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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA TUTTE LE NOTIZIE SEMPRE AGGIORNATE

DALLE 10:58 DI MERCOLEDì 03 APRILE 2019

ALLE 05:45 DI GIOVEDì 04 APRILE 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Los Lobos al XX Summer Jamboree
Il 5 agosto “La Bamba” sulla spiaggia di Senigallia

SENIGALLIA (ANCONA)03 aprile 2019 10:58

– Saranno i travolgenti Los Lobos a intonare “Happy Birthday” dal palco dell’Hawaiian Party on the beach 2019 per il Summer Jamboree, giunto alla ventesima edizione. Il quintetto di Los Angeles sarà in esclusiva nazionale a Senigallia il prossimo 5 agosto, per festeggiare insieme a decine di migliaia di fan da tutto il mondo il ‘compleanno’ del Festival Internazionale di musica e cultura dell’America anni ’40 e ’50. L’edizione del ventennale si terrà dal dal 31 luglio all’11 agosto, compresi tre giorni di prefestival (31, 1, 2) con un programma pieno di sorprese. Dal canto loro i Los Lobos celebrano 40 anni di carriera con il loro inconfondibile mix di Rock’n’Roll, Tex-Mex, Country, Folk, R&B, Blues e musica tradizionale Spanish e Mexican, dagli inizi in un garage da giovanissimi fino al lancio nel 1987 con l’interpretazione del brano “La Bamba” per la colonna sonora dell’omonimo film sul cantante Ritchie Valens. Il singolo fece schizzare la band in testa alle classifiche di mezzo mondo.
Argerich annulla tournée in ItaliaDecisione per motivi di salute della pianista

FIRENZE03 aprile 201912:21

– La famosa pianista Martha Argerich ha annullato per motivi di salute il concerto, con il Cuarteto Quiroga, previsto per il 12 aprile al Teatro del Maggio Fiorentino e l’intera tournée italiana, che avrebbe toccato anche Bologna e Venezia. Lo rende noto il Maggio musicale spiegando di aver ricevuto comunicazione dall’artista. Il Maggio informa che sarà possibile richiedere il rimborso dei biglietti per il concerto fiorentino a partire dal 9 aprile e non oltre il 20 maggio.
A teatro, tra Dracula, Bergman e AvatiMontanari e Calvino, poker d’attrici per Otto donne e un mistero

03 aprile 201912:32

– Un poker d’attrici come Anna Galiena, Debora Caprioglio, Caterina Murino e Paola Gassman per ”Otto donne e un mistero” di Robert Thomas e ”Dracula” di Bram Stoker secondo Sergio Rubini e Luigi Lo Cascio, tutti a Roma; Francesco Montanari con Gianmarco Saurino e le parole di Italo Calvino in ”Perché leggere i classici”, ancora nella capitale, e ”Pranzo di Natale” dal film di Pupi Avati con Gigio Alberti, Filippo Dini e Giovanni Esposito, a Firenze; ”Scene da un matrimonio” di Ingmar Bergman diretto dal russo Andrei Konchalovsky, a Napoli, e ”La lettera” di Paolo Nani a Torino: sono alcuni degli spettacoli teatrali in scena nel prossimo week end.
Torna Cetto La Qualunque, è ora di Cetto c’èAntonio Albanese prepara nuovo film, ciak a maggio

03 aprile 201913:13

La Wildside di Mario Gianani e Lorenzo Mieli, la Fandango di Domenico Procacci e Vision Distribution hanno avviato la preparazione di “Cetto c’è”, il grande ritorno al cinema di Cetto La Qualunque, indimenticabile personaggio creato e interpretato da Antonio Albanese. Un immaginario seguito di “Qualunquemente” e “Tutto tutto niente niente”, che negli anni scorsi hanno riscosso grande successo di pubblico e critica. “Cetto c’è” è scritto dallo stesso Albanese con Piero Guerrera e la regia sarà firmata da Giulio Manfredonia. Le riprese partiranno a metà maggio e dureranno circa otto settimane. “Cetto c’è” uscirà al cinema il 21 novembre distribuito da Vision Distribution.
Archive Now Trussardi versione InstagramChecking Invoices collabora a sguardo inedito su archivio

03 aprile 201913:26

– Arriva la seconda puntata di ‘Archive Now’ il progetto con cui Trussardi apre il proprio archivio ad alcune delle più interessanti realtà creative italiane per dare uno sguardo contemporaneo alla storia del brand. Dopo la prima fase che ha visto protagoniste Giulia e Camilla Venturini, ad aprile è la volta dell’account Instagram @Checking_Invoices, che, secondo Vogue America, “makes fashion fun again”.
Dietro il progetto, anonimo, si celano una stylist e una videomaker chiamate a selezionare alcuni capi storici e accessori dell’archivio Trussardi, reinterpretati in una serie di immagini e video con le modelle che indossano tute che coprono loro completamente il viso. Checking Invoices ha anche collaborato alla realizzazione di un accessorio in serie limitata che sarà presto disponibile in selezionati punti vendita e online. Archive+Now continuerà lungo tutto il 2019 con nuove collaborazioni e altrettanti eventi di presentazione per raccontare il nuovo corso del brand.
Paradiso fermato da una laringotracheiteThegiornalisti costretti a rimandare al 5/5 data di Reggio C.

03 aprile 201913:48

– “Ragazzi purtroppo dobbiamo rimandare al 4 maggio il concerto di Reggio Calabria. Tommy ha una forte laringotracheite. Ci dispiace tantissimo, non vediamo l’ora di recuperare per essere lì con voi”. I Thegiornalisti annunciano sui social lo spostamento della data del concerto di stasera, 3 aprile, a Reggio Calabria per motivi di salute del cantante Tommaso Paradiso. Al momento rimane confermato il live di sabato 6 aprile al Mediolanum Forum di Assago. Le prime avvisaglie della laringotracheite si sono manifestate durante il live di Bari, durante il quale Paradiso, nonostante le difficoltà e qualche interruzione, ha comunque cantato per poi promettere: “Torneremo gratis per i possessori di biglietto, voglio fare un concerto degno”.
I biglietti acquistati per la data del Love Tour 2019 di Reggio Calabria rimangono validi per la nuova data.
Si Spositalia,220 collezioni da 24 PaesiDal 5 all’8 aprile Bridal Fashion a fieramilanocity

LANO03 aprile 201914:

– Duecentoventi collezioni da 24 Paesi del mondo per raffigurare le spose del 2020 sono la straordinaria vetrina di Si Spositalia, la rassegna internazionale del Bridal Fashion che si aprirà nei padiglioni di fieramilanocity dal 5 all’8 aprile. L’eccellenza dell’alta sartoria italiana sarà presente in grande stile con i designer più rappresentativi del settore tra i quali Amelia Casablanca, Antonio Riva Milano, Blumarine Sposa, Enzo Miccio, Galizia Spose, Jillian e Le Spose di Giò, Sul fronte internazionale si registrano nuovi ingressi tra i brand più interessanti del settore bridal come Tony Ward Couture, Rachel Gilbert e Yukinori Morinaga. Per le tendenze si va dall’abito un po’ castigato in stile Meghan Markle a quello “Ibiza Style”, solare e prezioso con qualche citazione lingerie; i dettagli saranno d’argento e le tiare lasceranno spazio ai cerchietti anni ’90.
Biddulph, i miei piccoli dinosauriL’illustratore e autore a Bologna con le sue storie dai 2-3anni

BOLOGNA03 aprile 201914:03

– Le avventure dei novi piccoli dinosauri alle prese con i primi alti e bassi della vita, raccontate per immagini e parole dall’inglese Rob Biddulph vanno alla conquista della ‘Fiera del libro per ragazzi di Bologna’ con i due titoli pubblicati da Harper Collins che ha recentemente debuttato nell’editoria per bambini e ragazzi.
“Ho trascorso tre mesi a disegnare alieni, dinosauri, astronavi, giraffe per trovare uno stile, il mio, che parlasse ai più piccoli, dai 2-3 anni, che non ci crederete ma possono apprezzare la qualità del disegno” racconta Biddulph che vive a Londra e nel 2015 ha vinto il Waterstones Children’s Book Prize con il libro Oops! Si vola! (La Margherita), è stato art director di importanti riviste tra cui l’Observer Magazine, NME e Just Seventeen. Sembrano libri semplici ma in realtà sono molto complessi da realizzare i libri che vengono letti dai genitori ai bambini, spesso prima di dormire. E Biddulph ha una particolare attenzione ai dettagli.
Ghali giurato contest Save the children’La pace oltre la guerra’ tema del concorso per under 21

03 aprile 201914:22

– Manca meno di un mese alla chiusura di “TuttoMondo Contest” ideato da Save the children: giurato e ospite d’eccezione sarà Ghali che giudicherà gli artisti che si esprimeranno sul tema ‘la pace oltre la guerra’.
“Ci sono attività quotidiane, come lavarsi, studiare, giocare, mangiare, dormire, sognare, che la guerra interrompe bruscamente. Di questo è fatta la pace? E di cos’altro? E come raccontarla? Dai una possibilità alla pace, rivelandone l’essenza!” è l’invito del concorso artistico rivolto ai giovani fino a 21 anni, diviso in cinque categorie, tra cui la musica.
A tutti i musicisti è richiesta una composizione originale (edita o inedita). Al vincitore verrà consegnato un premio in denaro per l’acquisto di attrezzatura musicale o per la frequenza a corsi di specializzazione.
Tour Italia per Hughes (ex Deep Purple)Ex bassista e cantante l’8 aprile a Bologna e il 10 a Milano

BOLOGNA03 aprile 201914:29

– Reduce da quattro date in Spagna, l’ex bassista e cantante dei Deep Purple, Glenn Hughes, approda in Italia per due tappe del tour che lo porterà poi in Usa e Canada: l’8 aprile all’Estragon di Bologna, il 10 all’Alcatraz di Milano. ‘The voice of rock’, attuale frontman della rock band Black Country Communion, proporrà classici dei Deep Purple come ‘Burn’, ‘Stormbringer’, ‘Might just take your life’, ‘Mistreated’, oltre a brani in precedenza mai eseguiti dal vivo con la line-up originale del periodo ‘Mark III’. Ci saranno anche materiali classici del periodo ‘Mark IV’ con Tommy Bolin, oltre ai successi della Deep Purple ‘MK2’, tra cui ‘Highway star’ e ‘Smoke on the water’.
A vent’anni Hughes si separò dal gruppo funk-rock britannico Trapeze e come bassista e co-vocalist (con David Coverdale) contribuì a indirizzare i Deep Purple verso il rock progressivo come in ‘Burn’, ‘Stormbringer’ (1974) e ‘Come taste the band’ (1975). Nel suo ‘curriculum’, poi, anche album con i Black Sabbath e con Gary Moore.
Tornano i Marconi Radio DaysDall’11 al 14 aprile, ospite il maestro Michelangelo Pistoletto

BOLOGNA03 aprile 201914:38

– ‘Rispolverare’ Guglielmo Marconi oggi e rendersi conto di quanto sia più attuale che mai, spunto di riflessione sul ruolo della radio al tempo della banda larga e dell’Internet delle cose, su tecnologia, linguaggi e sul ruolo della sostenibilità anche nella comunicazione. È il filo rosso che lega gli appuntamenti dei Marconi Radio Days, quattro giornate di incontri dall’11 al 14 aprile che si snoderanno tra Sasso Marconi e altri comuni dell’area metropolitana di Bologna, capoluogo compreso.
Ospite d’eccezione della XIII edizione della rassegna il maestro Michelangelo Pistoletto, artista contemporaneo protagonista dell’arte povera, che fa suo il messaggio marconiano di ricerca di una dimensione ‘sostenibile’ della comunicazione ed è impegnato a promuovere la ricerca di un ‘Terzo Paradiso’ come sintesi sostenibile dei due paradisi di cui già abbiamo esperienza: quello naturale e quello tecnologico in cui viviamo. Nello spazio comunicativo “siamo liberi di creare – ha detto Pistoletto in conferenza stampa a Bologna per la presentazione dei Marconi Radio Days – ma siamo anche responsabili di ciò che creiamo” ed è qui che “si inserisce un elemento nuovo, quello della sostenibilità”.
Organizzata dal Comune di Sasso Marconi, in collaborazione con la Fondazione Marconi e con i promotori Regione Emilia-Romagna e Città metropolitana di Bologna, la rassegna prevede decine di appuntamenti. Evento clou l’incontro di sabato 13 aprile al Cinema-Teatro comunale di Sasso Marconi intorno al ‘Tavolo del Mediterraneo’, l’opera simbolo di Pistoletto fatta arrivare appositamente per l’occasione. Al dibattito, oltre all’artista biellese, parteciperanno Milena Gabanelli, Walter Veltroni, Bice Biagi, monsignor Matteo Zuppi, Lorenzo Fazio, Bianca Berlinguer, Francesca Fialdini, Fio Zanotti e Manuel Pianazzi. Nella stessa giornata a Pistoletto sarà consegnato il Premio Marconista del XXI secolo a Villa Griffone, la residenza di Marconi che ospita il museo omonimo, luogo aperto tutti i giorni a visite guidate.

Attacco a Mumbai in nome di AllahDal 30 aprile film sull’assedio al Taj Mahal hotel nel 2008

03 aprile 201919:47

‘Attacco a Mumbai – Una vera storia di coraggio’ di Anthony Maras, in sala dal 30 aprile da IFF e M2, racconta uno dei tanti episodi di terrorismo islamico fuori dagli scenari occidentali. Ci troviamo nel novembre 2008, nella popolosa città indiana che venne messa sotto attacco da uno sparuto gruppo di jihadisti del Pakistan. Per questi giovanissimi uomini, armati e addestrati al sacrificio in nome di Allah, diversi obiettivi anche se il film, a cui non manca ritmo e tensione, si concentra soprattutto sui tre giorni d’assedio al leggendario Taj Mahal Palace Hotel. Ovvero una sorta di enclave di lusso per ultra ricchi internazionali ammantato ancora, specie per il puntuale servizio ai clienti, di un vetero-colonialismo in perfetto British- style.Fin qui nulla di strano, tranne il fatto che questo assedio all’hotel durò ben tre giorni, il tempo che ci volle alle teste di cuoio indiane di organizzarsi e arrivare da Nuova Delhi. Ora in questi tre giorni fu vero caos nella città più popolosa dell’India (venti milioni di abitanti). Un caos che vide persone provenienti da diversi paesi, culture, religioni e classi sociali affrontare, ognuno a modo suo, i pericoli di questo attacco. Su tutti, a distinguersi per coraggio alcuni membri dello staff dell’hotel ed esattamente il rinomato chef Hemant Oberoi (Anupam Kher) e un umile cameriere sikh (Dev Patel), entrambi pronti a rischiare la vita per proteggere i loro ospiti. Ma il film segue anche le vicende di una coppia disperata (Armie Hammer, Nazanin Boniadi) che si ritrova in albergo con il loro bambino appena nato e quelle di uno spietato milionario russo (Jason Isaacs) interessato, al contrario, solo a salvarsi la pelle.Ricco di dettagli realistici il film, che si perde un po’ nella seconda parte, racconta anche le fragilità di questi terroristi votati alla morte, ma con molte riserve e legittime paure. “Non si può non essere sopraffatti dall’orrore per quello che è successo al Taj Hotel. Ma quando osservi da vicino, emerge una prospettiva diversa – dice il regista – Durante l’assedio sono state catturate più di cinquecento persone. 32 sono morti, ma gli altri sono sopravvissuti e questo è quasi un miracolo. Metà delle vittime erano membri dello staff, rimasti lì per proteggere i loro ospiti. Questa – conclude Anthony Maras al suo esordio nel lungometraggio – è una testimonianza dello straordinario eroismo, dell’ingegno e dell’abnegazione che i membri dello staff e gli ospiti hanno dimostrato in quella circostanza”.

Facebook protagonista a Perugia”Come costruire comunità informate” dice head of media social

PERUGIA03 aprile 201915:21

– Facebook e i social network tra i protagonisti della prima giornata del Festival internazionale di giornalismo cominciato a Perugia. Dove proseguirà fino a domenica.
“Come i giornalisti possono costruire comunità informate su Facebook” è stato infatti il tema al centro dell’incontro con Livia Iacolare, head of media partnerships Facebook Italy. Il giornalismo e l’editoria di oggi – è stato detto tra l’altro – non possono ormai fare a meno dei social network e in particolare di Fb.

A Milano casa del lifestyle in affittoDa mobili ad abiti fino a opere d’arte, tutto si noleggia

rile 201915:36

– Nulla si possiede, tutto si affitta: dai mobili di design per la casa all’abbigliamento delle grandi firme, fino alle opere d’arte. In una società dove il concetto di proprietà si sta evolvendo, l’affitto diventa trend e cambia la routine quotidiana: per celebrarlo apre durante la Design week “Rent is More”, una “casa del lifestyle in affitto” ideata da tre giovani realtà italiane.
Un percorso concettuale realizzato all’interno di una casa nel centro di Milano in cui, attraversando le diverse sale e vivendone gli spazi, è possibile scoprire come nella società contemporanea il fenomeno dell’affitto abbia cambiato le abitudini e lo stile di vita delle persone. Ecco quegli oggetti del desiderio ritenuti esclusivi e poco accessibili che oggi invece, grazie alla tendenza dell’affitto, sono alla portata di tutti. Come dimostrano le iniziative di Studio Apeiron che con #AfforTable ha portato in Italia l’affitto dei mobili; DressYouCan e Monshareart per il noleggio di opere d’arte contemporanea.

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Christo impacchetterà Arco di Trionfo
In contemporanea con mostra a lui dedicata al Centre Pompidou

PARIGI03 aprile 201915:47

– Christo torna ad impacchettare Parigi: dopo la celebre installazione del 1985 sul Pont Neuf, il ponte simbolo della capitale francese, l’artista bulgaro impacchetterà l’Arco di Trionfo in occasione di una grande retrospettiva consacrata ai suoi anni parigini al Centre Pompidou fissata per la primavera 2020. L’Arco di Trionfo resterà impacchettato per 14 giorni, dal 6 aprile al 19 aprile del prossimo anno. Per la realizzazione dell’opera saranno necessari 25.000 metri quadri di tessuto in polipropilene nonché corde di colore rosso per 7.000 metri di lunghezza. In una nota, il Centre des monuments nationaux, che gestisce l’arco napoleonico ispirato a quelli dell’Antica Roma, si “rallegra per la realizzazione di un progetto che testimonia l’impegno in favore della creazione contemporanea e della valorizzazione di uno dei monumenti più emblematici di Parigi e di Francia”.
Compie 400 anni Biblioteca GambalungaCelebrazioni al via il 29/4 nella Giornata Mondiale del Libro

BOLOGNA03 aprile 201916:19

– Compie 400 anni la Biblioteca Gambalunga di Rimini, la prima biblioteca civica e pubblica aperta in Italia nel 1619. La festa per i quattro secoli di vita dell’istituzione riminese è in programma il 23 aprile, ‘Giornata Mondiale del Libro’, data simbolica scelta per dare il via a una serie di iniziative tra presentazioni di libri, lezioni magistrali e mostre che si svolgeranno per tutto il 2019 nella città romagnola.
E’ intitolata ad Alessandro Gambalunga, giureconsulto riminese morto il 12 agosto del 1619 che – con un testamento redatto nel 1617 a Pesaro – le donò il suo Palazzo e la sua biblioteca, affinché fosse aperta a tutti, senza distinzioni di censo e religione dando vita alla prima Biblioteca civica e pubblica italiana.
Ad oggi la ‘Gambalunga’ possiede circa settantamila volumi di testi a stampa, di cui 382 incunaboli, e circa 7000 cinquecentine. I manoscritti sono invece all’incirca 1350.
Per festeggiare l’istituzione il 23 aprile è prevista un’apertura straordinaria, dalle 8 alle 21, che offrirà la possibilità di effettuare visite guidate nelle sale antiche.
Nel pomeriggio le celebrazioni si sposteranno al Teatro Galli dove lo storico e filologo Luciano Canfora terrà una lectio magistralis sulla Storia politica delle biblioteche, mentre Alessandro Bergonzoni e Marino Sinibaldi, ‘giocolieri’ della parola, saranno protagonisti di una conversazione dal titolo ‘Leggi per il silenzio. Il raccoglimento del volume, tra consulto e inconsulto’. A chiudere la giornata, il cantautore Vinicio Capossela che in serata, al Teatro degli Atti, sarà il protagonista di un incontro dal titolo ‘Ri-trovatori, uomini e bestie in libri e canzoni’.
Salone Libro girerà il mondoIl via in Spagna con Lagioia all’Istituto Italiano di Cultura

SATORINO03 aprile 201916:

– Il Salone del Libro di Torino girerà il mondo con i migliori scrittori italiani per creare sinergie e tessere relazioni internazionali. La prima tappa sarà a Madrid, all’Istituto Italiano di Cultura, dove il 4 aprile alle 20 il direttore Nicola Lagioia presenterà il salone con le scrittrici Evelina Santangelo e Claudia Durastanti, il poeta Luis García Montero direttore dell’Instituto Cervantes, e gli autori spagnoli Lorenzo Silva e Laura Freixas.
Il 25 aprile toccherà Buenos Aires, anche in collaborazione con la 46 Feria Internacional del Libro de Buenos Aires, uno dei più importanti eventi editoriali in America Latina. Sarà dato il via a Quadrante Sud, progetto che porterà tutto l’anno scrittori italiani nella capitale argentina, a partire da Sandro Veronesi.
L’ultima tappa sarà a Londra in occasione del Fill, Festival of Italian Literature in London, che incrocia le voci di grandi autori italiani e anglofoni per discutere dei temi più attuali.
A Mattia Feltri E’ giornalismo 2018Aneri, premiamo persone che fanno qualcosa di importante

03 aprile 201916:54

– Mattia Feltri ha ricevuto il premio E’ giornalismo 2018, il riconoscimento ideato da Indro Montanelli, Enzo Biagi, Giorgio Bocca e dall’imprenditore Giancarlo Aneri che negli anni è andato a grandi personalità, da Ettore Mo a Milena Gabanelli a Fabio Fazio passando per Enrico Mentana e Fiorello.
Molti dei vincitori precedenti erano presenti anche quest’anno all’appuntamento che riunisce buona parte del mondo del giornalismo e non solo. “Siamo qui a rendere merito al suo lusinghiero percorso professionale” recita la lettera di motivazione del premio.
Il quarantanovenne Feltri, figlio d’arte (presente oggi anche il padre Vittorio) infatti, ha iniziato giovanissimo la carriera a Bergamo, per poi passare al Foglio, a Libero e nel 2005 alla Stampa dove ha sostituito Massimo Gramellini nella seguitissima rubrica-commento ‘Buongiorno’.
“Noi premiamo persone che fanno qualcosa di importante nella loro professione – ha sottolineato Aneri – e questo è anche un segnale di ottimismo”.
Surreale e horror, a Doninelli e Sgardoli lo Strega RagazziLa cerimonia alla Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna

BOLOGNA03 aprile 201920:03

Vincono due autori italiani, con due storie ambientate all’estero, la quarta edizione del Premio Strega Ragazze e Ragazzi. Luca Doninelli, per la categoria dai 6 ai 10 anni, con 16 voti su 40 espressi per ‘Tre casi per l’investigator Wickson Alieni’ (Bompiani), ci porta in una Londra surreale, e Guido Sgardoli con ‘The Stone. La settima pietra’ (Piemme), per la categoria dagli 11 ai 15 anni, con 150 voti su 474, ci fa immergere nelle atmosfere gotico-irlandesi dell’immaginaria Levermore. Due libri speciali nel panorama della letteratura per bambini e ragazzi premiati, come è ormai consuetudine, alla Fiera Internazionale del Libro per Ragazzi di Bologna, in una cerimonia condotta da Loredana Lipperini.”Il segreto dell’investigatore Alieni è che è stato creato dai bambini, perché solo i bambini hanno il genio di inventare un personaggio incredibile. E’ invisibile perché non lo guarda nessuno e questo accade perché è una persona normale. Inoltre è sempre spostato un po’ a destra e rimane così sempre fuori dal campo visivo” spiega Doninelli che dai dialoghi, incontri e giochi con i nipoti e i loro amici si è ritrovato con un materiale narrativo così straordinario che “ha dovuto scrivere questa storia. Le illustrazioni sono di mia nipote, Nicole Donaldson, che ora non è più una bambina” spiega lo scrittore, prestato occasionalmente alla letteratura per ragazzi che nel libro racconta tre avventure londinesi tra le nebbie di novembre, gli ombrelli, furti di aringhe e un investigatore che risolve casi surreali come il furto delle nuvole di Londra. Accanto a lui sul palco a sorpresa, la Premio Strega 2018 Helena Janeczek che sottolinea: “Doninelli è un grande scrittore per adulti e piccoli ed è bellissimo che venga premiato da così tanti con così grande entusiasmo”. Sgardoli in ‘The Stone. La settima pietra’ ci fa vivere le avventure, tra l’horror e il thriller, di quattro amici che fanno i conti con morti sospette, incendi e apparizioni a partire da una pietra con delle strane incisioni.”E’ il libro di avventura e paura che avrei voluto leggere a 12-13 anni. Un adolescente che aveva voglia di mistero, paura e amicizia. E’ forse questo il segreto per cui ha incontrato il favore dei ragazzi” spiega Sgardoli, autore di oltre 100 libri, e cacciatore di siti megalitici, che non si aspettava di vincere. “I ragazzi hanno trovato probabilmente un libro che cercavano e che non assomiglia a nessun altro romanzo young adult italiano, con atmosfere alla Stephen King, un thriller che diventa horror scritto apposta per i ragazzi” racconta Sgardoli che ha ringraziato il suo editore per “aver creduto nella storia” e la rete di colleghi e amici di Book on a tree, fondata da Pierdomenico Baccalario, anche lui tra i finalisti di questa edizione nella sezione +11, con cui Sgardoli “divide idealmente il premio”. “E’ finita l’epoca – dice – dello scrittore in cima alla montagna. E’ il momento di fare rete”.Doninelli dedica il suo premio ai bambini e va oltre le divisioni tra letteratura per ragazzi e adulti, sottolineando che “i libri sono libri, ci sono quelli belli e i non libri. I quattro grandi della letteratura italiana sono la Divina Commedia, il Furioso, i Promessi Sposi e Pinocchio”. Nell’assegnazione del riconoscimento sono coinvolti studenti da 110 scuole e biblioteche in Italia e all’estero. “L’obiettivo – ha spiegato alla cerimonia il direttore della Fondazione Bellonci, Stefano Petrocchi, “è crescere ancora nelle scuole. Vorremmo che gli autori vincitori e finalisti si facessero ambasciatori di questo premio, supportati dalla nostra organizzazione”. Giovanni Solimine, presidente della Fondazione Bellonci e del Comitato scientifico che ha premiato Anna Becchi per la traduzione del libro finalista ‘Come ho scritto un libro per caso’ (La Nuova Frontiera Junior) di Annet Huizing, ha sottolineato che “la tenuta della letteratura e alcuni segni di crescita e vitalità sono un segnale importante e il merito è dei ragazzi che continuano a credere nei libri e nella lettura”. Assegnati anche i due premi speciali di BPER Banca andati per la migliore attività di lettura alla Scuola Primaria Alberto Manzi di Roma e all’alunna Giulia Travaglini, della Scuola secondaria di primo grado Rolandino de’ Passeggeri di Bologna, per la migliore recensione. Doninelli e Sgardoli saranno al Salone del Libro di Torino il 9 maggio.

Guanciale, racconto i sopravvissuti al sismaSu Rai2 il 5 aprile L’Aquila, 03:32 – La generazione dimenticata

03 aprile 201919:55

L’attore abruzzese Lino Guanciale, tra i più amati del pubblico Rai per tante fiction di successo, poteva trovarsi all’Aquila il giorno del terremoto che 10 anni fa ha raso al suolo la città, il fato ha scelto diversamente per lui. “Io – racconta, raggiunto al telefono – sono nato Avezzano, a una manciata di chilometri (è in provincia de L’Aquila), anche se già vivevo a Roma tornavo spessissimo, come continuo a fare oggi, nella mia città d’origine. Proprio in quella giornata fatidica mio fratello aveva una partita. Mi recavo volentieri all’Aquila, perché avevo lì gli amici più cari, quelli, come si dice, di una vita, ai quali tieni di più, vecchi compagni di sport, ho giocato per diversi anni a rugby nelle giovanili, ma non solo, insomma un gruppo unito e variegato. I programmi sono cambiati all’ultimo minuto, come accade”.Rai2 dedicherà al tragico anniversario il film documentario L’Aquila, 03:32 – La generazione dimenticata con Guanciale voce narrante, prodotto da Stand By Me con Rai Cinema, con la regia di Dario Acocella. Ripercorrerà gli avvenimenti di quella terribile notte del 2009 focalizzando l’attenzione su sei edifici: gli appartamenti abitati dagli studenti. Guanciale, camminando tra le strade della città, condurrà gli spettatori nei luoghi simbolici della vicenda, incontrando e intervistando i sopravvissuti. “Si tratta di ragazzi e ragazze che hanno vissuto il sisma sulla loro pelle, dall’interno della loro camera, e che sono riusciti a scappare nella notte attraverso i corridoi sospesi nel vuoto o sono rimasti per ore sotto le macerie” delle palazzine ormai tristemente note di via XX settembre, via Campo di Fossa, via Poggio di Santa Maria, via Don Luigi Sturzo, via Generale Rossi e via D’Annunzio. Storie come quella di Eleonora, non udente: “Quando va a dormire toglie l’apparecchio, quindi all’inizio non sente i richiami degli amici dopo per la scossa. E’ l’ultima estratta viva dopo 48 ore. Ha compiuto qualcosa di strepitoso. Tra le macerie impara a distinguere con le mani i movimenti attraverso le vibrazioni e si metterà a urlare quando sente un movimento diverso dal solito, è il vigile del fuoco Claudio Ippolito che la sente”.L’attore, che all’epoca del terremoto aveva 29 anni, incontra sei studenti sopravvissuti, il dolore s’intreccia alle testimonianze, alla speranza e al coraggio dei soccorritori. Hanno scavato per ore, giorni. Dei 309 morti a L’Aquila per il sisma, 55 erano universitari fuori sede. Oltre 1.600 i feriti, 80.000 gli sfollati. “Ci tengo a sottolineare che in seguito alcuni terremotati hanno dovuto sottoporsi a ricoveri importanti fuori città, alcuni ad esempio a Modena o in località per la riabilitazione post traumatica, ma di tutte queste spese si sono dovuti far carico autonomamente i loro familiari, si sono dovuti allontanare da lavoro per lunghi periodi per assisterli, imboccarli: oltre il danno, la beffa”. Tra le storie dei sopravvissuti “quella dei due amici allora 22enni, Francesco Maria Guerrini di Giulianova e Simone Pancrazio di Roma; e ancora Valeria, arrivata a L’Aquila per inseguire il sogno di diventare ingegnere edile, sopravvissuta sotto le macerie per oltre 21 ore; Alessandro Antonini, il primo di tre fratelli ad arrivare in città da Controguerra (TE) per frequentare l’università e l’unico a vivere in casa della zia, mentre le sue sorelle minori Giusy e Genny troveranno la morte nel crollo della palazzina di via Campo di Fossa 6/B; Roberta, dottoranda in ingegneria originaria del Molise, sopravvissuta grazie all’intuizione di andare a dormire in macchina con il fidanzato Carmine; Matteo di Pescara, che invece quella sera decide di andare a dormire dalla sua fidanzata: rimarrà sotto le macerie per oltre 16 ore”. Ma, osserva Guanciale, a distanza di 10 anni “c’è chi è riuscito ad andare avanti è diventato ingegnere, chi dipendente del ministero per le Opere Pubbliche, chi ha costruito una famiglia”.Tra le testimonianze chi non era a L’Aquila in quel momento: i familiari delle vittime, come il papà e il fratello di Alessio De Simone e la sorella di Davide Centofanti che abitavano entrambi alla Casa dello Studente di via XX settembre, la sorella di Michele Strazzella, il papà di Daniela Bortoletti e quelli di Nicola Bianchi. La terza voce è quella dei Vigili del Fuoco. Come trova oggi L’Aquila, Guanciale? “Errori enormi sono stati commessi negli anni. Ma la ricostruzione sta ora funzionando. Un cruccio: la vita dell’Aquila si è spostata all’esterno, il Conservatorio è fuori, come l’Università. Occorre tornare al centro, ma per farlo ci vuole una politica volenterosa”.

Ancona, si abbatte silos con murales BluInterventi previsti da tempo. Graffiti erano lì dal 2008

ANCONA03 aprile 201918:25

– Cominciato nel pomeriggio nel porto di Ancona l’abbattimento dei silos con opere degli street artist Blu ed Ericailcane: due bottiglie contenenti rispettivamente un palombaro e un pesce realizzate nel 2008. In questa fase la demolizione avviene con pale meccaniche, che sono arrivate quasi ai graffiti. Si tratta di un intervento previsto da tempo dall’Autorità di Sistema Portuale e che cambierà lo skyline del porto. Il presidente dell’Autorità Rodolfo Giampieri ha annunciato l’intenzione di progettare future collaborazioni, in particolare con Blu, originario di Senigallia, considerato uno dei maggiori street artist al mondo. Non è la prima volta che le opere di Blu vengono ‘distrutte’ dalle autorità: è successo nella sua città natale, Senigallia (per demolizione di edifici) e a Pesaro. Nel marzo 2016 lo stesso Blu cancellò i suoi lavori disseminati per le strade di Bologna in segno di protesta contro una mostra sulla street art nel capoluogo emiliano. E nel 2011 aveva cancellato altri murales a Berlino.
Capolavori Rubens da Torino a SivigliaDue quadri daranno vita a una mostra fino all’autunno

TORINO03 aprile 201919:12

– Due dei più importanti capolavori di Rubens appartenenti alle collezioni della Galleria Sabauda di Torino saranno esposti in una mostra ad hoc in Spagna.
Dal 4 aprile al 22 settembre le opere ‘Ercole nel giardino delle Hesperides’ e ‘Deyanira tentata dalla Furia’, uniche protagoniste della mostra, saranno visibili nel Palazzo di Lebrija a Siviglia, in una rassegna intitolata ‘Rubens: Ercole e Deianira. Capolavori dalle collezioni italiane’.
L’esposizione rientra in un più ampio progetto dal titolo ‘Capolavori dalle Collezioni italiane’ che prevede di portare diversi capolavori provenienti dai più importanti musei italiani nella splendida cornice della casa-museo Palacio de Lebrija, ogni volta tracciando un fil rouge con le opere che vi sono conservate.

Al via la nuova tournée di GiorgiaDal 5 aprile Pop Heart tour nei palasport, nuove date a luglio

03 aprile 201919:30

– Giorgia è pronta a tornare sul palco.
Il 5 aprile, con la data zero di Ancona, parte il “Pop Heart Tour”, che toccherà i palasport delle principali città italiane.
Il tour sarà un’occasione per cantare i suoi successi e per proporre dal vivo i brani tratti da “Pop Heart”, l’album di cover, certificato platino, uscito a fine novembre.
Giorgia sarà accompagnata da musicisti italiani ed internazionali: Sonny Thompson al basso, Mylious Johnson alla batteria, Jacopo Carlini al pianoforte, Fabio Visocchi alle tastiere e Anna Greta Giannotti alla chitarra. Nel coro Diana Winter e Andrea Faustini. Ad arricchire lo show anche un DJ set a cura del batterista Mylious Johnson.
Queste le date: 5 aprile Ancona, 10 aprile Torino, 13 aprile Mantova, 18 aprile Jesolo (VE), 20 aprile Casalecchio di Reno (BO), 6 e 7 maggio Assago (MI), 10 maggio Firenze, 16 maggio Roma, 19 maggio Napoli, 21 maggio Bari, 24 maggio Acireale (CT).
A luglio: il 10 a Cervere (CN), il 12 a Marostica, il 15 a Codroipo (UD), il 18 a Lucca.
Michelangelo alla Pinacoteca AgnelliProvenienti da Casa Buonarroti, sono esposti fino al 21 luglio

TORINO03 aprile 201919:32

– La passione di Michelangelo Buonarroti per il disegno, e per i minimi particolari, è al centro della mostra organizzata alla Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli dal 4 aprile al 21 luglio, ‘Michelangelo.
Disegni da Casa Buonarroti’, a cura di Alessandro Cecchi.
Vi sono esposti disegni autografi con studi per gli affreschi della volta della Cappella Sistina, studi di anatomia e studi di architettura, tutti provenienti da Casa Buonarroti, fondazione fiorentina fondata dagli eredi che conserva, oltre all’archivio della famiglia, la più grande collezione al mondo di opere grafiche di Michelangelo.
Con questa mostra la Pinacoteca Agnelli, che espone nei propri spazi progettati da Renzo Piano 25 capolavori appartenuti all’avvocato Giovanni e a sua moglie Marella, prosegue la sua decennale ricerca sul panorama collezionistico nazionale e internazionale, incontrando in Casa Buonarroti un’altra straordinaria esperienza di raccolta familiare resa disponibile alla fruizione pubblica.
A NY apre lo Shed, polo per le nuove avanguardieMezzo miliardo e arte per tutti tra High Line e Hudson Yard

NEW YORK03 aprile 201919:59

“Dall’esterno non sembra un edificio, ma un giardino sospeso inventato da un alieno”: l’architetta Liz Diller parla dello Shed, la sua ultima creazione, che il 5 aprile aprirà al pubblico creando una cerniera tra la High Line e i nuovi Hudson Yards. “Un luogo per l’invenzione, la curiosità e il rischio”, ha detto il CEO Dan Doctoroff, presentando alla stampa il nuovo centro per le arti e l’avanguardia concepito nel 2008 – l’anno del grande crack di Wall Street quando tutto sembrava impossibile – come “istituzione anti-istituzionale pensata per un futuro che ancora nessuno avrebbe potuto immaginare”.Il mondo delle arti di New York si sposta dunque sempre di più verso l’Hudson e lo fa all’insegna di tre valori: flessibilità, futuro e impegno civico. I prezzi di ingresso, per buona parte della programmazione, saranno alla portata di tutti. Il Gotha dell’arte, del teatro, della danza, della poesia, del cinema, della musica classica e del pop si è mobilitato per tenere a battesimo l’edificio avveniristico disegnato da Diller Scofidio + Renfro in collaborazione con il Rockwell Group: “Volevamo un edificio in grado di creare parità tra tutte le forme artistiche, senza più distinzioni tra arte alta e arte bassa”, ha detto il direttore Alex Potts, arrivato allo Shed dopo esser stato al timone della Park Avenue Armory e del Manchester International Film Festival. Le combinazioni sono imprevedibili, dinamiche come le trasformazioni degli spazi dello Shed per accogliere performance e installazioni di ogni genere.Si comincia il 5 aprile con la serie di cinque concerti “Sountrack of America” concepita e diretta dal regista Steve McQueen con Quincy Jones e Maureen Mahon per celebrare l’impatto della musica afro-americana dalle origini a oggi attraverso performance di una nuova generazione di artisti. Poi due prime mondiali: Reich Richter Pärt, una installazione che coniuga musica e arte di Steve Reich, Gerhard Richter e Arvo Pärt e Norma Jean Baker of Troy, performance parlata e cantata scritta dalla potesea e classicista Ann Carson con Ben Whishaw di “A Very British Scandal” e la soprano Renee Fleming. Due piani di gallerie, un teatro da 500 posti, una sala multiuso per performance che siede 1250 persone più 2000 posti in piedi, spazi per le prove e installazioni e uno spazi per eventi all’ultimo piano convinta del Vessel hanno un costo: oltre mezzo miliardi di dollari, tra edificio, organizzazione e programmi. “New York ha oltre 1200 istituzioni culturali. Abbiamo voluto dare a New York qualcosa che finora non aveva”, ha detto Doctoroff secondo cui il nuovo polo culturale costruito su terreno comunale “sarà una piattaforma per permettere agli artisti di inseguire i loro sogni”. Il tutto e di più grazie a una donazione originaria di 75 milioni di dollari del tycoon ed ex sindaco di New York Michael Bloomberg: l’edificio dello Shed sarà intitolato a suo nome.

Il viaggio di Yao, Sy torna alle originiDal 4 aprile la storia di un ritorno che è anche una riconquista

03 aprile 201919:47

“Il destino è Dio che passeggia in incognito”. Una frase detta da un saggio anziano sotto il cielo stellato dell’Africa racchiude il senso più profondo de Il viaggio di Yao, il film diretto da Philippe Godeau con Omar Sy e il giovane e bravissimo Lionel Basse, in sala dal 4 aprile con Cinema di Valerio De Paolis. E il destino del protagonista interpretato da Sy – il famoso attore Seydou Tall di origini senegalesi che ora vive in Francia e torna a Dakar dopo tanti anni a presentare il suo libro – è il piccolo Yao, un bambino che fa un viaggio di quasi 400 chilometri per incontrare il suo idolo. E Tall, che ormai grazie al successo è “diventato bianco” rimanendo nero solo all’esterno – come lo snack Bounty, dice saggiamente Yao – sente impellente il bisogno di riaccompagnare il ragazzino al suo villaggio: un ritorno faticoso ma assieme divertente che è anche una riconquista delle sue origini, della sua “africanità” e del suo essere uomo e padre.A spiegare quanto sia stata determinante la personalità di Sy nel film è lo stesso Godeau: “Da quando ha riscosso un immenso successo con Quasi amici, Sy è diventato una delle personalità predilette dai francesi. Padre di cinque figli, si è trasferito a Los Angeles per proteggere la sua famiglia a seguito della considerevole notorietà. Dopo un tale plebiscito, qualunque individuo avrebbe rischiato di perdersi. Lui invece è rimasto se stesso e continua a perseguire la sua carriera in Francia e all’estero. Per quanto mi riguarda, ho intuito che Omar avesse bisogno di confrontarsi di nuovo con le sue radici e che sarebbe stato positivo che lo facesse davanti a una macchina da presa. È interessante mescolare arte e vita, anche se non si realizza un film per fare un percorso psicanalitico!”.
Alcuni degli aspetti di Yao sono stati suggeriti a Godeau della sua esperienza personale a seguito del padre che ha lavorato in Mali: “In un’età in cui non pensavo ad altro che ad andare in motorino e a divertirmi, scoprivo dei ragazzini che facevano da insegnanti ad altri ragazzini, che avevano una grande sete di cultura, di libri, di informazioni, di Francia. Questa esperienza ha alimentato la sceneggiatura di Il viaggio di Yao e il personaggio del bambino che ama leggere”.Molto speciale il personaggio interpretato dalla ballerina e coreografa Germaine Acogny, protagonista di una danza-preghiera per gli antenati che è uno dei momenti clou del film che tra l’altro è dedicato a Jacques Godeau e a Demba Sy, i due padri del regista e del protagonista. “In questo racconto – dice Omar Sy – c’è una parte di noi, per questo è un progetto che sta particolarmente a cuore ad entrambi. Il tema della paternità percorre tutto Il viaggio di Yao. Tra le righe, sono presenti riferimenti al tipo di padri che siamo, sia lui che io, e ai padri che ciascuno dei due ha avuto”. Sul piccolo co-protagonista Sy dice: “Di solito sono i personaggi che interpreto io che scuotono la narrazione. In questo film invece il motore è Yao. Lionel Basse ha la luce negli occhi: è brillante, molto intelligente e ha capito davvero in fretta quello che volevamo raccontare. È stato un piacere per me vederlo recitare”.Da segnalare anche il personaggio di Gloria, impersonata dalla cantante Fatoumata Diawara, perfetta per incarnare “una donna libera e lucida, che è un passo avanti al protagonista – dice Godeau – ed è perfettamente consapevole che non può immaginare un futuro insieme a quest’uomo”. La colonna sonora, firmata M, mescola chitarra elettrica e strumenti musicali tradizionali africani.
Brizzi, a Torino ciak ‘Se mi vuoi bene”Sotto la Mole i miei più grandi successi, incrocio le dita’

TORINO03 aprile 201917:12

– Sono in corso a Torino le riprese dell’ultimo film di Fausto Brizzi ‘Se mi vuoi bene’, commedia prodotta da Eliseo Cinema di Luca Barbareschi e distribuita da Medusa Film. Il film, tratto dall’omonimo bestseller del regista tradotto in trenta Paesi, viene girato tutto sotto la Mole, con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte e con una troupe composta per più del 50% da professionisti locali. La storia è quella di un avvocato depresso che vuole fare del bene ai suoi cari, ma finisce invece per rovinarne la vita.
“Siamo molto soddisfatti – afferma il presidente di Film Commission Paolo Damilano – di poter accogliere una produzione che vanta un cast di grande bravura e indiscutibile notorietà, dal regista ai tanti nomi di spicco del cinema italiano, a partire dal protagonista Claudio Bisio”.
“E’ il terzo film che giro a Torino dopo ‘Maschi contro Femmine’ e ‘Femmine contro Maschi’ che sono stati i miei più grandi successi – afferma Brizzi – quindi incrocio le dita”.
Joker, ad ottobre il film con Joaquin Phoenix /TRAILERDiretto da Todd Phillips 30 anni dopo il cattivo di Nicholson

03 aprile 201918:19

E’ uno dei film più attesi della prossima stagione cinematografica il film “Joker” con Joaquin Phoenix nel ruolo del protagonista. Accanto a lui il premio Oscar Robert De Niro. Il film della Warner Bros è diretto, prodotto e co-scritto dal candidato all’Oscar Todd Phillips e sarà in sala il 3 ottobre. Il personaggio misterioso, cattivo, sadico dei fumetti Dc Comics torna a 30 anni di distanza dalla celebre interpretazione di Jack Nicholson nel Batman di Tim Burton. Questo “Joker” è una storia originale a sé stante, mai apparsa sul grande schermo.
L’esplorazione di Phillips su Arthur Fleck (Phoenix), un uomo ignorato dalla società, non è soltanto uno studio crudo del personaggio, ma una storia più ampia che si prefigge di lasciare un insegnamento. Il film è interpretato anche da Zazie Beetz, Frances Conroy, Marc Maron, Bill Camp, Glenn Fleshler, Shea Whigham, Brett Cullen, Douglas Hodge e Josh Pais. Il film è prodotto da Phillips e Bradley Cooper con la loro Joint Effort, ed Emma Tillinger Koskoff.

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Il Terzani a Franklin Foer
Comune Udine ha ridotto fondi al festival

03 aprile 201912:52

– “I nuovi poteri forti. Come Google Apple Facebook e Amazon pensano per noi” del giornalista e scrittore statunitense Franklin Foer – edito da Longanesi – è il libro vincitore della XV edizione del Premio Letterario Internazionale Tiziano Terzani. Lo ha annunciato oggi a Milano la presidente della Giuria Angela Terzani.
Franklin Foer sarà premiato il 18 maggio al Teatro Nuovo Giovanni da Udine, culmine del Festival vicino/lontano, quest’anno alla sua XV edizione, in programma dal 16 al 19 maggio. Del festival si è parlato molto nei giorni scorsi, dopo che il Comune di Udine ha deciso di ridurre i finanziamenti destinati al Premio da 30 mila euro a 10 mila euro.          [print-me title=”STAMPA”]

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Il Salvator Mundi di Leonardo che fine ha fatto?
Nessuno lo sa, le tracce si perdono dopo la vendita da Christie’s. Inchiesta del New York Times

02 aprile 2019 03:27

Dov’è finito il “Salvator Mundi”? Il dipinto più costoso mai venduto a un’asta è diventato la “Primula Rossa” del mondo dell’arte. Attribuito con qualche contestazione al pennello di Leonardo e venduto per 450 milioni di dollari nel novembre 2017, avrebbe dovuto costituire il perno a cui ancorare la già favolosa collezione del Louvre di Abu Dhabi, ma, da quando ha lasciato i saloni di Christie’s a New York dopo la vendita, il quadro è letteralmente scomparso dalla circolazione. Nessuno sa dove sia finito il dipinto e se qualcuno lo sa sta tenendo la bocca cucita, ha concluso il New York Times dopo una indagine a tutto campo tra New York, Parigi, la Svizzera e le sabbie degli Emirati.

“Una persona a conoscenza dei dettagli della vendita ha detto che avrebbe dovuto essere spedito in Europa una volta concluse le operazioni di pagamento”, scrive il giornale che cita anche la restauratrice Dianne Modestini dell’Institute of Fine Arts della New York University il cui lavoro sulla tela ha portato all’attribuzione. L’esperta ha detto di aver saputo dal collega svizzero Daniel Fabien che una società di assicurazione gli aveva chiesto di esaminarlo a Zurigo lo scorso autunno in vista di un’ulteriore spedizione. L’esame tuttavia fu cancellato. Fabien non vuole parlare e la Modestini ha detto che a quel punto “la pista è diventata completamente fredda”.L’acquirente del Salvator Mundi e’ un principe saudita

Il giallo del “Salvator Mundi” è dunque sempre più fitto. Pochi quadri hanno mai evocato tanto intrigo sia nel mondo dell’arte che in quello degli oligarchi russi e degli sceicchi del golfo, uno dei quali, forse a nome del principe ereditario di Riad Mohammed bin Salman, avrebbe sborsato l’assegno da capogiro finito nelle mani del precedente proprietario, il miliardario russo Dmitry Rybolovlev. Esponenti dello staff del Louvre di Abu Dhabi, dove il Leonardo avrebbe dovuto essere esposto nel settembre 2018, hanno detto al giornale di non sapere dov’è. Lo stesso vale per il Louvre di Parigi che ha dato la licenza del nome al “cugino” del Golfo e che spererebbe tanto di includere il quadro nelle mostre organizzate per le celebrazioni leonardesche del quinto centenario della morte.

