Aggiornamenti, Cinema, Notizie, Spettacoli Musica e Cultura, Ultim'ora

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Tempo di lettura: 24 minuti

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

TUTTE LE NOTIZIE SEMPRE AGGIORNATE

DALLE 07:24 DI DOMENICA 03 MARZO 2019

ALLE 14:48 DI LUNEDì 04 MARZO 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Morto il filosofo Tullio Gregory
90 anni, docente alla Sapienza, in Treccani dal ’51

ROMA03 marzo 2019 07:24

– E’ morto a Roma il filosofo e storico della filosofia Tullio Gregory. Aveva compiuto 90 anni il 28 gennaio e lavorava tutti i giorni (il suo ultimo saggio è Translatio linguarum). Il 4 marzo la camera ardente nella sede dell’Enciclopedia Italiana Treccani a Roma. Docente di storia della filosofia medievale e di storia della filosofia all’università La Sapienza, Gregory è stato attratto dai momenti storici in cui si sono verificate grandi svolte culturali che hanno portato a un cambiamento delle società. Nel 1993 aveva fatto parte del consiglio d’amministrazione della Rai, il cosiddetto cda dei professori. Socio nazionale dal 1987 dell’Accademia dei Lincei, Gregory ha promosso nel 1964 ed è sempre stato direttore del gruppo di ricerca CNR e poi Istituto del Lessico Intellettuale Europeo. Professore alla Sorbona (1986-87) che gli ha conferito la laurea honoris causa nel 1996.
Entrato alla Treccani nel 1951 ha guidato e ideato molte delle opere, tra cui un progetto sulle parole chiave del XXI secolo.
E’ morto sabato 2 marzo a Roma il filosofo e storico della filosofia Tullio Gregory. Aveva compiuto 90 anni il 28 gennaio e lavorava tutti i giorni (il suo ultimo saggio è Translatio linguarum).La camera ardente per il saluto a Tullio Gregory, il filosofo e storico della filosofia morto ieri a 90 anni, sarà domani a Roma dalle 10.30 alle 19 alla Treccani in Piazza dell’Enciclopedia. Martedì 5 marzo alle 11.30 la commemorazione del professore emerito nella ‘sua’ facoltà, Villa Mirafiori, sede di filosofia dell’Università La Sapienza.Docente di storia della filosofia medievale e di storia della filosofia a La Sapienza a Roma, è stato attratto da sempre dai momenti storici in cui si sono verificate grandi svolte culturali che hanno portato a un cambiamento della vita degli uomini, delle società: prima lo studio e la passione per il Medioevo e in particolare il XII secolo con la sua rinascita grazie alla scoperta del pensiero greco e arabo, poi il Seicento con la caduta della metafisica tradizionale e la nascita della nuova scienza e di quello che viene chiamato illuminismo, da cui gli deriva quella ”fiducia nella ragione, che va sempre difesa perché se si perde si perde la sostanza del nostro essere uomini. Ma sapendo che impegnarsi nell’uso duro e demitizzante della ragione va fatto alla luce del dubbio. Chi è sicuro di sé può diventare un tiranno”. E’ stato uno studioso ma che proprio in collegamento con i suoi interessi principali, si è trovato a farsi parte attiva nel mondo, a criticare, denunciare, proporre soluzioni e spesso a agire in prima persona, in tante commissioni ministeriali legate a problemi universitari o di beni culturali, alla Treccani, al Cnr, e persino alla Rai, dove fece parte nel 1993 del Cda cosiddetto dei professori: ”Chi invita alla ragione, chi pretende venga messa al centro dei problemi e le riflessioni dovrebbe sentirsi poi in dovere di impegnarsi usandola nei confronti degli altri e con gli altri”. Socio nazionale dal 1987 dell’Accademia dei Lincei, Gregory ha promosso nel 1964 ed è sempre stato direttore del gruppo di ricerca CNR e poi Istituto del Lessico Intellettuale Europeo. E’ stato directeur d’études all’ecole pratique des hautes études di Parigi (1975-77, 1985-86) e professore alla Sorbona (1986-87) che gli ha conferito la laurea honoris causa nel 1996. Entrato alla Treccani nel 1951, ha diretto la sezione di storia della filosofia e del cristianesimo e ha poi collaborato e guidato e ideato molte delle opere e linee di sviluppo dell’Istituto della Enciclopedia Italiana, dove ancora oggi cura un progetto sulle parole chiave del XXI secolo.Così il suo impegno morale in una vita che potremmo definire per molti aspetti ascetica ha poi risvolti invece di partecipazione e godimento della materialità dell’esistenza, tanto che a un certo punto è diventato un noto gourmet, un difensore della tradizione e della grande cucina che ”è un fatto culturale”, di cui ha scritto in più occasioni (anche una storia e lode del pomodoro per l’inaugurazione vicino Parma di un ”Museo del pomodoro”), specie a ogni apertura del Festival della filosofia di Modena, di cui è uno dei fondatori e membro del comitato scientifico e per il quale cura i ”menù filosofici”, convinto che ”ognuno deve impegnarsi a fare al meglio quel che fa, anche un piatto di spaghetti alla amatriciana” e spiegando che ”a tavola forse troviamo davvero quella verità intera, piacevole, morbida, profumata che possiamo non solo contemplare ma gustare, come volevano i mistici medievali”. La sua vasta bibliografia è tutta ispirata a quell’idea di filosofia come ”modo di riflettere sulle condizioni umane storiche e culturali, strumento che aiuta nel tempo a crearsi una metodologia e dà suggerimenti per intendere meglio la realtà in cui ci si muove”. I titoli vanno da ”Platonismo medievale. Studi e ricerche del 1958 a ”Studio su Gassendi” (1961), ”Etica e religione nella critica libertina” (1986), ”Mundana sapientia. Forme di conoscenza nella cultura medievale” (1992), ”Origini della terminologia filosofica moderna. Linee di ricerca” (2006), ”Principe di questo mondo. Il diavolo in Occidente”, sino all’ultimo ”Michel de Montaigne o della modernità” (2016) su cui ha fissato la propria attenzione, all’ultimo saggio Translatio linguarum.

Gloria Bell, donna normale e fantasticaLelio firma il remake del suo stesso film con Julianne Moore

03 marzo 201912:33

Per un pittore sarebbe del tutto normale fare più di una copia dello stesso quadro alla ricerca della perfezione estetica, ma per un regista è diverso. Non la pensa così il cineasta cileno Sebastián Lelio che con ‘Gloria Bell’ mette in campo il remake americano di un film da lui stesso diretto nel 2012, dal titolo ‘Gloria’. Il film, nelle sale italiane dal 7 marzo distribuito da Cinema di Valerio De Paolis, ha come protagonista una splendida Julianne Moore affiancata questa volta da John Turturro, Alanna Ubach, Michael Cera, Sean Astin e Jeanne Tripplehorn.
Chi è Gloria? Si potrebbe dire una donna qualsiasi e straordinaria allo stesso tempo, una cinquantenne ancora molto bella che vive a Los Angeles, ama i suoi figli, ormai adulti, ed è anche una nonna attenta. Tra le sue passioni, quella di ballare nei club per single e comunque non smettere mai di credere all’amore. Durante una di queste serate incontra Arnold (Turturro), un tipo buffo e con qualche problema di troppo. Tra i due però nasce una passione inaspettata, che travolgerà Gloria. “Perché reinventare un film? Potrei parlare per ore di questa cosa – dice Leilo che nel primo ‘Gloria’ seguiva sempre gli alti e bassi di una cinquantenne (interpretata da Paulina Garcia) in Cile -, ma la risposta è una ed è molto semplice: perché nutro un ammirazione sconfinata per Julianne Moore. L’ho conosciuta a Parigi nel 2015 d’estate. Mi avevano detto che adorava il film ‘Gloria’, ma non avrei mai pensato che lo volesse rifare. La sua passione per il personaggio mi ha commosso e al termine dell’incontro la Moore mi ha detto: ‘Lo farei solo se lo dirigessi tu’. E io ho subito risposto: ‘Lo dirigerei solo se lo interpretassi tu'”.
E ancora il regista, premio Oscar l’anno scorso per il miglior film in lingua straniera con ‘Una donna fantastica’: “Gloria Bell è come la cover di una melodia creata insieme, suonata in un momento nuovo in un nuovo contesto e da una band nuova. Un ritratto femminile molto intenso e incisivo. Vediamo così – sottolinea ancora Lelio – questa donna, in ogni singola scena, raccontare la sua esistenza nel mondo, momento dopo momento.
Gloria è apparentemente un personaggio secondario nella vita di chi la circonda e il gioco del film è proprio quello di trasformare quel personaggio secondario in un protagonista assoluto”. Frase cult del film, che ha nella colonna sonora ‘Gloria’ di Umberto Tozzi, quella pronunciata dalla protagonista: “Se il mondo dovesse crollare mi troverà che sto ballando”.
Tante storie dentro una baleraIn sala La notte è piccola per noi di Lazotti

03 marzo 201919:54

Tante storie dentro una balera piena di musica. ‘La notte è piccola per noi’ di Gianfrancesco Lazotti, in sala dal 14 marzo con Distribuzione Indipendente, ha come protagonista principale appunto una balera (esattamente quella ‘romana’) durante un sabato italiano qualsiasi. Dentro questo spazio, tanti eterogenei protagonisti, ognuno alla ricerca della propria personale felicità . Dedicato ad Ettore Scola (“ma non è una rivisitazione di Ballando ballando” ci tiene a dire Lazotti già suo aiuto regista) il film scorre veloce sulle note dei grandi classici della canzone italiana: da 24mila baci a Malafemmina. Nessun vero protagonista, tranne forse la band degli Stag con la cantante Thony, ma tanti coprotagonisti di un’unica notte come: Michela Andreozzi, Francesca Antonelli, Riccardo De Filippis, Gegia, Tommaso Lazotti, Barbara Livi, Francesca Reggiani, Ruben Rigillo, Rino Rodio, Andrea Sartoretti, Giselda Volodi e la partecipazione straordinaria di Alessandra Panaro e Philippe Leroy. Da qui una commedia ironica, piena di gag e sentimenti che si svolge sulla grande pista illuminata da led colorati, circondata da tavoli e dove si pratica il ballo sociale. Tra i siparietti, quello che vede protagonisti un ragazzo e una donna più matura che si sono dati un appuntamento al buio e ora si cercano nel locale; un pugile ex alcolista che vuole riconquistare la sua ex, la bella cantante della band. Sulla pista anche un carabiniere che si imbatte purtroppo in una vecchia conoscenza, un pregiudicato, quattro professoresse un po’ imbranate in libera uscita e, infine, una coppia di ultra ottantenni gelosi e rissosi. Come spiega Lazotti parlando del suo film prodotto da Ad Hoc Film con Rai Cinema: Una sala da ballo alla periferia di Roma è il teatro di questo racconto d’incredibile attualità, un luogo che non invecchia mai perché non concede nulla alla provvisorietà delle mode; non fa tendenza e quindi non esclude nessuno, non ci sono obblighi formali e nemmeno zone vip. Ci si va vestiti come si vuole e se non sai ballare fa lo stesso perché in pista si pratica il “ballo sociale”, una formula democratica che impegna tutti a seguire la stessa sequenza di passi. Gente semplice, per lo più. Facce di ogni età, dai venti agli ottanta, qualcuna segnata, qualcun’altra ritoccata, espressioni divertite, tragiche o afflitte da pesi, che per una sera verranno provvisoriamente accantonati. La sala da ballo – conclude il regista – è l’osservatorio popolare che abbiamo scelto per gettare uno sguardo in giro, ai tempi che stiamo vivendo”.

Michael Jackson a rischio fortuna patrimonio con il film sulla pedofilia”Jacko” morì nei debiti, oggi tra “ricchi dalla tomba”

NEW YORK04 marzo 201912:06

Michael Jackson mori’ pieno di debiti. Ora e’ considerato tra i “ricchi dalla tomba”. Da oggi tutto potrebbe cambiare. Riusciranno le accuse di due ex bambini, protagonisti del documentario “Leaving Neverland”, a scalfire un mito che due processi per pedofilia mentre Jacko era in vita non sono riusciti a incrinare? Il film di Dan Reed e’ in onda il 3 e 4 marzo sulla rete HBO. Gli eredi Jackson (madre, i tre figli e varie organizzazioni per l’infanzia) hanno dichiarato guerra facendo causa per danni da cento milioni di dollari.

“C’e’ sempre stata questa ombra sulla figura di Michael”, ha detto al New York Times Charles Koppelman un ex consigliere finanziario del cantante: “Il documentario sara’ visto da milioni e milioni di persone. Inevitabile l’effetto negativo sulla sua fortuna finanziaria”. Nel film di Reed, presentato al festival di Sundance e promosso da Oprah Winfrey, parlano due uomini adulti, Wade Robson e James Safechuck, che accusano Jackson di avere avuto ripetuti rapporti sessuali con loro quando avevano rispettivamente sette e dieci anni e lui era all’apice della sua carriera. La tesi del documentario e’ che Michael era un “uomo-bambino” per cui le lussuose suite di hotel, i jet privati, il ranch di Neverland non erano piaceri fine a se stessi, ma esche per attirare bambini e i loro genitori. “Jacko” giustificava queste azioni perche’ lui stesso si considerava un bambino.

Le accuse di “Leaving Neverland” non sono nuove ma acquistano nuova luce nell’era del #MeToo in cui potenti uomini dell’entertainment come Bill Cosby e Harvey Weinstein sono finiti o rischiano il carcere per atti sessuali non graditi. E intanto la famiglia Jackson riduce del 70% il prezzo del ranch teatro degli abusi: 31 milioni di dollari dai 100 del 2015. Jackson mori’ sul lastrico, la sua reputazione apparentemente distrutta per sempre, nonostante l’assoluzione, dall’ultimo processo del 2005, dopo il quale il cantante lascio’ gli Usa per il Barhein.

Rientrato negli Usa il cantante tento’ il grande ritorno con una tournée. Mori’ ancor prima di cominciare per overdose di sonniferi forniti dal medico personale poi condannato per omicidio colposo. La morte del cantante segno’ la rinascita della fortuna. Gli eredi conclusero quasi subito lucrosi accordi per film, nuovi album e show teatrali, uno dei quali con il Cirque du Soleil e’ fisso a Las Vegas dal 2013. C’e’ anche un musical in arrivo a Broadway nel 2020: “Don’t Stop ‘Til You Get Enough”, prodotto dagli eredi e Sony Pictures – copione della due volte premio Pulitzer Lynn Nottage e coreografie del luminare del balletto Christopher Wheeldon – potrebbe esser il primo vero test dell’impatto di “Leaving Neverland”.

Torna il cinema maschile e plurale, una ritrovata linea narrativaMastandrea-Giallini, Gassmann-Bentivoglio tra le nuove coppie

03 marzo 201919:52

Amici, parenti, complici, nemici, amanti: sono tante le combinazioni di coppie al maschile protagoniste in sala e sulle piattaforme nei prossimi mesi. Una linea ritrovata dal cinema italiano, pensando al debutto in contemporanea in questi giorni, di Domani è un altro giorno di Simone Spada, con Valerio Mastandrea e Marco Giallini, su due amici che si ritrovano in un momento estremamente difficile, e Croce e delizia di Simone Godano, sull’inaspettato amore che nasce fra due padri di famiglia (Fabrizio Bentivoglio e Alessandro Gassmann). Tra i film in arrivo, si va da Kevin Costner e Woody Harrelson, poliziotti che tornano in servizio per dare la caccia a Bonnie e Clyde in HighwayMen – L’ultima imboscata di John Lee Hancock, disponibile su Netflix dal 29 marzo, a Hobbs & Shaw di David Leitch (agosto) con Dwayne Johnson e Jason Statham che riprendono i loro personaggi di Fast & Furious, per una difficile alleanza contro una minaccia globale. Fra gli italiani, c’è Il campione di Leonardo D’Agostini (aprile), con Stefano Accorsi professore con il compito di impartire un po’ di disciplina a una giovane e viziata star del calcio (Andrea Carpenzano). La coppia diventa, all’inizio, un trio in The vanishing – Il mistero del faro di Kristoffer Nyholm (in sala dal 28 febbraio) con Gerard Butler, Peter Mullan e Connor Swindells, per tre guardiani di un faro in uno scontro mortale. Nel biografico Il Professore e il Pazzo di P.B. Shemran (marzo), Mel Gibson è lo scozzese James Murray, lessicografo e filologo al quale nel 1878 viene affidata la redazione del primo dizionario al mondo che racchiuda tutte le parole di lingua inglese (L’Oxford English Dictionary). Un compito per il quale avrà il preziosissimo aiuto del dotto William Chester Minor (Sean Penn) ex chirurgo schizofrenico e omicida, ricoverato in manicomio criminale. Matthias Schoenaerts e Reda Kateb sono in Fratelli nemici di David Oelhoffen, due amici di infanzia che si ritrovano da adulti l’uno contro l’altro come criminale e poliziotto. La star Omar Sy (Famiglia all’improvviso), nel road movie ‘La storia di Yao’ di Philippe Godeau (aprile), interpreta proprio un divo del cinema che ritrova le sue radici riportando in Senegal, Yao (Lionel Basse) uno suo fan 13 enne scappato di casa per incontrarlo. Riccardo Scamarcio e Alessio Boni incarnano in Non sono un assassino di Andrea Zaccariello, i personaggi centrali di un thriller su un’amicizia d’infanzia tradita e la lotta alla criminalità. Nel western condito di humour nero I Fratelli Sisters di Jacques Audiard (maggio) John C. Reilly e Joaquin Phoenix sono i fratelli fuorilegge del titolo. Promette lacrime il duo composto da Steve Carell e Thimotée Chalamet, rispettivamente padre amorevole e figlio caduto nella tossicodipendenza, in Beautiful boy di Felix Van Groeningen (giugno). John C. Reilly e Steve Coogan hanno accettato la sfida di dare vita alla coppia simbolo della comicità, in Stanlio e Ollio di Jon S. Baird. Tornando in Italia, nella commedia Restiamo amici di Antonello Grimaldi, Michele Riondino e Alessandro Roja sono amici che concepiscono un surreale piano per tre milioni di euro.

Barbie 60 anni, non è solo un’icona modaNata il 9 marzo 1959, vestita alla moda, fa 200 professioni

03 marzo 201917:41

– Città di Willow, nel Wisconsin, negli Stati Uniti, siamo nel 1958. Ruth Handler osserva sua figlia giocare e si accorge che alla piccola Barbara piace dare alle sue bambole ruoli da adulte. All’epoca la maggior parte delle bambole rappresentava neonati. Nasce così la prima Barbie che esordì nel New York Toy Fair il 9 marzo 1959, vestita con un costume da bagno zebrato, la pelle chiara e i capelli neri legati in una lunga coda. Nel primo anno furono venduti 350.000 esemplari. In seguito però sarebbe apparsa quasi sempre bionda.
Negli ultimi 60 anni, Barbie ha ispirato le potenzialità illimitate in ogni bambina e recentemente modificato i suoi connotati diventando più simile alla varietà umana. Attraverso oltre 200 carriere – di recente anche astronauta con il volto di Samantha Cristoforetti – le trasformazioni e i differenti look, Barbie ci racconta la storia della moda e della società delle ultime sei decadi.
L’intenso When the rain stop fallingBella regia di Ferlazzo Natoli su difficile testo australiano

04 marzo 201911:54

E’ raro oggi vedere uno spettacolo di tanta alta qualità, raffinato nel testo come nella regia, sottile e coinvolgente come questo ”When the rain stops falling” dell’australiano Andrew Bovell realizzato su progetto di Lacasadargilla e firmato da Lisa Ferlazzo Natoli, che ha visto il Teatro di Roma, l’Ert e Teatro Due di Parma mettersi assieme per sostenerlo, anche se poi la programmazione è corta (all’Argentina solo 6 giorni dal 26 febbraio al 3 marzo) e la tournée è ancora in via di definizione. Una storia famigliare tra Londra e l’Australia lungo quattro generazioni il cui quotidiano si tinge di noir fino a che il cerchio si chiude e nasce un finale di speranza, affidato al giovane Andrew e a suo padre che accetta di fare i conti con se stesso e la sua vicenda. Un lavoro sul tempo il suo passare e le sue illusioni, sulla difficoltà dei rapporti genitori figli e l’importanza delle parole, sulla banalità e ripetitività del quotidiano e assieme sull’imprevedibilità e l’inesorabilità della vita, segnata qui da una pioggia incessante come segno di un nuovo diluvio universale, fino a quando, come dice il titolo, smetterà di cadere. E la linea padre-figlio è quella rilevante, con non a caso un imprescindibile (visto come si sveleranno fatti e persone, Henry Law in particolare) richiamo a Saturno, che nel deserto australiano si può veder di notte, pianeta come tale etimologicamente vagabondo e col nome del dio che divorò suo figlio. Si parte da una madre, Elizabeth Perry, che alleva da sola il figlio Gabriel, chiusa in un mutismo assoluto per tutto ciò che riguarda il padre, di cui gli nasconde anche le cartoline che invia a casa. Ma la strada di Gabriel col padre, che si metterà sulle sue tracce a ripercorrerne i viaggi, si incrocerà drammaticamente un giorno, segnando la sua vita e soprattutto, visto la sua più che prematura scomparsa, quella di suo figlio e la madre. Ma questo racconto forte non ha la sua forza nel contenuto, ma nel modo in cui tutto viene raccontato, nella costruzione stilistica e strutturale del testo, assolutamente unico nel far susseguire una serie di dialoghi e monologhi, 22 scene che appaiono come un continuum, pur avendo continui slittamenti temporali, in un andare avanti e indietro nel tempo, finché, partendo dagli anni ’50, si arriverà a far coincidere questi sviluppi in un futuro prossimo, datato 2039, quando Andrew compie 28 anni e suo padre 50. Una scrittura sottilissima, fatta di continui rimandi interni, di ripetizioni nel tempo di situazioni e discorsi, senza che sia l’accumulo a creare profondità, ma la levità incisiva e poetica della drammaturgia e delle sue parole, come una trama che inspessendosi pian piano rivela un disegno, mostra un terribile segreto. Un testo difficilissimo da mettere in scena, ma Lisa Ferlazzo Natoli non è stata meno dell’autore per lievità e scelta stilistico-linguistica, sostenuta dalla semplice e finissima scena praticamente fissa di Carlo Sala e dalle raffinate luci di Luigi Biondi, che fanno continuamente tutto traslucere, illuminarsi e spegnersi leggermente in un gioco di evanescenze e presenze, di sfondi, di fermi in controluce, di mettere in evidenza persone e cose (pochissime, essenziali) a seconda dei momenti temporali e narrativi, riuscendo a rendere sottilmente chiaro e intenso il complicato e tenue sviluppo dell’azione. Due ore di stupefacente spettacolo teso che ottiene l’attenzione e il silenzio più assoluto sino ai lunghi e calorosi applausi finali, per tutti gli ottimi interpreti (coadiuvati da microfoni ma tarati con grande maestria) che è giusto citare tutti in questo caso in cui l’equilibrio generale è essenziale: Caterina Carpio, Marco Cavalcoli, Lorenzo Frediani, Tania Garriba, Fortunato Leccese, Anna Mallamaci, Emiliano Masala, Camilla Semino Favro, Francesco Villano.

Incassi Usa, al top Dragon Trainer 3Secondo posto per la black comedy di Tyler Perry

03 marzo 201919:24

Il film di animazione Dragon Trainer il mondo nascosto, il terzo della saga, è ancora primo al box office americano, per il secondo fine settimana consecutivo.
Realizzato con un budget di 129 milioni di dollari, il blockbuster è vicino ai 100 milioni di dollari d’incassi americani dopo il 30 milioni di questo weekend, per un totale di oltre 375 milioni nel mondo. Al secondo posto con 27 milioni lo tallona la black comedy di Tyler Perry A Madea Family Funeral.
Terza posizione a distanza, con 7 milioni di dollari Alita: Angelo della battaglia che raggiunge i 72 milioni casalinghi.
Tv: American Woman, sesso e liberazione negli anni ’70Serie con Alicia Silverstone, Mena Suvari e Cheyenne Jackson

04 marzo 201912:12

Ispirata all’infanzia di Kyle Richards (zia di Nicky e Paris Hilton) star del popolare reality show di Bravo The Real Housewives of Beverly Hills, la serie American Woman con Alicia Silverstone, Mena Suvari e Cheyenne Jackson racconta le peripezie di una eccentrica madre single e delle sue due figlie. Sbarca anche in Italia la comedy americana creata da John Riggi il 4 marzo 2019 sul canale Premium Stories. La serie è ambientata a Los Angeles durante un particolare periodo storico: quando il movimento femminista negli anni ’70 inizia a lottare per l’abbattimento degli stereotipi sessisti.   Alicia Silverstone veste i panni di Bonnie Nolan, una donna dalla vita apparentemente perfetta: è sposata con un agente immobiliare di gran fama, è la madre di due splendide bambine e vive in una lussuosa villa sulle colline di Hollywood, con tutti i comfort del caso. Ma quando Bonnie scopre che il marito la tradisce ed è indagato per un losco giro d’affari, decide di fare una scelta piuttosto anticonformista per la sua epoca, gli Anni ’70: lascia il marito e cerca di rifarsi una vita a Los Angeles con l’aiuto delle sue due migliori amiche, la ricca e solare Kathleen (Mena Suvari di American Pie e American Beauty) e la cinica banchiera Diana (Jennifer Bartels). Insieme, le tre donne scopriranno il piacere dell’indipendenza in un periodo di grandi cambiamenti, in cui il movimento femminista prosegue a spada tratta la lotta per l’abbattimento degli stereotipi sessisti. La serie, co-creata dal produttore di 30 Rock Riggi e dallo sviluppatore di Shameless John Wells, trae ispirazione dalle prime stagioni di The Real Housewives of Beverly Hills, trasposto però in un 1975 che sta testimoniando una fase importante dei movimenti femministi. Accanto alle tre splendide attrici anche l’attore canadese James Tupper, conosciuto per la serie tv Men in Trees, qui nel ruolo di Steve Nolan, l’ex marito di Bonnie. Cheyenne Jackson interpreta invece Greg, il fidanzato di Kathleen.    Alicia Silverstone aveva dichiarato al momento del debutto negli Usa “Si può guardare con entusiasmo e incanto a quegli anni, con quei vestiti, la musica, i capelli, i gioielli ma le donne ancora non avevano conseguito un piano di parità”, aveva sottolineato l’attrice in un’intervista a Entertainment Weekly “quarant’anni dopo stiamo ancora parlando di retribuzione equa.
In ogni caso, abbiamo fatto parecchia strada da allora, ed è bello vedere da dove sia partita quella liberazione”. La serie non è stata rinnovata per problemi legati a dissapori e cambio di produzione.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Le due Valerie sorelle “villeggianti”
Autobiografia immaginaria di Bruni Tedeschi con Golino-Scamarcio

04 marzo 201911:18

I film che dirigo “sono come capitoli di un’autobiografia immaginaria. Nella vita è difficile toccare la verità, grazie alla finzione mi sembra ci si riesca più facilmente. Prendo spunto dalla realtà, da quello che conosco e lo rielaboro”. Lo spiega Valeria Bruni Tedeschi parlando del suo film da regista e protagonista, I villeggianti, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia in sala dal 7 marzo con Lucky Red. Il ricco e ottimo cast comprende amici come Valeria Golino, Riccardo Scamarcio, Pierre Arditi, Yolande Moreau, Noemie Lvovsky, oltre alla vera mamma (Marisa Borini), la zia Gigì e la figlia adottiva dell’attrice e regista, Oumy, di origine senegalese, che oggi ha quasi 10 anni.
Anche stavolta verità, finzione e autobiografia familiare si mescolano e la prospettiva si amplia, con in scena ben 21 personaggi, durante un’estate al mare in una bellissima casa in Costa Azzurra. Anna (Bruni Tedeschi), in piena preparazione del nuovo film, non si rassegna alla rottura con il suo compagno attore (Scamarcio), che la vuole lasciare per un’altra donna.
Tra famiglia e servitù vengono fuori verità, traumi (tra i quali una molestia che Anna ha subito da bambina), amori improvvisi, dolori, rabbia, lutti, nuovi inizi. “La sfida era raccontare un microcosmo che sembra protetto ma non lo è – dice la regista -.   Le storie di 21 personaggi, i loro rapporti sociali, l’erotismo, con l’eco del mondo intorno”.
Valeria Golino, grande amica dell’attrice e regista, interpreta la sorella di Anna, Elena, sposata a un industriale senza troppi scrupoli (Arditi), che anni prima l’aveva fatta abortire. Ha mai chiesto a sua sorella Carla Bruni di recitare il ruolo? “Glielo chiedo sempre, ma lei non vuole far l’attrice, o meglio l’ha fatto solo per Woody Allen. Però Valeria (Golino) ormai fa parte del clan familiare, non avrei potuto immaginare il film senza di lei”. “Sono la seconda scelta – scherza l’attrice -. Con Valeria come regista ti liberi dei tuoi limiti e delle tue paure, ti senti protetta. Ti affidi a lei, a volte mi fa molto arrabbiare, con lei posso essere al mio peggio senza vergognarmi. Poi lavora con persone straordinarie. Mi ha aiutato molto vedere come dirige gli attori prima di girare il mio film da regista”.
Anche Riccardo Scamarcio si sente senza difese con Valeria Bruni Tedeschi: “Per lei faccio tutto quello che chiede, sono disarmato. Per questo ho cercato all’inizio di non farlo questo film, dando buca due volte ai provini a Parigi. Lei però è venuta da me a Roma”. Per il modo in cui gira “mi ricorda Woody Allen, c’è la base solida della sceneggiatura, ma vuole anche la spontaneità”. Bravissima anche la figlia, Oumy Garrel Tedeschi : “Rappresenta l’unica persona adulta della storia, volevo prendere la sua verità e lasciarla libera. Sono rimasta allibita al montaggio dalla sua potenza e lei ora dice che è il personaggio principale” afferma la regista.
Incassi, Dragon Ball balza in testaRisale secondo Green Book, terzo Domani è un altro giorno

04 marzo 201911:31

Dragon Ball Super: Broly esordisce in testa al box office italiano del weekend: il film tratto dalla saga di Akira Toriyama ha incassato 1 milione 670 mila euro con una media 4.387 euro su 380 sale.
Effetto Oscar sulla seconda posizione: il recente vincitore dell’ambita statuetta, Green Book, che risale dal sesto posto al podio guadagnando 1 milione 84 mila (con una media di 2.282 euro con 475 copie) e un risultato complessivo di 7 milioni 311 mila.
Esordisce terzo Domani è un altro giorno con Marco Giallini e Valerio Mastandrea: l’incasso è di 706 mila euro.
Le altre new entry della top ten sono al quarto posto Ancora auguri per la tua morte diretto da Christopher Landon, sequel della horror comedy del 2017 con Jessica Rothe, che incassa 553 mila euro; al sesto Croce e Delizia di Simone Godano con Alessandro Gassmann, Fabrizio Bentivoglio, Jasmine Trinca e Lunetta Savino, che mette via 531 mila euro; al nono il cartoon C’era una volta il Principe Azzurro che guadagna 311 mila euro.

