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ALLE 10:17 DI DOMENICA 05 GENNAIO 2020

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Hill e Frassica, “grazie a Don Matteo da 20 anni amici”
12/a stagione dal 9/1 su Rai1 tra guest star Rovazzi

04 gennaio 2020 13:09

Diversi, che di più non si può, ma complici, e speculari al tempo stesso, il primo parla il necessario, voce pacata, ha gli occhi azzurri, un tempo lo chiamavano Trinità. L’altro ha la battuta tagliente, non riesci a guardarlo negli occhi perchè ti fa venire il dubbio, sempre, che si stia burlando di te. Una cosa è certa: si capiscono con uno sguardo. Terence Hill e Nino Frassica, in tv rispettivamente Don Matteo e il maresciallo Cecchini, amici autentici anche nella vita. Don Matteo XII andrà in onda in prima visione dal 9 gennaio 2020 in prima serata con la prima puntata della 12ma stagione della fortunata fiction campione di ascolti (l’11a ha registrato 8,5 milioni), realizzata dal 2000 da Lux Vide per Rai Fiction, prodotta da Luca e Matilde Bernabei. A firmare la regia quest’anno Raffaele Androsiglio e Cosimo Alemà. Apprezzata dalla Finlandia all’Australia perchè i buoni sentimenti non hanno confini. In due decenni è cambiata l’Italia, ma per milioni di appassionati il sacerdote detective è diventato quasi uno di famiglia. Frassica e Hill nel corso di questi lunghi anni si sono prima studiati, rispettati profondamente, infine è esplosa l’amicizia. “Terence Hill è un amico, un gran signore, unico, spirituale”, dice Frassica”.
Bisogna sottolineare che raramente l’attore siciliano – scoperto da Renzo Arbore – lo si è visto coinvolto emotivamente, proprio lui il re ‘del non sense’, insiste: “Terence è un mito per me”.
Dall’altra parte fa coro l’attore, Mario Girotti, all’anagrafe, in arte Terence Hill, classe 1939, “Senza Nino non sarebbe lo stesso, perché lui è la parte concreta della commedia di Don Matteo, ma fa anche commuovere in certi momenti riesce a far combaciare alla perfezione insieme le due cose”. Nel corso del tempo si sono aggiunte le nuove generazioni.
La dodicesima stagione – rinnovata nel format – è un viaggio nella società di oggi,: dieci film, uno a serata, con una forte unità tematica incentrati sul contenuto dei 10 Comandamenti, attualizzati e riletti non solo in chiave religiosa, ma anche laica. Al centro della narrazione sempre Don Matteo – il punto di riferimento di ognuno – la Capitana Anna Olivieri (Maria Chiara Giannetta) e il Maresciallo, un triangolo capace di creare un racconto che mescola risate ed emozioni. Tornano Nathalie Guetta, Maurizio Lastrico, Francesco Scali e tanti altri. Quale per i due attori tra i comandamenti è quello che non si può transigere, il peccato che l’uomo in assoluto non può commettere, viene chiesto. Momento di pausa. “Sicuramente l’omicidio, nel senso più esteso del termine, esistono oggi tanti modi di uccidere puoi annientare una persona, la sua dignità, renderlo niente”. Poi aggiunge Frassica “Mica puoi paragonarlo al non desiderare la donna d’altri, anche perchè una cosa è desiderare, un pensiero”. Ma il segreto di Don Matteo, Terence e Nino lo hanno scoperto, in fondo le serie tv sono cambiate? “crediamo – risponde il protagonista – dipenda dalla commistione di generi e storie. Su Don Matteo ho voluto ad esempio non si sapesse nulla del suo passato, come lo fu per Trinità. Due figure che hanno in comune la solitudine”. Mentre su Cecchini, replica Nino “conosciamo tutto”.
Ma la tonaca è vero che è sempre la stessa? “Si ad un certo punto sembravo – conferma Hill – uno straccione, le toppe sono autentiche. Adesso poi che abbiamo questo papa Francesco che è straordinario, e ci sta dando a tutti un grande esempio, ci manca che Don Matteo si metta a lucido”. La bicicletta no, ma il modello è “antico, senza marce”. Hill ricorda “Quando mi proposero allora una fiction con un prete, trovai una motocicletta storica. Una settimana prima di cominciare a girare mi chiama il regista Enrico Oldoini: ‘Devo darti un dolore: il tuo prete non lo vedo in moto ma in bicicletta. Pensaci è più atletico, simpatico’. Aveva ragione lui”. “Nelle prime stagioni la mia preoccupazione era di renderlo credibile, dal momento che il pubblico era abituato a vedermi come un cowboy. Poi pian piano la gente si è affezionata e io mi lascio coinvolgere nelle scene divertenti, soprattutto quelle con Nino Frassica”. Adesso gli sceneggiatori lo hanno attualizzato, è più veloce, forse troppo per i miei gusti, anche perché se vediamo Montalbano, che continua a fare ascolti strepitosi i più alti, ecco non cambia mai, neanche la macchina. Invece dicono che è meglio cosi’ e in effetti gli ascolti vanno bene”. Frassica aggiunge: “noi siamo contemporanei, ci rinnoviamo ogni anno”. Ma fareste il 13/mo don Matteo? “A noi non lo dicono aspettano prima di vedere come vanno gli ascolti”, replicano in coro “ma ovvio che siamo pronti”. Aggiunge Frassica: Don Matteo ogni situazione è misurata per piacere a tutti: Comunque potremmo arrivare alla stagione 30″. E un film insieme? “Pronti ad ogni proposta, siamo qui”. La dodicesima stagione si presenta ricca nel cast: ai volti noti e ai personaggi consolidati si aggiungono numerose guest star del calibro di Fabio Rovazzi, Christiane Filangieri, Simone Montedoro, Giorgia Surina, Nadir Caselli, Simona Cavallari, Paolo De Vita, The Jackal, Elena Sofia Ricci (nel ruolo di se stessa), Antonio Catania, Stefano Dionisi.

Pitti Uomo: tra rilettura mascolinità e moda greenScelte sostenibili, british style, boom maglieria

04 gennaio 202015:05

– La mascolinità è oggi un territorio aperto alla ridefinizione di limiti e interpretazioni. L’abbigliamento è uno degli strumenti più potenti per forzarne i confini. Le aziende presenti a Pitti Uomo 97 hanno lavorato con il valore immaginifico del vestire maschile, per proporre la loro interpretazione di mascolinità.
Con una nuova consapevolezza che elegge i nuovi codici del vestire con eleganza senza dimenticare praticità e comfort.
Tanto che una delle tendenze principali è quella della maglieria (Cividini, Navigare, American Vintage, Lardini). L’uomo di Pitti sceglie anche l’eleganza londinese dei gentiluomini dei club (Pignatelli, L.B.M. 1911, Gabriele Pasini), il rigore del classico vestire maschile, in una lettura che sperimenta nuovi equilibri. Conscio della celebrazione del piacere estetico, della legittimità del desiderio d’apparire, dell’attenzione a temi legati all’ambiente, l’uomo di Pitti pensa che siano i capi che abitano l’armadio a permettergli di sperimentare le diverse sfumature della sua mascolinità. Così Landi con la linea L’Impermeabile continua la sua ricerca nei tessuti compatti come il cover originale inglese che reinterpreta nella giacca da pesca con struttura in lana extra battuta. Oppure come il worsted, resiliente e leggero, che restituisce ai capi la versatilità di utilizzo delle lane inglesi. Riproposti capi storici come i modelli Martin, Gilbert, Tony, in tessuti con mani militari e secche, o lanose e ruvide come i black watch britannici originali, e due capsule, in stile rigoroso ma in colori brillanti. Infine, in linea con la tendenza alle economie circolari, dove L’Impermeabile utilizza tessuti di denim riciclato al 95%. Da Chimborazo entra in collezione il nylon riciclato. I sistemi di riscaldamento vengono alimentati da power bank applicati ai capospalla e agli scaldacollo. Anche Blauer Usa punta alla sostenibilità con capi e maglieria che ci catapultano sulle montagne della città di Aspen, in Colorado, il cui corpo forestale ha ispirato la nuova linea di piumini, realizzati in tessuti pesanti come il Taslan light abbinato a eco-pelle.

Pitti Uomo: al via tra Jil Sander, Pilati e BrioniRetrospettiva per Tacchini, prima linea maschile Chiara Boni

04 gennaio 202015:06

– L’edizione n. 97 di Pitti Uomo, in programma a Firenze dal 7 al 10 gennaio, si colora di progetti speciali, come il tema dei saloni invernali, firmato dall’art director Angelo Figus e per il set design da Alessandro Moradei, che parla di bandiere (Show Your flags at Pitti), tra le quali quella di Pitti Immagine, immortalata nello scatto di Franco Pagetti. Ospiti della nuova edizione della rassegna griffe prestigiose come la maison tedesca Jil Sander, disegnata da Lucie e Luke Meier, che in qualità di guest designer presenterà la nuova collezione con un evento speciale. Special Guest sarà invece lo stilista Stefano Pilati, con la sua label indipendente Random Identities. Il brand unisex Telfar sarà lo Special Project. Il fondatore del marchio nato a New York nel 2005, Telfar Clemens, presenterà il suo concetto di moda fluida e simplex (simple + complex). Brioni celebrerà 75 anni dalla nascita con un evento curato da Olivier Saillard, nel quale sfilerà la nuova collezione e sarà ricordata la storia del marchio nato a Penne che debutto’ nella Sala Bianca di Palazzo Pitti nel 1952. Tra le ricorrenze anche quella di Blauer Usa che celebrerà i 20 anni del gruppo FGF Industry, a cui fa capo il marchio, presentando in Dogana Human Landscapes, mostra fotografica a cura di Felice Limosani, che vedrà protagoniste le foto di James Mollison, un viaggio on the road negli Usa realizzato dal fotografo britannico, in mostra dal 7 al 10 gennaio. Il brand francese Chevignon celebrerà 40 anni con una sfilata in scena il 7 gennaio allo Spazio Alcatraz della Stazione Leopolda. Woolrich festeggerà 190 anni con The Ultimate Woolrich Experience installazione alla Dogana in tre ambienti, dove sarà presentata la prima Woolrich Arctic Capsule, tributo all’evoluzione del capo icona del marchio l’Arctic Parka. Sergio Tacchini presenterà una retrospettiva e la nuova collezione nata con la nuova proprietà e firmata dal nuovo direttore creativo Dao-Yi Chow. Chiara Boni lancia la sua prima collezione maschile, Trailblazer, in scena nella sua nuova Boutique di Firenze, una capsule di 4 must-have dall’approccio sostenibile.

Vogue Italia gennaio senza foto, creatività e sostenibilitàFarneti, sfida raccontare abiti senza immagini

04 gennaio 202015:22

– Per la prima volta nella sua storia il patinato magazine Vogue Italia rinuncia a utilizzare le foto di abiti e modelle per dare spazio a disegni e illustrazioni, di artisti noti, come Milo Manara e in ascesa, mettendo la creatività al servizio della sostenibilità in un numero speciale, in edicola il 7 gennaio, ma anche a sostegno di un’altra buona causa, che vedrà la cifra risparmiata per la realizzazione del numero, andare a contribuire al restauro della Fondazione Querini Stampalia onlus di Venezia, danneggiata dall’acqua alta.
“Tutte le copertine, e i servizi del numero di gennaio – scrive il direttore di Vogue Italia Emanuele Farneti nell’editoriale – sono stati realizzati da artisti, noti, emergenti, nomi dell’arte e leggende del fumetto, che hanno raccontato la moda rinunciando a viaggiare, spedire interi guardaroba, inquinare.
La sfida è dimostrare che è possibile raccontare gli abiti senza fotografarli. È una prima volta: Vogue Italia non aveva mai avuto una copertina illustrata e nessun Vogue, da quando esiste la fotografia, ha mai realizzato un numero prescindendone”.
Nelle illustrazioni, tutti gli abiti e gli accessori sono di Gucci. Milo Manara disegna Olivia Vinten con una mise sexy: top di chiffon con inserti di pizzo, spalline in pelle con fibbia motivo G, choker di pelle, guanti di latex e frustino con manico di pelle. David Salle immortala la modella Lili Sumner in abito di seta con intagli e collo a contrasto in pelle nera. La modella dai tratti “alla Modigliani” in abito plissè è di Vanessa Beecroft. Cassi Namoda disegna la modella Ambar Cristal Zarzuela vestita con maglione di cotone a righe, pantaloni di lana pied-de-poule. Delphine Desane disegna il busto della top di colore Assa Baradji, in giacca rosa. L’italiano Paolo Ventura disegna la modella Felice Nova Noordhoff, in abito senza maniche completamente ricoperto di frange. Yoshitaka Amano disegna il ritratto delicato di Lindsey Wixson in abito di seta azzurro e choker di pelle al collo.

Fondo Tullio De Mauro, riparte ‘Il potere delle parole’Al via il 14 gennaio a Torino con l’ex partigiano Bruno Segre

TORINO04 gennaio 202017:21

– Il Fondo De Mauro, presieduto dalla sociologa Chiara Saraceno, ricorda il linguista Tullio De Mauro, nell’anniversario della morte avvenuta il 5 gennaio scorso, con la nuova edizione del progetto Il potere delle parole. Agli incontri, al via il 14 gennaio, parteciperanno Sabino Cassese, giudice emerito della Corte Costituzionale, gli scrittori Hamid Ziarati di origini iraniane, Nicola Brunialti e Christian Raimo, la professoressa Eva Cantarella, il giornalista Rai Antonio Sgobba, l’ex partigiano ultracentenario Bruno Segre.
L’obiettivo è ragionare su come cambia il significato dei vocaboli nel tempo, con accademici, intellettuali, rappresentanti del volontariato, di quello produttivo, delle istituzioni. Tutti gli incontri si svolgeranno in via dell’Arsenale 27 a Torino, dalle 18,30.
Ignoranza, libertà, Costituzione, uguaglianza, empatia e resistenza sono le parole al centro della nuova edizione. Ogni ospite si prenderà cura di una parola e poi scriverà un testo che verrà pubblicato nella seconda edizione del ‘Dizionario che cura le parole’, edito dal Fondo Tullio de Mauro, con il sostegno dalla Fondazione Crt. Uno strumento destinato soprattutto alle scuole.
“Le parole non giacciono morte o mummificate ma si riempiono di sensi per ogni parlante che le usa in produzione o le interpreta in ricezione, o ancora le presenta e ne discute al Fondo che porta il nome di Tullio, che di parole si è sempre occupato”, osserva Silvana Ferreri, moglie di Tullio De Mauro.

Cinque anni senza Pino DanieleCommovente post figlia, sui social da Venditti a Zampaglione

04 gennaio 202020:02

Cinque anni senza Pino Daniele. Senza la sua musica struggente tra blues e pop, senza la sua poesia che non aveva confini di lingua né di territori. Se ne è andato troppo presto, Pino, tradito dal suo cuore malandato la sera del 4 gennaio 2015.
“Ti penso tutti i giorni, ma oggi un po’ di più. Il dolore piano piano si sta trasformando in forza, con la consapevolezza che ogni giorno che passa assomiglio sempre di più a te”, lo ricorda con un tenero messaggio Sara, una delle figlie, su Instagram, accompagnato da una fotografia in bianco e nero che li ritrae insieme, lei bimba innamorata del babbo. Ma il suo dolore intimo e familiare, è anche dolore collettivo che si moltiplica e si allarga a macchia d’olio sui social, coinvolgendo amici, colleghi e fan.
Tra i tanti a dedicare un pensiero nel giorno della ricorrenza è Antonello Venditti su Facebook, in giro per le strade di Roma. “Ricordo quando seppi della sua morte: ero tornato da un viaggio lungo e la prima notizia che ricevetti fu quella. Mi ricordo lo sgomento e l’incazzatura”.
Federico Zampaglione pubblica invece un video in cui, voce e chitarra, canta “Alleria”, un brano del 1980: “La tua musica è sempre stata e sarà per sempre… Manchi Pinù”. Gigi D’Alessio posta una foto che li ritrae insieme. Lo ricordano anche Massimo Ranieri e il rapper Clementino.

Il commovente post di Sara Daniele in ricordo del papà ‘Ti penso tutti i giorni, ma oggi un po’ di più’

04 gennaio 202014:03

Commovente post su Instagram di Sara Daniele in ricordo del papà: ‘Ti penso tutti i giorni, ma oggi un po’ di più. Il dolore piano piano si sta trasformando in forza, con la consapevolezza che ogni giorno che passa assomiglio sempre di più a te’, scrive la figlia del cantautore scomparso 5 anni fa.

Golden Globes, vegani e tra polemiche, chi vincerà?Netflix in testa tra 25 premi, nessuna donna candidata a regia

NEW YORK04 gennaio 202016:48

Se anche Joaquin Phoenix non strapperà il premio come migliore attore nella notte tra il 5 e il 6 gennaio ai Golden Globes, la star di “Joker”, che e’ anche un attivista per i diritti degli animali, uscirà soddisfatto dalla serata al Beverly Hilton: per la prima volta nei 77 anni di storia dei premi, il menu’ sara’ interamente vegano.
La scelta della Hollywood Foreign Press, ha spiegato il presidente Lorenzo Soria, e’ all’insegna della sostenibilita’ e della lotta al cambiamento climatico. Nella serata in onda negli Usa su Nbc e in Italia in diretta esclusiva su Sky ( dalle 00:55 alle 05.30 su Sky Atlantic e Sky TG24) sono in palio 25 premi spesso considerati precursori degli Oscar. Padrone di casa per la quinta volta non consecutiva il comico britannico Ricky Gervais, i Golden Globes 2020 arrivano tra le polemiche: a dispetto dell’ultimo studio della University of Southern California secondo cui nella top 100 ai botteghini i film di registe donne sono in netta ascesa, nessuna donna e’ stata candidata al premio per la miglior regia. Stando alle nomination, Netflix potrebbe rubare il mazzo grazie alle sei candidature di Storia di un matrimonio (Marriage Story), le cinque di “The Irishman”, ai “Due Papi” e alla commedia con Eddie Murphy “Dolemite Is My Name”. Per la tv guidano il gruppo “Chernobyl” (Hbo), “The Crown” e “Unbelievable” (entrambi Netflix) con quattro candidature a testa. Per il miglior regista la battaglia sembra essere tra Martin Scorsese, Quentin Tarantino con “C’era una volta a Hollywood” (una delle cinque nominations) e il coreano Bong Joon Ho per “Parasite”, quest’ultimo superfavorito comunque per il miglior film straniero.  CALCIO SPORT

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Morta la scrittrice e regista Lorenza Mazzetti
Testimone strage nazista Einstein. Premiata per Il cielo cade

FIRENZE04 gennaio 202018:29

– E’ morta a Roma, a 92 anni, la scrittrice e regista Lorenza Mazzetti. Fu vincitrice del premio Viareggio Opera prima nel 1961 con il ‘Cielo cade’ (ed.
Garzanti), autore di altri libri e anche di film. La sua vicenda personale la vide nel 1944 superstite con la sorella gemella Paola della strage nazista di Focardo di Rignano sull’Arno (Firenze), paese dove viveva dopo esser stata adottata con la gemella Paola da Robert Einstein, cugino dello scienziato Albert Einstein di cui Hitler aveva ordinato lo sterminio di familiari e parenti. Un anno dopo quell’eccidio Robert Einstein si suicidò. Dando notizia della morte su Fb il sindaco di Rignano Daniele Lorenzini scrive: “Rignano piange la scomparsa di una delle sue cittadine. Poche ore fa infatti ci ha lasciato Lorenza Mazzetti, sopravvissuta alla strage della famiglia Einstein, che ha sempre avuto nella sua vita un legame forte e indissolubile con la nostra comunità. Da Sindaco ho avuto l’onore di poterle conferire la cittadinanza onoraria del Comune di Rignano sull’Arno assieme alla gemella Paola”.

Musica: premio Ciampi Livorno speciale a Cristiano De AndrèIn concerto il 19 gennaio con La Crus e Omar Pedrini

LIVORNO04 gennaio 202019:09

– Il Premio musicale Ciampi celebrerà domenica 19 gennaio 2020 i 40 anni dalla scomparsa di Piero Ciampi, poeta e cantautore, nato a Livorno nel 1934.
Assegnato il premio speciale, che andrà a Cristiano De André, nelle altre categorie riconoscimenti vanno al poeta Haydar Ergülen per la sezione straniera e a Giulia Rusconi per quella italiana. Evento clou della manifestazione, che si svolgerà dal 17 al 19 gennaio, un concerto al Teatro Goldoni. In quella sede, serata finale, si esibiranno Cristiano De André, La Crus, Omar Pedrini, l’Orchestra multietnica di Arezzo con Andrea Scanzi e Paolo Benvegnù e l’Andrea Pellegrini Trio di Livorno.
L’iniziativa, intitolata ‘Piero Ciampi ieri, oggi e domani’ avrà un prologo a Genova giovedì 16 gennaio con il dibattito ‘Piero Ciampi e Genova, un’affinità inevitabile’, realizzato in collaborazione con via del Campo 29r e “la casa dei cantautori genovesi”. Le celebrazioni proseguiranno il 17 e 18 in vari luoghi di Livorno (oltre alla Galleria Gennai di Pisa) e si concluderanno domenica 19 gennaio con la consegna dei premi L’Altrarte e Valigie Rosse, mentre la serata finale si terrà al Teatro Goldoni.

Don Matteo storia di 20 anni, numeri e attori oggi star Borghi, Micaela Ramazzotti, Mastronardi, Insinna, Rohrwacher

04 gennaio 202020:25

Don Matteo, giunto nel 2020 ai venti anni dalla sua prima messa in onda, è la serie che riesce a riunire davanti alla Tv un pubblico diversissimo per età, livello di istruzione ed estrazione sociale; un vero fenomeno televisivo. Terence Hill torna nei panni del prete detective in bicicletta e tonaca con 10 prime serate con la 12ma stagione in prima visione su Rai1 dal 9 gennaio 2020.
Un format tutto italiano, andato in onda la prima volta il 7 gennaio 2000 su Rai1 prodotto da Lux Vide Italia per Rai Fiction . La serie è stata una delle più seguite di sempre nella storia della fiction italiana (7 mln di spettatori e 27% share in media dalla prima alla 11esima stagione) ed è sempre più apprezzata in tutto il mondo, dalla Francia alla Finlandia, dall’America all’Australia. Adattato anche in Russia.
Le dodici stagioni di Don Matteo vantano circa 1600 ore di trasmissione, 245 episodi e la collaborazione con 12 registi. In Don Matteo, all’inizio della loro carriera, hanno recitato attori oggi noti ed affermati come: Alessandro Borghi (Don Matteo 5), Micaela Ramazzotti (Don Matteo 1), Alessandra Mastronardi (Don Matteo 5) Alba Rohrwacher (Don Matteo 4) e Giacomo Ferrara (Don Matteo 10).
Per questo, dopo tutti questi anni, invece di invecchiare Don Matteo ringiovanisce, si rinnova e, continua ad essere amatissimo dal pubblico(la prima puntata di Don Matteo 11 ha raccolto 8,5 mln di telespettatori), anche da quello più giovane (share 35,2% sui giovani 15-19 anni nella prima serata di Don Matteo 11). Questo è Don Matteo oggi: la serie più longeva della Tv italiana, ma allo stesso tempo una serie giovanissima.
Il segreto di un successo così duraturo sta nella capacità della serie di cambiare per rimanere sempre contemporanea nel racconto della società, crescendo insieme al suo pubblico, ma rimanendo, in fondo, sempre uguale.
Nei venti anni di storia della serie, a capo della caserma dei carabinieri si sono succeduti tre diversi capitani: Anceschi (Flavio Insinna), Tommasi (Simone Montedoro), fino al recente ingresso nella serie di Olivieri (Maria Chiara Giannetta), il primo capitano donna della storia della serie. Con al comando della nostra Caserma una donna, attraverso gli occhi stupiti e i modi impacciati del nostro Maresciallo Cecchini (Nino Frassica), Don Matteo si mette al passo coi tempi e aiuta il grande pubblico della televisione generalista ad affrontare i temi legati alla parità di genere e al confronto nel mondo del lavoro.
Nel corso di questi venti anni ad evolversi sono state anche le forme del racconto, che è cambiato insieme al suo pubblico. Se in origine il format della serie era esclusivamente verticale, incentrato su casi gialli autoconclusivi all’interno di ogni singolo episodio, risolti da Don Matteo in collaborazione-competizione con i carabinieri, con il passare delle stagioni (e in particolare a partire dalla sesta), sono stati gradualmente introdotti elementi orizzontali alle diverse puntate: storie d’amore, casi gialli, storie che coinvolgono i teen e molto altro, permettendo al racconto di raggiungere fasce di pubblico più ampie e rispondendo allo stesso tempo ai nuovi bisogni di un’audience abituata a serie “lunghe”, da seguire fedelmente settimana dopo settimana. Don Matteo è diventata nel tempo una serie in grado di mescolare generi diversi, dal giallo alla love story, dal family al racconto teen, fino alla commedia.

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DALLE 09:41 DI VENERDì 03 GENNAIO 2020

ALLE 13:09 DI SABATO 04 GENNAIO 2020

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Il 5 gennaio torna la domenica gratuita
Da Pompei al Colosseo, dalla Reggia di Caserta agli Uffizi

03 gennaio 2020 09:41

– Lungo fine settimana dedicato all’arte: con la #domenicalmuseo il 5 gennaio l’ingresso gratuito in tutti i musei e i parchi archeologici dello Stato e dei tanti comuni che aderiscono all’iniziativa. L’elenco degli istituti coinvolti – ricorda il ministero dei Beni culturali e del Turismo in una nota – è visibile su http://www.beniculturali.it/domenicalmuseo. Lunedì 6 gennaio si terrà poi l’apertura straordinaria dei luoghi della cultura statali in occasione dell’Epifania, con i consueti orari e tariffe.
Per la prima domenica gratuita del nuovo anno, la campagna digitale del Mibact sarà dedicata alla seconda edizione di Fumetti nei Musei in mostra gratuitamente per il periodo delle festività all’Istituto della Grafica di Roma, mentre una calza speciale, scelta tra le opere conservate nel museo della pubblicità Salce di Treviso, segnerà sui social l’apertura straordinaria dei musei nel giorno della befana.

Il ciarlatano seduttore di Isaac SingerGran romanzo inedito su diaspora ebraica a NY durante la guerra

03 gennaio 202011:46

– ISAAC BASHEVIS SINGER, ”IL CIARLATANO” (ADELPHI, pp. 268 – 20, 00 euro – Traduzione di Elena Loewenthal) – ”Mentre lui si rendeva ridicolo cacciandosi in avventure sentimentali con donne mature, migliaia giovani morivano in guerra. Chissà quanti ebrei soffrivano nei campi di concentramento e nei ghetti” si dice Hertz Minsker, addentando un panino in un bar di New York inizio anni Quaranta, autocommiserandosi ipocritamente per giustificare la propria inettitudine, il vivacchiare alle spalle di un amico ricco e principalmente delle sue donne e di una moglie che va a fare l’operaia in fabbrica, pur essendo uomo erudito e colto cabalista che potrebbe impegnarsi scrivendo e insegnando.
Herst, pur costruito con più leggerezza, non è diverso dall’Herman Broder di ‘Nemici’, altro romanzo dello scrittore Isaac B. Singer, scritto come questo una decina di anni prima di ricevere il premio Nobel per la letteratura nel 1978 e pubblicato a puntate settimanali sul quotidiano yiddish di New York, fino a oggi inedito in volume e ora per la prima volta pubblicato da Adelphi, come già accaduto per ‘Keyla la Rossa’.
Questi ebrei polacchi arrivati in America per sfuggire al nazismo raccontati da Singer sono come allo sbando. Ma ci sono anche quelli che appena sbarcati si dicono ”L’America non fa per me” ma finiscono per sguazzarvi come fossero sempre a Varsavia, adattandosi bene tanto che si sono anche arricchiti e hanno una buona posizione. Questi ultimi però hanno un qualche vago senso di colpa e molto rispetto per la loro cultura ebraica originaria che hanno un po’ tradito, così che inconsciamente non vedono l’ora di aiutare qualche Rabbi o studioso dei sacri testi, come appunto Hertz, che si dice avesse conosciuto Alfred Adler e Martin Buber e pare fosse stato in corrispondenza con Freud e Bergson oltre a essere impegnato nella scrittura di un saggio fondamentale, che però cresce senza mai prendere una forma e trovare un senso, mentre il suo impegno principale è tradire la moglie Bronia con la moglie Minna del suo miglior amico e sostenitore Morris Kalisher, e occasionalmente anche con altre donne. Attorno a loro, cameriere seducenti, scrittori senza qualità, trafficanti di quadri falsi, tutti in cerca oltreoceano di qualcosa o qualcuno cui aggrapparsi. Un mondo senza senso di miseri esseri umani di cui, ”se c’era qualcuno che si beffava, era proprio Lui, il Dio dell’universo – si disse Hertz – Un Dio onnipotente… che concentrava i suoi sforzi su un patetico pungo di minuscole creature e le caricava di passioni, di peccati, di paure e castighi. Perché non aveva scelto di tormentare qualcuno delle Sue dimensioni?”.
La mistificazione, reale e esistenziale, è un po’ la caratteristica di questo uomo senza qualità, e nel romanzo ha la sua forza esemplare nelle truffaldine sedute spiritiche che conduce Bessie, padrona della casa che ospita Hertz, grande, impenitente e consapevole bugiardo che ama dire di sé ”Sono un ciarlatano”, ma poi ha spesso il pensiero, subito sepolto, di quelle stelle gialle che in Europa sono costretti a portare gli ebrei.
Così, tra donne, di cui non riesce a fare a meno e quindi non sopporta, che perde e cerca di riconquistare in un gioco di necessità per sfuggire se stesso e la propria solitudine, che lascia e ricerca anche quando sembrano inviperite per aver scoperto i suoi tradimenti, conduce una vita apparentemente normalissima e di pura sopravvivenza, in realtà movimentatissima. Le sue giornate, magari in cerca di un bar in cui riparare e talvolta un posto dove dormire, sono piene di imprevisti, colpi di scena e sorprese, scarti e vere e proprie fughe da cui torna con la coda tra le gambe e senza riuscire a approfittare delle occasioni vere che gli si presentano, come quando è chiamato a insegnare alla Black River University da un miliardario invaghitosi delle sue teorie sulla Natura Umana e le sue idee filosofiche su Leibniz, Dio e la religione. Anzi, quello è il momento in cui tutto sembra precipitare e impedirgli finalmente di fare ciò che in cuor suo vuole invece evitare. Una vicenda comica e grottescamente tragica nel cercar di sopravvivere comunque tra bisogno d’amore e paura, sensi di colpa, vitalità e inettitudine di vivere, eros come fuga dal senso della fine, ma anche con quello sguardo ironico ebraico autolamentoso cui ci ha abituati uno come Woody Allen e con una serie di interrogativi assoluti senza risposta: ”Se c’era un Dio, cosa pensava di lui, l’intellettuale corrotto, il seduttore? E se non c’era nessun Dio, cosa restava da sperare a Hertz, uomo anziano con un piede nella fossa?”.

Loach racconta i nuovi schiavi del deliveryEsce l’odissea di Rick in Sorry We Missed You

03 gennaio 202011:47

Prima di fare un acquisto on line o farvi recapitare un pranzo a domicilio o usare le consegne per qualcosa bisogna pensarci bene. Dal 2 gennaio è in sala Sorry We Missed You e sarà un po’ più difficile essere disinvolti in tema delivery: il nuovo film di Ken Loach è un pugno nello stomaco e non lascia indifferenti. Racconta la discesa negli inferi della working class ridotta a schiavitù nell’illusione turbocapitalista e quello che capita al protagonista Ricky e alla sua famiglia ridotta in breve sul lastrico potrebbe accadere a tutti. Sì ma come avrà votato il padroncino del camioncino delle consegne vessato dall’azienda vessata a sua volta? La domanda è lecita dopo l’esito delle elezioni in Gran Bretagna con la schiacciante vittoria dei tory di Boris Johnson.
Ken Loach, l’irriducibile maestro inglese, cantore delle sventure della classe operaia sin dai primissimi film per la Bbc due volte Palma d’oro a Cannes (Il vento che accarezza l’erba, nel 2006 e Io, Daniel Blake nel 2016) in Sorry We Missed You, scritto con il grande Paul Laverty ambienta la nuova storia nella provincia inglese, proprio quella che ha fatto vincere Boris Johnson. Non più contratti regolari, non più assicurazioni, l’illusione di mettersi in proprio e la realtà di venire stritolati da un infernale meccanismo di competizione, deregulation, assenza di diritti elementari. Persino fare pipi’ e’ un lusso: si ferma il camioncino delle consegne e si fa nella bottiglia, neanche un minuto e si riparte, perché tutto e’ tracciato, tutto e’ una performance obbligata. E’ un j’accuse alla società’ in rovina, ad una disgregazione sociale che sembra ormai ad un passo dal baratro definitivo quella che racconta questo film potentissimo con attori non attori ma poveri cristi.
Ricky (Kris Hitchen) è un uomo di mezz’età costretto a ricominciare da capo dopo aver perso il lavoro come tanti.
Mettersi a fare il freelance per le consegne dei pacchi può essere un’idea: il delivery impazza anche a Newcastle, si compra su Amazon qualunque cosa e qualcuno te la deve recapitare.
Peccato che il camioncino costi una follia e che il manager dell’agenzia, sottolineando che è lavoro in proprio, sia a capo di fatto di un’organizzazione di consegne ad orologeria che non ammette altro e per cui non ci sono ferie, non ci sono emergenze, non ci sono diritti, altrimenti la competizione fa fallire anche lui.
Tutto costa a Ricky e il lavoro è fonte di stress e guai, quelli più piccoli (il destinatario del pacco che non si fa trovare) fino a quelli più grandi (il furto del prezioso scannerizzatore delle consegne). Ma intanto è un lavoro e pazienza se bisogna vendere l’utilitaria di Abby (Debbie Honeywood, ipoteca la Palma) che andrà in bus a fare il suo lavoro: custodire per un’agenzia che non paga straordinari le persone in difficoltà, anziani, disabili. Lei ha una regola: trattare tutti come fossero suoi parenti con dolcezza e calore.
A casa ci sono anche i due ragazzi, la dolce Liza di 10 anni (Katie Proctor) e l’adolescente ribelle Seb (Rhys Stone).
E’ una famiglia modesta, ma l’amore tra loro è la vera forza dirompente in una vita di fatica e abbrutimento, miserabile.
Forse persino un anticorpo. Ma le cose non sono lineari, il ragazzo si mette nei guai, viene sospeso a scuola, ha discussioni con il padre: il conflitto familiare esplode ma il lavoro deve venire prima di tutto, chi paga altrimenti le rate del van?

San Zalone ha rifatto il miracolo, in due giorni sfiora 14 milioni è recordValsecchi, è vero fa ridere di meno, ma emoziona di più

03 gennaio 202013:54

Il miracolo di San Zalone si è ripetuto: Tolo Tolo il nuovo film di Luca Medici, atteso come la liquefazione del sangue di San Gennaro dagli esercenti di tutta Italia e ovviamente dagli spettatori orfani dei cinepanettoni di una volta e desiderosi di divertirsi a Natale, forse anche di immedesimarsi, con le imprese del personaggio di Checco, l’italiano medio/mediocre dedito all’arte di arrangiarsi come un Alberto Sordi degli anni Duemila, ha sbancato. E battuto se stesso: uscito il 1 gennaio a tappeto in 1200 sale il film, distribuito da Medusa e diretto per la prima volta dallo stesso Zalone, al primo giorno ha sfiorato gli 8,7 milioni di euro, diventando il film con il maggior incasso di sempre nella storia del cinema italiano nelle prime 24 ore di programmazione e superando il precedente record di Quo Vado (7,3 milioni). Al secondo ha incassato quasi 5 milioni raggiungendo in due giorni poco meno di14 milioni di euro.
Cinema sold out, prenotazioni online in tilt come per una finale di mondiali di calcio: Luca Medici non commenta i suoi successi, ci medita sopra. Il produttore Pietro Valsecchi che di Medici è uno dei due padri cinematografici (lo scopritore fu Gennaro Nuziante, regista dei primi film quando Checco faceva le parodie a TeleNorba, mentre storicamente fu il figlio di Valsecchi a segnalare al padre le performance neomelodiche su Youtube) parla di “risultati entusiasmanti che ripagano di due anni faticosi e difficili, perché il progetto di Luca Medici era ambizioso e la scelta di debuttare alla regia mi era stata sconsigliata da tutti, oggi invece è una scommessa vinta.
Luca aveva una grande responsabilità: il nuovo film atteso da tutti e l’esordio alla regia. Questo record se lo merita: ha dato l’anima per Tolo Tolo, sul set lo chiamavo ‘precisetto’, non soprassedeva su nulla, voleva ogni scena perfetta come l’aveva in mente lui”. Ieri Valsecchi si è intrufolato all’uscita di alcuni cinema per ascoltare in incognito i commenti e dice di aver sentitolo solo cose entusiastiche.
Però rispetto ai precedenti Zalone, che era comico pure nel trattare argomenti sociali come la crisi del lavoro, qui, con una tematica altrettanto attuale come il fenomeno dei migranti, si ride molto meno: “è vero si ride di meno ma ci si emoziona di più – risponde Valsecchi – e anche su questo si è preso un bel rischio, e io da produttore con lui. Luca dice ‘non sono più il comico di 10 anni fa, sono cambiato, cresciuto e il mio sguardo è un altro’. Il pubblico ha capito e apprezzato e il passaparola sono sicuro che funziona anche questa volta”. Se il film ha avuto critiche varie, più o meno positive, il cortometraggio animato che chiude Tolo Tolo è piaciuto a tutti e chissà non divenga spin off di qualcos’altro, magari di un musical.
E le polemiche sui social di istigazione al razzismo? “Lasciano il tempo che trovano. I social sono un megafono, ma decidiamo noi a chi rispondere e con chi litigare e abbiamo deciso con nessuno”. Tolo Tolo, con il suo 1 milione 174 mila presenze del 1 gennaio, guida ovviamente gli incassi ed una top ten, come rileva il presidente dell’Anica Francesco Rutelli, “con tante presenze italiane, segno di vitalità del nostro cinema”. Oltre a Zalone ci sono il Pinocchio di Garrone, Il Primo Natale di Ficarra e Picone e La Dea Fortuna di Ozpetek.
Quanto ai precedenti film di Zalone, ecco un ripasso della marcia trionfale del box office: Il primo film del comico e musicista di Bari, Cado dalle Nubi (2009) incassò 14 milioni 084 mila euro (il primo giorno, il 27 novembre 401.278); il secondo, Che bella giornata (2011) incassò 43 milioni 475 mila euro (il primo giorno, il 5 gennaio, 2.722.367); il terzo, Sole a catinelle (2013) incassò 51 milioni 948 mila euro (il primo giorno, il 31 ottobre 2.354.057), il quarto infine, Quo Vado (2016) raggiunse 65 milioni 365 mila euro (il primo giorno, 1 gennaio 7.360.192).

