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GIORNALISTA CARROLL ACCUSA TRUMP: “MI STUPRò 23 ANNI FA”

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GIORNALISTA CARROLL ACCUSA TRUMP

LA GIORNALISTA JEAN CARROLL ACCUSA TRUMP DI MOLESTIE E STUPRO IN UN LIBRO

AGGIORNAMENTO IN “MONDO” DELLE 02:05 DI SABATO 22 GIUGNO 2019

GIORNALISTA CARROLL ACCUSA TRUMP

Nuove accuse di molestie sessuali a Donald Trump. La giornalista americana Jean Carroll, nota per essere stata una delle piu’ famose opinioniste e per aver curato dal 1993 l’iconica rubrica della posta del cuore per la rivista Elle, accusa il tycoon di averla molestata e poi stuprata in un camerino di Bergdorf and Goodman, il grande magazzino di lusso sulla Fifth Avenue a due passi dalla Trump Tower. L’episodio, raccontato dalla oggi 75/enne Carroll in un suo libro in uscita, risalirebbe a 23 anni fa. Il presidente Usa si difende: “Non l’ho mai incontrata – afferma in una nota diffusa dalla Casa Bianca – si tratta solo di false accuse fatte solo per spingere le vendite del libro”.

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TRUMP APRE CAMPAGNA VOTO 2020 (2)

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TRUMP APRE CAMPAGNA VOTO 2020 (LA NOTIZIA PIù IN DETTAGLIO)

TRUMP APRE CAMPAGNA VOTO 2020 INSIEME ALLA FIRST LADY MELANIA

AGGIORNAMENTO IN “MONDO” DELLE 07:25 DI MERCOLEDì 19 GIUGNO 2019

TRUMP APRE CAMPAGNA VOTO 2020 (2)

“L’American Dream è tornato”: gli Stati Uniti e la loro economia sono “l’invidia del mondo”. E per questo Donald Trump chiede di restare alla Casa Bianca per altri quattro anni, “per cementare” i progressi compiuti, per “finire il lavoro” iniziato. Dalla Florida, la “mia seconda casa”, il tycoon lancia ufficialmente la sua campagna elettorale per il 2020, impegnandosi a portare avanti la politica dell’America First e combattere l’immigrazione illegale. Insomma a ‘Mantenere l’America Grande’, ovvero ‘Keep America Great’, lo slogan della

sua campagna.
Accolto da migliaia di fan, Trump sale sul palco del’Amway Center di Orlando presentato da Mike Pence. “L’America ha bisogno di altri quattro anni di Trump” dice il vice presidente.
Il tycoon sorridente lascia la parola alla First Lady Melania Trump, tutta vestita di giallo. “E’ stato un onore servire da First Lady questi due anni e sono contenta di poterlo fare per altri sei” dice Melania definendosi “orgogliosa” di quanto fatto dal marito in così poco tempo. Poi è il turno di Trump: ringrazia e saluta i suoi sostenitori prima di partire all’attacco. Se la prende ancora una volta con con Barack Obama ma anche con Hillary Clinton e le sue 33.000 email cancellate: “se io cancellassi una email d’amore per Melania chiederebbero la sedia elettrica”. Trump scarica poi la sua rabbia contro il Russiagate, indagini che lo hanno tenuto “sotto assedio per due anni ma abbiamo vinto. Nessuna collusione, nessuna ostruzione”.
Non risparmia critiche neanche ai media, “le fake news che stasera sono numero” dice appoggiato dal pubblico.
“Sono qui di fronte a voi per lanciare ufficialmente la mia campagna per un secondo mandato da presidente”: “stiamo finalmente rimettendo l’America al primo posto, l’America First.
Un voto per un democratico è un voto per la distruzione dell’American Dream” mette in evidenza Trump, scagliandosi contro i democratici e le politiche della sinistra radicale, soprattutto quelle sull’immigrazione. “I democratici vogliono distruggere il Paese, a loro interessa solo il potere politico” spiega il presidente. “L’America non sarà mai un paese socialista. I repubblicani credono nella libertà e anche voi” rilancia il Trump. “Questa elezione non è un vero verdetto sui fantastici progressi che abbiamo fatto. E’ un verdetto sulla condotta anti americana di coloro che hanno cercato di mettere a rischio la nostra democrazia e voi”, aggiunge il presidente.
“Immaginatevi avere un presidente democratico e un congresso democratico nel 2020. Metterebbero a tacere il vostro diritto alla parola. Userebbero il potere della legge per punire che si oppone. Strapperebbero agli americani i loro diritti costituzionali e farebbero invadere il paese da immigrati illegali nella speranza di ampliare la loro base politica” precisa.
Con la discesa ufficiale in campo di Trump la campagna elettorale è ufficialmente aperta.