I sensi e il pudore dopo la legge MerlinL’abolizione delle case chiuse e la rivoluzione dei costumi

04 marzo 201911:22

LILIOSA AZARA , I SENSI E IL PUDORE (DONZELLI EDITORE, pp. 230 – 24,00 euro) – “L’idea di riaprire le case chiuse ripropone un modello vecchio di 150 anni”.
Liliosa Azara, docente di Storia delle Donne all’ Università Roma Tre, è drastica nel giudicare l’ orientamento diffuso tra i leghisti, rilanciato ora dal ministro dell’ Interno Matteo Salvini. Alla legge Merlin e a quanto seguì dopo la sua approvazione nel 1958, la studiosa ha dedicato il saggio “I sensi e il pudore. L’ Italia e la rivoluzione dei costumi (1958-68), la rilettura di un Paese pervaso da una morale sessuale influenzata pesantemente dalla Chiesa e da una visione del sesso in cui le esigenze maschili trovavano ogni giustificazione, dove fu proprio una donna a scardinare il meccanismo delle case chiuse mettendo fine alla regolamentazione della prostituzione da parte dello Stato.    Angelina Merlin, prima donna eletta in Senato, è nota solo per questa sua battaglia ma aveva alle spalle una lunga militanza nel movimento operaio. Nata a Chioggia, socialista, fu arrestata dalla polizia fascista nel 1926, scontò cinque anni di confino e entrò nella Resistenza. Dopo la Liberazione fu tra le fondatrici dell’Unione Donne Italiane. La sua legge costituì una delle premesse per lo stravolgimento dei rapporti provocato dai movimenti giovanili. Liliosa Azara concentra l’ attenzione sul dibattito politico scaturito nel 1948, quando la proposta di legge fu presentata. “La posizione leghista richiama l’ angoscia che colse le istituzioni, e in particolare le autorità di Pubblica Sicurezza, all’ indomani della approvazione della legge. Non sapendo cosa fare, vennero rispolverate vecchie misure repressive o si pensò di inasprire le norme in vigore sulla condotta delle persone pericolose, considerando tali anche le prostitute. Gli argomenti sono gli stessi, l’ ordine pubblico, la sicurezza, la diffusione delle malattie. Non conoscere il fenomeno e parlare alla pancia degli italiani condiziona tutto il dibattito”.    Nel 1948 l’ Italia era uno dei pochi paesi in Europa a tollerare ufficialmente la prostituzione. I postriboli erano 730 frequentati da due milioni e mezzo di persone. Ogni anno lo Stato incassava dai 10 e i 15 miliardi di tasse versate dai gestori. Fuori dalle case chiuse la prostituzione era florida: alle 4000 donne sotto controllo facevano da contraltare le circa 20mila “veneri vaganti in libertà”, soprattutto nel meridione e nelle isole. “La senatrice Merlin – chiarisce l’ autrice – lo ripetè molte volte: non mirava ad abolire la prostituzione ma a mettere fine al coinvolgimento dello Stato come mediatore e ‘cassiere’ “. Il libro descrive contromisure e divieti “in difesa della moralità e della pubblica decenza” che oggi fanno sorridere, dalle circolari del 1948 del ministro dell’Interno Mario Scelba sul divieto assoluto dello slip nelle spiagge, alla richiesta di un sacerdote di Venezia di impedire le “esibizioni di nudismo” delle turiste, soprattutto straniere. A Roma nel 1957 il Questore bandì shorts e camicette trasparenti. A Torino spuntarono le squadre di anti bacio: poliziotti che controllavano chi “in luogo pubblico compie atti gravemente lesivi della morale”, nonostante la Cassazione avesse stabilito che i “baci pudichi scambiati da innamorati in una sala cinematografica non costituiscono reato”.    Attingendo ai documenti processuali, Azara ricostruisce il primo processo nel 1956 a Roma per “tratta delle bianche”. Dietro il pretesto di una compagnia di ballo il principale imputato era accusato di aver reclutato ragazze per farle prostituire. Spazio poi al fenomeno, importato dagli Usa, delle ragazze squillo, pronte a gestire per telefono gli incontri con i clienti. Nel 1959 Milano è capofila della nuova moda, con 10mila call girls. Nel 1966 scoppia il caso “la Zanzara”: due ragazzi e una ragazza del giornale del Liceo Parini di Milano processati per una inchiesta sull’educazione sessuale dei giovani. In base a una circolare di epoca fascista i due giovani furono costretti a spogliarsi in procura e a subire una visita medica. Il caso arrivò in Parlamento ma si chiuse con l’ assoluzione. A riprova del mutamento dei costumi sul finire degli anni sessanta, ecco i servizi del giornale scandalistico Abc sulle perversioni in famiglia e le lettere delle donne sui desideri più segreti.
Alla legge della senatrice veneta si attribuirono tutte le colpe dei pericoli e della decadenza morale che una prostituzione libera avrebbe comportato per un Paese abituato a considerare le case di tolleranza come un “legittimo” sfogatoio delle pulsioni maschili. Lina Merlin non solo chiuse i postriboli ma aprì la strada ad una accelerazione del percorso che, tra mille contraddizioni, avrebbe portato l’ Italia ad una concezione nuova delle relazioni tra le persone.
Stanze di M. Palmieri in mostra a MilanoFotografie in grande formato per indagare lo spazio

04 marzo 201912:25

– ‘Stanze’ è la nuova serie di fotografie di Marco Palmieri, l’ultimo e più stretto allievo di Ettore Sottsass, raccolte in una mostra che sarà inaugurata mercoledì alle 18 e 30 nella galleria di Antonia Jannone in corso Garibaldi a Milano. La mostra (catalogo con testo di Denis Curti) sarà visitabile fino al 27 marzo.
Palmieri – spiegano i responsabili della mostra – analizza la poetica di ambienti intimi e domestici, descrive e ricostruisce situazioni in cui lo spazio rimane l’elemento da indagare. Gioca con la luce, sua continua ricerca che caratterizza il suo tratto e il suo sentire profondo. Si tratta di uno studio che prosegue in una nuova serie di fotografie di grande formato, stampate a getto di inchiostro su carta cotone Hahnemühle e montate su alluminio. I soggetti di queste rappresentazioni sono luoghi minimali e scarni, spazi angusti in cui netti tagli di luce definiscono e abitano di volta in volta lo spazio puro e monocromatico. Bucature, squarci, feritoie permettono alla luce di invadere le stanze e rivelare la propria forza come elemento in grado di trasformare lo spazio, di renderlo percepibile trasformandone il vuoto in pieno. È una ricerca introspettiva in cui l’artista non ritrae spazi esistenti ma spazi astratti, che crea e progetta appositamente, per poterli poi fissare come immagine attraverso l’uso della fotografia.

Matera 2019, francobollo commemorativoCon una veduta della città incentrata sui ‘Sassi’

04 marzo 201913:29

E’ stato emesso il francobollo dedicato a Matera, Capitale europea della cultura 2019. Come già preannunciato, la vignetta del valore postale, stampato in rotocalco, mostra una veduta delle città incentrata sui “Sassi”, gli antichi quartieri scavati nelle rocce. Il francobollo è valido per la posta ordinaria destinata all’Europa e all’area mediterranea. L’annullo speciale primo giorno di emissione è disponibile nell’ufficio postale di Matera città.

Picenni e le forme visibili della poesiaA Villa Lagarina dal 9 marzo al 14 aprile

TRENTO04 marzo 201913:44

– “Le forme visibili della poesia” è il titolo della mostra personale dedicata a Fernando Picenni allestita dal 9 marzo al 14 aprile a palazzo Libera, a Villa Lagarina.
La mostra, a cura di Leonardo Conti e Michele Beraldo con l’organizzazione di Claudio Tovazzi, è incentrata sulla ricerca recente del maestro bergamasco e milanese di adozione (classe 1929), con 30 opere su tela anche di grandi dimensioni.
“Quella di Picenni – sottolineano gli organizzatori – è una pittura fatta di profondissimi spazi, luce sorgente, inedite forme e un inedito uso vibrante del colore, che, nelle sue poetiche declinazioni, svela l’intima connessione picenniana tra l’arte e la vita. Eppure il lavoro incessante del pittore (‘Quando entro in studio appendo la vita al chiodo’) risiede proprio nel mettere da parte la realtà quotidiana che viviamo, per inventarne un’altra, tra i quattro lati della tela”.
Morto Keith Flint, cantante dei ProdigyLo riferisce il Daily Star, aveva 49 anni

04 marzo 201913:55

Il cantante dei Prodigy, Keith Flint, 49 anni, è stato trovato morto nella sua abitazione a Dunmow, Essex. Lo riferisce il Daily STAR. Lo voglio ricordare così:“Siamo stati contattati poco dopo le 8 di questa mattina per constatare le condizioni di un uomo in un’abitazione a Brook Hill”, ha spiegato un portavoce della polizia dell’Essex allla rivista musicale britannica Nme: “Al nostro arrivo, sfortunatamente, è stata dichiarata la morte di un uomo di 49 anni. I parenti sono stati informati. La morte – spiega ancora – non è stata giudicata sospetta e presto il coroner presenterà un dossier”.
Keith Flint ha raggiunto il successo negli anni 90 con la band di musica elettronica The Prodigy, il cui disco di maggior successo, The Fat of The Land del 1997, li ha portati all’attenzione della scena musicale mondiale. Flint ha iniziato come ballerino, e poi come cantante proprio con The Fat of the Land
Nel giugno 2004, a Milano, fu protagonista di una passerella choc per Versace
“La morte non viene considerata sospetta e verrà preparato un dossier per il medico legale”, ha spiegato la polizia, che è stata chiamata questa mattina intorno alle 8 ora locale e non ha potuto fare altro che constatare la morte del cantante.
Partito come ballerino dei Prodigy, è poi diventato vocalist del gruppo britannico Prodigy. Tra i brani più noti, Breathe, Smack My Bitch Up, Firestarter.
“E’ con profondissimo shock e tristezza che confermiamo la morte del nostro fratelli e grande amico Keith Flint”, ha scritto la band, considerata tra gli esponenti di spicco del Big Beat anni ’90. E’ stato “un vero pioniere, un innovatore, una leggenda. Ci mancherà per sempre. Grazie a tutti per il rispetto della privacy in questo momento così difficile”.

 

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

In S.Caterina Gentileschi celato dipinto
Opera forse ‘mash up’ autoritratto e ritratto figlia Medici

FIRENZE04 marzo 201914:00

– La S.Caterina d’Alessandria di Artemisia Gentileschi come risultato dell’unione tra l’autoritratto della pittrice e il ritratto di Caterina, figlia del granduca Ferdinando de’ Medici, realizzato durante la permanenza alla corte dei signori toscani. È l’ipotesi emersa dalle analisi svolte dall’Opificio delle pietre dure di Firenze sulla tela della pittrice custodita agli Uffizi di Firenze: lo studio ha mostrato che sotto la superficie dell’opera esiste una versione preesistente della Santa Caterina, senza corona e con un turbante, ed il volto più rivolto verso l’osservatore, anziché di tre quarti e con lo sguardo rivolto verso l’alto, in contemplazione, come appare nel dipinto finito.
Dall’analisi i restauratori hanno notato come la versione precedente della martire ritratta con il turbante sia praticamente identica all’opera della Gentileschi acquistata mesi fa dalla National Gallery di Londra. È stato quindi ipotizzato che entrambe le tele derivino dallo stesso disegno.
Pacifico, canzoni dal giro del mondo’Bastasse il cielo’ è il nuovo album in uscita venerdì 8 marzo

04 marzo 201914:24

– ‘Bastasse il cielo’ è il titolo del nuovo album firmato da Pacifico, in uscita venerdì 8 marzo, che riporta in scena il cantautore a sette anni di distanza dal lavoro precedente. Con una scaletta di dieci brani, da quello che dà il titolo a tutto il lavoro, fino a ‘Quello che so dell’amore’, l’album sarà anche il protagonista di un tour in partenza sempre l’8, dal Teatro Filarmonico di Piove di Sacco, in provincia di Padova. “Questo lavoro è pieno di parole, ma anche di musica – ha detto Pacifico – per quella che è diventata una sinfonia internazionale di musicisti sparsi per il mondo che hanno messo mano alle mie canzoni”.

Scamarcio, Buy, Rohrwacher protagonisti nel nuovo film di Nanni MorettiInizio riprese lunedì 4 marzo dal romanzo Tre Piani di Nevo

03 marzo 201914:14

Nanni Moretti, dopo il documentario Santiago, Italia torna sul set: cominciano lunedì 4 marzo a Roma le riprese del nuovo film, tratto dal romanzo Tre piani di Eshkol Nevo (Neri Pozza). Prodotto da Sacher Film e Fandango, con Rai Cinema e Le Pacte su sceneggiatura di Nanni Moretti, Federica Pontremoli e Valia Santella, il film è interpretato da Riccardo Scamarcio, Margherita Buy, Alba Rohrwacher, Adriano Giannini, Elena Lietti, Nanni Moretti, Denise Tantucci, Alessandro Sperduti, Anna Bonaiuto, Paolo Graziosi, Tommaso Ragno, Stefano Dionisi.
Il film uscirà nel 2020 e sarà distribuito in Italia da 01 Distribution, in Francia da Le Pacte e nel resto del mondo da The Match Factory. Il romanzo dell’autore israeliano da cui è tratto il film è ambientato a Tel Aviv: italiana sarà invece l’ambientazione della storia che racconta tre famiglie che vivono nello stesso condominio borghese.

La Libertà, in edizione speciale 10 anniPiersanti con le musiche di Montalbano e prima volta i 12 Strega

04 marzo 201914:40

– Festeggia i 10 anni con un tema cruciale, ‘Libertà’, ‘Libri Come 2019’ che dal 14 al 17 marzo ospiterà all’Auditorium Parco della Musica di Roma oltre 250 autori tra star e scrittori da scoprire, molti ancora poco famosi nel nostro paese, dalla polacca Olga Tokarczuk all’autrice di culto anglocanadese Rachel Cusk e dalla nuova generazione di scrittori russi Zoja Svetova. Dalla Spagna arrivano Javier Cercas, Clara Uson, Manuel Vilas e dagli Usa Peter Cameron. Grande attesa per il concerto di Franco Piersanti e l’Orchestra Roma Sinfonietta che il 15 marzo presenteranno le musiche della serie dedicata al Commissario Montalbano. E all’Auditorium potrebbe arrivare anche il regalo di una lezione sulla Libertà di Andrea Camilleri. Tanti gli autori italiani tra cui Gianrico Carofiglio, Niccolò Ammaniti, Michela Murgia e i candidati al Premio Strega 2019, Marco Missiroli e Antonio Scurati. L’apertura, come è ormai consuetudine, sarà in contemporanea in 10 biblioteche di Roma.
In un’ottica rara di condivisione e collaborazione, dieci autori saranno presenti sia a Libri Come che al festival degli editori indipendenti ‘BookPride’ di Milano che si svolge negli stessi giorni della manifestazione prodotta dalla Fondazione Musica per Roma e curata da Marino Sinibaldi, Michele De Mieri e Rosa Polacco. E per la prima volta, il 17 marzo, verranno annunciati a Libri Come i dodici candidati del Premio Strega 2019.          [print-me title=”STAMPA”]

Aggiornamenti, Cinema, Notizie, Spettacoli Musica e Cultura, Ultim'ora

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Tempo di lettura: 18 minuti

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

TUTTE LE NOTIZIE SEMPRE AGGIORNATE

DALLE 03:17 DI SABATO 02 MARZO 2019

ALLE 07:24 DI DOMENICA 03 MARZO 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Guzzanti, social fonte di degrado
Suo laboratorio su satira a La Sapienza e scrive nuovo film

02 marzo 2019 03:17

– Sui social “prendono forma manifestazioni di rabbia aberranti, li lascio perdere. Sono strumenti che hanno contribuito enormemente al degrado umano e culturale che stiamo vivendo e che hanno impoverito il dibattito politico”. Lo ha detto Sabina Guzzanti, nell’incontro con il quale ha introdotto all’Università La Sapienza di Roma il laboratorio su comico e satira che curerà da aprile per ‘Arti e scienze dello spettacolo’. Per l’attrice “ci fanno solo sottrarre tempo alla partecipazione attiva, allo scendere in piazza, al parlare con altre persone. Il web è importantissimo ma i social sono dannosi a livello umano e sociale”.
Venendo ai temi del laboratorio, l’autrice di ‘Raiot’, “su cui 15 anni fa si è abbattuta una delle censure più pesanti compiute in Rai”, la satira “è un genere che si deve praticare parallelamente a altre attività. Dedicarsi solo a quella ti fa il sangue cattivo” e “non deve servire a odiare ma a dire ‘io non ho paura di te perché mi fai ridere'”. Intanto, “sto scrivendo un nuovo film”.

Insieme a Pulce, per vivere una fiabaArriva ‘La bambina che somigliava alle cose scomparse’ di Perroni

02 marzo 201911:12

SERGIO CLAUDIO PERRONI, LA BAMBINA CHE SOMIGLIAVA ALLE COSE SCOMPARSE (La nave di Teseo, pp.176, 13 euro. Disegni di Leila Marzocchi). “Come tutti gli animi romantici, Pulce adorava gli arcobaleni: ogni volta che ne vedeva uno sognava di farci l’altalena”. Che bel regalo camminare al fianco della piccola Pulce, la prodigiosa protagonista de “La bambina che somigliava alle cose scomparse”, favola dolceamara scritta con una fantasia al tempo stesso matura e giovane da Sergio Claudio Perroni per La nave di Teseo, in libreria dal 28 febbraio. Dopo il viaggio nei sentimenti di “Entro a volte nel tuo sonno”, in questo prezioso, piccolo libro lo scrittore dà vita a un personaggio tenero e irresistibile, una bimba tutto pepe di 7 anni che ha ricevuto il dono di potersi trasformare in chiunque e in qualunque cosa. Una fiaba senza tempo e senza età, che accoglie dentro di sé lo sguardo di grandi e piccini, e in cui la storia di Pulce è un misto di magia e attitudine alla cura degli altri: il lettore non si pentirà di stare al fianco della bimba perché sarà uno spasso condividerne i pensieri e vivere con lei avventure indimenticabili.
Tutto ha inizio quando Pulce decide di “prendersi una vacanza” dalla sua famiglia, per non sentire più le lamentele dei genitori e della nonna sui suoi comportamenti sbagliati e le sue presunte mancanze. Iniziando a girovagare, la piccola peste dagli “occhi color tatuaggio” incontra lungo il suo cammino tanti personaggi. C’è la ragazza che ha perso il suo aspetto dopo averlo troppo criticato, il medico che non essendo riuscito a curare la moglie non ha più fiducia in se stesso, il ragazzo che non riesce a dipingere l’arcobaleno perché non ricorda più il blu, il vecchietto che per l’ennesima volta ha smarrito le chiavi di casa. Tutti coloro in cui la bimba si imbatte hanno conosciuto la perdita e quindi il dolore: ma per ognuno Pulce compie il suo piccolo miracolo, e, trasformandosi in quello che non c’è più, offre consolazione e rimedio.
Mentre la fiaba procede e la protagonista dispensa le sue cure, tra le righe per il lettore nasce un desiderio prepotente di afferrare ancora l’innocenza, di sentire il sapore dolce dei sogni ancora possibili, di accarezzare l’anima con la bellezza delle cose semplici. Quando il senso della perdita – di una persona, di un oggetto, di un sogno, di una speranza – si fa più forte ed è la nostalgia a farla da padrona, la Pulce di Perroni diventa un po’ più saggia. Se è vero che tutti fanno i conti più volte nella vita con la sofferenza, la bimba, tra una domanda pungente e una riflessione assennata, tende la mano e offre il suo aiuto, semplicemente con il suo mettersi in sintonia con l’altro, per ascoltare e provare a comprendere. Il suo segreto è la fantasia, unita a un pizzico di testardaggine e a una sorta di buonsenso “adulto” scaturito da esperienze dirette o vissute e raccontate da figure a lei vicine.
Con una penna lieve ma efficace, che crea immagini delicate e potenti, Perroni permea la pagina del ricordo tangibile del mondo dell’infanzia rendendolo vero. E ci dimostra quello che già sappiamo, ossia che sarebbe più semplice, ma anche più poetico e divertente, vivere in compagnia di quel bambino che eravamo, scrollargli la polvere di dosso e prenderlo per mano.
Animali Pinocchio nei disegni di SassoliAl Museo della Grafica di Pisa fino al 20 maggio

PISA02 marzo 201913:08

– E’ dedicata agli animali che incontrano Pinocchio nelle sue avventure la mostra ospitata fino al 20 maggio prossimo al Museo della Grafica di Palazzo Lanfranchi a Pisa. ‘Una zoografia per Pinocchio. Disegni di Filippo Sassòli 2009-2019’, il titolo dell’esposizione che raccoglie 35 disegni eseguiti dall’artista romano Sassoli.
Realizzati a penna con inchiostro nero, steso anche a pennello più o meno diluito e con rifiniture a punta metallica, i disegni sono divisi in due formati: il più grande dedicato agli ‘animali personaggi’ e il più piccolo agli ‘animali comparse’, ovvero a quelli definiti dallo stesso Sassoli “senza nome proprio, in minuscolo e non dialoganti”.
I disegni non sono illustrazioni di commento al testo di Collodi, ma frutto, si spiega, di una “precisa scelta di riproporre gli animali nella loro vivida concretezza, senza l’aggiunta di nessun particolare attributo che ne snaturi l’essenza, cercando di porre in risalto il loro personale incontro con Pinocchio. Non manca un tocco d’ironia, peculiarità espressiva di tutta l’opera di Sassoli”.
All’edizione pisana della mostra farà seguito quella romana prevista per l’autunno presso le sale del Museo dell’Istituto Centrale per la Grafica, alla Fontana di Trevi.

Fernández e Mauro finalisti del TerzaniNella cinquina anche Franklin Foer, Sunjeev Sahota e Yan Lianke

TRIESTE02 marzo 201913:09

– Nona Fernández per La dimensione oscura (gran vía), Franklin Foer per I nuovi poteri forti (Longanesi), Ezio Mauro per L’uomo bianco (Feltrinelli), Sunjeev Sahota per L’anno dei fuggiaschi (Chiarelettere) e Yan Lianke per I quattro libri (nottetempo) sono i cinque finalisti della quindicesima edizione del Premio letterario internazionale Tiziano Terzani, istituito e promosso dall’associazione culturale vicino/lontano di Udine insieme alla famiglia Terzani.
“Anche quest’anno – afferma la presidente della giuria, Angela Terzani – abbiamo cercato di candidare al premio opere che aiutino a far luce sui retroscena umani, storici o politici delle questioni di maggiore attualità nel mondo. Questo, per restare fedeli allo spirito di Tiziano, alla cui memoria il premio è dedicato”. Il vincitore sarà protagonista il 18 maggio, al Teatro Nuovo Giovanni da Udine, della serata-evento per la consegna del premio, appuntamento centrale del festival vicino/lontano, in programma dal 16 al 19 maggio a Udine.
Scavi Ercolano, restauro aperto pubblicoDal 5 al 10 marzo ingresso gratis per Settimana dei Musei

ERCOLANO (NAPOLI)02 marzo 201913:23

– Dal 5 al 10 marzo, nell’ambito della Settimana dei Musei promossa dal Mibac ad ingresso gratuito, turisti e visitatori che si recheranno al Parco archeologico di Ercolano potranno assistere anche alle operazioni di restauro di un dipinto murale all’interno dell’Antiquarium. In un laboratorio dal vivo, infatti, i visitatori osserveranno il riaffioramento delle pennellate originali di due frammenti di pittura appartenenti molto probabilmente all’apparato decorativo di Villa dei Papiri, riscoperti nell’ambito delle campagne di riordino dei depositi e ritrovati nel corso degli scavi del 1996-98. I frammenti – spiegano dal Parco – potrebbero essere riferiti al II stile ed essere stati dipinti tra il 50 e il 25 a.C. Pareti con pitture di questa fase sono presenti ad Ercolano prevalentemente nell’area della Villa dei Papiri e delle dimore più prestigiose i cui proprietari volutamente non avevano aggiornato le decorazioni alla moda in auge al momento dell’eruzione del Vesuvio.

Gazzelle fa cantare Forum di MilanoSold out ad Assago per la prima del Punk Tour

MILANO02 marzo 201916:43

Cori e ovazioni degni da rockstar hanno accolto la tappa del ‘Punk tour’ di Gazzelle in un Mediolanum Forum di Assago sold out. Dopo una data zero, il romano Flavio Pardini ha fatto il suo debutto tra i fenomeni del nuovo pop indipendente capaci di radunare grandi masse. A richiamare migliaia di persone, per lo più ventenni, sono le melodie malinconiche e contagiose con le quali Gazzelle veste storie di sventure sentimentali.
La messa in scena essenziale da show rock (con qualche scintilla e coriandolo a condire il tutto) è stata accompagnata da un lungo racconto cinematografico trasmesso sul maxischermo, immagini di palazzoni, marciapiedi, ponti a mo’ di lettura narrativa per le canzoni emotive in una scaletta che ha pescato anche dal precedente album. ‘Tutta la vita’ (ripetuta nel bis), ‘Sayonara’, ‘Scintille’, ‘Nero’ e ‘Sopra’ sono state le più acclamate, insieme con ‘Quella te’, proposta sul finale solo voce e chitarra da un palchetto al centro dell’arena.
Sindaco Amelia porta solidarietà a EmmaEra stata insultata da consigliere con frase sessista

AMELIA (TERNI)02 marzo 201914:25

– Incontro tra il sindaco di Amelia, Laura Pernazza, ed Emma Marrone, in occasione del concerto tenuto dalla cantante al Palalottomatica di Roma. Il sindaco ha portato all’artista la propria solidarietà dopo il commento sessista nei confronti dell’artista postato su Facebook da un consigliere comunale di maggioranza, Massimiliano Galli della Lega (per il quale è stata avviata la procedura di espulsione dal partito). Ha quindi invitato Emma Marrone in città.
“Emma – spiega il sindaco – è stata molto contenta del gesto e lo ha apprezzato. Le abbiamo detto che la nostra amministrazione crede molto nelle donne: la giunta è a maggioranza femminile, e prendiamo le distanze da quelle affermazioni. Amelia non è una città né omofoba, né razzista, né sessista”.
Ad Emma Marrone Pernazza ha donato un libro sulle bellezze storico-culturali di Amelia e un altro di don Pierino Gelmini, invitandola ad incontrare i ragazzi della Comunità Incontro di Molino Silla.