Capitale italiana della cultura, 44 città candidate per il 2021Mibact, entro il 2 marzo i dossier di candidatura

GENOVA03 gennaio 202013:06

– Sono 44 le città candidate al titolo di Capitale Italiana della Cultura 2021. Lo comunica il Mibact segnalando che entro il 2 marzo vanno presentati i dossier di candidature. Regione per regione le candidature sono: in Abruzzo l’Aquila; in Basilicata Venosa; per la Calabria Tropea. Per la Campania , Capaccio Paestum, Castellammare di Stabia, Giffoni Valle Piana, Padula, Procida, Teggiano. Per l’Emilia Romagna Ferrara, l’Unione dei Comuni della Bassa Reggiana, l’Unione dei Comuni della Romagna Forlivese. E ancora, in Friuli Venezia Giulia Pordenone, in Lazio Arpino e Cerveteri, in Liguria Genova e in Lombardia Vigevano. Nelle Marche Ancona, Ascoli Piceno, Fano; in Molise Isernia; mentre in Piemonte si candida Verbania. Candidate in Puglia Bari, Barletta, Molfetta, San Severo, Taranto, Trani, l’Unione Comuni Grecia Salentina. In Toscana Arezzo, Livorno, Pisa, Volterra. In Sardegna Carbonia e San Sperate. In Sicilia Catania, Modica, Palma di Montechiaro, Scicli e Trapani; infine in Veneto in lizza Belluno, Feltre, Pieve di Soligo, Verona.

Io scrivo, un laboratorio per vincere la malattiaCon D’Errico su Rai3, 12 pazienti oncologiche a scuola scrittura

04 gennaio 202011:21

“Tutte noi che siamo in quest’aula abbiamo avuto la stessa diagnosi. Tutte noi possiamo pronunciare le stesse parole e capirne il significato”. Parte da qui il nuovo viaggio di Matilde D’Errico, scrittrice, regista, per Rai3 autrice di “Amore criminale” e conduttrice di “Sopravvissute” (entrambi di ritorno dal 19 gennaio), ora al centro di “Io scrivo. Cronache dal pianeta cancro”, docu-film tratto dal laboratorio di scrittura che lei stessa ha realizzato per le pazienti oncologiche del Policlinico Gemelli di Roma, in onda il 4 gennaio, in prima serata, sempre sulla terza rete.”Tutto nasce dalla mia esperienza personale”, racconta la D’Errico che nel 2016, “durante un normale controllo”, scopre e affronta un tumore al seno. “La prima emozione? Paura, paura di morire”, ammette. Ma proprio durante le cure e i controlli l’autrice conosce il reparto di Terapie integrate del Gemelli dove “accanto ai protocolli medici ufficiali se ne affiancano altri per migliorare la vita delle pazienti. Così ho proposto alla onlus Susan G. Komen Italia di realizzare un laboratorio di scrittura per le pazienti oncologiche, perché scrivere – riflette – significa riconoscere le emozioni forti che genera l’incontro con la malattia. E imparare a governarle”. Una classe speciale che è tornata sui banchi per studiare regole di drammaturgia e manuali di scrittura, la cui esperienza – tuttora in corso con un secondo laboratorio – è diventata poi il docu-film che oggi racconta il viaggio di dodici donne con cancro al seno, la vita dei medici e degli infermieri che le hanno in cura al reparto di Senologia del Gemelli e le attività della onlus Susan G. Komen Italia da sempre impegnata nella lotta a questa malattia. “Dodici donne – prosegue l’autrice – che probabilmente non si sarebbero mai incontrate nella vita ‘normale’: dalla carabiniera della forestale alla psicoterapeuta, una casalinga, l’impiegata amministrativa, l’insegnante di inglese, due funzionari pubblici. C’è chi è sposata, chi ha figli. Chi per la prima volta ha pronunciato la parola ‘cancro’, chi in questa battaglia si è sentita più forte di prima. Ma tutte nel laboratorio hanno scoperto di avere un patrimonio comune. Fra di noi possiamo pronunciare le stesse parole e capirne il significato”. La scrittura diventa così strumento per tracciare confini, mettere distanza, conoscere sé stessi anche in una fase delicata come la malattia e la cura. Partendo dalla propria esperienza, lezione dopo lezione, la D’Errico insegna a queste donne a raccontarsi, perché attraverso la scrittura si esternano e comunicano, in modo intimo, emozioni, paure, sensazioni, riflessioni. E si sconfigge il senso profondo di solitudine che spesso si sperimenta nella malattia. Non a caso, la scelta di quel titolo.”‘Io scrivo’ è come dire ‘Io esisto’, ‘io ci sono’ – prosegue la D’Errico – Io stessa nel mio percorso ho scritto molto, a mano, così come ho chiesto nel laboratorio, perché fosse uno sforzo anche fisico. Non so cosa farò di quegli scritti. In parte li ho raccontanti nel laboratorio”. Perché un docu-film? “La speranza è che oltre alla vita delle pazienti e dei medici, possa divulgare messaggi importanti. Innanzitutto, la prevenzione. E poi, quanto sia fondamentale cogliere la propria fragilità, permettersi di avere paura, ma vivere la malattia come occasione per conoscersi. Con le pazienti – conclude – abbiamo lavorato sul Viaggio dell’eroe di Vogler. Ecco, come quell’eroe deve superare delle prove fino ad arrivare alla caverna più recondita, penso che anche con una diagnosi di cancro al seno devi arrivare lì, sfiorare con la mano il muro della caverna e poi mettercela tutta per testimoniare che si può tornare indietro e sopravvivere”.

Striscia la notizia riparte con Ficarra e PiconeDa martedì 7 gennaio alle 20.35 su Canale 5 torna il tg satirico

03 gennaio 202013:42

– Da martedì 7 gennaio, Ficarra e Picone tornano a condurre Striscia la notizia (su Canale 5 alle 20.35). Il duo comico raccoglie il testimone da Ezio Greggio ed Enzo Iacchetti, in una stagione in cui il tg satirico di Antonio Ricci – sottolinea una nota – ha conservato la leadership in access prime-time sul pubblico 15-64 anni e ha introdotto per la prima volta in Italia l’uso della tecnologia deepfake in tv.
Dal set al bancone più famoso della tv italiana: per i comici siciliani reduci dal successo al botteghino per “Il primo Natale” (film italiano più visto di tutto il 2019), si tratta della sedicesima stagione consecutiva alla guida di Striscia la notizia. Salvatore Ficarra e Valentino Picone hanno debuttato alla conduzione dello storico varietà dell’access prime-time di Canale 5 nella stagione 2004/2005 e a oggi sono arrivati a quota 1098 puntate.

Le Iene, nuovo preserale dal 7/1, poi prime time dal 13/2Ieneyeh striscia quotidiana dedicata al meglio ultimi 20 anni

03 gennaio 202013:51

– La stagione 2020 de “Le Iene” comincia con una novità: da martedì 7 gennaio infatti parte “Ieneyeh”, la nuova striscia quotidiana targata “Le Iene” con il meglio di oltre 20 anni di trasmissione, reportage e studio con ospiti che hanno contribuito alla storia del programma. Uno spin off in day time in onda su Italia1 dal lunedì al venerdì, dalle 19.20 alle 20.20, dedicato alle Iene storiche e ai conduttori dello show – da Simona Ventura ad Enrico Lucci, da Luciana Littizzetto a Luca e Paolo – e ai loro servizi di cronaca e attualità, inchieste, interviste ma anche scherzi e curiosità, dal 1997 fino ad oggi.
“Sarà un viaggio attraverso i vent’anni di messa in onda, con i servizi che meglio hanno raccontato la storia dell’Italia e che celebrano il meglio di tutta l’attività giornalistica, e non, della trasmissione”, spiega Davide Parenti, ideatore del programma. “Ripercorreremo 20 anni di storia d’Italia attraverso l’archivio di tutti i nostri servizi. Ieneyeh: un tuffo nel nostro passato per capire meglio il nostro presente”.
Il giovedì, a partire dal 13 febbraio, ricomincia “Le Iene Show”, in diretta e in prima serata, su Italia 1. La conduzione è affidata, a rotazione, al trio tutto al femminile formato da Nina Palmieri, Roberta Rei e Veronica Ruggeri e a quello maschile composto da Giulio Golia, Filippo Roma e Matteo Viviani. Da martedì 25 febbraio, sempre in prime-time, torna il consueto doppio appuntamento settimanale che vede al timone del programma Alessia Marcuzzi e Nicola Savino, con la Gialappa’s Band.

La legge del sognatore, Pennac omaggia FelliniTesto diventa spettacolo con scrittore a Milano,Torino e Rimini

03 gennaio 202014:03

– DANIEL PENNAC, LA LEGGE DEL SOGNATORE (Feltrinelli Editore, pp.160, 14 euro; traduzione di Yasmina Mélaouah). Un omaggio fatto di sogni, di parole e di emozioni è quello che Daniel Pennac ha pensato per ricordare Federico Fellini a 100 anni dalla nascita con il suo nuovo libro dal titolo “La legge del sognatore” (Feltrinelli Editore), in libreria dal 16 gennaio. Oltre a concepire una storia che sottolinea la potenza e la libertà dei sogni, Pennac, da sempre grande appassionato del regista riminese e della sua visionarietà, ha pensato di trasformare il libro in una lettura teatrale: lo spettacolo, in coproduzione con Intesa Sanpaolo, sarà in scena Milano al Piccolo Teatro Strehler lunedì 20 gennaio (sul palcoscenico a cui tutto il progetto si è ispirato), a Torino all’Auditorium del grattacielo Intesa Sanpaolo il 21 e a Rimini al Teatro Galli il 22. Quest’ultimo appuntamento si inserisce nella settimana di festeggiamenti promossa dal Comune di Rimini per il compleanno di Fellini, che proprio il 20 gennaio 2020 avrebbe compiuto un secolo.
“E il progetto teatrale sulla risurrezione di Fellini è la cosa più reale di tutta questa storia. Dopo averlo sognato, non solo l’ho ideato, ma l’ho raccontato agli attori della nostra troupe, alla nostra banda italiana del Funaro, nonché al mio amico Gianluca che mi ha proposto di parlarne alla direzione del Piccolo”, ha dichiarato Pennac. Inoltre prima di questi impegni, il 19 gennaio a Bologna, lo scrittore sarà alla Biblioteca Salaborsa insieme Silvia Avallone per incontrare i lettori. POLITICA  Home Mappa del sito TECNOLOGIA

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Panariello-Conti-Pieraccioni chiudono a Montecatini
Dopo spettacoli da ‘tutto esaurito’ a Firenze tour va verso fine

MONTECATINI TERME03 gennaio 202014:29

– Il 24 e 25 gennaio andranno in scena al Teatro Verdi di Montecatini Terme (Pistoia) gli ultimi due spettacoli de ‘Il Tour’ con Giorgio Panariello, Carlo Conti e Leonardo Pieraccioni. Per l’occasione sono previste riprese televisive. Sarà, questo, un congedo in grande stile per uno spettacolo amato in tutta l’Italia. Ancora ‘viva’ la festa al palasport Mandela Forum di Firenze, tutto esaurito, per festeggiare il Capodanno con il loro show dove il trio ha accolto il 2020 con oltre 5.000 spettatori e a mezzanotte 1.000 bottiglie di spumante sono state stappate per dare il benvenuto al nuovo anno. Gli spettacoli portano numeri da record: dal 27 al 31 dicembre solo a Firenze hanno fatto registrare 23.000 presenze con quattro date completamente sold out e ben 130.000 la stagione precedente solo nel capoluogo toscano. Le altre date di gennaio 2020 sono Milano (il 15 agli Arcimboldi), Bari (il 17 al Teatro Team); Roma (il 20 al Teatro Brancaccio).

Morte della democrazia, come Hitler conquistò il potereLa storia raccontata da Benjamin Carter Hett come un romanzo

03 gennaio 202014:53

– BENJAMIN CARTER HETT, MORTE DELLA DEMOCRAZIA. L’ASCESA DI HITLER E IL CROLLO DELLA REPUBBLICA DI WEIMAR (Einaudi, pp.324, 30 Euro) È il racconto appassionante di una delle pagine di storia più feroci e drammatiche del XX secolo “Morte della democrazia”, l’ultimo libro di Benjamin Carter Hett (Einaudi, con la traduzione di Anna Tagliavini e Maria Baiocchi) dedicato alla presa del potere da parte di Hitler nella Germania degli anni ’30. Professore di storia alla City University di New York, l’autore ha il talento della narrazione e riesce a raccontare i grandi avvenimenti storici in modo avvincente e senza sminuirne la complessità, strutturando il libro come un romanzo.
Il racconto ha inizio il 27 febbraio 1933, in quella che Benjamin Carter Hett definisce “l’ultima notte della Repubblica di Weimar”: come in un thriller sfilano i personaggi principali e gli eventi cardine di una vicenda che va avanti con rigore scientifico e a ritmo sostenuto, fondendo i fatti a elementi di fiction che “colorano” la narrazione. Mostrando quanto sia fragile la democrazia quando chi è al potere non la rispetta, lo scrittore svela i retroscena del tragico avvento del nazismo: per il pubblico una lettura istruttiva, attuale e coinvolgente, grazie a un registro narrativo capace di tenere incollato il lettore alla pagina.

Musica: ‘Capricci’ Paganini per inaugurazione di Parma 202011/1 Prima assoluta partitura violino-orchestra de La Toscanini

BOLOGNA03 gennaio 202016:24

– Una prima assoluta con la partitura dei 24 ‘Capricci’ di Paganini per violino e orchestra sinfonica realizzata da Roberto Molinelli. Così la Filarmonica ‘Arturo Toscanini’ inaugurerà sabato 11, all”Auditorium Paganini’, le celebrazioni per ‘Parma Capitale della Cultura Italiana 2020’. A dirigere l’orchestra lo stesso Roberto Molinelli mentre il violinista russo Yuri Revich con il suo Stradivari del 1709 – prestito della Goh Family Foundation – sarà il solista impegnato a suonare i 24 funambolici pezzi nella nuova versione.
A spingere ‘La Toscanini’ a proporre i ‘Capricci’ per l’inaugurazione di Parma 2020, i duecento anni dalla loro pubblicazione che ricorrono nel 2020 e il forte legame tra Paganini e la città emiliana dove il compositore è sepolto nel cimitero della Villetta e dove era stato convocato, nel 1843, alla corte della duchessa Maria Luigia per la riorganizzazione della Ducale Orchestra di Corte.
“Quando nel 1820 Paganini li pubblicò – spiega Molinelli riferendosi ai ‘Capricci’ e al lavoro dell’orchestra – li aveva raccolti in tre volumi: i primi sei, poi gli altri sei, e successivamente i dodici rimanenti, e così ho impostato il mio lavoro. Alla base – aggiunge – vi è la sfida lanciata dai ‘Capricci’ all’esecutore che ho raccolto nell’orchestrarli, lasciando intonsa la scrittura paganiniana. Ma a mia volta ho osato, facendo assumere all’orchestra un ruolo spesso da co-protagonista assieme al solista. Quindi – chiosa il direttore d’orchestra e violinista anconetano – ho osato ancora collegando i ‘Capricci’ attraverso dei ponti solamente orchestrali che fungono da raccordo, dando a tutta la composizione la forma di una lunga suite da concerto per violino e orchestra”.

Al via a marzo le riprese della fiction Cuori coraggiosiSi rafforza il ruolo del centro di produzione di Torino

TORINO03 gennaio 202016:27

– Cominceranno lunedì 2 marzo a Torino le riprese della nuova fiction Cuori Coraggiosi, ambientata nella Torino degli anni ’60 e dedicata ai primi trapianti di cuore effettuati all’ospedale Molinette. Lo ha annunciato il direttore del Centro Produzione Rai di Torino, Guido Rossi, durante la presentazione del nuovo allestimento del Museo della Radio e della Televisione Rai.
“E’ stato deciso nell’ultimo consiglio di amministrazione, a fine anno. E’ una coproduzione tra la Rai e la Aurora Film, con otto puntate da 100 minuti ciascuna, che andranno in onda tra novembre e dicembre del 2020. Saranno più di 50 i dipendenti Rai del centro di produzione di Torino coinvolti in tutti i momenti della fiction. Ricostruiremo l’interno dell’ospedale degli anni ’60 negli studi Lumiq e stiamo cercando altre location”, spiega Rossi. “E’ un’iniziativa importante – sottolinea – che rafforza il ruolo del centro di Torino anche per la produzione di fiction, dà un’identità ed è un importante segnale per il futuro”.

Diaco, in tv racconto gli ‘irregolari’Torna Io e te di notte con Grignani, poi Venier, Garko, Lear

04 gennaio 202011:17

Gli irregolari, “cioè chi è capace di rendere normale, perché parte del proprio vissuto, della propria storia, un’opinione che potenzialmente può apparire controcorrente o anticonvenzionale”: sono le persone che ama più intervistare Pierluigi Diaco, di ritorno su Rai1, dal 4 gennaio in seconda serata, per cinque puntate, con ‘Io e te di notte’. Si comincia con Gianluca Grignani, “che considero un amico, ci conosciamo da 25 anni”, per poi proseguire nelle prossime settimane “con Mara Venier – spiega- poi Gabriel Garko, Amanda Lear. E per la quinta puntata ho delle idee in testa… vedremo”.Il programma, dove tornano fra i compagni d’avventura Valeria Graci (“con la sua ironia graffiante”), Sandra Milo per la posta del cuore (“conquista con la sua spontaneità”), Santino Fiorillo e come new entry la giornalista Flavia Perina, ha debuttato quest’estate nel primo pomeriggio della rete ammiraglia e poi è stato confermato, nella variazione ‘di notte’ in autunno, per la tarda serata nel sabato. Una nuova sfida per il giornalista che ha debuttato in radio da adolescente nel 1993, e sul piccolo schermo su Telemontecarlo, quasi diciottenne, nel 1995, con Generazione X, grazie a Sandro Curzi: “un maestro che mi ha cambiato la vita”. Diaco, che continua anche il suo impegno la mattina, dalle 6 alle 9, su Rtl 102.5, con Non stop news, insieme a Giusi Legrenzi e Fulvio Giuliani, nel suo percorso ha appreso una lezione importante: “Se non sincero e leale si capisce, e a me è capitato in passato di non esserlo – dice -. Siamo abituati a tantissime persone che in tv interpretano un ruolo, sono pochi i sinceri”. Qualche esempio? “Mara Venier la trovo molto sincera, come Franca Leosini, o Maria De Filippi, che malgrado le campagne mediatiche di cui è stata vittima, ha avuto la sensibilità e la costanza di raccontare un Italia che nessuno raccontava”. Poi Maurizio Costanzo (per cui Diaco è da anni anche coautore in tv, ndr): “c’è tra noi un rapporto tenerissimo, indissolubile. Io e te è anche frutto di tante conversazioni fatte con lui”.Come trova la tv generalista in Italia di oggi? “L’offerta è molto ricca, non abbiamo niente da invidiare ai nostri competitor internazionali. Mi spiace però che a volte si usi uno stile volgare, che non legga l’Italia nel suo essere anche un Paese generoso e gentile”. A Diaco invece piace fare “una tv come quella che guardavo da piccolo, quella di Barbato, di Rispoli, Costanzo”. E’ uno stile “che oggi porto nei miei programmi senza imbarazzi, senza più ansie di competere. Mi piace essere quello che sono”. La ricetta sembra ripagare anche a livello di ascolti: Io e te (che ha avuto fra gli ospiti Pippo Baudo, Paolo Bonolis, Bianca Berlinguer, Paola Barale, Roberto D’Agostino, Vittorio Sgarbi) si è attestato nell’edizione estiva del pomeriggio “intorno al 12% e nell’edizione del sabato tra il 10,5% e 11%”. Un programma “nato da un’intuizione avuta con il direttore di Rai1 Teresa De Santis – sottolinea -. Il nuovo corso è inaspettato, un riconoscimento al lavoro di tutta la squadra, visto che è un programma realizzato interamente da risorse interne Rai”.In un’epoca “di ossessione della contemporaneità digitale”, attacchi e critiche sui social non lo spaventano: “Non me ne importa niente, non troverete mai una mia risposta pubblica là”. Io e te di notte si concluderà il primo febbraio in coincidenza con la fine in prima serata di ‘Meraviglie’ di Alberto Angela perché “poi partiranno le dirette e saremmo andati in onda troppo tardi”. Comunque “stiamo ragionando con la rete per un ritorno di Io e te d’estate”. Ha anche qualche idea per nuovi programmi? “Mi piacerebbe farne uno dedicato agli animali, mettendo in primo piano il loro rapporto con i padroni. Avere con me in studio il mio bassotto, Ugo, mi ha fatto rendere conto di quante persone sole, soprattutto anziani, debbano tutto all’affetto per un animale”. Quale sarebbe un ospite dei sogni per Io e te? “Quello che vorrebbero tutti, Papa Francesco. E’ il primo pontefice che appare realmente accessibile, ha umanizzato la sua figura mostrandone anche le fragilità”.

Gf Vip, anche Fabio Testi tra i concorrentiDa 8 gennaio su Canale 5 reality condotto da Alfonso Signorini

03 gennaio 202016:42

– L’attore Fabio Testi si aggiunge ai vip già ufficializzati del Grande Fratello Vip che sarà condotto da Alfonso Signorini su Canale 5 dall’8 gennaio. Ad entrare dalla porta rossa anche Rita Rusic, Pago, Michele Cucuzza, Adriana Volpe, Antonella Elia, Antonio Zequila, Clizia Incorvaia, Paola Di Benedetto, Aristide Malnati, Licia Nunez e Fernanda Lessa. A loro si aggiungeranno anche i quattro “Highlander” di Grande Fratello: Salvo Veneziano e Sergio Volpini, della prima edizione, Pasquale Laricchia, concorrente della terza edizione, e Patrick Ray Pugliese, che ha partecipato alla quarta e alla dodicesima edizione. Ma altri nomi restano ancora da svelare.
Originario di Peschiera del Garda, Testi, classe 1941, è uno dei più noti attori del cinema italiano. Un diploma da geometra che lo spingerà a laurearsi in architettura, inizia come controfigura per il film Il buono, il brutto, il cattivo, capolavoro western di Sergio Leone, e da quest’ultimo viene scritturato per una piccola parte nel celebre C’era una volta il West. Il primo ruolo di prestigio arriva con Il Giardino dei Finzi Contini di Vittorio De Sica (tratto dall’omonimo romanzo di Giorgio Bassani e premiato con l’Oscar come miglior film straniero). Da quel momento Testi ha recitato in decine di pellicole di grande successo, ottenendo riconoscimenti anche a livello internazionale. Negli anni ’80 è poi approdato in televisione, con alcuni film molto importanti e anche fiction.
Ma ha partecipato anche come naufrago all’Isola dei famosi.
È sempre stato un latin lover, l’affascinante Fabio. Tanto che, tra le sue conquiste, vanta alcune delle donne più belle del mondo dello spettacolo. Ad esempio, è stato con Ursula Andress,e qualche anno dopo ha frequentato la collega Charlotte Rampling. Chiacchierata la relazione con Edwige Fenech: l’attrice aveva infatti in passato affermato che Fabio era il padre del suo unico figlio Edwin, notizia poi smentita più volte dalla stessa attrice.Testi si è sposato per la prima volta con la stilista spagnola Lola Navarro, da cui poi si è separato. Dal matrimonio sono nati tre figli. Le seconde nozze nel 2015 con Antonella Liguori, gallerista d’arte di trent’anni più giovane.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Debutta a Torino Zio Vanja con Pierabon e Marescotti
In prima nazionale al Carignano dal 7 al 26 gennaio

TORINO03 gennaio 202016:43

– Debutta in prima nazionale al Teatro Carignano di Torino martedì 7 gennaio, alle 19.30, la nuova produzione del Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale: Zio Vanja di Anton Cechov, adattamento di Kriszta Székely e Ármin Szabó-Székely, traduzione italiana di Tamara Török curata da Emanuele Aldrovandi. Lo spettacolo, diretto dalla giovane regista ungherese Kriszta Székely, sarà interpretato da Paolo Pierobon, Ivano Marescotti, Ariella Reggio, Ivan Alovisio, Federica Fabiani, Lucrezia Guidone, Franco Ravera, Beatrice Vecchione. Le scene sono di Renátó Cseh, i costumi di Dóra Pattantyus, le luci di Pasquale Mari e il suono di Claudio Tortorici.
Zio Vanja, diretto dalla giovane regista ungherese Kriszta Székely, sarà replicato al Teatro Carignano fino a domenica 26 gennaio per la Stagione in abbonamento del Tst. Dopo le recite torinesi, andrà in scena il 29 e il 30 gennaio 2020 al Teatro Katona József Színház di Budapest.

Moda: capodanno cinese e Anno del Topo in campagna GucciProtagonista della collezione è Mickey Mouse

03 gennaio 202017:09

– In occasione del prossimo capodanno cinese, che cade il 25 gennaio, il direttore creativo di Gucci Alessandro Michele celebra l’Anno del Topo con una collezione di articoli in cui appare Mickey Mouse, il celebre personaggio Disney. La collezione è al centro della nuova campagna realizzata dal fotografo e regista Harmony Korine, che vede come protagonisti Ni Ni, attrice, già volto di altre campagne Gucci, l’attore Earl Cave e la designer, stylist e poetessa Zoe Bleu. Le immagini sviluppano una narrazione che segue Mickey Mouse durante la sua giornata a Disneyland. Le immagini, coloratissime e vivaci, richiamano le cartoline delle vacanze e lo spirito surreale che caratterizza oggi le creazioni Gucci.
La collezione comprende accessori che vanno dalle scarpe alle borse, dalla piccola pelletteria alle sciarpe. Molti nuovi stili si aggiungono ad una serie di classici articoli Gucci. La collezione è improntata ad uno spirito divertente e rétro, con il personaggio Disney abbinato a molti degli iconici motivi della maison. L’elemento chiave della collezione per il capodanno cinese è il nuovo Mini GG Supreme con stampa Topolino, un tessuto beige ed ebano dal motivo vintage Mini GG con sovrapposta la divertente immagine di Mickey Mouse in varie dimensioni. Questo stampato riprende un tessuto della maison degli anni ’80, il cui design, colore e aspetto originali sono stati riprodotti grazie ad un processo di stampa digitale ad alta definizione. Il rivestimento protettivo e la goffratura gli conferiscono l’aspetto e la consistenza del lino. Una targhetta in pelle marrone che identifica la collaborazione ufficiale con la Disney accompagna molti degli articoli.

Cantastorie e pupi insieme per le donne vittime di mafiaAl via collaborazione tra Francesca Prestia e Angelo Sicilia

POTENZA03 gennaio 202017:31

– Francesca Prestia, la “cantastorie calabrese”, ha avviato una collaborazione con Angelo Sicilia, l’inventore dei pupi antimafia che da anni porta i suoi spettacoli in giro per l’Italia e per l’Europa. Una collaborazione finalizzata alla messa in scena di un’opera marionettistica e musicale dedicata alla testimone di giustizia Lea Garofalo, uccisa nel novembre del 2009 dal compagno Carlo Cosco, ed a tutte le donne calabresi vittime della ‘ndrangheta.
Per la prima volta i pupi di Angelo Sicilia affiancheranno Francesca Prestia, che racconterà in forma musicale le emozioni, i turbamenti, il coraggio e la gioia di vivere delle donne che hanno pagato con la vita la loro ribellione alla ‘ndrangheta ed il loro desiderio di riscatto. “I pupi – dice Francesca Prestia – diventeranno ‘pupe’. Dagli eroi antimafia di cui é disseminata la storia della Sicilia e della Calabria si passa alle ‘eroine’ che si sono immolate per il loro impegno in favore della legalità. Perché si sa che il futuro é donna”.

Lavezzi, tour nei teatri per i 50 anni di carriera’…E la vita bussò’, anteprima il 18 gennaio, ospiti e sorprese

03 gennaio 202018:10

– Mario Lavezzi festeggia 50 anni di musica d’autore con il tour teatrale ‘… E la vita bussò’.
Saranno cinque gli appuntamenti dal vivo con il pubblico: l’anteprima è fissata per il 18 gennaio a Cagli (Pesaro e Urbino) al Teatro Comunale; poi il 20 gennaio a Milano, Teatro Dal Verme; il 24 gennaio a Bologna, Teatro Duse; il 28 gennaio a Roma, Auditorium Parco della Musica; e il 31 gennaio a Torino, Teatro Colosseo.
Lavezzi ha scritto, cantato, prodotto, arrangiato, suonato brani tra i più della nostra musica: molti di questi sono stati raccolti nel recente cofanetto “…E la vita bussò”, tra cui “E La Luna Bussò”, “In Altomare” (Loredana Berte’); “Vita” (Lucio Dalla e Gianni Morandi); “Stella Gemella” (Eros Ramazzotti); “Varietà'” (Morandi); “Non Scendo”, “Io No”, “E’ Tutto Un Attimo”, “Eclissi Totale” (Anna Oxa); “Succede”, “Dolcissima”; “Torneranno Gli Angeli” (Fiorella Mannoia); “Stella Nascente”, “Insieme a Te”, “Piccoli Brividi” (Ornella Vanoni), “Avanti Cosi” (Eros Ramazzotti).
Molti ospiti saliranno sul palco con Lavezzi e non mancheranno le sorprese: le canzoni saranno accompagnate da curiosità e racconti inediti messi a punto insieme a Danilo Vizzini e Marzia Turcato e arricchiti da filmati e immagini esclusive che Mario ha trovato e approfondito con l’aiuto del talentuoso scenografo Giuseppe Ragazzini. La regia è affidata a Duccio Forzano. in scaletta non mancheranno i grandi successi scritti da Lavezzi per le celebri voci della musica italiana, alternate alle nuove canzoni. Lo accompagneranno Cristina Di Pietro al pianoforte e voce che duetterà con lui e i Pop Deluxe con Alessandro Governatori al basso, Paolo Tarini alla batteria, Paolo Pedretti alla chitarra, Michele Scarabattoli alle tastiere.

Al via concorso di poesia con immagine ‘I corpi e i luoghi’Via Instagram. Presiede la giuria Franco Arminio

03 gennaio 202019:04

– Al via il terzo concorso di poesia con immagine ‘I corpi e i luoghi’, aperto a tutti, via Instagram, promosso e organizzato dall’Accademia mondiale della poesia. Franco Arminio presiede la giuria. Fino al 10 marzo si potranno inviare le poesie (per iscrizioni e informazioni: http://www.accademiamondialepoesia.com).
“I corpi e i luoghi sono una forma di resistenza al mondo globale. Andare in giro, guardare e scrivere dei luoghi che vediamo è un bell’esercizio contro la miseria spirituale dilagante. Bisogna tenere vive le nostre facoltà percettive. Ci vuole un’attenzione ai dettagli più che alle astrazioni opinionistiche. Questo esercizio ci rende meno apatici, più resistenti alla vertiginosa evanescenza del mondo dominato dall’attualità”. Questa la riflessione di Franco Arminio che ha ispirato il tema del concorso di quest’anno. Il poeta e paesologo guida la giuria composta da Michele Francesco Afferrante (giornalista e autore radiotelevisivo), Ottavio Rossani (giornalista, poeta e curatore del Blog di poesia del Corriere della Sera), Enza Silvestrini (scrittrice) e Anna Lisa Tiberio (rappresentante della Rete Costituzione e Cittadinanza).
Le sezioni del concorso sono tre: Poesia con immagine, Videopoesia e Polaroid. Fino al 10 marzo i lavori potranno essere inviati all’Accademia Mondiale della Poesia che li pubblicherà sul suo profilo Instagram. Le premiazioni si svolgeranno a Verona il 21 marzo, nel corso delle celebrazioni della Giornata mondiale della poesia.

Napoli per Pino Daniele, tanti omaggi 5 anni dopoOggi il pianoforte sul lungomare per cantare in coro

NAPOLI04 gennaio 202012:24

A cinque anni dalla scomparsa, il 4 gennaio a Napoli sarà più che mai vivo il ricordo di Pino Daniele attraverso omaggi con concerti, incontri e programmazioni radiofoniche. Torna anche l’appuntamento con il pianoforte del maestro Danise che suonerà per il quarto anno sul lungomare per chiamare a raccolta tutti i fan. L’invito per l’evento “Pino Daniele, I still love you” è partito dalla pagina Facebook “Ricordando Pino Daniele” in collaborazione con “Danise #scugnizzoDelJazz”.
“Proprio su via Partenope più di 40 anni fa Pinotto ha scritto le prime righe di Napule è” spiegano gli organizzatori.
Diffusa anche la scaletta per prepararsi al coro collettivo: sono 38 titoli dello sterminato canzoniere di Daniele, e naturalmente non mancano tutti i grandi successi. Il via alle 21. Molti sono gli omaggi già annunciati nel corso di eventi in programma domani sera. Tra gli altri, Lina Sastri ricorderà Pino Daniele nel concerto dell’Epifania, Monica Sarnelli alla Domus Ars di Santa Chiara a Napoli.

20 anni senza Charlie Brown e SnoopyIl 3 gennaio 2000 stop alla striscia dopo mezzo secolo

03 gennaio 202019:11

– Charlie Brown continuerà a volare in aria ogni volta che tenterà di calciare il pallone da football americano che Lucy immancabilmente gli sottrarrà all’ultimo minuto e i suoi aquiloni continueranno inesorabilmente ad essere mangiati dagli alberi; il saggio Linus non abbandonerà mai la sua fedele coperta blu, rifugio sicuro dalle insidie del mondo, né il suo dito in bocca; il romantico Schroeder rimarrà in eterno piegato sul suo pianoforte inconsapevole dello sguardo innamorato di Lucy. E Snoopy, il bracchetto superstar amico dell’incomprensibile Woodstock, non finirà mai la frase cult da scrittore mancato “era una notte buia e tempestosa…”.
Esattamente venti anni fa, i personaggi immaginati da Charles Schulz e diventati patrimonio di mezzo mondo con milioni di fan, sono rimasti cristallizzati in un non tempo, in una non dimensione. Il 3 gennaio del 2000, infatti, il papà dei Peanuts dava alle stampe la sua ultima striscia quotidiana dopo 50 anni di carriera (la prima vignetta aveva visto la luce il 2 ottobre 1950), poco prima della sua morte avvenuta il 12 febbraio dello stesso anno.
Il commiato era stato affidato a Snoopy, chino sulla macchina da scrivere sul tetto della sua cuccia, accompagnato dal messaggio: “Sono stato fortunato. Ho disegnato Charlie Brown e i suoi amici per quasi 50 anni”.
I Peanuts sono stati pubblicati su oltre 2600 giornali in tutto il mondo e hanno raggiunto oltre 350 milioni di lettori in 75 paesi e 21 lingue diverse.
Schulz aveva più volte dichiarato che non avrebbe mai lasciato a nessuno in eredità le sue creature: “Quando non potrò più disegnare non voglio che nessuno prenda il mio posto.
Charlie Brown, Snoopy, Linus, Lucy, Woodstock e gli altri miei personaggi usciranno di scena con me”, aveva annunciato. E così è stato, ma la popolarità delle “noccioline” non si è mai fermata.

