norma può sembrare molto forte, a volte feroce, ma in realtà è un agnello che ruggisce come un leone; una donna che si lamenta, che è orgogliosa di mostrare i propri sentimenti e dimostra alla fine che non può essere cattiva o ingiusta in una situazione di cui è fondamentalmente responsabile. Le mie lacrime in Norma erano vere” racconta nel libro.
Dal debutto in sordina della cantante lirica più celebre al mondo, alle vette della sua carriera internazionale, ‘Io, Maria’, accompagnato da foto d’epoca, racconta le sfide, i successi, gli scandali, il rapporto con i colleghi e con i parenti, quello difficilissimo con la madre e con la sorella, l’amore e poi la rottura con il marito Giovanni Battista Meneghini e la passione travolgente per l’armatore greco Aristotele Onassis, che la Callas nelle lettere chiama Aristo.
“Realizzare quest’opera è stato, così come per il film, come costruire un puzzle gigante di archivi e documenti provenienti da ogni parte del mondo, da scatoloni, cantine e soffitte, e di frammenti conservati per miracolo o custoditi dai tuoi cari, amici e ammiratori, che me li hanno dati a mano a mano che la ricerca proseguiva” spiega nella prefazione Volf, oggi uno dei massimi esperti della Callas, regista del film ‘Maria by Callas’ e co-fondatore del Fonds de Dotation Maria Callas di Parigi.
Un racconto davvero unico che mostra la grande umanità e le fragilità della Tigre come veniva definita la soprano.
“Detesto parlare di me stessa” diceva la Callas. “Purtroppo, però, a furia di lasciar parlare gli altri, mi trovo a essere al centro di innumerevoli pettegolezzi che stanno facendo il giro del mondo. Ed è proprio per correggere tante inesattezze che mi decido ora, benché con riluttanza, a chiarire i punti più importanti della mia vita privata e della mia carriera di artista” raccontava nelle sue memorie, dettate in italiano, che si aprono nel modo più classico. Con la nascita a New York , da genitori di origine greca, sotto il segno del Sagittario, anche se sui documenti ufficiali Maria Anna Cecilia Sofia Kalogeropoulos risultava nata il 2 dicembre 1923 mentre la madre sosteneva di averla messa al mondo il 4 dicembre.
Ci sono i grandi incontri della sua vita, da quelli con l’insegnante Elvira de Hidalgo e il direttore che ha avuto la maggior influenza su di lei, Tullio Serafin, a quello con il marito, il veneto Giovanni Battista Meneghin. Fino al debutto italiano a Verona . “Mai avrei potuto immaginare che proprio in questa città, che ora mi è tanto cara, sarebbero maturati gli avvenimenti più importanti della mia vita. Come dirò in seguito, infatti, a Verona ho ottenuto il primo successo italiano e, sempre a Verona, ho incontrato Renata Tebaldi” racconta la Divina. Ma la sua anima si mostra soprattutto nelle lettere a Maurice Béjart, Joan Crawford, Grace Kelly, che era presente al suo funerale a Parigi, alla quale scrive “Ti mando tutto il mio affetto e che Dio ti benedica per essere così meravigliosa”. A Pier Paolo Pasolini, con cui ha lavorato per Medea, scrive in italiano nel 1971: “Ti scrivo dalle nuvole” e in un’altra lettera si dice: “Addolorata che soffri. Dipendevi tutto da Ninettp – e non era giusto”. Ci sono anche le lettere a Luchino Visconti, a Franco Zeffirelli, a Leonard Bernstein, a Wally Toscanini , al marito Aristotele Onassis al quale dice: “Amo il tuo corpo e la tua anima e il mio unico desiderio è che tu provi lo stesso”. E c’è anche una corrispondenza con Jacqueline Kennedy, per la quale Aristo lasciò, che nel 1963 le chiede “se vorrebbe allietare una delle nostre cene di Stato alla Casa Bianca” .
“Tu, solo e soltanto tu, eri in grado di parlarci di questa vita fuori dal comune, e lo dicevi aggiungendo: ‘After all I’m the one who’s lived it (‘Dopotutto sono io ad averla vissuta’)” come dice Volf della Divina, morta a Parigi il 16 settembre 1977.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Moda: a Bottega Veneta il Fashion Award per gli accessori
Quattro riconoscimenti per la maison diretta da Daniel Lee

03 dicembre 201910:27

– Il direttore creativo di Bottega Veneta, Daniel Lee, ha ricevuto a Londra il Fashion Awards 2019 per la categoria Accessori. La premiazione si è svolta alla Royal Albert Hall di Londra, dove la maison italiana si è aggiudicata quattro categorie: Accessories Designer of the Year, British Womenswear Designer of the Year, Designer of the Year e Brand of the Year.

La sorprendente narrativa di Rezzaescono tre romanzi del performer della coppia Rezza-Mastrella

03 dicembre 201911:38

– ANTONIO REZZA, ”NON COGITO ERGO DIGITO – Romanzo a più pretese” (LA NAVE DI TESEO, PP. 126 – 10,00 EURO); ”SON(N)O” (LA NAVE DI TESEO, PP. 202 – 11,00 EURO); ”TI SQUAMO – Storia di un amore screpolato” (LA NAVE DI TESEO, PP 106 – 10,00 EURO).
Antonio Rezza è insieme l’eccesso e l’essenzialità, l’esubero verbale e fisico e il gioco scenico quasi zen, fatto di nulla, grazie alla collaborazione con un’artista visiva quale Flavia Mastrella, che lo hanno portato a essere un po’ l’artista del momento, popolare ma che piace anche agli intellettuali, basso, provocatorio e raffinato. I due sono stati recentemente premiati col Leone d’oro alla carriera per il Teatro 2018 dalla Biennale di Venezia, ma avevano già avuto vari, tra cui nel 2013 il Premio Ubu e nel 2016 il Premio Napoli.
La loro avventura artistica, che è andata via via arricchendosi e misurandosi con i più vari mezzi espressivi e aprendosi a diverse collaborazioni, comincia nel 1987 e da allora hanno realizzato tredici opere teatrali interpretate da Rezza, cominciando con ”Nuove parabole” per finire con ”Anelante” del 2015; hanno realizzato diversi programmi per Rai 3 e girato una decina di cortometraggi presentati a vari festival e rassegne e lungometraggi come ”Escoriandoli” proiettato nel 1996 al Festival di Venezia e nel 2001 ”delitto sul Po” al Torino Film Festival. Inoltre, mentre Mastrella espone negli anni sculture e installazioni, Rezza pubblica tre romanzi, appena ristampati e mandati in libreria da La Nave di Teseo.
Nella proposta dei suoi numeri, dei suoi personaggi, Rezza cerca sempre il salto mortale, che ribalta davanti allo spettatore la finzione cui assiste e in cui continuamente cerca di coinvolgerlo direttamente. E usa per questo anche il linguaggio (con momenti di nonsense), ora aulico e forbito, ora triviale, come sono poetiche certe proposte e forte la sua esibizione di nudo integrale, ricordando quanto spesso enuncia all’inizio a sorpresa: ”la spensieratezza va stroncata sul nascere”. Ed è un po’ questo anche lo stile, il gioco a sorpresa surreale e fantasioso, il paradosso portato alle estreme conseguenze, l’invenzione tra fisicità e sentimenti, tra parossismo e astrazione mentale della sua scrittura moderna, alta e bassa, e antica assieme, delle sue pagine narrative, dei suoi ”romanzi a più pretese”.
Ecco allora ”Non cogito ergo digito”, girandola di umanità variopinta, di decine e decine di personaggi che si susseguono e inseguono in un’infinità di scenari e situazioni diverse e spettacolari, compresi viaggi su Giove e l’apparizione straordinaria di Caterina d’Austria, ma un vero unico protagonista, l’ineffabile e gran mattatore Carlo nel suo parossistico gioco mimetico con il lettore e a rimpiattino con una serie di amori con la A maiuscola, minuscola e pure senza alcuna a in assoluta libertà priva di logica. ”Carlo correva testa bassa sfiorando con le tempie il fresco selciato – sono le prime righe – che separava la sua condizione di parassita da inferi possibili e mai apprezzati; i capelli sfoltivano contro un vento maligno che si incuneava nella gestualità pedestre avvilendo portamento e intenti”.
Segue ”Son(n)o” con quel duplice significato di dormire e indagare su se stesso con ”nient’altro che la noia cui badare” e un protagonista dal nome evocativo, Anto Rizla, che ha due passioni: ”il sonno, che è un’anomalia del pensiero, è una breve assenza di sette ore e mille sospiri, non uno di più; e il lenzuolo di sotto, che è una virtù, accoglie il corpo e vi si impregna dopo una giornata di nulla”. Con una prosa sempre surreale e paragrafi tutti di meno di una pagina si indaga il sonno come arte, per ”riuscire a dormire sulla vita che scorre”, imparando dal saggio Sonnekj il sonno assoluto o come diventare un sonnambulo, sino all’incontro e l’amore con una sonnambula.
Infine ”Ti squamo”, storia in prima persona di un inseguire e analizzare il nutrirsi, di cibi, di sé, di libri e così via, tra descrizioni fisiche legate all’apparato masticatorio e digerente e un distacco totale da tutto ciò, alla ricerca della purezza della parola. Tra un citofono avvilito da solo comunicazioni di servizio e la ricchezza espressiva di un’enciclopedia o un vocabolario, avendo visto ”biro cadere da cavallo, rompersi l’osso della sfera e poi trascorrere il rimanente tempo su carrozzelle spinte da scrittori sterili”, si compie un percorso che porta al rigore di una sorta di anoressia senza drammi e quasi gioiosa, in un contrasto tra il vigore del concreto e un lirismo astratto, sino a un finale inevitabile e assoluto.

Come arredare casa con arte del recuperoUna guida per ridare vita e apprezzare le cose del passato

03 dicembre 201912:10

– JOANNA E OLIVER MACLENNAN, “L’ARTE DEL RECUPERO, IDEE INSOLITE PER ARREDARE”, (JONGLEZ, PP. 255, EURO 29,95).
Una barca utilizzata per la pesca dei granchi trovata abbandonata in un porto, rimorchiata via, impermeabilizzata e resa abitabile. Una roulotte Grand Lux del 1961 riempita di oggetti ritrovati e tessuti recuperati. Un tavolo del 1920 proveniente da un vecchio edificio industriale riproposto come lavandino in un’antica canonica. Sono solo alcuni esempi di idee per il riutilizzo di materiali, oggetti ed elementi di arredamento proposti dal nuovo libro fotografico edito da Jonglez “L’arte del recupero, idee insolite per arredare” di Joanna e Oliver Maclennan. Una sorta di celebrazione dell’autosufficienza che descrive una serie di interni decorati con oggetti di recupero, riparati, riciclati o reinventati, ritrovati in natura in tutto il mondo.
Ideale per chi ricerca la frugalità e l’eco-sostenibilità, il libro illustra anche storie di persone che hanno fatto dell’arte del recupero la propria ispirazione di vita nonché metodi per arredare la propria dimora attraverso la ricerca di oggetti in spiaggia, nella foresta o recuperati in ambiente urbano. Una guida completa per decorare la casa in maniera originale e sorprendente, utilizzando le forme suggerite dalla bellezza della natura e, spesso, a costo zero.
Nel volume è possibile imbattersi, ad esempio, in un mas della Provenza, tipica casa colonica del XIX secolo, costruita in pietra locale, arredata con oggetti provenienti dai mercatini delle pulci. Nella cucina campeggia una lavagna verde da mercato ritrovata in un edificio destinato alla demolizione. La dimora è abbellita da reperti naturali come piante secche, tessuti francesi e portoghesi, vecchi libri. “Vado spesso alla ricerca di rami: puoi sempre riportare in natura ciò che raccogli, lo prendo solo in prestito”, racconta la proprietaria. “Non ti senti male come quando acquisti qualcosa che viene dalla Cina che finirai per buttare nella spazzatura dopo due mesi”. Tende e tappezzerie già vissute possono diventare paralumi e rivestimenti per mobili ed elettrodomestici. “L’Arte del recupero” contiene suggerimenti sul momento migliore per fare affari nei mercatini delle pulci, su come comportarsi nelle cosiddette “vendite da cortile” e nei “mercatini dei bagagliai delle auto”, un tipo di mercato tra privati molto di tendenza in cui gli oggetti inutilizzati sono esposti dal bagagliaio dell’auto e il cui obiettivo è riqualificare oggetti ed articoli ancora utili ma depositati nelle case o nelle cantine dei privati che vi partecipano.
Il libro, diviso in 4 capitoli (la costa, l’ambiente rurale, l’ambiente selvaggio e l’ambiente urbano), ciascuno con specifiche proposte, suggerimenti e pratiche virtuose di recupero, illustra anche antiche tecniche di raccolta e recupero del legno, su come realizzare ghirlande e sculture floreali con soli materiali naturali e come cercare oggetti utili nel fango.
“Con minimi cambiamenti – viene spiegato – si può creare un nuovo mondo, con un’infinita varietà di oggetti e possibilità di raccolta”.

Più libri, al via con Martella e ZingarettiDal 4 all’8/12 alla Nuvola la fiera degli editori indipendenti

04 dicembre 201909:42

– Si apre il 4 dicembre con Andrea Martella, sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’Informazione e all’Editoria; Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio, e Ricardo Franco Levi, presidente dell’Associazione Italiana Editori, la diciottesima edizione della Fiera nazionale della piccola e media editoria ‘Più libri più liberi’, fino all’8 dicembre al Roma Convention Center La Nuvola.
All’inaugurazione dell’evento editoriale più importante di Roma interventi anche della presidente di Più libri più liberi, Annamaria Malato, del vicesindaco con delega alla Crescita Culturale di Roma Capitale, Luca Bergamo, del direttore dell’ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, Roberto Luongo, del presidente Gruppo Piccoli Editori AIE, Diego Guida e del presidente di EUR S.P.A, Alberto Sasso.
La più grande vetrina degli editori indipendenti in Italia e in Europa, presieduta da Annamaria Malato, diretta da Fabio Del Giudice, con programma culturale pensato e curato da Silvia Barbagallo, compie diciott’anni e li festeggia concentrandosi sui confini dell’Europa. Una questione cruciale, quella del destino del nostro continente, che nel primo giorno della Fiera sarà affrontata da un’ospite d’eccezione: Aleksandra Dulkiewicz, sindaca di Danzica, che parlerà di un ideale europeo che si nutre di inclusione, rispetto e apertura verso il prossimo, insieme a Wlodek Goldkorn. Mentre Alessandro Barbero, Paolo Mieli e Paolo Conti saranno i protagonisti del dibattito “Radici e futuro dell’Europa” e Pierluigi Battista introdurrà l’incontro “Il valore della memoria” con Sami Modiano e Marcello Pezzetti, in cui si discuterà della necessità di combattere ogni forma di odio, razzismo e antisemitismo.

Il cielo sopra il letto, tra amore e politicaBarbareschi e Lante della Rovere insieme nel testo di Hare

03 dicembre 201920:40

Una vicenda privata che diventa politica; una figura femminile intensa e sfaccettata in un testo che coniuga romanticismo, sensibilità e ironia. Sarà in scena al Teatro Eliseo a partire dal 17 dicembre, e per tutte le feste natalizie fino al 5 gennaio, “Il cielo sopra il letto”, il nuovo spettacolo firmato da Luca Barbareschi, che ne ha curato anche la traduzione e l’adattamento dal testo di David Hare.
Protagonista sul palco accanto a Lucrezia Lante della Rovere (e con loro anche il giovane Paolo Marconi), Barbareschi vestirà i panni di Saverio, imprenditore ricco e vedovo, che trascorre una notte – di amore e di confronto ideologico – con l’ex amante Elisabetta, a 3 anni dalla fine della loro storia: nello spazio di poche ore, si consuma tra loro uno scontro emotivo che dapprima sembra un tentativo di riavvicinamento ma poi diventa divario insanabile. I due del resto sono diversi, così come diverse sono le loro scelte: lei, colta e sensibile, dedica la vita agli ultimi della società, insegnando ai ragazzi in difficoltà, ha un atteggiamento sempre politically correct mentre lui affronta il quotidiano con pragmatismo e razionalità, e in modo infantile all’ex amante chiede solo un rifugio, quasi una ricompensa per esser stato abbandonato dopo la fine del loro rapporto e la morte della moglie. Tra la ex coppia si inserisce il figlio di Saverio, che cerca di accorciare le distanze tra la cultura affaristica del padre e il progressismo assistenziale di lei.
“In questo testo c’è un conflitto, Hare però non offre soluzioni, mostra solo il percorso compiuto da due persone.
Saverio è ricco ma onesto intellettualmente, si è fatto da solo, è empatico e seduttivo. Elisabetta è irritante: poteva avere tutta un’altra vita, ma inspiegabilmente sceglie di stare nella bruttezza e nel disagio per dedicarsi al sociale”, spiega il regista, che in questo spettacolo non solo porta il proprio bagaglio emotivo (lo ha già interpretato 20 anni fa sempre con Lucrezia Lante della Rovere, quando i due erano una coppia) ma vede anche un modo per rappresentare il Paese. “L’Italia è devastata, è ricca di bellezza e di cultura ma non è colta”, afferma, “il Paese è in balia di sovranismo, populismo e semplificazione del pensiero, del politicamente corretto e di una certa grevità intellettuale. Io che sono un vecchio ebreo socialista vorrei uno Stato sociale”. “Questa è una produzione donchisciottesca”, afferma ancora Barbareschi, “tra pochi giorni sapremo se l’Eliseo ci sarà il prossimo anno, ma al 90ö chiuderemo. Servono 5 milioni l’anno, il Fus è ridotto al minimo, il botteghino incide per l’8ö, noi ancora non abbiamo avuto i fondi dello scorso anno e tra 15 giorni dovrei presentare un piano per il 2020-2021”.
“Mi batterò fino all’ultimo avviso di garanzia”, ha prosegue, facendo riferimento al recente rinvio a giudizio (con l’accusa di traffico di influenze illecite dalla Procura di Roma nell’ambito dell’inchiesta sui fondi al teatro Eliseo), “e non trufferò il pubblico: finirò di certo la programmazione degli spettacoli. Ma chiedo al ministro Franceschini come posso gestire in questo modo un teatro grande come l’Eliseo. Senza fondi si abbassa la qualità. Non ho paura dei magistrati perché non ho rubato soldi a nessuno. Ma se le istituzioni non si svegliano questo teatro diventerà un centro congressi”. Nello spettacolo, con le musiche di Marco Zurzolo, le scene sono firmate da Tommaso Ferraresi, i costumi da Federica De Bona e le luci da Pietro Sperduti.

Parma Capitale della Cultura 2020, oltre 400 gli eventiFranceschini: ‘Sarà affermazione città a livello internazionale’

BOLOGNA03 dicembre 201915:19

– Sono oltre 400 gli eventi di Parma città della Cultura 2020 che includono spettacoli, mostre, incontri ma anche aziende aperte e restauri che restituiranno alla città, entro la fine dell’anno, alcuni importanti monumenti, come l’Ospedale Vecchio, complesso che risale al 1300, la chiesa di San Francesco (opera medievale, trasformata in carcere da Napoleone e tale rimasta fino agli anni ’90) e l’ex monastero di San Paolo, che nelle intenzioni ospiterà il museo dell’enogastronomia.
Alla cerimonia ufficiale di inaugurazione, il 12 gennaio, sarà presente il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, mentre il giorno dopo per la cerimonia di Sant’Ilario, che è patrono della città, è atteso il premier Giuseppe Conte.
“Parma ha fatto squadra e ha vinto una sfida importante” ha detto il sindaco Federico Pizzarotti. “Per Parma – ha assicurato in un videomessaggio il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini – sarà la definitiva affermazione sul piano internazionale”.

Matera 2019: sindaco, si chiude l’eroico anno da Capitale

POTENZA03 dicembre 201916:13

– “Il riconoscimento di museo autonomo degli spazi museali della città di Matera rappresenta il coronamento vincente della designazione a Capitale europea della Cultura 2019”. Lo sostiene il sindaco della Città dei Sassi, Raffaello de Ruggieri, evidenziando che “la chiusura dell’anno eroico di Matera 2019 si tinge di straordinari e coerenti provvedimenti del Ministro, Dario Franceschini, che ha consolidato il ruolo culturale della intera regione lucana”.
“Al Ministro – aggiunge il sindaco – va l’apprezzamento e la gratitudine della comunità materana per l’istituzione del museo autonomo di Matera che assorbe le aree espositive di Palazzo Lanfranchi (Museo d’arte medioevale e moderna della Basilicata) e dell’ex Convento di Santa Chiara (Museo nazionale archeologico Domenico Ridola)”. Inoltre nel provvedimento di riorganizzazione del Mibac “vi è – sottolinea De Ruggieri – il ripristino della Soprintendenza archivistica della Basilicata e del Polo Museale lucano”.

Messiah nuova serie su Netflix da 1 gennaio 2020con Michelle Monaghan

03 dicembre 201917:04

– L’agente della CIA Eva Geller (Michelle Monaghan) avvia un’indagine per scoprire l’identità dell’uomo (Mehdi Dehbi) che sta attirando l’attenzione dei media internazionali per le sue gesta sensazionali. Con un numero sempre più elevato di seguaci, convinti sia in grado di compiere miracoli, suscita un grande interesse nei media per la sua personalità carismatica.
Netflix rilascia oggi il trailer e le prime immagini della nuova serie tv Messiah disponibile dal 1° gennaio su Netflix in tutti i paesi in cui il servizio è attivo.
Geller dovrà svelare il mistero sull’identità di quest’uomo: è davvero una divinità o è un truffatore in grado di sovvertire l’ordine geopolitico mondiale? La storia è narrata da diverse prospettive: quella di un ufficiale dell’intelligence israeliana (Tomer Sisley), di un predicatore del Texas (John Ortiz) e sua figlia (Stefania LaVie Owen), di un rifugiato palestinese (Sayyid El Alami) e della giornalista (Jane Adams) che racconta la storia. La serie è interpretata anche da Melinda Page Hamilton, Wil Traval, Fares Landoulsi, Dermot Mulroney e Beau Bridges.
Creato da Michael Petroni (The Book Thief), diretto da James McTeigue (V per Vendetta) e Kate Woods (Rectify), con i produttori esecutivi Petroni, McTeigue, Andrew Deane (The Double), Mark Burnett e Roma Downey (The Bible Series, Ben Hur), la serie originale di Netflix Messiah è un thriller ricco di suspense che esplora il potere dei social media nell’era moderna.

Cinema: a Rimini torna ‘La Settima Arte-Cinema e Industria’Dal 3 al 5/4 la 2/a edizione Festival su professioni celluloide

BOLOGNA03 dicembre 201918:03

– Torna a Rimini – giunta alla sua seconda edizione – ‘La Settima Arte – Cinema e Industria’, la Festa del Cinema ideata e realizzata da Confindustria Romagna per raccontare, promuovere ed aprire un confronto sull’industria e le professioni del cinema. La kermesse andrà in scena dal 3 al 5 aprile. Una tre giorni di eventi gratuiti e aperti a tutti che, nell’edizione 2020, assuma un valenza ancora più significativa in occasione delle celebrazioni per i 100 anni dalla nascita di Federico Fellini.
Durante il festival si alterneranno proiezioni, anteprime, masterclass, dibattiti e mostre che culmineranno il 5 aprile al Teatro Galli con la consegna del Premio Confindustria Romagna “Cinema e Industria” attribuito alle figure che caratterizzano il settore, come produttori, distributori, sceneggiatori, scenografi, costumisti, compositori, direttori della fotografia.
A scegliere i vincitori una la giuria di esperti presieduta da Pupi Avati.
Ad accompagnare Confindustria Romagna, il Cinema Fulgor, e l’Università degli Studi di Bologna-Dipartimento Scienze per la Qualità della Vita di Rimini, con il sostegno organizzativo di Romagna Servizi Industriali, la collaborazione del Comune di Rimini e il patrocinio di Anica. “Come imprenditori – osserva il presidente di Confindustria Romagna, Paolo Maggioli – siamo convinti che la cultura rappresenti un motore determinante per la crescita economica del territorio. La seconda edizione sarà al centro di un anno significativo per le celebrazioni di Federico Fellini e Confindustria Romagna, con l’organizzazione della seconda edizione della Festa del Cinema ed il significativo sostegno alla mostra ‘Fellini 100 Genio Immortale’, vuole continuare a dare il suo contributo”.
La rassegna, aggiunge il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi, “trova speciale linfa nel centenario della nascita di Federico Fellini. Un’elegia a chi il cinema lo fa, mette le mani nel fango per tirarne fuori una figura o un simulacro. Poi – conclude – tocca certamente al regista imporre il soffio vitale ma sono protagonisti ugualmente dello stesso spettacolo, quello della creazione”.

ActionAid e Gruppo Mondadori insieme per l’istruzione in EtiopiaAl via la costruzione di due scuole a Raya Azebo

03 dicembre 201918:03

– ActionAid insieme a Mondadori, Einaudi, Rizzoli, Piemme, Sperling&Kupfer, Mondadori Electa e Fabbri Editori insieme per garantire l’istruzione a 1.800 bambine e bambini in Etiopia. Al via la costruzione di due scuole nel distretto di Raya Azebo, uno dei luoghi del mondo dove è più urgente fornire sostegno alle scuole primarie, spesso prive di acqua potabile e servizi igienici adeguati.
Ancora oggi 120 milioni di bambini nel mondo non ricevono un’istruzione di base, più della metà di questi sono bambine.
Il diritto all’istruzione è ancora più a rischio in paesi come l’Etiopia, dove quasi 30 milioni di persone vivono al di sotto della soglia di povertà e il 30,4% dei bambini con meno di 5 anni soffre di malnutrizione. Troppi ragazzi e ragazze (il 70%) abbandonano gli studi dopo la scuola primaria per aiutare la famiglia nel lavoro nei campi e per mancanza dei giusti supporti.
“Grazie al contributo delle case editrici del Gruppo potremo costruire due nuove scuole, fornire energia elettrica, acqua potabile e servizi, dare sostegno e formazione agli insegnanti e sensibilizzare le comunità sull’importanza dell’istruzione delle ragazze, in una delle regioni più povere del paese” dice Marco De Ponte, segretario generale ActionAid.
“L’attenzione per un’istruzione degna di questo nome, di qualità, equa, inclusiva e accessibile a tutti, è una priorità per il Gruppo Mondadori: fa parte del comune sentire delle persone che ci lavorano ed è connaturata alla tradizione e alla storia dell’azienda’ ha spiegato Enrico Selva Coddè, amministratore delegato area Trade di Mondadori Libri. “Avere al nostro fianco un partner come ActionAid è per noi garanzia della serietà del nostro reciproco impegno” ha sottolineato Selva Coddé.

La città delle ragazze, libertà del desiderio femminileAppassionato ritratto delle donne firmato da Elizabeth Gilbert

03 dicembre 201918:32

– ELIZABETH GILBERT, LA CITTA’ DELLE RAGAZZE (Rizzoli, pp.496, 20 euro). Il desiderio femminile osservato con sguardo libero da sensi di colpa, le avventure, le inquietudini e l’irrefrenabile entusiasmo di quando si è giovani, poi la città di New York, con il suo fascino, le luci e quella sensazione che lì tutti i sogni possano avverarsi: c’è tutto questo, in un’avvincente storia che mescola passato e presente, nel nuovo romanzo di Elizabeth Gilbert, dal titolo “La città delle ragazze” (Rizzoli). Al centro della trama si trova Vivian Morris, che a 95 anni ricorda la sua gioventù strabiliante e avventurosa vissuta nella New York degli anni ’40, tra feste, attori, dive, luci, arte e sesso sfrenato.
Raccontando le donne con verità e intelligenza, ma anche con ironia, disincanto e nostalgia, sempre con l’obiettivo di ribadire che tutte le “ragazze”, a ogni età, hanno il diritto di affermare se stesse, senza preoccuparsi di cosa pensano gli altri, Gilbert (già autrice del celebre “Mangia prega ama”) fa entrare il lettore in un mondo seducente e sorprendente, tutto da scoprire: un romanzo leggero e profondo al tempo stesso, in cui l’emancipazione femminile e un’educazione sentimentale gioiosa sono protagoniste accanto a personaggi femminili indimenticabili, come quello di Vivian, della quale pagina dopo pagina l’autrice delinea l’evoluzione nel corso degli anni, alle prese con conquiste, sbagli e sogni da realizzare.

S. Cecilia: Dudamel con Rossini, Schubert e BrahmsMaestro venezuelano sarà con l’orchestra in tournée in Italia

03 dicembre 201918:34

– Gustavo Dudamel, tra i direttori più interessanti e influenti del panorama internazionale, torna sul podio di Santa Cecilia per dirigere l’ Orchestra dell’Accademia Nazionale con la quale poi sarà impegnato in una tournée italiana molto attesa. Il giovane maestro venezuelano proporrà giovedì 5 dicembre alle 19:30 la Sinfonia Semiramide di Rossini, la Sinfonia n. 2 di Schuibert e la Sinfonia n. 1 di Brahms (repliche venerdi 6 alle 20:30 e sabato 7 alle 18 all’Auditorium Parco della Musica). Dudamel, che nel giugno scorso ha concluso la stagione sinfonica di Santa Cecilia con un programma interamente dedicato a Beethoven, dopo le tre serate romane partirà con l’orchestra ceciliana per una serie di concerti nel nord Italia con tappe a Torino (10 dicembre, Lingotto), Brescia (11 dicembre, Teatro Grande), Udine (12 dicembre, Teatro Giovanni da Udine), e Rimini (14 dicembre, Teatro Galli). Gustavo Dudamel, 38 anni, ha all’ attivo collaborazioni che spaziano dai Wiener Philharmoniker ai Coldplay. È stato il direttore più giovane a dirigere il concerto di Capodanno di Vienna, nel 2017 ha diretto la Royal Stockholm Philharmonic Orchestra durante la cerimonia di consegna del Premio Nobel, ha diretto la sua Filarmonica di Los Angeles durante la cerimonia della notte degli Oscar 2019 e sulla Walk of Fame di Los Angeles è stata inserita una stella in suo onore. Nel 2014 Amazon ha prodotto Mozart in the Jungle, serie di quattro stagioni ispirata alla sua vita e il regista Steven Spielberg lo ha scelto per dirigere la colonna sonora del nuovo adattamento del capolavoro West Side Story.

Clementoni crea gioco da tavolo ispirato a album MengoniCon ‘Atlantico’ viaggio ecosostenibile in giro per il mondo

MACERATA03 dicembre 201918:38

– Si chiama “Atlantico” il nuovo gioco da tavolo realizzato da Clementoni e ispirato all’omonimo album di Marco Mengoni. Bellezza, arte, viaggio e scoperta nel rispetto dell’ambiente sono i temi del progetto del cantautore che la storica azienda italiana, leader nel campo del gioco educativo, ha scelto di condividere e amplificare. Mengoni ha partecipato attivamente ad ogni passaggio dello sviluppo del gioco in scatola, dal concept fino alla selezione dell’illustratore che si è occupato delle grafiche, dedicando grande attenzione al packaging e della componentistica interna realizzati in materiale riciclato e riciclabile. Un’attenzione che nasce da un impegno personale dell’artista, ambasciatore italiano della campagna plastic free promossa da National Geographic, e dalla volontà di Clementoni di traghettare la produzione verso modalità più sostenibili e rispettose dell’ambiente. Ogni giocatore potrà scegliere se raggiungere una destinazione tra Europa, Africa, Nord e Sud America o “dipingere” con i gettoni colorati le carte illustrate con luoghi, persone e bellezze del mondo. Scopo del gioco è viaggiare per il mondo e raggiungere il punteggio più alto grazie alle carte illustrate presenti nei vari continenti, alle tessere “condivisione” e agli obiettivi. Una special edition autografata dall’artista è in prevendita da oggi 3 dicembre su Amazon. Il 20 dicembre è inoltre in programma a Milano l’Atlantico Experience, installazione interattiva ispirata al gioco con l’obiettivo di far vivere agli ospiti un’esperienza immersiva e coinvolgente, grazie al video mapping.

Musei: Orrico, per Sibari scelta coraggiosasottosegretario, era una priorità, aiuterà il rilancio del sito

CATANZARO03 dicembre 201918:40

– “Avevo indicato tra le mie priorità il rilancio del Parco archeologico di Sibari e con il conferimento dell’autonomia speciale decisa con il nuovo regolamento di organizzazione del Mibact sarà possibile fare del Parco un’eccellenza non solo calabrese ma nazionale”. Così, in una nota, il sottosegretario ai Beni culturali Anna Laura Orrico.
“Avevo posto all’attenzione del ministro – aggiunge – la necessità e l’urgenza di intervenire per rilanciare il Parco, assicurando una migliore tutela e lavorando per una sua più ampia valorizzazione. Si è fatta una scelta coraggiosa, che riconosce a un sito di enorme valore storico-culturale, uno dei più ricchi ed estesi della Magna Grecia, l’importanza che gli è dovuta. Una scelta che significa maggiori onori ma anche maggiori oneri, cioè un’assunzione di responsabilità collettiva, per sfruttare in pieno una grande opportunità non solo sul piano culturale ma anche per il rilancio del territorio. Dove c’è cultura ci sono infatti legalità, sviluppo sostenibile, economia sana”.
“Ma le buone notizie per la Calabria – dice ancora il sottosegretario Orrico – sono due. E’ stata infatti stabilita anche la creazione di una terza Soprintendenza calabrese, quella di Catanzaro-Crotone, province che prima erano invece accorpate a quella di Cosenza. Un altro segnale importante di attenzione per la Calabria, per il suo meraviglioso patrimonio archeologico, storico, culturale. Dobbiamo tutelare e valorizzare al meglio i nostri tesori e con queste scelte andiamo nella direzione giusta. A patto che ognuno faccia la propria parte con professionalità, responsabilità, competenza e massimo impegno”.

Musica: Cristina Muti lascia presidenza del Ravenna FestivalLettera allo staff, mi ritiro. Sindaco, sorpresi e dispiaciuti

RAVENNA03 dicembre 201918:49

– Cristina Mazzavillani Muti lascia, dopo 31 anni di lavoro “meraviglioso”, la presidenza di Ravenna Festival e lo ufficializza con una lettera ai dipendenti, di cui ha dato notizia la stampa cittadina: “ho deciso di ritirarmi e lasciare a voi, peraltro bravissimi e collaudatissimi, la responsabilità del futuro di altri 30 anni e più del nostro celebrato Ravenna Festival, ormai riconosciuto nel mondo, ma soprattutto utile allo sviluppo culturale, politico, sociale della nostra città”. “Questa notizia ci ha colto di sorpresa e la responsabilità non è tua, ma nostra che non ci siamo preparati come dovevamo”, le scrive a stretto giro il sindaco Michele De Pascale, aggiungendo: “siamo tutti dispiaciuti per la tua decisione e anche preoccupati per il percorso futuro del Festival e più in generale dell’offerta culturale di Ravenna”.

Tecnici e Caschi blu, una dg per proteggere l’arteSi occuperà di emergenza, ricostruzioni e sicurezza dei siti

03 dicembre 201920:27

– Una direzione generale per ideare programmare, coordinare, attuare e monitorare tutte le iniziative in materia di prevenzione di rischi, di sicurezza del patrimonio culturale e di coordinamento degli interventi da fare in caso di emergenze nazionali ed internazionali, dai terremoti alle alluvioni, fino al terrorismo. Si chiama “direzione generale Sicurezza Patrimonio culturale” ed è una delle novità più significative della nuova tranche di riforma del ministero dei beni culturali firmata da Franceschini.
Di fatto, dopo tanti anni di emergenze arrivate con i terremoti, gli alluvioni, il vento, la neve ma anche la paura di attacchi terroristici, si è voluto dare vita ad un organismo ministeriale ad hoc che sarà una sorta di primo passo per quella Protezione Civile dei Beni culturali da tempo auspicata dal ministro Pd, con una regia unica per Caschi Blu, carabinieri, restauratori, tecnici specializzati.
La nuova direzione, che sostituirà l’attuale Unità di Missione nata per volontà dell’ex ministro Alberto Bonisoli e affidata al prefetto Fabio Carapezza Guttuso, sarà articolata in due rami, uno dedicato a Emergenza e Ricostruzioni, l’altro alla Sicurezza nei Luoghi della Cultura . E agirà in raccordo con tutte le altre strutture del ministero, dai carabinieri dei beni culturali alle direzioni dedicate ad archeologia, storia dell’arte, architettura. Servirà in pratica a fare anche da cabina di regia coordinando tutti i vari interventi necessari per la prevenzione e la sicurezza ma anche la ricostruzione.
Sarà anche- si sottolinea nel dpcm – un centro di responsabilità amministrativa.

Mibact, si cambia ancora, arrivano nuovi musei autonomiUna dg per Caschi Blu Cultura. Franceschini, è sfida per futuro

03 dicembre 201920:43

“Non chiamatela controriforma”. Dario Franceschini presenta la nuova riorganizzazione del ministero della cultura, la terza dal 2014, e mette le mani avanti: nessun fai e disfa nel glorioso dicastero che Giovanni Spadolini fondò nel 1975, quello che si è fatto e si sta facendo “è un lavoro in continuità”, anche con il predecessore pentastellato Alberto Bonisoli, che pure aveva tolto l’autonomia – tra le polemiche – a tre istituti importanti come la Galleria dell’Accademia di Firenze, il Museo Nazionale Etrusco di Roma e il Parco archeologico dell’Appia. “Anzi lo devo ringraziare -insiste il ministro e capo delegazione Pd – sulla creatività contemporanea è stato lui a spingere”. Tant’è, con buona pace del fair play di governo, le oltre 60 pagine in cui si articola il corposo Dpcm che accompagna il ritorno del Turismo ai Beni culturali approvato ieri sera dal Cdm sono ricche di novità. E mentre restituiscono l’autonomia economica e gestionale ai tre istituti ‘detronizzati’ dai decreti estivi di Bonisoli (l’idea spiega il ministro è di far tornare alla guida i direttori che c’erano, ovvero Valentino Nizzo per Villa Giulia, Simone Quilici per l’Appia e Cecilie Hollberg) ridisegnano non poco la geografia dei poteri all’interno del ministero, in parte correggendo il tiro rispetto alla stessa riforma Franceschini (per esempio sulle soprintendenze il cui numero viene decisamente aumentato con una più equa distribuzione sul territorio) in parte introducendo vere e proprie novità come la Soprintendenza Nazionale del Mare (fino ad oggi c’era solo quella siciliana fondata da Sebastiano Tusa) e la Direzione generale per la salvaguardia del patrimonio, di fatto il primo passo per una protezione civile per i Beni culturali e per un inquadramento dei caschi blu della cultura. Ma anche l’Istituto per la digitalizzazione del patrimonio, la cosiddetta Digital Library, che il ministro definisce “una vera grande sfida e un investimento per il futuro”.
In tutto i nuovi musei autonomi sono sette, diffusi un po’ in tutta Italia, ma con una decisa preponderanza del centro sud: dalla Pinacoteca Nazionale di Bologna al duo Vittoriano-Palazzo Venezia a Roma, dal Museo Nazionale d’Abruzzo al Museo archeologico Nazionale di Cagliari, dal Palazzo Reale di Napoli al Museo Nazionale di Matera, fino al Parco Archeologico di Sibari (“Uno dei siti più difficili – fa notare – una sfida nel cuore della Calabria”). Nuova autonomia anche agli istituti centrali del Mibact, a partire dall’Archivio di Stato (“la memoria d’Italia”) al quale viene conferita maggiore importanza. Scelta simbolica per la Biblioteca dei Girolamini di Napoli che diventa Biblioteca Nazionale “Può diventare una straordinaria storia di riscatto”, sottolinea Franceschini.
Arrivano poi tre nuove soprintendenze archivistiche e bibliografiche, viene ripotenziato il settore demo etno antropologico (ci sarà un istituto centrale per il matrimonio immateriale). I poli museali diventano “direzioni regionali” (una definizione voluta, dice, “per sottolineare che hanno una funzione di coordinamento”). Le soprintendenze uniche invece rimangono tali (“A dispetto delle polemiche hanno funzionato”, sottolinea soddisfatto il ministro) ma in alcuni casi si sdoppiano o addirittura si fanno in tre nelle regioni più grandi (“serviva una distribuzione più equilibrata”).
A livello centrale viene rafforzata la Direzione Generale Creatività contemporanea che si occuperà di rigenerazione urbana, periferie, industrie culturali e creative, fotografia, design, moda. “E’ una sfida per il futuro”, dice il ministro Pd. Che punta moltissimo anche sulla digitalizzazione del patrimonio, “grande sfida di questo paese” per il quale si dovranno ora trovare risorse: “E’ forse il progetto più ambizioso perché il nostro patrimonio ha una enorme valenza culturale ma anche un potenziale commerciale – dice- e mettendo insieme tutte le nostre ricchezze dell’arte, con chiunque ci siederemo al tavolo a trattare saremo più forti noi “. Quello della sfida è del resto un termine che ricorre spesso nelle parole del ministro ferrarese. Che seduto al tavolo nel grande salone del Collegio Romano non vuole, almeno per un’ora, parlare di politica e di governo. Anche se una battuta sui tempi incerti dell’esecutivo alla fine gli scappa (“i ministri in Italia non durano molto”). Chissà. La nuova riforma però, assicurano dal suo entourage, parte in sicurezza. I decreti attuativi sono previsti già a gennaio (in qualche caso resi più facili dal fatto che molto di quello che era stato avviato da Bonisoli non è mai stato attuato) e così gli interpelli per i nuovi posti e i concorsi per i direttori dei nuovi musei autonomi. “Noi in ogni caso lavoriamo per il futuro”.

A teatro Radonicich è Blum, Malosti-CiampaDonadoni e La cena delle belve; Crippa e Infinito tra parentesi

04 dicembre 201911:39

– Daniele Russo in “Fronte del Porto” diretto da Alessandro Gassmann ed Elena Radonicich con Peppino Mazzotta ne “L’onore perduto di Katharina Blum” di Heinrich Boll, tutti a Roma; Maddalena e Giovanni Crippa per Piero Maccarinelli ne “L’infinito tra parentesi” di Marco Malvaldi e Valter Malosti nel suo primo Pirandello, “Il berretto a sonagli”, entrambi a Milano; Maurizio Donadoni e “La cena delle belve” di Vahè Katchà, a Genova, e Paolo Conticini e Luca Ward a Firenze con “The full monty”, regia Massimo Romeo Piparo: sono alcuni degli spettacoli in scena nel prossimo week end.

Milan Kundera ha riottenuto la cittadinanza cecaGli fu tolta nel ’79 dal regime socialista

RAGA04 dicembre 201911:43

– Lo scrittore francese di origine ceca Milan Kundera ha ripreso, dopo 40 anni, la cittadinanza ceca. La notizia è riportata dal quotidiano Pravo. L’autore de “l’insostenibile leggerezza dell’essere”, emigrò in Francia nel 1975 dalla Cecoslovacchia socialista, accogliendo l’invito a insegnare all’Università di Rennes. Quattro anni dopo, nel 1979, gli fu tolta la cittadinanza cecoslovacca. Nel 1981 divenne cittadino francese e cominciò a scrivere esclusivamente in lingua francese. Il documento che attesta la cittadinanza ceca è stata consegnato nelle mani del novantenne scrittore nel suo appartamento a Parigi, dall’ambasciatore ceco Petr Drulak.

Tuffi per tutti, manuale per aspirati tuffatoriKlaus Dibiasi e Mario Zanotelli inventano Carletto per imparare

04 dicembre 201911:50

– KLAUS DIBIASI E MARIO ZANOTELLI, TUFFI PER TUTTI (Ultra Sport, pp 190 17,50 euro). Chi non ha mai sognato di fare un tuffo perfetto? Gambe dritte, piedi uniti, volo d’angelo, entrata senza spruzzi… D’ora in poi stile e maestria non saranno più un miraggio, grazie ai consigli di Klaus Dibiasi, semplicemente il più grande tuffatore di sempre, che in questo manuale per la prima volta insegna a tutti, ma proprio a tutti, la sublime arte del tuffo. Nel suo intento è aiutato da Carletto, un simpatico allievo ideato e disegnato da Mario Zanotelli, che mostrerà tutti i passaggi necessari, dalla ginnastica preparatoria all’esecuzione, fornendo un contrappunto ironico e leggero alle parole di Klaus. Una guida unica e preziosa, destinata non solo ai principianti, ma anche a tutti gli operatori di questa magnifica disciplina: allenatori, giudici e preparatori atletici. Senza dimenticare i tanti tuffatori italiani. Nato nel 1947 a Solbad Hall, in Austria, Klaus Dibiasi si è trasferito a Bolzano nel 1953. All’età di dieci anni ha cominciato la sua carriera di tuffatore nella Bolzano Nuoto. Nel 1963 ha vinto il suo primo titolo italiano assoluto dai 10 metri, e da allora è sempre rimasto ai massimi vertici di questo sport, fino a quando, nel 1976, non ha smesso di gareggiare. Ha vinto due Giochi del Mediterraneo, due Universiadi, sette Coppe Europa, tre Europei, due Mondiali e quattro Olimpiadi. Insieme a Valentina Vezzali è l’unico atleta italiano ad aver conquistato tre ori olimpici consecutivi nella stessa specialità in uno sport individuale. Mario Zanotelli è stato tuffatore nella Bolzano Nuoto fino al 1974, e poi nelle Fiamme Gialle fino al 1976. Terminata la carriera sportiva, si è dedicato a una sua altra grande passione: la musica. Autore di numerose canzoni incise per la RCA, dagli anni Ottanta si è impegnato anche nel teatro per ragazzi e ha messo in scena sei commedie musicali.

Biblioteca museo ceramiche Faenza riapre al pubblicoUn patrimonio librario di circa 68mila volumi inventariati

AENZA04 dicembre 201913:35

Riapre al pubblico il 6 dicembre (inaugurazione ore 18) a Faenza, dopo due anni di lavori, la biblioteca storica del Mic, Museo internazionale delle ceramiche. Grazie alla ristrutturazione i locali più antichi sono tornati agibili dal pubblico, in sicurezza e adatti a una corretta conservazione del ricco patrimonio.
La biblioteca rappresenta un’unicità, con circa 68mila volumi inventariati, e al Mic è stato conferito il riconoscimento Unesco perché “costituisce un punto di riferimento per la ceramica antica, moderna e contemporanea, nazionale e internazionale”.
Strettamente connessa alla Biblioteca, e suo complemento naturale, è la Fototeca della maiolica italiana, organizzata con criteri scientifici, con il corredo di dati e indicazioni bibliografiche, che ha superato i 16mila numeri di inventario.
“La biblioteca – sottolinea il sindaco Giovanni Malpezzi – è il cuore pulsante del Mic, depositaria del più vasto sapere al mondo sulla ceramica, un patrimonio di testi e volumi unico”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Un Rembrandt dall’Ermitage alla Pilotta di Parma
‘L’Adorazione dei Magi’ esposta dal 7 dicembre al 26 gennaio

PARMA04 dicembre 201912:37

– Un Rembrandt dal Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo in prestito al Complesso monumentale della Pilotta di Parma in occasione dei 350 anni della morte del maestro olandese: dal 7 dicembre al 26 gennaio ospiterà nelle sue sale ‘L’Adorazione dei Magi’ del 1632, vero e proprio manifesto del fare pittorico dell’artista.
L’esposizione permette un contrappunto tra le collezioni del Complesso, la loro continuità nelle categorie dell’accademismo di matrice cattolica e l’altro volto dell’Europa, rappresentato dalle culture del Nord, fiere nel rivendicare tradizioni e spiritualità antichissime sovrapposte ideologicamente al ritorno al cristianesimo delle origini. Questa tela dipinta in ‘grisaille’, chiaroscuro quasi privo di colore introdotto per la prima volta a Roma nella prima metà del Cinquecento, esalta la caratteristica estetica del linguaggio di Rembrandt: un uso scenografico della luce e un’esaltazione illusionistica del dettaglio tali da rivelare la tessitura teologica della storia.

Il terrorismo in Italia, ‘Un’azalea in via Fani’Radici comuni tra cattolici e brigatisti

ROMA04 dicembre 201913:06

– ANGELO PICARIELLO, ‘UN’AZALEA IN VIA FANI). (EDIZIONI SAN PAOLO) – Il 12 dicembre prossimo cadranno i 50 anni dalla strage di piazza Fontana, un punto di non ritorno nella storia del terrorismo in Italia. Un’occasione per rileggere, con altri occhi, gli eventi di quella stagione. Sono già molti i libri pubblicati sul tema, e molti ancora ne usciranno, ma ”Un’azalea in via Fani’ di Angelo Picariello, edizioni San Paolo, offre una lettura diversa dei fatti, anche attraverso le parole di chi il terrorismo l’ha visto da vicino come Carlo De Stefano, dirigente della Polizia con incarichi importanti ai tempi della lotta armata e che parla per la prima volta della sua esperienza.
Proprio De Stefano ricorda come dietro le operazioni più riuscite, ci sia stato “un comportamento brillante e tempestivo di agenti di polizia impegnati in attività di prevenzione”.
Insomma, anche se non lo si può dire apertamente, c’è stato un dialogo con i terroristi, in particolare con quelli che volevano lasciare il terrorismo e che hanno trovato proprio nei loro “nemici”, gli uomini e le donne impegnate nelle forze dell’ordine, una sponda. L’autore inoltre analizza la grande mobilitazione che vide, al termine dell’autunno caldo del 1969, la nascita dei grandi movimenti cattolici nello spirito del Concilio e, contemporaneamente, lo scivolamento delle frange più rivoluzionarie verso la lotta armata. La grande frattura si registrò proprio dopo l’esplosione alla Banca dell’Agricoltura, in piazza Fontana, a Milano. Il libro, frutto di una ricerca curata dall’Istituto di Studi Politici “S. Pio V” , è diviso in capitoli che vivono ognuno di vita propria: oltre a Piazza Fontana, la morte del commissario Calabresi, l’azione di Prima Linea, la storia completa delle Brigate Rosse (con il racconto di Franco Bonisoli e Alberto Franceschini) e le dinamiche proprie del terrorismo di destra. Contiene il racconto delle radici comuni fra movimenti cattolici e futuri brigatisti a Milano, nel quartiere romano di Centocelle, a Reggio Emilia, e la scoperta della fede per molti di loro, una volta usciti dal carcere, o all’impegno nel volontariato. Inoltre, guardando al caso Moro, in parallelo ai sequestri Dozier e Cirillo, Picariello lascia aperti tutti gli interrogativi sulle circostanze che ne impedirono la liberazione. Il filo conduttore della narrazione viene fornito proprio dall’insegnamento di Aldo Moro, che incontrò i capi della contestazione e incoraggiò i movimenti cattolici, con l’obiettivo di una riconciliazione nazionale che ha avuto bisogno del suo sacrificio per potersi compiere. ”Il suo insegnamento – spiega l’autore – ci dice che la sconfitta della lotta armata – e l’antidoto perché non riaccada – è nella corretta attuazione dei valori della Costituzione più che nelle leggi speciali, nel perdono delle vittime più che nel desiderio di vendetta, nella carità “spiazzante” più che nella repressione, nella ricerca della verità che porti a una memoria condivisa più che in nuove contrapposizioni ideologiche”.

Patti Smith incanta Spoleto, “usate la vostra voce”Tappa del tour “Words and music” e declama Petrarca

SPOLETO04 dicembre 201913:45

– “Non dimenticate di usare la vostra voce”: alla fine di “People Have The Power”, scelta per il bis, con tutti i presenti in un Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti sold out ad applaudirla – in piedi e ai suoi piedi – così Patti Smith ha salutato il pubblico di Spoleto.
In una nuova tappa del tour “Words and music” con la “sacerdotessa del rock” che ha voluto teatri di città selezionate sulla base della loro bellezza ed unicità artistica.
Concerto breve di durata – l’età (73 anni) c’è, anche se non si direbbe – ma è l’intensità a caratterizzarlo. Ad accompagnarla, Tony Shanahan (chitarra acustica e basso) e sua figlia Jesse, al pianoforte.
L’inizio è con “Grateful”, “Ghost Dance”, “Wing”, “My Blakean Year”. Poi l’immancabile “Dancing Barefoot” con quelle parole finali “Oh God i fell for you” ripetute come un mantra. E via fino al gran finale, con “Pissing in a River”, “Because the Night” e “Gloria”. A Spoleto l’artista ha anche scelto di interpretare un sonetto di Petrarca.

Capodanno in musica di Canale 5 con Federica PanicucciDa Bari con tanti ospiti. Scheri ‘con noi pubblico più giovane’

04 dicembre 201920:51

– Per il secondo anno consecutivo il Capodanno in musica di Canale 5 sarà in diretta da Bari, affidato, per la terza volta, alla conduzione di Federica Panicucci. Sul palco un cast scelto per i gusti di tutti, dai giovanissimi agli amanti dei grandi interpreti che hanno fatto la storia della canzone italiana, con un ospite a sorpresa la cui identità sarà svelata solo il giorno prima. Tra gli ospiti, Giordana Angi, Annalisa, J-Ax, Anna Tatangelo, Nek, RAF e Tozzi, Francesco Renga, Rovazzi, Shade e i ragazzi della scuola di Amici 19. “Sappiamo che il Capodanno nella storia è di Raiuno ma anche noi stiamo facendo un buon lavoro”, ha detto Federica ad una domanda sull’evento di fine anno della Rai. “Ma con noi c’è il pubblico più giovane”, ha aggiunto il direttore di Canale 5 Giancarlo Scheri. L’evento andrà in diretta su Canale 5 e sarà trasmesso in contemporanea dalle emittenti di RadioMediaset, che promuove la serata in partnership con Radionorba. Panicucci condurrà per Canale 5 anche il concerto di Natale.

Arriva dizionario della Terza RepubblicaIn “Piove governo ladro”‘fil rouge’ linguaggio politico italiano

04 dicembre 201914:38

– ETTORE MARIA COLOMBO, “PIOVE GOVERNO LADRO” (EDIZIONI ALL AROUND, 348 PP., 18 EURO).
Un Dizionario di Politica della Terza Repubblica, senza dimenticare le altre: è la definizione più giusta di “Piove governo ladro”, l’ultima fatica letteraria di Ettore Maria Colombo. Davanti ad una politica italiana che cambia volto e forma freneticamente, ma mantiene alcune costanti, alcuni miti e riti che si perpetuano, nel modo di viverla, di usarla e anche di comunicarla, è arrivata l’ora di mettere ordine tra le parole più importanti e significative che hanno segnato la storia della Repubblica, quella in corso, la cosiddetta ‘Terza’ Repubblica, senza dimenticare le altre, la mitica ‘Prima Repubblica’ ma anche la ‘Seconda’.
La politica italiana, sostiene l’autore, è passata da un linguaggio aulico e alto a modi di comunicare bassi e volgari, ma non ha mai perso il filo di un discorso comunicativo che è sempre stato, allo stesso tempo, ammiccante e forbito, colloquiale e gergale ma anche ricco di richiami e suggestioni storiche, alto e basso. La formula del ‘dizionario’ è la più semplice e, insieme, la più utile per padroneggiare una materia vasta e complicata come la politica italiana.
Il primo capitolo (“Tanto qui è tutto un magna magna”) è dedicato alle “Frasi fatte” e ai “Luoghi comuni” della politica, quelle più recenti e più in voga. Si va da “aiutiamoli a casa loro” (gli immigrati) ad “ammucchiata”, dal rischio di “finire come in Grecia” a “ce lo chiede l’Europa”. Poi ci sono gli slogan coniati dai politici. Matteo Renzi è diventato famoso per aver inventato “asfaltare” come per gli altrettanto celebri “gufi e rosiconi”, “professoroni” e “pop-corn” o l’hastag “enrico stai sereno”. Il governo, “gialloverde” o “giallorosso” è sempre “del cambiamento” ed è sempre guidato dall'”avvocato del Popolo” (Giuseppe Conte), per dire dei termini più nuovi. Ma non vanno dimenticati “bunga bunga”, “cene eleganti”, “discesa in campo” e “contratto con gli italiani”, “inciucio” e “teatrino della politica” che hanno caratterizzato l’era di Berlusconi o il “celodurismo” e “Prima il Nord” di Bossi. “Onestà! Onestà!”, “Apriremo il Parlamento come una scatola di tonno” e la strategia del “Vaffa” hanno segnato l’irrompere sulla scena di Beppe Grillo e dell’M5S così come “E’ finita la pacchia”, “sbruffoncella” e “zingaraccia” hanno caratterizzato il predominio di Matteo Salvini che è passato dal “prima gli italiani” a chiedere “pieni poteri”. Nel secondo capitolo, “Il Dizionario del Politichese”, vengono analizzati i termini, le definizioni e le parole più astruse e oscure della Politica che sono passate indenni, pur se a volte cambiando di significato e di riferimento, da un era politica all’altra. Craxi si definiva “ago della bilancia” e oggi lo dice di sé Di Maio. La “cabina di regia” si invocava ai tempi del Pentapartito e lo si fa ancora oggi. La “politica dei caminetti” si faceva ai tempi della Dc e non ha mai smesso di farla il Pd. I “cavalli di razza” erano Fanfani e Moro, ma lo si è detto anche di Salvini e Di Maio. Il “manuale Cencelli” si usa sempre, per fare i governi. Le “convergenze parallele” di Moro non sono mai passate di moda così come la “politica dei due forni” di Andreotti. Il “Palazzo” di Pasolini equivale alla “Casta” dei nostri giorni. Infine, nel terzo capitolo, “Chi lo ha detto?”, ci sono le parole, le frasi più famose e i tormentoni dei più importanti leader politici italiani dal dopoguerra ad oggi. Nenni era un formidabile battutista (“Piazze piene e urne vuote”, “la stanza dei bottoni”, il “vento del Nord”), Saragat resterà alla memoria per “il destino cinico e baro”, De Gasperi per il “discorso della stanga” e Moro per il suo “non ci faremo processare nelle piazze” mentre le battute fulminanti di Andreotti sono davvero tante. Rino Formica ha coniato perle (“nani e ballerine”, riferita al suo PSI, e “la politica è sangue e merda”), Craxi discorsi memorabili. Di Pietro ha inventato un modo di parlare, il “dipietrese”, e Bersani il “bersanese”, linguaggi provinciali ma sapienti, D’Alema folgorava l’uditorio con battute taglienti.
Berlusconi e Beppe Grillo, ma anche Umberto Bossi, hanno collezionato iperboli, insulti e invettive di ogni tipo. Poi sono arrivati Renzi, Di Maio e Salvini e hanno cambiato tutto.
Il linguaggio politico e il modo di comunicare della politica da ‘alto’, è diventato ‘basso’ così come da ‘astruso’ è diventato ‘smart’ e ‘social’. Senza giudicare, ma con un pizzico di ironia, il libro vuole aiutare a capire, e a ricordare, cos’era e cosa è diventata la politica italiana.

Scala: Tosca in tv, radio, cinema e ‘per la città’Elio introduce concerto Accademia a carcere minorile Beccaria

MILANO04 dicembre 201914:40

– Come di consueto il 7 dicembre l’inaugurazione della Scala non si svolgerà solo alla Scala, ma anche fuori dal teatro, grazie alla diretta organizzata da Rai Cultura che sarà visibile al cinema, in tv (non solo in Italia su Rai 1 ma anche in Francia, Germania, Austria, Repubblica Ceca, Ungheria, Portogallo e Grecia e poi in differita in Russia, Svizzera, Corea e Giappone) ma anche in molti luoghi ‘inusuali’ dove sono stati organizzati anche eventi collaterali.
Uno, in anticipo di due giorni, sarà domani il concerto dei cantanti dell’Accademia della Scala a Puntozeroteatro, il teatro del carcere minorile Beccaria, che avrà una introduzione di Elio.
Gli studenti dell’Accademia saranno però impegnati anche il 7 dicembre per fare una introduzione alla Tosca in alcuni dei luoghi di Milano dove sono organizzate visioni dell’opera: dalla palestra Heracles di via Padova alla comunità Oklahoma per ragazzi in difficoltà, alla Casa degli artisti.
La prima sarà visibile però anche al Terminal 1 dell’aeroporto di Malpensa, nell’ottagono della Galleria Vittorio Emanuele, al Teatro Dal Verme ma anche all’ospedale Niguarda, al liceo Virgilio, a Casa Emergency, al mercato comunale del Corvetto, alla casa d’accoglienza Jannacci solo per citare alcuni spazi aperti al pubblico. Sarà invece a inviti l’ingresso a San Vittore dove, come ormai di consueto, è stata organizzata una visione per i detenuti con rinfresco finale.

Tff: 62.000 presenze, in linea con precedente edizioneDati stabili per biglietti e abbonamenti venduti e incassi

TORINO04 dicembre 201914:53

– Sono state 61.999 le presenze alla 37ma edizione del Torino Film Festival con 2.090 accreditati (stampa e professionali/industry), 26.165 biglietti singoli, 674 abbonamenti venduti e 234.000 euro di incasso.
Nell’edizione 2018 le presenze sono state 62.500, 2.161 accreditati (stampa e professionali/industry), circa 26.700 biglietti singoli, 644 gli abbonamenti venduti, per un totale di 236.000 euro di incasso.
“Alla luce di questi elementi – sottolineano gli organizzatori – i dati del 37mo Torino Film Festival restano in linea con quelli della precedente edizione. Una conferma della rilevanza e del livello che il Torino Film Festival mantiene nel panorama dei festival cinematografici italiani”.

Strega Ragazze e Ragazzi, le cinquine finalisteA Più libri più liberi, raddoppiati studenti in giuria

04 dicembre 201915:37

– Sono state annunciate il 4 dicembre alla fiera nazionale della piccola e media editoria ‘Più libri più liberi’, le cinquine finaliste della quinta edizione del ‘Premio Strega Ragazze e Ragazzi’ nelle due categorie di concorso: +6, destinata a lettrici e lettori dai 6 ai 10 anni, e + 11, per le lettrici e i lettori dagli 11 ai 15 anni.
Il riconoscimento sarà conferito durante la Bologna Children’s Book Fair il 1 aprile 2020.
Il Comitato scientifico è presieduto da Giovanni Solimine, presidente della Fondazione Bellonci.
Ecco i cinque della Categoria + 6: Daniela Carucci, ‘Ruggiti’ (Sinnos), con illustrazioni di Giulia Torelli; Timothée De Fombelle, ‘Capitano Rosalie’ (Mondadori), con illustrazioni di Isabelle Arsenault, traduzione di Maria Bastanzetti; Susie Morgenstern, ‘Vuoi essere mia amica?’ ( Babalibri), con illustrazioni di Claude K. Dubois, traduzione di Maria Bastanzetti ; Marta Palazzesi, ‘Nebbia’ (Il Castoro), ambientato in una cupa Londra di fine Ottocento e Guido Quarzo, Anna Vivarelli, ‘La danza delle rane’ (, Editoriale Scienza), con illustrazioni di Silvia Mauri.
La cinquina della Categoria +11 è composta da: Annelise Heurtier, L’età dei sogni (Gallucci), traduzione di Ilaria Piperno; Lynda Mullaly Hunt, ‘Una per i Murphy’ (Uovonero), traduzione di Sante Bandirali; Raffaella Romagnolo, ‘Respira con me’ (Pelledoca Editore); Rebecca Stead, ‘L’amore sconosciuto’ (Terre di Mezzo), traduzione di Claudia Valentini e Florence Thinard, ‘Meno male che il tempo era bello’ (Camelozampa), illustrazioni di Veronica Truttero, traduzione di Sara Saorin.
Quest’anno è raddoppiato il numero degli studenti che compongono la giuria: sono oltre 2.000 le ragazze e i ragazzi fra i 6 e i 15 anni di età appartenenti a oltre 140 scuole, gruppi di lettura, biblioteche e istituti scolastici in Italia e all’estero (Bruxelles, Madrid, Monaco, Parigi, Vienna e Zurigo).

Coez torna a Roma l’11 luglioTra i protagonisti di Rock in Roma 2020

ROMA04 dicembre 201920:00

Dopo le 11 date di È sempre bello in tour, il progetto live che ha portato Coez sui palchi dei palazzetti più importanti d’Italia, il cantautore romano torna al Rock in Roma per una nuova data, l’11 luglio 2020.
Lo show di Coez è un viaggio attraverso la sua storia musicale che prosegue il successo dell’album È sempre bello, quinto disco solista uscito il 29 marzo per Carosello Records e certificato Disco di Platino, con il singolo omonimo che ha dominato le classifiche e collezionato 4 platini. Con più di 65 milioni di streams, E’ sempre bello è la canzone più ascoltata dell’anno su Spotify.

Daniel Craig ispettore Poirot in Cena con delittoSupercast per omaggio ad Agatha Christie di Rian Johnson

04 dicembre 201920:54

“Signore e signori devo chiedervi di restare tutti qui sul posto, finché le indagini non verranno concluse!” Così l’ispettore Benoit Blanc (Daniel Craig) ci introduce a ‘Cena con delitto – Knives Out’ omaggio ai gialli di Agatha Christie scritto e diretto da Rian Johnson (‘Star Wars – Gli ultimi Jedi’) e interpretato da un cast stratosferico. Oltre Craig troviamo: Chris Evans, Ana de Armas, Jamie Lee Curtis, Michael Shannon, Don Johnson, Toni Collette, Lakeith Stanfield, Katherine Langford, Jaeden Martell e Christopher Plummer. Già film di chiusura al Tff, ha esordito con successo al box office americano qualche giorno fa e arriva in sala da domani con 01, Cena con delitto ha come protagonista l’ispettore Blanc (Craig), un simil Poirot alla Agatha Christie, che deve scoprire chi ha ucciso il romanziere 85enne Harlan Thrombey (Plummer), trovato senza vita dopo la festa per il suo compleanno. Per Blanc, come è per il classico di Agatha Christie, chiunque può essere il colpevole.Infatti sia i familiari che la servitù avrebbero avuto un movente per sbarazzarsi dello scrittore. Le cose peggiorano poi alla lettura del testamento che fa emergere ancora di più i conflitti familiari e l’avidità dei parenti dello scrittore. Tutto precipita quando l’investigatore interroga Marta (Ana de Armas), la bella infermiera sudamericana di Thrombey che ha raccolto più di un segreto di questa famiglia allargata. Johnson ha dichiarato in più di un’intervista di essere stato così preso da questo film tanto da essere disposto a farne una serie incentrata proprio sull’investigatore Benoit Blanc. Su Twitter poi, dove è molto attivo come su tutti i social in generale, Johnson ha pubblicato i poster dei film che gli sono stati di ispirazione: Delitto sotto il sole, Invito a cena con delitto, Assassinio sul Nilo, Un rebus per l’assassino, Trappola mortale, Signori il delitto è servito, Gosford Park, Assassinio allo specchio, Assassinio sull’Orient Express, The Private Eyes e,infine, anche Detective Pikachu. “Leggo i libri di Agatha Christie da quando ero bambino e adoro questo genere – dice il regista -. Avevo così sempre sperato di imbattermi in una storia simile e circa una decina di anni fa questa storia è arrivata. Una whodunit (romanzi giallo deduttivi), ma con dentro il motore di un thriller alla Hitchcock.” E ancora Johnson: “Ho iniziato subito a scrivere la sceneggiatura, ma la cosa davvero folle è stata quando Daniel Craig ha accettato di interpretare il detective Benoit Blanc (con tanto di accento del Kentucky denso di melassa). È stato lui il primo a firmare e dopo è stato facile raggruppare il resto del cast, dal momento che tutti volevano lavorare con Daniel”.

Arte Italia e Pubblicità, nuove sinergie cercando emozioniConvegno Civita-Upa su linguaggi comuni tra aziende e cultura

04 dicembre 201916:04

– Cercare l’emozione nella pubblicità attraverso il paesaggio e l’arte italiani per creare valore nelle aziende e nel Paese stesso; promuovere la cultura del fare e la cultura del bello, cardini del made in Italy; ma anche rifuggire la comunicazione stereotipata per sperimentare con coraggio nuovi linguaggi, unendo le forze tra artisti, pubblicitari e imprenditori. Sono alcuni dei temi emersi questa mattina nell’ambito del convegno “Arte, Italia e Pubblicità.
Comunicare meglio, comunicare il bello”, organizzato a Roma dall’Associazione Civita, con il Comitato Marketing e Cultura, e Upa – Utenti Pubblicità Associati. L’incontro prende le mosse dalla recente iniziativa che ha visto collaborare Upa e Civita nella creazione, all’interno del canale YouTube Upa Advertising Graffiti, della playlist “Arte, cultura, Paesaggi d’Italia” che raccoglie, in un appassionante e approfondito viaggio dagli anni ’60 a oggi, una serie di spot e campagne pubblicitarie (per il momento circa 80 video, ma il numero è destinato a crescere) con al centro il patrimonio storico, artistico e paesaggistico italiano. Partendo dalla consapevolezza di quanto bellezza, paesaggio, storia e cultura espressi nei secoli dal nostro Paese possano rappresentare per le aziende attraverso la creatività pubblicitaria un valore aggiunto per la comunicazione e un veicolo di incremento della competitività del proprio brand, nel corso della mattinata la riflessione ha messo in luce non solo le opportunità ma anche alcune criticità di un rapporto – quello tra arte e pubblicità – che in Italia ha una lunga storia a partire dai primi decenni del ‘900.

David Chipperfield al timone di Domus per 10 numeriNuovo guest editor, architetto rappresenta esigenze comunità

04 dicembre 201916:08

– E’ l’architetto inglese David Chipperfield il nuovo guest editor di Domus. Sarà il terzo protagonista del progetto editoriale 10x10x10 che vede avvicendarsi al timone della storica rivista 10 architetti di fama internazionale per 10 numeri ciascuno nel decennio che porta al secolo di vita di Domus.
“In un’epoca di cambiamenti epocali serve visione” ha notato Maria Giovanna Mazzocchi, presidente di Editoriale Domus presentando il nuovo guest editor, che affiancherà il direttore editoriale Walter Mariotti e che ha elaborato un manifesto per indicare ad architetti, designer e urbanisti come reagire alle sfide della crisi climatica e delle disuguaglianze sociali ed economiche. “Dobbiamo proporre scenari – ha detto Chipperfield – in cui le esigenze della comunità siano meglio rappresentate, e la qualità della vita sia considerata un diritto”

Tv: Elisabetta Franchi protagonista puntata Pensa in grandeLa vita della stilista l’ 8 dicembre su Rete4

04 dicembre 201916:14

– La stilista Elisabetta Franchi sarà la protagonista di uno degli episodi del nuovo progetto editoriale televisivo di VideoNews – Mediaset, “Pensa in Grande”, che andrà in onda l’8 dicembre su Rete4 alle 14.30.
La serie è composta da sei puntate, partite domenica 1 dicembre e condotte dalla giornalista Rachele Restivo, ideatrice e curatrice dell’intero Format.
Sei racconti di grandi imprenditori ed eccellenze italiane, che svelano le loro storie e la chiave del loro successo in prima persona. Un ritratto di un’ Italia che funziona e di chi ha saputo pensare in grande ed apportare un contributo al nostro Paese, attraverso innovazione, investimenti e creatività, contribuendo all’affermazione del made in Italy, anche a livello internazionale.

Brunori Sas, a gennaio il nuovo album Cip!Da marzo il cantautore sarà in tour nei palazzetti

04 dicembre 201916:15

– A quasi tre anni dall’uscita di A casa tutto bene, l’album certificato platino, Brunori Sas torna con un nuovo album, in uscita il 10 gennaio: Cip! (Island Records). L’album è stato prodotto da Taketo Gohara e dallo stesso Dario Brunori e registrato tra la Calabria e Milano.
Cip!, anticipato a settembre dal singolo “Al di là dell’amore”, è composto da 11 tracce nelle quali l’artista ha voluto cantare “dell’Uomo e non degli uomini”. Il 13 dicembre Brunori Sas svelerà un’altra traccia del suo nuovo album, il secondo estratto sarà infatti “Per due che come noi”.
L’attesa è finita anche per il palcoscenico: dopo il tour prima nei club e poi nei teatri, Dario Brunori è pronto per Brunori Sas Tour 2020, in partenza da marzo 2020 nei palazzetti di tutta Italia.

Alice Merton torna con il singolo EasyPrimo inedito estratto da MINT+4, con 4 nuovi singoli

04 dicembre 201916:16

– Dopo il Jimmy Fallon, la partecipazione al Coachella e ripetuti tour in America, Europa e UK, i Dischi Doppio Platino e Oro (con No Roots e Lash Out) e i primi posti in classifica in Italia, la partecipazione come coach vincitore a The Voice Of Germany 2019, e quasi mezzo miliardo di streams, Alice Merton torna con il singolo Easy, primo inedito estratto da MINT+4, in radio dal 6 dicembre.
Alice, con i suoi ventisei anni e milioni di chilometri alle spalle fin da quando, bambina, veniva trascinata per il mondo dai traslochi familiari, con questa nuova hit racconta la difficoltà di chi vive in costante bilico tra la necessità di scrivere un masterpiece e la possibile catastrofe, tra una vita normale e l’incredibile clamore intorno alla sua figura.
Musicista sanguigna e “workaholic”, con il suo amore viscerale per la musica, Alice presenta oggi Easy, accompagnato da questa versione DELUXE del suo primo disco, quello che la ha consacrata al successo dopo il primo EP “No Roots”. MINT+4 contiene quattro inediti: PCH, Back to Berlin, Keeps me Awake e Easy.

The Irishman e Marriage Story premiati a NYAnticipi Oscar; prossima settimana nominations Golden Globes

NEW YORK04 dicembre 201916:19

– Buoni segnali per Netflix a una settimana dalle nomination dei Golden Globes in agenda lunedì’ prossimo: “The Irishman” e “Marriage Story” (in Italia uscito con Storia di un matrimonio) hanno fatto man bassa di premi ai due primi appuntamenti della stagione che precede gli Oscar 2020.
“The Irishman”, diretto da Martin Scorsese e dal 27 novembre sulla piattaforma in streaming dopo tre settimane nelle sale, e’ stato scelto come miglior film dal National Board Review, una associazione di New York di esperti e appassionati di cinema all’indomani dell’assegnazione dello stesso tipo di premio a “Marriage Story” di Noah Baumbach nella serata dei Gotham Awards.
Come consueto il Board ha poi equamente distribuito il resto dei premi, con Quentin Tarantino scelto come miglior regista grazie a “C’era una volta … a Hollywood” mentre Renee Zellweger e’ stata premiata come miglior attrice per il ritratto di Judy Garland in “Judy” e Adam Sandler ha vinto per la parte da protagonista nel nuovo thriller di Josh e Bennie Sadie “Uncut Gems”.
I premi del Board raramente ci azzeccano come precursori degli Oscar con l’eccezione dell’anno scorso quando il miglior film 2018, “Green Book”, ha vinto anche agli Academy Awards.
Diverso il discorso dei Gothams che negli ultimi anni, tranne l’anno scorso quando hanno puntato sui “The Rider” di Chloé Zhao, hanno messo a segno “Birdman”, “Spotlight” e “Moonlight”.
I premi celebrano usualmente in modo indipendente film spesso prodotti fuori dalla macchina degli studi: stavolta una buona metà sono andati a pellicole della scuderia Netflix, elogiata da Baumbach per aver riaperto lo storico Paris, l’ultimo monosala rimasto a Manhattan.

Pagnotta, nel jazz dopo gli americani, noi i più braviDirettore festival, a Umbria Jazz Winter (Orvieto) Scofield, Rea

04 dicembre 201920:54

“Indubbiamente nel jazz di oggi dopo gli americani ci siamo noi, la scena italiana è molto cresciuta negli ultimi 20 anni, basta vedere le richieste che hanno i jazzisti italiani all’estero. Una volta andavano Enrico Rava e Giovanni Tommaso, oggi girano in tutto il mondo anche tanti giovani”. Lo dice Carlo Pagnotta, direttore artistico di Umbria Jazz, che ha presentato il programma di Umbria Jazz Winter, ramo ‘invernale, a Orvieto (27/a edizione dal 28 dicembre al 1 gennaio), della grande kermesse dedicata al jazz, che oltre al festival principale estivo (Perugia, 10 – 19 luglio), ha anche un capitolo ‘Spring’ a Terni. A Orvieto, in cinque giorni ci saranno 90 eventi con più di 150 musicisti. Fra i più attesi il grande chitarrista e compositore John Scofield, che sarà parte anche di The Magic And The Mystery Of The Beatles insieme a Jay Anderson e Lewis Nash; Danilo Rea, Massimo Moriconi e Alfredo Golino con “Le Canzoni Di Mina”; Paolo Fresu con quattro progetti ;Sullivan Fortner, anche in Trio con Jay Anderson Lewis Nash e come Special Guest la tap dancer Michela Marino Lerman; Francesco Diodati con 3 progetti; “Love In Translation” con Rosario Giuliani, Joe Locke, Dario Deidda, Roberto Gatto; Antonello Salis e Simone Zanchini; Dino Rubino; Giovanni Guidi; l’Isaiah Thompson Trio; la “Gospel Explosion” con l’Every Praise & Virginia Union Gospel Choir Feat. J. David Bratton, protagonisti della Messa di Capodanno al Duomo. “A Orvieto in inverno c’è il vantaggio che puoi mettere insieme artisti impegni invece in estate nei tour con i propri gruppi – dice Pagnotta -. Pensare che quando abbiamo lanciato Umbria Jazz Winter ci dicevano che eravamo matti a fare un festival come questo in inverno. Invece il pubblico ci ha ripagato e anche quest’anno le prevendite stanno andando benissimo. le location sono bomboniere e vogliamo mantenere la formula di festival puramente jazz”. E presto “annunceremo anche progetti all’estero”. Orvieto “è fortemente connessa a Umbria Jazz – spiega la sindaca Roberta Tardani – Ogni anno il festival ci regala emozioni nuove. Nel futuro vogliamo consolidare questo rapporto con un protocollo che dia anche certezze di natura economica e organizzativa”. Intanto vanno avanti i preparativi per Umbria Jazz a Perugia: “Sta venendo bene. Per il concerto d’apertura di Lenny Kravitz il 10 luglio siamo già a 5000 biglietti venduti in prevendita – aggiunge Pagnotta -. Avremo fra gli altri, anche eventi in esclusiva italiana come Wynton Marsalis che dirige la Jazz at Lincoln Center Orchestra e la Moodswing Reunion, con Joshua Redman, Brad Mehldau. Christian McBride e Brian Blade. Ci sarà una serata brasiliana e penso andremo a chiudere con una grande serata Cuba Cuba Cuba”.

Matera 2019: ogni giorno un evento fino alla conclusioneIl programma degli appuntamenti, si comincia il 7 dicembre

MATERA04 dicembre 201916:29

– Chiudere per rilanciare un percorso straordinario. Quello che ha raccontato la “Cultura” nella sua forma aperta, inclusiva, contaminante e partecipata, con lo sguardo rivolto al futuro. Così come promesso nel dossier di candidatura. L’anno di Matera Capitale Europea della Cultura si chiude con l’Open Culture Festival, due settimane che, a partire dal 7 e fino al 19 dicembre, “occuperanno” la Città dei Sassi, con una serie di iniziative dedicate alla cultura digitale, all’innovazione tecnologica, con spettacoli teatrali, performance musicali e mostre interattive. Si inizia il 7 dicembre alla Serra del Sole con la conferenza internazionale “Open Future – The Conference”.

Giammaria, vi porto nel cuore di AmazonPetrolio su Rai2 in prima serata dal 3 dicembre

04 dicembre 201920:23

“Chi di noi non ha mai fatto un acquisto su internet, e in particolare utilizzando la piattaforma Amazon, il servizio di commercio elettronico che nel corso degli ultimi anni ha rivoluzionato le nostre abitudini?”. Si intitolerà “Il mondo (segreto) di Amazon” il primo appuntamento dei tre in prime time di “Petrolio”: il programma di Duilio Giammaria in onda su Rai2 alle 21.20 a partire dal 6 dicembre. Proprio a gigante, ‘il negozio più grande del mondo, inventato’ da Jeff Bezos esattamente 25 anni fa, il giornalista, conduttore e autore, dedicherà la prima puntata della nuova edizione del suo programma di informazione che si è trasferito da Rai1 a Rai2, sbarcando in prima serata a dicembre le prime 3 puntate.    “Sono stato a Seattle – racconta in una conversazione – dove è nato questo gigante del settore, che ha creato un mondo nuovo: con un click ottieni quello che desideri in un tempo sempre più rapido. Se non ti va bene il prodotto lo rimandi indietro. In ogni angolo del pianeta. Quindi sono andato di persona a vedere come funziona e come, insieme con altre grandi industrie ha cambiato la vita di una città, compreso il traffico, miglia di pacchi vengono portati nelle abitazioni (in tutto il mondo esistono 175 centri di smistamento dei pacchi) attraverso questi furgoni, che intasano la circolazione, ma il giro di affari è talmente alto che per loro pagare valanghe di contravvenzioni per divieti di sosta non intacca le loro entrate”.    Un reportage, fa notare Giammaria “in cui per la prima volta le telecamere della televisione italiana sono entrate nel quartier generale e nell’immenso magazzino logistico di Seattle, in cui uomini e robot lavorano fianco a fianco. Ma cosa c’è dietro le centinaia di centri di distribuzione, 650mila dipendenti, milioni di prodotti online, miliardi di pacchi spediti ogni anno? E noi davvero compriamo solo quello che ci interessa? O siamo indirizzati attraverso le ricerche che facciamo sul portale, o siamo in qualche modo seguiti nelle nostre abitudini proprio con i dati che liberamente forniamo, a partire dai nostri indirizzi e-mail, di casa, le carte di credito e alla fine finiamo per comprare qualcosa che in quel momento non ci serviva di cui non avevamo nessun bisogno? Una sorta di indirizzamento, passo per passo”.  Proprio come il fiume che ispira il suo nome, si è diramato in una serie business che vanno ben oltre l’e-commerce: dalla fiction all’intelligenza artificiale, server che custodiscono miliardi di dati sensibili, perfino una navicella spaziale per tornare sulla Luna. Petrolio affronta tutti i nodi “nascosti” dietro la vetrina virtuale di Amazon: dalla robotica agli algoritmi, dall’uso dei dati, alle condizioni di lavoro, dall’impatto ambientale alle trasformazioni in atto nelle nostre città fino alla grande questione delle tasse”. Ma non è tutto Amazon punta alla nostra salute. Insomma La determinazione del gigante globale a fare del digitale nell’assistenza sanitaria una parte centrale del suo futuro modello di business prima o poi avverrà”.Tra gli ospiti: Tommaso Valletti, economista e docente all’Imperial College di Londra, Francesca Bria, consulente per le Nazioni Unite sull’innovazione digitale, Stefano Feltri, giornalista economico, Domenico De Masi, sociologo del lavoro, Sandro Ferri, fondatore di E/O e Jasmine Crististallo, attivista del movimento delle Sardine. Le altre puntate affronteranno “le ultime scoperte sul DNA con le terapie genetiche, che regalano la speranza di curare malattie fino ad ora incurabili, ma pongono anche diverse domande etiche di non poco conto”; dal ritorno del LUPO nelle nostre foreste, fino al grande racconto della nuova era dell’Antropocene, in cui il mondo è ridisegnato totalmente dalla mano dell’uomo. Giammaria conclude: “la factory di Petrolio introduce quest’anno 2 nuovi segmenti: Black Mirror e Gli Haters. Il primo è l’intervista speciale che ho portando per la prima volta in uno studio tv italiano un’innovativa tecnologia digitale, un black mirror che consente la proiezione in trasparenza di foto, infografiche e altri tipi di elementi narrativi nel faccia a faccia con il protagonista della settimana. Come in un confronto all’Americana. Gli haters sono invece una coppia di maturi telespettatori impersonati da due pupazzi che commentano con cinismo e rimbrottando il conduttore per gli argomenti raccontati nelle puntate”

Libri: +6% fatturato piccoli editori nel 2019Dati Nielsen per AIE, doppiano crescita del mercato generale

04 dicembre 201916:41

– I piccoli e medi editori, cioè i marchi editoriali indipendenti con un fatturato netto fino a 13 milioni di euro, nei primi 11 mesi del 2019 registrano un +6% a fatturato, arrivando a pesare per il 45,9% del mercato (era il 45% lo scorso anno). E doppiano la crescita del mercato in generale: più di una copia su quattro di quelle vendute nel 2019 (il dato si ferma alla prima settimana di novembre) è di un piccolo o medio editore.
Ma il 72,8% di quel mercato è fatto dai primi 100 marchi, su oltre 5 mila, dei piccoli editori.
E’ la fotografia dell’indagine Nielsen per l’Associazione Italiana Editori (AIE). La ricerca – riferita alle vendite di libri di varia (esclusi quindi scolastici e universitari) nei canali trade (librerie indipendenti e di catena, grande distribuzione organizzata, piattaforme online compresa la stima di Amazon) è stata presentata a Più libri più liberi, nel giorno d’apertura della fiera nazionale della piccola e media editoria, che si conclude l’8 dicembre alla Nuvola dell’Eur a Roma.
In particolare i dati evidenziano come il mercato generale del libro nei primi 11 mesi del 2019 sia cresciuto del 3,7%: raggiungendo così quota 1,131 miliardi di euro. Crescono – ed erano molti anni che ciò non accadeva – anche il numero di copie vendute toccando, a un mese dal Natale, il più 2,3%, pari a 77,4 milioni di copie di libri di carta nuovi venduti.
I generi più amati del 2019 sono, a sorpresa, la non fiction specialistica (manualistica) con quasi 2 copie su dieci tra quelle vendute (pesa per il 19,6%) , la fiction straniera (18,4%) e la non fiction generale (saggistica) per il 17,3%. Al quarto posto bambini e ragazzi (16,3%).
La ricerca mostra la crescita del fatturato dei piccoli e medi editori: nei primi 11 mesi del 2019 è di 482,7 milioni di euro.
Una crescita in parte dovuta a un prezzo di copertina del venduto che è del 22% più alto rispetto a quello degli altri editori. E in crescita anche le copie: +4,4%.
Non tutti i piccoli però contribuiscono alla crescita nello stesso modo: In questi anni, quella che definiamo piccola editoria è cresciuta, ma ha anche avuto una profonda trasformazione al suo interno.

Suburra 3, Netflix al via ripreseAtto finale disponibile nel 2020, tornano protagonisti storici

04 dicembre 201919:20

Dopo il successo delle prime due stagioni, Netflix annuncia l’inizio delle riprese della terza e ultima stagione di Suburra – la serie, il crime thriller italiano originale del colosso streaming prodotto da Cattleya – parte di ITV Studios – e Bartlebyfilm. La terza stagione della serie sarà disponibile in tutti i Paesi in cui il servizio è attivo nel 2020.    La profana trinità – Chiesa, Stato, Crimine – torna su Netflix per l’epico atto conclusivo di Suburra – la serie, concepita sin dal principio per raccontare i tre diversi mondi nell’arco di tre stagioni. Tornano i protagonisti delle prime due: Aureliano (Alessandro Borghi), Spadino (Giacomo Ferrara), Amedeo Cinaglia (Filippo Nigro), Samurai (Francesco Acquaroli), Adamo Dionisi (Manfredi Anacleti), Sara Monaschi (Claudia Gerini), Adelaide Anacleti (Paola Sotgiu), Angelica (Carlotta Antonelli), Nadia (Federica Sabatini), Alice Cinaglia (Rosa Diletta Rossi), Cardinale Fiorenzo Nascari (Alberto Cracco) e Adriano (Jacopo Venturiero). Dopo il tragico suicidio di Lele, incapace di convivere con il senso di colpa generato dai crimini commessi, e l’inaspettato risveglio dal coma di Manfredi, capo del clan Anacleti, gli equilibri di potere tra tutti i personaggi sono di nuovo messi in discussione. La regia è di Arnaldo Catinari, lo story editing di Giancarlo De Cataldo e Carlo Bonini, la sceneggiatura di Ezio Abbate, Fabrizio Bettelli, Andrea Nobile, Camilla Buizza e Marco Sani.

Archeologico Napoli,nuovo record con 650 mila ingressiSuperati ingressi 2018, domani al via ‘Muse al Museo-Thalassa’

NAPOLI04 dicembre 201917:15

– Nuovo record per il Museo Archeologico Nazionale di Napoli che ha raggiunto i 650mila visitatori nel 2019, superando con un mese di anticipo gli ingressi dello scorso anno (613mila). Da domani al via il cartellone di eventi che anticiperanno la mostra Thalassa sulle meraviglie sommerse del Mediterraneo. L’edizione speciale di ‘Muse al Museo’ si aprira’ domani nella Sala del Toro Farnese, ore 17, con il concerto “Il mare di mezzo”: un viaggio tra musica e parole, per rappresentare il Mediterraneo delle dissonanze e delle migrazioni; protagonisti di questo percorso melodico saranno Luca Lanzi (voce e chitarra acustica del gruppo “Casa del vento”), Francesco Moneti e Stefano Cisco Bellotti (entrambi storici componenti dei Modena City Ramblers). Sino a domenica 8 dicembre, e ancora il 20 dicembre, per un pubblico di adulti e ragazzi, le sale del MANN si riempiranno di musica, spettacoli e laboratori “dipinti di blu”, perché dedicati al tema del mare: tra le proposte culturali “Da questa parte del mare” (sabato 7 ore 17,30), che Giuseppe Cederna dedica al libro postumo di Gianmaria Testa. Il MANN, diretto da Paolo Giulierini, propone dal 12 dicembre fino a marzo la mostra Thalassa, con 400 straordinari reperti che raccontano il Mare nostrum tra cultura, economia, folclore e paesaggio.
Dal 9 dicembre, nella mostra “Fotografare il MANN tutto l’anno”, a cura dell’Associazione Flegrea Photo, protagonisti sono gli abbonati del museo, giunti a quota ottomila.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Berlino: a Helen Mirren l’orso d’oro alla carriera
Il premio il 27 febbraio

BERLINO04 dicembre 201920:01

La 70esima mostra internazionale del Cinema di Berlino renderà omaggio all’attrice inglese premio Oscar Helen Mirren con l’orso d’oro alla carriera. “Helen Mirren è una personalità forte i cui potenti ritratti hanno sempre la capacità di colpire. Ci ha continuato a sorprendere con le sue interpretazioni di personaggi complessi, sia nel suo Chris in Calendar Girls o in quello della regina Elisabetta II in The Queen” ha detto Mariette Rissenbeek, Executive director della Berlinale. Mirren è un’attrice rinomata nel mondo e oltre ad essere stata la più giovane attrice entrata nella nota Royal Shakespeare Company, ha ricevuto innumerevoli premi, diversi Golden Globe e un Oscar per The Queen, di Stephen Frears nel 2006. Lo scorso anno l’orso d’oro alla carriera era stato ricevuto da Juliette Binoche. La cerimonia di conferimento del premio si svolgerà il prossimo 27 febbraio a Berlinale Palast, anche alla presenza del nuovo direttore della Berlinale, Carlo Chatrian, già alla guida del festival del cinema di Locarno.

Moviement, la sala d’estate piaceA Sorrento ricerca destagionalizzazione, a gennaio titoli 2020

NAPOLI04 dicembre 201920:01

Il cinema d’estate piace e grazie al progetto Moviement la sala cinematografica è tornata ad essere considerata dai consumatori come una importante opzione di intrattenimento anche durante la bella stagione. Della ‘migliore estate degli ultimi otto anni’ (in attesa dei titoli 2020 che saranno comunicati a gennaio) si è parlato alle Giornate Professionali del Cinema di Sorrento in un seminario dell’ANEC che ha presentato i dati della nuova ricerca sulla destagionalizzazione forniti da GFK.
Il confronto è con i dati dell’indagine 2017, quella che diede il via per la prima volta in Italia al progetto triennale che ha unito tutta la filiera con il supporto del Mibact in una scommessa che sembrava impossibile. Al seminario alla presenza di Mario Turetta (direttore generale cinema Mibact) hanno partecipato Luigi Lonigro (Presidente Anica-distributori) Francesca Cima (Presidente Anica Produttori),Mario Lorini (Anec) Piera Detassis (David Donatello) Andrea Cuneo per Moviement.

Calatrava a Capodimonte in 400 opereDal 6 dicembre al 10 maggio 2020 ‘nella luce di Napoli’

NAPOLI04 dicembre 201919:31

– Quattrocento opere – sculture, disegni, maquette: arriva a Napoli, nel Museo e Real Bosco di Capodimonte, la mostra di Santiago Calatrava, architetto, ingegnere, pittore, scultore, disegnatore, artista a tutto tondo. Spirito inquieto alla continua ricerca di un equilibrio tra volume e luce, i due elementi essenziali del suo concetto di architettura.
La mostra divisa tra il secondo piano del Museo e l’edificio del Cellaio nel Real Bosco, sottolinea già nel titolo questo elemento: Santiago Calatrava. Nella luce di Napoli (dal 6 dicembre 2019 al 10 maggio 2020), ma anche l’amore dell’artista per la città. Curata dal direttore di Capodimonte Sylvain Bellenger e Robertina Calatrava, moglie dell’artista, e sostenuta dalla Regione Campania, organizzata dalla Scabec, società regionale dei beni culturali, è realizzata in collaborazione con lo Studio Calatrava. Esposte le maquette delle architetture più importanti da lui realizzate.

Mostre: a Firenze Antologia di arte moderna e contemporaneaDal 6/12 alla Galleria Tornabuoni, con opere da anni ’20 a oggi

FIRENZE04 dicembre 201919:58

– Una selezione internazionale di dipinti e sculture per un viaggio nell’arte figurativa e nelle suggestioni artistiche dagli anni ’20 del ‘900 fino ai giorni nostri, con il secondo dopoguerra a fare da spartiacque. E’ il percorso espositivo ‘Antologia di arte moderna e contemporanea 2020’ proposto dalla galleria Tornabuoni Arte e dal suo fondatore Roberto Casamonti, che aprirà al pubblico dal 6 dicembre fino a novembre 2020, nella sede di lungarno Cellini a Firenze. Tra le opere degli anni ’20, uno dei paesaggi dalle geometrie essenziali e dai toni drammatici di Lorenzo Viani, ‘Paesaggio di Versilia’, veduta dall’alto di Seravezza’ (1920-1921); poi uno splendido ‘Nudo femminile’ (1923) di Giorgio De Chirico. Gli anni ’30 sono raccontati da opere di Mario Sironi, Mario Tozzi, Gino Severini, dello stesso De Chirico, Alberto Savinio e Giorgio Morandi. La seconda parte dell’Antologia 2020 propone una generosa selezione di opere di Lucio Fontana, della scuola di ‘Piazza del Popolo’ e un omaggio a Tony Cragg.

Liberi Tutti, prima serie originale Raiplay da autori Borisda 14/12 con Tirabassi, Caprioli, Bilello, Caterina Guzzanti

4 dicembre 201920:00

Liberi tutti è la prima serie originale di RaiPlay scritta e diretta da Giacomo Ciarrapico e Luca Vendruscolo con protagonisti Giorgio Tirabassi, Anita Caprioli, Thomas Trabacchi, Valeria Bilello, Caterina Guzzanti sarà disponibile integralmente, in esclusiva, su RaiPlay a partire da sabato 14 dicembre. Una coproduzione Rai Fiction – Italian International Film, prodotta da Fulvio e Paola Lucisano.
Composta da dodici episodi della durata di mezz’ora, ruota attorno a Michele Venturi (Tirabassi), arido avvocato che pensa solo a se stesso e che si ritrova costretto agli arresti domiciliari in una cohousing con una ben diversa filosofia di vita. “Liberi tutti è lo slogan che accomuna tutti i nostri protagonisti: se lo dicono i cohouser alla fine delle interminabili assemblee, Michele (Giorgio Tirabassi) potrebbe farne il sottotitolo della sua esistenza e gli intercettatori se lo ripetono a fine turno per comunicarsi il sollievo di staccare. Ma liberi da cosa? Definire la convivenza vuol dire definire il tipo di libertà che si cerca.”

Moda: Pierpaolo Piccioli, la mia Roma su A MagazineDirettore creativo di Valentino ha curato il n.20 della rivista

4 dicembre 201920:16

– Il colle Palatino, Trastevere, Piazza di Spagna, Pierpaolo Piccioli, direttore artistico di Valentino, ha voluto ripercorrere e immortalare tutti i luoghi di Roma a lui cari nell’edizione speciale n. 20 di A Magazine curata dallo stesso designer. Lo stilista divenuto nominato direttore artistico unico della Valentino a luglio 2016, dopo aver lavorato per la prima volta con Valentino Garavani nel 1999, ha apportato alla maison l’uso di colori vivaci e di grandi volumi, in uno stile mai dimentico dei temi della diversità e dell’ inclusività.
Nel numero speciale di A Magazine viene esplorata Roma e le sue molte anime. La rivista parte dagli still life di Joel Meyerowitz dei cahiers des défilés segreti dello stilista, i suoi libretti che ad ogni sfilata di moda raccolgono tutto, dalle ispirazioni iniziali al finale in passerella. Segue un portfolio visivo di Charles H. Traub, noto per la sua iconica serie “Lunchtime” per le strade di New York e della Dolce Vita in Italia negli anni ’80, che si svolge in capitoli, documentando molti dei luoghi preferiti di Pierpaolo a Roma tra cui Piazza di Spagna, dov’è la sede storica della Valentino.
Nella serie appaiono le modelle Leslye Houenou, Hannelore Knuts e Aurora Talarico, la principessa Nicoletta Odescalchi, l’attrice Alba Rohrwacher, la moglie di Pierpaolo Simona e la figlia Benedetta. Chiudono il magazine una serie di ritratti in 48 pagine scattati dallo stesso Piccioli: è un omaggio a Franca Sozzani e all’iconico servizio fotografico di Steven Meisel su Vogue Italia dell’ottobre 1992, in cui il grande Meisel catturò una serie di celebrities che indossavano un cappello tenendo in mano un cartello con il loro nome. Diversamenti da quelle le foto di Piccioli sono a colori e il cappello non è nero ma è l’iconico cappello rosa di Philip Treacy per Valentino. In posa Naomi Campbell, Mariacarla Boscono, lo stilista Joe McKenna, l’attrice Frances McDormand, che appare in copertina in un mantello di paillettes verde. L’effetto panno nero della copertina e la striscia rossa fanno accenno al cahiers des défilés di Pierpaolo, impresso con un timbro “P.P” con riferimento a Pier Paolo Pasolini.

Teatro Nazionale di Genova, Giglio nuovo presidenteE’ Ad Giglio Group leader in settore del broadcast radio-tv

GENOVA04 dicembre 201920:24

Alessandro Giglio è il nuovo presidente del Teatro Nazionale di Genova. Succede a Gian Enzo Duci che era stato nominato nel marzo di tre anni fa.
La decisione è stata presa all’unanimità dall’Assemblea composta da rappresentanti di Comune, Regione, Camera di Commercio.
Genovese, classe 1965, Alessandro Giglio opera da sempre nel mondo dello spettacolo e del settore radiotelevisivo.
Maggiore azionista, ricopre la carica di amministratore delegato di Giglio Group spa, leader nel settore del broadcast radio televisivo, che ha sviluppato soluzioni digitali all’avanguardia e rappresenta, nel fashion online, un market place digitale a livello globale, approvvigionando i quaranta principali digital retailer del mondo. Giglio Group produce, inoltre, contenuti multimediali ed è anche l’unico network italiano autorizzato a trasmettere in Cina dove è editore, di tre canali televisivi, trasmessi su tutte le piattaforme digitali del Paese.
Il Teatro attraversa un momento di crisi economica non semplice. La promozione a “teatro nazionale” avvenuta di pari passo con la complessa operazione di fusione fra lo Stabile e l’Archivolto portata a termine da Angelo Pastore non ha portato in termini economici a quei vantaggi che sarebbe stato lecito attendersi. In pratica il finanziamento dello Stato non è superiore a quello che i due teatri percepivano prima di unirsi.
Va ricordato che la fusione è stata effettuata garantendo la piena occupazione di tutti i dipendenti per cui ora il Teatro si trova un organico importante e la gestione di quattro sale.

Scala: a Tosca under30 fra selfie e macchine professionaliSul tradizionale albero di Natale balocchi targati Scala

ILANO04 dicembre 201920:32

Praticamente nessun bambino, pochi adolescenti, per lo più studenti di musica e veri appassionati e uno stuolo di ventenni formano il pubblico dell’anteprima giovani della Tosca che il 7 dicembre inaugurerà la stagione lirica della Scala.
Molti sono venuti per la prima volta, pronti a immortalare il momento con il telefonino, ma c’è anche chi è arrivato con la macchina fotografica da vero professionista, come Riccardo, 25 anni, che è stato portato da amici già venuti negli anni scorsi.
“Mi hanno detto loro di portarla” ha spiegato ridendo, dopo essersi fatto immortalare con la fidanzata davanti all’albero di Natale. Anche quest’anno il sovrintendente Alexander Pereira (non presente oggi, e ormai in partenza per guidare il maggio fiorentino) ha voluto mantenere la tradizione. Con una novità, quest’anno accanto ai balocchi con la scritta Dolce e Gabbana ce ne sono altri con lo stemma del teatro alla Scala.

Tff: vincono l’Islanda Palmason miglior film, Battiston e FresiMartini, è stata edizione vitale. Entro dicembre nuovo direttore

ORINO01 dicembre 201912:34

A white white day del regista islandese Hlynur Pálmason vince il premio Miglior film alla trentasettesima edizione del Torino Film Festival. Doppia scelta per la Migliore attrice che va a Viktoria Miroshnichenko e Vasilisa Perelygina per Dylda/Beanpole di Kantemir Balagov (Russia), così come per il Miglior attore, assegnato a Giuseppe Battiston e Stefano Fresi per Il grande passo di Antonio Padovan. I premi – decisi dalla Giuria, presieduta da Cristina Comencini e composta da Fabienne Babe, Bruce McDonald, Eran Riklis, Teona Strugar Mitevska – sono stati annunciati al Cinema Reposi, madrina della serata Carolina Crescentini.
Migliore sceneggiatura a Wet Season di Anthony Chen, mentre Ms. White Light di Paul Shoulberg (Usa) si è aggiudicato il Premio del pubblico. “E’ stata un’edizione vitale, bella. Sono molto soddisfatta di come è andata anche la retrospettiva Horror Classic che era un po’ una scommessa. Sono contenta della presenza di Barbara Steele e di Verdone che ha fatto il pieno di selfie con il pubblico e nelle sale. E sono contenta di avere proposto la personale completa di Teona Strugar Mitevska, che ha vinto tre giorni fa il Premio Lux del Parlamento europeo”, commenta Emanuela Martini, direttrice per il sesto anno consecutivo, probabilmente l’ultimo. A metà dicembre – ha promesso il neo presidente del Museo Nazionale del Cinema, Enzo Ghigo – si conoscerà il nome di chi firmerà la prossima edizione (annunciate le date, 20-28 novembre 2020).
A white white day, secondo lungometraggio di Palmason, ha già vinto al Nordic Film Days a Lubecca ed è stato premiato alla Settimana della Critica a Cannes. Era uno dei film favoriti al Tff, dove ha vinto anche il Premio Avanti!, che consiste nella distribuzione dell’opera nelle rete dei cineforum e cineclub italiani. E’ ambientato in un nebbioso paesino dell’Islanda, dove Ingimundur (Ingvar Sigurdsson), poliziotto, ha perso la moglie da poco, ristruttura una casa di famiglia in mezzo al nulla e si prende cura della nipotina Salka. Tutto ruota intorno a questi elementi. E’ un film spietato ma anche leggero, in cui si alternano momenti cupi, pieni d’inquietudine e di sofferenza, e situazioni di surreale comicità.
Il Premio Fondazione Sandretto Re Rebaudengo è stato assegnato a Le reve de noura di Hinde Boujemaa. Miglior cortometraggio Spera Teresa di Damiano Giacomelli con Premio Speciale della giuria a La Buca di Dario Fedele. Il Premio Fipresci (Premio della Federazione Internazionale della Stampa Cinematografica) per il Miglior film è andato a Le Reve de Noura di Hinde Boujemaa (Tunisia, Francia, Qatar). La Giuria composta da Altan, Paolo Mereghetti e Cosimo Torlo ha assegnato il Premio Cipputi 2019 – Miglior film sul mondo del lavoro a Hong Village di Lungyin Lim (Taiwan/Repubblica Ceca).
Miglior film per il Premio Cinema d’Acqua, prima edizione del concorso per cortometraggi italiani organizzato con Qc Terme, è Apollo 18 di Marco Renda, mentre il Premio Torino Factory è stato assegnato ex-aequo, a Manuale di storie del cinema di Stefano D’Antuono e Bruno Ugioli e a Selene di Sara Bianchi.
Premiati anche Sono innamorato di Pippa Bacca di Simone Manetti e Nour di Maurizio Zaccaro, film ispirato al libro Lacrime di sale del medico di Lampedusa Pietro Bartolo. Allo spagnolo El Hoyo di Galder Gaztelu-Urrutia il premio Scuola Holden.

Amedeo Nazzari “dimenticato”. Figlia, “un grande dolore”Evelina racconta divo popolare e papà tenero a 40 anni da morte

01 dicembre 201920:42

Incarnazione dell’eroe popolare con film come Luciano Serra pilota (1938) o la cena delle beffe (1942), stella amatissima dal pubblico per oltre 80 film, da Ginevra degli Almieri (1935) a Melodrammore (1978). Ci lasciava 40 anni fa, Amedeo Carlo Leone Buffa in arte Amedeo Nazzari, scomparso a 71 anni il 5 novembre 1979. Un anniversario che i grandi festival italiani non hanno pensato di ricordare: “Non posso dire che mi abbia sorpreso – dice la figlia dell’attore, Evelina Nazzari, che ha seguito il padre e la madre, l’attrice Irene Genna, sul percorso della recitazione -. Purtroppo non si fa molto per stimolare il ricordo, è un vizio italiano. Ma il timore che papà venga dimenticato è bruciante”.
Nazzari ha regalato intense prove d’attore, da Il bandito di Lattuada (1946) a Processo alla città di Zampa (1952), e ha attraversato tutti i generi (dai melò di Matarazzo a commedie come il Gaucho di Risi o a polar come Il clan dei siciliani). Un uomo e un artista tanto dotato di charme quanto di autoironia, come aveva magistralmente dimostrato nel ritratto della stella Alberto Lazzari in Le notti di Cabiria di Fellini (1957). Proprio per rendergli omaggio viene rieditato il libro di Evelina Nazzari, Amedeo Buffa in arte Nazzari (Ed. Sabinae) uscito dieci anni fa. Un diario fotografico dell’archivio di famiglia, tra quotidiano, percorso professionale, momenti più intimi. “Temevo di non saper scrivere poi in realtà grazie a questo libro la scrittura è diventata una grande passione – spiega Evelina Nazzari, che firma il volume con il nome all’anagrafe, Maria Evelina Buffa -. Qui sono partita dalle foto e ho raccontato quello che mi veniva in mente”. Un viaggio “anche un po’ doloroso, perché papà è andato via quando avevo 21 anni, il nostro rapporto allora stava sbocciando”. Un padre, per lei, figlia unica, “grande, visto che mi ha avuto a 50 anni.
Era molto tenero, me le dava tutte vinte, o quasi. Si arrabbiava molto raramente. Le regole per fortuna sono arrivate da mia madre”. Nazzari non si soffermava sui trionfi passati, ma “ad esempio, quando mi portava a scuola, mi raccontava dei suoi esordi in palcoscenico, in un’epoca un po’ avventurosa, quando si cambiava spettacolo quasi tutte le sere. Una palestra pazzesca per un attore e la parte della sua carriera che lo aveva divertito di più”. Evelina Nazzari lo ha visto da bambina su set come quello dello sceneggiato La figlia del capitano: “Mi ricordo le piume in studio che facevano da neve, e papà insieme a Umberto Orsini durante le prove per una scena in carrozza, a cavalcioni sullo schienale di un divano, facendo finta di mandare al galoppo un cavallo. Era stato molto divertente vedere quegli adulti bambini”.Come attore “è stato unico. E’ passato per due dopoguerra, ha fatto tante cose diverse. In particolare aveva uno humour e un’ironia che sarebbe stato bello vedere più valorizzati”. Da metà anni ’60 Nazzari aveva sofferto nel vedere arrivare meno copioni: “Era un periodo di grande cambiamento, ci avvicinavamo al ’68 ma mentre in Francia Gabin era osannato, da noi c’era la tendenza a buttare il vecchio per il nuovo”.
Anche se “una parte di colpa è stata anche sua. Papà era estremamente orso, ed era stato abituato male perché dal secondo film (Cavalleria, del 1936) in poi era sempre stato richiestissimo. Mia madre cercava di convincerlo a fare un po’ di pubbliche relazioni in più, ma lui si tirava indietro”. Anche ad Hollywood, dove Nazzari era andato dopo il successo de Le notti di Cabiria, “preferiva andare a cena da solo con mia madre piuttosto che a cene e feste con i produttori”. Ed è così che pare sia sfumata, per lui, la possibilità di interpretare Facciamo l’amore di Cukor con Marilyn Monroe.
Evelina Nazzari, autrice fra gli altri, anche dei racconti autobiografici ‘Spesso sono arrivata seconda” (2018) e a febbraio di ritorno in scena al Teatro di Documenti di Roma, con ‘Il Mutamento’ di Stefania Porrino troverebbe “bellissimo se papà venisse ricordato con il restauro di uno dei suoi film, o un ciclo dei suoi titoli più belli. Da opere meno conosciute come la commedia Dopo divorzieremo (1940) a Il bandito di Lattuada, “che è stato riproposto da poco, come omaggio, dal cineclub romano Alphaville… la sala era piccola… ma piena”.

Biglietti d’oro, 10 giorni senza mamma film italiano più vistoIl re Leone il più visto in assoluto.Premiazioni il 4 a Sorrento

2 dicembre 201912:21

“10 giorni senza mamma” di Alessandro Genovesi, visto da … è il film italiano più visto dell’anno con 1 milione 200 mila spettatori. Seguono, per l’Italia “La befana vien di notte” di Michele Soavi e “Amici come prima” di Christian De Sica: a tutti e tre va il Biglietto d’Oro. Nella classifica generale: al top assoluto c’è Il Re Leone con 5 milioni 688 mila spettatori. Seguono Joker e Avengers: Endgame.
I Premi, assegnati dall’Anec per la stagione cinematografica 2018-2019 ai film che secondo il campione Cinetel hanno venduto più biglietti da dicembre 2018 a novembre 2019, saranno consegnati mercoledì 4 dicembre a Sorrento nel corso di una cerimonia condotta da Gioia Marzocchi.
Ai registi, sceneggiatori e interpreti principali dei primi tre film italiani sono assegnate le Chiavi d’oro del successo: sul palco attesi Alessandro Genovesi, Giovanni Bognetti, Fabio De Luigi, Diana Del Bufalo, Bianca Usai per “10 giorni senza mamma”; Michele Soavi, Nicola Guaglianone, Paola Cortellesi per “La befana vien di notte”; Christian De Sica, Fausto Brizzi, Massimo Boldi e Francesco Bruni per “Amici come prima”. Biglietto d’Oro anche a Walt Disney Italia, Warner Bros Italia e 20th Century Fox Italia, che risultano essere le prime tre distribuzioni in assoluto.

Cinema: Carluccio, confermata Presidente Consulta UniversitariaConsulta docenti e ricercatori cinema, tv, fotografia, media

2 dicembre 201915:44

– Giulia Anastasia Carluccio, Professoressa ordinaria di Cinema, Fotografia, Televisione presso l’Università di Torino dove è Prorettrice, è stata confermata Presidente della Consulta Universitaria Cinema (CUC) per il biennio 2020-2021. L’elezione è avvenuta nell’annuale Assemblea che si è svolta lo scorso 29 novembre all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e che ha rinnovato le cariche statutarie: Ruggero Eugeni (Università Cattolica Sacro Cuore) e Stefania Parigi (Università Roma Tre), in rappresentanza dei Professori Ordinari; Claudio Bisoni (Università di Bologna) e Anna Masecchia (Università di Napoli) in rappresentanza dei Professori Associati; Marco Cucco e Paola Brembilla (Università di Bologna) in rappresentanza dei Ricercatori; Giovanna Maina (Università di Sassari) in rappresentanza dei Docenti a contratto e Assegnisti di ricerca.
La Consulta Universitaria del Cinema, fondata nel 1990, riunisce i docenti e i ricercatori universitari dell’area cinema, televisione, fotografia e media audiovisivi. Costituisce un importante punto di riferimento nel panorama scientifico nazionale promuovendo e favorendo iniziative di ricerca e di confronto culturale volte ad ampliare e potenziare la presenza delle discipline attinenti il cinema e gli audiovisivi nell’Università italiana.