Carboni: ‘quel disco di Lucio mi cambiò’Sold out lo show per ricordare l’album del 1979 della svolta

BOLOGNA02 marzo 201916:16

– Uno show sold-out per un omaggio che dura ininterrotto da 7 anni. Bologna non sa dimenticare Lucio Dalla: il cantautore morì l’1 marzo 2012, a 69 anni, tre giorni prima del compleanno reso celebre da uno dei suoi capolavori. La sua città lo ricorderà nuovamente lunedì con un concerto (già tutto esaurito) al teatro Comunale dove amici e colleghi interpreteranno con l’accompagnamento dell’orchestra le canzoni di ‘Lucio Dalla’, l’album del 1979 che segnò una svolta nella carriera dell’artista.
Tra questi, anche Luca Carboni, a cui toccherà ‘Tango’. “Una canzone bellissima, di speranza”, spiega

: “Quel disco mi ha aperto il mondo: io avevo già una band, ma canzoni come ‘L’anno che verrà’ o ‘Anna e Marco’ furono una rivelazione”.
Insieme a Carboni, tra gli altri, saliranno sul palco anche Gaetano Curreri, Lo Stato Sociale, Ron, Marco Masini e Iskra Menarini.

Claudia Gerini: “Roma ‘spremuta’ ma la amo sempre”Attrice tra Suburra, ‘Amori e altri rimedi’ e cinema

02 marzo 201919:57

Nella “Roma livida” di Suburra – La serie, tornata con la seconda stagione su Netflix dal 22 febbraio, le donne hanno ruoli chiave e uno dei personaggi più emblematici è la cinica Sara, interpretata da un’intensa Claudia Gerini. “Nelle varie incarnazioni della mia carriera – spiega

– da Jessica in poi, ho raccontato spesso la romanità, che mi appartiene profondamente. Soprattutto negli ultimi anni mi sono attaccata tantissimo alla mia città, come fa una madre con un figlio più fragile. La vedo sofferente, negli anni è stata mal gestita e spremuta come un limone. Ma nonostante tutto ne continuo a vedere la struggente bellezza e il romanticismo”. Suburra è solo una delle sfide lavorative per l’attrice: sarà in tv anche su Foxlife, dall’11 marzo in prima serata come narratrice di Amore e altri rimedi, inedito ritratto di coppie in crisi e il 4 aprile tornerà in sala con Dolce Roma di Fabio Resinaro. Ha girato poi A mano disarmata di Claudio Bonivento, dov’è Federica Angeli, la giornalista ora sotto scorta che ha scritto inchieste su mafia Capitale e il clan Spada e presto inizieranno le riprese di Hammamet, il film di Gianni Amelio su Bettino Craxi (Pierfrancesco Favino), con l’attrice nel ruolo di Ania Pieroni, a lungo legata al leader socialista. Tornando a Suburra, il suo personaggio, Sara che nella prima stagione ha perso il potere in Vaticano e il suo status di moglie, in questa seconda si lancia nel business dell’accoglienza dei migranti: “Si sporcherà un po’ di più le mani, dovrà andare fino in fondo e non si spaventa – spiega -. E’ un personaggio freddo, si permea di determinazione per raggiungere ciò che vuole. Non si lascia trascinare via da nessuna emozione”. A volte servirebbe un po’ più di cinismo alle donne per affermarsi? “Non penso, dobbiamo mantenere tutte le nostre caratteristiche di accoglienza, di persone che procreano e proteggono. Da Sara certo non vanno presi l’opportunismo e il cinismo, ma la determinazione nel concentrarsi su un obiettivo e perseguirlo”. L’attrice, anche da spettatrice è una grande fan di Suburra “come lo sono anche le mie figlie. Mi affascina la contraddizione continua nei personaggi – dice -. Non ho mai frequentato il mondo di fiction e serie, sono sempre sfuggita a questi impegni così lunghi. Ho abbracciato Suburra perché amo raccontare la mia città in modi diversi. Qui c’è una Roma livida, è protagonista la sua parte più dark, un intreccio unico al mondo fra Vaticano, politica e criminalità. Poi mi interessava poter raggiungere con un progetto in lingua italiana, e un personaggio così complesso, 140 milioni spettatori potenziali e 190 Paesi del mondo. Il linguaggio è totalmente nuovo. Su queste piattaforme c’è una libertà narrativa che alza un po’ l’asticella della qualità”. Tra pochi giorni l’attrice debutterà anche ‘Amori e altri rimedi’ su FoxLife: “Anche lì sto nel mio perché ho il compito di fil rouge, di complice del pubblico, che un po’ commenta, un po’ riassume e un po’ si confronta con quest’esperimento”. Al centro in ogni puntata ci sono due coppie in crisi, nelle quali per una settimana, l’uomo della coppia A va a vivere con la donna della coppia B e viceversa: “A fine settimana devono decidere se rivalutare la loro unione o lasciarsi, coadiuvati da due psicologi”. Dal programma “sono uscita con uno sguardo sorprendentemente ottimista sui rapporti di coppia. Tirando le somme, si valutano in modo diverso le cose che si danno per scontate”.
ritorno in sala ci sarà dal 4 aprile con Dolce Roma di Fabio Resinaro, tratto dal romanzo di Pino Corrias, Dormiremo da vecchi. “E’ un progetto unico, molto bello – sottolinea -. Fabio ha un grande talento, e utilizza un linguaggio affascinante”. La storia è “particolarissima: c’è una Roma delle feste, dell’apparire, della falsità di tante cose, del cinema, di chi cerca un posto al sole”. Protagonista è Oscar un produttore cinico di fiction e reality show (Luca Barbareschi). Claudia Gerini interpreta sua moglie Elga.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Pescatori Fano, da noi casa per Lisippo
Statua ora in California, pescatore la recuperò in Adriatico

FANO (PESARO URBINO)02 marzo 201917:02

– Una casa per il Lisippo. La cooperativa di pescatori Coomarpesca di Fano dà la sua disponibilità ad accogliere la statua del Lisippo, che ora si trova al Getty Museum di Malibù, in California. L’Italia ne ha chiesto la restituzione e la confisca è stata confermata dalla Cassazione. La candidatura ad ospitare ‘l’Atleta’, approvata all’unanimità dal consiglio d’amministrazione di Coomarpesca, nasce dal fatto che fu un socio pescatore nel 1964 a recuperare l’atleta vittorioso nel mare Adriatico. Coomarpesca lo propone a Fano con una lettera aperta al sindaco Massimo Seri. “Dopo il rigetto del ricorso presentato dai legali dei Getty Museum per la restituzione della statua all’Italia – afferma il cda di Coomarpesca -, pensiamo sia indispensabile dare un nuovo segnale di accoglienza e di stimolo al rientro dell’opera che crediamo debba essere collocata in città. La nostra casa, cioè la cooperativa, è pronta ad accoglierla in una sede adeguata al suo incommensurabile valore artistico e storico”.
Lawrence Ferlinghetti, un Little Boy di 100 anniIl poeta, artista e editore dei Beat li festeggia il 24 marzo

02 marzo 201919:56

”Little Boy, cresciuto da romantico contestatore, ha conservato la sua giovanile visione di una vita destinata a durare per sempre, immortale come lo è ogni giovane, convinto che la sua identità speciale non morrà mai”: si conclude così, con una dichiarazione di innocenza mai perduta, l’autobiografia che quel fanciullino di Lawrence Ferlinghetti, uno dei padri della Beat generation, scopritore di Ginsberg, Kerouac, Burroughs, Corso e tanti altri, ha scritto e pubblica in America in occasione dei suoi 100 anni, che festeggia il 24 marzo, non a caso intitolata ”Little Boy” (Piccolo Ragazzo) e che è come chiudesse un cerchio, collegandosi stilisticamente ai suoi inizi.
Certo, con il suo secolo addosso, pur non sentendolo, a concludere quell’affermazione scrive che tutto ciò lo crede ”a dispetto dell’irrefrenabile destino dell’umanità tutta di cui gli scienziati predicono una rapida fine con la Sesta Estinzione della vita su questa terra. Per questo ora il verso degli uccelli non è un grido di gioia, ma di disperazione”. Del resto il poeta ”è un funambolo, scala rime / fino all’altissimo filo fatto di sua mano / e in equilibrio sulla trave degli sguardi / al di sopra di una marea di facce / passo passo arriva / all’altro capo del giorno …. perché lui è il super-realista / che deve per forza percepire la verità tesa” nel suo presunto avvicinamento a quella piattaforma più alta ”dove Bellezza sta e aspetta / con gravità / di spiccare il salto che sfida la morte”, come si leggeva in una delle poesie della sua raccolta più famosa ”A Coney Island of the mind” del 1958, poeta che lì definisce ancora ”ometto chapliniano”. Non a caso la sua celebre libreria e casa editrice fondata nel 1953 a San Francisco si chiamava ”City Lights” (Luci della città), come il film di Chaplin.
In un gruppo di artisti dalla vita dissoluta e spesso disperata, tra un po’ di fumo e tanto alcol, lui era quello che si vestiva a modo, teneva i capelli corti: ”dovevo essere a posto e in me per mandare avanti tutto e aprire ogni mattina la libreria”. Così vede chiaro quando ascolta Allen Ginsberg recitare ”Howl” (Urlo) e gli chiede il testo per stamparlo, cosa che gli costerà un arresto e processo per pubblicazione oscena nel 1956, da cui fu assolto difendendosi da solo davanti al giudice che gli riconobbe libertà di parole e di stampa.
Sono anni di giovinezza e libertà (Ferlinghetti si è sempre proclamato ammiratore dell’ideale anarchico) e in quella scia è sempre vissuto fedele ai suoi principi e alla letteratura, così sono quasi un ritorno alla scrittura di ”Her”, il suo debutto nella narrativa nel 1960, le pagine oggi di ”Little Boy”, lungo monologo interiore con pochissima punteggiatura, uno scorrere con momenti impetuosi di parole ora liriche ora razionali, tra sogni, riflessioni, ricordi, confessioni, citazioni da Dante a Flaubert e naturalmente il Joyce di ”Finnegans wake” il cui eco si avverte spesso in questo diario visionario e realista.
Nato a New York il 24 marzo 1919 ebbe subito una vita non facile, col padre morto prima che la madre partorisse e venisse, poco dopo, rinchiusa in manicomio, da cui esce dopo sei anni, chiedendo di riaverlo, ma lui sceglie di restare nella famiglia che lo ha accolto. Poi vive alcuni ani a Manhattan facendo lavoretti e studiando sino a quando scoppia la seconda guerra mondiale e viene arruolato in marina, finendo un giorno per trovarsi tra le rovine di Nagasaki un mese e mezzo dopo lo scoppio della bomba atomica: ”l’inferno in terra che mi rese all’istante pacifista per tutta la vita”. Dopo andrà a Parigi, studierà alla Sorbona, prima di tornare in America e stabilirsi all’Ovest nell’allora piccola cittadina di San Francisco, dove apre una libreria per poter stare dietro la cassa a leggere e scrivere in pace e comincia a frequentare quelli che saranno definiti Beat, cambiando per sempre la propria vita. ”L’universo trattiene il suo respiro / C’è silenzio nell’aria / La vita pulsa ovunque / La cosa chiamata morte non esiste” e lui continua a scrivere e lavorare, ormai quasi cieco, grazie all’aiuto e l’amicizia di Mario Zanetti. Poeta di successo, narratore, ma anche pittore, memoria di quegli anni che hanno segnato la cultura americana del dopoguerra, Ferlinghetti è stato un po’ l’imprenditore di tanti amici, l’editore di un gruppo cui letterariamente in fondo non ha mai appartenuto artisticamente, visto che la sua scrittura ha altre origini e va in altra direzione, partendo da Samuel Beckett e ”Jimmy Joyce maestro di risate dietro il farfugliare sublime di Finnegans”.
Lo testimoniano ancora le quasi duecento pagine di ”Little Boy”, in cui si parla anche dell’Italia, dei suoi soggiorni romani, del caffè Greco, paese che ama, l’unico dove abbia dato il permesso di aprire negli anni ’90 una succursale della sua City Lights a Firenze, dove ha esposto i suoi quadri a Roma e, nel 2011, ha partecipato alle celebrazioni del 150 anniversario dell’Unità, durante le quali gli è stata dedicata una grande mostra omaggio a Torino.

Londra, Nudo nel Rinascimento con paritàAlla Royal Academy of Arts la prima esposizione in era #Metoo

02 marzo 201917:21

– Apre a Londra la mostra più attesa e chiacchierata dell’anno (fino al 2 giugno): il nudo nel Rinascimento, ovvero la raffigurazione del corpo umano, tra sacro e profano. Più di 80 opere, dal 1400 al 1530 di artisti come Tiziano, Raffaello, Michelangelo, Bronzino, Leonardo, Dürer e Cranach, esposte alla Royal Academy of Arts, per raccontare la trasformazione dell’idea di bellezza nell’arte. E fin qui la grande attesa nei confronti dell’esposizione non sarebbe giustificata, se non che i curatori hanno annunciato che il criterio per la selezione delle opere esposte è stato quello della ‘parità di genere’, si potranno dunque ammirare un numero di nudi femminili pari a quelli maschili. Per questo i media inglesi hanno già definito la mostra “la prima dell’era del #metoo”. Una scelta che potrebbe apparire ininfluente, se non fosse per le recenti polemiche sul Metropolitan Museum dopo l’esposizione dell’opera di Balthus Thérèse Dreaming, accusata di riferimenti sessisti troppo espliciti e di promuovere la pedofilia.

Via archeologia in centro storico NapoliMann e ass. Pietrasanta lanciano iniziativa, biglietti scontati

NAPOLI02 marzo 201918:27

– Una Via dell’Archeologia nel centro storico di Napoli: l’iniziativa nasce dalla sinergia tra il Museo Archeologico di Napoli e l’Associazione Pietrasanta Polo Culturale Onlus. L’itinerario vuole collegare il MANN con i siti archeologici più importanti della città. ”La definizione della via dell’archeologia nel centro storico – spiega Paolo Giulierini, direttore del Mann – è la prima tappa di un importante lavoro la cui progettazione è in corso, in collaborazione con gli enti preposti, Comune, Soprintendenza, Regione. L’obiettivo è far nascere un percorso virtuoso, dalle mura greche fino al Mann, dove è presente la sezione Neapolis, che entro il 2020 sarà rinnovata. La mostra del Mann alla Pietrasanta è la prima di una serie di esposizioni che valorizzeranno anche i nostri depositi”.
Alla Basilica della Pietrasanta (piazzetta Pietrasanta, 17-18) sono già in mostra infatti reperti della collezione dedicata a Napoli antica, nell’installazione ‘Sacra Neapolis’ presso il Lapis Museum (www.lapismuseum.com)

Johnny Depp fa causa a ex moglie”diffamazione”, accuse Amber Heard fatte “in cerca pubblicita’”

NEW YORK02 marzo 201918:39

– Quasi tre anni dopo la fine del suo matrimonio con la star di “Aquaman” Amber Heard, Johnny Depp ha fatto causa all’ex moglie per diffamazione. Il divo di “Pirati dei Caraibi” chiede 50 milioni di dollari di danni.
“Non e’ vero che lei e’ stata vittima di violenza domestica, e’ stata semmai lei la responsabile”, si legge nell’azione legale che fa seguito a un op-ed dell’attrice pubblicato sul Washington Post a meta’ di dicembre dell’anno scorso.
Nell’articolo, in cui non menzionava mai Depp, la Heard scriveva di aver avuto “il raro privilegio di vedere in diretta come le istituzioni proteggono gli uomini accusati di abusi” e che, “avendo denunciato pubblicamente la violenza sessuale”, aveva subito “gli strali della nostra cultura”. I media americani tra cui la pagina di gossip del New York Post Page Six danno notizia dell’azione legale: “Il signor Depp non ha mai usato violenza sulla Heard e chiede danni compensativi e puntivi”.
PresaDiretta fa un viaggio nelle terre dei fuochi e in Costa Rica, primo paese al mondo a zero emissioniLa “terra del sole e del vento” è un grande esempio per tutto il pianeta

02 marzo 201919:29

I roghi di rifiuti sono tornati. In Lombardia, in Veneto, in Piemonte gli impianti che trattano i rifiuti sono sempre più ingolfati e gli incendi illegali si moltiplicano. Oggi su Rai 3 alle 21.45 PresaDiretta fa un viaggio nel Nord terra dei fuochi: cosa sta accadendo, sta saltando il ciclo dei rifiuti? Negli ultimi 3 anni gli incendi negli impianti per il trattamento dei rifiuti si verificano sempre più spesso e la Lombardia guida la classifica tra le regioni del nord.

Dall’inizio del 2018 a oggi, solo nella regione padana sono andati a fuoco 18 tra impianti di smaltimento rifiuti, discariche e capannoni di stoccaggio.La magistratura ha aperto varie indagini e ci sono stati i primi arresti, ma quanto di quello che sta accadendo è figlio della criminalità organizzata? E lo stress cui è sottoposto l’intero ciclo dei rifiuti a livello nazionale, ha a che fare con lo stop cinese alle importazioni di rifiuti di plastica dall’Occidente? Siamo finiti in mezzo alla guerra dei dazi tra Cina e Stati Uniti? E poi la Capitale, dove il dossier rifiuti è diventato esplosivo. Ma i rifiuti sono anche una risorsa: una storia eccezionale che spiega l’importanza dell’economia del riciclo.Ci sarà poi una seconda pagina, con Costa Rica la rivoluzione verde. Dalle terre dei fuochi PresaDiretta si sposta nella “terra del sole e del vento”, la Costa Rica, un grande esempio per tutto il mondo. Il piccolo Stato centroamericano, che possiede e protegge un vero e proprio tesoro di biodiversità, diventerà il primo paese al mondo a utilizzare solo energia da fonti rinnovabili. La prima industria del paese, quella del caffè, ha già abbassato le sue emissioni e produce il primo caffè al mondo carbon neutral, senza impatto ambientale. Ora tocca ai trasporti, che diventeranno tutti elettrici per legge. Un viaggio nel sistema di produzione di energia rinnovabile della Costa Rica, che diventerà il primo paese al mondo a zero emissioni.

7 anni senza Dalla, a Bologna il concerto-omaggioSul palco anche Luca Carboni, ‘Lucio mi aprì un mondo’

BOLOGNA02 marzo 201919:59

Un omaggio infinito. Un affetto che, pur a sette anni dalla scomparsa, non accenna a diminuire.
Lunedì, il 4 marzo ovviamente, Bologna ricorderà ancora una volta Lucio Dalla: lo farà con un concerto al teatro Comunale dove alcuni dei suoi amici più cari (come Ron, Luca Carboni, Gaetano Curreri e Iskra Menarini) riproporranno, con l’aiuto dell’orchestra diretta dall’amico Beppe D’Onghia, la scaletta di ‘Lucio Dalla’ a 40 anni dall’uscita. Fu l’album della definitiva consacrazione. Della maturità, grazie a capolavori come ‘Anna e Marco’ e ‘L’anno che verrà’.
Storie e parole ancora attuali, tanto che Bologna ha scelto le strofe che iniziano con l’immortale ‘Caro amico ti scrivo…’ per le luminarie di Natale di via D’Azeglio, dove Dalla aveva la propria casa, oggi trasformata in museo.
“Quel disco mi aprì un mondo”, racconta

Luca Carboni, che non ha mai nascosto di dovere a Dalla la sua carriera: “C’era questa idea che avere successo ed essere nazional-popolari era una brutta cosa, invece Lucio diceva sempre che tutto quello che facciamo deve arrivare alla gente e non bisognava avere paura della popolarità”. Nel 1979 Carboni era un cantante alle prese con la sua prima band: “Ascoltai ‘Lucio Dalla’ e fu una rivelazione: i testi erano di altissimo livello e la musica piena di attenzioni”. Lunedì sera Carboni canterà ‘Tango’, “una canzone bellissima, di speranza, alla quale sono particolarmente legato”.
Sul palco salirà anche Lo Stato Sociale, la band che oggi porta avanti l’eredità della tradizione musicale bolognese: “Noi siamo un collettivo con opinioni spesso divergenti, ma Lucio è una di quelle cose meravigliose che ci accomuna tutti”, raccontano. Allo Stato Sociale toccherà ‘Cosa Sarà’: “Per qualsiasi bolognese, Dalla rappresenta la libertà, la possibilità di fare quello che si vuole: è un artista indipendente nel senso nobile del termine, perché ha smesso di cantare i pezzi scritti da altri e ha cominciato a scrivere i suoi con un’urgenza e una vicinanza molto forte”. Il concerto di lunedì è andato sold-out in poche ore, come sono andati a ruba anche i biglietti per le visite guidate speciali alla casa di Dalla. Sempre lunedì alle 18 l’omaggio della città si chiude con la proiezione in Cineteca di ‘Quijote’, il film in cui Dalla recitava la parte di Sancho Panza.

Cocaine, una storia vera di spaccio e famigliaIn sala caso White Boy Rick con Matthew McConaughey

02 marzo 201920:07

Quello che colpisce di più del noir urbano ‘Cocaine La vera storia di White Boy Rick’, diretto da Yann Demange e con uno straordinario Matthew McConaughey, oltre ovviamente alla storia di spaccio ambientata in anni Ottanta perfettamente ricostruiti, è il singolare rapporto tra padre e figlio. O meglio, la grande bravura di McConaughey nell’interpretare questo padre balordo e sempre ai confini con la galera, che vive ai margini nella periferia di Detroit e che ha però un grande senso della famiglia. E questo nonostante il suo nucleo familiare sia da anni del tutto alla deriva dopo che la moglie li ha abbandonati e la figlia, da allora, abbia scelto la strada della droga.
L’incipit del film, in sala dal 7 marzo distribuito da Warner Bros, ti porta subito dentro il cuore della storia. Troviamo McConaughey insieme al figlio quattordicenne Rick Wershe Jr (interpretato dal l’esordiente Riche Merritt) in un’enorme fiera d’armi trattare per dei mitra, spacciati per originali, ma in realtà costruiti in Afghanistan. Il ragazzino, a quanto si vede, ne sa quanto e più del padre ed è anche più bravo di lui negli affari. E se il padre vende sottobanco armi a chi non potrebbe mai acquistarle, il figlio ha un destino altrettanto singolare.
Diventa infatti, a soli 14 anni, un informatore sotto copertura per la DEA che vuole un infiltrato nell’ambiente della droga gestito principalmente da uomini di colore. Ma il ragazzino è svelto, ci sa fare, e con il soprannome di “White Boy Rick” si fa strada nell’ambiente affermandosi come spacciatore di alto rilievo. Ma quando Rick si mette in proprio e viene trovato con otto chili di cocaina, i federali lo mollano, gli fanno mancare la copertura e per lui è ergastolo. Nel cast anche Jennifer Jason Leigh, nei panni di un’agente dell’FBI, Eddie Marsan e Bruce Dern (nonno di Rick).
Gli sceneggiatori del film, presentato a Telluride e al Toronto Film Festival, sono i gemelli Noah e Logan Miller, insieme a Andy Weiss.          [print-me title=”STAMPA”]

Aggiornamenti, Cinema, Spettacoli Musica e Cultura, Ultim'ora

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA TUTTE LE NOTIZIE

Tempo di lettura: 53 minuti

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

TUTTE LE NOTIZIE SEMPRE AGGIORNATE

DALLE 10:14 DI GIOVEDì 28 FEBBRAIO 2019

ALLE 03:17 DI SABATO 02 MARZO 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Nastri docu a Treves, Zippel e Corallo
Nastro dell’anno a Santiago, Italia. Premi a Camilleri e Agosti

28 febbraio 2019 10:14

– 1938 Diversi Di Giorgio Treves, sull’impatto delle leggi razziali (Cinema Del Reale) e i ritratti d’artista, Friedkin Uncut Di Francesco Zippel, (Cinema) e Sono Gassman! Vittorio Re Della Commedia di Fabrizio Corallo (Spettacolo) sono i vincitori dei Nastri d’Argento per i Documentari 2019, consegnati a Roma al We Gil dal Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici.
Il Nastro dell’anno va a Santiago, Italia Di Nanni Moretti.
Andrea Camilleri riceve il Nastro Speciale per Conversazione Su Tiresia di Roberto Andò e Silvano Agosti il Nastro alla Carriera. Rino Barillari è ‘Protagonista dell’anno’ per ‘The King Of Paparazzi- La Vera Storia’ di Giancarlo Scarchilli e Massimo Spano. Hitler contro Picasso e gli altri di Claudio Poli vince tra i documentari d’arte. A Up & Down – Un film normale di Paolo Ruffini il Premio speciale Doc & solidarietà. Sami Modiano, sopravvissuto all’Olocausto, riceve un riconoscimento speciale per la sua testimonianza in Tutto davanti a questi occhi di Walter Veltroni.

Sala Massimo intitolata a Mario SoldatiLe altre due già intitolate a Cabiria e a Gianni Rondolino

TORINO28 febbraio 201919:06

– Il Museo Nazionale del Cinema di Torino dedica una delle tre sale di proiezione del Cinema Massimo a Mario Soldati, del quale ricorre quest’anno il ventennale della scomparsa.
Nelle scorse settimane era già stata decisa l’intitolazione delle altre due a Cabiria, capolavoro del cinema muto prodotto nel 1914 dalla torinese Itala Film, e a Gianni Rondolino, storico del cinema e fondatore del Torino Film Festival.
Scrittore, giornalista, sceneggiatore e regista televisivo e cinematografico, Soldati attraversò tutto il Novecento facendosene testimone e interprete ‘fraterno’ (definizione di Pasolini), trovandosi sempre in prima linea nei momenti cruciali del cambiamento. Figlio della vivace Torino anni Venti, Soldati intuì la grande forza del cinema e, nel 1931, sfumata la carriera universitaria per il rifiuto di iscriversi al Partito fascista, iniziò a collaborare con la Cines-Pittaluga. Cominciò così la sua carriera di uomo di cinema con il suo primo film ‘Due milioni per un sorriso’ del 1933.

Jules et Jim di Truffaut torna in salaDal 4 marzo il classico del 1961 con Jeanne Moreau

BOLOGNA01 marzo 201912:59

– Torna nelle sale italiane in versione restaurata dal 4 marzo ‘Jules et Jim’, il classico di Francois Truffaut (1961) con Jeanne Moreau. È il nuovo titolo presentato dalla Cineteca di Bologna nell’ambito del progetto ‘Il Cinema Ritrovato. Al cinema’ per la distribuzione dei classici restaurati.
Truffaut prende il romanzo di Henri-Pierre Roché e ne trae uno dei suoi film più iconici. Nella Parigi bohémienne degli anni Dieci, due uomini e una donna provano ad amarsi oltre le regole, attraverso il tempo, la guerra, matrimoni e amanti, accensioni e delusioni: Jeanne Moreau con i suoi travestimenti, il suo broncio altero, la sua voce magica percorre tutti i ‘tourbillons de la vie’, ma alla fine è lei a non saper accettare la resa.
“L’idea del film – raccontava Truffaut – è che la coppia non è un sistema soddisfacente, ma che in fondo non ci sono altre soluzioni. Dal momento che si tratta di un argomento scabroso, bisognava scegliere un’attrice molto intelligente per sfumare certe situazioni”.