Rai e Mediaset, tra show e talent è sfida 2020Dal Gf Vip al Cantante Mascherato a C’è posta, ritorni e novità

04 gennaio 202011:14

In attesa della 70/a edizione di Sanremo (dal 4 all’8 febbraio su Rai1) il 2020 televisivo si appresta a nuove sfide in prima serata tra show, intrattenimento e talent che mettono in campo Rai e Mediaset: se Alfonso Signorini con il suo Grande Fratello Vip ha fatto rivoluzionare i palinsesti Mediaset, Milly Carlucci non si troverà ad affrontare, con il nuovissimo show, almeno per una volta, la competitor per antonomasia Maria De Filippi: Il cantante mascherato andrà in onda da venerdì 10 gennaio sull’ammiraglia Rai, mentre C’è posta per te tornerà sabato 11 su Canale 5 e sfiderà le Meraviglie di Alberto Angela su Rai1.
Ma le due signore di Rai e Mediaset si ritroveranno successivamente nella consueta sfida Auditel quando ripartiranno Ballando con le stelle e Amici.
La DOMENICA su Rai1 è prevista la partenza di molte fiction.
Salvo variazioni, saranno collocate di domenica, lunedì e giovedì (dal 9 gennaio parte Don Matteo 12, in 10 prime serate, a distanza di vent’anni dalla primissima puntata della serie targata Lux Vide). Su Canale 5 la domenica tornerà appannaggio di Live – Non è la D’Urso, il nuovo ciclo di puntate, condotte in diretta da Barbara D’Urso, atteso dal 19 gennaio. Su Rai2 confermato l’appuntamento con Fabio Fazio e Luciana Littizzetto a Che Tempo Che Fa. Su Rai3 staffetta tra due trasmissioni di delicata attualità: dal 19 gennaio ci sarà Veronica Pivetti con Amore Criminale, dal 1° marzo Franca Leosini con Storie Maledette.
Dopo la partenza mercoledì 8 gennaio, Grande Fratello Vip si sposta al LUNEDI’ sera, mentre il venerdì ci sarà una seconda puntata settimanale. Rai2 apre l’anno con la messa in onda di alcuni film, per lasciare poi spazio alla comicità; a febbraio sarà la volta de I Sogni son Desideri con Maurizio Battista, mentre a marzo appuntamento con la nuova edizione di Made in Sud. Su Rai3 spazio all’approfondimento con Riccardo Iacona a Presadiretta, per lasciare poi il testimone a metà marzo al ritorno di Report di Sigfrido Ranucci.
Il MARTEDI’ Canale 5 apre l’anno con la serie New Amsterdam, al via dal 14 gennaio. Poi a seguire spazio alla Champions League. Su Rai2 dall’11 FEBBRAIO tornerà Costantino Della Gherardesca con Pechino Express 8, 10 coppie in gara dalla Thailandia alla Cina fino alla Corea. Su Rai3 per tutta la stagione il martedì sarà in compagnia di Bianca Berlinguer a #Cartabianca. Su Italia 1 il 7 gennaio inizia la terza, nuova edizione de La Pupa e Il Secchione – E viceversa. Sempre martedì 7, al via la nuova versione delle Iene, che andrà in onda in preserale, dal lunedì al venerdì, dalle 19.20 fino alle 20.00 circa. Le Iene torneranno anche in prime time dal 13 febbraio.
Il MERCOLEDI su Rai1 spazio ai grandi film. Su Rai3 l’inossidabile Chi l’ha visto? con Federica Sciarelli.
Il GIOVEDI’ su Canale 5 torna il quiz Chi vuol essere milionario?, condotto da Gerry Scotti (stando ai listini, la prima puntata del quiz pare sia prevista per il 23 gennaio). per Rai3 è la serata dedicata all’intrattenimento, a cominciare da Serena Dandini e Stati Generali, che proseguirà fino a metà gennaio; a febbraio (probabilmente il 13 e il 20) in programma due serate con Skianto, lo show di Filippo Timi, cui seguiranno due appuntamenti musicali in Mia e Lucio dedicati a Mia Martini e Lucio Dalla.
Il VENERDI l’intrattenimento di Rai1 sarà inaugurato dal nuovo show di Milly Carlucci, Il cantante mascherato. Da metà febbraio, invece, torna Carlo Conti con una nuova edizione de La Corrida dilettanti allo sbaraglio. Su Canale 5 spazio al Grande Fratello Vip. Su Rai2 quattro puntate de Il Cacciatore 2, fiction con Francesco Montanari di nuovo nei panni del procuratore antimafia Saverio Barone. Da metà febbraio, invece, tornerà l’attualità di Duilio Giammaria con Petrolio.  Su Rete4 dal 10 gennaio torna Quarto Grado: il programma di cronaca nera condotto da Gianluigi Nuzzi e Alessandra Viero.
Il SABATO sarà Alberto Angela ad ‘aprire’ la stagione su Rai1 con il nuovo ciclo di puntate di Meraviglie, dal 4 al 25 gennaio, e uno speciale di Ulisse il 1° febbraio. Toccherà, poi, a Tre, Due, Uno… Fiorella con Fiorella Mannoia da sabato 15 febbraio, una serata con Gino Paoli il 14 marzo e la quindicesima edizione di Ballando con le Stelle dal 21 marzo.
Dall’11 gennaio su Canale 5 torna in prima serata C’è posta per te, programma che quest’anno festeggia i 20 anni di messa in onda; la prima puntata fu trasmessa su Canale 5 il 12 gennaio 2000. Fra gli ospiti che si attendono, Mara Venier, Francesco Totti, Johnny Depp. Su Rai3 Gloria Guida con Le Ragazze andrà avanti per tre puntate; bisognerà aspettare aprile per rivedere Raffaella Carrà e scoprire i personaggi cui farà visita con nuove puntate di A raccontare comincia tu.

Playmobil: The Movie, avventure in un mondo magicoCon Cristina D’Avena e J-Ax doppiatori speciali

04 gennaio 202011:35

Quando il piccolo Charlie scompare misteriosamente in un mondo magico e meraviglioso, sua sorella maggiore Marla decide di andarlo a cercare, vivendo una straordinaria avventura durante la quale, tra incredibili personaggi, capirà che nella vita anche da grandi è sempre bello affidarsi all’immaginazione: emoziona bambini e adulti “Playmobil: The Movie”, il nuovo film diretto da Lino DiSalvo, realizzato e immaginato da ON Animation Studio, in sala dal 31 dicembre distribuito da Notorius Pictures.
Con un prologo e un epilogo in live-action, il film, che ha per protagonisti i mitici giocattoli di plastica alti 7.5 cm, i celeberrimi Playmobil, nella versione italiana ha due doppiatori d’eccezione: Cristina D’Avena, che darà la voce al personaggio della Fata Madrina, fervida sostenitrice dell’importanza di credere nei propri sogni, e J-Ax, che invece interpreterà il cattivo Imperatore Maximus, un dittatore che nasconde dentro di sé una parte infantile.
In questa coloratissima e divertente avventura, in cui anche la colonna sonora del brasiliano Heitor Pereira ha un ruolo fondamentale, tutto l’universo Playmobil viene rappresentato alla perfezione, grazie all’animazione capace di duplicare il modo in cui i giocattoli si muovono mentre i bambini giocano con loro.

200 mila biglietti in 2 mesi per musical PiparoNumeri record, da Full Monty a We will rock you con Anastacia

03 gennaio 202017:46

– Si chiude con numeri da record per tutti i suoi spettacoli e 200mila biglietti staccati tra Italia e Olanda solo negli ultimi due mesi, il 2019 di Massimo Romeo Piparo, regista, produttore con la sua PeepArrow Entertainment e direttore artistico dello storico Teatro Sistina di Roma.
Tocca quota 50mila biglietti “The Full Monty”, il nuovo musical tratto dal film campione di incassi del 1997, che con la regia e l’adattamento di Piparo è in tournée da due mesi in un’edizione rinnovata con Paolo Conticini e Luca Ward protagonisti insieme a Gianni Fantoni, Jonis Bascir e Nicolas Vaporidis. “We Will Rock You” sulle note dei Queen, che ha segnato il debutto nel musical della rockstar Anastacia, ha venduto in Olanda 65mila biglietti. E nonostante il numero ridotto di repliche della ripresa del tour, sono già 15mila i biglietti per “School of Rock”, la commedia che Andrew Lloyd Webber ha tratto dal film di Richard Linklater, arrivata in Italia sempre con adattamento e regia di Piparo, con Lillo Petrolo. A questi, si aggiunge poi il successo di Mary Poppins, scelto tra i titoli in cartellone al Sistina (fino al 6/1), con 70mila biglietti staccati da metà ottobre.
Numeri destinati a crescere (i musical sono tutti ancora in scena), ai quali si affiancano ora anche “Belle Ripiene – Una gustosa commedia dimagrante”, lo spettacolo di Piparo tutto al femminile, interpretato da Rossella Brescia, Tosca D’Aquino, Roberta Lanfranchi e Samuela Sardo, che il 7/1 riparte in tour in oltre 30 città italiane.
Un successo fatto di creatività e talento, impegno, serietà e grande rispetto nei confronti del pubblico, anche in Europa, con cui Piparo conferma sul campo la grande professionalità e gli alti standard che l’Italia sa garantire, sia dal punto di vista artistico che produttivo.

Sordi: per centenario della nascita apre la sua villaMostra, percorso multimediale e proiezione film,ok da Campidoglio

04 gennaio 202012:37

Per il centenario della nascita di Alberto Sordi, la storica residenza romana dell’attore aprirà i battenti per una mostra. A proporla, da marzo a giugno 2020, la Fondazione Museo Alberto Sordi e la giunta Raggi in una memoria ha acconsentito a promuoverla. La mostra si svilupperà “in vari locali della villa”. Si tratterà di “un percorso multimediale” realizzato anche in un padiglione “nel piazzale antistante la villa che ospiterà una sala cinematografica di ingresso gratuito per la proiezione dei vari film” di Sordi. L’esposizione è fortemente voluta dal Campidoglio a guida di Virginia Raggi che l’ha definita, nella memoria approvata, una “indiscutibile opportunità culturale per la città di Roma con la quale Alberto Sordi nei lunghi anni della sua carriera ha creato un unicum tanto che la sua romanità è stata elemento fortemente connotante tutte le sue rappresentazioni artistiche”. Sempre nella memoria, si parla della mostra come di “un percorso volto ad illustrare oltre che le attività artistiche” di Alberto Sordi, “restituendone un ritratto di uomo e di artista”, anche “le poliedriche capacità professionali dell’attore romano che in oltre 60 anni di carriera è stato doppiatore, cantante, compositore, musicista, giornalista e regista. Dalla mostra – la promessa – emergeranno anche aspetti del suo carattere, il suo modo di essere nella vita pubblica e privata, con testimonianze, oggetti, supporti audiovisivi”.

L’anno record della Disney, 11.1 miliardi di dollariDa Captain Marvel ad Avengers, lo studio ha il 33% in Usa

03 gennaio 202015:55

– Box office americano storico per Disney che ha raggiunto nel 2019 la quota del 33% di tutti gli incassi al botteghino nazionali dell’anno. Secondo Comscore, è la prima volta da almeno il 1999 che un singolo studio ha incassato così tanto negli Stati Uniti e in Canada. E nel mondo è record assoluto: 1.1 miliardi di dollari. “Captain Marvel” dei Marvel Studios (1,13 miliardi di dollari) e “Avengers: Endgame” (2,8 miliardi); “Aladdin” della Disney live-action (1,05 miliardi) e “Il Re Leone” (1,66 miliardi); “Toy Story 4” di Pixar (1,07 miliardi); e “Frozen II” di Walt Disney Animation (1,26 miliardi) – e con 815,7 milioni di dollari in tutto il mondo e oltre, “Star Wars: The Rise of Skywalker” di Lucasfilm dovrebbe presto unirsi alla classifica.
“Siamo molto orgogliosi del nostro team Studios e della straordinaria lista di film che hanno consegnato ai fan di tutto il mondo nel 2019”, ha dichiarato Alan Hornman, copresidente e direttore creativo della Disney su Variety e il copresidente Alan Bergman. “Questo è stato un anno come nessun altro!”.

Il 2020 del cinema italiano, da Amelio a MorettiEscono Muccino, Verdone e Mainetti

04 gennaio 202012:23

Parte bene il cinema italiano nel 2020 con TOLO TOLO di Checco Zalone che, nonostante il cambio di registro, sbanca al box office e in due giorni di programmazione sfiora i 14 milioni di euro. E non finisce certo qui. Quest’anno l’Italia vedrà scendere in campo, tra i tanti film annunciati, anche il ritorno massiccio d’autori come Gianni Amelio, Gabriele Muccino, Carlo Verdone, Gabriele Mainetti, Paolo Genovese e Nanni Moretti. Il tutto declinato in un ventaglio di generi, dalla commedia d’autore alla biopic politica. Ecco una lista minima degli ‘imperdibili’ del 2020.HAMMAMET di Gianni Amelio è il racconto di un ennesimo pezzo di storia d’Italia pieno di mistero sullo sfondo del tramonto della prima repubblica. Ovvero il lungo e complicato esilio di Bettino Craxi ad Hammamet. Ad interpretare il segretario del Psi, uno straordinario Pierfrancesco Favino che conferma la sua capacità di metamorfosi dopo il Buscetta del Traditore. Il film sarà in sala il 9 gennaio con 01, in occasione del ventesimo anniversario della morte di Bettino Craxi.Il 13 febbraio arriva invece nelle sale GLI ANNI PIÙ BELLI di Gabriele Muccino, ovvero la storia di quattro amici, Giulio, Gemma, Paolo, Riccardo, nell’arco di quarant’anni, dal 1980 ad oggi. Un affresco che racconta inevitabilmente chi siamo, da dove veniamo e anche un po’ del futuro che ci aspetta. Dopo ‘A casa tutti bene’, Muccino dà corpo a un progetto alla Ettore Scola e al suo C’eravamo tanto amati.PADRE NOSTRO di Claudio Noce punta ancora su Pierfrancesco Favino in quello che si annuncia il progetto più “off” del regista della Foresta di ghiaccio e di quel 1994 firmato insieme a Giuseppe Gagliardi. Ispirato a un fatto di cronaca, il film racconta la storia di due ragazzini, Valerio e Christian, e dell’estate in cui fanno una scoperta terribile, la violenza degli adulti, e una meravigliosa, la forza dell’amicizia. Dentro SI VIVE UNA VOLTA SOLA di Carlo Verdone, in sala sempre a febbraio, tutta la sua antica passione per la medicina. E questo in un film, a suo dire, “cattivo alla Amici miei” e con protagonisti, oltre lui, Rocco Papaleo, Max Tortora e Anna Foglietta, quattro medici on the road in un misterioso viaggio riparatore. In FIGLI diretto da Mattia Torre, scomparso a luglio, e poi da Giuseppe Bonito, sono protagonisti Valerio Mastrandrea e Paola Cortellesi. In sala il 23 gennaio, il film racconta la storia di Nicola e Sara, coppia innamorata e felice con una figlia di sei anni. Tutto perfetto fino all’arrivo del secondo figlio.Ancora una storia d’amore in SUPEREROI di Paolo Genovese. Ovvero quella tra Alessandro Borghi e Jasmine Trinca. Il regista di Perfetti sconosciuti (venduto in oltre 40 paesi e con 25 remake in lavorazione) racconta questa volta in un dramedy sentimentale, in sala nella seconda metà del 2020, gli effetti del tempo che passa sulle coppie e con una domanda sottintesa: “Quanti superpoteri deve avere una coppia per resistere al tempo che passa?”.Gabriele Mainetti, autore di Jeeg Robot, alza il tiro con FREAKS OUT in cui mette insieme un gruppo di freak sperduto in una Roma dilaniata dalle bombe della seconda guerra mondiale. L’impresario Ismael decide di fuggire oltreoceano insieme ai circensi Mario, Cencio, Matilde e Fulvio, ma quando poi scompare nel nulla, i quattro andranno alla sua ricerca mentre i nazisti si metteranno alla loro caccia per sfruttare i loro “poteri”.TRE PIANI di Nanni Moretti intanto ha un primato: è il primo soggetto non originale del regista tratto, come è, dal romanzo omonimo dell’israeliano Eshkol Nevo. Cosa racconta? Le tensioni sociali in un condominio abitato da Margherita Buy, Riccardo Scamarcio, Alba Rohrwacher, Adriano Giannini ed Elena Lietti, già first lady nel Miracolo di Niccolò Ammaniti. Infine, DIABOLIK dei Manetti Bros, forse il titolo italiano più atteso del 2020 (in primavera). Dalle prime immagini tutto sembra pronto. C’è la Jaguar E nera coupé in garage, lo sguardo di ghiaccio e un po’ psicopatico (di Luca Marinelli) sotto la maschera nera d’ordinanza. Ci sono poi la fatale Eva Kant (Miriam Leone) e l’ispettore Ginko (Valerio Mastandrea). Per i Manetti Bros è il passaggio dal mafia-musical Ammore e malavita all’adattamento del fumetto cult che cercavano di fare da anni.

Al via processo Weinstein, in aula molte vittimeCirco mediatico, sei testimoni tra cui Annabella Sciorra

NEW YORK03 gennaio 202017:49

– Per Harvey Weinstein si prepara il giorno del giudizio: il 6 gennaio l’ex potente produttore accusato di molestie e stupri si presenterà davanti al giudice e alcune delle oltre 80 sue presunte vittime saranno ad attenderlo in aula.
Più volte rinviato, il processo al quindicesimo piano della corte di Downtown Manhattan sarà un circo mediatico: oltre 150 reporter hanno chiesto di assistere. Il caso si impernia su due “supertestimoni” – Mimi Haleyi, ex assistente alla produzione alla Weinstein and Co. e una seconda donna rimasta anonima – che sono riuscite a superare gli sbarramenti legali interposti all’apertura di un procedimento penale. Accuse contro Weinstein sono state presentate anche a Los Angeles, Londra e Cannes ma la magistratura di New York e’ la sola finora ad essere riuscita a portare Weinstein davanti alla giuria. Altre accusatrici stanno finalizzando un patteggiamento milionario.
Il caso si è aperto nell’ottobre 2017 quando in simultanea New Yorker e New York Times hanno scoperchiato lo scandalo: dopo Weinstein, a catena, altri potenti uomini nel mondo dello spettacolo tra cui Leslie Moonves, Charlie Rose, Matt Lauer e Brett Ratner, sono stati travolti. Per molte accusatrici l’idea di vedere “l’uomo dell’accappatoio” davanti a una giuria era impensabile quando l’ex capo di Miramax era all’apice del suo potere. Molte si presenteranno in aula per dar forza alle deposizioni di sei testimoni, tra cui l’attrice dei “Soprano” Annabella Sciorra che accusa l’ex produttore di averla stuprata a New York negli anni Novanta.

Hit parade, Tha Supreme di nuovo in vettaRapper-cartoon primo anche tra i singoli

03 gennaio 202020:48

Tha Supreme si riprende la vetta della classifica dei dischi più venduti della settimana secondo le rilevazioni Fimi/Gfk e conquista anche quella dei singoli con il brano Blun7 a Swishland. Il fenomeno delle ultime settimane con l’album 23 6451 continua così a collezionare un successo dopo l’altro. Subito dietro Marracash con Persona e Tiziano Ferro, spodestato dal primo posto, con Accetto Miracoli.
Appena fuori dal podio resiste la coppia d’annata Mina Fossati, con il disco che porta il loro nome. Sempre alto in classifica, ormai da 39 settimane, Colpa delle favole del giovane cantautore romano Ultimo, che precede al quinto posto il cofanetto live di Vasco Rossi, Vasco Nonstop, stabile al sesto.
Il lavoro di Cesare Cremonini, 2C2C the best of, che festeggia 20 anni di carriera dell’artista bolognese, è settimo, in discesa di due posizioni. Salmo piazza la versione live dell’ultimo album Playlist all’ottavo posto. Chiudono la top ten il gruppo trap FSK Satellite, con FSK TRapshit revenge, e Zucchero con D.O.C.
Tra i vinili ancora primi i Pink Floyd con l’evergreen The Dark Side of The moon.
Ecco la top ten Fimi/Gfk degli album più venduti della settimana dal 27 dicembre 2019 al 2 gennaio 2020:1) 23 6451, THA SUPREME (EPIC-SONY)2) PERSONA, MARRACASCH (ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)3) ACCETTO MIRACOLI, TIZIANO FERRO (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)4) MINA FOSSATI, MINA & IVANO FOSSATI (PDU-SONY)5) COLPA DELLE FAVOLE, ULTIMO (HONIRO-BELIEVE)6) VASCO NONSTOP LIVE, VASCO ROSSI (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)7) CREMONINI 2C2C THE BEST OF, CESARE CREMONINI (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)8) PLAYLIST LIVE, SALMO (EPIC-SONY)9) FSK TRAPSHIT REVENGE, FSK SATELLITE (THAURUS- UNIVERSAL MUSIC)10) D.O.C., ZUCCHERO (POLYDOR-UNIVERSAL)   Ecco la classifica dei primi cinque singoli più scaricati:1) BLUN7 A SWISHLAND, THA SUPREME (EPIC-SME)2) DANCE MONKEY, TONES AN I (ELEKTRA-WMI)3) RITMO (BAD BOYS FOR LIFE), THE BLACK EYED PEAS & J BALVIN (EPIC/VIRGIN-SME/UNI)4) TI VOLEVO DEDICARE, ROCCO HUNT FEAT. J-AX & BOOMDABASH (RCA RECORDS LABEL-SME)5) TUTTO QUESTO SEI TU, ULTIMO (HONIRO BELIEVE)   Infine la classifica dei vinili:1) THE DARK SIDE OF THE MOON, PINK FLOYD (PARLOPHONE-WMI)2) THE WALL, PINK FLOYD (PARLOPHONE-WMI)3) LEGEND, BOB MARLEY & THE WAILERS (USM-UNIVERSAL MUSIC)4) WISH YOU WERE HERE, PINK FLOYD (PARLOPHONE-WMI)5) BOHEMIAN RHAPSODY, QUEEN (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC).

Greta Thunberg diventa Sharon su TwitterIronia sulla gaffe della concorrente di un gioco in tv

04 gennaio 202010:11

Greta Thunberg è diventata Sharon sul suo account Twitter in onore di una concorrente di un game show televisivo britannico che l’ha chiamata con questo nome rispondendo a una domanda sull’identità di una nota attivista ambientalista svedese. Secondo quanto riporta la Bbc online, la concorrente in questione è la giovane attrice Amanda Henderson, che partecipato al game show Celebrity Mastermind della stessa Bbc. Un video che mostra Henderson mentre risponde alla domanda cercando di indovinare il nome di Greta è già stato visualizzato oltre cinque milioni di volte sul web.

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Baglioni, esce l’inedito ‘Gli anni più belli’
Dà il titolo al nuovo film di Muccino, sarà poi nel nuovo album

02 gennaio 2020 07:02

– Arriva il 3 gennaio in radio e digitale ‘Gli anni più belli’, il nuovo brano inedito di Claudio Baglioni, che dà anche il titolo al nuovo film di Gabriele Muccino, nelle sale dal 13 febbraio. Un brano sulla limpidezza, sulla vitalità e sul richiamo di libertà dei sogni dell’adolescenza: (“Noi che volevamo fare nostro il mondo e vincere o andare tutti a fondo”), sul valore dell’amicizia e sul rapporto tra amore e dolore (“E sapere già cos’è un dolore e chiedere in cambio un po’ d’amore”), sull’esigenza di cercare dentro di noi le energie per vivere il futuro (“Noi in una fuga da ribelli un pugno di granelli noi che abbiamo preso strade per cercare in noi gli anni più belli”).
‘Gli anni più belli’ è anche una delle 12 tracce che comporranno il nuovo album di inediti di Baglioni, in uscita in primavera; dodici come le serate di ‘Dodici note’, dodici concerti a giugno alle Terme di Caracalla di Roma, in cui tutti i classici dell’artista verranno presentati per la prima volta in un’inedita e raffinata dimensione classica: grande voce, solisti d’eccezione, grande orchestra e coro.
‘Dodici note’ è anche una ‘prima nella prima’: per la prima volta in assoluto, infatti, la stagione estiva dell’Opera di Roma alle Terme di Caracalla ospiterà dodici serate consecutive dello stesso artista. Queste le date, prodotte e organizzate da Friends & Partners in collaborazione con il Teatro dell’Opera di Roma: 6, 7, 8, 9, 10, 11, 13, 14, 15, 16, 17, 18 giugno a Caracalla.

Morto l’ex fidanzato della figlia di Whitney HoustonEra stato condannato per l’omicidio di Bobbi Kristina Brown

MIAMI02 gennaio 202012:10

– Nick Gordon, l’allora ragazzo di Bobbi Kristina Brown ritenuto responsabile della sua morte per averle dato un ‘cocktail letale’, è morto il 1 gennaio a 30 anni.
Unica figlia della cantante leggenda del pop Whitney Houston, la Brown è morta nel 2015 all’età di 22 anni. In un’inquietante ripetizione della scena della morte di sua madre, la giovane fu trovata incosciente in una vasca da bagno nella sua casa di Atlanta, mentre Gordon e un altro uomo erano ospiti lì.
L’avvocato del 30enne, Joe Habachy, ha affermato di non poter discutere di come è morto il suo cliente. “Posso solo dire che è stato davvero straziante aver assistito in prima persona alla totale devastazione che la tossicodipendenza ha provocato a un gruppo di giovani amici, che erano tutti amati e avevano un potenziale immenso”, ha commentato il legale.

Morto Carlo Quartucci, il teatro come laboratorio permanenteRegista, attore, scenografo, 81 anni. Funerali il 3/1 a Roma

ROMA02 gennaio 202012:10

– È morto nella notte tra il 30 e il 31 dicembre, a 81 anni, Carlo Quartucci, regista, attore e scenografo. Era ricoverato da circa un mese all’ospedale San Giovanni di Roma. I funerali si terranno il 3 gennraio a Roma, alle 12, nella chiesa della Natività, in via Gallia. Carla Tatò, compagna di arte e di vita di Quartucci, ha scelto questo luogo perché nel 1959 Carlo vi debuttò con Aspettando Godot di Samuel Beckett.
“In fondo ‒ amava ripetere Quartucci – non mi interessa definire cosa sia teatro. Mi interessa incontrare sguardi artistici che stravedono”. Per cinquant’anni ha viaggiato nel teatro, senza mai definirlo ma interrogandone il senso e sperimentandone le forme, con un vitalità ludica e visionaria profondissima, una energia travolgente e instancabile.
Siciliano, figlio d’arte, poi studente di architettura, amante di Van Gogh e Malevic, nel 1964, accanto ai primi compagni di viaggio Claudio Remondi, Rino Sudano, Leo de Berardinis, ha firmato la di un memorabile Aspettando Godot a Genova. Sono seguiti Cartoteca, Zip Lip Lap… (insieme a Giuliano Scabia e Lele Luzzati), alla Biennale di Venezia nel 1965, Majakovskij & compagni, quindi l’inizio della intensa collaborazione con Jannis Kounellis a partire dai Testimoni, e poi Lavoro teatrale (sempre alla Biennale nel 1969), quindi il lavoro in radio e in televisione negli anni Settanta, la collaborazione con Roberto Lerici, con Primo Levi, con Giulio Paolini.
Carlo Quartucci ha attraversato intensamente gli anni di avvio del Nuovo teatro italiano, in una continua interrogazione sul suo significato, sperimentando forme e mettendo in discussione radicale ruoli, luoghi e l’intero apparato teatrale.

Si conferma il successo di Umbria Jazz WinterOrganizzatori confermano formula con arte, storia e buona cucina

ORVIETO02 gennaio 202012:15

– Conferma “un successo che non conosce crisi”, secondo gli organizzatori, Umbria jazz winter che si è conclusa a Orvieto il primo gennaio. E lo fa grazie agli ingredienti che fanno parte della sua ricetta, la musica, l’ospitalità, l’arte, la storia, la buona cucina.
Un evento connaturato con il tessuto stesso della città – è stato sottolineato ancora – che non rinuncia alla sua vetrina invernale, richiamando anche quest’anno numerosi visitatori e decretando la riuscita di questa kermesse che ha seguito il trend positivo intrapreso negli ultimi anni.
Nei cinque giorni in cui si è svolto il festival gli appuntamenti in cartellone (90 eventi, sette location, 30 band, più di 150 musicisti) hanno richiamato tantissimi appassionati, che sono affluiti al teatro Mancinelli, al Palazzo del Popolo e al Museo Greco, realizzando quasi sempre il tutto esaurito con circa 200 mila euro d’incasso e 8.000 biglietti.
Notevoli ugualmente i numeri del Palazzo dei Sette e del ristorante del festival, con più di 5.000 presenze.
Ottimi sono stati definiti i risultati per i tre appuntamenti di UJ4Kids, che hanno registrato sempre il tutto esaurito, con il pubblico, composto da bambini e famiglie, che ha occupato anche il palco.
A conferma del grande richiamo della manifestazione i dati degli alberghi del territorio hanno registrato il tutto esaurito.

Costa Ronin a Capri, io dalle serie cult a Tarantino’Sul set di C’era una volta… a Hollywood come in famiglia’

CAPRI02 gennaio 202012:17

– A “Capri, Hollywood”, in rappresentanza del premiato cast del film di Tarantino “C’era una volta…a Hollywwod”, l’australiano di origine russa Costa Ronin è un volto cult per gli amanti delle serie tv e non passa certo inosservato con il suo metro e 93 e l’aria da spia venuta dal freddo.
“Non c’è un attore al mondo che non sogni di essere diretto da Tarantino. Quentin sul set forma una grande famiglia, mette tutti proprio agio, senza far differenza tra noi e le star come Pitt e DiCaprio”, racconta Kostantin, questo il suo vero nome, ricordando l’esperienza nei panni di Wojciech Frykowski, lo sceneggiatore polacco amico di Polanski e Sharon Tate. Un grande regista con la sua visione originale sempre disponibile ad ascoltare gli attori”, lo definisce. Ronin è stato Oleg Igorevich Burov, un ufficiale dell’ambasciata sovietica, nella celebre serie televisiva “The Americans”.

Concerto Capodanno dalla Fenice, successo su Rai1 e sui social3,4 milioni e 23.8% di share, in testa ai trending topic

VENEZIA02 gennaio 202013:48

– Il Concerto di Capodanno del Teatro La Fenice in diretta su Rai1 ha raggiunto il 23,8% di share e 3.418.000 spettatori, confermandosi lo spettacolo di musica classica più seguito della televisione italiana. Lo sottolinea lo stesso Teatro, rilevando che il suo sito, nella fascia oraria compresa tra le 11 e le 15 di ieri, ha registrato quasi 30 mila utenti. L’hashtag #capodannofenice su Twitter si è posizionato, durante la diretta Rai1, tra i primi posti dei trending topic Italia. Instagram ha registrato un engagement del 2,72 %, con circa 30 mila visualizzazioni delle storie e dei video-spot del concerto e 13mila like. Anche sulla pagina ufficiale Facebook le visualizzazioni dei video dal 26 Dicembre all’01 Gennaio sono state 77.860, mentre le interazioni sui post solo della giornata di ieri ben 21.000. VAI ALLE NEWS DI TECNOLOGIA

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Beethoven 2020, l’Italia celebra un gigante della musica
Un anno di eventi in teatri, fondazioni e istituzioni

02 gennaio 202019:10

Ludwig van Beethoven superstar della musica nel 2020. Per ricordare il 250/o anniversario della nascita del grande compositore tedesco l’intero anno sarà costellato di concerti e grandi eventi in tutto il mondo. Cuore delle celebrazioni sarà ovviamente Bonn, in cui il musicista nacque il 16 dicembre 1770, che ha praticamente previsto da quella data del 2019 un evento al giorno fino al 17 dicembre prossimo, quando per la serata conclusiva sul podio dell’ Opera House salirà il maestro Daniel Barenboim per dirigere la Nona Sinfonia con la sua Western-Eastern-Divan Orchestra e lo European Youth Choir condotto da Simon Halsey. Non sarà da meno Vienna, dove Beethoven ventiduenne si trasferì restandovi per 35 anni fino alla morte nel 1827, che ha messo a punto un ricco calendario di spettacoli e una specifica app interattiva. In Italia i grandi teatri, le Fondazioni e le principali istituzioni renderanno omaggio al gigante della musica intensificando dall’inizio dell’anno i programmi con una serie straordinaria di concerti con direttori d’orchestra prestigiosi e solisti di grande richiamo.
ROMA – L’ Accademia Nazionale di Santa Cecilia presenta due rarissime Ouverture: Re Stefano, diretta da Antonio Pappano (il 16, 17 e 18 gennaio), e La Consacrazione della Casa diretta da Tomáš Netopil (il 19,20 e 21 marzo). A metà febbraio il maestro Gianandrea Noseda con Leonidas Kavakos dirigerà il Concerto per violino. Il 23, 24 e 25 aprile debutterà sul podio il giovanissimo maestro israeliano Lahav Shani che dirigerà il Concerto n. 5 “Imperatore” con il pianista Emanuel Ax. Per la stagione da Camera tornano Nikolai Lugansky (18 marzo) e Maurizio Pollini (6 aprile) che eseguiranno Sonate per pianoforte. Beethoven sarà protagonista anche della tournée che l’Orchestra dell’Accademia, diretta da Daniele Gatti e con Leonidas Kavakos, affronterà ad aprile ad Atene con l’esecuzione della Sinfonia n.7 e il Concerto per violino. A giugno Alexander Lonquich, in veste di pianista e direttore, sarà interprete di un festival monografico dedicato a Beethoven con variazioni, sonate e i 5 Concerti per pianoforte e orchestra. MILANO – Il Teatro alla Scala il 16, 17 e 19 gennaio proporrà l’ appuntamento con Riccardo Chailly per l’ esecuzione dell’ Ouverture Egmont e delle Sinfonie n. 8 e n. 5. Il direttore tornerà l’8, 11 e 12 giugno per chiudere il ciclo beethoveniano con la Sinfonia n. 9 con il Coro scaligero diretto da Bruno Casoni.
VENEZIA – Il Teatro La Fenice ha in programma la Sinfonia n.
9 diretta da Hartmut Haenchen (29 febbraio), i Concerti per pianoforte n. 3 e n. 5 con Rudolf Buchbinder (7 marzo), e la Sinfonia n. 2 diretta da Ton Koopman (6 giugno). Il sovrintendente Fortunato Ortombina ha annunciato che la stagione 2020/2021 sarà inaugurata da Fidelio, unica opera lirica composta da Beethoven, sotto la direzione di Myung-Whun Chung.
TORINO – L’ Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai il 22 e 24 aprile eseguirà l’integrale dei Concerti per pianoforte e orchestra, con Rudolf Buchbinder direttore e solista. Dal 3 giugno il Festival di Primavera vedrà l’esecuzione integrale delle Sinfonie – a eccezione della Nona – distribuite in quattro concerti in serata unica. Il primo, diretto da Myung-Whun Chung, affiancherà la Sesta (“Pastorale”) alla Settima Sinfonia; l’11 sarà la volta di Gustavo Gimeno, con la Prima e la Quinta; il 18 Kazuki Yamada con la Seconda e la Quarta; e in chiusura, il 25 giugno, sul podio ci sarà Fabio Luisi per l’Ottava e la Terza (“Eroica”).
VERONA – Il 23 agosto nello scenario fantastico dell’ Arena il direttore e compositore Ezio Bosso dirigerà la Nona Sinfonia, unico evento sinfonico del Festival 2020.
FIRENZE – Il Festival del Maggio Musicale Fiorentino avrà Zubin Metha sul podio per cinque concerti dedicati a Beethoven.
Il primo l’8 maggio con il violinista Leonidas Kavakos per l’Ouverture Egmont, il concerto per violino e orchestra e, con la sinfonia n. 3, inizierà l’intero ciclo delle nove sinfonie beethoveniane. Gli altri concerti sono fissati il 13 (sinfonie 1, 2 e 4) , il 16 (sinfonie n. 5 e 8) , il 21 (sinfonie n. 6 e 7) e il 30 maggio con la monumentale Nona. Il maestro, nel cartellone operistico del Festival, dirigerà inoltre il Fidelio, in forma di concerto, il 28 e il 31 maggio. Il 18, 19 e 22 maggio il direttore e pianista Kristian Zimerman proporrà l’ integrale dei concerti per pianoforte e orchestra.
NAPOLI – Il Teatro San Carlo in occasione delle Universiadi 2019 ha già proposto il 22 giugno scorso una maratona Beethoven con l’ esecuzione integrale delle nove sinfonie dirette da Juraj Valčuha con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai. Al Teatro Mercadante il 21 maggio è in programma il ciclo integrale delle sonate per violino e pianoforte con Kristòf Barati (violino) e Enrico Pace (pianoforte).
PALERMO – Il Teatro Massimo dedica al genio di Bonn un ciclo con l’integrale delle nove Sinfonie. Si comincia il 4 gennaio con la Nona: sul podio Omer Meir Wellber dirigerà l’orchestra del Teatro Massimo e il coro istruito da Ciro Visco. Il 7 febbraio Daniel Cohen con le Sinfonie 2 e 5; il 14 maggio ancora Wellber con la Sinfonia n. 4; il 19 maggio Gabriele Ferro con le Sinfonie 1 e 8; il 23 maggio Daniele Gatti con la Sinfonia n. 6; il 25 settembre torna Wellber con il Concerto per violino e orchestra in Re maggiore op. 61 e la Sinfonia n. 7. Il 2 e il 4 novembre due serate dedicate ai cinque concerti per pianoforte e orchestra con Paul Lewis direttore e solista. Infine, l’8 novembre Alpesh Chahuan dirigerà la Sinfonia n. 3.

Musica per Roma, il 2019 chiude con 424mila spettatori, +5%Bene Natale. Nel 2020 Nick Cave, Simple Minds, Paul Weller

ROMA02 gennaio 202017:27

Chiude con successo il 17/o anno di attività della Fondazione Musica per Roma all’Auditorium Parco della Musica con 424.000 spettatori paganti, il 5% in più del 2018 e oltre 800 eventi. Alla Casa del Jazz invece sono stati invece oltre 26.000 gli spettatori. Molto bene anche il bilancio del Natale, che segna 40.000 presenze per un programma che comprende Festival Gospel e i concerti di Britti – Gazzè, Fiorella Mannoia, Nicola Piovani, Ambrogio Sparagna e molti altri artisti.
“Anche quest’anno siamo orgogliosi del dato di affluenza e dell’incasso – commenta il presidente della Fondazione Musica per Roma Aurelio Regina – perché evidenzia una crescita rispetto all’anno precedente e una grande affezione del nostro pubblico sia ai concerti che ai nostri Festival tematici: letteratura, scienza, economia, gospel”. “È stato un anno ricco di grandi nomi e big internazionali – gli fa eco l’amministratore delegato Josè R. Dosal – e la qualità della programmazione è più che premiata dal nostro pubblico. Il nuovo anno porterà tante novità, prime fra tutte le date già annunciate di Roma Summer Fest che vedrà quest’anno salire sul palco della cavea artisti come Nick Cave, Pixies, Simple Minds, Paul Weller”.