Scorsese, non guardate The Irishman sullo smartphoneEffetto Netflix su sale nel Thanksgiving, -16% rispetto al 2018

NEW YORK03 dicembre 201909:58

Martin Scorsese implora: non guardate “The Irishman” sul cellulare. “Se volete vedere uno dei miei film, o in generale la maggior parte dei film, per favore non guardateli su un telefonino. Guardateli su un iPad, meglio se un grande iPad”, ha detto il regista, che nel 2012 ha girato uno spot per l’iPhone, al critico della rivista “Rolling Stone”, Peter Travers, dopo i primi giorni dell’approdo della sua ultima fatica cinematografica su Netflix.
“The Irishman”, dopo tre settimane in un numero limitato di sale dove continua ad essere ancora proiettato, e’ arrivato su Netflix il 27 novembre, alla vigilia del ponte di Thanksgiving e la presenza di un film d’autore accanto alle mille proposte di cinema e tv della piattaforma in streaming ha avuto un effetto al box office nordamericano dove tra mercoledì e domenica, grazie soprattutto al record di “Frozen 2” (123 milioni) sono stati venduti biglietti per 264 milioni di dollari, il 16 per cento in meno rispetto allo stesso periodo del 2018.
Questo calo, secondo gli esperti, non è stato provocato solo dal maltempo che ha imperversato per tutto il ponte della festa soprattutto sugli stati degli Ovest: ha avuto una parte anche l’arrivo su Netflix del film di Scorsese, uno dei più attesi della stagione e sicuramente tra i candidati agli Oscar.
In questo senso, o anche in questo senso, “The Irishman” ha segnato uno spartiacque nel dibattito su come fare e vedere cinema dopo che Netflix e gli altri colossi dello streaming hanno rivoluzionato la televisione. Tre ore e mezza di lunghezza, l’affresco sul sicario irlandese coinvolto nella scomparsa del boss del sindacato dei camionisti Jimmy Hoffa è una sfida all’attenzione dello spettatore, tanto che alcuni fan hanno creato una guida a come spezzare il film in quattro puntate come se fosse una miniserie.
Formato, questo, esplicitamente bocciato da Scorsese: “Perché il punto di questo film è l’accumulo dei dettagli. C’e’ un effetto cumulativo alla fine del film, per via del quale devi vederlo dall’inizio alla fine in una sola sessione. Non c’è nulla di male con le serie, ma il mio film non è una serie”, ha detto il regista a “Entertainment Weekly” riferendosi in particolare agli ultimi 20 minuti del film in cui il protagonista Frank Sheeran (Robert De Niro al suo nono film con Scorsese) si vede cadere addosso tutte le decisioni prese nel corso della vita abbracciando la vita dei gangster e allontanandosi dalla famiglia. L’effetto emotivo finale – ha spiegato il regista – sarebbe andato perduto se non guardato assieme al resto della pellicola.

Quando un baby calciatore ‘salva’ il padreIn sala dal 5 dicembre il family movie Un sogno per papà

03 dicembre 201920:42

Una bugia salvifica, detta da un bambino che si ritrova a fare da genitore al padre in crisi, attraverso quella macchina dei sogni, che può diventare il calcio. E’ il filo narrativo che segue la delicata family comedy a sfondo sociale Un sogno per papà di Julien Rappeneau, esplorazione di un rapporto padre – figlio nell’attualità di oggi, fra crisi economica, perdita d’identità, voglia di fuga e un fenomeno come gli hikikomori (ragazzi e ragazze che si ritirano dalla vita sociale per lunghi periodi rinchiudendosi in camera e utilizzando come mezzo di contatto con l’esterno i device e il web). Cuore del film, in sala dal 5 dicembre con M2 Pictures, sono le prove dei protagonisti, il piccolo Maleaume Paquin, già interprete di Remi e nella parte del papà, Francois Damiens, grande attore belga, più volte candidato ai César, e conosciuto a livello internazionale per titoli come La Famiglia Belier e Les Cowboys. Tratto dai fumetti spagnoli Dream team di Mario Torrecillas, Un sogno per papà, sposta la vicenda da un sobborgo di Valencia a una cittadina francese alle prese con il contraccolpo della chiusura di una grande fabbrica che ha scelto di delocalizzare.
Tra chi non si è ripreso dal licenziamento c’è Laurent (Damiens), che si è lasciato andare, causando la fine del suo matrimonio, iniziando a bere, e diventando fonte d’imbarazzo per il figlio, Theo (Paquin) , bambino con un grande talento per il calcio, che si fa carico dei problemi del genitore. Quando si prospetta per il baby calciatore, la possibilità di entrare nelle giovanili dell’Arsenal, Laurent, vede la chance di un nuovo inizio. Theo non viene selezionato ma decide, in ogni modo di mantenere viva la speranza del papà (che intanto inizia a rimettere insieme la propria vita), con una serie di brillanti stratagemmi nei quali l’aiuta l’amico Max (Pierre Gommé), genietto del computer che da tempo non esce più di casa.
“Quando si è disperati e nessuno più ti aiuta, ci restano solo i bambini – spiega Damiens a Allociné – Loro non ci giudicano, vedono in noi ancora una speranza e ci tendono la mano”. Il regista ha tra i suoi modelli social/family comedy come Billy Elliot ma il racconto resta su un piano meno approfondito , regalando comunque un film diretto con grazia, gusto e con la giusta dose di humour.
Ad arricchire Un sogno per papà i tocchi di colore aggiunti da tutto l’ottimo cast di contorno; da André Dussollier, nei panni dell’allenatore della squadra di Theo al versatile Nicolas Wanczycki nel ruolo del nuovo compagno della madre di Theo. E in un mondo di uomini (piccoli e grandi) in crisi, le donne raccontate da Rappeneau, per quanto non senza problemi, sono più solide: da Sarah (Laetitia Dosch), l’assistente sociale che non perde le speranze in Laurent alla mamma di Theo (Ludivine Sagnier, che riesce a dare personalità alla parte pur avendo a disposizione poche scene), meno distratta dai sogni e più attenta ai reali bisogni del figlio.
“Theo fa di tutto per far uscire il padre dalla sua crisi, vuole riportare il papà a com’era in passato – spiega Maleaume Paquin, classe 2005 -. Si fa carico dei problemi del padre e degli altri, è perennemente in modalità ‘leader’ prova a far fronte a tutto. E’ per questo che mi è piaciuto così tanto questo personaggio”.

Boldi e De Sica, pensiamo già a nuovo film insiemeA Sorrento premiati con Biglietto d’oro per ‘Amici come prima’

SORRENTO04 dicembre 201920:00

‘Amici come prima’, anzi più di prima. Massimo Boldi e Christian De Sica ricevono il Biglietto d’Oro a Sorrento ed anticipano di essere gia’ al lavoro per un altro progetto insieme dopo il successo del film della ‘reunion’, premiato ancora una volta dal pubblico e tra i più visti della stagione. ”Il mio prossimo impegno sara’ con Alessandro Siani, anche Massimo ha un altro progetto in programma ma stiamo gia’ pensando a una grande sceneggiatura insieme – racconta De Sica – mi chiedo però dove saremo questa volta? Con Boldi andrei anche su Marte, con i nostri film abbiamo girato gia’ il mondo”.
”E’ il mio 31esimo biglietto d’oro, questo è il mio premio preferito sottolinea De De Sica attualmente in sala con ‘Sono solo Fantasmi’. Ma quel’è il segreto della vostra amicizia? ”Christian è fin troppo generoso’ dice Boldi, De Sica risponde”Massimo non ha nessun difetto” . L’attore conferma che Sorrento ospitera’ nel 2020 una nuova rinnovata edizione degli storici premi De Sica, dedicati al padre Vittorio.”Lui sarebbe felicissimo di questa scelta’, io sono venuto qui da bambino mentre si girava ‘Pane amore e… ‘ e scoprivo la citta’ in carrozzella con Dolores Palumbo. Sara’ un premio dedicato ai giovani e questo è molto bello”.

Francesca Archibugi presidente di Capri,HollywoodPremio a Susanne Bier, dal 27 dicembre nel segno delle donne

NAPOLI01 dicembre 201914:56

Come auspicato la notte dei Governors Awards dalla presidente onoraria del festival Lina Wertmuller, Capri, Hollywood 2019 si annuncia come un omaggio alle donne: sarà la regista Francesca Archibugi ad affiancare l’artista israeliana Noa nel ruolo di chairperson della 24ma edizione (27 dicembre-2 gennaio), tema scelto è ‘il ruolo femminile nell’industria cinematografica’. Il premio alla carriera è stato assegnato alla regista danese Susanne Bier, unica donna ad aver vinto Oscar, Golden Globe (per ‘In un mondo migliore’ nel 2011) e l’ Emmy (per la mini serie ‘The night manager’).
“Questa’anno si parlerà di parità di genere nel cinema e non solo- spiega Marina Cicogna per l’Istituto Capri nel mondo – e lo faremo insieme alla regista Francesca Archibugi e ad una autentica colonna del nostro festival come Noa. Con noi ci saranno donne straordinarie, a cominciare dalla produttrice americana Cheryl Boom Isaacs, che da presidentessa rivoluzionò l’Academy rendendo gli Oscar più aperti e inclusivi. Siamo particolarmente felici di accogliere Susanne Bier, molto legata all’ Italia ed a questi luoghi: scelse proprio Sorrento e il Golfo di Napoli per ambientare la sua commedia romantica Love is all you need”.
Dal mondo del cinema a quello delle musica sono destinate a crescere quindi le adesioni al femminile alle giornate capresi: ci saranno anche l’attrice rumena Madalina Ghenea, la modella italo cubana Maylin Aguirre e la cantante Nina Zilli.
‘Capri Hollywood-The International Film Festival’, che come da tradizione inaugurerà la stagione degli Awards 2020, ha già annunciato alcuni riconoscimenti: per il miglior cast a ‘C’era una volta.. a Hollywood’ di Tarantino, per la ‘Miglior Sceneggiatura non originale’ a Steven Zaillian per ”The Irishman” diretto da Martin Scorsese, e il Capri International Feature Film a ‘Il Traditore’ di Marco Bellocchio (film designato dall’Italia per l’Oscar e in corsa per le principali categorie degli EFA).
Il festival dedicato alla memoria di Gillo Pontecorvo nel centenario della nascita, è promosso dall’Istituto Capri nel mondo col sostegno del Mibact-Dg Cinema e della Regione Campania in collaborazione con diversi sponsor privati.

Piccola editoria cresce, ma sulla lettura serve sostegnoApre Più libri, più liberi. Martella e Zingaretti, Raggi in visita privata

4 dicembre 201920:39

E’ diventata maggiorenne e cresce a passi da gigante, con numeri record di 100 mila presenze , la fiera della piccola e media editoria ‘Più libri più liberi’, inaugurata alla Nuvola dell’Eur che fino all’8 dicembre ospiterà oltre 520 espositori e 670 eventi. “Il nome è geniale” ha detto all’apertura il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. “‘Più libri più liberi’ è la sintesi di un grande manifesto culturale di incredibile attualità perchè viviamo in un tempo nel quale è molto più semplice sapere le cose, ma non a è cresciuta nella stessa misura la possibilità di capire cosa sta accadendo nel mondo. La vera sfida è aiutare una nuova generazione ad aumentare la sua capacità critica e non sempre i social servono in questo” ha sottolineato Zingaretti che ha ricordato come anche quest’anno nei giorni della fiera la Regione Lazio metta a disposizione “dei ragazzi e ragazze 10 mila voucher per un buon libro da 10 euro come segnale della voglia di aiutare una nuova generazione ad avvicinarsi al libro e alla lettura”.
E proprio sulla lettura i dati sono sconfortanti. “E’ un’emergenza nazionale e siamo impegnati in modo diretto su questo. Con ‘Io leggo perchè’ abbiamo regalato un milione di libri alle biblioteche” ha spiegato il presidente dell’Associazione Italiana Editori, Ricardo Franco Levi. “Il libro può aiutare a fare più bella l’Italia e ricordo che gli editori – ha sottolineato Levi – non chiedono aiuti per se stessi. Chiedono un sostegno alla lettura. E’ da giovani che gli italiani si possono avvicinare al libro”.
Il 52,9% di quello che viene pubblicato ogni anno in Italia è prodotto dai piccoli e medi editori” ha ricordato la presidente della fiera, Annamaria Malato. ‘Più libri più liberi’ compie 18 anni nell’anno in cui l’Aie che la organizza e promuove ne festeggia 150 e nella sua unicità “mostra il valore e la ricchezza dei piccoli e medi editori” ha sottolineato Levi.
“Il futuro del nostro paese dipende anche da quello dell’editoria che è la prima industria culturale del Paese e che quest’anno ha dato segnali positivi come cessioni all’estero e titoli pubblicati, Certo non ci sfuggono le criticità e fragilità. L’Istat ci ha consegnato una fotografia impietosa: siamo uno dei paesi in cui si legge di meno, Bisogna intervenire, non derubricare questi dati” ha sottolineato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’Informazione e all’Editoria, Andrea Martella. “Ci saranno delle politiche per l’editoria, faremo una nuova legge che si chiamerà editoria 5.0 che si pone l’obiettivo – ha annunciato il sottosegretario – di sostenere con contributi diretti e indiretti il mondo dell’editoria e tutta la filiera, dagli editori ai lettori passando per gli edicolanti e i distributori, ovviamente i giornalisti”. E per i bambini e ragazzi “nella legge di bilancio abbiamo inserito 20 milioni di un finanziamento a favore di percorsi nelle scuole che educhino alla lettura e abituino i nostri giovani a diventare lettori” ha spiegato il sottosegretario.
Dedicata ai confini dell’Europa, l’edizione 2019 di ‘Più libri più liberi’ , di cui cura il programma culturale Silvia Barbagallo, con direttore Fabio Del Giudice, ha visto ospite del primo giorno la sindaca di Danzica, Aleksandra Dulkiewicz e il 5 dicembre c’è grande attesa per l’arrivo dell’attivista russa diciasettenne Olga Misik.
In arrivo alla Nuvola lo scrittore algerino, da anni residente in Francia, Yasmina Khadra, la messicana Valeria Luiselli, l’israeliano Assaf Gavron , la cinese Shen Keyi, il libanese Mazen Maarouf ,l’americano Salvatore Scibona e il premio Goncourt Regis Jauffret.
La Fiera è sempre più internazionale con quest’anno 39 editori da 19 diversi Paesi . Assente all’apertura la sindaca di Roma Capitale Virginia Raggi che ha inviato un messaggio di vicinanza alla manifestazione a cui non ha potuto essere presente il primo giorno neppure il vicesindaco, Luca Bergamo. La sindaca poi nella serata dell’apertura ha fatto una visita privatacon la famiglia.
“Questo è diventato uno degli eventi culturali di maggiore rilievo della nostra città” ha detto la Raggi nel messaggio in cui ha sottolineato: “la piccola e media editoria è un settore al quale mi sento particolarmente vicina, per l’importante attività che svolge , per l’indipendenza orgogliosamente rivendicata, per la costante iniziativa finalizzata a vedere giustamente valorizzate le proprie produzioni , evitando che vengano oscurate dalle aziende più grandi”.

Torna ‘Una montagna di libri’, la cultura in vetta a CortinaOspiti 35 autori anche internazionali dal 5 dicembre a Pasqua

VENEZIA04 dicembre 201913:28

“Una Montagna di libri” festeggia la decima edizione invernale, con un ricco calendario di incontri che dal 5 dicembre a Pasqua 2020 vedrà alternarsi nel capoluogo ampezzano 35 autori, anche di respiro internazionale.
Una festa intorno alle idee e alle pagine raccontata dalle voci di grandi autori come Howard Jacobson e Amitav Ghosh,o registi come Ferzan Ozpetek ed Enrico Vanzina, filosofi quali Umberto Galimberti. Compongono il ‘cast’ letterario Jan Brokken, Asli Erdogan, Mauro Corona, Jessica Fellowes, Aldo Grasso, Lorenzo Mattotti,Marco Tedesco,Paolo Mieli,Aldo Cazzullo, Bruno Vespa, Vittorio Feltri, Marcello Veneziani.L’evento è stato presentato a Mestre dal responsabile Francesco Chiamulera con l’assessore Veneto alla Cultura,Cristiano Corazzari,il sindaco di Cortina, Giampietro Ghedina e il direttore del Corriere del Veneto, Alessandro Russello.”Cortina – dice Ghedina -si vuole confrontare a livello internazionale. Si guarda alla città per il turismo, per gli sport, non è scontata invece la cultura”.

Foglietta è Iotti, tutti in debito con leisu Rai1 in prima serata docufiction il 5 dicembre

04 dicembre 201911:28

“Dobbiamo tantissimo a Nilde Iotti.  Dovremmo onorarla di più. Oggi se fosse ancora viva in Parlamento farebbe tantissimo si batterebbe come una leonessa per evitare le ingiustizie. Io ci credo tanto, prima come persona e poi come artista”. A vent’anni dalla scomparsa di Nilde Iotti (4 dicembre 1999) e a 40 dalla sua nomina a presidente della Camera: Anna Foglietta è la protagonista di Storia di Nilde la docufiction in onda su Rai 1 giovedì 5 dicembre in prima serata, prodotta da Gloria Giorgianni per Anele in collaborazione con Rai Fiction e diretta da Emanuele Imbucci.
Ma come si è avvicinata a questa figura storica e straordinaria Anna Foglietta? “Parliamoci chiaro non le somiglio affatto – risponde nel corso della presentazione a Viale Mazzini – è sarebbe stato controbroducente – farne una imitaizone, dopo che hai avuto la fortuna di vederti assegnare il ruolo che sogni da una vita. Ho cercato è vero di restituire la movenza delle mani, quando parlava sembrava che se suonasse il piano, sempre misurata; era quasi un solfeggio, era come se cercasse, talvolta, le parole l’ispirazione, per aria. La voce era pacata ma chiara diretta.
Insomma ho provato, studiando tutto di lei, i suoi discorsi, i materiali video, gli scritti, di coglierne l’essenza”, Foglietta ha definito il progetto più che una sfida una missione “l’idea di riportare in vita, attraverso Nilde, una classe politica degna di stima e rispetto la cui competenza, a differenza di oggi, non era messa in dubbio. Abbiamo bisogno di modelli così”. Poi aggiunge “un politico può anche essere una rockstar, ma oggi abbiamo bisogno di qualcuno che risvegli in noi la passione”.
Il direttore di Rai fiction Eleonora Andreatta fa notare: “Nilde Iotti è la storia che ha un’ importanza per il presente e che serve per costruire il futuro. Tiene insieme la capacità del servizio pubblico di guardare al passato e il fatto di essere una storia femminile, di emancipazione femminile. Una delle personalità politiche e istituzionali che hanno fatto la storia della nostra Repubblica. Ma anche una donna caratterizzata da una determinazione e un comportamento sempre orgogliosamente libero e coerente, nell’impegno politico, nelle istituzioni come nel PCI, nella sua vita privata, in tante battaglie per i diritti delle donne. Per chi non ha vissuto quegli accadimenti, per i più giovani, è un modo di scoprire i nodi problematici del passato, le contraddizioni irrisolte che si proiettano sull’attualità, ma anche i personaggi che hanno contribuito allo sviluppo civile e sociale del nostro Paese”. Marco dell’Omo è autore del soggetto, con Salvatore de Mola, Giorgianni e lo stesso Imbucci.  Il racconto prende liberamente spunto da un fatto realmente accaduto: l’arrivo di una lettera inviata all’Avanguardia da una ragazza che lamentava le imposizioni da parte del suo fidanzato in merito alle proprie scelte di vita, alla quale Nilde Iotti aveva risposto personalmente sul giornale spronando la giovane a prendere in mano la propria vita con autonomia e libertà. Il rapporto di finzione tra Nilde Iotti e questa ragazza, Rosanna, è il filo conduttore della narrazione fiction, che segue la vita di Nilde Iotti fin dai suoi primi passi nella politica: dall’adesione alla Resistenza, alla partecipazione all’Assemblea Costituente fino all’inizio dell’attività parlamentare e all’avvio della sua relazione sentimentale con Palmiro Togliatti, Segretario del Partito Comunista Italiano, all’epoca sposato con Rita Montagnana. Una grande storia d’amore malvista dall’opinione pubblica e dallo stesso PCI, capace tuttavia di resistere alle sfide più grandi, come l’attentato subito da Togliatti nel 1948, mentre usciva da Montecitorio insieme alla stessa Nilde. Ripercorrendo anche i momenti più intimi della vita della coppia – come l’inizio della convivenza e l’adozione della piccola Marisa Malagoli. Il racconto porta alla luce la Nilde Iotti pubblica e privata, la sua autorevolezza politica, il grande carisma, la forte capacità di dialogo e di inclusione politica, ma anche le scelte coraggiose e anticonvenzionali in un contesto politico e sociale non certo favorevole. Scelte che si fanno ancora più incisive dopo la morte di Togliatti nel 1964, periodo nel quale si collocano alcune delle battaglie più significative dell’azione politica di Nilde Iotti e le sue più importanti conquiste. Tra le altre, quella di convincere nel 1974 Enrico Berlinguer a schierare il Partito Comunista per il no al referendum abrogativo della Legge sul divorzio.  Tra le testimonianze illustri, che si intervallano alla narrazione fiction, il Presidente emerito della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano,  la figlia adottiva di Iotti e TogliattiMarisa Malagoli Togliatti, il portavoce di Nilde Iotti Giorgio Frasca Polara, la sua biografa Luisa Lama, la Presidente della Fondazione Iotti Livia Turco, l’ex Presidente del Consiglio Giuliano Amato, l’ex direttore de l’Unità e parlamentare PCI Emanuele Macaluso. Francesco Colella: “Ho sentito forte la responsabilità di dover evocare Togliatti, con cura, delicatezza e attenzione”. Dopo storia di Nilde, Rai Fitcion manderà in onda Nel cinquantesimo anniversario della strage di la docufiction Piazza Fontana. Io ricordo (il 12 dicembre) e Giorgio Ambrosoli il prezzo del Coraggio (18 dicembre).

La webserie Ania per spiegare le assicurazioni con humour A tutto campo, dal pesoforma alla ludopatia, sitcom con Insegno

02 dicembre 201919:54

Un pronto soccorso psicologico per le vittime della strada, lezioni di guida sicura tra i banchi, check up medici gratuiti offerti nelle piazze italiane. Sono solo alcune della iniziative della Fondazione Ania. L’obiettivo è promuovere la cultura assicurativa, spaziando sui diversi fronti di rischio. I progetti della onlus del settore saranno raccontarti in una sitcom di dieci puntate, che ambisce a diffondere un po’ di educazione alla protezione e insieme divertire, per farsi così capire da tutta la famiglia, ragazzi inclusi.”Una comicità intelligente per parlare di cose serie”, cercando di intercettare “anche i giovani”, spiega la presidente di Ania e Fondazione Ania, Maria Bianca Farina. “Proviamo a tradurre in chiave umoristica il ruolo che hanno le compagnie assicurative nel Paese, ovvero prevenire, proteggere e soprattutto tutelare dai rischi”, dice il segretario generale della Fondazione Ania, Umberto Guidoni.
La web serie ‘Te lo assicuro, on line dal 3 dicembre, ha com protagonista l’attore Pino Insegno, per una narrazione “in chiave umoristica”, che parta dalle “vicissitudini” di casa Mattioli, prendendo spunto “da quei momenti di gioco, confronto e riflessione quotidiana che si intrecciano con le tematiche assicurative”, spiega la Fondazione Ania nel giorno della presentazione della serie presso la Casa del cinema a villa Borghese.Occasione in cui sono stati ricordate alcune delle “best practice messe” in atto dalla Fondazione. C’è ‘Ania Cares’, il pronto soccorso psicologico nato per fornire assistenza psicologica alle vittime di incidenti stradali e ai loro familiari. Sono state 1.150 le sedute di psicoterapia finora svolte. Sullo stesso fronte c’è Ania ‘Campus’, che ha portato la sicurezza stradale sui banchi di scuola. Il progetto ha coinvolto negli anni oltre 12 mila ragazzi in tutta Italia. Non ci sono però solo auto, moto o scooter. La Fondazione ha anche pensando ai ciclisti con ‘Sicuri in bicicletta’, un’iniziativa che guarda sempre ai giovani e pinta a insegnare loro il corretto uso delle attrezzature e la conoscenza dei comportamenti a rischio.Poi c’è il filone sanitario, con l’itinerante ‘Steet Health Tour’ per check-up medici gratuiti nelle principali piazze italiane. Ad oggi si contano 35 città visitate, 17 mila controlli effettuati, 11.300 questionari sugli stili di vita somministrati e 30.000 opuscoli informativi distribuiti. E ancora con ‘Aniainforma’ si può tenere sotto osservazione l’indice di massa corporeo attraverso un’app, che indica il peso forma, il fabbisogno calorico quotidiano e l’indice di rischio cardiovascolare.Con il progetto ‘Dostoevskij’ la Fondazione ha invece investito sulla ricerca, la prevenzione e il controllo per contrastare le ludopatie, in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma.
Quanto al rischio di calamità naturali, la Fondazione Ania sostiene la ricerca per la creazione di “precursori sismici”, per capire se sarà possibile un giorno prevedere i terremoti, progettando e realizzando stazioni idrogeologiche per monitorare le acque degli appennini e verificare possibili eventi naturali ricorrenti prima di un sisma.Tutti temi quesi che verranno ripresi nella webeserie. Ogni sabato una nuova puntata, visibile sulla pagina facebook dedicata, sul sito internet e sul canale youtube della Fondazione Ania.

A Roma il presepe a grandezza naturale di Frate Indovino Nella basilica di San Marco Evangelista al Campidoglio fino al 6/1

02 dicembre 201915:36

Inaugurato a Roma il Presepio Emozionale di Frate Indovino: fino al 6 gennaio 2020 nella basilica di San Marco Evangelista al Campidoglio il presepe di cartone più grande al mondo, a grandezza naturale, realizzato dai frati minori cappuccini dell’Umbria. Occupa oltre 200 metri quadrati ed è la riproduzione di un tipico villaggio medievale dell’Appennino Umbro-Marchigiano, stampato su una superficie di 3.000 metri quadri su materiali ecologici e di recupero mentre i disegni sono stati commissionati a illustratori professionisti conosciuti a livello mondiale.La progettazione ha richiesto 1.200 ore, compresa la piattaforma galleggiante costruita anch’essa con 225 pedane di cartone piegate a incastro, senza collanti o punti metallici. I personaggi, in cartone stampato e a grandezza naturale, sono collocati in modo che gli appassionati possano camminare all’interno di questo presepio e incontrare quegli artigiani e quelle persone che vivevano al tempo di San Francesco.

Boom di ingressi per la domenica gratuitaParco del Colosseo al top, poi Pompei, Uffizi, Reggia di Caserta

01 dicembre 201920:44

Prosegue il successo della #domenicalmuseo, la promozione del ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo che prevede l’ingresso gratuito nei musei e nei luoghi della cultura statali ogni prima domenica del mese. Introdotta dal ministro Franceschini nel luglio 2014, dalla prima edizione sono stati circa 15 milioni i visitatori accolti gratuitamente dai musei statali. E anche oggi, sin dalle prime ore del mattino, è stata registrata una grande affluenza di visitatori nei musei e nei parchi archeologici statali e nei tanti musei civici che aderiscono alla promozione.
Ecco alcuni dei principali dati di oggi domenica primo dicembre: – Parco del Colosseo: 20.300; – Pompei: 10.148; – Uffizi: 7.524; – Reggia di Caserta: 7.167; – Museo nazionale Romano: 6.560; – Palazzo Pitti: 6.070; – Galleria dell’Accademia di Firenze: 5.890; – Giardino di Boboli: 5.802; – Castel Sant’Angelo: 5.284; – Musei reali di Torino: 4.772; – Museo archeologico nazionale di Napoli: 4.393; – Galleria nazionale delle Marche: 3.898; – Pinacoteca di Brera: 3.698; – Museo e Real bosco di Capodimonte: 3680 (5750 nel bosco); – Gallerie nazionali d’arte antica 3.078 (Barberini: 2.286.
Corsini: 792); – Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea: 2.913; – Vittoriano: 2.876; – Paestum: 2.455; – Reggio Calabria, 2.449; Villa d’Este: 2.254; – Galleria dell’Accademia di Venezia: 1.929 – Museo del Bargello: 1.900; – Parco archeologico di Ercolano: 1.796; – Cappelle Medicee: 1.652; – Terme di Caracalla: 1.617; – Parco archeologico di Ostia antica, 1.254; – Castello di Miramare di Trieste: 1.247 (1.574 al Parco); – Villa Adriana: 1.217; – Parco archeologico dei campi Flegrei: 1.096; – Castello Scaligero di Sirmione: 1.016; – Museo archeologico nazionale di Taranto: 561; – Palazzo Reale di Genova: 542.

Incassi Usa, Frozen 2 da record nel weekend Thanksgiving123 mln dlr su 5 giorni. Poi Cena con Delitto, terzo Le Mans66

01 dicembre 201920:37

Frozen 2 da record al botteghino Usa e nel mondo: nel fine settimana del Thanksgiving, tradizionalmente favorevole agli incassi cinematografici si stimano 85.2 milioni di dollari in tre giorni, 123.7 milioni in 5 per un totale al momento di 287 milioni sull’incasso americano e 739 milioni nel mondo in una decina di giorni. Cifre ancor più da record se si considera che si tratta di un sequel (a detta dei critici migliore del primo): al momento è già al 17/mo posto come incasso tra i film d’animazione. Al secondo posto, con un risultato superiore alle attese, Knives Out , Cena con delitto, un giallo alla Agatha Cristies con un cast corale in cui spiccano Daniel Craig, Chris Evans, Jamie Lee Curtis, Don Johnson: 41.7 milioni di dollari in 5 giorni. Terzo posto per Ford v Ferrari (da noi Le Mans ’66 – La grande sfida) con Matt Damon e Christian Bale: si stimano 13.2 milioni di dollari in tre giorni, 19 milioni in cinque per un totale sul box office Usa di 81 milioni e sul mondo 143 milioni.

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A teatro, Savino, Dix, Ale e Franz
Lillo torna prof. per “School of rock”; Timi in “Skianto”

27 novembre 2019 07:29

– Lunetta Savino in “Non farmi perdere tempo” di Massimo Andrei, a Roma, e Ale Franz per Leo Muscato in “Romeo & Giulietta – Nati sotto contraria stella”, a Padova; Gioele Dix con il suo “Vorrei essere figlio di un uomo felice” e Lillo come Jack Black in “School of rock” per Massimo Romeo Piparo, entrambi a Milano; Filippo Timi con “Skianto” a Napoli e Gian Luca Favetto che omaggio a Torino il “campionissimo” in “Fausto Coppi. L’affollata solitudine del campione”: sono alcuni degli spettacoli in scena nel prossimo week end.

Cremonini, mi racconto felicemente perso nella vita’Cremonini 2C2C The Best Of’ esce questo venerdì

27 novembre 201910:37

“Non una raccolta ma un forziere con quello di più importante che ho, le mie canzoni che mi raccontano come uomo e come artista”. Un forziere è qualcosa in cui si custodisce un tesoro e un tesoro, per chi fa di mestiere il cantautore, sono proprio quelle canzoni che raccontano anche un viaggio, con i suoi incidenti di percorso e poi magari i successi conquistati, o riconquistati, navigando con la barra dritta. E’ un po’ questo, ma anche altro, quello che Cesare Cremonini ha raccolto nella monumentale scaletta di ‘Cremonini 2C2C The Best Of’, di fatto la prima grande raccolta della carriera del cantautore bolognese, in uscita venerdì 29 novembre. “Solo oggi mi è stato possibile raccogliere tutti i pezzi della mia carriera – ha detto Cremonini – per un racconto completo. Ho attraversato due decenni durante i quali nella musica è cambiato tanto, anche i supporti, ma io ho cercato di seguire sempre il mio percorso”.
Un percorso, quello dell’autore delle nuove ‘Se un giorno ti svegli felice’, ‘Al telefono’, ‘Giovane stupida’, ‘Ciao’, ‘Amici miei’ e ‘How dare you’, che dopo il successo dei Lunapop ha dovuto reinventare, fino ad accreditarsi come uno dei protagonisti della canzone italiana. “La mia è una visione della carriera di tipo orizzontale – ha detto Cremonini – e costruita nel tempo. L’esatto contrario della visione verticale e veloce della musica oggi”. Poche e mirate, per Cremonini, le deviazioni dal percorso che si era scritto per riconquistarsi il grande pubblico. “Una delle tentazioni maggiori – ha detto il diretto interessato – oggi sono le collaborazioni. Io ne ho fatte due: una con Lorenzo (Jovanotti) che non smetterò mai di ringraziare perché la sua musica mi ha avviato a questo mestiere. L’altro con Malika (Ayane) che era la mia ragazza e con la quale condividevamo un amore intenso anche grazie alla poesia della musica. Oggi il duetto è diventato qualcosa per rendere più fruibile la musica, ma io non sono fatto così”. Repertorio è la parola centrale di questo progetto e che Cremonini non si stanca di ripetere. “Ho sempre voluto raccontare una storia umana oltre che discografica – ha spiegato lui – perché non volevo essere solo un cantante. Quest’album è la storia della mia vita. Forse i quasi quarant’anni o forse la perdita di mio padre, mi hanno fatto perdere di vista il porto da cui è cominciata le mia avventura e oggi sono felicemente perso nella vita. Mi sento anche smarrito ma è proprio in queste situazioni che nascono le belle canzoni e le nuove strade. Continuo ad inseguire la musica e mi voglio ributtare nella mischia della vita”. Tanto ci si ributterà, nella mischia, Cremonini, che la prossima estate per lui sarà tempo di un nuovo tour negli stadi, con partenza il 21 giugno da Lignano e arrivo ad Imola, il 18 luglio, per il gran finale all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari.

Un giorno di pioggia a New York, in sala l’ultimo AllenDopo caso Amazon esce commedia romantica con Chalamet e Fanning

27 novembre 201910:42

‘Un giorno di Pioggia a New York’, il nuovo film di Woody Allen, è un omaggio alla Grande mela, una città che ti avvolge e coccola se parli la sua lingua, ma a volte ti strangola (se vieni dalla provincia). E questo ultimo lavoro del regista di ‘Provaci ancora Sam’ è anche un omaggio a tutti i suoi temi, al suo umorismo filosofico ammantato di nichilismo in un film, tra l’altro, realizzato ai tempi del MeeToo. Una cosa nata con le campagne mediatiche condotte contro di lui dal figlio Ronan e da Mia Farrow che ha spinto Amazon Studios a ritirarne l’uscita nell’agosto del 2018 e poi a sospenderla a tempo indeterminato. ‘Un giorno di Pioggia a New York’, in sala con Lucky Red dal 28 novembre, racconta la storia di una coppia di innamorati, Gatsby e Ashleigh (Timothée Chalamet ed Elle Fanning), che dalla provincia arrivano in città perché la ragazza è riuscita a ottenere un’intervista con Roland Pollard (Liev Schreiber), regista in crisi, per il giornale dell’università. L’idea dei due, che più diversi non potrebbero essere, è quella di passare un weekend a New York, ma succederà di tutto, sotto una incessante pioggia battente. La provinciale Ashleigh, piu groupie che giornalista, si ritrova prima a diventare confidente del regista in crisi, poi a condividere un momento di crisi matrimoniale con lo sceneggiatore Ted Davidoff (Jude Law) e, infine, a finire nelle grinfie del divo bello impossibile Francisco Vega (Diego Luna). Un incontro, quest’ultimo, che la ragazza definirà “la cosa più bella mai incontrata dopo la pillola del giorno dopo”. E Gatsby? È per tutto il tempo in attesa che Ashleigh si liberi, ma non sta certo con le mani in mano. Lui che è un newyorkese vero di famiglia benestante, un ragazzo appassionato di gioco d’azzardo, musica jazz e blues come della New York di un tempo, si ritroverà a girare un improvvisato film accanto alla bella Shannon (Selena Gomez) e a ritrovarsi in una festa di famiglia dove scoprirà qualcosa sulla madre davvero incredibile. “Ho sempre amato le vecchie commedie romantiche di Hollywood – dice Allen -, le trovo davvero meravigliose. Questa – aggiunge – è una storia d’amore e mi piaceva moltissimo l’idea di ambientarla in una romantica New York piovosa”. E ancora il regista: “Penso che questo sia un film positivo e che Gatsby, alla fine del weekend, trovi comunque se stesso e un rapporto migliore con sua madre. E poi, come dice Gatsby, New York ha un piano tutto suo e il tempo è sempre contro di te. Puoi cercare di controllarlo o di manipolarlo un po’, ma alla fine devi arrenderti”. Direttore della fotografia di ‘Un giorno di Pioggia a New York’, il nostro Vittorio Storaro

Ali Bécheur, c’è più libertà nell’educazione dei figli in TunisiaIn Italia uno dei maggiori autori tunisini di lingua francese

27 novembre 201911:21

ALI BECHEUR, I DOMANI DI IERI (FRANCESCO BRIOSCHI EDITORE, PP 240, EURO 18,00). La faticosa ricerca di un’identità all’ombra di un padre severo , ingombrante, un genitore “assente sempre presente”. La racconta Ali Bécheur, uno dei più grandi autori tunisini viventi di lingua francese nel romanzo ‘I domani di ieri’ pubblicato da Francesco Brioschi Editore nella traduzione e note di Giuseppe Giovanni Allegri, a cura di Elisabetta Bartuli.
“Le cose sono profondamente cambiate in Tunisia rispetto a quando ero ragazzo. I valori non sono più gli stessi, c’è stata un’evoluzione nel passaggio da una generazione alla successiva.
I genitori crescono i propri figli con maggiore democrazia e apertura. Il concetto di pater familias non è totalmente scomparso però si è molto ridotto. I figli sono più liberi e si tiene sempre conto di quello che pensano. In passato  il padre era il punto di riferimento assoluto. Se diceva che una cosa era in un certo modo non poteva che essere così” dice Bécheur , 83 anni, in Italia con il suo primo romanzo uscito nel nostro Paese.
Si chiama Ali, come lo scrittore, il protagonista del libro. Il padre, Omar, è un avvocato con una carriera forense spesa in difesa dei compatrioti insorti contro i colonizzatori. Un uomo di umili origini che si è riscattato studiando al college. Una persona intransigente che ha segnato il figlio. “Diventare grandi. Diventare grandi è dura. Mi sforzavo di crescere all’ombra di una quercia, di catturare un raggio di sole fra i suoi rami bassi, il suo ammasso di foglie”. Nelle prime pagine de ‘I domani di ieri’ troviamo Ali che gira in tondo nella sua città d’origine. Il padre è morto e lui ha “perso la strada di casa”. Ma è possibile per Ali riappacificarsi con Omar, riconciliarsi con la sua figura dopo la morte? “Si cresce sempre contro qualcuno. Io sono cresciuto contro mio padre. E’ stata una necessità. Ho studiato a Parigi e sono riuscito a rimettere in discussione tutta una serie di valori.
Vivevo all’interno di una nuova società che mi permetteva di capire meglio i valori di quella da cui provenivo. Ho cominciato a relativizzare ed è così che cominci ad essere in grado di scegliere quali sono i tuoi valori e li interiorizzi. Ognuno si costruisce una propria morale, non credo ne esista una prefabbricata” racconta Bécheur che pensa sia possibile riconciliarsi ma dopo aver fatto il proprio percorso.
“Con l’avanzare dell’età ho anche capito mio padre. Ha vissuto con i suoi valori, quelli con cui era stato educato e che ha trasmesso a me. Sono il maggiore di sette figli, quando sono nato lui era veramente giovane” sottolinea lo scrittore che in questo romanzo di formazione e di ricerca della propria identità ha messo molto della sua storia personale.
“Penso che tutti i libri siano autobiografici ma bisogna intendersi sul concetto di autobiografia che non vuole dire memoria ma andare in profondità, dentro la vita, dentro di te e anche dentro il tuo corpo. Il pensiero e anche la scrittura vengono dal corpo, non soltanto dal cervello. Scrivere è un’esplorazione della vita e restituisce la vita. E’ sensualità in senso ampio, generale, e senza questa sensualità noi non esisteremo” afferma mostrando qual è la sua poetica che si ritrova pienamente ne ‘I domani di ieri’. “Se in un romanzo non ci sono delle emozioni non riesce a parlarci, a dialogare con noi” sottolinea.
Nel libro c’è molta Francia che in questi ultimi anni è stata colpita da tanti attentati. “Quando un uomo muore, muore con lui tutta l’umanità. Condanno con vigore ed energia ogni attentato terroristico. Ma ci sono delle morti di cui si parla e delle morti di cui non si parla. Quanti sono i morti in Iraq, in Siria, in Palestina? E dico Palestina. Proviamo a fare un esperimento: prendiamo una carta geografica del mondo del 1948 e cosa vediamo? La Siria, il Libano, la Palestina. Prendiamo la stessa carta oggi. Non vediamo più la Palestina, è scomparsa.
Però se dico questa cosa automaticamente vengo considerato antisemita. E invece no, ho tanti amici ebrei e rispetto tutte le religioni. Non sono religioso, ma questa è una scelta personale, e non sono antisemita, sono contro la colonizzazione della Palestina da parte di Israele” sottolinea lo scrittore di cui uscirà nel 2020 ‘Il paradiso delle donne’. “E’ la prima volta che mi rivolgo al pubblico italiano e spero che sia interessato. Si devono incontrare i desideri sia di chi scrive, sia di chi legge” afferma Bécheur che ha un elegante stile letterario.

IL 10 luglio ‘S. Siro canta Max’, Pezzali showEvento per i trent’anni di carriera, Fiorello dà l’annuncio

27 novembre 201910:47

– Il 10 luglio Max Pezzali ha deciso di dare una grande festa per i suoi trent’anni di carriera e di farlo allo stadio di San Siro.
Ad anticipare la notizia è stato ieri Fiorello in un post su instagram. “Non ho resistito a non spoilerare manifesto!! Scusa Max Pezzali ma è troppo bello ! Poi tu a sansiro !!” ‘San Siro canta Max’ è il titolo scelto per quello che nelle intenzioni sarà un maxi karaoke con il pubblico coinvolto a cantare i suoi successi più famosi da ‘Nord, Sud, Ovest, Est’ a ‘Sei un mito’, da ‘Canzone d’amore’ ai brani più recenti.
Le prevendite si apriranno online sul sito Ticketone.it alle 11 del 29 novembre, mentre i biglietti saranno disponibili nelle rivendite autorizzate Ticketone dalle 11 del 4 dicembre.

La Glenn Miller Orchestra in tournée in ItaliaIl 2 dicembre a Bologna, poi Milano, Ancona, Mestre e Gorizia

BOLOGNA27 novembre 201911:10

– La Glenn Miller Orchestra, l’ensemble jazz & swing fondato nel 1938 dal direttore d’orchestra e compositore statunitense Glenn Miller, sarà in tournée in Italia nei prossimi giorni per sei serate: il 2 dicembre al teatro Duse di Bologna, il 3 all’Auditorium di Milano, il 4 al teatro delle Muse di Ancona, il 5 al Toniolo di Mestre e il 6 al Vedi di Gorizia.
Il concerto, che prende il nome da uno dei grandi classici di Miller, ‘Jukebox Saturday Night’ del 1942, farà rivivere il mito del trombonista, una delle figure più carismatiche della musica della prima metà del Novecento. Le magiche armonie della ‘swing-era’ trasporteranno il pubblico nell’immaginario di allora, un tributo all’epoca e ai protagonisti di un genere musicale che ha fatto innamorare il mondo e che ancora oggi entusiasma migliaia di appassionati. L’ensemble, capeggiato dal pianista Wil Salden, eseguirà anche una serie di brani di altri musicisti come Count Basie, Harry James e Ray Anthony e grandi classici del genere come ‘Moonlight Serenade’, ‘In The Moo’, ‘Blue moon’, ‘Everybody Loves my baby’, ‘What A Wonderful World’.

Emilio Fede in pronto soccorso al San Raffaele dopo cadutaL’ex direttore del Tg1 e Tg4 ha 88 anni

MILANO27 novembre 201912:06

– Emilio Fede, l’ex conduttore del Tg1 e direttore del Tg4, che ha compiuto 88 anni lo scorso giugno, è stato portato a seguito di una caduta al pronto soccorso dell’ospedale San Raffaele di Milano.

‘Etruschi, viaggio nelle terre dei Rasna’ a BolognaDal 7 dicembre 1400 oggetti provenienti da 60 musei

BOLOGNA27 novembre 201912:26

– A distanza di vent’anni dalle grandi mostre di Bologna e Venezia, il Museo Civico Archeologico di Bologna presenterà dal 7 dicembre al 24 maggio un progetto espositivo dedicato alla civiltà etrusca in cui saranno riuniti circa 1400 oggetti provenienti da 60 musei ed enti italiani e internazionali, tra cui il British Museum, il Louvre, il Museé Royal d’Art e d’Histoire di Bruxelles, il Ny Carlsberg Glyptotek di Copenhagen, i Musei Vaticani e le principali Soprintendenze e istituzioni museali italiane.
‘Etruschi. Viaggio nelle terre dei Rasna’, progettata da Istituzione Bologna Musei, condurrà i visitatori in un itinerario attraverso le terre degli Etruschi mostrando come non esista una sola Etruria, ma molteplici territori che hanno dato esiti di insediamento, urbanizzazione, gestione e modello economico differenti nello spazio e nel tempo, tutti però sotto l’egida di una sola cultura, quella etrusca.

Paul McCartney a Napoli, tre ore show al PlebiscitoManager, ha scelto lui la piazza, sarà spettacolo grandioso

27 novembre 201919:28

“Paul ha scelto Napoli e mi ha detto espressamente che voleva cantare in Piazza del Plebiscito”. Così Mimmo D’Alessandro, il, manager per l’Italia di Paul McCartney, racconta la nascita del grande concerto dell’ex Beatles che il 10 giugno sarà in concerto in Piazza del Plebiscito. “Sarà uno spettacolo grandioso, di tre ore, con tutta la musica dei Beatles e il meglio della sua carriera da solista”, racconta il manager. McCartney ha scelto Napoli come prima tappa del suo tour in Italia che toccherà anche Lucca. Sarà un’occasione imperdibile, perché “si tratta dell’ultimo tour che McCartney farà in Italia e ha voluto fortemente toccare Napoli”.
I biglietti venduti, fino a stasera solo online ma da domani anche nei negozi, sono 9.000, ma la piazza si riempirà fino alla capienza che oscillerà tra i 22 e i 25.000 spettatori. “E’ un grande risultato – ha commentato il sindaco di Napoli Luigi de Magistris – che conferma la destinazione Napoli come una delle top nel mondo”.

A Umbria jazz una due giorni “all star”Tra protagonisti Marsalis, Redman, Lovano e Swift

PERUGIA27 novembre 201913:32

– Sarà una “all star” dedicata al genere, quella che Umbria jazz 2020 proporrà sabato 11 e giovedì 16 luglio. Due grandi giornate con Branford e Wynton Marsalis, Moodswing di Joshua Redman, Joe Lovano, Joey Alexander e Veronica Swift.
Sabato 11 si comincia nel pomeriggio con Joey Alexander, non più una sorpresa, ma, appena sedicenne, già una star del jazz internazionale. Tre anni fa l’esordio a Umbria jazz – ricordano gli organizzatori – e il ragazzino di Bali, Indonesia, stupì tutti, pur presentandosi con due nomination ai Grammy Awards per il suo primo disco, My Favorite Things.
In serata l’arena vedrà sul palco Veronica Swift, con il trio di Emmet Cohen, e Wynton Marsalis che dirige la Jazz at Lincoln center orchestra, evento in esclusiva italiana. Veronica Swift è una giovane cantante in grande ascesa nell’affollato e competitivo scenario della vocalità jazz. Ha esordito a Umbria Jazz la scorsa estate nella dimensione più accogliente ed esclusiva del club. Jazz at Lincoln Center è considerata una delle più prestigiose istituzioni culturali americane.
Giovedì 16 è stato definito il “Saxophone day”, con Joe Lovano, Joshua Redman e Branford Marsalis. Si comincia nel pomeriggio con l’Us Five, uno dei più recenti gruppi di Joe Lovano. Il main stage dell’Arena vedrà poi il progetto Moodswing, titolo del terzo album pubblicato da Joshua Redman nel 1994. Del quartetto facevano parte Brad Mehldau al pianoforte, Christian McBride al contrabbasso e Brian Blade alla batteria. Oggi il quartetto ritorna, in esclusiva italiana, nella stessa formazione di allora, con la differenza che si tratta di una vera e propria superband, perché nei venticinque anni trascorsi dalla uscita di quel disco le giovani promesse sono diventate autentiche star del jazz moderno.
Chiuderà la serata il quartetto di Branford Marsalis, che resta lo strumento privilegiato per mezzo del quale può esprimere ai massimi livelli la sua creatività e la sua idea di musica.

Giancarlo Sepe e la magia del suo teatroIl ritratto del regista nel saggio di Silvana Matarazzo

27 novembre 201913:56

– SILVANA MATARAZZO, IL MONDO MAGICO DI GIANCARLO SEPE (Editrice Zona, pp.190, 18 euro). Dalle semisconosciute “cantine” romane ai palcoscenici dei teatri più importanti, senza mai abbandonare la sua “creatura”, La Comunità, il laboratorio teatrale creato a Trastevere nel 1972, in un viaggio che dagli anni ’60 continua sempre nel segno del teatro: è una conversazione a tu per tu “Il mondo magico di Giancarlo Sepe” di Silvana Matarazzo, libro monografico nel quale l’autrice racconta l’esperienza teatrale del regista Giancarlo Sepe. Da sempre impegnato nel lavoro attento sui testi e sulla parola, Sepe ha attraversato le varie fasi del teatro italiano mantenendo intatta la sua cifra stilistica e la sua identità, proponendo al pubblico creazioni visionarie e immaginifiche in spettacoli “in cui il copione non è prestabilito ma in fieri, e si definisce nel corso delle prove, in una continua corrispondenza di sguardi, emozioni e scambi tra il regista e gli attori”, scrive l’autrice. Con il prologo di Umberto Orsini e la postfazione di Marcantonio Lucidi, il libro delinea attraverso un’intervista dai toni intimi e sinceri un ritratto “da vicino”, esaustivo e affascinante, di uno dei più interessanti e poliedrici registi del teatro italiano, descrivendo con attenzione il suo modo di lavorare, tra l’attenzione costante alla qualità e la creazione di uno stile inconfondibile, senza dimenticare anche il lato privato di un artista innamorato del proprio lavoro.

Musei: Pitti e Boboli gratuiti per la Festa della ToscanaIl 30 novembre, anniversario abolizione pena morte in Granducato

FIRENZE27 novembre 201914:12

– Palazzo Pitti e il Giardino di Boboli ad ingresso gratuito sabato 30 novembre, in occasione della Festa della Toscana, ricorrenza che celebra l’abolizione della pena di morte da parte del Granducato, avvenuta il 30 novembre 1786: per la prima volta al mondo uno Stato decideva di eliminare la condanna capitale dal proprio ordinamento.
“Questa svolta storica accadde grazie all’intelletto illuminato del promotore del nuovo codice penale, il granduca Pietro Leopoldo d’Asburgo-Lorena, personaggio dal potente impatto storico che celebriamo con l’apertura gratuita speciale – spiega il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt -. In un colpo solo, con la riforma penale da lui varata, cancellò non solo la pena di morte, ma le norme più medievali del Granducato, come la tortura, il reato di lesa maestà, la confisca dei beni, sposando i principi degli Illuministi” A Pietro Leopoldo si deve anche l’apertura al pubblico, nel 1766, del Giardino di Boboli, e nel 1769 della Galleria degli Uffizi.
Il giorno successivo, il primo dicembre, torna poi la domenica gratuita: l’accesso libero, stabilito nell’ambito di una iniziativa del Mibact, riguarderà tutto il complesso museale, compresa quindi anche la Galleria degli Uffizi.

Più libri, nel 2019 cresce del 28,3% l’ascolto di audiolibriIl 6 dicembre alla fiera i dati dell’Osservatorio AIE

27 novembre 201914:12

– Sono aumentate del 28,3% le persone, dai 15 ai 75 anni, che nel 2019 affermano di aver ascoltato audiolibri, pari al 9% (circa 4,1 milioni di persone) di chi si considera lettore. Nel 2018 questo valore era del 7% (3,2 milioni di persone). Il dato dell’Osservatorio sulla lettura e i consumi culturali realizzato per l’Associazione Italiana Editori (AIE) è alla base di alcuni incontri professionali, organizzati in collaborazione con Aldus, il network delle fiere del libro europee supportato dal programma Europa Creativa della Commissione Europea, che si svolgeranno a Più libri più liberi, la fiera nazionale della piccola e media editoria dell’AIE, dal 4 all’8 dicembre al Roma Convention Center La Nuvola.
La crescita di chi ascolta audiolibri è uno dei dati che verranno presentati, il 6 dicembre, all’incontro ‘Audiolibri e podcast. Dal progetto editoriale al piano produttivo’ con interventi di Nicola Attadio (Editori Laterza) e Rossana De Michele (Storielibere.fm), moderati da Antonio Lolli (Giornale della Libreria).
I formati audio saranno oggetto anche del convegno del 4 dicembre ‘Audiolibri e podcast. Bolla tecnologica o mercato reale?’ che prova a rispondere alla domanda: l’audio è un formato che allarga la lettura e il perimetro economico dell’impresa editoriale o è, per ora, solo un fenomeno che serve per vendere prodotti tecnologici? Il tema dell’innovazione, sia di prodotto che nei modi della comunicazione e del marketing, è al centro di altri appuntamenti: il 5 dicembre di ‘Dal book blogger all’influencer: i nuovi soggetti della comunicazione e i servizi che offrono’ dedicato a come sta cambiando la comunicazione on line, con l’attività dei book blogger, e dei book influencer in generale e il 6 dicembre dell’incontro che prova a rispondere alla domanda ‘Vendere diritti per le serie tv è possibile anche per un piccolo editore?’ con un’analisi delle relazioni tra questi ultimi e le piattaforme televisive .

L’August Prize all’esordiente svedese Patrik SvenssonPer ‘Nel segno dell’anguilla’ pubblicato da Guanda

27 novembre 201914:37

– Lo svedese Patrik Svensson, autore esordiente del libro ‘Nel segno dell’anguilla’ pubblicato in Italia da Guanda lo scorso settembre, è il vincitore del prestigioso ‘August Prize’, il più importante premio letterario svedese, per la categoria non fiction.
In perfetto equilibrio tra memoir e racconto scientifico, è una storia di formazione, un’ode al più misterioso dei pesci, l’anguilla, una creatura che rischia l’estinzione e il cui luogo di riproduzione nel Mar dei Sargassi è oggi minacciato dal cambiamento climatico.
“Una vertiginosa storia con una venatura filosofica ed esistenziale sull’origine e la mitologia dell’anguilla, animale in via di estinzione, sul suo posto nel mondo della natura ed in quello degli esseri umani, che porta il lettore a navigare in acque profonde, sia figurativamente che letteralmente parlando.
Patrik Svensson ci porta a seguire l’anguilla fino al Mar dei Sargassi, e scende anche nelle profondità dell’animo umano, della sua anima, grazie al rapporto speciale con il padre.
Perché questa è anche una storia di un padre e di un figlio e dell’amore condiviso per le anguille che li ha legati in un rapporto davvero unico” sottolinea la motivazione al premio.
Cresciuto in una piccola città del sud della Svezia, non lontano da quella che viene comunemente chiamata “la costa delle anguille”, Svensson e’ nato nel 1972 e vive a Malmo con la famiglia.

Premio il Battello a Vapore 2019 a Youtuber di BrattiRiconoscimento assegnato per “fedele ritratto realtà social

28 novembre 201916:45

– E’ il romanzo sulla realtà social ‘Youtuber’ di Graziano Biglia, pseudonimo di Roberto Bratti, il vincitore dell’edizione 2019 del ‘Premio Battello a Vapore’ .
Il Miglior Autore della 18/ma edizione del premio con cui Edizioni Piemme porta avanti il suo impegno nell’assicurare maggiore spazio per nuove voci letterarie, è stato annunciato il 27 novembre alla Libreria Sistina di Rovellasca (Como).
Proclamato da Eros Miari, Youtuber è stato premiato “per il fedele ritratto della realtà ‘social’ di oggi”.
Il vincitore, scelto tra oltre 494 autori, con un incremento di oltre il 60% rispetto al 2018, è stato scelto dalla giuria mista composta da Alessandro Gelso, responsabile editoriale di Edizioni Piemme-Il Battello a Vapore; Sistina Rovelli, libraia; Oriana Picceni, giornalista; Eliana Canova, scrittrice e vincitrice del Premio Battello a Vapore 2018 e Nicoletta Bortolotti , redattore di Mondadori e autrice di libri per ragazzi.
Prendete un ragazzino nerd e imbranato che ama i fumetti e le serie televisive e che, guarda un po’, vuole fare lo youtuber.
Prendete questo sogno, cliccateci sopra 100mila, 200mila volte e ancora e ancora, e avrete la nuova web star di tendenza. Ne vale davvero la pena? Alfredo, il protagonista, di ‘Youtuber’ troverà la sua risposta tra colpi di scena, risate e personaggi, giovani e adulti, che nella loro imperfezione non possono che far sorridere e riflettere, dalla prima all’ultima pagina.
Bratti, napoletano, ha sempre avuto una particolare attenzione ai temi del cyberbullismo e dei social network ed è già autore di ‘Bulli con un click’, ‘Un like di troppo’ e ‘#HelpJack’ . PER RESTARE SEMPRE AGGIORNATO SU SPETTACOLI, CINEMA, MUSICA E CULTURA, TEATRO, MODA, INTRATTENIMENTO, SCOPERTE CLICCA QUI OPURE QUI

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La Vucciria di Guttuso a Montecitorio
Il dipinto in mostra a ingresso libero nella Sala della Lupa

27 novembre 201915:36

– La Camera dei Deputati apre le porte a La Vucciria, il capolavoro di Renato Guttuso. Il dipinto sarà in mostra, a ingresso libero, dal 29 novembre al 12 gennaio 2020 nella prestigiosa Sala della Lupa di Palazzo Montecitorio accanto ad altre due opere dell’ artista, il ‘Cristo deriso’ (1938) e i ‘Carrettieri siciliani’ (1946), appartenenti alle Collezioni della Camera dei Deputati e mai esposte finora al pubblico. L’ opera del maestro siciliano lascia così la collocazione abituale nel Complesso Monumentale di Palazzo Chiaromonte-Steri, sede il Rettorato dell’ Università di Palermo, per essere ammirato a Roma nel periodo delle festività di fine anno. “L’esposizione, promossa dall’Università degli Studi di Palermo e dalla Fondazione Sicilia e organizzata da Civita con il contributo di Igea Banca, rappresenta – è detto in una nota – un importante momento di valorizzazione e promozione del patrimonio culturale siciliano e vuole essere l’inizio di un ciclo di appuntamenti che renderanno protagoniste anche le altre regioni italiane”. La Sala della Lupa sarà aperta ai visitatori dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso alle 17.30) .
La Vucciria, dipinto tre metri quadri realizzato da Guttuso nel 1974 nel pieno della sua maturità, fu donato dall’ autore all’ Ateneo del capoluogo siciliano. Considerata l’ opera più celebre dell’ artista , è la descrizione realistica e suggestiva di una scena quotidiana dell’ omonimo mercato di Palermo, tra i più affascinanti della città. Il termine ‘vucciria’ deriva dal francese boucherie (macelleria) che in siciliano ha anche assunto il significato di confusione, miscuglio incomprensibile di voci, persone, oggetti, espressioni e azioni tipiche del mercato.

A Palazzo Madama il Servizio del Re di SardegnaAcquistato a Londra da Christie’s il 4 luglio

TORINO27 novembre 201915:46

– Il Servizio del Re di Sardegna, messo in vendita a Londra da Christie’s il 4 luglio e acquistato dalla Fondazione Torino Musei, arricchisce la collezione di porcellane di Palazzo Madama. Creduto disperso, il servizio – tra i più importanti mai prodotti dalla prestigiosa manifattura di Meissen – si era conservato presso la stessa famiglia, la Casa Reale di Savoia, per quasi 300 anni. La sua ricomparsa sul mercato è stata considerata come sensazionale e ha catalizzato l’attenzione degli esperti di tutto il mondo.
Finora erano noti solo alcuni pezzi: una tazza da cioccolata con piattino nel Metropolitan Museum of Art di New York, un piattino nella Arnhold Collection (ora alla Frick Collection), un altro a Palazzo Pitti, una zuccheriera nella collezione Schneider a Monaco di Baviera e una tazza da cioccolata con piattino a Palazzo Madama. “L’asta di Christie’s rinvigorisce l’immagine dei musei di Torino in campo internazionale”, sottolinea il presidente della Fondazione Torino Musei Maurizio Cibrario.

Virzì riceve Pegaso d’Oro della Regione ToscanaRegista: “E’ un premio che chiude cerchio mia sfida’

FIRENZE27 novembre 201919:25

Paolo Virzì ha ricevuto il Pegaso d’Oro, massimo riconoscimento della Regione Toscana: il regista livornese ha partecipato a un incontro con gli studenti e con il presidente della Regione Enrico Rossi, al Teatro La Compagnia di Firenze, nell’ambito di una giornata dedicata ai suoi film. “Ricevere il premio – ha spiegato – è molto importante per me, è come se chiudesse un cerchio di quella sfida un po’ folle che avevo fatto a 21 anni andandomene via da una piccola città, portandomi dietro un sentimento ed una promessa: ‘Andrò e vi racconterò, racconterò chi siete e cosa patite’. Tutto partendo dalla sofferenza per provare a trasformarla in un racconto a volte comico, o perlomeno a fare delle commedie su questa cosa del patire, portandomi dietro anche quegli strumenti che sento di poter condividere con la gente in Toscana che è il sentimento dell’ironia, dello sguardo sulle cose che sempre marcia a braccetto con l’irriverenza, il gusto della burla anche di fronte alle cose più tragiche dell’esistenza”.

Hong Kong: Joshua Wong in video collegamento con la Fondazione Feltrinelli: ‘Deluso dal ministro Di Maio’ L’attivista: ‘Non vuole interferire ma dimentica la brutalità della polizia’

28 novembre 201911:04

“Il ministro italiano Di Maio mi ha deluso quando ha parlato dei diritti umani a Hong Kong. Ha detto di non voler interferire con i fatti di altri Paesi, ma ha tralasciato le brutalità della polizia”. Lo ha detto Joshua Wong in video-collegamento da Hong Kong con la Fondazione Feltrinelli di Milano. “Tutti – ha aggiunto – dovrebbero ricordare l’importanza della dignità umana. Faccio appello ai leader politici italiani perché si ricordino che stiamo lottando per una nobile causa: avere elezioni veramente libere”.

IL VIDEO“Cinquemila persone sono state arrestate, donne anche incinte sono state picchiate nelle stazioni di polizia. A Hong Kong siamo ben lontani dalla democrazia”, ha affermato Joshua Wong, ricordando di essere stato arrestato otto volte e ha ribadito che il movimento non ha bisogno di un leader.
“Il risultato elettorale ha dimostrato che c’è una crisi politica, che ha bisogno di soluzioni politiche e non delle brutalità della polizia”, per le quali “chiederemo punizioni severe”, ha detto Joshua Wong. Sia gli organizzatori dell’evento, sia l’attivista leader della protesta hanno confermato che le autorità non gli hanno concesso il visto per venire in Italia, nonostante l’invito della Fondazione. “Non posso incontrare i miei amici in Europa, e questo – ha detto Joshua Wong – è un brutto colpo per la libertà”.
Fondazione Feltrinelli promuove l’incontro Hong Kong Democracy, primo appuntamento del ciclo Move On dedicato ai movimenti di piazza, conflitti e bisogni: partecipano Joshua Wong (in video – collegamento da Hong Kong), il direttore di Fondazione Feltrinelli Massimiliano Tarantino, il sociologo Frédéric Martel e il sinologo e sociologo Daniele Brigadoi Cologna.
Per altre info https://www.facebook.com/FondazioneFeltrinelli/

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Cinema: scoperta a Rimini la vera casa di Federico Fellini
Non è stabile supposto finora. Docente individua abitazione

RIMINI27 novembre 201916:23

– Scoperta, a Rimini, la vera casa natale di Federico Fellini. È sempre in viale Dardanelli, a Marina Centro, ma non è lo stabile che si è supposto finora.
Documenti d’annata, ricerche negli archivi parrocchiali e confronti con catasto storico, hanno portato all’esatta identificazione: l’abitazione natia del Maestro non è al civico 10 ma al 60. A dare la curiosa notizia è il settimanale riminese ‘il Ponte’ che, nel numero in edicola domani, riporta uno studio, lungo e accurato, condotto da Davide Bagnaresi, 42enne docente a contratto in Storia dei consumi e delle imprese turistiche all’Università di Bologna che, da tempo, si occupa del Fellini bambino e ragazzo.
E che riproporrà con dovizia di particolari, fotografie e documenti, l’intera vicenda – e altri curiosi inediti sempre relativi all’infanzia di Fellini – in occasione del convegno ‘Ho bisogno di credere. Federico Fellini e il sacro’, in programma nel marzo 2020 – nel Centenario della nascita del regista – che si svolgerà tra Rimini e Roma.
Prendendo le mosse dal certificato dell’Anagrafe, che segna via Dardanelli 10, Bagnaresi ha ripercorso tutte le tappe della vita di Fellini a partire dall’individuazione del padrino e della madrina al battesimo del piccolo Federico, Cesare Canuti e Clara Canuti, intestataria dell’immobile, al civico 10, in cui i genitori del regista – Urbano Fellini e Ida Barbiani – avevano affittato una stanza, sul finire del 1919, per motivi di lavoro.
Abitazione indicata al numero del catasto, 12751, foglio 66, particella 416 e parte di un gruppo di case popolari. Oggi il Foglio 66 particella 416, ovvero la casa in cui è nato Fellini, corrisponde al civico 60 di viale Dardanelli, bombardato nel 1944 e in parte ricostruito.

A Pistoia il Colore del caso di George TatgeMostra riapre Palazzo Fabbroni, sede Museo del Novecento

FIRENZE27 novembre 201917:26

– Un racconto attraverso 74 immagini a colori su luoghi di misteriosa metafisicità, città sovraffollate ma prive di persone, sospese nel tempo, su barriere e recinti. E’ ‘George Tatge. Il colore del caso’, l’esposizione, a cura di Carlo Sisi, che segna la riapertura di Palazzo Fabbroni a Pistoia, sede del Museo del Novecento e del Contemporaneo di Pistoia. La mostra, realizzata dal Comune di Pistoia con il contributo della Regione Toscana nell’ambito del progetto ‘Toscanaincontemporanea2019′, sarà visitabile dal 29 novembre al 16 febbraio prossimi.
La rassegna nasce da una svolta nel modus operandi dell’artista: noto da sempre per il suo lavoro in bianco e nero, da sette anni Tatge si dedica esclusivamente a riprese a colori, una scelta che, si spiega, ha richiesto un modo radicalmente diverso di guardarsi intorno. La fotografia di Tatge, si spiega ancora, “rimane lontanissima dall’essere documento. E’ pura metafora, un’espressione poetica che va oltre il visibile. Tatge si muove raramente con progetti precisi in mente. Preferisce vagare per lasciare che sia il mondo a sorprenderlo, che sia la sua psiche a reagire e a rispondere alle sollecitudini dei luoghi. Al caso, appunto. La rassegna, suddivisa in sei diverse sezioni, è accompagnata da un video che dà conto degli scatti di Tatge dedicati a Pistoia.
Palazzo Fabroni riapre al termine di lavori che hanno consentito il recupero di un’ampia porzione del pianoterra, con nuovi spazi riservati all’accoglienza del pubblico e di nuove sale destinate a funzione museale grazie a finanziamenti del Comune di Pistoia e a risorse dei fondi europei di sviluppo regionale Por Fesr-Regione Toscana 2014-2020 e della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia. .

‘Inventario Pozzati’, Bologna omaggia il maestroDal 30 novembre spettacoli, performance, proiezioni e incontri

OLOGNA27 novembre 201917:28

– Un omaggio di Bologna a Concetto Pozzati (1935-2017), maestro di punta dell’arte contemporanea, con spettacoli, performance, proiezioni e incontri, è in programma dal 30 novembre al 3 marzo con artisti e ospiti.
‘Inventario Pozzati’ è il filo conduttore dell’iniziativa, che coinvolgerà vari luoghi della città: dalla Biblioteca Emeroteca del MAMbo, con il Fondo Pozzati recentemente donato dai figli Maura e Jacopo al museo bolognese, allo studio in cui dipingeva all’Arena del Sole, dall’Accademia di Belle Arti alla Mediateca di Cubo Unipol, fino alla Cineteca dove ritrovare immagini inedite.
Il progetto, a cura di Elena Di Gioia, affonda nel ‘prisma Pozzati’: la sua opera d’artista, l’impegno volto al futuro attraverso l’insegnamento, il suo impegno politico e civile nel ruolo di assessore alla cultura a Bologna (dal ’93 al ’96), l’intreccio tra privato e pubblico attraverso le parole attuali dei suoi scritti. Si comincia sabato con la performance teatrale ‘A e da Pozzati’, regia di Angela Malfitano.

DeA Planeta acquisisce diritti italiani libri La casa di cartaAccordo con Netflix. Il 14 gennaio La casa di carta. La sfida.

28 novembre 201910:10

– I diritti di lingua italiana dei libri ufficiali delle serie Netflix ‘La casa di carta’ ed ‘Élite’ , fenomeno globale nel 2020, sono stati acquisiti da DeA Planeta Libri.
A seguito dell’accordo globale tra il Gruppo Planeta e Netflix, lo annuncia DeA Planeta Libri. Il primo libro uscirà il 14 gennaio 2020 per De Agostini e sarà La casa di carta. La sfida.
“Siamo molto contenti di questa nuova acquisizione, che ci vede coinvolti a livello global con gli altri editori del Gruppo Planeta con un partner così importante come Netflix. Anche grazie a questo accordo, DeA Planeta Libri si conferma ancora una volta una delle realtà più dinamiche dello scenario editoriale italiano. Credo anche che i libri che pubblicheremo potranno emozionare tutti coloro che sono stati incollati agli schermi e si sono appassionati a queste storie” dice Daniel Cladera, direttore generale editoriale di DeA Planeta Libri. Le pubblicazioni prevederanno sia romanzi, in uscita per DeA Planeta, che libri di non fiction, in uscita per De Agostini.

Filarmonica Romana, il piano di AnderszewskiAl Teatro Argentina con Bach, Schumann e Beethoven

27 novembre 201917:42

– Assente da Roma da otto anni, il pianista polacco Piotr Anderszewski torna per esibirsi con brani di Bach, Schumann e Beethoven nel concerto dell’ Accademia Filarmonica Romana in cartellone giovedì 28 novembre al Teatro Argentina. Considerato tra i pianisti più interessanti della scena mondiale, Anderszewski, 50 anni, è ospite regolare delle più celebri sale da concerto internazionali. Il concerto si apre con una selezione di tre Preludi e Fughe dal Secondo libro del Clavicembalo ben temperato composto da Bach nel 1744. Seguono i sette Pezzi in forma di Fughetta op. 126 di Schumann, scritti nel e dello stesso anno I canti dell’alba op. 133. A chiudere la serata la Sonata n. 31 in la bemolle maggiore op. 110 di Beethoven. Il pianista, artista esclusivo della Warner Classics/Erato dal 2000, ha ottenuto premi prestigiosi tra i quali, nel 2012, il Recording of the Year del BBC Music Magazine per la sua registrazione dedicata alle opere di Schumann. . L’album delle Suites Inglesi n. 1, 3 e 5 di Bach, pubblicato nel novembre 2014, ha vinto il Gramophone Award nel 2015.

In libreria il ‘Pinocchio’ senza lieto fineLa prima stesura di Collodi svela la natura oscura del burattino

PALERMO27 novembre 201918:42

– (Carlo Collodi, “Pinocchio, la storia di un burattino. La prima oscura edizione”, pp. 152, 15 euro). La prima edizione di Pinocchio, quella pubblicata a partire dal 1881 sul “Giornale per i bambini”, restituisce al lettore l’opera così com’era stata originariamente pensata e scritta da Collodi, svelandone la perturbante natura oscura. Una rivoluzione di prospettiva e una possibile scoperta per milioni di lettori, abituati al “lieto fine”, al valore pedagogico e alla visione rassicurante del burattino che si fa bambino, alimentata anche dal successo mondiale del cartone animato della Walt Disney del 1940.
Pinocchio è però un libro tridimensionale che sorprende, arricchito in questa nuova veste dalle perturbanti illustrazioni realizzate ad hoc dal giovane artista siciliano Simone Stuto.
Con questo bellissimo e tetro racconto, il 27 ottobre 1881 Collodi concludeva la prima redazione del libro. Pinocchio moriva impiccato a un albero, punito per la sua stolidità e disubbidienza, pronunciando un’invocazione già udita altrove: “Oh babbo mio! Se tu fossi qui!”: inevitabile il richiamo cristologico della locuzione.
La decisione di Collodi di far crepare il suo burattino può solo appartenere alla logica del terrore. Quella logica alla quale un estimatore d’eccezione, Italo Calvino, riconduceva senza alcun indugio Pinocchio: forse l’unico romanzo italiano, a suo dire, da ascrivere al romanticismo nero e fantastico.
Tradotto in più di 240 lingue, Pinocchio è con tutta probabilità il libro italiano più conosciuto e venduto al mondo. Decine le letture e le interpretazioni del testo, elaborate da critici ed esegeti lungo tutto il XX secolo. Al centro di numerosi dibattiti, ad esempio, la controversa lettura operata dal cardinale Giacomo Biffi che, al di là della laicità dell’autore, analizza le vicende del burattino in parallelo con la storia della salvezza secondo il credo cristiano-cattolico.
Per Giorgio Manganelli, autore di “Pinocchio: un libro parallelo”, il capolavoro di Collodi è forse l’unico mito classico che ci viene dall’Ottocento, un testo veloce e guizzante in cui regnano il silenzio e la tenebra. Ne “La storia di un burattino” non c’è spazio per la metamorfosi edificante: il romanzo, veloce e guizzante, terrificante e cupo, disegna un piccolo universo dominato dal male, dalla falsità, dalla cattiva fede, dalla furbizia.
La scrupolosa operazione di restituzione filologica del testo originario svela la natura oscura di Pinocchio – poi nel tempo edulcorata – grazie a questa importante iniziativa editoriale del Palindromo, casa editrice di Palermo. La pubblicazione è curata da Salvatore Ferlita, docente di Letteratura italiana contemporanea all’Università “Kore” di Enna.

Lucio Dalla, tutta la discografia in vinileDal 3 dicembre, da Come è profondo il mare a Angoli nel cielo

27 novembre 201919:44

– La discografia completa di Lucio Dalla arriva in edicola, dal 3 dicembre, con 22 dischi da collezione.
La carriera del cantautore bolognese “riavvolta” per intero, il percorso di un artista capace di spaziare con disinvoltura dalla sperimentazione beat alla canzone d’autore, dall’avanguardia musicale fino alla lirica, dall’elettronica alla musica classica.
Per la prima volta verranno rilasciati su vinile alcuni storici dischi (anche in formato doppio album) della sua discografia – come “Canzoni”, “Lucio”, “Il contrario di me”, “Ciao” ed “Angoli nel cielo” – con altri introvabili che torneranno disponibili.
Ogni uscita della collezione, curata da Paolo Maiorino, responsabile del catalogo Sony Music, verrà arricchita da un fascicolo corredato di immagini rare, racconti inediti e interviste ad amici e artisti con cui Dalla ha collaborato durante il suo percorso artistico: da Carlo Conti a Renzo Arbore, da Fiorella Mannoia a Ron e Pupi Avati, dal produttore Alessandro Colombini al chitarrista Ricky Portera.
La prima uscita della collana sarà dedicata al capolavoro “Come è profondo il mare” (1977), il primo album in cui l’artista si dedicò alla stesura dei testi: otto tracce indimenticabili, da “Quale allegria” a “Il cucciolo Alfredo”, da “Corso Buenos Aires” a “Disperato erotico stomp”.
Sono molti i contenuti inediti della collana, una vera grande occasione per guardare da nuove angolazioni l’opera di un artista straordinario, capace di affascinare ascoltatori di ogni generazione con la sua poetica raffinata.

torna Noir in Festival, ricorda 80 anni Batman6-12/12 tra Como e Milano. Jonathan Lethem, il Raymond Chandler

27 novembre 201919:47

– Si apre nel segno della memoria la 29a edizione del Noir in Festival in programma a Como e Milano dal 6 al 12 dicembre con la direzione di Giorgio Gosetti, Marina Fabbri e Gianni Canova: il festival ricorda gli 80 anni di Batman, cavaliere nero nato dalla graphic novel e diventato icona cinematografica, grazie al tratto di Lorenzo De Felici che firma l’immagine dell’anno e poi svela i segreti di un classico anomalo del genere come The Third Man di Carol Reed con Joseph Cotten, Alida Valli e Orson Welles che 70 anni fa vinceva il Grand Prix al Festival di Cannes. Dicono Marina Fabbri e Giorgio Gosetti tutto il programma dell’anno è costruito sulla doppia suggestione della tradizione e degli sconfinamenti, con un legame più forte di sempre tra cinema e letteratura, storia e cronaca, a cominciare dal vincitore del Raymond Chandler Award, Jonathan Lethem, nuova stella della letteratura post-moderna americana, premiato a Como la sera del 7 dicembre e poi protagonista di un incontro con i lettori domenica 8 dicembre a Milano”. I sei film in concorso per il cinema, giudicati da una giuria tutta al femminile portano in primo piano la “nuova onda” del cinema sudamericano con il cileno Araña di Andrés Wood, il brasiliano Bacurau di Kleber Mendonça Filho e Juliano Dornelles, l’argentino 4X4 di Mariano Cohn. Insieme a questi Dear Agnes di Daniel Alfredson, l’ultimo della trilogia svedese di “Intrigo” ideata da Håkan Nesser (ospite d’onore per la letteratura), il coreano The Beast di Lee Jeong-ho, il cinese Il lago delle oche selvatiche di Diao Yinan, rivelazione all’ultimo festival di Cannes.
Compatta la squadra degli autori letterari “spina dorsale” di una rassegna in grande trasformazione: autori affermati come Giancarlo de Cataldo, Gianrico Carofiglio, Maurizio De Giovanni, Donato Carrisi (tutti da tempo strettamente legati anche al cinema e alla serialità televisiva), e ancora Piernicola Silvis, Andrea Purgatori, Antonio Moresco e Guido Vitiello, Gino Vignali. E i cinque finalisti del Premio Giorgio Scerbanenco che si contendono il titolo di autore italiano noir dell’anno.

‘Respiro’ di Ted Chiang tra 10 migliori per NytIn top ten anche Luiselli, Lerner e “Chernobyl” di Higginbotham

NEW YORK28 novembre 201909:43

– Bilanci di fine anno anche nel mondo del libro: come di consueto il New York Times ha scelto la top ten del 2019 – cinque opere di fiction e cinque di saggistica – e tra le proposte alcune sono gia’ arrivate in Italia come “Respiro” (“Exhalation”) di Ted Chiang: nove racconti sulle conseguenze materiali del viaggio nel tempo negli Usa sono pubblicati da Alfred A. Knopf, da noi con Frassinelli.
Tra i romanzi migliori del 2019 c’e’ anche “L’Archivio dei Bambini Perduti” della messicana Valeria Luiselli, tradotto in italiano da Tommaso Pincio per La Nuova Frontiera. Dopo “Uomo di Passaggio” (Neri Pozza) e “Nel Mondo a Venire” (Sellerio), il 2019 di un autore cult anche in Italia come Ben Lerner si intitola “The Topeka School”: Adam Gorman torna protagonista e anche stavolta restano gli interrogativi su arte e autenticità, scrive il Times, ma rispetto ai precedenti romanzi di Lerner, “l’assenza di fede di Adam diventa un sintomo di una crisi nazionale”.
Nel primo capitolo di “Disappearing Earth” dell’esordiente Julia Phillips pubblicato da Knopf, due ragazzine spariscono nel nulla mandando ondate di shock attraverso una citta’ ai margini della remota penisola di Kamchatka”. Completa la top 5 della fiction “Night Boat to Tangier” di Kevin Berry: gli antieroi di questo romanzo, pubblicato da Doubleday, sono due gangster irlandesi.
A soggetto irlandese ma stavolta con i “Troubles” in Irlanda del Nord di sfondo e’ “Say Nothing” di Patrick Radden Keefe sull’assassinio di Jean McConville da parte dell’Ira nel 1972: una madre vedova rapita dalla sua casa di Belfast in presenza dei suoi figli, era sospettata dall’organizzazione paramilitare di essere una spia.
Tra i titoli segnalati tra i migliori della saggistica c’e’ “Mezzanotte a Chernobyl” di Adam Higginbotham, pubblicato da poco in Italia da Mondadori col resoconto mozzafiato dell’esplosione della centrale nucleare nell’aprile 1986.
Completano la top five della non-fiction “The Club” di Leo Damrosch, su Samuel Johnson e i suoi amici nell’Inghilterra della fine del Settecento, “Yellow House” di Sarah Broom ambientato in una casa di New Orleans Est dagli anni Sessanta all’uragano Katrina e “No Visible Bruises” sulle devastanti e letali conseguenze della violenza domestica.

‘Respiro’ di Ted Chiang tra 10 migliori per NytIn top ten anche Luiselli, Lerner e “Chernobyl” di Higginbotham

NEW YORK29 novembre 201913:57

Bilanci di fine anno anche nel mondo del libro: come di consueto il New York Times ha scelto la top ten del 2019 – cinque opere di fiction e cinque di saggistica – e tra le proposte alcune sono gia’ arrivate in Italia come “Respiro” (“Exhalation”) di Ted Chiang: nove racconti sulle conseguenze materiali del viaggio nel tempo negli Usa sono pubblicati da Alfred A. Knopf, da noi con Frassinelli.
Tra i romanzi migliori del 2019 c’e’ anche “L’Archivio dei Bambini Perduti” della messicana Valeria Luiselli, tradotto in italiano da Tommaso Pincio per La Nuova Frontiera. Dopo “Uomo di Passaggio” (Neri Pozza) e “Nel Mondo a Venire” (Sellerio), il 2019 di un autore cult anche in Italia come Ben Lerner si intitola “The Topeka School”: Adam Gorman torna protagonista e anche stavolta restano gli interrogativi su arte e autenticità, scrive il Times, ma rispetto ai precedenti romanzi di Lerner, “l’assenza di fede di Adam diventa un sintomo di una crisi nazionale”.
Nel primo capitolo di “Disappearing Earth” dell’esordiente Julia Phillips pubblicato da Knopf, due ragazzine spariscono nel nulla mandando ondate di shock attraverso una citta’ ai margini della remota penisola di Kamchatka”. Completa la top 5 della fiction “Night Boat to Tangier” di Kevin Berry: gli antieroi di questo romanzo, pubblicato da Doubleday, sono due gangster irlandesi.
A soggetto irlandese ma stavolta con i “Troubles” in Irlanda del Nord di sfondo e’ “Say Nothing” di Patrick Radden Keefe sull’assassinio di Jean McConville da parte dell’Ira nel 1972: una madre vedova rapita dalla sua casa di Belfast in presenza dei suoi figli, era sospettata dall’organizzazione paramilitare di essere una spia.
Tra i titoli segnalati tra i migliori della saggistica c’e’ “Mezzanotte a Chernobyl” di Adam Higginbotham, pubblicato da poco in Italia da Mondadori col resoconto mozzafiato dell’esplosione della centrale nucleare nell’aprile 1986.
Completano la top five della non-fiction “The Club” di Leo Damrosch, su Samuel Johnson e i suoi amici nell’Inghilterra della fine del Settecento, “Yellow House” di Sarah Broom ambientato in una casa di New Orleans Est dagli anni Sessanta all’uragano Katrina e “No Visible Bruises” sulle devastanti e letali conseguenze della violenza domestica.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Le figlie raccontano Ettore Scola
‘Chiamiamo il babbo’, ”Grazie. Quello che avremmo voluto dire”

28 novembre 201915:48

PAOLA E SILVA SCOLA, ‘CHIAMIAMO IL BABBO’ (RIZZOLI, PAG. 288, 19 EURO) Grazie. E’ quello che avremmo voluto dire a Ettore Scola se l’avessimo incontrato, grazie per la poesia, la bellezza, l’intimità, la nostalgia, il divertimento che ci ha regalato con i suoi film. E grazie diciamo alle sue figlie Paola e Silvia che con il loro libro ‘chiamiamo il babbo’ edito da Rizzoli, ci hanno raccontato un padre speciale, un regista straordinario, un uomo burbero ma amoroso. Quel padre, scrivono:”che ogni bambina, e poi ogni donna e ogni persona sogna di avere; uno su cui puoi contare sempre quando ne hai bisogno e che si tira da parte quando non lo vuoi fra i piedi; che fa il tifo per te, che ti sprona, ti incoraggia e ti stoppa quando è il momento di mettere dei limiti. E che ti ama incondizionatamente”.Il libro fa sorridere, commuovere, e ricordare una stagione di cinema che non c’è più, ma che ha lasciato capolavori insuperati grazie a autori, sceneggiatori e registi come Sergio Amidei, Age e Scarpelli, Federico Fellini, tutti artisti che con Scola hanno lavorato. E nel libro non c’è solo il cinema, la scrittura, la recitazione ma soprattutto c’è la famiglia Scola, con il suo lessico, i modi di dire quasi tutti mutuati, e non poteva essere altrimenti, dal cinema. A cominciare dal titolo del libro, quel ‘chiamiamo il babbo’, che Ettore Scola, come raccontano le figlie, amava ripetere quando qualcuno si mostrava non all’altezza della situazione, ricordando una battuta di Totò che caduto nelle mani del figlio incapace del suo dentista invoca appunto ‘chiamiamo il babbo’ . Silvia, sceneggiatrice e autrice teatrale, e Paola,segretaria di edizione e aiuto registra,hanno lavorato entrambe per Scola e, nel libro, raccontano i vezzi, i capricci, le manie del grande regista, ma anche l’enorme umanità e vicinanza con le maestranze, la serietà e meticolosità al limite dell’ossessione che metteva nel suo lavoro e lo fanno ricordando i set dei tanti film girati dal Maestro con attori straordinari come Mastroianni e Sophia Loren, Monica Vitti e Manfredi, Gasmann, Alberto Sordi ma anche Massimo Troisi, che le figlie rivelano Scola amava come il figlio maschio che non aveva mai avuto. E ripercorrendo la vita lavorativa del regista, non tralasciano di sottolineare come molto più che il suo Paese, la Francia sia stata generosa con Scola avendogli tributato gloria e onori che non sempre ha ottenuto a casa sua.

A X Factor Marco D’Amore, Francesca Michielin, AnastasioNel sesto live una doppia eliminazione

28 novembre 201910:16

Dopo il debutto nel mercato discografico dei giovani talenti, che la scorsa settimana hanno presentato i loro inediti, il sesto appuntamento di X Factor si apre con un ballottaggio e la conseguente eliminazione. Giovedì alle ore 21.15, su Sky Uno (canale 108, digitale terrestre canale 455) e Now TV, si scoprirà, infatti, chi è il concorrente il cui inedito ha raccolto in settimana il minor numero di download e di ascolti in streaming e che quindi andrà allo scontro con Giordana Petralia. Uno dei due dovrà abbandonare subito il palco del talent di Sky prodotto da Fremantle, e la gara proseguirà con sei concorrenti guidati da Malika Ayane, Mara Maionchi, Samuel, Sfera Ebbasta.Alessandro Cattelan inizierà la puntata con il primo ospite di questa settimana, Marco D’Amore: i due eseguiranno un testo di Anis Mojgani tradotto da Simone Savogin e dal titolo “Shake the dust”, un inno alla diversità e all’unicità. Una “slum poetry” che aprirà la puntata, con musiche composte da Dardust, in una performance ideata dal direttore artistico Simone Ferrari.Sarà poi il momento di dare il via alle due manche previste: nella prima, i sei talenti rimasti in gara si esibiranno con brani prodotti da Dardust e accompagnati da un’orchestra di 40 elementi. E così, salvo essere stati esclusi a inizio puntata, la Sierra interpreterà The Ecstasy Of Gold di Ennio Morricone, i Booda Hold Up di Beyoncè, Nicola Cavallaro Sound of Silence di Simon & Garfunkel, Eugenio Campagna Cosa mi manchi a fare di Calcutta, Davide Rossi Treat you better di Shawn Mendes, Giordana Petralia Stay di Rihanna e Sofia Tornambene I Love You di Woodkid.La seconda manche invece vedrà un megamedley degli inediti con i concorrenti che a quel punto saranno ancora in gara. Gli inediti sono: Elefante dei Booda; Glum di Davide Rossi, Cornflakes di Eugenio Campagna, Chasing Paper di Giordana Petralia, Like I Could di Nicola Cavallaro, Enfasi della Sierra e A domani per sempre di Sofia Tornambene.I tre meno votati nella somma delle due manche andranno al ballottaggio, uno sarà salvato dal pubblico grazie a XME PASSION CHOICE, il meccanismo di Intesa Sanpaolo grazie al quale i fan del programma diventano “quinto giudice” e hanno la possibilità di mantenere in gara il concorrente preferito sottraendolo al giudizio di Malika Ayane, Mara Maionchi, Samuel, Sfera Ebbasta.Gli altri due concorrenti invece si sottoporranno al responso dei giudici con conseguente eliminazione di uno di loro.Ospiti di questa settimana: Francesca Michielin, che ha trionfato a X Factor nel 2011 e in questi 8 anni si è affermata come una delle artiste più interessanti della nostra scena musicale, e Anastasio, che dopo la vittoria nel 2018 presenta una release speciale che arriva prima del nuovo album.Dopo l’uscita di Cheyenne feat Charlie Charles, il nuovo singolo che anticipa il prossimo importante progetto discografico in uscita nella primavera 2020, Francesca Michielin torna da superospite sul palco di X Factor a distanza di otto anni dalla sua vittoria. Cheyenne racconta la melanconia del ricordo, che scatena emozioni quando associata alla vita. Francesca è pronta anche a tornare dal vivo, e il 20 settembre 2020 si esibirà per la prima volta sul palco del Carroponte, il tempio della musica urban alle porte di Milano.Dopo un lungo tour estivo e un altrettanto lungo periodo in studio, Anastasio – che ha terminato la lavorazione del nuovo album in uscita nel 2020 – anticipa sul palco di X Factor Il fattaccio del Vicolo del Moro, una release speciale che arriva prima del nuovo album e del primo singolo ufficiale che lo riporta a cimentarsi con la trasposizione in forma rap di opere della tradizione italiana. Il fattaccio del Vicolo del Moro, in particolare, è liberamente ispirato al celebre monologo del 1911 del poeta romano Amerigo Giuliani (l’originale s’intitola Er fattaccio), portato in precedenza al successo nella versione di Gigi Proietti. È la confessione in prima persona di un assassino, che Anastasio interpreta con grande delicatezza e intensità; oltre che del testo, è autore anche della linea melodica, mentre la produzione artistica è stata curata da due pesi massimi del rap come Slait e Stabber oltre che da Alessandro Treglia.Sesto appuntamento anche per EXTRA FACTOR, il late night show guidato da Pilar Fogliati e dal suo compagno di viaggio Achille Lauro. Tutti i giorni alle 19.35 l’appuntamento è con X FACTOR DAILY, capitanato da Luna Melis.

‘Testo’, nuovo salone libri Firenze sarà ‘a tappe’Pitti racconta tutta la filiera, da idea scrittore a scaffale

FIRENZE28 novembre 201910:31

– A partire dal prossimo anno Firenze avrà la sua fiera del libro: dal 20 al 22 marzo 2020, alla Stazione Leopolda, debutterà ‘testo [come si diventa un libro]’, format innovativo sull’editoria ideato da Todo Modo e organizzato da Stazione Leopolda in collaborazione con Pitti Immagine. Sarà un appuntamento annuale, è stato spiegato, che segue il percorso di vita che ogni libro compie: dalla scrivania dell’autore a quella di una casa editrice, agli scaffali di una libreria e fino agli occhi del lettore. Grazie a un team di curatori trasversali al mondo della scrittura, ogni appuntamento proporrà una visione in profondità dei libri, rivolgendosi sia al grande pubblico sia agli addetti ai lavori. Il viaggio si articolerà in tre tappe: Le Case Editrici, L’Arena e le 7 Stazioni, La Grande Libreria. Nella prima tappa, ognuna delle case editrici organizzerà una selezione di titoli, non più di 40. Nella seconda tappa si racconterà invece come nasce un libro; nella terza ci sarà una grande libreria. “Testo sarà un viaggio tra i libri e la bibliodiversità con un’attenzione speciale per la dimensione comunitaria dell’editoria, gli attori, le professioni, le conoscenze e le sensibilità che compongono la sua filiera”, spiega Agostino Poletto, amministratore unico di Stazione Leopolda e direttore generale di Pitti Immagine. “La selezione accurata della proposta espositiva – prosegue -, la presenza paritaria di editori piccoli e grandi, la direzione artistica fatta da una squadra di curatori esperti, il coinvolgimento di pubblici diversi, la rete locale e nazionale di soggetti che vogliamo interessare, sono le caratteristiche che distinguono il nostro progetto”.

Trenta opere di Guttuso a Foggia per un meseLavori a olio su tela, chine, matite. Tra i soggetti, la moglie

FOGGIA28 novembre 201911:57

– Trenta opere di Renato Guttuso, realizzate tra gli anni Trenta e gli Ottanta, saranno dal 5 dicembre all’8 gennaio alla sala Azimut di via Garibaldi a Foggia, in una esposizione a cura di Giuseppe Benvenuto, con il patrocinio del Comune.
In mostra, dipinti a olio su tela, chine, tecniche miste e matite con diversi soggetti: nature morte, figure, luoghi quotidiani. Oltre a percorsi di approfondimento tra studi preparatori e opere finite, annunciate anche “rarissime chine raffiguranti la moglie”, ritratta durante viaggi privati, e i nudi dedicati a Marta, accanto a pezzi della serie ‘La Crocifissione’, con una selezione di chine e disegni su carta, per analizzare i diversi approcci di Guttuso alla figura. Poi, tra le altre opere, un olio dedicato all’eruzione dell’Etna e un autoritratto.

Fortini, arriva documentario a 25 anni dalla morte’Memorie per dopo domani’ del regista Lorenzo Pallini

28 novembre 201915:03

A 25 anni dalla morte di Franco Fortini, psseudonimo di Franco Lattes, poeta, saggista e critico letterario, redattore del ‘Politecnico’ e tra i fondatori della rivista politico-letteraria ‘Ragionamenti’, arriva il documentario ‘Memorie per dopo domani’ del regista Lorenzo Pallini che ci riavvicina e ci fa riscoprire uno dei grandi maestri del Novecento, pressochè dimenticato. Modello di pensiero critico, che costantemente verifica se stesso e si mette in discussione, senza mai rassegnarsi a una visione semplificata o unilaterale del mondo, Fortini, nato a Firenze il 10 settembre 1917 e morto a Milano il 28 novembre 1994, ha insegnato Storia della critica all’Università di Siena e ha avuto una grande influenza sulle generazioni e i movimenti del ’68, specialmente tra i giovani.
Pallini nel giorno dell’anniversario della sua morte lancia il crowdfunding con Produzioni dal basso “per far fronte all’alto costo legato ai diritti di distribuzione dei materiali storici e di archivio, ma anche per creare un network attivo e un maggiore interesse intorno a quest’autore e alla sua importanza”. ‘Memorie per dopo domani’ è una produzione indipendente, che vuole recuperare la figura dello scrittore, non solo in ambito accademico e in contesti intellettuali, ma nella vita di tutti i giorni e nelle nostre esistenze, come “nutrimento necessario” dice Pallini. Perchè “In un simile momento di disillusione, perdita di identità e memoria storica, in cui valori e diritti civili vengono sistematicamente calpestati, la figura di Fortini risulta simile a quella di un alieno. O di un fantasma” spiega.
Nessun intento commemorativo o celebrativo, piuttosto quello di incoraggiare e aprire con questo documentario una riflessione sull’uso della memoria e, quindi, sul senso del lavoro culturale di Fortini, autore di libri come ‘Foglio di via ed altri versi’, ‘Composita solvantur’, ‘ ‘Dieci inverni’, ‘I poeti del Novecento’.

Mika porta anche a Roma energia e passioneIl Revelation Tour ha fatto tappa nella capitale

ROMA28 novembre 201913:09

– Mika ha portato la sua energia e la sua allegria contagiose anche a Roma. Ieri sera l’artista di origini libanesi sbarcato al Palazzo dello Sport (pieno per poco più della metà) con il suo Revelation Tour, che sta facendo tappa in Italia con ben 12 date per portare dal vivo il nuovo album My Name is Michael Holbrook, uscito a ottobre (Universal Music).
Un tuffo tra atmosfere colorate e irriverenti, che riprendono la musica anni ’80-’90 e non disdegnano nella scenografia (che ricorda un’enorme installazione d’arte) anche le esperienze televisive degli ultimi anni in una dimensione più teatrale, nella quale campeggiano un King Kong gigante, la sagoma di spalle della statua del David e le foto dei suoi genitori (un riferimento esplicito, insieme al titolo del nuovo disco, alla ricerca del vero Michael in contrapposizione al personaggio Mika).
In scaletta, oltre ai brani del nuovo lavoro, anche i successi che hanno segnato la sua carriera, partita nel 2016 con la hit Grace Kelly. Novanta minuti di musica, durante i quali Mika si è concesso anche un vero e proprio bagno di folla, scendendo dal palco per cantare e ballare con gli increduli spettatori del parterre.

Più libri, per biblioteche ogni studente spende 1,13 euroDati Aie il 5 dicembre alla Nuvola

28 novembre 201913:09

– La spesa media di ogni studente per il funzionamento delle biblioteche scolastiche è di 1,13 euro, nel 2011 era di 1,56 euro. E il numero di scuole dotate di biblioteca si attesti oggi all’85% rispetto all’89% deol 2011.
Questo malgrado il 45% delle scuole indichi che la biblioteca sia stata potenziata grazie a iniziative come #ioleggoperché.
Sono i primi dati della nuova indagine dell’Associazione Italiana Editori, in collaborazione in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca (MIUR), il Centro per il Libro e la Lettura (CEPELL) e l’Associazione Italiana Biblioteche (AIB), che sarà presentata il 5 dicembre alle 11.30 in Sala Aldus a Più libri più liberi, la fiera nazionale della piccola e media editoria che si concluderà l’8 dicembre al Roma Convention Center La Nuvola.
La ricerca, a 8 anni dall’ultima rilevazione, è basata sulle risposte di 7.762 scuole e mostra come le biblioteche scolastiche continuino a essere un’emergenza nazionale. Ne discuteranno Lucia Azzolina (Sottosegretaria MIUR), Ricardo Franco Levi (presidente AIE) e Giovanni Peresson (AIE), moderati dal giornalista del Corriere della Sera Paolo Conti.
Nella seconda giornata della Fiera nazionale della piccola e media editoria si parlerà anche di ‘Politiche per il libro, gli editori e la lettura in Francia e Germania’ all’incontro realizzato in collaborazione con Aldus e moderato da Stefano Salis (Il Sole 24 Ore). Di quello che avviene in Europa e nelle scuole straniere in Italia si discuterà all’appuntamento ‘L’educazione alla lettura nei programmi scolastici europei’ dove alcune scuole straniere di Roma e i loro insegnanti racconteranno la loro esperienza e quella del loro Paese.
Biblioteche e lettura saranno temi trattati anche nei due incontri in collaborazione con ISTAT del 7 dicembre.

Colabianchi a Cagliari, “farò del Lirico un hub culturale”Opere classiche ma inedite nel programma del neo sovrintendente

CAGLIARI28 novembre 201913:11

– “Lavoreremo per mantenere e migliorare il già ottimo livello del Teatro Lirico di Cagliari e accrescerlo in termini di qualità e quantità. E’ la prima industria culturale della Sardegna: in questo senso lo immagino come un hub, un punto di riferimento che produca opere, contenuti, servizi anche verso teatri minori e non solo”. Così Nicola Colabianchi, il nuovo sovrintendente appena insediatosi al timone dell’ente al posto di Claudio Orazi, ora alla guida del Carlo Felice di Genova.
Abruzzese, 62 anni, Colabianchi è originario di Rosciolo dei Marsi, il famoso “paesello tanto bello”, come cantava Luciano Tajoli. Direttore d’orchestra, compositore, pianista, librettista, nominato prima da Francesco Rutelli e poi da Giuliano Urbani membro del Cda del Teatro dell’Opera di Roma e, per una parentesi, direttore artistico. Il numero uno del Lirico annuncia una politica nel segno della continuità, sottolineando l’importanza di una sinergia con tutte le figure professionali del Teatro, attività nel territorio, collaborazioni internazionali come “West Side Story” con Chicago o rappresentazioni di opere rare come Palla de’ Mozzi di Marinuzzi, che il 31 gennaio inaugura il nuovo cartellone. E poi, tra le sue mosse imminenti, dovrà nominare il direttore artistico e amministrativo.
“Sono cosciente del fatto che i finanziamenti giungono dalle tasse dei cittadini e quindi da usare con cura per incrementare e migliorare la proposta culturale nell’Isola e nel mondo – spiega il neo sovrintendente – intercettare il flusso turistico già di alto livello in Sardegna per le attrattive uniche a livello mondiale e attirarlo con un’offerta culturale che lo convogli a teatro. Servono nuovi sponsor per mantenere lo standard di qualità e ci adopereremo anche su questo fronte”.
Colabianchi ha l’entusiasmo del primo giorno. “Nell’analisi delle peculiarità delle diverse fondazioni ho intenzione di mantenere l’identità del Lirico di Cagliari, conosciuto per rappresentazioni di opere rare o mai eseguite”.

Licia Lanera porta Cechov al PetruzzelliIn prima nazionale con una sua versione del Gabbiano

BARI28 novembre 201913:14

– Licia Lanera porta una sua versione del Gabbiano di Cechov in prima nazionale al Teatro Petruzzelli, il 29 e 30 novembre, come secondo appuntamento della trilogia russa ‘Guarda come nevica’, dopo Cuore di Cane da Bulgakov.
All’attrice e regista il Comune di Bari ha poi affidato gli spettacoli che riapriranno il Teatro comunale ‘Piccinni’ con una grande festa il 5 e 6 dicembre.
Con lei il nuovo spettacolo vede in scena anche Vittorio Continelli, Mino Decataldo, Alessandra Di Lernia, Jozef Gjura, Marco Grossi, Fabio Mascagni, Giulia Mazzarino. Qui Cechov racconta la disperazione di uomini ‘piccoli piccoli’ trapiantati in campagna, dai fallimenti privati che non lasciano traccia, oppressi dall’eterna paura della vecchiaia e della solitudine.
Quale occasione migliore – argomenta l’artista – per riflettere sul teatro e “parlare della vita che schianta i nostri sogni” e “ci fa diventare diversi da quello che pensavamo”, “attrici dalla vita disastrata, scrittori senza carattere, giovani drammaturghi disperati”.

Fumetti in mostra-mercato il 7 e 8 dicembre a Reggio EmiliaOltre 120 espositori in Fiera, ospite d’onore Fabio Civitelli

REGGIO EMILIA28 novembre 201913:16

– Torna il 7 e 8 dicembre la Mostra-mercato del Fumetto nei padiglioni delle Fiere di Reggio Emilia. Giunta alla 63/a edizione e organizzata dall’Anafi (Associazione nazionale amici del fumetto e dell’illustrazione), vedrà la presenza di oltre 120 espositori. Ospite della manifestazione sarà Fabio Civitelli, uno dei più celebri disegnatori di Tex, personaggio che ha appena celebrato i 70 anni di vita ed è tuttora il più venduto in Italia. Civitelli firmerà una stampa prodotta per l’occasione con un suo disegno originale di Tex Willer autorizzato da Sergio Bonelli Editore.
In programma anche una mostra dedicata all’autore modenese Paolo ‘Paul’ Campani, creatore con Max Massimino Garnier della Paul Film, responsabile di gran parte della pubblicità a cartoni animati di Carosello. Anche quest’anno, poi, la mostra si caratterizza per la presenza di numerose piccole case editrici, che producono fumetti italiani e stranieri, e di altri settori cartacei, come le figurine e le locandine cinematografiche.

‘Mater Matuta’, mito primordiale a NapoliDal 30/11 con opere di Mario Schifano e Gennaro Vallifuoco

NAPOLI28 novembre 201914:57

– La ‘Mater Matuta’, che abbraccia nel suo grembo l’intero ventaglio di simbologie relative alla nascita dell’uomo superando le barriere di spazio e tempo, è il tema della mostra ‘Da me al cielo, eterno assoluto’ con le opere di Mario Schifano e Gennaro Vallifuoco che sarà inaugurata sabato prossimo, 30 novembre, alle 12, nel Castel dell’Ovo a Napoli (fino al 9 gennaio). Promossa dal Comune (Assessorato alla Cultura e Turismo), la mostra è la terza tappa del percorso curato da Davide Caramagna; verranno esposte 14 opere delle 28 del ciclo “Mater Matuta” di Schifano, prima di essere collocate nella sede della Fondazione Pescarabruzzo in esposizione permanente, e altre 60 opere di Vallifuoco centrate sul medesimo tema. “La mostra attraverso il ciclo quasi sconosciuto di Mario Schifano ed il lavoro realizzato da Gennaro Vallifuoco attraverso le forme nuove ed antiche delle sue Matres vuole far riscoprire la prestigiosa collezione di Matres Matutae del Museo Provinciale di Capua” spiega Caramagna.
La Mater Matuta, nella lettura dei promotori dell’evento, “trascende il flusso della storia realizzandosi come mito immutabile”. La testimonianza di queste sensazioni è mantenuta viva dai reperti conservati a Capua, luogo della memoria delle origini. Le Madri di tufo sembrano conservare nel loro ‘sacro silenzio’ la voce del mondo primordiale che attraverso le epoche e le religioni giunge fino ad oggi. Osservando i reperti e la fattura arcaica di un mondo semplice e naturale, si resta incantati e ci si rende conto di come l’uomo riconoscesse nella Madre Terra la sua identità di essere vivente. É un fascino duraturo che destò “sublimi affetti” in artisti come Mario Schifano (1934-1998) e l’irpino Gennaro Vallifuoco, scenografo, illustratore, collaboratore di Roberto De Simone.

Archeologico Napoli, dicembre di eventi per ThalassaPer ‘Museo al Museo’ artisti su tema mare aspettando mostra

APOLI28 novembre 201914:58

– Musica, spettacoli e performance nel segno del mare: è ‘Muse al Museo. Speciale Thalassa’, dal 5 all’8 e il 20 dicembre, cartellone di eventi in attesa della grande mostra sulle ‘meraviglie sommerse dal Mediterraneo’, dal 12 dicembre al Museo Archeologico Nazionale di Napoli.
L’iniziativa è abbinata anche al lancio della nuova campagna abbonamenti Open Mann, tessera che consente l’ingresso libero al MANN per 365 giorni, mostre comprese: 8000 sono state le card sottoscritte nel primo anno, 15 euro il prezzo speciale che sarà praticato dal 1 dicembre al 12 gennaio 2020.
Aprirà il cartellone ‘Speciale Thalassa’ il concerto ‘Il mare di mezzo’ (ore 17, sala Toro Farnese, ore 17) con Luca Lanzi (Casa del vento), Francesco Moneti e Stefano Cisco Bellotti (storici componenti dei Modena City Ramblers).

Gruppo Mondadori adotta formato ePub3 per le novità eBookMiglior accesso alla lettura per persone con difficoltà visive

8 novembre 201915:35

– Tutte le novità eBook delle case editrici del Gruppo Mondadori – Mondadori, Rizzoli, Einaudi, Piemme, Sperling & Kupfer e Mondadori Electa – saranno pubblicate nel nuovo formato ePub3, a partire da questo mese. Il nuovo formato consente la pubblicazione di testi digitali con un maggiore livello di accessibilità: grazie ad una più attenta marcatura dei contenuti e descrizione delle immagini, i lettori con disabilità visive avranno a disposizione un maggior numero di libri adatti alla fruizione con tecnologie di assistenza come tastiere apposite e voice-over.
Il Gruppo Mondadori è il primo editore italiano ad aver adottato la versione più recente dello standard internazionale per tutte le nuove pubblicazioni digitali. Il progetto di aggiornamento è stato portato a compimento dopo un’attenta analisi del nuovo formato con l’obiettivo di migliorare ulteriormente l’esperienza di lettura rendendola più inclusiva.
Continua così l’impegno del Gruppo Mondadori per potenziare le possibilità di accesso alla lettura a favore delle persone con difficoltà visive, tema cui da sempre riserva grande attenzione, collaborando anche con istituzioni come Fondazione LIA e Fondazione Paideia su grandi progetti di inclusività, come il catalogo dei libri italiani accessibili (https://catalogo.fondazionelia.org) e i libri digitali in CAA (comunicazione aumentativa alternativa) – progetto ILIBRIPERTUTTI (https://www.ilibripertutti.it). Perfettamente retro compatibile con qualsiasi dispositivo e app di lettura, il formato ePub3 permetterà inoltre di produrre in modo agevole anche i libri con grafiche complesse o con caratteristiche “aumentate” quali multimedialità, interattività e animazioni.
Il Gruppo Mondadori è il leader di mercato dell’editoria trade con una quota complessiva del 25,7%. Dal 2010 il Gruppo pubblica in eBook gran parte delle propria produzione editoriale, per un totale di circa 20.000 titoli a catalogo.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Qui da noi non c’è posto, accoglienza spiegata ai bambini
Con Lindau Junior una storia di pregiudizi e speranza

28 novembre 201915:35

– Andrée Poulin/Enzo Lord Mariano, QUI DA NOI NON C’E’ POSTO (Lindau Junior, pp.32, 16 euro). La parola rifugiato che fa rima con accoglienza, mentre razzismo e xenofobia vengono cancellati dal vocabolario: è un libro di speranza, ma anche un’occasione per far riflettere i più piccoli su un tema di scottante attualità come l’immigrazione “Qui da noi non c’è posto”, il nuovo albo illustrato di Lindau Junior, in uscita il 29 novembre. Scritto da Andrée Poulin, con i disegni di Enzo Lord Mariano, il volume (che l’8 dicembre sarà presentato a Roma nell’ambito di Più libri, più liberi) ha il pregio di saper parlare al cuore, raccontando una storia che fa commuovere, ma che appare necessaria perché con semplicità insegna il valore della fraternità, della tolleranza e del rispetto.
Troppe bombe, troppo sangue, l’unica scelta è partire lasciandosi alle spalle il proprio paese: è così che i fratelli Marwan e Tarek diventano profughi, iniziando il loro terribile viaggio per mare su una barca sovraccarica di altri disperati.
Dopo una traversata che sembra non avere fine, in cui conosceranno il rifiuto, l’indifferenza e il pregiudizio degli altri, finalmente i due piccoli protagonisti troveranno rifugio e, con esso, la speranza del futuro grazie ad altri bambini che apriranno loro il proprio cuore. Il libro, il cui valore educativo è stato riconosciuto da Oxfam Italia, vuole essere uno strumento valido che docenti e genitori possono utilizzare per spiegare ai bambini in modo diretto ed efficace non solo l’importanza dell’accoglienza e la necessità di aprirsi verso chi viene considerato ‘diverso’, ma anche il significato di parole come “profugo”, “profugo interno”, “rifugiato”, “richiedente asilo”, “apolide”.

torna al Forte di Bard World Press PhotoDal 6 dicembre al 6 gennaio 2020, esposte le 140 foto vincitrici

AOSTA28 novembre 201915:54

– Tornano al Forte di Bard le migliori fotografie giornalistiche internazionali del World Press Photo.
Dal prossimo 6 dicembre al 6 gennaio 2020 il centro espositivo valdostano propone un allestimento delle 140 immagini aggiudicatesi il più prestigioso premio al mondo di fotogiornalismo e rappresentative del 2018. La vincitrice è intitolata Crying Girl on the Border di John Moore che mostra la piccola Yanela Sánchez, originaria dell’Honduras, che si dispera mentre la madre viene perquisita da agenti della polizia di frontiera statunitense a McAllen, in Texas. Tre i fotografi italiani finalisti per il World Press Photo 2019: Marco Gualazzini, Lorenzo Tugnoli e Daniele Volpe. Novità di questo anno è il Premio World Press Photo Story of the Year, assegnato all’olandese Pieter Ten Hoopen con The Migrant Caravan. Ideato nel 1955 dalla World Press Photo Foundation di Amsterdam, il concorso ha selezionato in questa edizione 78.801 fotografie di 4.738 fotografi di 129 paesi. In occasione del primo giorno di apertura, venerdì 6 dicembre, sono previste due visite guidate: la prima alle 10.30, curata da Samira Damato, exhibitions manager and curator della mostra, e alle 12 con Olivia Harris, fotografa premiata con il primo premio nella sezione Contemporary Issues – Stories.