Fusini scava nell’animo femminileAmbiguità, violenza e attrazione di un rapporto di coppia malato

02 aprile 201909:57

Grazie alla forza della verità delle parole di Nadia Fusini e del suo racconto articolato e sottile, è questo un affascinante e rivelatorio viaggio al fondo dell’animo femminile, a quei difficili equilibri tra sottomissione e indipendenza, all’ambiguità dei sentimenti, al rapporto di odio amore tra vittima e carnefice, tra paura e fascinazione, che permette al lettore di vedere con più chiarezza cosa c’è dietro certi rapporti di coppia forti e drammatici, teneri e feroci, che non trovano spesso le ragioni per venire denunciati.
A raccontare tutto è Santini, un poliziotto che vede una sera arrivare in questura una donna che non sta bene, esausta, angosciata e come febbricitante, la quale, quasi in trance, vuole fare una confessione, in cui si avverte una forte umanità.
E’ l’inizio di una articolata confessione di un rapporto di soggezione, amore e violenza con Giovanni, un meridionale senza arte né parte che fatica ad inserirsi a Malo, una cittadina del veneto chiusa dove vive Marìa (scritto con l’accento in ricordo di una nonna andalusa), una maestra del luogo che lo sposerà andando contro l’ostilità della sua famiglia. Spaesato, senza lavoro, Giovanni la spingerà irrequieto a lasciare il lavoro che ama e a seguirlo con la speranza di una vita migliore, più serena, nel ritorno alla sua isola, in Sicilia. Lì sarà lei a trovarsi fuori luogo, guardata e tenuta distanza come una straniera, tra gente con relazioni e modi di fare che le sono del tutto estranei. Sola, senza capire, si aggrappa sempre più al marito che invece ritrova se stesso e una sua vecchia tracotanza e orgogliosa violenza di vivere, tra amici con cui ha legami poco chiari.
Davanti all’agente Santini, uomo di qualche finezza, amante della lettura e della scrittura che gli hanno affinato sensibilità e la comprensione degli altri, che redige il verbale, e la dottoressa Vitale, una psicologa ispettrice di polizia, Marìa Liberati che dice di arrivare da Trapani prima denuncia il marito come autore di un omicidio, poi invitata a spiegare, racconta tutta la propria storia, definendosi complice. ”In quell’isola le donne sono obbedienti. Ma in realtà non è vera obbedienza: è complicità, è connivenza” e col tempo anche io ”lo sono diventata: una vigliacca, una complice” sottomessa alla forza. Perché la sua è la storia di una donna che invece di un marito si trova a rapportarsi con un carceriere violento, a cercar di essere sottomessa, silenziosa sperando ogni sera si avveri il miracolo e Giovanni non trovi un’occasione qualsiasi per far esplodere la sua furia. ”Soffrivo io, ma soffriva anche Giovanni, senza saperlo forse… quella violenza stava diventando l’unico legame tra noi, entrambi ne pativamo e ne vivevamo. E forse per questo l’accettavo. Era l’unica cosa che dividevo con lui”. E anche il sesso, aspro, senza tenerezza, disperato per il forte desiderio, aveva un suo ruolo: ”io imparavo ad amare chi lottava per disfarsi di me, questa era la mia follia”. Accetta così anche che il marito abbia un’amante e poi abbia una reazione violenta quando scopre che quest’ultima forse lo tradisce. Una follia che però le dà anche una resistenza insospettabile, che diventa ancora più forte, passiva ma ferma quando resta incinta e si rifiuta di abortire e non abortisce nemmeno per le botte e i maltrattamenti. Ora è in questura perché ha partorito e il figlio neonato glielo hanno subito tolto, ma lei vuole riaverlo, riavere a questo punto la propria vita e poterne dare una anche al suo bambino, come la maternità le avesse restituito un’identità, un senso. Quando poi tutto sarà risolto e lei si ritroverà a Malo sempre sola, rifiutata, ma libera e col figlio, manderà a Santini, che dalla donna è rimasto profondamente colpito e coinvolto, un libricino, il diario tenuto sull’isola, sorpresa dalla ”tenacia nel volersi spiegare le cose” del poliziotto, che come uomo è evidentemente attratto in modo particolare da quel che ha sentito. E in quelle pagine scritte in prima persona ecco la confessione chiara, senza reticenze, del morboso piacere di tale sottomissione, della propria volontaria, cosciente discesa agli inferi per una solitudine e un bisogno disperato di relazione e di qualsiasi tipo di attenzione scambiato per amore, ricostruita, narrata da una femminista storica come la Fusini, che va alla ricerca mimetica della verità aldilà di ogni paravento ideologico, con una scrittura che sembra avere dentro l’urgenza stessa di Marìa, il suo timore, tra interrogativi senza risposta, ragionamenti tragicamente paradossali, speranze assurde e paure profonde, ma con una sua essenziale vitalità.
Jordan Peele ci riprova con Us-NoiUn film che ribalta le carte della cultura occidentale

LOS ANGELES02 aprile 201918:05

– Due anni fa aveva sorpreso tutti con il suo esordio da regista e con un film, Get Out (Scappa), che aveva spiazzato pubblico e critica, conquistando entrambi. Oggi Jordan Peele ci riprova con “Us”, in Italia dal 4 aprile con il titolo “Noi”, ma il regista afroamericano non è più una sorpresa bensì è già diventato uno di quei fenomeni alla Tarantino che, più che avere successo in un genere, il genere lo hanno creato. Peele, infatti è già maestro dell’horror intelligente, divertente, provocatorio, politicamente impegnato, attento alla questione razziale, intrigante e costruito su diversi livelli.
Anche “Us” è un film alla Peele, dove il mostro non si annida in una casa piena di razzisti come nel suo primo film o su un’astronave o nel sottoscala, ma è rappresentato da noi stessi e dalle nostre paure.
US è il pronome inglese ‘noi’, prima persona plurale, ed è anche l’acronimo che sta per Stati Uniti d’America e “Us”, che vede protagonisti il premio Oscar Lupita Nyong’o, Winston Duke, i giovanissimi Shahadi Wright Joseph e Evan Alex e una spassosa Elisabeth Moss, è un film che ribalta le carte della cultura occidentale, della paura dello straniero. Questa volta a far paura non è l’altro, è qualcosa di molto più vicino e per questo più spaventoso, a far paura questa volta siamo noi, i nostri sosia, per la precisione.
Peele spaventa e diverte attraverso il racconto dei Wilson, una famiglia americana agiata e privilegiata: marito e moglie, due ragazzi e una bella casa al mare. A rompere la quiete arrivano quattro individui, marito moglie e due ragazzi, identici ai componenti dell’idilliaco quadretto, eppure diversissimi. “Ogni volta che faccio un film mi chiedo cosa mi spaventa a livello primordiale, a livello di fobia. – dice il regista – Poi inizio a sezionare. E la paura del sosia la porto dentro da tempo. Ho fatto ricerche sulla mitologia del doppio e ho scoperto che uno dei suoi significati ha a che fare con il tentativo di sopprimere se stessi e i propri istinti; e poi ho pensato di cercare di applicare quel concetto non al singolo individuo ma alla sua pluralità, al ‘noi’, alla comunità.” Peele, che qualcuno paragona a Spike Lee, altri a Tarantino, altri ancora a Spielberg, non ha paura di esporsi né di esporre le proprie idee. “Racconto la comunità americana, privilegiata e che ha paura di perdere i suoi privilegi e per questo teme l’altro quando dovrebbe aver paura di sè stessa. Quando siamo insieme noi, inteso come gruppo, possiamo essere il peggior mostro mai esistito. Possiamo realizzare cose stupende ma anche atrocità inaudite. E a fare le une e le altre è sempre una comunità di persone. Il fatto è che il ‘noi’, il gruppo, tende a cancellare le responsabilità che il singolo avrebbe e lo fa in una maniera in grado di creare atrocità. Tendiamo sempre a proteggere la nostra tribù, demonizzando gli altri, ma è il concetto di noi e degli altri che nasconde infinite debolezze”. Una delle prerogative dei film di Peele è che è amato anche da chi non ama il genere horror: “Anche questa volta ho cercato di stemperare la tensione con l’umorismo. Se dai al pubblico una valvola di scarico, si diverte di più. E comunque, chi dice di non amare gli horror è perché ha guardato l’horror sbagliato. E’ molto importante per me raccontare storie che qualsiasi audience possa amare. Tutto dipende dall’efficacia della storia. Se il racconto è forte, allora puoi spingere il confine un po’ più in là e così promuovere una più vasta rappresentazione sul grande schermo. E questo è il mio obiettivo”.

Lanzillotta e Brunello con la ToscaniniIn programma Bach, Ligeti, Respighi e Antonioni

PARMA02 aprile 201912:56

– La stagione concertistica dell’Orchestra Filarmonica Toscanini, ‘Nuove atmosfere’, prosegue nel suo ottavo appuntamento ospitando all’Auditorium Paganini di Parma il 4 e 6 aprile alle 20.30 due dei più apprezzati musicisti italiani: il direttore Francesco Lanzillotta e il violoncellista Mario Brunello. Già direttore principale ospite della Filarmonica nel triennio 2014/17, Lanzillotta presenterà al pubblico un intenso programma che si apre nel nome di Bach e del suo Concerto per clavicembalo in re maggiore BWV 1054 (proposto da Brunello nella trascrizione per violoncello piccolo). E prosegue col Novecento del Concerto per violoncello e orchestra di Gyorgy Ligeti e della Terza Suite dalle Antiche arie e danze per liuto di Ottorino Respighi, per concludersi con ‘Nostro Mare’ di Francesco Antonioni, un brano che ha debuttato a Firenze nel 2015, diretto dallo stesso Lanzillotta. Si tratta di un viaggio nella parte meno conosciuta del repertorio ma non per questo meno ricca di suggestioni e di emozioni.
A Venezia una mostra su Luigi PericleDall’11 maggio al 24 novembre alla fondazione Querini Stampalia

03 aprile 201909:38

– La prossima Biennale d’Arte a Venezia vedrà tra i molti eventi un grande ritorno, quello di Luigi Pericle, pittore, fumettista, esoterista, tra i protagonisti del secondo Novecento, che riemergerà dall’oblio in cui si era volontariamente esiliato. Dall’11 maggio al 24 novembre 2019 infatti, sarà visitabile ‘Luigi Pericle (1916-2001) _ Beyond the visible’, la prima retrospettiva sul poliedrico artista dopo oltre cinquant’anni, ospite della Fondazione Querini Stampalia. La figura di Pericle, svizzero di origine marchigiana, fumettista e pittore ma anche astrologo e teosofo, è inscindibilmente legata a quella di Ascona, la cittadina sul Lago Maggiore che tra le due guerre divenne centro di artisti, pensatori, filosofi e miliardari eccentrici, attratti dalla Svizzera neutrale. Ora, grazie alla passione artistica di due albergatori è riemerso dal passato un tesoro: centinaia di dipinti, rimasti dimenticati nella casa del maestro che si ritirò in meditazione e non si concesse mai più.
Boom turismo città arte 113 mln presenzeCst-Confesercenti, Roma regina, a Matera +216% stranieri

02 aprile 201913:08

– Continua inarrestabile la crescita del turismo nelle città d’arte: hanno chiuso in crescita anche il 2018, con un aumento sostenuto sia degli arrivi (44,4 milioni, 600 mila in più del 2017) sia delle presenze, che passano da 110 milioni a 113,4 milioni, oltre un quarto (il 26,3%) delle presenze complessive in Italia (430 milioni nel 2018). E i visitatori stranieri rappresentano circa il 60% delle presenze.
Emerge dai dati del Centro Studi Turistici di Firenze e Assoturismo Confesercenti in occasione del lancio della 23/a Borsa del Turismo delle 100 Città d’Arte. Roma si conferma la meta regina del turismo italiano. Nel 2018 la Città Eterna ha registrato 15,2 milioni di arrivi e 36,6 milioni di pernottamenti con una crescita di 1,1 milioni sul 2017 e per una media di 2,4 notti a visitatore. A trainare i turisti stranieri, che contano per il 64% delle presenze.
Continua a crescere Matera: aumento boom (176%) delle presenze negli ultimi 7 anni dovuti soprattutto alla domanda straniera (+216%).
Colonie profumate da viaggio VuittonTrittico di fragranze, Sun Song, Cactus Garden, Afternoon Swim

02 aprile 201914:38

– Louis Vuitton continua il suo viaggio olfattivo lanciando tre profumi di Colonia dedicati all’estate.
Il trittico prende i nomi di Sun Song, Cactus Garden e Afternoon Swim. L’ispirazione è la l’atmosfera della West Coast della California. “Sognavo di creare un profumo arioso – spiega il maestro profumiere Jacques Cavallier Belletrud -. Collocando la delicata frontiera tra un’acqua estiva piacevole ma fugace e la permanenza di un profumo che si esprime sulla pelle nel tempo.
Queste colonie sono i colori dell’estate e delle interminabili notti estive che essi prolungano perché li ho creati con lo stesso rispetto che ho per i grandi profumi, con materie prime rare e naturali qualitativamente eccezionali. Sono profumi di luce, con note che esplodono rivelando tutta la loro innata naturalezza”.
Sun Song eleva il fiore d’arancio. Cactus Garden è a base di maté (tè esotico). Afternoon Swim mixa arancia e profumo di mare. Infine, l’artista Alex Israel ha creato il packaging ispirandosi a Los Angeles.
Netflix, Suburra 3 si faràL’annuncio a poco più di un mese dal lancio della seconda

02 aprile 201916:40

Suburra, la serie avrà una terza stagione: lo fa sapere ufficialmente Netflix, a poco più di un mese dal lancio della seconda. Un annuncio secco, che non precisa il numero dei nuovi episodi né la data di messa in onda, ma conferma l’impegno della piattaforma di streaming nella produzione italiana.
Nella seconda stagione del crime thriller – prodotto da Cattleya e Bartlebyfilm in collaborazione con Rai Fiction e disponibile dal 22 febbraio – la vicenda è ambientata nei quindici giorni che precedono le elezioni del nuovo sindaco di Roma. Tra nuove alleanze e spietate strategie, i protagonisti sono pronti a tutto pur di conquistare il controllo della città.
Solo pochi giorni fa Netflix ha annunciato tre nuove produzioni originali italiane: Curon, una serie di genere con elementi soprannaturali; una rivisitazione del bestseller Tre metri sopra il cielo di Federico Moccia e una serie drammatica tratta da Fedeltà, il romanzo di Marco Missiroli candidato al premio Strega.
Bene mercato discografico globale, +9,7%Italia conferma trend positivo, ricavi complessivi +2,6%

02 aprile 201914:50

– Cresce ancora il mercato discografico globale, che per il quarto anno consecutivo presenta il segno “più”: nel 2018 l’incremento registrato è del 9,7%, secondo i dati del Global Music Report 2019 di IFPI, in base ai quali i ricavi totali dell’anno passato sono stati di 19,1 miliardi di dollari.
In tendenza con gli ultimi anni, lo streaming continua a guidare i ricavi, cresciuti del 34%, e ora rappresenta quasi la metà (47%) dei ricavi totali, guidati da un aumento del 32,9% delle sottoscrizioni streaming a pagamento. Sono 255 milioni di utenti di servizi streaming a pagamento, rappresentanti il 37% delle entrate totali della musica registrata: una crescita che ha più che compensato il calo del 10,1% delle entrate fisiche e del 21,2% del download.
In ripresa anche l’Italia con un +2,6% e 228 milioni di fatturato (dati IFPI): anche nel nostro Paese è il segmento dello streaming a guidare tale crescita, rappresentando quasi la metà del mercato (41%).
Libri: a Modena torna il Buk FestivalGiunto alla 12/a edizione. Il tema scelto è ‘La diversità’

MODENA02 aprile 201914:53

– Torna a Modena, sabato e domenica 13 e 14 aprile, Buk, il festival dell’editoria indipendente, giunto alla dodicesima edizione, firmata dallo storico direttore Francesco Zarzana con Emma D’Aquino. Il tema scelto quest’anno è ‘La Diversità’. Proprio alla diversità sarà dedicata la conversazione magistrale tra Paolo Mieli – al quale è andato il premio Buk 2019 – e D’Aquino. Il premio speciale Buk 2019 per la Bibliodiversità è andato invece al festival ‘Pordenonelegge’. I due riconoscimenti saranno consegnati in occasione del Gala Buk 2019, sabato 13 aprile nella Chiesa di San Carlo a Modena.
Fra le presentazioni di cartello al festival si segnala la prima assoluta del libro edito da Emi ‘Il mio caso non è chiuso’,l’autobiografia postuma di Jacques Dupuis, teologo belga, ‘l’ultimo eretico’. Nei 25 anni dalla tragica scomparsa di Ayrton Senna Buk festival ospita la prima nazionale del libro di Marco Cucchi ‘Ayrton Senna. Io c’ero!'(A.car Edizioni).
Emma D’Aquino presenterà al festival il nuovo libro edito Baldini & Castoldi, ‘Ancora un giro di chiave. Nino Marano, una vita fra le sbarre’. Ancora:la biografia ‘In arte Peter Sellers’, a cura di Andrea Ciaffaroni, e l’autobiografia di Richard Pryor. Paolo Borrometi terrà una nuova tappa della sua ‘marcia civile’ legata al libro ‘Un morto ogni tanto. Perché combatto contro la mafia’ (Solferino).
Laura Tangherlini di Rai News 24, a Buk presenterà il suo libro/dvd ‘Matrimonio siriano’. Infine Buk ospiterà intervistando Denis Becker(pseudonimo di un funzionario del Louvre) per un ‘backstage’ sulle dinamiche di gestione del Louvre.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Marco Risi, L’Aquila tra dolore e futuro
Dal 16 aprile la serie su Rai1 racconta la storia della ricostruzione

L’AQUILA03 aprile 201910:05

Nel cuore dell’Italia, una città ridotta in macerie: è l’Aquila dopo il sisma. Un anno più tardi i suoi abitanti provano a riprendere in mano i fili delle loro vite spezzate, ognuno a modo suo: “L’Aquila grandi speranze” è la fiction Rai che racconta la ricostruzione della città in seguito al terribile terremoto del 6 aprile 2009. Il debutto della serie Tv in sei prime serate su Rai1 è previsto il 16 aprile in occasione dell’anniversario di quell’evento tragico che 10 anni fa sconvolse non solo l’Abruzzo ma l’Italia intera.

Sotto la regia di Marco Risi, si racconta come dopo un anno e mezzo dalla distruzione della città un gruppo di giovani decide di ripartire da zero, riappropriandosi di una parte della zona rossa. Il centro storico, chiuso e inaccessibile fino a quel momento diventa un luogo da cui ricostruire la propria vita mattone dopo mattone. Gli adulti vivono ricordando e dimenticando proprio quel centro storico mentre i ragazzi vogliono vivere il presente e ricominciare. Una storia in cui si rispecchia una generazione che vive i problemi e anche i dolori “post sisma”.Barbareschi: “Decennale sisma prova quanto L’Aquila ha dovuto aspettare”

Del cast fanno parte Giorgio Tirabassi, Donatella Finocchiaro, Valentina Lodovini, Luca Barbareschi, Francesca Inaudi, Enrico Ianniello e Carlotta Natoli. Insieme al loro un gruppo di giovanissimi. Le riprese sono state girate a Roma e all’Aquila dentro e fuori le mura della città. Da Piazza San Pietro, dove il Bar Rosy è stato mostrato come una luce tra i palazzi in corso di ricostruzione al Castello Cinquecentesco che ha fatto da cornice a molte riprese. Anche la zona Torrione è stata scelta per alcune riprese da Risi mentre Palazzo Centi, è diventato Palazzo della Prefettura. Le scene che hanno ricostruito gli avvenimenti della notte del 6 aprile sono state girate in via Roio e nei vicoli adiacenti pieni ancora una volta di polvere e macerie.
Puma X Barbie, Nova per 60 anni bambolaVolumi e colori pink e orchidea anche per T-shirt e leggins

02 aprile 201914:56

– Puma celebra i 60 anni di Barbie con una collaborazione che crea un’edizione speciale della storica sneakers Nova del brand. Le Nova x Barbie riprendono il tipico pink style dell’iconica bambola nata nel 1959 e oggi sempre in linea con le ultime tendenze dello streetwear.
La sneaker Nova degli anni Novanta con loghi retrò, colori molto vivaci e tocchi vintage, viene rinnovata da una silhouette voluminosa, con una nuova sfumatura dell’intersuola, la sottile tomaia femminile in mesh, con rivestimento in pelle scamosciata e pelle, decorata con grafiche Barbie e con logo posizionato sul tallone. La scarpa è disponibile nella colorazione Puma white orchid pink.
La collezione comprende anche una selezione di capi di abbigliamento come la XTG Track Jacket, la classica T-shirt, i leggings e gli shorts.
Play it Loud, strumenti del rock al MetDa chitarra doppio manico Don Felder a Stratocaster Jimi Hendrix

NEW YORK02 aprile 201915:03

– Gli strumenti iconici del rock and roll suonano a tutto volume al Metropolitan Museum di New York.
La mostra ‘Play It Loud: Instruments of Rock & Roll’ (8 aprile – 1 ottobre), in collaborazione con la Rock & Roll Hall of Fame di Cleveland in Ohio, presenta circa 130 strumenti che coprono un arco di tempo dal 1939 al 2017.
Una rassegna senza precedenti nel genere, curata da Jayson Kerr Dobney, che attraverso gli strumenti suonati e appartenuti a star come Chuck Berry, Eric Clapton, Sheryl Crow, Bob Dylan, Don Felder, Kim Gordon, Jimi Hendrix, James Hetfield, Wanda Jackson, Joan Jett, Lady Gaga, Steve Miller, Joni Mitchell, Jimmy Page, Joe Perry, Kate Pierson, Elvis Presley, Prince, Keith Richards, Patti Smith, Bruce Springsteen, Ringo Starr, esplora uno dei movimenti artistici più influenti del XX secolo.
C’è la Rickenbacker a 12 corde di John Lennon, il primo set da percussioni Ludwig di Ringo Starr, la chitarra a doppio manico di Don Felder, la Stratocaster bianca di Jimi Hendrix.
Artefiera, focus su pittura XXI secoloIl direttore Menegoi anticipa le novità dell’edizione 2020

BOLOGNA02 aprile 201915:47

– Arte Fiera 2020 sarà più ‘curata’, con due nuove sezioni che si aggiungono a quella dedicata alla fotografia e alle immagini in movimento inaugurata nell’ultima edizione. Riguarderanno l’arte del dopoguerra (focus specifico su quella italiana degli anni ’60-’70) e la pittura del XXI secolo. È la principale novità della prossima edizione della fiera d’arte bolognese, la più longeva d’Italia, che torna dal 24 al 26 gennaio, un giorno in meno rispetto all’anno scorso, annunciata dal confermato direttore Simone Menegoi.
“Credo che le sezioni curate – ha detto – siano la spina dorsale di una fiera, perché si rivolgono a un pubblico di collezionisti specifico e perché sono anche un modo per allargare la proposta. Nell’ultima edizione c’era una sola sezione curata, quella sulla fotografia, che è stata molto apprezzata e ha avuto dati di vendita molto buoni. Dall’anno prossimo diventeranno tre”. Confermata anche l’idea di diminuire il numero degli artisti e di fissare la presenza non oltre le 150 gallerie.
La sezione dedicata ai maestri del dopoguerra, quest’anno affidata a Laura Cherubini, cambierà di anno in anno, con il curatore invitato che sceglierà di toccare un ambito o un periodo particolare. Avrà una dozzina di gallerie e si chiamerà ‘Focus’.
La sezione ‘Pittura XXI’, invece, sarà curata da Davide Ferri. “Credo – ha detto Menegoi – si tratti della cosa più ovvia e anche più calzante, anche perché la pittura è beniamina di tutti i collezionisti. Anche qui non ci sanno più di venti gallerie, con l’ambizione di coinvolgere gallerie straniere di buon livello”.

‘Bologna rock’ 40 anni dopo è una mostraDal 17 maggio al MAMbo anche concerti, seminari e incontri

BOLOGNA02 aprile 201916:05

– Sono passati 40 anni esatti: il 2 aprile 1979 un evento musicale, il ‘Bologna Rock’, con gli slogan ‘Dalle cantine all’asfalto’ e ‘Non succedeva da cinque secoli’, riuscì a radunare al Palasport oltre seimila persone per un concerto di dieci gruppi sconosciuti o quasi, a parte gli Skiantos di Freak Antoni che misero in scena una ‘Spaghetti performance’ esilarante e provocatoria, in perfetta sintonia con lo spirito dell’epoca. I fermenti musicali sotto le Due Torri avevano i nomi di Gaznevada, Confusional Quartet, Stupid Set, Wind Open, LutiChroma, Neon, Hi-fi Bros, N.O.I.A. ed altri ancora. Materiale ancora oggi molto attuale, che diventerà fulcro di una mostra – “per connetterlo all’oggi e generare nuove scintille” – curata da Oderso Rubini in programma dal 17 maggio al 22 settembre nella Project Room del MAMbo, che prevede anche concerti, incontri, seminari e workshop.
Hussle, feriti nella calca al memorialeMembro di una gang ricercato per omicidio, conosceva l’artista

NEW YORK02 aprile 201916:06

– Una ventina di persone sono rimaste ferite nella calca quando il memoriale improvvisato in onore il rapper Nipsey Hussle ucciso domenica 31 marzo a Los Angeles si è trasformato nel caos. Non è chiaro cosa abbia provocato il panico nella folla. Il capo della polizia Michael Moore ha smentito notizie iniziali che fossero stati sparati colpi di arma da fuoco.
Hussle è stato ucciso in pieno giorno davanti al suo negozio di abbigliamento sportivo a West Southern L.A. Almeno 19 persone sono state ricoverate in ospedale, quattro delle quali in gravi condizioni. Uno dei feriti è stato investito da un’auto e sta lottando tra la vita e la morte.
Centinaia di fan si erano radunati nella notte del 1 aprile a celebrare la vita, la musica e l’impegno civico di Nipsey. La polizia ha identificato un sospetto: Eric Holder, 29 anni, di Los Angeles, noto nel mondo delle gang e ora ricercato per omicidio, Holder conosceva Hussle e apparentemente i due avevano avuto un confronto prima della sparatoria.
Remains, Gowda a Pirelli HangarBicoccaIn mostra 25 opere e due installazioni inedite

aprile 201916:09

– Un progetto espositivo che raccoglie vent’anni di lavoro: arriva in Italia, al Pirelli HangarBicocca di Milano, ‘Remains’, la prima grande mostra personale di Sheela Gowda. L’artista, di origine indiana, realizza le sue opere con materiali di uso comune nel suo Paese, come la gomma, il metallo dei barili per il catrame, fino ai capelli e allo sterco bovino, impiegato quotidianamente nelle zone rurali, nell’edilizia e come combustibile. L’esposizione, visitabile dal 4 aprile al 15 settembre, è curata da Nuria Enguita e Lucia Aspesi, e comprende una selezione di 25 opere realizzate dal 1996 a oggi, oltre a due nuove produzioni realizzate per lo spazio di Pirelli Hangar Bicocca. Si tratta di ‘Tree Line’ (2019) e ‘In Pursuit of’ (2019). Nella prima fasce di gomma naturale grezza, fornita da Pirelli in collaborazione con il suo centro di Ricerca e Sviluppo, sono state intrecciate per creare una superficie lineare che rimanda a una tessitura geometrica.Nella seconda opera inedita Sheela Gowda ha utilizzato uno degli elementi più tipici nella sua pratica, i capelli umani, appesi alle pareti dello spazio del Cubo per formare due grandi forme nere in dialogo con l’architettura. “Molte delle opere in mostra poi sono state ripensate per questo spazio espositivo”, ha sottolineato una delle curatrici, Lucia Aspesi, alla conferenza stampa, a cui ha partecipato anche il presidente di Pirelli HangarBicocca, Marco Tronchetti Provera. L’artista indiana ha vissuto come una sfida quella di esporre nei monumentali spazi delle Navate: “l’idea di questi spazi grandi mi ha spaventata ma poi mi sono fatta coraggio – ha commentato -. Le singole opere hanno dovuto accettare la sfida di coesistere in un dialogo aperto”. Tra i lavori in mostra anche ‘Dark Room’ (2006), dove i visitatori possono entrare a carponi in questa scultura realizzata con bidoni per catrame riciclati, per osservare un cielo stellato simulato dall’artista. Sheela Gowda “ha superato l’arte bidimensionale per mettere anche le persone al centro dell’opera – ha concluso Nuria Enguita, curatrice della mostra -. La sua arte è dialogo costante tra materia e spazio”.

Ferrara Buskers, si donerà nei cappelliPer incentivare il pubblico. La 32/a edizione dal 23 agosto

FERRARA02 aprile 201916:16

– Il Ferrara Buskers Festival si rinnova, tornando alle origini che nel 1987 hanno reso quell’idea di libertà e di apertura verso la musica e le culture del mondo il cardine su cui costruire una manifestazione che ha fatto da apripista al settore dell’arte di strada in Italia. La novità principale della 32/a edizione, in programma dal 23 agosto all’1 settembre con un omaggio a Copenaghen, città ospite d’onore, è che non ci saranno più delimitazioni nei vari accessi del centro storico alle aree del festival, pur essendoci state negli anni scorsi porte di ingresso ideali presidiate da volontari per raccogliere offerte libere.
“Vogliamo incoraggiare gli spettatori a fare le offerte nel cappello dei musicisti – spiega Rebecca Bottoni, nuova presidente dell’associazione che promuove il festival – I veri buskers sono coloro che non suonano a cachet, ma che si esibiscono a cappello”. Sono già giunte oltre 500 richieste per partecipare all’edizione 2019. La scadenza per inviare le candidature è il 30 aprile.
Al Maxxi Pivi e il gioco serio dell’arteOmaggio a 20 anni dal Leone d’Oro. Lei, “Ogni opera è politica”

02 aprile 201916:39

– Un soffitto morbido e colorato che ti sorride e ti avvolge con cuscini intrecciati nati dalle vesti dei monaci tibetani. Uno dei suoi orsi, spiaggiato come un trofeo di caccia che sembra ammiccare sornione mostrando la pelliccia rigorosamente sintetica, ruote di bicicletta inzeppate di piume che girano ipnotiche e leggere, un piccolo divano che gronda profumo, e poi un’enorme distesa di materassi sulla quale giocare. A vent’anni dal Leone d’oro che la lanciò sul panorama internazionale, il Maxxi a Roma si colora con l’arte giocosa di Paola Pivi, “artista e italiana anomala” come si definisce lei.
“Con le opere di Paola per una volta possiamo giocare come bambini”, dice il direttore artistico Hou Hanru, che insieme a Anne Palopoli ha curato il progetto site specific”. Senza mai dimenticare però, avverte seria l’artista che le opere d’arte non sono mai solo gioco, bellezza, colori: “Io lavoro così. Ma il lavoro è politica, ogni opera d’arte è politica”.
Sky Q, si rinnova la sezione bambiniIn arrivo anche i giochi sull’app Sky Kids e altre novità

02 aprile 201916:43

– Sky è sempre più vicina al mondo dei piccoli e punta a rafforzare, per tutto il 2019, l’offerta per la famiglia. È in arrivo su Sky Q la nuova sezione Bambini completamente rinnovata, per permettere ai bimbi di scoprire i loro contenuti in modo più intuitivo e divertente. In più, grazie alla ‘Modalità bambini’, attivabile tramite pin, i piccoli potranno navigare liberamente all’interno dell’area a loro dedicata e scegliere i programmi preferiti in modo ancora più sicuro. Inoltre l’app Sky Kids sarà arricchita di giochi e altre novità sono attese per i mesi successivi.
Fin dal 2003, Sky – in collaborazione con i maggiori editori tv in Italia – ha proposto ai bambini contenuti sicuri e di qualità, ospitando un’ampia offerta dedicata e ragazzi, introducendo il parental control per bloccare i contenuti non adatti, il Mosaico Bambini per una scelta più intuitiva dei programmi e l’app Sky Kids, la prima mobile tv on demand pensata per loro. Oltre 17.500 ragazzi hanno inoltre partecipato a Sky Academy, il progetto di sostenibilità dedicato alle scuole che mette a disposizione laboratori didattici per gli studenti con l’obiettivo di sviluppare competenze e approccio critico all’informazione.
La sezione Bambini su Sky Q sarà ora più colorata, intuitiva e divertente, per facilitare la ricerca dei contenuti tra i 12 canali disponibili (DeAKids, DeAJunior, Disney Channel, Disney Junior, Disney XD, Disney in English, Boomerang, Cartoon Network, Nickelodeon, Nick Jr, TeenNick, Baby TV) e i film di Sky Cinema adatti ai giovanissimi. Grazie alla Modalità bambini, attivabile con il pin tv di Sky, si potrà navigare in modo del tutto protetto nella sezione Bambini tra i programmi dei canali del pacchetto Sky Famiglia e le registrazioni, senza poter accedere a contenuti inadatti alla loro età.
‘Il mondo è dei bambini’ è il claim della campagna di comunicazione, on air fino al 30 aprile, ideata e curata da Sky Creative Promotion & Production. Infine, nelle prossime settimane, sull’app Sky Kids sono in arrivo 12 giochi Sky per età scolare e prescolare.

Santana, il 7 aprile esce Africa SpeaksL’icona della chitarra fa squadra con il produttore Rick Rubin

aprile 201916:44

– Nuovo album per la leggenda musicale Carlos Santana: il 7 aprile esce Africa Speaks (Concord Records). Si annuncia come uno degli album più creativi della carriera del chitarrista (già eletto nella Rock and Roll Hall of Fame). Insieme con il leggendario produttore Rick Rubin, Santana e il suo gruppo si sono riuniti a Malibu negli studi Shangri La di Rubin, e hanno registrato un’incredibile sequenza di brani, molto spesso in presa diretta, in un’unica versione senza prove o ripetizioni. Un contributo di particolare effetto nella creazione di “Los Invisibles” è arrivato nella veste della cantante ispanica Buika.
Nuovo brano per Tormento insieme a J-AxPrima volta insieme, il singolo anticipa nuovo album

02 aprile 201916:45

– Tormento torna a quattro anni di distanza dal suo ultimo lavoro con “Acqua su Marte”, per la prima volta accompagnato dall’amico J-Ax. Il brano anticipa il nuovo album di Tormento previsto per l’autunno ed è stato scritto da Tormento e J-Ax insieme a Raige, con la produzione degli SDJM. Il videoclip del singolo sarà disponibile dal 5 aprile alle 15.
“Ero davvero piccolo quando ho conosciuto Ax – racconta il rapper -. Correva l’anno 1992 e in una piccola saletta di un centro sociale c’erano gli Articolo 31. Li guardavo con ammirazione, erano tra i primi gruppi ad avere un vero e proprio contratto discografico e si sentiva nell’aria che avrebbero fatto il panico con il loro primo album “Strade di città”. A distanza di anni provo la stessa ammirazione per Ax, un artista che è stato in grado di prendere il linguaggio del rap e trasportarlo in un immaginario totalmente italiano. Ad oggi è uno dei pochi artisti del panorama rap con cui so di poter realizzare una canzone senza che l’ego da rapper venga fuori”.
Guardaroba famiglia condiviso con FidoLe nuove proposte di Temellini Milano dog a porter

02 aprile 201916:46

– Temellini Milano dog à porter propone la nuova collezione di moda condivisa da tutta la famiglia al completo compreso l’amico a quattro zampe. La nuova collezione del marchio di abbigliamento coordinato per l’uomo, la donna e Fido, celebra con una serie di ritratti l’amore che unisce gli umani ai loro cani. Le immagini di famiglie vere con i loro cuccioli sono state ideate e realizzati sotto la direzione artistica di Amanda Smith e scattati da Roberta Ungaro.
Le mantelle impermeabili, le tute in felpa per le uscite nel parco, i bomber per le domeniche, il cappotto di cachemire per la città ma anche i trench scozzesi e poi la calda maglieria in lane ecosostenibili nei colori della natura, vestono umani e animali con lo stesso concetto di eleganza condivisa.
Un progetto nato dal cuore di Giovanna Temellini e dal suo amore per i cani, non solo Willie e Ulisse, che sono parte della sua famiglia, ma anche gli amici pelosi più soli e indifesi, e dalla passione per la moda sartoriale espressa dal suo marchio.
Eagles suonano intero Hotel CaliforniaPer la prima volta in due concerti a Las Vegas a settembre

NEW YORK02 aprile 201916:56

– Per la prima volta nella storia, gli Eagles eseguiranno l’intero album ‘Hotel California’. Don Henley, Joe Walsh e Timothy B. Schmit, con Deacon Frey e Vince Gill, si esibiranno in due concerti a Las Vegas il 27 e 28 settembre per gli unici due concerti che terranno in nord America nel 2019. Deacon Frey sarà al posto del padre, Glenn Frey, morto nel 2016.
‘Hotel California’ (1976) è il terzo album più venduto di tutti i tempi negli Stati Uniti dopo ‘Thriller’ di Michael Jackson e la raccolta degli stessi Eagles ‘Their Greatest Hits’.
Molte canzoni dell’album non sono mai state eseguite dopo il primo Hotel California tour. Gli Eagles hanno venuto 150 milioni di dischi in tutto il mondo. Nel 1998 sono entrati nella Rock & Roll Hall of Fame e nel 2016 hanno ricevuto il Kennedy Center Honors.
Bonisoli, Stato spenda di più per teatro”C’è tema regole, ma è fondamentale aumento risorse pubbliche”

02 aprile 201917:00

– “Penso che per il teatro lo Stato debba spendere di più di quello che sta spendendo. Il teatro è una forma di offerta culturale che ha bisogno assolutamente di sostegno pubblico”. A dirlo, il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli nel corso della presentazione della stagione Inda 2019 al Teatro greco di Siracusa. “Ovviamente c’è anche il tema delle regole di cui ci stiamo occupando, come contratto di lavoro, previdenza, gestione più o meno stabile del personale, ma il punto fondamentale è l’aumento delle risorse pubbliche nel teatro, perché solo così assicuriamo che l’offerta sia sufficientemente diversificata. Se non ci sono abbastanza risorse, c’è meno sperimentazione, meno ricerca, meno iniziative, magari anche controverse ma che sicuramente portano a riflettere. E solo con l’offerta il pubblico ha la possibilità scegliere”.
Donne e guerra per tre ‘debuttanti’ a SiracusaAl via 9/5 Stagione Inda, 1/a volta Livermore, Mayette, Solenghi

02 aprile 201919:54

– Tre registi al debutto al Teatro Greco di Siracusa e tre grandi signore del palcoscenico. È dedicata alle donne e al grido di dolore e rabbia contro la feroce insensatezza della guerra, la Stagione Inda 2019, quella della ”ripartenza” e del rinnovamento dopo il commissariamento, al via il 9 maggio con le due tragedie, entrambe da Euripide: Elena con il volto di Laura Marinoni, che la star internazionale Davide Livermore ha riletto in una dialettica tra vero e falso e in un’epoca non sua; le Troiane con Maddalena Crippa nel ruolo di Ecuba e la regia di Muriel Mayette. E a seguire la commedia, con Lisistrata di Aristofane diretta e interpretata da Tullio Solenghi con Elisabetta Pozzi e, anticipa il regista, ”un cameo creato per Massimo Lopez”, suo storico compagno di scena dai tempi del Trio.In tutto, due mesi di spettacoli, 48 repliche, 100 attori, per ”tre testi classici greci – dice il Sovrintendente della Fondazione Inda, Antonio Calbi – in cui ci sono già tutti i temi: l’antimilitarismo, il pacifismo, il protofemminismo. C’è l’impatto sulla società di quel che accade. Ma che furono scritti in un periodo cupo per Atene, sconfitta durante la spedizione in Sicilia, e riflettono un canto dolente rispetto alla vita, la patria, l’uomo”. Un sentimento che aleggia anche nel progetto che l’architetto Stefano Boeri sta realizzando per le Troiane, forse il più straziante dei drammi antichi, con le prigioniere protagoniste, rese schiave e soggiogate dagli eroi greci. ”Se nella nostra vita non siamo capaci di approfittare dei consigli della Storia quando c’è il caos, allora abbiamo bisogno della parole per un nuovo sguardo sul futuro – spiega la regista Mayette, prima donna a dirigere la Comédie Francaise – I francesi sono ansiosi di credere in qualcosa, ma hanno dimenticato che la soluzione non è il denaro. Servono la cultura, la bellezza, le parole per avere rispetto per se stessi. Il mio lavoro sarà dare corpo alla poesia. Sarà fare un teatro un po’ ‘utile’, non un teatro che si ricorderà nella storia dello spettacolo”. Per lei Boeri ha realizzato non una scenografia o un volume, come si dice in gergo, ma ”un bosco morto di oltre 300 tronchi” in arrivo dagli alberi schiantati a novembre nelle foreste devastate della Carnia. ”Raccontano quanto in guerra siano tutti vittime, anche i vincitori”, spiega l’architetto, ricordando che ”lassù di alberi ce ne sono ancora a migliaia, venuti giù sette volte più del normale con grave rischio di catastrofe naturale”. In un ideale ponte, un migliaio di piccoli lecci verranno per l’occasione piantumati nei parchi della città.Sarà invece quanto di più ”trasversale” la Lisitrata di Solenghi, ”commedia protofemminista, molto esplicita nel linguaggio, in cui – dice – vorrei recuperare l’immediatezza con il pubblico dei tempi di Aristofane. Lisitrata, ad esempio, chiama a raccolta le donne di tutta la Grecia. Restituirò la scena con la multidialettalità, che è la nostra storia”. E se per l’occasione il ministro dei beni culturali Alberto Bonisoli senza giri di parole dice che ”lo Stato per il teatro deve spendere di più”, il programma di Siracusa, forte dei ”300 mila spettatori degli ultimi due anni, il 20% dei quali giovani”, come ricorda il Presidente dell’Inda, Francesco Italia, conta anche Luca Zingaretti che legge La sirena dal racconto Lighea di Giuseppe Tomasi di Lampedusa; Ludovico Einaudi in concerto; il processo simulato ad Elena di Troia; le mostre su Umberto Passeretti, Matteo Basilé e le Orestiadi di Ghibellina; incontri con Eva Cantarella, Claudio Magris, Luciano Canfora e Lella Costa; e il XXV Festival Internazionale dei Giovani di Palazzolo Acreide.

Mohamed, voglio ridare il bene avutoLa sua storia di giovane rifugiato nel libro ‘In mezzo al mare’

BOLOGNA02 aprile 201917:07

– Ha lasciato la Costa d’Avorio nel 2003, dopo la morte dei suoi genitori, uccisi da una bomba. Ha raggiunto le coste libiche, è stato imprigionato per 5 mesi e a 15 anni Mohamed ha attraversato il Mediterraneo rischiando di annegare in un barcone alla deriva. E’ stato rinchiuso in un campo profughi a Malta e nel 2010 è arrivato in Italia e ha dormito per alcuni mesi alla Stazione Termini di Roma con i senzatetto. “Voglio restituire il bene che ho ricevuto” spiega alla Fiera del libro per ragazzi di Bologna, dove per la prima volta incontrerà la canadese Mary Beth Leatherdale, presidente di Ibby Canada, autrice del libro ‘In mezzo al mare’, (Il Castoro), con le illustrazioni di Eleanor Shakespeare, realizzato con la Biblioteca Ibby di Lampedusa, a cui sarà devoluto 1 euro di ogni copia venduta. Il libro raccoglie 5 storie vere di giovani rifugiati da Ruth, in fuga dalla Germania nazista a Mohamed, 26 anni, che vive a Roma dove fa il portiere in un albergo e nel tempo libero il fotografo di strada

Mostre, Art deco di Umberto BrunelleschiEsposizione a 140 anni da nascita a Montemurlo, suo paese natale

MONTEMURLO (PRATO)02 aprile 201917:36

– A 140 anni dalla sua nascista , Montemurlo,(Prato), suo paese natale, omaggia con una mostra Umberto Brunelleschi, pittore e scenografo, considerato uno dei maestri italiani dell’Art Déco. ‘La Magia di Umberto Brunelleschi’, il titolo dell’esposizione in programma dal 6 aprile al 2 giugno a Villa Giamari. L’iniziativa, si spiega, è un modo per rendere giustizia a Brunelleschi, illustratore di levatura internazionale, la cui opera è stata riportata giustamente alla luce dagli studiosi a partire dagli anni Novanta.
In mostra materiali eterogenei per ripercorre, con tagli e spaccati significativi, l’evoluzione del pittore, maturato a Parigi dove frequentò artisti quali André Derain, Amedeo Modigliani, Pablo Picasso e Gabriele D’Annunzio, e dove nel 1949. La sua arte è messa in risalto dalle copertine e dalle illustrazioni delle grandi riviste francesi come in quelle del ‘Giornalino della domenica’ e de ‘La Lettura’ del Corriere della Sera, dai sognanti disegni dei libri per bambini, ma anche dalle scenografie teatrali e dagli abiti di scena della Turandot che venne rappresentata al Maggio musicale fiorentino nel 1940.
Rudy Zerbi, farò crescere #ioleggoperchéL’annuncio a Bologna. Levi, “siamo felici sia ancora ambassador’

BOLOGNA02 aprile 201918:19

– Rudy Zerbi sarà ancora ambassador di #ioleggoperché, la grande iniziativa nazionale dell’Associazione Italiana Editori-AIE che punta a formare nuovi lettori, rafforzando nella quotidianità dei ragazzi l’abitudine alla lettura, grazie alla creazione e al potenziamento delle biblioteche scolastiche. In tre anni l’iniziativa ha portato oltre 650mila libri nelle scuole italiane. L’annuncio è stato dato oggi alla Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna. “È per me un grande onore essere ambassador di #ioleggoperché” ha detto Rudy Zerbi. Soddisfatto il presidente Aie Ricardo Franco Levi, oggi alla Fiera, che ha commentato: “Siamo felici che Rudy Zerbi abbia accettato di continuare questa avventura insieme come ambassador di #ioleggoperché. È un grande progetto, un gioco di squadra e corale per creare e potenziare le biblioteche scolastiche. Proseguiamo insieme questa sfida, felici che in una sola settimana si siano iscritte oltre duemila scuole, segno del bisogno reale a cui il progetto vuole rispondere”.
Griffiths, ecco la Casa sull’alberoLo scrittore australiano racconta come è nata la fortunata serie

BOLOGNA02 aprile 201919:57

BOLOGNA – Una casa sull’albero, dove i bambini sono sospesi, sollevati dalla terra. Un “luogo in cui l’immaginazione può volare, libera” dice l’australiano Andy Griffiths, autore di una divertente serie per ragazzi che è entrata subito ai vertici delle classifiche di tutto il mondo. Realizzata insieme all’illustratore Terry Denton, con la supervisione di Jill Griffiths, la moglie dello scrittore, la serie – di cui in Italia è appena uscito il secondo volume, ‘La casa sull’albero di 26 piani’ (Salani) – è frutto di un magico team e procede salendo di piano in piano.”In Australia con l’ottavo volume siamo arrivati al piano 104 ma il nostro obiettivo è arrivare a 169 piani” spiega Griffiths alla Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna con la moglie. “In questa casa straordinaria succedono cose pazzesche. L’albero e la natura hanno sempre giocato un ruolo fondamentale nella narrativa per bambini” racconta Griffiths che da ragazzo adorava il fantasy, i libri d’avventura e prima di diventare scrittore ha fatto mille lavori. Il cuore di questa serie è la forte amicizia tra i tre personaggi principali anche se litigano a colpi di banane giganti. “Ai bambini piace tanto e quando li incontro pensano sempre che io sia uno di loro per quello che scrivo” dice Griffiths. “Il target di lettori è dai cinque ai 12 anni ma il nostro pubblico – continua – è molto più vasto perchè coinvolge anche i genitori. Raccontiamo le storie con poche parole. Le immagini dicono molto di più e sono semplici. I bambini si immedesimano e sono disegni che loro stessi potrebbero fare. Abbiamo visto alcuni dei nostri piccoli lettori colorare gli spazi bianchi o aggiungere disegni fatti da loro” spiega lo scrittore australiano che privilegia il bianco e nero. “La motivazione è di tipo economico. A colori i libri costerebbero di più mentre noi vogliamo raggiungere il pubblico più ampio possibile di lettori”.Nell’editoria per ragazzi in Australia c’e’ una grande vivacità perchè “siamo effettivamente separati dal resto del mondo e non dobbiamo seguire la metrica classica. Facciamo le cose a modo nostro. Prima della serie de ‘La casa sull’albero’ abbiamo pubblicato tanti libri assurdi con tanta violenza, espressioni volgari, cose improponibili in altri Paesi. Quest’ultima serie è più garbata e per completarla ci vorranno almeno altri cinque anni. Dobbiamo arrivare al tredicesimo libro. Non ci siamo ancora stancati e abbiamo molta libertà” racconta. Per scrivere ogni nuovo libro ci vuole almeno un anno. “E’ come se ogni volta partissimo da zero. Quello dedicato ai 65 piani ci fa compiere un viaggio nel tempo in otto percorsi storici diversi” afferma l’autore che al momento non pensa ad altre serie. Le storie sono per la maggior parte assurde, come quella in cui i bambini raccontano come sono finiti sulla casa sull’albero di 26 piani. “Eppure i ragazzini chiedono sempre: “‘E’ vero?’. Io rispondo – dice lo scrittore – ogni volta di sì”. Tante le proposte ma nessuna serie tv o film in lavorazione: “quando incontreremo il produttore giusto lo riconosceremo immediatamente. Potrebbe essere un nostro lettore cresciuto, ma per ora abbiamo avuto richieste che non rispetterebbero questo spazio di sogni” racconta Griffiths prima di correre alla presentazione del suo libro alla fiera.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Al Maxxi Pivi e il gioco serio dell’arte
Omaggio a 20 anni dal Leone d’Oro. Lei, “Ogni opera è politica”

02 aprile 201920:41

MAXXI – Un soffitto morbido e colorato che ti sorride e ti avvolge con cuscini intrecciati nati dalle vesti dei monaci tibetani. Un orso spiaggiato al pavimento come un trofeo di caccia che sembra ammiccare sornione alla sua pelliccia rigorosamente sintetica. Ruote di bicicletta inzeppate di piume che girano ipnotiche e leggere come in una fabbrica di sogni. Dovunque ti volti c’è sempre un alto tasso di poesia nei vistosi giocattoli d’arte e di pensiero con cui Paola Pivi trasforma la realtà, smonta e dilata lo spazio, il tempo, il significato delle cose portandoci dalle dimensioni minime della “Scatola umana” alla grandiosità lussuriosa di World Record, in pratica un’enorme tana di materassi su cui rotolarsi, ridere, sognare.Un gioco colto che l’artista milanese (“solo di nascita”, puntualizza lei che negli ultimi vent’anni ha girato il mondo e ora vive in Alaska) offre al suo pubblico senza mediazioni come fu in passato per il leopardo che passeggiava tra le tazze di cappuccino (One cup of cappuccino then I Go, 2007), l’asino da solo su un barchino in mezzo al mare (Senza titolo 2003), le due zebre sulla neve (Ok, you are better than me, so what?): “Non vi dico nulla non vi accompagno, ognuno deve vivere la mia arte come vuole”, ripete lei, come già le è capitato di spiegare tante volte, dalla Biennale di Berlino al Rockbund art Museum di Shangai.A vent’anni dal Leone d’oro che la lanciò sul panorama internazionale, prima tappa di una carriera costellata di continui successi, il Maxxi omaggia con una personale questa “artista e italiana anomala” come si definisce subito lei, che lasciò gli studi di ingegneria chimica nucleare al Politecnico per lanciarsi nell’avventura dell’Accademia di Brera e diventare in qualche anno l’artista più conosciuta e acclamata all’estero insieme con Maurizio Cattelan.Intitolato World record come l’installazione dei materassi, il progetto site specific curato dal direttore artistico Hou Anru insieme con Anne Palopoli alterna opere storiche a lavori più recenti, tra la scultura e l’installazione. Un percorso che parte sotto il giallo e il rosso cupo di centinaia di forme morbide intrecciate a mezz’aria di Share but it’s not fair (“Ma per carità lungi da me il volervi far pensare al Tibet” esorta lei, da anni felicemente sposata con un compositore tibetano) e si snoda attraverso opere della fine degli anni Novanta come il piccolo divano oro e rosa imbevuto di profumo, la pelle d’orso del 2010 (“Did you Know I’m single?”) fino alla gigantesca World record, appunto, l’ultima nata del suo caledoscopio di meraviglie. L’arte è “strettamente connessa alla magia della vita ed è consapevole”  rifletteva qualche tempo fa in un colloquio proprio con Cattelan, che l’ha preceduta di qualche anno e per il quale ha sempre nutrito, ricambiata, interesse e ammirazione. Presentandola, al Maxxi, la presidente della Fondazione Giovanna Melandri e il direttore artistico Hanru, sottolineano più volte la bellezza e la giocosità delle sue idee e dei suoi lavori “Con le opere di Paola, per una volta possiamo giocare come bambini”, sorride felice Hanru, che poi sarà il primo a lanciarsi sui materassi. Senza mai dimenticare però, avverte seria l’artista – una vita volutamente nomade da Alicudi all’India, da Shanghai all’Alaska dove risiede felice dal 2006 – che le opere d’arte non sono mai solo gioco, bellezza, colori: “L’arte rende le persone più coscienti, più intelligenti e quindi in qualche modo più pronte ad affrontare la complessità e le brutture del mondo. Io lavoro così. Ma il lavoro è politica, ogni opera d’arte è politica”.

Elisabetta Catalano e i segreti dell’arteAl Maxxi gli scatti con gli artisti e le loro performance

02 aprile 201920:43

– Grandissima nei ritratti, capace di cavare l’anima con uno dei suoi mitici scatti in bianco e nero, Elisabetta Catalano ha sempre avuto un’attrazione e una consuetudine per il mondo dell’arte e della cultura. Amica, sodale, fidanzata di pittori, scultori, performer, registi (fu Fellini a lanciarla chiamandola per una particina in 8 e 1/2, e fu su quel set che lei rivelò il talento di fotografa) ma anche di esponenti del mondo del teatro, della musica, era lei stessa una componente di quel mondo che sapeva raccontare con genio e che accoglieva spesso nella bella casa romana a piazza Margana condivisa con Aldo Ponis, il compagno architetto.
Ed è proprio Ponis, a poco più di tre anni dalla morte prematura di lei, a curare, con la consulenza scientifica di Laura Cherubini che della Catalano è stata una grande amica, una piccola grande rassegna con la quale il Maxxi le rende omaggio, focalizzando la riflessione proprio sulla sua collaborazione con gli artisti e le performance realizzate da questi direttamente nello studio di lei. Foto fatte “per tramandare la performance che di per sé è effimera”, spiega Cherubini, che racconta come fossero proprio loro, gli artisti a rivolgersi a lei, che pure era nota come ritrattista, perché “la sentivano come una di loro e le riconoscevano la capacità di una grande intelligenza del loro lavoro”.
Al centro una serie di progetti degli anni ’70, “l’epoca in cui il corpo umano e il volto diventano il linguaggio dell’arte”, ricorda ancora Cherubini. Si parte dalla performance di Joseph Beuys Scultura invisibile (1973), si prosegue con Europa bombardata di Fabio Mauri (1978), per poi passare a Vettor Pisani con Lo scorrevole (1971) e Cesare Tacchi con Painting (1972), raccontati attraverso scatti destinati a divenire l’immagine iconica della stessa performance. Di quegli incontri viene ricostruito, con diapositive, fotocolor, stampe storiche, corrispondenze e provini d’artista l’intero ciclo del processo creativo, ed è un po’ come assistere alla gestazione e alla nascita dell’opera, con i segni rossi della Catalano che individuano fra decine e decine di provini gli scatti più giusti per il racconto. L’archivio “è uno strumento aperto, una miniera anche se non va confusa la memoria dell’artista con quello che si può fare dopo, gli effetti collaterali”, fa notare Ponis.
Tant’è, con l’occasione di questa mostra, annuncia la direttrice del dipartimento architettura e archivi Margherita Guccione, entrano nella collezione del museo quattro nuovi scatti della principessa dei fotografi come qualcuno era solito indicare la bellissima Catalano. E l’occasione è buona per ricordare tante immagini firmate da lei, come quella – l’unica autorizzata della sua vita – a Gino De Domicis. In sala c’è Paola Pivi, anche a lei Elisabetta Catalano dedicò un ritratto.
Qualcuno le chiede un ricordo, un commento. L’artista sorride, si giustifica un po’: “Ho in generale un problema con la memoria, ne ho pochissima – spiega -. Cosa ricordo di quel ritratto? Un grande sofa nel suo studio e una sensazione meravigliosa”. Aperta al pubblico da domani fino al 22 dicembre, “Elisabetta Catalano. Tra immagine e performance” è ad ingresso libero.

