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ARRIVA IL NUOVO PROGETTO MICROSOFT AI FOR HEALTH: PROGRAMMA DI 5 ANNI CON INVESTIMENTO DI 40 MILIONI DI $
AGGIORNAMENTO IN “TECNOLOGIA”/”SCIENZA”/”MEDICINA SALUTE E BENESSERE” DELLE 05:53 DI DOMENICA 02 FEBBRAIO 2020
ARRIVA AI FOR HEALTH
Un programma di cinque anni e un investimento di 40 milioni di dollari che farà leva sull’Intelligenza Artificiale (AI) per aiutare ricercatori e organizzazioni ad affrontare le sfide in ambito medico e sanitario. Lo ha lanciato Microsoft, si chiama ‘AI for Health’ e si focalizzerà su tre aree chiave: Ricerca, Dati sanitari globali e Salute equa, per ridurre le disuguaglianze. “Con l’Intelligenza Artificiale abbiamo la possibilità di risolvere alcuni dei più grandi problemi dell’umanità – ha spiegato Brad Smith, Presidente di Microsoft – Dare la possibilità di utilizzare uno strumento così potente agli esperti che ogni giorno affrontano sfide può accelerare senz’altro la creazione di nuove soluzioni e migliorare l’accesso alle cure da parte delle popolazioni più svantaggiate”.
Grazie ad AI for Health, spiega l’azienda, “Microsoft lavorerà per garantire che le organizzazioni no-profit, le università e gli istituti di ricerca abbiano accesso alle tecnologie più avanzate, a risorse ed esperti affinché possano implementare l’AI e accelerare così la Ricerca, agevolando il raggiungimento di risultati e migliorando l’accesso alle cure”.
Microsoft, inoltre, “potenzierà le collaborazioni già consolidate con le diverse organizzazioni per contribuire a risolvere le problematiche più urgenti come la sindrome della morte in culla, la lebbra, o rilevare la retinopatia diabetica per prevenire la cecità e costruire un ecosistema che consenta la condivisione sicura dei dati biomedici”. Le prime organizzazioni a entrare nel programma AI for Health sono BRAC, Fred Hutchinson Cancer Research Center, Intelligent Retinal Imaging Systems (IRIS), Novartis Foundation, PATH e il Seattle Children’s Research Institute. TECNOLOGIAMEDICINA, SALUTE E BENESSERESCIENZA
Trump punta sull’Intelligenza Artificiale, oggi un decreto
Agenzie federali dovranno dare priorità alla ricerca nel settore
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump dovrebbe firmare oggi un ordine esecutivo per spingere le agenzie federali a investire in ricerca e sviluppo nel campo dell’intelligenza artificiale, in modo da aumentare la competitività americana in un settore in cui è forte la presenza cinese.Il piano, chiamato “American AI Initiative”, mira a potenziare la sicurezza nazionale e la sicurezza economica, e a migliorare la qualità della vita degli statunitensi.Il decreto indirizza le agenzie federali a rendere le risorse informatiche e informative più disponibili ai ricercatori che si occupano di intelligenza artificiale, pur tutelandone la riservatezza e la sicurezza. Le agenzie dovranno inoltre stabilire linee guida per garantire che le nuove tecnologie siano sviluppate in modo sicuro.
