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Tokarczuk, viaggiare in un mondo aperto
La scrittrice polacca, “oggi è tutto più cupo”

17 marzo 2019 10:32

– OLGA TOKARZCUK, I VAGABONDI (BOMPIANI, PP. 384, 20,00 EURO) Il mondo non si può “più raccontare in maniera lineare, dall’inizio alla fine”. Per questo la scrittrice polacca Olga Tokarczuk ha trovato un modo nuovo per dar voce “a questa realtà dove ormai ci sono troppe cose, che è impossibile abbracciare, comprendere”. La costruzione a costellazioni de ‘I Vagabondi’, il romanzo con cui ha vinto l’International Man Booker Prize 2018, pubblicato ora in Italia da Bompiani nella traduzione di Barbara Delfino, viene da qui. “E’ come quando guardi le stelle di notte e lo sai che sono disposte in maniera caotica, ma nonostante questo la nostra mente va disegnando un senso, delle congiunzioni. Ho scritto senza seguire una struttura lineare, ma cercando sottili anelli di congiunzione fra un racconto e l’altro, come una rete” dice la Tokarczuk, scrittrice e poetessa tra le più acclamate in Polonia, tradotta in trenta lingue, al suo arrivo a Roma, dove è protagonista il 17 marzo della Festa del Libro e della Lettura, ‘Libri Come’ all’Auditorium Parco della Musica.Il viaggio, la libertà di spostarsi da un luogo all’altro, il tempo di chi non sta mai fermo, sono l’anima del romanzo dove a fare da spirito guida è una narratrice che fin da bambina ha un grande desiderio, essere in movimento. Con lei si muovono come tanti affluenti personaggi speciali, la sorella di Chopin che porta il cuore del fratello da Parigi a Varsavia, un anatomista olandese scopritore del tendine d’Achille e un popolo di nomadi slavi, i beguni, i vagabondi del titolo originale del libro.”In letteratura è vero tutto ciò che sarebbe potuto succedere” spiega la scrittrice, originaria di Varsavia, dove è nata nel 1962, appassionata viaggiatrice che è venuta a Roma in automobile dalla Polonia. “Ho guidato per due giorni. Un po’ stancante, ma non mi va in questo momento di prendere aerei” racconta. Poi spiega che ‘I Vagabondi’ è stato scritto 12 anni fa e oggi dovrebbe essere compreso da “un punto di vista storico. Molte cose sono cambiate. Era appena scoppiato il mondo globale, tutti si muovevano, non solo le classi privilegiate, anche le persone normali. Mancava pochissimo perché scoppiassero le guerre climatiche, le ondate di immigrazione. Oggi questo libro è una sorta di epitaffio a un grande mondo aperto che oggi non c’è più. Non parlo infatti di immigrati, perché è stato scritto sulla soglia del grande cambiamento” afferma. “Oggi scriverei un libro molto più cupo di quanto già non sia. Ci sarebbero ovviamente gli immigrati perché oggi non si può descrivere il mondo senza di loro, senza parlare di quello che sta accadendo in Siria e della sensazione imminente di pericolo della fine del mondo” racconta la Tocarczuk che traccia un itinerario anche con riproduzioni di mappe e disegni. “Sono eccentriche, mostrano un diverso modo di rapportarsi al mondo. Poterebbe nascere un nuovo campo di studi della letteratura delle mappe” sottolinea.Poi racconta che “anche in Polonia ieri sono scesi in piazza diverse migliaia di ragazzi giovanissimi per protestare contro i cambiamenti climatici. E’ stato molto commovente. Esiste la possibilità che ci sia un reale cambiamento, che qualcosa succeda. Finora avevamo generazioni di politici di una certa età che si muovevano su una prospettiva di quattro anni, fino alle prossime elezioni. Adesso questi ragazzi giovanissimi vedono una prospettiva di venti-trent’anni”.”Vengo da un Paese comunista. Ho viaggiato molto da adulta, quando ho avuto il passaporto. Ho potuto lasciare la prima volta la Polonia a 30 anni. Per me questo aspetto libertario del viaggio è importantissimo. Ma oggi – sottolinea – ogni volta che viaggio non posso fare a meno di pensare che altre persone della mia età, di altre parti del mondo, non lo possono fare e quindi questa mia libertà perde di fascino e attrazione” spiega la scrittrice che ha iniziato a scrivere un “romanzo epico” dedicato ai luoghi in cui vive, la Bassa Slesia. “E’ un lavoro molto impegnativo, perché devo fare un sacco di ricerche, però mi piace affrontare progetti così grandi e poi penso sia un obbligo morale perché la Bassa Slesia è una sorta di macchia vuota sulla carta geografica e voglio riempirla con la letteratura”.

La promessa dell’alba tra vita e finzioneDal romanzo cult di Romain Gary, con Gainsbourg e Pierre Niney

17 marzo 201911:18

– Dalla Polonia degli anni ’20 al Messico degli anni ’50, passando per il deserto africano, da Nizza a Parigi e nella Londra dei bombardamenti, raccontando un’epopea spettacolare e intima che vede protagonisti inseparabili la volitiva e pasionaria Nina (Charlotte Gainsbourg) e l’adorato figlio Romain (Pierre Niney). Insieme, madre e figlio, affronteranno mille peripezie per compiere il destino di Romain e garantirgli un ruolo di rilievo nella società francese. E’ in sala La promessa dell’alba di Eric Barbier, tratto dall’omonimo romanzo autobiografico di culto scritto da Romain Gary e pubblicato in Italia da Neri Pozza. Il film è distribuito da I Wonder Pictures e Unipol Biografilm Collection.Dalla difficile infanzia in Polonia all’adolescenza a Nizza, per poi arrivare alla carriera da aviatore in Africa durante la seconda guerra mondiale, Romain Gary ha vissuto un’esistenza straordinaria. Ma questo impulso a vivere mille vite, a diventare un grande uomo e un celebre scrittore, è merito di Nina, sua madre. E’ stato proprio il folle amore di questa donna possessiva ed eccentrica a portarlo a diventare uno dei più grandi romanzieri del XX secolo e a condurre una vita piena di colpi di scena, passioni e misteri. Ma quell’amore materno senza freni è stato anche un fardello per tutta la sua vita.”La promessa dell’alba – spiega il regista nelle note di produzione – è un racconto picaresco, un romanzo di avventura e di iniziazione che racconta 20 anni della vita di Romain Gary e di sua madre, i quali si imbattono in una vicissitudine dopo l’altra, viaggiando di paese in paese. La loro vita è un susseguirsi di occasioni afferrate o mancate, di incontri, di azzardi finiti bene e di azzardi finiti malamente. È una sovrabbondanza di situazioni. La materia prima del romanzo batte l’immaginazione e ci mette davanti ad una molteplicità vertiginosa di scene. Per riuscire a mantenere l’essenza del romanzo è necessario pensare a una divisione per scene, riducendone la lunghezza di almeno due terzi. Ho sezionato il romanzo in piccole unità d’azione: alla fine del libro, ero arrivato a selezionare qualcosa come 876 unità… Era assolutamente necessario ridurre il tutto. O meglio, concentrarlo. Non ho smesso nemmeno un minuto di chiedermi fino a che punto fosse considerato accettabile o meno il tradimento nei confronti dell’originale. Volevo essere il più fedele possibile allo spirito del romanzo”. La Gainsbourg parla così del personaggio di Nina: “Mi sento divisa in due: da un lato sento di amare moltissimo questa donna, dall’altro lato non nego di aver pensato, a volte, che fosse una maledizione perché condanna il figlio a convivere con un enorme peso sulle spalle. Allo stesso tempo, però, gli ha fatto dei bellissimi doni: un carattere forte, un insaziabile appetito per la vita… Non me la sento di giudicarla, non ho voglia di mettermi a riflettere se lei sia un bene o un male per il figlio. Che sia ingombrante è evidente. Non si può però non avvertire l’intensità dell’amore e della passione che questa donna ha verso il figlio. Mi sono fatta travolgere anche io dal suo amore, non volevo – e non potevo – fare retromarcia”.

Gioele Dix-Bahrami, teatro meglio del GFPianista ai giovani, vi conquistiamo con Bach e Manganelli

17 marzo 201912:04

– Il 20 marzo il pianista Ramin Bahrami, massimo esperto di Bach, si esibirà insieme a Gioele Dix al teatro Dal Verme di Milano in uno spettacolo che abbina le variazioni Goldberg con l’umorismo della Centuria di Giorgio Manganelli. Che cosa hanno in comune il compositore austriaco e uno degli scrittori più caustici del Novecento? “L’ironia” spiega Bahrami, che lancia un appello ai ragazzi a vedere lo show. “Venite a divertirti con la musica di Bach e con la grande letteratura. I ragazzi sono smart, amano ridere e e scherzare e questi sono gli ingredienti dello spettacolo – sottolinea -. Per questo li invito: è bello vedere il Grande Fratello o la Grande Cugina o Sanremo Young, ma è importante avvicinarsi alla grande arte, che in questo caso parla la loro lingua”.
Il titolo è ’30×100′. Il numero trenta sta per il numero delle Variazioni Goldberg scritte da Bach, il cento invece fa riferimento ai cento romanzi in una pagina scritti da Manganelli nel suo ‘Centuria’.
Leonardo cosmetologo, ricette beautyCosmetica Italia e Bologna fiere espongono codici e idee inediti

BOLOGNA17 marzo 201912:22

– Leonardo da Vinci inventore di ricette di bellezza, acconciature e rimedi per fare più belle le più importanti figure femminili delle corti rinascimentali. Un aspetto poco noto di uno dei più grandi artisti e scienziati, è svelato grazie alla sorprendente mostra allestita alla fiera di Bologna per il Cosmoprof Worldwide, manifestazione per l’industria cosmetica in corso fino al 18/3. L’allestimento, ‘Leonardo Genio e Bellezza’, è a cura della ricercatrice leonardista Maria Pirulli ed è stato realizzato dall’associazione nazionale delle imprese cosmetiche, Cosmetica Italia, da Accademia del Profumo e dal Cosmoprof per rendere omaggio al genio a 500 anni dalla scomparsa. Sul percorso si svelano codici, innovazioni, studi e idee, rimedi e ricette di distillati per ‘li capelli di neri gialli’ o ‘a fare biondo li capelli’ con zolfo nero, allume di feccia e mele, oppure per ottenere una nuance ‘tané’ che si avvicina al colore fulvo. E ancora formule per creare ‘odori soavi’ per le dame rinascimentali.
Sepe, 21/3 esce The cat with the hatOmaggio a sassofonista Gato Barbieri, poi tour di presentazione

17 marzo 201912:53

– Esce il 21 marzo il nuovo album di Daniele Sepe, The cat with the hat: il numero 28 per il musicista e compositore napoletano. Il disco è un omaggio al sassofonista Gato Barbieri, realizzato con brani che non fanno parte del repertorio dell’artista argentino, ma, per dirla con le parole di Sepe, “nello scegliere cosa suonare non ho avuto dubbi: inutile ripercorrere brani suoi, giusto un paio, dopo tutto se uno vuole sentirli sente le sue versioni. Ma ho voluto scegliere una serie di brani, molti tradizionali, che ho sempre cercato di immaginare come li avesse suonati lui”.
Nel disco, decine di musicisti, provenienti dai quattro angoli della Terra. Ospiti dell’album sono il batterista statunitense Hamid Drake, già collaboratore di artisti come Herbie Hancock, Archie Shepp, Bill Laswell, Don Cherry, il talento di Stefano Bollani e di Roberto Gatto, Daniele Sansone (voce dei Foja), la cantante Lavinia Mancusi.
Tassa soggiorno, nel 2018 quasi 540 mlnE si prevede che quest’anno si supereranno i 600 milioni

17 marzo 201912:59

– Ben 538 milioni di euro, cioè 29 in più di quanto previsto e 70 oltre gli incassi del 2017. E’ un vero tesoro quello incassato in Italia nell’anno appena trascorso grazie all’imposta di soggiorno secondo i calcoli dell’Osservatorio nazionale sulla tassa di soggiorno della società di consulenza turistica Jfc. “Questo fenomeno – spiega Massimo Feruzzi, amministratore unico di Jfc – si deve sia ai 155 Comuni che hanno introdotto l’imposta nel 2018, sia all’aumento alle tariffe apportato da diverse amministrazioni locali (circa dal 16%)”. Per quanto riguarda l’incremento tariffario, la media è stata pari al +29,7%, naturalmente facendo riferimento ai soli Comuni che hanno variato l’imposta. Tra questi si segnalano Firenze (che raggiunge la cifra record di 41 milioni), Genova, Riccione, Matera, Jesolo. Per il 2019, anno in cui ben 51 Comuni l’hanno introdotta ex novo, “le prime previsioni di incasso indicano una cifra complessiva pari a 604 milioni”.
In tv il lato oscuro di R.KellyArriva in Italia la serie sul rapper accusato di violenze

17 marzo 201913:00

– E’ diventato una star internazionale con il brano I believe I can fly. Ha collaborato con Michael Jackson, Celine Dion e Lady Gaga. Ha venduto milioni di album e vinto diversi Grammy. Ma R. Kelly, cantante e produttore musicale, nasconderebbe un lato oscuro. A svelarlo la docu-serie R. Kelly: vittime di una popstar, in onda dal 18 marzo alle 22.00 su Crime+Investigation (Sky, canale 119) dopo il successo della messa in onda negli Usa.
R. Kelly è stato spesso al centro dell’attenzione dei tabloid americani. Giovani donne, alcune minorenni, vivevano controllate a vista, aggredite verbalmente e punite fisicamente dal cantante qualora non gli avessero obbedito. Dalle pagine di gossip la vita di R. Kelly si è trasferita nelle aule dei tribunali, dove però le accuse di violenza, molestie sessuali e pedofilia non hanno trovato conferma.
Ora, per la prima volta in tv, familiari, colleghi e stretti collaboratori di Kelly si sono fatti avanti con nuove accuse contro il comportamento violento del cantante.
E’ morto Mario Marenco, indimenticabile negli show di Renzo ArboreDa Mr.Ramengo a Riccardino, tanti i suoi personaggi

17 marzo 201915:14

E’ morto l’attore e umorista Mario Marenco, indimenticabile protagonista della tv di Renzo Arbore, che dà

la notizia della scomparsa. Nato a Foggia nel 1933, aveva 85 anni, era ricoverato da qualche tempo al Policlinico Gemelli di Roma per complicazioni legate al suo stato di salute. Mr.RamengoVolto di personaggi come il colonnello Buttiglione, la Sgarambona, l’astronauta spagnolo Raimundo Navarro, il dottor Anemo Carlone, il professor Aristogitone, Verzo, Ida Lo Nigro, il poeta Marius Marenco, l’attore è stato legato da un lungo sodalizio con Arbore e Gianni Boncompagni.
RiccardinoDopo il debutto in tv con Cochi e Renato e Enzo Jannacci nel programma Il buono e il cattivo, raggiunse il successo nel 1970 con in radio con Alto gradimento. Fu l’inviato Mr Ramengo dell’Altra domenica, protagonista di programmi come Odeon, Sotto le stelle e soprattutto Indietro tutta dove interpretava il personaggio di Riccardino.
E’ stato anche attore per il cinema (Il Colonnello Buttiglione diventa generale, Von Buttiglione Sturmtruppenführer, Il pap’occhio, I carabbinieri, Vigili e vigilesse, Sing – Il sogno di Brooklyn) e autore di libri umoristici editi da Rizzoli.

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Strega, i 12 titoli in gara nel 2019
Annunciati a Libri Come

17 marzo 201920:14

Questi i dodici autori e libri in gara al Premio Strega 2019, annunciati a Libri Come:Valerio Aiolli, Nero ananas (Voland), proposto da Luca Formenton;Paola Cereda, Quella metà di noi (Perrone), proposto da Elisabetta Mondello;Benedetta Cibrario, Il rumore del mondo (Mondadori), proposto da Giorgio Ficara;Mauro Covacich, Di chi è questo cuore (La nave di Teseo), proposto da Loredana Lipperini;Claudia Durastanti, La straniera (La nave di Teseo), proposto da Furio Colombo;Pier Paolo Giannubilo, Il risolutore (Rizzoli), proposto da Ferruccio Parazzoli;Marina Mander, L’età straniera (Marsilio), proposto da Benedetta Tobagi;Eleonora Marangoni, Lux (Neri Pozza), proposto da Sandra Petrignani;Cristina Marconi, Città irreale (Ponte alle Grazie), proposto da Masolino d’Amico;Marco Missiroli, Fedeltà (Einaudi), proposto da Sandro Veronesi;Antonio Scurati, M. Il figlio del secolo (Bompiani), proposto da Francesco Piccolo;Nadia Terranova, Addio fantasmi (Einaudi), proposto da Pierluigi Battista.
Scala: Fontana, Pereira da licenziamentoPresidente Regione, ‘in qualsiasi cda, in qualsiasi latitudine’

MILANO17 marzo 201915:00

– Il comportamento del sovrintendente della Scala Alexander Pereira, che avrebbe accettato fondi sauditi (tre milioni più centomila euro per l’Accademia) prima che il cda si riunisse “provocherebbe il suo licenziamento”, “in qualunque cda, a qualsiasi latitudine” secondo il presidente della Lombardia Attilio Fontana. Insomma, in vista della riunione del 18 marzo del consiglio di amministrazione, il manager austriaco rischia ben più che il non vedersi rinnovato l’incarico per i prossimi cinque anni.
Dopo le notizie apparse sui giornali, che parlano di fondi depositati su un conto in accordo con la Regione, Fontana precisa che “il signor Alexander Pereira ne ha fatto cenno per la prima e unica volta, e quasi involontariamente (“…forse adesso dovrò rimandare indietro i soldi!”), durante la conversazione avvenuta nel mio ufficio l’8 marzo scorso.
Nonostante la sorpresa ho ritenuto di non rendere pubblica in quel momento tale informazione, per rispetto della principale istituzione musicale del Paese”.
Il professore, il matto e l’Oxford DictionaryIn sala dal 21 marzo la storia vera con Mel Gibson e Sean Penn

17 marzo 201920:08

– Parole, storia, orgoglio britannico e melodramma. Con ‘Il professore e il pazzo’ di P. B. Shemran, tratto dal bestseller di Simon Winchester, non ci si annoia, come capita quasi sempre quando si parla di una storia vera a cui si aggiunge la performance di due attori premi Oscar in stato di grazia: ovvero un misurato Mel Gibson e uno straordinario Sean Penn in versione matto. La storia, che sarà in sala dal 21 marzo con la Eagle Pictures, è davvero incredibile quanto poco nota. Ovvero il racconto dell’amicizia tra il serioso professor James Murray (Gibson), filologo britannico a cui venne affidato nel 1857 l’incarico di redigere l’Oxford English Dictionary, e William Chester Minor (Penn), un assassino folle rinchiuso in un manicomio criminale londinese.Come questi due mondi così lontani si sono incontrati? Semplice, tramite la gloriosa posta britannica. Un incontro davvero fortunato perché James Murray, conoscitore esperto di decine di lingue e dialetti, al quale venne affidata la redazione del primo dizionario al mondo di lingua inglese, non trovò affatto facile l’impresa. Così, insieme al suo staff, decise di coinvolgere la gente comune invitandola a mandare, via posta, il maggior numero di parole possibile. Ma in realtà a salvare Murray fu proprio William Chester Minor, ex chirurgo militare, in manicomio per aver ucciso un uomo in un attacco di schizofrenia, che, maniacalmente, riempì la sua cella con un enorme schedario pieno di voci che inviava puntualmente ogni settimana a Murray.L’impegno di Minor era lo stesso a cui si sottoposero per più di settant’anni centinaia di volontari fra Inghilterra e Stati Uniti, ovvero quello di leggere più libri possibile, segnando le parole degne di nota che man mano incontravano, insieme all’anno della prima apparizione e alla citazione che meglio definisse la parola stessa. A dare un tocco melò a Il professore e il pazzo, che potrebbe restare altrimenti solo un affascinante thriller filologico-semantico, è lo sconfinato senso di colpa del fascinoso Chester verso la vedova e i molti figli dell’uomo che aveva ucciso.Nel cast del film anche Natalie Dormer (Hunger Games, I Tudors), Jeremy Irvine (Mamma Mia! Ci risiamo, Stonewall) e Steve Coogan (Philomena). “Ciò che avevo di fronte a me era una storia intensa e molto contemporanea – dice il regista – come ‘The Social Network’ e ‘The Imitation Game’. Le speranze, le ambizioni e le lotte del professore e del suo collaboratore pazzo non hanno solo una sorprendente somiglianza con quelle di Zuckerberg, Jobs e Gates, ma sono quasi un loro presagio. Non è un film d’epoca – sottolinea ancora Shemran -, ma un’opera completamente attuale che sembra solo essere ambientata in un periodo precedente”.

Banco del Mutuo Soccorso, nuovo singoloIn attesa dell’album Transiberiana, in uscita il 10 maggio

17 marzo 201916:41

– Il Banco del Mutuo Soccorso, la leggendaria progressive rock band italiana, pubblica ‘I ruderi del gulag’, primo singolo di ‘Transiberiana’, che uscirà il 10 maggio e sarà il primo album di inediti in 25 anni. ‘I ruderi del gulag’ è un brano sofisticato e concettuale, composto da Vittorio Nocenzi e dal figlio Michelangelo Nocenzi.
I testi sono stati curati dallo stesso Vittorio con l’ausilio di Paolo Logli, scrittore e sceneggiatore molto vicino al Banco sin dagli anni ’70. Il pezzo racconta di un incontro tra persone che stanno facendo un viaggio verso la meraviglia e lo stupore, con l’animo aperto ad accogliere le diversità, e trovano invece un luogo dove la diversità è stata repressa e perseguitata come pericolosa e contraria.
Il Banco del Mutuo Soccorso di recente ha annunciato la firma con Inside Out Music/Sony Music Group.
Spadini, lo scultore amato dalle starIl suo exploit negli Usa negli anni Sessanta. A Roma 80 opere

17 marzo 201917:47

– Cominciò quasi per gioco a modellare figure in ceramica subito dopo la fine della seconda guerra mondiale. In pochi anni diventò lo scultore prediletto dalle stelle del cinema americano, dai grandi nomi della moda e del jet set internazionale. Lauren Bacall, Henry Fonda, Douglass Fairbanks jr erano tra i suoi ammiratori negli States. In Italia a richiedere i suoi lavori erano Alberto Sordi, gli stilisti Alberto Fabiani e Simonetta Colonna di Cesarò, la contessa Marina Cicogna. Andrea Spadini (1912-1983) fu scultore “fuori tempo” e anticonformista per la scelta di ispirarsi ai modelli della classicità, incurante delle mode e dell’influenza esercitata dalle avanguardie. Negli anni Sessanta, quando sulla scena dell’arte soffiava il vento dell’Informale, lui guardava al Seicento, e a Bernini in particolare. A raccontarlo, dal 19 marzo al 18 maggio, è la mostra curata da Monica Cardarelli, nella sua Galleria del Laocoonte e in altre due sedi espositive di Roma, che riunisce 80 sculture e altrettanti disegni.
In 25mila a Libri Come, tanti giovaniSi chiude edizione dei 10 anni dedicata al tema della libertà

17 marzo 201917:55

– Si chiude con circa 25 mila presenze la 10/a edizione di Libri Come, la Festa del Libro e della Lettura, a cura di Marino Sinibaldi, Michele De Mieri e Rosa Polacco dedicata quest’anno al tema della libertà. Dopo l’inaugurazione in 10 Biblioteche di Roma e gli incontri per le scuole, per 4 giorni si sono avvicendati, oltre 250 scrittori, intellettuali, artisti, studiosi. Tra questi Javier Cercas, Slavoj Zizek, Franco Piersanti, Clara Usón, Antonio Pennacchi, Andrea Carandini, Tomaso Montanari, Edoardo Albinati, Mario Martone, Gianrico Carofiglio, Michela Marzano, Francesco Piccolo, Sandro Veronesi, Massimo Recalcati, Marco Missiroli, Maurizio De Giovanni, Carlo Verdelli, Alberto Angela, Michela Murgia, Nadia Terranova. “Tanti i momenti da ricordare di questa edizione: dal lavoro all’amore, alla guerra, al dolore, all’arte, ma soprattutto l’Europa”, dice Sinibaldi. “E sono stati soprattutto i giovani che hanno affollato l’Auditorium, segno che c’è una grande volontà di informarsi e una grande sete di sapere”.
Ranieri, io e il Gabbiano di CechovIl cantante-attore tra vita e arte in uno spettacolo di Sepe

17 marzo 201920:16

– Massimo Ranieri torna in palcoscenico, lo fa raccontandosi tra arte e vita con la guida di un grande regista che firma anche l’adattamento, Giancarlo Sepe, in ‘Il gabbiano (à ma mère)’ ispirato al dramma di Cechov, dal 19 al 31 marzo al Teatro Quirino di Roma. “Quarant’anni fa Sepe mi propose di fare ‘Tom Jones’ dal romanzo di Fielding sull’onda del film di Richardson, poi ci siamo inseguiti più volte, ma solo ora siamo riusciti a lavorare assieme e costruire questo spettacolo di cui lui ha scritto molto di quel che recito io, attore che in camerino rifletto, racconto, rispecchiandomi e talvolta interagendo con chi sta interpretando in scena il lavoro di Cechov”.Ci sarà Caterina Vertova a vestire i panni di Irina Arkadina, ex attrice famosa, madre di Kostja di cui snobba e irride le velleità artistiche; il suo amante Boris Trigorin è Pino Tufillaro, letterato di successo che sedurrà e abbandonerà la giovane Nina, Federica Stefanelli, amata da Kostja che per lei a scritto un testo teatrale e cerca di rappresentarlo, se l’azione non fosse interrotta da sua madre con commenti critici. Ed è su Kostja in particolare che l’attore interpretato da Ranieri fissa la sua attenzione, sentendolo vicino. “Kostja si suicida ventenne per l’amore perduto di Nina e per lo svilimento delle sue ambizioni – racconta – e io ne sono, in questa rielaborazione drammatica, la proiezione mai esistita, quell’adulto che lui non è mai stato visto, narrato attraverso gli anni, il tempo”. “Con il tempo, con il tempo, via, tutto se ne va… sono i versi della canzone ‘Avec le temps’ di Leo Ferrè che Ranieri canta all’inizio, dopo una breve introduzione – spiega Sepe – e in questa distanza gli ho chiesto di mettere in gioco la propria vita, il proprio rapporto con la madre che, nella povertà di una famiglia con otto figli, non fu facile. Ad apertura del sipario (scene e costumi sono di Uberto Bertacca) lui sente come di tenere la propria madre sulle ginocchia in un abbraccio tenero e il gioco che deve fare per dar vita al proprio personaggio è di tipo psicanalitico, interiore, personale, portando in luce il rapporto tra la propria vocazione e carriera artistica e quello con lei e la sua vita famigliare. Per questo la dedica dello spettacolo, sin dal titolo, è à ma mère”.E l’attore, che si rivolge con le sue parole sempre al pubblico, confessa che le sue battute “agiscono a diversi livelli, talvolta le sento come pugni allo stomaco, perché varie cose mi riguardano e, pur nella distanza del tempo, mi suscitano emozioni forti a livello inconscio”. Se Ranieri recita solo alcune battute del ‘Gabbiano’, interagendo con i personaggi e gli attori che li recitano, a cominciare da Kostja, “del lavoro di Cechov resta e si ascolta molto in questa curiosa riduzione, per la quale – continua il regista – ho pensato anche a contaminazioni ardite che però Massimo ha sempre accettato con complicità e con quella assoluta professionalità che lo contraddistingue”. Per questa messinscena, che non è musicale ma in cui la musica, come sempre in Sepe e come non poteva non essere lavorando con Ranieri, ha un ruolo importante, ha avuto per scintilla i commenti, l’invito a mettere più ritmo e musicalità nella scrittura e nella recitazione che a Cechov rivolse il suo amico e critico musicale dopo il fiasco della prima rappresentazione a Mosca nel 1896. Ecco allora che ambientando tutto più o meno negli anni ’60 arriveranno anche cinque canzoni francesi in lingua originale da Becaud ad Aznavour.

Gué Pequeno, rap di fatti e poche paroleAl via da Milano il ‘Sinatra tour’. Lo aspetta giuria The Voice

17 marzo 201920:09

“Il mio è un rap di tanti fatti e poche parole e in questo ambiente non sono certo arrivato l’altro ieri”: è orgoglioso del suo percorso musicale, Gué Pequeno, che il 16 marzo ha inaugurato sul palco di un Mediolanum Forum tutto esaurito il nuovo ‘Sinatra tour’, dedicato all’ultimo album dato alle stampe.
Tanti gli ospiti sul palco, da Il Profeta fino a Sfera Ebbasta ed Elettra Lamborghini, passando per Luché in duetto su ‘Oro giallo’, Marracash che ha fatto il suo ingresso su ‘Dali’, ma anche Izi (‘6AM’), Noyz Narcos (‘Bastardi senza gloria’), Rkomi (‘Pezzi’) e Gemitaiz (‘Tanta roba’). “Ho pensato alle diverse generazioni del rap italiano che mi piace – ha spiegato l’ex Club Dogo – e agli artisti con i quali, nel corso degli anni, ho collaborato nei vari modi”. Con Mahmood, il rapper ha scelto di presentarsi in scena sulle rime di ‘Doppio whisky’, prima, e ‘Soldi’, il brano che ha vinto Sanremo. Ora lo aspetta la giuria di The Voice, con Gigi D’Alessio, Morgan ed Elettra Lamborghini.
Incassi Usa, resta al top Captain MarvelSul podio le new entry Wonder Park e A un metro da te

17 marzo 201920:05

E’ ancora Captain Marvel, il blockbuster Disney con l’eroina interpretata da Brie Larson, a dominare il box office nord americano, con 69,3 milioni di dollari nel week end, per un incasso totale di oltre 266 milioni di dollari in due settimane. Sul podio due new entry: al secondo posto si piazza Wonder Park, il nuovo film di animazione di David Feiss, nato dalla collaborazione tra la Paramount e Nickelodeon e atteso in Italia ad aprile (16 milioni di dollari), seguito da A un metro da te (Five Feet Apart), il film di Justin Baldoni che racconta dell’amore romantico e drammatico tra due giovani (13,2 milioni di dollari), in arrivo il 21 marzo sui nostri schermi. Scivola al quarto posto Dragon Trainer – Il mondo nascosto, che sfiora appena i 10 milioni di dollari nel fine settimana (per un totale di 135,6 milioni). A seguire l’ultima commedia della saga creata da Tyler Perry, A Madea Family Funeral, con un incasso di 8 milioni.
Musica morto Dick Dale, compose MiserlouRiff reso immortale da Tarantino in Pulp Fiction

LOS ANGELES18 marzo 201901:02

– È morto a 81 anni il chitarrista Dick Dale, the ‘King of the Surf Guitar’. A darne notizia il suo ex bassista Sam Bolle, che data a sabato notte il decesso. Nei primi anni ’60, Dale compose brani passati alla storia come ‘Miserlou’, con quel riff di chitarra reso immortale da Quentin Tarantino in Pulp Fiction, e ‘Let’s Go Trippin’. Dale sosteneva di essere stato lui, e non i Beach Boys, a inventare la ‘beach music’ cercando di fondere i suoni delle onde dell’oceano che si infrangono con le melodie rockabilly in voga in quegli anni. Alcuni critici musicali si sono espressi a favore di questa tesi.
Surfista appassionato, the ‘King of the Surf Guitar’ iniziò a esibirsi tra la fine degli anni ’50 e l’inizio degli anni ’60 nella vecchia sala da ballo Rendezvous di Newport Beach dove, con la sua Fender Stratocaster su misura, suonò per la prima volta ‘Miserlou’.           [print-me title=”STAMPA”]

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Boy Erased, il ‘peccato’ di essere gay
In sala il film di Edgerton con Hedges, Kidman, Crowe

16 marzo 2019 09:19

– Dopo ‘La diseducazione di Cameron Post’, si torna a parlare di terapie di riorientamento sessuale dei gay, ancora permesse negli Usa in 36 Stati, nonostante siano spesso violente, attraverso la vera storia di Garrard Conley, figlio 19enne di un pastore battista, costretto ad accettare un programma di riconversione su basi religiose pur di non essere allontanato dalla famiglia. Il suo libro di memorie uscito nel 2016 ha ispirato ‘Boy Erased – Vite cancellate’ di Joel Edgerton (anche cointerprete), con protagonista Lucas Hedges, e per la prima volta insieme sul grande schermo Nicole Kidman e Russell Crowe, legati da un’amicizia più che ventennale. Il film, già alla Festa di Roma, è ora in sala dal 14 marzo con Universal.Boy Erased segue il tentativo di cancellazione dell’identità in Jared (Hedges), che passa dall’essere un figlio modello per il papà Marshall (Crowe), stimato pastore battista titolare di una concessionaria d’auto, e la madre Nancy (Kidman) quando il ragazzo gli rivela, dopo una violenza subita all’università, di essere gay. Il programma di ‘riconversione’ dove viene inviato è tenuto dall’ex (o così almeno dice) omosessuale Victor (Edgerton), che nei suoi metodi mescola toni da predicatore e maniere da sergente dei marines. Impone un percorso di penitenze e umiliazioni, nel quale i pazienti (uno particolarmente tormentato è interpretato da Xavier Dolan) sono chiamati a fingere ‘redenzione’ per non finire schiacciati.”La mia speranza – spiega Garrard Conley nelle note di produzione – è che Boy Erased porti avanti l’intento del mio libro. Raccontando la mia storia volevamo offrire parole di solidarietà a chi ha fatto l’esperienza della terapia di conversione. Ma è ugualmente importante comprendere come questo tipo di bigotteria possa venire da persone che nel profondo si amano l’un l’altro. Speriamo di poter offrire un po’ di contesto agli spettatori per capire che questo tipo di ingiustizie non sono compiute sempre da mostri ma da persone che ci sono vicine, figure tragiche la cui buona fede è offuscata dalle azioni. Joel mi ha detto che (con il film) avrebbe voluto convincere mio padre che quello che ha fatto è sbagliato, in un linguaggio che lui e altri come lui avrebbero potuto capire”. Infatti nella storia emergono principalmente le fragilità di chi deve scegliere se rimanere se stesso e chi si sente in diritto di imporre un impossibile cambiamento.Spiccano, fra tutte, le prove di Hedges e Nicole Kidman, che in parrucca biondo platino disegna una donna tanto credente e innamorata del marito, quanto attenta ad ascoltare il figlio. Resta la pericolosità di queste terapie, che secondo l’Associazione degli psichiatri americani possono causare depressione, ansia e comportamenti autodistruttivi.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Zizek e la discrezione non oppressiva
Il filosofo e il potere all’epoca della postumanità

16 marzo 201910:00

– SLAVOJ ZIZEK, ‘COME UN LADRO IN PIENO GIORNO’ (PONTE ALLE GRAZIE, PP. 304, 20,00 EURO) La sua società ideale è quella basata sulla “discrezione non oppressiva”. E’ convinto che “la vera trasgressione” sia “rifiutare l’identità” e che nella loro ambiguità “i media digitali” servano per realizzare “forme di protesta. Spiazza sempre il filosofo e sociologo Slavoj Zizek, che nel suo ultimo libro ‘Come un ladro in pieno giorno’ (Ponte alle Grazie) ci mostra cosa significa il potere all’epoca della postumanità.Alla festa del Libro e della Lettura ‘Libri Come’, a Roma, dice che “condanna in modo energico e assolutamente fermo” gli attentati in Nuova Zelanda ma sottolinea anche che “però c’è qualche cosa che dobbiamo imparare, perché altrimenti l’intolleranza dei fondamentalisti ci trascinerà tutti via”.E’ un generoso fiume in piena Zizek, non liquida mai una questione rapidamente, la affronta in tutti i suoi aspetti. Così quando si parla di clima paragona Greta Thunberg ad Antigone “che va da Creonte e gli dice ‘voglio seppellire mio fratello e non si discute’, è irremovibile. Gli scienziati ci hanno spiegato tutto quello che c’è da sapere sul clima e quindi è inutile cincischiare. Non c’è da aspettare. Quelli che stanno al potere cercano di colpevolizzarci, ma bisogna essere radicali”.Dell’immigrazione e degli attentati dice che “questi problemi vadano guardati in faccia, chiamati con il loro nome e compresi per ciò che sono altrimenti i Salvini e gli Orban ce li ritroveremo in giro per tutta l’Europa. Se manchiamo di affrontare questi problemi a viso aperto, stiamo giocando con il fuoco. Non sto dicendo che la nostra è una cultura superiore, ma non possiamo superare questo tipo di problemi semplicemente facendo appello alla solidarietà internazionale e al multiculturalismo. Dobbiamo cercare di capire a fondo”.E contro la tradizionale visione antifemminista spiega che a lui “sembra che molto più che gli uomini, oggi siano le donne in grado di assumere atteggiamenti di disobbedienza civile, in cui le regole vengono violate. Ecco perché l’etichetta di mascolinità o virilità tossica è completamente fuorviante.Quella di Antigone e Greta è una forma di coraggio femminile, altro che mascolinità tossica. Gli uomini che picchiano le donne, che condanno senza appello, chiaramente vorrebbero essere forti ma sono dei deboli”. Così come il presidente Trump che “esalta la forza dell’America e poi quando ci sono 400 profughi dall’Honduras che a piedi cercano di raggiungere gli Stati Uniti va nel panico”. Zizek cita esempi terrificanti di violenza sulle donne come quello che è accaduto “nel sud del Texas, verso il confine con il Messico, dove piccole industrie che assemblavano pezzi per le industrie americane cercavano lavoratori e migliaia di ragazze messicane sono scappate di casa pur di trovarsi un lavoro guadagnare dei soldi. Per gli uomini è stata una provocazione insopportabile e ci sono stati una serie di crimini ritualizzati: una ragazzina rapita, nascosta, violentata, torturata e fatta a pezzi”.Spesso Zizek, notoriamente di sinistra, sottolinea che quello che sta dicendo non piacerà né alla sinistra né alla destra e sostiene che “se per caso un politico democratico andasse al potere dovrebbe proclamare lo Stato d’emergenza per l’ambiente, climatica”. I media, i social portano direttamente ad Assange che “vive una situazione sempre più disperata” ed ha il merito di aver “reso visibile l’illusione in cui viviamo”. Quella secondo cui “ti sembra di essere tanto libero perché puoi navigare a piacimento, ma in realtà tutte le tue navigazioni sono manipolate, indirizzate verso certi obiettivi. Servono a controllare, ma anche per realizzare movimenti di protesta come aveva capito anche Curzio Malaparte negli anni Trenta”. Oramai l’assalto al Palazzo d’Inverno o a piazza Tahrir, in Egitto, te li devi scordare. E’ molto più importante sabotare i media digitali”.Zizek invita infine a non restare nella logica identitaria: “In America c’è un’organizzazione, un ente di New York che ti da il diritto di scegliere la tua identità sessuale tra 31 possibilità. E’ una tragica illusione, perché è proprio caratteristico della sessualità sovvertire l’identità non moltiplicarla. La politica identitaria rimane orizzontale, ci sono tante identità, il multiculturalismo. Io la penso in termini verticali, da uomo di sinistra, ci sono gli oppressi e gli oppressori. E parlando di politica identitaria spiega che la sua forma ideale di società “è vivere in un grande condominio dove ci sono il mio vicino indiano, pakistano, albanese, ebreo, musulmano e tutti ci ignoriamo educatamente. E’ questa la discrezione non oppressiva”.

Cercas, fuori e in Europa poteri controScrittore, Salvini il più forte dell’internazionale nazionalista

16 marzo 201910:06

– “Sono le più importanti degli ultimi anni, dall’inizio, perchè oggi c’è un’internazionale nazionalista, per usare questa contraddizione in termini, che non c’era prima. Cioè ci sono molti poteri fuori e dentro l’Europa contro l’Unione Europea”. Javier Cercas parla così delle Elezioni Europee del prossimo 26 maggio. “Putin e Trump non sono interessati all’Unione dell’Europa per motivi diversi ma coincidenti e in Europa c’è veramente un’internazionale nazionalista, probabilmente governata dal vostro futuro, e spero non sia così, presidente del governo, Matteo Salvini. E’ lui il leader più forte in Europa di questa internazionale nazional-populista. Questo è un vero pericolo, ma il peggiore nemico dell’Europa unita, che è l’unica utopia ragionevole inventata dagli europei, siamo noi europeisti perchè abbiamo commesso tantissimi errori” spiega lo scrittore spagnolo in un perfetto italiano, a ‘Libri Come’ all’Auditorium Parco della Musica di Roma dove è tra le star più attese. “E il primo errore, da cui derivano tutti gli altri, è non aver trasformato un progetto cominciato come d’elite. E’ rimasto tale, non è diventato popolare. La gente che non ha un’informazione speciale, che non appartiene alle elite economiche, politiche, intellettuali, non vede a cosa serve l’Europa. E le persone quando ci sono problemi tornano alle vecchie certezze come se fossero una protezione contro la paura, la crisi. E la prima certezza è:’siamo italiani’, ‘siamo spagnoli’ e tutti gli altri sono strani. Cosa hanno fatto per noi? Niente” spiega da convinto europeista, autore di libri come ‘Anatomia di un istante’. “E’ un problema – aggiunge – completamente falso. Il populismo nasce da questo e da una cosa molo semplice: dalla crisi economica del 2008 che si può paragonare solo a quella del 1929. E’ stata una crisi profondissima da cui ancora non siamo usciti. La fine della crisi del 1929 è stata la seconda guerra mondiale. Quella del 2008 ha fatto un movimento sismico dappertutto, in Europa e negli Stati Uniti. E questo ha provocato cose diverse in ogni paese: uno si chiama Donald Trump, un altro Brexit, un altro Salvini”.Sono tornati, ci dice Cercas, “i peggiori demoni della storia. Quello della storia europea si chiama nazionalismo che è stato per due volte la causa della distruzione. Abbiamo dimenticato che l’Europa unita sarebbe il primo potere del mondo. L’Unione Europea – incalza – è l’unica forma per preservare in Europa la pace, la prosperità e la democrazia. Senza questo siamo condannati ai conflitti. Quando qualcuno dice che la guerra è impossibile oggi in Europa io rispondo che pensare questo è ridicolo, completamente, perchè la storia dell’Europa è la storia della guerra fra europei. E quando arriva un demagogo professionale come conosciamo tutti è molto più semplice dire: ‘vedi senza l’Europa staremo benissimo, noi da soli, senza questi francesi”.Molte le cose da aggiustare per Cercas: “l’unica possibilità per me è andare verso uno stato federale come gli Stati Uniti. C’è anche un’altra possibilità: che la gente dica stop questo è pericoloso, andiamo contro chi vuole distruggere quello che abbiamo. Io non sono molto ottimista ma, la Brexit fa parte di questo ritorno al nazionalismo”. “La Brexit e la crisi catalana sono molto simili in tantissime cose e soprattutto nell’uso massiccio delle menzogne” e non dimentichiamo che “il referendum è lo strumento preferito dei dittatori. Una delle cose più pericolose che succede oggi è il discredito assoluto della verità. Trump dice ogni giorno 10-12 menzogne, secondo studio Washington POst. La verità fa uomini e donne liberi, la menzogna fa schiavi. E la Brexit è un risultato della menzogna come la crisi della Catalogna”.Lo scrittore spagnolo ci mette difronte anche alla situazione paradossale in cui viviamo. “Abbiamo sacralizzato la memoria e si dimentica più rapidamente che mai. Questo è terribile. Abbiamo dimenticato completamente gli anni Trenta”. E poi annuncia a un anno e mezzo dal suo ultimo libro. Il sovrano delle ombre, uscito in Italia per Guanda, il suo editore: “Voglio reinventarmi come scrittore. Ho 56 anni. Sto scrivendo un libro molto diverso ma radicalmente riconoscibile come mio. Nello stesso tempo molto popolare e molto esigente. Lo finirò nei prossimi mesi”.

A Pietrarsa “Papà ti porto al museo!”Domenica 17 festa con famiglie, la sera percorsi teatralizzati

NAPOLI16 marzo 201910:17

– Per la Festa del Papà il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa, al confine tra Portici e Napoli, chiamerà a raccolta genitori e figli: domenica 17 marzo è in programma l’iniziativa ‘Papà ti porto al Museo!’ dove famiglie con bambini al seguito potranno trascorrere momenti di svago tra le locomotive d’epoca e giardini all’aperto. I più piccoli saranno accolti da componenti dell’associazione culturale ‘Animazione in corso’ con i quali vivranno una fantastica avventura, insieme a personaggi delle fiabe più famosi, attraverso un percorso scandito da divertimento e nozioni di storia di antiche locomotive. Sempre domenica 17 marzo alle 19.30 al Museo andrà di scena ‘Notturno a Pietrarsa’, una speciale esperienza di visita tra carrozze, locomotive e cimeli ferroviari con tanto di atmosfera notturna organizzata dall’associazione culturale Karma. Guide d’eccezione in costume racconteranno ai partecipanti suggestivi aneddoti legati alla ferrovia e alla storia di Pietrarsa. “Una domenica dedicata ai papà con giochi, avventure e racconti di ferrovia. Il treno è stato sin da piccoli il nostro compagno di giochi ed avventure e domenica per i papà sarà una esperienza indimenticabile condividere momenti di gioco con i figli con i treni e sui treni”, commenta il direttore del Museo di Pietrarsa, Oreste Orvitti. “E poi in serata un viaggio per tutti attraverso i percorsi teatralizzati della storia del Museo con Notturno a Pietrarsa”.
Per partecipare agli eventi è obbligatoria la prenotazione.
Per info su costi e orari: http://www.museopietrarsa.it.

E’ morto il poeta americano W.S. MerwinVincitore del Pulitzer, celebrò la natura e la pace

16 marzo 201910:45

– E’ morto all’età di 91 anni W.S. Merwin, poeta prolifico e versatile evolutosi attraverso una vasta gamma di stili celebrando la natura e condannando la guerra e l’industrialismo.
Vincitore del premio Pulitzer, Merwin ha scritto oltre 20 libri, dalle prime opere ispirate a miti e leggende fino alle proteste infuocate contro la distruzione dell’ambiente e il conflitto in Vietnam.

In mostra foto meraviglie della naturaDal 16 marzo al 28 aprile a Cecina, a ingresso gratuito

FIRENZE16 marzo 201912:52

– Incontri ravvicinati con temibili predatori, panorami mozzafiato catturati in vertiginose immagini aeree, singolari forme di vita dai luoghi più remoti del pianeta. Sono solo alcuni dei soggetti degli scatti che compongono la mostra fotografica ‘What a wonderful world’, organizzata dalla Fondazione culturale Hermann Geiger in collaborazione con la National Geographic Society e curata da Alessandra Scalvini. L’esposizione sarà allestita dal 16 marzo al 28 aprile negli spazi espositivi della Fondazione, in piazza Guerrazzi 32 a Cecina (Livorno). Cinquanta capolavori che uniscono scienza e arte: dal più piccolo insetto ai giganteschi cetacei, dalle imponenti formazioni geologiche agli eterei giochi di luce delle aurore boreali, dai roventi panorami africani alle gelide acque delle banchise polari. Le foto provengono dall’archivio della National Geographic Society e sono state scattate da 20 tra i fotografi più affermati nel campo della fotografia naturalistica.
Tecla Insolia vince 2/o SanremoYoungConquista di diritto un posto a Sanremo Giovani

FIRENZE16 marzo 201914:20

– La giovane cantante toscana Tecla Insolia ha vinto la seconda edizione di SanremoYoung su Rai1. Alla giovane piombinese non solo l’ambito trofeo SanremoYoung 2019, ma soprattutto un posto di diritto nella prossima edizione di Sanremo Giovani. Il teen talent condotto da Antonella Clerici in cinque puntate ha tenuto per mano ragazzi dai 14 ai 17 anni, in un’emozionante gara ad eliminazione, con la direzione artistica di Gianmarco Mazzi. La serata conclusiva, al di là della gara canora tra i giovanissimi concorrenti, è stata una grande serata di spettacolo. Molti gli ospiti che si sono alternati sul palco del Teatro Ariston: Tony Renis, Raoul Bova, Arisa, Anna Tatangelo, Paola Turci e Shade. Superospite è stato Riccardo Cocciante. A fare da cornice la performance del musical ‘We will rock you’, lo show con i più grandi successi dei Queen tra i più rappresentati e seguiti al mondo.
Patrick Dempsey, da Stranamore a Harry QuebertSu Sky Atlantic dal 20 marzo. Regia di Jean-Jacques Annaud

16 marzo 201919:41

– Prendete uno scrittore di successo, aggiungete la misteriosa scomparsa, 33 anni prima, di una ragazza quindicenne il cui cui cadavere viene ritrovato misteriosamente sepolto proprio nel giardino dell’uomo, un’accusa di omicidio e un allievo pronto a far luce sulla situazione del suo maestro. I dieci episodi della nuova, imperdibile serie in arrivo sugli schermi Sky, ‘La verità sul caso Harry Quebert’, si preannunciano ricchi di colpi di scena. L’omonimo romanzo di Joel Dicker è stato un caso editoriale nel 2012 (quasi 5 milioni di copie vendute nel mondo) e il protagonista del crime thriller psicologico tratto dal libro è niente di meno che Patrick Dempsey. Ma dimenticate il Dottor Stranamore di Grey’s Anatomy.L’attore del fortunato medical drama dà il volto a uno scrittore tormentato dai fantasmi di un passato indibile nella nella serie tv, in onda in esclusiva su Sky Atlantic da mercoledì 20 marzo (disponibile anche on demand). Diretta da Jean-Jacques Annaud, al suo debutto nella fiction tv, regista di film di culto come ‘Il nome della rosa’ (con Sean Connery nei panni di Guglielmo da Baskerville, datato 1986 e tratto dal romanzo di Umberto Eco) e ‘Sette anni in Tibet’ (con Brad Pitt), la serie è la storia di Harry Quebert (un Patrick Dempsey invecchiato ad hoc), rispettato docente universitario, in passato vera e propria icona della letteratura mondiale grazie al successo del suo capolavoro “Le origini del male”.Il trailer si apre con le immagini dell’amore spensierato tra Harry e la giovane Nola Kellergan, ma quella che sembra una fiaba a lieto fine si trasforma in un mistero. Un albero con appesa la locandina per le ricerche della ragazza, e la storia cambia. Polizia, indagini, boschi e una domanda a cui sembra esserci una sola risposta: Quebert è l’assassino della quindicenne? Quando uno scheletro viene trovato sepolto nella sua proprietà, lo scrittore verrà indagato per l’omicidio e l’occultamento del cadavere di Nola (Kristine Froseth, Sierra Burgess is a Loser), quindicenne scomparsa più di 30 anni prima in circostanze mai del tutto chiarite e con cui Quebert aveva avuto una relazione nell’estate del 1975. Nola sparì nel nulla al termine di quell’estate. Accanto al corpo della ragazza il manoscritto del suo romanzo più famoso, con cui di lì a poco Harry (Dempsey) avrebbe stupito il mondo appena trentenne.A provare a ricostruire i fatti e ripulire il nome del noto romanziere, che rischia la pena di morte, il giovane scrittore Marcus Goldman (Ben Schnetzer – Pride, Storia di una ladra di libri). Suo promettente alunno ai tempi del college, nel tentativo di superare il classico blocco dello scrittore Marcus aveva deciso di prendersi qualche giorno di pausa tornando nel Maine dal suo professore per ritrovare l’ispirazione perduta. Ospite nella dimora sul mare del suo mentore, a Sommerdale, si troverà invischiato nella complicata indagine risalente a tanti anni prima, che vedrà il professore principale indiziato. Marcus inizierà così ad interrogarsi su quanto conosca davvero l’uomo che gli ha cambiato la vita. Per scagionarlo, farà cose di cui si pentirà ben presto.In questo gioco di scatole cinesi, di romanzo nel romanzo, di continui rimandi tra il passato e il presente, entrano il rapporto tra i due scrittori, le relazioni fra diversi membri della comunità di Sommerdale e la giovanissima e bellissima Nola. E i dubbi di Marcus saranno le chiavi del disvelamento di un mistero che finirà col travolgere le esistenze di tutti. Realtà e romanzo si mescolano fino a diventare inscindibili e a rendere quasi impossibile risalire alla verità nella miniserie, firmata da Lyn Greene e Richard Levine e prodotta da Tarak Ben Ammar, Fabio Conversi, Greene e Levine. Nel cast anche Damon Wayans Jr nei panni dell’agente Perry Gahalowood, Virginia Madsen che interpreta Tamara Quinn, proprietaria del locale nel quale lavorava Nola, e Joshua Close nel ruolo di Luther Caleb. E ancora Colm Feore nei panni del magnate Elijah Stern, fra gli uomini più facoltosi del Maine, e Matt Frewer, che nella serie interpreta il reverendo Kellergan, ambiguo padre della quindicenne Nola. “La vita – come si legge nel romanzo – è una lunga caduta. La cosa più importante è saper cadere”.

“Così creai la chitarra per Lou Reed”Il designer Lorenzo Palmeri incontra i giovani allo Ied Cagliari

CAGLIARI16 marzo 201919:52

– La sua chitarra in alluminio ‘Paraffina Slapster’ è diventata un oggetto cult perché ha accompagnato Lou Reed nel suo tour mondiale. Lorenzo Palmeri, il “designer architetto” e musicista italiano si racconta agli studenti dello Ied di Cagliari. Sollecitato dal giornalista Paolo Casicci fa rivivere l’emozione di quando il suo oggetto di design suscitò un grande interesse nel grande rocker scomparso nel 2013.
Un oggetto fortunatissimo, nato sotto i migliori auspici.
“Appena disegnato è entrato nel museo del Design e poi in altri sei in tutto il mondo – ricorda Lorenzo Palmeri – poi la telefonata dall’America: era il manager di Lou Reed. Il musicista voleva conoscermi e provare la chitarra. Sono arrivato in ritardo pensando a uno scherzo ma lui, il mito, era lì. Ha comprato la chitarra affermando: ‘That’s my guitar’, mi ha fatto sussultare d’orgoglio”.
Amici, Ricky Martin direttore artisticoDal 30/3 su Canale 5. Torna Peparini, ci sarà orchestra giovani

16 marzo 201916:15

– Ricky Martin, il re del pop latino, sarà uno dei due direttori artistici della 18/a edizione di Amici, che torna con il serale dal 30 marzo in prime time su Canale 5. Lo annuncia Maria De Filippi. La star internazionale, 70 milioni di dischi venduti, vincitore di diversi Grammy, ha collaborato con le più grandi pop star mondiali, può contare su 42,5 milioni di follower e su video che superano ognuno il miliardo di visualizzazioni. Come direttore artistico del serale torna Giuliano Peparini.
Inoltre un’orchestra di una trentina di giovani professionisti, età massima 28 anni, accompagnerà i ragazzi durante le esibizioni, “perché una grande quantità di talento è persa per il mondo per mancanza di coraggio: noi – spiegano dal programma – abbiamo il coraggio di puntare su di loro”. Al talent si annunciano anche due nuovi ingressi al serale: i cantanti Ludovica e Jefeo hanno conquistato la maglia verde.
Salgono così a undici i talenti scelti.
Rigoletto di Pizzech al Comunale BolognaDa 19/3. In scena nuova versione, deformità al centro spettacolo

BOLOGNA16 marzo 201916:20

– Il ‘Rigoletto’ di Giuseppe Verdi allestito dal regista Alessio Pizzech nel 2016 a Bologna ritorna dal 19 marzo al Teatro Comunale in una nuova versione molto riveduta: se due anni e mezzo fa il celebre buffone di corte aveva perduto la gobba e guadagnato calze a rete e guepiere, in questa nuova edizione la deformità di Rigoletto sarà tutta fisica.
“A causa di una malformazione – spiega il regista – il protagonista è impossibilitato ad usare un braccio, che viene coperto da un elemento decorativo con cui per tutta l’opera egli gioca, esibendo e nascondendo questa deformità, facendola diventare il centro di uno spettacolo crudele e circense, che ne rivela tutto il dolore interiore”.
Assieme al ‘Barbiere di Siviglia’, che lo precede in scena di due giorni, quest’opera andrà in tournée in Giappone il prossimo luglio. Protagonisti saranno Alberto Gazale (Rigoletto), Stefan Pop (il Duca di Mantova), Lara Lagni (Gilda), Abramo Rosalen (Sparafucile) e Anastasia Boldyreva (Maddalena).
Nuovo disco per Noa, Letters to BachIn Italia il 6 aprile a Cittanova e il 24 maggio a Roma

16 marzo 201917:13

– Noa è tornata con un nuovo disco. E’ uscito “Letters to Bach” (Believe International), progetto discografico prodotto dal leggendario Quincy Jones. Nell’album, Noa riprende 12 brani musicali del compositore tedesco Johann Sebastian Bach e li arricchisce con le sue parole, grazie ai testi in inglese ed ebraico, ispirati a temi che spaziano dalla sfera personale a una più universale. Un omaggio al compositore tedesco unito alla capacità di sperimentare di un’artista che in 28 anni di attività ha saputo attraversare stili e argomenti, sempre in perfetta armonia tra di loro. Noa porterà la sua musica live in Italia, il 6 aprile al Teatro Gentile di Cittanova (RC) e il 24 maggio all’Auditorium Parco della Musica di Roma.
A Torino Storia del cinema di TopolinoPresentato il volume con le storie ideate da Roberto Gagnor

TORINO16 marzo 201917:58

– Il Museo del Cinema di Torino omaggia il personaggio di Topolino, che nel 2018 ha compiuto 90 anni, e il suo rapporto con il cinema alla Mole Antonelliana, con la presentazione del volume edito da Panini Comics, ‘La storia del cinema di Topolino’ di Roberto Gagnor, con la prefazione di Vincenzo Mollica. Vi sono raccolte le cinque storie della serie omonima scritte da Gagnor per i disegni di Valerio Held e Giada Perissinotto, pubblicate sul settimanale Topolino nel 2018. La presentazione avviene mentre alla Mole è in corso la mostra Gulp!Goal!Ciak!Cinema e fumetti.
“Queste storie uniscono le mie due passioni, i due mondi in cui lavoro, il fumetto e il cinema – spiega Gagnor. – Ci ho messo i miei miti, da Buster Keaton a Spielberg, e tanta ironia, dal cinema d’azione alla Nouvelle Vague. Grazie a Giada Perissinotto e Valerio Held che hanno fatto un lavoro fantastico su queste storie, e alla redazione di Topolino! Ora, però, mi piacerebbe molto dirigere un film e poi farne la parodia Disney!”.

Vilas, il mistero di chi siamo e i genitori’In tutto c’è stata bellezza’, il suo primo romanzo in Italia

16 marzo 201920:21

– Il mistero della nostra identità è nelle mani dei nostri genitori. Ci racconta questo Manuel Vilas nel suo primo romanzo pubblicato in Italia, ‘In tutto c’è stata bellezza’ (Guanda), caso editoriale in Spagna, con dodici edizioni in un anno, eletto da El Pais e El Mundo “miglior libro del 2018”. E’ una storia autobiografica, i fatti narrati sono tutti veri, ma “c’è sempre l’elaborazione soggettiva della memoria e della letteratura” dice lo scrittore che il 17 marzo è protagonista di un atteso incontro a ‘Libri Come’, nel giorno di chiusura della Festa del Libro e della Lettura all’Auditorium Parco della Musica di Roma.”Volevo capire chi fossi. Quando morì mia madre, nel maggio 2014, mi sono chiesto: ‘Ma io chi sono?’ e mi sono reso conto che quando un essere umano vuole capire qual è la sua identità deve ricorrere ai suoi genitori” spiega Vilas, poeta oltre che narratore, autore di numerosi libri tra cui Espana, nato a Barbastro nel 1962, che nelle 400 pagine di questo suo ultimo romanzo, tradotto da Bruno Arpaia, percorre a ritroso la sua vita, rispolverando la memoria di chi erano i suoi genitori, i suoi nonni, esplorando il legame tra generazioni, intrecciando i ricordi personali a un ritratto della Spagna degli ultimi decenni. “Sono tornato indietro di generazioni e al mondo della mia infanzia, perché è in quel momento che costruisci la tua identità che poi sviluppi e perfezioni da adulto. La ricerca dei legami tra le generazioni viene naturale se si vuole conoscere la propria identità” racconta. E dice che “se perdiamo questa capacità di ricordare vuol dire che stiamo vivendo in un mondo disumanizzato. Oggi i giovani di 20-25 anni più o meno non capiscono, non vedono quanto siano importanti i loro genitori e quando lo scoprono spesso è troppo tardi. Questo è quello che racconto nel libro e questa è la tragedia di noi esseri umani. I lettori che ho incontrato in Spagna mi hanno detto in tanti la stessa cosa e cioè che si sono resi conto troppo tardi dell’importanza dei loro genitori. E’ qualcosa che appartiene alla condizione umana. Oserei dire che è una maledizione il fatto di capire l’importanza dei genitori quando ormai è troppo tardi per dirglielo. Io stesso lo ho vissuto”.Con ‘In tutto c’è stata bellezza’ ci troviamo nella Spagna della fine anni Sessanta, inizio Settanta, “un momento in cui i miei genitori erano giovani e io ero un bambino protetto da loro, ero il re di casa. E’ il racconto – dice Vilas – della Spagna di quell’epoca e di una famiglia della classe media spagnola di quegli anni, quella che poi porterà alla transizione democratica, dopo la morte di Franco nel 1975. Mi sono reso conto che questa classe media ha subito la stessa evoluzione in tutto il mondo occidentale. Oserei dire che è una costante universale. E’ quella del mondo del lavoro che prospera, che comincia a comprare la prima automobile, la casa, a fare le vacanze. Questo è il nucleo da cui siamo nati noi europei occidentali, presi di mira oggi dalla crisi economica che sta imperversando”. Vediamo “i nostri figli vivere peggio dei loro genitori, prima era l’esatto contrario”, continua Vilas che ha iniziato come poeta e continua ad esserlo, ma “la poesia – spiega – è un genere minoritario, che non interessa al grande pubblico. Tuttavia se un romanzo non ha un risvolto poetico alla gente non piace”. E ‘In tutto c’è stata bellezza’ è piaciuto molto perché “tratta di un tema universale, il rapporto tra genitori e figli. E poi c’è un tema filosofico, perché la vita di una persona in realtà è come lei la ricorda, ma che sia stata veramente così questo è un mistero” dice lo scrittore.

La gabbianella e il gatto, inno alla diversitàTorna 20 anni dopo cartoon D’Alò da Sepulveda, al top incassi

16 marzo 201919:37

– Un gabbiano e un gatto, il bestseller mondiale del cileno Luis Sepulveda e la poesia di Enzo D’Alò: giusto 20 anni fa La Gabbianella e il Gatto al cinema fu uno di quei film spartiacque. Un film d’animazione italiano che in un tipo di industria dominata dalla Disney creò le file fuori ai cinema ed è ancora il maggiore incasso made in Italy. Uscì per le feste di Natale e fu una rivelazione, incassando oltre 20 miliardi delle vecchie lire. C’è da festeggiare un anniversario importante: per questo torna in sala il 21, 22, 23 e 24 marzo (con un’anteprima al Lux di Roma il 17) per quei bambini che non erano nati, ma che certamente, nonostante tecnologia, stile grafico, effetti speciali siano ora ben diversi, potranno innamorarsene.Il film è di un’attualità sconcertante. Racconta di Kengah, una gabbiana avvelenata da una macchia di petrolio nel mare del nord, che riesce ad affidare in punto di morte il proprio uovo al gatto Zorba (la voce è di Carlo Verdone), strappandogli tre promesse: quelle di non mangiare l’uovo, di averne cura finché non si schiuderà e di insegnare a volare al nascituro. La gabbianella orfana viene battezzata Fortunata e si trova di fronte uno strano compito: quello di imparare a conoscersi e capire di non essere un gatto, prima di imparare a volare. Al fianco degli amici felini, Colonnello, Segretario, Diderot, il giovane Pallino e ovviamente Zorba, Fortunata si troverà a dovere fronteggiare il pericolo rappresentato dai ratti che aspettano l’occasione di prendere il potere e proclamare l’avvento del Grande Topo (voce di Antonio Albanese).Lo stesso Sepulveda (il suo Storia di una Gabbianella e del Gatto che le insegnò a volare è stato tradotto in 12 lingue) è la voce narrante. “Era un libro per tutti e il film ancora di più – disse giusto 20 anni fa il regista napoletano Enzo D’Alò, presentando il film alla Mostra del cinema di Venezia – Si tratta di una grandissima metafora sul problema della diversità, sempre più centrale nella nostra società”. Il budget della produzione di Cecchi Gori fu straordinario: 10 miliardi ma si videro tutti: 200 artisti e tecnici crearono 1.200 scenografie, 220 mila i disegni necessari per animare i 75 minuti del cartoon. La sceneggiatura di D’Alò e Umberto Marino ebbe l’approvazione dello stesso Sepulveda.Erano gli anni in cui il cinema d’animazione italiano, grazie alla torinese Lanterna Magica, faceva sperare in una riscossa: c’era stata la Freccia Azzurra a dare l’input e poi La Gabbianella e il Gatto, film di successo, grazie anche a investimenti importanti. Ora, dopo anni meno felici per il settore, di nuovo ci sono bagliori di luce, grazie alla scuola napoletana Mad che nel 2013 ha dato vita al piccolo gioiello dell’Arte della Felicità, seguito da Gatta Cenerentola (2017).