Ori Castellani, ladro restituisce l’ultima collanaNel 2013 il furto poi i primi ritrovamenti. Il museo festeggia

02 aprile 201920:46

– Smeraldi incisi e perle che si alternano con piccole teste di barbaro.
Preziosa e raffinata con i suoi richiami al Rinascimento, la collana firmata dalla celeberrima bottega dei Castellani luccica e risplende nella sala del Museo Etrusco di Villa Giulia. “E’ il pezzo più importante tra quelli portati via sei anni fa dai rapinatori”, spiega gentile il direttore Valentino Nizzo nel giorno dei festeggiamenti per le indagini brillantemente concluse dai carabinieri dei beni culturali. In pratica l’unico oggetto di valore che dopo il primo ritrovamento di tre anni fa mancava all’appello e di cui oggi si festeggia il ritorno al museo.
Nizzo non c’era in quella notte alla vigilia di Pasqua del 2013 quando una banda di balordi senza troppa esperienza di gioielli fece irruzione con asce e fumogeni riuscendo in un’impresa tanto sgangherata quanto clamorosa. Ma l’eco di quel furto, la cui notizia fece presto il giro del mondo, è ancora oggi ben presente tra le mura del gioiello rinascimentale che ospita il museo etrusco più importante d’Europa. Una storia pazzesca per la figura della committente, una ricca signora russa che all’ultimo riuscì a sfilarsi dall’affare e tornare in patria. Ma anche per gli ultimi sviluppi, con uno dei ladri – si è scoperto oggi – che in punto di morte ha affidato alla moglie l’ultima e più preziosa parte del bottino perché la restituisse agli investigatori e quindi al Museo che da cento anni la ospita.
“Si è chiuso il cerchio”, sorride soddisfatto Nicola Candido, tenente colonnello del Nucleo per la Tutela del Patrimonio.
Anche se il processo, come fa notare il sostituto procuratore del tribunale di Roma Tiziana Cugini è ancora in corso, le indagini possono finalmente dirsi concluse, con 24 dei 27 pezzi rubati tornati a casa, un bottino che il direttore del museo, anche a memoria dello sfregio di quella notte, ha voluto ora riunire in un’unica teca. Celeberrima famiglia di orafi romani, i Castellani, la cui vasta collezione è solo in parte esposta al Museo Etrusco di Villa Giulia, sono stati per tutto l’Ottocento e oltre fornitori di gran moda di signore altoborghesi, grandi aristocratici, reali. Tanto che molti degli oggetti usciti dalla loro bottega sono in mostra nei piu’ importanti musei del mondo, dal Louvre al British Museum,come la superba parure con cammei donata dal re di Grecia, nel 1906, alla moglie del primo ministro francese o i due orecchini o la spilla raffigurante la battaglia di Dogali.
Una dinastia di grandi orafi – i pronipoti erano anche loro oggi a Villa Giulia- ma anche appassionati antiquari e collezionisti, nonché esperti nel restauro dei materiali. Tanto che nella collezione di seimila pezzi, donata nel 1919 allo Stato Italiano e non a caso collocata nel Museo nazionale etrusco, si contano anche duemila importanti reperti archeologici, ceramiche, bronzi e oreficerie provenienti dai grandi siti dell’Etruria e della Magna Grecia.
L’attività della famiglia si specializzò progressivamente nello studio delle antiche tecniche di lavorazione dei metalli su impulso del capostipite, Fortunato Pio, che, anche sull’onda degli scavi archeologici e dei ritrovamenti che si susseguivano in quegli anni, trasse ispirazione dall’arte greca, etrusca e romana, ma anche dalle opere del Medioevo e del Rinascimento tracciando le linee guida della produzione della sua bottega con la creazione di uno stile del tutto peculiare.
A fronte di tanta raffinatezza, a rendere particolare il furto del 2013, ricorda oggi il direttore, era stata anche la scelta dei pezzi, strappati dalle due vetrine degli oggetti più recenti, “collane, spille, orecchini tra i più vistosi forse, ma decisamente meno preziosi”. Per gli investigatori, già da allora, la conferma di avere a che fare con una banda particolare, non certo di esperti del settore. Tant’è, finalmente restituiti alla collettività, dal 3 maggio gli ori dei Castellani ripartiranno in tournéé questa volta in via super ufficiale, tra i protagonisti della grande mostra che si sta allestendo al Quirinale per festeggiare i 50 anni di attività dei Carabinieri dei beni culturali.
Dormire al Louvre in un alloggio AirbnbEsperienza unica il 30 aprile con cena e tour guidato

03 aprile 201901:15

– “Perché saresti l’ospite perfetto di Monna Lisa?”. Chi darà la risposta più convincente a questa domanda alla pagina web airbnb.com/louvre prima delle 23:59 del 12 aprile avrà un premio unico: trascorrere la notte del 30 aprile nel museo del Louvre in un alloggio creato ad hoc da Airbnb.
La piattaforma e il Louvre offrono a un fortunato vincitore e a un accompagnatore l’occasione di scoprire cosa accade all’interno del museo tra i più visitati del mondo quando le luci si spengono. Prenderanno parte a un tour privato, per poi proseguire la serata con aperitivo e cena tra capolavori come la Monna Lisa e la Venere di Milo. Dopo un concerto all’interno dei sontuosi alloggi di Napoleone III, i vincitori si ritireranno nella propria camera da letto, una “mini piramide” situata sotto la celebre Piramide di vetro.
La collaborazione di Airbnb con il Louvre non si limita solo a questa esperienza: da maggio fino alla fine dell’anno sarà infatti possibile prenotare sulla piattaforma diverse esperienze che si terranno all’interno museo.
Tutti i termini e le condizioni del concorso sono disponibili su airbnb.com /louvre.
Green Book, film Premio Oscar più visto degli ultimi 15 anniSuperati al box office italiano incassi di The Departed del 2006

02 aprile 201915:14

Per gli italiani nessuno è come Green Book, almeno negli ultimi 15 anni. Il film con Viggo Mortensen e Mahershala Ali, con i suoi 9,5 milioni di euro è il maggiore incasso nel nostro Paese, tra le pellicole vincitrici dell’Oscar come Miglior Film, superando i 9,4 milioni di The Departed – Il bene e il male, uscito nel 2006.
Vincitore di 3 Premi Oscar per Miglior Attore Non Protagonista, Migliore Sceneggiatura Originale e Miglior Film, Green Book ha debuttato nelle sale italiane il 31 gennaio, acquisito da Eagle Pictures e Leone Film Group, e dopo nove settimane è ancora programmato con successo in tutta Italia.
Ispirato alla storia vera di Tony Lip, padre dello sceneggiatore Nick Vallelonga, racconta l’inaspettata l’amicizia tra un buttafuori italoamericano e un pianista afroamericano nell’America negli anni sessanta.
A Catanzaro primo ciak per “Calibro 9″A giugno le riprese, produzione presentata nella sede del Comune

CATANZARO02 aprile 201916:40

– S’intitola “Calibro 9” il film diretto da Toni D’Angelo che, in parte, sarà girato a Catanzaro dal prossimo 24 giugno, prodotto dalla Minerva Pictures in co-produzione con Gapbuster, con la collaborazione del Mibac. Si tratta del prosieguo di “Milano Calibro 9”, di Fernando Di Leo.
La pellicola verrà realizzata tra Catanzaro, dove la troupe sarà impegnata per le prime due settimane, Milano e Anversa.
L’iniziativa è stata presentata nel corso di una conferenza stampa a Catanzaro dal sindaco Sergio Abramo e dal presidente del Consiglio comunale Marco Polimeni, alla presenza del produttore Gianluca Curti e di Gianvito Casadonte che ha avuto un ruolo attivo, in qualità di sovrintendente del Teatro Politeama e direttore del Magna Graecia film festival, per portare la produzione nel capoluogo.
“Era il mio sogno portare qui delle produzioni cinematografiche – ha detto Abramo – e ci siamo riusciti. Quindi è un motivo di grande orgoglio per me”. Protagonista del film é l’attore Marco Bocci.

The Umbrella Academy, seconda stagioneDieci episodi Netflix, riprese al via in estate a Toronto

02 aprile 201918:08

Ci sarà su Netflix una seconda stagione di The Umbrella Academy: le riprese inizieranno quest’estate a Toronto, in Canada. Ellen Page, Tom Hopper, David Castañeda, Emmy Raver-Lampman, Robert Sheehan, Aidan Gallagher e Justin Min torneranno nei propri ruoli della serie che racconta le imprese di un gruppo di ragazzi dai poteri straordinari.
Nuovi membri del cast della seconda stagione saranno annunciati prossimamente. Steve Blackman (Fargo, Altered Carbon) sarà showrunner e produttore esecutivo anche della seconda stagione.
Jeff King (EP), Keith Goldberg (EP), Mike Richardson (EP), Gerard Way (Co-EP) e Gabriel Bá (Co-EP) lavoreranno alla seconda stagione in qualità di produttori esecutivi accanto a Blackman.
Netflix annuncia che la seconda stagione sarà composta da 10 episodi della durata di 1 ora, prodotti da Universal Content Productions per Netflix.

Musica: Ultimo, rifletto su di me e le mie disillusioniEsce ‘Colpa delle favole’ del cantautore, tra Sanremo e Olimpico

03 aprile 201909:51

Un disco per fare i conti con il lato oscuro di una fiaba pop: questo è ‘Colpa delle favole’, terzo album di Ultimo, in uscita il 5 aprile. Dopo i dischi di platino, la vittoria a Sanremo Giovani 2018 e il secondo posto nell’ultimo Festival con ‘I tuoi particolari’, il cantautore romano, al secolo Niccolò Moriconi, porta per la prima volta l’attenzione davvero su se stesso, sulle insicurezze provate nella vita di tutti i giorni, specie dopo quella che definisce “l’onda mediatica che ho subito”.”Non parlo di successo da ‘sborone’, ma cerco di guardare l’altra faccia, perché non è tutto come si pensa e come pensavo io stesso – racconta Ultimo – In generale è un disco sulle disillusioni”. Tanto disilluso dalla musica, che gli ha “reso gli occhi amari”, da voler quasi tornare indietro: “Di carattere sono molto nostalgico: quando dico che voglio lo stupore che c’era prima, lo dico dell’amore, ma è anche una metafora della mia vita”.    Con più chitarre elettriche e molte melodie urlate, ‘Colpa delle favole’ suona più rabbioso di ‘Peter Pan’: “Questo album è per molti versi simile a ‘Pianeti’: lì parlavo di quello che non avevo, qui di quello che credevo di avere ma non ho, c’è un simile sgomento”. Tra le liriche di ‘Ipocondria’ o ‘Amati sempre’, la sua sincerità sfiora l’autocritica, sulle relazioni, sul carattere e metaforicamente anche sulla musica, come dice ne ‘La stazione dei ricordi’: “A un certo punto mi ero bloccato, mi sembrava di scrivere sempre la stessa canzone. Ma poi ho capito che questo è il mio modo di rifugiarmi, la mia identità: non sono io che faccio le canzoni, sono loro che fanno me”. Le canzoni sono anche tappe biografiche, come ‘Piccola stella’, la sua prima canzone, scritta a 14 anni: “Si sente che non c’entra con le altre, ma se non la pubblicavo ora, quando? Non mi frega dei giudizi, la musica non si può giudicare”.    Brani come ‘Quando fuori piove’ o il prossimo singolo ‘Rondini al guinzaglio’ riflettono un bisogno di rifugio dal mondo: “Ci sono stati dei periodi in cui ho sentito necessità di rinchiudermi nella musica. Mi sento incredibilmente fortunato, ma c’è da capire il tipo di pressioni che posso sentire, io che fino a un anno fa cantavo ai pub di San Lorenzo nella pre-serata: è una cosa bella che ti destabilizza, mi sento sdoppiato. Mi viene da citare Jim Carrey che dice di voler augurare a tutti quanti successo e ricchezza, per far capire loro che non sono la risposta ai problemi. So bene che è una giostra che non dura all’infinito, non dipende solo da quanto mi possa impegnare, ma ne vale la pena: alla fine vince chi fa se stesso”.    Un elemento che manca in altre forme di musica pop, come dice nella pur giocosa e autobiografica ‘Aperitivo grezzo’: “Il pubblico non è scemo, lo vede se un cantante indossa sentimenti che non sono suoi: serve sempre autenticità e coerenza”.    Qualità che il pubblico riconosce in Ultimo, e che ha premiato portandolo dal primo concerto a febbraio 2018 a un tour nei palasport e perfino uno stadio Olimpico già sold out (4 luglio): “Sarà uno spettacolo paradossalmente molto intimo, con tanti strumenti acustici e piccole frasi sussurrate”.

Barbareschi, racconto l’orrore di cinema e vitaIn Dolceroma la capitale cafonal e senza speranza

03 aprile 201910:03

– “Finalmente ho potuto dire tutto quello che penso sul cinema, sulla vita e sul mondo di merda in cui viviamo”. Così Luca Barbareschi all’incontro stampa di ‘Dolceroma’ di Fabio Resinaro, in sala dal 4 aprile con 01, film prodotto e interpretato da lui proprio nei panni del più cinico dei produttori cinematografici: Oscar Martello.
“Vi chiedete – continua – se mi identifico in Martello? Certo, lui è un Barbareschi all’ennesima potenza. Dentro questo personaggio ci sono un po’ tutti: Aurelio De Laurentiis, Pietro Valsecchi, mio padre, mia madre, tutti. Ho fatto anche di peggio nella realtà: una volta ho inseguito e sfondato la porta a un produttore che non voleva distribuire il mio film”.
Dolceroma è un thriller sul cinema e dentro il cinema, dai toni a volte esasperati e barocchi e con al centro una dolce vita romana molto cafonal e corrotta. Adattamento del romanzo Dormiremo da vecchi di Pino Corrias, racconta così le infernali strategie per fare soldi nella capitale, e non solo, gli amori per interesse, gli inganni, gli abusi di potere, gli scambi sessuali, le strisce di coca, insomma tutto il caravanserraglio di cose da fare per chi ambisce a un posto al sole specie nel mondo dello spettacolo.
Questa la storia. Andrea Serrano (Lorenzo Richelmy), scrittore costretto a lavorare in un obitorio, incontra la sua grande occasione nel produttore cinematografico Oscar Martello che decide di portare sul grande schermo il suo romanzo: Non finisce qui. Ma i soldi sono pochi, il regista (Luca Vecchi) è incapace e presuntuoso e il risultato alla fine non arriva. E questo per tanti motivi: Jacaranda Ponti (Valentina Bellè), protagonista del film, ha forse solo il merito di essere l’amante di Martello, la sua agente (Iaia Forte) distrugge tutti gli hard disk con le copie del film e, infine, ci si mette di mezzo pure la malavita. Tra gli altri problemi: le pressioni del distributore (Armando De Razza) e quelle della ricca moglie di Martello (Claudia Gerini), stanca di coprire i debiti del marito. Ma, con l’aiuto di Andrea, il cinico produttore concepisce un piano diabolico: il rapimento misterioso della protagonista del film per impazzire i media in attesa della sua uscita in sala.
Luca Barbareschi è più che soddisfatto per il suo lavoro di produttore: “Ho prodotto il film su Mia Martini, ‘Modalità aereo’, ‘Thanks for Vaselina’ con Zingaretti in versione trans e produrrò il ‘J’accuse’ di Roman Polanski”. Durante l’incontro stampa a un certo punto fanno irruzione le Iene. Ma alle loro provocazioni, Barbareschi replica in modo altrettanto provocatorio: “Questa è una forma di fascismo, Berlusconi dovrebbe capire che queste cose producono tossicità: questo è il potere in mano a degli stercorari”.

L’addio ai fantasmi della TerranovaAssenze che bloccano la vita: passato da esumare non seppellire

03 aprile 201910:02

– NADIA TERRANOVA, ”ADDIO FANTASMI” (EINAUDI, pp. 202 – 17,00 euro).
La realtà più pressante, che ci condiziona più di quella che abbiamo davanti agli occhi attorno a noi, è quella nostra interiore, sono i fantasmi che ci portiamo dentro e con cui spesso è molto difficile confrontarci, perché fanno paura, ci immobilizzano al momento in cui sono diventati vitali.
E’ quel che accade a Ida Laquidara, il personaggi trepidante, tremante ma alla fine vitale io narrante di questo riuscito, intenso, dolente e limpido romanzo di Nadia Terranova, che torna dopo 23 anni dalla madre a casa a Messina, casa natale che emblematicamente non ha mai avuto manutenzione, piena di infiltrazioni e molto mal messa.
Il fantasma che nasce da un’assenza, quindi un vuoto molto più forte degli effetti di qualsiasi presenza, è quello del padre, uomo gravemente depresso che negli ultimi tempi viveva praticamente a letto e che una mattina si alzò, uscì di casa e scomparve per sempre e in Ida, che aveva 13 anni, tutto si ferma: ”la sveglia segnava le sei e sedici e avrebbe segnato le sei e sedici per sempre”. E’ così che ”la sparizione di mio padre era diventata l’imbuto delle nostre colpe, la nevralgia delle scelte da scansare”, la ragione del silenzio tra madre e figlia con l’ossessione di non nominarlo mai. E’ un modo per far finta di nulla e convincere la figlia che vale la pena vivere e dimenticare, ”seppellire la mia infanzia e la nostra disgrazia”, ma è qualcosa che non placa i sensi di colpa, tanto da scoprire poi che ”né la distanza né l’età avevano intaccato la rabbia che ci legava”, perché ”una madre è qualcosa da cui non esiste riparo”. Da quando è partita, lasciando a Roma dove ormai vive il marito Pietro, sa che l’unica cosa che vuole assolutamente salvare nella vecchia casa che dovrebbe andare in vendita e una scatola di ferro rossa seppellita in un cassetto della sua camera di un tempo. E’ lì dentro che è rimasta chiusa la sua vita e inconsciamente la svolta arriva col terzo sogno che Ida fa tornata a casa: ”affondo i piedi nella rena, uomini stanno scavando, non siamo qui per seppellire ma per esumare, vengono fuori il busto, la testa, grumi di terra come quelli che si gettano sulle bare, ma non ci sono bare”. Come non ci fu mai una bara per suo padre, lasciando aperti per sempre interrogativi sulla sua fine (se fosse poi davvero morto, se fosse vivo chissà dove, se un giorno sarebbe ricomparso), mentre ”si piange il non averlo pianto”. Una condizione di blocco e paura del domani e degli affetti che fa sì Ida non abbia voluto avere figli e, non sapendo lasciarsi andare, il rapporto col marito stia naufragando. Da riesumare c’è quindi tutta una vita rimasta sospesa che torna con i vestiti di un tempo, i giochi chiusi in sacchi di plastica neri, il rapporto con i vicini di casa, sara, la più cara amica di un tempo che oggi la scansa frettolosamente e l’accusa di vivere ”come una schiva” di quel che le è successo, di aver permesso al dolore di divorarla, così da non accettarne più l’esistenza nemmeno negli altri (”Esisteva quella terra straniera chiamata il dolore degli altri, un dolore eguale al nostro e insieme del tutto sconosciuto”). In tutto questo, i propri fantasmi riconoscono quelli simili degli altri, un vuoto è attratto da un’altro vuoto, come accade a Ida col giovane muratore d’origine greca Nikos che però, liberatosi a parole del suo peso, si uccide, offrendo alla donna ”finalmente un funerale” e la coscienza che ”mentre mio padre andava in scena per me, altrove agiva altro dolore …. il male non smette di esistere mentre siamo occupati a pensare a noi”. E’ così che, grazie a una scrittura asciutta, senza retorica alcuna, nera e trasparente, si compie un percorso e, con la distanza che riavvicina il marito e la vicinanza della madre che permette di prendere una distanza, misurandosi con le ossessioni di una vita, con le chiusure, l’egoismo, la scoperta della sofferenza degli altri, del mondo, Ida arriverà a tirar fuori la scatola di ferro rossa del suo passato e ad aprirla.
Del passato di Nadia Terranova fanno poi parte, anche se in modo diverso, le storie raccolte ora in ”Omero è stato qui” (BOMPIANI, pp. 66 – 10,00 euro), le leggende nate tra Scilla e Cariddi, da Dina e Clarenza che difesero Messina dall’attacco dei nemici, a Ulisse e le Sirene o Cola Pesce in carne,ossa e squame. –

Design: flute colte dai rami
Scultura Bethan Laura Wood per champagne Perrier Jouet

03 aprile 201910:52

– Le flute possono essere ‘colte’ direttamente dai rami, così come i grappoli d’uva vengono colti dalla vite nell’installazione ‘HyperNature’ realizzata da Bethan Laura Wood per lo champagne Perrier-Jouet in occasione del Salone del Mobile 2019.
HyperNature è un albero le cui curve, petali e colori sono nati grazie ad un viaggio alla Maison Belle Epoque, un tempo residenza di Pierre-Nicolas Perrier e Adélaïde Jouët, trasformata in hotel nel 1990 e custode di oltre duecento opere e pezzi unici firmati dai più grandi nomi dell’Art Nouveau, come Majorelle, Guimard, Lalique, Rodin. È proprio nell’universo floreale del movimento artistico presente in ogni dettaglio della Maison che Bethan Laura Wood ha trovato ispirazione per la sua scultura, esposta a palazzo Clerici dal 9 al 14 aprile.

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L’Aquila 2009, una lezione mancata
Ex sindaco Cialente ripercorre fatti e sbagli a 10 anni da sisma

01 aprile 2019 03:04

– MASSIMO CIALENTE, L’AQUILA 2009. UNA LEZIONE MANCATA, a cura di Antonella Calcagni (Castelvecchi, pp.
166, 16.50 euro) “Mi colpì l’immagine nitidissima che ho ancora negli occhi dell’enorme nuvola giallo-arancione che avvolgeva il centro storico della città, come un fungo atomico. ‘L’Aquila è finita’, gridai”. Non è solo un diario, un flusso ininterrotto di pensieri, ma soprattutto una testimonianza ‘in prima linea’ il libro “L’Aquila 2009. Una lezione mancata” che Massimo Cialente, sindaco del capoluogo abruzzese dal 2007 al 2017, ha scritto in occasione dei 10 anni dal tragico terremoto del 6 aprile. In libreria dal 28 marzo con Castelvecchi, il libro (a cura di Antonella Calcagni) racconta i drammi personali e politici che il primo cittadino ha vissuto sulla sua pelle e propone al lettore una riflessione su cosa l’Italia e gli italiani abbiano imparato dopo la terribile esperienza del sisma aquilano. Se dopo 10 anni l’Aquila fatica a ritrovare la propria identità e la ricostruzione non è ancora stata completata, se – anche alla luce degli altri disastri naturali che purtroppo sono accaduti – ci ritroviamo sempre a gestire l’emergenza e mai a prevenirla, se ancora il Paese non ha investito quanto avrebbe dovuto per salvaguardare il patrimonio edilizio e artistico, è evidente che in Italia resta più di un problema sul fronte della sicurezza.
Tra le pagine, densissime anche di momenti toccanti, tutto è narrato con attenzione: dalle prime scosse di gennaio al crollo del 6 aprile, dal funerale delle 309 vittime all’avvio della ricostruzione, e poi le New Town, la lotta alla burocrazia, i movimenti di protesta e il rapporto mai facile con il Governo. Cialente fa i nomi, riporta gli eventi con tutti i dettagli, le date, gli orari, le persone presenti e quelle assenti: il suo è un resoconto preciso, quasi come se volesse ricordare ogni minimo particolare prima a se stesso e poi agli altri.
L’obiettivo è non tralasciare nulla, neppure quei tanti attacchi ricevuti che lo hanno cambiato per sempre e nemmeno quel senso di abbandono da parte delle istituzioni che ha sentito forte: perché, scrive, “il Parlamento e il Governo passano il cerino ai sindaci, è sempre così. Non danno loro risorse, ma responsabilità”. Il tono in tutte le pagine è appassionato, commosso, a volte risentito ma mai sopra le righe: quello che emerge è quanto il primo cittadino abbia impegnato ogni energia per aiutare la sua comunità, anche facendo errori ma sempre mettendoci la faccia, e non solo per via della sua carica istituzionale, ma per dovere civico e senso di umanità. Non mancano considerazioni forti, con la disarmante sensazione di sentirsi “al centro di un grande show, o meglio, di un derby calcistico. Da un lato, il governo, alcune reti televisive, alcune trasmissioni e alcuni giornali usavano la nostra tragedia per raccontare e fare audience e creare consenso per il governo: tutto perfetto, tutto bellissimo, tutto risolto e ricostruito.
Dall’altro, gli oppositori del governo e gli oppositori di Berlusconi attaccavano, affermavano che era tutto sbagliato, poco trasparente, che vi erano imbrogli e inefficienze. Noi, i terremotati, eravamo schiacciati in mezzo, tra la curva sud e la curva nord”. In questa grande tragedia italiana, quello che più rammarica l’ex sindaco è aver constatato più volte una sorta di dilettantismo delle istituzioni: “Non una legge, non un finanziamento certo, non una governance condivisa”, scrive Cialente, sottolineando di fronte all’emergenza le tante, troppe “risposte improvvisate, raffazzonate, contingenti e sempre legate o comunque contaminate da interessi particolari, se non altro politici”. Nel libro c’è spazio per un ultimo, necessario, appello affinché si compia finalmente una scelta decisiva, insieme culturale e politica, di “elaborare un grande piano, ultradecennale, con un grandissimo investimento economico, che sia accurato, serio, trasparente, efficace ed efficiente” e garantire così la sicurezza di tutto il Paese.

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Arriva in sala After, fenomeno da milioni copie
Saga nata da fanfiction. Anna Todd, lettori vi si riconoscono

01 aprile 201910:07

– E’ nata da una fanfiction (storie scritte dai fan ispirate da libri, film, serie o celebrità) su Harry Styles degli One Direction, scritta da Anna Todd, classe 1989, sul cellulare, e letta online oltre un miliardo e mezzo di volte, l’impressionante fenomeno letterario young adult di After. La saga romantica, pubblicata poi in cinque libri, ha venduto finora circa 15 milioni di copie nel mondo di cui un milione e un 400 mila in Italia dove la pubblica Sperling & Kupfer. Inevitabile l’approdo al cinema: il primo film, After, di Jenny Gage, con Hero Fiennes Tiffin (nipote di Ralph Fiennes) e Josephine Langford, sarà in sala dall’11 aprile con 01 Distribution.”Non so dire quale sia il motivo di tanto successo – ha spiegato Anna Todd a Roma, dove è arrivata con Hero Fiennes Tiffin, dopo la tappa di Milano dove i fan gli hanno riservato un bagno di folla -. I lettori mi dicono di riconoscersi nei personaggi. Una storia d’amore, come un romanzo di formazione hanno temi universali, ma non penso saprò mai con sicurezza cosa sia scattato”. Eroi della vicenda sono Tessa (Langford, arrivata per partecipare al tour promozionale in Italia ma bloccata a Milano da una brutta influenza), 19enne riservata e figlia modello, al primo anno di università, e Hardin (Fiennes Tiffin), bel tenebroso, figlio ribelle del rettore, che condivide con Tessa l’amore per i libri. Lo scontro iniziale fra i due ragazzi, diventerà un incontro e un amore appassionato, turbato da segreti e difficoltà. Da un personaggio come Hardin “ho imparato l’importanza di dire la verità, non nasconderla, soprattutto a chi si ama – spiega Fiennes Tiffin -. La cosa più difficile è stato non giudicarlo, cercare di capire il suo modo di pensare. Abbiamo in comune però il trovarci bene nella nostra pelle”. Anna Todd, sposata a un militare e mamma di un bambino, è anche coproduttrice degli adattamenti e spera che “ci sarà un film per ogni libro, anche perché sono libri molto lunghi – ha detto sorridendo -. Ho voluto che la versione cinematografica fosse più rappresentativa del mondo reale, che ci fosse più diversità, inserendo anche personaggi Lgbt, perché si rispecchiasse il microcosmo di un vero college”.Nella fanfiction iniziale il personaggio di Hardin corrispondeva a Harry Styles: “Da parte sua non c’è mai stato nessun feedback” ha precisato l’autrice (il cantante ha detto di non aver mai nemmeno letto la storia, ndr). E Fiennes Tiffin non ha pensato a Styles per costruire il ruolo: “Anna nei libri ha arricchito tanto Hardin dal renderlo del tutto autonomo”. Nel tour mondiale, l’attore 21enne, che è stato anche modello per Dolce & Gabbana, sta sperimentando il calore e l’entusiasmo degli appassionati della saga: “In Italia i fan sono particolarmente calorosi – ha raccontato divertito -. Una ragazza al firmacopie di Milano aveva scritto sulla prima pagina del libro una domanda ‘Mi vuoi sposare?’ con sotto due caselle fra cui scegliere, entrambe con sopra scritto sì”. Ora ha in cantiere un film sulla Guerra Civile americana, Freedom’s Path, e tra le prime esperienze di cinema, a nove anni aveva anche recitato nella saga cult di Harry Potter, dando volto alla versione giovane di Tom Riddle/ Voldemort, il personaggio interpretato dallo zio Ralph. Ti piacerebbe tornare in uno dei prequel? “Perché no? ho dei bei ricordi del set”. Anna Todd non teme che tutto il successo che sta riscuotendo possa finire: “E’ già un’immensa fortuna poter vivere tutto questo, anche se gestire famiglia e impegni sta diventando più complicato”. C’è un messaggio preciso che voleva comunicare con After? “Penso che ognuno di noi ne tragga uno personale diverso da un libro, un film, una serie. Dai lettori ho le reazioni più varie. Dal ringraziarmi perché ora leggono di più, a chi mi dice che queste storie li hanno aiutati a perdonare i genitori o a affrontare qualche problema, anche andando dallo psicanalista. Io spero solo che intrattengano e soddisfino il pubblico”.
Scala: Debutta Manon versione originaleQualche dissenso su scene, regista inciampa in passerella finale

01 aprile 201910:54

– Lunghi applausi ieri sera per il maestro Riccardo Chailly che ha diretto ‘Manon Lescaut’ di Giacomo Puccini, riproposta per la prima volta nella sua versione originale, quella andata in scena al Regio di Torino nel 1893. Consensi anche per l’interprete José Maria Siri, una Manon voluttuosa, appassionata e volubile e per gli altri interpreti, l’amante Des Grieux (Marcelo Alvarez) e il fratello Lescaut (Massimo Cavalletti). Il pubblico della Scala si è però diviso quando sono usciti il regista 72enne David Poutney, che è inciampato nella buca ma si è subito rialzato ridendo, e soprattutto la costumista Marie-Jeanne Lecca e lo scenografo Denni Seyers. A provocare qualche fischio e ‘buu’ è stato l’allestimento dell’opera, in stile kolossal, ambientata in una stazione ferroviaria di fine’800.
Lingua sarda nata prima del latinoLo studio apre una nuova collana della casa editrice Lincom

CAGLIARI01 aprile 201913:51

– La casa editrice internazionale tedesca “Lincom” apre una nuova collana dal titolo “Grammar Surveys” e pubblica con il numero 1 la ricerca “Il latino è lingua dei Sardi – Su latinu est limba de sos Sardos – latinum lingua sardorum est” di Bartolomeo Porcheddu. Il libro è composto di 312 pagine con modifiche e integrazioni rispetto all’edizione precedente autoprodotta.
La tesi di Porcheddu è nota: secondo i suoi studi il sardo sarebbe nato prima del latino. “In quest’opera – spiega l’autore – sono messe in rilievo le migliaia di corrispondenze tra il sardo e il latino che dimostrano in modo scientifico e quindi inequivocabile che si tratta della stessa lingua. Ogni esempio relativo al latino è preso da testi di autori antichi, dei quali si indica a piè di pagina il titolo dell’opera, il capitolo o libro e il paragrafo”.
Un dibattito sempre aperto: “Molti studiosi della lingua latina – insiste Porcheddu – hanno affermato che i ‘casi’ sono presi dalla lingua greca e che il sardo è la lingua che più di altre si avvicina al latino, ma nessuno di loro si è posto le cinque domande di rito: chi, dove, come, quando e perché? Questo libro dà le risposte a questi cinque quesiti. Quello che fino ad ora nessuno era riuscito a rilevare è il dato che la lingua latina era una lingua standardizzata, ovverosia costruita artificialmente”.
L’autore anticipa una curiosità: “Pochi sanno che in latino esiste il verbo “sardare, io sardo…”, che è coniugato solo con i tempi semplici (poiché non ha subito la standardizzazione dei costruttori statuali della lingua latina che hanno trasformato i tempi composti sardo-latini in sintetici per adeguarli alla lingua greca), e significa “avere l’intelletto fino come un Sardo”. Che cosa ci fa un verbo del genere nella lingua latina? È chiaro che si tratta di un verbo autoreferenziale dei Sardi che hanno conquistato nell’antichità il Latius Vetus (ndr l’antico Lazio)”.

Cina è guest nation a Pitti Uomo11 stilisti in mostra e sfilata brand Pronounce

FIRENZE01 aprile 201914:19

– I nomi più promettenti della nuova scena creativa cinese saranno protagonisti a Firenze durante Pitti Uomo 96 con il progetto speciale Guest nation, promosso da Fondazione Pitti Immagine Discovery in collaborazione con Shanghai Fashion Week. Saranno 11 i designer in mostra, ma il progetto culminerà con il fashion show del duo cinese alla guida del brand Pronounce, Yushan Li e Jun Zhou, che lancerà in passerella anche una versione decostruita delle scarpe Converse Jack Purcell. Ci sarà anche una mostra fotografica di Leslie Zhang, uno dei più affermati fotografi di moda cinesi.
Tra gli 11 brand protagonisti ci sono 8on8 dello stilista Gong Li che ha ricevuto il Grand Prix Lvmh Scholarship, Danshan, Ffixxed Studios, Junwei Lin, Percy Lau, Private Policy, Pronounce, Samuel Guì Yang, Staffonly, The Flocks, Untitlab.
70 anni del fumetto Topolino in edicolaIl 3 aprile uscirà il n. 3306 con cover del maestro Cavazzano

01 aprile 201914:32

– Era il 7 aprile 1949 quando Topolino veniva pubblicato nello storico formato libretto. Da allora, il celebre settimanale a fumetti ha accompagnato generazioni di italiani e il 3 aprile esce con un numero celebrativo e con un volume che ripercorre la storia unica del magazine. Il numero 3306 di Topolino sarà dedicato all’importante anniversario che ricorda i 70 anni dalla prima edizione del giornale in formato “libretto”, in edicola il 7 aprile 1949. Da allora è rimasto invariato nel suo formato, ma ha saputo evolversi e adeguarsi alla società che cambia, accompagnando generazioni di italiani dai primi passi nella lettura, a momenti piacevoli di svago, intrattenimento, ma anche di conoscenza e apprendimento.
In occasione dell’anniversario, il settimanale sarà in edicola con una cover disegnata dal maestro Giorgio Cavazzano, che rivisita in chiave moderna la celeberrima cover rossa del 1949 in cui Topolino veste i panni di suonatore di banda dalle insolite braghette azzurre. Nel numero del 3 aprile poi, spazio a storie a fumetti che ripercorrono la tradizione del fumetto disneyano – dall’epopea nel Klondike all’ironia di Silvia Ziche passando per Paperinik e le sue imprese da supereroe – e raccoglie i contributi di alcune personalità del mondo del giornalismo e della cultura, che ricordano il proprio rapporto con il settimanale Disney. Inoltre, in allegato a Topolino i lettori troveranno un volume dedicato alla storia del magazine – dalle sue origini ai giorni nostri – che mette in luce tutti i momenti salienti che hanno reso così speciale questo fumetto.
Le celebrazioni proseguiranno con il numero successivo di Topolino, in edicola il 10 aprile: abbinata a una parte di tiratura del settimanale e con prezzo speciale di lancio, ci sarà la prima delle trenta targhe metalliche da collezione, che riproducono alcune delle più belle copertine del settimanale.
Si comincia con l’iconica cover dell’aprile 1949: ogni targa sarà accompagnata da un fascicolo che fornirà informazioni sulla pubblicazione, aneddoti, curiosità e tavole. Topolino 70 anni di copertine è invece il volume per collezionisti in edicola che raccoglie 150 cover storiche.
Preti e i Maestri del SeicentoLanfranco e Domenichino a confronto con il Cavalier Calabrese

TAVERNA (CATANZARO)01 aprile 201914:33

– Ha aperto i battenti a Taverna, nelle sale del Museo civico, la mostra “Forme magnifiche e gran pieghe de’ panni. Modelli e riflessi della maniera di Mattia Preti a Napoli”, a cura di Giuseppe Valentino e Giuseppe Porzio. L’esposizione, che propone una selezione di opere di Mattia Preti, Lanfranco, Domenichino, Stanzione, Solimena, Giordano e altri artisti, rimarrà a disposizione del pubblico fino al 30 giugno. Rappresentativo della stagione del Barocco napoletano, il percorso espositivo, nato dalla collaborazione con l’Università l’Orientale di Napoli, focalizza le istanze storiche del secolare rapporto culturale tra Napoli e la Calabria. La mostra è stata inaugurata alla presenza, oltre che dei curatori Valentino, direttore del Museo civico, e Porzio, dell’Orientale, di Riccardo Naldi (docente all’Orientale), del sindaco di Taverna Sebastiano Tarantino, di Clementina Amelio delegato alla cultura e dell’assessore alla Cultura della Regione Calabria, Maria Francesca Corigliano.
Nuovo progetto Art Mapping PiemonteTre installazioni nelle campagne di Novello, Parodi e Asti

TORINO01 aprile 201916:33

– Portare le opere contemporanee di artisti di fama internazionale in luoghi poco conosciuti del Piemonte, ma di grande impatto visivo ed emotivo. E’ l’obiettivo del progetto ‘Art Mapping Piemonte’, promosso da Regione Piemonte, Fondazione Torino Musei e Artissima con il sostegno di Compagnia di San Paolo.
“Le grandi opere d’arte nella storia hanno sempre avuto committenti e mecenati, così è per l’arte contemporanea”, spiega la direttrice di Artissima, Ilaria Bonacossa.
I primi tre lavori sono stati commissionati a Mario Airò, che realizzerà un’installazione sull’altare della chiesa sconsacrata di San Remigio di Parodi (Alessandria), del 1003; Nathalie du Pasquier lavorerà alla torre dell’acqua di Novello (Cuneo) e Zhang Enli affrescherà la chiesetta rurale di Montabone (Asti).
“Un vero stimolo per il turismo – dice l’assessore alla Cultura della Regione Piemonte, Antonella Parigi – grazie anche alla guida turistica annessa al progetto in collaborazione con Gambero Rosso e Artribune”.

Angelo Guglielmi compie 90 anniEsce suo libro di racconti sparsi più tre suoi saggi su Gadda

01 aprile 201920:14

Angelo Guglielmi compie 90 anni. Originario di Arona, dove è nato il 2 aprile del 1929, nella sua lunga e attivissima vita se ne nascondono almeno quattro: quella del critico letterario, del direttore della terza rete televisiva, del presidente dell’Istituto Luce e infine dell’assessore alla Cultura per il Comune di Bologna, oltre che di affermato editorialista e prolifico scrittore. Entrato in Rai nel 1955, ha diretto Rai3 dal 1987 al 1994, dando vita a una rete audace e innovativa e creando quella che è stata battezzata la tv della realtà. Sotto la sua direzione sono nati programmi come Samarcanda, Blob, Telefono giallo, Quelli che il calcio (ora in onda su Rai2), La tv delle ragazze, Avanzi, Mi manda Lubrano, Chi l’ha visto?, Ultimo minuto e Un giorno in pretura e vengono lanciati personaggi come Michele Santoro, Serena Dandini, Fabio Fazio, Piero Chiambretti, Giuliano Ferrara e Daniele Luttazzi. Guglielmi ha avuto amici che hanno fatto la storia del ‘900, è stato tra i fondatori del Gruppo 63 con Umberto Eco e Edoardo Sanguineti. Per anni critico letterario per L’Espresso, oggi scrive per Tuttolibri – La Stampa. Sta per uscire la sua ultima fatica letteraria (edita da La Nave di Teseo), ‘Sfido a riconoscermi – Racconti sparsi’ (più tre saggi su Gadda, che verranno messi appunto in una sorta di “tasca” del libro). Un modo di rendere omaggio a uno degli intellettuali principali del nostro tempo, in occasione del suo anniversario tondo. Un racconto fitto di incontri letterari e personali: da Gadda ad Arbasino, da Calvino a Umberto Eco, da Moravia a Pasolini dal Neorealismo ai reality in tv. Quel che resta del Novecento italiano in racconti sparsi di vita e di lavoro (di critica letteraria, di cinema, di televisione e di politica). E per la prima volta raccolti in volume i suoi leggendari tre saggi su Gadda.
“Io non ho mai scritto di me – spiega – ho in odio l’autobiografia, ritenendola il male degli ultimi trent’anni della narrativa italiana, ma sento il bisogno di esternare alcuni ricordi della mia vita di bambino e di adolescente, che per la loro diciamo singolarità sono decisivi per dare il giusto significato alle performance, le incertezze e i fallimenti della mia vita di adulto. Giacché molte cose non tornano nella mia vita, e ciò che pare certo diventa pericolante né impedisce esiti finali indesiderati. Forse il contenuto di quei ricordi ci fornisce qualche luce di chiarimento. Dunque un piccolo breviario laico, da prendere e abbandonare all’occasione, costituito di ricordi autobiografici, giudizi e considerazioni sulla letteratura italiana da metà del secolo scorso a oggi, sulla televisione, sul cinema, sulla politica (che sono i quattro ambiti in cui mi sono impegnato nella mia lunga carriera di lavoro)”. Guglielmi parla anche dei giornalisti: “Si dividono in giornalisti, grandi giornalisti e grandi direttori giornalisti. Di grandi direttori giornalisti come non citare Montanelli, Ottone e Scalfari, tra i grandi giornalisti Bocca, Biagi, un tempo Emanuelli, ma di grandi direttori ne conosco solo uno: Sandro Curzi, che aveva un fiuto straordinario e mai sbagliava il senso complessivo di quello che stava accadendo.
Dei suoi telegiornali era straordinaria la scaletta, che ti sorprendeva per l’ordine in cui si susseguivano i fatti raccontati, magari figurando al primo posto una notizia cui tu non avevi dato particolare importanza e che poi scopri essere il primo indizio di ciò che sta per accadere. Seguire telegiornali di Curzi era il modo sicuro per sapere in che paese anzi in che mondo stavi vivendo”. Quindi parla dell’amicizia storica con Beniamino Placido, Tatti Sanguineti, Eco, Arbasino. Ci sono anche ricordi dell’infanzia di Guglielmi assolutamente inediti: “Allora avevo otto anni poi nove e vivevo a Roma; nel 1937 e 1938 prima muore D’Annunzio poi Marconi; io ricordo vividamente e, senza temere smentite, di avere partecipato ai funerali dell’uno e dell’altro con decisione autonoma, da solo, camminando a piedi da via Etruria, dove abitavo (quartiere San Giovanni)… sento i discorsi degli officianti, anche quello di Mussolini. Ripeto, lo ricordo, senza tema di smentita con vividezza indiscutibile per tutti gli anni della mia lunga vita (e alle volte ne parlo anche adesso) l’ho raccontato e lo racconto ad amici e parenti.
Ma avevo solo otto o nove anni e non avevo prove che lo confermassero. È possibile che corrisponda a qualcosa di realisticamente accaduto? No, non è possibile; Allora i ricordi sono bugiardi? Sì, sono bugiardi, ma sono anche veri per chi li percepisce. E allora come è nato (cosa nasconde) il mio ricordo-bugia…”.

25 anni fa moriva Kurt CobainVoce dei Nirvana e simbolo inquietudini della Generazione X

01 aprile 201918:42

Il 5 aprile di 25 anni fa Kurt Cobain si sparava un colpo di fucile alla testa, entrando nel “Club 27” delle morti precoci del rock, come Jimi Hendrix, Jim Morrison, Janis Joplin, Amy Winehouse. Cobain rimane comunque l’icona più potente e anche quella che sintetizza un percorso collettivo. Con i Nirvana era riuscito a sintetizzare quei fermenti musicali che si concentravano a Seattle rendendoli però universali. “Nevermind”, uno degli album rock più importanti della storia, nel 1991 ha clamorosamente portato la musica indipendente in vetta alle classifiche, dando voce alle inquietudini di quella che allora veniva chiamata la Generazione X, raccontata da Douglas Coupland.
E’ proprio questo ruolo di star, di immagine da t-shirt, di personaggio da copertina che probabilmente ha fatto esplodere un disagio che affondava le sue radici in un’infanzia tormentata e ha trovato alimento in una scena musicale che ha portato Seattle a diventare una delle metropoli più vitali e accoglienti del mondo.
A maggio il nuovo Almodovar con BanderasDolor y Gloria, storia ‘autobiografica’ di regista al tramonto

01 aprile 201918:53

E’ nelle sale in Spagna, non è escluso che si potrà vedere al festival di Cannes e comunque arriva in Italia a maggio il nuovo film di Pedro Almodovar, Dolor y Gloria con protagonista, come una sorta di alter ego, Antonio Banderas nei panni di Salvador Mallo, un regista cinematografico oramai sul viale del tramonto. Il film ruota intorno ad una serie di ricongiungimenti: alcuni sono fisici, altri ricordati. Dolor y Gloria parla della creazione artistica, della difficoltà di separarla dalla propria vita e dalle passioni che le danno significato e speranza. Nel recupero del suo passato, Salvador sente l’urgente necessità di narrarlo, e in quel bisogno, trova anche la sua salvezza. Nel film c’è anche la partecipazione speciale di Penélope Cruz.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Ucciso a LA il rapper Nipsey Hussle
Noto per musica e impegno anti-gang. Lacrime di Le Bron, Rihanna

NEW YORK01 aprile 201916:56

– Ancora sangue sul mondo del rap: a Los Angeles è stato ucciso Nipsey Hussle, benefattore del suo quartiere, impresario del disco e della moda e un mese fa candidato ai Grammy per l’album “Victory Lap”. Ad annunciare la morte è stato il sindaco della metropoli Gil Garcetti.
Nipsey, che aveva 33 anni e il cui vero nome era Ermias Asghedom, è stato coinvolto in una sparatoria in pieno giorno davanti al suo negozio di abbigliamento sportivo, The Marathon Clothing, in un quartiere, South Central L.A, dove l’artista era noto per il suo impegno civico. Il rapper era stimato nel mondo dell’hip hop non solo per la sua musica, ma anche per aver superato gli ostacoli di un ambiente che non perdona, reso famoso da generazioni di leggende del rap sulla West Coast, per diventare una delle figure più amate e rispettate di quella cultura. Lo piangono star dello sport e del cinema e della musica: l’attrice Issa Rae, il campione dei Lakers Le Bron James, Rihanna, Drake, Chance the Rapper, Meek Mill e molti altri.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Raffaella Carrà, niente balli, è l’ora del racconto su Rai3
Da Fiorello a Sorrentino, sei incontri speciali ‘senza stress’

01 aprile 201920:13

“Ho un’età, cazzarola, tutti aspettano che canti e balli, ma io non ho più voglia di farlo. Ho lavorato tutta la vita, ho avuto soddisfazioni più grandi di quelle che mi aspettassi, ho avuto momenti di tv straordinari come Canzonissima con Corrado o Milleluci con Mina, e non è che senta il bisogno di tornare in tv, si sta bene anche senza di me” dice Raffaella Carrà, che si è lasciata convincere dal direttore di Rai3 Stefano Coletta a condurre un nuovo programma.Raffa, 75 anni, e una voglia dichiarata di “fuggire da situazioni di ansia e stress”, da giovedì 4 aprile alle 21.20 sulla terza rete Rai torna con una trasmissione di incontri con grandi protagonisti del nostro tempo.Si intitola ‘A raccontare comincia tu’, è prodotto in collaborazione con  Ballandi Arts e vede la Carrà dialogare, anche con molto umorismo, con Fiorello, Sophia Loren, il giocatore della Juventus Leonardo Bonucci, il maestro Riccardo Muti, il regista Paolo Sorrentino e Maria De Filippi.