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TRUMP APRE CAMPAGNA VOTO 2020

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TRUMP APRE CAMPAGNA VOTO 2020

TRUMP APRE CAMPAGNA VOTO 2020: economia fa invidia a tutto il Mondo, Paese prospero, American dream tornato

AGGIORNAMENTO IN “MONDO” DELLE 04:19 DIMERCOLEDì 19 GIUGNO 2019

TRUMP APRE CAMPAGNA VOTO 2020

NEW YORK

– “La nostra economia fa invidia a tutto il mondo, il paese è prospero. E fino a quando terrete questa squadra il futuro sarà brillante. L’American Dream è tornato ed è più forte di prima. Il 2016 è stato un momento cruciale nella storia”. Lo afferma il presidente Donald Trump, aprendo ufficialmente la sua campagna elettorale per il 2020.
Trump la lancia dall’Amway Center di Orlando, in Florida, “la mia seconda casa”. Introdotto sul palco dal vicepresidente Mike Pence, secondo il quale gli Usa hanno bisogno di altri 4 anni di Trump. “E’ stato un onore servire da first lady in questi due anni e sono contenta di poterlo fare per altri sei”. Lo afferma Melania Trump, dicendosi “orgogliosa di quanto fatto dal marito in così poco tempo”.

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MELANIA T COME JACKIE O: LO DICE TRUMP

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MELANIA T COME JACKIE O

MELANIA T COME JACKIE O: LO AFFERMA DONALD TRUMP IN UN’INTERVISTA

AGGIORNAMENTO IN “MONDO” DELLE 21:34 DI VENERDì 14 GIUGNO 2019

MELANIA T COME JACKIE O

NEW YORK

– Melania Trump come Jacqueline Kennedy Onassis, secondo Donald Trump, che conia per la moglie l’appellativo ‘Melania T’. Il paragone con un’icona di stile come Jackie O è stato fatto dal presidente degli Stati Uniti durante un’intervista a ‘Fox & Friends’ a proposito della sua intenzione di cambiare il colore dell’Air Force One. Vorrebbe sostituire il blu e bianco con i colori della bandiera americana. Gli attuali colori dell’aereo presidenziale erano stati scelti negli anni ’60 proprio sotto la supervisione di Jackie Kennedy. “Sapete, il blu chiaro non ci va bene”, ha detto. “Quello era Jackie O’, e va bene, ma ora abbiamo la nostra Jackie O e si chiama Melania”. “La chiameremo Melania T”, ha aggiunto.            [print-me title=”STAMPA”]

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“LUNA è PARTE DI MARTE”: lo twitta donald trump e la rete si scatena

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“LUNA è PARTE DIMARTE”

“LUNA è PARTE DI MARTE” ED IL WEB IMPAZZA

ANTICIPATA ALLA FINE DELLE NOTIZIE DEL MONDO NEL POST PRECEDENTE, QUI APPROFONDITA

AGGIORNAMENTO IN “MONDO” DELLE 00:13 DI SABATO 08 GIUGNO 2019

“LUNA è PARTE DI MARTE”