Mare Fermo, l’integrazione possibileChiappaventi e l’esperienza dei migranti della Save the Youths

28 novembre 201915:56

– Guy Chiappaventi, MARE FERMO (Ensemble, pp.200, 12 euro). Sul campo da gioco corrono, sudano, si misurano con gli altri non per vincere ma per provare a dimostrare che, nonostante le difficoltà, l’accoglienza è ancora possibile, che l’integrazione è qualcosa che si può fare; può capitare però che da un giorno all’altro spariscano nel nulla, lasciando su quel campo i compagni di squadra e prendendo di nuovo la strada per andare via, se la burocrazia rende troppo alto il rischio di ritornare all’inferno che si sono lasciati alle spalle nel proprio Paese. Alla storia dei giocatori, tutti giovani migranti africani venuti dal mare in condizioni disperate, della squadra di calcio Save the Youths è dedicato il libro “Mare Fermo” del giornalista Guy Chiappaventi, edito da Ensemble. Un libro forte e sincero, vissuto sulla propria pelle dall’autore, che apre una breccia nell’indifferenza di un’Italia dai porti chiusi, che sembra provare solo rancore e pregiudizio nei confronti degli immigrati.
Attraverso il racconto dei migranti-giocatori, il volume (che sarà presentato a Più libri, più liberi a Roma l’8 dicembre) accende i riflettori su una piccola ma significativa realtà di provincia (siamo nelle Marche, a Fermo, dove si allena e gioca la Save the Youths) in cui si tenta, grazie al lavoro di uomini volenterosi, un’integrazione credibile tra rifugiati e italiani ma dove non mancano casi di cronaca che fanno riflettere, come quello dell’omicidio di Emmanuel, un profugo nigeriano e cattolico, ucciso con un pugno da un italiano.

Mvseum, tra i quadri di un albo illustratoEsce per Orecchio Acerbo

29 novembre 201909:53

– JAVIER SAEZ-CASTAN E MANUEL MARSOL, MVSEUM (ORECCHIO ACERBO, PP 52 A COLORI, EURO 14). Arriva in libreria un travolgente racconto, senza parole, di quando la vita entra nei quadri. E di quando i quadri prendono vita. E’ l’albo illustrato ‘Mvsevm’ di Javier Sáez-Castán e Manuel Marsol pubblicato da Orecchio Acerbo Editore.
Un personaggio errante, che tanto somiglia a Edward Hopper, una mattina entra in uno strano edificio. All’interno, lungo le pareti i quadri si animano con scene di vita appena trascorsa e quella che forse era una visita di cultura si trasforma in un incubo ‘ardente’ da cui è meglio uscire alla svelta.
Ma i tratti di quel guardiano minaccioso non sono quelli delle tigri padane di Ligabue?E quei quadri alle pareti -impronte di Magritte, pennellate di Rousseau- non sono più realistici della realtà? Pieno di ironia e di mistero, da un soggetto della geniale mente di un maestro dell’albo illustrato come lo spagnolo Javier Sáez-Castán, 55 anni, con le illustrazioni dipinte su legno del madrileno Manuel Marsol, 35 anni, insignito recentemente del Premio Internazionale di Illustrazione alla Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna, ‘Mvsevm’ è un omaggio alla pittura americana ,con un po’ di surrealismo di Magritte, il tutto circondato da reminiscenze dei ‘Labirinti’ di Borges. Un’avventura pittorica in cui realtà e arte si scambiano i loro ruoli.
Cos’è un museo? È un luogo dove archiviare le immagini? Un dispositivo per osservare il mondo? Una versione aggiornata della caverna di Platone?

Biagio Antonacci, ho seguito sogni di ragazzo di Rozzano’Chiaramente visibili dallo spazio’ è album in uscita domani

29 novembre 201909:50

S’intitola ‘Chiaramente visibili dallo spazio’ il nuovo album di Biagio Antonacci, in uscita domani. Il quindicesimo capitolo discografico dell’ex ragazzo di Rozzano che faceva il geometra e voleva cantare le sue canzoni, è composto da un totale di dodici canzoni nate in luoghi diversi, fino ad arrivare a New York, dove è stato in parte registrato. “Ho pensato ad una grande lente, in alto nello spazio – ha spiegato Antonacci – attraverso la quale qualcuno o qualcosa ci osserva e vede i nostri pregi e anche i nostri difetti. A mio avviso vede più cose belle”. Anticipato dall’uscita del singolo ‘Ci siamo capiti male’, l’album al completo è frutto anche della collaborazione tra Antonacci e un nutrito gruppo di musicisti, tra i quali anche il percussionista brasiliano Mauro Refosco (già sentito al lavoro con David Byrne e Red Hot Chili Peppers), il bassista Spencer Zahn e i chitarristi Massimo Varini e Placido Salamone, oltre all’orchestra dell’EdoDea Ensemble. “Negli anni – ha raccontato Antonacci – ho cercato di rispettare sempre i sogni di quel ragazzo di Rozzano che voleva fare il suo primo disco. Mai avrei pensato di arrivare a scrivere quindici album da studio e nemmeno di poter continuare negli anni ha suscitare interesse.
Ho sempre gli occhi di quel ragazzino e ogni volta mi sento come se dovessi dimostrare qualcosa, non agli altri ma a me stesso”.
Alle canzoni che compongono la scaletta dell’album che va da ‘L’amore muore’ fino a ‘Una brava persona’, passando attraverso ‘Beata te’, ‘Parigi sei tu’ con la voce campionata di Edith Piaf, ‘Non è così sbagliato dirsi ciao’, ‘La vanità’ e le altre, si e messo al lavoro in veste di produttore anche Taketo Gohara.
“Mi piace da sempre raccontare le storie semplici – ha raccontato il cantautore milanese – così come delle difficoltà di comunicazione. Canto delle persone comuni, che sono i veri eroi. Arrivo dalla periferia e da una famiglia che ha fatto fatica. Ho vissuto il cantiere come geometra per otto anni e conosco il valore dei soldi, perché prima non ne ho avuti”. Al prossimo tour con il quale portare in giro le nuove canzoni, Antonacci non ha invece ancora pensato: “Accetto consigli – ha detto lui – perché dal vivo ho provato già tutto. Arrivo da un recente tour molto pop con Laura (Pausini) e forse la prossima direzione che prenderò potrebbe essere più minimalista. Magari sarà la volta dei teatri, perché ho voglia di presentarmi da solo con la chitarra e il pianoforte”.

Mahmood, da Milano nuovo tour EuropeoBelgio, Olanda, Francia, Inghilterra, Spagna, Germania

28 novembre 201916:05

– Per Mahmood, quella appena trascorsa è stata una stagione trionfale. Ma era solo l’inizio.
A partire dal 14 aprile 2020, l’artista italiano dei record torna on the road con un nuovo tour europeo con partenza dalla sua Milano, che proseguirà poi toccando Belgio, Olanda, Francia, Inghilterra, Spagna, Germania e Svizzera. Queste le tappe: il 14 aprile a Milano-Alcatraz.
15 aprile Anversa, De Roma.
19 aprile Parigi, Bataclan.
20 aprile Amsterdam, Melkweg.
21 aprile Londra, 02 Shepherd’s Bush Eempire.
25 aprile Murcia, Sala Rem.
27 aprile Madrid, Sala But.
3 maggio Monaco, Technikum.
4 maggio Stoccarda, Wizemann.
7 maggio Colonia, Gloria.
10 maggio Amburgo, Mojo.
15 maggio Losanna, Les Docks.
16 maggio Zurigo, Komplex 457.
La produzione del tour è di Friends & Partners, prevendite presso il circuito TicketOne.it

a Bologna ‘Noi…Non erano solo canzonette’Storia d’Italia tra il 1958 e il 1982 attraverso musica d’autore

BOLOGNA28 novembre 201916:36

– Dall’abbraccio di Domenico Modugno sul palco di Sanremo nel 1958 a quello di Paolo Rossi ai compagni di squadra sul prato del Bernabeu nella notte dell’Italia mondiale a Madrid nel 1982, cuciti con il filo rosso della musica per raccontare, in cento canzoni, un quarto di secolo del Paese Si apre domani a Bologna – dopo la tappa torinese della scorsa primavera-estate – la mostra ‘Noi… Non erano solo canzonette’, rappresentazione della storia italiana recente attraverso la musica d’autore.
La mostra curata da Giampaolo Brusini, Giovanni De Luna e Lucio Salvini – a Palazzo Belloni da domani al 12 aprile 2020 – con il sottotitolo ‘Penso che un sogno così non ritorni mai più’ porta in scena un percorso cronologico e multisensoriale in cui musica, società, stili di vita e mode, si intrecciano l’uno con l’altra attraverso undici aree tematiche dalla grande immigrazione verso le città del Nord della fine degli Anni Cinquanta fino all’entusiasmo degli Anni Ottanta. Dopo Bologna la mostra approderà a Pesaro.

S. Cecilia: Ivo Pogorelich, il grande ritornoLo straordinario pianista croato in recital il 1 dicembre

28 novembre 201916:43

– Lo straordinario pianista Ivo Pogorelich, ex ‘enfant terrible’ della musica classica, torna dopo una lunga parentesi sul palcoscenico dell’ Accademia Nazionale di Santa Cecilia in un recital attesissimo per la Stagione da Camera domenica 1 dicembre alle 20:30 all’ Auditorium Parco della Musica. Il grande artista croato proporrà alcuni capisaldi del suo repertorio: ‘Gaspard de la nuit’ di Ravel, suo cavallo di battaglia immortalato nel 1983 in una incisione intramontabile della Deutsche Grammophon che lo ha consacrato tra l’olimpo dei giganti del pianoforte; la Suite Inglese n.3 di Bach; la Sonata op.22 di Beethoven; Barcarolle op.60 e il Preludio op.45 di Chopin. Pogorelich, 58 anni di Belgrado, ha esordito a Santa Cecilia nel 1983 e si è esibito l’ ultima volta per l’ Accademia Nazionale nel 2011. Formatosi a Mosca studiando con Aliza Kezeradze, divenne famoso a 22 anni per un concorso non vinto, il Concorso internazionale Chopin di Varsavia dove la sua esclusione provocò le dimissioni di Martha Argerich che definì il giovane pianista “un genio”. Da allora Pogorelich ha conquistato il pubblico di tutto il mondo e suonato con le orchestre più prestigiose, dai Berliner e Wiener Philarmoniker alla New York Philarmonic. Negli ultimi anni si è dedicato particolarmente a sostenere i giovani musicisti. E’ attivo inoltre in campo umanitario come ambasciatore di pace dell’Unesco ed ha istituito borse di studio per i giovani in Croazia. Si esibisce regolarmente in concerti di beneficenza per finanziare la ricerca sul cancro. Ha ricevuto il premio di ambasciatore di eccellenza dalla Fondazione degli ambasciatori di Pasadena. Ha partecipato a numerosi concerti per raccogliere fondi a favore dell’Unesco e della Croce Rossa per la realizzazione di ospedali e la ricostruzione del suo paese.

‘Incursioni’, nuova collana di narrativa di Italo SvevoDiretta da Dario De Cristofaro, in libreria i primi due titoli

29 novembre 201913:42

Arriva in libreria ‘Incursioni’, una nuova collana di narrativa della Italo Svevo Edizioni, diretta da Dario De Cristofaro, con pagine intonse, come tradizione della casa editrice, e progetto grafico di Maurizio Ceccato.
I primi due titoli sono ‘Alba senza giorno’ del barese Fernando Coratelli, 49 anni, ispirato a fatti di cronaca, in cui si intrecciano con l’andamento del thriller le vicende di due ragazzi rom in viaggio per cercare fortuna nell’Europa occidentale, una giovane madre della periferia milanese e un sicario della ‘ndrangheta. In ‘Scavare’ che segna l’esordio di Giovanni Bitetto, nato ad Andria nel 1992, viene raccontata l’amicizia, prima simbiotica, poi conflittuale, fra uno scrittore nichilista e un filosofo marxista, in un lungo monologo notturno.
Nata dall’esperienza decennale di Dario De Cristofaro con lo scouting della rivista Effe, Incursioni vuole “provare a unire l’esperienza delle riviste, in questi anni rifiorite, a una collana, unite alla forma libro dal tempo lento, con le pagine intonse” spiegano i curatori. Nelle storie proposte “la bellezza della forma non è mai fine a se stessa, ma esprime e libera la profondità dei contenuti. I libri – sottolineano gli ideatori – si contraddistinguono per sensibilità e intelligenza, istinto narrativo e sguardo acuto sulla realtà” .
La collana non intende lavorare sulla quantità, ma concentrarsi su una selezione di titoli che sia attenta e curata in ogni aspetto, redazionale, grafico e promozionale, inserendosi nel percorso già tracciato con successo dalla Piccola Biblioteca di Letteratura Inutile.

Simpson, 30 anni di un mito globaleMoritz Fink in libreria con Leone Editore

28 novembre 201917:20

– I Simpson compiono 30 anni e per celebrare la loro storia Moritz Fink, studioso indipendente e bibliotecario, pubblica un libro che ne ripercorre la storia.
Partendo dalla nascita della serie, l’autore arriva ad analizzare l’enorme impatto culturale dei personaggi all’interno dei media e nell’universo del fandom. Ad esempio, non tutti ricordano il cortometraggio Good Night, trasmesso il 19 aprile 1987 durante una puntata del Tracey Ullman Show. Eppure quel video ha segnato la prima apparizione televisiva di una delle famiglie più conosciute e amate dagli americani. Nella loro casa al 472 di Evergreen Terrace, ecco l’indolente Homer Simpson, con la devota moglie Marge e i figli Bart, Lisa e la piccola Maggie.
Con un crescendo di successo nel corso degli anni, I Simpson sono diventati la più importante sitcom della tv americana, riflesso e parodia della società occidentale, rappresentata nella sua totalità. Creata da Matt Groening e James L. Brooks, la famiglia più famosa di Springfield si è trasformata in un vero e proprio fenomeno mediatico globale, inconfondibile per la sua irriverenza.
“Il culto dei Simpson – scrive Moritz Fink – non riguarda soltanto i fan irriducibili del programma. Significativamente, coinvolge anche persone che seguivano la serie con frequenza più o meno regolare quando andava per la maggiore negli anni Novanta (come me); persone che hanno visto solo alcuni episodi o frammenti (come mia sorella o il mio ex insegnante d’inglese); o persone che non hanno mai guardato un episodio, ma conoscono la sitcom perché ne hanno sentito parlare da altri o perché hanno visto i personaggi fare bella mostra di sé su qualche T-shirt (mia madre e mio padre appartengono a questa categoria)”.
Il libro ‘I Simpson. Trent’anni di un mito’ (Leone Editore) arriva oggi in libreria.

Esce Trilogy, nuovo album d’inediti di Arturo StàlteriUndici brani in cui è protagonista con il suo pianoforte

28 novembre 201917:20

– Esce venerdì 29 novembre “Trilogy” (etichetta Felmay), il nuovo album d’inediti di Arturo Stàlteri, tra i pianisti contemporanei più conosciuti e apprezzati in Europa, nonché storica voce di Rai Radio 3. A quasi due anni da “Low & Loud”, il musicista in quest’opera si è ispirato al numero tre, nei suoi numerosi significati: 11 brani in cui è assoluto protagonista con il suo pianoforte fatta eccezione per la partecipazione di Laura Pierazzuoli al violoncello e Federica Torbidoni al flauto in alcuni pezzi.
“Trilogy” è anche un omaggio a Keith Emerson, del quale reinterpreta il brano omonimo, in una lettura per due pianoforti.
Il disco contiene un tributo a Napoli, il Trittico Napoletano: “Ci sono tre brani, uno ispirato a Domenico Scarlatti, uno al Vesuvio (da un’idea di Gianni Colini Baldeschi) e uno a Tony Esposito, del quale riarrangio “Rosso Napoletano”, in una versione per pianoforte, flauto e knotdrum”, spiega Stàlteri.
“Un’altra trilogia è quella dei “Trois Morceaux en forme de Pomme”, con il pensiero ai “Trois Morceaux en forme de Poire” di Erik Satie (nessun riferimento musicale, ma solo letterario).
Nel cd, inoltre, è presente un rarefatto brano dal titolo “Three Pianos” (tre pianoforti, di cui due a volte “trattati”) e l’immancabile tributo a J. R. R. Tolkien e alla sua trilogia “Il Signore degli Anelli”, con “Tre Anelli ai Re degli Elfi” per pianoforte e violoncello (versi tratti dal “Poema dell’Anello”).
“C’è anche una composizione ispirata al celebre ‘Trittico del Giardino delle Delizie’ – spiega il pianista – del pittore fiammingo del ‘500 Hieronymus Bosch, e una pagina pianistica suggerita dalle immagini delle tre principali divinità babilonesi: Anu, Enlil, Ea”.
A breve partirà l’instore tour di Stàlteri in giro per le Feltrinelli di tutta Italia.

Benedetta Tobagi, piazza Fontana un processo impossibileIn un volume Einaudi per 50 anni strage del 12 dicembre

28 novembre 201917:56

– BENEDETTA TOBAGI, ‘PIAZZA FONTANA. IL PROCESSO IMPOSSIBILE’ (PASSAGGI EINAUDI, PAG. 425, 20 EURO) In un racconto serrato e documentatissimo, Benedetta Tobagi indaga la strage di piazza Fontana (12 dicembre 1969) a partire dal primo processo sull’attentato, un processo-labirinto celebrato tra Milano, Roma e infine Catanzaro nell’arco di quasi vent’anni. Prima di essere affossato da assoluzioni generalizzate, esso porta alla luce una sconcertante trama di depistaggi e accerta le pesanti responsabilità dei terroristi neri e di alcuni ufficiali dei servizi segreti fino a trasformarsi in un processo simbolico allo Stato: una ricostruzione che si arricchisce e trova sostanziali conferme nei decenni successivi. Piazza Fontana sottopone il sistema della giustizia a una torsione estrema; è un incubo, ma insieme un risveglio. Se da un lato la tragedia dell’impunità alimenta un profondo sentimento di sfiducia, dall’altro comporta una dolorosa presa di consapevolezza che contribuisce alla maturazione di una coscienza critica in ampi settori del mondo giudiziario e tra i cittadini.
Benedetta Tobagi

Jasmine Trinca, in Simple Women regista di un’iconaL’attrice, con l’età sono diventata meno snob

8 novembre 201918:26

‘Simple Women’ di Chiara Malta, produzione Italia/Romania, racconta di un’ossessione del cinema e sul cinema, quella di Federica (Jasmine Trinca) folgorata in adolescenza dalla visione di ‘Simple Men’ di Hal Hartley e, soprattutto, della sua interprete Elina Löwensohn che nel film soffriva di crisi epilettiche proprio come lei. Trent’anni dopo Federica, ormai regista della tv vaticana, incontra improvvisamente per le strade di Roma Elina, il suo mito underground, che è nella capitale per un ennesimo provino che probabilmente andrà male. Federica, presa dall’entusiasmo, le propone subito di girare un film sulla sua vita, dall’infanzia nella Romania di Ceausescu fino ai cult-movie americani. Sul set però niente va come previsto, perché il cinema è un’illusione e gli idoli, quando sono messi sotto la lente di ingrandimento, non sono poi così belli come ce li si aspettava. E poi per Federica è una sorta di catarsi perché si ritrova a dover fare i conti, oltre che con la sua icona dell’infanzia, anche con se stessa e con la sua mancata voglia di crescere. Il film opera prima di Chiara Malta, dopo la première mondiale al Festival di Toronto, è passato oggi in anteprima italiana al 37/ma edizione del Torino Film Festival, nella sezione Festa Mobile. “Per anni – racconta Chiara Malta, già autrice di corti e del documentario Armando e la politica – ho creduto che Elina Löwensohn fosse un’attrice americana. L’avevo vista al cinema, nei film di Hal Hartley. Non posso dire di essere stata una sua fan. Sapevo chi era, niente più: Elina Löwensohn, un’attrice americana. Poi un giorno qualcuno ci ha presentate.
Mi ha detto subito che era rumena. Di quest’incontro mi è rimasta l’eco di una frase in testa, come un ritornello martellante, ostinato: ‘Non sono un’attrice americana’. Non sono ciò che credi. Simple Women è iniziato così”. “Mi ha interessato il ribaltamento di ruolo di un attrice, come me, che interpreta regista – dice oggi a Torino Jasmine Trinca – . Lei diventa per me un alter ego, una rivale in un gioco alla stesso tempo divertente e crudele. Nel film poi, come si vede puntualmente, c’è stata una sorta di identificazione tra me e il personaggio di Elina che, tra l’altro, ha avuto a sua volta la difficoltà, anche psicologica, di interpretare se stessa”. E ancora l’attrice in una prospettiva di bilanci:”Se penso che dal mio primo film, La stanza del figlio (1999) di Nanni Moretti, sono passati venti anni mi fa impressione. È vero che con il tempo è difficile mantenere sempre alte le energie, anche perché il mio approccio al lavoro prevede sempre un investimento forse eccessivo di emotività e bagaglio personale, e dopo un po’ di anni questo tipo di condivisone non è semplice né scontata. Con l’età – conclude – sono meno snob di un tempo e cerco di approfittare di più del divertimento che c’è nel fare cinema”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Gianni Di Gregorio e l’ultimo Fantastichini
È ‘Lontano lontano’ , giovani-vecchietti ed emigrazione

29 novembre 201914:05

‘Lontano lontano’ e un film pulito, delizioso e anche con una sua morale che si potrebbe sintetizzare così: i sogni dei vecchi devono viverli i giovani.
Diretto e interpretato da Gianni Di Gregorio con Ennio Fantastichini (nella sua ultima interpretazione) e Giorgio Colangeli racconta appunto di sogni che non invecchiano mai. O almeno è quello che pensano Attilio (Fantastichini), tonico venditore di bric e brac a Porta Portese; Giorgetto (Colangeli), radicato scansafatiche con banco di verdure, e infine, il “Professore” (Di Gregorio). Tre pensionati romani, stanchi del quotidiano arrabattarsi, che sognano di scappare in qualche posto esotico dove la loro pensione valga di più.
Cominciano così a raccogliere il capitale necessario, e studiano anche, guidati dall’acuto Prof. Federmann (Roberto Herlitzka), dove andare. E questo nel segno di un paese davvero sicuro in tutti i sensi, ovvero: “senza violenza, meduse, terremoti e maremoti”. Alla fine il luogo scelto sono le Azzorre, ma i tre pensionati non sono più tanto convinti di partire. Anche perché, nel frattempo, si sono affezionati ad Abu (Salih Saadin Khalid) giovane migrante che Giorgetto ha come adottato. L’idea del film – presentato a Festa Mobile della 37/ma edizione del Torino Film Festival e in sala dal 6 febbraio distribuito da Parthènos – spiega oggi a Torino Di Gregorio (Il pranzo di ferragosto): “me l’ha data Matteo Garrone che mi ha stimolato a scrivere di un pensionato povero costretto ad andare all’estero. Così, dopo tre anni di lavoro, sono arrivato a scrivere prima un racconto, pubblicato da Sellerio, e poi la sceneggiatura del film”. È vera commozione da parte del regista quando parla della scomparsa di Fantastichini: ” mi manca tantissimo – dice -. Provo un dolore tremendo che non sia qui. È stato un uomo e un attore straordinario, che nascondeva dietro la sua leggerezza una grande tensione morale. Era poi un vulcano – aggiunge – che ci aveva schiavizzati tutti. La prima volta che l’ho incontrato, insieme a Colangeli, per pranzo dopo un po’ ha vinto tutte le nostre resistenze alimentari tanto che siamo usciti dal ristorante completamente stravolti”. Per Colangeli, ‘Lontano lontano’: “è un film a rilascio lento difficile da raccontare. Quello che succede è molto banale, ma poi dentro ci sono cose molto complesse”. Conclude Gianni Di Gregorio: “Mentre scrivevo queste storie individuali, le tragedie in mare legate all’immigrazione, sono entrate prepotentemente nella storia. Ed è nato così il personaggio di Abu, giovane africano arrivato in Italia con un gommone”. Nel cast del film, prodotto da Bibi Film con Rai Cinema in coproduzione con la francese le Pacte, anche Daphne Scoccia, Francesca Ventura, Silvia Gallerano, Iris Peynado e Galatea Ranzi.

Teatro: a Bologna sul palco attori senza fissa dimora’Twilight room’ e ‘Temporanea’ a CostArena e Alemanni

BOLOGNA28 novembre 201918:28

– ‘Racconti dell’ultima stanza’ è il progetto dell’Amorevole Compagnia Pneumatica che prevede ‘The twilight room. Ai confini della società’ spettacoli teatrali con persone senza fissa dimora e la rassegna ‘Temporanea’ di teatro sociale, negli spazi CostArena e teatro Alemanni a Bologna, poi anche a Parma e Reggio Emilia.
‘The twilight room’ vedrà in scena (30/11, 1/12 e 7/12) attori professionisti e apprendisti, che hanno conosciuto la vita di strada e partecipato all’attività didattica della compagnia, per sei episodi diversi e autoconclusivi, due per serata. Si racconta del Twilight Hotel, che accoglie persone senza fissa dimora, ma che nasconde un’altra attività perché gli ‘homeless’ ospitati vengono legati, torturati e uccisi dinanzi a una telecamera, per ‘snuff movie’ da vendere Dark web. Ma tutto giocato sul filo del paradosso e di uno humour nero di satira sociale. ‘Temporanea’ (dal 3 al 7/12) vedrà impegnate cinque compagnie, con due titoli a sera.

Musica: il 31 dicembre a Bologna festival ‘Galactica’In fiera fino alle 7 del mattino con dj internazionali

BOLOGNA28 novembre 201918:29

– Charlotte de Witte (Belgio), Ellen Allien (Germania), Bec (Gran Bretagna), gli italiani Joseph Capriati, V111 e Mattia Trani si alterneranno alle consolle il 31 dicembre a Bologna, al padiglione 36 della Fiera, per la seconda edizione di ‘Galactica electronic music festival’, con allestimenti scenografici e visual, dalle 20 alle 7 del mattino.
Il festival è promosso da Uncode, collettivo nato nel 2015 a Bologna, che da anni porta in città alcuni dei più importanti nomi della scena clubbing internazionale, che ha annunciato l’apertura di un nuovo club ne centro storico cittadino. Negli spazi dell’ex Arteria in vicolo Broglio nascerà Usb (Underground sounds Bologna), per portare nel cuore della città i protagonisti del clubbing. L’impresa nasce grazie alla volontà di Bonny Lester, production manager e promoter del The Garden a Tisno in Croazia e Antonio Mazzotta di Uncode. Il locale, completamente rinnovato, sarà aperto cinque giorni a settimana con format a cadenza fissa il venerdì e il sabato.

Nasce a Zanzibar il primo museo dedicato a Freddie MercuryPer iniziativa dell’imperiese Boero e Jafferji amico di famiglia

IMPERIA28 novembre 201919:00

– È nato il primo museo dedicato a Freddy Mercury Museum. Ha preso corpo a Stone Town dove il leader dei Queen era nato il 5 settembre 1946 sull’isola di Zanzibar. E’ stato allestito nell’abitazione su Shangani Street dove Mercury visse, per iniziativa dell’imperiese Andrea Boero e Javed Jafferji, una amico della famiglia del cantante. Il Freddy Mercury Museum è stato inaugurato il 24 novembre per commemorare il 28/0 anniversario della scomparsa del musicista.
Boero e Jafferji hanno compiuto un meticoloso lavoro di ricerca, hanno raccolto oltre 100 foto esclusive, testimonianze e dediche, tutto custodito al piano terra della casa dove Farrokh Bulsara, vero nome dell’artista, visse. Il museo raccoglie, tra i vari cimeli, il suo certificato di nascita. Il materiale in esposizione ripercorre le radici zoroastriane del cantante, la sua fanciullezza in Zanzibar, la scuola a Panchgani in India e il suo percorso che lo ha portato a diventare una delle più grandi stelle del panorama musicale.
“Un sentito ringraziamento – affermano Andrea e Javed – va alla famiglia Bulsara, agli amici di Freddie e ai Queen che in questo coinvolgente percorso ci hanno sostenuto. Ora anche Freddie ha il suo museo, come merita”.

Modà, al via da Bologna Testa o croce tour 2019/2020Debutto il 2 dicembre, poi date fino all’Arena di Verona (2/5)

OLOGNA28 novembre 201920:09

– Partirà ufficialmente lunedì 2 dicembre dall’Unipol Arena di Casalecchio di Reno (Bologna) il ‘Testa o croce tour 2019/2020’ dei Modà, che tornano live dopo due anni di pausa e dopo l’uscita del nuovo album, di cui è ora in radio il singolo ‘…puoi leggerlo solo di sera’, unica canzone d’amore autobiografica del disco. In programma date fino a maggio: 4 dicembre Assago, 7 Brescia, 8 Torino, 11 Firenze, 14 Roma; 6 e 7 marzo Acireale, 10 Eboli, 13 e 14 Bari, 17 Reggio Calabria, 20 Roma, 24 Genova, 28 e 29 Assago; 2 maggio Arena di Verona.
I Modà sono tra le band di maggior successo in Italia, con all’attivo 7 album e decine di hit. Il gruppo è composto da Kekko Silvestre (voce, pianoforte), Diego Arrigoni (chitarra elettrica), Stefano Forcella (basso), Enrico Zapparoli (chitarra elettrica, chitarra acustica) e Claudio Dirani (batteria). Sono esplosi nel 2011 con l’album ‘Viva i romantici’ e hanno conquistato due volte il podio a Sanremo, nel 2011 (‘Arriverà’) e nel 2013 (‘Se si potesse non morire’).

Debuttano le felpe dei ragazzi dell’Istituto TumoriDopo 6 mesi lavoro ecco Youth, logo raffigura cicatrici

MILANO29 novembre 201911:37

– Debuttano le felpe YOUTH ideate dai ragazzi del Progetto Giovani della Pediatria Oncologica dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, che dal 3 dicembre sarà ospitata alla Rinascente di Milano. Sono il frutto di sei mesi di lavoro di 32 giovani tra i 15 e i 24 anni, coordinati dalla stilista Gentucca Bini.
Belle e pratiche, ma dense di significati, a partire dal logo: “Come in altri progetti artistici realizzati negli anni passati, anche questa volta i nostri ragazzi hanno usato la creatività per raccontarsi – spiega Andrea Ferrari, Responsabile del Progetto Giovani -. Il marchio scelto parla di “giovinezza” con l’esponenziale “all’ennesima potenza”. Il logo, diviso in due da un taglio, raffigura le cicatrici dei ragazzi e in particolare la cicatrice del port-a-cath, il catetere per l’infusione della chemioterapia; in alcuni modelli è coperto da una banda che rappresenta un evento improvviso che rischia di rovinare l’adolescenza, che poi diventa occasione di rinascita”.

Gianni Morandi porta a 25 le date al Duse di Bologna’Stasera gioco in casa’, a febbraio quattro nuovi spettacoli

BOLOGNA29 novembre 201912:49

– Salgono a 25 i concerti di Gianni Morandi al Teatro Duse di Bologna. ‘Stasera gioco in casa’ proseguirà ancora per un mese con quattro nuove date: 13, 20, 26 e 27 febbraio. L’annuncio è stato dato dallo stesso artista al termine del concerto di ieri sera, durante il quale Morandi ha riproposto come sempre i suoi grandi successi e si è raccontato in maniera inedita, dialogando direttamente con il pubblico, tra aneddoti, battute, sogni ed emozioni.
Accompagnato da Alessandro Magri al pianoforte ed Elia Garutti alla chitarra, lo spettacolo vede una scaletta diversa per ogni data. Una selezione sempre nuova tratta dal suo immenso repertorio, composto da oltre 600 canzoni. Già molto apprezzato il nuovo brano ‘Stasera gioco in casa’ che apre il concerto: la canzone, scritta dal nipote di Gianni, Paolo Antonacci, figlio di Marianna e Biagio Antonacci, è una ballad dolce e romantica.

The Script tornano in Italia9 luglio a Pistoia Blues Festival e 10 a Milano Summer Festival

PISTOIA29 novembre 201912:57

– La band rock-pop internazionale The Script torna in Italia la prossima estate per due concerti: il 9 luglio a Pistoia per un’anteprima della 41/a edizione del Pistoia Blues Festival e il 10 al MIlan Summer Festival.
La band ha appena pubblicato un nuovo disco ‘Sunsets & Fulll Moons’ che richiama le atmosfere dei primi fortunatissimi dischi e sarà impegnata in un lungo tour che ha già fatto segnare diversi sold-out. Con 6 miliardi di stream, 30 milioni di singoli e 11 milioni di album venduti, oltre 12 milioni di ascoltatori mensili su Spotify e 1.8 milioni di biglietti venduti, The Script si collocano in una delle serate del Festival dedicati alle proposte d’eccellenza del rock d’oltremanica.
La serata a Pistoia, con palco in piazza Duomo, sarà aperta da Becky Hill, giovanissima cantautrice inglese tra le più apprezzate del pop britannico contemporaneo.

Kenro Izu presenta a Modena ‘Requiem for Pompei’Dal 6 dicembre 55 foto ‘mostrano’ giorno dopo eruzione 79 d.C.

MODENA29 novembre 201913:07

– Un’esposizione presenta 55 fotografie inedite, donate dall’artista giapponese Kenro Izu alla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, frutto di una visione lirica di quanto è rimasto a Pompei, il giorno dopo l’eruzione del 79 d.C. E’ ‘Requiem for Pompei’, a cura di Chiara Dall’Olio e Daniele De Luigi, in programma dal 6 dicembre al 13 aprile alla Fondazione Modena Arti Visive (Fmat).
L’esposizione è co-promossa dal Parco archeologico di Pompei, che per l’occasione ha prestato alcune riproduzioni dei celebri calchi in gesso delle vittime dell’eruzione e che successivamente la ospiterà nei propri spazi espositivi.
Kenro Izu (Osaka, 1949) è da sempre affascinato dalle vestigia delle civiltà antiche, che lo hanno portato a realizzare delle serie di immagini nei siti archeologici più importanti e conosciuti, dall’Egitto alla Cambogia, dall’Indonesia all’India, dal Tibet alla Siria. ‘Requiem for Pompei’ è un progetto iniziato nel 2015, in collaborazione con Fondazione Fotografia Modena.

In mostra statua etrusca OfferenteA San Gimignano dove fu scoperta, mai esposta prima

SAN GIMIGNANO29 novembre 201913:20

– Sarà esposta per la prima volta al pubblico, in occasione di una mostra ai Musei Civici di San Gimignano (Siena), l’Offerente, “eccezionale” statua in bronzo lunga 64 centimetri, risalente all’età etrusca, scoperta nel 2010 sulle alture della Torraccia di Chiusi, nel territorio di San Gimignano verso la Valdelsa. ‘Hinthial. L’Ombra di San Gimignano. L’Offerente e i reperti rituali etruschi e romani’ il titolo dell’esposizione, in programma dall’1 dicembre al 31 maggio.
Il ritrovamento avvenne durante la ristrutturazione di un edificio: la statua, che ritrae una figura maschile che indossa una toga, in ottimo stato di conservazione, fu trovava sul fondo di uno scasso. Interrotti i lavori, a partire dal 2011 la Soprintendenza diede avvio a una campagna di scavi che ha fatto emergere un’area sacra etrusca all’aperto, in uso per almeno 500 anni, dal III secolo a.C. fino al II secolo d.C..
La statua fu trovata sepolta vicino a un monolite in pietra squadrato che doveva fungere da altare.

Dardust, esce il singolo SublimeAnticipa album “S.A.D. Storm and Drugs”, in uscita il 17 gennaio

29 novembre 201913:36

– E’ uscito “Sublime”, il secondo brano estratto da “S.A.D. Storm and Drugs”, il nuovo disco di Dardust che uscirà il 17 gennaio per Sony Music Masterworks e Artist First.
L’album è l’ultimo capitolo di una trilogia discografica che attraversa l’asse geografico/musicale Berlino-Reykjavík-Edinburgo, primo progetto italiano di musica strumentale che unisce il mondo pianistico minimalista all’immaginario elettronico di matrice Nord Europea. Dardust si è ispirato, per la scelta del titolo, allo “Sturm und Drang”, la corrente tedesca di fine Settecento che vedeva come protagonisti alcuni scrittori e pittori come Goethe e Caspar Friedrich.
“Concetto base della corrente Sturm und Drang era il Sublime che è un duplice sentimento, ossia la paura di fronte a scenari spesso spaventosi e l’estasi davanti agli stessi scenari – racconta Dardust -. Questo concetto è rappresentato perfettamente nelle immagini del pittore David Caspar Friedrich caratterizzate da figure ritratte di spalle, che si chiamano ruckenfigur, di fronte a scenari spesso tempestosi e spaventosi.
Nel 2018 mi sono sentito come in un quadro di Friedrich. Quando non puoi cambiare una situazione, l’unica cosa che puoi fare è cambiare te stesso, e io ho scelto di rifugiarmi nell’estasi creativa, scappando e rifugiandomi a Edimburgo, dove ho scritto Sublime e tutto l’album”.
Dardust tornerà live da febbraio 2020. Ogni show dello “Storm and Drugs Live” sarà articolato in due atti: il primo, Storm, più intimo e dal taglio teatrale che riprende la poetica e l’immaginario dello sturm und drang settecentesco in ogni aspetto visivo; il secondo, Drugs, attinge alla parte più electro trasformando lo show nel finale in una vera atmosfera rave.
Queste le prime date: 27 febbraio Roma, 5 marzo Milano, 6 marzo Torino, 20 marzo Madrid, 26 marzo Parigi, 27 marzo Bruxelles.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Baglioni, nuovo singolo dal 3 gennaio
Gli anni più belli, dà il titolo al nuovo film di Muccino

9 novembre 201913:37

– Gli anni più belli è il nuovo inedito di Claudio Baglioni, in uscita il 3 gennaio. Il brano dà il titolo al nuovo film di Gabriele Muccino, al cinema dal 13 febbraio.
La canzone è una delle dodici tracce che compongono il nuovo album di inediti del cantautore, in uscita in primavera. Dodici canzoni, come le dodici note e come le serate a giugno alle Terme di Caracalla a Roma di “Dodici Note”, tutti i classici di Claudio Baglioni, per la prima volta in un’inedita e raffinata dimensione classica: grande voce, solisti d’eccezione, grande orchestra e coro.
Una ‘prima nella prima’: per la prima volta in assoluto, infatti, la stagione estiva dell’Opera di Roma alle Terme di Caracalla ospiterà dodici serate consecutive dello stesso artista.
Queste le date: 6, 7, 8, 9, 10, 11, 13, 14, 15, 16, 17, 18 giugno.

Parte da Milano Hope Christmas tour di AlleviPrimo dicembre concerto con coro sold out al Dal Verme

29 novembre 201913:39

– Parte il primo dicembre con un tutto esaurito al Teatro Dal Verme di Milano l’ ‘Hope Christmas Tour’ di Giovanni Allevi. In questa nuova tourneè, per la prima volta il compositore affiancherà al suo pianoforte anche il canto, affidato per l’occasione al Coro dell’Opera di Parma e alle voci bianche dei Pueri Cantores della Cappella Musicale del Duomo di Milano, il tutto sostenuto dall’Orchestra Sinfonica Italiana.
In scaletta composizioni inedite, brani di Natale e grandi classici rivisitati. Dopo le date in Italia, anche concerti in pianoforte solo in Austria, Germania e Svizzera.

Musica: Gianna Nannini ospite della ‘settimana pacifica’7 concerti, 7 ospiti per Pacifico a Milano

ILANO29 novembre 201914:14

– E’ Gianna Nannini l’ospite a sorpresa della Settimana Pacifica, la serie di 7 concerti, dal 2 all’8 dicembre, al teatro Filodrammatici di Milano di Pacifico.
Gli altri guest – Malika Ayane, Samuele Bersani, Francesco De Gregori, Giuliano Sangiorgi, Francesco Bianconi, Neri Marcoré – erano già stati annunciati, ma mancava da riempire la casella del 4 dicembre.
“Gianna Nannini. Una sorpresa, come sempre – commenta Pacifico – Mi pare più veloce del tempo. Non si ferma mai a guardarlo passare, gli salta addosso, spreme ogni minuto dall’orologio. E poi la voce. Che spalanca le finestre, che sospende le preoccupazioni, che ti fa mimare la chitarra a gambe larghe in salotto mentre ci canti sopra. Sarà un onore averla con me nella Settimana Pacifica”.
Pacifico, 6 album all’attivo, come autore collabora con i più importanti artisti italiani, tra cui i suoi ospiti milanesi.
Oltre al decennale sodalizio con Gianna Nannini, ha scritto per Andrea Bocelli, per Gianni Morandi, per Adriano Celentano, per Malika Ayane, per Eros Ramazzotti, per Zucchero, per Giorgia, per Antonello Venditti e molti altri.

I Medici, Lorenzo il magnifico tra maturità e vendetta / VIDEOSu Rai1 da 2/12 con Daniel Sharman. Nel cast Montanari e Marcorè

30 novembre 201910:22

“Lorenzo Il Magnifico vivrà un periodo di maturità. La definirei la sua epoca dark. La terza stagione tratteggia l’ascesa e la caduta di una figura storica e “visionaria” per Firenze, un uomo complesso, che ritroviamo alle prese con il desiderio di vedetta e riscatto”. Daniel Sharman torna a vestire i panni del protagonista della serie tv “I Medici”, coprodotta da Lux Vide con Rai Fiction, Big Light Productions e Altice Group, venduta in oltre 100 paesi. Ideata da Frank Spotnitz e Nicholas Meyer.
L’attore londinese lo ritroviamo ora nel terzo capitolo, che ha per sottotitolo “Nel nome della famiglia”, in onda dal 2 dicembre su Rai1 per quattro prime serate.Le nuove puntate saranno disponibili anche in streaming e on demand su RaiPlay e trasmesse con le stesse modalità anche in Ultra HD su Rai 4K al tasto 210 del telecomando di tivùsat.
Mentre il nuovo regista della terza stagione de I Medici è  canadese Christian Duguay (Coco Chanel, sant’Agostino). Da Botticelli a Leonardo e Michelangelo, gli splendori del Rinascimento tornano sul piccolo schermo tra cospirazioni e lotte di potere a Firenze nella seconda metà del ‘400.
Ritroviamo l’attore britannico nei panni de il ‘Magnifico’, personaggio che dovrà cercare di continuare a consolidare il suo potere a Firenze e farsi valere anche nel territorio più esteso dello scacchiere italiano ed internazionale. “A parte la vendetta – spiega Sharman – si sono calcificati all’interno di Lorenzo la perdita della giovinezza e di una visione idealistica della vita. Lo troviamo come un uomo in grado di gestire il potere. In questo momento così interessante, deve mantenerlo”.  L’attore lo vedremo in una serie targata Netflix in uscita tra maggio e giugno “il ‘weeping monk’, il monaco piangente, di “Cursed””.
Tornando ai Medici 3 tra Lorenzo e papa Sisto IV, si consumerà uno scontro a distanza e il Conte Riario, già organizzatore della Congiura dei Pazzi, ne approfitterà per provare a scatenare una guerra tra Firenze e Roma. Le truppe del Regno di Napoli si schiereranno al fianco di quelle papali, mettendo a rischio l’esistenza di Firenze.
Mentre la situazione della banca si fa instabile, la politica spinge Lorenzo a rinunciare agli ideali di un tempo, mettendo a dura prova il rapporto con la moglie Clarice, soprattutto in occasione dell’incontro del Magnifico con una vecchia conoscenza: Ippolita Sforza. Ma la famiglia Medici supererà i dissapori e il lutto per la morte di Giuliano in seguito alla scoperta dell’esistenza di Giulio, figlio naturale del defunto Giuliano. Nel frattempo, Lorenzo continua a finanziare il mondo dell’arte, incontrando il genio di nuovi artisti, come Leonardo e un giovane Michelangelo.
Nel cast ritroviamo Alessandra Mastronardi è Lucrezia Donati, moglie del mercante Ardinghelli e amante del Magnifico, Synn›ve Karlsen, la moglie di Lorenzo Clarice Orsini, Aurora Ruffino Bianca de’ Medici.
“Le donne fa notare Ruffino – hanno un ruolo importantissimo. Sono colte e intelligenti, sostengono i loro uomini, lavorano dietro le quinte perché avevano dei ruoli, comunque, da rispettare”. In alcuni flashback rivediamo ancora Bradley James il cui personaggio, il fratello di Lorenzo, Giuliano de’ Medici, è stato assassinato nel Duomo di Firenze. Nella nuova stagione tante new entry italiane e internazionali, da Francesco Montanari (prima un colpo di fulmine poi diventeranno antagonisti).
Neri Marcorè che darà il volto al Papa Innocenzo VIII, successore di Papa Sisto IV: “L’aspetto umano di chi si trova a ricoprire il ruolo di capo della Chiesa è una cosa molto affascinante. Tanti registi investono in questo tipo di storie: Moretti, Sorrentino… Nella seconda parte della storia, quando divento Papa Innocenzo VIII, il mio personaggio cambia atteggiamento nei confronti dei Medici”. (Marcorè va ricordato aveva già interpretato un pontefice era stato uno struggente papa Luciani ndr). A Giorgio Marchesi è stato affidato il ruolo di Giacomo Spinelli, nuovo avversario di Lorenzo il Magnifico, mentre Johnny Harris sarà Bruno Bernardi suo nuovo consigliere. La colonna sonora è firmata ancora una volta da Paolo Buonvino.
Il direttore di Rai Fiction, Eleonora Andreatta: ” La terza serie chiude la saga della famiglia iniziata con Cosimo e proseguita con la giovinezza di Lorenzo il Magnifico. Con Lux Vide, siamo alla vigilia di un nuovo racconto internazionale, dedicato a Leonardo”. A dar vta la genio sarà l’attore irlandese Aidan Turner. La nuova maxi serie  che vede nel cast anche Adriano Giannini e Matilda De Angelis anddrà in onda alla fine del 2020.

Piazza Fontana a fumetti, 50 anni dopoCani sciolti di Gianfranco Manfredi, disegni di Roberto Rinaldi

29 novembre 201920:53

Piazza Fontana a fumetti. In libreria e fumetteria arriva l’episodio della saga di Gianfranco Manfredi dedicato alla strage di 50 anni fa: è ‘Cani Sciolti. Milano, 12 dicembre’ , edito da Sergio Bonelli Editore. Soggetto e sceneggiatura sono di Manfredi, che firma anche la postfazione, mentre i disegni e la copertina sono di Roberto Rinaldi.
Gianfranco Manfredi ci accompagna nell’autunno del 1969, quando gli scioperi infiammano gli animi e le cariche in piazza si fanno più brutali. A Milano la tensione è palpabile e tutto sembra portare verso la tragedia, che puntuale arriva il 12 dicembre, giorno della strage di Piazza Fontana. Una bomba esplode all’interno della filiale della Banca dell’Agricoltura.
Dove sono e cosa fanno, in quel momento, i nostri Cani Sciolti? Un drammatico punto di svolta nella storia della città e dell’intero Paese. L’inizio di anni bui e di trame che ancora oggi non sono state del tutto spiegate e risolte. Mentre la vita, che va avanti nelle piccole e grandi cose della quotidianità, si ferma per dare l’addio alle vittime innocenti.

Inge Morath, 140 foto in prima retrospettiva italianaDal 30 novembre al 19 gennaio al Museo di Roma in Tratevere

9 novembre 201915:03

– I reportage di viaggio da Venezia al Danubio, dall’Iran alla Cina.I ritratti di grandi personaggi come Igor Stravinsky, Harold Pinter, Alberto Giacometti, Pablo Picasso, Audrey Hepburn. Si possono vedere nella prima retrospettiva italiana sul cammino umano e professionale della fotoreporter ‘Inge Morath. La vita.La fotografia’ al Museo di Roma in Trastevere, dal 30 novembre al 19 gennaio 2020. A Roma la Morath, prima fotoreporter donna entrata a far parte della Magnum Photos, arriva per la prima volta nel 1954, poco dopo aver cominciato a lavorare per la famosa agenzia fotografica.
Oltre 140 scatti e numerosi documenti inediti ripercorrono, in 12 sezioni, la sua storia, dagli esordi come giornalista, all’apprendistato al fianco di Ernst Haas ed Henri Cartier-Bresson, fino alla collaborazione con prestigiose riviste quali Picture Post, LIFE, Paris Match, Saturday Evening Post e Vogue. Ci sono anche immagini, realizzate da grandi maestri come Bresson e Yul Brinner, che ritraggono la Morath, morta a New York nel 2002, in diversi momenti della sua carriera. E una sezione è riservata alla serie di curiosi ritratti ‘mascherati’ realizzati in collaborazione con il disegnatore Saul Steinberg.
L’esposizione, curata da Marco Minuz, Brigitte Blüml-Kaindl e Kurt Kaindl, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale -Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, è un viaggio nel mondo di una grande viaggiatrice poliglotta nata a Graz, in Austria, nel 1923 , cresciuta in un ambiente colto e dai numerosi interessi. Il primo viaggio in Italia della Morath è a Venezia ed è proprio nella Laguna che prende corpo la sua passione per la fotografia e gli scatti sulla quotidianità della città , durante un lungo soggiorno nel 1955, sono andati a far parte del volume illustrato ‘Venice Observed’ della storica dell’arte Mary McCarthy.

Book art tra le sculture di Marino Marini a FirenzeOgni 1/a domenica mese al museo mostra mercato volumi d’arte

9 novembre 201915:49

– Un museo trasformato in una sorta di piazza per ospitare una volta al mese, ogni prima domenica dalle 11 alle 18, una mostra mercato a ingresso gratuito di libri d’arte e d’artista, alla maniera dei bouquinistes parigini ma tra le sculture di Marino Marini. Il tutto accompagnato da altre iniziative, come reading o laboratori per i più piccoli. E’ ‘Bammm! Books & art al Museo Marino Marini’, iniziativa al via l’1 dicembre negli spazi espositivi del museo di arte contemporanea di Firenze dedicato al grande scultore celebre, non solo, per i suoi cavalli. E proprio per la giornata inaugurale di domenica prossima di Bammm! lo psichiatra e scrittore Vittorino Andreoli, presenterà (16.30), il suo nuovo libro ‘Matto come un cavallo. Cavallo e cavaliere nell’opera di Marino Marini’, edito dal Centro Di di Firenze.

A Palazzo Reale 400 gioielli Van Cleef ArpelsIl Tempo, la Natura e l’Amore fil rouge esposizione milanese

29 novembre 201916:22

– MILANO

– Apre il 30 novembre a Palazzo Reale, a Milano, la mostra Van Cleef & Arpels: il Tempo, la Natura, l’Amore che presenta, per la prima volta in Italia, l’universo della Maison di Alta Gioielleria attraverso oltre 400 gioielli, orologi e oggetti preziosi realizzati fin dalla sua fondazione, nel 1906. Documenti d’archivio, disegni al tratto e a gouache testimoniano le origini della creazione artistica accompagnando i preziosi esemplari provenienti dalla Collezione Van Cleef & Arpels e da prestiti privati.
Promossa dal Comune di Milano Cultura e Palazzo Reale e prodotta da Van Cleef & Arpels in collaborazione con la Fondazione Cologni, la mostra è curata da Alba Cappellieri, professore ordinario di Design del Gioiello e dell’Accessorio al Politecnico di Milano e direttore del Museo del Gioiello di Vicenza. La mostra si articola intorno a tre concetti: il Tempo, la Natura e l’Amore, considerati come i valori più rappresentativi della Maison.

Cocciante, Notre Dame sono io, storia di diversitàNapoli, dal 3 all’8 dicembre al Palapartenope torna opera record

NAPOLI29 novembre 201916:28

– “Notre Dame sono io, una storia della diversità”. C’è anche Riccardo Cocciante ad accompagnare la sua opera dei record a Napoli dove lo spettacolo ormai fenomeno globale torna per l’ottava volta dal 3 all’8 dicembre al Palapartenope.
”Esmeralda è una zingara, Frollo un prete che si innamora, fa quindi una cosa per lui sbagliata, si parla di rapporti con gli stranieri. Anche io sono un diverso, ed ho imposto questa mia diversità. Per un artista è un dovere essere fuori dal coro” racconta trasformando la conferenza stampa di ‘Notre Dame de Paris’, nella sala Giunta del Comune di Napoli, in un miniconcerto al piano. ”Qui mi sento a casa, Napoli con il suo pubblico entusiasta è uno spettacolo nello spettacolo, sentiamo questa forza. E io amo la melodia” sottolinea l’autore ricordando il legame tra musica napoletana e lirica. ”Questa città ama la musica, Cocciante è uno dei più grandi talenti contemporanei” lo accoglie il sindaco Luigi de Magistris.
”É lei la novità, merita il ruolo e si è subito inserita tra grandi artisti” dice Cocciante presentando la cantante albanese Elhaida Dani, nuova Esmeralda di questa edizione (dal 2018) già in tour per l’ Italia con i consueti sold-out (prossima tappa Bari, dal 19 al 15 dicembre). Nel cast Giò Di Tonno (Quasimodo), Vittorio Matteucci (Frollo), Leonardo Di Minno (Clopin), Matteo Setti (Gringoire), Graziano Galatone (Febo) e Tania Tuccinardi (Fiordaliso) e oltre 30 artisti tra ballerini, acrobati e breaker. La produzione di uno dei più grandi live realizzati in Europa è di David e Clemente Zard e Enzo. Scoperta da Cocciante (era nel suo team in The Voice of Italy, che vinse nel 2013) Elhaida ringrazia dedicando lo spettacolo al suo Paese colpito da terremoto e intonando un commosso ‘Vivere per amare’.

Matera 2019: con ‘Altofest’ la cultura entra nelle caseIl progetto prevede che i cittadini lucani ospitino gli artisti

MATERA29 novembre 201916:30

– “Michelina è originaria di Montemurro ma vive da molti anni a Tursi. Quando le abbiamo proposto di partecipare al progetto ‘Altofest Matera-Basilicata 2019′ è stata un po’ timorosa per la nuova esperienza in sé, ma felice di ospitare una famiglia di artisti: lui spagnolo e lei giapponese con il loro bambino. Non solo una ‘donatrice di spazio’ ma un mini-mondo dentro casa sua”.
Nelle parole di Massimiliano Burgi della Fondazione Matera-Basilicata 2019 c’è tutto il “cuore” della contaminazione culturale della terza tappa di “AltoFest”. Il progetto porta artisti nazionali e internazionali nelle abitazioni dei cittadini lucani, per la creazione di spettacoli aperti al pubblico. Nel fine settimana saranno in scena nell’entroterra jonico, nei comuni di Tursi e Montalbano Jonico, dove tre famiglie ospiteranno sei formazioni artistiche con i loro spettacoli di teatro, danza e arte performativa. Nelle scorse settimane il progetto ha già “contaminato” l’area del Vulture e la Val d’Agri.

Tff: Altan rivede vignetta Berlusconi, poteva andare peggioIl disegnatore si racconta nel documentario di Stefano Consiglio

TORINO29 novembre 201916:44

– E’ forse la sua vignetta più famosa. Risale al 1994, quando vinse Berlusconi. Uno dice ‘Poteva andare peggio’. L’altro risponde secco ‘No’. Altan l’ha rivista. E’ diventata: ‘Poteva andare peggio. Sì’. Il grande disegnatore ne parla a Torino, dove viene presentato al Tff in anteprima nella sezione Festa Mobile il docufilm ‘Mi chiamo Altan e faccio vignette’ di Stefano Consiglio. Il suo legame con il Festival è storico perché c’è il Premio Cipputi che da 25 anni è uno dei riconoscimenti più rappresentativi.
Nel film, che ritrae la sfera privata di Altan, poco propenso a raccontarsi pubblicamente, grandi attori, come Stefania Sandrelli, Angela Finocchiaro e Paolo Rossi, interpretano i protagonisti delle vignette. “Cipputi non c’è. E’ talmente vero che rifarlo sarebbe stata una diminuzione”, spiega il regista.
Sulla satira Altan non è pessimista: “In questo momento c’è molto umorismo involontario da parte di chi dovrebbe essere oggetto di satira. Se la sua funzione è creare dubbi c’è ancora spazio”.

Bocelli, per Natale torna Return to loveUna nuova versione inedita del brano

9 novembre 201916:55N

– Reduce dalla straordinaria notizia della candidatura ai Grammy Awards, Andrea Bocelli celebra la magia del Natale e da oggi, venerdì 29 novembre, torna in radio e in digitale con “Return To Love (Christmas Version)” (https://AndreaBocelli.lnk.to/RTLChristmasVersion), una nuova versione inedita del brano contenuto nell’edizione speciale del suo ultimo album “Sì FOREVER: THE DIAMOND EDITION” (Sugar) – uscito lo scorso 8 novembre dopo aver venduto oltre 1 milione di dischi in tutto il mondo con “Sì”.
“Return To Love (Christmas Version)”, prodotto da Bob Ezrin e registrato agli Abbey Road Studios di Londra, – che nella versione del disco è cantata insieme a Ellie Goulding – ora si tinge delle calde atmosfere natalizie grazie alla collaborazione con un emozionante Coro Gospel regalando così al pubblico la suggestione senza tempo delle feste. Una sorpresa per i fan di tutto il mondo che hanno amato l’ultimo progetto del tenore, arrivando a regalargli la prima posizione nella classifica dei dischi più venduti sia in USA che in Uk.
Il nuovo album di Andrea Bocelli, “Sì FOREVER: THE DIAMOND EDITION”, contiene due featuring inediti d’eccezione con Jennifer Garner in “Dormi Dormi Lulluby”e con Ellie Goulding in “Return To Love” e tre nuovi brani: una versione speciale per il 25º anniversario del successo “Il mare calmo della sera”, vincitore al Festival di Sanremo 1994, che presenta un inciso in inglese scritto da Zucchero; il brano “Alla Gioia”, registrato per commemorare il 250º anniversario della nascita di Ludwig van Beethoven, celebrato in tutto il mondo nel 2020 e una nuova registrazione di “Ragazzo Mio”, basata sul tradizionale motivo irlandese “Danny Boy” che affronta il tema centrale della separazione.
Nel suggestivo brano “Return to love”, invece, Bocelli duetta con la star internazionale Ellie Goulding,. Qui l’artista britannica canta per la prima volta in italiano con Bocelli.

Aste: Parigi, stivali Napoleone venduti per oltre 117.000 euro

PARIGI29 novembre 201917:19

– Un paio di stivali, di taglia 40, indossati da Napoleone durante l’esilio a Sant’Elena sono stati venduti per 117.208 euro presso la casa d’aste Drouot di Parigi.
Gli stivali vennero prestati dal generale Bertrand (1773-1844), collaboratore di Napoleone durante l’esilio a Sant’Elena, allo scultore Carlo Marochetti (1805-1867) che lavorava a una scultura equestre dell’imperatore. Il figlio dello scultore, il barone Marochetti, li regalò a sua volta al senatore Paul Le Roux. Conservati finora in famiglia, erano stimati tra i 50.000 e gli 80.000 euro. La vendita è andata dunque oltre le attese.

Un musical sulla vita di Jacko dal punto di vista del guantoSpettacolo prodotto da Johnny Depp. Debutto a gennaio

NEW YORK29 novembre 201917:40

– La vita di Michael Jackson dal punto di vista del suo iconico guanto a lustrini. E’ la nuova avventura in cui si è lanciato Johnny Depp che ha deciso di produrre “For the Love of a Glove: An Unauthorized Musical Fable About the Life of Michael Jackson, as told by his Glove”, scritto da Julien Nitzberg e che debutterà a Los Angeles il prossimo 25 gennaio.
Il punto di vista del guanto è stato scelto per offrire una nuova prospettiva alle ‘strane forze’ che hanno definito Jacko e gli scandali che lo hanno tormentato durante la maggior parte della sua esistenza. “Tutto ciò di cui è stato accusato MJ – ha detto Nitzberg – in realtà è stato causato dal suo guanto, che in realtà è un alieno che proviene dallo spazio e si nutre di sangue di un ragazzo vergine”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Consegnato Ennio Morricone l’Ordine del Sol Levante
Onorificenza per contributo a interscambio Giappone-Italia

9 novembre 201918:22

– Il Giappone rende omaggio a Ennio Morricone con il conferimento dell’Ordine del Sol Levante.
L’onorificenza, “per i meriti acquisiti nella promozione dell’interscambio fra Giappone e Italia nel campo della composizione musicale – in particolare di colonne sonore per film”, è stata consegnata al maestro, nella sede della residenza dell’ambasciatore giapponese, a Roma.
“E’ un grandissimo onore per me”, ha ringraziato Morricone ricevendo il riconoscimento e ricordando l’unico lavoro fatto in Giappone: “quando mi hanno chiesto di lavorare alla fiction di ambientazione storica Musashi, il mio timore era che mi chiedessero musiche giapponesi. Faccio musica europea, dissi loro, ma era proprio quello che chiedevano: il mio stile e niente altro”.
Pergamena e Ordine sono stati consegnati dall’ambasciatore Keiichi Katakami. “Il Maestro Ennio Morricone, con le sue composizioni musicali per le opere dei registi più rappresentativi del mondo cinematografico italiano, ha contribuito notevolmente alla diffusione dei film italiani in Giappone, incrementandone la notorietà presso il pubblico giapponese – ha detto il diplomatico durante la cerimonia riservata a pochissimi invitati -. In particolare, Nuovo Cinema Paradiso è una delle pellicole italiane più amate dai giapponesi, e penso di non essere l’unico a rivivere le emozioni del film al solo ascoltare la melodia della colonna sonora”.
L’ambasciatore ha poi sottolineato come Morricone, classe 1928, abbia “ampiamente dimostrato come la musica possa veicolare sentimenti, valicando ogni confine, con la colonna sonora dello sceneggiato di ambientazione storica Musashi”.

Da dolce vita a horror, l’amarcord di Barbara SteeleL’attrice lanciata da Mario Bava è l’icona del festival

TORINO29 novembre 201920:46

E’ la regina dell’horror sullo schermo in Italia e negli Usa, ma Barbara Steele ama parlare della dolce vita degli anni trascorsi in Italia dove ha lavorato con registi come Mario Bava, Riccardo Freda, Federico Fellini e Mario Monicelli. E confessa che come regista avrebbe voluto fare Medea “una donna consumata dall’ossessione e dall’amore al punto da uccidere i figli. Ho visto la Medea di Pasolini, un bellissimo film. Io adoravo Pasolini”.
L’attrice ricorda con una punta di nostalgia la Roma degli anni ’60: “era un’esplosione di creatività e vitalità. E’ stata la parte migliore della mia vita e della mia carriera. Per me era l’ombelico del mondo”, racconta l’attrice britannica, classe 1937, icona del Tff. La sua immagine, con i capelli che coprono metà del volto, campeggia nella locandina del Festival sui muri di Torino. “Non ricordo il momento preciso in cui è stata scattata. E’ una foto strana, una metafora dei personaggi doppi che ho interpretato, metà dark e metà virginali. Mi sono sempre piaciute le parti oscure, il dramma, l’agonia. Del resto ho sposato un uomo che si chiama Poe”, spiega Barbara Steele che, nell’incontro con la stampa, parla un po’ in italiano e un po’ in inglese. Accanto a lei la direttrice del Tff, Emanuela Martini.
“A Roma mi ha chiamato Bava, mi ha assegnato una parte nel film La maschera del demonio, senza neppure conoscermi. Non sapevo che fosse un horror. Aveva visto delle foto che un tizio mi aveva scattato mentre vendevo in un piccolo banco a Portobello e le aveva pubblicate su Life. Per me l’unico legame con Roma era il latino che avevo studiato a scuola, ma sarei andata di corsa, anche se mi avessero chiamato per cucinare o per fare torte”, racconta l’attrice che è madrina della retrospettiva Si può fare, dedicata dal Tff all’horror classico, e ha ricevuto il Gran Premio Torino. Barbara Steele parla di Fellini che la chiamò in ‘8 1/2′ (“un grande mago con il cilindro e la frusta dorata. Creava un incantesimo con la sua immaginazione”), dei registi Joe Dante e Roger Corman, “tutti e due educati e gentili. Diversamente da Margheriti, Freda o anche Fellini”, di David Cronenberg (“timido e gentile, mi venne a trovare nella mia casa al mare con un mazzo di fiori più grande di lui”). Tra i suoi ricordi c’è anche il serial killer che le ha chiesto dal carcere una foto autografata del film La maschera del demonio: “Non gliel’ho mandata, mi sento un po’ in colpa”, confessa.

Cinema: a Benigni premio Langhe Roero e MonferratoRiconoscimento Film Commission Piemonte alla Nuvola Lavazza

TORINO29 novembre 201920:52

– Dopo Paolo Sorrentino e Matteo Garrone, la terza edizione del Premio Langhe Roero Monferrato va a Roberto Benigni. Una “personalità di enorme carisma che da anni connota la scena culturale del nostro Paese e non solo”, sottolinea Paolo Damilano, presidente di Film Commission Torino Piemonte, che organizza la serata alla Centrale della Nuvola Lavazza in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema. Il ricavato a favore della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, partner e co-organizzatrice del premio.
“Questa edizione del Premio ha raggiunto un livello di eccellenza di cui vado davvero molto fiero”, aggiunge Damilano, ricordando che l’obiettivo principale del Premio è raccogliere fondi “per una causa irrinunciabile, nobile e urgente come la ricerca sul cancro”.
Nel corso della serata, Film Commission Torino Piemonte ha annunciato che la Sala Movie, cuore della sede di via Cagliari, sarà intitolata a Paolo Tenna, ad di Film Investimenti Piemonte morto sei mesi fa. “Un modo significativo e concreto – conclude Damilano – per avere Paolo sempre vicino e ricordare il grande lavoro che ha svolto a favore del cinema piemontese”.

Crescentini, i fantasmi? No ho paura degli uominiProtagonista ghost-thriller Letto n.6, esordio di Milena Cocozza

ORINO29 novembre 201921:03

“Paura? Me ne fanno solo gli umani e la loro violenza”. A parlare così al Torino Film Festival è la madrina Carolina Crescentini che è anche protagonista di ‘Letto n. 6′, film esordio dietro la macchina da presa di Milena Cocozza. Una sorta di ghost thriller, prodotto dai Manetti Bros con Carlo Macchitella, che racconta la storia di una giovane donna medico, Bianca (Crescentini), che viene assunta da un ospedale pediatrico gestito da religiosi per coprire i turni di notte in reparto. Ma c’è un problema non da poco in questo film – passato oggi al Tff nella sezione After Hours e in sala con 01 nell’estate 2020 – intanto Bianca è incinta e poi l’austera clinica pediatrica dove si ritrova a lavorare non è affatto rassicurante. L’ex ospedale psichiatrico è abitato infatti da strane presenze e la collega che l’ha preceduta si è suicidata, gettandosi dalla finestra. La cosa più inquietante è però il fantasma di un bambino, Davide, che la tormenta e si aggira tra i corridoi o staziona nel letto n.6. Nessuno crede a questa inquietante presenza tranne il giovane portantino Francesco (Andrea Lattanzi) che aiuterà Bianca più di una volta.
Il fatto è che questo bambino da oltre cinquanta anni è in attesa della mamma ed è veramente arrabbiato. “Dei fantasmi non ho paura – dice l’attrice – ma mi spaventano i luoghi che conservano una cattiva energia. Mi è capitato al Flowers Festival di Collegno che si svolgeva in un ex manicomio.
Sono andata a vedere così alcune stanze dove una volta c’erano i pazienti, ma più che altro si trattava di sentire l’energia di quei luoghi. A volte il dolore rimane aggrappato alle pareti, anche se le tinteggi, rimane nel cemento del tetto e nelle sbarre. Credo insomma che il passato lasci le sue tracce nei luoghi”. “Quando i Manetti mi hanno proposto il soggetto sono rimasta perplessa – rivela la regista alla sua opera prima -.
Ho cercato così di trovare nel racconto delle cose che potessero essere mie. Il mio approccio è stato quello di raccontare una storia sovrumana collocandola in un contesto realistico e credibile. Sento molto vicino il personaggio della dottoressa – aggiunge-, per la gravidanza e gli ostacoli lavorativi che una donna ancora oggi deve affrontare se non vuole rinunciare al lavoro e alla carriera. In più credo ai fantasmi”. E ancora la Cocozza: “Mi è piaciuto anche affrontare la tematica degli ex manicomi, ovvero il fatto che alcuni comportamenti umani siano devastanti per l’umanità, ma ce ne accorgiamo solo tardi. I danni irreparabili che vediamo in questo film, generati dalla debolezza umana, cinquanta anni fa erano considerati normali”. Spiega ancora la regista:” Nel film c’è una mano femminile a 360 gradi, tutti i responsabili dei reparti erano donne ma non è stata una scelta precisa. Semplicemente negli anni mi sono resa conto di trovarmi bene a lavorare con le donne”. Alle musiche Francesco Motta (marito della Crescentini), mentre nel cast anche Andrea Lattanzi, Roberto Citran, Carla Cassola e Pier Giorgio Bellocchio.

Western Stars, il concert film di Bruce SpringsteenIl west mitico e 13 canzoni nelle sale il 2, 3 e 4 dicembre

30 novembre 201910:34

Un fienile sulla proprietà del Boss in New Jersey, trasformato per l’occasione in locale intimo, diventa il cuore di Western Stars, il concert film che porta sul grande schermo il 19/o omonimo album di Bruce Springsteen, qui anche, per la prima volta, coregista insieme allo storico collaboratore Thom Zimny.
Il film non fiction, scandito delle 13 canzoni del disco (tanto apprezzato dal pubblico quanto dai critici), eseguite dalla formazione del rocker insieme a un’orchestra, davanti a poco pubblico, arriva in sala in un’uscita evento il 2, 3 e 4 dicembre con Warner Bros.
Western stars non è solo una ripresa dell’esibizione live, ma anche, tra un brano e l’altro, una scatola di pensieri e riflessioni del musicista, attraverso intermezzi girati nel deserto di Joshua Tree, sul suo percorso nel west americano, tra ieri e oggi, e sulla sua vita.
“Per me, il West continua ad essere un paesaggio mitico; è un qualcosa che da americani portiamo dentro di noi, cogliamo immediatamente l’isolamento di quello spazio, la difficoltà a stabilire le connessioni umane più elementari, e la lotta per il senso di comunità e amore. Il tutto emerge da solo, quando inserisci le tue narrazioni in quella parte del paese” spiega Springsteen nelle note di produzione.
Oltre alle migliaia di ore “che ho dedicato alla mia musica – dice il rocker nel film – in questi anni ho cercato di fare i conti con i lati più duri nel mio carattere. Per un lungo tempo quando arrivava nella mia vita una persona a cui tenevo facevo di tutto per ferirla. E’ un aspetto di me con cui ancora combatto, ma sono migliorato”. Nel live, il boss divide spesso il centro della scena con la moglie, madre dei suoi 3 figli, e compagna di band Patti Scialfa (molto intensa in particolare la loro performance su “Chasin’ Wild Horses”) e il film mostra anche alcuni filmini privati, di loro all’inizio della storia, 30 anni fa: “Con Patti, non sapevamo come sarebbe andata a finire, vivevamo giorno per giorno” spiega.
Nel racconto in musica (è in uscita anche la colonna sonora con i brani live), si mescolano personaggi come, l’ex divo che pensa al passato e accetta il suo presente, della title track ‘Western stars’, e pezzi di esperienza del musicista, come la sua decisione di trasferirsi per un periodo in California dopo una delusione d’amore (“Sundown’) o il ritorno anche stavolta della metafora dell’automobile (The Wayfarer, Drive Fast): “Sono al 19/o album e ancora parlo di macchine – scherza il Boss -.
una volta era simbolo di libertà, oggi meno”.
Nella vita “tutti abbiamo le nostre ferite – ci ricorda Springsteen – e siamo tutti in cerca di qualcuno le cui fratture coincidano con le nostre”

Federica Angeli, il Gioco di LolloDalla giornalista minacciata, la scorta spiegata ai suoi figli

30 novembre 201910:35

FEDERICA ANGELI – IL GIOCO DI LOLLO (BALDINI+CASTOLDI – Pag: 288 – € 18). “Bambini, tutti in sala che la mamma e papà devono darvi una notizia fantasmagorica”. “Fantasmagorica: fu scandito…”.  “Allora, siete pronti?”.
Federica Angeli, giornalista di Repubblica che vive sotto scorta per le minacce mafiose ricevute mentre svolgeva un’inchiesta sulla criminalità organizzata ad Ostia – se in A mano disarmata, ha descritto i suoi millesettecento giorni sotto scorta – torna in libreria con ‘Il gioco di Lollo’ (a BaldiniCastoldi), per spiegare anche come gradualmente ha fatto comprendere ai propri figli la necessità della sua scorta, così da non traumatizzarli con una dura realtà o addirittura togliergli quella spensieratezza di cui dovrebbe godere ogni bambino. Ecco allora che le scorte diventano autisti per portare in giro la mamma quando serve, le minacce delle dure prove da superare in cui si può vincere qualcosa di favoloso. Ma non solo: Federica Angeli nel libro mostra la Mafia da un punto di vista diverso, aggiungendo questa volta anche un lato formativo ma facilmente comprensibile anche ai più giovani della questione. “mamma che andiamo a fare al mare?” “A Guardare la Mafia” “La Mafia? Cos’è, una balena una specie di pesce?”. “No è un’organizzazione criminale, molto brutta e pericolosa. Un Mostro orrendo”. La giornalista non si accontenta più di raccontare i numerosissimi illeciti legati alla malavita del Litorale Romano e le sue realtà satellite, ma vuole esporre un metodo pedagogico per rendere gradualmente cosciente la nostra nuova gioventù verso il drammatico problema della malavita sulle nostre strade. La sua testimonianza puntuale, incalzante, senza respiro non dimentica mai la sua dimensione di donna, di madre e di moglie contesa alla serenità famigliare. Una serenità che, ispirata dalla Vita è bella di Benigni, Federica Angeli riesce magicamente a preservare, coinvolgendo i figli in un gioco alla guerra. Per farlo allora si affida a un linguaggio semplice e cede la voce narrante al figlio più grande Lorenzo, per tutti Lollo, che racconta la mafia vista dagli occhi di un bambino.
Sarà proprio questo piccolo grande uomo che ci aprirà la porta di casa raccontando attraverso i suoi occhi e con le sue emozioni le note vicende che hanno visto coinvolta la madre e di conseguenza tutta la famiglia. Così descrive i suoi genitori: “non sono persone normali. È che hanno una vita molto incasinata, soprattutto la mamma. (…) Mio papà è il padre che tutti sognano. Lui compensa le stranezze della mamma”. «Il segreto di un vero cronista è saper entrare dentro la notizia, annusarla, toccarla, respirarla. Solo così si può trasmettere in maniera fedele al lettore ciò che accade veramente». E ne tocca con mano il rischio di farlo nel modo più appassionato e corretto possibile, perché sarà per questo motivo che lui (all’epoca dei fatti ha solo otto anni), assieme ai suoi due fratelli più piccoli, l’acuto e introverso osservatore Alessandro e la romantica Viola, verrà catapultato in un gioco.
Fino a quando, per una casualità, Lorenzo scopre che quel gioco, inventato da mamma e papà è solo un modo per combattere col sorriso un mostro gigante: la mafia. Capirà, cresciuto un poco, che dovrà trasformare il gioco nel gioco, per preservare il candore dei suoi fratelli, adesso tocca a lui dare il suo contributo alla lotta portata avanti da sua madre. I diritti di questo libro sono stati acquistati dal regista Claudio Bonivento che trasformerà l’incredibile storia di Federica Angeli in un film.
Due spari nella notte, le finestre che si aprono e subito dopo un grido: «Tutti dentro, lo spettacolo è finito!» Siamo a Ostia, nel 2013, e tra gli abitanti di quei palazzi c’è anche Federica Angeli, cronista di nera per le pagine romane di «la Repubblica», che in quella periferia è nata e cresciuta. Da tempo si occupa dei clan locali e ha subìto gravi minacce. Sa quindi come è fatta la paura, ma crede che l’altra faccia della paura sia il coraggio. Se i vicini rientrano obbedienti al comando del boss, lei decide di denunciare ciò che ha visto. Dal giorno dopo la sua vita è stravolta: per la sua incolumità le è assegnata una scorta, eppure nessuna intimidazione fa vacillare la sua fede in un noi con cui condividere la lotta per la legalità.

Stagione opera e danza Alighieri Ravenna, amori e passioniDal 10 gennaio tre titoli d’opera, 4 appuntamenti con la danza

RAVENNA30 novembre 201910:37

– Amori e passioni nella Stagione d’opera e danza 2019/2020 del teatro Alighieri di Ravenna (10 gennaio-5 aprile). Si comincia con Serse (10 e 12 gennaio) di Haendel, con l’Accademia Bizantina diretta da Ottavio Dantone, poi la serata pucciniana Suor Angelica/Gianni Schicchi (31 gennaio, 2 febbraio), regia di Denis Krief, e Lucrezia Borgia (6 e 8 marzo) di Donizetti nell’allestimento di Andrea Bernard, con l’Orchestra Cherubini diretta da Riccardo Frizza.
Il percorso danza parte dal Nuovo Balletto di Toscana (15-16 febbraio) e la Cenerentola su musica di Prokofiev e coreografia di Jirí Bubenícek. L’Alonzo King Lines Ballet (29 febbraio-1 marzo) presenta Händel e Common Ground, firmate dallo stesso fondatore della compagnia di San Francisco; si torna sulle punte per il Don Chisciotte di Johan Kobborg, da Petipa, con il Balletto Yacobson di San Pietroburgo (21-22 marzo). Finale con la Compagnie Hervé Koubi (4-5 aprile) e Les nuits barbares, creazione ad alto impatto visivo del coreografo franco-algerino.

Alighiero Noschese, il ricordo a 40 anni dalla scomparsaIl 3 dicembre eventi e mostra a San Giorgio a Cremano

SAN GIORGIO A CREMANO30 novembre 201910:58

– A quaranta anni dalla scomparsa, la città di San Giorgio a Cremano (Napoli) ricorda Alighiero Noschese, famoso imitatore della televisione italiana che nel comune vesuviano trascorse alcuni anni della sua vita e vi fu sepolto. Il 3 dicembre, nell’anniversario della scomparsa, San Giorgio a Cremano su iniziativa del sindaco Giorgio Zinno e dell’ assessore alla Cultura Pietro De Martino, lo ricorda con mostre ed eventi in Villa Bruno aperti a studenti e cittadini.
Alle 9.30 cerimonia pubblica nel cimitero cittadino con il primo cittadino, rappresentanti istituzionali e tutti coloro che vorranno rendere omaggio a Noschese nel corso della quale saranno deposti fiori sulla sua tomba, nella cappella di famiglia. A seguire, alle 11 nelle Fonderie Righetti, gli studenti delle scuole cittadine prenderanno parte al convegno-spettacolo sulla vita, la carriera e i personaggi del grande imitatore a cura di Giuseppina Scognamiglio, docente di Drammaturgia dell’Università Federico II e Andrea Jelardi, autore del volume ‘Noschese, l’uomo dai mille volti’. Durante l’incontro si esibirà anche Vincenzo De Lucia, imitatore. Per l’intera giornata sarà possibile visitare, nei locali dell’ex Libreria Vesuvio, una mostra con gli oggetti appartenuti all’attore. Sarà allestita una particolare videoinstallazione di Luisa Auriemma, grazie alla quale Noschese ritorna virtualmente tra coloro che lo hanno amato, mettendo in evidenza il suo lato televisivo e puntando su un elemento che caratterizzava parte dei suoi show: il telefono. Solo attraverso il telefono, infatti, è possibile immergersi nel sonoro delle sue più importanti imitazioni come Gorni Kramer, Mago Zurlì, Omar Sharif e Nino Manfredi.

Torna la domenica gratuita al museo e si gioca con l’arteSu Fb Mibact si partecipa individuando i titoli delle opere

30 novembre 201913:23

Torna la domenica al museo, domani 1 dicembre: i musei e i parchi archeologici dello Stato e di tanti comuni che aderiscono all’iniziativa saranno aperti al pubblico gratuitamente. Sul sito del Ministero per i Beni e le attività culturali e per il Turismo l’elenco completo e gli orari di apertura di tutti gli istituti che aderiscono: http://www.beniculturali.it/domenicalmuseo2019.
Per questa edizione di dicembre il MiBACT ha lanciato una nuova campagna digitale legata al gioco: dopo le esperienze di gamification, che negli ultimi anni molti musei hanno esplorato alla ricerca di innovazione e di sperimentazione di nuovi linguaggi, dal 3D ai videogiochi, il MiBACT invita gli utenti social a riconoscere i personaggi di alcune opere dei musei italiani. Il gioco è sul profilo Facebook, basta identificare le silhouette nell’immagine e scrivere in un commento i titoli delle opere: L’intuizione di introdurre il gioco, declinato in varie forme, all’interno della più vasta strategia di ampliamento del pubblico sta, sempre più velocemente, coinvolgendo un numero di realtà museali e culturali in progressiva espansione. Un aspetto andato di pari passo con l’attenzione al digitale della riforma del Sistema Museale Nazionale del Ministro Dario Franceschini, che ha rimesso i musei al centro del più ampio progetto che rafforza la cultura e il turismo.

Musica: Kendrick Lamar, concerto a Roma il 7 luglioIl rapper americano protagonista di Rock in Roma

0 novembre 201911:12

– Il rapper e compositore vincitore del Premio Pulitzer Kendrick Lamar si esibirà per la prima volta a Roma, all’Ippodromo delle Capannelle, martedì 7 luglio 2020 a Rock in Roma.
Sette anni sono trascorsi dalla sua ultima esibizione in Italia, oltre 2.500 giorni in cui il migliore rapper in circolazione ha trasceso il genere hip-hop sposandolo alla perfezione a sonorità soul, funky, R&B e jazz, spingendosi sempre oltre i confini dove nessuno osa. Terre irraggiungibili, ma conquistate e vinte dall’inarrestabile Lamar.
Dopo la pubblicazione dell’ultimo album “Damn.”, schizzato a poche ore dall’uscita al primo posto su iTunes in 65 Paesi del mondo – Italia compresa, dove ha ricevuto la certificazione disco d’oro – Lamar ha curato la Ost del film Marvel “The Black Panther”, il primo cinecomic a ricevere la candidatura agli Oscar come miglior film.
Kendrick Lamar è arrivato al successo grazie al disco “To Pimp a Butterfly”, disco che ha stabilito anche un record globale per la registrazione in streaming, per il primo giorno su Spotify (9,6 milioni). Rolling Stone America gli ha dedicato una copertina definendolo “senza dubbio il più talentuoso rapper di questa generazione”.

Moccia, in nuovo libro 8 autori diventano personaggiEsce il 5 dicembre ‘La ragazza di Roma Nord’

30 novembre 201913:22

– FEDERICO MOCCIA, LA RAGAZZA DI ROMA NORD (SEM, PP 349, EURO 18). E’ “cazzuta, ma anche sognatrice.
Ama lo Spritz e dice sempre ‘top’ e ‘adoro'”. Ecco alcune caratteristiche, dal decalogo di Federico Moccia, de ‘La ragazza di Roma Nord’ che oltre ad essere un romanzo è un inedito esprimento. “Si, perchè ci sono 8 scrittori, sei donne e due uomini che hanno mandato, e sono stati promossi, nel senso che sonoentrati in questo libro, dei loro racconti e poesie” dice Moccia. Ma la cosa più particolare del romanzo, che sarà in libreria il 5 dicembre per Sem, “è che gli 8 scrittori diventano dei veri e propri personaggi come in una versione inversa di ‘Sei personaggi in cerca d’autore’ di Pirandello. Gli otto incontrano Simone, il protagonista della storia e gli portano quello che hanno scritto” spiega Moccia.
Un lucchetto rosso, nello stesso tempo vintage e moderno, campeggia sulla copertina de ‘La ragazza di Roma Nord’ in un neppure tanto ideale collegamento con il bestseller internazionale ‘Tre metri sopra il cielo’, con cui Moccia ha venduto 4.500.000 copie e lanciato appunto la moda dei lucchetti che da Ponte Milvio, a Roma, si è diffusa in tutto il mondo.
“Ho scelto un lucchetto rosso perché mi piace molto e perché è molto amato dalle ragazze e dai ragazzi di Ponte Milvio, che fa parte di quella Roma nord che in qualche modo io racconto in questo romanzo. E’ diventato quasi un simbolo che rappresenta una serie di cose. Oltre che un messaggio d’amore è segno di eleganza, di stile. Viene usato come orecchino, come una borsetta, addirittura come portachiavi. Mi è sembrato l’ideale per raccontare l’identificazione de ‘La ragazza di Roma nord'” racconta lo scrittore.
Il protagonista è Simone, un ventenne romano, in viaggio in treno da Napoli verso Verona per raggiungere Sara, la sua ragazza. Ha deciso di farle una sorpresa romantica nel giorno del loro primo anniversario. A Roma sale sul treno una ragazza e Simone la nota subito, è bella e cominciano a parlare. Lui le racconta il motivo del suo viaggio e la sconosciuta, colpita dalla storia d’amore tra Simone e Sara, decide che non si diranno i loro nomi né si daranno alcuna informazione utile a rintracciarsi. Lei sarà la ragazza di Roma Nord, lui Argo.
Simone arrivato a Verona vede però Sara con un altro uomo.
Tradito e avvilito, torna a Roma, ripensa a quell’incontro sul treno e decide di rintracciare la ragazza di Roma Nord. Ma come può ritrovarla? Se tutto è nato su un treno, la chiave può essere solo la stazione dove lei è scesa.A Santa Maria Novella, a Firenze, inizia la lunga attesa. La storia comincia a circolare sui social, diventando un caso mediatico.
“L’idea del treno mi è sempre piaciuta. Viaggio molto, mi piace incontrare le persone. Mi aiuta a ragionare, a inventare quello che manca a volte nelle storie. Il film ‘Il paradiso può attendere’ con Warren Beatty mi ha sempre colpito perchè anche se noi vedevamo sempre Warren Beatty, lui era qualcun altro per gli altri. In questo romanzo volevo trovare la complicità con il lettore facendolo entrare nella storia” racconta Moccia. Da qui è nato il ‘Cantiere delle storie’ (http://www.semlibri.com/cantieredellestorie) attraverso il quale Moccia ha dato ai suoi lettori le indicazioni per collaborare alla realizzazione dell’opera, proponendo un proprio testo creativo. Sono arrivati oltre 1000 contributi, fra racconti, poesie e testi dei lettori, di al massimo 6 mila battute (tre pagine) tra i quali ha scelto gli 8 aspiranti scrittori che ora sono diventati anche dei personaggi, “con il loro permesso ovviamente” dice lo scrittore. “Ho scelto due poesie e sei racconti firmati prevalentemente da donne. Sono sei su otto e l’età va dai 18 ai 60 anni. Anche tra i contributi arrivati il 60-65% sono di donne” spiega lo scrittore che racconta anche la realtà dei social. “Oggi in un attimo fai parte del mondo” dice Moccia che vedrebbe bene “una serie Netflix’ da ‘La ragazza di Roma nord’ perché “manca una serie che parli di genitori e figli insieme, per tutti e due” sottolinea ed è pronto per il tour di presentazioni che parte il 3 dicembre dalla Mondadori Duomo di Milano. Tra i primi appuntamenti c’e’ un raddoppio a Roma con incontri il 5 alla libreria Borri della Stazione Termini e il 6 da’Notebook’ all’Auditorium Parco della Musica .
Il 7 appuntamento alla Feltrinelli di Stazione Santa Maria Novella a Firenze.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Strabioli torna su Rai3 e racconta Vanoni e Nannini
In Arte, due nuove puntate in prime time, l’1 e l’8 dicembre

30 novembre 201913:22

Torna in prima serata su RaiTre “In arte”: il programma, condotto da Pino Strabioli, dedicato alle protagoniste indiscusse della storia musicale, artistica e culturale del nostro Paese. Due nuove serate speciali per raccontare due artiste che hanno saputo sfidare e reinventare i canoni dell’interprete femminile del loro tempo: Ornella Vanoni e Gianna Nannini.
Il programma poggia su diversi filoni narrativi e supporti video. Innanzitutto l’intervista tra la protagonista e il conduttore della serata: Pino Strabioli. Le due celebri artiste si confidano, raccontano la loro infanzia, la famiglia, gli amori, i dolori, le loro fonti di ispirazione, il senso vero delle loro scelte artistiche. E poi i grandi momenti che hanno scandito le loro incredibili carriere.
Si parte il 1 dicembre, alle 21.20 su Rai 3 con In Arte Ornella Vanoni. Strabioli nell’intensa intervista in vari punti di Milano con l’artista ripercorre anche un pezzo di storia del nostro Paese. Essere un mito ed averlo annientato chiede, come si fa? “Non prendendosi sul serio risponde Ornella”.
Il secondo filone narrativo e visivo poggia sul ricchissimo repertorio Rai, fatto di contribuiti, canzoni, videoclip.
E Ancora non mancheranno le interviste ai colleghi di Ornella e non solo, che amano le due protagoniste ma oltre. Una parte è di questo ‘viaggio attraverso annedoti e ricordi’ è realizzata su un tram, un’altra in uno studio che riproduce la sua abitazione, l’altra Al teatro Piccolo di Milano. Dopo una vita condizionata dalla sua profonda timidezza e dalla paura, Ornella Vanoni, oggi, a 85 anni, non ha più timore di salire sul palco, si sente finalmente libera, si diverte, pur continuando a emozionarsi e a emozionare. Ad accompagnare il telespettatore nel racconto della straordinaria e lunghissima vita artistica di Ornella Vanoni alcuni amici testimoni d’eccezioni: Riccardo Cocciante, Gino Paoli, Paolo Fresu, Dacia Maraini, Mario Lavezzi, Nina Zilli, Arisa. L’intervista si articola attraverso un ricco repertorio Rai, composto dai brani più celebri (Vai Valentina, Musica Musica, Una ragione di più, Senza fine, Domani è un altro giorno e tanti altri) ma ci saranno anche esecuzioni e sketch inediti.
Partendo dalle canzoni della Mala Ornella Vanoni racconta il suo passaggio alla musica leggera e il suo rapporto con il regista Giorgio Strelher (“uno scandalo all’epoca tremendo”) senza il quale forse non avrebbe intrapreso il mestiere di attrice e successivamente quello di cantante.
Ma anche del momento in cui Vanoni esce dalla canzone classica italiana per aprirsi a nuovi mondi. Un momento chiave è quello del Brasile. La voglia la pazzia l’incoscienza l’allegria, l’album realizzato in collaborazione con il cantautore Vinícius de Moraes e il chitarrista Toquinho, considerato uno dei 100 dischi più belli della storia della musica italiana.
E ancora, Paolo Fresu, con il quale comincia una serie di fruttuose collaborazioni e dà vita al suo capolavoro: Argilla. Vanoni: “Il mio disco più bello? Argilla. Un disco che io ho voluto perché non volevo che vendesse e infatti non ha venduto”.
L’appuntamento con In Arte Gianna Nannini è previsto invece per domenica 8 dicembre.Un programma di Manuela Mattioli, Federica Mura, Vladimiro Polchi, Pino Strabioli.

Gianna Nannini tour nei palasport italiani, si comincia da BariDopo uscita album inediti, nel 2020 tour europeo e poi italiano

BARI30 novembre 201913:23

Dopo l’annuncio di un tour europeo, a partire da maggio 2020, e del suo concerto allo Stadio Artemio Franchi di Firenze, che si terrà il 30 maggio 2020, Gianna Nannini da novembre 2020 si esibirà in tutta la penisola con un tour nei principali palasport che partirà da Bari.
La rocker italiana per antonomasia porterà sul palco il suo nuovo album di inediti “La Differenza” (Charing Cross Records Limited / Sony Music) e i grandi successi che hanno segnato la sua lunga carriera, in cui ha conquistato generazioni di fan con il suo marchio di fabbrica che unisce dolcezza melodica e trascinante energia.
Dopo l’apertura del tour il 18 novembre al Pala Florio di Bari, il 19 novembre Nannini sarà al Pala Partenope di Napoli; il 21 novembre al Pala Catania di Catania, il 25 novembre al Pala Verde di Treviso, il 28 novembre al Pala Alpitour di Torino, il primo dicembre al Mediolanum Forum di Assago a Milano, e il 3 dicembre al Palazzo dello Sport di Roma.

Morto Godfrey Gao sul set di un reality, il modello-attore aveva 35 anniEra lo stregone Magnus di Shadowhunters

28 novembre 201908:09

Godfrey Gao, modello-attore taiwanese-canadese, è morto dopo aver subito un apparente attacco cardiaco mentre era sul set in Cina del reality Chase me. Secondo quanto riporta l’Ap, Gao stava girando il reality show sportivo nella città cinese orientale di Ningbo. La sua agenzia ha confermato la sua morte sulla sua pagina Facebook ufficiale.Il 35enne stava girando “Chase Me” e sarebbe caduto mentre correva. È stato portato di corsa in ospedale dove è stato constato il decesso, secondo la sua agenzia.Gao, nato a Taiwan, ha raggiunto la notorietà soprattutto tra il pubblico giovane, diventando in un primo momento il primo modello maschile asiatico per il marchio di lusso Louis Vuitton. Ha poi recitato in numerosi film e drammi televisivi, tra cui un ruolo nel film di Hollywood tratto dalla serie fantasy Shadowhunters, dai libri di Cassandra Clare.Era del 2013 e sua era l’ interpretazione dello stregone Magnus Bane. In Cina era famoso anche per la popolare serie tv Remembering Lichuan. Il suo corpo verrà trasportato mercoledì a Taipei, capitale di Taiwan.

A Bologna nasce ‘Vrums’ per sviluppare la realtà virtualeSarà applicata dal gaming alla sanità, dalla cultura al cinema

OLOGNA27 novembre 201914:14

– Bologna nasce ‘Vrums’, Virtual Reality Rooms Italia, il primo centro per la promozione, fruizione e studio della realtà virtuale. Situato in uno spazio di 280 mq, ‘Vrums’ inaugura il 29 novembre e sarà punto di riferimento a livello nazionale per lo sviluppo di nuove sinergie e ricerche per applicare la realtà virtuale a diversi comparti dell’economia: dal gaming alla sanità, dalla cultura al cinema, tecnologie all’avanguardia saranno al servizio di tutti i settori.
‘Vrums’ nasce dall’esperienza interdisciplinare di professionisti delle nuove tecnologie e della comunicazione, ricercatori in campo socio-sanitario e Vitruvio Virtual Museum – marchio che dal 2015 realizza esperienze di realtà virtuale per arte e cultura, già esposte in numerosi musei italiani – con l’intento di accorciare le distanze tra i diversi settori che possono interagire con la realtà virtuale. Tre i cardini della proposta: intrattenimento con una sala giochi ‘virtuale’, formazione e centro di ricerca, team building.

Ginevra Elkann, ecco i miei genitori imperfettiPassa al Tff a Torino ‘Magari’ con Scamarcio e Rohrwacher

8 novembre 201909:48

Non lo dice apertamente né lo nega troppo, ma MAGARI opera prima di Ginevra Elkann, già al Festival di Locarno e ora al Tff, racconta un po’ la sua infanzia o almeno ne è fortemente ispirata. In fondo niente di nuovo quando si tratta di creatività. Nipote di Gianni Agnelli, figlia di Margherita Agnelli e di Alain Elkann, sorella di John Elkann e Lapo Elkann, Ginevra non a caso mette su una storia di tre fratelli, Alma, Jean e Sebastiano che da Parigi, città dove vivono in un agiato ambiente alto borghese con la madre di fede russo-ortodossa, Charlotte (Celine Sallette), si ritrovano per un breve periodo in un’ambiente opposto. Ovvero tra le braccia di Carlo (Riccardo Scamarcio) , padre italiano, abbastanza immaturo e completamente al verde. Tutto, in questo film dai toni delicati, è visto dagli occhi di Alma (Oro De Commarque), sei anni, sognatrice ad occhi aperti con un’unica ossessione: vedere i suoi genitori biologici tornare insieme. Quando Alma e i suoi due fratelli maggiori, Jean (Ettore Giustiniani) e Seba (Milo Roussel), si ritrovano a passare il Natale a Roma con il padre biologico Carlo (Riccardo Scamarcio) scopriranno presto che lui, oltre ad essere tanto confuso quanto pieno di fascino, è sicuramente più interessato alla co-sceneggiatrice Benedetta (Alba Rohrwacher) che a loro. Niente di male per Alma che continua a non vedere i difetti di Carlo. Anzi pur di far ricongiungere i genitori è anche disposta (come si vede nel film) a bere un bicchiere di urina del fratello. ‘Magari’, prodotto da Wildside con Rai Cinema e distribuito da BIM , spiega ancora la Elkann: “si basa sui ricordi e sulla nostalgia e guarda alle fantasie sulla famiglia perfetta che inseguiamo, soprattutto da bambini”.
“Volevo fare la regista da 14 anni – racconta ancora la regista – così ne ho parlato con Chiara Barzini e con il produttore Lorenzo Mieli. La storia – continua – nasce ovviamente sia dall’esperienza personale che da vari papà visti in azione da soli in vacanza con i propri figli. Figure strane che mi hanno sempre affascinato anche perché ho notato i figli con loro si sentono più liberi rispetto alle mamme”. “Ginevra – spiega poi Chiara Barzini sull’aspetto religioso del film – conosce la religione ortodossa perché ci è cresciuta. Ci divertiva così raccontare dei bambini che crescono in un ambiente severo con tanto di icone da portarsi dietro anche in viaggio, mentre il padre è assolutamente ateo”. Il titolo ‘Magari’ esprime perfettamente l’anima del film. “Alma vive in questo ‘magari’ – dice Ginevra Elkann – , sono i suoi desideri, le sue aspirazioni, desidera che i suoi genitori tornino insieme. La sua è una vita di sogni e la parola ‘magari’ poi mi piace molto perché racchiude felicità e malinconia, proprio come il film”.
Il film ambientato principalmente a Sabaudia negli anni Novanta ha una sua leggerezza, una sorta di tristezza allegra: “La commedia all’italiana era così – conclude la Elkann- , potevi essere serio e ridere nello stesso tempo”.

‘E’ una bella giornata’, Tom Hanks legge tweetIniziativa dell’attore per far sorridere

NEW YORK28 novembre 201916:35

– “Salve sono Tom Hanks e leggerò solo i tweet più simpatici”. L’attore premio Oscar, attualmente al cinema con ‘Un amico straordinario’, in cui veste i panni di Fred Rogers, personaggio della tivù famoso per la sua gentilezza, contro la tendenza che spesso prendono i social media, ha deciso di diffondere invece un po’ di gioia e gentilezza.
Ha deciso quindi di leggere solo post simpatici scritti da gente simpatica. “Ho lavorato da McDonald’s per due anni e mezzo e mettevo undici crocchette di pollo invece di dieci in ogni ordine” – legge Tom Hanks su Twitter. Un altro tweet è su una persona che stava guardando ‘The Office’ (serie tivù) sullo smartphone mentre era in metropolitana e quando ha visto che il passeggero accanto a lui stava cercando di guardare ha messo su I sottotitoli in modo da condividere.

premio Langhe Roero Monferrato, Benigni a TorinoCena a fini benefici alla Nuvola organizzata da Film Commisssion

TORINO28 novembre 201916:40

– Roberto Benigni sarà venerdì 29 novembre alla Nuvola Lavazza, a Torino, per ricevere il premio Langhe Roero Monferrato 2019, alla terza edizione. Benigni parteciperà a una cena di gala a fini benefici organizzata da Film Commission Torino Piemonte in collaborazione con la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro e con il Museo Nazionale del Cinema.
Alla serata sono attesi circa 400 ospiti fra i quali la sindaca Chiara Appendino, esponenti dell’imprenditoria e della cultura torinesi, produttori cinematografici, i vertici di Rai Cinema.
Nella serata verrà ricordato Paolo Tenna, amministratore delegato della Film Commission Torino Piemonte morto sei mesi fa a Roma.

Cinema: da Boldi a Cortellesi, a Sorrento Giornate Professionali1-7 dicembre e il 4 i biglietti d’oro al film di maggior incasso

30 novembre 201913:37

– Sarà l’anteprima di Cena con delitto, film di Rian Johnson con Daniel Craig, Chris Evans e Jamie Lee Curtis (domenica 1 dicembre, ore 21 al Cinema Teatro Tasso) ad aprire a Sorrento la 42° edizione delle Giornate Professionali di Cinema.
Tra proiezioni, anticipazioni, incontri, convegni, ma anche red carpet, serate di gala e momenti di festa la città costiera accoglie, fino a sabato 7 dicembre, tutto il cinema italiano nell’ormai consueto, ed atteso, appuntamento autunnale organizzato dall’ANEC (Associazione Nazionale Esercenti Cinema) con la collaborazione dell’ANICA e il sostegno del Ministero Beni, Attività Culturali e Turismo e del Comune di Sorrento.
Attesi a Sorrento molti protagonisti del grande schermo in un lungo elenco che va da Massimo Boldi, Fausto Brizzi, Giovanni Bognetti, Francesco Bruni, Paola Cortellesi , Marco D’Amore, Rosaria De Cicco, Christian De Sica, Pietro De Silva, Fabio De Luigi, Diana Del Bufalo, Peppino Di Capri, Cristina Donadio, Pierfrancesco Favino, Salvatore Ficarra, Alessandro Genovesi, Nicola Guaglianone, Lillo & Greg, Valentina Lodovini, Vincenzo Marra, fino a Sergio Muniz, Giuseppe Alessio Nuzzo, Andrea Occhipinti, Valentino Picone, Giulio Pranno, Giacomo Rizzo, Michele Soavi, Bianca Usai, Sara Zanier.
Tutti a Sorrento: chi per presentare agli oltre 1200 accreditati, tra esercenti, distributori, produttori e operatori del settore, i loro prossimi film, chi invece per ricevere la Chiave d’Oro nella serata in cui si attribuisce il Biglietto d’oro del cinema italiano, il premio che l’ANEC assegna ai maggiori successi al botteghino dell’annata cinematografica. La serata, condotta da Gioia Marzocchi, sarà aperta al pubblico e si terrà mercoledì 4 dicembre (ore 20.30) nella splendida Sala Sirene dell’Hilton Sorrento Palace.

Cinema: Vive o morte? Le sale tra crisi e nuovi orizzontiOcchipinti, “c’è un grande futuro se sappiamo rinnovarle”

0 novembre 201916:14

– Frozen 2 e le sue 800 sale, le altrettante dell’atteso Tolo Tolo di Checco Zalone il 1 gennaio, le file fuori per i film d’autore, meglio se in lingua originale fosse anche in sudcoreano, i cinema tristemente chiusi, il boom delle library sulle piattaforme, i film che escono solo per tre giorni e pazienza se li perdi tanto li recuperi su Netflix, Amazon o dove sia il cinema, mai così diffuso, mai così amato, mai così vitale dai kolossal dei fumetti Marvel al Parasite di Bong Joon-ho vive una fase di transizione e per l’esercizio cinematografico il momento è contrastante tra crisi pesante e nuovi orizzonti.
“I contenuti – dice in un’intervista Andrea Occhipinti di Lucky Red produttore, distributore ed esercente – non sono mai stati così necessari, ne siamo affamati e li cerchiamo ovunque, sui telefonini, sui device ma anche in sala. Chiariamo subito che sul tema non c’è crisi affatto, semmai ci sono contrastanti segnali sul cinema in sala, ma io ritengo che ci sia un grande futuro davanti, a patto di rinnovare”. I dati dell’anno sul mercato cinematografico italiano, testimoniano un trend positivo: +13.8% d’incassi sul 2018, +12.7% sul numero delle presenze, con una decisiva estate finalmente in marcia grazie al progetto coordinato Moviement: la migliore estate dal 2011: +45.6% d’incassi sul 2018, +37.8% di presenze sull’anno scorso. Non sono tutte rose e fiori. Secondo Occhipinti, il fenomeno “tutto italiano” delle uscite evento di due, tre giorni è negativo: non tutti meritano la meritano e riducono la vita già breve a molte pellicole. C’è poi un problema sicuramente di overdose di uscite: tanti debutti in sala ogni settimana, troppi. Quanto agli aspetti positivi: innanzitutto il box office globale, un’estate finalmente che si muove. E’ certamente merito di Netflix e delle altre piattaforme streaming la sempre maggiore richiesta di proiezioni in lingua originale. Capita di vedere file fuori i cinema con programmazione d’autore: i cinema rinnovati con poltrone comfort, qualità di visione rendono l’esperienza in sala molto diversa da una proiezione casalinga in streaming.

Con Ice Music 50 concerti in igloo con strumenti di ghiaccioGhiacciaio Presena ospita musica e teatro a 2600 metri

30 novembre 201912:39

Elio, Bandabardò, il chitarrista Lorenzo Frizzera sono solo alcuni dei musicisti che si esibiranno nel teatro-igloo da 300 posti, con tre cupole, nel corso della seconda edizione di Ice Music-Concerti in Paradiso, 50 i concerti previsti da gennaio a marzo 2020.    L’iniziativa, che prenderà il via il 4 gennaio, si terrà sul ghiacciaio Presena, tra Lombardia e Trentino, a 2600 metri di altitudine. I musicisti che si esibiranno suoneranno con strumenti rigorosamente scolpiti nel ghiaccio dall’artista statunitense Tim Linhart, che costruirà anche l’igloo, raggiungibile con la cabinovia Paradiso direttamente dal Passo Tonale. Il calendario prevede fino a marzo 2020 due concerti il giovedì e due il sabato.    Gli appuntamenti del giovedì saranno animati dalla ParadICE Orchestra, formazione di sette artisti che proporranno al pubblico i classici della canzone d’autore. I concerti del sabato saranno invece dedicati all’Ice Pop Music con la presenza di artisti e progetti musicali. Elio sarà presente senza Le storie tese e si esibirà con un inedito dedicato ad una avventura tutta ghiacciata.    Nell’igloo gli artisti suoneranno ad una temperatura che oscilla tra gli 8 e i 13 gradi sotto zero. Lo scorso anno “è stata entusiastica la risposta del pubblico, con oltre 8 mila spettatori per 52 concerti tutti sold out”, ha detto Corrado Bungaro, direttore artistico dell’Ice Music Festival. L’igloo non ospiterà solo musica ma, novità di quest’anno, anche il teatro con l’Ice Theatre dove andrà in scena, la domenica, una favola ambientata nei ghiacci, che ha l’obiettivo di illustrare le conseguenze dei cambiamenti climatici.    “Questa è una iniziativa unica che valorizza ancora di più le nostre montagne. – ha detto Antonio Rossi, sottosegretario con delega ai Grandi eventi sportivi di Regione Lombardia -. Anche in chiave olimpica vogliamo valorizzare tutti i comprensori non solo quelli dove si svolgeranno le gare”.

Omar Pedrini, ‘viaggio senza vento’ tra rock e arteLunedì a Milano ultimo concerto del tour dedicato ai Timoria

MILANO29 novembre 201920:50

Una serata evento, tra musica, arte e beat generation, per Omar Pedrini che chiude il suo ‘Timoria, viaggio senza vento’. L’appuntamento con il rocker bresciano è quello in calendario per lunedì al Fabrique di Milano, dove l’ultimo concerto della tournée dedicata allo storico album ‘Senza vento’ dei Timoria, pietra miliare del rock italiano degli anni Novanta, andrà in scena in forma di evento a cavallo tra le arti. Con la musica dei Timoria, band della quale Pedrini è stato l’alfiere-chitarrista, sul palco ci saranno anche Eugenio Finardi e Mauro Pagani, già ospiti dell’originale ‘Viaggio senza vento’ per il quale duettarono con Pedrini sulle note di ‘Verso Oriente’ e ‘Lomnbardia’, ma anche Ensi. Alla serata parteciperà anche lo scrittore e tatuatore siberiano Nicolai Lilin e ci sarà tempo anche per la proiezione del docufilm ‘Lawrence.
A Life in poetry’, dedicato a Ferlinghetti. “Chiudo questo tour con un art-rock party – ha detto Pedrini – e mi preparo per nuovi progetti. La ristampa di ‘Senza vento’ ha avuto un successo che non mi aspettavo. Lo sapevamo tutti che una Reunion dei Timoria sarebbe stata impossibile, anche se durante gli incontri instare che abbiamo fatto è arrivata tantissima gente.
L’album, a suo tempo, è stato un cambiamento per la musica italiana e dopo i Timoria anche altre band hanno deciso di cantare in italiano”. Sul palco della festa-concerto di lunedì ci saranno tanti ospiti in qualche modo legati al mondo di Pedrini e dei Timoria. “Lilin è stato anche il mio tatuatore – ha detto Pedrini – e ha disegnato un pezzo della mia vicenda di uomo e musicista sul mio avambraccio. Oggi, dopo le operazioni al cuore non posso più tatuarmi”. L’ultimo ospite della serata ad aggiungersi alla lista è stato il rapper Ensi. “Volevo rappresentare diverse generazioni sul palco – ha spiegato Pedrini – dove ci saranno gli anni Sessanta e Settanta, i Novanta dei Timoria e i giorni nostri che possono esser ben rappresentati da Ensi”. Se con Lilin ci sarà modo di parlare di rock in Russia ai tempi del comunismo e della situazione globale climatica, sul palco del Fabrique salirà poi anche Matteo Guarnaccia, artista e scrittore, rappresentante della cosiddetta ‘psichedelia’ italiana.