La cultura della leadership in Facebook è paragonabile a ‘Game of Thrones’, la serie tv nota per intrighi e lotte di potere anche truculente. A fare questo parallelo non una persona qualunque, ma l’ex capo della sicurezza del social network Alex Stamos in una intervista alla Cnn. Stamos ha ricoperto questo ruolo dal 2015 al 2018, anni cruciali per la società di Mark Zuckerberg travolta dal Russiagate e dal caso Cambridge Analytica. Ora lavora come professore alla Stanford University.”La verità è che c’è un po’ di cultura di Game of Thrones tra i dirigenti – ha sottolineato l’ex manager di Facebook – Uno dei problemi nell’avere un gruppo molto affiatato di persone che prendono decisioni è che poi è molto difficile ammettere di aver sbagliato”. Stamos ha anche spiegato nel corso dell’intervista alla Cnn che la responsabilità finale di alcuni dei problemi di Facebook risiede nel ruolo di Ceo di Mark Zuckerberg.Secondo Business Insider, l’ex manager durante il suo lavoro in Facebook si è spesso scontrato con la n. 2 Sheryl Sandberg soprattutto in merito all’interferenza russa sulla piattaforma, avendone informato il consiglio di amministrazione senza avvisarla. Non è la prima volta che un ex dirigente di Facebook, critica la società una volta andato via. C’è stato Sean Parker, fondatore di Napster e primo presidente di Facebook, che ha accusato il social di aver sfruttato le vulnerabilità della psicologia umana. “Abbiamo creato strumenti che stanno facendo a pezzi il tessuto sociale”, ha invece detto Chamath Palihapitiya, ex vicepresidente di Facebook.
Non solo Apple, anche Google premia chi scopre vulnerabilità nei propri software che possono aprire le porte agli hacker. Nel 2018 l’azienda di Mountain View ha distribuito 3,4 milioni di dollari (l’anno precedente erano stati 2,9) ripartiti fra 317 ricercatori di 78 paesi. Lo scopo è “incoraggiare i ricercatori a comunicare problematiche in modo tale che possano essere corrette velocemente per tenere i dati degli utenti al sicuro”. Dal 2010, anno di nascita del programma ad oggi l’azienda di Mountain View ha destinato più di 15 milioni di dollari alla causa.Il programma di Google si chiama ‘Vulnerability Reward Program’, la metà della cifra stabilita – 1,7 milioni di dollari – è stata destinata alle ricompense per la scoperta di vulnerabilità in Android e Chrome, rispettivamente il sistema operativo per dispositivi mobili e il browser per navigare su Internet, in pratica le due piattaforme più usate dagli utenti. Il premio singolo più alto distribuito ammonta a 41mila dollari. A ricevere un riconoscimento anche il 19enne Ezequiel Pereira, uruguayano, che ha scoperto una falla nella piattaforma Google Cloud. Oltre al ‘Vulnerability Reward Program’ ne esiste un secondo chiamato ‘Privacy and Security Research Awards’, destinato al mondo accademico: sono otto le università premiate, nessuna è italiana.La scorsa settimana Apple ha premiato un ragazzo americano di 14 anni, che ha scoperto e permesso a Cupertino di ripararla, una falla importante in FaceTime, l’app per fare videochiamate. [print-me title=”STAMPA”]
Xiaomi svela lo smartphone pieghevole
Mostrato in un video, si piega come un biglietto d’auguri
25 gennaio 201911:02
Xiaomi si aggiunge alla schiera delle aziende – da Samsung e Lg a Huawei e Oppo, passando per Zte e Lenovo – che vogliono portare sugli scaffali uno smartphone pieghevole nel 2019. L’azienda cinese ha pubblicato sul social Weibo un breve video che mostra un prototipo del nuovo dispositivo.
La particolarità è il tipo di piegatura, non a libro ma a mo’ di biglietto d’auguri: tenendolo aperto in orizzontale, in modalità tablet, i due lati corti si piegano all’indietro per dar vita a uno smartphone.
Il filmato della durata di un minuto, postato dal presidente e co-fondatore di Xiaomi Lin Bin, mostra la capacità dell’interfaccia di adattarsi in tempo reale ai due formati. Il dispositivo è solo un prototipo e non si conoscono ulteriori dettagli. L’azienda potrebbe però svelare nuove informazioni il mese prossimo, in un evento che terrà a Barcellona il 24 febbraio, il giorno prima dell’apertura del Mobile World Congress.