L’alfabeto della moda di Sofia GnoliDal bon ton di Deneuve (Bella di Giorno) al camp style di Bowie

01 aprile 201918:43

– Gli abiti bon ton femminili tipici del perbenismo medio borghese anni Sessanta indossati da Catherine Deneuve in Bella di giorno, i travestimenti “camp” (stile a base di capi di vinile o alluminio e calze animalier) di David Bowie, i cappellini color sorbetto della regina Elisabetta: tra consigli d’eleganza, curiosità e qualche succoso gossip, “L’Alfabeto della moda” di Sofia Gnoli, non è un vocabolario di settore come ingannevolmente il titolo indurrebbe a pensare, ma descrive l’atmosfera attorno a un certo tipo di abito, di accessorio o di stile.
Nel volumetto illustrato da Aldo Sacchetti (Carocci Editore, 208 pp, 14 euro), tornano alla memoria arbitri d’eleganza, creatori di moda e stelle del cinema, che hanno suggerito a milioni di donne come vestire, camminare, dissimulare i propri difetti. Da Gabriele d’Annunzio a Diana Vreeland, da Coco Chanel a Mae West, che affermava: “mi fanno ridere le donne che vogliono governare il mondo sole, senza uomini chi tira su la chiusura lampo sul dietro di un abito?”.
Insomma, il libro di suggerimenti e aneddoti di Sofia Gnoli, e in un momento di totale assenza di regole aiuta perlomeno a sorridere e a tenere alto il morale.
Sofia Gnoli, studiosa di moda, docente universitaria e giornalista, scrive sul “Venerdì” e la “Repubblica”. Fra le sue ultime pubblicazioni: The Origins of Italian Fashion (V&A Publishing, 2014). Con Carocci editore ha pubblicato Moda. Dalla nascita della haute couture a oggi (8a rist. 2019) ed Eleganza fascista (2017).
In mostra ‘L’Ultima cena dopo Leonardo’A Milano fino al 30/6 opere inedite reinterpretano tema vinciano

01 aprile 201917:05

– Il polittico di 16 metri dell’artista Wang Guangyi è arrivato su un cargo dalla Cina: otto tele che per la prima volta vengono esposte in Italia e in Occidente. Con lui anche le due opere di Anish Kapoor; e ancora Robert Longo, Yue Minjun e gli italiani Nicola Samorì e Masbedo (la coppia di artisti multimediali Nicolò Massanza e Iacopo Bedogni). Sei star dell’arte contemporanea reinterpretano da domani alla Fondazione Stelline di Milano con opere tutte rigorosamente inedite l’Ultima Cena di Leonardo.
Intitolata “L’Ultima cena dopo Leonardo”, la rassegna che inaugura la Milano Art Week, rimarrà aperta fino al 30 giugno.
“Dopo Andy Wharol l’Ultima Cena è diventata un’icona della contemporaneità – spiega il curatore Demetrio Paparoni – si sono fatti tanti rifacimenti dell’opera; noi abbiamo puntato sugli inediti, creando anche un dialogo tra Oriente e Occidente”.
Sunnei, T-shirt per giornata autismoMinicollezione nata da workshop con associazione milanese

01 aprile 201917:24

– E’ nata da un workshop con l’associazione Cerchio Colorato, cooperativa sociale milanese che si occupa della presa in carico di bambini con disturbo dello spettro autistico, la capsule benefica di cento T-shirt, una diversa dall’altro, firmata Sunnei, che evidenzia con ironia come lo smartphone sia diventato parte integrante della nostra quotidianità.
Durante il laboratorio con i due creativi di Sunnei, i bambini coinvolti hanno avuto l’opportunità di dipingere a mano, senza nessun vincolo, la t-shirt bianca con la grafica di uno smartphone che aveva sfilato per la collezione Primavera Estate 2019 al trentunesimo piano di Palazzo Pirelli. L’intero ricavato del progetto benefico – disponibile da domani, Giornata Mondiale per la Consapevolezza dell’Autismo – sarà devoluto proprio all’Associazione Cerchio Colorato.
Cruise Vuitton sfila in terminal Twa NYGhesquière sceglie il flight center che sarà hotel da 512 camere

01 aprile 201917:32

– La prossima sfilata della collezione Cruise Louis Vuitton si terrà l’8 maggio nel Twa Flight Center, situato all’interno dell’Aeroporto Internazionale John F.
Kennedy a New York. Dopo Monaco, la Bob & Dolores Hope Estate a Palm Spings, il Mac Niteroi in Brasile, il Miho Museum in Giappone e la Fondazione Maeght nella French Riviera, Nicolas Ghesquière continua il suo viaggio nell’iconico TWA Flight Center del 1962, uno dei terminal aeroportuali più frequentati del mondo. Celebre per inseguire l’aspetto sperimentale del design, l’architetto finlandese naturalizzato statunitense, Eero Saarinen creò questo capolavoro di architettura moderna degli anni ’50, una struttura alata di diciottomila mq, agli albori dell’era Jet della Trans World Airlines. Designato come pietra miliare della Big Apple nel 1994 e annoverato nel Registro dei Luoghi Storici nazionale e di New York nel 2005, il Flight Center TWA fu chiuso nel 2001 ed è al momento in fase di ristrutturazione per diventare il cuore del TWA Hotel, 512 camere.
Mahama impacchetta Porta VeneziaMateriali simbolo globalizzazione e ferite della storia

01 aprile 201917:33

– I caselli daziari di Porta Venezia rivestiti da sacchi di juta: è l’installazione ‘A Friend’ dell’artista ghanese Ibrahim Mahama, curata da Massimiliano Gioni per la fondazione Nicola Trussardi in occasione dell’Art e della Design Week milanesi.
Attraverso la ricerca e la trasformazione dei materiali, Mahama indaga temi come la migrazione, la globalizzazione e la circolazione delle merci e delle persone. I sacchi sono elementi fondamentali della sua ricerca: simbolo dei mercati del Ghana, sono fabbricati in Asia e importati in Africa per il trasporto su scala internazionale di merci. Strappati, rattoppati e marcati, i sacchi con le loro cuciture raffazzonate diventano garze che tamponano le ferite della storia, simbolo di conflitti e drammi che da secoli si consumano all’ombra dell’economia globale. I sacchi di Mahama racchiudono allo stesso tempo un significato più nascosto che riguarda la forza lavoro che si cela dietro la circolazione internazionale delle merci. Il sacco di juta, spiega l’artista, “racconta delle mani che l’hanno sollevato, come dei prodotti che ha portato con sé, tra porti, magazzini, mercati e città. Le condizioni delle persone vi restano imprigionate. E lo stesso accade ai luoghi che attraversa”. Per assemblare i sacchi, spesso Mahama collabora con migranti provenienti da zone urbane e rurali in cerca di lavoro, senza documenti né diritti, vittime di un’esistenza nomade e incerta che ricorda le condizioni subite dagli oggetti utilizzati nelle proprie opere.
I segreti di Richard ScarryIl figlio a Bologna cura una retrospettiva per centenario

BOLOGNA01 aprile 201917:37

– Scoprire e imparare cose nuove ma “sempre divertendosi”. Era uno dei segreti di Richard Scarry che con i suoi albi ha fatto sognare generazioni di bambini e anche di adulti. Nel centenario della nascita dell’autore di Zigo Zago, il gatto Sandrino e Mamma Orsa il figlio Huck, ripercorre la vita del padre nella mostra ‘1,2,3…Scarry!’ che si inaugura il 2 aprile all’Archiginnasio di Bologna e tornano in libreria, in un raffinato restyling di collana, i libri pubblicati da Mondadori a partire dal 1962. Quarantadue i titoli pubblicati in Italia che hanno venduto 4.670 mila copie. “I suoi libri, che Mondadori ripubblica in una veste elegante, sono sempre giovani e freschi per il modo in cui sono disegnati. E questo è un altro dei segreti dell’arte di mio padre che aveva un senso della grafica, dell’armonia dei colori ineguagliabile. Mi diceva sempre che metteva nel disegno quello che voleva vedere e nient’altro. I suoi disegni sono leggeri, come uno scherzo, anche se dietro c’e’ molto pensiero”.
Easton Ellis, “Io bianco e privilegiato”Dopo 10 anni in libreria con White l’autore di American Psycho

NEW YORK01 aprile 201917:39

– Dopo quasi dieci anni di silenzio Bret Easton Ellis torna in libreria e stavolta si cimenta con la saggistica. Titolo di copertina, che già di per sé è una provocazione, è “White”, bianco. L’antologia di saggi in libreria dal 16 aprile darà all’ormai 55enne autore di “American Psyco” uno spazio più ampio di quello che già ha su Twitter alimentando la sua fama di essere “un ragazzaccio e un rompicoglioni”.
Cosa significa “White”? E’ il colore della pelle di Bret e del privilegio che non ha sempre voluto riconoscere, ma da cui non ha mai preso le distanze? Lo scrittore di “American Psycho” è abituato alla cattiva pubblicità. Dal debutto nel 1985 con “Meno di Zero” la sua fiction violentemente nichilista e la sua persona pubblica all’antitesi del “politically correct” gli hanno guadagnato amici e nemici. “Stavolta non mi preoccupo. Non mi importa di quel che penserà la gente. Questo è il tipo di libro per chi vuole avere letto tutto di Bret Easton Ellis”, ha detto al New York Times.
Salvator Mundi, non si sa dov’è finitoTracce del Leonardo da record si perdono dopo vendita Christie’s

NEW YORK01 aprile 201918:13

– Dov’è finito il “Salvator Mundi”? Il dipinto più costoso mai venduto a un’asta è diventato la “Primula Rossa” del mondo dell’arte. Attribuito con qualche contestazione al pennello di Leonardo e venduto per 450 milioni di dollari nel novembre 2017, avrebbe dovuto costituire il perno a cui ancorare la collezione del Louvre di Abu Dhabi, ma, da quando ha lasciato i saloni di Christie’s a New York dopo la vendita, è letteralmente scomparso dalla circolazione.
Nessuno sa dove sia finito il dipinto e se qualcuno lo sa sta tenendo la bocca cucita, ha concluso il New York Times dopo una indagine a tutto campo tra New York, Parigi, la Svizzera e gli Emirati. Esponenti dello staff del Louvre di Abu Dhabi, dove il Leonardo avrebbe dovuto essere esposto nel settembre 2018, hanno detto al giornale di non sapere dov’è. Lo stesso vale per il Louvre di Parigi che ha dato la licenza del nome al “cugino” del Golfo e che spererebbe tanto di includere il quadro nelle mostre per i 500 anni dalla morte di Leonardo.
Manzoni va onlinePresentato portale. Bonisoli, digitalizzare tutti archivi

01 aprile 201918:23

– Oltre 250 mila (251.829) immagini digitali tra opere, scritti, manoscritti, lettere, documenti, postille, annotazioni e orecchiette sulle pagine comprese, di Alessandro Manzoni entreranno a far parte di un imponente archivio digitale a disposizione di tutti dal febbraio 2020.
Finanziato con 250 mila euro dal Miur e con 150 mila per la digitalizzazione dal Mibac, il progetto, ‘Manzoni online’, è stato presentato da Maria Goffredo, direttrice del Fondo Manzoniano della Biblioteca Braidense, dove sono conservati la maggior parte dei suoi manoscritti e la biblioteca dello scrittore.
“La digitalizzazione in generale è una delle aree di nostro interesse – ha detto il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli – come ministero abbiamo la responsabilità di tutti gli archivi: in maggioranza ancora basati su struttura cartacea ma molti cominciano ad essere ibridi e ora dobbiamo ragionare cosa comporta digitare tutto anche in termini di sicurezza”.
Ori Castellani tornano a Villa GiuliaIndagini ufficialmente concluse, recuperata anche collana

01 aprile 201918:45

– Rubati sei anni fa in una burrascosa notte alla vigilia di Pasqua, in parte recuperati già nella prima fase delle indagini, tornano finalmente quasi tutti a casa da domani, nella sala della Fortuna del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia i gioielli Castellani, capolavori dell’oreficeria d’arte di fine ‘800. Un bottino principesco, orecchini, spille, anelli e collane per oltre 3 milioni di euro recuperato quasi integralmente, dopo una complessa attività investigativa, coordinata dalla procura della Repubblica di Roma e condotta dal Reparto operativo del Comando carabinieri.
I gioielli, in parte copie di monili etruschi, appartengono alla collezione donata nel 1919 al museo dalla famiglia Castellani, orafi e antiquari romani dell’Ottocento, appassionati collezionisti di antichità. In occasione del sesto anniversario dal furto, il museo e i carabinieri Tpc annunciano la conclusione delle indagini e presentano l’ultimo ritrovamento, una collana d’oro, con smeraldi incisi, rubini, perle.
La casa di carta n.3 il 19/7 su NetflixNel trailer “La vacanza è finita” protagonisti tornano a realtà

01 aprile 201918:53

– La terza stagione della fortunata serie spagnola La Casa di Carta (La Casa de Papel), scritta da Alex Pina, debutterà su Netflix il 19 luglio. Ad annunciarlo un comunicato della piattaforma d’intrattenimento via Internet.
Nelle prime immagini della terza parte si vedono i protagonisti intenti a godersi le rispettive vacanze quando arriva qualcosa a perturbarle ed a riportarli alla realtà dei fatti. “La vacanza è finita” recita infatti il trailer di presentazione. Il professore, Tokyo, Denver, Rio, Nairobi e tutti gli altri. “Tagliata” dalla compagnia di Los Gatos in episodi di durata regolare rispetto alla messa in onda originale, e proposta nei 190 paesi dove arriva il servizio di streaming, La casa di carta è esplosa fino a trasformarsi in fenomeno planetario. Uno delle serie in lingua non inglese più visti sulla piattaforma.
Incassi, Dumbo vince con 3.3 milioniSlitta 2/o A un metro da te, 3/o Bisio Bentornato Presidente

01 aprile 201910:35

– Dumbo di Tim Burton è il re dell’ultimo week end di marzo al botteghino italiano. L’incasso è di 3 milioni 336 mila in 4 giorni con una media di 4000 mila euro su 834 sale. Slitta dalla vetta al secondo posto A un metro da te di Justin Baldoni, che guadagna un altro milione per un totale di 2 milioni 792 mila in 15 giorni. A chiudere il podio un altro debuttante, Bentornato Presidente con Claudio Bisio e Sarah Felberbaum, con 635 mila euro.
Altri 3 film hanno cominciato la loro “corsa” lo scorso fine settimana: l’horror The Prodigy – Il figlio del male di Nicholas McCarthy che mette via 260 mila euro e conquista il sesto posto, Una giusta causa (On the Basis of Sex) – di Mimi Leder con Felicity Jones, Justin Theroux e Kathy Bates – che è ottavo con 195 mila euro e il fantascientifico Captive State il film di Rupert Wyatt che chiude decimo con 161 mila euro.
Morto l’attore Giacomo BattagliaArtista reggino si esibiva in coppia con Gigi Misefari

REGGIO CALABRIA01 aprile 201914:17

– E’ morto la scorsa notte in un ospedale di Crotone, dov’era ricoverato da tempo per una grave malattia, l’attore reggino Giacomo Battaglia.
Battaglia, 54 anni, noto per esibirsi in pubblico in coppia con Gigi Misefari, uno dei protagonisti delle ultime stagioni del teatro Bagaglino di Roma e più volte ospite di Porta a Porta, la trasmissione di Bruno Vespa, di cui era imitatore ed estimatore. Pur colpito dalla grave malattia, Battaglia, fino a che le condizioni di salute glielo hanno permesso, ha proseguito la sua attività culturale, scrivendo il romanzo “Mia madre non lo deve sapere”, e a chiunque lo avvicinava ripeteva continuamente: “Chi non ride è fuori moda”.
Secondo quanto si è appreso, i funerali saranno celebrati a Reggio Calabria in forma privata. Il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà ha proclamato per domani il lutto cittadino e l’esposizione delle bandiere della sede municipale a mezz’asta.
Luttazzi in Rai per ipotesi programmaA 17 anni dall’Editto Bulgaro

01 aprile 201919:36

A 18 anni dalla bufera Satyricon, a 17 dal cosiddetto editto bulgaro di Silvio Berlusconi, Daniele Luttazzi si è rivisto a Viale Mazzini, dove ha incontrato il direttore di Rai2 Carlo Freccero, che fin dall’arrivo alla guida della seconda rete aveva parlato dell’idea di riportare l’attore in Rai. Il colloquio è durato circa un’ora e mezza: sul tavolo, un progetto satirico in otto puntate. Se ci saranno le condizioni, il programma dovrebbe andare in onda il prossimo autunno. Due settimane fa, durante l’audizione in commissione di Vigilanza, Freccero aveva spiegato di volere il “controllo editoriale” sul programma di Luttazzi, annunciando che avrebbe incontrato il comico al ritorno dalla Spagna. E il 1 aprile, in un’intervista alla ‘Stampa’, ha aggiunto: “Sto pensando a uno show di satira di 50 minuti ma devo prima parlarne con lui”.
Mick Jagger sarà operato al cuoreIn settimana a New York. Media, ‘atteso recupero completo’

NEW YORK01 aprile 201919:36

La star dei Rolling Stones, Mick Jagger, si sottoporra’ in settimana a New York ad un intervento per la sostituzione di una valvola cardiaca. Lo rivela Drudge Report. Secondo una fonte informata, Jagger dovrebbe riprendersi completamente e tornerà sul palco entro l’estate. L’operazione a cui si sottoporrà Jagger ha un tasso di successo del 95%, e secondo quanto rivelato dalla fonte a Drudge Report la rockstar, 75 anni, e’ in condizioni fisiche straordinarie. I Rolling Stones hanno annunciato durante il fine settimana che avrebbero posticipato il tour in 17 città di Usa e Canada, che doveva partire il 20 aprile a Miami, a causa dei problemi di salute del cantante. La band ha fatto sapere che “a Mick e’ stato consigliato dai medici di non andare in tour in questo momento, perche’ ha bisogno di cure”. “Sono devastato per aver dovuto posticipare il tour – ha detto invece Jagger secondo il New York Post – ma lavorerò duramente per tornare in pista il prima possibile. Porgo a tutti le mie scuse”.          [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 03:36 DI DOMENICA 31 MARZO 2019

ALLE 03:04 DI LUNEDì 01 APRILE 2019

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In sala After, fenomeno da milioni copie
Saga nata da fanfiction. Anna Todd, lettori vi si riconoscono

31 marzo 2019 03:36

– E’ nata da una fanfiction (storie scritte dai fans ispirate da libri, film, serie o celebrità) su Harry Styles degli One Direction, scritta da Anna Todd, classe 1989, sul cellulare, e letta online oltre un miliardo e mezzo di volte, l’impressionante fenomeno letterario young adult di After. La saga romantica pubblicata poi in cinque libri, ha venduto finora circa 15 milioni di copie nel mondo di cui un milione e 400 mila in Italia dov’è adita da Sperling & Kupfer.
Inevitabile l’approdo al cinema: il primo film, After di Jenny Gage con Hero Fiennes Tiffin (nipote di Ralph Fiennes) e Josephine Langford, in sala dall’11 aprile con 01 Distribution.
“Non so il motivo di tanto successo – spiega Anna Todd oggi a Roma, dove è arrivata con Fiennes Tiffin, dopo la tappa di Milano dove i fans gli hanno riservato un bagno di folla -. I lettori mi dicono di riconoscersi nei personaggi. Una storia d’amore, come un romanzo di formazione hanno temi universali, ma non penso saprò mai con sicurezza cosa sia scattato”.
Un legal thriller all’italiana in Puglia”Se vivi a Bari, non potrai sfuggire al giudizio del mare”

BARI31 marzo 201915:38

– ALESSANDRO FLORIO, DELITTO VISTA MARE (Marlin Editore, pp. 144, 12,90 euro). “Di fronte a noi è seduto un imputato. Che si tratti di una persona, è un fatto di secondaria importanza. Siamo persone, però, prima ancora di essere imputati. E prima ancora di essere persone, siamo storie.
Storie che un pubblico ministero ha la presunzione di raccontare tra le righe di un capo d’imputazione”. La vicenda che viene raccontata in questo avvincente romanzo muove dal mare e al mare fa ritorno. Un’onda lunga che raccoglie e trascina, con grazia, i protagonisti di una storia dove sono le tinte del giallo a farla da padrone, seppure intrise di contenuti introspettivi. La vicenda giudiziaria diviene, infatti, lo sfondo sul quale si muovono, su piani e registri narrativi differenti, i personaggi del romanzo, ognuno dei quali vuole raccontare la storia dal proprio punto di osservazione. Il plot narrativo ben congegnato parte da un efferato omicidio e punta alla scoperta del suo carnefice. Nel vecchio rimessaggio di barche di San Girolamo a Bari è stato ritrovato il corpo senza vita del giovane Salvatore. La difesa dell’unico indagato, un pescatore molto vicino alla vittima, viene affidata all’avvocato Donnaroma, mentre gli inquirenti annunciano di aver già assicurato il colpevole alla giustizia. La ricerca della prova dell’innocenza del proprio assistito dovrà allora passare attraverso un’indagine privata del difensore. Tra vicoli ciechi e false piste, l’avvocato andrà alla ricerca di un diverso colpevole. La vicenda giudiziaria rievocherà storie e relazioni tra i personaggi, rimestandole da un passato mai del tutto dimenticato. Sullo sfondo, una Bari insolita, sferzata dal vento di maestrale, e il mare, immutabile e sornione, filo conduttore dell’intero romanzo, su cui aleggia la presenza discreta del personaggio femminile, Margherita, compagna a distanza dell’avvocato Donnaroma. Dotato di uno stile molto personale, che rende la scrittura immediata e di forte impatto, l’autore utilizza abilmente il linguaggio legale per restituire autenticità e realismo al racconto, immettendo il lettore nell’ambiente dei tribunali e delle carceri, di solito trascurato dai giallisti, ma così ricco di risvolti umani.
“Delitto vista mare” è il secondo romanzo scritto dall’autore Alessandro Florio dopo “Nazariantz”, anche nel libro d’esordio c’era nei panni del protagonista lo stesso avvocato Donnaroma

Educazione di Rey, thriller-westernIn sala la storia di formazione di Santiago Esteves

31 marzo 201915:20

-#Thriller #Adolescenza, #StoriaDiFormazione, #DenunciaSociale, #Criminalità, #Argentina, #PubblicoGiovane, #OperaPrima e #NoirNonConvenzionale, questi i puntuali hashtag assegnati a ‘L’educazione di Rey’, film indipendente argentino di Santiago Esteves che sarà distribuito in Italia da Exit Media dal 4 aprile dopo aver preso molti premi. Reynaldo, detto “el Rey” (Matías Encinas) è uno dei tanti ragazzi che vivono nella realtà periferica argentina senza lavoro, soldi e speranze. A un certo punto chiede aiuto al fratello maggiore Josuéper trovare un lavoro e lui lo coinvolge in una rapina da fare insieme per un grosso criminale. E questo con la tacita collaborazione della polizia corrotta. Il silenzioso Rey accetta, ma il colpo alla fine va storto e Josué e il suo giovane complice vengono catturati da una volante della polizia.
Non è così per Rey che riesce a fuggire con la refurtiva.
Durante la sua fuga cade nel giardino di Carlos Vargas. Tra i due nasce lentamente un rapporto quasi tra padre e figlio.
Chichiarelli, dopo Suburra ecco IfigeniaAttrice al debutto in testo di Gary Owen dedicato a ‘invisibili’

31 marzo 201915:22

– ”Ifigenia? La ritrovi in tutti coloro che vivono ai margini, negli invisibili. È nel sacrificio di tutte le persone abbandonate e in difficoltà che incontriamo ogni giorno”. A parlare è Barbara Chichiarelli. O, per molti, l’implacabile Livia, spietatamente in guerra per il controllo dei traffici di Ostia in Suburra, la serie Netflix che l’ha fatta scoprire al grande pubblico.
Classe 1985, occhi azzurri e voce profonda, dagli spari della mala romana, passando per le note de La compagnia del cigno su Rai1 e di Un’avventura con Michele Riondino e Laura Chiatti al cinema, ora l’attrice sta per tornare in teatro e, quasi per contrappasso, ha scelto la dimensione più intima: sola in scena, con un monologo e nello spazio raccolto dell’Eliseo Off di Roma.
L’occasione è l’Ifigenia in Splott dello statunitense Gary Owen, al debutto dal 3 al 29/4, con la regia di Roberto Romei. Una storia di periferia, con un’Ifigenia del XXI secolo, pochi sogni e ancor meno speranze, ben lontana dal tempo di Euripide

Ernia, mi diverto con la deluxeNitro, Lazza e Chadia in ’68 (Till The End)’. ‘Rap è cultura’.

31 marzo 201915:23

– Ernia aggiunge un altro pezzo della saga con ’68 (Till The End)’, riedizione dell’album pubblicato a settembre. Per il rapper milanese le sette tracce in uscita il 5 aprile (il 12/4 anche in doppio LP) sono un’occasione per allargare le frontiere e sfogarsi, come spiega: “Volevo divertirmi, l’ho preso come fosse un mixtape, che si fa con freestyle e amici”. Oltre a Nitro nel mid-tempo ‘Certi giorni’, primo estratto, Ernia collabora con Lazza in ‘Il mondo chico’ e l’emergente Chadia Rodriguez in ‘Mr Bamboo’. A proposito di ‘Phi’, brano dal contenuto sessuale esplicito, dice: “Chi critica il rap da benpensante magari sostiene che Mick Jagger sia un genio, e non capisce che anche i suoi testi parlavano sempre di sesso: se tanti ci ascoltano, allora magari vale la pena prendersi il tempo per capire cosa c’è dietro, cosa stiamo dicendo. Piaccia o meno, stiamo facendo la cultura di questo tempo”. Dal 5/4 Ernia girerà l’Italia per sei in-store, mentre il tour ripartirà a giugno.
Le giostre, un giro di nostalgia e futuroA Rovigo racconto e fascino delle macchine del divertimento

ROVIGO31 marzo 201918:36

– Guardare una giostra è varcare la linea del tempo, specchiarsi nei bambini che in quel continuo girare in tondo sognano di domare cavalli, leoni e draghi, o di guidare auto da corsa, treni e aerei in un vortice magico fatto di velocità, luci colorate, musica. Momenti che le macchine del divertimento fanno riemergere dai ricordi sospesi dell’ infanzia. Vertigine del movimento e nostalgia. È un invito a farsi prendere dalle emozioni la mostra “Giostre! Storie, immagini, giochi”, che Palazzo Roverella a Rovigo ospita fino al 30 giugno. Il viaggio, curato da Roberta Valtorta, mette insieme dipinti di grandi artisti e immagini dei maestri della fotografia, pezzi di giostre d’epoca, modellini, giocattoli ispirati alle attrazioni del luna park.
L’idea di un appuntamento del genere proprio a Rovigo non è casuale. A Bergantino, un comune poco distante di nemmeno tremila persone, c’è il Museo storico della giostra e dello Spettacolo popolare.
Jordan Peele ci riprova con Us-NoiUn film che ribalta le carte della cultura occidentale

LOS ANGELES31 marzo 201916:08

– Due anni fa aveva sorpreso tutti con il suo esordio da regista e con un film, Get Out (Scappa), che aveva spiazzato pubblico e critica, conquistando entrambi. Oggi Jordan Peele ci riprova con “Us”, in Italia dal 4 aprile con il titolo “Noi”, ma il regista afroamericano non è più una sorpresa bensì è già diventato uno di quei fenomeni alla Tarantino che, più che avere successo in un genere, il genere lo hanno creato. Peele, infatti è già maestro dell’horror intelligente, divertente, provocatorio, politicamente impegnato, attento alla questione razziale, intrigante e costruito su diversi livelli. US è il pronome inglese ‘noi’, prima persona plurale, ed è anche l’acronimo che sta per Stati Uniti d’America e “Us”, che vede protagonisti il premio Oscar Lupita Nyong’o, Winston Duke, i giovanissimi Shahadi Wright Joseph e Evan Alex e una spassosa Elisabeth Moss, è un film che ribalta le carte della cultura occidentale, della paura dello straniero.
Premio Terzani: Palmanova, disponibiliComune ritiene un peccato se manifestazione va fuori regione

TRIESTE31 marzo 201917:24

– “Il premio Terzani e il Festival Vicino/Lontano sono eventi culturali di livello. Abbiamo il dovere di salvaguardare il grande valore che creano in regione.
Per questo, come Comune di Palmanova, senza prevaricare o voler far alcuna polemica con il Comune di Udine, ci mettiamo a disposizione degli organizzatori per ospitare e sostenere le manifestazioni”. Così Francesco Martines, Sindaco di Palmanova, interviene nelle polemiche sorte in questi giorni attorno all’appuntamento culturale. “Palmanova, città UNESCO, città di cultura, accogliente, baricentrica a livello regionale è pronta a fare la sua parte, mettendo a disposizione i locali e il supporto necessario per fare in modo che l’evento venga valorizzato e continui la sua opera di divulgazione culturale, di dibattito e confronto di idee, di formazione e promozione del territorio”, ha aggiunto Martines.

In mostra le Erosioni di CasaliniArtista napoletano allo SBA di Ostia. Da 9/4 Atelier al Macro

31 marzo 201918:35

Le ”Erosioni”. Quelle psichiche e quelle materiali, cui siamo esposti e che dalla ”materia povera e inerte di cui siamo fatti” offrono una possibilità di riscatto nella bellezza. Ma anche nel suo opposto, la rovina e il disfacimento. È il viaggio della nuova personale di Oreste Casalini, artista napoletano negli anni già protagonista alla Biennale di Architettura di Venezia, Roma, più volte al Castello di Rivara, Dresda e alla Kandinskij House a Mosca. E che dal 14 aprile al 5 maggio sarà con la personale ”Erosioni” allo SBA Sporting Beach Arte, la giovane galleria dedicata all’arte contemporanea nata sulla spiaggia di Ostia (RM), negli spazi dello storico stabilimento balneare, che dal 2016 promuove mostre e artisti sui temi legati all’ambiente naturale e sociale (di pochi giorni fa, la performance collettiva Terzo Paradiso/Sulla sabbia di Ostia di Michelangelo Pistoletto). Questa volta lo SBA mette in gioco il suo spazio esterno, tra mare e cielo, su quella spiaggia nera e ferrosa che il Mito vuole vide lo sbarco di Enea. E così, nella lunga residenza invernale di Casalini, la sabbia, il sale marino, l’acqua o i frammenti di legno levigati dal mare sono diventati ispirazione e materia d’arte. Quattro i gruppi di opere che incarnano le sue Erosioni raccontando storie lontane quanto l’orizzonte. Ci sono gli Eroi, grandi figure scure dalle forme ormai smussate, che campeggia sulla spiaggia di fronte alle onde. Le Pozzanghere, serie di pannelli di sabbia in cui la superficie dell’acqua riflette il cielo (ma, chissà, anche volti e figure custoditi dal mare). Poi i Sopravvissuti, tra sculture in sabbia e legno, le cui forme classiche sono stravolte dal tempo fino ad assumere forme inaspettate, ma anche grandi figure che galleggiano nella piscina rimandando ai calchi delle vittime di Pompei e di altre tragedie. Fino alle Ricostruzioni, due grandi colonne ricostruite secondo una anastilosi arbitraria a raccontare il momento successivo alla catastrofe, il cosa fare dopo la distruzione, recuperando il passato per tradurlo in presente. Ad approfonidre la riflessione sull’erosione e sulla sopravvivenza, dei sentimenti, del corpo, dell’uomo e dei ricordi, allo SBA saranno poi anche i lavori degli studenti del Biennio della RUFA – Ludovica Baldini, Valentina Marino, Hamida Sager, Ellen Wolf e Sara Zanin – nel progetto site specific Quel che rimane, disseminato in vari luoghi della struttura da scoprire attraverso una mappa. Casalini, invece, già nei prossimi giorni sarà protagonista anche al Macro Asilo – Museo d’arte contemporanea di Roma, il 4 aprile in una conferenza/performance collettiva per gli Autoritratti del Macro sul concetto di Arte; e dal 9 al 13 per una settimana di Atelier in cui lavorerà a una speciale installazione con le sue carte dipinte, e mai esposte, dal 1989 al 2019.

Fiera Ragazzi al via tra Scarry e storie di migrantiDal 1 al 4 aprile a Bologna grande spazio anche alla poesia

31 marzo 201919:54

Zigo Zago, il gatto Sandrino, Mamma Orsa e gli altri animali: l’universo di Richard Scarry torna a brillare, a cento anni dalla nascita del suo inventore, nella mostra ‘1,2,3…Scarry!’, a cura del figlio Huck, con illustrazioni originali e memorabilia, e in uno speciale restyling della collana di albi Mondadori alla Fiera del Libro per Ragazzi che si inaugura il 1 aprile a Bologna alla presenza tra gli altri di Lucia Borgonzoni, sottosegretario ai Beni Culturali. Alla 56/ma edizione – con paese ospite d’onore la Svizzera, due nuovi padiglioni e 1.400 espositori da oltre 80 paesi – si potrà scoprire in anteprima anche ‘Storie di talenti’, la prima collana Disney, pubblicata in Italia da Giunti, che incoraggia ad allenare le proprie virtù e a seguire il proprio talento. Il titolo di lancio ‘Ragazze che hanno allenato il Coraggio e la Gentilezza’ raccoglie le storie di due delle Principesse Disney più amate: Belle e Cenerentola ed è completato da una sezione di consigli e test di approfondimento. E tra le numerose novità, il ritorno di Pietro Marietti, già creatore di Edizioni Piemme e dell’azienda transmediale Atlantyca Entertainment, che a Bologna annuncerà la nascita di ‘Marietti Junior’, una nuova casa editrice per bambine e bambini, ragazze e ragazzi, con la consulenza creativa di sua figlia Caterina, editrice di Bao Publishing. Tra le tendenze della 56/ma edizione il grande tema dei migranti con l’arrivo a Bologna delle canadesi Mary Beth Leatherdale ed Eleanor Shakespeare, autrice e illustratrice di ‘In mezzo al mare-Storie di giovani rifugiati’ (Il Castoro), tradotto dai ragazzi volontari della Biblioteca Ibby di Lampedusa, che raccoglie cinque storie vere di tempi e luoghi diversi tra cui quella di Mohamed, che sarà in fiera. Fuggito dalla Costa d’Avorio in piena guerra civile e, dopo un viaggio terribile, Mohamed racconterà come è arrivato in Italia dove ora vive e lavora. Il movimento contro i cambiamenti climatici di Greta Thunberg ha contagiato anche l’editoria per ragazzi che comincia a dedicare sempre maggior attenzione alla natura. Tra i titoli per i più piccoli spicca ‘Ma come, è sparito così?’ (La Nuova Frontiera Junior), un albo della portoghese Catarina Sobral che racconta come un giorno gli abitanti della terra al loro risveglio si rendano conto che il mondo non c’è più e poi ‘Un albero, una storia’ (Gallucci) di Cecile Benoist dedicato al rapporto tra l’uomo e gli alberi. Grande spazio è riservato alla poesia con il progetto ‘Nella casa del poeta. Rileggere Carducci a Casa Carducci’ che sarà lo scenario di reading e letture per bambini e bambine nella casa del Premio Nobel e con, tra gli appuntamenti più attesi, quello con Bruno Tognolini e la sua raccolta in forma di filastrocche ‘Rime rimedio’ (Salani).
Sempre forti le biografie di donne, sulla scia dello strepitoso successo di ‘Storie della buonanotte per bambine Ribelli’ (Mondadori), dove si distingue uno dei primi titoli della narrativa per ragazzi di Harper Collins Italia: ‘Mosche, cavallette, scarafaggi e premio Nobel’ di Luigi Garlando che racconta la storia di Rita Levi Montalcini attraverso la voce di Gigino che cerca fortuna negli Stati Uniti e diventerà suo assistente. E poi l’originale libro a quattro mani di Beatrice Masini e Fabian Negrin ‘Le amiche che vorresti e dove trovarle’ (Giunti) da cui è nato il progetto ‘Adotta un’amica’ lanciato da Giunti nelle librerie di tutta Italia, invitate ad adottare una delle eroine dedicandole uno spazio speciale in vetrina e in libreria.
E tra gli anniversari, i 50 anni dalla conquista della Luna con la proposta di tanti viaggi spaziali per i bambini e ragazzi come ‘L’uomo sulla luna’ (Corraini) del grafico e illustratore Seymour Chwast o ‘Voglio la luna’ (Editoriale Scienza) dell’astronauta Umberto Guidoni con lo scrittore Andrea Valente e le illustrazioni si Suzy Zanella. E non poteva essere dimenticato dall’editoria per ragazzi l’anniversario dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci celebrato anche da Geronimo Stilton ne ‘Il segreto di Leonardo’ (Piemme) in uscita in 8 paesi. E il 3 aprile si sapranno i vincitori del Premio Strega ragazze e ragazzi.

Dumbo domina box office Usa, parte lentoIn seconda posizione Us di Jordan Peele

31 marzo 201920:02

– Il “Dumbo” della Disney non sta esattamente prendendo il volo al botteghino nordamericano come gli altri suoi remake di classici animati. La Walt Disney Co. ha dichiarato che il film diretto da Tim Burton ha incassato circa 45 milioni di dollari a livello nazionale contro un budget di produzione di 170 milioni di dollari. È meno della metà di ciò che “La Bella e la Bestia” e “Il libro della Giungla” hanno incassato al debutto. “Dumbo” ha superato gli “Us” di Jordan Peele al secondo posto con 33,6 milioni di dollari, portando il suo totale a 128,2 milioni nella seconda settimana. “Captain Marvel” è arrivato terzo con altri 20 milioni. Ora è arrivato a guadagnare oltre 350 milioni in Nord America.          [print-me title=”STAMPA”]

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Callas e Pasolini a 50 anni da ‘Medea’
2 aprile 80 anni da debutto della cantante e 70 da primo trionfo

30 marzo 2019 03:45

– E’ il due aprile del 1939, esattamente 80 anni fa, quando sul palcoscenico del Teatro Olympia di Atene debutta sedicenne nel suo primo ruolo, la Santuzza di ”Cavalleria rusticana”, Mariana Kalogeropoulos che diverrà celeberrima col nome di Maria Callas e tre decenni dopo sarà la protagonista del film ”Medea” di Pier Paolo Pasolini che arriva nelle sale il 27 dicembre del 1969, giusto quindi 50 anni fa. Fu l’ultima sua interpretazione, risalendo al 1965 le sue precedenti comparse da protagonista a Londra e Parigi in ”Norma” e ”Tosca”, cui poi seguirono solo i concerti del tour in cui duettava con Giuseppe di Stefano nel 1973 e ’74. La Divina morirà a Parigi il 16 settembre 1977.
La sua insegnante di allora, Elvira De Hiadlgo, soprano d’agilità del bel canto, parlava di ”qualità interpretative impressionanti” e di ”sguardo e mani magiche e comunicative”.
Poi arriva la guerra e bisogna aspettare il 1945 perché possa tornare in America, dove è nata e vive la famiglia, quindi nel ’47, in Italia.

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Tim Burton, Dumbo? L’elefantino sono io
In sala remake Disney con Farrell, Keaton, DeVito e Green

30 marzo 201910:31

Più Disney che Tim Burton questo ‘Dumbo’, atteso remake del film cult del 1941 in sala dal 28 marzo in 700 copie distribuite da Walt Disney Italia. Un film più favola per bambini che dark, rassicurante quanto basta e con tanto di happy end (mancava perfino all’originale), ma niente romanticismo gotico, né malinconia da parte del regista amante delle atmosfere di Edgar Allan Poe. Dumbo resta comunque un capolavoro visionario e pieno di fantasia che presta il fianco poi a temi come diversità, spesso volano di creatività, integrazione e assenza.
“È il remake di un classico straordinariamente forte e con protagonista un personaggio strano – ha spiegato a Roma un Tim Burton animato da grande gestualità -, uno che non è come gli altri, uno con un forte svantaggio, una sorta di freak che trasforma la sua diversità in vantaggio. E poi – ha aggiunto il regista, che ha ricevuto il David di Donatello alla carriera dalle mani di Roberto Benigni – c’è anche il tema della famiglia”. E ha concluso: “Dumbo è il personaggio che mi è più affine, il simbolo della figura dell’artista che fa fatica ad essere accettato”.
Entrano in campo in Dumbo: Holt Farrier (Colin Farrell) ex star del circo appena tornato dalla guerra senza un braccio e che ritrova i due figli orfani, Milly (Nico Parker) e Joe (Finley Hobbins); il proprietario del circo Max Medici (interpretato da un Danny DeVito più fumetto di un fumetto) che assume appunto Holt e figli per occuparsi di Dumbo, elefantino neonato con delle orecchie sproporzionate che lo rendono lo zimbello del suo circo di serie b. Ma quando si scopre che Dumbo sa volare, lo spietato imprenditore V.A. Vandevere (Michael Keaton) e la bella trapezista Colette Marchant (Eva Green) cercano di trasformarlo in una star volante. E questo nello straordinario circo, Dreamland. Dumbo volerà sempre più in alto con Colette, ma insieme a loro monterà anche l’anima nera che c’è in ogni favola che si rispetti.
Burton ha spiegato che sicuramente il circo di Dumbo ricorda quello di Fellini: “Per me lui, Mario Bava e Dario Argento, sono da sempre miei riferimenti, anche se credo che in ogni film di Fellini ci sia alla fine il circo. Per quanto riguarda me non lo amo troppo, mi fanno paura i clown, non mi piacciono gli animali in cattività e trovo gotici i suoi colori sgargianti”.
Il Dumbo originale del 1941? “Non mi ricordo quando l’ho visto, anche perché – ha sottolineato – i film Disney sono nell’infanzia come dei sogni strani vissuti fuori dal tempo”.
Il suo rapporto complicato con la Disney – con cui ha iniziato a lavorare giovanissimo come cartoonist, non troppo in linea con certo spirito zuccheroso dell’azienda, e a cui torna più volte come nel caso di ‘Alice in Wonderland’- , è stato sintetizzato così dal regista, nato nel 1958 a Burbank in California: “La Disney è un po’ la mia famiglia. E si sa che, come capita a tutti, questa a volte si ama e a volte si odia”.
Dialoghi su Dio, la mostra di SagliettiA Genova la storia del monastero Deir Mar Musa el Habasci

GENOVA30 marzo 201911:56

– E’ possibile che monaci di diverse chiese possano pacificamente e quotidianamente confrontarsi con le difficoltà e la ricchezza della diversità, dimostrando che Dio è uno e si può vivere insieme nella sua fede, indipendentemente dalla propria religione? Oppure tutto questo è pura utopia? ‘Sotto la tenda di Abramo’, la mostra del grande fotografo Ivo Saglietti per questo viene inserita nel programma de ‘La Storia in piazza’, quattro giorni di discussione a Palazzo Ducale di Genova dedicati proprio all’ Utopia. La mostra racconta del dialogo possibile tra religioni e uomini attraverso l’esperienza comunitaria dell’antico monastero siro-antiocheno Deir Mar Musa el-Habasci, luogo di ospitalità e scambio interreligioso cattolico e musulmano abbarbicato sulle montagne della Siria, nella comunità fondata da padre Paolo Dall’Oglio, gesuita, fortemente impegnato nel dialogo interreligioso con il mondo islamico. I monaci fotografati da Saglietti sono uomini e donne di diverse chiese e Paesi. Il bianco e nero intenso di questo lavoro, che documenta dall’interno la vita della comunità nel suo quotidiano, ben rappresenta il contrasto di luci e ombre di due mondi in perenne conflitto ideologico che nell’enclave di Deir Mar Musa el-Habasci trovano un luogo di dialogo e di costruttivo confronto. La mostra, curata da Federico Montaldo, si apre il 4 aprile nella ‘sala Liguria’ del Ducale per chiudersi il 5 maggio.

‘Storia in piazza’, si parla di UtopiaCanfora, Schnapp, Delon, Bovero, Rusconi a palazzo Ducale

GENOVA30 marzo 201911:59

– Tommaso Moro, gran cancelliere dell’Inghilterra di Enrico VIII, si è inventato il nome pensando a una società ideale e perfetta: era un’isola, Utopia. Ou-tòpos, il non luogo. Palazzo Ducale, a Genova, con la sua rassegna ‘La storia in piazza’ (da giovedì 4 a domenica 7 aprile) non poteva non parlarne, soprattutto in tempi come questi, dove la bella utopia combatte nei cuori di alcuni una battaglia persa contro il becero e snaturato ‘buonsenso’ dei più. Intanto diciamo: utopia è concetto negativo o positivo? E come la si traduce questa parola antica, con la parola ‘sogno’? illusione? E’, l’utopia, un ideale oppure non lo è? In molti, in questa edizione di ‘La Storia in piazza’ tenteranno di concretizzare un concetto che corpo non ha e non avrà mai. Il primo a farlo sarà Luciano Canfora. Proprio lui, autore nel 2014 di ‘La crisi dell’utopia. Aristofane contro Platone’, aprirà l’evento il 4 aprile alle 18.15 con la sua lectio sul ‘Cosmopolitismo’.
Giornata densissima, la prima, perché dopo Marco Salotti e i suoi ‘Bolscevichi su Marte’, alle 21 Luca Bizzarri, presidente di Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, Walter Lapini, Margherita Rubino e Federico Tiezzi discuteranno di ‘Le città impossibili’. Fino al giorno della chiusura si alterneranno in molti (la mattina per le scuole, il pomeriggio per tutti) per discutere di Utopia. E alla fine vi siete fatti un’idea dell’utopia come l’isola che non c’è, a rimettere tutto in discussione torna una lectio di Luciano Canfora dal titolo ‘Il futuro dell’Utopia’: perché una delle regole auree di ‘La Storia in piazza’ è quella di far uscire dal bellissimo salone del Maggior Consiglio il suo pubblico con più domande in testa di quelle che aveva prima. E anche quest’anno, c’è da scommetterci, questo fortunato obiettivo sarà raggiunto.
“Matera 2019,programma culturale solido”Il Ministro nella Capitale europea della Cultura

MATERA30 marzo 201913:15

– Per Matera Capitale europea della Cultura 2019 “abbiamo un programma culturale solido: naturalmente si può fare di più e siamo qui anche per questo”.
Così il Ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli, che stamani partecipa al workshop “Conoscere per competere” organizzato dalla Federazione nazionale dei Cavalieri del lavoro.
Mostra omaggio Taviani a Lucca festivalTra ospiti rassegna Joe Dante, Rutger Hauer, Michel Ocelot

LUCCA30 marzo 201913:16

– Sessanta foto dedicate al cinema di Paolo e Vittorio Taviani, a un anno dalla scomparsa di Vittorio, in una mostra omaggio ai registi italiani: è uno degli eventi speciali del Lucca film festival e Europa cinema. L’esposizione si è aperta oggi a Palazzo Ducale di Lucca dove rimarrà fino al 30 aprile). Il festival cinematografico è invece in programma dal 13 al 21 aprile: nelcorso della rassegna sarà anche consegnato il premio alla carriera a Paolo Taviani (il 14 aprile) dopo la proiezione della versione restaurata del film Good Morning Babilonia (1987).
La mostra ripercorre i momenti centrali e più significativi della creazione poetica dei Taviani attraverso gli scatti di Umberto Montiroli, fotografo di scena dei due registi a partire dal ’77. Due i percorsi: Sacri Silenzi, a cura di Leonardo Casalini, accompagnato da un documentario che racconta, attraverso testimonianze inedite, l’avventura unica del cinema dei fratelli Taviani; e Cesare deve morire, dedicato al film omonimo, curato da Andrea Mancini.
Al Medimex anche Noemi, Arbore e ZilliDal 6 al 14/4 pubblico potrà ascoltare anche Meta,Noemi e Carone

BARI30 marzo 201915:14

– Pattie Boyd, Ex-Otago, Renzo Arbore, Noemi, Ermal Meta, Nina Zilli e Pierdavide Carone saranno i protagonisti degli ‘Incontri d’autore’ in programma nell’ambito della edizione primaverile del Medimex. Al festival, dall’11 al 14 aprile a Foggia, si esibiranno in due concerti a ingresso libero, in piazza Cavour, Renzo Arbore con un collettivo di jazzisti italiani (12 aprile) e il musicista britannico Bryan Ferry (13 aprile). Un “incontro speciale”, sottolineano gli organizzatori, sarà quello con Klaus Voormann, l’illustratore, bassista e discografico che conquistò un Grammy Award per la copertina dell’album Revolver dei Fab Four, suonò nella Plastic Ono Band e in vari singoli di Lennon, Harrison e Ringo Starr, e partecipò al concerto per il Bangladesh organizzato da Harrison nel 1971. Ad aprire gli ‘Incontri’, il 6 aprile alle ore 19 a Palazzo della Dogana, sarà Pattie Boyd, musa e testimone con la sua macchina fotografica della Swingin’ London. L’artista presenterà la mostra ‘Pattie Boyd and The Beatles’.
Lumi di Chanukkah tra i Sassi di MateraFino al 1 maggio, con 31 opere. Levy ha creato ‘Inaugurazione’

MATERA30 marzo 201916:03

– Le chanukkiot (in ebraico il nome delle lampade rituali a nove braccia) celebrano “il dominio della luce sull’oscurità e nell’immaginario collettivo, evocano l’ebraismo”. A Matera – Capitale europea della Cultura 2019 – sarà visitabile fino al 1 maggio, la mostra “Lumi di Chanukkah – Una collezione tra storia, arte e design”: 31 opere della “Fondazione Arte, Storia e Cultura Ebraica a Casale Monferrato e nel Piemonte Orientale – Onlus” saranno esposte nella sala mostre della Fondazione Sassi.
E per questa mostra, Gabriele Levy ha creato un’opera, “Inaugurazione”, in terra, sassi e gesso, composta da cinque parti/lettere che compongono la scritta Chanukkah in caratteri ebraici. Il 31 maggio l’opera sarà scissa in cinque parti che saranno donate al sindaco di Matera, Raffaello De Ruggeri, al presidente della Fondazione Sassi, Vincenzo Santochirico, al sindaco di Casale Monferrato, alla Città di Lecce e al Must-Museo Storico della Città di Lecce.
Rolling Stones cancellano tour Usa, Mick Jagger sta maleI medici: “Guarirà e tornerà appena possibile sul palco”

NEW YORK30 marzo 201917:13

I Rolling Stones hanno cancellato il loro tour americano perchè Mick Jagger ha problemi di salute.”I medici gli hanno consigliato di non andare in tournée in questo momento perche’ ha bisogno di cure”, ha detto un portavoce. Nessuna indicazione sulla natura della malattia che ha indotto la band a prendere la decisione di cancellare le date di concerti già in programma se non che “i medici hanno detto a Jagger che guarirà completamente in modo da tornare sul palco appena possibile”, ha aggiunto il portavoce.Lo stesso Jagger, in una dichiarazione su Twitter, si è detto dispiaciuto della cancellazione: “Odio deludere I miei fan e sono profondamente deluso di dover rinviare il tour, ma non vedo l’ora di tornare sul palco appena sarà possibile”.

I concerti cancellati sono 17: dovevano cominciare il 20 aprile a Miami per concludersi il 29 luglio in Canada. Inclusi tra le date due show a Chicago e altri a Denver, Washington, Seattle, Filadelfia e Foxborough in Massachusetts.

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Jethro Tull a Trieste è ‘sold out’
Chiude tournee nella penisola per i 50 anni di carriera

TRIESTE30 marzo 201917:34

– E’ praticamente ‘sold out’ il concerto di lunedì 1 aprile dei Jethro Tull, la band simbolo del progressive rock, al Politeama Rossetti di Trieste. Il capoluogo giuliano è la quarta e ultima tappa italiana – dopo Torino, Brescia e Bologna – del tour con il quale la band guidata da Ian Anderson festeggia i 50 anni di carriera. I Jethro Tull hanno inciso trenta album in studio e dal vivo e venduto oltre 60 milioni di copie in tutto il mondo, si sono esibiti in oltre tremila concerti in più di 50 Paesi, con una media di oltre cento concerti all’anno. Quelli però dell’ anniversario sono caratterizzati da un ampio repertorio: da ‘Aqualung’ a ‘Thick as a brick’, da ‘Benefit’ a ‘Songs from the wood’, secondo un catalogo che comprende folk, blues, musica classica e heavy rock. Ian Anderson è accompagnato sul palco da David Goodier (basso), John O’Hara(tastiere), Florian Opahle (chitarra), Scott Hammond (batteria) e un’ospite virtuale a sorpresa.
Comitato celebrazioni 200 anni InfinitoIniziative per tre anni nelle città leopardiane e nel mondo

RECANATI (MACERATA)30 marzo 201917:35

– Il Comitato Nazionale per le celebrazioni del Bicentenario de L’Infinito, la celebre poesia di Giacomo Leopardi scritta nel 1819, si è insediato con una cerimonia nella direzione generale degli Istituti di Cultura e Biblioteche del Ministero dei Beni e Attività Culturali a Roma. Presieduto da Giuseppe Balboni Acqua, ambasciatore d’Italia, à composto da studiosi e personaggi delle istituzioni.
A partire da quest’anno, con i grandi eventi e le esposizioni già in atto a Recanati e a Napoli, e pei i prossimi tre anni il Comitato programmerà iniziative nazionali ed internazionali per celebrare l’anniversario e per diffondere la poesia di Giacomo Leopardi “come strumento etico di forza e di passione per unire popoli e nazioni”. Gli eventi coinvolgeranno, in Italia, le maggiori istituzioni culturali e le Città Leopardiane: Recanati, Roma, Bologna, Milano, Pisa, Firenze e Napoli; nel mondo le Ambasciate e gli Istituti di Cultura. In programma anche un concorso per le migliori traduzioni de L’Infinito.
Firenze ancora capitale cultura?Su Quaderno Rosselli scritti e interviste da Paolucci a Dehousse

FIRENZE30 marzo 201918:35

– Dall’ ex ministro Antonio Paolucci al presidente dell’Istituto universitario europeo Renaud Dehousse, da scritti e interviste a direttori di musei e sovrintendenti a protagonisti della trasmissione del sapere: è il 134/o fascicolo dei “Quaderni del Circolo Rosselli”, la rivista di cultura politica diretta da Valdo Spini, dedicato al rapporto tra Firenze e la cultura. Il “Quaderno” (Ed. Pacini, 130 pagine, 17 euro), curato dal giornalista Stefano Fabbri, porta il titolo “Cultura. Una certa idea di Firenze” e si propone di offrire un contributo alla discussione sul delicato rapporto tra turismo e cultura, sulle radici di una città che si è conquistata sul campo il titolo di “capitale” della cultura e sulla difficoltà che affronta nel mantenerlo.          [print-me title=”STAMPA”]

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Tv: Gomorra 4 al via oggi la nuova stagione su Sky. Dove eravamo rimasti?
Dopo la clamorosa morte di Ciro avvenuta nel finale della terza stagione, si riaccende la lotta per il potere

29 marzo 2019 02:51

Al via questa sera l’attesissima quarta stagione di Gomorra. Nel finale della terza stagione, la morte di Ciro: l’ultima scena è quella del suo corpo che affonda nel mare del golfo di Napoli. Dopo questo clamoroso colpo di scena finale, si riaccende la lotta per il potere, aprendo nuovi imprevedibili scenari tra le fazioni che si contendono il controllo del territorio. L’appuntamento è per ogni venerdì alle 21.15 su Sky Atlantic e Sky Cinema Uno, anche in 4K HDR per i clienti Sky Q. La serie sarà disponibile anche su Sky On Demand, in mobilità su Sky Go e in streaming su NOW TVCon queste premesse prendono il via i primi due episodi diretti da Francesca Comencini.  Si riparte, dunque, dalla stessa notte della morte di Ciro: Napoli sta per cadere in una guerra aperta e Genny (Salvatore Esposito) deve cercare in tutti i modi di mantenere gli equilibri per evitare che un nuovo conflitto scuota Napoli.Per fare questo decide di lasciare il suo regno a Patrizia (Cristiana Dell’Anna), permettendo a un nuovo giocatore dalla potenza economica e militare, di prendere una posizione di rilievo nella scacchiera del potere. Si tratta dei Levante, un ramo della famiglia legato a Donna Imma, il cui patriarca Gerlando domina incontrastato le immense campagne avvelenate a nord di Napoli.    Così saranno scongiurate anche le ritorsioni di Enzo (Arturo Muselli) e Valerio (Loris De Luna), ancora alleati nella partita criminale.
Nel secondo episodio, a un anno dalla morte di Ciro, vediamo Genny reinventatosi totalmente: tatuaggi nascosti, completi alla moda, circondato da una famiglia perfetta con la moglie Azzurra (Ivana Lotito) e il piccolo Pietro, nella sua villa di Posillipo. Un imprenditore che sogna di creare un’eredità per suo figlio, diversa da quella lasciata a lui da Don Pietro. Per fare questo vuole portare avanti un grande progetto, con l’obiettivo di farlo in modo “pulito”. Operazione che si rivelerà molto più difficile del previsto.