Morricone torna a dirigere per il Papa”L’anno prossimo in Vaticano, non ho potuto dire di no”

29 novembre 201920:48

Al Papa non si può certo dire di no. E così Ennio Morricone, dopo l’addio alle scene dato con il concerto tenuto a Lucca il 29 giugno scorso, ha annuncia a sorpresa un ritorno alla direzione d’orchestra per il 2020. “L’anno prossimo ci dovrebbe essere un concerto nell’Aula Nervi, in Vaticano. Non me lo ha chiesto il Papa, ma comunque non potevo dire di no”. Novantuno anni appena compiuti, ma nessuna voglia di fermarsi per il Maestro, premio Oscar alla Carriera e firma di indimenticabili colonne sonore. “Ho anche scritto alcune cose: una per uno spot pubblicitario e un’altra, un po’ scorbutica per chi deve eseguirla, che sarà diretta da mio figlio a inizio 2020 in piazza del Duomo a Milano. Ma non ha niente a che vedere con la musica da cinema, ma è musica che io definisco contemporanea”, spiega, chiedendo di riportare che è senza voce per un malanno di stagione. “Mi raccomando, lo scriva”.
L’annuncio del nuovo concerto arriva durante un incontro ristretto per la consegna dell’onorificenza dell’Ordine del Sol Levante, a Roma. Il Giappone, infatti, ha voluto rendere omaggio a Morricone “per i meriti acquisiti nella promozione dell’interscambio fra Giappone e Italia nel campo della composizione musicale – in particolare di colonne sonore per film”.
“E’ un grandissimo onore per me”, ha ringraziato Morricone, accompagnato da uno dei figli, ricevendo il riconoscimento e ricordando l’unico lavoro fatto in Giappone: “quando mi hanno chiesto di lavorare alla fiction di ambientazione storica Musashi, il mio timore era che mi chiedessero musiche tradizionali giapponesi, che non ero in grado di realizzare.
Faccio musica europea, dissi loro, ma era proprio quello che chiedevano: il mio stile e niente altro. Fu una bella impresa”.
Pergamena e Ordine sono stati consegnati dall’ambasciatore Keiichi Katakami. “Il Maestro Ennio Morricone, con le sue composizioni musicali per le opere dei registi più rappresentativi del mondo cinematografico italiano, ha contribuito notevolmente alla diffusione dei film italiani in Giappone, incrementandone la notorietà presso il pubblico giapponese – ha detto il diplomatico durante la cerimonia riservata a pochissimi invitati -. In particolare, Nuovo Cinema Paradiso è una delle pellicole italiane più amate dai giapponesi, e penso di non essere l’unico a rivivere le emozioni del film al solo ascoltare la melodia della colonna sonora”.
L’ambasciatore ha poi sottolineato come Morricone, classe 1928, abbia “ampiamente dimostrato come la musica possa veicolare sentimenti, valicando ogni confine, con la colonna sonora dello sceneggiato di ambientazione storica Musashi”.

Hit parade, Tiziano Ferro subito al topMina-Fossati e Colpdlay sul podio, classifiche rivoluzionate.

29 novembre 201920:45

Tiziano Ferro con Accetto Miracoli balza subito in testa, scalzando il rapper romano Tha Supreme, all’anagrafe Davide Mattei (quarta posizione) alla classifica degli album più venduti della settimana dal 22 al 29 novembre, secondo i dati di Fimi/Gfk. Il podio è completamente cambiato con le new entry: al secondo posto c’è Mina e Ivano Fossati con l’album omonimo e al terzo i Coldplay con Every day Life.
Scivola al quinto posto il rapper Marracash con il suo nuovo album Persona. Al sesto una new entry Microchip temporale dei Subsonica. Saldo al primo posto dei singoli ilrapper romano Tha Supreme con Blunz7 a Swishland, mentre grazie alle nuove uscite è completamente rivoluzionata la classifica dei vinili con Mina Fossati al primo posto, seguita a Tiziano Ferro Accetto Miracoli, Coldplay Every day Life, An evening with Manuel Agnelli di Manuel Agnelli e persona di Marracash. Tra le compilation subito al primo posto gli inediti di X Factor 13

Museo Tesoro San Gennaro, nasce guida multimedialeCon la voce di Philippe Daverio e Realtà Aumentata

NAPOLI28 novembre 201919:14

Il tesoro considerato tra i più preziosi al mondo raccontato in una app: da oggi il Museo del Tesoro di San Gennaro, uno dei siti simbolo di Napoli, si arricchisce di una guida multimediale, realizzata grazie al contributo di Kuwait Petroleum Italia, per la migliore fruizione di questo patrimonio unico, proprietà della città e custodito da quasi 500 anni dalla Deputazione della Real Cappella.
Interattiva, in forma di app mobile, multipiattaforma e multilingue, la guida si avvale della voce narrante dello storico dell’arte Philippe Daverio e presenta contenuti di approfondimento attivati in Realtà Aumentata. “È certo che nel 1527 a guidare il patto tra la città di Napoli e il Santo protettore vi sia stato un fermento innovativo che ha reso possibile rendere parti attive del contratto due enti astratti: il popolo e ancor di più il Santo – afferma il Deputato della Real Cappella del tesoro di San Gennaro, marchese Riccardo Imperiali di Francavilla – una proiezione virtuale della fede in un tempo in cui la tecnologia non poteva suggerire altre strade.
Oggi, il senso di innovazione, rispetto e tradizione, finanche il concetto traslato del virtuale, si rinnova con i mezzi contemporanei in quello stesso patto che vede gli stessi interlocutori: la Deputazione, e la città di Napoli”.
All’interno del museo di Via Duomo, diretto da Paolo Jorio, sono dislocati diversi punti di interesse (POI), geolocalizzati e tracciati attraverso l’uso di Beacon (trasmettitori Bluetooth low energy) utilizzati come sistema di orientamento degli utenti. In prossimità di un punto di interesse, il visitatore riceve una notifica push.
“Siamo lieti di aver contribuito a valorizzare il Museo del Tesoro di San Gennaro – commenta Giuseppe Zappalà amministratore delegato Kuwait Petroleum Italia – perché oltre ad essere il più pregiato e vasto al mondo, il tesoro appartiene ai napoletani e la storia di Q8 in Italia è strettamente legata al territorio partenopeo. Proprio il rapporto storico-culturale che esiste tra il museo e la città ci ha convinti a proporre questo intervento e a inserirlo nel nostro progetto “Energie per Napoli”.
Le soluzioni tecnologiche pensate per il Museo del Tesoro di San Gennaro sono state concepite in modo da non snaturare l’originale ambiente e convivere accanto agli oggetti esposti, fornendo informazioni aggiuntive che completano e arricchiscono la conoscenza.

Libri: Comin e i segreti della comunicazione integrata Le nuove leve per la reputazione e il successo delle imprese

28 novembre 201914:43

Nuove strategie di comunicazione per nuovi consumatori e nuove tecnologie. E’ questo l’orizzonte che traccia il nuovo libro a cura di Gianluca Comin “Comunicazione integrata e reputation management” (Luiss University Press). “Nello scenario attuale, sono profondamente cambiate le leve per la gestione della comunicazione, della reputazione, e più in generale per il successo dell’impresa. È pertanto fondamentale continuare a formarsi, per interpretare le evoluzioni e mettere in atto strategie di successo”, dichiara l’autore Gianluca Comin.Il libro analizza l’evoluzione della comunicazione d’impresa, che ha portato a un lento ma inarrestabile processo di innovazione dei canali e a un aumento della complessità della gestione. La stessa evoluzione ha innescato la necessità per le imprese di adottare un approccio orientato al cosiddetto e-business, per affrontare processi e sistemi di comunicazione. L’autore ha vissuto questi processi in prima persona, come presidente della società di consulenza strategica di comunicazione e lobbying Comin and Partners, che ha fondato nel 2014. In precedenza, è stato per dodici anni alla guida della direzione Relazione esterne del Gruppo Enel e, ancora prima, in Telecom Italia e Montedison, oltre ad aver presieduto, per due mandati, la Ferpi – Federazione Relazioni Pubbliche Italiana.”Questo manuale – afferma Comin – intende fornire un insieme strutturato di conoscenze e competenze chiave, che possano favorire la gestione della comunicazione in maniera strategica non solo ai professionisti della comunicazione, ma anche ai manager e leader d’azienda per realizzare progetti di successo”. Il libro ospita i contributi di diversi esperti del settore, che presentano le esperienze aziendali in cui sono stati direttamente coinvolti e ha una prefazione di Paolo Boccardelli, dean della Luiss Business School, dove Comin dirige l’executive program in Corporate communication.

Scala: Meyer

voglio riportare Muti in buca a MilanoSovrintendente designato, ‘pagato per risolvere problemi’

MILANO28 novembre 201911:57

Se c’è qualcuno che potrebbe convincere Riccardo Muti a tornare a dirigere un’opera alla Scala (dal 2005 è infatti tornato solo a dirigere concerti della ‘sua Chicago Symphony Orchestra), è Dominique Meyer, che è stato designato a diventare il nuovo sovrintendente dal prossimo marzo.
“Sarebbe bello vederlo di nuovo in buca, e anche Daniel Barenboim che è legato alla Scala, e poi c’è Chailly” ha detto

Meyer, aggiungendo che proprio Muti è stato il primo a inviargli un sms quando è stato nominato.
“Se ci sono problemi, siamo pagati per risolverli” dice Meyer che da marzo assumerà la guida della Scala e si mostra pronto all’incarico anche se ammette di dover “scoprire tutto, saltare nelle cose”. Un’idea precisa su quello che vuole per il teatro però ce l’ha. “Vorrei una Scala riconoscibile a livello internazionale per quanto riguarda l’opera italiana, dal ‘600 alla nostra epoca”.

Il Peccato, Michelangelo come mai vistoIn sala il film di Konchalovsky sul genio tra sacro e profano

28 novembre 201909:52

Un Michelangelo così non si era mai visto, così sporco, attaccato al denaro, rozzo e violento, un mélange perfetto tra Ligabue e Caravaggio. e questo vale per un Cinquecento altrettanto sporco, dozzinale, con galline a razzolare dentro lo stesso Vaticano. Andrei Konchalovsky in ‘Il peccato. il furore di Michelangelo’ ci racconta così l’uno e l’altro in un kolossal d’autore interamente girato in italia in quattordici settimane e prodotto dalla fondazione Andrei Konchalovsky per il sostegno al cinema e alle arti sceniche e Jean Vigo Italia con Rai Cinema.
Konchalovsky, che è anche autore della sceneggiatura con Elena Kiseleva, ripercorre in ‘Il Peccato’, in sala dal 28 novembre con 01 dopo essere stato evento di chiusura alla Festa di Roma, solo alcuni dei momenti della vita di Michelangelo (Alberto Testone) dove l’artista, anche troppo umano nella vita ordinaria, è portatore quasi di una involontaria sacralità creativa, uno dono, tanto da essere chiamato alche da Papa Giulio II (Massimo De Francovich) ‘il divino’. “non è un film, ma piuttosto una visione. E’ come una sinfonia non volevo fare il Michelangelo che conoscono tutti, né fare una biopic. Così – ha detto il regista russo – ho lavorato solo ad alcuni periodi della sua vita anche chiedendomi: cosa avrebbe mai scritto Dante di Michelangelo che, tra l’altro conosceva a memoria la Divina Commedia proprio come il vostro Benigni?”. E ancora “non è tanto un film sullo scultore, ma su una visione di un essere umano molto egoista, duro ma anche molto tenero che ha vissuto nel Rinascimento”, ha proseguito Konchalovsky, leone d’argento a Venezia nel 2016 con Paradise e nel 2014 con Le notti bianche del postino.
Una scelta diversa anche quella dell’attore che avrebbe poi interpretato Michelangelo: “volevo uno con il naso rotto, uno che somigliasse a Pasolini ed è arrivato Alberto che, guarda caso, aveva interpretato proprio Pasolini (Fatti Corsari)”.

Tutti a teatro per aiutare le giovani madri in difficoltàA Roma con la commedia dolce-amara ‘Qualcosa in comune’ con Milena Miconi, Nadia Rinaldi

30 novembre 201916:07

Tutti a teatro per aiutare le giovani mamme in difficoltà economiche. Accade a Roma, al Teatro Tirso de Molina, con lo spettacolo “Qualcosa in comune” che vedrà protagoniste, dal 4 al 15 dicembre, Milena Miconi, Nadia Rinaldi e Sofia Graini.”Nadia e Milena – spiegano in una nota gli organizzatori dello spettacolo a scopo solidali – sono grandi amiche nella vita reale, ma soprattutto sono due mamme sensibili ad ogni problematica legata al mondo femminile”. La piece, una commedia che fa sorridere ma dal sapore un po’ dolce-amaro, scritta e diretta da Mauro Graiani e prodotto da Francesco Bellomo, tenta di rispondere a una domanda su tutte: perché le donne, le più diverse tra loro, riescono sempre a fare quadrato nel momento del bisogno? Una storia che prende spunto dalle vicissitudini della vita, che troppo spesso pone al centro di eventi drammatici l’universo femminile. E proprio per sottolineare la gravità dei numerosi casi le attrici hanno deciso di sostenere con il loro spettacolo una campagna di sensibilizzazione in favore di Salvamamme, l’associazione che fornisce sostegno umano e psicologico alle mamme e ai bambini meno fortunati. Il teatro, quindi, abbraccia la solidarietà con l’iniziativa solidale “Quacosa in comune…con Salvamamme” e, grazie alla disponibilità del direttore artistico Achille Mellini, per tutta la durata dello spettacolo il pubblico potrà esprimere la propria generosità donando scorte di pannolini e latte in polvere (che potranno essere lasciati al botteghino). Un gesto “in comune” da condividere con il cuore, perchè anche la cultura può fare del bene.

Expo 2020: Onu e Italia per l’Agenda 2030 a Expo DubaiAccordo tra Glisenti e Nasser

30 novembre 201912:55

Gli obiettivi di sviluppo sostenibile al centro dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite saranno oggetto di eventi di rilievo internazionale nel Padiglione dell’Italia all’Expo 2020. È questo l’accordo raggiunto durante un incontro a Dubai tra il Commissario per l’Italia all’Esposizione Universale Paolo Glisenti e il Commissario Generale dell’ONU Maher Nasser. Lo si legge in una nota.    “Agli eventi presso il padiglione del nostro Paese parteciperanno alte cariche dell’Onu, secondo quanto discusso dai due commissari a margine dell’incontro tra i rappresentanti degli stati partecipanti all’Esposizione Universale in corso a Dubai. In un altro incontro con i Paesi Ue l’Italia ha proposto di ospitare iniziative di promozione dell’agenda della nuova Commissione Europea sulla sostenibilità e sull’economia ‘green’.    L’Expo 2020 – si ricorda – aprirà i battenti il 20 ottobre del prossimo anno”.

Expo 2020 Dubai: Glisenti nominato nello Steering Committee

0 novembre 201914:47

Il Commissario per l’Italia a Expo 2020 Paolo Glisenti è stato nominato nello Steering Committee dell’Esposizione Universale che prenderà il via il 20 ottobre del prossimo anno a Dubai.L’annuncio giunge alla conclusione dell’incontro delle delegazioni dei 192 Paesi partecipanti nella città emiratina.
“All’Italia viene affidata la responsabilità di rappresentare gli interessi comuni di tutti i Paesi partecipanti a Expo – ha dichiarato Glisenti -. Questo compito ci viene affidato per l’esperienza e la competenza riconosciutaci nella progettazione e realizzazione di questi grandi eventi internazionali e per aver ospitato con successo a Milano l’Expo del 2015”.
Lo Steering Committee rappresenta i Paesi di tutti i cinque Continenti. È composto da 30 membri e resterà in carica sino alla fine di Expo nell’aprile del 2021. Il comitato si riunirà periodicamente a Dubai per coordinare e sovrintendere agli aspetti organizzativi dell’Esposizione in rapporto all’ente organizzatore degli Emirati – l’Expo Bureau – e al Bureau International des Expositions (BIE).Manuel Sachili, Commissario Generale della Svizzera, e stato nominato Presidente del Comitato che gestirà anche le controversie di ogni natura che dovessero sorgere tra le nazioni partecipanti.Oltre a Glisenti faranno parte del comitato i Commissari di 7 altre nazioni europee: Francia, Regno Unito, Finlandia, Olanda, Repubblica Ceca, Serbia e Lituania.
“Oggi si costituisce il più importante organismo consultivo di Expo 2020 Dubai – ha dichiarato Vincente Loscertales, Segretario Generale del BIE – che garantirà la rappresentanza di tutti i paesi partecipanti e sarà il canale di accesso del BIE alle decisioni dell’Expo Bureau”.

Tff: Carolina Crescentini è la madrina cerimonia chiusuraAnnuncerà con il dirtetore Martini i vincitori

ORINO28 novembre 201917:22

– È Carolina Crescentini la madrina della cerimonia di chiusura del Torino Film Festival. L’attrice sarà a Torino per la serata conclusiva sabato 30 novembre durante la quale, con il direttore Emanuela Martini, annuncerà i vincitori e dichiarerà chiusa la manifestazione.
Carolina Crescentini, che ha esordito sul grande schermo nel 2006 con il film H2Odio di Alex Infascelli, ha partecipato a molti film tra cui Parlami d’amore di Silvio Muccino, Generazione 1000 euro di Massimo Venier, Boris – Il film di Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre, Luca Vendruscolo, Allacciate le cinture di Ferzan Özpetek, Meraviglioso Boccaccio di Paolo e Vittorio Taviani, Beata ignoranza di Massimiliano Bruno e A casa tutti bene di Gabriele Muccino. E’ protagonista del ghost thriller Letto N.6, diretto da Milena Cocozza, produzione Mompracem, Madeleine, Romana Audiovisual con Rai Cinema, che sarà presentato al Tff nella sezione After Hours domani al cinema Massimo e sarà distribuito nell’estate 2020.

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Medicine rocks, tanti amici per ricordare Cavanna
Da Jovanotti a Subsonica, all’Alcatraz per sostenere ricerca

25 novembre 2019 13:06

– Almamegretta, Bluvertigo, Jack Jaselli, Lorenzo “Jovanotti” Cherubini, i Negrita e i Subsonica sono solo alcuni degli artisti che domani sera si esibiranno all’Alcatraz di Milano in ‘Medicine rocks-a Music Tribute to Tomaso Cavanna’, una serata benefica nata per ricordare il noto produttore di eventi musicali, scomparso lo scorso agosto.
Il ricavato della serata verrà interamente devoluto alla ricerca sull’immunoterapia e la medicina rigenerativa. Per accedere alla serata basta effettuare una donazione all’Associazione Medicine Rocks, tramite il sito https://www.mailticket.it/manifestazione/KT28, (donazione minima € 30,00). Fortemente voluta da Edy Campo, compagna di Tomaso, dalla madre Laura Balich, da Inti Ligabue, amico storico della coppia, da Marco Balich e tanti amici, l’Associazione Medicine Rocks nasce con l’obiettivo di organizzare e promuovere eventi al fine di sostenere e promuovere la ricerca sull’immunoterapia e la nanomedicina, nuove frontiere nella cura delle neoplasie.

Mika riparte dall’amore, riscoprite le emozioniAl via da Torino ‘Revelation Tour’ in 12 palazzetti italiani

TORINO25 novembre 201913:30

– In un’epoca dominata dalla tecnologia e dall’immagine, Michael Holbrook Penniman, in arte Mika, torna alla sostanza della musica presentando al Pala Alpitour di Torino un concerto dall’atmosfera intima e quasi teatrale.
Davanti agli ottomila fan della prima data del ‘Revelation Tour’, ieri sera, si è presentato con la sua band e una scenografia completamente analogica, ‘fisica’, progettata insieme alla sorella Yasmine. Un tableau coloratissimo ed eterogeneo, pieno di riferimenti pop all’immaginario dell’artista: da un King Kong di 10 metri alla sagoma di un David, dalla mano dell’artista ai pianeti. Ma il cuore di tutto sono le gigantografie dei sui genitori da giovani. Perché Mika parte da qui, “dall’amore”, l’origine di tutto, per accompagnare il pubblico nel suo racconto caleidoscopico e coinvolgente. È quello di ‘My Name is Michael Holbrook’, sesto album dell’artista, uscito a ottobre e già nella top ten di 22 Paesi.

In cd i Berliner e le Sinfonie di BrucknerLe nove composizioni registrate con grandi direttori

25 novembre 201914:29

– Le nove Sinfonie di Anton Bruckner secondo i Berliner Philharmoniker in una edizione speciale con le composizioni registrate nell’arco degli ultimi dieci anni con otto grandi direttori d’orchestra con i quali hanno stretto un rapporto musicale particolare. Una parata di bacchette, tra le principali della scena contemporanea internazionale: Seiji Ozawa (Sinfonia numero 1), Paavo Järvi (2), Herbert Blomstedt (3), Bernard Haitink (4 e 5), Mariss Jansons (6), Christian Thielemann (7), Zubin Mehta (8) e Sir Simon Rattle (9). Il cofanetto, pubblicato dalla etichetta Berliner Philharmoniker Recordings, comprende 9 cd, un Blu-ray Disc ad alta risoluzione Pure Audio e tre Blu Ray disc con la videoregistrazione delle esecuzioni. Completa la pubblicazione un opuscolo con un saggio del musicologo Richard Taruskin, i ritratti dei direttori, l’ introduzione a ogni singola sinfonia e molte foto. Il lavoro dell’ orchestra con gli illustri maestri, diversi per personalità e sensibilità, consente una visione globale e aggiornata del linguaggio musicale inconfondibile del compositore austriaco e dell’ universo tonale variegato delle sue sinfonie.
Bruckner è una vecchissima conoscenza dei Berliner. La prestigiosa orchestra tedesca eseguì per la prima volta una sua opera nel gennaio 1887, appena cinque anni dopo essersi costituita. In quella occasione ad essere scelta fu la Settima Sinfonia. Da Arthur Nikisch, il maestro ungherese che fu direttore principale dell’ Orchestra dal 1895 fino alla sua morte, nel 1922 le composizioni di Bruckner sono comparse regolarmente nei programmi dei concerti dei Berliner Philharmoniker e da Wilhelm Furtwängler a Herbert von Karajan sono divenute parte della loro identità artistica. E’ la storia di un rapporto che anche dal punto di vista delle registrazioni parte da molto lontano. La loro prima incisione di Bruckner su disco – all’ epoca a 78 giri – porta la data dell’ aprile 1928. Anche in quel caso la scelta cadde sulla Settima Sinfonia. Sul podio c’ era Jascha Horenstein.

Pompei: dalle Terme a Leda via a nuove apertureOsanna, dalle macerie alla rinascita un successo in team

POMPEI25 novembre 201914:33

– Le grandi terme centrali, che l’eruzione del 79 d. C ha congelato in una fase ancora di cantiere, spazio fascinoso e insieme ricchissimo di novità per la storia, chiuso da decenni al pubblico. Ma anche il lusso e le meraviglie della casa degli amorini dorati, che riapre dopo mesi di necessarie manutenzioni. E in fine il mai visto, con l’intrigante sensualità di Leda e il cigno, l’immagine forse più iconica di una stagione di lavori per la messa in sicurezza, che è stata anche generosissima di nuovi ritrovamenti. Pompei festeggia l’uscita dalla emergenza aprendo nuove possibilità di visita. E per il direttore Massimo Osanna, al suo secondo mandato, è anche il momento per una prima riflessione sulla ricerca affidata ad un libro (Pompei e il tempo ritrovato, Rizzoli) che “ha un impianto scientifico ma sceglie volutamente un linguaggio accessibile a tutti”. un impegno corale, dice, “trasmesso attraverso la mia voce, Pompei “è un sistema di relazioni, un fluire incessante di cambiamenti, un laboratorio di sperimentazioni, emozioni e di conoscenza”

Andrà tutto bene, il nuovo film di Francesco BruniKim Rossi Stuart è il protagonista. Riprese in corso a Roma

25 novembre 201915:44

– S’intitola Andrà tutto bene, il nuovo film di Francesco Bruni di cui sono in corso le riprese.
Protagonista è Kim Rossi Stuart, con tra gli altri Lorenza Indovina, Barbara Ronchi, Giuseppe Pambieri. Scritto dallo stesso Bruni, è prodotto da Palomar con Vision Distribution. Le riprese si svolgono cinque settimane a Roma e una settimana a Livorno. Rossi Stuart è Bruno Salvat, un regista di scarso successo, reduce dalla separazione dalla moglie Anna da cui ha avuto due figli, la ventenne Adele e il diciassettenne Tito. A seguito di un malore improvviso, a Bruno viene diagnosticata una patologia che richiede l’intervento di un donatore. Tutti i suoi rapporti familiari vengono rimessi in discussione, compreso quello con suo padre Umberto, depositario di un segreto che costringerà Bruno ad affrontare un viaggio alla ricerca di qualcuno che lo possa aiutare.

Tff: Verdone, quei film che mi hanno cambiato la vitaSuo nuovo lavoro ‘Si vive una volta sola’ in sala da 27 febbraio

TORINO25 novembre 201920:01

Un lungo amarcord di Carlo Verdone, guest director della 37/ma edizione del Tff, oggi negli storici Studi Rai di Via Verdi dove si è tenuta la conferenza stampa di ‘Cinque grandi emozioni’, ovvero le cinque pellicole che hanno cambiato la sua vita. Tutto nasce al photocall dove il regista-attore romano posa vicino a una vecchia telecamera anni Sessanta. “Professionalmente – dice Verdone – sono nato in questi studi con ‘Non Stop’ di Enzo Trapani. E oggi, vedendo quella telecamera, mi sono ricordato tutto: il fatto di essere rimasto qui sei mesi e di non essere stato poi molto convinto di quello che stavo facendo. A un certo punto però – continua il regista – Trapani mi chiama e mi dice: ‘lo sai che funzioni davvero ‘. E così la mia esperienza a Torino continuò. Quando poi andai via parlai con il capostruttura Gambarotta che, saputo che coi soldi guadagnati mi sarei comprato una Fiat 127, mi disse: ‘Si fidi di me: non la compri! Vedrà che giorno tornerà qui con tanto di autista’.

Proprio quello che è successo oggi, una cosa che mi ha davvero toccato il cuore”. Questi, intanto, i film scelti da Verdone: Ordet (1955) di Carl Theodor Dreyer; Buon compleanno Mr. Grape (1993) di Lasse Hallström; Divorzio all’italiana (1961) di Pietro Germi; Oltre il giardino di Hal Ashby (1979) e Viale del tramonto di Billy Wilder (1950). “Tutti scelti non da critico, ma da spettatore che si è formato – anche grazie a mio padre che mi regalò la tessera del Filmstudio – nei cineclub romani da il Tevere a l’Azzurro Scipioni. È li mi sono fatto una cultura con Grifi, Schifano, Kenneth Anger, Andy Warhol, Yoko Ono e con le grandi rassegne su Pabst, Dreyer, Lang e Welles”.Influenzato dalla sperimentazione, continua Verdone : “comprai nel 1970 da Isabella Rossellini un telecamera Superotto e cominciai a girare. Feci, pochi lo sanno, tre medio metraggi: ‘Poesia solare’, ‘Allegoria di primavera’ e ‘Elegia notturna’ che fu addirittura premiato a Tokyo. Ora questi film molto crepuscolari, psichedelici non ci sono più, li ha persi la Rai, però sono convinto che quando muoio qualcuno sicuramente li tirerà fuori”. Sulla scelta di Ordet di Dreyer hanno sicuramente pesato “i miei studi di storia delle religioni, la speculazione sulla fede che mi ha sempre molto affascinato”. Mentre su Oltre il giardino “ha pesato il mio amore per Peter Sellers”. Pietro Germi, infine, dice Verdone:” è il più grande regista di commedia e Divorzio all’italiana un film perfetto”. Verdone ha ricordato poi come il padre Mario lo boccio a un esame di storia e critica del cinema chiedendogli di Pabst e Dreyer: “Mi interrogò per primo e mi fece fare una brutta figura davanti a tutti. Mi disse solo con freddezza ‘Si presenti alla prossima sessione'”.Sull’onda lunga delle serie tv spiega: “Tanti miei colleghi le criticano e sbagliano è un solo nuovo modo di fruire il cinema. È vero sono fatte come in un’industria, creano dipendenza, ci sono dietro psicologi, ma credo comunque che il film unico sia quello davvero creativo per eccellenza”. Conferma poi che al di là di tutto farà una serie tv tra due anni: “Aspetto solo che torni Aurelio De Laurentiis da Los Angeles, per annunciarlo. Non posso ancora darlo per certo”. Il suo nuovo film ‘Si vive una volta sola’, infine, arriverà in sala il 27 febbraio: “E’ una buona data che ci permette di non avere tante battaglie da fare con altri titoli e di ottenere un numero elevato di sale”.

Chiambretti, il nostro show leggero ma non stupidoSu Retequattro torna La Repubblica delle Donne

25 novembre 201919:51

Da Vittorio Feltri, che terrà una rubrica sulla posta del cuore, a Valeria Marini, che avrà diversi ruoli, compreso quello di cavia. Ricomincia con alcune new entry, ‘La Repubblica delle donne’, il programma condotto da Piero Chiambretti e in onda da mercoledì’ 27 novembre in prima serata su Retequattro.
“Squadra che vince non si cambia – ha detto oggi il conduttore nello studio televisivo Mediaset a Cologno Monzese – Lavoreremo nel segno della continuità, con qualche variazione che abbiamo deciso in questi mesi tra uno slittamento e l’altro”. Una presentazione che Chiambretti ha trasformato quasi in uno show (‘sono Vincent Bollorè, ma sono in silenzio stampa’, ha esordito riferendosi al produttore televisivo francese), coinvolgendo anche l’ad di Mediaset Pier Silvio Berlusconi.
“La nostra sarà una compagnia stabile, con ospiti decisivi per lo sviluppo della puntata – ha detto Chiambretti – In quella di mercoledì ci saranno le Gemelle Kessler, con un cameo di Pippo Baudo in collegamento da Roma, che interagirà con loro”.
Il programma si conferma come uno spettacolo interamente dedicato all’universo femminile (anche il pubblico in studio è composto quasi esclusivamente da donne), nello spirito scanzonato del suo conduttore. “Un programma leggero, ma non stupido – ha aggiunto Chiambretti – Parliamo di donne,che sono il motore trainante del nostro pianeta”.
Filo conduttore delle puntate la bellezza (”io in realtà preferisco la bruttezza perché non svanisce nel tempo”), affrontando anche temi importanti. “Anche senza fare della politica, si fa della politica – ha spiegato Chiambretti – La prima puntata l’ho voluta dedicare alle pelle, la seconda puntata sarà dedicata a un abbraccio, la terza a Dalida”. Il programma si è posto anche una missione, quella di aiutare il teatro Margherita, da tutti conosciuto come il Bagaglino, a rischio di chiusura il prossimo anno. Madrina Valeria Marini.
“L’ultima diva e anche la nostra cavia – ha detto Chiambretti – Sarà qui, ma contemporaneamente nel Bagaglino degli anni Novanta”.
Del cast entra a far parte anche Massimo Lopez, nel ruolo del presidente della Repubblica delle Donne, interpretando la Monaca di Monza con i baffi. Tra gli altri protagonisti fissi, Cristiano Malgioglio, Iva Zanicchi, Antonella Elia, Lory Del Santo. Ci sarà una rubrica dedicata a Instagram con un borsino sui personaggi più in vista calcolando le quotazioni in base ai follower e ai like. ‘La Repubblica delle donne’ si inserisce nel nuovo trend di Retequattro che ha deciso, come ha sottolineato il suo direttore Sebastiano Lombardi, di passare ”da una rete famosa per i film e le soap, a tutt’altra cosa con molte più offerte autoprodotte. Sapevamo di esporci a delle critiche e che non sarebbe stato facile”, ha aggiunto ricordando ancora una volta di non considerare come competitor di Retequattro La7. “Rete 4 è in crescita, La7 no – ha concluso – Il lavoro che abbiamo fatto non è stato soltanto di programmazione strategica, ma è stata una cura ossessiva e maniacale su tutto, dalla linea editoriale al quadro luci”

800 copie per Frozen 2, in sala dal 27 novembreAttesa per sequel Disney. Voci: Autieri, Rossi e Brignano

25 novembre 201919:57

Uscirà in oltre 800 copie l’atteso film d’animazione Disney Frozen 2 – Il segreto di Arendelle, nelle sale italiane dal 27 novembre, distribuito da The Walt Disney Company Italia. Diretto da Jennifer Lee e Chris Buck e prodotto da Peter Del Vecho, dopo il debutto record con un incasso globale di 350 milioni di dollari, arriva anche in Italia.
In Frozen 2 – Il Segreto di Arendelle Serena Autieri torna a prestare la propria voce a Elsa, mentre Serena Rossi interpreta nuovamente la principessa Anna, Enrico Brignano è ancora una volta Olaf e il cantautore Giuliano Sangiorgi tinge di rock il nuovo brano “Nell’Ignoto” (“Into the Unknown”), che il pubblico italiano potrà ascoltare nei titoli di coda del film e che negli Stati Uniti ha visto protagonisti i Panic! At The Disco. Perché Elsa è nata con dei poteri magici? La risposta a questa domanda sta ora minacciando il Regno di Arendelle, spingendo Elsa, Anna, Kristoff, Olaf e Sven a partire insieme per un viaggio straordinario e pieno di pericoli. In Frozen – Il Regno di Ghiaccio Elsa temeva che i suoi poteri fossero troppo forti per essere accettati dal mondo. Ora dovrà sperare che siano abbastanza forti per salvarlo.

S. Cecilia, Daniel Oren e il Requiem di VerdiMaestro torna sul podio dell’ Accademia Nazionale dopo 17 anni

25 novembre 201916:09

– Appuntamento da non perdere, giovedì 28 novembre, per la stagione sinfonica di Santa Cecilia con il Requiem di Giuseppe Verdi diretto da Daniel Oren, che torna sul podio dell’ Accademia Nazionale dopo 17 anni. Il maestro israeliano dirigerà l’ orchestra e il coro ceciliani e un cast internazionale di solisti composto dal soprano Eleonora Buratto, dal mezzosoprano Ekaterina Semenchuk, dal tenore Francesco Demuro e dal basso Ain Anger. Il concerto, in programma alle 19:30 all’ Auditorium Parco della Musica, si replica sabato 30 novembre e lunedì 2 dicembre alle 18. Il capolavoro verdiano, considerato dai critici più vicino a canoni operistici che liturgici, è paragonabile alle composizioni sacre immortali composte da Cherubini, Mozart, Brahms o Berlioz.
Il Requiem fu concepito originariamente per commemorare la morte di Rossini avvenuta nel 1868; l’idea di Verdi era che “ad onorare la memoria di Rossini i più distinti maestri italiani componessero una Messa da Requiem da eseguirsi nell’anniversario della sua morte”. Il progetto si rivelò irrealizzabile ma Verdi aveva nel frattempo composto il Libera Me, nucleo centrale del futuro Requiem. Pochi anni più tardi, nel 1873, Verdi rimase impressionato profondamente dalla morte di Alessandro Manzoni e decise di “proporre cosa ad onorarne la memoria” rimettendo mano al vecchio progetto del Requiem. La prima esecuzione del capolavoro avvenne a Milano il 22 maggio 1874, primo anniversario della morte del grande scrittore. Ancora oggi la partitura resta stupefacente per la forza dei contrasti e l’alternarsi di momenti di trascendenza e di esplosioni apocalittiche terrificanti.

Parole e scrittura in mostra a Every Letter is a Love LetterFino al 26 gennaio 2020 a Lucca

25 novembre 201916:50

– La scrittura intima, l’esperienza del fuori tema e di tutto ciò che rimane ai margini delle narrative ufficiali sono al centro della mostra ‘Every Letter is a Love Letter’ , che si potrà vedere fino al 26 gennaio all’associazione Terzopiano, a Lucca.
Curata da Alessandra Poggianti ed Elvira Vannini, l’esposizione vede protagoniste tre artiste: Anna Oberto, Marcela Moraga e Clarissa Falco, Tra le principali esponenti della scena verbo-visuale italiana, la Oberto, originaria di Ajaccio dove è nata nel 1934, ha incentrato la sua ricerca artistica e letteraria sul linguaggio e sulla scrittura. Già nel Manifesto Femminista Anaculturale, redatto nel dicembre 1971, la Oberto sottolineava: “Liberiamo il linguaggio e libereremo la donna!”. Nelle sue tavole,e collage, che aprono la mostra, la scrittura è rigorosamente a mano, calligrafica, usata per ridare corpo alla parola. E su quel dare corpo alla parola si inserisce la giovane artista Clarissa Falco, originaria di Genova dove è nata nel 1995. Ed ecco corpi come “macchine desideranti’, oltre la distinzione tra soggetto e oggetto, privati delle proprie sembianze per diventare ingranaggi o parti meccaniche.
I tessuti andini proposti da Marcela Moraga, originaria di San Fernando, in Cile, dove è nata nel 1975, sono invece un mezzo importante per trasmettere e preservare i tratti essenziali della vita di una società ‘Every Letter is a Love Letter’ è ripreso dal romanzo ‘I Love Dick’ di Chris Kraus in cui la protagonista, attraverso montagne di lettere indirizzate ad un uomo, dà voce ai suoi sentimenti e frustrazioni, con la complicità del marito Sylvère Lotringer.
La mostra è visitabile su prenotazione.

Su Rai Movie un ciclo dedicato a Mario Soldati

25 novembre 201916:56

– Fino al primo dicembre Rai Movie ricorda Mario Soldati con un ciclo di film e una produzione speciale, Soldati racconta Soldati, presentata in anteprima al 37° Torino Film Festival. Tutte le mattine, il ciclo Colazione da Rai Movie sarà dedicato al regista. Si inizia lunedì novembre alle 8 con Piccolo mondo antico, grande successo critico e commerciale dell’autore. Martedì Dora Nelson (1939), il primo film diretto interamente da Soldati e interpretato da Assia Noris. Mercoledì è la volta di Quartieri alti (1945), film drammatico le cui riprese vennero interrotte dalla guerra nel 1943 e ultimate dopo la Liberazione. Giovedì il film che vide Mario Soldati interpretare il ruolo di un professore antifascista, Mio figlio professore (1946) di Renato Castellani.
Venerdì Questa è la vita, del 1954, un film a episodi di ispirazione pirandelliana di cui Soldati scrisse (in collaborazione con Giorgio Bassani) e diresse un solo episodio, Il ventaglino. Concludono il ciclo lo speciale Soldati racconta Soldati, domenica 1 dicembre, alle ore 11,30 e, a seguire, Policarpo, ufficiale di scrittura (1959), una satira maliziosa della borghesia nella Roma umbertina che segnò l’addio di Soldati al cinema.

Cinema: a Paolo Virzì Pegaso d’oro della ToscanaRegista sarà premiato da presidente Enrico Rossi il 27/11

FIRENZE25 novembre 201917:05

– Il Pegaso d’Oro della Regione Toscana sarà consegnato al regista Paolo Virzì per aver creato “un cinema universale, capace di arrivare al pubblico nella sua interezza, per chiamarlo a riflettere su questioni sociali in una chiave critica e contemporanea” come recita parte della motivazione che accompagna il premio deciso dalla Giunta regionale.
L’appuntamento è per mercoledì 27 novembre al Cinema La Compagnia di Firenze, in via Cavour 50r. A partire dalle ore 9, e per tutta la giornata, saranno proiettati i film che hanno segnato la carriera dell’artista livornese fino ad oggi, da ‘Ovosodo’ a ‘La prima cosa bella’, da ‘Il capitale umano’ a ‘Ella & John’. Alle ore 11 il presidente Enrico Rossi premierà Paolo Virzi durante una cerimonia aperta al pubblico durante la quale il regista risponderà alle domande dei presenti.
Il Pegaso d’oro, spiega una nota, è un riconoscimento istituito dalla Giunta regionale nel 1993 per segnalare al pubblico encomio cittadini italiani o di altri paesi che hanno reso un servizio alla comunità nazionale ed internazionale attraverso la loro opera in campo culturale, politico, filantropico e del rispetto dei diritti umani. Il premio consiste in una riproduzione del cavallo alato Pegaso, eletto a simbolo della Regione Toscana già a partire dalla prima legislatura, tratto, e in parte modificato, da una moneta attribuita a Benvenuto Cellini, oggi conservata al Museo Nazionale del Bargello di Firenze. Nel corso degli anni il premio è stato attribuito a Paolo e Vittorio Taviani – Kosrat Rasul Ali – don Luigi Ciotti – Luis Sepùlveda – Ingrid Betàncourt – Aung San Suu Kyi – Cindy Sheehan – Margherita Hack – Roberto Benigni – Giacomo Becattini – Abdoulaye Wade – Silvano Piovanelli – Piero Farulli – Muhammad Yunus – Eugenio Garin – Jasser Arafat – Jerzy Grotowski- Mario Luzi – Yitzhak Rabin (alla memoria) Jacques Delors – Fondazione Kennedy – Mikhail Gorbaciov.

Più Libri: Congar, compagna di Ahmet Altan, tra ospiti specialiL’8 dicembre con Gianrico Carofiglio parla di libertà di stampa

25 novembre 201918:23

– La scrittrice e giornalista Yasemin Congar, compagna dello scrittore e dissidente politico turco Ahmet Altan, attualmente detenuto nelle carceri di Istanbul, sarà ospite speciale, per il secondo anno, di ‘Più libri più liberi’, dal 4 all’8 dicembre alla Nuvola dell’Eur a Roma. A parlare con la Congar di libertà di stampa, nel giorno conclusivo della manifestazione, ci sarà lo scrittore Gianrico Carofiglio. La fiera aderisce alla campagna lanciata da Roberto Saviano #freeahmetaltan.
Un focus sarà dedicato alla situazione del Sud America, con un’attenzione particolare al conflitto esploso in questi mesi in Cile e Bolivia, passando attraverso l’analisi del Brasile sotto il governo Bolsonaro. Protagonisti del dibattito saranno Fernanda Chaves, la giornalista scampata all’agguato in cui venne uccisa l’attivista Marielle Franco, la cilena Marta Lagos, direttrice dell’osservatorio Latinobaròmetro che monitora i conflitti del Sud America e Mirko Macari, giornalista cileno.
“Il programma di Più libri più liberi – spiega Sílvia Barbagallo, curatrice del programma – è da sempre attento a dare voce anche ai temi legati alla libertà di stampa e di espressione, ai diritti umani e all’attualità. Ogni anno invitiamo ospiti internazionali per portare una testimonianza diretta di ciò che accade nei luoghi del mondo più in difficoltà: dalla Turchia, al Rojava, dalla Russia, Cile, Bolivia, Brasile, fino all’Argentina. Le manifestazioni culturali sono luoghi pubblici che non possono sottrarsi al dibattito su argomenti così importanti”. VAI ALLE NOTIZIE IN TEMPO REALE

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La vicenda basagliana diventa un libro
Spettacolo teatrale di Dell’Acqua-Cirri-Rossi pubblicato da ‘ab’

TRIESTE25 novembre 201918:50

TRA PARENTESI, (AB EDIZIONI ALPHABETA VERLAG; 144.PAG, 12 EURO) – Diventa un libro, e con lo stesso titolo, lo spettacolo teatrale “(Tra parentesi) la vera storia di un’impensabile liberazione”. E dato che già la pièce teatrale era una trasposizione gentile e ironica della rivoluzionaria e reale esperienza basagliana a Trieste, il libro (ab Edizioni Alphabeta Verlag; 144.pag.; 12 euro) sembra chiudere il cerchio, nel senso che la psichiatria triestina è stata rappresentata con la stampa forse in tutte le forme estetiche. Gli autori, sono sempre loro: Peppe Dell’Acqua (1947, psichiatra, direttore per quasi 2′ anni del Dipartimento Salute Mentale Trieste), Massimo Cirri (1958, psicologo e conduttore radiofonico, tra l’altro ideatore e realizzatore della trasmissione Caterpillar, in onda su RadioRai), Erika Rossi (1974, regista e sceneggiatrice).
Il volume segue l’inatteso successo dello spettacolo teatrale, Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, e che ha macinato più di 50 repliche ed è stato visto da 5.000 spettatori. Il libro racconta quando il 16 novembre 1961 a Gorizia un medico di 37 anni di nome Franco Basaglia entro’ nel manicomio restando colpito dalla reclusione e dai metodi terapeutici medievali. Tanto colpito che avrebbe trascinato un manipolo di psichiatri e psicologi, sorretto da un sensibile ambiente politico, nel gorgo di una visione che avrebbe segnato la loro vita e non solo a Trieste, qualche anno dopo. Tra questi, non ancora laureati, c’era Dell’Acqua, salernitano, studente a Napoli. Giunse a Trieste disorientato, non e’ piu’ partito. Basaglia qui riuscì a realizzare l’incredibile ambizione di chiudere i manicomi, con il corteo di Marco Cavallo a sfilare per le vie cittadine. La risonanza di quell’evento fu mondiale e si concluse con la promulgazione, 40 anni fa, della nota legge 180, che sancì un movimento di pensiero inedito.
“La follia è una condizione umana. In noi la follia esiste ed è presente come lo è la ragione. Il problema è che la società, per dirsi civile, dovrebbe accettare tanto la ragione quanto la follia”, era solito dire Basaglia. Facile da scrivere, molto più difficile realizzarlo. Peppe Dell’Acqua racconta gli anni trascorsi con lui quando la malattia mentale fu messa “tra parentesi” e i malati, da internati senza più un nome, tornarono a essere cittadini, persone, individui. Lo fa con delicatezza e non senza emozione, dipanando il filo dei ricordi e inanellando curiosi aneddoti, incalzato da Massimo Cirri. Un dialogo teatrale che avviene su una panchina consumata, convertito in dialogo narrativo e così come lo spettacolo era intervallato da filmati d’epoca, così il libro è corredato da foto.
Dell’Acqua ancora si sorprende del successo: “”Inatteso, soprattutto di giovani, che forse intravvedono una storia di possibilità, qualcosa che può accadere se si mettono a sognare.
Noi non abbiamo mai smesso di sognare”.

Kurig, Algabe e Reynolds a ‘Bilbolbul’Festival fumetto in programma a Bologna dal 29/11 all’1/12

BOLOGNA25 novembre 201918:51

– La tedesca Nora Kurig, il franco-beninese Yvan Alagbe e l’inglese Chris Reynolds saranno gli autori ospiti a BilBObul, il Festival del fumetto in calendario a Bologna dal 29 novembre all’1 dicembre. Emilio Varrà, presidente dell’associazione Hamelin che organizza, spiega che “la manifestazione chiama a raccolta autori e autrici che hanno lavorato, con stili e sguardi differenti, sullo spaesamento, tema di questa edizione, diventando non solo una vetrina per le migliori produzioni del fumetto d’autore, ma l’orizzonte entro cui leggere alcune problematiche del presente, per un progetto culturale multidisciplinare”.
In calendario, in vari spazi del centro storico con quartier generale alla Sala Borsa, mostre, incontri con gli autori, laboratori e proiezioni, ed attività per i ragazzi e per le scuole. Un omaggio al maestro del fumetto seriale sarà la mostra ‘Alberto Breccia. Il signore delle immagini’, dedicata all’artista argentino (1919-1993) amato da Eco e Del Buono, e curata da Daniele Brolli.

A Historiae della poetessa Anedda va il BodiniRiconoscimento sarà consegnato il 6/12 nel teatro Apollo a Lecce

LECCE25 novembre 201918:51

Con la raccolta Historiae (Einaudi), che guarda “agli ultimi nella scala sociale”, la poetessa Antonella Anedda è la vincitrice della sesta edizione del Premio letterario internazionale ‘Vittorio Bodini’, promosso dall’omonimo Centro Studi in collaborazione con Regione Puglia, Teatro Pubblico Pugliese, Polo Biblio-Museale di Lecce, Provincia e Comune Lecce, e Università del Salento.
Antonella Anedda, romana di origini sarde, nella raccolta Historiae si occupa anche delle tragedie dei migranti annegati nei nostri mari, o di chi cerca avanzi di cibo nei cassonetti dei rifiuti. La cerimonia di premiazione si terrà venerdì 6 dicembre nel Teatro Apollo di Lecce con una serata, condotta da Carlo D’Amicis, sul tema ‘Dopo la luna’.
Poeta, narratore, critico, operatore culturale, ritenuto unanimemente uno dei più raffinati interpreti e traduttori della letteratura spagnola, Vittorio Bodini è nato a Bari il 6 gennaio 1914 da una famiglia di origine e tradizioni leccesi, ed è scomparso a Roma nel 1970. Tra i più significativi e originali scrittori italiani del Novecento, Bodini è il poeta della luna che quest’anno festeggia mezzo secolo da quando l’uomo riuscì a raggiungerla.
Alla cerimonia di premiazione parteciperanno, oltre alla vincitrice, anche anche l’astrofisica Patrizia Caraveo, l’antropologo Marino Niola, il saggista e critico letterario Andrea Cortellessa. Ci saranno poi il maggiore studioso dell’opera di Bodini, Antonio Lucio Giannone, e la presidentessa della giuria del Premio Bodini, Anna Dolfi.

Moccia, 5/12 esce La ragazza di Roma Nord con contributi fan32 delle 350 pagine firmate da vincitori Cantiere delle storie

25 novembre 201918:52

FEDERICO MOCCIA, LA RAGAZZA DI ROMA (SEM) – Sarà in libreria il 5 dicembre ‘La ragazza di Roma Nord’, il nuovo romanzo di Federico Moccia pubblicato dalla casa editrice Sem. Inedito esperimento narrativo che ha visto coinvolti lettori e aspiranti scrittori, l’elaborazione del romanzo è stata accompagnata dal lancio di un ‘Cantiere delle storie’ (www.semlibri.com/cantieredellestorie) attraverso il quale Moccia ha dato ai suoi lettori le indicazioni per collaborare alla realizzazione dell’opera, proponendo un proprio testo creativo. Sono arrivati oltre 1000 contributi, fra racconti, poesie e testi dei lettori. Le otto storie vincitrici, scelte dallo stesso Moccia e dalla squadra di Sem, fanno parte ora de ‘La ragazza di Roma Nord’ e i loro autori firmano con Federico questo nuovo romanzo con un contributo in totale di 32 pagine sulle 350 dell’opera che ha in copertina un lucchetto rosso.
Sono: Antonietta Cantiello, Fabio Castano, Federica Costabile, Loredana Costantini, Giacomo Carlo Lisi, Rebecca Puliti, Noemi Scagliarini, Michela Zanarella.
Il protagonista è Simone, un ventenne romano, in viaggio in treno da Napoli verso Verona dove si trova Sara, la sua ragazza.
Ha deciso di farle una sorpresa romantica nel giorno del loro primo anniversario. A Roma però sale sul treno una ragazza che si siede proprio davanti a lui. Simone la nota subito per la sua bellezza e cominciano a parlare. La sintonia cresce, ma luipensa sempre e solo a Sara e le racconta il motivo del suo viaggio. La sconosciuta, colpita dalla sua storia d’amore, decide che non sveleranno i loro nomi né alcuna informazione utile a rintracciarsi. Lei sarà la ragazza di Roma Nord, lui Argo.
Simone arrivato a Verona vede però Sara con un altro uomo.
Tradito e avvilito, torna a Roma, ripensa a quell’incontro sul treno e decide di rintracciare la ragazza di Roma Nord. Ma come può ritrovarla? Se tutto è nato su un treno, la chiave può essere solo la stazione dove lei è scesa.A Santa Maria Novella, a Firenze, inizia la lunga attesa. La storia inizia a circolare sui social, diventando un caso mediatico.

Parole e scrittura in mostra a Every Letter is a Love LetterFino al 26 gennaio 2020 a Lucca

5 novembre 201918:54

La scrittura intima, l’esperienza del fuori tema e di tutto ciò che rimane ai margini delle narrative ufficiali sono al centro della mostra ‘Every Letter is a Love Letter’ , che si potrà vedere fino al 26 gennaio all’associazione Terzopiano, a Lucca.
Curata da Alessandra Poggianti ed Elvira Vannini, l’esposizione vede protagoniste tre artiste: Anna Oberto, Marcela Moraga e Clarissa Falco, Tra le principali esponenti della scena verbo-visuale italiana, la Oberto, originaria di Ajaccio dove è nata nel 1934, ha incentrato la sua ricerca artistica e letteraria sul linguaggio e sulla scrittura. Già nel Manifesto Femminista Anaculturale, redatto nel dicembre 1971, la Oberto sottolineava: “Liberiamo il linguaggio e libereremo la donna!”. Nelle sue tavole,e collage, che aprono la mostra, la scrittura è rigorosamente a mano, calligrafica, usata per ridare corpo alla parola. E su quel dare corpo alla parola si inserisce la giovane artista Clarissa Falco, originaria di Genova dove è nata nel 1995. Ed ecco corpi come “macchine desideranti’, oltre la distinzione tra soggetto e oggetto, privati delle proprie sembianze per diventare ingranaggi o parti meccaniche.
I tessuti andini proposti da Marcela Moraga, originaria di San Fernando, in Cile, dove è nata nel 1975, sono invece un mezzo importante per trasmettere e preservare i tratti essenziali della vita di una società ‘Every Letter is a Love Letter’ è ripreso dal romanzo ‘I Love Dick’ di Chris Kraus in cui la protagonista, attraverso montagne di lettere indirizzate ad un uomo, dà voce ai suoi sentimenti e frustrazioni, con la complicità del marito Sylvère Lotringer.
La mostra è visitabile su prenotazione.

Pinocchio, il successo a 193 anni da nascita di CollodiBurattino protagonista del film di Garrone, mostre, premi, libri

5 novembre 201919:00

Comparso per la prima volta nel 1881 sul ‘Giornale per i Bambini’, Pinocchio, il più amato burattino di legno del mondo non smette di affascinare giovani e adulti e sorprende ancora con i suoi aspetti più enigmatici. Le avventure della marionetta a cui si allunga il naso quando racconta una bugia, si preparano ad essere le grandi protagoniste del Natale 2019, con l’arrivo del nuovo film di Matteo Garrone, una grande mostra a Villa Bardini a Firenze, nuove edizioni editoriali e premi.
A quasi due secoli, per la precisione 193 anni, dalla nascita del suo autore, Carlo Collodi, pseudonimo del giornalista e scrittore Carlo Lorenzini, nato a Firenze il 24 novembre 1826, ‘Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino’, raccolte in volume nel 1883 con un immediato successo editoriale che segnò una svolta importante nella storia della letteratura dell’Ottocento, si confermano eterne e continuano ad attirare l’attenzione del mondo del cinema, dell’arte, del teatro e dei fumetti.
Collodi che per tre anni, fino al dicembre del 1886 fu direttore del Giornale per i Bambini, pioniere dei periodici italiani per ragazzi, morì, arrivato all’apice del successo, il 26 ottobre 1890, a un mese dal suo 64/o compleanno. Riuscì così a godersi l’immensa fortuna del suo burattino che ha il dono, dopo aver superato numerose prove, di diventare un vero bambino, soltanto per quattro anni.
Per l’anniversario della nascita di Collodi, domenica 24 novembre si può visitare, a ingresso gratuito, a Villa Bardini, la mostra ‘Enigma Pinocchio. Da Giacometti a LaChapelle’ , a cura di Lucia Fiaschi con Ambra Nepi. Aperta fino al 22 marzo 2020, è un viaggio nell’arte contemporaneo dedicata all’enigmatico burattino di legno con 45 opere – tra sculture, dipinti, foto e video lungo la fantasia e la creatività di artisti i più diversi, con opere di Munari, Giacomelli, LaChapelle, Ceroli, Paladino, Calder, Ontani, Toscani, Benigni. Tra questi Sam Havadtoy, con il suo ‘Stalin con naso di Pinocchio’ (2016), che lo ha utilizzato per criticare chi ha oppresso la sua infanzia in Ungheria; mentre il burattino di Francesco De Molfetta ha le fattezze di Hitler.
In libreria per Rizzoli ‘Le avventure di Pinocchio’ (Rizzoli, pp 392, euro 34,90), dipinte e scritte a mano da Marcello Jori in una nuova edizione del grande classico in cui il burattino coloratissimo è inserito in un affresco di vita irrequieta e stravagante. Tra le strenne ‘Le avventure di Pinocchio’ illustrate da Justine Brax (Rizzoli pp 152, euro 25).
Attesissimo, arriva in sala dal 19 dicembre ‘Pinocchio’ di Garrone con nel ruolo del burattino Federico Ielapi, in quello di Geppetto Roberto Benigni, che gli aveva dedicato un film nel 2002, Gigi Proietti in quello di Mangiafuoco e Rocco Papaleo nei panni del Il Gatto. Prodotto da Archimede, Rai Cinema, Jeremy Thomas in associazione con Hanway Films e Le Pacte, il film, sceneggiato dallo stesso Garrone con Massimo Ceccherini, che è anche nel cast nel ruolo della Volpe, il film ci fa ritrovare le emozioni che hanno vissuto intere generazioni.
Roberto Latini mette in scena ‘Mangiafoco’ con Pinocchio che, incuriosito dal Gran Teatro dei Burattini, vende l’abbecedario che tanti sacrifici era costato a Geppetto, per comprare il biglietto ed entrare a vedere lo spettacolo. La piece che ha debuttato il 21 novembre, in prima visione, alla Serra del Sole di Matera, con replica il 22; continua a Milano, al Teatro Studio Melato, con un mese di recite, da giovedì 28 novembre a domenica 22 dicembre.
Lunedì 25 novembre riceveranno il premio ‘Pinocchio di Carlo Lorenzini 2019’, tra le dieci personalità della società civile e militare – che si sono distinte in altrettante categorie, idealmente riconosciute in un personaggio della fiaba di Pinocchio – l’attore Giuseppe Pambieri, la Fiorentina calcio femminile e il maresciallo dei carabinieri Giuseppe Giangrande.
E tra gli appuntamenti organizzati dal l’Associazione culturale ‘Pinocchio di Carlo Lorenzini’ , domenica 24 novembre ‘omaggio alla casa natale di Lorenzini e una conferenza dedicata al trentennale della caduta del muro di Berlino, con Pinocchio messaggero di Pace. Per le feste natalizie Pinocchio diventa un trenino che passa attraverso le scene del libro al Parco tematico di Rimini.

Mister Rogers e Dolly Parton sfidano era TrumpEroi popolari gentilezza apolitica, tra film, tv, podcast

NEW YORK25 novembre 201920:38

– Nella settimana di Thanksgiving, quando davanti al tacchino gli americani provano a dimenticare attriti familiari e divergenze di opinioni, due iconici protagonisti dello spettacolo anni Settanta unificano destra e sinistra all’insegna dei valori della gentilezza apolitica.
Mister Rogers e Dolly Parton sono dappertutto: sulla radio, in tv, al cinema e in rete.
Non potrebbero essere più diversi. Fred Rogers, un pastore protestante, nei turbolenti anni delle marce anti-Vietnam e per i diritti civili, creo’ la serie tv per bambini ‘Mister Rogers’ Neighborhood’, di cui era protagonista con cordiale gentilezza ma anche franchezza nell’affrontare temi delicati per l’infanzia come la rivalità tra fratelli, il bullismo a scuola, la morte di persone care, il divorzio dei genitori. Protagonista del film “Un amico straordinario” con Tom Hanks, Rogers e’ morto nel 2003, mentre l’esuberante Dolly Parton, 73enne platinata e ritoccata regina del country, e’ viva e vegeta con “Dolly Parton’s Heartstrings”, una nuova serie su Netflix sviluppata attorno ad alcune delle sue canzoni piu’ famose, ad esempio “Jonelle”.
“Sono una nuova specie di eroe popolare americano che incarna inclusivita’ e consenso superando le barricate di cultura, classe e politica”, ha commentato il “Wall Street Journal”. Al film su Rogers e alla serie sulla Parton, si aggiungono speciali tv e le podcast: i dieci episodi di “Finding Fred” esplorano la filosofia della gentilezza di Rogers e la sua rilevanza in un mondo in cui prevale la rabbia e lo scontro, mentre “Dolly Parton’s America” sulla radio di New York WNYC esamina la carriera della cantante di “9 to 5” (nel film omonimo recito’ con Jane Fonda), il suo disagio a farsi definire femminista e le ragioni per cui persone altrimenti agli antipodi la adorano e accorrono ai suoi concerti.
Icone dell’era pre-Internet, sia Fred che Dolly sono sempre stati attenti a mantenere private le loro opinioni politiche, entrambi tuttavia proiettano empatia come antidoto alla mentalità della folla infuriata che sembra prevalere nell’era Trump. Per Rogers, a suo tempo oggetto di satira per la lentezza della trasmissione e il maglione con la cerniera che indossa entrando sul set (uno e’ allo Smithsonian), l’interesse e’ rinato l’anno scorso in occasione del cinquantesimo anniversario della trasmissione. La Parton invece e’ una storia in divenire, aiutata anche dalla figlioccia Miley Cyrus che ha ispirato una nuova generazione di fan. Dolly ha cantato un duetto con Kesha sul suo album del 2017 ‘Rainbow’ e ai Grammy 2019, quando e’ stata premiata come persona dell’anno per la filantropia, si e’ messa al microfono con una antologia dei suoi successi assistita dal ‘gotha’ delle eredi Millennials: da Katy Perry a Maren Morris e Kacey Musgraves.

Amy Hempel, Nessuno è come qualcun altroScrittrice torna con 15 storie vivide e raffinate

6 novembre 201910:01

MY HEMPEL – NESSUNO E’ COME QUALCUN ALTRO (SEM LIBRI – pag 156 EURO 17. Traduzione- Silvia Pareschi). Il nuovo e attesissimo libro di Amy Hempel, una delle voci più originali della narrativa di oggi, si apre con un proverbio arabo: “Quando il pericolo si avvicina, cantagli una canzone”.
Queste quindici storie raffinate rivelano la parte più umana e vivace della leggendaria scrittrice, che ci presenta figure solitarie e alla deriva in cerca di una connessione. Le loro brevi vicende affrontano le nostre paure e i nostri desideri, costringendoci a compatirli. I personaggi, vividi e memorabili, lottano per perdonare se stessi e gli altri. Ne La Chicane l’incontro di una donna con un attore francese suscita un diluvio di ricordi legati a una zia suicida, incapace di trovare stabilità in amore e nella vita. In Un rifugio con tutti i servizi una volontaria di un ricovero per animali si prende cura con devozione dei cani a cui praticare quella che definisce eutanasia.
In Greed una moglie respinta esamina la relazione di suo marito con una donna affascinante e anziana. E in Cloudland, la storia più lunga della raccolta, una donna rimugina sulla scelta fatta da adolescente di rinunciare al suo bambino. Storie di donne tenere e anche, a modo loro, divertenti, che sono piene di rivelazioni inattese, narrate con lo stile che ha la cifra unica diretta inimitabile di Hempel.
Cloudland, di tutte queste 15 storie di una lunghezza che varia da mezza pagina a un massimo di due, è quello più “esteso”, da solo prende quasi metà del libro. E’ un racconto di rimpianti, di dolore che riemerge improvvisamente nella rievocazione di un episodio della vita della protagonista, che si infiltra nel già precario equilibrio mettendo in discussione la possibilità di un nuovo inizio. Ambientato in Florida la donna si barcamena tra il lavoro come assistente sanitaria a domicilio, la cura delle piante tropicali e i programmi di cronaca nera che segue insieme ai suoi pazienti: porta dentro di sé oltre ricordo dei giorni a Ny, in compagnia di amici brillanti e viveur che non ci sono più, un tormento su un passato ancora più lontano. Quando, appena diciottenne, aveva partorito in una clinica privata una bambina poi data in affido.
Il racconto più autoironico è invece forse Greed. “La signora Greed era sposata da quarant’anni, suo marito il cornuto del secolo. Un uomo bruttino dal patrimonio ragguardevole, che l’accompagnava a fare commissioni nel quartiere. La signora Greed si faceva un punto d’onore di affermare che non lo avrebbe mai lasciato. Poco importava se il suo affetto per lui era superato dall’attaccamento ad altri. Tra cui, per esempio, mio marito”. Ogni storia di Nessuno è come qualcun altro è accompagnata dalla malinconia per qualcosa lasciato indietro, o che si è mancato di conoscere.Hempel, originaria di Chicago e residente dagli anni Settanta a New York, è stata allieva di Gordon Lish, il celebre editor di Carver, e i suoi racconti le sono valsi numerosi premi, come il PEN/Malamud Award.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Musei: Egizio proroga fino a giugno Archeologia Invisibile
Mostra diventa anche accessibile in remoto con virtual tour

ORINO26 novembre 201909:40

– Resta aperta fino a giugno Archeologia Invisibile, la mostra con cui il Museo Egizio svela al pubblico le tecniche dello studio degli oggetti giunti a noi dal passato. La proroga per l’intero anno scolastico non è l’unica novità: con il nuovo virtual tour in 3D, l’esposizione diventa fruibile anche in remoto.
Inaugurata a marzo, la proroga va incontro alle “sollecitazioni delle scuole – spiega Evelina Christillin, presidente della Fondazione – consentendo alle classi di inserire la visita dell’allestimento temporaneo fra le uscite al Museo Egizio programmate nella primavera”.
L’interesse suscitato dalla mostra, in particolare nei più giovani, “conferma quanto la ricerca e il rapporto tra egittologia e nuove tecnologie – aggiunge il direttore del Museo Egizio, Christian Greco – siano temi in grado di mettere in comunicazione i diversi pubblici che visitano il nostro Museo e coloro che ci lavorano. Un valore aggiunto importante, che siamo lieti possa continuare a essere apprezzato e approfondito”.

Libri: ‘Terra in vista!’, la scienza spiegata ai ragazziUn viaggio con Pievani -Taddia e molti scienziati

6 novembre 201909:50

– TELMO PIEVANI E FEDERICO TADDIA, ‘TERRA IN VISTA! (MONDADORI RAGAZZI, PP 240, EURO 25,00). La scienza e la tecnologia spiegate ai ragazzi e alle ragazze in modo semplice e scanzonato: dalla clonazione alla chimica dell’innamoramento, dalla robotica alla vulcanologia. Tra esperimenti ingegnosi, curiosità e domande irriverenti, i migliori scienziati italiani ce le spiegano, svelandoci che qualsiasi intelligenza artificiale, se confrontata alla nostra, è sorprendentemente stupida, nel libro ‘Terra in vista!’ di Telmo Pievani e Federico Taddia, con illustrazioni di Cristina Portolano.
Nato dalla trasmissione che Pievani, evoluzionista e filosofo della scienza, direttore del portale dell’evoluzione ‘Pikaia’ e Taddia, giornalista, autore e conduttore, fanno insieme su Radio 24, il libro è anche un viaggio nel tempo. Un percorso in un “futuro che già viviamo: touch screen, display, intelligenze artificiali, assistenti vocali, droni, cloni, auto che si guidano da sole e Soli – nel senso di stelle – riprodotti in laboratorio. La realtà è meglio di qualsiasi fantasy e la natura sa essere sempre più fantasiosa della nostra immaginazione. E così abbiamo scelto di raccontare il funzionamento di molte cose che usiamo o conosciamo e di cui, in verità, sappiamo ancora poco poco” raccontano gli autori nella prefazione.
Ogni capitolo è dedicato a un tema con l’intervento di un esperto e una scheda finale che propone un esperimento scientifico in forma di gioco, “Lampi di Ingegno”, di Agnese Sonato.
Così nella parte dedicata alle piante robot si dialoga con Barbara Mazzolai, biologa e ingegnere, e si scopre che “hanno foglie e radici smart” che “servono a esplorare il suolo: vanno alla ricerca dell’acqua nelle zone desertiche e in futuro potrebbero essere usate su altri pianeti, per cercare nuove forme di vita”.
Si comprende anche ‘Perché i vulcani si addormentano?’ con Boris Behncke , ricercatore dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia all’Osservatorio Etneo e se ‘Si puo’ vivere sulla luna? con Tommaso Ghidini, capo divisone struttura, meccanismi e materiali dell’ESA. E ancora ‘Perché ci si innamora?’ con Antonio Cerasa, neuroscienziato dell’Istituto di Bioimmagini e Fisiologia Molecolare del Cnr; ‘Che cos’è un algoritmo? con ‘Maurizio Tesconi, ricercatore dell’Istituto di Informatica e Telematica del CNR e ‘Che cosa sono le bioplastiche,?’ con Mario Malinconico, ricercatore e direttore di ricerca dell’Istituto per i Polimeri Compositi e Bio Materiali del Cnr di Pozzuoli.
‘Come si va a caccia di dinosauri?’ ce lo spiega Federico Fanti, paleontologo e ricercatore dell’Università di Bologna.
“Le attrezzature sono quelle di Indiana Jones: martello, colla e pazienza, molta tenacia e tanta fortuna. Le tecnologie più avanzate aiutano in una fase successiva, per ricostruire e capire come effettivamente ‘funzionavano’ questi animali quando erano in vita” afferma nel libro, realizzato con il contributo di Radio24 e di Audible, in cui si impara divertendosi.

Le macchinazioni, tra verità e leggendaMistificazioni e ironia nel romanzo di Baret Magarian

6 novembre 201911:45

– BARET MAGARIAN, LE MACCHINAZIONI (ENSEMBLE) – “Se io reinventassi la tua esistenza nella finzione, magari la cosa ti permetterebbe di uscire dalla tua vita vera e di guardarla da un’angolazione diversa”: il famoso romanziere londinese Bloch vuole aiutare il suo amico Oscar Babel, stufo di sentirsi “uno spazio vuoto”, a diventare una persona che conta e per questo decide di scrivere un racconto su di lui. Nell’era di internet, grazie alle parole di Bloch, Babel, proiezionista in un cinema e pittore mancato, diventerà per la gente un nuovo messia. Arriva in libreria “Le macchinazioni” di Baret Magarian, edito da Ensemble (pp.400, 18 Euro), con la traduzione di Simone Pagliai, romanzo divertente e ricco di suggestioni, pronto a svelare i miti della celebrità nei tempi di oggi. Nato a Londra, di origine angloarmena, lo scrittore – anche pianista e poeta – costruisce un libro visionario e realistico insieme, capace di fondere il pathos con il grottesco, nel quale con un registro narrativo sicuro e accattivante dà prova del proprio inventivo talento. Nel dipanare la storia, piena di personaggi indimenticabili tanto sono sorprendenti, in fondo lo scrittore parla del mondo iperconnesso in cui viviamo, per rivelarne le contraddizioni, le assurdità, i tranelli, senza mai dimenticare non solo la vena umoristica ma anche di evidenziare l’insopprimibile e disarmante bellezza di ciò che ci circonda.

Guarda che mun tunait, l’amore a 20 anniCaggiano racconta emozioni e rischi da correre per essere felici

26 novembre 201916:57

ANTONIO EMILIO CAGGIANO, GUARDA CHE MUN TUNAIT (GRUPPO ALBATROS) – E’ un romanzo che punta dritto ai sentimenti, con la semplicità dei ragazzi di 20 anni, “Guarda che mun tunait” del giornalista Antonio Emilio Caggiano (Gruppo Albatros il Filo, pp. 138 – Euro 12,90). Al centro del libro, composto da capitoli brevi e incisivi e con la prefazione di Federico Moccia, le vicende di gruppo di studenti universitari, per lo più fuori sede, alle prese con l’amicizia, l’amore, e la vita universitaria in una grande città come Roma, tutti impegnati a trovare il proprio posto nel mondo. Ognuno di loro ha i propri desideri con cui fare i conti: chi vuole fare l’insegnante, chi liberarsi da una pesante eredità malavitosa, chi ancora gioca con la propria bellezza prorompente. Ad animare la storia è però l’amore tra Antonio e Lucilla: i ragazzi si conoscono e si innamorano subito ma la loro relazione non sarà tutta rose e fiori. I due appartengono infatti a mondi diversi: lui, un “provincialotto” dell’Irpinia, figlio di un appuntato dei carabinieri e di una casalinga; lei ricca e proveniente da una famiglia di industriali, con una vita in parte già pianificata. Mentre si rincorrono le vicende di questi ragazzi, nel libro compaiono riflessioni sull’amore e sul valore dell’indipendenza e della propria moralità. Tra le righe, l’invito a puntare alla Luna che appare nel romanzo, ricchissimo di ingenuità e freschezza giovanile, non sembra tanto la necessità di porsi obiettivi sempre più irraggiungibili e lontani, quanto un’opportunità di sperimentare e conoscere se stessi, di prendersi dei rischi per realizzare i propri sogni e di avere coraggio a scommettere tutto sull’amore, vero collante sociale dei nostri tempi.

Midway, un film di guerra di una voltaDa Emmerich un kolossal tra storia, portaerei e top gun

6 novembre 201911:48

– Un film di guerra di una volta con gli effetti speciali di oggi, ma lontano mille miglia dallo spirito dei videogiochi. Midway, epico kolossal di Roland Emmerich, è insomma un vero capolavoro di equilibrio che farà felice i maschietti di ogni età amanti delle grandi battaglie, delle grandi portaerei e dei top gun. Un film sicuramente ad alto testosterone, ma con il difetto, sottolineato anche da gran parte della critica Usa, di ostentare nei dialoghi una retorica virile davvero troppo d’antan. Primo al box office degli States e in sala dal 27 novembre in 400 copie distribuite dalla Eagle Pictures, il film rievoca, con straordinarie immagini, la leggendaria battaglia che nel corso della Seconda Guerra Mondiale segnò una svolta decisiva per il conflitto bloccando nel Pacifico l’avanzata nipponica e cambiando di fatto il corso della guerra.
Fra il 4 e il 6 giugno 1942 alle isole Midway, a ovest delle Hawaii, la Marina degli Stati Uniti sconfisse infatti la Marina imperiale giapponese in una colossale battaglia fra il cielo e il mare conquistando una vittoria strategicamente determinante per gli alleati. Anche se, va detto, che questo action-drama-history-war inizia esattamente con una ricostruzione davvero impressionante della disfatta Usa a Pearl Harbour. Sceneggiatore, produttore e regista, Emmerich ,maestro nell’uso degli effetti speciali, dopo ‘Independence Day’, ‘Godzilla’, ‘The Day After Tomorrow – L’alba del giorno dopo ‘e ‘2012’, torna così a raccontare un pezzo di storia e lo fa con un certo equilibrio tra le parti in campo. “Il nostro film segue tre linee narrative che descrivono tre punti di vista che si intersecano – dice il regista re Mida del genere catastrofico, dai grandi budget e incassi -: una è quella dei piloti a bordo della porta aerei USS Enterprise, principalmente Dick Best (Ed Skrein), Clarence Dickinson (Luke Kleintank) e Bruno Gaido (Nick Jonas) che sono personaggi storici. Una seconda narrazione segue il difficile lavoro dell’ufficiale di Marina Edwin Layton (Patrick Wilson), del crittografo Joseph Rochefort (Brennan Brown) e dell’ammiraglio Chester W. Nimitz (Woody Harrelson) a Pearl Harbor. La terza è incentrata, infine, sugli ufficiali giapponesi: l’ammiraglio Isoroku Yamamoto (Etsushi Toyokawa) e gli ufficiali Tamon Yamaguchi (Tadanobu Asano), Kaku Tomeo (Noboyu Shimamoto) e Chuichi Nagumo (Yun Kunimura), anche loro personaggi storici”. Una curiosità, questo fatto storico è stato già portato sul grande schermo nel 1976 nel film ‘La battaglia di Midway’, con Charlton Heston, Henry Fonda, Toshiro Mifune e Robert Mitchum.

Libri: Secondo Josh, due bambini tra Bene e MaleMetatesto grottesco di Fusoni su società e scrittura

6 novembre 201911:49

– LORENZO FUSONI, SECONDO JOSH (GOLEM EDIZIONI) – Un thriller paradossale, una girandola di equivoci, allucinazioni e voci, la lotta eterna tra il Bene e il Male attraverso la contrapposizione di due singolari bambini che sembrano Dottor Jekyll e Mister Hyde, ma anche un interessante esperimento linguistico e letterario in un’opera dal carattere sperimentale: è in libreria dal 7 novembre “Secondo Josh” (Golem Edizioni, pp.140, 14 euro), il nuovo romanzo Lorenzo Fusoni. Lo scrittore torna a raccontare di Josh, il bambino di 9 anni protagonista dell’omonimo volume edito da Golem nel 2017 con il titolo “Il libro di Josh”: questa volta il piccolo, genio della speculazione finanziaria dalle incredibili capacità manipolatorie, dovrà confrontarsi con Marius, un altro bambino che invece vuole aiutare gli altri combattendo i soprusi e le ingiustizie del mondo. In questo originale metatesto, in cui la scrittura riflette su se stessa e sui propri meccanismi, Fusoni costruisce un romanzo in cui i personaggi sembrano vivere di vita propria e nel quale la trama aggrovigliata non solo tiene il lettore legato a sé con il suo ritmo sostenuto ma offre spunti di riflessione sulle miserie umane e sulla nostra incapacità di comunicare davvero gli uni con gli altri.

Arte: SplendOri, la mostra diventa permanenteAl Parco archeologico di Ercolano accolta richiesta pubblico

ERCOLANO26 novembre 201912:20

– Il Parco archeologico di Ercolano rende permanente la mostra ‘SplendOri. Il lusso negli ornamenti ad Ercolano’ accogliendo così la richiesta del pubblico entusiasta che, in molti casi, ha chiesto che diventasse stabile. Inaugurata lo scorso 20 dicembre nell’Antiquarium, edificio riaperto in quell’occasione dopo ultimi interventi di adeguamento, SplendOri è una collezione di circa 200 monili, preziosi, raffinati arredi domestici, servizi da mensa unica per quantità e valore culturale dei pezzi presentati al pubblico sul luogo stesso del ritrovamento. In vetrina vengono esposti oggetti appartenuti agli antichi ercolanesi, alcuni ritrovati insieme agli abitanti nel vano tentativo di scampare via mare all’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., altri recuperati nelle dimore dell’antica città.
SplendOri avrebbe dovuto chiudere tra pochi giorni, il 30 novembre. “Abbiamo deciso di venire incontro alle numerose sollecitazioni dei visitatori di rendere la mostra permanente, ma questo non ci distoglie dall’obiettivo di dotare il Parco di un museo che completi l’esperienza della visita sotto tutti gli aspetti e in maniera innovativa”, dice il direttore del Parco archeologico di Ercolano, Francesco Sirano “SplendOri è stato un primo passo che ci ha permesso di coniugare fruizione e ricerca per definire il progetto museografico del sito. L’attuale allestimento sarà nel corso del 2020 arricchito senza mai far venire meno il godimento dei beni da parte del pubblico”. Al Parco archeologico di Ercolano, intanto, si sta lavorando per sviluppare altre due esposizioni del ciclo ‘Ercolano. Talento passato e presente’ che vedranno la luce nei prossimi mesi, dedicate a mettere in evidenza altri due aspetti peculiari che fanno dell’antica città vesuviana un caso unico nell’intero mondo romano: l’una sul legno e l’ebanistica, l’altra sul cibo e la civiltà della tavola.

In uscita primo dizionario Italiano-LakotaCuratrici, ‘salvare una lingua nativa americana da estinzione’

SAN BENEDETTO DEL TRONTO (ASCO26 novembre 201916:58

E’ in uscita il 18 dicembre “Lessico Lakota”, il primo dizionario in italiano della lingua Lakota, del famoso popolo dei guerrieri Sioux-Lakota. Curato da Raffaella Milandri e Myriam Blasini, è pubblicato dalla casa editrice di San Benedetto del Tronto Mauna Kea. L’obiettivo, spiegano le curatrici, è salvare una preziosa lingua nativa americana, ma anche pubblicare il dizionario entro il 2019, Anno Internazionale delle Lingue Indigene proclamato dall’Onu.
“Nell’allarme lanciato dall’Onu – spiegano -, si sottolinea come su 7.000 linguaggi parlati nel mondo, oltre il 40% sia a rischio di scomparir in pochi anni”. Dato che la lingua Lakota è stata fino a metà dell’Ottocento solo parlata e mai scritta, e che ce ne sono svariate interpretazioni, il “Lessico Lakota” è tratto da approfonditi studi delle fonti più autorevoli, accompagnato da storia, tradizioni e mitologia del popolo nativo americano.
Il lancio il 20 dicembre a San Benedetto del Tronto.

Capitale italiana della Cultura 2021, online il bandoFranceschini, titolo ha effetti concreti per sviluppo città

26 novembre 201913:44

– È online sul sito del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo il bando per la Capitale italiana della Cultura 2021. La Capitale italiana della Cultura è stata istituita nel 2014 e ha tra gli obiettivi quello di sostenere, incoraggiare e valorizzare l’autonoma capacità progettuale e attuativa delle Città, affinché venga recepito in maniera sempre più diffusa il valore della leva culturale per la coesione sociale, l’integrazione, la creatività, l’innovazione, la crescita e lo sviluppo economico.
“Dal 2014 – sottolinea il Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini – da quando abbiamo avuto l’idea di istituire anche in Italia il titolo di Capitale della Cultura, ogni edizione ha avuto effetti concreti e positivi sullo sviluppo turistico e sulla fruizione del patrimonio culturale materiale e immateriale dei territori e delle città vincitrici”.
Entro il 16 dicembre 2019 le città che desiderano candidarsi possono presentare una manifestazione di interesse, sottoscritta dal Sindaco, riportando i dati richiesti dalle linee guida allegate al bando. Su http://www.beniculturali.it/mibac/opencms/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/Mib bacUnif/Appalti/visualizza_asset.html?id=201566&pagename=230 è consultabile il bando. Il titolo di “Capitale Italiana della Cultura” è conferito per la durata di un anno e la Città vincitrice riceverà un milione di euro. Negli anni precedenti il titolo è stato assegnato alle Città di Cagliari, Lecce, Perugia, Ravenna e Siena nel 2015; Mantova nel 2016; Pistoia nel 2017, Palermo nel 2018. Parma sarà la Capitale italiana della Cultura per il 2020.
Possono partecipare al bando i Comuni, le Città metropolitane e le Unioni di Comuni che non abbiano partecipato alla selezione per la «Capitale italiana della cultura» per gli anni 2018 e 2020.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Maltempo: Franceschini, Art Bonus supera i 400 milioni di euro
Verso estensione al patrimonio ecclesiastico di Venezia e Matera

26 novembre 201913:53

– L’Art Bonus supera i 400 milioni di euro. L’agevolazione fiscale al 65% per le donazioni in cultura introdotta dal ministro Franceschini a fine 2014 è divenuta un modello in Europa per il mecenatismo culturale. “Questi dati dimostrano quanto questa misura stia funzionando e quanto i cittadini e le realtà economiche dei territori tengano alla cura del proprio patrimonio culturale. Per questo motivo nei giorni della forte ondata di maltempo che ha colpito Matera, Venezia e la sua laguna abbiamo avviato una iniziativa legislativa, accolta da un ampio sostegno parlamentare, per includere le chiese danneggiate dall’acqua alta e dal fango e detriti tra le realtà che possono fruire di questa forma di fiscalità di vantaggio” dice il ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini.
L’emendamento al decreto legge Sisma approvato la scorsa settimana dalla commissione bilancio del Senato che estende i benefici dell’Art Bonus al patrimonio ecclesiastico colpito dalla marea eccezionale nella laguna di Venezia e dal maltempo a Matera è ora all’esame dell’aula. Si tratta di un segnale di attenzione delle istituzioni ai beni storici, artistici e architettonici di due siti patrimonio mondiale dell’umanità.
Gli ultimi dati dell’applicazione dell’Art Bonus evidenziano che le donazioni si concentrano maggiormente nelle regioni del centro Nord, mentre la misura ancora fatica nel Mezzogiorno. A fronte dei 403 milioni di euro donati ci sono circa 13.300 i mecenati che in cinque anni hanno beneficiato oltre 2.200 realtà per un totale di oltre 3.400 interventi.

Clerici, torno con Zecchino, i bambini sono casa / VIDEO”a disposizione Rai”. Anche una prima serata in coppia con Conti il 7 dicembre

26 novembre 201919:29

“Non è un impegno è un divertimento, il modo dei bambini è sempre stato il mio, dai tempi di Ti Lascio una canzone che ho guidato per cinque anni. In questo caso voglio ringraziare Carlo Conti, mi è sempre stato vicino nei momenti difficili della mia vita, è un fratello, e anche dopo un momento di ‘stallo forzato’, ha dato l’occasione di ricominciare a sorridere”. Tutto pronto per la 62a edizione dello “Zecchino d’Oro”, che vede Antonella Clerici ritornare sull’ammiraglia del servizio pubblico sia nelle tre puntate pomeridiane del 4, 5 e 6 dicembre alle 16.50 con tutta la sua vivacità e dolcezza di mamma, in onda dall’Antoniano di Bologna, che nella puntata del 7, sempre su Rai1 in coppia questa volta con Carlo Conti, direttore artistico della kermesse canora per bambini per il terzo anno consecutivo, ma in questo caso all’Unipol Arena di Casalecchio di Reno (BO). Alla direzione musicale c’è il maestro Peppe Vessicchio. Il Coro dell’Antoniano è diretto da Sabrina Simoni e la Regia è di Maurizio Pagnussat. Dodici le canzoni inedite in gara con le quali il repertorio sale a 776 brani (i temi vanno degli animali ai sogni, dalla grammatica alle piccole difficoltà).  Sono 16 i piccoli interpreti. Conti: “La somma dell’età dei bambini è più bassa della somma della mia età e di quella di Antonellina che ne ha 30 ed è più giovane” (dice con la sua consueta galanteria). Poi il conduttore toscano sottolinea: “in gara ci sono le canzoni, non i bambini. Quest’anno le ho ascoltate contrariamente alle altre due precedenti ediizoni, erano tante: 860! Per fortuna ha collaborato con me mio figlio Matteo di 5 anni”. Accanto alla giuria dei bambini a votare le canzoni in gara ospiti speciali: Giovanni Allevi, Liciana Littizzetto, Ficarra e Picone, Laura Chiatti, Claudia Gerini, Benji e Fede, Alberto Urso. Uno degli obiettivi principali dello Zecchino d’oro quello di sostenere l’Operazione Pane, finalizzata a garantire 150mila pasti da gennaio a dicembre 2020 in 15 mense francescane.
Clerici fa notare: “con l’Antoniano ci siamo sfiorati tantissime volte, senza mai collaborare. Le tagliatelle di Nonna Pina ad esempio è diventata un cult”. Poi Aggiunge: “Vi prometto un regalo, vedrete un Carlo Conti in una veste insolita, trascinato dalle mie gonne, che saranno coloratissime e in tema col look dei bambini”.
Durante la presentazione a Viale Mazzini del festival dei bambini dell’antoniano Clerici torna a ribadire circa il proprio futuro nell’azienda: “Io sono a disposizione della Rai, come si sa, la mia concentrazione è ora sul presente, sullo Zecchino. E poi su Telethon. Poi vedremo. Spero di fare in primavera un prime time, ho tante idee, non mi mancano. Sono qui, ma non dipende da me, non posso impormi da sola, vedremo cosa accadrà nei prossimi mesi”. Nonostante la bionda e amata conduttrice abbia abbandonato da oltre un anno La prova del cuoco ciclicamente continuano a circolare indiscrezioni su un suo ritorno alla guida del cooking show di Rai 1. Clerici, replica decisa: “Non mi sembra corretto parlarne perché adesso ha una conduttrice, Elisa Isoardi; il programma è suo adesso.
Non ci penso proprio. E’ finita un’epoca”. “Potrei pensare di fare una cosa magari diversa. In futuro non so, tornare al daytime dipenderà da una serie di cose. Il mio contratto con Rai è in scadenza a giugno. Magari lo farò altrove, non ho idea proprio”. Tornando allo Zecchino: il 4 dicembre inizia la gara con l’ascolto di sei canzoni. Il 5 prosegue con l’ascolto delle altre sei. Il 6 dicembre vengono riascoltate le 12 canzoni in gara, in una versione ridotta. Il 7 dicembre sarà, invece, il giorno della finale in prima serata, condotta dalla coppia inedita per il piccolo schermo, Carlo Conti e Antonella Clerici che riporteranno in tv tutte le canzoni in gara, cantate dal vivo dinanzi a un pubblico. La 62° edizione dello Zecchino d’oro sarà disponibile anche su RaiPlay con una pagina dedicata per navigare nella piattaforma digitale della Rai fra le canzoni di ieri e di oggi su Rai1 dal 4 al 7 dicembre e avrà anche la possibilità di rivedere – già durante lo spettacolo – i video delle esibizioni dei piccoli cantanti e degli ospiti

Più libri, cresce ancora export diritti librari +8,7% nel 2019Da Osservatorio AIE e anche focus su mercato francese

6 novembre 201914:51

– C’è molta Italia in Europa. Anche nel 2019 si conferma il rafforzamento della vendita di diritti di edizione di autori italiani a case editrici straniere, con un aumento del +8,7% rispetto allo scorso anno. L’editoria italiana prosegue quindi la sua crescita all’estero: tra il 2001 e il 2019, infatti, i titoli venduti sono passati da 1.800 a 8.569. È quanto emerge dai dati 2019 dell’Osservatorio AIE sull’import-export dei diritti realizzati dall’Ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori che saranno presentati all’incontro’ Dalla vendita dei diritti, alle coedizioni, alle fiere internazionali. I tanti volti dell’export’, il 6 dicembre alle 10.30 in Sala Aldus a Più libri più liberi, la Fiera nazionale della piccola e media editoria, che si svolgerà dal 4 all’ 8 dicembre al Roma Convention Center La Nuvola.
Ne parleranno, a partire dai dati, Pietro Biancardi (Iperborea), Emanuele Di Giorgi (Tunuè) e Giovanni Peresson (AIE), moderati da Mario Baudino (La Stampa).
Grande sarà l’attenzione sull’Europa. Ad aprire il programma professionale, strutturato in 21 appuntamenti, sarà un dibattito sull’editoria europea, che rappresenta più della metà del mercato mondiale del libro, e che permetterà di riflettere sul ruolo dell’editore moderno nell’attuale scenario continentale in relazione anche all’ecosistema che i nuovi player statunitensi del web stanno proponendo. Il convegno ‘Il ruolo degli editori nella costruzione dell’identità europea’ si svolgerà il 4 dicembre alle 14.30, sempre in Sala Aldus. Interverranno, moderati dal presidente di AIE Ricardo Franco Levi, Giuseppe Laterza (Laterza editore), Eric Vigne (Gallimard) e Peter Kraus vom Cleff (Rowohlt).
Di editoria europea si parlerà anche nell’incontro ‘Market focus sul mercato francese’, il 6 dicembre alle 14.30 in Sala Aldus.
Interverranno Claude Combet (Livres Hebdo) e Roberto Revello (Mimesis Edizioni) nel primo di una serie di appuntamenti che AIE organizzerà nel corso del 2020 in previsione del Salon du Livre di Parigi 2021, dove l’Italia sarà Paese ospite.

Tornano bandi per rassegne quotidiane 2020 Ravenna Festival’Giovani Artisti per Dante’ e ‘Vespri a San Vitale’

RAVENNA26 novembre 201914:53

– In attesa di svelare la 31/a edizione di Ravenna Festival, sabato 14 dicembre, la manifestazione rinnova i bandi per spettacoli e concerti destinati alle rassegne quotidiane nei Chiostri Francescani e a San Vitale. ‘Giovani artisti per Dante’ chiama la nuova generazione di creativi a misurarsi con l’eredità intellettuale, poetica e umana del Poeta che trascorse i propri ultimi anni a Ravenna. La maggioranza dei componenti del gruppo non deve superare i 35 anni, ma non ci sono limiti ai linguaggi performativi delle proposte (da presentare entro il 5 febbraio 2020). ‘Vespri a San Vitale’ è invece dedicato a solisti, cori, ensemble per musica sacra nella basilica bizantina patrimonio Unesco. Le proposte, senza limiti di età o provenienza e con particolare attenzione per repertori regionali e di rara esecuzione, devono pervenire entro il 30 gennaio. Spettacoli e concerti selezionati saranno prodotti dal Festival e inseriti nelle omonime rassegne tra 9 giugno e 12 luglio.
Con il settimo centenario della morte di Dante alle porte, nel 2021, per il quinto anno consecutivo Ravenna Festival – che della storia della città ha fatto la chiave di volta della propria identità – offre un omaggio al Poeta accanto alla sua Tomba. Anno dopo anno la rassegna compone un nuovo ritratto di Dante, in collaborazione con il Comune e grazie a Società Dante Alighieri. Nelle precedenti edizioni ‘Giovani artisti per Dante’ ha ospitato artisti come la compagnia Kepler452 o il coreografo Nicola Galli, ma anche incoraggiato collaborazioni con realtà culturali e formative del territorio, fra cui Cantieri Danza.
Grazie alla collaborazione con l’Opera di Religione dell’Arcidiocesi di Ravenna-Cervia, San Vitale – uno degli otto monumenti di Ravenna parte del sito Unesco – accoglierà invece un ricco e vario calendario di concerti. Negli anni sono arrivate proposte da tutta Italia ma anche da Germania, Francia, Spagna, Stati Uniti, Russia; i programmi hanno spaziato da Hildegard von Bingen a Bach, a Arvo Part, ma anche offerto l’occasione per soffermarsi su compositori meno noti e repertori inusitati. Info: http://www.ravennafestival.org.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Libri: Donato Carrisi, il nuovo thriller ‘La casa delle voci’
In libreria il 2 dicembre per Longanesi

26 novembre 201914:54

– DONATO CARRISI, ‘LA CASA DELLE VOCI’ (LONGANESI, PP 400). ‘Donato Carrisi torna con ‘La casa delle voci’, un thriller che si muove sul terreno fragile e accidentato delle relazioni familiari, che sarà in libreria il 2 dicembre per Longanesi, a un mese dall’uscita nelle sale del suo secondo film ‘L’uomo del labirinto’ con Toni Servillo e Dustin Hoffman.
Lo scrittore, regista e sceneggiatore, mostra nel nuovo romanzo la partita che all’interno di ogni famiglia giocano le categorie di verità e finzione, realtà e illusione. Specialmente in quell’epoca della vita, l’infanzia, in cui i genitori sono la misura di ogni cosa.
Il protagonista è Pietro Gerber, uno psicologo ma non come gli altri, conosciuto a Firenze come l’addormentatore di bambini. La sua specializzazione è l’ipnosi e i suoi pazienti hanno una cosa in comune: sono bambini che spesso hanno vissuto eventi drammatici o sono in possesso di informazioni importanti sepolte nella loro fragile memoria, di cui la polizia si serve per le indagini.
Ma un giorno arriva in studio una paziente adulta, Hanna Hall, raccomandata da una collega australiana. La donna è tormentata da un ricordo che potrebbe non essere reale: un omicidio. Per capire se quel frammento di memoria, che risale a quando aveva dieci anni, corrisponde alla verità o è un’illusione, Hanna, che da bambina viveva felice nell’incantata “casa delle voci”, ha un disperato bisogno di Gerber. Ha visto o ha assistito a un omicidio? E’ lei l’assassina? Autore di bestseller internazionali, con ‘ La ragazza nella nebbia’, dal quale ha tratto il film omonimo, Carrisi ha vinto il David di Donatello per il miglior regista esordiente.

S. Cecilia, Dall’ Ongaro confermato presidenteManterrà la guida dell’ Accademia Nazionale fino al 2025

26 novembre 201916:01

– Michele Dall’ Ongaro è stato confermato Presidente-Sovrintendente dell’ Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Lo ha deciso l’assemblea degli accademici che gli ha attribuito un numero di voti superiore alla soglia dei due terzi necessari per la rielezione al primo turno. Dall’ Ongaro, che era stato nominato nel febbraio 2015 alla guida dell’ Istituzione, resterà in carica fino al 2025.
“Ringrazio i colleghi Accademici per aver rinnovato la fiducia nei miei confronti – ha detto – e vorrei condividere questo privilegio con il Maestro Pappano, l’Orchestra, il Coro, i dirigenti e tutti i dipendenti dell’Accademia per il contributo complessivo che ha permesso all’Istituzione di raggiungere risultati più che positivi e che mi auguro possano ancora migliorare in futuro”.
Michele Dall’ Ongaro, 62 anni, dopo gli studi al Conservatorio romano si è perfezionato in composizione con Aldo Clementi e direzione d’orchestra con Franco Ferrara. Ha collaborato come pianista con l’Orchestra Sinfonica della Rai di Roma e con quella del Teatro dell’Opera di Roma e ha insegnato per circa vent’anni nei conservatori italiani. Dal 1985 ha iniziato la sua collaborazione con Radio-Rai. Dal 2000 al 2015 è stato il dirigente responsabile della programmazione musicale di Radio3 e, dal 2008, sovrintendente dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai. E’ autore di numerosi saggi e testi dedicati alla musica. Nel 2012 il Presidente Giorgio Napolitano gli ha conferito il titolo di Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana e nel 2017 il Presidente Sergio Mattarella quello di Commendatore.

Ultimo libro Filippo Penati, storia amore e politicaLa sua famiglia in ‘L’uomo che faceva le scarpe alle mosche’

26 novembre 201920:05

FILIPPO PENATI,’L’UOMO CHE FACEVA LE SCARPE ALLE MOSCHE’ (LA NAVE DI TESEO)È un pezzo di storia d’Italia e un atto d’amore per i suoi genitori ‘L’uomo che faceva le scarpe alle mosche’, l’ultimo libro di Filippo Penati, l’ex presidente della provincia di Milano morto lo scorso 9 ottobre.
Edito da La Nave di Teseo, che lo scorso anno aveva pubblicato il primo romanzo di Penati, ‘La casa dei notai’, il libro in uscita il 28 novembre è il racconto, narrato dallo stesso autore, della storia dei suoi genitori, Elena e Pep, e delle loro vite durante la guerra. Vite che non potrebbero essere più diverse: lei, Elena, siciliana, ha vissuto nell’isola fino alla fine della Seconda guerra mondiale per poi raggiungere, insieme alla madre e alle sorelle, il padre, emigrato a Milano in cerca di un futuro migliore. Lui, milanese, lavora alla Garelli, quella del Mosquito, dove è un tornitore così bravo da riuscire – si vanta lui – a fare le scarpe alle mosche. Il Pep è antifascista, come il padre Pippo. Membro del comitato segreto di agitazione che organizza clandestinamente alla Breda un grande sciopero generale, il Pippo viene prelevato pochi giorni dopo e deportato per Mauthausen. “Alla Breda – scrive Penati – furono centonovantanove quelli presi nei rastrellamenti e deportati per rappresaglia a seguito dello sciopero generale. Di loro solo ottantasette fecero ritorno”. Il Pippo non fu tra questi e solo molti anni dopo, in compagnia del figlio Filippo e del nipote, il figlio Pep trovò la forza di andare a Mauthausen a piangerlo.
Erano tempi durissimi, ma anche di grande solidarietà: “Dalla deportazione del Pippo fino alla fine della guerra, ogni mese passò da casa, qualcuno del “soccorso rosso” che, sfidando anche il coprifuoco, lasciava dietro la porta un pacco con poche cose da mangiare. Quel pacco, seppure così povero, era molto importante perché diceva loro: “Non siete soli”. Quando arriva la chiamata alle armi, il Pep diserta e si dà alla macchia, nascondendosi nelle campagne vimercatesi per sei mesi, dormendo dove capita e mangiando quel poco che gli passano i contadini.
Torna a casa il 26 aprile e da allora a casa Penati il 25 aprile si festeggia tutti insieme, con un pranzo che nemmeno quello di Natale, che si chiude con un brindisi alla libertà. Per il Pep “Era un giorno – si legge – in cui fare festa e da condividere con le persone a lui più care. Ci riunivamo tutti a casa sua per pranzo e più eravamo, più lui era soddisfatto. Il menù preparato dalla Elena era, appunto, lungo come quello dei pranzi natalizi e si finiva sempre con lo spumante, con i calici alzati per un brindisi alla libertà e alla pace”.
Elena e il Pep si sposano il 28 ottobre 1950, ma celebrano il loro anniversario il 29, per non festeggiare il giorno della marcia su Roma. Il giorno delle nozze, quando Elena fa il suo ingresso alla curt del Cairo, il caseggiato operaio dove è cresciuto il suo Pep, il suo primo gesto è lasciare un mazzo di fiori sulla lapide a ricordo del suocero mai conosciuto.
Dopo la guerra la Garelli è in crisi, i soldi a casa scarseggiano, il Pep va a un colloquio alla Ercole Marelli e quando il direttore gli chiede che giornale legge non esita a rispondere: ‘L’Unità’ e spiega: “Abbiamo lottato vent’anni per la libertà e ognuno legge il giornale che vuole.” Quella frase gli costa il posto ma, come dice alla sua Elena: “Stai tranquilla Elenin…vedrai che noi ce la caveremo anche questa volta”. Si chiude così questo libro che inizia con il narratore che accompagna all’ospedale l’anziana madre, e che non può che lasciare la sensazione di una sorta di testamento di Penati, portato via da un tumore che ha sempre legato alla sua vicenda giudiziaria, da cui uscì in parte prescritto e in parte assolto per tutte le accuse. Ora esce questo libro, che è una storia di amore e di politica, di dolori e di lotte, ma anche di speranza, come sottolinea la frase che lo conclude.

Raf duetta con il figlio D’Art in SamuraiSamuele Riefoli in arte D’Art, “entusiasmante lavorare insieme”

6 novembre 201916:37

– Duetto in casa per Raf, che nel nuovo brano Samurai canta con il figlio Samuele, in arte D’art. La canzone (Girotondo Srl/Sony Music Italy), già disponibile sulle piattaforme, parla di come sia difficile a volte affrontare la vita, di come ci si trovi quotidianamente a fronteggiare le difficoltà e di come, proprio come i Samurai, bisogna combattere per i propri obbiettivi e per il bene della comunità.
“Samurai nasce da uno spunto musicale che mi ha fatto ascoltare un mio collaboratore, bassista degli Apres La Classe, Valerio Bruno, in arte Combass – racconta Raf – che io poi ho sviluppato, mentre per il testo io e Samuele ci siamo ispirati alla “The Lone Wolf” un telefilm degli anni 90 che parla di un samurai che non era al servizio di nessun padrone e girava insieme a suo figlio e affrontavano insieme una serie di vicissitudini, sempre a favore di ciò che ritenevano giusto”.
“Quando mio padre mi ha proposto di collaborare con lui e scrivere con lui questo brano per me è stata la realizzazione di un sogno – racconta D’Art -. Passare del tempo con lui, scrivere il testo e lavorare sulle melodie e sulla realizzazione di questo progetto è stato entusiasmante. Lui sarebbe stato un idolo per me anche se non fosse mio padre, è uno dei pochissimi cantanti pop italiani che ascolto, per il resto ascolto musica Hip Hop, trap americana e qualcosa di nostrano. Essere tenuto a battesimo da lui in questo esordio nel mondo della musica e avere la sua stima è il regalo più grande”.

Selezionati finalisti alla terza edizione premio “La Cava”Sono Cinzia Leone, Matteo Meschiari e Nadia Terranova

BOVALINO26 novembre 201916:54

Cinzia Leone con “Ti rubo la vita” (Mondadori), Matteo Meschiari con “L’ora del mondo” (Hacca) e Nadia Terranova con “Addio fantasmi” (Einaudi) sono i finalisti alla terza edizione del Premio Letterario Mario La Cava. Trentasette le opere in concorso al Premio, declinato sul tema “Il viaggio. Percorsi vissuti, narrati e immaginati”, organizzato dal Comune di Bovalino in collaborazione con il Caffè letterario “La Cava”, con il patrocinio della Regione e il contributo del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Locri. La giuria tecnica (Andrea Di Consoli, Stefano Ercolino, Marco Gatto, Loredana Lipperini e Vito Teti) dopo la designazione dei finalisti decreterà l’opera vincitrice il 14 dicembre nella cerimonia di premiazione. Premio speciale “La Melagrana” a Walter Pedullà, autore di saggi sulla letteratura italiana e meridionale in particolare. Nella stessa serata il Caffè Letterario La Cava assegnerà un riconoscimento all’opera più votata dai lettori che fanno parte del circolo.

Europa al centro della Fiera del libro di LubianaItalia presente con Elisabetta Sgarbi e suo film

LUBIANA26 novembre 201916:54

E’ l’Europa l’ospite d’onore della Fiera del libro di Lubiana, la cui trentacinquesima edizione è stata inaugurata oggi alla presenza del primo ministro Marjan Sarec.
Il presidente della fondazione organizzatrice (SKS), Zdravko Kafol, ha ricordato che la scelta dell’Europa è un segnale di come l’evento intenda essere al passo con quanto accade nel mondo, e la scelta di ricordare Valentin Vodnik, uno dei più grandi rappresentanti dell’Illuminismo sloveno, in occasione del 200° anniversario della sua morte, è un modo per ricordare il movimento culturale, politico, e filosofico che rappresenta “la pietra angolare dell’era moderna nella cultura europea”.
ll programma è stato preparato in collaborazione con l’Associazione degli istituti culturali nazionali (Eunic) e con la rappresentanza della Commissione europea in Slovenia.
L’Italia sarà presente con Elisabetta Sgarbi, che interverrà in un dibattito legato alla proiezione del suo film “L’altrove più vicino”, pellicola del 2017 sulla Slovenia vista attraverso i racconti e i ricordi, fra gli altri, di Claudio Magris, Paolo Rumiz, e del poeta ceco Alojza Rebula.
Fra gli altri ospiti l’autore irlandese Jack Harte, l’artista grafico, illustratore e scrittore ungherese nato in Slovenia Róbert Farkas, che scrive racconti e poesie in tedesco e sloveno, l’autrice di spettacoli teatrali, racconti e romanzi Véronique Olmi, e il poeta, scrittore e traduttore spagnolo José Morella. In calendario anche una tavola rotonda sulla piccola editoria in Europa, cui parteciperà anche l’udinese Bottega Errante Edizioni.

‘Chef in camicia’ da tv ad Amazon Prime VideoDal 28/11 i primi 5 episodi con Nicolò, Andrea e Lello

26 novembre 201916:41

– La serie ‘Chef in Camicia’, che vede protagonisti tre amici d’infanzia, oggi chef e food influencer affermati, impegnati a mettere alla prova il palato e il loro rapporto, sbarca su Amazon Prime Video pochi giorni dopo la fine del programma sul canale Alpha, tornando così al mondo in cui sono nati dopo l’insolita parentesi televisiva: il web.
Da giovedì saranno disponibili sulla piattaforma i primi 5 episodi del format che vede Nicolò, Andrea e Lello sfidarsi tra loro in un viaggio tra ristoranti e bistrot milanesi alla ricerca del miglior modo per cucinare e del miglior posto in cui consumare alcuni semplici ingredienti tipici della cucina italiana contemporanea. I 5 episodi rimanenti saranno invece online a partire dal 15 dicembre. In ogni episodio dello show, omonimo della media company da oltre 2 milioni di seguaci sui social, i tre cuochi visitano altrettanti ristoranti, noti per avere l’ingrediente protagonista della puntata al centro del loro menù.
Ciascuno chef presenta uno dei tre locali, diventandone ambasciatore, per dar vita ad una gara tra amici senza esclusione di colpi tra piatti, commenti, battute e degustazioni, con l’unico obiettivo di vincere la puntata. Gli ingredienti sui quali si danno battaglia i ristoranti nei primi cinque episodi sono: il pomodoro, la carne di manzo, il gambero, il riso e il peperoncino. Seguiranno a dicembre patate, gorgonzola, salmone, pollo e uova.

Black friday? c’è chi dice no e lancia green fridayDa maglia ’emmobasta’ a invito a circolarità contro sovraconsumo

26 novembre 201917:05

– Black Friday? C’è chi dice no. E’ categorico quello di Ecoalf, azienda che trasforma in tessuti materiali di scarto come le reti da pesca, e spiega: “come parte della nostra filosofia, noi non parteciperemo al black friday.
Abbiamo bisogno di essere consapevoli e creare meno rifiuti.
Riparare, scambiare, donare e riciclare sono soluzioni semplici che possiamo adottare come individui”.
Rifò, giovane brand pratese di moda ecosostenibile, al posto del Black Friday, lancia il Green Friday: per tutta la settimana devolverà 5 euro per ogni prodotto acquistato, contribuendo alla raccolta fondi di Fashion Revolution, il movimento internazionale per cambiare radicalmente il modo nel quale i vestiti vengono prodotti e acquistati. Vestiaire Collective, sito web leader nella rivendita di articoli di moda e lusso vintage, invita invece i suoi clienti a partecipare alla sfida della circolarità, incoraggiandoli a vendere articoli da venerdì a domenica in cambio di un voucher da spendere entro il 31 dicembre.

A Roma capolavori di Roads of Arabia, archeologia e arte450 rarità dal Neolitico al XX secolo al Museo Nazionale Romano

26 novembre 201917:13

– Dalla testa di statua monumentale della dinastia lihyanita del V-II secolo avanti Cristo alla maschera funeraria in oro del I secolo dopo Cristo. E poi collane con perle, turchesi e rubini, frammenti di pitture parietali variopinte e tante altre meraviglie dal Neolitico al XX secolo provenienti dall’Arabia Saudita. E’ stata inaugurata dal ministro Dario Franceschini e dal suo omologo saudita Badr Bin Abdullah Bin Mohammed Bin Farhan Al-Saud la mostra Roads of Arabia, che dopo 16 tappe internazionali tra cui quelle al Louvre e all’Ermitage, sbarca nelle sale delle Terme di Diocleziano al Museo Nazionale Romano dove sarà aperta dal 28 novembre al 1 marzo 2020.
Oltre 450 manufatti rari, che come sottolinea la soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma Daniela Porro sono stati scelti “tra centinaia di reperti provenienti dalle ricerche archeologiche condotte nel Regno dell’Arabia Saudita negli ultimi tre decenni del secolo scorso da specialisti sauditi e stranieri, ivi compresa l’importante attività della missione archeologica italiana.
“Le terme di Diocleziano sono un luogo che ha una grande magia – aggiunge Alda Fendi, che con la sua fondazione ha supportato l’evento mentre Saudi Aramco è l’exclusive sponsor – e unisce queste due culture. Ormai da 20 anni abbiamo un po’ l’ambizione di portare la cultura nel mondo perché pensiamo che la cultura è democrazia e libertà e va portata in tutti i Paesi. Abbiamo avuto grandi riconoscimenti in questo periodo, abbiamo fatto un accordo con l’Ermitage, Macron mi ha conferito la Legion d’onore e siamo candidati a un grandissimo premio in America per la cultura italiana”.
Su museonazionaleromano.beniculturali.it e roadsofarabia.sa tutte le informazione mentre l’hastag è #roadsofarabia.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Bill Cosby, nessun rimorso se torno libero
Prima intervista dal carcere di ex papa’ d’America

NEW YORK26 novembre 201920:00

“Se avrò la libertà condizionata non aspettatevi di sentire da me che provo rimorso”. Bill Cosby è perentorio nella sua prima intervista dal carcere dopo la condanna lo scorso settembre per abusi sessuali aggravati.
L’ex papa’ d’America, 82 anni, si trova in una prigione della Pennsylvania dove sta scontando da tre a dieci anni di carcere e prevede di scontare l’intera sentenza. Cosby continua a dichiararsi non colpevole e dice che non ammetterà mai qualcosa che non ha commesso. Ha anche aggiunto che tutti i processi sono stati una farsa, del tutto ingiusti.
“E’ stato tutto orchestrato – ha detto nell’intervista – la giuria, erano degli impostori”, alludendo anche ad un potenziale giurato che per caso sentì dire ad un giurato, ‘E’ colpevole, possiamo tutti andare a casa’.

a Milano ‘Vera’, documentario su Vera JarachMadre di Plaza de Mayo, nonno morto in lager, figlia assassinata

MILANO26 novembre 201917:24

– Invita a riflettere sul tema della memoria il documentario “Vera” della regista argentina Manuela Irianni, che sarà presentato il 5 dicembre a Milano. Vera Jarach è una madre di Plaza de Mayo, italiana, ebrea. Suo nonno muore ad Auschwitz nel 1943. Sua figlia, Franca Jarach, viene assassinata dalla dittatura civile-militare argentina a Buenos Aires, nel 1976. La storia personale di Vera si interseca, nel documentario, al discorso pronunciato da Julio Cortázar al “Colloquio di Parigi” del 1981, Negazione dell’oblio, e alle testimonianze di dodici persone che condividono con lei aspetti della loro identità.
“Vera ricorda che da bambina, nella sua prima infanzia, sua madre – dice la regista Manuela Irianni – le raccontò del genocidio armeno. Qualche anno dopo, quando Mussolini stabilì le leggi razziali in Italia, fu espulsa dalla scuola che frequentava a Milano perché ebrea, e nello stesso tempo dovette emigrare con la famiglia in Argentina per sopravvivere. Suo nonno rimase in Italia e finì ad Auschwitz. Già donna matura, intorno ai 50 anni, ha subito il rapimento e l’assassinio della figlia Franca, per mano della dittatura civile-militare argentina. Tre genocidi percorrono la vita di questa donna. Come non raccontare la sua storia? Come non collegarla alle migliaia di persone che oggi subiscono migrazioni forzate o gli omicidi dei loro figli e figlie? Vera dice sempre: “Mai più silenzio”, questo documentario cerca di essere in linea con quell’idea.
Perché non ci sia silenzio, qualcuno deve parlare, e perché qualcuno parli, qualcun altro deve ascoltare”.
Il 5 dicembre alle 20, presso il Negozio Civico Chiamamilano, il documentario verrà proiettato in lingua originale con sottotitoli in italiano, alla presenza della regista. L’ingresso è gratuito, l’invito a partecipare è rivolto a tutti.