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Cina, mercato smartphone in recessione
Analisti, Huawei consolida la leadership, Apple in calo del 22%
25 gennaio 201913:57
Il più grande mercato mondiale della telefonia mobile, quello cinese, è “in recessione”. A dirlo sono gli analisti di Strategy Analytics, secondo cui l’ultimo trimestre 2018 è stato il quinto consecutivo col segno meno. Da ottobre a dicembre le consegne sono diminuite dell’11%, a quota 108 milioni di unità. In calo dell’11% anche l’intero 2018, con 408,5 milioni di smartphone a fronte dei 459,6 milioni del 2017.Gli esperti certificano la buona performance di Huawei, che consolida la leadership del mercato, e le difficoltà di Apple, che nel quarto trimestre ha registrato un calo del 22%.
L’azienda statunitense agli inizi di gennaio ha corretto al ribasso le stime sui ricavi del quarto trimestre, citando un rallentamento della domanda di iPhone soprattutto in Cina.
In base ai dati, tra ottobre e dicembre Huawei ha consegnato 30 milioni di smartphone, circa 6 milioni in più rispetto al pari periodo del 2017, pari a una quota di mercato del 27,8%.Nell’intero 2018 un quarto (25,7%) degli smartphone venduti in Cina hanno il marchio Huawei, che ha riportato consegne per 105 milioni di unità. Al secondo posto c’è Oppo, con 22,4 milioni di dispositivi messi in commercio tra ottobre e dicembre (-2%), tallonata da Vivo, con 22,2 milioni (+8,5% circa). Quarta è Apple, che scavalca Xiaomi ma chiude il trimestre in flessione del 22%: 10,9 milioni di iPhone venduti contro i 14 milioni del periodo ottobre-dicembre 2017. Nello stesso arco di tempo, Xiaomi è passata da 15,5 a 10 milioni di smartphone consegnati. “Apple è stata sotto pressione in Cina negli ultimi tre anni, con l’iPhone in calo in 8 degli ultimi 12 trimestri”, dichiara Linda Sui, direttrice di Strategy Analytics. “Le continue battaglie su brevetti con Qualcomm sono una distrazione: Apple è pesantemente criticata per i prezzi elevati”.
Italiani quart’ultimi in Ue per l’uso di internetSul web soprattutto per email, video e social. Dati Eurostat 2018
BRUXELLES25 gennaio 201913:05
Gli italiani sono quart’ultimi in Europa per l’utilizzo di internet, con il 74% di ‘connessi’ contro l’85% degli europei. Il web viene utilizzato dagli italiani soprattutto per le email (57%), per guardare video (52%) e per i social (46%). Anche gli europei usano internet principalmente per la posta elettronica (73%), poi per cercare informazioni su beni o prodotti (70%), per guardare video (57%) e social (56%). E’ quanto emerge dagli ultimi dati Eurostat per il 2018, che mostrano i danesi come i più ‘online’ d’Europa (98% di utenti tra i 16 e i 64 anni) seguiti da lussemburghesi (97%) e olandesi (95%), mentre i più ‘disconnessi’ dei 28 sono bulgari (65%), romeni (71%) e greci (72%), a cui seguono poi gli italiani.
Italia cerca miglior nostra startup all’esteroTempo fino al 13 febbraio per inviare candidature ad ambasciate
BRUXELLES25 gennaio 201912:08
‘L’innovazione parla italiano’, anche fuori dai confini nazionali. Ministero degli Affari esteri, Direzione generale per la promozione del sistema Paese e PNICube (Associazione italiana degli incubatori universitari e delle business plan competition accademiche locali) lanciano la seconda edizione del premio dedicato alle startup tecnologiche che operano all’estero fondate da cittadini italiani.C’è tempo fino al 13 febbraio per inviare la propria candidatura all’indirizzo mail delle ambasciate italiane presenti nei 33 Paesi a cui è rivolto il concorso, dal Belgio all’Argentina, dalla Corea del Sud agli Stati Uniti. Il premio, che consisterà in una medaglia e in un diploma del Ministero degli esteri, sarà conferito alla startup vincitrice in occasione della prossima edizione della Conferenza degli Addetti Scientifici 2019.
