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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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Musica: Siviglia ospiterà gli Mtv Emas 2019
Il 3 novembre dal Fibes, Centro Fiere e Congressi

25 marzo 2019 01:36

Sarà Siviglia ad ospitare la 26/a edizione degli Mtv Emas, il prossimo 3 novembre. L’MTV Music Awards Show sarà trasmesso in diretta dal FIBES, Centro Fiere e Congressi della città spagnola e sarà trasmesso live su tutti i canali di MTV in circa 180 Paesi.”Siamo molto eccitati all’idea di arrivare a Siviglia per gli MTV EMAs 2019. È una città molto viva con una incredibile cultura musicale che sarà lo sfondo perfetto per un’altra epica notte di musica”, ha affermato Bruce Gillmer, EVP, Viacom’s Global Head of Music e Co-Brand Lead di MTV International.Raffaele Annecchino, presidente e Managing Director di Viacom International Media Networks per l’Europa Occidentale, del Sud, Medio Oriente e Africa, ha aggiunto: “Siamo davvero contenti di ospitare gli MTV EMAs in Spagna per la 4/a volta e di lavorare con Siviglia. È stata la prima città creativa della musica a essere riconosciuta dall’Unesco. La città è nota come centro di creatività e attività musicali: luogo culturale perfetto per ospitare gli EMA”.

Cecchi Gori a Firenze per film su di luiSeguito da telecamere prima allo stadio Franchi e poi a cimitero

FIRENZE25 marzo 201918:49

– Vittorio Cecchi Gori a Firenze per girare una parte importante del docufilm sulla sua vita diretto da Simone Isola e Marco Spagnoli, e prodotto da Giuseppe Lepore.
La lavorazione è iniziata nel gennaio scorso e la speranza è di poterlo portare alla prossimo Mostra del cinema di Venezia. Costantemente ripreso dalle telecamere, il produttore ed ex presidente della Fiorentina, è arrivato allo stadio Artemio Franchi dove ha incontrato Giancarlo Antognoni. Ma il momento per lui più importante è stata la visita sulla tomba del padre Mario e della mamma, al cimitero delle Porte Sante. Visibilmente commosso Cecchi Gori è poi salito davanti all’ingresso della basilica di San Miniato per una preghiera. Poi un pranzo veloce prima di scendere in centro per una breve passeggiata in piazza della Signoria e in piazza Duomo. Per il docufilm sono stati intervistati alcuni dei registi e degli attori che con lui hanno lavorato: Roberto Benigni, Giuseppe Tornatore, Carlo Verdone, Leonardo Pieraccioni e Marco Risi.
Vittoria Puccini a caccia ‘di una verità dolorosa’Mentre ero via dal 28 marzo su Rai1, con Giuseppe Zeno

25 marzo 201909:45

– “Una storia che in qualche modo può riguardare gran parte di noi, perchè affronta il tema della rimozione: a chi non è capitato di mettere da parte un’esperienza che preferiva dimenticare? Ma questa donna con tutte le forze preferisce andare a fondo, perchè è meglio ritrovare una verità anche dolorosa che vivere ingannando noi stessi”. Vittoria Puccini torna in tv (dopo il successo di Romanzo Famigliare di Francesca Archibugi) come protagonista del crime psicologico ‘Mentre ero via’, serie tv in 6 prime serate su Rai1 da giovedì 28 marzo con la regia di Michele Soavi. Puccini si racconta raggiunta al telefono sul set a Mantova dove sta girando “Il processo”, una serie in 4 puntate dove dice: “interpreto una pm” (ma in questo caso per Mediaset). Poi in estate girerà un film per il cinema, “un progetto cui tengo molto ma di cui adesso non posso anticipare nulla”. Torniamo alla serie Rai: si racconta il percorso di riappropriazione della memoria, degli affetti e della propria immagine, sia pubblica che interiore. Puccini è la protagonista della vicenda, ambientata a Verona, al suo fianco Giuseppe Zeno, Stefania Rocca, Francesca Cavallin, Flavio Parenti, Carmine Buschini, Antonia Fotaras e Mariano Rigillo. Puccini è Monica Grossi, 38 anni, bella e determinata, si risveglia dopo quattro mesi di coma senza ricordare nulla degli ultimi anni della sua vita. Non riconosce il mondo in cui si ritrova e la donna che tutti le descrivono come manipolatrice, adultera, capace di tradire il marito Gianluca con Marco de Angelis e causa indiretta della morte di entrambi.”Sì ma non accetta questa descrizione: Monica si ritrova in ospedale convinta di essere lì per aver partorito il suo secondo figlio – spiega l’attrice -. In realtà il bambino ha otto anni. Al suo risveglio le viene detto che il marito è morto la sera stessa dell’incidente e che lei ne ha in parte la responsabilità e la causa è un litigio con il suo amante anche lui morto. Anna crede che le stiano parlando di una sconosciuta. Quando torna a casa decide di scoprire la verità: per ricostruirsi una vita ha bisogno di sapere chi era. Anche per riconquistare la fiducia dei suoi figli”.Il direttore di Rai Fiction Eleonora Andreatta tiene a sottolineare: “Mentre ero via rappresenta il terzo capitolo, dopo Un’altra vita e Sorelle, di un’ideale collection che Rai Fiction ha fortemente voluto perché incarna uno dei temi portanti della nostra linea editoriale: quello del femminile e della possibilità di una rinascita. In questo caso una donna che combatte per ritrovare la sua identità e il proprio posto nella famiglia e nel mondo. Si tratta di una grande storia femminile di riscatto, nel dubbio che separa la realtà dall’allucinazione e contro la gabbia dei pregiudizi costruiti dagli altri”. Monica ha un rapporto conflittuale con la figlia adolescente. Nella vita reale Puccini oltre ad essere un’attrice è una mamma (di Elena avuta da Alessandro Preziosi dal quale si è separata anni fa). Come sono i vostri rapporti? “Mia figlia ha 13 anni, c’è una grande intesa anche se sono spesso impegnata sul set, per fortuna è in un periodo in cui mi racconta tutto delle sue amicizie e della sua vita. Non è presente sui social, fa sport come me”. Non sarà facile per Monica riappropriarsi della sua vita e dei suoi ricordi; fortunatamente accanto a sé si ritroverà Caterina (Rocca), una psicologa, e Stefano (Zeno), fratello di Marco. Zeno del suo personaggio dice: “E’ un ruolo che mi è piaciuto molto, proprio perchè la storia ha un congegno narrativo che ricorda per complessità le grandi serie Usa o britanniche nelle molteplici dimensioni della suspense. Stefano è l’unico che non conosce Monica, e come lei è determinato a scoprire la verità, senza farsi influenzare. E’ un padre single ed è il fratello di Marco De Angelis, il presunto amante di Monica ucciso da Gianluca Grossi la notte dell’incidente.
Insieme a Monica capisce che qualcosa non torna nella versione ufficiale dell’accaduto”.

Bacà, la disgrazia di essere fortunatoRomanzo comico particolare e inconsueto nel nostro panorama

25 marzo 201910:08

– FABIO BACA’, ”BENEVOLENZA COSMICA” (ADELPHI, pp. 226 – 18,00 euro).
Ecco un romanzo di piacevole lettura raro dalle nostre parti, tanto che potremmo quasi dire paradossalmente che è costruito al contrario, non su una vita di sofferenze che porta alla catarsi, ma su un’esistenza che procede sotto l’ala di una benevolenza cosmica, e in quest’ottica ecco che la narrazione mostra una vena ironica, trova una sua intrinseca comicità non superficiale e, forse per questo, la vicenda ha un aura british, ambientata a Londra con un protagonista che si chiama Kurt O’Reilly.
Lui è il dirigente di una società che si occupa di statistiche e non regge la pressione di quel che inopinatamente gli accade: ”Forse perché il mio sistema di valori è messo a dura prova. La mia struttura psichica di riferimento, la mia fede nella stabilità degli eventi statistici, sta pericolosamente vacillando”. Non può essere che a uno tutto, ma proprio tutto non faccia che andargli bene e se gli accadono contrattempi più o meno gravi, questi poi si rivelino portatori di altre buone novelle. Un’angiografia rivela che ha alcune lesioni intraoculari sintomatiche di una forma di tumore rara e, nel 96 % dei casi, maligna, ma lui rientra per fortuna in quell’altro 4%. Per strada si trova davanti all’aggressore armato di una donna e viene ferito di striscio da un proiettile della polizia, così gli vengono offerti molti soldi di risarcimento, una cifra che cresce ogni volta che lui la rifiuta (basta denaro che piove dal cielo!), sin quando la accetterà per potersene andare. Del resto chi investe i suoi soldi è stupefatto come ogni sua scelta, anche quelle di proposito più azzardate, non faccia che rendergli ingenti somme, senza mai un calo o una perdita da mesi. Ma la cosa funziona anche con cifre più piccole, come una corsa in taxi che gli viene offerta dall’autista perché lui è l’ultimo cliente prima che questi vada in pensione. Insomma, un pover’uomo che si sente letteralmente perseguitato dalla fortuna, vittima di una congiura cosmica di cui si sente vittima, e per la quale cerca una spiegazione.
Distratto da quel che gli accade, è sempre in giro, come in fuga, con la segretaria Wendy che lo cerca disperatamente e il lavoro lasciato da parte, eppure è proprio allora che gli arriva un’inaspettata promozione. Avverte di stare abituandosi a pensare di non correre mai alcun rischio, come tutto fosse sempre calcolato, cosa che gli impedisce ”di entrare in contatto con la parte oscura di me stesso” e godere dell’imprevedibilità della vita. La sua sicurezza, le sue difese le ha sempre trovate nelle statistiche (e ne cita varie – anche se una nota dell’autore all’inizio avverte che sono false), in una razionalità che non ha bisogno di consolazioni religiose o meno, ben sapendo che ”la vita è una faccenda incomprensibile”, ma a proposito di un tale momento della sua esistenza sente che ”ci sono cose per le quali non pretendere una spiegazione è impensabile”. E’ allora che cerca qualcuno che sappia dargliele, ma chiedere aiuto perché tutto ti dice bene non trova facile comprensione e al massimo gli dicono che forse è solo un po’ stressato. Finché finisce da uno psichiatra che lo riceve in una spettacolare piscina al 32/mo piano di un grattacielo, il quale lo manda da una donna che invece gli dà appuntamento in un ristorante macrobiotico,si occupa di alta moda ma fa anche la psicoterapeuta per persone ”intrappolate in complicate e infelici combinazioni di eventi” e sarà lei a proporgli nell’ottica di un equilibrio universale una visione delle cose nuova che potrebbe rivelarsi salvifica e che tirerà in ballo sua moglie Elizabeth, una curiosa scrittrice con cui è in crisi sin da quando si sono sposati. Un racconto che è in debito dichiarato con Vonnegut, che non a caso si chiama Kurt come O’Reilly, scritto con un certo ritmo e buoni dialoghi, costruito in una sorta di crescendo e piccole sorprese che spingono il lettore a voler vedere dove tutto va a parare, grazie anche a una lingua veloce e incisiva che finisce quasi a contrasto per evidenziare una comicità che è molto rara nel panorama della nostra letteratura.

Chicos Mambo al Duse di Bologna in TutùLa compagnia catalana in scena il 30 marzo, omaggio alla danza

BOLOGNA25 marzo 201909:56

– La compagnia catalana dei Chicos Mambo, diretta dal coreografo Philippe Lafeuille, sarà al Teatro Duse di Bologna il 30 marzo prossimo con lo spettacolo cult ‘Tutù’.
Nato nel 2014 per festeggiare il ventennale del gruppo, ‘Tutù’ è una sorta di hit della produzione dei Chicos, già replicato innumerevoli volte in tutta Europa dai suoi sei straordinari ballerini. La pièce, un omaggio alla danza di cui il celebre costume è ormai un’icona, attraversa tutti i generi.
Oltre al balletto classico, ci sono le sfilate su antiche canzoni da grammofono, tipiche delle creazioni di Pina Bausch, le ‘moine’ delle ginnaste olimpioniche e gli assoli espressivi di palpitanti danzatrici moderne. Il tutto declinato con estrema grazia e bravura, con un gusto per il dialogo con il pubblico, capace di incantare e dimostrare che anche un semplice gesto può diventare danza.
Con i Chicos Mambo il gonnellino di tulle si trasforma e diventa un piumino in cui i ballerini scompaiono, o l’abito di una figurina da carillon che gira inesorabilmente su se stessa, o il piumaggio dei mitici uccelli del ‘Lago dei cigni’, che trasformano la loro danza cronometrica in un divertentissimo contest hip hop.

Bobulova e Porcaroli, duello al femminileTutte le mie notti in sala dal 28 marzo fra dramma e noir

25 marzo 201910:10

– Baby prostitute, ricchi imprenditori, eccessi, paure, fragilità e bugie. Elementi che vengono filtrati fra dramma e noir dall’incontro/scontro al femminile di Tutte le mie notti di Manfredi Lucibello, con Barbora Bobulova, Benedetta Porcaroli e Alessio Boni, in sala dal 28 marzo da 102 Distribution dopo l’anteprima ad Alice nella città alla Festa del Cinema di Roma.
Le protagoniste del ‘duello’ sono Veronica (Bobulova), rigido avvocato di un’importante azienda, guidata da un imprenditore pronto a tutto (Boni), e Sara (Porcaroli) 17enne che pensa di poter gestire la sua vita segreta. In una notte d’autunno, nelle strade deserte di una cittadina di mare, Veronica e Sara si incontrano e le loro vite cambiano inaspettatamente prospettiva.
Una serata di eccessi finita male, proietta le due protagoniste in una guerra di sentimenti, che mescola confidenza, tensione, disillusione, sorellanza.
“Personaggi come Sara o come quello che ho interpretato nella serie Netflix, Baby – ha detto

Benedetta Porcaroli -.
si possono affrontare solo non giudicandoli. Ho cercato di avere un occhio oggettivo, capire le loro motivazioni. Queste storie non vogliono dare risposte ma offrire al pubblico la possibilità di farsi delle domande. Nel film e nella serie, si sono scelte strade diverse ugualmente originali. Qui il linguaggio è del thriller anche se non è un crime. Si spiega anche quello che succede nella testa delle due donne”.
Veronica “non è stata facile da costruire – ha aggiunto Barbora Bobulova – è chiusa, introversa e sola. Questo incontro con la ragazza cambia qualcosa nella sua vita, nel suo essere donna”. La storia si poteva raccontare in tanti modi “ma ho deciso di concentrami sulle due donne, perché li trovo i personaggi più interessanti – dice Manfredi Lucibello -.
Oltretutto in questo periodo storico, quello di cui parliamo è un tema di cui bisogna occuparsi. Anche se c’è ancora chi mi chiede perché, da uomo, abbia fatto un film tutto al femminile”.
Editoria: Conte, ddl a settembreCi saranno quattro giornate principali per Stati Generali

25 marzo 201911:32

– ‘Ci saranno cinque aree tematiche e quattro giornate principali nel percorso degli stati generali dell’editoria”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte, spiegando che i disegni di legge saranno presentati a settembre.
Editoria: Conte, è settore delicatoTutti devono dare il loro contributo, sarà percorso inclusivo

25 marzo 201911:34

– “Forse abbiamo concesso qualcosa all’enfasi ma gli stati generali dell’editoria sono un momento importante è tutti devono dare il loro contributo. Compete al governo esprimere un indirizzo politico ma è da anni che se ne parla e da anni non si fa nulla. È un settore delicato per la democrazia. Sarà un percorso complesso ma incluso. Sarete chiamati a esprimere proposte speriamo innovative”. Lo ha detto il presidente del consiglio Giuseppe Conte aprendo gli Stati generali dell’editoria.
Incassi, in vetta A un metro da teTanti nuovi ingressi, 3/o ‘Scappo a casa’ e quarto ‘Peppermint’

25 marzo 201916:24

– Conquista la vetta ‘A un metro da te’ di Justin Baldoni. La commovente storia d’amore tra due ragazzi che, per diverse malattie, non possono nemmeno stare vicini è al primo posto nella classifica Cinetel del week end con 196.383 euro. Scivola così al secondo posto Capitan Marvel di Anna Boden e Ryan Fleck, che in tre settimane ha guadagnato un totale di 9.125.567 euro.
Esordiscono al terzo posto la commedia ‘Scappo a casa’ di Enrico Lando con l’irresistibile Aldo del trio milanese “Aldo, Giovanni e Giacomo” con 625.932 euro e al quarto ‘Peppermint-L’angelo della vendetta’ di Pierre Morel che vede una moglie, madre e cittadina modello decidere di farsi giustizia da sola quando, per un motivo poco chiaro, i killer della droga le uccidono marito e figlia, con un incasso di 455.451 euro. Slitta dal secondo al quinto posto ‘Momenti di trascurabile felicità’ di Daniele Luchetti con Pif che incassa 1.386.826 euro in due settimane.
Turista imbratta porticato VasarianoStava scrivendo su una colonna il suo nome con un pennarello

FIRENZE25 marzo 201912:31

– Fermata dai carabinieri mentre, usando un pennarello, scriveva il suo nome su una delle colonne del porticato che sorregge il Corridoio Vasariano, all’altezza del Ponte Vecchio a Firenze. Per questo domenica 24 marzo una turista di 69 anni, colombiana, è stata denunciata. Dovrà rispondere del reato di imbrattamento.
Musica, il Trio Kanon a Bologna FestivalSul palco il 26/3 proporranno Beethoven, Ravel, Kagel

BOLOGNA25 marzo 201912:32

– Archiviato il successo della serata inaugurale col raro ‘Salomon’ di Haendel, il Bologna Festival prosegue il 26 marzo alle 20.30 all’Oratorio di San Filippo Neri col primo appuntamento della rassegna Talenti affidato al Trio Kanon.
Riunitisi in trio nel 2012, Lena Yokoyama (violino), Alessandro Copia (violoncello) e Diego Maccagnola (pianoforte) proporranno due grandi classici: il Trio ‘degli spiriti’ di Beethoven, un brano visionario che ruota intorno a uno spettrale Largo centrale, il Trio in la maggiore di Ravel, composizione di esuberante vitalità ascoltata per la prima volta a Parigi nel 1915 con Alfredo Casella al pianoforte, e il Secondo Trio di Mauricio Kagel, carico di convenzioni e sovversioni come tutta la musica del compositore argentino.
Musica: The Struts a maggio in ItaliaGruppo rock inglese farà tappa in Emilia e a Roma

BOLOGNA25 marzo 201912:58

– Il gruppo rock inglese The Struts torna in Italia, dopo il sold out ai Magazzini Generali di Milano, con due concerti: il 25 maggio al Vox Club di Nonantola (Modena), il 26 all’Orion di Ciampino (Roma).
Composta da Luke Spiller (voce), Adam Slack (chitarra), Jed Elliott (basso) e Gethin Davies (batteria), la band è stata opening act di Rolling Stones, The Who e Gun’s’Roses ed è stata scelta dai Motley Crue come supporter dei loro ultimi concerti.
Dave Grohl l’ha definita ‘la miglior band di apertura’ che i Foo Fighters abbiano mai avuto.
Dopo l’album di debutto ‘Everybody wants’ nel 2016, The Struts hanno pubblicato ‘Young&Dangerous’, che li ha consolidati come una delle migliori band contemporanee. “Una delle cose che desideriamo fare con la nostra musica – dice Spiller – è ispirare le nuove generazioni ad imbracciare nuovamente una chitarra. Viviamo in un’epoca in cui l’hip hop e la musica dance predominano ed è una bella cosa, ma desideriamo ricordare a tutti che esiste anche altro”.
Eco, ‘l’Europa sarà un continente multirazziale’Escono quattro saggi, due inediti, su Migrazioni e intolleranza

25 marzo 201920:26

Una raccolta di quattro saggi di Umberto Eco, di cui due inediti, su ‘Migrazioni e intolleranza’ (euro 7) affrontati in 72 pagine con la forza delle idee, contro ogni pregiudizio, arrivano in libreria il 28 marzo per La nave di Teseo.”L’Europa sarà un continente multirazziale o, se preferite, “colorato” dice Eco, morto nel 2016, nell’inedito ‘Le migrazioni del Terzo Millennio’ di cui anticipiamo un estratto per gentile concessione della casa editrice. Dopo il grande successo di Il fascismo eterno, oltre 42.000 copie ad oggi e 10 edizioni, arriva una nuova illuminante riflessione civile. Una lezione folgorante e profetica su temi di grande sensibilità e attualità: i migranti, le forme di razzismo e intolleranza esplicite e subdole, l’identità europea, il confronto con tradizioni e abitudini diverse dalle nostre.”Eliminare il razzismo non vuol dire mostrare e convincersi che gli Altri non sono diversi da noi, ma comprendere e accettare la loro diversità” dice Eco. E ancora, nelle ‘Migrazioni del Terzo Millennio’ afferma che “i razzisti dovrebbero essere (in teoria) una razza in via di estinzione”.”Un’intolleranza strisciante guadagna terreno giorno per giorno… L’intolleranza selvaggia si batte alle radici, attraverso una educazione costante che inizi dalla più tenera infanzia, prima che sia scritta in un libro” scrive in queste 72 pagine.Ecco il brano ‘Le migrazioni del Terzo Millennio’ che pubblichiamo in anteprima: “Noi oggi, dopo un XIX secolo pieno di immigranti, ci troviamo di fronte a fenomeni incerti. Oggi – in un clima di grande mobilità – è molto difficile dire se certi fenomeni sono di immigrazione o di migrazione. C’è certamente un flusso inarrestabile da sud verso nord (gli africani o i medio-orientali verso l’Europa), gli indiani dell’India hanno invaso l’Africa e le isole del Pacifico, i cinesi sono ovunque, i giapponesi sono presenti con le loro organizzazioni industriali ed economiche anche quando non si spostano fisicamente in modo massiccio.È ormai possibile distinguere immigrazione da migrazione quando il pianeta intero sta diventando il territorio di spostamenti incrociati? Credo sia possibile: come ho detto, le immigrazioni sono controllabili politicamente, le migrazioni no; sono come i fenomeni naturali. Sino a che vi è immigra-zione i popoli possono sperare di tenere gli immigrati in un ghetto, affinché non si mescolino con i nativi. Quando c’è migrazione non ci sono più ghetti, e il meticciato è incontrollabile.I fenomeni che l’Europa cerca ancora di affrontare come casi di immigrazione sono invece casi di migrazione. Il Terzo Mondo sta bussando alle porte dell’Europa, e vi entra anche se l’Europa non è d’accordo. Il problema non è più decidere (come i politici fanno finta di credere) se si ammetteranno a Parigi studentesse con il chador o quante moschee si debbano erigere a Roma. Il problema è che nel prossimo millennio (e siccome non sono un profeta non so specificare la data) l’Europa sarà un continente multirazziale o, se preferite, “colorato”. Se vi piace, sarà così; e se non vi piace, sarà così lo stesso.Questo confronto (o scontro) di culture potrà avere esiti sanguinosi, e sono convinto che in una certa misura li avrà, saranno ineliminabili e dureranno a lungo. Però, i razzisti dovrebbero essere (in teoria) una razza in via di estinzione. È esistito un patrizio romano che non riusciva a sopportare che diventassero cives romani anche i galli, o i sarmati, o gli ebrei come san Paolo, e che potesse salire al soglio imperiale un africano, come è infine accaduto? Di questo patrizio ci siamo dimenticati, è stato sconfitto dalla storia. La civiltà romana era una civiltà di meticci. I razzisti diranno che è per questo che si è dissolta, ma ci sono voluti cinque- cento anni – e mi pare uno spazio di tempo che consente anche a noi di fare progetti per il futuro”.

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È morto il cantante e compositore Scott Walker
A 76 anni, prima della carriera solista era nei Walker Brothers

25 marzo 201913:56

È morto Scott Walker, cantante e compositore americano. A dare la notizia è l’etichetta 4AD, sulla sua pagina Facebook.”E’ con grande tristezza che annunciamo la morte di Scott Walker”, recita il post. “Scott aveva 76 anni ed è sopravvissuto a sua figlia, Lee, a sua nipote, Emmi-Lee, e al suo partner Beverly – si legge nel post -. Per mezzo secolo, il genio dell’uomo, all’anagrafe Noel Scott Engel, ha arricchito la vita di migliaia di persone, prima come membro del gruppo The Walker Brothers, e poi come artista solista, produttore e compositore di originalità senza compromessi”.

Scott Walker – ricorda l’etichetta discografica – “è stato un titano unico e all’avanguardia della musica britannica. Audace, ha prodotto opere che esplorano la vulnerabilità umana e l’oscurità senza Dio”.
DA YOUTUBE – ‘Make It Easy on Yourself’

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Saviano, Gomorra 4 politica e economica
Su Sky Atlantic dal 29 marzo, al centro ancora Genny Savastano

25 marzo 201915:35

– ”Questa stagione è profondamente politica ed economica è tutto compromesso e mediazione, in cui emerge l’Italia come il Venezuela d’Europa. Una stagione dunque che ha un passo diverso. C’è la terra dei fuochi. Patrizia e Azzurra crescono. Gli uomini sono bambini spersi. Emerge la differenza tra chi vuole tutto e subito (le paranze) e chi capisce come il potere ha bisogno di tempo, bisogna imparare a gestirlo”. Lo ha sottolineato Roberto Saviano in un video nella presentazione di Gomorra – Quarta stagione che debutterà il 29 marzo in esclusiva su Sky Atlantic. Al centro di tutto, c’è ancora una volta Genny Savastano (Salvatore Esposito). Cristiana Dell’Anna interpreta nuovamente Patrizia. Torna anche Marco D’Amore ma come regista. I nuovi episodi di Gomorra – prodotti da Cattleya, parte di ITV Studios e Fandango in collaborazione con Beta Film – sono diretti da Francesca Comencini (responsabile anche della supervisione artistica), Claudio Cupellini, Marco D’Amore, Enrico Rosati e Ciro Visco.
Opere di Morandi al Guggenheim di BilbaoE al museo bolognese un nuovo dipinto in comodato d’uso

BOLOGNA25 marzo 201915:44

– Una quindicina di opere di Giorgio Morandi vanno in prestito per una mostra al Museo Guggenheim di Bilbao, mentre da martedì 26 marzo una ‘Natura morta’, olio su tela del 1931, sarà concessa in comodato al Museo Morandi di Bologna.
La mostra di Bilbao – ‘Una mirada Atras. Giorgio Morandi y los Maestros Antiguos/A backward glance. Giorgio Morandi and the old masters’ – sarà dal 12 aprile al 6 ottobre un’occasione per vedere i capolavori morandiani affiancati a celebri opere provenienti da varie istituzioni museali italiane ed europee: le 15 opere in prestito sono otto dipinti (sei nature morte e due raffiguranti fiori) e 7 nature morte realizzate con la tecnica dell’acquaforte, cui si aggiungono cinque lavori di antichi maestri (tele di Giuseppe Maria Crespi e Pietro Longhi) di norma conservati a Casa Morandi, in via Fondazza a Bologna.
Il nuovo comodato al Museo Morandi fa parte invece della collezione privata di Enos e Alberto Ferri, che avevano già concesso altre opere all’istituzione museale.

Dj Khaled, 17/5 esce “Father of Asahd””Il mio album più importante finora”, dal nome del figlioletto

25 marzo 201915:48

– Il 17 maggio esce “Father of Asahd” (We The Best Music Group/Epic Records), il nuovo disco di Dj Khaled, da lui stesso definito “il suo album più importante finora”.
Nominato ai Grammy, artista visionario dell’industria musicale, innovativo influencer e mega-produttore, Dj Khaled ha conquistato il doppio disco di Platino in Italia sia per “Wild Thoughts” feat. Bryson Tiller e Rihanna che per “I’m The One” feat. Justin Bieber, Quavo, Chance The Rapper & Lil Wayne. Dopo il doppio debutto al n.1 dei suoi album nella Billboard Top 20, innumerevoli dischi di Platino e Oro nel mondo, il n.1 della Hot 100 e miliardi di streaming, Khaled alza ulteriormente l’asticella con “Father of Asahd”, che prende il nome dal figlioletto di due anni (che è co-produttore dell’album!). Dj Khaled darà presto nuovi indizi, come ad esempio il nuovo singolo.
Restaurato cartone scuola di Atene di RaffaelloNuovo allestimento alla Pinacoteca Ambrosiana per capolavoro

25 marzo 201920:28

Ci sono voluti quattro anni, ma ne è valsa la pena: dal 27 marzo sarà possibile vedere il frutto del restauro del Cartone preparatorio della Scuola di Atene di Raffaello, conservato alla Pinacoteca Ambrosiana di Milano. Un’opera che non solo è il più grande cartone rinascimentale a noi pervenuto (misura 2,85 metri per 804 centimetri), ma che è stata interamente realizzata da Raffaello come disegno preparatorio, a grandezza naturale, dell’affresco ‘La scuola di Atene’, che decora la stanza della Segnatura in Vaticano.Per presentare al meglio il cartone, è stato anche studiato un nuovo allestimento, curato dall’architetto Stefano Boeri, che ha definito il suo lavoro “una sfida da far tremare i polsi”. Si trattava infatti non solo di valorizzare, per quanto possibile, un capolavoro, ma anche di essere all’altezza di allestimenti precedenti di grande valore come quello firmato da Luigi Caccia Dominioni. La soluzione è stata quella di considerare l’opera nei suoi due aspetti: da una parte disegno preparatorio, dall’altra capolavoro compiuto, tanto che – è stato ricordato – non fu utilizzata per realizzare l’affresco vaticano. Ecco così l’idea di fare della celebre sala 5 uno spazio didattico dove imparare a contatto con l’opera: a introdurla, un muro virtuale dove vengono spiegate tutte le figure che la compongono, mentre al centro dello spazio campeggia un grande tavolo in rovere massiccio di 150 anni. E a coprire il cartone, un vetro unico, antiriflesso, che offre la possibilità di visioni a distanze diverse. E dietro, lei, l’opera, che il fondatore dell’Ambrosiana, Federico Borromeo, volle da subito, tanto da pagarla la cifra astronomica di 600 lire dell’epoca alla vedova del cugino.Dal 1626 il cartone è patrimonio della Pinacoteca, ma nel maggio del 1796 venne requisito dai francesi, che lo restaurarono e portarono al Louvre. Nel 1816 rientrò in Italia, nel 1918 fu portato a Roma per sfuggire ai bombardamenti, poi nel 1942 venne messo al sicuro nel caveau di una banca e nel 1946 esposto a Lucerna in una mostra per raccogliere fondi per la ricostruzione dell’Ambrosiana. L’allestimento di Luigi Caccia Dominioni è del 1966 e nel 2014 la Veneranda Biblioteca Ambrosiana diede inizio all’indagine e al restauro conservativo, coordinata da un comitato scientifico composto dal collegio dei dottori della Biblioteca e da esperti provenienti – tra l’altro – dall’istituto superiore per la conservazione e il restauro, dai musei vaticani e dalla soprintendenza di Milano. Un intervento lungo e complesso diretto da Maurizio Michelozzi e sostenuto finanziariamente dalla società RaMo per volontà del fondatore Giuseppe Rabolini.Al centro dell’opera – come ricordato dal soprintendente Antonella Ranaldi – la comunità di sapienti antichi e moderni, inquadrati in un’architettura che ricorda un progetto del Bramante: in basso le scienze empiriche, con Euclide ritratto con le sembianze del Bramante, in alto i filosofi, con al centro Platone, dipinto con le sembianze di Leonardo e il dito puntato verso l’alto, riconoscibile poiché regge il Timeo, e Aristotele, identificabile dal libro dell’Etica. “Ai visitatori che si fermeranno a contemplare le figure tratteggiate dalla mano sublime di Raffaello – dice il prefetto della Veneranda Biblioteca Ambrosiana, Marco Ballarini – auguriamo di poter trovare in esse, come accadde a Gustave Flaubert nel 1845, un senso di ‘calme et intelligence, certié et force'”. Anche per questo il 6 aprile, nel giorno dell’anniversario della morte di Raffaello, l’Ambrosiana offrirà la possibilità di una visita gratuita al museo e alla sala rinnovata.

Si gira a Torino ‘Palazzi di Giustizia’Opera prima di Chiara Bellosi, sarà pronta per Venezia

TORINO25 marzo 201916:38

– Due piccoli delinquenti rapinano un benzinaio che però reagisce, prende la pistola e ammazza uno di loro. Un gesto di un singolo che ha ripercussioni sulle famiglie di tutti le persone coinvolte, oltre ad avvocati, giudici, testimoni. E’, in sintesi, la trama dell’opera prima di Chiara Bellosi ‘Palazzo di Giustizia’. Le riprese a Torino, in un’aula di Corte d’Assise ricostruita nell’Istituto di Riposo per anziani ‘Poveri vecchi’.
Il film è prodotto da tempesta/Carlo Cresto-Dina con Rai Cinema e la svizzera Cinedokkeè. Con il supporto del Mibac, il contributo del Por Fest Piemonte 2014-2020 e di Film Commission Torino Piemonte. Cinque settimane di riprese, poi il montaggio – ha spiegato la regista – per cercare di essere pronti per Venezia a settembre. “Volevo fare un film sulle dinamiche personali, soprattutto tra donne – spiega la regista – non tanto di attualità come la sicurezza personale. Per mesi ho seguito processi e dibattimenti al tribunale di Milano, un crocevia di umanità incredibile”.
Fontana Nettuno Firenze, finito restauroDue anni di lavori e 1,5 mln euro arrivati da maison Ferragamo

FIRENZE25 marzo 201916:40

– Due anni di lavori e 1,5 milioni di euro, arrivati dalla maison Salvatore Ferragamo tramite art bonus, per restituire alla città di Firenze la Fontana del Nettuno di piazza della Signoria, chiamata dai fiorentini il ‘Biancone’. Il complesso lavoro di restauro ha portato anche alla riattivazione dell’impianto idrico che alimenterà i giochi d’acqua ricalcando gli scenari voluti da Bartolomeo Ammannati che lo progettò. Il risultato dei lavori è stato presentato oggi, in occasione del Capodanno fiorentino, e nell’anno in cui si celebrano i 500 anni dalla nascita di Cosimo I, committente dell’opera, e Caterina de’ Medici.
“Finalmente – ha detto il sindaco Dario Nardella – restituiamo alla città uno dei suoi simboli più amati. E’ l’opera più impegnativa e sfidante che abbiamo realizzato in questi cinque anni nel campo della manutenzione e del restauro del patrimonio culturale”. “Guai a chi si avvicina” – ha aggiunto: c’è un sistema di allarme che scatta se qualcuno si avvicina oltre la ringhiera”.
Mortali immortali, tra uomo e divinoAi Mercati di Traiano l’antica Cina incontra l’impero romano

25 marzo 201916:43

– Il lungo scorrere dello Yangtze, il Fiume Azzurro, tracciato su una grande installazione dorata dalla forma ispirata a un dragone; l’imponente maschera bronzea con gli occhi e le orecchie sporgenti, unica nel suo genere, forse rappresentazione del fondatore dell’antico popolo Shu. E ancora, una moltitudine di preziose opere in bronzo, oro, giada e terracotta, databili dal II millennio a.C. fino al II secolo d.C., che ricostruiscono in uno straordinario viaggio temporale la vita sociale e l’anelito alla spiritualità della grande civiltà che abitò il sud ovest della Cina. Si apre il 26 marzo la mostra “Mortali Immortali, tesori del Sichuan nell’antica Cina”, in programma ai Mercati di Traiano fino al 18 ottobre e a cura dell’archeologa e vice direttrice del Museo di Jinsha Wang Fang. Con i suoi 130 reperti, la mostra presenta in modo grandioso i miti dell’archeologia cinese attraverso il racconto della civiltà del Sichuan sviluppatasi lungo il Fiume Azzurro.
Morto storico dell’arte Andrea EmilianiAveva 88 anni. Merola: ‘ha insegnato che museo è spazio aperto’

BOLOGNA25 marzo 201916:47

– E’ morto a Bologna lo storico dell’arte Andrea Emiliani, tra l’altro Accademico dei Lincei e fondatore nel 1974 dell’Istituto beni culturali dell’Emilia-Romagna. Nato a Predappio, aveva compiuto 88 anni il 5 marzo ed era ricoverato all’ospedale Sant’Orsola da alcune settimane.
Studioso ed eminente critico, da Raffaello ai Carracci, da Guido Reni a Morandi, è stato il massimo esperto mondiale di Federico Barocci, di cui nel ’75 allestì nel capoluogo emiliano una mostra che riuniva quasi tutta l’epoca pittorica e 300 disegni. Tra i suoi incarichi anche quelli di Soprintendente per i Beni artistici e storici di Bologna, Ferrara, Forlì e Ravenna e direttore della Pinacoteca nazionale di Bologna. “Straordinario uomo di cultura, Andrea Emiliani ci ha insegnato che l’arte può e deve essere popolare e accessibile a tutti”, ha detto il sindaco di Bologna Virginio Merola, “ci ha insegnato che il museo è uno spazio aperto, che la città e l’ambiente sono museo vivo e da vivere”.
Teatro Impavidi Sarzana celebra 210 anniRestaurato, ora cittadini a caccia documenti memoria collettiva

GENOVA25 marzo 201917:03

– Ricostruire i 210 anni della storia del teatro degli Impavidi di Sarzana (La Spezia), recentemente riaperto dopo un lungo periodo di restauro, attraverso la memoria collettiva. I sarzanesi sono invitati a cercare nei propri album di famiglia, in cassetti e armadi, documenti e cimeli per “ritrovare le tessere del puzzle che compongono la storia del nostro teatro, facendone patrimonio collettivo”. Lo ha detto il sindaco Cristina Ponzanelli, presentando l’iniziativa. L’iniziativa dal titolo ‘Ricorda il tuo teatro’ è stata ideata dalla componente del comitato di indirizzo del teatro degli Impavidi Marianna Zannoni, in vista del prossimo 9 settembre quando l’edificio compirà i suoi primi 210 anni.
Fotografie d’epoca, biglietti di ingresso, locandine di spettacoli storici, ritagli di giornale, recensioni, programmi e qualsiasi altro documento saranno utili a ricucire una parte della memoria, che entrerà a far parte di una sorta di grande album di famiglia della comunità e del suo teatro.
“Il nostro teatro sta finalmente tornando a essere motore propulsivo della cultura cittadina – ha detto Ponzanelli -: recuperare i documenti e i ricordi che legano l’Impavidi alla città significa promuovere l’identità culturale e storica della comunità”.

Lella Costa, potere delle donne e utopiaOmaggio a Franca Rame in dialoghi al Ducale Genova

GENOVA25 marzo 201917:11

– Si potrebbe dire che l’utopia è femmina? Che la faccenda, diremmo secolare, del ‘potere alle donne’ sia utopistico quasi quanto la vecchia storia della parità tra i sessi ridotta ormai a bandierina programmatica da saldi stagionali? Solo in certa grande letteratura – quella greca, per esempio, le donne hanno possenti ruoli rivoluzionari.
E che questa grande letteratura sia letteratura comica, la dice lunga. A parlarne, in un eccezionale prodromo alla rassegna La Storia in piazza (a Palazzo Ducale, Genova, dal 4 al 7 aprile, quest’anno dedicata all’Utopia) è Lella Costa, artista da sempre impegnata sul versante delle battaglie al femminile.
‘Il potere alle donne e le antiche utopie’ (27 marzo, ore 21, Sala del Maggior consiglio) inizia con un omaggio a Franca Rame con il video in cui, nello spazio di tre minuti, l’artista ricorda la storia di Lisistrata, l’eroina di Aristofane che convinse le donne di Grecia a allearsi contro gli uomini effettuando uno sciopero del sesso per fare cessare la guerra.
Dalla Lisistrata di Aristofane poi Costa legge il programma politico proposto a tutti i Greci dalla eroina ateniese, che sfida tutto e tutti, prende il comando della città e si impadronisce con le amiche del tesoro.
Invero, nell’ Atene di Aristofane le donne vivevano chiuse in casa ma come sempre la satira può compiere magie e rendere libero anche chi libero non è. Costa non si limiterà alla ‘Lisistrata’ ma discuterà anche de ‘Le donne all’assemblea’ e leggerà brani del programma politico di Prassagora che vuol togliere il potere ai maschi assegnandolo alle donne e ‘La festa delle donne’ compiendo così un percorso che poggia su proposte di sistemi politici e sociali dove sono le donne a dettar legge.
Più utopistico di così…

Da Genova al mondo, retrospettiva CarmiMostra a Cifa a Bibbiena dal 30 marzo al 2 giugno

BIBBIENA (AREZZO)25 marzo 201917:19

– Dal racconto del porto e dei travestiti di Genova passando per Israele, la Sardegna, Parigi, il Venezuela, l’Afghanistan, l’Irlanda, l’India e la Sicilia attraverso l’occhio fotografico di Lietta Carmi. E’ la nuova mostra retrospettiva ‘Lisetta Carmi – Da Genova verso il resto del mondo’ ospitata al Cifa – Centro italiano della fotografia d’autore, a Bibbiena (Arezzo) dal 30 marzo al 2 giugno.
Il percorso espositivo è suddiviso in 11 temi: tra i reportage inseriti due ritratti del poeta americano Ezra Pound, scatti per i quali Carmi vinse nel 1966 il premio Niépce per l’Italia. Se si esclude il lavoro sulla metropolitana di Parigi dove le persone perdono la propria riconoscibile identità per diventare massa in movimento che percorre spazi artificiali e disumanizzanti, sono sempre le persone ad attrarre l’attenzione di Carmi che, come spiegato da lei stessa, ha “fotografato per capire”.
Lisetta Carmi, ricordano gli organizzatori, “ha realizzato i suoi lavori fotografici nell’arco di 18 anni; poi la sua vita è cambiata completamente grazie all’incontro con il maestro indiano Babaji, e nell’ultima parte si ritira a Cisternino.
Lisetta vive di spiritualità in modo spartano e senza i moderni mezzi di comunicazione come il computer e Internet. Vicino a casa sua però c’è un edicolante che non solo espone i suoi libri, ma le fa anche da tramite con il resto del mondo ricevendo la posta elettronica a lei indirizzata e inviando le sue risposte. Anche se distante dal mondo, vuole continuare a capirlo”.