Cinema: a Bologna ‘Ce l’ho corto film festival’Dal 28 al 30 novembre al teatro San Leonardo

BOLOGNA26 novembre 201918:03

– Dare visibilità a cortometraggi di giovani autori e creare momenti di confronto sul cinema: è ‘Ce l’ho corto film festival’, a Bologna dal 28 al 30 novembre al teatro San Leonardo. Diverse le sezioni previste, tra cui la quella internazionale, il porno e il contest. Al bando internazionale hanno partecipato oltre 200 titoli, tra animazione, documentari, e cinema sperimentale da tutta Europa, oltre a Usa e Cina.
Una giuria assegnerà un premio di distribuzione. Per la sezione internazionale, tra gli altri, l’australiano Charles Williams con ‘All these creatures’, Vito Palmieri con ‘Da Teletorre19 è tutto!’ girato nel quartiere Bolognese Pilastro, lo svedese ‘Isle of Capri’, il francese ‘Oranges’ e il serbo ‘Passage’. La sezione ‘Ce l’ho porno’, a cura del collettivo ‘Inside porn’ undici corti selezionati inferiori a 30′, dà spazio a diversi linguaggi e modalità di messa in scena per la necessità di parlare di una pluralità di sessualità, con temi quali il rapporto con il corpo e l’affettività.

Arte: in mostra a Rimini ‘Madonna Diotallevi’ di RaffaelloIn autunno al Museo della Città. Tela in arrivo da Berlino

BOLOGNA26 novembre 201918:38

– Torna a Rimini la ‘Madonna Diotallevi’ dipinta da Raffaello Sanzio e appartenuta fino all’Ottocento alla collezione del romagnolo Audiface Diotallevi da cui prende il nome. La tela arriverà in prestito dai musei statali di Berlino, dove è in corso un’esposizione dedicata al maestro urbinate e sarà al centro di una esposizione temporanea al ‘Museo della Città ‘di prevista per l’autunno del 2020, nel pieno delle celebrazioni per i 500 anni della morte del pittore marchigiano.
Le date ipotizzate per la mostra, ancora da ufficializzare – spiega una nota dell’Amministrazione comunale riminese – prevedono l’inaugurazione per sabato 17 ottobre 2020 nell’ambito della 22esima edizione del Festival del Mondo Antico, per proseguire fino al 10 gennaio 2021.
All’opera – considerata uno dei più importanti dipinti giovanili di Raffaello – atteso a Rimini dopo 178 anni, sarà dedicato un volume a cura dello storico dell’arte Giulio Zavatta, consulente scientifico del progetto espositivo.

Musei: a Baltimora il 2020 è all’insegna delle donnePer un anno comprera’ e mostrerà solo opere di artiste

NEW YORK26 novembre 201918:43

– Nel 2020 le donne occuperanno il Museum of Arts di Baltimora. Famoso per i suoi Matisse, il prossimo anno il museo adiacente al campus di Johns Hopkins comprera’ solo opere di artiste donne e organizzerà almeno venti mostre dedicate a artisti che si identificano con il pronome “she”.
L’obiettivo e’ di colmare un gap che vede nelle collezioni solo il 4% dei pezzi firmati da donne e farlo in un anno importante: nel 2020 si celebreranno i 100 anni dell’Equal Right Amendment che permise alle donne americane di votare per la prima volta.
A dar vita al progetto “Vision 2020” del museo e’ stato il direttore Christopher Bedford, uno scozzese da tre anni al timone: “Non ha paura di nulla, si muove alla velocità della luce e dice quello che non osiamo dire”, lo ha descritto Betsy Bradley, la sua collega al Mississippi Museum of Arts.
L’anno scorso Bedford aveva creato polemiche vendendo opere di maschi bianchi come Andy Warhol, Robert Rauschenberg e Franz Kline per comprare opere di minoranze sottorappresentate. “Non basta acquistare un dipinto di un’artista nera e appenderlo accanto a un Mark Rothko,” aveva detto all’epoca il direttore: “Per correggere lo squilibrio serve un intervento radicale sul Dna del museo”.
Intanto una installazione di Mickalene Thomas, che ha aperto il 24 novembre, ha cambiato letteralmente la facciata del museo trasformandola in un isolato delle tipiche case a schiera di Baltimora. La lobby e’ stata ridecorata per evocare un salotto anni settanta, perfino i custodi si sono tolti la divisa per indossare abiti d’epoca disegnati dalla Thomas e dallo stilista José Durán.
Il museo di Baltimora non e’ il solo che sta cercando di riequilibrare gli allestimenti prendendo le distanze dal “canone occidentale” della tradizione. A New York il nuovo corso intrapreso dal MoMA dopo la ristrutturazione va nella stessa direzione con un riposizionamento di artiste fino a poco tempo fa trascurate come Joan Mitchell o Helen Frankenthaler, ma almeno 60 altri musei negli Usa si sono impegnati nel 2020 a dedicare mostre a artiste donne, anche se non nel modo cosi’ radicale del progetto di Bedford.
Intanto perfino al Met i segni del nuovo corso sono chiaramente visibili: oltre la facciata del museo piu enciclopedico degli Usa, occupata da settembre dalle cariatidi dell’artista americana ma nata in Kenya Wangechi Mutu, dal 19 dicembre nell’atrio del museo sulla Quinta Strada saranno appesi due dipinti monumentali dell’artista nativo-americano Kent Monkman, uno dei quali rivisita l’iconico olio del 1851 “Washington Crossing the Delaware” mettendo al centro popoli indigeni tra cui “Miss Chief Eagle Testickle”, l’alter ego dall’identita’ di genere fluida dell’ artista.

Colpiti al cuore, anni di piombo e cinemaA Festa Mobile il documentario di Alessandro Bignami

26 novembre 201919:59

C’è stato un tempo in cui realtà e cinema correvano insieme, un’epoca felice nonostante terrorismo e anni di piombo. Il bel documentario ‘Colpiti al cuore’ di Alessandro Bignami, passato oggi al Torino Film Festival, racconta questo con dentro tanta nostalgia di un’Italia che non c’è più e dove politici, registi, sindacalisti erano di un’altra pasta. Un’epoca che il cinema ha raccontato, anticipato, evocato, con autori che vanno da Elio Petri a Gianfranco Rosi, da Marco Tullio Giordana a Gianni Amelio fino a Marco Bellocchio.
A cinquant’anni dalla strage di Piazza Fontana arrivano così le testimonianze di Marco Bellocchio e Marco Tullio Giordana che si trovavano casualmente a Milano quel 12 dicembre del 1969.
Scorrono poi sullo schermo i tanti film intrisi di quel tempo, da ‘Le mani sulla città’ di Francesco Rosi a ‘Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto’ di Elio Petri (uscito subito dopo la strage, ma del tutto profetico). Un’opera che lo stesso Petri in una intervista d’archivio definisce “politica, ma solo perché popolare”. E in quegli anni, fa notare il documentario, anche il film di genere trasudavano della realtà in cui erano immersi. Non solo gli spaghetti western come ‘Giù la testa’ o ‘Vamos a matar companeros’ avevano al loro interno un’anima, rossa, rivoluzionaria, rappresentando, tra l’altro, l’eterna guerra tra poveri e ricchi. Ma anche i cosiddetti polizzioteschi non erano da meno come La polizia ringrazia, con una polizia in sofferenza per non poter agire contro criminalità e terroristi come vorrebbe.
Non mancano, tra tante voci di cineasti, la testimonianze dello storico Giovanni De Luna e quelle dello scrittore Giuseppe Genna. Passano poi le immagini di Buongiorno notte di Bellocchio che il regista commenta parlando della “disumanità totale” delle Br. E ancora nel docu, Marco Tullio Giordana che, con lucidità da storico, spiega come l’uccisione di Aldo Moro creò una vera e propria frattura nella sinistra mai ricucita. Arrivano infine gli anni Ottanta con tanto di riflusso che portano in sala film come Il cacciatore dove i khmer rossi sono dei ‘cattivi’.

The New Pope, dal 10 gennaio su Sky la serie di SorrentinoCon Jude Law e John Malkovich

26 novembre 201919:55

l 10 gennaio 2020 debutterà in esclusiva per l’Italia, su Sky Atlantic e Now TV, The New Pope, la serie creata e diretta dal Premio Oscar© Paolo Sorrentino con Jude Law e John Malkovich. Diffuse oggi nuove foto e il poster ufficiale. Una serie originale Sky-Hbo-Canal +, è prodotta da Lorenzo Mieli e Mario Gianani per Wildside, parte del gruppo Fremantle, e co-prodotta da Haut et Court TV e The Mediapro Studio. Il distributore internazionale è Fremantle.
Pio XIII (Jude Law) è in coma. E dopo una parentesi imprevedibile quanto misteriosa, Voiello riesce a far salire al soglio pontificio Sir John Brannox (John Malkovich), un aristocratico inglese moderato, affascinante e sofisticato che prende il nome di Giovanni Paolo III. Il nuovo Papa sembra perfetto, ma cela fragilità e segreti. Capisce subito, inoltre, che sarà difficile prendere il posto del suo carismatico e illustre predecessore, mentre in Vaticano, Voiello fatica a gestire una Chiesa aggredita da scandali – che rischiano di travolgere in modo irreversibile le alte gerarchie – ma anche da minacce esterne; Sofia ed Esther si rivelano molto diverse da quello che appaiono e il Cardinal Guiterrez continua a combattere contro le sue contraddizioni. Alcuni fedeli, poi, cominciano a idolatrare Pio XIII che, dal suo letto di ospedale, inizia a lanciare strani messaggi. Fino a quando… THE NEW POPE, scritta da Paolo Sorrentino con Umberto Contarello e Stefano Bises, è la seconda serie di Sorrentino ambientata in Vaticano. Tutti i nove episodi sono diretti da Paolo Sorrentino.
Il cast, oltre ai due volte nominati agli Oscar© Jude Law e John Malkovich, include Silvio Orlando, Javier Cámara, Cécile de France, Ludivine Sagnier, Maurizio Lombardi, già protagonisti in The Young Pope. New entry nella serie sono Henry Goodman, Ulrich Thomsen, Mark Ivanir, Yuliya Snigir, Massimo Ghini e le guest star Sharon Stone e Marilyn Manson.

Tff: nel primo week end incassi e presenze in linea con 2018Dati definitivi saranno comunicati al termine manifestazione

TORINO25 novembre 201920:20

– I dati del primo week end del Torino Film Festival si confermano in linea con quelli del primo week end della scorsa edizione, sia per quanto riguarda gli incassi (163.500 contro i 164.000 dello scorso anno) sia per quanto riguarda il numero di biglietti abbonamenti e pass giornalieri. Lo rendono noto gli organizzatori. I dati definitivi – spiegano – saranno forniti nei giorni successivi al termine della manifestazione, quando sarà disponibile un quadro completo dell’andamento dei dati delle biglietterie e delle presenze del pubblico.

Netflix salva il Paris, l’ultimo monosala di NYStorica sala diventa base per aspirazioni Oscar

NEW YORK26 novembre 201916:16

– Mentre continuano le trattative per l’acquisto dell’Egyptian Theatre a Los Angeles, Netflix “salva” il Paris, l’ultimo monosala rimasto a Manhattan garantendo un trampolino di lancio per le sue aspirazioni agli Oscar. Il colosso dello streaming che sta cambiando il modo di fare e fruire il cinema ha annunciato la firma di un contratto di affitto a lungo termine per mostrare i suoi film nella storica sala a pochi passi dal Plaza Hotel inaugurata nel 1948, presente al taglio del nastro Marlene Dietrich e che in agosto aveva chiuso i battenti, sembrava allora per sempre.
L’uso dello schermo del Paris per mostrare dal 6 novembre il nuovo film di Noah Baumbach, “Marriage Story” (Storia di un matrimonio) con Adam Driver e Scarlett Johannson, non e’ stato dunque una ‘una tantum’. “Dopo 71 anni, la tradizione del Paris continua e il cinema resta la meta per una esperienza cinematografica unica nel suo genere”, ha detto il capo del content di Netflix Ted Sarandos annunciando l’accordo che “preserva un’istituzione storica di New York e una casa per gli amanti del cinema”.
Il Paris ha alle spalle una storia importante: nato per mostrare soprattutto film stranieri, ha introdotto il pubblico americano ai capolavori di Roberto Rossellini, Federico Fellini, Pietro Germi e Franco Zeffirelli. L’accordo e’ stato raggiunto con Sheldon Solow, un magnate del cemento proprietario, oltre che del Paris, di numerosi grattacieli a Manhattan. L’estate scorsa Solow non aveva rinnovato l’affitto a City Cinemas, la catena che aveva ereditato la gestione del Paris: il ‘canto del cigno’ era stato il documentario di Ron Howard su Luciano Pavarotti.

Listino 01 da Pinocchio a Diabolik, da Hammamet a MorettiDel Brocco “storie forti con un forte nucleo narrativo”

26 novembre 201919:59

Numeri favorevoli e toni piu che soddisfatti da parte di Paolo Del Brocco, ad di Rai Cinema, nel presentare a Torino il listino di 01. Una serie di film davvero monstre dove campeggiano titoli come l’atteso PINOCCHIO di Matteo Garrone (presentato in apertura e in uscita il 19 dicembre) ; FREAK OUT di Gabriele Mainetti; HAMMAMET di Gianni Amelio di cui si sono viste le prime immagini; GLI ANNI PIÙ BELLI l’ultimo film di Gabriele Muccino (in sala dal 13 febbraio) e, infine, DIABOLIK di Manetti Bros con una ricostruzione perfetta degli anni Sessanta compresa ovviamente la Jaguar Coupé E Type nera.
Sul fronte numeri 01 resta il primo distributore nazionale dopo Walt Disney e Warner, al terzo posto per incassi e presenze prima di Fox e Universal. Sono poi 27 milioni i biglietti venduti da gennaio 2017 a dicembre 2019 per circa 170 milioni di box Office. E questo per un totale di 95 titoli distribuiti.
Crescono poi anche gli investimenti: nell’ultimo triennio si aggirano sui 220 milioni di euro per la produzione di circa 200 film di cui 100 opere prime e seconde e 120 documentari. Rai Cinema poi nel segno del pluralismo produttivo ha lavorato dal 2017 al 2019 con 210 società di produzione.
Per Del Brocco questo listino si caratterizza “per le storie forti con un forte nucleo narrativo”. È il caso di tre piani di Nanni Moretti che per la prima volta si mette dietro la macchina da presa con una storia non sua, ma tratta invece dal romanzo di Eshkol Nevo.
Nel listino anche IL MATERIALE EMOTIVO di Sergio Castellitto scritto insieme a Margaret Mazzantini da una sceneggiatura originale di Ettore Scola e interpretato dal regista insieme a Bérénice Bejo.
Non mancano le commedie, anche se, specifica Del Brocco, mostrano un po’ la corda rispetto agli anni precedenti. Troviamo così DIVORZIO A LAS VEGAS di Umberto Riccioni Carteni; GLI INFEDELI di Stefano Mordini con Valerio Mastandrea e Riccardo Scamarcio alle prese nel negare i loro reiterati tradimenti. C’è poi RITORNO AL CRIMINE di Massimiliano Bruno con la squadra collaudata del primo film ‘Non ci resta che il crimine’.
Forti, nel listino 2020 anche i titoli internazionali. Tra tutti il nuovo film di Martin Scorsese, KILLERS OF THE FLOWER MOON con Robert De Niro e Leonardo DiCaprio ambientato nel 1920 e tratto dal libro di David Grann. L’Italia ha detto con orgoglio Del Brocco “è l’unico paese al mondo in cui un film della Paramount di questo calibro viene distribuito da noi e non da una major”.
Sempre dall’estero arriva un film che farà discutere come BOMBSHELL – LA VOCE DELLO SCANDALO ispirato alla vera storia di Roger Ailes presidente e CEO di Fox news denunciato per molestie da tre giornaliste dell’emittente televisiva e in seguito licenziato.
Ma tra le tante immagini presentate oggi a Torino, quelle che hanno colpito di più sono sicuramente quelle di HAMMAMET di Amelio in uscita il 9 gennaio (rpt: 9 gennaio), in occasione del ventesimo anniversario della morte di Bettino Craxi. Due le scene fatte vedere con un Craxi/Favino ‘fotocopia’ per aspetto, voce e postura: la prima con il segretario di un Partito Socialista già sotto inchiesta che discute polemicamente , in un sala convegni piena di garofani, con Vincenzo Balzamo, l’allora tesoriere del partito. Nella seconda scena siamo invece ad Hammamet con Bettino Craxi che parla sul lungomare con il giovane Luca Josi, ex segretario dei giovani socialisti. Arriva un pullman di turisti italiani. Riconosciuto Craxi si avvicinano a lui, lo minacciano, gli chiedono dove ha nascosto il tesoro. E lui, senza alcuna paura, replica volete i soldi? Gli unici che ho sono le monetine che mi avete lanciato davanti l’albergo”.

Il Bodini alla poetessa Antonella Anedda Riconoscimento per ‘Historiae’ sarà consegnato il 6/12 nel teatro Apollo a Lecce

LECCE26 novembre 201914:33

Con la raccolta Historiae (Einaudi), che guarda “agli ultimi nella scala sociale”, la poetessa Antonella Anedda è la vincitrice della sesta edizione del Premio letterario internazionale ‘Vittorio Bodini’, promosso dall’omonimo Centro Studi in collaborazione con Regione Puglia, Teatro Pubblico Pugliese, Polo Biblio-Museale di Lecce, Provincia e Comune Lecce, e Università del Salento.
Antonella Anedda, romana di origini sarde, nella raccolta Historiae si occupa anche delle tragedie dei migranti annegati nei nostri mari, o di chi cerca avanzi di cibo nei cassonetti dei rifiuti. La cerimonia di premiazione si terrà venerdì 6 dicembre nel Teatro Apollo di Lecce con una serata, condotta da Carlo D’Amicis, sul tema ‘Dopo la luna’.
Poeta, narratore, critico, operatore culturale, ritenuto unanimemente uno dei più raffinati interpreti e traduttori della letteratura spagnola, Vittorio Bodini è nato a Bari il 6 gennaio 1914 da una famiglia di origine e tradizioni leccesi, ed è scomparso a Roma nel 1970. Tra i più significativi e originali scrittori italiani del Novecento, Bodini è il poeta della luna che quest’anno festeggia mezzo secolo da quando l’uomo riuscì a raggiungerla. Alla cerimonia di premiazione parteciperanno, oltre alla vincitrice, anche anche l’astrofisica Patrizia Caraveo, l’antropologo Marino Niola, il saggista e critico letterario Andrea Cortellessa. Ci saranno poi il maggiore studioso dell’opera di Bodini, Antonio Lucio Giannone, e la presidentessa della giuria del Premio Bodini, Anna Dolfi.

Fumetto: Krug, Alagbè e Reynolds ospiti a ‘Bilbolbul’Festival fumetto in programma a Bologna dal 29/11 all’1/12

OLOGNA25 novembre 201920:18

La tedesca Nora Krug, il franco-beninese Yvan Alagbè e l’inglese Chris Reynolds saranno gli autori ospiti a BilBObul, il Festival del fumetto in calendario a Bologna dal 29 novembre all’1 dicembre. Emilio Varrà, presidente dell’associazione Hamelin che organizza, spiega che “la manifestazione chiama a raccolta autori e autrici che hanno lavorato, con stili e sguardi differenti, sullo spaesamento, tema di questa edizione, diventando non solo una vetrina per le migliori produzioni del fumetto d’autore, ma l’orizzonte entro cui leggere alcune problematiche del presente, per un progetto culturale multidisciplinare”.
In calendario, in vari spazi del centro storico con quartier generale alla Sala Borsa, mostre, incontri con gli autori, laboratori e proiezioni, ed attività per i ragazzi e per le scuole. Un omaggio al maestro del fumetto seriale sarà la mostra ‘Alberto Breccia. Il signore delle immagini’, dedicata all’artista argentino (1919-1993) amato da Eco e Del Buono, e curata da Daniele Brolli.

Moccia, 5/12 La ragazza di Roma Nord con contributi fan32 delle 350 pagine firmate da vincitori Cantiere delle storie

5 novembre 201918:53

FEDERICO MOCCIA, ‘LA RAGAZZA DI ROMA NORD’ (SEM) –  Sarà in libreria il 5 dicembre ‘La ragazza di Roma Nord’, il nuovo romanzo di Federico Moccia pubblicato dalla casa editrice Sem. Inedito esperimento narrativo che ha visto coinvolti lettori e aspiranti scrittori, l’elaborazione del romanzo è stata accompagnata dal lancio di un ‘Cantiere delle storie’ (www.semlibri.com/cantieredellestorie) attraverso il quale Moccia ha dato ai suoi lettori le indicazioni per collaborare alla realizzazione dell’opera, proponendo un proprio testo creativo. Sono arrivati oltre 1000 contributi, fra racconti, poesie e testi dei lettori. Le otto storie vincitrici, scelte dallo stesso Moccia e dalla squadra di Sem, fanno parte ora de ‘La ragazza di Roma Nord’ e i loro autori firmano con Federico questo nuovo romanzo con un contributo in totale di 32 pagine sulle 350 dell’opera che ha in copertina un lucchetto rosso.
Sono: Antonietta Cantiello, Fabio Castano, Federica Costabile, Loredana Costantini, Giacomo Carlo Lisi, Rebecca Puliti, Noemi Scagliarini, Michela Zanarella.
Il protagonista è Simone, un ventenne romano, in viaggio in treno da Napoli verso Verona dove si trova Sara, la sua ragazza.
Ha deciso di farle una sorpresa romantica nel giorno del loro primo anniversario. A Roma però sale sul treno una ragazza che si siede proprio davanti a lui. Simone la nota subito per la sua bellezza e cominciano a parlare. La sintonia cresce, ma luipensa sempre e solo a Sara e le racconta il motivo del suo viaggio. La sconosciuta, colpita dalla sua storia d’amore, decide che non sveleranno i loro nomi né alcuna informazione utile a rintracciarsi. Lei sarà la ragazza di Roma Nord, lui Argo.
Simone arrivato a Verona vede però Sara con un altro uomo.
Tradito e avvilito, torna a Roma, ripensa a quell’incontro sul treno e decide di rintracciare la ragazza di Roma Nord. Ma come può ritrovarla? Se tutto è nato su un treno, la chiave può essere solo la stazione dove lei è scesa.A Santa Maria Novella, a Firenze, inizia la lunga attesa. La storia inizia a circolare sui social, diventando un caso mediatico.

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Musica: Uryupin e Baryshevsky al Tratro Comunale di Bologna
Doppio debutto il 23 novembre per stagione sinfonica

BOLOGNA21 novembre 2019 10:11

– Penultimo appuntamento con un doppio debutto per la stagione sinfonica del Teatro Comunale di Bologna, sabato 23 novembre alle 20.30: per la prima volta infatti sia il direttore Valentin Uryupin che il pianista Antonii Baryshevskyi suoneranno nella settecentesca Sala del Bibiena. Entrambi ucraini, trentaquattrenne il primo trentunenne il secondo, Uryupin e Baryshevskyi interpreteranno la Fantasia slava in sol minore per pianoforte e orchestra di Ottorino Respighi (un brano del 1903 eseguito per la prima volta proprio a Bologna, al Teatro Duse), il Concerto N. 2 per pianoforte e orchestra Op. 102 di Dmitrij Shostakovich (prima esecuzione nel 1957 a Mosca, solista il figlio del compositore, Maksim) e la Sinfonia N. 3 in re maggiore Op. 29 “Polacca” di Piotr Ilic Ciajkovskij, l’unica delle sei sinfonie del compositore russo sviluppata in cinque movimenti e risalente al 1875. Per Antonii Baryshevskyi si tratta di un ritorno a Bologna dove già si esibito per il festival Pianofortissimo e per i Concerti di Musica Insieme.
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Alchimia e scienza, il Museo di Medicina si mostra al pubblicoAlla Sapienza di Roma il 24/11 apertura straordinaria con il Fai

ROMA21 novembre 201911:38

– Una sorta di “wunderkammer”, una speciale camera delle meraviglie composta da 10000 oggetti databili dal ‘400 al ‘900 per scoprire l’evoluzione del pensiero medico occidentale: domenica 24 novembre dalle 10 alle 18 sarà possibile visitare gratuitamente il Museo di Storia della Medicina all’Università La Sapienza di Roma grazie all’apertura straordinaria organizzata dai volontari del FAI. La collezione del museo, unica in Italia, si è formata grazie ad acquisizioni e donazioni nel tempo, anche con il contributo di alcuni collezionisti d’eccezione, come il tenore Evan Gorga o il medico fondatore Adalberto Pazzini, e permette di viaggiare dalla preistoria alla medicina genomica.
In un vero e proprio “gabinetto delle curiosità”, il pubblico potrà osservare arredi e rivestimenti di pareti in stucco intorno a strumenti medici originali, oggetti con rilevante valore magico o riguardanti la medicina dei primitivi, e poi il laboratorio dell’alchimista, una farmacia del secolo XVIII, un laboratorio della strega, la ricostruzione di una tipica spezieria romana di evo moderno, e poi vasi da farmacia, ferri chirurgici, farmacie portatili.

Tv: Domina, serie sull’antica Roma con Smutniak su Sky OriginalCast, Liam Cunningham e Isabella Rossellini. Costumi di Pescucci

21 novembre 201912:20

– S’intitola Domina la nuova serie che andrà in onda su Sky Original che racconta la politica e il potere nell’antica Roma, vista attraverso gli occhi delle donne.
Protagonista Kasia Smutniak e un grande cast internazionale con Liam Cunningham e con la partecipazione di Isabella Rossellini.
Grandi talenti italiani nel cast tecnico, tra cui il premio Oscar Gabriella Pescucci ai costumi. In corso le riprese a Roma.
Domina è una serie prodotta da Fifty Fathoms (Fortitude) e Sky Studios, con Cattleya nel ruolo di executive production service. Un dramma epico e un racconto attuale nei 10 episodi che seguono la vita e l’ascesa di Livia Drusilla, che dopo l’assassinio di Giulio Cesare e numerose avversità riesce a diventare imperatrice. Le riprese sono in corso presso i Cinecittà Studios di Roma. A interpretare la protagonista Livia Drusilla sarà Kasia Smutniak. Liam Cunningham (Il Trono di Spade) è nel ruolo di Livio, il padre di Livia. Matthew McNulty (Misfits) è il futuro imperatore Gaio, Christine Bottomley è Scribonia, Colette Tchantcho (The Witcher) è Antigone, Ben Batt (Captain America: Il primo vendicatore) è Agrippa, Enzo Cilenti (Free Fire) è Tiberio Nero, mentre Claire Forlani (Vi presento Joe Black) interpreta Ottavia. Insieme a loro, anche la partecipazione di Isabella Rossellini nel ruolo di Balbina. La serie è stata ideata e scritta da Simon Burke (Zen, Fortitude) e alla guida di un gruppo di registi c’è l’acclamata regista australiana Claire McCarthy (Ophelia, The Luminaries). Nel cast tecnico figurano, inoltre, grandi eccellenze italiane di rilievo internazionale, a partire dal Premio Oscar Gabriella Pescucci (L’età dell’innocenza, C’era una volta in America) che curerà i costumi della serie, Luca Tranchino (Prison Break) a cui è affidato il production design, Katia Sisto (Penny Dreadful) al make up e Claudia Catini (Trust: Il rapimento Getty) all’hair design.

Barbara Bonansea si racconta, ‘Il mio calcio libero’Storia e pensieri dell’attaccante di Juve e Nazionale

22 novembre 201909:20

BARBARA BONANSEA, IL MIO CALCIO LIBERO (RIZZOLI) . Ha vinto quattro scudetti, tre volte la Coppa Italia e altrettante la Supercoppa, gioca al centro dell’attacco nella Juventus, ed è stata protagonista con l’Italia nel giugno scorso ai Mondiali di calcio femminile in Francia. E’ Barbara Bonansea, diventata una delle calciatrici italiane più note e apprezzate e che ora si racconta nel volume ‘Il mio calcio libero’ scritto con il giornalista Marco Pastonesi, pubblicato da Rizzoli. Quello di Bonansea non è un semplice libro autobiografico, ma una confessione dell’amore smisurato di questa ragazza piemontese, nata a Pinerolo nel 1991, per lo sport e il calcio in particolare. “Avevo tre o quattro anni al massimo -scrive- e i miei pomeriggi trascorrevano con gli occhi incollati al prato, attratta da un desiderio fortissimo di giocare, ma ancora muto. Il primo a dargli voce fu l’allenatore di mio fratello: un giorno si avvicinò e mi chiese se non ero stufa di guardare gli altri giocare. Sono entrata in campo e, da allora, nessuno è più riuscito a farmi uscire”. Questo libro apre una finestra sul mondo interiore di Bonansea, nel quale lo sport occupa un posto di primo piano, o forse è il primo piano. L’atleta sembra parlare con sè stessa, quasi una seduta di autocoscienza, alla ricerca della sua via. Poi la confessione, diretta e libera come un canto: “Adoro il calcio, amo lo sport -scrive in un altro passaggio. Se non ci fosse stato il calcio mi sarei dedicata, che ne so, all’atletica, credo che la mia specialità ideale sarebbero potuti essere i 200 metri; o al pattinaggio, al tennis o al beach volle- alla ginnastica -parallele asimmetriche, corpo libero…non sono uno spettacolo di bellezza? – ma non al rugby perchè neppure conosco le sue regole, non al basket nè al ciclismo perchè, lo confesso, non mi piacciono. Lo sport mi ha cambiato la vita. Se non ci fosse stato lo sport, forse sarei diventata, che ne so, una teppistella o una suora, ma c’era il calcio, si vede che doveva andare così”. ‘Il mio canto libero è un libro dedicato a tutte le bambine e le ragazze che vorrebbero entrare in un mondo quasi totalmente al maschile e che si sono stufate di star lì solo a guardare, ma anzi hanno deciso di entrare in campo e non uscirne più.

E’ da Oscar la fine dolorosa di un matrimonioIl 18 novembre esce film con Scarlett Johannson e Adam Driver

21 novembre 201913:14

– In poche sale dal 18 novembre (con Cineteca di Bologna) e poi dal 6 dicembre in streaming su Netflix uno dei film da non perdere in questa stagione e che secondo i rumors, dopo il passaggio in concorso alla Mostra del cinema di Venezia, tra i favoriti per gli Oscar. E’ Storia di un matrimonio (Marriage Story) di Noah Baumbach, il racconto doloroso e implacabile della fine di un matrimonio. Ogni divorzio e’ doloroso specie se non c’e’ un vero motivo scatenante ma solo il riconoscere che c’e’ stato l’amore e ora non c’è più rende traumatico il distacco, se poi c’e’ di mezzo un figlio la scelta di separarsi e’ ancora piu’ complicata.
Accade cosi’ a Adam Driver e Scarlett Johansson, regista off di Broadway e attrice californiana di serie tv, con un figlio di otto anni. “A volte un film e’ un segno del destino – ha detto la 34enne vedova nera degli Avangers, l’attrice piu’ pagata del mondo secondo le classifiche di Forbes, 56 milioni di dollari – volevo lavorare con Baumbach e ci siamo incontrati, non sapevo il tema del progetto e quando me lo ha proposto e’ stato davvero un po’ uno shock, mi stavo separando (dal secondo marito Romain Dauriac dopo Ryan Reynolds, ndr) e lui non lo sapeva. Ho accettato il ruolo di Nicole e ho messo tutta me stessa ben piu’ che nei film precedenti”. “Ho scelto gli attori prima di scrivere i dialoghi e abbiamo tutti contribuito”, ha detto Baumbach, anche lui con esperienza di divorzio (Jennifer Jason Leigh e’ la ex moglie, Greta Gerwig l’attuale partner, ndr). “Senza rendere pubblico il mio privato – ha aggiunto la Johansson – la mia Nicole cerca semplicemente di essere riconosciuta come persona, non piu’ definita dal matrimonio ma come identita’. Ama moltissimo Charlie ma non vuole sentirsi plasmata da lui, soffocata, corretta anche con i piccoli appunti che le fa sul suo lavoro di attrice”. Il racconto e’ doloroso e compassionevole al tempo stesso persino quando le cose che entrambi pensavano di risolvere accordandosi tra loro prendono un’altra piega, quella in mano a giudici e avvocati, con una svolta drammatica che tira fuori il peggio di loro perche’ a quel punto e’ la competizione tra i legali a provocarlo (Laura Dern interpreta Nora, la divorzista che tutti potrebbero temere). “Ad attirarmi di questo personaggio – ha raccontato l’attrice che ha una figlia di 5 anni – e’ proprio l’elemento di amore che in piena crisi familiare e quando la scelta di voler divorziare e’ definitiva, sembra riemergere. Trovo che sia molto bello continuare a provare sentimenti, sguardi amorevoli e umanita’ proprio quando invece stai rompendo tutto: secondo me e’ un aspetto di verita’ che e’ la bellezza di Marriage Story: ci vuole coraggio a rendersi conto che una storia e’ finita, ricostruire se stessi e far si che questo nutra una felicita’ reciproca, aiutando in questo modo i figli. Cosi’ i piccoli gesti di affetto continuando ad alimentare il senso dell’unita’ della famiglia che resta nonostante tutto”.

Donatella Versace guest editor magazine Baroness con saga NataleSei puntate, foto e video Sarah Baker, con Helena Christensen

21 novembre 201913:22

– Per le Christams Holidays 2019 Donatella Versace ha collaborato come guest editor alla seconda edizione di Baroness, magazine londinese fondato da Matthew Holroyd e dal direttore di Dazed & Confused Isabella Burlet che tratta temi di arte, moda e politica. Questa edizione racconta una storia di moda concepita ed illustrata da Sarah Baker, scrittrice e e artista a tutto tondo che spazia dalla fotografia, al cinema, al teatro fino al mondo delle fragranze.
Ispirandosi principalmente ai romanzi rosa, cita Jackie Collins come una delle sue eroine personali. Il suo talento come narratrice, unito ai codici iconici di Versace, si traduce in un’ esibizione di prosa e immagini. Divisa in sei capitoli, la storia segue le vicende delle protagoniste Angelina e The Baroness, interpretate da Sarah Baker e Helena Christensen, coinvolte in scandali e vicende tumultuose. Trasmettendo un sentimento nostalgico, questo racconto rielabora l’ideale di femme fatale e lo stravolge secondo una nuova prospettiva, celebrando il sostegno, la forza e la complicità femminile.
“Sono entusiasta di collaborare con Sarah Baker – commenta Donatella Versace – per questo nuovo progetto: è un’artista visionaria e sa esattamente come rappresentare al meglio la donna Versace. I miei abiti sono disegnati per infondere forza a chi li indossa e allo stesso modo è stata concepita questa Holiday Saga”.
Gli abiti da sera e gli accessori sono al centro della scena, resa più glamour dagli oggetti d’arredo della collezione Versace Home. I codici iconici del brand, come la Medusa, la Greca, e la firma di Gianni Versace, sono presenti in tutte le immagini. Una sposa in Atelier Versace è la protagonista dell’ultima scena di questa storia e i regali di nozze, che spaziano dalle sneaker Chain Reaction alle borse Virtus.

Masina e la speranza che abbiamo di durareAmori e dolori nello studio di uno psicoanalista

21 novembre 201914:04

EMILIO MASINA, LA SPERANZA CHE ABBIAMO DI DURARE (EMERSIONI- CASTELVECCHI, PP. 193 EURO 19.50)    Un analista e la sua affollata solitudine, le vite degli altri che entrano ed escono dalla stanza ovattata del suo studio,gli amori, gli umori, le angosce. Quelle dei pazienti e anche le sue personali che alla fine, inevitabilmente, si intrecciano. Che fare, poi, se fra tante emozioni nel rigore dei rapporti medico-paziente si fa strada un sentimento diverso, qualcosa che a tradimento si insinua nel terapeuta al punto da metterlo di fronte alla tentazione di cedere all’illusione di un amore?Incentrato sulla storia di Lavinia, affascinante e affermata professionista che per effetto del transfert si innamora del suo analista, “La speranza che abbiamo di durare”, debutto in narrativa dello psicoanalista Emilio Masina, apre uno squarcio sul dietro le quinte di uno dei mestieri più intriganti e meno conosciuti, mestiere solitario e addirittura “pericoloso”, ci dice l’autore per bocca del suo personaggio, “come quello del palombaro che si cala a grandi profondità, fra vorticose correnti”. Dimenticatevi il Giovanni Mari, alias Sergio Castellitto, protagonista della fortunata serie tv In Treatment: il dottore di questo romanzo “ha il fisico pesante degli psicoanalisti che pensano poco al corpo”, non abbraccia i suoi pazienti, non gli presta i vestiti se arrivano bagnati all’appuntamento. E’ un freudiano rigoroso, gli incontri per la terapia soggiacciono a regole precise. Parole, gesti, sguardi: tutto qui è calibrato e misurato. Come pure i mobili e gli oggetti che popolano la stanza, sempre lì e sempre uguali a dare l’immagine di una nicchia di pace dove il paziente può approdare come un naufrago e sentirsi rassicurato, dare respiro alla propria umanità dolente, trovare attraverso la terapia ( il protagonista la definisce “quasi come una forma di spiritualità laica” ) una strada che lo aiuti nella difficile arte del vivere.
Dietro la cortina del controllo, però, qualcosa in questo caso si incrina. Una marea montante di emozioni sembra premere violenta per venire alla luce, rumoreggia e smuove quasi come la scossa di terremoto che a un certo punto interrompe una seduta e porta la bella Lavinia, impaurita, ad abbracciare il suo algido analista. Che poi a dire il vero così algido non è. Anzi: confuso dalla sua stessa esistenza, fatica a non farsi sedurre. O chissà forse immagina di essere stato sedotto, in un intrigo di emozioni e di percezioni, di pensieri, di sogni, di illusioni che pagina dopo pagina finiscono per colorare di giallo la cronaca delle sedute.Nel rovello del medico sul singolo percorso d’analisi (“Riuscirò a salvarla? Abbiamo ancora la speranza di durare?”) si fanno largo le riflessioni dell’autore sui tormenti di una disciplina insediata dai veloci mutamenti della società, dalla crisi economica e identitaria di un paese in evidente declino.
Alla fine, tra passioni consumate e amori negati, tra i dubbi e le speranze, resta l’immagine di un cielo romano inondato di sole, una luce che a dispetto di tutto suona come un inno d’amore per la psicoanalisi. Perché grazie al cielo – potremmo dirla con il protagonista di questa storia- facendo ricorso al cuore e alla mente “Tutto è ancora possibile”

Morto a 62 anni il regista brasiliano Fabio BarretoEra in coma dal 2009. Diresse ‘Lula, il figlio del Brasile’

SAN PAOLO21 novembre 201914:48

– Il regista brasiliano, Fabio Barreto, è morto la notte scorsa all’età di 62 anni presso l’Ospedale Samaritano, nel Zona Sud di Rio de Janeiro, dove si trovava ricoverato.
Secondo l’ufficio stampa del nosocomio, la famiglia non ha autorizzato il rilascio di dettagli sul decesso. L’uomo era in coma da quando subì un incidente d’auto nel dicembre 2009.
Figlio del regista Luiz Carlos Barreto e della produttrice Lucy Barreto, Fabio Barreto ha diretto il suo primo lungometraggio, ‘India, la Figlia del Sole’, nel 1984. Nel 1995 diresse ‘Il quadriglio’, nominato all’Oscar come miglior film straniero nel 1996.
L’ultimo suo lavoro, poco prima di soffrire il grave incidente stradale, fu ‘Lula, il figlio del Brasile’ (2010), dedicato alle umili origini dell’ex presidente della Repubblica.

A Rimini ‘Capodanno più lungo del mondo’ nel segno FelliniLuminarie ispirate al Maestro.In piazza Coez, Reunion Dj storici

OLOGNA21 novembre 201916:01

– oez in concerto in Piazzale Fellini, la reunion dei Dj delle storiche discoteche, una grande mostra dedicata a Federico Fellini nel centenario della nascita e le grandi mongolfiere illuminate in Piazza Cavour. Questi gli elementi di spicco dell’edizione 2019 del ‘Capodanno più lungo del mondo’ a Rimini.
Un investimento da 550.000 euro – di cui 350.000 sostenuto dal Comune, il resto da contributi dalle categorie – per festeggiare l’inizio del 2020, centenario della nascita del Maestro del Cinema. E proprio dalla mostra “Fellini 100 e la Dolce vita Exhibition” – al debutto il 14 dicembre – è tratto il tema scelto per le luminarie e per gli eventi a partire dal 30 novembre fino al 20 gennaio.
L’ultima notte dell’anno avrà al centro il tradizionale concerto di Piazzale Fellini a Marina Centro dove si esibirà Coez. Dopo i fuochi d’artificio per la mezzanotte sul mare, la festa si sposterà in centro storico per la Rimini Dance Reunion con i Dj delle storiche discoteche degli anni ’80 e ’90.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Tv: riprese a Roma per Domina, nuova serie Sky Original +RPT+Smutniak protagonista con Liam Cunningham e Isabella Rossellini

21 novembre 201916:16

– +++ RIPETIZIONE CORRETTA NEL TITOLO E NEL TESTO +++ S’intitola Domina la nuova serie Sky Original (RPT nuova serie Sky Original) le cui riprese sono in corso a Roma: racconta la politica e il potere nell’antica Roma, vista attraverso gli occhi delle donne. Protagonista Kasia Smutniak e un grande cast internazionale con Liam Cunningham e con la partecipazione di Isabella Rossellini. Grandi talenti italiani nel cast tecnico, tra cui il premio Oscar Gabriella Pescucci ai costumi. La serie sarà in esclusiva su Sky in Italia, nel Regno Unito, in Germania e in Spagna.
Domina è una serie prodotta da Fifty Fathoms (Fortitude) e Sky Studios, con Cattleya nel ruolo di executive production service. Un dramma epico e un racconto attuale nei 10 episodi che seguono la vita e l’ascesa di Livia Drusilla, che dopo l’assassinio di Giulio Cesare e numerose avversità riesce a diventare imperatrice. Le riprese sono in corso presso i Cinecittà Studios di Roma. A interpretare la protagonista Livia Drusilla sarà Kasia Smutniak. Liam Cunningham (Il Trono di Spade) è nel ruolo di Livio, il padre di Livia. Matthew McNulty (Misfits) è il futuro imperatore Gaio, Christine Bottomley è Scribonia, Colette Tchantcho (The Witcher) è Antigone, Ben Batt (Captain America: Il primo vendicatore) è Agrippa, Enzo Cilenti (Free Fire) è Tiberio Nero, mentre Claire Forlani (Vi presento Joe Black) interpreta Ottavia. Insieme a loro, anche la partecipazione di Isabella Rossellini nel ruolo di Balbina. La serie è stata ideata e scritta da Simon Burke (Zen, Fortitude) e alla guida di un gruppo di registi c’è l’acclamata regista australiana Claire McCarthy (Ophelia, The Luminaries). Nel cast tecnico figurano, inoltre, grandi eccellenze italiane di rilievo internazionale, a partire dal Premio Oscar Gabriella Pescucci (L’età dell’innocenza, C’era una volta in America) che curerà i costumi della serie, Luca Tranchino (Prison Break) a cui è affidato il production design, Katia Sisto (Penny Dreadful) al make up e Claudia Catini (Trust: Il rapimento Getty) all’hair design.

Italia Independent rende occhiali ‘spaziali’ con Star WarsNuova collezione in edizione limitata per adulti e bambini

TORINO21 novembre 201916:42

– Star Wars approda sugli Eyewear con Italia Indipendent. L’azienda presenta la collezione con un’edizione limitata di occhiali a mascherina, composta da 90 pezzi. Ispirata agli stormtrooper, le unità d’assalto dell’Esercito imperiale, impreziosito da una finitura fotoluminescente.
Per i piccoli fan, Italia Independent ha invece creato una collezione completa di occhiali da sole e da vista caratterizzati da qualità altissima e confort di calzata. Tutti gli occhiali, caratterizzati da colori accattivanti per un look unico, sono impreziositi da loghi Star Wars e Italia Independent in basso rilievo sulle aste e dettagli colorati sui musi e sulle aste.

Al via la seconda stagione di Britannia su Sky AtlanticDrama storico a tinte fantasy

21 novembre 201920:45

Britannia, 45 d. C. – I Romani hanno conquistato la regione. Tra saccheggi e razzie, interi villaggi sono stati distrutti e chi è sopravvissuto deve sottostare al dominio degli invasori. Solo una ragazza, secondo una profezia, può risollevare le sorti del suo popolo e portare la Britannia alla libertà. Ci riuscirà? Torna con l’attesa seconda stagione Britannia, il drama storico a tinte fantasy targato Sky Original al via con i nuovi episodi il 22 novembre, tutti i venerdì alle 21.15 su Sky Atlantic e in streaming su NOW TV.
Sono passati ormai due anni dall’invasione della Britannia ad opera dei Romani. Con l’aiuto di Amena (Annabel Scholey, I Medici, Being Human), regina dei Celti, il generale Aulo (David Morrissey, The Walking Dead, The Missing) sta tentando di romanizzare le tribù locali, procedendo alla soppressione violenta di qualsiasi tentativo di opporsi al processo. Non pochi dubbi sorgono però sul comportamento di Aulo, che sembra avere un piano oscuro e segreto. Un piano che risveglia i fantasmi del passato di Amena e rende ben più pericolosa la sua minaccia nei confronti dei Druidi.
Cait (Eleanor Worthington Cox, Maleficent, Enfield – Oscure presenze), una giovane ragazza addestrata dal Druido Divis (Nikolaj Lie Kaas, Angeli e Demoni, The Killing), è la sola speranza per i Celti. Il suo destino è quello di portare a compimento la profezia che libererebbe la Britannia dall’invasione romana. Ma una guerra civile tra i Druidi, messa in atto dai fratelli Veran e Harka (entrambi interpretati da Mackenzie Crook, Pirati dei Caraibi, Il Trono di Spade), potrebbe ostacolare il compiersi degli eventi.
BRITANNIA è una serie originale Sky, creata e scritta da Jez Butterworth (Spectre) e Tom Butterworth (Tin Star) e da James Richardson (Monsters) e prodotta dalla Vertigo Films in collaborazione con la Neal Street Productions. VAI ALLE NOTIZIE IN TEMPO REALE

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Camila Cabello per la prima volta in Italia
Il 24 giugno 2020 al Mediolanum Forum di Milano.

1 novembre 201917:10

– La cantautrice di origini cubane Camila Cabello, più volte nominata ai Grammy Awards, annuncia oggi le date europee del suo The Romance Tour, che partirà a maggio del prossimo anno. La popstar farà tappa per la prima volta in Italia il 24 giugno 2020 al Mediolanum Forum di Milano.
I biglietti per il concerto italiano saranno disponibili in anteprima per gli iscritti a My Live Nation a partire dalle ore 10.00 di giovedì 28 novembre su http://www.livenation.it. La messa in vendita generale avrà invece inizio a partire dalle ore 10.00 di venerdì 29 su http://www.ticketmaster.ithttp://www.ticketone.it e in tutti i punti vendita autorizzati.
Dopo il successo del primo album da solista “Camila” con la hit planetaria “Havana” (4xplatino in Italia) , il 6 dicembre uscirà il secondo disco della superstar, intitolato “ROMANCE” (SYCO/Epic Records), già disponibile per il pre-order qui: https://SMI.lnk.to/romance.
A inaugurare il progetto, il singolo ufficiale attualmente in rotazione radiofonica, “Liar” (170 milioni di stream), la hit “Señorita” con Shawn Mendes (certificata DOPPIO PLATINO in Italia), che ha raggiunto ad ora oltre 2 miliardi di stream e conquistato la prima posizione nella classifica Billboard Hot 100 e i brani “Shameless”, “Cry For Me” e “Easy”, tutti già in digitale e immediatamente disponibili con il pre-order.
Leg europea | 2020.

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Mika in tour dopo tre anni, il debutto a Torino
Domenica sera la prima di 12 date nei palasport italiani

ORINO22 novembre 201909:26

Mika apre a Torino il suo Revelation Tour, tournée di 12 date nei palasport italiani.
L’appuntamento è domenica 24 novembre al Pala Alpitour per presentare al pubblico il suo quinto album, ‘My Name Is Michael Holbrook’ (Universal Music).
“I brani parlano di temi molto seri e personali, ma offrono musica di grande gioia e colore – spiega la star inglese – Mi sono concentrato sull’idea di diventare un adulto senza perdere umanità, calore, il senso dei colori e dell’eccentricità”. Mika torna sul palco dopo tre anni. “Sarà uno spettacolo ricco di sorprese – dice – L’ho cambiato quattro volte. Questo tour doveva essere diverso dagli altri e quindi ho disegnato un set che ricorda un’immensa installazione d’arte, grandi illustrazioni e foto sospese nell’aria. Il palco è tutto proteso verso il pubblico, e mi lancia in una dimensione quasi onirica e intima”. Sul palco Timothy Van Der Kuil alla chitarra, Max Taylor al basso, Wouter Van Tornnhout alla batteria, Mitchell Yoshida al pianoforte.

Tato, il futurista che inventò l’aeropitturaLa Camera dei Deputati apre Palazzo Valdina alle sue opere

21 novembre 201917:39

– L’ artista bolognese Guglielmo Sansoni aveva appena 23 anni, nel 1919, quando conobbe Filippo Tommaso Marinetti, il vulcanico fondatore del Futurismo. Fu un incontro tanto desiderato che gli cambiò non solo la vita ma anche il connotato anagrafico più importante. Soltanto pochi mesi dopo il giovane pittore celebrò in modo plateale, con tanto di necrologio sul giornale, il proprio funerale seppellendo metaforicamente la sua vecchia identità per rinascere con il nome di Tato. Una firma legata a doppio filo agli anni gloriosi dell’ aeropittura, che proprio lui contribuì a fondare e a far decollare negli anni Trenta in modo prepotente ponendola tra i filoni di maggior fascino dell’ avanguardia. Per ricordare i cento anni di quella circostanza cruciale per il destino artistico di Tato la Camera dei Deputati ha aperto le porte di Palazzo Valdina con la mostra che fino al 6 dicembre riunisce una trentina di opere in cui protagonista è l’ aereo, il mezzo meccanico che più di altri riassumeva i concetti di dinamismo, energia e velocità cantati dal Futurismo. I quadri – una trentina tra oli su tela, tempere su carta, dipinti su ceramica provenienti da collezioni privati e scelti dal curatore Salvatore Ventura con il coordinamento di Cornelia Bujin – sono la celebrazione del nuovo modo di osservare la realtà, dall’ alto, seguendo le evoluzioni di velivoli militari, offrendo all’ osservatore lo stesso punto di vista dell’ aviatore, restituendo distorte e ricurve le forme della natura, del paesaggio e degli edifici delle città.

Abel Ferrara ospite a festival Porretta TermePremio Elio Petri da giuria presieduta da Veltroni

BOLOGNA21 novembre 201917:43

– Il regista Abel Ferrara sarà l’ospite d’onore al Festival del cinema di Porretta Terme, nel Bolognese, che dal 7 al 14 dicembre, presenterà una sua retrospettiva e conferirà al regista il premio alla carriera. Il 6 dicembre, a 25 anni dalla scomparsa di Gian Maria Volonté, sarà inaugurata una mostra fotografica proveniente dalla Csc-Cineteca nazionale di Roma.
Previsto anche il premio Elio Petri (nel 1971 a Porretta presentò con Volontè ‘La classe operaia va in paradiso’), con una giuria presieduta da Walter Veltroni che sceglierà tra sei titoli: Claudio Bonivento con ‘A mano disarmata’, Fratelli D’Innocenzo con ‘La terra dell’abbastanza’, Claudio Giovannesi e ‘La paranza dei bambini’, Andrea Zaccariello con ‘Non sono un assassino’, Marco Bellocchio e ‘Il traditore’, Valerio Mastandrea con ‘Ride’. ‘Fuori dal giro’ è una selezione di film che hanno avuto una minore distribuzione, presentati dagli stessi registi. Ci sarà anche la prima italiana di ‘Dance again with me Heywood!’, con tra gli interpreti James Ivory.

I dipinti di Vesna Pavan in film ‘Give them wings’Tra le opere Mony Money, New Life, CCCP e Ritratto

21 novembre 201917:45

– Alcuni quadri di Vesna Pavan, poliedrica artista di origini friulane e milanese di adozione, sono stati selezionati per la scenografia del film ‘Give them wings’, prodotto da Sean Cronin, Paul Hodgson e Ian Carter e Lorenzo Carvelli, la cui uscita nelle sale anche in Italia è prevista nel 2020.
Per valorizzare le ambientazioni dei personaggi principali il direttore della scenografia ha scelto alcune opere della Pavan tra cui: Mony Money, New Life, CCCP, Ritratto, Orient e Number.
La sceneggiatura, tratta dall’omonimo libro, narra la straziante autobiografia del paraplegico Paul Hodgson, tifoso di calcio, la cui vita è condizionata dal rifiuto del padre Norman, che non è mai riuscito ad accettare la sua disabilità. In seguito l’ interruzione della burrascosa relazione con Jane, assistente sanitaria incaricata di occuparsi di sua madre Alice, malata di Alzheimer, e la successiva morte di Alice stessa lasceranno il giovane in un turbine di debiti e disperazione.
Solo grazie al sostegno degli amici, soprattutto Ian, e alla passione per la sua squadra Paul riuscirà a riprendere in mano la sua vita e ricostruirà anche il rapporto con suo padre.
Ambientato nella cittadina di Darlington nel nord del Regno Unito, Give them wings è diretto dall’attore e regista Sean Croning e vede la partecipazione di attori inglesi tra cui Bruce Payne, Debra Stephenson, Jonhatan Hansler, Toyah Willicox, Bill Fellows e il giovane Daniel Watson nel ruolo di Paul. La direzione della fotografia è di Tero Saikkonen.

Marco Bocci, racconto la periferia senza pregiudiziIn sala dal 28 novembre ‘A Tor Bella Monaca non piove mai’

22 novembre 201909:22

Una storia di periferia romana, quasi senza pistole e alcun pregiudizio, arriva al cinema con ‘A Tor Bella Monaca non piove mai’, esordio alla regia di Marco Bocci tratto dal suo romanzo omonimo edito da DeA Planeta. Un libro e un film che mette in scena storie di vita ordinaria di questo quartiere romano dalla cattiva fama e dove vivono invece tante persone per bene che cercano solo di vivere in maniera onesta.
“Sono cresciuto a Tor Bella Monaca – spiega l’attore – e volevo raccontare questo quartiere romano in modo diverso, alternativo dove non c’è solo cronaca nera”. Il film, in sala dal 28 novembre con Altre Storie/Minerva, racconta la vita di due fratelli, Mauro Borri (Libero De Rienzo) e Romolo Borri (Andrea Sartoretti) e della loro famiglia che vive a Tor Bella Monaca.
Tra i personaggi, l’ex fidanzata di Mauro, Samantha (Antonia Liskova), che lo ha lasciato per un dottore più anziano, ma benestante. Ma Mauro non ci sta e vuole così trovare al più presto il modo di riconquistarla e iniziare a “vivere” una vita vera. Così quando due suoi amici gli propongono di rapinare la mafia cinese di quartiere la tentazione di Mauro di lasciarsi coinvolgere è troppo forte anche se lui non ha la natura del delinquente. D’altronde il suo stesso fratello Romolo ne sa qualcosa di crimine e redenzione in quanto ex delinquente pentito che da anni cerca una seconda opportunità. Anche per i miti e anziani genitori dei due fratelli le cose non sono facili. Il padre Guglielmo (Giorgio Colangeli), che ha una bassissima pensione da artigiano e ha investito tutto in una piccola bottega nel quartiere, è alle prese con un inquilino moroso e strafottente che non lo paga. “Ho scritto questa storia perché volevo raccontare una periferia vera dentro la quale si incrociano tante vite, tanti personaggi, ognuno col suo percorso, ognuno diverso dall’altro ma ognuno indispensabile per il prossimo – spiega Bocci oggi a Roma -. Per farlo sono partito dalle mie esperienze più intime. Tanti personaggi, tanti perdenti, tanti sconfitti che però sanno vivere senza abbandonare la speranza, allegri e positivi, come le immagini che li raccontano, una rinascita, un’apertura, una luce forte e presente a marcare che c’è sempre una sana via di fuga”. E conclude Bocci, noto per il ruolo del commissario Nicola Scialoja in Romanzo Criminale e del vicequestore Domenico Calcaterra nella serie TV Squadra antimafia: “molte cose del film come del libro le ho tratte dalla mia vita. È il caso, ad esempio, del negozio affittato da mio padre, ex artigiano, a un uomo che non pagava mai. Io allora dicevo a me stesso: ora vado là e gli stacco la testa, ma poi non lo facevo, non avevo il carattere per fare queste cose”

Sceneggiatore sardo firma Dracula western su LanciostoryA dicembre l’uscita della nuova serie a fumetti

CAGLIARI21 novembre 201917:56

– Uno sceneggiatore sardo sbarca sulle pagine della storica rivista a fumetti Lanciostory.
Gianluca Piredda, 43 anni, giornalista, scrittore e autore, dal 2 dicembre firmerà i testi della nuova serie dedicata a Dracula. Creata e scritta da Piredda e disegnata da Luca Lamberti “Dracula in the west”, questo il titolo, “presenta una rilettura del mito del vampiro di Bram Stoker che, scampato allo scontro finale, fugge lontano per poi arrivare in America”, racconta lo sceneggiatore.
“È l’Ottocento, siamo in pieno West. Qui Dracula è stanco, stufo della sua vita da fuggitivo e le tenebre iniziano a stargli strette. Ma non può sottrarsi alla sua natura. In queste avventure – spiega ancora l’ideatore della serie – il Principe della notte incontrerà e affronterà le creature mitologiche della tradizione nativo-americana”.
Gianluca Piredda già collabora con Aurea Editoriale, la casa editrice che pubblica Lanciostory e Skorpio: su quest’ultima rivista ha già firmato il fumetto Freeman e Journey of Dracula.
Sempre per l’Aurea, poi, sta scrivendo Dago, il Giannizzero nero, famoso personaggio creato da Robin Wood e Alberto Salinas, pubblicato in Argentina. La prima storia di “Dracula in the west” che uscirà a dicembre è introduttiva della nuova serie che, promette Piredda, sarà “di puro intrattenimento, leggera, senza troppi riferimenti storici e rimandi alla realtà, il cui unico scopo è quello di divertire”.

Sindacati a Franceschini, confermi fondi Fus per La FeniceCgil, Cisl , Uil,Fials, Fondazioni aiutino il Teatro La Fenice

VENEZIA21 novembre 201918:38

I Sindacati di categoria Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Fials hanno scritto al ministro di beni culturali e turismo Dario Franceschini, chiedendo che venga mantenuto l’intero importo del Fondo Unico per lo Spettacolo assegnato alla Fondazione Teatro La Fenice di Venezia, “nonostante le rappresentazioni siano minori di quelle previste per l’assegnazione dei fondi a causa dei gravi danni subiti dall’alluvione degli scorsi giorni”.
I sindacati chiedono anche che si valutino eventuali stanziamenti extra FUS per il ripristino dei danni alle strutture che sin da ora si manifestano come ingenti, ed anche un’anticipazione delle risorse dovute al teatro, rispetto alle normali previsioni. ” Questo è necessario per salvaguardare il patrimonio materiale e immateriale espresso da questo importante teatro – concludono i sindacati Ma chiediamo anche a tutti i restanti teatri di proporre uno spettacolo, che esuli dalla normale programmazione e che venga offerto al pubblico dichiarando che l’incasso verrà devoluto alla Fenice di Venezia.”

I fregi dei Carracci dialogano con la modernitàDal 22 novembre percorso espositivo a Palazzo Fava a Bologna

BOLOGNA21 novembre 201918:42

– Una mostra mette in dialogo gli affreschi dei Carracci con 31 opere d’arte moderna e contemporanea provenienti dalla collezione della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, molte mai esposte al pubblico: un confronto tra epoche e stili alla ricerca di affinità tematiche.
E’ ‘Il fregio dei Carracci-Opere a confronto’, in programma dal 22 novembre al 16 febbraio a Palazzo Fava, in occasione delle celebrazioni per i 400 anni dalla morte di Ludovico Carracci.
Alla base c’è un lavoro di ricerca nei caveaux, condotto da Benedetta Basevi e Mirko Nottoli, storici dell’arte di Genus Bononiae, per individuare opere con attinenze tematiche. Così, ad esempio, ‘Il Dittatore folle’ di Galileo Chini, dipinto in occasione delle celebrazioni per l’arrivo di Hitler nel 1938, rimanda al minaccioso Polifemo incontrato da Enea in Sicilia, mentre i nudi di Nicola Samorì documentano il ciclico ritorno del classico nella storia dell’arte, analogamente a quanto fecero i tre Carracci allo scadere del Cinquecento.

Il Traditore in sala a Ny, prove da OscarPierfrancesco Favino, film profondamente italiano sulla mafia

NEW YORK22 novembre 201909:24

‘Il Traditore’ di Marco Bellocchio fa prove da Oscar con una prima uscita in sala a New York. L’occasione è Italy On Screen Today Film Fest, il festival, alla quarta edizione, ideato e diretto da Loredana Commonara per l’associazione Artistic Soul. Il film, sulla vita di Tommaso Buscetta, il primo pentito della Mafia, con Pierfrancesco Favino nel ruolo del protagonista, è stato scelto dall’Italia per concorrere agli Oscar 2020 nella categoria miglior film internazionale. Il Traditore (The Traitor in inglese), inoltre, è stato anche acquistato dalla Sony per la distribuzione nelle sale cinematografiche americane e la cui uscita è prevista per il 31 gennaio 2020, poco più di una settimana prima della cerimonia degli Oscar.
Bellocchio non si sbilancia facendo previsioni sulla serata più importante per il cinema, Favino invece pensa in positivo forte dell’originalità del film. “E’ un film profondamente italiano – ha detto – che mostra una faccia della mafia che non si vede in altre pellicole. Dopo averlo visto non si esce con il desiderio di emulare il personaggio Buscetta bensì con il desiderio di non fra parte di quel mondo”. “E’ un film completamente diverso dalla mafia italo-americana – gli fa eco Bellocchio -. Noi raccontiamo la mafia italiana, in particolare quella siciliana”.
Durante Italy On Screen Today Film Fest, Pierfrancesco Favino e Marco Bellocchio hanno ricevuto anche il premio ‘Wind of Europe International Award’, un riconoscimento sotto l’Alto Patronato delle EU conferito agli artisti che rappresentano la cultura europea nel mondo. “Sono felice – ha detto Favino durante un incontro con la stampa – di portare il cinema italiano nel mondo”, mentre Bellocchio ha detto di essere pronto per l’avventura negli Stati Uniti. La proiezione de Il Traditore, che si è tenuta al Walter Reade Theater-Lincoln Center, ha registrato il tutto esaurito.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Ciak per ‘Karate Man’ di Fragasso
Protagonista il vero campione Claudio Del Falco

21 novembre 201919:12

Inizio riprese a Roma per ‘Karate Man’ con protagonista il campione di kickboxing Claudio Del Falco già in “MMA Love Never Dies” prodotto dalla società Statunitense Adler Entertainment . Claudio, soprannominato “Iron Man nazionale”, prima di cominciare le riprese del film non ha mancato di vincere il campionato mondiale Master di karate svoltosi il 3 novembre all’ Unified World Championship W.T.K.A. di Marina di Carrara. Karate Man è diretto da Claudio Fragasso (Palermo Milano solo andata) con la sceneggiatura sarà di Rossella Drudi e prodotto da Alberto De Venezia per Ipnotica Produzioni e da Anne Garcia per Ponnto Production.
 Tra i protagonisti: un inedito Franco Nero, il pluricampione mondiale di karate, Stefano Maniscalco e il regista Stefano Calvagna.
 La colonna sonora sarà a cura del maestro Demo Morselli.

Pompei: Osanna, in un libro tutte le nuove scoperteDa Leda e il Cigno ai mosaici di Orione guida ai nuovi tesori

1 novembre 201919:34

– «Come ogni città viva Pompei è un sistema di relazioni, un fluire incessante di cambiamenti, un laboratorio di sperimentazioni, di emozioni, di conoscenza.» Da pochi mesi impegnato nel secondo mandato alla guida del Parco Archeologico di Pompei, Massimo Osanna fa il punto sui restauri e le nuove scoperte resi possibili nel sito archeologico campano dal Grande Progetto finanziato anche grazie ai 150 milioni dell’Unione Europea.E a dieci anni dal crollo della Schola Armaturarum che nel novembre del 2010 sembrò segnare il punto più basso nella gestione della città antica Patrimonio Unesco, racconta le nuove entusiasmanti scoperte che hanno accompagnato in questi anni la ripresa degli scavi archeologici. Dallo stupefacente affresco di Leda e il Cigno agli splendidi mosaici della Casa di Orione, dallo scheletro del fuggiasco al tesoro della fattucchiera, un patrimonio di bellezza che costituisce anche un carico di nuove informazioni al servizio degli storici. Un libro “scientifico”, chiarisce Osanna, ma scritto con “un linguaggio divulgativo” , destinato agli specialisti e nello stesso tempo accessibile dal grande pubblico. Pubblicato da Rizzoli (Pompei e il Tempo ritrovato, pp. 448, euro 20) con un ricco corredo di immagini, il volume sarà in vendita da martedì 26 novembre 2019.

Sarà dedicata al Coraggio l’undicesima edizione di Libri ComeA Roma 12-15 marzo 2020. Annunciati Grossman e Sepulveda

21 novembre 201920:20

– Sarà dedicata al Coraggio l’undicesima edizione di Libri Come, la festa del libro e dei lettori che si svolgerà all’Auditorium Parco della Musica di Roma da giovedì 12 a domenica 15 marzo 2020.
Tra gli ospiti stranieri che hanno già confermato la loro partecipazione: David Grossman , Luis Sepulveda, Michael Dobbs, Ben Lerner, Jan Brokken.
Il tema e le prime novità dell’edizione 2020 sono state annunciate stasera all’ Anteprima di Libri Come che ha visto protagonista lo scrittore Andre Aciman con il suo nuovo libro ‘Cercami’ (Guanda).
La tradizionale mostra che ogni anno Libri Come riserva al disegno e al fumetto sarà dedicata alla vignettista Ellekappa.
La manifestazione, prodotta dalla Fondazione Musica per Roma, è da dieci anni una delle manifestazioni più importanti della stagione culturale romana e nazionale che ha collezionato oltre 350 mila presenze di pubblico.

Coldplay, Everyday Life ponte oriente-occidenteEsce nuovo album e band suona in Giordania con streaming

22 novembre 201909:22

E’ un viaggio dall’alba al tramonto e attraverso le culture, quello che i Coldplay hanno intrapreso con il nuovo album, ‘Everyday Life’, in uscita domani. L’ottavo lavoro da studio della band di Chris Martin, Guy Berryman, Jonny Buckland e Will Champion, è diviso in due parti speculati, ‘Sunrise’ e ‘Sunset’, e prova a rappresentare anche un punto incontro tra oriente e occidente, con ospiti speciali nelle nuove canzoni ma anche temi dedicati ai diritti umani, alle discriminazioni sociali o di religione e alla povertà. In totale, le tracce contenute nella scaletta di ‘Everyday Life’ sono sedici e i lavori per la realizzazione del disco hanno direttamente a che vedere anche con l’Italia, visto che sono cominciati proprio in Toscana, in una villa in quel di Bolgheri, provincia di Livorno. ‘Sunrise’ è poi il brano al quale i Coldplay hanno affidato l’apertura del disco, seguita da quella ‘Church’ che fissa da subito una delle direttrici fondamentali dell’album intero. La canzone è infatti quella che contiene un estratto del brano ‘Jaga Ji Laganay’ di Amjad Sabri, cantante pakistano, rappresentante della tradizione Sufi e ucciso in un attentato da estremisti Talebani in Pakistan. ‘Trouble in town’, invece, è il brano i cui proventi andranno in beneficenza a due associazioni no profit, una dedicata ai bambini del Sud Africa (Acfs) e una che si occupa di persone accusate ingiustamente di crimini (Innocent Project). L’oriente dei Coldplay è anche quello di ‘Arabesque’, scritta assieme a Femi Kuti, musicista nigeriano e figlio di Fela Kuti, musicista, attivista per i diritti umani e a sua volta figlio di Funmilayo Ransime Kuti, una delle prime attiviste per i diritti delle donne. Spiazzante anche la nuova ‘When I need a friend’ che include un parlato del documentario ‘Everything is incredibile’, dedicato ad un anziano poliomielitico dell’Honduras che con vecchie biciclette e materiale di scarto ha costruito un elicottero. ‘Guns’ e ‘Orphans’ aprono la seconda parte dell’album, quella del tramonto. La seconda delle due canzoni è anche il singolo che ha anticipato il disco al completo e che alla voce ‘autori’ vede la partecipazione di Moses Martin, figlio tredicenne di Chris. La sorella di Moses, Apple Martin, ha invece partecipato ai cori. Tra reminiscenze pop e richiami ai primi Coldplay, nella scaletta dell’album ha trovato spazio anche un poema in arabo. L’opera in questione è ‘Bani Adams’, firmata da un poeta iraniano e il cui primo verso è stato anche letto da Obama in occasione del Capodanno persiano del 2009. Speciale, nel nuovo disco dei Coldplay, anche la copertina che si rifà ad una foto del 1919, raffigurante il gruppo musicale del bisnonno del chitarrista Jonny Buckland. Per celebrare il ponte musicale creato tra cultura occidentale e orientale, proprio nel giorno dell’uscita del disco, domani, i Coldplay terranno due concerti esclusivi in Giordania che saranno trasmessi in diretta streaming su YouTube. ‘Coldplay: Everyday Life- Live in Jordan’, questo il titolo del concerto, si svolgerà ad Amman secondo il ritmo dell’album, ovvero dall’alba al (quasi) tramonto, con la prima parte alle cinque del mattino (ora italiana) e la seconda a partire dalle tre del pomeriggio. Altro live suggestivo è quello che la band ha in programma per lunedì prossimo, questa volta a Londra, all’interno del Museo di Storia Naturale.

Coldplay, nessun tour, troppo inquinamentoDomani esce nuovo album ma band rinuncia a tournee mondiali

22 novembre 201909:21

La band britannica Coldplay ha deciso di non fare tour nel mondo a causa di preoccupazioni ambientali.
Il frontman Chris Martin ha detto alla BBC giovedì che la band non andrà in tour per promuovere il suo ultimo album, Every Day Life, in uscita domani, perché vuole impiegare del tempo per determinare come un tour può essere green. Ha detto: “Sarremmo delusi se non fosse carbon neutral”.

Pompei: lunedì 25 in programma tre inaugurazioni agli ScaviRiaprono Casa Leda e il Cigno,Terme Centrali,Casa Amorini Dorati

OMPEI21 novembre 201921:05

– Riaprono negli scavi di Pompei (Napoli) la Via del Vesuvio, con la Casa di Leda e il Cigno e le Terme Centrali, per la prima volta visitabili, e la Casa degli Amorini dorati. Le inaugurazioni si terranno lunedì 25 novembre (ore 11).
La riapertura di via del Vesuvio avviene con il completamento degli interventi di messa in sicurezza dei fronti di scavo che stanno interessando i 3 km di perimetro che costeggia l’area non scavata dell’antica città, nell’ambito del Grande Progetto Pompei. La restituzione alla fruizione della strada e degli edifici che vi si affacciano, permetterà al pubblico di ammirare, per la prima volta, la domus di “Leda e il cigno” rinvenuta nel corso degli scavi alla Regio V.
Inoltre, a seguito dei recenti restauri, sarà accessibile anche il complesso delle Terme Centrali, mai finora visitato dai turisti. Riapre al pubblico, infine, anche la Casa degli Amorini Dorati al termine degli interventi di manutenzione.

Charlotte Salomon, la vita è teatroCapolavoro di artista morta ad Auschwitz. Prima volta in Italia.

22 novembre 201909:32

– CHARLOTTE SALOMON, VITA? O TEATRO? (CASTELVECCHI, 818 PAG. ) In diciotto mesi, tra il 1940 e il 1942, una fragile ragazza dalla vita segnata dalla morte, dipingerà disperatamente più di mille tempere dai colori di una straordinaria intensità e di una modernità sconvolgente. Atto 1, 1913 si parte dal buio di una famiglia travolta da un’onda di dolore. Suicida prima di tutto la zia che si lascia annegare, e così inizia la storia dipinta su fogli di carta velina come una graphic novel ante litteram.
Suicida poi la madre, che lei credeva morta d’influenza e infine la nonna. Charlotte era nata il 16 aprile 1917 da genitori entrambi ebrei: Albert Salomon è chirurgo e professore universitario, Franziska Grunwald, infermiera. Ma quando la nonna si uccide è il settembre del 1939 ed è solo in quel momento che lei prende coscienza della sua vicenda familiare, ed è già esploso nella sua vita anche il dramma delle persecuzione nazista. La giovane Charlotte è costretta a fuggire a Nizza, con un nonno freddo : ‘il simbolo della gente contro cui dovevo battermi”, scrive, ”una persona che non aveva mai provato autentica passione per niente”. In un paese straniero di cui non conosce la lingua ma sempre quella Costa Azzurra straordinario coacervo d’arte e di artisti di cui sembra respirare l’ossigeno a pieni polmoni. A Berlino ha frequentato l’accademia d’arte . Nel suo sangue l’anima espressionista e una vocazione musicale che la trascende si liberano per dare vita ad un capolavoro assoluto che ora per la prima volta viene pubblicato in Italia da Castelvecchi con meritevole sforzo.
Carattere fortemente espressionista, ma c’è tutta l’ispirazione dell’opera di Chagall – con le donne in abito da sposa ricorrenti – l’ispirazione per il sogno che invade la vita vissuta, la dolcezza di una vita quotidiana dai colori qui sbiaditi che sembra solo un sogno irraggiungibile. Le stanze nude con il pavimento di legno che fanno pensare a Van Gogh, il blu delle donne chiuse in cerchio alla Matisse. Le sue donne dagli occhi tristi ela testa inclinata che hanno qualcosa di Picasso.
Charlotte racconta la sua piccola vita quotidiana, le sue delusioni, ”E adesso volevamo essere felici”, dicono le sue donne dai volti straordinari, ripetuti in una sequenza ossessiva di espressioni ad elevata intensità emotiva. E c’è l’ospedale, è c’è il potere e la prepotenza nazista e c’è quella morte, c’è persino Roma aeterna città divina. ”Qui potete vederlo come certe donne alla finestra in preda ai sogni e alla malinconia”, scrive citando Nietzsche per il pianista delle sue pagine. Ogni tavola è un quadro, un dono per il suo amato, l’uomo alla finestra, Amadeus Daberlohn. Gli scrive, in una lettera del febbraio 1943 finora inedita che chiude il volume, ”La mia vita è incominciata quando mia nonna ha deciso di mettere fine alla sua”.
”Fu allora che cominciai a lavorare a queste pagine e mi sentii terribilmente infelice quando mi resi conto che la mia vecchia disperazione, a proposito di certe persone, riprendeva il sopravvento e mi ricacciava piano piano in uno stato di letargia simile alla morte, se…” Nel 1943, è il 10 ottobre, ha 26 anni e aspetta un bambino: muore ad Auschwitz.

Casey Affleck padre post-apocalitticoAttore, Light of My Life è solo una storia per i miei figli

22 novembre 201909:36

A lui, uomo di oltre quarant’anni (Casey Affleck), tocca fare anche la mamma alla figlia Rag (Anna Pniowsky) di undici anni e spiegarle con grande imbarazzo che se un domani vedrà del sangue tra le gambe non deve preoccuparsi troppo. E questo poi in un mondo post-apocalittico, alla deriva, dopo che un virus ha sterminato gran parte della popolazione femminile e dove la figlia deve nascondersi. A raccontare tutto questo è ‘Light of My Life’ diretto, scritto ed interpretato da Casey Affleck, già film di apertura ad Alice nella città e in sala dal 21 novembre con Notorious Pictures. “Un lavoro – dice oggi a Roma l’attore premio Oscar per Manchester by the sea – che parte proprio dalle storie che raccontavo per la buonanotte ai mie figli e nipoti e in cui, alla fine, parlo un po’ di me”.
Siamo in un futuro prossimo dove una misteriosa malattia ha ucciso la maggior parte delle donne, sterminando quasi del tutto la popolazione femminile, e reso, anche per questa innaturale assenza, molto più violenti e brutali gli uomini sopravvissuti.
Rag e suo padre cercano però di sopravvivere nascondendosi tra i boschi del Midwest pieni di neve. Al padre poi il compito di nascondere la figlia, a cui fa tagliare i capelli per farla sembrare un maschio e soprattutto quello di darle un’etica e i mezzi per sopravvivere da sola in caso lui venisse meno. Ma, nonostante precauzioni e accorgimenti, i due si troveranno a un certo punto ad affrontare una situazione che farà precipitare in un attimo il loro precario equilibrio. “Noi tutti cerchiamo di proteggere i nostri figli dal mondo, una cosa del tutto normale – spiega Affleck oggi a Roma -. Mentre scrivevo la sceneggiatura avevo un bambino molto piccolo perciò conosco bene cosa sia la voglia di proteggerli ed educarli. Anche se va detto – sottolinea – che il vero pathos nel film non viene tanto dalla minacce di questo mondo alla deriva, ma dall’inevitabile perdita d’innocenza”. Per quanto riguarda poi le tematiche del film e il suo significato più intimo, Affleck spiega come abbia fatto tesoro dell’esperienza sul set con Gus Van Sant in ‘Gerry’.
“Ogni volta gli chiedevo dove stavamo andando – dice – lui mi spiegava che non lo sapeva affatto e che bisognava lasciar andare avanti le cose da sole”. Tanti i film e i libri a cui si è ispirato Casey Affleck come ‘I am legend’ o ‘La strada’ di Corman McCarty, “ma ho sempre cercato di essere originale per quanto possibile” dice l’attore 44enne che viene da una famiglia di artisti. Perché tanti film in Usa con un futuro negativo? “Forse perché non ci sono aspettative positive negli States”.
Film femminista? “Forse sì, anche se non sono uno scrittore capace di indicare un particolare messaggio politico. Tiro solo fuori cose personali nei miei film”. L’Oscar? “Non credo abbia cambiato troppo la mia vita. Alla fine mi piace essere al servizio di una storia, ma ancor più forse stare sia avanti che dietro la macchina da presa. E questo per raccontare storie che parlano di me e di come vedo la vita”.

Pane e salame, immagini da raccolte ArchiginnasioLa loro evoluzione storica in 11 bacheche a Bologna

BOLOGNA22 novembre 201911:23

– Pane e salumi, due elementi fondamentali e caratteristici della gastronomia bolognese, sono al centro di una mostra ideata da Alessandro Molinari Pradelli, in programma dal 23 novembre al 16 febbraio alla Biblioteca dell’Archiginnasio. La loro evoluzione storica verrà illustrata in 11 bacheche attraverso disegni, incisioni, libri, opuscoli e bandi. È la prima di una serie di esposizioni documentarie incentrate sulla storia della cucina petroniana.
Partendo dalle incisioni di Annibale Carracci delle ‘Arti per via’ e passando per la produzione artistica di Giuseppe Maria Mitelli, si arriva al Novecento, con i disegni di Alessandro Cervellati. Tutto il materiale esposto, sia quello mostrato in originale sia quello riprodotto per motivi di conservazione, proviene dalle collezioni della Biblioteca dell’Archiginnasio.
Molinari Pradelli, giornalista-scrittore, studioso di enogastronomia, è autore di quasi un centinaio di pubblicazioni sulla storia della cucina, le tradizioni popolari e la civiltà contadina.

Ingresso gratuito Villa Bardini per compleanno CollodiIl 24/11, in occasione dell’anniversario della nascita

FIRENZE22 novembre 201914:20

Domenica 24 novembre ingresso gratuito a Villa Bardini in occasione dell’anniversario della nascita di Carlo Collodi, pseudonimo di Carlo Lorenzini, nato 193 anni fa a Firenze il 24 novembre 1826.
Sarà così possibile visitare le due mostre allestite in villa una delle quali è dedicata proprio al capolavoro di Collodi, Pinocchio. Il provvedimento è stato disposto dalla Fondazione Cr Firenze e dalla Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron.
La mostra ‘Enigma Pinocchio. Da Giacometti a LaChapelle’ (aperta fino al 22 marzo), a cura di Lucia Fiaschi, è un viaggio nell’arte contemporaneo dedicata all’enigmatico burattino di legno. ‘Corpo a Corpo’ (fino al 12 gennaio) è invece un omaggio alla tradizione classica con lo sguardo contemporaneo di 35 artisti internazionali. L’ingresso al giardino Bardini è a pagamento.
Domenica 1 dicembre l’ingresso alla villa e al giardino è invece gratuito poiché il complesso aderisce all’iniziativa del ministero per i Beni e le attività culturali e per il turismo che prevede l’ingresso gratuito nei luoghi della cultura ogni prima domenica del mese.

Vasco invade le sale e raddoppia al Circo MassimoImmagini e suoni di due estati rock in sala tre giorni dal 25/11

22 novembre 201919:22

Sono 315 le sale in tutta Italia dove Vasco NonStop Live 018+019 risuonerà eccezionalmente solo per tre giorni, 25, 26 e 27 novembre distribuito da QMI Stardust. Come promesso, dopo la pubblicazione di “Se ti potessi dire”, l’ultima nuova canzone che spopola in radio e streaming, arriva nei cinema di tutta Italia a fine novembre, il 25, 26 e 27, il music film “Vasco NonStop Live” che racchiude la storia dei primi due tour NonStop Live. 2018 e 2019. Il primo capitolo della storia cominciata dopo il record mondiale di Modena Park. Da giugno 2018 con 9 concerti (Torino, Padova, Roma, Bari e Messina) a giugno di quest’anno, con l'”impresa” compiuta dei 6 concerti a San Siro e dei 2E20 a Cagliari. Complessivamente 17 concerti per oltre 900.000 spettatori che lo hanno confermato Re degli Stadi per due estati di seguito. Il music film è ideato e diretto da Pepsy Romanoff che ha fedelmente registrato immagini, suoni, colori e parole dei momenti più significativi. Intanto l’enorme richiesta ha portato a raddoppiare lo show al Rock in Roma del 19 giugno, già sold-out con un nuovo grande concerto il 20 sempre al Circo Massimo. Come precedentemente annunciato, il 2020 sarà un’annata particolare per il Komandante, che ha scelto i festival per il suo Non Stop Live: il 10 giugno Vasco aprirà Firenze Rocks alla Visarno Arena, il 15 giugno chiuderà gli i-Days al MIND Milano Innovation District (area expo), il 19 e 20 giugno sarà al Rock in Roma al Circo Massimo e, come evento conclusivo, si esibirà il 26 giugno all’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari di Imola.

Un docufilm racconta la partita di calcio Bertolucci-Pasolini’Centoventi contro Novecento’ in prima nazionale a Bologna

OLOGNA22 novembre 201912:56

– La partita che cambiò il destino del cinema italiano” è al centro del docufilm ‘Centoventi contro Novecento’ di Alessandro Scillitani e Alessandro Di Nuzzo, che – dopo l’anteprima di fine settembre a Milano Calciocity – sarà presentato in prima nazionale al Cinema Teatro Galliera di Bologna martedì 26 novembre (ore 21.30), in occasione del primo anniversario della morte di Bernardo Bertolucci.
“Marzo 1975. In una domenica di primavera – ricorda il regista Alessandro Scillitani – sul campo del parco della Cittadella di Parma, si affrontano due singolari squadre di calcio: la rappresentativa della troupe di ‘Salò o le centoventi giornate di Sodoma’ di Pier Paolo Pasolini contro quella di ‘Novecento’ di Bernardo Bertolucci. Due film che segneranno la storia del cinema italiano e che si stanno girando negli stessi giorni, a pochi chilometri di distanza. Sarà una partita epica, leggendaria nei racconti della gente di cinema che vi partecipò, ma praticamente sconosciuta al pubblico”.
“Ricostruendo minuziosamente la storia di quella domenica e la memoria ancora viva dei protagonisti – aggiunge lo sceneggiatore Alessandro Di Nuzzo – il film tocca diversi argomenti: l’atmosfera dei set di quei due grandi film del cinema italiano, il rapporto contrastato fra Pasolini e il suo ex allievo Bertolucci, il legame fra quest’ultimo e le radici parmigiane e contadine. Su tutto aleggia, come un filo rosso, il rapporto fra Pier Paolo Pasolini e il calcio: passione inesauribile, pratica continua e quasi ossessiva, espressione di pura vitalità, addirittura di una felicità possibile”.
Dopo la ‘prima’ di Bologna seguiranno varie presentazioni del docufilm fra Emilia, Friuli, Lombardia e Toscana.

Musica: anche Foo Fighters agli I-Days a Mind MilanoBiglietti in anteprima dal 25/11, in vendita dal 27 novembre

22 novembre 201912:57

– Ci saranno anche i Foo Fighters agli I-Days in programma la prossima a Mind, il Milano Innovation District che sta sorgendo sull’area in cui si è svolta l’Expo.
Il gruppo di Dave Grohl si esibirà il 14 giugno, due giorni dopo System of A Down e Korn il 12 giugno mentre Billie Eilish tornerà sul palco milanese dove già si è esibita la scorsa estate il 17 luglio.
I biglietti per i Foo Fighter saranno in vendita in anteprima dalle 10 di lunedì prossimo, 25 novembre, per 48 ore per i possessori di carte Intesa Sanpaolo sul sito http://www.ticketone.it/intesasanpaolo (per 48 ore) mentre la vendita generale partirà dall 11 di mercoledì 27 novembre su http://www.livenation.it, http://www.ticketmaster.it e http://www.ticketone.it.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Nasce l”Auditel delle emozioni’
Progetto della Rai con l’università di Torino

TORINO22 novembre 201920:44

Nasce l’Auditel delle emozioni. E’ una piattaforma, messa a punto dal dipartimento di Informatica dell’università di Torino e dalla direzione Ict della Rai, che permette di monitorare e analizzare le emozioni, i conflitti, i dibattiti e le passioni dei telespettatori sui social media. Il progetto M.emo.Rai – che verrà sperimentato su un campione di programmi televisivi del servizio pubblico – analizza i dati provenienti dai canali Auditel e Twitter: la misura delle emozioni viene elaborata da un motore intelligente, linguisticamente informato basato su reti neurali.”La necessità di diffondere una cultura dell’Intelligenza Artificiale presso le imprese può trasformare questa collaborazione in un’occasione di sviluppo per il Piemonte”, sottolinea il rettore Stefano Geuna. “Saremo in grado di interpretare con più precisione il gradimento dei telespettatori e questo fornirà un supporto straordinario per il marketing che si occupa dell’offerta di contenuti”, spiega Massimo Rosso, direttore Ict della Rai.Oggi la valutazione del gradimento sui programmi televisivi viene basata su dati forniti da Auditel, l’organismo di controllo che misura ogni giorno le performance editoriali e pubblicitarie della televisione italiana. Negli ultimi tempi, a questa valutazione si affiancano il monitoraggio e l’analisi dei commenti dei telespettatori sui canali social, in particolare Twitter, con specifico riguardo al sentiment generico espresso (positivo, negativo o neutro); al momento però non vengono considerate le emozioni sollecitate dalle trasmissioni andate in onda e le dinamiche sociali di comunità che si generano intorno al dibattito vivo e quotidiano online.M.EMO.RAI, sperimentata su un campione di programmi televisivi, permetterà di sviluppare un innovativo modello di previsione del gradimento, soprattutto legato a nuove trasmissioni e proposte RAI. Il servizio It fornirà misure quantitative del contenuto emotivo prodotto sui social media, oltre ad indicatori aggiuntivi relativi al contenuto dei discorsi online, eventuali fenomeni di linguaggio abusivo e di odio, ironia e sarcasmo. Per mettere a punto M.EMO.RAI, i ricercatori hanno fatto ricorso a metodi e algoritmi di analisi di Intelligenza Artificiale per il riconoscimento automatico di emozioni, ironia e linguaggio offensivo e per l’analisi di reti complesse, mutuati dalla linguistica computazionale e dalla computational social science. “Il Dipartimento di Informatica dell’Università di Torino ha una lunga tradizione sul tema Intelligenza Artificiale che parte dagli anni ’70” sottolinea il direttore del Dipartimento di Informatica Guido Boella.

Vittoria Puccini, indosso la toga nel ‘Processo’ / VIDEOSu Canale 5 dal 29 novembre, nel cast anche Francesco Scianna

23 novembre 201910:31

Mantova. Sul greto del fiume viene ritrovato il corpo di una ragazza, Angelica Petroni (Margherita Caviezel). L’indagine viene affidata a Elena Guerra che era intenzionata a prendersi un anno sabbatico per salvare il matrimonio. Inizia così Il Processo, un legal thriller con protagonisti Vittoria Puccini e Francesco Scianna, due legali che si faranno la guerra in aula, in arrivo su Canale 5 in quattro prime serate, dal 29 novembre, prodotto da Lucky Red. C’è una vittima, una giovane di soli 17 anni e un’imputata Linda Monaco (Camilla Filippi) , figlia di uno degli uomini più potenti della città (Tommaso Ragno).
Questa serie, fa notare Vittoria Puccini, che veste i panni della pm Elena,  che da sempre si divide tra cinema e tv, “non vuole rappresentare la giustizia italiana. Non c’è un messaggio sociale. La legge mi ha sempre affascinato. Vengo da una famiglia, da parte di mio padre, di avvocati. Da bambina guardavo i processi in tv, mi interessavano molto. Mi sono iscritta a Giurisprudenza e non ho dato nemmeno un esame! Finalmente ho potuto indossare la toga”. Ma confessa: “Mai nella mia carriera ho ho dovuto fare tanto esercizio di memoria”. Nel cast anche Simone Colombari, Maurizio Lastrico (che interpreta il marito di Elena), Euridice Axen, con la partecipazione straordinaria di Ragno e Roberto Herlitzka.
Puccini tiene a sottolineare che “è stato un privilegio avere in questa serie un padre come Roberto Herlitzka che ha il ruolo tra l’altro di un famoso magistrato antimafia. Nessun attore è stato fuori posto. La verità verrà svelata solo nell’ultimo episodio. E’ interessante proprio questo, che andando avanti, come avviene nella realtà, ci si divide tra innocentisti e colpevolisti, ma si cambia anche idea in continuazione. E’ una storia che mi ha catturata: anche io volevo sapere chi è l’assassino. Elena è una donna caparbia, che inizierà a perdere il controllo man mano che la verità verrà a galla. La cosa affascinante è che è una storia raccontata dal punto di vista dei protagonisti, quello che lo spettatore vede è quello che loro vivono”. Prosegue Puccini: “Elena Guerra non è la classica pm vestita in tailleur, è un pubblico ministero con un carattere un po’ fuori dagli schemi. Ho parlato con tanti magistrati: uno mi ha anche detto che le pm donna sono più brave. Ho parlato anche con una pm antimafia”.
Ambientata a Mantova, questa seria che vira sul procedural racconta un coro di personaggi che gravitano intorno a un unico, drammatico evento: l’omicidio brutale di Angelica, una diciassettenne coinvolta in affari più grandi di lei. La pm Elena Guerra (Puccini), che scopre di avere un legame con la vittima; Ruggero Barone (Scianna), avvocato rampante per il quale il processo rappresenta l’occasione della vita; Linda Monaco (Filippi), unica gelida imputata che si proclama innocente… Tutti camminano in bilico, perennemente sul filo di un rasoio: quello di un processo il cui esito deciderà il nuovo corso della vita di ciascuno.
Tra Ruggero ed Elena comincia una guerra spietata. Una sfida a colpi di testimonianze, prove, passi falsi e indagini senza sosta. Ogni volta che uno dei due sembra prevalere, la situazione si ribalta. Fino a quando Ruggero arriva a scoprire un segreto di Elena e a usarlo contro di lei. Sulla donna si apre così un’indagine che ne potrebbe compromettere la carriera.
Elena è in frantumi sotto ogni punto di vista, anche su quello personale. La pm comincia a dubitare di tutti, persino di se stessa: è davvero sicura che Linda sia colpevole? O la sua è solo un’ossessione? Anche per Ruggero le cose non sono tanto semplici. Ormai sempre più invischiato con la sua assistita, vorrebbe convincerla a rivelare al processo elementi che svierebbero i sospetti su Gabriele Monaco, ma Linda si rifiuta di coinvolgere suo padre. Nonostante sia fuori dal processo, Elena continua la sua indagine, sostenuta dal fido assistente Andreoli (Simone Colombari), fino a quando, inaspettatamente, scoprirà con Ruggero Barone le verità sull’omicidio e forse proprio insieme riusciranno a dare ad Angelica la giustizia che merita.
Dice Scianna: “Anch’io ho visto dei documentari. Mi sono confrontato con un avvocato penalista che mi ha dato molte delucidazioni. Questo personaggio non subisce il campo minato, ma usa la strategia dello show per confondere un po’ le carte”. Puccini la vedremo poi al cinema:  gennaio esce “18 regali’ dalla storia vera di Elisa Girotto, una donna che ha scoperto mentre era incinta di essere malata di un tumore al seno e ha lasciato per la figlia da scartare ogni anno fino al 18° compleanno. E sempre a inzio 2020 sarà sul set di una nuova serie televisiva.

Garrone, la favola di Pinocchio in sala dal 19 dicembre /TRAILERBenigni poetico Geppetto nel film dal romanzo di Collodi

22 novembre 201913:58

La favola che ha emozionato intere generazioni torna al cinema a Natale. Arriverà in sala dal 19 dicembre (anticipando rispetto alla data del 25/12) l’atteso nuovo film di Matteo Garrone ‘Pinocchio’, prodotto da Archimede, Rai Cinema, Jeremy Thomas in associazione con Hanway Films e Le Pacte. Sceneggiato dallo stesso Garrone con Massimo Ceccherini (anche nel cast nel ruolo della Volpe), il film tratto dal romanzo di Collodi vede protagonista Federico Ielapi nel ruolo del burattino, mentre Geppetto è Roberto Benigni. Mangiafuoco è interpretato da Gigi Proietti, mentre il Gatto è Rocco Papaleo.
Il trailer rimanda alla storia che tutti conoscono e si aspettano di ritrovare nel film di Garrone, con una grande cura nella ricostruzione delle scene e degli ambienti, che ricorda la magnificenza del Racconto dei Racconti, mentre Benigni, che pure a Pinocchio aveva dedicato un film nel 2002, sembra perfettamente e poeticamente calato nel babbo del burattino. La sfida è anche sul trucco e gli effetti visivi, il primo affidato al designer Mark Coulier, i secondi a One of Us e Chromatica.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Al via il restauro della Pietà di Michelangelo a Firenze
Lavori ‘in diretta’, visibili a pubblico in museo del Duomo

FIRENZE22 novembre 201914:44

– Al via il 23 novembre il restauro della Pietà di Michelangelo dell’Opera del Duomo a Firenze: il pubblico potrà vedere tutte le fasi dell’intervento grazie ad un cantiere ‘aperto’. La fine dei lavori è prevista entro l’estate 2020. Il restauro, finanziato dalla Fondazione Friends of Florence sotto la tutela della Soprintendenza, è stato affidato a Paola Rosa, coadiuvata da un’equipe di professionisti, che ha già svolto interventi su opere di Michelangelo.
L’approccio, si spiega, sarà quello di un intervento ‘minimo’, volto a non stravolgere la visione ormai consolidata nell’immaginario collettivo di una superficie ‘ambrata’ della scultura: l’immagine che si deve mantenere, come precisato da Rosa, è quella di un gruppo scultoreo non in ‘bianco e nero’, ma sottilmente modulato e ‘colorato’ dal variare della ‘pelle’ della materia e dalle tracce di lavorazione. L’obiettivo è migliorare la lettura del capolavoro.

il Gigante del Nilo, ecco il ‘papà’ di Indiana JonesZatterin racconta la storia di Giovanni battista Belzoni

22 novembre 201915:14

MARCO ZATTERIN,”IL GIGANTE DEL NILO”(MONDADORI OSCAR STORIA P.P 356, 15 EURO)- Due secoli fa, a inizio Ottocento, l’Europa, ancora scossa dai fremiti delle turbolenze napoleoniche, riscopriva l’antico Egitto. Era uno dei tanti effetti delle spedizioni del condottiero francese, che si era spinto fino alle sponde del Nilo. Nasceva così l'”egittomania” moderna. In quel mondo, popolato di esploratori, avventurieri, viaggiatori, spie, diplomatici, militari, beduini e mercanti senza scrupoli, si è mosso con un ruolo da protagonista, troppo a lungo negletto, Giovanni Battista Belzoni da Padova (1778 – 1823). “Il gigante del Nilo. Storia e avventure del Grande Belzoni”, edito da Mondadori, è il libro che Marco Zatterin, giornalista, vice-direttore de La Stampa, ha voluto dedicare alla figura rocambolesca di Belzoni, per sottrarla al rischio di un oblio immeritato. Con lo stesso intento la città di Padova ha organizzato in questi giorni la mostra “L’Egitto di Belzoni”.
L’interesse è più che motivato. Del resto, che il personaggio racchiudesse in sé gli ingredienti per un best seller sul grande schermo lo avevano capito due uomini di cinema del calibro di George Lucas e Steven Spielberg, che a Belzoni si sono ispirati per il loro Indiana Jones.
Di umili origini, figlio di un barbiere, Belzoni sognava fin da bambino il mondo e l’esotico, ispirandosi al via vai di viaggiatori del Grand Tour diretti a Venezia, che passavano sotto le finestre di casa sua nel quartiere Portello a Padova. Con un fisico possente e una statura di due metri e dieci Belzoni, dopo varie peripezie, tra cui un soggiorno a Roma e un’infarinatura di ingegneria idraulica, si stabilisce a Londra.
Lì si conquista fama e successo, esibendosi nei teatri e nei circhi nel numero del “Sansone Patagonico e in quello della “Piramide”, in cui si caricava sulle sue spalle una dozzina di artisti. A Londra incontrerà la giovane Sarah, sua futura moglie e compagna di mille avventure. I casi della vita lo portano in Egitto, dove nasce l’amore a prima vista per le piramidi e i faraoni. Diventerà un pioniere dell'”egittomania”, da cui poi scaturirà la moderna egittologia. Belzoni si improvvisa archeologo autodidatta. Sua la scoperta della grande camera mortuaria nella piramide di Chefren, che dai tempi di Erodoto era considerata un ammasso inaccessibile di pietre. Sua la scoperta di sei tombe monumentali nella Valle dei Re. È lui che riporta alla luce il grande tempio di Ramsete II ad Abu Simbel, sepolto sotto una coltre plurisecolare di sabbia.
I risultati di questa attività sono esposti in alcuni dei principali musei del mondo, a cominciare dal British Museum di Londra. Eppure la fama di Belzoni è controversa. In un mondo dominato dalle due super-potenze dell’epoca, Inghilterra e Francia, il “gigante del Nilo” si muoveva in autonomia come un lupo solitario. Forse anche per questo ha dovuto fare i conti in vita con critiche e detrattori, interessati a dipingerlo come uno spregiudicato tombarolo. Morì a soli 45 anni nel tentativo di raggiungere Timbuctù nel cuore dell’Africa. Il libro di Zatterin, lettura lieve e scorrevole, restituisce un’immagine nitida di Belzoni, che ci fa amare il personaggio e il mondo ormai scomparso e quasi fiabesco in cui lui si muoveva.

E’ ufficiale, il Victoria’s Secret show non si faràDopo critiche sessiste azienda sospende e cerca riposizionamento

22 novembre 201914:52

– Dopo le indiscrezioni di fine luglio, ‘anticipate’ dalla modella australiana Shanina Shaik, ora arriva l’ufficialità: gli angeli si fermano, il Victoria’s Secret show, la annuale sfilata evento di lingerie con le più belle e statuarie modelle del mondo, viene annullata dopo 23 anni.
L’onda lunga del #metoo, la lotta al sessismo è tra i fattori che costringono l’azienda allo stop e a ripensare tutta la comunicazione del brand. Ad ottobre è stato presentato uno spot con la prima modella con taglia 46, Ali Tate-Cutler, e ad agosto la prima modella trans, la brasiliana Valentina Sampaio: segnali per far capire la svolta nel segno di una maggiore inclusività in tempi in cui questo è un valore primario della società.
Mentre il mercato non sta premiando il gruppo L Brands (a cui fa capo Victoria’s Secret) con un vistoso calo degli utili netti.
Ad abbandonare Victoria’s Secret sono state soprattutto le millennial, ovvero un terzo delle donne che guardano al mercato dell’abbigliamento intimo. Nel 2018 hanno preferito spendere in reggiseni sportivi piuttosto che pizzi e merletti. Ma non è tutto: i legami di Les Wexner (proprietario del gruppo) con il miliardario Jeffrey Epstein, il satrapo suicida in carcere a New York accusato di traffico sessuale e associazione a delinquere finalizzata al traffico sessuale, hanno messo nell’occhio del ciclone l’azienda, ora in crisi di immagine.

60 anni della Carosello Records, da Gaber a VascoLibro Pucci e Laffranchi, 60 canzoni che leggono il loro tempo

2 novembre 201915:08

– CAROSELLO RECORDS 60×60 – VALORE ALLA MUSICA (CAROSELLO, PP 235, EURO 29,90) “Mi ricordo gli uffici della Carosello in pieno centro con la saletta di registrazione interna. Ricordo anche Giuseppe Gramitto Ricci, un signore dal bell’aspetto di altri tempi che probabilmente male sopportava i miei jeans, il capello lungo le scarpe da tennis ma con me, quelle volte che ci siamo incontrati nel suo ufficio presidenziale, è sempre stato gentilissimo”. Così Vasco Rossi ricorda gli anni con la Carosello, cui è dedicato il volume “Carosello Records 60×60 Valore alla musica”, disponibile in esclusiva su Amazon.
Attraverso la narrazione dei giornalisti Andrea Laffranchi e Federico Pucci, il volume ripercorre i primi 60 anni dell’etichetta musicale. Era il 1959 quando, nello storico palazzo di Galleria del Corso 4, nel centro di Milano, Giuseppe Gramitto Ricci diede i natali all’etichetta, parte dello storico gruppo editoriale Curci. La nascita della Carosello coincide con un momento di svolta della musica italiana, quello del cantautorato: “Quando a Sanremo esplode ‘Nel blu dipinto di blu’, anche in Italia – racconta Federico Pucci – arriva un cambiamento culturale e industriale: non ci sono più gli autori da una parte e gli interpreti dall’altra. Quello è l’evento scatenante. Non contavano più solo la scrittura musicale ma anche le incisioni, perché il pubblico voleva sentire “Volare” cantata da Modugno, e non in un’altra interpretazione. Lì si comprende che le edizioni non bastavano più, e di lì a poco Curci (che aveva fatto emergere Modugno come autore) dà vita a Carosello”.
Questi 60 anni sono ripercorsi attraverso le 60 canzoni più rappresentative, da ‘Libertango’ di Astor Piazzolla a ‘L’Italiano’ di Toto Cutugno, accompagnate da foto e documenti storici, ma anche da dichiarazioni inedite di artisti come Coez, Tommaso Paradiso e Vasco, che con Carosello esordì al Festival di Sanremo con Vado al massimo e Vita Spericolata. “Ricordo ancora con affetto – scrive ancora il rocker a proposito del fondatore – quella volta che mi telefonò perché era un po’ preoccupato. Ci credo! Stavo soggiornando da una decina di giorni, e forse più, al Principe di Savoia, l’albergo milanese di lusso, room service h24. Chiaro che io ci stavo benissimo da ‘rockstar’, mentre lui pensava al conto che saliva vertiginosamente”. Per Vasco, legato alla Carosello dal 1982 al 1987, l’etichetta era un luogo di libertà artistica, la stessa – si legge nel libro – che trovò con il suo teatro-canzone Gaber, arrivato in Galleria del Corso su suggerimento di Mina.
Ed è forse questa, a ripercorrere la storia a ritroso, la caratteristica più evidente della Carosello: “gli artisti di cui raccontiamo – sottolinea Pucci – sono gli attori del proprio discorso creativo, hanno lo spazio per sviluppare a livello discografico concetti come il Teatro Canzone o il crossover rap-pop, senza seguire necessariamente la strada più facile. Da questo consegue un’altra caratteristica, ovvero la capacità di leggere di volta in volta il proprio tempo: si potrebbe dire di tante case discografiche col senno di poi, ma cogliere momenti di svolta epocale o individuare e promuovere voci che in un modo o nell’altro raccontano una generazione, come Vasco Rossi o Tommaso Paradiso, questo non si può dire di tutti”.

Maratona di spettacoli per riapertura teatro Piccinni a BariCostruito a metà dell’800, si inaugura dopo nove anni restauri

BARI22 novembre 201915:40

– “Signori e Signore, il Piccinni”: è l’invito tutto teatrale che il Comune di Bari ha rivolto alla città per annunciare la riapertura il 5 dicembre del teatro comunale chiuso da circa nove anni per lavori di restauro e adeguamento alle normative sulla sicurezza. L’evento sarà celebrato con tre giorni di festa, che coincideranno con la ricorrenza di San Nicola che – ha sottolineato il sindaco Antonio Decaro – “per i baresi rappresenta sempre un momento di coesione, di appartenenza, di orgoglio cittadino”. Gli eventi, la cui organizzazione è stata curata dalla regista Licia Lanera, si svolgeranno fuori e dentro il teatro, saranno dedicati alla città ma soprattutto avranno per protagonisti i baresi e saranno gestiti da artisti baresi e prevedono una maratona di musica classica e jazz e spettacoli di prosa.
Inaugurato nel 1854, il teatro fu intitolato al musicista barese Niccolò Piccini, dopo che la regina Maria Teresa d’Asburgo, moglie di Ferdinando II delle Due Sicilie, negò il suo nome. Il ‘nuovo’ Piccini ha 775 posti a sedere, dei quali 290 in platea, e 485 tra i tre ordini di palchi e il loggione.

Il primo l’album di Natale di Robbie WilliamsThe Christmas present, duetti con Rod Stewart e Bryan Adams

2 novembre 201915:41

– E’ uscito venerdì 22 novembre The Christmas present (Columbia Records / Sony Music Uk), il primo album di Natale di Robbie Williams.
The Christmas Present, disponibile in digitale, 2cd e 2lp è un doppio album composto da “Christmas Past” e “Christmas Future”, con al suo interno sia brani inediti, sia grandi classici della tradizione natalizia, eseguiti con alcune speciali guest star. L’album è stato anticipato in radio dal singolo Time for change. Il primo disco, Christmas Past, include i classici “Winter Wonderland” (con i cori eseguiti dal coro Lma), “Santa Baby” in duetto con la cantante tedesca Helene Fischer, “Let It Snow! Let It Snow! Let It Snow!”, una cover di “The Christmas Song” (resa celebre da The Nat King Cole Trio), “Merry Xmas Everybody” di Slade featuring Jamie Cullum, “It’s A Wonderful Life”, in cui Robbie duetta con suo padre Peter Conway. Nel disco 2, Christmas Future include gli inediti Time For Change, Home, Fairytales featuring Rod Stewart e Bad Sharon con il campione di box Tyson Fury, e le cover di Christmas (Baby Please Come Home) in duetto con il cantautore canadese Bryan Adams e I Believe In Father Christmas.
La versione deluxe include quattro bonus track, compreso il duetto con Rod Stewart sulle note di It Takes Two. “Sono davvero felice del mio primo album di Natale. Ne ho fatti tanti nella mia carriera – commenta Williams – e realizzare questo disco è un altro sogno che si avvera. È stato davvero divertente registrarlo e non vedo l’ora di farvelo ascoltare”.
The Christmas Present è il tredicesimo album in studio di Robbie Williams e aggiunge un nuovo importante traguardo nella carriera di uno degli artisti più amati del mondo. Scritto e registrato in diverse location tra cui Londra, Stoke-on-Trent, Los Angeles e Vancouver, questo album vede Robbie lavorare ancora una volta con il suo collaboratore di vecchia data Guy Chambers, che ha prodotto la maggior parte del progetto assieme a Richard Flack.

Jack Savoretti, special edition per Singing to StrangersDisponibile dal 6 dicembre

22 novembre 201915:47

– Uscirà venerdì 6 dicembre 2019 “Singing To Stangers Special Edition” (Bmg) di Jack Savoretti, l’artista anglo italiano che conclude un anno da record con il repack del fortunato disco uscito a marzo 2019. Il disco ha debuttato al primo posto della classifica Uk e che conta ad oggi già tre Dischi D’oro.Nel 2019 inoltre, un sold out alla Wembley Arena di Londra a conclusione di un tour che per mesi lo ha portato in tutta Europa e collaborazioni con artisti del calibro di Kylie Minogue, Mika e Sigma.
“Singing To Strangers Special Edition, include al suo interno tre tracce inedite: “Closer”, “che, nonostante io sia spesso via, sarò lì con loro la mattina di Natale. – racconta Savoretti – Volevo che avessero questa canzone come colonna sonora di ogni Natale”.
“Singing To Strangers Special Waiting For The Sun” e un brano natalizio, “Christmas Morning” è una toccante ballata scritta dall’artista per i suoi figli: “Volevo rassicurarli” rivela.
L’album include anche il featuring con Mika “Youth & Love” e il duetto con Kylie Minogue “Music’s Too Sad Without You”; la straordinaria performance di “Human” dei The Killers con Ward Thomas live alla Wembley Arena, ma anche il singolo “Candlelight” nella versione della Radio 2 Ken Bruce Piano Session e infine la collaborazione con Sigma in “You and Me as One”. “Volevo che questo fosse effettivamente un album nuovo, non solo un insieme di out-takes. Doveva essere un lavoro a sé, e allo stesso tempo un passo verso il prossimo album. Voglio che la gente dica : ” Aspetta… cosa farà ancora e con chi?”.

Nelli e Sabatini direttori nuove collane Polillo editoreDopo morte editore hanno accettato proposta della Rusconi

22 novembre 201915:49

– A 25 anni dalla fortunata intuizione di Marco Polillo – editore e presidente dell’associazione Italiana Editori per tre mandati, scomparso lo scorso 22 ottobre – Divier Nelli e Mariano Sabatini hanno accettato la proposta della Rusconi Libri di ideare e curare le nuove collane della prestigiosa casa editrice fondata nel 1995.
Entrambi scrittori, Nelli con una formazione prettamente editoriale che lo ha già portato a dirigere in passato i ‘Gialli Rusconi’, Sabatini più giornalisticamente connotato, noto anche come autore televisivo al fianco di Luciano Rispoli e per aver riportato Elda Lanza alla fortunata pubblicazione dei suoi romanzi con Salani, si occuperanno del marchio, acquisito dalla Rusconi, con una vocazione alla narrativa di genere crime.
“Con piacere accogliamo la sfida di Maurizio Caimi di contribuire con idee e acquisizioni a un marchio storico di grande raffinatezza, inventato e curato con abnegazione dal suo fondatore. Nel panorama editoriale attuale, Polillo si distingue per l’estrema coerenza, anche grafica, alla mission iniziale e per scelte non commerciali. Ciò non vuol dire che non ci siamo margini per un ponderato rinnovamento” afferma Sabatini.
“Lavoreremo nel solco di quella che è la tradizione della casa editrice, ma con uno sguardo attento al futuro” spiega Nelli.
Fondata a Milano nel 1995, la Polillo Editore è andata conquistando un apprezzamento sempre maggiore grazie alle cinque collane con cui è stata presente sul mercato. La più conosciuta è I Bassotti, “piccola biblioteca del giallo da salvare” che propone ai lettori una selezione di quanto di meglio è stato scritto nel periodo d’oro del giallo classico, dal 1910 al 1950, spesso di autori dimenticati o mai tradotti in Italia. Ne I Jeeves sono pubblicati invece in ordine cronologico, con nuove traduzioni e un’elegante veste grafica, tutti i libri dell’umorista inglese P.G. Wodehouse.