Sandrelli apre Festival cinema europeoDall’8 al 13 aprile, omaggio a diva con mostra e retrospettiva

LECCE01 marzo 201917:01

– Sarà Stefania Sandrelli a inaugurare la XX edizione del Festival del Cinema Europeo, diretto da Alberto La Monica, che si terrà a Lecce dall’8 al 13 aprile. Un omaggio alla grande diva e Signora del nostro cinema che nella sua lunga carriera ha lavorato e lavora con i più importanti.
Alla Sandrelli, oltre alla retrospettiva di alcuni suoi film, sarà dedicata una Mostra fotografica dal titolo ‘Stefania Sandrelli, icone du cinéma italien’, con le immagini dell’archivio del Centro Cinema Città di Cesena e curata da Antonio Maraldi, “che ripercorre il lungo e celebrato cammino evidenziando i ruoli più significativi (Io la conoscevo bene di Antonio Pietrangeli), le collaborazioni con autori importanti (Bernardo Bertolucci e Ettore Scola, e le partecipazioni da protagonista in opere più marginali. Quest’anno il festival compie 20 anni e “per festeggiare al meglio un importante anniversario non poteva scegliere meglio di un’attrice come Stefania Sandrelli”, sottolinea l’assessore regionale Loredana Capone.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Venditti a Bologna sotto segno dei pesci
Dopo Arena Verona e sold-out a Roma, il 2 marzo all’Unipol Arena

BOLOGNA28 febbraio 201910:43

– Riparte da Bologna (sabato 2 marzo, Unipol Arena) il tour di Antonello Venditti per celebrare i quarant’anni di ‘Sotto il segno dei pesci’, album che ha segnato la storia della musica italiana. Dopo l’Arena di Verona, lo scorso settembre, e un doppio sold-out prenatalizio a Roma, il cantautore proporrà in uno show di tre ore i suoi brani più celebri, che hanno segnato un’epoca e accompagnato più di una generazione.
“È stata la mia svolta musicale, poetica – dice Venditti – il mio disco più importante, in cui c’erano tutti i miei temi: la politica e i suoi riflessi sulle persone (Sotto il Segno dei Pesci), la comunicazione (Il Telegiornale), il viaggio dentro e fuor di metafora di Bomba O Non Bomba, la droga (Chen il Cinese), la tenerezza per Sara, che non si è mai sposata ma ha avuto tre figli, l’amicizia con De Gregori (Scusa Francesco). In fondo, sono temi ancora attuali”.
Venditti festeggerà poi il 70/o compleanno l’8 marzo a Roma (dove si esibirà anche il 9); il tour terminerà il 25 maggio.

Rosselli e Patten tra sogni e favoleEsce il nuovo libro di Emanuele Trevi

28 febbraio 201912:11

– EMANUELE TREVI, SOGNI E FAVOLE (PONTE ALLE GRAZIE, PP 218, EURO 16). E’ un libro che percorre le strade della grande poesia, che ha la “capacità di passare da un piano all’altro dell’esistenza, dal questo al quello per così dire, dall’aspetto personale e particolare a quello universale della vita”, ‘Sogni e favole’ di Emanuele Trevi, pubblicato da Ponte alle Grazie.
Un “libro strano”, come è stato definito, dove si intrecciano il romanzo autobiografico e la divagazione saggistica, primo nella classifica dei “libri di qualità” usciti dall’inizio del 2019. Sicuramente una narrazione che commuove e trascina facendoti entrare in un mondo di “sogni e favole” tutt’altro che scontato, abitato da poeti in pena e da quegli “svitati” dei veri artisti. Partendo dalla Roma degli anni Ottanta, quando Emanuele, non ancora ventenne, frequentava e lavorava in quei luoghi speciali che sono stati i cineclub, incontriamo personaggi come Arturo Patten, il grande fotografo di ritratti, tra cui quello di Andrea Camilleri; la poetessa Amelia Rosselli che sulla “scacchiera della vita, così affollata di pedoni, era un pezzo nobile” e Cesare Garboli, il “grande critico” che prima di morire affidò a Trevi il compito di indagare su Metastasio e sul sonetto ‘Sogni, e favole io fingo”. Lontano dalle analisi critiche e dalle elucubrazioni intellettuali, Trevi fa di questi incontri unici e di questi amici la trama di una storia che alla fine ci mostra – seguendo il suggerimento di Metastasio – che se le storie inventate provocano in noi la stessa commozione delle vicende reali, forse di sogni e favole è fatta la nostra vita.
Per Patten, trapiantato dalla California a Roma, ogni ritratto era un’avventura umana, così quando ritrasse Camilleri “prima di iniziare volle conoscere i luoghi della sua infanzia, e poi decisero di andare in una vecchia casa di campagna, disabitata e in rovina” racconta Trevi.
Per chi l’ha conosciuta il ritratto di Amelia Rosselli restituisce l’anima sublime e perseguitata di una somma poetessa italiana del Novecento. O meglio di una poeta, come viene definita sull’iscrizione affissa sotto la casa di via del Corallo a Roma, dove ha vissuto gli ultimi 20 anni della sua vita. E per chi non sa nulla de l’autrice di ‘Variazioni belliche’, ‘Documento’ e del poemetto ‘La Libellula’, è uno stimolo alla scoperta. La figlia di Carlo Rosselli, l’eroe della Resistenza, assassinato con il fratello Nello a Parigi nel 1937, da una squadra di sicari fascisti, ha combattuto tutta la vita con quelle che lei chiamava “noie”. Amelia era convinta di essere perseguitata dalla Cia e ascoltata da persone “drogate” che ripetevano continuamente la parola “good” come lei stessa racconta in ‘Storia di una malattia’. Trevi ci fa entrare in questa dinamica ma ci restituisce anche il suo fare poetico e l’atmosfera della performance della Rosselli al festival di Castelporziano nel 1979, l’equivalente di Woodstock nella storia della poesia italiana del Novecento. “Come un reagente chimico appropriato, fu la stessa situazione del festival, degradata oltre ogni limite, a rendere evidente a tutti che quella donna dall’aspetto fragile e frastornato, con l’aria di avere imboccato la porta sbagliata, quella dinoccolata Mary Poppins, quell’elfo nella canaglia, incarnava un assoluto” scrive Trevi che è convinto che un “vero poeta, o una vera poetessa, siano qualcosa in più della loro opera”.
Ritratta da Arturo Patten, in una foto riportata nel libro, Amelia viveva a pochi passi dal fotografo, a via del Corallo, dietro Piazza Navona, e come lui è morta suicida lanciandosi dalla finestra della sua casa l’11 febbraio 1996. Arturo, che Trevi aveva conosciuto negli anni del cineclub, alla fine della proiezione di ‘Stalker’ di Tarkovskij, quando il fotografo, un uomo giovane e bello, era rimasto solo in sala lasciando scorrere le lacrime sul viso ed era apparso allo scrittore come ‘l’incarnazione visibile del potere dell’opera d’arte”, avrebbe invece lasciato la vita in un albergo di Agrigento nel 1999. Con Arturo, Lucignolo e Grillo Parlante assieme, Trevi aveva conosciuto Garboli del quale ci regala un toccante ritratto.
Tante le trame e le vie che si possono seguire in questo libro speciale che ci parla anche di Wenders, di Rubens alla Chiesa Nuova, di aids e di Moliere, ma soprattutto della nostra umanità perduta.

Guida su Bordeaux, 305 km tra vignetiGemellata con Pescara, meta brevi vacanze anche da Italia

28 febbraio 201911:11

– Una sessantina di percorsi tra le cantine, per 305 chilometri tra i vigneti. Ma anche un centro storico di impianto neoclassico dichiarato Patrimonio dell’Umanità Unesco e uno sguardo al futuro con il nuovo e avveniristico polo internazionale Citè du Vin. E’ nelle librerie l’ultimo titolo della collana ‘Guide Low Cost’ (Morellini Editore) dedicato a Bordeaux, autore il giornalista Paolo Crespi. Città del Sud-Ovest della Francia, a meno di un’ora dalle spiagge di dune affacciate sull’Atlantico, Bordeaux è nota in tutto il mondo per il vino che porta il suo nome. Sempre più spesso meta per brevi vacanze (dall’Italia si raggiunge in meno di 2 ore di aereo e i collegamenti ferroviari sono favoriti dall’alta velocità), la guida suggerisce di visitare, tra l’altro, il Miroir d’eau in place de la Bourse, il Pont de Pierre di epoca napoleonica, il Gran Théâtre de Bordeaux del Settecento, il Darwin Éco-système, laboratorio di innovazione sociale e artistica e il CAPC, museo di arte contemporanea.

Anci e Ali insieme per la letturaSottoscritto protocollo

28 febbraio 201911:45

– I sindaci e i librai di Confcommercio hanno firmato un protocollo d’intesa per la promozione della lettura. Gli obiettivi principali del protocollo, sottoscritto dal presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, e dal presidente dell’Associazione Librai Italiani-Ali aderente a Confcommercio, Paolo Ambrosini sono: “promuovere il riconoscimento delle librerie quali interlocutori primari e diretti dei Comuni per la realizzazione di iniziative nel campo della promozione della lettura”. E “sensibilizzare i Comuni su possibili iniziative di sostegno alle librerie, con particolare riferimento alla facilitazione nell’uso delle sale civiche, alla priorità degli acquisti di libri per le biblioteche comunali, alle agevolazioni su fiscalità locale ed alle azioni per calmierare il costo per gli affitti”.
L’intesa impegna anche le due associazioni a collaborare per l’organizzazione delle attività previste dall’iniziativa “La Città che legge” del Centro per il Libro e la Lettura del Mibac.

Matera 2019, in scena Arturo BrachettiAlla Cava del Sole 7 e 8 marzo, la prenotazione è obbligatoria

MATERA28 febbraio 201913:22

– Matera 2019: “E’ la realtà immaginata quella che ci rende più felici”. In scena Arturo Brachetti. Ad impreziosire il programma di Matera 2019, Capitale europea della Cultura, ritorna, dopo il cammeo per la cerimonia inaugurale, uno dei pochi artisti italiani famoso e apprezzato a livello internazionale. Su invito della Fondazione Matera Basilicata 2019 sarà a Matera in scena alla Cava del Sole giovedì 7 marzo alle ore 21 e venerdì 8 marzo, per chiudere il suo nuovo one man show: “Solo”. Per l’accesso ai due spettacoli di Brachetti sono obbligatori il “passaporto” e la prenotazione (massimo due a persona).

Lazza, io rapper ma senza confiniEsce Re Mida, secondo album del giovane artista

28 febbraio 201920:24

– Lazza o Zzala, come ama autocitarsi in molti dei suoi testi come un cameo alla Alfred Hitchcock, a due anni di distanza dal suo primo lavoro in studio, torna con Re Mida, l’album in uscita domani 1 marzo, prodotto da 333 Mob e distribuito da Island Records/Universal Music. Quindici brani, con 5 collaborazioni da Fabri Fibra a Guè Pequeno, passando per Izi, Luché, Tedua.”La differenza – spiega il rapper 24enne con un passato di studente di pianoforte al Conservatorio di Milano, abbandonato dopo sette anni di studio senza diplomarsi – sta nel fatto che sono nate in maniera spontanea, voluti da me e non combinati dalle case discografiche”. Il risultato, racconta Lazza, tra le nuove leve dell’hip hop italiano, “è il disco di un ragazzo che cerca di farsi strada nel mare di squali della musica italiana, che cerca di migliorarsi e che è cresciuto a livello di esperienza. I miei studi classici? Non credo che la musica abbia confini, a me piace tutta. Sono Lazza, senza canoni e senza confini. Posso ascoltare indifferentemente Frank Sinatra, i Red Hot Chili Peppers, Freddie Mercury o Chick Corea. Meno il rap italiano: non voglio farmi influenzare. Noi musicisti siamo spugne e assorbiamo senza neanche rendercene conto”.Il titolo vuole essere un po’ provocatorio: “Vorrei che tutto quello che esce dalla mia bocca diventasse oro. Del resto soldi, lusso, marche sono il leit motiv ed emblemi del mondo rap. E tornano anche nelle mie canzoni. Vengo da una famiglia normale, dove mi è stato insegnato a dare il giusto valore al denaro”. I suoi testi sono impregnati anche di riferimenti cinematografici: “Di leggere non ho mai avuto gran voglia, ma il cinema va in parallelo con la musica”. Lazza (“il mio soprannome dai tempi della scuola, dal mio cognome Lazzarini”), le idee chiare le ha avute da sempre. “Ho ascoltato un sacco di cose per capire cosa mi piacesse. Ma quello che sapevo è che volevo vivere di musica, non mi importava quale tipo di musica”. Il Conservatorio, con le sue regole rigide, lo ha abbandonato “perché avevo perso me stesso e mi sentivo un pesce fuor d’acqua” per avvicinarsi al mondo della battle di freestyle. “Ma mi piace portare il pianoforte nei miei live e nei dischi. Soprattutto i più adulti, che hanno difficoltà ad avvicinarsi al mondo dell’hip hop, apprezzano”, racconta ancora Lazza, ammettendo però che ormai rap e trap sono una realtà ben consolidata. “Forse anche l’Italia si sta svegliando. La distinzione non è tra generi musicali, ma tra chi sa scrivere bene e chi non lo sa fare. Ormai il rap sfuma in trap che a sua volta tracima nell’indie. Coez ha sconfinato nel pop, Salmo nel rock”.

Munizioni, nuova collana ideata e diretta da SavianoPer Bompiani, i primi titoli in libreria a settembre 2019

28 febbraio 201916:50

– Arriva ‘Munizioni’, una nuova collana della casa editrice Bompiani, progettata e diretta da Roberto Saviano nell’anno in cui la casa editrice festeggia i 90 anni. I primi titoli saranno in libreria a settembre 2019. Nella collana troveranno spazio testi di saggistica e narrativa scritti da autori che ogni giorno mettono in gioco se stessi per raccontare il mondo, autori che hanno perso la vita per la libertà, scrittori capaci di ricordarci che – come diceva il filosofo francese Brice Parain – le parole sono rivoltelle cariche: di significato, di coraggio, di futuro.
Le ‘Munizioni’ saranno dunque testimonianze vive e tangibili della potenza delle parole perchè “munirsi dell’alfabeto è da sempre il gesto più pericoloso che possa essere fatto contro il potere” spiega la nota di presentazione della collana.
“Amate la parola che non ha paura di confrontarsi, la parola che è spiegazione e preghiera. Amate chi spende con voi parole difficili” dice Roberto Saviano. E continua: “Amate chi non riduce il proprio pensiero a slogan. Amate la parola, la parola libera, la parola disobbediente, perché amandola amate voi stessi”.
Le ‘Munizioni’ non saranno solo libri: saranno post, reportage, podcast, immagini. “Tutto ciò che oggi erode lo spazio dei libri dialogherà ogni giorno con i libri e con il mondo in un grande discorso aperto che non considera la Rete ancella dei libri, perché le parole che contano – ovunque esse siano pronunciate – sono munizioni dello spirito” come sottolinea la nota di presentazione.

Rivoluzione Auditel, ascolti su smartphone e pcL’annuncio del presidente Imperiali, un primato continentale

28 febbraio 201919:39

– Rivoluzione in casa Auditel. La rilevazione degli ascolti non riguarderà più soltanto chi segue i programmi sul piccolo schermo, ma anche quella fetta di popolazione sempre crescente che preferisce l’on demand e segue le trasmissioni preferite sui device digitali. Una modalità di fruizione ormai largamente sdoganata, tra i giovani ma non solo, che è più difficile da captare perché comprende la visione di spezzoni di show e ha caratteristiche molto diverse rispetto a quella tradizionale.L’annuncio è arrivato in occasione della Relazione annuale della società, che si è svolta alla Camera. Occorrerà attendere ancora un po’ prima di conoscere i dati, ma l’Auditel ha iniziato da quasi tre mesi le nuove rilevazioni ed è già in grado di fare le prime valutazioni. E’, in primo luogo, evidente che parte degli ascolti persi in questi anni, anche a causa dell’esplosione degli smartphone, tornano ai brodcaster. I punti di share addizionale sono però complessivamente contenuti, ma la novità è che non si distribuiscono più in modo lineare, bensì secondo logiche del tutto nuove e diverse. A guadagnare ascolti sono soprattutto i programmi la cui struttura narrativa è organizzata per clip, pensata per intercettare i target giovani, con un raddoppio e in alcuni casi una triplicazione dell’ascolto rilevato sulla sola tv tradizionale. A cambiare, poi, è proprio la fruizione del contenuto, tipicamente on demand, caratterizzata da un consumo rapido, prevalentemente in mobilità e con livelli di attenzione più elevati. In una formula: meno tempo, più attenzione, più scelta. Il presidente di Auditel, Andrea Imperiali, ha illustrato il percorso di rinnovamento intrapreso nel 2018 dalla società, con il ‘SuperPanel’ composto da 16.100 famiglie, pari a 41.000 individui, sul quale si basano anche le nuove rilevazioni sui diversi device.”Si tratta di un passaggio fondamentale che Auditel intende offrire all’industria televisiva, incalzando sul terreno della trasparenza e della certificazione dei dati quei soggetti che fino ad oggi sono sfuggiti a ogni controllo o certificazione”, ha spiegato Imperiali, sottolineando che l’innovazione “rappresenta un primato a livello continentale, realizzato in tempi record”. Per il neo presidente dell’Istat, Gian Carlo Blangiardo, “la ricerca di base Auditel rappresenta un dato da cui difficilmente si può prescindere nell’analisi della società e delle sue trasformazioni”. Angelo Marcello Cardani, presidente di Agcom, ha espresso gratitudine a Imperiali per la collaborazione fattiva con l’autorità, sottolineando che “l’estensione dell’analisi anche ai media digitali è un fatto epocale”. Secondo il presidente della commissione di Vigilanza Rai, Alberto Barachini, “le istituzioni guardano con grande favore il percorso che Auditel sta compiendo, soprattutto per gli impatti e i risvolti che riguardano il servizio pubblico”. Anche per questo il presidente di Auditel dovrebbe presto essere convocato per un’audizione dalla bicamerale.

“Barenboim manesco”, lui si difendeDirettore a die Zeit, “né crimini né molestie a nessuno”

BERLINO28 febbraio 201914:35

– È nel mirino da giorni in Germania, dopo che diversi orchestrali hanno denunciato il suo stile manesco e dispotico, ma ora il celebre direttore d’orchestra argentino Daniel Barenboim, figura mitica della musica classica berlinese e direttore generale della Berliner Staatsoper, si difende dalle pagine dello Zeit in una lunga intervista, respingendo ogni accusa. “Non ho commesso alcun crimine, non ho molestato, né tanto meno violentato nessuno”, afferma. “Nessuno deve avere paura di me”, aggiunge. Nei giorni scorsi una rivista musicale online, “Van”, aveva pubblicato la denuncia di tre musicisti anonimi, i quali affermavano che Barenboim avesse un atteggiamento aggressivo e lunatico nella sua conduzione.

Santoro, Lega costringe Rai a bloccarmiGiornalista scrive a presidenti di Camera, azienda e Vigilanza

28 febbraio 201914:57

– Quella della Lega “è un’iniziativa senza precedenti. Non solleva, infatti, obiezioni di merito su fatti, accordi reali o (cosa che sarebbe comunque grave) trattative in corso. In assenza di qualsiasi notizia di stampa sull’argomento, utilizza voci di corridoio per diffondere falsi allarmi e costringere la Rai a chiudermi la porta in faccia”. Lo scrive Michele Santoro, lamentando una lesione del diritto del lavoro, ai presidenti di Camera, Rai e Vigilanza dopo il quesito dei parlamentari leghisti sulle “indiscrezioni” su un eventuale collaborazione del conduttore con Rai2. “Ho ritenuto di sollevare la questione non per me stesso ma perché sento messi in discussione princìpi fondamentali”, scrive ancora Santoro. “Spero che il vostro intervento – conclude – possa ristabilire un clima di rispetto, scoraggiare altre iniziative inopportune e fare in modo che ciascuno con le sue idee possa contribuire a far crescere civilmente e culturalmente il nostro Paese”.
De Gregori, quote radio? Una stronzata”Cosa sarebbe stata mia vita senza ascolto di brani stranieri?”

28 febbraio 201915:03

– “Mi sembra una stronzata. Non so cosa sarebbe stata la mia vita da musicista se non avessi potuto ascoltare fin da piccolo tutte le canzoni straniere che ho sentito”. E’ netta la posizione di Francesco De Gregori sulla proposta avanzata dalla Lega e avallata dal presidente della Siae Mogol di riservare alla musica italiana una quota minima di trasmissione in radio.
“Sarei favorevole soltanto al fatto che il 33,3% periodico venisse riservato alle MIE canzoni”, scherza il cantautore, pronto a partire con il suo Off The Record, 20 date al Teatro Garbatella a Roma fino al 27 marzo, prima di tornare serio: “Le radio non mi passano, come non passano tanta gente come me.
Bisognerebbe interrogarsi su questo”.
Placido Domingo torna a CaracallaDopo 30 anni il 7 agosto un concerto dedicato alla sua Spagna

28 febbraio 201915:18

– Grande ritorno per Placido Domingo a Caracalla: il 7 agosto alle 21, per la stagione estiva del Teatro dell’Opera di Roma, sarà protagonista di un concerto intitolato Gala Plácido Domingo “Noche española”. Una serata che il cantante dedicherà alla sua terra con canzoni spagnole e arie da famose zarzuelas e che vedrà la partecipazione della Compagnia di ballo Antonio Gades di Madrid.
“Con grande gioia tornerò a cantare a Caracalla quest’estate – dice Domingo – Ho sempre nel cuore la magia della notte dei Tre Tenori del 1990 per i mondiali di calcio. Questa volta porterò a Caracalla uno spettacolo pieno di vitalità dedicato alla Zarzuela, un genere molto coinvolgente e legato alla tradizione popolare spagnola e latina a cui i miei genitori hanno dedicato con amore tutta la vita. Sarà per me bellissimo lavorare ancora con l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, teatro dove ho fatto alcune bellissime produzioni (come Sly, Fedora, Tosca dirigendo Luciano Pavarotti) e mi piacerebbe tornare ancora”.
Reggia Venaria, restauro Fontana ErcoleSpettacolare complesso secentesco completa rinascita residenza

TORINO28 febbraio 201915:39

– A vent’anni dall’avvio del restauro della Reggia di Venaria, il più rilevante cantiere d’Europa per i beni culturali, i lavori si concludono con il restauro della Fontana d’Ercole. Il monumentale complesso di giochi d’acqua, realizzato tra il 1669 e il 1672 da Amedeo di Castellamonte, tornerà all’antico splendore nella primavera 2020, al termine di un restauro del valore di 3 milioni di euro.
Il complesso restauro, frutto di ricerche durate anni, è opera dell’architetto progettista Gianfranco Gritella. “Si tratta di un’opera di inestimabile valore storico – commenta – e il suo recupero restituisce ai visitatori della Reggia una fontana costruita per emozionare”.
A finanziarlo è la Consulta per la Valorizzazione dei Beni Culturali di Torino, che riunisce 30 soggetti privati con il sostegno della Compagnia di San Paolo, di Intesa Sanpaolo e della stessa Reggia di Venaria. Il cantiere per il ripristino della Fontana è attualmente il più grande cantiere in Piemonte e tra i principali in Italia.

Arriva primo game di un teatro d’operaTeatro Regio Parma lancia app gratuita Android e Apple

28 febbraio 201915:47

– Obiettivo numero uno: far conoscere la musica di Giuseppe Verdi e i luoghi che gli furono cari.
Obiettivo numero due: conquistare un pubblico di giovani, in Italia ma anche fuori. E’ con questo in mente che il teatro Regio di Parma – primo a farlo – ha deciso di entrare nel mondo del gaming lanciando ‘A life in music’, gioco per smartphone e tablet, sia Apple sia Android, che si potrà scaricare gratuitamente dal 1 marzo.
Commissione del Festival Verdi a TuoMuseo, il gioco segue le avventure di Antonio, aspirante pianista e compositore, e Silvia, aspirante cantante in un percorso lungo dieci anni (il finale verrà rilasciato il prossimo 9 aprile) che li porterà a visitare i luoghi verdiani, dal teatro Regio appunto a Villa Verdi a Sant’Agata, e che permette di ascoltare nove dei suoi famosi brani (dal ‘Va’, pensiero’ del Nabucco, al ‘Balen del suo sorriso’ del Trovatore) oltre a 19 tracce musicali originali.

Moncler Genius, arriva Simone RochaLa collezione della designer irlandese si ispira ai giardini

28 febbraio 201915:49

– Moncler Genius, il progetto innovativo dell’azienda che coinvolge diversi designer ognuno dei quali dà una differente interpretazione del marchio, si arricchisce della collezione ‘4 Moncler’ della designer irlandese Simone Rocha. La collezione si ispira al mondo dei giardini e del giardinaggio e “reinterpreta l’Heritage di Moncler attraverso un immaginario sofisticato e decisamente femminile”. Lavorando con nylon super leggero, dolmias e taffetà ma anche con Pvc e tulle, Rocha realizza figure romantiche accostandole a boccioli, volants e ricami. Lanciata nel febbraio dell’anno scorso, la costruzione del Moncler Genius Building è evoluta lo scorso settembre, con ‘The Next Chapter’: nuove collezioni che integrano le precedenti per coprire tutto l’anno con un programma continuo che, preservando l’unicità e la trazione del marchio, alimentano la nuova visione del prodotto.

Teatro, l’attivista Bruguera a BolognaDue progetti sulla migrazione per Emilia-Romagna Teatro

BOLOGNA28 febbraio 201916:07

– In occasione di Atlas of Transitions di Emilia-Romagna Teatro Fondazione, in programma dall’1 al 10 marzo a Bologna e dedicato alla nozione di casa, “Home”, l’artista e attivista cubana Tania Bruguera presenta i progetti partecipativi Referendum e School of Integration, due proposte che “permetteranno di riflettere sulla relazione tra arte e politica”.
Il primo, già sperimentato a New York, Toronto e San Francisco, è una vera e propria campagna referendaria urbana rivolta agli abitanti che in 25 seggi dislocati sia in centro che in periferia dovranno esprimersi con un sì o con un no sul quesito “I confini uccidono. Dovremmo abolire i confini?”.
School of Integration è invece una scuola di integrazione le cui lezioni saranno condotte dai membri delle comunità straniere, che condivideranno saperi e tradizioni: dall’artigianato alla lingua, dalla musica ai cibi. Dieci incontri aperti a tutti e dedicati ogni giorno a un Paese diverso.
Tania Bruguera, attiva da oltre 25 anni tra Cuba e New York su temi legati al sociale, spiega che “quello della migrazione è un argomento che riguarda tutti noi, la nostra quotidianità, anche se spesso tendiamo a trasformarlo in qualcosa di invisibile. I confini non sono naturali, sono stati costruiti, ma sono disumani. L’idea di School of Integration – continua l’artista – nasce nel 2005 da un viaggio che feci in Germania.
Lì i migranti erano obbligati ad accettare la cultura tedesca, rinunciando alla propria. Il mio progetto va esattamente nel senso opposto, vuole integrare. I politici spesso non vogliono accogliere perché non conoscono la cultura degli altri”. L’1 marzo alle 18 negli spazi del DamsLab, Tania Bruguera dialogherà con Piersandra Di Matteo (curatrice di Atlas of Transitions) e Elisa Del Prete sul tema “Est-Etica e diritti dei migranti”.

Scala, entusiasma kolossal ChovanscinaOltre 13 minuti di applausi e qualche mugugno sulla regia

28 febbraio 201916:13

– E’ un viaggio in Russia, anche se post-atomica, quello che la Scala offre mettendo in scena il kolossal per antonomasia del repertorio russo: Chovanscina, ultima opera di Modest Musorgskij. Un viaggio che vale la pena di essere fatto, come hanno dimostrato al debutto gli oltre 13 minuti di applausi, calorosi in particolare per il direttore Valery Gergiev e con qualche sporadico mugugno per la regia futuristica di Mario Martone. È un kolossal (il che rende atto di coraggio da parte della Scala averlo messo in scena, in un’operazione culturale meritoria) per la sua durata (oltre 4 ore, intervalli inclusi, nell’orchestrazione di Sostakovic), per il cast che richiede, con una quindicina di solisti e un ruolo di primissimo piano del coro; e anche per la storia essenzialmente russa che racconta, accostando una serie di vicende accadute prima della affermazione di Pietro il grande. Il tutto realizzato con un grande impatto visivo, in un futuro un po’ Blade Runner, un po’ Chernobyl, e soprattutto musicale.

Eurisace e Atistia tornano a splendereAlla Centrale Montemartini di Roma restaurata opera I sec. a.C.