Fai: record per Giornate di primaveraTop di visitatori in Lombardia, a Bari il bene più visto

25 marzo 201917:20

– Record di visitatori con oltre 770.000 persone alla 27/a edizione delle giornate Fai di Primavera del 23 e 24 marzo. Oltre 1.100 i beni culturali aperti in 430 località in tutta Italia con il fondamentale supporto di più di 7.500 volontari e 40.000 apprendisti ciceroni. Il record di visitatori si è registrato in Lombardia dove oltre 175.000 persone hanno visitato 171 beni aperti. In tutta Italia, il bene più visti sono stati la Banca d’Italia a Bari con 14.000 visitatori. A Parma si sono registrate 6.500 presenze a Palazzo Ducale del Giardino; più di 5700 persone si sono recate al Palazzo della Banca d’Italia e alle OMV – Squadra Rialzo Milano Centrale; numeri che vanno oltre i 5.000 visitatori per Villa Bussandri a Bassano del Grappa (Vicenza), Palazzo Mezzanotte a Milano e la Passeggiata del Re a Torino. Grande successo per la città di Pontremoli (MS), dove si sono registrate oltre 17.000 presenze. A Matera, capitale europea della cultura nel 2019, sono stati più di 16.000 i visitatori.
Rai2,cambio Povera Patria-Popolo SovranoEntrambi in 2/a serata. Freccero: “cerchiamo nuove strade”

25 marzo 201917:44

– Contenuti nuovi, riorganizzati in una forma più organica, talk show ma anche approfondimenti e grandi inchieste giornalistiche: sono i cardini dell’offerta in continua evoluzione di Rai2 che avvierà una riprogrammazione del proprio palinsesto. Povera Patria, il talk politico condotto da Annalisa Bruchi con Aldo Cazzullo e Alessandro Giuli, dal 1 aprile andrà in onda il lunedì in seconda serata, mentre Popolo Sovrano si trasformerà in un programma di inchieste condotto da Daniele Piervincenzi, in onda il venerdì in seconda serata.
“Con un grande programma di inchieste vogliamo rafforzare il palinsesto della seconda rete – dichiara il direttore di Rai2, Carlo Freccero – siamo alla ricerca continua di nuove strade per attrarre il pubblico. Ci siamo concentrati sui due programmi di punta dell’informazione della Rete, scegliendo soluzioni alternative che lascino crescere questi prodotti che forse all’inizio sono stati penalizzati dalla concorrenza. Il palinsesto di una rete deve essere vivo e mobile”.

Il ‘vero’ Shakespeare? Forse di origini sicilianeOpere sarebbero state scritte da John Florio, anche una fiction

PALERMO25 marzo 201920:32

C’è un mistero che aleggia intorno a quello che viene indicato forse come il più grande drammaturgo di tutti i tempi. Chi era veramente l’autore delle straordinarie opere di William Shakespeare? L’attore di Stratford, venerato dagli inglesi, ma semi-analfabeta, di cui restano un testamento che nulla dice delle opere, e alcuni contratti per prestare soldi a usura. Oppure quella lunga lista di possibili alter ego che da 400 anni viene proposta dai quattro angoli della terra: Francis Bacon, il terzo conte di Southampton, persino lo stesso Marlowe? Negli ultimi anni si è fatta strada l’ipotesi che il “vero” Shakespeare sia in realtà uno studioso di origini siciliane: John Florio, figlio di Michelangelo, un erudito in esilio, scappato all’inquisizione da Messina e nascosto a Venezia e a Verona, prima di approdare a Londra. Lì nasce John, sfrutta l’immensa cultura classica del padre e viene accolto dal conte di Southampton insieme a un giovane attore, Will di Strafford.Saranno per molti anni protetti del potente aristocratico, abiteranno lo stesso castello e la somma è presto fatta. L’unico possibile vero autore delle meravigliose opere è John Florio.
Concepire quelle opere senza una cultura classica formidabile è impossibile. Come faceva l’attore a conoscere alla perfezione la toponomastica di Messina (Molto rumore per nulla), Venezia (Il mercante) o Verona (Romeo e Giulietta) o Padova (La bisbetica domata). I dubbi si sono moltiplicati a cominciare dai giudizi di Mark Twain, e poi Charles Dickens, Harry James e persino Freud, comprovati dagli studi più recenti di molti ricercatori italiani e britannici: Saul Gerevini, Corrado Panzieri e Giulia Harding. Il regista Stefano Reali sta preparando una fiction, prodotta in Spagna, che narra non solo i rapporti tra Florio e Shakespeare ma anche l’incontro tra Miguel de Cervantes e John Florio, avvenuto a Messina mentre il genio spagnolo era ricoverato in ospedale dopo il ferimento nella battaglia di Lepanto. Anche Reali condivide la tesi di tre anglisti.”Non esiste una smoking gun – dice il regista – ma una serie stringente di indizi che hanno sostanza di prova. Florio conosce la novellistica rinascimentale italiana, il greco e il latino che l’attore di Stratford sconosceva. Poi il giallo si infittisce. Conosciamo il testamento olografo di Florio che lascia l’utilizzo dei suoi manoscritti al conte di Pembroke, la cui famiglia ha negato fino ad oggi l’accesso ai manoscritti. Il professor Panzieri ha chiesto il permesso a Tony Blair e alla regina Elisabetta II, ma senza successo”. Il motivo è presto detto: “Il brand Shakespeare – spiega il regista – per gli inglesi vale alcuni miliardi di sterline ed è impensabile che vi rinuncino. Persino gli scrittori elisabettiani, contemporanei di Shakespeare fanno riferimento alla possibile frode, ma nessuno poteva sospettare che era così facile fare soldi con il teatro.Fu Giordano Bruno a consigliare Florio e Shakespeare di costruire un teatro più capiente e smontabile, il Globe. E quando il successo crebbe a dismisura, dopo la morte dell’autore e dell’attore, i Pembroke, pubblicarono il first-folio, capirono che potevano dare in affitto le opere in loro possesso ai kingsman e nacquero così le royalty, il diritto d’autore”. Quello che è sicuro è che Florio è l’autore del dizionario inglese-italiano, che regala al vocabolario inglese più di 200.000 nuovi vocaboli, e che la voce “Florio” dell’enciclopedia britannica nel 1880 constava di 25 pagine, 10 anni dopo solo due. Il muro dell’establishment stratfordiano continua a difendersi.

 

Sulic (2Cellos) esegue Quattro StagioniAnteprima mondiale il 5 giugno al Teatro Verdi di Trieste

TRIESTE25 marzo 201918:33

– Andrà in scena il 5 giugno prossimo, al Teatro lirico Giuseppe Verdi di Trieste, la prima mondiale di “Le Quattro Stagioni” di Vivaldi per violoncello solista, eseguita dal musicista sloveno Luka Sulic. A fianco dell’artista – classe 1987 – diventato una star di fama internazionale con i 2Cellos, si esibiranno gli orchestrali della Fondazione Lirica del Verdi. Dopo avere suonato nelle principali arene del mondo – dalla Royal Albert Hall di Londra all’Arena di Verona, passando per la Sydney Opera House, la Radio City Music Hall di New York e tantissime altre) – Sulic ha deciso di avviare contemporaneamente ai 2Cellos un nuovo progetto solista dedicato a una delle pagine più suggestive della storia della musica classica, “Le Quattro Stagioni” di Antonio Vivaldi.
Libri: Pordenonelegge celebra i 20 anniCultura ma anche investimento, ogni euro speso ne genera otto

PORDENONE25 marzo 201918:43

– “Quando siamo nati, 20 anni fa, l’obiettivo che ci aveva dato la Camera di commercio, era quello di valorizzare l’aspetto culturale, coniugandolo con la promozione del territorio e con una ricaduta economica effettiva sulla comunità: un traguardo che abbiamo pienamente raggiunto e che ci riempie di orgoglio”: lo ha affermato Michela Zin, direttrice della Fondazione Pordenonelegge, commentando i risultati raggiunti dal festival nel corso di un forum.
“L’ultimo rilevamento che è stato effettuato pochi anni fa, da parte della Bocconi, ha stabilito che un euro investito su Pordenonelegge ne riporta quasi 8 al territorio – ha specificato Zin – un dato che testimonia come puntare sulla cultura possa davvero rappresentare un volano di crescita per l’intera comunità che ospita gli eventi”.
Toscana, record presenze in 2018Bene città arte e campagne, stabile costa e rallenta la montagna

FIRENZE25 marzo 201918:46

– E’ record di turisti in Toscana che nel 2018 hanno superato i 48 milioni di presenze, in crescita del 3,8% rispetto all’anno precedente, pari a oltre 1,7 milioni di pernottamenti in più. Lo rileva l’Ufficio regionale di statistica. La tendenza ad una contrazione della durata media del viaggio, viene confermata anche nel 2018 seppur in rallentamento rispetto agli anni precedenti. In particolare, sono le città d’arte (+6,8%) e le campagne (+6,5%) a registrare i maggiori incrementi. A segnare gli aumenti maggiori sono stati Pisa e Arezzo, +25% e +18%, ma continua la crescita di Firenze (+4,6%) e Lucca (+4,7%). Crescono anche Prato (+3,3%) e Pistoia (+4,7). Negli ambiti legati alla campagna, buone performance per Terre di Valdelsa e dell’Etruria Volterrana (+11,7%), Val d’Orcia (+11,1%), e Valdarno Aretino (+16,4%). Stabili gli ambiti della costa (+0,02%) mentre quelli della montagna registrano l’unico dato negativo della regione (-1,3%), con segno positivo solo Amiata, Lunigiana e la Montagna Pistoiese.
Popolizio attuale in Nemico del popoloIbsen del 1882 sempre più capace di parlarci d’oggi in Europa

25 marzo 201919:00

– In ”Un nemico del popolo” Henrik Ibsen, scrivendo nel 1882, con la sensibilità preveggente e l’incisività dell’autore di ”Casa di bambola”, aveva già messo tutto con estrema chiarezza, dall’egoismo del ceto medio piccolo borghese al popolo sempre pronto a dar ragione all’ultimo che parla adulandolo, senza proporgli novità, dalla solitudine di chi ha ragione e va contro la maggioranza, agli interessi della politica, il tutto legato a un problema sociale di ecologia e sanità. Sono cose che oggi risuonano familiari agli spettatori della lettura che ne dà Massimo Popolizio, nuova produzione del Teatro di Roma all’Argentina sino al 28 aprile.
Non a caso questo testo che sta avendo un momento di grande fortuna in Europa. Popolizio ha scelto un finale meno negativo e pessimista, più fedele all’originale, come a indicare che nel nostro paese ognuno anche singolarmente deve cominciare a darsi da fare se si vuole pian piano qualcosa cambi, se si vuole pensare a costruire un vero futuro.
A Milano i tesori della Ca’ GrandaUn’esposizione permanente e gratuita al Policlinico di Milano

MILANO25 marzo 201920:07

– L’unico ritratto mai commissionato a Giovanni Segantini, ma anche capolavori di Mario Sironi, di Carlo Carrà, di Francesco Hayez: sono solo alcuni dei tesori che compongono il patrimonio di donazioni raccolto in quasi 700 anni dal Policlinico Ca’ Granda di Milano, che da oggi sono visibili in una esposizione gratuita aperta al pubblico.
L’inaugurazione avviene non a caso per la festa del Perdono istituita 660 anni fa da papa Pio II, alla presenza dell’arcivescovo Mario Delpini, del presidente della Regione Attilio Fontana, del sindaco Giuseppe Sala e del ministro dell’Interno Matteo Salvini.
“Con la Festa del Perdono, che quest’anno cade proprio il 25 marzo, giorno dell’Annunciazione, da secoli si celebra la fondazione del nostro Ospedale – ha spiegato Marco Giachetti, presidente del Policlinico di Milano – Quello dei Tesori della Ca’ Granda è il giusto modo per rendere onore a questa tradizione”.
Luce italiana su nomadi dell’Alto EgittoI dimenticati ‘pan-grave’ riemergono grazie a Bologna e Yale

IL CAIRO25 marzo 201920:21

– L’antico Egitto, quello più profondo, non è fatto solo di piramidi e ieratici faraoni ma anche di semi-misteriose popolazioni nomadi che, come i migranti attuali, premevano alle porte meridionali del regno e sono state poi inghiottite dalla Storia lasciando però tracce che permettono di ricostruire parte della loro cultura. Emerge al Cairo in una conferenza tenuta da una nota archeologa italiana, Maria Carmela Gatto, sulle più recenti scoperte fatte in cimiteri e insediamenti di nomadi transitati nell’area di Assuan durante il Secondo Periodo Intermedio, fra i 1.800 e i 1.500 anni a.C. Si tratta di popolazioni della cultura detta “della tomba a padella” (pan-grave, in inglese), appellativo molto prosaico creato alla fine dell’800 da Flinders Petrie, sulla base delle forme circolari e basse dei tumuli in pietra che sormontavano le loro tombe. La Gatto è condirettrice insieme a Antonio Curci del progetto “Aswan-Kom Ombo Archaeological Project-AKAP” delle Università di Bologna e Yale.
Fumetti: Milo Manara disegna la morte di CaravaggioA Firenze la presentazione del secondo volume ‘La grazia’

FIRENZE25 marzo 201920:35

Si chiama ‘Caravaggio. La grazia’ il secondo volume che il fumettista Milo Manara ha dedicato alla vita e alle opere di Michelangelo Merisi. La presentazione del libro, pubblicato da Panini comics, si è svolta nella libreria Feltrinelli Red di Firenze dove Manara ha incontrato i numerosi fan ai quali ha confessato di festeggiare, quest’anno, “i 50 anni dalla pubblicazione del mio primo fumetto”.
Nel secondo volume su Caravaggio, ha detto il fumettista, “racconto gli ultimi 5-6 anni di vita dell’artista e nella copertina l’ho ritratto un momento prima della morte e ho immaginato che in quel momento la ‘grazia’ sia arrivata, anche se troppo tardi. In questo secondo volume, infatti, Caravaggio è costantemente alla ricerca della grazia”. Per questo graphic novel, ha spiegato il fumettista, “ho potuto usufruire di documenti che sono stati resi pubblici nel 2012, che già esistevano, ma erano stati bruciati quindi sono stati sottoposti a un’operazione di restauro. Questi documenti ci raccontano qual è stato l’episodio per il quale Caravaggio è stato incarcerato”. Il primo volume ‘La tavolozza e la spada’, pubblicato nel 2015, ha aggiunto Manara, “è stato premiato in Francia dalla rivista ‘Histoire’ per l’accuratezza della ricostruzione storica, lo dico per avvallare l’autenticità del libro”.

Gomorra 4, Genny si reinventa tra alleanze e faideSky Atlantic da 29/3. Saviano,specchio Italia Venezuela d’Europa

25 marzo 201920:36

Non mancheranno i colpi di scena, le faide e i tradimenti. Genny Savastano, dopo la morte di Ciro Di Marzio, sopravvissuto a tutto dovrà cambiare vita per salvare la sua famiglia. Reinventatosi uomo d’affari, dovrà lasciare il regno a Patrizia (Cristiana Dell’Anna) e affidarsi a un clan (I Levante, famiglia legata a donna Imma dove il patriarca Gerlando domina incontrastato le campagne avvelenate a nord di Napoli). La quarta stagione di Gomorra torna con 12 puntate ogni venerdì alle ore 21.15 su Sky Atlantic (e Sky Cinema Uno) a partire dal 29 marzo.Si riparte da Genny (Salvatore Esposito) e Marco D’Amore si sposta dietro la macchina da presa (delle puntate 5 e 6) dopo tre stagioni da protagonista. La lotta per il potere è destinata a riaccendersi: l’uscita di scena di Ciro di Marzio apre nuovi imprevedibili scenari tra le fazioni che si contendono il controllo del territorio. I nuovi episodi di Gomorra – Una produzione originale Sky con Cattleya, parte di ITV Studios, e Fandango in collaborazione con Beta Film – sono diretti da Francesca Comencini (responsabile anche della supervisione artistica della quarta stagione), Claudio Cupellini, D’Amore, Enrico Rosati e Ciro Visco. Salvatore Esposito del suo personaggio dice: “Il filo conduttore di questa stagione è il dualismo interiore di Genny: combatte contro i demoni che lo accompagnano dalla prima serie e che stavolta lo portano a cambiare vita per dare un futuro diverso a figlio e alla moglie, dopo la morte di Ciro e dopo avere ceduto il potere a Patrizia. Metterà una maschera. Solo alla fine capiremo cosa è diventato. Genny ha puntato un altro obiettivo, quello di diventare un manager. In verità il cordone col passato lo ha tagliato quando ha fatto uccidere suo padre. Il male è una ombra nera in ogni città del mondo”.

Cristiana Dell’Anna del suo ruolo ovvero Patrizia rileva: “E’ un personaggio cresciuto tanto. Patrizia gestisce il potere che le viene dato al femminile. La rivoluzione nella serie è il valore dell’intelligenza delle donne, che non sempre viene capita”.  Marco D’Amore, regista: “Mi sento il prodotto di un vivaio. Gomorra è una meravigliosa cantera che ha allevato talenti. Il mio passaggio forse più eclatante, per il mio passato di attore, ma tanti sono cresciuti e in tutti i ruoli.
Gomorra ha prodotto eccellenze: io sono stato un buon giocatore”. Claudio Cupellini veterano della serie, regista degli ultimi due episodi della quarta stagione: “Siamo in una partita a scacchi. Ogni volta ci dobbiamo sorprendere e dobbiamo ricominciare adattandoci a una realtà che dobbiamo imparare a conoscere. Stavolta si è giocata una partita a scacchi tra chi abbiamo imparato ad amare e i nuovi arrivati”.    Roberto Saviano in un video proiettato nel corso della presentazione sottolinea: “L’Italia che emerge da questa stagione è il Venezuela d’Europa, è tutto compromesso. I colletti bianchi hanno importanza, c’è la terra dei fuochi. Le donne crescono militarmente e strategicamente, gli uomini sono bambini sparsi. C’è chi, e sono le paranze, vuole tutto e subito, e chi conosce i tempi del potere e impara a gestire la fama per ottenere di più. I giovani non aspettano, vivono nel presente. Il racconto affronta temi un paese al collasso come il nostro e non ha paura di dirlo. E se dà fastidio, che dia fastidio. E’ una serie che deve intrattenere, ma che fissa il puzzo dei soldi. Gomorra racconta la sintassi del nostro tempo: se non ammazzi verrai ucciso, se ti fidi verrai imbrogliato”.
Nata da un’idea di Roberto Saviano e tratta dal suo omonimo best seller (edito da Arnoldo Mondadori Editori), il soggetto di serie è firmato da Stefano Bises, Leonardo Fasoli, Maddalena Ravagli, Roberto Saviano. Nicola Maccanico, Executive Vice President Programmi di Sky Italia: “Credere in un prodotto originale e investire in maniera così decisa ha permesso di essere apripista. Ora bisogna alzare l’asticella, siamo partiti per primi e non vogliamo farci raggiungere. Punto di forza di Gomorra – La serie è il gioco di squadra”. La quinta stagione è in preparazione.         [print-me title=”STAMPA”]

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Haitiano Laferriere, sono giapponese
In Italia ‘titolare più rapido del West’ come ne parlò Vonnegut

24 marzo 2019 03:26

– DANY LAFERRIERE, ‘SONO UNO SCRITTORE GIAPPONESE’ (66THAND2ND, PP. 188, EURO 16,00) Spiazzare, scardinare il meccanismo che porta gli altri a vederci in un certo modo. Lo scrittore Dany Laferrière, haitiano-canadese, dal 2013 membro dell’Academie francaise, fa questo nel suo nuovo libro, ‘Sono uno scrittore giapponese’ (Edizioni 66thand2nd), che ha un titolo carico di senso e un effetto trainante sulla ricerca o lo smarrimento della propria identità. Un modo per scacciare, almeno dalla narrativa, ogni forma di nazionalismo.
“Si dice sempre quello che non si è. Si ha il coraggio di affermare una negazione, molto meno di dire con coraggio di essere qualcosa. Quando dico sono uno scrittore e sono haitiano le persone affermano ‘ah!, ma lei si vergogna di essere nero’.
Questo è l’inghippo in cui si precipita. Allora dico ‘bene, sono uno scrittore giapponese’ e allora mi chiedono ‘ma lei è mai stato in Giappone?’. Trovo sia preferibile questo tipo di domanda stupida, ma meno idiota della prima” spiega

lo scrittore, in questi giorni a Roma.
“In fondo – sottolinea – nessuno si pone il problema di dire se Moravia si vergognasse o meno di essere italiano o Tolstoj di essere russo. Sono scrittori universalmente conosciuti che non suscitano una domanda di appartenenza. Ma non si capisce perchè invece gli scrittori che vengono dal sud del mondo debbano essere etichettati in maniera nazionale”.
Questo titolo, continua Laferriere, “non si limita a liberarmi dal problema identitario ma crea un effetto a catena, nella narrazione, di sovversione nella società giapponese in cui tutti finalmente si svegliano e cominciano ad affermare che cosa sono in maniera altrettanto assurda. Nel libro ci sono esempi esilaranti ‘Io sono un camionista coreano’, ‘Io sono una spogliarellista malese'” racconta lo scrittore, maestro del non-sense, che ha un vero talento per i titoli tanto da essere definito da Kurt Vonnegut “il titolatore più veloce del West”.
“Non è un aneddoto e basta. E’ tutto vero. La moglie di Vonnegut mi ha riferito che il marito le disse questo di me e anche che se lui avesse avuto la mia capacità di fare questi titoli fantastici sarebbe stato il più grande scrittore del mondo. ‘In ogni caso i suoi libri sono migliori, ma i tuoi – mi ha detto la signora Vonnegut – hanno dei titoli superiori” afferma sorridendo Laferriere con al collo una sciarpa a righe nera e bianca.
“Siamo in un mondo che continua a porsi domande assurde come se fossero naturali e alle quali non si può rispondere semplicemente ‘si’ o ‘no’. Si precipita così in un dibattito che non è un vero dibattito. L’unico modo per disinnescare questa folla di domande assurde è rispondere con un’affermazione ancora più assurda” spiega. In ‘Sono uno scrittore giapponese’ è in scena così “la prospettiva di scrivere un libro che non c’è, di qualcuno che scriverà un libro ma che sa perfettamente che non potrà mai farlo, non essendo giapponese” racconta l’autore.
Laferriere ribalta anche la nostra consuetudine a pensare di dover fornire delle prove delle nostre affermazioni.
“Normalmente funziona così: io ho delle prove e affermo delle cose sulla base di queste e così la gente non cambia mai. Si fanno discorsi su cose provate, assodate, che tutti condividono.
Si continuano a scambiare le vecchie idee che hanno alla base prove da tutti condivise. Non si dice mai qualcosa che non ha delle prove a monte. E invece bisognerebbe fare proprio questo, cominciare ad affermare delle cose senza presentare delle prove perché non siamo obbligati a farlo. Io posso dire di essere uno scrittore giapponese senza dimostrare di esserlo, sono i lettori che portano a posteriori le prove. Mi dicono, per esempio, ‘ma non ama il sushi, non ama la musica giapponese, non è mai stato in Giappone’. E dunque sono uno scrittore giapponese che non somiglia a nessun altro scrittore giapponese, ma è esistito” racconta Laferriere, che è nato a Port-au-Prince nel 1953, vive a Parigi, è sempre in giro per il mondo, ma non salta mai un incontro all’Accademia di Francia. “Non dico mai dove vivo perché così posso sognare, essere sempre altrove” dice lo scrittore che con ‘Tutto si muove intorno a me’ è stato finalista al premio Von Rezzori, ed è autore tra l’altro de ‘L’arte ormai perduta del dolce far niente’ e vuole “ridare leggerezza alle cose che sono state caricate di negatività”.
Ucraina, tensione al concerto di Toto Cutugno a Kiev L’uomo viene fermato dagli uomini della sicurezza

24 marzo 201915:55

Blitz di uno spettatore al concerto di Toto Cutugno a Kiev: irrompe sul palco, seguono attimi di tensione, poi l’uomo viene fermato dagli  uomini della sicurezza. L’artista stava cantando ‘L’italiano’

Cutugno si rende conto evidentemente dell’assenza di cattive intenzioni da parte dello spettatore, invita la security a lasciarlo stare e poi gli stringe la mano, lasciandolo salire nuovamente sul palco mentre si allontana per la pausa.Nei giorni scorsi la notizia della richiesta di alcuni deputati ucraini al capo dei servizi di sicurezza (Sbu) Vasily Gritsak di precludere l’ingresso nel paese al cantante. Notizia, che segue quella riguardante Al Bano inserito nella lista nera dell’Ucraina perché il Ministero della Cultura lo considera ‘minaccia alla sicurezza nazionale’ per le sue presunte posizioni filorusse

Shazam!, diventare supereroi a 14 anniCommedia, action, fantasy e magia in film da fumetto DC Comics

24 marzo 201919:47

Le benefiche dosi di humour e ironia in Wonder Woman e Aquaman hanno allontanato il mantello di cupezza ‘cucito’ a volte troppo stretto sugli ultimi adattamenti di capisaldi della DC Comics come Superman e Batman. Ora è Shazam! di David F. Sandberg, con Zachary Levi, Mark Strong, Asher Angel, Jack Dylan Grazer e Djimon Hounsou, che fonde commedia action e fantasy con tono e humour adatti a tutta la famiglia, in arrivo in sala il 3 aprile con Warner Bros, a portare una nuova ventata di leggerezza nei cinecomic del DC Extended Universe. Nato da Bill Parker e C.C. Beck per la Fawcett Comics, nel 1939, con il nome di Captain Marvel, diventa Shazam (per evitare l’omonimia con il personaggio nato nel frattempo in Casa Marvel), quando la Dc Comics, che ne aveva acquisito i diritti, comincia a pubblicarlo dal 1973.Un’identificazione con la parola magica, che nella storia, consente al 14enne Billy Batson (Angel), cresciuto senza genitori e in perenne ricerca della madre, di diventare, quando vuole, e senza perdere il suo cuore di bambino, un supereroe adulto con la saggezza di Salomone, la forza di Ercole, la resistenza di Atlante, il potere di Zeus di scagliare fulmini, le abilità di combattimento di Achille e la velocità di Mercurio. Un personaggio dalla doppia anima perfettamente incarnato da Levi, già protagonista della serie tv comedy/spy Chuck e interprete, fra gli altri, del guerriero asgardiano Fandral negli ultimi due film della saga Marvel di Thor. Ad attribuire a Billy i superpoteri è un anziano mago (Djimon Hounsou), in cerca di un ‘campione’ dal cuore puro che possa succedergli nel preservare il mondo dal dominio dei Sette Peccati capitali. Una ricerca che per anni lo aveva portato a mettere alla prova, invano, decine di candidati, tra i quali il piccolo Thaddeus Sivana, che da adulto (Strong), trova il modo di rigenerarsi come supercattivo.Un versante fantasy, ben sviluppato nel film da Sandberg (regista svedese che ha contribuito con film come Lights Out e Annabelle 2: Creation, alla cosiddetta ‘rinascita dell’horror’ in corso nel cinema Usa), e controbilanciato con efficacia da un altro elemento che assume un ruolo fondamentale (e spettacolare) nella storia, la famiglia. Quella ideale che Billy sogna di riformare con la madre e quella reale alla quale, l’adolescente, sempre in fuga, viene affidato: un’accogliente casa famiglia dove tra i cinque nuovi ‘fratelli’ e ‘sorelle’ trova Freddy (Grazer), disabile, bullizzato e appassionato di fumetti, che aiuterà Billy/Shazam a testare i suoi poteri, con tanto di video in rete. Tra selfie con i fan, e dimostrazioni di potenza a contributo libero come gli artisti di strada, Shazam, da bravo supereroe, si ritroverà a combattere contro la sua nemesi.. “Abbiamo deciso di raccontare la storia di Billy Batson – spiega Sandberg nelle note di produzione – sottolineando che la famiglia non è necessariamente quella di sangue, ma quella dove si instaurano i legami forti: che puoi trovare una casa anche dove non la stai cercando. E poiché stiamo parlando di Shazam, abbiamo anche potuto sperimentare la realizzazione del desiderio di ogni bambino di diventare un supereroe, nel modo più grande, comico, eccitante, pieno d’azione e magico”.

Puccini a caccia di una verità dolorosaMentre ero via dal 28 marzo su Rai1, con Giuseppe Zeno

24 marzo 201919:46

“Una storia che in qualche modo può riguardare gran parte di noi, perchè affronta il tema della rimozione: a chi non è capitato di mettere da parte un’esperienza che preferiva dimenticare? Ma questa donna con tutte le forze preferisce andare a fondo, perchè è meglio ritrovare una verità anche dolorosa che vivere ingannando noi stessi”. Vittoria Puccini torna in tv (dopo il successo di Romanzo Famigliare di Francesca Archibugi) come protagonista del crime psicologico ‘Mentre ero via’, serie tv in 6 prime serate su Rai1 da giovedì 28 marzo con la regia di Michele Soavi. Puccini si racconta

Puccini si racconta raggiunta al telefono sul set a Mantova dove sta girando “Il processo”, una serie in 4 puntate dove dice: “interpreto una pm” (ma in questo caso per Mediaset). Poi in estate girerà un film per il cinema, “un progetto cui tengo molto ma di cui adesso non posso anticipare nulla”.Torniamo alla serie Rai: si racconta il percorso di riappropriazione della memoria, degli affetti e della propria immagine, sia pubblica che interiore. Puccini è la protagonista della vicenda, ambientata a Verona, al suo fianco Giuseppe Zeno, Stefania Rocca, Francesca Cavallin, Flavio Parenti, Carmine Buschini, Antonia Fotaras e Mariano Rigillo. Puccini è Monica Grossi, 38 anni, bella e determinata, si risveglia dopo quattro mesi di coma senza ricordare nulla degli ultimi anni della sua vita. Non riconosce il mondo in cui si ritrova e la donna che tutti le descrivono come manipolatrice, adultera, capace di tradire il marito Gianluca con Marco de Angelis e causa indiretta della morte di entrambi. “Sì ma non accetta questa descrizione: Monica si ritrova in ospedale convinta di essere lì per aver partorito il suo secondo figlio – spiega l’attrice -. In realtà il bambino ha otto anni. Al suo risveglio le viene detto che il marito è morto la sera stessa dell’incidente e che lei ne ha in parte la responsabilità e la causa è un litigio con il suo amante anche lui morto. Anna crede che le stiano parlando di una sconosciuta.Quando torna a casa decide di scoprire la verità: per ricostruirsi una vita ha bisogno di sapere chi era. Anche per riconquistare la fiducia dei suoi figli”. Il direttore di Rai Fiction Eleonora Andreatta tiene a sottolineare: “Mentre ero via rappresenta il terzo capitolo, dopo Un’altra vita e Sorelle, di un’ideale collection che Rai Fiction ha fortemente voluto perché incarna uno dei temi portanti della nostra linea editoriale: quello del femminile e della possibilità di una rinascita. In questo caso una donna che combatte per ritrovare la sua identità e il proprio posto nella famiglia e nel mondo. Si tratta di una grande storia femminile di riscatto, nel dubbio che separa la realtà dall’allucinazione e contro la gabbia dei pregiudizi costruiti dagli altri”. Monica ha un rapporto conflittuale con la figlia adolescente. Nella vita reale Puccini oltre ad essere un’attrice è una mamma (di Elena avuta da Alessandro Preziosi dal quale si è separata anni fa). Come sono i vostri rapporti? “Mia figlia ha 13 anni, c’è una grande intesa anche se sono spesso impegnata sul set, per fortuna è in un periodo in cui mi racconta tutto delle sue amicizie e della sua vita. Non è presente sui social, fa sport come me”. Non sarà facile per Monica riappropriarsi della sua vita e dei suoi ricordi; fortunatamente accanto a sé si ritroverà Caterina (Rocca), una psicologa, e Stefano (Zeno), fratello di Marco. Zeno del suo personaggio dice: “E’ un ruolo che mi è piaciuto molto, proprio perchè la storia ha un congegno narrativo che ricorda per complessità le grandi serie Usa o britanniche nelle molteplici dimensioni della suspense. Stefano è l’unico che non conosce Monica, e come lei è determinato a scoprire la verità, senza farsi influenzare. E’ un padre single ed è il fratello di Marco De Angelis, il presunto amante di Monica ucciso da Gianluca Grossi la notte dell’incidente. Insieme a Monica capisce che qualcosa non torna nella versione ufficiale dell’accaduto”.

Giacomo Balla, il pop trenta anni primaA Palazzo Merulana, dal futurismo alle icone del cinema

24 marzo 201916:58

– Dagli anni Trenta, dopo venti anni di Futurismo astratto, Giacomo Balla si allontanò progressivamente dall’avanguardia fondata da Filippo Tommaso Marinetti fino ad uscirne, e tornò a una pittura figurativa comunque proiettata in avanti. Cercava una strada nuova e la trovò nel cinema americano che proprio in quegli anni, grazie anche ai rotocalchi, stava creando nell’immaginario collettivo le icone e i divi del grande schermo. E scelse una tecnica che per certi versi anticipò i lavori di Warhol e Lichtenstein: dipingendo non più sulla tela ma sulla rete metallica incollata alla tavola il risultato era una immagine che ricorda l’effetto “pixel” delle foto dei quotidiani e delle riviste dell’epoca. Balla, dunque, antesignano del Pop? Su questa chiave di lettura intrigante si sviluppa la mostra “Giacomo Balla, dal Futurismo astratto al Futurismo iconico”, curata da Fabio Benzi a Palazzo Merulana, a Roma. Fino al 17 giugno, una sessantina di opere del grande maestro torinese si offrono sotto questa luce nuova.

Incassi Usa, debutta in vetta horror NoiSecondo Captain Marvel della Disney con un totale di 321 milioni

24 marzo 201919:48

– Debutto in vetta alla classifica Usa per Noi, l’horror targato Universal per la regia di Jordan Peele, atteso in Italia il 4 aprile. Il film ha incassato ben 70 milioni di dollari in 3.741 sale del Nord America. Scende così al secondo posto Captain Marvel della Disney che fa suoi altri 35 milioni nel terzo weekend in sala, per raggiungere un totale di 321 milioni. L’avventura animata di Paramount Pictures Wonder Park è terza con 9 milioni di dollari per un totale in due settimane di 29 milioni di dollari.         [print-me title=”STAMPA”]

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Buon esordio per ‘La Corrida’, e c’è Massimo che fa il rumore della Moka
4 milioni di telespettatori. Venerdì lo show è tornata in prima serata su Rai1

23 marzo 2019 02:39

Buono l’esordio per “La Corrida” con più di 4 milioni di telespettatori che venerdì è tornata in prima serata su Rai1. Lo show, condotto da Carlo Conti, dedicato ai “dilettanti allo sbaraglio”. Tra le più apprezzate c’è quella della Moka, esibizione di Massimo Gasparini di Perugia, detto Il Lallo, un soprannome che deriva dal nonno. Di professione fornaio, il rumorista umbro si è presentato con un abito “noleggiato”… leggermente stretto. Massimo lo ha scelto perché si ispira ai vari attori della cultura italiana come Totò, gli piace far ridere la gente e secondo lui è adeguato allo spettacolo che fa.

