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ALLE 14:50 DI VENERDì 21 GIUGNO 2019

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A Giffoni i 20 anni di Spongebob
Nickelodeon trasmetterà episodio speciale serie

SALERNO20 giugno 2019 13:20

– Nickelodeon celebra 20 anni di SpongeBob SquarePants con il “Best Year Ever”, un tributo a una delle serie televisive e personaggi più iconici mai creati.
Sabato 20 luglio, nel corso della 49/a edizione del Giffoni film Festival (Giffoni Valle Piana – Salerno), sarà trasmesso l’episodio speciale “SpongeBob, una grandiosa festa di compleanno”. SpongeBob è stato lanciato il 17 luglio del 1999 e negli ultimi 20 anni ha regnato come serie animata numero uno per bambini. Ma negli anni SpongeBob si è sempre più affermato come personaggio e icona pop, amato da tutte le generazioni, creando un universo di personaggi, slogan e meme di cultura pop, uscite teatrali, prodotti di consumo, calcando le passerelle delle fashion week internazionali, vincendo un Tony award con il musical di Broadway e creando una base di fan a livello mondiale di oltre 51 milioni di follower sulla pagina facebook dedicata.

Classis s’illumina per Ravenna FestivalLunedì 24 l’inaugurazione con il racconto ‘Le parole e il mare’

RAVENNA20 giugno 201913:55

– Classis s’illumina: al Museo che racconta la città e il territorio, gettando luce su una storia complessa e appassionante, si accendono per la prima volta i riflettori di Ravenna Festival, che l’ha scelto fra i luoghi di spettacolo della 30/a edizione.
Se la navigazione “per l’alto mare aperto” del Festival non poteva non approdare anche al Museo che tanta attenzione dedica alla dimensione marittima di Ravenna, l’appuntamento del 24 giugno con ‘Le parole e il mare’ è anche occasione per una novità: Quick, tra gli sponsor della manifestazione, illuminerà Classis con la donazione di un impianto permanente per la facciata del Museo.
Con il racconto mediterraneo di ‘Le parole e il mare’ – una narrazione che lo storico Alessandro Vanoli, l’attore e regista Lino Guanciale e le musiche live di Marco Morandi sviluppano attraverso i porti di questo “mare fra le terre” – Ravenna Festival arricchisce una mappa di luoghi di spettacolo che da sempre celebra il profondo legame con la città e la sua storia.

Pitti Bimbo,’Mini me’ mantra estate 2020Dai costumi ai completi la tendenza ispirata ai genitori

FIRENZE20 giugno 201914:19

– ‘Mini me’ continuano ad essere le parole d’ordine in fatto di tendenze nella moda bimbo. Così anche per la primavera-estate 2020, le cui collezioni sono in mostra a Firenze per Pitti Bimbo 89, i look ispirati a quelli di mamma e papà si affermano in tutti i segmenti del guardaroba, dai costumi ai completi da sera. I capi cosiddetti ‘Mini me’ non sono più interpretati in speciali capsule collection, ma bensì declinati in tutta la linea. Se il look della mamma viene reinterpretato per dar vita a nuovi outfit da condividere con la figlia, riportando lo scarto generazionale a una questione di taglie, questa dinamica appare ancora più semplificata nello scambio tra papà e figlio, in particolare nel registro beachwear, dove da qualche stagione è un must consolidato. Dunque vediamo come si compone il guardaroba, che punta sopratutto su stampe fiorite e righe.
Infine la sostenibilità, tema di grande attualità nelle collezioni per adulti e di conseguenza must anche per i piccini.

Al via il Dionisio FestivalOn stage anche Paganini (dir. artistico), Guerritore e Prezioni

20 giugno 201915:04

– I ‘mostri sacri’ del teatro si danno appuntamento a Chiavari questa estate per uno dei cartelloni teatrali più ricchi della stagione, quello messo in scena dalla Dionisio Production di Davide Paganini. Si parte giovedì 4 luglio con Gabriele Lavia in “Lavia dice Leopardi”, mentre il 18 Luglio Paolo Rossi presenterà al pubblico “Jannacceide”, per proseguire il 31 luglio con il duo di attori, lo stesso Paganini e Massimo Caretta, che interpreteranno “Maratona di New York”.
Agosto si apre con Michele Placido e la sua “Serata d’onore, per continuare il 18 agosto con “Dall’inferno all’infinito” la cui protagonista sarà Monica Guerritore, ed infine a conclusine della rassegna Alessandro Preziosi in “Moby Dick”.
“La kermesse che presentiamo è unica, – spiega Paganini – rivolta a tutti coloro che sono assetati di cultura e di progetti dal taglio contemporaneo, nell’obiettivo generale di arrivare alla realizzazione di un’offerta teatrale tra grandi classici e scenari di ricerca”.

Empire di Benassi a Palazzo AltempsVincitore per Museo nazionale romano dell’Italian Council 2018

20 giugno 201915:10

– Seimila mattoni in terracotta, accatastati in pancali. Due in lega di bronzo e oro. A dialogare con le linee perfette dell’arte antica. È Empire, come la grande scritta che campeggia su ogni mattone, progetto di Elisabetta Benassi, fino all’1/9 esposto nel cortile interno di Palazzo Altemps, dopo aver vinto il bando Italian Council 2018, ideato dalla Direzione generale Arte e Architettura contemporanee e periferie urbane del Mibac.
Promosso dal Museo nazionale romano con la Pontificia Accademia dei virtuosi al Pantheon, Empire rimanda a fasti e nefasti dell’Impero romano, ed è composto da mattoni realizzati in Gran Bretagna da una fornace della Royal Forest of Dean nel Gloucestershire, sul modello di esemplari utilizzati a metà ‘900 negli Usa. A luglio debutterà invece a Palazzo Massimo il secondo progetto vincitore del bando per il Museo nazionale romano: un’opera in pasta di vetro di Diego Perrone.

Opere a Brera in attesa Palazzo CitterioBradburne, non è una mostra ma una risposta temporanea

20 giugno 201915:37

– Alla Pinacoteca di Brera a Milano torna il Novecento con i capolavori radunati dal leggendario direttore Franco Russoli. Boccioni, Carrà, Modigliani, Morandi, Sironi ma anche Picasso e De Pisis, solo per citarne alcuni, appartenenti alle collezioni Jesi e Vitali, sono ora esposti nel cuore del museo in attesa di essere trasferite a Palazzo Citterio.
Il nuovo allestimento nelle sale 9, 15 e 23 del museo, reso possibile grazie alla marchesa Giovanna Sacchetti e che per questo ha vinto il premio ‘Rosa di Brera’, valorizza le opere mostrandole al pubblico utilizzando il sistema di deposito ‘a rastrelliera’ in teche create ad hoc. “Non è una mostra – ha chiarito James Bradburne – è semplicemente una risposta temporanea. Queste opere staranno qui fino a quando non potremo trasferirle nella loro casa permanente che è Palazzo Citterio”.

Marco Carta: ‘Non vedo l’ora del processo’Artista presenta album e autobiografia con un capitolo sul fermo

MILANO20 giugno 201915:38

“Sono tranquillo per settembre anzi non vedo l’ora”: così Marco Carta torna a parlare del suo arresto (non convalidato) per un furto di magliette alla Rinascente e al processo che per questo dovrà affrontare a settembre per furto aggravato in concorso.Dopo la notizia che era stato fermato, “le critiche Social mi hanno fatto male” ha aggiunto il cantane alla presentazione del suo nuovo album ‘Bagagli leggeri’ e del libro ‘Libero di amare’, a cui all’ultimo ha aggiunto un capitolo sulla vicenda del furto. “Bisognerebbe avere un patentino per i social – ha detto -, passare un esame, Non è possibile scrivere insulti pesanti a muso duro e a cuor leggero. Io ho una bella corazza ma sono un essere umano, ero spezzato e mi sto ricongiungendo ora. La stampa stessa – ha osservato – ha fatto dei titoli pesanti”.Del furto “non ero conscio, sennò – dice alludendo al fatto che le magliette siano state trovate nella borsa della donna che lo accompagnava quel giorno – mi sarei dissociato o l’avrei impedito”.

Biennale: al via 13/mo Festival DanzaPremi alla carriera a Sciarroni e al duo Mercier-Michel

ENEZIA20 giugno 201915:47

– Il 13/o Festival Internazionale di Danza Contemporanea diretto da Marie Chouinard e organizzato dalla Biennale di Venezia, si inaugura domani con i Leoni per la danza. Nella Sala delle Colonne di Ca’ Giustinian, sede della Biennale, avrà luogo la cerimonia di consegna del Leone d’oro alla carriera ad Alessandro Sciarroni e del Leone d’argento a Steven Michel e Théo Mercier.
Negli spazi dell’Arsenale, la serata inaugurale del 21 giugno vede il debutto in prima italiana di ‘Affordable Solution for Better Living’, firmato a quattro mani dall’artista e regista Théo Mercier e dal danzatore e coreografo Steven Michel, che ne è anche interprete. A seguire al Teatro alle Tese due titoli rappresentativi dell’originalità di Alessandro Sciarroni: ‘Your Girl’, spettacolo rivelazione, e ‘Augusto’.
Il Festival proseguirà fino al 30 giugno: dieci giorni di spettacoli, film, incontri con gli artisti, performance all’aperto nel segno dell’inclusività e di un approccio multidisciplinare.

Imola, Mario Biondi gratis all’AutodromoIl 14 luglio, sindaca Sangiorgi: ‘Un regalo alla città’

IMOLA (BOLOGNA)20 giugno 201916:17

– Mario Biondi sarà protagonista domenica 14 luglio (ore 21) di un concerto a ingresso gratuito all’Autodromo internazionale ‘Enzo e Dino Ferrari’ di Imola. Promosso da Comune e Gruppo Hera, lo spettacolo si inserisce per l’artista tra due festival internazionali in Spagna e Lettonia e arriva a poco più di un mese dall’uscita, a sorpresa, del nuovo singolo ‘Sunny days’, in duetto con l’astro nascente jazz Cleveland P.Jones.
“Desideravamo fortemente regalare a Imola un altro momento di grande musica dopo il successo della 24/a edizione di ‘Imola in Musica’ – dice la sindaca Manuela Sangiorgi – L’abbinamento con l’Autodromo è stato naturale nella volontà di ripercorrere la straordinaria storia dei grandi appuntamenti live tenuti nel circuito e insistere nella polivalenza di una struttura sportiva dall’enorme potenziale logistico”. “Un evento gratuito – aggiunge Giuseppe Gagliano, direttore centrale relazioni esterne Hera – che consente a tutti l’accesso ad una offerta artistica di alto livello”.

Guido Guidi al Man di NuoroPrima retrospettiva del fotografo in un museo italiano

NUORO20 giugno 201916:27

– Immagini in bianco e nero della Sardegna anni ’70 e opere a colori degli anni 2000: un racconto antropologico e paesaggistico in 250 scatti inediti nella mostra dedicata a Guido Guidi, uno dei più significativi protagonisti della fotografia italiana del secondo dopoguerra, al Man di Nuoro. L’esposizione, dal 21 giugno al 20 ottobre, si dipana nei quattro piani del Museo d’Arte nuorese, suddivisi in base alla cronologia dei due viaggi dell’autore in terra sarda. “Si tratta della prima retrospettiva mai dedicata da un museo italiano all’opera di Guidi, seguito invece da importanti musei francesi e americani”, ha spiegato il direttore del Man, Luigi Fassi, in occasione dell’apertura alla stampa della rassegna curata da Irina Zucchi Alessandrelli.
“Sono fotografie inedite, ristampate dall’artista, dal Man e dall’Isre, che hanno coprodotto la mostra – sottolinea Fassi – Il percorso espositivo è un’occasione unica per riscoprire il rapporto di Guidi con la Sardegna e per addentrarsi nell’opera di un grande fotografo italiano”. Volti, tracce di presenze umana, ma anche abitazioni, strade sterrate, specchi d’acqua, sono i soggetti delle immagini che testimoniano l’evoluzione stilistica di Guidi in quattro decenni. “E’ un progetto che realizza un sogno – confessa la curatrice – quello di veder finalmente esposte le foto inedite di Guidi scattate in due viaggi nell’isola a distanza di quasi 40 anni. Guardare queste immagini oggi permette non solo di godere di luoghi e dettagli diventati irriconoscibili, ma anche di osservare l’evoluzione del modo di lavorare di Guidi. Il confronto tra i due momenti storici della mostra è un’opportunità rara per l’originalità della produzione dell’artista rispetto al panorama nazionale internazionale”.
Non solo immagini. Sabato 22 giugno nella sede dell’Isre è in programma un simposio dedicato all’opera di Guidi. Sarà presente lo stesso fotografo, il fondatore della casa editrice londinese Michael Mack, il professore di fotografia dell’Università di Roma, Antonello Frongia, e lo scrittore nuorese Marcello Fois.

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Parigi, viaggiatori esotici da Valentino
Pierpaolo Piccioli e la sua utopia che mischia stili e culture

0 giugno 201916:31

– Il viaggiatore di Valentino disegnato da Pierpaolo Piccioli che sfila a Parigi mostra una collezione che lo stesso direttore artistico della maison ha definito “utopia esotica”, ovvero una mescolanza di alto e basso, di culture diverse, dove un abito tradizionale del Maghreb viene affiancato a un paio di pantaloni grigi e sartoriali.
“E’ un viaggio immaginario” ha spiegato lo stilista. “Mi piace l’idea di mischiare lo stile psichedelico, quello sartoriale e lo streetwear”. Mentre segni e tracce di diverse culture si mescolano e fluiscono in un mood sartoriale che rende tutto possibile, le differenze convergono come le linee, i colori brillano, alto e basso, luminoso e terreno si mescolano e s’intrecciano. La purezza del djellaba, la semplicità del caftano, il tocco umano dell’uncinetto e del ricamo incontrano la precisione del suit e la disinvoltura del capospalla fluente.
Paesaggi di fantasia, “utopie esotiche”, sono state create dall’artista Roger Dean.

Nei Sassi di Matera le note di BeethovenIl 22 giugno l’esibizione dei musicisti del Conservatorio “Duni”

ATERA20 giugno 201916:41

– “Realizzeremo un nostro sogno: quello di eseguire la monumentale Nona Sinfonia di Beethoven in re minore op. 125”. Nelle parole di Saverio Vizziello, direttore del Conservatorio Duni di Matera, è racchiuso tutto l’entusiasmo degli 80 musicisti, tra allievi e docenti, tutti lucani, fiore all’occhiello del “suo” Conservatorio. Il 22 giugno, nella cornice dell’Arena del Sole di Matera, in occasione della Festa nazionale della Musica, che quest’anno si svolgerà proprio nella Capitale europea della Cultura 2019, eseguiranno una delle opere più note di tutto il repertorio classico, considerata uno dei massimi capolavori di Beethoven. L’evento rientra nell’ambito del progetto di Matera 2019 “Duni Europa” coprodotto da Fondazione Matera-Basilicata 2019 e Conservatorio Duni di Matera.

Oprah Winfrey, vorrei revival del mio showMa ad una condizione per la regina del talk, non tutti i giorni

NEW YORK21 giugno 201909:52

– “Mi piacerebbe tornare in tivù con il mio talk show”. E’ Oprah Winfrey a parlare, la regina dei talk show negli Stati Uniti che con il suo programma ‘The Oprah Winfrey Show’ ha tenuto banco sugli schermi televisivi dal 1986 al 2011. Tuttavia pone una condizione, non tutti i giorni.
“Quello era un problema – ha detto la Winfrey, 65 anni, in riferimento all’appuntamento quotidiano – le nostre date erano troppo frequenti”. Ha aggiunto che ora ci sono momenti in cui le manca avere uno show. “Durante un’elezione – ha detto – o quando qualcosa di veramente importante fa notizia. E’ allora che penso, ah se avessi uno show”.
‘The Oprah Winfrey Show’, in onda su Abc, ha vinto decine di Emmy e ha richiamato l’attenzione del pubblico su diversi problemi sociali.

Atwood, arriva il seguito dell’AncellaIn uscita il 10 settembre, l’autrice al Festivaletteratura

21 giugno 201909:49

– L’attesissimo libro di Margaret Atwood, ‘I testamenti’, seguito de ‘Il racconto dell’Ancella’, sarà in libreria il 10 settembre in contemporanea mondiale, pubblicato in Italia da Ponte alle Grazie. E la Atwood, vincitrice del Booker Prize nel 2000 e più volte candidata al Nobel per la letteratura, sarà ospite del Festivaletteratura che si svolgerà a Mantova dal 4 all’8 settembre. Lo annuncia la casa editrice Ponte alle Grazie per cui torna in libreria il 27 giugno ‘Il racconto dell’Ancella’, con una nuova copertina, divenuto negli ultimi anni una serie televisiva premiatissima e di grande successo (dal 6 giugno è disponibile in Italia la terza stagione sulla piattaforma TimVision) .”Questo libro nasce da tutte le domande che mi avete fatto su Gilead e i suoi meccanismi interni. Be’, non solo da questo. L’altra fonte di ispirazione è il mondo in cui viviamo oggi” spiega la Atwood. Uscito nel 1985, il libro più famoso della Atwood si chiudeva con una porta sbattuta sul futuro di Offred, l’Ancella protagonista della storia. Per anni i lettori sono rimasti nel dubbio di cosa ne sarebbe stato di lei… Libertà, prigione, morte? Si scoprirà ne ‘I testamenti’ che riprende le fila della storia là dove era stata interrotta grazie ai testamenti esplosivi di tre donne di Gilead.

Fai, visita scavi romani Palazzo CorsiniRinvenuti per caso complesso I a.C., aperti il 22 giugno

20 giugno 201917:22

– Un complesso risalente al I a.C. con strutture probabilmente destinate alla cottura di materiali ceramici o per l’invetriatura di oggetti fittili. È la sorpresa emersa durante lavori di manutenzione nei giardini dell’Accademia dei Lincei a Palazzo Corsini, eccezionalmente visitabile sabato 22 giugno con i volontari della delegazione di Roma del FAI – Fondo Ambiente Italiano, in collaborazione con l’Accademia dei Lincei e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio.
La struttura, il cui scavo verrà poi ricoperto in attesa di una campagna più approfondita, si affacciava sull’antico tracciato viario tra porta Septimiana e la zona dove poi sorgerà Villa Farnesina. Nella visita si potranno ammirare anche i materiali ritrovati come la grande quantità di anfore, per la maggior parte olearie, che inducono a pensare anche a una zona di drenaggio delle acque che defluivano dal Gianicolo verso il Tevere. La visita si concluderà sotto la facciata interna di Palazzo Corsini, nel Cortile della Cavallerizza.

Al Ducale gli scatti di Inge MorathOltre 170 foto e decine di documenti della fotografa austriaca

GENOVA20 giugno 201918:11

– Gli scatti della fotografa austriaca Inge Morath sono i protagonisti della prima retrospettiva italiana dedicata all’artista che si svolgerà dal 21 giugno al 22 settembre nella Loggia degli Abati di Palazzo Ducale a Genova. La mostra, dal titolo ‘Inge Morath. La vita, la fotografia’, offre una panoramica del lavoro e della vita della prima fotografa donna a entrare a far parte della celebra agenzia fotografica Magnum Photoshos. L’esposizione, curata da Brigitte Bluml-Kaindl, Kurt Kaindl e Marco Minuz, si concentra sulla figura di una donna straordinaria che negli anni ’50 ha saputo fare della fotografia un lavoro all’epoca declinato tutto al maschile. In oltre 170 foto e decine di documenti, il suo lavoro viene illustrato in due sezioni: una dedicata alla vita di Inge Morath l’altra ai reportage realizzati in tanti paesi: dall’Italia alla Spagna, dalla Francia alla Romania, passando per il Medioriente, l’America, la Cina, l’Iran e la Russia.
Negli scatti di Inge Morath l’uomo è sempre al centro con la sua quotidianità e le sue curiosità. Pur lavorando per un’ importante agenzia come là Magnum Photoshop si è sempre rifiuta di fare reportage di guerra. “Per Palazzo Ducale è una grande occasione ospitare una mostra come questa – commenta la direttrice Serena Bertolucci – che si racconta da sola, che parla di una donna unica, fuori dagli schemi”. Ogni scatto racconta squarci di società, sempre con profonda intimità. “E’ la prima volta in Italia che viene fatto un approfondimento su Inge Morath – spiega Marco Minuz, uno dei curatori -. Era un’autodidatta e in silenzio ha imparato l’arte della fotografia, tanto da ritagliarsi uno spazio all’interno dell’agenzia Magnum. Nel ’62 sposa il romanziere Arthur Miller e fa una scelta di cuore staccandosi dalla frenesia dell’agenzia fotografica per ricominciare a fotografare viaggiando con il marito”.

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Polunin, prima volta a Firenze, è magica
Etoile ucraino protagonista al Florence Dance festival

FIRENZE20 giugno 201918:12

– Sergei Polunin, l’enfante prodige della danza mondiale, è tra i protagonisti del Florence Dance festival performing arts 2019 (dal 30 giugno al 3 agosto).
In due serate, il 23 e il 24 luglio, l’etoile Polunin si esibirà nel Chiostro Grande di Santa Maria Novella a Firenze in una nuova versione di Sacré, spettacolo in due atti. Presentanto la sua performance a Firenze, Polunin ha detto: “Non farò nessuna preparazione, sono pronto, salirò sul palco, sentirò l’energia del pubblico e vivrò il momento. È la prima volta che sono qui a Firenze, è un momento bellissimo e magico”. Il ballerino ucraino ha spiegato che “è la prima volta che per questa piece ballo in uno spazio all’aperto ed è molto interessante perché posso sentire il contatto con la natura, mi dà molta energia e mi mette in armonia con ciò che faccio”. La prima parte ‘Fraudulent Smile’ è una creazione del coreografo Ray su musica klezmer. La seconda ‘Sacré’, è il solo Polunin creato con la danzatrice e coreografa giapponese Yuka Oishi.

Bracciale Cruciani C 100/o Croce RossaIn macramè, riunisce i simboli di CRI e Mezzaluna Rossa

20 giugno 201918:13

– Cruciani C celebra assieme alla Croce Rossa Italiana i 100 anni della federazione nata nel 1859 nella battaglia di Solferino, durante la quale Henry Dunant ebbe l’idea di fondare quella che negli anni è diventata la più grande associazione di volontariato del mondo. Per la ricorrenza Croce Rossa Italiana e Cruciani C si uniscono in un’iniziativa benefica per celebrare insieme l’anniversario: in occasione dei cento anni della Federazione Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, nasce un bracciale in macramè con i due simboli storici, la croce e la mezzaluna, legati ai principi fondamentali che guidano l’associazione. Parte del ricavato della vendita andrà a sostegno di CRI. La famiglia Caprai, proprietaria della maison umbra, ha curato tutte le iniziative di charity legate al braccialetto. I festeggiamenti del centenario termineranno sabato 22 giugno con la tipica fiaccolata da Solferino a Castiglione delle Stiviere, lungo il percorso dove i soccorritori trasportarono i feriti durante la battaglia.

Emporio Armani a Pitti BimboDebutto a salone fiorentino con collezione junior

20 giugno 201918:18

– Emporio Armani debutta a Pitti Bimbo con la sua collezione junior per primavera/estate 2020. Nella Sala della Scherma c’è un set dedicato, con pannelli colorati su cui campeggeranno i look più identificativi della stagione. In linea con le tendenze della stagione, l’accento sul ‘Mini me’ èevidente: sono molti i capi in collezione che richiamano le forme delle giacche, dei completi e degli abiti più iconici del guardaroba Emporio Armani, proposti in una versione più̀ divertente e accattivante. Anche le stampe e i grafismi sono presi ‘in prestito’ dal mondo degli adulti per creare un guardaroba completo, che comprende look casual, sportivi, abiti formali per la cerimonia, oltre a una piccola selezione dedicata allo swimwear.

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L’America riscopre Natalia Ginzburg
NYT, “una dei grandi del 900”. Le opere di nuovo in libreria

NEW YORK21 giugno 201909:44

Effetto Ferrante, e l’America riscopre Natalia Ginzburg. “Una dei grandi autori italiani del ventesimo secolo”, scrive il New York Times, salutando la nuova pubblicazione in inglese di due opere di fiction della scrittrice morta nel 1991 a 75 anni nella sua casa al centro di Roma. Merito forse del successo planetario dell'”Amica geniale” e dei successivi capitoli della tetralogia napoletana, ipotizza Parul Sehgal sul quotidiano americano, ma intanto, quale che sia la ragione, il 25 giugno tornano in libreria il romanzo del 1947 “E’ stato così” nella versione classica di Frances Frenaye del 1949, e “Caro Michele”, appena ritradotto da Minna Zallman Proctor, editor di Literary Review e premio PEN Poggioli, con un nuovo titolo: “Happyness as Such”.I due romanzi seguono di due anni la riedizione per il mondo anglosassone del capolavoro autobiografico della Ginzburg, “Lessico Famigliare” del 1963, in una nuova traduzione firmata da Jenny McPhee con l’introduzione di Tim Parks. Intanto in Gran Bretagna l’anno scorso Daunt ha riproposto la raccolta di saggi del 1962 “Le Piccole Virtù” e in febbraio ha rimesso in stampa “Le Voci della Sera”. Il paragone con Elena Ferrante ricorre anche oltre l’Atlantico. “E’ un po’ come leggere la Ferrante, con la differenza che, mentre leggi la Ferrante, ti sembra di fare una nuova amica, mentre con la Ginzburg è più trovare un mentore”, ha scritto di recente sul Guardian la critica letteraria Lara Feigel.Il New York Times aveva per la verità reso omaggio alla Ginzburg nel necrologio di William H. Honan del 1991 in cui si notava che la scrittrice era stata “inizialmente liquidata come autrice minore a causa del suo interesse per la vita familiare”. “Scrivo sulle famiglie”, aveva detto lei l’anno prima alla scrittrice americana Mary Gordon, “perché e’ lì dove tutto comincia”. La riscoperta è stata lenta ma costante: “C’è qualcosa di Beckett nella sua prosa, di Cechov, che ammirava molto; dell’ultimo Shakespeare in cui le tragedie accadono spesso dietro le quinte”, aveva scritto nel 2017 la poetessa Cynthia Zarin. “Ginzburg ci ha dato un nuovo modello per la voce femminile”, aveva fatto eco l’anno dopo la scrittrice Rachel Cusk. Oggi per il New York Times, questa voce è “instantaneamente, quasi violentemente riconoscibile: distante, divertita e melanconica. Da dove viene il suo stile? Consapevolmente costruito o inconsciamente occultato? Inventato o ereditato? L’impronta della Ginzburg è così inconfondibile, così circoscritta dal suo tempo”, e allo stesso tempo così universale, “che non servono informazioni aggiuntive di background per apprezzarla”.

Le donne negli anni del cambiamentoAl Csc Palermo scatti su identità femminile

PALERMO20 giugno 201919:20

– L’immagine della donna tra gli anni Sessanta e Ottanta. Un ventennio cruciale della storia e del costume italiani viene raccontato da un punto di vista femminile da cinque grandi fotoreporter nella mostra “Soggetto nomade”, che si inaugura sabato 22 giugno al Centro internazionale di fotografia diretto da Letizia Battaglia.
L’esposizione, curata da Cristiana Perrella e Elena Magini, propone cento scatti di Paola Agosti, Letizia Battaglia, Lisetta Carmi, Elisabetta Catalano e Marialba Russo. Da angolazioni diverse coglie una soggettività femminile vissuta, rappresentata e interpretata in un periodo di grandi cambiamenti sociali. Sono anni di transizione dalla radicalità politica all’edonismo, ma anche anni di piombo e di grande partecipazione e conquiste civili ottenute grazie alle lotte e all’impegno delle donne. La ricognizione visiva di quegli anni prende le mosse dagli straordinari ritratti dei travestiti di Genova di Lisetta Carmi, dove la femminilità è un’aspirazione, e si declina attraverso le immagini di attrici, scrittrici e artiste di Elisabetta Catalano. Paola Agosti racconta il movimento femminista e Lewtizia Battaglia le donne e le bambine di una Sicilia sfigurata dalla mafia. Gli uomini infine assumono per un giorno l’identità femminile nel carnevale di piccoli centri della Campania esplorati da Marialba Russo.
L’immagine del femminile viene amplificata e destrutturata e diventa ora veicolo di valori antiborghesi ora rappresentazione di un’interiorità che respinge gli stereotipi. Una testimonianza dell’emergere di nuove e plurali urgenze espressive, che pur non assimilabili ad uno “specifico femminile”, offrono uno sguardo delle donne sulle donne e sulla loro identità. La mostra resterà aperta fino al 22 settembre.

Sandra Milo, 80 anni un’età bellissimaL’attrice, lavoro tutta l’estate in tv, non sport ma ‘testa’

20 giugno 201919:33

– “Gli ottantenni sono costretti a lavorare per mantenere i figli che sono disoccupati. Spesso i nonni mantengono figli e nipoti con le loro pensioni. Io sono fortunata, alla mia età ho ancora il piacere di lavorare, amo il mio mestiere. Adesso sono in diretta tutti i giorni su Rai1 con Io e Te condotto da Pierluigi Diaco, che ha preso il posto di Vieni da me di Caterina Balivo. Lavoro tutti i giorni dal lunedì al venerdì e non ho tempo per fare niente altro”. In realtà Sandra Milo, 86 anni splendidamente portati mentre parla

rivela di essere al parco con il figlio Ciro e il nipote Flavio, 4 anni. “Ma io non pratico nessuno sport, non cammino, non vado in palestra, non faccio niente” ammette scoppiando a ridere quasi della confessione di essere pigra.
E allora, questi anziani individuati dall’Istat, che hanno tanto tempo libero per fare anche sport adatti a tenersi in forma? “Io non faccio niente ma credo che oltre al dna sia una questione di voglia di esserci, di testa, di mente”.

The Elevator, una vendetta claustrofobicaThriller psicologico e venature horror in opera prima Coglitore

21 giugno 201909:50

– Un thriller-psicologico con venature horror, con protagonista un ascensore e, soprattutto, una vendetta al femminile. Questo, in estrema sintesi, ‘The Elevator’, opera prima di Massimo Coglitore distribuito dal 20 giugno da Europictures. Il film, girato in inglese e ambientato nella citta’ di New York, ha come protagonista Jack Tramell (James Parks), 50 anni, single, anchor-man famoso per il suo show a quiz, che da anni fa impazzire gli americani.
Uno di quei quiz in cui si vincono tanti soldi e si diventa subito un personaggio.
Quando Jack prende l’ascensore per raggiungere il suo appartamento, dopo aver salutato l’amico portiere di notte (Burt Young), non si aspetta certo un lungo viaggio nell’orrore.
Dentro l’ascensore Jack dovra’ affrontare Katherine (Caroline Goodall) una donna non piu’ giovane animata da una lunga e meditata sete di vendetta. La donna blocca Jack nell’ascensore la sera del Labour Day, lungo week end in cui la citta’ si svuota. Con lei una borsa piena di ferri chirurgici e siringhe.
“Jack e ricco, famoso, conduce il quiz show piu seguito della TV, non gli manca nulla, apparentemente – dice Il regista- . La donna e disperata, spietata, folle. Ha studiato a lungo ogni mossa, ogni dettaglio, il sistema di funzionamento dell’ascensore, la pianta del building, l’orario migliore, e stata in casa di Jack, ne conosce le abitudini, conosce a memoria il suo show, ed e proprio il quiz il mezzo della “tortura”: domande su domande per illudere Jack sulla possibilita’ di salvarsi la vita”. In ‘The Elevator’ anche il tema del traffico degli organi: “E’ vero una parte del film e’ ispirata a un fatto vero accaduto nel 2009 – spiega Massimo Coglitore -, l’idea iniziale era quella di girare il tutto in una sorta di cella confessionale di metallo con la voglia di portare lo spettatore dentro questa gabbia e non farlo piu’ uscire”.

Profumo per parco Abruzzo, Lazio, MoliseParco1923 scelto dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa

21 giugno 201910:42

– Parco1923, è il nome del profumo che affonda le sue radici nelle piante magiche che crescono nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, scelto dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa come marchio simbolo della bellezza della conservazione e della valorizzazione dell’ambiente italiano all’estero, tanto che il profumo ha accompagnato il ministro nei suoi recenti viaggi ufficiali in Oriente, dove ha incontrato in Cina il ministro dell’Ambiente Li Ganjie e il ministro della Scienza e della Tecnologia Wang Zhigang.
Il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, con la sua storia fatta di boschi millenari e piante uniche diventa così il simbolo dell’eccellenza ambientale italiana e di un patrimonio unico al mondo: le foreste vetuste del Parco dove si trovano i faggi più antichi d’Europa, che nel 2017 sono state dichiarate Patrimonio Mondiale dell’Unesco per il loro valore biologico ed ecologico di rilievo globale. Parco, uno dei più antichi d’Europa, ha una piramide olfattiva che racchiude un mix di piante.

Verdone, sono un chirurgo on the roadA Otranto Si vive una volta sola con Foglietta, Papaleo, Tortora

OTRANTO (LE)21 giugno 201909:43

Un film corale e una storia d’amicizia, tra ‘Amici miei’ e ‘Compagni di scuola’, ma anche un inedito road movie medicale con dentro un mistero che si scoprirà solo all’ultima scena. Si annuncia così ‘Si vive una volta sola’ il nuovo film di Carlo Verdone che si sta girando in Puglia (mancano quattro delle otto settimane previste). Sceneggiatura firmata da Verdone, insieme a Giovanni Veronesi e Pasquale Plastino, per raccontare lo strano viaggio del primario Umberto Gastaldi (Carlo Verdone), oncologo di grande fama, e della sua équipe medica composta dal suo assistente Corrado Pezzella (Max Tortora), dalla strumentista Lucia Santilli (Anna Foglietta) e dall’anestesista Amedeo Lasalandra (Rocco Papaleo).Un team di eccellenti professionisti, ma anche di insospettabili maestri della beffa e insuperabili nell’ideare scherzi spietati, specialmente ai danni di Amedeo. “È un film corale e a volte anche crudele in cui io non ho nessun tipo di caratterizzazione, nessuna maschera – spiega Verdone sul set del film a Otranto alla presenza dell’intero cast e del presidente della regione Puglia, Michele Emiliano – . Siamo quattro persone diverse, un’eccellenza nel proprio lavoro. Professionisti capaci di avere l’onore di fare la risonanza magnetica al Papa, ma che nel privato sono un disastro, pieni di debolezze e sconfitte. La loro è comunque un’amicizia solida – continua Verdone – , che si consuma anche tra scherzi molto infantili e goliardie”. Ma in questo 27/o film del regista romano – prodotto da i De Laurentiis e in sala con Filmauro dal 14 febbraio – il vero mistero sta nel capire i motivi del viaggio del quartetto. Più volte interrogato sul tema il regista-attore romano glissa e, alla fine, dice solo: “Non posso proprio dirlo, è al centro di tutto il film. Posso solo dire che per loro sarà un viaggio necessario, che si trovano obbligati a fare”.Verdone, ‘medico mancato’ ma consultato continuamente nell’ambiente cinema per le sue capacità diagnostiche, racconta di questa sua passione: “Devo dire che ho salvato la vita a due personaggi del cinema che ancora per questo mi sono riconoscenti. Non è stato però merito mio, ma demerito di alcuni medici incompetenti che li curavano”. E aggiunge: “Sono in tanti nell’ambiente che mi chiamano e io così mi trovo spesso al telefono col pollo in mano a consigliare qualcuno”. Perché non si è dedicato alla medicina come professione? Spiega Verdone: “Ho un problema con le autopsie, non ce l’avrei fatta a portare avanti gli studi”. “Sto in mezzo a tutti maschi alfa – dice invece la Foglietta sul set ambientato in una prestigiosa masseria in località Alimini -, ma io non sono da meno, sono una tosta”. Amori per l’unica donna del quartetto? “Sì ci sono: sono divisa tra una storia d’amore appassionata e un’altra più sentita e deludente allo stesso tempo”, dice l’attrice romana. Per Papaleo, il suo personaggio di Amedeo Lasalandra: “ricorda un po’ il povero Fabris, vittima degli scherzi a ‘Compagni di scuola’”. Infine Max Tortora, nei panni de il ‘secondo’ del chirurgo:” Sì sono un po’ un piacione, un tipo da golf e auto belle, ma non sono affatto in competizione con il mio capo che invece rispetto molto e ammiro”.

Rohrwacher a Sotto le stelle d’AustriaIl 25 giugno presenterà il film Angelo con regista Schleinzer

21 giugno 201914:14

– Alba Rohrwacher inaugura Sotto le stelle dell’Austria, settima edizione della manifestazione dedicata al cinema austriaco che si svolge nei giardini del Forum Austriaco di Cultura a Roma, dal 25 giugno al 10 luglio prossimi. L’attrice presenterà nel primo giorno della rassegna che si svolge all’aperto, il film Angelo, di cui è protagonista, firmato dal regista Markus Schleinzer, storico collaboratore di Haneke considerato uno dei più originali e talentuosi registi europei di oggi. La kermesse permette al pubblico della capitale di scoprire alcuni dei migliori titoli del cinema austriaco contemporaneo (ingresso gratuito). L’inaugurazione, martedì 25 giugno alle 20.30, vede in cartellone Angelo. Il giorno successivo sarà al volta di uno dei titoli più applauditi di questa stagione, Styx di Wolfgang Fischer, con la storia di una dottoressa impegnata in un viaggio da sola in barca a vela, durante il quale si ritrova costretta a una drammatica scelta quando incontra un peschereccio in avaria carico di migranti.

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Stadio in tour dopo infortunio a Curreri
Via a Forte dei Marmi, poi altri 11 concerti fino a fine agosto

BOLOGNA20 giugno 201909:29

Gli Stadio inaugurano domani sera, venerdì, il tour ‘Stadio Mobile live 4.0’ a Forte dei Marmi (Lucca), nell’ambito dell’iniziativa Arcobaleno d’Estate.
Il debutto era previsto una settimana fa in Abruzzo, ma una brutta caduta sul palco del leader Gaetano Curreri durante la ‘data zero’, il 24 maggio a Castelraimondo (Macerata), che coincideva anche con il raduno nazionale dei fan, aveva costretto a uno stop forzato. Curreri, operato al femore, dopo la convalescenza e la riabilitazione è pronto a tornare sul palco.
Il cartellone prevede altri 11 concerti: 6 luglio Bellaria Igea Marina (Rimini), 11 Fiumicino (Roma), 20 Valmontone (Roma), 27 Marsciano (Perugia), 3 agosto Villesse (Gorizia), 5 Anzio (Roma), 6 Roseto degli Abruzzi (Teramo), 10 Attigliano (Terni), 13 Seminara (Reggio Calabria), 17 Molinara (Benevento), 29 agosto Marciana Marina, all’isola d’Elba (Livorno). Sul palco con Curreri (voce e tastiera), Andrea Fornili (chitarra) e Roberto Drovandi (basso), ci sarà una sezione completa di fiati.

Powers, dobbiamo vivere come gli alberiPremio Pulitzer con ‘Il sussurro del mondo’ ospite a Milanesiana

21 giugno 201909:55

RICHARD POWERS, ‘IL SUSSURRO DEL MONDO’ (LA NAVE DI TESEO, PP. 658, 22,00 EURO) Se vogliamo avere qualche speranza di sopravvivenza come genere umano, “dobbiamo imparare a vivere alla velocità degli alberi”: ne è convinto il premio Pulitzer Richard Powers, domani ospite de La Milanesiana a Pavia, che nel suo ‘Il sussurro del mondo’ fa convergere i destini di 9 personaggi in California, dove una sequoia gigante rischia di essere abbattuta. Quella di Powers è una metafora che si riferisce a due aspetti diversi: da una parte il fatto che gli alberi vivono in media sulla terra da 2000 volte il tempo in cui vi si è insediato l’uomo, vale a dire 400 milioni di anni rispetto a 200.000: “Una differenza di scala enorme – spiega lo scrittore – che comporta una differenza enorme nella natura del progetto: pensare all’effetto delle nostre azioni su questa scala cambierebbe il tipo di decisioni che prenderemmo, i nostri valori, ma sfortunatamente in generale succede l’opposto.
La scala temporale in base alla quale operiamo è sempre più ridotta, basti pensare che nel diciannovesimo secolo l’idea fondamentale era che le cose che si facevano avrebbero avuto un riflesso sui nostri nipoti, oggi invece saremmo fortunati a pensare all’effetto delle nostre azioni in 5 anni”.
Vivere alla velocità degli alberi ha però anche un altro significato: “Così come gli alberi registrano il tempo meteorologico e crescono di più quando c’è bel tempo, mentre rallentano quando è brutto, così – spiega l’autore – vivere alla loro velocità significa impostare il proprio orologio in base a ciò che il pianeta consente, come già insegnava Thoreau quando scriveva ‘respira l’aria, bevi l’acqua, assaggia la frutta, vivi ogni stagione man man che scorre, rassegnati all’influenza del mondo’. Noi invece oggi pensiamo che ogni cosa sia disponibile in ogni momento, non pensiamo mai a ciò che il pianeta ci consente: vogliamo tutto e lo vogliamo ora”.
Per uscire da questo schema dovremmo liberarci dall’ossessione del controllo per abbracciare piuttosto l’ideale ovidiano della metamorfosi: “Ovidio è stato tra i primi scrittori ad ammonire i suoi contemporanei sulla necessità di vivere secondo i ritmi della natura. Io, da scrittore, penso che ci siano tre livelli di conflitto intorno a cui argomentare: quello con te stesso, quello con l’altro oppure quello degli esseri umani contro il resto del mondo e questa è una storia che dimentichiamo di narrare perché pensiamo di aver già combattuto e vinto questa battaglia, ma sta diventando chiaro a tutti noi che in realtà non l’abbiamo fatto, perché è evidente che l’ecosistema sta andando a pezzi e man mano che diventerà sempre più palese il fatto che non siamo riusciti a controllare il mondo, nelle nostre storie entrerà sempre di più il conflitto con le altre specie viventi perché sarà sempre più necessario – sottolinea – capire come riconciliare i nostri desideri rispetto al mondo”.
Nonostante i movimenti ambientalisti e una coscienza ecologica sempre più diffusa, per Powers “viviamo in un momento tremendo, è vero che ci sono sempre più persone consapevoli, ma al tempo stesso c’è sempre più gente che vuole tornare al passato: è l’America di Trump, quella per cui non dobbiamo assumerci la responsabilità, quella del privilegio dei bianchi e dei bei tempi andati, della supremazia degli uomini sulle donne, dei bianchi sui neri, dell’uomo sulla natura. Siamo stati colonizzati dall’idea che siamo l’unica specie interessante che non riusciamo a intravedere quanto questo sia sbagliato”.
Il suo romanzo – Powers non lo nega – non ha certo un happy end, eppure lascia i lettori con una sorta di speranza, forse perché tutti i suoi personaggi sono in grado di armonizzarsi con la natura, mostrando quando ci sia comunque di buono nell’essere umano. Tutti, dal suo alter ego Patricia, autrice di un libro sulla comunicazione delle piante, a Olivia che resiste un anno in cima a un albero che deve essere abbattuto, hanno in comune un passato tormentato, che li rende particolarmente empatici: “Forse come specie abbiamo bisogno di un trauma, di uno shock per capire che c’è un altro significato da cogliere oltre all’utilitarismo”. Potremmo iniziare imparando dalle piante: “Il loro piano Segreto – svela Powers – è riprodursi, farsi sempre più connessi. Le scoperte più recenti dicono che tutto in natura succede in connessione, ci siamo basati sull’idea errata che la natura sia fatta di competizione invece vive di collaborazione, di una ragnatela di reciprocità: quello è il segreto della foresta, nulla ha una vita indipendente”.

Teresa De Sio torna sui palchi con Puro DesiderioAnnunciate le prime date del tour

21 giugno 201913:08

“C’è stato un lungo periodo, quattro anni, in cui – come si dice in agraria – mi sono messa a maggese, ho seminato e poi atteso, questo disco ha avuto una gestazione molto lunga. Poi, quando è arrivato il suo momento, l’ho scritto di getto, ci ho messo pochissimo, un paio di mesi ed è venuto fuori sull’onda emotiva, credo questa cosa si percepisca.”: Teresa De Sio annuncia le prime date estive di “Puro desiderio” che segue il suo ultimo disco (omonimo del tour) pubblicato lo scorso maggio.
Si parte venerdì 19 luglio all’Arena di Termoli, data che precede quella romana prevista il 20 luglio alla Casa del Jazz.
Domenica 28 luglio la De Sio sarà sul palco del Teatro Biondo di Palermo, il 12 agosto in provincia in piazza a Noci (Bari) e infine Ravello, il 14 agosto. “Puro desiderio” è stato pubblicato in regime di totale autoproduzione, come da due anni a questa parte.
“Da quando ho preso questa decisione ho avuto difficoltà professionali, economiche e carrieristiche – spiega in un’intervista – ma come donna e come artista ho avuto una crescita esponenziale potente. Altrimenti, riscriverei sempre la stessa canzone come fanno molti miei colleghi, io non ne sono capace. Rinuncio volentieri ai gioielli e alle ville al mare pur di restare un’autrice libera il più possibile”.
Ciò nonostante, il suo “Puro desiderio” resta quello di svegliarsi tutte le mattine davanti al mare: così si apre il disco, diverso da tutti i precedenti nel disvelare una dimensione poetica e più intima, con un linguaggio semi-acustico.
“Ci abbiamo lavorato tanto sul sound – sottolinea l’artista – volevamo un disco acustico che suonasse elettronico grazie a un lavoro sulla batteria trattata alla fonte, modificando il rullante. Anche la voce è diversa, molto naturale: ci sono solo brani in cui mi doppio con una tonalità più bassa ma l’effetto nel complesso è immediato. Sarà per via delle cose che dico, ho scelto un’impostazione diversa perché tenevo al racconto e alla narrazione.” Le canzoni vengono fuori da un momento difficile dell’artista campana: lutti pesanti, separazioni sentimentali, “arriva sempre tutto insieme, sono mazzate che si sopportano a fatica, mi salva il mio carattere. Ho una vocazione connaturata alla felicità ” ed è tutto in queste tracce in cui distinge tra desideri veri e falsi, “i primi sono molle mentre gli ultimi, bisogni primari.” Nel disco anche un duetto con Ghemon, incontrato lo scorso anno sul palco del primo maggio di Taranto dove i due cantanti si sono conosciuti confessandosi la reciproca ammirazione da cui poi è venuto fuori il brano “In un soffio di vento”.
Il registro è cambiato, insieme agli arrangiamenti e alla voce, ma la De Sio non rinuncia al suo epiteto storico di brigantessa: “Ho accettato questo termine che mi è stato dato con gioia, per me significa mantenere un brigantaggio intellettuale forte, non appiattirsi sul pensiero unico ma cercare di pensare con la propria testa: questa è la battaglia che i briganti devono combattere, oggi.”.

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‘VogliAMO tutto’ ricorda Balestrini
Dal 22 giugno al 3 settembre alla Biblioteca Classense

RAVENNA21 giugno 201911:17

– Ravenna dedica una mostra a Nanni Balestrini, artista visivo, scrittore e poeta – scomparso a maggio – che fin dagli anni Sessanta è stato al centro dei cambiamenti culturali nazionali. L’evento, ‘VogliAMO tutto’, programmato prima della sua morte, sarà visitabile dal 22 giugno al 3 settembre nella Sala del Mosaico della Biblioteca Classense, caratterizzata da un pavimento musivo del VI secolo, che ospiterà la grande tela ‘Anni ’70, Anni’80’ (700×500), uno dei lavori più significativi della ricerca poetica di Balestrini sulle condizioni espressive del linguaggio e dei contesti sociali e politici della sua enunciazione.
La mostra – secondo capitolo del ciclo ‘Ascoltare Bellezza’, progetto del Comune con Ravenna Festival e Fondazione Mudima – riprende la visione di ‘Vogliamo Tutto’, titolo espropriato dal libro cult di Balestrini (1971) che ispirò intere generazioni con la storia dell’operaio Alfonso, ovvero la sintesi delle illusioni umane e dell’incontrastato potere della rappresentazione mediatica.

Nureyev, nascita di una leggendaFiennes racconta la vita del grande ballerino prima del successo

21 giugno 201911:19

– E’ un ritratto appassionato ma anche un interessante affresco storico il film “Nureyev – The white crow”, terza prova alla regia di Ralph Fiennes, nelle sale a partire dal 27 giugno con Eagle Pictures. Il film, tratto dal libro “Nureyev. La vita” di Julie Kavanagh (lo stesso giorno con La nave di Teseo), offre la possibilità di conoscere la figura di Rudolf Nureyev, interpretato da Oleg Ivenko, nel periodo iniziale della carriera, prima cioè che diventasse una leggenda.
Ambientato principalmente tra San Pietroburgo e Parigi, il film punta molto sull’autenticità, anche grazie all’utilizzo di ballerini e attori russi, con l’unica eccezione di Adèle Exarchopoulos, che interpreta Clara Saint, amica del ballerino che con lui ebbe un rapporto di complicità, e dello stesso regista, nei panni del maestro di danza Alexander Pushkin. Nella trama anche le radici della storia familiare di Nureyev e i primi anni della formazione, per svelare ciò che lo ha reso un “white crow”, un outsider destinato a diventare un mito.

Colori fluo, ventata energia nella modaSdoganati i colori accesi anche per mise da red carpet

21 giugno 201911:21

– Niente è più efficace per dare una sferzata di pura energia al guardaroba della primavera/estate, di una ventata di colori vibranti e accesi, in una parola fluorescenti. Verde lime, fucsia, arancio, blu elettrico, verde acido e giallo catarifrangente sono pronti a illuminare i capi più cool di stagione. Tanti i look che conquistano la scena, oscurando le classiche cromie neutre con i beige naturali, che pur continuando a tingere l’abbigliamento più classico devono farsi da parte assieme ai colori pastello, tra i quali mantiene il podio il rosa. Per chi vuole rinnovare abiti, gonne, tute, vestiti e tailleur, la scelta obbligata è verso un colore segnaletico. Tradizionalmente legati all’abbigliamento sportivo o alle uniformi da lavoro, associati alle atmosfere anni Novanta e alle tinte psichedeliche degli anni Settanta, nelle ultime stagioni la moda, a dire il vero Prada per prima due anni fa, li ha sdoganati anche in passerella per renderli protagonisti tanto per look sportivi quanto per mise da red carpet.

Lina Wertmuller stella sulla Walk of Fame a HollywoodDopo l’Oscar alla carriera altro riconoscimento americano

21 giugno 201912:13

”Lina Wertmuller avrà la sua stella sulla Walk of Fame! Dopo l’Oscar alla carriera festeggiamo un altro traguardo di cui siamo orgogliosi con l’Istituto Capri nel Mondo e l’Accademia Internazionale Arte Ischia. Viva Lina, viva il cinema italiano!”. E’ il giornalista e produttore Pascal Vicedomini, che è stato promotore del riconoscimento presso la Camera di Commercio di Hollywood a rilanciare la notizia appena giunta dagli Usa del nuovo prestigioso tributo alla grande regista italiana che in ottobre riceverà l’Oscar e sarà onorata sull’Hollywood Boulevards con la sua stella insieme ad artisti come Spike Lee, Julia Roberts, Mahershala Ali, Chris Hemsworth, Octavia Spencer e per la musica Elvis Cosello Billy Idol, 50Cent, Alicia Keys.
”Siamo orgogliosi del grande lavoro svolto a Los Angeles dalle nostre associazioni, cosi come avvenne per le assegnazioni delle stelle a Bernando Bertolucci, ad Andrea Bocelli e ad Ennio Morricone. Il nuovo grande tributo a Lina riempie di felicità il cinema italiano e conferma come l’incessante opera di promozione di Los Angeles, Italia, ponte con i festival Capri,Hollywood e Ischia Global fest abbia dato ancora una volta i suoi frutti”.