28 febbraio 201919:20

– Un unico blocco di marmo pentelico con due imponenti figure che emergono scolpite quasi a tutto tondo, le vesti ricche e drappeggiate e i volti uno verso l’altro, a simboleggiare un’unione che continua anche dopo la morte. E’ stato finalmente restituito alla fruizione collettiva, dopo anni di permanenza in deposito, il rilievo funerario che raffigura il fornaio Marco Virgilio Eurisace e sua moglie Atistia, dal 1 marzo esposto in un nuovo allestimento alla Centrale Montemartini di Roma. Il gruppo scultoreo, risalente alla metà del I secolo a.C., è stato accuratamente restaurato dalla sovrintendenza capitolina, ed è stato collocato nella Sala Colonne del museo con l’obiettivo di restituire l’idea del contesto architettonico del sepolcro in cui l’opera in origine si inseriva. In questo nuovo allestimento infatti, ai piedi del rilievo (inserito all’interno di una nicchia appositamente creata) è esposta l’epigrafe di Atistia, in cui Eurisace ricorda la moglie lodandola, proveniente dal Museo Nazionale Romano, mentre di fronte si trova il plastico in gesso del grande sepolcro sulla cui facciata il gruppo scultoreo si trovava. Un monumento, riportato alla luce nel 1838, i cui resti sono ancora oggi visibili a ridosso di Porta Maggiore.Oltre al valore artistico, il rilievo funerario rappresenta un’incredibile testimonianza storica della tarda età repubblicana: le caratteristiche delle figure scolpite – per Eurisace il volto che non nasconde i segni del tempo e la toga riccamente drappeggiata che presenta un morbido ‘balteus’, la parte del panneggio che ricadeva all’altezza del petto; per Atistia l’ampio mantello sulla tunica e l’acconciatura in voga in quegli anni, con i capelli divisi da una riga centrale in bande laterali e raccolti in una crocchia composta probabilmente di trecce – permettono infatti una datazione precisa. Inoltre l’opera racconta anche lo status sociale di Eurisace, ricco liberto di origine greca, che proprio grazie ai frutti del suo lavoro di fornaio (documentato dal fregio presente nel monumento funerario di Porta Maggiore che riporta le diverse fasi della panificazione) riuscì ad assicurare a se stesso e alla propria famiglia il ricordo perpetuo grazie a una tomba illustre. Con il recente restauro si è provveduto non solo a pulire il gruppo scultoreo in modo non aggressivo e a consolidare alcune zone che si presentavano disgregate, ma, proprio per garantire la completezza dell’opera, si è scelto anche di restituire ad Atistia la testa, rubata nel 1934 e ora realizzata in gesso sulla base di fotografie storiche.”Questo fornaio, uno schiavo affrancato non certo di nobili origini, era fiero di aver potuto garantire alla famiglia l’immortalità con il suo lavoro commissionando la tomba e adesso la sua scultura e quella di sua moglie aprono la nostra galleria di ritratti repubblicani. L’opera ha una grande importanza storico-artistica e grazie a questo allestimento e al restauro curati dalla sovrintendenza capitolina siamo riusciti a ricostruirne il contesto”, ha detto Nadia Agnoli, responsabile della Centrale Montemartini, sottolineando la difficoltà di “garantire la stabilità di un gruppo scultoreo così imponente, il cui peso è di 2,4 tonnellate”.

Turturro, Il nome della rosa attuale’Non ho visto il film’. ‘Ho letto libro tardi e l’ho adorato’

01 marzo 201909:46

John Turturro non aveva mai letto il best seller mondiale di Umberto Eco ‘Il nome della Rosa’ o visto il film del 1986 quando fu contattato per prendere parte a un nuovo adattamento televisivo, in onda su Rai1 dal 4 marzo, 8 puntate suddivise in quattro prime serate tv. Dopo aver letto il romanzo, l’attore statunitense ha accettato di firmare ma chiedendo ai produttori e al regista di rimanere fedeli il più possibile al romanzo: “Ho letto il libro e l’ho adorato. Ho iniziato a scrivere al regista Giacomo Battiato”. A più di trent’anni dal film con Sean Connery, il romanzo di Eco (Bompiani) che ha avuto un trionfo planetario, con 55 milioni di copie vendute in tutto il mondo ritorna in una serie evento su Rai1, sotto il benestare della famiglia Eco: lo scrittore aveva letto la prima stesura della sceneggiatura di Andrea Porporati, questa volta è stato scelto Turturro attore anticonformista e sottile, intelligente e raffinato che ha regalato il suo spirito al personaggio di Guglielmo di Baskerville, un Guglielmo molto aderente alla scrittura di Eco. Guglielmo è il monaco francescano inglese  che viene scelto per mediare la Disputa nell’incontro tra la delegazione di Papa Giovanni XXII e quella dei dotti francescani che sono accusati di voler destituire il potere temporale della Chiesa.

“Sono molto felice – ha spiegato nel corso della presentazione della serie a Viale Mazzini – di essere qui, ringrazio Giacomo, il regista – per aver pensato a me per il ruolo di Baskerville. Lo ringrazio anche per aver notato che io sono inglese (l’attore è americano, nato a Ny figlio di genitori italiani immigrati ha doppio passaporto) ci voleva un regista italiano per scoprire la parte inglese di me. Poi ho letto il libro e l’ho trovato bellissimo. Ho scoperto un mondo straordinario. Il libro racconta un mondo che ha elementi estremamente attuali; è stata una grandissima esperienza. Sono rimasto commosso dalla riuscita e della grandiosità del progetto. Non ho mai visto il film con Connery anche per non farmi influenzare”. Turturro interpreta proprio Guglielmo da Baskerville, il monaco francescano che indaga su una serie di misteriosi omicidi in un monastero italiano del XIV secolo. Dotato di un’intelligenza e capacità di osservazione fuori dal comune, è in grado di leggere la realtà come un libro aperto affidandosi a un approccio scientifico e al proprio infallibile metodo deduttivo. Sebbene sia un uomo di fede del Medioevo, in contrasto col suo tempo, cerca sempre la spiegazione più logica e razionale, anche di fronte a quegli eventi che appaiono incontrovertibilmente frutto di forze soprannaturali. La sua fama lo precede e per questo l’Abate gli affida l’indagine sui delitti nell’abbazia. Per lui il messaggio cristiano è da vedersi alla luce della spiritualità, dell’amore, della carità, del rispetto e della comprensione. È tollerante nei confronti dei peccati del corpo, come la lussuria o il bere, e severo verso quelli che considera più gravi, come i delitti o la sopraffazione di un uomo sull’altro. Rupert Everett (assente alla presentazione a Roma) è lo spietato inquisitore Bernard Gui e Michael Emerson è l’abate. La stella nascente Damian Hardung il novizio Adso da Melk .  Nel cast Alessio Boni (Dolcino), Greta Scarano (nel doppio ruolo di Margherita e di sua figlia Anna, compagna e figlia di Dolcino), Fabrizio Bentivoglio (Remigio da Varagine), Stefano Fresi.Turturro ha trovato una risonanza moderna in questa storia medievale. “Ho pensato che fosse un libro molto importante, forse più in questo particolare momento rispetto a quando è uscito”, prosegue Turturro. “Guardi tutte le cose che stanno esplodendo dappertutto, gli uomini “forti” che sono al comando… tutti gli scandali l’oppressione delle donne da parte degli uomini – è tutto nel libro, tranne ovviamente la tecnologia di oggi.” Eco è morto nel 2016, ma suo figlio ha visitato il set, allestito in parte agli studi di Cinecittà a Roma e, nelle location dal vero, in Abruzzo e Umbria. Infine quale carattere ha sentito più affine di Gugliemo? “Nessuno. A me interessava il suo processo mentale, l’idea che la conoscenza, la cultura è una protezione verso il Potere”.La serie sarà trasmessa in contemporanea in ultra hd su Rai4k, canale 210 della piattaforma Tivùsat

Instagram, Ariana Grande la più seguitaSuperato il record detenuto dalla collega Selena Gomez

01 marzo 201909:49

Ariana Grande continua a macinare record: è diventata la donna più seguita su Instagram “rubando” lo scettro alla collega Selena Gomez.
La Gomez deteneva il titolo con 146.267.801 follower, ma ora Ariana Grande è diventata prima con 146.286.173 fan. Negli ultimi quattro mesi la popstar ha guadagnato oltre 13 milioni di follower e mantiene una presenza particolarmente attiva sulla sua pagina Instagram. Il nuovo record segue il successo dell’album “Thank U, Next”, che da due settimane è #1 nella Billboard 200 e con cui ha eguagliato il risultato ottenuto prima di lei soltanto dai Beatles, con i brani “7 rings”, “Break Up With Your Girlfriend, I’m Bored” ed è nei primi tre posti della Billboard Hot 100 USA.

Gloria Bell, una donna normale e fantasticaLelio firma il remake del suo stesso film con Julianne Moore

28 febbraio 201919:41

– Per un pittore sarebbe del tutto normale fare più di una copia dello stesso quadro alla ricerca della perfezione estetica, ma per un regista è diverso. Non la pensa così il cineasta cileno Sebastián Lelio che con ‘Gloria Bell’ mette in campo il remake americano di un film da lui stesso diretto nel 2012, dal titolo ‘Gloria’. Il film, nelle sale italiane dal 7 marzo distribuito da Cinema di Valerio De Paolis, ha come protagonista una splendida Julianne Moore affiancata questa volta da John Turturro, Alanna Ubach, Michael Cera, Sean Astin e Jeanne Tripplehorn.Chi è Gloria? Si potrebbe dire una donna qualsiasi e straordinaria allo stesso tempo, una cinquantenne ancora molto bella che vive a Los Angeles, ama i suoi figli, ormai adulti, ed è anche una nonna attenta. Tra le sue passioni, quella di ballare nei club per single e comunque non smettere mai di credere all’amore. Durante una di queste serate incontra Arnold (Turturro), un tipo buffo e con qualche problema di troppo. Tra i due però nasce una passione inaspettata, che travolgerà Gloria. “Perché reinventare un film? Potrei parlare per ore di questa cosa – dice Leilo che nel primo ‘Gloria’ seguiva sempre gli alti e bassi di una cinquantenne (interpretata da Paulina Garcia) in Cile -, ma la risposta è una ed è molto semplice: perché nutro un ammirazione sconfinata per Julianne Moore. L’ho conosciuta a Parigi nel 2015 d’estate. Mi avevano detto che adorava il film ‘Gloria’, ma non avrei mai pensato che lo volesse rifare. La sua passione per il personaggio mi ha commosso e al termine dell’incontro la Moore mi ha detto: ‘Lo farei solo se lo dirigessi tu’. E io ho subito risposto: ‘Lo dirigerei solo se lo interpretassi tu'”.E ancora il regista, premio Oscar l’anno scorso per il miglior film in lingua straniera con ‘Una donna fantastica’: “Gloria Bell è come la cover di una melodia creata insieme, suonata in un momento nuovo in un nuovo contesto e da una band nuova. Un ritratto femminile molto intenso e incisivo. Vediamo così – sottolinea ancora Lelio – questa donna, in ogni singola scena, raccontare la sua esistenza nel mondo, momento dopo momento. Gloria è apparentemente un personaggio secondario nella vita di chi la circonda e il gioco del film è proprio quello di trasformare quel personaggio secondario in un protagonista assoluto”. Frase cult del film, che ha nella colonna sonora ‘Gloria’ di Umberto Tozzi, quella pronunciata dalla protagonista: “Se il mondo dovesse crollare mi troverà che sto ballando”.

Nuove accuse contro Michael JacksonTestimonianze sul Telegraph, documentario il 2 e 3 marzo su Hbo

NEW YORK28 febbraio 201916:44

– In un’intervista esclusiva al “Telegraph” due uomini al centro del documentario “Leaving Neverland” accusano Michael Jackson di “centinaia di atti sessuali” di cui sarebbero rimasti vittima quando erano bambini.
James Safechuck, uno di loro, afferma di aver conosciuto il cantante quando aveva 10 anni e che l’ex “Re del pop” cominciò a corteggiarlo – e a coltivare la sua famiglia – in una campagna culminata in molestie quasi giornaliere e in un finto “matrimonio”.
Safechuck ha parlato con il “Telegraph” assieme ad altro ex bambino abusato, Wade Robson. Quest’ultimo sostiene di aver vissuto la maggior parte della sua vita – da sette anni, quando Jackson cominciò a molestarlo fino all’età adulta – in una grande bugia: “Ora voglio dire la verità con la stessa forza con cui prima raccontavo menzogne”. “Leaving Neverland” va in onda su HBO il 2 e 3 marzo e pochi giorni dopo in Gran Bretagna su Channel 4 nonostante la querela per diffamazione degli eredi Jackson.

A Bologna opera rimossa da repubblichiniDue statue di Giuseppe Romagnoli e lapide dedicata a Umberto I

BOLOGNA28 febbraio 201917:14

– Le due statue di Giuseppe Romagnoli, insieme alla lapide dedicata a Umberto I, sono tornate a occupare il loro spazio sulla facciata del palazzo comunale di Bologna dopo 76 anni. Vennero rimosse nel 1943 in base all’ordinanza della Repubblica di Salò che stabiliva l’eliminazione di tutte le insegne relative alla casa regnante. Mentre le parti in marmo furono distrutte, i due bronzi che compongono l’opera (intitolata a ‘L’amor patrio e il valor militare’) finirono prima a Villa delle Rose e poi nel parcheggio dell’Accademia di Belle Arti.
Un torto al quale la città ha posto rimedio grazie anche all’aiuto dell’imprenditore Francesco Amante che ha finanziato il restauro (eseguito da Leonardo, la stessa azienda che si è occupata nei mesi scorsi dei lavori alla fontana del Nettuno), un’idea nata già nel 2012 su iniziativa di Mauro Felicori, all’epoca dirigente del Comune.

Malore per Luke Perry, è in ospedaleTmz parla di un ictus per il celebre Dylan di Beverly Hills

28 febbraio 201917:44

– Malore per Luke Perry, il celebre Dylan della serie Beverly Hills, 90210. L’attore, 52 anni, sarebbe stato colpito da un ictus e sarebbe attualmente ricoverato in ospedale. A riportarlo è Tmz, che non dà ulteriori informazioni sulle sue condizioni. La richiesta di soccorso sarebbe arrivata alle 9.40 di questa mattina ai vigili del fuoco dalla casa di Perry, nel distretto di Sherman Oaks a Los Angeles. Perry era impegnato in questo periodo nelle riprese della serie Riverdale a Los Angeles. Proprio oggi la Fox ha annunciato la ripresa della serie Beverly Hills, 90210. Perry non prenderà parte al progetto, a differenza di tutti gli altri principali interpreti della serie, divenuti famosi negli anni’ 90 (Jennie Garth, Ian Ziering, Jason Priestly, Brian Austin Green, Tori Spelling e Gabrielle Carteris).

Isabella Rossellini in scena a SolomeoCon il suo ‘Link Link Circus’ sabato 2 e domenica 3 marzo

PERUGIA28 febbraio 201918:29

– Dopo i successi ottenuti a Barcellona e al Baryshnikov Arts Center di New York, prende il via dal Teatro Cucinelli di Solomeo, per la stagione del Teatro Stabile dell’Umbria, la breve tournée italiana di Isabella Rossellini con il suo ‘Link Link Circus’, per la co-regia di Guido Torlonia. Sabato 2 marzo alle ore 21 e domenica 3 marzo alle ore 17 i due appuntamenti nel teatro umbro dove in questi giorni l’attrice, arrivata ieri a Solomeo, sta allestendo la versione in italiano dello spettacolo, dopo quelle in inglese e francese. ‘Link Link Circus’, come ha spiegato la stessa Rossellini durante un incontro con la stampa, è un originalissimo one-woman show che prende ispirazione dal regno animale. Icona di stile e di bellezza, figlia d’arte, Rossellini – nello spettacolo in veste di scatenata e istrionica performer – dà vita ad una inedita prova da solista.

Rof d’inverno con Cambiale di matrimonioPer la prima volta un titolo fuori programma estivo

PESARO28 febbraio 201918:31

– Il Rossini Opera Festival propone per la prima volta una produzione in forma scenica al di fuori del consueto programma estivo, nell’ambito del progetto Festival Giovane: venerdì 1 marzo alle 21 al Teatro Rossini di Pesaro, nel cartellone della Settimana dei festeggiamenti del Non compleanno di Rossini (nato il 29 febbraio 1792), il Festival metterà in scena La cambiale di matrimonio, realizzata in collaborazione con Conservatorio statale di musica G. Rossini di Pesaro, Accademia di Belle Arti di Urbino, Fondazione Rossini, Regione Marche, Comune di Pesaro, Amat, Registro storico Benelli, Fiam e coprodotta con il Teatro Lirico di Cagliari, dove sarà proposta in 14 date dal prossimo 3 maggio.
Design di oggi a Palazzo Reale GenovaIdea nata dalla tesi di laurea di tre studenti di Architettura

GENOVA28 febbraio 201918:33

– Le splendide sale di Palazzo Reale a Genova ospitano fino al 3 marzo elementi di design contemporaneo che si mescolano alle straordinarie architetture e ai sontuosi arredi secenteschi. E’ ‘In-con-tra’, una nuova concezione di museo visto non come contenitore ma come luogo storico e artistico da rispettare e da valorizzare. Il percorso espositivo presenta alcuni elementi della collezione museale messi in relazione con arredi contemporanei, realizzati da artigiani e da aziende liguri. L’idea, nata dalla tesi di laurea in Design del Prodotto e dell’Evento (Dipartimento Architettura e Design di Genova) di tre studenti, ha come tema la riqualificazione del territorio e lo scopo è quello di riportare alla luce saperi e bellezze che vengono dati per scontati o ignorati. Il progetto vuole creare nuovi scenari per riscoprire lo sviluppo delle lavorazioni tradizionali oggi. Il design e la storia hanno così un dialogo e danno vita a nuove opportunità utili per la crescita e la valorizzazione del territorio. Tra gli espositori, alcuni negozi di oggettistica contemporanea, una start up per la produzione di oggetti di design ispirati alla tradizione ligure, un’azienda che produce la famosa ‘sedia chiavarina’ e una notissima azienda di tessitura storica.
Organizzata con la partecipazione del marchio Artigiani in Liguria, la mostra ha il patrocinio di regione Liguria, Comune di Genova e Municipio Centro est.

Corriere Milano si rinnovaDa mercoledì 6/3 inserto arricchito da 4 format giornalistici

28 febbraio 201918:34

– Da mercoledì 6 marzo le pagine dedicate a Milano del Corriere della Sera avranno una nuova veste grafica e più contenuti.
In particolare Corriere Milano avrà quattro nuovi format giornalistici: “La tua città”, un’inchiesta dalle segnalazioni dei lettori; “La mia città”, un tema di approfondimento lanciato dalle grandi firme del Corriere della Sera; “Non è periferia”, le storie e i quartieri emblematici per la loro capacità di riscatto; “La vita è un palcoscenico”, tra personaggi e racconti nell’offerta culturale della città.
Quello con Milano è “un legame molto forte, caratterizzato dal colloquio continuo e diretto con i suoi cittadini, sempre più partecipi e protagonisti della vita del giornale”, spiega il direttore Luciano Fontana. Martedì, Corriere della Sera lancerà il nuovo Corriere Milano con un inserto di 32 pagine dal titolo: “La Città Diffusa. Dal cronista Buzzati alla Milano policentrica” con interviste al sindaco Giuseppe Sala e all’arcivescovo Mario Delpini.

Umano e divino in The ThreadFilo di Arianna in coreografia Maliphant su musiche di Vangelis

ANCONA28 febbraio 201919:27

– Frutto di un lavoro di tre anni del visionario coreografo e regista britannico Russel Maliphant, di cui due spesi a studiare le antiche danze greche sul posto, arriva al Teatro delle Muse di Ancona l’1 e 2 marzo in anteprima mondiale il balletto The Thread, che su musiche di Vangelis ripercorre il rapporto dell’uomo col divino. “Il principio ispiratore del balletto – ha spiegato l’ideatrice del concept Georgia Iliopoulu – non è tanto quello del mito del Minotauro, quanto quello del filo di Arianna che dall’inizio della civiltà greca ha percorso attraverso la danza tutta la nostra cultura.
Un filo ritrovato e a lungo studiato da Maliphant nelle danze tradizionali greche, di volta in volta diverse, dalle quelle delle piccole isole a quelle di Creta, fino alla Macedonia e ad Epiro, al confine con l’Albania, ognuna delle quali testimonia in forme diverse il modo degli uomini di rapportarsi col divino e con l’assoluto”. Un viaggio attraverso il tempo con 18 interpreti, tra danzatori professionisti e folk.
Mantegna e Bellini a confronto a BerlinoMaestri del Rinascimento alla Gemaeldegalerie

BERLINO28 febbraio 201919:29

E’ ancora possibile guardare le opere di maestri del Rinascimento del calibro di Bellini e Mantegna da una prospettiva nuova? E’ questo il tentativo ambizioso dell’esposizione che si apre domani alla Gemaeldegalerie di Berlino e che mostra per la prima volta il percorso a specchio dei due grandi artisti italiani. Ciascun’opera dell’uno è mostrata in coppia con un’opera dell’altro. Quasi un gioco di specchi che suggerisce un continuo confronto, pur nella differenza, tra i due artisti coevi e imparentati tra loro.Un dialogo artistico che iniziò già in vita. Come nel caso della ‘Presentazione di Gesù al tempio’ di Andrea Mantegna, esposto accanto alla stessa opera di Bellini. La tela di Mantegna si presume sia stata dipinta circa un anno dopo il suo matrimonio con la sorella di Giovanni Bellini, Nicolosia. Vent’anni dopo Bellini dipinge lo stesso soggetto, non solo ispirandosi alla copia del cognato, ma ritracciando il contorno delle figure centrali del dipinto di Mantegna, suggerisce la studiosa tedesca Barbett Hartwieg.Lo stesso soggetto però getta luce su due mondi diversi, come si vede in modo lampante nel confronto delle due opere con lo stesso tema “Cristo al monte degli ulivi”. Drammatico il paesaggio di Mantegna, idilliaco e lirico quello di Bellini, spiegano i due curatori tedeschi della mostra, Dagmar Korbacher e Neville Rowley. “Bellini guarda il cognato” maggiore di qualche anno – racconta Korbacher – “e ne riprende i soggetti, ma è interessato ad altro”. Mantegna cerca la precisione dei dettagli, è ispirato dalla scultura, attratto dall’incisione, ma rimane per tutta la sua carriera legato alla tecnica della tempera. Bellini invece passa dalla tempera all’olio, che gli permette di illuminare volti e paesaggi come poche altre tecniche pittoriche.La mostra, che raccoglie oltre 100 opere tra dipinti e disegni, presenta diverse ‘novità’ mai esposte prima. Si tratta di due disegni provenienti da collezioni private, quindi mai comparsi prima davanti al pubblico, e due coppie di dipinti originariamente esposti insieme e per la prima volta tornati alla loro originaria disposizione. Si tratta della tempera “La Resurrezione di Cristo”, una recentissima attribuzione a Mantegna, proveniente dal museo Carrara di Bergamo, che viene per la prima volta mostrata insieme al dipinto da cui fu probabilmente separata. E poi il dittico “La continenza di Scipio”, mostrato per la prima volta a specchio nella versione di Mantegna e in quella di Bellini. La committenza decise dopo la morte di Mantegna di affidare il completamento dell’opera a Bellini, nel 1506. “La continenza di Scipio” conclude idealmente il percorso artistico dei due maestri ed è il momento in cui culmina il dialogo e il confronto tra i due artisti presentato nella mostra berlinese.

Carnevale rievoca taglio testa del toroFesta del giovedì grasso con corteo figuranti e trampolieri

VENEZIA28 febbraio 201919:35

– Una Piazza San Marco particolarmente affollata ha salutato a Venezia il ritorno della Ballata delle Maschere e il Taglio della Testa del Toro, la tradizionale rievocazione del Giovedì grasso a Venezia, organizzata dall’Associazione “Compagnia L’Arte dei Mascareri”.
Un corteo di figuranti e trampolieri ha accompagnato il toro da San Giacometo, a Rialto, per le vie e le calli del centro storico, fino ad arrivare sul palco “spaziale” di Piazza San Marco.
Riallestite 10 sale Collezione MaramottiDal 3 marzo per accogliere progetti primi dieci anni apertura

REGGIO EMILIA01 marzo 201911:01

– Per la prima volta dall’apertura al pubblico della Collezione Maramotti (ottobre 2007), a Reggio Emilia, dieci sale del secondo piano dell’esposizione permanente sono riallestite dal 3 marzo per accogliere alcuni progetti presentati nei primi dieci anni di apertura: Enoc Perez, Gert & Uwe Tobias, Jacob Kassay, Kristof Kintera, Jules de Balincourt, Alessandro Pessoli, Evgeny Antufiev, Thomas Scheibitz, Chantal Joffe, Alessandra Ariatti.
‘Rehang’ è una panoramica, seppur parziale, sul ‘work in progress’ portato avanti dalla Collezione attraverso l’invito ad artisti italiani e internazionali a realizzare un nuovo corpus di opere da presentare al pubblico.
Ed è anche l’occasione per proporre fino al 28 luglio una mostra temporanea, a piano terra, con documenti, libri, opere e oggetti custoditi negli Archivi e nella Biblioteca d’Arte della Collezione. Dieci gli artisti presentati. La visita alla collezione permanente è su prenotazione, accompagnata e riservata ad un massimo di 25 visitatori per volta.