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Bocelli incanta alla cena di gala al Quirinale
Il Maestro esegue, tra gli altri, “O sole mio” e “Nessun dorma”

23 marzo 201915:31

La prima giornata di Xi e Peng si è conclusa con una cena di gala italiana chiusa dalla musica di Andrea Bocelli. Nel menù del pranzo di Stato, tortelli ripieni di carbonara, vitello al tartufo e, come dessert, babà alla frutta. Due le tavolate allestite per la coppia presidenziale e gli altri 170 invitati: la prima a forma di un lunghissimo ferro di cavallo che occupava tutto il perimetro della sala e la seconda posta all’interno della prima, al centro del Salone delle Feste. L’ESIBIZIONE DI BOCELLI

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Un anno senza Frizzi, la Rai lo ricorda
Omaggio al gentiluomo della tv. Il 26 messa in suffragio a Roma

23 marzo 201916:40

– Il 26 marzo sarà passato un anno dalla morte di Fabrizio Frizzi, per tutti il gentiluomo della tv, uomo gentile e sempre con il sorriso. Una perdita che ha commosso il mondo dello spettacolo e il pubblico italiano. La Rai ha deciso di omaggiare uno dei conduttori più amati di sempre: Frizzi, scomparso a 60 anni, sarà ricordato in diretta nel corso dei principali programmi, dai tg di tutte e tre le testate, speciali ma anche in radio. Martedì 26 alle ore 12 una messa in suffragio verrà celebrata nella chiesa del Cristo Re dal cappellano della Rai don Walter Insero (lo stesso che aveva celebrato i funerali di Frizzi – trasmessi in diretta su Rai1 – nella chiesa degli Artisti di Piazza del Popolo gremita dentro e con migliaia di persone all’esterno). Frizzi ha condotto nella sua carriera 73 programmi.
Luc Tuymans a VeneziaA P.Grassi 80 opere artista belga,a Punta Dogana “Luogo e segni”

VENEZIA23 marzo 201916:40

– Luc Tuymans, 61 anni, artista belga tra i fautori della “rinascita” della pittura negli anni ’80 è protagonista con una ottantina di dipinti della sua prima personale in Italia a Palazzo Grassi, a Venezia fino al 6 gennaio. Con 60 opere insinua dubbi, scava nel profondo della “banalità del male”, sia essa il nazismo, il colonialismo o un atroce delitto, come quello compiuto dal giapponese Issei Sagawa, che nel 1981 a Parigi aveva ucciso e cannibalizzato una compagna di studi, attraverso immagini a volte sfocate, a volte composte di pochi segni, a volte monumentali o grandi come una pagina di quaderno.
Bobulova e Porcaroli, duello femminileTutte le mie notti in sala dal 28 marzo fra dramma e noir

23 marzo 201916:47

– Baby prostitute, ricchi imprenditori, eccessi, paure, fragilità e bugie. Elementi che vengono filtrati fra dramma e noir dall’incontro/scontro al femminile di Tutte le mie notti di Manfredi Lucibello, con Barbora Bobulova, Benedetta Porcaroli e Alessio Boni, in sala dal 28 marzo da 102 Distribution dopo l’anteprima ad Alice nella città alla Festa del Cinema di Roma.
Le protagoniste del ‘duello’ sono Veronica (Bobulova), rigido avvocato di un’importante azienda, guidata da un imprenditore pronto a tutto (Boni), e Sara (Porcaroli) 17enne che pensa di poter gestire la sua vita segreta. “Personaggi come Sara o come Baby, quello che ho interpretato nella serie Netflix – ha detto Benedetta Porcaroli – si possono affrontare solo non giudicandoli”. Veronica “non è stata facile da costruire – ha aggiunto Barbora Bobulova – è chiusa, introversa e sola. Questo incontro con la ragazza cambia qualcosa nella sua vita, nel suo essere donna”.
Streisand contro accusatori Jackson’Credo loro ma quanto accaduto non li ha uccisi, colpa genitori’

NEW YORK23 marzo 201916:50

– E’ bufera su Barbra Streisand per le critiche mosse a Wade Robson e James Safechuck, i due uomini che hanno accusato Michael Jackson di molestie nel documentario ‘Leaving Neverland’.
“Erano contenti di essere lì” e quello che è presumibilmente accaduto loro “non li ha uccisi”, dice Streisand puntando il dito sui genitori dei due allora bambini più che sul Re del Pop.
“I bisogni sessuali” di Jackson “erano i suoi bisogni sessuali, derivanti dall’infanzia che ha avuto o dal suo dna. Possiamo dire ‘molestati, ma quei bambini erano contenti di essere lì.
Ora sono sposati e hanno figli, quindi” quanto presumibilmente è accaduto “non li ha uccisi”, spiega Streisand. “Mi dispiace per quei bambini. La responsabilità ritengo sia dei genitori che hanno concesso loro di dormire lì”.
Il regista di ‘Leaving Neverland’, Dan Reed, accoglie con stupore le parole di Streisand. “Non li ha uccisi, lo ha veramente detto?'” twitta.
Anastasio, basta X FactorVincitore del talent Sky debutta live con La fine del mondo tour

23 marzo 201918:40

E’ partito da Santeria Social Club a Milano il primo tour di Anastasio, recente vincitore della versione italiana di X Factor.
Con il suo misto di rap e canzone, il ventunenne di Meta di Sorrento, con il suo ‘La fine del mondo tour 2019’, si è presentato al vero debutto live (dopo la data zero di qualche sera fa) con una scaletta di diciannove canzoni, dalla cover di ‘Another brick in the wall’ fino alla sua ‘Alla fine del mondo’, passando da ‘Costellazioni di kebab’, ‘Correre’, ‘Clint Eastwood’ e diversi altri titoli.
“Quando penso a una canzone – ha raccontato Anastasio – non penso a farla rap, ma solo a fare un bel pezzo. Quello che farò da ora in avanti non avrà niente a che vedere con X Factor e mostrerò che ho una mia identità musicale”.
Flash mob ‘Infinito’, migliaia adesioniStudenti reciteranno versi 28/5. Bussetti, genio ci parla ancora

RECANATI (MACERATA)23 marzo 201918:12

– Dopo l’annuncio ufficiale del ministro dell’Istruzione Marco Bussetti a Recanati, sono arrivati a Casa Leopardi migliaia di messaggi di entusiasmo e di adesioni all’idea nata dalla contessa Olimpia Leopardi di creare un flash mob nazionale il 28 maggio dal titolo “200 – duecento Infinito”. Gli studenti sono invitati a recitare all’unisono, alle 11.30 in tutta Italia, “L’Infinito”.
Ciò collegandosi idealmente, dalle scuole e dalle piazze, con Recanati, città natale del poeta, dove il Miur premierà le scuole vincitrici del concorso per il bicentenario della lirica leopardiana che da secoli ispira in giovani di tutto il mondo.
Le scuole e tutti gli appassionati di Leopardi sono invitati ad aderire a l’iniziativa dedicata alla poesia di Giacomo Leopardi.
“Leopardi – ha spiegato Bussetti – è stato un genio e come tale ci parla ancora, è nostro contemporaneo. Noi abbiamo il dovere di testimoniare la modernità e l’importanza del suo pensiero e della sua opera per la cultura italiana ed europea”.
“La poesia – ha osservato – non è un mero esercizio spirituale ma è una delle forme più potenti con cui l’uomo sta al mondo. E’ necessaria è una delle manifestazioni dello spirito. La scuola deve essere una sorta di ‘convivio poetico’ in cui il dialogo tra le varie forme della cultura è fondamentale per formare i ragazzi”.
“La nostra idea – ha detto la contessa Leopardi – è nata per comunicare in maniera non istituzionale la bellezza della poesia, superando i limiti dello spazio delle scuole, uscendo dalle pagine dei libri e invadendo strade e piazze” e per “avvicinare i giovani a quel meraviglioso strumento di dialogo con se stessi e con i sentimenti universali che è la poesia”. Il flash mob è un “linguaggio diverso, più attuale e vicino ai giovani, per vivere un momento di unità nazionale ‘trasversale’ nel nome del bello che lenisce le pene del cuore e dell’anima e ci permette di guardare “oltre la siepe” con coraggio verso traguardi sempre più alti, ripartendo da ciò che abbiamo”.
Colombari, ho odiato la bellezzaPer la ex Miss Italia, esordio a teatro con Montagne russe

CORTINA23 marzo 201921:03

– “La bellezza è arrivata prima di me, tanto più perché sono nata con un concorso di bellezza, Miss Italia, ma a un certo punto l’ho come odiata e ho cercato di metterla in un angolo, di mortificarla. Quando incontravo qualcuno mi accorgevo che ero solo guardata, e mai ascoltata.
Una vera frustrazione”. A parlare così oggi a Cortinametraggio è Martina Colombari, nata a Riccione nel 1975 e Miss Italia nel 1991 a soli sedici anni. Nello stesso anno viene poi chiamata dall’agenzia di modelle Riccardo Gay e inserita tra le top model internazionali. “Per superare questo momento di crisi – aggiunge la Colombari -, ho cominciato a lavorare su me stessa, a studiare, a fare un percorso di crescita che mi ha fatto tornare ad amarmi”. Per la ex modella e attrice di cinema arriva ora la sfida del teatro: “Sono molto emozionata. È la mia prima volta al teatro dove sarò tra poco con Corrado Tedeschi per preparare ‘Montagne russe’, pièce di Eric Assous in cui interpreto ben quattro donne e che debutterà in autunno”.
A Cortinametraggio sbanca La gitaAlla XIV edizione del festival dei corti premiato anche Pepitas

CORTINA23 marzo 201921:10

– Alla XIV edizione di Cortinametraggio, il festival di corti diretto da Maddalena Mayneri che si chiude a Cortina sbanca ‘La gita’ di Salvatore Allocca che vince Il Miglior Corto Assoluto e anche il Premio NuovoImaie che va a Fatou Mbemgue e Filippo Scotti i due attori protagonisti. Il corto vince poi anche Il Premio Migliori Dialoghi – Cinemaitaliano.Info e il Premio Anec-Fice che darà al corto la distribuzione in 450 sale cinematografiche d’essai. Il Premio del Pubblico – Farecantine va invece a Pepitas di Alessandro Sampaoli che vince anche il Premio Miglior Attrice – Dolomia a Ariella Reggio il Premio Rai Cinema Channel per il “Corto più web”. A Pepitas vanno anche il Premio Augustus Color e il Premio Miglior Corto Commedia. Il Premio Miglior Attore – Dolomia va invece a Lino Musella per la doppia interpretazione nei corti Fino alla fine di Giovanni Dota e Il perdono di Marcello Cotugno.
Grunberg, le bugie del mio psichiatraIn ‘Terapie alternative per famiglie disperate’

23 marzo 201913:34

– ARNON GRUNBERG, TERAPIE ALTERNATIVE PER FAMIGLIE DISPERATE (BOMPIANI, PP 423, EURO 19). Due volte vincitore, caso unico e raro, del premio per il miglior libro d’esordio, prima con ‘Lunedì blu’ firmato con il suo vero nome e poi con ‘Storia della mia calvizie’ sotto lo pseudonimo di Marek von der Jagt, l’olandese Arnon Grunberg arriva a Roma con il suo ultimo libro ‘Terapie alternative per famiglie disperate’ (Bompiani). E nel nuovo romanzo ci racconta il rapporto di un figlio, uno psichiatra specializzato nella prevenzione dei suicidi, con l’anziana madre affidata alle cure di due ragazze nepalesi. Ma c’è anche un padre transgender, una realtà “sempre più crescente in Usa e volevo non riguardasse solo i giovani, anche un anziano che quando muore sua moglie diventa lui la moglie”, spiega lo scrittore.
“Come piccolo indizio nella copertina del libro che ho scritto sotto pseudonimo avevo messo una foto da giovane di Pessoa, però nessuno lo ha colto” racconta Grunberg che è un appassionato di Pessoa e delle migliaia di pseudonimi che ha usato.
In ‘Terapie alternative per famiglie disperate’ si realizza una serie di equivoci in cui lo psichiatra resta invischiato.
“Il protagonista mente per proteggere qualcuno a cui vuole bene, suo padre e sua madre. Se pensiamo al mentire e all’amore immaginiamo soprattutto i casi di tradimento, di infedeltà. Ma i bambini, per esempio, cominciano a mentire, non tanto per nascondere le loro malefatte ma per non deludere i genitori, perché vogliono proteggerli. La menzogna è sempre ambigua in questo senso. Kant non sarebbe d’accordo, c’è un imperativo, è sempre una cattiva condotta. Io lo trovo invece molto più ambiguo, anche di tutela degli altri” dice Grunberg tra i protagonisti di Libri Come, la festa del Libro e della Lettura all’Auditorium Parco della Musica di Roma. “La menzogna, se la metti in atto, la devi costruire bene” aggiunge lo scrittore che è partito da un’idea semplice quando ha iniziato questa storia.
“Sapevo però che oltre al rapporto madre-figlio volevo toccare altri temi. Non è un processo lineare, ma piuttosto una cosa che prende forma e si modifica in corso d’opera. Ho cominciato a scrivere a 23 anni e poi per molto tempo mi sono occupato di cronache e questioni letterarie e sentivo un po’ la mancanza di un contatto con le questioni d’attualità e ho cominciato ad aprirmi ad altro. Quando mi sono trovato a contatto con realtà molto difficili, certe volte ho avuto uno shock, ma anche emozioni vicine alla gioia”.
Per questo libro ha attinto anche alla sua esperienza per dieci giorni, da giornalista embedded in una clinica psichiatrica in Belgio. “Lo psichiatra che si occupa della prevenzione dei suicidi interviene solo per poche ore, deve prendere una decisione immediata sul ricovero o sul lasciar andare il paziente. Prima dell’esperienza nella clinica psichiatrica in Belgio sono stato con le truppe americane in Afghanistan per un reportage e ho deciso che una o due volte l’anno voglio dedicarmi a progetti di questo tipo. A volte uso questo materiale come ispirazione per un romanzo, altre no” racconta Grunberg che vive e lavora a New York dove collabora con testate come il “New York Times”. Il romanzo dà voce alla grande solitudine, al doppio e alla perdita, portando lo psichiatra a lasciarsi travolgere dalle emozioni e a rimettere in discussione la sua vita. “In America i suicidi, soprattutto della popolazione maschile, sono in considerevole aumento” spiega l’autore. E poi aggiunge: “Il territorio su cui indago è soprattutto quello della volontà di tenere qualcuno in vita. Il rapporto si complica quando il mio psichiatra si porta a casa un paziente e fa una cosa non prevista, valica un confine che non è previsto dai protocolli.
Proprio nella clinica in Belgio c’era un paziente che si lamentava del fatto che i medici nel loro approccio alla cura devono attenersi a protocolli molto stretti, quando invece lo psichiatra avrebbe bisogno di maggior libertà e creatività”.
E conclude: “Ognuno di noi ha una vita pubblica, una privata e una segreta e di nessuno poi mai dire ‘conosco questa persona’”.

Musica: Termina Ice music fest, sold out concerti sottozeroStrumenti di ghiaccio e artisti internazionali

23 marzo 201918:40

Termina l’ice music fest che si è tenuto sul ghiacciaio Presenza, a Passo del Tonale, all’interno di un teatro igloo a 2600 metri di altezza.

Artisti del calibro di Naomi Berrill, Alborada String Quartet e Cristina Donà si sono esibiti in uno scenario sottozero suonando strumenti completamente di ghiaccio costruiti dallo scultore americano Tim Linhar. Sold out tutti i 52 concerti. Fra poche settimane la natura farà il suo corso e le miti temperature della primavera e inevitabilmente faranno calare il sipario su questa manifestazione, facendo a sciogliere teatro e strumenti. “I numeri registrati in questa edizione ci hanno positivamente stupito” commenta Luciano Rizzi, presidente dell’APT della Val di Sole.“La risposta del pubblico è andata oltre le nostre aspettative. È il segno che chi sa intraprendere strade originali viene premiato. Nei tre mesi appena trascorsi, oltre 8mila persone sono salite nel nostro Mercedes-Benz Bonera Ice Dome e hanno preso parte agli spettacoli”. E per il prossimo anno, sono già pronti a replicare.

Luca Marinelli, io innamorato tra ricordi e futuroL’attore con Linda Caridi nel film di Mieli in sala dal 21 marzo

23 marzo 201913:35

– Solo ‘Lui’ e ‘Lei’, niente nomi nel film ‘Ricordi?’ di Valerio Mieli, che racconta, tra mille suggestioni, un’intricata storia d’amore, dalla A alla Z. Una storia d’amore attraversata dal tempo e dai ricordi dei due protagonisti. Lui è il cupo Luca Marinelli, con un trauma infantile mai davvero superato, e Lei, figlia di un famoso artista, è la più solare Linda Caridi.
Il loro destino sarà appunto quello di innamorarsi, ridere, scherzare, disamorarsi, amarsi ancora e vedere la fine della loro storia con il disincanto di chi sembra uscito da una malattia. ‘Ricordi?’ di Valerio Mieli, già presentato alle Giornate degli Autori, sezione autonoma e parallela della Mostra del Cinema di Venezia (dove ha vinto il premio del pubblico Bnl) e ora in sala dal 21 marzo distribuito da Bim, non è un film qualsiasi. Più che raccontare una storia, sembra voler rappresentare, tra passato e presente, il flusso di coscienza dei due protagonisti, che si raccontano e si raccontano ancora.
Ma ci sono un po’ tutte le tappe dell’amore in ‘Ricordi?’ come nei ‘Frammenti di un discorso amoroso’ di Roland Barthes raccontati con sole immagini. Per questo film prodotto da BiBi Film Tv, Les Films d’Ici e Rai Cinema in collaborazione con Cattleya, spiega Marinelli, “è stato fondamentale il lavoro iniziale con Valerio per ‘mappare’ la direzione dei personaggi nei diversi punti della storia. Ci sono milioni di punti di vista, ma non era difficile, è l’esatto meccanismo che noi adoperiamo nella vita, è quel flusso di emozioni che ci riproponiamo secondo per secondo”.
“Quanto la nostra percezione del mondo dipenda dal nostro stato d’animo, quanto si possa essere realmente felici è un tema che mi ossessiona da tanto – spiega invece Mieli, alla sua opera seconda dopo ‘Dieci inverni’ per la quale aveva vinto il David Di Donatello e il Nastro d’argento come miglior regista esordiente -. ‘Lui’ nel film deve imparare ad essere felice e ‘Lei’, che all’inizio è serena, deve confrontarsi con la complessità dei rapporti, con il dolore. La percezione che abbiamo del passato è molto meno semplice di quella che possiamo immaginare, non è un flashback, un file che apriamo e vediamo come sono andate le cose, è uno strano magma, che ho cercato di rappresentare”.
Ci sono aspetti “che mi accomunano sia al personaggio che a Valerio – dice ancora Marinelli -. C’è qualcosa di simile tra di noi. Sono una persona che ama il ricordo, che a volte ne è vittima, a volte ne trae grande gioia”.
Per Linda Caridi, che proprio per questo ruolo ha ricevuto il premio Imaie come miglior talento emergente, “non è stato difficile interpretare Lei. Bastava solo entrare nelle tante piccole situazioni del quotidiano. Essendo poi stata innamorata più volte, bastava solo unire tanti pezzetti di ciò che avevo vissuto”.
Frase cult del film, che ha nel cast anche Giovanni Anzaldo e Camilla Diana, quella che dice Marinelli: “Già all’inizio di questo amore c’era la sua fine”.         [print-me title=”STAMPA”]

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Mike Leigh, Brexit è disastro se democrazia non funziona
Peterloo su massacro 200 anni fa. “Monarchia è anacronismo”

22 marzo 2019 07:27

“Spero che Peterloo stimoli nello spettatore una riflessione sul tema della democrazia senza metterne in discussione i capisaldi. Abbiamo iniziato la lavorazione nel 2014 e, mentre ci documentavamo, ci siamo resi conto che, giorno dopo giorno, accadevano intorno a noi cose che rendevano i temi che affrontavamo sempre più attuali. Non pensavamo che il mondo sarebbe cambiato tanto in cinque anni” ha detto il regista inglese Mike Leigh presentando a Roma il nuovo film, in uscita dopo l’anteprima alla Mostra del cinema di Venezia dal 21 marzo con Academy Two.
“Tendiamo a dare per scontate le caratteristiche positive della democrazia e tuttavia vediamo accadere intorno a noi cose allarmanti come il referendum sulla Brexit, le ultime elezioni presidenziali americane o ciò che sta succedendo recentemente in Italia. Questi fatti ci spingono a riflettere sui disastri a cui si può andare incontro quando la democrazia comincia a non funzionare”, ha aggiunto il regista che ha realizzato un grande affresco d’epoca dell’Inghilterra post Waterloo raccontando un episodio fondamentale per la definizione della democrazia in Inghilterra: il massacro a Manchester di 60 mila persone che chiedevano il suffragio universale. “Non ho mai fatto film con l’intento di veicolare un messaggio, le mie sono opere aperte.
Affido dunque allo spettatore il compito di partire dal nucleo emotivo della vicenda per cercare la proprie risposte. Per questo motivo il film non si chiude con uno slogan e neppure con i dati sui morti e i feriti degli eventi di Peterloo. Ognuno pensi a cosa si deve fare per preservare la democrazia”.
“Il film può stimolare a riflettere sull’importanza della discussione, dello scambio e del confronto attraverso il linguaggio politico. All’inizio dell’Ottocento vediamo persone che esprimono le loro idee in modo diretto e onesto, anche tagliente, e il film ci mostra la complessità dell’elaborazione del pensiero. Questo è radicalmente cambiato nel secolo dei mass media. Parlando da repubblicano quale sono, trovo sorprendente che nel mio paese esista ancora la monarchia e che sia tanto salda. Penso sia un anacronismo ridicolo. E comunque a stupirmi non è solamente l’esistenza della monarchia in sé, ma anche l’incredibile forza e l’astuzia che ha messo in atto per garantirsi la sopravvivenza”.

L’assassino timido di Clara UsònSi pensa alla Fadil leggendo questa storia della Spagna anni ’70

22 marzo 201915:36

CLARA USON, ”L’ASSASSINO TIMIDO” (SELLERIO, pp. 190 , 15,00 euro – Traduzione di Silvia Sichel). A leggere questo romanzo molto legato alla cronaca e la storia di Clara Usòn in questi giorni si va col pensiero alle prime pagine dei giornali con la vicenda di Imane Fadil, la modella legata al mondo delle olgettine di Berlusconi morta in misteriose circostanze, si dice uccisa. Anche la giovane attrice Sandra Mozarovski, fatte le debite differenze, morì in circostanze non chiarite nel 1977, forse non suicida come si cercò di far credere nella Spagna puritana del tempo, ma uccisa dai servizi segreti perché, amante di Re Juan Carlos, era rimasta incinta. Detto questo però è bene sottolineare come ”L’assassino timido” sia un romanzo capace, anche per il mettersi direttamente in gioco dell’autrice, di parlare d’altro, di farsi emblematico e metaforico, allargando il discorso attorno alla ricostruzione della storia di questa attricetta anni ’70, nel periodo a cavallo della morte di Franco e la fine della dittatura, che, recitando e spogliandosi in film che volevano, con ciò, fare da diversivo rispetto al desiderio di nuovo di una società da anni costretta alla censura d’un gretto moralismo di stato, fu simbolo di un’illusoria libertà mentre mancavano tutte le vere libertà. La Usòn, coetanea della Mozarovski, raccontando lei, dei suoi sogni e dei suoi sforzi per realizzarli, dei suoi rapporti con la famiglia e con la madre, racconta anche di sé, di sua madre e contemporaneamente delle difficoltà di vivere in una società che cambia velocemente, illudendo e deludendo una generazioni di giovani che, credendosi invulnerabili come capita alla loro età, vengono presi alla sprovvista dalla vita, tanto che arriveranno gli anni ’80 col dilagare dell’eroina e si troveranno a alternare feste e funerali, quelli dei propri amici a quelli dei nonni.
Cosa veramente abbia attratto la scrittrice nella storia della povera Sandra, morta a soli 18 anni, lo scopriremo alla fine, in una conclusione di questa narrazione tra autobiografia e saggio riappacificatrice e emblematica, in relazione alla propria ”timidezza”. Quella timidezza del titolo che deriva da Cesare Pavese che definiva i suicidi ”omicidi timidi”, mentre per la Usòn, essendo quest’atto premeditato, fatto con paura e malafede, si tratta di ”assassini timidi”. E poi, in questo romanzo asciutto e intenso sulla vita e il rapporto con la morte, sul crescere e imparare a riflettere rispetto agli anni della spensierata sconsideratezza giovanile, c’è anche Ludwig Wittgenstein. Il filosofo che volle partecipare alla prima guerra mondiale dove corse pericoli senza riguardarsi, convinto che potessero insegnargli molto sugli uomini e concludendo alla fine che ”solo la morte dà significato alla vita”. Così si cita Borges, per il quale si è sempre fatalmente moderni giacché si vive nel presente, per spiegare che si può essere contemporanei e vivere nel passato come accadeva nella Spagna di Franco in cui ”il tempo ci pareva diverso da quello dei paesi vicini i cui abitanti vivevano nel futuro da decenni” perché ”a un certo punto, nel dopoguerra, il nostro orologio aveva smesso di funzionare, con un dittatore che non voleva morire e un mare e dei monti che ci separavano dalle altre nazioni fortunate”. Con l’arrivo della democrazia, dopo il 1975, l’unica urgenza è quindi quella di balzare nel futuro, ma per molti questo balzo diventa tragico, come per Sandra Mozarovski, che voleva studiare e diventare una vera attrice, che lottava contro la sua famiglia e con sua madre, che pure ovviamente l’amava e le era vicina.
”Non sono abituata a essere un’ombra impegnata in affannosi giochi di ombre con i quali cerco di fermare il flusso di una vita che è imprevedibile, impura, assurda – alla fine scrive di sé l’autrice – e mischia cose disparate, unisce persone che tra loro non c’entrano niente, io e mia madre per esempio; mia madre si sarebbe meritata un’altra figlia, io avrei preferito un’altra madre, all’inizio, poi no, quando era ormai troppo tardi”.
Tante star ai Kid’s Choice AwardsPer Cantante Italiano in lizza Irama, Ultimo, Maneskin, Shade

LOS ANGELES22 marzo 201910:41

– Si terranno il 23 marzo a Los Angeles i Nickelodeon Kids Choice Awards, i premi organizzati dal brand numero uno al mondo dell’intrattenimento per ragazzi.
In gara e sul palco, oltre ai nomi internazionali, ci saranno anche i talenti nostrani. Nella categoria Cantante Italiano Preferito, si sfideranno: Irama, il vincitore della 17/a edizione di Amici che vanta un seguito di oltre un milione e 400 mila fan su Instagram; i Maneskin, il cui secondo posto nell’11/a edizione di X-Factor è stato più proficuo del gradino più alto del podio; Matteo Markus Bok, il quindicenne italo-tedesco voce del tormentone estivo El Ritmo e di una cover della canzone Shallow di Lady Gaga che ha macinato click; Shade, rapper italiano reduce dalla partecipazione al Festival di Sanremo in coppia con Federica Carta; e Ultimo, il cantautore che ha mal digerito il secondo posto a Sanremo e che forse spera di rifarsi ai KCA. Lo show, in onda venerdì 29 marzo alle 20 su Nickelodeon, sarà presentato da DJ Khaled.

Janelle Monae e Giorgia a Lucca SummerIl 18 luglio doppio concerto in piazza Napoleone

LUCCA22 marzo 201914:03

– Doppio concerto, il 18 luglio, per Lucca Summer festival: sul palco di piazza Napoleone saliranno prima Janelle Monae e poi sarà la volta di Giorgia.
Per Giorgia è un ritorno al Lucca Summer da cui mancava da 7 anni. Quella di Lucca sarà inoltre la prima data di Pop heart summer nights, sua tournee estiva. Oltre ai brani che hanno fatto grande la sua carriera Giorgia aggiungerà in scaletta quelli del suo ultimo album Pop Heart già certificato disco di platino.
Janelle Monae è fresca del grande successo del suo terzo album Dirty Computer che le ha fruttato una nomination ai Grammy Awards come ‘Album dell’anno’ e vanta anche interpretazioni in due film di grande successo come Moonlight (premio Oscar come miglior film) e Il Diritto di Contare al quale farà seguito quella nel prossimo film di Robert Zemeckis.
Mengoni inaugura Apple Music LivePerformance in piazza Liberty fino a ottobre, anche Einaudi

22 marzo 201914:10

– Marco Mengoni inaugurerà il 28 marzo la serie di performance dal vivo targate Apple Music Live, che si terranno in Piazza Liberty, a Milano. Le esibizioni si svolgeranno ogni mese fino ad ottobre, quando l’artista classico più ascoltato su Apple Music, Ludovico Einaudi, chiuderà la serie. Le registrazioni saranno disponibili su Apple Music.
“Essere il primo artista italiano che Apple ha voluto per questo progetto esclusivo – dice Mengoni – è davvero una grande emozione, sono onorato che le prime note che Piazza Liberty ascolterà dal vivo siano proprio quelle di Atlantico”.
“La partnership tra Comune di Milano ed Apple – aggiunge l’Assessore alla Cultura Filippo Del Corno – testimonia ancora una volta come l’alleanza tra pubblico e privato sia in grado a Milano di aumentare l’attrattività della città, ampliando l’offerta culturale con iniziative sempre nuove e di grande qualità”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Machu Picchu, lotta con turismo di massa
Storico direttore F. Astete, mi chiedo ancora “perché lì?”

22 marzo 201914:32

– ”Per noi essere lì è sentirsi osservati. Non sei tu che guardi le montagne, sono loro che osservano te”. Quarant’anni tra quegli scavi e quelle vette, Fernando Astete non è solo l’antropologo storico direttore del sito più iconico di tutto il Perù. Per tutti è ”il guardiano di Machu Picchu”, il santuario patrimonio Unesco adagiato nella bellezza mozzafiato delle Ande amazzoniche. Da un mese in pensione è in questi giorni in Italia, ieri a convegno alla Curia Iulia al Foro di Roma, oggi al Mudec di Milano, a raccontare l’eterna lotta tra luoghi di bellezza e turismo di massa. ”Dal primo gennaio siamo ricorsi a nuovi percorsi ed entrate a orari”, dice, per garantire la sopravvivenza di ”un luogo sacro, prima ancora che storico, costruito per 400 residenti e massimo 1.500 persone riunite contemporaneamente, ma che oggi arriva fino a 6 mila visitatori al giorno”. Dopo aver mappato 37 mila ettari del sito, scoprendo strade e costruzioni, ”ho ancora una domanda: perchè gli Inca costruirono proprio lì?”

Agnelli, ‘Ossigeno’ tra generazioniMusica e cultura nella seconda edizione del programma su Rai3

22 marzo 201915:13

– Torna per la sua seconda stagione di fila il programma ‘Ossigeno’, condotto da Manuel Agnelli che racconta di musica ma anche di molto altro. In onda dal prossimo 4 aprile su Rai Tre, le puntate sono state pensate come un continuo dialogo tra parole e musica, attraverso un costante confronto tra Agnelli e i suoi ospiti, liberi di raccontare di volta in volta le loro esperienze, le loro canzoni, i loro libri e, più in generale, il proprio pensiero.
Gli ospiti annunciati della prima puntata saranno Piero Pelù, Ivano Fossati, Fabrizio Bosso e Max Gazzè. Anna Calvi, una delle artiste internazionali più originali ed interessanti nel panorama contemporaneo, salirà sul palco del programma per esibirsi con ‘As a Man’. “E’ un programma che mi assomiglia molto – ha detto Agnelli – e il tema portante della seconda edizione è la transizione tra generazioni differenti”.
10 anni sisma, Piovani ‘regala’ OperaIl 7 aprile ‘Sinfonia delle stagioni’, armonia della speranza

L’AQUILA22 marzo 201915:15

– Concerto per il decennale del sisma dell’Aquila del 6 Aprile 2009 di Nicola Piovani con la sua Opera ‘Sinfonia delle stagioni’ che sarà eseguita il 7 aprile nella Basilica di Collemaggio alle 18, in diretta Rai su Radio3 e Rai5. “Ho pensato alle quattro stagioni come racconto metaforico – ha detto Piovani oggi in conferenza stampa all’Aquila – Ho iniziato dall’estate per chiudere con la primavera, segno di ottimismo e speranza. Sono venuto all’Aquila subito dopo il sisma e ho visto la tragedia. Poi sono tornato e ho visto un periodo come di stagnazione. Poi sono arrivati i cantieri come ‘fiori’ a primavera e lì mi sono convinto”. Il concerto, sotto l’egida della Società Aquilana dei Concerti Barattelli, per soli voce recitante, coro di voci bianche e orchestra, è eseguito da Orchestra della Toscana, coro di voci bianche dell’Accademia di S.Cecilia, con Roberto Herlitzka voce recitante, Maria Rita Combattelli soprano, Aloisa Aisemberg mezzosoprano, Salvo Randazzo tenore, Luciano Di Pasquale baritono.
A Venezia i vetri di Maurice MarinotOpere della maturità, 220 pezzi unici e 115 disegni

VENEZIA22 marzo 201915:16

– Maurice Marinot, artista francese nato come pittore ‘fauve’, esponendo spesso con il gruppo, ma divenuto una delle figure fondamentali per la storia del vetro moderno e contemporaneo, materia a cui si avvicino’ casualmente nel 1911, è il nuovo protagonista de “Le stanze del Vetro”, il progetto espositivo avviato dalla Fondazione Giorgio Cini e Pentagram Stiftung.
La mostra dedicata a Marinot, dal 25 marzo al 28 luglio prossimi all’isola di San Giorgio a Venezia, presenta 220 pezzi unici in vetro e 115 disegni, tra schizzi e progetti per oggetti ed allestimenti. L’esposizione, in collaborazione con il museo arti decorative di Parigi, illustra dettagliatamente il percorso di Marinot, segnato da una ricerca e sperimentazione con il vetro evidenziando la sua “pesantezza”, che ha influito anche maestri veneziani. Un confronto tra l’artista francese e il vetro, un rapporto che negli anni diventa “una lotta a due con la materia”, che va dal 1911 al 1934.

Mostra di calligrafie musicali a Bologna’Volare’, ‘O’sole mio’ e ‘Traviata’ diventano melodie di segni

BOLOGNA22 marzo 201915:17

– Le calligrafie musicali di uno dei più importanti calligrafi cinesi viventi, Lio Qi, professore della China Academy of Art, la più rinomata accademia d’arte della Cina, saranno esposte per la prima volta a Bologna dal 25 marzo all’8 aprile, nell’Aula magna della Biblioteca universitaria. Lunedì, durante l’inaugurazione (ore 17), il rettore Francesco Ubertini presiederà alla cerimonia di donazione di un prezioso libro da parte dell’artista, che darà vita a una performance calligrafico-musicale accompagnato dalle note del Collegium Musicum Almae Matris, calligrafando su un rotolo di venti metri posto al centro dell’Aula magna.
Nella contemporaneità sono molti gli artisti che cercano di reinterpretare gli stilemi della calligrafia cinese tradizionale per dare vita a forme artistiche nuove e originali. Luo Qi è l’iniziatore di una nuova corrente di calligrafia contemporanea chiamata “calligrafismo”, e parte proprio dalla riflessione sulla continuità tra calligrafia e musica per creare opere moderne.
Nella mostra l’artista presenta cinque serie di opere calligrafico-musicali in forma di fogli d’album e di lunghi pannelli che ricoprono l’intera sala dell’Aula Magna della Biblioteca Universitaria in un’avvolgente melodia di segni. La serie principale, intitolata ‘Calligrafie musicali – Melodie silenti’, è un insieme di rotoli in cui l’artista, prendendo spunto da famose canzoni italiane come “‘O sole mio” e “Volare” e da arie di opere liriche come “Rigoletto” e “La traviata”, traduce le melodie in una concatenazione di segni calligrafici ispirati al più antico sistema di notazione musicale cinese, risalente al X secolo e costituito da antichi caratteri, con forti richiami all’arte astratta e all’arte naif occidentale.

Renga, in radio L’odore del caffèAnticipa disco inediti L’Altra Metà, in uscita il 19 aprile

22 marzo 201915:40

– E’ uscito “L’odore del caffè”, il nuovo singolo di Francesco Renga, scritto da Ultimo, che anticipa il suo prossimo disco “L’Altra Metà”, in uscita il 19 aprile con 12 nuovi brani. Dopo il ritorno discografico, Renga presenterà anche dal vivo il suo ottavo disco di inediti con “Verona e Taormina Live 2019”: due concerti all’Arena di Verona (27 maggio) e al Teatro Antico di Taormina (13 giugno). Due anteprima di un tour che prenderà il via il prossimo autunno e lo porterà dal vivo in tutta Italia.
Dalla Costa Azzurra a Sky, torna RivieraProssimamente la seconda stagione della serie con Julia Stiles

22 marzo 201915:50

– Dietro ogni grande fortuna si nascondono sempre oscuri segreti. Le vicende dei protagonisti di Riviera ne sono la prova: fra feste da sogno e sfarzo estremo, gli assolati paesaggi della Costa Azzurra tornano a fare da scintillante cornice agli inganni, ai tradimenti e ai crimini dei personaggi della produzione originale Sky. Arriva prossimamente su Sky la seconda stagione della serie tv con Julia Stiles. I nuovi episodi vedono il ritorno in grande stile di Georgina (Julia Stiles, Jason Bourne, Dexter), che proverà a farla franca dopo l’omicidio di Adam mentre dovrà continuare a lottare per mantenere il potere all’interno della famiglia Clios nonché la sua posizione in cima all’altera élite del mondo dell’arte. Andrà in onda su Sky Atlantic, Sky On Demand e in streaming su Now Tv. Nei nuovi episodi anche le new entry Poppy Delevigne e Juliet Stevenson. La narrazione degli eventi riprende dal finale della prima stagione: mentre la famiglia Clios è alle prese con le conseguenze della misteriosa morte di Constantine, Georgina continuerà a combattere la sua battaglia per il dominio e il controllo contro Irina Clios (Lena Olin) e i suoi figli Christos (Dimitri Leonidas) e Adriana (Roxanne Duran). Georgina dovrà anche fare i conti con l’entrata in scena degli Eltham, un’aristocratica famiglia che approderà in Costa Azzurra portandosi dietro degli inconfessabili segreti. Juliet Stevenson (Mona Lisa Smile, Sognando Beckham, Triage) vestirà i panni di Lady Cassandra Eltham, madre dell’elegantissima Daphne (Poppy Delevingne, Kingsman – Il cerchio d’oro, Genius) e del riflessivo Nico (Jack Fox). Fra i nuovi arrivati anche il marito di Daphne, Raafi (Alex Lanipekun, Homeland).
Nel frattempo, Georgina si ricongiungerà con il suo carismatico zio Jeff (Will Arnett, 30 Rock, Una Serie di Sfortunati Eventi, Le Tartarughe Ninja) e verrà svelato qualcosa in più sul difficile passato che la donna si è lasciata alle spalle negli Stati Uniti. La protagonista dovrà anche fare i conti con l’affascinante e misterioso Noah

Mæternità, tenerezza nell’Italia anticaAl Museo Etrusco di Villa Giulia il mondo di famiglie e bambini

22 marzo 201916:57

– Avvolti sotto un unico manto, come a voler proteggere tutta la famiglia, un uomo e una donna si stringono tenendo in braccio il proprio bambino e al fianco altri due figli: questa amorevole scena ritratta in una piccola statua di terracotta sintetizza con grazia e tenerezza la mostra “Mæternità” con la quale il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia esplora i temi della maternità e dell’allattamento nel mondo antico. Allestita nella Sala di Venere dal 23 marzo al 2 giugno, l’esposizione si concentra su un nucleo di reperti votivi provenienti dai depositi del museo che costituiscono tracce visibili del vissuto familiare delle popolazioni etrusche e romane. Il percorso rivela più di una curiosità: a differenza di quanto tramandato dalle fonti scritte, i bambini per Etruschi e Romani erano al centro di un complesso sistema di cure e attenzioni. La maternità era una questione che riguardava tutta la famiglia, che era “allargata”, perché comprendeva padre e madre, i parenti nonché gli schiavi.
Battiato, la salute? Il peggio è passatoArtista, tornato a mio agio con la pittura, lavoro a brano nuovo

22 marzo 201920:25

“A chi mi chiede della mia salute dico che il peggio è passato. Ora va molto meglio, sono tornato a mio agio con la pittura e talvolta mi siedo al pianoforte. Oggi sto lavorando ad un brano nuovo”.Lo dice Franco Battiato in una nota, dopo molti mesi durante i quali erano circolate voci su una presunta grave malattia. Battiato, che il 23 marzo compie 74 anni, parla in occasione del 20° anniversario di “Fleurs – Esempi Affini di Scritture e Simili” (1999), per il quale Universal pubblica per la prima volta un’edizione limitata e numerata in vinile. “Fleurs” è un concept album, in cui i brani sono collegati da un filo comune, quell’affinità di scrittura richiamata nel sottotitolo. Raccoglie cover di autori prevalentemente italiani e francesi e due inediti a firma di Sgalambro e Battiato: da La canzone dell’amore perduto di De André a Ed io tra di voi di Sergio Bardotti e Charles Aznavour, da La canzone dei vecchi amanti di Jacques Brel a Era de maggio di Mario Pasquale Costa e Salvatore Di Giacomo.
Cutugno a Kiev, domani concertoCantante invita deputati che hanno chiesto di non farlo entrare

22 marzo 201918:37

– “E’ stato bellissimo tornare in Ucraina. Avevo un cappello e gli occhiali e quando siamo andati al controllo dei passaporti, non mi hanno detto niente. Non mi hanno neanche fatto togliere cappello e occhiali. All’uscita c’era una troupe che mi ha intervistato, l’albergo è bellissimo.
Tutto bene”. Così Toto Cutugno racconta, in un’intervista a La vita in diretta su Rai1, il suo ritorno ieri sera a Kiev, dove domani terrà un concerto, nonostante la lettera inviata da alcuni deputati ai servizi di sicurezza del paese per chiedere di precludergli l’ingresso nel Paese per le sue presunte posizioni filorusse. “Questa gente ama la mia musica e non li voglio deludere”, ha proseguito il cantante, che ha accartocciato una copia delle lettera inviata . “Voglio che questo deputato venga al mio concerto – ha affermato -. Io sono uno vero e in tutto il mondo la gente apprezza le mie canzoni. Questo deputato non può dire che sono una spia filocomunista, tiri fuori le prove. E’ un’offesa alla mia dignità”.
Moda: ‘volo’ nella bellezza con KralerEsperienza virtuale in 3D con il video della West 46th Films

22 marzo 201919:00

– Volare restando seduti in una boutique: in occasione della 14/a edizione di Cortinametraggio, domani alle ore 11.00 la virtual reality sarà protagonista di un evento presso Franz Kraler, il department store di Cortina D’Ampezzo (Belluno) in Corso Italia 119. Il pubblico potrà vivere questa esperienza attraverso le immagini realizzate dalla West 46th Films di Alessandro Parrello: grazie all’ausilio dei visori, le persone avranno la sensazione di volare e di essere all’interno di un ambiente reale. Il tutto possibile grazie alla realtà virtuale 3D e del video mapping 3D, a testimoniare l’attenzione di Cortinametraggio verso le ultime tecnologie. In particolare, sarà possibile osservare i paesaggi di Cortina D’Ampezzo, dal Monte Cristallo al Passo delle Tre Croci, dalle piste di sci delle Tofane passando per il Lago di Misurina vivendo un’esperienza sensoriale coinvolgente, il tutto restando all’interno della boutique Kraler.
Hit parade, Ligabue ancora re con StartNella top 10 debuttano Nayt, Paola Turci e Coma_Cose

22 marzo 201920:29

Ligabue si conferma in testa alla classifica dei dischi più venduti della settimana con Start, il suo dodicesimo album d’inediti che conquista anche il terzo posto tra i vinili secondo le rilevazioni Fimi/GfK.Esordisce secondo il rapper romano Nayt con il suo Raptus 3 terzo capitolo della trilogia iniziata nel 2015. Al terzo posto ancora rap con MM Vol.3, terzo capitolo della sua mixtape-saga di MadMan, in salita dal 35/o posto. Quarta piazza per Salmo, in discesa dal podio. Slitta quinto Peter Pan di Ultimo, in attesa del nuovo album del giovane cantautore, a ormai più di un anno dalla sua uscita. Debutta sesta Paola Turci con Viva da morire, il suo nuovo album che contiene dieci canzoni tra cui L’ultimo ostacolo apprezzatissimo a Sanremo. Al settimo posto c’è il rapper Lazza con Re Mida.Il vincitore di Sanremo, Mahmood, è ottavo con Gioventù Bruciata e saldamente primo tra i singoli con Soldi. Al nono posto della classifica degli album e al primo di quella dei vinili esordisce Hype Aura, album di debutto del duo rap ticinese Coma_Cose. Chiude la top la colonna sonora di Bohemian Rhapsody, il biopic sui Queen.
Chiude la top la colonna sonora di Bohemian Rhapsody, il
biopic sui Queen.Ecco la top ten Fimi/Gfk degli album più venduti della
settimana dal 15 al 21 marzo 2019:
1) START, LIGABUE (ZOO APERTO/WM ITALY-WMI)
2) RAPTUS 3, NAYT (JIVE-SONY)
3) MM VOL. 3, MADMAN (TANTA ROBA/ISLANDUNIVERSAL MUSIC)
4) PLAYLIST, SALMO (EPIC-SONY)
5) PETER PAN, ULTIMO (HONIRO-BELIEVE DISTRIBUTION SERVICES)
6) VIVA DA MORIRE, PAOLA TURCI (WM ITALY-WMI)
7) RE MIDA, LAZZA (333 MOB/ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)
8) GIOVENTÙ BRUCIATA, MAHMOOD (ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)
9) HYPE AURA, COMA_COSE (ASIAN FAKE-SONY)
10) BOHEMIAN RHAPSODY (O.S.T.), QUEEN (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)Questa è la classifica dei singoli digitali più venduti:
1) SOLDI, MAHMOOD (ISLAND-UNI)
2) CON CALMA, DADDY YANKEE FEAT. SNOW (VIRGIN-UNI)
3) MADEMOISELLE, SFERA EBBASTA (DEF JAM RECORDINGS/ISLAND-UNI)
4) PER UN MILIONE, BOOMDABASH (POLYDOR-UNI)
5) CALMA (REMIX),PEDRO CAPà FEAT. FARRUKO (SONY MUSIC LATIN-SME)Questa la classifica dei vinili:
1) HYPE AURA, COMA_COSE (ASIAN FAKE-SONY MUSIC ENTERTAINMENT)
2) BOHEMIAN RHAPSODY, QUEEN (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)
3) START, LIGABUE (ZOO APERTO/WM ITALY-WMI)
4) A VOLTE RITORNO, LOU X (RCA RECORDS LABEL-SONY MUSIC
ENTERTAINMENT)
5) THE DARK SIDE OF THE MOON, PINK FLOYD (PARLOPHONE-WMI)Queste infine le compilation:
1) SANREMO 2019 (WM ITALY-WMI)
2) MUSICA DA GIOSTRA, VOL. 6 (DANCEONLINE-SONY)
3) THE GREATEST SHOWMAN (O.S.T.) (ATLANTIC RECORDS-WMI)
4) TOP HITS 2019 (DO IT YOURSELF-SONY)
5) RADIO ITALIA LOVE 2019 (SOLO MUSICA ITALIANA-SONY)