Dafne, trentenne Down piena di giudizioPremio Fipresci a Berlino, arriva il film con Carolina Raspanti

16 marzo 201919:35

– ‘Dafne’ è un film su una vera forza della natura che si chiama Carolina Raspanti, una trentenne portatrice di sindrome di Down e protagonista assoluta di questo secondo lungometraggio di Federico Bondi (Mar Nero, 2008), già passato in concorso a Panorama al Festival di Berlino, dove ha vinto il premio Fipresci, e ora in sala dal 21 marzo (Giornata Mondiale delle Persone con Sindrome di Down) con il Luce.Impossibile pensare a questo lavoro, prodotto da Vivo film con Rai Cinema, senza lo spirito da professorina piena di giudizio e candore di Carolina Raspanti. Nel film è appunto Dafne, una trentenne che ha il suo lavoro e vive con tutta la sua esuberanza insieme ai genitori: Luigi (Antonio Piovanelli) e Maria (Stefania Casini). Quando però la madre Maria muore, gli equilibri familiari vanno a pezzi. Il padre entra in depressione, tormentato, com’è, dalla paura di lasciare sola la figlia alla sua morte. Ma sarà paradossalmente proprio Dafne a dargli la forza di andare avanti con il suo caratterino e le sue perentorie indicazioni come: “Papà, non buttarti giù”.”Un giorno vidi alla fermata dell’autobus un padre e una figlia con la sindrome di Down che si tenevano per mano. Mi apparvero come degli eroi, due sopravvissuti. Poi ho avuto la fortuna di incontrare Carolina, con cui è nata un’amicizia fondamentale non solo per il film – ma anche per la mia vita”, ha detto il regista a Berlino. Ma chi è davvero Carolina Raspanti? Una ragazza piccola e tenace che conquista subito, come ha fatto all’incontro stampa alla Berlinale. “Mangio solo due piccole caramelle al week end, mentre guardo ‘Un posto al sole'”, ha confessato ai giornalisti, facendo outing su una delle sue imperdonabili debolezze. E chiarendo subito che per una ragazza alla quale “non pesa per niente essere down” la volontà e il rigore sono tutto. Nata nel 1984 a Lugo, dove si è diplomata, Carolina lavora all’Ipercoop. Ha scritto due romanzi autobiografici, ‘Questa è la mia vita’ e ‘Incontrarsi e conoscersi: ecco il mondo di Carolina’, e, grazie alla sua generosità, contribuisce allo sviluppo di progetti a favore di ragazzi diversamente abili.”La ragione che mi ha spinto a fare questo film è che ci ho creduto fin da subito e mi sono calata nel personaggio nel modo più naturale possibile mettendoci anche tutta la mia personalità”, ha spiegato Carolina. E ancora: “Mi piace il mio lavoro e soprattutto stare a contatto con gli altri. Ora al lavoro mi prendono in giro, mi chiamano la star, la diva, ma lo fanno solo per scherzare”. “Il mio carattere battagliero – ha sottolineato ancora – mi ha sempre aiutato a superare ogni difficoltà. Certo, anch’io ho le mie debolezze, per ben due volte – ha rivelato con candore e tra lo stupore di tutti – ho tentato il suicidio, ma in fondo nessuno è perfetto: siamo umani”.         [print-me title=”STAMPA”]

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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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DALLE 10:48 DI GIOVEDì 14 MARZO 2019

ALLE 09:19 DI SABATO 16 MARZO 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Al Petruzzelli i clown di Slava Polunin
Spettacolo in programma fino a domenica 17 marzo

BARI14 marzo 2019 10:48

– La grande magia della clownerie ha fatto irruzione nel Teatro Petruzzelli con lo spettacolo ‘Slava’s Snow Show’. Ideato da Slava Polunin, considerato “il miglior clown del mondo”, questo spettacolo (fino al 17 marzo) è ormai “un classico del teatro del 20esimo secolo”, visto in decine di Paesi e centinaia di città, da milioni di spettatori.
Il personaggio più famoso di Polunin è Asisyai, un clown commovente e ironico, vestito di una tuta gialla da lavoro e con un paio di pantofole rosse soffici. Si presenta e quindi introduce tutti gli altri personaggi che, in un turbinio di cambi di scene, con treni, navi, immense lune, tempeste di vento e di neve, raccontano le loro storie. “E’ come un corteo nuziale – racconta Polunin – in cui cerco di sposare gli uni con gli altri”. Il pubblico viene coinvolto: i clown interagiscono con gli spettatori, salgono nei palchi della prima fila, ricoprono tutta la platea con una rete di tulle, e chiudono con un lancio di palloni che sono come sogni colorati.
Dalla tv in sala la favola di Sara e MartiDa Disney una storia di adolescenti

14 marzo 201911:18

Il bene e male in salsa millennials, tra selfie, youtuber e influencer. Anzi in ‘Sara e Marti’, lungometraggio spin-off della serie tv per adolescenti, di ‘cattivo-cattivo’ alla fine non c’è davvero nessuno, ma solo giovani che sbagliano per poi, subito dopo, pentirsi. Così mentre dal 21 gennaio su Disney Channel c’è la serie tv, arriva sul grande schermo dal 14 marzo distribuito dalla Walt Disney con il titolo ‘Sara e Marti – Il Film’ di Emanuele Pisano con protagoniste sempre le due affiatate sorelle cresciute a Londra e poi trasferite insieme al padre a Bevagna, piccolo borgo medievale nel cuore dell’Umbria.
Sara (Aurora Moroni) parte con i fratelli Catalano, Luigi (Luigi di Giuseppe) e Guido (Guido Laudenzi), per la Sicilia alle volte di Modica. Qui infatti c’è ancora la storica casa dove la mamma delle due sorelle trascorreva le vacanze durante l’infanzia. Qui Sara conoscerà il timido e scostante Saro (Antonio Nicotra), un ragazzino buono, altruista, ma anche molto povero. I suoi coetanei viziati e nulla facenti hanno una brutta opinione di lui per via di suo padre, in carcere per un piccolo crimine. Ma Sara, che si è presa una cotta per questo ragazzino un po’ selvaggio, aiuterà lentamente il giovane a farsi accettare dagli altri come a recuperare alcuni torti da lui subiti.
Occasione di una vendetta targata 2.0, sarà un concerto in piazza, da postare sull’immancabile telefonino, con Marti (Chiara Del Francia), che nel frattempo ha raggiunto la sorella in Sicilia, e lo youtuber Leonardo Decarli che nel film compare come guest star nel ruolo di se stesso. Oltre a Saro e al suo fratellino Mimmo (Federico Pellitteri), di cui il ragazzo si prende quotidianamente cura insieme al nonno malato di Alzheimer, nel film anche un altro personaggio inedito, il vilain Luca (Gabriele Badaglialacqua), antagonista per eccellenza di Saro. Classico figlio di papà, ricco e arrogante, Luca è innamorato di Sara e la pretende. Detesta così Saro alimentando i pregiudizi sul suo conto. Vendicativo, come è, dopo il rifiuto di Sara decide di punire Saro organizzando un malefico piano ai suoi danni, ma alla fine, anche in una favola della cosiddetta Net Generation, il bene trionfa sempre.
Ruggeri, ‘Alma’ tra spiritualità e sperimentazioneEsce il suo 35/o disco, da aprile in tour fra teatri e club

14 marzo 201920:00

– Enrico Ruggeri fa un compendio del suo arco artistico nel nuovo album di inediti ‘Alma’, in uscita il 15 marzo. Un lavoro, il suo 35/o, in tensione tra rock e canzone, tra autobiografia e racconto: “Siamo tutti fatti in maniera diversa, ma abbiamo pulsioni comuni – dice Ruggeri -. Per me il confine non è così delineato, tra raccontare di sé e raccontare gli altri”. Un esempio è il brano conclusivo, ‘Forma 21’, che immagina gli attimi prima della morte di Lou Reed: “La canzone è in prima persona, ma è lui che parla: risponde alla domanda che tutti ci dobbiamo fare sul momento della morte, cosa penserò e come lo vivrò, ma è stata scritta con il sorriso, con serenità”.Un simile spirito anima, all’estremo opposto, il brano di apertura ‘Come lacrime nella pioggia’, con la musica scritta dal figlio Pico Rama. Parlare di altri per svelare qualcosa di sé accomuna tutte le tracce come risulta anche in ‘Un pallone’, brano cantato con Ermal Meta che reinventa poeticamente la vicenda di Iqbal Masih, bambino pakistano che già prima dell’uccisione nel 1995 era diventato simbolo della lotta al lavoro minorile: “Avevo raccontato questa storia nel mio programma radiofonico, qui ho voluto giocare sul parallelismo tra il pallone come sogno e il pallone che deve essere cucito. C’è ancora bisogno di canzoni che risveglino le coscienze, specialmente perché alcuni temi sembra vadano di moda e poi non se ne parla più, c’è quasi una moda del dolore”. Tra ispirazioni new wave, punk, jazz e rock’n’roll, le tracce presentano l’eclettismo stilistico di Ruggeri: “Tutte le volte che entro in studio arrivo con l’intenzione di fare un disco omologo nei suoni, ma poi la mia voglia di sperimentare prevale”. A proposito del supporto musicale, che ha un largo spazio (“Bisogna far respirare le canzoni, non può esserci solo il cantato”), ‘Alma’ si contraddistingue anche perché inciso in presa diretta: “A parte qualcosa con i Decibel, non ho mai usato un metodo ‘live’ in maniera così pronunciata: arrivavo in studio con una canzone, la suonavo una volta alla chitarra e poi la band si aggiungeva. Il vantaggio è che senti il risultato, ti immagini il pezzo dal vivo: oggi, con i dischi incisi su cento piste, sul palco devi esibirti quasi in playback, inoltre diventi bulimico creativamente”.Se pure il disco omaggia un mito personale come Lou Reed (“Lui e Bowie sono come gli eroi della nostra mitologia”), in ‘Supereroi’ il punto di vista sui modelli da seguire è ambivalente: “Avevo la musica con il cantato in inglese maccheronico e i miei figli di 13 e 8 anni sono impazziti sentendola: questo mi ha suggerito di scrivere un testo per bambini, sui supereroi. Ma sotto una lettura superficiale capisci che il bisogno di figure rassicuranti convive con la paura di queste stesse figure: credo dica molto sul presente”. Enrico Ruggeri presenterà il disco in tour dal 4 aprile, alternando show acustici nei teatri e show elettrici nei club, sempre con scalette differenti: dopo la data zero (in acustico) al Teatro Mascagni di Chiusi (Siena), Ruggeri toccherà tra le altre Bolzano, Sondrio, Lecce, Brescia, Milano e Torino.

Thegiornalisti al Circo Massimo il 7/9#LOVEalMASSIMO, sarà prima band italiana a esibirsi nell’arena

14 marzo 201912:15

– I Thegiornalisti gladiatori al Circo Massimo. La band capitanata da Tommaso Paradiso, a meno di un mese dall’inizio della tranche primaverile del “LOVE Tour 2019”, annuncia “Thegiornalisti – Circo Massimo”, show al Circo Massimo a Roma, in programma il 7 settembre, a chiusura della tournée che a oggi ha già venduto più di 250 mila biglietti. I Thegiornalisti saranno il primo gruppo italiano a esibirsi sul palco dell’antico stadio romano.
Nel frattempo la band si prepara per la prossima tranche di concerti che partirà il 26 marzo da Jesolo e che prevede 15 tappe di cui 10 già sold out.
Torna Bonolis con Ciao DarwinDal 15/3 su Canale5 con Laurenti ogni venerdì in prima serata

14 marzo 201914:04

– Torna “Ciao Darwin”, il varietà condotto da Paolo Bonolis con Luca Laurenti, dal 15 marzo ogni venerdì in prima serata su Canale 5. Il programma che, fin dalla sua prima edizione, ha voluto rappresentare, con dichiarata consapevolezza e assoluta ironia, l’aspetto più grottesco dell’umanità. Prendendo spunto dal romanzo di Stephen King “Terre Desolate”, questa stagione si propone di esplorare gli scenari apocalittici verso i quali il nostro mondo, inesorabilmente, si avvicina e di cui “Ciao Darwin”, con ironia, si rende in parte responsabile. Giunto alla sua ottava edizione, il programma riprende il suo studio parascientifico alla ricerca delle caratteristiche dell’uomo e della donna del Terzo Millennio. La selezione avviene attraverso una sfida semiseria tra due categorie di persone antitetiche. Si parte con lo “scontro” chic vs shock. Quest’anno l’iconica Madre Natura si moltiplicherà: le depositarie del meccanismo della casualità saranno, infatti, una a puntata.
Coma_Cose, tra ironia e criticaEsce album del duo rap e pop. Tour nei club tra marzo e aprile

14 marzo 201914:31

– I Coma_Cose si mettono a nudo, usano ironia ed empatia, giocano con le aspettative nel loro album di debutto ‘Hype Aura’, in uscita il 15 marzo. Fausto ‘Lama’ Zanardelli, che con Francesca ‘California’ Mesiano è metà del duo di milanesi adottivi divenuti fenomeno con ‘Anima lattina’ e ‘Post concerto’, ne ha parlato così: “Coma_Cose nasce dalla nostra necessità artistica di un progetto liberatorio, a livello artistico e personale. Per questo abbiamo sempre mantenuto questo codice molto legato alla nostra vita: siamo due ragazzi qualunque che vivono nel precariato e sperano di cambiare. Di quel codice abbiamo fatto un manifesto e questo disco chiude un primo capitolo. Fotografiamo quel che è successo e che siamo, e ci poniamo la domanda: e adesso? Questa è la paura”.
Dopo un tour in-store, i Coma_Cose si esibiranno dal vivo nei club: prima tappa a Padova (Hall, 30/3), quindi Firenze, Milano, Nonantola (Modena), Senigallia (Ancona), Torino, Napoli, Modugno (Bari) e Roma.
Man Nuoro celebra arte del MediterraneoUn viaggio in tre esposizioni per creare il dialogo tra culture

NUORO14 marzo 201914:33

– Due retrospettive, “Ali senza fronde” e “Personnages” rispettivamente dell’artista francese Pierre Puvis de Chavennes (1824-1898) e del palestinese Maliheh Afnan (1935 2016), e un’esposizione dal titolo “Il segno e l’idea” di venti artisti sardi del XX secolo, concepite come un unicum. Un dialogo inedito a tre voci per il Museo Man di Nuoro per una mostra che potrà essere visitata fino al 9 giugno.
L’intero progetto espositivo, curato dal direttore Luigi Fassi, segue un percorso di ricerca del Man che pone al centro il Mediterraneo. Un tema che ritorna dopo la prima mostra firmata da Fassi nel novembre scorso, che ha visto insieme una molteplicità di artisti contemporanei. “La mostra di Maliheh Afnan porta avanti un progetto di indagine e ricerca su artisti che vivono e operano nel bacino del Mediterraneo – spiega il direttore del Museo – in particolare sulle sue sponde meridionali e orientali. La retrospettiva di Pierre Puvis de Chavannes, invece, mette in luce il suo rapporto intenso con l’Italia, e dunque un Mediterraneo più prossimo, a cavallo di Francia e Italia. Infine la collettiva, in posizione di dialogo con le altre mostre grazie alla presenza di artisti che hanno vissuto la loro identità sarda nel rapporto con la realtà continentale”. La retrospettiva di Puvis de Chavennes è curata dallo storico e critico d’arte Alberto Salvadori, quella di Afnan vede la direzione artistica della stesso Fassi, mentre l’esposizione delle venti opere di artisti sardi della collezione permanente del Man – da Ballero a Biasi a Fancello, passando per Ciusa, Devoto, Palazzi, fino a Satta – ha avuto la collaborazione della storica dell’arte del museo nuorese Emanuela Manca. “L’intenzione – sottolinea Fassi – è accompagnare i visitatori in un viaggio di conoscenza dove emerga con forza la continuità che lega tra loro le diverse esperienze artistiche succedutesi nei secoli che hanno scritto la storia dell’arte moderna e contemporanea”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Gardiner, Berlioz teatrale e drammatico
Per 150 anni compositore a S.Cecilia con viola solista Tamestit

14 marzo 201914:40

– Sir John Eliot Gardiner torna a Santa Cecilia, ma per la prima volta dirigerà l’orchestra dell’Accademia che dice di aver ascoltata alcune volte diretta da Giulini e da Pappano e racconta in una pausa delle prove: “E’ un complesso ricco di qualità, serio ma con umore quando è necessario; flessibile, risponde subito e suona con ardore”.
L’appuntamento è per il 14, 15 e 16 marzo per ‘Aroldo in Italia’ e ‘Carnevale romano’ di Berlioz e la Sinfonia n. 7 di Dvorak con Antoine Tamestit solista con la sua viola. L’8 maggio invece tornerà per l’opera-oratorio ‘Semele’ di Haendel con la sua Monteverdi coro e orchestra barocca.
Santa Cecilia apre così le celebrazioni per i 150 anni dalla morte di Berlioz (8 marzo 1869): la prossima stagione si aprirà con una serie di appuntamenti intitolati ‘Fantastico Berlioz’, come annuncia il sovrintendente Michele dall’Ongaro.
Per Gardiner, 76 anni ad aprile, ‘Aroldo in Italia’ ha una sua intrinseca teatralità: “Non è un concerto, è quasi una sinfonia drammatica”.
Carlucci, a Ballando da Vukotic a LeonardiLa conduttrice svela altri concorrenti in tv

14 marzo 201920:11

Milly Carlucci continua a svelare i prossimi concorrenti di Ballando con le stelle, al via su Rai1 il 30 marzo in prime time. Alla Vita in Diretta, il programma condotto da Francesca Fialdini e Tiberio Timperi sull’ammiraglia Rai, ha rivelato altri due nomi del fortunato dance show del sabato sera: Milena Vukotic, attrice amatissima sul piccolo e grande schermo, indimenticabile “consorte” del mitico ragionier Fantozzi, e Lasse Matberg, ufficiale della Royal Norwegian Navy, il sex symbol di Instagram soprannominato ‘il vichingo del web’.”Cercavo sul web personaggi particolari – ha raccontato la Carlucci – e sono stata colpita da questo personaggio che è una web star, modello, poi giro e scopro tenente della Reale Marina norvegese, con quei capelli, nonché rappresentante della Reale Marina a Bruxelles alla Nato. Lui è un ufficiale istruttore di reclute. Ho detto: mamma mia che cosa divertente, che bella storia”. Lasse Matberg e la Vukotic, che sarà in coppia con Simone De Pasquale, si aggiungono agli altri concorrenti ufficializzati in queste ore, ovvero Suor Cristina, gli attori Ettore Bassi ed Enrico Lo Verso, Angelo Russo (il Catarella del Commissario Montalbano), l’ex senatore Antonio Razzi, i gemelli della passerella Kevin e Jonathan Sampaio e la web star Marco Leonardi.

Lauryn Hill e Calcutta al Locus festivalNello stadio di Locorotondo concerti il 7 e il 10 agosto

BARI14 marzo 201915:58

– Sarà Lauryn Hill la protagonista della sedicesima edizione del Locus festival, il 7 agosto allo Stadio Comunale di Viale Olimpia a Locorotondo (Bari). Icona della black music, dagli esordi con i Fugees ai cinque Grammy Award conquistati da solista con l’album ‘The Miseducation of’, Ms Lauryn Hill – evidenziano gli organizzatori – aggiungerà ulteriore prestigio al festival.
Nella stessa location, il 10 agosto, sarà ospitato il concerto di Calcutta che ha scelto il Locus per la sua unica data estiva in Puglia.
Baglioni torna ‘Al centro’ della scenaAl via da Livorno 2/a parte del tour, chiusura a Firenze il 26/4

14 marzo 201915:58

– Venerdì 15 marzo, al Modigliani Forum di Livorno, Claudio Baglioni sarà di nuovo ‘Al centro’, per l’inizio della seconda parte del tour che lo vede protagonista delle principali arene indoor d’Italia. Grazie al palco al centro, il pubblico – disposto a 360 gradi – può rivivere, insieme all’artista, mezzo secolo di grande musica, attraverso tutti i più grandi successi – per la prima volta – in ordine cronologico.
‘Al centro’, premiato come ‘BestShow 2018’ dalla rivista Sound&Lite, si chiuderà il 26 aprile al Nelson Mandela Forum di Firenze.
‘Detective per caso’, tra disabili e nonSolidarietà da Gerini a Lillo, ma non dal Mibac

14 marzo 201920:07

– ‘Detective per caso’ di Giorgio Romano è da una parte una commedia noir come tante e, dall’altra, un lodevole esperimento artistico inclusivo che nasce da un principio: perché non far lavorare alla pari in un film attori professionisti disabili e attori normodotati? E questo in un’opera poi, in sala con Medusa il 18 e il 19, che non tratta di disabilità. Da qui una vera sfida che ha trovato la solidarietà da parte di tutti, da attori come Claudia Gerini, Valerio Mastandrea, Fresi, Lillo, Massimiliano Bruno (che hanno lavorato pro bono) fino alla stessa post-produzione che ha lavorato praticamente gratis, ma l’opera non ha però ottenuto il sostegno del Mibac per i film di interesse culturale.Dice uno dei produttori, Guia Invernizzi Cuminetti: “Abbiamo presentato la domanda nei tempi giusti, ma non abbiamo purtroppo ottenuto i punteggi necessari per avere i contributi selettivi”. Il film segue la storia di due cugini Giulia (Emanuela Annini) e Piero (Alessandro Tiberi). Lei un po’ naif, sogna di fare la detective da quando era piccola mentre lui lavora nel negozio di ferramenta del padre. I due si ritrovano, come ogni venerdì, con il loro gruppo di amici, Valeria (Giulia Pinto), Panico (Giordano Capparucci), Oreste (Giuseppe Trappa) e Sandro (Matteo Panfilo), alla discoteca San Salvador. Piero però lascia a un certo punto il locale, si trova ad assistere a un pestaggio e scompare. Ma Giulia, impiegata all’Ufficio Oggetti Smarriti della Stazione, e da sempre appassionata di inchieste, si metterà sulle sue tracce grazie anche all’aiuto di tutti i suoi amici disabili ma non troppo. Il progetto del film, va detto, è stato realizzato grazie a L’arte nel cuore, Onlus che ha messo a disposizione i suoi attori professionisti disabili e ha avuto il sostegno di Fondazione Allianz Umanamente.Maurizio Devescovi, presidente della Fondazione Allianz Umanamente e direttore generale di Allianz S.p.A spiega: “Abbiamo sposato da subito questo progetto, che mirava a valorizzare dei talenti emergenti, superando qualsivoglia stereotipo di diversità, a favore di veri ruoli da protagonisti del film”. Giampaolo Letta di Medusa, grande sostenitore del progetto, non esclude che il film possa diventare una serie tv: “Per ora abbiamo acquistato i diritti poi si vedrà”. Dice invece Emanuela Ammini che nel film interpreta Giorgia, vero motore di tutta la storia: “Il bello di questo film è che non parla di disabilità. È come un messaggio alle famiglie con figli disabili: tutti ce la possono fare”. Sottolinea, infine, Claudia Gerini: “Non ho notato nessun tipo di differenza nel lavorare con questi ragazzi che hanno tutti un grande talento – e aggiunge -, ma perché non portare questo film nelle scuole?”.

A Milano 7 giorni dedicati all’arteDall’1 al 7 aprile. Sala,’città che trasforma impulsi in eventi’

14 marzo 201916:43

– Una settimana nel segno dell’arte, con inaugurazioni, performance e mostre diffuse in tutta la città. Dall’1 al 7 aprile torna la Milano Art Week, iniziativa che accompagna ‘miart’, la fiera internazionale di arte moderna e contemporanea promossa da Fiera Milano. “Milano è una città che raccoglie tanti impulsi e li trasforma in energie ed eventi”, ha detto il sindaco Giuseppe Sala. Tra le novità, c’è il sostegno di Banca Generali che offrirà al pubblico l’apertura straordinaria della mostra ‘Hana to Yama’ di Linda Fregni Nagler. Per l’arte contemporanea ci sarà la mostra ‘Renata Boero.
Kromo-Kronos’ al Museo del Novecento, alla Fondazione Stelline invece omaggio a Leonardo con ‘L’Ultima Cena dopo Leonardo’. I caselli daziari di Porta Venezia ospiteranno l’installazione ‘A Friend’, realizzata dall’artista ghanese Ibrahim Mahama.
Iniziative dedicate all’arte moderna a Palazzo Reale, con la mostra di Jean-Auguste-Dominique Ingres, e alla GAM con la rassegna-focus su Angelo Morbelli.
Arriva il libro di Greta Thunberg’La nostra casa è in fiamme’ esce a maggio per Mondadori

14 marzo 201916:44

– Uscirà in Italia a maggio 2019 per Mondadori il libro di Greta Thunberg, con il titolo ‘La nostra casa è in fiamme’. Scritto da Greta insieme al papà, la mamma e la sorella, racconta la storia della sedicenne svedese, di come si è avvicinata fin da piccolissima alla causa ambientalista e del percorso che l’ha portata a fare il primo sciopero il 20 agosto 2018.
Sono sempre più numerosi gli studenti in tutto il mondo, Italia compresa, che seguono l’esempio di Greta, diventata il simbolo internazionale della battaglia contro il cambiamento climatico, e che venerdì 15 marzo scenderanno in piazza per manifestare e chiedere ai governi impegni concreti per salvare il nostro pianeta.
Mapplethorpe, sguardo oltre l’esteticaRoma omaggio al maestro nel dialogo tra antico e contemporaneo

14 marzo 201916:46

– C’è una memoria profonda e ragionata della storia dell’arte e un grande amore nei confronti dei maestri del passato nel lavoro di Robert Mapplethorpe, alla cui figura le Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma rendono omaggio con una mostra a 30 anni dalla morte. Dal 15 marzo al 30 giugno nella sede di Galleria Corsini e intitolata “Robert Mapplethorpe. L’obiettivo sensibile”, la mostra presenta 45 immagini del fotografo americano, per la prima volta messe in relazione con il contesto di una quadreria settecentesca.
L’anatomia, la sessualità, la ritrattistica, la natura morta e il paesaggio sono i temi alla base di quell’estetica originale con cui Mapplethorpe turbò la New York degli anni ’70 e che la mostra, a cura di Flaminia Gennari Santori, documenta: le immagini inserite tra i quadri della collezione testimoniano quanto l’artista curasse in modo maniacale la composizione di ogni singolo scatto per ricreare l’armonia dell’arte classica, nobilitare i soggetti più umili e superare i tabù.
Riapre l’Italia in miniaturaAl via la 49/a stagione del parco tematico di Rimini

BOLOGNA14 marzo 201916:47

– Tutti monumenti, le piazze e le meraviglie italiane in scala ridotta da scoprire con un solo colpo d’occhio. Sabato 16 marzo dopo un restyling riapre al pubblico l’Italia in Miniatura, il parco tematico in provincia di Rimini. Al via la 49/a stagione dopo che uno staff di pittori, elettricisti, miniaturisti, giardinieri e progettisti ha rimesso a nuovo 273 miniature in scala di città, paesaggi e grandi opere. Con uno speciale binocolo i visitatori potranno ammirare ogni dettaglio del parco tematico, inclusi gli oltre cinquemila veri alberi e anche 18 trenini elettrici. Per l’intera stagione verranno organizzati eventi per tutta la famiglia: da un corso per imparare a modellare l’argilla o per creare ceramiche fino a un laboratorio per conoscere e cimentarsi nell’arte del mosaico, senza dimenticare il divertimento tanto che in calendario è previsto anche un grande pigiama party per il mese di agosto. Il biglietto per visitare Italia in Miniatura prevede l’accesso a 12 attrazioni diverse tra cui la Torre Panoramica, un viaggio tra i canali di Venezia, il Luna Park della Scienza. Fino al 6 gennaio del prossimo anno, inoltre, chi acquista un biglietto per il parco tematico può rientrare gratis un secondo giorno a scelta.

Folkest, in anteprima Le OrmeTra gli ospiti 41/a edizione Loreena McKennit, Shapiro-Vandelli

UDINE14 marzo 201918:48

– Sarà il concerto di debutto del nuovo tour della storica band ‘Le Orme’ con il suo ultimo album ‘Sulle ali di un sogno’ ad aprire in anteprima a Spilimbergo domenica 17 marzo la 41/a edizione di Folkest, il festival musicale estivo in programma dal 20 giugno al 22 luglio, tra Spilimbergo (sede principale), Udine e altri centri del Friuli Venezia Giulia, così come a Capodistria/Koper, in Slovenia. Lo ha annunciato a Udine il direttore artistico, Andrea Del Favero.
Tra gli ospiti di questa edizione, che prevede oltre sessanta appuntamenti, il duo Shel Shapiro-Maurizio Vandelli nel ‘Love and Peace Tour’ (Udine, 9 luglio), l’intramontabile formazione della PFM (Capodistria, 20 luglio) impegnata nel ‘TVB-The very best tour’ e la cantautrice canadese Loreena McKennit, star internazionale della musica folk che si esibirà il 22 luglio nel piazzale del castello di Udine. La presentazione dell’intero programma di Folkest 2019 è in calendario per il 23 maggio.

Bowie 50 anni fa prima volta in ItaliaFu a Monsummano nel ’69, un concerto per ricordare l’evento

PISTOIA14 marzo 201918:49

– Era l’estate del 1969, tra il 31 luglio e il 3 agosto, quando un giovanissimo e quasi sconosciuto David Bowie fece la sua prima apparizione in Italia: a Monsummano Terme. Il cantante di Brixton, allora ventenne, partecipò a un concorso canoro, il ‘Festival internazionale del disco’, organizzato dalla locale associazione culturale ‘Giuseppe Giusti’. Cantò una canzone tratta dal suo primo disco ‘When I live my dreams’. Fu un mezzo successo, tanto che Bowie arrivò secondo dietro una giovane cantante spagnola. Quella settimana è rimasta nel cuore di tanti e a distanza esatta di 50 anni il Comune di Monsummano Terme la ricorderà con un progetto ideato e curato da ‘Officine della cultura’ il 21 maggio. Una giornata dedicata a David Bowie che vedrà come protagonista principale uno dei maggiori musicisti jazz italiani, il trombettista Paolo Fresu, a cui è stato affidato il progetto musicale. Con lui una band: Gianluca Petrella, Petra Magoni, Francesco Diodati, Francesco Ponticelli e Christian Meyer.
Alicia Keys scrive la biografia’More Myself’ uscirà in autunno, la pubblica Oprah

NEW YORK14 marzo 201918:57

– Alicia Keys si allea con Oprah per il lancio del suo nuovo libro. ‘More Myself’ (Più di me stessa) uscirà infatti il prossimo autunno sotto l’etichetta della regina dei talk show. Lo hanno annunciato entrambe in video. “Non potrei essere di più al settimo cielo nel condividere questa parte del mio viaggio finora e tutti i modi in cui imparo continuamente ad onorare la mia verità – ha detto la Keys -.
Assieme a mia sorella (in senso figurato, ndr), guida e amica Oprah, questo libro è uno dei capitoli più entusiasmanti”. ‘More Myself’ è in parte un’autobiografia, in parte un documentario narrativo, come si legge nella descrizione. La cantante, che ha una madre di origini italiane, descrive il suo viaggio attraverso un racconto personale includendo anche ricordi dalla sua infanzia a Hell’s Kitchen e Harlem e passando per la sua ascesa musicale che l’ha portata a vincere ben 15 Grammy. Nel 2017 la rivista Time l’ha inserita nella classifica annuale delle 100 persone più influenti del mondo.
‘Exit Morandi’ a museo Novecento FirenzeAnche personali di Goldschmied & Chiari e Riccardo Guarneri

FIRENZE14 marzo 201919:19

– Una grande mostra monografica dedicata a Giorgio Morandi, considerato tra i più grandi artisti della storia dell’arte del ventesimo secolo: la rassegna ‘Exit Morandi’ si apre il 15 marzo al museo Novecento di Firenze dove resterà fino al 27 giugno. L’esposizione, a cura di Maria Cristina Bandera e Sergio Risaliti, prende origine da quattro importanti dipinti dell’artista bolognese appartenuti al collezionista e mecenate Alberto Della Ragione. Insieme alla monografica su Morandi, domani taglierà il nastro inaugurale anche un nuovo appuntamento del ciclo ‘Duel’, che invita un artista contemporaneo a porsi in dialogo con un’opera della collezione del museo. Il 2019 è l’anno di ‘Eclisse’ di Goldschmied & Chiari che costruiscono tutta la mostra sull’idea del ‘doppio’ e hanno scelto, quasi per empatia, il dipinto ‘Demolizioni’ di Mario Mafai. Infine, per il ciclo ‘Campo Aperto’ spazio a Riccardo Guarneri e alla sua mostra ‘Pittura Pittura’. Si parte da una tela degli anni Sessanta riferibile quasi agli esordi della carriera dell’artista, fino ad arrivare a lavori più recenti, dai primi anni Duemila ad oggi.
“È un grande traguardo per il museo Novecento poter ospitare una mostra dedicata a un grande protagonista dell’arte italiana e mondiale come Giorgio Morandi”, ha commentato Sergio Risaliti, direttore artistico del museo fiorentino. “Nell’ultimo anno – ha aggiunto – il museo ha ospitato Emilio Vedova, Piero Manzoni, Medardo Rosso, ottemperando a una mission che lo vuole impegnato nella rilettura dell’opera dei maestri del Novecento”.
Un film italiano apre FescaalMigrante ivoriano star di ‘Fiore gemello’ di Laura Luchetti

14 marzo 201919:21

– Sarà per la prima volta il film di una regista italiana, ‘Fiore Gemello’ di Laura Luchetti, ad aprire il festival del cinema africano, d’Asia e America Latina (Fescaal), la cui 29/a edizione si terrà dal 23 al 31 marzo a Milano. I due attori esordienti del film, l’ivoriano Kallil Koné e Anastasyia Bogach, sono giovani non professionisti. “Kallil Koné era sceso da un barcone proveniente dalla Libia pochi mesi prima che iniziassimo le riprese – racconta Laura Luchetti – A piedi dalla Costa d’Avorio era arrivato in Libia dove si era imbarcato per l’Italia a bordo di uno dei tanti gommoni che spesso non ce la fanno ad arrivare a destinazione. Voleva fare l’attore. Lo guardavo muoversi e recitare durante il provino. È un dono il suo, un talento ruvido, uno sguardo che si porta dietro un orrore che noi non possiamo nemmeno immaginare”.
Elisa canta nel Dumbo di Tim BurtonNella versione italiana del nuovo film live action della Disney

14 marzo 201919:22

– Elisa canterà e doppierà nella versione italiana del nuovo film Disney, Dumbo, rivisitazione in chiave live action firmata da Tim Burton del celebre classico d’animazione, in arrivo nelle sale il 28 marzo. Un riconoscimento eccezionale per l’artista che reinterpreterà uno dei brani portanti della pellicola, “Bimbo mio” (“Baby Mine”), canzone simbolo del film del 1941 (Premio Oscar per la Miglior Colonna Sonora Originale e Nomination per la Miglior Canzone proprio con questa traccia). Non solo, Disney Italia ha voluto Elisa anche come doppiatrice e nel film presterà la voce al personaggio di Miss Atlantis, la sirena del Circo dei Fratelli Medici.
Non è la prima volta che l’artista prende parte a pellicole di portata internazionale. Nel 2012 infatti era stata scelta da un altro genio del grande schermo, Quentin Tarantino, e insieme ad Ennio Morricone aveva composto e interpretato “Ancora Qui” nel film “Django Unchained”.
Lavia, atto d’amore con i ‘Giganti’ pirandellianiGrande, forte e leggero spettacolo su valore teatro e poesia

14 marzo 201920:08

– Estremo, assoluto atto di fede nella poesia e nel teatro, nella cultura, testamento di Pirandello che lasciò il testo incompiuto, ‘I giganti della montagna’ sono un testo complesso, ricco, impegnativo da portare in scena anche sul piano produttivo, e Gabriele Lavia, per realizzarne questa sua bella lettura, forse la sua cosa migliore sino a oggi per misura, forza e leggerezza, che si replica all’Eliseo di Roma sino al 30 marzo, ha messo insieme, oltre a un gruppo di ben 23 attori, il Teatro della Toscana, lo Stabile di Torino, il Biondo di Palermo, col sostegno di vari enti locali e del laziale Atcl, che saranno ovviamente tappe della sua lunga tournée.Questa vicenda, che nasce dall’autobiografia stessa di Pirandello, dalle sue vicende personali e dal suo essere autore e impresario teatrale, summa della sua poetica, ha come protagonista il teatro stesso, la sua capacità di suscitare e far vivere fantasmi più reali della stessa realtà grazie alla poesia, che ha una sua intrinseca necessità e autonomia vitale, ma per esistere davvero e trasmettere il suo messaggio di fantasia e salvezza ha bisogno di essere portato tra la gente, lo racconta come minacciato, in fuga, e l’attuale finale aperto risulta più inquietante e moderno di quelli che si testimonia avesse in mente Pirandello. Il finale rombo del suono della cavalcata dell’avvicinarsi e passare dei Giganti, cui i grandi lavori di scavi, fondazioni, fabbriche “hanno sviluppato enormemente i loro muscoli e li hanno resi naturalmente anche duri di mente, un po’ bestiali”, vede l’attrice Diamante osservarli da lontano, dalla Villa, dicendo “Io ho paura! Ho paura”. E’ il sentimento di chi vede, come Pirandello, come Lavia, come direi tutti noi oggi assolutamente come allora, messo in pericolo da un popolo potente e ciecamente violento il mondo della cultura e della poesia rappresentato nella sua umana essenza dal teatro.E allora ecco che in questa lettura la villa della scalogna è emblematicamente nella scena di Alessandro Camera un grande teatro col suo semicerchio di palchi distrutto, pericolante, come squassato da un terremoto, in cui vivono asserragliati e sopravvivono isolati il mago-regista Cotrone col suo gruppo di scalognati, curiosi e colorati personaggi come sopravvissuti a un passato di circo o cabaret nei costumi di Andrea Viotti, e dove arrivano grigi, decimati e miserabili per aver voluto ostinarsi a far teatro, a portare in scena ‘La favola del figlio cambiato’, l’attrice contessa Ilse col marito e sei attori della sua ex compagnia. Cotrone, che mostrerà loro tutte le magie di cui è capace lui e tutte le illusioni e i sogni che sa rendere vivi la poesia recitata, quando può vivere indisturbata come lì nella villa, li inviterà a restare, ma Ilse, che ha sempre rifiutato ogni corruzione ed è ormai prigioniera del personaggio della donna-madre del testo il cui autore si è suicidato perché lei non ha ceduto al suo amore, vuole tornare appunto a recitare e portare il teatro a vivere tra gli uomini. Per Strehler, che a questo testo tornò più volte, essa rappresentava la necessità, il sogno di un teatro pubblico, sogno infranto dai giganti, dal sipario di ferro che cadeva a schiacciare nell’ultimo finale la caretta dei comici che se ne vorrebbero andare, alludendo anche al tragico finale che pare avesse intesta l’autore. Per Lavia invece, che ci pare possa essersi ispirato alla bella intuizione di Alberto Savinio che vide nei ‘Giganti’ per Pirandello quel che era ‘La tempesta’ per Shakespeare, con un ideale accostamento tra Prospero e Cotrone, è l’esaltazione del potere illusorio, della verità del sogno del teatro come momento di purezza e innocenza dell’uomo a confronto e nonostante il farsi sempre più bestiale del mondo, con quella dichiarazione di paura finale, ma anche con quel passare oltre dei giganti, come è del resto anche in Pirandello che chiude col loro “frastuono che va allontanandosi”.

Napoli Teatro Festival, oltre 150 eventi8 giugno-4 luglio, direttore Cappuccio, dedicato a Nekrošiu

NAPOLI14 marzo 201920:17

– Oltre 150 eventi, 37 giorni di programmazione (8 giugno-4 luglio), 40 i luoghi tra Napoli e altre città della Campania che ospiteranno teatro, danza, letteratura, cinema, video/performance, musica, mostre e laboratori: sono i numeri della dodicesima edizione del Napoli Teatro Festival Italia, la terza diretta da Ruggero Cappuccio, realizzata con il sostegno della Regione Campania e organizzata dalla Fondazione Campania dei Festival guidata da Alessandro Barbano.
La dedica è al grande regista lituano Eimuntas Nekrošius, recentemente scomparso, da sempre legato a Napoli e al Festival.
Confermata la politica dei prezzi (da 8 a 5 euro) e le agevolazioni assolute per le fasce sociali deboli. Palazzo Reale sarà la sede principale del Festival che coinvolgerà molti teatri cittadini e spazi di pregio storico. ”Dei festival di teatro la crisi è nota. Grazie alla Regione Campania siamo in controtendenza e possiamo avere ‘biglietti popolari”’ dice Cappuccio.
Mahmood, sono pro musica italianaIl vincitore di Sanremo a colloquio con il sindaco di Milano

14 marzo 201920:28

– “Sono pro musica italiana”. Così Mahmood, il rapper milanese che ha vinto il festival di Sanremo, ha parlato dei suoi gusti musicali nel corso dell’intervista che gli ha fatto il sindaco di Milano, Beppe Sala, in un locale della città. “Ascolto sempre molta musica italiana, oggi ci sono molti giovani cantautori che hanno voglia di fare e hanno talento”, ha aggiunto. “Sono cresciuto con una mamma sarda e un papà egiziano – ha ricordato parlando della musica che ha sentito da piccolo – .
Mia mamma mi faceva ascoltare i cantautori come Battisti, Dalla e De Gregori, mio padre la musica araba che non mi piaceva, ma adesso torna con quelle melodie nel modo in cui scrivo”.
Libri Come, al via in 10 bibliotecheSinibaldi, “grande partecipazione di lettori e cittadini’

14 marzo 201920:29

– Si è aperta, con un’inaugurazione plurale e diffusa in dieci biblioteche di Roma, la decima edizione di Libri Come, la Festa del Libro e della Lettura, dedicata nel 2019 alla ‘Libertà’, che si concluderà il 17 marzo.
“La decima edizione di Libri Come si inaugura in dieci biblioteche con una grande partecipazione da parte dei lettori e dei cittadini che ci fa capire quanto la letteratura e i libri stimolino ancora la curiosità e l’interesse della collettività” ha detto Marino Sinibaldi, curatore della manifestazione, prodotta da Fondazione Musica per Roma, con Michele De Mieri e Rosa Polacco.
Organizzata in collaborazione con le Biblioteche di Roma, Libri Come ha visto ospiti nelle biblioteche: Amanda Craig, Roberto Costantini, Cinzia Leone, Michela Marzano, Enrico Palandri, Maria Francesca Venturo, Viola Di Grado, Marcantonio Lucidi, Goffredo Buccini, Enrico Castelli Gattinara. Dal 15 marzo la Festa del Libro, che festeggia 10 anni, vedrà all’Auditorium Parco della Musica di Roma, oltre 250 ospiti. Il Progetto ‘Una biblioteca, un autore, un libro’ è stato realizzato assieme all’Assessorato alla Crescita Culturale che in tre anni ha portato fuori dall’Auditorium e in tutta Roma tanti scrittori coinvolgendo pubblici di aree differenti della città.
Uffizi:Schmidt,nessuna novità su FirenzeDirettore, Rimanere? non dipende da me, non ho discrezionalità

FIRENZE15 marzo 201914:29

– “E’ noto da un anno e mezzo, non è un segreto”. Così risponde il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schimidt in merito all’intervista al quotidiano tedesco Handelsblatt nella quale gli veniva chiesto quale sarebbe stato il suo ultimo giorno agli Uffizi.  ”Al momento non ho informazioni concrete. Dovrebbe essere il 31 ottobre”, solo dopo prenderà servizio al Kunsthisstorissches Museum di Vienna. “Non ci sono novità”, ripete Schmidt spiegando che l’intervista è di qualche settimana fa e che trattava altri temi.
Riguardo al suo futuro, aggiunge che quanto scritto “è quello che si sa da un anno e mezzo, che rispetto al suo attuale contratto non ci sono cambiamenti da parte del ministero di Roma”. Alla domanda ora se vuole restare a Firenze spiega: “Rimanere? Non dipende da me, non ho discrezionalità. Ho partecipato al concorso per il museo di Vienna e quando ho saputo di averlo vinto, nel settembre 2017, l’ho subito detto.
Da me c’è sempre stata estrema trasparenza”.
Tim Burton avrà il David alla carrieraAl regista riconoscimento il 27 marzo nella diretta su Rai1

15 marzo 201914:23

– Tim Burton riceverà il Premio alla Carriera – David for Cinematic Excellence 2019 nel corso della 64/a edizione dei Premi David di Donatello. Lo annuncia Piera Detassis, presidente e direttore artistico dell’Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello, in accordo con il Consiglio direttivo. Il riconoscimento sarà consegnato mercoledì 27 marzo nell’ambito della cerimonia di premiazione, in diretta in prima serata su Rai1, condotta da Carlo Conti.
Il nuovo e atteso lungometraggio del cineasta statunitense, Dumbo, rivisitazione in chiave live-action dell’amato classico d’animazione Disney, sarà nelle sale italiane dal 28 marzo distribuito da The Walt Disney Company Italia.
Anthony Wong ospite al Far East FestivalA Udine per ritirare premio Gelso d’Oro a carriera

UDINE15 marzo 201915:31

– L’attore di fama internazionale Anthony Wong sarà il superospite della 21/a edizione del Far East Film Festival, lo ‘showcase’ della cinematografia dell’Estremo Oriente in Europa, in programma a Udine dal 26 aprile al 4 maggio, a cura del Cec, Centro Espressioni Cinematografiche. Wong è stato protagonista di capolavori come ‘The Mission’ di Johnnie To o ‘cult movies’ come ‘Infernal Affairs’ di Andrew Lau e Alan Mak.
Dal sicario al poliziotto, dall’eroe romantico al serial killer, l’attore hongkonghese ha interpretato diversi ruoli, spaziando attraverso i generi, dal crime alla commedia, dal fantasy allo splatter. Già ospite del Far East Film Festival nel 1999 (prima edizione), per presentare ‘Beast Cops’ di Gordon Chan e Dante Lam, Wong ritornerà a Udine per ritirare il Gelso d’Oro alla Carriera, affiancando nella ‘hall of fame’ i nomi di altre celebrità della cinematografia orientale, fra cui Jackie Chan, Joe Hisaishi, Feng Xiaogang e Brigitte Lin.
Sky-Fremantle, quattro anni per X-FactorRiparte a settembre su Sky Uno. Due stagioni Italia’s Got Talent

15 marzo 201911:37

– Sky Italia ha firmato un nuovo accordo di esclusiva con Fremantle Italy e Syco Entertainment per X Factor e Italia’s Got Talent, due dei format internazionali di maggior successo nonché show di punta per i canali Sky Uno e TV8. L’accordo per X Factor è rinnovato per quattro nuove stagioni, la prossima al via su Sky Uno a settembre; quello per Italia’s Got Talent per altre due stagioni, su TV8, dove il 22 marzo è attesa la finale live dell’edizione attualmente in onda.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Dieudonné, mio noir piace a giovani
Autrice belga, bravi ragazzi ambientalisti, manca impegno adulti

15 marzo 201911:58

– ADELINE DIEUDONNE’, LA VITA VERA (SOLFERINO, PP 220, EURO 17,00). Un mondo violento e brutale, ma anche pieno di bellezza dove il femminicidio e i problemi ambientali vengono affrontati con uno sguardo nuovo, ma dove a contare è soprattutto il legame tra un sorella e il suo fratellino in una famiglia disastrata. E’ quello in cui ci fa entrare la scrittrice belga Adeline Dieudonné nel suo primo romanzo ‘La vita vera’, libro rivelazione in Francia, da mesi in testa alle classifiche, vincitore di numerosi premi tra cui il Fnac 2018 e il Renaudot des Lycéens, che il 15 marzo sarà a ‘Libri Come’ per ricevere all’Auditorium Parco della Musica di Roma, il Premio Goncourt/La scelta dell’Italia, assegnato da una selezione di 140 ragazzi dei licei. L’operazione è promossa dall’Institut Français Italia. Pubblicato in Italia da Solferino nella traduzione di Margherita Belardetti, ‘La vita vera’ “è piaciuto molto ai giovani. Alcuni mi hanno detto che è stato il primo libro che hanno letto fino all’ultima pagina. La differenza tra il pubblico giovane e quello adulto è l’entusiasmo libero che esprimono i ragazzi e le ragazze” dice la scrittrice al suo arrivo a Roma.
“Ho voluto raccontare le luci, le ombre, la disperazione. Mi piacciono Stephen King, le storie di paura, un po’ oscure perché è da lì che nasce la speranza. I racconti di contrasti, l’umorismo nero. E mi piace lo scrittore belga Thomas Gunzig con le sue trame intrise di fantasmi e disperazione. La violenza sulle donne e i temi ambientali tornano sempre nelle cose che scrivo perché sono argomenti che mi interessano, ma in questo caso volevo scrivere un romanzo divertente seppur intriso di noir” spiega la scrittrice che è originaria di Bruxelles e ha due figlie. “Il movimento dei giovani ambientalisti mi piace moltissimo.
Finalmente le cose si stanno muovendo e non c’è tempo. E’ bello che i giovani si siano impegnati, però è anche triste perché non spetterebbe a loro farlo. Siamo noi che dovremmo prendere in mano la situazione e vigilare sul loro futuro. Dalle imminenti elezioni europee mi auguro che emerga con grande forza un impegno in questa direzione” sottolinea la Dieudonné.
‘La vita vera’, molto apprezzato da Amelie Nothomb, è stato definito una favola noir. “Non ci avevo pensato, ma tutto sommato mi piace, perché nelle favole c’è una distanza dalla realtà, si fa un passo indietro. Così si spiega in parte anche l’assenza dei nomi dei miei personaggi che fa pensare al lato universale” dice la scrittrice, 37 anni, del suo romanzo che sarà tradotto in 20 lingue e diventerà un film con la regia della giovane Marie Monge. “I diritti sono stati venduti alla Monge, regista in Francia del film di successo ‘Joueurs’ (Giocatori). Mi ha contatto appena è uscito il libro. Mi piace la sua visione del mondo. Non sarà un film sociale, sulla violenza di genere, ma molto colorato, noir e thriller. Io collaborerò alla sceneggiatura e regia. Se tutto va bene si girerà nell’estate del 2020”. La protagonista della storia ha dieci anni, il suo mito è la scienziata e fisica Marie Curie, la prima donna a vincere un Nobel, e deve combattere contro i mostri che la circondano: il padre cacciatore, violento, che picchia la moglie e dedica ai suoi animali impagliati la cosiddetta “stanza dei cadaveri”, la madre che vive nella paura, non reagisce a nulla, e sta bene solo quando cura le sue capre e lo squallore del Demo, un quartiere di prefabbricati. L’unica gioia e vera forza viene dal rapporto con il suo adorato fratellino verso il quale la ragazzina ha un vero e proprio istinto materno. “Le storie servono per metterci dentro le cose brutte che così non succedono nella vita vera” dice la sorella al suo fratellino. “Non c’è nulla di autobiografico. I miei genitori sono stati amorevoli, ho avuto un’infanzia felice. Ma volevo capire come due bambini possono trovare la speranza nelle difficoltà, in un mondo terribile come quello in cui viviamo” racconta la scrittrice. E poi “il legame tra fratelli mi ha sempre colpito profondamente. Si pensa spesso agli egoismi e conflitti e invece è commovente vedere come riescano ad aiutarsi” sottolinea la Dieudonné che ha esordito con un monologo teatrale ed è autrice di premiati racconti, la sua passione. “Sto scrivendo un altro romanzo e il copione di un film ispirato a un mio racconto. Ma in questo momento dedico le maggiori energie a ‘La vita vera’” dice prima di salutarci.
Per Pif e Thony una fiaba palermitanaIn sala Momenti di trascurabile felicità di Luchetti

15 marzo 201911:58

– Una Palermo senza mafia per un Pif con tanto di moglie (Thony) e figli, e questo in una fiaba piena di amore e speranza dal titolo ‘Momenti di trascurabile felicità’ in sala dal 14 marzo con 01 in 350 copie.
A mettere la firma a questa commedia che ricorda ‘Il paradiso può attendere’, Frank Capra e tutti film in cui c’è una seconda vita dopo la morte, Daniele Luchetti, che ha liberamente tratto questo lavoro da ‘Momenti di trascurabile felicità’ e ‘Momenti di trascurabile infelicità’ (Einaudi), entrambi di Francesco Piccolo che è anche cosceneggiatore insieme al regista.
E va detto che Luchetti è riuscito a gestire il ponderoso impianto di scrittura, compresi i molti interrogativi di Piccolo (come “Perché il primo taxi della fila non è mai davvero il primo?”), grazie al personaggio di Paolo (Pif), perfetto uomo medio italiano pieno di impacci e dubbi. Nel film tanto uso della voce fuori campo e anche l’espediente di far morire Paolo e poi rivivere per un’altra ora e 32 minuti, un modo per fargli dare il giusto addio a famiglia e amici. Una seconda opportunità concessa all’uomo grazie a uno sbaglio perpetrato nel burocratico e kafkiano ufficio post mortem (girato nell’ufficio centrale delle poste di Palermo) gestito da un impiegato-angelo che non ha conteggiato i molti centrifugati allo zenzero consumati da Pif.
“È stato come fare un ritratto cubista di uomo medio – spiega il regista – dove, è vero, c’è anche la morte, ma una morte leggera”.
“Certo – aggiunge Luchetti – ho guardato tutti i film possibili sul tema, da ‘Ritorno al futuro’ a quelli di Capra, ma non posso dire di essermi ispirato a qualcuno di loro. In genere mi addormentavo. In questa fiaba – conclude – ho avuto l’idea di utilizzare una Palermo inedita, quella della media borghesia nello spirito di Woody Allen del ‘mi piacciono le commedie degli attici'”.
Spiega Pif: “Sono molto più bacchettone e moralista del personaggio di Paolo, ma alla fine, nonostante sia tanto diverso da lui, mi rivedo in questo personaggio che può ricordare un po’ Alberto Sordi”.
Dall’attore, infine, una parola sulla criminalità che in questo film è assente: “Da palermitano sono felice di questo lavoro che parla della mia città, mostrando immagini diverse da quelle solite della mafia. Sarà che oggi questa è anche meno invadente. Una cosa è certa, in Momenti di trascurabile felicità la mafia è assente nella sceneggiatura, ma soprattutto anche nella produzione. E nessuno mi dica che rimpiange i tempi della famiglia Castagna”, conclude l’attore, facendo riferimento al racket sui set cinematografici che imponeva comparse e operai.

De Chirico e Savinio, dioscuri dell’arte’Una mitologia moderna’ dal 16/3 alla Fondazione Magnani-Rocca

PARMA15 marzo 201912:42

– A Giorgio de Chirico (1888-1978) e Alberto Savinio (1891-1952), i ‘Dioscuri’ dell’arte del XX secolo, la Fondazione Magnani-Rocca di Mamiano di Traversetolo (Parma) dedica la mostra ‘Una mitologia moderna’, dal 16 marzo al 30 giugno. L’esposizione – curata da Alice Ensabella, dell’università di Grenoble, e Stefano Roffi, direttore scientifico della Fondazione – ricostruisce criticamente le fonti comuni dei fratelli de Chirico per metterne in evidenza affinità, contrasti e interpretazioni del fantastico universo che prende forma nelle loro traduzioni pittoriche, letterarie e teatrali. Sono oltre 150 le opere annunciate alla Villa dei Capolavori, tra dipinti e lavori grafici, in un percorso che, dalla nascita dell’avventura metafisica, si focalizza su un moderno ripensamento della mitologia e giunge alla ricca produzione per il teatro, documentata anche da bozzetti, figurini e costumi per l’opera lirica del Teatro alla Scala.
Aqua Aura espone in Sinagoga a Ferrara’Paesaggi Curvi’ dal 16/3 anche nella Palazzina Marfisa d’Este

FERRARA15 marzo 201913:07

– La Sinagoga Grande della Scola Italiana di Ferrara apre per la prima volta le porte all’arte contemporanea in occasione della mostra dell’artista Aqua Aura ‘Paesaggi Curvi’, in programma dal 16 marzo anche nella Palazzina Marfisa d’Este (rispettivamente fino al 16 aprile e al 5 maggio) e realizzata in collaborazione con i Musei civici d’arte antica e la Comunità ebraica.
Il titolo nasce dall’associazione fonetica con il termine scientifico ‘Passaggi Curvi’, coniato nel campo della fisica astronomica e indagato in particolare da Lisa Randall, autrice di uno dei modelli più accreditati di universo pluridimensionale. L’esposizione è occasione per focalizzare lo sguardo sulle ricerche dell’artista, che ha per denominatore comune il paesaggio come generatore di significati. “Tutte le opere – dice Chiara Serri, una delle curatrici – si potrebbero leggere come tentativo estremo per preservare e conservare la natura. Nelle mani di Aqua Aura l’ultimo ghiaccio diventa opera d’arte capace di fermare il tempo”.

Gigi D’Alessio coach di The VoiceSimona Ventura annuncia “Habemus giuriam!”. E Sky blinda X Factor

15 marzo 201919:59

– La musica torna a suonare con The Voice su Rai2, la rete che – non va dimenticato – aveva dato i natali anche X Factor fino al 2010, anno della sua quarta e ultima edizione sulla tv generalista, prima del passaggio a Sky che intanto annuncia di aver ‘blindato’ lo show per altre quattro stagioni. È Gigi D’Alessio la grande sorpresa della nuova giuria di “The Voice Of Italy”, il talent show al via (salvo cambiamenti) dal 16 aprile in prima serata sulla rete diretta da Carlo Freccero. “Habemus Giuriam!”: è stata Simona Ventura, alla conduzione del programma, ad ufficializzare il quarto ed ultimo nome dei 4 coach che va ad aggiungersi a Guè Pequeno, Elettra Lamborghini e al ritrovato Morgan.”E’ la prima volta per me nei panni di coach, e non vedo l’ora di iniziare per condividere con i ragazzi che parteciperanno la grande magia della musica! Ci vediamo su Rai2!”, commenta lo stesso D’Alessio su Facebook.”The Voice of Italy” è un format Talpa Global, prodotto da Rai2 con Wavy, una unit di Fremantle. Dopo le polemiche sul possibile ingaggio di Sfera Ebbasta, a troppa poca distanza dalla tragedia di Corinaldo, nelle scorse settimane, dopo lo stop sul rapper e prima di ottenere la conferma di D’Alessio, erano circolati diversi nomi, compreso quello di Carla Bruni, la ex first lady di Francia ed ex modella, da molti anni anche cantante, con quattro album all’attivo, ma anche quelli di Edoardo Bennato e di Arisa. Quella di D’Alessio non è una scelta del tutto campata in aria per quanto riguarda gli equilibri: di rapper c’è n’è già uno di livello come Guè Pequeno, Morgan in quanto a garanzia musicale è intoccabile e inoltre, dopo essere stato giudice in ben 7 edizioni di X Factor, è l’unico che ha esperienza in un talent, D’Alessio è l’ago della bilancia verso un pubblico più popolare, ma che di musica ne capisce e tanto. Per il cantautore napoletano è la prima volta in questo ruolo in un talent show. Sua moglie Anna Tatangelo è stata tra i coach della quarta edizione di X Factor 2010, l’ultima andata in onda su Rai2. I diritti poi sono stati acquistati nel 2011 da Sky Italia.A proposito di X Factor, anche lì la giuria – dopo l’annuncio fatto a Fabio Fazio da Mara Maionchi che non parteciperà alla nuova edizione – è tutta da rifare, prima di lei, il no di Manuel Agnelli e Fedez. Tra i nomi più quotati al momento come sostituti, quelli del rapper Salmo, di Emma Marrone e di Tommaso Paradiso dei The Giornalisti, ma chissà che non si facciano largo proprio Sfera Ebbasta o Achille Lauro. Ipotesi ovviamente. Di certo c’è che Sky Italia ha firmato un nuovo accordo di esclusiva con Fremantle Italy e Syco Entertainment per X Factor e Italia’s Got Talent, due dei format internazionali di maggior successo nonché show di punta per i canali Sky Uno e TV8. L’accordo per X Factor è rinnovato per quattro nuove stagioni, la prossima al via su Sky Uno a settembre. Tornando a Rai2, per partecipare a The Voice come concorrente: le candidature devono essere inviate all’indirizzo thevoiceofitaly@rai.it Il limite minimo di età per accedere alle selezioni è di 16 anni. Le selezioni sono aperte non solo ai solisti, ma anche a formazioni vocali fino a tre elementi.

Mobilitazione clima su set Amica GenialeUno striscione Friday for future con tutta la troupe

15 marzo 201913:47

– L’Amica Geniale sul set per la seconda stagione. Tutta la troupe in posa con lo striscione Friday for future partecipando alla mobilitazione globale sul clima del 15 marzo. La lavorazione delle nuove otto puntate è in corso a Caserta, basata su “Storia del nuovo cognome”, il secondo libro della quadrilogia bestseller mondiale di Elena Ferrante. La regia è di Saverio Costanzo per sei episodi e di Alice Rohrwacher per altri due e il team produttivo con Lorenzo Mieli, CEO di Wildside e produttore esecutivo della serie, insieme a Mario Gianani e Domenico Procacci è invariato: Hbo e Rai.
Lou Reed, quante sorprese dagli archivi600 ore di musica, foto, carte e i disegni sul tai chi

NEW YORK15 marzo 201920:03

NEW TORK – Dopo due anni di lavoro di catalogazione e a sei dalla morte del cantante, la New York Public Library apre gli archivi di Lou Reed. Sono oltre 600 ore di musica, tra cui i nastri di “Pale Blue Eyes” e “Sweet Jane” e una versione acustica di “Don’t Think Twice, It’s All Right” di Bob Dylan, e poi appunti, fotografie, poster, disegni e la collezione personale di LP dell’autore di “Perfect Day”. Per celebrare l’avvenimento, la biblioteca ha creato un’edizione limitata di seimila tessere con l’iconica foto di Reed scattata da Mick Rock nel 1972.I contenuti dell’archivio, acquistato dopo che la vedova, Laurie Anderson, ha deciso di condividerlo con un’istituzione che potesse preservare e dar risalto alla legacy del marito, sono da oggi disponibili nella sede distaccata della Library a Lincoln Center, a poca distanza dagli scaffali dove sono conservate le carte di Arturo Toscanini e una ciocca di capelli di Beethoven. Reed è morto nel 2013 a 71 anni compianto da legioni di ammiratori tra cui David Bowie e il cardinale Gianfranco Ravasi in Vaticano. Prima di andarsene “non aveva mai detto una parola” su cosa fare con le sue cose, ha spiegato al New York Times la Anderson: “Così fu come se mi fosse caduto addosso un palazzo di 15 piani. Una parte di me non voleva staccarsene, ma ha prevalso quella che preferiva rendere questi materiali accessibili a musicisti giovani e a chiunque volesse sapere di più dell’uomo dietro gli occhiali scuri”. Inevitabile la scelta di New York come sede dell’archivio, anche se la Big Apple di oggi è una Disneyland in confronto alla città sudicia, pericolosa e corrotta cantata da Reed nel suo quindicesimo album “New York” che nel 2019 compie dieci anni.New York, spiega Laurie, era la sua città preferita. E se i fan correranno consultare la parte musicale dell’archivio, Laurie vorrebbe anche che fosse data attenzione ai disegni del fondatore dei Velvet Underground sul tai chi, l’arte marziale interiore a cui si era appassionato negli ultimi anni di vita: “Tanta gente non sa che importanza ha avuto per lui”. L’uomo dietro gli occhiali scuri: le carte documentano il progetto di un film con Martin Scorsese che non andò mai in porto e la corrispondenza ammirata con Vaclav Havel che contribuì a diffondere il vangelo sovversivo dei Velvet Underground nella Praga dietro la cortina di ferro. I fossili di una vita “on the road”: ricevute per un panino al Tokyo Hilton e un registratore acquistato in Arizona. “La gente ha un’idea di Lou come di un duro con la giacca di pelle che cantava canzoni veramente trasgressive. Ma era anche l’uomo meticoloso che conservata tutti gli scontrini e la persona più dolce e tenera che ho conosciuto in vita mia”.

