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CONTE: INTERVISTA ALLA “STAMPA”

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CONTE: INTERVISTA ALLA “STAMPA”]

AGGIORNAMENTO DELLE 10:43

DI LUNEDì 24 DICEMBRE 2018

CONTE: INTERVISTA ALLA “STAMPA”

Conte: Lega e M5s restano uniti, gli elettori non capirebbero una rottura
Manovra, rispetto per Parlamento, ritardi dovuti a Bruxelles

Le forze che sostengono il governo hanno dato prova di responsabilità, e il lavoro proseguirà nell’interesse degli italiani. Lo assicura il premier Giuseppe Conte in un’intervista in apertura di prima pagina della Stampa. E spiega: “Entrambe le forze politiche hanno interesse a proseguire in questa direzione e sanno che i cittadini non capirebbero una inversione di rotta”. Sulla manovra, Conte assicura rispetto per il Parlamento: “Nessuna deliberata volontà di comprimere il vaglio del Parlamento”, i ritardi sul testo sono piuttosto dovuti, spiega, “al negoziato con Bruxelles, davvero complesso”. “La manovra – spiega Conte  – nasce con un segno chiaramente espansivo e lo mantiene anche dopo le modifiche effettuate a seguito del negoziato con Bruxelles. Le risorse agli investimenti restano invariate nel prossimo triennio, per circa 15 miliardi”, “il taglio agli investimenti sarà riequilibrato da fondi europei”.  “Le tasse sui servizi digitali e sui giochi d’azzardo – aggiunge – sono state inserite per ristabilire un po’ di equità”. Sul fronte politico, alla domanda se sarà in grado di tenere unito il governo dopo che i due vicepremier Salvini e Di Maio hanno fatto capire che a gennaio comincerà la campagna per le Europee, Conte risponde: “Le forze politiche che sostengono il governo hanno dato prova di grande responsabilità in questi primi mesi e sono certo che il lavoro proseguirà nell’interesse dei cittadini italiani. Da parte di tutti c’è una profonda condivisione di quel desiderio di cambiamento che è scritto nero su bianco nel contratto di governo: entrambe le forze politiche hanno interesse a proseguire in questa direzione e sanno che i cittadini non capirebbero una inversione di rotta”. Conte parla quindi della sua missione in Libia. “Dopo Palermo – sottolinea – vogliamo continuare a seguire e a facilitare con determinazione ogni positiva soluzione. A tutti i miei interlocutori ho ricordato che il popolo libico chiede sempre più insistentemente un’uscita da questa fase transitoria, oramai troppo lunga per non definirsi precaria. Sono convinto che a fornire l’impulso decisivo saranno proprio i cittadini di questo Paese e una progressiva, crescente disponibilità al dialogo dei principali leader libici”. “Io sono un facilitatore – aggiunge – non un mediatore. Gli Usa ci riconoscono la leadership”.      [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 09:48 ALLE 19:49

DI SABATO 15 DICEMBRE 2018

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Savoia: Gabriella, presto a Vicoforte
Lettera nipote sovrani a un anno da tumulazione reali in Italia

Conte dal Papa, un inedito il premier ‘privato’ in VaticanoIl premier: ‘Con il Pontefice un incontro toccante, rinnova il mio impegno. Confronto su disuguaglianze, migrazioni, ambiente e pace’