Torna a risplendere Pietà del MaraglianoEsposta nella chiesa di San Filippo a Genova dopo lungo restauro

GENOVA22 marzo 201919:49

– Torna a risplendere, nella chiesa di San Filippo a Genova, la Pietà di Anton Maria Maragliano. L’opera, scolpita tra il 1710 e il 1715, è stata sottoposta a un lungo restauro, finanziato dalla Compagnia di San Paolo e da una privata benefattrice, in memoria del marito. La statua del maestro genovese è realizzata in legno dipinto con gli occhi in pasta di vetro. Il restauro, durato un anno e curato da Valentina Tonini e Annalisa Demelas sotto la regia della soprintendenza, ha permesso di recuperare le cromie originali, oltre alla chiusura dei buchi causati dai tarli. La statua era stata commissionata al Maragliano per essere esposta solo durante i riti della settimana Santa, tanto che la sua collocazione originale era dietro una nicchia, coperta da una tela. Solo negli anni cinquanta, la Pietà del Maragliano venne trasferita in una cappella della chiesa. Oggi, l’opera gode di una nuova collocazione all’interno della chiesa, posta su un nuovo basamento in legno.
Capotondi ispettrice contro femminicidiAttrice protagonista di Sei bellissima su Rai1, riprese a maggio

CORTINA22 marzo 201920:23

– Una faccia da brava ragazza o, almeno, di una che gli riesce tutto quando vuole davvero una cosa. Cristiana Capotondi è un po’ così, femminile, forte e algida allo stesso tempo, perfetta comunque per fare la protagonista di ‘Sei bellissima’, fiction su Rai1 sul tema del femminicidio firmata da Andrea Molaioli, uno dei registi della fortunata serie tv “Suburra”. “Le riprese inizieranno a maggio – dice l’attrice al festival di Cortinametraggio dove è nella giuria del premio Medusa – farò una donna forte, un personaggio molto bello con storie di violenza verosimili”.
E a proposito di #meetoo, dice l’attrice nata a Roma nel 1980: “Molte volte questo movimento, che ha molti meriti, ha avuto un approccio sbagliato verso certi temi, troppo aggressivo – e aggiunge -. Così in certi casi ha generato un effetto negativo: un esempio su tutti oggi negli Stati Uniti a molte donne è vietato mettere sui posti di lavoro le minigonne e il rossetto”.
Sottodiciotto festival in segno NapoliPrimo premio e film chiusura girati nel capoluogo campano

TORINO22 marzo 201918:55

– Chiude nel segno della sensibilità e della creatività dei ragazzi napoletani la 20/a edizione del Sottodiciotto Film festival di Torino: sono infatti stati girati a Napoli sia il film che ha vinto il concorso, ‘V+M. Vita+morte, a due passi dalla scuola’, realizzato dagli alunni dell’Itis Alessandro Volta, sulle credenze popolari legate al Cimitero degli Inglesi di Volla, sia il film di chiusura ‘Selfie’ di Agostino Ferrente, girato nel rione Traiano tra ragazzi ‘armati’ dei loro Iphone.
La Menzione Smemoranda è andata a ‘Voci’ realizzato dagli studenti del Liceo artistico musicale Casorati di Novara, girato intorno all’idea di un ‘confessionale’ giovanile, mentre il primo premio per i ragazzi più giovani, delle medie, è andato a ‘A mare’ girato dai ragazzi dell’Ic Zingarelli di Bari, sul viaggio. Quella che chiude oggi è un’edizione di grande successo, anche per via del tema attualissimo, l’autorappresentazione e l’uso continuo di social e immagini di sé, molto apprezzato dai più giovani.
70% genitori legge un libro con i figliLo psicoterapeuta, “leggere insieme aiuta a capire il mondo’

22 marzo 201918:05

Genitori e figli insieme anche attraverso la lettura: il 70% dei genitori legge un libro insieme al proprio figlio almeno ogni 2-3 giorni, mentre il 38% lo fa ogni giorno. E’ quanto emerge da una ricerca commissionata da McDonald’s a Kantar Italia, i cui risultati sono stati illustrati in occasione del lancio dell’iniziativa Happy Meal Readers, promossa da McDonald’s Italia con l’obiettivo di avvicinare i bambini alla lettura. La ricerca è stata effettuata su un campione rappresentativo di 600 genitori.
“Leggere un libro insieme ad un figlio è come aiutarlo a leggere il mondo – ha commentato Alberto Pellai, psicoterapeuta dell’età evolutiva -. I libri per i bambini sono specchi perché dentro a una storia trovano pezzi della loro, e sono porte perché quando lo aprono possono entrare in mondi che gli sono accessibili solo così”.
Il momento preferito per la lettura insieme è quello della sera, prima di dormire per il 75% degli intervistati, mentre il 43% si dedica a questa attività il pomeriggio. Anche nell’era del digitale per i bambini il libro rimane quello di carta (93% dei casi), che è sempre presente nelle case delle famiglie italiane. Secondo i genitori poi è importate avvicinarsi alla lettura sin da piccolissimi: l’87% di loro infatti è d’accordo sul fatto che già in età pre-scolare i libri siano un valido supporto per lo sviluppo di capacità di apprendimento ed educazione emotiva nei bambini. Di recente un’importante ricerca “ha rivelato che i bambini a cui i genitori leggono regolarmente libri in età pre-scolare hanno un vantaggio di circa 8 mesi nell’acquisizione delle competenze linguistiche rispetto ai loro coetanei cui manca questo elemento – ha aggiunto Pellai – . Questo vantaggio si manifesta nella capacità espressiva e di prelettura, ma soprattutto in quella comprensiva del bambino”.
I bambini, secondo gli ultimi dati diffusi da Aie, Associazione italiana editori, rappresentano un nucleo di ‘lettori forti’: l’82% degli under 13 ha letto un libro, sfogliato un albo illustrato, un ebook, un audiolibro o un’app a contenuto editoriale nell’ultimo anno, contro il 65% degli italiani fra i 14 e i 75 anni.

Attrice Trono Spade, ho rischiato di morire per due aneurismiEmilia Clarke si apre con New Yorker, temevo di non farcela

NEW YORK22 marzo 201920:24

Emilia Clarke, la giovane attrice britannica protagonista di “Trono di Spade”, e’ quasi morta per due aneurismi al cervello. “Non avevo mai provato nulla del genere. Se devo essere veramente sincera ogni minuto di ogni giorno pensavo che non ce l’avrei fatta”, ha detto la 32enne interprete del personaggio di Daenerys Targaryen, rivelando la sua terrificante avventura sul settimanale “New Yorker”.
Il racconto ha provocato la solidarietà dei fan e Emilia ha postato un video in cui, tra le lacrime, ringrazia per l’appoggio ricevuto: “Sono commossa, milioni di milioni di grazie. Non riesco ancora a credere quante persone sono rimaste toccate dalla mia storia”.
La Clarke adesso sta bene e ha creato una fondazione, SameYou, dedicata ad aiutare a entrare in riabilitazione persone giovani colpite da problemi come il suo. La prossima e ultima stagione di “Trono di Spade” andrà’ in onda dal 14 aprile.          [print-me title=”STAMPA”]

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Cannes: Variety, tornano Tarantino, Loach e Dardenne
Rocketman su Elton John, Malick e per Italia favorito Bellocchio

21 marzo 2019 01:59

Il cartellone del festival di Cannes (14-25 maggio) sarà annunciato a Parigi il 18 aprile, ma intanto cominciano ad arrivare indiscrezioni sui possibili film selezionati. Sembra fatta per il nuovo atteso film di Quentin Tarantino C’era una volta a Hollywood che riporterebbe così sulla Croisette due divi assoluti come Brad Pitt e Leonardo DiCaprio e l’emergente Margot Robbie. Variety dà per altamente probabili anche il biopic su Elton John Rocketman e il thriller Against All Enemies che racconta di come l’Fbi abbia sorvegliato Jean Seberg (interpretata da Kristen Stewart) quando si è schierata per i diritti civili durante il suo periodo a Los Angeles (sembra che l’agenzia investigativa, scrive Variety, abbia fatto pressioni sullo studio e sul festival per evitare il lancio a Cannes).Torna sulla Croisette Terrence Malick con il suo dramma sulla seconda guerra mondiale Radegund, che vede tra i protagonisti Bruno Ganz recentemente scomparso. Atteso anche l’ultimo film del due volte Palma d’oro Ken Loach con Sorry We Missed You, un altro ritratto contemporaneo su quel che resta del proletariato con un uomo che cerca di provvedere alla sua famiglia diventando un autista di delivery. Tornano anche altri grandi come i Dardenne con Ahmed, sul tema scottante del fondamentalismo in Europa. Film Netflix, notizia di qualche giorno fa, non dovrebbero esserci e così a Cannes non si vedrà l’attesissimo nuovo Martin Scorsese The Irishman (a Venezia per un bis del caso ‘Roma’ di Cuaron?). Per l’Italia Variety come pure Hollywood Reporter puntano sul nuovo film di Marco Bellocchio su Tommaso Buscetta Il Traditore con Pierfrancesco Favino. Ma, stando alle indiscrezioni raccolte all’Anica ieri per Moviement, “due o tre” potrebbero essere i film tricolore al festival.I nuovi film di Jim Jarmusch (uno zombie movie con Adam Driver), Xavier Dolan (Matthias & Maxime) e l’atteso Mektoub, My Love: Canto Due del franco tunisino Abdellatif Kechiche (il primo esordì a Venezia) potrebbero debuttare al festival come anche Pain & Glory di Pedro Almodóvar che sta uscendo in Spagna, con Penélope Cruz e Antonio Banderas, ma che potrebbe avere a Cannes la premiere internazionale.
Nolte e la figlia in una favola sull’AlzheimerIn sala dal 21 marzo Un viaggio indimenticabile 21 MARZO 2019 02:45

– La fragilità di un uomo che pian piano si perde nell’Alzheimer è incarnata da Nick Nolte in Un viaggio indimenticabile, in uscita il 21 marzo con Warner Bros. Lo dirige il divo tedesco Til Schweiger, che firma qui un remake in inglese con un cast internazionale (tra i protagonisti anche Matt Dillon, Emily Mortimer e Jacqueline Bisset), del suo film Honig Im Kopf (2014), visto in Germania da 7 milioni di spettatori con circa 60 milioni di euro di incassi.Schweiger, che ha conosciuto da vicino la malattia assistendo, nell’ultimo periodo di vita, il nonno, ha deciso di affrontare il tema mettendo in scena una favola sulla famiglia. E di famiglia ce n’è tanta anche per Nolte, classe 1941, nel film: infatti ad interpretare la nipote del protagonista è la sua vera figlia undicenne, l’esordiente (e talentuosa) Sophia Lane Nolte, che il regista ha chiesto di ingaggiare, dopo una visita a casa Nolte, colpito dalla spontaneità della bambina. Il remake, pensato per raggiungere un pubblico più ampio, ha fatto flop oltreoceano, anche per le durissime recensioni dei critici Usa, che, al di là delle convincenti prove degli attori, hanno accusato Schweiger di non aver saputo dosare comico e drammatico, con il risultato di banalizzare e a tratti ridicolizzare il racconto della malattia. Curiosa e involontariamente surreale anche la visione dell’Italia (Venezia è la meta finale del viaggio dei protagonisti) messa in scena da Schweiger, tra abiti e ambientazioni anni ’50 mescolati, senza un perché, all’oggi.La storia ruota intorno a Amadeus (Nolte), veterinario rimasto da poco vedovo, diventato ormai incapace di vivere da solo, per i suoi ripetuti vuoti di memoria e comportamenti insensati. Il figlio Nick (Dillon, in un ruolo interpretato nel film originale da Schweiger, che qui invece si ritaglia solo un cameo), che da anni con la moglie Sarah (Mortimer) e la figlia Matilda (Sophia Lane Nolte) in Inghilterra, decide di portarlo a vivere a Londra. Amadeus, protagonista di un numero sempre maggiore di incidenti tragicomici, dal dare quasi fuoco alla casa nel tentativo di cuocere una torta a una prova decisamente estrema di giardinaggio, riesce a trovare un vero dialogo solo con la nipote Matilda. La bambina, trascurata dai genitori, troppo presi dal lavoro e da una crisi matrimoniale, è l’unica che ha la pazienza di ascoltarlo. E quando Nick si rassegna all’idea di mettere il padre in un casa di riposo, Matilda decide di scappare con il nonno, per intraprendere insieme un viaggio della memoria. Nolte si è preparato al ruolo “esplorando la malattia in tre stadi – ha spiegato al Pittsburgh Current -. La perdita di memoria e la ripetitività, una perdita di memoria più profonda e alla fine il vuoto assoluto”.Per lui recitare con la figlia Sophia “è stata un’esperienza straordinaria”; l’ha aiutata sul set a gestire emozioni a comando, come il dover piangere: “quando è servito è stata capace di mettere molta verità nel ruolo. E’ stata veramente fantastica”.

La Gabbianella e il gatto, diversi è belloDistribuito in 200 copie, racconta la favola scritta da Sepulveda

21 marzo 201909:45

– Un gabbiano e un gatto, il bestseller mondiale del cileno Luis Sepulveda e la poesia di Enzo D’Alò: giusto 20 anni fa La Gabbianella e il Gatto al cinema fu uno di quei film spartiacque. Un film d’animazione italiano che in un tipo di industria dominata dalla Disney creò le file fuori ai cinema ed è ancora il maggiore incasso made in Italy. Uscì per le feste di Natale e fu una rivelazione, incassando oltre 20 miliardi delle vecchie lire. C’è da festeggiare un anniversario importante: per questo torna in sala il 21, 22, 23 e 24 marzo in 200 copie distribuito da CG Entertainment in collaborazione con RTI, Infinity e con ECI Consorzio Esercenti Cinema, per quei bambini che non erano nati, ma che certamente, nonostante tecnologia, stile grafico, effetti speciali siano ora ben diversi, potranno innamorarsene.
La storia è di un’attualità sconcertante. Racconta di Kengah, una gabbiana avvelenata da una macchia di petrolio nel mare del nord, che riesce ad affidare in punto di morte il proprio uovo al gatto Zorba (la voce è di Carlo Verdone), strappandogli tre promesse: quelle di non mangiare l’uovo, di averne cura finché non si schiuderà e di insegnare a volare al nascituro. La gabbianella orfana viene battezzata Fortunata e si trova di fronte uno strano compito: quello di imparare a conoscersi e capire di non essere un gatto, prima di imparare a volare. Al fianco degli amici felini, Colonnello, Segretario, Diderot, il giovane Pallino e ovviamente Zorba, Fortunata si troverà a dovere fronteggiare il pericolo rappresentato dai ratti che aspettano l’occasione di prendere il potere e proclamare l’avvento del Grande Topo (voce di Antonio Albanese).
Lo stesso Sepulveda (il suo Storia di una Gabbianella e del Gatto che le insegnò a volare è stato tradotto in 12 lingue) è la voce narrante.
“Era un libro per tutti e il film ancora di più – disse giusto 20 anni fa il regista napoletano Enzo D’Alò, presentando il film alla Mostra del cinema di Venezia – Si tratta di una grandissima metafora sul problema della diversità, sempre più centrale nella nostra società”. Il budget della produzione di Cecchi Gori fu straordinario: 10 miliardi ma si videro tutti: 200 artisti e tecnici crearono 1.200 scenografie, 220 mila i disegni necessari per animare i 75 minuti del cartoon. La sceneggiatura di D’Alò e Umberto Marino ebbe l’approvazione dello stesso Sepulveda.
Erano gli anni in cui il cinema d’animazione italiano, grazie alla torinese Lanterna Magica, faceva sperare in una riscossa: c’era stata la Freccia Azzurra a dare l’input e poi La Gabbianella e il Gatto, film di successo, grazie anche a investimenti importanti. Ora, dopo anni meno felici per il settore, di nuovo ci sono bagliori di luce, grazie alla scuola napoletana Mad che nel 2013 ha dato vita al piccolo gioiello dell’Arte della Felicità, seguito da Gatta Cenerentola (2017).
L’Italia Suonata, tra storia e musicaUn viaggio dagli anni del boom al nuovo millennio

21 marzo 201912:46

Storia e musica; cronaca e sette note. Sulla carta, due binari paralleli che non avrebbero motivo e necessità di incontrarsi; nella realtà, un filo invisibile ma destinato a non sfilacciarsi le unisce, unisce la sfera pubblica, dei grandi eventi, con il mondo privato di ciascuno di noi. E Stefano Mannucci, dopo “Il suono del secolo. Quando il rock ha fatto la storia”, torna a raccontare gli intrecci tra i fatti della storia e la colonna sonora della nostra vita, con gli occhi puntati all’Italia (ma senza rinunciare a qualche riferimento alle leggende internazionali del rock).
“L’Italia suonata è un viaggio”, scrive Fabrizio Moro nella prefazione che porta la sua firma. Ed è un viaggio lungo, lunghissimo, di quasi 800 pagine, dagli anni del boom ai giorni d’oggi, passando per molti degli eventi che raccontano al meglio, o a volte anche al peggio, l’Italia e gli italiani. Tra aneddoti, ricostruzioni, ricordi, trafiletti di giornali, a volte collegamenti a detta dello stesso autore “pretestuosi”, Mannucci “fruga nel tempo” per cercare di comprendere e capire cosa sia successo al Paese che in 60 anni “ha perso la bussola”.
“Se vogliamo calarci davvero nell’insidiosa voragine della Storia, dobbiamo ascoltare le voci dei nostri cantanti – avverte lo scrittore e giornalista -. Senza pregiudizi: guai a fare gli snob […], i so-tutto-io-della-materia che delimitano il pascolo e sbuffano se provi a collegare i pezzi di un puzzle molto più complicato di un elenco di dischi, di una serie di sterili informazioni tecniche. No, nei suoi anni migliori la musica italiana […] è stata un incanto. E’ la custode della nostra memoria”. Una storia a ritmo di pop e rock. Si parte da Domenico Modugno e da quella voglia e quel sogno condiviso di volare nell’Italia del dopoguerra pronta a spalancare le braccia al boom economico come fa il cantante sul palco del festival di Sanremo del 1958. Ma che solo pochi anni dopo dovrà fare i conti con la tragedia del Vajont. Il ’68 è dietro l’angolo: l’onda della rivolta parte da Valle Giulia dove gli studenti assaltano la Facoltà di Architettura. Tra loro anche un giovanissimo Antonello Venditti. I mesi dell’autunno caldo, che sfoceranno negli anni di piombo, sono accompagnati dalle canzoni dei cantautori che finiranno poi, a loro volta, sotto accusa per essersi venduti all’industria discografica: il processo a Francesco De Gregori, a Giorgio Gaber, a Fabrizio De André.
Francesco Guccini e Roberto Vecchioni si difendono con le canzoni, Edoardo Bennato si lancia nella rissa. I conflitti ideologici, sociali ed economici squassano l’Italia, mentre Adriano Celentano canta “Chi non lavora non fa l’amore”. In un Paese ancora bigotto ci si scandalizza degli amori proibiti di Mina. Si susseguono gli anni, con il disimpegno che ha caratterizzato gli Ottanta, la globalizzazione e l’avvento di internet, Tangentopoli, la Seconda Repubblica, le stragi di mafia degli anni Novanta, le contraddizioni del Duemila, tra migrazioni, ambiente, crisi economica, disillusioni e solitudini. Centinaia di storie, fra stragi impunite, il caso Moro, Tangentopoli. Il cerchio si chiude (momentaneamente) con Alessandro Mannarino che nel 2017 canta la tragedia dei migranti. Con la musica sempre a fare da sottofondo: ai funerali, ai cortei, in piazza.
Sterling Ruby è special guest PittiArtista presenterà prima collezione del brand S.R.Studio

FIRENZE21 marzo 201914:00

– L’artista americano Sterling Ruby è lo special guest di Pitti Immagine Uomo 96, in programma a Firenze dall’11 al 14 giugno. Noto per la natura poliedrica del suo lavoro – tra pittura, ceramica, collage, video e fotografia, tessuti artwork, scultura e installazioni – e per la personale rivisitazione del workwear americano, Sterling Ruby presenterà la prima collezione del brand S.R.Studio.La.Ca. con un evento speciale in programma il 13 giugno.
“Pitti Uomo occupa un posto speciale nel mondo della moda – dichiara Ruby -. Si è affermato come un luogo di grande centralità con una sua identità specifica, senza compromessi, un luogo del saper fare e dell’artigianalità, con un tempo tutto suo. L’invito di Pitti a essere lo special guest rappresenta per me il momento perfetto, per realizzare un progetto che sto esplorando privatamente, nel mio studio, da quasi dieci anni”.

Opificio Firenze restaura opera DuchampArrivata da Venezia la ‘Scatola in una valigia’

FIRENZE21 marzo 201914:22

– E’ arrivata al laboratorio dell’Opificio delle Pietre dure di Firenze, per un intervento di studio e conservazione, la ‘Scatola in una valigia’, opera di Marcel Duchamp, custodita nella Collezione Peggy Guggenheim a Venezia.
Questo esemplare della ‘Boite-en-valise’ è il primo di un’edizione deluxe di 20 valigette da viaggio Louis Vuitton in cui l’artista francese ha raccolto 69 riproduzioni e miniaturizzazioni di suoi celebri lavori realizzate su supporti diversi: pelle, carta fotografica con aggiunte a matita, acquerello e inchiostro. Tra le riproduzioni c’è una miniatura del famoso orinatoio rovesciato, ‘Fontana’ del 1917, e un ‘ready-made rettificato’ del 1919 della Gioconda di Leonardo da Vinci, con barba e baffi. Le valigie contengono anche un originale diverso per ogni valigetta: in quella giunta a Firenze c’è la riproduzione de ‘Le roi et la reine entourès de nus vites’ (del 1912), colorata ex-novo dall’artista. Presente anche una dedica a Peggy Guggenheim, che sostenne economicamente Duchamp.
Scarmarcio è Lo spietato, film NetflixIn sala 8-9-10 aprile, disponibile sulla piattaforma dal 19/4

21 marzo 201915:35

– Un viaggio lungo un quarto di secolo nell’universo della mala italiana raccontato attraverso la storia di Santo Russo, un gangster dalla mentalità yuppie, che si muove nella realtà caleidoscopica e vertiginosa della Milano da bere negli anni d’oro della moda, dei soldi facili, dell’arte d’avanguardia e della disco music. Riccardo Scamarcio è ‘Lo Spietato’, che dopo un’uscita evento in cinema selezionati l’8-9-10 aprile, sarà disponibile su Netflix dal 19 aprile.
Diretto da Renato De Maria, e scritto dallo stesso De Maria insieme a Valentina Strada e Federico Gnesini, il film è liberamente ispirato a “Manager Calibro 9” di Pietro Colaprico e Luca Fazzo. Scamarcio è Santo Russo. Ad affiancarlo Sara Serraiocco, Alessio Praticò, Alessandro Tedeschi e Marie-Ange Casta. Siamo a Milano, destinata a una crescita economica e criminale vertiginosa. Santo Russo, calabrese dopo i primi furti e il carcere minorile, decide di intraprendere definitivamente la vita del criminale.
Diventa Casa Museo abitazione Carol RamaGrazie all’acquisizione dei beni da parte della Fondazione Sardi

TORINO21 marzo 201915:38

– Diventa ‘casa museo’ l’abitazione lungo il Po dove Carol Rama, artista icona di Torino, visse per 70 anni. Uno studio, un luogo della mente, strapieno di opere, cimeli, oggetti tra loro diversissimi accomunati dalla passione e dalla creatività dell’artista, morta nel 2015 a 97 anni.
“La città si appropria di un gioiello che correva il rischio di perdere – spiegano le assessore alla Cultura di Regione Piemonte e Città di Torino, Antonella Parigi e Francesca Leon – grazie ad un mecenate culturale, la Fondazione Sardi per l’Arte che ha acquistato i beni contenuti nella casa per concederli in comodato all’Associazione ‘Archivio Carol Rama’, nata nel 2010 per tutelare le opere dell’artista.
Il pubblico potrà visitare la casa, sottoposta al vincolo della sovrintendenza come ‘studio d’artista’, dal prossimo autunno. “La speranza – conclude Parigi – è che a breve vengano messi in sicurezza anche i muri della casa di questa grandissima artista che in vita non venne valorizzata come meritava”.

Motta, tour al via dal 25 maggioIn scaletta i brani di Vivere e Morire e di La fine dei 20 anni

21 marzo 201916:47

– Partirà il 25 maggio, dal Mi Ami Festival a Milano, il nuovo tour di Motta, che tornerà dal vivo con un nuovo spettacolo che prende il nome da una frase contenuta in “Dov’è l’Italia”, brano presentato all’ultimo Festival di Sanremo. In scaletta si alterneranno le canzoni dei suoi album “Vivere o Morire” (Sugar) e “La fine dei vent’anni”.
“Sono anni che sono in giro e queste saranno le ultime date di un tour che in realtà non si è mai fermato da almeno tre anni, come non si è mai fermata la mia voglia di cambiare idea sulle cose – racconta Motta -. Da quando sono partito è cambiato quasi tutto e un po’ come la vita una persona passa il tempo a viaggiare per tornare al punto di partenza. Dopo questo tour mi fermerò per un po’. Per tornare bambino consapevole di tutto quello che è successo. L’esperienza di questi anni mi ha aiutato a capire questo, a cercare di essere adulto, forte e fragile nello stesso tempo e a capire quando il silenzio si fa musica”.
Coez, il 29 marzo esce il nuovo album”E’ sempre bello”, a Roma e Milano “invasioni” di messaggi

21 marzo 201916:53

– “È sempre bello” è il nuovo album di Coez in uscita il 29 marzo (Carosello Records). Lo ha annunciato il cantautore sui propri social, rivelandosi anche come autore degli slogan apparsi da febbraio su muri, strade, fermate e mezzi pubblici di Roma e Milano. Frasi come “L’amore come va?”, “Non basta un elastico per tenerci insieme”, “Vorrei fosse domenica”, “Siamo in isolamento ma con un’isola dentro”, che Coez ha scelto tra i versi delle sue canzoni, per dare vita al suo album prima dell’uscita. “Ho pensato che ‘È sempre bello’ fosse di tutti e che potesse iniziare a vivere da subito nelle strade, sui muri, sui mezzi pubblici. Volevo che un’idea diventasse reale, prendendo forma prima di tutto tra la gente”, ha detto il cantautore.
L’album contiene 10 tracce ed è il quinto album di Coez, che quest’anno festeggia 10 anni di carriera solista, con 20 dischi di platino all’attivo, e arriva a un anno e mezzo di distanza dal doppio platino Faccio un casino. Il 28 e 29 maggio Coez torna live al palaport di Roma.
Leonardo e il San Girolamo, corpo e fedeAi Musei Vaticani focus sull’unico capolavoro del maestro a Roma

21 marzo 201916:54

– Dal 22 marzo al 22 giugno è Leonardo da Vinci la star assoluta ai Musei Vaticani che, per i 500 anni dalla morte del genio toscano, dedicano un focus specifico al “San Girolamo nel deserto” (1486-1490 ca.), unica tela leonardesca delle collezioni pontificie nonché la sola presente a Roma. Ospitata dal Braccio di Carlo Magno a Piazza San Pietro, la mostra a ingresso gratuito nasce “anche dal desiderio di condividere con il pubblico un’opera che ha un forte messaggio di fede”, dice Barbara Jatta, direttrice dei Musei Vaticani.
Straordinaria è la tecnica esecutiva: dipinto a olio su una tavola di legno di noce, su due strati di disegno, per questo capolavoro Leonardo usò i pennelli ma anche il finger painting, la strofinatura e la tamponatura. La tela colpisce sia per la forza espressiva con cui Leonardo ha rappresentato il Santo, mostrandolo non come Padre della Chiesa ma come eremita pervaso di Fede, sia per la competenza anatomica e le caratteristiche del paesaggio.
Le imprese nello spazio, mostra a PisaEsposizione interattiva National Geographic a Palazzo Blu

PISA21 marzo 201916:57

– Palazzo Blu a Pisa celebra i 50 anni dallo sbarco sulla Luna con ‘Explore. Sulla Luna e oltre’, mostra che inaugura anche il “triennio dell’esplorazione di National Geographic: spazio, terra, mare”. Foto, video, modelli di satelliti, strumenti e persino un lanciatore Vega in scala di 10 metri di lunghezza, giornali d’epoca, esperienze immersive e interattive: questo e altro è l’esposizione, inedita, in programma dal 22 marzo al 21 luglio, con cui National Geographic (con il patrocinio di Asi ed Esa) racconta la storia delle grandi missioni che hanno permesso di compiere i primi viaggi nello spazio: da Yuri Gagarin al primo passo sulla Luna di Neil Armstrong, da Valentina Tereškova, la prima donna nello spazio, fino a Luca Parmitano e alle imprese di Samantha Cristoforetti.
La mostra attraversa anche il cammino delle sonde spaziali inviate verso gli altri pianeti del sistema solare: dalle Voyager, che oggi viaggiano nello spazio interstellare, ai rover che studiano il suolo di Marte, dallo studio del Sole e dei pianeti interni (Mercurio e Venere), fino a Plutone e alla missione Rosetta atterrata su una cometa. Poi la scienza: quella dei telescopi spaziali come Hubble, che ci hanno aperto una finestra nuova sul cosmo, e quella dei satelliti che scrutano la Terra per studiarne l’incessante mutamento. E infine il futuro, con le missioni che partiranno nei prossimi anni e le sfide più ambiziose, come costruire colonie sulla Luna o su Marte.

Bublé, conta la famiglia non la carrieraLa popstar torna in tour dopo la malattia del figlio maggiore

NEW YORK21 marzo 201917:04

– “Non penso alla mia carriera, vale zero sulla scala dei valori, conta il tempo con la mia famiglia”. Sono le parole di Michael Bublé, tornato di nuovo sulla scena dopo l’assenza per la malattia del figlio Noah, colpito nel 2016, a soli tre anni, da un cancro al fegato. Bublé in quell’occasione annunciò che avrebbe cancellato tutti i suoi impegni per dedicarsi interamente alla sua famiglia. Ora il bambino è guarito e Michael, dopo aver pubblicato l’album Love nel novembre scorso, ha intrapreso un tour mondiale.
In un’intervista a Usa Today, il cantante ha detto di aver strutturato il tour in modo da essere tre settimane in giro e due in Canada con la sua famiglia. “Questa è la miglior via possibile – ha spiegato Bublé -; non posso essere sul palco ed essere felice se non sono con la mia famiglia. Ricordo di essermi ritrovato a pensare, ‘perché mi importa di tutte queste stronzate? Di ciò che pensa la gente di me, di quanti ‘Mi piace’, di quanto ho guadagnato? Ora non mi importa più”, ha detto Bubblé.
Woodstock 50 con star di ieri e di oggiSantana, Jay-z e Miley Cyrus in riedizione concerto del secolo

NEW YORK21 marzo 201919:59

NEW YORK – Line-up di star vecchie e nuove per i 50 anni di Woodstock: a celebrare il mezzo secolo della leggendaria tre giorni di pace e musica (condite di sesso, droga e una pioggia torrenziale) ci saranno leggende del rock, pop e folk come Ringo Starr, Arlo Guthrie e Santana, ma anche nuovi nomi: Jay-Z, Chance the Rapper, Common, Princess Nokia per l’hip hop, e star pop/rock come Janelle Monae, The Black Keys, The Killers e Miley Cyrus.Oltre 40 artisti e migliaia di fan caleranno su Watkins Glen dal 16 al 18 agosto, a pochi chilometri dal prato di Bethel dove si tenne il festival originario. I biglietti andranno in vendita il 22 aprile. Per chi dovesse restare a bocca asciutta, tre “golden oldies” come Arlo Guthrie, Ringo e Santana saliranno sul palco al Bethel Woods Center for the Arts, la struttura creata sul terreno della fattoria di Max Yasgur dove si tenne la prima kermesse. La riedizione di Watkins Glen è organizzata da Michael Lang, uno dei creatori del concerto del secolo (scorso) che dieci anni fa, per mancanza di fondi, aveva dovuto rinunciare all’edizione del 40/o anniversario. “Torneremo alle nostre radici e all’intento originario e stavolta avremo controllo su tutto”, ha spiegato il promoter, alludendo al fiasco del 1999 che fu un totale caos logistico. “Sarà l’antitesi di vent’anni fa”, ha promesso Lang, con molti artisti che salirono sul palco nel 1969 come Dead and Company, Santana, John Fogerty, John Sebastian e Country Joe McDonald, ma anche nomi contemporanei che interpreteranno pezzi dei grandi del passato: tra gli altri a Janis Joplin, The Band, Jefferson Airplane e Joe Cocker. Un modo per far leva sulla nostalgia della generazione che 50 anni fa si ribellò all’establishment ma anche a figli e nipoti.”Voglio che sia un evento multigenerazionale”, ha spiegato Lang a Rolling Stone. Molti si sono già organizzati: motel, bed and breakfast e Airbnb della Sullivan County danno per i giorni dell’anniversario il tutto esaurito. Cinquant’anni fa la generazione di Woodstock non si fece di questi problemi: i ragazzi del ’69 dormirono sul prato sotto il palco improvvisato dove si esibirono per tre giorni 32 artisti, tra i quali Jimi Hendrix e Joan Baez, richiamando oltre mezzo milione di persone e lanciando al mondo il messaggio di pace e fratellanza che assurse a simbolo di una generazione. L’edizione “d’oro” avrà in comune con quella di 50 anni fa il messaggio sociale. La prima Woodstock Music & Arts Fair servì a unire l’America giovane in un momento di grandi tensioni. La nuova “tre giorni” vuole mostrare che “è possibile vivere in armonia e compassione per dare speranza a tutti i popoli del mondo”. Tra le tante cause sono rappresentate la protezione dell’ambiente, la fine della violenza delle armi e una giustizia più giusta.

Baglioni in Rai, colloquio dall’adContinua il tour ‘Al centro’, chiusura a Firenze il 26 aprile

21 marzo 201917:19

– Claudio Baglioni a Viale Mazzini per un colloquio – si apprende – con l’ad della Rai Fabrizio Salini.
Sul tavolo, un bilancio generale dopo il bis dell’artista come direttore artistico e conduttore di Sanremo, ma non si esclude che si parli anche di progetti futuri. Baglioni intanto è tornato ‘Al centro’, con la seconda parte del tour che lo vede protagonista delle principali arene indoor d’Italia. Lo show – che nel complesso ha avuto 410mila spettatori, premiato come ‘BestShow 2018’ dalla rivista Sound&Lite – si chiuderà il 26 aprile a Firenze. Queste le prossime date: 22 e 23/3 al Pal’Art Hotel di Acireale (CT); 26 e 27/3 al Palasport di Reggio Calabria; 29 e 30/3 al Palazzo dello Sport di Roma; 2/4 a Pala Rubini Alma Arena di Trieste; 5/4 al Forest National di Bruxelles; 7/4 al Hallenstadion di Zurigo; 9 e 10/4 a RDS Stadium di Genova; 12 e 13/4 al Mediolanum Forum di Milano; 15 e 16/4 al Pala Verde di Treviso; 18/4 all’Adriatic Arena di Pesaro; 24 e 26/4 al Nelson Mandela Forum di Firenze.
Basilica Palladiana, 3 mostre in 3 anniStrategia rilancio monumento e centro storico

VICENZA21 marzo 201917:33

– Tre grandi mostre nel prossimo triennio saranno ospitate nella Basilica Palladiana di Vicenza, per la nuova strategia culturale dell’amministrazione berica.
Fulcro del rilancio sarà il monumento dell’architetto Andrea Palladio che oltre ad ospitare i grandi eventi, da quest’anno sarà aperta tutto l’anno, al pari del Teatro Olimpico e degli altri musei berici, visitabile dai sotterranei del percorso archeologico fino alla terrazza panoramica al di sopra del secondo ordine di arcate.
La prima inaugurazione avverrà entro fine anno, dal 6 dicembre al 13 aprile 2020 con “Anni Venti. Una donna moderna.
Lo sguardo di Ubaldo Oppi”, mostra curata da Stefania Portinari, in collaborazione con l’Accademia Olimpica. Dal 5 dicembre 2020 al 5 aprile 2021 sarà la volta di “Rinascimento privato” che ospiterà opere provenienti dai più importanti musei mondiali.
Chiuderà il ciclo, dall’11 dicembre 2021 al 18 aprile 2022, “Tebe nel Nuovo Regno”, affidata a Christian Greco, con grandi opere prestate dal Museo Egizio di Torino.

Casa Roth a NY in vendita ‘intatta’Spazzolino nel bagno, scarpe sotto il letto. 3,2 milioni

NEW YORK21 marzo 201918:59

NEW YORK – Casa d’autore, spazzolino da denti incluso: a Manhattan l’appartamento di Philip Roth è stato messo in vendita per 3,2 milioni di dollari e tutto è esattamente o quasi come lui l’aveva lasciato. Roth non ha avuto figli e l’appartamento, a pochi passi dal Museo di Storia Naturale, è stato messo in vendita dagli eredi. Sono circa 150 metri quadri e tre balconi su West 79 Street: Roth, che divideva il suo tempo tra New York e la casa di campagna in Connecticut, ci ha abitato dal 2004 fino alla morte l’anno scorso a 85 anni. E anche se spazzolino e pantofole non sono compresi nel prezzo, per i potenziali acquirenti che fanno la fila con l’agenzia Brown Harris Stevens tutto è rimasto esattamente come un anno fa: le scarpe vicine al letto, i maglioni piegati nell’armadio, lo spazzolino sul lavandino del bagno, i libri sugli scaffali, su una delle scrivanie il Pulitzer vinto nel 1998 per “Pastorale Americana”.C’è il computer Dell usato per anni e la macchina del fax (lo scrittore cominciò a usare l’email solo dopo aver annunciato che non avrebbe più dato un romanzo alle stampe). La poltrona Eames dalla pelle nera consumata su cui amava leggere. Tra i pochi cimeli il cappello a cilindro indossato da Saul Bellow alla cerimonia del Nobel: premio che a Philip Roth fu sempre negato. Libri e parte dei contenuti dall’appartamento finiranno alla Newark Public Library per espressa volontà dello scrittore, ma ad alcuni vicini la presenza degli oggetti personali del defunto ha fatto specie: “Se la sua casa adesso è sul mercato, la sua privacy non dovrebbe esserlo”, ha protestato sul Guardian Terena Bell che abita alla porta accanto.”A Roth piaceva abitare nell’Upper West Side perché ci vivevano molti ebrei”, ha spiegato al Wall Street Journal il biografo Blake Bailey, mentre gli agenti immobiliari fanno la genesi della proprietà. Lo scrittore aveva inizialmente acquistato un monolocale nella stessa palazzina nel 1989, usandolo soltanto come ufficio dal momento che abitava a pochi isolati di distanza con la moglie Claire Bloom. Dopo il divorzio da Claire, Roth lasciò New York e per molti anni si ritirò a vivere in Connecticut usando l’appartamento della 79/a strada come occasionale pied-a-terre. Con il successo della “Trilogia Americana” (“Pastorale”, “Macchia Umana” e “Ho sposato un Comunista”), lo scrittore tornò a New York. Comprò l’appartamento adiacente allo studio e ne fece un’unica casa.