Cina: riparte Bing di Microsoft, segnalati disserviziEra stato bloccato ieri, erano sorti timori di censura
25 gennaio 201912:17
Bing è ripartito in tarda serata, anche se sui social network cinesi gli utenti hanno segnalato disservizi. Il blocco del motore di ricerca di Microsoft, durato circa 24 ore, aveva rilanciato i timori che il sito “cn.bing.com” potesse essere finito nella censura del Great Firewall, a maggior ragione nel mezzo dello scontro commerciale Usa-Cina.Il gruppo di Redmond aveva ammesso nel pomeriggio che “Bing è inaccessibile in Cina”, spiegando di essere al lavoro per “determinare i prossimi passi”. Incerte restano ancora le cause del blackout.
Twitter contro fake news, mostra da chi parte conversazioneNuova funzione Original Tweeter in fase di test
25 gennaio 201914:04
Ancora una misura di Twitter per le fake news e per i profili falsi. La piattaforma sta testando una nuova funzione che renderà più semplice risalire all’autore di una conversazione: sotto il nome dell’utente che twitta per primo comparirà la dicitura ‘Original Tweeter’. La nuova funzionalità – secondo il sito TechCrunch – è in fase di test per alcuni utenti e rende più semplice individuare i post di chi ha dato inizio alla conversazione. “Lo scopo di Twitter è aiutare la conversazione pubblica.Stiamo valutando nuovi strumenti per contestualizzare le discussioni evidenziando le risposte rilevanti, come ad esempio quelle del primo autore di un tweet”, ha spiegato a TechCrunch Sara Haider, direttore Product Management della piattaforma.La soluzione, oltre ad aiutare a distinguere le notizie può evitare i problemi di imitazione dei profili, utile soprattutto nel caso di utenti famosi i cui account potrebbero essere scambiati per l’originale dando luogo a facili malintesi. Lo scorso luglio Twitter ha sospeso 70 milioni di account falsi in poco più di due mesi. Lo ha rivelato il Washington Post sulla base di dati in suo possesso confermati dal social media.Il tasso di sospensioni e’ più che raddoppiato da ottobre 2018 quando la società, sotto la pressione del Congresso, ha rivelato come la Russia ha usato falsi account per interferire nelle presidenziali americane.
Apple, via 200 persone dal progetto autoDirottate su altre divisioni dell’azienda
25 gennaio 201914:00NE
Si assottiglia il progetto auto di Apple. La società di Cupertino ha rimosso oltre 200 dipendenti da Project Titan, il programma inizialmente nato come progetto di auto a guida autonoma poi diventato sistema di guida autonoma da applicare a veicoli esistenti. La notizia, riportata dalla Cnbc, è stata confermata alla testata da un portavoce della Mela. Ha spiegato che alcune persone “verranno dirottate su progetti in altre parti dell’azienda, dove supporteranno il machine learning e altre iniziative trasversali per Apple”.A partire da agosto 2018 Project Titan è guidato da Bob Mansfield insieme a Doug Field, ex manager di Tesla. Come fa notare Cnbc, questa rimodulazione potrebbe anticipare una ristrutturazione del comparto con nuova leadership.L’amministratore delegato Tim Cook ha spiegato a Cnbc che Apple amplierà le iniziative sulla salute come chiave per il suo futuro.