“Per tutti i soldi che spendiamo, la Nasa NON dovrebbe parlare di andare sulla Luna, lo abbiamo fatto 50 anni fa. Dovrebbero concentrarsi su cose più grandi, incluso Marte (di cui la Luna è parte), Difesa e Scienza”. Lo twitta Donald Trump criticando la Nasa e scivolando in una ‘gaffe’, quella di dire che la Luna è parte di Marte. Probabilmente Trump voleva far riferimento al fatto che andare sulla Luna è parte del più ampio progetto di andare su Marte. Ma la sua formulazione del concetto ha scatenato la rete. “Ha annunciato al paese e al mondo che la Luna fa parte di Marte, e se lo dice il presidente è vero” è uno dei tweet ironici. “L’uomo che accusa tutto il mondo di dire Fake News ci dice che la Luna è parte di Marte” è un altro.

Nasa, Stazione Spaziale più aperta alle aziende – Nuova apertura della Stazione Spaziale Internazionale (Iss) alle imprese e ad astronauti privati. Lo ha annunciato la Nasa, presentando il piano a Wall Street e spiegando che le aziende potranno avanzare proposte per realizzare nuove attività di ricerca. Non solo: a partire dall’inizio del 2020 il laboratorio spaziale potrà accogliere di astronauti privati che potranno durare fino a 30 giorni.

Oltre a promuovere nuove ricerche, lo scopo del piano presentato dalla Nasa è favorire sempre più la commercializzazione della Stazione Spaziale con l’obiettivo per ridurre i costi operativi che la Nasa sostiene ogni anno. Nel futuro della Iss – hanno spiegato i vertici dell’agenzia spaziale americana – c’è sempre di più l’ambizioso progetto di costruire un vero e proprio ecosistema fatto di imprese in orbita attorno alla Terra che possano produrre, sperimentare e anche promuovere il turismo spaziale.         [print-me title=”STAMPA”]

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TRUMP: “STOP BOMBARDAMENTI SIRIA”

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TRUMP: “STOP BOMBARDAMENTI SIRIA”

TRUMP: “STOP BOMBARDAMENTI SIRIA” è IL MONITO DI DONALD TRUMP A RUSSIA, SIRIA ED IRAN

AGGIORNAMENTO IN “MONDO” DELLE 02:55 DI LUNEDì 03 GIUGNO 2019

TRUMP: “STOP BOMBARDAMENTI SIRIA”

WASHINGTON

– “Sento voce che la Russia, la Siria e, in misura minore, l’Iran, stanno bombardando l’inferno fuori della provincia di Idlib in Siria e stanno uccidendo indiscriminatamente civili innocenti. Il mondo sta guardando questa macelleria. Qual è lo scopo, che cosa si pensa di ottenere? Stop!”: lo twitta Donald Trump.        [print-me title=”STAMPA”]

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TRUMP: “NASCONDETE NAVE MCCAIN”

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TRUMP: “NASCONDETE NAVE MCCAIN”

TRUMP: “NASCONDETE NAVE MACCAIN” è LA RICHIESTA FATTA DAL PRESIDENTE USA PRIMA DEL SUO ARRIVO IN GIAPPONE

AGGIORNAMENTO IN “MONDO” DELLE 04:13 DI GIOVEDì 30 MAGGIO 2019

TRUMP: “Nascondete nave McCain”