Cenerentola in biblioteca Congresso UsaFilm Disney (1950) nel National Film Registry dei capolavori

NEW YORK21 giugno 201911:33

“Cenerentola” sbarca alla biblioteca del Congresso americano. Il film di Walt Disney del 1950 è stato nominato per entrare a far parte del prestigioso National Film Registry, del quale fanno parte alcuni dei capolavori più simbolici del cinema Usa. “Ha avuto un impatto a livello culturale talmente importante che ancora se ne parla dopo quasi 70 anni” ha commentato Mary Walsh, responsabile della Disney Animation Research Library.

Karl for ever, Parigi omaggia LagerfeldTributo da Chanel, Fendi e maison del couturier al Grand Palais

21 giugno 201912:33

– Tributo a Parigi al Grand Palais per Karl Lagerfeld, voluto da Chanel, Fendi (gruppo LVMH) e dalla maison omonima del grande couturier scomparso, con un lungo spettacolo di 90 minuti con la scenografia e la regia di Robert Carsen. Sul palco si sono esibite anche le amiche del maestro, Tilda Swinton, Fanny Ardant, Cara Delevingne e Helen Mirren che hanno letto brani e riprodotto tratti dalle opere degli autori preferiti da Lagerfeld, come Virginia Woolf, Stéphane Mallarmé, Colette. Nello show anche il pianista cinese Lang Lang, che ha suonato Chopin sul pianoforte a coda disegnato dal Kaiser nel 150/o anniversario della Steinway, e l’artista americano Pharrell Williams. La platea era composta da 2500 ospiti. Le molteplici sfaccettature della personalità del couturier sono state ricordate attraverso un mosaico di filmati realizzati per tutta la vita, intervallati dalle testimonianze degli amici e dei contributi ‘live’ di musicisti, ballerini di grande talento, di cui ammirava il lavoro.

Stromboli, torna Festa Teatro Eco LogicoDal 22 al 30 giugno sull’isola eventi e spettacoli ‘sostenibili’

STROMBOLI (MESSINA)21 giugno 201912:35

– Al via la sesta edizione della Festa di Teatro Eco logico, nove giorni di teatro, musica, danza e altri incontri che animeranno l’isola di Stromboli dal 22 al 30 giugno, tutti rigorosamente “a spina staccata” ovvero senza l’ausilio della corrente elettrica per riportare al centro della performance la naturale relazione fra artista, spettatore e ambiente. Dopo l’inaugurazione del 22 giugno, la Festa entra nel vivo con uno degli appuntamenti più attesi Un sogno nella notte di San Giovanni ovvero il Midsummer night’s dream di Shakespeare, allestito proprio nella “notte di mezza estate” ossia il 23 giugno: la celebre notte di San Giovanni con i suoi riti misteriosi e antichissimi che ispirarono il Bardo. Lo spettacolo diretto da Alessandro Fabrizi sarà allestito in più parti e a più riprese nelle ore del giorno e della notte previste dal play originale. Una messa in scena unica nel suo genere dove attori e natura avvolgeranno lo spettatore nell’ambientazione lussureggiante dell’isola.

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‘Dante 2021’ a settembre a Ravenna
‘A la futura gente’ con incontri, spettacoli e concerti

VENNA21 giugno 201912:37

– Dante parla “a la futura gente” (Paradiso XXXIII), come vuole il motto della 9/a edizione di ‘Dante2021’, e chiama a essere suoi interlocutori, separati da secoli di storia ma uniti dal verso luminoso con cui il Poeta, al cospetto del mistero divino, prega che gli sia fatto dono di un linguaggio “tanto possente” da raggiungere anche l’umanità che verrà dopo di lui. Accade a Ravenna, dall’11 al 15 settembre, con cinque giorni di incontri, spettacoli e concerti che popolano i luoghi della ‘città dantesca’ di studiosi (fra cui Piero Boitani, Claudio Magris, Carlo Ossola), artisti, giornalisti, attori, musicisti. In programma (il 13) anche un incontro tra il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi e il presidente dell’Abi Antonio Patuelli.
Interamente dedicato al padre della lingua italiana e promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, direzione scientifica dell’Accademia della Crusca, ‘Dante2021’ sarà preceduto da ‘Dante Hors d’Oeuvre’, piccole letture dantesche dal 4 al 7 settembre.

Solisti Aquilani al Maxxi per l’ambienteSuoni e video per riflettere sulla Terra di ieri e di oggi

L’AQUILA21 giugno 201913:28

– I Solisti Aquilani di scena a Roma, al Museo d’Arte Contemporanea MAXXI, con “Una Nuova Stagione – Antonio Vivaldi, Le Quattro Stagioni”. Il concerto, sabato 22 giugno, approda nella Capitale a conclusione di un’intensa tournée iniziata con la presentazione ufficiale al Parlamento Europeo e alla Camera dei Deputati e proseguita con un lungo ciclo di tappe nelle scuole e nelle fabbriche. Il progetto nasce dalla necessità di far riflettere sul ruolo dell’uomo all’interno dell’ambiente, offrendo al pubblico una chiave interpretativa che va oltre una tradizionale esecuzione.
Sulle note di Vivaldi, l’ensemble intende sensibilizzare il pubblico sul deturpamento costante cui l’ambiente è sottoposto.
Oltre all’esecuzione della composizione vivaldiana sarà proposto al pubblico, a inizio serata, un cortometraggio realizzato da Daniele Orlando, primo violino solista dell’orchestra, in collaborazione con Serena Raschellà, che mostra la chiave interpretativa dell’opera: le immagini della Terra com’era e com’è.

Scuola Specializzazione Beni MusicaliAll’Accademia di Musica di Pinerolo. Riconosciuta dal Miur

TORINO21 giugno 201914:32

– Partirà nell’anno accademico 2019/2020, all’Accademia di Musica di Pinerolo, la prima Scuola in Italia di Specializzazione Post Laurea in Beni Musicali Strumentali riconosciuta dal Miur. Nata su progetto dell’Accademia di Musica, tra le più rinomate istituzioni di alta formazione, la Scuola biennale di Specializzazione rilascia un titolo riconosciuto dal Miur equipollente alle Scuole di specializzazione in Beni Musicali.
Vi possono accedere quanti sono in possesso di diploma accademico di secondo livello rilasciato dagli Istituti Superiori di studi musicali (Conservatori ed ex Imp) e dalle Istituzioni autorizzate a rilasciare titoli di Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica o equipollenti o dei titoli stranieri riconosciuti equipollenti. “In questo modo ci allineiamo al contesto internazionale”, dice la direttrice dell’Accademia, Laura Richaud.

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Lucrezio e Seneca in ‘prima’ a Ravenna
‘Quando la vita ti viene a trovare’ con Vetrano e Randisi

RAVENNA19 giugno 2019 09:21

– Debutta in prima nazionale a Ravenna Festival, giovedì 20 giugno al Teatro Alighieri, ‘Quando la vita ti viene a trovare’, il “dialogo tra Lucrezio e Seneca” su testo di Ivano Dionigi, prodotto da Emilia-Romagna Teatro e affidato alla forza interpretativa di attori come Enzo Vetrano e Stefano Randisi. Le musiche originali di Alessandro Cipriani sono eseguite dal vivo da Gianni Trovalusci al flauto e ai tubi sonori e da Roberto Bellatalla al contrabbasso.
Randisi (Seneca) e Vetrano (Lucrezio), uniti in sodalizio artistico da oltre 40 anni, danno vita a un dialogo immaginario e straordinariamente concreto sottolineando “la comprensibilità e la lucidità delle parole di questi filosofi”. La forza dei classici, sostiene Dionigi, è nell’essersi posti, ben prima di noi, quelle domande che ancora oggi sentiamo come fondamentali.
Lucrezio e Seneca, a un secolo di distanza l’uno dall’altro, si sono occupati con visioni profondamente opposte di politica, religione, felicità, amore e morte.

Cacciateli!, gli italiani in SvizzeraConcetto Vecchio racconta paure e intolleranza verso i migranti

19 giugno 201910:39

– CONCETTO VECCHIO, “CACCIATELI! QUANDO I MIGRANTI ERAVAMO NOI” (FELTRINELLI, pp. 190 – 18 euro) – “Ci fanno sentire stranieri in patria”, “loro avranno il lavoro e noi no”, “sono troppi”, “ci sfrattano per dare la casa a loro”, “se scorgono una donna sola diventano appiccicosi come cimici”, “non si affitta a cani e italiani”. Il risultato è questo quando dilagano l’intolleranza e la paura. E’ quanto accadde negli anni Sessanta a una certa Svizzera, attraversata dal clima di odio per il forte aumento di lavoratori del Belpaese, non molto diverso dalla reazione provocata in questi anni dall’arrivo via mare della moltitudine di disperati in fuga da guerre e povertà.
Come capita puntualmente, la preoccupazione che si diffuse negli strati sociali della Confederazione trovò un leader che cercò di cavalcare l’onda. James Schwarzenbach, esponente di una delle famiglie industriali più ricche del paese, entrò in Parlamento, unico deputato di Nationale Aktion, il partito di estrema destra, e con lo slogan “Prima gli svizzeri” lanciò un referendum per espellere gli stranieri che fallì per poco. In quello sterminato gruppo di “diversi”, c’erano i genitori del giornalista Concetto Vecchio, che a questa pagina amara di storia sociale tricolore dedica “Cacciateli! Quando i migranti eravamo noi”.
L’autore, nato ad Aarau nel Canton Angrovia da genitori siciliani, parla di un argomento che ha vissuto sulla pelle. Il suo cammino a ritroso parte da una sua visita recente a Zurigo dopo tanti anni. Si rivede bambino al ritorno dall’asilo con la mamma Giuseppa che gli raccomanda: “Non facciamoci riconoscere dagli svizzerazzi, sennò arriva Schwarzenbach”. Il puzzle di ricordi si ricompone con il racconto dei genitori e l’aiuto di articoli di giornale e spezzoni di inchieste tv sui braccianti e sugli operai che prima dal settentrione e poi, in maniera ancora più massiccia dal sud, invadono la Svizzera.
E’ una storia di baracche in cui si vive in condizioni pietose, di privazioni e segregazione, di stagionali lontani dalle famiglie perché i ricongiungimenti venivano ostacolati, di bimbi fatti passare alla dogana nascosti nel bagagliaio di un’auto e tenuti reclusi in casa.
All’inizio le braccia italiane erano viste come una ricchezza. Dal 1946 al 1968 espatriarono in Svizzera due milioni di italiani. I due paesi avevano firmato un accordo: la Svizzera accoglieva i lavoratori di cui l’Italia si liberava perché non c’era occupazione per tutti. La paura era che – finito il boom – migliaia di stranieri restassero disoccupati. Il padre Carmelo racconta al figlio che emigrò nel 1962, anno in cui in Svizzera arrivarono più di 143 mila italiani. Lì conobbe Giuseppe, che era partito l’anno prima con lo zio.
Schwarzenbach accettò nel 1967 la candidatura al Parlamento che per la Nationale Aktion. Qualche anno prima aveva tentato senza successo la corsa al Parlamento Albert Stocker, fondatore di un partito contro gli italiani, che bollava come portatori di malattie, potenziali delinquenti, “cattivi soldati e tutti rossi”, figli di un paese che “moralmente è una fogna”. Il paradosso è che una prima proposta, bocciata, di un referendum per ridurre il numero dei lavoratori stranieri era stata del Partito Democratico. Gli stessi sindacati volevano mettere un limite. L’odio cresce, nascono i comitati contro i matrimoni misti. Nel 1967 i lavoratori italiani sono quasi 700 mila in una Svizzera che ha cinque milioni di abitanti. Alcuni temono che somme enormi di franco svizzero finiranno in Italia per pagare le loro pensioni. Schwarzenbach lanciò nel 1968 un nuovo referendum contro la manodopera straniera. Si votò il 7 giugno 1970. Se avesse vinto il sì in quattro anni 300 mila persone, per lo più italiani, sarebbero state espulse. “Non sono xenofobo – assicurò – mai pronunciata una parola contro gli italiani. Non prendetevela con i lavoratori stranieri ma con chi li ha chiamati qui”. Poi a un giornalista confessò: “Il problema si è aggravato con l’arrivo dei meridionali, con gli immigrati del nord le differenze culturali non si notavano particolarmente”.
Eppure, dopo la lunga e documentata descrizione di soprusi, umiliazioni, discriminazioni e pestaggi, il libro si chiude in modo inaspettato. La storia di migliaia di italiani che lasciarono case, affetti e amici in cerca di lavoro e fortuna affrontando mille difficoltà, l’ostilità e i pregiudizi di un paese straniero, letta con la consapevolezza di come per molti si è poi risolta concretamente, può riservare davvero un altro finale.

Cenerentola in India diventa una favola socialeIn sala il film di Rohena Gera già alla Semaine a Cannes

19 giugno 201910:43

Con grande merito di una distribuzione indipendente come Academy Two, arriva nelle sale italiane dal 20 giugno uno dei film scoperti un anno fa dalla prestigiosa Semaine de la Critique del Festival di Cannes: SIR – CENERENTOLA A MUMBAI, opera d’esordio della regista indiana Rohena Gera. Il dettaglio distributivo non è marginale perché conferma come il cinema di qualità debba oggi cercare mille diversi rivoli per imporsi e non è un caso che l’uscita in sala del film sia preceduta da una serie di anteprime nelle maggiori città italiane proprio per creare un “effetto evento” specialmente utile alla promozione del cinema indiano sui nostri schermi. Alcune avvertenze per l’uso: non si tratta di un melodramma cantato nello stile sfarzoso quanto distante dai gusti occidentali della produzione di Bollywood (il grande cinema commerciale della seconda potenza mondiale dell’immaginario); non è nemmeno un severo dramma a tinte neorealiste come talvolta abbiamo imparato a vedere nelle produzioni di quella cultura. E’ davvero una fiaba, ispirata alla molto europea ricerca della felicità da parte di Cenerentola, ma condita con spezie piccanti e colorati sottotesti sociali che avvicina la cultura orientale a quella occidentale secondo i modi appresi dalla stessa regista. Rohena Gera è infatti cresciuta in America e dal 1996 ha iniziato a farsi stimare nel selettivo mondo degli Studios come soggettista e sceneggiatrice alla Paramount di New York per poi farsi le ossa in patria come aiuto regista, sceneggiatrice e produttrice esecutiva. Sicché molti dei disagi e delle insofferenze del protagonista di SIR (il giovane Ashwin che fa ritorno nella gabbia dorata della sua famiglia benestante dopo l’annullamento del matrimonio) sono gli stessi vissuti da Rohena quando ha dovuto fare i conti con la realtà sociale dell’India di oggi, ancora rigidamente divisa da caste, differenze di classe, antiche tradizioni difficili da abbattere. Nel palazzo di Ashwin va servizio la giovanissima e romantica Ratna, che proviene dalla campagna ed è rimasta vedova giovanissima.
L’attrazione tra i due è pari a quella tra il Principe e Cenerentola, ma far sì che la fiaba arrivi allo stesso lieto fine sarà ben più arduo per i due promessi sposi indiani. Il film ha passo svelto, ambientazioni tanto suggestiva da mozzare il fiato, siparietti paradossali che sfiorano il comico e asprezze di contrasto sociale che ben fotografano una società sospesa tra passato e futuro. Anche la regia è di solido mestiere e rivela una maturità di sguardo poco prevedibile in una autrice all’esordio che si destreggia più che bene coi (prevedibili ma non scontati) colpi di scena che scandiscono la storia d’amore. Tutto perfetto, specie per chi cerchi nel cinema d’estate una boccata d’aria fresca lontana dai più attesi (ma anche più prevedibili) blockbuster americani di stagione. Semmai si può notare che con opere come queste il cinema indiano si sforza di aprirsi a un pubblico mondiale ben diverso da quello di casa e che l’operazione, inevitabilmente un po’artificiale, toglie qualche grado di autenticità al risultato finale. Ma è forse un prezzo da pagare per portarci in mondi diversi e fornirci qualche codice interpretativo in più Basti vedere, nella versione originale coi sottotitoli, come i due protagonisti parlino in realtà lingue diverse (il marathi di Ratna e l’hindi di Ashwin) e siano costretti a ricorrere all’inglese per dirsi… ti amo.

Festival Animavì premia Toni ServilloRassegna animazione e arte poetica a Pergola dal 10 al 14 luglio

PERGOLA (PESARO URBINO)19 giugno 201912:40

– Dopo aver premiato nelle scorse edizioni Alba Rohrwacher, Ninetto Davoli e Roberto Herlitzka, il Festival internazionale di animazione e arte poetica Animavì che si svolgerà a Pergola (10-14 luglio), dedica il Bronzo Dorato all’Arte della recitazione all’attore Toni Servillo, ennesimo ospite prestigioso della quarta edizione del Festival. Già annunciata la presenza di Jim Jarmusch, a cui verrà consegnato il premio alla carriera, di Valerio Mastandrea e degli Zen Circus. La giuria internazionale dei film di animazione sarà composta da Dario Brunori Sas, Mimmo Cuticchio e Jerzy Kucia. Ancora non è fissata la data nella quale Servillo ritirerà il riconoscimento ma probabilmente gli organizzatori promuoveranno un’ulteriore giornata dedicata unicamente all’attore napoletano, vincitore di due European Film Award, quattro David di Donatello, altrettanti Nastri d’argento, due Globi d’oro, tre Ciak d’Oro e del Marc’Aurelio d’Argento per il miglior attore al Festival internazionale del film di Roma.
Il Vittoriano diventerà museo autonomoBonisoli annuncia, avrà un comitato scientifico e sarà gratis

19 giugno 201913:39

– “Il Museo Il Vittoriano diventerà museo autonomo. Avrà un suo comitato scientifico e sarà gratuito”. A dirlo, il ministro di beni culturali Alberto Bonisoli, oggi nel corso della presentazione della mostra Lessico Italiano.
Berton,piatto con ketchup per Ed SheeranPopstar live a San Siro, in ristorante teca ‘in case of Ed’

MILANO19 giugno 201913:44

– Il ketchup gli piace talmente tanto che si è tatuato la marca della sua salsa preferita su un braccio. Dopo averlo chiesto in un ristorante stellato, con grave disappunto dello chef, Ed Sheeran – in concerto stasera allo stadio San Siro, a Milano – ha capito che era ora di far qualcosa per sdoganare il condimento da patatine fritte fuori dai fast food. Ha contattato la Heinz, le ha proposto di diventare loro testimonial e interprete dello spot in cui racconta le sue disavventure nei locali a 5 stelle. Ora, per il suo arrivo a Milano, il superchef Andrea Berton ha allestito nel suo ristorante una teca da aprire ‘In case of Ed’ che contiene, ovviamente, l’amatissimo ketchup.
Non un qualsiasi Ketchup, ma le bottiglie ufficiali di Edchup, nate dalla fusione di Ed e Heinz TK in una emoji.
Per salutare l’arrivo della popstar inglese e del suo ‘Divide tour’, Berton ha anche ideato un piatto in suo onore, la “Pancetta di maialino con panizza e Ketchup Heinz” che sarà nel menùfino al 30 giugno.
A teatro Zeno, Argentero, BalianiBruni-De Capitani firmano Angels in America

19 giugno 201913:49

– Giuseppe Zeno, Mariano e Ruben Rigillo in ‘Shakespeare e Cervantes in Ghost Writer’ di Stefano Reali ad aprire la stagione del Globe Theatre di Roma e Luca Argentero con ‘È questa la vita che sognavo da bambino?’, per la regia di Edoardo Leo, all’Ostia Antica Festival – Il Mito e il Sogno; il ritorno di ‘Angels in America’ per Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani e Marco Baliani nel suo ‘Una notte sbagliata’, tutti al Napoli Teatro Festival Italia. E ancora Luigi Lo Cascio diretto da Valter Malosti ne ‘Il sistema periodico’ da Primo Levi e la favola di ”Hans e Gret” secondo Emma Dante ad Asti Teatro 41; fino alla rassegna shakespeariana che trasforma il Carignano di Torino in un Prato inglese tra La bisbetica domata e Otello: sono alcuni degli appuntamenti teatrali in cartellone nel prossimo week end.
All’asta pistola suicidio di Van GoghVenduta a Parigi per 162.500 euro

PARIGI20 giugno 201909:33

E’ stata venduta per 162.500 euro la presunta pistola arrugginita con cui Vincent Van Gogh si sarebbe suicidato nel 1890, andata all’asta all’Hotel Drouot di Parigi. Scoperta soltanto nel 1960, l’arma ha suscitato l’interesse e la curiosità di musei e collezionisti e affascinato gli appassionati del celebre pittore olandese. Battezzata come “l’arma più celebre della storia dell’arte”, la pistola di tipo Lefaucheux, di calibro 7 mm, è stata acquistata da un individuo al telefono di cui si ignora l’identità. Il valore stimato del pezzo da collezione si aggirava intorno ai 40.000-60.000, 20.000 euro il prezzo di partenza.
Al via il 30/o Musicultura FestivalPresentano Ruggeri e Stefanenko. Tra ospiti Sananda Maitreya

MACERATA19 giugno 201915:36

– Al via all’Arena Sferisterio di Macerata la 30/a edizione di Musicultura (20, 21 e 23 giugno), storica vetrina della musica popolare d’autore ideata e diretta da Piero Cesanelli, che abbina al debutto sul palco degli otto cantautori finalisti dell’omonimo concorso, l’esibizione di pezzi da novanta nel campo della canzone e della cultura. La manifestazione, dopo la scomparsa di Fabrizio Frizzi, che l’ha presentata per nove anni, si avvale quest’anno di due conduttori d’eccezione: Enrico Ruggeri e Nathasha Stefanenko, accompagnati da commenti e interviste sul palco di John Vignola in collegamento con Rai Radio 1 per le tre serate. Ecco gli otto finalisti selezionati tra i 719 artisti al concorso: Luca Bocchetti con la canzone “Furius”, Francesco Lettieri con “La mia nuova età”, Lo Straniero con “Quartiere italiano”, Lavinia Mancusi con “Ninù”, Paoloantonio con “Questa assurda storia”, Gerardo Pozzi con “Badalum”, Enzo Savastano con “Le mogli dei cantanti famosi” e Francesco Sbraccia con “Tocca a me”.
Zeffirelli, ceneri tumulate al cimiteroCerimonia intima alle Porte Sante a Firenze

SAFIRENZE19 giugno 201915:

– Le ceneri di Franco Zeffirelli sono state tumulate il 19 giugno, con una cerimonia strettamente privata, all’interno della cappella di famiglia nel cimitero monumentale delle Porte Sante a Firenze, posto sul colle di San Miniato al Monte dove sorge la basilica omonima e che domina la città natale del regista scomparso sabato scorso all’età di 96 anni. Contenute in un’urna di alabastro, le ceneri di Zeffirelli hanno ricevuto la benedizione da padre Stefano Brina, di fronte ai figli adottivi Pippo e Luciano, e a un ristrettissimo gruppo di amici. Intanto il Maggio musicale fiorentino ha annunciato l’intitolazione a Zeffirelli di una sala del teatro.
L’anima nera di Trapero e la sorellanzaIn sala dal 4 luglio ‘Il segreto di una famiglia’

20 giugno 201909:56

– L’anima nera, introspettiva del regista argentino Pablo Trapero torna alle atmosfere plumbee de ‘Il clan’ per raccontare ancora una volta un universo malato nel film ‘Il segreto di una famiglia’ (La Quietud) in sala dal 4 luglio con Bim. Di scena, come rivela anche troppo il didascalico titolo adottato nella versione italiana, un nucleo familiare, i Montemayor, in cui si consuma lentamente una storia tutta al femminile, di sorellanza, peccato e mistero all’ombra della dittatura militare.Dopo lunghi anni di assenza, a seguito di un ictus che ha colpito il padre, Eugenia (Bérénice Bejo) ritorna a La Quietud, la ricca tenuta di proprietà della sua famiglia vicino a Buenos Aires, dove si ricongiunge con madre e sorella Mia (Martina Gusman). Eugenia e Mia – le due protagoniste – appaiono alquanto simili, quasi non si distinguono ad inizio film, sembrano gemelle ed amanti. Ridono, scherzano e si masturbano complici in uno dei tanti letti della casa ricordando un idraulico che da ragazze era nei loro sogni erotici. E ora per loro non è molto diverso, condividono segretamente lo stesso uomo, ma i veri segreti, le vere sorprese in questo film arriveranno dal passato dei loro genitori. Tutto si svolge in un’enorme e splendida villa – La Quietud – situata nella vasta e sconfinata campagna nei pressi di Buenos Aires. Una casa piena naturalmente di ricordi pronti a resuscitare con tutta la loro forza.”I tranquilli paesaggi che abbracciano le donne durante il giorno, mentre si aggirano tra gli alberi e gli animali, sono in netto contrasto con gli scenari notturni, quando un silenzio assordante rivela la storia vissuta tra queste mura – dice Trapero nelle sue note di regia – . ‘Il segreto di una famiglia’ – aggiunge il regista che con ‘Il Clan’ ha ottenuto il Leone d’argento per la Miglior regia alla Mostra del Cinema di Venezia e il premio Goya come Miglior lungometraggio – invita lo spettatore a condividere la singolare profondità di ciascun personaggio, il suo percorso e il suo ambiente, e suggerisce al pubblico di immergersi nei labirinti emotivi in cui questi splendidi e disperati individui metteranno in scena la propria storia”.

Monet ad Asti, mostra a Palazzo MazzettiCapolavori collezione Peindre en Normandie esposti a settembre

ASTI19 giugno 201916:01

– Dopo Chagall, che ha portato ad Asti quasi 47mila spettatori, Palazzo Mazzetti punta su un’altra mostra evento per trasformare la città in meta di turismo culturale. Si intitola ‘Monet e gli impressionisti in Normandia.
Capolavori dalla collezione Peindre en Normandie’ l’esposizione in programma dal 13 settembre. Curata da Alain Tapié, che l’ha presentata col critico Vittorio Sgarbi, ripercorre le tappe salienti della corrente artistica attraverso capolavori di Delacroix, Courbet, Étretat, Monet e Renoir.
Il progetto espositivo si concentra sul patrimonio della Collezione Peindre en Normandie, una delle più rappresentative del periodo impressionista, accanto a opere provenienti dal Musée Alphonse-Georges-Poulain di Vernon, dal Musée Marmottan Monet di Parigi e dalla Fondazione Bemberg di Tolosa.
La mostra è realizzata dalla Fondazione Asti Musei presieduta da Mario Sacco. Alla presentazione col sindaco di Asti Maurizio Rasero è intervenuto il vicepresidente della Regione Piemonte Fabio Carosso.

Scala,sindacati chiedono incontro a SalaCda ha scelto Dominique Meyer come nuovo sovrintendente

MILANO19 giugno 201916:04

– Dopo la notizia che il cda della Scala ha scelto il nuovo sovrintendente, Dominique Meyer, Cgil, Cisl, Uil e Fials hanno scritto una lettera chiedendo un incontro urgente al sindaco di Milano Giuseppe Sala, che è presidente del teatro. Nella richiesta, i sindacati – che non hanno mai nascosto di vedere di buon grado una proroga all’attuale sovrintendente Alexander Pereira – ricordano che Sala aveva preso l’impegno di tenerli informati e di reincontrarli “prima di assumere decisioni”.
“Come rappresentanti dei lavoratori – sottolineano – vorremmo conoscere le motivazioni che hanno portato il cda a questa scelta e poter dire la nostra”, “a prescindere dai nomi e dai profili, in merito a quale modello di Teatro si vuole e/o si sta progettando per il futuro e quali linee guida su programmazione, organici, risorse, modello organizzativo, nuovo centro di produzione” e così via.
Ravenna, torna ‘Una spiaggia che legge’A disposizione mille volumi della Biblioteca Classense

RAVENNA19 giugno 201916:41

– Torna ‘Una spiaggia che legge è una bella storia’: in 15 stabilimenti balneari del Ravennate da domani si potranno prendere in prestito mille libri della Biblioteca Classense. Volumi di tutti i generi, dal thriller al romanzo sentimentale, passando per qualche classico italiano.
Grazie al coordinamento della Classense che ha curato la scelta, la consegna dei libri e la campagna promozionale, i bagni aderenti – a Lido Adriano, Marina di Ravenna, Marina Romea e Punta Marina – diventano così “promotori della lettura”. Lì si potranno prendere in prestito i volumi e riconsegnarli dopo la lettura.
In questi anni i clienti degli stabilimenti balneari hanno accolto prima con sorpresa, poi con curiosità ed entusiasmo, la possibilità di trovare direttamente in spiaggia un’offerta di libri tra cui poter scegliere. Anche per questo il Centro per il libro e la lettura, insieme all’Anci (Associazione nazionale Comuni italiani), riconosce a Ravenna la qualifica di “Città che legge”.

Mahomood, Soldi 81 mln stream su SpotifyIl videoclip sfonda quota 100 milioni su YouTube

19 giugno 201916:45

– Dopo la vittoria a Sanremo 2019, il secondo posto all’Eurovision Song Contest, il successo della hit Soldi nella classifica Global di Spotify e in tutto il mondo, il successo del singolo estivo Calipso al fianco di Charlie Charles, Sfera Ebbasta, Fabri Fibra e Dardust, prosegue la carrellata dei record per Mahmood. A soli quattro mesi dalla sua uscita, infatti, Soldi diventa il brano italiano più ascoltato di sempre su Spotify, con oltre 81 milioni di stream. Un traguardo che vale doppio considerando che, in questa stessa settimana, il relativo videoclip per la regia di Attilio Cusani sfonda quota 100 milioni di views su YouTube.
Mahmood festeggia il nuovo primato mentre è in studio in Spagna, dove Soldi è già stato certificato Oro, per ultimare le registrazioni del nuovo singolo inedito, mentre prosegue il suo tour estivo, che lo porta a esibirsi in alcuni degli eventi e i festival più ambiti: dal Caterraduno di Senigallia, a Collisioni, festival agri-rock nelle Langhe.

A Siena una mostra del fotografo ArakiA Santa Maria della Scala esposta una selezione di 2200 scatti

– Una selezione di 2200 scatti per ripercorrere la carriera del maestro giapponese Nobuyoshi Araki (Tokyo, 1940). E’ ‘Effetto Araki’, la mostra ospitata dal 21 giugno al 30 settembre nel complesso museale Santa Maria della Scala a Firenze. L’esposizione è curata di Filippo Maggia che ha scelto opere appartenenti a oltre venti serie prodotte dal fotografo giapponese dai primi anni Sessanta ad oggi, offrendo un panorama pressoché completo sulla sterminata produzione di Araki, “assai complessa e articolata, ben oltre le immagini di bondage che l’hanno reso celebre in tutto il mondo” si spiega.
Molte serie – Satchin and his brother Mabo, Sentimental night in Kyoto, August, Tokyo Autumn e altre ancora – vengono presentate per la prima volta in Italia, alcune sono inedite in Europa – come Anniversary of Hokusai’s Death e Gloves – e la raccolta Araki’s Paradise – fotografie che Araki scatta utilizzando la sua casa come un palcoscenico – è stata appositamente realizzata per Siena. “Un Araki dunque originale, riflessivo e emozionante che sembra voler riassumere in questa mostra la sua intera vicenda artistica e umana” si spiega ancora. A completare la mostra un video che presenta Araki mentre seleziona le opere della mostra insieme al curatore Filippo Maggia e un libro catalogo, edito da Skira, con una selezione di 300 opere fra quelle in mostra.
Ciak in Irlanda prequel Trono di spadeAncora senza un titolo, ambientato mille anni prima serie Hbo

NEW YORK19 giugno 201917:35

– Sono iniziate in Irlanda del nord le riprese per il prequel di ‘Trono di Spade’. Lo scrive Cnn citando il Belfast Telegraph. La fortunata serie in onda su Hbo aveva già visto realizzare in Irlanda del nord scene come ‘Le nozze rosse’ e la ‘Battaglia dei bastardi’. La produzione ancora non ha scelto un titolo per il prequel, tuttavia è ambientato mille anni prima gli eventi raccontati nella serie tv. L’ultimo episodio di Trono di Spade è stato visto da oltre 19 milioni di telespettatori.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Oscar Murillo e la sfida al capitalismo
Pupazzi proletari, “Hudson Yard è il nuovo Rockefeller Center”

EW YORK19 giugno 201917:46

– In sedia a rotelle una processione di pupazzi di cartapesta a misura d’uomo si è recata la scorsa settimana in pellegrinaggio a Rockefeller Center.
Contadini, operaie, lo sguardo rivolto verso l’alto, hanno sfidato il complesso costruito sulla fortuna di Standard Oil dove i murali di Diego Rivera sul socialismo che confronta il capitalismo furono distrutti nel 1934 per volere dei petrolieri dopo che l’opera era stata etichettata “propaganda anticapitalista” sui media. “Sono proletari”, ha detto Oscar Murillo, l’artista candidato al Turner Prize la cui performance nel cuore di Manhattan è stato il primo atto della installazione Collision/Collusion inaugurata il 19 giugno allo Shed. Lì, nel nuovo centro per le arti costruito su terreno municipale all’estremità nord della High Line, i manichini di Murillo guardano i grattacieli di Hudson Yard, il complesso immobiliare inaugurato in gennaio che, secondo Murillo, è il nuovo simbolo del capitalismo: “Il nuovo Rockefeller Center”. Collision/Coalition abbina fino al 25 agosto il lavoro del colombiano, trasferito da bambino a Londra e che nel 2015 ha esposto alla Biennale, a quello dell’americano Tony Cokes, complice la curatrice Emma Enderby, arrivata allo Shed dal New York Public Art Fund e prima dalla Serpentine Gallery dove ha lavorato alla prima edizione di Hilma af Klimt prima del Guggenheim. Il senso, spiega la Enderby nella presentazione alla stampa, è interrogarsi sul ruolo dell’arte a fronte del potere politico, sociale e economico: “La relazione col capitale e il suo potere di soccombere o sovvertire”. Sono le domande che si pone Cokes appropriandosi di musica pop e testi di giornali in un collage multimediale che esplora la relazione tra artista, il suo studio e la gentrificazione, il ruolo degli studi di artista nel trasformare le comunita’, delle gallerie, della critica che non e’ piu’ critica perché l’arte e’ ormai soprattutto business. Tutto illustrato su maxi schermi su cui scorrono testi con la colonna sonora hip hop di Drake e del dubstep britannico.
Mario Soldati, omaggio Cirio sulla tombaGovernatore Piemonte, torinese da sempre legato a sua terra

TORINO19 giugno 201917:56

– Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha reso omaggio alla tomba di Mario Soldati nel ventennale della morte. A riceverlo, all’ingresso del Cimitero Monumentale di Torino, è stato il professor Pier Franco Quaglieni, direttore e cofondatore insieme a Soldati e Arrigo Olivetti del Centro Pannunzio. Con Quaglieni i dirigenti del Pannunzio, di cui Soldati fu presidente per oltre vent’anni, e Giampiero Leo, vincitore del premio Mario Soldati per la cultura 2019.
“Ho voluto rendere omaggio come presidente della Regione a un grande torinese che ha sempre sentito fortemente il legame con la sua terra – ha detto il presidente Cirio -. Un legame che si ritrova costantemente nei suoi libri e nei suoi film”.
Il figlio Giovanni Soldati, impossibilitato ad intervenire per ragioni di salute, ha inviato un messaggio di ringraziamento per la cerimonia.

Al Vittoriano l’identità del PaeseBonisoli, diventerà museo autonomo e sarà gratuito

19 giugno 201919:48

Inaugurato nel 1911 per celebrare i primi 50 anni dall’Unità d’Italia, dedicato a Vittorio Emanuele II, ma a lungo inviso agli italiani che ne collegavano l’immagine agli anni bui del fascismo, il Vittoriano, oggi uno dei monumenti più visitati del Paese, inaugura un nuovo corso della sua storia. E diventa il museo del racconto dell’identità nazionale, dell’Italia e degli italiani di oggi. Primo passo, la mostra, ‘Lessico italiano, volti e storie del nostro Paese’, visitata anche dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, con il Ministro della Difesa Elisabetta Trenta e il prefetto Paolo Tronca, commissario straordinario del Museo della Storia del Risorgimento (che ha sede nel Vittoriano). E soprattutto l’intenzione di renderlo “museo autonomo, a partire dal primo gennaio 2020″, come annuncia il ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli.”Ogni anno il monumento conta quasi 3 milioni di visitatori”, spiega la direttrice del Polo museale del Lazio, Edith Gabrielli. Un altro milione va al Sacrario delle bandiere e 500mila sfruttano gli ascensori per le terrazze. “Ma con una scarsa consapevolezza di quel che rappresenta questo luogo”. “A Roma, invece – prosegue Bonisoli – esistono due posti che rappresentano l’identità nazionale in senso pieno: il Quirinale e il Vittoriano”. E nel secondo caso, dice, “si tratta di un potenziale pazzesco non sufficientemente sfruttato. Il Vittoriano è il nostro monumento, appartiene al Paese, a tutti noi”. Così, racconta, “un anno fa abbiamo iniziato a pensare come dargli un percorso unitario: bene il Museo del Risorgimento, bene il Sacrario delle bandiere. Mancava però il racconto della nostra identità”, tema, sottolinea, “che dobbiamo iniziare ad affrontare in modo sereno, aperto e anche dialettico”.Con l’autonomia, il Vittoriano “uscirà dal Polo Museale del Lazio, avrà un Comitato scientifico e visto che appartiene a tutti sarà completamente gratuito. Avevo chiesto di aprirlo anche di notte. Mi hanno detto che non si può fare”, sorride. Il progetto, costruito coinvolgendo tutte le istituzioni interessate, prevede un nuovo “percorso organico e unitario – racconta la Gabrielli – che renda il Vittoriano un luogo che ogni italiano almeno una volta nella vita deve visitare”. Ma anche la dotazione “di tutti gli strumenti di comunicazione necessari, dai pannelli analogici a quelli più sofisticati per le nuove generazioni, con una app appositamente sviluppata con cui attraversarlo tutto oppure seguire percorsi tematici come Arte e architettura, Forze armate o Risorgimento. Più un nuovo sito web”. Crescono gli spazi espositivi, con le nuove Gallerie dell’Unità (già Gallerie Sacconi) e Gallerie della Costituzione (già Sala Zanardelli) per le mostre stabili e le Gallerie delle arti e delle scienze (Ala Brasini) per quelle temporanee.Ed è proprio un viaggio attraverso il ‘sentirsi italiani’ la mostra Lessico italiano, che, non a caso, si è aperta il 19 giugno, anniversario della proclamazione del tricolore come bandiera nazionale. Accolti dai sommi poeti, Dante, Petrarca e Boccaccio, si va dalla nascita della lingua italiana al significato di Democrazia. E poi la Pace e la difesa della Patria, i Diritti, il Lavoro, Chi siamo oggi, tra oggetti simbolo come il manoscritto membranaceo di fine ‘300 della Divina Commedia, la tonaca del magistrato ucciso dalla mafia Rocco Chinnici e la tuta da astronauta di Samantha Cristoforetti.

Opera di Roma, stagione di svolta con GattiAprirà con ‘Vespri siciliani’. Ai Weiwei firmerà una ‘Turandot’

19 giugno 201919:56

– Sarà una stagione, quella 2019-2020, di svolta per il Teatro dell’Opera di Roma, di “passo decisivo in avanti”, come lo ha chiamato il sovrintendente Carlo Fuortes, nel consolidamento del processo di sviluppo organizzativo e artistico, grazie anche all’arrivo di Daniele Gatti come direttore musicale, e, come ha detto la sindaca Virginia Raggi, con il “ripristino dei premi produzione per le maestranze che hanno sinora subito la criticità della situazione economica mentre oggi le cose vanno costantemente migliorando” con i ricavi dello sbigliettamento (raddoppiati dal 2014, arrivando a 15 milioni di euro) e l’arrivo di nuovi sponsor (Camera di Commercio, su richiesta della sindaca, interviene con un milione di euro) e la soluzione di fitti passivi, come quelli per i magazzini di Via dei Cerchi, trasferiti al Quarticciolo.Gatti dirigerà quattro opere nella prossima stagione, a cominciare naturalmente da quella d’apertura il 10 dicembre: ‘Les Vespres siciliennes’, esordio parigino di Verdi nel 1855, con la regia di Valentina Carrasco e con Roberto Frontali, Dario Russo e Roberta Mantegna. Sarà poi la volta de ‘I Capuleti e i Montecchi’ di Bellini con regia di Denis Krief, titolo belcantistico che Gatti ha detto di aver diretto da giovane nel 1989 e che gli piace ripensarlo con l’esperienza di oggi. Infine due opere contemporanee di Stravinsky, ‘The Rake’s Progress’, su “quel mondo buffo, crudele, affascinante e osceno di Hoggart”, come sottolinea sempre Gatti, con regia di Graham Vick, e ‘Oedipus Rex’ in forma di concerto.Nome di punta di questa stagione sarà poi il debutto all’opera del grande artista cinese Ai Weiwei, che firmerà regia, scene e costumi di una nuova ‘Turandot’ con Alejo Perez direttore e Anna Pirozzi protagonista, impegno accettato anche perché da giovane senza soldi fece a Parigi la comparsa proprio nell’opera di Puccini firmata da Zeffirelli. Per la prima volta arrivano poi sul podio dell’Opera di Roma David Robertson per dirigere un raro Janacek, ‘Kat’a Kabanova’ con regia di Richard Jones (in coproduzione col Covent Garden); Bertrand De Billy per una nuova ‘Carmen’ con regia di Emilio Sagi, i costumi Fendi e Veronica Simeoni protagonista; e quindi Myung-Whun Chung con la verdiana ‘Messa da Requiem’.La stagione operistica che, come si vede, “cerca di giocare tra grande tradizione e ricerca e rinnovamento per avvicinare un nuovo pubblico”, come ha detto il direttore artistico Alessio Vlad, prevede poi un altro grande titolo ‘Evgenij Onegin’ di Cajkovskij con James Conlon (allestimento canadese nato per il Metropolitan con regia di Robert Carsen) e quindi ‘Luisa Miller’ di Verdi con Roberto Abbado e regia di Damiano Micheletto (dall’Opernhaus di Zurigo), oltre alle riprese di ‘Tosca’ e ‘La traviata’ con regia di Sofia Coppola. Cinque infine gli spettacoli di balletto, annunciati dalla direttrice Eleonora Abbagnato che, annunciando il suo abbandono della scena dell’Opera di Parigi il 23 dicembre, spiega che avrà più tempo per lavorare col copro di ballo di Roma: ‘Il lago dei cigni’ di Petipa; ‘Il corsaro’ in una nuova coreografia affidata a Martinez; ‘Suite en blanc/Serenade/Bolero’ di Lifar/Balnachine/Pastor; ‘Notre Dame de Paris’ di Petit e poi una serata omaggio a Jerome Robbins con tre suoi classici ‘Glass pieces/In the night/The concert’. A questi lavori si aggiungerà, nell’estate di Caracalla, un grande balletto-musical in cui convivono vari generi di ballo e musica ‘Strictly Gershwin’ di Gareth Valentine e Derek Deane. Sempre a Caracalla tre le opere: ‘Aida’, ‘Il barbiere di Siviglia’, ‘La vedova allegra’. Mentre le prove dell’opera si apriranno al mondo del volontariato romano e della Protezione civile, sarà incrementato il progetto ‘Opera camion’ che porterà ‘Tosca’ e ‘L’opera da tre soldi’ in giro per le periferie e ‘Fabrica – Young Artist Program’ corsi di perfezionamento per giovani talenti che vengono poi inseriti nelle produzioni del teatro.

Germania restituisce all’Italia una testa romanaE’ in marmo risalente al II secolo d.C. rappresenta un giovane

20 giugno 201909:34

Una testa di marmo, risalente all’epoca romana (II secolo d.C.), è stata restituita oggi all’Italia durante una cerimonia che si è tenuta presso la residenza dell’ambasciatore tedesco a Roma. Il reperto, secondo quanto ricostruito dagli esperti, fu rinvenuto nel corso di alcuni scavi urbani eseguiti a Fondi. Le prime notizie della sua esistenza risalgono al 1937 e il reperto faceva parte di una statua composta da testa e busto di un giovane. Trafugata dall’Italia presumibilmente tra il 1944 e l’inizio degli anni ’60, fu solo nel 1964 che il reperto finì nel Museo Archeologico dell’Università di Münster poiché il direttore dell’epoca l’aveva acquistato da un privato cittadino di Amburgo. Non vi erano, allora, evidenze sulla provenienza illecita. La buona fede dell’Università di Münster e del suo Museo Archeologico è stata confermata quando, da parte tedesca, è stata avanzata spontaneamente la proposta di restituzione della testa.”Si tratta di un atto dal valore altamente simbolico – ha detto il Ministro Bonisoli – in quanto testimonia la piena adesione di Italia e Germania a principi e valori di carattere universale e il nostro approccio condiviso al concetto di tutela del patrimonio culturale. L’atteggiamento dell’Italia non è solo quello di un Paese che rivendica la restituzione di opere d’arte trafugate ma siamo in prima fila, quando ne ricorrono le circostanze, nella restituzione di opere d’arte appartenenti al patrimonio culturale di altri Paesi. È così che intendiamo combattere il fenomeno del mercato illegale del patrimonio culturale”.Alla cerimonia di restituzione erano presenti, l’ambasciatore tedesco in Italia, Viktor Elbling, il rettore dell’Università di Münster, Johannes Wessels, il capo dell’Ufficio Legislativo del Mibac, Lorenzo D’Ascia, il comandante del Comando Tutela Patrimonio Culturale, Generale Fabrizio Parrulli e il sindaco del Comune di Fondi, Giuliano Carnevale.

Le Musichall di Brachetti raddoppia86 repliche e nuovi spazi. Inaugurano ‘The Umbilical Brothers’

TORINO19 giugno 201921:08

– Per la sua terza stagione, il teatro ‘Le Musichall’ di Torino pensato e diretto dal Arturo Brachetti, raddoppia le repliche, passate a 86, e si ampia includendo lo spazio dell’ex Caffè Juvarra, sempre all’interno del Collegio Artigianelli. Le Musichall si conferma così come palcoscenico dell’insolito, come teatro di intrattenimento leggero, ma mai banale, con spettacoli pensati per tutti i tipi di pubblico. Si alternano sul palco volti nuovi, ritorni e artisti internazionali, da Giacomo Poretti ad Eugenio Allegri, dai Bandakadabra a Paolo Hendel diretto da Gioele Dix, Claudio ‘Greg’ Gregori, Federico Sirianni per un omaggio a Giorgio Gaber, Simone Campa della Paranza del Geco, il duo Le2eunquarto.
Tra i gruppi internazionali l’australiano ‘The Umbilical Brothers’, che aprirà la stagione l’11 ottobre. Da quest’anno, nella gestione del teatro si affiancano ad Art9, Arte Brachetti, Cita Cooperativa Italiana Artisti e EduCcare società cooperativa.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Carignano Torino diventa prato inglese
Con giovani talenti impegnati in Otello e Bisbetica Domata

TORINO19 giugno 201921:09

– Dal 25 giugno al 21 luglio 2019, la platea del Teatro Carignano di Torino, con i suoi velluti e i suoi ori, si trasforma in un grande prato all’inglese per ospitare due spettacoli del grande repertorio shakespeariano, ‘La Bisbetica domata’ e ‘Otello’, che saranno rappresentati a sere alterne. Un’occasione per il pubblico di vivere il teatro da una prospettiva insolita, tra innovazione e tradizione.
Con l’intento di valorizzarne e affermare i giovani talenti, il Teatro Stabile di Torino ha scritturato, per proporre i due titoli, una compagnia di artisti con un’età media di 30 anni, alcuni noti a livello nazionale, altri emergenti. In totale un cast di 11 giovani talenti pieni di entusiasmo.
La regia del ‘La Bisbetica domata’ è affidata a Elena Gigliotti, in collaborazione con Dario Aita e la messa in scena di Otello a Marco Lorenzi.