TECNOLOGIA TUTTE LE NOTIZIE
Zero Robotics, dall’Italia a Boston
Lunedì sfida con altre 42 scuole provenienti da tutto il mondo
POLI25 gennaio 201913:59
È partita stamattina dall’aeroporto di Fiumicino la missione internazionale per Boston del team degli studenti dell’Istituto Tecnico Industriale “Augusto Righi” di Napoli che lunedì sarà tra i protagonisti della fase finale dell’High School Tournament della “Zero Robotics”, la competizione internazionale di programmazione di robotica aerospaziale ideata dal MIT, il Massachusetts Institute of Technology, in collaborazione con la NASA.La storia dei giovani studenti napoletani era diventata virale dopo l’appello per finanziare, in assenza di fondi della scuola, la loro eventuale missione a Boston fatto dagli allievi nel corso de “Il Sabato delle Idee”, il pensatoio progettuale fondato dallo scienziato Marco Salvatore, che ha messo in rete negli ultimi dieci anni alcune delle migliori eccellenze scientifiche, accademiche e culturali della città di Napoli. Un appello che era stato raccolto da numerose imprese private ed istituzioni pubbliche a cominciare dal presidente del Senato, Elisabetta Casellati.
Ue, quasi 100mila ricorsi cittadini per violazioni privacyGrazie a nuove regole entrate in vigore a maggio
BRUXELLES25 gennaio 201914:04
Quasi 100mila ricorsi presentati da cittadini europei per violazione della privacy da giugno a oggi, grazie all’entrata in vigore lo scorso 25 maggio delle nuove norme Ue (Gdpr) a tutela dei dati personali. E’ la cifra record resa nota dalla Commissione Ue in occasione della Giornata per la privacy di domani, sulla base dei dati forniti dall’insieme dei Garanti dei 28 che ricevono e trattano i reclami.”Stiamo già cominciando a vedere gli effetti positivi delle nuove regole”, hanno dichiarato in una nota congiunta i commissari Frans Timmermans, Andrus Ansip e Vera Jourova, “i cittadini sono diventati più consapevoli dell’importanza della protezione dei dati e dei loro diritti, che stanno ora esercitando”, al punto che le autorità della privacy nazionali “hanno ricevuto finora oltre 95mila ricorsi da parte dei cittadini”. I ricorsi riguardano soprattutto attività di telemarketing, mail promozionali e videosorveglianza. Finora sono state comminate tre multe, tra cui quella da 50milioni di euro a Google in Francia per il consenso sulle pubblicità Ads. [print-me title=”STAMPA”]
Con il pilota automatico sugli aerei che non è più una novità ormai da anni, la prossima sfida per i produttori è quella di portare l’intelligenza artificiale alla guida dei propri velivoli. “E’ quello a cui stiamo guardando, l’intelligenza artificiale, per liberare i piloti dai compiti più banali e ripetitivi”, ha dichiarato il Chief Technology Officer di Airbus, Grazia Vittadini, secondo quanto riporta Bloomberg.
Le prime linee che guidano i gruppi del settore, spiega l’agenzia statunitense, sebbene restii a parlarne, trarrebbero beneficio da velivoli a guida autonoma, per una riduzione dei costi e per la gestione del numero sempre minore di piloti qualificati.
Ma la sfida più grande per i produttori come Airbus è convincere le autorità di regolazione ad approvare questa tecnologia: “spiegare l’A.I. è una sfida dura per noi, soprattutto quando arriviamo al momento della certificazione di prodotto”. [print-me title=”STAMPA”]
Un futuro in cui le intelligenze artificiali (AI) prendono il sopravvento sull’uomo è ancora lontano, ma la loro sempre maggior diffusione in questi ultimi anni le rendono comunque pericolose, soprattutto per l’uso che se ne può fare. A mettere in fila i sei rischi principali è stata la rivista del Mit, che richiama a un maggior controllo sulle applicazioni e nuove tecnologie.
“Le ultime applicazioni dell’AI sono eccellenti in compiti ‘percettivi’ come classificare immagini e trascrivere discorsi – si legge sulla rivista -, ma il battage dovuto a queste nuove capacità ci hanno fatto dimenticare quanto siamo lontani dal costruire macchine intelligenti quanto noi”.