Morto Enwezor, fu curatore della Biennale Arte 201555 anni, primo origine africana a guidare istituzione veneziana

VENEZIA15 marzo 201914:47

E’ morto all’età di 55 anni il nigeriano Okwui Enwezor, critico d’arte, primo curatore di origine africana della Biennale Arte di Venezia, nell’edizione del 2015. Enwezor, riporta il sito ‘ArtNews’, era malato da tempo.
La direzione della 56/ma edizione della mostra d’arte della Biennale veneziana era stato il momento più importante della carriera di Enwezor, che l’aveva visto riconosciuto tra i più qualificati esperti d’arte del tempo presente.
Nato a Calabar, in Nigeria nel 1963, nella sua intensa attività di critico e storico dell’arte Enwezor è stato anche curatore, nel 2002, di Documenta 11, primo non europeo alla guida della kermesse tedesca.
Nel 2011 Enwezor è diventato direttore artistico della Haus der Kunst di Monaco di Baviera. Nel 2015 gli è stata affidata la direzione della Biennale d’Arte di Venezia, edizione simbolicamente intitolata All the World’s Futures. Inoltre ha curato la Biennale di Johannesburg nel 1996 e la Biennale di Gwangju, in Corea del Sud, nel 2008.

Pitti gratuito in giorno Unità d’ItaliaIl 17 marzo. Palazzo fu reggia sabauda con Firenze capitale

FIRENZE15 marzo 201915:30

– Palazzo Pitti a ingresso gratuito, domenica 17 marzo, in occasione della ricorrenza dell’Unità d’Italia, avvenuta nel 1861. I visitatori potranno accedere liberamente ai cinque musei ospitati nell’imponente residenza rinascimentale che fu anche reggia sabauda ai tempi di Firenze capitale: Galleria Palatina, di Arte moderna, il Museo della Moda e del costume, quello delle Porcellane, il Tesoro dei Granduchi (contenente opere di oreficeria, argenteria, cristallo, avorio e pietre dure). A Palazzo Pitti sono inoltre in corso quattro mostre temporanee: ‘Animalia fashion’, dedicata al rapporto tra la moda e le forme del mondo animale, la monografica dell’artista americana Kiki Smith, l’esposizione collettiva ‘Lessico femminile. Le donne tra impegno e talento 1861-1926’ e ‘Il Carro d’oro di Johann Paul Schor. L’effimero splendore dei carnevali barocchi’.
La giornata gratuita del 17 marzo renderà omaggio, oltre che all’unificazione, anche al ruolo di Palazzo Pitti, residenza di Vittorio Emanuele II nei sei anni in cui Firenze fu capitale d’Italia, dal 1865 al 1871. “L’importanza della Toscana per l’Unità d’Italia è da ritenersi fondamentale – commenta il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt -, la madre di Vittorio Emanuele II era Maria Teresa di Toscana, e quindi il nuovo re era il nipote di Ferdinando III d’Asburgo-Lorena: non a caso, infatti, scelse Firenze come capitale e Palazzo Pitti come residenza”.
L’apertura speciale rientra nella programmazione di giornate a ingresso libero nei musei statali stabilita per il 2019 dal Mibac con date selezionate dalla direzione dei singoli istituti.
Kounellis in Fondazione Prada VeneziaCurata da Celant, 70 lavori più alcune grandi installazioni

VENEZIA15 marzo 201915:37

– Settanta lavori, dal 1958 al 2016, di Jannis Kounellis saranno al centro della mostra, curata da Germano Celant, che sarà ospitata dall’11 maggio al 24 novembre dalla Fondazione Prada, a Ca’ Corner della Regina, a Venezia. “Jannis Kounellis” è la prima vasta retrospettiva dedicata all’artista, nato nel Pireo nel 1936, dopo la sua scomparsa a Roma nel 2017. Il progetto, sviluppato con la collaborazione dell’Archivio Kounellis, ricostruisce la storia artistica ed espositiva dell’artista, segnata da diversi momenti e linguaggi e che si è intrecciata con l’elaborazione dell’Arte Povera nella seconda metà degli anni ’60, cercando di stabilire un dialogo tra le opere e gli spazi settecenteschi del palazzo veneziano.
Moro, nuovo brano Ho bisogno di credereAnticipa disco “Figli di nessuno”. A ottobre 4 date in palasport

15 marzo 201916:12

– E’ in radio e sulle piattaforme digitali “Ho bisogno di credere”, nuovo singolo di Fabrizio Moro, che anticipa “Figli di nessuno” (Sony Music Italy), il decimo album di inediti del cantautore romano, in uscita il 12 aprile.
“Credo nelle buche dove sono inciampato, e credo nei giorni in cui ho sbagliato – racconta Moro – perché ogni mio errore mi ha reso quello che sono: un essere umano con tanti limiti, ma consapevole che nella vita, oltre alla libertà, va ricercata la fede… qualsiasi essa sia, la fede ti dà la forza di continuare a camminare anche se le tue ginocchia sono ormai rotte. ‘Ho bisogno di credere’ racconta questo, racconta ogni passo fatto con la speranza che le scarpe di ‘ferro pesante’ che portiamo un giorno possano diventare più leggere in un percorso di totale scetticismo. La fede è un conduttore fra un dubbio e questo immenso quando il resto perde il senso”. Online il video del brano. Ad ottobre Moro tornerà a esibirsi live con 4 concerti: il 12 ad Acireale, 18 e 19 a Roma, 26 Milano.
Lucca celebra lo studio RagghiantiRassegna con capolavori sul tema. E 65.000 opere messe su web

LUCCA15 marzo 201916:13

– Il critico d’arte Carlo Ludovico Ragghianti volle approfondire il legame tra disegno infantile, arte medievale e produzione figurativa dei primi del ‘900, ma i suoi studi rimasero incompleti e lasciò in ‘eredità’ ai posteri la necessità di proseguirli. Adesso, con inaugurazione il 16 marzo a Lucca, la ‘Fondazione Ragghianti’ tenta di colmare tale lacuna con la mostra ‘L’artista bambino. Infanzia e primitivismi nell’arte italiana del primo Novecento’ (17 marzo-2 giugno). La rassegna, curata da Nadia Marchioni nel complesso di San Micheletto, riporta esempi di ‘regressione’ verso il disegno infantile da parte di artisti come Alberto Magri, Ottone Rosai, Tullio Garbari, Gigiotti Zanini, Carlo Carrà, Riccardo Francalancia, Alberto Salietti, Adriano Cecioni, Vittorio Matteo Corcos, Ardengo Soffici, Lorenzo Viani. La mostra è anche occasione per iniziative collaterali della Fondazione. Tra queste il ‘trasloco’ su Internet di 65.000 immagini con relative schede di altrettante opere d’arte di ‘800 e ‘900.
Diamanti e gioielli all’asta da BolaffiAll’incanto creazioni di Boucheron, Illario, Orisa, Mastroianni

TORINO15 marzo 201916:14

– Gemme preziose, gioielli d’artista, monili d’epoca e firmati, tutti provenienti da collezioni private: sono le sezioni principali della vendita primaverile di Aste Bolaffi, in programma martedì 26 marzo a Milano. Dalle 10.30 al Grand Hotel et de Milan, in via Manzoni, i collezionisti potranno aggiudicarsi i 489 lotti in catalogo, con basi d’asta da alcune centinaia di euro fino ai 120.000 del top lot, un diamante di 5,20 carati. “Sono gioielli che spaziano dal déco al contemporaneo, con incursioni negli anni Quaranta e Cinquanta, senza dimenticare i fasti della Dolce Vita, ben rappresentata da una demi-parure in diamanti e turchesi di Boucheron, all’incanto da una base di 17.000 euro, e gli anni Settanta-Ottanta, con i numerosi gioielli della maison Illario”, spiega Maria Carla Manenti, esperta del dipartimento gioielli di Aste Bolaffi. Tra i gioielli del XIX secolo, invece, spicca un girocollo in oro e quarzi citrini del 1830, ancora nella sua scatola originale.

Minghi, dal 20/3 brano per John e YokoEsce “e …John”, la grande storia d’amore tra Lennon e Ono

15 marzo 201916:15

– Amedeo Minghi da sempre, con le sue melodie, racconta l’amore nelle declinazioni più cangianti. Il 20 marzo il cantautore torna a cantare una grande storia d’amore: in occasione dei 50 anni di matrimonio fra John Lennon e Yoko Ono, (20 marzo 1969-20 marzo 2019), esce il nuovo singolo: “e …John” (Clodio Music). “Da sempre canto l’amore e il rapporto magico che si stabilisce fra gli innamorati; quando amiamo, ci assomigliamo un po’ tutti – commenta Minghi – cambia semmai il peso della portata storica che può aver un innamoramento rispetto ad un altro: l’amore fra Yoko e John sconvolse gli equilibri della musica pop-rock internazionale”. “Per quelli della mia generazione, che facevano e ascoltavano musica, è stato umano percepire la loro relazione, come qualcosa di dannato, con tanto di finale tragico. Nessuno di noi poteva accettare la fine dei Beatles. A distanza di 50 anni, sappiamo che la loro storia d’amore è stata rivoluzionaria, fondamentale per il costume dell’epoca e per la musica”.
Stagione primaverile Festival NazioniDa domenica 24 marzo a giovedì 2 maggio 2019

PERUGIA15 marzo 201916:17

– Un assolo al pianoforte di Danilo Rea e tre concerti con alcune delle formazioni cameristiche più interessanti del panorama italiano: Trio Metamorphosi, Duo Scudeller e Quartetto Cherubini. È questo il programma della prima Stagione primaverile del Festival delle Nazioni, che si svolgerà a Città di Castello – al Teatro degli Illuminati e nella Sala degli specchi del Circolo degli Illuminati – da domenica 24 marzo a giovedì 2 maggio 2019. Quattro appuntamenti a ingresso libero, che proporranno organici, sonorità e programmi musicali diversissimi, da Beethoven al jazz passando per Piazzolla e Michael Nyman.
Ad aprire la Stagione primaverile del Festival delle Nazioni sarà il Trio Metamorphosi: la formazione, composta da Mauro Loguercio al violino e dai due fratelli Francesco Pepicelli al violoncello e Angelo Pepicelli al pianoforte, si esibirà domenica 24 marzo 2019 alle ore 17, al Teatro degli Illuminati di Città di Castello, con un programma interamente dedicato a Ludwig van Beethoven.
Universo Miró, il segno e la materiaResidenza ambasciatore spagnolo apre porte per omaggio a pittore

15 marzo 201919:45

– Quando il cancello si apre sul grande cortile e sulla terrazza che abbraccia tutta Roma, ci si sente già fortunati di poter godere di tanta bellezza. Poi, lo splendido edificio schiude le sue porte su un lussuoso e ampio ingresso per condurre all’incontro ravvicinato con uno dei principali artisti spagnoli: inizia così il piccolo ma esclusivo viaggio di “Universo Miró”, la mostra allestita eccezionalmente a Palazzo Montorio, residenza dell’ambasciatore di Spagna in Italia, dal 22 marzo all’11 maggio.Organizzata grazie alla collaborazione tra Abertis Infraestructuras, Fundación Privada Abertis, Fundació Joan Miró e l’Ambasciata di Spagna in Italia (in seguito a un accordo firmato a dicembre scorso con il ministero degli Affari Esteri, Unione Europea e Cooperazione per la promozione della cultura spagnola all’estero tramite la rete delle Ambasciate e dei Consolati), l’esposizione costituisce una duplice imperdibile occasione. Da un lato infatti permette al pubblico di entrare in un luogo solitamente inaccessibile, la bellissima residenza dell’ambasciatore Alfonso Dastis, dall’altro offre la possibilità di ammirare da un punto di osservazione privilegiato cinque opere di Miró (tre tele e due sculture), realizzate dall’artista dal 1972 al 1974, periodo intensamente prolifico della sua carriera. Il percorso è breve, ma ricco di fascino: dopo un intenso ritratto fotografico del pittore, realizzato nel 1944 da Joaquim Gomis, i cinque lavori (provenienti dalla Fundació Joan Miró, che lo stesso artista creò nel 1975 a Barcellona) sono esposti in due ampie sale per condensare in pochi metri, come appunto recita il titolo della mostra, tutto il suo universo.L’incontro tra il mondo creativo di Miró e gli spazi di Palazzo Montorio non può non colpire il visitatore, con lo sguardo che mentre accarezza le opere, si posa sui mobili e i tappeti, sulla grande libreria con i libri antichi, i vasi e i quadri, sugli imponenti camini e gli enormi specchi: in questo contesto si manifesta il vocabolario artistico dell’artista, la sua personale via per evadere dalla realtà e ricrearne una propria. La conquista di un linguaggio originale in grado di evolversi nel tempo, l’interesse per la materia e il gesto, il superamento della tradizione accademica: le tele (Personaje, pàjaro I, II e III, dipinte nel 1973) e le sculture (Mujer, pàjaro del 1972 e Mujer, del 1974, quest’ultima mai esposta in Italia) raccontano i temi a lui cari, dalla donna come universo di creazione all’uccello, dal sesso agli astri agli oggetti. La mostra documenta dunque gli esiti di una ricerca artistica iniziata da Miró a partire dagli anni ’40 con l’approdo negli anni ’70 a uno stile più semplificato ma comunque denso, in cui il linguaggio – sia quello pittorico che quello scultoreo – diventa capace di mostrare solo l’essenziale. Dopo Roma, la mostra (a ingresso gratuito ma solo su prenotazione) si sposterà nelle Rappresentanze della Spagna di Berlino, Dublino, Bruxelles e Parigi, e poi ancora verso altre ambasciate e consolati.

Il barbiere di Siviglia torna a BolognaAl Teatro Comunale a 13 anni dall’allestimento di Ronconi

BOLOGNA15 marzo 201916:40

– A tredici anni di distanza dall’allestimento stellare firmato da Luca Ronconi, il capolavoro buffo di Gioachino Rossini “Il barbiere di Siviglia” ritorna dal 17 marzo al Teatro Comunale di Bologna in una nuova produzione tutta italiana pensata dal regista Federico Grazzini con Federico Santi sul podio.
Lo spettacolo, ha spiegato il sovrintendente della Fondazione bolognese Fulvio Macciardi, è stato realizzato pensando anche alla tournée (la sesta) che il Comunale farà a giugno in Giappone dove verrà, appunto, rappresentato assieme al verdiano “Rigoletto”. Il cast comprende alcuni esperti cantanti rossiniani come Roberto De Candia (Figaro), Antonino Siragusa (il Conte), Cecilia Molinari (Rosina), Marco Filippo Romano (don Bartolo) e Andrea Concerti (don Basilio). In alcune recite subentreranno altri giovani interpreti. Punto di forza di questo “Barbiere” sarà naturalmente l’Orchestra del Comunale, una delle più rossiniane al Mondo per aver partecipato per quasi un trentennio al Rossini Opera Festival.
Vuitton ritira capi dopo docu su JacksonMarcia indietro linea uomo ispirata a legacy artistica “Jacko”

NEW YORK15 marzo 201917:07

– Due mesi dopo aver presentato sotto una tenda delle Tuileries la nuova collezione uomo per l’autunno inverno 2019 ispirata a Michael Jackson, il gigante della moda Louis Vuitton ritira dalla produzione i pezzi direttamente collegati al cantante di “Thriller”. La decisione è stata presa dopo le polemiche suscitate da “Leaving Neverland”, il documentario uscito su HBO e Channel 4, in cui due giovani uomini accusano Jackson di averli molestati sessualmente quando erano bambini. Lo stilista Virgil Abloh ha fatto mea culpa con Wwd: “La mia intenzione era di far riferimento a Jackson come artista della cultura pop, ma mi rendo conto che, alla luce del documentario, la collezione possa aver creato reazioni emotive”.
Abloh, un ex dj e collaboratore di Kanye West che di recente ha conquistato un ruolo tra i più importanti nell’industria della moda, ha spiegato che lo show “voleva accennare a una legacy che ha ispirato una intera generazione di artisti e designer”.
Schroeder, racconto il buddismo nazistaCon Venerabile W. chiudo la trilogia, poi film su guerra Algeria

15 marzo 201919:40

– “Ho scritto due sermoni sui pesci-gatto africani. I pesci-gatto hanno queste caratteristiche principali: crescono molto velocemente e si riproducono molto in fretta. Inoltre sono violenti. Divorano la loro stessa specie e distruggono le risorse naturali dell’ambiente in cui vivono. I musulmani sono come questi pesci-gatto”. Parte così, con le parole del monaco buddista Wirathu a cui è dedicato, il documentario di Barbet Schroeder, ‘Venerabile W.’, l’ultima parte della trilogia del male. Una trilogia del regista francese iniziata nel 1974 con ‘Generale Idi Amin Dada’ e seguita poi nel 2007 con ‘L’avvocato del terrore’ su Jacques Vergès. Anche questa volta si tratta di una lunga intervista del regista a Wirathu, un singolare maestro buddhista birmano che predica ‘la protezione della razza e della religione’, esortando di fatto al massacro del popolo musulmano dei Rohingya. Un massacro già perpetrato e in atto.Il docu, che sarà in sala con Satine Film il 21 marzo – giorno in cui si celebra la giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale – e che ha ottenuto il patrocinio di Amnesty International, racconta con l’intervista e immagini di repertorio la figura paradossale di questo monaco buddista che pratica l’odio verso i musulmani. “È vero – confessa a Roma il regista – per convincere Wirathu a rilasciare l’intervista gli ho detto che nel mio paese ci sarebbero state a breve le elezioni e che Marine Le Pen, che lui ammira, poteva diventare presidente della Francia”. E va detto che Wirathu, responsabile di un vero e proprio genocidio ed esodo musulmano (sono ben 300.000 i rifugiati in Bangladesh), mostra in tutto il docu la sua attenzione alla politica internazionale, la sua ammirazione per Donald Trump e anche la grande capacità di utilizzo dei social media per la sua battaglia.Dal regista arrivano poi parole davvero critiche su Aung San Suu Kyi, attuale consigliere di Stato della Birmania che, a detta di Schroeder, sarebbe “connivente con il regime militare”. “San Suu Kyi ha accettato il potere dopo aver fatto un patto coi militari – dice -. Non ha mai parlato direttamente e ufficialmente dei Rohingya, come se non esistessero. Sul suo sito anzi – continua Schroeder – racconta che i musulmani darebbero fuoco alle case e che gli stupri ai loro danni sarebbero solo fake news. Ha fatto poi venire il Papa senza menzionare nulla di questa vicenda e ha manipolato anche Kofi Annan, ma prima o poi dovrà rispondere di tutto questo davanti a un tribunale”. Wirathu, spiega poi il regista, “ha visto il film e pensa di uscirne bene, proprio come era capitato ad Amin Dada e come capita a Donald Trump quando non capisce le reazioni della gente di fronte ai suoi comportamenti”. “Le parole di odio possono diventare molto velocemente atti di odio” dice invece a caldo sulla strage di Christchurch, in Nuova Zelanda, mentre nel suo futuro si annuncia un grande film. “É un grande progetto di cui posso dire poco – spiega in conclusione -. Racconterà la guerra d’Algeria e lo farà in modo del tutto particolare”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Notte della Taranta incontra la ‘Fanoja’
Il 16/3 a Vieste sapori e tradizioni a suon di pizzica

BARI15 marzo 201918:10

– Sbarca a Vieste il #tarantatour2019, lo spettacolo dell’Orchestra popolare La Notte della Taranta che sabato 16 marzo alle 20 porterà il ritmo della pizzica salentina alla nona edizione della festa ‘Fanoja di San Giuseppe’, il falò che saluta l’inverno e accoglie la primavera nel piccolo comune della provincia di Foggia. Simbolo della cultura popolare contemporanea del Salento e ambasciatrice ufficiale della pizzica nel mondo, l’Orchestra popolare diretta da Daniele Durante propone l’affascinante narrazione tra tradizione e modernità della pizzica tarantata attraverso il ritmo del tamburello, con un repertorio capace di esaltare le radici. Organizzata dal gruppo folkloristico ‘Pizziche e Muzzeche’, in collaborazione con il Comune di Vieste e con il patrocinio della Regione Puglia, la ‘Fanoja di San Giuseppe’ propone al visitatore un viaggio tra musica, tradizioni e sapori del Gargano.
Hit parade, Ligabue in vetta con StartMondo Marcio al debutto è 5/o, ancora due piazzamenti per Ultimo

15 marzo 201918:15

– Ligabue si prende la vetta della classifica dei dischi più venduti della settimana con Start, il suo dodicesimo album d’inediti che conquista anche il primo posto tra i vinili secondo le rilevazioni Fimi/GfK. Scivola al secondo posto il dominatore di una settimana fa, il rapper Lazza con Re Mida. Terza piazza del podio per Salmo, in risalita di tre posizioni. Peter Pan di Ultimo, in attesa del nuovo album del giovane cantautore, veleggia sempre nella zona alta della classifica a ormai più di un anno dalla sua uscita (ed è nono con Pianeti), seguito dal debutto in quinta posizione dell’ultima fatica di Mondo Marcio, Uomo!.
Il vincitore di Sanremo, Mahmood, è sesto con Gioventù Bruciata e saldamente primo tra i singoli con Soldi. Scende dal quarto al settimo posto la colonna sonora di A Star is Born, cantata da Lady Gaga e Bradley Cooper. Il cinema dice la sua anche con la colonna sonora di Bohemian Rhapsody, il biopic sui Queen, che segue in ottava posizione. Chiude la top ten Il Volo con Musica.   Ecco la top ten Fimi/Gfk degli album più venduti della settimana dall’8 al 14 marzo 2019:1) START, LIGABUE (ZOO APERTO/WM ITALY-WMI)2) RE MIDA, LAZZA (333 MOB/ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)3) PLAYLIST, SALMO (EPIC-SONY)4) PETER PAN, ULTIMO (HONIRO-BELIEVE DISTRIBUTION SERVICES)5) UOMO!, MONDO MARCIO (MONDO RECORDS-SONY)6) GIOVENTÙ BRUCIATA, MAHMOOD (ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)7) A STAR IS BORN (O.S.T.), LADY GAGA & BRADLEY COOPER (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)8) BOHEMIAN RHAPSODY (O.S.T.), QUEEN (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)9) PIANETI, ULTIMO (HONIRO-BELIEVE DISTRIBUTION SERVICES)10) MUSICA, IL VOLO (COLUMBIA-SONY)   Questa è la classifica dei singoli digitali più venduti:1) SOLDI, MAHMOOD (ISLAND-UNI)2) CON CALMA, DADDY YANKEE FEAT. SNOW (VIRGIN-UNI)3) PER UN MILIONE, BOOMDABASH (POLYDOR-UNI)4) CALMA (REMIX),PEDRO CAPà FEAT. FARRUKO (SONY MUSIC LATIN-SME)5) MADEMOISELLE, SFERA EBBASTA (DEF JAM RECORDINGS/ISLAND-UNI)   Questa, infine, la classifica dei vinili:1) START, LIGABUE (ZOO APERTO/WM ITALY-WMI)2) BOHEMIAN RHAPSODY, QUEEN (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)3) SMOG, GIORGIO POI (BOMBA DISCHI/ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)4) UOMO!, MONDO MARCIO (MONDO RECORDS-SONY MUSIC ENTERTAINMENT)5) GREATEST HITS I, QUEEN (USM-UNIVERSAL MUSIC).

Cutugno su Ucraina, io sono apoliticoHo cantato per capi di stato tra cui Putin ma non è adesione

15 marzo 201918:20

“Sono molto sorpreso e dispiaciuto per questa notizia. Un gruppo di deputati ucraini vorrebbero impedirmi di cantare in un Paese che amo e che ama la mia musica? E’assurdo”: lo dice Toto Cutugno, commentando la richiesta di un gruppo di parlamentare di impedire il suo accesso nel Paese in cui dovrebbe tenere un concerto, come già fatto più volte, il prossimo 23 marzo, a Kiev. “Sono un apolitico, chiaro? Ho cantato in occasioni istituzionali per per capi di stato tra cui Putin, ma questo non significa un’adesione politica”.
NY ha sua torre Eiffel, apre The VesselA Hudson Yards. Gigante da 46 metri costruito in Italia

NEW YORK15 marzo 201918:25

– New York ha la sua torre Eiffel.
‘The Vessel’ ha aperto ufficialmente al pubblico all’interno del nuovo complesso residenziale e commerciale Hudson Yards sull’estremo versante ovest della città. Non ha la silhouette snella e alta dell’originale francese ma rivendica il suo status di nuova attrazione di New York con i suoi 46 metri d’altezza dalla forma di nido d’ape composta da 154 rampe di scale che sembrano incastrarsi tra di loro con 2500 gradini, al punto da sembrare un intreccio di vasi sanguigni e ragion per cui il nome inizialmente scelto e’ stato The Vessel. Ora tuttavia il nome è temporaneo per la struttura che è stata ribattezzata ‘la scalinata di New York’. The Vessel è fatto di acciaio in bronzo e cemento ed è costato circa 150 milioni di dollari e dal cuore italiano visto che i pezzi sono stati costruiti a Monfalcone in provincia di Gorizia. Si trova al centro di Hudson Yards Plaza, la porta d’ingresso verso il gigantesco centro commerciale di una mini-città all’ombra del fiume Hudson

Riapre Villa BalbianelloSul lago di Como, è il bene del Fai più visitato d’Italia

COMO15 marzo 201919:25

– È ripresa dopo la pausa invernale la stagione di apertura di Villa del Balbianello a Tremezzina, sul lago di Como, risultato per il quarto anno consecutivo il bene del Fai – Fondo Ambiente Italiano – più visitato d’Italia con 125.000 visitatori, il 70% dei quali stranieri.
La villa, edificata dal cardinale Durini alla fine del ‘700 e poi ampliata dal conte Guido Monzino, che nel 1988 alla sua morte la donò al Fai, si conferma meta prediletta per i matrimoni da tutto il mondo. Da record, per sfarzo e numero degli invitati, quello celebrato l’autunno scorso tra due degli attori più popolari di Bollywood, Ranveer Singh e Deepika Padukone. Nel 2018 sono state celebrate 120 nozze e per l’anno in corso ci sono già 110 prenotazioni. Come ogni anno, i giardini di Villa del Balbianello saranno fra i Beni protagonisti delle Giornate Fai di Primavera, che si terranno sabato 23 e domenica 24 marzo.
Le Orme, ancora ‘Sulle ali di un sogno’Il gruppo pubblica il nuovo album con brani storici e 2 inediti

15 marzo 201919:38

– S’intitola ‘Sulle ali di un sogno’ il nuovo album firmato Le Ormeì, disponibile dal 15 marzo. In scaletta ci sono undici titoli, classici della band rivisitati per l’occasione (da ‘Estratto da collage’ a ‘Canzone d’amore’) e due inediti. “Nel cassetto c’era già un album di inediti – ha raccontato Michi Dei Rossi – e ho pensato che pubblicarlo qualche giorno prima dei miei settant’anni poteva essere un buon modo di festeggiare. E’ anche il modo per celebrare la storia di una band per la quale, non so perché, nessuno ad oggi ha pensato ad un riconoscimento, come è successo invece per altri gruppi o artisti italiani. Ho cominciato a farlo io direttamente”. Il rock, ma anche la musica classica e qualcos’altro ancora, ha fatto delle Orme uno dei gruppi di riferimento del progressive italiano degli anni Settanta e che negli anni ha reso il nome del gruppo italiano più che famoso in giro per il mondo.”Tra i miei sogni c’è anche quello di pubblicare tre album differenti assieme – ha confessato il batterista – dei quali uno cantato, un strumentale e uno ancora diverso. Questa volta invece abbiamo voluto mettere assieme tutte le anime delle Orme. Avevamo già fatto un disco dedicato alla musica classica, che è il genere di musica che amo più di tutti, e questa volta era tempo di tornare all’anima progressiva del nostro suono, che poi è quella che ti permette di non avere confini musicali. Se fai musica progressive sei musicalmente libero”. Registrato sulle colline venete di Bassano Del Grappa, ‘Sulle ali di un sogno’ raccoglie una selezione di canzoni tra le più rappresentative di una band che ha alle spalle più di cinquant’anni di carriera artistica. Si parte con ‘Estratto da collage’, un brano del 1971 che ha come riferimento musicale un tema classico del compositore Scarlatti (la ‘Sonata K380’) e si prosegue con altri brani storici rivisitati, fino ad arrivare ai due inediti ‘La danza di primavera’ e ‘Un altro cielo’, ballata adattata alle note della ‘Aria sulla IV corda’ di J. S. Bach.”I titoli sono stati scelti tra quelli del gruppo che potremmo chiamare antico – ha spiegato Dei Rossi – e la scelta è ricaduta su alcuni tra quelli più significativi di un lungo e artisticamente produttivo periodo come quello degli anni Settanta. Ogni mattina cammino sedici chilometri e ho tutto il tempo e la concentrazione necessaria per pensare alle canzoni e fare scalette, in genere dei concerti ma in questo caso anche di un disco”. Al nuovo album hanno partecipato come collaboratori anche Francesca Michielin (voce in ‘Gioco di bimba’), l’ex King Crimson David Cross che suona il violino in sei brani, oltre al tenore finlandese Eero Lasorla. “Ho ascoltato in rete Francesca Michielin cantare ‘Gioco di bimba’ e mi ha fatto emozionare. Non è facile emozionarsi per una canzone oggi e se poi aggiungiamo che quella canzone è purtroppo e drammaticamente attuale anche oggi, quando sentiamo parlare di violenze sulle donne tutti i giorni, il brano non poteva non essere in questo album. Con Cross, invece, abbiamo suonato nel corso del nostro tour passato e mi ha stupito per la sua capacità di improvvisare su una musica molto precisa come la nostra”. Il disco è stato suonato dalla formazione attuale delle Orme, nella quale, oltre a Dei Rossi, ci sono Michele Bon (Organo Hammond C3, Piano, Sinth e Tastiere) e Alessio Trapella (Voce, Basso e Contrabbasso).

Bonisoli, da Parigi riparte il dialogo con la FranciaItalia ospite d’onore Salone Libro 2021. Gioconda ‘non si muove’

PARIGI15 marzo 201919:49

– Dopo il grande freddo, il dialogo Italia-Francia riparte dalla cultura: il ministro Alberto Bonisoli annuncia a Parigi il disgelo fra “le due superpotenze della cultura”, sancito dall’invito francese all’Italia ad essere ospite d’onore, come fu nel 2002, al Salone del Libro. Ripresa del dialogo e disponibilità alla collaborazione nei prestiti delle opere per celebrare Leonardo e Raffaello sono state espresse da Bonisoli nell’incontro con l’omologo francese, Franck Riester, anche se – è stato ribadito – la Gioconda non può assolutamente essere trasportata per motivi tecnici.Passeggiando fra gli stand del Salone del Libro, alla porte de Versailles, Bonisoli ha avuto occasione di incontrare i principali protagonisti del mondo editoriale d’Oltralpe. Al suo fianco, il presidente dell’Associazione Italiana Editori, Ricardo Franco Levi, che ha voluto e favorito l’invito per il 2021 all’Italia: “una gran bella notizia – ha commentato Bonisoli – un’opportunità unica per dare più energia alla visibilità internazionale della nostra industria editoriale. Abbiamo l’opportunità di far conoscere all’estero in modo più forte e diffuso i contenuti che possiamo esprimere. L’invito in Francia e quello di Francoforte vanno nella direzione di avere un’industria culturale che finalmente riprende a crescere, che si apre al mondo, che lavora in modo importante per la lettura”.Bonisoli è stato uno dei primi esponenti di spicco del governo, insieme con Giovanni Tria, a riallacciare i rapporti con Parigi dopo la crisi con il richiamo dell’ambasciatore francese: “stiamo riportando i rapporti fra i nostri due paesi a quello che devono essere, semplici e articolati al tempo stesso, perché abbiamo tante cose in comune e in campo culturale siamo due superpotenze destinate a lavorare insieme”. Proprio di questo, nel primo pomeriggio, Bonisoli ha parlato con l’omologo Riester, che aveva già conosciuto due settimane fa ricevendolo a Milano. In particolare, della collaborazione per la celebrazione nei due paesi, quest’anno dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci, l’anno prossimo dei 500 anni dalla morte di Raffaello.”Vogliamo aiutare la Francia a fare una giusta celebrazione di Leonardo compatibilmente con quello che stiamo organizzando in Italia”, ha detto Bonisoli, che ha offerto in dono al suo omologo un catalogo della mostra di Leonardo alle Scuderie del Quirinale. Nell’incontro con Riester “c’è stato un clima molto costruttivo – ha detto Bonisoli – una bella discussione, abbiamo fissato appuntamenti per portare avanti una collaborazione reciproca. L’ho invitato a realizzare qualcosa che rappresenti la cultura francese a Matera capitale della Cultura e lui ha accettato di buon grado”. Sullo scambio di opere sono stati fatti “notevoli passi avanti” su quelle da prestare al Louvre per la mostra del prossimo ottobre e quelle da trasferire in Italia nel 2020 per le celebrazioni di Raffaello: “c’è stata ampia disponibilità politica da entrambe le parti far sì che da entrambi i paesi siano celebrati gli anniversari nel modo migliore possibile”. Sui prestiti da parte italiana, si è parlato soprattutto dei disegni degli Uffizi e delle opere presenti a Torino e Venezia. Solo un accenno alla Gioconda, per ribadire – da parte francese – l’impossibilità di ogni ipotesi di spostarla dal Louvre. Fra i temi di discussione nell’incontro, convergenza sull’idea di firmare un accordo per riprendere, nella grande tradizione di Italia e Francia, una coproduzione cinematografica che negli ultimi anni è andata scemando. Prima di concludere la sua visita a Parigi incontrando Audrey Azoulay, direttrice dell’Unesco, il ministro Bonisoli ha invitato Riester alla mostra di Leonardo a Venezia a metà aprile, che sarà anche l’occasione per fare il punto sui prestiti.

Rita Pavone, Greta? Mi scuso tanto, non sapevo fosse malataHo fatto gaffe enorme ma è un mondo di lupi, pronti ad azzannare

14 marzo 201921:04

“Ho fatto una gaffe enorme perché non sapevo che avesse la sindrome di Asperger, nessuno l’ha detto mai in televisione. Io mi ricordavo la ragazzina con le treccine di un film e ho detto che mi metteva a disagio. Non direi mai una cosa così e trovo cattivo e orrendo che la gente aspetti un qualsiasi errore che tu fai nella vita per azzannarti come se fossero lupi. Diceva Dio che colui che non ha mai sbagliato scagli la prima pietra. Sono una persona perbene, non sono una carogna”. Rita Pavone vuole dire la sua

sull’enorme polemica suscitata sui social dal tweet su Greta Thunberg, l’attivista sedicenne svedese che ha dato il via al movimento che ha poi condotto allo sciopero per il clima di domani. “Quella ‘bimba’ con le treccine che lotta per il cambio climatico, non so perché ma mi mette a disagio. Sembra un personaggio da film horror…” aveva cinguettato la Pavone.”E’ gente malata – spiega in tono concitato – quella che mi attacca. Ho solo detto che mi ricordava un personaggio e ho messo la foto del film dove c’è questa ragazzina che le assomiglia. E’ brutto che ci siano persone che non aspettano altro per attaccarti, solo perché la pensi diversamente da loro. Mi dispiace, chiedo scusa, non sapevo avesse un problema e non intendevo offendere. Cosa vogliono? Che mi impicchi o che mi che mi tagli le vene? Perché sono incappata in un gravissimo errore di cui chiedo venia. Non pensavo di creare questo scompiglio, se qualcuno ha detto una battuta in più non l’ho detta io. E’ diventato un mondo di lupi”.Infine la Pavone fa una precisazione sugli attacchi che sta subendo: “Non mi parlino di canottoni. Io ho un labbro inferiore per cui devo dire grazie – croce e delizia – a mia nonna. Con gli anni questo labbro, che era tanto carino quando ero ragazzina, si è rilasciato. Io non ho mai fatto un intervento estetico. Ci tengo che tutti lo sappiano: io invecchio di brutto da parte mia e ne vado fiera. Non ho mai fatto un intervento, anche perché altrimenti sarei una cretina se il risultato è quello che ho….”.

Ghali presenta I love you a San Vittore”Lettera d’amore a un carcerato, da piccolo venivo qui”

MILANO14 marzo 201920:31

– I muri si mettono a tremare quando Ghali decide di alzare al massimo il volume del suo nuovo singolo ‘I Love You’, presentato a una sessantina di detenuti e detenute under 25 del carcere di San Vittore. E in tanti si alzano per ballare la canzone che il rapper 26enne ha definito “una lettera d’amore a un carcerato immaginario”. “Ho ricordi molto forti di quando da piccolo venivo a trovare mio padre che era recluso qui”, ha raccontato. “E’ stato proprio il figlio di un altro detenuto a farmi scoprire che cos’è la beatbox (una tecnica che consiste nel riprodurre i suoni di una batteria con la bocca, ndr)”. La nuova canzone del giovane, nato e cresciuto a Baggio, nella periferia di Milano, da genitori tunisini uscirà questa notte, a un anno esatto da ‘Cara Italia’, singolo Triplo platino con un video che conta oltre 107 milioni di visualizzazioni. Ma ‘I Love You’, dice Ghali, non è solo una canzone, bensì un progetto “per fare comunicare il carcere con il mondo esterno”.
Mapplethorpe, sguardo oltre l’esteticaRoma omaggio al maestro nel dialogo tra antico e contemporaneo

ROMA14 marzo 201916:46

– C’è una memoria profonda e ragionata della storia dell’arte e un grande amore nei confronti dei maestri del passato nel lavoro di Robert Mapplethorpe, alla cui figura le Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma rendono omaggio con una mostra a 30 anni dalla morte. Dal 15 marzo al 30 giugno nella sede di Galleria Corsini e intitolata “Robert Mapplethorpe. L’obiettivo sensibile”, la mostra presenta 45 immagini del fotografo americano, per la prima volta messe in relazione con il contesto di una quadreria settecentesca.
L’anatomia, la sessualità, la ritrattistica, la natura morta e il paesaggio sono i temi alla base di quell’estetica originale con cui Mapplethorpe turbò la New York degli anni ’70 e che la mostra, a cura di Flaminia Gennari Santori, documenta: le immagini inserite tra i quadri della collezione testimoniano quanto l’artista curasse in modo maniacale la composizione di ogni singolo scatto per ricreare l’armonia dell’arte classica, nobilitare i soggetti più umili e superare i tabù.         [print-me title=”STAMPA”]

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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

DALLE 12:36 DI MARTEDì 12 MARZO 2019

ALLE 10:48 DI GIOVEDì 14 MARZO 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Musica: Perigeo si riuniscono a Firenze
Per Musart festival che avrà tra ospiti anche Piovani e Rea

FIRENZE12 marzo 2019 12:36

– Solo per una sera, martedì 23 luglio, torneranno a riunirsi i Perigeo, leggenda del prog e del jazz-rock. Accade a Firenze, città dove 11 anni fa c’era stata un’altra reunion, a 31 anni dalla loro ultima esibizione insieme. La storica band si presenterà in piazza della Santissima Annunziata, per il Musart festival, con una formazione molto vicina all’originale: Giovanni Tommaso al contrabbasso e basso elettrico, Claudio Fasoli al sax, Bruno Biriaco alla batteria, Tony Sidney alla chitarra e Claudio Filippini alle tastiere, impreziosita dal percussionista Alex ‘Pacho’ Rossy.
Sempre al Musart Festival, lunedì 15 luglio, il premio Oscar Nicola Piovani salirà sul podio dell’Orchestra del Maggio musicale fiorentino per ‘Piovani dirige Piovani’, concerto dedicato alle più note colonne sonore del maestro, mentre per il concerto all’alba del 24 luglio protagonista sarà Danilo Rea al pianoforte, (ore 4.45) nel Cortile degli uomini dell’Istituto degli Innocenti.
Forte Belvedere torna al ComuneFirmato il passaggio definitivo dal Demanio

FIRENZE12 marzo 201913:14

– Torna definitivamente al Comune di Firenze il Forte di Belvedere, la storica fortezza medicea che fungeva da baluardo di difesa per la città. Come spiegato da Palazzo Vecchio, è stato firmato l’accordo tra amministrazione e Demanio per l’acquisizione gratuita del Forte e che sancisce il passaggio definitivo della proprietà al Comune: la delibera di autorizzazione era stata approvata dal Consiglio comunale a dicembre 2017.
“Finalmente – ha commentato il sindaco di Firenze, Dario Nardella – si conclude un lungo percorso che restituisce uno dei ‘luoghi dell’anima’ di Firenze, amatissimo dai cittadini, che l’amministrazione intende ulteriormente valorizzare e destinare all’arte e alla cultura”. L’accordo di valorizzazione, che coinvolge Comune, Demanio e sovrintendenza, prevede di aumentare la fruibilità della Fortezza studiando la possibilità di tenerla aperta per tutto l’anno come contenitore multidisciplinare della contemporaneità e centro di produzione, ricerca e sperimentazione. Il Forte sarà sede di mostre temporanee, eventi e installazioni site specific, ma accoglierà anche un centro culturale di respiro internazionale per la produzione di nuove espressioni artistiche. Tra gli altri obiettivi dell’accordo, c’è anche la conservazione ordinaria e la valorizzazione del complesso monumentale e ambientale del Forte, compresi gli spazi verdi. E’ previsto, infine, il graduale spostamento degli archivi della Biblioteca nazionale, attualmente presenti al Forte, per rendere gli spazi più funzionali per le mostre e per le altre attività.
Turismo: Bonisoli, “Venosa come Pompei”Il Ministro, “suggerisco però più organizzazione”

POTENZA12 marzo 201913:36

– “Venosa (Potenza) è un sito eccezionale, raro in Europa, che parte dal Paleolitico per arrivare praticamente quasi ai giorni nostri: una cosa del genere dovrebbe essere un’altra Pompei, invece per raggiungerla ci siamo persi perché non ci sono segnali stradali. Mi permetterei di suggerire qualche indicazione in più, qualche buca in meno, un minimo di organizzazione del sito e un minimo di visibilità”. Lo ha detto stamani a Potenza il ministro dei Beni Culturali, Alberto Bonisoli, intervenendo nel corso di una conferenza stampa organizzata dal M5s per presentare il programma culturale del movimento e l’assessore regionale designato alla cultura, Tiziana D’Oppido.
Jack Savoretti, ho scoperto il romanticismoAnche Bob Dylan e Kylie Minogue in ‘Singing To Strangers’

13 marzo 201910:01

-Un tragitto cinematografico dalla casa al mondo e ritorno: Jack Savoretti presenta così il suo nuovo album, ‘Singing To Strangers’, in uscita il 15 marzo. Un titolo che nasce quasi come battuta: “Mia figlia descrive così il mio mestiere, cantare agli sconosciuti”, racconta

il musicista anglo-italiano, che dopo ‘Sleep No More’ fa i conti con una svolta personale e artistica: “Prima cantare per me era un urlo di frustrazione, poi con un po’ di successo e con la felicità domestica ho trovato una prospettiva positiva e un nuovo rispetto per il pubblico: volevo cantare il dilemma di dover andare via di casa per fare questo mestiere”. Un dialogo interno letteralmente messo in scena: “Vedo questo disco come un film, con un’apertura grande, un interludio con il mio punto di vista e infine il ritorno di ‘Going Home’: un film, ma cantato sempre con la mia voce, perché anche un attore deve avere una verità”. Quest’ispirazione trasparirà in parte anche nel tour, che passerà dall’Italia a Padova (Gran Teatro Geox, 16/4), Milano (Fabrique, 17/4) e Roma (Atlantico, 18/4): “Ho portato la mia vita vera sul palco per 12 anni, ora voglio creare qualcosa di più romantico. Questa voglia mi è arrivata facendo tournée nei meravigliosi teatri italiani”. Da quell’esperienza viene una delle due collaborazioni, ‘Music’s Too Sad Without You’ incisa alla Fenice di Venezia con Kylie Minogue. L’altra partecipazione eccellente è del Premio Nobel Bob Dylan, che ha dato a Savoretti un testo inedito per ‘Touchy Situation’: “Tutto è nato da una collaborazione mancata con Steve Earle, che ha lo stesso management di Bob. Mi è venuto da ridere dalla felicità. Quando ho iniziato a scrivere alla chitarra però veniva fuori solo Bob, non era una canzone mia: è arrivata solo quando sono passato al pianoforte, su suggerimento di mia moglie, senza pensare a Bob. Poi, la cosa peggiore è stata aspettare il responso del suo team”. Il pianoforte ha ispirato anche gli echi di Elton John in ‘Things I Thought I’d Never Do’: “Per me ‘Madman Across the Water’ è stato un manuale di scrittura”. Pur senza rinunciare al suo canto ruvido, l’atmosfera è dolce e trasognata: “Mi sono chiesto perché nessuno ascoltasse più la musica romantica: ci sono ancora canzoni d’amore, ma non sono romantiche, e poi anche la nascita di un figlio o perfino la morte sono romantiche. Volevo quell’atmosfera, l’intimità senza fuochi d’artificio, come all’opera”. L’influenza dominante è arrivata allora dalle colonne sonore e della musica leggera italiana e francese anni ’60 e ’70, come dimostrano ‘Candlelight’ o ‘Greatest Mistake’: “Ho insistito perché si registrasse a Roma, nello studio di Ennio Morricone. Mi sono rotto che dell’Italia all’estero non si conosca anche la cultura musicale e cinematografica: non c’è solo la musica inglese. Forse è una reazione a Brexit!”. La sua metà genovese si è fatta sentire anche dopo il crollo del Ponte Morandi: “Tantissimi mi hanno chiamato quel giorno. Ho provato rabbia e vergogna, l’Italia non può conoscersi solo per queste tragedie evitabili”.

Non ci resta che il crimine avrà sequelLo annuncia Lucisano Media group dopo successo primo capitolo

12 marzo 201914:16

– Le avventure di “Non ci resta che il crimine” non sono ancora finite. Lucisano Media Group comunica di avere avviato i lavori per la produzione del secondo capitolo della commedia diretta da Massimiliano Bruno che sta lavorando alla sceneggiatura del nuovo film. Nei prossimi mesi, invece, verrà annunciato ufficialmente il cast. Prodotto da Fulvio e Federica Lucisano per Italian International Film – società controllata da LMG – con Rai Cinema e distribuita da 01 Distribution, “Non ci resta che il crimine”, interpretato da Alessandro Gassmann, Marco Giallini, Edoardo Leo, Gianmarco Tognazzi e Ilenia Pastorelli, si è affermato come uno dei film più amati dal pubblico in questo inizio 2019: dal debutto in sala del 10 gennaio, infatti, il film ha superato i 4,7 milioni di euro di incasso al box office con oltre 700mila spettatori.
Bruno è già al lavoro sul soggetto del nuovo film. “Abbiamo creduto nelle potenzialità di ‘Non ci resta che il crimine’ sin dal primo giorno”, ha commentato Federica Lucisano

Sfera Ebbasta torna con un nuovo singoloMadamoiselle, e attacca “se tuo figlio spaccia è colpa di Sfera”

12 marzo 201914:29

– Sfera Ebbasta pubblica un nuovo inedito, dal titolo Mademoiselle, in cui risponde in musica alle accuse di essere un cattivo esempio per i giovani che ascoltano le sue canzoni. “Se tuo figlio spaccia è colpa di Sfera Ebbasta non di tutto quello che gli manca”, canta nel nuovo brano, arrivato a circa tre mesi dalla tragedia nella discoteca di Corinaldo, in cui sono morte 6 persone che erano in attesa del suo concerto. E ancora: “Qualsiasi cosa dico sarà usata contro di me”, “Tutti puntano il dito perché fumo, perché bevo, perché spendo ‘sto cash”, “Chiamano la polizia e dicono che è colpa mia, ma nelle tasche non ho nulla”. Sulla copertina sfocata del brano, campeggia l’avvertimento: “Questo brano presenta contenuti indesiderati che potrebbero risultare offensivi”.
Scuderie, Leonardo utopia e quotidiano’La scienza prima della scienza’, luoghi e idee in 200 opere

12 marzo 201920:35

-L’utopia e la quotidianità raccontante con la sensibilità dell’arte, lungo l’asse di una vita dedicata alla sperimentazione e al sapere collettivo, in una mostra costruita intorno a dieci disegni del Codice Atlantico che fanno da filo conduttore ad un percorso che è storia personale e di un’epoca. ”Leonardo da Vinci. La scienza prima della scienza”, ospitata dal 13 marzo al 30 giugno alle Scuderie del Quirinale – già 15 mila biglietti venduti -, non è solo una mostra ma un vero e proprio percorso conoscitivo che, forte di oltre 200 opere, illustra tutti i temi di riflessione del genio toscano. ”Con questa prestigiosa esposizione – ha detto Mario de Simoni, presidente e Ad di Ales Spa – l’Italia rende omaggio al genio di Leonardo, situato nel ricco contesto culturale del suo tempo. Il ricco numero di opere esposte, la loro importanza e l’accurato progetto scientifico, contribuiscono a rendere la mostra un appuntamento di grande rilievo nel fitto calendario delle celebrazioni per i 500 anni della morte del maestro toscano”. Come spiega Claudio Giorgione, curatore della mostra e del Museo nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo Da Vinci di Milano – dove si concluderà l’anno delle celebrazioni -, la mostra segue un percorso tematico e cronologico, mettendo in relazione Leonardo con i luoghi della sua vita, ”evidenziandone le relazioni con il pensiero dei suoi contemporanei. Questa esposizione – aggiunge – è resa speciale dall’eccezionale integrazione tra i modelli della collezione storica del museo, i figli del Codice Atlantico della Biblioteca Ambrosiana e i preziosi prestiti concessi da prestigiose istituzioni italiane ed europee”. Nessun problema per i prestiti, sottolinea Giorgione. Si parte dunque da Firenze, la formazione toscana dove il giovane Leonardo incontra per la prima volta e ne rimane affascinato dalle macchine da cantiere del Duomo messe in opera da Filippo Brunelleschi decenni prima. In particolare a colpirlo è la messa in opera della lanterna della cupola di Santa Maria del Fiore con l’enorme sfera di rame. E qui s’incontrano subito i primi due disegni del Codice (eseguiti tra il 1478 e il 1480), dove Leonardo descrive la gru. ”La grande innovazione di Leonardo – spiega Giorgione – è proprio nel disegno, nel modo in cui viene rappresentata la macchina”. Spesso disegna un’opera anche senza nessuna finalità pratica, come la grande balestra, ma la sua capacità descrittiva trascende il senso stesso della realizzazione. Da Firenze si passa alla più pratica Milano, dove si trovano i portelli originali della chiusa di San Marco del Naviglio, rimasti in uso fino al 1929. Ma si trova anche un telaio, elementi di vita quotidiana insomma accanto ai disegni della città ideale, alle fantasmagoriche macchine da guerra, nello studio dei due mortai che lanciano proiettili esplosivi, nelle macchine volanti nate per stupire forse più che veramente per volare, e poi l’argano così minuziosamente sezionato e descritto nel disegno del codice, la ruota dentata con le piccole macchine che sembrano automobile giocattolo. A molto serve anche lo studio dell’Antico, a cui è dedicata la seconda sala della bella mostra, e poi le Città ideali e le vie d’acqua, L’ingegno del fare, i Teatri di macchine. Sorprendente la biblioteca di Leonardo, specchio delle sue curiosità che vanno dal libro di cucina (era probabilmente vegetariano perchè disprezza chi mangia carne) fino alle favole di Esopo, in tutto addirittura 150 volumi purtroppo andati dispersi. Vengono poi L’arte della Guerra, le Macchine per il volo. A concludere una sezione dedicata al Mito di Leonardo, con la scoperta della sua produzione in epoca napoleonica, poi a partire dal 1881 la progressiva pubblicazione dei codici sempre in Francia, fino alla retorica fascista della mostra del 1939 quando viene celebrato definitivamente come Genio italico.

Luca Sofri lancia “Pensavo Peccioli”Prima edizione e tanti ospiti nel Pisano dal 15 al 17 marzo

PECCIOLI (PISA)12 marzo 201918:46

– Una kermesse sull’oggi con incontri, reading, lezioni e proiezioni, per provare a raccontare e capire i cambiamenti in atto in molti contesti del nostro quotidiano: la democrazia, internet, l’ambiente, l’informazione, il mondo. E’ ‘Pensavo Peccioli’, dal 15 al 17 marzo, la prima edizione della rassegna culturale che si svolge nel piccolo centro del Pisano curata da Luca Sofri e organizzato dalla Fondazione Peccioliper. “A Pensavo Peccioli – spiega una nota degli organizzatori – sapremo cosa è successo in politica ‘mentre erano via’ Giuliano Ferrara e Walter Veltroni, come la raccontano nel 2019 le famigerate giornaliste Marianna Aprile, Annalisa Cuzzocrea ed Eva Giovannini, come siamo arrivati all’ascesa dell’incompetenza e al declino dell’Italia secondo Irene Tinagli. Ancora, di politica e democrazia parleremo con Carlo Gabardini, Francesca Mannocchi, Giacomo Papi. Alessandro Baricco spiegherà la rivoluzione digitale, Filippo Solibello parlerà dei piccoli gesti per uno ‘stop plastica a mare'”. In cartellone, tra gli altri, anche Gianluca Carofiglio e Michele Serra, mentre Luca Sofri, Francesco Costa e Christian Rocca cureranno la rassegna stampa del festival che avrà una trentina di ospiti (scrittori, giornalisti e artisti) negli oltre 20 incontri in calendario in 4 location diverse. “Informarsi – sottolinea Sofri – è il primo modo di migliorare le cose e in questa tre giorni a Peccioli lo faremo incontrando persone che osservano e raccontano le cose, che provano a capirle e spiegarle, ospiti di una cittadina attenta da decenni a quello che succede e a come farne bene comune, per sé e per gli altri”.
La rassegna, conclude il sindaco pecciolese, Renzo Macelloni, ha “l’ambizione di proporre un esempio di come cultura, arte e politica possano creare legami sinergici per una crescita individuale e collettiva”.

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Settimana gratis,a Paestum boom ingressi
Zuchtriegel, studio promozione beneficiari reddito cittadinanza

NAPOLI12 marzo 201915:31

– Raddoppiati gli ingressi di Paestum durante la settimana dei musei voluta dal ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli: è quanto emerge dall’analisi dei dati del Parco Archeologico diretto da Gabriel Zuchtriegel.
“Un grande successo, anche in considerazione del fatto che grazie al biglietto dinamico e alle visite ai depositi a 1 euro, la gratuità totale durante la settimana dei musei non ha diminuito gli incassi in maniera sensibile – spiega il direttore – abbiamo ‘perso’ solo 3mila euro, regalando cultura a migliaia di persone. In un territorio come il nostro che sta vivendo fenomeni di spopolamento e precariato, l’accessibilità economica ai luoghi della cultura è importante per le comunità. Stiamo valutando come promuovere la fruizione del patrimonio anche da parte dei beneficiari del reddito di cittadinanza”. In programma altri giorni di gratuità: ogni giovedì, dalle ore 18:00 alle ore 19:30, si potrà entrare gratis nel museo e nell’area archeologica e partecipare ad eventi.
Museo Egizio,apre Archeologia InvisibileMostra a Torino sull’uso della tecnologia per studio reperti

TORINO12 marzo 201915:57

– E’ dedicata all’Archeologia Invisibile’ la mostra aperta al Museo Egizio di Torino da domani al 6 gennaio 2020. Racconta la “biografia degli oggetti”, applicando le nuove tecnologie allo studio dei reperti. Il progetto è del direttore del Museo Christian Greco e dell’egittologo Enrico Ferraris. “Il digitale, la realtà virtuale fanno parte del nostro quotidiano – dice Greco – e di come guardiamo al patrimonio. Grazie al dialogo tra le due dimensioni possiamo capire meglio gli oggetti e noi stessi”.
L’Egizio collabora con istituzioni scientifiche in tutto il mondo, dal Mit di Boston al Cnr. Grazie a raggi X e Tac si studiano le mummie di Ka e Merit, senza danneggiarle. O indagare sulla composizione chimica delle pitture degli antichi Egizi e perfino ricostruire uno scavo in 3D. “La capacità di realizzare eventi espositivi – dice la presidente del Museo, Evelina Christillin – deriva dall’impulso dato all’attività di ricerca, con un sostegno economico stabile, frutto della nostra autonomia finanziaria”.
Pitti Uomo, Givenchy è guest designerStilista Clare Waight Keller presenterà nuova collezione menswea

RENZE12 marzo 201917:28

– Givenchy sarà il guest designer di Pitti Immagine uomo 96, in programma a Firenze dall’11 al 14 giugno: Clare Waight Keller, stilista britannica e direttore artistico della maison del gruppo Lvmh a partire dalla primavera del 2017, presenterà la nuova collezione menswear del brand con un evento speciale in calendario mercoledì 12 giugno.
“Per noi è un grande onore ospitare l’esordio della collezione uomo di Givenchy con la direzione creativa di Clare Waight Keller – spiega Lapo Cianchi, direttore comunicazione ed eventi speciali di Pitti Immagine -. Una visione forte, moderna ed elegante: un progetto perfetto per Pitti Uomo. Sono certo che le atmosfere e gli spazi di Firenze offriranno a Givenchy ulteriori motivazioni estetiche e simboliche per concentrarsi sulla moda maschile”.
Nora-Natale in casa Helmer a TorinoRegia dell’ungherese Kriszta Szekely, tratto da Casa di bambola

TORINO12 marzo 201917:34

– Rendere contemporaneo e ancora rivoluzionario un testo di 140 anni fa, ‘Cuore di bambola’ di Ibsen, che allora fece scandalo per l’analisi delle menzogne sulle quali spesso si basa un matrimonio all’apparenza perfetto: è quanto propone ‘Nora – Natale in Casa Helmer’, regia della giovane e già nota regista ungherese Kriszta Szekely in scena, in anteprima nazionale dal 14 marzo al Teatro Carignano di Torino.
“E’ uno spettacolo sulla guerra tra i sassi di cui è intrisa la storia – ha spiegato oggi la regista durante le prove – che ho ambientato ai giorni nostri perché i temi che pone, la falsità, la sottomissione della donna al marito e alla famiglia nel nome della famiglia perfetta, la paura di stare soli non hanno tempo. Anche se molto è cambiato in materia di diritti e libertà delle donne, ma spesso solo a livello legislativo e formale, meno a livello interiore. Il testo di Ibsen è sicuramente ‘datato’ e anche troppo prolisso, ma ancora immanente”. Lo spettacolo è in lingua originale con i sovratitoli.

Firenze di La Pira in Giornale BernabeiCittà degli anni ’50 rivive nella mostra aperta dal 3 maggio

FIRENZE12 marzo 201917:36

– La Firenze degli anni Cinquanta, quella del sindaco Giorgio La Pira, della ricostruzione e dell’espansione urbanistica, della nascita dell’alta moda e del primo scudetto della Fiorentina, rivive nelle fotografie, nei documenti e nelle pagine del ‘Giornale del Mattino’, in quegli anni diretto da Ettore Bernabei. E’ la mostra ‘Firenze anni Cinquanta. La Pira e il ‘Giornale del Mattino’ di Bernabei’, a cura di Pier Luigi Ballini, ospitata da domani al 3 maggio all’Archivio storico del Comune di Firenze. L’esposizione si compone di 27 pannelli illustrativi ma anche di filmati per ricostruire la Firenze degli anni ’50. Grazie a postazione touch screen si potranno inoltre consultare oltre 400 pagine della storica testata.
Editoria: esce ‘L’esercito italiano’Storia illustrata dal 1861 a oggi di Alberto Peruzzo Editore

12 marzo 201917:37

– Con il gusto e l’approfondimento dell’erudito, ma anche il taglio popolare e divulgativo, Alberto Peruzzo, precursore dell’editoria cartacea e televisiva di massa, ha realizzato, a quasi 85 anni di età, una nuova opera: ‘L’esercito italiano. La storia illustrata dal 1861 a oggi’, dodici volumi con cadenza quattordicinale, in uscita nelle edicole da venerdì prossimo. La prima pubblicazione si intitola ‘I nostri soldati dalla guerra alla pace’.
La zampata dell’editore di periodici a larga diffusione si vede tutta: articoli chiari, cartine, foto (le immagini sono dell’Ufficio storico dell’esercito). Ma anche curiosità, particolari inediti, riletture di alcuni momenti topici del Risorgimento, dell’Impero e della Repubblica, e poi le schede su armi e dotazioni e gli aforismi e le poesie – da Giuseppe Ungaretti, a Vittorio Emanuele III fino a Mario Rigoni Stern – impreziosiscono un percorso di conoscenza non ancora del tutto disvelato.
Sembra evidente, nell’editoriale dello stesso Peruzzo, l’anima anche patriottica del progetto: “Siamo certi che quest’opera ambiziosa – scrive – saprà risvegliare in tutti voi, come lo ha fatto in tutti noi, l’orgoglio di essere italiani, di aver creato questo Paese e e di averlo saputo difendere. Senza il nostro esercito, non ci sarebbe questa Italia, non ci saremmo noi: abbiamo un debito nei confronti dei nostri soldati di ieri e di oggi”.