Vite di scarto ‘Da un altro mondo'”Per toccare il cuore delle cose, bisogna parlare di fantasmi”

PALERMO01 marzo 201911:22

– EVELINA SANTANGELO, ‘DA UN ALTRO MONDO’ (EINAUDI, PP. 248, EURO 19,50) – “Se fossi dietro una bancarella del mercato – cosa che non mi dispiacerebbe – direi venite, leggete questo romanzo che intreccia compiutamente quattro storie, anzi di più: contiene uno, due mondi! L’Italia, l’Europa, il nostro tempo così difficile da raccontare, anche solo perché la frammentarietà delle esistenze sembra rendere quasi impossibile afferrarne una porzione che oltrepassi le mura di casa”. Helena Janeczek, autrice tedesca, naturalizzata italiana, vincitrice del premio Strega dell’anno scorso con “La ragazza con la Leica”, parla così del libro di Evelina Santangelo “Da un altro mondo”, che è a sua volta candidato all’edizione di quest’anno. Il testo si dipana raccontando “vite di scarto”.Il ragazzo Khaled, fuggito da una guerra in Medioriente, parte dal cuore d’Europa, Bruxelles, con un trolley rosso per attraversare un’Italia di capannoni abbandonati, fabbriche in nero, sotterranei. Nella direzione opposta si muove il maresciallo Vitale a cui tocca l’ingrato compito di indagare sul caso dei “bambini viventi”, così battezzati dall’isteria collettiva e mediatica, le cui prime inquietanti apparizioni sono segnalate in una scuola del sud, a Palermo.Intanto, una madre belga cerca il figlio scomparso un giorno qualsiasi in cui lei svolgeva il proprio oscuro lavoro, puliva degli uffici nella capitale politica d’Europa. Visto che poliziotti e magistrati vagano nell’incertezza, arresi all’idea che possa essere stato risucchiato dalla galassia jihadista o da quella neonazista, entrambe attivissime in rete con parole d’ordine spaventosamente simili, Karolina non si dà per vinta. Comincia a cercarlo ovunque, da sola.Infine c’è Orso, un vecchio burbero solitario, che compie pure lui un viaggio dell’eroe, anche se non si muove affatto dalla sua cascina al centro della pianura padana emiliana, perché l’imprevedibile lo coglie inaspettatamente tra le stesse mura di casa. Nel romanzo convivono dunque personaggi reali e personaggi inafferrabili, ossia veri e propri fantasmi. “Oggi, in un mondo dominato da paure, sospetti, verità non verificabili, esistenze umbratili, per toccare il cuore delle cose, bisogna parlare di fantasmi. – dice l’autrice palermitana – E in questo consiste un’idea possibile di realismo”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Hermès dietro le quinte in mostra
Da 8/3 a Roma, Festival del savoir-faire della maison parigina

01 marzo 201911:21

– Dieci mestieri per altrettanti artigiani, a svelare i segreti di quasi due secoli di stile ed eleganza. Dopo aver girato il mondo arriva a Roma Hermès Dietro le quinte, Festival itinerante che la maison parigina dedica al savoir-faire, il ‘saper fare’ con le mani, al Museo dell’Ara Pacis dall’8 al 16/3. Un’occasione unica per osservare gli artigiani di dieci ‘métiers’ della maison all’opera, scoprire le lavorazioni, fare loro domande. Mille metri quadrati di esposizione, dove incontrare il sellaio, la cui arte non è solo costruire una buona sella, ma anche saperla adattare a cavaliere e cavallo; e poi il pellettiere, che batte a mano ogni cucitura per renderla impercettibile; la Roulotteuse, specializzata negli orli frullati dei Carré. E ancora il guantaio, il vetraio che da una colata di cristallo fuso sa far nascere un calice, lo stampatore su seta, l’orologiaio, il confezionatore di cravatte, l’orefice incastonatore di pietre preziose, l’incisore su seta.
In programma anche incontri e tavole rotonde.
Febbre Dragon Ball, Broly è già recordNelle sale italiane 20/o film della serie e nuovi episodi in tv

01 marzo 201911:23

E’ arrivato finalmente l’appuntamento più atteso per gli sfegatati fan delle avventure di Son Goku & Co.: nelle sale italiane c’è “Dragon Ball super: Broly”. Un film commemorativo di oltre 30 anni di titoli “leggendari” ma anche un pezzo chiave della storia perché per la prima volta si spiega per filo e per segno la distruzione del pianeta Vegeta, Bardak, i Sayan sopravvissuti, tra cui ovviamente Broly – il più forte – che dà il titolo al ventesimo film della serie Dragon Ball e primo della nuova serie Super, e si vede Gogeta trasformarsi in Super Sayan God. E contemporaneamente su Italia 1 il sabato in seconda serata vanno in onda alcuni episodi inediti. Davvero una bella scorpacciata per i fan della saga-capolavoro di Akira Toriyama, che hanno già avuto un assaggio nelle anteprime dedicate al pubblico nei cinema The Space e Uci. E’ stato registrato il tutto esaurito a poche ore dall’apertura delle prenotazioni da nord a sud d’Italia e sono state lanciate potentissime Kamehameha (Onde Energetiche) ai doppiatori italiani del film e ai molti cosplayer intervenuti.    Ed è partito anche il tam tam sui social (#Brolyzzati e #DragonBallSuperBroly) mentre su Snapchat è stata creata una speciale lente per che consente, a chi la sblocca, di diventare addirittura Super Saiyan. E Dragon Ball Super: Broly – distribuito in Italia da Anime Factory di proprietà di Koch Media – ha già macinato vari record nel mondo. In Giappone è stato il film della licenza che ha incassato di più in assoluto. Oltreoceano ha raccolto oltre 30 milioni di dollari solo negli Stati Uniti che, uniti ai 71 raccolti nel resto del mondo, hanno fatto arrivare il totale di incassi a 101 milioni di dollari. Il più alto per un Anime e per un lungometraggio della serie Dragon Ball.    “In questo film – spiega Akira Toriyama – assisterete a molti combattimenti agguerriti e vi renderete conto di come agiscono le forze del destino e di come porteranno Son Goku, Vegeta e Broly a incontrasi. Nel film vedrete anche l’armata galattica di Freezer e conoscerete la storia dei Sayan, che come scoprirete, è collegata a tutta la vicenda. Alla fine la storia si rivelerà in tutta la sua vastità e in tutta la sua drammaticità”.
Il manga Dragon Ball è stato pubblicato per la prima volta nel 1984 sulla rivista Weekly Shonen Jump: da quel momento ne sono state vendute oltre 240.000.000 di copie.
Sung dirige a Teatro Comunale di BolognaCon lei il pianista Andrea Lucchesini

BOLOGNA01 marzo 201911:23

– Dopo il fortunato debutto della scorsa stagione, la direttrice sudcoreana Shiyeon Sung ritorna il 3 marzo alle 17.30 sul podio dell’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna con un programma che affianca pagine di Béla Bartók, Ludwig van Beethoven e Antonín Dvořák.
Con Shiyeon Sung, la prima donna a vincere il concorso per direttori d’orchestra intitolato a “Sir Georg Solti”, ci sarà Andrea Lucchesini, uno dei più apprezzati pianisti italiani che, nonostante una carriera ormai lunghissima, suonerà per la prima volta con l’orchestra bolognese, anche se era già stato ospite delle stagioni del Comunale nel 1992, quando però si esibì assieme alla Giovanile Italiana di Fiesole. Insieme affronteranno il Primo Concerto di Beethoven, preceduto dalla suite dalla pantomima in un atto “Il mandarino meraviglioso”, scritta dal compositore ungherese tra il 1926 e il 1928, e seguito dalla Sinfonia N. 8 in sol maggiore di Dvořák, composizione che risale, invece, al 1890.
Il nome della rosa, la serie alla conquista del mondo A 30 anni dal film, megacast da Turturro a Everett a Bentivoglio

01 marzo 201913:29

Una tempesta fragorosa di appresta a esplodere quando Guglielmo da Baskerville varca la soglia del monastero della discordia, quello che di lì a poco ospiterà un congresso in cui i francescani e i delegati della curia avignonese discuteranno di ricchezze e privilegi, di interpretazioni e povertà. A impersonarlo, dopo la prova recitativa di Sean Connery del 1986, è John Turturro. Un protagonista meno investigatore e più intellettuale illuminato, dotato di grande humour che ne fa un personaggio unico e dissacrante, nella nuova serie evento ‘Il nome della rosa’, quattro puntate dirette da Giacomo Battiato, adattamento televisivo del romanzo pubblicato nel 1980 da Umberto Eco (edito da Bompiani). Una co-produzione 11 Marzo Film, Palomar con Tele Munchen Group in collaborazione con RaiFiction, in onda su Rai1 in 4 prime serate dal 4 marzo che sarà trasmessa anche negli Stati Uniti e in Canada. È stata inoltre già acquistata dalla BBC nel Regno Unito, dall’OCS in Francia, da Sky in Germania, da SBS in Australia e dall’NRK in Norvegia, tra gli altri. Il soggetto di serie è di Andrea Porporati che firma anche la sceneggiatura con Turturro, Battiato e Nigel Williams. Una scenografia accuratissima, insieme a un maxi cast internazionale che va da Rupert Everett (Bernardo Gui) e dall giovane attore tedesco Damien Hardung (il novizio Adso da Melk) a Greta Scarano nel doppio ruolo (Margherita compagna di Dolico e Anna la figlia salvata grazie all’intervento di Remigio da Varagine), da Piotr Adamczyk (Severino) ad Alessio Boni (Dolcino), Fabrizio Bentivoglio (il monaco converso dal passato segreto) e Roberto Herlitzka.Per Turturro lavorare a questo progetto è stato un privilegio. Il nome della rosa “è un libro fantastico ed assolutamente attuale”, anche se l’attore ha confessato di averlo letto solo dopo essere stato contattato per interpretare il ruolo di Guglielmo. Per il regista “l’impresa non è stata delle più semplici. Il nome della rosa non è un romanzo, ma è un grande libro. C’è tutto, c’è la storia, la filosofia, si parla di amore, del ruolo della donna, di terrorismo e di conoscenza. Il problema era trasformare tutto questo non in una lezione, ma in azione, in immagini. Siamo stati fedelissimi alla descrizione presente nel libro e ai disegni di Umberto Eco nella ricostruzione degli ambienti, ci siamo presi qualche libertà per l’abbazia dove si svolge la vicenda principale, ovvero l’indagine di Guglielmo di Baskeville sugli omicidi seriali dei monaci, perché l’abbiamo resa meno aspra, attingendo a un gotico non primitivo, ricco e maturo”. Alla presentazione a Viale Mazzini un parterre con tutti i vertici Rai, dall’amministratore delegato Fabrizio Salini al presidente Marcello Foa ai direttori di Rai1 Teresa De Santis e di Rai Fiction Eleonora Andreatta. Nord-Italia, anno 1327. Il frate Guglielmo da Baskerville raggiunge un’isolata abbazia benedettina sulle Alpi. Lo attende una disputa importante: dovrà rappresentare l’Ordine francescano, sostenuto da Ludovico di Baviera, futuro imperatore del Sacro Romano Impero e minacciato dal potere temporale del papa francese Giovanni XXII.Adso, un giovane novizio benedettino, segue Guglielmo. Rinnegato il destino impostogli dal padre, barone al seguito dell’Imperatore, Adso lo ha scelto come guida per il suo cammino spirituale. L’abbazia, al loro arrivo, si presenta subito come un luogo inquietante, con una biblioteca che custodisce manoscritti di inestimabile valore e dove tuttavia aleggia più di un mistero… Nella serie grande lavoro anche sui suoni. Ecco il rumore dalle scarpe di pezza, gli stivali dei soldati, quello dei sandali dei monaci sulla neve. In molte scene della serie compare la neve. Tratto dal bestseller di Eco, che ha avuto un trionfo planetario, con 55 milioni di copie vendute, è “un progetto – ha ricordato Andreatta – dal respiro globale. Venduta già in 130 paesi”. Una serie che è riuscita ad attrarre il talento di grandissimi professionisti internazionali: primo fra tutti John Turturro, che ha regalato il suo spirito al personaggio di Baskerville, un Guglielmo molto aderente alla scrittura di Eco. “Chiaramente – ha detto ancora Andreatta – è per noi motivo di orgoglio che Umberto Eco già nel 2015 abbia aderito al progetto. Del resto proprio in Rai da giovane Eco ha compiuto i primi, significativi, passi di un percorso di assoluta eccellenza culturale”. Il figlio di Eco ha visitato il set, allestito in parte agli studi di Cinecittà a Roma e, nelle location dal vero, in Abruzzo e Umbria.

Book Pride, desiderio e drammi umaniTra eventi Liliana Segre e naufraghi morti. Omaggio a Pinketts

01 marzo 201913:03

– La quinta edizione di Book Pride, Fiera nazionale dell’Editoria indipendente, organizzata in collaborazione con il Comune di Milano, è in programma alla Fabbrica del Vapore da venerdì 15 a domenica 17 marzo.
Tra gli eventi clou la senatrice a vita Liliana Segre con il sindaco di Milano Giuseppe Sala racconterà la sua testimonianza e il suo messaggio politico, raccolti da Giuseppe Civati nel libro ‘Il mare nero dell’indifferenza’ (People) sabato 16 marzo alle 11. E l’anatomopatologa Cristina Cattaneo, in ‘Dare un nome. Il desiderio di essere umani’, dialoga con Elena Stancanelli intorno ai temi del suo libro ‘Naufraghi senza volto’ (Raffaello Cortina) che racconta il tentativo di dare un’identità alle vittime della migrazione (venerdì 15 marzo alle 19). Book Pride 2019 porterà a Milano 200 editori, gli eventi in programma sono 250 e la direzione artistica è affidata allo scrittore Giorgio Vasta.
A Pesaro raduno nati 29/2 come RossiniSindaco Ricci, invitati e artisti e creativi

PESARO01 marzo 201913:06

– Nel segno di Rossini, nato il 29 febbraio, il Comune pensa a un “raduno mondiale” per chi compie gli anni in questo giorno. “Vogliamo organizzare a partire dal 29 febbraio 2020 una grande festa alla Vitrifrigo Arena”, dice il sindaco Matteo Ricci. Già al lavoro il vicesindaco Daniele Vimini: “Rossini è il personaggio più celebre nella storia ad essere nato in questo giorno particolare. Ed è universalmente conosciuto anche per il gusto del convivio e dell’ospitalità.
L’invito – annuncia – sarà rivolto agli artisti e ai creativi di tutto il mondo. Ma anche a tutti quelli che semplicemente amano l’arte e la creatività, nello spirito dell’appartenenza di Pesaro al Network Creative Cities Unesco. Una giornata speciale, che si inserirà nel solco del ‘non compleanno di Rossini’ che la città già celebra da diversi anni”.

Anche Mahmood a Festival GiornalismoA Perugia oltre 600 speaker per 300 eventi internazionali

PERUGIA01 marzo 201913:11

– Anche Mahmood, il vincitore del Festival di Sanremo, sarà tra i protagonisti della 13/a edizione del Festival internazionale del giornalismo che si terrà a Perugia dal 3 al 7 aprile. e proporrà un programma sempre più internazionale “e riconosciuto ormai come il più importante al mondo, dove nessuno vuole mancare” è stato sottolineato nella conferenza stampa di presentazione.
Il Festival si propone come “luogo d’incontro irrinunciabile per la discussione sul giornalismo e su temi cruciali che riguardano da vicino la società”. Si articolerà in quasi 300 eventi con 600 speaker, il 49% donne. “Era uno dei nostri obiettivi quello della parità tra uomini e donne” ha affermato Arianna Ciccone, storica organizzatrice e anima del Festival.
Tra gli appuntamenti quello con Mahmood che sarà intervistato da Luca Valtorta.
Alla presentazione hanno partecipato anche della presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini e il sindaco di Perugia Andrea Romizi.

Da Matera un ponte verso il MediterraneoPresentata Semed, “un’opportunità per scoprire talenti”

MATERA01 marzo 201913:37

– Da Matera – Capitale europea della Cultura 2019, con una posizione geografica strategica – “passa” un ponte virtuale tra gli ecosistemi dell’Europa e quelli del resto del Mediterraneo. E’ stata presentata la “Start up Europe Mediterranean” (Semed), un network voluto dalla Commissione Europea e nato nell’ambito dell’iniziativa “Start Europe” “di cui la pavese ‘FacilityLive’ – è stato spiegato – è stata promotrice e sarà cuore pulsante”.
La piattaforma – che sarà operativa dalla prossima estate – “consente di fare – ha spiegato il Ceo della società pavese, Gianpiero Lotito – un importante passo in avanti perché rappresenta un’opportunità per scoprire talenti”.
Torna Modern Family, tra amori, risate e addiiDall’8/3 su Fox nuovi episodi, tutta la serie su canale dedicato

01 marzo 201919:17

La semplicità e l’universalità delle tematiche sono il segreto del successo di Modern Family, in cui tutti in qualche modo possiamo riconoscerci. Nella sua storia ha ricevuto 22 Emmy, di cui 5 come Miglior serie comedy, e un Golden Globe come Miglior serie comedy. Arriva su FOX+1 (113, Sky) un canale interamente dedicato alle vicende della famiglia di Modern Family che ripercorrerà tutte e nove le stagioni, dal 1° fino all’8 marzo, nell’attesa di vedere la decima stagione – in onda in prima visione assoluta dall’8 marzo alle 21.00 su Fox (Sky, 112)- ed è già stata ufficializzata l’undicesima che sarà anche l’ultima. Ma prima tocca alla maratona no stop che ripercorrerà tutte le 9 stagioni di Modern Family, che è riuscita far innamorare il pubblico di tutto il mondo con il suo linguaggio universale: quello della semplicità. A partire dalle prime ore dell’alba fino alle 21.00 dell’8 marzo quando ripartirà in prima serata il nuovo capitolo in prima visione assoluta con i primi due episodi.La serie creata da Christopher Lloyd e Steven Levitan (entrambi sceneggiatori dello show Frasier) con la tecnica del mockumentary racconta le vicende di una famiglia allargata molto lontana dai canoni tradizionali. Un realistico scorcio sui cambiamenti della società occidentale, con personaggi contraddistinti da diversità caratteriali, sessuali e culturali. In una Los Angeles quasi surreale, le vicende della famiglia Pritchett, composta da Jay (Ed O’Neil), la sua seconda giovane moglie colombiana Gloria (Sofia Vergara) e il figlio Mannie, si intrecciano con le famiglie dei due figli di Jay, Claire e Mitchell. Sposata con il goffo agente immobiliare Phil Dumphy (Ty Burrell), Claire (Julie Bowen) è un mix tra una casalinga disperata e una donna in carriera alle prese con i tre figli adolescenti, Haley (Sarah Hyland), Alex (Ariel Winter), e Luke (Nolan Gould), mentre Mitchell (Jesse Tyler Ferguson) ha una relazione duratura con il suo compagno Cameron Tucker (Eric Stonestreet), un uomo originario del Missouri dal carattere estroverso spesso definito “teatrale”, con cui ha adottato una bambina vietnamita di nome Lilly.Nella decima stagione il filo conduttore sarà l’amore: i tre fratelli Dunphy non sono più bambini e si troveranno a dover affrontare scelte importanti, come quella che dovrà prendere Haley con il suo affascinante fidanzato. Ci saranno degli sviluppi anche tra Alex e il suo pompiere e nella relazione tra Manny e la sua prima vera ragazza. Gli adulti, invece, proseguono la loro vita, costretti ad accettare il fatto che stanno invecchiando e il mondo intorno a loro sta cambiando. Nella nuova stagione non avremo soltanto risate, ma anche il toccante addio ad uno dei personaggi della serie. Ma non sarà l’unica novità: ci sarà in fatti un nuovo ingresso in famiglia che porterà grandi scompigli.

Incroci di Civiltà, Coe parla di EuropaIncontri dal 3 al 6 aprile, chiude Daniel Pennac

VENEZIA01 marzo 201914:59

– Lo scrittore inglese Jonathan Coe, autore di Middle England, considerato il libro emblema della Brexit, aprirà il 3 aprile la 12/a edizione di Incroci di Civiltà, il Festival internazionale di letteratura a Venezia.
Dal 3 al 6 aprile saranno 28 gli scrittori, provenienti da 19 Paesi, protagonisti del Festival ideato e organizzato dall’Università Ca’ Foscari, in collaborazione con il Comune e la Fondazione Venezia. La serie di incontri, dibattiti, presentazioni, confronti degli autori con gli studenti attorno a varie tematiche, con un’attenzione anche alla poesia contemporanea, sarà conclusa il 6 da un incontro con lo scrittore francese Daniel Pennac.
Quest’anno una delle specificità della manifestazione è una sorta di focus sull’Europa, non perché – ha ricordato il prorettore Flavio Gregori – quest’anno ci sono le elezioni, ma perché l’Europa è al centro di una serie di domande che riguardano il suo stesso futuro.

Escape Room, un gioco diventa incuboIn sala dal 14 marzo il thriller-horror di Adam Robitel

01 marzo 201919:15

“Siete soli, intrappolati. Dovete fuggire e non c’è tempo. Vi sarà offerta una sola possibilità e sarete obbligati a coglierla con l’ingegno. Sapete già cos’è una escape room? Nelle segrete del nostro castello potrete sperimentare il gioco…”. Questo il promo di una delle tante sale di ‘giochi di fuga’ presenti a Roma. Una vera moda mondiale, con tanto di appassionati, a cui hanno fatto da volano show televisivi Usa (come ‘The Adventure Game’, ‘Fort Boyard’ o ‘The Crystal Maze’), giochi da tavolo, app e videogiochi.Ora arriva in sala, il 14 marzo distribuito da Warner Bros Italia, ‘Escape Room’, un thriller psicologico con venature horror pieno di ritmo e adrenalina diretto da Adam Robitel e con nel cast Deborah Ann Woll, Tyler Labine, Taylor Russell, Logan Miller, Nik Dodani, Jay Ellis e Yorick van Wageningen. Cosa succede in Escape Room? Semplice: i sei concorrenti, di estrazione diversa e sconosciuti l’uno all’altro, sono all’inizio autenticamente eccitati nel partecipare al gioco, ma già quando si trovano nella prima stanza capiscono che qualcosa non va. Il fatto è che il gioco questa volta è più duro del solito e mette a rischio le loro vite man mano che avanzano di stanza in stanza. E così non basta più utilizzare la logica per risolvere enigmi e indovinelli allo scopo di trovare una via d’uscita entro il tempo prestabilito. Insomma i sei partecipanti si rendono conto di trovarsi nel più terribile degli incubi e di essere probabilmente divenuti loro stessi un gioco per ricchi annoiati che vogliono vedere umani rischiare la vita su cui scommettere.Dice Adam Robitel, autore di film come ‘Insidious: L’ultima chiave’: “Le escape room sono davvero di per sé molto cinematografiche: ti ritrovi all’improvviso in un bunker della guerra fredda, e mentre stai studiando dei dossier della Cia, premi un pulsante e un proiettore nascosto si accende di luce blu e ti mostra una mappa”. E aggiunge: “Queste sale sono di per sé stesse un’opera d’arte, quindi c’è in loro tutto il potenziale per un film visivamente attraente”. Tra le curiosità del film legate alle escape room (sono circa 8000 in tutto il mondo) il fatto che nel Natale 2016, perfino l’allora presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha voluto provare il gioco assieme alla sua famiglia. E questo dopo una sfida che gli era stata lanciata su Twitter.

Pasqua, Matera in cima classifica AirbnbArrivi più che triplicati, Napoli tra destinazioni più amate

01 marzo 201916:07

– Matera capitale europea della cultura e regina delle feste di Pasqua. Airbnb svela le destinazioni più popolari tra i viaggiatori italiani per le prossime vacanze e la Città dei Sassi registra sulla piattaforma arrivi record, più del triplo rispetto allo scorso anno. Non si arresta la crescita di Napoli. Già incoronata dai viaggiatori Airbnb meta italiana più popolare per il ponte del 1 novembre 2018, si riconferma tra le mete a corto raggio più apprezzate anche per Pasqua, con arrivi triplicati rispetto allo scorso anno. Se tradizionalmente per soggiorni brevi i viaggiatori italiani tendono a restare in Italia prediligendo le città d’arte, complice la vicinanza al ponte del 25 aprile, molti viaggiatori opteranno quest’anno per soggiorni a medio-lungo raggio. Tra coloro che resteranno in Europa, la meta più popolare è Cordoba, in Spagna. All’estero, L’Avana.
Ecco la top 10 delle mete più trendy: 1. Matera 6. Trieste 2. Cordoba 7. Vienna 3. L’Avana 8. Napoli 4. Nizza 9. Siena 5. Granada 10. Malaga Nella zona di Matera Airbnb sta portando avanti anche nel piccolo borgo di Grottole il progetto Italian Sabbatical promossa dalla no profit locale Wonder Grottole, che offre a 4 persone da tutto il mondo la possibilità di trasferirsi per 3 mesi nel borgo lucano diventando volontari e sostenendone la rinascita.
Durante il corso dell’anno, Airbnb e Fondazione Matera Basilicata 2019 lavoreranno fianco a fianco su varie iniziative a sostegno di progetti di turismo sostenibile.

Ravenna, identità visiva per morte DantePercorso per individuare logo e ‘naming’ in vista del 2021

RAVENNA01 marzo 201916:08

– Sarà un ‘percorso partecipato’ a permettere di scegliere logo e ‘naming’ di Ravenna nel settimo centenario della morte di Dante Alighieri, che ricorre tra due anni. “Scegliamo insieme l’identità visiva delle celebrazioni”, annuncia il sindaco Michele de Pascale, spiegando che il Comune intende individuare un’identità visiva “capace di trasmettere l’insieme dei valori, delle attività e degli spazi che concorrono al programma delle celebrazioni dantesche nel 2020 e 2021”. In particolare “è necessario dare conto della portata storica e simbolica di Ravenna nella vicenda e nel lascito di Dante e nella formazione del culto dantesco, a partire dai valori universali e plurali della sua opera”.
I candidati saranno liberi di realizzare l’idea grafica nell’ottica a loro più congeniale. I progetti dovranno essere presentati entro il 3 aprile, poi una giuria tecnica li esaminerà e le tre proposte selezionate verranno votate il 29 aprile in una ‘Chiamata pubblica’ al teatro Rasi, organizzata dal Teatro delle Albe.
Piano, costruire è gesto solidarietàPresentato progetto per nuovo campus architettura Politecnico

01 marzo 201916:13

– Prima una visita al cantiere, poi un salto nell’aula “dove facevamo occupazione negli anni ’60”: l’ex alumnus Renzo Piano arriva con in mano il caschetto protettivo alla presentazione del futuro campus di architettura del Politecnico di Milano, da lui ideato e immaginato come un'”opera di rammendo” perché “dobbiamo cucire le città e gli spazi comuni: la connessione è segno di civiltà, la trasformazione è il modo in cui le città si rinnovano e diventano più belle nel senso nobile del termine”.
“Spendere due ore in un cantiere è magia pura perché sono una speranza per il futuro, io – racconta – sono cresciuto andando in cantiere e trovo che siano una promessa di felicità, perché costruire è un gesto di solidarietà, di pace”. Cuore del progetto, che prevede un investimento di oltre 40 milioni di euro, un giardino da 8000 mq con 100 nuovi alberi. Finita la demolizione, ora parte la costruzione, che dovrebbe terminare nella primavera 2020. Al via anche una campagna di fundraising, attiva fino a fine lavori.

Fazio su Twitter, intervista a MacronA Che tempo che fa

01 marzo 201916:27

– Fabio Fazio annuncia su Twitter un’intervista con Emmanuel Macron e posta una foto assieme al capo dell’Eliseo. L’intervista sarà in onda nella puntata di domenica di Che tempo che fa su Rai1. “Domenica @chetempoche fa ha l’onore di intervistare il presidente della Repubblica francese @EmmanuelMacron”, scrive Fazio

Tre giorni per ricordare Lucio Dalla4 marzo a Bologna concerto ‘di compleanno’ a 7 anni da scomparsa

BOLOGNA01 marzo 201916:29

– Un concerto tra musica e spettacolo con gli amici di sempre e i compagni di viaggio di Lucio Dalla, da Gaetano Curreri a Ron, da Luca Carboni a Iskra Menarini, passando per Marco Masini, Lo Stato Sociale, Francesco Gabbani, Giovanni Caccamo, Renzo Rubino e altri artisti. È l’omaggio in programma il 4 marzo al teatro Comunale di Bologna, in diretta dalle 21 su Radio1 Rai, nel giorno in cui l’artista bolognese avrebbe compiuto 76 anni. Oggi ricorre il settimo anniversario della sua scomparsa e su Twitter l’hashtag #LucioDalla è in testa ai trend italiani.
Nel febbraio di 40 anni fa usciva ‘Lucio Dalla’, tra i dischi più importanti della musica italiana: le canzoni avranno una dimensione nuova grazie all’esecuzione dell’orchestra sinfonica del Comunale diretta dal maestro Beppe D’Onghia. Il concerto rientra nel programma di ‘Così mi distraggo un po’. Tre giorni con Lucio’ (2-4 marzo), che prevede visite guidate a Casa Dalla, al teatro Comunale e una mostra fotografica a cura della Cineteca.
A Bologna mostra ‘The Kennedy years’Dal matrimonio di Jackie e John Fitzgerald a Dallas

BOLOGNA01 marzo 201916:44

– Trecentocinquanta fotografie provenienti dagli archivi del Jfk Museum di Boston, per la storia della famiglia più popolare degli Stati Uniti, i Kennedy, dal matrimonio, nel 1953, di Jacqueline Lee Bouvier, reporter di 24 anni, e John Fitzgerald Kennedy, senatore di 35 anni avviato a una brillante carriera che culminerà, nel 1960, all’elezione a presidente. A 66 anni dal sigillo di una iconica unione, spezzata nel 1963 dall’omicidio di Kennedy a Dallas, la coppia è omaggiata a Bologna, a Palazzo Belloni, dal 2 marzo al 5 maggio, dalla mostra ‘The Kennedy years’, con sguardi discreti tra pubblico e privato, tra politica e costume, alla riscoperta di un’epoca di trasformazioni sociali e politiche. Tra l’avvento della tv, la crisi di Cuba, la guerra nel Vietnam e le manifestazioni per di diritti civili. Curata da Frédéric Lecomte-Dieu, biografo della famiglia, la mostra ospita anche l’originale sedia a dondolo di Kennedy e la riproduzione del vestito da sposa della First Lady.

Al via tour ‘Vita ce n’è’ di RamazzottiDebutto tutto esaurito a Torino, poi 4 live a Milano e 4 a Roma

01 marzo 201920:29

Debutto già tutto esaurito per la prima data italiana, il 2 marzo al Pala Alpitour di Torino, del tour mondiale ‘Vita ce n’è’ di Eros Ramazzotti, che sarà poi a Milano con 4 concerti al Mediolanum Forum di Assago (MI) il 5, 6, 8 (sold out) e 9 (sold out) marzo e a Roma con 4 appuntamenti al Palazzo dello Sport il 12, 13, 15 (sold out) e 16 marzo (sold out).
Il tour è partito lo scorso 17 febbraio dall’Olympiahalle di Monaco di Baviera, con due serate che hanno registrato il tutto esaurito, e prevede 81 tappe in 32 Paesi del mondo, per le quali sono stati venduti 450 mila biglietti. Sono 30 i brani che ripercorrono 35 anni di carriera, per uno show di oltre due ore che va da grandi successi come ‘Musica è’ alle canzoni del nuovo album uscito per Polydor lo scorso novembre in 100 Paesi, in lingua italiana e spagnola.