Remotti, Somiglianze tra noi e gli altriSaggio per provare a convivere, quando l’altro ci fa paura

20 giugno 201910:53

– FRANCESCO REMOTTI, SOMIGLIANZE. UNA VIA PER LA CONVIVENZA (LATERZA, PP. 374, 24 EURO). Per alcuni è un obiettivo rassicurante, per altri un’aspirazione seducente, per altri ancora (molti oggi, a quanto sembra) un’ossessione politica: l’identità attrae, viene ricondotta al bagaglio di valori e credenze che ognuno porta con sé, è un’idea che in qualche modo dà stabilità. Eppure, proprio alla luce dei tempi che stiamo attraversando, converrebbe considerare il concetto di identità per quello che è, ossia come qualcosa che divide e genera chiusura, e che dietro a un aspetto solo illusoriamente nobile e positivo nasconde delle insidie. Ne è convinto l’antropologo Francesco Remotti, autore per Laterza di “Somiglianze. Una via per la convivenza”, lungo e dotto saggio che spiega al lettore il valore di una migliore vita in comune, nella quale il “noi” possa coesistere insieme agli “altri”.Un libro la cui attualità balza agli occhi, proprio ora in cui la paura nei confronti dell’altro e del diverso sembra aver preso irrimediabilmente il sopravvento: se assumiamo infatti come unico obiettivo la mera coesistenza, se ci arrocchiamo sulla nostra identità e non vediamo “simili” attorno a noi ma solo altri, il pericolo è quello dell’indifferenza, del respingimento, della discriminazione e della reciproca distruzione. Secondo lo studioso è dunque venuto il tempo di abbandonare il mito dell’identità in favore delle somiglianze, “o meglio ancora: intrichi di somiglianze e differenze”: solo questo infatti è garanzia di condivisione, e dunque di una migliore convivenza gli uni accanto agli altri. Diviso in tre parti, il volume spazia da Platone e Aristotele a Hume e Foucault per illustrare – in una affascinante passeggiata nei secoli – come si sia affermato il concetto di identità, a livello individuale e collettivo, a discapito delle somiglianze, nonché quali siano i sostenitori illustri dell’uno o dell’altro pensiero. Nonostante la tematica non certo semplice, con continui riferimenti ad antropologia, filosofia, teologia e anche biologia, l’autore riesce a veicolare la complessità rifuggendo le banalizzazioni e creando numerosi rimandi al nostro quotidiano per esortare il lettore a interrogarsi sulla strada che stiamo percorrendo, sulle sue derive e i suoi pericoli.    Abbandonare la prigione dell’identità in favore delle somiglianze non è per nulla semplice, anzi richiede un prezzo da pagare, che è quello dell’impegno: riconoscere ciò che ci rende simili e differenti, ciò che ci lega e che ci divide (non solo tra esseri umani ma anche con la natura) è solo il primo passo, poi bisogna progettare le modalità del convivere. Ma Remotti alla fine del libro si spinge ancora più avanti per superare anche il concetto di individuo a favore del “con-dividuo”. Per farlo ricorda il personaggio di Diotima, sacerdotessa di Mantinea, a cui Platone dà la parola nel Simposio: è lei che ci spiega che l’uomo stesso è un insieme di somiglianze e differenze, in continuo mutamento, mai uguale a se stesso. Ecco perché l’autore parla di “con-dividuo”, come entità costituita da intrecci di somiglianze. Lungi dall’essere solo un problema politico, la convivenza, scrive Remotti, “è un problema che ci riguarda assai più da vicino, fin nel nostro intimo più profondo, e la teoria delle somiglianze ci fa capire – o per lo meno intuire – quanti e quali ponti ci siano tra i problemi della convivenza tra (tra noi e i nostri “simili”) e i problemi della convivenza intra (quella che prende forma nella nostra intimità)”.
I lumi di Chanukkah a Must LecceDopo Matera apre esposizione lampade unica al mondo

BARI20 giugno 201911:52

– Dopo il successo di pubblico riscosso a Matera la mostra “i Lumi di Chanukkah”, la collezione di Chanukkiot di Arte Contemporanea unica al mondo, apre da oggi al Must di Lecce dove sarà visitabile fino al 22 Settembre, Giornata Europea della Cultura Ebraica.
La mostra, partita dalla Fondazione Arte, Storia e Cultura Ebraica a Casale Monferrato e nel Piemonte Orientale, ONLUS, arriva in Puglia con alcune novità. La collezione di Lumi, custodita accanto alla Sinagoga della città piemontese, è infatti il risultato di un progetto cresciuto nel tempo grazie alla collaborazione di artisti, architetti e designer che hanno omaggiato la piccola Comunità Ebraica di Casale Monferrato con una propria e libera interpretazione dell’oggetto rituale, protagonista della festa ebraica di Chanukkah ed è oggi un unicum al mondo. Chanukkah significa “Inaugurazione” ed è la festa ebraica che celebra la riaccensione della luce sacra nel Tempio di Gerusalemme dopo la sua liberazione dall’occupazione di Antioco IV.
Ezio Bosso cittadino di Roma, “commosso”Da Raggi cittadinanza onoraria a maestro. Standing ovation Aula

20 giugno 201912:15

– Il maestro Ezio Bosso, questa mattina in Campidoglio, ha ricevuto ufficialmente la cittadinanza onoraria di Roma dalla sindaca Virginia Raggi. Standing ovation al suo arrivo in Aula Giulio Cesare dove si è tenuta una cerimonia in onore di Bosso. “Abbiamo l’onore e piacere di accogliere nella nostra comunità il maestro Ezio Bosso. Un’onorificenza al musicista, al compositore e al direttore di orchestra. Un uomo e un artista unico”, è intervenuto il vicepresidente dell’Aula Enrico Stefàno (M5S). “Oggi è un giorno speciale per Roma, diamo il benvenuto al maestro Ezio Bosso che ringrazio. Grazie anche all’Assemblea che ha votato all’unanimità il conferimento della cittadinanza onoraria. Roma si arricchisce di un ambasciatore di bellezza e arte nel mondo”, ha detto Raggi. Che rivolta a Bosso ha aggiunto: “So che Roma è stata fonte d’ispirazione per lei, maestro. Oggi Roma vuole ricambiare questo amore”. “Sono commosso -. ha detto Bosso -Grazie. Roma ha un cittadino orgoglioso che le vuole bene”.

Muhammad Ali, c’è docu evento Sky ArteImmagini mai viste per ricostruire la leggenda del campione

20 giugno 201912:55

– Tre volte campione del mondo, atleta straordinario, militante per i diritti dei neri e schieratosi apertamente contro la guerra del Vietnam, Muhammad Ali ha segnato la storia dello sport e del costume degli Stati Uniti diventando una delle figure più iconiche del XX secolo. Venerdì 21 giugno alle 21.15, Sky Arte (canale 120 e 400 di Sky) lo ricorda con una prima visione: il documentario evento diviso in due parti What’s My Name: Muhammad Ali.
Diretto da Antoine Fuqua il film ripercorre sfide, cadute e trionfi del grande pugile attraverso la sua stessa voce e materiale d’archivio mai visto prima. Il documentario è un ritratto intimo di un uomo che è diventato un faro di speranza per tutti gli oppressi. Dalle Olimpiadi di Roma fino alla fiaccola accesa alle Olimpiadi di Atlanta il film racconta anche la conversione all’Islam, la vicinanza a Malcom X e Martin Luther King, il rifiuto della guerra in Vietnam e la sua vita nel campo di allenamento di Orwigsburg: senza elettricità, senza tv, senza acqua calda

Oltre 400 titoli per ‘Cinema ritrovato’Dal 22/6 al 30/6 rarità e film restaurati

BOLOGNA19 giugno 201918:27

– Dalla proiezione di pochi frammenti scoperti negli archivi di tutto il mondo a film restaurati o rimontati. Saranno oltre 400 i film in cartellone dal 22 al 30 giugno a ‘Il cinema ritrovato’, in sei sale, oltre alle proiezioni all’aperto in piazza Maggiore e con il proiettore a carbone nella piazzetta Pasolini. Tra gli ospiti, come Francis Ford Coppola che presenterà in prima europea il final cut di ‘Apocalypse now’, Jane Campion con ‘Lezioni di piano’, l’omaggio a Eduardo De Filippo, i ritratti di un’icona come Jean Gabin e di una diva del muto transalpino, Musidora. E ancora i restauri, da ‘Easy rider’ a ‘Roma’ di Federico Fellini, i cine-concerti in Piazza Maggiore con l’orchestra del teatro comunale ad accompagnare ‘The circus’ di Charlie Chaplin e ‘The cameraman’ di Buster Keaton. Per il direttore della Cineteca Gianluca Farinelli, “è un festival che fa del passato un momento presente, raccogliendo nella creativa varietà dei suoi programmi le origini delle immagini in movimento”.

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Signoramia, ricette d’amore sul web
Buon cibo e sentimenti nel libro di Dallorso e Nicchiarelli

18 giugno 2019 06:03

ELENA DALLORSO/FRANCESCO NICCHIARELLI, SIGNORAMIA (Feltrinelli, pp.352, 15 euro). La dolcezza che conforta il palato, la sapidità per dare carattere, un pizzico di amaro che spegne gli eccessi, una buona dose di piccante per accendere la passione: è un gusto pieno, ricchissimo di sapori diversi, che rende accattivante “Signoramia”, storia dall’anima contemporanea narrata a quattro mani da Elena Dallorso e Francesco Nicchiarelli. Il libro, pubblicato da Feltrinelli, colpisce senza dubbio per la sua struttura inedita: composto da chat, post e mail, di fatto trasporta sulla pagina le modalità della comunicazione del web, conservandone l’immediatezza e la freschezza. Due i protagonisti del romanzo, che si incontrano virtualmente in un blog di cucina: sono Francesca, bibliotecaria di Milano, sposata e madre di due figli, e Fabio, ingegnere single di Milano. Proprio per via di questo terreno virtuale squisitamente femminile, Fabio, grande appassionato di cucina, si finge Maria e inizia a chattare con Francesca come se fosse anche lui una donna. In questo gioco innocente, tra Francesca e Fabio/Maria nasce un rapporto intenso, fatto di sapori autentici e genuini, come quelli che abitualmente i due usano in cucina: una strana amicizia, profonda e non scontata, che forse si complicherà e aprirà nuove prospettive quando non ci saranno più le tastiere e il mare infinito del web a proteggere i due naviganti. Divertente, ironico, attento alle sfumature, ricco di spunti di riflessione, questo romanzo epistolare in chiave contemporanea appare davvero come un viaggio nella cucina e nei sentimenti, mondi in fondo per nulla lontani. E’ interessante la caratterizzazione dei personaggi e l’evoluzione del loro rapporto, mentre sullo sfondo di fornelli sempre accesi sta cuocendo qualcosa di appetitoso: per il lettore il libro rappresenta la possibilità di emozionarsi vedendo nascere sulla pagina – a fuoco lento – i primi bagliori di una forte complicità, forse destinata a trasformarsi in qualcosa d’altro.
Ma non solo, perché “Signoramia” è anche un ottimo strumento per imparare a cucinare qualche buon piatto, anche per chi è alle prime armi: in un trionfo di profumi e sapori (che sembrano quasi “uscire” dal libro), non manca infatti la spiegazione passo dopo passo delle ricette – i classici regionali, romani e liguri (come i due autori), dalla carbonara e amatriciana al pollo con i peperoni, dalla pasta al pesto al polpettone di fagiolini, accanto a pietanze più particolari, come il polpo alla cretese e l’agnello caramellato -, sempre con l’invito a prestare attenzione alla qualità dei prodotti e alla loro stagionalità. Con il suo mix di emozioni e cucina condito con una manciata di autenticità, il libro è davvero una piacevole scoperta: un’originale lettura per l’estate, magari da accompagnare, perché no, con un buon bicchiere di vino.
Matera boom nei primi sei mesi, 80mila agli eventiVenduti 36mila passaporti. Mostra Rinascimento, 18 mila ingressi

18 giugno 201909:41

MATERA – Un miliardo e 600 mila contatti potenziali in tutto il mondo tra stampa e web, radio e tv per seguire quanto accade a Matera. Nel tracciare il bilancio al giro di boa dei primi sei mesi gli organizzatori della grande macchina che si è messa in moto per dare lustro alla Capitale Europea della Cultura del 2019 citano con soddisfazione questo dato a riprova della risonanza italiana e internazionale conquistata dal capoluogo lucano. Agli eventi hanno partecipato finora 80 mila persone, oltre alle 50 mila della cerimonia inaugurale. I numeri – ha detto Giovanni Panebianco, segretario generale del ministero del i Beni Culturali – sono importanti ma sono anche la prova dei valori che li sostengono. A spiccare sono i 36 mila passaporti venduti fino al 31 maggio, acquistati da 23.800 lucani e ben 12.500 turisti.Il documento – che costa 19 euro per i non residenti e 12 per i residenti (cinque per la fascia di età dai 5 ai 18 anni) consente di seguire tutti gli eventi e, novità di questi giorni, di utilizzare liberamente tutti i mezzi di trasporto locale ordinario. Dei 180 progetti messi in campo il 68% sono in corso e 27 si sono già conclusi, con la particolarità che l’ 82% è costituito da produzioni nuove o originali e non “importate” da altre regioni. Gli eventi organizzati sono stati 450, il 67% a Matera e il restante 33 nella Basilicata, con 1500 volontari mobilitati. Il picco del successo per le mostre va alla grande rassegna di Palazzo Lanfranchi “Rinascimento visto da Sud” che dal 19 aprile ha contato 18 mila ingressi (30 mila dall’ inizio dell’ anno, +71% rispetto al 2018). “Dopo la spettacolare apertura del 19 gennaio – ha detto Salvatore Adduce, presidente della Fondazione Matera Basilicata 2019 – molti hanno detto che sembrava di stare in una grande capitale. Non abbiamo mascherato una città di piccole dimensioni ma abbiamo mantenuto la sua identità con un linguaggio internazionale, rompendo i luoghi comuni sul mezzogiorno e parlando di Europa nel momento più difficile”. Il budget previsto sfiora i 50 milioni di euro, ha ricordato, ma i frutti si vedranno a lunga scadenza “seminando bene per quello che verrà dopo il 2020”. Nel successo un ruolo fondamentale ha la comunicazione. Paolo Verri, direttore generale della Fondazione, ha citato ad esempio le 198 mila richieste per diventare cittadini di Grottole, dopo la notizia dei 5 volontari che vivranno tre mesi nel piccolo borgo per il progetto di Airbnb contro lo spopolamento. Marta Ragozzino, direttrice del Polo Museale della Basilicata, ha annunciato che il successo riscosso dalla Mostra sul Rinascimento – che presenta oltre 250 opere e oggetti d’ arte con prestiti straordinari italiani ed europei – ha convinto a prorogarla fino al 15 settembre. E se torna a casa il Raffaello prestato dagli Uffizi, altri pezzi importanti sono in arrivo, tra cui il frammento di un affresco del Pinturicchio tanto che domenica prossima ci sarà una “seconda inaugurazione”. Dal 21 giugno il Museo di Metaponto ospiterà la mostra Pitagora e i numeri primi, curata da Piergiogio Odifreddi.Il boom di visitatori che hanno scelto Matera ha portato a una enorme crescita dei posti letto: in 3 anni – ha detto l’assessore comunale alla Cultura Giampaolo d’Andrea – sono passati da 700 a seimila e più con il sistema di alberghi, case-vacanze e alberghi diffusi, specie nel suggestivo scenario dei Sassi. Fino a dicembre sarà un susseguirsi di festival, mostre, rassegne, spettacoli di teatro, musica, opera, danza ed eventi a Matera e non solo. Sono 130, ad esempio, i comuni della regione chiamati a essere “capitale per un giorno”. “I cittadini – è stato detto – diventano protagonisti, non solo clienti. La Basilicata è una frontiera da scoprire”.

Johnny Depp prof sulle orme di Robin WilliamsIn sala dal 20 giugno il comedy-drama Arrivederci Professore

CAGLIARI18 giugno 201909:43

Esattamente vent’anni dopo ‘L’attimo fuggente’ con Robin Williams, arriva in sala con ‘Arrivederci professore’ ancora una volta un docente con la sola mission didattico-esistenziale di insegnare il ‘carpe diem’ ai suoi studenti. Questa volta però l’insegnante, Richard, ha la faccia di Johnny Depp e, cosa più importante, ha un’urgenza didattica singolare: ha scoperto di avere un cancro e soli sei mesi di vita. Così il comedy-drama di Wayne Roberts, in sala con Notorious Pictures dal 20 giugno, visto in anteprima alla seconda edizione del Filming Italy Sardegna Festival.
Nel tempo accelerato in cui si ritrova a vivere necessariamente il professore di letteratura accadono davvero tante cose. Dopo aver scelto di non curarsi, Richard rompe lentamente molti degli schemi della sua vita ripetitiva e inizia, dopo un breve attimo di disperazione, a voler fare tutto ciò che non ha fatto prima.
Intanto si libera degli studenti che sognano di studiare altro, che si accontentano di voti bassi e, infine, di quelli che non ha mai letto un libro per passione personale. Fatta questa selezione radicale in classe, cura poi con maniacale cinismo lezioni tutte nel segno della vita e del poco tempo che ci regala. Ma le sorprese per Richard arrivano anche dalla sua famiglia.
Scopre così che la moglie (Rosemarie DeWitt), un’artista, è da tempo l’amante del suo odiato rettore e che la figlia poi ha scoperto di essere omosessuale. Dalla sua parte, alla fine, si ritrova solo un suo collega-amico (Danny Huston) che gli mostra autentica empatia.
Il personaggio interpretato da Depp – che in questo film recita senza nessuna maschera o trucco e in un ruolo comunque perfetto per lui, amante com’è dei libri e da sempre ossessionato dalla morte (tra i suoi tatuaggi, un teschio con la scritta ‘la morte è certa’) – si apre così a tutte le esperienze possibili.
Oltre alla droga, prova cosa sia l’omosessualità con un suo allievo e fa poi anche sesso occasionale in bagno con una cameriera mentre è in un locale con in suoi studenti per una birra.
Nel futuro di Johnny Depp, il film Minamata di Andrew Levitas (che ha anche prodotto) in cui interpreta il famoso fotografo di guerra W. Eugene Smith, mentre nel 2021 lo rivedremo nel terzo capitolo di Animali fantastici sempre nel ruolo del mago Gellert Grindelwald.
Taslaq, sfilata di couture per l’AfricaLo stilista italo-palestinese sceglie Roma per defilé solidale

18 giugno 201910:04

– Sfilata con charity per lo stilista italo- palestinese, con atelier nella capitale, Jamal Taslaq, che il 26 giugno presenterà la sua nuova collezione di haute couture nella coffee house di Palazzo Colonna, per Mondo Solidale onlus, che opera in Africa fornendo aiuti alla popolazione bisognosa, assistendo i bambini e le persone che necessitano di cure mediche ed ospedaliere. La onlus si batte da anni in Kenya contro la violenza sulle donne, aderisce all’iniziativa One Billion Rising sulla Kenya Coast in un gioco di sponda con l’associazione italiana Hands Off Women ed è impegnata anche con la tutela dell’ambiente con iniziative legate al riciclo della plastica. L’evento vuole sensibilizzare l’opinione pubblica su una realtà difficile. Nel corso della serata condotta da Elena Parmegiani, saranno letti dei brani di Gabriel Garcia Marquez dall’attore Vincenzo Bocciarelli. Taslaq, 49 anni, è a Roma dal 1990. Nel ’99 ha aperto l’atelier in pieno centro storico.
Mostre: Moretti, la poesia crepuscolareImmagini, carte e libri della sua prima stagione letteraria

CESENATICO (FORLÌ18 giugno 201910:28

– A quarant’anni dalla scomparsa, una mostra alla Casa museo Marino Moretti di Cesenatico ricorda la prima stagione letteraria dello scrittore, poi narratore di grande successo, che lo rese celebre come poeta ‘crepuscolare’. ‘Nel mattino che par sera’, aperta dal 22 giugno al 24 novembre, presenterà immagini, carte e libri: quella stagione terminò proprio un secolo fa, nel 1919, quando uscì da Treves la raccolta ‘Poesie 1905-1914’, dopo la quale si aprì la stagione dei romanzi morettiani che durò circa un cinquantennio prima che Moretti riprendesse negli anni ’70 la scrittura in versi.
L’esposizione, a cura della conservatrice di Casa Moretti Manuela Ricci, è allestita utilizzando l’ampia documentazione di autografi, libri (spesso con le dediche di amici poeti), lettere, fotografie conservata nella Casa museo romagnola, che nella sua molteplice dimensione di museo, biblioteca, archivio e centro culturale è in Italia anche uno degli esempi più noti e attivi di casa-museo.

C’è l’accordo su Meyer, manca l’ufficialitàIncognita sulla proroga di Pereira, nuovo cda il 28 giugno

MILANO18 giugno 201919:36

– Manca solo l’ufficialità per l’arrivo del francese Dominique Meyer a Milano come sovrintendente della Scala. Il sindaco Giuseppe Sala, che è presidente del teatro, ha spiegato il 18 giugno che c’è l’accordo dei consiglieri di amministrazione. “Abbiamo trovato consenso sul nome”, ha detto dopo la riunione del cda senza rivelarlo. “Lo lascio immaginare a voi perché la prima cosa che devo fare tornato in ufficio – ha aggiunto – è chiamarlo formalmente e incontrarlo”. Ci ha comunque tenuto a sottolineare che non si tratta del sovrintendente uscente Alexander Pereira.Meyer, ex direttore generale dell’Opéra di Parigi dal 2010 a guida la Staatsoper di Vienna, era stato selezionato dalla società Egon Zehnder che aveva presentato una lista di possibili candidati poi scremata dal cda. Resta l’incognita di una possibile proroga di Pereira. Il manager austriaco, che ha un contratto in scadenza il prossimo febbraio, vorrebbe restare fino alla fine del 2022 (e non meno), quando scadrà anche l’incarico del direttore musicale Riccardo Chailly. Lo stesso maestro nei giorni scorsi aveva definito “il minimo della logica” lasciarlo al comando del teatro fino ad allora. Ma su questo in cda non c’è nessuna unanimità, anzi ci sono consiglieri esplicitamente contrari. La questione è stata quindi rimandata al prossimo consiglio, fissato per la sera del 28 giugno. Sala non ha escluso che il manager austriaco possa avere una proroga, che però non ha quantificato.”Ci ragioneremo – ha detto -. A me sta sentire il sovrintendente designato e Pereira stesso per capire se è possibile trovare una formula, che potrebbe essere anche di prolungamento, ma che è tutta da costruire”. Una certezza è che il contratto di Meyer partirà in ogni caso alla scadenza attuale dell’incarico di Pereira (ovvero il prossimo febbraio) o poco dopo, mentre non è ancora stato deciso se il francese sarà affiancato da un direttore artistico o, come hanno fatto Stéphane Lissner e lo stesso Pereira, ricoprirà il doppio ruolo. Anche in questo caso, ha spiegato Sala, l’ultima parola spetta al nuovo sovrintendente, che fra poco lascerà Vienna. In una intervista ad Apa, l’agenzia stampa austriaca, dello scorso gennaio Meyer ha tracciato un bilancio di quello che lascerà a Vienna. “La maggior parte dei nomi dei direttori della Staatsoper sono stati dimenticati, e anche a me succederà. Ma – ha osservato – mi sono sentito molto bene accolto dal pubblico. Toscanini una volta disse: ‘devi prima andare alla cassa per capire se un teatro d’opera funziona. E il nostro registratore di cassa è pieno! Abbiamo battuto tutti i record dall’inizio della stagione in corso”. E sul suo futuro aveva aggiunto: “Non farò nulla dove non posso lavorare ad alto livello. Vediamo se il destino mi riserva un altro regalo”. A questo punto pare si possa dire che per lui il regalo è la guida della Scala.

Fedez e la “piccola anomalia” di salute. La rivelazione commuove il web

18 giugno 201922:10

Fedez rivela ai fan sul suo profilo Instagram di avere un’anomalia che gli è stata riscontrata neanche tanto tempo fa e la sua confessione commuove il web. “Sono sempre combattuto se parlare in maniera del tutto onesta di alcuni piccoli ostacoli che sono riuscito a superare diventando papà – scrive il rapper nella premessa – perché oltre a rischiare di essere eccessivamente retorico mi rendo conto che la nostra condizione di privilegio, agli occhi di molti, possa mettere in secondo piano praticamente qualsiasi problema. Credetemi quando vi dico che i soldi non potranno mai essere la panacea di tutti i vostri mali”. E poi la confessione: “Mesi fa durante una visita di controllo mi è stata riscontrata ‘una piccola anomalia’ che avrebbe potuto preannunciare un male più grande, di quelli con cui ci devi convivere tutta la vita purtroppo)”.   Ma il papà di Leone ha chiarito che è “tutto sotto controllo” e si è scusato poi per “l’asciugata”. I fan hanno tirato un respiro di sollievo. “Non è una asciugata – ha scritto qualcuno – sono parole di una persona matura che scopre i reali valori della vita e cosa ancora più bella, non ha timore nell’esternarli. Complimenti!!”. Nello scorso aprile Fedez aveva annunciato una pausa temporanea dai tour: “Dovevamo fare l’Arena e non si fa più, dovevamo fare la seconda data al Forum di Assago a maggio e non si farà più perché io sarò a Los Angeles e non ha senso tornare per una data”. “Ho tante altre cose in ballo, era giusto chiudere così”, aveva tagliato corto, Federico Leonardo Lucia, 30 anni il prossimo ottobre. “Quanto mi fermerò? Non lo so, davvero non lo so. Farò tante cose, di sicuro per il tour non faccio più niente”.La rivelazione della “piccola anomalia” è stata l’occasione per Fedez per riflettere su un insegnamento più grande: quello di “vivere ogni giorno della propria vita come se fosse l’ultimo, dando peso alle cose che più contano, a quelle veramente importanti”, per lui la moglie e il figlio Leone”.   La Ferragni è intervenuta rispondendo: “Family is the most important part of life, always. Ti amo famiglia mia”.

“Questo evento però, più che terrorizzarmi mi ha portato ad interrogarmi su una serie di domande riguardanti le priorità della mia vita e su come stessi impiegando parte preponderante del mio tempo. E se inizi a farti delle domande, le risposte di solito non tardano ad arrivare. Piano piano ho iniziato ad affrontare le mie giornate con piccolo mantra: “cosa faresti se questa giornata fosse l’ultima della tua vita?” Da lì in poi è stato tutto in divenire. Sembra stupido, ma vorrei riuscire a trasmettervi che il vero lusso nella vita è riuscire a ritagliarsi un mese intero da dedicare al proprio figlio. Tutto il resto può essere bellissimo, ma non indispensabile”. “Ho rincorso i miei sogni, il successo e i soldi e mentirei se vi dicessi che non è stato bello. Ma rincorrere Lello è tutta un’altra storia! Cercate qualcosa (o meglio qualcuno) da rincorrere che vi renda realmente felici e non sarà tempo sprecato. Scusate l’asciugata”, conclude.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Esce il 5/7 compilation Umbria Jazz 19
Versione doppio cd, doppio Lp in edizione limitata e in digitale

PERUGIA18 giugno 201912:11

– Da venerdì 5 luglio sarà disponibile la compilation Umbria Jazz 19, in pre-order già da sabato 8 giugno. Per il quinto anno consecutivo Warner Music Italy pubblica la compilation ufficiale del festival Jazz – che quest’anno celebra, tra l’altro, il suo 46/o anniversario – tra i più apprezzati a livello internazionale. La doppia raccolta presenta alcuni tra i protagonisti dell’edizione che si terrà a Perugia dal 12 al 21 luglio. Tra questi, e solo per citarne alcuni, Gino Paoli con Danilo Rea, Paolo Fresu & Lars Danielsson, Diane Krall, George Benson, Chick Corea, Kamasi Washington, Joachim Kühn, Fabrizio Bosso & Julian Oliver Mazzariello, e molti altri ancora, per due ore di musica di altissimo livello. La versione su Cd – riferisce UJ – è prevista in uscita nelle edicole in contemporanea con Mondadori.
Mille persone al funerale di ZeffirelliAnche ministro Bonisoli, Gianni Letta e sorelle Kessler

FIRENZE18 giugno 201913:20

– Sono terminate con un lungo applauso e con le note di ‘Dolce sentire’ il canto tratto dal suo film ‘Fratello sole, sorella luna’ su San Francesco, le esequie di Franco Zeffirelli, celebrate nella cattedrale di Santa Maria del Fiore dall’arcivescovo di Firenze, cardinale Giuseppe Betori. Un migliaio di persone ha voluto rendere l’ultimo omaggio al regista fiorentino scomparso sabato scorso all’età di 96 anni. Il feretro sarà trasportato al cimitero delle Porte Sante, dove Zeffirelli riposerà nella tomba di famiglia.
Fra le autorità presenti alla cerimonia funebre in Duomo, il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli, il sottosegretario agli Esteri Guglielmo Picchi, il sindaco Dario Nardella, il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. Presenti, fra gli altri, anche il presidente onorario della Fondazione Zeffirelli, Gianni Letta; Joe Barone e Giancarlo Antognoni in rappresentanza della Acf Fiorentina; Alice ed Ellen Kessler, che hanno partecipato anche al corteo funebre da piazza San Firenze.
John Varvatos si ispira ai Led ZeppelinLo stilista dedica invece nuova collezione agli Independent Guys

18 giugno 201913:46

– John Varvatos star Usa, marchio menswear americano firmato dall’omonimo designer, lancia una collezione Primavera/Estate 2020 e una capsule ispirata all’iconica rock band inglese Led Zeppelin, che ha compiuto 50 anni dall’uscita del primo album. Una minicollezione a base di giubbotti in pelle o in velluto ricamati con il nome del celebre gruppo, ispirati a quelli indossati nei concerti dai mitici Jimmy Page, Robert Plant, John Paul Jones e John Bonham.
Varvatos dedica invece la collezione maschile tout court agli “Independent Guys”, una nuova generazione di uomini creativi che si esprimono attraverso un guardaroba a più strati che richiama la cultura urbana. Anche qui non mancano sottili riferimenti all’era musicale Post-Punk e alla cultura pop, caratterizzata da una varietà di sottogeneri e culture. La palette cromatica punta alle tinte morbide con interventi di colori vivaci per tessuti leggeri. Novità, il trattamento del colore tie-dye, tipico della prossima stagione, rielaborato e reso più saturo.
Time in Jazz con Rea, Molvær e VanoniFresu, musica luogo di confronto, accoglienza e riflessione

CAGLIARI18 giugno 201913:58

– Jazz e dintorni, ma anche una varietà di generi in un dialogo fra culture e mondi differenti, musica e luoghi. Time in jazz, atteso festival internazionale, ritorna dal 7 al 16 agosto a Berchidda (Sassari) e in altri 20 centri del nord Sardegna. Con un assaggio a Cagliari dove si è tenuto un concerto itinerante. Zoe Pia, clarinetto, e Pierpaolo Vacca, all’organetto, hanno attraversato alcune strade del centro cittadino arrivando davanti alla sede del Banco di Sardegna, dove si è unito, con la sua tromba, Paolo Fresu, direttore artistico di Time in Jazz e artista di fama internazionale. La parata è passata dal porto “con uno sguardo aperto a chi arriva da altre terre”, ha sottolineato Fresu.
Ricco il parterre di ospiti della 32/a edizione per un cartellone eterogeneo che spazia da Omar Sosa e Yilian Cañizares, Nils Petter Molvær, Jaques Morelenbaum, la signora della canzone italiana, Ornella Vanoni, sul palco a ferragosto in una serata con il liscio “trasversale” dell’Orchestra Mirko Casadei.
Heaton posa per Loewe in foto di MeiselNuova campagna è una trilogia in collaborazione con Anderson

18 giugno 201914:19

– Loewe presenta in anteprima le nuove immagini per la campagna firmate da Steven Meisel che vedono protagonista l’attore di Stranger Things Charlie Heaton.
L’obiettivo di Steven Meisel cattura l’attore britannico di 25 anni in un momento d’introspezione prima di salire sul palco.
Celebrazione dei misteri del dramma, Heaton è raffigurato indossando una canotta bianca lunga fino alle caviglie e pantaloncini di popeline di cotone mentre osserva il suo riflesso in uno specchio, il suo rossetto imbrattato che infonde un elemento di ambiguità al personaggio che sta per diventare.
In linea con le collaborazioni di Jonathan Anderson, direttore creativo di Loewe, con Meisel e l’agenzia creativa M/M (Parigi), la nuova campagna è stata pubblicata come una trilogia, con il ritratto di Heaton accompagnato da una fotografia di un pugno tatuato che afferra un grumo erboso di terra contro uno sfondo grigio al centro dell’inquadratura. La serie A Show of Hands simboleggia la protesta per i tempi turbolenti di oggi.
Cristiano De André e Pfm insieme per FaberConcerto evento all’Arena di Verona il 29 luglio

18 giugno 201919:30

– Cristiano De André e la Premiata Forneria Marconi per la prima volta insieme sul palcoscenico dell’Arena di Verona, il 29 luglio. Un concerto evento e omaggio a Faber che per Cristiano “è un sogno che si avvera: 40 anni fa avrei voluto essere al posto di mio padre e suonare con una grande band come loro”, ha detto durante la presentazione dell’evento a Milano. Proprio 40 anni fa, infatti, la PFM salì sul palco insieme a Fabrizio de André per un tour che “cambiò la storia e che è stato rivoluzionario”, ha detto il batterista Franz Di Cioccio, che ancora ricorda il Cristiano bambino che “veniva a toccare tutti gli aggeggi della mia batteria” e a cui bonariamente diceva di non rompere le scatole. “Ora è cresciuto, è un artista indipendente. Noi siamo i suoi zii e all’Arena ci sarà anche suo padre. Fabrizio sarà su quel palco con la sua band e suo figlio”, ha aggiunto.E ci sarà anche Dori Ghezzi, che al concerto prodotto da D&DConcerti e da BMU, in collaborazione con DuemilaGrandiEventi, VentiDieci e Verona Eventi, ha dato il patrocinio morale della Fondazione Fabrizio De Andrè. La scaletta definitiva non c’è ancora, perché “tutto nasce sul palco”, ma, assicura Cristiano, “una manciata di cromosomi e di voce di mio padre li ho: la scelta dei brani sarà in base a alle emozioni che ci dà suonare insieme”. Quel che è certo è che “non vogliamo lasciare la gente seduta, qualche asso nella manica lo abbiamo”, hanno detto. All’Arena di Verona, PFM e Cristiano De André si alterneranno prima con le rispettive performance per poi condividere una lunga parte finale che sarà un vero omaggio a Faber in cui rileggeranno il repertorio per la prima volta insieme.Un “sogno che si avvera” anche per Patrick Djivas e “anche per il pubblico: spesso i ragazzi ci dicono che hanno voglia di sentirci insieme a Cristiano”, ha detto il bassista della band. Un’occasione per “portare mio padre anche alle nuove generazioni, a chi non ascolta abitualmente la canzone d’autore attraverso nuovi arrangiamenti, per far arrivare la sua parola – ha detto ancora Cristiano -. Vedo 16enni che scoprono la sua poesia: il mio desiderio era questo”. All’Arena di Verona oltre a Di Cioccio e DJivas anche Flavio Plemori, Lucio Fabbri, Alessandro Scaglione e Michele Ascolese.

Un ‘Passaporto sospeso’ per Matera 2019Crowdfunding per il ‘nutrimento dell’anima’ nella Capitale Ue

MATERA18 giugno 201915:15

– Acquistare uno o più biglietti di ingresso agli eventi del programma di Matera Capitale Europea della Cultura 2019 e donarli a persone che non possono permetterselo, “consentendo” loro “di godere di una giornata dedicata al ‘nutrimento dell’anima’”. E’ la possibilità offerta dalla campagna per il “Passaporto sospeso” lanciata durante una conferenza stampa che si è tenuta nella sala Spadolini del ministero per i Beni e le attività culturali e durante la quale è stato fatto un primo rendiconto a sei mesi dell’inaugurazione di Matera 2019: in totale finora sono stati venduti circa 36mila passaporti.
A Milano i Preraffaeliti in mostraEsibizione a Palazzo Reale con 80 capolavori dalla Tate

MILANO18 giugno 201915:16

– Un po’ di Londra arriva a Milano: da domani al 6 ottobre Palazzo Reale ospita la mostra ‘Preraffaeliti. Amore e desiderio’ con ottanta tele e disegni che arrivano dalla Tate Britain.
Fra le opere visibili, ci sono alcuni dei quadri più importanti della collezione inglese, a partire da Ofelia di John Everett Millais alla Lady of Shalott di John William Waterhouse.
Uno “straordinario apporto” di cui ha ringraziato l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno.
Alla mostra – prodotta con 24ore Cultura – sono legati anche una serie di attività ed eventi per coinvolgere un pubblico sempre più vasto che vanno da spettacoli con tableaux vivents (il primo stasera in piazzetta Reale) a visite guidate a tema: per agenti segreti dell’arte (riservata a famiglie con bambini fino ad 11 anni), o per amanti della poesia.
Morto Giulio Ometto del Museo AccorsiCollezionista, esperto e sodale dell’antiquario Pietro Accorsi

TORINO18 giugno 201916:41

– E’ morto, a 78 anni, Giulio Ometto, tra i protagonisti del mondo museale a Torino del secolo scorso, sodale di Pietro Accorsi nell’avventura che portò alla creazione e all’ampliamento di uno dei musei più amati, Palazzo Accorsi.
Era stato ricoverato il 10 giugno per una grave polmonite. Aveva lavorato fino al 29 maggio.
Era nato a Legnago (Verona), per poi trasferirsi prima a Bra, nel cuneese, e quindi a Torino. Da ragazzo aveva fatto studi tecnici, ma presto si appassionò all’arte, alla bellezza e ai mobili di pregio. Proprio come il noto antiquario torinese Accorsi che conobbe a Torino nel 1963 in occasione della grande mostra dedicata al Barocco piemontese, e di cui diventò per 19 anni, fedelissimo collaboratore. Tanto che Accorsi, alla sua morte, lasciò ad Ometto gran parte del suo immenso patrimonio.
Dal 1983 Ometto divenne presidente di quello che diventò poi il Museo Accorsi-Ometto, al quale si dedicò fino alla fine. La camera ardente verrà allestita giovedì in Fondazione.

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Toy Story 4, fra crescita e nuovi inizi
Film Pixar Disney in sala dal 26/6. Doppiatori ricordano Frizzi

18 giugno 201919:27

– Sembrava che la storia del cowboy Woody, l’astronauta Buzz Lightyear e tutti gli altri scatenati giocattoli della saga simbolo della Pixar/Disney dovesse concludersi con Toy Story 3. Invece a 24 anni dal primo film, il racconto continua con la piccola Bonnie, che ha avuto in dono i giochi dall’ormai 17enne Andy, alla fine del precedente capitolo. In Toy story 4 di Josh Cooley, in sala dal 26 giugno con Disney, si fondono comicità, ritmo da slapstick, a un percorso di crescita sia per la bimba che per i suoi giocattoli, a cominciare da Woody.Tra le new entry è centrale quella del nuovo preferito, Forky (ha la voce di Luca Laurenti), forchetta di plastica in crisi d’identità, perché trasformata in giocattolo da Bonnie all’asilo. E ci sono ritorni potenti nel segno del pink power come quello dell’ex contadinella di porcellana Bo Peep, diventata una guerriera alla Wonder Woman. Il film, riscritto in buona parte dopo l’addio alla Pixar, sull’onda del #metoo, di John Lasseter, prende la forma di un’action comedy on the road ricca di momenti emotivi intensi. Ciò grazie anche a nuovi incontri, come quelli con la bambola anni ’50, Gabby Gabby, che non ha mai avuto una bambina da fare felice, e lo spericolato ma traumatizzato motociclista anni ’70 Duke Caboom (in inglese lo doppia Keanu Reeves, in italiano Corrado Guzzanti).Per il pubblico italiano questo è il primo film della serie senza Fabrizio Frizzi come voce di Woody (ora c’è Angelo Maggi, doppiatore italiano di Tom Hanks, voce originale del personaggio). E al conduttore hanno reso omaggio due compagni d’avventura del primo film, Massimo Dapporto (voce di Buzz Lightyear) e Riccardo Cocciante, già autore e interprete italiano di ‘Hai un amico in me’, dal brano di Randy Newman, “You’ve Got a Friend in Me” (presente anche in una nuova versione di Benji & Fede) e ora anche di una delle due nuove canzoni di Newman per il film, “I Can’t Let You Throw Yourself Away”, diventata ‘Non permetto’. “Fabrizio era una persona incredibile, molto semplice e alla mano – sottolinea il cantautore -. Gli dico grazie per essere stato l’amico di tutti”. Era una persona “così pulita, e quindi ‘irregolare’ in questo nel nostro ambiente – aggiunge Dapporto -. E’ una perdita che ci ha toccato tutti, ma ci ha lasciato un esempio prezioso e un ricordo rimarrà con noi e con tutta la generazione che l’ha conosciuto”. Fra i temi del nuovo film, quello che più ha colpito Dapporto è “la ricerca della felicità, legata anche alla propria libertà di scelta”. Laurenti invece ama del suo strampalato Forky “l’essere il frutto di un sogno di una bambina, della sua capacità di creare”. Un messaggio importante, commenta Cocciante, “perché l’affetto che si può dare alle cose non dipende dal loro prezzo ma dall’emanazione di un certo sentimento”. Il cantautore mette in luce anche l’evoluzione dei personaggi femminili “che riflette la società di oggi, dove le donne stanno prendendo posti sempre più di rilievo”. E’ una delle cose “che più ha colpito anche me – dice Rossella Brescia, che torna come voce della ballerina volante -. Bo Peep qui sembra Rambo, è una guerriera. Finalmente, perché noi donne alla fine risolviamo sempre tutto, siamo pratiche e concrete ed è giusto che si dia anche conto di questo nostro aspetto”.Guzzanti, che definisce il suo Duke Caboom come “un esibizionista un po’ sbruffone, ma molto sensibile” trova che Toy Story 4 unisca al divertimento “un’anima filosofica più profonda. C’è una narrazione molto raffinata”. Tra gli esordienti, sono particolarmente emozionati Benji e Fede, che hanno già incassato i complimenti di Cocciante per la loro versione di Hai un amico in me, rifatta chitarra e voce: “Ci siamo accostati al brano con molto rispetto, cercando di farla nostra”. Hanno anche doppiato due ranocchie giocattolo: “Per noi è straordinario partecipare a questo film, quando è iniziata la saga avevamo uno e due anni – dicono -. Toy Story è un film pieno di messaggi positivi”, e, aggiunge Benji, “Woody qui mi ricorda mia madre. Cerca di non farsi vedere, ma non fa mai mancare il suo apporto”.

Doppia sede museale per gioielli BulgariA Palazzo Venezia e Castel S’Angelo dal 26 giugno al 3 novembre

giugno 201918:24

– I più bei gioielli della collezione Bulgari Heritage, compresi quelli appartenuti alle dive della Dolce Vita, saranno esposti dal 26 giugno (inaugurazione il 25) fino al 3 novembre, nella mostra intitolata “Bulgari, la storia, il sogno”, ospitata da due sedi del Polo Museale del Lazio, Castel Sant’Angelo e Palazzo Venezia.
Il progetto è stato ideato dal Polo Museale del Lazio, diretto da Edith Gabrielli, in collaborazione con Bulgari e realizzato attraverso contenuti selezionati da un comitato scientifico composto da esponenti del mondo accademico come Francesco Benigno (Scuola Normale Superiore di Pisa), Chiara Ottaviano (storica e sociologa della comunicazione di massa), Daniela Luigia Caglioti (Università Federico II di Napoli), Emanuela Scarpellini (Università degli Studi di Milano).
I temi relativi a stile e creatività sono stati sviluppati da Lucia Boscaini, Bulgari brand and heritage curator. Curata da Chiara Ottaviano, la mostra traccia la storia di Bulgari come esempio di successo nel lusso.
Cocciante, da Notre Dame a TurandotIl musicista torna nella colonna sonora italiana di Toy Story 4

18 giugno 201919:39

– Una nuova opera da realizzare in Cina, con attori cinesi, Turandot. La rifaccio completamente, non c’entra niente Puccini. Continuo il mio discorso musicale, come ho fatto con Il Gobbo di Notre Dame. Per ora non posso anticipare di più”. Lo dice

Riccardo Cocciante, accennando al suo nuovo progetto a margine della presentazione di Toy Story 4 di Josh Cooley, in sala dal 26 giugno con Disney.
Nel film animato, il cantautore torna nella colonna sonora italiana come autore e interprete di ‘Hai un amico in me’ dal brano di Randy Newman “You’ve Got a Friend in Me” (presente anche in una nuova versione di Benji & Fede), e ora anche per una delle due nuove canzoni di Newman per il film, “I Can’t Let You Throw Yourself Away”), diventata ‘Non permetto’ .
“Mi è piaciuta la versione di ‘Hai un amico in me’ dei miei colleghi (Benji e Fede, ndr), rifatta chitarra e voce. La trovo molto giovane, fresca, semplice, e chiara. E’ importante non smettere mai di ascoltare e imparare dai giovani”, dice Cocciante.
Maturità, da Venditti Notte prima esamiA mezzanotte la dedica speciale ai maturandi

18 giugno 201919:45

-“Io mi ricordo quattro ragazzi con la chitarra.. e un pianoforte sulla spalla”. Così inizia “Notte Prima degli Esami” di Antonello Venditti, il brano che, da generazioni, è la colonna sonora per eccellenza degli esami di maturità. Come ogni anno, la notte che anticipa la prima prova è una “notte di lacrime e preghiere” per migliaia di studenti, che, tra ansia e adrenalina, si preparano ad affrontare un nuovo capitolo della loro vita. E questa sera, per l’occasione, allo scoccare della mezzanotte Antonello Venditti farà il suo augurio ai maturandi 2019 con una diretta sul suo profilo Facebook.

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Dogman domina i Ciak d’Oro, Superciak alla Cortellesi
Riconoscimenti a Martone, Borghi, Fontana. Superciak Cortellesi

18 giugno 201919:51

A Paola Cortellesi il Superciak d’oro come protagonista del 2019, “per la capacità di parlare al grande pubblico all’insegna della qualità, di utilizzare l’ironia pop per sottolineare i tic del nostro tempo, e per il coraggio di rimettersi in gioco tra grande e piccolo schermo”. A Dogman di Matteo Garrone 6 Ciak d’Oro, per Miglior Film, Miglior Attore non protagonista a Edoardo Pesce, Migliore sceneggiatura a Matteo Garrone, Massimo Gaudioso, Ugo Chiti; Miglior Montaggio a Marco Spoletini e Miglior Scenografia a Dimitri Capuani. E a Marcello Fonte il Ciak d’Oro come Personaggio più sorprendente dell’anno per la sua interpretazione.Sono alcuni dei premi all’eccellenza del cinema italiano assegnati annualmente da Ciak, la rivista italiana del cinema: la cerimonia questa sera alla Link Campus University. A condurre la serata il giornalista Alessio Viola. Sarà anche l’occasione per presentare il nuovo direttore di Ciak, Flavio Natalia. Il Ciak d’Oro per la Miglior Regia va a Mario Martone per “Capri-Revolution” e quello per la Migliore Attrice a Marianna Fontana. Miglior Attore Alessandro Borghi, protagonista del film “Sulla mia pelle”, dedicato al caso Cucchi, diretto da Alessio Cremonini che vince il Ciak d’Oro per l’Opera Prima. Premiati con il riconoscimento per il Miglior Produttore anche Luigi e Oliva Musini di Cinemaundici e Andrea Occhipinti di Lucky Red.Il Ciak d’Oro come Miglior Attrice non protagonista va a Marina Confalone per “Il Vizio della speranza”. Due Ciak d’Oro a Enzo Avitabile che si aggiudica, per lo stesso film, la Miglior Colonna Sonora e la Miglior Canzone originale (“A Speranza”). Tre Ciak d’Oro alla “Paranza dei bambini”: a Daniele Ciprì per la Miglior Fotografia, a Emanuele Cicconi, Maximiliano Angelieri ed Enrico Medri per il Miglior Suono in presa diretta e al giovane Francesco Di Napoli quello come Rivelazione dell’anno. Il Ciak d’Oro Bello & Invisibile, destinato alle pellicole meritevoli di attenzione ma trascurate al botteghino, va a Costanza Quatriglio per “Sembra mio figlio”.Torna per il settimo anno Ciak Alice Giovani, il premio speciale nato dalla collaborazione tra il mensile Ciak e Alice nella Città, sezione della Festa del Cinema di Roma: va a “Manuel” di Dario Albertini. A “Suspiria” il Ciak d’Oro per i Costumi a Giulia Piersanti e quello per il Miglior Manifesto. Assegnati anche il Ciak d’Oro Classic alla carriera, a Nanni Moretti per il film documentario “Santiago, Italia”; il Ciak d’Oro Colpo di Fulmine a Valeria Golino per la regia di “Euforia”; i Ciak d’Oro Rivelazione dell’Anno, a Francesco di Napoli per “La Paranza dei Bambini” e ad Alice Pagani per “Loro” e “Baby”. Il Ciak d’Oro Speciale Serial Movie, destinato alla miglior serie tv dell’anno, va a Saverio Costanzo per “L’Amica Geniale”. Coppia dell’Anno Fabio De Luigi e Valentina Lodovini per “10 giorni senza mamma”. E ancora, il Ciak d’Oro speciale per la Migliore Performance italiana della stagione natalizia va a “Amici come prima” (Medusa) di Christian De Sica, mentre quello per la Miglior Performance italiana di sempre nella stagione pasquale va a “Ma cosa ci dice il cervello” (Vision Distribution), diretto da Riccardo Milani. Ciak d’Oro Speciale a Domenico Procacci per i 30 anni di attività di Fandango.Infine per il primo anno un Ciak d’Oro premia un film straniero. Va a 20th Century Fox Italia per “Bohemian Rhapsody”, Miglior Lancio Italiano di un blockbuster internazionale.

Zeffirelli: bara lascia Palazzo VecchioTantissime persone ad attenderlo anche in piazza Signoria

FIRENZE18 giugno 201910:27

– Il feretro di Franco Zeffirelli ha lasciato, con un lungo applauso dei presenti, la camera ardente di Palazzo Vecchio che tra ieri e questa mattina ha accolto migliaia di persone per l’ultimo saluto al regista fiorentino. Un flusso continuo di cittadini ha reso omaggio a Zeffirelli: c’è chi resta in piedi di fronte al feretro, chi si inchina, chi dà un bacio alla bara. Molti anche i messaggi di affetto scritti sul libro posto all’uscita del Salone dei 500. Tantissime le persone che anche in piazza Signoria hanno atteso il feretro che ora sarà trasportato fino al Duomo dove si svolgerà il funerale intorno alle 11 (v. s. notizia delle 13:20).

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Maria Lai, il filo che lega il mondo
Al Maxxi retrospettiva sulla grande artista sarda

18 giugno 201921:20

Quelle che sembrano parole sono linee di filo cucito che tracimano dai bordi delle pagine di carta o di stoffa di libri suggestivi, formano grumi, matasse come lunghi capelli. Il filo cola dalle righe quasi fosse inchiostro, crea effetti misteriosi come il Senza titolo del 1981, la pagina di un elenco telefonico coperta di ciocche nere che si allungano dai nomi coperti dal ricamo. E’ il linguaggio inconfondibile di Maria Lai, uno dei tanti utilizzati dalla grande artista sarda nella sua lunga stagione creativa cominciata negli anni Sessanta. A lei, nel centenario della nascita, il Maxxi dedica fino al 12 gennaio 2020 la grande retrospettiva “Tenendo per mano il Sole”, oltre duecento lavori selezionati da Bartolomeo Pietromarchi e Luigia Lonardelli, in collaborazione con l’ Archivio Maria Lai e la Fondazione Stazione dell’ Arte di Ulassai, il paese natale di questa figura molto particolare della scena artistica italiana scomparsa nel 2013. Libri cuciti, dunque, e poi sculture con i materiali più diversi, geografie, opere pubbliche, i celebri telai, tappeti, perfino abiti da sposa che evocano riti arcaici: tutto concorre, nelle intenzioni dei curatori, a costruire un racconto completo del percorso e dell’ evoluzione di Maria Lai. “Il suo messaggio civile e artistico è importantissimo – ha osservato Giovanna Melandri, presidente del Maxxi -. Tessere è esistere, la sua è una poetica delle relazioni di cui il nostro tempo ha tanto bisogno. La sua dedizione al progetto, il palpito emotivo trasuda da tutta la mostra”. Non potevamo che essere noi in Italia,ha osservato,a raccogliere la sfida del riconoscimento che sta crescendo intorno a Maria Lai. Pietromarchi, direttore di Maxxi Arte, l’ ha definita “una delle più grandi artiste del novecento italiano” che negli ultimi anni è ha richiamato l’ attenzione mondiale. “Maria Lai diceva che l’ arte ha bisogno di tempo per realizzarsi – ha ricordato – e lei non aveva fretta.
Sapeva che quel tempo sarebbe arrivato. Questa è la mostra più completa possibile non solo per l’ opera ma anche per il suo essere artista, l’ arte come aspetto essenziale civile, collettivo e individuale”. Era avanti su tutto, ha sottolineato, isolata dal sistema dell’ arte, convinta che l’ arte dovesse entrare nella vita quotidiana ed essere alla portata di tutti. La retrospettiva si concentra sul secondo periodo, ovvero sulle opere che l’artista creò a partire dagli anni Sessanta e che ricominciò ad esporre, dopo una lunga assenza dalla scena pubblica e artistica, solo nel 1971. “Tenendo per mano il sole” è il titolo della mostra e della prima Fiaba cucita realizzata, che riassume molti degli elementi tipici della ricerca di Lai:l’ interesse per la poesia, il linguaggio e la parola; la cosmogonia delle sue geografie evocata dal sole; la vocazione pedagogica del “tenere per mano”.Il percorso si snoda attraverso cinque sezioni. “Essere è tessere. Cucire e ricucire” documenta le prime prove degli anni Sessanta, quando lasciò la tecnica grafica e pittorica per la sperimentazione con i materiali, i primi Telai e le Tele cucite, oggetti di uso quotidiano legati all’artigianato sardo, privati della loro funzione pratica e trasformati in opere frutto della ricerca espressiva. In “Giocare e Raccontare” ecco i giochi dell’arte, riletture di giochi tradizionali. “Oggetto paesaggio. Disseminare e condividere” presenta un ampio corpus di oggetti legati a un suo universo affettivo, “Il viaggiatore astrale. Immaginare l’altrove” la serie delle Geografie, mappe astrali visionarie e fantastiche di costellazioni e universi immaginari. La quinta sezione, quella delle opere partecipative, è virtuale: è un invito ad andare ad ammirare sul posto i suoi lavori. “Maria Lai è Ogliastra, l’ universo creativo che l’ ha animata” è stato spiegato a proposito del legame profondo dell’ artista con la sua terra. Da questa mostra – è stato osservato – esce il profilo di una figura “profondamente calata nel contesto artistico, uno spirito libero aperto al dialogo, che creava opere aperte a volte riprendendolo a distanza di decenni”. L’ artista nel 1981 usò 26 km di nastro celeste per legare l’ intero suo paese, rispettando i dissapori e non escludendo i conflitti: se tra le famiglie c’ era rancore il nastro restava dritto, un nodo era la prova della loro amicizia. Infine, i nastri furono legati al monte Gedili, il più alto sopra l’ abitato. L’ operazione “Legarsi alla montagna”, ispirata ad una antica leggenda di Ulassai, è considerata il primo episodio di Arte relazionale in Italia.