Muhammad Alì, 100 foto al PAN di NapoliImmagini dai grandi archivi internazionali

POLI21 marzo 201917:54

– Napoli rende omaggio a Muhammad Alì, una delle icone sportive più famose e celebrate del XX secolo, con una mostra al PAN – Palazzo delle Arti di Napoli in programma dal 22 marzo e fino al 16 giugno. La rassegna offrirà al pubblico 100 immagini, scatti provenienti dai più grandi archivi fotografici internazionali come il New York Post Archive, Sygma Photo Archives, The Life Images Collection in cui Alì è colto in situazioni e momenti fondamentali della sua vita non solo sportiva. La mostra inizia con le fotografie che celebrano le imprese pugilistiche più famose: dagli incontri con Sonny Liston, George Foreman e Leon Spinks che lo portarono, unico nella storia, a conquistare tre titoli pesi massimi, ai match dell’epica sfida contro Joe Frazier.
Bouchet, io nel film di ZaloneAttrice a Cortina, farò remake Vacanze romane. Quanta tv volgare

CORTINA D’AMPEZZO21 marzo 201919:54

CORTINA D’AMPEZZO – “Altro che sex symbol: avrei fatto volentieri la parrucchiera o la truccatrice”. La cucina? “Non so cosa sia, per farvi capire meglio: uso il mio forno solo come ripostiglio”. A parlare così oggi al festival Cortinametraggio è una tonicissima e bella Barbara Bouchet, sogno erotico italiano degli anni Settanta, ora 75enne e con ancora tanta voglia di lavorare.Intanto ha appena finito le riprese a Malindi del film ‘Tolo Tolo’, quinta fatica cinematografica di Checco Zalone, ma del suo ruolo non parla:”Checco mi ha cucito la bocca, non posso dire davvero nulla”. E poi tra una settimana sarà a Roma sul set romano di un remake di Vacanze romane (Rome in Love di Eric Bross): “Ho firmato un contratto con una tv americana. Sono la vicina del giovane giornalista a cui faccio un po’ da confidente, un ruolo che assumerò poi anche verso la ragazzina sua amante. Una donna non più giovane, che ama i fiori e ahimè la cucina che dovrò insegnare ad entrambi”. Non solo: per lei anche un remake-sequel di Milano calibro nove, film di Fernando De Leo del 1972, da girare a giugno, nel cast ance Marco Bocci e Xsenia Rappoport. “Lavorare con Zalone – aggiunge poi – è stato divertente, lui è di una comicità fantastica anche nella vita. Tra l’altro il film è iniziato male, perché il camion del ‘trucco e parrucco’ è stato bloccato alla dogana. Per fortuna la mia passione per queste due cose – dice con orgoglio l’attrice – ci ha salvato. Avevo con me tutto il necessario”.Per quanto riguarda gli inizi: “Non ho fatto nessuna università, né ho studiato come attrice. Mi avevano solo promesso di farmi fare un provino e così sono andata ad Hollywood e ho cominciato a lavorare prima in un negozio di scarpe e poi a consegnare pollo fritto. Nel frattempo facevo tutti i provini che mi capitavano”. Molestie in Italia? “Negli anni Settanta io venivo dall’America, avevo come un ingresso referenziale, i registi non si sono mai azzardati, non hanno tentato nemmeno”. Non nasconde che i due figli (Alessandro e Max) non hanno accettato volentieri da giovani di aver avuto una madre famosa per certi ruoli hard: “Per fortuna ora sono grandi, ma quando erano più giovani si sono lamentati, ma io in fondo grazie al mio lavoro li ho fatti crescere bene. Alessandro ha sempre detto che non avrebbe mai fatto il mio lavoro, ma in tv che fa, se non l’attore?”.La Bouchet, che non si spiega proprio il fatto che non ci siano ruoli al cinema e in tv per chi ha la sua età (“oggi la vita si è allungata e lì fuori siamo in tanti a volerci vedere rappresentati”), su una cosa è intransigente: la volgarità dell’oggi. “Oggi più sei volgare più finisci in tv. Se non hai scandali non si parla di te. Che devono pensare i nostri figli e nipoti? Che più maleducati si è più si diventa famosi? Gran parte della colpa di tutto questo è della televisione da cui escono personaggi che sembrano famosi, ma sono solo delle meteore”.

A Parigi torna il mistero di Tutankhamon’Il tesoro del Faraone’ 52 anni dopo la ‘Mostra del Secolo’

PARIGI21 marzo 201919:52

– Era il 1967 quando un milione e 200.000 visitatori sancirono il trionfo di quella che viene ricordata ancora oggi come “la mostra del Secolo” a Parigi. Il protagonista è sempre lui, il Faraone del mistero, Tutankhamon, accompagnato dal suo “Tesoro del Faraone”: 150 pezzi mozzafiato in esposizione, oltre 50 dei quali non avevano finora mai lasciato l’Egitto. Cinquantadue anni fa il mistero della più celebre tomba egiziana, scoperta nel 1922 e ricca delle storie e leggende che lo accompagnano, fu esposto al Petit Palais. Oggi lo spazio, suggestivo e curato nei minimi particolari, è quello su due piani della Grande Halle della Villette. Per una mostra che, ancor prima dell’apertura, il 23 marzo, ha già venduto 130.000 biglietti su Internet. E che punta a superare il record del Tutankhamon del 1967 entro la chiusura del 15 settembre.
Bisio torna presidente, il nostro è un inno anticattivista sull’ItaliaDi Maio, Salvini, Renzi nella satira del nuovo film del comico e conduttore tv

21 marzo 201920:15

Salvini e la dialettica “da bar”, Di Maio e la bolla dei social, il premier Conte, Renzi e l’opposizione di sinistra capace solo di accapigliarsi, ma anche la vecchia politica e noi italiani, che vogliamo il cambiamento senza essere disposti a fare il minimo per attuarlo, come pagare le tasse. Sono fra i bersagli di Bentornato presidente, la commedia satirica dei talentuosi Giancarlo Fontana e Giuseppe G. Stasi, in sala dal 28 marzo in 500 copie con Vision Distribution.E’ il sequel di Benvenuto presidente! (2013), otto milioni e mezzo di euro al botteghino, dove Claudio Bisio, nei panni di un uomo qualunque ma onesto (si chiama anche Giuseppe Garibaldi), arrivava, per caso, a diventare Presidente della Repubblica. Qui, dopo anni di buen retiro fra le amate montagne, accetta, per riconquistare la compagna Janis (Sarah Felberbaum), di fare da Presidente del Consiglio ‘di facciata’ per il governo di Teodoro Guerriero (Pietro Calabresi/simil-Salvini) leader di Precedenza Italia, tutto felpe e rabbia a comando, e Danilo Stella (Guglielmo Poggi/simil-Di Maio), leader con una faccia da bravo ragazzo del Movimento Candidi. “E’ un film rivolto a quelli che si sono un po’ stufati di questo odio reciproco che si respira nel Paese, alimentato dai social e a volte anche dai media – spiega Bisio -. Qualcuno dirà che è un film buonista, io invece lo vedo come un inno anticattivista”. Giuseppe, detto Peppino, Garibaldi resiste poco come premier teleguidato e, per dimostrare a Janis, da cui ha avuto una figlia, Guevara, di essere ancora un uomo di principi, si mette in gioco, con l’aiuto del fin troppo abile Ivan (Pietro Sermonti), un suo piano di riforme. E l’opposizione intanto? E’ chiusa in una perenne e litigiosa assemblea, con un rassegnato Vincenzo Maceria/simil Renzi (Marco Ripoldi) che alle consultazioni con un pacato ma molto lucido presidente della Repubblica (Antonio Petrocelli) dice di non volersi alleare con nessuno, “perché – spiega – sono troppo intelligente”.Sarah Felberbaum riprende il ruolo incarnato nel primo film da Kasia Smutniak: “Janis, dopo essersi messa da parte per dedicarsi a Peppino, sente che è arrivato il momento di fargli capire che vuole essere ascoltata, che si può far tutto, amare la propria famiglia e perseguire i propri obiettivi. E un bell’esempio di donna”. Da anni “lavoravamo all’idea di un sequel – prosegue Bisio -. Inizialmente avevamo pensato di ambientarlo in Europa. Poi un anno fa, quando abbiamo visto che non si trovava un Presidente del Consiglio, abbiamo pensato di costruire su questo la storia… in pratica è un instant movie”. Come pensa reagiranno i politici veri? “Le uniche reazioni che mi interessano sono quelle della gente. Fra tanti numeri che sentiamo la percentuale che colpisce è il 40% di astenuti alle elezioni. E’ ora di iniziare a rivolgersi a quelle persone”. Perché “i politici dovrebbero arrabbiarsi? – chiede sorridendo Calabresi -. Gli abbiamo fatto un merchandising straordinario, abbiamo cercato di dargli un’umanità che non so se gli appartiene. Il mio Teodoro Guerriero è un uomo con un gran cuore, ma quando vede una telecamera diventa un altro. Il filtro social sembra essere diventato quello della politica. E noi mazzoliamo un po’ tutti, destra, sinistra, vecchia politica, opposizione”.Con il film “abbiamo cercato di cavalcare l’attualità, e bastava andare sui siti per trovare spunti” dice Giancarlo Fontana. In questo momento storico “volevamo fare della sana satira su quello che ci circonda – chiosa Nicola Giuliano, coproduttore con Francesca Cima e Carlotta Calori, e coautore del soggetto con Fabio Bonifacci, che firma anche la sceneggiatura -. In questa particolare era, in cui si deve per forza stare da una parte o l’altra della barricata, ci siamo detti: ‘guardiamo quello che c’è, ridiamo di tutto e di tutti… e guardiamoci allo specchio”.

A Frassica l’Ulivo d’Argento a LecceCon Siani e Minaccioni per ‘contributo alla commedia italiana

LECCE21 marzo 201916:55

– Il Festival del Cinema europeo in programma a Lecce dall’8 al 13 aprile premierà con l’Ulivo d’Argento Nino Frassica, Paola Minaccioni e Alessandro Siani, per il loro contributo alla nuova commedia italiana. Il Festival propone anche una sezione non competitiva dedicata alla commedia europea e alla nuova commedia italiana, con 5 lungometraggi in anteprima e proiezioni e incontri con Frassica, Minaccioni e Siani. Negli ultimi quattro anni, con una sezione dedicata alla commedia europea e 3 edizioni degli Stati generali della commedia italiana, curate da Marco Giusti, è stato fatto il punto sulle tendenze del genere, l’evoluzione web della comicità e l’emergere del ruolo femminile. Per la commedia europea saranno proiettati in anteprima: Butterflies di Tolga Karaçelik (Turchia)÷ Happier times, Grump di Tiina Lymi (Finlandia), Hopelessly devout di Marta Díaz de Lope Díaz (Spagna), I feel good di Benoît Delépine, Gustave Kervern (Francia) e What Have We Done to Deserve This? di Eva Spreitzhofer (Austria).         [print-me title=”STAMPA”]

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Giornata della Poesia, versi per tutti
Direttore Unesco, ventesima edizione contro le ingiustizie

20 marzo 2019 18:42

– Incontri e reading, nuove collane, presentazioni ufficiali ma anche feste diffuse ed eccezionali scorribande nei caffè, nei bar e nelle osterie. Cerca di arrivare a tutti la Poesia, entrando in luoghi inusuali, nella Giornata Mondiale che la celebra, il 21 marzo. E nella ventesima edizione l’Unesco “vuole porre l’attenzione sulla poesia autoctona e sul suo ruolo nella lotta contro la marginalizzazione e l’ingiustizia” come dice il direttore generale dell’Unesco, Audrey Azoulay.
Alda Merini, nata il 21 marzo, viene ricordata nel 2019 in modo speciale con la nascita a Milano dell’Associazione Culturale Alda Merini, su iniziativa delle figlie Emanuela, Flavia e Simona. A ‘Poesia e viaggio’ sono dedicate le giornate del 22 e 23 marzo all’Accademia Mondiale della Poesia di Verona, che vedrà Daniel Cundari interpretare ‘Marriage’ di Gregory Corso. Parte da Roma l’iniziativa ‘Caffè, cornetto e poesia. 50 bar per 50 poesie’, proposta dal gruppo arti performative di ‘Grande Come una città’, del terzo municipio.
Nadir, in era algoritmi serve più poesiaPoeta tunisino

per Giornata Internazionale

20 marzo 201918:50

– Abbiamo “più che mai bisogno di poesia”. Lo dice

Shams Nadir, pseudonimo del poeta e scrittore tunisino Mohamed Nadir Aziza, che ha ricoperto vari incarichi per l’Unesco ed è cancelliere-fondatore dell’Accademia mondiale della poesia di Verona dove presenterà ‘Il canto delle sirene’ (Edizioni Lavoro), un omaggio alle donne di ogni cultura ed epoca, nella Giornata Mondiale della Poesia.
“L’immagine e l’algoritmo hanno invaso lo spazio dell’immaginario nel mondo di oggi. La pratica del ‘breve termine’ in politica, l’onnipotenza del denaro e l’affermazione dell’individualismo hanno seriamente distrutto l’equilibrio della vita nella società. Solo la poesia sa come porre una benda sulle ferite dell’anima ricordandoci il bisogno imperativo di imparare di nuovo a vedere nei petali di un fiore che si apre alla rugiada il miracolo di un sole che rinasce ogni giorno, non arrendendosi all’oscurità” spiega Nadir.
Cannes: Variety, tornano Tarantino, Loach e DardenneRocketman su Elton John, Malick e per Italia favorito Bellocchio

20 marzo 201919:27

Il cartellone del festival di Cannes (14-25 maggio) sarà annunciato a Parigi il 18 aprile, ma intanto cominciano ad arrivare indiscrezioni sui possibili film selezionati. Sembra fatta per il nuovo atteso film di Quentin Tarantino C’era una volta a Hollywood che riporterebbe così sulla Croisette due divi assoluti come Brad Pitt e Leonardo DiCaprio e l’emergente Margot Robbie. Variety dà per altamente probabili anche il biopic su Elton John Rocketman e il thriller Against All Enemies che racconta di come l’Fbi abbia sorvegliato Jean Seberg (interpretata da Kristen Stewart) quando si è schierata per i diritti civili durante il suo periodo a Los Angeles (sembra che l’agenzia investigativa, scrive Variety, abbia fatto pressioni sullo studio e sul festival per evitare il lancio a Cannes).
Torna sulla Croisette Terrence Malick con il suo dramma sulla seconda guerra mondiale Radegund, che vede tra i protagonisti Bruno Ganz recentemente scomparso. Atteso anche l’ultimo film del due volte Palma d’oro Ken Loach con Sorry We Missed You, un altro ritratto contemporaneo su quel che resta del proletariato con un uomo che cerca di provvedere alla sua famiglia diventando un autista di delivery. Tornano anche altri grandi come i Dardenne con Ahmed, sul tema scottante del fondamentalismo in Europa. Film Netflix, notizia di qualche giorno fa, non dovrebbero esserci e così a Cannes non si vedrà l’attesissimo nuovo Martin Scorsese The Irishman (a Venezia per un bis del caso ‘Roma’ di Cuaron?). Per l’Italia Variety come pure Hollywood Reporter puntano sul nuovo film di Marco Bellocchio su Tommaso Buscetta Il Traditore con Pierfrancesco Favino. Ma, stando alle indiscrezioni raccolte all’Anica ieri per Moviement, “due o tre” potrebbero essere i film tricolore al festival.
I nuovi film di Jim Jarmusch (uno zombie movie con Adam Driver), Xavier Dolan (Matthias & Maxime) e l’atteso Mektoub, My Love: Canto Due del franco tunisino Abdellatif Kechiche (il primo esordì a Venezia) potrebbero debuttare al festival come anche Pain & Glory di Pedro Almodóvar che sta uscendo in Spagna, con Penélope Cruz e Antonio Banderas, ma che potrebbe avere a Cannes la premiere internazionale.

Nolte e la figlia in una favola sull’AlzheimerIn sala dal 21 marzo Un viaggio indimenticabile

20 marzo 201919:34

– La fragilità di un uomo che pian piano si perde nell’Alzheimer è incarnata da Nick Nolte in Un viaggio indimenticabile, in uscita il 21 marzo con Warner Bros. Lo dirige il divo tedesco Til Schweiger, che firma qui un remake in inglese con un cast internazionale (tra i protagonisti anche Matt Dillon, Emily Mortimer e Jacqueline Bisset), del suo film Honig Im Kopf (2014), visto in Germania da 7 milioni di spettatori con circa 60 milioni di euro di incassi.Schweiger, che ha conosciuto da vicino la malattia assistendo, nell’ultimo periodo di vita, il nonno, ha deciso di affrontare il tema mettendo in scena una favola sulla famiglia. E di famiglia ce n’è tanta anche per Nolte, classe 1941, nel film: infatti ad interpretare la nipote del protagonista è la sua vera figlia undicenne, l’esordiente (e talentuosa) Sophia Lane Nolte, che il regista ha chiesto di ingaggiare, dopo una visita a casa Nolte, colpito dalla spontaneità della bambina. Il remake, pensato per raggiungere un pubblico più ampio, ha fatto flop oltreoceano, anche per le durissime recensioni dei critici Usa, che, al di là delle convincenti prove degli attori, hanno accusato Schweiger di non aver saputo dosare comico e drammatico, con il risultato di banalizzare e a tratti ridicolizzare il racconto della malattia. Curiosa e involontariamente surreale anche la visione dell’Italia (Venezia è la meta finale del viaggio dei protagonisti) messa in scena da Schweiger, tra abiti e ambientazioni anni ’50 mescolati, senza un perché, all’oggi.La storia ruota intorno a Amadeus (Nolte), veterinario rimasto da poco vedovo, diventato ormai incapace di vivere da solo, per i suoi ripetuti vuoti di memoria e comportamenti insensati. Il figlio Nick (Dillon, in un ruolo interpretato nel film originale da Schweiger, che qui invece si ritaglia solo un cameo), che da anni con la moglie Sarah (Mortimer) e la figlia Matilda (Sophia Lane Nolte) in Inghilterra, decide di portarlo a vivere a Londra. Amadeus, protagonista di un numero sempre maggiore di incidenti tragicomici, dal dare quasi fuoco alla casa nel tentativo di cuocere una torta a una prova decisamente estrema di giardinaggio, riesce a trovare un vero dialogo solo con la nipote Matilda. La bambina, trascurata dai genitori, troppo presi dal lavoro e da una crisi matrimoniale, è l’unica che ha la pazienza di ascoltarlo. E quando Nick si rassegna all’idea di mettere il padre in un casa di riposo, Matilda decide di scappare con il nonno, per intraprendere insieme un viaggio della memoria. Nolte si è preparato al ruolo “esplorando la malattia in tre stadi – ha spiegato al Pittsburgh Current -. La perdita di memoria e la ripetitività, una perdita di memoria più profonda e alla fine il vuoto assoluto”.Per lui recitare con la figlia Sophia “è stata un’esperienza straordinaria”; l’ha aiutata sul set a gestire emozioni a comando, come il dover piangere: “quando è servito è stata capace di mettere molta verità nel ruolo. E’ stata veramente fantastica”.         [print-me title=”STAMPA”]

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Elisa, tour al via tra note e battaglia per l’ambiente
A Firenze canta anche

tra il pubblico. Chiuderà a Trieste

FIRENZE20 marzo 2019 03:58

E’ partito mercoledì 19 marzo dal Teatro Verdi di Firenze con un sold out il ‘Diari aperti tour’, la serie di concerti che porterà Elisa in giro per tutta l’Italia e si chiuderà il 31 maggio nella sua Trieste, al teatro Politeama Rossetti. Saranno diverse le date multiple nelle varie città, molte di queste già esaurite, viste le numerose richieste da parte del pubblico affezionato al repertorio della cantautrice.
Accanto ai suoi cavalli di battaglia e alla cover ‘The Sound of Silence’ di Simon and Garfunkel, già proposta dall’artista nel 2015 in una puntata di ‘Amici’, Elisa interpreta brani contenuti nel suo ultimo lavoro discografico ‘Diari aperti’ che dà il titolo anche al tour. Il concerto si apre col brano ‘Come fosse adesso’. La cantante è seduta al pianoforte al centro del palco, affiancata da otto musicisti e tre coriste in perfetta sintonia fra di loro. La prima ora dello spettacolo è dedicata ai brani più intimi e lenti che richiedono arrangiamenti classici grazie anche all’utilizzo di due violini, una viola e un violoncello. Anche l’allestimento del palco è classico ed essenziale e si sposa perfettamente con la location del Teatro Verdi. Alle spalle dell’artista scorrono immagini e video privati e personali, come la stessa artista ha voluto spiegare a fine spettacolo: “Ho riportato i miei diari anche sullo schermo, un racconto, anche visivo, della mia vita. Diari aperti è un progetto confidenziale che però nel live non manca di momenti che accendono il pubblico”. E gli spettatori non mancano di accendersi, come dice Elisa, soprattutto nella seconda ora dello spettacolo, riservata ai brani più rock e pop dove anche la stessa artista, lasciato il pianoforte e imbracciata la chitarra, scende dal palco per cantare insieme ai suoi fan. “La scelta del teatro richiama l’intimità dell’album da cui prende il nome il tour – ha spiegato Elisa nel suo racconto – e abbiamo lavorato due mesi intensi prima di mettere in scena questo spettacolo per stare vicino al mio pubblico”. Non manca un forte messaggio ecologista con la comparsa sullo schermo del proverbio indiano ‘Quando avrete abbattuto l’ultimo albero, quando avrete pescato l’ultimo pesce, quando avrete inquinato l’ultimo fiume, allora vi accorgerete che non si può mangiare il denaro’ e della foto della ragazza attivista svedese Greta Thunberg insieme alle immagini delle manifestazioni studentesche andate in scena la scorsa settimana. Due ore di concerto ma il tempo scorre velocemente per il ritmo e l’energia che lei trasmette al pubblico, e si chiude con ‘A modo tuo’, il brano scritto da Ligabue e dedicato alla figlia Linda. Dopo la tappa fiorentina, il tour si sposterà a Bari per la doppia data del 21 e 22 marzo.

Esposito da Gomorra a giornalista ‘eroe’In sala il noir opera prima di Cristiano Anania

20 marzo 201911:45

Immaginate Salvatore Esposito, il Genny Savastano di Gomorra, nei panni di Giorgio, un giornalista anche troppo mite, con tanto di occhiali, timidezza e passione per gli origami ed entrerete di fatto nella storia noir de ‘L’eroe’, opera prima di Cristiano Anania in sala dal 21 marzo distribuito da Mescalito Film.La storia del film segue, attraverso molti stereotipi, la vita di questo giornalista trentenne ambizioso, anche se non si vede che a un certo punto viene licenziato dal direttore (Paolo Sassanelli) de ‘Il corriere del centro’ dove lavora e mandato in provincia. Nel paese in cui si ritrova Giorgio c’è ben poco da fare, tranne mettere in piedi un’amicizia con una giovane laureanda (Marta Gastini) e con Francesco (Vincenzo Nemolato), l’esuberante scemo del villaggio. Quando poi Giorgio comincia a trovare la sua dimensione lavorativa, viene di colpo licenziato dal direttore.A salvarlo sarà un tragico quanto provvidenziale fatto di cronaca: il rapimento di Carlo, nipote della più importante imprenditrice locale (Cristina Donadio). Così quel paesino, poco interessante, diventa come sempre capita centrale nell’informazione italiana. Ma qualcuno, alla fine, si chiede se tutto questo sia stato davvero un caso. Paura di essere identificato sempre e solo con il personaggio di Genny Savastano? “Paura zero – spiega l’attore -. Cerco sempre di scegliere progetti in cui posso essere me stesso. Non mi pongo però limiti, il criterio è sempre quello di credere nel personaggio da interpretare”. La commedia? “È un genere che mi piace molto e che vorrei esplorare di più – spiega l’attore che ultimamente si è misurato nel ruolo di un gay in Puoi baciare lo sposo di Alessandro Genovesi -. Il problema di questo genere è solo quando diventa macchietta o cade negli stereotipi”.Per Esposito i veri eroi di oggi “sono quei ragazzi di periferia che ogni mattina vanno a lavorare non facendosi tentare dai guadagni facili”. Se dovesse fare il supereroe? “Per la Marvel farei sicuramente Hulk. Per la Dc Comics non avrei scelta: sarei sicuramente Batman”.
Galleria Borghese, il museo sognatoEdito da Treccani, nel volume oltre 230 foto e saggi di esperti

20 marzo 201909:51

Una collezione ineguagliabile di opere d’arte, che non ha seconde scelte tanto è alto il valore delle tele e delle sculture, dalla poesia di Raffaello e Caravaggio fino all’emozione di Bernini e l’eleganza di Canova. Ma anche uno spazio architettonico di grande bellezza e funzionale all’arte stessa, il cui raffinato apparato decorativo intesse una suggestiva rete di armonici accordi con i capolavori con i quali si relaziona. C’è tutta l’avvincente storia di uno dei più straordinari musei al mondo ne “La Galleria Borghese”, il volume a tiratura limitata edito da Treccani, il terzo della collana “Palazzi d’Italia” dopo le pubblicazioni dedicate al complesso architettonico del Quirinale e al Vittoriale degli Italiani. Un libro imponente e di preziosa fattura, che porta avanti su un doppio binario il racconto del luogo sognato e poi creato nella Roma del ‘600 dal visionario Cardinale Scipione Borghese, nipote di Papa Paolo V: da un lato il corposo apparato iconografico, con le 239 immagini del fotografo Luciano Romano che svelano la collezione con uno sguardo originale, libero dalla consuetudine della fruizione museale; dall’altro i numerosi saggi di approfondimento storico-critico, in cui vengono narrati tutti i dettagli di quello che può essere considerato il primo museo moderno. Al centro del volume il legame inscindibile tra gli ambienti interni ed esterni della Villa e le opere: elementi coprotagonisti di una visione d’insieme coerente e di grande originalità, in simbiosi perfetta, inimmaginabili l’uno senza l’altro. Progettata dall’architetto di fiducia del Papa e del Cardinale, Flaminio Ponzo, per essere non una semplice dimora principesca ma proprio un luogo deputato ad accogliere capolavori d’arte, la Villa poi a partire dal 1770 fu radicalmente trasformata dal principe Marcantonio IV Borghese e da Antonio Asprucci, architetto ideatore del programma decorativo: un rinnovamento a dir poco spettacolare, che portò l’edificio all’aspetto che ancora oggi vediamo. Tra gli autori dei saggi anche Anna Coliva, direttore generale della Galleria Borghese, che ha definito il ‘suo’ museo “un luogo che non si conosce mai del tutto, una palestra eterna per ogni studioso”. “Qui c’è il trionfo del multiforme e della meraviglia, con una grande libertà stilistica. Del resto la meraviglia è proprio il dato oggettivo e critico e il fine della poetica barocca, quando nacque la collezione del Cardinale Borghese. Poi nel ‘700 la seconda fase, con il rinnovamento della Villa portato avanti per rispondere al bisogno di chiarezza e razionalizzazione, per mettere ordine alla multiformità”, ha spiegato ieri a Roma alla presentazione del libro, condividendo il tavolo con Massimo Bray, direttore generale dell’Istituto della Enciclopedia Italiana, e Luciano Romano. “Dai tempi di Stendhal – ha detto Bray – la Galleria Borghese ha consolidato la sua fama di luogo identitario della città di Roma: uno scrigno di tesori, che custodisce la bellezza e al tempo stesso la apre alla condivisione di quanti sanno riconoscerla”. “La fotografia è una riduzione della realtà: non è facile restituire la complessità che c’è qui dentro”, ha proseguito poi Romano, “il fotografo è un artista, è vero, ma in un luogo come questo non ha senso entrare in competizione con Bernini o Caravaggio. Nelle foto del libro l’effetto non sembra costruito ma in realtà abbiamo creato una vera messa in scena teatrale, giocando tra luce naturale e artificiale per trovare un equilibrio perfetto”.

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Likemeback, diventare eterni coi social
Tre ragazze ‘smartphone-addicted’ nel film di Seragnoli

20 marzo 201917:28

– “Prima eri solo vivo, ora sei eterno”. Così una delle protagoniste di ‘Likemeback’ di fronte alla foto di una lisca di pesce appena postata su Facebook e Instagram. E’ uno dei momenti chiave del film di Leonardo Guerra Seragnoli che, dopo il festival di Locarno, esce il 28/3 distribuito da Nightswim e pone al centro di tutto tre ragazze diciottenni fedeli a un solo dio: il loro smartphone. Lavinia (Blu Yoshimi), Carla (Denise Tantucci) e Danila (Angela Fontana), finito il liceo, partono insieme per una vacanza in barca a vela. Sono tutte sole con i loro smartphone di ordinanza e un silenzioso skipper, Josko (Goran Markovic) in viaggio lungo le coste della Croazia.
Le tre ragazze si consumano tra i loro sogni, la grande paura di crescere e, soprattutto, la loro smodata vanità digitale. Per loro non c’è occasione da perdere per condividere quello che fanno, vedono, provano in attesa di un “mi piace” o dei 30mila follower che ti rendono un influencer o un fashion blogger.
Anche a danno dell’amicizia.
Roberto Abbado guida Filarmonica BolognaSolista il diciassettenne russo Alexander Malofeev

BOLOGNA20 marzo 201910:53

– La stagione 2018/2019 dell’Orchestra Filarmonica di Bologna prosegue il 25 marzo con un programma interamente dedicato alla Russia diretto da Roberto Abbado, per la seconda volta sul podio del complesso. Direttore Musicale del Festival Verdi di Parma e del Palau de les Arts Reina Sofía di Valencia, il maestro milanese è molto apprezzato dal pubblico di Bologna per avere diretto in molte occasioni nelle stagioni del Teatro Comunale. Con Abbado ci sarà anche il giovanissimo pianista moscovita, non ancora diciottenne, Alexander Malofeev, vincitore nel 2014 del prestigioso Concorso Ciajkovskij, dove ha ottenuto il Primo Premio.
La serata si aprirà e si chiuderà con due celebri brani di Modest Musorgskij, il Preludio dall’opera Kovanshcina e i Quadri di un’esposizione proposti con l’orchestrazione del 1922 di Maurice Ravel. In mezzo il Concerto in si bemolle minore per pianoforte e orchestra di Ciajkovskij.
Apre Casa Museo Gino Covili nel ModeneseUn’esposizione di oltre 120 opere con visite guidate

MODENA20 marzo 201911:06

– Apre giovedì 21 marzo a Pavullo nel Frignano, sull’Appennino modenese, la Casa Museo Gino Covili (1918-2005) voluta da CoviliArte, società costituita dalla famiglia per diffondere la conoscenza della sua opera. Situata al confine tra bosco e città, per ricordare che il percorso di Covili è sempre stato in equilibrio tra arte, natura e cultura, la Casa Museo prevede un percorso di oltre 120 opere.
L’inaugurazione – alla quale sono attesi il presidente della Regione Stefano Bonaccini, l’arcivescovo di Modena Erio Castellucci e Francesco Guccini – coincide con il 101/o anno dalla nascita dell’artista.
Come in un mito di creazione, terre, animali e uomini compongono il cosmo di Covili, che attraversa la pittura del Novecento. Cronache ordinarie, cicli, epopee di un mondo selvatico rappresentate in una rigorosa selezione tra dipinti, acquerelli, disegni e sculture. L’allestimento è dedicato a visite guidate private, individuali e per gruppi organizzati, con spazi per l’esposizione permanente e iniziative temporanee.

A teatro, Ranieri, Popolizio e MayOmaggio a Don Milani per Leo Muscato, Gassman dirige Mayorga

20 marzo 201911:19

– Massimo Ranieri ne “Il gabbiano” da Cechov per Giancarlo Sepe e Massimo Popolizio con Maria Paiato in “Un nemico del tempo” di Ibsen, tutti a Roma; “I promessi sposi alla prova” di Giovanni Testori per Luca Lazzareschi e Laura Marinoni diretti da Andrée Ruth Shammah e “Il ragazzo dell’ultimo banco” dello spagnolo Juan Mayorga diretto da Jacopo Gassman, entrambi a Milano; l’omaggio di Leo Muscato a Don Milani con “Il Vangelo secondo Lorenzo”, a Torino, e Fiona May e Luisa Cattaneo in “Maratona di New York” di Edoardo Erba a Matera 2019: sono alcuni degli spettacoli in scena nel prossimo week end.
A teatro Majorana a 80 anni scomparsaA Roma da 21/3, romanzo Sciascia con Cannata e Caruso

20 marzo 201912:49

– “Non solo uno scienziato, ma anche un filosofo, un uomo con una grande senso di libertà e un intero universo dentro”. Così Loredana Cannata racconta Ettore Majorana, il genio della fisica nucleare e della meccanica quantistica, anima con Enrico Fermi dei Ragazzi di via Panisperna. Era il 27 marzo 1938, esattamente 80 anni fa, quando a soli 32 anni svanì nel nulla. Suicidio, fuga, scelta monastica? Il giallo ha animato per anni cronache e dibattiti, almeno quanto la portata delle sue intuizioni sull’atomo, senza però mai davvero arrivare alla parola ‘fine’. Oggi la sua storia torna ora in scena con ‘La scomparsa di Majorana’, testo ispirato al romanzo di Leonardo Sciascia, in prima nazionale al Palladium di Roma dal 21 al 24 marzo, con la regia di Fabrizio Catalano che dello scrittore è nipote (30 -31 marzo ad Agrigento e in tournée la prossima stagione). Per la Cannata i panni di Laura Fermi, la moglie del premio Nobel, mentre Alessio Caruso è (il presunto) Majorana, con Roberto Negri e Giovanna Rossi.
A teatro Otello 4.0, drammaturgia e A.I.In scena a Roma risultati del corso under 35 di Artisti Riuniti

20 marzo 201914:09

– Shakespeare incontra l’intelligenza artificiale. Arrivano in scena i risultati del corso, under 35, Dalla drammaturgia tradizionale all’algoritmo. Teatro e sistemi complessi, con il debutto di Otello 4.0, il 21/3 al Teatro dei Dioscuri. Attivato da Artisti Riuniti con Siae S’Illumina, Mibac, Accademia Italiana Videogiochi e Made Corporate, più La Sapienza e Sony Lab France, per 6 mesi il workshop guidato dal regista Piero Maccarinelli ha sperimentato metodi alternativi di creatività drammaturgica, insieme a limiti e pregi della Intelligenza Artificiale, partendo dall’Otello e con la messa a punto dei programmi Shake Shakespeare e White Mirror.
In scena i partecipanti mostreranno come dal plot madre abbiano creato frammenti di storie con l’A.I. o con Master di giochi di ruolo ed esperti di videogames. Si avrà quindi un Otello in chiave rap, uno comico-spiritual (Otello esperto di cristalloterapia e Reiki), pop (Otello è un meccanico), fino al Sud America futuristico ispirato alla serie tv HBO Westworld.
Booking.com lancia la casa dell’UnicornoSi trova a Milano e sarà disponibile durante la Design Week

20 marzo 201915:01

– La Unicorn House? Esiste e si trova nel centro di Milano. Per celebrare la Festa Mondiale dedicata alla creatura leggendaria che si celebra il 9 aprile, Booking.com, offre a tre gruppi di ospiti la possibilità di realizzare il proprio sogno soggiornando in un appartamento completamente arredato a tema disponibile durante la Design Week. L’esperienza è appositamente pensata in ogni minimo dettaglio per rendere omaggio al mitico unicorno, dai mobili alle lenzuola, passando per la facciata stessa dell’edificio, letteralmente ricoperta da stelle, nuvole colorate e arcobaleni scintillanti.
“Questa coloratissima e fantasiosa casa – dice Alberto Yates, Regional Manager di Booking.com – è solo una degli oltre 5,7 milioni di unità in case, appartamenti e altri posti davvero particolari dove soggiornare, prenotabili su Booking.com”.
Su http://www.booking.com/hotel/it/the-unicorn-house.html informazioni e prenotazioni.
Ragazzo ultimo banco, regia J. GassmannCanone capovolto del bildungsroman, il romanzo di formazione

20 marzo 201915:26

– Con il canone del bildungsroman, il romanzo di formazione, che viene però capovolto, Jacopo Gassmann, talentuoso figlio del grande Vittorio, è alla sua prima regia al Piccolo Teatro di Milano con ‘Il ragazzo dell’ultimo banco’ dello spagnolo Juan Mayorga. Lo spettacolo, in prima nazionale da domani al 18 aprile, è stato definito nella presentazione come una lucida parabola, inquietante come un thriller, che si sostanzia in un rapporto fra finzione e realtà fra lo studente Claudio (Fabrizio Falco) e il professore German (Danilo Nigrelli).
Claudio viene da una famiglia disagiata, la madre tra l’altro lo ha abbandonato da piccolo. Rivela un particolare talento per la scrittura e racconta “a puntate” il rapporto con un compagno di classe che aiuta negli studi e che è di famiglia molto borghese. E’ vero quel che narra? Ne nasce uno spaccato di una società economicamente divaricata e in cui l’ascensore sociale appare bloccato.

Arte piemontese in mostra a VeneziaIn concomitanza con Biennale dell’Arte, anche 500 e Barolo

TORINO20 marzo 201915:32

– Una mostra con opere di alcuni tra i maggiori artisti piemontesi, come Michelangelo Pistoletto, Pinot Gallizio, Pelizza da Volpedo, Mollino, ma anche ‘oggetti’ che caratterizzano il ‘made in Piemont’, come la prima Fiat 500 del 1957, il Barolo, la Fiera del Tartufo…, inaugura il 7 maggio Venezia Combo, un nuovo spazio culturale a 360 gradi nell’ex convento di Gesuiti a Cannareggio, a Venezia.
La mostra, intitolata ‘The Piedmont Pavillon’ e promossa dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e dal Castello di Rivoli, con il sostegno di Compagnia di San Paolo e Regione Piemonte, è stata presentata oggi alla Fondazione Sandretto.
Si terrà in concomitanza con la 58/a Biennale dell’Arte di Venezia e verrà allestita come una sorta di piece teatrale.
“Non potevamo fare un padiglione perché il Piemonte non è una nazione – spiegano Carolyn Chistov-Bakargiev, direttore del Castello di Rivoli e Patrizia Sandretto – ma abbiamo lavorato in concerto con la Biennale per un progetto davvero innovativo”.