Capri, Hollywood premia The Irishman e TarantinoTutti i riconoscimenti del festival 2020

02 gennaio 202017:26

Alla vigilia di due celebri eventi cinematografici, il voto per le nomination agli Oscar e la cerimonia dei Golden Globes prevista domenica 5 gennaio, Franco Nero e il produttore del festival Pascal Vicedomini hanno annunciato i vincitori della 24° edizione del festival internazionale Capri, Hollywood. Due film in particolare si sono aggiudicati ben sei riconoscimenti a testa, fra cui i premi di miglior film, migliore attore non protagonista (Joe Pesci) e migliore sceneggiatura non originale (Steve Zaillian) per The Irishman di Martin Scorsese, e i premi per la migliore regia, miglior cast corale e migliore produttore (Shannon McIntosh) per C’era una volta a Hollywood di Quentin Tarantino.
A Joaquin Phoenix (Joker) è andato il premio di migliore attore, a Renee Zellweger (Judy) quello di migliore attrice, mentre Joe Pesci (The Irishman) è stato riconosciuto migliore attore non protagonista e Laura Dern (Marriage Story) migliore attrice non protagonista.
Il Re Leone ha meritato tre premi (per la canzone originale, il montaggio sonoro e il missaggio sonoro), e Storia di un matrimonio si è aggiudicato due premi (migliore attrice non protagonista e migliore sceneggiatura originale). A Toy Story 4 è andato il premio di miglior film d’animazione, a Parasite il riconoscimento di miglior film internazionale e ad American Factory quello di miglior film documentario. Il Capri Award è stato consegnato a Dolemite is My Name con Eddie Murphy, per la migliore commedia dell’anno mentre il regista Paul Feig (Bridesmaids, Ghostbusters, Last Christmas) ha ricevuto il titolo inaugurale di Re della Commedia.
“E’ stata un’edizione straordinaria per il livello degli artisti che vi hanno preso parte e la varietà dei film che abbiamo presentato”, dichiarano Franco Nero e Vicedomini al termine della kermesse. “Siamo certi che la maggior parte dei nostri vincitori verrà premiata ai Golden Globes e agli Oscar. Auguri a tutti e arrivederci a Los Angeles per il festival di LA Italia 2020, che quest’anno avrà luogo dal 2 all’8 febbraio”.
Presieduto da Francesca Archibugi al fianco della cantante israeliana Noa, l’evento di Capri è tappa importante per i film che concorrono alle premiazioni internazionali. Organizzato dall’Istituto Capri nel mondo, quest’ultima edizione di Capri, Hollywood è stata dedicata a Gillo Pontecorvo, in occasione del centenario della sua nascita.
Capri, Hollywood è presentato con il sostegno di Mibact-Dg Cinema e la Regione Campania, nonché la collaborazione di numerosi sponsor privati

Cinema: per Marvel arriva il primo supereroe transgenderCapo Studios, ‘in un film che stiamo girando in questo momento’

NEW YORK02 gennaio 202019:23

Per Marvel Cinematic Universe arriva il primo supereroe transgender. Accadra’ “molto presto”, ha spiegato il capo di Marvel Studios, Kevin Fiege, durante un incontro con la New York Film Academy: sara’ “in un film che stiamo girando in questo momento”. Quest’anno inoltre The Eternals presenterà il primo personaggio gay in un film Marvel, e secondo le informazioni diffuse dai media nei film che seguono la saga di Avengers Infinity ci sarebbe un personaggio trans.Marvel ha fatto anche sapere che introdurrà il suo primo supereroe sordo in The Eternals e il primo supereroe asiatico-americano in Shang-Chi and the Legend of the Ten Rings.
“Pensiamo al successo di Captain Marvel e Black Panther – ha spiegato Feige – vogliamo che i film riflettano il pubblico e che tutti gli spettatori si vedano rappresentati sullo schermo”.

Alberto Angela torna con nuove MeraviglieSu Rai1 dal 4 gennaio in prima serata

02 gennaio 202020:32

Il duomo di Milano, la reggia di Torino, Paestum, la Basilica di san Marco, le fontane di Roma, il Palazzo Vecchio di Firenze… nelle tante “Meraviglie” italiane che conosciamo – o crediamo di conoscere – Alberto Angela ci rivela l’impronta di urbanisti sapienti e grandi mecenati, artigiani sconosciuti o geni assoluti come Bernini, Vincenzo Bellini, Vasari, il Bronzino. Da sabato 4 gennaio in prima serata su Rai1 va in onda la terza stagione di Meraviglie, il programma di Alberto Angela in viaggio per l’Italia alla scoperta delle bellezze naturali e artistiche che rendono il nostro paese una vera e propria penisola dei tesori di cui andare orgogliosi.
Quattro puntate che costituiscono una dichiarazione d’amore all’Italia, tra siti riconosciuti dall’Unesco come patrimonio dell’umanità e meraviglie artistiche o naturali che tutto il mondo ci invidia.E grazie ad attori come Remo Girone, Violante Placido, Massimo Bonetti, Fabio Troiano, Aurora Ruffino, Francesca Cavallin, Giorgio Marchesi, Fabio Angeletti, ogni tappa è scandita da incontri con personaggi come Gian Galeazzo Visconti, Eleonora Duse, Giacomo Casanova, Eleonora di Toledo, Celestino V, Vincenzo Bellini, Cristoforo Colombo.
La prima puntata prende il via da un luogo magico: Capri, un sogno fatto isola. La storia, il costume, la moda si intrecciano su questo scoglio al largo del golfo di Napoli. Come

dimenticare la mitica Grotta Azzurra? – ma anche la storia: da Villa Jovis, la sontuosa abitazione dell’imperatore Tiberio, a Villa Lysis, culla della mondanità, al sentiero dei fortini. Il regista Mario Martone ci racconterà i suoi primi incontri con l’isola, mentre Violante Placido, impersonando Eleonora Duse, rievocherà il contrastato rapporto della diva con Capri.
“Meraviglie La penisola dei tesori” è un programma in quattro puntate diretto da Gabriele Cipollitti e realizzato interamente da professionalità Rai.

Cinema: 2019, record incassi per film Usa diretti da donneStudio Inclusion Initiative, due nellla top ten box office

NEW YORK02 gennaio 202017:32

– Hollywood e’ ancora un mondo a prevalenza maschile ma nel soffitto di vetro dell’industria dei sogni si stanno aprendo alcune crepe. Il numero dei film diretti da donne che nel 2019 hanno sbancato il box office ha raggiunto livelli record, secondo un nuovo studio della Inclusion Initiative dell’Università della Southern California a Annenberg pubblicato a conclusione di un dibattito di un decennio su come Hollywood discrimini per il colore della pelle, il sesso, l’orientamento sessuale e rilanciato da Variety.
Il segnale e’ che la polemica sul gender gap ha smosso le acque provocando un reale cambiamento. Negli ultimi 12 mesi registe come Greta Gerwig (“Piccole Donne”), Lorene Scafaria (“Hustlers”), Olivia Wilde (“Booksmart”), Lulu Wang (“The Farewell”) e Melina Matsoukas (“Queen and Slim”) hanno contribuito a spingere a nuove altezze la proporzione di film diretti da donne: il 10,6% dei 100 campioni di incassi al box office 2019 con due – “Frozen II” e “Captain Marvel” rispettivamente di Jennifer Lee e Anna Boden – nella Top Ten.
In generale e’ un balzo in avanti rispetto al 2018 dove la fetta dei film diretti da donne era stato di appena il 4,5% in linea con le percentuali dal 2007 quando l’ateneo di Annenberg aveva cominciato a tenere i conti. “Finalmente le cose si muovono”, ha detto Stacy Smith, che ha co-firmato lo studio, secondo cui una confluenza di fattori ha contribuito alla svolta: dall’impatto di movementi come #MeToo e Time’s Up che hanno puntato i riflettori sulle assunzioni da parte degli studi, alla maggiore presenza di donne registe a festival come Sundance, in tv e sulle piattaforme in streaming come Netflix.
Finora il rapporto nella top 100 era stato di una donna ogni venti registi maschi.

Judy con Renee Zellweger esce il 6 febbraioNuova data uscita, in occasione 50/o anniversario morte Garland

02 gennaio 202019:12

Dopo essere stato presentato con grande successo alla 44esima edizione del TIFF – Toronto International Film Festival e alla 14esima edizione della Festa del Cinema di Roma, arriva nelle sale italiane Judy, l’atteso ed emozionante biopic in cui l’attrice premio Oscar Renée Zellweger interpreta Judy Garland, leggendaria icona internazionale e protagonista di enormi successi come Il mago di Oz, È nata una stella e Incontriamoci a St. Louis. Judy sarà distribuito nelle nostre sale da Notorious Pictures a partire dal 6 febbraio 2020, in occasione del 50° anniversario della morte della Garland e dell’80° anniversario de Il Mago di Oz.
Il film – attraverso flashback che regalano alcune delle performance più eccezionali della sua carriera – esplora in particolare l’ultimo periodo della vita della Garland, prima della sua morte, tra amori tormentati, drammi familiari e il costante amore dei suoi fan. A dirigere il film è Rupert Goold (True Story), mentre a completare il cast, tra gli altri, sono Rufus Sewell (Dark City, L’uomo nell’alto castello), Jessie Buckley (A proposito di Rose, Chernobyl), Michael Gambon (Il mistero di Sleepy Hollow, la saga di Harry Potter) e Finn Wittrock (The Normal Heart, American Horror Story).

Mostre: Dario Ballantini pittore a FirenzeRassegna esalta cromatismo personaggio della tv

FIRENZE02 gennaio 202017:54

– Ventun opere nella mostra monografica dedicata alla pittura di Dario Ballantini che indaga la fragilità della condizione umana: è quanto propone ‘Esistenze Inafferrabili’ allestita alla galleria d’arte La Fonderia, a Firenze. A dare il via alla mostra dell’artista livornese, noto al grande pubblico come imitatore e attore, un vernissage in programma per giovedì 11 gennaio (chiusura il 31/1). La rassegna mostra una selezione di opere realizzate ad acrilico su tela, carta intelata e tavola, frutto della sperimentazione stilistica dell’ultimo decennio. Opere che presentano come tema fondante la condizione esistenziale dell’essere umano: pennellate dal cromatismo accentuato con una prevalenza di toni rossi, blu e neri portano in scena l’uomo, vittima e carnefice del proprio tempo, che si trova smarrito e inerme davanti all’incessante scorrere del tempo. Affascinato dalle avanguardie del primo ‘900, Ballantini si dedica all’arte e alle arti performative da oltre 30 anni.

Raffaello, una rosa apre celebrazioni 500 anni mortePer tutto il 2020 sarà posata sulla sua tomba al Pantheon

ROMA02 gennaio 202018:31

– Dal 2 gennaio e per tutto il 2020 una rosa rossa sulla tomba di Raffaello al Pantheon accompagnerà le celebrazioni per i cinquecento anni dalla sua morte, avvenuta a Roma il 6 aprile 1520 ad appena 37 anni.
Le spoglie del celebre artista, detto l’Urbinate, sono conservate al Pantheon per sua stessa volontà. Nel 1520 il corpo venne sepolto nel monumento romano e sistemato nell’edicola della Madonna del Sasso, opera commissionata dallo stesso Raffaello ed eseguita da Lorenzo Lotti detto Lorenzetto. Sulla lapide sono impresse le parole dedicategli da Pietro Bembo che, esaltandone la forza creatrice, scrive: ILLE HIC EST RAPHAEL TIMUIT QUO SOSPITE VINCI RERUM MAGNA PARENS ET MORIENTE MORI, cioè “Qui giace Raffaello dal quale, mentre era in vita, la Natura temette di essere vinta e, quando morì, temette di morire anch’essa”.
Dal 5 marzo al 2 giugno, alle Scuderie del Quirinale a Roma, una grande mostra monografica rappresenterà l’evento di punta del programma approvato dal Comitato Nazionale istituito nel gennaio 2018 dal ministro per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo, Dario Franceschini, e presieduto da Antonio Paolucci.

Rai, un 2019 di ascolti top con Montalbano, Sanremo e fiction su Mia Martini18 posizioni su 20 sono targate Rai1, bene RaiPlay

02 gennaio 202019:08

Fiction, intrattenimento, sport, cinema, cultura, informazione. Sei generi e un unico risultato: “Il successo degli ascolti Rai anche nel 2019, che con 18 programmi di Rai1 occupa altrettante posizioni (e di queste tutte le prime 17) della classifica top 20 dei programmi dell’anno appena trascorso”. Lo sottolinea in una nota Viale Mazzini.
Sul primo gradino del podio, con 11 milioni 574 mila spettatori (e uno share del 45.4 per cento) c’è la serie del Commissario Montalbano con l’episodio andato in onda l’11 febbraio “L’altro capo del filo”, che supera anche – in termini di ascolto – la finale del Festival di Sanremo 2019 con 10 milioni 654 mila spettatori (ma uno share del 65.2 per cento).
Terzo posto, invece, per il film dedicato a Mia Martini “Io sono Mia” visto, il 12 febbraio, da 8 milioni 10 mila persone per uno share del 31.4.
Dal quarto al settimo posto la classifica va a tutto calcio con ascolti superiori ai 7 milioni per Ajax – Juventus di Champions League, Juventus – Milan per la Supercoppa d’Italia, Italia – Bosnia Erzegovina per la qualificazioni agli Europei, e Atalanta – Lazio per la Coppa Italia. Sempre per il calcio da segnalare anche l'”irruzione” di quello femminile che per la prima volta entra nella classifica dei programmi più visti, grazie alla partita dei Mondiali Italia – Brasile: 6 milioni 525 mila spettatori, 29.1 di share e tredicesimo posto nella Top Twenty degli ascolti.
Tornando alle prime dieci posizioni, il film tv tratto da Camilleri “La stagione della caccia. C’era una volta Vigata” occupa l’ottavo posto con 7 milioni 275 mila spettatori e uno share del 31 per cento, precedendo la miniserie “Il nome della rosa” (6 milioni 730 mila e 27.7).
Chiude la Top Ten, una delle ultime novità di maggiore successo: “Viva RaiPlay” con 6 milioni 704 mila e uno share del 25.5, in onda su Rai1.

Da lady Obama alla Novello, è toto-donne all’AristonGasparri, no a tribuna anti-Trump. Fedeli,chi ha posto il veto?

02 gennaio 202020:30

Donne che raccontano storie di donne: non è un mistero che Amadeus voglia fare di Sanremo 2020 (4-8 febbraio) un festival in grado di dare spazio alle diverse sensibilità femminili, ma l’identikit di chi lo affiancherà sul palco dell’Ariston è ancora confinato nel regno delle indiscrezioni.
Qualche indicazione potrebbe arrivare oggi, quando è atteso l’incontro tra il direttore artistico e conduttore e il direttore di Rai1 Teresa De Santis per fare il punto sui nomi sui quali puntare. Intanto però fa discutere l’ipotesi – di cui parla il Corriere della Sera – che la giornalista Rula Jebreal abbia proposto un’intervista all’ex first lady Usa Michelle Obama (o in alternativa a Oprah Winfrey, altra icona femminile contemporanea), salvo poi finire in stand by dopo le polemiche sulla sua possibile presenza al festival, cavalcate in particolare dal centrodestra. “Che c’entra un comizio di Michelle Obama in una rassegna musicale?”, si chiede Maurizio Gasparri (FI), che definisce “geniale l’idea di trasformare il popolarissimo palco di Sanremo in una tribuna anti Trump”. “Chi ha posto il veto? La Rai cosa ha da dire?”, incalza invece dal Pd l’ex ministra Valeria Fedeli.
Se l’idea di portare all’Ariston l’ex first lady americana era già stata accarezzata in passato da Fabio Fazio e Carlo Conti (che per ‘par condicio’ aveva pensato anche a Melania Trump), pur essendo rimasta nel cassetto anche per motivi di budget (il cachet di Michelle Obama si aggirerebbe sui 600mila dollari), nel toto-donne spunta in queste ore Francesca Sofia Novello, la modella che ha conquistato il cuore del campione di MotoGp Valentino Rossi. In quota ‘fidanzate’ circola sempre il nome Georgina Rodriguez, compagna di Cristiano Ronaldo. Data per certa Diletta Leotta, il fronte giornaliste dovrebbe contare su due volti molto amati del Tg1 come Emma D’Aquino e Laura Chimenti. Non si esclude che nel valzer di donne possa entrare anche una star internazionale, mentre resta in piedi il sogno di Amadeus di avere sul palco Monica Bellucci, ma come ospite.
Confermatissimi Fiorello, che oltre ad avere libertà di incursione potrebbe essere ospite del festival durante la prima serata, e Roberto Benigni, che avrà come sempre carta bianca e potrebbe stupire stavolta con una performance diversa dai monologhi che hanno lasciato un segno negli annali di Sanremo.
Tiziano Ferro è atteso all’Ariston tutte le sere: canterà le sue hit ma alcuni successi che hanno fatto la storia del festival…
e poi chissà. Acquisita anche la presenza di Al Bano e Romina Power e quella del rapper Salmo, ufficializzata da Amadeus nell’intervista di qualche giorno fa a Repubblica insieme alla lista ufficiale dei 22 big: Achille Lauro, Alberto Urso, Anastasio, Bugo e Morgan, Diodato, Elodie, Enrico Nigiotti, Francesco Gabbani, Giordana Angi, Irene Grandi, Le Vibrazioni, Levante, Elettra Lamborghini, Marco Masini, Michele Zarrillo, Junior Cally, Paolo Jannacci, Piero Pelù, I pinguini tattici nucleari, Rancore, Raphael Gualazzi, Riki. Nella serata del venerdì attesi anche Pippo Baudo, Carlo Conti, Gigi D’Alessio, Piero Chiambretti e Antonella Clerici, già nella giuria di Sanremo Giovani, invitati ufficialmente da Amadeus.

Tv: un 2020 a tutta fiction per Rai, Mediaset e SkyDa The New Pope a Ferrante, da Don Matteo a Diavoli e Montalbano

02 gennaio 202020:33

Per gli appassionati di serie tv e fiction, il 2020 si preannuncia dai primi mesi ricco di appuntamenti, con numerose proposte d’autore su Rai, Mediaset e Sky.
Apre le danze l’ammiraglia del servizio pubblico con Don Matteo 12 – che festeggia 20 anni di onorata attività – in prima serata dal 9 gennaio. Filo conduttore per la serie targata Lux Vide, i 10 comandamenti. L’Inossidabile coppia formata da Terence Hill nei panni del sacerdote in tonaca e bicicletta e Nino Frassica in quelli del Maresciallo Cecchini, terrà compagnia al pubblico per 10 prime serate.
Martedì 7 gennaio, nel prime time di Canale 5, debutta New Amsterdam 2: qui in Italia, la fortunata serie tv verrà trasmessa in sole quattro puntate.
Il premio Oscar Paolo Sorrentino dal 10 gennaio torna su Sky Atlantic con The New Pope mettendo insieme due pontefici, Jude Law (The Young Pope) e John Malkovich. Guest star Sharon Stone e Marilyn Manson. La serie è prodotta da Lorenzo Mieli e Mario Gianani per Wildside, parte di Fremantle, e co-prodotta da Haut et Court Tv e The Mediapro Studio. Su Rai2 sempre il 10 gennaio parte la seconda stagione de Il Cacciatore (4 puntate) con Francesco Montanari. La serie è ispirata alla vera storia del magistrato Alfonso Sabella.
Il 13 gennaio su Rai1 va in onda La guerra è finita, serie creata da Sandro Petraglia e diretta da Michele Soavi. Il racconto inizia poco dopo la Liberazione, nei mesi in cui i sopravvissuti alle deportazioni tornano a casa. Prodotta da Palomar con Rai Fiction è interpretata, tra gli altri, da Michele Riondino, Isabella Ragonese, Valerio Binasco, Andrea Bosca, Carmine Buschini. Sempre sull’ammiraglia Rai il 19 gennaio ecco Come una madre: un dramma in tre puntate con Vanessa Incontrada e Giuseppe Zeno. Il 10 febbraio finisce l’attesa e sbarca in prima serata su Rai1 – dopo un passaggio al in sala al cinema (solo il 27.28.29 gennaio) L’amica geniale – Storia del nuovo cognome di Saverio Costanzo con Alice Rohrwacher che firma due puntate. Lila (Gaia Girace) ed Elena (Margherita Mazzucco) sono cresciute e diventate giovani donne che Elena Ferrante descrive fra i seni che si gonfiano e i cuori che si fanno carichi di responsabilità.
Il 13 e il 20 gennaio vanno in onda su Sky Cinema Uno I delitti del BarLume di Roan Johnson, ispirati dal libri di Marco Malvaldi, con Filippo Timi, Lucia Mascino, Corrado Guzzanti e il cast di sempre. Il 14 febbraio su Sky Atlantic il kolossal crime ZeroZeroZero di Stefano Sollima dal libro di Roberto Saviano, produzione girata in tre continenti. Otto episodi – nel cast Andrea Riseborough, Dane DeHaan, Gabriel Byrne, Harold Torres, Giuseppe De Domenico e Adriano Chiaramida – raccontano il narcotraffico, i sistemi criminali e familiari violenti, la sete di potere. Canale 5 darà spazio all’inedito secondo appuntamento col Grande Fratello Vip. Slitta, dunque, la partenza di fiction come Fratelli Caputo che non si vedono da anni, Masantonio (con Alessandro Preziosi) e Made in Italy sul mondo della moda. Ne citiamo una per tutte: Fratelli Caputo, diretta da Alessio Inturri, è una serie in cui si ride molto. Protagonisti due fratelli diversissimi. Nino (Nino Frassica), un agente di spettacolo che vive in Puglia con la madre, da quando il padre è scappato al Nord con un’altra donna, dalla quale ha avuto Alberto (Cesare Bocci), ora diventato sindaco del borgo. Dopo anni di lontananza, i due fratelli dovranno lavorare assieme.
Su Rai1 il 23 febbraio arriva Vite in fuga (ma le date potrebbero subire variazioni) La serie diretta da Luca Ribuoli è un thriller familiare in sei puntate. Claudio Caruana (Claudio Gioè) è un dirigente di Banca, sposato con Silvia (Anna Valle) e padre di due adolescenti. A causa delle minacce per uno scandalo finanziario, i Caruana scappano in Alto Adige.
Il marzo di Rai 1 è nel segno del compianto Andrea Camilleri con tre nuovi episodi del Commissario Montalbano, alla 14/a stagione. Nel Il metodo Catalanotti, Salvo Montalbano (Luca Zingaretti) indaga su un delitto. Mentre un doppio mistero è al centro di La rete di protezione, con Vigàta in agitazione per le riprese di una fiction ambientata nel 1950. In Salvo amato, Livia mia, Montalbano deve riuscire a risolvere a distanza l’omicidio di una cara amica della sua compagna Livia. Il 6 aprile poi il film di Roan Johnson tratto dal romanzo storico di Camilleri: La concessione del telefono, con Alessio Vassallo nei panni di Genuardi, povero commerciante di legnami schiacciato dalla burocrazia per aver richiesto una linea telefonica. Con Corrado Guzzanti, Fabrizio Bentivoglio, Thomas Trabacchi.
A fine marzo è atteso su Rai1 Medical Report: il medico Andrea (Luca Argentero) viene colpito con un’arma da fuoco ed entra in coma. Poche ore dopo si risveglia, ma ha completamente rimosso gli ultimi dodici anni della propria vita. Sempre per la Rai Andrea Molaioli firma la regia di Bella da morire.
L’ispettrice di polizia Eva Cantini indaga sulla morte di Gioia Scuderi, la più bella del paese trovata morta in fondo al lago.
Nel cast Cristiana Capotondi, Matteo Martari, Lucrezia Lante della Rovere, Elena Radonicich. La serie è prodotta da Cattleya con Rai Fiction. In arrivo ancora Io ti cercherò di Gianluca Maria Tavarelli, con Valerio (Alessandro Gassmann) ex poliziotto disilluso, espulso dalla Polizia in circostanze poco chiare (la serie è una coproduzione Rai Fiction-Publispei) e la serie del Commissario Ricciardi, tratta dai romanzi di Maurizio de Giovanni (editi da Einaudi) e diretta da Alessandro D’Alatri, con Lino Guanciale, una delle più attese del 2020.

Zalone fa record, 8,7 mln in un giorno per Tolo ToloMaggior incasso di sempre nella storia del cinema italiano

02 gennaio 202012:11

Checco Zalone batte se stesso. Tolo Tolo, quinto film dell’attore, prodotto dalla Taodue, distribuito da Medusa e diretto per la prima volta dallo stesso Zalone, al primo giorno in sala sfiora gli 8,7 milioni di euro, diventando il film con il maggior incasso di sempre nella storia del cinema italiano nelle prime 24 ore di programmazione e battendo il precedente record di Quo Vado (7,3 milioni).
L’incasso di Tolo Tolo è stato di 8.680.232 euro, con oltre 1.175.000 presenze; quattro anni fa Quo Vado aveva rastrellato 7.341.414 euro.
“Checco Zalone ha riunito gli italiani dentro le sale cinematografiche” commenta con soddisfazione Pietro Valsecchi, produttore del film: “Un risultato incredibile che mi rende ancora più felice perché premia l’opera prima di Checco come regista, una scommessa vinta non solo per gli incassi ma anche per la riuscita del film, che ha saputo divertire ed emozionare grandi e piccoli al di là di ogni divisione ideologica. Il nuovo decennio inizia bene per il cinema italiano grazie a questa iniezione di fiducia e di incassi che ricadono su tutto il sistema cinematografico”.

Dagli archivi le lettere di T.S. Eliot alla sua musaPrinceton, da corrispondenza con Emily Hale luce sul rapporto

NEW YORK02 gennaio 202018:20

Lui le aveva ordinato di bruciare le lettere. Lei, l’amica di sempre, aveva disobbedito. E così oggi, dopo esser rimasta per 60 anni chiusa in dodici scatoloni negli archivi della Princeton University Library, la corrispondenza tra il poeta premio Nobel T.S. Eliot e la sua confidente e musa Emily Hale vedrà finalmente la luce.
Per Anthony Cuda, studioso dell’autore di “La Terra Desolata”, “e’ forse l’evento letterario del decennio”. Dagli scatoloni sono emerse oltre mille lettere datate tra 1930 e 1956 che promettono di gettare luce inedita sulla vita e il lavoro di Eliot: su opere ad esempio come “Il libro dei gatti tuttofare” portato a Broadway da Andrew Lloyd Webber con il musical “Cats”.
Il focus e’ ovviamente sulla relazione con Emily, rimasta al centro di congetture per decenni e che ha ispirato romanzi come “The Archivist” di Martha Cooley, ma non solo: come ha notato Princeton, sorprese potrebbero arrivare “sulla conversione religiosa del poeta, il suo atteggiamento verso le donne, le sue decisioni alla casa editrice Faber and Faber e il loro impatto sulla cultura del Regno Unito”.
Era stata la Hale a donare l’archivio a Princeton con la condizione che le lettere restassero segrete fino a 50 anni dalla morte dell’ultimo dei loro autori: lei nel caso specifico, scomparsa nel 1969, mentre Eliot l’aveva preceduta di quattro anni.
Si erano conosciuti ragazzi a Cambridge, Massachusetts, nel 1912 quando Eliot studiava a Harvard e lui, secondo un saggio pubblicano nel 2002 sul New Yorker, si sarebbe segretamente innamorato dell’intellettuale bostoniana. L’amicizia era rinata nel 1927, dopo la crisi del primo matrimonio del poeta con la britannica Vivienne Haigh-Wood, mentre la Hale, che non si era mai sposata, aveva continuato a insegnare teatro in università americane tra cui lo Scripps College in California.
Secondo Cuda, la relazione con Emily doveva essere “incredibilmente importante” e la corrispondenza contenere “dettagli profondamente intimi”, altrimenti non si capisce perché Eliot fosse cosi preoccupato per la pubblicazione.
Le lettere cominciano infatti dopo la fine del primo matrimonio con Vivienne, una donna instabile morta nel 1947 in manicomio. Studiosi hanno notato come “Burnt Norton”, il primo poema della serie “Quartetti” che prende il nome da una casa in Inghilterra visitata con la Hale, e’ significativo per alcuni versi che suggeriscono opportunità mancate e quel che avrebbe potuto essere e non e’ stato.

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Libri: Coppi, mito e dettagli inediti a 60 anni morte
Tornano in libreria due volumi di Ediciclo Editore

01 gennaio 2020 06:41

– Mito intramontabile del ciclismo di altri tempi, Fausto Coppi moriva sessant’anni fa, il 2 gennaio del 1960, ucciso a soli 40 anni da una malaria contratta durante un viaggio in Africa a non diagnosticata. Per l’occasione, Ediciclo Editore rilancia in in libreria ‘COPPI, L’ULTIMO MISTERO – LE VERITA’ MAI RACCONTATE SUL TRAMONTO DEL CAMPIONISSIMO’ di Paolo Viberti e Adriano Laiolo (pp. 208, 15,00 euro) e ‘ALFABETO FAUSTO COPPI – 99 STORIE E UNA CANZONE’ di Gino Cervi e Giovanni Battistuzzi, con i disegni di Riccardo Guasco e la prefazione di Adriano Sofri (pp. 320, 28,00 euro).
Le ricerche di Viberti e la testimonianza visiva di Laiolo restituiscono nel primo volume una realtà diversa da quella conosciuta, con particolari assolutamente inediti. Coppi si rifiutò di prendere il chinino quando era in Africa, pur sapendo di rischiare il contagio? Si sarebbe salvato, se Giulia Occhini (la celebre ‘Dama Bianca’) fosse andata con lui? Laiolo racconta come contrasse la malaria in Alto Volta e spiega come lui e Raphael Geminiani riuscirono a salvarsi. E in un’intervista rilasciata pochi giorni prima di morire, Coppi afferma che nel 1960 avrebbe voluto correre ancora il Giro delle Fiandre, la Parigi-Roubaix e il Giro d’Italia, prima di diventare produttore di mountain bike con 40 anni d’anticipo sul resto del mondo.
Figlio di contadini, nato a Castellania, tra colline e vitigni dell’Alessandrino, Coppi preferì chinarsi sul manubrio anziché sulla terra. E da lì conquistò il mondo, vincendo cinque Giri d’Italia, due Tour de France, tre Milano-Sanremo, una Parigi Roubaix. E ancora tre Mondiali, due su pista e uno su strada, quattro titoli italiani, cinque Giri di Lombardia.
Figura spezzata, contraddittoria: garzone e airone, splendido e goffo, invincibile e fragile, mortale a quarant’anni, immortale a cento: di Coppi, della sua vita, delle sue imprese, della sua morte forse si è già scritto tutto. Nel libro ‘Alfabeto Fausto Coppi’ Cervi e Battistuzzi provano a ricomporre per frammenti lo specchio della sua storia e a riordinarli come in un sillabario, in ordine alfabetico, per piccole illuminazioni laterali: un oggetto, un sentimento, un dettaglio trascurabile al primo sguardo. Dalla A alla Z, cento microstorie, cento piccoli quadri rileggono Fausto Coppi come un’opera cubista, con le 21 lettere dell’alfabeto, racconti tra i racconti, illustrate dal segno inconfondibile di Riccardo Guasco.

Epifania a teatro tra Bolle, Lillo e De CaroPession-Guanciale in After Miss Julie; Pivetti-Viktor Viktoria

01 gennaio 202013:51

– La danza di “Roberto Bolle and friends” a Milano e Lillo scatenato nella “School of rock” di Andrew Lloyd Webber, diretto da Massimo Romeo Piparo, a Imola (BO); le risate di Enzo De Caro in “Non è vero ma ci credo” di Peppino De Filippo, per la regia di Leo Muscato, e quelle per “La cena dei cretini” di Francis Veber con Nicola Pistoia e Paolo Triestino, tutti a Roma; e ancora, Lino Guanciale e Gabriella Pession di nuovo insieme per ”After Miss Julie” di Patrick Marber, tra Figline Valdarno (FI) e RImini, e Veronica Pivetti con ”Viktor und Viktoria” a Fano (PU): sono alcuni degli spettacoli teatrali in scena nel lungo week end dell’Epifania.

Claudio Magris, le Polene per guardare oltreLo scrittore racconta gli occhi che guardano il mare

01 gennaio 202014:15

CLAUDIO MAGRIS, POLENE. Occhi del mare (La nave di teseo, pag. 189, euro 20,00) All’inizio era un occhio, soltanto un grande occhio apotropaico che sulla prua di ogni nave che aveva ambizioni di solcare mari poco domestici sfidava con lo sguardo l’orizzonte.
”All’inizio c’è dunque un grande occhio sgranato e malevolo al pare delle perfide onde, simile a un pesce, con ciglia e sopracciglia irte come pinne sul dorso. L’occhio è l’uovo da cui usciranno le figure femminili protese a prua, i seni regali, le mani che cercano di velarli portando una rosa al petto, i volti composti, le labbra socchiuse”. Donne, non uomini, raccomanda Claudio Magris in questo suo affascinante esercizio, più poetico che saggistico, dedicato alle Polene. Perchè se anche esistono figure maschili che adornavano la prua delle navi e se pure sono spesso generali ed eroi, non hanno nulla del valore simbolico e appunto quasi metafisico, delle Polene. Queste donne infatti, racconta Magris corredando il volume di un apparato iconografico di rara bellezza, avevano assunto la funzione che in origine aveva l’occhio, ovvero lanciare lo sguardo verso quell’orizzonte che i marinai non potevano fisicamente e non volevano mentalmente, guardare. Solo in quanto estrema sintesi della femminilità nel loro corpo offerto al nulla, quasi sempre senza gambe, il seno nudo, lo sguardo fiero, sono state oggetti si ma fatti di sogno.
”Chi è in preda al sentimento del sublime, scrive Kant, è immoto e attonito – ed è forse quest’ultimo aggettivo, attonito, che dice la fisiognomica della polena, la sua trasparenza e il suo segreto, lo spavento l’incanto e la corposa dignità che li affronta. Lo sguardo della polena è stupore, da cui nasce la poesia, malia delle cose viste la prima volta o come fosse la prima volta”. Lei vede il mare oltre il mare, mentre loro, i marinai, si agitano sul ponte indaffarati e al suo sguardo vengono attribuiti poteri di seduzione che ovviamente, come sempre per le figure femminili, sono positivi e negativi insieme, nutrono il mito nella loro ambiguità. Così ad esempio, ricorda Magris, ”quando Gunter Grass, nel Tamburo di latta, racconta la storia grottesca e luttuosa di Noibe, la polena verde che semina rovina, riprende – senza rielaborarli con la sua radicale creatività – i topoi della tradizione: la sventura che colpisce, nei secoli, tutti coloro che mettono le mani sulla polena maledetta”. Fascinazione distruttiva o salvifica che sia, spesso legata alla smania di possederla, amore e morte dunque, la polena ha attraversato i mari e anche la letteratura: da Karen Blixen ai poeti sudamericani come Neruda, a Giuseppe Sgarbi, che ne hanno subito il fascino. Oggetto che diventa letteratura, legno che si nutre di versi e che con la sua estrema sensibilità è capace di guardare oltre come fa Claudio Magris in queste meravigiliose pagine.

Robot e visioni di Asimov 100 anni dopoRinnovò la fantascienza dandole credibilità scientifica

01 gennaio 202014:54

La fantascienza, sin verso la metà del secolo scorso, era una narrativa coloritamente fantasiosa, più o meno pulp e di basso consumo e fu Isaac Asimov, nato in Russia a Petrovici il 2 gennaio 1920, quindi giusto cento anni fa, a darle una dimensione e valore diverso, più alto perché legata sempre a una plausibilità scientifica, a conoscenze che intendeva così rendere popolari, divulgative, arricchendole di riflessioni sociologiche e visioni futuristiche.
Un futuro che disegnava abbastanza in modo negativo, per mettere in guardia, per denunciare i vari pericoli che avrebbero potuto portare alla fine del pianeta e all’estinzione del genere umano, di cui grande metafora è la sua ‘Trilogia della Fondazione’ (Cronache della galassia, Il crollo della galassia centrale, L’altra faccia della spirale), che racconta del declino e caduta dell’Impero Galattico e dei lunghi anni d’interregno e di barbarie che ne seguono, ispirandosi a un classico storico come ‘Declino e della caduta dell’Impero romano’ di Edward Gibbon, creando una descrizione sociopolitica di un lontano futuro con cui nasce quella che viene definita psicostoriografia, basata per Asimov su alcuni comportamenti prevedibili dell’uomo messi a fuoco sviluppando secondo leggi matematiche e statistiche alcuni dati di partenza.
Con questa Trilogia, l’altro aspetto diventato quasi mitico dell’opera di Asimov è quello legato ai suoi numerosi racconti e romanzi sui Robot che misero quasi definitivamente da parte quella visione che ne faceva futuristici mostri alla Frankenstein, legando la programmazione del cervello di questi esseri ‘positronici’ a tre leggi fondamentali, tre imperativi categorici: 1 – Un robot non può arrecare danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno. 2 – Un robot deve obbedire agli ordini impartiti da un essere umano, purché tali ordini non contravvengano alla Prima Legge. 3 – Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questa autodifesa non contrasti con la Prima e con la Seconda Legge. Dopo molti anni, a queste lo stesso Asimov, nell’ultimo racconto della serie dei Robot e nell’ultimo della saga delle Fondazioni, aggiunse una Legge Zero più generale e cui dovevano sottostare tutte le tre precedenti: 0 – Un robot non può danneggiare l’Umanità, né può permettere che, a causa del suo mancato intervento, l’Umanità riceva danno. Leggi che sono restate un punto di riferimento come la sua opera, che, pur nel passare degli anni e l’incredibile evoluzione scientifica, mantiene per il lettore il suo fascino letterario.
Asimov si laureò in Chimica alla Columbia University, essendo andato a vivere negli Stati Uniti all’età di tre anni, dove, la sua famiglia ebraica di origine russa, si era trasferita parendo a New York una drogheria che vendeva anche giornali e dove il giovane scoprì le prime riviste di fantascienza. A nemmeno vent’anni riesce a farsi pubblicare il suo primo racconto e non smetterà più di scrivere tutta la vita, continuando a pubblicare molte opere senza lasciare però i suoi studi e divenendo nel 1955 professore associato di biochimica, così che si dedicherà per quasi vent’anni solo alla divulgazione scientifica, riprendendo a alternare questa con nuovi testi letterari verso la fine degli anni ’70. Col tempo riprende in mano sia il Ciclo della Fondazione, sia il tema dei robot e nel 1992, poco prima di morire a New York il 6 aprile, vince per la sesta volta il premio Hugo per il racconto ‘Gold’.
Col suo lavoro per tutta la vita si impegnò anche socialmente, come fosse una conseguenza del suo pensare al futuro, sempre dalla parte progressista e del partito Democratico, esponendosi in favore del movimento femminista come contro la guerra in Vietnam, denunciando tra i primi nel 1991 l’effetto serra e i pericoli ambientali per il nostro pianeta, difendendo da ex immigrato il diritto all’immigrazione come l’esistenza dello stato di Israele, ma dicendosi non sionista perché mai nazionalista: ”Gli ideali in cui credo sono pace, libertà e sicurezza per tutti. Lo stato-nazione è obsoleto: abbiamo bisogno di un governo mondiale federale”.