Opera Roma, con Abbagnato danza DiorDa 29/3 a Costanzi, omaggio a compositore USA con costumi Chiuri

13 marzo 201912:45

– Leggerissimi tulle punteggiati di fiori. Tutù lunghi e amplissimi, che anche solo nei bozzetti, già si immaginano aprirsi e rincorrersi nei passi di danza. Fantasie che tornano anche sulle tute aderenti, monospalla, degli uomini. È sulle punte di Eleonora Abbagnato e le note della Serata Philip Glass che l’Alta Moda di Christian Dior debutta al Teatro dell’Opera di Roma, in scena nei costumi che la direttrice artistica della maison Maria Grazia Chiuri, firma per l’omaggio al compositore maestro del minimalismo americano, in scena al Costanzi dal 29 marzo al 2 aprile. Un grande affresco con anche il guest artist Friedmann Vogel, il Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera e l’orchestra diretta da Carlo Donadio, in tre coreografie: Hearts and Arrows che la star internazionale Benjamin Millepied rilegge in chiave contemporanea, Glass Pieces di Jerome Robbins (con 46 ballerini in scena) e il nuovo Nuit Blanche del giovane Sebastian Bertaud, con la Abbagnato e Vogel nei costumi color madreperla, finemente iridiscenti, della Chiuri, che torna così all’Opera di Roma dopo il successo del lavoro per la Traviata con la regia di Sofia Coppola nel 2016, al tempo chez Valentino. ”D’altronde, l’alta moda e la grande tradizione italiana dei costumi hanno origini comuni. Quando si incontrano è un’eccellenza, un piacere, uno scambio reciproco”, spiega il sovrintendente Carlo Fuortes, che bolla con un gran sorriso e un ”no comment” i rumors che lo vorrebbero chiamato alla guida della Scala di Milano. ”Dior ha sempre avuto un particolare legame con la danza e il teatro. Lui stesso firmò alcune collaborazioni”, racconta la Chiuri, che a settembre ha già portato il balletto nella collezione pret à porter della maison. ”Qui però – dice – si balla sulle punte. Il riferimento è all’Alta Moda” con una rivisitazione per la scena ”di un abito iconico degli anni ’50 come Miss Dior”. Con il laboratorio sartoriale dell’Opera, ”un grande atelier, dove di tingono ancora i colori nelle vasche – racconta – ho cercato di reinterpretare quei riferimenti in modo contemporaneo, trasferendoli nel tulle o nei body elastici dei danzatori”. Per la Abbagnato ha immaginato gli erbari, con fiori di seta disseminati in due strati di tulle. Per il corpo di ballo, un caleidoscopio di differenti colori cipriati ricoperti di una nuvola impalpabile di tulle nero. ”Quando in Italia si parla di danza – riflette la Abbagnato, da tre anni ormai alla guida del Corpo di ballo dell’Opera di Roma – sembra sempre si parli di nulla. Invece all’estero è amata da tanti e la Chiuri conosceva già l’energia e la voglia di aprire le porte al mondo internazionale di questo teatro”. E la Serata Philip Glass viaggia in questa direzione, portando in scena le note di Glass, autore che ha segnato la vita musicale e intellettuale del Novecento, oltre che collaboratore di artisti come Twyla Tharp, Allen Ginsberg, Woody Allen e David Bowie. Ma anche un grande pezzo di Opera di Parigi a Roma, a partire da Bertaud e Millepied. ”Le tensioni politiche Italia-Francia? Quando vivi con la valigia come me e sei un’artista italiana all’estero, un po’ ti rattristi”, risponde la Abbagnato. ”La cultura può solo agevolare il dialogo, ma ci sembra davvero un altro mondo – aggiunge la Chiuri – Tra persone che amano quel che fanno si pensa solo a costruire. Personalmente mi sento europea, vivo a Roma, lavoro a Parigi, ho una figlia a Londra. Forse è tempo di cambiare mentalità”.

Tele del ciclo di Orfeo a Palazzo RealeAnche oltre 160 animali a ‘Il meraviglioso mondo della natura’

12 marzo 201917:48

– Il Ciclo di Orfeo, commissionato da Alessandro Visconti per il proprio palazzo di Milano negli anni ’70 del Seicento e ospitato in Palazzo Sormani dal 1877, dove è stato riallestito nei primissimi anni del Novecento e dove è divenuto noto come “Sala del Grechetto”, è stato ricostruito nella Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale, come fulcro della mostra “Il meraviglioso mondo della natura”, promossa e prodotta dal Comune di Milano-Cultura, Palazzo Reale e 24 ORE Cultura-Gruppo 24 ORE, aperta da domani al 14 luglio.
Il ciclo, che fa parte delle Raccolte Civiche del Comune di Milano, è composto di 23 tele, alcune di notevoli dimensioni, che raffigurano più di 200 differenti animali a grandezza naturale che si rincorrono in un panorama fluido, accompagnati da pochissime figure umane, tra cui un Orfeo incantatore e un piccolo Bacco.
A New York i libri più piccoli del mondoAl Grolier Club, tempio bibliofili, quest’anno compie 100 anni

NEW YORK12 marzo 201917:51

– 34 anni fa Patricia Pistner decise di riempire di minuscoli libri veri gli scaffali di una monumentale casa di bambole che aveva commissionato per la sua casa in Florida. La Pistner House, replica in miniatura di una magione francese di meta’ Settecento adesso in prestito al museo d’arte di Naples, le cambio’ la vita: il primo atto di una collezione molto specializzata, migliaia di pezzi acquistati da librai antiquari in tutto il mondo, 950 dei quali sono ospitati fino al 19 maggio al Grolier Club, il club per bibliofili piu’ antico d’America, che quest’anno ha compiuto cento anni.
“Miniature books”, la mostra dei libri piu’ piccoli del mondo, e’ stata organizzata dalla stessa Pistner e dall’esperto olandese Jan Storm van Leeuwen, ex curatore delle legature rare alla Biblioteca Reale dell’Aja. La maggior parte dei libriccini esposti in un piccolo salone del Grolier stanno comodamente nel palmo di una mano, alcuni di pochi centimetri e uno, realizzato in Giappone, non piu’ grande di un punto

L’Hip-hop avrà un suo museo a New YorkSorgerà nel Bronx, patria del genere musicale

NEW YORK12 marzo 201917:53

– L’Hip-hop avrà un suo museo a New York. Lo ha annunciato Kurtis Blow, una delle leggende del rap, sottolineando che il museo sarà a giusta ragione nel Bronx, dove di fatto è nato il genere musicale. Il museo sarà all’interno di un complesso residenziale e di intrattenimento che sarà costruito sul versante est della 149ma strada lungo il fiume Harlem. Secondo gli organizzatori del progetto, quello che sarà chiamato Universal Hip-Hop Museum aprirà i battenti nel 2023.
“Sarà un fantastico pezzo di storia per questa cultura – ha detto Blow -. La mia eredità avrà una legittima sede dove tutti potranno venire a vedere da vicino”. Blow è stato il primo rapper ad avere un successo commerciale e il primo a firmare un contratto discografico con una etichetta multinazionale. ‘The Breaks’, un singolo estratto dal suo album del 1980 ‘Kurtis Blow’, diviene il primo brano rap certificato disco d’oro nella musica hip hop.
Danza, Pinocchio in prima a FirenzeCoproduzione Versiliadanza e Fabbrica Europa con il Maggio

FIRENZE12 marzo 201918:31

– La magia del burattino di Collodi rivive sul palco del teatro Goldoni a Firenze con Pinocchio, uno spettacolo che incrocia danza, parola, video e musica rimanendo fedele al testo originale. La prima nazionale andrà in scena sabato 16 marzo (replica il 17). Il progetto nasce da una collaborazione artistica tra la Compagnia Opus ballet, diretta da Rosanna Brocanello, e Giardino chiuso, diretto da Patrizia de Bari e Tuccio Guicciardini, ed è una coproduzione Versiliadanza e Fondazione Fabbrica Europa, in collaborazione con la Fondazione del Maggio musicale fiorentino e con il supporto della compagnia armena Small theatre/Nca di Yerevan.
Dieci in tutto i danzatori che porteranno in scena i momenti più significativi della storia di Pinocchio. La proiezione dei video, realizzati da Andrea Montagnini aiuterà lo spettatore a individuare i personaggi: Pinocchio, in total white, mastro Ciliegia, il Grillo parlante, il Gatto e la Volpe, la Fata turchina, Mangiafuoco, e l’immancabile Pescecane. La voce che accompagnerà le scene è quella dell’attore Virginio Gazzolo.
Reciterà testi tratti dallo stesso Collodi, Kleist, Rilke, Hugo, Baudelaire, Meyerhold.

Colosseo boom nella Settimana gratuita182.780 visitatori, oltre il 115% rispetto allo stesso periodo del 2018

ROMA12 marzo 201918:41

– Oltre 182 mila 700 visitatori per il Parco archeologico del Colosseo nella Settimana dei Musei gratuita promossa dal ministero dei beni culturali, con un incremento del 115 per cento rispetto allo stesso periodo del 2018, quando i visitatori per Anfiteatro Flavio Foro romano e Palatino erano stati 82.374. Lo rende noto la direzione del parco guidato da Alfonsina Russo.In occasione della settimana gratuita, ricordano dal Parco, è stata organizzata un’ampia rassegna di eventi in collaborazione con Electa e Coopculture, “che hanno registrato il tutto esaurito e hanno favorito un maggior coinvolgimento da parte del pubblico italiano e straniero”.E’ stato riaperto il percorso meridionale del Palatino e sono state organizzate visite guidate nei luoghi della mostra “Roma Universalis”. Iniziative anche per la Festa della Donna. Apprezzati dal pubblico, viene sottolineato, anche gli incontri del Giovedì del Parco e di Mythologica il sabato mattina.
Fumi Ilva come teschio, menzione a fotoAl concorso fotografico di Nikon club Italia

TARANTO12 marzo 201919:15

– I fumi notturni dello stabilimento ex Ilva di Taranto che si dissolvono in cielo formando una nuvola che sembra raffigurare un teschio: la suggestiva foto di Maria Rosaria Suma, fotoreporter tarantina che si definisce “contadina della fotografia”, ha ricevuto la menzione d’onore al concorso fotografico organizzato da Nikon club Italia, dal titolo “Luci nella notte”. La foto, scattata a fine gennaio scorso dalla parte interna del mar Piccolo, è diventata virale.
“Avrei preferito” la menzione “per altri scenari della bella Taranto – scrive sul suo profilo Facebook Maria Rosaria Suma – ma sono contenta”. Numerosi i commenti sul social network.
“Tutti noi – scrive una tarantina – sogniamo e lottiamo per scenari migliori. Tu sei una fotografa e la realtà devi immortalare”.

Leonardo, il mistero della Gioconda nudaMostra-inchiesta svela i segreti e riunisce le opere sul tema

CHANTILLY (FRANCIA)14 marzo 201909:48

– La Francia celebra Leonardo e i 500 anni dalla sua morte e nel castello di Chantilly va in scena l’affascinante mistero del cartone con la “Gioconda nuda” disegnata a carboncino. Tanti gli interrogativi intorno a quest’opera e al suo tema, che ha ispirato tanti altri dipinti. In giro per il mondo, saranno riuniti proprio a Chantilly per una mostra-evento dal 1 giugno al 6 ottobre. “Per la prima volta – spiega illustrando a Chantilly, in anteprima, i risultati del lungo studio sul cartone e gli obiettivi dell’esposizione Mathieu Deldicque, curatore del locale museo Condé – verranno mostrate insieme le due opere più emblematiche di questa serie della Gioconda Nuda, il cartone di Chantilly e la ‘Venere’ dell’Ermitage di San Pietroburgo”. Il cartone di Chantilly, studiato per lunghi mesi nei laboratori del Louvre, rappresenta “un’altra modella, non Monna Lisa – spiega Deldicque – una bellezza immaginaria, ideale, pensata da Leonardo da Vinci, che presenta anche elementi mascolini, un braccio muscoloso e un seno che sembra posato artificialmente. Ma quando si compara e si sovrappone questo cartone alla Gioconda del Louvre si hanno quasi le stesse dimensioni e tutta la parte inferiore, con la celebre sovrapposizione delle mani, sono praticamente uguali”. La Gioconda di Chantilly fu creata dopo il quadro più celebre del mondo e le ricerche oggi ci dicono che fu disegnata nell’atelier di Leonardo, forse da un allievo. Ma ci sono elementi, come il segno della matita-carboncino utilizzata da un disegnatore mancino, che fanno propendere per la partecipazione diretta del grande maestro. Nel XIX secolo fu attribuita senza troppi dubbi a Leonardo, come tanti altri dipinti ispirati a questa figura. I dubbi sono subentrati con il tempo e con l’avanzare delle possibilità di ricerca scientifica l’attribuzione originale è stata rimessa in discussione. Sul cartone di Chantilly, che ha sofferto umidità, danni e persino lacerazioni, la ricerca è stata particolarmente difficile. E’ stata riattribuita prima a un allievo, poi al laboratorio di Leonardo, quindi ad artisti vari dei secoli successivi. Nel 2016 è stata riattribuita con certezza scientifica all’atelier di Leonardo, probabilmente – spiegano i curatori – ad un allievo che l’ha disegnata sotto lo sguardo attento del maestro. Resta l’inquietante mistero dello sguardo fiero e provocatorio, quasi sfrontato, gli occhi ridisegnati più volte, l’apparenza di questo essere che gioca fra il maschile e il femminile. Caratteristiche che si ritrovano in tutte le opere che da giugno faranno da contorno al cartone del mistero, utilizzato – grazie a una serie di piccoli fori lungo il contorno delle forme – per produrre ulteriori copie. Ad acquistarlo nel 1862 per 7.000 franchi (una fortuna all’epoca) fu Enrico d’Orleans, duca d’Aumale, la cui collezione è sempre possibile ammirare a Chantilly. Fra le opere “ospiti” del castello, dove già è esposto il “Ritratto di Simonetta Vespucci” di Piero di Cosimo, l’altra Gioconda Nuda di San Pietroburgo (straordinariamente sovrapponibile al cartone), la “Cortigiana ritratta come Flora” di Bartolomeo Veneto (Museo di Francoforte), l’altra “Gioconda nuda” del Museo Ideale di Vinci, la “Signora nel suo bagno” di Francois Clouet, il celeberrimo “Gabrielle d’Estrees e sua sorella”, di anonimo francese del XVI secolo e il “Sabina Poppea” di anonimo francese della fine del XVI secolo custodito nel museo di Arte e Storia di Ginevra.

Uto Ughi, “la musica unisce chi la ama”Sold-out al Teatro Lirico per l’atteso concerto dopo 15 anni

CAGLIARI12 marzo 201919:55NE

– “La musica unisce chi la ama, è un linguaggio che va al di là delle barriere ideologiche e politiche e avvicina chi l’ascolta”. Uto Ughi, uno dei più acclamati violinisti del nostro tempo, si racconta in un colloquio prima del concerto sold-out che lo vedrà protagonista al Teatro Lirico di Cagliari dopo l’ultimo concerto di oltre 15 anni fa.
Una serata tra arte e solidarietà e di grande richiamo per sostenere la campagna End Polio Now promossa dal Rotary Club in collaborazione con Cedac e il Lirico, e con la direzione artistica del maestro Luigi Puddu. otto i riflettori, insieme all’artista di origini istriane, il pianista Alessandro Specchi, per un viaggio tra le note d’Europa con un programma raffinato che spazia da Vitali a Beethoven, da Saint-Sans a Wieniawski e Sarasate. “E’ un programma molto vario ed eclettico che parte dal tardo 600 e finisce con il tardo 800″, sottolinea il violinista.
A teatro, Orlando, Paolini, ScarpatiGaliena, Murino, Caprioglio, Gassman in Otto donne e un mistero

13 marzo 201909:13

– Silvio Orlando con ”Si nota all’imbrunire” di Lucia Calamaro e Marco Paolini ”In un tempo di dei ed eroi”, entrambi a Milano; Elio Germano con ”La mia battaglia” a Genova e un poker d’attrici come Anna Galiena, Debora Caprioglio, Caterina Murino e Paola Gassman in ”Otto donne e un mistero”, a Torino; ”I giganti della montagna” di Pirandello secondo Gabriele Lavia e Giulio Scarpati con Valeria Solarino nel ”Misantropo” di Molière, a Roma; fino a Gianfranco D’Angelo in ”Eravamo 3 amici al bar”, ancora nella capitale: sono alcuni degli spettacoli teatrali in scena nel prossimo week end.
Kobi Marimi a Eurovision, bravo MahmoodCantante israeliano, ‘Mia canzone ‘Home’ è da pelle d’oca’

13 marzo 201909:57

– Kobi Marimi voleva diventare da grande un attore, di quelli che non si dimenticano. Invece, a 27 anni, il suo grande schermo sarà la finale dell’Eurovision Song Contest, dal 14 al 18 maggio a Tel Aviv, dove rappresenterà Israele. A lanciarlo è stata la vittoria nel talent show Prossima stella, programma cult della tv israeliana che ne fatto una star. Ha la stessa età di Mahmood, il vincitore di Sanremo, suo avversario nel prossimo concorso. “Mi piace tantissimo: è carismatico ed ha una voce unica. La sua canzone – racconta in un’intervista

– mi ha creato un po’ di dipendenza e penso che abbia molte buone possibilità”. Ma certo non esclude che a prevalere sia lui. “Sarebbe fantastico – ammette- specialmente qui a casa, in Israele”. Come canzone ha scelto ‘Home’, molto lontana dal tecno pop di ‘Toy’ il brano con cui Netta Barzilai si è imposta lo scorso anno portando il concorso in Israele. “‘Home’ – spiega – è una ballata che mi fa venire la pelle d’oca ogni volta che la canto”.
De Filippo, La nuova Via della SetaIl mastodontico progetto cinese nella prospettiva italiana

13 marzo 201909:57

– FRANCESCO DE FILIPPO, LA NUOVA VIA DELLA SETA. VOCI ITALIANE SUL PROGETTO GLOBALE CINESE (Castelvecchi, pp.96, 13.50 Euro). Solo due ideogrammi traslitterati in Yidai Yilu, ‘una cintura una strada’, che nascondono in realtà un piano gigantesco e ambizioso, in grado di cambiare per sempre i rapporti tra Oriente e Occidente: è dedicato al mega progetto cinese noto come Belt and Road Initiative l’ultimo libro di Francesco De Filippo, “La nuova Via della Seta” (Castelvecchi), in cui il giornalista intervistando alcuni esperti affronta la questione da una prospettiva prevalentemente italiana. Miliardi di dollari di investimenti, 70 Paesi coinvolti, infrastrutture potenziate, scambi commerciali facilitati, cooperazione e comunicazioni sviluppate e irrobustite sono le principali caratteristiche di un progetto globale che sembra configurarsi per tutti gli attori coinvolti come una grande occasione: il problema è cercare di capire se lo sarà davvero quando nuovi equilibri si formeranno, o se invece le insidie e i rischi per l’Occidente (in primis quello di essere fagocitati dallo spregiudicato colosso cinese) siano superiori ai vantaggi.
Come ci ricordano le notizie delle ultime ore, con il Governo diviso su quale strategia adottare nella relazione con la Cina, il tema è di stretta attualità. La Via della Seta ci riguarda da vicino e per varie ragioni, tutte elencate con chiarezza dall’autore: gli investimenti massicci compiuti dai cinesi nel Made in Italy, per rafforzare il rapporto con le piccole e medie imprese nostrane, la necessità per noi di far crescere l’export italiano verso la Cina, e poi “l’esclusivo rapporto di rispetto che la Cina nutre nei confronti dell’Italia e del suo passato” nonché l’elevato debito pubblico che accomuna i due Paesi. Ma c’è anche un’altra ragione, forse ancora più importante: il ruolo strategico per lo scambio commerciale che i porti di Genova, Venezia e soprattutto Trieste potrebbero ricoprire con la nuova Via della Seta. Nel tentativo di comprendere realmente la situazione, il libro presenta le riflessioni di dieci manager, esperti, industriali, economisti che conoscono la Cina e le dinamiche del mercato, dal presidente di Confindustria Vincenzo Boccia al Presidente di Assicurazioni Generali Gabriele Galateri di Genola, da Andrea Illy, Presidente di Illycaffè e presidente della fondazione Altagamma, a Parag Khanna, esperto mondiale di logistica e geopolitica, per arrivare agli gli economisti Loretta Napoleoni e Dominick Salvatore. Tra opinioni possibiliste ma caute e altre più chiaramente ottimistiche, i professionisti intervistati chiariscono più di un punto su che cosa questo mastodontico piano attuabile per terra e per mare potrebbe significare per l’Italia. Per tutti uno dei nodi centrali è quello dell’Europa, formalmente unita ma che ancora una volta fa emergere significative criticità e divisioni: alleata degli americani (che guardano con diffidenza un’influenza maggiore di Pechino) ma attratta dalle prospettive commerciali con la Cina; un’Unione istituzionale in cui, tuttavia, gli Stati membri fanno accordi singoli con il governo cinese. E in Italia, tenuta d’occhio dagli Usa di Trump, la politica si divide: si discute vivacemente anche sull’opportunità o meno che il nostro Paese firmi (come hanno già fatto oltre 10 Stati europei) un memorandum di intesa con la Cina il prossimo 22 marzo, in occasione della visita a Roma del presidente Xi Jinping.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Serata Philip Glass, Abbagnato danza Dior
Da 29/3 al Costanzi, omaggio a compositore USA con costumi Chiuri

13 marzo 201909:59

– Leggerissimi tulle punteggiati di fiori. Tutù lunghi e amplissimi, che anche solo nei bozzetti, già si immaginano aprirsi e rincorrersi nei passi di danza. Fantasie che tornano anche sulle tute aderenti, monospalla, degli uomini. È sulle punte di Eleonora Abbagnato e le note della Serata Philip Glass che l’Alta Moda di Christian Dior debutta al Teatro dell’Opera di Roma, in scena nei costumi che la direttrice artistica della maison Maria Grazia Chiuri, firma per l’omaggio al compositore maestro del minimalismo americano, in scena al Costanzi dal 29 marzo al 2 aprile. Un grande affresco con anche il guest artist Friedmann Vogel, il Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera e l’orchestra diretta da Carlo Donadio, in tre coreografie: Hearts and Arrows che la star internazionale Benjamin Millepied rilegge in chiave contemporanea, Glass Pieces di Jerome Robbins (con 46 ballerini in scena) e il nuovo Nuit Blanche del giovane Sebastian Bertaud, con la Abbagnato e Vogel nei costumi color madreperla, finemente iridiscenti, della Chiuri, che torna così all’Opera di Roma dopo il successo del lavoro per la Traviata con la regia di Sofia Coppola nel 2016, al tempo chez Valentino.”D’altronde, l’alta moda e la grande tradizione italiana dei costumi hanno origini comuni. Quando si incontrano è un’eccellenza, un piacere, uno scambio reciproco”, spiega il sovrintendente Carlo Fuortes, che bolla con un gran sorriso e un ”no comment” i rumors che lo vorrebbero chiamato alla guida della Scala di Milano. ”Dior ha sempre avuto un particolare legame con la danza e il teatro. Lui stesso firmò alcune collaborazioni”, racconta la Chiuri, che a settembre ha già portato il balletto nella collezione pret à porter della maison. ”Qui però – dice – si balla sulle punte. Il riferimento è all’Alta Moda” con una rivisitazione per la scena ”di un abito iconico degli anni ’50 come Miss Dior”. Con il laboratorio sartoriale dell’Opera, ”un grande atelier, dove di tingono ancora i colori nelle vasche – racconta – ho cercato di reinterpretare quei riferimenti in modo contemporaneo, trasferendoli nel tulle o nei body elastici dei danzatori”.Per la Abbagnato ha immaginato gli erbari, con fiori di seta disseminati in due strati di tulle. Per il corpo di ballo, un caleidoscopio di differenti colori cipriati ricoperti di una nuvola impalpabile di tulle nero. ”Quando in Italia si parla di danza – riflette la Abbagnato, da tre anni ormai alla guida del Corpo di ballo dell’Opera di Roma – sembra sempre si parli di nulla. Invece all’estero è amata da tanti e la Chiuri conosceva già l’energia e la voglia di aprire le porte al mondo internazionale di questo teatro”. E la Serata Philip Glass viaggia in questa direzione, portando in scena le note di Glass, autore che ha segnato la vita musicale e intellettuale del Novecento, oltre che collaboratore di artisti come Twyla Tharp, Allen Ginsberg, Woody Allen e David Bowie. Ma anche un grande pezzo di Opera di Parigi a Roma, a partire da Bertaud e Millepied. ”Le tensioni politiche Italia-Francia? Quando vivi con la valigia come me e sei un’artista italiana all’estero, un po’ ti rattristi”, risponde la Abbagnato. ”La cultura può solo agevolare il dialogo, ma ci sembra davvero un altro mondo – aggiunge la Chiuri – Tra persone che amano quel che fanno si pensa solo a costruire. Personalmente mi sento europea, vivo a Roma, lavoro a Parigi, ho una figlia a Londra. Forse è tempo di cambiare mentalità”.
Standing ovation a Cagliari per Uto UghiArte e solidarietà creano la magia sul palco del Lirico

SACAGLIARI13 marzo 201910:

– Una travolgente Carmen Fantasy di Serasate, ispirata al capolavoro di Bizet, a suggellare una serata di grande musica, tra bellezza e solidarietà. Si è chiuso con una standing ovation al Teatro Lirico di Cagliari il concerto del 12 marzo che ha visto protagonista Uto Ughi, accompagnato da un eccellente pianista come Alessandro Specchi.
Tra note preziose, passaggi virtuosistici e gustose pillole di storia della musica il maestro, mettendo in risalto la Potenza espressiva del suo Guarneri del Gesù, “con il respiro più ampio e più adatto a questa sala”, come ha precisato, ha incantato il pubblico in un concerto che ha registrato il sold out al botteghino.
Il celebre violinista è tornato a Cagliari dopo 15 anni di assenza, “testimonial” d’eccezione a sostegno della campagna End Polio Now promossa dal Rotary Club – Cagliari Est e Quartu Sant’Elena, in collaborazione con Cedac, Teatro Lirico di Cagliari, Banco di Sardegna.
Scala, miss Traviata conquista pubblicoApplausi all’ex reginetta afroamericana, ovazione per Domingo

13 marzo 201910:43

– La storica Traviata con la regia di Liliana Cavani, che va in scena alla Scala dal 1990, ha segnato una prima volta: quella di una Violetta di colore, e quella di una Violetta regina di bellezza. Ed è stato un successo di applausi. A causa del forfait di Sonya Yoncheva ha infatti interpretato il ruolo principale Angel Blue, soprano americana che per mantenersi agli studi, prima di vincere il concorso per cantanti Operalia organizzato da Placido Domingo, ha partecipato a concorsi di bellezza diventando Miss Hollywood. Alla Scala si era già esibita in Bohème (interpretando Musetta) e in Porgy and Bess, ma stavolta è tornata da protagonista. L’accoglienza del pubblico per questa altissima Miss dalle forme morbide è stata tale da commuoverla, alla fine. Ma la vera star della serata è stato l’inossidabile Placido Domingo nel ruolo di Germont, che ha avuto una vera ovazione con tanto di lancio di fiori, poi arrivati anche al resto del cast a partire dal tenore Francesco Meli fino al direttore Marco Armiliato.
Ferretti alla Montecarlo Fashion WeekIn passerella al Museo Oceanografico la collezione Resort 2020

13 marzo 201910:46

– Alberta Ferretti sarà l’ospite d’onore della settima Monte-Carlo Fashion Week, organizzata dalla Chambre Monégasque de la Mode, che sarà in scena dal 15 al 19 maggio con le proposte resort, cruise e le capsule collection primavera estate 2020.
Ferretti sabato 18 maggio 2019 svelerà la collezione Resort 2020 con una sfilata al Musée Océanographique de Monaco e riceverà per l’occasione il Made-in-Italy Fashion Award. Fondata nell’aprile 2009 da Federica Nardoni Spinetta, la Monte-Carlo Fashion Week si tiene sotto il patrocinio della principessa Charlene di Monaco. La Camera della moda monegasca, in partenariato con il Governo Monegasco, la Mairie di Monaco e l’Ufficio del Turismo del Principato, raggruppa e federa diversi stilisti e label, tra cui Banana Moon, Beach & Cashmere Monaco, Diana d’Orville, Elizabeth Wessel, Leslie Monte-Carlo, Loona Monte-Carlo, Stardust Monte-Carlo.
Escape room per lancio libro a MilanoEnigmi e misteri per ‘Le sette morti di Evelyn Hardcastle’

MILANO13 marzo 201911:54

– Una temporary escape room costruita sulla trama di un romanzo, ‘Le sette morti di Evelyn Hardcastle’ dello scrittore inglese Stuart Turton: apre a Milano grazie alla collaborazione tra la casa editrice Neri Pozza e The Impossible Society. Il libro uscirà il 28 marzo, ma già dal 21 marzo, e fino al 31 luglio, gli appassionati di enigmi e misteri potranno misurarsi con le atmosfere di Blackheath House, la maestosa residenza di campagna dove è ambientato il romanzo.
Descritto come un giallo in cui Agatha Christie incontra Black Mirror, il volume prende le mosse dal ballo in maschera indetto da Lord Peter e Lady Helena Hardcastle. Alle undici di sera, la morte bussa a Blackheath House: Evelyn, la giovane e bella figlia di Lord Peter e Lady Helena, muore per un colpo di pistola. L’invito al ballo si rivela un gioco spietato e una trappola inaspettata. Nella escape room i giocatori hanno un’ora di tempo per risolvere il mistero: chi ha ucciso Evelyn?

Romina Falconi, ecco il mio psico-pop’Biondologia’, nuovo album della cantautrice, in uscita il 15/3

13 marzo 201911:54

– Dodici canzoni per il concept album firmato da Romina Falconi, in uscita venerdì 15 marzo con il titolo di ‘Biondologia’. Se il sottotitolo del lavoro da studio della cantante romana è ‘L’arte di passeggiare con disinvoltura sul ciglio di un abisso’, le canzoni in scaletta che vanno da ‘Poesia nera’ a ‘Buona Vita Arrivederci’, passando per ‘Troppo tardi’, ‘Sei mejo te’, ‘Sex tape’ e le altre, sono dedicate ad una sorta di mappa emozionale pensata per quello che la cantante definisce psico-pop. Tour al via il 3 maggio da Roma, Largo Venue. “Ogni canzone è uno stato emotivo preciso – spiega Romina Falconi – con un suo suono e la voce narrante di un paziente dall’analista”.
Festival Bellezza, apre Michael NymanTra primi ospiti annunciati Patti Smith. 30 maggio-16 giugno

13 marzo 201912:08

– Michael Nyman in un concerto unico con la Michael Nyman Band e il contralto Hilary Summers inaugurerà l’edizione 2019 del Festival della Bellezza di Verona, dedicato all'”Anima e le Forme”‘, che si svolgerà dal 30 maggio al 16 giugno. Tra i primi grandi ospiti annunciati anche Patti Smith in uno speciale concerto-reading acustico, accompagnata da Tony Shanahan. Nyman il 30 maggio sarà al Teatro Romano per proporre al pianoforte, accompagnato da un’orchestra di archi e fiati con 12 elementi, la colonna sonora composta per ‘I misteri del giardino di Compton House’ di Peter Greenaway. A Verona il compositore porterà anche il suo ultimo capolavoro: il film-documentario ‘War Work – 8 songs with film’ in cui le proiezioni si fondono in un tutto armonico con i suoni.
Patti Smith sarà in scena l’11 giugno, sempre al Teatro Romano, con ‘Words and Music’, un epico viaggio con alcune delle sue più famose canzoni e delle più amate poesie, accompagnata da Tony Shanahan.
Musica: morto il batterista statunitense Hal BlaineHa suonato con Frank Sinatra, i Beach Boys e molti altri

13 marzo 201912:10

È morto all’età di 90 anni il batterista Hal Blaine. Ha suonato in molti dei più grandi successi nella storia della musica, soprattutto negli anni ’60 e ’70. Il genero di Blaine, Andy Johnson, ha confermato all’Associated Press che il musicista è deceduto per cause naturali ieri nella sua casa di Palm Desert, in California.
Nella sua lunga carriera, Blaine ha suonato con Frank Sinatra, i Beach Boys e centinaia di altri. Suo uno dei riff più memorabili di tutti i tempi su “Be My Baby” dei Ronettes. Poche persone al di fuori dell’industria musicale conoscevano il suo nome, ma quasi tutti quelli che avevano un giradischi, una radio o una TV in quegli anni hanno ascoltato le sue percussioni. Blaine è stato inserito nella Rock and Roll Hall of Fame nel 2000 e ha vinto un Grammy alla carriera lo scorso anno.

Conte, celebriamo Leonardo genio immortaleOltre 500 eventi, anche un’app che segnala appuntamenti

13 marzo 201919:35

– Oltre 500 eventi (ma la lista continua ad allungarsi a dismisura) e un’app dedicata multilingue e geolocalizzata, manifestazioni nelle scuole e soprattutto un esempio da seguire e di cui essere orgogliosi come sistema Italia. Il governo ha presentato oggi le celebrazioni a 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci.”E’ incredibile il fascino e il mistero del genio multiforme ed eclettico di Leonardo che ci sorprende ancora oggi. E’ un immortale, lo possiamo dire. Leonardo è sempre evocato e sempre presente” dice il premier Giuseppe Conte. Che lo utilizza anche per parlare di politica: “Dobbiamo ispirarci al suo genio. Non bisogna essere dei giganti, possiamo essere anche dei nani arrampicati sulle spalle di giganti. Dopo aver fatto riforme importanti, questo governo presenterà a breve una strategia per la ricerca, per l’innovazione tecnologica, per la valorizzazione del patrimonio artistico, culturale e turistico”. Anche il ministro Matteo Salvini spiega di essere legatissimo a Leonardo e a molti dei luoghi leonardiani sui Navigli, che hanno segnato la sua giovinezza. “Ho aiutato tanti ad andare a vedere l’Ultima Cena, ma non l’ho mai vista. Ma da qui alla fine delle celebrazioni recupererò. Il suo genio dà un bellissimo messaggio anche ai giovani, se puoi sognarlo puoi farlo…” dice. E poi ridendo: “Annuncio che stiamo lavorando con l’ambasciatore francese per riprenderci la Gioconda…. Scherzi a parte, non abbiamo bisogno di un’altra crisi internazionale”.”Abbiamo deciso di creare un’app – Leonardo 500 – per monitorare e far conoscere tutte le iniziative su Leonardo anche a tutti i nostri turisti” annuncia il ministro Gian Marco Centinaio. E aggiunge: “Leonardo grande viaggiatore, cuoco, agricoltore è un po’ il simbolo del nostro ministero”. “Ci sono tantissime iniziative, più di 78 in tutta Italia hanno ricevuto il patrocinio ma ne voglio ricordare tre in particolare: la prima, ai Musei reali di Torino ‘Leonardo da Vinci: disegnare il futuro’, la seconda alle Gallerie dell’Accademia di Venezia, la terza appena partita alle Scuderie del Quirinale di Leonardo e la scienza prima della scienza” spiega il ministro Alberto Bonisoli che annuncia che partirà per la Francia per contribuire all’organizzazione di un’importante mostra sul genio italiano alla fine del 2019 a Parigi. Il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti segnala tra le tante manifestazioni organizzate dalla scuole le “Olimpiadi” che saranno svolte con approfondimenti su Leonardo, anche perché non c’è figura migliore per “incardinare il concetto oltre che dell’eccellenza della trasversalità del sapere”. Ci saranno competizioni online, approfondimenti sull’arte, uscite didattiche e viaggi d’istruzione sui luoghi del suo genio. E nel 2020 gli sarà dedicata la Notte Bianca. Guarda al futuro il sottosegretario alla presidenza Giancarlo Giorgetti: “Valutateci per la nostra capacità di trattenere in Italia i giovani talentuosi. E’ una sfida a guardare oltre come fece Leonardo quando immaginò di poter volare…”.

Broadway, Beetlejuice con società ItaliaLa Show Bees partecipa a Beetlejuice, debutto il 25 aprile

13 marzo 201913:27

– Un tocco di made in Italy nella produzione di un nuovo musical targato Broadway. L’italiana Show Bees, per la prima volta, partecipa alla produzione di “Beetlejuice: The Musical”, diretto da Alex Timbers, con una colonna sonora di Eddie Perfect, un libretto di Scott Brown & Anthony King e coreografie di Connor Gallagher, con Alex Brightman come Beetlejuice e Sophia Anne Caruso come Lydia Deetz. Il musical, che debutterà il 25 aprile al Winter Garden Theatre a Broadway, è tratto dall’omonimo film di Tim Burton e racconta la storia di un’adolescente ossessionata dai morti. “Siamo orgogliosi di poter partecipare a questa importante produzione di Broadway, un’opportunità che arricchisce e una preziosa occasione per essere sempre più presenti nel panorama internazionale dello spettacolo”, afferma in una nota la società che tra le sue produzioni annovera titoli come Matthew Bourne’s Swan Lake, Cirque du Soleil, Notre Dame de Paris, Disney’s Beauty and the Beast, Cirque Eloize, Roseline. In Europa ha prodotto in collaborazione con LetsGo Company Dirty Dancing – The Classic Story On Stage e nel 2019 debutterà con la nuova produzione dello spettacolo Ghost Il Musical.

Economia sociale, viaggio dalla Sicilia all’AustriaIn sala Nessun uomo è un’isola racconta ‘utopie realizzate’

13 marzo 201913:44

Roberto Li Calzi è un contadino siciliano: il suo nome, nell’ambito delle reti di acquisto solidali (Gas) e nella piccola distribuzione ‘fuori mercato’ non solo in Italia, è molto noto. Li Calzi è un visionario e un rivoluzionario, un pioniere dell’agricoltura biologica e dell’economia sociale ben prima che tutto questo diventasse di grande attualità. Oltre 10 anni fa stava per abbandonare tutto: gli agrumi sotto pagati dalla grande distribuzione lo stavano facendo fallire (una modalità simile a quella che ha portato allo sciopero i pastori sardi) allora provò a trovare un modo alternativo di distribuzione, che desse dignità al suo lavoro e ai suoi agrumi. Il consorzio Galline Felici è oggi una realtà dell’eccellenza italiana e oltre agli agrumi si occupa della produzione di avocado siciliani ‘prenotati’ dai gas francesi, lavora con le regole dell’economia sociale e solidale, si estende in Belgio e Austria e la cooperativa fa vivere 500 persone nella regione di Catania. Li Calzi è uno dei protagonisti del documentario Nessun uomo è un’isola, un viaggio nell’Europa delle utopie realizzate girato da Dominique Marchais, in sala da oggi con Kithchenfilm.
Il film testimonia la realtà di piccoli grandi progetti locali che nel fare rete mettono in pratica quel bene comune che dovrebbe essere primario in una società solidale e cooperante.
Il locale che diventa globale mantenendo le differenze e lavorando sul cambiamento: esempi da imitare e non dei resistenti isolati. Ad introdurre il film, con la spiegazione della storica Chiara Frugoni, grandi panoramiche e dettagli dell’Affresco del Buono e Cattivo Governo, la meravigliosa allegoria di Lorenzetti conservata nel Palazzo pubblico di Siena: il bene comune è l’unica forma di governo, fatta dai cittadini, che riesce a mandare avanti una città, dicono le pitture del 1300 agli uomini di oggi. L’altro esempio del film è Vorarlberg, un piccolo land nell’estremità occidentale dell’Austria, 388711 abitanti. Le sue dimensioni ridotte e la sua condizione di frontiera, spiegano in parte il suo successo in termini ecologici, economici e anche in termini di partecipazione democratica dei cittadini alla vita del territorio. L’originalità di questa regione si esprime in particolare nella sua architettura ecologica, guidata dal movimento Baukünstler (artisti della costruzione). Loro, insieme a falegnami e architetti scaturiti delle lotte ecologiste degli anni ’70, hanno promosso un’architettura in legno essenziale e a ridotto impatto energetico, che ha contribuito all’emergere di questa cultura politica partecipativa molto impegnata nella transizione energetica. E poi c’è Vrin, in Svizzera: uno di quei villaggi alpini dove gli chalet diventano seconde case, senza scuola o mestieri. Ma negli anni ’80, gli abitanti hanno deciso diversamente e hanno reso il loro villaggio un modello di sviluppo locale. La leva principale è stata l’architettura che, nella persona di Gion Caminada, venne in soccorso dell’agricoltura. Un riaccatastamento intelligente, a beneficio degli edifici agricoli in legno, eleganti, integrati e adattati ad un’agricoltura moderna, hanno permesso di invertire la tendenza. L’artigianato prosegue, mentre una piccola filiera indipendente costituita da un mattatoio e da uno spaccio assicurano l’andamento dell’economia locale.
Ad Aosta “ombra lunga” di Lucio FontanaDal 13 aprile al 22 settembre al Museo archeologico regionale

AOSTA13 marzo 201914:22

– “Lucio Fontana. La sua ombra lunga, quelle tracce non cancellate” è il titolo di una mostra dedicata all’artista italo-argentino che sarà allestita da 13 aprile al 22 settembre al Museo archeologico regionale di Aosta. Curata da Giovanni Granzotto e Leonardo Conti, l’esposizione si propone di “evidenziare, in un periodo compreso tra la fine degli anni ’40 e il 1968, quelle tematiche che più hanno rappresentato un nuovo modo di concepire l’arte di Lucio Fontana, partendo da un corpus rilevante di circa trenta opere dell’artista, tra tele, ceramiche e carte”.
La ricerca di Lucio Fontana “rappresenta, per molti aspetti, un vero e proprio incipit dell’arte contemporanea, un luogo imprescindibile che, secondo molteplici declinazioni, ha ispirato alcuni tra i linguaggi artistici più importanti – si legge nella presentazione – che dagli anni ’50 del secolo scorso giungono sino a oggi”. “In quest’ottica – prosegue – i curatori hanno identificato alcuni artisti (da Piero Manzoni a Giuseppe Santomaso) attraverso i quali costruire un percorso espositivo in grado di approfondire le significative linee di ricerca e i nuclei tematici in cui è possibile riconosce la lunga ombra di Fontana”. Tema centrale della mostra è l’indagine di alcune tra le più rilevanti poetiche che, partendo da Lucio Fontana, possono rappresentarne una continuità di ricerca.
“L’arte di Lucio Fontana, in primo piano sulla scena internazionale, è al centro della proposta espositiva estiva 2019 – commenta l’assessore regionale ai beni culturali, Laurent Viérin – che mi auguro possa attrarre un pubblico sempre più attento e interessato alle iniziative culturali che arricchiscono l’offerta della Valle d’Aosta”.

Intesa Sanpaolo, Peppe Servillo legge Italo Calvino Seconda serata del ciclo di letture

TORINO14 marzo 201909:56

E’ Peppe Servillo, attore e storico leader degli Avion Travel, il protagonista della seconda serata del ciclo Italo Calvino. Tutto in un punto, nel grattacielo Intesa Sanpaolo.

Legge le pagine del romanzo Il barone rampante, nella riduzione curata da Giulia Cogoli.Calvino racconta la storia di Cosimo, un ragazzo di dodici anni che, dopo aver subito un’ingiustizia familiare, decide di andare a vivere sugli alberi. Una scelta da cui non tornerà indietro: vive tutta la vita per aria, scopre il mondo e i rapporti umani, l’amore, la politica. Il ciclo di letture, curato da Cogoli, è parte del programma culturale di Intesa Sanpaolo presso il grattacielo, con lezioni di storia, conferenze, mostre. Calvino è il quarto scrittore dopo Natalia Ginzburg, Primo Levi e Fruttero & Lucentini.Introduce Domenico Scarpa. L’ingresso è gratuito, ma con prenotazione sul sito http://www.grattacielointesasanpaolo.com/news.

Mario Tozzi, con Sapiens su Rai3Nuovo programma di divulgazione il sabato in prime time

13 marzo 201914:42

– Un programma fatto per tutti coloro che hanno a cuore le questioni legate al pianeta. “Da un lato l’esplorazione, dall’altro la divulgazione. In questo doppio registro ci sono momenti dedicati alla spiegazione, con una grafica molto efficace e semplice”. Mario Tozzi, geologo e ricercatore del Cnr prestato da anni alla tv, parla così di Sapiens – Un solo pianeta, il nuovo programma di divulgazione scientifica da lui condotto e in onda su Rai3 da sabato 16 marzo alle 21.45 (nella collocazione in passato occupata da Ulisse di Alberto Angela). Oltre ai fiumi, tema della prima puntata, nel corso degli appuntamenti la trasmissione si occuperà dell’evoluzione dell’Homo Sapiens. E ancora, la conquista della luna ci ha cambiati? Si possono prevedere i terremoti e cosa possiamo fare per conviverci? Tra i temi, le città del passato e quelle del futuro, il Mediterraneo; che cos’è il genio? Leonardo da Vinci lo era davvero nel suo metodo scientifico? Le strade fisiche e quelle immateriali, che collegano mondi diversi.
Max Bunker ospite a Lucca collezionandoPresenta libro che traccia sua biografia per 50 anni Alan Ford

LUCCA13 marzo 201915:15

– Ci sarà anche Max Bunker, papà di Alan Ford, tra gli ospiti di Lucca collezionando 2019, manifestazione dedicata al fumetto e all’illustrazione, in programma il 23 e il 24 marzo al Polo fiere della città toscana.
Max Bunker, nome d’arte di Luciano Secchi, presenterà il libro, ‘Una vita da Numero Uno’ scritto da Moreno Burattini – edito da Cut-Up Publishing, nelle librerie e nelle fumetterie dal 4 aprile – che in occasione del cinquantennale di Alan Ford traccia la biografia professionale del suo creatore che quest’anno festeggia ottanta anni di vita e sessanta di carriera.
Bunker sarà presente in fiera anche per incontrare i suoi estimatori con la possibilità di ottenere copie firmate. Insieme a lui, si danno appuntamento a Lucca collezionando altri grandi nomi del fumetto italiano e non: da Milo Manara, che a Lucca sarà celebrato per i 50 anni di carriera, a Emanuele Taglietti, al quale sarà dedicata una mostra personale, Bruno Prosdocimi, lo stesso Moreno Burattini e Alfredo Castelli.Tra gli altri artisti ospiti Daniele Caluri, Jordi Bernet, Margo Tram e Alice Milani, Fabio D’agata, Luca Raimondo, Casty, Giuseppe Candita, Beniamino Del Vecchio, Moreno Chiacchiera, Lola Airaghi, Francesco Barbieri, Riccardo Pieruccini.
Targato Lucca crea srl, che organizza il festival Lucca Comics & games e Anafi, con il Comune di Lucca, Lucca collezionando, spiega una nota, “conferma la centralità del fumetto, con decine di espositori, editori, negozi specializzati, singoli collezionisti e associazioni che porteranno tavole originali, anteprime, nuove serie, fumetti introvabili, intere collezioni e tutto quanto fa Nona arte, con un ampio sguardo che abbraccia anche figurine e i 3D collezionabili (Lego, soldatini e action figure)”.
Rubata ‘Crocifissione’ Bruegel GiovaneIl furto in una chiesa di Castelnuovo Magra nello Spezzino

LA SPEZIA13 marzo 201916:09

– Un quadro realizzato dal pittore fiammingo Pieter Bruegel Il Giovane, intitolato ‘Crocifissione’, è stato rubato nella chiesa di Santa Maria Maddalena a Castelnuovo Magra, in provincia della Spezia. L’episodio questa mattina: ignoti sono andati a colpo sicuro, scardinando con una mazza la teca a protezione dell’opera, per poi scappare a bordo di un’auto. Il quadro è considerato un capolavoro dell’arte fiamminga. Indagano i carabinieri.
Giornate Fai, un ponte tra le cultureIl 23 e 24 marzo in 1.100 luoghi. Anche guide straniere

14 marzo 201910:17

Il viaggio tra le lingue latina, araba, greca e volgare nei manoscritti che raccontano la nascita dell’algebra e dell’astronomia nella Biblioteca Carlo Viganò dell’Università Cattolica di Brescia. L’intera piazza Sett’angeli per rileggere sulle facciate dei suoi palazzi e chiese (persino una domus romana del I-II d.C.) la storia della città di Palermo. O ancora il Gabinetto cinese di Palazzo Reale a Torino, dove scoprire, tra lacche e pannelli, il significato originario di tanti decori e bellezza. Fino a Venezia e quel dialogo sempre vivo che si respira ancora alla Scuola Dalmata dei Santi Giorgio e Trifone.
Con oltre 1.100 siti aperti eccezionalmente, 296 luoghi di culto, 227 palazzi e ville, 30 castelli e 50 borghi in 430 località e 20 regioni, tornano le Giornate Fai di primavera, il 23 e 24 marzo, con una 27/a edizione che promette di guardare l’Italia come mai prima.
Sarà ”un vero ponte tra culture”, spiegano il presidente e vicepresidente del Fondo Ambiente Italiano, Andrea Carandini e Marco Magnifico. ”La nostra patria è un amalgama di metalli preziosi – spiega Carandini – ora indigeni, ora forestieri, persino esotici, che hanno dato vita al più significativo e bel crogiolo del nostro pianeta”. ”E’ un paese che cambia a pochi chilometri di distanza – concorda il ministro dei beni culturali, Alberto Bonisoli – Non è un caso, l’uomo ci ha messo del suo”. Il risultato sono ”culture, paesaggi, tradizioni, gastronomia diverse”. E “quando si incontrano, con il giusto habitat e dialogo, il risultato è superiore alla somma degli addendi”.
Ecco allora che tra i 40 mila apprendisti ciceroni del Fai, per la prima volta questa primavera ci saranno anche un centinaio di volontari di origine straniera a raccontare aspetti storici, artistici e architettonici tipici della loro cultura di provenienza, disseminati nel patrimonio italiano, ”dai Giardini panteschi che rivelano la grazia dello stile arabo – dice Carandini – ai decori egizi del Castello Masino a Torino fino a Villa Panza a Varese illustrata da una guida originaria del Sudan”. Ma ce n’è davvero per tutti i gusti e tutte le storie, ad ascoltare i frenetici racconti del vicepresidente Magnifico.
Come, a Roma, la ”prima volta” di Palazzo della Rovere a Roma, sede dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro con il Soffitto dei Semidei del Pinturicchio, o Palazzo della Consulta, sede della Corte Costituzionale dal 1955, con il calamaio con cui venne firmato l’armistizio di Villafranca.
A Melegnano (MI) il castello cinquecentesco ”che nessuno conosce – dice Magnifico – come la storia del suo signore, il ‘furfante’ Medeghino” dei Medici, aprirà straordinariamente l’ala est non restaurata, mentre a Torino si potrà passeggiare come il Re da Palazzo Reale attraverso appartamenti, luoghi sacri e di loisir fino ai 25 chilometri di documenti dell’Archivio di Stato (Statuto Albertino compreso). E ancora Matera, Capitale della cultura europea 2019, svelerà la Fabbrica del carro trionfale della Bruna mentre a Catania saranno visitabili al porto le opere di Street Art Silos. Due navi, l’Italia e la Bergamini, per La Spezia e uno stadio, l’Artemio Franchi, a Firenze. E ancora 35 parchi e giardini, 22 siti archeologici, 23 campanili e torri, 11 biblioteche, 8 ex ospedali psichiatrici e antichi ospedali, 12 teatri e 20 biciclettate in collaborazione con la FIAB.
Se dal 1993 le Giornate Fai hanno appassionato quasi 11 milioni di visitatori, obbiettivo dichiarato è passare ”entro il prossimo anno da 190 mila a 250 mila iscritti”. Per il quinto anno le Giornate chiudono la Settimana Rai dedicata ai beni culturali (18-24 marzo). Si può sostenere la campagna fondi Tu che puoi Fai fino al 31 marzo con sms al 45584.

Basquiat torna nell’East VillageInaugura la Fondazione Brant, nuovo museo privato a New York

NEW YORK13 marzo 201916:37

– Entrato dopo la morte nel “club dei 100 milioni di dollari”, Jean Michel Basquiat torna alle sue origini nell’East Village di Manhattan, ma in un nuovo teatro/spazio espositivo che ne certifica il doppio ruolo di artista rivoluzionario e beniamino dei super-ricchi.
La mostra inaugurale del Brant Foundation Art Study Center, che include 70 opere dell’artista haitiano e portoricano di Brooklyn morto di overdose nel 1988 a 27 anni, ricolloca la meteora Basquiat nel quartiere dove si era formato e cresciuto.
Il Brant Art Study Center è stato fondato dal tycoon dei media e collezionista Peter Brant (marito di Stephanie Seymour) come gemello urbano della sede principale della Fondazione a Greenwich in Connecticut. Il museo a ingresso libero (ma su prenotazione) è ospitato in un edificio industriale che in passato è stato lo studio di Walter De Maria fino alla morte dell’artista nel 2013. Il palazzo è stato recentemente rinnovato da Richard Gluckman che ha creato 650 metri quadri di spazi espositivi.
Levi, con Parigi e Francoforte parte sviluppoIl presidente dell’Aie con Bonisoli il 15/3 al Salone del Libro francese

13 marzo 201919:48

– Il libro italiano si prepara ad un salto speciale nella dimensione internazionale: nel 2021 l’Italia sarà Paese Ospite d’Onore al Salone del Libro di Parigi e nel 2023 alla Buchmesse di Francoforte. “Sono due tappe fondamentali che concorrono a dare sostanza ad un progetto di diplomazia culturale che tocca la vera immagine e il ruolo dell’Italia nel mondo” spiega il presidente dell’Associazione Italiana Editori, Ricardo Franco Levi, che il 15 marzo sarà a Parigi con il ministro dei Beni Culturali, Alberto Bonisoli per l’inaugurazione della manifestazione parigina. “Incontreremo tutti i rappresentanti dell’Associazione Editori francesi che è proprietaria della fiera. Noi come organizzatori. Tutto coordinato dall’Ambasciata italiana e dall’Istituto Italiano di Cultura a Parigi” racconta Levi.Il ministro Bonisoli alle 11 incontrerà il direttore del Salone del Libro di Parigi, Sébastien Fresneau, cui seguirà al “Pavillion 1” un punto stampa. Nel pomeriggio, alle 15.30, Bonisoli parteciperà ad un incontro bilaterale con il suo omologo francese, Franck Riester, mentre alle 17 incontrerà la direttrice generale dell’Unesco, Audrey Azoulay. “La promozione del libro italiano all’estero è un fattore importante di crescita, ma a questa dimensione esclusivamente industriale ed editoriale, dove occupa un posto speciale l’editoria per ragazzi (che registra i maggiori incrementi e a cui l’Italia dedica la più grande fiera del settore, quella di Bologna), si aggiunge quella politica” dice Levi. “Nei giorni scorsi si è tenuto un primo tavolo al ministero dei Beni Culturali a cui erano presenti tutti gli attori del governo: ministero degli Esteri con la rete degli Istituti Culturali all’estero, Ice, Centro per il Libro e l’Aie come braccio operativo e rappresentativo degli editori. E, la scorsa settimana a Milano il ministro Bonisoli ha incontrato all’apertura della Triennale il suo omologo francese, Franck Riester. E’ un segno di come il governo sostenga questo progetto di promozioni culturali” sottolinea Levi. “Per ora stiamo lavorando alla costruzione della macchina. Per il programma culturale è ancora presto.Le tappe di avvicinamento a Parigi 2021 e Francoforte 2023 sono lunghe. Alla Buchmesse si comincia a lavorare al programma tre anni prima. Il libro è il grande protagonista ma la dimensione si allarga a tutto il resto, al cinema, design, teatro, cibo, mostre. Nel 2021 per esempio ricorre l’anniversario dei 20 anni della morte di Marcello Mastroianni che ha significato molto anche per la cultura francese. E lo stesso discorso vale per Francoforte” sottolinea Levi. “L’elemento centrale è un forte incremento sulle traduzioni. Se vediamo i numeri, negli anni successivi a quello in cui un Paese è ospite d’onore c’è un aumento del 50%” dice il presidente dell’Aie. “A Parigi l’Italia Ospite d’Onore avrà un padiglione di 600 metri quadri e a Francoforte di 2000 metri quadri. E’ qualcosa che assomiglia a un Expo. Inoltre, la presenza a Francoforte non riguarda solo i giorni della fiera che si svolge in ottobre. In Germania tutte le manifestazioni dell’anno sono all’insegna del paese ospite d’onore” dice. E ricorda “sempre con orgoglio che quella del libro è la più grande industria culturale del Paese, non solo in termini di fatturato. Certo come tutto il resto il mercato del libro risente del rallentamento dell’economia del Paese e il 2019 sarà un anno meno forte di quello precedente”.Le direttrici fondamentali restano, spiega Levi, “il sostegno alla domanda per aiutare i consumi culturali, come la App18, e ai piccoli editori e ai librai con aiuti diretti e poi la promozione della lettura con manifestazioni come ‘Io leggo perchè’ che vogliamo trasformare in una specie di telethon dei libri. Abbiamo raggiunto 10 mila scuole, vogliamo arrivare a tutte” sostiene il presidente dell’Associazione Italiana Editori che nel 2019 festeggia 150 anni. “Stiamo preparando una cosa importante a Roma nella seconda parte dell’anno” annuncia Levi.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Mostre, a Bologna Gasoline Alley di King
Cinquanta tavole esposte per la prima volta in Europa

BOLOGNA13 marzo 201917:38

– E’ una piccola e preziosa mostra ‘Frank King un secolo di Gasoline Alley’, a Bologna a Palazzo Fava, dal 15 marzo al 7 aprile, che per la prima volta in Europa presenta 50 tavole originali della striscia Gasoline Alley, dal 1918 quando debuttò sul Chicago Tribune. La mostra su King (1883-1969), anticipatore della graphic novel, curata dal collezionista Giovanni Nahmias e dal festival Bilbol Bul, racconta di Gasoline Alley, ‘la strada della benzina’, e di Walt Wallet e dei suoi amici. Il 14 febbraio 1921 King dà una svolta alla vita di Walt: qualcuno deposita sulla sua porta un neonato, Skeezix (Vitellino), e i personaggi cresceranno con i lettori in tempo reale (Skeezix ha compiuto 98 anni il 14 febbraio), invecchiano insieme al ritmo di una strip al giorno (in bianco e nero dal lunedì al sabato, e a colori la domenica) pubblicate in trecento quotidiani americani. King disegnò la serie dal 1918 al 1956, ma dopo la sua scomparsa la striscia non si è fermata, e oggi è curata da Jim Scancarelli.).
Musica, gli Inverso si giocano il trisEcco ‘Profumi e Preludi’ puntando alla sperimentazione continua

13 marzo 201917:55

– Non c’e’ due senza tre ed ecco ‘Profumi e Preludi’. La band romana degli Inverso si gioca il suo ‘tris’ musicale presentando ‘Profumi e Preludi’: dopo l’album d’esordio ‘La pioggia che non cade’ del 2014 e ‘Una vita a metà’ uscito nel 2016, Carlo Picone e i suoi fratelli d’orchestra hanno lanciato il loro terzo album. Dal Pop-Folk del primo lavoro e al più avvolgente swing del secondo album si passa con ‘Profumi e Preludi’ alla sperimentazione musicale continua. Si tratta di una confessione intimistica in cui un sound più prettamente acustico mette in risalto il tema trattato nell’intero album: protagonisti questa volta gli alti e bassi di una storia d’amore, gli addii improvvisi e le notti passate abbracciati a ridere di niente. Viene affrontato anche il tema classico dell’Eros e del Thanatos. Sulla copertina dell’album la mano del noto illustratore Simone Rea, mentre ‘Questa libertà’, il brano di apertura, è diventato un videoclip in cui gli Inverso si divertono a creare una ‘confusione ordinata’.
Libri Come, si apre in 10 bibliotecheApre domani con 10 autori tra cui Marzano e Pazzi

ROMA13 marzo 201917:58

– Inaugurazione plurale e diffusa in 10 biblioteche di Roma, con 10 autori che presentano contemporaneamente 10 volumi, domani alle 18.00 per la festa del libro e della lettura ‘Libri Come’ che in questa edizione, dedicata alla libertà, festeggia 10 anni. Dopo l’apertura, in collaborazione con le Biblioteche di Roma, che vedrà protagonisti Goffredo Buccini, Enrico Castelli Gattinara, Amanda Craig, Roberto Costantini, Viola Di Grado, Cinzia Leone, Marcantonio Lucidi, Michela Marzano, Roberto Pazzi e Maria Francesca Venturo, la manifestazione, curata da Marino Sinibaldi, Michele De Mieri e Rosa Polacco e prodotta da Fondazione Musica per Roma, da venerdì 15 a domenica 17 marzo accoglierà oltre 250 ospiti all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Il progetto diffuso, realizzato assieme all’assessorato alla Crescita Culturale di Roma, in tre anni ha portato fuori dall’Auditorium e in tutta Roma tanti scrittori coinvolgendo pubblici di aree differenti della città.
Florence+The machine a Bologna e TorinoConfermata data estiva a Milano Rock il 30 agosto

TORINO13 marzo 201918:06

– Sono praticamente sold out le due date italiane di Florence + The Machine il 17 marzo all’Unipol Arena di Bologna e il 18 al Pala Alpitour di Torino, ma chi vorrà ancora assistere al suo spettacolo potrà farlo nella data estiva programmata a Milano Rock il 30 agosto.
La notizia è stata confermata oggi da Live Nation, che organizza tutte e tre le date della rockstar inglese considerata tra le più talentuose e influenti del momento. Con il suo ultimo e quarto album ‘High As Hope’ è stata inserita nelle nomination ai Brits Award, mentre il suo singolo ‘Moderation’, uscito su tutte le piattaforme, è tra i brani più ascoltati.
A salire sul palco prima di Florence + The Machine, saranno The 1975, band fresca di pubblicazione dell’ultimo disco ‘A Brief Inquiry Into Online Relationships’.
Bolle, riflessioni oltre la danzaSu Sky Arte, con Saviano, Coe, Serra e Peace

14 marzo 201910:03

– Adrenalina, passione, soddisfazioni e successo per un grande artista in giro per il mondo. Ma la sera, a teatro chiuso, arriva il momento delle riflessioni, di passeggiate alla scoperta della città dove il lavoro ha condotto, di conversazioni notturne, qualche volta anche di solitudine. In un documentario in 4 puntate l’étoile della Scala, Roberto Bolle, racconterà come è la sua vita a riflettori spenti, nei teatri silenziosi, dove trascorre la maggior parte del suo tempo tra prove e esercizi. Un format inventato da lui con l’obiettivo di portare ancora la danza in tv e diffonderla sempre più (“la mia missione” dice). E in più occasione per parlare delle città che per lui hanno avuto un’importanza particolare, in conversazioni notturne con quattro noti scrittori. Si intitola ‘Questa notte mi ha aperto gli occhi’, il documentario prodotto da Ballandi Arts e Artedanza, che andrà in onda dal 16 marzo ogni sabato alle 21,15 su Sky Arte (Canale 120, 400 di Sky).”La notte è il momento che più si presta alla scoperta, più tranquillo e rilassato – ha detto il primo ballerino della Scala presentando il programma – Ogni puntata parte da me, le mie prove, lo spettacolo, le mie partner ma poi si allarga ad altri argomenti”. Roberto racconterà quello che succede nei teatri in cui si esibisce, parlando di sé e degli artisti con cui collabora o ha collaborato (tra gli altri Alessandra Ferri, Zenaida Ynowsky, Svetlana Zakharova). Ma finito lo spettacolo uscirà a passeggiare accompagnato da uno scrittore. Nella prima puntata, a Londra, incontrerà Jonathan Coe: il titolo del programma ha preso spunto da quello del terzo romanzo dello scrittore inglese. La settimana successiva Bolle sarà invece a New York, dove la sua conversazione notturna avrà come interlocutore Roberto Saviano. Il terzo episodio ha come sfondo Tokyo, con lo scrittore David Peace e l’ultima puntata si svolge a Milano. Bolle, étoile alla Scala, girerà per le strade insieme a Michele Serra.”Proprio a Milano ho vissuto la mia prima notte che mi ha aperti gli occhi – ha raccontato Bolle – Ed è stato quando a 21 anni mi hanno annunciato che sarei diventato primo ballerino alla Scala, una responsabilità enorme, un momento di svolta nella mia vita”. “Questo programma – ha detto Roberto Pisoni direttore di Sky Arte – ci rivela uno degli aspetti che nei grandi show non vengono mai rivelati” . Roberto Bolle intanto sta preparando a Milano la seconda edizione di ‘On Dance’, la grande manifestazione dedicata alla danza in tutti i suoi generi che tanto successo ebbe lo scorso anno. Data fissata 26 maggio-2 giugno. Con una novità, il weekend precedente (18-19 maggio) ‘On dance’ avrà un’anteprima a Napoli.