I rischi paventati dagli esperti derivano da problemi già visti nel 2018, che potrebbero ripetersi in misura maggiore. Il primo pericolo citato riguarda proprio le auto autonome, con un prototipo che già nel 2018 ha causato un incidente mortale, problema che potrebbe ripetersi dato il boom di sperimentazioni in corso. Un altro rischio è che le intelligenze artificiali influenzino il risultato di elezioni politiche nel mondo attraverso i bot, algoritmi addestrati a ‘usare’ i social.
Questo potrebbe avvenire in paesi con scadenze elettorali quest’anno come la Nigeria, ma può succedere anche negli Usa.
“La lunga corsa verso le presidenziali del 2020 è già iniziata – spiegano gli esperti del Mit -, e potrebbe ispirare nuovi tipi di tecnologie per la disinformazione”. Altro settore molto delicato da tenere d’occhio nel 2019 è quello del riconoscimento facciale, già usato da diverse polizie, che può portare a grandi violazioni della privacy.
Quest’anno si tornerà sicuramente poi a parlare delle armi autonome, di cui l’Onu dovrebbe varare un bando ufficiale ma su cui la ricerca è molto attiva, nonostante sia sorto un movimento di lavoratori del settore contrario alle applicazioni belliche.
Da tenere in considerazione sono anche i cosiddetti ‘deep fake’, video fasulli, spesso pornografici, creati con l’intelligenza artificiale, talmente perfetti da sembrare veri, che potrebbero coinvolgere personaggi famosi. “Quest’anno saranno varati programmi in grado di riconoscerli – spiegano gli esperti -, ma essendo basati anche loro sull’intelligenza artificiale sarà un po’ un gioco del gatto col topo”. Attenzione infine alle discriminazioni di razza e genere intrinseche negli algoritmi, che è emersa da diversi studi, e che può creare problemi ad esempio se l’AI si usa per le selezioni per un posto di lavoro. [print-me title=”STAMPA”]
Instagram, AI legge foto a non vedenti
Tecnologia di riconoscimento oggetti genera descrizione scatti
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INSTAGRAM: FOTO ACCESSIBILI AI NON VEDENTI
Instagram sfrutta l’intelligenza artificiale per descrivere le foto, in modo da andare incontro alle esigenze dei 285 milioni di persone che nel mondo hanno problemi di vista. Il social network delle immagini ha annunciato l’introduzione di un testo automatico abbinato a ogni foto, a disposizione di chi usa i software che leggono i testi su siti e applicazioni.
La funzione usa la tecnologia di riconoscimento degli oggetti per generare una descrizione delle foto attraverso gli oggetti contenuti negli scatti, così da consentire agli ipovedenti di usare la piattaforma.
Sempre sul fronte dell’accessibilità, Instagram offre un’alternativa al riconoscimento automatico degli oggetti: le descrizioni fatte da chi pubblica le foto. Gli utenti possono decidere di scrivere un testo descrittivo da abbinare ai loro scatti, a vantaggio di chi ha difficoltà a vedere le immagini. [print-me title=”STAMPA”]
L’intelligenza artificiale riesce a montare i video da pochi fotogrammi
Sistema del Mit, aiuterà i robot a riconoscere il mondo esterno
Musk stacca il biglietto per il primo turista intorno alla LunaVolerà sullo Space X, l’identità sarà resa nota il 17 settembre
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Bastano pochi fotogrammi per ricostruire l’intera sequenza di un video: è quanto è in grado di fare il sistema di intelligenza artificiale messo a punto dal Mit e presentato alla conferenza europea sulla Computer vision di Monaco, in Germania. Secondo gli ideatori, in futuro il sistema potrebbe essere utilizzato per aiutare i robot a capire meglio che cosa accade intorno a loro. I dettagli sono illustrati nello studio pubblicato su arXiv, archivio on line delle ricerche che non hanno ancora superato la revisione tra pari da parte di altri studiosi.