Eletta la prima Miss del 2020, è una mamma di 24 anniSi chiama Beatrice Scolletta, è laziale, ha anche un gatto e cinque cani

01 gennaio 202020:19

Proclamata in diretta su Rai 1 da Amadeus a ‘L’Anno che verrà’ la prima Miss dell’Anno 2020, promossa alle selezioni finali di Miss Italia, 81a edizione. Si chiama Beatrice Scolletta, ha 24 anni, è nata a Roma ed è mamma di due figli: Leone di quattro anni e Vittoria Romana di undici mesi. Beatrice è “Miss 365 – Prima Miss dell’Anno 2020”, titolo che le consente di partecipare direttamente alle selezioni finali di settembre di Miss Italia.

Beatrice, sposata con Roberto, fashion designer con negozio di abbigliamento a Nettuno (Roma), dove risiede con la famiglia, studia Scienze e tecniche psicologiche ed è impiegata nella società di famiglia che su occupa di prevenzione e formazione sulla sicurezza sul lavoro.

La Miss, che ha una sorella, due genitori “super presenti”, ha anche un gatto e cinque cani aspira a realizzarsi “come mamma e come donna lavoratrice”. Al concorso è stata iscritta dal marito, otto anni di conoscenza con la nuova miss e un anno e mezzo di matrimonio. “Credevo nella sua vittoria”, ha detto. Perfezionista, maniaca della pulizia, molto alla mano, nonostante la prima impressione, la nuova Miss 365 ama scherzare e ridere di cuore.

La giuria di fotografi che, in un casting nazionale, ha scelto Beatrice era presieduta da Si chiama Beatrice Scolletta, è laziale, ha anche un gatto e cinque cani, il celebre “re dei paparazzi”. Ai posti d’onore Margot Truffa, 18 anni, romana, e Rebecca Puci, 22 anni, di Mantova, che saranno ammesse alle Prefinali nazionali di Miss Italia 2020. Home  Mappa del sito

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Sulle ali dell’avventura per salvare la natura
Adventure movie da storia vera di ‘Birdman’ salvatore oche rare

30 dicembre 2019 15:58

– Dal 1999, l’ornitologo Christian Moullec, soprannominato “birdman”, dedica la sua vita a allevare e salvare esemplari di oche, rimaste orfane, appartenenti a specie rare che rischiano di estinguersi. Diventandone di fatto la figura ‘paterna’, le guida anche in volo, a bordo di un deltaplano a motore, attraverso l’Europa (che solo negli ultimi 30 anni ha perso 430 milioni di uccelli), per mostrare agli stormi le rotte di migrazione più sicure per la nidificazione.
Una straordinaria storia vera, già raccontata dalla stampa di tutto il mondo e in un documentario, che ora approda anche al cinema di fiction, con Nicolas Vanier, un regista e scrittore da sempre appassionato difensore della natura, capace di declinare spesso il tema in film di grandissimo successo come Belle e Sebastien (2013). Una ricetta riuscita anche con Sulle ali dell’avventura, che dopo essere stato visto oltralpe da oltre un milione di spettatori, arriva in Italia dal 9 gennaio con Lucky Red.
Nella sua rilettura, il cineasta, che ha dedicato alla storia anche un romanzo, dallo stesso titolo, edito in Italia da Sperling & Kupfer, e in arrivo nelle librerie il 14 gennaio, mantiene intatto il ritratto della personalità e della missione di Moullec, che ha collaborato alla sceneggiatura e ha seguito le riprese dalla Francia all’Artico, curando in prima persona quelle in volo con le oche. Il racconto si apre a un pubblico ampio diventando un adventure movie per tutta la famiglia, capace di appassionare e commuovere. E’ basato sul rapporto fra un padre e un figlio, la bellezza delle scene nella natura ma anche sul realismo, con tanto di utilizzo di oche vere e non ricreate digitalmente. Tra le carte vincenti del film c’è anche aver affidato il ruolo del protagonista a un interprete versatile come Jean-Paul Rouve, popolarissimo in Francia grazie alla saga comica dei Les Tuche (che in Italia ha ispirato le commedie di Fausto Brizzi, Poveri ma ricchi e Poveri ma ricchissimi), perfettamente a suo agio anche su toni più seri.
Nella storia Rouve è Christian, padre divorziato, scienziato visionario e appassionato, che dopo essersi visto rifiutare i fondi per il suo progetto di salvaguardia delle oche, decide di andare avanti da solo, anche con mezzi non proprio leciti.
Diventa fondamentale in particolare l’aiuto del figlio 14enne Thomas (Louis Vazquez), teenager di città, che dopo aver cercato in tutti i modi di convincere la madre (Melanie Doutey) a non mandarlo in vacanza per l’estate dal padre, in campagna, finisce per farsi coinvolgere in toto dal progetto del genitore. Tanto da trovarsi, in un momento nel quale il viaggio delle oche sembra doversi interrompere, a prendere una decisione fondamentale.
“Non ho la pretesa di cambiare il mondo con un film – ha spiegato Vanier a La Republique du Centre – ma agisco utilizzando i mezzi che mi appartengono: la meraviglia può provocare l’emozione. E dall’emozione può arrivare la voglia di fare qualcosa. In questo film evoco la tragica scomparsa di tante specie di uccelli e attraverso questo il crollo della biodiversità nel mondo. Nello stesso tempo c’è il messaggio di speranza di quest’uomo che utilizza il suo cuore e la sua energia per essere al servizio della natura”.

Sipario sul Newseum, chiude il museo del giornalismo di WashingtonChiude simbolo “Quarto Potere” tra Casa Bianca e Congresso

NEW YORK30 dicembre 201917:28

Al termine di un anno in cui la stampa e’ stata sotto attacco e i giornali, salvo rare eccezioni, hanno vissuto una stagione di progressivo declino, chiude i battenti a Washington il museo del giornalismo.
Per il Newseum, il museo privato voluto dal fondatore di Usa Today Al Neuhart che per 11 anni ha raccontato la storia moderna attraverso gli occhi dei media, il sipario cala il 31 dicembre: l’ambiziosa sede disegnata dall’architetto James Polshek su Pennsylvania Avenue, celebre per la facciata su cui e’ inciso l’emendamento della Costituzione che protegge la liberta’ di espressione, e’ stata venduta per oltre 372 milioni di dollari alla Johns Hopkins University.
E’ inevitabile non notare il simbolismo di un museo dedicato alla “free press” che chiude in mezzo alla crisi della stampa: i giornali locali faticano per restare a galla, mentre il confine tra giornalismo imparziale e fake news e’ sempre piu’ indefinito e i giornalisti sono definiti dalla Casa Bianca “i nemici del popolo”. Il Newseum professa ottimismo. Per Carrie Christofferson, la curatrice e direttrice esecutiva, il 31 dicembre non sara’ una condanna a morte: “Avremo una nuova sede, si apre un nuovo capitolo”.
Le attivita’ proseguiranno in nuove location e nuove forme, ha promesso Freedom Forum, la no profit a cui fa capo il museo, intanto pero’ il destino dei 310,000 cimeli conservati all’interno di questa Disneyland dei media – la porta scassinata del Watergate, la scrivania usata da Tim Russert in Meet the Press, otto sezioni del Muro di Berlino, gli occhiali del giornalista del Guardian Ben Jacobs rotti nel 2017 dal deputato repubblicano Greg Gianforte tra questi – e’ avvolto nella nebbia: alcuni pezzi donati al museo verranno immagazzinati in Maryland e, se richiesti, prestati ad altre istituzioni, altri torneranno ai legittimi proprietari, come i taccuini degli appunti di David Fahrenthold del Washington Post per una serie premio Pulitzer Prize su Donald Trump.
Simbolo del “Quarto Potere” posizionato strategicamente tra Casa Bianca e Capitol Hill, il Newseum e’ stata per oltre un decennio una macchina multimediale molto costosa, articolata su sette piani, 15 gallerie e 15 teatri, in cui sono stati illustrati i fatti più salienti della storia dell’ultimo secolo.
Sono tanti i fattori che hanno portato alla decisione di chiudere dopo anni di difficolta’ finanziarie e a dispetto dei 10 milioni di visitatori che in 11 anni ne hanno varcato l’ingresso: tra questi la concorrenza a Washington di parecchi musei a ingresso gratuito mentre per entrare al Newseum il biglietto costava 25 dollari a persona.

Queste Oscure Materie, la serie fantasy su Skyl’adattamento kolossal della trilogia fantasy di Philip Pullman

30 dicembre 201917:31

Fra creature parlanti, polveri magiche da un altro mondo e affascinanti riferimenti steampunk, su Sky Atlantic sarà un inizio del nuovo anno a tinte marcatamente fantasy.
Arriva infatti su Sky e NOW TV l’1 gennaio 2020 (i primi due episodi andranno anche su Sky Uno, in simulcast) His Dark Materials – Queste Oscure Materie, il fantasy drama targato HBO/BBC tratto dall’amatissima trilogia best seller omonima di Philip Pullman, edita in Italia da Salani (che per l’occasione da dicembre porterà sugli scaffali un’edizione tie-in del primo romanzo della trilogia, La Bussola d’Oro, seguita nei mesi successivi degli altri due). A sceneggiare tutti gli otto episodi della prima stagione della serie – la seconda è già in produzione – Jack Thorne (anche showrunner, con Jane Tranter), uno degli scrittori britannici più prolifici, noto soprattutto per il successo mondiale riscosso da Harry Potter e la maledizione dell’erede. I primi episodi dell’adattamento della trilogia, un vero e proprio kolossal epico estremamente fedele al materiale di partenza e benedetto dallo stesso Pullman, coinvolto a più riprese nella realizzazione, sono diretti dal Premio Oscar© per Il Discorso del Re Tom Hooper.
In un mondo parallelo alla Terra, un mondo governato dal potentissimo Magisterium, che reprime – bollandola come eretica – qualsiasi conoscenza sfidi le sue idee, e in cui le persone camminano con al fianco un daimon, ovvero un animale che ne incarna l’anima. Racconta la storia della piccola orfana Lyra Belacqua, interpretata dalla giovanissima rivelazione di Logan – The Wolverine, la quattordicenne Dafne Keen.
Affidata – quasi appena nata – dallo zio Lord Asriel (James McAvoy, Espiazione, Split, X-Men – Giorni di un futuro passato) al Jordan College di Oxford, Lyra è una ragazzina ordinaria, all’apparenza. Trascorre le sue giornate sui libri, a sognare avventure al di là del pur dorato mondo in cui ha trascorso tutta la sua fin qui breve vita. Misteriosamente scomparso nel nulla un suo amico, però, sarà lei ad andare a cercarlo. La sua missione la porterà a scoprire un vasto complotto che riguarda il rapimento di bambini e in cui fa la sua comparsa un inquietante fenomeno chiamato Dust, la Polvere. Lyra farà la conoscenza dell’affascinante e ambigua Mrs Coulter (Ruth Wilson, vincitrice del Golden Globe per il suo ruolo in The Affair), con la quale si dirigerà verso Nord, in un pericoloso ed eccitante viaggio alla ricerca di risposte a domande che l’hanno tormentata fin da bambina e alla scoperta di minacciosi segreti che cambieranno la sua vita per sempre.

Bosso-Tempera omaggio a Fellini per 100 anni nascitaDue concerti il 19 e il 20 gennaio al Teatro ‘Galli’ di Rimini

RIMINI30 dicembre 201917:54

– I maestri Ezio Bosso e Vince Tempera, in occasione dei 100 anni dalla nascita di Federico Fellini, omaggeranno il cineasta romagnolo con due concerti al Teatro Galli di Rimini. Il primo dirigerà la Europe Philharmonic Orchestra il 19 gennaio, il secondo la SymphonItaly Orchestra il 20. Il termine “Maestro – ha detto Bosso – è un po’ abusato ultimamente. I maestri quelli veri sono quelli che hanno cambiato qualcosa, che ci cambiano la vita, che ci indicano la strada. Non che ci dicono come fare. Fellini è un grande maestro perché ha indicato una strada nuova che non c’era”.
Io, ha ricordato Tempera, “ero bambino quando era uscita ‘La strada’ di Fellini e andai al cinema con mia mamma e mio fratello. Vedere ‘La strada’, sentirne le musiche mi dà sempre una certa emozione, perché ho iniziato la mia vita musicale pensando a quella colonna sonora”.
Bosso e la sua orchestra spazieranno dalle musiche di Nino Rota a Beethoven mentre Tempera si soffermerà sulle arie dei film più celebri di Fellini. VAI ALLE NOTIZIE DEL PIEMONTE VAI ALLE NOTIZIE INTERNAZIONALI VAI ALLA CRONACA VAI ALLA POLITICA VAI ALL’ECONOMIA  VAI ALLA TECNOLOGIA VAI AL CALCIO VAI ALLO SPORT VAI A TUTTE LE NOTIZIE DELLA JUVENTUS

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Apre con La vita nascosta il Trieste Film Festival
Al via il 17/1. Saranno premiati Il Traditore e Parasite

TRIESTE30 dicembre 201918:19

– Aprirà con l’anteprima nazionale de La vita nascosta – Hidden Life di Terrence Malick, il Trieste Film Festival (Tsff), appuntamento dedicato al cinema dell’Europa centro orientale, in programma nel capoluogo giuliano dal 17 gennaio. Diretto da Fabrizio Grosoli e Nicoletta Romeo, il Tsff è un osservatorio privilegiato – spiegano gli organizzatori – su cinematografie e autori spesso poco noti al pubblico italiano e più in generale a quello occidentale.
A inaugurare la 31/a edizione, in programma fino al 23 gennaio, il film di Malick, in concorso all’ultimo Festival di Cannes e in uscita nelle sale il 9 aprile distribuito da The Walt Disney Company Italia. La stessa sera il sindacato nazionale dei Critici cinematografici italiani premierà i migliori titoli usciti nel 2019, come Il Traditore di Marco Bellocchio. Parasite di Bong Joon-ho è invece il miglior film in assoluto fra quelli distribuiti in Italia nel 2019, secondo la commissione incaricata di segnalare i Film della Critica.

Parma 2020: camminata inaugurale ‘in giallo’ l’11 gennaioPer le vie della città, dedicata alle ‘Parole della Cultura’

BOLOGNA31 dicembre 201911:46

– Sarà una passeggiata ‘in giallo’, dedicata alle ‘Parole della cultura’, la prima chiamata alla città per l’avvio di ‘Parma Capitale italiana della Cultura 2020’. La camminata inaugurale – che prevede che i partecipanti indossino qualcosa di giallo – è in programma il prossimo 11 gennaio nel pomeriggio: un corteo si sposterà dal Parco Ducale verso Via D’Azeglio fino a raggiungere Piazza Garibaldi in cui si terrà uno spettacolo di immagini, parole e musica.
L’invito dell’Amministrazione parmigiana ai partecipanti è quello di scattare una fotografia e condividerla con l’hashtag #parma2020.

Littizzetto operata alla rotula, ‘Sto bene col gessato’Intervento al Gradenigo di Torino per la showgirl dopo caduta

TORINO31 dicembre 201917:47

Luciana Littizzetto è stata operata alla rotula all’ospedale Humanitas Gradenigo di Torino. “Gnocca da paura ma operazione ok!”, scrive su Instagram la showgirl torinese che domenica è caduta in strada ferendosi ginocchio e polso. Un inconveniente che non le ha fatto perdere il buon umore: nella foto che la ritrae sul letto d’ospedale, l’attrice fa la linguaccia. “Che stacco di coscia eh? Sto bene col gessato?”, scrive commentando un’altra foto che la ritrae con la gamba ingessata e le mani nei capelli.
L’intervento alla rotula destra è stato eseguito nel reparto di Ortopedia e Traumatologia diretto dal dottor René Negretto.
La Littizzetto verrà dimessa in giornata e potrà dunque trascorrere il Capodanno a casa, col gesso. “E buona fine e buon principio”, scriveva domenica, poco dopo l’incidente.

 

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Gnocca da paura ma operazione ok! Grazie @humanitashealth #humanitasgradenigo

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Il 2020 inizia al museo, domenica gratis e aperture Epifania
Da Pompei al Colosseo, dalla Reggia di Caserta agli Uffizi

31 dicembre 201912:36

– Il 2020 si apre all’insegna dell’arte con un lungo fine settimana inaugurato dalla #domenicalmuseo il 5 gennaio con l’ingresso gratuito in tutti i musei e i parchi archeologici dello Stato e dei tanti comuni che aderiscono all’iniziativa. L’elenco degli istituti coinvolti – ricorda il ministero dei Beni culturali e del Turismo in una nota – è visibile su http://www.beniculturali.it/domenicalmuseo. Lunedì 6 gennaio si terrà poi l’apertura straordinaria dei luoghi della cultura statali in occasione dell’Epifania, con i consueti orari e tariffe.
Per la prima domenica gratuita del nuovo anno, la campagna digitale del Mibact sarà dedicata alla seconda edizione di Fumetti nei Musei in mostra gratuitamente per il periodo delle festività all’Istituto della Grafica di Roma, mentre una calza speciale, scelta tra le opere conservate nel museo della pubblicità Salce di Treviso, segnerà sui social l’apertura straordinaria dei musei nel giorno della befana.

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Sanremo: Amadeus, ecco i 22 cantanti del festival
A Repubblica, “Tanti rapper e dai talent, serate imprevedibili”

31 dicembre 201914:56

Achille Lauro, Alberto Urso, Anastasio, Bugo e Morgan, Diodato, Elodie, Enrico Nigiotti, Francesco Gabbani, Giordana Angi, Irene Grandi, Le Vibrazioni, Levante, Elettra Lamborghini, Marco Masini, Michele Zarrillo, Junior Cally, Paolo Jannacci, Piero Pelù, I pinguini tattici nucleari, Rancore, Raphael Gualazzi, Riki: ecco finalmente i nomi dei 22 cantanti in gara a Sanremo. Dopo giorni di “fibrillazione” e anticipazioni ad annunciarli è lo stesso Amadeus in un’intervista a Repubblica dove sottolinea che il suo sarà un festival “freestyle”. “L’ho detto sin da subito – spiega – che sarebbe stato un Sanremo caratterizzato dall’imprevedibilità, ogni serata dovrà essere diversa dall’altra”.A chi gli chiede se ha avuto pressioni Amadeus dice: “Sanremo è come un cavallo imbizzarrito ma io sono figlio di un istruttore di equitazione, accetto di stare in sella a queste condizioni, il festival è troppo affascinate. Ma non si dica che ho subito pressioni: non so neanche di quali case discografiche fossero i 22 cantanti che ho scelto sugli oltre duecento che ho ascoltato”. Non ho avuto secondi fini faccio quello che mi diverte pensando al mercato discografico. E ancora: “Non ho guardato in faccia nessuno, alcuni neanche li conoscevo”.Tra i nomi scelti tanti rapper e artisti dei talent, non da “classico pezzo soft sanremese” ma “brani da scaricare su Spotify”: “Sono canzoni dolci e romantiche ma hanno ritmi scatenati” dice Amadeus.”Il 6 gennaio – dice – saranno tutti ospiti dello speciali di Rai1 I Soliti Ignoti – Lotteria Italia e annunceranno loro i titoli delle canzoni”.

J-Ax, anche Paola Turci nel nuovo albumIl disco ‘ReAle’ in uscita il 24 gennaio

31 dicembre 201915:29

– Dopo aver annunciato Sergio Sylvestre, J-Ax lancia anche l’ingresso di Paola Turci nel suo nuovo album “ReAle”. “Con Paola Turci – spiega J-Ax – abbiamo fatto una canzone nel disco ‘Domani Smetto’ che nel tempo è diventata una delle più amate da chi mi segue. Me lo avete chiesto per anni e quindi sono felice di darvi la buona notizia.
Queen Paola sarà nel mio nuovo album ‘ReAle’ in uscita il 24 gennaio. Grazie sister”.

E’ morto Syd Mead, ‘visual designer’ di Blade RunnerAveva 86 anni, suoi look anche di Aliens, Tron, Mission to Mars

31 dicembre 201916:25

E’ morto a 86 anni Syd Mead, il ‘visual designer’ che ha creato i look di film come Blade Runner, Aliens e Tron. Mead si è spento il 30 dicembre nella sua casa di Pasadena dopo una battaglia di tre anni contro un linfoma, ha annunciato la famiglia all’Hollywood Reporter.Nato nel 1933 a St. Paul, in Minnesota, si formò alla Art Center School di Los Angeles e iniziò a lavorare come progettista per industrie automobilistiche come Ford, ma anche per società come Sony, Honda e Philips Electronics. Il suo lavoro attirò l’attenzione di Hollywood e così Mead debuttò sul set nel 1979 con Star Trek – The Motion Picture cui seguirono poi Blade Runner (1982, film che gli valse per la prima volta il titolo di ‘futurista visuale’), Tron (1982), Aliens (1986), Timecop (1984), Mission to Mars (2000), Mission Impossible: 3 (2006), Elysium (2015) Tomorrowland – Il mondo di domani (2015), Blade Runner 2049 (2017).

E’ morto Harry Kupfer, celebre regista di opere liricheAveva 84 anni. Ha diretto anche la Komische Oper di Berlino

BERLINO31 dicembre 201915:52

– Harry Kupfer, uno dei più grandi registi di opera lirica in Germania, è morto il 30 dicembre a Berlino, dopo una lunga malattia. Ne hanno dato notizia i media tedeschi, citando l’agenzia Arsis di Vienna. Kupfer aveva 84 anni.
La sua carriera era iniziata nella DDR, negli anni ’50, dove era diventato presto direttore della Komische Oper di Berlino.
Ma ebbe molto successo anche nell’Ovest, con capolavori come “L’Anello dei Nibelunghi”, a Bayreuth, nel 1988. Celebre anche la sua regia del “Cavaliere della rosa” al festival di Salisburgo, nel 2014. Fra i momenti di maggiore successo di Kupfer, dieci opere wagneriane, prodotte con la direzione di Daniel Barenboim, alla Berliner Staatsoper Unter den Linden.

Danza con me, Rai1 inaugura il 2020 con BolleTra gli ospiti Benigni, Bocelli, Bollani, Alberto Angela

31 dicembre 201916:26

Per la terza volta di seguito, il nuovo anno di Rai1 si apre all’insegna della grazia e della bellezza con “Danza con me”, il grande show della danza di Roberto Bolle, in onda mercoledì 1 gennaio in prima serata.
Appuntamento ormai tradizionale, eppure sempre diverso, “Danza con me” è riuscito a radunare intorno a sé un pubblico ampio e nuovo, con incredibili successi di share e di critica, fino a vincere nel 2018 il prestigioso premio internazionale del Rose D’Or come miglior programma di entertainment a livello europeo, motivo d’orgoglio per tutta la televisione italiana.
Anche quest’anno “Danza con me” – prodotto da Rai1 in collaborazione con Ballandi e Artedanza srl – torna quindi a puntare tutto sull’arte e sull’eccellenza italiana, con una miscela inedita di danza e ironia, classicità e innovazione in pieno “stile Roberto Bolle” – qui non solo protagonista, ma anche ideatore e direttore artistico del format. Un cast straordinario arricchisce questa nuova edizione con ospiti provenienti non solo dal mondo della danza mondiale, ma anche dal mondo del cinema, del teatro e della musica. Le fila del racconto sono tenute dall’inedita coppia formata da Giampaolo Morelli e Geppi Cucciari che con ironia raccontano e presentano, spiegano e partecipano. E poi molti e prestigiosi gli artisti che hanno voluto partecipare a questo progetto ambizioso e di successo, portando il loro contributo. Si ricompone, per la prima volta in televisione, un terzetto che ha già emozionato quest’estate all’Arena Flegrea di Napoli durante OnDance – la grande festa annuale della danza di Bolle – formato dall’étoile con Andrea Bocelli e Stefano Bollani. Accanto a Roberto, a interpretare uno dei grandi successi del tenore toscano accompagnato dal pianoforte di Bollani, Nicoletta Manni, Prima Ballerina della Scala di Milano.
Il mondo delle favole, cui tanta parte dell’immaginario coreutico è ispirato, è stupendamente rappresentato da Roberto Benigni e Matteo Garrone, che hanno dato vita ad una versione indimenticabile al cinema di Pinocchio. Sulle note del Premio Oscar Dario Marianelli, autore della colonna sonora di Pinocchio, Bolle ancora una volta emoziona ricordando l’universo magico dell’infanzia e del sogno.
Tornano a fare visita anche Virginia Raffaele, sempre sorprendente a fianco dell’Étoile, e il duo Luca e Paolo, in vesti nuove ed esilaranti. Per la prima volta, invece, portano il loro straordinario contributo al programma Alberto Angela e, con un omaggio indimenticabile all’umanità di Charlie Chaplin, Luca Zingaretti.
La musica, sempre protagonista, è rappresentata anche da artisti come Nina Zilli, con la quale si ricorderanno i fantastici anni ’60 in tv e in danza e Marracash che, insieme con Cosmo, farà danzare non solo Bolle, ma i giovani ballerini dell’Accademia Teatro alla Scala, ancora una volta al centro della scena.
Tutti ospiti che giocano, danzano, sperimentano al di là dei generi e dei confini con mise en scène che aprono nuovi scenari e possibilità al balletto.

Sanremo: ipotesi Rula Jebreal conduttrice, divampa polemica sui socialPer gli haters, sarebbe ‘un insulto a tutti gli italiani’

30 dicembre 201916:36

“Mi par di capire che con i soldi del canone #Rai #RulaJebreal potrebbe essere incaricata a #Sanremo di spiegarci quanto le facciamo schifo. Se poi qualcuno si lamenterà sui social, seguiranno accuse di: -razzismo -sessismo – machismo. Pure nel 2020, ci avete già rotto….” E’ Quanto scrive Daniele Capezzone sulla sua pagina ufficiale Twitter. Uno dei tanti commenti polemici, dopo l’indiscrezione rivelata da Dagospia che ha fatto il nome della giornalista Rula Jebreal come possibile conduttrice, per una serata, del prossimo festival di Sanremo assieme ad Amadeus.Per gli haters, la eventuale presenza di Rula sul palco di Sanremo sarebbe “un insulto a tutti gli italiani”. Qualcuno ha lanciato l’hashtag #BoicottaSanremo.Ma altri la difendono: “Io sono italiano, pago le tasse, e non mi sono mai sentito schifato da Rula Jebreal”.Secondo il sito online di Roberto D’Agostino, il conduttore Rai avrebbe incontrato Rula in un albergo milanese proponendole di affiancarlo per una sera sul palco dell’Ariston. E lei avrebbe dato la sua disponibilità. La notizia, ripresa da alcuni quotidiani oggi, aprendo a cascata le polemiche. Tra questi anche Marco Gervasoni docente dell’Università del Molise (noto alle cronache per aver pubblicato tweet offensivi nei confronti della senatrice a vita Liliana Segre) che sempre su Twitter commenta “Mitica la definizione che ne diede in un talk show anni fa Sapelli ” gnocca senza testa”. Aspettatevi un Sanremo pro clandestini, pro islam, pro lgbt, pro utero in affitto, pro sardine, pro investitori d’auto (purché con suv)”.Ma c’è chi difende la giornalista e argomenta: “Grazie #Amadeus per aver scelto #RulaJebreal, stai mandando in tilt i cervelli dei razzisti perché è una donna, straniera, che ha detto chiaramente che l’Italia è un paese fascista. Spero faccia qualche discorsetto durante il festival”.

Figli, ultimo film di Mattia Torre, esce il 23 gennaioCon Paola Cortellesi e Valerio Mastandrea

31 dicembre 201913:53

Figli è l’ultimo film scritto dal compianto Mattia Torre, prematuramente scomparso dopo aver a lungo combattuto con tenacia una lunga malattia, portato sullo schermo da Giuseppe Bonito. Il film uscirà nelle sale il 23 gennaio con Vision Distribution. Protagonisti della pellicola Paola Cortellesi e Valerio Mastandrea che interpretano Sara e Nicola, una coppia innamorata e felice. Sposati da tempo, hanno una figlia di sei anni e svolgono con passione le professioni che hanno scelto. Tutto perfetto fino a quando l’arrivo del secondo figlio li farà scontrare con qualcosa che non avevano previsto… Nel cast, accanto a Cortellesi e Mastandrea, Stefano Fresi, Valerio Aprea, Paolo Calabresi, Andrea Sartoretti, Massimo de Lorenzo, Gianfelice Imparato, Carlo de Ruggeri.
Scritto da Mattia Torre e diretto da Giuseppe Bonito, Figli è prodotto da Lorenzo Mieli e Mario Gianani, una produzione Wildside – The Apartment, parte del gruppo Fremantle, e Vision Distribution.

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ALLE 15:58 DI LUNEDì 30 DICEMBRE 2019

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Paul Feig re della commedia ama le donne
Regista Usa di Last Christmas, ‘Ora però un film di mostri’

CAPRI29 dicembre 2019 16:30

– Paul Feig è un re della commedia che ama le donne, le racconta, ci lavora, le produce e da tempi non sospetti. Premiato a ‘Capri, Hollywood’ per ‘Last Christmas’ il regista americano de ‘Le amiche della sposa’, che firmò anche il ‘Ghostbuster’ al femminile, racconta come si lavora con Emilia Clarke ed Emma Thompson e sogna una storia romantica da ambientare sull’isola azzurra. Ma solo dopo ”un film di mostri top segret per la Universal che spero di girare entro il 2020”.
”Mi piace raccontare l’amicizia al femminile, anzi preferisco che lo facciano direttamente le donne. Con la mia casa di produzione cerco di sostenere le autrici, le registe, ma anche tutte le professionalità impegnate nei ruoli tecnici di un film.
In questo senso le piattaforme possono fare molto e offrire tante opportunità per farsi conoscere, sono assolutamente favorevole” dice Feig autore anche di serie tv di successo.
Ha fatto cantare Emilia Clarke in una delle scene cult del film di Natale ispirato alla celebre canzone di George Michael.
”Vedendola nel ‘Trono di spade’ mi sembrava una persona più seriosa invece lei è davvero divertente e sa cantare, come ha dimostrato anche in uno spot pubblicitario. E pensare che all’inizio non voleva farlo! Ho convinto io Emma Thompson, autrice della sceneggiatura, a recitare nel ruolo della madre, mi sembrava assurdo che una delle più grandi attrici al mondo si limitasse a stare accanto a me sul set. Perchè a me piace che gli autori siano sempre coinvolti nella lavorazione. Questo progetto nasce otto anni fa proprio da lei e parte dalla famosa canzone, poi via via la storia stessa ci ha suggerito di aggiungere le altre, in tutto quindici, alcune non le conoscevo.
Non è stato facile per i diritti ma la volontà di tutti era trovare un accordo e così è stato, in modo da valorizzare questa bella eredità musicale”. Capri più romantica della Londra splendente del suo ultimo film? Feig non si sbilancia. ”Da un ventennio vengo qui ogni estate, qualche anno un matrimonio pazzesco è durato tre giorni e ha coinvolto tutta l’ isola, dalla piazzetta al Faro. E questa potrebbe essere proprio una bella idea per una commedia”. Ora però è tempo di mostri ”sulla scia di vecchi miti come Dracula ma probabilmente ne inventerò anche di nuovi” si limita ad anticipare. Tornando alle donne e il cinema, argomento che tiene banco quest’anno al festival prodotto da Pascal Vicedomini e presieduto dalla regista Francesca Archibugi, lei pensa che il movimento #Metoo abbia contribuito a rendere le donne più influenti nell’industria Usa? ”Certo, e di tutto quello che e successo voglio trarre un bilancio positivo. Non si poteva più chiudere gli occhi sulla differenza abissale tra uomini e donne nel mondo del cinema, su una situazione non equa. Certe inchieste hanno acceso un faro”.

Le note del jazz per funerale Mario GuidiA Foligno l’addio al manager di alcuni dei più grandi artisti

FOLIGNO29 dicembre 201919:24

– Il suono dei Funk Off che colora di note l’uscita della bara: con questo accompagnamento musicale si sono conclusi i funerali di Mario Guidi. Tutto il mondo del jazz italiano è arrivato a Sterpete, piccola frazione di Foligno, per dare l’ultimo saluto al manager di alcuni dei più importanti artisti jazz.
Un pioniere in questo mondo, come è stato ricordato nei giorni scorsi dopo la sua prematura scomparsa. Ed i più grandi erano tutti lì, insieme al figlio Giovanni che avrebbe dovuto suonare ad Orvieto per Umbria jazz winter ma il concerto del quale è stato annullato proprio per la morte del padre. Da Enrico Rava a Stefano Bollani, da Paolo Fresu a Fabrizio Bosso, solo per citarne qualcuno, non sono quindi voluti mancare.
Presenti anche per Umbria jazz l’amico Carlo Pagnotta e Giampiero Rasimelli.

Libro del giorno: al museo tra baci e silenzi parlanti22 scrittori racconta la visita al museo che più hanno amato

30 dicembre 201911:32

– AA. VV. ”PEZZI DA MUSEO” a cura di MAGGIE FERGUSSON (ADELPHI, pp. 270, 16,00 euro).
Ci sono silenzi che parlano e poi si sciolgono in musica e gesti fissati per sempre nel marmo che riprendono vita e diventano sensuali e coinvolgenti, come ci sono immagini che prendono la parola rispecchiandosi in pagine di grandi romanzieri classici. Accade durante la visita a un museo da parte di scrittori che vanno da Roddy Doyle a Dan Paterson, da Ali Smith e Tim Winton a Julian Barnes o William Boyd e molti altri, passando dalla Frick Collection di New York all’Opificio delle pietre dure di Firenze, dal Musée Rodin di Parigi al Leopold Museum di Vienna, ma anche il grande Prado di Madrid, come la piccola Villa San Michele a Capri o il Museo degli ABBA a Stoccolma.
Oggi i musei, spesso grandiosi edifici spettacolari, sono sempre più arricchiti da interventi elettronici per esaltare e suscitare il coinvolgimento dei visitatori, abituati al Web e alla velocità di rapide visioni ad effetto. Un tempo avevano comunque la loro interattività, come l’ha qualsiasi opera d’arte, da un quadro a un libro, se la osservi con attenzione e ti fai coinvolgere dalla verità della sua creazione artistica, che ti parla del passato nel tuo presente che guarda al futuro.
Questo libro, firmato da ventidue grandi scrittori che ci parlano ognuno del loro museo più amato, spesso un museo minore, vuol farci riscoprire quel rapporto più profondo, emozionante e senza filtri tra chi osserva e chi ha creato qualcosa magari secoli prima, tramandandoci la sua percezione del mondo.
Naturalmente qualcosa nel tempo è cambiato e i luoghi d’esposizione di una volta, che avevano fatto assumere alla parola museo nel senso corrente quell’idea di noia, di polveroso, di poco senso, ora sono luoghi luminosi, accoglienti, con le opere ben esposte, magari anche in modo abbastanza spettacolare, e spiegate senza sussiego (si pensi alla trasformazione da sorta di magazzino ottocentesco alla realtà attuale che gioca su spazi e luci del Museo Egizio di Torino).
Così è nata l’idea di far tornare scrittori (non studiosi d’arte) in musei che li avevano suggestionati da giovani per rivisitarli e raccontare cosa gli piaceva adesso, intrecciandolo con i fili della memoria, come spiega la curatrice del volume Maggie Fergusson. Ecco così dei luoghi con un senso particolare, dei contenitori di opere che si espongono e arrivano a noi come messaggi dal passato, che suscitano riflessioni particolari in questi visitatori d’eccezione, riflessioni storiche e culturali, riflessioni emotive, generali come legate alla propria esperienza o ricerca personale.
Bernes ci racconta il suo rapporto con la musica e in particolare ”la fredda eppure turbolenta melanconia” che da adolescente scopre in quella del compositore finlandese Sibelius, tanto da voler un giorno visitare fuori Helsinki la sua casa-museo per capire, nel luogo di incontro tra arte colta e vita pratica, la scelta del silenzio fatta a un certo punto da questo musicista o scoprire i colori dei mobili della sua cucina per lui corrispondenti a una tonalità musicale (per esempio: verde/Fa maggiore, giallo/Re maggiore). Diversissima e molto divertente, per restare in ambito musicale, invece la visita al museo ABBA di un giornalista della BBC, Watthew Sweet, sulle tracce delle popstar celebri per un successo mondiale come ‘Mamma mia!”, ricordando momenti della propria vita di ragazzo legati all’ascoltato dei loro dischi.
Solo per fare qualche altro esempio, ecco allora la scrittrice inglese Allison Pearson (”Ma come fa a far tutto?”, bestseller diventato film con Jessica Parker) che si sente rimescolare tutta davanti al celebre ”Bacio” di Rodin, scultura che la riporta all’emozione della sua prima ”goffa e coinvolgente pomiciata con Dave sulla bitorzoluta brandina di un dormitorio” durante una gita scolastica a Parigi: ”Il primo bacio non si scorda mai”. E se John Lanchester al Prado, davanti al ‘Trionfo della morte’ di Bruegel, capisce che chiunque, anche la persona più digiuna d’arte, capirebbe che si tratta e cosa è un capolavoro, Ali Smith va alla riscoperta della villa di Alex Munthe a Anacapri coinvolta da quel casalingo museo senza etichette, ”luogo così splendido, colorato e luminoso, in cui l’enigma più che mai implica l’oscurità. Munthe non voleva la musealità, voleva il gesto leggero e birichino, il vitale cambiamento di forma, l’atto dell’immaginazione”.