Cosmoprof 2019, beauty da tutto il mondoKermesse Bologna cresce + 8,2%, attesi operatori da 152 nazioni

13 marzo 201918:14

– Dalla cosmesi ‘fotogenica’ per look gratificanti per selfie e video ai prodotti beauty iper-naturali, senza acqua e commestibili. Dai filtri solari di ‘difesa urbana’ anti-inquinamento ai rimedi a km 0, fatti con ingredienti dei paesi di produzione come cioccolato belga, linfa di betulla finlandese, fitoplancton delle coste iberiche, acqua vulcanica dalla Grecia. Inoltre un Leonardo da Vinci cosmetologo che amava prescrivere ricette di bellezza alle dame che dipingeva. Dalle radici della cosmesi antica alle nuove tendenze dell’estetica, il mondo della bellezza sarà in mostra dal 14 al 18 marzo alla Fiera di Bologna in occasione del Cosmoprof Worldwide Bologna 2019, manifestazione leader dell’industria cosmetica mondiale.
Si comincia con l’area Cosmopack dedicata ai macchinari, al packaging, agli ingredienti e alle materie prime, insieme ai padiglioni dedicati alla profumeria. La manifestazione cresce dell’8,2% rispetto al 2018 e a Bologna sono attesi 265.000 operatori professionali da 152 paesi.
Mostre: Francesco GiuseppeA Gorizia allestimento sui tre aspetti della sua personalità

TRIESTE13 marzo 201918:24

– Una figura interessante, sensibile e intelligente ma anche controversa, a volte contraddittoria. E’ Francesco Giuseppe I, al quale è dedicata una mostra che mira ad esaltare le tre caratteristiche della figura, come svela il titolo: ‘Francesco Giuseppe I. Uomo, imperatore, patrono delle scienze e delle arti”, allestita al Museo di Santa Chiara di Gorizia (9 marzo – 16 giugno 2019) e curata da Marina Bressan e Marino De Grassi. Dunque, gli oltre 300 pezzi provenienti da istituzioni nazionali e internazionali e da collezioni private sono divisi in 2 sezioni tematiche per raccontare i t3 ruoli di Francesco Giuseppe: uniformi originali, abiti indossati durante i film di Sissi, ritratti, oggetti legati al mito tratteggiano Francesco Giuseppe, rappresentante dell’ultima roccaforte dell’ancien régime, personaggio di transizione dal passato ai tempi nuovi. I curatori parlano di “trasfigurazione di una sorta di autocoscienza finale dell’Europa, che abbandonando l’Ottocento si lasciava alle spalle il suo secolo”.
Nuovo singolo per GionnyScandalEsce il 15 marzo “Dove sei”, feat. Giulia Jean

13 marzo 201918:58

– Dal 15 marzo sarà disponibile su Spotify, ITunes e sulle principali piattaforme digitali “Dove sei”, il nuovo singolo di GionnyScandal, tra gli esponenti di spicco della nuova generazione emo trap. Il brano, in uscita per Virgin Records (Universal Music Italy), si avvale della collaborazione di Giulia Jean.
Dopo il successo del precedente singolo “Ti amo Ti odio” e di hit come “Per sempre”, e “Solo te e me”, entrambe in feat. con Giulia Jean e certificate disco d’oro dalla Fimi, il brano segna il ritorno di GionnyScandal. “E’ uno dei pezzi che ho sempre desiderato scrivere – dice l’artista -, una delle canzoni a mio parere più belle che io abbia mai composto. Come in ‘Ti amo Ti odio’ le chitarre sono suonate direttamente da me. In questo pezzo si sente molto di più la sonorità emo-core che ho deciso di mantenere da qui in avanti dato il mio passato in una band.
Come in ogni trilogia che si rispetti, ho deciso per adesso di chiudere in bellezza il ciclo di collaborazioni con Giulia Jean, amica speciale”.
Mario Tozzi, con Sapiens su Rai3 dai fiumi a LeonardoNuovo programma il sabato in prime time, “diverso da Alberto Angela”

13 marzo 201919:57

Un programma fatto per tutti coloro che hanno a cuore le questioni legate al pianeta. Realizzato con molti reportage in esterni, il programma si apre e si chiude con Mario Tozzi, geologo e ricercatore del Cnr (prestato da 20 anni alla tv), in studio per una inedita forma di Ted, una breve conferenza-racconto che all’inizio pone le domande al centro della puntata e alla fine prova a tirare le fila del suo percorso di esplorazione e di indagine. Con Sapiens – Un solo pianeta la divulgazione scientifica e ambientale torna su Rai3 in prima serata il sabato dal 16 marzo alle 21.45. Il programma pone domande sull’uomo, sulla natura, sullo spazio, sulla terra e sul futuro dei Sapiens, cercando le risposte con accurate indagini sul campo. “Da un lato l’esplorazione, dall’altro la divulgazione. In questo doppio registro ci sono momenti dedicati alla spiegazione e poi servizi in esterna: la scienza diventa così un racconto sul luogo. Con accurate indagini poniamo quesiti, diamo le nostre risposte dopo accurate ricerche, dimostrazioni alla mano”.
I Sapiens sono animali uguali agli altri? Partiamo dall’homo sapiens per cercare di capire come un animale, il più debole,  è arrivato a puntare a diventare una divinità. Questo lo decliniamo sulle questioni ambientali.    Che cos’è davvero un fiume? E soprattutto vanno arginati per il rischio esondazioni o è meglio lasciarli liberi? Perché gli uomini, a un certo punto, decidono di vivere nelle città? Esiste solo un Mediterraneo? Perché la storia e la scienza sono nate proprio qui? La conquista della Luna ci ha cambiati? Che cos’è la scienza? E’ vero che si basa su un metodo infallibile? Che cos’è il genio? Leonardo da Vinci lo era davvero? Gli ellenici lo hanno influenzato sulle sue ricerche  sulle sue macchine? Si possono prevedere i terremoti? Cosa possiamo fare per conviverci? Le strade di oggi collegano ancora? Come saranno fatte le strade del futuro? Perché non andiamo ancora in giro con le navicelle come in Blade Runner? Tante domande a cui Mario Tozzi, primo ricercatore Cnr, prova a dare risposte chiare e semplici, seguendo un percorso originale e rigoroso d’indagine che solo uno scienziato può offrire.Spiega il direttore di Rai3, Stefano Coletta: “Ho detto a Mario che il nostro storytelling è diventato più disteso. In Sapiens vedrete un Tozzi meno icastico, con una consapevolezza più matura dei contenuti che veicola. L’emergenza ambientale non può più essere spostata. Noi siamo sul pezzo, visto che venerdì ci sarà una manifestazione mondiale sul Clima”. La prima puntata di Sapiens è dedicata ai fiumi. Coletta: “Ho voluto anche una parte didattica. Sapiens risponde a tutti i criteri del servizio pubblico: informa, intrattiene, pone interrogativi e dà risposte”. Percorrendo i fiumi di tutto il mondo per raccontarne lo stato; attraversando i secoli alla scoperta dell’evoluzione dei Sapiens e delle loro città; volando nello spazio per guardare la Terra dalla Luna; navigando sul Mediterraneo. Otto veri e propri racconti tematici narrati da Tozzi grazie ad indagini compiute sempre sul campo, con l’aiuto di documentari, schede, esperti di diverse discipline e grafiche spettacolari, che hanno un ruolo centrale nel racconto. Otto puntate per otto temi: i fiumi troppo spesso dimenticati, l’evoluzione dell’Homo sapiens, la Luna e la Terra vista dalla Luna, i terremoti, le città del passato e quelle del futuro, il Mediterraneo, Leonardo e il metodo scientifico, le strade fisiche e quelle immateriali, che collegano mondi diversi. Mario Tozzi viaggia e mostra luoghi molto differenti: dalla città di Gerusalemme ai templi di Malta, dal fiume Tagliamento al Nilo, dall’Etna agli tsunami in Asia, dalla strada romana dell’Appia al ponte Morandi.
In cosa si distacca questo programma da quelli di Alberto Angela? “Angela – risponde Coletta – è uno straordinario narratore, la sua offerta è di grande qualità. Quando sono arrivato io, Fazio, Gazebo e Ulisse sono andati via, ma noi di Rai3 siamo forti. Quando ho pensato a Mario non ho pensato a chi potesse sostituire Alberto Angela, invece quando ho dovuto prendere la decisione immediata per il sabato sera ho scelto sia la gara dei borghi sia Augias, che ha un’affinità di racconto con Angela. Tozzi è uno scienziato, non ha nulla a che vedere né con Angela né con Augias. La sua non è un’affabulazione, lui è un geologo. Tozzi è l’unico esempio che insieme alla scienza applica sempre un interrogativo rispetto alla contemporaneità”.  Tozzi: “Io e Angela siamo differenti, ci stimiamo. I linguaggi sono diversi, quindi rispetto a Ulisse si tratta di prodotti radicalmente diversi”.

Crocifissione Bruegel rubata è un falsoCarabinieri avevano sostituito l’originale dopo soffiata

LA SPEZIA13 marzo 201920:25

– Il quadro rubato oggi dalla chiesa di Santa Maria Maddalena a Castelnuovo Magra (La Spezia), raffigurante la ‘Crocifissione’ e realizzato da Pieter Bruegel Il Giovane, è un falso. I Carabinieri avevano saputo che qualcuno stava preparando il furto dell’opera e nelle scorse settimane avevano sostituito il quadro con una copia, mettendo l’originale al sicuro.
“Il quadro originale – ha spiegato il sindaco di Castelnuovo Daniele Montebello – è stato sostituito da oltre un mese con una copia. Era cominciata a circolare la voce che qualcuno potesse rubare l’opera e i carabinieri hanno deciso di metterla al sicuro, sostituendola con una copia e installando alcune telecamere. Oggi per esigenze investigative non potevamo svelare nulla. Ringrazio l’Arma e la mia comunità perchè qualche fedele si era accorto che quella esposta non era l’originale ma non ha svelato il segreto”.
A Dario Argento un David specialeConsegna il 27 marzo durante la diretta premi su Rai1

12 marzo 201915:48

– Il regista, sceneggiatore e produttore Dario Argento riceverà il David Speciale nel corso della 64a edizione dei Premi David di Donatello. Lo annuncia Piera Detassis, Presidente e Direttore Artistico dell’Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello. Il riconoscimento, deciso in accordo con il Consiglio Direttivo, verrà consegnato il prossimo 27 marzo durante la cerimonia di premiazione, in diretta in prima serata su Rai1 condotta da Carlo Conti.
“Con il David Speciale a Dario Argento premiamo un maestro nell’arte della paura e del thriller, l’autore capace di suscitare, indagandoli nel profondo, i nostri atavici spaventi con uno stile personale che ha influenzato intere generazioni, unendo affondo d’autore e vocazione alla narrazione di genere – dice Piera Detassis – Un esempio di cinema pop sempre linguisticamente innovativo. Siamo felici e onorati di assegnargli il David di Donatello Speciale a riconoscimento di una carriera che lascia un segno profondo rosso nella storia del cinema”.
Viaggio a 4 zampe, 400 miglia d’amoreCon Ashley Judd le avventure del cane Bella tra puma e veterani

14 marzo 201909:55

– Bella è ancora una cucciola la prima volta che vede il suo padrone Lucas (l’attore Jonah Hauer-King), ma il suo piccolo, fedele e coraggioso cuore di cane comincia a battere per lui e non smetterà più. Arriva nelle sale Un Viaggio a Quattro Zampe, il film di Charles Martin Smith (già regista de L’incredibile storia di Winter il delfino) tratto dal romanzo bestseller di William Bruce Cameron che aveva già ispirato il film Qua la zampa!. Ma non bisogna credere che in questo film, che annovera nel cast anche Ashley Judd nel ruolo di mamma, si parli solo di animali.Sono tanti i personaggi che la dolce Bella incontrerà nel suo cammino, quando per sfuggire ad accalappiacani resi troppo zelanti da un costruttore senza scrupoli viene separata dal suo padrone e per ritrovarlo affronta un viaggio di più di 400 miglia tra pericoli e rischi di ogni tipo. “Abbiamo tutti la famiglia in cui nasciamo e poi la famiglia che ci scegliamo ed è quello che succede a Bella. Quando la separano da quella famiglia, è disposta a fare di tutto per tornare a casa. La sua è un’avventura epica” spiega la Judd. L’attrice nel film interpreta il ruolo di una veterana che fa fatica a rientrare nella routine quotidiana e cade in depressione. Attorno ai lei ci sono i militari ricoverati nell’ospedale a loro dedicato nella città di Denver. Saranno proprio loro a fare di tutto per salvare Bella dalla morte, perché da quel cane hanno ricevuto tanto affetto e momenti di felicità nel difficile ritorno alla normalità dopo essere tornati dalla guerra con il loro carico di ferite e mutilazioni fisiche ma soprattutto morali.”Questa storia parla del vero amore” spiega Cameron. “Un cane attraversa così tante avventure e prove per tornare dalla ‘sua’ persona. Penso che chiunque abbia avuto un cane riconoscerà l’amore incondizionato che questi animali possono dare”. Ed è proprio Bella, che nella versione originale parla e spiega le sue emozioni con la voce dell’attrice Bryce Dallas Howard, la vera anima del film. “Quando ho incontrato Shelby, il cane che interpreta Bella, siamo diventati subito migliori amici. È un cane bellissimo, sincero, brillante, super adorabile” ha spiegato l’attrice. Molto significativi anche i rapporti che Bella stabilisce con gli altri animali. Lei che viene salvata e allevata da una mamma gatta, quando la sua mamma vera viene catturata, diventa a sua volta l’angelo custode di una piccola puma (creata al computer vista la difficoltà di addomesticare un puma) a cui i cacciatori hanno ucciso la madre. Nel film, distribuita da Warner Bros. Entertainment Italia, compaiono poi anche temibili lupi, alci e bisonti.

Al via 20/o Sotto18 parlando di selfie15-22 marzo. Si apre venerdì con ‘Dafne’ di Federico Bondi

TORINO13 marzo 201918:04

– L’anteprima di ‘Dafne’, di Federico Bondi, reduce dalla calorosa accoglienza alla Berlinale, dove ha vinto il premio Fipresci, storia di una donna con la sindrome di down, forte e piena di energia umana, apre il 15 marzo la 20/a edizione del Sottodiciotto Film Festival, forse la più ricca e variegata di sempre. Con una forte impronta sociale considerato il tema, l’autorappresentazione mediale come racconta il titolo ‘Me, Myself(ie) And I’.
Tra gli altri inediti e anteprime, ‘Selfie’, di Agostino Ferrente, in cui i due giovani protagonisti si raccontano attraverso un iPhone, il surreale ‘Diamantino’ di Gabriel Abrantes e Daniel Schmidt, lo sconvolgente ‘The Cleaners’ in arrivo dal Sundance, di Hans Block e Moritz Riesewieck, sugli ‘spazzini digitali’.
Il festival, tra l’altro, omaggia i 90 anni di due amati personaggi dei cartoon, Braccio di Ferro e Tintin, la regista francese Francoise Romand, e Beppe ‘Pe’ Calopresti.
Particolarmente forte quest’anno la collaborazione con Università e Dams.
Bohemian Rhapsody in Italia nella top 10 di sempreCon 28 milioni 800 mila euro entra nella classifica, 1/o Avatar

13 marzo 201919:05

Bohemian Rhapsody continua a collezionare successi e primati nel mercato italiano.
Dall’inizio della programmazione in sala – a quasi quattro mesi dall’uscita – il titolo raggiunge il più ambito dei traguardi: entrare nella classifica top-10 dei film più visti nella storia del cinema in Italia. Con un box-office di 28.800.926 Euro, il biopic musicale sulla vita di Freddie Mercury (interpretato da Rami Malek, miglior attore agli Oscar 2019) e dell’iconica rock band Queen svetta ora al decimo posto tra i titoli dal botteghino da capogiro, permettendo a 20th Century Fox Italia di consolidare il suo primo posto – tra le sorelle d’oltreoceano – per numero di titoli di maggior successo nel mercato italiano (con Avatar – 65.679.527 Euro, Titanic – 50.217.865 Euro e L’era glaciale 3 – L’alba dei dinosauri – 29.705.584 Euro).
“Bohemian Rhapsody è stato un film incredibile, dai primi giorni della sua uscita al cinema fino ad oggi: una corsa inarrestabile al risultato migliore, passo dopo passo, fino al traguardo più importante” ha affermato Paul Zonderland, General Manager di 20th Century Fox Italia. “Siamo orgogliosi e fieri di questa pellicola, di questa nostra incredibile e fortunata scommessa, che continueremo a supportare anche nei prossimi mesi estivi.” Uscito nelle sale italiane il 29 novembre 2018, Bohemian Rhapsody è stato il film più visto in Italia nel 2108 e, ad oggi, ha raggiunto – al box office internazionale – un incasso di oltre 875 milioni di dollari, ottenendo due Golden Globe (Miglior Film Drammatico e Miglior Attore) e quattro Premi Oscar, tra cui la statuetta per il miglior attore protagonista a Rami Malek.         [print-me title=”STAMPA”]

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Per i Verneuil l’integrazione si disintegra
In Non sposate le mie figlie 2 ancora problemi con generi

11 marzo 2019 08:50

– L’integrazione ha un ‘cuore selvaggio’ per la famiglia Verneuil, come dimostra ‘Non sposate le mie figlie! 2’ di Philippe de Chauveron, sequel del fenomeno cinematografico con oltre 150 milioni di euro incassati in tutto il mondo e in sala con 01. Eravamo rimasti con i coniugi Verneuil, Claude (Christian Clavier) e Marie (Chantal Lauby), ormai rassegnati al matrimonio delle loro adorate quattro figlie con uomini di origini e culture molto distanti dalla loro: Rachid (Medi Sadoun), musulmano di origini algerine, Chao (Frédéric Chau), ateo e figlio di cinesi, l’ebreo David (Ary Abittan) e il senegalese Charles (Noom Diawara). Ma l’integrazione sembra non aver funzionato troppo per i quattro generi che sono di nuovo in crisi. Il fatto è che loro si sentono in tutto per tutto francesi, ma allo stesso tempo pensano di non essere trattati come tali e così decidono, all’insaputa l’uno dell’altro, di tornare con le mogli nei rispettivi paesi per trovare quella fortuna che in Francia non hanno trovato.
Incapaci di immaginare la loro famiglia lontana e di non vedere crescere i propri nipoti, Claude e Marie sono pronti a tutto pur di trattenerli e dimostrare loro che la Francia è il posto migliore in cui vivere. Ma i problemi non finiscono qui per i Verneuil: tornano infatti in Francia anche i consuoceri Koffi per il matrimonio della loro unica figlia femmina. Nel frattempo, Marie ha assunto un giardiniere afghano che tutti pensano sia un talebano e il marito, andato in pensione, si è deciso a scrivere un ponderoso libro sulla storia di Francia.
“Per ritrovare la struttura del primo film, nel quale le quattro figlie sposano simultaneamente quattro ragazzi stranieri, ho pensato che sarebbe stato interessante far vivere alle quattro coppie la stessa avventura – spiega il regista – .
In quel periodo eravamo in piena campagna presidenziale e percepivo chiaramente attorno a me il timore degli estremismi.
Sentivo persone dire che se ne sarebbero andate dalla Francia in caso di vittoria di un certo partito, mentre molti cittadini appartenenti a minoranze etniche si lamentavano della discriminazione di cui erano vittime”. Comunque per Philippe de Chauveron nessun messaggio politico nel film “Le persone hanno letto in questo lavoro tutta una serie di messaggi diversi – dice -, mentre la mia sola intenzione, quando l’ho scritto, è stata quella di far divertire il pubblico. Mi diverte fare dell’ironia su tutti gli argomenti possibili e non apprezzo che alla mia opera vengano dati significati diversi. Se proprio deve esserci un messaggio sarebbe che viviamo tutti nello stesso paese, tanto vale fare in modo che tutto vada per il meglio e che ciascuno di noi possa essere felice!”.
Incassi, trionfa Captain MarvelSecondo Green Book, 3/o Non Sposate le mie figlie, 5/o Asterix

11 marzo 201915:21

Captain Marvel, il film di Anna Boden e Ryan Fleck con Brie Larson e Samuel L. Jackson, dopo aver sbancato i box office di tutto il mondo, trionfa anche in Italia. Le gesta dell’eroina Marvel hanno raccolto un totale di 4 milioni 856 mila euro (4 milioni 73 mila solo nel week end) con media 5.270 euro su 773 sale.
Al secondo posto resta stabile Green Book con Viggo Mortensen e Mahershala Ali, in sala da 6 settimane e rilanciato dagli Oscar, che ha incassato altri 742 mila euro per un totale di 8 milioni 397 mila euro. La media è di 2116 euro per 351 copie.
Le altre nuove uscite della settimana sono il sequel della storia della famiglia Verneuil in Non sposate le mie figlie 2 che si piazza al terzo posto con 607 mila euro; il cartoon Asterix e la pozione magica quinto con 340 mila euro e I villeggianti di Valeria Bruni Tedeschi con Valeria Golino e Riccardo Scamarcio nono con 275 mila euro (con la media di 2313 euro su 119 sale).
Rocco Schiavone, si gira la terza serieIn onda sulla Rai in autunno in 4 prime serate

11 marzo 201914:04

Iniziano le riprese della terza serie di “Rocco Schiavone” prodotta da Cross Productions e RaiFiction con Marco Giallini, alter ego del Vicequestore Schiavone. La serie in 4 serate è tratta dai gialli bestseller di Antonio Manzini, pubblicati da Sellerio Editore e sarà distribuita internazionalmente da Beta Film.I titoli dei nuovi episodi sono “La vita va avanti”, “L’Accattone”, “Après le boule passe” e “Fate il vostro gioco”. La sceneggiatura è dello stesso Manzini e di Maurizio Careddu, la regia dei nuovi episodi è di Simone Spada, il direttore della fotografia è Fabrizio Lucci.Ambientata tra Roma e la Valle D’Aosta, la serie andrà in onda in prima serata sulla Rai dal prossimo autunno.
Ucraina mette Al Bano nella black listMinistero Cultura lo considera ‘minaccia a sicurezza nazionale’

MOSCA11 marzo 201915:25

– Il ministero della Cultura ucraino ha inserito anche il cantante Albano Carrisi (Al Bano) nella lista degli individui che considera una minaccia alla sicurezza nazionale. La lista nera è compilata e aggiornata dal ministero della Cultura in base alle richieste del Consiglio di Sicurezza e Difesa nazionale dell’Ucraina, dei servizi di sicurezza ucraini e del Consiglio della Tv e Radio nazionali. Nella black list ci sono ora 147 persone. Lo riferisce l’agenzia Interfax.
Al Bano e Romina Power negli anni Ottanta e Novanta erano famosi anche in Unione Sovietica.
Turci, sono Viva da morire e lo cantoNuovo album da venerdì poi due concerti speciali e tour a teatro

11 marzo 201919:25

‘Viva da morire’ è il nuovo album di Paola Turci in uscita venerdì 15 marzo. In scaletta ci sono dieci brani e il disco arriva a due anni dal precedente ‘Secondo cuore’, oltre che dopo la partecipazione della cantante romana al Festival di Sanremo del mese scorso. “Canto il mio presente – ha detto Paola Turci – ma anche il mio passato e il futuro, in tanti modi come non avevo ancora fatto, a partire dai timbri vocali che non avevo sperimentato prima. Il titolo non è solamente un gioco di parole o un ossimoro, ma è proprio una dichiarazione d’intenti. Non c’è vitalità più forte di chi si accorge di essere sopravvissuto a qualcosa e capisce che da lì può solo essere una ripresa”. Il titolo dell’album è poi anche lo stesso del singolo che lo ha anticipato in radio e sugli store digitali e che ha una storia particolare. “La canzone è stata scritta da Pula+ e da Luca Chiaravalli – ha spiegato la Turci – che in origine l’avevano pensata per J-Ax. E’ stato proprio nello studio di Ax che Luca me l’ha fatta sentire e ho pensato che quella canzone non potevo non cantarla, perché è un storia che racconta di me, dalla mia voglia di mordere la vita. Non l’ho nemmeno provinata, l’ho cantata e basta e ho deciso che il titolo del disco sarebbe stato quello”. Tra “un’ode al quotidiano provare a fare bene” di ‘Le Olimpiadi tutti i giorni’ e l’invito ad essere sempre se stessi diffidando degli yes men di ‘Non ho mai’, Paola Turci canta anche dei mondi che le stanno più vicini, anche quelli da cui ha dovuto separarsi di recente. “Ho cominciato a raccontare di mio padre quando l’ho perso quattro anni fa – ha spiegato la Turci – e in tante occasioni il suo ricordo si è fatto vivo, prima di salire sul palco di Sanremo così come quando ho ascoltato per la prima volta la canzone che poi sarebbe diventata ‘L’ultimo ostacolo’. Un passo del testo mi ha riportato all’ultimo momento della sua vita, che io ho passato con lui. Ho sentito il bisogno di ritrovare la sensazione di una mano paterna che ti accompagna”. Lo sguardo e le parole, nel nuovo album, si spostano anche dal particolare al generale, quando la Turci canta ‘La vita copiata in bella’. “E’ una canzone malinconica sullo stato di decadenza del nostro Paese – ha spiegato la cantante a proposito del brano – e che in certi tratti mi ricorda Lucio Dalla. L’ha scritta per me Fabio Ilacqua, con il quale avevo già collaborato e che nei suoi testi riesce sempre a mettere una visione sociale e politica che mi rappresenta”. Il nuovo album in uscita sarà anche protagonista di due date live speciali nel mese di maggio, il 13 al Teatro degli Arcimboldi a Milano e il 20 a Roma, all’Auditorium Parco della Musica. La partenza di un nuovo tour teatrale di Paola Turci, accompagnata anche dalle nuove canzoni, è invece prevista per il 12 novembre da Torino.
Musei, a Roma il sistema ‘ammazzacode’Sottosegretario Vacca, “al via tavolo tecnico Mibac-Comune

marzo 201913:24

– Arriverà ”presto” anche a Roma il sistema ”ammazzacode” sperimentato con successo (per ora solo nelle giornate gratuite) agli Uffizi di Firenze. Ad annunciarlo, il sottosegretario al Mibac Gianluca Vacca e il vicesindaco di Roma Capitale, Luca Bergamo, oggi nel primo incontro della Settimana aperta della pubblica amministrazione, sul tema del digitale.”È in dirittura di arrivo la sottoscrizione del protocollo per l’istituzione di un tavolo tecnico congiunto – spiega Vacca – per verificare l’adottabilità del sistema in più realtà romane. Potrebbe riguardare, ad esempio, il Parco archeologico del Colosseo, con i Fori e i Musei Capitolini, dove si potrebbe garantire un accesso programmato, con una bigliettazione unica e una redistribuzione di tempi e flussi. Ne abbiamo parlato anche con il direttore del Parco Alfonsina Russo, che ha dimostrato interesse e collaborazione”.Il sistema, realizzato dall’Università dell’Aquila, aggiunge Bergamo, ”potrebbe essere adottato presto, nel giro di un anno”.
Bonisoli,musei devono dialogare tra loroMinistro visita Domodossola, Val d’Ossola bomboniera culturale

DOMODOSSOLA (VCO)11 marzo 201914:16

– “Domodossola ha le strutture e le dimensioni giuste per diventare una bomboniera culturale. L’amministrazione comunale, con le sue iniziative, sta andando verso la direzione giusta: penso si possa fare un ottimo lavoro”. Così il ministro ai Beni culturali, Alberto Bonisoli, che questa mattina ha visitato Domodossola: un salto nel centro storico, i musei, il Sacro Monte Calvario patrimonio Unesco.
“Sono passato decine di volte in Val d’Ossola in treno e spesso mi sono fermato solo in stazione, non ero mai venuto nel centro di Domodossola. Sono contento di averlo visitato oggi”, dice Bonisoli, che propone di “coinvolgere le strutture museali di Domodossola all’interno di un progetto più complessivo, che è il sistema museale nazionale. In Italia abbiamo più di 5 mila musei, spesso sono nello stesso posto ma non dialogano, né hanno rapporti di collaborazione. Occorre dar loro strumenti e aiutarli”.

Nasce il Torino Jazz Festival PiemonteDal 16 marzo al 21 aprile, come anteprima del Tjf

TORINO11 marzo 201914:17

– Nasce il Torino Jazz Festival Piemonte, mirato a valorizzare i numerosi artisti, le rassegne e gli spettatori di musica jazz sparsi sul territorio partendo da un ‘brand’ consolidato, il Torino Jazz festival (Tjf), quest’anno dal 26 aprile al 4 maggio. Il Tjf Piemonte – questo è il nome del nuovo progetto – lo precede dal 16 marzo al 21 aprile, con 14 concerti in 13 località del Piemonte. A presentare oggi la prima edizione, nel New Building di Reale Mutua, main sponsor della rassegna, c’erano le assessore alla Cultura di Regione Piemonte e Città di Torino, Antonella Parigi e Francesca Leon, i direttori di Tjf Diego Borotti e Giorgio Li Calzi, della Fondazione Piemonte dal Vivo, Matteo Negrin e di Piemonte Jazz, Fulvio Alvano.
Inaugura la rassegna, al Teatro Coccia di Novara, il trio Alessandro Giachero Danse. Il Tjf Piemonte – è stato annunciato oggi – firmerà a giorni un protocollo di intesa con il Festival Jazz di Edimburgo, diretto da Agnese Daverio.
Roberto Casalino aprirà tre date del tour di Alessandra AmorosoCantautore prolifico, per lei ha scritto i brani ‘Sul ciglio senza far rumore’ e ‘Trova un modo’

11 marzo 201914:40

Il cantautore Roberto Casalino aprirà tre concerti del ’10 Tour 2019′ che Alessandra Amoroso sta portando in giro per l’Italia.Il musicista sarà protagonista dell”opening act’ all’Rds Stadium di Genova mercoledì 13 marzo, al Palazzo dello Sport di Roma mercoledì 20 marzo e al Nelson Mandela Forum di Firenze venerdì 12 aprile.Casalino sarà protagonista dalle 21 con un mini live in set elettro-acustico.”Sono davvero orgoglioso di poter prendere parte in qualche modo al tour di Alessandra, che reputo tra le cantanti top in Italia”, dice Casalino. Per la Amoroso, Roberto ha scritto, tra gli altri, i brani ‘Sul ciglio senza far rumore’ e ‘Trova un modo’.Tra gli autori più prolifici, Roberto Casalino nel corso degli anni ha scritto per tanti artisti canzoni che sono diventate hit, da ‘Non ti scordare mai di me’ di Giusy Ferreri a ‘Mi parli piano’ di Emma, da ‘Diamante lei e luce lui’ di Annalisa a ‘Magnifico’ di Fedez. E ancora ‘L’essenziale’ per Marco Mengoni e ‘Distratto’ per Francesca Michielin. Ha composto tra gli altri anche per Antonello Venditti, Syria, Nina Zilli, Noemi, Francesco Renga e Michele Bravi.Il suo ultimo album è ‘Errori di felicità’. Attualmente è impegnato in sala di incisione per registrare il suo nuovo lavoro discografico che conterrà alcune sorprese.

Cantante dei Prodigy ‘si è impiccato’Secondo risultati preliminari degli accertamenti della coroner

LONDRA11 marzo 201915:21

Morte per “impiccagione”: è questa la conclusione della polizia britannica sulla base degli accertamenti preliminari di medicina legale rispetto alle cause del decesso di Keith Flint: cantante e ballerino dei Prodigy trovato senza vita il 4 marzo scorso a 49 anni nella sua residenza dell’Essex, nel sud dell’Inghilterra. Il suicidio era stato evocato fin da subito dai media del Regno e da altri componenti della band. La coroner incaricata del caso, Caroline Beasley-Murray, si è riservata comunque di presentare un rapporto aggiornato il 23 luglio prossimo. Al momento non sono ancora noti del resto gli esiti dell’esame tossicologico disposto sul corpo della vittima per identificare eventuali tracce di droga o di abuso di farmaci e alcol. Flint, assurto alla notorietà internazionale con i Prodigy negli anni ’90, aveva alle spalle una storia di tossicodipendenza.
Colosseo, in autunno biglietti più cari e differenziatiIn 10 anni 60 milioni visitatori, 0.8% popolazione mondiale

ROMA11 marzo 201919:37

Un aumento e una differenziazione di tipologie del biglietto ma anche un’offerta sempre più ricca e accessibile per il sito culturale italiano più visitato al mondo (7.6 milioni di visitatori nel 2018 con un incremento negli ultimi due anni del 9,3%): il Parco archeologico del Colosseo ha presentato il nuovo piano ticketing. Dal 1 novembre il biglietto “Basic” che comprende Colosseo, Foro e Palatino – spiega il direttore del Parco Archeologico, Alfonsina Russo – passerà da 12 a 16 euro (+33%). Già da oggi intanto è possibile acquistare il nuovo biglietto “Super” a 16 euro che permette di visitare Foro Romano, Palatino e siti Super (Museo Palatino, Casa di Augusto e di Livia, Aula Isiaca e Loggia Mattei, Criptorportico Neroniano, Santa Maria Antiqua con oratorio dei Quaranta Martiri e Rampa Domizianea, Tempio di Romolo). Sempre da novembre ci sarà poi il biglietto “Full Experience” a 22 euro che durerà 2 giorni e consentirà la visita completa: Colosseo, Arena, Foro, Palatino e siti Super.
Ben 60 milioni di persone, pari allo 0.8% della popolazione mondiale, hanno visitato “il tesoro di Roma” negli ultimi 10 anni. “Il numero di visitatori – dice la Russo – è in continua e forte crescita, anche superiore a quella dei turisti in arrivo a Roma. Il parco del Colosseo è il quarto sito culturale più visitato al mondo (prima solo il Louvre, la Grande Muraglia Cinese e il museo nazionale di Pechino) ed è il maggiore attrattore culturale d’Italia, al primo posto per numero di visitatori. Negli ultimi vent’anni la crescita è stata costante fino a raggiungere i livelli massimi di capienza: il monumento per motivi di sicurezza non può accogliere più di 3 mila presenze in contemporanea”.
La Russo ha poi sottolineato come l’attuale biglietto del Parco a 12 euro (che non subisce aumenti dal 2008) sia tra i meno cari nell’ambito dei principali siti mondiali: costa di più una visita al Met (22 euro) o al Natural History di New York, al sito dell’Esercito di terracotta, a Versailles, ai Vaticani, al Louvre, a Pompei, al Pompidou o al museo D’Orsay. E anche di molti dei principali musei italiani sono più cari, dagli Uffizi (20 euro), ai musei di piazza San Marco a Venezia, la Venaria Reale, Pitti, Pompei, la Galleria Borghese, il Mann, Castel Sant’Angelo, l’Egizio e il Ducale. “Vogliamo allineare il prezzo ai confronti e alle aspettative del pubblico – dice la Russo – ma anche frenare tutte le operazioni illegali favorite da un prezzo troppo basso. Ad esempio durante la Settimana dei Musei abbiamo avuto fino a 21 mila visitatori al giorno e vari tentativi di truffa con persone che tentavano di vendere il biglietto nonostante fosse gratuito…”.
In aumento anche l’offerta culturale: “L’11 aprile – spiega il direttore – prevediamo di aprire il palazzo di Nerone sul Palatino, la cosiddetta Domus transitoria. Questo sarà l’incipit per un nuovo percorso, quello neroniano, che lega il palazzo sul Palatino distrutto dall’incendio del 64 con quella che sarà la reggia per eccellenza, ovvero la Domus Aurea sul colle Oppio (di cui pensiamo di incrementare l’apertura di un giorno, il venerdì). Quindi i visitatori potranno in un unico percorso vedere due luoghi straordinari legati a questo imperatore così controverso. Verso fine anno apriremo anche la Domus Tiberiana, cioè le viscere del Palatino con il clivus della Vittoria”.
Infine un annuncio che riguarda la celebrazione dei 500 anni dalla morte di Raffaello: “Stiamo lavorando nella Domus Aurea anche per questo: nuove illuminazioni e allestiremo un’importante mostra dedicata a una delle grandi scoperte del Rinascimento ovvero le grottesche della Domus Aurea che tanto hanno ispirato questi artisti da Pinturicchio a Raffaello. E proprio per questo dedicheremo la Domus Aurea a Raffaello nel 2020”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Moneta vince gara per statua Maria Teresa
Opera di Gerini, Facchini e Pockay sarà pronta in un anno

TRIESTE11 marzo 201915:23

A raffigurare Maria Teresa d’Austria in una statua sarà l’opera Moneta, un grande tallero con sopra il volto dell’imperatrice d’Austria. Lo ha annunciato il presidente dell’Unione degli Istriani, Massimiliano Lacota, illustrando il punteggio delle votazioni dei cittadini, ieri, e quello della Commissione.
“Non ci aspettavamo di vincere. Non volevamo fare la solita statua ma nello stesso tempo ideare qualcosa che fosse emblematico per la città, la città di Maria Teresa”, afferma Eric Gerini, uno dei tre autori di Moneta, con Facchini e Pockay. A loro andranno anche 15 mila euro. La statua dovrebbe essere pronta in un anno tra tempi tecnici amministrativi e di realizzazione materiale. Al secondo posto si è classificata ‘Maria Teresa e noi’ di Ferluga e Matic. A seguire, ‘Maria Teresa Trieste Il borgo La Bora’ di Bette, Trani e Stacul; Monumento equestre di Panizon e Markezic e Maria e Theresia di Skerli. Ieri hanno votato 879 cittadini attendendo anche fino a un’ora e mezza per raggiungere il seggio.
Whoopi Goldberg: “ho sfiorato la morte”Attrice in via guarigione dopo shock settico

NEW YORK11 marzo 201915:35NE

– “Ho sfiorato la morte”. Lo rivela Whoopi Goldberg in un videomessaggio durante la trasmissione ‘The View’ di cui è tra le presentatrici. “Hey, sì, sono io – ha detto l’attrice nel messaggio per spiegare l’assenza dagli schermi dallo scorso sei febbraio – sono in piedi e mi muovo, non così velocemente come vorrei ma sto bene, non sono morta”.
Ha poi aggiunto di aver avuto la polmonite e uno shock settico (uno stato critico d’insufficienza circolatoria acuta che origina da un’infezione diffusa nel sangue, ndr). La Whoopi ha anche ringraziato tutti per gli auguri di pronta guarigione. L’attrice è alla co-conduzione di ‘The View’, in onda su Abc dal 2007 ed è una delle poche ad aver conseguito un ‘Egot, ossia i quattro principali premi dedicati all’intrattenimento in Usa, Emmy, Grammy, Oscar e Tony.
‘Non è la D’Urso’, Barbara anche in prime time Canale 5, primi ospiti Al Bano, Parisi, forse Corona

11 marzo 201919:29

Due personaggi con parecchio astio tra loro, resteranno chiusi in ascensore per almeno una mezzoretta. Poi c’è l’ospite che si lascerà andare a confidenze sulla sua vita, interagendo con interlocutori nascosti in sfere magiche e quindi senza sapere chi siano. Ma anche il pubblico da casa potrà esprimere il suo gradimento su quello che sente, attraverso il meccanismo dei social. Tre ore di diretta per il nuovo prime time di Canale 5, ‘Live-Non è la D’Urso’, in onda da mercoledì e nelle intenzione della rete destinato a diventare un punto fermo nel palinsesto televisivo. Un programma, targato Videonews, e affidato, come evidente dal titolo, a Barbara D’Urso, volto per eccellenza di Mediaset. “Tanto per cominciare il titolo non l’ho scelto io – ha detto oggi Barbara, presentando il programma – Ricorda ovviamente il noto ‘Non è la Rai’, ma io mi sono prestata volentieri, sono molto autoironica e mi piace non prendermi troppo sul serio”. “Vogliamo che Barbara D’Urso diventi un pilastro anche del prime time”, ha aggiunto il direttore di Canale 5 Giancarlo Scheri. A maggio 62 anni, Barbara si appresta quindi a sbarcare anche in prima serata, dopo i contenitori della domenica e dei pomeriggi e alla vigilia del ‘Grande Fratello, di cui sarà la conduttrice. “Stavo benissimo nelle mie ore pomeridiane, per me è un grosso rischio – ha spiegato – Ma era più di un anno che mi chiedevano di fare una cosa del genere, è stato un parto difficilissimo e lunghissimo”. “Questo è un prodotto di parole, un genere che spesso impiega tempo per conquistare il pubblico – ha aggiunto – Anche Fazio ci ha messo degli anni per arrivare al suo audience”. Tra i primi ospiti Al Bano con Loredana Lecciso e i loro figli, Heather Parisi, che arriverà dalla Cina, dove vive con il marito e le sue gemelle, Thomas Markie Junior, fratello della principessa Meghan che lei non vuole più vedere e alla quale il giovane rivolgerà un appello per poter conoscere il futuro nipote. Da confermare la presenza di Fabrizio Corona. “Ho accettato di averlo in trasmissione solo perché ha insistito e vuole chiedermi pubblicamente scusa per gli attacchi a me e alla mia famiglia,”, ha spiegato Barbara riferendosi in particolare ad un foto scattata anni fa al figlio. Di sicuro non si parlerà di quello che è successo a ‘L’isola dei famosi’ nella puntata scorsa quando è stato mandato in onda un video di Corona su presunti tradimenti della moglie di uno dei concorrenti, Riccardo Fogli. Provocando una tale indignazione che gli autori del programmi sono stati allontanati. “Mi risulta che Corona abbia chiesto scusa”, ha detto Barbara che non è voluta entrare nella polemica. “Posso solo dire, parlando ad esempio del Grande Fratello, che io ai concorrenti conosciuti o sconosciuti che siano ho sempre ripetuto ‘guardate dovete essere pronti a vedere maciullata la vostra vita, qualunque cosa ci sia nel vostro passato, amanti, creditori, episodi che credevate dimenticati tutto salterà fuori’ – ha spiegato Barbara – Quindi io avrei mandato in onda quel video ma non quel modo”. ‘Live- Non è la D’Urso’ andrà in onda fino a giugno. Quindi Barbara si dedicherà a ‘La dottoressa Giò’ : è ufficiale infatti che ci sarà una seconda serie.

Jennifer Lopez presto sposaPopstar accetta proposta Alex Rodriguez durante vacanza Bahamas

NEW YORK11 marzo 201916:15

– Jennifer Lopez e Alex Rodriguez sono promessi sposi. La popstar e attrice e l’ex stella del baseball americano hanno annunciato il loro fidanzamento con un post sui social media. Rodriguez, 43 anni, ha messo un anello al dito della Lopez (49) durante una romantica vacanza alle Bahamas. In una delle foto si vede lui che tiene la mano di lei mostrando il vistoso anello e con sullo sfondo un tramonto, mentre in un’altra JLo è in posa in costume da bagno sulla spiaggia e A-Rod sembra chiedersi se sarà un sì o un no alla sua proposta.
Immediata la valanga di auguri dei fan e di molte celebrities sui social, tra queste Naomi Campbell, Kourtney Kardashian, Gwen Stefani, Heidi Klum, Paris Hilton mentre Ellen DeGeneres si è proposta come testimone di nozze.
The Niro e Gary Lucas omaggiano Jeff BuckleyEsce ‘The complete Jeff Buckley & Gary Lucas songbook’

11 marzo 201916:22

Si intitola ‘The complete Jeff Buckley & Gary Lucas songbook’ il nuovo album, annunciato a Parigi, di The Niro featuring Gary Lucas che raccoglie per la prima volta tutte le canzoni scritte da Jeff Buckley con lo stesso Gary Lucas, inclusi cinque titoli finora non presenti in nessun album.
The Niro è il nome del progetto musicale dell’artista italiano Davide Combusti, protagonista della scena indie-rock dal 2002. Al suo attivo ha quattro album di cui tre in inglese. Gary Lucas è considerato uno dei più influenti chitarristi americani. Può vantare un capitolo rilevante nella carriera di Jeff Buckley col quale ha composto le storiche Grace e Mojo Pin.
Gary Lucas, scoprendo The Niro durante un tour italiano, gli propone di dare voce a questo progetto. Il cantante arruola il produttore artistico Francesco Arpino e propone la produzione esecutiva a Pierre Ruiz e alla sua etichetta discografica, la Esordisco. Dopo poco più di un mese, Gary Lucas sbarca a Roma ed iniziano le registrazioni di ‘The complete Jeff Buckley & Gary Lucas songbook’, che vedrà la luce il prossimo autunno. Nel progetto, anche Phil Spalding (Mick Jagger, Roger Daltrey, Seal, Elton John…) al basso, Puccio Pannetieri alla batteria (Mannarino, Carmen Consoli) e Mattia Boschi al violoncello.

 

Chiara Marchelli, reinventare la vita feritaScrittrice già finalista Strega torna con storia intima e dur

marzo 201916:39

– CHIARA MARCHELLI, ‘LA MEMORIA DELLA CENERE’ (NN, pp. 246, EURO 18) Reinventare la vita, con tutti i suoi equilibri, dopo aver sfiorato la morte. ‘La memoria della cenere’, nuovo romanzo di Chiara Marchelli, già tra i 12 finalisti del premio Strega con ‘Le notti blu’ (Perrone, 2017), è una storia intima e dura sulla ricerca di una nuova esistenza dopo che tutto quel che conosciamo viene sconvolto dalla malattia. I rapporti personali, familiari, le abitudini, e anche il luogo dove si vive. Elena, italiana a New York, viene colpita da un aneurisma, ed insieme al compagno Patrick si trasferisce per ricominciare nell’Auvergne, in Francia, all’ombra del vulcano Puy de Lùg.
Mentre sta cercando di vivere al meglio la convalescenza e la lenta ripresa, e mentre sono in visita i suoi genitori, il vulcano inizia ad eruttare. E con la sua cenere avvolge i protagonisti e ogni loro interazione.
Marchelli racconta tutto con una lingua precisa e ricca, e la vicenda trova la sua narrazione nei piccoli gesti, oggetti, mezze parole: un cucchiaino che gira in una tazza di tè racconta una tensione; lo sguardo di un bambino nel bar del paese un imbarazzo; una frase di circostanza detta in famiglia scatena rabbia ed incomprensione.
Nello spazio circoscritto del minuscolo paese e della casa da dove non si può partire a causa del vulcano, tutto viene messo in discussione, la stessa immagine che Elena ha di sé, la sua capacità di scrittrice, il rapporto con Patrick, il vissuto con i genitori. Con i ricordi che si fanno spazio insieme alla consapevolezza che un mondo è sparito e non ce n’è ancora un altro che possa pienamente sostituirlo. Il vulcano, come il suo magma, mantiene tutto in ebollizione, con una perenne sensazione di insicurezza. Non solo di Elena, ma di tutti coloro che vengono bloccati da cenere e lapilli. Chiara Marchelli, che vive a New York, dove insegna letteratura contemporanea, traduzione e scrittura creativa alla New York University, conferma con ‘La memoria della cenere’ il suo talento nel raccontare l’intimo, il profondo dei suoi personaggi, dove ogni piccolo atto diventa rilevante e simbolico.

Sul Nove Leaving Neverland su “Jacko”19 e 20 marzo film choc su pedofilia

11 marzo 201916:48

– Leaving Neverland, il documentario coprodotto da HBO e Channel 4, distribuito da Kew Media Distribution e diretto dal pluripremiato regista televisivo Dan Reed, si vedrà anche in Italia. Il film choc andrà in prima tv assoluta sul Nove il 19 e il 20 marzo in prima serata.
E’ la storia di due bambini, James Safechuck, 10 anni, e Wade Robson, 7 anni, entrambi diventati amici di Jackson, affascinati, come le rispettive famiglie, dalla fiabesca vita del cantante all’apice del successo planetario.
Attraverso le interviste agli ormai trentenni Safechuck e Robson e ai loro familiari, il documentario svela gli abusi subiti negli anni, che hanno portato entrambi gli uomini a confrontarsi con i loro traumi a distanza di tempo, non solo come adulti ma anche come genitori. Il film, proiettato in anteprima all’ultimo Sundance Film Festival e trasmesso in America da HBO e in Inghilterra da Channel 4, arriva anche in Italia sul Nove

Potere e virtù per Festival del MaggioIn programma 5 opere e 130 appuntamenti con danza e musica

FIRENZE11 marzo 201917:04

– Cinque titoli d’opera, oltre 130 appuntamenti con danza e musica contemporanea in due mesi di programmazione e una rete che vede collaborare cinquanta istituzioni culturali: dedicata al tema ‘Potere e Virtù’, presentata oggi l’82/a edizione del Festival del Maggio musicale fiorentino che uscirà dai confini del Teatro per allargarsi alla città e alla Toscana. Ad aprire sarà ‘Lear’ di Aribert Reimann il 2 maggio diretto da Fabio Luisi. In programma poi ‘La straniera’ di Bellini, ‘Le leggi fondamentali della stupidità umana’ ispirata al libro di Carlo Cipolla e un nuovo allestimento per ‘Le nozze di Figaro’ di Mozart, con la regia di Sonia Bergamasco e Kristiina Poska sul podio. Alla Grotta del Buontalenti a Boboli poi ‘Intermedi della Pellegrina’, commedia nel nuovo allestimento con la regia di Valentino Villa.
Per i 500 anni dalla morte di Leonardo il Maggio presenta ‘Leonardesca. Aforismi per voci di bambini e pianoforte su testi di Leonardo da Vinci’ e un concerto per 500 ottoni e percussioni.
Bologna candida portici a bene UnescoConsegna definitiva dossier febbraio 2020,responso febbraio 2021

LOGNA11 marzo 201917:38

– Il Comune di Bologna presenterà giovedì la candidatura dei portici a patrimonio dell’umanità Unesco. Il dossier è quasi ultimato e sarà proposto al Ministero per i Beni Culturali nel prossimo settembre. Nelle scorse settimane si sono svolti incontri preliminari con istituzioni e stakeholder. Coinvolti nel percorso anche le biblioteche e i musei del Comune.
Parallelamente i consulenti di Links, la Fondazione che affianca l’amministrazione in questa iniziativa, ha effettuato sopralluoghi in città per perfezionare la selezione dei tratti di portico che faranno parte della candidatura. A settembre la versione preliminare del dossier sarà consegnata al Mibac che lo invierà al Consiglio Internazionale dei Monumenti e dei Siti di Parigi e da quel momento inizierà la fase delle osservazioni. La consegna definitiva del dossier è prevista per febbraio 2020.
Poi, nell’autunno dello stesso anno, seguirà la visita degli ispettori. Infine, a febbraio 2021, la città avrà il responso della commissione valutatrice.

Tim Burton: ‘Io un outsider come Dumbo’28/3 nuova versione film Disney. Keaton, analogie politica Trump

12 marzo 201909:12

“Sono sempre stato un outsider, come Dumbo”. Tim Burton spiega così la sua preferenza, fra tutti gli eroi Disney, dell’elefantino dalle orecchie enormi che il 28 marzo arriverà nelle sale anche in Italia, in una versione live action del famoso capolavoro di animazione del 1941, con protagonisti Colin Farrell, Eva Green, i giovanissimi Nico Parker e Finley Hobbins e due vecchie conoscenze del regista californiano: Danny De Vito e Michael Keaton che tornano a lavorare insieme, ad un film di Burton, a 17 anni dall’uscita di Batman Return. Questa volta però le parti sono invertite. De Vito che era il “villain” Penguin nel film del 1992, è ora uno degli eroi positivi, Mr. Medici, il padrone del circo, Mr. Medici dove nasce l’elefantino Dumbo, mentre Keaton, indimenticato Batman nella saga di Burton, è ora il perfido Mr. Vandevere, villain del film.”L’idea di un eroe che trasforma in vantaggio un suo enorme difetto, come riesce a fare Dumbo, è ciò che più mi attrae di questa storia”, spiega Burton, e anche Colin Farrell che interpreta un padre tornato dalla guerra senza un braccio, che pure cerca rendersi utile nella famiglia allargata del circo di Medici è della stessa idea: “I protagonisti di questo film sono tutti personaggi che cercano il loro posto, in un mondo che non li accetta”. Eva Green interpreta la acrobata Colette: “Ho sempre avuto la fobia delle altezze, soffro di vertigini, ero terrorizzata. Grazie a Tim Burton e a questo film ho vinto le mie paure”.Durante la conferenza stampa è stato fatto anche un parallelo fra la storia di Dumbo, separato forzatamente dalla sua mamma, e la triste pagina di cronaca di cui l’amministrazione Trump si è fatta responsabile la scorsa estate, con la separazione delle famiglie di migranti, al confine fra Stati Uniti e Messico. Un’emergenza che ha riguardato circa 2000 famiglie e che non è ancora del tutto rientrata. Molti bambini infatti sono ancora separati dai genitori. Tim Burton, ha spiegato che sì, in qualche modo c’è una correlazione fra quanto succede a Dumbo e le pagine di cronaca, ma è una relazione più spirituale che oggettiva: “Come ogni favola è legata a quello che succede intorno a noi, le favole toccano certi argomenti senza far sì che siano letteralmente cucite intorno avvenimenti del giorno”. Danny De Vito chiarisce: “Anche il capolavoro del 1941 parlava di una separazione fra madre e figlio, quindi il riferimento non è necessariamente legato a quell’orribile, disgraziato fatto di cronaca”. Michael Keaton ha voluto sottolineare quanto importante sia continuare a parlare di certi argomenti. “Grazie, per favore, continuate a parlarne, quello che è successo è criminale e crudele”.Come sempre, a curare i costumi del film di Burton è stata Colleen Atwood, mentre Danny Elfman ha creato la colonna sonora: “Ho fatto insieme a Tim Burton ormai dieci film. Lavorare con lui è come avere un bambino. Se dovessi ricordarti il primo anno di vita di un figlio ne faresti uno solo, ma poi ti scordi delle notti in bianco e dei problemi, vedi il risultato e dici, ok facciamone un altro”.

Paganini Rockstar chiude, 45 mila visiteAllestimento straordinario, ha meravigliato e emozionato

GENOVA11 marzo 201918:11

– E’ stata una mostra-evento complessa ma affascinante e intrigante, ha coinvolto in egual misura giovani e meno giovani, ha meravigliato e emozionato musicisti e non musicisti: Paganini Rockstar, confronto ideale e non banale tra il ‘Violinista del Diavolo’ e il grande chitarrista rock Jimi Hendrix curata da Roberto Grisley, recentemente scomparso, ha chiuso i battenti a Palazzo Ducale di Genova con la partecipazione di 45.454 persone, il 19,4% delle quali di età inferiore ai 25 anni, il 26,9% tra i 26 e i 45 anni, il 30,2% tra i 46 e 60 anni e il 19,6% oltre i 60 anni. Si è trattato di un progetto coraggioso e innovativo, che attraverso un percorso multimediale caratterizzato dalle testimonianze video di Salvatore Accardo, Morgan, Gianna Nannini, Roberto Bolle e Ivano Fossati, ha presentato documenti e rari spartiti autografi di Paganini e infine anche il famoso Guarneri del Gesù, l’amato violino ‘Cannone’ (davanti al quale si è commosso Ara Malikian) a confronto con un frammento della chitarra di Hendrix. Tra i personaggi che hanno visitato la mostra Salvatore Accardo, Morgan, Neri Marcorè, Adriano Panatta, Cesare Prandelli, Stefano Accorsi, Ara Malikian, Daniel Libeskind, Martin Chalfie.

Facebook e i quotidiani locali, le interazioni con gli utentiReport di Media Hub sull’utilizzo dei social da parte della stampa locale

marzo 201920:06

Dopo l’indagine fatta per i quotidiani nazionali, ecco il rapporto di Media Hub per le testate locali in relazione anche agli utenti Facebook. Le testate prese in considerazione sono undici “all digital”, testate che non hanno una corrispondente versione cartacea, e undici  ‘tradizionali’. Le testate prese in esame sono: Il Gazzettino, Il Giornale di Brescia, Il Resto del Carlino, Il Secolo IXI, Il Tirreno, L’Arena, L’Eco di Bergamo, La Gazzetta del Mezzogiorno, La Nazione, e La Sicilia. Per i “pure player”, invece, abbiamo preso in considerazione: BresciaToday, CataniaToday, FoggiaToday, LeccePrima, MilanoToday, NapoliToday, PalermoToday, Riviera24, RomaToday, TorinoToday, e VareseNews. Il quotidiano con il maggior numero di risposte ai commenti delle persone è VareseNews a 33 risposte in un mese. Seguono L’Arena, quotidiano di riferimento della provincia di Verona, e Il Tirreno, con 22 risposte in trenta giorni. Un volume decisamente ridotto rispetto alle migliaia di commenti ricevuti, come vedremo.Il quotidiano con il maggior engagement rate medio giornaliero è FoggiaToday, al 3.72%. All’estremo opposto un’altra testata del network di testate locali all digital: NapoliToday, al 0.76%.
Prevalentemente critici i commenti ai contenuti proposti dalla 22 testate prese in esame che esprimono, prevalentemente, un sentiment – le emozioni e le reazioni associate – negativo. In tal senso “schifo”, “colpa”, e “vergogna” sono tra i termini maggiormente utilizzati, appunto, in chiave negativa.
“Merda”, “cazzo”, e “minkia” [si, con la K], sono alcuni dei termini maggiormente ricorrenti nei commenti delle persone, confermando, purtroppo, ancora una volta, l’assenza di una social media policy e di moderazione, di gestione della community, ancora oggi nel 2019.  Per quel che vale, la fanbase più ampia è di Il Mattino di Napoli, con circa 1.3 milioni di follower, mentre la più piccola è quella di Riviera24, a poco più di 41mila fan. Scarso complessivamente l’incremento del numero dei fan nel periodo di osservazione, a conferma di una raggiunta fase di maturità.
In un mese, complessivamente, i post di tutte le testate esaminate hanno avuto 1.4 milioni di mi piace, 946mila condivisioni, e 340mila commenti.

Bryan Adams torna in Italia per due date14 dicembre a Bologna e il 15 a Milano con il Shine a Light tour

12 marzo 201909:36

– Bryan Adams annuncia il nuovo tour mondiale “Shine a Light”, con concerti in Canada, Regno Unito, Nuova Zelanda, Australia, Europa. Non mancherà l’Italia, con due tappe a Bologna (Unipol Arena il 14 dicembre) e Milano (Forum di Assago il 15 dicembre).
Bryan Adams ha pubblicato il suo nuovo album, “Shine a Light”, il primo marzo 2019 con Universal Music Group. Il titolo dell’album è il singolo di punta del disco ed è stato scritto a quattro mani con Ed Sheeran. “Ho incontrato Ed a Dublino quest’anno durante uno dei suoi concerti e siamo rimasti in contatto – ha detto Adams -. Un giorno gli ho mandato un ritornello che avevo per l’idea di una canzone intitolata “Shine a Light” e gli ho chiesto se gli andasse di collaborare. Ho ricevuto un paio di versi qualche giorno dopo e, cavolo, dovreste sentirlo cantare questa canzone!”. Nell’album anche un duetto con Jennifer Lopez sul brano “That’s How Strong Our Love Is”.
Gucci sfilerà ai Musei CapitoliniMaison contribuirà a recupero Rupe Tarpea

marzo 201918:55

– “Gucci e la città di Roma annunciano che la sfilata Cruise 2020 avrà luogo il 28 maggio 2019 all’interno dei Musei Capitolini. Alessandro Michele, Direttore Creativo di Gucci, ha scelto di continuare il suo dialogo con l’antico, attingendo questa volta ai luoghi della sua infanzia.
Situati sull’omonimo colle, i Musei Capitolini rappresentano un complesso museale unico al mondo per l’importanza delle loro collezioni di antichità e per la storia secolare”. Lo annuncia la maison Gucci insieme al Comune di Roma.
“Nel corso dei prossimi due anni, Gucci contribuirà al progetto di recupero della celebre Rupe Tarpea, la parete rocciosa posta sul lato meridionale del Campidoglio, dalla quale fino al I secolo d.C. venivano gettati nel sottostante Foro Romano i traditori della Patria condannati a morte, che in tal modo venivano simbolicamente espulsi dall’Urbe. Oggi la rupe, costituita prevalentemente di tufo, scolpita e scavata nel corso dei secoli, rappresenta uno spazio naturale unico nel suo genere”.
Nek, il 10 maggio esce nuovo albumIl 22 settembre all’Arena di Verona, poi tour europeo

11 marzo 201918:58

– Uscirà il 10 maggio il nuovo album di inediti di Nek, ancora senza titolo e a tre anni di distanza dal precedente “Unici”.
Da novembre, Nek tornerà anche a esibirsi all’estero in una serie di appuntamenti live in Europa, toccando Spagna, Germania, Regno Unito, Francia.
Prima di intraprendere l’avventura europea, però, il 22 settembre, il cantante tornerà all’Arena di Verona, a due anni dal concerto evento del 2017 che aveva fatto registrare il sold out con 12 mila persone.
Queste le date del tour europeo: 18 novembre Monaco, 25 novembre Bruxelles, 26 novembre Parigi, 30 novembre Lussemburgo, 1 dicembre Londra, 2 dicembre Madrid.
Skam Italia teen drama torna con terza stagioneTra amore, sexting e la violenza giovanile su TimVision

marzo 201919:43

Dopo avere raccontato tematiche importanti come la solitudine, l’identità, la definizione dell’orientamento sessuale e i disordini psichici, al centro della nuova stagione ci sarà la difficile ed emozionante relazione tra Eleonora (Benedetta Gargari) ed Edoardo (Giancarlo Commare).
Definita dalla stampa nazionale e internazionale come una delle serie italiane più belle e innovative del 2018, il teen drama Skam Italia torna in esclusiva su Timvision con la terza stagione. Prodotta da Timvision Production con Cross Productions: è composta da 11 episodi, e parte con la pubblicazione delle consuete clip quotidiane. Ogni venerdì verrà proposto agli abbonati l’episodio completo in esclusiva.
La serie nella precedente stagione si è imposta come un vero fenomeno di successo triplicando gli spettatori rispetto alla prima e risultando ogni settimana tra i trending topic su Twitter con l’hashtag #SKAMItalia.
Nel corso delle puntate si sfioreranno anche argomenti come i disturbi alimentari, il sexting e la violenza giovanile.
Pur basandosi sull’omonimo teen drama norvegese, Skam italia non è un semplice remake. Lo showrunner Ludovico Bessegato e gli sceneggiatori di questa stagione (Alice Urciuolo e Ludovico Di Martino) hanno profondamente adattato le sceneggiature originali, cercando di rivolgersi ai ragazzi italiani utilizzando il loro linguaggio e permettendo così l’identificazione totale con la storia.
Nei nuovi episodi i fan ritroveranno i personaggi amati, Martino (Federico Cesari), Niccolò ( Rocco Fasano), Eva (Ludovica Martino), Giovanni (Ludovico Tersigni), Silvia (Greta Ragusa), Sana (Beatrice Bruschi), Federica (Martina Lelio), Elia (Francesco Centorame), Luchino (Nicholas Zerbini), Filippo (Pietro Turano), diretti da un nuovo regista, il giovanissimo Ludovico Di Martino.
Le clip giornaliere saranno disponibili su Timvision seguendo gli orari degli eventi che animeranno la vita dei protagonisti.
La narrazione prenderà vita anche sui canali social dove sarà possibile accedere ai contenuti speciali della serie: la quotidianità dei ragazzi protagonisti con post, foto, video e storie in tempo reale anche dopo la fine dell’episodio.