La quarta stagione di Gomorra, prodotta da Sky con Cattleya e Fandango, in collaborazione con Beta Film, è nata da un’idea di Roberto Saviano e tratta dal suo omonimo best seller.La supervisione artistica è di Francesca Comencini. La regia è firmata da Francesca Comencini, Claudio Cupellini, Marco D’Amore, Enrico Rosati, Ciro Visco. Il soggetto di serie è di Stefano Bises, Leonardo Fasoli, Maddalena Ravagli, Roberto Saviano. Sceneggiature di Leonardo Fasoli, Maddalena Ravagli, Enrico Audenino, Monica Zapelli. Direttori della fotografia: Ivan Casalgrandi e Valerio Azzali.
L’ultima cena dopo LeonardoSei big dell’arte si confrontano con capolavoro alle Stelline

NO29 marzo 201911:36

– Esplosa con le ‘The Last Supper’ di Andy Warhol, la capacità generativa dell’Ultima Cena viene indagata nella mostra ‘L’Ultima Cena dopo Leonardo’, ideata e realizzata dalla Fondazione Stelline, aperta dal 2 aprile al 30 giugno. A confrontarsi con il capolavoro di Santa Maria delle Grazie, sei figure chiave della scena artistica contemporanea: Anish Kapoor, Robert Longo, Masbedo, Nicola Samorì, Wang Guangyi, Yue Minjun.
La mostra, curata da Demetrio Paparoni, aprirà la Milano Art Week ed è inserita nel palinsesto istituzionale Milano e Leonardo 500, il programma di iniziative e progetti pensati in occasione del quinto centenario della morte di Leonardo.
‘Bianca’, la maternità nell’imprevistoAmicizia e desiderio di un figlio, l’esordio di Francesca Pieri

29 marzo 201911:51

– FRANCESCA PIERI, BIANCA (DEA PLANETA, PP 222, EURO 16,00). La maternità desiderata, negata, vissuta nell’imprevisto. Francesca Pieri la racconta attraversando sentimenti ed emozioni potenti, confrontandosi con la rabbia, la solitudine, la paura nel suo romanzo d’esordio ‘Bianca’, pubblicato da DeAPlaneta. Ma la vera forza di questo libro senza sbavature, dove ogni parola è al posto giusto, si trova nella complicità tra due amiche, Costanza e Silvia, che si conosco da poco tempo ma è come se si conoscessero da sempre. Vicine e distanti si incontrano nelle pause dal lavoro, si confidano speranze e desideri, primo fra tutti quello di avere un figlio, e percorrono insieme una strada che le unisce e le separa nella maternità. Un aprirsi senza riserve, naturale. “Tiravo fuori le cose così, come scavavo la sabbia da bambina. Metti la mano e non sai cosa afferri finché non apri il pugno, sassi o telline?” dice l’autrice.
Costanza ha 35 anni e un matrimonio solido. Silvia è un po’ più grande di lei ed è separata. Restano incinta a pochi mesi di distanza una dall’altra e vivono insieme questa gioia, ma il destino non sarà così roseo come immaginavano. L’amica più piccola dovrà fare i conti con una patologia rara del feto, difficile da identificare, tanto che il medico considera una fortuna averla individuata, e la vita in divenire si trasformerà per lei nella vita che viene interrotta. Per Silvia, futura madre single, invece tutto sembra procedere bene, ma le sorprese arriveranno dopo la nascita di Anita.
La Pieri, madre di due figli, che lavora da molti anni in ambito editoriale e delle pubbliche relazioni, è ufficio stampa di Donzelli editore e vive a mezz’ora di treno da Roma, nel paese dove è nata, riesce in questo libro, che non ha importanza se sia più o meno autobiografico, a far sentire la voce più vera delle donne e a raccontare l’aborto come una scelta a volte inevitabile e comunque, in ogni caso, sempre straziante e dolorosa. “Ci si libera presto di tutto. Questo lo credete voi.
Tempo il giorno dopo e si torna a casa. Anche se io avrei voluto restare in questa stanza di ospedale per sempre” scrive la Pieri che riesce a dare all’amicizia il suo immenso valore anche quando tutto si complica, sembra rompersi e non potersi più aggiustare. “Sul silenzio ho lasciato posare ogni frase, ogni parola per raffreddarla, per farla essiccare all’aria” dice Costanza nel libro.
‘Bianca’ è un’esplorazione dentro se stesse, nella profondità delle nostre anime, che potrebbe in qualche modo spaventare ma che invece porta alla vita, all’esistenza che va sempre avanti e non ci trova mai pronti. E nel raccontare la pesantezza riesce anche e incredibilmente ad alleggerirla. Un romanzo dove c’è il dolore ma anche la luce e dove non c’è alcun astio verso gli uomini che, con il loro sguardo diverso, sono vicini e sensibili, come Marco, il marito di Costanza che fa in modo di riempire i suoi silenzi e la sua sofferenza.
Border, creature dei boschi dentro il mitoIn sala il fantasy-horror di Ali Abbasi già a Cannes

29 marzo 201911:51

Sono creature dei boschi vicine agli animali, ultima resistenza di qualcosa il cui ricordo è ormai solo nel mito, i protagonisti del fantasy-horror d’autore ‘Border – Creature di confine’ secondo lungometraggio del regista scandinavo di origini iraniane Ali Abbasi, in sala dal 28 marzo distribuito da Wanted, PFA e Valmyn.
Eppure in questo lavoro per certi versi urticante e che si nutre nel romanticismo del nord Europa, tutto inizia in sordina in un’atmosfera di normalità. L’attenzione è su Tina (Eva Melander), impiegata in divisa alla dogana. Fisicamente bruttissima, Tina lavora tranquilla e si distingue per un talento particolare: possiede un olfatto eccezionale, capace di fiutare, oltre agli odori anche senso di colpa, paura e vergogna.
L’impiegata in questo è davvero infallibile e trascorre le sue giornate tra la dogana e la sua casa in campagna che condivide con un balordo allevatore di cani da combattimento.
Una vita del tutto ordinaria la sua, fino al giorno in cui incontra Vore (Eero Milonoff) che per le fattezze sembra una sorta di suo doppio al maschile.
Tina si accorge subito che con Vore c’è una straordinaria affinità oltre a provare per lui un’attrazione sessuale incontenibile. E’ evidente che, con quest’uomo, Tina condivide una natura segreta che lei stessa non ha mai davvero conosciuto, una natura segreta che lo stesso Vore le svelerà piano piano.
Ora starà a lei scegliere se continuare a vivere nella bugia o affrontare la verità della sua vera natura che non è quella degli umani.
Border – già candidato all’Oscar per il trucco, vincitore agli EFA per gli effetti visivi e miglior film a Cannes a Un Certain Regard – è tratto dal racconto ‘Gräns’ dello scrittore John Ajvide Lindqvist, definito lo “Stephen King scandinavo” e già autore del best seller horror vampiresco tradotto in dodici lingue ‘Lasciami entrare'(Marsilio) portato sul grande schermo proprio da Abbasi.
‘Border’, dice il regista nelle sue note, “non parla certo della contrapposizione ‘Noi/Loro’, ma solo di una persona che può ed è in grado di scegliere la propria identità. Voglio credere che tutti siamo in grado di scegliere chi essere.
Nonostante non sia interessato a discutere di questioni razziali, sin dalla mia infanzia so cosa si prova ad essere una minoranza. Per me non significa avere un colore diverso della pelle, ma essere una persona diversa e io stesso sono – conclude – una persona diversa in Iran quanto a Copenhagen”.
Michieletto a Francoforte con SchrekerPoi all’Opera di Roma con La vedova allegra, a giugno Salisburgo

29 marzo 201912:53

– Torna all’Opera di Francoforte, dove vide la sua prima esecuzione assoluta nel 1912 e dove mancava dal 1945, il capolavoro di Franz Schreker Der ferne Klang (Il suono lontano), in scena dal 31 marzo alle 18. La nuova produzione è firmata dal regista veneto Damiano Michieletto, al suo debutto nella città sulle rive del Meno. Con lui lo scenografo Paolo Fantin, il costumista Klaus Bruns e il light designer Alessandro Carletti. I video sono realizzati da Roland Horvath e da Carmen Zimmermann.
L’orchestra e il coro dell’Opera di Francoforte sono diretti da Sebastian Weigle. Protagonisti sul palco, Jennifer Holloway e Ian Koziara nei ruoli di Grete e Fritz. Lo spettacolo è replicato il 6, 13, 19, 26 e 28 aprile, il 4 e l’11 maggio.
Michieletto sarà poi all’Opera di Roma con La vedova allegra di Lehár, in scena al Costanzi dal 14 aprile. La successiva nuova produzione del maestro sarà Alcina di Händel con Cecilia Bartoli nel ruolo del titolo, il 7 e il 9 giugno al Festival di Pentecoste di Salisburgo.
Pfm e Cristiano De André cantano FaberConcerto evento il 29 luglio a Verona

marzo 201913:04

– PFM – Premiata Forneria Marconi salì sul palco insieme a Fabrizio de André nel 1978; Cristiano De André nel 1996 per il tour di ‘Anime Salve’. Entrambi più volte hanno riarrangiato la poesia di Faber, dandole nuova veste musicale e sottolineando come i suoi versi continuino ad essere attuali. Il 29 luglio all’Arena di Verona la prog band italiana e il polistrumentista e cantautore si alterneranno sul palco con le loro rispettive performance e condivideranno il finale di un concerto evento dedicato a De André, ‘PFM Premiata Forneria Marconi – Cristiano De André cantano Fabrizio’. Le storie d’amore, degli ultimi, dei soldati e dei carcerati raccontate da Faber saranno interpretate, da una parte, dalla Premiata Forneria Marconi con gli arrangiamenti del fortunato tour ‘Fabrizio De André e PFM in concerto’ e le complesse armonizzazioni tipiche del gruppo e, dall’altra, da Cristiano De André, con il suo tocco rock.
Sting, a maggio il nuovo album My SongsE a luglio doppia data in Italia, a Lucca e a Padova

29 marzo 201913:21

– “E’ la mia vita in canzoni. Alcune di queste ricostruite, altre ristrutturate, altre ancora dotate di una nuova cornice, tutte comunque con un focus contemporaneo”.
Sting racconta così My Songs, il nuovo album composto dalle hit della carriera del 17 volte vincitore di Grammy Award, ognuna ridisegnata e immaginata per il 2019. Il disco uscirà il 24 maggio in vari formati tra cui una deluxe edition con contenuti aggiuntivi. L’album sarà accompagnato da testi scritti da Sting, che condividerà così le sue storie personali legate a quei brani e racconterà come sono state scritte canzoni senza tempo come Englishman In New York, Fields Of Gold, Shape Of My Heart, Every Breath You Take, Roxanne, Message In A Bottle.
Dopo la chiusura del tour mondiale con Shaggy (in Gran Bretagna il 19 e il 25 maggio), Sting partirà per una nuova serie di date live che accompagneranno l’uscita di My Songs quest’estate: in Italia sarà il 29 luglio al Lucca Summer Festival e il 30 a Padova all’Arena Live @ Gran Teatro Geox.
Mappa della metro di New York al MAMboRiproduzione carrozza di testa e omaggio al designer Vignelli

LOGNA29 marzo 201913:42

– MAMbo fermata di The Great New York Subway. A tracciare una linea di collegamento tra la Metropolitana della Grande Mela e il Museo d’Arte Moderna di Bologna è l’ultimo volume scritto e illustrato da Emiliano Ponzi ‘La grande mappa della Metropolitana di New York’ (MoMA – Fatatrac Edizioni). Un racconto sulla genesi della mappa disegnata nel 1972 dal designer italiano di fama mondiale Massimo Vignelli che ancora oggi, con la sua segnaletica elegante e stilizzata, continua a orientare milioni di viaggiatori in transito sulle 24 linee e 472 stazioni di uno dei più grandi e complessi sistemi di trasporto pubblico nel mondo.
Dall’1 aprile al 5 maggio, in occasione di Bologna Children’s Book Fair e ‘Boom! Crescere nei libri’, il Foyer del MAMbo accoglie i visitatori con la riproduzione in legno scala 1:1 della carrozza di testa della metropolitana di New York disegnata da Ponzi, uno degli illustratori italiani più apprezzati, riconosciuti e premiati sulla scena internazionale.
All’interno, in un allestimento dal percorso circolare, gli inconfondibili segni netti e raffinati delle 16 tavole esposte rendono omaggio al rivoluzionario progetto di information design concepito da Vignelli, il cui diagramma originale è stato acquisito nel 2004 dal MoMA – Museum of Modern Art di New York per essere esposto nella collezione permanente. È proprio la celebre istituzione museale statunitense, in collaborazione con il New York Transit Museum, ad avere commissionato al talento di Ponzi una narrazione dal taglio divulgativo sulla storia di questa iconica opera pionieristica, per trasmettere ai lettori l’idea del graphic design come disciplina progettuale in grado di risolvere problemi e lasciare un’impronta sul mondo.

Universal, diritti milionari a Gilberto’Padre’ bossa nova vince causa contro la società discografica

29 marzo 201914:13

– Il musicista brasiliano Joao Gilberto, considerato il ‘padre’ della bossa nova, ha vinto anche in secondo grado la causa intentata contro Universal Music: lo rende noto il sito del quotidiano Folha de S.Paulo.
La sentenza, emessa dalla Corte di appello di Rio de Janeiro, obbligherà la società discografica a pagare royalties milionarie (oltre ai danni morali) all’autore di ‘Chega de Saudade’ (1959), che non li riceveva dal 1964.
Gilberto, 88 anni, si era ridotto in miseria a causa di una “cattiva amministrazione dei propri beni”, come sostengono alcuni media locali. Per via dei debiti accumulati, l’anno scorso l’artista fu costretto anche a lasciare il suo appartamento a Leblon, uno dei quartieri più ricchi di Rio, e sua figlia, la cantante Bebel Gilberto, nel 2017 chiese addirittura la sua interdizione giudiziale.
Capossela al Festival Bellezza 2019L’8 giugno al Teatro Romano di Verona

29 marzo 201914:18

– Una dedica in musica alla Bellezza, ai suoi incantesimi e alla sua invadenza, che apre ferite, spalanca abissi, “per poco spazio entra dagli occhi e s’avvien che trabocchi”. Al suo fascino ipnotico Vinicio Capossela dedica un concerto atto-unico, ‘La Belle Dame sans Merci e altre paralisi della bellezza’, ideato per il Festival della Bellezza, in scena sabato 8 giugno al Teatro Romano di Verona.
Al pianoforte, accompagnato da strumenti classici e di musica antica ma anche elettronici e contemporanei, Capossela si addentra lungo una narrazione che alterna canzoni dall’album Ballate per uomini e bestie ad altri brani scelti dal suo repertorio. Non mancheranno i sonetti musicati dalle Rime di Michelangelo, per i quali Capossela sarà affiancato sul palco dal violoncello di Mario Brunello, riprendendo il filo di una collaborazione iniziata nel 2007.
Il concerto ha al suo interno diversi riferimenti a testi di letteratura messi in musica, come appunto le Rime di Michelangelo, Keats e Oscar Wilde.
185 gallerie internazionali a Miart 2019A Milano dal 5 al 7 aprile, con Fiera e Intesa Sanpaolo

29 marzo 201914:31

– Sono 185 le gallerie internazionali, da 18 Paesi più l’Italia, a miart 2019. Dal 5 al 7 aprile la fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea porta a Milano questo evento, organizzato da Fiera Milano con Intesa Sanpaolo, diretto da Alessandro Rabottini.
Tra i nomi di prestigio per la prima volta a miart ci sono Cabinet (Londra), Corvi-Mora (Londra), Marian Goodman Gallery (NY, Parigi, Londra), Hauser & Wirth (Hong Kong, Londra, Los Angeles, NY, Somerset, St Moritz), Herald St (Londra), Galerie Thaddaeus Ropac (Parigi) e Tucci Russo (Torre Pellice).
A evidenziare il lavoro per la crescita reputazionale della fiera, collaborando coi privati, è stato l’assessore milanese alla cultura, Filippo Del Corno, “anche nella direzione del business culturale” ha detto l’ad di Fiera Milano, Fabrizio Curci. “Internazionalità, eccellenza e attenzione allo sviluppo culturale del territorio sono i pilastri che ci legano a miart 2019” ha aggiunto Saverio Perissinotto, dg Intesa Sanpaolo Private Banking. Come da tradizione, anche quest’anno miart, al padiglione 3 di fiera milanocity, sarà al centro della Milano Art Week, con inaugurazioni, performance e eventi in tutta la città. La fiera poi non sarà soltanto un appuntamento con l’arte moderna e contemporanea in senso stretto, ma anche occasione di confronto culturale a vari livelli, compresa una serie di dibattiti, riuniti sotto la denominazione di miartalks, in collaborazione con In Between Art Film, casa di produzione fondata da Beatrice Bulgari nel 2012 per incoraggiare lo scambio tra diversi linguaggi artistici.
Ci saranno 18 direttori di musei internazionali e curatori, provenienti da dieci Paesi, che assegneranno il fondo di acquisizione Fondazione Fiera Milano e i cinque premi per le gallerie e gli artisti.
Esce il nuovo film di Paolo ZuccaGag, riflessioni e poesia nella storia ambientata in Sardegna

CAGLIARI29 marzo 201914:48

– C’è una missione segreta e speciale da compiere: risalire a chi in Sardegna ha comprato la luna. Per questo i servizi segreti americani e italiani inviano nell’isola un agente segreto. Ma prima deve essere addestrato a diventare un vero sardo. Ruota attorno a questa vicenda “L’uomo che comprò la luna”, brillante e stralunata commedia diretta da Paolo Zucca (regista de L’Arbitro). Esce dal 4 aprile in tutte le sale della Sardegna e subito dopo nel resto d’Italia distribuito da Indigo Film.
Il film è stato presentato in anteprima alla stampa nella sede dell’Ersu di Cagliari. Una trama arricchita di elementi surreali, ironici e poetici. La missione è affidata a un agente segreto americano di origini sarde, Kevin, interpretato da Jacopo Cullin. Completano il cast Angela Molina, Stefano Fresi, Francesco Pannofino, Benito Urgu e Lazar Ristovski, attore di “Underground” di Kusturica. La trama offre lo spunto per dar vita a gag esilaranti e sottolineata da sonorità sarde

Ozpetek napoletano, sono felice’Napoli ti prende, lo dico sempre ai mie amici stranieri’

NAPOLI29 marzo 201914:53

– Il regista Ferzan Ozpetek è diventato cittadino onorario di Napoli. La cerimonia di conferimento si è svolta nella Sala dei Baroni al Maschio Angioino. “Sono felicissimo – ha detto Ozpetek – tanto che stanotte, come un bambino, non riuscivo a dormire”. La cittadinanza è stata proposta e conferita dal sindaco Luigi de Magistris. Nelle motivazioni si fa riferimento alla volontà dell’amministrazione “di rendere reciproca la relazione di affetto tra il maestro Ozpetek e la città attraverso la cittadinanza onoraria quale attestato di ammirazione, stima e affetto”. “Mi sentivo napoletano già prima di oggi. Napoli è una città che ti prende, lo dico sempre ai miei amici americani, francesi, turchi che se si sta due o tre giorni a Napoli e la si gira, allora non c’è scampo”, ha spiegato Ozpetek.
Da Mahmood a Einar, Sanremo Giovani in World TourTappa zero a Roma, poi tournée Farnesina da Tunisi a Bruxelles

29 marzo 201920:08

– ”La nostra musica nel mondo? Fino a qualche mese fa sembra solo uno scherzo. Nicola non è neanche mai uscito dall’Europa”, confessano i Deschema. ”Per me sarà una bella sfida perchè ho paura di volare”, fa eco Einar. ”L’importante è far conoscere il mio lavoro”, sorride Nyvynne. Con loro ci saranno anche Federica Abbare, La Rua e la grande rivelazione Mamhood. I finalisti di Sanremo Giovani 2018 partono così alla conquista del mondo con il Sanremo Giovani World Tour, tournée organizzata dalla Farnesina, promossa in collaborazione con la Direzione Comunicazione Rai, per sette tappe in cinque continenti. Tutte a suon di concerti.”Un world tour – spiega il direttore generale per la promozione del Sistema Paese della Farnesina, Vincenzo De Luca – che porterà la canzone italiana e i suoi giovani talenti a farsi apprezzare nel mondo”. La musica, prosegue De Luca, è una ”delle tradizioni più conosciute del nostro patrimonio immateriale. Con l’Opera lirica è la nostra storia, ma è altrettanto importante la contemporaneità. Quest’anno celebreremo l’anniversario di Leonardo, nel 2020 Raffaello e nel 20121 Dante Alighieri, ma il nostro patrimonio è fatto anche di contemporaneo, design, musica, cucina. Una promozione dell’Italia di ieri, oggi e domani che abbiamo riassunto nel programma Vivere all’italiana, che vuol dire stile, eleganza, patrimonio artistico di un paese che ha la sua unicità anche nell’economia e nella scienza”. Curata dagli Istituti Italiani di cultura, in stretto raccordo con Ambasciate e consolati, e con ”alcune date già sold out”, dice De Luca, la tournée avrà una sua tappa zero questa sera alle alle Officine delle Arti Pier Paolo Pasolini di Roma, per poi partire il 31 marzo da Tunisi, volando a Tokyo, Sydney, Buenos Aires, Toronto e tornare in Europa a Barcellona e Bruxelles il 15 e 16 aprile. Mamhood, che a maggio rappresenterà l’Italia all’Eurovision Song Contest (gran finale il 18 maggio a Tel Aviv condotto per la Rai da Federico Russo e Flavio Insinna), ha assicurato la sua presenza a Tunisi e Bruxelles.”Per noi – spiega il vicedirettore di Rai1, Claudio Fasulo – il tour è la ciliegina sulla torta di un progetto nato alcuni fa e cresciuto nel tempo, soprattutto con gli ultimi due direttori artistici del Festival, Carlo Conti e Claudio Baglioni”. L’elenco dei talenti lanciati è come l’annuario delle classifiche musicali degli ultimi anni. ”Gabbani, Ermal Meta, Irama – cita Fasulo – Ultimo, Nina Zilli, Negramaro, senza scomodare Ramazzotti, Antonacci, la Pausini o Bocelli. Vedremo con la nuova direzione artistica cosa riusciremo ancora a fare. Sarà uno dei primi temi che affronteremo. Intrattenimento e valori importanti: per noi Sanremo Giovani è nell’area di Bocelli, Bolle o Alberto Angela”.Intanto, guidati da Maurizio Filardo, i Giovani porteranno in tour due brani a testa (il sucesso di Sanremo e un inedito), più una cover spaziando da Io che non vivo senza te a Luce o L’italiano versione rock-ragge e gran finale con Avrai di Baglioni. ”Proporre i nostri brani è il miglior modo per farci conoscere”, commenta Nyvynne. ”E’ vero, sono nato a Cuba e ora parto rappresentando l’Italia – riflette Einar – Ma io sono venuto qui a 9 anni, ho preso la cittadinanza e mi sento italiano”. ”Per noi è davvero un sogno che si avvera – concludono i Deschema – Il lavoro vero comincia adesso”.

Ticketone ad Agcom contro bagarinaggio’Nominatività biglietti causa code, disagi ed aumento costi’

29 marzo 201915:08

– Battere il bagarinaggio applicando le sanzioni della legge in vigore dal gennaio scorso e abolire o almeno ripensare la stessa normativa laddove esige a partire dagli acquisti dal primo luglio “un complesso sistema di nominatività” dei biglietti con il rischio di caos, lunghe code, spettatori che non riescono a entrare nelle varie location. E’ prevista per le strutture con oltre 5.000 posti, quindi stadi e palastrutture. Ticketone, società che vende gli ingressi, è scesa in campo sull’annosa questione del cosiddetto ‘secondary ticketing’ presentando un ricorso all’Agcom.
L’ad Stefano Lionetti, in conferenza stampa a Milano, ha sottolineato che “è possibile eliminare il bagarinaggio, i siti sono pochi e conosciuti: abbiamo certificato con un notaio 180 pagine di offerte di biglietti rivenduti a prezzi maggiorati, per un concerto di Jovanotti il biglietto di 59,80 euro viene rivenduto a 190 e anche a 237, altri artisti anche 400 o 800 euro. Ma la nominatività non risolve il problema”.
Mostre, “Unforgettable Umbria” a PerugiaUn racconto attraverso le opere di grandi artisti

PERUGIA29 marzo 201915:39

– La Fondazione CariPerugia Arte presenta “Unforgettable Umbria – L’arte al centro fra vocazione e committenza”, un racconto sul secondo Novecento in Umbria attraverso le opere di grandi artisti che qui hanno scelto di vivere e lavorare, nello spazio di una stagione o di un’intera vita.
Curata da Alessandra Migliorati, Paolo Nardon e Stefania Petrillo, la mostra sarà ospitata a Perugia nel piano nobile di Palazzo Baldeschi al Corso dal 13 aprile al 3 novembre 2019 e proporrà una selezione di dipinti e sculture di oltre 50 artisti di fama internazionale: tra gli altri, Alighiero Boetti, Alberto Burri, Alexander Calder, Giuseppe Capogrossi, Piero Dorazio, Yves Klein, Leoncillo, Brian O’Doherty, Sol LeWitt, Beverly Pepper, Ivan Theimer e Giuseppe Uncini.
“Unforgettable Umbria – L’arte al centro fra vocazione e committenza” è dunque una preziosa occasione anche per scoprire o ripercorrere gli itinerari di un’arte contemporanea capillarmente diffusa nella regione.
Voci Inchiesta: anteprima docu su BannonMladic, Climate change, Gaza. Premio a Mentana a Pordenone

TRIESTE29 marzo 201915:40

– Il documentario su Steve Bannon, ‘The Brink – Sull’orlo dell’abisso’ di Alison Klayman (che sarà presente in sala), in anteprima nazionale, e poi le proiezioni di lavori sul generale Ratko Mladic comandante militare dei serbo-bosniaci durante la guerra in Bosnia, su Gaza, Srebrenica e il Climate Change. Sono alcuni appuntamenti del XII festival di Cinema del Reale di Cinemazero Le Voci dell’Inchiesta che porterà a Pordenone (dal 10 al 14 aprile) il meglio della produzione internazionale dal mondo del documentario e premierà Enrico Mentana e la redazione di Open per ‘Il coraggio delle Immagini’.
La rassegna conta più di venti film e ospiti da tutto il mondo, cinque sezioni tematiche e una giuria d’eccezione, presieduta da Luca Bigazzi, direttore della fotografia del cinema internazionale. Il festival si apre il 10 aprile con The Brink. La regista ha seguito per più di un anno Bannon, ex stratega di Donald Trump, nel suo viaggio tra USA ed Europa per dare vita a The Movement.

Cairo, Giletti resta a La7? “Vedremo””Abbiamo buon rapporto”, dice l’editore. “Sono sempre ottimista”

29 marzo 201915:59

– “Vedremo, non ho ancora annunci da fare”. Così Urbano Cairo, rispondendo a chi gli chiede se Massimo Giletti resterà a La7.
“Abbiamo un buon rapporto, ci vediamo ogni tanto”, aggiunge Cairo a margine della seconda giornata dell’Rcs Academy business school in riferimento alla cena a Roma di qualche giorno fa.
“Ogni tanto ci fotografano, altre volte no”, sorride. Ma è ottimista? “Sono sempre ottimista”, conclude l’editore.
Lecce, Ulivo d’oro a Sokurov e SandrelliIl Festival del Cinema Europeo compie venti anni e rilancia

29 marzo 201916:10

– Per i 20 anni del Festival del Cinema Europeo, in programma a Lecce dall’8 al 13 aprile, masterclass del regista russo Aleksandr Sokurov e consegna dell’Ulivo d’Oro alla carriera, premio che andrà anche a Stefania Sandrelli.
Questi due tra i momenti più importanti del festival salentino che, grazie alla copertura economica biennale da parte della Regione Puglia, ha potuto annunciare anche le date dell’edizione 2020: 30 marzo-4 aprile.
Tra i titoli in concorso, Cronofobia di Francesco Rizzi (Svizzera) con Vinicio Marchioni che sarà a Lecce. Nino Frassica, Paola Minaccioni e Alessandro Siani, protagonisti della nuova commedia italiana, riceveranno l’Ulivo d’argento.
Fasulo, Sanremo 2020? Tutti alla pari”Un’edizione importantissima, legata ai 70 anni del festival”

29 marzo 201916:15

– “Sanremo 2020? I bookmaker danno tutti alla pari”. È con una battuta che il vicedirettore di Rai1, Claudio Fasulo, risponde, nel corso della presentazione del Sanremo Giovani World Tour, sul destino della prossima edizione del Festival, che rumors insistenti vorrebbero affidata al tandem Carlo Conti-Amadeus.
“Sarà sicuramente un’edizione importantissima – dice Fasulo – perché legata all’anniversario dei 70 anni. Quel che posso dire – aggiunge – è che Sanremo Giovani sta particolarmente a cuore alla Rai e a Rai1, in una continuità che ha toccato tutti i direttori artistici, in particolare Carlo Conti e Claudio Baglioni”. Quanto ai tempi per la scelta di chi guiderà il prossimo Festival, “spero siano rapidi, per iniziare a lavorare.
Dobbiamo anche cominciare a preparare il prossimo Sanremo Giovani, che sarà presumibilmente tra novembre e dicembre”.
de Chirico a Genova, della metafisica continuaOltre cento opere dalle maggiori collezioni pubbliche e private

GENOVA29 marzo 201920:12

GENOVA – Metafisica e Utopia sono davvero così distanti? Probabile, eppure basta guardare gli orizzonti in certe tele di de Chirico per ripensare alle parole di Eduardo Galeano: “L’utopia è come l’orizzonte: cammino due passi, e si allontana di due passi. Cammino dieci passi, e si allontana di dieci passi. L’orizzonte è irraggiungibile. E allora, a cosa serve l’utopia? A questo: serve per continuare a camminare”. E camminare lungo il tracciato della mostra ‘Giorgio de Chirico. Il volto della metafisica’, a Palazzo Ducale di Genova dal 30 marzo al 7 luglio, significa spingere sempre più lontano un orizzonte che è insieme sogno, incubo, spettro concreto di uno spazio che pur sembrando costante è capace di svelare una evoluzione.Punti di vista, oggetti apparentemente banali che svelano metafisici inquietanti soggetti, e comunque orizzonti che si allontanano. La rassegna, 100 opere provenienti dalle maggiori collezioni pubbliche e private (la Galleria Nazionale di Roma, Palazzo Pitti di Firenze, la Casa-Museo Boschi Di Stefano di Milano, il Mart di Rovereto, oltre alla stessa Fondazione Giorgio e Isa de Chirico di Roma), non solo segna il ritorno di de Chirico a Genova dopo 25 anni dalla sua ultima esposizione, ma propone una revisione critica della complessa attività del maestro a 100 anni dalla decisione di prendere una diversa direzione dalla pittura metafisica a favore di stili e tecniche ispirati al classicismo e ai grandi maestri del passato. In linea con la posizione che de Chirico ha sempre sostenuto, la mostra sottolinea non un distacco, ma un’evoluzione sempre più sofisticata. Ecco dunque la Metafisica continua.Divisa in sezioni, la mostra su de Chirico proposta dal Ducale e curata da Victoria Noel-Johnson, parla al visitatore del tema del viaggio e del ritorno, del mondo degli esterni metafisici, delle figure, degli interni metafisici, della natura metafisica e si chiude con la sezione ‘La metafisica incontra la tradizione’ con vari ritratti figurativi che contengono chiari riferimenti alla ritrattistica del 400 e 500: Ritratto della madre (1911) e La signora Gartzen (1913), ma anche autoritratti di de Chirico in abiti del Seicento ispirati alle opere di Rubens e Velázquez.

Tom Hanks verso un film su Elvis PresleyIl colonnello Tom Parker, manager che controllava vita artista

NEW YORK29 marzo 201916:41

– Tom Hanks potrebbe vestire i panni del colonnello Tom Parker in un prossimo film su Elvis Presley. Hollywood Reporter scrive che l’attore è in trattativa per la parte nella biopic diretta da Baz Luhrmann per la Warner Bros.
Parker era il manager, di origini olandesi, che controllava ogni aspetto della vita di Presley. Il film, che non ha ancora un titolo, parlerà dell’ascesa dell’artista e dell’apice della sua carriera focalizzandosi soprattutto sul suo rapporto con il colonnello (un titolo onorario, ndr) Parker. Il manager conobbe Presley a metà anni ’50, all’epoca non aveva neanche 18 anni, ma fu subito colpito dal suo talento. Nei due anni successivi catapultò Elvis sulla scena nazionale facendo di lui un fenomeno.
Nozze lampo per Nicolas CaseIl 23/3 ha sposato Erika Koike, il 27 ha chiesto l’annullamento

NEW YORK29 marzo 201916:42

– Matrimonio lampo per Nicholas Cage che ne ha chiesto l’annullamento dopo quattro giorni.
Secondo l’Huffington Post, l’attore premio Oscar ha sposato

lo scorso 23 marzo la fidanzata, la makeup artist Erika Koike, a Las Vegas e il 27 marzo ha chiesto l’annullamento. Nel caso in cui gli sarà rifiutato, Cage farà richiesta di divorzio.
Cage, 55 anni e Erika Koike, 35 anni, si frequentano da circa un anno e non è chiaro perché la coppia sia scoppiata solo dopo quattro giorni di matrimonio. Per l’attore si tratta del quarto matrimonio. E’ stato sposato, infatti, per sei anni con l’attrice Patricia Arquette (1995-2001), poi è convolato a nozze con Lisa Marie Presley nel 2002, ma ha divorziato solo tre mesi dopo. Nel 2004 ha sposato Alice Kim ed il matrimonio è durato 12 anni. Dall’unione è nato un figlio attualmente adolescente. Cage ha un altro figlio di 28 anni avuto dall’ex fidanzata Christina Fulton.
Miracle Workers, se Buscemi è dio e Radcliffe l’angeloSu Italia 1 il dissacrante ritratto ideato da Simon Rich

29 marzo 201920:05

Sette giorni per creare il mondo, sette serate per… distruggerlo! Un dissacrante ritratto del paradiso coni Steve Buscem nei panni di dio e Daniel Radcliffe in quelli di un angelo, nell’esilarante serie tv Miracle Workers. In onda su Italia 1 in prima visione dal 2 aprile in seconda serata ogni martedì, lo show è tratto dal libro di Simon Rich “What in God’s Name” ed è composto da sette puntate.In vestaglia, pantofole e con la barba incolta, Steve Buscemi è Dio come non si è mai visto prima: impegnato in attività apparentemente insulse e stufo di governare il mondo, ne programma la distruzione. Il primo giorno creò lo spazio e la Terra, il secondo il cielo, il terzo la terraferma, il quarto le stelle, il quinto la vita acquatica, il sesto la vita sulla terraferma, il settimo si riposò. Ora, dopo miliardi di giorni, ha deciso di distruggere tutto! È questo l’obiettivo di Dio, alias Buscemi, nella serie targata TBS (canale Turner, gruppo WarnerMedia).
Il tentativo di scongiurarla la distruzione del mondo spetta a Craig (la star di Harry Potter Daniel Radcliffe) e a Eliza (Geraldine Viswanathan) che, nei panni di due angeli incaricati di ricevere ed esaudire le preghiere degli umani, lanciano una scommessa al loro capo: se riusciranno a far innamorare un uomo e una donna l’uno dell’altra, la Terra sarà salva.
L’attore Steve Buscemi ha detto: “Se è stato bello interpretare questo Dio? Sì, e quello che mi è piaciuto di lui è che ha molti problemi: è spesso sopraffatto, confuso e un po’ pigro, ma penso abbia un buon cuore. Penso che a lui piacerebbe che le cose funzionassero, solo è un po’ fuori di testa. Ma la sua idea iniziale era buona: è stato divertente interpretarlo, lui si interessa e coinvolge il libero arbitrio delle persone. Semplicemente non sa come contenerlo o gestirlo e in un certo senso si limita a dare un’occhiata. È un dio che ha qualità molto umane, sì”.
Mentre Daniel Radcliffe che è l’angelo Craig, ha aggiunto: “Se uno show del genere mi ha fatto riflettere sull’immortalità? Ci penso costantemente e, anche se a essere sincero non credo particolarmente all’aldilà, se ce ne fosse uno come quello divertente creato da Simon sarei molto contento”.
L’ideatore della serie Simon Rich ha spiegato: “Miracle Workers non è satira religiosa, è più di un programma esistenziale. Piuttosto, è quello che significa essere un umano sulla Terra: ho sempre sperato di provare a ritrarre una visione del paradiso coerente con la nostra esperienza di essere su questo pianeta e a volte sembra che le cose accadano in modo casuale, irrazionale, ingiusto e orribile tutto il tempo. Così ho pensato che forse una spiegazione sarebbe che il ‘ragazzo’ di sopra è nel bel mezzo di una crisi di mezza età e che le persone che lavorano per lui sono in un sistema che è irrimediabilmente mal gestito a tutti i livelli. Miracle Workers è un po’ la genesi di tutto questo”. Negli Stati Uniti la serie ha raccolto entusiasmanti riscontri dalla critica: “Allegra e sempre ben fatta. Non c’era cast migliore”, ha scritto il Los Angeles Times, “Eccentrica ma divertente”, il giudizio della Cnn, mentre Usa Today l’ha inserita nella lista delle dieci serie da non perdere.
50 vele rosse a Venezia per il climaMagazzino e Italia Onu presentano progetto per giorni Biennale

NEW YORK29 marzo 201916:54

– Cinquanta sfumature di rosso per salvare Venezia dall’acqua. Magazzino for Italian Art, museo e fondazione creati da Giorgio Spanu e Nancy Olnick e la Rappresentanza Permanente italiana all’Onu hanno presentato un’installazione dell’artista americana Melissa McGill che da maggio a settembre, in coincidenza con la Biennale, porterà nella città sulla Laguna un programma di “regate rosse”.
Cinquanta barche con la tradizionale vela “al terzo”, quella che si abbassa per passare sotto i ponti, uniranno veneziani e visitatori in una celebrazione delle tradizioni marinare della Serenissima, ma anche nella consapevolezza delle forze che ne minacciano il futuro di iconica città d’arte sulla linea del fronte del cambiamento climatico. Melissa McGill, che fa la spola con Venezia da trent’anni, ha dipinto le vele nelle 50 sfumature di un colore veneziano per eccellenza, ispirata dai tetti, dai mattoni, dall’arte di Tintoretto e Tiziano.
Gran Tour Salone Libro a Torino e GenovaPer presentare temi e novità della 32esima edizione

TORINO29 marzo 201917:37

– Il Salone del Libro di Torino (9-13 maggio) apre, il 2 aprile, il Grand Tour, percorso che si snoda tra librerie e istituzioni culturali torinesi e della Città Metropolitana, con una tappa anche a Genova, e che vede protagonisti il direttore editoriale Nicola Lagioia e Marco Pautasso, con un ospite a sorpresa, diverso ogni volta. Un viaggio pensato per presentare i temi del Salone tra anticipazioni, progetti e protagonisti, con attenzione particolare alla lingua ospite della 32/a edizione, lo spagnolo, e alla sua letteratura.
Promosso con il Circolo dei Lettori, il Grand Tour vede la collaborazione tra i tanti soggetti che operano per promuovere il libro e la lettura, come Colti (Consorzio Librai Torinesi Indipendenti), Biblioteche Civiche Torinesi, Sbam (Sistema Bibliotecario Area Metropolitana Torino) e l’Associazione Abbonamento Musei Piemonte.
Il primo incontro, il 2 aprile alla Ele-Usal Escuela de Lengua Espanola de Universitad di Salamnca con il suo direttore è con Monica Rita Bedana.

Poeti a Roma, tra inediti e scatti ritrovatiDa Pasolini a Moravia ad Amelia Rosselli oltre 250 foto al Wegil

29 marzo 201920:42

– Foto inedite, rare, trovate in mercatini, recuperate dagli archivi dismessi dei giornali con il passaggio al digitale. Oltre 250 scatti preziosi di una stagione irripetibile, quella di grandi poeti e scrittori come Pier Paolo Pasolini, Sandro Penna, Alfonso Gatto, Amelia Rosselli, Attilio Bertolucci, Giuseppe Ungaretti, Alberto Moravia, Anna Maria Ortese, Elsa Morante e Dario Bellezza, nella Roma tra gli anni Sessanta e Settanta. Si possono vedere nella mostra ‘Poeti a Roma. Resi superbi dall’amicizia’, a cura di Giuseppe Garrera e Igor Patruno, dal 30 marzo al Wegil di Roma.L’esposizione – dalla collezione privata di Garrera, con tra gli autori degli scatti Antonio Sansone, Tazio Secchiaroli, Rodrigo Pais, Dario Bellini, Jerry Bauer e Alberto Durazzi – si apre con le immagini dell’arrivo di Pier Paolo Pasolini a Roma negli anni Cinquanta, ritratto nelle baraccopoli, con i ragazzi, che gioca, e si chiude con la sua morte nel 1975 all’Idroscalo e i funerali a Roma e a Casarsa. Tra gli scatti molto rari, due ritratti del 1966 di Amelia Rosselli della quale viene riportata nella didascalia anche una lettera in cui la poetessa chiede nel 1968 a Pasolini di far ristampare la raccolta di ‘Poesie’ di Sandro Penna uscita nel 1957. Raro anche il ritratto del 1953 di Anna Maria Ortese e la sequenza delle foto all’Idroscalo del corpo martoriato di Pasolini tratte dagli archivi dismessi dei giornali di cui normalmente venivano pubblicati alcuni scatti. C’è anche una foto tessera di Dario Bellezza che nel retro scrive di se stesso: “Questo è un pezzo di Merda, fesso, idiota, figlio di mignotta, stronzo, paraculo, scemo, vestito di marrone, cretino, scemunito, rompi cazzo”.Foto vintage proposte senza vetro “per avere un impatto forte con la carta e far sentire quel sapore che nessuna riproducibilità potrà mai rendere” dice Garrera. “Abbiamo scelto questo titolo – aggiunge – per l’amore smisurato di questi poeti per Roma. Ma per una Roma che era quella del sottoproletariato, dei poveri, lontana dal potere. Poeti che avevano un odio senza indulgenza verso i modelli borghesi. Scrittori che avevano un forte rapporto di amicizia ed erano convinti di trovare a Roma un luogo ideale per vivere poeticamente”. Il loro vagabondare per la capitale, come mostrano nelle foto le scarpe impolverate di Sandro Penna, “ci racconta anche un percorso sotterraneo e il rifiuto di molti fra loro di ogni forma di organizzazione della vita” spiega Garrera. E poi ci sono le serate di presentazioni, le cene, gli incontri da Rosati a Roma, le feste in casa, i premi tra cui spicca una sequenza di foto che ritraggono Laura Betti, Pasolini e Goffredo Parise nel 1962 al Premio Strega. Le presentazioni come quella de ‘Lo scialle andaluso’ della Morante dove Moravia arriva con una bellissima Dacia Maraini. E ancora Gadda con un abito liso allo zoo, Penna che canta e un giovane Vincenzo Cerami assistente di Pasolini durante le riprese di ‘Uccellacci e uccellini’.Esposte anche prime edizioni, inserti e rare incisioni discografiche come ‘Ungaretti, la poesia, i poeti’ della Eri. “In questa mostra c’è il mondo che ha girato intorno a questi poeti giganti della letteratura italiana. Oggi è tutto diverso ma erano riusciti a creare fra loro relazioni così forti e potenti che neppure la morte è riuscita a tagliare. Non abbiamo voluto fare una mostra di icone” racconta Patruno e annuncia che “questo è il primo tempo di un’esposizione che tornerà il prossimo anno con un secondo percorso che parte dal 1975 e arriva fino al 1990”. E il 15 giugno, a una settimana dalla chiusura della mostra il 23 giugno, “faremo un grande evento che ricorderà quelli che ci sono stati a Roma negli anni Settanta con Renato Nicolini. Sarà un ponte ideale con il secondo tempo della mostra nel 2020” sottolinea Patruno. ‘Poeti a Roma’ “è la dimostrazione della continua crescita di questo spazio” ha sottolineato alla presentazione il capo di gabinetto della Regione Lazio Albino Ruberti. All’esposizione, promossa dalla Regione Lazio, organizzata da AGCI lazio in collaborazione con Laziocrea, sono collegati anche una serie di appuntamenti ed eventi che prendono il via il 29 marzo al Wegil con un incontro dedicato a ‘Tra il disprezzo e la noia. La Roma di Alberto Moravia’, con Dacia Maraini, Elisabetta Mondello e Renzo Paris. E niente catalogo, perché “riducono le immagini ad oggetto e le fanno perdere potenza” dice Patruno.

Hit parade, Rkomi vola subito in testaPoi Ligabue e i Queen. Battiato al top vinili con Fleurs 20th

29 marzo 201918:27

– E’ Dove gli occhi non arrivano, il nuovo album del rapper Rkomi, a debuttare subito in vetta alla classifica dei dischi più venduti della settimana, secondo le rilevazioni di Fimi-Gfk. Il secondo disco dell’artista, che vede la partecipazione di Elisa, Jovanotti, Sfera Ebbasta, Ghali, Carl Brave e Dardust, la supervisione artistica di Shablo e la regia di Charlie Charles, spodesta Ligabue, che è secondo con Start. Terza piazza per gli inossidabili Queen, che risalgono ancora nella top ten con Bohemian Rhapsody, colonna sonora del plurimpremiato biopic di Freddie Mercury.In quarta posizione si conferma Salmo con Playlist, seguito da Ultimo con Peter Pan. Risale di un gradino ed è sesto il rapper Lazza con Re Mida. Guadagnano quattro posizioni e tornano tra i primi dieci, al settimo posto, Lady Gaga e Bradley Cooper con la colonna sonora di A star is born. Chiudono la top ten, Mahmood, il vincitore di Sanremo, ottavo con Gioventù bruciata; il rapper romano Nayt, nono con il suo Raptus 3, terzo capitolo della trilogia iniziata nel 2015; e Ultimo, che con Pianeti recupera sei posizioni e questa settimana è decimo.Tra i vinili, da segnalare il debutto in cima alla classifica di Fleurs 20th, l’edizione limitata e numerata per i vent’anni di Fleurs – Esempi Affini di Scritture e Simili, che segna il ritorno sulla scena discografica di Franco Battiato, 74 anni appena compiuti, dopo molti mesi durante i quali erano circolate voci su una sua presunta grave malattia.Ecco la top ten Fimi/Gfk degli album più venduti della settimana dal 22 al 28 marzo 2019:1) DOVE GLI OCCHI NON ARRIVANO, RKOMI (ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)2) START, LIGABUE (ZOO APERTO/WM ITALY-WMI)3) BOHEMIAN RHAPSODY (O.S.T.), QUEEN (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)4) PLAYLIST, SALMO (EPIC-SONY)5) PETER PAN, ULTIMO (HONIRO-BELIEVE DISTRIBUTION SERVICES)6) RE MIDA, LAZZA (333 MOB/ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)7) A STAR IS BORN (O.S.T.), LADY GAGA E BRADLEY COOPER (VIRGIN- UNIVERSAL MUSIC)8) GIOVENTU’ BRUCIATA, MAHMOOD (ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)9) RAPTUS 3, NAYT (JIVE-SONY)10)PIANETI, ULTIMO (HONIRO-SONY)Questa è la classifica dei singoli digitali più venduti:1) CON CALMA, DADDY YANKEE FEAT. SNOW (VIRGIN-UNI)2) CALMA (REMIX),PEDRO CAP FEAT. FARRUKO (SONY MUSIC LATIN-SME)3) SOLDI, MAHMOOD (ISLAND-UNI)4) PER UN MILIONE, BOOMDABASH (POLYDOR-UNI)5) E’ SEMPRE BELLO, COEZ (CAROSELLO RECORDS-THE ORCHARD)Questa la classifica dei vinili:1) FLEURS 20TH ANNIVERSARY, FRANCO BATTIATO (UNIVERSAL STRATEGIC-UNIVERSAL MUSIC)2) REHAB, KETAMA126 (ASIAN FAKE-SONY MUSIC ENTERTAINMENT)3) BOHEMIAN RHAPSODY, QUEEN (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)4) DOVE GLI OCCHI NON ARRIVANO, RKOMI (ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)5) GREATEST HITS, QUEEN (USM-UNIVERSAL MUSIC).

Clooney contro Brunei, boicottare hotelProtesta dell’attore e regista per le leggi anti-Lgbt

NEW YORK29 marzo 201919:15

– George Clooney si mobilita contro le leggi anti-Lgbt in vigore in Brunei e chiede il boicottaggio degli hotel con legami con il sultanato, presenti anche in Italia. Dal prossimo mese, nel piccolo stato islamico, infatti, entrerà in vigore il nuovo codice penale basato sulla sharia e che prevede la pena di morte, anche tramite lapidazione, per omosessuali e adulteri.
In un editoriale scritto per Deadline, l’attore invita a non usare gli alberghi all’estero di proprietà del sultanato. In particolare nove hotel tra Stati Uniti, Francia, Italia, Regno Unito. Lo stesso Clooney ha confessato di essere stato ospite di alcuni di questi alberghi.
“Ogni volta – scrive – che soggiorniamo, teniamo meeting, ceniamo in uno di questi nove alberghi mandiamo soldi direttamente nelle tasche di persone che scelgono di lapidare o frustare a morte il loro stessi cittadini per il solo fatto di essere gay o accusati di adulterio”.
Gribaudo presidente Accademia ALbertinaFiglia artista Ezio Gribaudo, è prima donna a ricoprire ruolo

TORINO29 marzo 201920:05

– Paola Gribaudo, critica d’arte, editrice, scrittrice, figlia di Ezio Gribaudo, artista, editore e promotore culturale noto nel mondo, è stata nominata dal ministro per l’Istruzione Marco Bussetti presidente dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino. A dare la notizia è il direttore Salvo Bitonti che ha ricevuto dal ministero l’ufficialità della nomina.
“A Paola Gribaudo, già nostro Accademico d’onore e collaboratrice in vari eventi dell’Albertina – dice Bitonti – invio i miei più vivi complimenti e auguri di buon lavoro!”.
Paola Gribaudo, 60 anni, laureata in Lettere e Filosofia a Torino, è la prima donna alla presidenza dell’Accademia torinese.
Dal padre, che ha sempre seguito da vicino, Paola Gribaudo ha ereditato la passione per il suo lavoro, perfezionandola in continui viaggi in giro per il mondo, tessendo forti rapporti con artisti e intellettuali. Tra questi Botero, Rauschenberg, i premi Nobel Garcia Marquez e Iosif Brodskij.

Naila Ayesh e lotta delle palestinesiAttivista in Italia per presentare film sulla sua vicenda

29 marzo 201913:03

– “Non possiamo essere libere come donne se non siamo in un paese libero. E anche se siamo liberi dall’occupazione, non possiamo conoscere la libertà fintanto che siamo soggiogati nella nostra stessa società”. Questo il pensiero alla base del lavoro cinematografico di Julia Bacha, la regista palestinese che dal 1 aprile sarà in Italia per presentare in diverse città “Naila and the uprising”, il suo film sulla vita della leader della resistenza palestinese, Naila Ayesh. La storia di Naila racconta il movimento non-violento della Palestina già dalla Prima Intifada. La donna, che ha avuto un ruolo chiave nella lotta del popolo palestinese, sarà imprigionata e torturata più volte ma la sua determinazione resterà immutata. Un percorso che Bacha mostra usando filmati d’archivio dell’Intifada, filmati privati della sua vita familiare e animazioni per descrivere momenti non documentati: la regista racconta e fa parlare altre donne e non si ferma alla Prima Intifada.

Torna Gomorra e The Jackal lancia quella ‘legale’Esilarante parodia della serie Tv dei Youtuber

29 marzo 201918:41

“Gomorra riceve sempre tante critiche, ma noi abbiamo la soluzione” Comincia con questo obiettivo l’esilarante parodia di The Jackal in occasione dell’arrivo in tv della nuova serie di Gomorra

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

All’Opera di Roma Abbagnato per Glass, nel sogno Dior
Trittico del compositore americano, con i costumi della Chiuri

29 marzo 201915:12

Quando alla fine dal grigio polvere della scenografia astratta appare come in un sogno Eleonora Abbagnato, nell’abito Dior che è una nuvola di tulle appena rosa iridescente e finemente ricamato, il cerchio della ”Serata Philip Glass” si chiude in un passo a due che è un tripudio di grazia ed eleganza, in quella commovente aura di romanticismo, quando all’amore non servono le parole, che solo la danza, a volte, riesce a mettere in scena. Ma è solo la fine di un miracoloso contrappunto di arte, aperto dall’asimmetrico delirio di ‘Hearts ad arrows”, con la strepitosa lettura coreografica di Benjamin Millepied, un incalzare quasi tribale di figure ritmiche, con la contemporaneità raccontata dalle t-shirt a colori vivaci. Poi c’è la scomposizione da mosaico, tra esplosione di colore e rigore del bianco e nero, quasi un Mondrian in versione digitale, di ”Glass Pieces”, con la coreografia di Jerome Robbins che abita grandi spazi metropolitani rimandandone il composto delirio. Alla fine appunto arriva il nuovo ”Nuit Blanche’ (bellissima la coreografia del giovane Sebastien Bertaud), dove i costumi firmati da Maria Grazia Chiuri, direttore artistico di Christian Dior Couture, esplodono in una nuvola di leggerezza ed eleganza mozzafiato: tutù lunghi e amplissimi, scuri di un verde da foresta dimenticata e attraversati da sfumature pastello e tranci di fiori, che ai ballerini avvolgono i corpi statuari quasi ad abbracciarli nelle tute aderenti, monospalla. Dopo l’esperienza nel 2016 della Traviata, con la regia di Sofia Coppola e i costumi di Valentino, al Teatro dell’Opera di Roma questa sera è andata in scena ancora una volta la perfetta armonia tra musica ed eleganza. Stavolta nell’omaggio a Philip Glass, travolgente compositore maestro del minimalismo americano. Fino al 2 aprile interpretato da 46 ballerini: con anche il guest artist Friedmann Vogel, e il Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera, nell’esecuzione dell’orchestra così ben diretta da Carlo Donadio. Un insieme che esalta la creatività femminile, la bellezza in tutte le sue declinazioni anche nel mondanissimo parterre, dove si intravedono Isabella Ferrari, Nancy Brilli, Matilde Brandi, Laura Ravetto, Bebe Vio, Francesca Lo Schiavo, Giovanna Melandri e moltissime altre donne di fascino e carattere. Poi alla fine tutti in fila per rubare un selfie a quella che in fin dei conti sembra essere la star della serata, Chiara Ferragni nel suo bell’abito Dior di seta verde malva.
Irma Testa, dalla sconfitta alla rinascitaButterfly storia giovane pugile che punta a Olimpiadi

29 marzo 201920:10

– La sua è una storia di talento, abnegazione, sconfitta e rinascita che ad Hollywood già avrebbe potuto ispirare un biopic. In Italia ci hanno pensato Alessandro Cassigoli e Casey Kauffman a portare sul grande schermo, con un docufilm, Butterfly, Irma Testa, 21enne di Torre Annunziata, campionessa che tre anni fa è stata la prima pugile italiana in gara a un’Olimpiade. Circondata dal clamore mediatico e data fra le favorite a Rio 2016, è uscita però ai quarti. Una sconfitta che porta Irma a mettere tutto in discussione e a trovare nuove motivazioni, come racconta il film, che dopo il debutto alla Festa del Cinema di Roma, in Alice nella città, arriva in sala con Luce Cinecittà il 4 aprile.Un nuovo inizio di cui si vedono ampiamente i frutti. Irma ha appena vinto la medaglia d’oro all’Europeo under 22 ed è in piena preparazione per Tokyo 2020, anche se lei per scaramanzia, non pronuncia la parola ‘Olimpiadi’ e preferisce dire: “E’ il mio obiettivo più grande”. Cosa è cambiato nel prepararlo? “Tantissimo – spiega – ho capito quali sono gli errori da non ripetere e quali sono le cose buone da fare che non avevo fatto”. Quella sconfitta a Rio “è stata di grandissima importanza per me, è stata il mio tesoro. Dalle vittorie si prende poco. Dalle sconfitte invece impari a cambiare il tuo percorso, ti rendono più forte”. Anche se ogni volta, davanti alle immagini di quel match, nel film “mi è venuto quasi un attacco di panico, nel vedere i colpi che ho preso, il braccio della mia avversaria alzarsi, la mia delusione. Ma è stato terapeutico, mi ha fatto capire quanto sia importante rialzarsi e come riuscirci”.Il film segue Irma dalla vigilia delle Olimpiadi all’avventura a Rio e si concentra sul ritorno a Torre Annunziata (“è un luogo dove bisogna combattere la rassegnazione”), a casa, tra famiglia e amici, e a contatto con il suo grande maestro di boxe, Lucio Zurlo, figura paterna per lei: “Tra noi c’è un rapporto di totale amore. Non mi alleno più da lui da qualche annetto, ma in ogni momento difficile lui è la prima persona che chiamo ed è la prima che corre da me”. Ripercorrere “le tappe del mio percorso mi ha fatto comprendere più a fondo le sensazioni, anche quelle più negative, vissute in prima persona. Il film mi ha aiutato anche a sentirmi bene con la mia parte fragile”. C’è un messaggio in Butterfly? “Non mollare neanche se hai tutti e tutto contro. Alla fine io mi sono ritrovata da sola con la necessità di dovermi rialzare e ci sono riuscita”. Già seguire “una persona normale in una caduta e in una rinascita non è facile – spiegano Kauffman e Cassigoli -. Con un’atleta, è ancora più difficile. Per loro l’obiettivo è sempre la vittoria. Irma però ci ha aiutato molto, accettando di mostrarsi anche in un momento di crisi. Forse il film le è stato utile anche come strumento per rinascere”.Butterfly sta girando per i festival internazionali: “La prima nordamericana sarà in una rassegna importante come Toronto Hot Docs”. Atleta delle Fiamme Oro, Irma è grata alla polizia: “Mi ha permesso di non smettere l’attività e mi ha dato un lavoro. Quando finisco di fare l’atleta il mio primo pensiero è fare bene la poliziotta”. Oggi le donne spesso finiscono in cronaca nera come vittime di violenze e femminicidi: “Sono storie a cui reagisco molto male. Le donne penso siano la più bella espressione di arte, bellezza, coraggio, purezza, forza. Davanti a mariti e compagni così l’unico consiglio che posso dare è ribellarsi, ma capisco che non sia facile, l’amore ti acceca e a volte può renderti debole. Penso però che ogni donna dentro abbia una forza interiore, va solo scoperta”.