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CAMILLERI: IL BOLLETTINO MEDICO: IL PAZIENTE NON è COSCIENTE E RESTA IN PROGNOSI RISERVATA: LEGGI PER PIù DETTAGLI!

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CAMILLERI: IL BOLLETTINO MEDICO

CAMILLERI: IL BOLLETTINO MEDICO: PAZIENTE NON COSCIENTE, RESTA IN PROGNOSI RISERVATA

AGGIORNAMENTO IN “CRONACA” DELLE 13:10 DI MARTEDì 18 GIUGNO 2019

CAMILLERI: IL BOLLETTINO MEDICO

“Le condizioni sono stazionarie ma permangono critiche. La prognosi è riservata, il paziente non è cosciente”. Lo ha detto Roberto Ricci, direttore del Dea dell’ospedale Santo Spirito, leggendo il bollettino medico sulle condizioni di Andrea Camilleri ricoverato ieri. “Il paziente è in assistenza con supporto respiratorio meccanico e farmacologico e sedazione farmacologica – ha aggiunto il medico – Ovviamente non è cosciente. Sono in corso ulteriori accertamenti diagnostico-strumentali per guidare le scelte terapeutiche. I tempi di assistenza rianimatoria possono essere prolungati in questo tipo di patologia e il decorso clinico è condizionato dai parametri clinici e strumentali in continua rilevazione”. La prognosi rimane riservata. Il prossimo bollettino medico della Asl Roma 1 è previsto per le ore 17.
In merito alle cause che hanno determinato il ricovero dello scrittore, Ricci ha spiegato che Camilleri “ha avuto un brusco abbassamento pressorio che ha portato poi ad un arresto cardiocircolatorio”.

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DALLE 12:45 DI LUNEDì 17 GIUGNO 2019

ALLE 06:03 DI MARTEDì 18 GIUGNO 2019

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Verdi di Trieste, Turandot in Giappone
Siglato accordo con la Kitakyushu City Opera

TRIESTE17 giugno 2019 12:45

– Il Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste porterà la Turandot in Giappone per le Olimpiadi del 2020. E’ quanto prevede l’accordo siglato nel capoluogo giuliano dal direttore generale della Fondazione, Antonio Tasca, e dal presidente della Kitakyushu City Opera, Gudo Hasui, con cui viene rinnovata per altri tre anni, fino a luglio 2022, la convezione con l”Opera nipponica situata sull’isola di Kyushu, nell’ambito dell’attività internazionale della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi. L’intesa prevede inoltre l’ospitalità a Trieste della compagnia nipponica per consentire agli artisti di conoscere il modello produttivo del Teatro Lirico e di approfondire la tradizione operistica italiana.

Guerrini direttore di Palazzo RealeStorica dell’arte ha diretto Palazzo Carignano e Armeria Torino

17 giugno 201913:44

– GENOVA

– Ha preso servizio il nuovo direttore del Palazzo Reale di Genova e del Polo Museale della Liguria Alessandra Guerrini. La nomina, giunta al termine della procedura concorsuale indetta dal Mibac, porta alla direzione dell’Istituto autonomo di Palazzo Reale e del Polo Museale della Liguria uno storico dell’arte, funzionario del Ministero dal 1988, che ha già diretto Palazzo Carignano a Torino, l’Armeria Reale, oggi parte dei Musei Reali di Torino, villa della Regina e il Castello Ducale di Agliè. Guerrini ha inoltre avuto modo di seguire importanti cantieri di restauro e complesse operazioni di rifunzionalizzazione di spazi e edifici, ha diretto campagne di studi e di catalogazione, ha organizzato mostre e pubblicato saggi e contributi sul patrimonio artistico italiano medioevale, rinascimentale e ottocentesco, con particolare attenzione alla storia della committenza e del collezionismo.
Alessio Boni sarà Piaggio in un tv movieper Rai Fiction, regia Umberto Marino, nel cast Violante Placido

17 giugno 201913:49

– Sarà Alessio Boni a dar vita a Enrico Piaggio, il padre della Vespa, lo scooter più venduto e conosciuto al mondo, in un Tv movie prodotto da Massimiliano La Pegna per Moviheart in coproduzione con Rai Fiction, per la regia di Umberto Marino. Nel cast Violante Placido, Francesco Pannofino, Enrica Pintore, Roberto Ciufoli, Bruno Torrisi, Moise’ Curia e Beatrice Grannó.
È il 1945. La fabbrica di Piaggio, a Pontedera, è in macerie.
I dodicimila operai che impiegava sono ora condannati alla disoccupazione e alla miseria. Piaggio avverte l’enorme responsabilità che grava sulle sue spalle. Inizia nella sua mente a formarsi un progetto, un sogno, quello di un mezzo di trasporto piccolo, robusto, agile ed economico, capace però di rilanciare la mobilità dando impulso alla ripresa della vita economica e civile del Paese: lo scooter che ancora oggi è il segno della creatività e del design italiani, la Vespa. Le immagini di Audrey Hepburn e Gregory Peck a bordo della Vespa in Vacanze romane chiudono il film tv.
Torna Caccia al ladro e parla spagnoloDal 31 luglio la serie in 10 puntate firmata Olivares

CAGLIARI17 giugno 201920:24

CAGLIARI – Paramount Network, il canale di intrattenimento di Viacom International Media Networks Italia, ha presentato in anteprima mondiale alla seconda edizione del Filming Italy Sardegna Festival, che si è chiusa ieri sera, il primo episodio di ‘Caccia al ladro’ la nuova serie prodotta da Viacom International Studios in dieci episodi, che in Italia sarà in onda su Paramount Network dal 31 luglio, sul canale 27 del digitale terrestre e di Tivùsat.L’inedita serie tv, scritta da Javier Olivares e tratta dal film capolavoro To catch a thief di Alfred Hitchcock, segue le vicende di un ex ladro di gioielli soprannominato ‘The Cat’, il quale sarà chiamato a scoprire l’identità del misterioso truffatore che agisce a suo nome. Alle rapine e agli enigmi da risolvere si aggiunge la storia d’amore tra i due protagonisti, interpretati dall’attore argentino Pablo Echarri e dall’attrice spagnola Alexandra Jiménez. Nel primo episodio, Juan Robles, gallerista sudamericano, dopo aver lasciato Buenos Aires, trova la felicità in Spagna con Lola, ispettore di polizia con cui si sposa. I due sono pronti per la luna di miele quando arriva una tremenda notizia da Buenos Aires e la coppia è costretta a cancellare il viaggio. Román – il vecchio zio di Juan – è stato arrestato. Juan e sua madre decidono di partire subito per l’Argentina, mentendo però a Lola e dicendole che si tratta di un problema salute dello zio.Tra bugie, misteriose coincidenze e rivelazioni inaspettate, dietro tutto si nasconde un grande segreto. “Siamo orgogliosi di presentare un prodotto televisivo di grande qualità, contemporaneo e accattivante, risultato di una coraggiosa coproduzione internazionale”, ha detto Sergio Del Prete, VP Editorial Content Viacom Media Networks Italia. “Caccia al ladro – continua Del Prete – per noi segna un importante passo verso il futuro e l’offerta di produzioni originali per i canali tv Paramount nelle regioni in cui Viacom è presente”. Sottolinea invece Javier Olivares: “Non è stata facile la sfida di adattare Hitchcock. L’ho fatto con umiltà, ma anche con orgoglio. ‘Caccia al ladro’ è una serie pop dal linguaggio contemporaneo proprio come era il film del maestro. Mi auguro che il pubblico italiano, che sarà il primo al mondo a vederla, ne apprezzerà lo sforzo”.

Ed Sheeran incanta il pubblico romanoTutto esaurito per la seconda tappa italiana del tour europeo

ROMA17 giugno 201914:43

– Seconda tappa italiana da tutto esaurito del tour europeo di Ed Sheeran il 16 giugno allo Stadio Olimpico di Roma. Dopo Firenze anche nella capitale il bravo ragazzo dai capelli rossi ha dispensato tanto romanticismo per i 60mila spettatori, per la maggior parte ragazzi giunti da ogni parte d’Italia ad ascoltarlo. “Ho cominciato nei piccoli club – ha detto durante il concerto -. Non avrei mai immaginato un giorno di cantare davanti a tutte queste persone”. Armato solo delle sue chitarre e delle pedaliere, riesce benissimo a tenere il pubblico, grazie soprattutto alla sua inconfondibile voce. A partire da “Castle on the hill”, brano con cui dà il via al concerto, fino alle più frizzanti “Shape of you” e “You need me, I don’t need you”, cantate nel bis con la maglietta azzurra della nazionale italiana addosso. Un ora e mezza, 18 brani, per ripercorrere tutto il repertorio.
In 20 paesi La Paranza dei bambiniAd agosto uscirà anche in Usa il film di Giovannesi da Saviano

17 giugno 201914:58

– Dopo l’Orso d’Argento a Berlino, La Paranza dei Bambini di Claudio Giovannesi dal romanzo di Roberto Saviano prosegue il suo percorso internazionale.
Il film è stato venduto in oltre 20 paesi nel mondo ed è già uscito in Russia, Ucraina, Serbia, Francia, Portogallo. In agosto uscirà negli Stati Uniti, in Svizzera, Germania, Austria.
Ancora non annunciate le date di Polonia, Paesi Bassi, Spagna, Belgio, Grecia, Ungheria, Scandinavia, India, Korea, Messico, Taiwan e Turchia.
Prodotto da Palomar con Vision Distribution e distribuito dalla stessa Vision il 14 febbraio scorso, in Italia La Paranza dei Bambini ha ottenuto ad oggi un box office di oltre 1.700.000 euro . Il distributore internazionale è Elle Driver.
Fischi a conferenza Teatro Regio TorinoContestazione quando sindaca rimanda risposte su sovrintendente

TORINO17 giugno 201915:42

– Urla e fischi alla presentazione della stagione del Teatro Regio di Torino. Lavoratori e abbonati hanno contestato la sindaca, Chiara Appendino, quando ha detto che avrebbero risposto in separata sede alle domande sul futuro del sovrintendente William Graziosi, in prorogatio fino al 5 luglio e contestato da una buona parte dei dipendenti dell’ente.
“Non è questa la sede per parlare di questo tema che sarà oggetto del prossimo Consiglio di Indirizzo, il 19 giugno”, ha detto Appendino, facendo scattare la contestazione.
“Stiamo cercando di dare delle fondamenta economiche sicure al Regio grazie anche ad un piano di sviluppo che prevede investimenti in 5 anni per 14 milioni di cui 12 già coperti”, ha poi aggiunto. Prima di lei erano intervenuti il sovrintendente Graziosi e il direttore dell’area artistica, Alessandro Galoppini da mesi in rotta. Il primo è stato accolto dal silenzio, il secondo da lunghi applausi. “Terremo conto di tutto – ha dichiarato la sindaca – anche di quanto accaduto oggi”.
Teatro Nazionale Genova, lascia PastoreDirettore dal 2015. ‘Ci mandano a fare Campagna di Russia’

GENOVA17 giugno 201915:51

– Cambio della guardia al Teatro Nazionale di Genova. Durante la conferenza stampa di presentazione del nuovo cartellone Angelo Pastore, direttore dal 2015, ha annunciato che alla conclusione del suo mandato a fine anno, non chiederà il rinnovo e si ritirerà. Nel ringraziare l’ambiente genovese per l’accoglienza ricevuta, ha avuto parole dure nei confronti della politica nazionale: “Giochiamo con regole demenziali. Ventisei teatri hanno da spartirsi un fondo davvero misero mentre in altri Paesi la situazione della cultura è assai diversa. Ci mandano ancora una volta a fare la campagna di Russia con le scarpe di cartone! E purtroppo le prospettive sono drammatiche. Una riforma del settore non arriverà prima del 2024. Siamo costretti a resistere in un Paese incivile”. Nelle scorse settimane è andato in pensione Marco Sciaccaluga, colonna portante del teatro dall’epoca di Chiesa e di Squarzina: rimarrà comunque nel prossimo triennio come direttore della Scuola e come regista. Nei prossimi mesi uscirà dunque un bando per reperire il sostituto di Pastore in un ruolo chiave per la cultura cittadina. Non va dimenticato che il Teatro di Genova è fra le realtà più importanti a livello nazionale e in città svolge la propria attività su ben quattro palcoscenici.

Evan Peters premiato al GffIl 23 luglio l’attore riceverà il Giffoni Experience Award

NAPOLI17 giugno 201917:15

– Evan Peters sarà uno degli ospiti della 49esima edizione del Giffoni Film Festival. Il giovane attore americano farà tappa al festival del cinema per ragazzi il prossimo 23 luglio. Nell’occasione sarà premiato con il Giffoni Experience Award. L’artista è conosciuto per i suoi molteplici ruoli nella serie American Horror Story, in Pose e per il ruolo del mutante Quicksilver nel franchiseX-Men, con i film X-Men – Days of a future past, X-Men Apocalypse e X-Men – Dark Phoenix, in cui ha recitato accanto a star del calibro di Hugh Jackman, Michael Fassbender e Jennifer Lawrence.
Prossimamente l’attore sarà protagonista nel film di Unjoo Moon I Am Woman.

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Elio serve alla mensa dei poveri
Il cantante delle Storie tese all’Opera San Francesco di Milano

MILANO17 giugno 201916:54

– Elio, cantante di Elio e le Storie tese, nell’insolita veste di volontario, ha servito i pasti alla storica Mensa di Corso Concordia a Milano dell’Opera San Francesco e ha sposato il progetto pensato per celebrare il 60° anniversario della realtà di aiuto ai poveri che a Milano è il punto di riferimento per chi soffre. Elio, all’anagrafe Stefano Belisari – spiega L’Opera – è solo l’ultimo dei numerosi personaggi che si sono avvicendati nei servizi di OSF per indossare i panni del volontario e ha dato il meglio di sé al self service quando ha dovuto scodellare la pasta agli uomini e alle donne presenti quel giorno in mensa.
“Opera San Francesco, dopo quest’esperienza, è per me indispensabile e insostituibile, un’eccellenza in città. Chi fa del bene non è cretino, come si suole pensare oggi. Anzi. Dare è quasi un gesto di egoismo, si riceve talmente tanto in cambio, che è proprio bello farlo. Bisogna continuare a fare del bene, a donare”, ha detto il cantante.
Plessi a Caracalla, dialogo con storiaInaugurato anche nuovo percorso nei sotterranei del monumento

ROMA17 giugno 201916:57

– Si gioca tutto sul terreno dell’emozione l’incontro di Fabrizio Plessi con le Terme di Caracalla, nella grande mostra che, rendendo omaggio al lavoro del videoartista italiano, inaugura anche un percorso inedito nei sotterranei del monumento capitolino. Allestita dal 18 giugno al 29 settembre e intitolata “Plessi a Caracalla. Il segreto del tempo”, la mostra infatti si snoda nel settore situato sotto l’esedra del calidarium, un’area di 200 metri ora finalmente restituita al pubblico, dopo esser stata sottoposta a un attento restauro. Nel cuore tecnologico delle Terme un nuovo percorso diventa dunque fruibile. A valorizzarlo una mostra immersiva, a cura di Alberto Fiz, che si apre con un grande libro virtuale dedicato alla lunga carriera di Plessi e che prosegue con l’opera site specific dell’artista: 12 videoinstallazioni, nelle quali gli elementi primordiali – esaltati dalla musica di Michael Nyman – si legano grazie alla tecnologia ai reperti dell’antica Roma.
E’ morta a 95 anni Gloria VanderbiltArtista, autrice e attrice americana

NEW YORK17 giugno 201917:02

– Addio a Gloria Vanderbilt.
L’artista, autrice e attrice americana è morta all’età di 95 anni. Vanderbilt era anche la madre di Anderson Cooper, uno dei mezzobusti più noti della tv americana nonché tra gli anchor di punta della Cnn. I due sono anche apparsi assieme nello show della Cnn ‘Anderson Live’ e nel documentario di Hbo ‘Nothing Left Unsaid: Gloria Vanderbilt and Anderson Cooper’.
Era una donna dalle mille sfaccettature al punto che la rivista Life nel 1968 la definì la versione al femminile dell’uomo rinascimentale. Negli anni ’30, a soli sei anni, dopo la morte del padre, fu protagonista di una battaglia legale tra la madre Gloria Morgan Vanderbilt e la zia paterna Gertrude Vanderbilt Whitney. Ognuna delle due donne voleva avere la custodia della bambina e quindi il controllo del patrimonio del padre. Da adulta, invece, divenne famosa per la sua linea di moda e profumi.
Vasco, Vita spericolata nata a CagliariRocker incontra figlio promoter del concerto sardo del 1982

CAGLIARI17 giugno 201917:50

– “Oggi ho incontrato il figlio di Attilio Manca, il promoter che organizzò il mio primo concerto in Sardegna nel 1982, nel campo sportivo di Assemini (a 20 km da Cagliari, ndr). Proprio lì mi venne l’idea di scrivere ‘Voglio una vita spericolata’, ispirato da questa meravigliosa terra cruda e selvaggia, orgogliosa e fiera, di sassi, di sole e di vento. E tutto torna, ha conservato la fattura!”.
Così Vasco Rossi su Instagram, alla vigilia del primo dei due concerti alla Fiera di Cagliari, racconta l’incontro avuto oggi a Cala Cipolla, vicino a Chia, sulla costa sud occidentale della Sardegna, dove il rocker di Zocca sta trascorrendo le sue giornate in attesa dei live. E ha ricordato l’aneddoto legato alla nascita della sua canzone più famosa, ‘concepita’ proprio in Sardegna, dentro un’auto mentre fuori pioveva, quella ‘Vita spericolata’ portata poi a Sanremo l’inverno successivo.
Tra martedì e mercoledì, alla Fiera, sono attese circa 70 mila persone per il ritorno del Komandante nell’isola.

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Cenerentola in India diventa favola sociale
Dal 20 giugno l’opera prima di Rohena Gera vista a Cannes

17 giugno 201920:25

– Con grande merito di una distribuzione indipendente come Academy Two, arriva nelle sale italiane uno dei film scoperti un anno fa dalla prestigiosa Semaine de la Critique del Festival di Cannes: SIR – CENERENTOLA A MUMBAI, opera d’esordio della regista indiana Rohena Gera. Il dettaglio distributivo non è marginale perché conferma come il cinema di qualità debba oggi cercare mille diversi rivoli per imporsi e non è un caso che l’uscita in sala del film sia preceduta da una serie di anteprime nelle maggiori città italiane proprio per creare un “effetto evento” specialmente utile alla promozione del cinema indiano sui nostri schermi.Alcune avvertenze per l’uso: non si tratta di un melodramma cantato nello stile sfarzoso quanto distante dai gusti occidentali della produzione di Bollywood (il grande cinema commerciale della seconda potenza mondiale dell’immaginario); non è nemmeno un severo dramma a tinte neorealiste come talvolta abbiamo imparato a vedere nelle produzioni di quella cultura. E’ davvero una fiaba, ispirata alla molto europea ricerca della felicità da parte di Cenerentola, ma condita con spezie piccanti e colorati sottotesti sociali che avvicina la cultura orientale a quella occidentale secondo i modi appresi dalla stessa regista. Rohena Gera è infatti cresciuta in America e dal 1996 ha iniziato a farsi stimare nel selettivo mondo degli Studios come soggettista e sceneggiatrice alla Paramount di New York per poi farsi le ossa in patria come aiuto regista, sceneggiatrice e produttrice esecutiva. Sicché molti dei disagi e delle insofferenze del protagonista di SIR (il giovane Ashwin che fa ritorno nella gabbia dorata della sua famiglia benestante dopo l’annullamento del matrimonio) sono gli stessi vissuti da Rohena quando ha dovuto fare i conti con la realtà sociale dell’India di oggi, ancora rigidamente divisa da caste, differenze di classe, antiche tradizioni difficili da abbattere.Nel palazzo di Ashwin va servizio la giovanissima e romantica Ratna, che proviene dalla campagna ed è rimasta vedova giovanissima. L’attrazione tra i due è pari a quella tra il Principe e Cenerentola, ma far sì che la fiaba arrivi allo stesso lieto fine sarà ben più arduo per i due promessi sposi indiani. Il film ha passo svelto, ambientazioni tanto suggestiva da mozzare il fiato, siparietti paradossali che sfiorano il comico e asprezze di contrasto sociale che ben fotografano una società sospesa tra passato e futuro. Anche la regia è di solido mestiere e rivela una maturità di sguardo poco prevedibile in una autrice all’esordio che si destreggia più che bene coi (prevedibili ma non scontati) colpi di scena che scandiscono la storia d’amore. Tutto perfetto, specie per chi cerchi nel cinema d’estate una boccata d’aria fresca lontana dai più attesi (ma anche più prevedibili) blockbuster americani di stagione. Semmai si può notare che con opere come queste il cinema indiano si sforza di aprirsi a un pubblico mondiale ben diverso da quello di casa e che l’operazione, inevitabilmente un po’artificiale, toglie qualche grado di autenticità al risultato finale. Ma è forse un prezzo da pagare per portarci in mondi diversi e fornirci qualche codice interpretativo in più Basti vedere, nella versione originale coi sottotitoli, come i due protagonisti parlino in realtà lingue diverse (il marathi di Ratna e l’hindi di Ashwin) e siano costretti a ricorrere all’inglese per dirsi… ti amo.

Farhad Re. addio Roma, sfilerò a ParigiLo stilista italo-persiano polemizza, la capitale non mi merita

17 giugno 201919:23

– “Addio Roma, non mi ha capito, non ha saputo apprezzarmi, non mi merita. Vivo a Parigi da due anni e presenterò nella capitale francese la mia collezione di alta moda il 30 giugno”. Farhad Re, stilista italo-persiano, con un

passato di enfant terrible dell’alta moda romana, con le sue provocazioni e i suoi parterre ricchi di dive, annuncia che ha abbandonato la capitale italiana per Parigi, dove vive e lavora da due anni, avendo aperto un atelier sull’Ile de la Cité.
A Parigi Farhad Re sfilerà il 30 giugno nella sede dell’Ambasciata Italiana, che è stata concessa per sfilare a Giorgio Armani. “Per le mie sfilate a Roma – ricorda Farhad Re – ho avuto i palazzi più prestigiosi, come Villa Medici sede dell’Accademia di Francia e la Protomoteca del Campidoglio. Sono riuscito a portare alle mie sfilate star internazionali come Catherine Deneuve, Ursula Andress, Brigitte Nielsen, Ivana Trump. Eppure non ho mai avuto la risonanza sui giornali che avrei meritato. Forse manca proprio l’internazionalità a Roma”.
In radio singolo Elisa e Imagine DragonsDal 20/6 anche in digitale il singolo tra band Usa e cantante

17 giugno 201919:24

– Esce in tutto il mondo “Birds”, il singolo nato dalla collaborazione tra Elisa e la band americana Imagine Dragons, tuttora presente nella classifica italiana dei dischi più venduti con tre album: Origins” (alla posizione n.
26), “Evolve” (alla n.44) e “Night Visions” (alla posizione n.81). Birds sarà disponibile da giovedì 20 giugno in tutti gli store digitali e per la programmazione radiofonica.
L’artista italiana è reduce da un periodo di successi. Scelta da Tim Burton per cantare e doppiare nel film targato “Dumbo” (dopo aver collaborato nel 2012 con Quentin Tarantino), voluta da Save The Children come Ambassador nell’anno del suo 100/o anniversario e omaggiata dalla Mattel con una Barbie con le sue sembianze come modello di valori positivi per le bambine di oggi, Elisa ha conquistato il disco Platino per l’album Diari Aperti, il Doppio Platino per il singolo Se piovesse il tuo nome (al n.1 dell’airplay per 9 settimane) e ancora il Platino per il secondo singolo Anche Fragile.
Zeffirelli, scenografie liriche a VeronaDavanti stazione ferroviaria l’enorme Faraone di ‘Aida’ 2002

VERONA17 giugno 201919:38

– Dalla stazione di Porta Nuova, passando per il corso; da Porta Palio a Porta Vescovo, fino alla Croce Bianca. Fino al 15 ottobre le scenografie delle più famose opere areniane accolgono cittadini e turisti nel capoluogo scaligero, per ricordare che Verona è la città dell’opera, e omaggiare – alla vigilia del Festival 2019 – Franco Zeffirelli, che tanto ha dato con la sua arte all’Arena.
E proprio una delle scenografie disegnate dal maestro è stata la prima ad essere posizionata in piazzale XXV Aprile: davanti alla stazione è stata collocata l’imponente scenografia del faraone, realizzata per la rappresentazione dell’Aida di Zeffirelli, andata in scena nel 2002. Coi suoi 12 metri di altezza, 3 di lunghezza e un peso che supera i 1200 chilogrammi, la statua in legno e resina racconta bene il clima da festival lirico che si respira in città. Lo stesso festival areniano si aprirà il 21/2 con la sua ultima produzione, la Traviata.
Tolfa Jazz, dalla parata in rosa a ReaTra protagonisti anche Beal & Gordon, Turrini, Ottolini & Bosso

17 giugno 201919:39

– La “Parata in Rosa” per la lotta ai tumori del seno (in partnership con Susan G. Komen Italia) con più bande musicali che si uniranno per invadere le strade, con balli e colori per ricreare l’atmosfera del Mardi Gras neworleansiano aprirà la 10/a edizione del Tolfa Jazz Festival, tre giorni di musica e eventi gratuiti, da venerdì 19 a domenica 21 luglio, nel segno dello “Spirit of New Orleans”.
Tra i protagonisti dei concerti ci sono Timothy Martin con Amazing Grace Gospel Choir & Purple Voices; Danilo Rea, in ‘piano solo’; dai capisaldi del jazz alle canzoni italiane e le arie d’opera; la jazz-band norvegese Fjord og Fjell; Mauro Ottolini & Fabrizio Bosso sextet in “Storyville Story”: un percorso alla scoperta di New Orleans; il trio di Gloria Turrini in “G and The Doctor (s)”; Leon Beal con Sax Gordon & Luca Giordano Band. Tra gli altri appuntamenti del Festival diretto da Alessio Ligi, la ‘Disney Parade’ accompagnata dalle musiche della Tiger Dixie e gli Incontri di jazz.
Moda: l’uomo Armani, sexy e coraggiosoSfilata ‘wow’ a Palazzo Orsini, tra gli ospiti Samuel L. Jackson

17 giugno 201920:35

– La sfilata della collezione di Giorgio Armani ha proposto un uomo “coraggioso e molto sexy”, uno che non ha paura ad andare in giro con il gilet portato sulla pelle nuda e i muscoli guizzanti, con i pantaloni morbidi come se fossero una taglia in più, perché in fondo è estate e ci si può concedere qualche cosa in più. Presenti all’evento l’attore di culto Samuel L. Jackson e le star delle serie tv Richard Madden (il Robb Starck del Trono di Spade) e Alexander Skarsgard (il marito violento di Nicole Kidman in Big Little Lies). Il cortile di palazzo Orsini, sede dell’alta moda della maison, era addobbato con oltre mille piante in un allestimento costato tre giorni di lavoro e che ha garantito un ulteriore effetto ‘wow’ allo show.
Alla fine, il lunghissimo applauso degli oltre 300 ospiti, che si sono alzati in piedi al termine della sfilata, che ha chiuso Milano Moda Uomo.
Dal libro al film, arriva Restiamo amiciDal romanzo di Bruno Burbi film con Riondino, Roja, V. Placido

17 giugno 201920:50

– Un romanzo rocambolesco, una commedia dell’assurdo paragonata dalla critica a una sceneggiatura in stile fratelli Coen. Restiamo amici, il romanzo di Bruno Burbi pubblicato da Newton Compton, è un film di Antonello Grimaldi, nelle sale cinematografiche dal 4 luglio. Prodotto da Minerva Pictures Group con Rai Cinema, in collaborazione con Trentino Film Commision, e distribuito da 01 Distribution, Restiamo amici è interpretato da Michele Riondino, Alessandro Roja, Violante Placido, Libero De Rienzo, Sveva Alviti, con la partecipazione di Lidia Vitale e Ivano Marescotti e con Desirée Popper.
Alessandro (Michele Riondino), pediatra di quarant’anni, vive con il figlio adolescente Giacomo. Da quando ha perso la moglie conduce una vita monotona e ritirata. Un giorno riceve una telefonata dal Brasile: è Luigi, l’amico di sempre (Alessandro Roja) che gli chiede di raggiungerlo immediatamente.

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VI ANTICIPO CHE PURTROPPO CAMILLERI è GRAVE IN OSPEDALE

AGGIORNAMENTO DALLE 12:09 DI DOMENICA 16 GIUGNO 2019

ALLE 12:45 DI LUNEDì 17 GIUGNO 2019

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Miss Mondo Italia 2019 abita a Pompei
Eletta a Gallipoli, rappresenterà il Bel Paese a Miss World

GALLIPOLI (LECCE)16 giugno 2019 12:09

Miss Mondo Italia 2019 è Adele Sammartino, psicologa di 23 anni residente a Pompei, nata a Castellamare di Stabia (Napoli). E’ stata eletta il 15 giugno tra 50 concorrenti a Gallipoli, che ospita il concorso da dodici anni. Seconda Katia Riparelli (Veneto), terza Lorenza Di Cesare (Lazio).Adele rappresenterà il Bel Paese alla finale di Miss World, il 7 dicembre in Thailandia, tentando di conquistare una corona mai indossata da una miss italiana. Alta 1.75, occhi castani chiari, capelli lunghi castani, scuri, da pochi mesi è laureata in scienze e tecniche psicologiche all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. Tra le specializzazioni, pensa che potrebbe frequentare criminologia o psicologia clinica. Parla inglese, ascolta Ligabue e le piace tutta la musica leggera italiana; pratica fitness. Prima di tre figli, sarà presto zia.E’ fidanzata con Giovanni. Ha dedicato la vittoria “a mamma e papà” che l’hanno spinta ad affrontare la gara “con spensieratezza e il giusto piglio di donna”. La serata di Miss Mondo Italia, condotta da Giorgia Palmas, sarà trasmessa il 18 giugno alle 21 dall’emittente nazionale Donna TV (canale 62 digitale terrestre), con il commento di Roberto Alessi, direttore di Novella 2000. Allo show hanno partecipato anche il nuotatore pluricampione Filippo Magnini, attuale compagno della Palmas, il giornalista Alessandro Cecchi Paone, l’inviato di Striscia La Notizia Luca Abete, la cantautrice Bianca Atzei, il cabarettista Pino Campagna.
Martha Graham Dance Company a RavennaCinque coreografie in programma il 17 giugno al PalaDeAndré

RAVENNA16 giugno 201912:56

– Aprire finestre sul futuro senza tradire l’eredità di un nome blasonato come quello di Martha Graham è stato l’impegno di Janet Eilber, responsabile della compagnia da quando la signora della Modern Dance è scomparsa nel 1991. Il programma con il quale la compagnia americana torna a Ravenna Festival lunedì 17 giugno (PalaDeAndré ore 21) ne è un esempio, capace di ricomporre un ritratto vivo e rigeneratore del repertorio di Graham, particolarmente interessante per chi ha assistito all’ultima apparizione su queste scene nel 2005 e ricco di stimoli per i più giovani che non hanno avuto questo privilegio.
Seguendo il filo rosso di questa edizione del Festival – e del tributo al mondo greco – fin nel labirinto del Minotauro, con il (rivisto) ‘Errand into the Maze’, il programma include anche ‘Ekstasis’ ricostruita da Virginie Mécène, il nuovissimo ‘Deo’ di Maxine Doyle e Bobbi Jene Smith, le declinazioni su tema di ‘Lamentation Variations’ e ‘Diversion of Angels’, a completare il quintetto di coreografie.
Diaco, con Io e te racconto le emozioniDal brano di Vasco, nuovo spazio estivo di Rai1 con Milo e Graci

17 giugno 201909:46

– ‘Io e te’. Come recita la canzone di Vasco Rossi. Ma anche come un incontro a due, in cui ci si racconta l’intimità, delicata, dei sentimenti. È il nuovo spazio del pomeriggio di Rai1, che vede la prima volta Pierluigi Diaco padrone di casa assoluto di un programma della rete ammiraglia, dal 17 giugno, dal lunedì al venerdì alle 14.”Per me è un grande onore – dice lui, classe 1977 – La prima volta che ho messo piede in Rai avevo 18-19 anni, a via Asiago, per un programma radiofonico che si chiamava Punto d’incontro. Ricordo che in studio c’erano ancora i tecnici con i camici bianchi. Ero un ragazzino molto presuntuoso e piuttosto arrogante, forse perché cercavo il mio papà che è morto quando avevo cinque anni. La ricerca di una figura maschile che potesse proteggermi mi accompagnava e mi accompagna tuttora. Ma oggi – riflette – torno con una nuova consapevolezza, una maturità e gioia interiore che in passato non avevo”. Il nuovo programma, racconta, “è nato da un sabato pomeriggio trascorso insieme al direttore di Rai1 Teresa De Santis e dal nostro comune amore per la musica e la radio”. Non a caso l’idea del titolo arriva da una canzone, ‘Come nelle favole’ di Vasco Rossi, che è anche un po’ l’umore di questo spazio pensato all’insegna della complicità tra il narratore-investigatore delle emozioni Diaco e il pubblico. Più la cifra femminile di due compagne di viaggio come “la regina della tv” Sandra Milo e la “regina dei sorrisi” Valeria Graci.”Per predisposizione culturale – sorride Diaco – sono sempre molto divertito dai settimanali italiani. Leggo di tutto, da Mani di fata a Intimità o le guide tv: sento che in me abita una signora”. Ogni pomeriggio si parte dunque con una prima parte, Ad armi pari: un pacato confronto sugli argomenti di costume e società di cui tutti parlano sotto l’ombrellone o in città nella calda estate italiana. In studio, due squadre di opinion leader e quattro opinionisti portavoce difendono le ragioni dell’uno e dell’altro schieramento, con una finestra sempre aperta sui luoghi più divertenti o vissuti della stagione, dai centri benessere alle piscine pubbliche, i condomini, i centri anziani o i parchi. Il secondo spazio, Come nelle favole, si sofferma invece sui sentimenti, con Diaco a tu per tu con una coppia e la loro storia di vita a settant’anni, narrata attraverso la canzone del cuore, l’album delle nozze, le foto dei nipotini, gli oggetti della loro casa. A Sandra Milo e Valeria Graci, la Posta del cuore cui Sandra risponde in diretta, con la spontaneità che la contraddistingue. Infine, la terza parte è dedicata a un’intervista ‘emotiva’, intima e confidenziale, a personaggi noti e amati dal pubblico, come Bruno Vespa, Lino Banfi, Francesco Giorgino, Paola Perego, Antonio Razzi, Albano, Iva Zanicchi.”Il mio stile? Vado a braccio – conclude Diaco – Non ho mai amato gobbi, né la televisione scritta. Gianni Boncompagni mi diceva sempre: ‘Pigi, la tv deve essere jazz, deve suonare come una jam session in cui ognuno mette il suo in diretta’. Questa è l’occasione giusta per omaggiare i suoi tanti consigli. Soprattutto, vorrei cogliere il momento per fare una televisione garbata, gentile, elegante, dolce, anche nel vocabolario. E mi auguro che il mio papà da lassù mi protegga”.

La saga di Etro dai deserti a Star WarsKean, un omaggio al pianeta su cui camminiamo ogni giorno

16 giugno 201914:00

– Il Millennium Falcon è atterrato in un garage milanese per la sfilata di Etro, che dedica la sua nuova collezione uomo a un viaggio che parte dalle galassie di Star Wars per arrivare ai deserti della terra, dipinta al centro della passerella sotto forma di mandala, che viene poi dissolto alla fine dello show “in un omaggio – spiega Kean Etro – al pianeta su cui camminiamo ogni giorno”. Una ‘desert saga’ fatta di nomadismo e riferimenti a mondi lontani, compresi i pianeti dei primi due film del ciclo di George Lucas. Le immagini di Yoda e Luke Skywalker e le locandine dei film ‘L’impero colpisce ancora’ e ‘Guerre stellari’, si stampano su T-shirt, felpe e camicie della capsule nata dalla collaborazione con Lucas Film, di cui 12 pezzi saranno in vendita già dal primo luglio.
Gran finale sulle note dei Pink Floyd con tutti i modelli in camicia e short che camminano sul mandala, dissolvendolo tra gli applausi.
Esce ‘Le amiche di Jane’ sulle eroine del compromesso

16 giugno 201914:20

– Sono “eroine del compromesso, non della ribellione le protagoniste dei romanzi di Jane Austen ed è questo a renderle moderne”. A mostrarci quanto ancora oggi ci si possa rispecchiare nelle storie raccontate dall’autrice di ‘Orgoglio e pregiudizio’ è Annalisa De Simone nel libro ‘Le amiche di Jane’ che esce in questi giorni nella serie PassaParola di Marsilio, dedicata a brevi memoir di autori italiani che si confrontano con un libro speciale.
“E’ stata una prova di scrittura interessante e un’occasione per capire di più me stessa. Ho usato una prima persona che corrispondeva a me, senza schermarmi dietro a un personaggio” dice la De Simone, 36 anni, scrittrice, attrice e coreografa, che ha esordito nella narrativa nel 2013 con ‘Solo andata’ (Baldini&Castoldi) e con Marsilio ha pubblicato ‘Non adesso, per favore’ e ‘Le mie ragioni te le ho dette’.
“I romanzi della Austen sono tutti una variazione sullo stesso tema: ‘Cosa significa crescere?’ e questa è una parabola universale. Anch’io mi sono fatta le domande che si fa Elizabeth-Lizzy Bennet in ‘Orgoglio e pregiudizio’: dove voglio andare? e chi voglio essere?. Però mi sono rispecchiata anche in Austen, scrittrice che ha vissuto una vita piena di desiderio.
Ha descritto tanto dell’amore, ma non ha conosciuto la vita di coppia, è morta vergine a 42 anni ma non sposarsi per lei è stata una dimensione di libertà” spiega la De Simone che partendo dalla sua passione per la Austen ci fa riscoprire la madre del romanzo inglese dell’Ottocento e costruisce un percorso di educazione sentimentale.
Come si sopravvive agli incontri d’amore e alle separazioni? Come si consolano le amiche innamorate di uomini sposati o, se non sposati, bugiardi? Come si fa a essere una donna libera? E quanto conta ancora oggi il matrimonio? Fate quello, sembra dirci la De Simone, che farebbero le eroine di Jane Austen, da Elizabeth Bennet a Fanny Price, a Emma e Wickham, per non parlare di Darcy.
“L’orgoglio negli scritti della Austen oscilla sempre tra virtù e vizio, può essere anche amor proprio. Rileggendola mi sono resa conto che le emozioni che racconta sono profondamente moderne, perché l’intelligenza che chiede alle sue eroine ventenni è pratica. Elizabeth non è molto bella né colta, ma nella sua parabola di crescita non si mette mai in testa di fare una rivoluzione sociale, vive i limiti della sua condizione storica cercando di trovare un suo posto. Tutte le eroine della Austen subiscono una forte umiliazione e attraverso questo diventano più capaci di leggere il mondo per come è. Dai sogni infantili al compromesso con la realtà, è un po’ quello che crescendo accade a tutti, uomini e donne” dice la scrittrice.
Inoltre la Austen, che secondo la De Simone “è più ribelle delle sue eroine”, non stravolge “il canone del lieto fine, ma porta a guardare l’ambiguità della vita interiore. Le protagoniste sono figure positive, ma capaci di sentimenti biechi. Questo rende tutto più incerto e inaffidabile ed è un altro elemento moderno”. L’equivoco che invece ancora oggi rimane è di considerare l’autrice di ‘Ragione e sentimento’ ed ‘Emma’ adatta a una platea femminile. “Questo mi stupisce, perché i suoi romanzi parlano di noi in modo così profondo da diventare universali” sottolinea la scrittrice, che dal 2017 è presidente del Teatro Stabile d’Abruzzo e nel libro ci regala anche divertenti aneddoti.

Sicilia in mostra tra parole e immaginiGuttuso, Marchesi e diari dall’Archivio Santo Stefano a Taobuk

16 giugno 201914:36

– Un doppio viaggio, pittorico e narrativo, per raccontare la Sicilia tra ‘800 e ‘900. Ce lo fa compiere ‘Questa è la certezza del cuore. La Sicilia nello sguardo degli artisti e dei suoi figli’, la grande mostra della nona edizione di Taobuk, il festival internazionale del libro di Taormina ideato e diretto da Antonella Ferrara al via il 21 giugno. Il paesaggio siciliano e la vita delle persone vengono raccontati attraverso i diari dell’Archivio di Pieve Santo Stefano, in provincia di Arezzo, e attraverso i dipinti di artisti che fanno parte delle collezioni della Fondazione Sicilia. Ci sono la natura e gli esseri umani, i paesaggi di Antonino Leto, le sagrestie di Salvatore Marchesi, le visioni di Renato Guttuso, gli scorci agresti di Francesco Lojacono, le vedute di Francesco Zerilli e i cortei in nero di Pippo Rizzo.
Donne curve sui campi e preti nascosti nel confessionale, strade impolverate e fontane barocche. La mostra si inaugura a Palazzo Ciampoli il 22 giugno e resterà aperta fino al 15 luglio.
‘La colpa è sempre di un altro’, il monologo agrodolce di Valerio Mastandrea fa il giro del webIl testo scritto da Mattia Torre e recitato a ‘Propaganda Live’ fa sorridere e riflettere

SA16 giugno 201922:53

In Italia “è sempre colpa di un altro, di quello che è venuto prima…”, è una “piccola magia tutta italiana” quella di “milioni di cittadini, nessuno con una responsabilità”. E uno dei pessaggi del divertente e amaro monologo scritto da Mattia Torre e letto da Valerio Mastrandrea a ‘Propaganda Live’ di Diego Bianchi e che sta facendo il giro del web, impazzando sui social. Dal dentista, al meccanico, all’idraulico, al governo di turno, il refrain è sempre quello: ‘La colpa è di quelli di prima…”.

Big Little Lies 2, arriva Meryl StreepSi aggiunge a Kidman, Witherspoon, Dern. Su Sky Atlantic dal 18

17 giugno 201909:44

Sullo sfondo ancora Monterey, la tranquilla cittadina sul mare della California centrale, e poi intrighi e gialli. Dopo anni di vizi privati e pubbliche virtù, per le protagoniste la facciata immacolata che ne copre le ferite sta per sgretolarsi. L’attesa è quasi finita: è in arrivo la seconda stagione della serie Big Little Lies, in onda su Sky Atlantic dal 18 giugno alle 21.15. Tratto dal romanzo omonimo di Liane Moriarty, lo show ha dalla sua anche un cast di volti arcinoti di Hollywood: Reese Witherspoon (Madeline Martha Mackenzie), Nicole Kidman (Celeste Wright), entrambe anche coproduttrici, Laura Dern (Renata Klein), Shailene Woodley (Jane Chapman), Zoe Kravitz (Bonnie Carlson).Ma non è tutto: new entry è una vera e propria leggenda vivente, la plurivincitrice di Oscar Meryl Streep nei panni della suocera della Kidman che che arriva pronta a tutto pur di far luce sulla morte del figlio Perry. Dunque guai in arrivo. Nella nuova stagione, le cinque amiche dovranno affrontare le conseguenze di quella “grande piccola bugia” con cui si è chiusa la prima serie e saranno chiamate a fare appello a tutta la forza interiore di cui sono dotate per superare i traumi che hanno segnato le rispettive esistenze. Le nuove storie riprenderanno dal finale dell’ultimo sconvolgente episodio e continueranno a raccontare i segreti, i misteri e i sentimenti delle cinque protagoniste.I primi sette episodi hanno ottenuto il consenso sia del pubblico sia della critica facendo incetta di premi agli Emmy e ai Golden Globe del 2017, ottenendo rispettivamente cinque e quattro riconoscimenti, tra i quali il Golden Globe come Miglior miniserie, Miglior attrice in una serie per Nicole Kidman e Miglior attore non protagonista in una serie per Alexander Skarsgrd (Perry). Ancora una volta al centro dello show sarà una storia tutta al femminile, questa volta anche nello sguardo di chi la dirige: la seconda stagione di Big Little Lies segnerà infatti il debutto dietro la macchina da presa di Andrea Arnold, chiamata a raccogliere il testimone di Jean Marc Vellée. Una scelta interessante, che va ad impreziosire la sceneggiatura firmata da Liane Moriarty, autrice del bestseller da cui è nata la prima stagione, Piccole grandi bugie (edito in Italia da Mondadori), e che per questa seconda ha scritto un soggetto ad hoc.Ecco i fatti salienti della prima stagione. Celeste Wright (Kidman) vive a Monterey in un quartiere residenziale di ricchi. Ha due figli gemelli avuti dal marito, Perry Wright. Benché l’uomo incarni il modello di marito e padre che in superficie sembrerebbe perfetto, in realtà se ne scopre presto la vera anima: Perry è un violento psicopatico che vessa da sempre sua moglie con violenze psicologiche e fisiche. Celeste è costretta a nascondere sotto fondotinta e maniche lunghe lividi e ferite, per non scalfire quella superficie perfetta che la sua vita sembra avere. Lo fa per amore dei figli. Quando Celeste scoprirà che il bambino violento della scuola che picchia le sue compagne non è il nuovo arrivato, il figlio della ragazza madre Jane, ma uno dei suoi due gemelli, tutto cambierà per lei. Deciderà di fare il grande passo, quello contrario al fatidico sì: il fatidico no. Lascerà Perry e porterà via i bambini con sé. Alla festa di beneficenza organizzata dalla scuola, però, Perry tenterà di avvicinarla e di farle del male. Ma la solidarietà delle donne della comunità farà da scudo e proteggerà Celeste: Bonnie alla fine spingerà Perry giù da una scalinata, uccidendolo. E le cinque amiche che si ritroveranno in commissariato a dover rispondere alle domande della polizia.Big Little Lies racconta soprattutto di donne – donne in fuga da un passato difficile, madri imperfette, mogli coraggiose, professioniste infaticabili – e di sorellanza: imprevista, difficile, a volte forzata, ma mai come in questa storia centrale e preziosa.

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In Israele torna magia melodie andaluse
La musica al servizio della fratellanza

S. GIOVANNI D’ACRI (AKKO)16 giugno 201916:50

– La magia delle melodie andaluse è tornata a diffondersi fra le mura di San Giovanni d’Acri (Akko), una città che per secoli ha rappresentato un importante crocevia di culture mediterranee e che in questi giorni ha ospitato la seconda edizione del festival internazionale ‘Arabesque’. Vi hanno preso parte artisti e orchestre ritenuti in prima linea nelle esecuzioni di musica classica araba e di quella andalusa: ebrei ed arabi, israeliani e palestinesi. Salutando il pubblico stipato in un cortile a cielo aperto fra le Sale dei Cavalieri Crociati, a pochi passi dalla maestosa moschea al-Jazzar, il sindaco Shimon Lankri ha ribadito che l’obiettivo di manifestazioni come quella “è di rafforzare la solidarietà fra le persone e fra le diverse religioni”.
Il festival, spiega il direttore artistico Tom Cohen, punta a far comprendere che, al di là del conflitto politico, una parte significativa di Israele condivide col mondo arabo “la stessa cultura, lo stesso cibo, la stessa musica”.
Philipp Plein a tutto rock con i KissLogo della band ricamato su abiti e t-shirt

16 giugno 201917:38

– Mega show dedicato ai Monsters of Rock per Philipp Plein che, per il suo ritorno a Milano, ha chiamato la band The Entire Universe a esibirsi su un truck customizzato in stile Mad Max. In passerella, inno al rock ‘n roll, con una collaborazione con i Kiss, il cui logo ufficiale appare ricamato e applicato su abiti, toppe e t-shirt.
Gli uomini indossano giacche da motociclista in pitone borchiato, felpe con cappuccio, jeans con patch colorati e scarpe da ginnastica alte. I capi sartoriali sono luccicanti, con motivi metallici e stampe multicolor, con dettagli come borchie e catene d’argento.
Le donne sono fasciate in abiti metallizzati con spalle oversize e portano giacche da moto, t-shirt rock e tailleur a minigonna. Come accessori, corsetti borchiati, multi-strati di bigiotteria pesante, stivali con la fibbia alla coscia e mesh in maglia metallico.
Il viaggiatore di Tod’sDal mondo biker a quello della vela, ‘sfida è innovare’

16 giugno 201917:49

– Il mondo dei biker ispira la collezione Tod’s per la prossima estate, pensata per un viaggiatore di oggi. Icona della proposta la Ride Jacket, il classico biker da motociclista, che diventa una seconda pelle, in nappa ultraleggera, con tasche diagonali e righe tono su tono o in colori accesi.
Completano la proposta di abbigliamento capi in suede e cotone drill, giacche a vento con grandi tasche, field jacket con bordo in pelle, borse e zaini morbidissimi. Tra le calzature, il modello di punta di stagione è la competition, ispirata al mondo della nautica, mentre l’iconico gommino ha bordature a contrasto e il mocassino diventa morbido come una pantofola, avvolto dalla suola in gomma. “Abbiamo rivoltato le nostre aziende come un calzino – dice Diego Della Valle alla presentazione a Villa Necchi – la sfida di oggi è innovare mantenendo vivo il nostro heritage”.
Maxi concerto The Cure chiude Firenze RocksIn 40mila alla quarta serata del festival alla Visarno arena

ciFIRENZE17 giugno 201909:

Chiusura in grande stile per la terza edizione del Firenze Rocks: a salire sul palco della Visarno Arena per l’ultima serata del festival sono i The Cure, nell’unica data italiana del loro tour 2019. Dopo tre giorni di musica con le performance di Tool, Ed Sheeran ed Eddie Vedder, alle 21 in punto Robert Smith ha acceso i 40mila dell’ippodromo intonando Shake dog shake, brano tratto da The Top del 1984, il quinto album in studio della band inglese. Il gruppo è la formazione che forse più di ogni altra ha influenzato una generazione di musicisti scrivendo la storia del rock gotico e alternativo. Dopo la prima esibizione nel 1978, i The Cure in oltre 40 anni di carriera – festeggiati lo scorso anno con un mega concerto ad Hyde Park – hanno tenuto oltre 1.500 show in tutto il mondo e pubblicato 13 album. La tappa fiorentina del 16 giugno è speciale per almeno due motivi: rientra nel tour che celebra i 30 anni dell’iconico album Disintegration e anticipa l’uscita del prossimo lavoro, annunciato per il 2019 dopo ben undici anni di attesa. Il pubblico della Visarno Arena è quello delle grandi occasioni che inizia a pogare già nel primo pomeriggio grazie ad un menu composto dal miglior post-rock contemporaneo. A salire per primi sul palco sono i Siberia, gruppo underground nato a Livorno nel 2010, e i Balthazar formazione indi-pop-rock proveniente dal Belgio. Seguono gli attesissimi Editors, a Firenze per svelare il nuovo singolo ‘Frankenstein’ e i Sum 41 con le loro sonorità punk rock. Poi cala il silenzio in attesa della voce timida, nevrotica, e passionale di Robert Smith che propone subito successi come Burn, A night like this, Just one kiss e Just like heaven.Da primo profeta del rock triste, il cantautore 60enne si presenta sul palco con abiti scuri, trucco nero intorno agli occhi, rossetto rosso e soliti capelli spettinati.Sul palcoscenico nessun allestimento, soltanto l’ingombrante presenza scenica della band composta oltre che Smith, da Simon Gallup al basso, Jason Cooper alla batteria, Roger O’Donnell alle tastiere e Reeves Gabrels alle chitarre. Grande protagonista come da copione è l’album Disintegration che fa scatenare il pubblico con i brani che più degli altri strizzano l’occhio al mondo pop: Pictures of you, Lovesong e Lullaby. Tra i momenti ‘indelebili’ l’iniezione di energia arrivata con Friday i’m in love, forse l’hit più conosciuta del gruppo. In due ore e mezzo di concerto (il più lungo del festival) con una scaletta di 29 brani, Smith e la sua band raccontano 40 anni di carriera, mettendo al loro posto tutti i tasselli che li hanno resi uno dei gruppi più iconici. Per farlo si affidano a brani come From the edge of the deep green sea e High, tratti da Wish, Primary, The caterpillar, Close to me e Boys don’t cry con cui i The Cure chiudono un concerto granitico, cantato e suonato tutto d’un fiato.