Il sistema realizzato al Mit è capace di riconoscere le attività mostrate in un filmato solo attraverso pochi fotogrammi, osservando come gli oggetti o le figure cambiano nel tempo. È il sistema stesso a imparare da solo a riempire i vuoti, le sequenze mancanti, riconoscendo scene analoghe in video differenti.
“Abbiamo messo a punto un sistema per riconoscere la trasformazione degli oggetti piuttosto che il loro aspetto”, ha spiegato uno degli ideatori, Bolei Zhou, adesso in forze all’Università cinese di Hong Kong. “Un risultato importante nella robotica – ha concluso – per la messa a punto di sistemi in grado di prevedere le conseguenze di una certa attività”.
‘Venduto il biglietto’ per il primo turista al mondo che volerà sulla Luna a bordo del Big Falcon Rocket (Bfr), il super razzo in costruzione della Space X alto 106 metri e largo nove, destinato alle future missioni su Luna e Marte. Ad annunciarlo su Twitter è lo stesso fondatore e magnate della compagnia, Elon Musk.
“Un passo importante per consentire alla gente comune di poter realizzare il sogno di viaggiare nello spazio”, continua Musk, che fa sapere anche che i dettagli sul nome del fortunato turista verranno resi noti il prossimo lunedì 17 settembre.
Tuttavia, nei commenti degli utenti di Twitter che gli chiedevano se fosse lui, Musk ha risposto mettendo la bandierina del Giappone, e molti hanno pensato che possa essere Daisuke Enomoto, un uomo d’affari giapponese, che non ha mai nascosto il proprio desiderio di farlo.
Finora, ha aggiunto Musk in un altro tweet, “solo 24 esseri umani hanno potuto volare sulla Luna nella storia. Nessuno l’ha più visitata dall’ultima missione Apollo nel 1972″. Noto per i suoi progetti eccentrici e ottimistici, Musk lo scorso anno aveva annunciato che avrebbe portato nello spazio, intorno alla Luna, i primi due turisti spaziali nel secondo trimestre del 2018. Un obiettivo che per quest’anno pare accantonato. Lunedì si saprà quando il primo turista spaziale potrà osservare la Luna da vicino. [print-me title=”STAMPA”]
Adolescenti e social, distratti e comunicano poco di persona
Non si sentono soli ma vorrebbero genitori meno su dispositivi
Di Maio, serve Amazon del Made in ItalyUn portale e-commerce multilingua dove aziende possono vendere
Amazon Go, supermercato senza casse anche a New YorkPubblicati annunci lavoro, a Seattle ce ne sono già due
Intelligenza artificiale impara a scambiare i videoPuò trasferire automaticamente espressioni facciali
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I social media non rendono i ragazzi soli però li distraggono, arrivando a far preferire la comunicazione su chat a quella di persona. Mentre uno su tre desidera che i genitori stiano meno sui loro dispositivi. A indagare il rapporto tra adolescenti e tecnologia è una indagine di Common Sense, organizzazione no-profit americana: ha rilevato come, rispetto a sei anni fa, più del doppio dei ragazzi possiede uno smartphone (l’89%).
L’indagine è stata condotta su oltre mille adolescenti di 13-17 anni nel mondo. Il 70% dice di consultare i social molte volte in una giornata, ma solo il 3% dice di sentirsi solo.
Mentre il 57% ammette che li distraggono mentre fanno i compiti o stanno con altre persone (54%). L’indagine sottolinea come sia calata la percentuale di ragazzi che privilegiano l’interazione di persona: nel 2012 era del 49%, ora è scesa al 32% con l’uso della chat come modalità di comunicazione preferita. E il 44% si sente frustrato se gli amici sono al telefono mentre stanno insieme.
Un terzo del campione, inoltre, è stato svegliato dai telefoni la notte con chiamate, chat o notifiche. Mentre il 13% dichiara di aver subito cyberbullismo e il 23% di aver aiutato qualcuno in questa situazione.