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TORINO

“Tornerò presto a Vicoforte”: lo afferma Gabriella di Savoia in una lettera scritta a un anno dall’arrivo in Italia delle spoglie dei nonni, Vittorio Emanuele III e la moglie Elena, ora sepolti nella Cappella di San Bernardo all’interno della Basilica di Vicoforte, nel cuneese.
Della missiva è stata data lettura durante una cerimonia con la deposizione di una corona d’alloro nella Cappella dove riposano gli ex sovrani. La commemorazione è stata tenuta da Aldo Mola, storico e presidente Consulta dei senatori del regno.
“Un anno dopo la traslazione – aggiunge – desidero ricordare che la Casa di Savoia è sempre stata tutt’uno con gli italiani e fu sempre particolarmente vicina al Vecchio Piemonte e al Cuneese, che ho visitato con mia figlia Elisabetta e dove tornerò presto per raccogliermi davanti alle arche dei nonni”.
stata pressoché un inedito per un capo di Governo la visita privata di 45 minuti, o “di cortesia” come la si definisce nel protocollo vaticano, resa stamane a papa Francesco dal presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte. Evidente, infatti, la differenza rispetto alle normali udienze papali ai capi di Stato o di Governo di qualsiasi Paese, che – oltre ad essere annunciate in precedenza, e non la mattina stessa come in questo caso – avvengono sempre con il consueto corollario di delegazioni composte da altri membri dell’esecutivo e da ‘grand commis’ dello Stato, di una presenza per quanto limitata di giornalisti accreditati tramite “pool”, e del classico comunicato finale che rende conto dei colloqui del politico di turno col Papa e col cardinale segretario di Stato.
Niente di tutto questo nel caso di stamane, quando Conte è giunto in Vaticano praticamente da solo, accompagnato soltanto dall’ambasciatore d’Italia presso la Santa Sede, Pietro Sebastiani, senza ministri al seguito, men che meno i vice premier Matteo Salvini e Luigi Di Maio, e quando l’udienza è stata volutamente presentata col visibile basso profilo di un evento “privato”. Ciò non ha impedito un lungo colloquio a tu per tu tra Conte e il Pontefice, su temi molto cari a quest’ultimo – che proprio in questi ultimi giorni ha molto intensificato le sue esternazioni in favore dell’accoglienza di profughi e migranti -, e neanche l’offerta di un dono di gran pregio da parte del premier al Papa, un’antica edizione della “Commedia” di Dante, commentata dal Tommaseo.
L’udienza, tra l’altro, ha coinciso con un periodo in cui si sono riaccese le polemiche tra Salvini e una testata cattolica come Famiglia Cristiana – tra le più critiche insieme al quotidiano dei vescovi Avvenire verso l’attuale politica sui migranti -, mentre non è sfuggita in Vaticano l’insistenza, nella recente manifestazione della Lega a Roma, sui ripetuti richiami a Giovanni Paolo II come il Papa di riferimento.”Ci siamo confrontati sui temi delle diseguaglianze sociali,delle migrazioni, dell’ambiente, della pace. È stato un incontro molto toccante, che mi rinnova nell’impegno politico, etico, sociale a operare con grande determinazione per migliorare la nostra società e per rendere tutti i cittadini pienamente partecipi del nostro progetto di benessere sociale ed economico”. Lo scrive il premier Giuseppe Conte su Facebook dopo il suo incontro con Papa Francesco.      [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 13:01 ALLE 16:17

DI DOMENICA 09 DICEMBRE 2018

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Conte, a giorni riforma Codice Appalti
Da governo piano concreto investimenti in infrastrutture

Libia: Conte, vedrò Haftar e SarrajPremier, conferenza Palermo no vetrina ma parte di un percorso

Grillo, cambi casacca? Offro più del CavIronia su passaggio a Fi del deputato M5s

No Tav guardano a gilet gialliNoi dalla parte di chi lotta per un futuro decente per tutti

Martina, nessun accordo con M5SNon mi candido premier, Gentiloni personalità di primo piano

Salvini: ‘Bloccare l’adeguamento delle pensioni sopra i 5 mila euro. Io favorevole alla Tav”Mai la patrimoniale, sia da parte nostra che degli alleati’

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“Nei prossimi giorni presenteremo una legge delega per riformare il codice degli appalti”. Lo ha ribadito il premier Giuseppe Conte in un’intervista al Tg2.
Il presidente del Consiglio ha anche confermato la decisione del governo di mettere a punto un piano di investimenti “concreto” per le infrastrutture in Italia. E “abbiamo sensibilizzato molte imprese – ha aggiunto – a investire di più” sempre sulle infrastrutture che saranno “materiali e non”.
– “Confido in settimana di incontrare” il Capo del Governo di unità nazionale libica Fayez al-Sarraj e il generale Khalifa Haftar. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte, rispondendo al Tg2 ad una domanda sul processo di stabilizzazione della Libia. La conferenza di Palermo, ha spiegato il premier, “non è stata una vetrina”, ma parte di un “percorso” e “l’Italia sta dando il suo contributo per realizzare questo percorso”.
“Offro il doppio di qualunque cifra possa offrire #Berlusconi (The Muppet) per l’acquisto di parlamentari in saldo!”. Così Beppe Grillo in un post in cui ironizza sul passaggio a Forza Italia del deputato del M5s Matteo Dall’Osso.
“Come recitava un cartello nel corteo di sabato: chi ascolta industriali e banchieri invece del popolo, finisce male! Governo avvisato…”. Lo scrivono i No Tav, che pubblicano su Facebook una foto di alcuni gilet jaunes con la bandiera del treno crociato davanti all’Arco di Trionfo.
“Mentre ci arrivano notizie al contempo terribili ed entusiasmanti dalla Francia – scrivono i No Tav il giorno dopo la manifestazione di Torino -, oltre mille manifestanti arrestati e centinaia di feriti in una rivolta popolare che però non demorde e sta dando esempio a tutta Europa, pubblichiamo questa foto che ci è stata inviata ieri da alcuni No Tav a Parigi. Il mondo – sottolineano – si divide in due parti, da una parte ci sono i popoli che lottano per un futuro decente per tutti, dall’altra un potere sempre più arroccato che difende gli interessi di pochi”.
– “Se cascasse questo governo e io fossi il segretario del Pd accordi con M5S non ne farei. E comunque farei solo il segretario, non il candidato premier. Gentiloni? Personalità di primissimo piano, può ancora dare un grande contributo”. Così il candidato alla segreteria del Pd Maurizio Martina intervenendo a “In mezz’ora” su Rai Tre.