Musica, Chiara Muti interpreta ‘Medea’Melologo tedesco Banda nel Chiostro della Biblioteca Classense

SARAVENNA17 giugno 201909:53

– L’incontro tra musica e parola risale per alcuni alle origini del linguaggio stesso e una forma di canto potrebbe essere stata il primo atto sonoro comunicativo. Nella storia della musica, e dell’arte, l’intreccio tra le due dimensioni è da sempre al centro di ricerche e sperimentazioni, come quella che negli anni Settanta del Settecento esce dal laboratorio di Jiri Antonín Benda, il compositore tedesco “inventore” del primo melologo.
Proprio uno dei suoi melologhi, ‘Medea’, apprezzato anche da Mozart, è in scena per Ravenna Festival martedì 18 giugno nel Chiostro della Biblioteca Classense, affidato alla voce recitante di Chiara Muti, che ne cura anche l’elaborazione drammaturgica e la regia ‘accompagnata’ dal Trio Hager: Marco Mandolini violino, Elke Hager violoncello, Enrico Pompili pianoforte.
Il melologo presentato in forma di concerto consente di apprezzare fino in fondo le qualità compositive di un autore perlopiù sconosciuto al grande pubblico e talvolta anche ai musicofili più attenti.
A Piazza Vittorio Mozart è popEsplosione di musica e danza, Flauto Magico multietnico in sala

17 giugno 201909:58

– E’ diventata maggiorenne quest’anno l’Orchestra di Piazza Vittorio, l’incredibile mix multietnico di suoni e culture da tutto il mondo che nel 2002 con la guida visionaria dell’ex Avion Travel Mario Tronco e il finanziamento dei cittadini del quartiere di Roma fu un primo esempio di ensemble fieramente libera, aperta e poliglotta. Oggi “l’Italia ha il record di orchestre multietniche di strada e di quartiere e forse abbiamo seminato bene”, dice Tronco osservando che “con onore e al tempo stesso tristezza” oggi l’Orchestra di Piazza Vittorio, un centinaio di musicisti e ancora 15-20 gli stessi dell’inizio, è nomade, internazionale e lavora soprattutto in Francia, da Lione”.
Ma in quel giardino umbertino, cuore della Roma asiatica, araba e latino americana, babele di odori (anche quelli fetidi del degrado), profumi di spezie, voci di bambini con tratti somatici diversi, misteriosa dai tempi della Porta Magica, l’Orchestra di Mario Tronco torna ancora. E’ ambientato lì il film Il Flauto Magico di Piazza Vittorio, di Tronco e Gianfranco Cabiddu, un piccolo gioiello in otto lingue che mescola arte, musica, danza e cinema sulle note dell’opera di Mozart che qui diventa pop.
Già a teatro l’Orchestra di Piazza Vittorio nel 2008 aveva portato il Flauto Magico e tanti anni ci sono voluti per trasformarlo in film senza perdere libertà assoluta di suoni e suggestioni, “grazie ai due produttori eroici Arturo Paglia e Isabella Cocuzza” della Paco cinematografica che ha prodotto il film con i francesi e Rai Cinema. Arriva in sala dal 20 giugno, dopo il passaggio nell’ottobre scorso alla Festa di Roma, e potrebbe trovare nuove opportunità all’apertura scolastica di settembre perché il film avvicina a Mozart in un modo immediato e naturale.
Partecipa alla sceneggiatura ed è anche l’unico attore professionista Fabrizio Bentivoglio, nel ruolo di Sarastro, da sempre vicino all’Orchestra. Lo spunto – racconta Tronco – “venne nel 2008 da Daniele Abbado che ci chiese un Flauto magico per le strade di Reggio Emilia, un’impresa che mi sembrò pazza visto che i nostri musicisti non leggono la musica ma lavorando su arie, fischiando le melodie e facendo errori ce la facemmo.
Da lì l’idea di un film in cui i musicisti sono anche i personaggi dell’opera riletti alla nostra maniera con Petra Magoni una Regina della Notte quasi punk, Pamina Violetta Zironi tutt’altro che succube, Tamino Ernesto Lopez Maturell principe in tempesta ormonale.
“L’uscita in sala è orgoglio e gioia”, dice Bentivoglio.
Tronco parla di “rapporto sentimentale con il luogo al centro del film, che vive di una bellezza diurna e un’angoscia notturna, un giardino che sembra avere un’anima umana, una piazza romantica e tragica al tempo stesso, che mi stordisce”, spiega il musicista napoletano “folgorato alla musica – racconta – dopo aver visto al San Ferdinando a Napoli la Gatta Cenerentola di Roberto De Simone”. Nel film, che vive – spiega Cabiddu – “di una libertà assoluta di azione, una improvvisazione che spazia dal classico al folk, cavalcando ogni genere, senza essere schiavo di nessuno”, ci si lascia trasportare dalle suggestioni visive oltre che sonore.

De Simone, la modernità della mia AustenEsce ‘Le amiche di Jane’ sulle eroine del compromesso

17 giugno 201910:01

– ANNALISA DE SIMONE, LE AMICHE DI JANE (MARSILIO, PP 137, EURO 12,00). Sono “eroine del compromesso, non della ribellione le protagoniste dei romanzi di Jane Austen ed è questo a renderle moderne”. A mostrarci quanto ancora oggi ci si possa rispecchiare nelle storie raccontate dall’autrice di ‘Orgoglio e pregiudizio’ è Annalisa De Simone nel libro ‘Le amiche di Jane’ che esce in questi giorni nella serie PassaParola di Marsilio dedicata a brevi memoir di autori italiani che si confrontano con un libro speciale. “E’ stata una prova di scrittura interessante e un’occasione per capire di più me stessa. Ho usato una prima persona che corrispondeva a me, senza schermarmi dietro a un personaggio” dice la De Simone, 36 anni, scrittrice, attrice e coreografa, che ha esordito nella narrativa nel 2013 con ‘Solo andata’ (Baldini&Castoldi) e con Marsilio ha pubblicato ‘Non adesso, per favore’ e ‘Le mie ragioni te le ho dette’. “I romanzi della Austen sono tutti una variazione sullo stesso tema: ‘Cosa significa crescere?’ e questa è una parabola universale. Anch’io mi sono fatta le domande che si fa Elizabeth-Lizzy Bennet in ‘Orgoglio e pregiudizio’: dove voglio andare? e chi voglio essere?. Però mi sono rispecchiata anche in Austen scrittrice che ha vissuto una vita piena di desiderio. Ha descritto tanto dell’amore ma non ha conosciuto la vita di coppia, è morta vergine a 42 anni ma non sposarsi per lei è stata una dimensione di libertà” spiega la De Simone che partendo dalla sua passione per la Austen ci fa riscoprire la madre del romanzo inglese dell’Ottocento e costruisce un percorso di educazione sentimentale.Come si sopravvive agli incontri d’amore e alle separazioni? Come si consolano le amiche innamorate di uomini sposati o, se non sposati, bugiardi? Come si fa a essere una donna libera? E quanto conta ancora oggi il matrimonio? Fate quello, sembra dirci la De Simone, che farebbero le eroine di Jane Austen, da Elizabeth Bennet a Fanny Price, a Emma e Wickham, per non parlare di Darcy.”L’orgoglio negli scritti della Austen oscilla sempre tra virtù e vizio, può essere anche amor proprio. Rileggendola mi sono resa conto che le emozioni che racconta sono profondamente moderne perchè l’intelligenza che chiede alle sue eroine ventenni è pratica. Elizabeth non è molto bella ne colta ma nella sua parabola di crescita non si mette mai in testa di fare una rivoluzione sociale, vive i limiti della sua condizione storica cercando di trovare un suo posto. Tutte le eroine della Austen subiscono una forte umiliazione e attraverso questo diventano più capaci di leggere il mondo per come è. Dai sogni infantili al compromesso con la realtà, è un po’ quello che crescendo accade a tutti, uomini e donne” dice la scrittrice.Inoltre la Austen, che secondo la De Simone “è più ribelle delle sue eroine”, non stravolge “il canone del lieto fine, ma porta a guardare l’ambiguità della vita interiore. Le protagoniste sono figure positive, ma capaci di sentimenti biechi. Questo rende tutto più incerto e inaffidabile ed è un altro elemento moderno”. L’equivoco che invece ancora oggi rimanere è di considerare l’autrice di ‘Ragione e sentimento’ ed ‘Emma’, adatta a una platea femminile. “Questo mi stupisce perchè i suoi romanzi parlando di noi in modo così profondo da diventare universali” sottolinea la scrittrice che dal 2017 è presidente del Teatro Stabile d’Abruzzo, e nel libro ci regala anche divertenti aneddoti.

Primo concerto Accademia Scala in ArabiaViaggio nel belcanto italiano davanti a tremila spettatori

17 giugno 201910:47

– La Scala di Milano è sbarcata in Arabia Saudita, o meglio l’Accademia. Dopo le polemiche per il possibile ingresso (poi saltato) dei sauditi nel cda del teatro e l’inizio di una collaborazione per corsi di musica e danza a Riyad, i solisti dell’accademia si sono esibiti venerdì scorso nella capitale saudita.
Al Centro Culturale King Fahad circa tremila spettatori hanno assistito a ‘An Italian Opera Journey’, viaggio nel belcanto attraverso otto arie famose eseguito dall’orchestra dell’Accademia diretta da Pietro Mianiti con il soprano Francesca Manzo e il tenore Riccardo Della Sciucca.
“L’evento – sottolinea una nota – è stato organizzato dal Ministero della Cultura dell’Arabia Saudita e dalla Fondazione Accademia Teatro alla Scala nell’ambito della collaborazione culturale in corso tra Italia e Arabia Saudita.
Johnny Depp professore di ‘carpe diem’In sala dal 20 giugno il comedy-drama di Wayne Roberts

HNNY DEPP – RIPRODUZIONE RISERVATA+CLICCA PER INGRANDIREDi Francesco GalloCAGLIARI17 giugno 201909:49

Esattamente trentanni dopo ‘L’attimo fuggente’ con Robin Williams, arriva in sala con ‘Arrivederci professore’ ancora una volta un docente con la sola mission didattico-esistenziale di insegnare il ‘carpe diem’ ai suoi studenti. Questa volta però l’insegnante, Richard, ha la faccia di Johnny Depp e, cosa più importante, ha un’urgenza didattica singolare: ha scoperto di avere un cancro e soli sei mesi di vita. Così il comedy-drama di Wayne Roberts, in sala con Notorious Pictures dal 20 giugno, visto in anteprima alla seconda edizione del Filming Italy Sardegna Festival. Nel tempo accelerato in cui si ritrova a vivere necessariamente il professore di letteratura accadono davvero tante cose. Dopo aver scelto di non curarsi, Richard rompe lentamente molti degli schemi della sua vita ripetitiva e inizia, dopo un breve attimo di disperazione, a voler fare tutto ciò che non ha fatto prima. Intanto si libera degli studenti che sognano di studiare altro, che si accontentano di voti bassi e, infine, di quelli che non ha mai letto un libro per passione personale. Fatta questa selezione radicale in classe, cura poi con maniacale cinismo lezioni tutte nel segno della vita e del poco tempo che ci regala. Ma le sorprese per Richard arrivano anche dalla sua famiglia. Scopre così che la moglie (Rosemarie DeWitt), un’artista, è da tempo l’amante del suo odiato rettore e che la figlia poi ha scoperto di essere omosessuale. Dalla sua parte, alla fine, si ritrova solo un suo collega-amico (Danny Huston) che gli mostra autentica empatia. Il personaggio interpretato da Depp – che in questo film recita senza nessuna maschera o trucco e in un ruolo comunque perfetto per lui, amante com’è dei libri e da sempre ossessionato dalla morte (tra i suoi tatuaggi, un teschio con la scritta ‘la morte è certa’) – si apre così a tutte le esperienze possibili. Oltre alla droga, prova cosa sia l’omosessualità con un suo allievo e fa poi anche sesso occasionale in bagno con una cameriera mentre è in un locale con in suoi studenti per una birra. Nel futuro di Johnny Depp, il film Minamata di Andrew Levitas (che ha anche prodotto) in cui interpreta il famoso fotografo di guerra W. Eugene Smith, mentre nel 2021 lo rivedremo nel terzo capitolo di Animali fantastici sempre nel ruolo del mago Gellert Grindelwald.

Incassi Usa, al top Men in BlackSul podio Pets 2 e Aladdin. Gli zombie di Jarmusch al 12/o posto

16 giugno 201919:30

– Debutto in vetta al box office Usa per Men in Black International: lo spin off con cui riparte la serie, con la nuova coppia composta da Chris Hemsworth e Tessa Thompson, rastrella nel fine settimana 28,5 milioni di dollari.
Scivola al secondo posto Pets 2, con 23,8 milioni di dollari (oltre 92 milioni in totale) e chiude il podio, stabile in terza posizione, Aladdin, con 16,7 milioni di dollari (per un incasso complessivo di oltre 263 milioni).
Deludono, tutti sotto i 10 milioni, gli altri titoli, da Dark Phoenix a Rocketman a Godzilla. Gli zombie di Jim Jarmusch, con il suo I morti non muoiono (The Dead Don’t Die) che ha aperto il Festival di Cannes, devono accontentarsi del dodicesimo posto in classifica e di un magro bottino da 2,3 milioni di dollari.
‘Pets 2’ resta al vertice incassiTra nuovi ingressi gli zombie di Jarmusch e ‘Il grande salto’

17 giugno 201912:14

– E’ ancora saldo al primo posto il cartoon ‘Pets 2 – Vita da animali’ nella classifica Cinetel del week end. I simpatici cagnolini di Chris Renaud incassano in due settimane 2.118.949 di euro. Sale dal terzo al secondo posto X-Men: Dark Phoenix, con Jennifer Lawrence e Michael Fassbender che incassa in questo fine settimana 510.350 euro per un totale in due settimane di 1.802.635 euro e slitta al terzo posto ‘Aladdin’, il live-action della Disney che in quattro settimane ha ottenuto 13.955.520 euro. ‘Il Traditore’ di Marco Bellocchio, presentato a Cannes, mantiene la quarta posizione e con altri 248.202 euro porta a 3.976.133 l’incasso in quattro settimane. Debutto al quinto posto per ‘I morti non muoiono’, l’incursione nel pianeta horror tra gli zombie di Jim Jarmusch con Tom Waits e Tilda Swinton, che ha aperto l’ultimo festival di Cannes e incassa 230.338 euro. New entry al settimo posto per ‘Il grande salto’ di e con Giorgio Tirabassi e con Ricky Memphis, che incassa in quattro giorni 148.767 euro.

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Camilleri ricoverato a Roma, è grave
93 anni, portato in ospedale per arresto cardiaco

17 giugno 201911:49

– Lo scrittore Andrea Camilleri, 93 anni, è ricoverato in gravi condizioni all’ospedale Santo Spirito di Roma. Camilleri è stato trasportato nel nosocomio romano per un arresto cardiaco ed è in gravi condizioni.
L’inventore del Commissario Montalbano, autore bestseller, 93 anni, si stava preparando per essere per la prima volta alle antiche Terme di Caracalla, il 15 luglio, con lo spettacolo che racconta la sua Autodifesa di Caino. “Se potessi vorrei finire la mia carriera seduto in una piazza a raccontare storie e alla fine del mio ‘cunto’, passare tra il pubblico con la coppola in mano” ha detto più volte Camilleri.
Propri in questi giorni l’uscita del suo ultimo libro ‘Il cuoco dell’Alcyon’, sempre con la casa editrice Sellerio

La Asl Roma 1 rilascerà un bollettino medico alle ore 17.00 sullo stato di salute dello scrittore. La Asl informa che lo scrittore è stato ricoverato questa mattina alle ore 9.15: “Arrivato in ambulanza in condizioni critiche per problemi cardiorespiratori. È stato assistito dall’équipe dell’emergenza al Pronto Soccorso Santo Spirito e trasferito presso il Centro di Rianimazione dell’ospedale”.

Zeffirelli, il feretro a Palazzo VecchioGià centinaia di persone in fila per rendere omaggio a regista

FIRENZE17 giugno 201912:16

– Il feretro di Franco Zeffirelli è arrivato a Palazzo Vecchio, dov’è stata allestita la camera ardente, accolto dal lungo applauso di una folla di qualche centinaio di persone, che si è radunata sull’Arengario, in piazza Signoria. La camera ardente, nel Salone dei Cinquecento, sarà aperta fino alle 23, e poi il 18 giugno, dalle 9.00 alle 10.30. I funerali in Duomo sono fissati per le 11.00 del 18. Da Roma il feretro di Zeffirelli è arrivato intorno alle 11.10, accolto dal sindaco Dario Nardella e dal prefetto Laura Lega, con i figli adottivi del regista, Luciano e Pippo: quest’ultimo ha posato sulla bara una sciarpa della Fiorentina.
Nel Salone il gonfalone, la giunta comunale e lo squillo delle chiarine: queste hanno poi lasciato il posto ad arie di Maria Callas, il sottofondo musicale scelto per la camera ardente. Su un grande schermo scorrono immagini di ritratti di Zeffirelli.
Fra i primi in fila, il soprintendente del Maggio Cristiano Chiarot, Ermanno Daelli, Toni Scervino e Francesco Ghirelli.

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E’ morto Franco Zeffirelli
Su twitter il cordoglio del sindaco di Firenze Nardella

FIRENZE 15 giugno 2019 12:06

– E’ morto Franco Zeffirelli. Il regista aveva 96 anni. “Non avrei mai voluto che arrivasse questo giorno. Franco #Zeffirelli se ne è andato questa mattina.
Uno dei più grandi uomini della cultura mondiale. Ci uniamo al dolore dei suoi cari. Addio caro Maestro, Firenze non ti dimenticherà mai” scrive il sindaco Dario Nardella su twitter.
Zeffirelli, una vita da record tra teatro e cinema Custode dei classici ma anticonformista, per lui mai un Oscar

15 giugno 201913:27

In passato la regina d’Inghilterra ha fatto baronetti anche artisti popolari come i Beatles o Elton John. Ma Franco Zeffirelli, scomparso all’età di 96 anni (era nato a Firenze il 12 febbraio 1923), è stato l’unico regista italiano che poteva fregiarsi del titolo di cavaliere dell’ordine dell’impero britannico (KBE) da quando l’ambita onorificenza gli fu appuntata nel novembre del 2004. Si faceva volentieri chiamare Maestro e certamente, da fiorentino purosangue, amava pensarsi come il rigoglioso frutto di una bottega che ebbe in Luchino Visconti il primo maestro. Era appena diplomato all’Accademia di Belle Arti quando il principe milanese lo volle per allestire le scene teatrali di ‘Troilo e Cressida’ (1949) per poi chiamarlo, come assistente, sul set di ‘La terra trema’.Cominciava così un sodalizio vitale, burrascoso e fecondo che coinvolse gli affetti di Zeffirelli, la sua formazione estetica, la sua carriera. Senza Visconti, probabilmente il giovane orfano (il padre lo aveva riconosciuto solo quando aveva 19 anni, la madre morì quando era bambino) non avrebbe calcato i palcoscenici più famosi, non sarebbe diventato amico e confidente di stelle come Anna Magnani, Maria Callas o Richard Burton, non avrebbe potuto debuttare dietro la cinepresa già nel ’57 (con ‘Camping’) dopo un tirocinio che lo aveva affiancato a Francesco Rosi sul set di ‘Senso’ (1954). Eppure quella cavalcata folgorante e fortunata fu anche il segno critico che per molti anni non avrebbe abbandonato l’immagine di Zeffirelli, fino a diventare un vanto e una maledizione: lo hanno descritto come un calligrafo, un esteta, uno scenografo vestito da regista. E invece onestà vuole che si ricordi il suo vibrante documentario sull’alluvione di Firenze (1966) con la voce narrante proprio di Burton e poi una coppia di successi planetari come ‘La bisbetica domata’ (che nel ’67 riuni’ Richard Burton e Liz Taylor) e ‘Romeo e Giulietta’ (1968).Il nume tutelare era la penna di William Shakespeare, sua la lingua che aprì al regista italiano le porte della fama internazionale, tutti italiani il gusto e la cultura che rivitalizzavano le due grandi tragedie elisabettiane. Quattro anni dopo l’operazione si ripeteva nel nome di San Francesco con ‘Fratello sole, sorella luna’ (1972). Ormai Zeffirelli era una star, eppure un pregiudizio negativo lo avrebbe accompagnato sempre per il suo gusto anticonformista di smarcarsi costantemente dalle correnti del pensiero dominante. Polemico, feroce nei giudizi, scoperto nelle fragilità personali, orgogliosamente fazioso, dalla politica allo sport, Zeffirelli si ritenne a lungo uno straniero in Italia. L’altra sua anima era quella cattolica, che trovava radici nel magistero di Giorgio La Pira, carismatica figura della fede in politica e che fu suo istitutore al convento di San Marco. Non era certo uno sperimentatore Zeffirelli, eppure proprio nel ’74 si cimentò con la tv filmando la cerimonia dell’Anno Santo e poi, due anni dopo, dirigendo per la Rai, il kolossal ‘Gesù’ con Robert Powell nei panni del Cristo. Ma appena possibile si rifugiava in teatro, dimostrandosi insuperabile custode dell’allestimento classico per l’opera lirica. La sua ‘Aida’ verdiana fece storia, ripetutamente fu chiamato ad aprire la stagione della Scala di Milano. Era come se questo secondo amore assorbisse tutte le sue energie da quel punto in poi. Non abbandonò mai il cinema, ma sono rari i titoli capaci di fare storia nella sua maturità, da ‘Il giovane Toscanini’ (contestato a Venezia nel 1988) a un modernissimo ‘Amleto’ (1990) con Mel Gibson. Proprio dagli anni ’90 la sua firma si fece però più rada, nonostante un elegante ‘Jane Eyre’ (1996) o l’autobiografico ‘Un tè con Mussolini’ (1999). Nel ’94 entrava in Parlamento, eletto senatore a Catania per Forza Italia. Tuttavia anche nella cultura liberale il suo anticonformismo disturbò più d’uno e le sue proposte per la cultura e l’ambiente non ebbero seguito.I riconoscimenti che scandiscono la sua carriera sono relativamente pochi rispetto al grande successo conquistato sulla scena e sullo schermo: c’è da riflettere sul fatto che nessun grande festival, e neppure l’Oscar (nonostante ben 14 nomination per i suoi film) abbia voluto riconoscere il suo indubbio talento. Da qualche anno si era rinchiuso in un distaccato silenzio, circondato dall’affetto di pochi amici e dei figli adottivi nella bella casa romana e nella villa sulla costiera amalfitana.E’ riuscito a vedere però l’ultimo suo capolavoro, tenacemente voluto: quella Fondazione per le Arti e lo Spettacolo che porta il suo nome ed ha trovato casa nell’ex Tribunale di Piazza Firenze, dietro Palazzo Vecchio, per ospitare i tesori della sua vita artistica. Ha sempre sognato uno spettacolo al servizio di grandi interpreti, di grandi spazi, di lussuose confezioni. Ha immaginato una cultura italiana ancora rinascimentale, intrisa di gusto antico e di eleganti riferimenti al passato. Ha voluto un’Italia dell’arte e del bello capace di conquistare ancora il mondo, e più di una volta le ha dato vita coi suoi lavori, pagando però il prezzo dell’isolamento e di un ‘passatismo’ scambiato spesso per arroganza aristocratica. La sua visione del mondo e di se stesso è affidata alla bella autobiografia del 2008. Giovane bellissimo, poi dandy raffinato ed elegante, infine gentiluomo solitario, Zeffirelli resta l’isolato cantore di una civiltà ormai scomparsa.

Lunedì mattina nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio sarà allestita la camera ardente per il Maestro. Secondo quanto si apprende dalla Fondazione Zeffirelli, i familiari del Maestro hanno cambiato idea e deciso di spostare la camera ardente, inizialmente prevista in Campidoglio a Roma, in Palazzo Vecchio.

Franco Zeffirelli, all’anagrafe Gian Franco Corsi Zeffirelli, è morto stamani nella sua casa di Roma, sull’Appia Antica, assistito dai figli adottivi Pippo e Luciano, da un medico e dal parroco della chiesa di San Tarcisio che ha benedetto la salma. Circa una settimana fa, secondo quanto si apprende dalla famiglia, aveva ricevuto l’estrema unzione. “Si è spento serenamente – riferiscono i familiari – dopo una lunga malattia, peggiorata negli ultimi mesi”.

Il maestro Zeffirelli, dopo i funerali di cui stabilire ancora luogo e data, riposerà nel cimitero monumentale delle Porte Sante di Firenze, città dove era nato il 12 febbraio 1923. La camera ardente sarà allestita in Campidoglio a Roma.

“Ciao Maestro. E’ stato un onore averti conosciuto e aver condiviso con te il sogno del tuo Centro internazionale per le Arti dello Spettacolo a San Firenze”:  ha detto il sindaco di Firenze Dario Nardella, appresa la notizia della morte del celebre regista Franco Zeffirelli, nell’esprimere il suo cordoglio per la morte del maestro.”Franco Zeffirelli – ha ricordato Nardella – ha sempre amato visceralmente la sua città, anche se da anni gli impegni lavorativi e la fama internazionale lo avevano portato altrove. E proprio qui, nell’ex tribunale di San Firenze, aveva fortemente voluto il Centro che raccoglie la sua eredità professionale, un centro dedicato all’immane materiale raccolto nei decenni di successi nel cinema, scenografia, teatro, lirica”.”Zeffirelli – ha continuato Nardella – voleva che il centro diventasse anche un punto di riferimento per i giovani che vogliono intraprendere la strada dello spettacolo. Per questo, oltre al suo archivio, il centro accoglie un museo, una biblioteca, corsi di regia, sceneggiatura, scenografia, fotografia, costume, recitazione. Questo spazio è il coronamento di un sogno e un bellissimo regalo per la sua, la nostra città”. “Di Zeffirelli mi piace ricordare il carattere forte e verace, la passione instancabile per il lavoro e per la sua città, dove tornava appena poteva e dove, per suo volere, sarà sepolto: questo amore, contraccambiato, per Firenze, trovò come suo apice la consegna del Fiorino d’oro da parte del sindaco Matteo Renzi il 31 maggio 2013”. “In accordo con la famiglia, alla quale vanno le più commosse condoglianze mie personali e dell’amministrazione – ha concluso il sindaco – troveremo insieme un modo di altissimo significato per ricordare il Maestro, uno più grandi esponenti della cultura mondiale”.

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Armani veste Italia alle Olimpiadi
La collaborazione dello stilista con il Coni e con il Cip

15 giugno 201913:37

– Giorgio Armani vestirà la squadra italiana ai giochi olimpici e paralimpici di Tokyo 2020. La collaborazione dello stilista con il Coni e con il Cip, il Comitato paralimpico italiano, è stata annunciata in occasione della presentazione della collezione Emporio Armani uomo per la prossima primavera estate. In passerella anche 20 atleti olimpici e 9 paralimpici delle diverse discipline con i capi firmati EA7 Emporio Armani creati appositamente per il podio. “Sono felice di questa collaborazione che rinnova il sodalizio nato nel 2012 – ha detto Giorgio Armani – trovo sempre stimolante cercare nuove soluzioni per le uniformi degli atleti che devono fondere l’eleganza dello stile alla praticità d’uso.
Per l’Italia team a Tokyo ho creato dettagli visivi che sono un omaggio al Giappone, un paese che ammiro da sempre e che mi ha accolto di recente con grande calore”. Ospite della sfilata, in prima fila, il presidente del Coni Giovanni Malagò.
Men in Black: International a GiffoniAtteso spin-off della serie cult per giffoners e pubblico

NAPOLI16 giugno 201911:11

– L’attesissimo spin-off della serie cult Men in Black Men in Black: International sarà presentato in anteprima a pubblico e giffoners durante la giornata inaugurale della 49/a edizione del Giffoni Film Festival, il 19 luglio. Nel cast del film Chris Hemsworth, Tessa Thompson, Kumail Nanjiani, Rebecca Ferguson, Rafe Spall, Laurent Bourgeois e Larry Bourgeois. Insieme a loro anche Emma Thompson e Liam Neeson.In serata è prevista anche una sorpresa che collega la presenza di Men in Black al Festival attraverso il tema principale della 49/a edizione, Aria. I Men in Black hanno sempre protetto la terra dalle insidie dell’universo. In questa nuova avventura dovranno affrontare la più grande minaccia di sempre: una talpa all’interno dell’organizzazione Men in Black. Diretto da Gary Gray e scritto da Art Marcum e Matt Holloway, Men in Black: International è basato sui fumetti di culto realizzati da Lowell Cunningham, e vede tra i produttori esecutivi anche Steven Spielberg.
Al Teatro Rossetti The Choir of ManTante le novità per la stagione 2019-2020

TRIESTE15 giugno 201914:53

– Una stagione contraddistinta da due nuove produzioni, i fumetti di Zerocalcare e il musical ‘The Choir of Man’ in esclusiva per l’Italia. Sono queste le prime novità della stagione 2019-2020 del Rossetti di Trieste, il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, annunciate dal presidente, Sergio Pacor, e dal direttore Franco Però, che prenderà il via il 22 ottobre con la prima ‘alzata’ del sipario.
A inaugurare il cartellone sarà ‘L’onore perduto di Katharina Blum’ di Heinrich Boll, testo che mette alla berlina il giornalismo scandalistico che Letizia Russo adatta per la scena e che vedrà salire sul palco Elena Radonicich e Peppino Mazzotta. Nell’approssimarsi del traguardo di Esof2020, lo Stabile regionale continua a guardare anche al tema della scienza: debutterà in prima assoluta il 12 luglio al Mittelfest e sarà poi da ottobre alla Sala Bartoli ‘L’infinito tra parentesi’ di Marco Malvaldi.

“Nostro eroe”, selfie agenti stradale con David HasselhoffAttore in Italia, sui social anche le foto nei panni di Mitch

15 giugno 201919:09

Non era a bordo della sua “Supercar” Kitt, ma semplicemente in viaggio in Italia per partecipare a una corsa automobilistica. David Hasselhoff, idolo di numerose serie televisive anni ’80 come Supercar o Baywatch, è stato fermato ieri sull’A21 durante alcuni controlli di routine della polizia stradale. Ma quando gli agenti hanno visto scendere dall’auto il loro attore preferito, non hanno resistito e gli hanno chiesto una foto. L’immagine è stata condivisa dal profilo ufficiale Twitter della Polizia di Stato, ma anche dallo stesso attore statunitense, oggi anche cantante, sui suoi social. “Mi hanno fatto scendere ma volevano una foto con quello che hanno detto fosse il ‘loro eroe’. La vita è bella”, il suo commento.”Niente Supercar e tutto in ordine – il post della Polizia -. Poi una foto per gli agenti con il loro attore preferito”. Hasselhoff ha approfittato del suo viaggio in Italia per visitare anche la Puglia. Nelle foto postate sui social si è fatto ritrarre nei panni di Mitch Buchannon, il celebre protagonista di Baywatch, con tanto di salvagente rosso e posto riservato sulla torretta di controllo.
Giungle e Sicilia per Dolce e GabbanaMix libero di stili e stampe, ‘ignorante’ come piace ai giovani

15 giugno 201916:49

– Dolce e Gabbana spiegano che per i giovani non è così, che ignorante per chi ha 20 anni significa libero di non adeguarsi alle regole, aprendosi quindi alla possibilità di creare qualcosa di nuovo. Ed è questo l’approccio che hanno scelto per la loro nuova collezione, in passerella a Milano. Ed ecco che da una foresta lussureggiante escono sulla passerella maculata del Metropol una miriade di proposte che uniscono decenni lontani tra loro, con i pantaloni a vita alta stile Eighties, le camicie anni ’40, le scarpe rockabilly dei favolosi Fifties. E poi le fantasie, che prendono dalle piante e dagli animali della giungla e dei tropici ma anche dalle maioliche siciliane, dai classici gessati, dalle intramontabili righe mixate ai pois. Tutto mescolato insieme.
Scala, Zeffirelli lascia un segnoTributo al regista protagonista della storia del teatro

MILANO15 giugno 201917:16

– Franco Zeffirelli ha lasciato “un segno inconfondibile e personale nella storia del teatro musicale, del cinema e della prosa”. E’ così che il teatro alla Scala lo vuole ricordare nel giorno della morte. Un messaggio non solo del sovrintendente Alexander Pereira, del direttore musicale Riccardo Chailly, del maestro del Coro Bruno Casoni ma anche “di tutti i lavoratori”.
D’altronde Zeffirelli – che fu assistente di Visconti – ha segnato la vita del teatro per oltre sessant’anni firmando 23 spettacoli. Alcuni ripresi ancora oggi a partire da L’italiana in Algeri nel 1953. Sono entrati nella storia Il turco in Italia con Maria Callas nel 1955 e La Bohème del 1963 diretta da Herbert von Karajan, continuamente ripresa (l’ultima volta nel 2017). Ultima opera che ha firmato è l’Aida che ha aperto la stagione il 7 dicembre 2005. Mentre l’allestimento storico del 1963 è stato ripreso lo scorso anno in omaggio di Aida è stato riproposto lo scorso anno come omaggio per il suo 95mo compleanno.

Guanciale, il mio Ricciardi rispettoso di De GiovanniSul set tra Taranto e Napoli. D’Alatri, atmosfera anni ’30

15 giugno 201919:48

– Siamo nel 1932. Luigi Alfredo Ricciardi ha trent’anni ed è commissario della Mobile di Napoli. Catturare gli assassini è la sua vocazione e ma anche ossessione: si porta dentro un terribile segreto, una maledizione ereditata dalla madre. Vede il fantasma delle persone morte in modo violento. La madre,consapevole del carico di dolore che dovrà sopportare, lo ha avvertito prima di morire: “Non commettere il mio stesso errore, non avere figli, altrimenti li condannerai come ho io ho fatto con te”.Sono iniziate il 23 maggio le riprese de “Il commissario Ricciardi”, la nuova serie targata Rai Fiction tratta dai romanzi di successo di Maurizio De Giovanni, pubblicati da Einaudi. La fiction, scritta dallo stesso giallista napoletano con gli sceneggiatori Salvatore Basile, Viola Rispoli e Doriana Leondeff, è diretta da Alessandro D’Alatri e vede come protagonista nei panni del commissario uno degli attori più richiesti e amati dal pubblico televisivo, Lino Guanciale (tra i successi tv l’Allieva 1 e 2 con Alessandra Mastronardi e Non dirlo al mio capo con Vanessa Incontrada, oltre alla Porta Rossa con Gabriella Pession, ma anche tanto cinema e moltissimo teatro, la sua grande passione). Raggiunto sul set a Taranto che lo sta impegnando diverse ore al giorno, Guanciale dice: “Interpretare il Commissario Ricciardi è un onore e una grande responsabilità. È un set con un grande regista e attori di livello straordinario e la cosa che sin dall’inizio risulta evidente a tutti noi che siamo qui è il grande investimento in termini di qualità che si sta facendo. Sia a Taranto ora – così come poi a Napoli – stiamo tutti cercando di rendere al meglio possibile lo spirito e la complessità dell’architettura costruita da Maurizio De Giovanni attorno a questi personaggi tutti ricchissimi. L’impegno è tanto e tutti quanti stiamo lavorando perché il risultato sia degno”.Il regista da parte sua aggiunge: “Ora a Taranto si respira quotidianamente l’atmosfera degli anni Trenta con quella dose di eleganza e semplicità che hanno caratterizzato un’epoca così distante e al tempo stesso così vicina alla nostra. Cast artistico e tecnico di grande qualità: Napoli, capitale del teatro, ha offerto un parco talenti straordinari per dare anima ai meravigliosi personaggi creati dalla penna di De Giovanni”. “Tra un mese – aggiunge D’Alatri – torneremo a Napoli per i due terzi di produzione mancante portandoci nel cuore l’ospitalità e la gentilezza dei tarantini. Un ringraziamento particolare a Rai Fiction e a Clemart che hanno reso possibile la trasposizione dei romanzi di De Giovanni in una realtà filmica così veritiera , ricca e puntuale” .Come si può invitare una donna a condividere la vita con un uomo tormentato dai fantasmi dei morti, che gli sussurrano per giorni e giorni il loro ultimo pensiero? Per questo Ricciardi si dedica in modo totalizzante al suo lavoro, indagando sui casi più spinosi e complicati. Gli manca la maggior parte degli strumenti usati oggi per risolvere i delitti, ma è dotato di straordinarie doti intuitive, di un’ossessiva tenacia ed è come guidato dalle ultime parole delle vittime, che sembrano sollecitarlo a cercare giustizia. Ricciardi è circondato da un’aura di mistero, che allontana i suoi colleghi: sia il diretto superiore, Garzo, e sia i subordinati. Uniche eccezioni, il brigadiere Maione e il medico legale Modo, suoi stretti collaboratori: di loro si fida e li considera suoi amici. La sua solitudine, che divide con l’anziana tata Rosa, è scalfita dall’incontro con due donne, diverse ma ugualmente affascinanti. Una, Enrica, incarna la quieta normalità degli affetti familiari cui Ricciardi aspira; l’altra, Livia, rappresenta la sensualità e la passione, da cui si sente attratto. Quale delle due riuscirà a fare breccia nel cuore del commissario?Nel cast anche Serena Iansiti (Livia), Maria Vera Ratti (Enrica), Antonio Milo (Maione), Enrico Ianniello (il dottor Bruno Modo), Fabrizia Sacchi (Lucia Maione), Nunzia Schiano (Rosa), Peppe Servillo (Don Pierino), Mario Pirrello (Garzo), Adriano Falivene (Bambinella), Massimo De Matteo (il padre di Enrica), Susy Del Giudice (la madre di Enrica) e Marco Palvetti (Falco). Il commissario Ricciardi andrà in onda prossimamente in prima serata su Rai1. Le riprese tra Taranto e Napoli e avranno una durata di circa 23 settimane. La fiction è realizzata con il sostegno di Apulia Film Fund di Regione Puglia e Apulia Film Commission, con il patrocinio del Comune di Taranto e in collaborazione con la Film Commission Regione Campania. C’è grande attesa intanto per l’uscita del libro ‘Il pianto dell’alba – Ultima ombra per il commissario Ricciardi’ (il 25 giugno per Einaudi), il romanzo in cui il detective chiude il suo ciclo, e trepidazione per il tipo di fine che sarà riservata al personaggio che da 15 anni vive nei romanzi di De Giovanni.

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Versace, quando il giovane diventa uomo
Sfida alle convenzioni con formale laminato, colori e stampe

15 giugno 201920:00

– Partono le note di ‘Smack my Bitch up’ dei Prodigy e un’auto da corsa ricoperta di fiori rosa comincia a roteare al centro della passerella: inizia così la sfilata uomo Versace, che Donatella dedica “al mio caro amico Keith (Flint, ndr), che purtroppo è mancato quest’anno”.
Per disegnare la nuova collezione, la designer ha pensato a quel momento spartiacque tra la gioventù e l’età adulta, di cui è metafora la macchina al centro della pedana, creata in collaborazione con l’artista canadese Andy Dixon. “Per ogni giovane uomo, la prima automobile ha un significato molto forte.
È indipendenza, maturità (non per tutti, ma quasi) e soprattutto è libertà”. Ecco il nuovo formale del cappotto di pelle abbinato a shorts e scarpe classiche; degli abiti, metà neri e metà in Principe di Galles; della cravatta nera con la firma di Gianni Versace; dei pantaloni e delle giacche con effetto laminato, che “un’alternativa per le generazioni più giovani che vogliono sentirsi cool”. Si osa anche con colori e stampe.
Lucania, tra realismo magico e westernArriva in sala il film di Gigi Roccati con Angela Fontana

16 giugno 201911:09

– ‘Lucania, terra, sangue e magia’, oltre ad essere il titolo del film di Gigi Roccati, è anche una perfetta sintesi di quest’opera sospesa tra realismo magico, mitologia e western mediterraneo. Il film, passato in anteprima al Bif&st (nella sezione Italia Film Fest) e ora in sala con 102 Distribution dal 20 giugno, racconta appunto di una ‘terra’, quella di una Lucania senza tempo; di ‘sangue’, quello versato e da versare, come capita sempre nel mondo del mito e, infine, di ‘magia’, presente sempre quando si entra in una favola archetipica.Tutto si svolge nell’enorme spazio, racchiuso tra le montagne e il mare, dove vivono i protagonisti principali di questo western mediterraneo: il contadino Rocco (Giovanni Capalbo che e’ anche il produttore del film) e la figlia Lucia (Angela Fontana). Lui è un padre severo e amorevole allo stesso tempo, un uomo comunque legato alla sua terra che è disposto a difendere fino all’estremo sacrificio; lei invece, una ragazza selvatica, una ninfa folle, muta dalla morte della madre Argenzia. Una madre che però Lucia ha ancora il dono di vedere accanto a sé nei momenti di bisogno, tanto da sembrare, all’apprensivo padre, che parli al vento.Ma quando Rocco respinge l’offerta di Carmine (un Pippo Del Bono in versione villain), autotrasportatore che gli offre di seppellire rifiuti tossici nella propria terra in cambio di denaro, tutto precipita. Per reagire a un’aggressione notturna, Rocco infatti ammazza uno degli uomini di Carmine e si trova cosi’ costretto a fuggire a piedi per le montagne insieme alla folle figlia. Una infinita fuga, la sua, prima tra la bellezza di una natura rigogliosa e poi nella durezza di una terra morente.Per Lucia, dopo un ballo primitivo, estatico, intorno a un falò al ritmo di una chitarra, è tempo di miracolo, ritrova la voce e la ragione. Appena in tempo, però, per assistere allo scontro fatale tra suo padre e chi avvelena i campi pieno di voglia di vendetta.”Il regista è lo scienziato delle emozioni e il cinema è un’esperienza condivisa che deve andare dritta al cuore, come un colpo di fucile”, ha detto il regista e sceneggiatore torinese quarantenne Gigi Roccati. Un artista che con il suo esordio cinematografico Babylon Sisters è stato in oltre trenta Festival internazionali tra cui Roma, Pune, Trieste, Parigi, Cine Sans Frontieres e Cairo, diventando immagine e locandina del BFI London Indian Film Festival 2017 al British Film Institute.Nel cast di Lucania, prodotto da Fabrique Entertainment con Moliwood Films in collaborazione con Rai Cinema, anche Maia Morgenstern, Christo Jivkov e Marco Leonardi.

Zeffirelli, il 18 funerali Duomo FirenzeOfficia card. Betori. Il 17 camera ardente in Palazzo Vecchio

FIRENZE16 giugno 201911:06

– Si svolgeranno martedì prossimo, 18 giugno, in Duomo a Firenze i funerali di Franco Zeffirelli, morto ieri a Roma a 96 anni. A officiare il rito funebre sarà l’arcivescovo di Firenze, cardinale Giuseppe Betori. E’ quanto si apprende a Firenze, città dove Zeffirelli era nato il 12 febbraio 1923. Il salone dei 500, in Palazzo Vecchio, ospiterà invece il 17 giugno la camera ardente, dalle 11 alle 23.

Gere ospite alle ‘Giornate’ di MarateaDal 23 al 27/7. Festa per 10 anni ‘Basilicata coast to coast’

POTENZA15 giugno 201917:05

– Richard Gere sarà il superospite dell’undicesima edizione de “Le Giornate del cinema lucano-Premio internazionale Basilicata”, in programma a Maratea (Potenza) dal 23 al 27 luglio. E nella Perla del Tirreno ci sarà spazio anche per celebrare i dieci anni del film di Rocco Papaleo “Basilicata coast to coast”.
Tra gli altri ospiti della manifestazione – organizzata dall’Associazione Cinema Mediterraneo, in collaborazione con la Lucana Film Commission – vi saranno Toni Servillo, Kabir Bedi, Elena Sofia Ricci, Paolo Genovese, Caterina Shulha, Vittoria Puccini, Gabriel Garko, Paolo Ruffini, Diana Del Bufalo e i registi lucani Fontana e Stasi.
Darren Criss, la mia ossessione è comunicareL’attore e cantante sarà nel prossimo film di Emmerich

CAGLIARI15 giugno 201919:46

– Un vero sangue misto pieno di verve Darren Criss, attore e cantautore statunitense, nato a San Francisco nel 1987 da Cerina e Charles William Criss, rispettivamente di origini filippine e irlandesi. Camicia jeans e smalto bianco sulle unghie delle mani, incontra i giornalisti a Forte Village alla seconda edizione del Filming Sardegna Festival con grande entusiasmo e parlando anche un po’ d’italiano, ha studiato infatti recitazione ad Arezzo undici anni fa. La sua ambizione principale? “Comunicare sia recitando che con la musica. Mi piace incontrare tante persone – dice -, la mia ossessione è sempre stata quella di comunicare, mettere insieme le persone”.Star di ‘Glee’ e del musical ‘Harry Potter’, grazie al ruolo di Andrew Cunanan nella seconda stagione di American Crime Story si è portato a casa tutti i principali premi: un Emmy Award, un Golden Globe, un Critics’ Choice Award e uno SAG Award. E ora per lui lo sbarco al ‘cinema-cinema’: sarà infatti nel prossimo film bellico di Roland Emmerich, ‘Midway’. Il suo grande appeal sul mondo giovanile, spiega, “non è un fardello, casomai una responsabilità. Ma non è scontato averlo, perché il tempo ti cambia e cambia anche il pubblico. E così bisogna essere forti abbastanza per mantenere alta l’attenzione, per non restare indietro”.Tra musica e recitazione – Criss è tra l’altro un polistrumentista – non sa che scegliere: “Mi rappresentano entrambe le cose. Certo, quando scrivo canzoni forse mi diverto di più, è una cosa per certi versi più artistica”. Riguardo al film di Emmerich in cui interpreta un aviatore, “è la mia prima volta in un grande film. Sono poi cresciuto con i le opere di questo regista – spiega – ed è davvero incredibile che adesso recito per lui”. Del ruolo del serial killer Andrew Cunanan in L’assassinio di Gianni Versace, spiega: “E’ molto complicato giudicare questo personaggio. Certo è più facile vedere le cose in bianco e nero. Da attore, va detto, mi piacciono di più i ruoli con zone grigie. Certo lui ha fatto un gesto orribile, ma chissà, poteva capitare a me. Insomma è difficile giudicare la persona che l’ha compiuto”. Sul suo futuro preferisce scherzare: “Volete sapere dei miei progetti? Per ora so solo che berrò due scotch e poi anche una birra. E visto che stiamo in Sardegna, non mancherò di bere un mirto”.

Zeffirelli: Gasdia, all’Arena il suo ultimo sognoPer La Traviata il 21 giugno, si prepara un grande omaggio

15 giugno 201916:25

“Ho reso possibile il suo ultimo grande sogno: la Traviata all’Arena di Verona”. Cecilia Gasdia, sovrintendente e direttore artistico della Fondazione Arena di Verona, che a Franco Zeffirelli deve parte della sua carriera di artista, parla con grande commozione del suo rapporto con il regista, morto oggi a 96 anni, che fino all’ultimo ha lavorato all’allestimento del capolavoro di Giuseppe Verdi con cui il 21 giugno si aprirà l’Opera Festival 2019, accompagnato da un grande omaggio al maestro.”Mi sento onorata di poter restituire quel grande regalo che lui aveva fatto a me con La Traviata, ma voglio talmente bene a Zeffirelli per quello che ha fatto per me e per il teatro che mi sembra ancora poco” dice la cantante, che nel 1984 fu chiamata da Zeffirelli proprio per il ruolo di Violetta nella Traviata. “Sembra quasi un destino che ci ha unito per tutta la vita e anche nella morte. La Traviata è stata molto importante per tutta la mia vita e carriera. Franco mi ha insegnato i movimenti e a tirare fuori cose che non sapevo di avere. Chi ha lavorato con lui lo ha amato, era un gigante, una specie di mago” spiega la Gasdia con la voce rotta dalla commozione.”Per me oggi Franco Zeffirelli è passato all’immortalità, anche se fino a poche ore fa era una leggenda vivente. Ha fatto tutta la storia del teatro e del cinema” spiega. E aggiunge: “Franco amava molto i giovani, la mia storia ne è un esempio”. Zeffirelli “mi diceva sempre che avrebbe voluto fare la Traviata a Verona dove aveva realizzato tante opere, da Turandot ad Aida a Madame Butterfly. Gli era rimasto questo desiderio dalla prima volta che venne in Arena. Per Turandot aveva creato un bozzetto anni fa che era rimasto lì. L’anno scorso da sovrintendente dell’Arena gli ho fatto la proposta di rimettere mano a questo lavoro e il suo entusiasmo è andato alle stelle. Ha fatto nuovi bozzetti, ha lavorato ai costumi, alle scenografie. E’ un kolossal hollywoodiano. Voleva essere con noi alle prove e speravamo tutti potesse venire alla prima” dice la Gasdia che l’ultima volta lo ha visto un mese fa.Poi racconta un aneddoto: “La prima volta che l’ho incontrato avevo 23 anni e mezzo ed ero un po’ cicciottella. Quando ho bussato alla sua porta di casa è venuto lui ad aprire, mi ha guardata a mi ha detto: ‘Chi è lei? Ma non penserà mica di fare la Traviata in queste condizioni?’. Mi sono messa un po’ a dieta e più tardi mi ha detto che stava scherzando. Ci furono quasi due mesi di prove e lui era presente sempre, dalla mattina alla sera. Il mio abito ha finito di decorarlo in scena, con una sarta accanto. Siamo diventati grandi amici. Ho lavorato a tantissime sue opere. Ho passato con lui intere giornate nella villa di Positano e a Roma”. Le prove della Traviata all’Arena sono cominciate circa dieci giorni fa, mentre all’allestimento si lavora da sei mesi. “Eravamo in attesa di veder arrivare Zeffirelli da un momento all’altro per la sua Traviata hollywoodiana e cinematografica in cui ha messo la summa di tutto il suo amore per le numerose edizioni dell’opera che ha realizzato, a cominciare da quella con la Callas” sottolinea la Gasdia.Per il 21 giugno “prepareremo un grande omaggio, ma non so ancora esattamente come sarà perché vorrei fare la cosa più bella per Franco. Sarà una giornata bellissima, ma di grande dolore. Avremo il presidente della Repubblica alla prima ed è già tutto esaurito. Ci saranno undici repliche e sarà in scena anche nel 2020. Sono certa che questa Traviata rimarrà negli annali della Fondazione per tanti anni” dice la sovrintendente e direttrice artistica.