Benigni sul set, Geppetto per GarroneRiprese per 11 settimane, nel cast Proietti, Papaleo, Ceccherini

MA29 marzo 201912:

– Barba lunga e bianca, capelli arruffati, uno sguardo triste e interrogativo, forse preoccupato, la maglia lisa: ecco Roberto Benigni trasformato in Geppetto nel nuovo Pinocchio che Matteo Garrone (dominatore ai David con Dogman) ha cominciato a girare il 18 marzo dal romanzo immortale di Carlo Collodi. Così appare nella prima foto ufficiale del film prodotto dalla società di Garrone, Archimede, con Rai Cinema e Le Pacte. Le riprese tra Toscana, Lazio e Puglia proseguiranno per 11 settimane. Il cast vede Pinocchio interpretato dal piccolo Federico Ielapi e poi Gigi Proietti è Mangiafuoco, Rocco Papaleo il Gatto, mentre Massimo Ceccherini è la Volpe, la Fata adulta Matilda De Angelis. Nella coproduzione italo-francese ci sono anche Recorded Picture Company, in associazione con Leone Film Group, con il contributo del MiBAC e di Eurimages, in associazione con Unipol Banca, con il sostegno di Regione Toscana – Toscana Promozione.
Il film sarà distribuito in Italia da 01 Distribution e in Francia da Le Pacte.

Astérix arriva in India e parla hindiTradotti i primi quattro fascicoli della serie nata 60 anni fa

NEW DELHI29 marzo 201912:01

– Astérix, il popolarissimo personaggio dei comics francese, è arrivato in India. “Ho impiegato sette anni per convincere l’editore Hachette a concedermi i diritti per la traduzione”, ha detto ieri sera Ajay Mago della Om Books International, presentando i primi quattro albi della serie in lingua hindi.
Il lancio del fumetto ha avuto come cornice la sede dell’Ambasciata francese, alla presenza dell’Ambasciatore Alexandre Ziegler. “Abbiamo impiegato quattro anni a tradurli, ma per gli altri 33 album non sarà necessario altrettanto tempo”, ha detto Mago.
Gli ingredienti del fumetto, ambientato in un villaggio della Gallia, che intorno al 50 a.C., resiste da solo alla conquista dei Romani, “sono in perfetta sintonia con i gusti degli indiani: dalla pozione magica, che conferisce poteri speciali, agli aneddoti comici, alle canzoni, che abbiamo sostituite con motivi molto noti in India”, ha detto ancora l’editore. I quattro albi sono già in vendita su Amazon e su Flipkart.         [print-me title=”STAMPA”]

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Rendez Vous, sguardi d’Oltralpe
IX edizione con 24 titoli, ospiti Audiard, Desplat e Casta

28 marzo 2019 19:01

– Lo scambio culturale tra due Paesi come forma di arricchimento; personalità celebri come Jacques Audiard, Alexandre Desplat, Laetitia Casta, Antonin Baudry, Louis Garrel e Cédric Kahn protagoniste di incontri ravvicinati con il pubblico. E poi una lunga maratona di film che interpretano la realtà attraverso tante voci, da quelle emergenti alle più affermate, con un occhio attento a quelle femminili, per portare in Italia il meglio degli schermi d’Oltralpe. Dal 3 all’8 aprile torna per il IX anno Rendez Vous, il Festival del nuovo cinema francese, che partirà da Roma per poi toccare con appuntamenti specifici Bologna, Firenze, Milano, Napoli, Palermo, Torino. Anche quest’anno la manifestazione organizzata dall’Institut Français presenta numeri interessanti – 24 titoli, una ulteriore programmazione di 6 titoli nella sala virtuale, più di 12 ospiti, 3 masterclass, 3 focus speciali – a testimonianza della vitalità e della eterogeneità della produzione cinematografica della Francia.

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Ferretti firma ‘Love me’ con Eco-AgeCashmere riciclato, cotone bio e messaggi d’amore per la terra

28 marzo 201919:33

– Una collezione in cashmere riciclato e cotone biologico, con packaging compostabile, etichette eco e messaggi d’amore alla terra: è ‘Love me’, la collezione creata da Alberta Ferretti in collaborazione con Eco-Age e presentata a Londra.
Dopo la prima collezione sostenibile del 2011, nata dalla collaborazione con l’attrice britannica Emma Watson, oggi Ferretti spiega di volersi impegnare ad avviare un processo di integrazione della sostenibilità che coinvolga l’intero processo produttivo. La collezione, in anteprima su albertaferretti.com dal 15 aprile, nella settimana che precede l’Earth Day, si compone di maglioni in cachemire riciclato, t-shirt, pantaloni e gonne in cotone organico con messaggi che vogliono stimolare la riflessione sull’urgenza che ha assunto il problema ecologico a livello mondiale. Ogni capo è stato realizzato con certificazioni che garantiscono l’origine riciclata della materia, l’utilizzo di tessuti biologici e una riduzione dell’uso di sostanze chimiche.

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Compie 30 anni la Piramide del LouvreL’opera più discussa dell’era Mitterrand. ‘Sorpresa’ JR

PARIGI28 marzo 201920:35

PARIGI – Grande sorpresa dell’artista JR, il 29 marzo, per il trentennale della Piramide del Louvre, l’opera che negli anni di Francois Mitterrand presidente della Repubblica scatenò più polemiche fra “antichi” e “moderni”. JR, che tre anni fa con una delle sue installazioni fece “scomparire” la piramide, torna per svelare “il segreto” del monumento grazie ad un evento al quale 400 dei suoi ammiratori potranno partecipare, una sorta di collage su tutta la Cour Napoleon.Affermata poi come un simbolo del “nuovo” Louvre, fino alla sua inaugurazione nel 1989 la Piramide provocò una vera battaglia tra fautori e oppositori della creazione dell’architetto Ieoh Ming Pei, entrata prepotentemente nell’immaginario collettivo, nella letteratura e nel cinema. L’idea coincise con l’inizio del “regno” di Mitterrand, nei primi anni Ottanta, quando il nuovo ministro della Cultura, Jack Lang, scrisse al presidente proponendogli il progetto di ricreare il “Grande Louvre”, dedicando ai musei l’intero edificio, allora in parte occupato dal ministero delle Finanze. In quella che da anni viene ammirata come Cour Napoleon, c’era un parcheggio di auto, il museo non aveva un ingresso centrale.Si chiamò Pei, già ammirato da Mitterrand per le sue opere negli Stati Uniti. Quando per la prima volta su un quotidiano fu pubblicato il bozzetto del nuovo Louvre con la Piramide, fu un coro di proteste, accademici infuriati, politici che invocavano “l’insurrezione”, primo fra tutti l’allora sindaco Jacques Chirac, che si lamentò di essere venuto a conoscenza del progetto dai media. I lavori furono lanciati e si trattò di un’opera enorme. Oggi, il suo presidente, Jean-Luc Martinez, sottolinea come il Louvre sia “l’unico museo al mondo il cui ingresso sia un’opera d’arte”, con la piramide diventata il simbolo dell’epoca moderna, rivolto verso l’altro e verso il futuro.           [print-me title=”STAMPA”]

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Cinema: Captive State, nessuno è più libero
In sala il film con John Goodman

28 marzo 2019 03:07

LOS ANGELES

– Un racconto partigiano del futuro, è quello di Captive State, in uscita in Italia dal 28 marzo con Adler Entertainment, che vede protagonisti John Goodman, Vera Farmiga e il giovane Ashton Sanders, diretti Rupert Wyatt e che dipinge le vicende di un gruppo di ribelli che combattono fianco a fianco contro una specie aliena che da più di dieci anni ha invaso il pianeta terra e sottomesso i suoi abitanti.
In un momento in cui il mondo intero sembra voler virare verso le chiusure alle frontiere, i nazionalismi e certe nostalgie per il passato e i suoi uomini forti, Captive State, suona come un monito. Gli invasori non sono più i nazisti ma un gruppo di extraterrestri apparentemente imbattibili. La disoccupazione è scesa allo zero per cento, ognuno ha un ruolo nella società, tutti sono sotto controllo, nessuno è libero, però.
Rupert Wyatt ha scritto la sceneggiatura insieme alla compagna Erica Beeney. “Abbiamo voluto ipotizzare un film in cui si racconta l’istinto primitivo dell’umanità intera, che è quello di combattere i soprusi e resistere. Per lo stesso motivo siamo tendenzialmente sospettosi e cauti con gli estranei. Non credo sia una coincidenza il fatto che la maggior parte dei film sugli alieni, li ritraggano come aggressivi e pericolosi, piuttosto che benevoli”.
John Goodman interpreta William Mulligan, un poliziotto di Chicago: “Il mio personaggio è un veterano delle forze di polizia, un uomo innamorato della sua città, disposto a sacrificare tutto per il bene comune. Non sono sicuro di saper fare ciò che fa lui, ma mi piace l’idea di essere un tipo del genere. Questa è la seconda volta che lavoro con Rupert Wyatt, il nostro primo film insieme è stato The Gambler (2014) con Mark Wahlberg, in cui portavo in scena uno strozzino. Mi piace molto il suo modo di fare cinema”.
Goodman, per portare in scena il suo Mulligan dice di essersi ispirato a diversi altri capolavori cinematografici del passato, anche italiani: “Ho cercato di prendere spunto da diversi film, non necessariamente di fantascienza per esempio, ho riguardato La Battaglia di Algeri (1966), di Gillo Pontecorvo o il film sulla Resistenza francese Army of Shadows (Jean-Pierre Melville, 1966). Mi hanno aiutato a farmi un’idea sullo spirito di temi come la sopravvivenza quotidiana, la disperazione e in generale l’idea di essere disposto a sacrificare tutto per un bene superiore”.
Pompei, Bonisoli boccia ruota panoramicaMinistro, ai nostri uffici nessuna richiesta,ma la respingeremmo

– Una ruota panoramica a Pompei, davanti agli scavi? “Non se parla proprio”. Intervistato ad Agorà su Raitre, il ministro della cultura Alberto Bonisoli, taglia corto sul progetto, illustrato ieri sulle pagine de Il Mattino, di una giostra per turisti alta 60 metri da allestire, seppure in via temporanea, nella cittadina campana. Dopo le polemiche oggi su un altro quotidiano, il Corriere della Sera, il no del ministro oggi è categorico “Non se ne parla nemmeno.
Ai nostri uffici non e’ arrivato nulla, se arrivasse lo rispediremmo al mittente”.
Bonisoli, “Brera deve rimanere statale”Il ministro a Rai3, ne ho parlato con l’assessore

28 marzo 201911:03

– La pinacoteca di Brera “deve rimanere allo Stato”. Lo dice il ministro dei beni culturali Alberto Bonisoli, intervitato ad Agorà su Rai3. “E’ un museo che ha una tale importanza che è difficilmente riconducibile al territorio”, spiega il ministro cinquestelle. “Altro discorso – aggiunge- sono per esempio le incisioni rupestri in Val Camonica, per le quali stiamo aprendo un discorso. Ma la Pinacoteca di Brera no, l’ho già spiegato all’assessore”.
Children’s Book Fair, mostre e incontriL’Accademia di Belle Arti partecipa con stand e appuntamenti

BOLOGNA28 marzo 201911:08

– L’Accademia di Belle Arti di Bologna, luogo di scambio internazionale di saperi e pratiche artistiche, partecipa a Bologna Children’s Book Fair 2019 con un proprio stand. E dal 29 marzo anima con diversi appuntamenti il programma di ‘BOOM! Crescere nei libri’, rassegna-contenitore promossa da Comune di Bologna e Bologna Fiere che raccoglie le attività per bambini previste in città.
Per l’edizione 2019 l’Accademia promuove tre mostre: ‘Bo it! Immaginando Bologna’ e ‘Multiple’, che raccolgono lavori di illustratori da tutto il mondo, e ‘Visto si stampi!’, che presenta una selezione delle opere dei migliori studenti di fumetto e illustrazione. Inoltre si terrà in Accademia un programma di incontri con artisti e momenti di confronto con professionisti dell’editoria, aperti a studenti e pubblico.
Tutti gli eventi sono a ingresso libero.
‘Bo it!’ (inaugurazione venerdì 29 alle 17 nel Corridoio Erasmus dell’Accademia) vede Bologna descritta da chi la abita, da chi la immagina, da chi la scopre come turista e da chi ci arriva come migrante: ai giovani artisti che hanno partecipato alla prima edizione del concorso internazionale di illustrazione BO it! è stato chiesto di reinterpretare graficamente la sagoma delle Due Torri, storico simbolo della città. ‘Visto si stampi!’ (sempre dalle 17 di venerdì nel Corridoio Ala Collamarini dell’Accademia) ospita fino al 17 aprile una selezione di opere d’eccellenza degli studenti del Corso di Fumetto e illustrazione e del biennio specialistico di illustrazione per l’editoria dell’Accademia.
La mostra ‘Multiple’ (inaugurazione il 2 aprile alle 19 all’Alliance Francaise-Istituto di cultura germanica) raccoglie fino al 3 maggio illustrazioni per raccontare la diversità, i cambiamenti e le infinite combinazioni del mondo: il viaggio e il confronto tra culture differenti sono il tema delle immagini di studenti e studentesse delle Accademie di Belle Arti di Bologna, Parigi, Amburgo, Barcellona, Kyoto e Lucerna.
Ruota su Scavi Pompei, il Comune frenaDopo polemiche per ipotesi realizzazione opera davanti sito

POMPEI (NAPOLI)28 marzo 201912:08

– Era stata annunciata per il prossimo 8 maggio, ma l’apertura della ruota panoramica con vista sugli Scavi di Pompei (Napoli) slitterà, travolta dalle polemiche e dopo la presa di posizione del ministro Bonisoli.
Fonti del Comune

hanno annunciato che ci vorrà del tempo per l’inaugurazione dell’opera, se si realizzerà, in attesa che si compia tutto l’iter autorizzativo.
Insomma, rischia di essere abbattuta dalle polemiche, ancora prima di essere eretta, la ruota panoramica davanti al sito archeologico di Pompei sepolta dall’ eruzione del Vesuvio nel 79 dopo Cristo. In questi giorni l’idea della ruota panoramica ha scatenato attenzioni sui social. Il progetto, che sembrava avesse ricevuto l’ok definitivo dal Comune di Pompei, si chiama “Wheel of Pompei” e dovrebbe essere realizzato da un’impresa tedesca, la “Iesse International Strategies” di Hendrik Boos, la stessa che ha già elevato la ruota panoramica sul lungomare di Salerno.

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Luigi Bartolini, il segno poetico
All’Accademia di Belle Arti di Roma l’omaggio al grande incisore

28 marzo 201912:08

– Il segno capace di innovare la storia della grafica d’arte novecentesca, l’urgenza di superare il virtuosismo tecnico attraverso la poesia, l’approccio all’incisione come luogo di sperimentazione per creare sul foglio apparizioni fugaci, aggraziate e pittoriche: a Luigi Bertolini (Cupramontana, 1892 – Roma, 1963), tra i maggiori incisori italiani del secolo scorso, l’Accademia di Belle Arti di Roma dedica un progetto espositivo in programma dal 28 marzo fino al 16 aprile nell’Aula Colleoni. Dal titolo “Luigi Bertolini. Linee di libertà, Incisioni 1915-1936”, la mostra è a cura di Giuseppe Modica in collaborazione con Luciana Bartolini, figlia dell’artista. Nel percorso, articolato per temi e cronologicamente, sono esposte 23 incisioni in cui si documenta la conquista da parte di Bartolini di un linguaggio originale e indipendente, con particolare attenzione alla sua capacità di andare oltre l’eredità simbolista, il paesaggismo accademico, l’influenza realista e le avanguardie.
Malkovick papa sul set di The New PopeIn Via Conciliazione si girano sequenze nuova serie Sorrentino

CITTA’ DEL VATICANO28 marzo 201913:00

– Sorpresa tra i visitatori di Piazza San Pietro, per la presenza di un finto papa su una ‘papamobile’ nera, circondato da agenti della sicurezza e festeggiato all’inizio di Via della Conciliazione da centinaia di fedeli che sventolavano bandierine gialle. Ma si trattava delle riprese della nuova serie tv di Paolo Sorrentino, “The New Pope”, seguito della precedente e di grande successo “The Young Pope”. A impersonare il pontefice, in questo caso, è l’attore americano John Malkovich, con barba bianca, espressione seria e talare e zucchetto candidi d’ordinanza.
C’è ancora molto riserbo sulla trama di “The New Pope”, seconda stagione della nuova produzione originale Sky, Hbo e Canal+, ideata e diretta dal premio Oscar Sorrentino. Malkovich, protagonista della nuova serie, veste l’abito pontificio dopo Jude Law, che interpretava “The Young Pope” nella prima stagione.
Mastorna incompiuto di Fellini a ParigiNella lettura di Marie Remond, dal testo curato da Tassone

28 marzo 201914:02

Nell’imminenza del centenario della nascita di Federico Fellini, che si celebrerà il 20 gennaio 2020, Il viaggio di G. Mastorna, il più ambizioso e sfortunato dei progetti del regista riminese, pubblicato in forma di racconto in Francia dall’editore Sonatine (a cura di Aldo Tassone e Françoise Pieri), va ora in scena dal 28 marzo al 5 maggio sul palcoscenico del Vieux-Colombier (Comédie Française) in un adattamento di Marie Rémond. Nel 1965, dopo Otto e mezzo, Fellini sente il bisogno di allargare i suoi orizzonti. Dopo averci raccontato la Romagna, Roma, il mondo del cinema (I vitelloni, La dolce vita, Otto e mezzo) il regista si lancia in un progetto temerario: Il viaggio di G. Mastorna. Catapultato in una sorta di Limbo desolato, il protagonista Mastroianni (che non sa ancora di essere morto) vaga in un aldilà indistinto alla disperata ricerca di una possibile destinazione, dell’identità perduta. Fellini tenta di esplorare un aldilà “immanente”, visto con l’occhio di un laico, quasi in competizione con la visione tutta trascendentale della Divina Commedia. E’ proprio con Mastorna che nacque il sodalizio di Tassone con Fellini, quando lo studioso arrivò dalla provincia alla capitale proprio per preparare la tesi di laurea sul cinema di Fellini e a sorpresa venne convocato al teatro 5 di Cinecittà.
Lì venne ammesso sul set del ‘Satyricon’ che stava girando in quel periodo. E in una delle pause delle riprese il regista gli fece avere questo copione senza titolo, per avere un parere da “un laureando, uno di cultura”. Era appunto il copione di ‘Mastorna’, il film maledetto che giaceva adorato e temuto nella sua cassetta dei progetti fin dai tempi di ‘8 e ½’.
Per una serie di circostanze, questa Commedia realisticamente Umana non vedrà la luce. Ma per fortuna il soggetto in forma di racconto si è salvato. Si legge d’un fiato come un geniale thriller metafisico.
Il viaggio di G. Mastorna va ora in scena dal 28 marzo sul palcoscenico del Vieux-Colombier (Comédie Française) per la regia di Marie Rémond. Dopo aver letto casualmente il soggetto, la giovane regista se ne è innamorata, si è messa subito in contatto con il curatore Aldo Tassone per averne i diritti e ha deciso di portarlo in scena; la Comédie Française ha appoggiato entusiasticamente il progetto. L’adattamento di Marie Rémond e Thomas Quillardet si concentra su alcuni giorni della preparazione del film a Dinocittà sulla Pontina (anno 1965). La troupe lavora febbrilmente alle prime scene, gli attori tra cui Mastroianni danno il meglio di sé per soddisfare il Maestro. Ma il regista è tormentato dai dubbi, viene preso da dubbi che sfociano in una crisi esistenziale, si ammala. Il mago torinese Gustavo Rol, frequentemente interpellato da Fellini, lo mette in guardia: “Se fai questo film morirai”. Il regista sente che il personaggio di Mastorna (il suo doppio, interpretato dall’attore feticcio Mastroianni) gli sfugge. Le ansie dei produttori per i costi eccessivi del progetto, i sogni e gli incubi che lo perseguitano, tutto sembra ostacolare la realizzazione di quello che si annunciava come uno dei suoi progetti più geniali…
Premio DeA Planeta, la cinquinaIl 15 aprile sarà annunciato il vincitore

28 marzo 201914:06

– Ci sono una scrittrice conosciuta, Rosa Matteucci, tre autori sotto pseudonimo e un’esordiente nella cinquina finalista della prima edizione del Premio DeA Planeta annunciata oggi. Al premio hanno partecipato 1169 opere, di cui 208 presentate da autori sotto pseudonimo. I generi che hanno prevalso sono stati narrativa noir e thriller, fantasy e storie vere. Il comitato di lettura designato da DeA Planeta Libri ha selezionato i cinque finalisti. Sono: ‘La marocchina’ di Silvia Bottani; ‘La congregazione’ di David Mancini (pseudonimo); ‘Io sono luce’ di Rosa Matteucci; ‘L’esercizio’ di CP (pseudonimo) e ‘Nel silenzio delle nostre parole’ di Diego Tommasini’ (pseudonimo).
La giuria, composta da Massimo Carlotto, Marco Drago, Claudio Giunta, Rosaria Renna e Manuela Stefanelli sceglierà il vincitore che verrà annunciato il 15 aprile al Blue Note di Milano. Il vincitore si aggiudicherà un montepremi di 150.000 euro e vedrà il suo romanzo pubblicato in maggio da DeA Planeta.
Coez, il mio disco tra Vasco e indieEsce “E’ sempre bello”, il 28 e 29 maggio doppia data a Roma

28 marzo 201914:08

– Il mood è quello un po’ malinconico che lo ha sempre contraddistinto, ma almeno stavolta “E’ sempre bello”, titolo che Coez ha scelto per il nuovo album “un po’ più positivo rispetto al passato”. Il disco (Carosello Records) contiene 10 tracce e celebra i 10 anni di carriera solista del cantautore romano. Arriva a un anno e mezzo da Faccio un casino (doppio platino) e prosegue sulla strada del crossover tra rap e pop, di cui Coez è stato un precursore. “Io ho sempre fatto il mio. Sono stato messo tra gli indie, ma non è che quando è nato l’indie e io mi sono messo a fare quello: io facevo quello e poi è nato l’indie. Due strade che camminavano vicine e a un certo punto si sono incontrate”, spiega Coez, che ha voluto come produttore per questo lavoro Niccolò Contessa (I Cani).
“L’obiettivo era fare un disco omogeneo a livello di sound. E secondo me, Contessa m’ha cucito proprio un bel vestito”. E’ sempre bello si muove tra atmosfere anni ’80, suoni psichedelici, l’immancabile hip hop e influenze alla Vasco.
David di Donatello: Fiorello, più gente allegra ai funerali che lì in platea – VIDEO’Temi dei film tristi. Sembrano infastiditi dai comici, non ci andrò mai’

28 marzo 201916:44

“Ai funerali si vedono persone molto più allegre e serene di quelle viste ieri in platea ai David”: lo dice, senza peli sulla lingua ma con la consueta ironia, Rosario Fiorello, inquadrando i giornali sul tavolino di un bar durante una diretta video postata sui social. “Non si riesce a fare uno spettacolo. E’ triste”, commenta aggiungendo: “Mi hanno invitato più volte a fare un numero, ma non ci andrò mai perché la platea dei David sembra infastidita dalla comicità. Sembrano dire ‘noi siamo quelli del cinema, voi non siete niente’. E’ una festa tra loro”.

Sulla serata di premiazione presentata su Rai1 dall’amico Carlo Conti dice: “Non è un problema di conduzione, ma è una passerella di premi in cui manca lo show”. Nell’impresa, osserva, non sono riuscite né Rai né Sky negli scorsi anni. “E’inutile dire alla gente di andare al cinema se poi ve la cantate e ve la suonate. Dovreste essere più vicini al pubblico – aggiunge – anche nelle storie che raccontate. Sembra quasi che, a parte il momento con Gabriele Muccino dedicato al pubblico, il resto sia una cosa tra loro”. Gli unici momenti di leggerezza, con protagonisti Enrico Brignano e i Boiler (“divertentissimi nei panni di finti giornalisti”) sono stati, a suo avviso, snobbati dalla platea che li guardava quasi “con disprezzo”. Sottotono, per Fiorello, anche Sabrina Impacciatore, protagonista del film di Muccino: “Purtroppo ha sbagliato la tonalità di ’10 ragazze’, ma l’hanno fatta esibire da sola, con la chitarra, senza base, senza orchestra, niente”.E poi ci sono i temi dei film in nomination che, seppure di valore, sono, a suo avviso, “tutti pesanti, solo su argomenti tristissimi e disgrazie, come se in Italia, che era la patria della commedia, questo genere non si sapesse fare più”. Una riflessione anche su Nanni Moretti e sulla proclamazione dei premi in diretta tv: “L’ho visto inquadrato in mezzo al pubblico e mi sono stupito chiedendomi che ci facesse lì. Al momento dei documentari mi sono detto ‘ecco perché c’è’ e infatti ecco i cinque candidati, aprono la busta e lui è il vincitore (con ‘Santiago Italia’ ndr)”. Uno come Moretti “se non gli dicono prima ‘vieni perché ti diamo un premio’, non va a stare lì seduto a vedere se vince lui, deve esserne certo”.A parte la qualità dei film e il talento di artisti come Alessandro Borghi o di Elena Sofia Ricci, che per Fiorello non si discute, è un problema di format dei David e di atteggiamento del cinema italiano. “E’ una cosa tra loro, che non considera il pubblico. Potrebbe esserci più ironia, più spettacolo. Gli americani lo fanno, potremmo farlo – conclude – anche noi”. IL VIDEO

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Trump, si indaghi sul caso Smollett
Presidente Usa, Fbi e Dip. Giustizia esamineranno caduta accuse

NEW YORK28 marzo 201914:10

– “E’ scandaloso ed è un imbarazzo per la nostra nazione”. Anche Donald Trump interviene sulla decisione del tribunale di Chicago di far cadere tutte le accuse nei confronti di Justin Smollett. Il presidente ha anche aggiunto che sia l’Fbi che il dipartimento di Giustizia esamineranno il caso.
La star della serie tv Empire era stata accusata di aver messo in scena un’aggressione omofoba e razzista per motivi di soldi. La decisione di far cadere le accuse ha suscitato l’indignazione anche del sindaco di Chicago Rahm Emanuel e del capo della polizia Eddie Johnson, il quale senza mezzi termini ha detto che giustizia non è stata fatta.
A teatro Germano, Bruno, De SicaPlacido-Bonaiuto di nuovo insieme per Piccoli crimini coniugali

28 marzo 201914:27

– Elio Germano con ‘La mia battaglia’, Massimiliano Bruno nell’atto unico ‘Zero’ e De Sica in ‘Christian Racconta Christian De Sica’, tutti a Roma; Mario Perrotta con ‘In nome del padre’ a Genova e Michele Placido e Anna Bonaiuto, nuovamente insieme per ‘Piccoli crimini coniugali’ di Éric-Emmanuel Schmitt a Milano; fino a ‘L’Istruttoria’ di Peter Weiss, nell’allestimento ormai cult di Gigi Dall’Aglio a Parma: sono alcuni degli spettacoli teatrali in scena nel prossimo week end.
Carlucci, vorrei De Filippi a BallandoLa conduttrice, si potrebbe fare un collegamento in diretta

28 marzo 201916:11

– “Il mio l’invito a Maria De Filippi come ballerina per una notte a Ballando con le stelle era molto serio. L’ho portato in una busta quando ero nella giuria di Tale e quale, e ho chiesto a Carlo Conti di consegnarla. E’ vero che con il suo programma (Amici, ndr) siamo in contemporanea, ma ci sono tante cose che ci potremmo inventare, addirittura un collegamento in diretta, cosa mai successa tra reti concorrenti”. Lo dice Milly Carlucci alla presentazione di Ballando con le stelle che torna su Rai1 dal 30 marzo. Tra i concorrenti di quest’anno Suor Cristina, gli ex parlamentari Nunzia De Girolamo e Antonio Razzi, Manuela Arcuri e Milena Vukotic. “E’ vero che l’invito a Maria è un’idea promozionale – aggiunge Milly – ma non per Ballando, sarebbe per tutta la tv, per il pubblico”. Dall’invito si potrebbe passare presto all’organizzazione di questo’gemellaggio’: “La settimana prossima ci telefoneremo con Maria, i miei autori chiameranno i suoi e speriamo che succeda questo piccolo evento”, conclude.
Ferilli, L’amore strappato storia veraDal 31 marzo su Canale 5, con regia di Simona e Ricky Tognazzi

28 marzo 201916:19

– Sabrina Ferilli torna in tv nel ruolo di Rosa, una donna che lotta “con tutta se stessa per difendere suo marito (Enzo Decaro) e per riavere la figlia Arianna”, strappata alla famiglia e, successivamente, data in adozione dopo un errore giudiziario e un’accusa infamante. Il marito di Rosa infatti, finirà in carcere con l’accusa di molestie sessuali nei riguardi della figlia di soli 7 anni, accusa che si rivelerà essere infondata. Una storia – tratta da una vicenda vera – raccontata nella fiction L’amore strappato, in onda su Canale 5 dal 31 marzo in prima serata. La serie è stata presentata alla presenza del cast e dei registi Simona e Ricky Tognazzi dei direttore di rete Giancarlo Scheri e della fiction di Cologno Monzese Daniele Cesarano, del produttore Jeki Production Maurizio Momi e di due degli autori del libro ‘Rapita dalla giustizia’ (Bur), scritto dalla protagonista ormai più che ventenne Angela Lucanto, con Maurizio Tortorella e Caterina Guarneri. Nel cast Marco Falaguasta e Primo Reggiani.
Nuovo sequel per Sex and the CityCarrie e compagne in zona menopausa, ma ancora belle e sexy

NEW YORK28 marzo 201916:24

– C’è ancora sesso nella città? La risposta potrebbe arrivare presto sul piccolo schermo: una delle più iconiche serie tv degli ultimi 20 anni, Sex and the City di Hbo, sta per avere un sequel che seguirà la vita di Carrie, Samantha, Charlotte e Miranda ormai oltrepassati i 50.
Paramount Television e Anonymous Company hanno acquistato i diritti del nuovo libro di Candace Bushnell, Is there still Sex in the City?, per sviluppare una nuova serie tv. Candace, sex columnist del New York Observer quando divenne famosa, scriverà il copione della puntata pilota e farà da produttrice esecutiva assieme a Liza Chasin Liza Chasin di 3dot Productions e Robyn Meisinger di Anonymous Content. Lo scoop è di Deadline.com. Il libro della Bushnell uscirà il 6 agosto con Grove Press e punterà i riflettori con il solito stile spiritoso, glamour e a volte strappalacrime sulla scena del “dating” a New York per quattro donne ancora belle, esuberanti e sexy, ma che si accingono ad affrontare gli anni della menopausa.
Milano Arch Week dialoga con TriennaleDal 21 al 26 maggio palinsesto ricco di presenze internazionali

MILANO28 marzo 201916:29

– L’edizione 2019 di Milano Arch Week, la settimana di eventi dedicata all’architettura che si terrà dal 21 al 26 maggio, dialogherà con i temi della XXII Triennale, ‘Broken Nature: Design Takes on Human Survival’.
Spazio quindi alla sostenibilità ambientale, allo sviluppo tecnologico, ai fenomeni migratori, alle trasformazioni sociali, che saranno messi in relazione con lo spazio urbano e analizzati attraverso una prospettiva urbanistica e architettonica. Il programma dell’edizione 2019 è ricco di partecipazioni internazionali: tra i nomi che si alterneranno sul palco di Milano Arch Week 2019 figurano i vincitori del Pritzker Prize, il premio di architettura più importante al mondo, Rem Koolhaas e Shigeru Ban, insieme ad altri protagonisti internazionali.
Non mancherà uno sguardo sulle trasformazioni che sta vivendo Milano: il nuovo Urban Center, che dal 1° marzo è all’interno del Palazzo dell’Arte, sarà l’epicentro di una riflessione ad ampio spettro sulle principali sfide di Milano 2030.
Noto, dall’Infiorata agli Skunk AnansieRicchissimo programma con grandi mostre, concerti e festival

28 marzo 201916:30

– “Non raccontiamo solo di Noto, patrimonio Unesco e gioiello barocco, ma raccontiamo di un luogo dell’anima, di uno stile di vita, di un’identità. Non possiamo far conoscere la luce, i profumi, l’atmosfera di Noto se non invitando a venire”. Lo ha detto Francesco Terranova, assessore ai Beni Culturali, alla presentazione di Noto città d’Arte 2019, nella sede della Stampa Estera a Roma. Il fitto calendario di eventi organizzati nella cittadina in provincia di Siracusa sarà inaugurato l’11 aprile con la mostra “L’Impossibile è Noto” nel Convitto delle Arti Noto Museum. Sarà aperta fino al 10 novembre e dedicata a 100 capolavori unici, di maestri del Novecento, come Dalì, Boccioni, Kandinskij, Mirò, De Chirico, Picasso, Klee, provenienti da fondazioni e collezioni private. Tanta anche i concerti, con il palco dinanzi la splendida scalinata della Cattedrale di San Nicolò: Skunk Anansie (10 luglio), Negrita (9 agosto) e Max Gazzè (17 agosto).
“Vogliamo che la nostra città diventi una grande spa della cultura e del sapere. A luglio inaugureremo anche il Museo Civico che presenta la storia stratificata di Noto dagli esordi a oggi” ha spiegato il sindaco, Corrado Bonfanti, che ha anche parlato del Teatro Comunale che opera con un ricchissimo cartellone dal teatro di prosa allo sperimentale a quello per ragazzi e riunisce intorno a sé più di 10 compagnie amatoriali.
Uno dei momenti più attesi è senza dubbio dal 17 al 19 maggio quando ci sarà la 40/a edizione dell’Infiorata, l’esposizione floreale che quest’anno sarà dedicata ai “Siciliani in America” e proprio per questo sarà presentata da sindaco Bonfanti anche a New York. Nell’ambito di Effetto Noto, il contenitore degli eventi estivi che include una vasta rassegna musicale, che prenderà vita tra luglio e agosto, il festival internazionale di musica classica NotoMusica, vedrà protagonisti, tra gli altri, anche Danilo Rea, Uto Ughi, Omar Sosa e Richard Gallianon con Massimo Marcelli.
Matera 2019 e la danza del MediterraneoQuattro tappe (una in corso a Firenze) e debutto il 23 giugno

MATERA28 marzo 201916:41

– La danza scelta come linguaggio universale di corpo e musica, acceleratore di esperienze, visioni estetiche, civili e politiche, in un’opera collettiva che attraversa e lega le sponde del Mediterraneo: questi i temi ispiratori e gli obiettivi del progetto “Petrolio. Uomo e natura nell’era dell’Antropocene”, di Matera Capitale europea della Cultura 2019, co-prodotto con Fondazione Matera-Basilicata 2019 e Associazione Basilicata 1799, curato da Francesco Scaringi e Giuseppe Biscaglia.
L’avvio dei lavori è affidato alla sezione “Sedimenti”, un percorso creativo in quattro tappe, per la realizzazione finale di uno spettacolo di danza che debutterà a Matera il 23 giugno. La prima tappa di “Sedimenti” – la Mediterranean Choreographic Research – è in corso al Parc di Firenze fino al 31 marzo.
All’asta dipinto appartenuto a GelliDa Bolaffi. Disputa sull’autore, soprintendenza pone vincolo

TORINO28 marzo 201916:42

– E’ appartenuto a Licio Gelli, il ‘maestro venerabile’ della loggia massonica P2, uno dei dipinti top lot venduti da Bolaffi all’asta della prossima settimana a Torino. Proveniente da Villa Wanda, la residenza aretina del faccendiere, raffigura ‘Giuditta con la testa di Oloferne’.
L’opera del XVII secolo è stata sottoposta, nel 2016, al vincolo di interesse culturale della soprintendenza, perché ritenuta di Giovanni Lanfranco. Non può dunque lasciare l’Italia, benché per gli esperti di Bolaffi il suo autore debba essere cercato tra i seguaci di Caravaggio a nord delle Alpi, tra Francia e Olanda.
Non meno prestigioso tra i 638 lotti che martedì 2 aprile andranno all’incanto è la ‘Natura morta con fiori, zucca e fichi’ attribuita ad Abraham Brueghel, pronipote di Peter Brueghel il Vecchio e appartenente a una delle più importanti dinastie di artisti fiamminghi.
Il catalogo spazia dall’arte orientale agli argenti, ai quadri e agli arredi occidentali dal XVIII al XX secolo.
Baglioni rimanda anche le date di RomaPer laringo-faringite, concerti del 29 e 30 spostati al 2 e 3/3

28 marzo 201916:47

– Dopo la tappa di Reggio Calabria, Claudio Baglioni, a causa di una laringo-faringite che lo ha colpito, rimanda anche le date di Roma in programma il 29 e 30 marzo al Palazzo dello Sport. I due concerti sono stati spostati al 2 e 3 aprile, e di conseguenza lo show del 2 aprile a Trieste posticipato al 22. I biglietti acquistati restano validi per le nuove date.
Mandelli, racconto storia di bullismoL’attore debutta alla regia con ‘Bene ma non benissimo’

28 marzo 201916:55

– L’eclettico Francesco Mandelli, mille miglia lontano dai Soliti idioti, scopre la regia con ‘Bene ma non benissimo’, sua opera prima già passata alla Festa di Roma (Alice Nella Città) e ora in sala dal 4 aprile con Europictures.
Il film racconta una delicata storia di bullismo, tra la Sicilia e Torino, con protagonista la brava quindicenne Francesca Giordano (La mafia uccide solo d’estate – La serie) e il coetaneo Yan Shevchenko. Candida (Giordano) vive a Terrasini con il padre Salvo da quando la madre è morta. Quando il padre perde il lavoro, la ragazzina si trasferisce con lui a Torino in cerca di fortuna.
Nella scuola torinese che si ritrova a frequentare Candida c’è un trio di bulli che la prende di mira. Oltre ad essere siciliana e povera, Candida ha contro anche il fatto di essere cicciottella. Anche Jacopo (Shevchenko), soprannominato dai bulli Tutankhamon per il suo fare autistico, vive il suo stesso destino, anche se, al contrario di lei, proviene da una ricchissima famiglia torinese.
Gabry Ponte, brano con Bennato e Thomas”Il Calabrone” anticipa il nuovo progetto discografico

28 marzo 201917:26

– Gabry Ponte torna con un nuovo singolo “Il Calabrone feat. Edoardo Bennato e Thomas”, in uscita il 29 marzo per Warner Music. Una fiaba moderna dove il sound elettronico si intreccia con una romantica storia d’amore raccontata da Edoardo Bennato, e dalla vocalità del giovane talento Thomas, già allievo della scuola di Amici. “Faccio un sogno ricorrente sin da quando ero bambino, sogno di volare. Questa canzone mi ha subito colpito perché parla della storia di un volo, un volo bellissimo e a prima apparenza impossibile”, ha raccontato Bennato.
Un ritorno, quello del dj e produttore Gabry Ponte, che – con all’attivo oltre 20 milioni di dischi venduti nel mondo – lo vede protagonista di un nuovo capitolo del suo viaggio musicale, sempre nel segno dell’originalità e della contaminazione.
Attualmente l’artista è in studio di registrazione al lavoro sul nuovo progetto discografico.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Jolie nell’universo dei supereroi Marvel
Attrice in trattativa per il ruolo di ‘immortale’ in nuovo film

NEW YORK28 marzo 201917:33

– Anche Angelina Jolie entra nell’universo dei supereroi Marvel. Secondo Hollywood Reporter, l’attrice è alla stretta finale nella trattativa per un ruolo da personaggio quasi immortale nel nuovo film ‘The Eternals’, diretto da Chloe Zhao.
Anche se non trapelano molti dettagli sulla trama del film, secondo alcune fonti racconta in parte la storia d’amore tra Ikaris, un uomo dotato di energia cosmica, e Sersi, che ama muoversi tra gli essere umani. Non si sa ancora quale sarà il personaggio della Jolie.
Per l’attrice questo sarebbe il primo film di supereroi, ma non il primo basato su fumetti. Nel 2007 è stata protagonista di ‘Wanted’ di Mark Miller. Attualmente la Jolie sta anche lavorando al nuovo film della Disney, ‘Maleficent: Mistress of Evil’, in uscita nel 2020.
Stallone produrrà serie tv poliziescaSu agenti corrotti a New York agli inizi del XX secolo

NEW YORK28 marzo 201917:34

– Sylvester Stallone torna in tv come produttore di una serie poliziesca. Sly sta infatti lavorando con il canale History del network ‘A+E’ per realizzare ‘The Tenderloin’, sui poliziotti corrotti nella New York di inizio 20/o secolo. La serie è stata scritta da Stephen Kay ed è incentrata su Charles Becker, a capo dell’unità di polizia contro le lotte tra bande di diverse etnie a Manhattan. Kay fu poi condannato a morte per l’omicidio di Herman Rosenthal, un allibratore ebreo.
Fu il primo poliziotto americano a subire tale sentenza.
Canova europeo, a Napoli ritrova l’anticoFino al 30 giugno al Museo Archeologico con prestiti Ermitage

NAPOLI28 marzo 201917:57

– “Se le scoperte di Ercolano e Pompei sono alla base della nascita del Neoclassicismo la figura di Canova ne è, forse, la massima espressione artistica”. Lo sottolinea Paolo Giulierini, direttore del Museo Archeologico, spiegando perché sia Napoli la sede giusta per il grande omaggio al maestro veneto (‘Canova e l’Antico’, dal 29 marzo al 30 giugno) che lavorò per quasi tutte le corti dell’epoca, “in nome di un codice interpretativo e culturale connaturato all’Europa che sarà delle Nazioni poi”.
Curata da Giuseppe Pavanello, e organizzata da Villaggio Globale International, la mostra porta a Napoli, per la prima volta, oltre 110 lavori, 12 straordinari marmi, grandi modelli e calchi in gesso, bassorilievi, modellini in gesso e terracotta, disegni, dipinti e tempere, tutti in dialogo con le collezioni del MANN. Prestigiosi i prestiti internazionali a cominciare dal nucleo di sei marmi provenienti dall’Ermitage di San Pietroburgo che per la prima volta escono in gruppo dal circuito del museo russo.
Piranesi tridimensionale risplende a Roma
28 Marzo 201918:10

ROMA – Il bianco che si unisce all’ocra in una delicata e affascinante cromia. Il gioco delle ombre che restituisce la profondità e fa risaltare ogni figura sulle pareti, nelle nicchie e nella volta maestosa. E poi l’estrosa vivacità delle decorazioni, in cui tradizioni millenarie si rincorrono con i propri simboli. Colpisce per la sua straordinaria commistione tra simmetria e varietà la Chiesa di Santa Maria in Aventino a Roma, unica opera architettonica realizzata da Giovanni Battista Piranesi, che un accurato restauro conservativo voluto dall’Ordine di Malta ha riportato al suo splendore originale. La chiesa, realizzata tra il 1764 e il 1766, costituisce la rappresentazione tridimensionale del genio visionario di Piranesi, incisore e disegnatore ma anche pregevole architetto: ora, grazie al restauro, sarà fruibile anche dal pubblico, perché l’Ordine ha deciso di aprirla ogni venerdì e almeno un sabato al mese rendendola disponibile per visite guidate. In un trionfo di arte barocca e neoclassica, l’edificio sacro presenta decorazioni che riuniscono elementi dell’iconografia etrusca, romana e dell’antico Egitto, ponendoli in relazione con i simboli dei Cavalieri di Malta e della loro missione. Con l’altare dominato dalla figura di San Basilio in gloria, il patrono dell’Ordine di Malta, basta guardarsi intorno per scoprire un susseguirsi di simboli delle imprese militari e navali dell’ordine religioso accanto a ghirlande di alloro, serpenti, crani, torce a testa in giù, sarcofagi mortuari. Fu il cardinal Giovanni Battista Rezzonico, Gran Priore dell’Ordine e nipote di Papa Clemente XIII, a commissionarne a Piranesi il rinnovamento: in questo luogo di culto l’artista veneto si espresse con estro e magnificenza, disegnando e poi realizzando ogni minimo dettaglio, quasi a voler creare qui il suo testamento architettonico e spirituale. Situata accanto alla splendida Villa Magistrale (dove hanno sede il Gran Priorato di Roma e l’Ambasciata dell’Ordine presso la Repubblica italiana) in un complesso bellissimo con una vista mozzafiato su Roma (sono state 7000 mila le persone che lo hanno visitato nelle Giornate del Fai), ora con questo restauro – un lungo lavoro di pulitura, di consolidamento e ripristino iniziato nel 2017, con un ponteggio di oltre 900 mq – la Chiesa ritrova intatta la sua bellezza. Gli interventi (finanziati dalla Fondazione Roma e in parte anche dall’Ordine stesso) hanno riguardato sia gli ambienti interni che la facciata esterna. “Questo è per il Sovrano Ordine di Malta un giorno di gioia, perché possiamo rivedere nel suo originario splendore questo piccolo gioiello, frutto dell’unico incarico architettonico affidato a Piranesi”, ha detto durante la cerimonia ufficiale il Gran Maestro Fra’ Giacomo Dalla Torre del Tempio di Sanguinetto, “da tutto il mondo ci scrivono per visitare questo luogo: il nostro sforzo è di garantire la fruizione a scuole, accademie e istituzioni culturali”. “Il restauro è stato fatto centimetro per centimetro, come se fosse un quadro, anche con bisturi e spazzolino da denti. Solo arrivando al livello del soffitto e guardando con un occhio attento si possono riconoscere i nostri interventi”, ha detto l’architetto Giorgio Ferreri, direttore del restauro, sottolineando che “sono stati usati solo materiali naturali e tecniche non invasive”

Boni,Don Chisciotte oggi? Greta e IlariaL’attore porta in scena a Cagliari il capolavoro di Cervantes

CAGLIARI28 marzo 201918:19

– “L’importante è il coraggio”: Alessio Boni, protagonista del “Don Chisciotte” in scena dal 3 al 7 aprile al Teatro Massimo di Cagliari per la stagione del Cedac, prende a prestito le parole dell’immortale personaggio nato dalla penna di Cervantes. “I moderni Don Chisciotte sono come Greta, la sedicenne che rinuncia alla scuola per difendere il pianeta, Eglantyne Jebb che 100 anni fa ha dato vita a Save the Children e Ilaria Cucchi che non si è mai arresa e ha continuato a battersi per la verità”, racconta l’attore

.
Accanto a Boni, amatissimo dal grande pubblico, che interpreta l’eroe in lotta contro i mulini a vento, l’attrice turca Serra Yilmaz musa di Ozpetek, “stupenda nel ruolo di Sancho Panza” ricorda Boni. La scelta di affidare a una donna il “fido scudiero”, come sottolinea l’attore, che firma anche la regia insieme con Roberto Aldorasi e Marcello Prayer, risulta particolarmente significativa.
“In un tempo in cui le donne sono particolarmente bistrattate – sottolinea – diventa necessario e importante riaffermare il loro valore. Sancho incarna la purezza e l’onestà, che possono essere declinate al femminile come al maschile. E poi Serra è un’immigrata, e il nostro Sancho diventa un contadino immigrato: è la testimonianza che l’integrazione è possibile, anzi auspicabile”.

Versace, una mostra a palazzo per designAllestimento fantasy e camicia stampata alta tre metri

28 marzo 201918:37

– Una mostra speciale a Palazzo Versace, in Via Gesù, creata in collaborazione con l’interior designer Sasha Bikoff e l’artista Andy Dixon: così la maison della Medusa ha scelto di presentare, dal 10 al 14 aprile, la nuova collezione casa.
La designer americana Sasha Bikoff ha creato il set up della mostra ispirandosi alla campagna pubblicitaria Versace Autunno/Inverno 1994 scattata da Richard Avedon. I motivi Versace verranno riproposti su un enorme tappeto con vortici dai toni pastello, mentre nuvole e isole dalle tonalità neon contribuiranno ad accrescere lo stile fantasy dell’allestimento.
Dixon è un artista canadese che interpreta i cliché dell’arte ponendosi domande sul valore del lusso e prendendo spunto tanto dalle nature morte fiamminghe quanto dalle camicie di seta Versace e dalle pagine delle vecchie riviste di Playboy.
A Milano porterà una camicia che riproduce una stampa Versace, alta tre metri per due e interamente dipinta a mano.-

P!NK, dal 26 aprile il nuovo album
“Hurts 2b human”, in radio il singolo “Walk me home”

28 marzo 201918:53

– L’ottavo album di P!NK “Hurts 2b Human” uscirà il 26 aprile per RCA Records. Per festeggiare, la popstar pubblica anche un altro pezzo contenuto nell’album, “Hustle”, scritto dalla stessa P!NK insieme a Dan Reynolds degli Imagine Dragons e a Jorgen Odegard e prodotto da Odegard (con la collaborazione di Reynolds).
Le 13 tracce vedono P!NK lavorare di nuovo con i suoi fidati collaboratori Max Martin, Shellback, Julia Michaels, Nate Ruess, Greg Kurstin, Billy Mann e per la prima volta con Teddy Geiger, Sasha Sloan, Beck e Sia, oltre ai featuring con Khalid, Chris Stapleton, Cash Cash e Wrabel.
Il primo singolo ora in radio “Walk Me Home” ha più di 50 milioni di stream in tutto il mondo e rimane nella top 10 di iTunes US. Il video diretto da Michael Gracey (The Greatest Showman) e da Stuart Bowen, uscito la settimana scorsa, ha già più di 6 milioni di views.