Mamma e papà gratis a live Sfera EbbastaPer i genitori dei minori. “Vedranno che lo show è positivo”

20 marzo 201915:40

– Mamma e papà gratis al concerto di Sfera Ebbasta. Dopo le polemiche scoppiate in seguito alla tragedia di Corinaldo – sei morti nella discoteca in cui era atteso l’artista lo scorso dicembre – il rapper apre le porte dello Sfera Ebbasta Popstar Tour ai genitori dei fan attraverso la Family Pack, una speciale iniziativa che consentirà a un genitore di accompagnare e partecipare a titolo gratuito ad uno dei concerti previsti nelle principali arene indoor nel mese di aprile.
Ogni minorenne – per due settimane e fino a esaurimento posti – che compra un biglietto per lo show, avrà diritto a un ticket omaggio per l’adulto che lo accompagnerà (scrivendo a biglietti@thaurus.it e fornendo i documenti richiesti).
“Ho pensato di coinvolgere i genitori in modo che possano vedere che nello show è tutto positivo – spiega Sfera – è un posto dove ci si diverte. Mi sono messo nei loro panni che hanno visto l’idolo dei loro figli, ancora ragazzini, additato dai giornali e dalle tv come se fosse un mostro”.
Joan Baez, unica data italiana il 19/7Tour d’addio fa tappa al Flowers Festival a Collegno

20 marzo 201915:44

– Unica data italiana per Joan Baez il 19 luglio al Flowers Festival, nel Parco della Certosa di Collegno (To). La tappa è parte del “Fare thee well tour”, il tour d’addio della cantautrice e attivista politica statunitense. Il festival, quest’anno, approfondisce il tema della ricerca di nuove fondamenta per una nuova società e vuole contribuire al dibattito su come costruirla, su quali valori farlo, percorrendo quali strade in futuro e quali sono state percorse in passato.
Joan Baez, nella sua carriera, ha cantato tutto questo, in più di mezzo secolo di musica, divenendo non solo la voce femminile più celebre ed impegnata degli anni ’60, ma anche il simbolo di un’intera generazione. Ha marciato in prima linea nel movimento per i diritti civili con Martin Luther King, ha illuminato i riflettori sul movimento della parola libera, è scesa in campo con Cesar Chavez, ha organizzato la resistenza alla guerra del Vietnam, ha sostenuto le Dixie Chicks per il loro coraggio di protestare contro la guerra in Iraq.
Massimo Ranieri e il ‘Gabbiano’ di SepeRivisitazione di Cechov puntando sul rapporto tra madre e figlio

20 marzo 201915:54

– “Ieri ancora / avevo vent’anni … ho fatto talmente tanti progetti / che sono rimasti per aria … ed ora sono perduto / senza sapere dove andare” canta Massimo Ranieri nella versione originale ‘Hier encore’ di Aznavour alla fine di questo ‘Il gabbiano (à ma mère)’, spettacolo di Giancarlo Sepe che ha debuttato al Quirino di Roma, dove si replica sino al 31 marzo, sottolineando nostalgia e rammarico per vite piene di sogni e delusioni, fatte di amori sbagliati e velleità artistiche, quelle dei personaggi del lavoro di Cechov da cui tutto prende le mosse.
Al titolo originale qui è aggiunta una dedica, “a mia madre”, e si incentra tutto principalmente sul drammatico rapporto tra Irina Arkadina, grande attrice attenta solo a se stessa, e suo figlio Kostja, che ama Nina che fuggirà con lo scrittore Trigorin e vuol fare lo scrittore, platealmente deriso dalla madre, tanto che interrompe la rappresentazione di un suo dramma nel giardino di casa.
In Congresso Usa musica Lauper e Jay ZDue artisti tra altri in National Recording Registry

NEW YORK20 marzo 201915:55

– La musica di Cindy Lauper e Jay-Z sarà preservata dal Congresso. I due artisti entrano infatti a far parte del National Recording Registry per la loro importanza culturale, estetica e storica.
I due artisti fanno parte di una rosa di 25 nomi annunciata oggi. Tra questi anche le canzoni più famose di Sam & Dave, gli Earth Wind & Fire, la musica del film ‘Super Fly’ nonchè una registrazione del senatore Robert F. Kennedy mentre annuncia alla folla a Indianapolis che Martin Luther King Jr. è stato assassinato. “Il National Recording Registry – ha spiegato la bibliotecaria del Congresso Carla Hayden – onora la musica che arricchisce lo spirito, le voci che raccontano la nostra storia e i suoni che rispecchiano le nostre vite. La Biblioteca del Congresso lavora per preservare i suoni e i momenti nel tempo che riflettono il nostro passato, presente e futuro”.
Mostre: a Barletta abiti di TraviataUsati per messa in scena al Petruzzelli con regia Hugo de Ana

BARLETTA20 marzo 201916:49

– Si apre il 21 marzo nel Palazzo della Marra sede della Fondazione De Nittis, la mostra “Parigi, o Cara!”, che propone gli abiti de “La Traviata”, andata in scena dal 19 al 30 dicembre scorso, nel Teatro Petruzzelli, ispirati a quadri di Giuseppe De Nittis. La mostra rimarrà aperta fino al 23 giugno. Il regista, il maestro argentino Hugo de Ana, suggestionato da De Nittis, si è ispirato proprio all’artista barlettano per l’allestimento della sua Traviata, cronologicamente collocata alla fine del XIX secolo, fra il 1870 e il 1880. Questo accadeva sul palcoscenico, mentre nel foyer del Petruzzelli erano esposti tre fra i più belli e suggestivi dipinti dell’artista, “Figura di Donna”, “Il Salotto della Principessa Matilde” e “Giornata d’inverno”. L’allestimento degli abiti nelle sale della pinacoteca è stato curato dall’art designer Gennaro Corcella. L’intero percorso è dominato da un colore rosso vivo, alla fine una sedia di colore bordeaux spento annuncia che la vita di Violetta volge alla fine.
Ferlinghetti, 100 anni e un nuovo libroCompleanno a San Francisco, ma ultimo Beat resta a casa

NEW YORK20 marzo 201916:54

– Lawrence Ferlinghetti spegnerà il 24 marzo 100 candeline con un nuovo libro, ma la giornata del compleanno la passerà a casa con i migliori amici. L’ultimo protagonista della Beat Generation non parteciperà alle celebrazioni organizzate a San Francisco e che avranno l’epicentro nella sua leggendaria City Light: “Sono praticamente cieco. Non sarebbe divertente”, ha confidato alla National Public Library il poeta, pittore, editore e libraio amico di Allan Ginsberg, Jack Kerouac, Neil Cassady e Gregory Corso.
A San Francisco, dove si trasferì negli anni ’50, c’è già una strada intitolata a suo nome. E la città del Golden Gate ha proclamato il 24 marzo “Lawrence Ferlinghetti Day”. Le celebrazioni andranno avanti tutto il mese tra documentari, feste, mostre fotografiche e pubbliche letture. Per il giorno del compleanno sarà anche uscito l’ultimo libro, “Little Boy”: un romanzo autobiografico scritto in stile “stream of consciousness” e in terza persona, senza paragrafi o punteggiatura convenzionale.
Nasce a Milano Associazione Alda MeriniA Milano per iniziativa delle figlie

20 marzo 201916:59

– Nasce a Milano l’Associazione Culturale Alda Merini, per iniziativa delle figlie della poetessa Emanuela, Flavia e Simona. L’Associazione, senza scopo di lucro, vuole “promuovere, tutelare, approfondire e diffondere la figura e l’opera” della Merini, di cui ricorrono nel 2019 i dieci anni dalla morte, avvenuta il 1 novembre 2009.
Nel Consiglio Direttivo, oltre alle eredi, socie fondatrici, la presidente Marina Bignotti, per molti anni collaboratrice di Vanni Scheiwiller, amica ed editor di Alda Merini, Cinzia Boschiero e Paolo Recalcati. Al Consiglio Direttivo si affiancherà un Comitato scientifico formato, tra gli altri, da Ambrogio Borsani, Alberto Casiraghi, Nicola Crocetti, Paolo Di Stefano, Renato Minore, Vincenzo Mollica, Mauro Novelli e Luisella Veroli. In occasione del decennale della morte, l’Associazione si farà promotrice di alcune iniziative tra cui un Convegno, organizzato in autunno in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano e dedicato all’opera e personalità di Alda Merini

S. Cecilia, le pianiste LabequeNel Concerto per due pianoforti di Bruch. Sul podio Bychkov

20 marzo 201917:15

– Le sorelle Kathia e Marielle Labèque eseguiranno per la prima volta a Santa Cecilia il Concerto per due pianoforti di Max Bruch, con l’Orchestra dell’Accademia Nazionale diretta da Semyon Bychkov, giovedì 21 marzo alle 19.30 (repliche venerdì 22 alle 20.30 e sabato 23 alle 18, Auditorium Parco della Musica). Il Concerto per due pianoforti, composto nel 1911, fu commissionato dalle pianiste americane Rose e Ottilie Sutro al compositore tedesco, conosciuto durante i loro studi al Conservatorio di Berlino. Dopo la prima esecuzione nel 1916, le sorelle Sutro modificarono la partitura senza autorizzazione e solo nel 1970, dopo la loro morte, lo spartito originario fu ritrovato e così riscoperto dal grande pubblico. A completare il programma la Sinfonia n.9 “la Grande” di Schubert, scoperta da Robert Schumann che, durante una visita al fratello di Schubert, rovistando tra le carte del compositore scomparso si accorse della qualità del brano e propose a Mendelssohn di curarne la prima esecuzione.
Romics, da 80 anni Batman a RadcliffeLa 25/a edizione dedicata a fantascienza, fantasy e supereroi

20 marzo 201917:33

– La prima tappa italiana dei festeggiamenti ufficiali Dc Comics per gli 80 anni di Batman, con iniziative come una mostra di tavole originali realizzate da grandi artisti italiani e internazionali e un focus sul rapporto tra il supereroe e l’Italia; il ritorno di Cristina D’Avena con il nuovo album, e fra le anteprime, le prime due puntate di Miracle Workers, nuova serie con Steve Buscemi nei panni di Dio e Daniel Radcliffe in quelli di un angelo. Saranno fra i momenti clou della 25/edizione di Romics, dedicata a fantascienza, fantasy e supereroi. Il grande appuntamento internazionale su fumetto, animazione, games, cinema e entertainment, che si tiene due volte l’anno nella Capitale, sarà in cinque padiglioni della Fiera di Roma, dal 4 al 7 aprile.
I Romics d’oro alla carriera andranno a Willem Dafoe, Reki Kawahara, Ryan Ottley, Alessandro Bilotta, George Hull. Tornerà Giorgio Cavazzano, con con una grande mostra di originali, tutti dedicati alla fantascienza e al fantasy.

Giovanni Truppi tra ‘Poesia e civiltà’Esce il 22/3 l’album del cantautore, il tour parte da Terni

20 marzo 201917:35

– Esce venerdì 22 marzo il nuovo album firmato da Giovanni Truppi intitolato ‘Poesia e civiltà’.
Le canzoni in scaletta, nel nuovo lavoro del cantautore, sono undici e vanno da ‘Borghesia’, ovvero il singolo che ha anticipato la pubblicazione dell’album al completo, fino ad ‘Ancient society’, passando anche per ‘Adamo’, ‘I miei primi sei mesi da rockstar’ e ‘Le elezioni italiane del 2018′. L’album sarà anche il protagonista di un tour in partenza il 4 aprile da Terni (Sala dell’Orologio). “Ho scelto queste parole per il titolo – ha detto Truppi – perché sono un punto di riferimento e pensavo fosse necessario comunicarle in questo particolare momento”.

art+b=love(?), quando arte innova mondoDa 16/5 ad Ancona, 3/a edizione dedicata all’imprevisto

20 marzo 201918:10

– L’artista visivo Filippo Riniolo con Be the B alla scoperta dei campi in cui l’arte può fruttuosamente attivarsi. Il progetto DataPoiesis del duo artistico Iaconesi-Persico, che dall’estrazione dei dati arriverà fino alla produzione di oggetti. E ancora la mostra Crescit di Sonia Andresano, che ha lavorato sulla rigenerazione della periferia multietnica, o le immagini, inedite per l’Italia, del programma tv Scienza, prodotto da Roberto Rossellini tra il 1969 e il 1973. Sono alcuni degli appuntamenti in programma alla 3/a edizione di Art+b=love(?), primo festival italiano dedicato all’arte che innova scienza, imprese e società, che torna alla Mole Vanvitelliana di Ancona dal 16 al 19 maggio. Tema di quest’anno, l’imprevisto come opportunità di scoperta”, raccontano il direttore artistico e il curatore Cesare Biasini Selvaggi e Federico Bomba. Tra i talk, anche il rettore del Gran Sasso Scienze Institute, Enrico Coccia, sull’universo raggio di luce e la campionessa di sci paralimpico, Sofia Righetti

Da Torino L’infinito Tour di VecchioniGiovedì 21 marzo al teatro Colosseo di Torino il primo concerto

TORINO20 marzo 201918:11

– Parte da Torino, giovedì 21 marzo al Teatro Colosseo, l”Infinito Tour’ di Roberto Vecchioni, prodotto da Dm Produzioni, che toccherà i più importanti teatri italiani fino all’estate. La prima parte dello spettacolo è dedicata ai brani del nuovo album, la seconda contiene alcuni classici del repertorio del cantautore, in un susseguirsi di parole e immagini.
“L’infinito non è fuori da noi, non è introvabile, ma è dentro di noi, nella nostra anima e nelle nostre emozioni – spiega Vecchioni – e questo mio ultimo lavoro racconta di uomini che hanno battuto il destino, hanno combattuto il male, hanno amato la vita, gli altri e se stessi. Il tema che propongo è il grande amore per tutto ciò che si fa e si vive”.
I successi del passato, della seconda parte del concerto, servono invece a Vecchioni “per mostrare il percorso fatto per arrivare a questo concetto di infinito, attraverso pensieri sull’amore, sul sogno, sull’esistenza, sul dolore, sulla gioia, sulla felicità e sull’unità di tutto questo”.         [print-me title=”STAMPA”]

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Scala: Sala, nessuno ha accettato fondi
‘Nostra sensibilità ci dice che ora sauditi non convengono’

MILANO19 marzo 2019 01:26

– “Nessuno li ha accettati i fondi sauditi, che infatti erano su un conto estero con un anticipo di garanzia da un notaio proprio perché nessuno ha dato mandato per staccarli”. Lo ha ribadito il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, parlando dei soldi provenienti dall’Arabia Saudita come acconto per entrare nel Cda del teatro alla Scala, di cui ieri è stata annunciata la restituzione dopo la riunione del Consiglio del teatro. “Il dialogo tra il sovrintendente Pereira e i sauditi nasce molto tempo prima e in tanti erano informati, anche il ministro Bonisoli. Da questo a un certo punto il sovrintendete ha ipotizzato un ingresso saudita nella fondazione, il consiglio si è riunito un mese e mezzo fa e ci sono tutti i verbali”. “La nostra sensibilità adesso ci dice che non è conveniente per noi avere i sauditi, e sarebbe una discontinuità perché non c’è mai stato nessuno straniero, preferiamo avere aziende”.
Sonia Bergamasco legge Italo CalvinoAl grattacielo Intesa Sanpaolo terza serata del ciclo di Letture

TORINO19 marzo 201912:44

– Sonia Bergamasco, attrice e regista di spettacoli teatrali, legge mercoledì 20 marzo, alle 21, ‘Città visibili e invisibili’, nella terza e ultima serata del ciclo Italo Calvino, tutto in un punto, nell’Auditorium del grattacielo Intesa Sanpaolo. Tra le città che si vedono c’è Torino – dove Calvino ha trascorso gli anni più fecondi della sua vita creativa adulta e ha pubblicato quasi tutte le sue opere – e, per i torinesi, l’attrice ha preparato di una sorpresa da svelare nel corso della serata. Bergamasco legge anche pagine di Palomar e Se una notte d’inverno un viaggiatore.
L’iniziativa, curata da Giulia Cogoli, è parte del programma di attività culturali realizzate da Intesa Sanpaolo presso il grattacielo. Calvino è il quarto scrittore, dopo Natalia Ginzburg, Primo Levi e Fruttero e Lucentini. Introduce Domenico Scarpa. L’ingresso è gratuito ma bisogna prenotare sul sito http://www.grattacielointesasanpaolo.com/news. E’ possibile seguire la diretta streaming collegandosi allo stesso indirizzo.
Mostre, il Grande Cretto di Burri a RomaLa più grande opera Land Art al mondo ricopre macerie Gibellina

PALERMO19 marzo 201912:48

– “La Ferita della Bellezza. Alberto Burri e il Grande Cretto di Gibellina” è il titolo della mostra che sarà inaugurata venerdì 22 marzo alle ore 18.30 al Museo Carlo Bilotti di Roma, un progetto espositivo promosso da Roma Capitale, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, curato da Massimo Recalcati e con il coordinamento scientifico di Alessandro Sarteanesi di Magonza Editore. Per la prima volta il “Grande Cretto” di Gibellina è il protagonista di una importante mostra di Alberto Burri, un’opera che il maestro ha concepito e realizzato quale sudario bianco per ricoprire le macerie della Gibellina distrutta dal terremoto del 1968, creando così l’opera di Land Art più grande al mondo. Oggi il “Grande Cretto” di Burri rappresenta un’opera dall’alto valore simbolico per la città di Gibellina e per la cultura artistica internazionale, divenendo un caso unico di opera d’arte che interviene nel contesto storico della morte e della rinascita di una città. La mostra, partendo da questo grande intervento artistico di Gibellina, analizza tutto il percorso creativo dell’artista con una selezione di lavori esemplari, letti in relazione alla poetica della ferita, tema che nell’interpretazione di Massimo Recalcati attraversa l’intera opera del maestro umbro. Culmine del percorso interpretativo sono le fotografie in bianco e nero di Aurelio Amendola sul Grande Cretto e il video di Petra Noordkamp prodotto e presentato nel 2015 dal Guggenheim Museum di New York, in occasione della grande retrospettiva The “Trauma of Painting” dedicata ad Alberto Burri.
Considerata la centralità del “Grande Cretto” la città di Gibellina, con la sua Amministrazione Comunale, ne è uno dei principali enti patrocinanti insieme alla Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri, alla Regione Lazio, alla Regione Sicilia, alla Fondazione Orestiadi, con prestiti anche dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma. La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 9 giugno 2019.
Arriva in Italia show dei Blue Man GroupAgli Arcimboldi di Milano e poi al Mandela di Firenze

19 marzo 201912:49

– Arriva in Italia lo spettacolo dei Blue Man Group, al Teatro degli Arcimboldi dal 19 al 24 marzo e al Nelson Mandela Forum di Firenze dal 28 al 31 marzo 2019. Lo spettacolo – dal 2017 parte della famiglia del Cirque Du Soleil e in esclusiva italiana per Show Bees – mescola con ironia arte, musica, teatro, divertimento, energia e colore.
“Il gesto teatrale, fondamentale, insieme all’aspetto musicale e all’arte del corpo, è perfettamente in grado di sopperire alla mancanza di linguaggio verbale – spiegano gli organizzatori dello spettacolo – traducendosi in linguaggio universale comprensibile da chiunque, privo di confini fisici, senza distinzione di razza e di età”.
Nato dalla mente di tre studenti americani (Matt Goldman, Phil Stanton e Chris Wink) nel fervore culturale della New York degli anni ’80, Blue Man Group, è cresciuto a dismisura trasformandosi in un collettivo di artisti e diventando un cult mondiale tanto da entrare a far parte, nel 2017, della famiglia del Cirque Du Soleil.

Manu Invisible e la trovata multa-invitoPer vernissage a Cagliari street artist usa parabrezza di auto

CAGLIARI19 marzo 201913:16

– Ha le sembianze di una “multa” ma sul retro compare l’invito ad una mostra. Se lo sono trovati sul parabrezza diversi automobilisti di Cagliari. La trovata originale, che ha provocato sulle prime irritazione ma poi un sospiro di sollievo e un sorriso, è di Manu Invisible. Dal suo studio di Milano e dalle strade di mezza Europa, lo street artist torna in Sardegna per esporre alla Galleria The AB Factory, a Cagliari. La personale si intitola “NotteFONDA” e sarà allestita dal 23 marzo all’1 giugno nei locali di via Alagon. Cinquanta opere inedite in cui “l’artista mascherato” rivisita, in chiave Street art, la tecnica dell’affresco appresa a Firenze in due intensi anni di studio.
Quando è all’opera Manu Invisible indossa solo una tuta nera con tracce evidenti di pittura di diversi colori e una maschera nero lucido dalle forme taglienti, ispirata alla geometria e alla notte. Lungo il percorso espositivo di “NotteFONDA” si possono ammirare oltre agli “affreschi” messi dentro cornici anche opere a smalto, acrilico e spray su materiali di recupero, fumage su legno per gli “Smoke”, opere su box in plexiglass e infine “Guascio”, ovvero una pittura acquerello su arazzo in lino. La mostra è un tributo a Cagliari, la città che lo ha accolto, come artista, sin dai suoi primi graffiti. “NotteFONDA è l’essenza della Street Art di Manu Invisible, la sua visione dell’arte che va oltre il muro – spiega Andrea Concas, fondatore della Galleria AB Factory – Un esempio di arte collettiva, partecipata, sostenibile. I suoi ‘strappi di affresco’ possono essere esposti ovunque, le sue ‘parole’ raccontate in ogni dove, restano scolpite nella memoria, poggiate sulle pareti di una casa, un museo, un negozio, un bar. Protette da un guscio, da una tecnica antica, da colori permanenti, da terre e impasti.
Indelebili”.

Leo Gassmann, esce Cosa sarà di noi?Nuovo brano del figlio d’arte, che ha partecipato a X Factor

19 marzo 201914:09

– Esce, venerdì 22 marzo, “Cosa sarà di noi?”, il nuovo singolo di Leo Gassmann, un brano scritto e prodotto dallo stesso giovane artista e arrangiato da Matteo Costanzo. Leo, che ha partecipato all’ultima edizione di X Factor arrivando alle semifinali, ha anche realizzato l’illustrazione per la copertina del singolo.
“Un brano che nasce sotto un cielo stellato di notte quando il resto del mondo dorme e ci si trova a confidarsi con le uniche cose che rimangono: se stessi, la luna e il cielo”, racconta Gassmann, figlio di Alessandro e Sabrina Knaflitz.
In occasione dell’uscita verrà reso disponibile il video ufficiale del brano per la regia di Riccardo Cesaretti.
Mario Lavezzi festeggia 50 anni carrieraSua prima composizione pubblicata il 21 marzo 1969 per i Dik Dik

19 marzo 201914:36

– Mario Lavezzi, 71 anni, festeggia 50 anni di musica d’autore. Compositore, musicista, cantautore, produttore, arrangiatore, talent-scout, promotore: una carriera di successo, costellata di hit e da numerose collaborazioni con artisti per i quali ha spesso contribuito a decretarne la celebrità. La sua prima composizione fu pubblicata il 21 marzo 1969 grazie all’incontro con Battisti e Mogol, che segnò gli inizi: “Il primo giorno di primavera”, scritta con Cristiano Minellono e lo stesso Mogol, per i Dik Dik, raggiunse il primo posto della hit parade nel settembre successivo. Da lì una carriera che lo ha portato a scrivere, cantare, produrre, arrangiare, suonare canzoni e dischi tra i più conosciuti della nostra musica: Vita (per Lucio Dalla e Gianni Morandi); Stella Gemella (Eros Ramazzotti); E La Luna Bussò (Loredana Bertè); Varietà (Gianni Morandi); E’ Tutto Un Attimo (Anna Oxa), solo per citarne alcuni.
Bonisoli, 8,5mln per il Teatro RegioFondi stanziati per opere di ristrutturazione

TORINO19 marzo 201914:39

– Il ministero dei Beni Culturali investirà 8,5 milioni per il Teatro Regio di Torino da utilizzare per interventi strutturali. Lo ha annunciato il ministro Alberto Bonisoli al termine dell’incontro con la sindaca Chiara Appendino e i vertici dell’ente lirico.
“Avevo già discusso con la sindaca di un possibile investimento – spiega Bonisoli -. Abbiamo visto il piano industriale e a questo punto sono contento di dirvi che lo abbiamo accettato. Siamo quindi pronti ad investire 8,5 milioni, che verranno destinati per diverse opere di ristrutturazione, in particolare della scena teatrale, per poterla meccanizzare, il che farà sì che il teatro risulti essere molto più efficiente e moderno”.
Il ministro spiega che il finanziamento è stato approvato ieri “ed è mio interesse che i fondi vengano spesi, questa è la mia preoccupazione principale. Per quanto riguarda i lavori – conclude – mi raccomando la giusta celerità, vogliamo spendere i fondi nel giro di 18 mesi”.

Torna ‘Regina madre’ di SantanelliIn tournée con Imma Villa e Fausto Russo Alesi ora a Napoli

19 marzo 201914:43

– Torna “Regina madre”, testo ormai quasi classico premio Idi nel 1984 di Manlio Santanelli, e torna in una versione di grande modernità e forza, grazie a una regia misurata e ben congeniata di Carlo Cerciello e a due grandi interpreti, una eccezionale Imma Villa cui tiene ottimamente testa Fausto Russo Alesi. Dopo le repliche romane al Piccolo Eliseo debutta il 19 marzo al Teatro Nuovo di Napoli, dove resta sino al 24 marzo, per andare poi a Cosenza al Teatro dell’Università il 27 e a Casalecchio di Reno al Teatro Laura Betti il 29 marzo. La Villa e Russo Alesi ripropongono Regina, anziana donna di carattere affetta da una grave malattia ma i cui effetti ancora non sono visibili, e suo figlio Alfredo, un cinquantenne che torna a casa dicendo che lo fa per assisterla ma in realtà per trovare riparo ai suoi fallimenti di lavoro e famigliari. Lo fanno con emozionante essenziale incisività, lei asciutta, senza una sbavatura come un’incisione al bulino, lui intenso come un’acquaforte nella sua inadeguatezza.
Una serie sulle start up in onda su SkyE’ ‘B Heroes’ realizzata con il sostegno di Intesa Sanpaolo

19 marzo 201914:45

– Una docu-serie sulle start up andrà in onda dal 25 marzo su Sky Uno. In 15 puntate (dal lunedì al venerdì alle 18.50) le telecamere di ‘B Heroes’ seguiranno 20 imprese innovative per raccontarne bisogni ed esperienze. Il 12 aprile sarà svelato chi si aggiudicherà un investimento di 500 mila euro. Il programma è ideato da Fabio Cannavale, fondatore di lastminute.com, e realizzato con Intesa Sanpaolo. B Heroes infatti è anche un percorso di tutoraggio per far crescere le imprese. “Le start up hanno bisogno di un terreno di confronto – ha spiegato Cannevale -. Con B Heroes vogliamo metterle in contatto con importanti imprese del settore, in un percorso di accelerazione in cui potranno verificare se la loro idea di business funziona”. Al suo fianco Teresio Testa, responsabile sales and marketing imprese Intesa e dg Mediocredito Italiano, che ha ricordato che Intesa ha erogato 1,8 miliardi a progetti innovativi sostenendo 2.500 start up.

Tintoretto superstar a WashingtonTre mostre a 500 anni dalla nascita

WASHINGTON19 marzo 201920:03

– Tintoretto superstar alla National Gallery of Arts (Nga) di Washington, una delle massime istituzioni museali americane, che dedica contemporaneamente tre mostre al genio veneziano nel 500/o anniversario della nascita. La prima, e la più attesa, è “Tintoretto: artista del Rinascimento veneziano”, unica altra tappa dopo l’esposizione nel Palazzo Ducale della città lagunare. Sarà inaugurata il 24 marzo, dopo la presentazione alla quale hanno preso parte tra gli altri la neo direttrice del museo, Kaywin Feldman, l’ambasciatore d’Italia negli Usa Armando Varricchio, il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, e i due curatori della mostra, Frederick Ilchman e Robert Echols, tutti ospiti poi di una serata di gala nella residenza dell’ambasciatore.Organizzata in collaborazione con la Fondazione dei Musei Civici di Venezia e le Gallerie dell’Accademia, sarà la prima retrospettiva di Tintoretto nel nord America, con 46 dipinti, 20 dei quali da Venezia e parecchi mai visti prima in Usa, come la straordinaria Ultima cena per la chiesa di San Trovaso e la Madonna dei Camerlenghi. Alcuni, come il San Marziale in Gloria nell’omonima chiesa di Cannaregio, sono stati restaurati e preservati da Save Venice. In esposizione anche una dozzina di disegni. Tra le opere più importanti la Vergine e Gesù con i Santi, la Conversione di San Paolo, Venere e Marte sorpresi da Vulcano, il Miracolo dello schiavo, la Deposizione di Cristo, la Creazione degli animali e il bozzetto per il Paradiso.Una galleria sarà dedicata ai ritratti, in cui Tintoretto eccelleva (ci sono anche due autoritratti). Un percorso che consente di avere una panoramica a tutto tondo dell’artista, ritenuto uno dei più grandi e influenti pittori occidentali, cimentatosi con innumerevoli soggetti e generi. La mostra sarà affiancata da altre due esposizioni. ‘Drawing in Tintoretto’s Venice’ (24 marzo-26 maggio 2019), in arrivo dalla Morgan Library di New York, avrà come focus il lavoro dell’artista come disegnatore e disegni anche di predecessori e contemporanei, tra cui Tiziano, Veronese e Jacopo da Bassano. In tutto una ottantina di opere. Infine ‘Venetian prints in the time of Tintoretto’ (stesso periodo della precedente) proporrà circa 40 stampe, in prevalenza dalla collezione della Nga: dalle acqueforti di Parmigianino alle incisioni di Giuseppe Scolari, fonti importanti della formazione artistica del maestro veneziano. “Grazie all’opera del Tintoretto, l’America celebra l’Italia, il suo genio creativo, la sua cultura e la sua storia”, ha osservato Varricchio, annunciando anche un simposio internazionale sull’artista dopodomani all’ambasciata.”Una storia viva – ha aggiunto – che continua a ispirare ed affascinare generazioni di americani che guardano all’Italia come ad un faro di creatività, innovazione e tradizione, di cui Tintoretto e Venezia sono un vivido esempio”. “Nelle opere di Tintoretto c’è la forza della storia di Venezia, simbolo della difesa della Cristianità e dei valori occidentali”, ha osservato Brugnaro, ricordando che la Serenissima è stata una delle prime repubbliche a riconoscere gli Stati Uniti.

Maxi opera land art omaggio a Xi JinpingRealizzata su un terreno di 20mila metri quadri in Veneto

VERONA19 marzo 201916:23

– A pochi giorni dalla visita in Italia di Xi Jinping compare nella campagna veronese una maxi-opera di land art che omaggia il presidente della Repubblica Popolare Cinese. L’artista Dario Gambarin ha realizzato, con trattore ed aratro, un monumentale ritratto di Xi Jinping, su un terreno di 20.000 metri quadrati a Castagnaro (Verona). Ritratti di land art erano già stato dedicati da Gambarin in passato ai presidenti americani Obama, Kennedy, Trump, al sudafricano Nelson Mandela, a Vladimir Putin, ma anche a Papa Francesco, Martin Luther King. Tutte opere realizzate a ‘mano libera’, senza aver segnato in precedenza il terreno.
L’opera sarà visibile per alcuni giorni, dice l’artista, “sperando che il presidente Xi Jinping dall’alto la possa vedere”.

Marinelli, io tra ricordi e futuroL’attore con Linda Caridi nel film di Mieli in sala dal 21 marzo

19 marzo 201919:55

– Solo ‘Lui’ e ‘Lei’, niente nomi nel film ‘Ricordi?’ di Valerio Mieli, che racconta, tra mille suggestioni, un’intricata storia d’amore, dalla A alla Z. Una storia d’amore attraversata dal tempo e dai ricordi dei due protagonisti. Lui è il cupo Luca Marinelli, con un trauma infantile mai davvero superato, e Lei, figlia di un famoso artista, è la più solare Linda Caridi. Il loro destino sarà appunto quello di innamorarsi, ridere, scherzare, disamorarsi, amarsi ancora e vedere la fine della loro storia con il disincanto di chi sembra uscito da una malattia.’Ricordi?’ di Valerio Mieli, già presentato alle Giornate degli Autori, sezione autonoma e parallela della Mostra del Cinema di Venezia (dove ha vinto il premio del pubblico Bnl) e ora in sala dal 21 marzo distribuito da Bim, non è un film qualsiasi. Più che raccontare una storia, sembra voler rappresentare, tra passato e presente, il flusso di coscienza dei due protagonisti, che si raccontano e si raccontano ancora. Ma ci sono un po’ tutte le tappe dell’amore in ‘Ricordi?’ come nei ‘Frammenti di un discorso amoroso’ di Roland Barthes raccontati con sole immagini. Per questo film prodotto da BiBi Film Tv, Les Films d’Ici e Rai Cinema in collaborazione con Cattleya, spiega Marinelli, “è stato fondamentale il lavoro iniziale con Valerio per ‘mappare’ la direzione dei personaggi nei diversi punti della storia. Ci sono milioni di punti di vista, ma non era difficile, è l’esatto meccanismo che noi adoperiamo nella vita, è quel flusso di emozioni che ci riproponiamo secondo per secondo”.”Quanto la nostra percezione del mondo dipenda dal nostro stato d’animo, quanto si possa essere realmente felici è un tema che mi ossessiona da tanto – spiega invece Mieli, alla sua opera seconda dopo ‘Dieci inverni’ per la quale aveva vinto il David Di Donatello e il Nastro d’argento come miglior regista esordiente -. ‘Lui’ nel film deve imparare ad essere felice e ‘Lei’, che all’inizio è serena, deve confrontarsi con la complessità dei rapporti, con il dolore. La percezione che abbiamo del passato è molto meno semplice di quella che possiamo immaginare, non è un flashback, un file che apriamo e vediamo come sono andate le cose, è uno strano magma, che ho cercato di rappresentare”. Ci sono aspetti “che mi accomunano sia al personaggio che a Valerio – dice ancora Marinelli -. C’è qualcosa di simile tra di noi. Sono una persona che ama il ricordo, che a volte ne è vittima, a volte ne trae grande gioia”.Per Linda Caridi, che proprio per questo ruolo ha ricevuto il premio Imaie come miglior talento emergente, “non è stato difficile interpretare Lei. Bastava solo entrare nelle tante piccole situazioni del quotidiano. Essendo poi stata innamorata più volte, bastava solo unire tanti pezzetti di ciò che avevo vissuto”.Frase cult del film, che ha nel cast anche Giovanni Anzaldo e Camilla Diana, quella che dice Marinelli: “Già all’inizio di questo amore c’era la sua fine”.

Al Met di NY Il mondo tra gli imperiPassato e presente, arte e identità nel Medioriente antico

NEW YORK19 marzo 201916:50

– Una statuetta di divinità femminile nuda di alabastro con le braccia mobili, quasi una Barbie vecchia di 2000 anni, fa gli onori di casa: ha il corpo sinuoso di una Venere nella tradizione classica occidentale, ma gli occhi e l’ombelico di rubino vengono dal Myanmar. Oggi al Museo del Louvre, la Ishtar simbolo di una nuova mostra al Metropolitan viene originariamente da Babilonia: è la testimonial plurimillenaria del “Mondo tra gli Imperi”, un viaggio in 190 oggetti in una delle regioni più incandescenti del pianeta. Dal I secolo avanti Cristo alla metà del III secolo due superpotenze – l’impero romano e i Parti – si scontrarono in un’alternanza di guerre e fragili fasi di pace per il controllo delle vie commerciali tra oriente e occidente. La mostra incrocia passato e presente puntando i riflettori su cosa stava in mezzo: in quelli che oggi sono Iraq, Israele, Giordania, Siria, Libano e Yemen, si parlavano lingue simili, si commerciava lungo le stesse strade, si adoravano divinità consorelle.
130 buyers tv a Torino per ScreeningsBogi, unici al mondo a organizzare questo evento, +40% adesioni

TORINO19 marzo 201917:05

– Operatori del mercato televisivo, nazionale e internazionale, rappresentanti delle istituzioni del cinema, molti volti noti e celebrities del piccolo e del grande schermo si ritrovano a Torino, dal 3 al 5 aprile, per la 23/a edizione degli Screenings, promossi da Rai Com per presentare in anteprima le novità Rai sul mercato. Sono attesi oltre 130 buyers di programmi televisivi provenienti da tutto il mondo.
La manifestazione, che si terrà al Museo del Risorgimento, è sostenuta da Film Commissione Torino Piemonte, Fip e Regione Piemonte. E avviene a ridosso di un altro evento internazionale legato alla programmazione tv, Cartoons on the Bay, dall’11 al 13 aprile.
“Siamo l’unica tv al mondo ad organizzare un evento del genere – dice Davide Bogi, responsabile di Sviluppo Business Rai Com – un momento importante per noi, che quest’anno ha visto un aumento del 40% di adesioni”. Tra i programmi che verranno presentati anche le serie inedite ‘Pezzi unici’ con Sergio Castellitto e ‘Mentre ero via’ con Vittoria Puccini, oltre a serie evento quali Il nome della rosa o L’amica geniale. “Una manifestazione di caratura internazionale”, sottolinea Antonella Parigi, assessore alla Cultura della Regione Piemonte.
200 sale per La gabbianella e il gattoCapolavoro di D’Alò top incassi film d’animazione italiana

19 marzo 201917:37

– Sono oltre 200 le sale che da giovedì 21 a domenica 24 marzo proietteranno “La gabbianella e il gatto” il film di Enzo d’Alò, con i disegni di Walter Cavazzuti e le ambientazioni di Michel Fuzellier. Un vero e proprio evento cinematografico, distribuito da CG Entertainment in collaborazione con RTI, Infinity e con ECI Consorzio Esercenti Cinema. Per i nuovi piccoli spettatori sarà una sorpresa di cui innamorarsi per la prima volta. “La gabbianella e il gatto” affronta temi di grande attualità ancora oggi, come la libertà, l’accoglienza, l’accettazione di sé, l’integrazione e l’inquinamento. Uscito nel Natale 1998, è ancora oggi il cartoon italiano più visto di sempre. Ispirato al capolavoro bestseller di Luis Sepúlveda “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare” (Salani Editore e Guanda Editore) il film venne premiato con il Nastro d’Argento e ricevette il Premio del Pubblico al Festival di Montreal del 1999. Tra le ‘voci’: Carlo Verdone, Antonio Albanese lo stesso Sepúlveda.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Nuove nomine alla narrativa Mondadori
Minuto responsabile della straniera, Gelsumini alla young adult

19 marzo 201917:38

– Donatella Minuto è la nuova responsabile della narrativa straniera di Mondadori.
Contestualmente ad Alberto Gelsumini, già responsabile editoriale della Varia, viene affidata anche la linea narrativa Young Adult. Entrambi rispondono a Francesco Anzelmo, direttore editoriale della casa editrice.
Donatella Minuto, nata a Milano nel 1971, laureata in Lettere moderne all’Università Statale di Milano, dopo esperienze editoriali in Fazi, Bur e Il Saggiatore, dal 2010 al 2017 ha lavorato in Giunti Editore, dove negli ultimi anni ha diretto la narrativa italiana e straniera. Alla fine del 2017 è entrata in Mondadori come senior editor della Narrativa Straniera. Alberto Gelsumini, nato a Prato nel 1978, è laureato in scienze della Comunicazione all’Università di Bologna e, dopo esperienze nel giornalismo e nella televisione, è entrato in Mondadori come editor nel 2003. Dal 2015 è il responsabile editoriale della Varia.
Giffoni, numeri record per giurieSaranno 5800, per loro happening musicale il 18 luglio

SALERNO19 marzo 201917:40

– E’ record di numeri per le giurie della 49/a edizione del Giffoni Film Festival, in programma a Giffoni Valle Piana (Salerno) dal 19 al 27 luglio, con 200 posti in più rispetto allo scorso anno. In totale 5800 giurati: 3200 Elements, 420 Masterclass, 400 Parental Experience e 1780 Generator. Già il 18 luglio i giurati potranno vivere – in attesa dell’inizio della manifestazione – un happening musicale, maratone cinematografiche e una grande festa durante la quale incontreranno per la prima volta i loro coetanei e compagni di giuria. Sono migliaia le richieste giunte da ogni angolo del mondo, e in pochissime settimane, all’Ufficio Giurie, per le sezioni Elements, Generator, Masterclass e Parental Experience, e da tutta Italia per il nuovo progetto Ambassador.
Maraini, tascabili ma perfetti, 70 anni con BurDa Apuleio a Gogol, i preferiti della scrittrice

19 marzo 201920:00

– Emily Dickinson e la creatività femminile negata, Conrad e il doppio, Lucrezio e la natura, Gogol e la caricatura, Hawthorne e l’abuso del potere nei confronti delle donne, Apuleio e la trasformazione, Erodoto e l’immaginazione che si mescola con la storia. Sono gli autori scelti da Dacia Maraini per festeggiare i 70 anni della Bur, la mitica collana di tascabili su cui la scrittrice Premio Strega e Campiello si è formata. “Ho indicato questi autori non solo perché mi hanno aiutato a formarmi, mi hanno dato delle emozioni e sono stati importanti, ma perché i temi dei loro libri sono tutti universali” dice la Maraini dei suoi sette Bur del cuore: ‘Storie’ di Erodoto, ‘L’asino d’oro’ di Apuleio, ‘La natura’ di Lucrezio, ‘I racconti di Pietroburgo’ di Gogol, ‘Il compagno segreto’ di Joseph Conrad, ‘La lettera scarlatta’ di Nathaniel Hawthorne e ‘Le poesie’ di Emily Dickinson.”Con grande dispiacere ho dovuto scegliere, perché sette sono pochi, di libri che mi interessano ne ho tanti. Tra gli italiani avrei messo Giacomo Leopardi. Avevo incluso anche il romanzo picaresco Lazzarillo del Tormes di autore Anonimo, ma non è al momento disponibile nel catalogo Bur e allora ho pensato a ‘Il compagno segreto’ di Conrad, un romanzo breve, poco conosciuto, che ho anche tradotto, sul tema del doppio, della somiglianza, di chi è l’Altro” sottolinea la Maraini. “La mia prima formazione con i classici è stata con il catalogo Bur. Erano libri molto piccoli, non grandi come sono adesso. Li tenevo in tasca quando andavo a scuola e mi sono stati utilissimi, perché erano accompagnati da un apparato critico semplice ma profondo, ben fatto, adatto per i ragazzi. La Bur era straordinaria. Tutto era fatto bene, la traduzione, l’introduzione esemplificativa” dice la scrittrice della collana nata nel 1949 che è arrivata al traguardo dei 70 anni con un catalogo che supera i 5 mila titoli, non più limitato ai soli classici, ma aperto alla narrativa contemporanea, alla non fiction, alla saggistica e ai manuali. Come recitava la quarta di copertina di alcuni dei primi volumi, la Bur ha offerto “a tutti, anche ai meno abbienti, l’opportunità di possedere, integralmente, i testi principali delle letterature di tutti i tempi”.Una storia di successo che sin dall’inizio si è intrecciata e ha contribuito all’evoluzione culturale del paese. “Erodoto per me è stato importante – racconta la Maraini – perché mescolava la fantasia e l’immaginazione con la storia. Non è uno storico alla Tucidide che si tiene attaccato ai fatti. E’ un narratore. Apuleio, che ci racconta di un uomo che diventa asino, affronta un tema che a me interessa molto, quello della metamorfosi e del rapporto uomo-natura, uomo-animali. Di Gogol, che ci narra di un naso che viaggia da solo per Pietroburgo, mi piace l’aspetto surreale. Lucrezio ci porta al nostro rapporto malato con la natura. E’ importante che i ragazzi oggi dicano: ‘state distruggendo il pianeta’” spiega la Marini facendo riferimento a Greta Thunberg. E anche la ‘Lettera scarlatta’ di Hawthorne fa capire tante cose sul rapporto sessuale tra i due generi. “E’ un po’ come il caso del movimento #MeToo. Lui ha il potere, lei è stata sedotta, la verità si saprà alla fine”.La Bur festeggerà il settantesimo anniversario per tutto il 2019 con eventi e incontri tra cui 10 appuntamenti in librerie Mondadori che prenderanno il via il 23 marzo in contemporanea alle 17.30 nei Mondadori Store di Roma, Milano, Bologna e Palermo con 4 grandi scrittori: oltre a Dacia Maraini, Paolo Mieli, Maurizio De Giovanni e Silvia Avallone che racconteranno il loro Bur preferito. La collana di classici per il grande pubblico che Luigi Rusca, allora direttore editoriale di Rizzoli, e Paolo Lecaldano, convinsero l’editore a lanciare nel 1949, aveva tre i criteri fondamentali: un costo alla portata di tutti (50 lire ogni cento pagine), quando un libro di narrativa costava tra le 400 e le 500 lire, testi rigorosamente integrali e una veste grafica molto sobria. Il primo titolo pubblicato nei cosiddetti “grigi” sono ‘I promessi Sposi’ di Alessandro Manzoni.