‘Nati 2 volte’, prima donna poi uomoIn sala una storia transgender con Troiano ed Euridice Axen

22 novembre 201919:34

– ‘Nati 2 volte’ di Pierluigi Di Lallo, in sala dal 28 novembre con Zenit Distribution, racconta di un difficile passaggio, dal corpo di donna, non sentito come proprio, a quello di uomo. Tra commedia e dramma il film, ispirato a una storia vera, inizia con il ritorno a Foligno, dopo venticinque anni di auto esilio a Milano, del quarantenne Maurizio (Fabio Troiano).Motivo di questo ritorno nella città natale? Accelerare la procedura di rettifica del certificato di nascita per completare il processo di transizione con cui da donna che era (con il nome di Teresa) è diventato un uomo. L’ufficiale di stato civile che dovrebbe accogliere la semplice operazione burocratica è Giorgio De Santo, il suo primo e unico fidanzato, ma quando se lo ritrova di fronte Maurizio non riesce a dirgli la verità. Parte così tutta una serie di equivoci, che lo porterà a fare i conti con il passato che sperava di essersi lasciato alle spalle. Inoltre, Maurizio si invaghisce di Paula (Axen), attraente paladina dei diritti civili e compagna di Giorgio (Marco Palvetti).”Nascere in un corpo che non senti tuo è un dramma che interessa sempre più persone in Italia – dice il regista -Inoltre, per i pochi fortunati che riescono, dopo sofferenze fisiche e morali inenarrabili, a compiere la transizione verso il genere a cui sentono di appartenere, il calvario non è finito: c’è da affrontare il pregiudizio della gente, l’arretratezza burocratica di uno Stato che non ha ancora varato una normativa esaustiva che li tuteli, ma soprattutto ci sono da superare i fantasmi delle proprie insicurezze, dovute alle scorie di una vita passata a nascondersi dai risolini e dalla violenza non solo verbale delle persone che sono loro più vicine”.”Mi sono preparato come al solito – dice invece Troiano -, ovvero mi sono documentato, ho parlato molto con il regista, ma non ho voluto incontrare il vero Maurizio (ora Simona Toni), sarebbe per me diventato un ostacolo, mi sarei sempre dovuto confrontare con lui, non sarei stato libero”. Nel cast del film, che ha vinto il Premio del Pubblico all’ICFF Italian Contemporary Film Festival di Toronto, anche Rosalinda Celentano, Daniela Giordano, Vittoria Schisano, Riccardo Graziosi, Gabriele Cirilli, Umberto Smaila, Morena Gentile, Tiziana Di Tonno, Laura D’Annibale, Eleonora Pieroni, Nini Salerno, Catena Fiorello e con la partecipazione straordinaria di Francesco Pannofino.

Comune di Zambrone regala libro a diciottenni per compleannoIniziativa sindaco Zambrone. Scelti due volumi di Carmine Abate

ZAMBRONE22 novembre 201916:09

– Il sindaco di Zambrone, Corrado L’Andolina, ha scritto ai suoi 24 concittadini che nel 2019 hanno compiuto o compiranno il diciottesimo anno per comunicare che l’ente regalerà loro un libro. L’autore prescelto è il calabrese Carmine Abate e il libro che sarà regalato ai maggiorenni sarà scelto tra “Le rughe del sorriso” e “L’albero della fortuna”. “Cicerone sosteneva: ‘Una stanza senza libri è come un corpo senz’anima”. E quindi, in occasione del tuo diciottesimo anno – afferma il sindaco L’Andolina nella lettera – ho suggerito all’Amministrazione di assegnarti un libro. Se hai deciso di proseguire il percorso scolastico iscrivendoti all’università, ne farai tesoro e arricchirai la stanza che ospiterà il tuo percorso di studi. Se t’immetterai nel mondo del lavoro, custodirai questo libro nella casa dei tuoi genitori e quando i tempi saranno maturi lo porterai nella tua abitazione”.
Il sindaco spiega poi i motivi dell’iniziativa. “In primis – afferma – perché, per ricordare il noto slogan di una pubblicità di successo, ‘un libro è per sempre’. In secondo luogo, perché ciò arricchirà la tua stanza. Di certo non per il valore commerciale, ma per il mondo che esprime le sue pagine. E poi, perché darà alla tua anima maggiore intensità morale. Il compimento della maggiore età ti spalancherà la porta verso nuove sfide. Dovrai attrezzarti per affrontarle con caparbietà e serenità. Perché il mondo è diventato molto competitivo e una solida base culturale rappresenta pur sempre un buon viatico per proseguire nel migliore dei modi il proprio percorso esistenziale. Si cresce con lo studio, con l’operosità e con la positività. Le negatività non siano il pretesto di una sconfitta definitiva, ma occasione di riscatto ed emancipazione”. I libri hanno la capacità di leggere il nostro animo e di cambiarlo per sempre. Ciò avviene in maniera silenziosa ma efficace. E questo sarà ancora più evidente nel lavoro che è lo strumento più potente per realizzare se stessi, le proprie aspirazioni e per contribuire alla crescita collettiva. Sii dunque sempre fiero di te stesso, della tua laboriosità così preziosa per il tuo paese e per l’Italia. Ama la vita, poni la solidarietà e la libertà alla base del tuo agire”.

La sapienza delle api, inediti di Pamela L. TraversDa Mary Poppins allo studio del mito e del folklore

ANCONA25 novembre 201910:01

PAMELA L. TRAVERS, “LA SAPIENZA SEGRETA DELLE API” (LIBERILIBRI) – Sull’onda di una nuova “marypoppinsmania” globale e di un rinnovato interesse per l’autrice Pamela L. Travers (film come Saving Mr. Banks e Il ritorno di Mary Poppins, ora il musical italiano) la casa editrice Liberilibri pubblica per la prima volta in Italia una serie di testi della scrittrice australiana, tratti da conferenze e articoli di giornale, risalenti a un periodo tra la metà degli anni Sessanta e gli anni Ottanta: “La sapienza segreta delle api”, a cura di Cesare Catà.    Pamela L. Travers, nom de plume di Helen Lyndon Goff, era una donna stramba e coltissima, libera e solitaria, inflessibile e severa, che rifiutava di definirsi una scrittrice per l’infanzia e che preferiva pensarsi come una studiosa di mitologia e folclore. E’ questo aspetto che emerge nella raccolta di inediti, in cui guida il lettore alla scoperta del lato oscuro delle fiabe, Mary Poppins compresa, una storia che in realtà presenta numerosi aspetti legati all’angoscia dei bambini. Una posizione che fa anche comprendere il duro scontro umano e professionale avuto dalla Travers con Walt Disney, nella traduzione cinematografica del suo personaggio più famoso: “due opposte concezioni delle fiabe, due divergenti visioni del mondo, due inconciliabili filosofie” scrive Cesare Catà nell’Introduzione. Catà ha selezionato e tradotto in italiano da “What the Bee knows. Reflections on Myth, Symbol and Story” (questo il titolo originale), pubblicato nel 1989, un florilegio ragionato di 21 testi che rappresentano “il testo più prezioso per tentare di chiarificare e di capire come la sua cultura e la sua vita influirono sulla scrittura di Pamela L. Travers”, e dove emergono, “mescolati insieme sovente in modo inestricabile, elementi biografici importanti della vita dell’autrice e principî essenziali della sua filosofia, del suo credo critico, della sua visione del mondo”. Ovvero: “una profonda conoscenza della mitologia e del mondo delle fiabe; le influenze di Yeats e George Russell, la lezione di Gurdjieff, la filosofia zen, gli studi antropologici, la psicanalisi e l’ermeneutica junghiane, l’astrologia esoterica, Shakespeare, Blake, Keats e la tradizione romantica”.

Mostre: il Novecento visto dagli archivi Fondazione CirulliNarrazione in 19 capitoli con la supervisione di Jeffrey Schnapp

BOLOGNA22 novembre 201916:44

– Non una mostra ma un vero e proprio ‘laboratorio’ di storia e cultura del Novecento, per raccontare il secolo della modernità attraverso un caleidoscopio espositivo che spazia dalle arti figurative al design industriale, dalla pubblicità al cinema, dalla fotografia alla televisione, dai tessuti alle riviste. Apre al pubblico il 23 novembre (fino al 17 maggio) ‘L’archivio animato. Lavori in corso’, un nuovo concept di mostra con il quale la Fondazione Cirulli, sede a San Lazzaro di Savena (Bologna), presenta la sua peculiare identità di luogo di sperimentazione tra archivio e spazio espositivo.
Il progetto, realizzato con la consulenza e supervisione di Jeffrey Schnapp, fondatore e direttore del metaLAB dell’Università di Harvard e figura di riferimento nel campo dell’umanistica digitale, costruisce una narrazione del secolo attraverso i materiali diversi ed eterogenei che compongono la collezione ‘panoramica’ di Fondazione Cirulli, la cui sede è lo storico edificio simbolo dell’architettura moderna italiana progettato e realizzato nel 1960 dagli architetti e designer milanesi Achille e Pier Giacomo Castiglioni per Dino Gavina.
Il capolavoro artistico, le arti decorative, la comunicazione, il design industriale e la cultura materiale e visiva, e ancora fotografie, disegni, quadri, sculture, oggetti, manifesti, volantini, carteggi, biglietti da visita, tessuti, riviste, libri: sono le forme di comunicazione socio-culturale che compongono le 19 sezioni di mostra, intrecciandole in un racconto polifonico sul Novecento con oltre 200 opere. Così, accanto ad una selezione di ‘Frammenti di ‘900’ con dipinti dei primi tre decenni del secolo, il capitolo dedicato a ‘Il tessuto della modernità’ offre una selezione di progetti grafici per tessuti di arredamento – settore allora in forte espansione – realizzati per la Triennale di Milano negli anni Cinquanta dai più rinomati artisti del panorama italiano, come Gio Ponti, Ettore Sottsass, Lucio Fontana, Enrico Prampolini, Bice Lazzari.
‘Fermo immagine’ racconta attraverso i volti del cinema e della tv anni Sessanta gli entusiasmi del boom economico: un capitolo, quello della televisione, ripreso anche nella sezione ‘Munari, Carboni e la Rai’, che racconta l’innovazione grafica della televisione pubblica ad opera dei due artisti negli anni ’50.
E ancora il racconto della modernità attraverso le produzioni industriali, dalle macchine all’illuministica, la documentazione fotografica della vita nell’entroterra emiliano del Dopoguerra con le immagini di Enrico Pasquali e quelle glamour di Arturo Ghergo, maestro della fotografia italiana. E naturalmente la pubblicità: dal pannello decorativo realizzato da Xanti Schawinsky, maestro del Bauhaus, per il negozio Olivetti di Torino, ai cartelloni pubblicitari originali di inizio secolo scorso, dal design anonimo delle ‘carte pasticcere’ brandizzate, all’evoluzione dei loghi attraverso un’accurata documentazione.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

La ‘verità’ di Banksy in mostra a Genova
A Palazzo Ducale oltre 100 opere e oggetti dell’artista

GENOVA22 novembre 201917:12

– La verità da comunicare alla gente comune, ‘Il secondo principio di un artista chiamato Banksy’, è il tema al centro di una mostra ideata dall’associazione MetaMorfosi, dal 23 novembre al 29 marzo a Palazzo Ducale di Genova, per indagare l’artista visivo contemporeaneo – o gruppo di artisti? L’anteprima del progetto culturale plasmato con il silenzio-assenso dello stesso Banksy è stata presentata nel Sottoporticato di Palazzo Ducale dai tre curatori: Gianluca Marziani, Stefano Antonelli e Acoris Andipa, insieme al presidente di MetaMorfosi Pietro Folena, la direttrice della Fondazione per la cultura Palazzo Ducale Serena Bortolucci, l’assessore regionale alla Cultura Ilaria Cavo e il cultural manager del Comune di Genova Maurizio Gregorini. Più di cento le opere e gli oggetti originali dell’artista esposti, dai dipinti a mano libera della primissima fase della sua carriera a numerosi stencil, dalla scultura ‘Mickey Snake’ con Topolino inghiottito da un pitone a poster da collezione.

A Bologna un tuffo virtuale nei disegni di LeonardoNuovo strumento digitale per esplorarli al Museo Palazzo Poggi

BOLOGNA22 novembre 201917:18

– Al Museo di Palazzo Poggi, a Bologna, dal 23 novembre al 19 gennaio si può fare un tuffo virtuale nei disegni di Leonardo da Vinci: cinque dei più famosi disegni leonardiani – dall’Uomo Vitruviano al Paesaggio del 1473 – potranno essere esplorati grazie a uno strumento digitale ad altissima risoluzione, capace di mostrarne i più piccoli dettagli fino a restituirne l’aspetto tridimensionale.
Curata da Pietro Marani (Politecnico di Milano), la mostra – realizzata in collaborazione con il Museo Leonardiano di Vinci e il Polo Museale Emilia-Romagna – si avvale del lavoro di ricerca di un team del Dipartimento di Architettura dell’ateneo di Bologna che ha messo a punto ‘InSight Leonardo (ISLe)’. È un artefatto comunicativo digitale elaborato per surrogare, indagare, descrivere e comunicare i disegni originali, i loro metodi di rappresentazione e i loro contenuti, riproducendone accuratamente forma, caratteri e aspetto: ‘ISLe’ viene presentato su tavoli touchscreen da 55 pollici con risoluzione 4K.

Michelle Obama, duetto con Ellen DeGeneresEx First Lady canta del suo nuovo progetto basato su Becoming

NEW YORK22 novembre 201918:01

– Michelle Obama si improvvisa cantante e duetta con Ellen DeGeneres. Fresca della nomination ai Grammy per la versione in audiobook del suo bestseller ‘Becoming’, l’ex first lady si è seduta al piano accanto alla DeGeneres e insieme hanno trasformato in note il contenuto di ‘Becoming: A Guided Journal for Discovering Your Voice’, un progetto uscito questa settimana e basato sul memoir che è stata la biografia più venduta della storia.
Michelle ha condiviso il breve video del duetto sul suo profilo Instagram. “Lo scopo del diario (journal) – canta – è per ognuno di scrivere la propria storia, raccontare i propri ricordi, i propri pensieri, idee, impressioni perché ogni storia conta”.

Lispector, tutte le donne, tutti i raccontiPer Feltrinelli l’opera monumentale della grande scrittrice

25 novembre 201909:58

CLARICE LISPECTOR, ”LISPECTOR, TUTTI I RACCONTI” (COMETE. FELTRINELLI, PAG. 560) – Nei racconti di Lispector c’è una ”consapevolezza di genere che trova la strada di un femminismo lontano dall’oggettività programmatica del manifesto militante. Costruito piuttosto attorno alla consapevolezza (”io ero la donna di casa”, il granaio” come meta di un percorso di crescita esistenziale e intellettuale”.   Nei suoi racconti ”si trovano bambine, ragazze, giovani donne, donne mature e poi anziane, donne che attendono la morte: questi racconti sono il loro infinito e lacerato diario intimo, il loro quotidiano, alimentato da chimere e sconfitte, declinato in un unico comprensivo ritratto corale. In definitiva, citando Benjamin Moser, ‘un ritratto indimenticabile di questa grande figura in tutta la sua maestà”, scrive Roberto Francavilla nella bella postfazione a Lispector, il volume appena pubblicato da Feltrinelli che raccoglie in 560 pagine tutti i suoi racconti. Donna di rara sensibilita’ e intelligenza, colta e curiosa, ha saputo cogliere nelle sue opere la meraviglia e l’insensatezza dell’universo trasfigurandola in pagine densissime, poetiche, velate di ironia e di sorriso.Tra l’Ucraina dove era nata ma che aveva lasciato ad appena due anni, e il Brasile dove ha vissuto il resto della vita. Di famiglia ebrea, lei apolide e multiculturale come sancisce la necessità dell’oggi. Morta nel 1977 a soli 57 anni, dopo un grave incidente che aveva avuto dieci anni prima, dopo anni e anni di intensa scrittura intorno all’universo femminile. Madri, figlie. nonne, mogli, nuore, suocere, perno della vita quotidiana arrotolata nel ritmo lento ma inesorabile delle sue storie. ”Ecco vedi”, dichiarò a bruciapelo una vecchia chiudendo il giornale con decisione, ”ecco, io dico solo questo: Dio sa quello che fa”.

Beretta nuovo presidente Filarmonica ScalaEx presidente Lega serie A, è a capo di Unicredit Foundation

MILANO22 novembre 201918:48

– L’ex presidente della Lega di Serie A Maurizio Beretta è stato nominato presidente della Filarmonica della Scala dal consiglio di amministrazione che si è riunito questa sera.
Beretta – che è responsabile del Gruppo UniCredit per gli affari istituzionali e per la sostenibilità e presidente di UniCredit Foundation – succede a Fabrizio Saccomanni, il presidente di Unicredit deceduto improvvisamente lo scorso agosto.
Proprio come sostituto di Saccomanni, Beretta è entrato nel board. La sua nomina dunque è in continuità con la linea dei suoi predecessori e una conferma dell’impegno di Unicredit, che è main partner della Filarmonica.
“Sono orgoglioso di assumere la presidenza di un’istituzione culturale prestigiosa come la Filarmonica e di accompagnarla nel percorso di crescita dei prossimi anni, con il sostegno – ha sottolineato Beretta – del Main Partner UniCredit”.
“Colgo l’occasione – ha aggiunto – per ricordare la figura di Fabrizio Saccomanni, particolarmente legato alla Filarmonica. A lui va il mio pensiero in questo momento come esempio di entusiasmo nel promuovere la cultura umanistica e musicale e di impegno nel sostenere un progetto di grande respiro internazionale”.

Si restaura la Pietà di Michelangelo, cantiere aperto a FirenzeA Museo Duomo intervento su opera che artista tentò distruggere

FIRENZE23 novembre 201911:08

– Restauro a cantiere aperto, sotto lo sguardo dei visitatori, per la Pietà di Michelangelo conservata al Museo dell’Opera del Duomo di Firenze dove avverrà l’intervento. E’ una delle tre eseguite dal Buonarroti, non finita dal grande artista che ci si volle ritrarre ma che tentò anche di distruggere.Proprio l’intervento eseguito da Tiberio Calcagni poco dopo la sua realizzazione, per riparare ai danni inflitti dal Buonarroti, è uno dei pochi di cui si fa cenno nella storia da romanzo di quest’opera che ora sarà affidata alle cure di Paola Rosa, già esperta di opere michelangiolesche, e della sua equipe. Entro l’estate del 2020 la fine del restauro che, si spiega, sarà rispettoso della visione ormai consolidata di una superficie visibilmente ‘ambrata’ della Pietà, un cambiamento cromatico dovuto probabilmente a un intervento ottocentesco per realizzare un calco.Scolpita in un enorme blocco di marmo bianco di Carrara tra il 1547 e il 1555 circa, quando Michelangelo era alla soglia dei suoi 80 anni, nella Pietà dell’Opera del Duomo, carica di vissuto e sofferenza, a differenza di quella giovanile vaticana e la successiva Rondanini il corpo del Cristo è sorretto non solo da Maria ma anche da Maddalena e dall’anziano Nicodemo, a cui Buonarroti dà il proprio volto. Il capolavoro era destinato a un altare di chiesa romana, ai cui piedi l’artista avrebbe voluto essere sepolto, ma l’opera ha avuto storia fatta di ripensamenti: Buonarroti non solo non la finì, ma in un momento di sconforto tentò di distruggerla e alla fine ne fece dono al suo servitore Antonio da Casteldurante. Quest’ultimo, dopo averla fatta restaurare da Calcagni, la vendette per 200 scudi al banchiere Francesco Bandini, famiglia da cui la Pietà prende anche il nome per distinguersi. Di mano in mano la scultura arriverà poi a Firenze nel 1674, dopo essere stata acquistata da Cosimo III dei Medici, granduca di Toscana, per finire prima nei sotterranei della Basilica di San Lorenzo poi in Cattedrale che lascerà per il Museo dell’Opera del Duomo nel 1981: un trasloco per non arrecare disturbo al culto data la grande affluenza di visitatori e per ragioni di sicurezza.”In passato la Pietà – ha detto Rosa – è stata oggetto soprattutto manutenzioni ma sono sempre state considerate operazioni di routine. L’attuale restauro riguarda l’aspetto estetico, mediante una cauta ripulitura”. L’approccio sarà ‘minimo’: l’immagine che si deve mantenere è di un gruppo scultoreo non in ‘bianco e nero’ ma sottilmente modulato e ‘colorato’ dal variare della ‘pelle’ della materia e dalle tracce di lavorazione. L’obiettivo è migliorare la lettura del capolavoro. L’intervento è finanziato dalla Fondazione Friends of Florence che il presidente dell’Opera Luca Bagnoli ringrazia: “Per noi tutto questo è motivo di orgoglio”. “Siamo tutti emozionati, è un’opera importantissima, carica di significato”, il commento di Andrea Pessina, soprintendente Archeologia, belle arti e Paesaggio di Firenze, Pistoia e Prato.

‘Mostra impossibile’, 45 capolavori di Raffaello in aeroportoRiproduzioni in scala 1:1, viaggeranno in Europa nel 2020

FALCONARA MARITTIMA22 novembre 201920:08

– Una “Mostra impossibile” all’Aeroporto delle Marche (Ancona Falconara) per dare il via alle celebrazioni dei 500 anni dalla morte di Raffaello Sanzio. E’ quella presentata dalla Regione Marche, in collaborazione con Enit e Aerdorica, società di gestione dello scalo, con il sostegno del Mibact. L’esposizione, ideata e curata da Renato Parascandolo, con la direzione scientifica di Ferdinando Bologna, recentemente scomparso, presenta fino al 6 gennaio 45 dipinti del pittore di Urbino, compreso l’affresco de La Scuola di Atene, riprodotti in scala 1:1 e riuniti insieme, permettendo così di ammirare in un unico allestimento opere disseminate in 17 Paesi diversi, provenienti dai musei più famosi del mondo. Capolavori come la Madonna Conestabile, la Madonna di Terranuova, lo Sposalizio della Vergine, la Madonna del Cardellino, la Deposizione, il Ritratto di Baldassare Castiglione fino alle Stanze Vaticane. Prossima tappa a Parigi, ma la mostra arriverà anche in Russia.

Hit parade, in vetta Tha Supreme con 23 6451Seguono Marracash e new entry Guccini-Pagani, Nannini, Dion

22 novembre 201920:56

E’ il rapper romano Tha Supreme, all’anagrafe Davide Mattei, con la raccolta d’esordio “23 6451” a dominare la classifica degli album più venduti della settimana dal 15 al 21 novembre, secondo i dati di Fimi/Gfk. Inoltre, con 7 brani al vertice della Top Singoli Fimi (dati Fimi/Gfk Italia), con blun7 a swishland al primo posto, dopo aver conquistato la scorsa settimana il secondo posto sul podio degli album più ascoltati in Italia su Spotify nelle prime 24 ore dall’uscita (13.005.922 stream) l’album registra un nuovo record: 23 6451 è il più ascoltato di sempre in Italia su Spotify nella prima settimana, contando 59.533.687 stream.Inoltre nelle prime 24 ore aveva già 7 tracce nella chart Top 200 Global di Spotify e tutti i 20 brani nelle prime 21 posizioni della Top 50 Italia (era comunque un brano in collaborazione con Tha Supreme a figurare alla numero 15, Supreme di Marracash feat. Sfera Ebbasta). Pubblicato da Epic/Sony Music Italy, l’album è stato curato tutto dall’enfant prodige del rap italiano. Diversi invece sono i nomi che hanno collaborato: compaiono strofe di Nitro, Nayt, Lazza, Fabri Fibra, Mara Sattei, Marracash, Dani Faiv, Salmo, Mahmood, Gemitaiz e MadMan, per un totale di 20 tracce.Scivola dal trono sul secondo gradino il rapper Marracash con il suo nuovo album Persona. Sale invece sul podio al terzo posto un’altra new entry della hit, quella composta da Francesco Guccini e Mauro Pagani con Note di viaggio, dedicato alle canzoni di Guccini, arrangiate da Pagani, album primo anche tra i vinili. Ad interpretare 12 brani del cantautore: Giuliano Sangiorgi (Stelle) Malika Ayane (Canzone quasi d’amore), Ligabue (Incontro) Elisa (Auschwitz) Samuele Bersani e Luca Carboni (Canzone delle osterie di Fuori Porta), Manuel Agnelli (L’avvelenata), Carmen Consoli (Scirocco), Nina Zilli (Tango per due), Brunori Sas (Vorrei) e Margherita Vicario (Noi non ci saremo). Quarto gradino per un’altro nuovo ingresso, quello di Gianna Nannini con Differenza, seguito da D.O.C. di Zucchero. Ultimo nuovo ingresso nella top ten, Celine Dion con Courage.Ecco la top ten Fimi/Gfk degli album piu’ venduti della settimana dal 15 al 21 novembre:1) 23 6451, THA SUPREME (EPIC SONY)2) PERSONA, MARRACASCH (ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)3) NOTE DI VIAGGIO – CAPITOLO 1: VENITE AVANTI, FRANCESCO GUCCINI, MAURO PAGANI (BMG RIGHTS MANAGEMENT UNIVERSAL MUSIC)4) LA DIFFERENZA, GIANNA NANNINI (CHARING CROSS RECORDS LIMITED SONY)5) D.O.C., ZUCCHERO (POLYDOR UNIVERSAL MUSIC)6) DIARI APERTI (SEGRETI SVELATI) ELISA (ISLAND UNIVERSAL MUSIC)7) 10 YEARS – THE BEST OF, IL VOLO (MASTERWORKS SONY)8) LA BELLA MUSICA, VEGAS JONES (RCA RECORDS LABEL SONY)9) COLPA DELLE FAVOLE, ULTIMO (HONIRO BELIEVE)10) COURAGE, CELINE DION (COLUMBIA SONY)Ecco la classifica dei singoli più scaricati:1) BLUN7 A SWISHLAND, THA SUPREME (EPIC SME)2) DANCE MONKEY, TONES AND I ( ELEKTRA -NEK- WMI)3) FUCK 3X,THA SUPREME (EPIC SME)4) SW1N6O THA SUPREME FEAT. SALMO (EPIC SME)5) SUPREME (L’EGO) MARRACASH, THA SUPREME & SFERA EBBASTA (ISLAND UNI) Infine, la classifica dei vinili:1) NOTE DI VIAGGIO – CAPITOLO 1: VENITE AVANTI, FRANCESCO GUCCINI, MAURO PAGANI (BMG RIGHTS MANAGEMENT UNIVERSAL MUSIC)2) 23 6451, THA SUPREME (EPIC SONY)3) LA DIFFERENZA, GIANNA NANNINI (CHARING CROSS RECORDS LIMITED SONY)4) MISS MONDO, LIGABUE, (WARNER RECORDS WMI)5) THE DARK SIDE OF THE MOON, PINK FLOYD (PARLOPHONE WMI).

Morta M. Cristina Craglia (Delsa), regina degli abiti da sposaTra prime imprenditrici, da ricamo a mano al wedding

BELFORTE DEL CHIENTI22 novembre 201920:28

– E’ morta nella sua casa di Belforte del Chienti la fondatrice della Delsa: Maria Cristina Craglia aveva 86 anni e nel 1969 aveva dato vita alla nota azienda di abiti da sposa. Nata a Tolentino, fin da bambina aveva mostrato la sua creatività: lei stessa raccontava di quando, con la carta da zucchero, realizzava piccoli abiti per le sue bambole. Una creatività che si è unita alla professione dopo gli anni trascorsi in collegio, dalle Clarisse del Colle di San Ginesio, dove aveva imparato l’arte del ricamo. Dopo anni dedicati ai corredi nuziali, ha dato vita nel 1969 ad un piccolo laboratorio a Tolentino. Da lì Craglia è riuscita a creare un’impresa costruita sull’abilità, la grinta e la capacità lavorativa che, a quei tempi, venivano attribuite solo agli imprenditori uomini. Nel 1979 il trasferimento a Belforte del Chienti. Nel 2015 il riconoscimento più importante, quando è stata insignita del titolo di Commendatore dell’Ordine Al merito della Repubblica Italiana.

Su muri Crotone disegni di un misterioso artista, si firma FrogPareti sporche e degradate abbellite da immagini di alta qualità

ROTONE23 novembre 201911:11

– Si firma Frog e nessuno sa chi sia. Sono invece diventati subito oggetto di ammirazione i disegni che questo misterioso artista ha incollato sui muri di Crotone facendoli letteralmente apparire uno di seguito all’altro in varie zone del centro.
Sei finora i disegni che, dal 9 novembre, il misterioso artista ha incollato sui muri sporchi della città. Si tratta, infatti di Poster Art, ovvero disegni realizzati su carta e poi appiccicati sui muri. Il primo disegno apparso era una ‘bambina con il libro’ che si può ancora ammirare in via Raimondi (nei pressi del Duomo). Il giorno dopo è apparso in piazza Lea Garofalo il disegno di una Venere (probabilmente ispirata dal dipinto del Botticelli), incollato al muro del castello che si trova poco dietro a chiosco di un bar. Nelle settimane successive Frog ha fatto apparire altre tre opere tra cui un Cristo con Madonna sotto i portici di piazza Pitagora e infine un Charlie Chaplin apparso sul muro del municipio nella centralissima piazza della Resistenza.

Fumetti: a dicembre la Sardegna arriva sulle pagine di DagoUn episodio ambientato nell’Isola, apripista per progetti futuri

AGLIARI23 novembre 201911:56

– Le coste e le campagne del centro Sardegna, gli scorci di diverse zone del territorio ma anche alcuni costumi e maschere dell’Isola saranno i ‘protagonisti’ di una storia di Dago, il personaggio a fumetti creato nel 1980 dal sudamericano Robin Wood. Il 14 dicembre, infatti, uscirà “Lungo le strade della morte”, un episodio ambientato nell’Isola. La storia, scritta e disegnata dagli argentini Nestor Barron e Sergio Ibanez, verrà pubblicata sul numero 277 del mensile dedicato al personaggio.
Un ‘viaggio’ in Sardegna nel corso del quale il Giannizzero Nero incontrerà “Su ‘Entu”, personaggio di fantasia che si oppone alla dominazione spagnola. Durante l’avventura ci saranno citazioni “in limba” (in lingua sarda), nelle varie tavole si potranno ammirare le coste e le campagne del centro Sardegna. La storia sarà un’apripista per progetti futuri. Infatti, l’Editoriale Aurea, l’editore di Dago, ha lanciato una nuova linea definita “a trazione Italiana”. E’ realizzata da uno staff di autori del Belpaese: Paolo Emilio Petrillo, Silvia Marino, Vincenzo Mercogliano, Edym e Yildrim Orer e il sardo Gianluca Piredda. Proprio lo sceneggiatore e scrittore di Sassari sta realizzando storie ispirate a fatti realmente accaduti e che, pare, potrebbero riportare il Giannizzero Nero sull’Isola con una nuova avventura.
Creato nel 1980 da Wood, Dago è dal 1983 una delle colonne portanti del settimanale Lanciostory nonché uno dei personaggi a fumetti più conosciuto in Italia. Oltre al mensile e alle pubblicazioni monografiche e cartonati a lui dedicati, le storie compaiono settimanalmente su Lanciostory, oltre agli inserti che, periodicamente, appaiono su Skorpio. Nel corso della sua ‘storia’ fumettistica ha visitato tutti i Paesi del Mediterraneo e adesso per la prima volta sbarca in Sardegna.

Umberto Broccoli, racconto 50 anni di Italia in musicaEsce Questa è la storia, viaggio nel ‘900 attraverso le canzoni

23 novembre 201919:55

UMBERTO BROCCOLI, “QUESTA E’ LA STORIA’ (BOMPIANI, PP.528, 40 EURO – A cura di Patrizia Cavalieri)”Basta con il facile, basta con gli slogan. Torniamo al semplice, per cercare di comprendere i fenomeni e la loro genesi e poi comunicarli”. Non è tanto una protesta, quanto un augurio per il futuro, sempre pensando ai giovani, quello che affida in un’intervista Umberto Broccoli, da sempre abituato a indossare con naturalezza la doppia veste di archeologo e di comunicatore. Anche nell’ultimo libro, “Questa è la storia” (Bompiani, pp.528, 40 euro. A cura di Patrizia Cavalieri), lo sguardo è ancora una volta rivolto ai ragazzi, per raccontare, in un appassionante viaggio tra musica e parole, 50 anni di Italia, dal ’38 all’88, attraverso le canzoni. “Questo è un libro di storia, non di musica. Ma le canzoni rispecchiano sempre il Paese e oggi c’è un’altissima percentuale di giovani che riascoltano le canzoni del ‘900, da Battisti ai Beatles”, sottolinea, “ecco perché forse può servire spiegare loro il contesto in cui sono nate, perché è su quel germe, su quei ragazzi che bisogna lavorare”. “Viviamo anni spezzettati, confusi, caotici e il nostro è un Paese allo sbando, che non ha continuità”, osserva l’autore, “questo si rispecchia anche nella musica odierna, così frammentaria, come il rap per esempio. Prima, dagli anni ’50 agli anni ’80, le canzoni avevano una linea armonica e melodica, ora non più”.Il libro raccoglie in parte l’esperienza iniziata nel 2012 sulle pagine del Corriere della Sera e di Sette (nata dalla “folgorazione” di Ferruccio de Bortoli e Pier Luigi Vercesi, all’epoca direttori delle due testate) in cui Broccoli, che era sovrintendente per i beni culturali di Roma Capitale, ha raccontato per cinque anni con il suo personalissimo “metodo” l’Italia utilizzando appunto le canzoni: il risultato è davvero un tuffo nella memoria collettiva, in quella privata del lettore e al tempo stesso nei nodi principali della storia nazionale. Da Grazie dei fiori a Volare, da Una rotonda sul mare a Dio è morto, e poi I giardini di marzo, Impressioni di settembre, Generale, Le ragazze dell’Est, Maledetta primavera, I dubbi dell’amore: impossibile citare tutte le canzoni presenti nel volume che, accanto a una selezione di fotografie emblematiche, accompagnano il racconto di personaggi, eventi politici e sociali accaduti nel ‘900 italiano. “La storia, come diceva Le Goff, non si fa solo con i documenti d’archivio, ma con tutto il resto, la vita quotidiana, le cose immateriali, e anche con le canzoni, che sono una madeleine proustiana: anche se magari il ricordo diretto non c’è, la canzone ti trasporta in quel periodo”, dice. E lei a quale canzone è più legato? “Ce ne sono due: una è Se telefonando di Mina del ’66, un brano dal testo rivoluzionario. Per la prima volta infatti una donna, dopo una storia di sesso, decide di mandare via l’uomo. E’ l’anticamera del ’68”, racconta, “la seconda è invece E ti vengo a cercare di Battiato del 1988: è un brano dedicato a Dio, non a una donna. Battiato ci aveva suggerito che forse verso la fine del millennio avremmo dovuto ritornare al pensiero, al trascendente. Purtroppo non lo abbiamo ascoltato e ora, dopo la sbornia del sensazionalismo, tutto è effimero, più è inutile e più sembra vero”.Da sempre lei si impegna per spiegare in modo accattivante la storia e i grandi temi al grande pubblico, eppure c’è ancora chi, magari tra gli intellettuali, vede questo modo di comunicare con sospetto. “Io non sono un intellettuale, ma un artista, perché lavoro sull’istinto. Non ho mai smesso di fare il mio lavoro, che è lo stesso sia in tv sia all’università: la verità è che non esiste un linguaggio accademico e uno divulgativo, ma solo uno buono o uno cattivo. Se non ti fai capire, se usi paroloni e non li spieghi, vuol dire che non hai contenuti”, afferma Broccoli. “Our essendo nato in accademia, non mi è mai interessato cosa pensassero gli accademici. Gli intellettuali hanno sempre combattuto battaglie di retroguardia. Lo specialismo è ciò che ha ammazzato la cultura”.

Vicino/lontano, la parola chiave del 2020 è ‘passione’A Udine dal 21 al 24 maggio

UDINE23 novembre 201914:03

– È “passione” la parola-chiave scelta dall’associazione vicino/lontano per il 16/o festival, in programma a Udine dal 21 al 24 maggio 2020, con la consueta anteprima musicale a cura della Fondazione Luigi Bon. Passione, spiegano i promotori, è un termine “polivalente e speculare nel duplice aspetto, attivo e passivo, si presta a molte articolazioni, che interessano tutte le discipline e le competenze presenti nel comitato scientifico di vicino/lontano”.
Passione significa anche “accettare la sfida più impegnativa del nostro tempo: trovare nuovi modi di vivere, e convivere, sul pianeta Terra”.
La Giuria del Premio Terzani, impegnata a individuare i candidati all’edizione 2020; il Premio verrà consegnato sabato 23 maggio. Guido Nassimbeni lascia la presidenza a Paola Colombo, Franca Rigoni la vicepresidenza a Paolo Ermano. Entrano nel rinnovato consiglio direttivo Maddalena Bosio, Alberto Cervesato, Luca Pavan, Andrea Schincariol e Andrea Zannini.

Mario Brunello e Bach, the dark side of the musicAl violoncello piccolo l’altro mondo delle Sonate per violino

23 novembre 201919:31

– ”Quando ho suonato al violoncello piccolo il primo accordo della prima sonata per violino mi sono detto: ‘Caspita, Bach mi ha nascosto per metà della mia vita metà della sua musica’ ”. Mario Brunello, tra i massimi violoncellisti viventi, spiega così la meraviglia della scoperta dell’altra faccia del genio della musica, le Sonate e Partite composte dal grande Johan Sebastian per il violino che al violoncello piccolo svelano un nuovo mondo sonoro. Brunello ha pubblicato all’inizio di novembre per l’etichetta Arcana il primo (con due cd) di una collana di tre volumi dedicati a questa particolare rilettura del repertorio bachiano, la prima registrazione al mondo al violoncello piccolo. Un saggio ‘live’ dell’impresa lo ha visto nelle scorse settimane protagonista a Santa Cecilia del primo dei quattro concerti in programma per la stagione da camera, due nel calendario di quella in corso (prossimo appuntamento il 29 gennaio) e due nel 2020-21, in cui proporrà i 12 capolavori – l’esecuzione integrale delle sei Suites per violoncello, delle tre Sonate e delle tre Partite per violino – preceduti, come ha ormai abituato il suo pubblico, da una spiegazione per metterne in luce caratteristiche e peculiarità.Brunello, 59 anni, può permettersi una sfida tanto impegnativa. Vincitore nel 1986 – primo e unico italiano – del celebre concorso Caicovskij di Mosca, si è imposto sulla scena internazionale suonando con i direttori più illustri e le orchestre più prestigiose e collaborando con solisti di livello straordinario. Inventore del Festival “I suoni delle Dolomiti” che ha portato la grande musica in alta quota, l’artista di Castelfranco Veneto parla anche con gli occhi quando racconta il suo rapporto con la montagna. “Chi si mostra perplesso su questa esperienza è perché non l’ha mai fatta – spiega -. Sulle Dolomiti si va a riempire spazi con la musica. Le sei sonate di Bach sono la Bibbia per i violoncellisti. Per tre anni le ho suonate lì dove il profilo delle montagne sembra una partitura. Per il violoncello piccolo ho cercato un’altra immagine e ho scelto l’Etna, perché la musica di Bach è una cascata di note come un fiume di lava”. Vette, colate di magma e poi il deserto, altro grande scenario dove ha portato la sua musica. Il luogo chiuso aumenta l’acustica, dice, ma all’aperto, in un’oasi ambientale, il suono dello strumento è autentico e crea emozioni particolari. Bach, in questo senso, è il non plus ultra. “Le sue cattedrali musicali sono montagne, mai simmetriche ma proporzionali. Lui è riuscito a trasformare la natura in musica, così come Beethoven ha fatto con lo spirito. La foglia è la musica di Bach, perfetta ma a ben guardare composta da due parti che differiscono, equilibrandosi”. Anche la scelta di spiegare i brani per guidare all’ascolto risponde all’approccio da innamorato della montagna. “E’ un modo per dare appigli, come quando si fa una arrampicata, per far sognare ognuno”. Il violoncello piccolo, di dimensioni inferiori al violoncello e accordato un’ottava più bassa rispetto al violino, è una tappa nuova del percorso. “Le suite di Bach per violoncello sono sei – racconta – le suono da 40 anni e le ho incise tre volte. Delle altre sei per violino c’era sempre qualcosa che mi mancava nelle esecuzioni dei grandi violinisti, qualcosa che fosse mio. Per curiosità ho rubato una corda all’arpa di mia moglie Arianna perché non si trovava il mi da aggiungere a un violoncello che avevo a casa e ho provato a sostituirlo. In quel momento ho capito che mi era stata tolta la possibilità di conoscere Bach in tutta la sua meraviglia del repertorio per quattro corde. Il violino ha infinite possibilità tecniche, ma l’altro, dal corpo più grosso, ha possibilità sonore molto più interessanti per questo tipo di musica polifonica”.Brunello ricorda che dal Seicento fino a metà del Settecento il violoncello piccolo era famosissimo e comprendeva varie misure. Usato esclusivamente da Bach in alcune cantate, nel registro tenore-basso con una nota in più rispetto alle quattro corde tradizionali, svolgeva il ruolo del controtenore. Poteva essere da spalla e da gamba. La vera differenza è un’altra. “La prima corda che incontra il violinista è quella acuta, per il violoncello è la corda bassa. Quindi cambia il modo di leggere non la sostanza. Per questo dico che affronto la musica di Bach partendo dal basso”. E’ la rilettura attuale di un patrimonio straordinario del passato, con attenzione filologica ma senza dimenticare la sensibilità personale. “Penso che non si possa tornare a suonare come si faceva ai tempi di Bach. Non posso dimenticare la musica dei Pink Floyd, fanno parte di me”.

Eco, etico, vegano, i termini più usati nella green fashionDal magazine online Higthsnobiety parole ed espressioni in voga

23 novembre 201914:11

– Biodegradabile, ecologico, moda etica, carbonio neutrale, vegano, sono diversi i termini e le espressioni utilizzati nel giornalismo in tema green fashion. A elencare i vocaboli più ricorrenti ci ha pensato il magazine online Hightsnobiety. Ecco una mini guida alle parole più usate.
BIODEGRADABILE significa che un prodotto può degradarsi naturalmente senza effetti negativi sull’ambiente, rilasciando sostanze chimiche dannose. Nella moda si intendono tessuti non sintetici come cotone organico, seta, canapa, quelli senza coloranti e prodotti chimici di finitura.CARBONIO NEUTRALE – Il carbonio, spiega The Guardian, è una scorciatoia per tutti i vari gas serra, anidride carbonica, metano e protossido di azoto, che assorbono ed emettono energia radiante che aumenta la temperatura della superficie terrestre e quindi contribuisce al cambiamento climatico. Una società che s’impegna per la neutralità del carbonio significa che mira a eliminare tutte le emissioni di carbonio dalla propria catena di approvvigionamento. Gucci riconosce che non è possibile andare completamente carbon neutral rispetto al suo modello di business, ha promesso di compensare le sue emissioni con donazioni a Redd + più consistenti, che supporta gli sforzi dei paesi per ridurre le emissioni e a combattere la deforestazione.
MODA CIRCOLARE – si riferisce all’intero ciclo di vita di un prodotto e si concentra su un cerchio di creazione, uso, riciclo, piuttosto che creazione, uso, smaltimento, utilizzo e riutilizzo. PRIVO DI CRUDELTA’ – significa che le aziende non hanno testato ingredienti o prodotti sugli animali durante la fase di produzione. Privo di crudeltà, quindi, significa anche che nessun animale è stato ucciso o ferito in nessun luogo del mondo durante la produzione. Gli articoli che soddisfano questo standard normalmente portano un simbolo a cuore. Ad esempio la lana se priva di miscele sintetiche è biodegradabile, ma ciò non significa che le pecore da cui provengono siano state trattate bene. Peta ha documentato orribili casi di maltrattamenti di ovini in Australia. Il paese produce gran parte della lana merino del mondo. Per i prodotti che non usano affatto animali, il termine è VEGANO.

Musica contro le mafie, selezionati 10 finalistiIn gara il 6 e 7 dicembre a Cosenza per serate conclusive evento

COSENZA23 novembre 201914:40

– Sono stati scelti dalle giurie i 10 artisti ammessi alla finale della decima edizione del premio Musica contro le mafie in programma a Cosenza il 6 e 7 dicembre.
Gli artisti selezionati sono Antonio Carluccio, di Napoli, (con il brano Creature), Chris Obehi di Palermo (Non Siamo Pesci), Chiara Patronella di Grottaglie (Petalo a mari), Micaela Tempesta di Napoli (4M3N), Giovane Werther di Reggio Calabria (Non ho paura), Cadmio di Foggia (Puro), Lorenzo Santangelo, di Roma, (Respiro), Sikania di Agrigento (Siciliano Medio), Cance di Genova (Conosci?) e Romito di Napoli (Cosa ‘e niente).
Le ultime due giornate della 5 Giorni di “Musica contro le mafie” concluderanno il percorso che ha visto 512 brani candidati, 350 artisti ammessi al voto di una giuria di esperti, una giuria social ed una di studenti di varie scuole italiane.
Durante le finali i giudici on stage saranno Roy Paci, Picciotto e Serena Brancale insieme al pubblico, una giuria demoscopica ed una di votanti attraverso una diretta social.

Il viaggio di Enea candidato a Itinerario Culturale d’EuropaAttraversa cinque Paesi e in Italia approda in Salento

BRINDISI23 novembre 201914:48

– Il viaggio di Enea, l’eroe troiano che toccò 5 Paesi alla ricerca di una nuova patria, è candidato al riconoscimento quale Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa: in Italia approdò in Puglia, narra Virgilio che tra l’altro finì i suoi giorni a Brindisi. Qui il progetto La Rotta di Enea è stato presentato il 23 novembre in un convegno dedicato all’autore dell’Eneide, con Paolo Fedeli, accademico dei Lincei, la vicepresidente del Congresso dei poteri locali del Consiglio d’Europa Barbara Toce, il presidente dell’associazione Rotta di Enea, Giovanni Cafiero e l’assessore regionale alla cultura, Loredana Capone, in collaborazione con la Camera di Commercio di Brindisi e Assonautica.
Il viaggio dell’eroe figlio di Afrodite si snoda in Turchia, Grecia, Albania, Tunisia e Italia, con 21 tappe principali in luoghi suggestivi della civiltà mediterranea: l’approdo nel basso Salento è collocato a Castrum Minervae, l’odierna Castro (Lecce), dopo la sosta a Butrinto (Albania). Qui nasce il periplo di Enea nell’Italia meridionale, dall’Adriatico al Tirreno, percorso che oggi il progetto propone con “un forte valore per il rilancio del Mezzogiorno” e con la città di Brindisi, tappa crocieristica, punto di incontro anche con la via Appia che da qui conduce a Roma. “Enea che porta con sé il Palladio, la statua di Atena, divinità protettrice della Città – spiega Cafiero -, in viaggio con il padre Anchise sulle spalle e il figlio Ascanio per mano, rappresenta una metafora che può guidare il rilancio del Mezzogiorno in un contesto Euromediterraneo: fedeli alle proprie tradizioni ma proiettati verso un futuro aperto agli scambi culturali, al turismo, all’economia del mare”.

Fotografia: E-R domina concorso ‘Wiki Loves Monument’Ferrara e Bologna ai primi due posti, Comacchio settima

BOLOGNA23 novembre 201915:47

– La bellezza unica e le atmosfere slow che appartengono da sempre all’Emilia-Romagna hanno conquistato quest’anno la giuria di Wiki Loves Monument che ha premiato la regione con un primo, un secondo e un settimo posto nella classifica italiana delle prime dieci fotografie più belle in concorso per l’edizione 2019. Sul primo gradino del podio, Ferrara con una scatto del Palazzo dei Diamanti e di una bicicletta; sul secondo Bologna con un’immagine dei Portici di San Luca. In settima posizione uno scatto di Comacchio, la ‘Piccola Venezia’ del Ferrarese.
Sono state 215mila, provenienti da 47 nazioni, le immagini caricate sul sito del contest quest’anno, di cui 25.889 sono stati realizzate e caricate da fotografi italiani. Gli scatti sono già disponibili sul database digitale di Wikimedia Commons, che mira a raccogliere, promuovere e valorizzare sul web beni culturali e bellezze artistiche.
Sempre più attiva la partecipazione dei fotografi italiani, tra professionisti ed amatori, che in 925 hanno partecipato a questa 8/a edizione della competizione. L’Emilia-Romagna, rappresentata da 5.643 immagini, è arrivata in finale nazionale con tre suggestive immagini in bianco e nero che ora accedono alla finalissima insieme agli altri Paesi in gara.

Musica: in una graphic novel la storia di Michel Petrucciani’Il pianista dalle ossa di cristallo’ scomparso a 37 anni

BOLOGNA23 novembre 201916:48

– ‘Io sono Michel Petrucciani’ è la graphic novel pubblicata da Curci, con i disegni di Marilena Pasini e il testo di Vanni Masala, che racconta del ‘pianista dalle ossa di cristallo’, Michel Petrucciani, scomparso nel 1999 a 37 anni. Artista prodigio, era affetto dalla nascita dalla osteogenesi imperfetta, incidente genetico noto come ‘Sindrome delle ossa di cristallo’, che non gli permise di superare l’altezza di 102 cm e che lo condizionò per sempre.
Ma è stato tra i più importanti pianisti del jazz, e tra le molte collaborazioni spiccano quelle con Wayne Shorter e Jim Hall, su disco e in concerto. Tra gli aneddoti riportati, nel 1997 Riccardo Muti, direttore musicale della Scala, propose a Petrucciani di suonare insieme un brano di Gershwin ed al suo stupore, gli rispose: ‘Lo chiedo per due motivi: il primo è che quando ho annunciato la mia scelta all’orchestra, tutti si sono alzati in piedi in una standing ovation, il secondo motivo è che Mozart è morto’. Ma il progetto non si realizzò mai.

Matera 2019: i Sassi e la Lucania, ideali per videoclipNella Capitale della Cultura premiato “Lucania Music Video Tour”

MATERA23 novembre 201916:58

– Proporre non solo Matera (Capitale europea della Cultura 2019) con i rioni Sassi ma anche la Basilicata con i suoi paesaggi, come luoghi unici e ideali “per immaginare e dare forma a videoclip musicali”. E’ l’idea alla base del concept “Lucania Music Video Tour” di Fabio Di Ranno con il videoclip del duo synth-pop Tomacelli (Di Ranno/Paterni) “Io Corro”, tra i vincitori del concorso di HubArt Matera 2019, promosso da Rai Com.
Tra le ambientazioni “consigliate” ci sono anche i calanchi di Pisticci (Matera) – dove è stato girato “Io corro” – la città fantasma di Craco (Matera) e il volo dell’Angelo tra Pietrapertosa e Castelmezzano (Potenza).

Tff: Frida Kahlo, artista martire in b/n e a coloriIl docu-film di Troilo in sala dal 25 al 27 novembre

TORINO23 novembre 201917:03

– Un’artista martire piena dei colori dell’America precolombiana. Bellissima, in alcune foto, e per niente bella in altre con quelle sue sopracciglia folte e quella peluria sopra le labbra che non ha mai voluto nascondere. Frida Kahlo, come la racconta ‘Frida. Viva la vida’, docu film di Giovanni Troilo che passa oggi alla 37/a edizione del Torino Film Festival nella sezione Festa Mobile per poi approdare nelle sale italiane in esclusiva il 25, 26, 27 novembre, vive negli opposti. Maledettamente segnata nel corpo (al centro di gran parte dei suoi quadri) e altrettanto libera nella sua vita privata, una sorta di Lou Von Salome messicana. Per questa artista nata nel 1907 il docu-film, prodotto da Ballandi Arts e Nexo digital in collaborazione con Sky Arte e con la partecipazione di Asia Argento, racconta, per quanto possibile, questa icona pop che sembra aver vissuto tre vite. E questo in un lungo viaggio tra le opere, ma anche le fotografie, i vestiti e gli oggetti personali della Kahlo con la colonna sonora originale di Remo Anzovino. Colpita dalla poliomielite a sei anni e vittima poi di un incidente stradale che la lascerà invalida a diciotto, Frida affrontò ben 32 operazioni e convisse sempre con dolori atroci che la perseguitarono fino alla morte. Nonostante questo, grazie alla sua pittura e ai suoi scritti, al suo modo di vestire, al suo stile inconfondibile, nel corso degli anni la Kahlo è diventata un modello di riferimento, un’icona capace di influenzare artisti, musicisti, stilisti.

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A Londra una ‘Walk of Fame’, prima targa per gli Who
Cerimonia coi paladini del rock anni Sessanta a Camden

LONDRA23 novembre 201917:06

– Anche Londra ha la sua ‘Walk of Fame’ in stile Los Angeles, tutta dedicata ai musicisti. E’ stata inaugurata nel quartiere di Camden la ‘Music Walk Of Fame’, una passerella simile a quella americana di Hollywood Boulevard, pavimentata coi nomi di quanti hanno reso grande il cinema e lo spettacolo ‘made in Usa’. Nella capitale britannica invece devono prendere posto quanti hanno fatto la storia del rock e del pop. I primi a ricevere questo riconoscimento sono stati gli Who, grandi protagonisti degli anni Sessanta e Settanta e ancor oggi in attività, nonostante gli oltre 70 anni di età dei suoi due principali componenti.
Il ‘frontman’ Roger Daltrey e il chitarrista Pete Townshend hanno entrambi preso parte, entusiasti, alla cerimonia di inaugurazione della loro targa in granito, che si è svolta a Camden. “Questa iniziativa è una cosa grandiosa per Camden e per Londra, non solo, servirà per questo quartiere e diventerà una attrazione turistica”, ha commentato Townshend, che ha scherzato sul fatto di preferire una ‘walk of fame’ nella zona di Goldhawk Road (ovest di Londra), dove è nata la rock band, “ma da quelle parti non avevano i soldi per farla”. I nomi con cui lastricare la via delle ‘stelle’ musicali, situata tra Chalk Farm Road e Camden High Street, vengono stabiliti da un panel internazionale formato da artisti e giornalisti. I prossimi ad essere onorati sono i Madness, all’inizio del 2020, e sono previste decine di altre targhe nei mesi a venire.

Flaiano, ‘Un romano a Marte’ secondo MontaltiAll’Opera di Roma il lavoro premiato per la composizione

24 novembre 201912:07

– Lunghi applausi di un pubblico di appassionati e addetti ai lavori per ”Un romano a Marte” di Vittorio Montalti su libretto di Giuliano Compagno, che ha vinto il premio di composizione bandito dall’Opera di Roma e messa in scena in prima assoluta al Teatro Nazionale con l’Orchestra dell’Opera diretta da John Axelrod e con la colorata e vivace regia di Fabio Cherstich nel cartellone di Contemporaneamente Roma 2019. Il lavoro, sin dal titolo che ne ribalta gli elementi, prende le mosse da ”Un marziano a Roma” di Ennio Flaiano, presentato da Vittorio Gassman al Lirico di Milano proprio il 23 novembre del 1960, esattamente 59 anni fa: quell’insuccesso, secondo uno dei celebri paradossi dell’autore, spesso apocrifi, ”mi ha dato alla testa”.Ora al centro del discorso, più che il marziano Kunt interpretato da Tomofei Baranov), che pure scende dall’alto vestito rosso e giallo come un pompiere, c’è lo stesso Flaiano, descritto nel prologo attraverso quel che non fu (non fascista della prima ora, non antifascista dell’ultima, non di ricca famiglia borghese, non festaiolo, non comunista …). Accanto allo scrittore e il marziano, c’è il personaggio Ilaria Occhini (Rafaela Albuquerque), attrice di classici e protagonista dell’insuccesso che vuole ”dileguarsi in incognito”, e il critico (Gabriele Portoghese), che ha assistito a quella prima e si fa voce narrante di quegli anni, di quell’atmosfera.Vittorio Montalti, 35 anni, diplomato a S. Cecilia a Roma e al Verdi di Milano, ha studiato musica elettronica a Parigi all’Ircam e nel 2010 ha vinto il Leone d’Argento per la Creatività alla Biennale di Venezia. si dice legato all’idea di Berio di Opera come plurale di Opus, ”ovvero molteplicità di lavori e tecniche che, combinati assieme, contribuiscono a generare una grande macchina, al cui processo creativo e alla cui attivazione hanno cooperato molte conoscenze e altrettante capacità umane e artistiche”. E questo, più o meno, appare ”Un romano a roma”: una macchina più che un racconto, un insieme di simboli e segni, di parole e elaborazioni musicali, spesso astratti e giocati sul nonsense, a cominciare da quel che si vede in scena e specie l’attività senza mai sosta di due mimi in camice bianco (quasi infermieri di un qualche manicomio). Gli autori (musica, libretto, regia) mettono troppa carne al fuoco sino all’incongruità (a cominciare dal finale a sorpresa con l’intervento del personaggio di Caterina Martinelli, uccisa dai nazisti nel maggio 1944 durante un assalto a un forno al Tiburtino) e puntano sul realismo, con tanto di nomi e cognomi di personaggi reali e col trucco quasi mimetico per la figura di Flaiano, cui dà corpo e voce Domingo Pellicola, ma rinunciando a qualsivoglia sviluppo narrativo, puntando su rare situazioni, scene e suoni che nell’accumulo e nella successione sembra vogliano rendere un’atmosfera difficile da decifrare, forse quella dichiarata della ”romanità”, che le didascalie, il testo proiettato come sovratitoli in certi casi chiariscono, in altri confondono.Più interessante il tessuto musicale costruito per contrasti e basato sulla commistione tra l’orchestra, l’elettronica e le voci che vanno dal cantato, dal vocalizzo singolo alla frase come destrutturata, al parlato ma tutto senza un vero filo interno, piuttosto sperimentando per blocchi, contrasti e momenti, in un gioco di armonia perduta, che è forse la vera cifra della serata.

Jojo Rabbit, una satira anti-odio sul nazismoIl Tff apre con la commedia nera di Waititi con la Johansson

TORINO23 novembre 201919:27

– Non è certo la prima volta che la sulfurea figura di Adolf Hitler viene cucinata in commedia. È il caso anche di Jojo Rabbit del regista neozelandese Taika Waititi (What We Do In The Shadow), film d’apertura del 37/o Torino Film Festival dopo aver vinto il premio del pubblico a Toronto, in sala dal 16 gennaio 2020. Una singolare commedia nera con un esplicito intento morale: “Non volevo fare un film zuccheroso sul nazismo, ma piuttosto una satira anti-odio” ha detto lo stesso regista che nel film interpreta Hitler.Il film racconta la storia di Jojo (Roman Griffin Davis), un ragazzino di dieci anni nella Germania nazista ormai prossima alla sconfitta, un ragazzino irriducibilmente fedele al Führer, tanto da averlo come amico immaginario. Dopo un incidente durante l’addestramento il giovane, che sembra uscito da Moonrise Kingdom di Wes Anderson, scopre che la madre (Scarlett Johansson) offre rifugio ad una ragazza ebrea. È troppo per lui. Molte delle sue convinzioni cominciano a sfaldarsi, mentre è sempre più frequente in Jojo la domanda: cosa significa davvero essere nazisti? In fondo Jojo, questa una delle tesi del film, è solo un ragazzino che non sa neppure esattamente quello che pensa in un mondo più grande di lui. Per lui e il suo amico Yorki, ci sarà comunque ancora il tempo per la redenzione, mentre il vecchio sistema in cui sono cresciuti crolla sotto gli attacchi degli alleati.Con Jojo Rabbit, torna al cinema la figura di Hitler in maniera ironica dopo film come Lui è tornato e, in chiave più demenziale, Kung Fury. Una lunga linea di lavori che partono dal Grande dittatore di Chaplin fino a La vita è bella di Benigni e Bastardi senza gloria di Quentin Tarantino, ma nel caso dell’Hitler dì Waititi la figura del dittatore ha una chiave molto macchiettistica, in fondo è solo la proiezione di un bambino. Sull’attualità del pericolo della destra ha detto in un’intervista a Toronto il regista Taika Waititi, sangue maori, russo ed ebraico: “Mi sembra oggi di rivivere gli anni Trenta, quando la gente mormorava per strada: ‘Hey, dopo la Prima Guerra Mondiale non commetteremo più gli stessi errori. Il mondo sarà un posto migliore’. Un’illusione. Sta succedendo di nuovo. L’ignoranza e l’arroganza sono un grosso difetto del genere umano. Azzerano la nostra memoria. Ecco perché è importante mettere in circolo esempi come Jojo. Dobbiamo trovare un modo nuovo e immaginifico di reagire e raccontare la storia con S maiuscola. E farci ascoltare dalle giovani generazioni”. Dice, infine, a Torino il giovanissimo attore che interpreta Jojo: “Quando a scuola ci hanno fatto vedere La vita è bella di Benigni nessuno conosceva i lager, tranne un mio compagno che aveva letto Il bambino con il pigiama a righe”. E ancora Griffin Davis:”Il messaggio del film è che ognuno deve guardare la vita con i propri occhi. In questo caso il film insegna ai bambini, con umorismo, cos’è stata la seconda guerra mondiale”.

Sanremo Giovani, i primi 5 finalistiFadi, Fasma, Gassmann, Sentieri e Thomas. La serata il 19/12

23 novembre 201919:32

– Il parterre della serata di Sanremo giovani, in onda in diretta su Rai1, RaiPlay e Radio2 dal Teatro del Casinò il 19 dicembre, inizia a comporsi. Durante il secondo appuntamento di “Sanremo giovani a Italia sì”, sabato 23 novembre su Rai1, sono stati infatti votati dalla Giuria demoscopica e dalla Commissione musicale presieduta dal direttore artistico Amadeus e composta da Claudio Fasulo, Leonardo De Amicis, Massimo Martelli e Gian Marco Mazzi i primi 5 finalisti (il secondo blocco sarà sottoposto al vaglio delle due giurie sabato 7 dicembre) che sono: Fadi (Due noi), Fasma (Per sentirmi vivo), Leo Gassmann (Va bene così), Marco Sentieri (Billy Blu) e Thomas (Ne 80).Al termine delle 4 semifinali si conosceranno quindi i 10 finalisti che poi si sfideranno la sera del 19 per conquistare 5 degli 8 posti disponibili per la sezione Nuove proposte del Festival di Sanremo 2020 (2 saranno invece assegnati agli artisti provenienti da Area Sanremo e 1 spetta di diritto alla vincitrice di Sanremo Young).Il lungo percorso per conquistare un posto al Teatro Ariston è iniziato ad ottobre dopo la prima selezione in cui sono stati ascoltati 842 brani, poi le audizioni dal vivo con 65 partecipanti e la scelta dei 20 semifinalisti per le quattro puntate di “Sanremo giovani a Italia sì”.

Pinocchio, il successo a 193 anni dalla nascita di CollodiBurattino protagonista del film di Garrone, mostre, premi, libri

24 novembre 201911:46

Comparso per la prima volta nel 1881 sul ‘Giornale per i Bambini’, Pinocchio, il più amato burattino di legno del mondo non smette di affascinare giovani e adulti e sorprende ancora con i suoi aspetti più enigmatici. Le avventure della marionetta a cui si allunga il naso quando racconta una bugia, si preparano ad essere le grandi protagoniste del Natale 2019, con l’arrivo del nuovo film di Matteo Garrone, una grande mostra a Villa Bardini a Firenze, nuove edizioni editoriali e premi.
A quasi due secoli, per la precisione 193 anni, dalla nascita del suo autore, Carlo Collodi, pseudonimo del giornalista e scrittore Carlo Lorenzini, nato a Firenze il 24 novembre 1826, ‘Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino’, raccolte in volume nel 1883 con un immediato successo editoriale che segnò una svolta importante nella storia della letteratura dell’Ottocento, si confermano eterne e continuano ad attirare l’attenzione del mondo del cinema, dell’arte, del teatro e dei fumetti.
Collodi che per tre anni, fino al dicembre del 1886 fu direttore del Giornale per i Bambini, pioniere dei periodici italiani per ragazzi, morì, arrivato all’apice del successo, il 26 ottobre 1890, a un mese dal suo 64/o compleanno. Riuscì così a godersi l’immensa fortuna del suo burattino che ha il dono, dopo aver superato numerose prove, di diventare un vero bambino, soltanto per quattro anni.
Per l’anniversario della nascita di Collodi, domenica 24 novembre si può visitare, a ingresso gratuito, a Villa Bardini, la mostra ‘Enigma Pinocchio. Da Giacometti a LaChapelle’ , a cura di Lucia Fiaschi con Ambra Nepi. Aperta fino al 22 marzo 2020, è un viaggio nell’arte contemporaneo dedicata all’enigmatico burattino di legno con 45 opere – tra sculture, dipinti, foto e video lungo la fantasia e la creatività di artisti i più diversi, con opere di Munari, Giacomelli, LaChapelle, Ceroli, Paladino, Calder, Ontani, Toscani, Benigni. Tra questi Sam Havadtoy, con il suo ‘Stalin con naso di Pinocchio’ (2016), che lo ha utilizzato per criticare chi ha oppresso la sua infanzia in Ungheria; mentre il burattino di Francesco De Molfetta ha le fattezze di Hitler.
In libreria per Rizzoli ‘Le avventure di Pinocchio’ (Rizzoli, pp 392, euro 34,90), dipinte e scritte a mano da Marcello Jori in una nuova edizione del grande classico in cui il burattino coloratissimo è inserito in un affresco di vita irrequieta e stravagante. Tra le strenne ‘Le avventure di Pinocchio’ illustrate da Justine Brax (Rizzoli pp 152, euro 25).
Attesissimo, arriva in sala dal 19 dicembre ‘Pinocchio’ di Garrone con nel ruolo del burattino Federico Ielapi, in quello di Geppetto Roberto Benigni, che gli aveva dedicato un film nel 2002, Gigi Proietti in quello di Mangiafuoco e Rocco Papaleo nei panni del Il Gatto. Prodotto da Archimede, Rai Cinema, Jeremy Thomas in associazione con Hanway Films e Le Pacte, il film, sceneggiato dallo stesso Garrone con Massimo Ceccherini, che è anche nel cast nel ruolo della Volpe, il film ci fa ritrovare le emozioni che hanno vissuto intere generazioni.
Roberto Latini mette in scena ‘Mangiafoco’ con Pinocchio che, incuriosito dal Gran Teatro dei Burattini, vende l’abbecedario che tanti sacrifici era costato a Geppetto, per comprare il biglietto ed entrare a vedere lo spettacolo. La piece che ha debuttato il 21 novembre, in prima visione, alla Serra del Sole di Matera, con replica il 22; continua a Milano, al Teatro Studio Melato, con un mese di recite, da giovedì 28 novembre a domenica 22 dicembre.
Lunedì 25 novembre riceveranno il premio ‘Pinocchio di Carlo Lorenzini 2019’, tra le dieci personalità della società civile e militare – che si sono distinte in altrettante categorie, idealmente riconosciute in un personaggio della fiaba di Pinocchio – l’attore Giuseppe Pambieri, la Fiorentina calcio femminile e il maresciallo dei carabinieri Giuseppe Giangrande.
E tra gli appuntamenti organizzati dal l’Associazione culturale ‘Pinocchio di Carlo Lorenzini’ , domenica 24 novembre ‘omaggio alla casa natale di Lorenzini e una conferenza dedicata al trentennale della caduta del muro di Berlino, con Pinocchio messaggero di Pace. Per le feste natalizie Pinocchio diventa un trenino che passa attraverso le scene del libro al Parco tematico di Rimini.

Don Carlo alla Fenice, Venezia non cede all’acqua altaPrevista marea 140 cm. Sovrintendente, si alza il sipario

VENEZIA23 novembre 201919:39

– Il sovrintendente del Teatro La Fenice, Fortunato Ortombina, guarda le previsioni del Centro maree che annunciano in mattinata acqua alta a Venezia anche il 24 novembre, con una massima di marea prevista di 140 centimetri alle 8.50 e 115 alle 21.40, e dice: “Speriamo bene. Ma noi siamo pronti e domani sera si alza il sipario”.Il 24 c’è l’inaugurazione della stagione con Don Carlo, opera di Giuseppe Verdi, diretta dal maestro Myung-Whun Chung e la regia di Robert Carsen, e nelle parole di Ortombina c’è la gioia del lavoro fatto, da tecnici, professionisti, maestranze, vigili del fuoco, per “restituire la Fenice alla città” ma anche l’intimo timore che le previsioni possano cambiare all’ultimo momento in peggio. E’ troppo recente il ricordo della sera del 12 novembre, quando nel giro di un paio d’ore il livello dell’acqua è improvvisamente schizzato verso l’alto fino a toccare i 187 centimetri. Inutili le pronte segnalazioni. Per motivi di sicurezza – l’acqua è entrata nella sala macchine sotto il piano terra, salvi palco e platea – il Teatro è rimasto chiuso per alcuni giorni e sono ancora aperte le “ferite” lasciate sui muri esterni dalla forza della marea, che ha tolto tratti di intonaco, con rischio di infiltrazioni.”Il Don Carlo – ricorda il sovrintendente – è un’opera difficile da fare in condizioni normali, pensi in queste condizioni”, con le prove fatte a Treviso, mentre “una umanità straordinaria” operava per rendere possibile la riapertura del Teatro. Per Ortombina, l’alzata del sipario va letta come “uno dei segni di una città che non si arrende”. La salvaguardia di Venezia appare come un confronto tra ciò che l’uomo può fare e la forza della natura, dell’imprevedibile. Suona così singolare che il Don Carlo, dramma verdiano ispirato a un lavoro di Schiller, abbia tra le sue cifre proprio il rapporto tra l’uomo – nelle sue diverse rappresentazioni date dai personaggi indicanti il potere, la religione, l’amore o l’amicizia, lo scontro tra padre e figlio – e un’entità superiore. “Puoi chiamarla destino, Dio o imponderabile – dice Ortobina -; è che ognuno è piccolo di fronte al mondo, ma dice anche che ciascuno dei personaggi, nei loro diversi ruoli, cerca di governare il mondo davanti a qualcosa di superiore. Le vicende di Venezia nelle ultime settimane ce lo può spiegare bene questo concetto”.Nell’opera verdiana la dimensione psicologica dei protagonisti si accompagna a temi cruciali come il potere e la Chiesa: “il duetto tra Filippo II e il grande inquisitore – spiega il sovrintendente – è un manuale di analisi politica” che riesce ad essere ancora attuale. E la “contemporaneità di Verdi”, di un compositore “che di fatto era un profeta, che è riuscito a indicare valori dell’umanità che continuano per molte generazioni; che ha saputo guardare dentro di noi 150 anni prima che noi arrivassimo” è uno dei punti forti del percorso di proposta delle opere del maestro di Busseto che La Fenice porta avanti da anni assieme a Chung.

Usigrai, uno spot per dire basta alla violenza sulle donneIn onda domani in tutti tg, gr, siti e account social della Rai

24 novembre 201912:22

– “La violenza contro le donne è una questione maschile, è un dramma causato dagli uomini. Per sconfiggerla è indispensabile cambiare la cultura degli uomini: abituati a un’idea di possesso e incapaci di accettare i rifiuti. Per questo l’Usigrai, il sindacato delle giornaliste e dei giornalisti della Rai, ha realizzato lo spot “#DaUomoAUomo”: volti e voci maschili dell’informazione che parlano “a noi uomini” per fermare l’abominio della violenza sulle donne”. Lo annuncia in una nota l’esecutivo del sindacato dei giornalisti di Viale Mazzini.
“Lo spot – spiega l’Usigrai – andrà in onda lunedì 25 novembre in tutti i tg, giornali radio, siti internet e account social delle testate giornalistiche della Rai. È stato ideato dalla Commissione Pari Opportunità dell’Usigrai (scritto da Piergiorgio Giacovazzo e Danilo Cretara, con la collaborazione di Roberta Balzotti, Carla Monaco e Monica Pietrangeli) con la consulenza di Stefano Ciccone dell’associazione Maschile Plurale. Ed è stato realizzato interamente con risorse interne della Rai: il telecineoperatore Enrico Venier, il montatore Andrea Castagnone, il responsabile della grafica Alessandro Cossu, la regista Silvia Belluscio”.

Gli 80 anni di Tina Turner, una regina del rockTra drammi e rinascite, record di vendite e canzoni leggendarie

25 novembre 201909:33

E’ difficile trovare una storia come quella di Tina Turner, una vita talmente piena di eventi, drammi, tragedie, violenza, ascesa, caduta, rinascita da sembrare scritta da uno sceneggiatore. E invece, Ann Mae Bullock, da Nutbush, Tennessee, oggi cittadina svizzera, martedì 26 novembre compie 80 anni dopo che un biopic, due musical, un paio di scioccanti autobiografie e tante canzoni indimenticabili, l’hanno da tempo consegnata alla leggenda.
Tina è una delle più straordinarie performer mai apparse sui palcoscenici: Mick Jagger, tanto per fare un nome, che è un suo amico fraterno, ha sempre ammesso di averle “rubato” il modo di stare in scena, ai tempi in cui i Rolling Stones erano così giovani da aprire i concerti di Ike & Tina Turner. Le loro performance insieme, a cominciare da quella a Live Aid, sono pagine di storia. Un’icona di bellezza senza tempo, un fascino irresistibile, probabilmente le gambe più belle della storia della musica (e non solo). Una voce inconfondibile, graffiante, immersa nella storia della black music ma perfetta per il pop da classifica, la capacità di resistere a un’esistenza che racchiude almeno tre vite, una naturale empatia sono gli elementi che ne hanno fatto una delle artiste di maggior successo di sempre. Se ora, alla soglia degli 80 anni, fosse necessario trovare una sintesi alla sua vita, si potrebbe dire definirla come un inno alla resilienza. Poco più di un anno fa, suo figlio Craig, avuto quasi adolescente da una relazione precedente a quella drammatica con Ike Turner, si è suicidato a 59 anni.
Ultimo colpo di una vita piena di drammi: Ike Turner, il marito con cui aveva messo su una band che è stata determinante per la nascita del rock’n’roll e che l’ha resa famosa, si rivelò un uomo violento, una sorta di schiavista domestico, che, nonostante il clamoroso successo di brani come “Proud Mary”, “Nutbush City Limits” e “River Deep Mountain High”, trasformò la vita di Tina in un incubo. Come è stato raccontato tante volte, da quell’orrore fuggì senza praticamente nulla, ricominciando da zero. Poi la sua seconda vita da super diva, costruita passo passo con una delle più celebri cover di “Let’s Stay Together” di Al Green, “Private Dancer”, “What’s Love Got To Do With It”, “The Best” in un crescendo clamoroso fatto di record di vendite (si parla di oltre 200 milioni di copie vendute), concerti clamorosi, Grammy Award, il Kennedy Center Honors, gli omaggi di altri artisti (su tutti quello di Beyoncé), ruoli cinematografici indimenticabili, l’Acid Queen di “Tommy”, la Aunty Entity di Mad Max, (accompagnato dal successo mondiale del brano “We Don’t Need Another Hero”).
Negli ormai trent’anni della sua nuova vita ha trovato conforto nel buddismo, è diventata cittadina svizzera trasferendosi sul lago di Lugano, si è sposata con Erwin Bach, un uomo più giovane di lei. Ma evidentemente il suo destino è quello di dover ricominciare. Quando sembrava che finalmente potesse approdare alla serenità è la sua salute a cedere: prima un ictus, poi un tumore all’intestino, infine una grave insufficienza renale che l’ha messa di fronte alla scelta tra dialisi e trapianto. Con la sua proverbiale sincerità, Tina ha ammesso di aver pensato anche al suicidio assistito. Poi il marito le ha donato un rene, restituendole un’esistenza serena. Ora, con la sua celebre collezione di parrucche, circondata dall’amore di un mondo che ha sempre tifato per lei, è arrivata al traguardo degli ottant’anni. Da qualche anno vive un’esistenza più ritirata, anche se si concede qualche apparizione alle sfilate dei più grandi stilisti. La donna che visse tre volte non ha ancora smesso di essere una regina del rock.

Tff ricorda Mario Soldati a 20 anni da scomparsaIl 25 novembre il ‘Soldati’s Day’ con proiezioni e incontri

TORINO24 novembre 201913:51

– Il Torino Film Festival dedica la giornata di domani, lunedì 25 novembre, a Mario Soldati, con proiezioni e interventi dalle ore 13 fino alla sera nella sala 3 del Cinema Massimo, ribattezzata dallo scorso anno ‘Sala Soldati’. La kermesse cinematografica ricorda così, a vent’anni dalla scomparsa, lo scrittore, regista, sceneggiatore, autore televisivo e viaggiatore. Oltre a tre dei suoi film maggiori (Malombra, Fuga in Francia e La provinciale), verranno proiettati spezzoni ed episodi delle sue serie televisive, delle sue inchieste giornalistiche, delle sue interviste.
La Giornata è organizzata in collaborazione con Rai Teche, Rai Movie, Cristaldi Film, Museo Nazionale del Cinema di Torino e Dams dell’Università di Torino, nella cui sede si terrà, il giorno dopo, un convegno di studi sull’autore, e con Sapienza Università di Roma.
Le proiezioni sono intervallate dagli interventi di familiari, amici, studiosi, esponenti del mondo della cultura che porteranno la loro testimonianza sull’autore.

Tormento e Tiromancino insieme per la prima voltaDopo 20 anni amicizia collaborano nel brano Per quel che ne so

24 novembre 201913:57

– Tormento e Tiromancino insieme per la prima volta. Dopo 20 anni di amicizia e stima reciproca, nasce la collaborazione tra i due artisti e il risultato è il brano “Per quel che ne so”, in rotazione radiofonica. La canzone è stata scritta insieme a Federico Zampaglione, Raige, Dutch Nazari e Matteo Di Nunzio, con la produzione degli SDJM.
“Tanti artisti sono coinvolti nella produzione di questo brano, e ognuno ha regalato energie che ti investono quando lo ascolti” racconta Tormento. “Caratteri diversi, esperienze personali, emozioni che si incontrano e si ritrovano unite quando si tratta un argomento così delicato che ci accompagna in ogni istante di questo viaggio. Ognuno alla ricerca di immagini che raccontino la propria visione dell’amore. Immagini, perché le parole da sole non bastano. La musica permette questa magia evocando le sensazioni come un incantesimo”.
“È un onore per me collaborare con i Tiromancino, li seguo da quando ero alle prime armi. La profondità che ha Federico nella scrittura è stata da sempre un’ispirazione. L’atmosfera che crea il suo timbro ha sempre portato la musica italiana in nuovi territori, racchiude le più alte vette e la profondità del mare”, sottolinea ancora Tormento. E Zampaglione aggiunge: “Tormento è una voce storica e unica nella scena hip hop italiana. Ho sempre amato la sua vena soul e la sua scrittura diretta e ispirata. È stato un vero piacere collaborare con un artista come lui, scrivendo e cantando il ritornello di questa canzone”.

Cristiano Malgioglio, nuovo singolo feat. The Jek’Notte perfetta’, nel video è Malena in omaggio alla Bellucci

24 novembre 201914:09

Morbioli, Malgioglio sarà Malena, il personaggio che Monica Bellucci ha interpretato nel film di Tornatore. “Trovo il video geniale, ringrazio Cristiano Malgioglio per questo omaggio a Malena, solo lui poteva pensare a una cosa così originale e divertente”, ha commentato l’attrice.
“Gaetano Morbioli ha realizzato il video in cui ho voluto omaggiare Monica Bellucci e la sua bellezza in ‘Malena’ di Tornatore – sottolinea Malgioglio – e lei appena ha visto il video è impazzita di gioia facendomi i complimenti. L’idea di questa canzone è nata per caso: in uno dei miei tanti viaggi a Cuba ho conosciuto alcuni bravissimi musicisti, uno di questi ha scritto questo brano che ho pensato fosse molto adatto a me e io ho fatto il testo in italiano. Appena ho accennato a Lorenzo Suraci di questa canzone, lui ha trasferito a Diego Calvetti il mood con cui doveva arrangiare il pezzo Notte Perfetta, che è un brano allegro. Diego Calvetti ha proposto i The Jek, giovani ragazzi con cui abbiamo realizzato questa collaborazione”.

C’era una volta… a Hollywood miglior cast a CapriAl festival di dicembre omaggio al film di Tarantino verso Oscar

NAPOLI24 novembre 201915:11

– Va a ‘C’era una volta…a Hollywood’ di Quentin Tarantino il premio per il miglior cast dell’anno di ‘Capri Hollywood – The International Film Festival” che dal 27 dicembre al 2 gennaio inaugurerà la stagione degli Awards 2020. ”Con Leonardo Di Caprio, Brad Pitt, Margot Robbie, uno straordinario gruppo di attori tra i quali anche Emile Hirsch, Margaret Qualley, Timothy Olyphant, Austin Butler, Dakota Fanning, Bruce Dern, Lorenza Izzo e Al Pacino, sono protagonisti dell’ affascinante affresco della Los Angeles ‘cinematografica ‘ del 1969 che ha entusiasmato il pubblico di tutto il mondo” si legge nella motivazione del riconoscimento.
Il film, che si annuncia protagonista a tutti i premi internazionali a cominciare da Golden Globe e Oscar, diretto scritto e prodotto da Tarantino, ha sin qui incassato 366,8 milioni di dollari e in Italia, dove è ancora in sala, 11.8 milioni di euro con Warner Bros Entertainment Italia totalizzando 1.7 milioni di presenze.

Nadia Toffa fino all’ultimo convinta di poter guarireIl ricordo commosso della madre Margherita a Domenica in

24 novembre 201916:44

– Fino all’ultimo Nadia Toffa, l’inviata e conduttrice delle Iene morta di cancro lo scorso 13 agosto a 40 anni, è stata “fiduciosa di poter guarire, tornare a fare le inchieste, condurre. Ma nonostante questo era pronta ad accettare quello che sarebbe successo. In clinica a Brescia c’era un missionario in partenza per il Brasile: le chiese di darle l’estrema unzione e lei disse di sì”. Lo ha raccontato la madre, Margherita, ospite di Mara Venier a Domenica in su Rai1.
Durante l’intervista, segnata dalla commozione, Margherita Toffa – che ha raccolto gli ultimi pensieri di Nadia nel libro ‘Non fate i bravi’ (Chiarelettere), uscito postumo a inizi novembre, i cui proventi saranno destinati alla ricerca contro il cancro – ha ripercorso i momenti più difficili della malattia di Nadia, ma ha anche sottolineato l’allegria e il sorriso con cui la figlia ha sempre affrontato la vita: “Quando scriveva, alcuni testi erano canzoni e si divertiva da matti a cantarle a cappella. Una volta ne ha inciso una come regalo ai fan, le riprese le ho fatte io con il telefonino”. Un brano d’amore che Nadia dedicò “alla persona che amava e che ha allontanato quando ha capito che stava veramente male”. Quel post sui social in cui accusava il compagno di non accompagnarla alle sedute di chemioterapia “non era vero: lui la accompagnava sempre – ha rivelato ancora Margherita Toffa – ma Nadia lo scrisse apposta, con durezza, per allontanarlo. E lui l ha capito, l’ha rispettata in questa scelta”.
Negli ultimi tempi “Nadia dormiva parecchio, ma quando era sveglia lavorava. Diceva ‘mamma è estate, devo avere i servizi pronti per le Iene, altrimenti i cassetti sono vuoti quando riparte il programma. Era convintissima che avrebbe ricominciato, nella sua testa era presentissima. Solo l’ultima sera l’ho vista cambiare, era molto pallida e il respiro si è fatto più affannoso. Non so dove ho trovato la forza di dirle: vola tesoro mio, la mamma è serena”.

Le opere di Blub tornano a CandelaraInstallazioni street artist a Pesaro, 16/a festa delle candele

PESARO24 novembre 201918:18

– Blub, street artist fiorentino, è tornato di notte a Candelara di Pesaro con altre opere nel borgo e all’esterno del centro abitato. Tra i lavori l’installazione del dittico di Natale con il ritratto di Babbo Natale, che indossa una mascherina da sub, e il braccio del Santa Claus mentre scrive sul muro con una bomboletta la frase “Una coscienza risvegliata è un vero dono”. Altra installazione vede ‘fronteggiarsi’ la “Ragazza con l’orecchino” al “Van Gogh”, dedicata alla pittura del Nord Europa. Con il suo progetto #lartesanuotare Blub vuole portare un sorriso alla gente e sensibilizzarla a una riflessione critica sul momento storico che viviamo. L’arte urbana dello street artist torna a Candelara dove, fino al 15 dicembre, nei week end, si svolge la 16/a edizione di “Candele a Candelara”, unica festa italiana dedicata alle fiammelle di cera. Alcune opere di Blub sono proprio lungo le vie principali che conducono al paese.

Terremoto: quadro Giulia Da Varano torna a CamerinoDipinto ritrae duchessa,rubato 39 anni fa e recuperato Cc Genova

CAMERINO24 novembre 201918:47

– Giulia Da Varano è tornata a casa. Il quadro del Dosso Dossi, vittima di un furto 39 anni fa, che ritrae l’ultima duchessa di Camerino, ha fatto ritorno in terra natia, con una cerimonia a Palazzo Sabbieti. A riportarla nella città ducale i Carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Genova, arrivati al quadro al termine di una lunga indagine.
Passo dopo passo è stato spiegato il percorso che ha condotto fino al dipinto, rinvenuto in una galleria di Padova, dal comandante Antonio Quarta: “Indizi inconfutabili e la conferma che si trattasse del dipinto in questione hanno rappresentato un momento bellissimo: siamo contenti di restituirvi questo che per la città è il tassello di un grande mosaico”. Presenti il sindaco Sandro Sborgia, l’assessore regionale Angelo Sciapichetti e molti cittadini. Sborgia (fino all’elezione comandante Nas Marche) ha ringraziato i Cc del Tpc di Genova e Carmelo Grasso, comandante del nucleo Tpc Marche, per il lavoro portato avanti nel periodo del sisma. “E’ stato recuperato un patrimonio artistico importantissimo per tutta la Regione. – ha ricordato il sindaco – Il recupero di questo quadro lo leggo come un tassello di un mosaico più ampio, della ricostruzione.
Torna a casa una camerte e, come lei, speriamo che quanto prima possano tornare tanti camerti costretti a stare lontano in questo momento”. A prendere la parola sottolineando l’importanza e la rarità del ritrovamento di un’opera d’arte a seguito di un furto, anche Corrado Azzolini, direttore del segretariato regionale Mibact della Regione Marche; Claudio Pettinari, rettore Unicam che ha voluto ribadire “la forte vocazione culturale di Camerino. Riaccogliere Giulia Da Varano a Palazzo Sabbieti è un grande gesto simbolico perché il palazzo nasce proprio come edificio di cultura”. L’opera sarà esposta e fruibile gratuitamente al deposito Venanzina Pennesi fino al 6 gennaio nell’ambito del progetto “La bellezza ritrovata”.

Polonia vince Junior Eurosong, Italia 7/a con Marta ViolaAl secondo posto il Kazakistan, terza la Spagna

24 novembre 201919:37

– La Polonia con il brano “Superhero”, interpretato da Viki Gabor, ha vinto la 17/a edizione dello Junior Eurovision Song Contest. Settimo posto per l’Italia, rappresentata da Marta Viola, che ha interpretato il brano “La voce della terra”.
La manifestazione è stata seguita in diretta da Rai Gulp, canale della direzione Rai Ragazzi che da sei anni cura il progetto della manifestazione organizzata dall’Unione Europea di Radiodiffusione. L’appuntamento è stato commentato in diretta da Mario Acampa e da Alexia Rizzadi, che ha interagito con il pubblico da casa: migliaia i messaggi e i commenti ricevuti sui social network con gli hashtag #JESC2019 e #sharethejoy, che si sono ben posizionati tra i trend topic della giornata.
La Polonia, paese organizzatore, ha trionfato a sorpresa, bissando così la vittoria ottenuta lo scorso anno. La giovane cantante Viki Gabor ha ottenuto 278 voti, precedendo il Kazakistan (227 voti) e la Spagna (212 voti). Buon piazzamento per l’Italia, che con Marta Viola, 10 anni, di Chiari (Torino), ha riconfermato il settimo posto dello scorso anno con 129 voti, di cui 65 ottenuti dalle giurie tecniche che hanno votato nei 19 paesi in gara, e 64 dal voto popolare. Il brano “La voce della terra – The voice of the Earth” (musica di Franco Fasano e Marco Iardella e testo di Emilio Di Stefano e Fabrizio Palaferri, edito da Rai Com Edizioni Musicali), rappresenta pienamente uno dei temi molti sentiti dai ragazzi, ovvero quello dell’ecologia.

La Biennale Arte chiude con 600mila visitatoriPresenza giovani ancora in crescita, sono stati il 31%

VENEZIA24 novembre 201919:50

– La Biennale Arte 2019 ha chiuso i battenti a Venezia con un bilancio di quasi 600mila visitatori (593.616), ai quali si aggiungono 24.762 presenze durante la pre-apertura. Nella giornata di chiusura della 58/a Esposizione Internazionale d’Arte, il presidente della Biennale, Paolo Baratta, e il curatore, Ralph Rugoff, hanno incontrato i visitatori, per esaminare il lascito della Mostra, intitolata “May You Live In Interesting Times”, e tracciare le considerazioni su un’edizione che ha richiamato anche quest’anno un grande interesse del pubblico. Importante la presenza dei giovani: i visitatori sotto i 26 anni hanno rappresentato il 31% del totale. Le visite di gruppo sono state il 17% del pubblico complessivo.
“Sono trascorsi ventuno anni dalla riforma della Biennale. La 58/a esposizione internazionale d’arte – ha detto Baratta – ci ha invitato a considerare sempre il corso degli eventi umani nella loro complessità, invito che ci appare particolarmente importante in tempi nei quali troppo spesso prevale un eccesso di semplificazione generato da conformismi e paure”. Per Baratta, “May You Live In Interesting Times” “è un titolo che così interpretato riassume anche le stesse ragioni d’essere di una Biennale. Ma al di là del titolo anche questa Mostra, come tutte quelle che si sono susseguite negli ultimi vent’anni, è stata segnata da una particolare sensibilità al tema del rapporto con il visitatore. Tutte le Biennali, infatti, hanno mirato innanzitutto a rendere partecipe il visitatore alla riflessione sull’arte e sull’indagine che gli artisti contemporanei sviluppano continuamente su se stessi”.

Chanel Miller, tra violenza e rinascitaSi racconta la ragazza che scrisse una lettera al suo stupratore

25 novembre 201909:50

CHANEL MILLER, IO HO UN NOME -UNA STORIA VERA (LA TARTARUGA, PP 458, EURO 19,00) – Stuprata nel 2015, Chanel Miller ha deciso di raccontarsi con il suo vero nome nel memoir ‘Io ho un nome- Una storia vera’, che esce per La Tartaruga nella traduzione di Francesco Vitellini.
Con lo pseudonimo di Emily Doe, la Miller aveva indirizzato a Brock Turner, l’uomo che ha abusato di lei, una lettera potente, pubblicata nel 2016 su BuzzFeed e diventata immediatamente virale. “Appena cinque mesi dopo aver letto la mia dichiarazione in tribunale fu eletto Trump. Fui colpita dalla stessa sensazione che mi aveva colpito quando il giudice aveva detto ‘Sei mesi’. Presa alla sprovvista. Delusa. Distrutta” racconta la Miller che per metà è di origini asiatiche.
“Il mio nome è Chanel. Sono una vittima, non ho nessun problema con questa parola, solo con l’idea che questo sia tutto ciò che sono. In ogni caso, non sono la vittima di Brock Turner. Non sono affatto sua. Non gli appartengo. Sono anche per metà cinese” dice la Miller nel suo libro -manifesto in cui mostra come il trauma della violenza si possa curare con il potere delle parole.
A 22 anni, in quella notte di gennaio del 2015, era andata ad una festa nel campus della Stanford. Aveva bevuto un po’ troppo e si è ritrovata per terra, molestata sessualmente. Salvata da due passanti, il giorno dopo, al risveglio, non ricordava nulla.
Turner, “un atleta di spicco, un ragazzo molto intelligente e bello!” come è stato descritto in molti articoli di giornale, è stato fermato e ha confessato. E’ cominciato così l’iter giudiziario, avvocati, aule di tribunali, appelli, ma il processo non ha reso giustizia alla Miller : Turner è stato condannato a sei mesi, poi ridotti a tre, mentre lei ha vissuto l’isolamento e la vergogna. Come un mantra nella mente di Emily-Chanel risuonavano queste parole: “vali più di tre mesi.
La tua sofferenza vale qualcosa. Vali più di tre mesi”.
“Non sapevo che se una donna è ubriaca quando ha luogo la violenza, non viene presa sul serio. Non sapevo che la mia perdita di memoria sarebbe diventata la sua opportunità. Non sapevo che essere una vittima fosse sinonimo di non essere creduti” spiega nelle oltre 400 pagine del libro in cui sottolinea come in questi casi , “oltre al crimine in sè, la vittima inizi a pensare di se stessa cose degradanti”.
Come viene fatto notare nella quarta del libro: “Le venature in oro sulla copertina rappresentano l’arte giapponese del kintsugi, letteralmente ‘riparazione in oro’, che si usa per valorizzare le crepe degli oggetti di porcellana con una mistura di polvere d’oro e smalto, invece di trattarle come imperfezioni da nascondere. Questa tecnica ci insegna come, benché niente possa tornare al suo stato originario, i frammenti possono dare vita a qualcosa di nuovo e di intero”. Ed è questo che ci dice la Miller, scrittrice e artista, che vive a San Francisco e ha studiato letteratura al College of Creative Studies alla University of California di Santa Barbara, in ‘Io ho un nome’ .
“Quello che non avevo mai detto ad alta voce era che lo stupro ti fa desiderare di trasformarti in legno, dura e impenetrabile” spiega la Miller che però indica delle vie d’uscita, soprattutto nella solidarietà. “Nelle notti in cui vi sentite sole, io sono con voi. Quando le persone dubitano di voi o vi ignorano, io sono con voi. Ho lottato ogni giorno per voi.
Quindi non smettete mai di lottare, io vi credo” scrive, rivolgendosi alle ragazze, nella lettera, riportata in chiusura del libro.

In sala c’è la musica e l’adrenalina di VascoFilm evento con storia dei due tour NonStop Live. 2018 e 2019

25 novembre 201909:45

“La musica non potrà cambiare il mondo ma può cambiare l’umore di una giornata. E non è poco”: il ritratto di Vasco, privato e pubblico, le canzoni e il delirio del pubblico, 23 telecamere puntate sul palco, oltre 100 ore di girato e 2 chilometri di pellicola per due ore di adrenalina pura. E’ il film “Vasco NonStop Live”, distribuito da QMI Stardust in 315 sale solo per tre giorni, 25, 26 e 27 novembre Dopo la pubblicazione di “Se ti potessi dire”, l’ultima nuova canzone arriva nei cinema di tutta Italia il music film che racchiude la storia dei primi due tour NonStop Live. 2018 e 2019. Il primo capitolo della storia cominciata dopo il record mondiale di Modena Park. Da giugno 2018 con 9 concerti (Torino, Padova, Roma, Bari e Messina) a giugno di quest’anno, con l'”impresa” compiuta dei 6 concerti a San Siro e dei 2E20 a Cagliari. Complessivamente 17 concerti per oltre 900.000 spettatori che lo hanno confermato Re degli Stadi per due estati di seguito. Il music film è ideato e diretto da Pepsy Romanoff che ha fedelmente registrato immagini, suoni, colori e parole dei momenti più significativi.
“L’idea, dice il regista, è quella di portare sul grande schermo un concerto diverso dagli altri, un concerto rock ruvido anche nel trattamento dell’immagine. Il girato è stato così riversato in pellicola per dare il senso del tempo e della bellezza della resa cinematografica”. Oltre due ore per vivere l’atmosfera che si respira a ogni suo concerto, ma anche per entrare dentro il processo creativo della scaletta. Nel film infatti c’è tutto quello che avreste voluto sapere su come nascono le scalette “perfette” (da “Cosa succede in città” a “Qui si fa la storia”), che cosa c’è dietro la scelta di ogni canzone. Perché: “La scaletta è come accordare gli strumenti, le canzoni devono essere tutte perfettamente accordate.” La sua musica come non è mai stata raccontata con immagini inedite e, per la prima volta, la voce dei protagonisti.
Vasco è l’attore principale del film, affida i suoi pensieri e le sue emozioni alla telecamera di Pepsy Romanoff e il regista lo ritrae nell’intimità dello studio di registrazione, con Vince Pàstano (il “capo orchestra”), alle prove con tutta la band.
Fino all’esplosione finale del rocker sul palco. Il film prende il via dalla Nave dell’Amore che ha trasformato la Sardegna in isola rock per due notti, dai concerti record di San Siro, da “Qui si fa la storia” per poi muoversi avanti e indietro nel tempo dal palco allo studio. Due ore e venti di film, risultato del montaggio di oltre 100 ore di girato, per lo storytelling di due anni di tour.
Per questo, Pepsy Romanoff, insieme alla sua casa di produzione Except, si è avvalso di un team di oltre 40 professionisti e 23 camere, tra cui 2 Arri Super 16mm. Il montaggio è il frutto di un lavoro di team composto dal giovane talentuoso Davide Olivastri per la parte di racconto narrativo e Dario Garegnani per la parte live.

Prada for adidas inizia con duo sneakers e borsaPacchetto in edizione limitata a 700 pezzi dal 4 dicembre

5 novembre 201911:18

– Un paio di sneakers e una borsa: inizia così – con il pacchetto Prada for adidas Limited Edition – la collaborazione tra i due brand, annunciata poco più di due settimane fa.
La prima fase di questo sodalizio è un tributo alle sneaker Superstar lanciate originariamente nel 1969 e tutt’oggi un emblema dello stile adidas Originals. L’edizione limitata include in abbinamento una nuova silhouette di borsa – Prada Bowling for adidas – che si ispira, con riferimenti al mondo dello sport, alla Bowling Bag di Prada e alla borsa da palestra adidas. Per l’uomo e la donna, il pacchetto – descritto come “un omaggio ai classici senza tempo che trascendono le generazioni” – è proposto in versione limitata esclusiva di 700 pezzi identificati da un numero di serie unico. A partire dal 4 dicembre 2019 il duo sarà in vendita online sui siti adidas.com e prada.com e nei negozi Prada selezionati in tutto il mondo.

The Loudest Voice, ascesa e caduta del capo di Fox NewsCrowe è Ailes, travolto dallo scandalo sessuale. Su Sky dal 4/12

23 novembre 201919:33

– “So bene cosa dirà la gente di me: paranoico, conservatore, grasso”. Inizia così, con il protagonista steso sul pavimento, mentre le tv di tutto il mondo danno la notizia della sua morte per un incidente domestico ricordando le accuse che lo coinvolgevano da tempo, The Loudest Voice – Sesso e potere, la serie con il premio Oscar Russell Crowe (nel cast anche Naomi Watts e Sienna Miller) basata sul bestseller di Gabriel Sherman The Loudest Voice in the Room, che a partire dalle testimonianze di più di 600 persone ha inchiodato Roger Ailes, ceo di Fox News scomparso nel 2017, a uno scandalo sessuale che ne ha travolto carriera e reputazione.La serie esordirà su Sky Atlantic e Now Tv il 4 dicembre alle 21.15. I sette episodi – uno per ciascuno delle tappe cruciali dello scandalo – sono prodotti, fra gli altri, da Tom McCarthy (Il Caso Spotlight) e da Jason Blum (Get Out, Sharp Objects). Accanto a Crowe, irriconoscibile con molti chili in più e quasi completamente calvo, troviamo Naomi Watts nei panni di Gretchen Carlson, anchorwoman di Fox News allontanata dal canale nel 2016 dopo aver intentato – per prima – contro Ailes una causa per molestie sessuali. La donna, sua fiera accusatrice nonché fra le prime paladine del movimento #MeToo, fu capofila di una lunga serie di vittime, più di venti, delle attenzioni indesiderate del potentissimo chairman del canale all news americano, leader de facto del partito repubblicano e media consultant di tutti gli ultimi presidenti repubblicani degli Stati Uniti d’America, da Nixon a Reagan fino allo stesso Donald Trump. Sienna Miller interpreta Elizabeth, la moglie del mogul, e Seth MacFarlane veste i panni di Brian Lewis, ex braccio destro di Ailes a capo delle Pr del canale. E ancora Simon McBurney (La teoria del tutto) è il tycoon Rupert Murdoch, Annabelle Wallis ha il ruolo di una delle accusatrici, Laurie Luhn, contabile di Fox News, e Aleksa Palladino (Boardwalk Empire) è invece la storica assistente di Ailes, Judy Laterza.Ogni episodio di The Loudest Voice, basata sul libro di Sherman, produttore e co-autore di alcuni script della serie, racconta di un avvenimento importante della vita di Ailes, dalla fondazione di Fox News alla trasformazione dell’emittente da piccola rete in uno dei network più influenti della storia. Il tutto grazie alla politica di Ailes che da figura geniale e carismatica ha accresciuto il suo potere e che ha plasmato l’emittente a sua immagine e somiglianza. Dal 1995 al 2016, due decenni di vita vengono raccontati attraverso snodi salienti della sua carriera, ma anche della storia politica del paese, mettendo in evidenza il suo carisma, la sua personalità controversa e le molestie e gli abusi verso le sue dipendenti, che nella miniserie non vengono svelati da subito, anche se la storia è disseminata di riferimenti. Lo show si concentra in particolare su alcuni casi, come quelli che hanno coinvolto appunto Laurie Luhn e Gretchen Carlson.

Taylor Swift trionfa agli American Music Awards e batte il record di Michael JacksonE’ l’artista dell’anno e del decennio, la più premiata di sempre

25 novembre 201911:49

Taylor Swift è l’artista dell’anno agli American Music Awards, il terzo premio per importanza per la musica statunitense. L’artista ha vinto 25 American Music Awards, battendo un record precedentemente detenuto da Michael Jackson, che ne aveva vinti 24. Oltre ad essere incoronata come artista del decennio, Taylor Swift ha vinto sei premi, tra cui video musicale, artista femminile, artista dell’anno. Durante la serata, Taylor Swift è stata protagonista di un’esibizione in cui ha cantato i suoi più grandi successi, Love Story, I Knew You Were Trouble, The Man, Lover.

Incassi: Cetto c’è e balza in testa, 2/o PolanskiTerzo Le Mans ’66. Debuttano Countdown 5/o e Depeche Mode 7/o

25 novembre 201911:51

– Cetto c’è, Senzadubbiamente, a 8 anni dalla sua nomina a sindaco (solo sul grande schermo) e a 16 dalla prima apparizione televisiva del personaggio, torna al cinema e balza in testa al box office italiano con 2 milioni 479 mila euro e la media più alta della top ten: 4072 euro su 609 sale.
Secondo con 1 milione 215 mila euro L’Ufficiale e la spia (J’accuse). Il film di Roman Polanski con Jean Dujardin, Louis Garrel ed Emmanuelle Seigner incassa 1 milione 215 mila euro con la media di 2894 euro su 420 schermi.
Scivola dalla prima posizione al terzo gradino del podio Le Mans ’66: La grande sfida, di James Mangold e con un cast stellare guidato da Christian Bale e Matt Damon: guadagna altri 734 mila euro toccando i 2 milioni 326 mila in 15 giorni.
Le altre nuove uscite sono il thriller Countdown di Justin Dec con Elizabeth Lail e Charlie McDermott che si piazza quinto con un incasso di 385 mila euro e il film-concerto Depeche Mode: Spirits in the Forest di Anton Corbijn che è settimo con 325 mila euro.
Continua la corsa di Joker, 12/o, che con i 234 mila di questa settimana tocca i 29 milioni 107 mila totali in 8 settimane.
In salita gli incassi totali che toccano gli 8 milioni 915 mila euro con un +21.47% sullo stesso periodo dello scorso anno e +1% sulla scorsa settimana.

I volti del cinema, taglio del nastro per l’installazioneOrchestra del Teatro Regio dedica concerto a colonne sonore film

TORINO21 novembre 201920:35

– Con il taglio del nastro dell’installazione che rimarrà in piazza Castello tutto il prossimo anno, parte ufficialmente questa sera – alla vigilia dell’inaugurazione del Torino Film Festival – il programma di Torino città del cinema.
L’installazione ‘I volti del cinema’, formata da 20 pilastri ricoperti da una lamina inox specchiante – creata da Fargo Film con Museo Nazionale del Cinema e Film Commission – richiama le scenografie dei vecchi film con ‘venti attori per 20 pellicole più 1’, il visitatore che si confronta con questi visi a volte sconosciuti. Un sistema di casse audio nascoste all’interno dei pilastri e attivate dal passaggio delle persone, riproduce i brani più famosi delle colonne sonore dei film.
Chiude la giornata il concerto ‘Prendete il posto. Inizia il film’ dell’Orchestra del Teatro Regio, diretta dal maestro Alessandro Molinari che eseguirà 20 composizioni scritte da 20 autori italiani di musiche per film, accompagnate da una proiezione video realizzata dal Museo del Cinema.

Ficarra Picone e Cortellesi alle Giornate di SorrentoAnnunciati anche Favino e D’Amore, 42/a edizione 2-5 dicembre

2 novembre 201916:55

– Ficarra & Picone, Paola Cortellesi, Pierfrancesco Favino, Marco D’Amore, Lillo & Greg, Cristina Donadio sono i primi nomi annunciati tra gli attesi a Sorrento, tra il 2 ed il 5 dicembre, nell’ambito della 42/a edizione delle Giornate organizzate dall’Anec (Associazione Nazionale Esercenti Cinema) con la collaborazione dell’Anica e il sostegno del Ministero Beni, Attività Culturali e Turismo e del Comune di Sorrento.
Ed ancora Peppino Di Capri per il film “Alessandra, un grande amore e niente più” di Pasquale Falcone, anch’esso a Sorrento insieme ad una parte del cast formato da Sergio Muniz, Rosaria De Cicco, Sara Zanier, Pietro De Silva, Giacomo Rizzo. Un commedia sentimentale che sarà una delle anteprime del programma della manifestazione e che prende “in prestito” per il titolo uno dei più grandi successi di Peppino Di Capri, riarrangiato appositamente per il film.
A questi nomi se ne aggiungeranno numerosi altri, tra i protagonisti del cinema italiano, che prenderanno parte alle convention delle distribuzioni italiane per presentare agli oltre mille accreditati delle Giornate tutti i titoli in uscita nel 2020. A breve saranno annunciati anche i vincitori dei Biglietti d’Oro e delle Chiavi d’Oro Anec, assegnati ai campioni del botteghino, e i premi che l’Anec ha dedicato a Pietro Coccia e Claudio Zanchi, riservati ai migliori talenti del nostro cinema.
Reso noto anche il programma completo delle anteprime per la città di Sorrento, dall’ 1 al 7 dicembre al Cinema Teatro Tasso, che inizia domenica 1 con la proiezione in versione originale sottotitolata di “Cena con delitto” diretto da Rian Johnson e interpretato da un cast di star che annovera Daniel Craig, Chris Evans, Toni Collette, Jamie Lee Curtis, Michael Shannon, Don Johnson e Christopher Plummer.

Nour, Bartolo e la missione di accogliere i migranti”Proteggere persone, non confini”. Castellitto gli dà il volto

ORINO25 novembre 201909:37

– “C’è un grande murales a Lampedusa su cui è scritto: ‘Bisogna proteggere le persone e non i confini’. Bisogna insomma avere paura solo dei muri mentali”. Così oggi al Torino Film Festival un appassionato Pietro Bartolo, storico medico dell’isola e ora parlamentare europeo eletto nelle liste del Pd, che ha salvato e accolto migliaia di migranti provenienti dal nord Africa. Motivo della sua presenza? La presentazione a Festa Mobile di Nour di Maurizio Zaccaro, film tratto da un suo libro (Lacrime di sale) e con protagonista Sergio Castellitto che veste i suoi panni.Chi è Nour? Una ragazzina di dieci anni che viene dalla Siria e che ha affrontato da sola il viaggio verso l’Europa attraverso il Mediterraneo. Insomma una delle tante sopravvissute a un naufragio, ma con un dolore enorme dentro il cuore: sua madre, in Libia, solo alla fine non è stata imbarcata e ora Nour non sa più dove sia. Pietro Bartolo (Castellitto), medico dell’isola, se ne prende però cura in modo particolare. La porta nella sua casa, le si affeziona come a una figlia e cerca in tutti i modi di ricostruire non solo il passato della bambina, ma anche il suo presente e il suo futuro. “Mi sono chiesto come mettere in scena con il dovuto rispetto la storia di Nour – dice il regista – . Sono giunto alla conclusione che nulla, in questo film, poteva essere ricreato in modo posticcio. Nour, per essere credibile, doveva collocarsi a metà strada fra il vero vissuto. Insomma quello che Bartolo descrive nel suo libro è il vero narrato che Castellitto interpreta sullo schermo. Due modi di raccontare il vero e il verosimile in modo da rendere una storia, pur complessa che sia, vicina a tutti, anche se affonda le sue radici nella realtà più dura, scomoda e controversa che si conosca”.Il film, che sarà distribuito da Vision ed è dedicato ad Ermanno Olmi, è firmato Stemal Entertainment, Ipotesi Cinema in collaborazione con Rai Cinema, prodotto da Donatella Palermo ed Elisabetta Olmi. “È stata un’esperienza straordinaria – dice ancora Bartolo -, e sono grato a Castellitto, un grande professionista. Per quanto riguarda il mio lavoro credo, ora più che mai, che sia una missione. Proprio ieri c’è stato un altro naufragio e io credo che non ci si possa assuefare mai a queste cose, perché un naufragio dovrebbe scuotere le coscienze”. E ancora il medico: “Per trent’anni il molo di Lampedusa e stata la mia prima casa. E va detto che devo molto a tutti gli immigrati che ho salvato. Mi hanno cambiato la vita. Io che scrivevo solo ricette mediche mi sono messo a un certo punto a scrivere libri, mi sono poi votato alla politica pur di poter fare qualcosa. I migranti mi hanno addirittura curato da un ictus che è come rientrato di fronte alla mia voglia di tornare in ospedale”. Vera ossessione per Bartolo quella per un bambino che non è riuscito a salvare e ha trovato morto in una sacca per cadaveri: “Aveva i pantaloncini rossi, non lo scorderò mai. Era solo un bambino. Non riesco proprio a dimenticarlo, era solo un bambino”.

Incassi Usa, subito in testa Frozen 2Sul podio Le Mans ’66 e Un amico straordinario con Tom Hanks

24 novembre 201919:28

– Debutto da record al box office nord americano per Frozen 2, il sequel del campione di incassi Disney ancora a firma di Chris Buck e Jennifer Lee, che nel primo week end nelle sale rastrella 127 milioni di dollari, la miglior apertura di sempre per un film di animazione a novembre, quasi il doppio della cifra centrata all’esordio dagli Incredibili nel 2004 (70,4 milioni di dollari). Le principesse Elsa e Anna conquistano anche il quarto posto di sempre per il debutto di un film animato, alle spalle di Alla ricerca di Dory (135 milioni di dollari nel 2016).
Scivola in seconda posizione Le Mans ’66: il film di James Mangold con Matt Damon e Christian Bale, sull’epica sfida tra Ford e Ferrari, porta a casa 16 milioni di dollari, sfiorando in totale i 59 milioni. Sul terzo gradino del podio un’altra new entry, Un amico straordinario (A Beautiful Day in the Neighborhood), il film di Marielle Heller con Tom Hanks nei panni di Fred Rogers, celebre conduttore tv statunitense, con 13,5 milioni di dollari.
Debutta in quarta posizione 21 Bridges di Brian Kirk (9,3 milioni di dollari), seguito da Midway, kolossal bellico di Roland Emmerich, che perde tre posizioni in classifica (solo 4,7 milioni di dollari nel fine settimana, 43,1 milioni in totale).