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“Bloccare l’adeguamento alle pensioni exra-ricche almeno dai 5 mila euro in su. La via più giusta è bloccare adeguamento a pensione alte non coperte dai contributi; una pensione da 2,500 euro non è alta”. Lo ha detto Matteo Salvini a Lucia Annunziata su Rai 3 che gli chiedeva di un taglio del 40% annunciato da Di Maio. “Il taglio delle pensioni è un simbolo, è un segno di equità sociale e di giustizia”.
“Sono favorevole a nuove opere e infrastrutture da nord a sud, l’Italia ha bisogno di crescere, sono favorevole alla Tav, ha detto in un altro passaggio. Poi c’è un contratto di Governo, stiamo aspettando il rapporto sulla TAV e sui costi, vedremo.. io sono sempre per andare avanti”. Così Matteo Salvini sulla Tav da Lucia Annunziata su Rai 3.
Ieri la manifestazione No Tav a Torino  durante la quale è stato chiesto a M5s di battersi nel governo per bloccare l’opera.
“Noi non vogliamo uscire da niente, vogliamo stare dentro e cambiare le regole dell’Ue che colpiscono tanti, è come un’assemblea di condominio. Io non sfascio il condominio ma cambio l’amministratore”. “Si cresce si cambia si ascolta e si migliora”, ha risposto Matteo Salvini ad una domanda della Annunziata. “E’ una fase in cui prevalgono buon senso e concretezza”, ha concluso rispondendo ad una domanda su se stesso.
“Gli italiani sono dei risparmiatori incredibili: io non vorrei che qualcuno voglia mettere mano sul risparmio e le case degli italiani mettendo una patrimoniale”, ha detto Salvini. Alla domanda di Lucia Annunziata su chi potrebbe introdurre una patrimoniale, Salvini ha risposto: “Se qualcuno ti impone le sanzioni allora ti viene da dire metti la patrimoniale. Ma questa è la cosa più lontana dall’idea della Lega, ed è così anche per gli alleati di governo”.      [print-me title=”STAMPA”]

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LIBIA: INIZIA SUMMIT A PALERMO

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DELLE 09:40

DI LUNEDì 12 NOVEMBRE 2018

Libia: Conte, lavoro a compromesso tra Sarraj e Haftar
Inizia il summit a Palermo

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LIBIA: INIZIA SUMMIT A PALERMO

Libia: Conte, lavoro a compromesso tra Sarraj e Haftar
Inizia il summit a Palermo

LIBIA: INIZIA IL SUMMIT A PALERMO

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LIBIA: INIZIA SUMMIT A PALERMO

Al summit di Palermo “mi aspetto che Haftar sia presente. La sua visione non è certamente coincidente con quella del presidente Sarraj”, ma “Mandela ha osservato che ‘il compromesso è l’arte della leadership e i compromessi si fanno con gli avversari, non con gli amici'”. Così il premier Giuseppe Conte in un’intervista in apertura di prima pagina della Stampa. Sulla Tav, Conte assicura che ascolterà l’opinione arrivata dalla manifestazione di Torino. “A breve si concluderà la valutazione costi-benefici. Il dossier sarà esaminato con cura come fatto su Ilva e Tap”.