Pitt e DiCaprio bulli per TarantinoC’era una volta a Hollywood verso Cannes? In Italia a settembre

NEW YORK19 marzo 201918:10

– Due bulli in stile anni ’60. Brad Pitt e Leonardo DiCaprio sono i volti della locandina del nono film di Quentin Tarantino, l’atteso ‘C’era una volta a Hollywood’. La pellicola, nelle sale cinematografiche dal prossimo luglio (a settembre in Italia con WarnerBros), racconta una storia ambientata nella Los Angeles del 1969, al culmine della Hollywood hippy e in cui si racconta anche dell’assurdo massacro a Bel Air in cui fu uccisa Sharon Tate (interpretata da Margot Robbie). Secondo indiscrezioni potrebbe avere l’anteprima mondiale al festival di Cannes a maggio.
“Ho lavorato alla sceneggiatura per cinque anni e ho vissuto nella contea di Los Angeles per la maggior parte della mia vita, compreso il 1969 – ha detto Tarantino -. Sono davvero entusiasta di raccontare la storia di una Los Angeles e di una Hollywood che non esistono più e non potrei essere più felice di avere DiCaprio e Pitt nei ruoli di Rick e Cliff”.
E’ stata l’ultima interpretazione al cinema di Luke Perry, scomparso il 4 marzo

Artista persiana guarda mondo di DanteOpere di Tannaz Lahiji in varie parti della città

FIRENZE19 marzo 201918:21

– Si intitola ‘Riflessioni su Dante’, l’installazione d’arte a più tappe di Tannaz Lahiji dal 20 marzo a Firenze dove l’artista persiana vive da oltre dieci anni, e ora ha deciso di rendere omaggio al legame profondo tra la città e la Persia, e in particolare a Dante Alighieri. Il progetto itinerante prevede la collocazione di alcune opere (pittoriche e non) in un percorso che coinvolge Palazzo Vecchio, Museo Casa di Dante, Palazzo Bastogi e il Mercato centrale. La mostra è stata presentata in Palazzo Vecchio alla presenza dell’artista, del sindaco Dario Nardella, del presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani e della curatrice Manuela Antonucci.
Il percorso parte nella sala d’Arme di Palazzo Vecchio con un’installazione che si estende per oltre 300 mq, fino al Mercato centrale dove Lahiji ha voluto chiudere con una installazione ispirata a Ulisse e al suo amore per la ‘virtute e canoscenza’.
Firenze celebra Isadora DuncanDue sedi, villa Bardini e museo Stefano Bardini, con 170 opere

FIRENZE19 marzo 201918:25

– Sarà a Firenze, a villa Bardini e al museo Stefano Bardini, la prima mostra italiana dedicata alla danzatrice americana Isadora Duncan e al suo rapporto con le arti figurative italiane. Circa 170 opere tra dipinti, sculture e documenti, fra i quali fotografie inedite, ripercorreranno il legame con l’Italia della Duncan, che rivoluzionò le teorie accademiche della danza, per avviare una moderna e innovativa visione del corpo femminile, e del suo movimento, nello spazio, prendendo le mosse dall’influenza che ebbe nel contesto internazionale. L’esposizione, a cura di Maria Flora Giubilei e Carlo Sisi, è in programma dal 13 aprile al 22 settembre.
Ginsburg simbolo lotta donne e icona popRaccontata da Una giusta causa con Felicity Jones e Armie Hammer

19 marzo 201918:27

– Notorious RBG: è il soprannome, in stile idolo rap, con il quale molti dei suoi estimatori chiamano Ruth Bader Ginsburg, classe 1933, giudice della Corte Suprema Usa, diventata una figura pop molto amata e rispettata, grazie al suo carisma e a una vita dedicata a combattere le discriminazioni, in primis quelle subite dalle donne. Il suo percorso, che negli ultimi anni l’ha vista in prima fila anche per opporsi alle ingerenze del presidente Trump, viene in parte raccontato da Una giusta causa di Mimi Leder, con Felicity Jones come protagonista e Armie Hammer, nel ruolo del marito Marty (scomparso nel 2010), anche lui avvocato, che l’ha sempre sostenuta. Il film, in sala dal 28 marzo con Videa, si concentra sui primi anni dell’attività di Ruth Bader Ginsburg. “Le sue battaglie le abbiamo dovute combattere anche noi in Italia” ha ricordato la giudice e scrittrice Paola Di Nicola, in apertura della serata dedicata al film organizzata a Roma dall’associazione Women in Film, Tv & Media Italia.
Antonacci-Pausini, nuovo singoloDa venerdì 22 marzo “In questa nostra casa nuova”

19 marzo 201918:29

– Venti anni di amicizia e di collaborazione. Ma ciò che non era mai successo finora tra Biagio Antonacci e Laura Pausini è che un brano venisse ideato e composto dallo stesso cantautore per unire le loro due voci.
Succede ora con “In questa nostra casa nuova”, brano disponibile dal 22 marzo.
La canzone (su etichetta Iris distribuita da Sony Music) nasce dal desiderio dei due artisti di continuare a percorrere insieme un momento di condivisione, proprio come accadrà in occasione del tour che terranno negli stadi italiani la prossima estate “Laura Biagio Stadi 2019”. Il via il 26 giugno dallo Stadio San Nicola di Bari, poi il 29 giugno all’Olimpico di Roma, il 4 e il 5 luglio a San Siro a Milano, l’8 luglio all’Artemio Franchi di Firenze, il 12 luglio al Dall’Ara di Bologna, il 17 luglio all’Olimpico di Torino, il 20 luglio allo Stadio Euganeo di Padova, il 23 luglio all’Adriatico di Pescara, il 27 luglio al San Filippo di Messina e l’1 agosto alla Fiera di Cagliari.
Marillion, 2 date in Italia per 40 anni12 dicembre a Roma, 13 a Padova. Elementi d’orchestra su palco

19 marzo 201919:02

– I Marillion, band della seconda generazione del prog-rock made in England, torneranno a suonare nel Regno Unito e in Europa nel 2019 per festeggiare i 40 anni di carriera. Tappa anche in Italia: il 12 dicembre a Roma, all’Auditorium della Conciliazione, e il 13 a Padova, al Gran Teatro Geox. Sul palco anche elementi orchestrali: il quartetto d’archi “In Praise of Folly”, oltre a Sam Morris al corno francese ed Emma Halnan al flauto.
La band suonerà brani tratti dalla sua quarantennale carriera, senza contare che il 2019 è l’anno delle celebrazioni per i 30 anni di presenza del frontman Steve Hogarth nel gruppo.
“Sono passati davvero 30 anni?!”, ha dichiarato Hogarth, per poi aggiungere: “Steve Rothery mi ricorda che ricorre anche il suo 40/o anniversario, quindi si tratta di una doppia celebrazione.
Aggiungeremo questi sei meravigliosi musicisti alla band per l’intero tour: splendidi professionisti nonché buoni amici, e abbiamo già dato prova della chimica che abbiamo insieme sul palco”.
Ciak per Hammamet, Amelio racconta CraxiFavino protagonista racconto più privato che pubblico

19 marzo 201914:13

Sono iniziate le riprese di ‘Hammamet’, il nuovo film di Gianni Amelio, sceneggiato dallo stesso con Alberto Taraglio e prodotto da Pepito Produzioni con Rai Cinema.
Il film, che sarà distribuito in Italia da 01 Distribution, ricostruisce con personaggi ispirati alla realtà e con personaggi di fantasia, la caduta di un uomo di Stato italiano (ispirato a Bettino Craxi, ndr), nella prospettiva di un racconto più privato che pubblico, dove si scava nei sentimenti per illuminare i fatti.
Il film è interpretato da Pierfrancesco Favino, Renato Carpentieri, Claudia Gerini, Livia Rossi e Luca Filippi.
Nasce progetto per cinema tutto l’anno60 titoli d’estate, tutta l’industria del settore compatta

19 marzo 201915:59

Tutte le aziende della filiera dell’industria del cinema, major Usa incluse, sono coinvolte in Moviement, un vero e proprio movimento culturale per andare al cinema tutto l’anno. E’ la prima volta che tutta l’industria del cinema è unita e compatta si impegna per una stagione di film che duri 12 mesi, estate compresa. Da decenni si parla di come superare quello che è un tabù nel consumo culturale degli italiani e ora le associazioni di categoria, dai produttori agli esercenti, con grande appoggio del Mibac, lanciano un progetto concreto triennale. Il cartellone estivo comprende 60 titoli, dai blockbuster come Il Re Leone e Toy Story 4, ai film d’autore come le nuove opere di Wenders, Rubini, De Palma, Audiard, Neil Jordan, Ralph Fiennes, Fatih Akin e “due o tre film italiani che sono in predicato per la selezione del festival di Cannes”, anticipa Luigi Lonigro, presidente distributori Anica e grande tessitore dell’iniziativa. Il testimonial Pif ironizza: “sogno una première a Mondello con pane e panelle!”.

Marinelli, io tra ricordi e futuroL’attore con Linda Caridi nel film di Mieli in sala dal 21 marzo

19 marzo 201916:29

– Solo ‘Lui’ e ‘Lei’, niente nomi nel film ‘Ricordi?’ di Valerio Mieli, che racconta un’intricata storia d’amore, attraversata dal tempo e dai ricordi dei due protagonisti. Lui è il cupo Luca Marinelli, con un trauma infantile mai superato, e Lei, figlia di un famoso artista, è la più solare Linda Caridi.
Il loro destino sarà quello di innamorarsi, ridere, scherzare, disamorarsi, amarsi e vedere la fine della loro storia con il disincanto di chi sembra uscito da una malattia.
Il film, già presentato alle Giornate degli Autori alla Mostra di Venezia (dove ha vinto il premio del pubblico Bnl) e ora in sala dal 21 marzo distribuito da Bim, più che raccontare una storia, sembra voler rappresentare, tra passato e presente, il flusso di coscienza dei due protagonisti.
Ci sono aspetti “che mi accomunano sia al personaggio che a Valerio – dice Marinelli -. C’è qualcosa di simile tra di noi. Sono una persona che ama il ricordo, che a volte ne è vittima, a volte ne trae grande gioia”.
Cinema d’estate, stavolta l’Italia ci prova sul serio60 titoli per cambiamento culturale. Prima volta industria unita

CLICCA PER INGRANDIREDi Alessandra MagliaroROMA19 marzo 201919:39

Il ‘chiuso per ferie’ all’ingresso della sala cinematografica non ci sarà più: il cartello stavolta è “al cinema. Tutto l’anno”. Per la prima volta in Italia tutto il mondo dell’industria cinematografica si compatta per rilanciare il film in sala e guardare avanti, a cominciare dalla prossima estate. C’è da riaffermare l’importanza culturale del racconto cinematografico nel luogo di fruizione originario, riportare insomma il pubblico in sala (a Roma ad esempio hanno chiuso Royal e Maestoso per citare le ultime due) e convincerlo a varcare la soglia anche nei mesi estivi. Persuadere il pubblico sarà complicato, il presidente dell’Anica Francesco Rutelli parla di “cambiamento epocale”, del resto sono questi i tempi, ammette lo stesso Rutelli, “di cambiamenti nel contesto”. La parola Netflix è sottintesa, ma “vietata” nella presentazione alla stampa del grande progetto Moviement in cui tutta la filiera del cinema, dalla produzione all’esercizio, con il grande appoggio istituzionale del Mibac e di fondazioni come i David di Donatello e il supporto della Rai, è riuscita, nessuno escluso, a fare squadra per un obiettivo comune: far vivere il cinema 12 mesi l’anno e riuscire a portare l’Italia ai livelli europei di consumo cinematografico. “Abbiamo lavorato tanto, è uno sforzo enorme, serve il sostegno di tutti per riuscire” dice Luigi Lonigro, presidente dei distributori, grande tessitore dell’iniziativa. Il progetto parte con intenzione triennale al debutto nell’estate 2019: 60 titoli di cui distributori ed esercenti (e autori!) accettano il rischio di uscita. Il testimonial Pif ironizza: “Per quanto mi stimi, non posso spostare le masse dalla spiaggia verso la sala.
Ma certo una premiere a Mondello con pane e panelle della ‘Mafia uccide solo d’estate inoltrata’ sarebbe un sogno”. Il 21 marzo alla diretta su Rai1 della cerimonia dei David il lancio alla platea televisiva di Moviement, mentre in sala c’è lo spot, una sorta di richiamo degli affetti “per emozionarsi, fremere per vedere i grandi film, partecipare ad un’estate incredibile”.
Dice Carlo Bernaschi, presidente degli esercenti multiplex: “Non sono traguardi estremi ma possibili, ce la possiamo fare”, mentre Francesca Cima, presidente dei produttori Anica, parla di “voglia di sconfiggere un tabù che riguarda il cinema, ma non solo, perché tutto il consumo culturale rallenta d’estate”. Il cinema all’ultima spiaggia? “Urgenza ed emergenza, bisognava svoltare. Non è ultima spiaggia, perché ce ne è sempre un’altra”, commenta Piera Detassis, presidente dei David. Il Mibac ci crede: la senatrice Lucia Borgonzoni, sottosegretario al ministero, sposa Moviement e anzi spiega il grande incentivo sul cinema italiano come “un contributo fino al 40% sulla distribuzione, che può salire al 70% per film in più di 200 schermi e con un piano lancio oltre le 500 mila euro”. Tra i 60 titoli tanti blockbuster americani: Godzilla II, Toy Story 4, Men in black:International, Il Re Leone, Pets 2, X Men- Dark Phoenix, Spider-Man: Far from Home, Fast & Furious. E anche titoli d’autore: Stanlio e Ollio, I fratelli Sisters di Audiard, The Golden Glove di Fatih Akin, il Nureyev di Ralph Fiennes. E i titoli italiani? Qui emerge un po’ di difficoltà: si lanciano nella sfida Il grande spirito di Sergio Rubini e Il signor Diavolo di Pupi Avati e “i 2-3 titoli che forse andranno al festival di Cannes”. Si studiano “incentivi per fidelizzare” e altre iniziative, insomma stavolta in Italia ci si prova sul serio.
Il Nostro Pianeta, serie Netflix di storia naturaDal 5 aprile in tutto il mondo, diffuso trailer integrale

19 marzo 201919:59

– Vivere in prima persona la storia meravigliosa e straordinaria della nostra terra: Netflix ha diffuso il trailer esteso della docuserie originale ‘Il nostro pianeta’, che debutterà sul colosso streaming in tutto il mondo il 5 aprile. Dall’ideatore di Pianeta Terra, questa serie in otto parti offre immagini inedite della flora e fauna selvatica e dei loro habitat, ribadendo anche l’importanza del mondo naturale per l’umanità e le indicazioni per preservarlo. Ad accompagnare Il Nostro Pianeta un backstage, disponibile simultaneamente su Netflix. Oltre a Sir David Attenborough, avrà dieci narratori locali per dieci lingue corrispondenti, tra cui Penélope Cruz per lo spagnolo iberico e Salma Hayek per quello dell’America Latina. E’ stato girato in 50 paesi, in 4 anni, in tutti continenti, con una troupe di oltre 600 membri, ed è incentrato sulla diversità degli habitat presenti sul nostro pianeta, dalle zone selvagge dell’Artico, gli abissi, gli immensi territori dell’Africa e le giungle del Sud America.

Nel primo episodio, “Un pianeta”, gli spettatori viaggeranno dalla foresta pluviale brasiliana all’arcipelago norvegese delle Svalbard, scoprendo l’interconnessione tra i fragili habitat e le ragioni per cui sono essenziali alla continuazione della vita sul pianeta. Gli episodi successivi ritraggono i principali biomi terrestri, o habitat: calotte ghiacciate, giungle, coste marittime, deserti e praterie, mari aperti, territori d’acqua dolce e foreste. Grazie a un considerevole team che comprende alcuni dei migliori direttori della fotografia, ricercatori e scienziati di natura selvaggia del mondo, e alla più recente tecnologia di ripresa in 4K, ogni episodio regala sequenze meravigliose mai filmate in precedenza.
“Su tutto il pianeta vengono continuamente interrotti collegamenti e relazioni di importanza cruciale”, fa notare Attenborough. “Quello che faremo nei prossimi 20 anni determinerà il futuro della vita sulla Terra.” E’ prodotta da Silverback Films, Ltd in collaborazione con il WWF. I produttori sono Alastair Fothergill e Keith Scholey.
Peterloo, da Mike Leigh l’elogio della democraziaAffresco storico massacro Manchester 1819, in sala dal 21 marzo

19 marzo 201914:16

E’ una riga (forse) nei libri di scuola italiani ma la data del 16 agosto 1819 è invece un punto fondamentale nella definizione della democrazia in Gran Bretagna quando un pacifico raduno a St Peter’s Field a Manchester, allora nel pieno sviluppo industriale capitalistico, di 60 mila persone che chiedevano il suffragio universale venne spazzato via dalla cavalleria e dagli Ussari della Corona inglese. E’ il grande affresco d’epoca dell’Inghilterra post Waterloo che Mike Leigh racconta in Peterloo, dal 21 marzo con Academy Two dopo l’anteprima in concorso a Venezia. La sospensione di ogni diritto (quelli non scritti dell’Habeas Corpus Act, la carta costituzionale inglese), la repressione delle istanze democratiche, le difficoltà di una stampa libera sono i temi al centro.
“Temi di grande contemporaneità: la parola democrazia, rappresentanza, voce del popolo, differenza di classe sono quanto mai rilevanti. Ogni giorno ci si pongono davanti. I film lasciano sempre cose a cui pensare: il massacro di Peterloo ci ricorda cosa c’è all’origine della democrazia, quali sono i fondamenti della politica e infine della libertà di pensiero” dice il 75enne grande regista di Segreti e Bugie, Topsy Turby, Il segreto di Vera Drake (Leone d’oro nel 2004) e di Mr. Turner.
“Spero che Peterloo stimoli nello spettatore una riflessione sul tema della democrazia senza metterne in discussione i capisaldi. Abbiamo iniziato la lavorazione nel 2014 e, mentre ci documentavamo, ci siamo resi conto che, giorno dopo giorno, accadevano intorno a noi cose che rendevano i temi che affrontavamo sempre più attuali. Non pensavamo che il mondo sarebbe cambiato tanto in cinque anni” prosegue il regista inglese. “Tendiamo a dare per scontate le caratteristiche positive della democrazia e tuttavia vediamo accadere intorno a noi cose allarmanti come il referendum sulla Brexit, le ultime elezioni presidenziali americane o ciò che sta succedendo recentemente in Italia. Questi fatti ci spingono a riflettere sui disastri a cui si può andare incontro quando la democrazia comincia a non funzionare”.
Il dramma storico, tragico che parte con la carneficina di Waterloo e finisce con morti e 400 feriti sul campo mentre a Londra pranza il principe reggente e i politici di rango, giudici di corte, responsabili della repressione, mette in scena la società inglese del 1819, le sue classi nell’epoca immediatamente precedente a quella in cui vissero Marx e Engels.
Ci sono le storie degli operai tessili affamati (inclusa la prima riunione delle donne operaie), dei contadini oltre a quella di ‘illuminati’ come John Taylor e i giovani imprenditori protestanti che proprio a Manchester fondarono The Guardian, ancora oggi una delle principali voci liberal della stampa mondiale.
Un uomo un voto si infervorano gli oratori di Peterloo mentre la povera gente chiede di abbassare il costo del pane: alto/basso Storia/storia aristocrazia/popolo l’affresco corale di Mike Leigh sono 154 minuti di epica minima.
Google lancia Stadia, il Netflix dei videogiochiPiattaforma presentata alla Game Developers Conference

NEW YORK19 marzo 201918:51

Google lancia ‘Stadia’ la nuova piattaforma di videogiochi in streaming al pari di Netflix. L’annuncio è stato fatto durante la Game Developers Conference a San Francisco. Con ‘Stadia’, il gigante del web fa ufficialmente ingresso nel settore dei videogiochi. Per Sundar Pichai, Ceo di Google, Stadia è la piattaforma per tutti in grado di fare streaming dei giochi a tutti i tipi di dispositivi. Il nuovo acquisto dell’azienda di Mountain View Phil Harrison, un ex di Sony e Microsoft, ha aggiunto che Google che porterà lo streaming di giochi ad un livello superiore usando YouTube e coloro che già realizzano clip di giochi sulla piattaforma video.Stadia inoltre offre accesso immediato al gioco senza la necessità di scaricarlo, appunto in streaming e attraverso sia i laptop, desktop, tivù, tablet e smartphone.Google non è l’unico ad avere piattaforma di videogiochi in streaming. Nvidia e Sony già ne hanno una mentre Microsoft ha in programma di lanciare xCloud e anche Amazon è pronta a seguire la stessa strada con una sua piattaforma.         [print-me title=”STAMPA”]

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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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Esce “Arberia” sugli albanesi d’Italia
Film di Francesca Olivieri su eredità culturale della comunità

COSENZA18 marzo 2019 14:48

– Arriva nelle sale “Arbëria”, il film opera prima della regista calabrese Francesca Olivieri che indaga i legami forti e l’eredità culturale delle comunità arbëreshë, gli albanesi d’Italia, che ancora sopravvivono in alcuni piccoli borghi di Calabria e Basilicata. Il film è stato presentato a Cosenza. Prodotto dalla Open Fields, in collaborazione con Lucana Film Commission e Calabria Film Commission, con il sostegno di Mibac e Siae nell’ambito dell’iniziativa “Sillumina” e di Bcc Mediocrati e Echoes, è interpretato dall’attrice romana di origini calabresi Caterina Misasi.
Attraverso gli occhi della protagonista Aida, la regista, la cui famiglia ha origini nel piccolo borgo arbëreshë di Santa Caterina Albanese, affronta il tema della riscoperta delle proprie origini e, soprattutto, della ricucitura degli strappi con essa e i suoi stringenti vincoli. Tutto questo ricordando un’intera comunità, quella degli arbëreshë, che ha dato origini al territorio dell’Arbëria, enclave albanese in Italia

Da Bonhams asta caricature di Harper LeeDisegni anni del college rivelano lato umoristico “pre-Buio”

NEW YORK18 marzo 201915:22

– Ha veramente lasciato solo un romanzo, “Il Buio oltre la siepe” mentre il secondo, scritto prima e pubblicato decenni dopo, “Va’, metti una sentinella”, ha provocato mille polemiche, tra congetture sulle vere volontà della autrice di darlo alle stampe e la rivelazione choc che il leggendario Atticus Finch era razzista. Anche dalla tomba, comunque, Harper Lee non finisce di stupire: un lato nascosto della scrittrice di Monroeville, Alabama, morta nel 2016 a 89 anni, e’ venuto in luce in un’asta di Bonhams. E’ un lato “pre-Buio”, come lo definisce il catalogo, che risale a quando la Lee studiava letteratura all’Università dell’Alabama e dirigeva la rivista satirica del campus “Rammer Jammer” e che rivela un inedito aspetto umoristico nel complesso carattere della scrittrice. L’asta ha incluso una serie di caricature del suo compagno di studi Charles Waldon Carruth vestito nei panni di vari personaggi di Shakespeare. L’asta include studi realistici e una serie di lettere all’amico

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Francesco Cuomo, i suoi colori per l’industria 4.0
La sfida della modernizzazione nelle nuove illustrazioni dell’artista campano

18 marzo 201915:36

La lampadina, archetipo dell’idea, con accanto il simbolo del wireless da cui nasce un fiore, a indicare lo sbocciare di una nuova vita per l’azienda. Il missile che porta la piccola società su un altro pianeta, quello dell’innovazione. La calcolatrice, a testimoniare l’importanza di calibrare gli investimenti, anche nella tecnologia. La mano che sorregge il nuovo mondo, in cui tutti gli uomini hanno scelto la via del rinnovamento.E’ l’industria 4.0 la nuova sfida di Francesco Cuomo, artista contemporaneo campano, impegnato da anni nella sperimentazione di nuovi linguaggi che traducono la creatività in lavori da ‘vivere’ e da ‘toccare’. Le ultime illustrazioni di Cuomo celebrano, pur nella semplicità del tratto e nel colore, forza propulsiva e tratto distintivo delle sue opere, le opportunità del piano nazionale Impresa 4.0, che vanno ancora colte soprattutto dalle piccole e medie imprese, nel cammino verso la modernizzazione e la rivoluzione dei processi produttivi.Classe 1973, nato a Eboli (Sa), l’artista ha creato nel 2015 ‘Crea by Francesco Cuomo’, startup innovativa premiata nel 2014 da Invitalia che si fonda su un modo rivoluzionario di concepire “l’arte contemporanea trasformata in pregiati oggetti di design da collezione”, puntando sulle nuove tecnologie nel processo produttivo e sull’e-commerce come veicolo per diffondere il racconto ironico e variopinto del quotidiano.”La mia visione dell’arte – spiega Cuomo – sposa a pieno la filosofia delle imprese pronte a cogliere l’innovazione quale strumento di crescita e valorizzazione per le risorse umane. La creatività, da sempre, rappresenta per me un elemento che trova applicazioni pratiche nella quotidianità. In questo caso si fa espressione di una nuova idea aziendale, dove le persone diventano il vero valore aggiunto grazie alla capacità di dialogare con le macchine”.

Via oggetti Jackson da museo bambini UsaCappello e guanti bianchi dopo doc abusi Leaving Neverland

NEW YORK18 marzo 201915:43

– Il museo dei bambini più grande al mondo ha deciso di rimuovere alcuni oggetti di Micheal Jackson da una mostra. The Children’s Museum a Indianapolis ha detto che rimuovera’ il famoso cappello di feltro e i guanti bianchi appartenuti alla popstar da una mostra dedicata al pop tuttavia terrà delle foto del King of Pop per una mostra dedicata ad un giovane malato di Aids morto nel 1990. La decisione è in seguito alle accuse di abusi sessuali su minori da arte di Michael Jackson di cui si parla nel controverso documentario ‘Leaving Neverland’. Le foto della mostra dedicate a Ryan White, il giovane dell’Indiana diventato famoso negli anni ’80 per aver contratto l’Hiv durante una trasfusione di sangue, sono state lasciate invece perchè sono parte di una riproduzione della stanza da letto del ragazzo.
Michael Jackson, di cui il giovane era un fan appassionato, fu tra le celebrity che parteciparono al suo funerale.
A Matera in scena la Passione di CristoSarà itinerante e sarà presentata anche in versione inglese

18 marzo 201916:23

– La Passione nello spettacolare scenario dei Sassi di Matera: è la performing art – con personaggi, interpreti, costumi, scenografia, regia e organizzazione delle comunità italiane ed europee del Teatro della Passione – che andrà in scena il 30 marzo. La Capitale europea della Cultura 2019 e Patrimonio Unesco dal 1993 è stata la location indimenticabile de “Il Vangelo secondo Matteo” di Pier Paolo Pasolini e, più di recente, ambientazione per The Passion of Christ (2004) di Mel Gibson.
La Passione sarà itinerante e si articolerà in diverse stazioni localizzate nei punti più suggestivi dei Rioni Sassi di Matera. Una guida-attore accompagnerà i partecipanti e gli spettatori lungo tutto il percorso facendo da raccordo, commento e narrazione della rappresentazione. La passione verrà ripetuta per 3 volte, una delle quali sarà in lingua inglese, con partenza da piazza Sedile per un totale di 18 scene, dall’Ultima Cena fino alla Resurrezione e alla pietra dell’Unzione.
L’iniziativa, che rientra nelle manifestazioni previste in occasione del grande evento “Matera Capitale Europea della Cultura 2019”, è promosso da Europassione per l’Italia, la rete dei 40 sodalizi italiani che operano in quasi tutte le regioni italiane e rientra in un più ampio progetto di carattere culturale e di valorizzazione delle arti e tradizioni del nostro Paese. Europassione per l’Italia, dal 2013, è impegnata in un percorso di valorizzazione nazionale e internazionale sul tema della Settimana Santa, finalizzato alla presentazione di una proposta di candidatura Unesco.
Accusata stregoneria, risponde con fiabaParenzan, un ‘Alfabetiere’ del mondo dopo polemica con Pillon

18 marzo 201916:23

– Poco meno di un anno fa era stata accusata di stregoneria, per aver portato ‘Fiabe e racconti dal mondo’ in una scuola primaria del bresciano, donando amuleti ai bambini coinvolti nel progetto. Un laboratorio che non era piaciuto a qualche maestra o a qualche mamma, tanto che era rimbalzato sui media locali, fino a diventare oggetto dell’attenzione del senatore leghista Simone Pillon, che aveva annunciato “un’interrogazione parlamentare sulla stregoneria nelle scuole”. Oggi l’educatrice Ramona Parenzan annuncia la pubblicazione di un ‘Alfabetiere interculturale’ “che non è una risposta diretta a Pillon – precisa – ma una reazione a quello che è successo. In pochissimo tempo ho perso tanti lavori nelle scuole, ero distrutta, ma poi ho utilizzato questo brutto evento e ho colto la sfida: se non vogliono l’intercultura, mi sono detta, io scrivo un altro libro”. E’ nata così – insieme a Silvia Bertussi – l’idea di questo Alfabetiere illustrato per bambini che celebra la diversità culturale e la sua ricchezza.
Rai in campo per la Giornata delle vittime della mafiaDon Ciotti, debito riconoscenza. Foa-Salini, promuovere legalità

18 marzo 201919:33

– “Abbiamo un debito di riconoscenza verso le vittime delle mafie, che grazie al nostro ricordo restano ancora vive. Nessuna regione italiana può considerarsi libera da questo fenomeno, anche nel nord est la mafia si è radicata”. Così don Luigi Ciotti, presidente di Libera, in occasione della XXIV “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie”, promossa da Libera e Avviso Pubblico, che quest’anno si terrà a Padova il 21 marzo.La cerimonia si sposta in una città diversa, da Nord a Sud, ad ogni edizione ma mantiene al centro il senso della memoria attraverso la lettura di oltre novecento nomi di vittime innocenti. Anche la Rai seguirà la Giornata, con un palinsesto dedicato, come ricordato in una conferenza stampa a Viale Mazzini. “E’ un momento di dovere civico – ha detto il presidente Rai Marcello Foa -. Le mafie si sono ormai infiltrate anche nel Nord Italia ed è un fenomeno che va contrastato con forza anche in quelle zone”. “Come previsto dal contratto di servizio, abbiamo il dovere di promuovere la legalità – ha sottolineato l’ad della tv pubblica, Fabrizio Salini -. Non dobbiamo avere paura di accendere i riflettori in tutte le zone d’Italia, anche dove le voci sono meno urlate”.Il 20 marzo, sarà Rai3 la prima ad occuparsi del ricordo delle vittime con “Geo”, a partire dalle 17. Il giorno successivo, le reti Rai garantiranno un’ampia copertura al corteo. Il primo appuntamento sarà con “UnoMattina” su Rai1 per una lunga intervista a Don Ciotti, a seguire collegamenti e testimonianze raccolte dagli inviati di “Storie Italiane”. Rai2 approfondirà l’argomento all’interno della rubrica “Tg2 Italia” e con la trasmissione “I Fatti Vostri”. Rai3 invece ci sarà con “Agorà”. Nel pomeriggio, la rete ammiraglia offrirà una intervista a Emanuele Schifani, figlio di Vito Schifani, vittima della strage di Capaci, ospite a “Vieni da me”. A seguire, la “Vita in Diretta” darà ampio spazio alla Giornata e, in terza serata, ne parlerà anche “Sottovoce” di Gigi Marzullo. Su Rai3 è previsto invece un approfondimento pomeridiano, in onda alle 15.20, in “La Grande Storia – anniversari”, dal titolo “Donne e coraggio, voci contro la mafia”. I telegiornali daranno ampio risalto alla cronaca della Giornata. RaiNews24 seguirà in diretta la manifestazione con gli inviati a Padova e in altre piazze d’Italia rappresentative della lotta alla criminalità. La TgR dedicherà spazi informativi all’interno di tutte le edizioni dei Tg regionali. Rai Movie ricorderà la Giornata con pellicole d’autore come “Il giudice ragazzino” e “Gente di rispetto”. Anche Rai Storia con “Diario Civile” e Rai Gulp, con il cartone animato “Giovanni e Paolo e il mistero dei Pupi”, si occuperanno dell’evento.Il portale web di Rai Scuola ospiterà uno speciale con i documenti filmati che ricostruiscono l’elenco delle morti per mafia. Radio1 dedicherà grande parte della programmazione alla Giornata; Radio2 si mobiliterà ospitando Don Luigi Ciotti a “Caterpillar”; Radio3 racconterà le diverse manifestazioni attraverso “Tutta la città ne parla” e “Fahrenheit”. Oltre a uno spot istituzionale, la Giornata impegnerà anche il sito e i canali social di Responsabilità Sociale Rai.

S. Cecilia, Yefim Bronfman in recitalIl pianista russo-israeliano con Schumann, Schubert, Debussy

18 marzo 201916:27

– Un omaggio al contributo massiccio che Robert Schumann e Franz Schubert hanno dato alla letteratura pianistica dell’Ottocento, e poi Claude Debussy. Ha scelto questi tre compositori il pianista russo-israeliano Yefim Bronfman per il recital in programma martedì 19 marzo per la Stagione da Camera di Santa Cecilia (Auditorium Parco della Musia, ore 20:30). In apertura Bronfman eseguirà Humoreske di Schumann: stati d’animo trascritti in musica, composti a 29 anni a Vienna. Di Schubert si esibirà nella Sonata D 958, una delle ultime tre scritte nel settembre del 1828, due mesi prima della morte. Tra le due composizioni si inserisce la Suite Bergamasque di Debussy, completata nel 1890, omaggio alle Suite di danza barocche. Venerdì 3 maggio (con repliche il 4 e e 5) Bronfman tornerà a S. Cecilia , questa volta nel cartellone sinfonico, insieme con l’Orchestra dell’Accademia Nazionale sotto la direzione di Daniele Gatti con un programma interamente dedicato a Brahms.
Musica: Arbore il jazz a Foggia un sognoFestival promosso da Puglia Sounds si terrà da 11 a 14 aprile

FOGGIA18 marzo 201916:29

– “Finalmente si corona il mio più grande sogno, quello che avevo da ragazzino, ovvero il jazz a Foggia”. Lo ha sottolineato Renzo Arbore nel corso della presentazione del ‘Medimex Spring’ promosso da Puglia Sound, che si svolgerà a Foggia dall’11 al 14 aprile. L’evento anticipa l’edizione di Medimex a Taranto, dal 6 al 9 giugno. “Il Medimex corona la vita lunghissima del jazz a Foggia – ha rilevato Arbore – una città che ha un legame importantissimo con questa musica. Ancora oggi ci sono locali a Foggia che ospitano il jazz e dove si esibiscono musicisti di fama internazionale”. Per Arbore il jazz italiano “è il secondo del mondo, e abbiamo un rappresentate barese, Gianluca Petrella, che è il più grande trombonista del mondo”. Venerdì 12 aprile sarà Arbore a coordinare un live inedito nel quale saranno coinvolti alcuni tra i più rappresentativi esponenti del jazz italiano tra cui Enrico Rava, Dado Moroni con Rosario Bonaccorso e Roberto Gatto, Stefano Di Battista, Enrico Zanisi e la cantante Nicky Nicolai.
Trent’anni moda maschile, mostra a PittiOspitata a Museo costume Firenze in occasione 96/o salone

18 marzo 201916:38

– Trent’anni di moda maschile, dal 1989 ai giorni nostri, visti attraverso la lente di Pitti Uomo. E’ ‘Romanzo breve di moda maschile’, la mostra che sarà inaugurata al Museo della moda e del costume di Palazzo Pitti a Firenze in occasione di Pitti Immagine Uomo 96, in programma dall’11 al 14 giugno, e che festeggerà il 30/o anniversario di Pitti Immagine.
Presentata dalla Fondazione Pitti Immagine Discovery, ideata e curata da Olivier Saillard l’esposizione, visitabile dal 12 giugno al 29 settembre, racconta la storia e l’evoluzione del menswear incrociando il Made in Italy con i guest designer, i talenti della moda della scena contemporanea internazionale con le esperienze della grande imprenditoria dell’abbigliamento. In mostra ci saranno i capi degli stilisti che hanno dato vita agli eventi speciali di Pitti dal 1989 al 2019 con un look della collezione presentata a Firenze, e quelli di una trentina di aziende che hanno rappresentato i punti di svolta del salone nello stesso periodo, per circa 150 brand.
Aldo, senza G. e G. viaggio in solitaria’Scappo a casa’, ma in agosto reunion. Zalone? Vorrei suoi incassi

18 marzo 201919:16

– Aldo Baglio, per la prima volta senza Giovanni e Giacomo, spezza il trio e fa “il suo viaggio in solitaria” con una commedia sul razzismo e la diversità dal titolo Scappo a casa di Enrico Lando, in sala dal 21 marzo con Medusa in 400 copie. Ma niente paura, nessuna rottura dello storico terzetto: “In agosto cominceremo a girare il prossimo film” dice Aldo con tono rassicurante. Perché questa voglia di assolo? “Con il trio mi esprimo in un certo modo, ma a un certo punto ho sentito l’esigenza di mettermi in primo piano. Devo dire che l’ho fatto con un certa paura, ma alla soglia dei sessanta anni certe cose vanno fatte. Ci siamo insomma presi un anno sabbatico, una parentesi – spiega Aldo -, così Giacomo ha fatto uno spettacolo teatrale e Giovanni ha scritto un libro”.Protagonista del film Michele (Aldo), un meccanico per cui conta solo l’apparire, le belle donne, guidare macchine di lusso non sue. Usa poi il parrucchino, qualche farmaco stimolatore ed è soprattutto razzista: per lui, se non sei un italianissimo maschio alfa con fisico palestrato e non hai un Rolex, sei disprezzabile e da allontanare. Ma tutto si ribalta quando Michele va a Budapest per lavoro e si ritrova vittima di tutta una serie di incidenti che lo rendono solo un migrante tra i migranti. Uno che ha tanta voglia di poter rientrare in patria, ora che è considerato un tunisino che si spaccia per italiano, insieme a un gruppo di quei neri che fino a poco prima disprezzava con tutte le sue forze.”Michele si ritrova all’estero, senza documenti, senza cellulare, insieme ad altri immigrati – spiega l’attore palermitano -. Quella che ho voluto raccontare non e una storia sulla immigrazione, e un tema troppo grande e delicato perche io possa occuparmene degnamente. Ho solo voluto raccontare la storia di un uomo superficiale, che scopre quanto e bello guardare oltre le proprie paure e le proprie resistenze. Fino a rischiare la vita per gli altri. Non so se diventa un uomo migliore, credo diventi un uomo più felice”. Un film sul razzismo? “Non volevo parlare di un tema cosi importante, credo che questo sia più un film sul cambiamento, un percorso interiore, di Michele che cambia punto di vista”. Aldo Baglio non crede comunque che i muri possano risolvere i problemi del razzismo:”Mettere su un muro non risolve nulla e non ferma certo questa valanga di persone che migrano”.Tra i migranti del film in cerca di Italia anche l’attore francese Jacky Ido: “Questo è un film estremamente politico – dice -, ma una delle ragioni che mi ha spinto a farlo è il fatto che affronta tutti questi problemi, ma si concentra poi sull’umanità, cosa che spesso manca ai politici”.Infine, chiude il film ‘Scappo a casa’ la canzone ‘Chiedimi come’ degli Oblivion che ha come frase tormentone “Viva la fuga, siamo tutti esterosessuali” che ricorda molto anche nel ritornello gli ‘Uomini sessuali’ di Checco Zalone. Da qui la domanda a Baglio se in questa sua impresa in solitaria abbia guardato al comico pugliese: “No – replica senza nessun imbarazzo Aldo -, ma vorrei fare i suoi incassi”.