Fellini dalla A alla Z nel ‘Dizionario’ della nipoteDaniela Barbiani ha raccolto frasi e disegni del grande regista

5 novembre 201911:12

DIZIONARIO INTIMO PER PAROLE E IMMAGINI’ A CURA DI DANIELA BARBIANI, (PIEMME, PP 240, EURO 17.90) – I pensieri, l’ironia, l’intelligenza e l’originalità di Federico Fellini, attraverso le sue parole. L’amore per l’iperbole, i paradossi e soprattutto i disegni, irriverenti ed eccessivi, sarcastici ed eccentrici. Una piccola perla per tutti i felliniani arriva con il “Dizionario intimo per parole e immagini” del grande regista, curato dalla nipote Daniela Barbiani, che ha raccolto le frasi di Fellini su temi come il cinema, la creatività, i sogni, l’arte. Ma anche su nomi noti dal Berlusconi imprenditore che ancora non aveva annunciato la discesa in campo a Roberto Benigni e Marcello Mastroianni. E li ha divisi in tre filoni in ordine alfabetico: Cinema, arte e disegno; Dizionario intimo, sogni e immaginazione; persone, personaggi e luoghi.
E così si scopre un Fellini meno noto: il suo odio-amore, per esempio, nei confronti del Colosseo, “immenso teschio mangiato dal tempo” che comunica “terrore” ma anche “voluttà” o la totale mancanza di interesse per il calcio: “Non ho mai visto una partita di calcio. In questo credo di essere poco italiano”. Ma anche la sua grande autoironia che trapela in molte occasioni dalle pagine del libro, come ad esempio quando descrive la parola ‘felliniano’: “mio padre voleva che diventassi un ingegnere, mia madre un arcivescovo, ma ho fatto di tutto per diventare un aggettivo”. E poi l’incredibile, smisurato, amore per il cinema e tutto ciò che lo circonda, gli attori, le maestranze, la scenografia: “A Cinecittà non ci abito, ma ci vivo!”. E ancora: “Cosa sono i miei film? Non c’è nessuna differenza tra il mio lavoro e la mia vita”. E soprattutto: “il mestiere di regista è un modo di fare concorrenza al padreterno”.
Ma non solo: 30 disegni inediti, sempre divisi per argomento, arricchiscono il libro. Schizzi irriverenti, spinti, ironici, che Fellini disegnava spesso mentre chiacchierava con la nipote, assistente alla regia dei suoi ultimi quattro film, e poi le regalava ammiccando: “questo non farlo vedere ai bambini però”.
Un testo da sfogliare per ritrovare il pensiero del regista ma anche lo spirito di un’epoca, arricchito dai contributi del suo grande amico Pietro Citati e dello scrittore Milan Kundera che ha sempre nutrito nei confronti del regista una grandissima stima, completamente ricambiata, anche se non si sono mai incontrati. Fellini, che su ogni argomento regala sempre racconti ricchi di aggettivi, metafore e aneddoti, lo dimostra con la semplice, asciutta e definitiva frase che dedica a Kundera: “Il più grande scrittore europeo contemporaneo”.

Don Carlo alla Fenice, Verdi ‘vince’ su acqua altaAperta la stagione. Chung, ritrae i chiaroscuri dell’animo umano

VENEZIA25 novembre 201909:30

La Fenice è risorta un’altra volta, dopo la paura dell’acqua alta. Il Don Carlo di Giuseppe Verdi, diretto dal Maestro Myung Whun Chung e con la regia di Robert Carsen, accolto con 10 minuti di applausi ha aperto la stagione lirica, a 28 anni dall’ultima rappresentazione nel teatro veneziano. La ‘prima’ di domenica era stata messa in forse dalla devastante acqua alta del 12 novembre (187 cm su medio mare), che aveva superato le barriere di sicurezza (a 183 cm) e invaso la sala macchine sotto il pianoterra. Per una settimana il teatro, senza corrente elettrica, è rimasto chiuso e le prove spostate a Treviso. Una gara contro il tempo, che ha visto in campo “una umanità straordinaria”, per arrivare il 19 scorso ad ottenere il nullaosta per la riapertura; e poter mettere in scena, a dirla con le parole del regista, uno spettacolo “nero” e psicologico, ambientato nella Spagna del sedicesimo secolo, con sullo sfondo il confronto-scontro tra il potere della religione e quello del Re, dei protagonisti con Dio. Uno scavo in profondità compiuto da Verdi nell’animo umano, con un’opera dark, shakespeariana – ancora Carsen -, ben reso dall’allestimento, dove dominano i costumi e le scene scuri, che ha contribuito a portare in primo piano la potenza della musica e del libretto (Francois-Joseph Mery e Camille du Locle) e le capacità interpretative dei cantanti. Numerosi gli applausi del pubblico in un teatro esaurito. Tra gli interpreti, tre ‘debutti’: Piero Pretti nel ruolo di Don Carlo, Alex Esposito (Filippo II) e Julian Kim (marchese di Posa). Maria Agresta ha interpretato la regina Elisabetta di Valois, Veronica Simeoni la principessa Eboli e Marco Spotti il grande inquisitore. ; Carsen è tornato al teatro veneziano quindici anni dopo la direzione de La Traviata che inaugurò la Fenice ricostruita dopo l’incendio del 1996. Un ritorno coinciso così, sul piano ideale, con la nuova “rinascita” dopo l’alluvione. Tanti i segni di solidarietà e gli aiuti da parte di altri teatri. Oggi l’acqua alta ha coperto parte della città, ma nessun problema per la Fenice. “Si alza il sipario” ha detto il sovrintendente Fortunato Ortombina. Presenti alla serata, tra gli altri, la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, e il sindaco Luigi Brugnaro. Quella di Don Carlo è una storia complessa, nera, disperata, dove si intrecciano conflitti tra padre e figlio, (Filippo II e Don Carlo), amori travagliati (Elisabetta, amata da entrambi e che va in sposa a Filippo II), e temi come il potere, nel rapporto-scontro tra quello secolare del sovrano e quello spirituale della Chiesa, nella figura del grande inquisitore; sullo sfondo le istanze d’indipendenza dei popoli, nell’opera le Fiandre. Di forte impatto la scena del rogo dei libri e dell’esecuzione dei ribelli.
Andata in scena in prima assoluta a Parigi nel 1867, in cinque atti con i ballabili, l’opera è stata presentata a Venezia nella versione milanese in quattro atti del 1884. “In questa versione – rileva Carson nelle note di regia – non è la storia che domina, ma la psicologia dei personaggi. Tuttavia, alcuni temi come la religione o il potere sono cruciali e non possono essere ignorati. Così come il contesto politico nel quale si svolge l’azione, segnato dal contrasto tra la Spagna cattolica e la rivoluzione protestante nelle Fiandre”. Per il maestro Chung “Verdi è maestro assoluto nel ritrarre i chiaroscuri dell’animo umano, che la magia della sua musica riesce a trasmettere a chi l’ascolta in modo immediato quanto indelebile”.

Freddie Mercury, 28 anni fa la morte di un mitoLa voce dei Queen, tra rock e lirica

4 novembre 201917:02

24 novembre 201917:02

“La rete degli invisibili” nella ‘ndranghetaDiciassettesimo volume di Nicola Gratteri ed Antonio Nicaso

CATANZARO24 novembre 201913:28

CATANZARO – NICOLA GRATTERI E ANTONIO NICASO, ‘La rete degli invisibili. La ‘ndrangheta nell’era digitale: meno sangue, più trame sommerse’, (MONDADORI, pp 204, EURO 18,00).
Il Procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, tra i massimi esperti di ‘ndrangheta occupandosene ormai da molti anni anche per la sua precedente esperienza di procuratore aggiunto di Reggio Calabria, ed il giornalista e docente universitario Antonio Nicaso, storico delle organizzazioni criminali, anche lui grande esperto della materia, hanno scritto un nuovo libro in cui analizzano l’evoluzione della criminalità organizzata calabrese, considerata ormai la più pericolosa e diffusa a livello mondiale. Il titolo del volume, che analizza i più recenti passaggi evolutivi della ‘ndrangheta, è “La rete degli invisibili. La ‘ndrangheta nell’era digitale: meno sangue, più trame sommerse” .
“Anche nel sordido mondo della criminalità e dell’illegalità – sottolinea l’editore – la sopravvivenza è regolata dalla legge darwiniana dell’evoluzione e dell’adattamento all’ambiente, come dimostra la storia della ‘ndrangheta che, proprio in virtù della sua straordinaria capacità mimetica, è diventata una delle organizzazioni mafiose più ricche e potenti del pianeta. Ma come sono fatti gli ‘ndranghetisti del terzo millennio? Come vivono? Come si vestono? Come gestiscono i loro affari? Come si riconoscono? Continuando nel loro infaticabile quanto meritorio tentativo di indagare una realtà criminale sommersa e misteriosa e di dare un volto agli ‘invisibili’, Nicola Gratteri e Antonio Nicaso analizzano la ‘ndrangheta 2.0, sempre più collusiva e sempre meno violenta, e i suoi rapporti con i centri di potere economico, politico e finanziario, con la massoneria deviata, il web sommerso ed i social network. Ne descrivono i boss, inclini al basso profilo e ostili ai gesti eclatanti e alle clamorose dimostrazioni di forza, ma attivamente impegnati nello spietato governo del territorio, nella corruzione e nell’infiltrazione delle istituzioni e dell’economia legale e nel soddisfare la ‘domanda di mafia’ legata alla globalizzazione e alla creazione di un unico mercato mondiale in cui imprenditori e operatori economici, in Italia e all’estero, chiedono alla criminalità beni e servizi necessari per abbattere i costi di produzione, elevare i margini di profitto e acquisire competitività”.
Ma l’analisi di Gratteri e Nicaso si sofferma anche su altri aspetti che hanno riguardato di recente la ‘ndrangheta, tra cui quella che lascia intravedere le prime crepe nel secolare e apparentemente inscalfibile muro di omertà dell’organizzazione: ci sono alcuni rampolli di famiglie mafiose che decidono, o convincono i padri a farlo, a collaborare con la giustizia. Ci sono poi mogli e figlie di boss che si ribellano ed affiliati che non hanno più paura di esibire pubblicamente la loro omosessualità, tema che un tempo era un tabù.
“Quella contro la ‘ndrangheta – concludono gli autori de “La rete degli invisibili” – è una battaglia che è possibile vincere, ponendo mano ai Codici, nella speranza di trovare una forte convergenza politica su una battaglia di civiltà, quella contro mafie e corruzione, due mali endemici che costituiscono una zavorra e una gravissima minaccia sul presente e sul futuro del nostro Paese”.

‘Cetto c’è’ e questa volta è sovranistaAlbanese, ormai la mia maschera è superata dalla realtà

24 novembre 201911:43

Con ‘Cetto c’è senzadubbiamente’, in sala dal 21 novembre in oltre 500 copie, la maschera politico-cialtrona creata da Antonio Albanese torna per la terza volta (dopo Qualunquemente e Tutto tutto niente niente) scegliendo la forma politica più estrema: l’essere sovrano. Ma va detto, spiega l’attore che la realtà ormai supera tutto: “Siamo stati scavalcati dalla famiglia reale – dice facendo riferimento allo spot di Emanuele Filiberto di Savoia per la serie Netflix, The Crown – . Non so davvero cosa dire di questa cosa senza troppa dignità se non che supera di molto la mia stessa comicità espressionista”.Ignorante, cafone, maschilista, truffaldino, senza alcun senso dello stato, Cetto La Qualunque torna così, dopo sette anni passati in Germania, decidendo di andare oltre ogni mediazione politica tradizionale proponendosi direttamente come re. E questo anche grazie a una rivelazione, quella che vuole sia figlio illegittimo di un principe locale e quindi del tutto legittimato a fregiarsi del titolo di Re delle due Calabrie. Non manca, a questo proposito nel film anche un vero e proprio referendum: monarchia/repubblica. Per la sceneggiatura, il comico si è fatto affiancare da Piero Guerrera, noto autore televisivo con cui ha scritto i primi due film, mentre alla regia c’è Giulio Manfredonia. Riferimenti a Matteo Salvini, sovranista per eccellenza? “Non guardo certo a una sola persona – dice Albanese- . Faccio un esempio: in Svezia il primo partito è di ultra destra. È vero però che la parola sovranismo sottintende un sovrano e questo mi spaventa un po’ anche per il futuro dei miei figli”.Mentre a domanda diretta, se il film rischia di rendere ancora più popolare Salvini, Albanese replica secco: “Spero proprio di no”. “Fare un personaggio come Cetto che è, allo stesso tempo, volgare, amorale e maschilista – dice -, mi fa vergognare come una bestia quando ci penso e a volte questo mi provoca il torcicollo, un modo per non guardare. E pensare che l’idea di Cetto mi è venuta quando ho visto un giorno un candidato mostrare la foto della moglie del suo concorrente dicendo che era una puttana e dunque il marito un cornuto invotabile”. E che ci sia qualcosa che non va in questa politica, Albanese lo spiega così: “Ci sono ministri della paura. Il 2016, ad esempio, è stato l’anno con il più basso numero omicidi. Ma questa cosa non viene fatta percepire. Si preferisce manovrare il popolo, e questo è da vigliacchi”. Candidarsi in politica? “Non me lo ha chiesto nessuno”.La maschera di Cetto La Qualunque, conclude il regista, “funziona ancora ed era poi giusto raccontare dove si era arrivati in politica”. Nel cast del film anche: Nicola Rignanese, Caterina Shulha e Gianfelice Imparato.

Kassabova, l’instabilità fa crescere i muriLa scrittrice originaria di Sofia in Italia con ‘Confini’

23 novembre 201914:02

KAPKA KASSABOVA, CONFINE-VIAGGIO AL TERMINE DELL’EUROPA (EDT, PP 405, EURO 25,00)Viviamo in un’era di fortificazioni, in un mondo instabile in cui i confini diventano “quasi un mondo sotterraneo”. “Come nelle classiche storie horror l’ingrediente principale è un ambiente instabile, dove è possibile tutto, gli orrori e i miracoli” e “proprio per questa instabilità non ci sarà un’altra cortina di ferro”. E’ la visione di Kapka Kassabova a 30 anni dalla caduta del Muro di Berlino. “Parliamo di confini apocalittici che rappresentano la paura collettiva. Di confini duri come può essere Messico-America dove mettono i bambini nelle gabbie. E noi viviamo un tempo del mondo di sotto senza saperlo” dice. Grande viaggiatrice e apprezzata scrittrice di origini bulgare, emigrata in Nuova Zelanda dopo il crollo del Muro, la Kassabova, che è nata nel 1973 e oggi vive in Scozia, appartiene all’ultima generazione della cortina di ferro.
Nel suo nuovo libro ‘Confine. Viaggio al termine dell’Europa’, pubblicato da EDT nella traduzione di Anna Lovisolo, esplora i cosiddetti Balcani sud-occidentali. Quel confine tra Bulgaria, Turchia e Grecia considerato una via di fuga dal blocco di Varsavia migliore rispetto al Muro di Berlino, con boschi e montagne affollate di militari, spie e fuggiaschi. “Quando cadde il muro di Berlino al mondo c’erano 16 confini fortificati oggi ce ne sono più o meno 60. Questo fa pensare che il mondo sia più sicuro, ma non è evidentemente così” afferma.
“La parola confine è associata spesso solo ed esclusivamente alla politica, ma io sono più interessata alla terra, alla visione metaforica e simbolica” spiega la scrittrice che ha fatto del confine e delle persone che lo abitano la chiave delle storie del suo libro, accolto come una rivelazione da gran parte della critica anglosassone e vincitore di numerosi premi, che è venuta a presentare in Italia.
“Il confine di cui io parlo nel libro è conosciuto come l’altro Muro di Berlino perché il Muro era una cortina di ferro continua, dalla Finlandia alla Bulgaria. Per cui, quando si parla del Muro di Berlino e si pensa solo alla Germania, la rappresentazione è sbagliata. In particolare la parte di cui mi sono occupata in questo libro era un pezzo particolarmente attivo, di transito, sia durante la Guerra Fredda, sia prima.
Era il posto dove passavano storicamente gli immigrati per andare dall’Asia all’Europa. Fino a pochi anni fa c’erano posti che avevano ancora i cancelli chiusi, non per ragioni politiche ma per l’inerzia del confine e se tu volevi andare a visitare parchi naturali o aree protette nella zona della montagna di Strangia dovevi trovare la pattuglia di confine più vicina e chiedere la chiave”, racconta la Kassabova che si considera una scrittrice di luoghi, che crede nel “potere che hanno i posti perduti, segreti e le persone che nessuno conosce” ed è interessata ai microcosmi e alle voci di chi non viene ascoltato.
Adesso, spiega, “i check point che ci sono in Bulgaria sono i più trafficati in Europa per via del grande commercio dall’Asia.
Ma c’è una differenza sostanziale rispetto a trent’anni fa: la terra è più instabile. Le migrazioni sono un fenomeno che non si può fermare, che è causa e sintomo di instabilità. E per via di tutto questo non sappiamo se domani saremo noi a dover scappare, a trovarci ad attraversare un confine dalla parte cattiva alla parte buona”.
La prima sezione del libro è ambientata in una comunità bulgara di confine “e per me – continua – è stato interessante vedere come la mitologia collettiva di questi posti rifletta la cultura degli inferi, del sotto mondo” dice la scrittrice che ha voluto incontrare tutto lo spettro della società del confine, i fuggitivi, i nativi, le guardie e i fantasmi del confine, cioè quelli che sono dall’altra parte. Il viaggio ha seguito tanto le terre selvagge, quanto il confine. Dal mar Nero al Monte Strangia che è una delle montagne più misteriose e oscure d’Europa, poi attraverso la pianura Tracia e al traffico che c’è in quel confine e ancora fino al massiccio del Rodopoi, il viaggio “è diventato quasi speculare perché il confine è anche uno specchio” sottolinea la Kassabova .

Le tante vite di Frida Kahlo in un docu-filmAl Torino Film Festival e poi in sala dal 25 al 27 novembre

23 novembre 201910:44

– Bellissima, in alcune foto, e per niente bella in altre con quelle sue sopracciglia folte e quella peluria sopra le labbra che non ha mai voluto nascondere, Frida Kahlo già dall’aspetto mostrava una natura selvaggia, proprio come le sue tante vite e i colori dei suoi vestiti.
E va detto che libera, anche sentimentalmente, questa artista messicana nata nel 1907 lo fu davvero come fa vedere ‘Frida. Viva la vida’, docu film di Giovanni Troilo che passa alla 37/a edizione del Torino Film Festival nella sezione Festa Mobile per poi approdare nelle sale italiane in esclusiva il 25, 26, 27 novembre.
Il film, prodotto da Ballandi Arts e Nexo digital in collaborazione con Sky Arte e con la partecipazione straordinaria di Asia Argento, racconta, per quanto è possibile, questa icona pop che sembra aver vissuto tre vite. E questo in un lungo viaggio tra le opere, ma anche le fotografie, i vestiti e gli oggetti personali della Kahlo con la colonna sonora originale di Remo Anzovino.
Colpita dalla poliomielite a sei anni e vittima poi di un incidente stradale che la lascerà invalida a diciotto, Frida affrontò ben 32 operazioni e convisse sempre con dolori atroci che la perseguitarono fino alla morte. Nonostante questo, grazie alla sua pittura e ai suoi scritti, al suo modo di vestire, al suo stile inconfondibile, nel corso degli anni la Kahlo è diventata un modello di riferimento, un’icona capace di influenzare artisti, musicisti, stilisti.
Asia Argento in ‘Frida. Viva la vida’ conduce lo spettatore alla scoperta dei due volti della pittrice, seguendo un fil rouge dato dalle stesse parole dell’artista e tratto da lettere, diari e confessioni private. Si scoprirà così come l’opera della pittrice affondi le sue radici sia nella pittura tradizionale dell’800, nei retablos messicani, che nell’arte e nell’impegno di uomini del suo tempo, dal compagno di una vita, Diego Rivera (da lei sposato due volte), a Trotsky.
Del resto, dopo la rivoluzione del 1910, il Messico aveva provato a riscoprire le proprie origini attraverso l’iconografia pre-colombiana in cui anche Frida esplorò l’identità degli opposti come dolore e piacere, tenebre e luce, vita nella morte e morte nella vita. Nel documentario sarà possibile vedere per la prima volta fotografie, vestiti e altri oggetti personali di Frida conservati negli archivi del Museo Frida Kahlo normalmente non accessibili al pubblico, oltre alle stampe originali delle fotografie scattate da Graciela Iturbide durante l’apertura del bagno di Frida nel 2004.
‘Frida. Viva la Vida’, propone un viaggio in sei capitoli alla ricerca di Frida, nel cuore del Messico, tra cactus, scimmie, cervi e pappagalli, alternando interviste esclusive, documenti d’epoca, ricostruzioni e opere della stessa Kahlo, tra cui gli autoritratti più celebri (da quello con Diego Rivera del 1931 alle Due Frida del 1939, da La colonna spezzata del 1944 al Cervo ferito del 1946).
Ecco, infine, l’ultima frase scritta sul suo diario: “Spero che l’uscita sia gioiosa e spero di non tornare mai più”.

Aciman, ‘Cercami’ come una partitura musicaleLo scrittore all’Anteprima di Libri Come con il nuovo romanzo

22 novembre 201919:44

ANDRE’ ACIMAN, CERCAMI (GUANDA, PP 278, EURO 18,00)Ha una struttura che ricorda quella delle partiture musicali – scandita in ‘Tempo’, ‘Cadenza’, ‘Capriccio’, ‘Da capo’ – e la musica, quella classica in particolare, ha una grande importanza in ‘Cercami’, il nuovo romanzo di André Aciman, che esce per Guanda undici anni dopo ‘Chiamami col tuo nome’, diventato un fortunatissimo film di Luca Guadagnino.
Tornano Elio e Oliver, ma ‘Cercami’ non “è un seguito di Chiamami col tuo nome’ come ha spiegato Aciman che è stato protagonista, il 21 novembre, dell’Anteprima di Libri Come, la festa del libro e dei lettori, all’Auditorium Parco della Musica di Roma.
“Il quotidiano e il realismo non mi hanno mai interessato. La mia scrittura cerca di essere come quell’armonia e felicità che c’è nella musica” dice lo scrittore che insegna letterature comparate alla City University di New York, vive a Manhattan, ha una passione speciale per il nostro Paese e parla benissimo italiano. “La musica è la forma d’arte più sublime che esista.
Le variazioni Goldberg di Bach o i Quartetti di Beethoven sono il meglio che l’umanità abbia creato” sottolinea.
L’amore, che vive al di là del tempo e delle distanze, è il cuore del romanzo. Ma prima di parlarci della nuova vita di Elio e Oliver, che dopo la loro folgorante passione hanno preso strade diverse, Aciman ci racconta un nuovo travolgente incontro: quello di Samuel, il padre di Elio che sta andando a Roma per rivedere suo figlio, e si imbatte in treno in una giovane fotografa ribelle. Con questa immagine si apre il libro che ci fa riflettere sul tema della paternità.
“Mio padre, un uomo che amava immensamente la musica, ha sposato una sordomuta. Mi sono molto interrogato sul perché di questa scelta. E’ un uomo che mi ha sempre affascinato” racconta lo scrittore che ha parlato del suo nuovo libro all’Auditorium Parco della Musica di Roma, con Marino Sinibaldi, Elena Stancanelli e un appassionato pubblico di lettori e fan.
“Volevo capire chi era questo padre, da dove proveniva il discorso che faceva a suo figlio. Sono parti di una vita o di molte vite che non sono necessariamente connesse ma vanno insieme. La paternità non credo abbia un’influenza, si ripeta.
La persone si formano autonomamente” afferma lo scrittore che ha origini turco-sefardite .
In ‘Cercami’ anche la scrittura di Aciman ha un altro andamento, per brevi momenti. “Di romanzi lunghi ne ho scritti tanti, adesso basta” spiega l’autore che non nasconde “Elio sono io” e Oliver lo rimprovera perché non vuole guardare indietro.
“‘Non voglio parlare al passato. Siamo nel presente’. E’ tipico di Oliver dire questo mentre io sono lontano da tutto ciò” dice Aciman che in Cercami ci mostra Elio, pianista affermato, sentimentalmente irrequieto, che vive a Parigi ed è innamorato di un uomo che ha più o meno l’età del padre. Oliver vive a New York, si è sposato e ha avuto due figli adolescenti, ma il legame con Elio non si scioglierà mai.

La sapienza delle api, inediti di Pamela L. TraversDa Mary Poppins allo studio del mito e del folklore

NCONA22 novembre 201918:19

PAMELA L. TRAVERS, LA SAPIENZA SEGRETA DELLE API’ (LIBERILIBRI) . Sull’onda di una nuova “marypoppinsmania” globale e di un rinnovato interesse per l’autrice Pamela L. Travers (film come Saving Mr. Banks e Il ritorno di Mary Poppins, ora il musical italiano) la casa editrice Liberilibri pubblica per la prima volta in Italia una serie di testi della scrittrice australiana, tratti da conferenze e articoli di giornale, risalenti a un periodo tra la metà degli anni Sessanta e gli anni Ottanta: “La sapienza segreta delle api”, a cura di Cesare Catà.
Pamela L. Travers, nom de plume di Helen Lyndon Goff, era una donna stramba e coltissima, libera e solitaria, inflessibile e severa, che rifiutava di definirsi una scrittrice per l’infanzia e che preferiva pensarsi come una studiosa di mitologia e folclore. E’ questo aspetto che emerge nella raccolta di inediti, in cui guida il lettore alla scoperta del lato oscuro delle fiabe, Mary Poppins compresa, una storia che in realtà presenta numerosi aspetti legati all’angoscia dei bambini. Una posizione che fa anche comprendere il duro scontro umano e professionale avuto dalla Travers con Walt Disney, nella traduzione cinematografica del suo personaggio più famoso: “due opposte concezioni delle fiabe, due divergenti visioni del mondo, due inconciliabili filosofie” scrive Cesare Catà nell’Introduzione. Catà ha selezionato e tradotto in italiano da “What the Bee knows. Reflections on Myth, Symbol and Story” (questo il titolo originale), pubblicato nel 1989, un florilegio ragionato di 21 testi che rappresentano “il testo più prezioso per tentare di chiarificare e di capire come la sua cultura e la sua vita influirono sulla scrittura di Pamela L. Travers”, e dove emergono, “mescolati insieme sovente in modo inestricabile, elementi biografici importanti della vita dell’autrice e principî essenziali della sua filosofia, del suo credo critico, della sua visione del mondo”. Ovvero: “una profonda conoscenza della mitologia e del mondo delle fiabe; le influenze di Yeats e George Russell, la lezione di Gurdjieff, la filosofia zen, gli studi antropologici, la psicanalisi e l’ermeneutica junghiane, l’astrologia esoterica, Shakespeare, Blake, Keats e la tradizione romantica”.

Lispector, tutte le donne, tutti i raccontiPer Feltrinelli l’opera monumentale della grande scrittrice

22 novembre 201918:18

CLARICE LISPECTOR, ”LISPECTOR, TUTTI I RACCONTI” (COMETE. FELTRINELLI, PAG. 560) Nei racconti di Lispector c’è una ”consapevolezza di genere che trova la strada di un femminismo lontano dall’oggettività programmatica del manifesto militante. Costruito piuttosto attorno alla consapevolezza (”io ero la donna di casa”, il granaio” come meta di un percorso di crescita esistenziale e intellettuale”.
Nei suoi racconti ”si trovano bambine, ragazze, giovani donne, donne mature e poi anziane, donne che attendono la morte: questi racconti sono il loro infinito e lacerato diario intimo, il loro quotidiano, alimentato da chimere e sconfitte, declinato in un unico comprensivo ritratto corale. In definitiva, citando Benjamin Moser, ‘un ritratto indimenticabile di questa grande figura in tutta la sua maestà”, scrive Roberto Francavilla nella bella postfazione a Lispector, il volume appena pubblicato da Feltrinelli che raccoglie in 560 pagine tutti i suoi racconti. Donna di rara sensibilita’ e intelligenza, colta e curiosa, ha saputo cogliere nelle sue opere la meraviglia e l’insensatezza dell’universo trasfigurandola in pagine densissime, poetiche, velate di ironia e di sorriso.Tra l’Ucraina dove era nata ma che aveva lasciato ad appena due anni, e il Brasile dove ha vissuto il resto della vita. Di famiglia ebrea, lei apolide e multiculturale come sancisce la necessità dell’oggi. Morta nel 1977 a soli 57 anni, dopo un grave incidente che aveva avuto dieci anni prima, dopo anni e anni di intensa scrittura intorno all’universo femminile. Madri, figlie. nonne, mogli, nuore, suocere, perno della vita quotidiana arrotolata nel ritmo lento ma inesorabile delle sue storie. ”Ecco vedi”, dichiarò a bruciapelo una vecchia chiudendo il giornale con decisione, ”ecco, io dico solo questo: Dio sa quello che fa”.

Venditti e De Gregori, concerto insieme dopo 50 anniAllo stadio Olimpico il 5 settembre i due in concerto evento

22 novembre 201911:53

Antonello Venditti e Francesco De Gregori: i due cantautori che hanno segnalo la storia della musica italiana tornano insieme dopo 50 anni in quello che si annuncia come un concerto evento. Sarà il 5 settembre allo stadio Olimpico di Roma. Una storia comune e diversa cominciata insieme tanti anni fa. I due artisti cominciano a collaborare poco più che ventenni durante un viaggio in Ungheria, scrivono le loro prime canzoni insieme, per arrivare al comune esordio discografico con Theorius Campus dove Antonello incide “Roma Capoccia”, subito grandissimo successo, e Francesco “Signora Aquilone”. Un disco che sancì per entrambi l’inizio del proprio percorso artistico.
Due personalità molto differenti, ma affini. Due stature artistiche diverse, ognuna con la propria poetica. Venditti e De Gregori tornano insieme, nella loro città, là dove tutto iniziò, nella ‘cantina’ della loro musica. La prevendita dei biglietti on line dal 22 novembre e nei punti vendita dal 29/11.

Mattarella all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Universita’ BocconiIl Capo dello Stato all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Universita’ Bocconi

25 novembre 201912:56

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Universita’ BocconiLa formazione “deve suscitare spirito critico e senso di responsabilità che sono i veri antidoti a odio e pregiudizio”, ha spiegato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante l’inaugurazione dell’Anno accademico della Bocconi di Milano, rifacendosi a quanto detto dal presidente dell’Ateneo, Mario Monti.
“Credo di poter dire, oltre a rendere l’Italia un po’ più europea, Lei ha evitato al nostro Paese alcune pericolose sbandate”. Così il presidente della Bocconi, Mario Monti nel ringraziare il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, in un passaggio del suo intervento all’inaugurazione dell’anno accademico. “Con la persuasione o con il richiamo, esercitato talora in frangenti difficili, Lei è riuscito a rendere più consapevoli le forze politiche che l’appartenenza dell’Italia all’Unione Europea non è solo la realizzazione di un ideale condiviso da tanti italiani, ma è anche un argine contro alcune turbolenze esterne e uno stimolo a decisioni più ponderate a livello nazionale”, ha sottolineato Monti.

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Mostre: ‘U.MANO’, arte e scienza alla Fondazione Golinelli
Percorso dedicato alla mano e sviluppato su più piani di lettura

BOLOGNA19 novembre 2019 15:47

– Un percorso espositivo dedicato alla mano e sviluppato su più piani di lettura, dall’esplorazione dell’interiorità dell’uomo all’aprirsi alla comprensione dell’universo che gli sta intorno. E’ ‘U.MANO – Arte e scienza: antica misura, nuova civiltà’, la nuova mostra della Fondazione Golinelli a Bologna, aperta al pubblico dal 20 novembre al 9 aprile e allestita nel Centro Arti e Scienze Golinelli, per l’occasione trasformato in un tempio classico.
Si parte da due grandi installazioni centrali: le mani chiuse, emblema della riflessione sulla propria origine e interiorità, e quelle aperte, che rappresentano invece l’esplorazione e la conoscenza del mondo circostante. C’è anche il ‘De Symmetria partium in rectis formis humanorum corporum libri’ di Albrecht Durer, un trattato sul disegno della figura umana le cui istruzioni sono state interpretate come uno dei primi algoritmi di arte generativa. E ci sono due atlanti anatomici straordinari: il ‘De humani corporis fabrica’ di Andrea Vesalio e i ‘Deux Livres de chirurgie’ di Ambroise Parè.
Nel percorso, curato da Andrea Zanotti, sono poi collocati dipinti realizzati tra ‘500 e ‘600, particolare momento storico nel quale si è registrato un cambio di passo per alcuni versi simile a quello odierno: dalla ‘Madonna col Bambino’ attribuita a Caravaggio a quella di Ludovico Carracci. Poi, un indice puntato verso il Cielo, reinterpretato da Michelangelo Pistoletto nel ‘quadro specchiante’ che ripropone la ‘Creazione di Adamo’ di Michelangelo nella contemporaneità, fino alla ricostruzione della ‘Battaglia di Anghiari’, opera perduta di Leonardo la cui informazione in rete è stata ri-materializzata dai ragazzi che frequentano i laboratori sulla mostra di Fondazione Golinelli.
L’ultimo passo nell’evoluzione della mano conduce ad un presente avveniristico, nel quale è protagonista l’arto bionico, un’opera di ingegneria avanzata realizzata dai giovani ricercatori di BionIt Labs, una delle start-up che operano nell’incubatore-acceleratore G-Factor, che hanno progettato un arto innovativo e adattabile a ogni paziente.

Su Fox arriva Stumptown, la nuova serie con Robin ScherbatskyBasata sul graphic novel di Greg Rucka e Matthew Southworth

9 novembre 201916:53

– Coraggiosa e determinata. Sicuramente con una vita disordinata. Dex Parios (Cobie Smulders), interpretata dalla Robin Scherbatsky di How I Met Your Mother, è la protagonista di Stumptown, la serie basata sull’omonima graphic novel di Greg Rucka e Matthew Southworth che andrà in onda dal 20 novembre ogni mercoledì alle 21.05 su Fox (Sky, 112).La storia segue le vicende di Dex, ex veterana dell’esercito statunitense diventata investigatrice privata nella sua città natale, Portland (Oregon) per mantenere il fratello disabile e pagare i suoi debiti di gioco. Il suo metodo investigativo tutt’altro che convenzionale la rende un bersaglio facile dei peggiori criminali in circolazione e non è di certo vista di buon occhio dalla polizia. Dex Parios conduce una vita caotica e spesso il suo modo di essere la porta a creare problemi a chiunque le stia intorno. In ogni episodio la protagonista dovrà risolvere i casi che le verranno affidati, cercando di gestire, non sempre con grandi risultati, lavoro e vita privata. Nel cast troviamo Jake Johnson (New Girl, Jurassic World), Michael Ealy (Secrets and Lies), Camryn Manheim (Ghost Whisperer), Adrian Martinez (No Activity), Tantoo Cardinal (Frontiera) e Cole Sibus.

Sylvia Plath, tormenti di una poetessaAnalisi poetica e politica di Giorgi su un’icona del XX secolo

21 novembre 201908:51

Sylvia Plath. L’altare scuro del sole  (Edizioni della Sera, pp 200, euro 17) Un’icona dall’animo tormentato, una grande poetessa ancora oggi fonte di ispirazione: si intitola “Sylvia Plath. L’altare scuro del sole”  il libro nel quale Gaia Ginevra Giorgi affronta la complessa figura della celebre autrice statunitense, nata a Boston nel 1932 e morta suicida a soli 31 anni. Con la prefazione di Roberto Coaloa, il libro offre un ritratto sfaccettato e non convenzionale della Plath: non si tratta infatti di una biografia classica, ma di un saggio che continuamente mescola le prospettive di analisi, passando dagli eventi della vita personale alle angosce, alla malattia mentale e alle frustrazioni della poetessa fino all’analisi delle opere.
Un intento ambizioso che stimola il lettore, genera domande e fa nascere suggestioni, ma più che altro una necessità chiaramente espressa dall’autrice già nell’introduzione: Giorgi infatti afferma di aver voluto seguire, nell’avvicinarsi alla vita e alla produzione letteraria della Plath, un duplice approccio, “uno poetico e uno politico”.
I due livelli di analisi sono in un certo senso “dovuti”, considerata la complessità di una figura come quella della poetessa così piena di sfumature e forse ancora mai compresa del tutto. Ecco allora che il libro nei 3 densi capitoli “procede per fotogrammi, zoom tematici, incursioni e continui ribaltamenti di prospettiva”: nell’inquadrare anche storicamente la Plath, l’autrice non può non considerare quanto la poetessa, le cui angosce sono perennemente riflesse in ogni suo scritto, manifestasse “un disagio di genere, un disagio sociale legato al sistema fortemente binario della società americana del secondo dopoguerra, che la voleva corpo femminile, normativo e convenzionalmente sottomesso”. Difficile, ed emozionante, anche l’analisi della produzione poetica, in cui Plath evidenzia un talento folgorante e un’ispirazione dolorosa e purissima: come scrive Giorgi, “c’è qualcosa nei suoi componimenti che resta alieno, misterioso e ineffabile, qualcosa che si svincola di continuo dalle gabbie ideologiche, le categorie estetiche e le etichette commerciali”.

Festival: Quartieri di vita da Pina Bausch al teatro sociale22 novembre il via al Madre. 12 compagnie, direttore Cappuccio

NAPOLI19 novembre 201916:56

– Dall’omaggio a Pina Bausch , al teatro sociale: torna da novembre a marzo ‘Quartieri di vita’, il festival diretto da Ruggero Cappuccio, realizzato con il sostegno della Regione Campania dalla Fondazione Campania dei Festival, presieduta da Alessandro Barbano. La rassegna, puntando sulla formazione, si propone di sostenere le realtà teatrali che da anni orientano il proprio lavoro a supporto delle fasce deboli.
Al via dal 22 novembre, fino al 6 gennaio, con ‘Ensembles’ videoinstallazione al Madre (presidente della Fondazione Donnaregina, Laura Valente) sul Tanztheater Wuppertal di Pina Bausch, a dieci anni dalla scomparsa Dal 20 dicembre al 5 gennaio per i visitatori mini-workshop condotti dalla coreografa Marigia Maggipinto. Il 14 e il 15 dicembre debutto assoluto al Teatro San Ferdinando di Napoli di ‘Another round for five’ di Cristiana Morganti (progetti con Goethe-Institut di Napoli e Ministero Federale degli Affari Esteri -Berlino).

Moda: Jennifer Lopez è il nuovo volto di CoachLa diva sarà protagonista delle campagne dalla S/S 2020

9 novembre 201917:08

– Jennifer Lopez sarà il nuovo volto globale di Coach. La sua collaborazione con il marchio di accessori di lusso statunitense includerà la partecipazione della diva a campagne pubblicitarie globali di pret-à-porter e accessori, a partire dalla stagione primavera/estate 2020.
JLo, una star che ha costruito la sua carriera e ridefinito gli standard del settore attraverso un percorso personale, ha basato il suo successo sulle sue radici newyorkesi, come il brand, che è stato fondato proprio nella Grande Mela nel 1941.
“Sono così entusiasta di questa collaborazione con Coach – ha commentato Jennifer Lopez -. È un marchio senza tempo di cui sono sempre stata fan e la prossima collezione parla davvero del mio stile personale, un mix tra uptown e downtown”.

Fellini, Lercio e Degrado Postmezzadrile a BiumorBiennale Umorismo Tolentino si occupa di “Odio”

TOLENTINO (MACERATA)19 novembre 201919:25

– Una mostra su Federico Fellini e la premiazione di alcuni dei maggiori gruppi di satira contemporanea come Degrado Postmezzadrile, premio Accademia Teatro; lercio.it, premio Accademia Social; il Terzo Segreto di Satira, premio Accademia Video, oltre a Iginio Straffi, il papà delle Winx, premio alla carriera come patron della Rainbow. Sono alcuni dei primi appuntamenti di Biumor, Biennale dell’Umorismo di Tolentino, organizzata da Popsophia e dal Comune, che si tiene nella città marchigiana dal 20 al 23 novembre. “L’odio” è il tema dell’edizione 2019, di calzante attualità in epoca di haters, buonismo e social. L’odio è il tema declinato in tutte le sue sfaccettature dai 239 autori in concorso, provenienti da 46 nazioni, in 620 opere. I vincitori saranno annunciati nella serata del 21, animata dai gruppi satirici. Tre le mostre: una sulle opere in concorso, una su Fellini, protagonista della Biennale nel 1991 e una su Norberto Bobbio. Tra gli ospiti Carlo Massarini e Pietro Sansonetti.

Arte: base originale per statue tornate in Duomo OrvietoUn convegno dedicato a opere ricollocate dopo 122 anni

ORVIETO19 novembre 201919:49

– Poggiano sui basamenti originali le monumentali 12 statue degli Apostoli e quelle dei quattro Santi protettori che hanno fatto ritorno nel Duomo di Orvieto dopo 122 anni. Anticipate da quelle dell’Angelo annunciante e della Vergine, realizzate da Francesco Mochi. Un intervento illustrato oggi pomeriggio nel corso di un incontro nella stessa cattedrale.
Le statue sono state realizzate da vari artisti tra la fine del 16/o secolo e l’inizio del 18/o e la loro presenza in Duomo costituisce – è stato spiegato – un chiaro richiamo all’Ecumenismo. Trovano posto ai piedi delle colonne che presentano le iconiche fasce alternate di travertino e basalto.
Il progetto di riposizionamento delle statue è stato coordinato dall’Opera del Duomo, presieduta da Gianfelice Bellesini che ha guidato il convegno al quale ha presto parte anche il vescovo, monsignor Benedetto Tuzia, il professor Antonio Paolucci, il sindaco Roberta Tardani e la soprintendente alle Belle arti dell’Umbria, Marica Mercalli.
All’interno del duomo molto fedeli e cittadini orvietani per ammirare da vicino il nuovo allestimento.

X Factor, anteprima inediti tra emozioni e sogniConcorrenti presentano loro canzoni nel loft del programma

RUGHERIO (MONZA)19 novembre 201920:34

Un brano frutto delle loro esperienze e desideri, che gli aderisca addosso come un vestito: è quanto hanno espresso i concorrenti di ‘X Factor’, nel raccontare in anteprima i loro inediti, in attesa del quinto live, in diretta su Sky Uno giovedì sera. Sguardo da sognatore, sorriso gentile e un universo di emozioni da raccontare, Eugenio Campagna porta Cornflakes, una canzone d’amore scritta da lui, che racchiude quel che voleva dire da tempo e “finalmente è uscito fuori”. Una rivalsa per chi ha cercato il suo equilibrio è stato il senso dato da Giordana Petralia alla sua “Chasing Paper”, scritta da Sia Furler, Pineapple Lasagne e Samuel Ronald Dixon.”Far aprire alle persone quei cassetti che la gente normalmente non aprirebbe” è la mission di “Enfasi”, della ‘Sierra’, il duo formato da Giacomo Ciavoni e Massimo Gaetano, che già alle audition aveva presentato il brano che ora però è stato rielaborato. Sonorità internazionali, e moderne di chi ha “già un disco pubblicato ma che cresciuto nella vecchia scuola ora si sente cambiato e pronto a dire la sua”, è come Nicola Cavallaro ha descritto con determinazione la sua “Like I Could”, scritta da Tom Walker, Jon Green e Jordan Riley. Un amore impossibile per una donna “irraggiungibile a cui però solo lui può dare quel tipo di sentimento”, canta invece Davide Rossi con ‘Glum’, con la voce potente e le mani che scorrono sul pianoforte.Parla di un amore ancora sconosciuto e di come lei lo vorrebbe vivere Sofia Tornabene, un concentrato di energia che si sprigiona con la prima nota di “A domani per sempre”, la prima canzone scritta “completamente da sola. Infine, pieno di energia, uno tsunami di strumenti e ritmo, ecco “Elefante” dei ‘Booda’, “un bambino nato totalmente nel loft di X Factor”, che narra della giungla urbana e dei vari animali che abitano in noi”.

Fossati, Mina una gioia ma non parlatele di passatoEsce album inediti. Pani, sono uguali, conta emozione

20 novembre 201909:40

Entrambi non amano i cambi di tono e questa è stata l’unica difficoltà da superare. Lo dice Massimiliano Pani, figlio e produttore di Mina (”è l’unico mandato che mi hanno dato…”) e lo conferma Ivano Fossati. Il 22 novembre, dopo 2 anni di lavoro, esce Mina Fossati un disco di cui i due protagonisti della musica italiana, da tempo, per scelta, lontani dalla ribalta, avevano parlato per la prima volta nel 1996. “Poi qualcosa nell’ambito delle case discografiche non andò per il verso giusto – ha raccontato Ivano Fossati – Quando un paio di anni fa ho scoperto che Mina ancora pensava a questa idea confesso che mi ha spiazzato un po’, ho avuto qualche esitazione, poi sono tornato a casa, ho raccontato la cosa a mia moglie e lei mi ha risposto ‘se dici no a Mina chiedo il divorzio’: ma è stata una eccezione, lavorare con lei è una gioia che non mi sarei mai negato, nessun musicista sano di mente direbbe no a Mina”. Fossati aveva deciso di ‘staccare da quella routine’ che lo aveva coinvolto per 42 anni, 8 anni fa (‘disco , tournée intervista, e poi di nuovo da capo’) e, ha ribadito, non cambierà idea. Undici inediti, prodotto da Massimiliano Pani per Pdu e Il Volatore e distribuito da Legacy-Sony Music, Mina Fossati è stato presentato in anteprima alla stampa (e fatto ascoltare attraverso le cuffie) ieri sera nella Sala Puccini del Conservatorio Giuseppe Verdi, nell’ambito della Milano Music Week 2019. “Lavorare con quelli veramente bravi è più facile perché non hanno frenesie artistiche, fragilità, debolezze, sanno quello che sanno fare e lo fanno al meglio – ha detto Massimiliano Pani -, loro due poi cantano in maniera simile e per entrambi conta l’emozione, non la performance tecnica, vogliono arrivare a dare un cazzotto nella pancia”. “Ivano era un po’ titubante all’inizio, poi ha cominciato a mandare pezzi e ogni volta arrivava una sorpresa – ha aggiunto Pani – Ha avuto una vena compositiva straordinaria, non credo ci sia nessuno che scriva così, è un gigante”. A proposito della madre ha confessato invece di continuare a stupirsi ed emozionarsi ogni volta che lavora con lei. “La sua forza è nel capire cosa serve al pezzo -ha detto- arriva in sala che già sa cosa deve fare”. “Questo non è un disco celebrativo, non è un monumento ai caduti – ha aggiunto – ma credo che in questo momento non c’e’ nulla del genere così in giro, può piacere o non piacere, ma è un disco che fa da riferimento”. Un disco tra blues-rock e ballad dirette e toccanti, con le voci dei due interpreti accompagnate da pianoforte e orchestra d’archi, ma anche ripercussioni latine. “Bisogna forse avere una idea diversa di quello che è Mina – ha spiegato Fossati passeggiando sul palco del Conservatorio in una sala strapiena – pensiamo che lei sia una grandissima cantante e invece è una grandissima musicista, dietro ad ogni parola che canta, a ogni nota c’e’ un pensiero, il suo pensiero che si fa suono, lei poi non ascolta la musica la scannerizza”. “Quando ho cominciato a scrivere per lei ho visto che le idee fluivano – ha aggiunto- Ci conosciamo da anni e so che le sue scelte a volte sono spiazzanti, ma lei è sempre un chilometro avanti o di lato”. Un’artista appassionata e che vuole vivere nel presente guardando al futuro: “Con lei non si deve accennare all’argomento passato – ha aggiunto – Se si parla di passato, si rischia di vederla chiudersi, se invece si parla di progetti, del domani si trasforma in una valanga di idee”. Sull’importanza di concentrarsi sul qui e nel presente parla il disco, raccontando di sentimenti, e di amore. “Chissà perché mi considerano un esperto in materia e invece non ci ho mai capito nulla – scherza Fossati- Di sicuro le donne le ho sempre ascoltate, tutte”.

Handke e l’ape de ‘La ladra di frutta’Esce il nuovo romanzo per Guanda

21 novembre 201908:51

PETER HANDKE, LA LADRA DI FRUTTA (GUANDA, PP 426, EURO 20,00). Parte da una puntura d’ape, la prima dell’anno, l’esplorazione che compie Peter Handke nel suo nuovo libro ‘La ladra di frutta’, in libreria il 21 novembre per Guanda nella traduzione di Alessandra Iadicicco.
‘Ultimo epos’ come ne parla il Premio Nobel per la Letteratura 2019, questo romanzo si apre con un’immagine luminosa, di libertà. Lo scrittore, che nel 2014 aveva auspicato l’abolizione del prestigioso riconoscimento dell’Accademia svedese, ci porta a un giorno di mezza estate, quando con piacere si cammina a piedi nudi nell’erba e la puntura di un ape diventa un segno. “La puntura mi dava il segnale…di partenza. E’ tempo che tu ti metta in cammino. Strappati via dal giardino e da questa contrada. Vattene. L’ora di partire è arrivata” scrive Handke, anche sceneggiatore di ‘Falso movimento’ e de ‘Il cielo sopra Berlino’ dell’amico Wim Wenders . Lasciati i volumi che stava leggendo, i taccuini e diari, per il narratore è il momento di salutare la “baia di nessuno”, la casa nei pressi di Parigi, per mettersi in cammino verso il Vexin, in Piccardia, ripercorrendo l’itinerario compiuto, in un tempo indefinito, dalla ladra di frutta. “Con un bagaglio evidentemente pesante, camminava veloce, con passi ora decisi, ora esitanti, come se giocasse il gioco dell’inferno e paradiso” scrive Handke che da 25 anni almeno vive in Francia, a Chaville, sul limitare di un bosco, vicino a Parigi, dove risiede la figlia Amina.
Nelle 426 pagine del libro ci confrontiamo continuamente con la presenza reale e immaginaria di questa figura che in un gioco di specchi finisce per confondersi e sovrapporsi con il viaggio del narratore.
Sfuggente, “afflitta dalla smania di vagare”, sempre pronta a uscire dalla strada maestra per assaporare i frutti di orti e frutteti, la ragazza sta cercando la madre, scomparsa da un anno dopo aver lasciato improvvisamente il suo posto di dirigente in banca.
Grande protagonista del romanzo è la natura, i campi di stoppie, la boscaglia, ma soprattutto il contatto con essa: “di tanto in tanto si chinava per raccogliere una spiga di grano sospinta dal vento sull’asfalto e sulla ghiaia, e se la infilava dietro l’orecchio come una sigaretta” .
Tra incontri, peripezie, folgorazioni, viene celebrato, in una grande festa che sconfina nell’immaginazione, il vagare e tutte quelle deviazioni “verso i frutteti estranei; la mossa di scartare dal percorso; lo sciamare; il prendere qualcosa e farlo suo” che regalano doni inaspettati. Così il viaggio stimolato da un ape, che non è morta dopo aver punto ma è volata via rinvigorita, la ricerca della madre della ragazza di frutta, che in qualche modo ci riporta a ‘Infelicita’ senza desideri’ in cui Handke ha raccontato il suicidio di sua madre, è profondamente fisico e meravigliosamente interiore. Handke, che è originario di Griffen, in Carinzia, dove è nato nel 1942, ne ‘La ladra di frutta’ sembra sia riuscito a seguire il soffio della poesia nei dettagli minimi, in un gioco di astrazioni, allusioni e simbolismi che sono caratteristici della sua opera.

André Aciman all’anteprima di Libri ComeIl 21 novembre all’Auditorium Parco della Musica di Roma

20 novembre 201910:20

– Andrè Aciman sarà il protagonista, il 21 novembre, dell’Anteprima di Libri Come, la festa del libro e della lettura all’Auditorium Parco della Musica di Roma, con ‘Cercami’, il suo nuovo libro, pubblicato da Guanda.
Nel romanzo, l’autore di ‘Chiamami col tuo nome’, diventato un best seller internazionale grazie anche all’omonimo film diretto da Luca Guadagnino, torna a raccontare le vite di Elio e Oliver.
Ormai trentenne Elio in ‘Cercami’ è un pianista e docente al conservatorio di Parigi. Mentre Oliver, che ha 42 anni, è un professore universitario con due figli adolescenti. Stelio, il padre di Elio, separato dalla moglie afflitta da demenza senile, troverà un nuovo amore.
Nel corso della serata sarà annunciato anche il tema di Libri Come 2020.

Jean Luc Godard alla Fondazione PradaDal 4 dicembre materiale tecnico,mobili,libri da studio regista

0 novembre 201910:25

– “Anch’io avevo creduto per un momento che il cinema autorizzasse Orfeo a voltarsi senza far morire Euridice. Mi sono sbagliato. Orfeo dovrà pagare” dice in Histoire(s) du cinéma Jean Luc Godard, che dal 4 dicembre è alla Fondazione Prada di Milano con ‘”Le Studio d’Orphée’, un atelier, uno studio di registrazione e di montaggio, un luogo di vita e di lavoro dove il cineasta ha deciso di trasferire il materiale tecnico, utilizzato nella realizzazione dei suoi ultimi film a partire dal 2010, così come i mobili, i libri, i quadri e gli altri oggetti personali provenienti dal suo studio abitazione di Rolle in Svizzera.
All’interno de “Le Studio d’Orphée” il lungometraggio Le Livre d’image, 2018 e nove cortometraggi del regista saranno diffusi su uno schermo televisivo impiegato abitualmente da Godard come strumento di lavoro. Godard ha anche concepito “Accent-soeur”, un intervento sonoro installato all’interno dell’ascensore della Torre.

‘Alberto Sordi, un italiano come noi’. Arriva il filmUn viaggio nei luoghi più importanti della vita del più celebre attore italiano del dopoguerra

0 novembre 201912:04

Il minuto teatro settecentesco domestico, il salotto con il ritratto di Gaeleng, la sala da barbiere con le poltrone girevoli: il film Alberto Sordi, un italiano come noi le cui riprese saranno ultimate entro questa settimana, farà fare agli spettatori un tour del tutto particolare all’interno della casa del più celebre attore italiano del dopoguerra. “Era nato a Roma il 15 giugno del 1920 e l’Italia si prepara a celebrare i suoi cento anni come meglio merita questo italiano, che avrebbe dovuto persino ottenere la nomina a senatore a vita per aver “bene illustrato la Patria” – questa nomina, tuttavia, non arrivò mai”, dice Giancarlo Governi, storico collaboratore di Sordi, che ha scritto il film che sarà diretto dal figlio Silvio e avrà come guida, in scena, Sabrina Impacciatore: sarà proprio lei a portare per mano il pubblico nei luoghi più importanti della vita e dell’opera di Alberto Sordi.

Si tratta di un viaggio che parte dalla nascita e dai primi passi in Trastevere e arriva ai teatrini di varietà, alla Radio di Via Asiago dove si cimentava con i suoi celeberrimi personaggi come Il Compagnuccio della Parrocchietta, Mario Pio e il Conte Claro. Il film, che si avvarrà delle testimonianze di Ettore Scola, Furio Scarpelli, Gigi Magni, Carlo Verdone, Giovanna Ralli e altri, mostrerà le sale di doppiaggio dove Sordi dava la voce a Oliver Hardy, l’immortale compagno di Stan Laurel, illustrerà i luoghi del suo cinema e della televisione con le sue memorabili apparizioni, arrivando fino agli onori del Campidoglio dove l’allora Sindaco Francesco Rutelli gli volle cedere la fascia tricolore di “Sindaco di Roma per un giorno”, quando Sordi compì 80 anni.

Alberto Sordi, un italiano come noi, che prima di andare in onda su Raiuno sarà distribuito nelle sale, prodotto da Pierfrancesco Fiorenza per Produzione Straordinaria e con la partecipazione di Rai Cinema e il patrocinio e il sostegno della Fondazione Casa Museo di Alberto Sordi, finisce, inevitabilmente, nella sua casa romana, dove visse per più di 40 anni: un vero monumento alla sua persona e alla sua arte incommensurabile. VAI ALLE NOTIZIE IN TEMPO REALE

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

A teatro, Gleijeses e Amadeus, Francini come Rame
Willy Wonka sbarca in Italia; Popolizio e “Furore” di Steinbeck

20 novembre 201912:11

– Geppy e Lorenzo Gleijeses nell'”Amadeus” di Peter Shaffer diretto da Andrei Konchalovsky ed Eros Pagni ne “La tempesta” di Shakespeare, secondo Luca De Fusco, entrambi a Roma; la prima volta in Italia per “Charlie e la fabbrica di cioccolato” dal romanzo di Roald Dahl e Chiara Francini e Alessandro Federico nel celebre “Coppia aperta, quasi spalancata” di Franca Rame e Dario Fo, tutti a Milano; Lucia Mascino nello “Smarrimento” di Lucia Calamaro tra Vicenza e Novara; e, ancora nella capitale, Massimo Popolizio con “Furore” di John Steinbeck e il “Satyricon” che Francesco Piccolo ha tratto da Petronio per Andrea De Rosa: sono alcuni degli spettacoli teatrali in scena nel prossimo week end.

Terremoto: Paolucci, Basilica Norcia torni come era”Sarà restaurata e non rifatta” dice presidente Commissione

ORVIETO20 novembre 201912:15

– “La Basilica di San Benedetto a Norcia dovrà tornare come era, seppur provvista di tutte le necessarie dotazioni antisismiche”: a dirlo è stato il professor Antonio Paolucci, presidente della commissione ministeriale che si occupa del recupero della “casa” del patrono d’Europa distrutta dal sisma di tre anni fa. L’ha fatto ieri pomeriggio a Orvieto, a margine della presentazione del ritorno in Duomo delle statue degli apostoli e dei santi protettori.
“Entro dicembre, al massimo la metà di gennaio – ha spiegato Paolucci – faremo come commissione un incontro conclusivo, per poi passare al concorso internazionale per il restauro della Basilica”. Il presidente ha tenuto a sottolineare che la chiesa “dovrà essere restaurata e non rifatta”. “Perché – ha concluso – non si dovrà inventare nulla”.

Fotografia: Erwitt, McCurry e Mitidieri per diritti bambiniLe foto dei tre autori per la prima volta insieme a Bologna

BOLOGNA20 novembre 201913:34

– Il gioco, il divertimento, lo studio, la salute, ma anche i diritti negati, la povertà, lo sfruttamento, la guerra. In occasione della Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e dei 30 anni della Convenzione Onu, inaugura a Bologna la mostra fotografica ‘Children’, in programma all’Auditorium Enzo Biagi della biblioteca Salaborsa fino al 6 gennaio.
Promossa da Legacoop Bologna e Legacoopsociali, curata da Monica Fantini e Fabio Lazzari con foto a cura di Biba Giacchetti, la mostra presenta, per la prima volta insieme, gli scatti di Elliott Erwitt, Steve McCurry e Dario Mitidieri: tre autori profondamente diversi dal punto di vista espressivo, ma accomunati dalla volontà di testimoniare in prima persona la partecipazione emotiva alle vicende dei bambini che hanno incontrato negli angoli più remoti del mondo, “dove il diritto primario all’esistenza e quelli irrinunciabili all’uguaglianza, alla giustizia, alla libertà e alla pace, vengono calpestati nel silenzio e nell’oblio”.
Le immagini di Steve McCurry sono sempre a colori e producono un senso di stupore e di meraviglia per l’eccezionalità espressiva del momento e l’intensità degli sguardi che l’autore è riuscito a catturare. Nel caso di Dario Mitidieri, la scelta di utilizzare il bianco e nero e l’apparente normalità delle scene producono un tipo di partecipazione emotiva diversa ma ugualmente forte, rendendo in modo efficace quella che Hannah Arendt definiva “la banalità del male”. Elliott Erwitt scandisce invece nell’infanzia il tempo nel suo scorrere, nel suo farsi futuro e storia insieme. Tema prevalente di tutti gli autori è quello del gioco, spesso senza il sorriso e la spensieratezza che dovrebbero accompagnare questa attività fondamentale per la crescita e lo sviluppo delle bambine e dei bambini. E al gioco si richiama anche la scenografia di Peter Bottazzi, che colloca le immagini di McCurry, Mitidieri ed Erwitt su strutture che rimandano alle giostre, ai blocchi di legno per le costruzioni e ad un abaco, simboli del diritto al divertimento, alla fantasia e all’istruzione.

Premi: al via il Luchetta 2020, bando online dal 1 dicembreA maggio a Trieste il Festival del Buon giornalismo

TRIESTE20 novembre 201914:01

– Parte simbolicamente oggi, nella Giornata Mondiale dei Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza la 17/a edizione del Premio Giornalistico Internazionale Marco Luchetta, perché è cura, rispetto e tutela dei più piccoli che si ispira il Premio, istituito dalla Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin nel ricordo dei primi inviati Rai uccisi in Bosnia e Somalia.
Cinque le categorie in gara, riservate a Tv news, Tv reportage, carta stampata e web per testate italiane e straniere, fotografia. Il Bando – online dal 1 dicembre – è riservato alle corrispondenze sul campo, pubblicate o trasmesse su una testata giornalistica registrata cartacea, televisiva o web. Al Premio Luchetta potranno concorrere i lavori pubblicati, trasmessi o diffusi fra il 2 marzo 2019 e il 1 marzo 2020.
Il premio sarà consegnato durante ‘Link, il Festival del Buon giornalismo’ (8-10 maggio 2020 a Trieste), rassegna dedicata a incontri, dialoghi e dibattiti sull’attualità con i protagonisti della cultura e dell’informazione.

Più libri, 670 eventi da sindaca Danzica a Caino di CamilleriDa 4 a 8 dicembre alla Nuvola, festeggia 18 anni

21 novembre 201908:47

Compie 18 anni e li festeggia con oltre 520 espositori e 670 appuntamenti la Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria ‘Più libri più liberi’,  dedicata, nell’edizione 2019, ai Confini dell’Europa.
In cinque giorni, dal 4 all’8 dicembre, alla Nuvola dell’Eur, a Roma, saranno ospiti d’eccezione della manifestazione, di cui è ideatrice e curatrice del programma Silvia Barbagallo, la diciasettenne attivista russa Olga Misik, che sfida il regime di Putin, e la sindaca di Danzica Aleksandra Dulkiewicz, che sarà protagonista del giorno d’apertura con un intervento che riguarderà anche e soprattutto la sua città, simbolo della storia europea del Novecento. Nel giorno di chiusura grande omaggio ad Andrea Camilleri, che era tradizione chiudesse la manifestazione, con la presentazione per la prima volta di ‘Autodifesa di Caino’ (Sellerio), il monologo, mai andato in scena, che lo scrittore, morto il 17 luglio 2019, avrebbe dovuto portare in scena a Caracalla il 15 luglio. Ne parleranno Roberto Andò, Roberto Fabbriciani, Tomaso Montanari, Alessandra Mortelliti, Salvatore Silvano Nigro e Marino Sinibaldi. Sempre più internazionale, la fiera che è “la più grande vetrina della piccola e media editoria in Italia e in Europa, è una sfida vinta” ha sottolineato alla presentazione la presidente della manifestazione Annamaria Malato. Tra gli ospiti più attesi lo scrittore algerino, da anni residente in Francia, Yasmina Khadra, la messicana Valeria Luiselli, l’israeliano Assaf Gavron e lo statunitense Brian Selznick con ‘La quercia’ che per la prima volta raccoglie 12 poesie inedite di Walt Whitman dedicate all’amore omosessuale. Si discuterà, dopo il caso della senatrice Liliana Segre, che vive sottoscorta, de ‘Il valore della memoria’ in un incontro con Sami Modiano e lo storico dell’Olocausto Marcello Pezzetti.

Venezia: premier Armenia visita Monastero San LazzaroAssessore comunale, tesori biblioteca non hanno subito danni

VENEZIA20 novembre 201914:52

– Il primo ministro dell’Armenia Nikol Pashinyan si è recato oggi in visita al Monastero Mechitarista sull’isola di San Lazzaro degli Armeni a Venezia per constatare i danni causati dalle acque alte straordinarie della scorsa settimana. Ad accompagnarlo l’assessore comunale alla coesione sociale, Simone Venturini, il prefetto, Vittorio Zappalorto e l’arcivescovo Lévon Boghos Zékiyan. Venturini si è detto “profondamente dispiaciuto” per i danni subiti dall’isola nel suo insieme “ma sollevato nell’apprendere che i veri tesori che sono custoditi nella biblioteca e nella struttura museale e monumentale sono ben conservati e non hanno subito danni”.

Tiziano Ferro: “Accetto miracoli’ è ilmio nuovo inizio”Album prodotto da Timbaland, dal 30 maggio tour negli stadi

20 novembre 201920:57

La nuova vita a Los Angeles, l’amore, il matrimonio, l’incontro con Timbaland: in pochi anni è cambiato tutto per Tiziano Ferro e il suo nuovo album, ‘Accetto miracoli’, è lì a raccontarlo, fin dal titolo, con il suo invito a “consegnarci al nostro destino, senza forzarne l’andamento”. Ed è proprio così – racconta oggi l’artista, tra autoironia e un filo di commozione – che sono andate le cose, da quel giorno del giugno 2016 quando, tre giorni prima di ripartire da Los Angeles, ha conosciuto Victor, l’uomo che poi ha sposato, al caffé preso con Timbaland, “il mio idolo da quando avevo 16 anni”, da cui è uscito con una canzone e mezza e la proposta di un progetto più completo. “Dopo 18 anni di lavoro in una zona di conforto, per una persona come me, di provincia, con la stessa famiglia anche per un disco, è stato importante cambiare qualcosa a 40 anni, e lavorare con un guru come Timbaland – racconta – mi ha costretto a mettermi in gioco come un alunno, con tutto da perdere, a propormi da zero. Ha dovuto capire come canto, scrivo e quella piccola venatura di sana paura ha portato a una crisi creativamente importante”.Nel mettersi in discussione, Ferro ha sentito che “con la musica si può ancora giocare a 40 anni e con 20 di carriera”. Di qui “un nuovo inizio, che non so come proseguirà, ma di cui sono molto orgoglioso”. Nell’album, canzoni cui è più legato come ‘In mezzo a questo inverno’, ispirata alle perdita della nonna Margherita “ma declinata al maschile, perché volasse per conto suo” e ‘Casa a Natale” in cui canta ‘sono solo ed è sempre stato così”. “E’ il tema più complesso della mia vita, mi sono sempre sentito un outsider, fin da bambino, perché ero grasso, emarginato, non amavo il calcio e non andavo alle feste”. Quel “senso di inadeguatezza enorme” non se ne è andato nemmeno con il successo ma oggi, a quasi 40 anni, “non è che diventi felice ma inizi ad accogliere ciò che accade come parte di un copione che troverà un senso”. E impari “a non rispondere alle offese” come canta in ‘Il destino di chi visse per amare’.”Mi piace la meditazione, prendersi un minuto prima di rispondere, è faticosissimo perché la risposta ce l’ho in almeno tre lingue ed è sempre molto buona – scherza – ma non reagire ti aggiunge valore come essere umano”. Purtroppo – nota – “il bullismo non è finito a 13 anni” e viene anche da chi scrive canzoni. A chi gli chiede se si riferisca a Fedez, che lo cita in brani come ‘Tutto il contrario’, Ferro risponde ‘uno dei dai…’., ma poi si fa serio e dice: “Mi si tira in ballo e io sono ironico, finche’ si scherza va bene, mi spiace solo quando queste cose sono legate al sentimento e alla sessualità, perche’ anche una battuta può mettere un adolescente a disagio, e che un idolo dei ragazzini mi prenda in giro su questo e’ un atto di bullismo molto forte, non solo verso di me”. Per Ferro c’è un problema di civiltà e per questo “serve una legge contro l’odio, perche’ le parole sono importanti. Bisogna imparare a dire le cose, esistono forme e tempi. Anche questo e’ bullismo, non ci si deve scherzare”. Lui, che si definisce uno “scrittore pop molto guerriero”, è convinto che “fare la guerra con il pop può cambiare gli animi”. Attenzione però: “quando ti avvicini al sociale o al politico ti manca un certo tipo di credibilità, le persone vogliono un messaggio da chi deve fare qualcosa per il Paese. Io la beneficenza la faccio volentieri, ma sarebbe ora che lo facessero le istituzioni”. Vista da lontano, l’Italia “è una ruota che gira, dove si cambia idea troppo spesso per affezionarsi”.L’Italia però è anche casa, famiglia, ricordi, come il poster di Jovanotti nella camera da bambino: “era il 1987 e io avevo l’astuccio e il diario da Jovanotti e a Carnevale mi sono vestito come lui, con il chiodo rosso e il cappellino con la scritta ‘Boy'”. Oggi il suo idolo canta con lui in ‘Balla per me’: “non è un featuring, ma un duetto ed è come se cantassimo insieme da 15 anni..d’altronde – scherza – io canto con lui dal 1987″. All’album, in uscita il 22 novembre, seguirà il tour Tzn2020, dal 30 maggio negli stadi italiani e da novembre in Europa per 10 date indoor.

Musica: Ligabue a Reggio E., oltre 70mila biglietti vendutiA una settimana da apertura prevendite, concerto 12 settembre

REGGIO EMILIA20 novembre 201915:59

Sono già oltre 70mila i biglietti venduti a una settimana dall’apertura delle prevendite” per ’30 anni in un giorno’, l’evento in data unica di Luciano Ligabue in programma il 12 settembre 2020 alla Rcf Arena (Campovolo) di Reggio Emilia per festeggiare trent’anni di carriera. Lo ha dichiarato il manager di Ligabue, Claudio Maioli, ai microfoni di Rtl 102.5.
Rcf Arena è un nuovo spazio per la musica, la prima arena che nasce per lo spettacolo con una capienza di 100.000 posti e una pendenza del 5% studiata per garantire visibilità e acustica ottimali.

Le meraviglie delle corti europee al Met per NataleAnche da Italia; tra automata, strumenti scientifici, gioielli

EW YORK20 novembre 201916:59

– Come in “Hugo Cabret”, il capolavoro di Martin Scorsese sul bambino che vive in una stazione accudendo enormi orologi con l’unico cruccio di far rivivere l’automa meccanico lasciatogli dal padre che sembra nascondere il suo ultimo messaggio? O in Peter Carey e il suo romanzo Chimica delle Lacrime in cui un’anatra meccanica d’argento fa sfondo a storie d’amore impossibili. Precursori dei robot, gli automata sono al centro di “Making Marvels: scienza e splendore alle corti d’Europa” la mostra di Natale del Metropolitan Museum di New York. “Orologi, automaton, mobilia, strumenti scientifici, avori e gioielli che originariamente abitavano le Kunst Wunderkammer dei sovrani servivano per intrattenere e sorprendere” ha detto il direttore del Met, Max Hollein, davanti a un tour de force di 170 oggetti che ha coinvolto 50 istituzioni di tutto il mondo tra cui il Museo Galilei di Firenze con strumenti astronomici e meccanici e il Castello del Buonconsiglio di Trento con una fontana portatile da cui durante i banchetti spillava acqua o vino. Gli automaton avevano un ruolo nella vita di corte: spesso usati nei “drinking games” delle tavole reali. In tutte le sale della mostra video e modelli digitali ne illustrano il funzionamento creando paralleli con le meraviglie tecnologiche del nostro tempo che catturano la nostra attenzione usando gli stessi espedienti: suspense e meraviglia attraverso drammatiche trasformazioni. Tra i pezzi della mostra, aperta dal 25 novembre, molti non erano mai stati esposti negli Usa. Tutti sono destinati a lasciare il visitatore a bocca aperta come gli arredi d’argento del Tesoro Esterhazy, il più grande diamante verde del mondo nella sua montatura originale da ornamento per cappello (il “Dresden Green” in onore del quale l’Empire State Building questa settimana si e’ illuminato di verde) e la ricostruzione moderna di un robot-giocatore di scacchi della fine del Settecento detto “il Turco” mise ko Napoleone.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Venezia: Fenice riapre, il 24 novembre in scena il Don Carlo
Dopo verifiche impianti antincendio dato ok ripresa attività

VENEZIA20 novembre 201917:09

– La Fenice ce l’ha fatta, e dopo i danni patiti nell’eccezionale acqua alta del 12 novembre, potrà riprende l’attività, mettendo in scena il ‘Don Carlo’ di Verdi domenica 24. I vigili del fuoco hanno effettuato il sopralluogo, verificando il funzionamento degli impianti antincendio, e constatata la sicurezza del teatro hanno dato parere favorevole al proseguo delle attività. “Un grazie di cuore” è stato rivolto dalla Fondazione teatro la Fenice a quanti hanno lavorato in questi giorni per rimettere in piedi il teatro.

Camilleri inedito, esce ‘Autodifesa di Caino’In libreria postumo per Sellerio il 21 novembre

20 novembre 201917:12

– L’inedito ‘Autodifesa di Caino’ , il monologo che Andrea Camilleri avrebbe dovuto interpretare lo scorso 15 luglio alle Terme di Caracalla, attesissimo dal pubblico e fortemente voluto dallo scrittore, è diventato ora un libro che esce il 21 novembre per Sellerio. E’ il primo volume postumo dello scrittore, morto il 17 luglio 2019, che la casa editrice pubblica “con grande commozione e rimpianto”.
‘Autodifesa di Caino’ che Camilleri aveva completato e per il quale aveva immaginato tutto: la scena e gli intermezzi musicali, i filmati da proiettare sullo schermo, i testi da interpretare di persona e quelli da far recitare, avrebbe segnato il ritorno di Camilleri sul palcoscenico dopo Tiresia. “Torno a teatro perché sono un contastorie. In fondo non sono mai stato altro” aveva spiegato il creatore del commissario Montalbano in un’intervista pubblicata nel giugno 2019. Il libro sarà presentato per la prima volta l’8 dicembre alle 19.00 a ‘Più libri pù liberi’, alla Nuvola di Roma, evento conclusivo della fiera della piccola e media editoria che era diventato tradizione fosse chiusa da Camilleri.
Testo potente, profondo, lo scritto su Caino risponde alle incessanti domande sul bene e il male. “Sapete qual è stato il mio vero errore? Quello di non essermi mai difeso, di non avere mai esposto le mie ragioni. Ma ora basta! Questa sera ho deciso di pronunciare la mia autodifesa, immaginando che davanti a me ci sia un’aula di tribunale e che voi, se vorrete ascoltarmi, siate i giurati” dice il primo assassino della storia.
Caino, l’emblema stesso del Male, è chiamato a giudizio ma Camilleri vuole che siano i lettori ad emettere il verdetto, i testimoni a carico sono tanti, ma non mancano quelli che Caino può convocare a suo sostegno.
“Ho finito. Non voglio che pronunciate il vostro verdetto ora.
Riflettete su quanto vi ho raccontato questa sera e poi decidete da voi. Secondo coscienza” .

Bocelli candidato ai Grammy e anche il trio dei produttori MeduzaNella cinquina con Streisand, Bublè, Costello, Legend

20 novembre 201919:23

Andrea Bocelli è candidato nelle nomination ai Grammy 2020. L’artista con il suo album “Sì” (Sugar) è stato candidato nella cinquina dei “Best Traditional Pop Vocal Album” in compagnia di Barbara Streisand, Michael Bublé, Elvis Costello & The Imposters, John Legend.
Bocelli, che è contemporaneamente il n.1 della classifica Usa e Uk, segna così un traguardo mai raggiunto prima da un artista italiano.
Una candidatura importante , la sesta nella sua carriera. “Ho appena ricevuto l’annuncio della nomination – ha commentato Bocelli – E’ una notizia fantastica che ancora una volta testimonia il grande affetto e la stima che l’America mi riserva da più di 20 anni, ma è anche un’occasione fantastica per ringraziare tutti i miei sostenitori e chi ha creduto in me fin dall’inizio. Un avvenimento importante più unico che raro.  Voglio anche ringraziare la Recording Academy e tutti coloro che, come la Sugar, hanno lavorato a questo progetto incredibile”.E in nomination anche, con un singolo di debutto tra i più grandi successi internazionali del 2019, Meduza (feat. Goodboys) il trio di produttori italiani, nella categoria Best dance recording con il brano Piece of Your Heart . Meduza sono l’iconica firma sonora dietro alla hit mondiale multi-platino Piece Of Your Heart che ha registrato un record di streaming – 600 milioni di stream e certificazioni in 21 paesi, 10 dischi d’oro, 5 di platino (2 due quali in Italia), 4 doppio platino, 1 triplo platino e un diamante.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Gallerie Accademia, nuovi spazi per accoglienza
Rinnovati design e allestimento

ENEZIA20 novembre 201917:28

– Da oggi le Gallerie dell’Accademia di Venezia si dotano di spazi di accoglienza rinnovati nel design e nell’allestimento e adeguati agli standard europei, di un nuovo bookshop con un progetto editoriale e di una linea di merchandising, oltre a percorsi personalizzati e tour virtuali in base all’età e agli interessi, che saranno messi a disposizione dei visitatori. Tra i primi ad aver concluso – secondi tra i musei autonomi statali dopo la Gnam di Roma – i lavori di affidamento di servizi di biglietteria, bookshop e assistenza alla visita, assegnati lo scorso 28 agosto all’ati composta da Opera Laboratori Fiorentini, Tosc Ticketone, Civita Tre Venezie, Marsilio Editori, le Gallerie hanno trasformato il grande atrio d’ingresso non solo in uno spazio funzionale a una migliore gestione dei flussi, ma anche in un punto di accoglienza e informazione. La nuova linea di merchandising, realizzata secondo modalità ecosostenibili e plastic free, vuole sottolineare il nesso tra la collezione permanente, il contesto di riferimento veneziano e i gadget, oggetti e souvenir proposti. Parallelamente, le Gallerie stanno mettendo a punto, grazie all’esperienza di Marsilio, da anni impegnata nella pubblicazione di cataloghi e volumi monografici sui più grandi artisti italiani e stranieri, un nuovo progetto editoriale che accompagni il visitatore all’interno dell’ampio percorso. E’ prevista la pubblicazione di nuove guide del Museo, oltre a prodotti editoriali dedicati all’intera collezione e ai suoi restauri, e piccoli cataloghi monografici su particolari nuclei di opere.

Musica: Teresa Iervolino a Palazzo Donn’AnnaLa cantante lirica rende omaggio ai grandi classici napoletani

APOLI20 novembre 201917:44

– Teresa Iervolino, mezzosoprano appena applaudita nell’Ermione di Rossini al San Carlo, è la protagonista del prossimo progetto speciale della Fondazione Pietà de’ Turchini. L’interprete presenterà a Napoli, in prima assoluta sabato 23 novembre (ore 19), nel Teatro della Fondazione Culturale Ezio De Felice a Palazzo Donn’Anna, il concerto “Jate sospiri mieje” prodotto dall’Associazione Talenti Vulcanici. Un programma musicale, pensato a quattro mani con il musicologo Paologiovanni Maione, in cui l’artista presenterà un recital di canzoni napoletane quale autentico tributo alla sua terra di elezione. Si va da “Marechiaro” (di Francesco Paolo Tosti e Salvatore Di Giacomo), a “Fenesta Vascia” (musicata da Guglielmo Cottrau), “La Danza” (di Gioacchino Rossini) e così via fino a “Me voglio fa ‘na casa” di Gaetano Donizetti, “Santa Lucia luntana” di E.A. Mario, “Miezz o’ grano” (di Edoardo Nicolardi ed Evemero Nardella), solo per fare qualche esempio.
Sarà accompagnata da l’Ensemble Scherza l’Alma.

Teatro: Aldo Fabrizi e Sora Lella, piece su due icone di RomaAl teatro Due a gennaio L’acqua e la farina

20 novembre 201917:45

– Erano due icone di Roma, due attori celebri, e pure fratello e sorella. E li accomunava anche la passione per la cucina, naturalmente romanesca. Eppure, Aldo Fabrizi e sua sorella Elena (meglio nota come Sora Lella) non hanno mai lavorato insieme, hanno avuto carriere completamente diverse. Lui, attore di teatro brillante, poi di film come “Roma città aperta” e “Guardie e ladri” con Totò, oltre che di irresistibili scenette in tv. Lei, titolare col marito di una trattoria verace sull’Isola tiberina, poi star della radio privata di Claudio Villa, infine irresistibile caratterista dei film di Carlo Verdone.
Ma quale era il rapporto fra Aldo e Lella? Prova a raccontarlo “L’acqua e la farina”, una piece teatrale di Mary Ferrara, Antonio Nobili e Alessio Chiodini, che debutterà il 29 gennaio prossimo al Teatro Due di Roma. La data non è casuale: l’anno prossimo saranno trent’anni dalla morte di Aldo Fabrizi, mentre nel 2019 cadono i 60 anni del ristorante della Sora Lella (morta nel 1993). Il locale è portato avanti oggi dai figli di suo figlio, i quattro fratelli Trabalza, vincitori di recente di una puntata del reality Quattro Ristoranti di Alessandro borghese.
Nel cast, anche uno dei nipoti-ristoratori della fondatrice, Mauro Trabalza, che recita se stesso. Nella trama, un giovane giornalista americano arriva a Roma per girare un documentario sulla città, e va a mangiare al ristorante sull’Isola tiberina.
Qui, misteriosamente si materializzano i fantasmi della Sora Lella e di Aldo Fabrizi, che però non sanno di essere fantasmi, e cominciano a interagire coi presenti come se nulla fosse…
“Abbiamo cercato di evitare il facile macchiettismo -, racconta Mary Ferrara, che interpreta Lella, mentre Antonio Nobili è Aldo, Alessio Chiodini il giornalista americano e Sara Morassut una cameriera -. Volevamo raccontare chi erano davvero questi due attori e il rapporto che c’era fra di loro. Hanno raccontato che c’erano delle ruggini fra di loro, ma non è vero.
Si volevano un gran bene, litigavano soltanto sul come fare l’amatriciana”.

“Thank you for the dance”, esce Leonard Cohen postumoIl figlio Adam completa nove brani, uno dedicato a Marianne

NEW YORK20 novembre 201919:39

Leonard Cohen fece uscire il suo ultimo album “You want it darker” nell’ottobre 2016, 19 giorni prima di morire. Suo figlio Adam ha completato alcuni brani inediti registrati in quelle sessioni e non utilizzati. “Thanks for the dance”, il nuovo album postumo del musicista e poeta canadese, uscira’ venerdì prossimo. Nove canzoni a base di sesso, morte, fede, politica, economia, Cristo e Karl Marx. Tra le piu’ elegiache, “Moving on”, e’ un tributo alla ex amante e musa Marianne Ihlen: Leonard registro’ la parte vocale alla fine di maggio 2016, subito dopo aver appreso che Marianne era morta. “Happens to the Heart”, un altro brano, segue la tradizione di Cohen di inserire in un momento romantico banalità di tutti i giorni (“There was a mist of summer kisses/Where I tried to double-park”), mentre nel sensuale “Night of Santiago” ispirato a Garcia Lorca un uomo anziano evoca una antica passione.Come in “Blackstar” di David Bowie, uscito due giorni prima della morte del Duca Bianco, Cohen era chiaramente consapevole che non gli restava molto da vivere. Con Adam, in quelle ultime settimane, aveva parlato di completare le canzoni: “Quali strumentazioni usare, quali sentimenti avrebbe voluto evocare nel lavoro finito”, ha detto al New York Times Adam secondo cui i nove brani di “Thanks for the Dance” non sono “canzoni di scarto o lati B”. A quel punto Leonard Cohen stava davvero male: vittima della leucemia e di dolori alla spina dorsale, la decisione di far produrre a Adam “You want it darker” era stata presa in parte “per non avere estranei nella stanza”. E tuttavia quasi sempre, anche in momenti di acute sofferenze, anche se costretto in una sedia a rotelle, Leonard “trovava spesso la forza di indossare un vestito e un fedora”. Dopo la morte del padre a 82 anni in seguito a una caduta notturna a Los Angeles, Adam non se l’era sentita di ascoltare i brani non finiti. Ci sono voluti sette mesi per trovare “il pizzico di coraggio” necessario per aprire le registrazioni.Per realizzare “Thank you for the dance”, Adam si e’ fatto aiutare da amici e ammiratori del padre tra cui Beck, Daniel Lanois, Bryce Dessner, Damien Rice, Jennifer Warnes, Leslie Feist e Javier Mas, lo storico bandmate, arrivato apposta da Barcellona per suonare la chitarra di Leonard.

Libri: ‘Non solo Gutturnio’, 60 storie di vino ed emozioniVenerdì a Piacenza i racconti del giornalista Giorgio Lambri

PIACENZA20 novembre 201918:19

– Si intitola ‘Non solo Gutturnio’ (Tep Editrice) il libro del capocronista di Libertà da Piacenza Giorgio Lambri, che sarà presentato venerdì pomeriggio (ore 18,30) nella sala dei Teatini a Piacenza. “Non è una guida enologica – chiarisce l’autore – ma una sessantina di racconti piacentini del vino dove trovano posto più emozioni che retrogusti, più storie che tannini”. Un viaggio nel territorio: dalla Valtidone alla Valdarda, dalla Valnure alla Valtrebbia, dalla Val Luretta alla Val Chiavenna.
Quasi 300 pagine divise in quattro sezioni: vini rossi, bianchi e rosé, spumanti e passiti. Tra grandi aziende di tradizione, cantine sociali e piccoli produttori.
A raccontarsi sono una sessantina di bottiglie che svelano altrettante aziende. Ognuna di esse è corredata, oltre che da una scheda tecnica, da un abbinamento gastronomico del territorio, cioè piatti preparati da ristoranti che se non sono proprio a km zero saranno al massimo a “km cinque dalla cantina”.
Vicino al completamento del corso di terzo livello per sommelier Ais, l’autore di ‘Non solo Gutturnio’ confessa: “Se devo descrivere i ‘muscoli’ potenti e capaci di andare dritti al bersaglio di un rosso di corpo, preferisco accostarli a un sinistro chirurgico di Gigi Riva o ai do di petto di Pavarotti nella Figlia del Reggimento”.
La copertina di ‘Non solo Gutturnio’ è stata realizzata da Federico Arcuri, mentre le fotografie sono di Serena Groppelli e Sergio Ferri (Effetre Fotostudio), e di Massimo Bersani.

Rivoluzione e bellezza al festival Pazza ideaA Cagliari dal 21 al 24 novembre

0 novembre 201921:07

Sarà dedicata a Bellezza e Rivoluzione l’ottava edizione di ‘Pazza idea’ il festival di letteratura e cultura contemporanea e digitale che si apre il 21 novembre a Cagliari e vedrà tra gli ospiti, fino al 24 novembre, Emanuele Trevi, lo stilista Antonio Marras, la giovane filosofa Ilaria Gaspari, Bobo Rondelli, Frankie Hi NG, Giovanni De Mauro, Giuseppe Lupo, Benedetta Barzini, Francesca Mannocchi, Luca Scarlini e Pierluigi Vaccaneo. A condurre gli incontri saranno Yari Selvetella e Stefano Salis.
Doppia inaugurazione con il focus ‘Fotografa e Rivoluzionaria’, una retrospettiva sulla fotografa Tina Modotti, musa di grandi artisti come Pablo Neruda, modella dei pittori naturalisti messicani, figura controversa dalle molte vite .
Grande spazio all’arte anche con la mostra ‘Temperature’ , raccolta delle vignette dell’illustratore Fabio Magnasciutti.
“Cercheremo di esplorare la complessità del reale e del possibile attraverso il nostro consueto approccio multidisciplinare: incontri, reading, proiezioni, workshop, presentazioni, lectio magistralis, performance artistiche e cultura digitale a conclusione di un lavoro annuale, che compongono il fitto mosaico di Pazza Idea” spiega la nota di presentazione. ‘Pazza Idea’ rinnova quest’anno anche la collaborazione con l’Università degli Studi di Cagliari.

Joan Collins protagonista campagna Natale ValentinoAttrice 86 anni regina del party in rosso dello stilista

0 novembre 201918:52

– Joan Collins, 86 anni, è la protagonista della nuova campagna natalizia di Valentino che prevede un video. La regista Barbara Anastacio ha girato il filmato a Londra il 23 ottobre con un cast di modelle e modelli che fingevano di trovarsi in un party durante le vacanze. Mentre gli amici festeggiavano il Natale a tavola venivano interrotti da un suono alla porta d’ingresso. E’ Joan Collins vestita di rosso, versione Babba Natale, che è venuta a portare i regali!

Tiziano Ferro contro Fedez per bullismo. Lui si scusa e rilancia: ‘Facciamo qualcosa insieme’Il cantante di ‘Sere Nere’: “Non si scherza su sessualità, può mettere adolescente a disagio”

0 novembre 201919:57

”Mi si tira in ballo e io sono ironico, finché si scherza va bene, mi spiace solo quando queste cose sono legate al sentimento e alla sessualità, perché anche una battuta può mettere un adolescente a disagio, e che un idolo dei ragazzini mi prenda in giro su questo è un atto di bullismo molto forte, non solo verso di me”: lo ha detto Tiziano Ferro, parlando non troppo velatamente di Fedez, che in “Tutto il contrario”, brano datato 2011, faceva ironia sulla sessualità del cantante. Ferro ha parlato durante la conferenza di presentazione del suo nuovo album “Accetto miracoli” e poi sottolineato che “serve una legge contro l’odio, perché le parole sono importanti. Bisogna imparare a dire le cose, esistono forme e tempi”. Per l’artista di Latina “anche questo è bullismo, non ci si deve scherzare”.Un po’ stupito per essere stato citato da Tiziano Ferro per una canzone di qualche anno fa dove faceva allusione alla sua sessualità, Fedez si scusa in una Instagram Stories e rilancia, invitando il rapper di Latina a fare qualcosa insieme contro il bullismo e l’omofobia. Per quanto riguarda ‘Tutto il contrario’, del 2011, dove parlava dell’outing di Ferro, “questo testo – dice Fedez – l’ho scritto che avevo 19 anni, quando ancora non avevo un casa discografica e un pubblico. Questa canzone mi ha lanciato ed è stata la mia prima canzone famosa. Mi fa strano rendere conto di una cosa che ho scritto tanti anni fa. A quell’età si hanno delle esperienze diverse e ci si esprime con toni diversi”.”Penso, negli anni, di aver dimostrato che io e l’omofobia – sottolinea – viaggiamo in parallelo e non ci incontriamo. Basti pensare a quello che ho fatto con Mika, e da solo, contro il bullismo e l’omofobia”. E poi le scuse e una proposta: “Non ho mai pensato che quella canzone potesse aver offeso Tiziano. Ora che lo so mi sento di dire che non avevo intenzione di offendere. Mi dispiace e sono sicuro che sul tema omofobia e bullismo sia io che Tiziano possiamo trovarci d’accordo e fare tante belle cose insieme. Cerchiamo di rendere costruttiva questa cosa, vorrei rilanciare: qualora Tiziano avesse voglia di fare qualcosa che possa sensibilizzare le persone, mi trova a completa disposizione, facciamo qualcosa di bello per una volta”.

Cinema: i monaci guerrieri di Faith in concorso all’IdfaDocu-film regia di Valentina Pedicini a festival documentari

20 novembre 201921:18

– Faith è il nuovo film documentario di Valentina Pedicini e sarà l’unico italiano in Concorso al Festival di documentari Idfa di Amsterdam dove verrà presentato il prossimo 22 novembre.
La regista ha vissuto per lunghi mesi al fianco dei Monaci Guerrieri, ex campioni di arti marziali, che da vent’anni si preparano a combattere per il bene, tra preghiere notturne e allenamenti massacranti. Ha condiviso la quotidianità di questa comunità di monaci cristiani che vive in un monastero isolato tra le colline italiane, praticando le discipline orientali.
Cosa si è disposti a perdere per vincere in nome della fede? Faith è un viaggio poetico ed emotivo in un mondo sconosciuto, un film che indaga le motivazioni di una scelta radicale, le ragioni della devozione.
“Faith è nato con l’intento di essere per lo spettatore un’esperienza visiva ed emotiva nella vita e nella psiche dei Monaci – spiega la regista – Per ottenere questo risultato “immersivo” è stato fondamentale vivere accanto a loro e accettare alcune rigide leggi che regolano il loro universo. La troupe di Faith ha dovuto nei lunghi mesi trascorsi in monastero, tra le altre regole, vestire rigorosamente di bianco e utilizzare abiti e scarpe apposite per non contaminare il monastero con impurità provenienti dal mondo esterno. I monaci hanno fatto una scelta di vita ‘monocromatica’. Girare in bianco e nero, ci è sembrata la scelta più coerente e rigorosa per guardare questo universo, esclusivo ed escludente, misterioso e misterico, bianco e pieno di ombre come attraverso gli occhi dei protagonisti”. Faith è una produzione Stemal Entertainment con Rai Cinema, con il contributo di Dg Cinema e Audivisivo – MIbact con la partecipazione dell’Idm Sudtirol – Alto Adige, prodotto da Donatella Palermo (Nomination agli Oscar e Orso d’Oro con Fuocoammare, Orso d’Oro con Cesare deve morire dei fratelli Taviani).

“Una serata di stelle per il Bambino Gesù”Grande festa per i 150 dell’istituto nell’Aula Paolo VI del Vaticano

0 novembre 201922:49

“Una serata di stelle per il Bambino Gesù” il grande evento Rai condotto da Amadeus, una serata di beneficenza dedicata all’ospedale Pediatrico Bambino Gesù in occasione della celebrazione dei suoi 150 anni, presso l’Aula Paolo VI del Vaticano

L’inedita Autodifesa di Caino di CamilleriEsce per Sellerio il primo libro postumo dello scrittore (2)

21 novembre 201908:44

ANDREA CAMILLERI (SELLERIO, PP 96, EURO 8). L’altra faccia di Caino, il primo assassino della storia umana. Ce la mostra Andrea Camilleri nelL’inedito monologo che avrebbe dovuto interpretare lo scorso 15 luglio alle Terme di Caracalla. E’ ‘Autodifesa di Caino’, attesissimo dal pubblico e fortemente voluto dallo scrittore, morto il 17 luglio 2019, diventato ora un libro, il primo ad uscire postumo, il 21 novembre per Sellerio.
Testo potente, profondo, risponde alle domande sul bene e il male. “Sapete qual è stato il mio vero errore? Quello di non essermi mai difeso, di non avere mai esposto le mie ragioni. Ma ora basta! Questa sera ho deciso di pronunciare la mia autodifesa, immaginando che davanti a me ci sia un’aula di tribunale e che voi, se vorrete ascoltarmi, siate i giurati” dice Caino che ci mette a nudo con le sue domande. “Avanti, diciamocelo, agli assassini ci avete fatto, come si usa dire, il callo” afferma citando le due guerre mondiali, gli stermini, i massacri, le stragi, gli attentati, i femminicidi degli ultimi 150 anni.
“E’ il primo libro di Andrea Camilleri che pubblichiamo dopo la sua morte. Ed è per noi quindi il primo che egli non ha potuto vedere stampato. In esso, per come è ideata e compiuta l’opera, il lettore sentirà risuonare la sua voce” spiega nella nota che apre il libro l’editore e ringrazia “Arianna Mortelliti che, avendo sostenuto il nonno Andrea Camilleri nella rifinitura del testo in vista della messa in scena, ha collaborato alla cura di questa edizione”.
Camilleri aveva completato tutto e immaginato la scena , gli intermezzi musicali, i filmati da proiettare sullo schermo, tra cui un video di Dario Fo da ‘La storia di Caino e Abele’ , i testi da interpretare di persona e quelli da far recitare per questo monologo che avrebbe segnato il suo ritorno sul palcoscenico, dopo il successo di Tiresia.
Caino, l’emblema stesso del Male, è chiamato a giudizio ma Camilleri vuole che siano i lettori ad emettere il verdetto, i testimoni a carico sono tanti, ma non mancano quelli che Caino può convocare a suo sostegno.
“Ho finito. Non voglio che pronunciate il vostro verdetto ora.
Riflettete su quanto vi ho raccontato questa sera e poi decidete da voi. Secondo coscienza” dice lo scrittore che poco prima indica nel testo la proiezione sullo schermo di un breve spezzone del film ‘Il terzo uomo’ di Carol Reed, con battuta di Orson Welles.
Sono proprio e soprattutto le parole di autodifesa dell’assassino di Abele a fornirci una nuova versione dei fatti, la sua. Ricorda Camilleri che “nella tradizione ebraica, e in parte anche in quella musulmana, esistono una miriade di controstorie che ci raccontano un Caino molto diverso da quello della Bibbia. In alcune di quelle antiche narrazioni lo scontro tra i due fratelli ne rovescia in qualche modo le posizioni”.
Lo scrittore che pensava di essere “in fondo un contastorie” come ha più volte detto, ripercorre quella parte del mito totalmente ignorata: è quella del Caino fondatore di città, inventore dei pesi e delle misure, della lavorazione del ferro, ma soprattutto quella di Caino inventore della musica. “…Una volta che me ne stavo disteso in un canneto sentii il vento che entrava e usciva dai buchi delle canne producendo un rumore” racconta.
Autodifesa di Caino sarà presentato per la prima volta l’8 dicembre alle 19.00 a ‘Più libri pù liberi’, alla Nuvola di Roma, come evento conclusivo della fiera della piccola e media editoria, di cui è ideatrice e curatrice del programma Silvia Barbagallo, che era diventato tradizione fosse chiusa da Camilleri.

‘Cetto c’è’ e questa volta è sovranista’Albanese: ‘Ormai la mia maschera superata dalla realtà’

20 novembre 201909:43

Con ‘Cetto c’è senzadubbiamente’, in sala dal 21 novembre in oltre 500 copie, la maschera politico-cialtrona creata da Antonio Albanese torna per la terza volta (dopo Qualunquemente e Tutto tutto niente niente) scegliendo la forma politica più estrema: l’essere sovrano. Ma va detto, spiega oggi l’attore a Roma, che la realtà ormai supera tutto: “Siamo stati scavalcati dalla famiglia reale – dice facendo riferimento allo spot di Emanuele Filiberto di Savoia per la serie Netflix, The Crown – . Non so davvero cosa dire di questa cosa senza troppa dignità se non che supera di molto la mia stessa comicità espressionista”.Ignorante, cafone, maschilista, truffaldino, senza alcun senso dello stato, Cetto La Qualunque torna così, dopo sette anni passati in Germania, decidendo di andare oltre ogni mediazione politica tradizionale proponendosi direttamente come re. E questo anche grazie a una rivelazione, quella che vuole sia figlio illegittimo di un principe locale e quindi del tutto legittimato a fregiarsi del titolo di Re delle due Calabrie. Non manca, a questo proposito nel film anche un vero e proprio referendum: monarchia/repubblica. Per la sceneggiatura, il comico si è fatto affiancare da Piero Guerrera, noto autore televisivo con cui ha scritto i primi due film, mentre alla regia c’è Giulio Manfredonia. Riferimenti a Matteo Salvini, sovranista per eccellenza? “Non guardo certo a una sola persona – dice Albanese- . Faccio un esempio: in Svezia il primo partito è di ultra destra. È vero però che la parola sovranismo sottintende un sovrano e questo mi spaventa un po’ anche per il futuro dei miei figli”. Nel cast del film anche: Nicola Rignanese, Caterina Shulha e Gianfelice Imparato.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Cinema: ‘Ravenna Strikes Back’, evento per fan di Star Wars
Modelli scala reale e costumi ufficiali. Ospite d’onore Tim Rose

RAVENNA20 novembre 201915:32

– Appassionati di ‘Star Wars’ da tutta Italia si ritroveranno il 30 novembre e 1 dicembre a ‘Ravenna Strikes Back’, alle Artificerie Almagià, per una due giorni con modelli in scala reale, costumi ufficiali, mostre Lego, panel con esperti. Ospite d’onore Tim Rose, storico interprete dell’Ammiraglio Ackbar ne ‘Il Ritorno dello Jedi’, ‘Il risveglio della forza’ e ‘Gli ultimi Jedi’, ma ci saranno anche le voci italiane di Rey, Kylo Ren e Poe Dameron.
L’iniziativa, che nel titolo richiama il quinto capitolo della saga, nasce dal fan club ravennate EmpiRa, che si avvia al decimo anno di vita. Nella ‘Exhibit Hall’ i visitatori si troveranno subito immersi in alcune delle ambientazioni che hanno caratterizzato maggiormente la saga, con riproduzioni giganti dei veicoli più iconici, dall’X-Wing di Luke Skywalker all’AT-AT Imperiale, mentre l’area Lego (a 20 anni dall’uscita del primo set Lego Star Wars) ospiterà alcuni dei più importanti ‘Master builder’ che si sono fatti notare per i loro lavori originali.

Cinema: Del Brocco, VR strada per alfabetizzazione digitale2/a edizione contest che trasforma cinema in realtà virtuale.

20 novembre 201916:09

– Un debutto al Lido, 250 mila visualizzazioni su Rai Play, Rai Cinema Channel e i social, e più di 5 milioni di views per i contenuti legati al progetto.
Sono fra i numeri registrati da Happy Birthday, il corto in Vr di Lorenzo Giovenga, con Fortunato Cerlino, Jenny De Nucci, e la partecipazione di Achille Lauro, immersione nel mondo di una hikikomori ( ragazzi e ragazze che decidono ritirarsi dalla vita sociale per lunghi rinchiudendosi in camera e utilizzando come mezzo di contatto con l’esterno i device e il web). Il film breve ha vinto la prima edizione del contest ‘La realtà che non esiste’, che ora torna con la seconda edizione.
Gli organizzatori, One More Pictures e Rai Cinema sono alla ricerca del miglior script per un corto Vr e per lo sviluppo di un progetto crossmediale che verrà prodotto entro il prossimo anno. “La differenziazione è nel dna della Rai – spiega Paolo del Brocco, ad di Rai Cinema -. Il Vr è una delle strade con cui rispondere alle esigenze di alfabetizzazione digitale e alla mission di dare stimoli per sviluppare l’industria, anche dal punto di vista creativo”. La realtà virtuale è presente su Rai Cinema Channel, dove ottengono migliaia di visualizzazioni contenuti creati ad hoc in virtual reality, come i red carpet a Venezia vissuti con le star; tra i nuovi in programma, una scena speciale in Vr dell’ultimo film di Gabriele Muccino, Gli anni più belli. Il vincitore del contest “parteciperà anche all’Expo di Dubai 2020″ annuncia Francesco Rutelli, presidente dell’Anica e ideatore di Videocittà dove il corto sarà presente con una speciale versione in videmapping narrativo -. Il Vr è parte del presente e di quell’innovazione che diventa processo industriale, dando lavoro e facendo crescere le imprese italiane. Serve ora creare un legame anche con i grandi artigiani del nostro cinema, in un panorama dove i confini tra le varie modalità di creazione probabilmente non ci sono più”.

The Last Porno Show, film scandalo-esistenzialeAd AfterHours il film canadese di Kire Paputts

20 novembre 201921:07

Non deve essere stato facile per Wayne da bambino crescere con un padre che per vivere gestiva un cinema a luci rosse. Di fatto, come si vede in ‘The Last Porno Show’ di Kire Paputts, l’uomo ora che è adulto e fa di mestiere l’attore non professionista ha dimenticato, o meglio, rimosso tutto. Ma ora che il padre Al, che non vede da molto, è morto e gli lascia in eredità l’ultima sala cinematografica per adulti della città, Wayne (Nathanael Chadwick) non si può più tirare indietro e deve affrontare il suo passato, i traumi legati alla sua giovinezza e anche questa imbarazzante eredità. Nel gestire il cinema che non sa ancora se tenere aperto o vendere, Wayne incontra così bizzarri personaggi tra cui Ralf, il socio in affari di Al, Julia (Mickey Vos) compagna, amante e dipendente del padre, e Athar (Amaan Morrell), ragazzo immigrato che vive negli appartamenti del piano superiore verso cui scoprirà di provare un sentimento paterno. Wayne mentre si immerge nel suo passato, tra proiezioni porno da condividere, bambole gonfiabili di ultima generazione, black hole e autoerotismo (stupendo il suo amplesso mimato con un televisore consenziente che sta trasmettendo un porno) fatica comunque a trovare la figura del padre anche perché forse ne è come posseduto. In più questo film – presente ad After Hours al Torino Film Festival – mescola lo scandalo di alcune sequenze esplicite e i problemi esistenziali del protagonista che rivive attraverso Athar delle esperienze sessuali vissute da ragazzino che ha sapientemente rimosso. Quando ottiene poi il suo primo ruolo da protagonista in un film soft-porno, Wayne non potrà fare a meno di notare le somiglianze tra questo personaggio immaginario e suo padre e di come lui ormai si sia immedesimato. “Come tutti i miei film precedenti, The Last Porno Show – spiega il regista – inserisce caratteri, situazioni e temi non tradizionali in uno stile narrativo basato sui personaggi. Sono molto attratto da storie incentrate su protagonisti fuori dagli schemi o persone comunque ai margini. Sono cresciuto – aggiunge – con i film di John Waters e Harmony Korine, registi che hanno raccontato storie di persone eccentriche. Con questo film ho voluto riunire alcuni dei personaggi più famosi e colorati di Toronto e metterli tutti sotto lo stesso tetto. Questo prevede l’uso di attori non professionisti, l’improvvisazione e momenti inaspettati e non scritti”. E ancora Kire Paputts: “Siamo stati respinti da tutti i principali istituti cinematografici canadesi. Non hanno capito il film prodotto poi con le sovvenzioni del Consiglio Artistico, il crowdfunding e i risparmi personali. È importante spingersi al di là dei propri limiti, sia attraverso la forma, la storia o i progressi tecnici. Un film dovrebbe condurre il pubblico in un posto in cui non è mai stato e talvolta questo significa portarlo su una montagna russa emotiva. Sebbene ci siano stati numerosi film che ruotano attorno all’industria del porno, non ne ho mai visto uno che trattasse l’argomento utilizzando una storia tradizionale come la nostra. Molte persone – conclude – resteranno scioccate dall’uso dell’hardcore, ma alla fine questo film è fatto con il cuore e questo è quello che mi rende più orgoglioso”.

Cinema: Rutelli, dati in sala migliori di 2017 e 2018Presidente Anica, serve piena applicazione legge Franceschini

20 novembre 201918:13

– “Le somme si tirano al 31 dicembre, finora il cinema in sala sta andando molto meglio sia del 2018 che del 2017. Sia gli incassi sia il numero degli spettatori registrano un segno decisamente positivo”. Lo dice il presidente dell’Anica Francesco Rutelli, a margine della presentazione della seconda edizione del contest per corti in realtà virtuale, organizzato da One More Pictures e Rai Cinema ‘La realtà che non esiste’. “Dobbiamo guardare però al medio termine – aggiunge Rutelli – perché tutta l’industria sia allineata e compatta per il cinema in sala 12 mesi all’anno, programmando l’uscita e la diffusione dei prodotti sia internazionali che italiani. L’esperimento di Moviement in questo primo anno ha funzionato ma è un impegno di un triennio”.
Dal Governo “ci aspettiamo che la legge Franceschini abbia piena attuazione. Purtroppo finora non è stato così – sottolinea -. E’ un’ottima legge ma con modalità attuative molto lente. Stiamo dialogando”. Applicando “lo svolgimento ordinato delle previsioni della normativa, si permette alla filiera di programmare – spiega il presidente dell’Anica -. Sapendo con certezza quando potranno avere i contributi automatici, quelli selettivi, il tax credit, gli operatori possono configurare i loro prodotti, le collaborazioni internazionali, l’uscita nelle sale, gli accordi con le televisioni e le piattaforme in modo razionale e certo”. Dall’approvazione “della Legge sono passati tre anni e alcuni dei suoi strumenti non hanno avuto uno sviluppo ordinato e sicuro”. Con le istituzioni “stiamo collaborando, sono fiducioso che questi notevoli ritardi possano essere colmati. Dobbiamo partire nel gennaio 2020 con la piena efficacia della normativa”.

Cinema: a festival di Marrakech da Cotillard a RedfordAl festival anche Luca Guadagnino

RABAT20 novembre 201918:50

– A tu per tu con i grandi del cinema.
A pochi giorni dall’apertura del Festival internazionale del film di Marrakech, svelata la lista di grandi nomi che faranno “conversazione” col pubblico durante questa 18ma edizione della kermesse.
Gli incontri gratuiti sono destinati al più grande pubblico degli appassionati e a quello dei professionisti del cinema.
Toccherà al premio Oscar Marion Cotillard aprire le danze, sabato 30 novembre (alle 14.00), per il primo degli incontri della serie ‘Conversation with’, che introdotta l’anno scorso ha accolto oltre 3000 spettatori nel corso dei primi 7 incontri. In rappresentanza del cinema italiano sarà presente il regista Luca Guadagnino (venerdì’ 6 dicembre, alle 11.30).
Hanno assicurato la loro presenza anche il pluripremiato regista palestinese Elia Suleiman e il produttore britannico Jeremy Thomas oltre che l’attore culto Harvey Keitel, indimenticabile protagonista di film quali Thelma e Louise, Lezione di piano o Pulp Fiction.
Ci sarà l’icona del cinema hollywoodiano Priyanka Chopra Jonas, miss mondo 2000. A Robert Redford è affidato il compito di chiudere la rassegna, sabato 7 dicembre alle 12.

Un sequel per Joker? Rumors da HollywoodIncontro Todd Phillips con Emmerich di Warner Bros

0 novembre 201920:55

Joker, il film di Todd Phillips da 1 miliardo di dollari al botteghino, potrebbe avere un sequel, secondo le indiscrezioni raccolte da Variety e The Hollywood Reporter. Il film, che potrebbe essere tra i candidati all’Oscar (e la nomination per il camaleontico Joaquin Phoenix avrebbe unanimi applausi) è stato al centro di un incontro tra il capo del cinema della Warner Bros. Toby Emmerich, il registaTodd Phillips e il co-sceneggiatore Scott Silver per esplorare possibili idee per un sequel del dramma sui primi giorni del Clown Prince of Crime. Nessun accordo è in atto, nessuna trama è stata decisa e nessuna sceneggiatura è attualmente in fase di scrittura ma la notizia sta facendo il giro del web. Resta da chiarire se Joaquin Phoenix è dell’avviso oppure no.