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Dumbo al cinema dal 28 marzo. Tim Burton: ‘L’elefantino sono io’
In sala remake Disney con Farrell, Keaton, DeVito e Green

27 marzo 2019 09:33

Dumbo, atteso remake del film cult del 1941, arriva in sala dal 28 marzo in 700 copie distribuite da Walt Disney Italia.Più Disney che Tim Burton questo ‘Dumbo’ rassicurante quanto basta e con tanto di happy end (mancava perfino all’originale), ma niente romanticismo gotico, né malinconia da parte del regista amante delle atmosfere di Edgar Allan Poe. Dumbo resta comunque un capolavoro visionario e pieno di fantasia che presta il fianco poi a temi come diversità, spesso volano di creatività, integrazione e assenza.”È il remake di un classico straordinariamente forte e con protagonista un personaggio strano – dice oggi a Roma un Tim Burton animato da grande gestualità -, uno che non è come gli altri, uno con un forte svantaggio, una sorta di freak che trasforma la sua diversità in vantaggio. E poi – aggiunge il regista che domani sera riceverà il David di Donatello alla carriera dalle mani di Roberto Benigni – c’è anche il tema della famiglia”. E conclude: “Dumbo è il personaggio che mi è più affine, il simbolo della figura dell’artista che fa fatica ad essere accettato”.Entrano in campo in Dumbo: Holt Farrier (Colin Farrell) ex star del circo appena tornato dalla guerra senza un braccio e che ritrova i due figli orfani, Milly (Nico Parker) e Joe (Finley Hobbins); il proprietario del circo Max Medici (interpretato da un Danny DeVito più fumetto di un fumetto) che assume appunto Holt e figli per occuparsi di Dumbo, elefantino neonato con delle orecchie sproporzionate che lo rendono lo zimbello del suo circo di serie b. Ma quando si scopre che Dumbo sa volare, lo spietato imprenditore V.A. Vandevere (Michael Keaton) e la bella trapezista Colette Marchant (Eva Green) cercano di trasformarlo in una star volante. E questo nello straordinario circo, Dreamland. Dumbo volerà sempre più in alto con Colette, ma insieme a loro monterà anche l’anima nera che c’è in ogni favola che si rispetti.Spiega Burton che sicuramente il circo di Dumbo ricorda quello di Fellini: “Per me lui, Mario Bava e Dario Argento, sono da sempre miei riferimenti, anche se credo che in ogni film di Fellini ci sia alla fine il circo. Per quanto riguarda me non lo amo troppo, mi fanno paura i clown, non mi piacciono gli animali in cattività e trovo gotici i suoi colori sgargianti”.Il Dumbo originale del 1941? “Non mi ricordo quando l’ho visto, anche perché – dice – i film Disney sono nell’infanzia come dei sogni strani vissuti fuori dal tempo”. Il suo rapporto complicato con la Disney – con cui ha iniziato a lavorare giovanissimo come cartoonist, non troppo in linea con certo spirito zuccheroso dell’azienda, e a cui torna più volte come nel caso di ‘Alice in Wonderland’- , viene sintetizzato così dal regista nato nel 1958 a Burbank in California, : “La Disney è un po’ la mia famiglia. E si sa che, come capita a tutti, questa a volte si ama e a volte si odia”.

A Firenze David Bowie in scatti Sukita90 foto, anche in anteprima nazionale, dal 30/3 al 28/6

FIRENZE27 marzo 201911:58

– Si intitola ‘Heroes – Bowie by Sukita’, la mostra dedicata a David Bowie, icona della cultura pop, ritratto da uno dei maestri della fotografia giapponese Masayoshi Sukita, in programma dal 30 marzo al 28 giugno a Firenze, in Palazzo Medici Riccardi. In esposizione 90 fotografie, alcune delle quali in anteprima nazionale, per ripercorrere un sodalizio durato oltre quarant’anni tra il Duca Bianco e l’artista fotografo Sukita, che sarà a Firenze il 25 maggio per incontrare il pubblico. Nelle sale del rinascimentale Palazzo Medici Riccardi si potranno ammirare non solo gli scatti iconici che illustrarono la copertina dell’album ‘Heroes’, ma anche fotografie storiche tratte dall’archivio personale di Sukita che raccontano un’amicizia iniziata negli anni Settanta con Bowie. Promossa e organizzata da Oeo Firenze Art e Le Nozze di Figaro con Città metropolitana e Comune di Firenze, la mostra è a cura di Ono Arte Contemporanea ed è realizzata in collaborazione con Mus.e.
Cineteca premiata a Silent Film FestivalKermesse San Francisco invita Farinelli, complimenti del sindaco

BOLOGNA27 marzo 201912:35

– La Cineteca di Bologna sarà premiata con il ‘San Francisco Silent Film Festival Award 2019’ a maggio in California. Le motivazioni del riconoscimento indicano la Cineteca come uno “degli archivi cinematografici più importanti del mondo e un centro di ricerca, conservazione e restauro di film”.
Riceverà il premio il direttore Gian Luca Farinelli che mercoledì primo maggio terrà una lezione a Berkeley sul ‘Grand Tour italiano’, una serie di documentari girati tra il 1905 e il 1914. Con lui si è complimentato anche il sindaco Virginio Merola: “Un altro successo della Cineteca, orgoglio di Bologna nel mondo”, ha scritto il primo cittadino su Twitter.
Farinelli sarà premiato il primo maggio durante la sera di apertura del festival durante la quale verrà proiettato ‘The Cameraman’ di Buster Keaton, pellicola restaurata proprio dalla Cineteca.
Un giallo romano sul killer delle donne’La solitudine degli amanti’, indagine giudiziaria e su animo

27 marzo 201912:40

– FABIO MAZZEO, “LA SOLITUDINE DEGLI AMANTI” (CAIRO, 236 PAGINE, PREZZO 15 EURO) – Solo due le indagini parallele che si sviluppano in una Roma illuminata di bellezza: quella per scoprire l’identità di un serial killer, prima che compia nuovi femminicidi, e quella sulla solitudine dei protagonisti. Il ritmo serrato della prima opera di Fabio Mazzero, giornalista, per anni a capo di uffici stampa istituzionali come il Ministero della Salute e l’Agenzia italiana del farmaco, è la storia di una caccia all’uomo, di un assassino che gioca con i sentimenti delle vittime. L’indagine giudiziaria è nelle mani di una donna, un magistrato dalla netta e lucida professionalità che spicca come la protagonista – quasi assoluta – di questa storia. Affiancata dall’ispettore di polizia Andrea Giannini che, colpito dalla macchina del fango per una presunta relazione con la moglie di un malavitoso, annega nella musica il dolore per la morte della donna che gli aveva fatto scoprire l’amore. E proprio la musica sarà un altro elemento fondamentale dell’indagine che capitolo dopo capitolo accelera nel ritmo narrativo.
Il magistrato Liliana Cannata, fuori da molti luoghi comuni sulle donne di potere, vuole arrivare alla verità giudiziaria a costo di compromettere il proprio equilibro, in una vita che lascia poco spazio ad altro. Poche le tracce per risolvere il caso. Tra gli effetti personali delle donne assassinate vengono ritrovati versi di una canzone, “L’amante”, di Ivano Fossati.
La prima vittima è un’artista cinquantunenne, sposata con uno degli avvocati più influenti di Roma, viene ritrovato a piazza delle Muse. Seduta su una poltrona di vimini, sembra contemplare il panorama incantevole e romantico. Le tracce da seguire sono poche. Nel suo braccio uno squarcio, un morso. All’anulare c’è una vera di diamanti, gli stessi elementi di un omicidio avvenuto diciassette mesi prima, per il quale ancora non è stato trovato un colpevole. Tra gli effetti personali e nascosti, delle vittime ci sono versi scritti con inchiostro verde su foglietti bianchi. Sono frasi del testo di una canzone di Ivano Fossati: L’amante.
Come in ogni giallo che si rispetti la conclusione ha una forte componente psichiatrica ma anche l’amarezza del richiamo alla tragica attualità delle donne uccise da chi amano.
Bard, Guercino al servizio dei potentiDal 5 aprile al 30 giugno, 54 opere del maestro del barocco

AOSTA27 marzo 201912:56

– Alcuni dei più significativi dipinti che il Guercino realizzò nella prima metà del Seicento su commissione di ecclesiastici, regnanti e famiglie nobiliari saranno esposti al Forte di Bard, in Valle d’Aosta, dal 5 aprile al 30 giugno prossimi. L’esposizione ‘Il Guercino. Opere da quadrerie e collezioni del Seicento’ propone una selezione di 54 quadri di Giovan Francesco Barbieri, detto il Guercino (1591-1666), considerato uno dei massimi interpreti della pittura emiliana barocca. Tra questi si potranno ammirare opere di soggetto religioso, mitologico, letterario, di dimensioni variabili a seconda della destinazione all’interno delle quadrerie private dell’epoca. Dipinti di grande innovazione figurativa, riferibili a diverse fasi della sua attività, dal vivo colorismo della fase giovanile alla maggiore compostezza classica delle opere tarde.
Il percorso, allestito dal Forte di Bard in collaborazione con il Polo Museale dell’Emilia Romagna e la Pinacoteca Nazionale di Bologna e curata da Elena Rossoni e Luisa Berretti, ospiterà anche una significativa serie di stampe realizzate da incisori vicini al Guercino come Giovanni Battista Pasqualini.
L’offerta sarà arricchita da due laboratori rivolti alle scuole incentrati sulla figura del pittore.

Scala: scambio accuse Sala-FontanaSindaco, imparino come funzionano i cda. Fontana, padronale

27 marzo 201915:08

– “Servirebbero persone competenti che spieghino ai rappresentanti della Regione come funzionano i cda”: il sindaco di Milano Giuseppe Sala con un post su Facebook ha alimentato nuovamente la polemica sulla Scala e sulla sua collaborazione con gli arabi, dopo che ieri il governatore Attilio Fontana, si era detto stupito dell’ok del consiglio dell’Accademia al progetto di un conservatorio a Riad. E subito il governatore gli ha replicato criticando la sua “visione padronale” dei consigli di amministrazione. “Non voglio polemizzare con il sindaco – ha osservato -, anzi voglio collaborare con lui perché abbiamo tante cose da fare e i pizzicotti che ci diamo non portano alcun vantaggio ai cittadini”. Sul futuro sovrintendente, Fontana ha detto che parlerà con il suo rappresentante in cda Philippe Daverio, ma a questo punto sembra praticamente impossibile che si arrivi a una conferma di Alexander Pereira, anche solo per un anno.
Guercino rubato torna a Modena in estatePrima sarà esposto in una mostra al Quirinale

MODENA27 marzo 201915:10

– La tela del Guercino, ‘Madonna col Bambino e i santi Giovanni Evangelista e Gregorio Taumaturgo’, tornerà a Modena dove è stata rubata nell’estate del 2014. Ad annunciarlo sono stati il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli e il procuratore capo Lucia Musti, insieme al tenente colonnello Stefano Nencioni e al maggiore Giuseppe De Gori (comandante del Nucleo carabinieri tutela patrimonio culturale di Bologna).
Prima di essere riportato nella città emiliana il dipinto sarà esposto dal 3 maggio al 4 luglio in Quirinale, nella mostra che è stata organizzata per festeggiare il cinquantesimo anniversario del Nucleo tutela del patrimonio dei carabinieri, autore anche di questo importante recupero. “Il Quirinale è la casa degli italiani – ha detto il procuratore Musti – siamo orgogliosi che lì sia esposto anche un pezzo di Modena”.
La tela del Guercino è stata recuperata in Marocco nel febbraio del 2017 (uno degli autori del furto recentemente ha ricevuto una pena di due anni per l’accaduto) e nelle fasi del furto è stata gravemente danneggiata. “Ma i tecnici restauratori sono stati bravissimi, il loro lavoro terminerà in aprile e la tela tornerà a Modena in ottime condizioni”, ha aggiunto De Gori.

L’autore della Schiappa a ScampiaIl 29 marzo ad accoglierlo annunciato il sindaco De Magistris

27 marzo 201915:11

– Jeff Kinney, l’autore della serie bestseller mondiale ‘Diario di una Schiappa’, che in Italia ha superato i 4,5 milioni di copie, il 29 marzo alle 10.00 sarà per la prima volta a Scampia, a Napoli, per incontrare i ragazzi delle scuole. Ad accompagnarlo ci sarà lo scrittore Francesco Durante che nel 2018 ha tradotto il primo volume della serie Diario di una Schiappa in Napoletano, ‘O Diario ‘e nu Maccarone’, uscito in Italia, come tutti i libri di Kinney, per Editrice Il Castoro. Ad accogliere il papà della Schiappa a Scampia è annunciato il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris. Kinney sarà ospitato dalla preside Olimpia Pasolini nell’Aula Magna dell’Istituto Alberghiero Vittorio Veneto dove incontrerà le classi di tante scuole di ordine e grado diverso.
Il ritorno in Italia di Jeff Kinney, che nel 2017 era stato anche ad Amatrice, precede l’uscita in Italia, il 6 maggio, del suo primo libro al di fuori della serie della Schiappa: ‘Diario di un amico fantastico. Il giornale di bordo di Rowley Jefferson’.
Nel libro, con una tiratura di 100 mila copie, le storie di Greg vengono raccontate, questa volta, attraverso gli occhi del suo migliore amico. L’idea di portare l’autore della Schiappa a Scampia è nata con Rosario Esposito La Rossa, fondatore della libreria La Scugnizzeria, che da tanti anni con la moglie Maddalena Stornaiuolo e un gruppo affiatato di compagni di progetti e di idee, sta realizzando numerose iniziative e attività teatrali, artistiche e letterarie per far rinascere il quartiere. Con il successo straordinario dei suoi libri, oltre 200 milioni di copie vendute, Jeff Kinney ormai da dodici anni gira per tutto il mondo per incontrare i suoi lettori, in veste di ambasciatore della promozione della lettura come strumento di crescita e di futuro che possa essere accessibile a tutti, fin da piccoli. E con un impegno sempre maggiore verso le situazioni più fragili e periferiche.
Nasce Museo Città romana di ClaternaDal 30/3 nel Palazzo della Cultura di Ozzano, nel bolognese

BOLOGNA27 marzo 201915:49

– Nasce ufficialmente il 30 marzo il Museo della Città romana di Claterna, sede nel palazzo della Cultura di Ozzano Emilia (Bologna). Ampliato e riallestito rispetto alla precedente esposizione, diventa un nuovo elemento di valorizzazione storico-archeologica del territorio, in sinergia con Enti scientifici e associazioni culturali.
Già dal 2006 al secondo piano del palazzo era allestito uno spazio espositivo di alcuni reperti trovati negli scavi fatti in località Maggio, a fianco della via Emilia: “ora l’esperienza maturata all’interno del Progetto Civitas Claterna – spiega il sindaco Luca Lelli – viene istituzionalizzata ed ereditata dal nuovo Museo”. L’obiettivo, aggiunge l’assessore alla cultura Marika Cavina, “è raccontare le vicende che caratterizzano la storia della Città di Claterna e del territorio di Ozzano sviluppando, con l’esposizione di reperti e materiali significativi ed evocativi, un racconto storico completo e attrattivo che illustrerà le origini dell’antica città e la sua riscoperta”

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Restauro per la pala d’altare di Dossi
A Modena, il dipinto fu commissionato nel 1518

BOLOGNA27 marzo 201916:18

– La pala d’altare di San Sebastiano, olio su tavola del pittore Dosso Dossi, pseudonimo di Giovanni di Niccolò Luteri (1486-1542), di proprietà della Basilica Metropolitana di Modena, sarà restaurata.
L’intervento inizierà venerdì mattina e comporterà il restauro delle lacune, il consolidamento del supporto, degli strati preparatori e della pellicola pittorica e trattamenti di pulitura chimica e di disinfestazione. L’operazione avviene nell’ambito del progetto “Opera tua 2018” di Coop Alleanza 3.0 attraverso il quale si finanziano interventi di tutela e valorizzazione delle opere d’arte più votate dai soci.
Il dipinto fu commissionato nel 1518 dalla Mensa Comune, che riuniva i sacerdoti del Duomo, per il loro altare nella Cattedrale, nella quarta cappella a sinistra, dove rimase fino al 1914, quando fu trasferito nel luogo attuale, sulla parete settentrionale ai piedi della scala che conduce alla sagrestia.
La Pala raffigura la Vergine col Bambino in gloria fra i santi Lorenzo e Rocco e san Sebastiano fra i santi Giovanni Battista e Girolamo. Si tratta di una delle più alte realizzazioni di Dosso nell’ambito della produzione sacra, un momento di massimo equilibrio nel percorso del pittore tra i valori cromatici e luministici di ascendenza veneta, entro i quali si era compiuta la sua formazione, e le istanze plastiche di matrice centroitaliana.

Levante torna con brano Andrà tutto beneDal 5/4, in estate anteprima del tour in arene storiche d’Italia

27 marzo 201916:22

– Cantautrice del nuovo pop italiano, Levante torna con un nuovo singolo, dal titolo Andrà tutto bene, in uscita il 5 aprile per Warner Music, primo passo del suo nuovo percorso discografico. Il brano parla di futuro senza memoria, elenca lo spaventoso presente, ma si aggrappa alla promessa che “andrà tutto bene”.
Quest’estate Levante sarà in tour in alcune delle arene storiche italiane. Questi gli appuntamenti: 10 luglio Fiesole (FI) – Teatro Romano; 11 luglio Cervere (CN) – Anfiteatro dell’Anima; 19 luglio Ostia Antica (RM) – Teatro Romano; 20 luglio Caserta – Belvedere Reale; 6 agosto Lecce – Cattedrale; 9 agosto Reggio Calabria – Castello Aragonese; 18 agosto Riola Sardo (OR) – Parco dei Suoni; 22 agosto Macerata – Sferisterio; 3 settembre Verona – Teatro Romano.
‘Il viaggio a Reims’, memorie spettacoloMostra fotografica da Ferrara al Museo della musica di Bologna

BOLOGNA27 marzo 201916:45

– Dopo una prima tappa al Ridotto del Teatro Comunale di Ferrara, giunge al Museo della Musica di Bologna la mostra ‘Il viaggio a Reims. Memorie di uno spettacolo’, in proseguimento delle celebrazioni per il 150/o anniversario della scomparsa di Gioachino Rossini nel 2018.
Composta per l’incoronazione di Carlo X Re di Francia, l’opera fu eseguita per la prima volta a Parigi nel Theatre Italien il 19 giugno 1825, poi per la prima italiana al Teatro alla Scala, il 5 novembre 1938, sotto la direzione di Richard Strauss.
L’esposizione curata da Giuseppina Benassati e Roberta Cristofori, dal 28 marzo al 5 maggio, celebra la messa in scena di uno spettacolo che, a detta della critica, si distinse tra i più importanti del Novecento: la trionfale realizzazione dell’opera rossiniana affidata a Claudio Abbado, Luca Ronconi e Gae Aulenti, allestita al Comunale di Ferrara nel ’92. Nucleo principale della mostra – promossa dall’Ibc in collaborazione con la Fondazione Teatro Comunale di Ferrara, l’Associazione Ferrara Musica e l’Istituzione Bologna Musei – sono le immagini realizzate dal fotografo Marco Caselli Nirmal, che ritraggono i tre protagonisti dello spettacolo con le maestranze, orchestrali e un cast che vedeva in scena eccellenze come Cecilia Gasdia, Ruggero Raimondi, Lucia Valentini Terrani, fino a Placido Domingo, ‘figurante’ eccezionale e sorprendente interprete del ruolo di Carlo X nell’allestimento ferrarese. Gli scatti sono selezionati partendo da un accurato lavoro di riordino, catalogazione e digitalizzazione, finanziato e coordinato dall’Ibc, sull’archivio fotografico di circa 2.800 immagini della Fondazione Teatro Comunale di Ferrara. Accostate ai bozzetti di scena disegnati da Gae Aulenti, le immagini documentano il processo di creazione dello spettacolo, raccontando il lavoro quotidiano della ‘macchina teatro’ e l’emozione creata sulla scena.
A Bologna l’allestimento presenta una nuova sezione con immagini fotografiche, di Caselli Nirmal, dedicate allo spettacolo al Teatro Comunale nel 2001 sotto la direzione di Daniele Gatti.
Le tre Grazie al Mann, ecco star CanovaDall’Ermitage di San Pietroburgo, 28 marzo inaugurazione mostra

NAPOLI27 marzo 201916:56

– Accolte come star sul red carpet, sotto l’obiettivo di fotografi e cineoperatori, sono arrivate nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli le ‘Tre Grazie’ di Antonio Canova, gruppo scultoreo in prestito dall’Ermitage di San Pietroburgo per la grande mostra ‘Canova e l’antico’ che si inaugura domani (ore 17 fino al 30 giugno).
Dal museo russo che vanta la più ampia collezione canoviana al mondo, in virtù di un accordo con il Mann diretto da Paolo Giulierini, sono arrivate anche altre statue, L’Amorino Alato, L’Ebe, La Danzatrice con le mani sui fianchi, Amore e Psiche stanti, la testa del Genio della Morte. É la prima volta che tante importanti opere di Canova dall’Ermitage arrivano tutte insieme in Italia. Sono oltre 110 le opere in mostra, da vari musei prestatori (grandi modelli e calchi in gesso, bassorilievi, modellini, disegni) in un confronto con i capolavori dell’arte classica del Mann.
A Padiglione Italia è sfida al labirintoFarronato presenta il progetto “Molte mostre che coesistono”

27 marzo 201920:38

–  Pensi alla vita di oggi, alle forme ingarbugliate della contemporaneità, ed è la metafora antica del labirinto quella che meglio sembra raccontarla, il luogo non luogo che il prode Teseo sfidò per liberare la bella Arianna con il suo intrico di linee, di immagini, di tendenze, che evocano il dubbio, la transitorietà, l’intuizione. Elegante e trasgressivo insieme, Milovan Farronato presenta il suo progetto per il Padiglione Italia alla 58.Biennale Arte (Venezia 11 maggio -24 novembre 2019) e cita Calvino, Borges, Kierkegaard per raccontare una mostra che, promette, “sarà una e tante insieme”, ricca di suggestioni e di porte aperte da varcare e da scegliere per un’esperienza a misura di ognuno di noi. Già il titolo scelto dal quarantacinquenne direttore e curatore del Fiorucci Art Trust, “Nè altra nè questa”, strizza l’occhio ad un’opera di Soren Kierkegaard, Aut-Aut (1843) dove due personaggi si interrogavano sulla contrapposizione tra piacere e responsabilità, vita etica e vita estetica. A Calvino si fa riferimento invece per uno scritto del 1962 (“Sfida al labirinto”) nel quale l’autore de Il Barone rampante e Le città invisibili elabora i termini di un progetto culturale che cerca “una letteratura aperta a tutti i linguaggi possibili”. Ed eccoli i linguaggi diversi, i dubbi, i rovelli, le suggestioni che arrivano dalle opere di Enrico David, Chiara Fumai, Liliana Moro, i tre artisti che Farronato ha chiamato a rappresentare la sfida al labirinto della vita. Due in carne ed ossa, David e Moro, una purtroppo ormai solo “in collegamento astrale”, come sottolinea lui onorando la memoria dell’amica Chiara Fumai, che se n’è andata a soli 39 anni nel buio di una notte di agosto di due anni fa. Le loro opere, spiega il curatore, “sono collocate strategicamente in diversi punti del percorso” con l’idea di mettere in relazione “le tre pratiche artistiche e insieme di enfatizzare meccanismi di drammaticità e sorpresa nell’incontro tra l’opera e il pubblico”, da una parte le delicate maquettes e le ceramiche che aprono una finestra su trent’anni di attività di Liliana Moro, “immagini semplici, mai semplicistiche”, dal lato opposto l’installazione di Enrico David. Con il lavoro di Chiara Fumai (“Quest’ultimo pezzo non può essere tradotto”, opera inedita del 2017) a fare da connessione tra i due diversi atteggiamenti. Tant’è, proprio al visitatore, che dovrà scegliere attraverso quali strade perdersi o ritrovarsi, è affidato un ruolo chiave “nella creazione di un senso” per questa mostra. Con poche avvertenze per l’uso, se non quella di “indugiare e non avere paura”, fa notare Farronato, visto che “non esiste il perdersi ma solo il tornare sui propri passi”. La presentazione è a Roma, nel grande palazzo secentesco del Collegio Romano che ospita il ministero dei beni culturali.
Accanto a Farronato il presidente Baratta sorride: “La Biennale d’altronde è questo -dice- non un’expo ma un luogo di dialogo, una mostra per tutti, dove il ruolo del curatore è quello di condurre il visitatore alla scoperta dell’opera, di guidarlo alla sorpresa”. E la sorpresa, assicura, anche questa volta non mancherà. Intanto quella che si inaugura a maggio sarà la sua ultima Biennale dopo una lunga presidenza. Il ministro Bonisoli ha per lui parole piene di ammirazione. Poi l’attenzione torna sul Padiglione, per il quale Federica Galloni, responsabile della direzione generale arte contemporanea del Mibac ha garantito un contributo di 600 mila euro a cui si aggiungono altri 670 mila euro garantiti dagli sponsor trovati da Farronato, in prima fila Gucci e Ftp Industrial. Seduta in prima fila c’è anche la milanese Liliana Moro, emozionata, che parla di una “scommessa” alla quale ha lavorato in grande sintonia con il collega Enrico David (in collegamento streaming da Londra dove vive) e tutto il team. Gli schermi distribuiti nella grande sala rimandano l’immagine del muro che i visitatori del Padiglione Italia si troveranno di fronte entrando. Farronato lo indica e sorride: “Sceglierete voi se varcare la soglia di destra o di sinistra, io consiglio solo di non avere ansia né paura, ogni scelta è giusta, ogni strada si ricongiunge. E forse alla fine potreste persino trovare voi stessi o, chissà, venire stupiti dalla visione di altri”.

Bologna Sonic Park a giugno 12 concertiAprono Slipknot, in cartellone anche Greta Van Fleet e Weezer

BOLOGNA27 marzo 201916:59

– Il concerto degli Slipknot, unica data italiana, aprirà il 27 giugno ‘Bologna Sonic park’ al Parco Nord (arena Joe Strummer) con dodici appuntamenti fino al 18 luglio, promossa dall’agenzia Vertigo che riporterà i grandi concerti all’Arena dopo cinque anni. Nella prima data, previsti anche Amon Amarth, Testament, Corrosion of Conformity, Lacuna Coil ed Eluveitie, che suoneranno a partire dalle 13.30. Il cartellone ospiterà poi Salmo il 28 giugno, J-Ax con agli Articolo 31 (29), poi in luglio il 5 gli Skunk Anansie che celebrano i 25 anni di attività; il 7 l’unica data italiana dei Weezer; il 9 i Subsonica con ‘8 Tour’. Molto attesa l’unica data estiva della band rock statunitense Greta Van Fleet il 10, poi il 12 e 13 ‘Indimenticabile’, rassegna indie dedicata alla nuova scena italiana con Gazzelle, gli Eugenio in Via Di Gioia e Postino, il rap di Gemitaiz e Ghemon, e Masamasa. Il 18 attesi gli Afterhours e infine, il 19 chiusura del cartellone con i Bring Me The Horizon, unica data italiana.
Fiera ragazzi: dai libri alle app per bambiniAppuntamento per oltre 1400 espositori da 80 Paesi da 1-4 aprile

BOLOGNA26 marzo 201916:23

– Letteratura per bimbi e ragazzi a 360 gradi, dai libri cartonati ai romanzi, dagli audiolibri alle app per smartphone: il mondo dell’editoria d’infanzia si dà appuntamento a Bologna per la Fiera Internazionale del Libro per ragazzi, giunta alla 56/ma edizione, dal primo al 4 aprile.
L’edizione 2019, presentata a Bologna a Casa Carducci, è ai nastri di partenza con numeri da record e, nonostante il mezzo secolo abbondante d’età, più giovane che mai. Oltre 1440 gli espositori che arriveranno a BolognaFiere, forte di due padiglioni completamente ricostruiti, da più di 80 Paesi. Paese ospite d’onore la Svizzera, mentre i grandi temi che faranno da sfondo alla fiera spaziano dalla cultura afroamericana al ritorno della scrittura a mano, dalle ‘grandi donne’ nella letteratura per ragazzi all’illustrazione internazionale. Con un occhio puntato alle direttrici del mercato: la Cina, gli audiobook, le librerie per ragazzi. Protagonista la città di Bologna con le iniziative parallele di ‘Boom! Crescere nei libri’.
“È la manifestazione più prestigiosa e internazionale che abbiamo in calendario – ha detto Marco Momoli, direttore commerciale di BolognaFiere – Una rassegna che vive a Bologna perché sotto le Due Torri riconosce la sua ‘casa’”. Un rapporto con la città che quest’anno viene valorizzato, sottolinea l’assessore alla Cultura Matteo Lepore, con “un ritorno di attenzione” a Casa Carducci, “luogo iconico della nostra città che necessita più che mai di amore e di cure”.
Pistoletto, Terzo Paradiso a OstiaMaestro, “periferie create come dormitori. Risvegliamole”.

27 marzo 201920:11

– ”Nelle periferie abbiamo realizzato dormitori per chi lavorava in città. Ora è tempo di risvegliarli!”. Cappello nero in testa, sciarpa stretta al collo per ripararsi dalla brezza pungente del mare, Michelangelo Pistoletto approda sulla spiaggia nera e ferrosa del litorale romano, chiamando a raccolta i ragazzi delle scuole per una speciale versione del Terzo Paradiso/Sulla sabbia di Ostia.
Una live perfomance, ultima tappa del progetto internazionale Rebirth/Terzo Paradiso che conta già più di mille eventi nel mondo e tre milioni di partecipanti in tutti i continenti, questa volta ospite dello SBA Sporting Beach Arte, programma che dal 2016 porta nello storico stabilimento balneare mostre e artisti per affrontare problematiche legate all’ambiente naturale e sociale. Prossimo appuntamento il 14 aprile (fino al 5 maggio) con ”Erosioni” di Oreste Casalini che ha realizzato il progetto in alcuni mesi di residenza d’artista trascorsi al lavoro in alcuni ambienti dello Sporting Beach, messi a sua completa disposizione proprio in affaccio sulla spiaggia e sul mare. Mentre per l’autunno è in preparazione una grande collettiva Cabine d’artista – Take care, con la presenza di più di trenta artisti italiani e stranieri che si terrà nel prossimo ottobre 2019. ”I ragazzi sono affamati di iniziative. Vogliono essere chiamati a una missione. Perché nella vita non si ha bisogno di un impiego, ma di missioni”, dice Pistoletto, mentre sulla sabbia i tre grandi cerchi della sua opera-simbolo si vanno formando sotto al divertito, a volte scomposto, calpestio delle decine di piedi, sandali, scarpe da ginnastica, infradito o anfibi dei ragazzi del Liceo Ginnasio Anco Marzio. Capofila, il coordinatore degli ambasciatori di Rebirth, Francesco Saverio Teruzzi. ”Il fatto che si intitoli Terzo Paradiso – aveva spiegato qualche minuto prima il Maestro – indica già che ne esistono altri due precedenti: uno naturale e uno artificiale, che abbiamo costruito uscendo dalla natura e che ci ha portato molti benefici, ma anche disguidi. Ora dobbiamo trovare un equilibrio tra artificio e natura. E l’artificio è la politica, l’economia, soprattutto scienza e tecnologia. È un progetto globale, universale, che coinvolge tutti, per fare in mondo che l’artificio non allontani, ma ci avvicini alla natura”. Il Terzo Paradiso, prosegue, ”va messo anche sulla soglia tra città e campagna”. L’invito è alla sua ”trinamica” a ”usare l’intelligenza, la nostra e quella della natura”, a ”una democrazia pratica, la demopratica”. Anche qui, nelle grandi periferie metropolitane come Ostia, ”volutamente trascurata – dice la curatrice Paola Pallotta, insieme alla proprietaria del Sporting Beach, Alessandra Borzacchini – colpita da un’erosione che non è solo ambientale”, nonostante negli anni sia stata ”spazio per la sperimentazione di artisti come Moretti, Libera, Mazzoni o De Chirico che abitò qui”. Le periferie urbane e i loro monumenti incompiuti saranno al centro anche di un prossimo piano del Mibac, per valutarne il destino. ”Le opere incompiute – dice Pistoletto – possono aver avuto un senso e se lo avevano devono essere finite. Ormai siamo bravi a muoverci tra i ruderi – sorride – Così come Roma con l’antichità, possiamo costruire anche le periferie sui ruderi della modernità”. Passo dopo passo, giro dopo giro, in un’assunzione di consapevolezza che alla fine mette in moto tra ragazzi e adulti anche Pistoletto, ecco i tre anelli del Terzo Paradiso comparire sulla sabbia. L’invito è ad averne cura e continuare a tracciarli ogni giorno. Tra qualche mese qui torneranno i bagnanti, gli ombrelloni e i lettini. E chissà se sarà diverso prendere il sole, pur inconsapevolmente, sopra un’opera d’arte.

Justin Bieber, sono infelice, ora stop’Famiglia e salute vengono prima, tornerò appena possibile’

27 marzo 201918:18

– “La musica è molto importante per me, ma niente viene prima della famiglia e della salute”. Con queste parole su Instagram Justin Bieber annuncia di volersi dedicare a se stesso nel prossimo futuro e di voler abbondare tour e incisioni. “Tanti mi chiedono un nuovo album – esordisce il cantante, 23 anni -. Sono stato in tour durante la mia adolescenza e nella prima parte dei miei 20 anni. Ho capito, come probabilmente voi avrete visto, che ero infelice nell’ultimo tour. Non me lo merito e voi non ve lo meritate.
Pagate per venire a un concerto vivace e divertente e io non sono stato in grado di darvelo”. “Ora – prosegue – sono concentrato sulla soluzione dei problemi profondi che ho, in modo da non cadere a pezzi, così da poter sostenere il mio matrimonio ed essere il padre che voglio essere”. “Tornerò con un album appena possibile”, assicura l’artista. Bieber si è sposato il 13 settembre con la modella Hailey Baldwin, nipote di Alec Baldwin. “È giusto così, ti amo”, ha risposto lei al post del marito.
Terence Hill, auguri per gli 80 anniIl debutto con Risi e Visconti, la popolarità con la fiction

27 marzo 201920:39

– Pugilato, ginnastica artistica e la Roma sono le sue passioni. Registrato all’anagrafe come Mario Girotti è nato il 29 marzo casualmente a Venezia nel 1939 da padre chimico (originario di Amelia dove il piccolo Mario trascorse gli ultimi giorni della guerra mondiale) e da madre tedesca (Hildegard Thieme una sassone e nella sua casa vicino a Dresda il futuro Don Matteo vide da vicino i più terrificanti bombardamenti alleati sulla Germania). Auguri Terence Hill, l’uomo dagli occhi di ghiaccio e dal fisico che sembra non invecchiare mai, spegne 80 candeline. Tantissimi i suoi personaggi: da quando iniziò a recitare in una serie di fortunati spaghetti western alla fine degli anni ’60, fino al rinnovato successo nei panni di Don Matteo, non ha mai smesso di essere una figura centrale nell’immaginario collettivo italiano, un’icona della cultura popolare. Non solo in Italia: anche nel resto d’Europa, anche in Germania dove i film realizzati in coppia con Bud Spencer sono celeberrimi.
Per mantenersi agli studi (liceo e poi Lettere all’Università di Roma) e poter correre in moto, accettò di recitare nonostante una iniziale ritrosia per la sua timidezza.
Dino Risi lo aveva notato, ad appena 12 anni durante una gara di nuoto, e lo aveva fatto debuttare in Vacanze con gangster. Oltre un film all’anno, diretto dai più grandi registi. Oggi deve la sua notorietà al filone comico del western-spaghetti e poi alle fiction televisive, ma in gioventu’ ebbe maestri come Pabst, Pontecorvo, Steno, Matarazzo, Bragaglia, fino a firmare negli anni ’60 un lucroso contratto in Germania mettendo a frutto il suo perfetto tedesco. Nonostante tutto non andava fiero dei suoi successi, finche’ Luchino Visconti non lo volle per la parte del Tenente Cavriaghi nel Gattopardo (1962). Cinque anni dopo, con lo pseudonimo di Terence Hill, entro’ dalla porta di servizio (ebbe la parte perchè il protagonista si ruppe una gamba) nel mondo del western-spaghetti con Dio perdona, io no di Giuseppe Colizzi. Sullo stesso set recitava (ma i due non si incontrarono mai) anche Bud Spencer (al secolo Carlo Pedersoli), mentre Girotti vi trovava il suo nome d’arte (lo scelse in meno di 24 ore perche’ ”suonava bene e aveva le stesse iniziali di mia madre”), nonchè la moglie Lori Zwicklbauer, allora segretaria di edizione. Nel 1970 un altro colpo di fortuna: E.B. Clucher (alias Enzo Barboni) cerca un protagonista per Lo chiamavano Trinita’ e l’interprete designato, Franco Nero, rifiuta perche’ impegnato sul set di Camelot. Il regista sceglie allora il giovane Terence per la sua somiglianza con Franco Nero. E’ un trionfo immediato, il varo di una coppia inossidabile con Bud Spencer (18 film tra il 1967 e il 2004), la chiamata a Hollywood (dove reciterà con Gene Hackman e Valerie Perrine).
Nel frattempo, Hill si è trasferito con la moglie americana Lori Zwicklbauer (conosciuta sul set di Dio perdona… io no!) negli Stati Uniti. Il sodalizio con Bud Spencer è giunto ormai al tramonto dopo quasi vent’anni: le ultime cartucce sono i divertenti Nati con la camicia e Non c’è due senza quattro, seguiti dal debole Miami Supercops. Nel 1987 tocca a E.B.
Clucher chiudere un decennio e dire addio a un modo tutto italiano di fare cinema in America: il regista di Trinità dirige Hill in Renegade – Un osso troppo duro, road movie dove recita accanto al figlio adottivo Ross. Il ragazzo morirà due anni dopo in un incidente d’auto a sedici anni, sprofondando il padre in una depressione da cui si riprende solo lavorando. Nel 1991 dirige se stesso in Lucky Luke, adattamento dei fumetti del belga Morris. Il film fa da pilota a una serie TV di buon successo. Poi torna in Italia: comincia la stagione trionfale in tv con il ruolo di Don Matteo, ma anche del forestale di Un Passo dal Cielo girata a San Candido (ruolo poi abbandonato dall’attore dopo qualche stagione perchè era faticoso stare praticamente sul set quasi tutto l’anno con le due fiction). Don Matteo gli cambia la vita fino a farlo trasferire definitivamente dagli Stati Uniti insieme alla moglie, a Gubbio e poi a Spoleto, luoghi in cui si gira la serie. Nel 2018, Hill dirige se stesso in un film Il mio nome è Thomas. Una storia on the road fra Italia e Spagna che richiama le atmosfere western, genere per il quale e’ diventato un volto iconico grazie a titoli come I quattro dell’Ave Maria, Il mio nome e’ Nessuno e Lo chiamavano Trinità, uno dei molti film interpretati in coppia con l’amico Bud Spencer. E proprio a lui Terence Hill ha dedicato il lungometraggio girato in parte nel deserto dell’Almeria. Alla morte di Bud Spencer disse “non abbiamo mai litigato”. La fiction di Rai1 Don Matteo targata Lux Video è sempre stata un successo di ascolti si aspetta la messa in onda della 12a, forse l’ultima.

Dumbo, Elisa: ‘Un sogno lavorare con Tim Burton’La cantante presta la sua voce in Dumbo, nuovo film della Disney

27 marzo 201920:20

Un pizzico di atmosfera dark, una spruzzata di gotico, una manciata di struggente romanticismo ed ecco il brano Baby Mine, il classico della colonna sonora (premiata con l’Oscar) del film Dumbo del 1941, rivisitato da Elisa per il live action firmato da Tim Burton per la Disney e in uscita domani. “Ho avuto carta bianca da lui – racconta Elisa che nel film presta la voce a Miss Atlantis, la sirena del Circo dei Fratelli Medici – ma non ho voluto stravolgere la struttura e tantomeno le parole. E’ un pezzo abbastanza intoccabile e volevo che lo spirito retrò che lo contraddistingue non venisse intaccato, ho cercato solo di renderlo un po’ più alla ‘Tim Burton’, dandogli un tocco leggermente gotico”, spiega l’artista, legata al film dai ricordi d’infanzia, quando lo vedeva con mamma e sorella. I due si sono incontrati per la prima volta ieri sera alla premiere a Roma (“Ed ho pianto… come quando ero piccola”, confessa). “Lui è stato molto simpatico e divertente. Non ci eravamo mai parlati, ma mi ha detto di essere molto soddisfatto del risultato. Per me è stato un sogno e un grande onore poter collaborare con lui: Burton è uno dei miei registi del cuore”.
Come anche Quentin Tarantino, per il quale insieme a Ennio Morricone aveva composto e interpretato “Ancora Qui”, nel film Django Unchained. Ma quella volta, alla prima, tra il pancione di lei e gli impegni di lui non ci fu. “Ora manca solo David Lynch”, dice quasi tra sé e sé Elisa, come se fosse un desiderio irrealizzabile. Il cinema, straniero, ma anche italiano con Luca Guadagnino, Roberto Faenza, Gabriele Muccino, l’ha corteggiata e conquistata già da tanto. Anche se quasi sempre “part-time”. “Il grande schermo è molto stimolante dal punto di vista creativo anche se più difficile di un disco perché le musiche devono andare di pari passo con quello che ha in mente il regista. Ho fatto diverse cose, ma solo una volta una colonna sonora intera.
E’ stato per ‘L’ultima ruota del carro’ di Giovanni Veronesi – spiega la cantautrice, impegnata nel Diari aperti tour, che stasera e domani fa tappa nella capitale, prima di continuare per Napoli, Milano, Torino, per un totale di 50 date nei teatri in due mesi -. Però avrei osato di più. Ci riproverei ma solo se potessi andare fino in fondo, se non avessi vincoli”. Non solo musica, non solo cinema: nei giorni scorsi Elisa è stata scelta come modella dalla Mattel, che ha realizzato nel 60/o compleanno del brand una Barbie con le sue sembianze. Un progetto per il quale sono state scelte donne molto diverse tra loro che rappresentino valori positivi, abbiano rotti gli schemi o siano fonte di ispirazione per le bambine. “E’ una grande responsabilità, ma io faccio quello che faccio perché ci credo e ci ho sempre creduto. Bisogna essere onesti con se stessi per esserlo davanti agli altri. Mia figlia? Felicissima, ma la bambola ancora non l’abbiamo presa”. Del resto, racconta, premi, targhe, dischi d’oro e di platino sono in ufficio: “non voglio che i miei figli e i loro amici mi vedano come mamma supereroe, sono una mamma come le altre”.

Cultura inclusiva, ora I libri per tuttiNuovo progetto di lettura che vede insieme 4 gruppi editoriali

27 marzo 201918:58

– Arrivano “I libri per tutti”, un nuovo progetto editoriale per rendere accessibile la lettura a bambini e ragazzi con disabilità e disturbi del linguaggio, ma anche a persone straniere al primo approccio con la lingua italiana e a soggetti di ogni età con fragilità di lettura. Il progetto, promosso da Paideia, che vede per la prima volta quattro gruppi editoriali italiani insieme per la pubblicazione in versione digitale e cartacea di libri basati sulla Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA), in cui il testo alfabetico viene trasformato in simboli a cui si aggiunge per entrambi l’audio, sarà lanciato il 2 aprile alla Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna.
I gruppi editoriali coinvolti sono DeA Planeta Libri, GeMS Giunti Editore e la Business Unit Ragazzi di Mondadori Libri. Tra i primi titoli: la ‘Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza’ (Guanda) di Sepulveda, ‘I tre porcellini'(De Agostini), ‘Perchè il buio è così nero?’ (Giunti Kids) di Silvia Serreli.
Pitti Uomo, sfila Salvatore FerragamoCollezione per la primavera-estate 2020

FIRENZE27 marzo 201919:47

– Dopo alcune stagioni che hanno visto la collezione uomo e donna sfilare assieme a Milano in un format co-ed, Salvatore Ferragamo sceglie di presentare la collezione maschile per la primavera-estate 2020 a Pitti Immagine Uomo 96 (11-14 giugno). Sotto la direzione creativa di Paul Andrew, sarà̀ protagonista un menswear dal contenuto contemporaneo, con uno stile chiaro, caratterizzato da una fresca identità di lusso. “Firenze e il nostro cuore, èarte della nostra storia e siamo entusiasti di tornare qui come ‘Florence Calling’ di Pitti Uomo – dice Ferruccio Ferragamo, presidente dell’azienda -. In questa fase di grande consolidamento stilistico e identitario per il nostro marchio, riteniamo che Pitti sia il contesto ideale per sottolineare il percorso che stiamo compiendo, portando in scena una forte collezione maschile fuori dall’ambito co-ed”.
Paoli, 19/4 Appunti di un lungo viaggioDoppio disco per i 60 anni di carriera, concerto a Roma il 12/5

27 marzo 201920:28

– Esce il 19 aprile “Appunti di un lungo viaggio”, il nuovo doppio disco di Gino Paoli. Il cantautore taglia il traguardo dei 60 anni di carriera con questo nuovo lavoro che raccoglie nuovi brani inediti, con gli arrangiamenti di Danilo Rea, e i suoi più celebri successi rivisitati insieme a tre grandi jazzisti come Rita Marcotulli (pianoforte), Alfredo Golino (batteria) e Ares Tavolazzi (contrabbasso). Ad accompagnare vecchie e nuove canzoni, la Roma Jazz String Orchestra, sotto la direzione del Maestro Marcello Sirignano.
Il disco, su etichetta Warner, è prodotto da Aldo Mercurio e Danilo Rea in collaborazione con Parco della Musica Records.
“Appunti di un lungo viaggio” sarà disponibile anche in vinile dal 10 maggio. Inoltre, il 12 maggio all’Auditorium parco della Musica di Roma, è in programma “Una lunga storia”, un concerto che vedrà sul palco insieme a Paoli, l’Orchestra da Camera di Perugia, in collaborazione con Umbria Jazz, diretta da Sirignano, Danilo Rea, Marcotulli, Golino e Tavolazzi.
Piranesi tridimensionale a RomaOrdine di Malta presenta restauro Santa Maria in Aventino

27 marzo 201920:35

– Una straordinaria commistione tra simmetria e varietà, che mostra in modo tridimensionale il genio di Giovanni Battista Piranesi: è la Chiesa di Santa Maria in Aventino, unica opera architettonica realizzata dall’incisore e disegnatore veneto, che un accurato restauro conservativo voluto dall’Ordine di Malta e oggi presentato a Roma ha riportato al suo splendore originale. La chiesa, realizzata tra il 1764 e il 1766, è un trionfo di arte barocca e neoclassica e presenta decorazioni che riuniscono elementi dell’iconografia etrusca, romana e dell’antico Egitto, ponendoli in relazione con i simboli dei Cavalieri di Malta e della loro missione. Situata accanto alla Villa Magistrale (sede del Gran Priorato di Roma e dell’Ambasciata dell’Ordine presso la Repubblica italiana), la chiesa è stata oggetto di un lavoro di pulitura, di consolidamento e ripristino: un restauro di quasi 2 anni che ha riguardato sia l’interno sia la facciata esterna e che ha restituito la cromia originale, sui toni del bianco e dell’ocra.

David di Donatello: Tim Burton, mi sento molto vicino agli italianiAl regista la statuetta alla carriera

27 marzo 201923:11

“Mi sento molto vicino agli italiani e essere qui stasera è come essere al tempo stesso in un circo, in un film e in una strana famiglia”. Lo ha detto Tim Burton, sul red carpet dei David di Donatello, dove riceve stasera la statuetta alla carriera da Roberto Benigni.L’attore italiano, che è sfilato sul red carpet senza rilasciare interviste, sfoggia un inedito look con barba. Stasera accompagna anche sua moglie Nicoletta Braschi, nominata fra le attrici non protagoniste per Lazzaro felice.
David di Donatello, Borghi migliore attore: ‘Questo premio è di Stefano Cucchi’Premiato sul palco da Uma Thurman. Migliore attrice Elena Sofia Ricci per ‘Loro’

27 marzo 201923:52

“Questo premio è di Stefano Cucchi’. Lo ha detto sul palco dei David di Donatello Alessandro Borghi dopo aver conquistato il premio come miglior attore.  “Grazie a Cremonini per la tua amicizia, a Jasmine per quanto sei meravigliosa, la famiglia Cucchi per esservi fidati di me. Grazie davvero alle persone che mi arricchiscono e alla mia famiglia – ha detto – questo film è stato complicato e loro ne hanno pagato le conseguenze. Questo premio è di Stefano Cucchi e va all’importanza di restare umani e di essere riconosciuti come tali a prescindere da tutto”.

Il premio gli è stato consegnato da Uma Thurman. A Elena Sofia Riccio premio come migliore attrice per l’interpertazione di Veronica Lario in Loro di Paolo Sorrentino. Premio per la miglior regia a Matteo Garrone per ‘Dogman’: ‘La regia è importante ma senza dei grandi attori non si va avanti” ha detto rivolgendosi a Marcello Fonte.”Tutto è stato emozionante di Loro, essere chiamata da Paolo Sorrentino, fare il film, aver vinto ai nastri d’Argento e essere qui stasera è un’emozione e un onore grandissimo, soprattutto per essere insieme a colleghe magnifiche nella mia categoria”, ha detto la Ricci

, sul red carpet ai David di Donatello, dove ha poi vinto la statuetta. Quanto contano i premi? “Veramente quando ho vinto ai David di Donatello nel 1990 per la prima volta (per Ne parliamo lunedì, ndr) poi non ho lavorato al cinema per molto tempo – ricorda sorridendo l’attrice -. I premi fanno piacere ma conta di più il lavoro fatto con passione e onestamente. Poi noi lavoriamo per l’amore del pubblico, per la gente”. Una dimostrazione dell’amore che ha per lei il pubblico è passata anche dal grande successo della quinta stagione di Che Dio ci aiuti, su Rai1. Ci sarà anche una sesta stagione? “Vedremo, è una serie che mi ha dato tanto, sono molto affezionata a suor Angela, ma mi devo prendere una pausa da lei, perché è un ruolo ingombrante, anche per me. Ora ho tanti progetti, che riguardano anche il teatro, dove mi piace tornare, ma il prossimo sarà di nuovo televisivo, per la Rai”.

I David al Quirinale tra ironia e futuroMattarella, cultura è economia. Cucciari show Full Metal Sergio

27 marzo 201915:58

– “La dimensione industriale del cinema, la sua valenza economica e produttiva hanno grande importanza per il sistema-paese. Chi sostiene che la cultura non ha a che fare con l’economia non è un vero economista”. Così il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al Quirinale alla presentazione delle cinquine dei premi David di Donatello che verranno consegnati il 27 sera a Roma in diretta tv su Rai1 condotti da Carlo Conti. Una cerimonia dei David – presente anche il ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli – nel segno del divertimento e della melanconia. Mai tante risate nei saloni del Quirinale grazie a Geppi Cucciari che durante un vero e proprio show lo ha appellato come ‘Full Metal Sergio’. Sono stati ricordati gli artisti scomparsi da Ermanno Olmi a Bernardo Bertolucci. Alla premiazione Uma Thurman, Alfonso Cuarón. Per le candidature Dogman di Matteo Garrone è al top con quindici.
Mario Martone con il Capri-Revolution 13 poi con 12 Loro di Sorrentino e Chiamami col tuo nome di Guadagnino

David di Donatello, Mattarella: ‘Importante il cinema per il sistema-Paese’ ‘Chi sostiene che la cultura non ha a che fare con l’economia non è un vero economista’

27 marzo 201923:22

Al Palazzo del Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la presentazione dei candidati ai Premi “David di Donatello” per l’anno 2019. La cerimonia, condotta da Geppi Cucciari, è stata aperta dalla proiezione di un video a cura di Rai Cultura a cui sono seguiti l’intervento di Piera Detassis, Presidente e Direttore Artistico dell’Accademia del Cinema Italiano – Premi “David di Donatello”, e le testomonianze di Francesca Lo Schiavo e Dario Argento, vincitori del David Speciale 2019.Presenti il ministro per i Beni e le Attività Culturali, Alberto Bonisoli, il presidente dell’AGIS, Carlo Fontana, il presidente dell’ANICA, Francesco Rutelli, esponenti della cultura, dell’arte, dello spettacolo, dell’industria e personalità rappresentative della società italiana.”La dimensione industriale del cinema, la sua valenza economica e produttiva hanno grande importanza per il sistema-paese – ha detto il presidente Sergio Mattarella -. E’ un dimostrazione ulteriore di quanto valga e di quanto pesi la cultura nello sviluppo di una società moderna. Chi sostiene che la cultura non ha a che fare con l’economia non è un vero economista”.

“Esiste un cinema europeo che non è solo la somma dei prodotti nazionali e l’Europa deve giocare con saggezza le proprie carte per difendere, promuovere e valorizzare il proprio patrimonio di creatività e di cultura di fronte a competitori potenti, a soggetti globali – ha detto ancora Mattarella, alla presentazione delle cinquine dei premi David di Donatello -. Peraltro i singoli Paesi rischiano di non farcela da soli, di non reggere le onde d’urto. Sentiamo il bisogno che l’Europa offra occasioni più grandi ai nostri progetti”.

Brizzi, ciak a Torino per nuovo filmBisio e Rubini protagonisti Se mi vuoi bene da romanzo regista

27 marzo 201916:32

– Con Claudio Bisio e Sergio Rubini protagonisti sono cominciate a Torino le riprese di “Se mi vuoi bene”, il nuovo film diretto da Fausto Brizzi. Nel cast anche Flavio Insinna, Lucia Ocone, Nancy Brilli, Gianmarco Tognazzi, Dino Abbrescia, Susy Laude, Lorena Cacciatore, Elena Santarelli, Valeria Fabrizi e Memo Remigi. Il film è tratto dall’omonimo best seller tradotto in 30 paesi, del regista romano uscito con archiviazione delle accuse dallo scandalo molestie. La sceneggiatura di Herbert Simone Paragnani, Mauro Uzzeo e Martino Coli ed è prodotto da Eliseo Cinema e distribuito nelle sale da Medusa Film. Diego (Claudio Bisio), avvocato di successo con una bella depressione in corso, veste i panni di un buon samaritano pasticcione che, volendo fare del bene ai suoi cari, finisce per devastare la vita a ognuno di loro. Così dopo un fallimentare tentativo di suicidio incontra Massimiliano (Sergio Rubini), proprietario di un eccentrico negozio di Chiacchiere.
Trump “assume” padre di Angelina JolieJon Voight insieme a Mike Huckabee padre portavoce Casa Bianca

NEW YORK27 marzo 201916:50

– Il padre di Angelina Jolie andrà a lavorare per Donald Trump. Jon Voight è stato infatti assunto come membro del board del Kennedy Center, il centro culturale nazionale con sede a Washington. Voight, che non ha mai nascosto la sua simpatia per l’attuale presidente, sarà in carica fino al settembre del 2019. Con lui, tra gli altri, è stato assunto anche Mike Huckabee, ex governatore dell’Arkansas, ex candidato alla presidenza nonché padre di Sarah Huckabee Sanders, attuale portavoce della Casa Bianca.
Secondo quanto scrive Hollywood Reporter, Voight è un ex progressista traumatizzato dall’assassinio del presidente John F. Kennedy, ed è stato critico del presidente Barack Obama. Ha fatto anche parte del gruppo conservatore di Hollywood ‘Friends of Abe’ (Abraham Lincoln, ndr).