Infine, si evince che l’89% dei ragazzi ha uno smartphone, praticamente il doppio rispetto all’ultima rilevazione del 2012 (41%). Il 44% preferisce Snapchat, mentre Facebook si conferma in discesa tra i giovani: e’ il primo social per il 15% dei ragazzi, era il 68% nel 2012.
“Portare l’Italia nel mondo nel 2018 non può non passare dalla digitalizzazione e dalle nuove tecnologie. È tempo che il nostro Paese si doti di un portale di e-commerce multilingua, in cui le aziende italiane possano non solo esporre, ma vendere, i propri prodotti”. Lo ha detto il vicepremier e ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro, Luigi Di Maio, intervenendo alla riunione della VII Cabina di regia per l’internazionalizzazione alla Farnesina.Un portale online, ha aggiunto, “pensato sia in ottica business to business che in ottica consumer. Una sorta di Amazon del Made in Italy per rendere più facile trovare e acquistare i prodotti italiani e anche per combattere la contraffazione. Stiamo lavorando su questo versante come ministero dello Sviluppo economico”.
Dopo Seattle, Amazon Go, il supermercato senza casse del colosso dell’eCommerce, arriva anche a New York. A scoprirlo è la testata The Information, che ha intercettato una serie di annunci lavorativi pubblicati su internet relativi alla struttura, tra cui lo store manager.Un portavoce di Amazon ha poi confermato la notizia a TechCrunch, ma non sono state fornite ulteriori informazioni, né sulla data di apertura né sul luogo esatto. Questi punti vendita fisici, non online, sono un esperimento sia per la società sia per i clienti: per fare la spesa, infatti, bisogna scansionare il codice QR creato dall’apposita app per accedere ai tornelli e poi prendere dagli scaffali gli articoli desiderati. Si può uscire dal negozio senza passare dalla cassa: il conto viene addebitato automaticamente sulla carta di credito legata al proprio profilo grazie ad un sistema basato su fotocamere, sensori e algoritmi che permettono di determinare quello che è stato acquistato.La notizia dell’apertura di Amazon Go a New York segue di pochi giorni il taglio del nastro di un secondo supermercato Amazon Go a Seattle, città natale dell’azienda.
Trasferire le espressioni facciali di Barack Obama a Donald Trump o quelle di un attore ad un cartone animato: è quello che è in grado di fare un sistema automatico basato sull’Intelligenza artificiale realizzato alla Carnegie Mellon University, trasformando il contenuto di un video nello stile di un altro. Il sistema, presentato alla Conferenza europea sulla visione computerizzata a Monaco, risponde alle esigenze dell’industria cinematografica ma potrebbe anche alimentare la fabbrica dei video “deep fake”, in cui si dà l’impressione che una persona abbia fatto o detto qualcosa.I ricercatori guidati da Aayush Bansal si sono basati sulle cosiddette reti antagoniste generative (Gan), algoritmi di intelligenza artificiale usati nell’apprendimento automatico che sfruttano due reti neurali che si sfidano a vicenda: la prima decodifica lo stile caratteristico di un video, mentre la seconda impara a creare immagini o video che corrispondono a quel particolare stile. È un po’ come tradurre un testo dall’inglese allo spagnolo e poi di nuovo all’inglese, per valutare se la traduzione finale conserva ancora il significato originale.Il sistema automatico non si limita a volti e corpi: i ricercatori hanno dimostrato che si può anche trasferire il modo di sbocciare tipico del narciso ad una margherita, per esempio, oppure le nuvole che si spostano rapide nel cielo in un giorno ventoso possono essere rallentate, per dare l’impressione di un tempo più mite. Questi effetti potrebbero rivelarsi utili anche nello sviluppo delle auto a guida autonoma, permettendo di affrontare più facilmente la guida notturna o in cattive condizioni meteorologiche. [print-me title=”STAMPA”]