Hit parade, 2019 chiude nel segno di Tiziano FerroSeguono Mina e Ivano Fossati e poi 23 6451 Tha Supreme

30 dicembre 201911:32

E’ Tiziano Ferro con Accetto miracoli l’album più venduto nell’ultima settimana del 2019,. Il disco, uscito il 22 novembre su etichetta Virgin Records (Universal Music Italia), era entrato direttamente al primo posto della top ten. In seconda posizione troviamo la coppia storica Mina e Ivano Fossati con l’album che porta i loro nomi e che è anche terzo tra i vinili. Entra direttamente al terzo posto tra gli album più venduti 23 6451 album di esordio del rapper che ama le felpe viola, Tha Supreme, seguito da Persona di Marracash che ha contribuito anche al suo lavoro. Ancora il meglio di Cremonini in quinta posizione e Non Stop Live di Vasco Rossi in sesta. Settimo è Ultimo con Colpa delle favole e il primo album natalizio lo troviamo solo in ottava posizione con Christmas di Michael Bublè. Doc di Zucchero è nono e chiudono la top ten i Coldplay con Everyday Life. Si tratta degli album più venduti nella settimana dal 20 al 26 dicembre. Al primo posto tra i singoli troviamo Blun7 A Swishaland ancora di THA SUPREME. Mentre al vertice dei vinili chiude l’anno una mitica doppietta dei Pink Floyd, con rispettivamente The Dark Side Of The Moon e The Wall. Teneroni invece i bambini dello Zecchino d’oro che dominano la classifica delle compilation più vendute della settimana. Questa la classifica della settimana dal 20 al 26 dicembre secondo le stime di Fimi/Jfk Italia:1 1 5 ACCETTO MIRACOLI TIZIANO FERRO VIRGIN UNIVERSAL MUSIC2 2 5 MINA FOSSATI MINA & IVANO FOSSATI PDU SONY3 3 6 23 6451 THA SUPREME EPIC SONY4 5 8 PERSONA MARRACASH ISLAND UNIVERSAL MUSIC5 4 4 CREMONINI 2C2C THE BEST OF CESARE CREMONINI VIRGIN UNIVERSAL MUSIC6 6 3 VASCO NONSTOP LIVE VASCO ROSSI VIRGIN UNIVERSAL MUSIC7 8 38 COLPA DELLE FAVOLE ULTIMO HONIRO BELIEVE8 13 6 CHRISTMAS MICHAEL BUBLÈ WARNER BROS WMI9 11 7 D.O.C. ZUCCHERO POLYDOR UNIVERSAL MUSIC10 10 5 EVERYDAY LIFE COLDPLAY COLDPLAY / PLG 3P WMI11 9 5 THE CHRISTMAS PRESENT ROBBIE WILLIAMS COLUMBIA SONY

Musei, il 5 gennaio torna la domenica gratuitaDa Pompei al Colosseo, da Caserta agli Uffizi: aperti gratis

30 dicembre 201913:31

– Il 2020 si apre all’insegna dell’arte con un lungo fine settimana inaugurato dalla #domenicalmuseo il 5 gennaio con l’ingresso gratuito in tutti i musei e i parchi archeologici dello Stato e dei tanti comuni che aderiscono all’iniziativa. L’elenco degli istituti coinvolti è visibile su http://www.beniculturali.it/domenicalmuseo.
Lunedì 6 gennaio si terrà poi l’apertura straordinaria dei luoghi della cultura statali in occasione dell’Epifania, con i consueti orari e tariffe.
Per la prima domenica gratuita del nuovo anno, la campagna digitale del MiBACT sarà dedicata alla seconda edizione di Fumetti nei Musei in mostra gratuitamente per il periodo delle festività all’Istituto della Grafica di Roma, mentre una calza speciale, scelta tra le opere conservate nel museo della pubblicità Salce di Treviso, segnerà sui social l’apertura straordinaria dei musei nel giorno della befana. VAI A TUTTE LE NOTIZIE DELLA REGIONE PIEMONTE

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Capodanno: da Potenza “L’anno che verrà” Rai 1, “una festa”
“Ritmo radiofonico”, da piazza Mario Pagano conduce Amadeus

POTENZA30 dicembre 201913:31

– “Una grande festa, dal ritmo radiofonico” che sarà trasmessa in diretta da Potenza, dove oggi sta nevicando: per domani, in occasione del Capodanno di Rai 1 “L’anno che verrà”, condotto in piazza Mario Pagano da Amadeus, è comunque previsto un netto miglioramento. Stamani, la trasmissione della sera di San Silvestro – in diretta anche su Rai Radio 1 – è stata presentata in una conferenza stampa nella Sala degli Specchi del Teatro Stabile del capoluogo lucano.
Con la regia di Maurizio Pagnussat, la serata (presentata stamani in una conferenza stampa) sarà aperta dagli Stadio con l’omaggio a Lucio Dalla. Nel cast “fortissimo”, hanno sottolineato Amadeus e il capo struttura di Rai 1, Angelo Mellone, anche Al Bano e Romina, Gigi D’Alessio, Cristiano Malgioglio la potentina Arisa, Benji & Fede, Elettra Lamborghini, Marco Masini, gli otto finalisti di Sanremo Giovani, Antonella Ruggiero, The Kolors, Riccardo Fogli, Rocco Hunt, Fausto Leali, Alberto Urso, Ivan Cattaneo, Orietta Berti e Paolo Vallesi.

l’Utopia di Ronconi per Ida Bassignanoregista e autrice è scomparsa improvvisamente il 20 dicembre

30 dicembre 201913:36

– IDA BASSIGNANO, ”L’UTOPIA DI LUCA RONCONI” (IANIERI, pp. 128 + 10 di fotografie – 15,00 euro).
Mentre ”Utopia” si rappresenta a Parigi (per la precisione al Parc Floreal di Vincennes per il Festival d’Automne), ”il 2 novembre 1975 si diffonde la notizia dell’uccisione di Pier Paolo Pasolini. Facciamo un minuto di silenzio prima della nostra ultima rappresentazione” scrive Ida Bassignano, scomparsa improvvisamente venerdì 20 dicembre, a pochi giorni dall’uscita di questo suo libro dedicato a quello storico spettacolo di Luca Ronconi, di cui fu allora assistente regista, continuando a farlo nel 1981 per ”L’uccellino azzurro” di Metterlinck e, alla Scala, per ”Opera” di Luciano Berio, prima di firmare allestimenti in proprio.
”Concludiamo le repliche e partiamo. Finisce ‘Utopia’, ma finisce anche un’epoca: una fine che verrà definitivamente consolidata con l’assassinio di Moro tre anni dopo – conclude la Bassignano – Non finisce però Ronconi, oramai riconosciuto genio teatrale, che prosegue la sua ricerca prima con il Laboratorio di Prato, poi al riparo nelle Istituzioni degli Stabili di Roma e Torino, per approdare infine stabilmente al Piccolo di Milano”.
”Utopia”, presentata prima alla Biennale di Venezia e poi in prima nazionale a Prato il 25 settembre 1975, era uno spettacolo costruito su cinque commedie di Aristofane, rileggendo le quali reinventa quel suo spirito paradossale, critico e provocatorio verso i difetti e le storture degli uomini e soprattutto della società del proprio tempo, portando istanze, aspetti, realtà dei primi anni ’70 in una sorta di sfilata lungo una strada come il corteo di una manifestazione che chiede cambiamenti sperando in una società migliore, portando in scena e in uno spazio altro, simbolico, la propria utopia. Il tutto con un impegno e una creatività in grande, come senza limiti, rivoluzionaria, dopo la rottura degli schemi tradizionali con il suo ”Orlando furioso” del 1969. Così fanno parte dello spettacolo, di questa ”Utopia” in tutti i sensi, del fare e ideologica, assieme a 33 attori e vari arredi (compresi 25 lettini da ospedale con ruote), sei automobili, un pulmino, un camion e persino un Piper, un piccolo aereo, che scorrevano lungo i 60 metri di una strada-spazio scenico, larga una decina, con gli spettatori seduti in tribune ai due lati.
Insomma, una vera avventura artistica e produttiva, che segnò un momento apicale e di non ritorno, in anni in cui la contestazione civile, la ribellione giovanile e operaia stava cambiando e, in alcune frange, prendendo la via clandestina della violenza e delle armi.
Di questo lavoro e dello spettacolo, perse le copie di un documentario del fratelli Frazzi, a parte varie foto e spezzoni di un filmato di una parta della prova generale molto rovinato e dal suono incomprensibile, non è rimasto nulla. Il libro di ricordi e testimonianza in prima persona di questa signora delle nostre scene, laureata Torino nel 1965, formatasi all’estero e nella cantina d’avanguardia del Beat 72 a Roma prima del’incontro con Ronconi, poi raffinata regista in proprio in teatro, ma anche molto per la radio Rai, e infine scrittrice con lo pseudonimo di Maria d’Berloc, è quindi importante per intuire e ricostruire atmosfera e fatti, per rendersi conto di quanto il teatro potesse essere ancora al centro della vita politica e culturale. Per aiutare a capire tutto questo, il volume si chiude con una conversazione tra due testimoni di allora e studiosi di teatro, Gianfranco Capitta e Ferdinando Taviani. Quindi, queste di Ida Bassignano, sono pagine davvero molto interessanti e abbastanza vivaci tanto da riuscire a comunicare e far capire, anche a un giovane che non ha vissuto quegli anni, cosa sia stato l’arrivo di Ronconi sulle scene italiane, cosa abbia rappresentato la sua voglia di sperimentare, di rompere gli spazi e i confini tradizionali di una rappresentazione, il suo pensare spettacolarmente in grande, tanto in grande da creare una mitologia su certi aspetti tecnici e finaziari del suo lavoro, comunque di alto livello.

App single blocca Sharon Stone, pensavano a fakeL’attrice alla ricerca della sua metà

30 dicembre 201914:44

– Anche l’attrice Sharon Stone frequenta le app di incontri, ma in molti hanno pensato che il suo profilo fosse un fake, tanto che l’applicazione in questione – Bumble – le ha bloccato l’account. La star di Basic Instinct è ricorsa a Twitter per protestare ed è stata subito riammessa, con gli auguri della direttrice editoriale Clare O’Connor: “Spero che tu possa trovare il tuo tesoro”. “… hanno chiuso il mio account. Alcuni utenti hanno riferito che non potevo essere io! – ha twittato l’attrice 61enne ai suoi 127.291 follower, secondo quanto riporta la Bbc online -. Ehi @bumble, mi stai escludendo?…”. Ma il blackout è durato poco: “Fidati di noi, sicuramente ti vogliamo sull’alveare”, le ha risposto O’Connor.
Sharon Stone è stata sposata due volte: prima con il produttore Michael Greenburg e poi con il giornalista Phil Bronstein, dal quale ha divorziato nel 2004. E in passato non ha fatto segreto del suo status di single: nel 2014 ha detto di essere “disponibile per appuntamenti” e l’anno scorso, durante il Late Late Show con James Corden ha svelato di essere ancora alla ricerca della sua metà svelando “mi piacciono alti”

Capri, Quentin Tarantino Regista dell’anno’C’era una volta a Hollywood, produttrice McIntosh: ‘Sarà felice’

30 dicembre 201915:12

– Quentin Tarantino per ‘C’era una volta a Hollywood’ ha vinto il premio ‘Best Director’ 2019 alla 24/a edizione di ‘Capri, Hollywood – The International film fest’: il riconoscimento, annunciato a sorpresa da Pascal Vicedomini, fondatore e produttore del festival, è stato consegnato da un nutrito gruppo di premi Oscar alla produttrice Shannon McIntosh già insignita del titolo ‘produttore dell’anno’. Il film è tra i favoriti nella corsa alle statuette 2020 e a tutti gli awards internazionali: conta già cinque nomination ai Golden Globes ( tra cui miglior film e regia e per gli attori Brad Pitt e Leonardo Di Caprio), 4 le candidature ai SAG e 12 ai Critics Choice Award.’ ‘Tarantino sarà felicissimo di ricevere questo premio dall’Italia, come sapete è un paese che lui adora. Lo consegnerò personalmente al mio rientro. Ho lavorato Quentin anche per ‘The Hateful Eight’, ‘Django Unchained’ e ‘Grindhouse’ – ha raccontato la produttrice americana – posso solo dire ed è un vero piacere essere sul set con lui”.

Gennaio al San Carlo, Muti e Tosca De AngelisTorna il maestro il 19 per Concerto d’Imprese, dal 22 l’opera

NAPOLI30 dicembre 201915:16

– Sarà il Teatro di San Carlo ad ospitare la prima data del tour italiano di Riccardo Muti con la Chicago Symphony Orchestra domenica 19 gennaio alle 19. In programma la Suite da Romeo e Giulietta di Sergej Prokof’ev e la Sinfonia n. 9 in mi minore “Dal Nuovo Mondo” di Antonín Dvorák.
Tosca di Giacomo Puccini sarà invece l’opera che aprirà il 2020 operistico del massimo napoletano (dal 22 al 29 gennaio) in una nuova produzione molto attesa, perché porterà la firma di Edoardo De Angelis, regista cinematografico che affronta per la prima volta il palcoscenico lirico. Un inizio di 2020 da non perdere quindi per gli appassionati, a cominciare dall’appuntamento con Muti ad appena un anno di distanza dal ‘Così fan tutte’ della Stagione 2018-2019. Muti sarà nuovamente a Napoli, questa volta alla guida dell’Orchestra del Teatro di San Carlo, a novembre 2020.
L’evento del 19 gennaio rientra in Concerto d’Imprese, progetto di potenziamento della Stagione Sinfonica.

Su Rai1 il concerto di Capodanno dalla FeniceSms solidali e Art Bonus per sostegno teatro dopo acqua alta

VENEZIA30 dicembre 201915:40

– È il grande direttore coreano Myung-Whun Chung il protagonista della 17/a edizione del Concerto di Capodanno dal Teatro La Fenice di Venezia, che Rai Cultura propone mercoledì 1° gennaio alle 12.20 in diretta su Rai1 e in replica alle 18.30 su Rai5. Sul palco, insieme all’Orchestra e al Coro della Fenice, saliranno il soprano Francesca Dotto, il tenore Francesco Demuro, il baritono Luca Salsi e il contralto Valeria Girardello. In programma una selezione di pagine dal repertorio operistico più amato: dai quartetti “Bella figlia dell’amore” da Rigoletto di Verdi e “O Mimì, tu più non torni” dalla Bohème di Puccini al passo corale “Padre augusto” da Turandot di Puccini, ma anche brani sinfonici come la Suite di Rota da ‘Amarcord’ di Fellini. Il concerto, aperto dal ‘Sanctus’ dal Requiem di Verdi, sarà anche l’occasione per aiutare la Fenice nei restauri dopo la grande acqua alta del 12 novembre, attraverso sms solidali (al 45505, solo dall’1 al 5 gennaio) e il classico canale dell’Art Bonus.

Box Office: Pinocchio vince, tre italiani al topTerzo Il Primo Natale, quinta La dea Fortuna

30 dicembre 201910:39

– E’ Pinocchio di Matteo Garrone, con il premio Oscar Roberto Benigni nei panni di uno straordinario Geppetto, a dominare il box office della settimana di Natale, con un incasso di 5.335.839. In seconda posizione il divertente nuovo capitolo di Jumanji: The next level warner che raggiunge in cinque giorni di programmazione 4.945.993. Terzo a distanza ravvicinata un altro film italiano, Il Primo Natale di Ficarra e Picone, con 4.554.611. Scende dalla prima alla quarta posizione Star wars: L’ascesa di Skywalker con un incasso di 3.301.140. In quinta posizione troviamo ancora un film italiano, ovvero La Dea Fortuna di Ferzan Ozpetek con 2.448.098. Tre italiani nella top five per Natale.

Blockbuster 2020, fra 007 e Vedova neraMulan live action. Jolie ‘sovrumana’, Cruise/Maverick

30 dicembre 201913:56

– L’ultima volta di Daniel Craig come 007 in No time to die di Cary Fukunaga, 25/0 film su James Bond, qui richiamato in servizio contro un villain estremamente pericoloso (Rami Malek). Il ritorno a 34 anni da Top Gun, di Tom Cruise nel ruolo dello spericolato asso del volo Maverick (dirige Joseph Kosinski). L’ormai famigliare ondata di supereroi e supercattivi Marvel e Dc, con in prima fila le donne (anche alla regia): Vedova nera /Scarlett Johansson, stavolta assoluta protagonista in Black Widow di Cate Shortland; la ‘cattiva ragazza’ Harley Quinn/Margot Robbie in Birds of prey di Cathy Yan; Wonder Woman/ Gal Gadot in un’avventura, sempre diretta da Patty Jenkins, ambientata nel 1984, Angelina Jolie fra gli esseri sovrumani di The eternals di Chloé Zhao. Sono fra i blockbuster live action che puntano a riempire le sale nel 2020.
Intanto il 2019 si chiude in Usa e Canada con un calo al botteghino del 4% mentre in Italia, sono saliti sia incassi che spettatori. Tra i kolossal, dalla Disney arriva un altro remake live action di un film animato, con Mulan, per la regia di Niki Caro. Protagonista Yifei Liu, che qualche mese fa si è attirata haters sui social e l’avvio di una campagna di boicottaggio del film, dopo un suo post di appoggio all’azione della polizia di Hong Kong contro i manifestanti. Tornano gli inseguimenti adrenalinici di Dom Toretto (Vin Diesel), insieme a amici e nemici (nel cast anche Charlize Theron e Helen Mirren) in Fast & Furious 9 di Justin Lin. Si ripresenta in Bad Boys for life di Adil El Arbi e Bilall Fallah, la coppia di divertenti e spericolati amici poliziotti, composta da Will Smith e Martin Lawrence. E’ già accidentato (visto il flop negli Usa) il percorso del reboot, diretto da Elizabeth Banks delle ‘Charlie’s Angels’, Kristen Stewart, Naomi Scott e Ella Balinska.

Guida ai ‘ponti’ del 2020 da sfruttare, tra arte e relaxWeekend, minivacanze e viaggi con pochi giorni di ferie

URBINO29 dicembre 201917:52

Il prossimo anno si potrà viaggiare o trascorrere lunghi weekend di riposo: con soli 8 giorni di ferie si potrà fare infatti un intero mese di vacanza. Se volete programmare le partenze, ecco una breve guida ai ponti del 2020. Si parte subito il 6 gennaio che cade di lunedì, un’ottima occasione per prolungare le vacanze di fine anno o per organizzare un fine settimana in giro per l’Italia tra manifestazioni folcloristiche, parate dei Re Magi o semplicemente per proseguire con le sciate in montagna. Oppure approfittare dei festeggiamenti a Urbino per il cinquecentesimo anniversario della morte di Raffaello Sanzio: alla Galleria nazionale delle Marche si può vedere la mostra “Raffaello e gli amici di Urbino” che, fino a fine mese, racconta l’ambiente artistico in cui crebbe il geniale artista del Rinascimento.
Il Carnevale comincia il 20 febbraio, giovedì grasso: in ogni angolo d’Italia si celebra con sfilate in maschera e feste per grandi e piccini; tra i festeggiamenti più belli spiccano quelli di Viareggio, Ivrea e Venezia. E’ un’ottima occasione per organizzare una mini vacanza in Italia alla scoperta di antiche tradizioni, ma è anche il periodo migliore per programmare una settimana bianca con tutta la famiglia. Pasqua si festeggia il 12 aprile, consentendo di fare una mini vacanza primaverile prima del 25, giorno della Liberazione, che, purtroppo, cade di sabato. Per le vacanze di Pasqua in Italia si può scegliere una destinazione artistica, come Parma, capitale italiana della cultura, o Livorno che celebra i 100 anni dalla scomparsa del pittore Amedeo Modigliani. Oppure, ancora, Rimini con i 100 ani dalla nascita di Federico Fellini con mostre e spettacoli dedicati. Il primo maggio, festa dei lavoratori, cade di venerdì: è un lungo fine settimana da sfruttare in qualche città d’arte o al mare per passeggiate e i primi bagni di sole. Un suggerimento è di recarsi a Cervia per il 40esimo festival internazionale degli aquiloni: dal 24 aprile al 3 maggio migliaia di aquiloni di ogni forma e colore, creati da oltre 200 artisti del vento, voleranno nel cielo della lunga spiaggia di Pinarella. In programma gare, acrobazie e laboratori di costruzione per bambini, mostre, esibizioni e un mercatino di aquiloni e sculture gonfiabili.
La festa della Repubblica si festeggia il 2 giugno che è un martedì ed è un’ottima occasione per prolungare il weekend e andare al mare o in montagna per qualche giorno di benessere o di attività sportive. Al mare dell’isola d’Elba, per esempio, o sulle Dolomiti di Brenta per chi ama andare in mountain bike sui numerosi chilometri di tracciati ciclabili panoramici come quello che sale a Patascoss, tappa del giro d’Italia, passa per Malga Ritort e torna a Madonna di Campiglio.
Meno fortunate sono le feste del 15 agosto e del primo novembre che cadono, rispettivamente, di sabato e di domenica. Bisogna aspettare l’8 dicembre che è un martedì e che consente di fare un lungo ponte prima delle vacanze di Natale. E’ un’ottima occasione per fare i primi acquisti nei più bei mercatini natalizi: da Merano a Trento, da Livigno ad Aosta e, all’estero, dal Tirolo all’Alsazia, lungo tutto l’arco alpino.
Infine c’è Natale che nel 2020 cade di venerdì, proprio come san Silvestro: allungando il fine settimana consente di organizzare una mini vacanza sulla neve, nella scintillante New York, o Singapore per chi preferisce l’Oriente, o al caldo di qualche resort sulle spiagge più esotiche dei Caraibi o di Capoverde, in Africa.

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Riley, sesto capitolo della saga delle Sette Sorelle
In libreria il 2 gennaio per Giunti

29 dicembre 2019 11:48

LUCINDA RILEY, LA RAGAZZA DEL SOLE (GIUNTI, PP 912 , EURO 19,80). Arriva in libreria il 2 gennaio Il sesto capitolo della saga delle Sette Sorelle di Lucinda Riley che ci porta dai grattacieli di New York alle pianure del Kenya degli anni ’40. Un romanzo epico, indimenticabile. E’ il romanzo epico ‘La ragazza del sole’, pubblicato da Giunti in cui incontriamo Electra D’Aplièse, una delle modelle più famose del mondo, bellissima, ricca e desiderata. Ma dietro l’immagine glamour e la fastidiosa attenzione dei paparazzi si nasconde una donna fragile, che fatica a reggere lo stress di un ambiente in cui contano solo le apparenze.
Electra è la più giovane delle sorelle e mentre tutte le altre sembrano aver superato la morte del padre e trovato la felicità, lei si sente sempre più persa e sola. E così si rifugia in alcol e droghe, specialmente da quando è stata mollata dal suo fidanzato. Ma c’è qualcuno che sta cercando di entrare a far parte della sua vita e tenta di contattarla in tutti i modi; si tratta di Stella Jackson, noto avvocato impegnato nella difesa dei diritti umani, che dice di essere sua nonna.
La Riley, nata in Irlanda, ha iniziato la sua carriera come attrice per il cinema, il teatro e la tv e ha pubblicato il suo primo libro a 24 anni. I suoi romanzi hanno venduto oltre 20 milioni di copie e sono tradotti in 39 Paesi. Dalla saga delle Sette Sorelle verrà tratta una serie tv prodotta a Hollywood.

‘La traversata’ di un sopravvissuto a Charlie HebdoEsce l’8 gennaio il commovente racconto di Philippe Lancon

29 dicembre 201912:38

– PHILIPPE LANCON, LA TRAVERSATA (EDIZIONI E/O, PP 480, EURO 19,00). A cinque anni dall’attentato nella redazione di Charlie Hebdo, arriva in Italia ‘La Traversata’ di Philippe Lancon, collaboratore del giornale satirico francese, sopravvissuto all’attacco di matrice islamistica in cui 12 persone sono morte e 11 sono rimaste ferite. Philippe quel 7 gennaio del 2015 viene ferito alla mano da una pallottola e un’altra gli porta via la mandibola destra, parte del labbro inferiore e i denti.
Ne ‘La Traversata’, che arriva nelle nostre librerie l’8 gennaio per le Edizioni E/O, nella traduzione di Alberto Bracci Testasecca, che in Francia ha venduto più di 350.000 copie , ha vinto il Prix Fémina, e del Prix Renaudot Special, Lancon, che ha affrontato 9 mesi di ospedale e 15 operazioni, compie un viaggio nella sua ricostruzione fisica e mentale. Un percorso nella memoria tra personaggi reali e letterari da Francois Hollande a Mario vargas llosa a Prosut alla chirurga Chloe, l’infermiera Annette e il dottor Hossein.
Il giornalista e scrittore , nato nel 1963 a Vanves, non parla tanto del terrorismo islamico ma di quello spazio-tempo intermedio sospeso tra la vita di prima che non esiste più e la vita dopo, che deve ancora cominciare. Una dimensione in cui il ricordo si mischia con la realtà e con l’allucinazione.

Rocco Schiavone in ‘Ah l’amore l’amore’ di ManziniIn libreria il 9 gennaio per Sellerio

29 dicembre 201915:54

ANTONIO MANZINI, AH L’AMORE L’AMORE (SELLERIO, PP 352). Rocco Schiavone indaga da un letto d’ospedale nel nuovo romanzo di Antonio Manzini ‘Ah l’amore l’amore’ che arriva in libreria il 9 gennaio e inaugura il 2020 di Sellerio.
Le avventure dell’anticonformista vicequestore, che nella fortunata serie in onda su Rai2 è interpretato da Marco Giallini, riprendono dall’ultima pagina del precedente libro, ‘Rien ne va plus’, dove lo abbiamo lasciato ferito in un lago di sangue. Un proiettile ha colpito Rocco in un conflitto a fuoco, ha perso un rene ma non per questo è meno ansioso di muoversi. Nello stesso periodo in cui lui è in ospedale, durante un intervento chirurgico simile al suo, un altro paziente perde la vita: Roberto Sirchia, un ricco imprenditore che si è fatto da sé. La vedova e il figlio di Sirchia puntano il dito contro la malasanità. Ma, una sacca da trasfusione con il gruppo sanguigno sbagliato, agli occhi di Rocco che si annoia e non può reprimere il suo istinto di sbirro, è una disattenzione troppo grossolana. E poi il vicequestore è profondamente grato all’uomo che sarebbe il responsabile numero uno dell’errore, cioè il primario dottor Negri, malinconico e disincantato come lui. E così, con il suo stile dissacrante Rocco comincia a guidare l’indagine dai corridoi dell’ospedale. Ma il movente va cercato fuori. Schiavone ha quasi cinquant’anni, certe durezze si attenuano, forse un amore si affaccia.

Littizzetto cade in strada, braccio e gamba ingessatiL’incidente raccontato dalla stessa attrice sul suo profilo Instagram

TORINO29 dicembre 201914:32

“No comment. Volata per la strada. Rotula e polso”. E’ l’incidente capitato Luciana Littizzetto a Torino come lei stessa ha rivelato sul suo profilo Instagram. L’attrice torinese ha pubblicato una fotografia in cui la si vede seduta su un letto con un braccio e una gamba completamente avvolte da fasciature. L’immagine, dove si mostra sorridente e con il pollice alzato, è corredata da un commento ironico: “E buona fine e buon principio”.
In poche ore il post ha raccolto oltre 155 mila like e 16 mila messaggi di affetto e di auguri.

L’Eduardo di Pasqual perde la sua grande magiaspettacolo di qualità visive ma senza vera umanità

29 dicembre 201914:06

– La delicatezza, la malinconia esistenziale, la sfida e la tragica ironia che caratterizzano i grandi, umanissimi personaggi di Eduardo De Filippo, non sono facili da portare in scena anche dimenticando la grande lezione dello stesso autore. E tanto più questo appare evidente quando si abbandona la lingua napoletana e si affronta il suo testo più italiano, ‘La grande magia’, ora proposta per le feste al Teatro Argentina sino al 5 gennaio in una produzione dello Stabile di Napoli con la regia del catalano Lluis Pasqual, affascinato dal meccanismo e il gioco spettacolare di quel testo, di cui però non coglie le sfumature e la dolorosa, paradossalmente ironica umanità. Così il bravo Claudio Di Palma, nonostante l’impegno e qualità che mette nello scavare la ‘corda pazza’ del suo Calogero Di Spelta, si troverà spiazzato, non trovando sino in fondo il tono giusto, visto che tutto si appiattisce più sulla dialettica e le mistificazioni spettacolari del mago Marvuglia, ben reso in questo senso da Nando Paone.
Tra echi di tanto Pirandello, ma anche di Cechov, Eduardo, con questo lavoro che affascinò anche Strehler, vuol qui dimostrare come la speranza e l’illusione siano una necessità di sopravvivenza nei confronti delle difficoltà e della vanità della vita.

2020, un anno per ricordare i maestri italianiTanti anniversari, da Raffaello e Modigliani fino a Fellini

29 dicembre 201914:58

– I 500 anni dalla morte di Raffaello Sanzio, il terzo centenario della nascita di Giovanni Battista Piranesi, i 100 anni dalla nascita di Federico Fellini, il primo centenario della morte di Amedeo Modigliani e di Gaetano Previati: per il mondo dell’arte il 2020 sarà un anno di importantissime ricorrenze, una grande festa con tante mostre pronte a celebrare il genio di artisti italiani ancora insuperati e amati in patria e all’estero.
ROMA – Si intitola semplicemente “Raffaello” la maxi-mostra monografica allestita alle Scuderie del Quirinale dal 5 marzo al 2 giugno che rappresenta l’evento di punta delle celebrazioni per l’anniversario della morte del maestro del Rinascimento (avvenuta a Roma il 6 aprile 1520). Anche il Parco Archeologico del Colosseo dedica un grande evento espositivo al genio di Raffaello: a marzo aprirà “Raffaello nella Domus Aurea. Da giugno a gennaio il Quirinetta ospiterà la mostra immersiva e multimediale “L’impossibile Modigliani. L’artista italiano e l’arte africana. Simbolo, opere, tecnologia”, che espone oltre 100 opere nel format Modlight.
PERUGIA – Dal 3 ottobre al 10 gennaio alla Galleria Nazionale dell’Umbria “Giovanni Battista Piranesi nelle collezioni della GNU”, per i 300 anni dalla nascita dell’architetto, incisore e teorico veneziano (nato il 4 ottobre 1720).
BASSANO DEL GRAPPA (Vi) – Aprirà il 9 aprile a Palazzo Sturm la mostra “Giambattista Piranesi. Visioni di un architetto senza tempo”, a cura di Chiara Casarin e Pierluigi Panza.
RIMINI – E’ stata inaugurata lo scorso 14 dicembre “Fellini 100 Genio immortale. La mostra”, primo evento delle grandi celebrazioni che per tutto il 2020 ricorderanno il regista riminese.
FERRARA – La città natale di Gaetano Previati dedica al maestro del Divisionismo un grande evento a 100 anni dalla morte: dall’8 febbraio al 7 giugno il Castello Estense allestisce “Oltre la cornice.

Eventi 2020, da Vasco a Ferro e CremoniniBaglioni a Caracalla, Ligabue a Campovolo, Zucchero a Verona

29 dicembre 201915:08

– Il 2020 si annuncia denso di appuntamenti, molti dei quali, come da consuetudine concentrati nella stagione estiva. Protagonisti soprattutto gli artisti italiani, primo fra tutti Vasco Rossi. Stavolta niente stadi per il rocker, che ha preferito i palchi dei festival più importanti: Firenze Rocks (10 giugno), gli I-Days di Milano (15 giugno), il Circo Massimo (19 e 20 giugno) e l’Autodromo di Imola (26 giugno). Claudio Baglioni ha scelto invece le Terme di Caracalla: una residency di 12 serate (dal 6 al 18 giugno), con la rivisitazione in chiave classica dei suoi successi, accompagnato da coro e orchestra. L’antico sito romano è stato scelto anche da Andrea Bocelli, che il 21 giugno saluterà l’arrivo dell’estate.
Bisognerà attendere settembre per il ritorno live di Zucchero, con dodici date (le uniche in Italia) all’Arena di Verona, a partire dal 22. Così come per la data evento allo Stadio Olimpico di Roma della reunion tra Antonello Venditti e Francesco De Gregori. Ligabue festeggia 30 anni di carriera e non poteva che farlo al Campovolo di Reggia Emilia, che lo ha già visto protagonista più volte: il 12 settembre salirà sul palco per “30 anni in un giorno”. Negli stadi italiani si daranno il cambio Tiziano Ferro, che porta dal vivo il suo nuovo album Accetto Miracoli e ha già in programma tre date a Milano e un bis a Roma, Cesare Cremonini che festeggia i 20 anni di carriera (e chiuderà il tour all’Autodromo di Imola il 18 luglio), Max Pezzali che si regala due date a San Siro (10 e 11 luglio), per quello che si annuncia come un karaoke a 40 mila voci. Ci sarà anche il debutto di Ultimo, che dopo i palazzetti, si prepara – artista italiano più giovane di sempre a compiere l’impresa – a conquistare gli spazi più grandi e nella sua Roma chiuderà con l’abbraccio del Circo Massimo (19 luglio).

Torna il ‘parente egiziano’ di Mickey MouseRiscoperta l’opera pionieristica al Cairo di tre fratelli ebrei

TEL AVIV29 dicembre 201915:16

– Negli anni Trenta Mickey Mouse, il gatto Felix e l’avvenente Betty Boop avevano, forse a loro insaputa, dei parenti al Cairo. Il principale era Mish-Mish Effendi. Come loro sullo schermo si muoveva in modo dinoccolato, ma si distingueva dai colleghi americani per il fez incollato in testa e per l’ambiente chiaramente orientale che lo circondava.
Dimenticati ormai da molti decenni, quei pionieristici film di animazione sono stati recuperati di recente e riproposti in un documentario (‘Bukra fil Mish-mish’ di Tal Michael) trasmesso adesso dalla televisione israeliana.
Quei ‘cartoons’ erano stati prodotti in un appartamento del Cairo – con grande creatività, ma con mezzi di fortuna – dai fratelli Hershel, David e Shlomo Frenkel. Nel 1905, per sfuggire alle persecuzioni antisemite, il padre Bezalel aveva lasciato la Bielorussia e si era rifugiato nella Palestina, allora ottomana.
Nel 1914 fu però espulso dalle autorità turche. In Egitto i Frenkel trovarono infine una società cosmopolita ed accogliente.
Là i tre fratelli ebbero i primi contatti con i film di animazione statunitensi. Anche loro, ne erano certi, avevano stoffa da vendere. Invece i produttori locali erano inclini allo scetticismo. Quando chiesero finanziamenti, la risposta fu “Bukra fil mish-mish”. Letteralmente: “domani, con le albicocche”. In parole povere: “ve lo potete sognare”.

Vasco Non Stop Live su Canale 5Il music film di Pepsy Romanoff in esclusiva

29 dicembre 201915:21

– Lunedì 30 dicembre in esclusiva in prima serata su Canale 5 “VASCO NON STOP LIVE 018+019”, il music film di Pepsy Romanoff su Vasco Rossi, la sua musica e il suo pubblico.
La musica del Blasco come non è mai stata raccontata e, per la prima volta, direttamente dalla voce dei protagonisti. “VASCO NONSTOP LIVE 018+019” è un viaggio che celebra due anni di successi dal vivo del Komandate, dal tour nei principali stadi italiani nel 2018 alla conquista di San Siro nel 2019: nessuno, infatti, aveva fatto registrare sei date consecutive sold-out alla Scala del Rock di Milano. Più di 900.000 spettatori che hanno, ancora una volta, incoronato Vasco Rossi Re degli Stadi per due estati di seguito.
Oltre due ore per vivere l’atmosfera unica e irripetibile che si respira a ogni suo concerto, ma anche per entrare dentro il processo creativo della scaletta. Così il regista Pepsy Romanoff: “L’idea è quella di portare sullo schermo un concerto diverso dagli altri, un concerto rock ruvido anche nel trattamento dell’immagine. Il girato è stato così riversato in pellicola per dare il senso del tempo e della bellezza della resa cinematografica”.
Da come nasce una scaletta “perfetta” (da “Cosa succede in città” a “Qui si fa la storia”) al fronte del palco, Vasco, attore principale del film, racconta i segreti delle sue scelte, affida pensieri ed emozioni alla telecamera che lo riprende in vari momenti. Dall’intimità di una sala d’incisione con Vince Pàstano (il “capo orchestra”), alle prove con la band, lo show mentre si compone, fino all’esplosione finale dello stadio, dove il Blasco e il suo pubblico si uniscono per dar vita a uno spettacolo unico nel suo genere.
“VASCO NONSTOP LIVE 018+019″ è prodotto da Universal Music Group in collaborazione con Giamaica realizzato da EXCEPT.