A Padiglione Italia è sfida al labirintoFarronato presenta il progetto “Molte mostre che coesistono”

27 marzo 201916:57

– Tre artisti e tre poetiche diverse e che pure dialogano tra loro, con opere e installazioni che possono cambiare a seconda di come li si incontra. Gioca sulla sfida del labirinto offrendo una mostra “che è insieme molte mostre” il Padiglione Italia curato da Milovan Farronato per la 58 Biennale Arte al via a Venezia dall’11 maggio al 24 novembre 2019. Elegantissimo e modaiolo con la giacca fiorata e gli orecchini con il simbolo del labirinto, il curatore piacentino – un lungo e interessante curriculum giocato però tutto in istituzioni private – tratteggia alla stampa il senso del lavoro nel quale ha coinvolto Enrico David, Chiara Fumai (scomparsa nel 2017 a soli 39 anni) e Liliana Moro. “Venezia stessa è un labirinto che nei secoli ha affascinato e ispirato tanti creativi tra cui Borges a Calvino. Ed è in questo contesto che emerge la mostra, ‘Né altra né questa’, in cui le opere esposte, generano continuamente nuovi percorsi e nuove interpretazioni, ramificati come un micelio”.         [print-me title=”STAMPA”]

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Gomorra 4, Genny si reinventa tra alleanze e faide
Sky Atlantic da 29/3. Saviano,specchio Italia Venezuela d’Europa

26 marzo 2019 03:39

Non mancheranno i colpi di scena, le faide e i tradimenti. Genny Savastano, dopo la morte di Ciro Di Marzio, sopravvissuto a tutto dovrà cambiare vita per salvare la sua famiglia. Reinventatosi uomo d’affari, dovrà lasciare il regno a Patrizia (Cristiana Dell’Anna) e affidarsi a un clan (I Levante, famiglia legata a donna Imma dove il patriarca Gerlando domina incontrastato le campagne avvelenate a nord di Napoli). La quarta stagione di Gomorra torna con 12 puntate ogni venerdì alle ore 21.15 su Sky Atlantic (e Sky Cinema Uno) a partire dal 29 marzo.Si riparte da Genny (Salvatore Esposito) e Marco D’Amore si sposta dietro la macchina da presa (delle puntate 5 e 6) dopo tre stagioni da protagonista. La lotta per il potere è destinata a riaccendersi: l’uscita di scena di Ciro di Marzio apre nuovi imprevedibili scenari tra le fazioni che si contendono il controllo del territorio. I nuovi episodi di Gomorra – Una produzione originale Sky con Cattleya, parte di ITV Studios, e Fandango in collaborazione con Beta Film – sono diretti da Francesca Comencini (responsabile anche della supervisione artistica della quarta stagione), Claudio Cupellini, D’Amore, Enrico Rosati e Ciro Visco. Salvatore Esposito del suo personaggio dice: “Il filo conduttore di questa stagione è il dualismo interiore di Genny: combatte contro i demoni che lo accompagnano dalla prima serie e che stavolta lo portano a cambiare vita per dare un futuro diverso a figlio e alla moglie, dopo la morte di Ciro e dopo avere ceduto il potere a Patrizia. Metterà una maschera. Solo alla fine capiremo cosa è diventato. Genny ha puntato un altro obiettivo, quello di diventare un manager. In verità il cordone col passato lo ha tagliato quando ha fatto uccidere suo padre. Il male è una ombra nera in ogni città del mondo”.

Cristiana Dell’Anna del suo ruolo ovvero Patrizia rileva: “E’ un personaggio cresciuto tanto. Patrizia gestisce il potere che le viene dato al femminile. La rivoluzione nella serie è il valore dell’intelligenza delle donne, che non sempre viene capita”.  Marco D’Amore, regista: “Mi sento il prodotto di un vivaio. Gomorra è una meravigliosa cantera che ha allevato talenti. Il mio passaggio forse più eclatante, per il mio passato di attore, ma tanti sono cresciuti e in tutti i ruoli.
Gomorra ha prodotto eccellenze: io sono stato un buon giocatore”. Claudio Cupellini veterano della serie, regista degli ultimi due episodi della quarta stagione: “Siamo in una partita a scacchi. Ogni volta ci dobbiamo sorprendere e dobbiamo ricominciare adattandoci a una realtà che dobbiamo imparare a conoscere. Stavolta si è giocata una partita a scacchi tra chi abbiamo imparato ad amare e i nuovi arrivati”.    Roberto Saviano in un video proiettato nel corso della presentazione sottolinea: “L’Italia che emerge da questa stagione è il Venezuela d’Europa, è tutto compromesso. I colletti bianchi hanno importanza, c’è la terra dei fuochi. Le donne crescono militarmente e strategicamente, gli uomini sono bambini sparsi. C’è chi, e sono le paranze, vuole tutto e subito, e chi conosce i tempi del potere e impara a gestire la fama per ottenere di più. I giovani non aspettano, vivono nel presente. Il racconto affronta temi un paese al collasso come il nostro e non ha paura di dirlo. E se dà fastidio, che dia fastidio. E’ una serie che deve intrattenere, ma che fissa il puzzo dei soldi. Gomorra racconta la sintassi del nostro tempo: se non ammazzi verrai ucciso, se ti fidi verrai imbrogliato”.
Nata da un’idea di Roberto Saviano e tratta dal suo omonimo best seller (edito da Arnoldo Mondadori Editori), il soggetto di serie è firmato da Stefano Bises, Leonardo Fasoli, Maddalena Ravagli, Roberto Saviano. Nicola Maccanico, Executive Vice President Programmi di Sky Italia: “Credere in un prodotto originale e investire in maniera così decisa ha permesso di essere apripista. Ora bisogna alzare l’asticella, siamo partiti per primi e non vogliamo farci raggiungere. Punto di forza di Gomorra – La serie è il gioco di squadra”. La quinta stagione è in preparazione.
Stuart Kells, La bibliotecaScrittore a ritroso nei secoli, tra storia e curiosi bibliofili

26 marzo 201909:50

E’ davvero un fiume ininterrotto di curiosità, aneddoti, storie ed eccentrici personaggi nonché un atto d’amore viscerale nei confronti del libro l’ultima, piacevolissima fatica letteraria dell’australiano Stuart Kells, dal titolo “La biblioteca” (Mondadori). L’autore, che è scrittore ma anche esperto bibliofilo e collezionista instancabile, parte dall’origine delle biblioteche seguendone lo sviluppo nei secoli, per riflettere sul valore che questi luoghi di sapere possano avere oggi, in un’era dominata dal digitale e da Internet. Sono forse le biblioteche solo un retaggio del passato? O magari un lusso che non possiamo permetterci? In poco più di 300 pagine il lettore avrà a disposizione tutte le risposte che cerca, grazie a un appassionato viaggio che, dall’antichità a oggi, esplora l’intero universo librario.
Tra le pagine infatti c’è davvero un po’ di tutto. La tradizione orale come prima forma di “biblioteca senza libri”, poi sostituita dalle collezioni di libri materiali. Le biblioteche più famose, come quella antica di Alessandria o la British Library di Londra, la prima nella storia ad aver superato i cento milioni di pezzi. La nascita delle biblioteche private e “casalinghe”, già ai tempi dell’antica Roma. Lo sviluppo dell’arte degli amanuensi, pieni di talento, estro e precisione, l’avvento della stampa e la rivoluzione epocale che ne seguì, con la possibilità di leggere e possedere libri diffusa su larga scala. Gli incendi di libri più celebri, come quello che nell’80 d.C. distrusse la Biblioteca Palatina di Roma e quello, violentissimo, che a Londra nel 1666 rese cenere tante biblioteche della città. Alcuni tra i migliori bibliotecari della storia come Gabriel Naudé che per conto del cardinale Mazzarino mise insieme in pochissimi anni quarantamila volumi di grande valore, tutti rilegati e classificati, o il filosofo Gottfried Wilhelm Leibniz, che stabilì i principi della buona biblioteconomia. E poi un piccolo excursus dedicato all’immaginazione che rende le biblioteche luoghi fantastici e incredibili, come quelle raccontate da Dick e Tolkien. “Le biblioteche – scrive Kells – sono piene di storie. Storie di vita e morte, bramosia e perdita, fedeltà e infedeltà alla parola data. Storie di ogni possibile dramma umano e storie che, attraverso complessi, ricorsivi fili intergenerazionali, sono tra loro collegate”. In questo contesto, così variegato e ricchissimo di informazioni, è davvero impossibile non solo annoiarsi ma non provare curiosità nei confronti del libro – come strumento di conoscenza ma anche di meraviglia – e soprattutto verso quei luoghi, spesso splendidi, che da sempre e in tutto il mondo svolgono tanti ruoli tutti insieme: piccole o grandi che siano, le biblioteche contengono, proteggono e celebrano i libri, ma principalmente perseguono l’obiettivo di rendere disponibili a tutti ogni forma di sapere. Un ruolo insostituibile che ha il sapore della civiltà e che per questo non potrà mai farle diventare desuete: le biblioteche non moriranno mai perché sono un simbolo di resistenza alla barbarie e all’ignoranza, uno dei pochi antidoti rimasti contro quel misto di approssimazione, superficialità, impreparazione e mancanza di curiosità che caratterizza i nostri tempi.

Cinema: Bisio, nostro inno anticattivista sull’ItaliaDi Maio, Salvini, Renzi nella satira di Bentornato presidente

26 marzo 201909:52

Salvini e la dialettica “da bar”, Di Maio e la bolla dei social, il premier Conte, Renzi e l’opposizione di sinistra capace solo di accapigliarsi, ma anche la vecchia politica e noi italiani, che vogliamo il cambiamento senza essere disposti a fare il minimo per attuarlo, come pagare le tasse. Sono fra i bersagli di Bentornato presidente, la commedia satirica dei talentuosi Giancarlo Fontana e Giuseppe G. Stasi, in sala dal 28 marzo in 500 copie con Vision Distribution. E’ il sequel di Benvenuto presidente! (2013), otto milioni e mezzo di euro al botteghino, dove Claudio Bisio, nei panni di un uomo qualunque ma onesto (si chiama anche Giuseppe Garibaldi), arrivava, per caso, a diventare Presidente della Repubblica. Qui, dopo anni di buen retiro fra le amate montagne, accetta, per riconquistare la compagna Janis (Sarah Felberbaum), di fare da Presidente del Consiglio ‘di facciata’ per il governo di Teodoro Guerriero (Pietro Calabresi/simil-Salvini) leader di Precedenza Italia, tutto felpe e rabbia a comando, e Danilo Stella (Guglielmo Poggi/simil-Di Maio), leader con una faccia da bravo ragazzo del Movimento Candidi. “E’ un film rivolto a quelli che si sono un po’ stufati di questo odio reciproco che si respira nel Paese, alimentato dai social e a volte anche dai media – spiega Bisio -. Qualcuno dirà che è un film buonista, io invece lo vedo come un inno anticattivista”. Giuseppe, detto Peppino, Garibaldi resiste poco come premier teleguidato e, per dimostrare a Janis, da cui ha avuto una figlia, Guevara, di essere ancora un uomo di principi, si mette in gioco, con l’aiuto del fin troppo abile Ivan (Pietro Sermonti), un suo piano di riforme. E l’opposizione intanto? E’ chiusa in una perenne e litigiosa assemblea, con un rassegnato Vincenzo Maceria/simil Renzi (Marco Ripoldi) che alle consultazioni con un pacato ma molto lucido presidente della Repubblica (Antonio Petrocelli) dice di non volersi alleare con nessuno, “perché – spiega – sono troppo intelligente”. Sarah Felberbaum riprende il ruolo incarnato nel primo film da Kasia Smutniak: “Janis, dopo essersi messa da parte per dedicarsi a Peppino, sente che è arrivato il momento di fargli capire che vuole essere ascoltata, che si può far tutto, amare la propria famiglia e perseguire i propri obiettivi. E un bell’esempio di donna”. Da anni “lavoravamo all’idea di un sequel – prosegue Bisio -.
Inizialmente avevamo pensato di ambientarlo in Europa. Poi un anno fa, quando abbiamo visto che non si trovava un Presidente del Consiglio, abbiamo pensato di costruire su questo la storia… in pratica è un instant movie”. Come pensa reagiranno i politici veri? “Le uniche reazioni che mi interessano sono quelle della gente. Fra tanti numeri che sentiamo la percentuale che colpisce è il 40% di astenuti alle elezioni. E’ ora di iniziare a rivolgersi a quelle persone”. Perché “i politici dovrebbero arrabbiarsi? – chiede sorridendo Calabresi -. Gli abbiamo fatto un merchandising straordinario, abbiamo cercato di dargli un’umanità che non so se gli appartiene. Il mio Teodoro Guerriero è un uomo con un gran cuore, ma quando vede una telecamera diventa un altro. Il filtro social sembra essere diventato quello della politica. E noi mazzoliamo un po’ tutti, destra, sinistra, vecchia politica, opposizione”. Con il film “abbiamo cercato di cavalcare l’attualità, e bastava andare sui siti per trovare spunti” dice Giancarlo Fontana. In questo momento storico “volevamo fare della sana satira su quello che ci circonda – chiosa Nicola Giuliano, coproduttore con Francesca Cima e Carlotta Calori, e coautore del soggetto con Fabio Bonifacci, che firma anche la sceneggiatura -. In questa particolare era, in cui si deve per forza stare da una parte o l’altra della barricata, ci siamo detti: ‘guardiamo quello che c’è, ridiamo di tutto e di tutti… e guardiamoci allo specchio”.
Serse di Haendel, prima volta a ReggioIl 29 e 30 marzo, con la regia di Gabriele Vacis

REGGIO EMILIA26 marzo 201911:07

– Il teatro Valli di Reggio Emilia ritorna all’antico amore per l’opera barocca con il “Serse” di Haendel, ultimo lavoro teatrale del compositore tedesco, in scena il 29 e 31 marzo prossimi con la regia di Gabriele Vacis. Frutto di una coproduzione con i teatri di Modena, Piacenza e Ravenna, dove verrà rappresentato successivamente, “Serse” è affidato all’esperienza dell’Accademia Bizantina e del suo direttore Ottavio Dantone, considerato uno dei massimi protagonisti della riscoperta del repertorio barocco con criteri filologici.
Il cast, composto da interpreti specialisti del repertorio barocco, comprende Arianna Vendittelli (Serse), Marina De Liso (Arsamene), Delphine Galou (Amastre), Monica Piccinini (Romilda), Francesca Aspromonte (Atalanta), Luigi De Donato (Ariodate) e Biagio Pizzuti (Elviro). “Serse” è una delle opere meno rappresentate del panorama barocco, già di per sé poco considerato, almeno in Italia: a Reggio Emilia, prima d’ora, non è mai andato in scena.
La storia che “si finge” è l’amore di Serse, imperatore di Persia, per Romilda, la figlia del suo generale più fedele. Solo che Romilda è innamorata di Arsamene, il fratello di Serse. E anche Romilda ha una sorella, Atalanta, anche lei innamorata di Arsamene, che però è pazzamente innamorato di Romilda. “Un gioco circolare di amori adolescenziali – spiega il regista, Gabriele Vacis – che mette in secondo piano le questioni politiche, sociali, militari, di cui l’imperatore Serse dovrebbe farsi carico. Invece trionfa la natura dei sentimenti e dei corpi”.
Una sorta di movimento vorticoso e centrifugo, costellato di arie, più di 40, a partire dalla celeberrima “Ombra mai fu”.

Medaglia di Mattarella a mostra del MeisDal 12/4 al Museo dell’Ebraismo italiano e della Shoah a Ferrara

FERRARA26 marzo 201911:37

– La mostra ‘Il Rinascimento parla ebraico’, che apre al pubblico il 12 aprile a Ferrara, al Museo nazionale dell’Ebraismo italiano e della Shoah, ha ricevuto la Medaglia del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, un riconoscimento ufficiale – sottolineano i responsabili del Meis – dello “straordinario valore del percorso espositivo”.
La narrazione del Rinascimento ebraico affronta uno dei periodi cruciali della storia culturale della penisola, decisivo per la formazione dell’identità italiana. La mostra, curata da Sergio Busi e Silvana Greco, ne svela un aspetto del tutto originale: la presenza degli ebrei e il fecondo dialogo culturale con la cultura cristiana di maggioranza.
A far emergere questa dinamica, opere pittoriche come la ‘Sacra famiglia e famiglia del Battista’ (1504-1506) di Andrea Mantegna, la ‘Nascita della Vergine’ (1502-1507) di Vittore Carpaccio, la ‘Disputa di Gesù con i dottori del Tempio’ (1519-1525) di Ludovico Mazzolino, ‘Elia e Eliseo’ di Stefano di Giovanni di Consolo detto il Sassetta, dove spuntano a sorpresa significative scritte in ebraico. Manoscritti miniati ebraici come la ‘Guida dei perplessi’ di Maimonide (1349), acquistato dallo Stato italiano meno di un anno fa. O l’Arca Santa lignea più antica d’Italia, mai rientrata prima da Parigi, e il Rotolo della Torah di Biella, antichissima pergamena della Bibbia ebraica, ancora oggi usata nella liturgia sinagogale.
Attraverso questi capolavori ‘Il Rinascimento parla ebraico’ testimonia che gli ebrei c’erano, ed erano attivi e intraprendenti: a Firenze, Ferrara, Mantova, Venezia, Genova, Pisa, Napoli, Palermo e Roma. A periodi alterni accolti e ben visti, con un ruolo non secondario di prestatori, medici, mercanti, oppure oggetto di pregiudizio. Interpreti di una stagione che racchiude in sé esperienze multiple, incontri, scontri, momenti armonici e brusche cesure.
Un anno senza Fabrizio Frizzi, una hall of fame della Rai per ricordarloSalini: ‘ Manca all’Italia per i suoi modi garbati e gentili, manca alla televisione come esempio di talento’

26 marzo 201912:19

Una hall of fame della Rai per ricordare Fabrizio Frizzi. L’ha annunciata, nel corso di Uno Mattina, l’ad della Rai Fabrizio Salini, intervistato a un anno dalla scomparsa di Fabrizio Frizzi. Salini, parlando della tre giorni di palinsesto che la Rai sta dedicando a Frizzi, ha parlato di uno spazio dove celebrare i grandi della Rai.”In questi tre giorni – ha detto Salini – ricorderemo la sua allegria, il suo modo di fare, la sua professionalità. Vogliamo dedicare a Fabrizio anche uno spazio fisico e virtuale su cui lavoreremo dai prossimi giorni, che celebrerà tutti i personaggi che hanno fatto la storia della Rai di cui Fabrizio non potrà che essere tra i protagonisti principali”.L’ad della Rai ha poi aggiunto: “Fabrizio manca all’Italia per i suoi modi garbati e gentili, manca alla televisione come esempio di talento e professionalità. Manca alla Rai dove era punto di riferimento quasi quotidiano con le sue doti umane e professionali. Un esempio che noi tutti non vogliamo solo ricordare ma anche seguire”. E ha concluso sottolineando come Frizzi abbia favorito una solida unione tra pubblico e azienda: “Lo ha fatto con il sorriso, l’intelligenza, la capacità di entrare in sintonia con il pubblico da casa, con i giovani e i meno giovani, con gli italiani. Credo che siano queste le caratteristiche di Fabrizio che non potremmo e non dobbiamo dimenticare”.

Molti i ricordi di amici e colleghi di Frizzi ad un anno dalla scomparsa. Eccone alcuni tra i tanti:Lucio Presta –  “Amico mio, mi manchi, mi mancano i nostri pranzi segreti, le nostre confidenze, le nostre paure sui figli. Sono certo che vedi e sai tutto, mi hai lasciato un’eredità bellissima e la più importante: Carlotta, che vive per la tua Stella. Avrò cura di loro”. Antonella Clerici – “Un anno senza te, la tua amicizia,le tue risate. Vivi con noi e dentro le nostre anime più sole ma privilegiate nell’averti incontrato e vissuto”. Paolo Belli –  “Quanto mi manchi amico mio”. Anche Paolo Belli, con poche ma dirette parole, ricorda sui social Fabrizio Frizzi Caterina Balivo  – “Fabrizio, non ti dimenticheremo. Mai. L’eco della tua risata continuerà a scaldarci il cuore, per sempre”.

Scala: ok a creazione conservatorio RiadSì unanime cda dell’Accademia dopo le polemiche su fondi sauditi

MILANO26 marzo 201912:52

– Il primo passo della Scala per creare un conservatorio di musica per bambini e bambine in Arabia è stato fatto. Il cda dell’accademia del teatro ha infatti approvato “all’unanimità il progetto di start up per la creazione di un futuro Conservatorio nella città di Riad”. Lo scorso 18 marzo il consiglio del teatro, dopo settimane di polemiche, aveva deciso di restituire al ministro della Cultura arabo 3,1 milioni di euro ponendo fine all’ipotesi di un suo ingresso come socio nel teatro, con la possibilità anche di un posto in cda. Il sindaco Giuseppe Sala, che è presidente del teatro, non aveva però chiuso la porta a collaborazioni con i sauditi.
– Alla Scala arrivano i soldi arabi.  Dopo le polemiche per il possibile ingresso saudita nel cda del teatro (con tanto di minacce di licenziamento al sovrintendente Alexander Pereira) e la restituzione di 3,1 milioni di euro già versati dal principe Badr bin Abd Allah, il consiglio di amministrazione dell’Accademia ha approvato “all’unanimità” il progetto per creare un conservatorio rivolto a bambine e bambini a Riad. Il comunicato che annuncia l’ok non quantifica il finanziamento, ma in un’intervista Pereira aveva parlato di sette milioni di euro. Sette milioni per un progetto triennale che inizierà il prossimo settembre con l’individuazione e la formazione del personale per poi partire con i corsi. Si comincerà con quelli di coro di voci bianche, di propedeutica alla danza per bambine e bambini dai 6 ai 10 anni e di un nucleo di scuola musicale per strumenti oltre a un workshop su marketing e comunicazione digitale.Seicento gli allievi previsti in questa prima fase triennale, quando gli insegnanti dell’Accademia supervisioneranno il lavoro dei docenti locali assistendoli per quanto riguarda il metodo didattico. Soprattutto il primo anno è prevista una presenza forte del personale italiano.Non si tratta della prima collaborazione di questo tipo che fa l’Accademia, che infatti ha un Dipartimento di cooperazione culturale che ha già portato avanti progetti in Romania, Colombia, Brasile, Serbia, Kazakistan, Cile e Uruguay. Ma certo questo, nato sotto l’egida del ministero della Cultura saudita, guidato da Badr bin Abd Allah, è altamente remunerativo.D’altronde il sindaco Giuseppe Sala, che è presidente della Scala, quando aveva incontrato i giornalisti dopo la riunione del cda del teatro lo scorso 18 marzo per annunciare la restituzione dei fondi agli arabi e quindi il no al loro ingresso fra i soci, aveva lasciato la porta aperta a future collaborazioni demandando la decisione sul conservatorio al cda dell’Accademia che il 26 marzo ha appunto dato il via libera.A dir poco freddo il presidente della Lombardia Attilio Fontana. “È difficile dare un giudizio positivo a priori” ha commentato convinto che il cda dell’Accademia debba “dare qualche spiegazione al cda della Scala” anche se ammette che “esportare le nostre eccellenze sia un valore aggiunto”.Immediata la replica di Sala, che ha ricordato come la Regione abbia un consigliere nel board dell’Accademia, che quindi poteva votare contro il progetto. “Secondo me è una cosa buona – ha invece commentato il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli -, perché rientra in una collaborazione culturale a mio avviso ancora più utile nel momento in cui andiamo a lavorare con un Paese che ha bisogno di essere aiutato ad aprirsi”.

Moda: abiti sardi a Parigi Mosca e DohaProgetto artistico promozionale anima gli eventi collaterali

CAGLIARI26 marzo 201913:31

– “Beltimentas”, l’abbigliamento tipico della Sardegna da rituale quotidiano si fa arte. E’ incentrato sulla tradizione sartoriale dell’Isola riproposta in chiave contemporanea, l’originale progetto ideato dalla Compagnia B. Un reportage fotografico d’autore e una performance accendono i riflettori, durante gli eventi collaterali delle settimane della moda in tre capitali, su un prezioso patrimonio identitario. In un incontro tra arte, fotografia, teatro, design, sapienza artigianale, tradizione e sensibilità contemporanee.
Dopo il debutto parigino il format artistico promozionale firmato dalla Compagnia B è pronto per nuove tappe: Mosca e Qatar. Dal 30 marzo all’1 aprile sarà il Winzavod Center for Contemporary Art della capitale russa ad accogliere l’iniziativa realizzata grazie al contributo della Regione Sardegna (Identity lab) e in collaborazione con Sardegna Film Commission. A fine aprile, poi, il progetto di internazionalizzazione del made in Sardinia farà tappa a Doha, in Qatar.
Medimex: a Taranto Liam Gallagher l’8/6Sul palco anche i Cigarettes after Sex

TARANTO26 marzo 201914:03

– Liam Gallagher, già frontman degli Oasis, sarà una delle stelle del Medimex Taranto 2019 in programma nel capoluogo ionico dal 5 al 9 giugno 2019. Gallagher si esibirà nella serata dell’8 giugno. L’International Festival e Music Conference promosso da Puglia Sounds, è il programma della Regione Puglia per lo sviluppo del sistema musicale pugliese attuato con il Teatro Pubblico Pugliese.
Il 7 giugno arriveranno gli Editors e i Cigarettes After Sex, mentre domenica 9 sarà la volta dell’artista statunitense Patti Smith. Alla conferenza stampa di presentazione del Medimex, organizzato per il secondo anno consecutivo a Taranto dopo il successo del 2018, sono intervenuti, tra gli altri, il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, l’assessore regionale all’Industria Turistica e Culturale Loredana Capone, il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci, il vice presidente del Teatro Pubblico Pugliese Marco Giannotta, e il coordinatore Puglia Sounds/Medimex Cesare Veronico.
Parlamento Ue approva riforma copyrightTesto passato con con 348 sì, 274 no e 36 astenuti

STRASBURGO26 marzo 201914:09

– Il Parlamento europeo ha approvato le nuove regole sul diritto d’autore. Il via libera dall’aula di Strasburgo all’accordo provvisorio raggiunto a febbraio sulle nuove norme sul rispetto del diritto d’autore in Internet è passato con 348 sì, 274 no e 36 astenuti. Le nuove norme Ue sul copyright, che includono salvaguardie alla libertà di espressione, consentiranno a creatori ed editori di notizie di negoziare con i giganti del web.
Quando Roberto Benigni cantò ‘il pillolo’ a SanremoIntuizione premonitrice della scienza contemporanea nel film FFSS di Renzo Arbore del 1983

26 marzo 201915:44

Era il 1983 e nelle sale cinematografiche italiane si proiettava FFSS, un film di Renzo Arbore. Tra i protagonisti c’è un giovane Roberto Benigni nelle vesti di uno sceicco che alla fine del film, sul palco di Sanremo, canta “il pillolo”, anticipando così di oltre 30 anni la scoperta a cui lavorano negli Stati Uniti.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Camilleri inedito per 90 anni Gialli
Oltre al romanzo ‘Km 123’, una riproposta di classici

26 marzo 201916:05

– Con il romanzo inedito ‘Km 123’ di Andrea Camilleri e una riproposta di “classici” prendono il via il 26 marzo i festeggiamenti per i 90 anni de ‘Il giallo Mondadori’. I primi quattro polizieschi, con l’inedita veste grafica gialla, uscirono nel giugno 1929 dando inizio a una delle collane più longeve del panorama editoriale. In ‘Km 123′, pieno di humor e mistero, tutto inizia con un cellulare spento. A telefonare è Ester, a non rispondere è Giulio, finito in ospedale per un brutto tamponamento sull’ Aurelia. A riaccendere il telefonino è Giuditta, la moglie di Giulio che di Ester non sa nulla. Potrebbe essere l’inizio di una commedia rosa ma un testimone sostiene che quello di Giulio non sia stato un incidente bensì un tentato omicidio. Tra le prime ristampe di classici, con nuova veste grafica e formato, escono ‘La donna della domenica’ di Fruttero&Lucentini, ‘Il caso Kodra’ di Renato Olivieri, ‘I quattro giusti’ di Edgar Wallace e ‘La strana morte del signor Benson’ di S.S. Van Dine.
Per l’anniversario, dopo Camilleri, arriveranno in libreria altre novità di autori italiani tra cui Francesco Caringella, Gianrico Carofiglio, Pietro Colaprico, Giancarlo De Cataldo, Marcello Simoni, Valerio Varesi, affiancate dalle ristampe di ‘classici’ della collana. Dall’uscita di quelle copertine gialle nel giugno 1929 in Italia, unico Paese al mondo, si parla di “gialli” intendendo un intero genere letterario. Come dice lo stesso Camilleri: “Il mystery si chiama ‘giallo’ solo in Italia. Il giallo non come colore in sé e nemmeno come significazione simbolica, ma il giallo in quanto colore di copertina”.
I primi autori pubblicati nel 1929 furono: S.S. Van Dine con ‘La strana morte del signor Benson’, E. Wallace con ‘L’uomo dai due corpi’, R.L. Stevenson con ‘Il club dei suicidi’, A.K. Green con ‘Il mistero delle due cugine’. Un successo immediato con oltre 50.000 copie vendute nel primo mese. Da allora ‘Il Giallo Mondadori’ è sempre uscito nelle edicole, arrivando a pubblicare 3.200 fascicoli nella serie regolare, più altri 1.400 nei Classici e un altro migliaio fra Speciali e numeri extra. Oggi pubblica oltre 40 titoli l’anno con un venduto di quasi 150.000 copie.
Unica tappa italiana per Pablo AlboranIl 22 giugno a Roma, è artista con più dischi venduti in Spagna

26 marzo 201916:13

– Pablo Alborán, uno fra i cantautori spagnoli più famosi al mondo, con milioni di fan in tutto il globo, farà tappa in Italia con un unico concerto a Roma il 22 giugno all’Auditorium Parco della Musica.
Lo scorso 16 marzo, Pablo Alborán ha iniziato il suo “Prometo Tour” in America, uno show che unisce le tecnologie più avanzate e spettacolari al grande talento umano di Pablo. Alborán ha ripubblicato il suo nuovo album di successo “Prometo” con alcuni contenuti extra: alcune versioni acustiche, il concerto sold-out di Siviglia, un documentario sul tour e i videoclip delle hit di “Prometo”. Il disco ha raggiunto la vetta di svariate classifiche musicali subito dopo la sua uscita. E’ rimasto alla posizione #1 della classifica musicale spagnola per più di 8 settimane, conquistando 6 certificazioni Platino e divenendo l’album più venduto del 2017 e del 2018. L’album ha ricevuto una nomination ai Grammy Awards come “miglior album” nella categoria “pop latino”.
Roma nella camera oscura, oltre 300 fotoA Palazzo Braschi un percorso di 320 immagini dall’800 a oggi

26 marzo 201916:15

– Un raro dagherrotipo con il ritratto di un gentiluomo di metà ‘800; le stampe all’albumina con i monumenti capitolini più famosi; il Tevere e la campagna romana; la folla in piazza San Pietro sotto gli ombrelli per la stesura dei Patti Lateranensi nel 1929; i bombardamenti di Porta Pia e l’inizio della modernità; il colonnato dell’Eur e l’architettura razionalista negli anni del Fascismo; infine la Città Eterna vista con lo sguardo dei grandi fotografi, da Berengo Gardin a Ghirri e Basilico. La storia della Capitale si intreccia con quella della fotografia che compie 180 anni nella grande mostra “Roma nella camera oscura”, ospitata a Palazzo Braschi dal 27 marzo al 22 settembre, a cura di Flavia Pesci e Simonetta Tozzi.
Con circa 320 immagini provenienti dall’Archivio Fotografico del museo, l’esposizione offre un viaggio che dal 1800 giunge fino a oggi: un percorso rigorosamente analogico dal sapore antico, ricchissimo di suggestioni, grazie a un allestimento curato nei minimi dettagli.
Libri e app, l’editoria per ragazzi in vetrina a BolognaAppuntamento per oltre 1400 espositori da 80 Paesi da 1-4 aprile

BOLOGNA26 marzo 201920:50

– È giovane per antonomasia e, nonostante il mezzo secolo abbondante d’età, fa propri temi più che mai attuali, dal mercato emergente degli audiolibri a quello delle app per smartphone e tablet, senza trascurare ‘cult’ come i cartonati. Il mondo dell’editoria per infanzia e ragazzi si dà appuntamento a Bologna per la Fiera Internazionale del Libro per Ragazzi che quest’anno dal primo al 4 aprile arriva alla 56/a edizione e oltre agli annunciati numeri da record, punta sulla rivoluzione digitale e sui nuovi trend di mercato. Con una missione speciale per il 2019: la poesia. “È la manifestazione più prestigiosa e internazionale che abbiamo in calendario in fiera – ha detto Marco Momoli, direttore commerciale di BolognaFiere – Una rassegna che vive a Bologna perché sotto le Due Torri riconosce la sua ‘casa’”. Un rapporto con la città che quest’anno viene valorizzato, sottolinea l’assessore alla Cultura Matteo Lepore, con “un ritorno di attenzione” a Casa Carducci, “luogo iconico che necessita più che mai di amore e di cure”. Non è un caso che la rassegna sia stata presentata proprio nella cornice del museo di Casa Carducci le cui porte saranno definitivamente aperte a grandi e piccoli proprio grazie a un progetto speciale dedicato alla poesia che prenderà il ‘la’ dalla Children Book Fair. La lettura a bambine e bambine dei versi di Carducci, premio Nobel che di Bologna è cittadino onorario, farà da apripista alla sperimentazione dell’uso aperto degli spazi del museo. L’obiettivo è di trasformare Casa Carducci in un centro di iniziative per la poesia, le illustrazioni e la letteratura per l’infanzia, per i ragazzi e le loro famiglie. Ma non è solo poetica l’anima della Children Book Fair 2019. Negli spazi di BolognaFiere, forte di due padiglioni completamente ricostruiti, sono in arrivo oltre 1.440 espositori da più di 80 Paesi. Paese ospite d’onore è la Svizzera, mentre i grandi temi che faranno da sfondo spaziano dai temi e colori della cultura afroamericana al ritorno della scrittura a mano in un mondo digitale, dalle ‘grandi donne’ nella letteratura per ragazzi all’illustrazione internazionale. Cina, gli ‘audiobook’, le librerie per ragazzi sono i trend di mercato su cui si accenderanno i riflettori. Per la prima volta la fiera ospiterà la ‘Kids Wants Mobile’, maxi convention internazionale di sviluppatori di app che in due giorni ha già registrato il sold out di presenze. L’incontro tra libro e digitale è sfaccettato: gli e-book sono quasi superati mentre ora l’attenzione è sui libri con applicazioni di realtà aumentata, la tecnologia che sovrappone a immagini reali una visione interattiva e virtuale.

Steve Hackett in concerto a Firenze18/7, eseguirà tutto album ‘Selling England by the Pound’

FIRENZE26 marzo 201917:41

– Anche Steve Hackett tra gli ospiti del Musart festival Firenze: l’ex chitarrista dei Genesis sarà in concerto giovedì 18 luglio in piazza Santissima Annunziata a Firenze, nell’ambito del Genesis revisited tour 2019. Per la prima volta, si spiega, Hackett eseguirà interamente l’album dei Genesis ‘Selling England by the Pound’: uscito nel 1973 il disco conquistò subito la cima delle classifiche nel Regno Unito ed è stato descritto come “l’album definitivo dei Genesis”.
Il 2019 segna anche il 40 anniversario di uno degli album solisti più famosi di Steve Hackett, ‘Spectral Mornings’, cui verrà reso tributo con l’esecuzione di alcuni brani. Non mancheranno gli intramontabili classici dei Genesis e un’anteprima degli inediti che faranno parte del nuovo album in uscita nel 2019. Sul palco Steve Hackett sarà accompagnato alle tastiere Roger King, a batteria, percussioni e voce Gary O’Toole, al sax, flauto e percussioni Rob Townsend, al basso e chitarra Jonas Reingold e alla voce Nad Sylvan.
Leonardo, ricerche sul nonno mercanteScoperte in libro degli studiosi Vezzosi e Sabato

FIRENZE26 marzo 201920:47

– Importanti scoperte, frutto di ricerche in archivi di Prato e Barcellona, che cambiano la storia della famiglia e della formazione di Leonardo Da Vinci grazie a analisi sulla genealogia, sui territori, e, in parallelo, anche sulle impronte lasciate in dipinti e manoscritti: le descrive il libro ‘Il Dna di Leonardo. Le origini’ (Angelo Pontecorboli Editore), di Alessandro Vezzosi e Agnese Sabato, che sarà presentato all’Archivio di Stato di Prato. Il volume e le ricerche documentano le esperienze del nonno di Leonardo, Antonio, mercante tra Spagna e Marocco, che rappresentano una nuova prospettiva per comprendere lo sviluppo intellettuale del Genio. Quella di Antonio fu certo una vita ricca di esperienze e conoscenze che certo tramandò al nipote, aprendogli orizzonti impensabili per la Vinci del tempo, con racconti di mari e terre lontane, usanze diverse e paesaggi fantastici. Nel libro anche l’individuazione di un avo ancora sconosciuto di Leonardo, Frosino, cugino di Antonio e mercante a Barcellona.

Mannoia, “Con le carezze facciamo opposizione”Esce ‘Personale’, disco (con foto) di speranza e resistenza

26 marzo 201920:45

– “Con le carezze facciamo opposizione”: Fiorella Mannoia sceglie un verso scritto da Luca Barbarossa nel brano ‘L’amore al potere’ per sintetizzare il senso del suo nuovo disco, ‘Personale’, “una modesta raccolta di storie – dice – interpretate attraverso la musica e di storie raccontate attraverso l’obiettivo di una macchina fotografica”. Per la prima volta, infatti, Fiorella ha scelto di abbinare un’immagine a ogni canzone, scegliendo quelle più adatte scelte tra quelle scattate negli ultimi due anni, da quando ha scoperto la passione per la fotografia che – racconta – le ha insegnato a guardare il mondo in un altro modo. Per ora le sue foto sono a corredo delle canzoni ma un giorno, non lo esclude, potrebbero avere una ‘personale’ tutta per loro. Intanto a parlare sono le canzoni, e lo fanno in puro stile Mannoia, vale a dire senza paura di esporsi, anche per poi dire ‘mi sono sbagliata’. E’ il caso del rapporto con il Movimento 5 stelle, da cui l’interprete ha preso le distanze da tempo: “Non mi pento mai di espormi. Puoi sbagliare e non è la prima volta che lo faccio, ma – sottolinea – non c’è pentimento nella speranza. Siamo contenti? Certo che no, ma sono più arrabbiata che pentita”. “Mi sono sempre esposta senza calcolo, non ce la faccio a tenere la bocca chiusa perché – continua – prima di essere una cantante sono una cittadina”. E le viene spontaneo domandarsi: “in America gli artisti si espongono in continuazione, perché qui è uno scandalo appoggiare qualcuno?”. E basta scorrere i titoli delle canzoni – ‘Il peso del coraggio’, ‘Imparare a essere una donna’, ‘Resistenza’, ‘L’amore al potere’, per capire che Mannoia non ha deposto i panni della combattente, titolo del suo album precedente. In quanto artisti – sottolinea – “abbiamo il dovere di bilanciare il troppo astio, l’acredine, la mancanza di compassione”. E l’unico modo per “fare da contraltare a ciò che succede”, per “combattere un linguaggio pericoloso che preferisce dire ‘la pacchia è finita’ piuttosto che ‘cara Europa, ti chiediamo aiuto perché non riusciamo ad affrontare questa emergenza da soli’ per Fiorella è “rimettere in circolo l’amore, che non è una parola buonista”. E ‘Personale’ è, in sostanza, proprio un disco d’amore, d’amore che attende, come la ‘Penelope’ immaginata da Ivano Fossati, d’amore come rivoluzione (‘L’amore al potere’ di Luca Barbarossa), di amori finiti (‘Un pezzo di pane’ e ‘Smettiamo subito’), legami violenti (‘Carillon’ di Federica Abbate e Cheope) e di altri che sciolgono anche l’acciaio (‘L’amore è sorprendente’ di Bungaro, Chiodo e Mannoia). E di amore per la vita, che va affrontata ‘sul campo e mai dagli spalti, senza risparmi’, per “Imparare a essere una donna”. Proprio alle donne va il pensiero di Mannoia: “non pensavo che dovessimo di nuovo difendere i diritti, basta pensare al raduno pro family di Verona, sembra di stare nel Medioevo”. E però – nota – “c’è una reazione, in piazza lo scorso 8 marzo ho visto tante donne ma anche tanti uomini”. E poi tanti giovani, come la protagonista di ‘Anna siamo tutti quanti’, “disillusi dalla politica ma con degli ideali”. Ecco, “in mezzo a tutta questa delusione sento dei focolai di ribellione, sento che si sta muovendo qualcosa che era fermo da troppo, che si sta risvegliando un senso civico”. Come quello che l’ha spinta a offrire uno spazio, nel suo disco, al giovane cantautore napoletano Antonio Carluccio e alle sue ‘Creature’ dal destino segnato, come quello di tutti i giovani che vivono ai margini di una società che li esclude. “Una canzone sospesa”, come il caffé, che corrisponde in pieno al Mannoia-pensiero: “i problemi non si risolvono con la forza, ma con la giustizia sociale”. Un ‘Personale’ assai politico, che prenderà forma sui palchi italiani nel tour in partenza il 7 maggio al Teatro Verdi di Firenze

Labaki, lotto per salvare bimbi di stradaIn sala da 11/4 Cafarnao, premiato a Cannes, regista in giuria

26 marzo 201920:42

-Bambini che non vanno a scuola ma lavorano e vivono in strada da mattina a sera; famiglie numerose e poverissime dove può capitare di ‘vendere’ una figlia 11enne come sposa bambina; migranti che sognano una nuova vita, e una ribellione: quella del 12enne Zain che fa causa ai genitori, per averlo messo al mondo condannandolo a una vita di privazioni. E’ il luogo di ingiustizie e confusione, fra i bassifondi più poveri di Beirut raccontato da ‘Cafarnao – Caos e miracoli’ della libanese Nadine Labaki, in sala dall’11 aprile in circa 100 copie con Lucky Red, con anteprime durante i Cinema Days. Il film, premio della Giuria a Cannes 2018, è stato in gara agli Oscar come miglior film straniero. La regista tornerà quest’anno sulla Croisette come presidente della giuria di Un certain Regard. Cafarnao mette in scena un affresco di un’attualità durissima realizzato con un cast interamente di non professionisti, composto da persone che hanno tutte un vissuto vicino a quello dei personaggi del film. Nadine Labaki ha iniziato a girare dopo tre anni di ricerche fra periferie, tribunali e prigioni, parlando con decine di famiglie e bambini. “Il film ha creato molto dibattito nel mio Paese – spiega la regista oggi a Roma in conferenza stampa, con la figlia di tre anni, che ogni tanto corre da lei -. Ora sento di dover andare avanti, dando vita a una sorta di movimento, perlomeno in Libano. Voglio organizzare proiezioni del film per il governo e i giudici, e attivare poi dei tavoli di confronto in cerca di soluzioni per aiutare queste fasce sociali. Non so se avremo successo, forse sono ingenua, ma penso sia mio dovere”. Protagonista della storia è il piccolo Zain (Zain Al Rafeea, che nella realtà è siriano, ed è scappato dalla guerra con la famiglia rifugiandosi in Libano) che lavora da ambulante e garzone nelle strade di Beirut. Si rivolta contro i genitori e fugge via quando questi vendono la sorellina di 11 anni Sahar, come sposa bambina al giovane padrone di casa. Il bambino viene accolto da Rahil (Yordanos Shiferaw), giovane immigrata kenyota che rischia di essere rimpatriata, e mamma di un bellissimo bimbo di un anno, Yonas. Insieme formano per poco una nuova famiglia, finché le cose precipitano e Zain, finito in prigione per un crimine, decide di fare causa ai propri genitori che l’hanno condannato a una vita da ‘invisibile’. “Quando si lavora con i bambini bisogna dargli spazio e avere pazienza. Alla fine avevamo oltre 500 ore di girato e un primo montaggio di 12, che abbiamo ridotto a due”. Il film affronta anche un tema drammatico come quello delle spose bambine: “Sono stata scioccata dallo scoprire che i numeri ufficiali non sono niente rispetto alla realtà. Quando abbiamo discusso con madri e padri, abbiamo capito che queste situazioni sono molte di più di quante pensassimo, c’è ancora chi le considera parte della cultura e della tradizione. In realtà non sono matrimoni, ma transazioni economiche, con un passaggio di soldi – aggiunge la cineasta -. E’ una piaga sulla quale i governi non vogliono indagare”. Nella storia del film “Zain alla fine è una sorta di messia, di salvatore. Volevo fosse la voce dei bambini senza voce”. Il primo risultato importante per la regista, è stato creare una fondazione che aiutasse tutti i bambini e le famiglie che recitano nel film: “Ad esempio Zain, ora vive, grazie all’intervento dell’Unhcr, con la famiglia in Norvegia e va per la prima volta nella sua vita a scuola. Sta iniziando la sua infanzia. Tutti i piccoli interpreti del film ora vanno a scuola”. Con il suo cinema, la regista, vuole continuare a indagare la realtà: “La considero una responsabilità, soprattutto quando hai la sensazione di vivere in una regione maledetta. In realtà l’intero mondo sta diventando un cafarnao”.

Papaveri del museo del Connecticut attribuito a van GoghDopo 30 anni di magazzino una sorpresa, sotto c’e’ un ritratto maschile

NEW YORK26 marzo 201921:15

Se i girasoli sono il suo soggetto floreale piu’ famoso, Vincent van Gogh dipinse anche una serie di nature morte con vasi di papaveri. Una di queste, rimasta per 30 anni nei magazzini del Wadsworth Atheneum Museum of Art di Hartford in Connecticut, e’ stata autenticata dagli esperti del Van Gogh Museum di Amsterdam come realmente opera dell’artista. Nel corso del processo c’e’ stata una sorpresa: gli specialisti hanno scoperto un ritratto maschile sotto la stesura finale del quadro: la prova che van Gogh aveva riutilizzato la tela per risparmiare fondi.I papaveri di Hartford si aggiungono alla natura morta con frutta e castagne accettata come autentica in febbraio al San Francisco Museum of Arts. Per l’attribuzione dei papaveri gli esperti hanno esaminato la tela, la preparazione, i pigmenti e lo stile. La natura morta e’ adesso datata all’inizio dell’estate 1886, pochi mesi dopo l’arrivo del pittore a Parigi, anche sulla base della stagione della fioritura, di solito tra giugno e luglio. L’attribuzione del quadro al Wadsworth era stata messa in dubbio nel 1990 dallo storico dell’arte Walter Feilchenfeldt assieme ad altri presunti van Gogh in vari musei del mondo. L’opera era stata quindi ritirata dalle gallerie e messa in magazzino. La ricerca sul quadro di Hartford “dimostra quattro ancora dobbiamo imparare su van Gogh e sulla sua evoluzione artistica”, ha detto il direttore del Wadsworth, Thomas Loughman. Il quadro era stato lasciato in eredita’ al Wadsworth nel 1957 dalla scrittrice e collezionista Anne Parrish Titzell assieme a opere di impressionisti come Renoir e Monet. Louis van Tilborgh, uno dei responsabili della ricerca per il van Gogh Museum, si e’ detto adesso felice che i dipinto di Hartford possa essere finalmente “ancorato” all’opera di van Gogh aggiungendosi a un altro dipinto dell’artista olandese nelle collezioni: un autoritratto dipinto nello stesso periodo parigino tra 1886 e 1887. Ulteriori studi hanno ipotizzato un legame dei papaveri con un dipinto descritto nelle memorie del gallerista parigino di van Gogh, Ambroise Vollard, il quale a sua volta potrebbe averlo acquistato da uno dei amici dell’artista in Francia. Il quadro fu poi esposto nel 1913 all’Armory Show di New York dal gallerista Stephan Bourgeois che di recente si era trasferito da Parigi a Manhattan. Il van Gogh recuperato tornerà nelle gallerie del Wadsworth il 26 aprile. E’ stato gia’ promesso per una mostra su Van Gogh al Museum Barberini di Potsdam il prossimo ottobre.

Cartoons on the Bay: supereroi tra Dragonero e UnicefA Torino dall’11 al 13 aprile, tanti ospiti da Plympton a Ocelot

27 marzo 201909:25

Re Artù, Dragonero, Topolino ma anche l’Unicef con il trentennale della carta dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. E soprattutto uno sguardo fiero e orgoglioso verso il futuro come quello della donna fantascientifica appoggiata alla Mole disegnata dal grande Maurizio Manzieri per la locandina. Torino è pronta a ridiventare capitale internazionale dell’animazione cross-mediale e della tv dei ragazzi con il festival Cartoons on the Bay promosso da Rai e organizzato da Rai Com in collaborazione con Film Commission Torino Piemonte e Fip Film Investimenti Piemonte dal 11 al 13 aprile. E che quest’anno prolunga di un giorno il divertimento con la manifestazione sportiva Cartoons Game a piazza San Carlo.
“Sono tantissimi gli ospiti italiani e internazionali – ha spiegato il direttore artistico Roberto Genovesi che festeggia il decimo anno al timone di Cartoons – ed è come al solito difficile fare una selezione. Voglio citare Bill Plympton uno dei maestri dell’animazione indipendente americana, famoso per la tecnica d’animazione perché disegna fotogramma per fotogramma come facevano Bruno Bozzetto e Guido Manuli e che farà una masterclass. Poi Michel Ocelot, che partì nel ’98 con Kiriku e la strega Karaba e arriva a Torino con il nuovissimo e bellissimo Dilili a Parigi. Con noi ci saranno anche Benoit Sokal, l’eclettico artista belga padre della trilogia di videogiochi Syberia, e la Marvel Animation. Ci sarà anche un premio a Rinaldo Traini perché come Bonelli è una colonna del fumetto italiano senza di cui non ci sarebbero stati Pazienza, Bonvi, Pratt. Avremo anche in giuria tra gli altri Jeff Wamester, regista dei Guardiani della Galassie, e Rhianna Pratchett, figlia di Terry Pratchett creatore di Mondo Disco e a sua volta creatrice di Tomb Rider”.
Sottolinea l’importanza del festival l’amministratore delegato di Rai Com Monica Maggioni: “Ancora di più in un’epoca in cui ci si vorrebbe far pensare che c’è uno sguardo meglio di un altro, continuo a pensare che invece la ricchezza, la diversità e la non omologazione sia il contributo più grande che possiamo dare alla società e ci connettono non solo al nostro paese ma a tutto il mondo”. “Ormai il mondo della comunicazione rivolto all’infanzia e alla prima adolescenza è sempre più ricco e sempre più multimediale, richiede un aggiornamento costante” ha detto il presidente della Rai Marcello Foa.
Sono ben nove i titoli di Rai Ragazzi che hanno ricevuto una nomination a Cartoons. Un record assoluto quest’anno riguarda la cinquina live action, o fiction per ragazzi. A spiegarlo Luca Milano, direttore di Rai Ragazzi: “Sono ben quattro (su 5 totali) i titoli Rai selezionati in questa categoria, tutti per Rai Gulp. Si tratta di Jams, unico titolo già uscito su Rai Gulp, è la prima serie per ragazzi che parla di molestie sui minori prodotta da Rai Ragazzi e da Stand By Me, con il supporto di un team di specialisti. Poi Club 57, nuovissimo titolo che debutterà su Rai Gulp: è una coproduzione tra Nickelodeon e Rainbow, in collaborazione con Rai Ragazzi, con riprese in Puglia e a Miami, che propone ragazzi di oggi che si trovano a vivere l’epoca dei loro nonni. C’è poi Penny on M.A.R.S., serie italiana girata in lingua inglese a Milano e dintorni. Infine Cercami a Parigi (Find me in Paris) con una giovane ballerina russa che si ritrova catapultata all’Opéra di Parigi”.
Al Centro Produzione Rai di Torino, a via Verdi, sarà in mostra dall’11 aprile al 15 maggio l’immaginario mondo di Dragonero, fumetto fantasy creato da Stefano Vietti e Luca Enoch pubblicato da Sergio Bonelli. Non poteva mancare l’omaggio di Cartoons al settimanale Topolino che festeggia 70 anni con la mostra Topolino, Storia di una Pop Star, allestita con riproduzioni di tavole d’autore originali fino a quella tratta dal Topolino celebrativo 3306, in edicola mercoledì 3 aprile.         [print-me title=”STAMPA”]