A Rimini Madonna Diotallevi di RaffaelloIn prestito da Berlino per mostra da 31/10 al 6/1 2020

BOLOGNA01 marzo 201917:02

– La tela della ‘Madonna Diotallevi’ di Raffaello Sanzio sarà al Museo della Città di Rimini per un’esposizione temporanea incentrata sull’opera, considerata uno dei più importanti dipinti giovanili del pittore urbinate. Il quadro – che verrà prestato dai Musei Statali di Berlino – era parte, fino all’Ottocento, della collezione del riminese Audiface Diotallevi da cui prende il nome.
Il ritorno del capolavoro di Raffaello nella città romagnola sarà la conclusione di un percorso iniziato nell’ottobre 2016 con i primi contatti legati alla richiesta di prestito della ‘Pietà’ di Giovanni Bellini del Museo della Città per la mostra internazionale ‘Mantegna e Bellini’ allestita dall’ottobre 2018 alla National Gallery di Londra e inaugurata proprio oggi alla Gemäldegalerie di Berlino dove rimarrà aperta fino al 30 giugno.
La mostra sarà ospitata al Museo della Città dal 31 ottobre 2010 al 6 gennaio 2020 all’apertura delle celebrazioni dei cinquecento anni dalla morte del grande artista urbinate.
“Con questo risultato esaltante – commentano in una nota il sindaco di Rimini Andrea Gnassi e il neo assessore alla Cultura Giampiero Piscaglia – Rimini ha un’occasione straordinaria frutto di un lungo, intenso e delicato lavoro di un insieme di persone tra cui Massimo Pulini, l’assessore uscente a cui tutti dobbiamo molto. Per Rimini – osservano – è l’ennesima conferma, un attestato di quanto di buono e apprezzato è stato fatto sul tema dell’arte e sul suo ruolo per la crescita culturale, ma non solo, della città. Sicuramente una nuova straordinaria occasione per costruire assieme uno degli eventi più importanti del cartellone delle mostre dei prossimi mesi. Un’esposizione prestigiosa che ha consentito all’Amministrazione Comunale di avviare una rete di rapporti fondamentali – concludono Gnassi e Piscaglia – per ottenere il ritorno a Rimini, dopo quasi due secoli, della tavola di Raffaello Sanzio, probabilmente concepita nel periodo in cui il celebre artista operò a Città di Castello”.

Mostre: Vesna Pavan espone a LondraProposte alcune opere del ciclo Skin

01 marzo 201917:17

– La poliedrica artista friulana e milanese di adozione, Vesna Pavan, esporrà, dall’11 al 17 marzo, alcune opere appartenenti al ciclo Skin all’Arthill Gallery, spazio situato in una chiesa sconsacrata a West Kensington, dove sono organizzate conferenze e dibattiti per incoraggiare un dialogo artistico tra Paesi e culture differenti.
I lavori Skin sono frutto di una sperimentazione pittorica, presentata dall’artista nel 2014, dopo tre anni di ricerca sui materiali: è smalto colato, libero da qualsiasi supporto, che viene elaborato e cristallizzato in un attimo preciso del suo tempo di essiccazione. Le opere sono state paragonata alle avanguardie degli anni Cinquanta e Settanta: dalle tele cauterizzate di Alberto Burri al dripping di Pollock, fino all’Espressionismo Astratto degli squarci cromatici di Clyfford Still, a cui si aggiunge quel côté più pop, esclusivamente americano, di Claes Oldenburg o Robert Rauschenberg, fino ad oltrepassare la dimensione Fontaniana.

Paradiso-Jova-Calcutta con Takagi&KetraNel nuovo singolo “La Luna e la Gatta”

01 marzo 201920:34

– I tre “The Barbooodos” che cantano nel nuovo brano dei produttori multiplatino Takagi e Ketra sono Tommaso Paradiso, Jovanotti e Calcutta. Il brano, dal titolo “La Luna e la Gatta” (Merli/Clemente/Paradiso) è già disponibile.
Quella che doveva essere una improbabile band esordiente, annunciata nei giorni scorsi, è invece una formazione di 3 eccellenze del cantautorato italiano e due produttori fuoriclasse destinati a lasciare un segno indelebile nella musica italiana.
Parco Colosseo, ticket per Foro-PalatinoIn vendita dall’11 marzo, costerà 16 euro

01 marzo 201917:30

– Il Parco archeologico del Colosseo annuncia un nuovo biglietto dedicato esclusivamente all’ingresso al Foro Romano e al Palatino. Avrà il costo di 16 euro, cui si aggiungono 2 euro per l’eventuale prenotazione online, e sarà valido un solo giorno. A partire dall’11 marzo il nuovo ticket si aggiungerà al biglietto già esistente del costo di 12 euro, che ad oggi consente un accesso al Colosseo e uno al Foro Romano e al Palatino nell’arco di 2 giorni.
Nel costo del biglietto sarà compreso l’accesso – che resta contingentato per necessità di tutela – al Museo Palatino, al Criptoportico neroniano, alle case di Augusto e di Livia, all’Aula Isiaca con la Loggia Mattei, al Tempio di Romolo, a Santa Maria Antiqua con l’Oratorio dei Quaranta Martiri e alla rampa di Domiziano. A partire dal mese di aprile, sarà finalmente aperta la Domus Transitoria.
A Boston Botticelli “graphic novelist”Vignettista New Yorker accompagna Lucrezia e Virginia da Bergamo

NEW YORK01 marzo 201919:02

L’Isabella Stewart Garden di Boston rivisita provocatoriamente il canone della storia dell’arte. Sandro Botticelli come “graphic novelist” ante litteram? Nella mostra “Botticelli: Heroines + Heroes”, 8 opere del pittore rinascimentale, tra cui le due “spalliere” create per palazzo Vespucci a Firenze, vengono accostate a 12 pannelli commissionati appositamente al vignettista del New Yorker Karl Stevens.

Botticelli nei suoi dipinti trasforma storie antiche di lussuria, tradimento e violenza in parabole del Rinascimento.
“Puntiamo a esplorare l’incrocio tra arte del passato e i suoi echi oggi in nuove opere e nuove forme di espressione artistica”, ha detto Peggy Fogelman, la direttrice del museo fondato dall’ereditiera bostoniana.

La mostra, nella nuova ala disegnata da Renzo Piano, torna a riunire la “Storia di Lucrezia”, un gioiello del museo, con la “Storia di Virginia” in prestito dall’Accademia Carrara di Bergamo, separate da secoli e riunite per la prima volta in autunno nel capoluogo lombardo. Isabella acquistò la “Lucrezia” su suggerimento dell’amico Bernard Berenson da un lord inglese per oltre 3.000 sterline. Stevens, il vignettista, ha creato cartoni che raccontano l’acquisto e allo stesso tempo puntano i riflettori sulle scene raffigurate da Botticelli.

Le “spalliere” raffigurano donne vittime di quello che oggi sarebbe definito un femminicidio. Virginia e Lucrezia raccontano storie di virtù e sacrificio al femminile, la prima assassinata dal padre per preservarne l’onore, l’altra che sceglie la morte pur di salvarsi dall’ignominia. Famoso per opere laiche ispirate dalla mitologia classica come la “Nascita di Venere” e la enigmatica “Primavera”, Botticelli le dipinse come “scene di un giudizio morale che dovevano servire come parabole moderne per le elite della Firenze di fine Cinquecento”, spiega il curatore della mostra Nate Silver.

Hit parade, Mahmood conquista la vettaPodio tutto sanremese, con Il Volo al secondo posto e Ultimo

01 marzo 201918:50

– Settimana dopo settimana, non si ferma il successo di Mahmood. Dopo la vittoria a sorpresa al festival di Sanremo con Soldi, dopo il primo posto in radio e tra i singoli più venduti anche di questa settimana (e certificato disco di Platino), il giovane cantautore conquista anche la vetta tra gli album più venduti, secondo le rilevazioni Fimi/Gfk, con Gioventù Bruciata, il suo primo album ufficiale.
Ma tutto il podio della classifica fa riferimento al podio del festival. Al secondo posto, infatti, si piazzano i tre ragazzi de Il Volo con il nuovo disco Musica (terzi a Sanremo), seguiti da Ultimo con Peter Pan (da 55 settimane in classifica) che occupa anche il settimo posto con Pianeti (e in Riviera era finito secondo, non senza polemiche da parte sua). New entry al quarto posto con Distance Over time della band progressive metal dei Dream Theatre, davanti alla colonna sonora di A Star is Born, che è valso un Oscar a Lady Gaga come Miglior canzone e rientra nella top ten. Salmo con il suo Playlist è sesto, mentre i Queen, spinti dal biopic su Freddie Mercury (Oscar a Rami Malek per l’interpretazione del cantante) che continua a macinare successi, sono ottavi con Platinum Collection e decimi con la colonna sonora originale di Bohemian Rhapsody, che è anche il primo dei vinili più venduti. Nono Irama con Giovani per sempre, in discesa di 7 posizioni.
Ecco la top ten Fimi/Gfk degli album più venduti della settimana dal 22 al 28 febbraio 2019:1) GIOVENTÙ BRUCIATA, MAHMOOD (ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)2) MUSICA, IL VOLO (COLUMBIA-SONY)3) PETER PAN, ULTIMO (HONIRO-BELIEVE DISTRIBUTION SERVICES)4) DISTANCE OVER TIME, DREAM THEATER (INSIDEOUTMUSIC-SONY)5) A STAR IS BORN (O.S.T.), LADY GAGA & BRADLEY COOPER (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)6) PLAYLIST, SALMO (EPIC-SONY)7) PIANETI, ULTIMO (HONIRO-BELIEVE DISTRIBUTION SERVICES)8) PLATINUM COLLECTION, QUEEN (USM-UNIVERSAL MUSIC)9) GIOVANI PER SEMPRE, IRAMA (WARNER BROS-WMI)10)BOHEMIAN RHAPSODY (O.S.T.)QUEEN (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)   Questa è la classifica dei singoli digitali più venduti:1) SOLDI, MAHMOOD (ISLAND-UNI)2) I TUOI PARTICOLARI, ULTIMO (HONIRO-BELIEVE DISTRIBUTION SERVICES)3) SHALLOW, LADY GAGA & BRADLEY COOPER (VIRGIN-UNI)4) SWEET BUT PSYCHO, AVA MAX (ATLANTIC RECORDS-WMI)5) CALMA (REMIX), PEDRO CAPà FEAT. FARRUKO (SONY MUSIC LATIN-SME)   Questa, infine, la classifica dei vinili:1) BOHEMIAN RHAPSODY, QUEEN (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)2) STREAKING, LOREDANA BERTÈ (BTF-INDIPENDENTI)3) DISTANCE OVER TIME, DREAM THEATER (INSIDEOUTMUSIC-SONY MUSIC ENTERTAINMENT)4) NO LINE ON THE HORIZON, U2 (ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)5) GREATEST HITS I, QUEEN (USM-UNIVERSAL MUSIC).

Salone Libro, torna Adotta uno scrittoreLagioia, sosteniamo con tenacia progetto di promozione lettura

TORINO01 marzo 201919:11

– Torna ‘Adotta uno Scrittore’, progetto del Salone del Libro di Torino che porta 30 autori del panorama letterario contemporaneo nelle scuole piemontesi e, da quest’anno, nelle scuole carcerarie italiane. Tra i trenta scrittori, giornalisti, intellettuali, che hanno già aderito Ezio Mauro, Lidia Ravera, Cristiano Cavina, Mario Calabresi, Andrea Pomella, Marina Mander e Ascanio Celestini.
“Si tratta di uno dei progetti di promozione alla lettura che sosteniamo con maggiore tenacia”, spiega il direttore del Salone del Libro, Nicola Lagioia. “Un invito – aggiunge – a mettere in pratica la curiosità e a porre domande in un dialogo attivo capace di diventare uno scambio tra generazioni e modi di vedere il mondo. Tra diverse sensibilità, esperienze, passioni e interessi”.
L’iniziativa è sostenuta dall’Associazione delle Fondazioni di origine bancaria del Piemonte, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte – Direzione Generale Regionale e con la Fondazione con il Sud.

Accademia Scala in teatro, web e LibanoIn scena il 5, il 7 e il 12 marzo, il 2 le prove anche sul web

01 marzo 201919:11

– Gli allievi della scuola di ballo dell’Accademia della Scala si stanno per esibire in teatro, per il consueto spettacolo annuale, ma anche sul web e successivamente in Libano, al Al Bustan International Festival of Music and the Performing Arts di Beirut. In scena, il 5 e 7 marzo, porteranno ‘Il regno delle ombre’ dalla Bayadère nella coreografia di Petipa e ‘In the middle, somewhat elevated’ di William Forsythe, balletto realizzato nel 1987 per l’Opéra di Parigi, che viene affidato per la prima volta a una scuola.
Finale con Presentation, creato dal direttore del Corpo di Ballo della Scala Frédéric Olivieri, che sugli Etudes di Carl Czerny permette ai 188 ragazzi dell’accademia di mostrare le loro capacità. Le prove si potranno seguire sabato 2 marzo in diretta streaming sulla pagina Fb dell’Accademia grazie a ‘Stage in the Net’, un accordo stretto fra la stessa Accademia e Fondazione Tim. Poi alcuni ballerini dell’accademia voleranno in Libano dove si esibiranno il 13 marzo.

U2, in arrivo “Europa EP”In uscita il 13 aprile per il Record Store Day

01 marzo 201920:08

– Gli U2 sono pronti a tornare con un nuovo Ep. Il lavoro, dal titolo “Europa EP”, conterrà tre nuove tracce uscirà il 13 aprile, in occasione dell’ormai tradizionale Record Store Day, dedicato ai negozi di musica indipendenti.
“Europa Ep” sarà un 12 pollici in vinile. Sul lato A un mix di materiale inedito dal recente eXPERIENCE + iNNOCENCE tour: un mash up di “Love Is All We Have Left” dell’album Songs Of Experience e del classico del 1993 “Zooropa” con il discorso finale di Chaplin da “Il Grande Dittatore” (utilizzato dalla band come introduzione ai concerti tenuti in Europa tra gli scorsi mesi) e una performance di New Year’s Day, registrata dal vivo a Dublino il 5 novembre dell’anno scorso.
Il lato B è composto da due remix: quello di St. Francis Hotel di ‘New Year’s Day’ e quello di Jon Pleased Wimmin di ‘Love Is All We Have Left’.
La cover è un omaggio ispirato a Chaplin (di cui il 16 aprile cade il 130/o anno dalla nascita) dell’opera a tema europeo dell’album degli U2 del 1993 Zooropa.
Regio Torino, è record di visitatoriSold-out 25 spettacoli, è migliori risultato ultime stagioni

TORINO01 marzo 201920:09

– A cinque mesi dall’inizio della stagione lirica, il Teatro Regio di Torino registra un record di biglietteria, con circa il 15,8% in più rispetto alle ultime stagioni. Tra opere, balletti e concerti, in cinque mesi sono stati presentati 9 spettacoli con oltre 80mila persone paganti in teatro e più di 25 date sold-out, il miglior risultato delle ultime Stagioni. Di queste presenze, 74.628 si riferiscono ai soli spettacoli d’opera e balletto. Nello stesso periodo la Stagione 2017-2018 aveva registrato 65.780 presenze, nella 2016-2017 63.076. “Questo primo e importante risultato della nuova gestione – dichiara il sovrintendente del Regio, William Graziosi – è il frutto di azioni mirate a consolidare la posizione del Teatro e rafforzare il legame con il suo pubblico. Un processo di rinnovamento ampio mirato a preservare l’eccellenza di un teatro che a giorni presenterà ai Soci fondatori anche un nuovo strumento di lavoro, un Piano Industriale e di Sviluppo”.

Reggia Venaria proroga mostra su ErcoleCon 70 opere dall’antichità ad oggi per illustrare il mito

TORINO01 marzo 201920:10

– La mostra ‘Ercole e il suo mito’, allestita nelle Sale delle Arti della Reggia di Venaria, è stata prorogata fino al prossimo 29 settembre. Doveva chiudere il 10 marzo, ma il successo di pubblico ottenuto ha convinto la direzione a prorogarla.
L’esposizione illustra la figura dell’eroe mitologico, attraverso un’articolata selezione di oltre 70 opere tra ritrovamenti archeologici, gioielli, opere d’arte applicata, dipinti, sculture e molto altro, dall’antichità classica al Novecento. La mostra acquista un particolare significato alla luce dei lavori di restauro della ‘Fontana d’Ercole’, fulcro del progetto secentesco dei Giardini della Reggia, un tempo dominata dalla Statua dell’Ercole Colosso del 1670.
La rassegna, curata da un comitato scientifico presieduto da Friedrich-Wilhelm von Hase, è organizzata da Swiss Lab for Culture Projects e Consorzio Residenze Reali Sabaude, in collaborazione con diversi altri musei europei.

Musica: Paradiso, Jovanotti, Calcutta con Takagi e KetraSono The Barbooodos nel nuovo singolo “La Luna e la Gatta”

01 marzo 201920:31

– I tre “The Barbooodos” che cantano nel nuovo brano dei produttori multiplatino Takagi e Ketra sono Tommaso Paradiso, Jovanotti e Calcutta. Il brano, dal titolo “La Luna e la Gatta” (Merli/Clemente/Paradiso) è già disponibile.
Quella che doveva essere una improbabile band esordiente, annunciata nei giorni scorsi, è invece una formazione di 3 eccellenze del cantautorato italiano e due produttori fuoriclasse destinati a lasciare un segno indelebile nella musica italiana.         [print-me title=”STAMPA”]

spettacoli musica cultura. Tutte le notizie approfondite e dettagliate, in tempo reale! DA NON PERDERE E CONDIVIDERE!
Aggiornamenti, Cinema, Notizie, Spettacoli Musica e Cultura, Ultim'ora

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA TUTTE LE NOTIZIE

Tempo di lettura: 23 minuti

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

SPETTACOLI MUSICA E CULTURA TUTTE LE NOTIZIE SEMPRE AGGIORNATE

DALLE 10:39 DI MERCOLEDÌ 27 FEBBRAIO 2019

ALLE 10:14 DI GIOVEDÌ 28 FEBBRAIO 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA E CULTURA

Tv: Gerini, Roma ‘spremuta’ ma la amo sempre di più
Attrice tra Suburra, ‘Amori e altri rimedi’ e cinema

27 febbraio 2019 10:39

Nella “Roma livida” di Suburra – La serie, tornata con la seconda stagione su Netflix dal 22 febbraio, le donne hanno ruoli chiave e uno dei personaggi più emblematici è la cinica Sara, interpretata da un’intensa Claudia Gerini, che proprio ieri è stata insignita dal presidente Sergio Mattarella dell’Alta Onorificenza di Ufficiale della Repubblica Italiana.”Nelle varie incarnazioni della mia carriera – spiega la Gerini – da Jessica in poi, ho raccontato spesso la romanità, che mi appartiene profondamente. Soprattutto negli ultimi anni mi sono attaccata tantissimo alla mia città, come fa una madre con un figlio più fragile. La vedo sofferente, negli anni è stata mal gestita e spremuta come un limone. Ma nonostante tutto ne continuo a vedere la struggente bellezza e il romanticismo”.Suburra è solo una delle sfide lavorative per l’attrice: sarà in tv anche su Foxlife, dall’11 marzo in prima serata come narratrice di Amore e altri rimedi, inedito ritratto di coppie in crisi e il 4 aprile tornerà in sala con Dolce Roma di Fabio Resinaro.

SPETTACOLI MUSICA E CULTURA

Ha girato poi A mano disarmata di Claudio Bonivento, dov’è Federica Angeli, la giornalista ora sotto scorta che ha scritto inchieste su mafia Capitale e il clan Spada e presto inizieranno le riprese di Hammamet, il film di Gianni Amelio su Bettino Craxi (Pierfrancesco Favino), con l’attrice nel ruolo di Ania Pieroni, a lungo legata al leader socialista.
Tornando a Suburra, il suo personaggio, Sara che nella prima stagione ha perso il potere in Vaticano e il suo status di moglie, in questa seconda si lancia nel business dell’accoglienza dei migranti: “Si sporcherà un po’ di più le mani, dovrà andare fino in fondo e non si spaventa – spiega -. E’ un personaggio freddo, si permea di determinazione per raggiungere ciò che vuole. Non si lascia trascinare via da nessuna emozione”.A volte servirebbe un po’ più di cinismo alle donne per affermarsi? “Non penso, dobbiamo mantenere tutte le nostre caratteristiche di accoglienza, di persone che procreano e proteggono. Da Sara certo non vanno presi l’opportunismo e il cinismo, ma la determinazione nel concentrarsi su un obiettivo e perseguirlo”. L’attrice, anche da spettatrice è una grande fan di Suburra “come lo sono anche le mie figlie. Mi affascina la contraddizione continua nei personaggi – dice -. Non ho mai frequentato il mondo di fiction e serie, sono sempre sfuggita a questi impegni così lunghi. Ho abbracciato Suburra perché amo raccontare la mia città in modi diversi. Qui c’è una Roma livida, è protagonista la sua parte più dark, un intreccio unico al mondo fra Vaticano, politica e criminalità.

SPETTACOLI MUSICA E CULTURA

Poi mi interessava poter raggiungere con un progetto in lingua italiana, e un personaggio così complesso, 140 milioni spettatori potenziali e 190 Paesi del mondo. Il linguaggio è totalmente nuovo. Su queste piattaforme c’è una libertà narrativa che alza un po’ l’asticella della qualità”.Tra pochi giorni l’attrice debutterà anche ‘Amori e altri rimedi’ su FoxLife: “Anche lì sto nel mio perché ho il compito di fil rouge, di complice del pubblico, che un po’ commenta, un po’ riassume e un po’ si confronta con quest’esperimento”. Al centro in ogni puntata ci sono due coppie in crisi, nelle quali per una settimana, l’uomo della coppia A va a vivere con la donna della coppia B e viceversa: “A fine settimana devono decidere se rivalutare la loro unione o lasciarsi, coadiuvati da due psicologi”. Dal programma “sono uscita con uno sguardo sorprendentemente ottimista sui rapporti di coppia. Tirando le somme, si valutano in modo diverso le cose che si danno per scontate”. Il ritorno in sala ci sarà dal 4 aprile con Dolce Roma di Fabio Resinaro, tratto dal romanzo di Pino Corrias, Dormiremo da vecchi. “E’ un progetto unico, molto bello – sottolinea -. Fabio ha un grande talento, e utilizza un linguaggio affascinante”. La storia è “particolarissima: c’è una Roma delle feste, dell’apparire, della falsità di tante cose, del cinema, di chi cerca un posto al sole”.

SPETTACOLI MUSICA E CULTURA

Protagonista è Oscar un produttore cinico di fiction e reality show (Luca Barbareschi). Claudia Gerini interpreta sua moglie Elga, “una donna molto ricca di un’importante famiglia romana. E’ unita al marito più che dall’amore, da un patto. Come dice Elga, chi ti sposa per interesse resterà con te tutta la vita, perché l’amore finisce, l’interesse non finisce mai”.

SPETTACOLI MUSICA E CULTURA

Brexit di Varvello è una storia bluesRomanzo corale del corrispondente Rai sulla Gb che cambia

LONDRA27 febbraio 201911:21

  • LONDRA

  • MARCO VARVELLO, BREXIT BLUES (MONDADORI, pp. 264 – 18 euro). Se fosse una canzone la Brexit non potrebbe che avere le note del blues, una melodia popolare che mischia speranza, paura, ironico e grottesco. E in questi termini la immagina Marco Varvello, corrispondente del TG1 Rai da Londra, nel suo romanzo corale Brexit Blues, un viaggio nella Gran Bretagna alle prese con l’evento più importante degli ultimi decenni, che la sta mutando in modo radicale: il “divorzio” dall’Unione europea. Grazie alla sua esperienza pluriennale di giornalista, l’autore, partendo da vicende ispirate a fatti realmente accaduti, ha costruito con maestria un mondo surreale dove si alternano personaggi e situazioni straordinarie: un ex ministro che organizza attentati, una guerra tra condomini che porta a votare Leave, un triangolo finanziario che finisce nel sangue, una centrale nucleare cinese a due passi da Londra, le cure dell’Nhs, il servizio sanitario inglese, elargite come indulgenze ad un villaggio romeno. Emerge così lo strano mondo distopico del Regno Unito post Brexit, fatto di contraddizioni e conflitti, gli stessi che si continuano a vedere in queste settimane di trepidante attesa di fronte a un addio all’Ue all’insegna dell’incertezza.
    Varvello nel suo libro, fra romanzo e memoir di sensazioni e ricordi, fa emergere anche le preoccupazioni di milioni di famiglie europee che vivono Oltremanica, fra cui 700 mila italiani. Nonché delle tante famiglie che mandano i figli a studiare e a perfezionarsi in Inghilterra. L’autore stesso ha compiuto una scelta personale molto importante, quella di prendere la cittadinanza britannica, pur conservando quella italiana.

SPETTACOLI MUSICA E CULTURA

“Non immaginavo certo che un giorno il passaporto britannico mi avrebbe tenuto al riparo dalle traversie burocratiche e amministrative a cui vanno incontro adesso i miei connazionali europei che vivono qui – scrive Varvello in Brexit Blues – Tutti alle prese con la richiesta di residenza permanente, con l’incubo di tornare al permesso di lavoro o di soggiorno. Potrei dunque godermi la doppia cittadinanza e ringraziare il mio sesto senso. Ma allora perché provo questo disagio?”. Un disagio forte, quello che proviene dall’idea che i britannici, immaginando un loro futuro radioso lontano dall’Ue, abbiano invece riportato indietro l’orologio della storia.   POLITICA

SPETTACOLI MUSICA E CULTURA

A teatro, Rossellini, Lavia e FrongiaAutieri-Calabresi con Zeller. Insinna Dalle sbarre alle stelle

27 febbraio 201912:05

  • Isabella Rossellini con il cane Pan mattatrice del suo ”Link Link Circus” a Solomeo (PG) e Gabriele Lavia con ”I giganti della montagna” di Luigi Pirandello, a Milano; ”Tamburi nella notte” di Bertold Brecht secondo Francesco Frongia, ancora a Milano, e Serena Autieri con Paolo Calabresi ne ”La menzogna” di Florian Zeller, per la regia di Piero Maccarinelli, tra Benevento e Salerno; Flavio Insinna con i detenuti del Carcere San Donato di Pescara in ”Dalle sbarre alle stelle” sulla storia vera di Attilio Frasca e Bruno Maccallini nel cabaret della Berlino anni Venti-Trenta in ”Grotesk! Ridere rende liberi”, tutti a Roma: sono alcuni degli spettacoli teatrali in scena nel prossimo week end.

Foto: donne viste dagli sguardi di LeoneOltre mezzo secolo di vita negli scatti dell’artista ragusano

RAGUSA27 febbraio 201913:23

  • Una donna che allatta un bambino è la chiave simbolica che Giuseppe Leone, fotografo fedele al bianco e nero e al sistema analogico, utilizza per rappresentare l’universo femminile. Tra eros e maternità sviluppa una riflessione a doppio binario ma con un punto fermo essenziale: i suoi, avverte, sono “sguardi carezzevoli” che scrutano la bellezza femminile nelle sue movenze e declinazioni quotidiane. Questo è il messaggio che Leone, amico e fotografo di personaggi della cultura come Leonardo Sciascia e Gesualdo Bufalino, passando per Vincenzo Consolo, affida alle opere raccolte nella mostra “Voci di donne”.

SPETTACOLI MUSICA E CULTURA

Una cinquantina di immagini che saranno esposte, nel suo laboratorio di Ragusa, dal 6 marzo al 16 giugno. In questi scatti si racchiude un rapporto lungo oltre mezzo secolo tra Leone e la foto d’autore rigorosamente costruita con la tecnica e l’espressione di un’arte che resiste al digitale. Il pianeta femminile è stato sempre scrutato da Leone con sguardi lievemente complici ma gentili.

SPETTACOLI MUSICA E CULTURA

Coro Papageno, prima volta fuori carcere
Il 4 maggio a Bologna assieme al trio jazz di Uri Caine

BOLOGNA27 febbraio 201915:09

  • Il Coro Papageno della Casa circondariale di Bologna, gruppo polifonico di detenuti e detenute fondato da Claudio Abbado nel 2011, si esibirà per la prima volta fuori dal carcere, il 4 maggio alle 17 all’Auditorium Manzoni, assieme al Trio del jazzista statunitense Uri Caine.
    E’ stato Caine, sensibile alle tematiche rieducative della pena, a chiedere di suonare con il Coro Papageno, considerandolo esempio del potere della musica di abbattere barriere e pregiudizi. Il titolo del concerto – “Change!” – prende il nome da un brano che Caine dedicò a Octavious Catto, attivista dei diritti civili neri nell’America post guerra civile.
    Il concerto raccoglierà fondi per il Coro, promosso dall’Associazione Mozart14 presieduta da Alessandra Abbado, figlia del maestro: “Nella detenzione, quando ti viene tolta la libertà” – ha rilevato – la musica “ti apre uno spiraglio di evasione, ti eleva in dignità”. La direttrice della Casa circondariale, Claudia Clementi, si è detta “molto emozionata” dall’iniziativa.