Elton John: “un’autobiografia scritta per i miei figli”Popstar presenta libro a Londra, ‘basta tournée, starò con loro’

LONDRA21 novembre 201909:53

“Voglio che i miei figli sappiano come era il loro padre”. E’ stata la paternità a spingere Elton John a pubblicare ‘Me’, l’autobiografia che i suoi bambini “naturalmente non hanno il permesso di leggere, perlomeno fino a quando avranno 15 o 16 anni”. E il veto non desta stupore visto i coloriti resoconti del divo nel libro di memorie, edito in Italia da Mondadori, soprattutto negli anni in cui era affetto da bulimia, shopping compulsivo, oltre a dipendenza da cocaina e alcol. Intervistato ieri sera a Londra dallo scrittore e comico David Walliams davanti alla platea dell’Hammersmith Apollo di Londra, sir Elton – in gessato rosa con occhiali in nuance – ha passato in rassegna 72 anni di vita ed oltre cinquanta di carriera fra commozione e risate.”Un giorno nel 1957 mia madre portò a casa il disco di Elvis Heartbreak Hotel, e per me è stata la fine”, ha ricordato. Ma la vera svolta avviene anni più tardi, all’audizione con Ray Williams di Liberty Records: “Gli spiegai che sapevo cantare e comporre musica, ma non scrivere le parole; c’era una pila di buste sul tavolo e me ne diede una con i contatti del paroliere Bernie Taupin. Da lì è cominciato tutto”. Un sodalizio di oltre 30 album con hit come Rocket Man, Crocodile Rock e Candle in the Wind. Le parole di Taupin nelle mani di Elton si tramutavano in note. “Scrissi Your Song in poco più di 15 minuti”. Era l’inizio di una carriera straordinaria segnata da eccessi e stravaganze. Non sono mancati aneddoti su amici celebri come Rod Stewart, John Lennon o Freddy Mercury. Parlando di quest’ultimo, la popstar ha stentato a trattenere le lacrime. Il leader dei Queen era appassionato d’arte e all’epoca, sir Elton collezionava le opere di Harry Scott, un artista che dipingeva barche e ragazzi nudi.Anche se devastato dall’aids, Mercury fino alla fine era circondato di medicine e cataloghi perché continuava a fare acquisti all’asta. “Dopo la sua scomparsa, la mattina di Natale mi recapitarono un acquarello di Scott con annesso un suo biglietto che diceva ‘ho visto questo dipinto ad un’asta e ho pensato che ti sarebbe piaciuto. Ti voglio bene’. Era veramente commovente”, ha detto con la voce spezzata. Un altro momento di svolta fu l’incontro con Ryan White, ragazzino dell’Indiana stigmatizzato dalla sua comunità perché aveva contratto l’aids attraverso una trasfusione di sangue. E che Elton decise di aiutare. “Mentre io mi lamentavo con l’hotel della carta da parati o delle tappezzerie, la famiglia di Ryan aveva perdonato tutti quelli che erano stati orribili con loro, fui assalito dalla vergogna”, ha aggiunto il cantante, all’epoca nel tunnel della droga.”Sei mesi più tardi ero pulito. Quel ragazzino mi aveva fatto capire il livello del mio degrado e quanto fossi arrogante e viziato”. Senza Ryan, non avrebbe fondato la Elton John Aids Foundation, una charity che finora ha raccolto 450 milioni di sterline a favore della malattia. Anche l’incontro con il compagno di vita David Furnish è raccontato come uno scherzo del destino. “Ero sobrio da tre anni, ma solo. Un giorno ero a casa mia a Windsor e chiamai un amico che lavorava nello store di Versace in Bond Street, invitandolo da me con i suoi amici gay non per fare sesso, ma semplicemente per passare una piacevole serata insieme. Uno dei 4 amici che portò con lui era David”. Sono 26 anni che fanno coppia. “Nell’ultima fase della vita non voglio più viaggiare, ma solo stare con mio marito e i ragazzi”, ha concluso la popstar in partenza per l’Australia per il tour d’addio che proseguirà poi negli Usa e in Canada. Il sipario, stando a quanto già annunciato, calerà nel novembre del 2021.

Lizzo, Billie Eilish e Lil Nas X a top nomination GrammyLa rapper nera domina con otto candidature

0 novembre 201917:12

La cantante rapper Lizzo, Billie Eilish e Lil Nas X, rispettivamente con otto, sei e sei nomination, dominano le candidature ai Grammy 2020 rese note oggi. Ariana Grande, H.E.R. e il fratello di Eilish e collaboratore musicale Finneas O’Connell ne ha conquistate cinque (in totale la ‘famiglia Eilish ne ha ben 11) mentre otto artisti, tra cui Beyonce, J. Cole, Yola e Thom Yorke dei Radiohead ne hanno quattro. Le principali categorie — Album, Canzone e Album dell’anno e Best New Artist — sono passate da quattro a otto.

Ecco manifesto Tolo Tolo, Zalone in cammino nel desertoIl film uscirà nelle sale il primo gennaio 2020

0 novembre 201915:59

In attesa dell’uscita del nuovo film di Checco Zalone, al cinema dal primo gennaio 2020, è stato svelato il manifesto della pellicola. Il film si intitola “Tolo Tolo” ed è prodotto dalla Taodue di Pietro Valsecchi.
Nel manifesto si vede Zalone in primo piano in cammino nel deserto, in bermuda, camicia, occhiali, mocassini e borsello, con sullo sfondo un camion stracarico di bagagli e con alcuni tuareg sopra. Il film, che vede Zalone come attore e regista, racconterà un viaggio tra l’Italia e l’Africa.

Iannacone, nelle periferie con Che ci faccio quiSu Rai3 dal 2 dicembre, prima puntata Scampia ‘Oltre Gomorra’

20 novembre 201909:44

Giornalista, regista, scrittore, autore dei suoi programmi, riesce ogni volta senza retorica, senza enfasi, a raccontare storie di miseria, vite perdute o redenzione, povertà, quella vera, di protezione o di perdita totale del consentito.
Dal 2 dicembre Domenico Iannacone torna su Rai3 in seconda serata con 4 puntate speciali di Che ci faccio qui (senza punto di domanda), per portarci nel cuore di due periferie-simbolo del nostro Paese: Scampia a Napoli e San Basilio a Roma.
– “Rappresentano – racconta il giornalista e conduttore in una conversazione – due facce della stessa medaglia, collocate in due città bellissime cariche di storia, ma che hanno delle criticità enormi, e anche sappiamo importanti problemi, non solo di gestione amministrativa, ma anche di criminalità, droga, violenza”. Con il suo sguardo senza pregiudizi, Domenico Iannacone ci accompagna in luoghi in cui il male e il bene si scambiano di posto continuamente.
Nella prima puntata, intitolata La Famiglia, prosegue Iannacone, “affrontiamo una storia che è come un romanzo crime scritto alla rovescia: potremo chiamarla la storia ‘Oltre Gomorra’. Siamo a Scampia, una volta luogo indiscusso di supremazia per lo spaccio, ma non più oggi perchè gli è stato soffiato via il primato da altri luoghi tristemente noti”. A volte basta nascere in una famiglia che vive e annusa sin dall’infanzia questi codici comportamntali di vita che gli vengono trasmesssi imposti perché la propria vita sia già segnata, infilata in un binario che sembra non concedere scampo. Mancanza di un tetto, miseria, violenza, prigione, morte, fanno spesso da sfondo all’esistenza di tante persone. Ma può succedere di rinascere una seconda volta, anche a Scampia: come è avvenuto a Davide Cerullo, ex camorrista, che “è stato in carcere e aveva fatto solo la quinta elementare, non aveva mai letto un libro, ha iniziato a farlo dietro le sbarre – prosegue Iannacone – e oggi è diventato uno scrittore – tradotto anche all’estero, in Francia – fotografo e animatore dei bambini che vivono all’interno delle Vele. “Non sapevo cosa fosse il valore della vita – dice Davide – Quello che valeva per me in quella vitaccia era cosa pensava il boss di me: se io per lui valevo, se io per lui contavo, se io per lui ero utile, se lui di me si fidava. Se io gli davo fiducia”.
Un racconto crudo e senza sconti, che attraversa la vicenda tragica di una vita e di un’intera famiglia. “Perchè a un certo punto, dopo aver scontato la sua condanna, senza essere un pentito – aggiunge Iannacone -. Davide ha una sorta di crisi esistenziale, si rende conto che la sua vita è sempre stata quella di un altro e piano piano cambia, fino alla svolta definitiva, per questo dopo aver vissuto fuori decide di tornare a vivere a Scampia dove tutto era iniziato, come un’espiazione, un purgatorio, ma è lì la sua salvezza”.
La seconda puntata è ambienta a San Basilio dove l’emergenza abitativa è un allarme sociale. Perchè queste due periferie Napoli e Roma? “Il tema dell’emarginazione, l’idea che possano esserci città esterne e uomini invisibili mandati ai margini – spiega Iannacone -, è un argomento che mi sta a cuore, perché è uno dei grandi problemi sociali. Oggi, mentre il centro città si svuota, nelle periferie c’è ancora energia insieme ai problemi: ci sono dinamiche legate alla sopravvivenza ed una solidarietà assente altrove. C’è il bene, ovvero l’altruismo, e il male, possono coesistere o camminare su binari paralleli”.
Che ci faccio qui condotta da Domenico Iannacone e prodotta da Hangar TVdi Gregorio Paolini, va in onda su Rai3 con 4 puntate speciali a partire dal 2 dicembre, alle 23:15

Siberia, nostre fotografie dell’amore tra eros e salvazione’Tutti amiamo senza fine’ è nuovo album in uscita per Sugar

9 novembre 201917:35

S’intitola ‘Tutti amiamo senza fine’ il terzo album dei Siberia. In uscita il 29 novembre, il lavoro da studio al completo della band livornese composta da Eugenio Sournia (voce), Cristiano Sbolci Tortoli (basso), Luca Pascual Mele (batteria) e Matteo D’Angelo (chitarra), è stato anticipato dall’uscita dei singoli ‘Ian Curtis’ e ‘Non Riesco a respirare’. In scaletta ci sono undici brani, da quello che dà il titolo a tutto l’album, fino a ‘Peccato’ e passando per ‘Piangere’, ‘Sciogliti’, ‘Canzone dell’estate’ e tutte le altre, per una sorta di concept album dedicato all’amore, si, ma declinato in tutte le sue forme.
“Il titolo è anche un’affermazione importante – ha raccontato Eugenio Sournia, che è anche autore di gran parte dei brani – ma ci siamo accorti, una volta avute tutte le canzoni in mano, che c’era una forte identità tematica comune a tutto l’album e che rappresentava le relazioni e l’amore, inteso come eros nel più ampio modo possibile. La canzone che dà il titolo a tutto l’album parla di un amore che da un lato è salvifico, ma dall’altro è anche qualcosa di naturalmente legato all’uomo, una sorta di destino ineluttabile”.
‘Tutti amiamo senza fine’ esce su etichetta Sugar, in collaborazione con Maciste Dischi, e racconta per fotografie messe in musica le varie declinazione del tema amoroso, ma anche il momento preciso della carriera di una band. “Al nostro terzo album – ha spiegato Sournia – per la prima volta ci sono altre penne oltre alla mia. I testi sono scritti anche da Cristiano Sbolci, il bassista del gruppo e da Alessandra Flora nel caso di ‘Mademoiselle’. Non sono canzoni nate a tavolino, ma il disco è stato scritto in un tempo relativamente breve di sei mesi. E’ un lavoro che fotografa anche un preciso momento della nostra vita artistica, fatto di volontà di parlare questa volta al maggiore numero possibile di persone, oltre alla nicchia, ma senza per questo rinunciare alla nostra identità. Forse con questo disco raccontiamo anche il momento in cui ci siamo voluti arrendere ad una certa leggerezza”.
Il 15 febbraio, dal The Cage di Livorno, i Siberia ripartiranno anche per un nuovo tour che, dopo la prima data, farà poi tappa verso Milano (Ohibò 19/2), Roma (Monk, 22/2), Torino (Hiroshima Mon Amour, 12/3), Modena (Off, 14/3), per poi chiudere il 28 Marzo al Blue di Firenze. “Questo è un disco più suonato del precedente – ha spiegato Sournia – e sarà quindi più divertente da fare dal vivo. Sul palco si sentirà molto la band e cercheremo di portare in giro un live molto energico, perché quella è nostra cifra stilistica. Noi veniamo dal post punk e dall’alternative rock e anche facendo una canzone italiana ‘commestibile’, la nostra ricerca è sempre rivolta all’energia”.

Paul McCartney torna in Italia con due dateA Napoli il 10 giugno e a Lucca il 13

19 novembre 201916:33

Al termine di mesi di speculazioni, Paul McCartney annuncia due concerti in Italia per il 2020, a sette anni di distanza dal suo ultimo concerto nel nostro Paese.Il tour lo porterà a esibirsi a Lucca (13 giugno) per la prima volta e tornare a Napoli (10 giugno) dopo 29 anni. “Non posso credere che siano passati sette anni dal nostro ultimo concerto in Italia. Ci siamo divertiti tantissimo in quell’ultimo viaggio quindi siamo certi che queste saranno due serate memorabili per noi e non vediamo l’ora di tornare. Un ulteriore bonus per me è il fatto che questa sarà la mia prima volta di sempre a Lucca. Tieniti pronta a scatenarti, Italia!”.”Paul, ti aspettavamo da tanto. Siamo orgogliosi che tu abbia scelto Napoli come prima tappa del tuo tour 2020 a piazza del Plebiscito. Welcome back”, scrive il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris sulla sua pagina instagram.Paul si è già esibito in 39 spettacoli straordinari in 12 paesi diversi da quando ha annunciato il suo tour mondiale Freshen Up, la cui ultima tranche si è conclusa con un concerto sold-out al Los Angeles Dodger Stadium a luglio. Le 5 stelle ricevute nelle recensioni della critica musicale e lo stesso totale entusiasmo ricevuto da parte dei suoi fan, un pubblico di ogni età e background, dimostra come la carriera di Paul sia senza eguali, un fenomeno sia come performer che come songwriter e con un appeal globale.

Rivoluzione e bellezza al festival Pazza ideaA Cagliari dal 21 al 24 novembre

21 novembre 201908:49

Sarà dedicata a Bellezza e Rivoluzione l’ottava edizione di ‘Pazza idea’ il festival di letteratura e cultura contemporanea e digitale che si apre il 21 novembre a Cagliari e vedrà tra gli ospiti, fino al 24 novembre, Emanuele Trevi, lo stilista Antonio Marras, la giovane filosofa Ilaria Gaspari, Bobo Rondelli, Frankie Hi NG, Giovanni De Mauro, Giuseppe Lupo, Benedetta Barzini, Francesca Mannocchi, Luca Scarlini e Pierluigi Vaccaneo. A condurre gli incontri saranno Yari Selvetella e Stefano Salis.
Doppia inaugurazione con il focus ‘Fotografa e Rivoluzionaria’, una retrospettiva sulla fotografa Tina Modotti, musa di grandi artisti come Pablo Neruda, modella dei pittori naturalisti messicani, figura controversa dalle molte vite .
Grande spazio all’arte anche con la mostra ‘Temperature’ , raccolta delle vignette dell’illustratore Fabio Magnasciutti.
“Cercheremo di esplorare la complessità del reale e del possibile attraverso il nostro consueto approccio multidisciplinare: incontri, reading, proiezioni, workshop, presentazioni, lectio magistralis, performance artistiche e cultura digitale a conclusione di un lavoro annuale, che compongono il fitto mosaico di Pazza Idea” spiega la nota di presentazione. ‘Pazza Idea’ rinnova quest’anno anche la collaborazione con l’Università degli Studi di Cagliari.

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Carissimi, i segreti di una famiglia
Enigmi e sentimenti nel romanzo ‘epistolare’ di Letizia Muratori

18 novembre 2019 11:08

LETIZIA MURATORI, CARISSIMI (LA NAVE DI TESEO, PP.224, EURO 17) – Le radici che fanno da zavorra al presente, la sincerità sbandierata e le falsità nascoste dalla cortesia apparente, le parole taglienti e i ricordi che fanno male, la solitudine di ognuno e il desiderio di contrastarla con il calore familiare: il sapore agrodolce di “Carissimi”, il nuovo libro di Letizia Muratori edito da La nave di Teseo, è già racchiuso tutto nel titolo, e subito rafforzato dall’autrice, capace di scavare con le parole nei segreti dell’anima.
Con la sua struttura originale – il libro è una raccolta di lettere che i vari personaggi si scrivono gli uni con gli altri, intervallata da momenti di narrazione più classica, in terza persona – “Carissimi” invita alla lettura di una storia che indaga la famiglia, mettendo sotto i riflettori la complessità dei rapporti, le fragilità, le bassezze, le ripicche e il bagaglio di quel pesante non detto che ogni persona si porta dietro, e ancora quei segreti di famiglia che forse è meglio non rivelare; ma nel libro c’è spazio anche per l’amore con tutte le sue trasformazioni.
La trama del romanzo vede al centro Nurit Camerini, diciottenne che sa di essere nata da un’inseminazione artificiale.
Contrariamente da quanto accade di solito, la ragazza ha conosciuto dai genitori il nome del padre biologico, Giorgio Amati, facendo in tempo, prima che quest’ultimo morisse, a instaurare un rapporto epistolare con lui. Ora decide di ricercare le proprie radici attraverso la realizzazione di un documentario che coinvolga tutta la famiglia Amati, i figli di Giorgio e sua moglie, ma anche i suoi fratelli in Israele.
Per contattarli, Nurit sceglie di scrivere lettere nelle quali fa domande indiscrete, precise, sollevando più di un malumore e molti ricordi: non tutte le persone a cui scrive – i “carissimi” del titolo – reagiscono infatti allo stesso modo nei confronti di questa ragazza che, pur non volendosi porre come una parente acquisita, è determinata a conoscere e a trovare sincerità in questa nuova famiglia, lontana eppure in qualche modo a lei vicina.
La dimensione familiare nelle mani dell’autrice diviene dunque terreno d’indagine, quasi di studio, per esplorare sentimenti e frustrazioni, peccati nascosti e mancanze affettive, ma anche per andare indietro nel tempo, dentro quella grande Storia di cui tutti siamo figli. Il risultato è un libro che, nel solco di una lunga parabola spazio-temporale (dalle leggi razziali a internet, dall’Italia a Israele), coinvolge e apre prospettive e spunti di riflessione, anche su noi stessi e sui nostri rapporti familiari: sarà forse possibile ritrovarsi e riconoscersi nello scontro tra caratteri, nel confronto tra delusioni e aspettative e in quelle differenze, anche linguistiche, che da sempre separano, anche se mai definitivamente, le generazioni dei nonni, dei padri e dei figli.

Tv: torna L’amica Geniale, la giovinezza di Lila e LenùSul set della seconda stagione, sugli schermi in primavera

NAPOLI18 novembre 2019 11:08

– Era il 30 agosto, un’ estate fa… Una passeggiata sul set nel cuore di Napoli in una piazza dei Martiri d’altri tempi.Tra insegne ai negozi anni Sessanta, comparse in abiti d’epoca, vecchie automobili e lambrette, lo slargo cambiava volto, sotto gli occhi incuriositi di passanti e turisti. In questa giornata di una stagione trascorsa, si è girata la sesta puntata della seconda stagione della serie tv (la messa in onda su Rai1 è prevista per la primavera 2020) de ‘L’amica Geniale – storia del nuovo cognome’: basata sul secondo volume della quadrilogia di Elena Ferrante dedicata al racconto dell’amicizia tra le due protagoniste Lila (Gaia Girace) e Lenù (Margherita Mazzucco), pubblicata negli Stati Uniti da Europa Editions, che vede, così come la prima, dietro la macchina da presa Saverio Costanzo (“Private,” “La solitudine dei numeri primi,” “Hungry Hearts”).
Per sei episodi, mentre Alice Rohrwacher (“Lazzaro felice”, “Le Meraviglie”) ha curato la regia del quarto e del quinto. I mesi sono passati le riprese sono terminate in Toscana e nel frattempo la scrittrice ha dato in stampa il suo nuovo libro che non ha nulla a che vedere con la storia di Lila e Lenù, ‘La vita bugiarda degli Adulti’ (sempre edito e/o). La nuova serie tv, è prodotta da Lorenzo Mieli e Mario Gianani per Wildside e da Domenico Procacci per Fandango, in collaborazione con Rai Fiction e HBO Entertainment, in coproduzione con Umedia.
Soggetto e sceneggiature sono di Elena Ferrante, Francesco Piccolo, Laura Paolucci e Saverio Costanzo. Paolo Sorrentino e Jennifer Schuur sono i produttori esecutivi. Fremantle sarà il distributore internazionale in associazione con Rai Com.
A metà settembre sono invece iniziate le riprese a Pisa, ora concluse, per un totale di 4 settimane (Elena la si vedrà con i capelli tagliati – come racconta il libro di Ferrante verrà ammessa alla prestigiosa Università Normale ndr). Costanzo durante le riprese del sesto episodio a Napoli è in camicia di lino verde, ferma il ciak più di una volta (qualche passante attraversa il campo perchè sfuggito a un set apparentemente blindato, i curiosi sono centinaia impossibile chiudere) nonostante i problemi alla viabilità limitata per le riprese, va detto che al ‘pronti, azione’ cala un religioso silenzio in piazza e dietro le transenne. L’Amica geniale nella città partenopea come anche Caserta dove sono ubicati gli studi nell’area ex Saint Gobain del capoluogo della Reggia vanvitelliana (dove è stato ricostruito un intero rione del capoluogo campano riprodotto e riportato alle sue origini urbanistiche su un’area di 25mila metri quadrati dallo scenografo Giancarlo Basili) ha portato anche tanto lavoro, compresa una scuola di operai e apprendisti scenografi.
La bionda Elena, per tutti Lenù (Margherita Mazzucco), attraversa con passo calmo Piazza dei martiri, poco prima si sofferma a guardare la vetrina di un negozio di occhiali, la gonna blu è sotto al ginocchio, la camicetta è bianca abbottonata, i capelli raccolti in una coda di cavallo sono legati con un fermaglio. A puntargli gli occhi addosso un gruppo di ragazzi. A poca distanza imponente sorge il negozio elegante della sua amica Lila che diventerà anche mamma (girate poco prima le scene che la vedono con il figlio in braccio…) ma chi ha letto il libro conosce la storia della gravidanza, delle violenze del marito… Come spiega lo stesso Costanzo: “Gli eventi del secondo capitolo de L’amica geniale riprendono esattamente dal punto in cui è terminata la prima stagione. Lila ed Elena hanno sedici anni e si sentono entrambe in un vicolo cieco. Lila si è appena sposata ma, nell’assumere il cognome del marito, ha l’impressione di aver perso sé stessa. Elena è ormai una studentessa modello ma, proprio durante il matrimonio dell’amica, ha capito che non sta bene né nel rione né fuori.
Nel corso di una vacanza a Ischia le due amiche ritrovano Nino Sarratore (Francesco Serpico), vecchia conoscenza d’infanzia diventato ormai studente universitario di belle speranze.
L’incontro apparentemente casuale, cambierà per sempre la natura del loro legame, proiettandole in due mondi completamente diversi. Lila diventa un’abile venditrice nell’elegante negozio di scarpe della potente famiglia Solara al centro di Napoli; Elena, invece, continua gli studi ed arriverà a partire per frequentare l’università a Pisa. Le vicende de L’amica geniale ci trascinano nella vitalissima giovinezza delle due ragazze, dentro il ritmo travolgente con cui si tallonano, si perdono, si ritrovano”. Dopo diversi ciak a Ischia: “qui spiega – Costanzo – Alice ha girato gli episodi 4.5. Una scelta voluta e che sono felice abbia accettato perchè ritenevo fosse come un momento a parte ma anche rivelatore, della vita di queste due amiche, rivali, che sono brave, e inevitabilmente anche cattive ragazze. Ogni volta che rileggo i libri di Elena Ferrante non è un caso, colgo nuove sfumature”. Sul set Fiat d’antan, Lancia, un Duetto, l’autobus Viberti, il 128, da piazza Plebiscito a Capo Posillipo. C’è poi la salumeria Carracci, di Stefano, marito di Lila, con tanto di Poster che campeggiano in bella vista dietro il bancone.
L’atmosfera di decadenza verrà riproposta anche nella seconda serie il cui le due protagoniste Lila ed Elena si muovono in un contesto storico compreso tra il 1961 e il 1967.

Tv: L’amica Geniale-Storia del nuovo cognome in numeri

NAPOLI18 novembre 2019 11:08

– Sono terminate da poche settimane le riprese de la serie L’amica Geniale – Storia del Nuovo Cognome, la cui messa in onda è prevista nella primavera del 2020 su Rai1, girate in gran parte tra Napoli, Caserta, Ischia e La Toscana (soprattutto Pisa). Tratto dal best seller dal titolo omonimo, secondo libro della quadrilogia di Elena Ferrante (Edizioni E/O). Dietro la macchina da presa torna Saverio Costanzo (ep.1,2,3,6,7,8) che condivide l’onore per le puntate girate ad Ischia con Alice Rorhwacher (ep. 4,5), sorella di Alba voce narrante della prima stagione.
Nei panni delle protagoniste Gaia Girace e Margherita Mazzucco, intanto cresciute e diventate giovani donne che Elena Ferrante descrive fra i seni che si gonfiano e i cuori che si fanno carichi di responsabilità. Una serie Hbo e Rai Fiction, prodotta da Lorenzo Mieli e Mario Gianani per Wildside e da Domenico Procacci per Fandango, in collaborazione con Rai Fiction e HBO Entertainment, in coproduzione con Umedia.
Soggetto e sceneggiature sono di Elena Ferrante, Francesco Piccolo, Laura Paolucci e Saverio Costanzo. Paolo Sorrentino e Jennifer Schuur sono i produttori esecutivi. Fremantle sarà il distributore internazionale in associazione con Rai Com. Ma ecco alcuni numeri. Attori: 125 fra principali e secondari Comparse: circa 8500 maggiorenni e 860 minorenni.
Bambini nel cast: 860 circa. Costumi: 2.000 circa tra realizzazioni originali e di repertorio. Paia di scarpe: 1.700 circa. A Napoli il Rione ricreato dalla scenografia di Giancarlo Basili Basili si estende su una superficie di circa 26 mila metri quadrati di cui 6 mila per la ricostruzione delle nuove palazzine. In totale dunque ci sono 26 edifici. Per il rione “vecchio”, usato anche nella prima stagione, la troupe tecnica, composta da 150 persone, ha creato 20 mila metri quadrati di set costruiti in oltre 100 giorni di lavorazione. Sono state costruite inoltre 15 palazzine, 5 set di interni, una chiesa e un tunnel. Utilizzati una ventina di lavoratori tra falegnami, stuccatori, stampatori, montatori, pittori e aiuti. Sono oltre mille i pezzi di di arredamento d’epoca utilizzati. I costumi sono Antonella Cannarozzi. La sceneggiatura è firmata dalla stessa Ferrante, Francesco Piccolo, Laura Paolucci e Saverio Costanzo. Paolo Sorrentino e Jennifer Schuur sono i produttori esecutivi.

Scrittori britannici a Bookcity per Tour dell’amiciziaJojo Moyes, Follett, Lee Child e Kate Mosse

8 novembre 201912:46

– “Il mondo sarebbe un posto di gran lunga migliore se i politici leggessero i libri”. Ne è convinta Jojo Moyes, protagonista del ‘Tour dell’amicizia’, un giro iniziato da Bookcity Milano che farà tappa a Madrid, Berlino e Parigi, con cui lei e altri tre romanzieri bestseller britannici dichiarano il proprio amore per l’Europa e il dissenso verso la Brexit. “I libri permettono di mettersi nei panni degli altri, e i leader di oggi non sono empatici: non leggono e ne sono fieri, non so nemmeno se Trump abbia letto i suoi libri”, ha sorriso Moyes, autrice di romanzi come ‘Io prima di te’, tradotti in quaranta Paesi, affiancata da Ken Follett, Lee Child e Kate Mosse in conferenza stampa e poi sul palco del Teatro Carcano, dove hanno risposto alle curiosità dei lettori in platea. “Mia moglie è una politica, è brava, ha grande empatia”, è intervenuto Follett, marito di una esponente laburista. “Nella mia esperienza i buoni politici leggono libri”, ha confermato Child, il creatore della saga di Jack Reacher, ricordando che “Obama è un buon lettore come Clinton, avido di letteratura e appassionato di thriller: c’è una gran differenza fra loro e Bush o Trump, in gran parte proprio legata ai libri”. E per Kate Mosse, che ha firmato romanzi storici come ‘I codici del labirinto’, “in un momento difficile, in cui il popolo è diviso e non si ascolta più, le storie fungono da ponte, fanno capire che, in mezzo fra chi strilla a destra e a sinistra, c’è anche altro”.
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Follett, chi vuole Brexit teme nuovo referendumRomanziere britannico, imbarazzato che mio Paese rifiuti Europa

18 novembre 201912:48

– Un nuovo referendum sulla Brexit “mi piacerebbe, perché questa volta andrebbe diversamente. Chi vuole la Brexit non vuole un altro referendum, sa che perderebbe”. E’ l’opinione di Ken Follett, protagonista con altri tre romanzieri bestseller britannici del ‘Tour dell’amicizia’, un giro in quattro Paesi europei iniziato da Bookcity Milano con cui gli scrittori vogliono dichiarare il proprio amore all’Europa e il dissenso verso l’uscita dall’Ue.
“C’è una possibilità, forse” di un nuovo referendum, “lo dovrebbe chiedere il Labour, ma non credo che vincerà le elezioni, quindi è una chance ridotta”, ha ammesso Follett a meno di un mese dal voto, affiancato al Teatro Carcano da Lee Child, Jojo Moyes e Kate Mosse. “Sono imbarazzato – ha spiegato l’autore di bestseller come ‘I pilastri della terra’ – che il mio Paese voglia rifiutare il suo posto in Europa, e che gli inglesi dicano di stare bene da soli. Io da solo non sto bene”.

Un ‘naso elettronico’ può salvare i libri rovinatiFiuta gli odori e individua le malattie della carta

18 novembre 201912:59

– Un naso elettronico potrà aiutare a curare i libri e a salvarli sin dai primi segni del degrado della carta. I vecchi volumi emanano odori così diversi che vanno da quelli più piacevoli (come gli odori di mandorle, caramello e cioccolato) a quelli più cattivi (come quelli di formaldeide, vecchi vestiti e spazzatura). Secondo gli studiosi portoghesi dell’Università di Aveiro fiutandoli è possibile capire quali parassiti li hanno colpiti e, di conseguenza, come intervenire prima che sia troppo tardi. La carta è composta principalmente da cellulosa, insieme ad altri componenti vegetali e additivi che ne migliorano le proprietà. La cellulosa è resistente all’invecchiamento, ma gli altri componenti sono molto più vulnerabili al degrado causato da calore, umidità e luce. Prima del 1845, spiegano gli studiosi, la carta era costituita principalmente da stracci di cotone e lino, che erano forme relativamente pure di cellulosa e quindi abbastanza stabili. Da quell’anno in poi, invece sono stati sviluppati processi per produrre carta da fibre di pasta di legno. Questa è meno resistente di quella in cotone, ma con il vantaggio che il legno è un materiale più economico e più facilmente disponibile.
Nello studio i ricercatori hanno analizzato 19 libri pubblicati dal 1567 al 2016. Li hanno classificati e hanno rilevato i gas con un naso elettronico contenente sei sensori che collegavano selettivamente diversi composti organici volatili. Questo nuovo metodo, spiegano, permette di aiutare a identificare meglio tutti quei libri che necessitano di una particolare conservazione e cura.

Giallini-Proietti in commedia natalizia, ciak a gennaio’Io sono Babbo Natale’, alla regia Edoardo Falcone

18 novembre 201913:18

– Partiranno a gennaio le riprese del nuovo film scritto e diretto da Edoardo Falcone (Se Dio Vuole), una commedia natalizia dal titolo provvisorio “Io sono Babbo Natale”. Protagonisti d’eccezione Marco Giallini e Gigi Proietti. Prodotto da Lucky Red e Rai Cinema con 3 Marys, il film sarà interamente girato a Roma.
Ettore (Marco Giallini) è un ex galeotto dalla vita turbolenta e sgangherata. Ha scontato 5 anni di carcere per una rapina commessa con dei complici di cui non ha mai rivelato i nomi. Alle spalle ha una relazione finita male con Laura, da cui ha avuto una figlia che non ha mai potuto conoscere. Non ha grandi alternative se non quella di continuare a fare il rapinatore. È così che si ritrova a casa di Nicola (Gigi Proietti), un amabile signore che non ha niente di valore che si possa rubare. In compenso ha una bizzarra rivelazione da fare ad Ettore: dichiara infatti di essere Babbo Natale. Ettore è decisamente scettico: Nicola sarà davvero chi dice di essere? Dopo il successo de “La befana vien di notte”, a Natale 2020 una divertente commedia per tutta la famiglia, ricca di effetti speciali, sull’amicizia, sul valore degli affetti e sulla generosità.

Successo a Hollywood per Il Traditore, parte la campagnaAnche Sorrentino a premiere del film di Bellocchio con Favino

18 novembre 201913:45

– Parte alla grande la campagna per la nomination all’Oscar straniero del candidato per l’Italia, Il Traditore di Marco Bellocchio. Il 17 novembre il debutto al Chinese Theatre di Hollywood è stato un successo, presenti il regista e Pierfrancesco Favino che ne è lo straordinario protagonista nel ruolo di Tommaso Buscetta. Erano presenti tra gli altri Paolo Sorrentino, Martha De Laurentiis, John Savage, il montatore Pietro Scalia. La lunga campagna di promozione verso il traguardo degli Academy Awards 2020, continua già stasera a San Francisco e prosegue subito per New York.
“Bellocchio non è solo un maestro del cinema italiano ma uno dei più grandi cineasti viventi del mondo”, così lo ha presentato al pubblico eccellente di Los Angeles, prima della proiezione, Michael Barker, presidente e co-fondatore di Sony Pictures Classics, che ha acquisito il film per la distribuzione in America, e il pubblico gli ha reso omaggio con un lungo applauso.
“Sono orgoglioso di essere qui e colpito da quest’accoglienza così calorosa, ma spero soprattutto che questo film vi piaccia e vi emozioni”, il grazie di Bellocchio che ha lasciato a Favino il compito di ‘orientare’ il pubblico americano alla visione di un film che – ha detto – “mostra il vero volto della mafia, niente di cool ma solo un gruppo di persone ignoranti”.
Evento promosso con Sony Pictures Classic, il film è stato presentato nella sezione World Cinema dell’AFI Fest 2019 alla presenza di Paolo Del Brocco, Rai Cinema e Simone Gattoni, Kavac Film, e di Anastasia Michelagnoli per IBC Movie di Beppe Caschetto, produttori de Il traditore. Dopo il successo al Festival di Cannes, venduto in oltre 50 Paesi, il film è ora candidato a 4 European Film Awards premi EFA nelle categorie più importanti (Miglior Film, Regista, Attore Protagonista, Sceneggiatura). Il film è prodotto da Ibc Movie, Kavac Film con Rai Cinema, in coproduzione con Ad Vitam Production (Francia), Match Factory Productions (Germania), Gullane (Brasile), distribuito in Italia da 01 Distribution, e venduto nel mondo da Match Factory.

Portici Bologna candidati a Unesco, via a piano di gestioneRaccoglie attività di tutela, obiettivo candidatura nel 2021

BOLOGNA18 novembre 201913:49

– La cabina di regia per la candidatura dei portici di Bologna all’Unesco ha firmato il 18 novembre in Comune il protocollo d’intesa per la gestione, la tutela, la conservazione e la fruizione dei portici della città.
Si tratta di un passaggio importante verso la stesura definitiva del dossier, che sarà sottoposto alla valutazione del Consiglio direttivo della Commissione nazionale italiana per l’Unesco.
L’obiettivo è ottenere la candidatura per l’Italia nel 2021, dopo che quella di quest’anno tocca, invece, a Padova Urbs Picta (la decisione nella riunione Unesco di Fuzhou, in Cina, nell’estate 2020).
Il piano di gestione è parte integrante del dossier ed è stato redatto sotto la supervisione e il supporto tecnico-scientifico del Mibact e con il contributo della Fondazione Carisbo. Al suo interno è descritto il sistema di gestione e di coordinamento delle attività di tutela, conservazione, comunicazione e fruizione in atto e in programma relative ai portici, tra cui interventi, restauri, azioni di contrasto al vandalismo grafico e proposte dei cittadini. Oltre al Comune, che è il soggetto referente per l’Unesco, hanno firmato il protocollo il segretario generale del Mibact per l’Emilia-Romagna, la Soprintendenza alle Belle Arti, la Regione, la Città metropolitana, l’Università di Bologna, l’Arcidiocesi, la Banca d’Italia, le Fondazioni Carisbo e Del Monte, la Camera di Commercio, Acer, il comando dei carabinieri dell’Emilia-Romagna e Bologna Welcome.

Montessori, consigli per bimbi feliciIn italiano le lezioni tenute in Sri Lanka nel periodo bellico

18 novembre 201914:02

– MARIA MONTESSORI, TUTTO QUELLO CHE DOVRESTI SAPERE SUL TUO BAMBINO (Garzanti, pp.160, 15 Euro.
Traduzione di Monica Salassa). L’autonomia, per far sì che il bambino cresca con le sue forze e le sue conquiste seguendo il suo naturale impulso creativo; i cinque sensi come “porte” dalle quali far entrare nella mente la conoscenza; la necessità di evitare inutili repressioni in favore della possibilità di sperimentare il mondo circostante; la disciplina intesa come un non problema se l’educazione si fonda sulla giusta libertà, su un ambiente idoneo e su una attività adatta alle varie fasi dell’età. Sono alcuni dei concetti espressi nel libro di Maria Montessori “Tutto quello che dovresti sapere sul tuo bambino” (Garzanti), nato da un ciclo di lezioni tenute in Sri Lanka nel 1944 e pubblicato in una prima edizione nel 1948 a Colombo. Nel volume, organizzato all’epoca da Anthony Gnana Prakasam, un avvocato con laurea in Pedagogia, vengono raccolti i principi alla base del celebre metodo educativo che Maria Montessori insegnò nei suoi corsi quando, in contrasto con il regime fascista, nel 1939 lasciò l’Europa per poi raggiungere il subcontinente indiano.
In agili capitoli, questi principi sono presentati al lettore in modo straordinariamente semplice, permettendo davvero di farsi un’idea chiara sul pensiero montessoriano. Eppure il libro è stato per anni trascurato, in quanto ritenuto di minore importanza rispetto al resto della produzione della studiosa: dopo diverse edizioni (tra cui la prima indiana nel 1961 e quella in lingua inglese del 1989), ora questo volume viene tradotto in italiano per la prima volta colmando dunque una lacuna. In questa piccola guida, in cui si affronta lo sviluppo fisico e psicologico del bambino nei primi anni di vita, si possono trovare tanti consigli pratici, suggerimenti, riflessioni che seppur legate alla società e agli studi dell’epoca risultano ancora oggi attuali. “Il bambino ha un modo di agire che l’adulto non può imitare. Se l’adulto ha intenzione di aiutare il bambino deve imparare da lui”, si legge per esempio tra le pagine dedicate ai bambini da 0 a 3 anni.
Al centro del metodo la gioia e la serenità del bambino, nella convinzione che quest’ultimo sia “il costruttore e il creatore dell’uomo adulto”: ecco perché genitori e insegnanti dovrebbero aiutare i piccoli ad “aiutarsi da soli”, favorendo indipendenza ed evitando inutili repressioni, per far sì che, in modo sicuro ma naturale, il bambino faccia esperienza del mondo e di se stesso seguendo le proprie inclinazioni, a partire dalle primissime fasi della vita. VAI ALLE NOTIZIE IN TEMPO REALE

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Torna Serena Dandini e convoca gli Stati Generali

Su Rai3 da giovedì 21 novembre in prima serata

18 novembre 201919:46

In questo mare di virtualità dove galleggiamo come naufraghi, gli ‘Stati Generali’, il nuovo programma che vede il ritorno ogni giovedì dal 21 novembre per sei prime serate su Rai3 di Serena Dandini con una variegata flotta di ‘amici’, sono un luogo dove chiunque può intervenire e portare la sua istanza, in una specie di riunione di condominio.
Ospiti fissi e special guest intervengono ogni settimana in un rimbalzo, dice la padrona di casa’ “dadaista tra realtà e deformazione satirica”. Il programma è stato presentato dal direttore di Rete Stefano Coletta che sottolinea la durata della messa in onda gli Stati Generali: dalle 21.20 a mezzanotte “ma – aggiunge – è la tv delle Ragazze, è qualcosa di diverso, è necessario che la tv pubblica abbia il diritto di leggere, criticare, ridere, piangere sulla nostra contemporaneità”. Dandini ” tra i protagonisti anche tanti uomini a cominciare dal ritorno di Neri Marcorè, che farà anche satira politica, nella serata del debutto farà una parodia del premier Conte”. Corrado Guzzanti? “Non lo vedremo nella prima puntata, ma non è detto che non ci sarà nelle prossime, è un’effetto attesa. Con lui non si può mai sapere”.   Gli Stati Generali aggiunge “sarà una satira su quello che non va, una fotografia dei tempi che viviamo, di confusione e mancanza di speranze, sogni”. Dandini cerca di dare ordine a questa varia umanità, coadiuvata da Martina Dell’Ombra (Federica Cacciola), tuttofare sovranista e “influencer semplice”, il cui ruolo è tentare di inserire contenuti che ritiene attuali e più moderni di quelli proposti dalla conduttrice e lanciare teaser di scoop inesistenti. Nel cast fisso Lucia Ocone impegnata in parodie varie. Torna la signorina Vaccaroni di Cinzia Leone, guida nei meandri della politica economica, mentre Elio e Rocco Tanica animeranno la parte musicale. Stati Generali proporrà una serie di inedite “Storie scellerate” di Franca Leosini, interpretata da Germana Pasquero. Poi tanti ospiti annuncia Dandini: “Verrà a trovarci anche Ascanio Celestini. Nella prima ci sarà Dario Argento, ci spiegherà cosa è la paura”. Ma le sorprese non sono finite: Giorgia reciterà, Impacciatore ci sarà dalla seconda puntata. Lucia Ocone farà una donna delle caverne”. E infine si lascia sfuggire: “ci sarà Marco Mengoni, stavolta in uno schema non prevedibile”. Tra i fissi ancora: Edoardo Ferrario sarà l’immancabile Sondaggista “che – spiega Dandini – ci terrà aggiornati sui volatili umori del popolo italiano. Non mancheranno incursioni di vecchi compagni di strada come Lillo, protagonista di ‘video. Viene mostrata una clip: Marcorè, con felpa ‘Diccì’ imita Andreotti. Partecipano anche molti altri personaggi che varieranno di settimana in settimana. Inoltre ci saranno i contributi video di The Pills, le Sbratz e Natalino Balasso che porterà le ragioni del Nord Est. E vengono presentate le copertine di Starmale. Si siederanno sul divano rosso di Serena Dandini ospiti internazionali e persone fuori dal comune che stanno dando un contributo significativo alla nostra società. La sigla finale sarà affidata all’improvvisazione di Elianto, geniale cantante di strada.TGLercio, in edizione speciale, fornirà le breaking news.
Gustav Hofer e Luca Ragazzi, documentaristi di talento, saggeranno in 4 minuti gli umori delle piazze

Amadeus, il mio Sanremo internazionale piacerà ai giovani’Nuovo’ Dopofestival solo su RaiPlay. In città una ‘walk of fame’

8 novembre 201919:58

– Potrebbe salire da 20 a 24 il numero dei Big in gara a Sanremo 2020 (4-8 febbraio): lo annuncia Amadeus, impegnato nel “lavoro di selezione”, “difficilissimo” perché “la qualità dei brani è alta” e guidato dall’idea che le canzoni “possano avere lunga vita” dopo l’Ariston. La rosa sarà ufficializzata il 6 gennaio, durante la puntata speciale di Soliti ignoti dedicata alla Lotteria Italia. “In una serata già importante ho pensato di dare i nomi dei cantanti e anche di averli tutti insieme in studio al Teatro delle Vittorie, sarà una grande festa”, promette il direttore artistico e conduttore incontrando la stampa in occasione della Milano Music Week. Gli otto Giovani si conosceranno il 19 dicembre, mentre nella tradizionale conferenza stampa di metà gennaio a Sanremo sarà annunciato il cast dei conduttori. Massimo riserbo sui nomi.Il fronte ospiti potrà contare sulla presenza di Fiorello, protagonista in questi giorni del boom di RaiPlay, mentre si tratta per il ritorno di Tiziano Ferro. E si punta anche a personalità “di respiro internazionale”, promette Amadeus: “Faremo in modo di avere artisti attuali che possano essere sul palco”. In cima alla lista dei sogni c’è sempre Lady Gaga. Quanto al cast fisso, sarebbe sfumata la possibilità di vedere sul palco Monica Bellucci, mentre nei rumors di queste ore si rincorrono i nomi di Chiara Ferragni (celebrata nel documentario di Elisa Amoruso Chiara Ferragni Unposted, che arriva il 28 novembre su Amazon dopo l’anteprima alla Mostra di Venezia) e di Diletta Leotta.”Siamo nella fase calda e più importante del festival, ci stiamo occupando delle selezioni di Sanremo Giovani e poi è la fase in cui arrivano anche tutte le proposte dei big”, spiega Amadeus. All’Ariston “deve esserci la musica tradizionale sanremese d’autore, ma anche quello che piace ai giovani. Questa è la forza che ha avuto Sanremo negli ultimi anni, riportare i giovani”. “Da Baglioni in poi – insiste – non si torna indietro, lì si è aperta la porta a cose nuove che sono quelle che i ragazzi ascoltano”. E se per i Big non ci saranno eliminazioni, i Giovani si confronteranno in “duelli già dalla prima puntata”, “fino alla sfida finale”. “Chi vincerà – sottolinea ancora Amadeus – secondo me dovrebbe avere di diritto l’accesso al Sanremo successivo come big”. Dalla rosa intanto si è sfilato Devil A, che ha scelto di entrare nella scuola di Amici di Maria De Filippi. al suo posto la commissione ha ammesso per le semifinali – ospitate da Marco Liorni a Italia sì – Simona Severini. La tradizione dialogherà con l’innovazione: anche per questo il Dopofestival sarà sostituto dall”Altro Festival’ che andrà in onda solo su RaiPlay: “Da un lato abbiamo il teatro Ariston e contemporaneamente l’Altro Festival con un linguaggio più vicino al web e ai giovani”. Per l’edizione numero 70, Sanremo avrà anche la sua speciale ‘walk of fame’: “Un red carpet con i nomi dei 69 vincitori collegherà il palco dentro all’Ariston ad un palco fuori dal teatro, allestito in piazza Colombo, per un festival della canzone italiana diffuso in città”, annuncia Amadeus.

Cinema: Abel Ferrara ospite d’onore 18/o Festival PorrettaMostra fotografica ricorda Volontè, premio intitolato a Petri

BOLOGNA18 novembre 201915:08

– Il regista statunitense Abel Ferrara sarà l’ospite d’onore della 18/a edizione del Festival del Cinema di Porretta Terme (Bologna), in programma dal 7 al 14 dicembre, che gli dedicherà una retrospettiva di otto film: Ferrara – hanno reso noto gli organizzatori – terrà una masterclass e l’8 dicembre riceverà il Premio alla carriera.
Inoltre il 6 dicembre saranno 25 anni dalla scomparsa di Gian Maria Volontè, per il quale a settembre è partita una campagna social per ottenere un ‘Google Doodle’ a lui dedicato (una versione modificata del logo di Google che viene visualizzata sulla home page in occasione di particolari ricorrenze) alla vigilia della manifestazione. Il Festival lo ricorderà anche con una mostra fotografica, una rara selezione di scatti dai set dei film che lo hanno visto protagonista, grazie ai materiali provenienti dagli archivi della Csc-Cineteca nazionale di Roma.
Proprio a Porretta, alla Mostra Internazionale del Cinema Libero, nel 1971 fu presentato in anteprima mondiale il film ‘La classe operaia va in paradiso’, di Elio Petri, poi premiato con la Palma d’oro a Cannes.
E proprio nel nome di Elio Petri Porretta ha ideato un Premio nazionale, presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma, che intende promuovere la valorizzazione e conservazione del suo patrimonio cinematografico e audiovisivo, ma anche premiare un’opera contemporanea in cui “sia evidente il lascito della sua eredità autoriale, con tematiche di denuncia sociale e politica in linea con il suo cinema”. In concorso sono 6 opere: Claudio Bonivento, ‘A mano disarmata’; Fratelli D’Innocenzo, ‘La terra dell’abbastanza’; Claudio Giovannesi, ‘La paranza dei bambini’; Andrea Zaccariello, ‘Non sono un assassino’; Marco Bellocchio, ‘Il traditore’; Valerio Mastandrea, ‘Ride’.

Mps: banca apre suo museo e archivio a visite guidateAl via dal 30/11, obbligatoria prenotazione online

SIENA18 novembre 201915:12

– Parte sabato 30 novembre ‘Invito al Monte’, l’iniziativa attraverso la quale la banca Mps torna ad aprire al pubblico il museo e l’archivio storico in piazza Salimbeni a Siena attraverso una serie di visite guidate e gratuite.
Da domani gli interessati potranno iscriversi all’appuntamento scegliendo tra cinque diversi orari di ingresso. Da dicembre poi, spiega una nota, mese per mese, saranno comunicate le date e le modalità di prenotazione dei successivi appuntamenti. Le visite saranno a numero chiuso solo su prenotazione obbligatoria online. I visitatori potranno vedere il percorso espositivo del museo di Banca Mps che si snoda attraverso i diversi corpi di fabbrica che componevano l’antico castellare Salimbeni: il fondaco, luogo di compravendita delle merci; l’ampio cortile della Dogana, fulcro del palazzo; la famosa scala progettata dall’architetto fiorentino Pierluigi Spadolini; la sala di studio e consultazione, la galleria peruzziana e infine la pinacoteca, riallestita in anni recenti seguendo i più moderni standard museali. Qui i visitatori potranno ammirare la collezione che Banca Mps ha acquisito nel corso dei secoli, con opere realizzate da artisti senesi o legati alla città, e visitare anche l’archivio storico dove sono custoditi numerosi documenti antichi e libri mastri e contabili risalenti ai primi anni di attività della banca.

Moda: Brioni celebra 75/o scegliendo Brad Pitt come testimonialSeguirà una campagna a gennaio 2020

8 novembre 201915:13

– Per festeggiare i suoi primi 75 anni, Brioni, maison della moda maschile di lusso nata a Penne (Abruzzo) annuncia che Brad Pitt è il nuovo ambasciatore del marchio. “Icona del cinema e di stile – spiega dell’azienda in una nota – interprete di ruoli cinematografici tra i più memorabili di tutti i tempi, Pitt incarna e rinforza il legame di Brioni con Hollywood. Brad Pitt è considerato uno degli attori più versatili, influenti ed ammirati del cinema contemporaneo ed è stato recentemente protagonista in ‘C’era una volta a… Hollywood’ di Quentin Tarantino e in ‘Ad Astra’ di James Grey. Pitt, vincitore di un premio Oscar come produttore cinematografico, è un grande appassionato di arte e architettura”. Pitt ha scelto di indossare Brioni in occasione di numerosi eventi, tra cui il 72° Festival di Cannes e la 76a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, sigillando uno stretto legame con il brand.
La collaborazione tra Brioni e Brad Pitt segnerà l’inizio delle celebrazioni del 75/o anniversario del brand con una campagna pubblicitaria che verrà lanciata a gennaio 2020.

Chiavi città Firenze a regista Andrej KoncalovskijCerimonia in Palazzo Vecchio il 28/11

IRENZE18 novembre 201915:15

– Le Chiavi della città di Firenze allo sceneggiatore, regista e produttore cinematografico russo Andrej Končalovskij. La cerimonia si terrà il 28 novembre nel salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio.
A consegnare le chiavi a Končalovskij sarà il vicesindaco Cristina Giachi.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Un quadro di Jean Calogero donato al Comune di CataniaFigli dell’artista regalano ‘Cattedrale’. Sindaco, città grata

CATANIA18 novembre 201915:28

– Un’opera di grande impatto visivo ed emotivo quella regalata a Catania dai figli dell’artista Jean Calogero. Il 18 novembre, alla presenza del sindaco Salvo Pogliese, gli eredi del grande pittore catanese, Patrizia e Massimiliano, hanno donato il quadro ‘Cattedrale’, opera di 120 per 90 centimetri, che raffigura uno scorcio della piazza principale della città, osservata da una finestra, con l’usuale personalità pittorica dell’artista siciliano ammantato di surrealismo.
“Catania tutta è grata per aver ricevuto un regalo così importante – dice Pogliese – con la donazione di questa opera, oltre tutto, si colma un vuoto dato che la nostra città, che ha dato i natali al maestro, non possiede alcun lavoro dell’artista che tanto lustro ha dato alla nostra comunità”. La cerimonia ha fatto da prologo all’apertura della personale “Jean Calogero – omaggio a Catania” curata da Luigi Nicolosi che sarà inaugurata il 23 novembre alla Galleria d’arte moderna (Gam) nell’ex monastero di Santa Chiara.

Musica: Ron chiude a Bologna il tour su Lucio DallaNel corso della serata cantante riceverà la ‘Turrita d’Argento’

OLOGNA18 novembre 201915:44

– “Lucio!! Il tour”, l’omaggio che Ron sta dedicando da poco meno di due anni all’amico di sempre, Lucio Dalla, si concluderà il 23 dicembre all’Europauditorium di Bologna, proprio nella città di Dalla e in uno dei teatri che il cantautore ha calcato più volte. Per l’occasione il Sindaco di Bologna, Virgilio Merola, conferirà a Ron la Turrita d’Argento della città “per la sua carriera così importante per la musica italiana – ha spiegato l’assessore alla cultura, Matteo Lepore, alla presentazione della serata – e per la nostra città, in modo particolare come autore di bellissime canzoni, tra le quali Piazza Grande”.
Nel corso della serata, Ron renderà omaggio a Lucio Dalla, oltre che con alcuni dei suoi brani più importanti, da ‘Anna e Marco’ a ‘Henna’ a ‘Tutta una vita’, con uno spettacolo dal taglio molto teatrale, attraverso racconti di vita e con l’aiuto di foto e video, che culminerà con l’inedito ‘Almeno pensami’.
“Un brano importante, – ha detto – non una di quelle canzoni che si fanno e si lasciano lì, per vedere cosa succede nel tempo.
Lucio non è riuscito a inserirla nel suo ultimo disco perché, poi, se ne è andato. Ho messo le mani su questa canzone con grande rispetto”.
A proporgliela per il Festival di Sanremo di 2 anni fa, Claudio Baglioni, 4 giorni prima dell’inizio della kermesse: “Non ne sapevo nulla, non la conoscevo. E’ stata per me un’emozione enorme. Sanremo è stato un palco importantissimo per questo brano – ha detto Ron – e lo è stato anche per me. Un palco che mi ha fatto stare a volte anche molto male, perché Sanremo non è mai una cosa tranquilla e serena. Però con ‘Almeno pensami’ ho trovato una grande tranquillità, ho sentito Lucio presente, e questa cosa credo che sia arrivata anche a casa, nelle case degli italiani che si sono emozionati come mi sono emozionato tantissimo anch’io. Da quel Sanremo – ha concluso il cantante – è partita l’idea di andare in giro a cantare Lucio.
Non l’avevo mai fatto prima. Cantare Lucio è stato strepitoso, me ne sono accorto proprio cantando. Mai mi sarebbe venuto in mente che un giorno avrei fatto dei concerti per Lucio”.

Helen Mirren, non sono perfetta, ma è volto L’Oreal nel mondoLa diva premio Oscar si aggiunge a Fonda, Moore, MacDowell

8 novembre 201915:58

– “Non sono perfetta e mai lo sono stata, ma ho sempre avuto un bell’ aspetto e desidero mantenerlo. Ho sempre amato il brand L’Oréal Paris e sono veramente felice di diventarne ambasciatrice e di entrare a far parte di un gruppo di talenti di questo calibro. Spero di poter ispirare altre donne nella ricerca della fiducia in sé, valorizzando al massimo il loro aspetto naturale”. Parola di Helen Mirren, 74 anni, attrice vincitrice del premio Oscar nel 2007 con The Queen, acclamata per la sua interpretazione in moltissimi film e in numerose produzioni teatrali della Royal Shakespeare Company, che dopo aver sfilato con movenze glamour da vera professionista nel defilé de L’Oreal a Parigi, e dopo essere stata promossa ambasciatrice L’Oreal UK per skincare, make up e haircare, diventa testimonial del colosso francese della bellezza a livello globale.
Helen Mirren, che nel suo paese, la Gran Bretagna, è considerata icona e simbolo nazionale, si aggiunge quindi alle altrettanto mature colleghe Jane Fonda, Julianne Moore e Andie MacDowell, che rappresentano il fascino delle donne non più giovanissime. “Helen Mirren – precisa una nota dell’azienda – dimostra che la bellezza e il raggiungimento di un traguardo non nascono solo da dentro, ma sono anche frutto del giusto approccio: l’allure può crescere con il passare degli anni”.

Musica: concerto Giovanni Allevi a Bologna per Face3DIl 18 dicembre al Manzoni per ricerca chirurgia facciale

OLOGNA18 novembre 201916:05

– “Sono felicissimo ed emozionato per questo concerto a fianco della più grande scultrice italiana contemporanea come Rabarama, la cui opera regala meraviglie, per dare una mano all’associazione Face3d”. Così il pianista Giovanni Allevi ha presentato ‘Concerto per un Sorriso’, in programma il 18 dicembre a Bologna al teatro Manzoni, a favore dell’associazione onlus che sostiene la Chirurgia maxillo-facciale adulta e pediatrica per la cura e la ricostruzione dei volti gravemente lesionati per traumi, patologie oncologiche e malformazioni congenite, per la ricerca e lo sviluppo delle nuove tecnologie 3D e 4D.
Rabarama (Paola Epifani) donerà una sua opera creata espressamente, ‘Kintsugi’, un pezzo unico in terracotta. Allevi presenterà ‘Hope’, il disco appena pubblicato che è in testa alla hit parade di musica classica, con l’orchestra sinfonica Italiana e il coro dell’Opera di Parma.

Moda: arriva il primo denim stretch biodegradabileA lanciarlo in Italia è Candiani Denim

8 novembre 201916:39

– Candiani Denim, azienda lombarda di Robecchetto con Induco (Mi), lancia il denim stretch ‘biodegradabile’. L’innovativa tecnologia sviluppata e brevettata che realizza la nuova fibra naturale che sostituisce il poliestere nel tessuto elasticizzato si chiama Coreva. In pratica si sostituisce la fibra elastica sintetica con una fibra vegetale, ricavata dalla gomma naturale. In questo modo la tela denim per la prima volta prodotta senza l’utilizzo di plastiche e micro plastiche, i cosiddetti gli elastomeri sintetici ottenuti comunemente dal petrolio, senza comprometterne l’elasticità, le qualità fisiche e la durata. Il primo brand che ha potuto utilizzare questa nuova tela stretch è l’olandese Denham, partner fidelizzato e storico della tessitura italiana, con una collezione totalmente prodotta attraverso la tecnologia Coreva.
“In un mondo dove le risorse stanno diminuendo – spiega Alberto Candiani, global manager e titolare dell’azienda – e c’è un eccesso ingestibile di capi di abbigliamento da smaltire, è un dovere di tutti guardare ad un consumo e ad una produzione sostenibili, con una massima attenzione a risorse rinnovabili, materiali biodegradabili e compostabili. Il mondo del denim dev’essere in prima linea in questa rivoluzione, non perché ci sia una domanda, semplicemente perché è corretto farlo”.

Subsonica, il nostro viaggio a ritroso nel tempoEsce ‘Microchip temporale’. E da marzo 2020 in tour

18 novembre 201920:00

– A vent’anni da ‘Microchip emozionale’ i Subsonica rispolverano i brani di quell’album per ‘Microchip temporale’. Il progetto discografico è quello in uscita venerdì 22 novembre e per il quale la band torinese ha coinvolto una lunga lista di colleghi, per rivedere in chiave aggiornata pezzi chiave per la carriera dei Subsonica. Con Samuel e soci si sono messi al lavoro, tra gli altri, anche Achille Lauro, Motta, Coez, Cosmo ed Elisa. Dal mese di marzo la band tornerà anche in tour, con partenza il 5 marzo da Padova.”Abbiamo fatto un viaggio a ritroso nel tempo – hanno spiegato i Subsonica – scegliendo alcune delle voci italiane di oggi che sentiamo più vicine. Siamo riusciti, in questo modo, ad osservare la nostra storia da fuori, scegliendo di collaborare con artisti che hanno tutti un linguaggio musicale molto forte”. A mettere la voce in ‘Microchip temporale’ ci hanno infatti pensato Willie Peyote (‘Sonde’), Nitro (‘Colpo di pistola’), ma anche Elisa per ‘Lasciati’, Motta per ‘Tutti i miei sbagli’, Lo Stato Sociale sulle note di ‘Liberi tutti’ e ancora Cosmo (‘Disco labirinto’), Achille Lauro (‘Il mio DJ’). Spazio anche per le voci di Ensi che ha cantato ‘Il cielo su Torino’, Fast Animals and Slow Kids per ‘Albe meccaniche’, Miss Keta su ‘Depre’ e Gemitaiz che ha detto la sua in occasione di ‘Perfezione’. “Lavorando con altri artisti – hanno detto i Subsonica – ci siamo accorti di quanto la nostra musica sia stata un punto di riferimento anche per artisti che oggi hanno l’età nostra di allora”. Ad anticipare il lavoro al completo è stata la nuova versione di ‘Aurora sogna’, con Coma Cose e Mamakass, seguito poi da ‘Il mio DJ’ con Achille Lauro.”La nostra band – hanno spiegato – è nata nei tempi in cui c’erano ancora le grandi religioni, intese come grandi divisioni di generi musicali in cui credere. Per questo motivo alcune canzoni hanno assunto un carattere quasi sacro, come ‘Aurora sogna’. Non pretendiamo che tutti abbiano avuto lucidità per seguire i cambiamenti nella musica negli ultimi vent’anni, ma chi ci ha seguito ha capito il nostro percorso”. Con il nuovo album, i Subsonica torneranno anche in tour nei club la prossima primavera, con partenza il 5 marzo da Padova e gran finale l’8 aprile all’Alcatraz di Milano. “Non consideriamo la musica come qualcosa di intoccabile – ha sottolineato la band – perché in un certo senso scriviamo la colonna sonora della vita delle persone che ci ascoltano. Abbiamo affrontato questo progetto con leggerezza e si è sviluppata una collaborazione reciproca con i nostri colleghi, esattamente come succedeva nei nostri anni Novanta”. In occasione del tour, i Subsonica hanno assicurato che sul palco ci sarà spazio anche per numerosi ospiti del nuovo album.

All’Opera di Roma Un romano a MarteMix di generi nel lavoro composto dal giovane Vittorio Montalti

18 novembre 201917:14

– Un lavoro a cavallo tra opera lirica e teatro musicale, che trae spunto dal flop della messa in scena teatrale a Milano nel 1960 di “Un marziano a Roma” di Ennio Flaiano per diventare flusso di immagini oniriche e astratte su un tessuto sonoro fortemente legato alla contemporaneità. E’ un omaggio al mitico scrittore e alla capitale “Un romano a Marte”, composta dal giovane musicista Vittorio Montalti su libretto di Giuliano Compagno, che il Teatro Nazionale presenta in prima assoluta venerdì 22 novembre.
Il nuovo allestimento del Teatro dell’ Opera di Roma mette insieme una squadra di energie giovani, con il regista Fabio Cherstic; Giuliano Toccafondo, che firma scene costumi e video, scenografo Gianluigi Toccafondo, e il cast ‘interno’ di voci emergenti. Sul podio alla guida dell’ orchestra dell’ Opera di Roma il maestro americano John Axelrod, che torna al Costanzi quattro anni dopo aver diretto “Ascesa e caduta di Mahogonny” di Weill-Brecht. “Ultima opera in cartellone della stagione 2018-2019, Un romano a Marte è nata interamente in questo teatro – ha detto il sovrintendente Carlo Fuortes -. L’ opera ha vinto un concorso per giovani compositori bandito nel 2015. Montalti nel frattempo ha scritto altre opere, è giovane ma è tra gli autori che si stanno affermando maggiormente. In questo modo rispondiamo a una missione che è quella di fare nuovo teatro contemporaneo, che in Italia si fa poco”.

Lo sconosciuto Marco Polo emerge in inedito che lo raccontaDocumento del 1323 scoperto da ricercatore Università di Venezia

VENEZIA18 novembre 201917:30

– Una nuova scoperta su Marco Polo si fa strada attraverso i secoli fino a noi grazie al lavoro di un’equipe di giovani studiosi dell’Università Ca’ Foscari Venezia che hanno ritrovato al locale Archivio di Stato un documento, finora ignoto e inedito, che fornisce nuove informazioni sulla biografia del commerciante-viaggiatore, dopo il suo ritorno nella città lagunare, e un anno prima della morte.
Una scoperta importante perché aggiunge un nuovo tassello alla sua vita e ai suoi rapporti con gli ordini religiosi.
Marcello Bolognari, da poco laureato a Ca’ Foscari e borsista dell’ateneo veneziano nel quadro del progetto “Biflow”, ha rinvenuto un nuovo documento in cui compare il nome di Marco Polo. Il documento è datato al 1323 e riguarda l’accettazione di alcuni lasciti testamentari di Giovanni dalle Boccole da parte dei frati predicatori del convento veneziano di SS. Giovanni e Paolo, riuniti in capitolo. Tra i testimoni di questa accettazione vi è il famoso viaggiatore “Marco Paulo de confinio Sancti Iohannis Grisostomi”: si tratta senza ombra di dubbio del Marco Polo conosciuto, che, come noto, risiedeva in quella zona della città, dove il padre Nicolò e lo zio Maffeo avevano acquistato una casa. A riprova dell’identità, bisogna ricordare che, nel lungo elenco dei frati riportati, figurano Benevenuto e Centorio, ossia i domenicani di SS. Giovanni e Paolo espressamente nominati da Marco Polo nel suo testamento dell’anno seguente, recentemente riedito per le cure di Attilio Bartoli Langeli.
La pergamena offre informazioni nuove sulla vita, poco o nulla documentata, di Marco Polo dopo il ritorno a Venezia.
Traccia il disegno, sommario ma significativo, di un uomo non solo attivo nella gestione delle attività commerciali di famiglia, ma pure coinvolto nella vita religiosa contemporanea, in particolare quella dell’ordine domenicano (che tra XIII e XIV secolo agiva nel cuore delle vicende della società urbana italiana, specie in ambito simbolico-culturale).
Il documento offre un appiglio documentario all’affascinante ipotesi che, dopo il rientro a Venezia dalla prigionia genovese, Polo si sia dedicato alla revisione dell’opera (redatta a Genova con Rustichello da Pisa, negli anni intorno al 1298), lavorando in collaborazione con i Domenicani di SS. Giovanni e Paolo; tale revisione è testimoniata dalla fisionomia della redazione latina cosiddetta Z, che numerose testimonianze suggeriscono prodotta a Venezia, in ambito appunto domenicano.

Musica: Paul McCartney è la ‘sorpresa’ di Glastonbury 2020E’ arrivata la conferma sulla partecipazione al festival

ONDRA18 novembre 201917:37

– L’inossidabile Paul McCartney non si ferma, nonostante i 77 anni, ed è pronto a salire da grande protagonista sul palco del festival estivo più famoso d’Inghilterra (e non solo), quello di Glastonbury. La sua partecipazione è una delle ‘sorprese’ dell’edizione 2020 (dal 24 al 28 giugno), la 50/a della kermesse musicale. Non poteva mancare l’ex Beatle, figura-simbolo del pop britannico.
“Siamo incredibilmente emozionati nell’annunciare che Paul McCartney si esibirà come attrazione principale sul palco Pyramid nel sabato sera di Glastonbury 2020”, si legge sul profilo Twitter ufficiale degli organizzatori. Sir Paul, che ha subito risposto dal suo account “ci vediamo la prossima estate!”, ha già suonato e cantato proprio lì nel 2004, in una indimenticabile performance durante la quale aveva ripercorso la sua intera carriera musicale, dai tempi dei ‘Fab Four’ ai successi più recenti come solista.

Vecchi, da Canale 5 alle favole con il lupo cattivoDal 21 novembre con BookRoad, proventi devoluti in beneficenza

19 novembre 201908:37

Un “esordio da favola” per il giornalista e scrittore Francesco Vecchi, volto noto di Mediaset e conduttore da anni del programma ‘Mattino 5’: dal 21 novembre sarà infatti in libreria ‘La vera storia del lupo cattivo’ (BookRoad Editore), in cui Vecchi racconta proprio in forma di favola “come il lupo è diventato cattivo e soprattutto perché”.
E’ “una storia di paura perché racconta di un personaggio di paura”.
I proventi della vendita di questo libro per l’infanzia saranno devoluti in beneficenza al progetto scelto per il 2019-2020 dalla Fabbrica del Sorriso, ovvero per sostenere l’attività della Cooperativa Sociale Parco del Mulino di Livorno. Con il progetto “Io qui lavoro” sostenuto da Mediafriends, la cooperativa si pone l’obiettivo di dare a ragazzi con disabilità una vera possibilità lavorativa che li aiuti ad essere autonomi, a garantirsi un futuro e a diventare una risorsa per la società.
Vecchi ha già pubblicato due romanzi, pluripremiati, con Leone Editore.

S. Cecilia, Beatrice Rana con Chopin e StravinskijGiovane pianista salentina in recital per Stagione da Camera

8 novembre 201917:51

– Beatrice Rana, talentuosa pianista protagonista di esibizioni nei maggiori teatri del mondo e ospite delle principali orchestre internazionali, torna a Santa Cecilia mercoledì 20 novembre per un recital con brani di Chopin, Albèniz e Stravinskij nel cartellone della Stagione da Camera. La giovanissima artista salentina proporrà un viaggio tra le pagine più significative della letteratura pianistica.
In apertura i dodici Studi op. 25 di Chopin, tra i pezzi più difficili e suggestivi dell’intero repertorio per piano. Spazio quindi al mondo di Albéniz, del quale verrà eseguito il Terzo Volume del suo capolavoro Iberia. A completare il mosaico, Stravinskij con Tre movimenti da Petruška, trascrizione per pianoforte del celebre balletto composta dallo stesso autore.
Con questa composizione, che Beatrice Rana ha inciso per Warner Classic e pubblicato lo scorso 25 ottobre, Stravinskij trasporta il pianoforte in pieno Novecento, allontanandolo dal cliché romantico di strumento salottiero e sentimentale.
Allieva dei corsi di perfezionamento dell’Accademia Nazionale sotto la guida di Benedetto Lupo, Beatrice Rana nel 2011 si è aggiudicata a soli 18 anni il primo premio al Concorso internazionale di Montreal e ha esordito a 21 anni con l’Orchestra di Santa Cecilia nel 2015. Tra i riconoscimenti, vanta un “Gramophone Award” nel 2017 per la sua incisione delle Variazioni Goldberg.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Maggio: choc Pereira, voglio più incassi, alzo biglietti
Sovrintendente: “Dobbiamo puntare sul turismo internazionale”

FIRENZE18 novembre 201919:34

– “La brutta notizia è che non posso ingaggiare cantanti come Stoyanova, Meli, Domingo, senza alzare i prezzi. Non posso portare cantanti come questi per 120 euro, non è possibile. Devo rischiare che il pubblico diminuisca ma devo avere più incassi e prometto che gli incassi non saranno di meno, forse le persone saranno meno, ma non gli incassi”.
Così, con una cura-choc per i conti, Alexander Pereira, nuovo sovrintendente del Maggio presenta il festival 2020. “La cosa più importante è puntare sul turismo internazionale”, ha spiegato. D’accordo con lui il sindaco Dario Nardella. “Non sono particolarmente preoccupato dell’aumento dei prezzi dei biglietti del Maggio – ha detto Nardella – ho sostenuto la decisione del sovrintendente Pereira perché nei grandi teatri europei ci sono biglietti molto più costosi di Firenze: a Salisburgo si arriva a oltre i 400 euro, la Scala ben oltre i 200 euro e il costo medio dei biglietti di Firenze è al di sotto della media italiana”.

Seigner, Polanski? Chi è accusato non è già colpevoleEsce in Italia ‘L’ufficiale e la spia’ sul caso Drefus. “L’antisemitismo è ancora attuale”

18 novembre 201919:55

– “A tutte le polemiche della vigilia alla fine ha risposto il pubblico in Francia con le sue 400mila presenze in sala (è in testa al box office, ndr). Il fatto è che ‘L’ufficiale e la spia’ è un film ancora molto attuale perché parla di razzismo e antisemitismo, ma soprattutto di uomini molto stupidi e cattivi nonostante i molti progressi fatti”.Così l’attrice Emmanuelle Seigner parla a Roma del film del marito, Roman Polanski, in sala dal 21 novembre con 01 in 350 copie che, nonostante il Leone d’argento a Venezia, non è mai davvero uscito dal cono d’ombra delle polemiche (non ultime le accuse di Valentine Monnier di essere stata stuprata dal regista a Gstaad nel 1975). Ma su questi temi la Seigner oggi all’incontro stampa preferisce non rispondere se non dicendo: “Il fatto che Polanski sia accusato non vuol dire che sia colpevole”. Mentre il produttore italiano Luca Barbareschi non manca di dire la sua sul destino di questo lavoro e del suo autore: “Non è certo una coincidenza, ogni volta che Polanski fa un film qualcuno si alza e dice la sua. Ma che un ministro della cultura francese come Franck Riester sconsigli addirittura di non vedere il film è davvero gravissimo”.’L’ufficiale e la spia’ è la storia di innocenza e pregiudizio di cui è protagonista Alfred Dreyfus (Louis Garrel), ufficiale dell’esercito francese che il 5 gennaio 1895 viene pubblicamente degradato perché accusato di aver agito come spia per la Germania e condannato all’ergastolo sull’isola del Diavolo. Fra i testimoni della sua umiliazione c’è Georges Picquart (Jean Dujardin), un ufficiale promosso a dirigere l’unità di controspionaggio militare. Sarà lui, con grande coraggio, a scoprire le false accuse, ammantate di antisemitismo, a Dreyfus e a fare una lunga battaglia per la sua liberazione.Lavorare con Polanski? “E’ un regista che dà indicazioni estremamente precise, ma allo stesso tempo ti lascia molta libertà a patto che tutto alla fine rientri nelle sue linee. Adoro lavorare con lui, è come scegliere il miglior chirurgo possibile” dice ancora la Seigner, classe 1966, moglie del regista con cui ha avuto due figli, Morgane e Elvis. Divertente, infine, notare come l’attrice smentisca oggi a Roma la tesi sostenuta al Lido a settembre. “Questo film – dice – non vuole evocare il caso giudiziario di mio marito. Roman non avrebbe infatti avuto alcun interesse a richiamarlo e metterlo sotto una lente d’ingrandimento”. Al Lido sempre la Seigner ricordava invece quanto Polanski fosse esperto sia di persecuzione che d’innocenza. Motivo di questo cambio di fronte? Molto probabilmente le ultime accuse della Monnier che, su tutto, ha trovato sconveniente il fatto che ‘J’accuse’ avesse l’intenzione di evocare il caso giudiziario del regista con tanto di happy-end.

Contagiati, la malattia come disagio di vivereVirus, ossessioni, solitudini in 12 brevi storie di Andrea Mauri

18 novembre 201920:02

– La paura della malattia che diventa ossessione, il virus che con violenza separa gli amanti, e i padri e le madri dai propri figli, la quarantena come estrema difesa per non riuscire a non contaminarsi, il “diverso” come qualcuno da allontanare per preservarsi, la solitudine come arma di protezione. Sono dodici, tutte tormentate e visionarie, le brevi storie che Andrea Mauri svela nel suo libro “Contagiati” (pp.122, Euro 12), edito da Ensemble. Appassionanti, ma scarni, potenti ma di grande semplicità, i racconti appaiono come grida di aiuto per uscire da una prigione di malattie, manie e ossessioni, in cui ogni personaggio si trova ingabbiato mentre anela la libertà.
Molto spazio è dato dall’autore alla dimensione della quarantena, descritta e “osservata” con attenzione: la quarantena appare infatti come un isolamento forzato del corpo ma anche dell’anima, un luogo mentale e fisico claustrofobico che può accrescere strane percezioni e condurre verso la pazzia, una modalità difensiva per allontanare da coloro che sono sani i “diversi”, pericolosi untori portatori di terribili, sconosciute malattie.
Poco importa se in questi racconti Mauri presenti vicende che sembrano poco probabili, perché tutte hanno il sapore della verità: ciò che arriva al lettore è un autentico senso di angoscia che invece si percepisce in modo chiarissimo. Dietro l’ossessione per la malattia, dietro il sospetto dei virus che compromettono la salute, c’è il disagio di rapporti forse incapaci di essere del tutto sinceri, l’alienazione dei tempi moderni e il male di vivere radicato nell’animo in profondità.
Con una scrittura asciutta e piena di ritmo e un registro capace di tenere alti il pathos e l’intensità, Mauri lega il lettore alla pagina, mentre offre con le sue attente parole la descrizione di un contagio – più mentale che fisico – che in fondo può riguardarci tutti, così insidioso da stravolgere amori, amicizie e legami familiari.

Geronimo Stilton, un progetto dedicato all’ambienteTante idee green ne ‘Il piccolo libro della Terra’

8 novembre 201920:33

– Dopo il successo di “Mostri di Gentilezza”, Geronimo Stilton lancia un nuovo progetto destinato a tutti i ragazzi delle scuole primarie d’Italia e alle loro famiglie. In collaborazione con WWF Italia, Tutti su per Terra vuole sensibilizzare grandi e piccini sul rispetto dell’ambiente. Dalla scuola al web, dalla famiglia alle librerie, tutti sono invitati a scoprire i gesti quotidiani necessari per proteggere e prendersi cura del nostro pianeta giorno dopo giorno.
Oltre ai tanti eco-consigli e alle attività-gioco, è disponibile in libreria – e scaricabile gratuitamente dal sito per gli aderenti al progetto – Il piccolo libro della Terra in cui i giovani lettori possono trovare tante idee green. Il culmine dell’iniziativa sarà nella Settimana della Terra , fino al 24 novembre, durante la quale si è invitati a compiere quotidianamente un gesto di cura nei confronti della Natura. I ragazzi, le scuole e le famiglie potranno rendere virali le loro attività online attraverso gli hashtag #GeronimoStilton #TuttisuperTerra. Molte sorprese accompagneranno questo stratopico girotondo anche nelle librerie aderenti fino allo speciale evento finale: la Grande Festa di Tutti Su per Terra che si terrà domenica 24 novembre alle 16 al MUSE di Trento, proclamata la città più green d’Italia grazie al miglioramento nella qualità dell’aria, nell’utilizzo di trasporti pubblici e nell’attenzione alla mobilità ciclabile.
Qui i giovani amici potranno assistere a un grande spettacolo a tema e incontrare Geronimo Stilton “in pelliccia e baffi” accompagnato da un ospite d’eccezione: Lorenzo Baglioni , attore, comico, cantante e conduttore su Boing de L’isola degli eroi. La scuola è il primo canale a cui Geronimo si rivolge. Per questo motivo, i docenti hanno la possibilità di registrarsi sul sito http://www.tuttisuperterra.it accedendo a contenuti dedicati ed esclusivi (oltre che a materiali didattici specifici) attraverso i quali i ragazzi potranno imparare tutto ciò che serve su biodiversità, alimentazione, ecosostenibilità, energia e clima.
Sono migliaia gli insegnanti che hanno già aderito al progetto e partecipato a un concorso per vincere una visita di Geronimo “in pelliccia e baffi” a scuola oppure una biblioteca dei suoi libri.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Moccia: nuovo libro con storie di 8 aspiranti scrittori

19 novembre 201911:17

‘La ragazza di Roma Nord’ esce a dicembre per Sem

Calopresti, una favola sugli ‘ultimi’ di ieri e oggiIn sala Aspromonte con Bruni Tedeschi, Fonte e Rubini

9 novembre 201912:04

‘Aspromonte La terra degli ultimi’ di Mimmo Calopresti – già al Taormina Film Fest e in sala con Italian International Film dal 21 novembre – si svolge negli anni Cinquanta ad Africo, luogo di una povertà estrema, inferno di miseria e abbandono nell’inferno stesso della Calabria di quegli anni.
Tratto dall’opera letteraria di Pietro Criaco, ‘Via dall’Aspromonte’ (Rubettino Editore), il film racconta di questo paesino arroccato sulla valle e non collegato da nessuna strada in cui una sera l’ennesima donna muore di parto perché il dottore non arriva. Gli uomini sono ormai esasperati e vanno così a protestare dal sindaco per avere un medico condotto, ma c’è chi, come Peppe (Francesco Colella), pensa bene di ribellarsi e coinvolgere tutti i paesani, gli africoti, nella costruzione di una strada. In questa impresa, che aprirebbe finalmente Africo al mondo, verranno coinvolti anche quei bambini ai quali Giulia (Valeria Bruni Tedeschi), la nuova maestra elementare che viene da Como, vuole insegnare l’italiano. Ma c’è anche chi, come Don Totò (Sergio Rubini), brigante della zona e rappresentante di una sorta di proto ndrangheta, non vuole affatto che questo paese diventi ‘italiano’. “Quando ho cominciato a girare, il tema mi sembrava lontano dall’oggi, ma poi mi sono accorto che i problemi sono sempre gli stessi al Sud, come dappertutto, e che Africo potrebbe essere la capitale del mondo. Insomma gli ‘ultimi’ c’erano allora e ci sono oggi e penso in questo momento agli operai dell’Ilva”. Il film, prodotto da Italian International Film con Rai Cinema e scritto da Calopresti con Monica Zapelli, già autrice de ‘I cento Passi’, con la collaborazione di Fulvio Lucisano che nel film fa un cameo nel finale, per Marcello Fonte, ovvero il ‘poeta’, paesano colto e curioso “dimostra che non bisogna mai smettere di sognare e anche di realizzare i propri sogni”.
Valeria Bruni Tedeschi si identifica totalmente nel personaggio di Giulia, maestrina infelice.”Quando si tratta di infelicità ci sguazzo come un pesce nell’acqua. E poi fare la maestra – aggiunge l’attrice – è stato in qualche modo il mio primo vero lavoro. La facevo sempre quando giocavo con le mie bambole da ragazzina”. Infine Sergio Rubini: “Non c’è che dire: ‘Aspromonte’ è un film molto attuale. Ora che va di moda alzare i muri qui, al contrario, c’è chi pensa di aprire una strada. E poi – conclude – adoro fare il cattivo forse perché non avrei mai il coraggio di esserlo davvero”.

Heather Parisi, per 7 anni picchiata con calci e pugni”Sono andata via da casa. Donne non arrendetevi, siate forti”

19 novembre 201912:24

“Finalmente ho la forza di dare coraggio alle donne che subiscono violenza tra le mura di casa perché anche io l’ho vissuta ma sono riuscita a salvarmi. Non parlerò di luoghi, di date e soprattutto di lui ma cercherò di aggiungere dei dettagli. Io mi sentivo un pugile con le mani legate. Sono stata 7 lunghi anni picchiata con calci, sberle ma soprattutto pugni. Mi minacciava, mi chiamava ‘gallina americana’. Adesso però mi sento forte, mi sento protetta. Io da un giorno all’altro ho preso la borsa e sono andata via da casa per non tornare più. E come ho fatto io dovete fare voi: dovete essere forti, non dovete arrendervi, dovete uscire”. Lo ha detto Heather Parisi questa sera a “Live-Non è la d’Urso”.

Torna la Mazzucco e ci racconta ‘L’Architettrice’Il romanzo esce il 26 novembre per Einaudi

19 novembre 201912:35

– MELANIA MAZZUCCO, ‘L’ARCHITETTRICE (EINAUDI). Melania Mazzucco torna al romanzo storico, alla passione per l’arte e ci regala il ritratto di una straordinaria donna del Seicento, Plautilla, nel suo nuovo romanzo, ‘L’Architettrice’ , in libreria il 26 novembre per Einaudi.
Abilissima a non far parlare di sé , Plautilla, la prima architettrice della storia moderna, nasconde audacia e sogni per poter realizzare l’impresa in grado di riscattare una vita intera: la costruzione di una originale villa di delizie sul colle che domina Roma, disegnata, progettata ed eseguita da lei.
Figlia di Giovanni Briccio, un genio plebeo, osteggiato dai letterati e ignorato dalla corte: materassaio, pittore di poca fama, musicista, popolare commediografo, attore e poeta, Plautilla viene educata alla pittura e lanciata dal padre nel mondo dell’arte come fanciulla prodigio, imponendole il destino della verginità.
La Mazzucco, Premio Strega 2013 con ‘Vita’, tradotta in 27 paesi, che ha scritto per il cinema, il teatro e la radio, ci racconta una donna di umili origini che fatica a emergere nell’ambiente degli artisti romani, dominato da Bernini e Pietro da Cortona. Ma, l’incontro con Elpidio Benedetti, aspirante scrittore prescelto dal cardinal Barberini come segretario di Mazzarino, finirà per cambiare la vita a Plautilla che diventerà molto di più di ciò che il padre aveva immaginato per lei.

Danza: Eisa Jocson svela gli ‘inganni’ del mondo DisneyAl Teatro Massimo di Cagliari prima nazionale di Princess

CAGLIARI19 novembre 201913:03

– Una prima nazionale con la danzatrice e coreografa filippina Eisa Jocson e l’ensemble di Simona Bertozzi. Sono i due appuntamenti con la danza il 20 e 21 novembre alle 21 al Teatro Massimo di Cagliari. Reduce dal riconoscimento internazionale del Premio Hugo Boss per artisti emergenti, Jocson presenta la sua Princess per muovere, attraverso il linguaggio della danza, una critica ai modelli estetici e narrativi della Disney. Assieme a Russ Ligtas, l’artista destruttura il mondo del Fantasy mettendo sotto accusa l’industria dell’intrattenimento e i suoi canoni.
Nella Disneyland di Hong Kong una legione di danzatori delle Filippine è impiegata nel ruolo di animatore professionista.
Esclusi dai ruoli principali, riservati a profili razziali specifici, vengono assegnate loro parti secondarie come una zebra ne “Il Re Leone”, un corallo ne “La sirenetta”, una scimmia in “Tarzan”. In Princess l’immaginario disneyano viene utilizzato per riscrivere il modello culturale dominante nei bambini, quello della principessa bianca. E mettere al centro i danzatori filippini. Da questa posizione di vantaggio infondono il loro essere e immaginano nuove narrazioni di formazione identitaria.
Il 23 novembre, alle 21, e il 24, alle 19, sempre per Sardegna Teatro in collaborazione con il festival Autunno Danza, è la volta di Joie de Vivre, spettacolo di Simona Bertozzi. La coreografa e danzatrice romagnola, vincitrice del Premio Hystrio Corpo a Corpo e del Premio dell’Associazione nazionale critici di Teatro, per le edizioni 2019 firma una coreografia che vede in scena Wolf Govaerts, Manolo Perazzi, Sara Sguotti, Oihana Vesga. Lo spettacolo volge lo sguardo al mondo della natura, al modo in cui la natura prova ad emergere, a diventare rigogliosa, ad esprimere la propria e la nostra felicità.

Laurea honoris causa a Patti Smith a PadovaCerimonia e mini concerto-reading università di Padova il 28/11

PADOVA19 novembre 201913:27

– L’Università di Padova assegna a Patti Smith una laurea honoris causa in “Lingue e Letterature europee e americane”.La sacerdotessa del rock che nei ’70 si traferì dall’Illinois alla New York di Lou Reed e dei Velvet Underground per cominciare una carriera artistica che l’avrebbe portata a essere la Smith che conosciamo, sarà il 28 novembre a Palazzo del Bo dove terrà un concerto-reading. “Per Patti la parola è dialogo fra arte e società,sospesa fra il sussurro religioso e l’ urlo disperato – la motivazione dell’Università di Padova -. Dai suoi esordi come autrice di poesie recitate e di happening punk rock fino alle successive sperimentazioni nel rock alternativo,Patti Smith ha esplorato le virtù espressive della parola in ogni sua forma: recitata, cantata, urlata, sputata, sognata, sussurrata.[…] Nei suoi testi riscontriamo inoltre l’ispirazione che le proviene anche dalle grandi letterature europee e americane fra modernità e contemporaneità.
Patti disse che per lei Rimbaud era come un fidanzato”.

Annie Ernaux e l’aborto nei primi anni ’60Esce per L’Orma ‘L’Evento’

19 novembre 201913:55

ANNIE ERNAUX, L’EVENTO (L’ORMA, PP 113, EURO 15,00). Il rapporto tra memoria e scrittura è il fondamento delle opere di Annie Ernaux. A mostrarcelo con maggiore forza è ora ‘L’evento’ che L’Orma editore pubblica, a 19 anni dalla sua uscita in Francia per Gallimard, nella traduzione di Lorenzo Flabbi. Un libro dove il corpo prende il sopravvento sulle elucubrazioni mentali.
Nel 1963 una studentessa francese di 23 anni, scopre di essere incinta e decide di abortire ma è costretta a farlo clandestinamente perché l’aborto in Francia è ancora illegale, la parola stessa non “aveva posto nel linguaggio” . Quella ragazza, che studia lettere all’Università, che va alla ricerca di un medico che accetti di farla abortire, che finisce nelle mani dei cosiddetti “fabbricanti d’angeli”, che se ne va in giro per giorni con una sonda nell’utero, è la Ernaux da giovane. “La prospettiva di abortire non mi spaventava. Mi sembrava una cosa, se non facile, perlomeno fattibile, che non richiedeva nessun particolare coraggio. Una prova come altre” racconta la scrittrice che in uno dei suoi precedenti libri, ‘Memoria di ragazza’ , bestseller in Francia, era tornata ancora più indietro nel tempo, ai suoi 18 anni , alla scoperta del sesso, alla passione e alla bulimia. L’ autofiction sempre con la Ernaux diventa racconto di un’epoca, di una generazione, ci offre un quadro della società. Questa volta ci fa sentire la solitudine di una ragazza che negli anni Sessanta si era “fatta fregare all’ultimo degli ardori” , che non si arrende e segue la sua ossessione di trovare un medico che la possa aiutare “da qualche parte quell’essere doveva pur esistere” dice.
L’autrice culto de ‘Gli anni’, con cui ha vinto in Italia il Premio Strega Europeo nel 2016, non risparmia particolari e dettagli che potrebbero essere anche fastidiosi ne ‘L’evento’.
La stessa Ernaux ne è consapevole: ” Puo’ darsi che un racconto come questo – scrive – provochi irritazione, o repulsione, che sia tacciato di cattivo gusto” ma poi sottolinea: “E se non andassi fino in fondo nel riferire questa esperienza contribuirei a oscurare la realtà delle donne, schierandomi dalla parte della dominazione maschile del mondo”.
Il libro si apre alle soglie del 2000 con una donna in attesa di sapere l’esito di un esame sull’HIV. E’ un’insegnante, il risultato è buono, non è sieropositiva,. Se ne va felice dall’ospedale ma associa quel momento “all’attesa del verdetto dal dottor N. nel 1963” . Da qui parte il viaggio, la discesa agli inferi e la risalita, dentro un evento doloroso che diventa spazio di testimonianza letteraria. E in tutto questo c’è spazio anche per la fierezza.
“Non sapevo se ero stata ai confini dell’orrore o della bellezza. Provavo un senso di fierezza. Forse la stessa dei navigatori solitari , dei drogati e dei ladri, quella di essersi spinti fin dove gli altri non oserebbero mai andare. Può darsi sia qualcosa di quella fierezza ad avermi fatto scrivere questo racconto” dice la Ernaux . Nell’Evento la scrittrice, originaria di Lillebone dove è nata nel 1940, si interroga sul significato della scrittura nella sua vita, mettendosi un po’ a nudo. In una sorta di riflessione in cui diventa la storica di se stessa dice: “Le cose mi sono accadute perchè potessi rendermene conto” e “forse il vero scopo della mia vita è soltanto questo: che il mio corpo, le mie sensazioni e i miei pensieri diventino scrittura, qualcosa di intelligibile e di generale, la mia esistenza completamente dissolta nella testa e nella vita degli altri” dice parlandoci di quali sia per lei il valore della narrazione.

Parma, opera permanente Maurizio Nannucci alla Pilotta190 metri di lunghezza e 55 lettere in neon di vetro di Murano

PARMA19 novembre 201914:27

– Un’opera permanente di Maurizio Nannucci, tra i protagonisti dell’arte italiana degli ultimi decenni, sarà presentata e accesa nel cortile di San Pietro del Complesso monumentale della Pilotta, a Parma, venerdì 22 novembre (ore 16.30). Con i suoi 190 metri di lunghezza e le 55 lettere in neon di vetro di Murano illuminate di luce blu, ‘Sentences. Time, past, present and future’ è la più grande opera permanente realizzata da Nannucci in Italia e vincitrice della quarta edizione dell’Italian Council. Si sviluppa lungo i quattro lati del cortile di uno dei più antichi complessi storici d’Italia, che ospita la Galleria Nazionale, il Teatro Farnese, il Museo Archeologico, la Biblioteca Palatina e il Museo Bodoni, dando vita così a un nuovo ingresso monumentale per l’edificio.
L’opera crea un collegamento ideale tra la storia del Complesso e il presente, tra un’arte secolare e l’arte contemporanea, tra l’esterno e l’interno dell’edificio, invitando chi passa a rallentare, leggere, riflettere sulle parole e l’immagine poetica che generano.
In occasione della presentazione il compositore elettronico e video-artista berlinese Lillevan realizzerà, con la consulenza artistica e la co-organizzazione di Lenz Fondazione, la electronic music performance ‘Eventually Elusive’ – già parte di una tournée che lo vedrà nuovamente ospite anche della 24/a edizione del Festival Natura Dei teatri di Parma – in dialogo con l’installazione di Nannucci.

S. Cecilia, Afkham dirige Wagner e BrahmsE’ la prima italiana di ‘Triumph to exist’ di Magnus Lindberg

19 novembre 201915:29

– Wagner, Brahms e un’incursione nella musica contemporanea con la prima esecuzione italiana di “Triumph to exist”, composta dal finlandese Magnus Lindberg per il centenario della fine della Grande Guerra. E’ il programma del concerto nel cartellone sinfonico di Santa Cecilia del giovane direttore tedesco David Akfham che giovedì 21 novembre alle 20:30 torna a dirigere orchestra e coro dell’Accademia Nazionale dopo tre stagioni (repliche venerdì 22 alle 20:30 e sabato 23 alle 18). Considerato tra i migliori direttori tedeschi della sua generazione, Afkham è stato nominato recentemente Direttore principale e Direttore artistico del Coro e dell’Orchestra Nazionale di Spagna. In passato è stato assistente di Valery Gergiev alla London Symphony Orchestra e di Bernard Haitink alla Royal Concertgebouw Orchestra e alla Chicago Symphony Orchestra. Il concerto nell’Auditorium Parco della Musica si apre con il Preludio e morte di Isotta dal Tristano e Isotta di Richard Wagner. Poi l’opera di Lindberg, su testo in lingua svedese della poetessa finlandese Edith Södergran. Infine, la Terza Sinfonia di Johannes Brahms, che manca dal cartellone ceciliano dal 2010, quando venne diretta da Georges Prêtre per il suo ultimo concerto alla guida dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale.

Le Mans 66 debutta in vetta al box officeSeguono Le ragazze di Wall Street e Sono solo fantasmi

8 novembre 201912:02

– Debutto in vetta al box office del weekend appena trascorso, secondo i dati Cinetel, per Le Mans ’66: La grande sfida, di James Mangold e con un cast stellare che comprende tra gli altri Christian Bale e Matt Damon. Il film che rievoca la celebre sfida del 1966, quando sul noto circuito, Ford e Ferrari lottarono per il primato, ha conquistato il primo posto anche in Nord America con 31,5 milioni di dollari. In Italia uscito in 497 sale nel week end ha incassato 1.246.126 euro. La storia è nota. Dall’inizio del decennio l’egemonia Ferrari era senza rivali, ma il rifiuto di Drake a vendere la sua scuderia al colosso americano scatenò la rivalsa che alla fine portò Ford a vincere. Il film ricostruisce il dietro le quinte della sfida seguendo le strade paralelle dell’ex pilota Carroll Shelby che progettò la macchina della riscossa e quella del collaudatore che portò al successo la Ford, il britannico Ken Miles. Nella parte di Enzo Ferrari, Remo Girone. Perde il trono Le Ragazze di Wall Street la commedia sull’avidità e l’arricchimento facile con Jennifer Lopez nel ruolo dell’esperta spogliarellista Ramona, che si ferma al secondo posto con 1.154.957 euro (3.179.472 totali). Segue un’altra new entry Sono solo fantasmi, la commedia horror di Christian De Sica, distribuita da Medusa in oltre 469 copie, omaggio a suo padre Vittorio De Sica, che segna 812.443 euro. Perde una posizione La famiglia Addams che si ferma sul quarto gradino con 684.455 euro (5.792.435 in tre settimane). Slitta al quinto dal secondo posto Il giorno più bello del mondo di e con Alessandro Siani, con 629.748 (5.728.005).
Totale box office 8.700.783 euro, -21,37% rispetto allo stesso periodo del 2018 (11.065.175), -4% rispetto al week end precedente (9.025.855).

Francesca Cavallo, vi racconto una favola di Natale rivoluzionariaLa coautrice delle Ragazze ribelli racconta la sua ultima opera da sola

19 novembre 201914:13

FRANCESCA CAVALLO, ELFI AL QUINTO PIANO (FELTRINELLI, PAG. 128, EURO 14)Francesca Cavallo, la coautrice con Elena Favilli di quel fenomeno da quattro milioni di copie che è stato Storie della Buonanotte per bambine ribelli, affronta il suo primo libro per ragazzi da sola e sceglie l’impiano classico della favola di Natale per raccontare il mondo dal suo innovativo punto di vista. L’abbiamo intervistata per voi.1) Cara Francesca lei definisce Elfi al quinto piano una storia di Natale rivoluzionaria, perché? Per il modello familiare che propone? O per quello di organizzazione sociale?
La definisco rivoluzionaria perché mette al centro di una struttura narrativa classicissima come quella della fiaba di Natale una famiglia birazziale e omosessuale. Molti considereranno questa una provocazione, ma non lo è. È solo un modo di esporre i bambini a personaggi ancora troppo rari nei media, per educarli al rispetto della diversità. Credo che questo di per sé sia un messaggio semplice ma fortemente rivoluzionario, specialmente nel periodo storico che il nostro Paese sta attraversando.2) I temi sociali ed etici ed il ruolo della donna pensa che siano quelli da cui dipende il futuro?Credo che il modello di società in cui viviamo, il patriarcato, sia entrato fortemente in crisi e che richieda un grosso ripensamento. I temi intorno ai quali il bisogno di cambiamento è più impellente sono l’uguaglianza di genere e il rispetto dell’ambiente. Sono temi strettamente interconnessi, perché entrambi sono legati a un’idea di società che non si basa allo sfruttamento selvaggio e violento di persone, animali e cose intorno a noi.3) E sono sempre i bambini che fanno il futuro o i genitori che ne segnano la crescita?Credo che entrambe le cose siano vere. Ovviamente i genitori e gli adulti in generale hanno un’influenza enorme nella formazione delle nuove generazioni. Allo stesso tempo, ogni generazione ha un tema proprio, nuovo, una battaglia o un insieme di battaglie che porta avanti, a volte comprensibili per gli adulti, a volte no. È affascinante vedere il futuro del mondo affacciarsi nello sguardo dei bambini. È una delle ragioni per cui amo il mio lavoro.4) C’è secondo lei qualcosa di cui ai bambini non si può parlare e qualcos’altro di cui sarebbe in qualche modo obbligatorio farlo?Credo che ai bambini si possa parlare di tutto, facendo attenzione a non essere gratuitamente provocatori e rispettando la loro capacità di comprensione di un tema. A età diverse si può parlare ai bambini in modi diversi dello stesso tema. La cosa importante è fare in modo che i bambini non sentano che ci sono degli argomenti tabù dei quali non si può o non si deve parlare e questo riguarda sia questioni familiari private, che temi più generali. Il peso dei tabù e dei segreti è infinitamente maggiore di quello che immaginiamo e genera dei rimossi che hanno conseguenze pericolose sia nella vita privata degli individui che nella vita di un Paese.5) Vive a Los Angeles perché? Le pare che ci sia differenza nel ruolo sociale della donna tra USA e Italia?Vivo a Los Angeles da diversi anni e la adoro. Ho un amore sfrenato per le palme e per i colori di questa città e credo che non ci sia un posto più bello al mondo per persone alle quali piace raccontare storie. La cultura della città è strettamente legata alla narrazione, principalmente dal punto di vista di cinema e tv sicuramente, ma il fatto che il cinema sia l’industria principale la rende un posto molto ospitale per gli artisti. Mi ci sento a casa.Il sessismo è vivo e vegeto anche negli Stati Uniti, ma c’è una maggiore consapevolezza del tema nel dibattito pubblico e nei media. Questo mi ha fatto molto maturare e mi ha aiutato a superare una gran parte della misoginia che ho interiorizzato crescendo.
6) Il libro lo ha scritto da sola, è finita del tutto l’esperienza a 4 mani con Elena Favilli o si tratta solo di un momento della sua storia lavorativa del resto molto ricca e composita ma il sodalizio continua?“Elfi al Quinto Piano” è il mio primo libro “da solista” sì. L’esperienza con Elena Favilli è finita e sono pronta a vedere cosa ha in serbo per me il prossimo capitolo della mia vita.7) Come immagina il suo futuro quale sogno sta inseguendo?Ho fondato una nuova società con la quale, oltre che creare nuovi libri, mi piacerebbe anche produrre per il cinema e la televisione.8) Nel libro c’è una forte critica sociale all’isolamento dovuto alla paura dell’estraneo, qui risolve tutto Babbo Natale ma nella realtà quale pensa possa essere la soluzione?In realtà, nel libro Babbo Natale non risolve nulla, sono i bambini della città a prendere in mano la situazione, ad aiutare Babbo Natale e a dare una lezione agli adulti della città. Nella realtà, credo che si debba costantemente costruire ponti verso gli altri e creare occasioni di confronto con persone diverse da noi. Per isolarsi, spesso, non serve alcuno sforzo. Per incontrare gli altri, invece, soprattutto quelli diversi da sé, bisogna mettere da parte la paura che possa accaderci qualcosa di inaspettato e rendersi un minimo vulnerabili. Credo che se più persone si sforzassero di andare oltre la propria paura dell’ignoto, il mondo sarebbe un posto molto più ospitale.9) Lei crede a Babbo Natale? In cosa crede?Certo che credo a Babbo Natale! Credo che sia fondamentale non farsi vincere dal cinismo, e che molto spesso crescendo ci sia il rischio di diventare cinici perché si ha l’impressione che solo cosi si possa soffrire di meno. Babbo Natale è un personaggio potente, che ci ricorda che credere nella magia nonostante le difficoltà può aiutarci a tenere il cuore aperto e a vivere la nostra vita con slancio.
10) Come passerà il Natale?Come l’ho sempre passato, in Puglia, con la mia grande famiglia. Saremo una quarantina, sarò circondata da bambini di tutte le età e, a un certo punto della serata, verrà a farci visita Babbo Natale in persona.11) La letteratura per ragazzi negli ultimi anni ha prodotto storie che hanno saputo incidere nell’immaginario collettivo più di quanto abbia fatto la letteratura per adulti. Perché a suo avviso?È un fenomeno molto interessante e credo che abbia a che fare con una crescente necessità da parte dei bambini di sentirsi coinvolti e di partecipare ai discorsi del proprio tempo. Credo che alcuni scrittori abbiano risposto a questo bisogno confrontandosi con temi e storie che fino a poco tempo fa non sarebbero stati considerati “adatti” alla letteratura per l’infanzia, che è rimasta per moltissimo tempo una letteratura principalmente d’intrattenimento con un impianto valoriale conservatore. Usciti da questo schema si è scoperto un mercato che non si credeva esistesse.12) Esiste ancora la capacità degli intellettuali di incidere sul loro tempo?Non so chi possa definirsi un intellettuale oggi. Il mondo è cambiato in modo molto profondo e può difficilmente essere compreso con un approccio solo “intellettuale”. L’esposizione a culture ed esperienze diverse richiede un approccio alla conoscenza che passi da più sensi e da una capacità di usare una varietà di strumenti che sarebbero guardati con scetticismo dagli intellettuali di un tempo.Per queste ragioni, credo che oggi siano gli artisti più che gli intellettuali ad avere la capacità di incidere sul tempo che stiamo vivendo.

Claudio Magris, torna con Le polene

19 novembre 201911:08

Claudio Magris torna con un libro che parla di mare, di donne, di navi e di letteratura. Un gioiello di scrittura e inventiva che è solo apparentemente una storia degli oggetti.CLAUDIO MAGRIS, POLENE. OCCHI DEL MARE (LA NAVE DI TESEO)
Le polene – le statue che decoravano la prua delle navi – in queste pagine emergono dal mito per diventare figure reali, che popolano una galleria di indimenticabili ritratti femminili: sono sirene, dee, donne comuni o veggenti come Cassandra, seduttrici, madri, sono donne perverse, terribili, visionarie. Attraverso le loro forme sensuali, davanti agli occhi del lettore si svolge una storia colta e stravagante, documentata e luminosa: un racconto illustrato di eroine, avventurieri, cimiteri di navi, che riemergono immortali dagli abissi della memoria.
Il mare, reale o fantasioso che sia, diventa occasione per riflettere sulla vita, sulle sue zone di luce e ombra, sull’infanzia e la sua spericolatezza, sulla necessità di un approdo e sul potere della letteratura – da Karen Blixen e Nathaniel Hawthorne a Juan Octavio Prenz e Giuseppe Sgarbi – capace di condurci in ogni tempo, verso un altrove irraggiungibile.In libreria dal 5 dicembre.

Cochi e Renato, la biografia intelligente

19 novembre 201910:10

COCHI E RENATO LA BIOGRAFIA INTELLIGENTE (SAGOMA EDITORE)C’erano una volta Cochi e Renato… con galline, corvi, volpi, pecore che passano davanti con il maglione, indiani ma quelli con le piume non quelli che han fame e canzoni che faran cantar tutta la gente. Aurelio “Cochi” Ponzoni e Renato Pozzetto sono due amici che giocano insieme a Gemonio, lago Maggiore, mentre Milano è sotto i bombardamenti. Due ragazzi con chitarrine in osterie frequentate da alcuni dei maggiori artisti degli anni Sessanta. Due saltimbanchi al debutto nel cabaret. Grazie al loro stile e al caso abilmente manovrato dalla città di Milano, sempre in due, incontrano Dario Fo, Enzo Jannacci, Giorgio Gaber, Marcello Marchesi, Maurizio Costanzo, Paolo Villaggio, Enrico Vaime, entrano al Derby, tempio della comicità, nel mondo della TV e in quello del cinema. E la vita? La vita l’è bela perché dopo vent’anni di separazione si ritrovano, si guardano e si dicono: “Forse siamo ancora in tempo a salvare il mondo dalla serietà”. Ecco, allora, la biografia di Cochi e Renato, la più grande storia di cabaret mai raccontata, farcita di foto incredibili e ricostruita a partire da oltre cinquanta interviste a colleghi, amici e… semplici conoscenti. Insomma una biografia intelligente che non può che portare la firma di due grandi firme in tema di comicità e… milanesità, rispettivamente Andrea Ciaffaroni e Sandro Paté. Dal 28 novembre in libreria.«Una serata al Derby con Cochi, Renato e Jannacci valeva un mese di scuola». Diego Abatantuono«Grazie a Cochi e Renato ho fatto anche io la figura del figo». Enrico Beruschi«Il mio incontro con Cochi e Renato? Un romanzo. Ora ve lo racconto…». Massimo Boldi

Trent’anni senza Leonardo Sciascia e le sue eresieRitratto dello scrittore protagonista di tante battaglie civili

PALERMO18 novembre 201913:11

Negli ultimi giorni della sua vita Leonardo Sciascia aveva scritto all’amico Gesualdo Bufalino: “Ho l’impressione di stare a temperare una matita dalla punta sempre più fine, ma che non riesce più a scrivere”. Quel fatale impedimento era vissuto da Sciascia come la metafora di una vita che si stava inesorabilmente spegnendo e come un ostacolo crudele all’esercizio di una scrittura a cui assegnava un “destino di verità”. E alla quale non rinunciava neppure in punto di morte, tanto da dettare alla figlia Anna Maria la prefazione, uscita postuma, a una raccolta di articoli per il giornale L’Ora di Giuseppe Antonio Borgese, lo scrittore che aveva tanto amato. Sciascia morì, stroncato da una rara forma di leucemia, nella sua casa di Palermo la mattina del 20 novembre 1989. Aveva 68 anni, la gran parte spesi nella testimonianza di un impegno civile votato alla ragione, alla giustizia e all’esercizio di una critica palpitante del potere. La sua è stata la lezione di un intellettuale disorganico ma soprattutto eretico: lo stesso profilo dei protagonisti dei suoi romanzi e dei suoi saggi.
La sua scomparsa, trent’anni fa, ha spento una voce che aveva toccato tanti temi di grande attualità. Sciascia non era stato solo lo scrittore che aveva colto in alcuni libri fondamentali (“Il giorno della civetta” e “A ciascuno il suo”) i caratteri nuovi e antichi della mafia e gli interessi criminali, intrecciati con la corruzione e il potere (“Todo modo”). Era anche il grande nemico dell’impostura (“Il Consiglio d’Egitto”) e l’intellettuale inquieto che aveva attaccato le ingiustizie della giustizia, che aveva riletto il caso Moro con un libro concepito come “opera di verità”. E con la politica era passato attraverso la critica del sistema democristiano, il difficile rapporto con il Pci fino alla rottura con Renato Guttuso e la polemica con Enrico Berlinguer, l’approdo nel partito radicale e l’amicizia con Marco Pannella e infine la denuncia sui “professionisti dell’antimafia” che lo portò sul terreno di uno scontro molto duro prima che, una volta raffreddata la temperatura del confronto, e dopo la scomparsa, affiorassero elementi profetici. Una forza intellettuale straordinaria aveva proiettato Sciascia al centro di una trama di relazioni e di scambi con il mondo della cultura. Intensi quelli con Vincenzo Consolo e Italo Calvino, più recenti quelli con Gesualdo Bufalino che aveva scoperto e lanciato. Con Pier Paolo Pasolini divideva un modo di guardare ai fatti e alle storie che esaltava le loro affinità eretiche. “Gli ultimi eretici” è non a caso il titolo di uno dei tanti convegni che in questi giorni rievocano la figura di Sciascia e la sua concezione di illuminista orgoglioso di trovarsi spesso nella condizione di “contraddire e contraddirsi”.
La sua casa di contrada Noce a Racalmuto, che in questi giorni ha conquistato una nuova forza rievocativa, era per lui un osservatorio della Sicilia come metafora dei mali del mondo.
La sua non era una visione periferica ma questo era il mondo nel quale era cresciuto e si era formato. Prima della Noce, dove passava le sue estati, c’era comunque la casa di Racalmuto che adesso Giuseppe Di Falco ha recuperato riempiendola di libri e facendola diventare un museo.
Ma il vero fondo della memoria è nella palazzina della fondazione intestata a Sciascia che raccoglie le sue carte, i suoi libri, i ritratti degli autori più amati, l’epistolario non ancora completamente esplorato. Forse a questo mondo, che racchiude tutta la sua vita, Sciascia si riferiva quando, ispirandosi a Auguste de Villers de L’isle-Adam, fece scrivere sulla sua tomba: “Ce ne ricorderemo, di questo Pianeta”.

Bookcity: Moyes, mondo migliore se politici leggessero libriRomanziera britannica,non so nemmeno se Trump abbia letto i suoi

17 novembre 201915:33 NOTIZIA AGGIORNATA ALLE 11:10 DEL 18.11.2019

– “Il mondo sarebbe un posto di gran lunga migliore se i politici leggessero i libri”. Ne è convinta Jojo Moyes, protagonista del ‘Tour dell’amicizia’, un giro iniziato da Bookcity Milano che farà tappa a Madrid, Berlino e Parigi, con cui lei e altri tre romanzieri bestseller britannici dichiarano il proprio amore per l’Europa e il dissenso verso la Brexit.
“I libri permettono di mettersi nei panni degli altri, e i leader di oggi non sono empatici: non leggono e ne sono fieri, non so nemmeno se Trump abbia letto i suoi libri”, ha sorriso Moyes, autrice di romanzi come ‘Io prima di te’, tradotti in quaranta Paesi, affiancata da Ken Follett, Lee Child e Kate Mosse in conferenza stampa e poi sul palco del Teatro Carcano, dove hanno risposto alle curiosità dei lettori in platea.
“Mia moglie è una politica, è brava, ha grande empatia”, è intervenuto Follett, marito di una esponente laburista. “Nella mia esperienza i buoni politici leggono libri”, ha confermato Child, il creatore della saga di Jack Reacher, ricordando che “Obama è un buon lettore come Clinton, avido di letteratura e appassionato di thriller: c’è una gran differenza fra loro e Bush o Trump, in gran parte proprio legata ai libri”. E per Kate Mosse, che ha firmato romanzi storici come ‘I codici del labirinto’, “in un momento difficile, in cui il popolo è diviso e non si ascolta più, le storie fungono da ponte, fanno capire che, in mezzo fra chi strilla a destra e a sinistra, c’è anche altro”.