MAXXI miglior museo italiano 2019 per ArtribuneA sorpresa Roma è la città del 2019 per la rivista d’arte

29 dicembre 201915:49

– Artribune premia il MAXXI ”per la grande qualità (e quantità!) di mostre ed eventi che ha proposto nel 2019, su tutti la grande mostra di Maria Lai. Da non sottovalutare anche la grande capacità del museo di stringere partnership con il mondo dell’impresa”. Con queste motivazioni la rivista d’arte ha scelto il MAXXI come miglior museo italiano 2019, nell’annuale rubrica “The best of the year” che ogni anno premia coloro che maggiormente si sono distinti con la propria ricerca, i progetti più sperimentali, i colpi di genio nella scena dell’arte e della cultura contemporanea. Il MAXXI è anche tra le spinte che portano la stessa rivista a scegliere a sorpresa Roma come città dell’arte dell’anno, ”nonostante la politica ci metta tutto il suo impegno per renderla invivibile”. Al MAXXI continua intanto la ricca offerta delle festività natalizie, con dieci mostre, focus e progetti speciali tra arte, architettura, fotografia, illustrazione; aperture straordinarie e visite guidate gratuite, aspettando il 2020,anno in cui il Museo nazionale delle arti del XXI secolo, festeggia i suoi primi 10 anni. Sarà aperto martedì 31 gennaio (ore 11.00 – 17.30) e tutti i giorni da mercoledì 1° gennaio fino a domenica 12 gennaio 2020, anche lunedì 6 gennaio (ore 11.00 – 20.00).
10 mostre: tra i meravigliosi libri cuciti, le sculture di pane e di corda, i celebri telai, le opere di arte pubblica della grande monografica Maria Lai. Mappa del sito

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Profughi del clima, chi sono e dove?
Santolini racconta cause e numeri di emergenza nell’emergenza

29 dicembre 201912:24

FRANCESCA SANTOLINI, ‘”PROFUGHI DEL CLIMA. CHI SONO, DA DOVE VENGONO, DOVE ANDRANNO” (Rubettino, pp.
104 – 12,00 euro). Al termine dell’anno che, forse, mai come prima ha posto il clima in cima alle grandi emergenze globali, dalle piazze piene dei ragazzi dei Fridays for future a Greta Thunberg, che a 17 anni (il 3 gennaio) punta il dito contro i governanti del mondo e finisce sulla copertina del Time come “persona del 2019”, ancora poco si parla però di una delle molte devastanti conseguenze: i migranti ambientali. Una storia nella storia, all’interno della più “grande” e dibattuta problematica delle migrazioni, che rischia di trasformare in “fantasmi” milioni di persone. Parte da qui l’ultima inchiesta di Francesca Santolini, giornalista, esperta di temi ambientali, collaboratrice de La Stampa e tra le voci di Unomattina su Rai1, che firma “Profughi del clima. Chi sono, da dove vengono, dove andranno” (ed. Rubettino), volume con prefazione di Marco Impagliazzo e postfazione di Gianpiero Massolo.
La verità è che “siamo tutti migranti”, scrive subito la Santolini, citando le lettere di Seneca. Ma dei migranti ambientali nessuno parla realmente innanzitutto perché ancora non c’è accordo su chi siano: non godono nel diritto internazionale di un formale riconoscimento, ne’ esiste Paese che preveda uno status giuridico e il diritto d’asilo. Eppure i numeri raccontano un problema di dimensioni epocali: secondo l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati e l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, si legge nel libro, entro il 2050 saranno 200-250 milioni i rifugiati costretti a spostarsi dalle proprie terre per motivi climatici, con una media di 6 milioni di persone l’anno. Per il Norwegian Refugee Council, già nel corso degli ultimi otto anni si sono registrati 203,4 milioni di spostamenti collegati ai disastri.
Come dire, il triplo dell’intera popolazione italiana. E secondo un dossier di Legambiente, il numero dei profughi ambientali nel 2015 ha superato quello dei profughi di guerra. Una nuova migrazione forzata alla quale possiamo dare molti nomi (migranti climatici, rifugiati ambientali, eco profughi, indignados del clima), ma che rischia comunque di trasformarsi nella più grave crisi dei rifugiati dalla Seconda guerra mondiale, costretti all’esodo man mano che le condizioni di vita diventano impossibili per catastrofi meteo-climatiche come alluvioni, siccità, aumento del livello del mare, desertificazione, mancanza d’acqua, degrado degli ecosistemi. Dove andranno tutte queste persone che non hanno più una casa? Quale dovrà essere il loro destino? Già perché, spiega la Santolini presentando il volume, quando è il clima a spingerti a scappare, “il fenomeno diventa irreversibile, perché al contrario di una guerra che potenzialmente finisce, il disastro ambientale, la desertificazione, restano”. Per intendersi, “in Africa l’80% della popolazione è impiegata nell’agricoltura, ma due terzi delle terre non sono più coltivabili. Stiamo parlando di milioni di persone che anche volendo non potranno più tornare nei loro territori e nelle loro case”. Numeri che non si arresteranno, ma anzi cresceranno “se non riduciamo le cause”.
Il libro allarga poi lo sguardo anche al futuro dell’umanità, dal tema cruciale dell’acqua (ancora oggi 276 fiumi e 156 laghi sono oggetto di conflitto tra due o più Paesi) ai cicloni e i disastri naturali degli ultimi anni (uno per tutti, il ciclone Idai a marzo ha raso al suolo l’80% di Beira, la seconda città più grande del Mozambico) che sembrano ricordarci che la nostra scellerata noncuranza e il nostro continuo saccheggio non possono non avere conseguenze.
Persino il World Economic Forum, gotha dell’economia mondiale, per la prima volta oggi riconosce il cambiamento climatico come il rischio più grande del pianeta. Le conseguenze del global warming sono davanti ai nostri occhi ma è ancora possibile fare qualcosa. “È la più grande sfida del XXI secolo – conclude la Santolini – Ma nessun paese può farcela da solo. Serve una governance globale. E bisogna muoversi subito”.

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Da Teocoli a Proietti, Capodanno si festeggia a teatro
A teatro tra repliche speciali, cenoni in platea, attesi ritorni

28 dicembre 2019 06:59

Da Teo Teocoli e Ale e Franz a Milano al tris di risate di Gigi Proietti, Enrico Brignano e Maurizio Battista, a Roma. Oppure un Eduardo Scarpetta con Lello Arena in Miseria e nobiltà a Napoli e i “tre moschettieri della comicità” Panariello, Conti, Pieraccioni a Firenze. Non solo in piazza o a casa con amici e famiglia. L’ultimo dell’anno si festeggia anche a teatro, con tanto di brindisi e bollicine, cenone in platea e party in palcoscenico. Ecco alcuni appuntamenti da non perdere.
MILANO – Ultimo dell’anno tra effetti speciali e risate a Milano. Per una sola serata Teo Teocoli è al Nuovo con il suo one man show, mentre al Manzoni si brinda con Ale e Franz, versione attori girovaghi alle prese con Romeo e Giulietta in “Nati sotto contraria stella” di Leo Muscato. All’Elfo Puccini si chiude l’anno con un “best seller” irreverente da vedere e rivedere: “L’importanza di chiamarsi Ernesto” di Oscar Wilde nella versione di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia, con buffet Wilde style e dj set. “Garden Party” al Franco Parenti con la “feroce”, scorretta e provocante compagnia francese N°8 e cena nelle sale della Palazzina dei Bagni Misteriosi. Ultimo dell’anno sulle note di “Singin’ in the Rain” al Teatro Nazionale CheBanca!, con cena nell’elegante Piazza Piemonte. E, se non fosse abbastanza, c’è anche il Capodanno in dirigibile degli Arcimboldi, con l’ultima sfida acrobatica dei Sonics, lo spettacolare “Steam”, show poetico e divertente, tra performance volanti ed effetti speciali.
ROMA – Quasi una tradizione ormai, l’ultimo dell’anno a teatro nella capitale è con Gigi Proietti e i suoi esilaranti “Cavalli di battaglia” all’Auditorium Parco della musica. Ma c’è anche Nancy Brilli, fresca di debutto in “A che servono gli uomini” di Iaia Fiastri per la regia di Lina Wertmuller, regina della lunga serata del Teatro Quirino, che dopo lo spettacolo, cena e brindisi, trasforma la sala in pista da ballo con Live Dj set dei Flabby. Cocktail d’aperitivo all’Eliseo per Luca Barbareschi e Lucrezia Lante Della Rovere in “Skylight – Il cielo sopra il letto” di David Hare, per proseguire magari con il menù speciale al ristorante del teatro. E ancora, si ride a oltranza al Palalottomatica con uno Speciale (Enrico) Brignano o all’Olimpico dove Maurizio Battista festeggia con “30 e non li dimostra”, dedicato ai suoi trent’anni di carriera, con cena e speciale dopomezzanotte. Al Salone Margherita, cena nei palchi privati con Valeria Marini prima donna eletta al Quirinale ne “La presidente” di Pier Francesco Pingitore. E ancora brindisi e bollicine alla Sala Umberto con Carlo Buccirosso e “La rottamazione di un italiano per bene” o all’Ambra Jovinelli con Vinicio Marchioni, Giuseppe Zeno e tutta la banda de “I soliti ignoti”, dal film di Mario Monicelli.
TORINO – Grande cult per l’ultimo dell’anno del Carignano, con Geppy Gleijeses e Maurisa Laurito in “Così parlò Bellavista”, adattamento teatrale del romanzo, poi film, di Luciano De Crescenzo. Per loro, brindisi e panettone, come al Gobetti per Paolo Nani e i suoi ottanta minuti di comicità e commozione ne “L’arte di morire ridendo”. Un Pirandello invece per Valter Malosti all’Astra con “Il berretto a sonagli” in una messa in scena che recupera la forza espressiva e musicale del testo originario in lingua siciliana.
FIRENZE – Attesissimi, Giorgio Panariello, Carlo Conti e Leonardo Pieraccioni, i “tre moschettieri della comicità” tornano a Firenze con il loro show per quattro nuove date e uno speciale Capodanno al Mandela Forum (27-28-29 e 31 dicembre).
Una reunion nata a vent’anni dal loro debutto insieme, che ha già fatto il giro d’Italia e sembra non fermarsi più tra aneddoti, musica e risate. Dopo aver battutto ogni record di incasso, Vincenzo Salemme debutta invece proprio il 31 al Verdi “Con tutto il cuore”, commedia in cui interpreta Ottavio Camaldoli, mite insegnante di lettere antiche, che subisce un trapianto di cuore, ma non sa che il cuore gli è stato donato era di un feroce delinquente.
VENEZIA – Tra tradizione e risate, al Goldoni torna “Don Chisciotte – Tragicommedia dell’arte” di Michele Mori e Marco Zoppello, ovvero il romanzo di Cervantes secondo due improbabili saltimbanchi, che salgono sul palco per raccontare come sono sfuggiti alla forca grazie a Don Chisciotte, Sancho Panza e soprattutto grazie al pubblico. Al Teatro Corso di Mestre, invece, è “Vernia o non Vernia”, nuovo one man show del comico Giovanni Vernia, già idolo del popolo del web, diretto da Giampiero Solari e Paola Galassi.
NAPOLI – “Miseria e nobiltà. Miseria o nobiltà? Una cosa è certa l’una non esisterebbe senza l’altra, così come il palazzo signorile, affrescato e assolato, non starebbe in piedi senza le sue fondamenta buie, umide e scrostate”. Così Luciano Melchionna racconta la sua messa in scena di “Miseria e Nobiltà” di Eduardo Scarpetta, che saluta il nuovo anno al San Ferdinando. Ma c’è anche Sal Da Vinci all’Augusteo con la “Fabbrica dei sogni” in musical e tutta l’energia degli Stomp, al Bellini, che a Capodanno festeggiano 25 anni di show a Broadway.

Miano, La stagione dell’ombraAffresco dell’Africa sub-sahariana, tra schiavitù e ritualità

28 dicembre 201913:42

LEONORA MIANO, LA STAGIONE DELL’OMBRA (Feltrinelli, pp.208, euro 16). C’è il dolore delle madri, che da un momento all’altro hanno visto sparire i propri figli. C’è la disperazione delle mogli, senza più i mariti. C’è poi lo sgomento degli uomini, incapaci di proteggere il proprio popolo.
A permeare ogni sentimento, la ritualità e il fatalismo di una società precoloniale dalle radici antiche, mentre lontano, emerge l’orrore della tratta degli schiavi.
E’ un potente affresco dell’Africa sub-sahariana il romanzo “La stagione dell’ombra” della scrittrice camerunense Léonora Miano, edito in Italia da Feltrinelli (con la traduzione di Elena Cappellini). Siamo nel piccolo villaggio del clan dei mulongo, appena sconvolto dalla scomparsa improvvisa e inspiegabile di dieci giovani e due anziani. Nessuno sa dove siano finiti, né chi sia il responsabile di questa misteriosa tragedia. Mentre un popolo intero ha perso il sonno e si interroga sul da farsi, con i capi che cercano di trovare una soluzione, una terribile verità si profila all’orizzonte, quella della tratta di esseri umani a opera degli “uomini dai piedi di pollo”, ovvero i bianchi. Da qui inizia il racconto di una vicenda di dolore, smarrimento e ricerca della verità da parte di una comunità costretta a cambiare in modo traumatico i propri punti di riferimento, ma capace anche di rimboccarsi le maniche, di unire le forze abbattendo le diversità, di riscoprirsi resiliente.
La scrittrice, che per questo libro è stata premiata nel 2013 con il Prix Femina 2013, ha la grande capacità di tessere con le parole una tela che avvolge e trascina il lettore in universo sconosciuto, lontano nel tempo, fatto di lentezza e di ritmi naturali, di visioni, di fuochi accesi e arcane magie, di superstizioni, e scandito dal culto dei morti e degli antenati, dai riti di purificazione e d’iniziazione, dal volere di dei implacabili: qui, in questa piccola, semplice comunità, i colori sono sempre vividi e ogni gesto, ogni pensiero viene raccontato con grande efficacia narrativa.
Nella vicenda l’autrice descrive la potenza della natura, i suoi doni e le sue punizioni e spiega il funzionamento di questo microcosmo sociale, in cui ognuno ha il suo ruolo e le credenze sono ben radicate; ma è quando adotta il punto di vista delle donne (e il loro mondo interiore) che la sua scrittura diventa ancora più incisiva. Una lingua poetica quella di Miano, che stupisce ed emoziona: l’autrice non ha paura di affrontare in profondità i sentimenti, cercando di svelare l’anima, le suggestioni, le antiche tradizioni di un Continente troppo spesso violato. La forza del libro è qui, nella volontà di Miano di raccontare il traffico transatlantico degli schiavi dando voce direttamente agli africani rimasti nel Continente, persone che nessuno ha mai ascoltato e delle quali la Storia si è dimenticata.

Rai2: Protestantesimo, ma che arance mangio?

28 dicembre 201912:48

– “Ma che arance mangio?”. E’ il tema della puntata di “Protestantesimo”, in onda su Rai2 domani, domenica 29 dicembre, alle 8.30, Cosa c’è dietro la raccolta delle arance? Manodopera a basso costo, senza tutele sindacali. Come si può arginare questo fenomeno? Si può, adottando un percorso etico che va dal produttore al consumatore, come sta provando a fare la Federazione delle chiese evangeliche a Rosarno con il programma Mediterranean Hope. “Protestantesimo” andrà in replica venerdì 3 gennaio all’1.00 e domenica 5 gennaio alle 2.00, sempre sulla seconda rete.

Luca e Paolo, con noi Il campionato fa 90 (anni)1/a serata Rai2 per varietà-quiz, tra campioni e pagine storiche

28 dicembre 201912:49

– Da tre stagioni sono saldamente al timone di “Quelli che calcio”. Ora anche padroni di casa con Mia Ceran della festa che Rai2 dedica ai 90 anni dalla nascita del girone unico della Serie A, con “Il campionato fa 90”, in prima serata domani, domenica 29 dicembre. Così quasi rischiano di diventare veri esperti di calcio, Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu. “Si, ma esperti ‘scemi’. Quelli seri sono a Rai Sport”, ridono i due attori, pronti a sciorinar domande nel quiz “alla Rischiatutto” che domani sera ripercorrerà i primi 90 anni del massimo campionato, tra Storia e storie, personaggi e persone, partite memorabili, goal straordinari, episodi di costume e squadre fenomenali.
“Sarà un modo per divertirsi ma anche per guardare come siamo cambiati – raccontano – Per rivedere pagine storiche del Campionato, l’Italia che eravamo e quella che siamo diventati”. In gioco a sfidarsi a suon di domande, filmati e pulsanti, nove ex calciatori, protagonisti della serie A dagli anni Sessanta a oggi: Giuseppe Boninsegna, Oscar Damiani, Eraldo Pecci per gli anni 60-70; Evaristo Beccalossi, Giuseppe “Nanu” Galderisi e Bruno Giordano per gli anni 80-90, Federico Balzaretti, Luca Toni e Nicola Ventola per gli anni 2000-10. Le immagini del repertorio Rai accompagneranno il racconto e i quesiti del quiz, mentre in studio arriveranno presidenti, allenatori, ex giocatori, giornalisti e tifosi eccellenti con anche Marco Civoli, Neri Marcorè, Melissa Satta, Bruno Pizzul, Lorenzo Minotti. E si riderà con Ubaldo Pantani nei panni di un grandissimo campione. “Una vera chicca che abbiamo scoperto – anticipano – un giovanissimo Bruno Pizzul alla Domenica Sportiva nel ’72, con l’arbitro Concetto Lo Bello che riguardando le immagini della partita del pomeriggio ammette di aver commesso un errore. Oggi è impensabile una cosa del genere”

Capodanno: al Carlo Felice arriva lo Janoska EnsembleVirtuosismo ensemble rilegge capolavori Strauss e Paganini

GENOVA28 dicembre 201912:49

– Ci sarà anche l’irrinunciabile musica di Johann Strauss jr nel concerto di Capodanno previsto l’1 gennaio alle 16 al Teatro Carlo Felice. Ma non sarà uno Strauss consueto. A proporlo, il vulcanico Janoska Ensemble protagonista del concerto insieme all’Orchestra del Teatro diretta da Jakob Brenner. Lo Janoska Ensemble è un formidabile complesso di Bratislava formato da quattro fratelli (i violinisti Ondrej e Roman, il pianista Frantisek e la voce Arpad) e dal cognato Julius Darvas (contrabbasso). “Fin da piccoli – ha detto Ondrej – suoniamo tutti i giorni e preferibilmente insieme. Musicalmente siamo così legati che spesso intuiamo ciò che l’altro sta per fare”. Tutti in possesso di un solido bagaglio tecnico, hanno maturato uno stile assolutamente personale che consente loro di rileggere pagine celebri creando un mix di esperienze linguistiche differenti: il classico si contamina con il jazz e il popolare con ricerche armoniche particolari (come in ‘Paganinoska’) e con ampio ricorso al grande virtuosismo. Il programma prevede una serie di pagine classiche rilette con estrema fantasia e originalità dal gruppo: l’Ouverture” dal ‘Pipistrello’ di Johann Strauss jr ‘a la Janoska’, la Janoska Sinfonia n.1 ‘Impressions along the Danube’ di Frantisek Janoska, ‘Sul bel Danubio blu’ di Strauss, ‘Cole over Beethoven’ di Frantisek Janoska, ‘Oblivion’ di Piazzolla e ‘Paganinoska’, brillanti variazioni sul Capriccio n.24 di Paganini ancora di Frantisek Janoska. “Ognuno di noi – ha detto Roman Janoska – ha le proprie preferenze musicali che rispettiamo concedendo spazio a tutte. Così i nostri pezzi diventano creazioni congiunte”. Home Mappa del sito

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Libri 2020, tra star e omaggi da Strout a Fellini
Tornano Olive Kitteridge e Rocco Schiavone. Il ricordo di Craxi

28 dicembre 201919:58

Torna in ‘Olive, ancora lei’ (Einaudi) la ruvida Olive Kitteridge con cui Elizabeth Strout ha vinto il Premio Pulitzer per la narrativa nel 2009, e ci riserva nuove sorprese. Riprende la strada del romanzo il Premio Strega 2013 Walter Siti con la storia di due vite radicali e disperate raccontate ne ‘La natura innocente’ (Rizzoli). E, a vent’anni dall’uscita de ‘La ragazza con l’orecchino di perla’ Tracy Chevalier rievoca l’atmosfera dell’Inghilterra degli anni Trenta nel nuovo ‘La ricamatrice di Winchester’ (Neri Pozza). Il 2020 in libreria si apre tra autrici e autori di culto e grandi maestri come Ian McEwan del quale Einaudi pubblica il romanzo sulla Brexit ‘Lo scarafaggio’. E grandi ricorrenze come il centesimo anniversario della nascita, il 20 gennaio 1920, di Federico Fellini al quale rendono omaggio Daniel Pennac ne ‘La legge del sognatore’ (Feltrinelli) e la nuova edizione del romanzo di Ermanno Cavazzoni, ‘Il poema dei lunatici’ (La nave di Teseo) da cui il grande regista trasse il film ‘La voce della luna’. Ai vent’anni dalla morte di Bettino Craxi, avvenuta il 19 gennaio 2000, sono dedicati invece ”Presunto colpevole’ (Einaudi Stile Libero), sugli ultimi giorni del leader socialista raccontati da Marcello Sorgi e ‘L’antipatico. Bettino Craxi e la grande coalizione’ (La nave di Teseo) di Claudio Martelli.Tra i titoli che inaugurano il nuovo anno, l’atteso ‘Ah l’amore l’amore’ (Sellerio) di Antonio Manzini, con protagonista il vicequestore Rocco Schiavone, che prende le mosse dal precedente ‘Rien ne va plus’ e ‘Cadrò, sognando di volare’ (Mondadori) di Fabio Genovesi, Premio Strega Giovani nel 2015, che ci racconta cosa vuol dire credere in qualcosa attraverso uno studente e un’ex missionario uniti dalla passione per il ciclismo. Ed ecco di nuovo tra noi, il grande Vincenzo Malinconico in ‘I valori che contano’ (Einaudi ) di Diego De Silva. Bisognerà invece aspettare qualche mese per il ritorno di Sara Morozzi, la donna invisibile di Maurizio de Giovanni che indaga sui misteri d’Italia, in ‘L’eccezione di Sara’ (Rizzoli), titolo provvisorio del romanzo già opzionato per la realizzazione di una serie tv. In arrivo ‘L’inverno più nero’ (Einaudi) di Carlo Lucarelli, con un’indagine del Commissario De Luca. Il Premio Campiello 2014 Giorgio Fontana ci propone il monumentale e ambizioso ‘Prima di noi’ (Sellerio), storia familiare che attraversa il Novecento raccontata da una voce contemporanea. Ponte alle Grazie punta su ‘Mara’. Una donna del Novecento’ di Ritanna Armeni e Bompiani su Arianna Farinelli con ‘Gotico americano’ , primo titolo di fiction ad uscire nella collana ‘Munizioni’ diretta da Roberto Saviano. Mondadori sfodera grandi nomi da Zadie Smith che in ‘Grand Union’ spazia tra autofiction, sperimentazione formale, surrealismo e satira sociale con 11 storie nuove e inedite insieme ad alcun i dei suoi brani di maggior successo apparsi tra l’altro su New Yorker e Granta. Dopo la grande fortuna avuta in America e nel Regno Unito ecco ‘Tre donne’ dell’italo americana Lisa Taddeo che ci parla del desiderio e c’è grande attesa per l’arrivo in primavera del Quichotte di Salman Rushdie. Massimo Carlotto va oltre il noir in ‘La signora del martedì’ (E/O), in cui ad essere interpellati siamo tutti noi. Un romanzo di spionaggio incredibilmente attuale, tra Medio Oriente ed Europa, è ‘La ragazza nuova’ di Daniel Silva, che apre il 2020 di HarperCollins . E ‘Una donna normale’ (Longanesi) inaugura una nuova serie di Roberto Costantini. Mentre tra Bari e la Lucania ci porta Cinzia Giorgio ne ‘I migliori anni’ (Newton Compton). Con  Laura Imai Messina in ‘Quel che affidiamo al vento’ (Piemme) andiamo in un giardino che esiste realmente nel nord-est del Giappone dove una cabina telefonica e un telefono senza fili sono meta di pellegrinaggio per parlare con chi si ha perduto. Bisognerà aspettare maggio per ‘Se scorre il sangue’ (Sperling &Kupfer) di Stephen King in cui torna Holly Gibney. Per i fan e non solo di Virginia Woolf, c’è la prima edizione completa e aggiornata in Italia dei suoi scritti autobiografici in ‘Momenti di essere’ (Ponte alle Grazie). Fazi propone ‘Storia della nostra scomparsa’ di Jing -Jing Lee, considerato il nuovo ‘Memorie di una Geisha’.Tra gli esordi, da segnalare la madrilena Aroa Moreno Duran con ‘Cose che si portano in viaggio’ (Guanda) su una ragazzina che diventa donna mentre il mondo è inquinato dai fascismi e torna la regina del thriller letterario Dolores Redondo con ‘Il lato nord del cuore’ (DeA Planeta) .

Duri e teneri Barbareschi e Lante Della Rovereall’Eliseo coinvolgente ‘Il cielo sopra il letto’

28 dicembre 201914:10

– Un insanabile conflitto psicologico, prima che ideologico, di personalità e del loro inevitabile carattere maschile e femminile, costruito con grande abilità teatrale da Davide Hare in ”Il cielo sopra il letto” e recitato con maestria e coinvolgente verità da Lucrezia Lante Della Rovere e Luca Barbareschi, che firma anche la traduzione-adattamento e la regia, al Teatro Eliseo per le feste sino al 5 gennaio, compresa quindi la recita speciale di capodanno con aperitivo e cena.
A molti sembra facile vedere in questo estremo, ultimo appassionato e duro, ma anche tenero, confronto di due ex che si ritrovano dopo alcuni anni di separazione verificando l’impossibilità di ritrovarsi e rimettersi assieme, un qualcosa di autobiografico dei due interpreti, che sono stati anche loro una coppia anni fa e oggi si ritrovano in scena in questi due personaggi, ma sarebbe superficiale e gratuito, mentre se si vuole appare più trasparente intravedere certi sentimenti di Barbareschi imprenditore dell’Eliseo nell’uomo d’affari che dice di voler creare sogni e posti di lavoro e attacca istituzioni e banche che gli mettono i bastoni tra le ruote.
Ogni attore mette il suo vissuto, la sua umanità, la complessità del suo essere nei personaggi che interpreta, per dargli, anche quando magari appaiono lontani da lui, tutta quella verità che arriva a colpire lo spettatore.

Street art: ‘Banksy vieni da noi,qui pagine bianche per te’Lettera aperta da Candelara, borgo street art nelle Marche

PESARO28 dicembre 201915:43

– “Caro Bansky, sappiamo che è impossibile solo immaginare che tu riesca a venirci a trovare per portare un sorriso anche nella nostra piccola comunità.
Impossibile pensare che i nostri muri possano servirti per scrivere una pagina del tuo libro di protesta verso l’ordine costituito. Però vogliamo almeno sperare di farti sapere che abbiamo delle pagine bianche da scrivere”. E’ l’appello al maestro più elusivo della street art in una lettera aperta di Lorenzo Fattori, operatore culturale di Candelara, frazione di Pesaro, borgo storico rinascimentale, che conta mille abitanti e che qualche mese ha scoperto la street art. Oggi conta vari interventi dello street artist fiorentino Blub. “Abbiamo scoperto che l’arte urbana, può convivere con la bellezza architettonica del nostro borgo, anzi può valorizzare ed arricchire il nostro tessuto urbano fatto di piccoli scorci dovuti alla presenza delle chiese e dei palazzi storici. È una via per valorizzare la bellezza, per tracciare un segno per chi verrà dopo di noi”.

Grande Guerra, in un fumetto i giovani la raccontanoIntreccio tra passato e presente per ricordare uomini di allora

TRIESTE28 dicembre 201916:12

– ‘SUGGESTIONI TRIESTINE – I GIOVANI RACCONTANO LA GRANDE GUERRA’ a cura di LAURA CAPUZZO (WHITE COCAL PRESS, PP. 279, 10 EURO) – Un ragazzo d’oggi e un suo coetaneo di cento anni fa rivivono assieme tre momenti cruciali della Grande Guerra legati alla storia di Trieste e dintorni: la giornata di luglio del 1914 in cui la città fu attraversata dal corteo funebre di Francesco Ferdinando e della moglie, uccisi a Sarajevo, l’incertezza degli eventi causata dall’improvvisa avanzata delle truppe austro-tedesche a Caporetto nel 1917 e infine l’arrivo dell’Italia a Trieste nel novembre 1918, al termine del conflitto. Comincia così il racconto di “Suggestioni triestine”, in cui a rievocare gli anni della Grande Guerra, in “una specie di sogno in cui presente e passato si intrecciano”, sono i giovani di oggi.
Una graphic novel nata sui banchi di scuola, tra gli studenti del Friuli Venezia Giulia e di altri Paesi europei che hanno partecipato ai progetti avviati dal 2013 dall’organizzazione di volontariato culturale “Radici&Futuro”, in occasione del centenario della Prima Guerra Mondiale. Un racconto in cui la protagonista è Trieste, città simbolo del conflitto, ma anche personalità dell’epoca come, il barone Goffredo de Banfield e le Medaglie d’oro Guido Brunner e Nazario Sauro, alle cui vite sono dedicati alcuni capitoli del fumetto.
E non solo. La seconda sezione del volume – si legge nell’introduzione di Laura Capuzzo, curatrice del volume e segretario generale di “Radici&Futuro” – “comprende un susseguirsi di racconti brevi che rievocano in maniera originale alcuni episodi del primo conflitto mondiale, saltando da una parte all’altra del fronte italo-austriaco, mentre la terza propone un ricco repertorio di pdf, power point e video prodotti dalle scuole”, a cui si può accedere tramite codice QR.
“Messo temporaneamente da parte il testo scolastico”, osserva Capuzzo, i giovani “hanno rivisto con grande sensibilità la guerra in chiave umana, rendendo protagonista l’uomo, il soldato, il familiare, la persona coinvolta nel conflitto. Il loro è un contributo di conoscenza, memoria, recupero del proprio passato”. E alla fine “il messaggio che consegnano è di fiducia e ottimismo, perché sembrano aver compreso che la storia si può scrivere anche”.

Zaillian per serie Ripley in Italia, ciak a settembreIl Premio Oscar a Capri per miglior script a The Irishman

CAPRI28 dicembre 201918:26

– Primo ciak a settembre 2020 ma è già in moto la pre-produzione di ‘Ripley’, la serie tv in otto puntate che Steven Zaillian girerà quasi interamente nel nostro paese con cast in maggioranza italiano, tratta dal primo libro di Patricia Highsmith. Aspettando le nomitation per gli Oscar (13 gennaio, dove è tra i favoriti per ‘The Irishman’ di Martin Scorsese) il regista e sceneggiatore californiano riceve a Capri, Hollywood il premio per il migliore script dell’anno. ”Passerò molto tempo da voi e sono felicissimo. Ho già fatto molti sopralluoghi, Capri, Ischia, Costiera amalfitana: cerchiamo villaggi di pescatori che ci possano riportare agli anni 60 e girando in auto da Salerno a Sorrento ho scoperto Atrani e Cetara che mi hanno colpito molto.Nel libro vi sono ambientazioni a Roma, Venezia, Napoli, Positano, vedrò anche Palermo. Non vedo l’ora di cominciare a girare, amo l’Italia” ha detto Zaillian.

La storia di Pio La Torre raccontata ai ragazziPacifista, politico e sindacalista ucciso dalla mafia nel 1982

PALERMO28 dicembre 201913:41

Melania Federico, “Pio La Torre. Una vita contro i poteri forti e la mafia”, Navarra editore, pp. 78, 10 euro). Un libro racconta ai ragazzi la storia di Pio La Torre, pacifista, politico e sindacalista ucciso dalla mafia il 30 aprile 1982. Una vicenda che ha segnato la storia d’Italia. Un combattente sempre in prima linea che incarna i valori della giustizia sociale, della legalità, della convivenza civile e della pace tra i popoli. Melania Federico racconta a bambini e ragazzi i suoi ideali e il suo impegno civile e sociale, facendone un esempio di cambiamento. Pio La Torre ha speso la sua vita per la giustizia sociale e la lotta alla mafia. Fu sindacalista della Cgil, segretario del Partito comunista in Sicilia e parlamentare nazionale. In prima linea nelle lotte contadine e nell’occupazione delle terre, si batté per la pace e il disarmo e soprattutto per la lotta alla mafia: come membro della Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia in Sicilia fu promotore, assieme all’allora ministro dell’Interno Virginio Rognoni, della legge”Rognoni-La Torre” che introdusse per la prima volta nel Codice penale la previsione del reato di “associazione di tipo mafioso” (art. 416 bis) e la conseguente previsione di misure patrimoniali applicabili all’accumulazione illecita di capitali. Il 30 aprile del 1982 fu ucciso dai mafiosi insieme a Rosario Di Salvo. “Raccontare le storie delle vittime delle mafie – dice Melania Federico – per testimoniare le tracce lasciate dalle loro azioni; esempi di vita dai quali ripartire per costruire una società più giusta e legale. In tale ottica educare i giovani alla legalità significa formarli ad un pensiero democratico, pluralista e responsabile per assumere, in quanto cittadini e membri di una comunità, decisioni consapevoli”. Melania Federico, insegnante di scuola primaria, docente a contratto di Letteratura per l’infanzi

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Francesca Pansa, camminare nel dolore
Un romanzo, una storia familiare, l’avventura di un’epoca

27 dicembre 2019 04:52

  • FRANCESCA PANSA, ‘NESSUNA NOTTE E’ INFINITA’ (Rizzoli, pag. 157, euro 18,00).
    ””Pochi giorni prima di Natale lei mi aveva detto: ‘Sarà il mio ultimo Natale, ci dovrete essere tutti a tavola, figli e nipoti, dobbiamo essere uniti, prometterci che ci vorremo più bene, che ognuno sia davvero più vicino agli altri, voglio preparare come ogni anno i cuddurielli”. Invece quel Natale Soave non lo festeggiò con la sua famiglia ma la traccia della sua vita è rimasta un po’ nella storia del nostro Paese e molto nel cuore della figlia Francesca che a modo suo, in un romanzo, un po’ saggio, un po’ memoria familiare ne ha ripercorso avanti indietro l’esistenza tanto significativa. Non perchè Soave abbia compiuto imprese eroiche, se per eroismo s’intende quello a cui ci hanno abituato (erroneamente a mio avviso) i ibri di storia, ma perchè l’eroismo l’ha vissuto giorno dopo giorno, ora dopo ora, nella sua battagliera quotidianità di giovane donna del sud con quattro figli e un marito amatissimo impegnato politicamente per cercare di dare alla sua famiglia un mondo migliore. Il maestro Ermanno che l’aveva scelta e l’aveva amata in un istante, sulle note di una canzone popolare, lui figlio di una maestra altrettanto coraggiosa e forte tanto da sfidare la fatica e il pregiudizio.

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Nipote di un ciabattino forse scanzafatiche ma illuminato di una saggezza antica, fatta di proverbi e citazioni e ‘gossip’ da bar di paese. La sapienza di una Calabria anomala, lontana dagli stereotipi, racchiusa in queste pagine dove si parte dalle viuzze di Castrovillari per arrivare a Roma, dove in più fasi, sempre dolorose, si trasferirà una famiglia sempre legata dall’amore e dalla passione.
Pagine in cui si trovano personaggi come gli zii soldati , Saverio e Giovanni, morti nello stesso giorno, insieme, il 16 dicembre, nella prima guerra mondiale in trincea, tanto da far impazzire la nonna Saveria – la mamma di nonna Rosina – che si consumerà per il dolore. Vite vissute insomma nelle varie generazioni, sempre cariche di valori significanti, di caratteri che danno il senso della trasformazione di un mondo e della battaglia di chi ha creduto che agire non sia mai inutile e in questo modo ha disegnato la sua esistenza. Figure che nel libro sono sapientemente alternate da Francesca Pansa a pagine dedicate a grandi autori, e al loro rapporto con la famiglia, da Virginia Woolf e la madre Julia, Ennio Flaiano e il suo rapporto con la figlia, Alberto Moravia che non credeva nei sogni, l’infanzia esilio di Aldo Rosselli.

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Pagine radicate insomma nell’oggi dove universale e locale sono i fili di uno stesso tessuto di emozioni.

il Piccolo Coro dell’Antoniano torna in tour in CinaPer il 5/o anno concerti sold out a Shanghai, Nanchino e Pechino

BOLOGNA27 dicembre 201911:39

  • Quinta tournée in Cina e otto concerti ‘sold out’ per il Piccolo Coro dell’Antoniano: sei al Children’s Art Theatre di Shanghai, dal 31 dicembre al 2 gennaio, e due il 4 gennaio a Nanchino, al Jiangsu Center for the Performing Arts. Il tour si chiuderà a Pechino, dove per la prima volta il Coro diretto da Sabrina Simoni farà la sua comparsa sul primo canale nazionale televisivo, Cctv-1, in uno dei programmi di maggiore successo della rete, ‘Everlasting Classics’.
    Protagoniste dei concerti sono le canzoni dello Zecchino d’Oro, in particolare della 62/a edizione, alternate a grandi classici: da pezzi intramontabili come ’44 gatti’ (in una versione bilingue italiano/cinese) e ‘Il coccodrillo come fa’ alla prima hit estiva del Piccolo Coro ‘Come i pesci, gli elefanti e le tigri’. In scaletta anche un brano interpretato assieme ad alcuni bambini cinesi. Con questo viaggio salgono a 31 le trasferte internazionali del Coro, che è anche Ambasciatore Unicef e Portavoce della Solidarietà dell’Antoniano.

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18 regali, una storia triste inno alla vitaLa vicenda Girotto arriva in sala con Leo, Porcaroli e Puccini

27 dicembre 201911:43

Una storia triste che più triste non potrebbe essere, eppure ’18 regali’ di Francesco Amato, ispirato alla straordinaria vicenda di Elisa Girotto, alla fine oltre a commuovere è un grande inno alla vita. Perfetto così anche per un’uscita natalizia, quella del 2 gennaio con Vision Distribution.
Cosa racconta questa sorta di dramedy? La storia vera di Elisa Girotto, una donna che ha commosso il mondo lasciando 18 regali per i futuri compleanni della figlia quando ha scoperto di avere un tumore e poco tempo per vederla crescere. Così, come racconta il film, ogni anno Alessio (Edoardo Leo) consegna alla figlia Anna (Benedetta Porcaroli) un regalo lasciatole dalla mamma Elisa (Vittoria Puccini). Ma Anna cresce come una ribelle, in guerra con il mondo e lo stesso padre, non avendo mai davvero accettato la morte della mamma. Così il giorno del suo diciottesimo compleanno, quando si ritrova a scartare l’ultimo regalo della madre, la sua rabbia è al massimo, tanto che scappa dalla festa organizzata per lei dai suoi parenti.
Si ritrova così a vagare nella notte per strada quando un’auto all’improvviso la investe. Al suo risveglio in ospedale si ritrova, in una sorta di crasi spazio-temporale, faccia a faccia con quella madre che non ha mai conosciuto (è proprio lei infatti ad averla investita). Per loro, madre e figlia, l’occasione finalmente di conoscersi. Inizialmente sono solo due sconosciute, ma piano piano arriva per Elisa e Anna la consapevolezza che le loro vite sono legate da un destino di dolore, gioia e speranza.
’18 regali’, prodotto da Lucky Red, 3 Marys e Rai Cinema, spiega il regista oggi a Roma, ha avuto una vita travagliata.
“Inizialmente – dice Amato – non volevo farlo, ero spaventato.
Poi sono andato a trovare Alessio Vincenzo, il marito di Elisa, che tra l’altro ha partecipato anche alla sceneggiatura, che mi ha svelato qualche segreto della moglie. Soprattutto mi ha fatto leggere le sue lettere, degli scritti per certi versi filosofici in cui c’è un grande messaggio di speranza. E questo, alla fine, mi ha convinto ad andare avanti”.