Noi..non erano solo canzonette in mostraA Torino la storia d’Italia attraverso la musica d’autore

18 marzo 201917:48

– Da Domenico Modugno a Fabri Fibra, la storia d’Italia in 100 canzoni, in un racconto parziale, ma senza pregiudizi né esclusioni, leggero ed emozionante come solo la colonna sonora di una vita può essere. E’ così ‘NOI…non erano solo canzonette’, un viaggio sull’autostrada di un paese che si scopre via via impegnato e frivolo, bigotto e spudorato, intellettuale ed edonista, e lo dice cantando. Per riviverlo basta attraversare il percorso della mostra aperta dal 22 marzo al 7 luglio alla Promotrice delle Belle Arti di Torino, curata da Giampaolo Brusini, Giovanni De Luna e Lucio Salvini, patrocinata da Regione Piemonte, Camera di Commercio di Torino, Rai, Siae, Fimi e Scf, prodotta da Bibibus Events con il supporto di Intesa Sanpaolo. Quindi note, oggetti, memorabilia, in un percorso cronologico e multisensoriale in cui musica, società, stili di vita, mode, si intrecciano l’uno con l’altra.
Cannes: Variety, niente NetflixStarebbero negoziando ma non ci sono film “pronti” per 14-25/5

18 marzo 201917:59

– Non ci sarebbero film Netflix al festival di Cannes neppure quest’anno, almeno secondo le indiscrezioni raccolte da Variety. Il tema lo scorso anno fu dominante e con ricadute polemiche, dalla Mostra del cinema di Venezia fino agli Oscar in virtù del fatto che ad esempio Roma di Alfonso Cuaron, prodotto dal colosso dello streaming, è stato tra i super premiati dell’anno. Netflix e il direttore del festival Thierry Fremaux starebbero negoziando “un potenziale accordo”, rivela Variety. Ted Sarandos di Netflix e Fremaux sarebbero stati a cena insieme una settimana fa a Los Angeles, ma il sito di cinema anticipa che “il gigante dello streaming sarà di nuovo assente dalla Croisette quest’anno senza film in o fuori concorso”, se non altro perché a quanto pare Netflix “non ha un film pronto per il festival da presentare”, in programma dal 14 al 25 maggio.
Arèvalo, orgoglio di profugo-scrittorePoeta cileno in Sardegna per docufilm Moretti “Santiago, Italia”

ORISTANO18 marzo 201918:03

– “Da profugo sono diventato scrittore, sono diventato un operatore culturale e questo è un esempio di come un profugo, se gli dai la possibilità, può diventare qualcuno e può contribuire a dare un valore aggiunto al luogo dove sta”. Così il poeta cileno Antonio Arèvalo ospite al Filmfestival “Terre di confine”, ad Asuni, dopo la proiezione nel weekend del documentario “Santiago, Italia” di Nanni Moretti. Un film in cui numerosi testimoni raccontano attimi drammatici, quelli della presa di potere da parte di Pinochet e la morte di Salvador Allende, la dittatura e la fuga nell’ambasciata italiana.
Nel 1973 Arèvalo, a soli 14 anni, era divenuto la mascotte della Brigata di pittura muraria, con la quale usciva di notte per pitturare le strade. Militante della gioventù comunista, andava a lanciare volantini di protesta. Venne scoperto e si rifugiò all’ambasciata italiana per poi vedere la sua vita catapultata dall’altra parte dell’oceano. “Vivere dentro l’ambasciata è stata un’esperienza fortissima – ha raccontato lo scrittore – Arrivato in Italia, però, non volevo far sapere che ero profugo. Mi vergognavo di dirlo. Oggi ne vado fiero.
Sono cresciuto in Italia leggendo tutto quello che potevo, parlando per citazioni perché dovevo impormi”. Dal passato al presente, con il dramma nel Mediterraneo. “A volte mi vedo nei panni della gente che oggi arriva nei gommoni. Io ho vissuto un’Italia accogliente, era un’epoca meravigliosa. In confronto a ciò che succede ora la mia storia è nulla. Mi sento un privilegiato. Ma ho preso il meglio che ho avuto dall’Italia e ho cercato di restituirlo, perché mi sento responsabile del luogo che mi accoglie, sia che mi trovi a Roma, Milano o Venezia”. Arèvalo ha presentato il suo libro “Le Terre di nessuno”, titolo indicativo di una forte correlazione con il tema del festival cinematografico di Asuni, anche quest’anno diretto da Marco Antonio Pani. Un libro che sintetizza, attraverso una serie di poesie scritte tra il 1980 e il 2016, l’esperienza umana e artistica dell’autore, ormai riconosciuto tra i più attivi sostenitori e promotori della creatività latinoamericana in Europa.
Leonardo alle Scuderie, 3500 in 2 giorniOltre 300 prenotazioni per le scuole, con circa 6.000 studenti

18 marzo 201918:34

– Grande successo alle Scuderie del Quirinale, con oltre 3.500 ingressi nel solo primo fine settimana, per la mostra “Leonardo Da Vinci. La scienza prima della scienza’. A questo dato si aggiungono le già oltre 300 prenotazioni di scuole con circa 6.000 studenti coinvolti.
La mostra, aperta al pubblico fino al 30 giugno, propone un percorso conoscitivo alla scoperta del maestro toscano, raccontato nell’ambito della fitta trama di relazioni culturali e del dinamico contesto artistico che ha caratterizzato il periodo tra il ‘400 e il ‘500 italiano. L’esposizione è curata da Claudio Giorgione ed indaga l’opera vinciana attraverso preziosi disegni e manufatti originali, modelli storici e manoscritti, tra cui l’unico libro con sue annotazioni autografe. E’ organizzata in collaborazione con il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano e la Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano.
Passione per l’arte di PiccioniA Forte dei Marmi dal 15 giugno al 15 gennaio

FORTE DEI MARMI (LUCCA)18 marzo 201918:45

– Arte e letteratura uniti nella mostra ‘Burri Morandi e altri amici. La passione per l’arte di Leone Piccioni’. L’esposizione è in programma a Villa Bertelli a Forte dei Marmi (Lucca) dal 15 giugno al 15 gennaio prossimi.
La mostra, curata da Piero Pananti e Gloria Piccioni, figlia del critico letterario, propone una raccolta di 108 opere realizzate dai più noti artisti italiani e internazionali – oltre Burri e Morandi Carrà, Ceroli, De Pisis, Guttuso, Maccari, Mafai, Manzù, Marcucci, Rosai, Severini, Schifano, Viani, per citarne alcuni – accogliendo anche ricordi della carriera di Piccioni e del legame che lo ha unito a ogni singolo autore in esposizione. A corredo della mostra, ci saranno scritti, foto e video, che ritraggono il critico letterario con tutti i maggiori scrittori, poeti e artisti del ‘900, con i quali intrattenne corrispondenza letteraria per gran parte della sua vita. Una preziosa documentazione, è stato spiegato in occasione della presentazione oggi della mostra, della grande considerazione in cui era tenuto il suo giudizio e una pregiata e inedita testimonianza del mondo culturale e artistico del secolo scorso.
Due poi gli eventi collaterali nel corso dell’estate prossima: uno dedicato al Quarto Platano, che fu al Forte cenacolo al Forte di artisti, critici e scrittori dagli anni Venti fino agli anni Cinquanta di cui Piccioni è stato uno degli ultimi rappresentanti.Il secondo è la presentazione del libro ‘Lungara 29. Il caso Montesi nelle lettere a Piero’ che raccoglie il carteggio che Leone Piccioni ebbe col fratello Piero, musicista e compositore, quando quest’ultimo fu detenuto per lo scandalo Montesi.
Molestie, licenziato ceo Warner StudioSuccessore Kevin Tsujihara non è stato ancora annunciato

WASHINGTON18 marzo 201918:45

– Una nuova testa cade sotto i colpi del #metoo. Il presidente e Ceo degli Studio della Warner Bros, Kevin Tsujihara, è stato infatti licenziato in seguito alle accuse di molestie sessuali.
“Kevin riconosce che i suoi errori sono incoerenti con nostri valori e possono avere un impatto sulla capacità della società di andare avanti nel suo lavoro”, si legge in una nota di WarnerMedia, il gruppo che fa parte della galassia At&t. Nessun annuncio ancora sul successore.
Restauro 51 opere arte lesionate MarcheIniziativa Anci-Pio Sodalizio Piceni, mostre a Roma e Senigallia

ANCONA18 marzo 201918:49

– Cinquantuno opere d’arte delle Marche danneggiate dal sisma sono state restaurate e saranno riportate nei loro luoghi d’origine grazie ad un fondo di 200 mila euro coperto in parti uguali dalla Fondazione Pio Sodalizio dei Piceni e dall’Anci Marche. L’iniziativa è frutto di una convenzione stipulata il 9 maggio 2017 in accordo con la Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio delle Marche.
Riguarda tele, sculture e tavole di proprietà di 17 enti tra pubblici ed ecclesiastici che vanno dal ‘400 al ‘700, con l’aggiunta di una scultura in gesso novecentesca, La Schiava, di Gaetano Orsolini proveniente dal Palazzo comunale di Montegiorgio di Fermo. Prima di tornare ‘a casa – hanno annunciato il segretario generale del Pio Sodalizio dei Piceni Alfredo Lorenzoni e il presidente di Anci Marche Maurizio Mangialardi – le opere verranno esposte in due mostre: rispettivamente a Palazzo del Duca di Senigallia da ottobre 2019 a marzo 2020, e a Roma, presso i Musei di San Salvatore in Lauro nel 2020.
Pinocchio di Garrone, Benigni sul setPrimo ciak blindato a Sinalunga

SINALUNGA (SIENA)18 marzo 201921:04

Primo ciak a Sinalunga (Siena) per il film ‘Pinocchio’ girato da Matteo Garrone e interpretato, tra gli altri, da Roberto Benigni nel ruolo di Mastro Geppetto. Sfidando la pioggia che da questa mattina sta interessando la provincia di Siena, sono state girate le prime scene alla tenuta La Fratta dove è stato ricostruito il paese di Geppetto. Su un set blindato e protetto da un rigido cordone di sicurezza ha fatto la sua comparsa proprio il premio Oscar toscano che per le prossime tre settimane soggiornerà in una località limitrofa prima di spostarsi con tutto il cast in Puglia dove proseguiranno le riprese.
Attesi nei prossimi giorni sul set senese anche Gigi Proietti nel ruolo di Mangiafuoco, Massimo Ceccherini e Rocco Papaleo che interpretano il gatto e la volpe e il piccolo Federico Ielapi nel ruolo di Pinocchio.
Premio Wondy, vince Rosella PostorinoA Ritanna Armeni il riconoscimento della giuria popolare

18 marzo 201922:53

– È Rosella Postorino con ‘Le assaggiatrici’ (Feltrinelli), la vincitrice della seconda edizione del Premio Wondy di letteratura resiliente. Il romanzo Premio Campiello 2018 è ispirato alla storia vera di Margot Wölk, assaggiatrice di Hitler nella caserma di Krausendorf.
Ritanna Armeni, con ‘Una donna può tutto’ (Ponte alle Grazie), si è aggiudicata il premio della “giuria popolare”, assegnato dagli utenti di Facebook che hanno votato sulla pagina dell’associazione “Wondy Sono Io”. La finale del Premio Wondy, organizzata dall’associazione ‘Wondy Sono Io’, in collaborazione con Vanity Fair, si è svolta al teatro Manzoni di Milano in una serata condotta Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu con l’esibizione dal vivo di Andrea Bocelli, di Mahmood e del ballerino e coreografo siriano Ahmad Joudeh. A dare voce ai romanzi finalisti gli attori Giulia Bevilacqua, Alessio Boni, Paolo Genovese, Matilde Gioli, Valentina Lodovini e Vinicio Marchioni.
La giuria tecnica è presieduta da Mario Calabresi. Ed è composta da Diamante D’Alessio, Luca Dini, Chiara Fenoglio, Selvaggia Lucarelli, Michela Marzano, Marco Missiroli, Emanuele Nenna, Alessandra Sarchi, Gianni Turchetta e Andrea Vitali. Il Premio Wondy di letteratura resiliente è il riconoscimento letterario in memoria di Francesca Del Rosso, scrittrice e giornalista morta l’11 dicembre 2016, nota con il nome di Wondy dopo la pubblicazione del libro ‘Wondy – ovvero come si diventa supereroi per guarire dal cancro’ (Rizzoli) nel quale raccontava, con coraggio e ironia, la sua lotta contro la malattia. Il premio Wondy è rivolto alle opere edite, scritte in italiano, che raccontano come fare fronte in modo positivo agli ostacoli della vita ed è promosso e organizzato dall’associazione “Wondy Sono Io”, creata dal marito di Francesca, Alessandro Milan, insieme ai suoi amici più cari.

Simona Vinci, dentro le Fiabe dei Grimm’Mai più sola nel bosco’, torno all’infanzia e completo trilogia

18 marzo 201915:36

– SIMONA VINCI, ‘MAI PIU’ SOLA NEL BOSCO’ (MARSILIO, PP. 155, 12,00 EURO) Racconta di sé e del suo mondo di lettrice appassionata Simona Vinci partendo dal libro più importante della sua vita, le Fiabe dei Grimm, che sono la sua infanzia e che ancora la accompagnano in quella copia tascabile consumata dal tempo, a cura di Italo Calvino. ‘Mai più sola nel bosco’, uscito per Marsilio nella collana Passaparola, è tutto questo e molto di più.”La mia idea folle era di scrivere un testo senza capitoli, una narrazione continua dove le fiabe si mescolavano ad episodi della vita e ad alcune delle percezioni. Poi, in realtà, di capitoli ce n’era bisogno e mi sono serviti a strutturare i nuclei della storia: la paura, il mistero, l’infanzia, il cibo, il femminile nelle fiabe. E’ un libro che nasce da una grande passione di lettrice che comincia nell’infanzia e dura ancora adesso” racconta Simona Vinci, a ‘Libri Come’ per presentare il suo libro con Teresa Ciabatti. “Io mi identificavo nei personaggi femminili delle fiabe e quando ho scoperto che i Grimm venivano considerati misogini, con una visione sessista, sono rimasta molto sorpresa perché – sottolinea – in realtà tutte le eroine delle fiabe, a partire da Cappuccetto Rosso o Cenerentola, che va a una festa a cui non è stata invitata, sono ribelli. Spesso sono le donne che salvano i maschi. Sono le sorelle che salvano i fratelli tramutati in animali”.Certo, “rispetto agli uomini le donne nelle fiabe partono da condizioni svantaggiate, però sanno come ribaltare la situazione, con la ribellione, la furbizia, l’intelligenza e il coraggio. Biancaneve finisce nella casa dei nani a fare le pulizie, a servire sette omuncoli, ma ci arriva perché vuole vivere. Quando il cacciatore le vuole strappare il cuore, lei gli chiede di lasciarla andare nel bosco e non sa cosa succederà, potrebbe anche morire, però accetta la sfida” dice la Vinci che ricorda come i Grimm siano stati un riferimento della propria infanzia anche per le autrici da lei più apprezzate come Margaret Atwood. Nel libro c’è anche una fiaba che non aveva letto da piccola, ‘Il ginepro’, a cui è dedicato un capitolo che si chiama ‘Di ramo in ramo’. “L’ho recuperata più avanti, perché nell’edizione che avevo, curata da Calvino, non c’era” racconta. E tra quelle che le piacciono moltissimo ce n’è una di cui curiosamente nel libro non parla, è ‘Il re Bazza di Tordo’ “che è la storia – spiega – di una principessa a cui non va bene nessun pretendente. Il padre le presenta un sacco di uomini, ma non va mai bene niente. Allora le dice: ‘Adesso ti prenderai il primo che bussa alla porta del castello’ e arriva un miserabile dietro al quale però si nasconde il principe. Ma lei deve attraversare tutta una serie di prove, deve fare la serva e vivere nella miseria prima di tornare principessa”.’Mai più sola nel bosco’, dedicato a Severino Cesari, è stato per la scrittrice, Premio Campiello nel 2016 con ‘La prima verità’, “un’occasione di chiudere un percorso come voce narrante. E’ come se fosse una trilogia partita con ‘La prima verità’ e proseguita con ‘Parla, mia paura’. Anche se sono libri diversi fra loro sono contenta di averla chiusa. Quello che avevo da dire è finito con questo. Adesso ho voglia di raccontare dei personaggi. Altri tempi, altre storie” spiega. E aggiunge: “Sto lavorando a una cosa spaventosa”. La paura è il tema forte del viaggio che Simona Vinci ha compiuto e che in fondo non vuole abbandonare. “Spero di spaventarmi di nuovo per qualcosa, perché la paura tiene in allerta e fa scoprire tante cose. Può essere molto interessante quando non ti paralizza. Penso sia uno strumento conoscitivo e anche profondamente divertente. Il gusto della paura lo conosciamo tutti: gialli, noir, horror ci piacciono e ci divertono perché ci spaventano. Per quanto riguarda l’infanzia, le fiabe hanno la funzione di far affrontare la paura e scoprire che può essere sconfitta” dice la scrittrice, nata a Milano nel 1970, e ricorda che “la raccolta dei Fratelli Grimm non è nata con in mente un pubblico di bambini. Non è una letteratura creata espressamente per ragazzi e bambini come quella che c’è adesso”. In ogni caso, scrivere per ragazzi non è nelle sue corde e crede che “sia molto difficile”.

Nesli, con ‘Vengo in pace’ chiudo un cicloEsce il 22/3 nuovo album del cantautore, in tour nei club

18 marzo 201919:23

– Nesli chiude un ciclo con ‘Vengo in pace’, album in uscita il 22 marzo. Quattro anni dopo ‘Andrà tutto bene’, il cantautore completa una trilogia che era proseguita nel 2016 con ‘Kill Karma’, dei quali il nuovo disco incorpora e sintetizza gli spunti pop, rock, rap ed elettronici, sopra un comune contesto lirico. Tra autobiografia e racconto esistenziale, la trilogia termina con una dichiarazione d’intenti precisa, come spiega Nesli parlando: “La volontà è esprimere serenità.’Vengo in pace’ non è la frase di uno sconfitto o di un buonista, ma la serenità di accettare quello che non puoi cambiare. Oggi ti dicono ‘fregatene’, ma io dico, ‘prima fatti i conti e poi alleggerisci il carico’: l’immagine che avevo in mente è di chi va in guerra, ma senza intenzione di sparare, consapevole che anche senza armi si possono cambiare le cose”.Trovare un parallelo con la parabola artistica di Nesli è facile, specie quando nella title-track dichiara “Non accettare compromessi è il compromesso più grande”: “Quella è una frase manifesto per i miei fan: in passato ho fatto scelte egoistiche, quando avrei potuto dare di più non l’ho sempre fatto, perché magari non lo ritenevo giusto o perché certe offerte non mi facevano vivere bene”. “Io ho scelto il mio percorso – prosegue Nesli – Non perché sono presuntuoso, ma perché voglio inventarmi la mia strada. Un film che ho amato diceva ‘nessuno di noi può uscire dalla propria storia’: questo disco voleva essere così, non parlare di amori, ma di vita”.Brani come ‘Maldito’, ‘Ma che ne so’ o ‘Le cose belle’, invitando a fare i conti con il passato e guardare avanti, escono quindi da una lettura strettamente autobiografica. Una traccia come ‘Viva la vita’, allora, può parlare alla collettività senza essere politica: “Io riesco meglio nelle fotografie non sociali ma individuali: è una politica umana, senza retorica”. Una poetica che tocca nell’intimo risponde anche ai tempi che viviamo: “L’intrattenimento non è più quello di una volta: questa commistione di realtà e spettacolo mi ha turbato molto, sento che la disponibilità di tutto mi ha reso in realtà più povero”.Il tour di Nesli partirà da Roma il 21 marzo (Largo Venue) per proseguire a Bolzano, Firenze, Bologna, Torino, Napoli, Bari e Catania e si chiuderà a Milano l’11 aprile (Alcatraz). E da maggio il cantautore sarà in tour nelle piazze: “Mi piace perché devi andare a conquistarti l’attenzione”.

Brizzi, Le Iene: “Ombre su una teste, atti ai magistrati”Nuovi atti consegnati al giudice che ha archiviato indagine

marzo 201918:36

Nuovi atti che inficerebbero una delle testimonianze raccolte dalla difesa, nel procedimento, ora archiviato, che ha coinvolto il regista Fausto Brizzi per violenza sessuale. Li avrebbe raccolti la trasmissione Le Iene che ha consegnato nelle mani del giudice Alessandro Arturi un plico con le nuove prove raccolte dalla trasmissione che getterebbero ombre su una teste.Nel servizio, che andrà in onda domani sera, si fa riferimento alla testimonianza di una ragazza spagnola che ha affermato all’avvocato difensore del regista, Antonio Marino, di avere conosciuto ad Ibiza una delle tre ragazze, tutte aspiranti attrici, che hanno denunciato Brizzi.Ques’ultima, a detta della ragazza spagnola, le avrebbe confidato che per “avere un po’ di fama in Italia, bastava andare in tv e dire di essere stata molestata da Brizzi durante un provino”.Secondo quanto sostengono Le Iene l’attrice che ha denunciato Brizzi “nega di conoscere la ragazza al punto da non riconoscerla nel corso di un incontro organizzato dagli autori del servizio”.Al momento in Procura, in base a quanto si apprende, non sono stati trasmessi esposti o nuovi atti. “Quando arriveranno li valuteremo”, spiegano gli inquirenti. Dal canto suo l’avvocato difensore del regista preferisce non commentare.

“La mia Sofia nel Marocco maschilista”In sala il film di Meryem Benm’Barek premiato a Cannes

18 marzo 2019 23:59

– L’articolo 490 del codice penale marocchino che prevede “da un mese a un anno di reclusione per le relazioni sessuali al di fuori dal matrimonio”. Questa la premessa di ‘Sofia’, film della regista Meryem Benm’Barek, che racconta di una donna di venti anni che vive a Casablanca coi suoi genitori e che a un certo punto si ritrova incinta. Ma dov’è il marito? Il film, in sala dal 14 marzo con Cineclub Internazionale Distribuzione, ha vinto il premio per la migliore sceneggiatura a Cannes (Un Certain Regard) ed è stato designato film della Critica.Il racconto parte da un pranzo di famiglia. Sofia (Maha Alemi) ha violenti crampi allo stomaco e sua cugina Lena (Sarah Perles), studentessa di medicina specializzanda in oncologia, capisce subito la situazione: la ragazza sta per partorire. Sarà così la ricca ed evoluta Lena, con tutta la discrezione possibile, a prendere l’iniziativa di portare Sofia all’ospedale dove, dopo molti intoppi burocratici, la ragazza partorisce. E a quel punto però che cominciano le difficoltà più serie: ci sono solo ventiquattro ore per risolvere il problema dei problemi: Sofia deve sposarsi per non infrangere la legge del suo Paese ed evitare la galera. Da qui inizia davvero la storia di Sofia in cui si mescolano, oltre al maschilismo, il peso della ricchezza, delle classi sociali, quello di patriarcato e matriarcato in un paese come il Marocco tra tradizione e sviluppo.”A pagare le conseguenze di una società maschilista e patriarcale sono anche gli uomini, non solo le donne. È un problema che riguarda tutti noi”, ha spiegato Meryem Benm’Barek, ospite a Roma dell’Istituto francese Centre Saint-Louis.”Fin dall’inizio volevo che il cuore del film fosse il ritratto di un intero paese – ha aggiunto la regista, nata a Rabat nel 1994 – L’obiettivo era quello di rappresentare tutti i rapporti di potere, sia all’interno della dimensione familiare che in quella sociale. Ho voluto mostrare dei personaggi che si affannano alla rincorsa di un’ascesa sociale per raggiungere l’ambito rango dei privilegiati. E lo fanno ad ogni costo, senza preoccuparsi di schiacciare gli altri”.”Tutti noi paghiamo le conseguenze di un assetto sociale maschilista, nessuno escluso.- ha concluso la regista – La questione del patriarcato in Marocco è molto complessa. La sfera pubblica è priorità assoluta del genere maschile, ma in quella casalinga la situazione è ribaltata e tutto passa in mano alle donne”.-

Torna la Carrà su Rai3, ospite Fiorello
Dal 4 aprile ‘A raccontare comincia tu’

18 marzo 201920:14

– Raffaella Carrà torna in tv con una nuova trasmissione, stavolta incentrata sulle interviste, in onda dal 4 aprile su Rai3. Secondo quanto si apprende, il titolo, che fa il verso ad una delle sue hit più popolari, è ‘A raccontare comincia tu’. Il primo ospite Rosario Fiorello, come ha lui stesso annunciato su Radio Deejay durante il suo varietà radiofonico ‘Il Rosario della Sera’.
La Raffa nazionale, che riuscì a portare Fiorello ospite al Festival di Sanremo nel 2001, ha convinto lo showman a tornare in tv, dopo l’ultima presenza su Rai1 un anno fa, ancora ospite del Festival, con Claudio Baglioni. Stavolta la Carrà e Fiorello si ritroveranno su Rai3, con la complicità di Giovanni Benincasa, autore televisivo di entrambi.

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Paesaggi… immaginari in Reggia Portici
Il 22 marzo inaugurazione mostra di arte contemporanea

PORTICI (NAPOLI)18 marzo 2019 01:22

– E’ intitolata ‘Paesaggi… immaginari’ la mostra di arte contemporanea che venerdì 22 marzo alle 17.00 sarà inaugurata nella Reggia di Portici, tra i più splendidi esempi in Europa di residenza estiva della famiglia reale borbonica e della sua corte. Ad esporre saranno 21 artisti, tra cui fotografi e scultori, impegnati a rappresentare il paesaggio secondo una propria visione provando ad esplicitare le loro emozioni al pubblico.
“L’arte si nutre e al contempo nutre il mondo, si meraviglia e meraviglia, si racconta e narra, si incuriosisce e si fa curiosa, coniuga l’uomo e il mondo, ricollega il cordone ombelicale tra noi e lo spazio, tra la nostra mortalità e l’eternità del cosmo”, spiegano gli organizzatori. “Gli artisti in mostra si esprimono con stilistiche e tecniche diverse, ma in questo percorso espositivo sono accomunati dalla capacità di raccontarci il mondo delle loro visioni stimolando nello spettatore la nascita di una nuova meraviglia dello sguardo”.
L’evento è un progetto di Giovanni Mangiacapra per Associazione Connessioni Culture Contemporanee ed è promosso dalla Città Metropolitana di Napoli. Gli artisti che esporranno sono Andrea Angeletti, Ariela Böhm, Mariangela Calabrese, Giancarlo Ciccozzi, Diana D’Ambrosio, Luigi Di Sarno, Rossella Liccione, Giovanni Mangiacapra, Stefania Marino, Tiziana Mastropasqua, Michele Mautone, Sanja Milenkovic, Miro Gabriele, Leonardo Pappone, Elisabetta Piu, Simona Sarti, Angela Scappaticci, Pasquale Simonetti, Sergio Spataro, Lisa Stefani, Stefania Vassura. L’esposizione, che sarà visitabile fino al 3 maggio, ad ingresso gratuito, è abbinata a un momento musicale del Conservatorio San Pietro a Majella. E’ organizzata in collaborazione con l’associazione culturale Soqquadro con il patrocinio di Consiglio Regionale della Campania, Comune di Napoli, Comune di Portici, Comune di Ercolano, Banca Etica, Dipartimento di Agraria, Centro Muse, Art Glace.
Incassi, Captain Marvel ancora in testaLuchetti esordisce 2/o, 3/o Escape Room, 4/o Viaggio a 4 zampe

18 marzo 201911:51

Ancora un week in testa seppur con un calo del 50% per Captain Marvel che guadagna altri 2 milioni 57 mila euro per un totale di 7 milioni 793 mila con una media di 2697 euro su 763 sale.
Esordisce al secondo posto il film di Daniele Luchetti con Pif Momenti di trascurabile felicità tratto dai romanzi di Francesco Piccolo, che incassa 767 mila euro in 4 giorni: la media è di 1820 euro con 422 copie in circolo.
Terza posizione per l’horror di Adam Robitel Escape Room con 747 mila euro e 2287 euro di media su 327 schermi. Al quarto posto l’avventuroso Un viaggio a quattro zampe con Ashley Judd con 451 mila euro. L’ultimo debuttante della top ten è al settimo posto Boy Erased di e con Joel Edgerton e con Nicole Kidman, Lucas Hedges, Russell Crowe e Xavier Dolan che mette via 264 mila euro.
Ercolano,sold out apertura Teatro anticoIn aumento le visite nella Settimana dei Musei

ERCOLANO (NAPOLI)18 marzo 201911:02

– Tutto esaurito per le visite al percorso sotterraneo del Teatro antico di Ercolano (Napoli). Nella prima domenica di apertura si è registrato il sold out sui tre turni organizzati dal Parco archeologico che ha consentito a gruppi e a singoli di ammirare un luogo unico e suggestivo, in cui sono presenti, oltre ai resti dell’antico edificio, reperti, graffiti lasciati nei secoli dai visitatori.
A partire da ieri e per tutte le domeniche, il percorso di visita al Teatro antico sarà aperto in maniera permanente al pubblico. A circa venti anni dalla chiusura, il sito monumentale dopo lavori di messa in sicurezza è stato aperto ai visitatori già l’estate scorsa, in via sperimentale, in alcune giornate da giugno ad ottobre. Sepolto dall’eruzione del 79 d.C., fu il primo monumento a essere scoperto nei siti vesuviani colpiti dal cataclisma. Fin dalla sua scoperta, suscitò grande interesse, nel corso del Settecento e dell’Ottocento, da parte dei colti viaggiatori che giungevano a Napoli da ogni parte.
Ligabue, non cambia la voglia di suonareMini anteprima del live davanti a fan club e amici

REGGIO EMILIA18 marzo 201911:10

– Una sorta di anteprima assoluta del prossimo tour, quella portata in scena il 17 marzo da Ligabue nella Fonderia Italghisa di Reggio Emilia. Con una scaletta dedicata al nuovo album ‘Start’ – che ha esordito in testa alla classifica – oltre ad alcune hit pescate dalla sua carriera, il rocker di Correggio si è presentato sul piccolo palco del club davanti ad un ristretto pubblico, composto dal fan club, amici (compresi quelli a cui ha dedicato ‘Ancora noi’) e invitati vari, assieme alla sua band al gran completo.
“Nel 1992 alcuni di voi non erano ancora nati – ha detto Ligabue per introdurre la nuova ‘Io in questo mondo’ – ma è qui che abbiamo fatto il primo raduno. Sono cambiate tante cose in questi anni, ma non la voglia di suonare”.
Nove le date già confermate per il tour estivo, che parte il 14 giugno da Bari e chiude il 12 luglio a Roma. In mezzo, Messina (17 giugno), Pescara (21 giugno), Firenze (25 giugno), Milano (28 giugno), Torino (2 luglio), Bologna (6 luglio) e Padova (9 luglio).
Funk Off alla Cascata delle MarmoreA Pasqua e pasquetta per Umbria jazz spring

TERNI18 marzo 201911:29

– L’esibizione dei Funk Off alla Cascata delle Marmore è uno degli appuntamenti più particolari di Umbria Jazz Spring in programma a Terni, dal 18 al 22 aprile.
Si esibiranno nelle giornate di Pasqua e Pasquetta (21 e 22 aprile) alle 11.
I Funk Off sono di casa a Umbria jazz. La street band toscana è diventata infatti popolarissima con una formula originale e riconoscibile: superare il concetto di marching band della tradizione di New Orleans proponendo una musica trascinante e spettacolare, moderna e coinvolgente. È così che i Funk Off sono diventati, da quando Umbria Jazz li ha presentati la prima volta, nel 2003, i beniamini del pubblico. Con una musica in cui si affacciano echi di James Brown e Frank Zappa, fino al puro funk tipo Gorge Clinton. Il gruppo toscano è stato in pratica riproposto quasi tutti gli anni, sia a Perugia sia a Orvieto e Terni, diventando un’attrazione fissa del festival. Stesso successo ha riscosso anche all’estero, da Melbourne a New York fino in Cina.
Colin, Sudari come stracci di paroleTre roto-pitture dell’artista per riflettere sui media

18 marzo 201911:57

– Tre monumentali “roto-pitture”, cariche di sedimentazioni cromatiche, di striature ripetute, di campiture dilatate nello spazio, realizzate su tessuti in poliestere, usati per “rimuovere” simbolicamente le parole e le immagini nella produzione editoriale: sono le opere che compongono la mostra “Sudari” di Gianluigi Colin, fino al 10 maggio al secondo piano dell’Auditorium Conciliazione di Roma, presso Visionarea Art Space, progetto che, per il terzo anno consecutivo, vede il sostegno della Fondazione Cultura e Arte, ente strumentale della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale. Inaugurata il 12 marzo, la mostra presenta lavori inediti e site specific con i quali l’artista si appropria di grandi tessuti utilizzati per pulire le rotative di quotidiani e di stabilimenti di arti tipografiche: attraverso veri e propri “stracci di parole”, l’obiettivo è riflettere sul grado zero della scrittura, sul rapporto tra immagini e testo, ma anche sul sistema dei media, con la tecnologia che negli ultimi anni ne ha trasformato radicalmente i processi conoscitivi, la cultura della rappresentazione e l’atteggiamento progettuale.

Docu National Geographic su ponte Genova”Cronologia di un disastro” in onda il 16 maggio in prime time

18 marzo 201912:30

– Genova, 14 agosto 2018. La città si sveglia sotto una pioggia fitta e pesante. Alle 11.36 un boato cancella in un istante il rumore dell’acqua che cade, quello dei clacson delle auto incolonnate verso il ferragosto, le voci di un’intera città. È crollato il ponte Morandi che collega la riviera di Levante con quella di Ponente e nel collasso ha portato con sé anche 43 vite in una giornata tragica per Genova e per l’Italia intera.
National Geographic (canale 403 di Sky) torna a quel giorno drammatico con il documentario ‘Il ponte di Genova: cronologia di un disastro’, in onda il 16 maggio alle 20.55. Le testimonianze di chi si è salvato, quelle di chi ha lavorato giorno e notte nella speranza di trovare vita sotto le macerie e la voce dei maggiori esperti di statica e di ingegneria cercheranno di rispondere alle domande che tutti si pongono: cos’è successo realmente quel giorno a Genova? Quali sono le cause tecniche del disastro? E cosa possiamo fare per evitare il ripetersi di simili incidenti in futuro? Grazie a video amatoriali si potranno vedere gli istanti appena prima del crollo del ponte, mentre i racconti dei parenti delle vittime faranno vivere le storie di chi si trovava su quel tratto di strada durante quei momenti fatali. Le registrazioni audio delle chiamate ai servizi di emergenza, i messaggi su WhatsApp e gli sms, i post e i commenti su Facebook che in quelle ore i sopravvissuti si sono scambiati con familiari e amici riporteranno a quei momenti convulsi.

Successo per il Barbiere di SivigliaPiace l’allestimento del regista Federico Grazzini

18 marzo 201912:32

– Il ‘Barbiere di Siviglia’ di Gioachino Rossini proposto il 17 marzo i al Teatro Comunale di Bologna in un nuovo allestimento del regista Federico Grazzini (al debutto in Sala Bibiena) può essere visto come la rivincita del sovrintendente Fulvio Macciardi. Accusato di avere messo assieme un cartellone tradizionale con i soliti titoli, il nuovo responsabile della Fondazione ha visto ieri un teatro pienissimo con la gente che rideva a crepapelle e si divertiva guardando il capolavoro rossiniano presentato con scene light, costumi vivaci e fantasiosi, e una regia forse un po’ caricata di gag ma mai eccessiva, con qualche flebile richiamo al mondo circense del miglior Fellini. E omaggiando l’idea, peraltro insita nell’opera, del teatro nel teatro, con una Siviglia da favola. La follia organizzata del pesarese ha trovato buona sponda nell’ottimo cast capitanato dal Figaro espertissimo di Roberto De Candia protagonista di grande livello, sempre un po’ su di giri ma di resa sicura, vocalmente e scenicamente.
Achille Lauro, nuovo disco verso futuroIl 12 aprile esce 1969, e lui scrive direttamente a giornalisti

18 marzo 201913:29

– Il 12 aprile esce “1969”, il nuovo disco di inediti di Achille Lauro. E lui prende carta e penna e scrive direttamente ai giornalisti per comunicare la notizia e ringraziarli del supporto durante il festival di Sanremo. “Ciao carissimi, ho chiesto di scrivere questo comunicato personalmente per eliminare la distanza tra me e voi. Era tempo che lavoravo a questo nuovo genere, che prende dal passato e cerca di guardare al futuro – scrive Achille Lauro -. Il vostro apprezzamento e l’interessamento da parte di un pubblico più vasto, mi ha permesso di provare a dare poco peso a quello che dicevano su di me e a sognare di fare musica senza tempo. Da quando è finito Sanremo mi sono chiuso in studio, 20 ore al giorno ad immergermi in questo nuovo progetto che il 12 aprile sarà fuori”.
Sala: “restituiamo soldi a sauditi. Pereira resta”Sindaco, decisione all’unanimità. Sovrintendente finirà mandato

MILANO18 marzo 201913:43

“Ad oggi si ritorna al punto zero.    Restituiamo i soldi ai sauditi. Vedremo se ci saranno altre possibilità di collaborazione”: lo ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, che è presidente della Scala al termine della riunione del cda parlando dei due bonifici da tre milioni e da centomila euro fatti dal ministro della Cultura Badr bin Abdullah bin Mohammed Al Farhan. Tramonta quindi prima di nascere l’ipotesi di un suo ingresso nel cda. La decisione di restituirli è stata presa, ha detto, “all’unanimità”. “Alexander Pereira certamente rimane al suo posto. Non è in discussione”, ha poi detto Sala, spiegando che il sovrintendente è confermato fino alla fine del mandato nel 2020.
Il presidente della Lombardia Attilio Fontana ieri aveva definito da licenziamento il comportamento di Pereira. “Se Fontana intende portare avanti questa idea deve dire al suo rappresentante in cda, Philippe Daverio, di proporlo ma non è stato questo il caso”.
Matera e il ‘Rinascimento visto dal Sud’Dal 18 aprile la mostra sarà ospitata a Palazzo Lanfranchi

MATERA18 marzo 201913:58

– Sarà inaugurata il 18 aprile e sarà visitabile fino al 18 agosto prossimo, nelle sale espositive di Palazzo Lanfranchi, sede del Museo di arte medievale e moderna, la mostra “Rinascimento visto da sud: Matera, l’Italia meridionale e il Mediterraneo tra ‘400 e ‘500”. Lo ha reso noto il direttore del Polo museale di Basilicata, Marta Ragozzino, in occasione dell’avvio delle attività di riallestimento del Museo di arte medievale e moderna, che durerà un mese, con la chiusura temporanea, fino a domani, di Palazzo Lanfranchi.
La mostra, coprodotta insieme alla Fondazione “Matera-Basilicata 2019”, ricostruisce “attraverso un racconto visivo composto da oltre 200 opere, provenienti da musei e collezioni italiane straniere, la fioritura artistica e culturale che ha caratterizzato l’Italia meridionale, nel periodo compreso tra il regno di Renato d’Angiò e la conquista da parte di Carlo V di Tunisi”.
Ragazzi dello Zecchino d’oro è una serieSansa (Ernestina) de Angelis (Mariele), Gandolfo (Tortorella)

18 marzo 201914:35

– Primo giorno di riprese a Bologna per le riprese de I Ragazzi dello Zecchino d’oro, la serie tv che vede la regia di Ambrogio Lo Giudice. Una Co-produzione Rai Fiction Compagnia Leone Cinematografica. Prodotto da Francesco e Federico Scardamaglia. Nel cast Maya Sansa (Ernestina) Matilda de Angelis (Mariele); Simone Gandolfo (Ciro Tortorella).
Anni ’60 a Bologna Mimmo, 9 anni, è quello che oggi si direbbe un bambino difficile. Figlio di immigrati dalla Sicilia, alla scuola e allo studio preferisce la vita di strada nella banda di Sebastiano, suo fratello maggiore. Mimmo però canta benissimo e un giorno mamma Ernestina (Maya Sansa), preoccupata per lui, lo porta a un provino per un concorso canoro con la speranza che questa esperienza possa responsabilizzarlo. Un consiglio del suo insegnante: forse la musica potrà salvarlo.
Quello che ancora nessuno sa è che quel provino è l’inizio di uno spettacolo destinato a entrare nella storia della televisione e del paese: lo Zecchino d’Oro Mimmo viene scelto insieme ad altri bambini. Fra questi, Gaetano, figlio di un carabiniere e di una madre ambiziosissima Caterina figlia di importanti imprenditori. I tre diventano presto inseparabili e, sotto la guida della giovane Mariele, (Matilda De Angelis) sempre più bravi. Mariele, con Cino Tortorella (Gandolfo), accompagna i ragazzi alla prima esibizione canora in televisione. Da qui nasce l’ idea di una formazione stabile che sia una vera e propria scuola di musica e di vita: il Piccolo Coro Mariele Ventre dell’Antoniano. Antonio Gerardi è Vincenzo; Valentina Cervi (Silvana).           [print-me title=”STAMPA”]