Rutger Hauer a Lucca film festivalPrenderà anche parte evento che ricreerà atmosfere Blade Runner

LUCCA12 marzo 201911:40

– Rutger Hauer, famoso per le sue interpretazioni leggendarie in Blade Runner e Ladyhawke, sarà uno degli ospiti dell’edizione 2019 del Lucca film festival e Europa Cinema, in programma dal 13 al 21 aprile.
Con Joe Dante, Mick Garris e Philip Gröning, l’attore olandese diventa la quarta star annunciata per la prossima edizione del manifestazione di Lucca. Durante il festival Hauer riceverà il premio alla carriera, sarà uno dei componenti della giuria del concorso lungometraggi e terrà una masterclass sul tema del ‘futuro’. L’omaggio a Rutger Hauer sarà poi caratterizzato dall’evento ‘Tears in rain’ per celebrare Blade Runner, il film di Ridley Scott (1982) ambientato a Los Angeles proprio nel 2019. L’evento si terrà a Lucca il 20 aprile nell’ambito di Effetto cinema notte: l’attore presenzierà alla manifestazione che vuole ricreare l’atmosfera futuristica del film grazie a un’ambientazione animata da figuranti in costumi cyberpunk e dalla colonna sonora di Vangelis musicata dal vivo.
‘Il sorpasso’ tra dopoguerra e rinascitaDal 16/3 a Parma ‘Quando l’Italia si mise a correre, 1946-1961′

PARMA12 marzo 201911:41

– E’ un ritratto dell’Italia del dopoguerra, dalla ricostruzione al boom economico, quello che il Palazzo del Governatore, nel cuore di Parma, ospita dal 16 marzo al 5 maggio. ‘Il sorpasso. Quando l’Italia si mise a correre, 1946-1961′ è un racconto collettivo per immagini che fa rivivere i tempi duri della ricostruzione del Paese, dopo la devastazione della seconda guerra mondiale, e che conduce al boom economico degli anni ’60. La mostra, con evidente richiamo al film-icona di un’epoca firmato Dino Risi, è organizzata dall’Istituto Luce-Cinecittà, promossa dal Comune in collaborazione con lo Csac-Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università e curata da Enrico Menduni e Gabriele D’Autilia.
Sono 160 le immagini dell’epoca, oltre a documentari e video installazioni, che tracciano un ritratto collettivo dell’Italia con le sue speranze e i suoi progressi, senza nascondere i molti problemi irrisolti e le disuguaglianze.
Al via Sorelle Macaluso di Emma DanteSecondo lungometraggio della regista, tratto da piece teatrale

11 marzo 201912:44

– Al via le riprese de Le sorelle Macaluso, secondo lungometraggio da regista di Emma Dante, tratto dalla sua omonima pièce teatrale. Scritto da Emma Dante, Elena Stancanelli e Giorgio Vasta, il film è una produzione Rosamont e Minimum Fax Media con Rai Cinema. Le sorelle Macaluso è interpretato da Alissa Maria Orlando, Susanna Piraino, Anita Pomario, Eleonora De Luca, Viola Pusatieri, Donatella Finocchiaro, Serena Barone, Simona Malato, Laura Giordani, Maria Rosaria Alati, Rosalba Bologna, Ileana Rigano. Le riprese si svolgeranno a Palermo per sei settimane.
Il film uscirà nelle sale nel 2020 distribuito da Teodora Film.
E’ la storia di Maria, Pinuccia, Lia, Katia, Antonella.
L’infanzia, l’età adulta e la vecchiaia di cinque sorelle nate e cresciute in un appartamento all’ultimo piano di una palazzina nella periferia di Palermo. Una casa che porta i segni del tempo che passa come chi ci è cresciuto e chi ancora ci abita. La storia di una famiglia, di chi va via, di chi resta e di chi resiste.

Miur: al via le domande di mobilità per il personale docentePer il personale Ata le istanze potranno essere presentate dall’1 al 26 aprile 2019

11 marzo 201914:27

Al via da oggi e fino al 5 aprile 2019 la possibilità per il personale docente di presentare domanda di mobilità per il prossimo anno scolastico. Le indicazioni sul sito del Miur.Per il personale educativo le istanze potranno essere presentate dal 3 al 28 maggio 2019. Per il personale Ata le istanze potranno essere presentate dall’1 al 26 aprile 2019.Per la mobilità professionale e territoriale verso le discipline specifiche dei Licei Musicali la presentazione delle domande è stabilita dal 12 marzo al 5 aprile 2019.Per gli insegnanti di religione cattolica le domande, infine, potranno essere presentate dal 12 aprile al 15 maggio 2019.         [print-me title=”STAMPA”]

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Noel Gallagher al Pistoia blues
In concerto con la sua band High Flying Birds l’8 luglio

FIRENZE08 marzo 2019 13:41

– Sarà Noel Gallagher con la sua band High Flying Birds il protagonista della serata dell’8 luglio 2019 alla 40/a edizione del Pistoia blues festival. Con la conferma dell’artista, spiegano gli organizzatori della manifestazione pistoiese in una nota, si definiscono headliner e date dell’edizione 2019: i Black Stone Cherry il 5 luglio, Thirty Seconds To Mars il 6 luglio, Robben Ford e Eric Gales il 7 luglio, Noel Gallagher’s High Flying Birds l’8 luglio e Ben Harper & The Innocent Criminals il 10 luglio.

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Gli scatti di McCurry sulla letturaA Palazzo Madama Torino, testi e sezione sui suoi libri

TORINO08 marzo 201913:51

– Oltre 70 immagini di Steve Mc Curry dedicate alla passione per la lettura, con un contrappunto di brani letterari e una sezione dedicata ai suoi libri. E’ la mostra ‘Leggere’, dal 9 marzo al primo luglio nella Corte Medievale di Palazzo Madama, in una città, Torino, che anche grazie al Salone del Libro, può essere considerata la ‘capitale italiana della lettura’.
Le fotografie ritraggono persone di tutto il mondo, assorte nell’atto intimo e universale del leggere, nei contesti più vari. Immagini accompagnate da brani letterari scelti da Roberto Cotroneo, che propongono una sorta di percorso parallelo.
“Nella mostra ‘Leggere’ il soggetto non è tanto il libro, ma la persona intenta alla lettura, colta dall’obiettivo in contesti spesso di povertà ed emarginazione, dove l’ultima cosa a cui pensare sembrerebbe essere l’interesse per un libro”, sottolinea Guido Curto, direttore di Palazzo Madama. “Una mostra diversa, da leggere” spiega Biba Giaccetti, che ha curato la mostra con Cotroneo.

Avati e Marchioni a Castiglione CinemaSeconda edizione dal 29 maggio al 2 giugno

PERUGIA08 marzo 201913:54

– Dal 29 maggio al 2 giugno Castiglione del Lago ospiterà la seconda edizione di Castiglione Cinema-RdC incontra, quattro giorni di film, seminari, laboratori, premi, formazione, studio, dialogo e masterclass.
Tra i protagonisti attesi Pupi Avati e Vinicio Marchioni.
Obiettivo della Fondazione ente dello spettacolo è di fare incontrare tra di loro i protagonisti del mondo del cinema e consentire al pubblico di entrare in relazione diretta con attori e registi.
Forte del successo dello scorso anno – sottolineano gli organizzatori in un comunicato -, l’evento mantiene il suo stile informale e familiare, privilegiando le occasioni di relazione personale e di approfondimento, senza barriere tra divi e fan, con dibattiti in piazza e proiezioni introdotte da attori e registi, tour enogastronomici a momenti educativi per gli alunni delle scuole del territorio, laboratori per i ragazzi ad eventi dedicati alle famiglie, seminari di studio e sessioni di formazione per gli insegnanti.

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Dodi Battaglia, il mio omaggio a Faletti bocciato a Sanremo”Lo scioglimento dei Pooh? Se me lo chiedessero tornerei subito”

08 marzo 201919:14

– “Io e Giorgio avevamo in comune la passione per le corse e le macchine. In pista è nata la nostra amicizia”. A parlare è Dodi Battaglia e il Giorgio in questione è Faletti, l’artista poliedrico scomparso nel 2014, che continua, a distanza di anni dalla sua morte, a regalare sorprese e perle del suo genio creativo. Dopo il racconto inedito “La ricetta della mamma”, uscito a dicembre scorso, dai cassetti di casa Faletti è emerso un embrione di canzone alla quale l’ex Pooh ha messo mano, pubblicando l’inedito “Un’anima” che sarà contenuto nel doppio album live “Perle”, in uscita il 15 marzo.”E’ una perla tra le perle. Sua moglie me l’ha affidato – racconta Dodi -. Era scritta per due terzi: io l’ho completata, cercando di mettermi nell’ottica di Giorgio, utilizzando il suo linguaggio. E’ stata una sfida, soprattutto calarmi nel ruolo di autore, per me che sono soprattutto musicista, ma so che lui sarebbe contento del risultato”. Il brano era stato presentato anche al Festival di Sanremo, ma Claudio Baglioni gli ha preferito altri brani. “Ci siamo annusati con il Festival e alla fine non ci siamo piaciuti, ma non sono così dispiaciuto. E’ una canzone che assomiglia poco a quel palco, anche se mi sembrava un bel modo di ricordare l’amico e il cantante che proprio al festival aveva ottenuto grandi riconoscimenti con Signor Tenente”. Battaglia ricorda con affetto Faletti, “una persona straordinaria e un artista come pochi. Attore, comico, cantante, autore, sportivo: eclettico come solo Leonardo da Vinci – azzarda il paragone -. Un’anima, quella del titolo, che va oltre il tempo e le distanze”. Il brano sarà l’inedito del doppio disco live Perle, che contiene 40 brani della storia dei Pooh, tra quelli meno “frequentati” dalla band nei live.”Certe canzoni non andavano d’accordo con i Pooh dagli anni ’80 in poi, con gli stadi e i palazzetti che richiedevano un approccio più rock e dirompente _ spiega Dodi, ancora impegnato nei concerti -. Ma la gente ce le chiedeva. E così, oggi, che sono libero di fare le mie scelte perché non assecondare le richieste dei fan?”. E pensando ai Pooh, a distanza di due anni dallo scioglimento, ammette: “non so se sia stata la scelta giusta. Ho grandi punti interrogativi. Quando sono sul palco mi piacerebbe vedere con me i miei amici, ma non ci sono. E se mi venisse chiesto, io sarei pronto per un bel concerto. Magari un concerto di beneficienza perché dopo aver ricevuto tanto, i Pooh dovrebbero dare qualcosa indietro”. E l’ultimo pensiero va anche al “fratello” Riccardo Fogli, finito nel tritacarne del trash televisivo, dopo il presunto tradimento della moglie svelato da Fabrizio Corona, mentre è in gara all’Isola dei Famosi. “Sono affranto e devastato da ciò che ho visto. Ho sperato che fosse Scherzi a Parte, che niente fosse vero. Un livello di bassezza incredibile ai danni di uomo che ha una bambina di 5 anni, che mi ha fatto perdere il sonno. A lui dico: mi avrai sempre al tuo fianco, conta su di me”.

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Torna Trieste Science+Fiction FestivalDal 29 ottobre protagonisti fantascienza e fantasy

TRIESTE08 marzo 201916:17

– Torna dal 29 ottobre al 3 novembre 2019, a Trieste, Science+Fiction Festival, il più importante evento italiano della fantascienza e del fantasy nei settori di cinema, televisione e new media. L’annuncio arriva da Berlino, in occasione dell’incontro a della European Fantastic Film Festivals Federation, network di cui la manifestazione triestina è il partner ufficiale italiano. Il festival – promosso dal Centro ricerche e sperimentazioni cinematografiche e audiovisive La Cappella Underground – sarà ospitato al Teatro Rossetti e si articolerà su sei giornate, presentando anteprime nazionali e internazionali delle migliori produzioni di genere science fiction, fantasy e horror. Tre le sezioni in concorso: la competizione internazionale per il Premio Asteroide; i due concorsi europei per il miglior lungometraggio e il miglior corto di genere fantastico aggiudicano il Premio Méliès d’Argento, mentre la sezione non competitiva Spazio Italia è dedicata alle opere italiane di genere fantastico.

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Matilde D’Errico, uomini e femminicidioAd Amore criminale da Abate a Fois e l’alfabeto a Sopravvissute

08 marzo 201916:51

– Il femminicidio nella riflessione di sette scrittori italiani: Marcello Fois, Roberto Costantini, Marco Franzoso, Francesco Abate, Paolo Di Paolo, Francesco Pacifico e Giuseppe Di Piazza. Entra la voce degli uomini nella nuova edizione di ‘Amore criminale’, il programma condotto da Veronica Pivetti, in onda dal 3 marzo la domenica in prima serata su Rai3 in sette appuntamenti, ideato e diretto da Matilde D’Errico e Maurizio Iannelli. “E’ la prima volta che si chiede a 7 autori importanti di dire qualcosa sul tema del femminicidio. Solo dalla collaborazione di uomini e donne si può arrivare ad un cambiamento di mentalità.
Perchè gli uomini sono violenti?” dice la D’Errico.
E anche ‘Sopravvissute’, condotto dalla stessa D’Errico, in onda dopo ‘Amore Criminale’ – di cui è uno spin off in cui si da voce alla speranza – guarda al valore delle parole. “Alla fine di ogni puntata viene consegnata allo spettatore una parola chiave.
Un ‘alfabeto della sopravvivenza’” spiega la D’Errico.

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A Melis il Padiglione Italia 2020Bonisoli, affronta temi come il cambiamento climatico

08 marzo 201917:39

– “Sarà Alessandro Melis il curatore del Padiglione Italia alla 17. Mostra Internazionale di Architettura di Venezia del 2020”. Lo annuncia il ministro della cultura Alberto Bonisoli, che ha scelto il progetto di Melis, tra i cinque selezionati dalla direzione Arte, architettura e periferie urbane del Mibac. Cagliaritano, classe 1969, architetto, Melis è direttore della Cluster for Sustainable Cities, e fondatore del Media Hub, il primo open lab della University of Portsmouth, nato con l’obiettivo di studiare l’innovazione tecnologica nel campo della progettazione climatica ed ambientale. Il suo progetto per il Padiglione Italia si intitola “Comunità resilienti”. Un progetto, fa notare Bonisoli, che “affronta temi di grande urgenza come il cambiamento climatico e la resilienza delle comunità. Il Padiglione Italia, con un percorso di mostra molto divulgativo e coinvolgente, sarà un’occasione per riflettere su come rispondere positivamente in futuro alla pressione sociale ed ambientale attualmente in atto”.

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Mondo Marcio, “Mina ed io, lei angelo io demone” Esce “Uomo!”, nuovo album del rapper, “esorto a essere se stessi”

08 marzo 201920:17

Nella Giornata Internazionale dedicata alle Donne, esce Uomo!, il nuovo disco di Mondo Marcio. Una provocazione? “Niente affatto, la mia vuole essere piuttosto una dedica d’amore e un invito a tutti, uomini e donne, a essere se stessi fino in fondo e a combattere per i propri diritti, sempre”, dice il rapper milanese che nel nuovo lavoro vanta la partecipazione di Mina in Angeli e Demoni (e non Dan Brown non c’entra, assicura). “Nel 2012 avevo campionato la sua voce in Un bacio (troppo poco) – racconta il 32enne -, a lei piacque e mi invitò a fare un album intero così, Nella bocca della tigre (2014). Due anni dopo scrissi Se mi ami davvero per il disco con Celentano. Oggi Angeli e Demoni: il contrasto tra ambizioni e paure, tra bene e male. Inutile dire che il contrasto è anche tra noi, lei angelo io demone. Ma è sbagliato incasellare la musica. Siamo allo stesso tempo molto lontani e molto vicini”. Tra i primi a portare l’hip hop al grande pubblico, Mondo Marcio, all’anagrafe Gian Marco Marcello, ha una visione critica sulla situazione attuale e nelle sue canzoni non perde occasione per dare più di una stoccata ai colleghi. “Il rap ora va di moda, nel bene e nel male. Si è appropriato di spazi, se ne parla, ha successo. Ma se prima ci inventavamo di tutto per trovare i soldi per andare in studio, oggi si è ribaltato tutto e si fa musica per fare i soldi, una sorta di scorciatoia per la ricchezza e il successo – afferma senza ombra di incertezze Mondo Marcio -. La mia è una critica alla mentalità, a chi si sente già arrivato ed è solo all’inizio. Io vedo solo omologazione”. Per questo, spiega, fa fatica a distinguere i nuovi rapper, “stessa voce, stesso look, stesse sonorità”.
Lui intanto va per la sua strada, esplora sentieri nuovi, segna il cammino per chi arriverà dopo. “Sono stato io parlare della mamma in un brano, ora lo fanno tutti. Nei miei dischi ci finisce quello che vivo, quello che mi succede, le esperienze che faccio. Cerco di essere vero. Per questo sono passati tre anni dall’ultimo disco. Cosa hai da raccontare se fai un disco all’anno?”, chiede retoricamente. Gli spunti li prende dall’arte, dal cinema, dalla letteratura, dal mondo. “A breve mi trasferisco a New York per un bel periodo – rivela -, lì c’è fermento e attenzione alle novità. In Italia la cultura è ferma al Rinascimento”. E Sanremo? “Non è ancora il momento, il mio pubblico non capirebbe”.
Non mancano, nei suoi testi, anche riferimenti alla droga, come molti rapper, per questo finiti nel mirino. “L’arte non dovrebbe mai essere presa ad esempio, e gli artisti non sono dei modelli di riferimento. L’arte imita la realtà e nelle vita di tutti i giorni le canne esistono. Dovrebbe, anzi, essere bello che qualcuno ne parli e non nasconda la realtà dietro lo sguardo edulcorato e finto del pop. Ma sia chiaro, non disprezzo nessuna forma di musica”.
In contemporanea all’uscita del disco a Milano è allestito anche un temporary store che racconta Mondo Marcio a 360 gradi alla Key Gallery. Poi da aprile il ritorno sul palco, prima in Europa, poi il 10 a Roma e il 18 a Milano.

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Grandi nomi per 7/o Torino Jazz FestivalOltre cento concerti dal 26 aprile al 4 maggio

TORINO08 marzo 201916:55

– Gavin Bryars, Jon Balke Siwan ed Enrico Rava sono alcuni dei grandi nomi che partecipano, dal 26 aprile al 4 maggio, alla 7/a edizione del Torino Jazz Festival.
La Città di Torino, promotrice della manifestazione, ha anticipato oggi alcuni temi della kermesse, come il prezzo dei biglietti particolarmente contenuto proprio per attirare il massimo numero di persone, e le location principali: le Officine Grandi Riparazioni, i circoli jazz della città, il Piccolo Regio, il Conservatorio, l’Auditorium del grattacielo Intesa Sanpaolo e, per la prima volta, l’Aula Magna del Politecnico.
In tutto sono in programma oltre 100 concerti, tra cui numerose produzioni originali create appositamente in un cartellone di nove giorni, pensato da direttori e musicisti Diego Borotti e Giorgio Li Calzi, che raccoglie le diverse anime del jazz, dal mainstream americano ai migliori talenti italiani ed europei.

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Michael Jackson, via episodio SimpsonBoicottaggio dopo le accuse del documentario “Leaving Neverland”

NEW YORK08 marzo 201917:01

– Uno degli episodi più iconici dei Simpson sarà ritirato dalla distribuzione sulla scia del documentario di Hbo “Leaving Neverland” in cui due uomini accusano Michael Jackson di averli molestati quando erano bambini. “Stark Raving Dad”, questo il titolo della puntata, era andato in onda nel settembre 1991 all’inizio della terza stagione della serie a cartoni animati creata da Matt Groening.
Jackson aveva fornito la voce per un personaggio che finisce in casa Simpson, anche se il suo nome non era apparso tra i credits (fu usato lo pseudonimo John Jay Smith) e la partecipazione del cantante non fu confermata che anni più tardi. “Ritirarlo dalla circolazione è l’unica scelta che avevamo”, ha detto al Wall Street Journal il produttore esecutivo James L.
Brooks affermando di avere avuto il beneplacito sia di Groening che dell’altro produttore Al Jean. “Non sono uno che brucia i libri, tutt’altro”, ha aggiunto Brooks. “Ma questo è il nostro libro e abbiamo tutti i diritti di cancellarne un capitolo”.

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Stop a modelli estetici ‘anoressici’
In vigore dal 9 marzo nuova norma del Codice di autodisciplina

08 marzo 201917:13

– Stop ai modelli estetici “anoressici” nella pubblicità: scatta il 9 marzo una modifica del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale che introduce “il divieto di utilizzare in pubblicità immagini del corpo ispirate a modelli estetici chiaramente associabili a disturbi del comportamento alimentare nocivi per la salute”, annuncia l’Istituto di Autodisciplina pubblicitaria. L’art. 12 bis disciplina “la comunicazione commerciale di prodotti o servizi suscettibili di presentare pericoli, in particolare per la salute, la sicurezza e l’ambiente e, in generale, vieta il ricorso in pubblicità a rappresentazioni che possano indurre il pubblico a sottovalutare le regole di prudenza o a ridurre il senso di vigilanza e responsabilità verso i pericoli”. La norma include ora in modo esplicito i richiami a “condizioni patologiche del comportamento alimentare, come l’anoressia e la bulimia”. Lo Iap attiverà “i propri meccanismi di sanzione laddove si riscontrino messaggi in contrasto con la nuova norma”.
Mestieri d’Hermès in mostra ad Ara PacisFino al 16 marzo la maison e le eccellenze dei suoi artigiani

08 marzo 201917:19

– Rossa ed esclusivissima. Prende forma tra le mani di Johanne una nuova Kelly, la borsa con il nome della principessa di Monaco. E poi i celebri Carré, che possono contare anche 46 colori. Gli orli frullati, con un punto ogni 7 millimetri, ma tutti cuciti a mano, o l’esperienza di Jean-Pierre che mentre stende la pelle di cinghiale già sa dove tagliare per farne un guanto. E ovviamente il sellaio, il métier da cui tutto partì nel 1837. È il mondo di eccellenza, bellezza e gioia del savoir-faire di Hermès dietro le quinte, mostra che la maison parigina porta al Museo dell’Ara Pacis di Roma fino al 16 marzo. Un festival per 10 mestieri con gli artigiani al lavoro davanti al pubblico, più incontri e documentari. “L’idea – spiega il vicepresidente Guillaume de Seynes – è condividere con i visitatori tutto il sapere che sta dietro ogni pezzo delle nostre collezioni”. “Un’occasione unica – aggiunge l’ad Italia Francesca di Carrobio – per scoprire come da Hermès si lavori tantissimo con gli occhi e le mani”.
Orfeo ed Euridice all’Opera di RomaTorna la rivoluzione di Gluck. Regia di Carsen, dirige Capuano

08 marzo 201917:43

– Un’opera senza fronzoli né distrazioni, in cui la musica, il coro e la danza celebrano il dramma eterno della morte e dell’amore: la rivoluzione portata nel melodramma da Christoph Willibald Gluck arriva al Costanzi con “Orfeo ed Euridice”, in scena dal 15 al 22 marzo, in un nuovo allestimento con la regia di Robert Carsen e la direzione dell’orchestra di Gianluca Capuano. Non si può dire che il pubblico dell’Opera di Roma non abbia atteso a lungo questo titolo, rappresentato l’ultima volta nel 1968: dopo 51 anni torna sulle scene nell’originale versione di Vienna del 1762, in una coproduzione con Théâtre des Champs-Elysées, Château de Versailles Spectacles e Canadian Opera Company. Ad esaltare l’essenzialità di quest’opera due grandi nomi del teatro internazionale: il regista canadese Robert Carsen e il maestro Gianluca Capuano, entrambi al debutto nel teatro capitolino. Nei ruoli principali il controtenore Carlo Vistoli (Orfeo) e i soprani Mariangela Sicilia (Euridice) ed Emoke Barath.
Cartoomics, weekend con fumetti e gamingAlla Fiera di Milano la 26/a edizione fino a domenica 10 marzo

RHO (MILANO)08 marzo 201917:50

– Tre padiglioni per un totale di 50.000 metri quadrati dedicati a fumetto, cinema, gaming, cosplay, tecnologia, proiezioni, incontri ed eventi speciali. Ha preso il via alla Fiera di Milano a Rho e resterà aperta fino a domenica 10 marzo la 26/a edizione di Cartoomics, uno degli appuntamenti di riferimento nel settore a livello nazionale e tra i più importanti per appassionati e curiosi di ogni età e provenienza.
Ai tradizionali temi e ai mondi della manifestazione, “movies, comics & games”, si aggiungono “pop, tech & fun” per un programma ricco di incontri, eventi speciali e ospiti di rilievo: insieme al superospite della sezione comics Max Bunker, invitato per festeggiare il 50/o anniversario del suo mitico Alan Ford, ci sarà Ivo Milazzo, creatore con Giancarlo Berardi nel 1974 dell’indimenticabile Ken Parker. Ospite d’onore sarà Massimo Boldi, che ripercorrerà la sua carriera facendo il punto sulle peculiarità da “disegno animato vivente”.
Leopardi ‘privato’ in museo a RecanatiOlimpia, collezioni private custodite da secoli nostra famiglia

RECANATI (MACERATA)08 marzo 201918:05

RECANATI (MACERATA)08 marzo 201918:05

– La penna e il calamaio con cui scriveva Giacomo Leopardi, la culla e il suo abito da battesimo, la tombola e il teatrino con cui giocava da bambino assieme ai suoi fratelli. Sono solo alcuni degli oggetti personali del grande poeta che dall’11 marzo prossimo faranno parte di un’esposizione permanente aperta ai visitatori nell’ex frantoio di Palazzo Leopardi a Recanati.
L’iniziativa è promossa da Casa Leopardi, ed è corredata da un suggestivo video immersivo intitolato ‘Io nel pensier mi fingo’, che sarà proiettato dal 15 aprile nelle antiche scuderie del Palazzo, realizzato da Giancarlo Muselli, scenografo del film ‘Il giovane favoloso’ di Mario Martone, assieme alla studiosa leopardista Fabiana Cacciapuoti. In mostra anche le testimonianze dei primi scritti del poeta, vergati con una grafia chiara e armoniosa, il racconto delle sue emozioni e dei primi amori e viaggi, e del tentativo di fuga da Recanati stroncato dal padre che gli nascose il passaporto, ora esposto in una teca.
A Torino fiera di fotografia The PhairPrima edizione 3-5 maggio alla ex Borsa Valori

TORINO08 marzo 201918:35

– Nasce a Torino una nuova fiera della fotografia, ‘The Phair. Bianco nero Colore’, da un’idea di Roberto Casiraghi e Paola Rampini, già creatori di manifestazioni culturali torinesi come Artissima e The Others.
La prima edizione si tiene dal 3 al 5 maggio all’ex Borsa Valori con 36 gallerie italiane, ognuna con uno spazio dedicato.
“Quella della fotografia fu una rivoluzione sapientemente gestita, un ‘affair’ – dicono Casiraghi e Rampini – oggi siamo la società delle immagini e della varietà espressiva”.
La scelta di Torino come sede, e del mese di maggio non sono casuali: “Torino é una città fucina di idee e di ricerca – dicono gli organizzatori – e noi abbiamo scelto maggio e non novembre, il mese dell’arte, proprio per espandere la programmazione culturale di intesa con enti locali e fondazioni bancarie”. Inoltre, aggiungono “questo è anche un modo per omaggiare i 180 anni della fotografia nata ufficialmente in Francia nel 1839”.

McCurry, la passione per la lettura nei suoi scattiA Palazzo Madama di Torino, testi e sezione sui suoi libri

TORINO09 marzo 201913:24

TORINO – Una mostra dedicata all’amore per la lettura, attraverso lo sguardo del grande fotografo Steve McCurry. Oltre 70 immagini accompagnate da un’antologia di scritti dedicati alla lettura, scelti da Roberto Cotroneo, giornalista e scrittore, in una città, Torino, che anche grazie al Salone del Libro, può essere considerata la ‘capitale italiana della lettura’. ‘Steve McCurry. Leggere’, curata da Biba Giacchetti, apre al pubblico il 9 marzo fino al primo luglio, in un ambiente suggestivo, la Corte Medievale di Palazzo Madama. Sono gli scatti realizzati in oltre quarant’anni di carriera che lo stesso McCurry ha riunito in un volume, pubblicato come omaggio al grande fotografo ungherese André Kertesz.Le fotografie – alcune inedite – ritraggono persone di tutto il mondo, assorte nell’atto intimo e universale del leggere, nei contesti più vari: i luoghi di preghiera in Turchia, i mercati. Persone che leggono circondate da animali o da macchine, altre rilassate sui marciapiedi. Dall’Italia all’India, dall’Afghanistan all’Africa, dagli Stati Uniti a Cuba. Completa la mostra la sezione ‘Leggere McCurry’, dedicata ai libri pubblicati dal 1985 con le sue foto: ne sono esposti 15, alcuni ormai introvabili. “Il soggetto della mostra non è tanto il libro, ma la persona intenta alla lettura, colta dall’obiettivo in contesti spesso di povertà ed emarginazione, dove l’ultima cosa a cui pensare sembrerebbe essere l’interesse per un libro”, spiega Guido Curto, direttore di Palazzo Madama.”Ogni scatto – sottolinea Maurizio Cibrario, presidente della Fondazione Torino Musei – è un’autentica perla. Ci sembrava giusto che Palazzo Madama facesse qualcosa per celebrare il Salone del Libro che sembrava perso ed è stato ritrovato”. “Una mostra diversa, da leggere. L’autore ci invita a osservare, quasi silenziosamente, quanto accade in un universo traslato, in cui le persone abbandonano la loro realtà, anche drammatica, per essere totalmente assorbite da altro”, spiega Biba Giacchetti. “McCurry – aggiunge Cotroneo – è capace di farci leggere per un attimo lo stesso libro dei suoi soggetti, di lasciarci con loro per un attimo, quello che basta a riempirci di storie e di passioni. Quello che ho fatto, da parte mia, è stato mettere insieme il perché la lettura sia sempre e comunque qualcosa di irrinunciabile e di prezioso per le nostre vite. per tutte le vite, anche le più povere e le più lontane da noi”. “Una mostra molto importante, un’occasione per guardare, leggere e imparare ad ascoltare”, conclude l’assessore comunale alla Cultura, Francesca Leon.

Morto Jan Michael-Vincent, l’indimenticabile surfista di ‘Mercoledì da leoni’Dal ruolo icona a 40 film, la sua vita segnata da alcol e droga

NEW YORK09 marzo 201918:53

Jan-Michael Vincent il surfista Matt Johnson nel film un ‘Mercoledi’ da leoni’ e’ morto all’eta’ di 73 anni. Vincent e’ deceduto il 10 febbraio per un arresto cardiaco mentre era ricoverato in un ospedale del North Carolina.Una passione profonda e mai dimenticata, quella per il mare, aveva portato Jan-Michael Vincent a diventare, nel ruolo dell’inquieto Matt Johnson, uno degli indimenticabili protagonisti, insieme a William Katt e Gary Busey, di un film iconico sul surf ma anche sugli anni delle guerra in Vietnam, come Un mercoledì da leoni di John Milius (1978). Vincent è morto il 10 febbraio a 73 anni per arresto cardiaco a Asheville, in North Carolina, ma la notizia è stata diffusa solo oggi. Classe 1945, nato a Denver in Colorado, l’attore da inizio carriera, a fine anni ’60, ha alternato grande e piccolo schermo, recitando in serie come Bonanza, Marcus Welby e Sulle strade della California.E’ arrivato al film di Milius, anche grazie a ruoli di contorno ma di grande intensità come quello in Allucinante notte per un delitto (1971) di Herbert B. Leonard a fianco di Robert Mitchum, per il quale ha ottenuto la sua prima candidatura ai Golden Globe; la seconda arriverà 12 anni dopo per la miniserie Venti di guerra, sempre insieme a Mitchum, e con Ali McGraw. Tra le altre sue prove d’attore di maggior rilievo ci sono quelle nel post apocalittico L’ultima odissea di Jack Smight (1977) con George Peppard e Dominique Sanda e nell’action comedy Collo d’acciaio (1978) di Hal Needham con Burt Reynolds. Un altro importante picco di popolarità Vincent lo ha vissuto a metà anni ’80, come protagonista dal 1984 fino al 1986, della serie tv, Airwolf, andata in onda in Italia con il titolo Supercopter, dov’era Hawke, il brillante pilota, di un elicottero militare super-avanzato. Interprete di oltre 40 film e più di una ventina di serie tv, ha combattuto per gran parte della vita con la dipendenza da droga e alcool, con conseguenti comportamenti incontrollabili, tra ripetuti incidenti stradali dai quali è uscito con gravi conseguenze fisiche (come un danno alle corde vocali) e episodi di violenza. Problemi che l’hanno allontanato dai progetti di primo piano, portandolo a lavorare soprattutto per produzioni indie (fra le altre Buffalo ’66 di Vincent Gallo) e film di serie B, fino a un’ultima performance nel thriller White boy di John Marino (2002). Nel 2012 aveva anche subito l’amputazione della gamba destra sotto il ginocchio, a causa di arteriopatia ostruttiva degli arti inferiori.

90 anni Bompiani, una collana speciale per anniversarioDa Moravia a Eco, nove decenni in altrettanti titoli

09 marzo 201921:23

Nove romanzi che hanno cambiato la storia della letteratura, da ‘La ciociara’ di Alberto Moravia a ‘Il nome della rosa’ di Umberto Eco e da ‘Le particelle elementari’ di Michel Houellebecq a ‘Paura di volare’ di Erica Jong. Bompiani compie 90 anni e li festeggia facendo parlare i libri con un’iniziativa speciale, la Collana dell’anniversario, in edizione limitata, che racconta nove decenni attraverso altrettante opere scelte a rappresentare il catalogo storico e quello più recente, in uscita tra marzo e maggio. Sono libri intramontabili di grandi autori italiani e stranieri tra cui figurano John Steinbeck, Albert Camus, Yasunari Kawabata, Hanif Kureishi e Svetlana Aleksievic che hanno scandito la storia della casa editrice fondata nel 1929 da Valentino Bompiani e hanno fatto subito breccia nel cuore di generazioni di lettori. E nell’anno del novantesimo anniversario arriva a settembre ‘Munizioni’, la nuova collana progettata e diretta da Roberto Saviano dove troveranno spazio testi di saggistica e narrativa scritti da autori che ogni giorno mettono in gioco se stessi per raccontare il mondo e autori che hanno perso la vita per la libertà.    E’ il primo compleanno importante che Bompiani celebra all’interno del Gruppo Giunti a cui è stato ceduto il marchio nel 2016. I primi tre titoli ad arrivare in libreria nella Collana dell’anniversario sono ‘Lo straniero’ di Albert Camus, uscito da Bompiani nel 1947, proposto nella traduzione di Sergio Claudio Perroni; ‘Uomini e topi’ di John Steinbeck, tradotto da Cesare Pavese nel 1938, a un anno di distanza dall’edizione originale, tra i primi libri pubblicati dalla casa editrice, proposto nella traduzione di Michele Mari e ‘La ciociara’ di Moravia del 1957, uno dei maggiori successi del dopoguerra europeo, portato sul grande schermo da Vittorio De Sica nel 1960 nel film pluripremiato con protagonista Sophia Loren. Originario di Ascoli Piceno, arrivato a Milano nel 1924, dopo aver lavorato come segretario nella giovane casa editrice fondata da Arnoldo Mondadori e poi alla direzione della casa editrice Unitas, Valentino Bompiani avvia la sua casa editrice nel novembre del 1929 in un piccolo appartamento in via Durini, a Milano. Quella di valentino è un’editoria d’autore. Come diceva : “scegli un’autore dieci anni prima che diventi famoso”.    Tra i grandi collaboratori della casa editrice Elio Vittorini con cui nel 1940 si avvia uno stretto rapporto che culmina con l’antologia di autori contemporanei ‘Americana’ ma quando il libro è già in stampa viene bloccata la pubblicazione dall’allora ministro per la Cultura Popolare Alessandro Pavolini. Ci vorranno due anni di trattative e alcune modifiche per vederla uscire. Fondamentale l’incontro con Moravia di cui esce nel 1937 ‘L’imbroglio’ e nel 1949 il capolavoro giovanile ‘Gli indifferenti’. Altra tappa fondamentale, nel 1959, l’ingresso di Umberto Eco in Bompiani di cui uscirà nel 1980, nella mitica collana ‘Letteraria’, ‘Il nome della rosa’, un caso mondiale unico nella storia della letteratura italiana, vincitore del Premio Strega l’anno dopo.    In Bompiani trovano casa Alvaro, Vittorini, Piovene, Brancati, La Capria, Patti, Flaiano, Sciascia, Bufalino, Tondelli.
Fondamentale anche il filone enciclopedico e basta citare la colossale opera del Dizionario letterario Bompiani delle opere e dei personaggi di tutti i tempi e di tutte le letterature che inizia a uscire nel 1947. Memorabili le collane per ragazzi con l’uscita nel 1949 de ‘Il Piccolo Principe’ di Saint-Exupéry. Il momento difficile arriva negli anni Settanta quando, pur rimanendone presidente, Valentino Bompiani è costretto a cedere all’IFI del Gruppo Agnelli la casa editrice, che nel 1980 entra a far parte del gruppo editoriale Fabbri, seguendone nel 1990 la confluenza in Rcs Editori, sotto la guida prima di Mario Andreose e poi di Elisabetta Sgarbi, che la lascia nel 2015. Dal 2016 il marchio Bompiani ha iniziato la sua nuova stagione nel gruppo editoriale Giunti sotto la guida di Beatrice Masini.
Nella collana dell’anniversario arrivano in libreria ad aprile ‘Il nome della rosa’ di Eco, il capolavoro del giapponese Yasunari Kawabata, ‘Il suono della montagna’, ‘Paura di volare’ di Erica Jong. E a maggio l’ultimo trio di opere con ‘Le particelle elementari’ di Houellebecq, ‘Il budda delle periferie’ di Kureishi e ‘Tempo di seconda mano’ di Svetlana Aleksievic.
Nardi ha scritto biografia con EinaudiLa finirà Alessandra Carati, come lui voleva

09 marzo 201921:24

– Uscirà da Einaudi Stile Libero l’incredibile storia che Daniele Nardi ha iniziato a scrivere insieme ad Alessandra Carati, con cui è rimasto in contatto fino ai giorni immediatamente precedenti la scomparsa. Lo rende noto la casa editrice. “Se non dovessi tornare dalla spedizione desidero che Alessandra Carati continui a scrivere la nostra storia…” inizia così la lettera che Daniele ha lasciato ad Alessandra e che lei ha portato con sé rientrando dal campo base sul Nanga Parbat nel gennaio 2019, dove era arrivata per seguire i preparativi alla scalata invernale dell’inviolato sperone Mummery. I due avevano cominciato a lavorare al libro a maggio.
È l’avventura di un ragazzo che partendo da Sezze, in provincia di Latina, ha rincorso il sogno di lasciare la propria firma nel mondo dell’alpinismo estremo. Un racconto che culmina nella cronaca di un’impresa straordinaria, interrotta a poco dalla sua conclusione.
Ninni Romeo omaggia Pina BauschA Roma 44 scatti ricordano il suo cammino umano e professionale

MA10 marzo 201913:06

– Immagini che raccontano istanti di un’arte immortale: è la mostra “Frammenti – Omaggio a Pina Bausch” con le fotografie di Ninni Romeo che dal 14 marzo all’11 maggio ricorda a Roma la grande ballerina e coreografa tedesca a 10 anni dalla morte. Voluta dalla Daniele Cipriani Arte, sostenuta da Tina Vannini e ospitata nelle sale del Margutta Veggy Food and Art, la mostra presenta 44 foto bianco e nero e colore, in diversi formati di stampa, di cui due ritratti di Pina Bausch e immagini di diversi spettacoli. Nell’esposizione – a cura di Frédérique Deschamps, di presentazione di Leonetta Bentivoglio – Ninni Romeo offre al pubblico il cammino, personale e professionale di Pina Bausch, raccontando attraverso alcuni spettacoli fondamentali, da Sacre du Printemps del 1975 al Cafè Müller del 1978 e Palermo Palermo del 1989 al Vollmond del 2006, fino a Bamboo Blues del 2007 e l’ultima creazione, …como el musguito en la piedra, ay sì, sì, sì… del 2009, ispirata al Cile, la forza e l’eleganza del suo movimento.
A Napoli il Mann si tinge di giallo con ‘Delitti al Museo’All’Archeologico ambientati 10 racconti per Giallo Mondadori

NAPOLI10 marzo 201920:17

– Un paradiso per i turisti, un inferno per gli investigatori: il Museo archeologico Nazionale di Napoli è protagonista del Giallo Mondadori di marzo ‘Delitti al Museo’ (n. 3177, in uscita nelle edicole italiane e in formato digitale). Dieci scrittori italiani attraverso i loro più noti personaggi noir, portano il lettore tra i capolavori delle collezioni pompeiane, Farnese ed egizia, per raccontare crimini commessi in varie epoche. Prima iniziativa di questo tipo, nata dalla collaborazione tra il museo diretto da Paolo Giulierini e la storica collana che festeggia i 90 anni (direttore Franco Forte) i dieci racconti sono firmati da Diego Lama (anche curatore del volume con Forte e promotore con Ludovico Solima del progetto MANNoir) Diana Lama, Andrea Franco, Stefano di Marino, Carlo Martigli, Giulio Leoni, Antonio Fusco, Romano De Marco, Luigi Guicciardi, Serena Venditto. ”Da Belfagor il fantasma del Louvre al recente e misterioso ‘Napoli Velata’ di Ferzan Ozpetek (girato proprio al MANN), i musei sono sempre stati un set perfetto per molti film e narrazioni noir – spiega Giulierini – Anche nel Mann si narra della presenza di un fantasma ad inizi del 900. Stupore e mistero dunque rivivono ad ogni passo nell’Archeologico dove tante opere ricordano personaggi che furono vittime di assassini o ne commisero: Giulio Cesare, Medea, Alessandro Magno, Claudio avvelenato dai funghi. Potremmo continuare all’infinito. E in questo stupendo volume di racconti si ricongiunge mirabilmente il cerchio del noir antico con quello della fantasia attuale, caricando ancora più di fascino il nostro Museo”. I racconti sono ispirati a celebri opere del MANN, dalla venere Callipigia ai Tirannicidi, o da luoghi dell’immenso palazzo nel centro storico della città che prima di divenire museo borbonico, e poi nazionale, era stato una Università e che per tutti i napoletani è semplicemente ‘il museo’. ”Ciascun autore ha fatto interagire il suo personaggio seriale con il MANN ed ha dato una sua interpretazione di Napoli” spiega Lama illustrando le potenzialità di quello che può essere considerato anche un originale volume di approfondimento per una visita particolare. E così, ad esempio, l’illusionista Sebastiano Bas Salieri creato da Di Marino è alle prese con il macabro assassinio rituale, il frate francescano Martino da Bargadi (di Martigli) incontrerà una misteriosa sacerdotessa eretica. E ancora, monsignor Attilio Verzi, nato dalla fantasia di Franco, ci porterà nell’800 per raccontarci di un delitto commesso con un antico pugnale mentre Diego Lama immagina la Venere Callipigia, icona eterna di bellezza, al centro di un nuovo rompicapo per il suo commissario Veneruso. Guida tra le meraviglie del museo non poteva che essere il più misterioso tra tutti gli animali: un gatto.

‘Ten Thousand Names’ di Arash RadpourDafna Gallery, dal 14 marzo, istallazione dell’artista iraniano

NAPOLI10 marzo 201920:15

– La mostra ‘Ten Thousand Names’ dell’artista iraniano Arash Radpour sarà ospitata a Napoli dal 14 marzo al 14 maggio da Dafna Gallery di Danilo Ambrosino e Anna Fresa, in collaborazione con Carla Travierso (inaugurazione ore 18). Per la prima volta nel suo percorso artistico, Radpour si confronta con la tridimensionalità del linguaggio scultoreo: una grande istallazione, composta da oltre un migliaio di frammenti di vetro di colore rosso tenuti insieme da fili sospesi nella sala monumentale della galleria, rappresenta un Utero a grande scala. Questa scultura, insieme con le altre opere esposte, realizzate con varie tecniche e linguaggi, offrono, si sottolinea, “un veicolo di conoscenza e di ricerca per indagare e approfondire il tema dell’archetipo della potenza generatrice della donna”. Il titolo della mostra trae origine dal mito antico della Grande Madre: diecimila nomi rappresentano il tentativo di quantificare le infinite forme ed attributi della Grande Dea, a partire dalle cosiddette Veneri Paleolitiche fino alle figure mitologiche. L’allestimento dell’installazione è a cura di Alice Bartoli; ha collaborato al montaggio Demetra Radpour. L’artista nasce a Teheran, in Iran, nel 1976. Suoi lavori sono stati esposti alla Biennale di Venezia, al Victoria Memorial Hall di Kolkata ed al Modern Art Museum di New Delhi, al MAMBA di Buenos Aires. Dal 2014 Radpour sceglie Napoli come sua dimora, ed è qui che nasce il progetto Ten Thousand Names, il primo di natura installativa e scultorea a cui lavora per due anni fino al’incontro con Anna Fresa e Danilo Ambrosino che gli offrono gli spazi della DAFNA Gallery per renderne possibile la realizzazione e presentazione al pubblico.

Beppe Fiorello fa 50, “Ora mi infiltro tra i Narcos”L’attore, “Lavoro a Gli Orologi del Diavolo, prima serie lunga”

10 marzo 201920:10

-Auguri Giuseppe Fiorello, tra i pochi ‘re’ delle fiction Rai (Salvo Montalbano permettendo), mai detronizzati va detto e sempre seguitissimo dagli spettatori anche per la cura con la quale sceglie le produzioni che interpreta (ma ha una notevole esperienza anche nel campo cinematografico, ha lavorato con Verdone, Tornatore, Risi). Il 12 marzo compie 50 anni e festeggia i primi venti anni di carriera. Nato a Catania il 12 marzo del 1969, è il più piccolo di quattro fratelli, Anna, Catena (scrittrice e autrice televisiva) e del più noto showman Rosario che tante volte lo ha preso bonariamente in giro per il suo essere salutista, per optare sempre per ruoli da buono. Ma Beppe il suo modo di scegliere una sceneggiatura lo ha spiegato più volte, l’ultima nel corso della presentazione del tv movie andato in onda su Rai1 con ottimi ascolti il 19 febbraio scorso, “Il mondo sulle spalle”, ispirato alla storia vera di Enzo Muscia, Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana, l’operaio che è riuscito a ricomprare l’azienda di Saronno (Varese) nella quale lavorava e a ripartire con l’aiuto dei colleghi. “Dietro ogni uomo si nasconde una storia che vale la pena raccontare. – spiega Beppe- Ho interpretato nel corso della mia carriera tantissimi personaggi, eroi e persone comuni, ma anche commedie, mettendoci sempre il sentimento. La sfida è mettermi in gioco per non deludere e non tradire le aspettative del personaggio reale o della famiglia. Scelgo sempre con senso di responsabilità. Un attore rischia, un percorso narrativo di questo genere ti espone anche ad attacchi politici di vario genere. Lo metto in conto, mi assumo dei rischi”. Come è successo per la fiction dedicata al ex sindaco di Riace, Mimmo Lucano, che è stata bloccata. “La fiction deve rispettare i termini legali, è una situazione particolare: Lucano non è condannato né libero. Non mi sono sentito isolato quando è scoppiato il caso, semmai impegnato in una battaglia in cui avrei avuto piacere che ci fosse più partecipazione”. A maggio Fiorello tornerà sul set per girare col regista Alessandro Angelini ‘Gli Orologi del Diavolo’. “E’ la prima lunga serie della mia vita – dice- una bomba, è in fase di scrittura, una coproduzione Italia-Spagna, di grande impatto emotivo e adrenalinico. Io interpreto Gianfranco Franciosi, infiltrato quasi per caso nei Narcos per quattro anni, abbandonato dallo Stato, come ha raccontato lui nel libro omonimo scritto con Federico Ruffo”. Il debutto artistico di Beppe Fiorello è del 1998, quando viene scelto per ‘L’ultimo capodanno’ di Marco Risi. Poco dopo arriva il battesimo in tv, in ‘Ultimo’, al fianco di Raoul Bova. Insieme al fratello Rosario è protagonista in ‘Il talento di Mr. Ripley’, film con Matt Damon, Jude Law, Gwyneth Paltrow. Il successo cinematografico arriva con ‘C’era un cinese in coma’, nel quale Beppe è co-protagonista insieme a Carlo Verdone. E’ il trampolino di lancio per le grandi miniserie Rai: ‘La guerra è finita’ (2002), ‘Salvo D’Acquisto’ (2003), ‘L’uomo sbagliato’ (2005), ‘Il grande Torino’ (2005), ‘Joe Petrosino (2006) e ‘Giuseppe Moscati – L’amore che guarisce’. Storie di uomini comuni che la vita ha reso eroi, storie di italiani che hanno saputo mostrare, nelle difficoltà, tutto il loro coraggio nell’ affrontare e superare le dure prove riservate dal destino. E ancora, ‘La vita rubata’ (sulla storia di Graziella Campagna, vittima di mafia a 17 anni nel 1985), ‘Il sorteggio’, ‘Brancaccio’, ‘Il Bambino della domenica’. ‘Sarò sempre tuo padre’, dedicata ai padri separati. La vita privata di Beppe Fiorello è caratterizzata da grande riservatezza. L’attore è felicemente sposato dal 2010 con Eleonora Pratelli. La coppia ha due figli: Anita (2003) e Nicola (2005). E’ anche cittadino onorario di Polignano a Mare, onorificenza conferitagli dopo la splendida interpretazione in ‘Volare – La grande storia di Domenico Modugno’.Ha raccontato che suo padre ha cresciuto lui e i fratelli cantandogli le canzoni di Modugno. E nella serie, che è stata un boom di ascolti, la somiglianza era impressionante. Anni fa, alla domanda se ricordasse il suo primo provino, rispose: ”Francamente non lo so, ma posso dire che probabilmente il primo è stato nel bagno di casa quando davanti allo specchio imitavo, come tutti i ragazzini della mia generazione, Robert De Niro in Taxi Driver. Poi uscivo dal bagno e trovavo mia madre che mi guardava: ma vai a studiare, Beppe…. Ecco devo dire che ho colmato le mie lacune studiando, studiando, studiando”.

Captain Marvel trionfa al box office UsaPer il blockbuster un incasso record di 153 milioni di dollari

10 marzo 201920:06

– Con un incasso di 153 milioni nel weekend, è il blockbuster Disney Captain Marvel a dominare il box office americano con un successo che fa di questo debutto il terzo più alto di marzo di tutti i tempi. Stracciato e respinto al secondo gradino del podio Dragon trainer il mondo nascosto che questa settimana ha incassato ‘solo’ 14,6 milioni di dollari (con un incasso totale in tre settimane che tocca però i 119,6 milioni di dollari comunque sotto al budget impiegato che è di 129 milioni di dollari). In terza posizione l’ultimo episodio di Tyler Perry’s , A Madea Family Funeral con un incasso di 12 milioni, 45,8 in due settimane di programmazione nelle sale americane. Quarto The lego Movie 2 con 3,8 milioni (97 in totale). Quinto, Alita angelo della battaglia con un incasso di 3,2 milioni di dollari e un totale di 78,3 milioni di dollari.
La mia Sofia nel Marocco maschilistaRegista presenta il suo film premiato a Cannes dal 14/3 in sala

09 marzo 201921:21

L’articolo 490 del codice penale marocchino prevede “da un mese a un anno di reclusione per le relazioni sessuali al di fuori dal matrimonio”. Questa la premessa di ‘Sofia’ film della regista Meryem Benm’Barek, che racconta di una donna di venti anni che vive a Casablanca coi suoi genitori e che a un certo punto si ritrova incinta. Ma dov’è il marito? Il film, che sarà in sala dal 14 marzo con Cineclub Internazionale Distribuzione, ha vinto il premio per la migliore sceneggiatura a Cannes (Un Certain Regard) ed è stato designato film della Critica. Il racconto parte da un pranzo di famiglia.Sofia (Maha Alemi) ha violenti crampi allo stomaco e sua cugina Lena (Sarah Perles), studentessa di medicina specializzanda in oncologia, capisce subito la situazione: la ragazza sta per partorire. Sarà così la ricca ed evoluta Lena, con tutta la discrezione possibile, a prendere l’iniziativa di portare Sofia all’ospedale dove, dopo molti intoppi burocratici, la ragazza partorisce. E a quel punto però che cominciano le difficoltà più serie: ci sono solo ventiquattro ore per risolvere il problema dei problemi: Sofia deve sposarsi per non infrangere la legge del suo Paese ed evitare la galera. Da qui inizia davvero la storia di Sofia in cui si mescolano, oltre al maschilismo, il peso della ricchezza, delle classi sociali, quello di patriarcato e matriarcato in un paese come il Marocco tra tradizione e sviluppo.”A pagare le conseguenze di una società maschilista e patriarcale sono anche gli uomini, non solo le donne. È un problema che riguarda tutti noi”, ha spiegato Meryem Benm’Barek, ospite a Roma dell’Istituto francese Centre Saint-Louis.”Fin dall’inizio volevo che il cuore del film fosse il ritratto di un intero paese.- ha aggiunto la regista, nata a Rabat nel 1994 – L’obiettivo era quello di rappresentare tutti i rapporti di potere, sia all’interno della dimensione familiare che in quella sociale. Ho voluto mostrare dei personaggi che si affannano alla rincorsa di un’ascesa sociale per raggiungere l’ambito rango dei privilegiati. E lo fanno ad ogni costo, senza preoccuparsi di schiacciare gli altri”.”Tutti noi paghiamo le conseguenze di un assetto sociale maschilista, nessuno escluso.- ha concluso la regista – La questione del patriarcato in Marocco è molto complessa. La sfera pubblica è priorità assoluta del genere maschile, ma in quella casalinga la situazione è ribaltata e tutto passa in mano alle donne”.

Knightley tra guerra, passione e tradimenti In La conseguenza. Usa vieta a minori 17 anni non accompagnati

10 marzo 201920:13

-Due lutti intimi si fondono con l’impatto della fine, almeno apparente, di una guerra, dalla prospettiva di vincitori e vinti, nella storia d’amore, tradimenti e rinascita raccontata in La conseguenza di James Kent, con Keira Knightley, Alexander Skarsgard e Jason Clarke, in sala dal 21 marzo con 20th Century Fox. Tratto dal bestseller omonimo di Rhidian Brook, in arrivo nelle librerie italiane con Mondadori, il film è ambientato nell’Amburgo in macerie del 1946, governata dall’esercito occupante inglese. Si compie il viaggio in un Paese, dove disperazione, fame, senso di colpa ma anche rabbia di chi non si rassegna alla fine del Terzo Reich, fanno da specchio ai conflitti e le passioni che coinvolgono i protagonisti. Una miscela che, per un paio di scene di sesso, un accenno di nudità e qualche immagine legata agli orrori della guerra, si è guadagnata negli Usa da parte dell’MPAA (Motion Picture Association of America) il rating ‘R’ (assegnato recentemente, fra gli altri, anche all’ultimo film di Clint Eastwood, The Mule, al provocatorio La casa di Jack di Lars Von Trier, e ai candidati all’Oscar Cold War e Cafarnao) con il quale si permette l’ingresso in sala dei minori di 17 anni solo se accompagnati da un genitore o un tutore adulto. Jams Kent, che aveva già raccontato la distruzione portata da una guerra in Generazione perduta (2014), non scava a fondo ma si affida principalmente all’eleganza della messa in scena e all’alchimia fra gli attori per tratteggiare una storia nella quale dominano le fragilità dei personaggi. Al centro della trama c’è Rachael (Knightley), che raggiunge ad Amburgo, il marito Lewis (Clarke in una performance particolarmente coinvolgente) colonnello inglese, efficiente quanto empatico, al quale è stata affidata la gestione della ricostruzione della città. La donna, che ha perso durante la guerra, sotto i bombardamenti di Londra, il figlio 11enne, scopre una volta arrivata che abiteranno in una grande casa requisita al tedesco Stefan Lubert, architetto diventato per necessità operaio in fabbrica: grazie alla generosità del colonnello, l’uomo continua a vivere insieme alla figlia adolescente e ribelle Freda (Flora Thiemann), nell’edificio. Rachael contrasta inizialmente quella convivenza con i ‘nemici’ e fatica a dialogare con il marito, che non ha saputo starle accanto alla morte del figlio. La donna però sviluppa, pian piano, una sintonia sempre più profonda con il fiero e sensibile Stefan (rimasto vedovo durante la guerra) che come lei sogna un nuovo inizio. Fra i due l’attrazione diventa sempre più incontrollabile. Per prepararsi al ruolo di una madre in lutto Keira Knightley ha letto libri come L’anno del pensiero magico di Joan Didion, e Diario di un dolore di C.S Lewis. “E’ stato interessante interpretare un personaggio che reagisce a un ambiente completamente nuovo – spiega nelle note di produzione -. Rachael ha vissuto attraverso la guerra, ha affrontato il bombardamento di Londra. Quello che non aveva mai visto è la catastrofe accaduta in Germania. Mi piaceva l’idea che fosse venuta con un’idea preconcetta di come sarebbero state quelle persone e poi improvvisamente debba realizzare che anche loro stanno vivendo il lutto come lo vive lei, che soffrono per una terribile perdita, come soffre lei”.

Arriva Border, thriller sull’identitàIn sala il fantasy-horror di Ali Abbasi già a Cannes

10 marzo 201920:07

-Sono creature dei boschi vicine agli animali, ultima resistenza di qualcosa il cui ricordo è ormai solo nel mito, i protagonisti del fantasy-horror d’autore ‘Border – Creature di confine’ secondo lungometraggio del regista scandinavo di origini iraniane Ali Abbasi, in sala dal 28 marzo distribuito da Wanted, PFA e Valmyn. Eppure in questo lavoro per certi versi urticante e che si nutre nel romanticismo del nord Europa, tutto inizia in sordina in un’atmosfera di normalità. L’attenzione è su Tina (Eva Melander), impiegata in divisa alla dogana. Fisicamente bruttissima, Tina lavora tranquilla e si distingue per un talento particolare: possiede un olfatto eccezionale, capace di fiutare, oltre agli odori anche senso di colpa, paura e vergogna. L’impiegata in questo è davvero infallibile e passa le sue giornate tra la dogana e la sua casa in campagna che condivide con un balordo allevatore di cani da combattimento. Una vita del tutto ordinaria la sua, fino al giorno in cui incontra Vore (Eero Milonoff) che per le fattezze sembra una sorta di suo doppio al maschile. Tina si accorge subito che con Vore c’è una straordinaria affinità oltre a provare per lui un’attrazione sessuale incontenibile. È evidente che con quest’uomo, Tina condivide una natura segreta che lei stessa non ha mai davvero conosciuto, una natura segreta che lo stesso Vore le svelerà piano piano. Ora starà a lei scegliere se continuare a vivere nella bugia o affrontare la verità della sua vera natura che non è quella degli umani. Border – già candidato all’Oscar per il trucco, vincitore agli EFA per gli effetti visivi e miglior film a Cannes a Un Certain Regard – è tratto dal racconto ‘Gräns’ dello scrittore John Ajvide Lindqvist, definito lo “Stephen King scandinavo” e già autore del best seller horror vampiresco tradotto in dodici lingue ‘Lasciami entrare'(Marsilio) portato sul grande schermo proprio da Abbasi. Nel caso di ‘Border’, dice il regista nelle sue note: “Per me il film non parla certo della contrapposizione ‘Noi / Loro’, ma solo di una persona che può ed è in grado di scegliere la propria identità. Voglio credere che tutti siamo in grado di scegliere chi essere – continua Abbasi -. Nonostante non sia interessato a discutere di questioni razziali, sin dalla mia infanzia so cosa si prova ad essere una minoranza. Per me non significa avere un colore diverso della pelle, ma essere una persona diversa e io stesso sono – conclude – una persona diversa in Iran quanto a Copenhagen”.         [print-me title=”STAMPA”]

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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA CON UNA BREAKING NEWS: è MORTO PINO CARUSO

Tempo di lettura: 6 minuti

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

CON LA BREAKING NEWS DELLA MORTE DI PINO CARUSO

AGGIORNAMENTO DALLE 18:50 DI GIOVEDì 07 MARZO 2019

ALLE 13:41 DI VENERDì 08 MARZO 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Foto simbolo migranti di Sestini è docu
Divenuta l’icona della crisi migratoria. Su National Geographic 07 MARZO 2019 18:50

– Estate 2014, nelle acque internazionali tra Libia e Sicilia, da un elicottero della Marina Militare italiana, Massimo Sestini scatta a un barcone carico di migranti una straordinaria foto zenitale diventata simbolo della crisi migratoria nel Mediterraneo. Cinque anni dopo, il clamore attorno alla questione migranti non si è spento ma è anzi cresciuto, migliaia di persone continuano a rischiare la vita in mare ogni giorno. Sestini, prova a capire dove siano finiti quegli uomini, donne e bambini, se siano ancora in Europa, se siano sani e salvi e abbiano cominciato una nuova vita. Il tutto parte da un appello sul web – Where are you? – lanciato nel 2016 e che viene raccolto da National Geographic che decide di raccontare questa storia di disperazione e speranza con un documentario – intitolato Where are you? dimmi dove sei – e una cover story sulla sua rivista mensile. A produrre il documentario è Doclab con la regia di Jesùs Garcès Lambert. in onda su National Geographic (Sky, canale 403) il 20 giugno 2019 in occasione della Giornata mondiale del rifugiato.
Il progetto di National Geographic vede il patrocinio dell’Unhcr La storia della fotografia divenuta l’icona della crisi dei migranti

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A Carlo Ginzburg il Tomasi di LampedusaPer il saggio Nondimanco che “antepone dettagli a storiografia”

PALERMO08 marzo 201911:02

– Carlo Ginzburg con il saggio dal titolo Nondimanco (Adelphi) è il vincitore della sedicesima edizione del Premio letterario internazionale Giuseppe Tomasi di Lampedusa. L’ha deciso la giuria composta da Gioacchino Lanza Tomasi (presidente), Salvatore Silvano Nigro, Giorgio Ficara, Mercedes Monmany e Salvatore Ferlita. La cerimonia di premiazione si terrà il 3 agosto a Santa Margherita di Belìce.
“Figlio di Leone e di Natalia Ginzburg è uno storico che adotta una metodologia d’indagine singolare – spiega Gioacchino Lanza Tomasi – l’approccio storico di Ginzburg rivela che la verità storica possa esser trasmessa anche da uno studio di personaggi irrilevanti. È una corrente della ricerca che antepone il dettaglio alla storiografia.’Nondimanco/Machiavelli, Pascal’ non rientra nella microstoria. Rientra invero pienamente nella storia di Lampedusa. L’ultimo capitolo ‘leggere fra le righe. Noterella su il “Gattopardo’ coglie non so quanto consapevolmente nel segno”.

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‘8 1/2’ di Fellini nelle foto di RonaldDal 9 marzo a Rimini, verso centenario della nascita del regista

RIMINI08 marzo 201911:08

– Uno dei principali fotografi di scena del cinema italiano, Paul Ronald (1924-2005), chiamato da Federico Fellini sul set di ‘8 1/2’ nel 1962, ha lasciato attraverso i suoi scatti una testimonianza eccezionale sul lavoro del regista. Una mostra, dal 9 marzo al 7 aprile alla Galleria dell’Immagine di Rimini, propone 52 scatti inediti che fanno parte della collezione privata di Antonio Maraldi. La rassegna rientra nel calendario di eventi verso il 2020, centenario della nascita di Fellini.
Sempre il 9 marzo, alle 17, un’ora prima del vernissage, al ‘suo’ cinema Fulgor sarà proiettato il documentario di Mario Sesti ‘L’ultima sequenza’, che ricostruisce la vicenda tormentata del finale di ‘8 1/2’ a partire dal ritrovamento di una serie di foto sul set del capolavoro: una trentina di scatti sono l’unica documentazione esistente di una sequenza, ora perduta, ambientata in una lussuosa carrozza ristorante che nella sceneggiatura originale rappresentava il finale del film e che non fu invece mai montata.