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Dice invece Vittoria Puccini: “Quando ho visto gli scritti di Elisa e le sue lettere ho capito quanto dentro quelle sue parole ci fosse di positivo. Sono un inno alla vita anche e proprio per la grande semplicità che vi si avverte”.
E spiega ancora meglio la brava Benedetta Porcaroli (Baby), capace di essere a suo agio in ogni registro interpretativo: “Non doveva essere un film ricattatorio – ci tiene a dire l’attrice 21enne -, dove si piange e ci si dispera. Ci siamo sempre contenuti per non cadere in questo errore”.
Conclude, infine, il regista: “Può sembrare una cosa bizzarra, ma questo film io l’ho visto anche come una commedia.
E va detto che ci siamo divertiti parecchio, cercando sempre di evitare ogni patetismo”.

A Milano 80 mila visitatori per Canova alle GallerieApertura straordinaria lunedì, visite anche il 1 gennaio

MILANO27 dicembre 201912:53

  • Sono oltre 80 mila in due mesi i visitatori alla mostra Canova -Thorvaldsen che resterà aperta fino al 15 marzo alle Gallerie d’Italia di Milano con 160 opere fra cui le sculture di Amore e Psyche e Le Grazie.
    Proprio per il successo di pubblico la mostra sarà visitabile, con apertura straordinaria, anche lunedì dalle 9.30 alle 18. Il 31 le Gallerie saranno aperte invece dalle 9.30 alle 18 e il primo gennaio dalle 14.30 alle 19.30.

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“C’è una particolare soddisfazione per l’attenzione ricevuta e per il gradimento da parte del pubblico per la mostra dedicata al dialogo tra Canova e Thorvaldsen. Quest’anno ormai verso la conclusione – ha osservato Michele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni storici di Intesa Sanpaolo -, si è rivelato uno dei più significativi dall’apertura delle Gallerie di Piazza Scala, avvenuta nel novembre del 2011. Un’ulteriore dimostrazione del valore dell’impegno di una grande impresa privata nel difendere e diffondere l’importanza della cultura per il nostro Paese”.

Biagio Antonacci da solo a teatro per serie concertiDal 29 settembre al Carcano in versione raccolta e personale

MILANO27 dicembre 201912:55

  • Non un tour, non i palazzetti o gli stadi: Biagio Antonacci ha scelto di tenere una serie di concerti stanziali, da solo sul palco del Teatro Carcano di Milano, dal 29 settembre, per presentare in una veste più raccolta e personale il suo ultimo album, ‘Chiaramente visibili dallo spazio’.
    Il cantautore milanese dedicherà al suo pubblico atmosfere intime in grado di spogliare le sue canzoni più note da tutti i loro ornamenti, permettendo di apprezzarle proprio come sono nate e come sono state concepite in fase di composizione. Per agevolare i fan, sarà realizzata una app dedicata per cercare le soluzioni di viaggio ottimali, nonché prenotare treni, parcheggi convenzionati, trasporto pubblico locale, taxi, e addirittura cercare l’hotel più adatto o godersi un aperitivo pre-show in teatro.
    Le prevendite sono disponibili online su ticketone.it dalle 16 del 27 dicembre e nei punti vendita dal 3 gennaio 2020. LEGGI TUTTO SUL MONDO ECONOMICO VAI ALLE PREVISIONI METEO INTERATTIVE

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Opera Roma, 2019 boom per incassi e spettatori
Oltre 15 milioni di euro (+8,4% sul 2018), pubblico + 8%

ROMA27 dicembre 201915:59

  • Oltre 15 milioni di euro di incassi, nel 2019, per il Teatro dell’Opera di Roma, che registra un incremento dell’8,4 per cento rispetto al 2018 con un bilancio di fine anno che definisce “di grandi successi”. Un risultato “ancora più interessante – fanno notare dalla direzione del Costanzi – se valutato sul medio-lungo periodo , con gli incassi che dal 2013 sono più che raddoppiati”.
    Aumenta anche il numero degli spettatori , che passa dai 246.675 dello scorso anno ai 266.500 del 2019, con un incremento di circa 19mila persone (+8%).
    Soddisfatta la sindaca di Roma Virginia Raggi, presidente del teatro, che in una nota sottolinea lo “straordinario lavoro di squadra, quest’anno arricchito dalla presenza di Acea e Camera di Commercio di Roma divenuti soci della nostra Fondazione, che ha condotto a risultati importanti”. Risultati, “superiori alle aspettative”, fa notare il soprintendente Carlo Fuortes , che si dice orgoglioso dei risultati raggiunti dal teatro in termini di spettatori e di incassi .

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Il teatro ricorda infine il bilancio artistico della stagione con tanti spettacoli di successo, da Les vepres siciliennes di Verdi diretto da Daniele Gatti all’Orfeo e Euridice di Gluck diretto da Gianluca Capuano , dall’Idomeneo di Mozart con la direzione di Michele Mariotti a La Vedova Allegra con la regia di Damiano Michieletto. E poi la danza con la Serata Philip Glass affidata a tre diversi coreografi e Biancaneve, coreografato da Angelin Preljocaj , ottima prova del corpo di ballo, diretto da Eleonora Abbagnato, a confronto con differenti declinazioni del linguaggio coreografico di oggi.

Teatro: è morta Donatella Ceccarello, recitò con ViscontiAttrice e autrice, ha lavorato anche per la tv

27 dicembre 201918:01

  • È morta a Roma l’attrice Donatella Ceccarello, volto noto del teatro italiano, apprezzata interprete goldoniana e shakesperiana. Nata il 6 giugno 1937 a Belluno, lascia il figlio Marco.
    E’ del 1962 il suo debutto come professionista della scena, dove ha lavorato nei principali teatri stabili italiani, diretta dai importanti registi: da Giorgio Strehler al Piccolo di Milano, a Luchino Visconti allo Stabile di Roma, in occasione della sua inaugurazione, con ‘Il Giardino dei Ciliegi’ di Checov, da Luigi Squarzina a Sandro Sequi, e ancora Edgardo Siroli, Alfredo Arias, Benno Besson, Marco Bernardi, Franco Enriquez, mentre per Maurizio Scaparro è stata la Regina nel ‘Riccardo II’ e la Siora Marta nelle ‘Ultime Sere di Carnovale’ di Goldoni.
    Da Visconti Donatella Ceccarello apprese la cura della parola e imparò a difendere uno stile naturale, che diventò il suo tratto distintivo, recitando al fianco anche di Mariangela Melato e Valeria Moriconi.
    E’ stata anche autrice teatrale e diversi copioni li ha portati in scena con la sua stessa regia.

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Rai: Mediterraneo, viaggio lungo un anno nel meglio del 2019

PALERMO27 dicembre 201918:01

  • Un viaggio lungo un anno che ha toccato decine di Paesi e affrontato ogni argomento: la prossima puntata di Mediterraneo, la rubrica nazionale della TgR in onda domenica alle 12,25 su RaiTre, riproporrà alcuni dei migliori servizi trasmessi nel corso del 2019.
    Si comincia con “Il volto di Gesù”, di Piero Marrazzo. Con la barba o senza, adulto o giovane, occhi scuri o celesti: le molte raffigurazioni di Cristo nella storia. E in Israele la scoperta di uno degli affreschi più antichi.
    Quindi “La prigione delle madri” di Amedeo Ricucci. Un viaggio nel campo di Al Hol, nel deserto siriano, che ospita solo donne e bambini. Settantamila persone, miliziane o familiari di terroristi dell’Isis.
    Il viaggio prosegue in Spagna per “La città intelligente” di Lucia Basso: a Barcellona una rete di connessioni gestisce trasporti, parcheggi, illuminazione, acqua e rifiuti. Tra gli artefici della rivoluzione digitale c’è una economista italiana.
    Infine in Francia. “Notre Dame rinascerà così”: Stefano Ziantoni racconta come potrebbe rinascere la cattedrale parigina distrutta dal terribile rogo del 15 aprile. Tetto e guglia di cristallo, o vetri colorati, oppure un giardino o fasci di luce.

Cinema: Pinocchio di Garrone campione di incassiIl regista: “Un’emozione sapere che in tanti lo hanno visto”

27 dicembre 201918:45

  • Nel giorno di Santo Stefano, per tradizione uno dei più ricchi dell’intero box office italiano, Pinocchio di Matteo Garrone è primo al botteghino, sfiorando 1,9 milioni di euro e superando così i 6,5 milioni di incasso complessivo.
    Un dato che, unito a quello altrettanto positivo del 25 dicembre (oltre 1 milione di euro), fa di Pinocchio il maggiore risultato del Natale 2019.
    Soddisfattissimo il regista Matteo Garrone: “Che emozione sapere che il film è stato visto da tanti spettatori, grandi e piccoli.
    Vogliamo ringraziare tutto il pubblico che ha scelto Pinocchio e che si è lasciato trasportare per un paio di ore in un mondo magico, dove il reale si mescola al fantastico”.

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Teatro: Cechov di Kriszta Szekely debutta al CarignanoUngherese firma nuova produzione Stabile Torino con Pierobon

TORINO27 dicembre 201919:40

  • E’ la tragedia delle occasioni mancate, delle aspirazioni deluse, dell’incapacità di essere felici. Racchiude l’essenza del teatro di Anton Čechov, il senso di fallimento, Zio Vanja, capolavoro del drammaturgo russo che approda al Carignano con la direzione della giovane regista ungherese Kriszta Székely, astro nascente del teatro europeo che firma la sua prima regia in Italia per la nuova produzione dello Stabile di Torino.
    La prima nazionale di questa nuova edizione del dramma cechoviano il 7 gennaio, con repliche fino al 26 gennaio. Nel cast, tra gli altri, Paolo Pierobon, Ivano Marescotti, Ariella Reggio.
    “Zio Vanja è il testo più satirico di Cechov – spiega Kriszta Székely – I personaggi illudono se stessi e gli altri con mutue bugie. Sono pervasi da grandi sentimenti, passioni e piani per cambiare il mondo, ma non sono capaci di viverli e lasciano passare la vita senza esserne partecipi. L’adattamento e lo spettacolo indagano questo modo di essere nella realtà odierna”.

Gandolfo racconta il Piemonte che cambiaArriva la nuova edizione dell’annuario del giornalista

TORINO27 dicembre 201910:30

  • Un 2019 nel segno del cambiamento.
    E’ questa la chiave di lettura di “Un anno in Piemonte”, la nuova edizione dell’almanacco (EnneCi Communication, 370 pagine, 20 euro) compilato dal giornalista Beppe Gandolfo. Cambia il governatore, che ora è Alberto Cirio; cambiano i sindaci di tanti Comuni, cambia Fca con le nozze con Peugeot, “cambia rotta” il Tav con il via libera del premier Conte, cambia il mondo dello sport: Torino passa dal sogno di un’Olimpiade alla realtà delle Afp di tennis, mentre sulla panchina di una Juve che conquista l’ottavo scudetto consecutivo parte Allegri e arriva Sarri.
    Il tutto, nel libro, si snoda nella tradizionale forma del diario (per ogni giorno dell’anno sono riportate le notizie più importanti) con a margine un sontuoso condimento di dati, statistiche, tabelle e approfondimenti. “Continuiamo – scrive Gandolfo – a raccontare la nostra terra con la voglia, l’entusiasmo e l’impegno del 2002, anno in cui cominciammo le pubblicazioni”.

Suona mentre viene operato al cervelloL’intervento alle Molinette di Torino con tecnica asleep-awake

TORINO27 dicembre 201914:16

  • Ha suonato chitarra e tamburello in sala operatoria, alternando il repertorio proposto dalla neuropsicologa a momenti di improvvisazione mentre veniva operato al cervello per un tumore. Un musicista di 35 anni è stato operato da sveglio, alle Molinette della Città della Salute di Torino, con la tecnica ‘asleep-awake’, che consente una exeresi massimale con minimi rischio di deficit neurologici permanenti attraverso il monitoraggio delle funzioni del paziente. L’intervento è perfettamente riuscito.
    Non è la prima volta che l’equipe neurochirurgica del professor Diego Garbossa – composta da Antonio Melcarne, Matteo Monticelli, Filippo Veneziano Santonio e Pietro Zeppa – utilizza la awake surgery, la chirurgia a paziente sveglio, per testare le ‘funzioni superiori’ dell’essere umano in sala operatoria durante la rimozione di lesioni celebrali. Nel caso del musicista, compositore della band ‘LaStanzadiGreta’ Alan Brunetta, oltre a salvargli la vita l’intervento ha preservato le sue abilità creative.

Zalone, “Sperimento l’Africa e torno col barcone”In Tolo Tolo l’Italia vista da lontano. In sala in 1200 copie

27 dicembre 201920:26

Più sorrisi che risate in questo atteso Tolo tolo di Checco Zalone, primo film da lui diretto e con una sceneggiatura condivisa con Paolo Virzì. Uscita monstre, 1200 copie distribuite da Medusa dal 1 gennaio per questo film che parla di Africa, emigrazione, Italia, politici improvvisati e fascismo (“Tutti lo abbiamo dentro come la candida”, dice a un certo punto il protagonista Checco approdato in Africa dopo il fallimento dei suoi sogni in Italia). E il trailer sull’emigrazione che ha fatto tanto discutere? Neppure una immagine : “Il trailer non c’entra niente con il film – spiega Zalone – lo avevamo concepito come promozione, ma nessuno si aspettava che andasse a finire nelle prime pagine dei giornali”.
Un film che piacerà a Salvini? “Non c’è proprio Salvini nel film, comunque non volevo fare un film contro di lui. E poi se è contro di lui sarà Salvini stesso a dirlo”. Gli fa eco il produttore Pietro Valsecchi: “Non avrei investito venti milioni di euro per fare un film contro Salvini”.
Questa la storia del film, davvero cattivo solo verso certa Italia cialtrona, ipocrita e vigliacca e, soprattutto, piena di politici improvvisati, su tutti Luigi Gramegna (Gianni D’Addario) dalla carriera lenta, inesorabile e senza merito, da disoccupato a primo ministro (“l’ho immaginato con il carattere di Di Maio, vestito come Conte e con il linguaggio di Salvini”).
Girato tra Kenya, Marocco e Malta, dove sono stati ricreati i campi di detenzione libici, il film ha come protagonista Checco (Zalone), un sognatore che deluso dalla madre patria si trasferisce in Africa dove assiste allo scoppio di una guerra civile con l’arrivo di una sorta di Isis o di Boko Haram.
Vorrebbe tornare indietro, solo che non può farlo perché in Italia è inseguito dai creditori. Si ritrova quindi nella stessa situazione dei migranti: nessuno lo vuole, specie quando la sua famiglia scopre che la sua scomparsa estingue definitivamente i suoi debiti.
L’Africa vissuta da Checco è ovviamente quella piena dei luoghi comuni dell’italiano medio all’Alberto Sordi (“un attore a cui guardo sempre”) dove per accogliere un bambino gli si dice “dammi la zampa” e dove le nere sono quelle destinate a diventare escort. “Chi è davvero il mio personaggio? Semplice – dice Zalone – è uno incapace di guardare oltre i suoi piccoli problemi. E se scoppia una bomba vicino a lui e muore della gente non gliene frega niente”.
Quanto ha pesato il successo al box office dei precedenti film sulla realizzazione di quest’ultimo? “Ha contato molto, dieci su dieci, bisogna riempire le sale!” Nel cast, oltre un cameo di Niki Vendola, ci sono Souleymane Sylla, Manda Touré, Nasser Said Birya, Alexis Michalick, Arianna Scommegna, Antonella Attili, Nicola Nocella, Diletta Acquaviva, Maurizio Bousso e Sara Putignano.

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DeVito-Dwayne Johnson strana coppia da videogame
A Natale Jumanji – The Next level. Tornano Black e Gillan.
25 Dicembre 2019 03:28

– Un budget di circa 90 milioni di dollari e incassi globali di dieci volte tanto, per oltre 960 milioni, hanno suggellato il trionfo, non scontato, di Jumanji_ Welcome to the jungle (uscito a fine 2017 negli Usa e in Italia a inizio 2018) di Jake Kasdan con Dwayne Jonhson, Jack Black Kevin Hart e Karen Gillan, sequel dell’adventure comedy del 1995 costruita su un irrefrenabile Robin Williams. Nelle logiche di Hollywood, non poteva mancare un nuovo capitolo, realizzato sempre da Kasdan gli stessi protagonisti per i ‘giocatori’/avatar (con le riuscite new entry di Danny DeVito, Danny Glover e Awkwafina), in Jumanji – The next level, in arrivo in Italia il giorno di Natale distribuito da Warner Bros, in diretto scontro con Star Wars – L’ascesa di Skywalker. L’idea introdotta dal film di due anni fa, è l’aver trasformato il gioco da tavola al centro di Jumanji nel 1995, in un videogame.
Ne era nato un divertente incrocio di identità: la cheerleader Bethany (Madison Iseman) diventava il goffo ma brillante cartografo/paleontologo Dr. Sheldon “Shelly” Oberon (Black) ; i nerd brillanti e timidi Spencer (Alex Wolff) e Martha (Morgan Turner) finivano negli ultratonici e supereroici avatar dell’archeologo Smolder Bravestone (Dwayne Johnson) e della letale, carismatica e acrobatica Ruby Roundhouse (Gillan).
Stavolta a trasformarsi in eroi da videogioco sono anche due ultrasettantennI: Eddie, brontolone nonno di Spencer che finisce a incarnare Bravestone e il tranquillo amico di Eddie, Milo (Glover) , ‘spedito’ nell’avatar dello zoologo Mouse Finbar (Kevin Hart) abitualmente iperattivo, resettato su ritmi decisamente rallentati vista la pacatezza dell’anziano giocatore per caso. “Cosa impareresti di te stesso passando una giornata nel corpo di un’altra persona? E’ il grande punto di partenza di questi film, ovviamente – spiega Jake Kasdan nelle note di produzione -. Ma la serie di risposte cambia totalmente quando la applichi a questi nuovi personaggi, che guardano indietro alle loro vite. Ed ha lo stesso significato importante, secondo me. Solo perché si hanno più anni non vuol dire che non si possano più scoprire cose su se stessi”. A riportare tutti nel videogioco mezzo rotto, è la repentina decisione di Spencer, che sta attraversando un periodo complicato, di concedersi, nonostante avesse promesso insieme a gli amici di non farlo più, una nuova avventura virtuale nel corpo di Bravestone. Le carte però si rimescolano e Spencer finisce a incarnare l’avatar ‘new entry’ Ming (interpretata dalla rapper e performer Awkwafina, vera rivelazione del film), abile ladra affetta da allergie. Il nuovo gruppo si troverà negli scenari del videogame, tra Artico e deserto, giungla e fortezze, ad affrontare un nuovo cattivo, Jurgen (Rory McCann, già interprete de Il trono di spade), che si è appropriato del ‘Gioiello’ che dona fertilità alla terra di Jumanji. Rispetto a Jumanji: Welcome to the jungle, la trama ha perso fatalmente di originalità ma Kasdan riesce a costruisce comunque un godibile percorso per l’adventure comedy, che ha come picchi alcuni scambi comici tra i protagonisti e scene action come lo scontro con un branco di scatenatissimi babbuini.
Una delle sfide principali, la affronta Dwayne Johnson, nel dover riflettere la comicità molto fisica del suo ‘ospite’ DeVito. Un’impresa riuscita a metà per l’ex wrestler, molto più a suo agio nelle schermaglie con gli altri compagni di missione.
In ogni modo, non mancano nella trama, i segnali che i realizzatori, abbiano tutta l’intenzione di regalare dagli universi del folle videogioco, nuove avventure

Cinque giorni di spettacoli con Uj winterA Orvieto dal 28 dicembre con 150 artisti

ORVIETO (TERNI)26 dicembre 201913:09

Al via sabato 28 dicembre l’edizione numero 27 di Umbria Jazz Winter a Orvieto.
Cinque giorni di musica da mezzogiorno alle ore piccole, novanta eventi, sette location nel centro storico, trenta band, più di centocinquanta musicisti, una rappresentanza di altissimo livello del jazz italiano.
Due sono – per gli organizzatori – i tratti identitari della manifestazione orvietana presenti anche quest’anno come in tutte le precedenti ventisei edizioni. Il primo. Musica di generi diversi ma sempre di alto livello. La proposta artistica del festival non ha mai deviato dalla ricerca della qualità, spesso coniugata con formule originali e con la presenza di musicisti emergenti sulla scena italiana e internazionale.
Il secondo. Musica diffusa nel tempo e nello spazio, ambientata in alcuni dei luoghi più belli e importanti del centro storico, in una ideale simbiosi di arte, cultura, qualità della vita. Poche città come Orvieto – evidenziano sempre gli organizzatori -, frutto di una complessa e affascinante stratificazione di tremila anni di storia, si prestano così bene a questa operazione, che si traduce nella formula che ha fatto di Umbria Jazz una manifestazione dal fascino unico.
In programma nella prima giornata di festival due tra i concerti più attesi: al Teatro Mancinelli sono infatti in programma gli omaggi a Mina e ai Beatles.

Teatro: ‘Slava’s snowshow’ torna al PiccoloDal 1993 clown russo porta la neve in giro per il mondo

MILANO26 dicembre 201913:08

– Torna da domani al 12 gennaio al Piccolo Teatro Strehler ‘Slava’s snowshow’, lo spettacolo con cui, dal 1993, il clown russo porta la neve, in ogni stagione dell’anno, nei teatri di tutto il mondo.
Originario della Siberia, Slava Polunin ha compreso che l’originalità del suo spettacolo risiedeva nell’elemento che lo aveva accompagnato dalla nascita: la neve. Il suo clown, tenero e romantico, in tuta gialla da lavoro e pantofole rosse, è nato prendendo spunto dalla tristezza poetica dei clown di Leonid Engibarov, dalla raffinata filosofia della pantomima di Marcel Marceau, dall’umanità e dalla comica amarezza dei film di Chaplin, che Slava considera suoi maestri.
“Un giorno ho capito che volevo creare uno spettacolo che ci potesse riportare ai nostri sogni di bambini, che potesse aiutare le persone adulte che venivano a teatro a tornare alla loro fanciullezza di una volta – racconta lui – Questa era la sfida: ho sentito di aver trovato la strada di una nuova terra inesplorata e affascinante. Ho deciso di inoltrarmi in un sentiero intrapreso da pochi clown prima, in campi nei quali non ti aspetteresti mai di trovare un clown! Volevo andare a fondo nell’ambito della tragicommedia, per capire come fondere il dramma con la risata, per misurare come un personaggio mite e indeciso può mostrarsi al pubblico di oggi, abituato a un caleidoscopio di eventi, colori, suoni, “spazi-tempi””.
E’ nato così Assissai, “epico e lirico, tenero e travolgente, sveglio e naif”.

Greta e i giganti, una favola sulla guerriera dell’ambienteLa storia illustrata della 16enne candidata al Nobel

26 dicembre 201913:14

– ZOE TUCKER, DISEGNI DI ZOE PERSICO – GRETA E I GIGANTI – (GALLUCCI, 15,00 EURO) Greta Thunberg, la sedicenne che ha dato il via alla protesta mondiale per l’ambiente, contro il riscaldamento mondiale, diventa il personaggio di una favola illustrata per bambini, scritto da Zoe Tucker e illustrato da Zoe Persico. Un libro il cui acquisto è collegato ad una donazione a Greenpeace Italia pari all’1,5% del prezzo di copertina (15 euro).
La storia ripercorre le note vicende della ragazzina, candidata al premio Nobel 2019. Greta Thunberg, dopo aver sentito parlare del disastro dovuto al “cambiamento climatico”, ovvero del grave surriscaldamento globale che gli scienziati attribuiscono alle attività dell’uomo, prese infatti coraggio e decise di protestare per il clima, non andando a scuola ma sedendosi davanti alla sede del Parlamento, con un cartello su cui aveva scritto “Sciopero per il clima”. Greta raccolse folle di seguaci, adulti e bambini,e quando la sua protesta dilagò in tutto il mondo, arrivò caparbiamente ad esprimere la sua contestazione davanti ai politici di molti paesi. La storia. “Greta vive in una bellissima foresta minacciata dalle attività dei Giganti. Fin dalla loro comparsa, hanno abbattuto gli alberi per costruire case, poi le case sono aumentate, diventando villaggi e città, e ora della foresta non è rimasto quasi nulla. Un lupo dal soffice manto argentato si fece avanti, con la coda bassa. “Aiutaci, ti prego” le sussurrò.
“La foresta è distrutta e non sappiamo dove andare. I Giganti stanno facendo a pezzi la nostra casa”. I Giganti c’erano sempre stati, pensò Greta. Ma ora il loro comportamento era diventato insostenibile. Erano enormi, maldestri e soprattutto sempre impegnati a fabbricare qualcosa. Per fortuna, a Greta è venuta un’idea. L’indomani mattina, Greta si inoltrò fino al centro della foresta e lì attese l’arrivo dei Giganti. Da sola, in piedi, con un grosso cartello in mano che diceva. BASTA!”. Attese..e attese. Il primo giorno i Giganti non la videro e, goffi e pesanti, passarono oltre. E così fecero il secondo e il terzo giorno. Un ragazzino che l’aveva tenuta d’occhio fece a sua volta un cartello e andò a sedersi proprio accanto a lei.
Non disse nulla, ma Greta sapeva che, in silenzio, provava le sue stesse emozioni. Nel giro di poco tempo altre persone e altri animali, vedendoli, si unirono a loro. Presto una gran folla riempì la foresta e poi si riversò fino in città e nelle strade. Rimasero tutti uniti e attesero. La folla era cresciuta tanto…che i Giganti furono costretti a fermarsi”. Infine, “Non si è mai troppo piccoli per fare la differenza”, il libro indica ai piccoli lettori “qualche suggerimento per aiutarla: X Documentati più che puoi sul cambiamento climatico. Parlane con i tuoi amici e chiedi a loro di impegnarsi a cambiare abitudini.
X Fatti accompagnare da qualche adulto a una manifestazione per il clima, così anche tu potrai scendere in campo contro i Giganti.
X Chiedi ai tuoi insegnanti di poter scrivere (con tutta la classe) a un membro del Parlamento o del Governo per invitarlo a fare di più contro il cambiamento climatico.
X Muoviti a piedi, in bicicletta, con l’autobus o in treno invece di usare automobili e aerei. In questo modo si bruceranno meno combustibili fossili.
X Cerca di convincere la tua famiglia a mangiare meno carne, e chiedi di acquistare alimenti prodotti vicino casa piuttosto che in paesi lontani.
X Prenditi cura delle tue cose: se si rompono, riparale invece di acquistarne di nuove, e prestale ai tuoi amici se non ti servono più.
Forse penserai che questo non faccia una grande differenza, ma se ci mettiamo d’impegno tutti insieme, POSSIAMO CAMBIARE IL MONDO!”

‘Dolore indescrivibile’, Madonna cancella di nuovo il tourPopstar in lacrime per lesioni durante la tappa Madame X a Miami

NEW YORK26 dicembre 201912:01

– Il dolore non da’ pace a Madonna al punto che è costretta a cancellare di nuovo il suo tour in Nord America. In un video su Instagram, la popstar parla di un dolore indescrivibile al punto da lasciarla in lacrime durante un momento della tappa di Madame X a Miami. “Mentre salivo la scala per cantare ‘Batuka’ sabato sera a Miami – scrive Madonna sul social media – ero in lacrime per il dolore causato dalle mie lesioni che è stato indicibile negli ultimi giorni…mi considero una guerriera, non mollo mai tuttavia ora è il momento di dare retta al mio corpo e di accettare che il dolore è preoccupante”.
Madonna poi si scusa con i suoi fan per essere stata costretta a cancellare il suo ultimo show.

Ragazza della Palude di Delia Owens e’ romanzo 20194,5 milioni di copie vendute, batte Grisham, Atwood e King

NEW YORK26 dicembre 201914:36

– “La Ragazza della Palude” e’ il romanzo fenomeno dell’anno: pubblicato nell’estate del 2018 con tiratura iniziale di 28 mila copie, l’opera prima della 70enne zoologa Delia Owens ha chiuso il 2019 con quattro milioni e mezzo di copie vendute: piu’ di John Grisham, Margaret Atwood e Stephen King messi assieme Titolo originale “Dove cantano i gamberi”, il romanzo edito negli Usa da Putnam ha venduto i diritti in 41 paesi tra cui l’Italia (Solferino Editore), mentre l’attrice Reese Witherspoon, che lo ha scelto per il suo book club, ha in programma di ricavarne un film per Fox 2000. Un risultato stupefacente se si pensa che l’autrice, una scienziata schiva delle luci della ribalta, aveva finora scritto di iene, leoni e elefanti, soggetti del suo lavoro nei deserti e nelle valli della Botswana e dello Zambia: paese quest’ultimo dove la Owens non e’ piu’ rientrata dopo che l’allora marito, anche lui zoologo, nel 1995 fu coinvolto nell’assassinio di un bracconiere.
La tenuta di “La Ragazza della palude” nelle hit parade del libro ha lasciato interdetti gli addetti ai lavori quando i bestseller, anche i piu’ fortunati, reggono poche settimane soltanto nelle classifiche. “Crawdads” sembra l’unica eccezione: approdato 67 settimane fa nella hit parade del New York Times, per 30 settimane e’ stato “numero one”. “E’ un libro che sfida le leggi di gravita”, ha detto Peter Hildick-Smith, presidente del Codex Group che analizza l’andamento del mercato editoriale.
“Mai visto nulla del genere in 30 anni”, ha commentato Jaci Updike, che per Penguin Random House ha creato le strategie di bestseller come “Il Codice Da Vinci”. Negli Usa la Owens ha conquistato lettori a tutto campo in un momento in cui gli algoritmi di Netflix e Amazon sembrano indirizzare i consumatori a contenuti studiati ad hoc. Secondo un sondaggio del Codex Group i lettori di “Crowdads” vengono da tutto l’arco dello spettro ideologico: al 55% progressisti, 30% conservatori, 15% di centro.
Meta’ thriller e meta’ romanzo di formazione, il romanzo e’ ambientato nelle paludi della North Carolina, in un villaggio di pescatori dove circolano strane voci su una ragazza che dall’età di sei anni si aggira completamente sola tra canali e canneti.
Kya ha al suo attivo un solo giorno di scuola, ma la palude e le sue creature per lei non hanno segreti: la nutrono, la cullano, la proteggono. Kya sembra bastare a se stessa, ma la sua bellezza insolita, selvatica, sfuggente accende il desiderio nei ragazzi del paese. Quando negli acquitrini riaffiora il corpo senza vita di uno di loro, i sospetti puntano su di lei: i mormorii diventano accuse e il processo, fuori e dentro al tribunale, trascina la vicenda verso l’imprevedibile epilogo. VAI A TUTTE LE NOTIZIE DI TECNOLOGIA LEGGI TUTTE LE NOTIZIE ECONOMICHE

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Nick Vallelonga ‘italo americano dell’anno’ a Capri
Edizione 24 di Capri, Hollywood al via domani anche su Rai Uno

CAPRI26 dicembre 201914:48

– E’ il ‘doppio’ premio Oscar Nick Vallelonga, l’ ‘Artista Italo americano’ dell’anno a Capri, Hollywood 2019 – International film fest che si apre domani trasformando l’isola azzurra in red carpet con oltre 70 proiezioni dei film lanciati verso gli awards internazionali, a partire dall’opera inaugurale ‘Piccole Donne’ di Greta Gerwig, anteprima italiana. Vincitore della statuetta come sceneggiatore e produttore di ‘Green book’, di origini calabresi, uno dei simboli della comunità italo americana statunitense, Vallelonga è il figlio del personaggio interpretato da Viggo Mortensen (Toni Lip) nel film di Peter Farrelly che ha conquistato 3 Oscar e 3 Golden Globes. E da domani il festival sarà raccontato su Rai Uno dallo speciale ‘Le stelle di Capri Hollywood’ (ore 0,30), altri appuntamenti il 28 dicembre (alle 0,20 ), il 30 dicembre (alle 0,25) e la sera di Capodanno. La rubrica andrà in onda quotidianamente su Rai Italia e tra i primi ospiti di Pascal Vicedomini ci sarà proprio Vallelonga.

Ficarra e Picone con Il primo Natale top box officeE’ il primo incasso del 25 dicembre con 1.164.118

26 dicembre 201917:25

“Ormai è un matrimonio a tutti gli effetti”. Lo dice sorridendo Valentino Picone, parlando dei 25 anni di amicizia e sodalizio che lo legano da 25 anni a Salvo Ficarra con il quale forma un duo comico che continua a conquistare il pubblico dal teatro (dove da maggio festeggeranno il quarto di secolo insieme con un tour in 20 città), al cinema, alla tv. E’ fissato per il 7 gennaio il loro ritorno come conduttori su Canale 5 a Striscia la notizia, dove hanno debuttato nel 2005, e intanto una ulteriore conferma dell’affetto degli spettatori gli arriva dal successo che sta ottenendo in sala il loro nuovo film da protagonisti e registi, Il primo Natale. Uscito il 12 dicembre con Medusa – Il Primo Natale è il primo incasso di Natale con 1.164.118 nella sola giornata del 25 dicembre, sbaragliando il box office con un totale che sfiora gli 8 milioni di euro (7.915.828), diventando così il primo film italiano del 2019 per incasso e numero di spettatori, che sono oltre 1 milione e 200 mila. “Siamo felici, che nel giorno di Natale, migliaia di persone abbiano scelto il nostro film per trascorrere insieme a noi, un giorno così bello – dicono Ficarra e Picone”. Il Primo Natale, prodotto da Attilio De Razza per Tramp Limited, distribuito da Medusa è il settimo film di Ficarra e Picone.
“Siamo davvero felici che in tantissimi abbiano fatto insieme a noi questo viaggio straordinario alla ricerca del vero Natale e, forse, del vero senso dell’essere uomini” commentano i due attori palermitani, che condividono anche l’anno di nascita, il 1971. Il film, costato circa 11 milioni di euro, vuole raccontare “con situazioni comiche ma anche momenti per pensare il Natale per quello che realmente è, anche se molti se ne dimenticano, cioè il compleanno di Gesù”. Un”incursione’ nel presepe, attraverso l’avventura di Salvo (Ficarra), ladro di oggetti sacri e Don Valentino (Picone), sacerdote con il chiodo fisso del presepe vivente, che vengono proiettati, per ragioni misteriose, nella Palestina dell’anno zero, pochi giorni prima dalla nascita di Gesù. Tra occasioni di ribellione e la caccia di un Erode reso da Massimo Popolizio un villain da antologia, Salvo e Valentino si mettono in cerca di Giuseppe, Maria e della mangiatoia. Un percorso tra scelte complesse e la necessità di abbandonare paure e egoismi per passare all’azione. La tessitura leggera si apre anche a temi attuali, come l’accoglienza evocata sin da una potente sequenza iniziale. “Un richiamo agli ultimi, a vari tipi di ultimi, dal barbone per le strade di Parigi ai migranti”, dicono Ficarra e Picone, anche cosceneggiatori con Nicola Guaglianone e Fabrizio Testini. Scene come quelle della natività “sono state anche sul set particolarmente emozionanti per noi. Siamo da sempre appassionati dei film di Natale, e realizzarne uno è un impegno importante nei confronti del pubblico. Volevamo che fosse diverso e originale”. Il loro film precedente L’ora legale (2017) non l’avevano iscritto alla competizione dei David, perché i due attori-registi non trovavano che i meccanismi di votazione fossero equi: “Il primo Natale invece lo iscriveremo. Dalla decisione presa per L’ora legale era nato un dibattito che ha anche portato a modificare alcune regole del premio”, sottolineano.
Ora, dopo il primo quarto di secolo insieme “speriamo non ce ne sia un secondo”, scherza Ficarra, che con Picone festeggerà l’anniversario proponendo in palcoscenico per oltre 50 date, ’25 – Il tour’, nuovo viaggio teatrale tra alcuni pezzi di repertorio e molti altri inediti. Si debutterà il 2 maggio a La Spezia (Teatro Civico), per poi toccare fra le varie tappe Mantova, Trento, Ferrara, Palermo, il Lucca Summer Festival, Barletta,. Lecce, Teatro Antico di Taormina, e in autunno, Genova, Bologna, Roma, Napoli, Firenze , Torino e Milano.

Arriva fino a Variety il successo di RaiPlayBibbia spettacolo celebra Fiorello e Viva RaiPlay

26 dicembre 201917:24

RaiPlay e il successo dell’operazione Viva RaiPlay varcano i confini. In un articolo intitolato “La Rai utilizza con successo un live show per far crescere il servizio di streaming” la bibbia dello spettacolo internazionale celebra il successo di RaiPlay e di Viva RaiPlay sottolineando come “la piattaforma on line della Rai abbia ottenuto un notevole impulso utilizzando proprio Fiorello per attrarre i telespettatori”. “Viva RaiPlay”, ha portato a un aumento di oltre il 50% degli utenti attivi registrati di Viva RaiPlay a 4,6 milioni di spettatori. Variety riporta le dichiarazioni dell’AD Rai, Fabrizio Salini, che ha organizzato, spinto e voluto l’operazione Viva RaiPlay. L’Ad spiega di aver avuto l’idea del progetto chiedendosi “come possiamo fare qualcosa di sorprendente che metta in scena gli streamers come fa Netflix? I risultati sono stati oltre le aspettative e hanno portato RaiPlay a milioni di famiglie che fino a poche settimane fa non avevano idea della sua esistenza”. “L’Ad della Rai, ex capo di Fox International Channels e dirigente di Sky Italia -scrive ancora Variety- ha affermato che ‘Viva RaiPlay’ ha beneficiato del rapporto tra tv on demand, lineare e radio. Questo è qualcosa che nessun’altra emittente pubblica in tutto il mondo ha mai fatto prima”. Variety sottolinea come Fiorello sia non solo considerato campione di ascolti ma anche innovatore e ricorda che Salini ha dato carta bianca allo showman sul format dello spettacolo. L’articolo ricorda anche gli altri contenuti originali presenti su RaiPlay come “Liberi tutti”.
Nell’intervista con Variety Salini ha affermato infine che vorrebbe vedere produzioni originali RaiPlay realizzate in partner con altri servizi pubblici europei per la distribuzione sulle rispettive piattaforme on line.