Eddie Vedder a Firenze, rock e emozioneIl frontman dei Pearl Jam fa bis a festival e omaggia Zeffirelli

FIRENZE16 giugno 201911:32

– Eddie Vedder, frontman dei Pearl Jam, è tornato sul palco del Firenze Rocks il 15 giugno, a due anni dal concerto del 2017 che, con 55mila spettatori, aveva infranto il record della sua carriera solista. Lo show è il primo dei due in programma in Italia nel 2019: il 17 Vedder sarà a Barolo.
Il concerto si apre con Eddie seduto al pianoforte che intona Cross River. La voce caldissima e profonda del cantante americano riempie la Visarno Arena e fa scendere le prime lacrime ai fan arrivati da tutta Italia. La scenografia è semplice, arricchita unicamente dalla presenza del Red Limo String Quartet, quartetto d’archi olandese. Vedder saluta con un ‘buonasera amici miei’ e ribadisce il suo amore per l’Italia, il Paese in cui ha conosciuto la moglie. Lo show prosegue con altre cover di vere e proprie leggende: Brain Damage dei Pink Floyd, Wildflowers di Tom Petty e Should I Stay or Should I Go dei The Clash. Fuori programma l’omaggio a Franco Zeffirelli: per il maestro scomparso Vedder intona Just Breathe.           [print-me title=”STAMPA”]

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Matera 2019, Pitagora e i numeri primi
Dal 21 giugno 5 esposizioni, direzione scientifica di Odifreddi

MATERA14 giugno 2019 11:04

– “Vedere la matematica dall’interno, attraverso la bellezza dei numeri e i suoi contenuti specifici, e dall’esterno attraverso i numeri della bellezza e le sue relazioni con il resto della cultura”. E’ questo l’intento della “della terza grande mostra” del programma di Matera Capitale europea della Cultura 2019, “La Poetica dei Numeri Primi. Da Pitagora agli algoritmi”, con la direzione scientifica del matematico Piergiorgio Odifreddi.
Il progetto si sviluppa in cinque esposizioni fra il Parco archeologico di Metaponto e Matera, con due percorsi, storico-didattico e artistico, un laboratorio interattivo, a cui si affiancano una serie di iniziative che si svolgeranno in parte a giugno, in occasione del solstizio d’estate, e in parte a settembre, per l’equinozio d’autunno. La grande mostra – che sarà inaugurata tra il 21 e il 23 giugno e che sarà poi visitabile fino al 30 novembre – è coprodotta da Fondazione Matera Basilicata 2019 e Polo Museale della Basilicata.
The Fresh Air, arriva un concept albumEsce l’album ‘The reason of your life’ con brani del 1967-1969

14 giugno 201911:38

– Dieci canzoni in inglese per raccontare quello che non è stato, per dire di una band di giovani talenti italiani a cui un mercato discografico cinico o distratto non ha dato una possibilità seria, per cantare oggi ciò che ieri non è stato ascoltato. Con il cd, al posto del vinile di una volta, ‘The reason of your life’, Il senso della mia (tradotto così) vita, dei The Fresh Air tornano atmosfere fine anni Sessanta, di un mondo pieno di sogni e di amore, di un universo che intravedeva cambiamenti, paure e inquietudini.
Pezzi composti e registrati su nastro magnetico fra il 1967 e il 1969 e che ora – 50 anni dopo – vengono riproposti o meglio proposti in un concept album, un’opera rock, con testi allegorici e fiabeschi e con una ouverture sfrontatamente ispirata dall’inizio del quarto movimento della Nona Sinfonia di Beethoven con un crescendo rossiniano. Il risultato fu una ‘incompiuta’ perché il disco di Maurizio Villa, Walter Consonni e Mattia Garofalo vedrà la luce solo ora nel giugno nel 2019.
Tool regalano nuovi brani a fan FirenzeAl Visarno un’ora e mezzo di concerto che ripercorre storia band

FIRENZE14 giugno 201912:21

– Il battito cardiaco che introduce la celebre Ænema ha aperto ufficialmente l’edizione 2019 del Firenze Rocks: sul palco il vocalist Maynard James Keenan e la sua storica band californiana. Di fronte ai Tool, nell’unica data italiana, ci sono oltre 45mila fan accorsi all’Arena del Visarno nel parco delle Cascine di Firenze per la terza edizione del festival. Prima di loro sul palco Billy Corgan e i suoi Smashing Pumpkins. Corgan ha poi lasciato spazio ai Tool. La loro apparizione al Firenze Rocks anticipa di poco più di un mese l’uscita del quinto album. Nel corso del concerto i Tool hanno regalato ai fan due nuovi brani: ‘Descending’, brano lungo circa 13 minuti, ricorda i Tool dell’album 2006, mentre ‘Invincible’ sembra già proiettare la band nel futuro. Il concerto si chiude dopo 11 canzoni e un’ora e mezzo di musica votata all’inconfondibile stile della band californiana. Dopo l’ultima nota, l’uscita di scena dei Tool è accompagnata da un lungo applauso dei fan.
Israele, Mahmood primo nella hit parade’Soldi’ piace molto ai giovani della radio militare

goog_1027012901 – RIPRODUZI

Anche se è giunto secondo nell’Eurovision Song Contest disputato a maggio a Tel Aviv, Mahmood è riuscito egualmente a far presa immediata nel pubblico dei giovani israeliani. Per la seconda settimana consecutiva, si è aggiudicato con ‘Soldi’ il primo posto della hit parade delle canzoni straniere elaborata dalla radio militare (che è molto popolare fra i giovani) sulla base delle preferenze degli ascoltatori. Mahmood è seguito nella graduatoria da Justin Bieber con Ed Sheeran (‘I don’t care’) e da Billie Eilish (‘Bad Guy’).
Nessun’altra canzone fra quelle presentate all’Eurovision figura nei primi dieci posti di questa classifica. Nella vetrina delle canzoni da scegliere per la settimana prossima è intanto proposta anche la canzone vincitrice di quella gara: ‘Arcade’, dell’olandese Duncan Laurence.
Museo Tattile Omero, percorso all’EgizioAl Cairo 12 opere da toccare e didascalie Braille, inaugura 20/6

ANCONA14 giugno 201913:44

– Il Museo tattile Omero di Ancona realizzerà un percorso di visita dedicato ai non vedenti al Museo egizio del Cairo. Un percorso che prevede 12 splendide opere, tra le quali Il faraone Amenhotep II (1428-1397 a.C.) con la dea Meretseger, granito, da Karnak (Luxor), scelte da far toccare, con didascalie in braille inglese, arabo e italiano che hanno impegnato Daniela Bottegoni e Saad Kalida. Ogni opera sarà corredata di reading pen con file audio nelle tre lingue con descrizioni. Verrà fornita una mappa a rilievo del museo con indicazione di opere e legenda in Braille inglese e arabo. Tra i pezzi prescelti per la lettura tattile la statua seduta della dea Sekhmet, granito nero, dal tempio di Mut a Karnak (Luxor), la sfinge del faraone Amenemhat III (1842-1794 a.C.) granito, la triade del faraone Menkaura (2494-2472 a.C.), grovacca, da Giza.
Il 20 giugno sarà il ministro delle Antichità Khaled el-Anany, alla presenza dell’ambasciatore italiano Giampaolo Cantini, a inaugurare il percorso tattile.
Nella nuova esperienza internazionale al Cairo il Museo tattile Omero sarà impegnato anche in un corso di formazione con gli operatori museali sui temi indispensabili per creare un sistema di accessibilità per le persone con disabilità visiva: vanno dall’educazione dei sensi alla formazione dell’immagine tattile e valutazione estetica, fornendo anche tecnologie e strumenti. Le esercitazioni sulla lettura tattile si articoleranno su quattro elementi: scultura, architettura, pittura e archeologia. Verrà progettato e condiviso un percorso di accessibilità, definendo attività educative specifiche e una corretta comunicazione e studiando possibili sinergie con il territorio per la migliore inclusione culturale e sociale delle persone con disabilità visiva. La missione rientra nel programma “Vivere all’italiana” del ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale. Dal 15 al 22 giugno saranno per questo nella Capitale egiziana il presidente del Museo Omero Aldo Grassini con Andrea Socrati e Annalisa Trasatti. A coordinare l’iniziativa l’Istituto italiano di cultura diretto da Paolo Sabbatini e Centro Archeologico italiano del Cairo con Giuseppina Capriotti Vittozzi.
‘Inno’ Maturità di Lorenzo BaglioniArriva ‘Maturandi’, in coproduzione con Studenti.it

14 giugno 201913:59

– L’esame di maturità è alle porte e Studenti.it, da più di 20 anni a fianco dei ragazzi come supporto allo studio, presenta il nuovo brano di Lorenzo Baglioni, ‘Maturandi’. Disponibile dal 14 giugno su tutti gli store digitali, il nuovo inno della Maturità 2019 racconta con tono ironico ed emozionale le paure e le ansie ma anche la leggerezza romantica dei ragazzi e delle ragazze alle prese con il primo rito di passaggio della loro vita, in un momento di condivisione generazionale. Il testo gioca sugli argomenti più gettonati del programma d’esame, dalla matematica (“il limite se x tende a zero / di sen(x) su x è uguale a uno per davvero”), alla storia (“la polveriera dei Balcani / 1-8-6-1, diventiamo italiani”) e alla filosofia (Filosofia, l’aut-aut per Soren Kierkegaard / Kant e la critica della ragion pratica). I timori (“l’incubo ricorrente / mi sveglio e non so più niente!”) e le speranze (“questa notte è così breve per dei sogni così grandi”), si trasformano nei versi di una canzone pop.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Domino, la Cia e l’Isis secondo De Palma
Il film apre Filming Italy Sardegna, poi in sala dall’11 luglio

CAGLIARI14 giugno 201919:21

– “Siamo americani, leggiamo le vostre email”. Si chiude così, con questa cinica battuta dell’agente Cia (Guy Pearce) a uno sbigottito agente speciale, ma solo danese, Nikolaj Coster-Waldau ‘Domino’, l’ultimo film di Brian De Palma in uscita nelle nostre sale l’11 luglio con la Eagle. Un thriller, in salsa terroristica, con alcune zampate in puro stile De Palma, e momenti, al contrario, più deboli. E questo, non a caso, in un film, che ha aperto la seconda edizione del Filming Italy Sardegna Festival, verso cui lo stesso regista di ‘Vestito per uccidere’ ha preso le distanze più volte. Per Domino ci sono stati infatti tagli non voluti (da due 2 ore si è passati a 90 minuti), tante divergenze creative, una sceneggiatura non del regista (firmata da Petter Skavlan), effetti speciali non all’altezza e tutto questo in una produzione europea composta da fondi danesi, francesi, belgi, olandesi e italiani.Insomma un ritorno al cinema quello di De Palma – l’ultimo suo film è stato ‘Passion’ nel 2012 – un po’ complicato in un lavoro che aveva dalla sua la più cocente attualità, ovvero la lotta internazionale contro il terrorismo internazionale dell’Isis. Questa la storia. Christian (Nicolaj Coster-Waldau) e Alex (Carice van Houten), sono due poliziotti dell’unità crimini speciali di Copenaghen. Dopo l’omicidio del loro caro collega Lars (Sren Malling), durante un’azione di polizia consumata tra i tetti della città e degna del miglior Hitchcock, i due si lanciano in una disperata caccia all’uomo per trovare il colpevole, un affiliato ad una cellula danese dell’Isis. Un infinito inseguimento da parte della coppia, dalla capitale scandinava a Bruxelles fino ad Almeria, per scoprire, solo alla fine, di stare dentro a un intrigo internazionale molto più grande di loro.L’uomo a cui danno la caccia, il radicalizzato Ezra Tarzi (Eriq Ebouaney), è sotto l’interessata protezione della Cia e questo per dare la caccia al davvero pericolosissimo Sheikh Salah Al Din (Mohammed Azaay). In questo De Palma, ormai da tempo orfano di Hollywood che non finanzia più i suoi film, c’è ancora il suo immenso talento, il suo singolare modo di girare, fatto di dilatazioni del tempo, riprese chirurgiche e zoom impossibili. Non solo, in Domino c’è anche un po’ di Italia: le musiche di Pino Donaggio in una delle scene più belle del film (quella della corrida con un simil-bolero di Ravel) e alcune riprese in Sardegna tra Cagliari, Capoterra, Domus De Maria e Pula.

30 anni di Musicultura, conduce RuggeriIl 20, 21 e 23 giugno a Macerata, il 27 luglio finale su Rai3

14 giugno 201914:46

– Musicultura festeggia 30 anni. E lo fa regalandosi una conduzione d’eccezione: saranno infatti Enrico Ruggeri e Natasha Stefanenko i padroni di casa delle tre serate del Festival della canzone popolare e d’autore, allo Sferisterio di Macerata il 20, 21 e 23 giugno (il 27 luglio andrà in onda su Rai3). Luca Bocchetti, Francesco Lettieri, Lo Straniero, Lavinia Mancusi, Paolantonio, Gerardo Pozzi, Enzo Savastano, Francesco Sbraccia sono gli otto finalisti.
“Partecipai alla prima edizione di Musicultura – ricorda Ruggeri, con alle spalle già qualche esperienza tv, ma alla sua prima conduzione in Rai -. Già da allora si capiva che avrebbe avuto un futuro. Ed è la dimostrazione che il dualismo cultura e divertimento non ha senso di esistere”.
Tra gli ospiti, Daniele Silvestri, PFM, Angélique Kidjo, Morgan, Sananda Maitreya & The Sugar Plum Pharaohs, Quinteto Astor Piazzolla, Rancore, The Beatbox con Roma Philarmonic Orchestra, Giordano Bruno Guerri, The André, Coma_Cose, Andrea Purgatori, Carlotta Natoli.
Vasco a Cagliari, fan in fila 5 giorniCon le tende davanti alla Fiera per i concerti del 18 e 19

CAGLIARI14 giugno 201915:03

– Il tanto atteso ritorno di Vasco Rossi a Cagliari, dopo nove anni, è fissato per i due concerti di martedì 18 e mercoledì 19 giugno, ma già da cinque giorni prima si è creata la fila dei fan più assidui del Komandante, che da ieri hanno piazzato le tende davanti ai cancelli della Fiera. Qui, decine di giovani e meno giovani, giunti anche dalla penisola, trascorreranno ben cinque notti pur di garantirsi un posto sotto il palco.
Dopo il record dei sei concerti consecutivi sold-out a San Siro, il “Vasco Non Stop Live 2019” sbarca dunque in Sardegna, alla Fiera di Cagliari, dove sono attese circa 30mila persone a concerto. Operai e tecnici sono già al lavoro per montare il mega palco visto a San Siro, la più grande produzione mai arrivata in Sardegna. E i fan non vedono l’ora di saltare e cantare con il loro idolo: “Per Vasco questo e altro – raccontano accampati davanti all’ingresso – è il nostro Dio.
Staremo qui tutti insieme sino a martedì”.
Allievi di Brera in vetrina per Siviglia18 giovani talenti personalizzano pantalone di punta brand

giugno 201915:27

– Benedetta, 21 anni, aspirante grafica, disegna a mano dei volti di donna, mentre al suo fianco il coetaneo Luca, del corso di design, cuce dei piccoli ritagli di imbottito sulle tasche: in vetrina, da Eral 55, in corso Como, gli studenti dell’Accademia di Brera personalizzano i pantaloni della White Label di Siviglia, e i passanti si fermano incuriositi e interessati, tanto che in un quarto d’ora vengono venduti 4 di questi capi unici, che passano direttamente dal tavolo alla vetrina.
Per tre giorni, 18 ragazzi si alterneranno nel personalizzare 40 paia di pantaloni, subito acquistabili. Il modello è il pantalone di punta del marchio, un chino realizzato con un tessuto di derivazione giapponese, un particolare tipo di raso fiammato a rovescio e tinto con una tecnica che permette al capo di degradare nel tempo, creando una sorta di vintage artigianale.
Testamento Marco Polo esposto a TorinoIl testo rivela un uomo molto ricco, femminista e credente

TORINO14 giugno 201915:42

– Marco Polo era miliardario, eclettico, generoso e femminista e alla sua morte decise, contrariamente al costume dell’epoca, di lasciare i suoi beni, oltre che a numerose chiese per conquistarsi un felice aldilà, alle donne di casa. E non ai parenti maschi.
Sono alcune informazioni sul viaggiatore più famoso della storia, il veneziano Marco Polo, che emergono dallo studio, dal restauro e dalla riproduzione del suo testamento. Un lavoro promosso dall’associazione Scrinium, specializzata in ‘cloni’ di documenti antichi, e dalla Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia, dove è custodita la preziosa pergamena.
Il primo clone così riprodotto (in tutto sono 185, per un valore di 5.000 euro l’uno, già tutti venduti nel mondo), frutto di tre anni di lavoro, è esposto da oggi al 14 settembre al Museo di Arte Orientale di Torino. “Un documento intimo e pieno di storia – ha sottolineato la ricercatrice Tiziana Plebani – che lega per sempre la storia italiana all’Oriente e alla Cina”.

7/o Passaggi Festival saggistica a Fano24-30 giugno. Tema edizione “C’era una volta in Europa”
FANO (PESARO URBINO)14 giugno 201916:16

– Dal 24 al 30 giugno scrittori, giornalisti, artisti, attori e poeti saranno a Fano (PU) per la 7/a edizione di Passaggi Festival, rassegna sulla saggistica e non solo. “Il nostro obiettivo – ha detto il direttore del festival Giovanni Belfiori alla presentazione del programma a Palazzo De’ Pili a Fano – è riuscire ad avvicinare al libro chi normalmente non legge. Lo facciamo nel modo più semplice e lineare possibile, chiamando nomi di grande popolarità in grado di riempire le piazze ma anche di grande qualità in grado cioè di suscitare curiosità e interesse”.
Passaggi Festival quest’anno è incentrato sul tema “C’era una volta in Europa”, grazie al lavoro del comitato scientifico, presieduto da Nando dalla Chiesa, composto da Marino Sinibaldi, Alessandra Longo, Lorenzo Salvia, Giorgio Santelli, Claudio Novelli. La manifestazione si arricchisce ogni volta di nuovi contenuti e rassegne. Per 7 giorni, dal pomeriggio a mezzanotte, la città marchigiana diviene la capitale dei ‘Libri vista mare’.
Coppola e Stone ospiti a Bologna’Sotto le stelle del cinema’ in piazza Maggiore dal 17/6 al 14/8

BOLOGNA14 giugno 201916:27

– Francis Ford Coppola (presenterà il final cut di ‘Apocalypse now’), Oliver Stone (per ‘The doors’) e Jane Campion (per ‘Lezioni di piano’) saranno tra gli ospiti attesi a ‘Sotto le stelle del cinema’, il cartellone di 56 serate di film a Bologna, in piazza Maggiore, dal 17 giugno al 14 agosto. Previsti cicli su nuovi restauri di film e retrospettive dedicate, tra gli altri, alle ‘Donne che hanno fatto grande il cinema’, ‘Classici degli anni ’90’, Jean Gabin e i fratelli Pupi (sarà festeggiato per gli 80 anni) e Antonio Avati. Attesi anche Claude Lelouch, che presenterà il suo ‘Un uomo, una donna’, con il direttore del festival di Cannes Thierry Fremaux; Nicolas Winding Refn per ‘Drive’, Lina Wertmuller per ‘Pasqualino settebellezze’, Nicolas Seydoux per ‘Il piacere’ di Max Ophuls, Michel Ocelot per ‘Dilili a Parigi’, oltre ad Alice Rohrwacher, Matteo Garrone, Riccardo Scamarcio, Paola Cortellesi e Riccardo Milani.
Lionsgate Con posticipato a settembreDal 13 al 15 raddoppia spazi a PadovaFiere, confermato Iain Glen

14 giugno 201916:55

– Le numerose richieste arrivate dai fan di tutta Italia per incontrare i loro idoli delle serie tv al Lionsgates Con di Padova ha portato alla decisione di raddoppiare gli spazi e di posticipare la prima edizione dell’evento che si svolgerà dal 13 al 15 settembre, anziché dal 21 al 23 giugno, come inizialmente previsto. L’evento occuperà non più uno, ma due padiglioni (l’11 e il 14) di PadovaFiere e i biglietti già acquistati restano validi anche per le nuove date.
Lo comunica l’ufficio stampa della manifestazione spiegando che “la decisione è stata presa dagli organizzatori di Starjob Srl per garantire un assetto ancora migliore di attività e servizi. La notevole risposta del pubblico ha infatti cambiato le esigenze tecniche e reso necessario riformulare gli spazi”.
La formula dell’evento e gli ospiti restano invariati: si potranno incontrare attori internazionali come Iain Glen de Il Trono di Spade e il celebre fumettista Marvel Marco Checchetto.
Ma anche cosplay, espositori di gadget e fumetti, il concerto di Chase Coleman, voce dei Mercy Mode e volto di Oliver in The Originals, e la proiezione del film Pirati dei Caraibi assieme Kevin McNally.
Maraini, la poesia al Teatro sull’AcquaAl festival Gualtieri e Scurati, dal 3 all’8 settembre ad Arona
14 giugno 201917:17

– E’ l’anno della Poesia al Festival ‘Il Teatro sull’Acqua 2019’ che dal 3 all’8 settembre trasforma Arona, sul Lago Maggiore, in un teatro diffuso.
“L’idea della poesia mi è venuta dal fatto che ho sentito tanti editori lamentarsi che non si vendono i libri di poesia, ma ho constatato che invece quando si legge la poesia a voce alta, la gente accorre. Vuol dire che probabilmente la poesia per essere apprezzata ha bisogno della vocalità. Allora abbiamo pensato di chiamare dei poeti importanti come Fabio Pusterla, Vivian Lamarque, Maria Borio e Mariangela Gualtieri che fa un piccolo evento, ‘Bello mondo’, tra poesia e teatro. Sono sicura che questo sarà un successo ed è l’unico modo veramente di apprezzare la poesia” dice Dacia Mariani che è direttrice artistica di questo festival di teatro e parola, nato nel 2011 da un’idea della scrittrice, cittadina onoraria di Arona, e Luca Petruzzelli, che rappresenta un unicum in Italia.
L’evento clou è ‘Concertazione per elementi’ di Monica Maimone.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Lettere di Cohen vendute a 900 mila dlr
Indirizzate a Marianne Ihlen, musa del cantautore canadese

NEW YORK14 giugno 201917:59

– Le lettere d’amore che Leonard Cohen scrisse alla sua amante e musa Marianne Ihlen sono state vendute all’asta per 876mila dollari. Lo ha rivelato la casa d’aste Christie’s. La corrispondenza copre un periodo che va dal 1960 al 1979.
Ihlen, che il poeta e cantautore canadese incontrò negli anni ’60, fu l’ispirazione di canzoni come ‘Bird on a Wire’, ‘So Long Marianne and Hey’, ‘That’s No Way To Say Goodbye’. Cohen e Ihlen non si sono mai sposati e rimasero amici anche dopo la fine della loro relazione. Sono morti entrambi nel 2016 a pochi mesi di distanza.
La loro relazione sarà anche oggetto di un documentario ‘Marianne & Leonard: Words of Love’ (Marianne e Leonard: parole d’amore) che andrà in onda nel Regno Unito il prossimo 26 luglio.
Jesse Williams, a Grey’s Anatomy per caso”Il segreto del medical drama? Affrontare temi di attualità”

CAGLIARI14 giugno 201919:24

– “Ero un insegnante di inglese. Fui chiamato per fare solo tre puntate di Grey’s Anatomy, era la sesta stagione, ma da allora non me ne sono più andato. Sono passati 11 anni, ma ogni volta che sto sul set ancora mi chiedo con paura: ora mi licenziano”. A parlare così oggi, alla seconda edizione del Filming Italy Sardegna, il festival diretto da Tiziana Rocca, Jesse Williams, guest star insieme a Stefania Spampinato, sua collega di in una delle serie tv più longeve il cui ultimo episodio della stagione 15 andrà in onda lunedì 17 giugno in esclusiva su FoxLife, il canale 114 di Sky.La serie, che proseguirà per le prossime due stagioni e arriverà al 2021, vedrà ancora così il dr. Jackson Avery e, quasi sicuramente anche la Spampinato nei panni della dottoressa italiana, Carina DeLuca. Williams, che è anche un modello e un attivista in lotta per i diritti degli afroamericani (ha vinto nel 2016 un Bet Humanitarian Award), è stato accolto stamani nella sala dei Cristalli di Forte Village da una platea entusiasta di studenti osannanti. “Non avevo mai guardato Grey’s Anatomy prima di farne parte – confessa -, ma era sicuramente un grande show, il più popolare, e così, mano a mano, mi sono guardato le stagioni precedenti”. Il segreto di questo medical-drama? “Il fatto di essere un po’ anche una famiglia in cui ci si sente accolti e si lavora bene. E questo anche grazie alla grande rappresentanza femminile”.E aggiunge Williams, che è stato anche regista di alcuni episodi della serie: “Qui la gente trova sempre problemi legati all’attualità, quelli delle donne, dei gay, dell’eguaglianza, della migrazione, Grey’s Anatomy è insomma leader in questo atteggiamento”. Fin da giovane, spiega poi l’attore, “ho imparato ad avere il coraggio delle idee, tanto più poi se hai una visibilità, la possibilità di avere un microfono in mano. In questi casi hai ancora più il dovere di portare avanti i tuoi ideali e manifestarli”. Il potere dei social oggi è fortissimo: “Pensate solo – riflette – a quanto la cultura americana debba a quella di origine africana. Nonostante questo ogni tanto dei neri continuano a morire per le strade d’America. Non si può a questo punto stare in silenzio perché in certi casi il silenzio è assenso”. Infine dalla Spampinato, arrivata molto più tardi alla serie, ma anche lei quasi per caso, la difesa di questo medical-drama e dei temi affrontati: “In più di un episodio si è trattato dell’assicurazione sanitaria negli Usa che fa sì che tu non sia curato se non hai i soldi. Mi è capitato di fare un piccolo intervento negli States e ho pagato ben 80.000 dollari. In Italia – conclude – non avrei pagato nulla, questo la gente lo deve sapere”.

Da sposi in tv ‘a prima vista’ a divorzio impossibile,è caosLa produzione, “nel contratto nessun obbligo al matrimonio”
14 giugno 201918:24

Doveva essere un matrimonio a prima vista, è diventato un vero e proprio caso, anzi un divorzio da incubo. Stefano Soban, titolare di quattro gelaterie di Alessandria, e Sara Wilma Milani, 39 anni, cantante di Abbiategrasso, si sono visti respingere la richiesta di annullamento delle nozze – celebrate nella seconda edizione di Matrimonio a prima vista, il reality che punta a formare coppie tra perfetti sconosciuti, andata in onda su Sky Uno nel 2016 – dal tribunale di Pavia. La vicenda è rimbalzata su diversi siti di informazione e sui giornali (tra i quali Il Corriere della Sera e Repubblica) e la produzione oggi è intervenuta con una nota ufficiale per fare chiarezza. “Con riferimento agli articoli apparsi in queste ore su diverse testate giornalistiche – precisa la Nonpanic S.r.l., società produttrice di Matrimonio a prima vista – le persone che richiedono di partecipare al programma scelgono liberamente di contrarre matrimonio davanti ad un ufficiale dello stato civile.
Ciò è a loro ben noto – si legge nella nota – in quanto sono chiamati a sottoscrivere una clausola contrattuale che testualmente recita ‘condizione essenziale per la Sua partecipazione al programma nei termini e modi di seguito specificati è che Lei contragga matrimonio liberamente e senza riserve […]’. E ancora, “il contratto sottoscritto dai partecipanti non li obbliga a contrarre matrimonio né tanto meno prevede penali nel caso in cui uno o entrambi i nubendi cambino idea rispetto alla scelta di sposarsi. Come in tutti i contratti aventi ad oggetto la partecipazione ad una produzione televisiva, il contratto di partecipazione al programma prevede l’applicazione di una penale solo in caso di violazione del patto di esclusiva e degli obblighi di riservatezza nonché l’ammonimento che l’eventuale ingiustificato abbandono del programma può causare un danno alla produzione addebitabile ai partecipanti. Va sottolineato che l’abbandono del programma è peraltro cosa diversa dall’eventuale decisione di non procedere più alle nozze, scelta che comunque consente di proseguire nella partecipazione al programma in considerazione dell’interesse televisivo ad apprendere le motivazioni della nuova scelta”.
“La recente decisione del tribunale di Pavia, nel respingere la richiesta di annullamento del matrimonio contratto nel corso del programma, ha confermato la validità del ‘Matrimonio a prima vista’ e pertanto l’assoluta veridicità dei contenuti narrati nel corso del programma stesso. Ciò premesso – spiega ancora la produzione – le coppie del programma sono e rimangono comunque libere – al pari di quanto consentito ad ogni altra coppia che ritenga non più tollerabile la prosecuzione della relazione matrimoniale – di richiedere e ottenere lo scioglimento del vincolo, in via consensuale o giudiziale, nei modi e nelle forme prescritti dalla legge italiana”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Morgan, sfratto rimandato per motivi di salute
Per protesta il cantante ha affisso articoli della Costituzione

14 giugno 201918:30

E’ stato rimandato al 25 giugno lo sfratto di Morgan, all’anagrafe Marco Castoldi, dalla sua casa di Monza, previsto per questa mattina, in esecuzione del pignoramento deciso dal Tribunale di Monza a fine 2017. Secondo quanto si apprende, le trattative intercorse tra il legale di Morgan, l’avvocato Renato Moraschi, il manager Andrea Mainolfi con il custode giudiziario e le forze dell’ordine presenti sul posto hanno portato al rinvio per ragioni di salute che non hanno consentito lo spostamento dell’artista dal proprio domicilio, come certificato dal medico intervenuto. All’artista è stato prescritto riposo assoluto.    Tra i tanti presenti a esprimere solidarietà al cantante c’era anche l’ex Jessica Mazzoli, con la piccola Lara (6 anni).    In segno di protesta, Morgan ha anche affisso davanti casa alcuni articoli della Costituzione Italiana (3, 4, 9 e 13) che stabiliscono il diritto al lavoro (“questo è un luogo di lavoro”, scrive a latere), l’inviolabilità della libertà personale e che la Repubblica sostiene lo sviluppo della cultura (“io sono promotore della cultura a livello nazionale”).

Brignano, a teatro Un’ora sola vi vorreiNuovo spettacolo che ‘sfida il tempo’, tour estivo da nord a sud

MA14 giugno 201919:05

– Dopo il successo di “Innamorato Perso”, Enrico Brignano si prepara a tornare protagonista dell’estate 2019 con “Un’ora sola vi vorrei”, il suo nuovo one-man-show che sfida e rincorre il tempo. I biglietti saranno in vendita online da lunedì 17 giugno alle ore 11, offline da giovedì 20 giugno sempre alle ore 11. Nel mese di agosto 2019, la tournée farà tappa in alcune location da Nord a Sud: dopo l’anteprima di sabato 3 agosto al Castello di Udine, sarà al Castello Pasquini di Castiglioncello (martedì 6), all’Arena della Versilia di Cinquale (8 agosto), ad Anzio allo Stadio del Baseball Icar Peugeot (12 agosto). Brignano porterà il suo spettacolo alla Summer Arena di Soverato (24 agosto) e proseguirà al Teatro d’Annunzio di Pescara (26 agosto), in Piazza Cavalieri a Pisa (28 agosto), per terminare a Palermo (30 agosto al Teatro di Verdura). A spasso nel suo passato, tra ricordi e nuove proposte che rappresentano un ponte gettato sul futuro, Enrico passeggia sulla linea tratteggiata del nostro presente.
Installazione racconta Leonardo-botanicaIn piazza della Signoria, anticipa mostra dedicata

FIRENZE14 giugno 201920:33

– Un grande poliedro alto sei metri con all’interno un albero di gelso: è l’installazione, allestita in due notti di lavoro, in piazza della Signoria a Firenze che anticipa e presenta i contenuti della mostra ‘La botanica di Leonardo. Per una nuova scienza tra arte e natura’. L’esposizione, che prenderà il via il 13 settembre nel Museo di Santa Maria Novella, è un tassello fondamentale nel percorso che la città ha dedicato alle celebrazioni leonardiane.
L’ideazione e lo sviluppo del progetto sono state affidate a Stefano Mancuso, tra le massime autorità mondiali nel campo della neurobiologia vegetale, Fritjof Capra, fisico e teorico dei sistemi fondatore e direttore del center for ecoliteracy a Berkeley in California, e Valentino Mercati, fondatore e presidente di Aboca. “Tutti parlano di Leonardo architetto, pittore, ingegnere ma pochi conoscono il Leonardo studioso e amante della botanica”, ha detto il sindaco di Firenze Dario Nardella. “Per questo abbiamo deciso, con l’aiuto anche della famiglia Mercati – ha aggiunto -, di organizzare a Firenze una mostra sulla botanica, disegnata, rappresentata, studiata da Leonardo da Vinci”. Valentino Mercati, fondatore e presidente di Aboca, ha ricordato che il “dodecaedro rappresenta l’unità del tutto e suggerisce di allargare le nostre visioni riduzionistiche a nuovi spazi temporali, dimensionali e concettuali”. “Emerge – ha detto l’amministratore delegato di Aboca, Massimo Mercati – la necessità di riprendere il pensiero del Genio toscano imprimendo sviluppi diversi che portino a un nuovo Rinascimento culturale e scientifico”.

Anziani: Fondazione Sordi consegna premi alla solidarietà15 giugno ricorre l’anniversario della nascita
14 giugno 201923:40

La Fondazione Alberto Sordi ha consegnato giovedì a Roma i premi intitolati all’attore romano, di cui il 15 giugno ricorre l’anniversario della nascita, e dedicati a valorizzare soggetti impegnati nella promozione della condizione degli anziani.
La cerimonia di consegna del “Premio Alberto Sordi alla Solidarietà 2019”, presentata da Benedetta Rinaldi, ha visto premiati premiati la scultrice Maria Giustina Cappelli, l’infermiera in pensione Cristina Fattori e l’associazione Amici di Casa Insieme Onlus. La Social Street San Gottardo Meda Montegani di Milano ha meritato una menzione speciale per aver attivato un corso di alfabetizzazione digitale in cui gli anziani del quartiere imparano ad usare le nuove tecnologie.

Ed Sheeran incanta il pubblico di Firenze RocksNovanta minuti di show con 13 canzoni e assaggio nuovo album

FIRENZE15 giugno 201910:44

– Abbigliamento semplice, jeans e maglia della Nazionale italiana di calcio, inconfondibili capelli rossi spettinati e un carisma che riempie il palco per la seconda serata del Firenze Rocks. Ed Sheeran e la sua voce delicata fanno il loro debutto nella terza edizione del festival musicale fiorentino alle 21.10 in perfetto orario, intonando Castle on the Hill, brano tratto dell’ultimo disco, pubblicato a marzo 2017 e subito vincitore del Grammy Award. Dopo un lungo applauso liberatorio, i 65mila fan accorsi da tutta Italia e dall’estero per vedere la popstar, hanno iniziato a cantare con il 28enne britannico, ballando e scambiandosi sguardi compiaciuti per un inizio che centra in pieno le aspettative.Lui risponde con un ‘grazie Firenze’ e riprende a suonare. Il palco è essenziale, senza coreografie o installazioni, soltanto un maxi schermo alle spalle di Sheeran e due schermi giganti montati sui lati. Prima della star della serata sono saliti sul palco della Visarno Arena Matt Simons, con le sue sonorità pop, Zara Larsson, cantautrice svedese alla ribalta grazie all’album di debutto So good, e gli attesissimi Snow Patrol, unici rappresentanti del rock in una serata completamente votata al pop e al contemporary R&B. Per Sheeran la tappa fiorentina rientra in un tour europeo che nei prossimi giorni toccherà anche Roma e Milano con altre due concerti da tutto esaurito e record di incasso. Oltre a presentare l’album Divide, disco più venduto in Italia nel 2017, il tour di Sheeran apre la strada all’uscita del prossimo album, il 12 luglio, dal titolo No.6 Collaborations Project che propone una carrellata di nuovi brani creati con altri artisti. Tra questi, l’ultimo singolo I Don’t Care, in collaborazione con Justin Bieber, suonato dal vivo proprio questa sera davanti ai fan del Firenze Rocks come assaggio del nuovo album. Per il resto è un tripudio di grandi successi della musica pop, contaminata da una sfumatura country, e conditi con la partecipazione di un pubblico generoso e preparatissimo.Nonostante la giovane età, Sheeran dirige il concerto come un veterano del palcoscenico, cambia spesso chitarra, interagisce di continuo con il pubblico ed è in grado di alternare momenti in cui fa cantare e ballare tutti, come con Galway girl e Sing, ad attimi di profonda intimità con brani come The a Team e Photograph. Non mancano Bloodstream, I see fire e Thinking out loud per i quali Sheeran chiede la partecipazione dei 65mila fan che non si fanno rovinare la festa dalle poche gocce di pioggia che iniziano a cadere sul Visarno. Ma le vere perle del concerto arrivano alla fine, quando la popstar intona Perfect, cantata in parte in italiano come Andrea Bocelli nel loro celebre duetto, e Shape of you, uno dei pezzi più importanti della sua carriera, in cui Sheeran dà il meglio di sé. Dopo oltre novanta minuti di spettacolo, 13 brani, la popstar dai capelli rossi saluta il pubblico con un ‘grazie mille Firenze, buona notte’. Alla Visarno Arena, nel tempio del rock e delle star ‘maledette’ stasera Ed Sheeran ha dimostrato, ancora una volta, quanto potere può avere un cantante con la chitarra in mano e la faccia da bravo ragazzo.

Parrella, due donne in divenireNella scuola del carcere di Nisida un romanzo quasi perfetto

15 giugno 201910:46

– VALERIA PARRELLA, ‘ALMARINA’ (EINAUDI, pp. 126 – 17,00 euro).
Ecco un libro quasi perfetto, che nasce e finisce alto senza che la tensione, ideologica, emotiva, poetica e linguistica venga mai meno, tutto raccontato in una prima persona di cui è sempre viva la capacità, con tutte le sue inevitabili paure, di mettersi umanamente in gioco, di “affrontare le scale che ci cambiano la vita”, invece di pensare solo che “i poteri sono irraggiungibili come li raccontano” e che c’è poco da fare. Un libro, quindi, che si regge sulla felicità, limpidezza e intensità lieve della scrittura per parlarci con drammatica leggerezza di speranza, della forza del sentirsi vivi nonostante tutto e aperti al mondo, agli altri, con la possibilità di arricchirsi e salvarsi, sempre reciprocamente.
A parlare è la professoressa di matematica nel carcere minorile di Nisida Elisabetta Maiorano, vedova che non è riuscita da avere figli e con l’amato marito morto prima che riuscissero a adottarne uno. Quindi stanca, oppressa dalla vita e dai ricordi, in bilico tra questa che continua e timori e incertezze, non solo rispetto alla propria femminilità non ancora spenta. Il passato è quindi un tema, e riguarda anche la sua alunna Almarina, giovane ragazza romena stuprata e malmenata dal padre da cui è fuggita prostituendosi per riuscire a viaggiare con appresso il piccolo fratellino, da cui poi, in Italia, è stata separata dai servizi sociali. Ma se per la professoressa il passato è un pozzo in cui è facile precipitare ma da cui basta magari poco, la richiesta di un alunno, per riuscirne fuori, per tornare a essere presente, per la ragazza, incarcerata per un piccolo furto, è invece qualcosa da cancellare, così che ogni giorno possa essere una sfida, tanto che è come vivesse solo il momento contingente, in cui tutto esiste finché è presente. Nonostante questo, tutte e due anche se con una certa paura sono volte al futuro, pronte ad accoglierlo. La professoressa trovando quasi istintivamente, emotivamente, in lei la figlia mai avuta, la persona da aiutare a volare nella vita (di cui capisce forza e generosità vedendola giocare a pallavolo) e Almarina sognando di aprire un giorno una profumeria e aprendosi alla fiducia verso Elisabetta, anche se in modo quasi reticente, timoroso, tutto in quella frase comunque volta a un possibile domani: “Non ti prometto niente però…”.
Il doversi ricollocare, reinventarsi, riposizionarsi, “guardarsi le spalle e dentro e poi passare di livella sui giudizi” è quello che la professoressa chiama “la staratura di Nisida”, dove entrare è un’oppressione, ma poi dentro tutto cambia, a cominciare dai rapporti con l’odiato e amato direttore del campo, comandante della Polizia penitenziaria ma anche padre e uomo, persino bello. Così le verrà detto, quando chiederà di potersi occupare di Almarina, la cui scarcerazione è vicina, che non è la prima a sentirsi coinvolta da uno degli alunni, adolescenti per il cui cuore “per quanto gli abbiano già sputato sopra, i carcerieri siamo noi e non gli agenti, noi che vogliamo dare un senso alle loro esistenze, le quasi madri”, ragazzi ancora piccoli che quando avranno scontato la pena “torneranno da dove sono venuti, e dove sono venuti è il motivo per cui stanno qui”.
Sarà una lotta, un bisogno, una sfida anche per Elisabetta combattere con regole, servizi sociali, leggi e avvocati e giudici per riuscire a farsi affidare Almarina, scoprendo che “il confine non esiste”, che “l’amore non riconosce autorità”, che certe donne “sono esseri in divenire, e quando saremo uscite da qui già saremo diverse”. La verità è che ognuno di noi, a un certo punto cruciale della propria vita, incontra un’Almarina, e, nonostante la paura, se saprà coglierne l’occasione, potrà dare pienezza e senso alla propria esistenza, senza esami, senza voti: “Perché era questo che cercavamo io e mio marito, è quello che cercano le persone che non si fermano a ciò che la vita passa loro: un termine diverso cui aderire”.

The Floating Piers di Christo arriva in salaDal 16/6 l’epica impresa sul Lago d’Iseo nel film di Paounov

15 giugno 201910:46

– La sfida, camminare sull’acqua. Il sogno, trasformare l’intero Lago d’Iseo in un’opera d’arte contemporanea. Con quelle passerelle galleggianti color arancio scintillante, nel 2016 è stato l’evento espositivo più visto in Italia: un milione e mezzo di visitatori in due settimane, incoronato anche come la più bella opera di Land Art dell’anno.
Oggi la storia di The Floating Piers, la spettacolare installazione dell’artista bulgaro Christo Yavachev arriva al cinema, dal 16 al 19 giugno, con Christo – Walking On Water, documentario del regista Andrey Paounov, in sala per I Wonder Pictures e Unipol Biografilm Collection.
Un’avventura, quella del Floating Piers, che in realtà inizia molto prima del 2016, come racconta il film, già passato al Festival di Locarno e ora presentato al Biografilm Festival – International Celebration of Lives di Bologna il 16 giugno. Un primo progetto era stato infatti concepito da Christo insieme alla moglie e partner artistica Jeanne-Claude (scomparsa nel 2009) sin dal 1969 per Rio de la Plata in Argentina. Negli anni insieme i due hanno realizzato monumentali opere lavorando su monumenti, ponti, elementi naturali e reinterpretando paesaggi e architetture con immense installazioni come The Wrapped Reichstag Building a Berlino, The Umbrellas in California e Giappone, The Wrapped Coast in Australia e The Pont Neuf a Parigi. E, a 82 primavere, Christo sta lavorando ancora alla mega Mastaba nel deserto di Abu Dhabi mentre si parla di “impacchettare” l’Arco di trionfo a Parigi in occasione di una grande retrospettiva al Centre Pompidou nella primavera 2020.
Ma quella prima proposta di un molo gonfiato lungo 2 mila metri non andò in porto, come la successiva per Tokyo. Fino al 2014, quando Christo arriva in Italia per un sopralluogo. Dopo una serie di test tra Germania e Mar Nero, nel 2015 si procede finalmente con la fabbricazione dei vari componenti e a gennaio 2016 i sommozzatori iniziano a installare 240 ancore e 50 contrappesi nel lago d’Iseo. Il tessuto Dahlia giallo viene portato in elicottero e applicato solo il 15 giugno, tre giorni prima dell’inaugurazione della passerella lunga 3 chilometri che per 16 giorni ha permesso a tutti di camminare tranquillamente sull’acqua.
“Ho lavorato su Christo – Walking on Water per 18 mesi, rimanendo in contatto quotidiano con il protagonista”, racconta il regista Paounov, che nel film segue questa epica e memorabile follia, ma anche le complesse trattative a metà fra arte e politica, le sfide ingegneristiche e forza della natura, tra vedute a volo d’uccello e riprese in stile fly-on-the-wall. Il tutto mentre prende forma il sogno di un artista e si svela l’uomo che lo insegue. “Christo – prosegue – è uno dei personaggi su cui si possono trovare più informazioni dei nostri tempi. L’abilità, quindi, non era tanto catturare la sua immagine, ma scolpirla. La mia conclusione personale è che per Christo l’arte è un processo, non un risultato finale. The Floating Piers è la ciliegina sulla torta, ma la vera eccitazione viene dall’immaginare le possibilità, superare la burocrazia, domare le forze della natura. Il titolo del film, Chisto – Walking on Water ha un doppio significato. E’ un riferimento all’esperienza offerta da The Floating Piers, ma rappresenta anche il mio obiettivo finale: camminare sulle orme di Christo e della sua creazione”.
Patricia Arquette, io madre cattiva in The ActL’attrice, anche il fascismo è nato con il silenzio

CAGLIARI15 giugno 201910:49

– Patricia Arquette, nata a Chicago nel 1968 in una delle più famose famiglie di attori statunitensi – è infatti figlia di Lewis Arquette, nipote di Cliff Arquette e ha come fratelli gli attori Rosanna, Richmond, Alexis e David – ha un singolare destino, quella di aver interpretato molti ruoli da villain, da cattiva, ed oggi, alla seconda edizione del Filming Italy Sardegna, non a caso parla di The Act, serie televisiva statunitense distribuita sulla piattaforma Hulu basata su eventi realmente accaduti e di cui è stata trasmessa la prima stagione.Protagonista della storia, Gypsy Blanchard, una ragazza che cerca di sfuggire al rapporto con una madre iperprotettiva, Dee Dee Blanchard (Arquette), affetta da sindrome di Münchhausen che fa credere alla figlia, o meglio le impone, di vivere su una sedia a rotelle finché lei non si ribella. E questo fino alla tragedia finale. “Conoscevo questa sindrome, ma non questa particolare storia – dice la Arquette -. Ma quando ne ho parlato coi miei figli, mi hanno subito detto: ‘mamma non lo fare'”. Per prepararmi, spiega l’attrice divenuta famosa con Una vita al massimo (1993) di Tony Scott, dove interpreta la prostituta Alabama, “ho trovato una lunga intervista di una donna che aveva questa sindrome ed entrava e usciva da questa condizione mentale. Una sorta di co-dipendenza, la sua, con la figlia, con aspetti solo negativi. È come se questa donna sentisse, per avere una sua identità, il bisogno di aiutare e anche un’ansia di separazione, la paura di essere lasciata sola dalla figlia”.Riguardo al suo discorso, tenuto alla serata degli Oscar, sulla disparità tra uomo e donna per quanto riguarda i compensi, ci tiene a dire: “Non mi riferivo al solo show business, ma al 98% di tutte le professioni. Da quando è arrivato Trump le cose sono anche peggiorate”. Patricia Arquette ricorda poi la scomparsa della sorella Alexis, nata uomo con il nome di Robert, ma nel 2006 divenuta donna, un’icona transgender e attivista per i diritti della comunità LGBT: “La scelta che ha fatto Alexis è stata così coraggiosa e ne ha pagato il prezzo”. Nel futuro della Arquette – Golden Globe per la serie Escape at Dennamora in cui è stata costretta a ingrassare nel ruolo della ‘sporca e cattiva’ Joyce “Tilly” Mitchell che lavora nella sartoria della prigione – due film da regista e anche “un libro di mie memorie che sto scrivendo. Il capitolo più duro sarà certamente la morte di mia sorella”. La sua più grande paura? “La situazione sempre più pericolosa che si è creata in America dove se non si darà voce al dissenso politico non ci sarà mai vero cambiamento, il fascismo – conclude – è nato proprio dal silenzio”.

Piace Butterfly di Amato a Carlo FeliceMaria Teresa Leva è Cio-cio-sun, scene di Ezio Frigerio

GENOVA15 giugno 201911:42

– Applausi calorosi al Carlo Felice per l’ultimo titolo della stagione, “Madama Butterfly”. Opera di grande richiamo popolare. Puccini ha mantenuto l’appeal e lo spettacolo è gradevole e ben costruito. Sul podio il direttore artistico del Teatro Giuseppe Acquaviva con una interpretazione attenta, equilibrata, con appropriati slanci lirici. Maria Teresa Leva ha vestito con successo i difficoltosi panni di Cio-cio-san. Il tenore Stefan Pop ha voce da vendere e lo ha dimostrato offrendo un Pinkerton autoritario e capace di qualche raffinatezza. L’allestimento del Teatro di Astana ha un impianto scenico elegante e sontuoso disegnato da uno dei maggiori artisti del nostro tempo, Ezio Frigerio. La regia di Lorenzo Amato ha immaginato una “Madama Butterfly” tradizionale ma con elementi di interessante approfondimento, in relazione ad esempio alla figura della protagonista, l’unica donna pucciniana (con Turandot) che muta profondamente: poco più che bambina all’inizio, donna matura e responsabile alla fine. Amato ha voluto sottolineare il senso di spaesamento della donna che vorrebbe diventare americana a tutti gli effetti: non a caso regista e costumista le mettono addosso abiti occidentali nel secondo atto a indicare questa aspirazione. E nel preludio al terzo atto, davanti alla ragazza inginocchiata a guardare l’orizzonte, appaiono come in un sogno i grattacieli di New York. Applausi calorosi. Fra il pubblico, anche Giuliano Amato, padre del regista Lorenzo. Ha evitato commenti sul lavoro del figlio, ma si è dichiarato profondamente pucciniano. “Ha ragione chi già cinquant’anni fa, in epoca in cui Puccini era considerato un minore, ne sottolineava lo straordinario lirismo.
In quest’opera c’è un melodismo lungo, teso assolutamente geniale”. Repliche questo pomeriggio e domani (ore 15,30), martedì, mercoledì e giovedì (sempre alle 20).