WASHINGTON

– L’astio di Donald Trump per John McCain non scema nemmeno dopo la morte del senatore repubblicano ex candidato alla Casa Bianca. Durante il recente viaggio in Giappone, riporta il Wall Street Journal, il presidente americano avrebbe fatto chiedere alla marina Usa di assicurarsi che la nave da guerra che porta il nome dell’ex eroe di guerra rimanesse “fuori dalla sua vista”. Questo in occasione della visita alla base navale Yokosuka, dove Trump si e’ recato per il Memorial Day, il 27 maggio.
In base a una email ottenuta dal quotidiano newyorkese, la Casa Bianca il 15 maggio avrebbe inviato alla Us Navy la lettera contenente un piano dettagliato per l’arrivo del presidente, comprese le istruzioni per tenere lontana dalla vista del tycoon la nave dal nome indesiderato. E’ stata infatti piazzata davanti un’altra imbarcazione e il nome del senatore coperto con dei teloni. I marinai della nave, che di solito portano un berretto col nome Uss John McCain avrebbero ricevuto quel giorno un permesso.         [print-me title=”STAMPA”]

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DAZI: TRUMP “PER CINA SAREBBE SAGGIO AGIRE ORA”

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DAZI

DAZI: IL TWEET DI TRUMP DOPO L’AUMENTO SU 200 MILIARDI DI MERCE CINESE

AGGIORNAMENTO IN “ECONOMIA”/”MONDO”

DELLE 03:09 DI DOMENICA 12 MAGGIO 2019

DAZI

WASHINGTON

– “L’accordo con la Cina sarà ben peggiore se dovrà essere negoziato nel mio secondo mandato.
Sarebbe saggio per loro agire ora, ma amo raccogliere grandi tariffe!”: lo twitta il presidente americano Donald Trump, dopo aver aumentato i dazi su 200 miliardi di merce cinese per i ripensamenti di Pechino nelle trattative commerciali.
“Penso che la Cina abbia sentito che era battuta così malamente nei recenti negoziati che pensava di poter aspettare le elezioni 2020 per vedere se era più fortunata e avere un democratico vittorioso”, aggiunge.
“Nel qual caso avrebbe continuato a rubare agli Usa 500 miliardi l’anno”, ha scritto il tycoon. “L’unico problema è che sanno che vincerò io (abbiamo la migliore economia e i migliori numeri sull’occupazione nella storia Usa, e molto altro)”, ha aggiunto Trump.         [print-me title=”STAMPA”]

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TRUMP IN GB IN GIUGNO

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TRUMP IN GB IN GIUGNO

AGGIORNAMENTO IN “MONDO”

DELLE 03:03 DI MARTEDì 23 APRILE 2019

TRUMP IN GB IN GIUGNO

NEW YORK

– Donald Trump sara’ in Gran Bretagna per una visita di stato in giugno. Lo riporta il Financial Times citando fonti del governo inglese, sottolineando che l’invito formale al presidente americano sara’ effettuato dalla regina Elisabetta come previsto da protocollo. La visita dovrebbe coincidere con il 75mo anniversario del D-Day.        [print-me title=”STAMPA”]

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RUSSIAGATE: NYT “RAPPORTO COMPROMETTENTE”

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RUSSIAGATE: NYT “RAPPORTO COMPROMETTENTE”

AGGIORNAMENTO IN “MONDO”

DELLE 02:22 DI GIOVEDì 04 APRILE 2019

RUSSIAGATE: NYT “RAPPORTO COMPROMETTENTE”

WASHINGTON

– Alcuni membri del team investigativo del procuratore speciale Robert Mueller, quello che negli Usa ha indagato sul Russiagate, affermano come i contenuti del rapporto finale dell’inchiesta siano molto più compromettenti per il presidente Donald Trump di quanto non sia emerso dalla lettera del ministro della Giustizia William Barr.
Lo riporta il New York Times che ha raccolto le testimonianze di funzionari del governo e di altre fonti vicine al lavoro del procuratore Mueller.
Secondo il Times alcun degli investigatori avrebbero quindi espresso preoccupazione per la sintesi del rapporto fatta da Barr che, a loro modo di vedere, avrebbe influenzato il parere dell’opinione pubblica prima che le conclusioni delle indagini siano state pubblicate. Una versione pubblica del rapporto dovrebbe essere diffusa entro metà aprile.          [print-me title=”STAMPA”]