Caos Libia, Haftar vuole disertare il summit di Palermo – Khalifa Haftar deciso a boicottare la conferenza sulla Libia. Voci su una visita-lampo di Giuseppe Conte a Bengasi – smentite con forza da Palazzo Chigi – per convincere il generale a ripensarci: è un thriller la vigilia del summit di Palermo, ma senza l’uomo forte della Cirenaica si rischia il naufragio ancor prima che la nave lasci il porto. Tra le proteste delle opposizioni a Roma, che accusano il governo di una “nuova figuraccia” e chiedono chiarimenti. A 24 ore dall’inizio dei lavori, ambienti dell’autoproclamato Esercito nazionale libico hanno fatto sapere in mattinata che il loro capo diserterà il summit perché non vuole sedere al tavolo con i rappresentanti del Qatar e di una fazione, il Libyan Fighting Group, secondo Haftar “legata ad al Qaida”. L’indiscrezione poteva essere il frutto di un bluff del generale per alzare la posta del negoziato. Più tardi, però, si è avuta la percezione che la situazione stesse realmente precipitando. Altre fonti vicine ad Haftar infatti – rilanciate dapprima dal media libico Address Journal e in seguito, tramite la France Presse, dall’autorevole sito egiziano Al Ahram e da Al Arabiya – hanno diffuso la notizia che Conte in giornata sarebbe volato a Bengasi: una visita lampo, si legge nella ricostruzione, per discutere con Haftar “gli ultimi sviluppi sulla conferenza di Palermo”. Palazzo Chigi ha smentito seccamente la notizia. Facendo trapelare che da parte del governo italiano “c’è la volontà di non interferire tra le parti libiche in una questione che è prettamente libica”. La posta in gioco è però troppo alta per passare la mano, e le trattative per un ripensamento del generale proseguono. Per settimane la diplomazia italiana, ma anche i russi e gli americani, hanno cercato di convincere Haftar ad andare al summit. Il ministro degli Esteri Enzo Moavero lo ha incontrato a Bengasi, lo stesso generale è stato ricevuto a Roma dal premier Giuseppe Conte. Sembrava che la riserva fosse stata sciolta, ma poi è cominciato il balletto dei distinguo, veline fatte filtrare dall’entourage del generale sui suoi dubbi: in particolare, che il formato della conferenza fosse sbilanciato verso la componente islamista dentro e fuori la Libia, legata alla Fratellanza Musulmana, a cominciare dai rappresentanti di Tripoli. La componente dei Fratelli Musulmani è invisa anche al presidente egiziano al Sisi, principale sponsor arabo di Haftar, e questo elemento potrebbe spiegare perché dal Cairo non è stato ancora chiarito a che livello l’Egitto sarà rappresentato a Palermo. La probabile assenza di Haftar alla conferenza sulla Libia ha scatenato le proteste delle opposizioni a Roma: “vertice inutile”, “ennesima figuraccia”, è il coro unanime che arriva da Pd, Forza Italia, Fdi. Mentre Leu esprime preoccupazione per le insinuazioni del generale sulla presenza a Palermo di esponenti filo-al Qaida. In Sicilia intanto sono arrivate le prime delegazioni, come quella del parlamento di Tobruk, guidata dal presidente Aguila Saleh, ed i rappresentanti del Consiglio di Stato. Il suo leader, Khaled al Meshri, ha lanciato un nuovo appello al dialogo tra le parti come “unico mezzo per uscire dalla crisi”. Ma che dialogo possa esserci senza Haftar, il capo de facto dell’est del Paese, è tutto da verificare. Così le trattative per portarlo a Palermo vanno avanti, fino all’ultimo.   [print-me title=”STAMPA”]

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DELLE 23:47

DI DOMENICA 23 SETTEMBRE 2018

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Berlusconi: penso di candidarmi Europee
‘Lo chiedono tutti. Ora pericolo ancora peggiore dei comunisti”

Conte a Berlusconi: ci lasci lavorare’Ha avuto tanti lustri per governare, ora può stare tranquillo’

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“Penso di candidarmi alle europee. Me lo chiedono tutti. E poi, se dobbiamo salvare l’Italia, dobbiamo fare le cose sul serio”. Così il Presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, lasciando Fiuggi (Frosinone) e la convention organizzata dal presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani. “Abbiamo salvato l’Italia dai comunisti, 25 anni dopo l’Italia si trova di fronte a un pericolo ancora peggiore, l’ignoranza, l’incompetenza, l’aspirazione continua all’odio sociale – aveva detto Berlusconi in precedenza dal palco della kermesse -. Saremo ancora noi a salvare il Paese. Sarò ancora in campo alle prossime elezioni per salvare il Paese che amo”.
– VOLTURARA APPULA (FOGGIA)