Venezia, Almodovar Leone alla carrieraIl regista, “emozionato e onorato, ho bellissimi ricordi Mostra”

VENEZIA14 giugno 201913:33

E’ stato attribuito a Pedro Almodóvar il Leone d’oro alla carriera per un regista della 76.
Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia (28 agosto-7 settembre). “Sono molto emozionato e onorato per il regalo di questo Leone d’oro – ha detto Almodovar -. Ho bellissimi ricordi della Mostra di Venezia. Questo Leone diventerà la mia mascotte, insieme ai due gatti con cui vivo.
Grazie dal profondo del cuore per questo premio”.
Luca-Paolo in Un figlio di nome ErasmusRegia di Alberto Ferrari, nel cast Memphis, Liotti, Carol Alt

14 giugno 201912:43

– Primo ciak a Roma per una commedia on the road, diretta da Alberto Ferrari, che conta su un brillante cast di attori formato da Luca Bizzarri, Paolo Kessisoglu, Ricky Memphis e Daniele Liotti nei panni di quattro quarantenni che, a distanza di 20 anni dall’Erasmus fatto a Lisbona, si ritrovano in Portogallo per affrontare un viaggio avventuroso ed emozionante e per scoprire un segreto che potrebbe cambiare la vita a uno di loro. Il film, dal titolo ‘Un figlio di nome Erasmus’, segna anche il ritorno di Carol Alt sul grande schermo.
Le riprese saranno effettuate tra il Lazio e il Portogallo e il film, oltre ad essere prodotto, sarà anche distribuito da Eagle Pictures.
La pellicola narra le vicende di quattro amici quarantenni, Pietro, Enrico, Ascanio e Jacopo, chiamati a Lisbona per il funerale di Amalia, la donna che tutti e quattro hanno amato da ragazzi quando facevano l’Erasmus in Portogallo. Amalia ha lasciato un’inaspettata eredità: un figlio concepito con uno di loro. Ma chi è il padre?

A Giffoni protagonisti Stranger ThingsAppuntamento con Natalia Dyer e Charlie Heaton il 21 luglio

SALERNO14 giugno 201913:48

– I protagonisti di Stranger Things saranno ospiti della 49/a edizione del Giffoni Film Festival.
L’appuntamento con Natalia Dyer e Charlie Heaton è fissato per il 21 luglio, proprio a pochi giorni di distanza dall’uscita della terza stagione, in programma il 4 luglio. I due attori saranno premiati con il Giffoni Experience Award e incontreranno centinaia di giffoners nella Sala Truffaut della Cittadella del Cinema, dove risponderanno a curiosità e domande sulla loro giovane ma già brillante carriera. La serie, firmata dai fratelli Duffer, è un fenomeno unico al mondo: apprezzatissima da critica e pubblico, ha ricevuto svariati riconoscimenti, tra cui cinque Primetime Emmy Awards e uno Screen Actors Guild award nel 2017. La storia è ambientata negli anni ’80 a Hawkins, una cittadina dello stato americano dell’Indiana.
A Piazza Vittorio, Mozart è popEsplosione di musica e danza, Flauto Magico multietnico in sala

TO- RIPRODUZIONE RISERVATA+CLICCA PER INGRANDIREDi Alessandra MagliaroROMA14 giugno 201918:19

E’ diventata maggiorenne quest’anno l’Orchestra di Piazza Vittorio, l’incredibile mix multietnico di suoni e culture da tutto il mondo che nel 2002 con la guida visionaria dell’ex Avion Travel Mario Tronco e il finanziamento dei cittadini del quartiere di Roma fu un primo esempio di ensemble fieramente libera, aperta e poliglotta. Oggi “l’Italia ha il record di orchestre multietniche di strada e di quartiere e forse abbiamo seminato bene”, dice

Tronco osservando che “con onore e al tempo stesso tristezza” oggi l’Orchestra di Piazza Vittorio, un centinaio di musicisti e ancora 15-20 gli stessi dell’inizio, è nomade, internazionale e lavora soprattutto in Francia, da Lione”. Ma in quel giardino umbertino, cuore della Roma asiatica, araba e latino americana, babele di odori (anche quelli fetidi del degrado), profumi di spezie, voci di bambini con tratti somatici diversi, misteriosa dai tempi della Porta Magica, l’Orchestra di Mario Tronco torna ancora. E’ ambientato lì il film Il Flauto Magico di Piazza Vittorio, di Tronco e Gianfranco Cabiddu, un piccolo gioiello in otto lingue che mescola arte, musica, danza e cinema sulle note dell’opera di Mozart che qui diventa pop.
Già a teatro l’Orchestra di Piazza Vittorio nel 2008 aveva portato il Flauto Magico e tanti anni ci sono voluti per trasformarlo in film senza perdere libertà assoluta di suoni e suggestioni, “grazie ai due produttori eroici Arturo Paglia e Isabella Cocuzza” della Paco cinematografica che ha prodotto il film con i francesi e Rai Cinema. Arriva in sala dal 20 giugno, dopo il passaggio nell’ottobre scorso alla Festa di Roma, e potrebbe trovare nuove opportunità all’apertura scolastica di settembre perchè il film avvicina a Mozart in un modo immediato e naturale.
Partecipa alla sceneggiatura ed è anche l’unico attore professionista Fabrizio Bentivoglio, nel ruolo di Sarastro, da sempre vicino all’Orchestra. Lo spunto – racconta Tronco – “venne nel 2008 da Daniele Abbado che ci chiese un Flauto magico per le strade di Reggio Emilia, un’impresa che mi sembrò pazza visto che i nostri musicisti non leggono la musica ma lavorando su arie, fischiando le melodie e facendo errori ce la facemmo.
Da lì l’idea di un film in cui i musicisti sono anche i personaggi dell’opera riletti alla nostra maniera con Petra Magoni una Regina della Notte quasi punk, Pamina Violetta Zironi tutt’altro che succube, Tamino Ernesto Lopez Maturell principe in tempesta ormonale. “L’uscita in sala è orgoglio e gioia”, dice Bentivoglio.
Tronco parla di “rapporto sentimentale con il luogo al centro del film, che vive di una bellezza diurna e un’angoscia notturna, un giardino che sembra avere un’anima umana, una piazza romantica e tragica al tempo stesso, che mi stordisce”, spiega il musicista napoletano ”folgorato alla musica – racconta – dopo aver visto al San Ferdinando a Napoli la Gatta Cenerentola di Roberto De Simone”. Nel film, che vive – spiega Cabiddu – “di una libertà assoluta di azione, una improvvisazione che spazia dal classico al folk, cavalcando ogni genere, senza essere schiavo di nessuno”, ci si lascia trasportare dalle suggestioni visive oltre che sonore.

Il Re Leone fa 25 anni, remake ad agostoNuovo film è live action, storia è ancora romanzo di formazione

14 giugno 201918:19

“Mentre gli altri cercano ciò che possono prendere, un vero re cerca ciò che può dare”. La favola del Re Leone prende forma ancora al cinema 25 anni dopo quel primo film uscito il 15 giugno del ’94, vincitore di due Oscar, con la musica trascinante di Elton John e Tim Rice e diventato ormai un classico Disney. Esce il 21 agosto il nuovo film questa volta non animato ma live action. Le voci originali sono Donald Glover (Simba), Seth Rogen (Pumbaa), Beyoncé (Nala), Chiwetel Ejiofor (Scar). La regia è di Jon Favreau.
La storia è nota: il cucciolo Simba prova una grande ammirazione per suo padre, Re Mufasa. Ma non tutti nel regno della savana celebrano l’arrivo del piccolo erede. Scar, il fratello di Mufasa e precedente erede al trono, ha dei piani molto diversi. Con l’aiuto di una curiosa coppia di amici, Timon e Pumbaa, dovrà imparare a crescere. Al cuore del film un tema caro ad ogni narrativa: il romanzo di formazione ossia come lasciare infanzia e affrontare le realtà del mondo.

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I diversamenti abili di Hagape 2000 rivisitano Italo CalvinoSpettacolo di scena al Palladium di Roma il 16 giugno alle 18

14 giugno 201915:41

I giovani e non diversamente abili del’associazione Hagape2000 di Roma rivisitano e mettono in scena Italo Calvino. L’appuntamento è per domenica alle 18 al teatro Palladium di Roma

Dopo “Barnum Circus” del 2015 –  dove il tema era sperimentare attraverso una nuova forma di teatro e di danza il superamento e la consapevolezza dei limiti del proprio corpo – e dopo “Eco di Battaglie” del 2017 – tra mito e rivendicazione dei diritti negati – si conclude con Calvino la trilogia/trittico del laboratorio teatrale del centro con la commedia in due atti “Cigno appicica appiccica”. La commedia è liberamente tratta da una favola popolare di Italo Calvino, adattata a rappresentazione teatrale da Vincenzo Mazzone.È un‘antica e misteriosa fiaba che racconta di una principessa triste che non ride. La vicenda. Un re, una regina e il loro regno con il susseguirsi di personaggi, loro sudditi, ognuno con la propria storia, un cigno magico tramite l’ironia e la fantasia romperanno lo schema classico delle fiabe a tre fasi: inizio, crisi e soluzione. Questi temi sono stati trattati nel laboratorio teatrale dell’associazione Hagape2000, che si è svolto nell’anno sociale 2018-2019.Il coro attori è formato da 21 persone con disabilità che frequentano il laboratorio e sulla scena ci saranno tre assistenti-attori.           [print-me title=”STAMPA”]

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Il coro degli stonati in concerto
Da 70 a 450 allievi in pochi anni, sei corsi, 15 e 16 il saggio

13 giugno 2019 13:25

– Il primo anno – era il 2011 – erano in 70, oggi sono 450, divisi in sei corsi, gli aspiranti coristi del Corso di Canto per Stonati, guidato da Maria Teresa Tramontin, mezzosoprano del Coro sinfonico de laVerdi. Il loro concerto conclusivo va in scena il 15 e 16 giugno.
Sul palco di largo Mahler sei cori diversi, divisi in quattro gruppi composti sulla base dell’anzianità di frequenza e delle capacità tecniche acquisite. Ad aprire il concerto gli allievi del primo anno, mentre il gran finale, con due brani a sorpresa, vedrà riuniti tutti i 450 coristi. Il programma spazia dalla classica alla leggera, da Verdi a Simon & Garfunkel. L’obiettivo del corso – al quale può partecipare chiunque, senza limiti di età – è far acquisire ai partecipanti la consapevolezza delle proprie potenzialità vocali e accrescere la fiducia in se stessi.
‘Vecchioni Mariele’ cantano lo ZecchinoIl 16/6 all’Antoniano di Bologna ricordo albori del Piccolo Coro

BOLOGNA13 giugno 201914:07

– Canzoni, filmati inediti, interviste, foto d’epoca. Il tutto nel 4/o Docu-Concerto: ‘Zum Zum Zum. Zumando dal Piccolo Coro ai Vecchioni di Mariele’ con il Coro degli ex bambini del Piccolo Coro domenica 16 giugno alle 17, nello studio televisivo dell’Antoniano di Bologna, con la scenografia originale del film ‘I ragazzi dello Zecchino d’Oro’ di Ambrogio Lo Giudice, che verrà trasmesso in concomitanza col prossimo Zecchino d’Oro.
Il Docu-Concerto, ideato e realizzato da Testimonianze Musicali, il sito che raccoglie e racconta le storie dell’Antoniano, riprende il nome della sigla della famosa trasmissione tv ‘Canzonissima’ cui anche il Piccolo Coro, diretto da Mariele Ventre, partecipò, nel 1968; lo storico brano aprirà il concerto, che proseguirà con altri brani cult che hanno fatto la storia dello Zecchino e del Piccolo Coro dell’Antoniano (tra questi, due del repertorio dello Zecchino d’Oro interpretate dalle soliste originali), intervallate da notizie, foto d’epoca, interviste e filmati storici.
Percorso arte in Chianti con DecosterPanzano Arte, sculture sparse in campagna per umanesimo moderno

RENZE13 giugno 201914:16

– Un inedito percorso artistico nel Chianti, tra Panzano e Greve (Firenze) con le opere dell’artista francese Nathalie Decoster. E’ Panzano Arte, manifestazione che riporta in Chianti grandi artisti internazionali, promossa da Dario Cecchini, il ‘macellaio-poeta più famoso del mondo’ e curata da Mila Sturm. La prima edizione si terrà dal 22 giugno al 18 settembre. Le sculture di Decoster – in tutto 25, in bronzo, inox e acciaio di diversi formati, tema principe un uomo stilizzato nell’atto di camminare, un ‘messaggero’ come lo definisce l’artista, spesso racchiuso in una forma geometrica – per tre mesi faranno da guida in un itinerario artistico unico, che dal borgo di Panzano attraversa la campagna per giungere a quattro aziende vinicole partner dell’esposizione: Fontodi, Fattoria Casenuove, Renzo Marinai e La Massa.
Torna Hit the road man, estate pop e di qualitàProgramma con Vicedomini Su Canale 5 dal 16 giugno

13 giugno 201917:29

Il gala benefico amfAR a Cannes con le interviste sul red carpet, fra gli altri, a Antonio Banderas, Christoph Waltz, Victoria Silvstedt e Patricia Arquette; il riconoscimento sulla Croisette a Lina Wertmuller (alla quale andrà anche un Oscar alla carriera), con Giancarlo Giannini che regala una lezione di cinema; il premio ‘Presidio culturale italiano’ a Ennio Morricone, e l’incontro con Ghali. E’ la scaletta della prima puntata di Hit the road man, programma itinerante, arrivato alla quarta stagione, al debutto da domenica 16 giugno in seconda serata su Canale 5,che racconta a 360 gradi lo spettacolo internazionale. “Saranno dieci puntate. E’ un appuntamento consolidato, e per questo ringrazio Mediaset, che vuole coniugare il pop con la qualità” dice l’ideatore e conduttore Pascal Vicedomini, che per il programma ha organizzato un incontro /festa a Roma con fra gli ospiti, Valeria Marini, Anna Falchi, Alessia Fabiani, Tony Esposito e Kaspar Capparoni.
Cortina, decennale Una Montagna di LibriEdizione dedicata agli alberi, anteprima con Pulitzer R.Powers

VENEZIA13 giugno 201915:19

– Compie dieci anni “Una Montagna di Libri”, la festa internazionale della letteratura di Cortina D’Ampezzo, in programma quest’anno dal 29 giugno al 22 settembre con oltre 45 incontri con l’autore tra letteratura, attualità, cinema e arte. Il programma è stato presentato a Venezia da Francesco Chiamulera, responsabile della manifestazione.
Anteprima il 29 giugno con il Premio Pulizter 2019 Richard Powers, autore con La nave di Teseo di “Il sussurro del mondo”, romanzo sul ‘dialogo segreto’ degli alberi; inaugurazione il 13 luglio, affidata alla lectio di Alessandro Piperno su Philip Roth. Per il decennale nasce l’Archivio di Una Montagna di Libri: da luglio saranno online video e clip, categorizzati e in HD, di molti incontri svoltisi nel decennio cortinese. “In un momento storico segnato dalla riflessione sul rapporto tra uomo e ambiente, e parlando in mezzo alla grande nazione dei boschi che sono le Dolomiti, Una Montagna di Libri si ispira alla vita degli alberi”, ha detto Chiamulera.

Pitti Uomo, anni 90 tra preppy e sportL’outwear è in cerca di qualità e high performance

RENZE13 giugno 201916:15

– Si avverte una nostalgia della moda degli anni Novanta in alcune proposte di Pitti Uomo n.96.
Forme e tessuti riportano infatti indietro nel tempo, in un mood che ripensa al grunge. Torna dunque il mondo college statunitense con i suoi sport, sempre riletti in chiave anni Novanta. Palette accesa per un equilibrato mesh-up tra patch varsity, ricami, print graphic & tropical e stemmi. La field jacket si accosta a T-shirt minimali decorate da motivi baseball, il denim spazia da storici lavaggi vintage a tele comfort. Al jeans si alternano pantaloni morbidi, maglie in cotone a costa inglese e T-shirt a stampa. Pied de poule, check colorati vestono occasioni più formali, mentre popeline e baby corde leggere sono ovunque. Denim shirt di suggestione grunge con toppe e rammendi si abbinano a 5 tasche used. Alter ego dell’uomo conscious è quello sportivo che cerca le high performance (Woolrich e ZZegna).

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Veepee, festa a Firenze per rebranding
‘Pop orient’ in occasione di Pitti Uomo. Fatturato Italia +25%

FIRENZE13 giugno 201916:21

– Cocktail party ‘Pop orient’, alle Serre Torrigiani a Firenze in occasione del salone di moda Pitti Uomo edizione 96, per celebrare Veepee, nuova identità di vente-privee, la società nata in Francia nel 2001 rivoluzionando i consumi con il concetto di flash sales online. Il rebranding arriva dopo le acquisizioni avvenute negli ultimi anni, a partire dal 2015, che hanno portato nel gruppo aziende dello stesso segmento, tra cui Privalia acquisita nel 2016. Con oltre 72 milioni di brand lovers nel mondo, l’azienda ha realizzato nel 2018 un fatturato di 3,7 miliardi di euro, +12% rispetto al 2017.
Riguardo all’Italia, “è tra i mercati – ha spiegato Fabio Bonfà, regional manager Veepee Southern Europe e Latam in occasione dlel’evento fiorentino – con le performance migliori e crescita di fatturato a doppia cifra. Il 2018 si è chiuso nel nostro Paese con un fatturato in crescita del 25% rispetto a quello dell’anno precedente”.
A Venaria ‘Atti Divini’ di LaChapelleIn mostra uno scatto per Lavazza, con lui il Calendario 2020

SATORINO13 giugno 201916:27

– Nature morte in cui fra i fiori spuntano cibo in scatola, telefoni cellulari o giocattoli in plastica; la sacralità reinterpretata con rapper come apostoli, le centrali nucleari ricostruite con modellini psichedelici e la natura sfolgorante che avvolge l’uomo. E’ il viaggio che accoglie il visitatore alla Citroneria della Reggia di Venaria che da domani al 6 gennaio ospita ‘Atti Divini’, mostra dedicata al celebre fotografo Usa David LaChapelle.
Settanta opere, dai lavori iconici dell’artista che mosse i suoi primi passi con Andy Warhol, come le serie Land Scape e Gas o le opere Rape of Africa, Deluge e Awakened, al New World che contiene alcune opere inedite. Fra queste ‘Realize-How I Wonder What You Are’ fatta da LaChapelle per Lavazza, che sostiene la mostra organizzata da Civita con il Consorzio delle Residenze Reali Sabaude. E questa sarà una delle immagini del Calendario 2020 dell’azienda, affidato proprio a LaChapelle che rinnova la sua collaborazione con Lavazza per celebrare la natura e l’uomo.
Eddie Vedder apre Collisioni 2019Un mese di festa a Barolo nelle Langhe patrimonio Unesco

TORINO13 giugno 201916:32

– Collisioni, il festival agrirock di Barolo, nelle Langhe patrimonio Unesco, unico nel suo genere in Europa, apre la sua 11/a edizione il 17 giugno con il concerto, sold out, di Eddie Vedder, cantante americano dei Pearl Jam e icona del filone grunge-alternative rock. Il cartellone di uno dei festival musicali estivi più attesi d’Italia, amato anche dai turisti che in estate raggiungono la zona dei vigneti Langhe-Roero e Monferrato, è stato presentato a Torino, presente anche un suo fan, il neo presidente della Regione, Alberto Cirio che ne ha lodato coraggio e importanza.
Il festival, visitato l’anno scorso da 80.000 persone, coniuga la grande musica internazionale con un ricco cartellone di incontri con protagonisti della letteratura e della cultura, e la promozione dei prodotti del territorio. Tra gli artisti più attesi, fino al 16 luglio, Liam Gallagher, Carl Brave, Max Gazzè, Rhomi, Daniele Silvestri, Maneskin, Salmo, Thirty Seconds to Mars, Thom Yorke, Calcutta, Macklemore, Albano, Mahmood.
90/o LuisaViaRoma con mega sfilata e topDalle Hadid alla Boscono e c’è Lenny Kravitz in concerto
FIRENZE13 giugno 201916:33

– LuisaViaRoma, negozio multibrand di Firenze tra i più cool d’Italia per il fashion di lusso e tra i più seguiti al mondo sul web, festeggia 90 anni di successi e 20 anni di presenza online. Intanto sono 5000 gli invitati che partecipano al superparty, costato 5 milioni di euro ad Andrea Paconesi, nipote di Luisa, fondatrice del negozio fiorentino e ora suo ceo. Una festa che prevede una sfilata kolossal di 90 capi iconici di circa 70 supermarchi venduti da LuisaViaRoma, che fu il primo a portare Kenzo in Italia, e un concerto della star Lenny Kravitz, per la gioia della folla, soprattutto femminile, chiamata a gremire piazza Michelangelo e strade limitrofe, e supportata grazie ai megaschermi seminati nel centro di Firenze. In pedana decine di supermodelle, dalle sorelle Gigi e Bella Hadid a Maria Carla Boscono, da Karolina Kurkova a Karlie Kloss, da Stella Maxwell a Irina Shayk, da Joan Smalls a Vittoria Ceretti, a rappresentare i 90 brand di LuisaViaRoma, quanti i suoi anni, scelti da Carine Roitfeld.
Ylenia Lucisano, mie canzoni dai sogni’Punta da un chiodo in un campo di papaverì’ è nuovo album

13 giugno 201916:54

– S’intitola ‘Punta da un chiodo in un campo di papaveri’ il nuovo album firmato dalla cantautrice Ylenia Lucisano.
Anticipato in radio dal brano ‘Non mi pento’, tutt’ora in programmazione, il lavoro al completo è composto da una scaletta di undici canzoni, da ‘A casa di nessuno’ a ‘Ti sembra normale?’, che riassumono il modo di fare musica della voce calabrese che nei mesi scorsi ha aperto anche un concerto di Francesco De Gregori al Teatro Garbatella di Roma e ha suonato sul palco del concerto del Primo Maggio.
“Le mie canzoni nascono anche da sogni – ha spiegato la cantautrice – e voglio dare loro il tempo necessario per fare il giusto percorso”.
Alla scoperta dei Fori, nasce il percorso unificatoBonisoli, a Roma un grande Central Park archeologico

14 giugno 201909:34

Dal Foro Romano, centro della vita pubblica romana e culla della civiltà occidentale, al Palatino, dove è conservato il nucleo più antico della città e luogo scelto da Augusto per la sua abitazione, ai Fori Imperiali, emblemi della potenza imperiale, passeggiando finalmente in libertà, senza più nessun inutile cancello a dividere il passato glorioso di Roma. In un paio d’ore, seguendo un unico itinerario denominato “Alla scoperta dei Fori”, a partire dal 29 giugno sarà infatti possibile attraversare 3000 anni di storia visitando il cuore più antico della Capitale grazie al protocollo di intesa siglato dal Parco Archeologico del Colosseo e dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali. Un percorso inedito, atteso da tanti decenni, che finalmente abbatte gli steccati burocratici, supera le rigidità della gestione separata di istituzioni diverse e mette in sinergia il lavoro di competenza comunale con quello di competenza statale: sulla scia dell’iniziativa il ministro Alberto Bonisoli ha preannunciato, parlando questa mattina accanto alla sindaca Virginia Raggi, l’intenzione di creare “al centro di Roma un grande Central Park Archeologico”, in grado di unire anche altri siti storico-artistici capitolini “come il Circo Massimo, i Mercati di Traiano e le Terme di Caracalla in un itinerario senza soluzione di continuità”.Il lavoro svolto dal Parco Archeologico e dalla Sovrintendenza è durato mesi e il risultato è stato ottenuto “rispettando la normativa vigente”, ha aggiunto Bonisoli, “i due Fori saranno aperti il 29 giugno, in una giornata di totale gratuità”. “Abbiamo scalfito la burocrazia per fare un gesto semplice come aprire un cancello”, ha proseguito la sindaca Raggi, che ha parlato di “giornata storica” e “di una nuova fase per rendere la città un museo fruibile da tutti, affinché le persone possano vivere un’esperienza ordinaria nella sua eccezionalità. Il grande progetto di rinascita del patrimonio di Roma sta prendendo forma, anche riuscendo a coniugare la tecnologia al mondo delle epoche passate. L’esperienza culturale deve essere a portata di tutti e noi per tutti ci stiamo battendo”. La nuova passeggiata, in sperimentazione fino al 31 dicembre, sarà disponibile per cittadini e turisti acquistando un biglietto unico da 16 euro: il passaggio tra il Foro Romano e i Fori Imperiali avverrà nell’area compresa tra Curia Iulia, Foro di Cesare, Foro di Nerva e Foro di Traiano, mentre il ticket potrà essere acquistato indifferentemente nelle varie biglietterie. Si sta lavorando per poter includere nel percorso anche il Foro di Augusto, dopo aver dotato l’area di una passerella (del costo di 200mila euro). L’idea è dunque di migliorare sempre di più l’esperienza di visita dell’area archeologica centrale di Roma, per restituirne la ricchezza, la complessa stratificazione, l’evoluzione storica.”E’ un sogno che si realizza, perseguito dalla metà del secolo scorso da grandi intellettuali. Ora ci stiamo impegnando per creare un ingresso a via dei Cerchi, in modo tale da ricongiungere anche il Circo Massimo”, ha spiegato Alfonsina Russo, direttrice del Parco Archeologico del Colosseo. “Questo traguardo è stato raggiunto grazie alla collaborazione interistituzionale e dimostra la capacità di dialogo in vista di un importante interesse comune”, ha aggiunto la sovrintendente capitolina ai Beni Culturali Maria Vittoria Marini Clarelli, “con la percezione unitaria dei Fori i turisti vivranno un’esperienza unica”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Il nuovo Spider-Man a Taormina Fest
Premio Taormina Arte Award a Nicole Kidman e Octavia Spencer

TAORMINA (MESSINA)13 giugno 201917:36

– La 65/a edizione del Taormina FilmFest, che si svolgerà dal 30 giugno al 6 luglio, lancerà l’anteprima europea del film Spider-Man: Far From Home, che sarà proiettato al Teatro Antico la sera del 5 luglio. E’ quanto annunciato a Taormina (Me) dagli organizzatori. Il Taormina Arte Award 2019 verrà conferito alle attrici Premio Oscar Nicole Kidman e Octavia Spencer (The Help), produttrice esecutiva della nuova serie tv della Apple Truth Be Told.
Spetterà a Ladies in Black, il nuovo film del regista australiano Bruce Beresford, l’onore di inaugurare la rassegna presente insieme alla protagonista Julia Ormond.
Il Festival quest’anno avrà come madrina Rocío Muoz Morales e sarà presentato, nelle serate al Teatro Antico, da Carolina Di Domenico. E’ prodotto e organizzato per il secondo anno consecutivo da Videobank, in collaborazione con la Fondazione Taormina Arte con la direzione artistica di Silvia Bizio e Gianvito Casadonte.
40 anni Albachiara, Siae omaggia VascoDg e Ad consegnano al Blasco il primo deposito della canzone

13 giugno 201917:39

– Il 7 agosto del 1979 Vasco Rossi depositava alla Siae “Albachiara”, diventata un cult, ma anche il simbolo di un nuovo modo di raccontare storie in musica.
Quarant’anni dopo la Società degli autori e degli editori gli ha voluto rendere omaggio facendo riprodurre il primo bollettino depositato dal cantautore di Zocca con la sua firma e le sue note. La consegna il 12 giugno a San Siro, poco prima dell’inizio del concerto, come sempre sold out: con il Blasco c’erano il dg Siae Gaetano Blandini e l’ad di Warner Chappell Roberto Razzini: “Un omaggio a nome di tutti i nostri associati che non sono tutti Vasco Rossi, ma vivono di musica – gli ha detto Blandini – Come dice un tuo collega autorevole, Ennio Morricone, per fare bene il vostro mestiere bisogna avere talento, durata e passione e tu hai tutto questo”. Sorridente anche l’ad di Warner che è l’editore di Albachiara: “Ci sembrava giusto omaggiarti per questo grande successo che hai regalato a tutti noi”.
Debutto da modello per figlio SiffrediClasse 1999 ha sfilato al Mandela Forum per il marchio MSGM

FIRENZE13 giugno 201917:58

– Passo sicuro, sguardo irresistibile e sorrisetto compiaciuto, il figlio di Rocco Siffredi, Leonardo Tano, ha debuttato a Pitti Uomo come modello nella sfilata di MSGM, il marchio disegnato da Massimo Giorgetti che ha sfilato al Mandela Forum. La notizia, non diffusa ufficialmente, si è sparsa a macchia d’olio dopo poche ore sul web. Leonardo Tano, figlio del celebre pornostar e di Rosa Caracciolo, ha interpretato il water style di MSGM, ovvero l’abbigliamento dedicato alla vita estiva in spiaggia e piscina con grande sicurezza per un debuttante, mostrando anche gli addominali tartarugati senza imbarazzo. Classe 1999, Leonardo, secondo figlio della celebre coppia, per ora è studia ingegneria meccanica. Il primogenito si chiama Lorenzo e ha tre anni di più.
Con Beethoven Filarmonica in ‘Champions’Il compositore tedesco protagonista di stagione e tournée

13 giugno 201917:58

– È Ludwig van Beethoven, a 250 anni dalla nascita, il filo conduttore della prossima stagione della Filarmonica della Scala che il prossimo anno, oltre ai consueti dieci concerti al Piermarini, ha in programma una fitta serie di appuntamenti in alcuni dei teatri più prestigiosi del mondo: dalla Elbphilharmonie di Amburgo alla Philharmonie di Parigi fino al Musikverein di Vienna, la sala dove ogni anno si tiene il concerto di Capodanno e dove la Filarmonica si esibirà in tre distinti concerti. Insomma, facendo un paragone calcistico si può dire che la Filarmonica gioca ormai in Champions.
“Stiamo avendo un riconoscimento all’estero continuo” ha sottolineato Riccardo Chailly, che da quando è direttore principale ha guidato l’orchestra in 80 concerti di cui 48 in tournée. Un successo confermato e rafforzato anche dalle incisioni, ultime in ordine di tempo quelle dedicate a Ottorino Respighi e il Fellini album con le musiche di Nino Rota.
Non solo Bellocchio, la famiglia Buscetta parla in film YoutubeA settembre su Netflix moglie e figli del pentito di mafia

NEW YORK14 giugno 201909:49

Dopo anni passati a nascondersi dai sicari di Cosa Nostra, la famiglia di Tommaso Buscetta ha accettato di apparire in un nuovo documentario.
Non c’è soltanto “Il traditore”, il film di Marco Bellocchio sul più famoso pentito di mafia presentato all’ultimo festival di Cannes. Roberto Buscetta e sua madre Cristina che per trent’anni si sono celati sotto false identità, mentre undici dei loro più stretti familiari venivano assassinati dalla mafia, sono stati rintracciati in Florida dai cineasti Max Franchetti e Andrew Meier il cui documentario “Our Godfather: The Man the Mafia Could Not Kill” è in onda in streaming su YouTube dallo scorso fine settimana e dal prossimo settembre sarà disponibile sulla piattaforma Netflix.
Inizialmente riluttanti: “Uccidere il figlio di Tommaso Buscetta sarebbe il trofeo perfetto”, ha spiegato Roberto ricordando che le testimonianze di suo padre nel maxiprocesso di Palermo e a New York con la “Pizza Connnection” a metà anni Ottanta hanno portato alla condanna di centinaia di mafiosi. Trovare i Buscetta sembrava impossibile. Franchetti e Meier ci hanno messo due anni. Cristina, la terza moglie brasiliana del pentito e i suoi familiari più stretti avevano vissuto sotto falso nome e in diverse località per oltre 30 anni dopo l’ingresso di Tommaso nel “Witness Protection Program”. Lisa, la sorellastra di Roberto che appare anche lei nel documentario, ha detto di aver pronunciato il cognome Buscetta per la prima volta nella vita: “Ne andava la sicurezza della famiglia”. A complicare la ricerca era il fatto che molti agenti che avevano protetto i Buscetta negli anni o non erano interessati o erano morti. Molti avevano perso i contatti da anni. La soluzione è arrivata con una mail spedita nel 2015 a un vecchio indirizzo che forse era stato usato dalla famiglia. Dopo tre settimane di silenzio, Cristina aveva risposto, incuriosita.
La moglie del pentito racconta nel documentario quanto sia stato difficile per Tommaso rompere il codice dell’omertà: “La decisione più sofferta della sua vita”. Buscetta, morto di cancro nel 2000 a 71 anni, fu sepolto sotto falso nome in un cimitero di North Miami. Cristina e Roberto hanno incontrato i cineasti nel maggio 2015 in Florida, presente come testimone l’agente della Dea Anthony Petrucci che per anni aveva protetto la famiglia. Alla fine Cristina ha accettato di farsi riprendere, mentre Roberto, che sotto falso nome ha fatto il soldato in Iraq e Afghanistan, ha chiesto di non usare i suoi alias e di tenere il volto parzialmente in ombra. Non è stata comunque una decisione facile: “C’è sempre un rischio, la mafia non perdona”
Pompei ed Ercolano, Geronimo guida bimbiTorna agli scavi il topo giornalista più amato con mappe e guida

13 giugno 201918:45

– A un anno di distanza dalla sua prima visita e dopo un intenso lavoro al fianco degli alunni di 12 istituti di Pompei, Ercolano, Torre Annunziata, Trecase e Napoli, torna agli scavi di Pompei Geronimo Stilton, il topo giornalista più amato dai bambini, per presentare le nuove mappe e la guida dedicata ai più piccoli del sito Unesco che raccoglie Pompei, Ercolano e Torre Annunziata. Le mappe saranno in distribuzione agli ingressi, assieme alla guida che in questa prima fase sarà gratuita. “Geronimo Stilton è un testimonial positivo e accattivante; ma soprattutto ascoltare le indicazioni dei ragazzi, che hanno contribuito con le descrizioni e i disegni alla realizzazione delle mappe e delle guide e che sono i primi fruitori di questi prodotti, è stato rilevante. Questo è solo il primo passo verso una serie di iniziative rivolte ai giovani” dice Massimo Osanna, promotore del progetto durante il suo primo mandato da direttore e da oggi, 13 giugno di nuovo alla guida del Parco Archeologico.
“Esplorare nuovi canali comunicativi per avvicinare le nuove generazioni all’archeologia, così come all’arte ed ai beni culturali, in generale, resta un obiettivo di grande importanza per tutti gli attori che si occupano di conservazione, tutela e promozione del patrimonio culturale italiano” commenta Alfonsina Russo che in questi mesi è stata direttore ad interim del Parco Archeologico di Pompei. Soddisfatto anche Francesco Sirano, direttore del parco archeologico di Ercolano: “Abbiamo il dovere di appassionare i bambini e poi i giovani e sono molto soddisfatto dell’attenzione congiunta che si è creata in questa occasione; il personaggio di Geronimo Stilton ha permesso di racchiudere in un’unica veste grafica tre siti archeologici che rappresentano la linfa culturale vitale del territorio per i locali e per i tantissimi turisti che vengono a visitarli”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Il trionfo di Vasco, sei concerti sold out
E i sei show di Milano diventano un docu in onda su Canale 5

13 giugno 201920:22

– Oltre 350.000 spettatori e sold out in tutte le sei date di San Siro. Sono i numeri da capogiro del tour milanese di Vasco Rossi. Il cantautore modenese colleziona un altro strepitoso successo dopo il record di Modena Park. E il contesto conferma la sua capacità di regalare forti emozioni a tre diverse generazioni.
Anche l’ultimo show è stato un successo, una festa per tutti.
La chiusura è stata col botto, letteralmente, grazie ai giochi d’artificio che illuminano il cielo di San Siro: ‘Qui si fa la storia’, mai titolo fu più azzeccato per questo straordinario tour, che avrà una coda a Cagliari (18 e 19 giugno). I 6 concerti di Milano, inoltre, diventeranno un docu-concerto in onda su Canale 5 lunedì 17 giugno in prima serata. Si intitola ‘Siamo solo noi – 6 come 6′ ed è il racconto delle sei serate alla scala del rock con il commento di Vasco che in una intervista esclusiva con Giorgio Verdelli ripercorre la storia dei suoi 29 concerti nello stadio milanese in 29 anni.
Torna la Festa della Musica, 10mila eventiIl 21 giugno 45 mila artisti in 630 città, evento clou a Matera

14 giugno 201909:32

Torna anche quest’anno la Festa della Musica, che come da tradizione si festeggerà in tutta Italia il 21 giugno, giorno del Solstizio d’estate. Tema di quest’anno la “Musica fuori Centro”, con Matera – Capitale europea della Cultura 2019 – scelta per il concerto finale che vedrà salire sul palco Roberto Vecchioni, testimonial della manifestazione, insieme all’Orchestra di Piazza Vittorio.
Ma sono più di 10mila gli eventi in programma in 630 città, per oltre 45mila artisti coinvolti (per i quali la Siae ha previsto la tariffa simbolica di 1 euro per il diritto d’autore). Con la musica a contaminare i luoghi più diversi e lontani tra loro: concerti e spettacoli animeranno musei, biblioteche, ospedali, parchi, giardini, piazze, case circondariali, archivi, strade, palazzi storici. La musica risuonerà anche nei lunghi corridoi di 16 aeroporti, nei licei musicali, nei conservatori e negli istituti italiani di cultura all’estero. Una festa, alla quale aderiscono ben 826 organizzazioni (il 18% in più rispetto all’anno scorso) che è sempre più permeata sul territorio e diventa dunque condivisione, vicinanza, cultura. Come ha anche sottolineato il ministro per i Beni e le Attività Culturali Alberto Bonisoli, durante la presentazione al ministero. “Di solito la musica si fa in determinati posti e le persone le vanno incontro. Con la Festa della Musica vogliamo sottolineare il percorso opposto: è la musica che si deve avvicinare alle persone, andare a trovarle nelle situazioni più diverse, di disagio o remote”. In perfetta sintonia con il tema scelto per l’edizione 2019. Lo stesso ministero ha messo a disposizione alcuni edifici simbolo dove rock, pop, soul o musica classica avranno per un giorno la meglio: dal Colosseo alla Reggia di Caserta, dalla Galleria Nazionale delle Marche di Urbino al Museo Sannitico di Campobasso, dalla Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino al Castello Svevo di Bari. E poi l’Archivio di Stato di Livorno e quello di Milano, il Palazzo Reale di Genova, il Parco Archeologico di Paestum, solo per citarne alcuni. Tra gli appuntamenti “speciali”, l’esibizione della band femminile de Le Rivoltelle nella Casa Reclusione di Rossano, con la partecipazione dei detenuti; il concerto nel Tempio di Giunone nella Valle dei Templi ad Agrigento “Un ponte per l’Europa”; quello della pianista giapponese Chinami Matsushima all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso, nell’Unità operativa di oncologia; la serata alle Scuderie del Quirinale tra flauti, violoncelli e stelle con gli astrofisici di Romastronomica e l’accademia romana del flauto traversiere.
“La musica è la forza che ci anima, ha il potere di fermare il tempo. Nasce e si espande ovunque, senza bisogno di parole, perché è di per sé significante – teorizza Vecchioni -. E’ l’arte ancestrale, la prima espressione dell’uomo, capace di rendere tutti i sentimenti, tutte le sfumature che abbiamo dentro di noi. Ma la musica non si esaurisce in una canzone o in un concerto e la Festa della Musica non deve esaurirsi in un solo episodio”, ha auspicato.
A Paestum scoperto il tempietto degli artigianiPotrebbe appartenere a tempietto in area quartiere artigianale

NAPOLI14 giugno 201909:42

Capitelli, colonne, cornicioni e triglifi. Ma anche un delicato pannello, probabilmente una metopa, in arenaria decorata con tre rosette a rilievo che riconducono i resti di questa architettura religiosa agli anni tra il VI e il V secolo avanti Cristo, la stessa epoca dei grandi templi, quando la città era in piena fioritura. Frutto di un rinvenimento casuale, avvenuto durante i lavori di restauro delle mura, arriva nel Parco Archeologico di Paestum una nuova scoperta, quella dei resti di un edificio di epoca dorica che sembra essere stato un tempio in miniatura o forse un portico, sorprendente spiega il direttore del parco Gabriel Zuchtriegel, perché potrebbe aprire uno squarcio sulla vita nella parte occidentale della città, quella dove si suppone ci fossero le botteghe degli artigiani, dei raffinati vasai, e che al momento “è la meno conosciuta”.
Il ritrovamento è recentissimo, spiega l’archeologo. “E’ successo ieri durante i lavori di ripulitura è lì che togliendo quello che negli anni era divenuta una vera e propria giungla che copriva il versante occidentale delle mura sono emersi via via i pezzi smembrati del piccolo tempio”, prima un capitello, poi l’altro, pezzi di architettura che sembravano essere stati trasportati e abbandonati vicino alle mura: “L’idea che ci siamo fatti è che siano stati frutto di un ritrovamento casuale intorno agli anni ’60, quando questa parte del parco era di proprietà privata e veniva regolarmente coltivata. E’ probabile che gli stessi contadini, infastiditi da questi blocchi di pietra che ostacolavano il loro lavoro, li abbiano spostati verso il muro per liberare il campo”. La scoperta di ieri, quindi, è solo un primo passo e apre nuove prospettive, che il direttore intende studiare lanciando, di concerto con la direzione generale archeologia del Mibac e con la soprintendenza locale un progetto di studio e di scavi: “Per ora abbiamo recuperato quello che abbiano trovato in superficie, ma non possiamo escludere che escano altri frammenti – sottolinea -. Abbiamo subito contattato la direzione generale per l’archeologia e la soprintendenza per concordare una strategia di indagini e di interventi perché sarebbe molto interessante trovare la posizione esatta del tempio e ricostruire un po’ la fisionomia di quella parte della città che conosciamo molto poco ma che era molto interessante: lì c’era il quartiere artigianale la porta marina, che appunto si apriva verso il mare, le botteghe dove facevano i vasi famosi in tutto il mondo”.
Qualche testimonianza dei tesori che potrebbero essere ancora sotto terra in quella parte del parco d’altra parte c’era già e risale agli anni ’50, racconta l’archeologo, “quando proprio qui venne ritrovata una stipe votiva con statue di divinità femminile”. Insomma, conclude, “questa è un’area di grande interesse, fare ricerche qui può contribuire moltissimo alla conoscenza del sito antico e anche alla sua tutela. Sarebbe interessante andare a fondo e capire tutta la parte a occidente dei grandi templi, come era strutturata, che funzione aveva”. In queste settimane, come sempre, il Parco è pieno di missioni archeologiche al lavoro qua e là nell’area dei grandi templi.
“Abbiamo americani, tedeschi, tante università”, sottolinea Zuchtriegel, “Ma anche il parco archeologico fa ricerca, facciamo scavi in collaborazione con le università e operiamo con un approccio tutto nostro, diverso, perché partiamo dalla conservazione, dalla tutela”. Tutti al lavoro per ricostruire sempre di più la storia della città e aggiungere nuovi elementi. La scoperta del piccolo tempio degli artigiani, chissà, potrà aprire un nuovo appassionante capitolo dell’antica città della Magna Grecia che i fondatori vollero dedicare a Poseidone

Eva Longoria, viva la sorellanza tra donneEx Desperate Housewife impegnata con #TimesUp, presto regista

CAGLIARI14 giugno 201909:28

Eva Longoria, 44 anni, è pericolosamente piccola e piena di quell’anima messicana, latina, che ti incanta e ti fa sentire un po’ a casa. L’attrice, che per molti sarà sempre Gabrielle Solis, ovvero la più disinvoltamente femminile tra le quattro protagoniste della serie Desperate Housewives – una donna capace di rasare in abito lungo il prato della sua casa pur di nascondere al marito che il suo giovane amante giardiniere non ha fatto il suo dovere – è oggi a Forte Village alla seconda edizione del Filming Italy Sardegna Festival diretto da Tiziana Rocca, dove riceverà stasera il premio Humanitarian Filming Italy Award. Attrice, regista, produttrice e, da poco, mamma la Longoria, impegnata da sempre a fianco delle donne (è tra l’altro co-fondatrice di #TimesUp) racconta il suo rinnovato impegno a favore dei diritti delle donne, la sua prossima regia e parla del presidente Obama, del muro messicano, ma poi torna alla serie tv che l’ha resa famosa riconoscendole un’anima proto-femminista, mentre sul destino dell’uomo oggi replica con ironia: “Non ho certo tempo di occuparmi di uomini”.
“Desperate Housewives rappresenta dieci anni della mia vita – dice con malinconia – Interpretavo una donna molto diversa da me, ma questa serie, con protagoniste quattro donne, ha mostrato come un mondo tutto femminile possa diventare alla fine un successo mondiale. Cosa mi manca di quel periodo? La sorellanza che ritrovavo ogni volta che mi trovavo sul set”.
E ancora la Longoria: “Hollywood continua a essere una società patriarcale. Le donne non riescono ad avere una seconda opportunità se un film non va bene. E non ti pagano poi come i colleghi maschi. È capitato anche a me recentemente. Il cambiamento deve essere culturale prima che legislativo. #MeToo e #TimesUp hanno fatto però sì che ora le donne parlino tra loro. Abbiamo ormai una sorellanza meravigliosa, ma il problema dei compensi rimane”.
L’attrice che vedremo nel dramma romantico ‘Sylvie’, poi in ‘Dora e la città perduta’ con Benicio Del Toro e, infine, in ‘All-Star Weekend’ di Jamie Foxx si misurerà anche nella regia con la commedia ’24-7′ che ha nel cast, oltre a lei, anche Kerry Washington. “È un film che gireremo a gennaio, una commedia che si svolgerà in un luogo di lavoro con protagoniste tre donne in lotta con un gruppo di colleghi uomini. Un film che comunque farà capire come che le cose non siano cambiate molto tra uomini e donne nel posto di lavoro”.
Tra le cose che stanno migliorando negli States, anche grazie a queste battaglie, dice: “ad esempio cominciano ad esserci delle critiche cinematografiche e questa non è una cosa da poco.
Il fatto è che noi donne – sottolinea ancora – abbiamo un tocco diverso. E questo vale anche quando giriamo le scene di sesso.
Lo facciamo dal nostro punto di vista e siamo più ‘intime’…”.
Il mondo di oggi? “È difficile navigarci dentro, c’è tanta intolleranza e non solo negli Stati Uniti”. Sul muro che vuole costruire Trump “c’è poco da fare – dice -.
Certo, si può andare al confine con il Messico facendo vedere cosa accade, umanizzando quello che succede per sensibilizzare la gente”.
Il suo più incontro più bello? “Sicuramente quello con Obama, lui ha migliorato la vita dei latinos, mi ha cambiato la vita. E poi è stato un presidente gentile, compassionevole e anche molto elegante”.

Gué Pequeno, a sorpresa ep Gelida estateAnnunciata l’uscita per il 21 giugno, ispirato a atmosfere calde

13 giugno 201920:14

– La prima metà del 2019 è stata ricca di impegni, per Gué Pequeno: dal tour di Sinatra (con lo storico sold-out al Forum di Assago, che sbarcherà su Rai2 in uno special dal titolo Il Sinatra del rap, in onda giovedì 20 giugno), all’avventura come coach a The Voice of Italy. Mentre si prepara alle nuove date estive del tour Gué Pequeno – Summer 2019 il rapper, come sempre instancabile, annuncia a sorpresa un concept EP dal titolo Gelida Estate, in uscita il 21 giugno.
Il lavoro è ispirato dalle atmosfere che dominano la stagione calda: dalle suggestioni latine alla dance anni ’90, dalla afro-trap alle atmosfere eteree che fanno viaggiare la mente.
Liriche affilate, beat originali (come quello di Montenapo feat.
Lazza, il primo singolo estratto, firmato dai 2nd Roof, che campiona la storica hit dance Gipsy Woman di Crystal Waters) e ospiti internazionali (come il rapper tedesco-marocchino Farid Bang).
Tirabassi-Memphis, risate e echi d’autoreIn sala dal 13 giugno con Medusa ‘Il grande salto’

14 giugno 201910:04

– Attenzione a questo piccolo film, ‘Il grande salto’, opera prima di Giorgio Tirabassi, in sala dal 13 giugno in oltre 250 copie con Medusa, che parte tra le risate e poi declina verso quella melanconica tristezza che ricorda opere di grandi autori come Sergio Citti, Pier Paolo Pasolini e Federico Fellini. E va detto che Rufetto (lo stesso Tirabassi) e Nello (Ricky Memphis), i due protagonisti, rapinatori maldestri della periferia romana, dopo averci fatto ridere con battute, inadeguatezze e sfiga mostruosa che caratterizzano ogni loro impresa, alla fine ci sembrano un po’ il gatto e la volpe di Pinocchio, ma pieni più di umanità che di furbizia.
Il ‘salto’ a cui si riferisce il titolo dell’opera prima di Tirabassi è quello che i due cinquantenni, Rufetto e Nello, vogliono fare nella loro carriera. Dopo aver scontato quattro anni di carcere per un colpo andato male, infatti, vivono in un quartiere della periferia romana ormai al grido di “ora o mai più”.
I due progettano così una rapina che potrebbe dare una svolta alle loro vite, ma presto si accorgono che il destino non gli è mai davvero favorevole. E questo anche quando per loro c’è una specie di conversione mistica. Insomma, nessuna speranza per Rufetto di riscattarsi agli occhi del suocero e della suocera che ancora lo ospitano insieme a moglie e figlio e, per Nello, di uscire dalla cantina dove vive.
Cast straordinario composto da Roberta Mattei, Gianfelice Imparato, Paola Tiziana Cruciani, Cristiano Di Pietra, Mia Benedetta, Salvatore Striano, Federica Carruba, Toscano Liz Solari e camei d’autore, nel segno della romanità, di Pasquale “Lillo” Petrolo, Marco Giallini e Valerio Mastandrea.
“Nello e Rufetto sono due rapinatori di seconda fascia – dice Tirabassi, co-sceneggiatore del film con Daniele Costantini e Mattia Torre -. Hanno superato la cinquantina e non hanno mai conosciuto il benessere, vivono poco sopra la soglia della povertà. Per dare una svolta alla loro vita, hanno deciso che è arrivato il momento di fare ‘Il grande salto’. Ho voluto raccontare questa storia – continua il regista – stando molto vicino ai personaggi, seguendoli passo passo, quasi pedinandoli.
In certi momenti i loro sguardi, il non detto, sono più espliciti delle parole pronunciate”.
E a chi ricorda al neo-regista che il suo film sembra un’opera di Sergio Citti, risponde Tirabassi: “E’ vero, nel film c’è un tono amaro che va controcorrente. Siamo cresciuti con Monicelli, Scola, Risi e Citti, è normale che guardiamo al loro cinema e non a quello americano”.