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Tirana città in libri FestivaletteraturaDedicata a capitale albanese una biblioteca tematica

08 marzo 201911:10

– Sarà Tirana la protagonista di ‘Una città in libri’ dell’edizione 2019 del Festivaletteratura di Mantova. L’esplorazione letteraria intrapresa negli ultimi anni al Festival per conoscere attraverso la parola di poeti, narratori, artisti e saggisti la potenza di un immaginario urbano, nella 23/ma edizione, che si svolgerà dal 4 all’8 settembre, sbarca nel cuore della nazione albanese. Dopo San Pietroburgo, Alessandria d’Egitto, Buenos Aires e Praga, alla capitale albanese verranno dedicati una biblioteca tematica e diversi appuntamenti con autori e ospiti. La biblioteca tematica, curata da Luca Scarlini e aperta al pubblico dal 4 all’8 settembre, grazie alla collaborazione tra Festivaletteratura, l’Ambasciata della Repubblica d’Albania in Italia e la Rete Bibliotecaria Mantovana, sarà una finestra su storie e scrittori. Tra le opere più significative di autori albanesi quelle di Ismail Kadare, Fatos Kongoli, Dritëro Agolli, Ornela Vorpsi ed Elvira Dones.
E poi storie come quella di Girolamo De Rada, scrittore e poeta di lingua e cultura arbëreshe che fondò in Calabria il giornale ‘L’albanese d’Italia’ e divenne uno dei protagonisti della letteratura albanese del XIX secolo, o storie come quelle di Manlio Cancogni, Gian Carlo Fusco e Mario Rigoni Stern, che durante l’occupazione militare italiana dell’Albania scrissero alcune delle loro pagine più ispirate. Per accompagnare il viaggio verso Tirana, oggi al centro di una vivace ed esuberante rinascita culturale, a partire dalle fine di marzo sul sito di Festivaletteratura saranno pubblicate, con cadenza mensile, anticipazioni sulla bibliografia e sugli autori di ‘Una città in libri’.

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Alberto Angela, Meraviglie “invisibili”Da Baia a Frasassi, dal 12/3 su Rai1 format venduto in 41 Paesi

08 marzo 201912:34

– “Pinneggiando” alla scoperta dell’antica città romana di Baia dove “sotto pochi metri d’acqua sono conservati i resti di un incredibile ninfeo”. Addentrandosi “nelle grotte di Frasassi dove in un ambiente vasto come il Duomo di Milano si trovano stalattiti formatesi in 12mila anni”.
O ancora passeggiando per i vicoli del Val di Noto “dove, immersa nel silenzio, parla la pietra scolpita del barocco”.
Alberto Angela riprende il suo viaggio tra le ‘Meraviglie’ d’Italia – 4 puntate dal 12/3 su Rai1 in prime time, 12 tappe in siti patrimonio Unesco o in attesa del riconoscimento – spingendosi “oltre i confini del visibile, sotto terra e sott’acqua”.
Alberto Angela è convinto che il suo impegno sia “far passare un messaggio potente ai giovani: la storia insegna che la nostra genialità e creatività ha generato capolavori, da lì dobbiamo prendere spunto per affrontare i problemi di oggi. Non abbiamo il petrolio, ma abbiamo le idee”. ‘Meraviglie’ “è stato già venduto in 41 Paesi, dal Sud America alla Corea.
Matera, restauro per cripta San GiovanniI lavori fino a settembre, ma la chiesa attigua sarà visitabile

MATERA08 marzo 201912:59

– Cominceranno nei prossimi giorni e si concluderanno a settembre i lavori di restauro degli affreschi della cripta di San Giovanni in Monterrone, un sito rupestre risalente al nono secolo, nel cuore di Matera, Capitale europea della Cultura 2019.
I lavori saranno finanziati da “Rigoni di Asiago” e sono stati presentati oggi, a Matera, dal presidente e amministratore delegato, Mario Rigoni, dall’arcivescovo della città, monsignor Giuseppe Antonio Caiazzo, e dai tecnici che li eseguiranno. La cripta è ricoperta di affreschi di varie epoche e fattura che risentono dell’influenza bizantina come San Giovanni, San Leonardo, Vergine con Bambino, San Giacomo Maggiore e San Pietro Apostolo. La chiesa, attigua al complesso di Santa Maria dell’Idris, sarà comunque visitabile durante le fasi di restauro con un allestimento funzionale dei cantieri.
E’ morto Pino CarusoL’attore palermitano aveva 84 anni

PALERMO08 marzo 201913:25

– L’attore Pino Caruso è morto ieri sera a Roma. Aveva 84 anni e da tempo era malato. Era nato a Palermo il 12 ottobre 1934 e nella sua città natale, tra il ’95 e il ’97 aveva rilanciato le attività culturali guidando i cartelloni estivi di “Palermo di scena”.Attore versatile, Pino Caruso aveva debuttato in teatro a Palermo con Pirandello, per trasferirsi poi a Roma e lavorare al Bagaglino, interprete di spettacoli come Terza parte della serata, Il venditore di echi e Pane al pane Pino al Pino. Con Castellano e Pipolo negli anni ’70 l’esordio in tv con il programma Che domenica amici, che gli diedi la grande popolarità; seguirono poi Gli amici della domenica, Teatro 10, Dove sta Zazà con Gabriella Ferri e Due come noi con Ornella Vanoni. E ancora Palcoscenico con Milva.Nella sua carriera anche il cinema: dopo il debutto nel film La più bella coppia del mondo di Camillo Mastrocinque, ha recitato con Peppino De Filippo ne Gli infermieri della mutua, poi in Malizia di Salvatore Samperi, La seduzione, La governante, L’ammazzatina, e ancora La donna della domenica e Ride bene… chi ride ultimo, L’esercito più pazzo del mondo, Canto d’amore e Scugnizzi. Autore di numerosi libri, negli anni ’90 è tornato in tv grazie alla fiction, con Ultimo, Non lasciamoci più e soprattutto la serie Carabinieri.La sua presenza era stata annunciata nel cast, tutto siciliano, del film Il delitto Mattarella, per la regia di Aurelio Grimaldi, coprodotto da Cine 1 Italia e Arancia Cinema, le cui riprese, inizialmente previste a fine febbraio sono state spostate a marzo.

“Palermo perde un concittadino straordinario, un uomo, un artista che ha contribuito alla rinascita della città, con la sua cultura, la sua ironia, la sua sagacia”. Lo dice il sindaco di Palermo Leoluca Orlando commentando la morte dell’artista e scrittore Pino Caruso. “Proprio negli anni della rinascita – aggiunge – dopo le terribili stragi del ’92, contribuì con la sua forza e le sue idee a dare speranza ai palermitani e alla città: sue furono grandi intuizioni che sono rimaste nella tradizione culturale della città, come quella di un Festino che divenisse anche momento di spettacolo e gioia, oltre che di riflessione e fede. Lascia in tutti noi un grande dolore, ma certamente anche l’orgoglio di averlo conosciuto e di aver condiviso un pezzo importante della nostra strada”.         [print-me title=”STAMPA”]

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Musica: White Lies, unica data a Bologna
L’11 marzo al PalaEstragon. Da un mese uscito l’album ‘Five’

BOLOGNA07 marzo 2019 11:46

– I White Lies, tra le band più rappresentative della scena indie rock inglese, saranno in Italia per un unico concerto l’11 marzo al PalaEstragon di Bologna. Da poco più di un mese è uscito il loro quinto album, ‘Five’, anticipato dal singolo ‘Time to give’. Special guest della serata Boniface, progetto musicale creato da Micah Visser.
La formazione dei White Lies risale al 2002: i testi poetici delle loro canzoni sono scanditi dalla voce decisa e teatrale di Harry Mc Veigh e accompagnati dal basso e dalla batteria di Charles Cave e Jack Lawrence Brown. Il primo album, ‘To lose my life’, viene pubblicato a inizio 2009 e raggiunge le vette delle chart inglesi. Seguono ‘Ritual’ (2011), ‘Big TV’ (2013) e ‘Friends’ (2016), che entra subito nella Top20 in molti Paesi europei. Da ultimo ‘Five’, album – spiega il gruppo – “che rappresenta una pietra miliare per noi. Il disco ci ha spinto a espandere il nostro sound ed esplorare nuovi territori artistici, segnando un nuovo capitolo per la nostra storia”.

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8 marzo, il Maxxi è gratis per le donne
Collezione ‘free’ 160 giorni l’anno

07 marzo 201912:31

– Anche quest’anno il Maxxi di Roma celebra la Giornata internazionale della donna e venerdì 8 marzo offrirà il biglietto gratuito a tutte le donne. Per continuare a vivere la passione per l’arte anche dopo l’8 marzo, chi quel giorno acquisterà la card myMAXXI, l’abbonamento che consente la visita illimitata al museo per un anno, avrà uno sconto del 20%.
Tante le opportunità che il museo offre anche nel 2019, a partire dalla gratuità della collezione per 160 giorni l’anno: tutti i giorni dal martedì al giovedì e 4 domeniche d’estate (2 giugno, 7 luglio, 4 agosto, 1 settembre). Il nuovo allestimento presenta 30 lavori di 26 autori in una grande collettiva che si apre proprio con una parte dedicata ad alcune delle nuove acquisizioni del 2018, tra cui i lavori di Katharina Grosse, Monica Bonvicini, Yinka Shonibare MBE, Pablo Echaurren, Marco Tirelli, Giulio Turcato e le fotografie di Hassan Hajjaj, Paolo Di Paolo, Paolo Pellegrin.
Ingresso gratuito a tutte le mostre del museo, inoltre, per gli studenti universitari di arte e architettura di tutto il mondo, dal martedì al venerdì; per tutti il giorno del compleanno e in occasione della Giornata del Contemporaneo; per le mamme alla festa della mamma. Tra le novità delle tariffe del 2019: il biglietto “mini” per gli studenti (ogni mercoledì dalle 14.00) e quello “last hour” dalle 17.30 e, il sabato, dalle 20.30, entrambi a 5 euro.

Addio Starobinski ‘spirito universale’Critico svizzero scomparso all’età di 98 anni

PARIGI07 marzo 201912:37

– La Francia saluta il grande critico e storico della letteratura, Jean Starobinski, scomparso il 4 marzo a Morges, in Svizzera. “Cittadino svizzero, spirito universale, Jean Starobinski, ci ha portato piu’ lontano nella letteratura e nelle arti e ha servito la cultura francese”, scrive in un tweet il presidente, Emmanuel Macron, rendendo omaggio a questo “eminente rappresentante dell’Europa della cultura che ci lascia, quella che ci unisce e ci rende piu’ umani”. Starobinski era nato a Ginevra nel 1920. Aveva 98 anni. In Italia Einaudi ha pubblicato: ‘L’occhio vivente’ (1975), ‘Il rimedio nel male. Critica e legittimazione dell’artificio nell’età dei Lumi’ (1990), ‘A piene mani. Dono fastoso e dono perverso’ (1995), ‘Azione e reazione. Vita e avventure di una coppia’ (2001), ‘Montesquieu’ (2002) e ‘L’inchiostro della malinconia’ (2014). Altri suo libri sono usciti per Il Mulino: tra quelli ancora in catalogo ‘Montaigne. Il paradosso dell’apparenza’ e Jean Jacques Rousseau’.
Nik West torna a Umbria jazzSarà di scena il 17 luglio all’arena Santa Giuliana

PERUGIA07 marzo 201912:52

– Torna a Umbria jazz, dopo il debutto dello scorso anno, Nik West, opening act per Nick Mason, che il 17 luglio sarà all’arena Santa Giuliana.
Le sue foto sono apparse nelle copertine di tutte le riviste internazionali di basso elettrico. Nik West – sottolinea Uj – è una star, a partire dagli eccentrici tagli di capelli e dal look glamour e anticonvenzionale. E dal vivo, la sua esplosiva presenza scenica è uno spettacolo di per sé. West è considerata una performer (vocalista e bassista) e songwriter di talento, con solide basi tecniche nel funky e nel soul, e con una precisa idea di cosa e come suonare.
Il suo viaggio attraverso la musica è cominciato in famiglia.
Il padre, bravo chitarrista, le insegnò a suonare la chitarra ritmica quanto Nik aveva 13 anni. La ragazzina formò le prime band con fratelli e sorelle, sempre come chitarrista, per poi scoprire il basso elettrico. In quel ruolo non tardò a farsi notare.

‘Pop Therapy’, mostra figurine FiorucciA Modena dal 9 marzo. Furono vendute 25 milioni di bustine

MODENA07 marzo 201913:23

– Una mostra rende omaggio al genio eclettico di Elio Fiorucci (1935-2015) – creativo, pioniere dei moderni influencer e molto altro ancora – attraverso 200 figurine dell’album Fiorucci Stickers, pubblicato dalle Edizioni Panini nel 1984, che riscosse uno straordinario successo, con oltre 25 milioni di bustine vendute (pari a 105 milioni di figurine) e riassume la storia grafica della maison milanese.
Dal 9 marzo al 25 agosto la ospita il Museo della Figurina di Modena, una delle realtà istituzionali che fa parte di Fondazione Modena Arti Visive.
L’esposizione, ‘Pop Therapy. Lo spirito rivoluzionario delle figurine Fiorucci’, curata da Diana Baldon e Francesca Fontana, è realizzata in collaborazione con Cà Pesaro Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Venezia-Fondazione Musei Civici ed è accompagnata da ‘It’s everything I’ve always wanted, All plastic’, un’installazione di Ludovica Gioscia, artista romana la cui pratica è influenzata dai linguaggi espressivi della cultura e della società anni ’80.
Ligabue, il mio nuovo album essenzialeEsce ‘Start’, da giugno in tour negli stadi

MILANO07 marzo 201913:28

– S’intitola ‘Start’ il nuovo album di Ligabue in uscita l’8 marzo. Anticipato dal singolo ‘Luci d’America’ e con una scaletta di dieci canzoni, il dodicesimo disco di inediti firmato dal rocker di Correggio è stato prodotto e arrangiato da Federico Nardelli e sarà anche il protagonista di un nuovo tour negli stadi, al via il prossimo mese di giugno. Dall’8 marzo arriva in radio e sulle piattaforme digitali anche il nuovo singolo ‘Certe donne brillano’. “E’ un album che ha quell’urgenza del raccontare che lo avvicina ai miei primi dischi – ha detto Ligabue – ma è anche positivo, essenziale e con pochi giri di parole”.

In mostra Verrocchio,maestro di LeonardoA Palazzo Strozzi e Bargello 120 opere, anche del giovane Genio

FIRENZE07 marzo 201913:54

– Dipinti, sculture e disegni, per un totale di 120 opere provenienti da oltre 70 tra musei e collezioni private, per la prima mostra mai dedicata ad Andrea del Verrocchio, artista simbolo del Rinascimento e maestro di Leonardo, inserita tra gli eventi per le celebrazioni dei 500 anni dalla morte del Genio di Vinci. E’ l’esposizione, a cura di Francesco Cagliotti e Andrea de Marchi, ospitata dal 9 marzo al 14 luglio a Palazzo Strozzi a Firenze e che avrà anche due sezioni speciali al museo del Bargello. Tra le opere in mostra anche sette opere degli esordi di Leonardo.

Brachetti e Littizzetto per Matera 2019Potrebbero essere i protagonisti di un evento sulla cultura

MATERA07 marzo 201914:00

– Tre piemontesi per Matera 2019: il noto attore, regista e trasformista Arturo Brachetti, Luciana Littizzetto e il direttore della Fondazione Matera-Basilicata 2019, Paolo Verri, potrebbero essere i protagonisti di una serata evento sulla cultura e sulle opportunità che l’Italia può avere in questo settore, partendo dall’esperienza dell’anno da Capitale europea della cultura 2019.
Lo si è appreso nella Città dei Sassi nel corso di una conferenza stampa di Verri e Brachetti, per la presentazione dello spettacolo “Solo”, che l’artista tiene il 7 e l’8 marzo nello spazio coperto “Serra del sole”, alla Cava del Sole.
Parliamo d’opera al Comunale di BolognaCon Lucarelli, Costa, Vanoli, Mancuso e Murgia

BOLOGNA07 marzo 201914:26

– Lo scrittore e drammaturgo Carlo Lucarelli aprirà il 12 marzo alle 18 il ciclo di incontri con il pubblico per scoprire e approfondire le opere della stagione del Teatro Comunale di Bologna. Lucarelli si occuperà del verdiano “Rigoletto” che sarà in scena a partire dal 19 marzo.
“Parliamo d’opera”, presentato dal sovrintendente Fulvio Macciardi, anche moderatore degli incontri, ospiterà poi l’attrice Lella Costa per un altro capolavoro di Giuseppe Verdi, “La traviata” (17/4), lo scrittore Alessandro Vanoli per un confronto tra Rossini, gli italiani e l’Islam in occasione de “L’italiana in Algeri” (27/6), mentre il 30 ottobre il teologo Vito Mancuso si interrogherà sull’imponderabile scintilla, l’isola della libertà, che suggerì a Beethoven il suo unico capolavoro operistico, “Fidelio”. Il ciclo si chiuderà il 4 dicembre con la scrittrice Michela Murgia che introdurrà il dittico conclusivo di stagione, “Cavalleria rusticana” e “Pagliacci” con “Opera e Verismo: una questione meridionale?”

Al Ducale di Genova c’è Claire Fontaine’La borsa o la vita!’ svela fragilità benessere materiale

GENOVA07 marzo 201914:41

– “‘La borsa o la vita!’ era il grido dei briganti. Oggi il capitalismo esige tutte e due le cose, il nostro denaro e il nostro tempo, la nostra capacità relazionale che viene messa al lavoro e la nostra adattabilità a delle condizioni finanziarie sempre più precarie”. Così scrive Claire Fontaine, il celebre collettivo francese neoconcettuale da domani a Palazzo Ducale con 40 opere per una mostra intitolata appunto ‘La borsa o la vita’. Quadri, sculture, video e installazioni ruotano con una sintassi inedita attorno all’idea di valore e di frugalità, mostra che si lega all’istituzione a Genova nel 1407 di uno dei primi istituti bancari al mondo, la Casa delle compere e dei banchi di San Giorgio. La selezione di opere ruota intorno al concetto di economia e pone il problema della fragilità del benessere materiale in un mondo esposto alle fluttuazioni dei valori borsistici, metafora della minacciosa reversibilità di ogni cosa. Tra le opere in mostra una massa di gettoni senza valore d’acquisto usi a sganciare un carrello da supermercato con scritto Please God Make Tomorrow Better e una pila di poster su cui è riprodotto un estratto de I Quaderni di Malte Laurids Brigge di Rainer Maria Rilke in cui lo scrittore descrive le apparenze delle differenti classi sociali come una pantomima. La mostra, curata da Anna Daneri, resterà nella loggia degli Abati di Palazzo Ducale fino al 5 maggio.

NapoliCittàLibro tra eventi ed autoriIl ritorno di La Capria a un Salone

NAPOLI07 marzo 201914:51

– Centoventi eventi e tantissimi autori e rappresentanti del mondo della letteratura e dello spettacolo si ritroveranno a Napoli dal 4 al 7 aprile per la seconda edizione di NapoliCittàLibro, il Salone del Libro organizzato dagli editori partenopei Alessandro Polidoro, Diego Guida e Rosario Bianco che lo scorso anno hanno costituito l’associazione Liber@Arte. Nelle sale di Castel Sant’Elmo, i visitatori, che si attendono numerosi, potranno incontrare grandi nomi della letteratura contemporanea tra questi, solo per citarne alcuni, Raffaele La Capria che torna a un Salone del libro dopo diversi anni e che ripercorrerà le sue molte vite e il rapporto fra verità e trasfigurazione narrativa. E ancora Gianrico Carofiglio, Giancarlo De Cataldo, Maurizio Cucchi, Davide Rondoni, Francesco Piccolo, Ilaria Tuti, Licia Troisi, Sandra Savaglio, Ester Viola, Andrea Tarabbia e tanti altri. Una sezione intitolata ‘Rotta su Napoli’ sarà dedicata a tradizioni, storie e protagonisti della città e della napoletanità.
Biennale Arte, 79 artisti e 90 Paesi’May you live in interesting time’ dall’11 maggio al 24 novembre

VENEZIA07 marzo 201915:01

– Sono 79 gli artisti invitati, tra i quali due italiani (Ludovica Carlotta, che vive a Barcellona, e Lara Favaretto), alla 58. Esposizione Internazionale d’arte della Biennale di Venezia, dal titolo “May you live in interesting time”, a cura di Ralph Rugoff. La manifestazione sarà aperta al pubblico dall’11 maggio al 24 novembre, tra i Giardini della Biennale e l’Arsenale, con tre giorni di pre-apertura dall’8 al 10 maggio. Sono invece 90 le partecipazioni nazionali, con quattro Paesi presenti per la prima volta (Algeria, Ghana, Madagascar e Pakistan). Il Padiglione Italia, all’Arsenale, promosso dal ministero dei Beni e delle Attività culturali e curato da Milovan Farronato, presterà tre artisti: Enrico David, Liliana Moro e Chiara Fumai.

Cortellesi è Petra Delicado ciak per SkyIspirata da penna Giménez-Bartlett. Regia di Maria Sole Tognazzi

07 marzo 201915:58

– Un’ispettrice della mobile di Genova, con due matrimoni falliti alle spalle, che dall’archivio si ritrova catapultata in prima linea a risolvere casi di omicidio e di violenza: a prestarle il volto l’attrice Paola Cortellesi, dietro la macchina da presa la regista Maria Sole Tognazzi che per la prima volta si misura con una una produzione televisiva.
Hanno preso il via a Genova le riprese del nuovo progetto originale Sky prodotto da Cattleya – parte di ITV Studios – in associazione con Bartlebyfilm: ‘Petra’, quattro storie gialle al femminile ispirate alla detective di Barcellona più famosa al mondo, personaggio creato alla metà degli anni ’90 dalla penna di Alicia Giménez-Bartlett, apparso per la prima volta in Spagna nel romanzo “Riti di morte” (1996), pubblicato in Italia nel 2002 da Sellerio, editore di tutti i romanzi, che hanno ottenuto uno straordinario successo nel nostro paese, vendendo oltre un milione e mezzo di copie. Nel cast anche Andrea Pennacchi nel ruolo del viceispettore Antonio Monte.
Strega: 57 opere segnalate, è recordTanti editori con più titoli, il 17 marzo i 12 candidati

07 marzo 201916:10

– E’ record assoluto di segnalazioni per l’edizione 2019 del Premio Strega con 57 opere presentate dagli Amici della Domenica, il gruppo storico della giuria del premio.
Sedici opere in più del 2018 quando si era registrato il boom di 41 libri presentati. Oltre un raddoppio di titoli, se si pensa che la media negli ultimi anni era stata di 25-26 segnalazioni, con picchi di 27 nel 2017 e nel 2016. L’effetto delle nuove regole stabilite dal Comitato direttivo e la possibilità, dal 2018, di essere presentati da un solo Amico della Domenica, non più da due come in passato, mai come quest’anno ha mostrato i suoi effetti.
Il Comitato direttivo, che sceglierà i 12 titoli che si disputeranno l’edizione 2019, si riserva anche di poter segnalare altre opere. Per la prima volta i dodici saranno annunciati il 17 marzo alle 12.30 alla Festa del Libro e della Lettura ‘Libri Come’, con un mese d’anticipo rispetto alla consuetudine per lasciare più tempo ai giurati di valutare le opere.
Michelangelo e la Pietà in terracottaStudiosi svelano storia e segreti di un capolavoro ritrovato

07 marzo 201917:05

– Per i suoi colori sgargianti è stata venduta circa 20 anni fa da un antiquario a un collezionista bolognese come un esemplare del kitsch napoletano dell’800.
Invece la splendida statua in terracotta raffigurante la Madonna che accoglie tra le braccia e sulla sua veste il corpo martoriato di Gesù nascondeva, sotto 9 strati di pittura, molto probabilmente la mano sublime di un genio assoluto, Michelangelo Buonarroti. A svelare i segreti di una storia lunga 5 secoli e di un capolavoro ancora poco conosciuto è il libro “Michelangelo e la Pietà in terracotta”, a cura di Claudio Crescentini (Erreciemme Edizioni). Il volume sistematizza tutti gli studi relativi a questa Pietà databile tra il 1473 e il 1496, con approfondimenti a livello storico-documentario e stilistico-iconografico, nonché sulla struttura tecnica e materica e sul restauro e l’analisi diagnostica. Gli esperti si sono convinti che la statua, oggi custodita in un luogo sicuro nel bolognese, sia da attribuire al giovane Michelangelo.
Figlie di Kabul, donne in AfghanistanSulla piattaforma Freeda la storia di Laila con Pangea Onlus

07 marzo 201917:35

– La condizione femminile in Afghanistan è al centro di Figlie di Kabul, un documentario che la piattaforma Freeda lancia per la Giornata Internazionale della Donna l’8 marzo. La protagonista è Laila, una donna che ha vissuto sulla sua pelle gli ultimi cinquant’anni di storia dell’Afghanistan, dalla libertà dei costumi degli anni ’70 e ’80, alla guerra e alla sharia imposta dai talebani, fino alla pace precaria e militarizzata di oggi. Alla sua voce, si intreccia quella della figlia Farzanah, nata e cresciuta quando guerra e repressione erano già una realtà quotidiana, e che aggiunge il punto di vista di un’altra generazione.
Media di riferimento per contenuti e short format innovativi per le piattaforme social, che raggiunge quotidianamente 5 milioni di persone, Freeda con questo progetto guarda oltre l’universo femminile occidentale, e lo fa attraverso il suo primo long format.
Il documentario di circa 30 minuti, girato a Kabul e prodotto in collaborazione con Fondazione Pangea Onlus

‘Pinocchio e la sua favola’il 23 a SarnoL’opera, con fiati e percussioni,al ‘Sarno CantaFavola Festival’

PESCARA07 marzo 201917:40

– La prima nazionale è stata a dicembre 2018 a Firenze con la Fanfara dei Carabinieri, in occasione della “Tavola Rotonda sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza”. Ora, in attesa del 25 maggio quando animerà il ‘Compleanno di Pinocchio’ nel borgo di Collodi, l’opera musicale “Pinocchio e la sua favola” sarà in scena il 23 marzo al Teatro Comunale ‘Luigi De Lise’ di Sarno (Salerno) per il “Sarno CantaFavola Festival”, maratona a favore di Telethon. La voce recitante è dell’attore abruzzese Corrado Oddi, la musica quella di 8 elementi tra fiati e percussioni. Libero adattamento dalla favola di Carlo Collodi, la riduzione del racconto è a cura di Miki Belmonte, testi e musica sono del maestro Pericle Odierna. Con i due appuntamenti del 23 marzo – matinée per le scuole e serata nel finale del Festival – l’opera inizierà il percorso in Italia. Il progetto ha il patrocinio della Fondazione Collodi e del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri. Nello spettacolo di Sarno accanto a Oddi l’Ensemble Metrofonos.
Pif e Thony in una fiaba palermitanaIn sala Momenti di trascurabile felicità di Luchetti

07 marzo 201917:42

– Una Palermo senza mafia per un Pif con tanto di moglie (Thony) e figli, e questo in una fiaba piena di amore e speranza dal titolo ‘Momenti di trascurabile felicità’ in sala dal 14 marzo con 01 in 350 copie.
A mettere la firma a questa commedia che ricorda ‘Il paradiso può attendere’, Frank Capra e tutti film in cui c’è una seconda vita dopo la morte, Daniele Luchetti, che ha liberamente tratto questo lavoro da ‘Momenti di trascurabile felicità’ e ‘Momenti di trascurabile infelicità’ (Einaudi), entrambi di Francesco Piccolo che è anche cosceneggiatore insieme al regista.
E va detto che Luchetti è riuscito a gestire il ponderoso impianto di scrittura, compresi i molti interrogativi di Piccolo (come “Perché il primo taxi della fila non è mai davvero il primo?”), grazie al personaggio di Paolo (Pif), perfetto uomo medio italiano pieno di impacci e dubbi.
Corona, pianto Fogli non mi fa dormireEx fotografo vip, chiedo scusa ma rispondevo ad accuse

MILANO07 marzo 201917:45

– Fabrizio Corona è umanamente dispiaciuto per quanto è accaduto all’Isola dei Famosi (“il pianto di Riccardo Fogli non mi fa dormire da tre giorni”), ma rivendica la sua correttezza professionale (“ho risposto a delle accuse”) a proposito del messaggio video trasmesso durante il reality in cui rispondeva all’ex componente dei Pooh che lo aveva accusato di aver scritto il falso su presunti tradimenti di sua moglie.
Corona distingue tra “aspetto lavorativo e sentimentale, di umanità”. “Fogli alla notizia aveva fatto un pochino il gradasso, quello forte, quindi è normale che ti arrivi una risposta da chi ha dato la notizia, cioè il sito, del quale io sono responsabile”, ha spiegato. “Quel pianto – ha proseguito l’ex fotografo dei vip – non mi ha fatto dormire per tre giorni.
Sono stato cattivo, Ho ferito una persona che non lo meritava e ho sbagliato. Gli chiedo scusa perché quello che ho fatto non doveva essere fatto. Mi sento una m..”.
Pupi Avati pensa ad un film su Dante

Il sindaco, ‘l’Italia non può perdere questa occasione’

BOLOGNA07 marzo 201918:23

– Un progetto per un film sulla vita di Dante Alighieri, in vista del settimo centenario della morte, nel 2021. Ne hanno parlato il sindaco di Ravenna Michele De Pascale e il regista Pupi Avati, nello studio di quest’ultimo a Roma. La pellicola si potrebbe concentrare sulla storia del Poeta a Ravenna, a partire dal ‘Trattatello in laude di Dante’ di Giovanni Boccaccio. L’incontro, spiega il Comune romagnolo, è stato estremamente positivo. Il progetto cinematografico, “che intende indagare la figura del Sommo Poeta in una prospettiva profondamente umana, metterà al centro Ravenna, i suoi mosaici e le sue pinete, comprovati elementi d’ispirazione dell’ultima cantica della Divina Commedia”. Il film di Pupi Avati “rappresenta un’opportunità straordinaria di divulgazione e promozione dell’opera e della figura di Dante Alighieri nel mondo. L’Italia non può perdere questa occasione, l’opera va assolutamente realizzata”, ha detto il sindaco.                 [print-me title=”STAMPA”]

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Torna ‘Tragedia reale’ di Patroni Griffi
Su morte di lady D al Sannazaro di Napoli, regia di Saponaro

NAPOLI06 marzo 2019 13:50

– Metti una notte a Buckingham Palace, quella della morte di lady Diana, e una Regina che parla un irresistibile napoletano: succede in ‘Una tragedia reale’ l’ultima opera scritta da Giuseppe Patroni Griffi che a 20 anni dalla stesura, e dall’unica messa in scena, viene riproposta al Teatro Sannazaro di Napoli (8-10 marzo) con la regia e le scene di Francesco Saponaro. Il cast unisce le vere sorelle Lara e Ingrid Sansone (nei ruoli della Regina e della Principessa sorella), Andrea Renzi (il Principe Carlo e Tony Blair) e Luciano Saltarelli (che, en travesti, sarà Molly, la dama di compagnia della Regina).
“La vicenda si ispira alla tragica fine della principessa Diana, mito planetario dell’immaginario pop con derive da rotocalco – spiega Saponaro nelle sue note di regia – e ritrae con gusto dissacrante la reazione convulsa e aspra della Regina che qui si esprime in un napoletano sguaiato e plebeotto. Siamo di fronte a un sagace divertissement parodistico, arricchito da un lessico popolare e virulento”.

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Carmen, mio messaggio per violenza donne
L’8 marzo esce “Più forti del ricordo”, con il brano Non è amore

06 marzo 201914:18

– “L’8 marzo ha un significato diverso dall’uscita con le amiche, l’8 marzo deve ricordare a tutti, soprattutto agli uomini, l’importanza che hanno le donne”. A soli 20 anni, Carmen, giovane cantante uscita dalla scuola di Amici, ha le idee chiare. Il suo nuovo disco, il secondo, dal titolo “Più forti del ricordo”, esce proprio l’8 marzo per Virgin Records. E non è un caso, soprattutto se tra i 10 brani dell’album c’è anche Non è amore, un messaggio chiaro e forte per dire no alla violenza sulle donne. “Un messaggio destinato soprattutto alle ragazze più giovani, che devono capire come amore e violenza non possano convivere nella stessa frase. Anche io ho avuto i miei amori e quando mi sono resa conto che c’era qualcosa che non andava ho lasciato stare”. Il nuovo disco “è un susseguirsi di emozioni e il filo conduttore è l’amore, visto da diverse angolazioni – racconta Carmen -. E’ il risultato del lavoro che sto facendo. Sono maturata, ma so che la strada da fare è ancora tanta”.
PFM celebra De André a 40 anni da tourTournée al via da Salsomaggiore e Bologna, poi in tutta Italia

BOLOGNA06 marzo 201914:20

– A quarant’anni dal mitico tour che segnò il sodalizio fra la PFM (Premiata Forneria Marconi) e Fabrizio De André, e a venti dalla morte del cantautore genovese, il gruppo di Franz Di Cioccio celebra quell’evento con una lunga tournée che parte dall’Emilia-Romagna (Teatro Nuovo di Salsomaggiore, 9 marzo) e (Europauditorium di Bologna, 12) e poi toccherà tutta Italia fino al 31 maggio. La data di Bologna è già sold out da tempo per questo è già stato programmato un nuovo appuntamento per il 27 maggio.
Per rinnovare l’abbraccio fra il rock e la poesia, alla scaletta originale saranno aggiunti anche brani tratti da “La buona Novella”, completamente rivisitati dalla band. PFM canta De André Anniversary avrà sul palco una formazione spettacolare, con ospiti Flavio Premoli, il fondatore del gruppo, con l’inconfondibile magia delle sue tastiere, e Michele Ascolese, chitarrista storico di Faber.
Salone Libro ricomincia da Cortazar e Gioco del mondo Ecco tema edizione 2019, ospite lo spagnolo. A Torino 9-13 maggio

TORINO07 marzo 201909:36

Il ‘numero zero’ del nuovo Salone del Libro di Torino, quello della rinascita e dell’orgoglio tutto torinese di essersi riappropriato del marchio mettendone al sicuro il futuro, riparte dal grande scrittore spagnolo Julio Cortazar e dal suo romanzo ‘Il gioco del mondo’. E’ questo infatti il tema della 32esima edizione, la prima dopo il salvataggio dal fallimento della buchmesse, in programma al Lingotto di Torino dal 9 al 13 maggio. Ad annunciarlo nella conferenza stampa di presentazione, oggi nella Student Zone dei Murazzi, è un instancabile Nicola Lagioia, il direttore editoriale a cui sono andati i ringraziamenti di tutti per la “tenacia e l’energia profusa in questi mesi turbolenti”.In prima fila, ad ascoltarlo, anche il presidente dell’Aie, Ricardo Franco Levi, e di Adei, Marco Zapparoli, gli editori che dopo le divisioni degli ultimi anni tornano sotto la Mole. “Cortazar ha fatto della mescolanza di culture la propria forza – spiega Lagioia – è nato in Belgio da genitori argentini, ha girato l’Europa per poi trasferirsi in Argentina a 5 anni e quindi a Parigi. Una vita che fu al centro della sua creazione fantastica. Cortazar – aggiunge – fu ed è tuttora, perché dei classici bisogna sempre parlare al presente, se non al futuro, un ponte tra due continenti e tra diverse culture”. L’entusiasmo e la ritrovata fiducia in una manifestazione “che appartiene alla comunità torinese che ha lottato per salvarla e rilanciarla”, come dichiara la sindaca Chiara Appendino, è la nota dominante.”Vorremmo un Salone come il festival di Sanremo, in cui si parla di cantanti e canzoni e non della macchina che organizza”, scherza Silvio Viale, deus ex machina del nuovo Salone e presidente dell’Associazione Città del Libro, il gruppo di fornitori che si è ricomprato il marchio per poi riconsegnarlo al Salone stesso. Fiduciosi si dicono anche la direttrice e il presidente del Circolo dei Lettori (che cura il progetto del nuovo Salone insieme all’Associazione Città del Libro), Maurizia Rebola e Giulio Biino. “Ringrazio la Regione Piemonte per la fiducia dataci – dice Biino – e Lagioia perché lavorare con lui è un piacere. E’ un uomo pieno di energie ed empatia. Spero non cambi mai”. Molte le novità di quest’anno, oltre all’utilizzo dell’Oval come spazio incontri. Ospite d’onore non sarà un Paese, come in passato, ma una lingua, lo spagnolo.”Partendo dal presupposto che i Paesi hanno un confine, ma la cultura no – spiega Lagioia – abbiamo deciso di ‘ospitare’ la lingua più parlata al mondo, lo spagnolo, che declineremo con un ampio programma pensato anche in collaborazione con l’Istituto Cervantes”. Le Marche, la terra di Giacomo Leopardi, saranno invece la Regione ospite. Quest’anno si celebreranno inoltre molti anniversari: il trentennale della caduta del Muro di Berlino, i 100 anni dalla nascita di Primo Levi, i 30 dalla morte di Leonardo Sciascia, i 100 di J.D. Salinger, i 50 dall’addio a Jack Kerouac e i 200 dalla nascita di Melville, il papà di Moby Dick. Ma anche molti anniversari di case editrici, come i 50 anni della Sellerio e i 20 di Fandango.

A Palazzo Pitti il Lessico femminileRassegna con opere, disegni e oggetti in vista 8 marzo

FIRENZE06 marzo 201914:52

– Una mostra dedicata al ‘Lessico femminile. Le donne tra impegno e talento’ per celebrare la Festa della donna raccontando l’universo femminile tra Ottocento e Novecento. La rassegna, presentata oggi, sarà aperta al pubblico da domani, 7 marzo, fino al 26 maggio nella Galleria di arte moderna a Palazzo Pitti a Firenze. Opere d’arte, fotografie e oggetti di vario genere mostrano le diverse forme di operosità del mondo femminile: da quello delle contadine fino alle borghesi. La mostra si sviluppa intorno a un nucleo centrale di opere di grandi dimensioni e propone anche una proiezione multimediale dedicata alle donne nei loro ambienti di lavoro. L’arco temporale è racchiuso tra due eventi simbolici: l’iscrizione di alcune lavoratrici alla fratellanza artigiana nel 1861 e il premio Nobel a Grazie Deledda nel 1926.
Addio a Behrakis, Bologna proroga mostraCondizione infanzia nei processi migratori dal Sud del mondo

BOLOGNA06 marzo 201915:20

– Resterà aperta fino al 30 marzo a Bologna la mostra ‘Paths of hope and despair’ del fotoreporter premio Pulitzer 2016 dell’agenzia di stampa Reuters, Yannis Behrakis, morto di cancro ad Atene, nei giorni scorsi, a 58 anni. La proroga è stata decisa dall’Università, che ospita la mostra al Dipartimento di Scienze dell’Educazione.
Le sue foto hanno messo in luce, meglio di qualsiasi racconto, la condizione dell’infanzia nei processi migratori dal Sud del mondo verso l’Europa. Lo scatto simbolo è quello di un padre che attraversa a piedi il confine tra la Repubblica di Macedonia e la Grecia con la figlia in braccio, e la bacia.
“Sono scatti di vita, scatti di verità – commenta la direttrice del Dipartimento, Roberta Caldin – che impongono di capire, di aprire gli occhi, di non voltare lo sguardo dall’altra parte rispetto al valore dell’essere umano e ai sentieri epocali di speranza e disperazione che in tanta parte del mondo, fino a ‘casa nostra’, si stanno percorrendo”.

Angiolini e Pasotti, la prima volta insieme sul setIl silenzio dell’acqua: indagano su scomparsa adolescente. 4 puntate dall’8 marzo

07 marzo 201909:48

Un piccolo borgo di mare vicino Trieste, una comunità tranquilla dove si conoscono tutti, ma dove in tanti hanno qualcosa da nascondere, due investigatori dal carattere opposto, un uomo radioso, benvoluto da tutti, e una donna dal carattere coriaceo ma dall’esperienza di lungo corso, e che alla fine avranno inevitabilmente bisogno uno dell’altra per risolvere lo strano caso di una ragazza improvvisamente scomparsa. Il Silenzio dell’Acqua, vede per la prima volta recitare insieme Ambra Angiolini e Giorgio Pasotti. Il crime in onda da venerdì 8 su Canale 5 (per un totale di 4 prime serate) con la regia di Pier Belloni è ambientato a Castel Marciano, un tranquillo paesino vicino a Trieste dove scompare Laura Mancini (Caterina Biasol), una ragazza di 16 anni figlia di Anna (Valentina D’Agostino), titolare del bar locale e donna dal passato controverso. Il vicequestore Andrea Baldini (Pasotti), uomo nato in quel contesto, di cui conosce tutte le persone sin dall’infanzia. Le piste sono tante, tra cui, la fuga volontaria. Ma quando la giovane viene ritrovata cadavere in mare dopo una telefonata anonima e una ricerca in mare cui partecipano in tanti con le barche del paese, dalla Questura di Trieste si unisce una giovane ed esperta collega, Luisa Ferrari (Ambra), i cui metodi risultano subito incompatibili con quelli di Andrea. La loro collaborazione sembra destinata ad esaurirsi presto ma non sarà così. Angiolini: “Nonostante sia nata con la tv, questa è la mia prima parte da protagonista in una serie. Avevo fatto un micro ruolo in una fiction con la Gardini ma se la sono dimenticata tutti. Io volevo fare le serie sono una malata di serie! Quando ho ottenuto la parte, e io di cose ne ho fatte nella mia carriera, ero molto felice. Ho fatto il provino e mi sono preparata prima, andando anche al poligono con mio padre che ha il porto d’armi per imparare a tenere in mano una pistola. Ma finisce qui, e se ne ho fatte di lezioni per essere credibile”. E poi aggiunge “Sia con gli sceneggiatori che con Pier Belloni abbiamo lavorato sul pathos. Preferendo non mostrarlo troppo, per non caricare il personaggio rischiando di farne una maschera. Guardando le prime due puntate, ho visto un’altra donna. Sono orgogliosa di aver insistito così tanto per fare questa serie”.

Pasotti sul suo ruolo spiega: “Andrea è un vice questore di un piccolo paese dove non avviene mai nulla in una comunità dove lui è assolutamente vigile. Il mio personaggio è come se fosse un equilibrista che potrebbe esplodere da un momento all’altro. Le indagini, inoltre, si trasformano anche in un affare familiare. Ho cercato di dare vita a questo personaggio con fermezza. Il tipo di conflitto di questo personaggio è facile da comprendere”.

Il direttore della fiction Mediaset, Daniele Cesarano tiene a sottolineare che Il Silenzio dell’Acqua è una serie originale “Non è un adattamento di Broadchurch come qualcuno ha ipotizzato, per quanto riguarda gli omaggi a Twin Peaks, non voglio commettere nessun errore e non citerò Twin Peaks!”.
Pasotti: “C’è anche qualcuno che ha detto che mi vesto come True Detective!”. Angiolini: “E’ un gioco da tavolo: trova le serie nella serie!. Je Jean Ludwigg, autore della sceneggiatura insieme a Leonardo Valenti ammette: “La ragazza scomparsa nella serie si chiama Laura come la Palmer! E’ un nostro omaggio a Twin Peaks”.
Nel cast anche Carlotta Natoli, Thomas Trabacchi, Camilla Filippi, Fausto Sciarappa, Mario Sgueglia e Caterina Biasol, Giordano De Plano, Sabrina Martina. Una produzione Rti e VelaFilm i associazione con Garbo Produzioni e il sostegno di Friuli Venezia Giulia Film commission e Mibac, girata tra Trieste, Duino e Muggia.

Guenzi, razzisti non seguitemi su socialIn un post rivela che sua canzone legata a ragazza etiope

BOLOGNA06 marzo 201916:31

– “Ho scritto la storia di ‘Niente di speciale’, una delle canzoni più amate della band. È legata a una ragazza di origine etiope, non l’avevo mai raccontato questo dettaglio perché non faceva alcuna differenza. Mi sono ritrovato con della merda razzista sotto al post. Internet è quello che è e non mi importa di un paio di falsi profili che sparano…”, “però voglio cogliere l’occasione per chiedere a qualunque razzista di non avere a che fare con me”. Così si è espresso Lodo Guenzi, voce solista degli Stato Sociale, in un post sul suo profilo personale su Instagram (@influguenzer) in cui chiede “gentilmente ai razzisti di non seguire questa pagina”.
Netflix farà Cent’anni di solitudineDopo successo “Roma” sara’ in spagnolo come voleva Marquez

NEW YORK07 marzo 201909:34

“Cento Anni di Solitudine” arriva su Netflix: a cinque anni dalla morte del suo autore, il colosso dell’entertainment in streaming ha annunciato oggi di aver acquistato i diritti del capolavoro di Gabriel Garcia Marquez.La saga della famiglia Buendia il cui patriarca José Arcadio fondo’ la immaginaria citta’ colombiana di Macondo andra’ in rete in spagnolo, proprio come avrebbe voluto “Gabo”. Sara’ la prima volta che il romanzo pubblicato nel 1967 verra’ adattato per lo schermo. Non per mancanza di interesse, nota il New York Times, tra i media che danno la notizia dell’accordo. In una recente telefonata con il giornale, Rodrigo Garcia, il figlio dello scrittore che sarà produttore esecutivo con il fratello Gonzalo, ha rivelato che il padre, pur avendo ricevuto molte offerte, aveva sempre rifiutato di portare il romanzo al cinema, convinto che il suo lavoro non avrebbe funzionato se tradotto in un singolo film.Garcia Marquez era anche determinato a che la storia venisse raccontata in spagnolo e dunque molte offerte non erano mai decollate. “Cento Anni di Solitudine” e’ considerato un capolavoro della letteratura latino-americana: il romanzo che ha popolarizzato il genere del realismo magico ha venduto 50 milioni di copie dalla pubblicazione ed e’ stato tradotto in 46 lingue.L’adattamento su Netflix sara’ girato in Colombia e gli interpreti saranno scelti tra i migliori attori latino-americani. La decisione degli eredi di accordare con Netflix e’ basata sulla considerazione che “negli ultimi tre-quattro anni il livello, il prestigio e il successo delle serie in streaming e’ cresciuto a dismisura”, ha detto Garcia, secondo cui “Netflix e’ stato il primo a dimostrare che “la gente e’ piu’ pronta che mai a vedere serie prodotte in altre lingue con i sottotitoli”. Quello che prima sembrava un problema non e’ piu; un problema”. Concorda Francisco Ramos, vice presidente del colosso di Internet che ha additato al successo di serie come “Narcos” e di film tre volte premio Oscar come “Roma”: “Ci hanno dimostrato che possiamo produrre contenuti in spagnolo per il mondo”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Tornano in Messico 495 ex voto trafugati
Ministro Bonisoli, ‘nostro obiettivo annullare mercato illegale’

06 marzo 201916:45

– Ci sono tutti i simboli della devozione popolare e della fede che si unisce alla gratitudine nei 594 dipinti ex voto sottratti al patrimonio culturale messicano che questa mattina a Roma sono stati ufficialmente restituiti dal ministro per i beni e le attività culturali Alberto Bonisoli alla Segretaria di cultura degli Stati Uniti Messicani Alejandra Frausto Guerrero. Le opere, databili tra il XVIII e il XX secolo ed eseguite da artisti anonimi, sono state trafugate tra il 1960 e il 1970 da numerosi luoghi di culto del Messico, e poi esportate illegalmente in Italia. Nel 2016, grazie a un’indagine condotta dal Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Monza, gli ex voto sono stati individuati e sequestrati su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano. “Abbiamo l’ambizione di disincentivare il mercato dei beni d’arte trafugati e renderlo nullo”, ha detto il ministro Bonisoli, dopo la cerimonia di restituzione tenutasi al Mibac.
Tadao Ando all’Armani/SilosNella retrospettiva oltre 50 progetti architetto giapponese

06 marzo 201917:20

– Apre in occasione del Salone del Mobile, il prossimo 9 aprile, la prima mostra dedicata all’architettura dell’Armani/Silos: si chiama ‘The Challenge’ e ripercorre la carriera di Tadao Ando – architetto dell’Armani/Teatro – attraverso le sue realizzazioni più significative.
Il percorso narrativo – progettato dall’architetto giapponese con il suo studio e in collaborazione con il Centre Pompidou – si articola intorno a quattro temi principali: Forme primitive dello spazio, Una sfida urbana, Genesi del paesaggio, Dialoghi con la storia. Fanno parte della retrospettiva oltre 50 progetti, illustrati da schizzi, modelli originali, video installazioni, disegni tecnici, taccuini di viaggio e fotografie scattate da Tadao Ando. “Mi piacerebbe – ha dichiarato Tadao Ando – realizzare architetture che possano durare per sempre, non nella sostanza o nella forma, ma come un ricordo indelebile nel cuore degli uomini”.
Medimex: anche Bryan Ferry e Patti SmithEmiliano presenta International Festival a fiera turismo Berlino

BARI06 marzo 201917:21

– Renzo Arbore e Bryan Ferry a Foggia, Patti Smith a Taranto. Il Medimex raddoppia in Puglia e annuncia da Berlino, nell’ambito della ITB Berlin, principale fiera europea del turismo, i primi nomi dell’edizione 2019, che da giovedì 11 a domenica 14 aprile propone per la prima volta un’edizione Spring a Foggia, dove Renzo Arbore coordinerà un progetto speciale creato per il Medimex con alcuni grandi jazzisti italiani mentre il fondatore dei Roxy Music terrà l’unica data italiana del tour. Le anticipazioni sono state date in una conferenza stampa di Pugliapromozione nello stand ENIT, dal presidente della Regione, Michele Emiliano, con l’assessore al Turismo, Loredana Capone, che hanno presentato la strategia turistica pugliese alla platea internazionale della fiera tedesca. Il Medimex tornerà a Taranto dal 5 al 9 giugno e con Patti Smith celebrerà i quarant’anni dei leggendari concerti di Bologna e Firenze del 1979, che con l’artista americana sancirono il ritorno in Italia dei grandi raduni rock.
Ford Foundation apre a giustizia socialeA due passi dall’Onu l’arte che sfida lo status quo

NEW YORK06 marzo 201918:15

– Un’istituzione di New York e un’icona all’architettura del ‘900, la Ford Foundation disegnata da Kevin Roche ha riaperto i battenti in città con una nuova galleria di arte ispirata alla giustizia sociale. Di Mahwish Christy, pachistano, “Hellfire II” è una pioggia di missili in miniatura, tanti quanti i civili uccisi da droni americani nel suo paese. Una Fiat 500 compare nei paesaggi urbani con cui Mohamed Hafez, un architetto siriano che vive negli Usa, ha evocato la vita quotidiana perduta della sua Damasco.
L’americano Derek Scott, in “The Blue Wall of Violence”, mostra sei bersagli umani che tengono in mano l’oggetto per cui sono stati uccisi o feriti dalla polizia. La mostra inaugurale aperta fino all’11 maggio si intitola “Perilous Bodies”: fotografie, sculture video, installazioni e performance in cui gli artisti incorporano tradizioni culturali per affrontare il tema dell’oppressione, dalla crisi dei profughi alla violenza delle armi da fuoco e allo stupro.
La prima volta di Leidi in ItaliaPersonale dell’artista morto in Svezia nel 2008

GENOVA06 marzo 201919:05

– Sarà il museo di Sant’Agostino a ospitare la prima personale italiana dell’artista Franco Leidi, nato a Milano nel 1933, ma cresciuto a Genova e morto nel 2008 in Svezia, dove ha vissuto dagli anni ’70. La mostra, dal titolo ‘Franco Leid-Return’, realizzata da Art Commission con il Museo di Sant’Agostino e con il patrocinio dell’ambasciata di Svezia, verrà inaugurata il 16 marzo (visitabile fino al 21 aprile).
La mostra si configura in due sezioni: quella dei disegni, delle foto e delle sculture e quella delle installazioni e degli acquarelli. Nei disegni di Leudi il corpo umano diventa protagonista. I suoi ritratti diventano icone dove l’influenza espressionista si mischia al classico rinascimento italiano.
Leidi è artista che mischia gli stili e i linguaggi, passando dal disegno alle installazioni, dove utilizza vari materiali che si integrano tra loro. Tra le opere esposte anche la grande installazione intitolata Departure (Partenza), opera che è una summa degli attrezzi del suo universo artistico.
I 70 anni di Antonello VendittiDonne, politica e amore. Festa sul palco per il ‘core de Roma’

ROMA06 marzo 201919:22

– Ormai è una tradizione: festeggiare il compleanno davanti a migliaia di persone. Per Antonello Venditti non c’è 8 marzo che si rispetti che non sia sul palco, con la sua musica, il suo pubblico, la sua Roma. E quest’anno l’anniversario è tondo, perché il “core de Roma” compie 70 anni e i concerti, rigorosamente nella capitale, raddoppiano (8 e 9 all’ex Palalottomatica). “Elemento fondamentale sarà la festa, la mia e quella della Donna. Si sommano tante cose. Ci dobbiamo divertire”, dice. Nato l’8 marzo 1949, “Sotto il segno dei Pesci”, come ha fissato in uno dei suoi album più significativi, Venditti è stato figlio e rappresentante di quel fermento musicale dei primi anni ’70, partito dai locali underground che a Roma aveva casa e cuore al Folk Studio. La politica, l’amore, le donne i temi più spesso trattati nei suoi brani. Gli anni ’80 e ’90 segneranno l’apice del successo: In questo Mondo di Ladri, nel 1988, vende 1,3 milioni di copie, Benvenuti in Paradiso, tre anni dopo, quasi 1,5 milioni.

Rai, Antonacci canta Berlioz a TorinoE’ Cleopatra nel concerto trasmesso in aprile da Rai5

TORINO06 marzo 201919:22

– Il grande soprano Anna Caterina Antonacci è la protagonista del concerto dell’Orchestra Sinfonica Nazionale Rai di giovedì 7 marzo all’Auditorium Rai di Torino. Il concerto, diretto da Edward Gardner, è registrato da Radio 3, ripreso da Rai Cultura e trasmesso il 4 aprile su Rai5.
Artista di fama internazionale, nota per l’espressività drammatica e la versatilità con cui passa dal barocco all’opera contemporanea, si è esibita nei teatri e nei festival più prestigiosi con direttori quali Claudio Abbado, Riccardo Chailly e Sir John Eliot Gardiner.
Vincitrice di Concorsi quali ‘Voci Verdiane’ nel 1987, ‘Maria Callas’ nel 1988 e ‘Luciano Pavarotti’ nel 1992, è stata insignita della Legion d’onore francese nel 2009. Per il suo ritorno con l’Osn dopo il Concerto di Natale ad Assisi nel 2003, propone una pagina del suo repertorio più recente, con cui nel 2016 ha riscosso grande successo alla Scala, ‘La mort de Cléoptre’ di Hector Berlioz, di cui ricorre quest’anno il 150/o anniversario della scomparsa.

‘Muse al Museo’ ad agosto, sfida MannGiulierini: ‘Per terza edizione scommettiamo su estate in città’

NAPOLI06 marzo 201919:23

– ”Scommettiamo sull’estate in città e sulla vocazione turistica di Napoli”. Il direttore del MANN Paolo Giulierini annuncia che il festival Muse al Museo 2019, terza edizione, si svolgerà nel mese di agosto. ”Le Muse non vanno in vacanza” è lo slogan della campagna di comunicazione che accompagnerà il conto alla rovescia. L’immagine scelta per il teaser e’ quella della celebre ‘Venere in bikini’, statuetta pompeiana, versione pop. “Sarà una proposta culturale nel cuore dell’estate dedicata ai napoletani in città e ai tanti turisti che scelgono Napoli per le loro vacanze, sperando siano sempre più numerosi” spiega ricordando che date annunciate a chiusura dell’edizione 2018 (5-11 marzo) sarebbero coincise con quelle della settimana di apertura gratuita dei musei istituita dal Mibac. ”Dopo il successo della scorsa edizione con oltre 23mila presenze in una settimana – ricorda Giulierini – dobbiamo costruire un programma calibrato sulla stagione estiva”.
La traviata di Verdi al Galli di RiminiL’8 e il 10 marzo, coproduzione con Teatro Municipale Piacenza

RIMINI07 marzo 201909:52

– Archiviato il successo delle manifestazioni per la riapertura, a 75 anni dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale, il Teatro Galli di Rimini comincia il suo percorso nel mondo della musica lirica presentando una delle opere di Giuseppe Verdi più amate di sempre, “La traviata”. Un titolo non casuale che, nel giorno della festa della donna, 8 marzo ore 20.30, con Violetta propone uno dei personaggi verdiani più battaglieri e commoventi, simbolo di riscatto in un mondo bigotto che la rifiuta.
L’opera è allestita in coproduzione col Teatro Municipale di Piacenza con i cantanti del Progetto Opera Laboratorio 2018 di Leo Nucci che cura anche la regia. Sul podio dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini ci sarà Pier Giorgio Morandi, mentre in scena i ruoli principali saranno sostenuti dal soprano Adriana Iozzia (Violetta Valéry), dal tenore Ivan Ayón Rivas, recentissimo vincitore del Placido Domingo (Alfredo) e dal baritono Benjamin Cho (Giorgio Germont). Unica replica domenica 10 marzo alle ore 15.30.

Martani, il mio Orso struggente e feroceArriva noir ‘Come un padre’ tra inferno e amore

07 marzo 201910:25

– MARCO MARTANI, COME UN PADRE (DEA PLANETA, PP 443, EURO 16,00). Il piacere di perdersi all’interno di una storia, di far vivere i personaggi facendo dimenticare chi c’è dietro di loro. E’ stata questa la sfida di Marco Martani, sceneggiatore di successo e regista, che a 50 anni esordisce nella narrativa con il noir ‘Come un padre’, appena arrivato in libreria per DeA Planeta. E c’è già l’interesse di produttori americani per farne un film. Tra i fondatori della casa di produzione cinematografica e televisiva Wildside, che ha prodotto ‘L’amica geniale’ e ‘The Young Pope’, autore di oltre 50 sceneggiature per il piccolo e grande schermo, tra cui ‘Notte prima degli esami’, ‘La mafia uccide solo d’estate’, ‘Se Dio vuole’ e ‘In Guerra per Amore’ che ha avuto la nomination ai David di Donatello come miglior sceneggiatura originale nel 2017, Martani compie un percorso opposto a quello dell’autofiction che ha avuto tanto successo in questi ultimi anni.
“Stiamo sempre a pensare a noi stessi e a quanto siamo bravi.
Abbiamo troppo ego, come dicono gli americani. No, non mi piace l’autofiction, è autoreferenziale. Il mio obiettivo è annullarmi per poter far entrare chi legge all’interno della storia. Lo scrittore è il burattinaio. Sono un lettore onnivoro e volevo scrivere un romanzo di genere che piacesse a me, dove non ci fossero il classico commissario o investigatore. Sono sempre stato appassionato di noir, di James Ellroy, Joe R. Lansdale, Don Winslow e mi capita più spesso con gli scrittori stranieri di perdermi nelle storie piuttosto che con gli autori italiani tra i quali amo Camilleri” dice Martani. Il suo mito è il norvegese Jo Nesbo. “Ha la capacità di inventare storie che si leggono tutte d’un fiato con personaggi avvincenti. Nesbo ha fan sfegatati che aspettano con ansia il suo nuovo romanzo e per me questo è il più grande successo che possa capitare a uno scrittore, non c’è Premio Strega che tenga” sottolinea Martani la cui opera prima non a caso era un noir, ‘Cemento armato’. Nelle 440 pagine di ‘Come un padre’ ci regala un personaggio struggente, romantico, feroce, che compie una scelta terribile e si muove in un ambiente violento: è Orso, braccio destro dello spietato boss marsigliese chiamato il Rosso, che ha abbandonato la donna che amava e la figlia che ha avuto con lei per proteggerle e servire il suo spietato capo. Ha scelto di vivere all’inferno per amore, ma dopo tanti anni e dopo un un infarto che gli fa capire di non essere immortale il suo unico desiderio è rivedere le sue donne. Il Rosso però non è d’accordo, ma questa volta Orso non si ferma e va in Italia a cercare la sua donna di un tempo e sua figlia, ormai adulta, senza immaginare quando grande sia il nuovo inferno che lo aspetta.
“Volevo un personaggio complesso, con le sue contraddizioni che ne fanno una figura tridimensionale. Nonostante faccia delle cose brutte a Orso alla fine vuoi bene. Si crea un’empatia con il lettore. Lui cerca di recuperare, di espiare” dice l’autore.
Dalla trentennale esperienza di sceneggiatore di Martani viene la scrittura per immagini e una visione chiara della struttura del libro: “sai dove vuole arrivare il tuo personaggio anche se certe volte ti sorprende con svolte non previste. C’e’ maggior libertà nella scrittura di un libro rispetto a un film, ti puoi sbizzarrire. E poi rispondi solo a te stesso mentre la sceneggiatura è un continuo confronto. Per scrivere da soli bisogna avere una consapevolezza zen” racconta Martani che ha quattro figli (un maschio e tre femmine) e ha cominciato a costruire questa storia nelle notti in cui stava sveglio per cullare l’ultima nata, la piccola Alice. Lavorare a un romanzo dopo tante sceneggiature con persone diverse è stato soprattutto un modo di “riappropriarsi di se stesso” spiega Martani che ha tanti progetti per il cinema e la tv ma per ora vuole seguire “questa nuova piccola creatura” che dopo Roma sarà presentata il 13 marzo a Milano. E dice che, se si farà un film dal libro “potrebbe essere anche interessante vedere qualcun altro alla sceneggiatura e regia di ‘Come un padre'”. E poi, le avventure di Orso potrebbero non fermarsi qui: “sono affezionato a questi personaggi e ho tante storie da raccontare” non ci nasconde.

A teatro, Delbono, Rubini e Lo CascioLillo in “School of rock”, Brachetti “Solo” a Matera 2019

07 marzo 201911:09

– Pippo Delbono e la sua versione de ”La gioia” e Lillo nella versione italiana targata Massimo Romeo Piparo di ”School of rock”, entrambi a Roma; l’omaggio ad Edgard Allan Poe di Ferdinando Bruni con ”Una serie di stravaganti vicende”, ancora nella capitale, e ”Dracula” di Bram Stoker per Sergio Rubini e Luigi Lo Cascio a Firenze; la tragedia dei migranti ne ”L’abisso” di Davide Enia a Torino e i mille personaggi di Arturo Brachetti ”Solo” a Matera 2019: sono alcuni degli spettacoli teatrali in scena nel prossimo week end.