– “Berlusconi stia tranquillo, l’Italia è un buone mani. Lui ha avuti tanti lustri per governare, ora ci lasci l’opportunità di lavorare”. Lo afferma il premier Giuseppe Conte interpellato dai cronisti, a Volturara Appula, sulle critiche mosse dal leader di Forza Italia al governo.   [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 17:20 ALLE 23:21

DI LUNEDì 10 SETTEMBRE 2018

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Fondi Lega, ipotesi prelievo graduale
Incontro procura-legali, permetterebbe a Carroccio non chiudere

Migranti, Salvini: forse tagli fondi OnuDopo allarme razzismo Italia. “Sprechi e ruberie Nazioni Unite”

Di Battista, Lega restituisca maltoltoNon c’è nessun processo politico, ma quando mai?

Di Battista, Salvini pompato dai media”Repubblica” dice che è fascista ma poi fa come Istituto Luce…

Salvini, Di Battista? Roba interna a M5sCi chiamiamo Lega e ci chiameremo Lega

Conte, mai pensato ricavare vantaggiMa fatevene una ragione, governo durerà 5 anni

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GENOVA

– Un prelievo ‘graduale’ per consentire alla Lega di proseguire le proprie attività. Sarebbe questo l’oggetto dell’incontro tra i magistrati genovesi e i legali del Carroccio avvenuto questa mattina al nono piano di palazzo di giustizia. Gli avvocati Giovanni Ponti e Roberto Zingari sono adesso nella sede di via Bellerio per sottoporre questa ipotesi ai vertici della Lega.
– L’Onu “è un’organizzazione che costa miliardi di euro, a cui l’Italia dà più di 100 milioni all’anno di contributi e ragioneremo con gli alleati sull’utilità di continuare a dare questi 100 milioni di euro per finanziare sprechi, mangerie, ruberie per un organismo che vorrebbe venire a dare lezioni agli italiani e poi ha Paesi che praticano tortura e pena di morte”. Così il ministro dell’Interno e vicepremier Matteo Salvini, arrivando alla fondazione Don Gino Rigoldi a Milano, parlando dell’Onu, che oggi ha lanciato un allarme razzismo sull’Italia.
– La Lega “deve restituire fino all’ultimo centesimo il maltolto: non c’entra niente il processo politico, ma quando mai? Se fossi un militante della Lega gli chiederei di restituirli perché sono soldi dei cittadini.
Iniziassero i parlamentari trombati della Lega a restituire l’assegno di fine mandato come ho fatto io. Per me la Lega deve restituire, punto. Perché le sentenze si rispettano perché quei quattrini sono anche miei”. Lo dice Alessandro Di Battista (M5s) a Otto e mezzo, parlando dei 49 milioni di fondi della Lega.
– “I sondaggi danno la Lega avanti al M5S? Penso che Salvini sia pompato dal sistema mediatico in maniera vergognosa. Specie “Repubblica” dice che è fascista però si comporta come l’istituto Luce con Mussolini, ma alla fine conteranno i fatti. Lo fanno perché il Movimento cinque stelle fa molta più paura”. Lo dice Alessandro Di Battista (M5s) in un’intervista a Otto e mezzo, in collegamento dal Guatemala.
– “Ci chiamiamo Lega e ci chiameremo Lega”: lo ha ribadito il ministro dell’Interno e vicepremier Matteo Salvini sull’ipotesi di un cambio del nome del partito dopo la sentenza che ha deciso il sequestro dei fondi del Carroccio. Quindi ha commentato le dichiarazioni di Alessandro Di Battista che chiede alla Lega di “rendere il maltolto” parlando dei 49 milioni di fondi. “Di Battista? Fossi in Guatemala passerei il tempo in maniera più ludica. Mi sa che è una roba interna ai 5 Stelle”, ha aggiunto.
– “Fatevene una ragione, il governo durerà cinque anni”, lo ha detto il premier Giuseppe Conte in diretta su Fb, sottolineando di non aver mai pensato di trovare un incarico alternativo con il concorso a cattedra alla Sapienza. “Non ho mai pensato di ricavare un vantaggio a vita da questo incarico”, ha aggiunto Conte.   [print-me title=”STAMPA”]