Basilio, racconti di gioventù assolutaIl secondo libro di Alessandro Mauro, un inno alla leggerezza

14 giugno 201910:13

– ALESSANDRO MAURO, ‘BASILIO – DIECI RACCONTI DI GIOVENTÙ ASSOLUTA’ (AUGH!, Collana Frecce, pp. 140 – 13,00 euro). Dieci racconti di ‘gioventù assoluta’. Le parole contano: quelle scelte da Alessandro Mauro per spiegare il suo ‘Basilio’ sono un inno alla leggerezza. Il marchio di uno stato d’animo che segna la vita. Il libro mette insieme storie indipendenti ma connesse da un unico protagonista, Basilio appunto, che attraversa gli anni dall’infanzia alla gioventù. Come il Marcovaldo di Calvino per chi volesse cercare un paragone nella letteratura ufficiale. Le piccole cose che succedono a Basilio, tra le elementari e il liceo, ‘sono il frutto di un tempo in cui quasi tutto è inizio, e quasi tutto è importante – si legge nella descrizione del libro – Il suo graduale ingresso nel mondo è già, a modo suo, condizione umana: vicenda di tentativi e inciampi, desideri e guai, scoperte che si intrecciano a sconfitte, continua possibilità della rimonta. Dunque Basilio, ora più ora meno, siamo quasi tutti’.
Mauro – 54 anni, scrittore per divertimento, per passione e ora anche per davvero, dopo aver scritto per mestiere e rivisto i testi di altri per 25 anni – è al secondo libro. Il primo, ‘Se Roma è fatta a scale’, è un atto d’amore per una città vilipesa spesso a ragione, ma capace di regalare sogni dietro ogni angolo a chi la sa guardare. Ora ‘Basilio’. Non è letteratura per ragazzi, ma un libro sui ragazzi che saremo sempre finché conserveremo il coraggio di restare curiosi, di provare stupore di fronte alle cose nuove, emozione davanti ai nuovi amori, di guardare il mondo come se potessimo sempre andare a conquistarlo. Guardare alla giovinezza solo come ‘perenne amare i sensi e non pentirsi’, secondo la definizione di Sandro Penna, trovata da Mauro in una tavola di Andrea Pazienza.
Il protagonista dei dieci racconti é prima un bambino alle prese con lo ‘zero spaccato’ incassato sulla paginetta di ‘f’, poi un ragazzino, un adolescente. Finché non si affaccia alla vita da grande con la maturità alla fine del liceo: ‘Lei a un certo punto aveva perfino alzato la mano per dire qualcosa che riguardava la lezione. Basilio, in una classe che non era la sua, non avrebbe alzato mai nemmeno se ci fosse stata una rapina’. Eccoli gli anni della gioventù assoluta. Quelli in cui si fa scorta di innocenza, di forza e di meraviglia da rilasciare durante la vita. Più la scorta è pesante, più il futuro sarà lieve da affrontare. ‘Basilio’ è un libro dove c’è ironia, ma non nostalgia, dice Mauro, pur ammettendo che, dopo gli anta le stagioni migliori sono alle spalle. Non un libro autobiografico, perché saccheggia non una sola gioventù, ma quelle di molti. La leggerezza è il filo conduttore. La capacità di non prendersi sul serio e di guardare avanti con una fiducia che sia proprio ‘assoluta’, allo stesso tempo ingenua e solida.
Aspromonte di Calopresti evento al festival di Taormina2 luglio. Valeria Bruni Tedeschi e Marcello Fonte protagonisti

13 giugno 201920:08

L’atteso nuovo film di Mimmo Calopresti, Aspromonte La terra degli ultimi, sarà proiettato il 2 luglio in anteprima come Evento Speciale al Taormina Film Fest, nel Teatro antico di Taormina. Il film è una produzione Italian International Film con Rai Cinema, prodotto da Fulvio e Federica Lucisano, scritto da Calopresti con Monica Zapelli, già autrice de I cento passi, con la collaborazione di Fulvio Lucisano, tratto dall’opera letteraria di Pietro Criaco “Via dall’Aspromonte” (Rubbettino Editore). Interpretato da Valeria Bruni Tedeschi e Marcello Fonte, Aspromonte La terra degli ultimi è un western atipico sulla fine di un mondo e sul sogno di cambiare il corso degli eventi grazie alla voglia di riscatto di un popolo. Il film è ambientato ad Africo, un paesino arroccato nella valle dell’Aspromonte calabrese, alla fine degli anni ’50, dove una donna muore di parto perché il dottore non riesce ad arrivare in tempo e perché non esiste una strada di collegamento.

Arbore, successo per Ll’arte d’o sole su Rai5Calandrelli, un altro regalo di un artista straordinario

13 giugno 201915:04

– Quando vince la canzone napoletana: grande successo per “Ll’arte d”o sole”, il nuovo programma di Renzo Arbore dedicato ai 28 anni della sua Orchestra Italiana, che il 12 giugno è stato visto su Rai5 da circa mezzo milione di spettatori, con uno share del 2,1%. Un dato che fa della rete la seconda più vista tra i canali tematici del digitale terrestre nel prime time di ieri. “E’ stata un’altra serata di grande tv quella che ci ha regalato uno straordinario Arbore – dice il direttore di Rai Cultura Silvia Calandrelli – e il pubblico ha premiato un programma che è un atto di amore per Napoli e per la canzone napoletana, capace di superare ogni confine, ma che è anche un’ulteriore prova dell’arte di Renzo, capace di continuare a regalare emozioni. A lui il mio grazie per la sua tv di qualità che fa concretamente cultura”.          [print-me title=”STAMPA”]

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ALLE 13:25 DI GIOVEDì 13 GIUGNO 2019

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Bonisoli, cultura per smussare conflitti
Ministro a Fabriano per 13/o Forum città creative Unesco

FABRIANO (ANCONA)12 giugno 2019 11:11

– “La cultura e il dialogo interculturale sono i principali strumenti, come diceva don Primo Mazzolari, per la costrizione alla pace. Attraverso la cultura, si possono smussare le cause di conflitto”. Lo ha detto il ministro dei Beni e delle Attività Culturali, Alberto Bonisoli, intervenendo all’apertura della 13/a edizione del Forum delle città creative dell’Unesco a Fabriano. A livello storico e culturale, “ci troviamo in un momento particolarmente interessante – ha argomentato -: grazie alle nuove tecnologie, alla alfabetizzazione di massa, il costo dell’accesso ala cultura è estremamente basso ed è stata data, così, una accessibilità a diverse tipologie di persone. Ora – ha aggiunto Bonisoli – abbiamo bisogno di mantenere l’offerta culturale la più diversa possibile. Occorre assicurare una offerta culturale diversificata. Attraverso la cultura – ha ribadito e concluso – si possono smussare le cause di conflitto”.
Duni, Luft e Harris a Cala Gonone JazzPresentato cartellone festival in programma dal 26 al 28 luglio

CAGLIARI12 giugno 201913:10

– Il jazz sarà, come sempre, il re del festival ma ci sono anche elettronica, sperimentale e world music. In uno scenario unico. Un esempio per tutti: i concerti di Elina Duni e Rob Luft il 27 luglio e di Choro de Rua il giorno dopo alle Grotte del Bue marino. Suoni e ambiente alla 23/a edizione del Cala Gonone Jazz Festival, in programma dal 26 al 28 luglio nella località costiera a pochi chilometri da Dorgali (Nuoro). Con un’anteprima il 18 luglio all’Exma di Cagliari con il live del pianista sardo, trapiantato a New York, Alberto Pibiri in trio.
La novità di quest’anno è rappresentata alla scelta dell’Arena Palmasera con punto di raccordo tra concerti, turismo e attività legate alla rassegna. Musica all’aperto con il lungomare punto di riferimento per passeggiate, ascolto e degustazione di vini. Coinvolta anche la cantina di Dorgali: si parte proprio da lì il 26 luglio alle 12 con il One man band di Orani Andrea Cubeddu e si continua alle 19 in un altro scenario particolare, quello dell’Acquario

Mostra Chisesi sui sette vizi capitali’Saligia’ in programma dal 4 luglio, testimonial Rocco Barocco

CASERTA12 giugno 201913:24

– Si chiama “Saligia”, termine che ha per lettere le iniziali dei sette “vizi capitali”, la mostra personale dell’artista Andrea Chisesi che sarà inaugurata giovedì 4 luglio alla Reggia di Caserta. Testimonial d’eccezione sarà Rocco Barocco. L’esposizione comprende 68 opere, di cui 40 inedite, che saranno ospitate nelle Retrostanze del ‘700 degli appartamenti storici e saranno accompagnate da un documentato catalogo di Marcella Damigella, curatrice della mostra. “Mi piace enormemente che l’arte di Andrea Chisesi possa essere definita ‘Fusione’, come d’altra parte fusione è il suo nascere al nord e vivere al sud estremo, in una sorta di ritorno al grembo materno” dice Vincenzo Mazzarella, funzionario responsabile della valorizzazione e arte contemporanea della Reggia, mentre l’archeologo Giuseppe Marseglia afferma che “la Reggia di Caserta, capolavoro assoluto dell’Arte europea del ‘700, ospita la mostra di un artista contemporaneo il cui preciso intento è quello di dialogare con il passato”.

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Venezia, evento-maratona per Anna Frank
Per 10 ore 90 persone leggono il suo Diario

VENEZIA12 giugno 201913:58

– Annelies Marie Frank, per gli amici “Anne”, il 12 giugno avrebbe compiuto 90 anni, se non fosse stata uccisa in un lager nazista. Per ricordarla è stato realizzato in Campo del Ghetto Nuovo a Venezia un evento-maratona con la lettura integrale e pubblica del Diario.
Per oltre dieci ore l’intero campo diventerà un luogo di ascolto e racconto che vedrà alternarsi 90 lettori tra cui la presidente del Consiglio comunale della città Ermelinda Damiano.
Esce la graphic novel di Stranger ThingsIl 20 giugno pubblicata da Magazzini Salani

MA12 giugno 201914:04

Arriva nelle librerie italiane il 20 giugno ‘Sottosopra’, la prima graphic novel ufficiale di Stranger Things, la serie cult targata Netflix che ha conquistato milioni di spettatori in tutto il mondo, di cui si aspetta la terza stagione, il 4 luglio sugli schermi di tutto il mondo.
Ad annunciare l’uscita della graphic novel è Magazzini Salani, marchio di Adriano Salani Editore (Gruppo editoriale Mauri Spagnol), che pubblica il libro di 100 pagine, firmato da Jody Houser e disegnato da Stefano Martino in cui si racconta quello che è successo a Will Byers durante gli eventi della serie Stranger Things, nel mondo alternativo del Sottosopra, un luogo esistito finora solo nei peggiori incubi o nelle più terribili allucinazioni. Will non sa come chiamare il posto inquietante in cui si è improvvisamente trovato. Le uniche certezze sono che è solo e che niente lo fa sentire al sicuro. Uno strano mostro, dal verso stridente, è in agguato dietro ogni angolo, mentre voci familiari lo chiamano in lontananza. Per sopravvivere, Will deve tenere fede a ciò che ha imparato giocando di squadra con i suoi amici, con la speranza di tornare presto a casa. Il libro (15 euro) si può preordinare in tutte le librerie e su Amazon e Ibs.
A Taurianova ‘Concorso Madonnari’Dal 2 al 4 agosto 50 artisti coloreranno strade città

TAURIANOVA (REGGIO CALABRIA)12 giugno 201914:42

– Si svolgerà dal 2 al 4 agosto a Taurianova la quarta edizione del “Concorso Internazionale dei Madonnari – Città di Taurianova”, l’iniziativa ideata dall’Associazione Amici del Palco con la direzione artistica del maestro madonnaro Gennaro Troia (fondatore della Scuola Napoletana dei Madonnari), tesa a valorizzare l’arte antica dei madonnari, la tradizione, la storia e il territorio che si trasforma in uno scenario esclusivo per l’arte di strada, un vero e proprio museo a cielo aperto. Nel cuore della città 50 artisti internazionali, con i loro gessetti, è scritto in una nota, “saranno il centro di una manifestazione unica nel suo genere in tutto il territorio regionale che si inserisce tra le maggiori manifestazioni culturali e artistiche della Calabria”. Quest’anno, nei tre giorni, sarà possibile non solo di ammirare l’arte, ma anche confrontarsi con gli artisti che coloreranno le strade di Taurianova sul tema dell’anno “L’espressione dell’amore nell’arte sacra”.

Ficarra e Picone, 25 anni di carrieraOltre 50 tappe in tutta Italia con un nuovo show

12 giugno 201916:40

– Salvo Ficarra e Valentino Picone celebrano nel 2020 venticinque anni di sodalizio artistico con un tour che toccherà oltre 20 città. Più di cinquanta date con un nuovo spettacolo, che raccoglierà alcuni pezzi di repertorio e molti altri inediti, scritti ad hoc. La tournée partirà il 2 maggio 2020 da La Spezia (Teatro Civico), dal 6 farà tappa a Mantova (Teatro Sociale), dal 12 a Trento (Teatro Sociale), dal 16 a Ferrara (Teatro Comunale) e dal 26 a Senigallia (Teatro La Fenice). La stagione estiva li vedrà poi impegnati dal 6 al 21 giugno al Teatro di Verdura di Palermo, il 10 luglio al Lucca Summer Festival, l’11 luglio in Piazza Grande a Palmanova (Ud), il 18 luglio in Piazza Garibaldi a Cervia, il 23 luglio al Anfiteatro La Civitella di Chieti, il 25 luglio al Fossato del Castello di Barletta, il 26 luglio al Pala Live Piazza Palio di Lecce. Il 28 luglio arriveranno alla Summer Arena di Soverato (Cz) e chiuderanno in bellezza il tour estivo al Teatro Antico di Taormina dal 31 luglio al 2 agosto.
Già chiuse anche le prime tappe che vedranno impegnati Ficarra & Picone da settembre: 11 e 12 settembre Genova (Teatro Carlo Felice), 15 e 16 settembre Bologna (Teatro Celebrazioni), dal 22 al 27 settembre Roma (Teatro Brancaccio), 6 e 7 ottobre Napoli (Teatro Augusteo), 20 e 21 ottobre Firenze (Teatro Verdi), 27 e 28 ottobre Torino (Teatro Colosseo) e dal 3 all’8 novembre Milano (Teatro della Luna).
Prevendite al via lunedì 17 giugno su http://www.ticketone.it e il 24 giugno nelle prevendite abituali.

La notte di Sottile è la Rampa per prime timeSu Rai3 Prima dell’Alba speciale in 6 puntate,da Foggia a Genova

12 giugno 201919:58

Salvo Sottile quando dorme? Sono in tanti, tra il suo pubblico, a chiederselo. La mattina è impegnato con Mi Manda Rai3 (“quest’anno 205 puntate che hanno segnato un aumento dell’1 per cento di share in un anno”), ma già da mesi stava lavorando alla nuova edizione del suo programma, che torna per la prima volta con un’edizione speciale, in prima serata sulla terza rete diretta da Stefano Coletta dal 17 giugno, sei nuove puntate da 100 minuti ciascuna, alla ricerca del popolo della notte e delle mille sfaccettature di una realtà poliedrica.
Questa volta Sottile parte da un luogo simbolo. Il titolo infatti è Prima Dell’Alba – La Rampa. La produzione è ancora della Stand by me di Simona Ercolani.    Il giornalista e conduttore e inviato tv affronta questa sorta di girone dantesco, partendo da un edificio abbandonato della periferia romana, la rampa di un parcheggio in rovina molto bello, potente da vedere, un luogo simbolico di un mondo in scale dove il giornalista si muove, incontra persone che raccontano storie esemplari, spesso dimenticate e lontane dal circo mediatico. Dai lavori più insoliti alla perdizione del crimine, dalle battaglie delle forze dell’ordine ai luoghi del divertimento by night, fino alle più nascoste trasgressioni.
Ma nel tempo libero (quale non è dato saperlo? ndr)  Sottile ha scritto anche un libro ‘Notte Fonda’ (Edizioni Rai Libri) ispirato al mondo da lui così ben esplorato in questi anni. Soprusi, violenze, sfruttamenti, affari sporchi ma anche vite inattese, la mano della giustizia, personaggi salvifici, voci calde e rassicuranti: “racconto il degrado delle periferie e la dignità delle madri di Tor Bella Monaca, le sirene gracchianti della stradale e le vite ben spese di chi offre il suo aiuto al prossimo, le case chiuse e i club per scambisti fuori provincia e le vittime innocenti della violenza della malavita”. Per ognuno il conduttore si sposta in una sorta di girone sottostante, raggiungendo, infine, l’ultima stanza, denominata delle “confessioni”.
Altra novità di questa edizione speciale sono i servizi di tre inviati introdotti da Sottile e commentati con ospiti speciali.
Ogni puntata ospita, inoltre, una testimonianza/confessione dei protagonisti sconosciuti delle notti italiane, dalla camorrista all’ex poliziotto divenuto rapinatore, dal militare sotto copertura al baro di professione.
Salvo Sottile trascorrerà alcune notti nelle strade battute dalla mafia foggiana, ascolterà una madre che ha perso un figlio, si confronterà con un pentito di mafia coperto da un cappuccio “che ha detto no quando doveva uccidere un giudice ragazzino”. “Affronteremo, senza giudizio alcuno vari aspetti del porto d’armi – spiega- con vari casi diversi nei loro aspetti”. Andrà a Genova per ascoltare “le confessioni e le speranze degli abitanti a circa un anno della tragedia del Ponte Morandi ma anche dei commercianti che hanno perso tutto anche loro si è creata una sorta di guerra tra poveri”. E anche quella buia del covo di Forza Nuova e quella di chi invece tenta di costruire un futuro migliore come i fondatori di un’azienda che ricicla la plastica raccolta dai fiumi; ma anche, la faticosa notte degli ultimi carbonai della Calabria o quella tra disagio e degrado del bosco di Rogoredo a Milano. Fedele a un racconto a tutto tondo delle mille facce della notte, “Esploreremo anche – ricorda Sottile – alcuni problemi urbani come l’emergenza abitativa nelle grandi città come Milano, culminata nel capoluogo lombardo con l’occupazione della Torre Ligresti, senza dimenticare anche il lato trasgressivo della notte, da sempre luogo della liberazione delle fantasie più impensabili: un mondo sommerso e variegato, sempre in equilibrio precario tra emancipazione e schiavitù, ma oggi quanto mai reale grazie anche alle nuove tecnologie che rendono il mondo sempre più interconnesso. In ciascuna delle sei puntate, Salvo scende nella rampa, “di giorno luogo abbandonato, di notte abisso che sprofonda verso il basso, popolato da anime dolenti, uomini e donne ai margini”, una struttura circolare per un racconto “a gironi”, sempre più in profondità fino all’ultima stanza, luogo delle “confessioni”.

A Pitti giovani gentleman da Club HouseL’informale fa rotta verso l’East Coast e Los Angeles

SAFIRENZE12 giugno 201917:19

– Il nuovo gentleman di Pitti Uomo 96 è un personaggio da Club House, di quelli sparsi tra Beverly Hills a Miami. Luoghi che diventano scenari per la mise en place del guardaroba maschile della prossima stagione S/S 2020.
Cominciando dai colori scelti, saturi e luminosi, tra palme e beige vintage. Focus sul rapporto tra forme geometriche e silhouette ariose per parka light, giacche a vento giuste per la barca o per i temporali estivi, giacche corte e trench (ZZegna).
Lo sport da Club House influenza capi essenziali, versatili realizzati con la maestria del tailoring: modelli casual chic abbinati a polo sottili o a T-shirt elasticizzate, un outfit dove la tuta diventa un capo 24H. Blu, sabbia, bianco e nero la palette. Parcoats reinterpreta 5 modelli iconici maschili in 25 capi.
Rino Gaetano, esce raccolta definitivaIl 5 luglio arriva “Ahi Maria 40th”, raccolta di 48 canzoni

12 giugno 201917:24

– Per i quarant’anni dall’uscita di “Resta vile maschio, dove vai?” – l’album di Rino Gaetano che contiene la celebre “Ahi Maria” – il 5 luglio sarà pubblicato un quadruplo cofanetto, dal titolo “Ahi Maria 40th – La raccolta definitiva di Rino Gaetano” (Sony Music Legacy).
A 38 anni dalla sua scomparsa, questa raccolta ripropone tutta l’arte del talento originalissimo e anticonformista di Gaetano. Quarantotto canzoni in quattro dischi celebrativi, rimasterizzati in 192 KHz/24 bit, la raccolta contiene interpretazioni eseguite da altri artisti, oltre a una serie di chicche, rarità, versioni live e una versione demo inedita di “Ahi Maria” fornita dalla famiglia Gaetano.
“Ahi Maria 40th – La raccolta definitiva di Rino Gaetano” sarà disponibile in 4 cd hardcover book o 2 LP. La versione in cd sarà accompagnata da un booklet di 40 pagine in cui è racchiuso un inedito ritratto dell’artista, scritto con l’aiuto della famiglia e dei discografici e amici del cantautore Pierluigi Germini e Silvana Casato.
A Pitti sfila il Baudelaire di GivenchyClare Waight Keller a Villa Palmieri con i suoi Fiori del male

FIRENZE12 giugno 201917:33

– Sfila a Firenze, nei giardini di Villa Palmieri, tra piante e aiuole che disegnano labirinti di verde intenso, il giovane Charles Baudelaire disegnato da Clare Waight Keller, direttrice creativa della maison Givenchy, ospite d’onore di Pitti Uomo 96. Il poeta maledetto de “I fiori del male” viene evocato dalla designer inglese che ha realizzato l’abito da sposa di Meghan Markle attraverso completi con giacche tre bottoni o doppio petto, dai volumi ampi, che sposano nuance di chiaroscuro, per superfici la cui narrazione evoca la poesia tenebrosa di Baudelaire. Una sfilata dove anche le modelle indossano i capi maschili, a conferma che lo stile a-gender è quello vincente tra le sfilate viste a Pitti finora.
La palette si tinge infatti delle sfumature pallide della rosa damasco, del panna, del blu polvere e del rosso, affiancate dai toni notturni del blu notte, bordeaux e canna di fucile.
A Uffizi ‘tormento creativo’ BotticelliAnalisi Pala di Sant’Ambrogio rivela le correzioni dell’artista

FIRENZE12 giugno 201918:20

– Personaggi che cambiano posizione, una intera porzione del pavimento sostituita dalla pedana su cui poggia il trono della Vergine, dita che scompaiono, occhi che appaiono in punti dove non dovrebbero essere: l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze ha scoperto tutti i ripensamenti della Pala di Sant’Ambrogio, opera dipinta intorno al 1470 dal 25enne Sandro Botticelli, svelando il ‘tormento creativo’ dell’artista.
Il restauro, avviato nel 2018 e concluso recentemente, è stato presentato oggi agli Uffizi, dove l’opera sarà esposta nuovamente nei prossimi giorni.
Il Bambino, in braccio alla Madonna, durante il processo pittorico cambia drasticamente posizione, come risulta dalla riflettografia. San Cosma in origine guardava verso l’alto, e non verso la Vergine; la sua veste, nella versione precedente, lo collocava spostato all’indietro verso sinistra, e l’alone del suo diverso collocamento è ancora visibile.
Arisa, al via il 15 giugno tour estivoE dal 14 in radio il nuovo singolo Tam Tam

12 giugno 201918:34

– Arisa si prepara ad affrontare un’intensa estate. Dal 14 giugno arriva in radio il nuovo singolo “Tam tam” – estratto dall’album Una nuova Rosalba in città (Sugar) – e, il giorno successivo da Lamezia Terme, parte il tour estivo che porterà Arisa sui palchi di tutta Italia.
Un tour inedito rispetto ai precedenti, dove musica e visual si fondono per portare dal vivo i brani del nuovo album e i grandi successi di Arisa riadattati per avvicinarsi stilisticamente alle atmosfere dell’ultimo progetto discografico più orientato verso la dimensione elettronica.
Queste le date: 15 giugno Lamezia Terme, 30 giugno Anzio, 8 luglio Bormio, 20 luglio Foiano della Chiana (AR), 26 luglio Fermo, 31 luglio Trentola Ducenta (CE), 3 agosto Fondi (LT), 7 agosto Marina di Pietrasanta (LU), 11 agosto Festival Altomonte (CS), 12 agosto Genzano di Lucania (PZ), 14 agosto Sanremo, 20 agosto Ceglie Messapica (BR), 4 settembre Chiari (BS), 9 settembre Magliano (LE), 13 settembre Ribera (AG), 21 settembre Canelli (AT).
Torna a Cagliari il ‘Marina Café NoirMurgia, Robecchi e Janeczek alla 17/a edizione della rassegna

CAGLIARI12 giugno 201918:56

– Torna a Cagliari ‘Marina Café Noir – Festival di letterature applicate’, evento organizzato dall’associazione culturale Chourmo che dal 2003 porta in città libri, incontri, reading, omaggi e laboratori con scrittori, giornalisti, attori e musicisti da tutto il mondo. Il Festival sarà una tre giorni densa di appuntamenti nel cuore di Cagliari, da giovedì 20 a sabato 22 giugno, tra piazza San Domenico e piazza Garibaldi. Dopo l’anteprima con Paolo Fresu del 18 giugno, alle 21 nel chiostro di San Domenico, il Festival si apre giovedì 20 con un’intera giornata in collaborazione con NNE, casa editrice milanese che pubblica Kent Haruf e che porterà a Cagliari alcune delle sue migliori proposte.
Tra gli autori che parteciperanno alla rassegna, spiccano i nomi di Michela Murgia, Alessandro Robecchi, Helena Janeczek, Wu Ming, Gary Younge, Juan Cardenas, Dan Chaon, Vinicio Marchioni, James Anderson, Evelina Santangelo e Neri Marcorè.
“Il contrario di uno”, titolo di un libro di Erri De Luca, sarà il filo conduttore della 17/a edizione. “Abbiamo pensato che viviamo tempi strani – spiegano dal Chourmo – per molti versi cupi e carichi di neri presagi, tempi che ci vogliono sempre più soli, quando invece il primo passo per riprendere controllo di sé e della propria vita è quello di aprirsi al mondo, e agli altri”.

Morto il cantautore NascimbeniAveva collaborato anche con Roberto Vecchioni e Leonard Cohen

12 giugno 201919:01

– “Ora vola libero e a tutti manda il suo abbraccio di libertà”: con queste parole sul suo profilo Facebook è stato dato l’annuncio della morte del cantautore, giornalista e attivista Enrico Nascimbeni, a soli 59 anni. Nato a Verona, Nascimbeni è cresciuto a Milano, dove ha tenuto il primo concerto al liceo Beccaria, in cui insegnava Roberto Vecchioni, ed è partita da lì la loro collaborazione. Nascimbeni ha inciso dischi e scritto per altri. Ma Nascimbeni è stato – richiamo dell’eredità del padre Giulio – anche giornalista dal Giorno, all’Arena di Verona, all’Indipendente, si è occupato di nera, giudiziaria e ha seguito Mani pulite. E’ approdato a Studio Aperto, per cui ha seguito la guerra dei Balcani come inviato speciale. Ma alla fine, anche per divergenze politiche, è tornato alla musica: ha collaborato a un album di cover di Paola Turci, ha scritto per Patty Pravo, ha collaborato con Tom Waits e Leonard Cohen. Ha scritto libri. Lo scorso agosto aveva denunciato un’aggressione neofascista.
A Firenze Rocks unica data italiana ToolFestival fino a domenica con Ed Sheeran, Cure e Eddie Vedder

FIRENZE12 giugno 201919:02

– L’edizione 2019 del Firenze Rocks si apre con l’unica data italiana dei Tool, che saliranno sul palco della Visarno Arena per la prima serata del festival giovedì 13 giugno. Il cantante Maynard James Keenan e la sua band si esibiranno dopo la performance di un altro storico gruppo: gli Smashing Pumpkins. A Firenze, la band di Billy Corgan presenterà il disco ‘Shiny And Oh So Bright – Vol.1 – LP – No Past, No Future, No Sun’ primo lavoro del gruppo, in oltre 18 anni, che riunisce i membri fondatori Billy Corgan, James Iha e Jimmy Chamberlin. Oltre ai due gruppi principali, suoneranno nella prima serata del Firenze Rocks anche i Dream Theater, Badflower e Skindred.
Il festival prosegue poi con altre tre serate. Venerdì 14 giugno sarà la volta di Ed Sheeran, per il primo dei suoi tre grandi concerti italiani. A seguire, sabato 15, salirà sul palco Eddie Vedder e i The Cure, che chiuderanno il festival domenica 16 giugno.

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Madonna, flop vendita biglietti del tour
Popstar fa fatica a riempire piccole sale da concerto a New York

NEW YORK12 giugno 201919:07

– Madonna arranca nella vendita dei biglietti per le tappe del suo tour ‘Madame X’ a New York. Solo quattro anni fa i biglietti erano andati subito esauriti per il Madison Square Garden (con oltre 20mila posti) mentre, secondo quanto scrive il New York Post, sono ancora disponibili centinaia di biglietti per il concerto del 12 settembre alla BAM opera house di Brooklyn (con circa duemila posti). Madonna sarà al Bam anche il sette ottobre e il sito di Ticketmaster mostra che oltre la metà dei posti da 357 dollari del mezzanino sono ancora invenduti.
Sembra che i fan mostrino un calo di interesse nei confronti di Madonna considerato che il ‘Rebel Heart Tour’ (2015-16) fece due volte esaurito al Madison Square Garden mentre i biglietti per la tappa allo Yankee Stadium andarono esauriti in 20 minuti.
S. Cecilia, Dudamel nel concerto finaleDedicato a Beethoven con Egmont Ouverture e Sinfonie 4 e 7

12 giugno 201920:23

– Chiusura di stagione pirotecnica con Gustavo Dudamel per l’ Accademia Nazionale di Santa Cecilia.
Il giovane direttore venezuelano sarà sul podio dell’Auditorium Parco della Musica sabato 15 giugno alle 18 per il concerto finale con un programma dedicato interamente a Beethoven, con le Sinfonie 4 e 7 ed Egmont: Ouverture (repliche domenica 16 alle 20:30 e lunedi 17 alle 19:30). Dudamel torna a Roma alla guida dell’ orchestra ceciliana a distanza di sei anni. La sua prima volta con l’Accademia Nazionale risale al 2005 quando, venticinquenne e reduce dalla vittoria del prestigioso ‘Gustav Mahler Conductin Competition’, diresse la Nona di Beethoven con l’ Orchestra e il Coro nella Cavea del Parco della Musica. Il maestro, considerato allora un enfant prodige, è oggi una delle bacchette più richieste. Nella stagione 2019/2020 di Santa Cecilia Dudamel tornerà a dicembre per alcuni concerti in sede e per una tournèe italiana molto attesa.
Reggia Caserta, Tar sospende direttoreLa decisione dopo l’esposto di un concorrente escluso

12 giugno 201920:59

– Il Tar del Lazio ha sospeso la nomina a direttore della Reggia di Caserta per Tiziana Maffei. Il tribunale amministrativo, con un provvedimento pubblicato oggi, ha accolto la richiesta di sospensiva avanzata dai legali di Antonio Tarasco, funzionario del Mibac che aveva partecipato al concorso indetto dal ministero e poi fatto ricorso contro la sua esclusione dalla terna finale. La sospensione ha validità immediata. La discussione nel merito è prevista per il 25 giugno. Sulla vicenda della mancata nomina di Antonio Tarasco, oggetto di una interrogazione parlamentare del leghista Alessandro Patelli, era intervenuto il ministro dei beni culturali Alberto Bonisoli, che in un question time alla Camera il 29 maggio aveva difeso la legittimità del percorso concorsuale (“non e’ stata rilevata alcuna criticita’ o errore materiale di calcolo di punteggi nella procedura”). E sottolineato: “Vi confermo la bontà della scelta del nuovo direttore di Caserta, che è Tiziana Maffei, alla quale faccio i migliori auguri”.
Scurati guida cinquina Premio StregaAl secondo posto Cibrario, terzo Missiroli

giugno 201922:08

– Antonio Scurati con 312 voti per il suo ‘M. Il figlio del secolo’ (Bompiani) guida la cinquina del Premio Strega 2019 votata per la prima volta al Tempio di Adriano a Roma e non nella storica sede a Casa Bellonci poichè è in ristrutturazione. Al secondo posto Benedetta Cibrario con 2013 voti per il suo romanzo ‘Il rumore del mondo’ (Mondadori) e al terzo Marco Missiroli con ‘Fedeltà’ (Einaudi) che ha avuto 189 voti. Al quarto posto Claudia Durastanti con ‘La straniera’ (La nave di Teseo) con 162 voti e al quinto un altro ormanzo Einaudi ‘Addio fantasmi’ di Nadia Terranova con 159 voti.
Primo degli esclusi è Paola Cereda con ‘Quella metà di noi’ (Giulio Perrone editore) che ha avuto 133 voti.
Su un totale di 660 aventi diritto al voto hanno espresso tre preferenze in 592, per una percentuale dell’89,69%. A presiedere il seggio Helena Janeczek, vincitrice del Premio Strega 2018.

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#AnneFrank. Vite parallele con Mirren
Documentario ricostruisce storia e intervista 5 sopravvissute

12 giugno 201915:32

– Helen Mirren è la guida d’eccezione del documentario #AnneFrank. Vite parallele, scritto e diretto da Sabina Fedeli e Anna Migotto, con la colonna sonora di Lele Marchitelli, prodotto da 3D Produzioni e Nexo Digital in collaborazione con l’Anne Frank Fonds di Basilea, Sky Arte il Piccolo Teatro di Milano-Teatro d’Europa, in sala l’11, 12 e 13 novembre. “Questa è una storia che non dobbiamo mai dimenticare. Stiamo iniziando a perdere la generazione dei testimoni di quanto è successo in Europa in quei terribili giorni. Per questo è più importante che mai mantenere viva la memoria guardando al futuro. Ritengo che il diario di Anne Frank rappresenti un incredibile insegnamento”, dichiara Helen Mirren.
Anne Frank avrebbe compiuto 90 anni. Il docu-film la racconta attraverso le pagine del suo diario. E intreccia la sua storia con quella di 5 sopravvissute all’Olocausto, bambine e adolescenti come lei: Arianna Szörenyi, Sarah Lichtsztejn-Montard, Helga Weiss e le sorelle Andra e Tatiana Bucci.
Klaus, primo film di animazione NetflixAnteprima al festival di Annecy poi su piattaforma. Regia Pablos

12 giugno 201916:58

– Dal co-creatore di Cattivissimo me, Sergio Pablos, sta per arrivare il primo film animato di Netflix: Klaus, in anteprima all’autorevole festival di Annecy (10-15 giugno) e poi prossimamente sulla piattaforma di streaming. Klaus è stato prodotto interamente a Madrid, in Spagna, e realizzato da un team internazionale composto da alcuni dei più talentuosi disegnatori a mano provenienti da tutto il mondo.
Nella storia, un giovane postino scandinavo di nome Jesper ha la possibilità di dare una svolta alla sua carriera quando gli viene affidato il compito di consegnare la posta in uno sperduto villaggio del freddo nord. Qui incontra un misterioso giocattolaio dalla barba bianca di nome Klaus.
Il film introduce uno stile unico che unisce tecniche d’animazione tradizionali (disegnate a mano) con tecnologie all’avanguardia.
Tirabassi-Memphis, risate e citazioniIn sala dal 13 giugno con Medusa ‘Il grande salto’

13 giugno 201910:03

Attenzione a questo piccolo film, ‘Il grande salto’, opera prima di Giorgio Tirabassi, in sala dal 13 giugno in oltre 250 copie con Medusa, che parte tra le risate e poi declina verso quella melanconica tristezza che ricorda opere di grandi autori come Sergio Citti, Pier Paolo Pasolini e Federico Fellini. E va detto che Rufetto (lo stesso Tirabassi) e Nello (Ricky Memphis), i due protagonisti, rapinatori maldestri della periferia romana, dopo averci fatto ridere con battute, inadeguatezze e sfiga mostruosa che caratterizzano ogni loro impresa, alla fine ci sembrano un po’ il gatto e la volpe di Pinocchio, ma pieni più di umanità che di furbizia.
Il ‘salto’ a cui si riferisce il titolo dell’opera prima di Tirabassi è quello che i due cinquantenni, Rufetto e Nello, vogliono fare nella loro carriera. Dopo aver scontato quattro anni di carcere per un colpo andato male, infatti, vivono in un quartiere della periferia romana ormai al grido di “ora o mai più”.
I due progettano così una rapina che potrebbe dare una svolta alle loro vite, ma presto si accorgono che il destino non gli è mai davvero favorevole. E questo anche quando per loro c’è una specie di conversione mistica. Insomma, nessuna speranza per Rufetto di riscattarsi agli occhi del suocero e della suocera che ancora lo ospitano insieme a moglie e figlio e, per Nello, di uscire dalla cantina dove vive.
Cast straordinario composto da Roberta Mattei, Gianfelice Imparato, Paola Tiziana Cruciani, Cristiano Di Pietra, Mia Benedetta, Salvatore Striano, Federica Carruba, Toscano Liz Solari e camei d’autore, nel segno della romanità, di Pasquale “Lillo” Petrolo, Marco Giallini e Valerio Mastandrea.
“Nello e Rufetto sono due rapinatori di seconda fascia – dice Tirabassi, co-sceneggiatore del film con Daniele Costantini e Mattia Torre -. Hanno superato la cinquantina e non hanno mai conosciuto il benessere, vivono poco sopra la soglia della povertà. Per dare una svolta alla loro vita, hanno deciso che è arrivato il momento di fare ‘Il grande salto’. Ho voluto raccontare questa storia – continua il regista – stando molto vicino ai personaggi, seguendoli passo passo, quasi pedinandoli.
In certi momenti i loro sguardi, il non detto, sono più espliciti delle parole pronunciate”.
E a chi ricorda al neo-regista che il suo film sembra un’opera di Sergio Citti, risponde Tirabassi: “E’ vero, nel film c’è un tono amaro che va controcorrente. Siamo cresciuti con Monicelli, Scola, Risi e Citti, è normale che guardiamo al loro cinema e non a quello americano”.

Moretti, pillole nuovo film su InstagramSu @sachercinema scene con Buy, Rohrwacher e lui stesso giudice

12 giugno 201918:34

– Dopo aver aperto un anno fa il profilo Instagram intitolato al ‘suo’ cinema Sacher, Nanni Moretti sempre più social condivide anche piccoli frame del suo film Tre Piani, di cui sono in corso le riprese in un villino sul Lungotevere a Roma. Proprio lui da sempre riservatissimo, con set blindati e interviste con il contagocce, ha cambiato strategia, o meglio si è aggiornato. Ecco così spiegare a Margherita Buy una scena, mostrarsi in toga come previsto dal suo personaggio, dare in anteprima brevissime scene con Alba Rohrwacher: pillole disseminate su Instagram, una piccola rivoluzione per il severo Nanni. Il nuovo film è tratto dall’omonimo romanzo di Eshkol Nevo. La storia corale, prodotta da Sacher Film e Fandango con Rai Cinema e Le Pacte, in uscita nel 2020, e’ costruita sull’intrecciarsi delle vicende di alcune famiglie in un elegante condominio romano (nel libro era Tel Aviv). Nel cast, fra gli altri Riccardo Scamarcio, Adriano Giannini, Elena Lietti, Alessandro Sperduti, Anna Bonaiuto, Stefano Dionisi.
Nanni Moretti è social, su Instagram pillole del nuovo filmSu @sachercinema scene di Tre Piani con Buy e Rohrwacher

12 giugno 201918:37

Dopo aver aperto un anno fa il profilo Instagram intitolato al ‘suo’ cinema Sacher, Nanni Moretti sempre più social condivide anche piccoli frame del suo film Tre Piani, di cui sono in corso le riprese in un villino su Lungotevere a Roma. Proprio lui da sempre riservatissimo, con set blindati e interviste con il contagocce, ha cambiato strategia, o meglio si è aggiornato. Ecco cosi spiegare a Margherita Buy una scena, mostrarsi in toga come previsto dal suo personaggio, dare in anteprima brevissime scene con Alba Rohrwacher: pillole disseminate su Instagram, un piccola rivoluzione per il severo Nanni. Il nuovo film è tratto dall’omonimo romanzo di Eshkol Nevo. La storia corale, prodotta da Sacher Film e Fandango con Rai Cinema e Le Pacte, in uscita nel 2020, e’ costruita sull’intrecciarsi delle vicende di alcune famiglie in un elegante condominio romano (nel libro era Tel Aviv).

 

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sul set di Tre piani

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Nel cast, fra gli altri Riccardo Scamarcio, Adriano Giannini, Elena Lietti, Alessandro Sperduti, Anna Bonaiuto, Stefano Dionisi. [T]Anche perchè la sceneggiatura viene da un romanzo qualcosa in più della trama di Tre Piani è nota: ognuna delle famiglie protagoniste riflette una delle tre diverse istanze freudiane – Es, Io, Super-io – della personalita’. Scamarcio interpreta “un uomo passionale, travolto dal sospetto che qualcosa di terribile sia accaduto alla sua bambina” . Alba Rohrwacher che Moretti su Elle ha definito “una fuoriclasse” e’ Monica, una donna con un marito assente (Adriano Giannini) e una bambina appena nata, che si convince di essere spiata da un corvo.

 

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Marai, il macello della Grande Guerra
Il breve, forte esordio dell’autore de ‘Le braci’

13 giugno 201910:07

– SANDOR MARAI, ”IL MACELLAIO” (ADELPHI, PP. 100 – 10,00 EURO – TRADUZIONE DI LAURA SGARIOTO) – Si è parlato, e non solo fino allo scorso anno, mentre se ne celebrava il centenario, di bagno di sangue e di soldati mandati al macello a proposito della Prima Guerra Mondiale e sin dal titolo ”Il macellaio”, questo aspro, breve e forte romanzo uscito nel 1924, opera d’esordio di Sandor Marai (l’autore del celebre ”Le braci”) poco più che ventenne, non può non ricordare tutto ciò, proprio perché di quella guerra ci parla e delle sue conseguenze con una metafora grottesca e realistica assieme.
Protagonista è Otto, un giovane che ha quella che potremmo chiamare una vocazione, un’inclinazione precisa che lo porta al desiderio e il piacere di uccidere animali, tanto che convincerà il padre, maniscalco di paese, a portarlo nella capitale dove intende intraprendere la carriera di macellaio, e l’arrivo al macello è tutto un programma, tra carcasse sanguinanti appese al soffitto, ovini sgozzati su cavalletti di legno, un balenare di scuri con animali che crollano al suolo con le zampe dritte puntate verso l’alto, con garzoni che si muovono col volto imbrattato di sangue sino all’attaccatura dei capelli, tra il tanfo del sangue, della carne fumigante, delle interiora. In questo luogo Otto saprà distinguersi e riuscirà, con pochi soldi ereditati, ad aprire un negozio tutto suo, ma alla vigilia di essere chiamato in guerra. Durante i primi mesi il giovane non coglie alcun cambiamento tra le sue due vite, civile e militare, ”la guerra se la sentiva dentro, specialmente perché gli impulsi cui obbediva erano rimasti gli stessi… si trattava soltanto di una dislocazione nello spazio”. A lui, cresciuto in casa sotto il ritratto dell’Imperatore, ”tutti quei poteri che sin dal primo istante della sua vita aveva conosciuto e riconosciuto come assoluti e ineludibili… avevano ora gettato la loro maschera, si erano fatti più vicini e erano diventati più comprensibili, più tangibili nei loro ordini e nelle loro pretese”. E’ per questo che gli sembrava una condizione naturale stare tutti assieme nel fango di una trincea, scavare e sparare nella nebbia che avvolgeva il paesaggio: ”non aveva una consapevolezza della vita, perciò non ne aveva neppure della morte; non sapeva di essere vivo, e così non sarebbe mai stato capace di di pensare di poter morire”.
Il giorno che avvisano che si andrà all’attacco, sapendo che si dovrà anche usare la baionetta uno contro gli altri, Otto ha come un’illuminazione, rendendosi conto che questa è del genere dei coltelli che si usano per squarciare il ventre delle bestie: ”Io sono un macellaio – pensò emozionato – anche questo accanto a me è un macellaio, siamo tutti macellai” pronti a aprire pance per la patria e l’imperatore. Quindi, nonostante un attimo di incertezza e di paura (del suo ventre per conto suo) farà il suo dovere distinguendosi tanto da ottenere promozione e decorazione, che un anno dopo gli verrà appuntata sul petto dall’imperatore in persona, con le parole ”hai fatto bene il tuo dovere, figliolo”.
Comunque alla fine, al ritorno a casa, non sarà più lo stesso, privo di passione non solo per il mestiere, ma per il denaro e tutto il resto, ”con una gran voglia di spaccare e distruggere tutto, senza sapere con chi prendersela” e finendo per passare giornate e notti in taverna offrendo da bere a tutti, finendo in pochi mesi i propri soldi. Il caos sociale del dopoguerra (c’è chi spara per le strade) diventa per il nostro uomo caos interiore, senza più certezze, e quel che gli accadrà lasciamo sia una sorpresa per il lettore, un lettore che conosce oggi anche quali saranno di lì a pochi anni gli orrori della Seconda Guerra Mondiale.

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Bussetti: ‘Alla maturità niente shorts, né infradito’
Cellulare vietato e scuole isolate da Wifi

13 giugno 201911:39

Niente shorts, né infradito e soprattutto vietato il cellulare e scuole isolate dalla rete e quindi senza il collegamento wifi per evitare ‘scopiazzamenti’ durante le prove degli esami di maturità. A parlare è stato il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti ospite della trasmissione di Rai Radio1 ‘Un Giorno da Pecora’, il quale ha consigliato ai maturandi di vestirsi “in modo comodo con un abbigliamento decoroso. Ai maschi suggerirei di indossare una camicia di cotone, visto il caldo”, e li ha ammoniti: “Se si viene sorpresi col cellulare, anche acceso, si viene espulsi”.Parlando delle tracce per la maturità ha spiegato che “sono tutte pronte” e di averne aggiunta una proprio martedì. “Mi sono detto perché ‘non proporre anche una cosa di questo tipo’ – ha spiegato – mi è venuta in mente alle 5.30 di mattino ma ci riflettevo già da qualche tempo”. L’esponente di Governo ha poi ricordato che le tracce sono 12, da cui ne saranno scelte sette.”A deciderle – ha puntualizzato – sarò io, da solo, perché è necessario mantenere la completa segretezza” e si è augurato che quando saranno lette ci sia “una reazione di stupore ma felice degli studenti”. Ed anche sull’introduzione delle ‘buste’ per l’esame orale il ministro ha rivendicato: “Una scelta voluta fortemente da me” ricordando che “all’interno non ci sarà una domanda ma uno spunto, come un quadro, una foto o un riferimento, che permetterà alla commissione di iniziare le domande. Ad esempio, se dentro la buste ci fosse la Monna Lisa si potrebbe partire da lì”. Bussetti non ha escluso che sia utile studiare anche nella fatidica notte prima dell’esame: “A volte succede che prepari un esame, studi 500 pagine e all’ultimo momento ti viene voglia di guardare un capitolo. E magari ti chiedono proprio questo: a me è successo diverse volte. A volte succede”.E parlando di esami il ministro ha accettato di buon grado di farsi esaminare dai due conduttori Geppi Cucciari e Giorgio Lauro scegliendo proprio tra tre buste, ognuna con cinque domande di carattere generale: dai sette re di Roma alla tabellina del 9 passando per l’inglese e i confini dell’Italia. Il risultato è stato piuttosto buono: Bussetti ha risposto correttamente a praticamente tutti i quesiti. “Sono andato bene – ha scherzato – almeno diciotto su venti me lo merito!”.

Un Beautiful Boy pieno di drogaIn sala il film di Van Groeningen, su una storia vera

e partecipareRead more – RIPRODUZIONE RISERVATA+CLICCA PER INGRANDIREDi Francesco GalloROMA13 giugno 201910:05

Il dato impressionante arriva ai titoli di coda di ‘Beautiful Boy’ di Felix Van Groeningen, film passato alla Festa di Roma e ora nelle sale, dal 13 giugno con 01, quando si legge che in America il 50% dei decessi prima dei cinquanta anni è dovuto a overdose da stupefacenti. E il film con Steve Carrell e Timothée Chalamet (il giovane protagonista di ‘Chiamami col tuo nome’ di Luca Guadagnino) parla appunto di droga, ma con un taglio del tutto particolare anche perché è tratto da due autobiografie, una scritta dal noto giornalista David Sheff e l’altra da suo figlio Nic Sheff.
Insomma una storia vera quella di ‘Beautiful Boy’, che ci porta in un ambiente ricco e borghese, quello del giornalista freelance David (Carrel) che vive con il figlio diciottenne Nic (Chalamet) in una bella casa sulla Costa della California, insieme alla nuova compagna con la quale ha avuto due adorabili bambini.
Nic mostra subito di essere un ragazzo particolare, ipersensibile: ama la cultura maledetta, la musica rock crepuscolare, cita Bukowski ed entra ben presto nel tunnel della droga. Dal fumo all’eroina fino alla cocaina e al crystal meth, la regina delle metanfetamine, droga perfetta e altamente dannosa. Da qui tutta la smodata passione di un padre progressista e per nulla bacchettone, come è David, nel curare a tutti i costi il figlio.
Un padre che così studia gli effetti delle droghe di notte sul suo computer, interpella medici e che a un certo punto prova lui stesso la cocaina pur di trovare una strada per Nic.
Tra fughe, soldi rubati, periodi di riabilitazione che non portano a nulla, Nic finisce anche in fin di vita in ospedale. A volte il ragazzo sembra risollevarsi, cerca di ritrovare l’affetto dei genitori e la loro comprensione, per poi cadere di nuovo come capita quasi sempre in questi casi.
Il film, esordio in lingua inglese del regista belga Felix Van Groeningen, già autore di Alabama Monroe, calca, forse anche troppo, sull’alternarsi di speranza, redenzione e caduta da parte di questo ragazzo deluso dalla sua incapacità di essere normale e accettato dai genitori.
All’ennesima delusione di Nic, anche l’ostinato padre animato di volontà salvifica verso un figlio troppo amato, deve cedere le armi. Inizia a rifiutarlo, gli chiude la porta.
E qui, in una società contemporanea piena di tutto, arriva l’ultima spiaggia: un’associazione di genitori che hanno perso la battaglia contro la droga, che “non possono”, che non ci sono riusciti. Una sorta di alcolisti anonimi che si confrontano su quello che è accaduto loro e che confessano in maniera liberatoria il fatto di aver mollato, che la droga ha vinto.

A/X Armani Exchange con eco -streetwearParte colelzione sostenibile, una capsule con giovani artisti

FIRENZE13 giugno 201912:55

– A/X Armani Exchange arriva a Pitti Uomo con una collezione uomo e donna, che esprime l’identità della linea di Giorgio Armani, con capi e accessori che attingono dall’immaginario streetstyle, in un continuo gioco di richiami cross-gender. La collezione è ispirata agli anni Novanta, soprattutto con la presenza di colori accesi e al neon (come il lime per l’uomo e il fucsia e l’arancio evidenziatore per la donna). Il logo trasversale è su sneakers, felpe, cappelli e pantaloni. Le forme sono over e baggy.
La capsule Icon è una riedizione ampliata dei capi più significativi delle prime collezioni del marchio, nato nel 1991.
Infine, in linea con il trend di questo Pitti, con questa stagione A/X Armani Exchange fa un ulteriore passo verso una produzione responsabile e sostenibile, offrendo una selezione di capi prodotti con materiali riciclabile, nell’assoluto rispetto dell’ambiente. Completa la collezione la capsule St_Art, dove A/X incontra la street art in una serie di T-shirt create con giovani artisti.           [print-me title=”STAMPA”]