Volume Cineteca Bologna su ‘Mamma Roma’Nelle librerie dal 7 marzo, giorno compleanno di Anna Magnani

BOLOGNA06 marzo 201914:20

– Esce nelle librerie il 7 marzo, giorno in cui si festeggia il compleanno di Anna Magnani (nata il 7 marzo 1908), il nuovo volume dedicato al film di Pier Paolo Pasolini, protagonista appunto Anna Magnani, ‘Mamma Roma’. La tragedia di una madre-prostituta che sogna per il figlio un avvenire di felicità borghese, sullo sfondo di una città e di un’Italia irrimediabilmente in transito verso una corrotta e conformistica modernità. L’opera è curata da Franco Zabagli e pubblicata dalle Edizioni Cineteca di Bologna.
Genesi, lavorazione e vicissitudini di Mamma Roma sono ricostruite con documenti originali, scritti dell’autore, testimonianze dei protagonisti, la ricostruzione delle polemiche e del dibattito critico che ne accompagnarono l’uscita. ‘Mamma Roma’ è il secondo volume, dopo ‘Accattone’ di Roberto Chiesi e Luciano De Giusti, di un progetto di Cinemazero, Fondazione Cineteca, Centro Studi-Archivio Pier Paolo Pasolini, che si propone di seguire, volume dopo volume, l’intera filmografia di Pasolini.
Per i Verneuil l’integrazione si disintegraIn Non sposate le mie figlie 2 ancora problemi con i generi

07 marzo 201909:40

L’integrazione ha un ‘cuore selvaggio’ per la famiglia Verneuil, come dimostra ‘Non sposate le mie figlie! 2’ di Philippe de Chauveron, sequel del fenomeno cinematografico con oltre 150 milioni di euro incassati in tutto il mondo e in sala da domani con 01. Eravamo rimasti con i coniugi Verneuil, Claude (Christian Clavier) e Marie (Chantal Lauby), ormai rassegnati al matrimonio delle loro adorate quattro figlie con uomini di origini e culture molto distanti dalla loro: Rachid (Medi Sadoun), musulmano di origini algerine, Chao (Frédéric Chau), ateo e figlio di cinesi, l’ebreo David (Ary Abittan) e il senegalese Charles (Noom Diawara).Ma l’integrazione sembra non aver funzionato troppo per i quattro generi che sono di nuovo in crisi. Il fatto è che loro si sentono in tutto per tutto francesi, ma allo stesso tempo pensano di non essere trattati come tali e così decidono, all’insaputa l’uno dell’altro, di tornare con le mogli nei rispettivi paesi per trovare quella fortuna che in Francia non hanno trovato. Incapaci di immaginare la loro famiglia lontana e di non vedere crescere i propri nipoti, Claude e Marie sono pronti a tutto pur di trattenerli e dimostrare loro che la Francia è il posto migliore in cui vivere. Ma i problemi non finiscono qui per i Verneuil: tornano infatti in Francia anche i consuoceri Koffi per il matrimonio della loro unica figlia femmina. Nel frattempo, Marie ha assunto un giardiniere afghano che tutti pensano sia un talebano e il marito, andato in pensione, si è deciso a scrivere un ponderoso libro sulla storia di Francia.”Per ritrovare la struttura del primo film, nel quale le quattro figlie sposano simultaneamente quattro ragazzi stranieri, ho pensato che sarebbe stato interessante far vivere alle quattro coppie la stessa avventura – spiega il regista – . In quel periodo eravamo in piena campagna presidenziale e percepivo chiaramente attorno a me il timore degli estremismi. Sentivo persone dire che se ne sarebbero andate dalla Francia in caso di vittoria di un certo partito, mentre molti cittadini appartenenti a minoranze etniche si lamentavano della discriminazione di cui erano vittime”.Comunque per Philippe de Chauveron nessun messaggio politico nel film “Le persone hanno letto in questo lavoro tutta una serie di messaggi diversi – dice -, mentre la mia sola intenzione, quando l’ho scritto, è stata quella di far divertire il pubblico. Mi diverte fare dell’ironia su tutti gli argomenti possibili e non apprezzo che alla mia opera vengano dati significati diversi. Se proprio deve esserci un messaggio sarebbe che viviamo tutti nello stesso paese, tanto vale fare in modo che tutto vada per il meglio e che ciascuno di noi possa essere felice!”.          [print-me title=”STAMPA”]

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In programma la Quinta Sinfonia di Gustav Mahler

MODENA04 marzo 2019 14:48

– L’Orchestra Filarmonica della Scala diretta da Riccardo Chailly torna a suonare per la stagione concertistica del Teatro Comunale “Luciano Pavarotti” di Modena il 7 marzo prossimo alle 20.30. Un appuntamento molto atteso per il quale l’orchestra fondata da Claudio Abbado nel 1982 ha in programma la Sinfonia N.5 di Gustav Mahler, una delle più conosciute del compositore boemo, resa celebre da Luchino Visconti che la usò come colonna sonora del film “Morte a Venezia”. Riccardo Chailly è uno dei più autorevoli interpreti della musica mahleriana, da tempo è disponibile su disco l’integrale delle sinfonie, vanta una lunga frequentazione con questi brani fin dai primi anni ’80 quando le eseguiva abitualmente con le orchestre di Berlino, di Bologna e di Amsterdam delle quali era direttore stabile. Cosa che avviene anche adesso che è capo dei complessi del Teatro alla Scala, con i quali prosegue anche l’intensa attività discografica che nei prossimi mesi vedrà il debutto di un cd interamente dedicato a Nino Rota.

Netflix, il nostro cinema è per tuttiSpielberg non voleva “Roma” agli Oscar, “Fanno televisione”

NEW YORK04 marzo 201915:29

– Netflix si difende dalle accuse di Steven Spielberg e di altri vip di Hollywood secondo cui i suoi film non avevano diritto di partecipare agli Oscar. “Amiamo il cinema”, ha replicato su Twitter il colosso web. “Ma ci sono altre cose che amiamo: ad esempio il dare accesso a gente che non si può sempre permettere di andare al cinema o che vive in città dove non ci sono sale. Sono cose che non si escludono a vicenda”. “Cinema per tutti dunque, e dappertutto. E più strade per gli autori di cinema di far conoscere il loro lavoro”, ha proseguito Netflix che ha portato agli Oscar Roma di Antonio Cuaron, conquistando tre statuette tra cui quella per il miglior regista, ma non la più ambita per il miglior film, andata a Green Book. Per qualificarsi alle sue 10 candidature, il servizio di cinema in streaming aveva fatto uscire il film di Cuaron per pochi giorni in alcune sale a New York e Los Angeles.
Spielberg fa parte del board dell’Academy che dovrebbe discutere la questione in una riunione ad aprile.
Libri Come, in 10 anni 325 mila personeRegina, ‘varca i confini nazionali’. Dosal, ‘evento che vive’

04 marzo 201915:52

– Dieci anni che anno visto la presenza di oltre 325 mila persone e di più di 1000 scrittori: ‘Libri Come 2019’ festeggia un’edizione speciale, quella del decennale, e la dedica alla ‘Libertà’, dal 14 al 17 marzo all’Auditorium Parco della Musica di Roma.
“Dieci anni sono gran parte dei 17 anni di vita della Fondazione Musica per Roma che è molto giovane. Il decennale di Libri Come è dedicato a un tema importante che arriva alla vigilia delle elezioni del nuovo Parlamento Europeo. La libertà è uno dei criteri fondanti del nostro spazio come europei. Libri Come varca i confini nazionali. Dobbiamo custodire tutto questo per tanti decenni ancora” ha sottolineato alla presentazione il presidente della Fondazione Musica per Roma, Aurelio Regina”.
Emozionato del compleanno anche Josè R. Dosal, ad della Fondazione Musica per Roma che sottolinea come “la parola Libertà sia in questo momento cruciale per tutto il mondo.
‘Libri Come’ è un evento che vive. Lo sosteniamo senza confini, in piena libertà”.
L’amore strappato, Ferilli in fiction C5Serie in onda prossimamente con regia Ricky Tognazzi-Simona Izzo

04 marzo 201915:57

– Prossimamente su Canale 5 “L’amore strappato”, nuova serie tv in tre serate, tratta da una storia vera con protagonista Sabrina Ferilli. La fiction, prodotta da Jeky Productions e diretta da Ricky Tognazzi e Simona Izzo, racconta di un incredibile errore giudiziario in cui una bambina di appena sette anni viene strappata alla sua famiglia. La mamma, interpretata da Ferilli, lotta con tenacia, coraggio e determinazione per dimostrare l’innocenza del marito, Enzo Decaro, ingiustamente accusato di molestie, e per riavere la sua bambina. La fiction – annuncia una nota Mediaset – è liberamente ispirata al libro “Rapita dalla giustizia”, scritto dalla protagonista ormai più che ventenne Angela Lucanto, insieme a Maurizio Tortorella e Caterina Guarneri. “L’amore strappato” è una storia che lascerà con il fiato sospeso, raccontando tappa per tappa la dolorosa battaglia di una famiglia felice sconvolta da un’accusa infamante.

Fiere dell’arte a New York con tanta ItaliaFontana e Melotti in Consolato e all’Istituto di Cultura

NEW YORK04 marzo 201916:01

– In Consolato le ceramiche poetiche di Fausto Melotti della Collezione Olnick Spanu: luminescenti sculture entrate amorfe nel forno e uscite come vasi che evocano la natura, fiori, conchiglie, uccelli. Alla porta accanto, sui due piani dell’Istituto di Cultura, le “esplorazioni spaziali” di artisti come Lucio Fontana provenienti dalle vaste collezioni di Banca Intesa Sanpaolo: “L’Italia non è una superpotenza militare, ma la superpotenza del soft power, della cultura come portatrice di pace”, ha detto il Console Generale d’Italia a New York, Francesco Genuardi, inaugurando le due mostre gemelle dedicate all’arte italiana del secondo dopoguerra.    Le due rassegne coincidono con le giornate in cui a New York il mondo dell’arte contemporanea entra in fibrillazione: all’Armory, a due isolati dal Consolato, una fetta di Italia è in primo piano con il grande ritorno a base di piccoli Roy Lichtenstein della galleria fondata dal leggendario Leo Castelli. C’è anche un padiglione interamente riservato da Houser and Wirth alla recentissima installazione “Ether en Flocons” del modenese Roberto Cuoghi sul tema della metamorfosi: 10 uccelli in agar agar e gelatina di maiale lasciati esposti agli elementi, liofilizzati per un mese e infine consolidati in una macchina sotto vuoto. La galleria, una delle più importanti sulla scena internazionale, ha annunciato in coincidenza con l’Armory che Cuoghi, unico italiano vivente, sarà tra gli artisti rappresentati. A far da perno c’è il Met Breuer con Lucio Fontana: due capolavori della mostra allestita nel museo satellite del Metropolitan sull’artista dei “tagli” vengono da Intesa Sanpaolo che al Consolato di New York ne ha portati altri quattro, più un’altra ventina di opere di grossi nomi degli anni Cinquanta e Sessanta come Pietro Manzoni e Enrico Castellani: filo conduttore, il rapporto tra spazio e pittura. “L’arte è uno dei settori in cui siamo più attivi”, ha detto il CFO Stefano Del Punta ricordando il tradizionale ruolo di sostegno all’arte e alla cultura esercitato dalle banche fin dal Rinascimento.    Per Magazzino Italian Art Foundation, il museo di Cold Springs sull’Hudson co-fondato dai collezionisti e mecenati Giorgio Spanu e Nancy Olnick e ormai meta d’obbligo del turismo culturale fuori da Manhattan, l’inaugurazione della mostra su Melotti è stato un momento speciale, ha detto il direttore Vittorio Calabrese: “La prima collaborazione a New York con le istituzioni italiane e le grandi fiere dell’arte”. Melotti, che considerava l’astrazione in stretto rapporto con musica e architettura, aveva sperimentato con la ceramica fin dall’inizio della sua carriera subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, considerandola “un materiale artistico come marmo e bronzo, semmai ancora più interessante per il mistero da cui è nato”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Milano, musical con canzoni Pino Daniele
Dal 7 marzo agli Arcimboldi l’eredità di un mito con ‘Musicanti’

MILANO04 marzo 201916:47

– Le canzoni di Pino Daniele prendono vita anche a Milano dove dal 7 al 17 marzo, al Teatro degli Arcimboldi, arriverà il tour dello spettacolo ‘Musicanti’. Dopo aver raccolto applausi e sold-out fin da dicembre passando da Napoli, Bari, Firenze e Torino, il testo diretto dal collaboratore di lunga data di Pino Daniele, Fabio Massimo Colasanti, racconterà anche ai milanesi l’unicità del lascito del musicista napoletano, un patrimonio di canzoni, colori e storie. Tutto questo grazie alle interpretazioni di artisti come Noemi Smorra (Anna) e Alessandro D’Auria (Antonio), alla testa di un talentuoso cast alle prese con classici del repertorio di Daniele. Ad accompagnarli una band di “amici” di Pino che conta Fabio Massimo Colasanti, Roberto D’Aquino, Alfredo Golino, Simone Salza ed Elisabetta Serio. La storia originale, scritta da Alessandra Della Guardia e Urbano Lione, racconta del ritorno a Napoli di Antonio, che dopo la morte del padre eredita un locale di cui man mano comprenderà l’importanza storica.
Doppio gala per Roberto Bolle a BolognaIl 6 e 7 marzo l’Etoile dei Due Mondi all’EuropAuditorium

BOLOGNA04 marzo 201916:59

– Saranno Timofej Andrijashenko, Young Gyu Choi, Nicola Del Freo, Melissa Hamilton, Nicoletta Manni, Anna Ol, Alejandro Virelles ed Elena Vostrotina i ‘Friends’ che accompagneranno Roberto Bolle nel gala in programma il 6 e 7 marzo al teatro EuropAuditorium di Bologna (ore 20.45). Un cast come sempre di grandi stelle della danza per le due date ‘rubate’ al fitto calendario di Bolle per venire incontro – spiega Artedanza, che ne cura la produzione – alle richieste di assistere ai suoi spettacoli e “per rispondere alle migliaia di richieste rimaste inevase di assistere ad un Gala dell’Etoile dei Due Mondi”.
Nove i quadri che compongono le serate, su coreografie di Nacho Duato, Lev Ivanovic Ivanov, Wayne McGregor, Marius Petipa, Willyam Forsythe, Jiri Bubenicek, Mauro Bigonzetti e musiche di Granados, Cajkovskij, Bach, Pugni, Pachelbel e Bubenicek, Minkus e Moretti da Monteverdi.

Oltre 1.200 candidature a DeA Planeta1.169 ammessi, a fine marzo cinquina, 15 aprile il vincitore

04 marzo 201917:23

– Boom di partecipazione alla prima edizione del Premio letterario DeA Planeta: sono state 1.244 le candidature arrivate tra il 25 settembre 2018 e la mezzanotte del 28 febbraio 2019. Le opere provengono da ogni regione d’Italia come da altri Paesi europei, dall’America e dall’Australia, e da cittadini di origine straniera che vivono in Italia e scrivono nella nostra lingua.
Fra queste, sono 75 le opere non ammesse perché non inedite o destinate a un pubblico non adulto. I romanzi in concorso sono dunque 1.169. Tra gli iscritti figurano autori di ogni età e sono rappresentati tutti i generi letterari con una prevalenza di noir e thriller, del fantasy e delle storie vere. In 208 hanno deciso di utilizzare uno pseudonimo. Entro la fine di marzo sarà annunciata la cinquina e il 15 aprile 2019 sarà proclamato il vincitore. “Siamo entusiasti per l’accoglienza positiva ottenuta da questa nuova iniziativa che sta molto a cuore alla nostra casa editrice” afferma Gian Luca Pulvirenti, ad di DeA Planeta Libri.
“La qualità e la quantità delle opere ricevute ci rende molto soddisfatti e testimonia la grande vivacità ed energia nel mondo degli scrittori” spiega Pulvirenti. Il DeA Planeta garantisce lo sbocco internazionale all’opera vincitrice e il montepremi del valore economico di 150.000 euro.
Lanciato il 25 settembre scorso nella sua prima edizione, il Premio DeA Planeta si è posto da subito come una novità assoluta nel panorama del mercato editoriale italiano. Ideato dalla casa editrice DeA Planeta Libri, prendendo ispirazione dal successo dell’esperienza spagnola del Premio Planeta, ha come obiettivo quello di offrire al grande pubblico romanzi di qualità.
Vibrazioni, 26/3 al Forum per i 20 anniOspiti Pelù, Achille Lauro, Ministri, Nigiotti, Carone-Dear Jack

04 marzo 201917:53

– Il 26 marzo Le Vibrazioni saliranno per la prima volta sul palco del Mediolanum Forum di Assago (Milano) per celebrare 20 anni di carriera. Insieme alla band, si esibiranno Piero Pelù, Achille Lauro, Ministri, Enrico Nigiotti e Pierdavide Carone & Dear Jack. È in rotazione radiofonica “CAMBIA”, il nuovo singolo della band, prodotto da 432 e distribuito da Artist First.
Francavilla disegna manifesto ComiconDisegnatore firma il poster ufficiale del salone di Napoli

04 marzo 201917:59

NAPOLI

– E’ di Francesco Francavilla il manifesto dell’edizione 2019 di Comicon che si svolge a Napoli dal 25 al 28 aprile. Giunto alla XXI edizione, Comicon ridisegna la strategia creativa dei propri manifesti affidandosi, a partire da quest’anno con Francavilla, ai migliori poster artist internazionali. Al centro del manifesto una ragazza che sfreccia verso il futuro, portando con sé gli elementi e le immagini che hanno caratterizzato – dalla prima, memorabile affiche firmata da Mattotti – vent’anni di festival. “Sono molto legato a Napoli, il primo festival di fumetto cui ho partecipato si svolgeva proprio qui. Per la realizzazione del manifesto ho pensato a Moebius, artista di cui sono un grande appassionato. Ho immaginato una space-girl immersa in un contesto fantascientifico, ma volevo in qualche modo suggerire l’atmosfera di Napoli. Il risultato è quello che vedete: una Napoli futuristica dove i teenager possono guidare hover-scooter accompagnati da robot giganti in una corsa verso le porte di COMICON”.
Veltroni, oggi la bontà è rivoluzionariaDal 7 marzo in sala ‘C’è tempo’, il suo primo film da regista

05 marzo 201920:12

Quella che propone Walter Veltroni in ‘C’è tempo’, suo primo film da regista dopo alcuni documentari, è poco più di una favola piena di buoni sentimenti, ma non per questo, a suo modo di vedere, meno rivoluzionaria. “Nel buio dell’oggi i buoni sentimenti sono rivoluzionari – dice oggi il politico-regista -. E poi sono fatto così, non avrei certo potuto fare un film splatter”. Protagonista del film – in sala dal 7 marzo in 250 copie con Vision Distribution, pieno zeppo di citazioni del cinema italiano (“ce ne sono almeno cinquanta”, spiega Veltroni) – Stefano (Stefano Fresi) quarantenne precario e infantile che vive con la moglie in un paesino di montagna facendo un lavoro bizzarro e poetico: l’osservatore di arcobaleni. Alla morte del padre, mai conosciuto, l’uomo scopre però di avere un fratellastro tredicenne, Giovanni (Giovanni Fuoco), del tutto diverso da lui, anche troppo maturo per la sua età.Stefano parte per Roma e accetta la tutela del ragazzo senza troppa passione, ma solo per ricevere una bella cifra promessagli dal notaio. Da qui un lungo viaggio nella mitica Volkswagen Cabrio 1300 dell’esuberante Stefano alla volta di casa. Un viaggio che si allungherà a dismisura anche per l’incontro con la cantante Simona (Simona Molinari), in tour con sua figlia Francesca (Francesca Zezza). Cosa accade tra i due fratellastri durante questo lungo viaggio? Semplice, scopriranno di non essere poi tanto diversi, ma solo due dei tanti colori di un arcobaleno possibile da vivere. “Il tema del film è l’incontro e lo scambio con il diverso, l’altro come capita appunto con l’arcobaleno che fa incontrare tanti colori per poi fonderli”, spiega il regista. Tutte le citazioni del film (si va dalla padella de ‘La grande guerra’ all’elmo di ‘Brancaleone alle Crociate’ fino al cameo finale di Jean Pierre Léaud a Parigi) “sono per me solo un modo di dire grazie a tutti i registi con cui sono cresciuto”.Sull’elogio di restare bambini, un tema che c’è in tutto il film, spiega Veltroni: “Non ho mai smesso di esserlo e mi fa paura chi dice di averlo fatto. E poi i bambini – aggiunge – non sono affatto fragili come si dice di loro”. All’indomani delle primarie del Pd, Veltroni parla di “un segnale di luce ed io ho paura del buio che c’è, oggi più che mai, come della perdita di speranza. Quando si vota c’è sempre democrazia, ed è sempre un fatto positivo sia votare che fare opposizione”. A chi gli chiede, infine, se intende tornare in politica, Veltroni risponde: “Non devo tornare, perché in realtà non sono mai andato via, ci sono tanti modi per fare politica”. Nel cast del film anche: Sergio Pierattini, Laura Efrikian, Silvia Gallerano, Shi Yang Shi, Max Tortora, Anna Billò e Giovanni Benincasa.

Libro, mon amour! per amanti libri cartaDal 7 al 10 marzo a Roma maratona di letture

04 marzo 201918:42

– Per gli amanti dei libri di carta arriva ‘Libro, mon amour!’ che unisce videoarte, installazioni e letture ad alta voce in una speciale manifestazione, dal 7 al 10 marzo allo Spazio Marsi, in via dei Marsi a Roma, dalle 18 alle 21, a cura di Giovanna Nicolai e Carla Petino.
Ognuna, ognuno, potrà dare il proprio contributo portando un “libro in tasca” da cui leggerà i suoi brani preferiti in un clima di libera condivisione tra videoarte ‘Cartoni inanimati’ di Maria Pizzi e una installazione Ex-Libri di Maria Grazia Tata.
Nel giorno di chiusura, il 10 marzo, sarà proposto un recital dell’attore e cantante Antonio Marziantonio sulla vita e l’opera di Alda Merini, tratto dal suo spettacolo ‘Viaggio nella poesia italiana’.
Il 7 marzo hanno già dato la loro adesione Silvia Bre, Fabiana Carpiceci, Claudio Damiani, Francesco Gallo, Luigi Gallo, Filippo La Porta, Elio Pecora, Juan Carlos Gonzalez Santiago.
L’8 marzo letture di Chiara Balestrazzi, Laura Ceccacci, Chiara Colafranceschi, Michele De Mieri. E ancora letture di Dino Ignani, Diego Mormorio, Sandra Petrignani, Gaia Riposati, Gabriella Sica, Pino Strabioli, Martina Suozzo, Alessandra Vanzi, Marta Zeichen. Sabato 9 marzo letture di Dona Amati, Marco Caporali, Maria Teresa Carbone, Stefano Cuneo, Betta Lodoli, Maria Teresa Marciante, Barbara Mautino, Nicky Nicolai, Silvio Raffo, Cristina Reggio, Patrizia Sacchi, Sabina Vannucci.
Museo della canzone a Fonoprint BolognaAscolti guidati negli studi di Lucio Dalla e Vasco Rossi

BOLOGNA04 marzo 201918:43

– “Fissare una storia là dove è stata fatta, in un luogo che fa parte di noi, che è patrimonio della musica perché da qui sono passati i più grandi artisti”. Così Gaetano Curreri, leader degli Stadio e collaboratore di Vasco Rossi e altri, ha presentato il ‘Museo della musica della canzone’, alla Fonoprint, gli studi di incisione di Bologna dove le stelle del pop hanno realizzato dischi importanti, da Dalla a Zucchero, da Rossi a Pino Daniele e Ramazzotti. Sono previste visite guidate delle sale e degli studi (per un massimo di 35 persone), ascolti multitraccia in alta definizione, nonché la possibilità di visite esperienziali, con la guida di Maurizio Biancani, dal 1977 ingegnere del suono, oltre a workshop e master. Il museo, che ha il contributo del Comune (“Sarà anche un richiamo turistico” ha detto l’assessore alla cultura Matteo Lepore) e della Regione Emilia-Romagna, ha in calendario già due visite, il 10 marzo e il 18 maggio, ma altre si aggiungeranno.
E’ morto Luke PerryIl 28 febbraio era stato colpito da un ictus

04 marzo 201919:03

– Luke Perry, il Dylan di Beverly Hills 90210 della serie cult degli anni Novanta, è morto questo pomeriggio a Los Angeles. Giovedì scorso, l’attore era stato colpito da un ictus. Aveva 52 anni. Lo riporta TMZ. Perry era impegnato in questo periodo nelle riprese della serie Riverdale a Los Angeles.
Resident 2, il lato ‘oscuro’ dei mediciDal 5 marzo i nuovi episodi con Matt Czuchry

04 marzo 201919:06

– In The Resident viene messo in luce ciò che accade davvero negli ospedali americani e la burocrazia che colpisce i medici e le infermiere che combattono per aiutare i loro pazienti. Il medical drama con protagonista Matt Czuchry (nella top ten dei medici più sexy della televisione) dopo la lunga pausa natalizia torna con i nuovi episodi della seconda stagione e new entry nel cast, in prima visione assoluta dal 5 marzo ogni martedì alle 21:00 su FoxLife (112, Sky). La serie, che ha già appassionato l’America nel raccontare il “lato oscuro” del sistema sanitario statunitense, è ambientata al Chastain Park Memorial Hospital con al centro medici ciascuno in un momento diverso della propria carriera. Conrad Hawkins (Matt Czuchry) è uno dei migliori dottori, disposto a tutto per curare i pazienti. L’infermiera Nicolette (Emily VanCamp) è abile e esperta e ha una relazione e Jane Leeves (candidata agli Emmy Award e ai Golden Globe per Frasier) nel ruolo del nuovo chirurgo ortopedico Kitt Voss.
Lucio Dalla ‘rivive’ al ComunaleL’omonimo album di 40 anni fa reinterpretato in chiave sinfonica

BOLOGNA05 marzo 201909:21

– “Tempi come questi avrebbero bisogno di Lucio Dalla”: lo dice e lo ripete Walter Veltroni in video, al teatro Comunale, mentre Bologna onora con un concerto molto applaudito, nella sera in cui avrebbe festeggiato il 76/o compleanno, il suo celebre concittadino stroncato da un infarto sette anni fa a Montreux, in Svizzera. ‘Quarant’anni dopo’ è il titolo dello spettacolo, che ha permesso di riascoltare – affidati ad amici di vecchia data e a giovani interpreti, accompagnati dall’Orchestra del Comunale – i nove brani di ‘Lucio Dalla’, album uscito nel febbraio 1979 e considerato uno dei dischi più importanti della storia della musica italiana. Nove gioielli in cui Lucio annunciava con largo anticipo il grande cambiamento sociale e di costume che sarebbe avvenuto nel nostro Paese: nel giro di qualche anno l’Italia sarebbe passata dall’impegno al disimpegno, dalla cultura della resistenza al ‘sogno americano’. Ha aperto Gaetano Curreri con ‘L’ultima luna’, chiusura d’obbligo con Ron e ‘L’anno che verrà’.
Carnevale, festa del mondoUno studio di Giovanni Kezich su senso e tradizione

05 marzo 201909:39

“Non è una festa che si offre al popolo, ma una festa che il popolo offre a se stesso”, scriveva Goethe del carnevale, come ricorda Giovanni Kezich, antropologo e direttore del Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina, autore di vari studi sulle maschere e appunto il carnevale festa del mondo, mondana, “perché il mondo degli uomini vi celebra fasti tutti propri, senza alcun dichiarato riferimento ultraterreno”, sulle cui origini e caratteri circola un repertorio di leggende e notizie varie sfuocate, pretestuose e contraddittorie.
A carnevale si sfila, si va di casa in casa e di casa in piazza, si va dietro i carri e, tutti costretti in comportamenti in genere legati al rito, si cerca protetti dalla maschera l’occasione di qualche burla, che talvolta specie in alcune “tradizioni” potevano però diventare violente, pretesto per regolamento anonimo di conti, come a Ivrea o a Porto Santo Stefano. “A carnevale, ogni scherzo vale”, recita un caposaldo dell’esegesi popolare, che si lega al mito del “mondo alla rovescia”, così che in alcuni luoghi, in aderenza con lo spirito degli antichi saturnali, il sindaco cede per finta le chiavi della città al Re del carnevale, in nome di una rivoluzione sociale effimera, anche se è capitato, nel 1580 a Romans sull’Isère in Francia, che tutto si trasformasse in una rivolta popolare contro le tasse e le prepotenze dei nobili. Naturalmente questa festa è il regno delle maschere e le maschere tradizionali d’inverno, stagione appunto del carnevale, formano in Europa, secondo Kezich, un quadro coerente in cui “gli stessi temi, gli stessi atti rituali, gli stessi personaggi e situazioni rimbalzano da un capo all’altro del continente, secondo il dettato dell’augurale celebrazione annuale della continuità ciclica della vita”, se si libera il campo dai grandi carnevali cittadini come quelli di Viareggio o Venezia, di Colonia o Basilea, mentre acquista interesse la grande sfilata di Pernik in Bulgaria, che con i suoi seimila figuranti dal 1966 è l’evento principale delle mascherate tradizionali europee.
Rispetto alle grandi organizzazioni spettacolari cittadine, i carnevali paesani, più piccoli e modesti, sembrano cosa diversa e con radici più popolari, ma hanno con gli altri molti elementi di contiguità, sono due aspetti di una medesima vicenda in uno sforzo di allegria più o meno forzata che spinse sempre Goethe a annotare a Roma: “un baccano inverosimile, ma di letizia sincera nemmen l’idea”, e spesso conclusa da “quella passione laicale che affligge su un golgota improvvisato un personaggio che riassume in sé il senso della festa e viene consegnato al fuoco come un vero capro espiatorio”.
Il libro affronta poi la nascita della maschera, che l’uomo adotta solo quando è a uno stadio evolutivo di consolidamento della coscienza e identità dell’io, e l’autonomia della mascherata in Europa con figure ambigue e bizzarre del tutto estranee ai carnevali urbani di cartapesta e coriandoli e che hanno una stessa sostanza dai caratteri inquietanti e misteriosi con al centro il giro di questua. Al di là delle diverse denominazioni: Corsa, Zingarata, Banda, Giorno dei vecchi…
Kezich ne studia i diversi aspetti e intrecci con le tradizioni locali, le radice con feste pagane, i legami religiosi, le celebrazioni di stagioni e periodi dell’anno, ne ricerca i natali che vede nell’Italia dei Comuni ben dopo l’anno Mille con la trasformazione in farsa del rito che era nel regime religioso. Il carnevale diventa così un presunto tripudio di licenziosità e di gola legittimato quale necessaria antifona della successiva espiazione quaresimale. Forte di questo salvacondotto, lo studioso spiega come questo periodo di festa sia divenuto protagonista della cultura popolare della rinascenza europea, di cui seguirà le sorti, per prendere infine il piroscafo e andare a conquistare le grandi città della sponda orientale dell’America latina e della Louisiana, dove avrà inizio la sua inarrestabile ascesa sulla scena globale del nostro tempo.

Cinema: Cocaine, una storia vera di spaccio e famigliaDal 7 marzo con Matthew McConaughey

05 marzo 201909:40

Quello che colpisce di più del noir urbano ‘Cocaine La vera storia di White Boy Rick’, diretto da Yann Demange e con uno straordinario Matthew McConaughey, oltre ovviamente alla storia di spaccio ambientata in anni Ottanta perfettamente ricostruiti, è il singolare rapporto tra padre e figlio. O meglio, la grande bravura di McConaughey nell’interpretare questo padre balordo e sempre ai confini con la galera, che vive ai margini nella periferia di Detroit e che ha però un grande senso della famiglia. E questo nonostante il suo nucleo familiare sia da anni del tutto alla deriva dopo che la moglie li ha abbandonati e la figlia, da allora, abbia scelto la strada della droga.
L’incipit del film, in sala dal 7 marzo distribuito da Warner Bros, ti porta subito dentro il cuore della storia.
Troviamo McConaughey insieme al figlio quattordicenne Rick Wershe Jr (interpretato dal l’esordiente Riche Merritt) in un’enorme fiera d’armi trattare per dei mitra, spacciati per originali, ma in realtà costruiti in Afghanistan. Il ragazzino, a quanto si vede, ne sa quanto e più del padre ed è anche più bravo di lui negli affari. E se il padre vende sottobanco armi a chi non potrebbe mai acquistarle, il figlio ha un destino altrettanto singolare.
Diventa infatti, a soli 14 anni, un informatore sotto copertura per la DEA che vuole un infiltrato nell’ambiente della droga gestito principalmente da uomini di colore. Ma il ragazzino è svelto, ci sa fare, e con il soprannome di “White Boy Rick” si fa strada nell’ambiente affermandosi come spacciatore di alto rilievo. Ma quando Rick si mette in proprio e viene trovato con otto chili di cocaina, i federali lo mollano, gli fanno mancare la copertura e per lui è ergastolo.
Nel cast anche Jennifer Jason Leigh, nei panni di un’agente dell’FBI, Eddie Marsan e Bruce Dern (nonno di Rick).
Gli sceneggiatori del film, presentato a Telluride e al Toronto Film Festival, sono i gemelli Noah e Logan Miller, insieme a Andy Weiss.
Rof a Muscat (Oman) con La scala di setaIn tournée workshop per tecnici teatrali e allievi Università

PESARO05 marzo 201912:34

– Prosegue la collaborazione del Rossini Opera Festival con la Royal Opera House Muscat (Oman), che ospiterà nella capitale omanita il 7 e 8 marzo La scala di seta, produzione del Rof messa in scena nel 2009 a Pesaro da Damiano Michieletto e poi applaudita anche alla Scala. Lo spettacolo, ripreso da Eleonora Gravagnola, vedrà Iván López-Reynoso dirigere l’Orchestra Sinfonica G. Rossini e un cast composto da Marina Monzò, Laura Verrecchia, Paolo Bordogna, Pietro Adaini, Davide Giangregorio e Enrico Iviglia. Durante la tournée, Rof e Roh Muscat hanno organizzato workshop per tecnici teatrali e attività didattiche per gli allievi dell’Università di Muscat. La partnership con il teatro omanita prevede la messinscena integrale delle cinque farse rossiniane: L’occasione fa il ladro(nel 2017), l’imminente Scala di seta, L’inganno felice nel 2020 (produzione di Graham Vick del 1994) e le coproduzioni dei nuovi allestimenti di Cambiale di matrimonio e Signor Bruschino nel 2021 e 2022.
Cuccarini-Parisi, nuovo scontro tra le eterne rivaliGaffe della ‘più amata dagli italiani’: “Non votiamo da 10 anni”. La showgirl americana: “Dopo ballerina sovranista, la ballerina “Maître à penser”

06 marzo 201912:33

Cuccarini-Parisi, si riaccende lo scontro. Dopo l’endorsement nei mesi scorsi al governo giallo-verde della “più amata dagli italiani”, seguita dalla stilettata della showgirl americana che l’ha definita “ballerina sovranista”, oggi va in scena una nuova puntata. A far riaccendere la miccia, l’intervento con gaffe della Cuccarini, ospite ad ‘Otto e Mezzo’ su La7.  “Elezioni? Penso che quelle del 2018 erano elezioni che noi non facevamo da diversi anni – ha detto, rispondendo ad una domanda di Lilli Gruber -. Adesso io non mi ricordo da quanto, ma non votavamo per le politiche da 10-9 anni”. Ed ha ha espresso la sua opinione sul razzismo in Italia, sostenendo che “In Italia non esiste. Ho girato l’Italia in lungo e largo e francamente…”. Parole che, ancora una volta, non si fa sfuggire l’eterna rivale ballerina di ‘Cicale’. Che, come già fatto in passato, la punzecchia con un tweet al vetriolo: “E così dopo la ballerina sovranista, la ballerina Maître à penser”

A quando il nuovo duello?

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Malato l’organo del Duomo di Milano
Parte raccolta fondi “15.800 note”, tante quante canne strumento

MILANO05 marzo 201914:24

– Vuole ridare voce all’organo del Duomo di Milano, il più grande in Italia e secondo in Europa, “15.800 note per il Duomo”, la campagna di raccolta fondi per sostenere il restauro del prezioso strumento. Il capolavoro di arte e meccanica è infatti a rischio con le 15.800 canne e 180 registri. L’attuale strumento è datato 1938, ma comprende elementi ben più antichi come le ante, costituite da grandi tele raffiguranti episodi tratti dall’Antico e dal Nuovo Testamento, realizzati tra il XVI ed il XVII secolo, opera di artisti quali, tra gli altri, Giuseppe Meda e Camillo Procaccini. Partecipando alla raccolta fondi con una cifra uguale o superiore a 50 euro, sarà possibile entrare a far parte dell’Albo dei Donatori della Veneranda Fabbrica, associando il proprio volto alla campagna sul sito ufficiale del Duomo di Milano (duomomilano.it), con la possibilità di ricevere tre inviti validi per due persone per partecipare ai concerti d’organo in Cattedrale.
Magna Charta per prima volta in ItaliaDal Regno Unito a Vercelli per 800 anni basilica Sant’Andrea

VERCELLI05 marzo 201915:48

– Una delle quattro copie esistenti al mondo della Magna Charta verrà esposta al pubblico, dal 23 marzo al 9 giugno, nell’Arca di San Marco a Vercelli, nell’ambito degli 800 anni della basilica di Sant’Andrea, dove è stata stata allestita la mostra “La Magna Charta: Guala Bicchieri e il suo lascito. L’Europa a Vercelli nel Duecento”.
La Magna Charta, scritta in latino, fu concessa dal re d’Inghilterra Giovanni Senzaterra ai baroni del Regno, suoi diretti feudatari, presso Runnymede, il 15 giugno 1215. E’ stato il primo documento nella storia a elencare i diritti fondamentali di un popolo e riconosce che nessuno, sovrano compreso, è al di sopra della legge e che chiunque ha diritto a un processo equo.
Ora il prezioso documento giuridico arriva in Italia da Hereford (Gb) per la festa della basilica di Sant’Andrea, raro esempio di gotico precoce in Italia, la cui costruzione fu voluta da Guala Biccheri, il cardinale che volle anche revisionare la Magna Charta l’anno prima della sua pubblicazione.

Reality tv valorizzerà Villa MirabelloFirmato il contratto tra il Comune e la Heilman Production

ROSIGNANO MARITTIMO (LIVORNO)05 marzo 201916:07

– Il Comune di Rosignano Marittimo (Livorno) ha sottoscritto un contratto con la società di produzione televisiva Heilman Production Llc per un progetto di valorizzazione della settecentesca Villa Mirabello, una dimora storica di proprietà comunale in località Gabbro. La società statunitense ha manifestato il proprio interesse alla concessione della villa per realizzarvi il programma televisivo ‘The italian job’, un ‘competition show’ basato su una gara tra restauratori per il recupero dell’immobile, in cui il vincitore ottiene il diritto di accesso alla villa per l’utilizzo, mentre il produttore ne mantiene la gestione. L’affidamento alla società è stato possibile poiché alla scadenza del bando, promosso dall’amministrazione per la concessione di valorizzazione ed utilizzo economico di Villa Mirabello nell’ambito del progetto ‘Torri, fari ed edifici costieri’ dell’Agenzia del Demanio, non sono pervenute proposte.
Torna a Torino Biennale DemocraziaLa VI edizione dal 27 al 31 marzo, 133 incontri in programma

TORINO05 marzo 201916:16

– ‘Visibile invisibile’, perché “la nostra società ci consente di guardare tante cose, ma non è detto che le vediamo davvero”. Gustavo Zagrebelsky introduce così il tema della VI edizione di Biennale Democrazia, a Torino dal 27 al 31 marzo. Sono 133 gli incontri, animati da 251 relatori di tutto il mondo.
L’inaugurazione è affidata a Adriano Prosperi con la lectio magistralis su ‘La visibilità dell’altro’ seguita da uno spettacolo dedicato a ‘I sommersi e i salvati’ di Primo Levi nel centenario della nascita. Un altro spettacolo, ispirato a ‘Le città invisibili’ di Italo Calvino, chiude la manifestazione che quest’anno coinvolge le periferie col progetto ‘Welcome Aurora’ nell’omonimo quartiere.
“Il tema di quest’anno – dice la sindaca Chiara Appendino – è centrale per Torino, impegnata nel contrastare i fenomeni di marginalità sociale favorendo l’uscita degli invisibili dall’ombra”. Quattro i filoni: Luci e ombre, La società della trasparenza, Legami invisibili, Dal tramonto all’alba.
Amore e altri rimedi per coppie in crisiDall’11/3 su FoxLife, con Claudia Gerini narratrice d’eccezione

05 marzo 201919:59

Il confronto acceso tra Sofia e Stefano, che per combattere la noia sono alle prese con la complessa libertà del poliamore e con tutte le implicazioni di una scelta non del tutto condivisa. Oppure le difficoltà di Alexia e Daniele, che nel ménage quotidiano faticano a trovare un equilibrio, tra la voglia di autonomia di lei e le attenzioni un po’ soffocanti di lui. E poi tanti altri, con una storia d’amore in panne perché la passione si affievolisce, la famiglia ostacola la carriera o il partner non sente il desiderio di genitorialità. E’ un concentrato di tutte le emozioni che vivono le coppie in crisi “Amore e altri rimedi”, il nuovo format originale di Fox Networks Group Italy che andrà in onda in prima visione assoluta su FoxLife (Sky 114) da lunedì 11 marzo alle 21.55.A metà tra la terapia d’urto e l’esperimento sociale, questa produzione, realizzata da Nonpanic Banijay, avrà come narratrice d’eccezione Claudia Gerini: sarà lei infatti a rivestire un ruolo speciale, quello di osservatrice privilegiata per raccontare al pubblico come una ‘compagna di divano’ le storie di ben 16 coppie con problemi di cuore. In ognuna delle 8 puntate del docu-reality (adattato per l’Italia dal format internazionale Seven Year Switch), l’attrice darà il suo punto di vista, entrando in empatia senza essere invadente, mentre i protagonisti vivranno una piccola rivoluzione: con l’aiuto di due specialisti, gli psicologi Laura Duranti e Gianluca Franciosi, ogni coppia infatti si separerà per una settimana e sarà coinvolta in un “cambio di partner”. Vivendo fianco a fianco con la moglie/compagna o marito/compagno dell’altra coppia, gli innamorati in crisi potranno riflettere e trovare una nuova consapevolezza, portando alla luce dubbi e certezze per capire se la loro relazione potrà sopravvivere. “Mi piace parlare d’amore e anche come attrice cerco sempre di far emergere qualcosa dell’animo umano: qui puntualizzo lo svolgimento dell’esperimento e sono una guida, una narratrice, un’amica del divano con cui commentare”, ha detto oggi Claudia Gerini a Roma, alla presentazione di “Amore e altri rimedi”. Come in una lente di ingrandimento, il format chiarisce la complessità delle emozioni quando una coppia si incrina: il punto di partenza è il vissuto reale dei protagonisti (selezionati con attenzione tra 80 coppie) che affrontano a viso aperto problematiche classiche, dalla gelosia, spesso amplificata dai social, all’aggressività alla mancanza di comunicazione.”Nel programma abbiamo incontrato tanti personaggi buffi e ci siamo accorti che nella coppia è davvero tutto possibile; i protagonisti del format si trovano in un confronto alla pari: devono capire se restare insieme o lasciarsi”, ha proseguito, sottolineando di non aver trovato con le coppie in gioco molti punti in comune con la sua storia personale, “forse solo nel contrasto tra maternità e carriera”. “Di certo questi innamorati si sono messi in gioco senza nulla di artefatto. La voglia che hanno di aggiustare le cose fa ben sperare, anche perché a volte a un rapporto va data una possibilità senza fretta”, ha proseguito, “forse in loro c’è un po’ di vanità nel mostrarsi senza pudore, ma del resto oggi ognuno fa della sua vita un piccolo show. E con i reality il privato è ormai sdoganato”. In ogni puntata l’attrice si ritrova a condividere i suoi pensieri, offrendo un punto di vista esterno e identificandosi con lo spettatore: “Mi piace il fatto di essere ripresa sempre in contesti particolari, un po’ cinematografici, in cui rifletto e mi pongo domande in un tono intimo, diventando complice del pubblico”, ha concluso.

Arena Verona, inaugura ‘La Traviata’Anche Aida, Trovatore, Carmen e Tosca. 100mila biglietti venduti

05 marzo 201916:33

– Traviata, Aida, Trovatore, Carmen, Tosca, cioè cinque fra le opere liriche più note e popolari, con voci fra le più grandi come Anna Netrebko, Placido Domingo, Leo Nucci, Vittorio Grigolo, Aleksandra Kurzak, Jusif Eyvazof, Saioa Hernandez, Maria José Siri e molte altre. L’Arena di Verona torna a brillare, nella stagione 2019, tra il 21 giugno e il 7 settembre, sotto la guida del sovrintendente e direttore artistico Cecilia Gasdia e la direzione musicale di Daniel Oren, che sarà sul podio per 25 serate. L’Arena “tornerà presto ad essere, come la chiamavano una volta – racconta Gasdia – ‘la Scala d’estate’, quando tutte le voci più famose venivano a cantare a Verona”, avendo chiuso col commissariamento e il triennio della legge Bray sul risanamento delle fondazioni liriche in difficoltà economiche. “Le prospettive ci sono tutte”, dice il sindaco Federico Sboarina, presidente della Fondazione Arena: “ad oggi abbiamo già venduto quasi 100 mila biglietti, per 23mila spettatori in più rispetto al 2018”.
Jams, la prima serie kids antimolestieSu Rai Gulp dall’11 marzo. In anteprima dal 6 marzo su Rai Play

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Dopo i Braccialetti rossi, arrivano i ‘braccialetti gialli’ dei quattro giovanissimi protagonisti di Jams, prima serie kids europea che pur mantenendo un linguaggio, un ritmo e una sensibilità adatti ai bambini, tratta un tema difficile come le molestie sui minori (vittime nel 2017, di 5788 reati, +43% rispetto a 10 anni fa, stando ai dati del Settimo Dossier della Campagna ‘Indifesa’ di Terre des Hommes). La serie, in 10 puntate, di Simona Ercolani, prodotta da Stand By Me e Rai Ragazzi, è stata pensata per un pubblico dagli otto anni in su, e realizzata con la consulenza scientifica del Bambin Gesù. Debutterà su Rai Gulp l’11 marzo alle 21, ma sarà disponibile in anteprima su Rai Play dal 6 marzo.Protagonisti della storia sono i dodicenni Joy (Sonia Battisti), Alice (Giulia Cragnotti), Max (Andrea Dolcini) e Stefano (Luca Edoardo Varone). Insieme in prima media, decidono di partecipare a un contest di cucina organizzato dalla scuola, che permetterà anche di incontrare uno chef famoso (Alessandro Borghese, in un cameo). Una quotidianità fatta di uscite, chiacchiere, primi amori, rivalità con compagni poco simpatici e ricette da inventare, è scossa dal trauma che subisce Joy, la cuoca provetta del gruppo: la bambina è vittima delle molestie di un amico di famiglia e non sa come chiedere aiuto. Saranno proprio gli amici a permetterle di rompere il muro di silenzio in cui si è rinchiusa. Nel cast, fra gli altri, anche Sara Casanica, Flavio Civitani e Fabiola di Gianfilippo. “E’ la prima serie per ragazzi realizzata in Europa in cui si affronta all’interno del racconto il tema di una molestia sessuale. Fondamentale è stato trovare il modo di parlarne – dice Luca Milano, direttore di Rai Ragazzi -. Qui lo si fa legando il tema a un racconto. Gli spettatori possono identificarsi in Joy e nel suo gruppo di amici”. Con Jams “volevamo fornire ai ragazzi strumenti di comprensione per affrontare un trauma come la molestia sessuale, far capire i segnali di pericolo, che non si è soli, e quanto sua importante parlarne”.Alla serie “sono legati una campagna di sensibilizzazione sul tema, anche via social, e una serie di incontri nelle scuole in collaborazione con il Miur”. Essere i primi in Europa a realizzare un progetto come Jams “è stata una grandissima responsabilità e una bella sfida – spiega l’ideatrice Simona Ercolani, anche coautrice con l’idolo Disney Ruggero Pasquarelli del brano che fa da sigla, Un istante di te -. La consulenza scientifica del Bambin Gesù ci ha aiutato a raccontare certe verità senza turbare i bambini”. Per Ruggero Parrotta, direttore generale del Bambin Gesù, quello delle molestie sui minori “è un tema delicato e attuale molto più di quanto si ammetta. Per un ospedale come il nostro che incontra tante famiglie e ragazzi, collaborare a un progetto come questo è un impegno civico, un dovere”. Per parlare del tema “con un linguaggio che fosse tecnico ma comprensibile e accessibile per i bambini dal punto di vista emotivo – spiega Paola De Rose, neuropsichiatra nell’ospedale pediatrico – sono risuonate tutte le storie di abuso infantile che abbiamo affrontato, circa 2000 in 10 anni”. E proprio una delle psicologhe della struttura, Paola Bergonzini, ha accettato anche di recitare il ruolo del medico con cui va a parlare Joy, per renderlo più veritiero possibile. I giovani protagonisti della serie, sottolineano “il clima accogliente e positivo” creato per loro sul set: “Per me è stata una bellissima esperienza anche a livello di crescita – dice Sonia Battisti -. Mi ha fatto capire quanto sia importante parlare anche delle cose brutte che ci possono capitare”.

Compie 50 anni Il padrino di Mario PuzoScritto tra i debiti, riedizione con l’introduzione di Coppola

NEW YORK05 marzo 201920:03

Un romanzo scritto per salvarsi dai creditori divenne immediatamente un successo planetario. Il 10 marzo 1969 usciva negli Stati Uniti “Il Padrino”. “Se avessi saputo che tanta gente mi avrebbe letto, lo avrei scritto meglio”, disse qualche anno dopo il suo autore, Mario Gianluigi Puzo, che a 45 anni si era chiuso in uno scantinato per scrivere quello che aveva promesso ai cinque figli: un bestseller.I bombardamenti in Vietnam erano al loro apice, ma la guerra stava andando a rotoli, l’uomo stava per sbarcare sulla Luna, a ruota sarebbe arrivato Woodstock. L’America stava attraversando una fase di profonda rivoluzione culturale che aveva attaccato anche i valori tradizionali della famiglia. Prima del “Padrino” Puzo aveva pubblicato due romanzi sull’esperienza italo-americana che avevano incassato poche migliaia di dollari. Sul lastrico lo scrittore decise di abbandonare aspirazioni letterarie per dare alle stampe quello che diventò subito il monumentale successo commerciale che salvò dai creditori: “Avevo 45 anni, dovevo decine di migliaia di dollari a parenti, alle banche, società finanziarie, allibratori e usurai. Era arrivato il momento di diventare adulto e fare fortuna”.Famiglia, amicizia, rispetto: “Molti americani rimasero affascinati dall’idea che i Corleone erano pronti a uccidere per conservare i loro valori e tradizioni familiari”, ha rievocato lo scrittore Gay Talese. Ma se gli italo-americani sono sempre stati ambivalenti (proprio come anni più tardi con “I Soprano”), “Godfather”, che fece conoscere al pubblico americano parole italiane come “famiglia”, “rispetto”, “caporegime”, “omertà” e creò espressioni diventate comuni come “l’offerta che non si può rifiutare”, uscì al momento giusto. La saga della famiglia di Vito Corleone, pubblicata in Italia nel 1970 dalla casa editrice Dall’Oglio, rimase per 67 settimane nella classifica dei bestseller del New York Times vendendo in due anni oltre nove milioni di copie e diventando negli anni uno dei 10 libri più venduti della fiction a stelle e strisce. Nel 1972 arrivò Hollywood con Francis Ford Coppola: dal romanzo originale vennero ricavati tre film che vinsero nove Oscar. Coppola, italo-americano come Puzo, ha scritto l’introduzione all’edizione del cinquantenario che sta per andare alle stampe.

Esposito da Gomorra a giornalista ‘eroe’In sala il noir opera prima di Cristiano Anania

06 marzo 201912:38

Immaginate Salvatore Esposito, il Genny Savastano di Gomorra, nei panni di Giorgio, un giornalista anche troppo mite, con tanto di occhiali, timidezza e passione per gli origami ed entrerete di fatto nella storia noir de ‘L’eroe’, opera prima di Cristiano Anania in sala dal 21 marzo distribuito da Mescalito Film.La storia del film segue, attraverso molti stereotipi, la vita di questo giornalista trentenne ambizioso, anche se non si vede che a un certo punto viene licenziato dal direttore (Paolo Sassanelli) de ‘Il corriere del centro’ dove lavora e mandato in provincia. Nel paese in cui si ritrova Giorgio c’è ben poco da fare, tranne mettere in piedi un’amicizia con una giovane laureanda (Marta Gastini) e con Francesco (Vincenzo Nemolato), l’esuberante scemo del villaggio. Quando poi Giorgio comincia a trovare la sua dimensione lavorativa, viene di colpo licenziato dal direttore. A salvarlo sarà un tragico quanto provvidenziale fatto di cronaca: il rapimento di Carlo, nipote della più importante imprenditrice locale (Cristina Donadio). Così quel paesino, poco interessante, diventa come sempre capita centrale nell’informazione italiana. Ma qualcuno, alla fine, si chiede se tutto questo sia stato davvero un caso.Paura di essere identificato sempre e solo con il personaggio di Genny Savastano? “Paura zero – dice l’attore oggi a Roma -. Cerco sempre di scegliere progetti in cui posso essere me stesso. Non mi pongo però limiti, il criterio è sempre quello di credere nel personaggio da interpretare”. La commedia? “È un genere che mi piace molto e che vorrei esplorare di più – spiega l’attore che ultimamente si è misurato nel ruolo di un gay in Puoi baciare lo sposo di Alessandro Genovesi -. Il problema di questo genere è solo quando diventa macchietta o cade negli stereotipi”. Per Esposito i veri eroi di oggi “sono quei ragazzi di periferia che ogni mattina vanno a lavorare non facendosi tentare dai guadagni facili”. Se dovesse fare il supereroe? “Per la Marvel farei sicuramente Hulk. Per la Dc Comics non avrei scelta: sarei sicuramente Batman”.

Architettura, a Isozaki il premio PritzerOscar dell’architettura, oltre cento edifici in tutti continenti

NEW YORK05 marzo 201920:19

Va all'”imperatore dell’architettura giapponese” Arata Isozaki l’Oscar dell’architettura 2019. L’annuncio del prestigioso Premio Pritzker e’ stato salutato da molti come un atto dovuto per l’87enne architetto. Isozaki ha firmato oltre cento edifici in tutti i continenti tra cui il Museo di Arte Contemporanea di Los Angeles, il Palau Sant Jordi di Barcellona e in Italia la Torre Allianz di Milano con Andrea Maffei e il Palasport olimpico di Torino, si e’ detto “al settimo cielo dalla gioia”. Riceverà il riconoscimento in maggio in Francia. Nato nel 1931, Isozaki pensa all’architettura come a un organismo all’interno di un sistema sempre più complesso, la metropoli, in continua trasformazione nel seguire il cambiamento della società, dei suoi modelli e degli stili di vita. Negli ultimi anni ha lavorato molto in Italia. Tra i suoi progetti anche quello, molto contestato e ancora in attesa di realizzazione, per la copertura della uscita degli Uffizi

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Santa Cecilia, Ax con Beethoven
Sakari Oramo dirige concerto n.1 e due brani di Sibelius

05 marzo 201918:50

– Il pianista Emanuel Ax protagonista giovedì 7 marzo all’Auditorium Parco della Musica con il concerto n. 2 per pianoforte e orchestra di Beethoven per la Stagione Sinfonica di Santa Cecilia (ore 19:30, repliche venerdì 8 alle 20:30 e sabato 9 alle 18:00). Sul podio il finlandese Sakari Oramo che, dopo tre anni, torna a dirigere l’Orchestra e il Coro dell’Accademia Nazionale. In programma anche due brani di Sibelius, il più amato e noto compositore finlandese del quale Oramo è considerato uno tra gli interpreti più importanti. In apertura di serata, diretta per la prima volta da Oramo, Snöfrid, “improvvisazione in musica per voce recitante, Coro e Orchestra” composta nel 1900 ispirata da un testo dello scrittore svedese Victor Rydberg, basato su storie tradizionali di ballate scandinave. La parte narrata sarà affidata all’attrice romana Francesca Picozza. L’altro brano di Sibelius è la Sinfonia n. 1.

Michele Hunziker ‘avvistata’ in RaiNella sede di Viale Mazzini. Progetti in vista?

05 marzo 201920:09

– Michelle Hunziker in mattinata è stata nella sede Rai di Viale Mazzini. La showgirl è arrivata poco prima delle 11, distesa e sorridente, insieme a un paio di persone del suo entourage, compresa l’agente Graziella Lopedota.
Bocche cucite sul motivo dell’incursione, ma è difficile non pensare alla possibilità di contatti o progetti con Rai1. Dopo aver condotto il Festival di Sanremo 2018 con Claudio Baglioni e Pierfrancesco Favino, Hunziker è tornata quest’anno all’Ariston per una serata, protagonista dello show con Claudio Bisio su una cover della Lega dell’amore di Elio e le Storie Tese.
Carnevale Venezia, lo ‘Svolo del Leon’Dopo le giornate over ‘100’, 60mila arrivi in città

VENEZIA05 marzo 201918:58

– Con il tradizionale “Svolo del Leon” si è chiusa in Piazza San Marco l’edizione 2019 del Carnevale di Venezia. Una festa con un grande afflusso di pubblico nella città storica (mediamente 50-60mila arrivi ogni giorno), con punte di oltre 100mila presenze la domenica. Anche oggi il conteggio è di circa 60mila ospiti. Folla nell’area marciana per assistere alla suggestiva cerimonia dello ‘Svolo del Leon’, l’enorme gonfalone, realizzato nel 2012 da Angelo Lodi in seta di scena, che dal palco è risalito in volo verso il campanile, sulle note dell’inno di San Marco. Il volo è stato preceduto dall’incoronazione, da parte del Doge, della “Maria dell’Anno”, la 19enne di Mogliano Veneto Linda Pani, eletta ieri sera alla Fenice dalla giuria tecnica. La Maria preferita dal pubblico è stata invece Eleonora Boscolo, 18 anni, di Venezia.
A Muccino il David dello SpettatoreE’ al top delle presenze con 1 milione 430mila

06 marzo 201911:40

– A casa tutti bene di Gabriele Muccino si aggiudica il David dello Spettatore della 64/a edizione dei premi David di Donatello. Lo annuncia Piera Detassis, presidente e direttore artistico dell’Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello. Il riconoscimento sarà consegnato il 27 marzo nell’ambito della cerimonia di premiazione dei David, in diretta in prima serata su Rai1, condotta da Carlo Conti.
A casa tutti bene ha collezionato il maggior numero di spettatori e presenze fra le uscite in sala entro il 31 dicembre 2018: sulla base dei dati forniti da Cinetel e calcolati entro la fine di febbraio 2019, il film di Muccino ha totalizzato un milione e 430mila spettatori. A casa tutti bene è anche candidato a tre David: Migliore attore non protagonista per Massimo Ghini, Migliore musicista per Nicola Piovani e Migliore canzone originale, “L’invenzione di un poeta” (musica di Nicola Piovani, testo di Aisha Cerami e Nicola Piovani, interpretata da Tosca).
Nobel Letteratura, doppia assegnazione nel 2019Dopo stop nel 2018 l’Accademia svedese si rinnova

06 marzo 201913:24

– Doppio Nobel per la Letteratura nel 2019. Lo ha confermato la Fondazione del Nobel dopo che nel 2018 il Premio non era stato assegnato per lo scandalo molestie che aveva colpito il regista e fotografo franco-svedese Jean Claude Arnault, marito della poetessa Katarina Frostenson, tra i membri dell’Accademia, che portò a una serie di dimissioni. Questo aveva impedito di votare per l’assegnazione del Nobel 2018 che viene così recuperato in questa edizione. I vincitori del prestigioso Premio, che per la prima volta nella sua storia viene assegnato due volte nello stesso anno,  saranno annunciati a ottobre 2019 dall’Accademia Reale Svedese.Oltre alla doppia premiazione la Fondazione ha annunciato che “sono stati fatti molti importanti cambiamenti” nel regolamento dell’Accademia. Tra questi una modifica che consente ai membri di dimettersi dalla carica poichè non hanno più diritto di occupare lo scranno a vita. Inoltre l’Accademia non  “include più membri che siano soggetti a conflitti d’intertesse o sottoposti a indagini penali” come viene spiegato nella nota ufficiale. Sono stati eletti anche nuovi membri e “per aumentare la fiducia nel Premio Nobel per la Letteratura” nei prossimi anni “faranno parte del comitato che assegna i Nobel anche cinque membri esterni indipendenti che parteciperanno alla selezione dei Premi”.Solo un’altra volta, prima del 2018,  il Nobel non era stato assegnato: nel 1943, durante la seconda guerra mondiale. L’ultimo  Nobel per la Letteratura è stato quello del 2017 allo scrittore giapponese naturalizzato britannico Kazuo Ishiguro.

Baryshevskyi e la Toscanini a ParmaAll’Auditorium Paganini diretti da Marcus Bosch

PARMA06 marzo 201913:27

– La stagione concertistica Nuove atmosfere della Filarmonica Arturo Toscanini ha in programma un doppio appuntamento (7 e 9 marzo, ore 20.30) all’Auditorium Paganini con protagonisti il direttore tedesco Marcus Bosch e il pianista ucraino Antonii Baryshevskyi. Il programma, uguale per le due serate, si aprirà con il Concerto per pianoforte e orchestra N. 2 in sol minore Op. 16 di Sergej Prokofiev, mentre nella seconda parte si potrà ascoltare la rara Sinfonia N.0 in re minore “Die Nullte” di Anton Bruckner.
Scritto tra il 1912 e il 1913, il concerto del compositore russo è uno dei più spettacolari e difficili del repertorio per pianoforte e orchestra. Baryshevskyi, vincitore del 14/o Concorso internazionale di Tel Aviv, è uno dei più apprezzati pianisti degli ultimi anni e, proprio in Italia sta segnando alcune tappe importanti della sua carriera. Col brano di Prokofiev vanta da tempo una lunga frequentazione.
Regia femminile alla Casa delle DonneDa Rohrwacher a De Gregorio, tante risposte a Chiamata alle Arti

05 marzo 201913:32

– Proseguono le iniziative a sostegno del progetto Casa Internazionale delle Donne di Roma, luogo di autonomia e libertà. Da marzo prende il via Regia alle donne – film e incontri con le registe divario (di) genere, focus sulla regia al femminile nell’ambito del quale verrà affrontata la tematica della disparità di genere nel cinema a partire dal progetto Dea (Donne & Audiovisivo) realizzato dal Cnr – Irpps (Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali) e sponsorizzato da Siae. Partecipano al progetto Women in Film e Dissenso Comune. Su http://www.casainternazionaledelledonne.org/index.php/it/eventi c’è il programma completo.
Tante le registe ad aver risposto alla Chiamata alle Arti per il nuovo progetto: Elisa Amoruso, Mariangela Barbanente, Laura Bispuri, Esmeralda Calabria, Carlotta Cerquetti, Concita De Gregorio, Antonietta De Lillo, Federica Di Giacomo, Wilma Labate, Elisabetta Lodoli, Cecilia Mangini, Alina Marazzi, Susanna Nicchiarelli, Costanza Quatriglio, Paola Randi, Alice Rohrwacher.
Captain Marvel, eroismo al femminileIn sala l’atteso blockbuster con Larson, Law e Samuel Jackson

06 marzo 201910:10

La frase tormentone di ‘Captain Marvel’ , riscatto femminile della Cinematic Universe (SPECIALE) è paradossalmente quella detta da un uomo, il mentore dell’eroina, il colonnello Yon-Rogg (Jude Law). È lui che, allenandola al combattimento, le indica uno degli archetipi delle arti marziali: “Non mettere mai passione nei colpi, ma solo la tecnica”. Insomma mai perdere il controllo. Solo una breve interferenza maschile prima che la bella eroina ‘della porta accanto’, interpretata dall’attrice premio Oscar Brie Larson diventi di fatto il più potente supereroe della Marvel di sempre, una donna capace di fermare nello spazio razzi continentali con la forza delle sole braccia.

Il film, nelle sale dal 6 marzo con The Walt Disney Company Italia, è di fatto il 21/o della Marvel Cinematic Universe. Diretto per la prima volta da una donna, Anna Boden (affiancata dal marito Ryan Fleck), è l’ultimo lungometraggio della Casa delle Idee prima dell’uscita di ‘Avengers: Endgame’, film che chiuderà la Fase Tre del franchise.

Così se solo l’anno scorso ci fu il caso di Black Panther, il primo cinecomic realizzato da una squadra quasi interamente afroamericana, ora tocca alle donne. Il blockbuster segue le vicende di Carol Danvers, ovvero Captain Marvel, che diventa uno degli eroi più potenti dell’universo quando la Terra viene coinvolta in una guerra galattica tra due razze aliene. Ambientato negli anni ’90, il film ha un sapore volutamente rétro ambientato, com’è, circa quindici anni prima dell’inizio della Fase Uno, ovvero il periodo storico mai visto prima nell’Universo Cinematografico Marvel.Una curiosità, essendo questo ventunesimo episodio una sorta il prequel di tutta la serie, gli effetti speciali Marvel, per quanto riguarda il ringiovanimento digitale degli attori, hanno dato il meglio di sé. Nel caso di Nick Fury (Samuel L. Jackson) l’effetto è davvero impressionante come è per Phil Coulson, interpretato ancora una volta da Clark Gregg. Infine è la prima volta al cinema che compaiono gli Skrull, gli avversari degli eroi Marvel anche detti mutaforma. Ovvero alieni dalla pelle verde, una sorta di lucertoloni capaci di assumere le sembianze di chiunque, un vero volano per ogni tentativo di invasione invisibile. Oltre a Brie Larson, fanno parte del cast di Captain Marvel, Ben Mendelsohn, Lashana Lynch, Gemma Chan, Algenis Perez Soto, Rune Temte e Mckenna Grace.          [print-me title=”STAMPA”]