SPETTACOLI MUSICA E CULTURA
Scala: torna progetto bimbi FilarmonicaTema Sogno di Shakespeare, collaborazione con Conservatorio

MILANO27 febbraio 201916:01

  • Torna per la nona edizione ‘Sound, Music!’ il progetto gratuito della Filarmonica della Scala per le scuole del milanese che ogni anno coinvolge mille alunni delle primarie.
    La novità principale di quest’anno è la collaborazione con il Conservatorio di Milano. La fase finale dell’iniziativa infatti sono due concerti (uno solo per le scuole il 5 aprile alle 17.30, e uno a ingresso gratuito il giorno dopo) che si svolgeranno nella sala Verdi del conservatorio.
    Ad esibirsi, in uno spettacolo di cui è curatore e protagonista Francesco Micheli saranno la piccola Filarmonica della Scala e l’orchestra da camera del Conservatorio dirette da Alessandro Ferrari, con il coro del Conservatorio. L’edizione 2019 è dedicata al Sogno di una notte di mezza estate e alla versione musicale che della commedia shakespeariana compose Felix Mendelssohn.
    A febbraio e marzo è previsto il percorso didattico di avvicinamento all’opera, che quest’anno si avvale anche di un volume, distribuito gratuitamente.

SPETTACOLI MUSICA E CULTURA

Sport italiano raccontato dallo storico direttore della Gazzetta

27 febbraio 201916:06

  • CANDIDO CANNAVO’, STORIA SENTIMENTALE DELLO SPORT ITALIANO (Corriere della Sera-La Gazzetta dello Sport, pp.344, 17 euro).
    Un viaggio a ritroso fra gli idoli dello sport, passando dal bianco e nero al colore. Storie, personaggi, aneddoti e soprattutto imprese: quelle che restano scolpite nei cuori e nella mente, come a scandire il tempo che non è più. Questo, ma anche molto altro, è la ‘Storia sentimentale dello sport italiano’, una raccolta di articoli dell’amato direttore de La Gazzetta dello Sport, il catanese Candido Cannavò, attraverso le discipline più disparate. Non solo calcio, ma anche ciclismo e perfino vela, con la colorata rievocazione della Louis Vuitton vinta da Luna Rossa nel 2000. Da Pietro Mennea a Roberto Baggio, da Marco Pantani a Valentino Rossi, da Alberto Tomba ai fratelli Abbagnale. Il volume è un condensato di emozioni, come di trionfi, anche se non mancano le cocenti delusioni di cui lo sport è pieno. Ci sono slanci straordinari e clamorosi tonfi, con discese ardite senza risalite. Se è vero che lo sport è stato capace di unire l’Italia nel corso dei decenni, il libro di Cannavò, a cura di Elio Trifari e con la postfazione di Alex Zanardi, ne è la testimonianza in parole. Cannavò, oltre a raccontare, è stato capace di portare avanti grandi battaglie per le regole e i valori. Il libro è la raccolta dei suoi articoli più belli sulle prime pagine della ‘rosea’, a 10 anni dalla scomparsa dell’autore, pronti a fare rivivere la grande epopea delle emozioni azzurre, dalle Olimpiadi di Roma nel 1960 alla vittoria nel Mondiale di calcio 2006. Un vero e proprio romanzo dell’Italia sportiva offerta da un indimenticato maestro del giornalismo.SPORT

SPETTACOLI MUSICA E CULTURA

A Gubbio mostra celebra Guerre stellariAnche con busti a grandezza naturale e astronavi in scala

GUBBIO (PERUGIA)27 febbraio 201916:10

  • Busti a grandezza naturale, astronavi in scala e la “mitica” lastra di carbonite di Han Solo saranno esposti nella medievale Gubbio in occasione di “Guerre stellari – Temporary museum”, mostra allestita presso il Centro servizi Santo Spirito dal 9 marzo al primo settembre. Un evento tutto dedicato alla saga creata da George Lucas.
    Gli appassionati potranno trovare anche la pellicola cinematografica originale di Guerre stellari. Ci saranno poi laboratori, eventi a tema e un parata in costume con spade laser per bambini.
    “Si consolida un sistema di rete organizzativa pubblico-privata che ha già dato i suoi ottimi frutti” ha sottolineato in una conferenza stampa il sindaco di Gubbio Filippo Mario Stirati.
    Elisa Polidori, dell’associazione culturale La Medusa, ha tra l’altro ricordato che George Lucas “ha acquistato di recente una casa in Umbria, sul lago Trasimeno”.

SPETTACOLI MUSICA E CULTURA

Morricone, solo 5% film mie aspirazioniAl maestro diploma honoris causa Accademia di Brera

27 febbraio 201916:28

  • “I film nei quali sono riuscito ad applicare la musica delle mie aspirazioni rappresentano, pressappoco, appena il 5 per cento dei film che ho fatto”: così Ennio Morricone si racconta a studenti e professori di Brera nella lectio magistralis in occasione del conferimento del diploma honoris causa in maestro di arti visive.
    Quando frequentava la scuola di composizione “non immaginavo – racconta il novantenne compositore – che sarei giunto a comporre musica per il cinema. CINEMAAvevo allora, e ho ancora oggi, altre aspirazioni. Non che io disprezzi ciò che ho fatto e faccio per il cinema, ma non è certamente la soddisfazione spirituale che ritengo sia stata appagata, almeno in parte”. Per alcuni film “d’arte e d’autore”, però, “ho scritto musica che non esiterei a presentare dinanzi a un pubblico più esigente di quello cinematografico, in una sala di concerto”. E ora? “Entrare in contatto con i ricordi serve anche ad andare avanti… chissà quanto – conclude commosso il Maestro – ancora può succedere”.
    Reggia di Venaria, Art Nouveau e La Chapelle, mostre realiAnche una esposizione su Leonardo tra le attività del 2019

TORINO28 febbraio 2019

09:39

 

SPETTACOLI MUSICA E CULTURA
La Venaria Reale con la Reggia e i suoi Giardini si prepara al cambio di guardia per l’addio di Mario Turetta, che entro il 10 marzo lascerà la guida assunta nel 2015. Il successore sarà scelto con un bando ministeriale, ma per la delicata fase di transizione, i cui tempi verranno definiti dall’assemblea dei soci convocata per l’8 marzo, è già stato varato un ricco programma di attività messo a punto dallo stesso Turetta. “La Reggia, che nel 2019 sarà aperta per la prima volta tutto l’anno – spiega la presidente Paola Zini – è una realtà grande con un bilancio di circa 16 milioni di euro e 85 dipendenti. Ha bisogno di una guida forte”. Nell’agenda ci sono tre grandi mostre, che hanno come protagonisti l’Art Nouveau, David La Chapelle e i Giardini d’Europa, alle quali si aggiungerà in autunno l’asso nella manica, un’esposizione su Leonardo da Vinci in occasione del quinto centenario della morte. Le trattative sono in corso ma arriveranno opere importanti, tra le quali potrebbe esserci la Dama con l’ermellino, il quadro più famoso dopo la Gioconda dell’artista fiorentino. Nei Giardini, già nei prossimi giorni, sarà collocato il ‘Cavallo leonardesco’ immaginato dallo scenografo Premio Oscar Dante Ferretti, alto quasi 12 metri e già esposto nella grande mostra su Leonardo per i 150 anni dell’Unità d’Italia. “La Reggia ha una squadra eccezionale, io sono stato il direttore d’orchestra. Per me è come lasciare un figlio, che ha ancora bisogna di crescere. Il rammarico è non esserci più quando il sistema delle Residenze Reali Sabaude, di cui Venaria è il portale, sarà completato. Vedrete, quel giorno sarà come i Castelli della Loira, anzi meglio”, sottolinea con orgoglio Turetta che riceve tanti applausi e un omaggio floreale. I numeri gli danno ragione: nel 2014 le mostre erano sei, l’anno scorso ne sono state inaugurate 14, con il record di un milione di biglietti raggiunto nel 2017. Il primo appuntamento in calendario è la mostra Art Nouveau dal 17 aprile al 26 gennaio 2020 nelle Sale dei Paggi: manifesti, dipinti, sculture, mobili e ceramiche, la riproduzione di ambienti abitativi di Parigi con le atmosfere e gli arredamenti dell’epoca. Dal 13 giugno al 6 gennaio 2020 arriverà nella Citroniera delle Scuderie juvarriane la grande monografica di David LaChapelle, uno dei più noti fotografi e registi a livello mondiale, mentre nelle Sale delle Arti dal 5 luglio al 20 ottobre verrà allestita la mostra ‘Viaggio attraverso i giardini d’Europa. Da André Le notre a Henry James’. Sono in corso ancora – alcune sono state prorogate – le mostre Elliott Erwitt Personae, Easy Rider, Cani in posa, Ercole e il suo mito, Piffetti ritrovato e altri capolavori. Mostre ma anche tante iniziative tra le quali spiccano il Tango Reale a Pasqua (venerdì 19, sabato 20 e domenica 21 aprile), la Festa delle Rose (il 17, il 18 e il 19 maggio), la Milanesiana tra giugno e luglio.   PIEMONTE

SPETTACOLI MUSICA E CULTURA

Romamor, la forza fragile della memoriaA Villa Medici Anne e Patrick Poirier, 50 anni di arte e vita

27 febbraio 201916:51

  • Ha subìto tante metamorfosi la ricerca sulla forza fragile della memoria che Anne e Patrick Poirier hanno condotto insieme, tra giochi e battaglie, in 50 anni di vita e arte: al sodalizio creativo di questa inossidabile coppia l’Accademia di Francia rende omaggio con “Romamor”, allestita dal 1 marzo al 5 maggio. La mostra, prima antologica a loro dedicata in Italia a cura di Chiara Parisi, celebra il legame che unisce i coniugi Poirier a Roma: i due artisti infatti iniziarono a lavorare insieme proprio a Villa Medici, dove soggiornarono dal 1968 al 1972 invitati dall’allora direttore Balthus, condividendo idee ed esplorando i linguaggi artistici accanto a civiltà, religioni e culture diverse. Il percorso, che dagli spazi interni si estende fino ai giardini, presenta lavori storici accanto ad altri pensati per la mostra.
    Tra i temi cari agli artisti, la memoria come ricchezza da preservare, le rovine antiche e contemporanee come miniera di conoscenza, la fragilità della condizione umana.

SPETTACOLI MUSICA E CULTURA
Museo Shoah, Mibac blocca ultimo lottoProtesta sindaco Ferrara e assessore E-R, 25 mln già stanziati

FERRARA27 febbraio 201917:04

  • Il Segretariato regionale del Ministero per i Beni culturali (Mibac) ha deciso di non impegnare “i 25 milioni circa di euro che erano già stati stanziati per l’ultimo lotto previsto per il completamento del Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah (Meis)”. Lo hanno comunicato in modo congiunto il sindaco di Ferrara, Tiziano Tagliani, e l’assessore alla cultura dell’Emilia-Romagna, Massimo Mezzetti, in “una denuncia necessaria per ovviare al silenzio che ha accompagnato questa decisione, che penalizza non solo Ferrara ma anche il nostro Paese”, affermano in una nota, precisando che il Meis “è un museo nazionale, voluto in un luogo decentrato rispetto alla Capitale e per il quale erano state date specifiche indicazioni organizzative e architettoniche, per renderlo competitivo a livello internazionale”. Una scelta che “porta gravi conseguenze”, rilevano, “in piena controtendenza rispetto alla tradizionale collaborazione istituzionale con i governi che si sono alternati negli ultimi vent’anni”. Attualmente è infatti in corso la gara per il terzo lotto dei lavori al Meis. Il primo era la palazzina di via Piangipane, il secondo la parte museale inaugurata a fine dicembre alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il terzo prevede una delle cinque nuove strutture in alluminio e vetro affacciata su Rampari San Paolo, per connotare architettonicamente l’aspetto contemporaneo del Meis. Il mancato impegno di spesa interessa il quarto e ultimo lotto per 24,6 milioni di euro, già stanziati, destinati alle altre quattro strutture in vetro e alluminio previste nel giardino per completare il richiamo ai cinque libri del Pentateuco.
    La stazione appaltante – il Segretariato regionale del Mibac, a tutti gli effetti ufficio del Ministero – ha annunciato di non aver provveduto ad impegnare la spesa e di non poter quindi più mettere a disposizione il finanziamento, prosegue la nota.
    Per gli amministratori locali, “senza questo completamento il museo potrà continuare l’attività, ma senza potersi esprimere al meglio, perche il progetto risulta fortemente compromesso e non più in grado di svolgere quel ruolo internazionale per il quale era nato”.

SPETTACOLI MUSICA E CULTURA

Broken Nature per XXII Triennale MilanoBoeri, come restituire alla natura quanto sottratto?

27 febbraio 201920:38

  • “La XXII Triennale di Milano pone un interrogativo quanto mai urgente: come possiamo restituire alla sfera naturale quanto in questi secoli, e in particolare negli ultimi decenni, le è stato sottratto?”. A porre la domanda è il presidente della Triennale di Milano Stefano Boeri, durante la presentazione della XXII edizione. “Con questa edizione dell’Esposizione Internazionale – ha spiegato Boeri -, la Triennale ribadisce la propria volontà di riprendere la tradizione di questa manifestazione connettendola ad alcuni dei grandi temi della nostra contemporaneità, aprendo la riflessione non solo alla comunità internazionale del design e dell’architettura, ma anche a tutti i cittadini che nei prossimi mesi verranno a vistarla”. La XXII Esposizione Internazionale della Triennale di Milano, aperta dal primo marzo al primo settembre 2019, è intitolata Broken Nature: Design Takes on Human Survivaled.

SPETTACOLI MUSICA E CULTURA
Ramazzotti apre tour a Torino il 2 marzoSold out al Pala Alpitour. Tour mondiale fino a dicembre

TORINO27 febbraio 201917:55

  • Parte il 2 marzo dal Pala Alpitour di Torino, con un concerto da tempo sold out, la parte italiana del tour mondiale di Eros Ramazzotti, iniziato il 17 e 18 febbraio all’Olympia di Monaco di Baviera con un doppio sold out. Sono 90 le tappe in 32 paesi del mondo fino a dicembre, a pochi mesi dall’uscita del nuovo album Vita ce n’è e a ridosso della sua partecipazione in qualità di super ospite al 69 Festival di Sanremo. Una produzione internazionale che festeggia i 35 anni di carriera di Eros Ramazzotti, pensata per stupire e attrarre un pubblico di età ed estrazioni diverse.
    Il concerto, che ha come tema l’auspicio di una buona vita, si apre sulle note di Vita ce n’è con l’immagine dell’albero della vita.

SPETTACOLI MUSICA E CULTURA
Brera, Ennio Morricone inaugura l’anno accademicoStudenti e professori, tutti in piedi per il Maestro allo scalo Farini di Milano

MILANO27 febbraio 201918:26

Studenti e professori, tutti in piedi per Ennio Morricone allo scalo Farini di Milano, in apertura della cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico dell’Accademia di belle arti di Brera, che ha insignito il maestro di un diploma honoris causa. Ad aprire la mattinata, negli spazi dove grazie alla collaborazione con il Comune di Milano e Fs nascerà il campus degli studenti di Brera, l’intervento della presidente Livia Pomodoro, per la quale lo Scalo “è la prosecuzione dell’accademia che resterà il nostro luogo principale, anzi unico, perché il nostro dna è via Brera”. Lo scalo Farini, comunque, “non è l’unica soluzione cui stiamo pensando, ci abbiamo preso gusto – ha scherzato Pomodoro – e con il sindaco di Segrate stiamo pensando di utilizzare una bellissima cascina restaurata vicino all’Idroscalo”. Quel che è certo è che “non lasceremo Brera nel degrado, abbandonata a se stessa, irradierà bellezza – ha garantito la presidente – nei luoghi che occuperemo”.

SPETTACOLI MUSICA E CULTURA
Riapre chiesa ultramillenaria a PisaE’ capolavoro romanico pisano. Chiusa sette anni per recupero

PISA27 febbraio 201918:30

  • Dopo sette anni di chiusura e quasi tre di restauro strutturale riapre al culto domenica l’antica chiesa di San Paolo a Ripa d’Arno a Pisa, considerata uno dei capolavori del romanico pisano, fondata nel 925 dopo Cristo e attestata nel 1032. La prima messa è in programma domenica alle 17 e sarà presieduta dall’arcivescovo, Giovanni Paolo Benotto, insieme al vicario generale Gino Biagini e al parroco don Italo Lucchesi. “Il lavoro di restauro – ha commentato Benotto – è costato oltre 3 milioni di euro, 850 mila dei quali finanziati dalla Fondazione Pisa, 590 mila dalla Cei con i fondi dell’8 per mille, 100 mila da Unicoop Firenze e altri 60 mila di contributi privati. Per noi quindi è stato uno sforzo finanziario enorme e oggi la Diocesi è costretta a vivere giorno per giorno perché siamo rimasti senza un soldo. Adesso, recuperata la chiesa, dobbiamo ricostruire la comunità parrocchiale che in questi anni si è dispersa altrove. Solo così potremmo dire di avercela fatta e che ne è valsa la pena”.

SPETTACOLI MUSICA E CULTURA
S.Cecilia, sul podio Orozco-EstradaMaestro colombiano dirige la Sinfonia n. 7 e Noche Oscura

27 febbraio 201918:33

Sinfonia n. 7 “Leningrado” di Dmitrij Shostakovic, composta alla fine del 1941 in una Leningrado stremata dall’assedio tedesco, e l’ omaggio a Goffredo Petrassi, tra le figure più importanti del Novecento musicale italiano, con l’ esecuzione di Noche Oscura, del 1951: è il programma del concerto della stagione sinfonica di Santa Cecilia che giovedì 28 febbraio alle 19:30 vedrà sul podio il direttore colombiano Andrés Orozco-Estrada (repliche venerdì 1 marzo alle 20:30 e sabato 2 alle 18). La Sinfonia n. 7 incarnò da subito il sentimento di opposizione al nazismo del popolo russo, diventando un simbolo della resistenza, una partitura monumentale e nello stesso popolare. Orchestra e Coro dell’Accademia eseguiranno poi la composizione di Petrassi, con testo di Giovanni della Croce, considerata uno dei capolavori sinfonico-corali dell’ autore romano. Il giovane Orozco-Estrada, naturalizzato austriaco, è uno dei direttori più richiesti della nuova generazione.

SPETTACOLI MUSICA E CULTURA

Michael Jackson, ridotto il prezzo di NeverlandTagliato del 70% a pochi giorni dal documentario HBO

NEW YORK27 febbraio 201919:39

Neverland, la casa del Re del Pop Michael Jackson, e in vendita per 31 milioni di dollari, il 70% in meno del prezzo originale di 100 milioni di dollari chiesto nel 2015. La revisione al ribasso precede di alcuni giorni l’uscita del documentario ‘Leaving Neverland’, nel quale due uomini sostengono di essere stati molestati da Michael Jackson. Contro il documentario di HBO il fondo a cui fanno capo gli asset di Jackson ha presentato un’azione legale.

SPETTACOLI MUSICA CULTURA

Secondo indiscrezioni, il fatto che l’abitazione sia stata rimessa in vendita a un prezzo decisamente inferiore rispetto a quello originale proprio pochi giorni prima del documentario è una coincidenza. A pesare sulla mancata vendita sarebbe stato finora il prezzo elevato ma anche la siccità che si è abbattuta sulla California e che ha reso l’abitazione meno attraente.

SPETTACOLI MUSICA CULTURA
Dopo due anni torna ‘The OA’a Marzo la seconda stagione su Netflix

27 febbraio 201920:30

-La prima stagione della serie tv The OA (sigla di The original angel) di Marling e Batmanglij era terminata con uno sparo: il proiettile di un potenziale assassino finisce nel cuore della protagonista che vede la morte come unica possibilità di accesso alla dimensione per ritrovare le altre persone scomparse. Il pubblico sta per scoprire dopo una lunga pausa cosa è successo? Era tutto vero oppure no. Netflix annuncia oggi che la sconvolgente storia di The OA tornerà a distanza di due anni con la seconda parte in onda dal prossimo 22 marzo e rilascia le prime foto, il trailer e la locandina. La serie segue le vicende di OA (nome con cui si fa chiamare la protagonista Prairie Johnson, interpretata da Brit Marling) e il suo ingresso in una nuova dimensione, dove la aspetta una vita completamente diversa, – come si vede dal trailer che presenta Prairie è sopravvissuta allo sparo (“nulla – dice – è come me l’ero immaginato”) stavolta da ereditiera russa ma ugualmente prigioniera di Hap. Nei nuovi episodi debutta Karim Washington, detective privato incaricato di ritrovare Michelle Vu, una ragazza scomparsa. Il suo percorso si incrocia con quello di OA, insieme indagano sul mistero della sparizione di Michelle e sulla scoperta di una casa a Nob Hill legata alla scomparsa di diversi ragazzi. Nel frattempo, nella prima dimensione, i personaggi Bba, Angie e i ragazzi continuano a ricercare se stessi in un viaggio alla scoperta della verità che si nasconde dietro OA e le incredibili realtà da lei raccontate.

SPETTACOLI MUSICA CULTURA

Nella prima stagione veniva narrata la stravagante storia di Prairie Johnson una giovane donna adottata e non vedente, che tornava a casa dopo essere scomparsa per sette anni, ma cosa ancora più strana aveva riacquistato la vista ed era convinta di essere un angelo. Non avendo nessunissima intenzione poi di parlare con polizia o investigatori del suo passato. Prairie creava una sorta di piccolo circolo costituito da cinque persone uniche custodi della sua vera storia. Anche la seconda parte di The OA nasce dalla visionaria Brit Marling, che ricopre anche il ruolo della protagonista, e da Zal Batmanglij, con cui ha creato e scritto gli otto nuovi episodi di questa odissea. Ritroviamo nel cast Jason Isaacs, Emory Cohen, Patrick Gibson, Phyllis Smith, Brendan Meyer, Ian Alexander, Brandon Perea e Sharon van Etten, a cui si aggiungono Kingsley Ben-Adir e Chloë Levine. Paz Vega, Irene Jacob e Riz Ahmed tornano come special guest anche in questa seconda parte. Prodotta da Aida Rogers, tra i produttori esecutivi Michael Sugar, Brad Pitt, Dede Gardner, Jeremy Kleiner e Sarah Esberg di Plan B Entertainment (la stessa casa di produzione che ha vinto l’Oscar per 12 Anni Schiavo), insieme a Brit Marling e Zal Batmanglij. The OA è una produzione originale Netflix.

SPETTACOLI MUSICA CULTURA

Tv, torna Made in Sud, De Martino -Trotta coppia inedita Da lunedi 4 marzo su Rai2 (21,20) con la Gregoraci e Biagio Izzo

NAPOLI28 febbraio 201909:37

-‘Made in Sud’, il ritorno. Con l’inedita coppia composta dal ballerino Stefano De Martino, al suo debutto come conduttore, e dalla ‘veterana’ Fatima Trotta, al via lunedì 4 marzo (21.20 su Rai2 in diretta da Napoli) la nona stagione dello show comico targato Tunnel Produzioni che nell’era Freccero, dopo lo stop di due anni, si annuncia completamente rinnovata. ‘All star’ la squadra (con Arteteca, Paolo Caiazzo, Ditelo Voi, Gino Fastidio, Simone Schettino, Antonio D’Ausilio, Peppe Iodice, Francesco Paolantoni, Max Cavallari, e ancora Mino Abbacuccio, Mariano Bruno, Enzo e Sal, Laurato e Rosaria Miele, Francesco Albanese) che presenterà tutti personaggi inediti più qualche cult, sullo sfondo di una scenografia, definita ‘barocco-pop’. Tra le novità le partecipazioni straordinarie di Elisabetta Gregoraci e Biagio Izzo. ”Sarà una bella sfida. Ringrazio il centro Rai di Napoli a cui devo molto della mia carriera – dichiara Freccero – qui abbiamo realizzato programmi come Convention, Pippo Kennedy Show, Furore. Sapete che sono pazzo – scherza il direttore di Rai 2- ho deciso infatti di fare ‘Made in Sud’ ‘contro’ una delle serie più importanti di Rai1, ‘Il nome della rosa’, ma si tratta di una offerta complementare e vi spiego il perché. Come è noto ne ‘Il nome della rosa’ un gruppo di frati cerca il secondo libro della Poetica di Aristotele sulla risata e la comicità. E noi vi faremo ritrovare su Rai2 proprio la comicità. Da questo show potrebbe nascere una situation comedy”. Anche Nando Mormone, patron di Tunnel, avrà una nuova veste ‘attiva’nello show. ”De Martino è uno dei personaggi più popolari per i social – spiega Mormone – insieme alla Trotta sono anche una bella immagine dei talenti campani”.

SPETTACOLI MUSICA CULTURA

Non sembra aver timore di tre ore di diretta il neo conduttore: ”Fatima sarà il mio salvagente, lei conosce benissimo il programma, è come fare un esame di italiano con l’enciclopedia sotto il braccio. Qui c’è una bellissima atmosfera, i comici tifano l’uno per l’altro, una cosa mai vista. Cosa mi ha consigliato Maria de Filippi quando gli ho parlato di questa possibilità? Con Freccero, mi ha detto, vai pure ad occhi chiusi”. Fatima Trotta lo carica, anche se il suo partner appare già scioltissimo:” Tre ore di diretta non sono facili da gestire ma vedrete che Stefano spaccherà, ne sono certa. Lui non è solo un ballerino bravissimo. Il mio compito sarà quello di fare gruppo, insieme ai ‘vecchi’ci sono con noi anche comici giovanissimi. Non credo ci sia il rischio di ripetere cose già viste, anche il nostro approccio di conduttori sarà diverso. E poi il pubblico ha ancora fame di Made in Sud”. Sette le puntate (con tanti comici anche non meridionali), nuovo anche il corpo di ballo di otto elementi diretto dal coreografo Fabrizio Mainini. ‘Made in Sud’ , regia di Sergio Colabona, è un programma di Nando Mormone e Paolo Mariconda, scritto con Francesco Albanese, Gian Luca Belardi, Riccardo Cassini e Ciro Cerruti. I biglietti per assistere allo show, ricorda il direttore della sede Rai di Napoli Francesco Pinto, sono in vendita e il ricavato devoluto a progetti benefici a favore di bambini napoletani: ‘Potrebbero farlo tutti i grandi show’.

SPETTACOLI MUSICA CULTURA

Lola June, a due anni ha una personale a NyEsposta in una galleria. Tra suoi acquirenti anche Vip

NEW YORK28 febbraio 201909:40

  • Non si è tolta ancora i pannolini eppure già espone in suoi quadri in una mostra personale a New York. La Picasso in erba è Lola June, di soli due anni ma che già ha mosso i primi passi nella difficile piazza artistica della Grande Mela vendendo le sue opere per centinaia di dollari.
    La piccola Lola ha aperto una mostra in una galleria a Union Square, una delle piazze iconiche della città, esponendo 37 tele. La personale è stata intitolata ‘Hope’ (Speranza, ndr).
    Secondo quanto scrive il New York Post, Lola ha già venduto 12 opere a prezzi che si aggirano tra i 300 ed i 1600 dollari. Tra i suoi acquirenti anche il dermatologo delle celebrity e collezionista d’arte David Colbert il quale ha notato i quadri camminando per strada e ha sottolineato di essere stato colpito dopo aver visto la piccola sorridere mentre dipingeva. “Ha il tocco di Jackson Pollock e Cy Twombly” – ha commentato.
    La piccola è stata notata da Pajtim Osmanaj, artista originario del Kosovo ed amico della madre. Dopo averla vista dipingere ha deciso di scrivere ad un’organizzazione artistica per allestire una mostra con i suoi lavori.

SPETTACOLI MUSICA CULTURA

A New York “Vita Interior” di Derrick AdamsNuove opere dell’ artista ispirato dal vero “Green Book”

NEW YORK28 febbraio 201909:36

Dopo aver illuminato Villa Necchi a Milano ed esplorato e rivisitato il “Green Book” che ha ispirato il discusso film premio Oscar di Peter Farrelly, Derrick Adams usa una galleria di New York come la sua prima casa di Barbie. Luxembourg and Dayan, nell’Upper East Side, occupa la seconda più piccola townhouse di Manhattan e l’ambiente raccolto ha consentito il teatrino che l’artista di Baltimora e il curatore Francesco Bonami hanno inscenato nella mostra “Interior Life” (Vita interiore) aperta da oggi al 20 aprile. Adams, che a 38 anni ha opere nelle collezioni del Metropolitan e del Whitney, e’ uno degli artisti piu’ “hot” della scena newyorchese. La sua “casa di bambole” nella galleria newyorchese risponde a un progetto creativo avviato un paio di anni fa “per capire cosa attiva lo spazio”. Ogni stanza della galleria riproduce in carta da parati un ambiente in due dimensioni e dalla finestra del “salotto” a piano terra, fa capolino un re con la corona in testa.Ispirata da un principio della dottrina cattolica che descrive “una vita che cerca Dio in ogni cosa”, Adams ha creato nuovi ritratti su carta, parte della sua serie di collage “Lavoratori Decostruiti”, e li ha installati sulla carta da parati che raffigura immaginari interni domestici. La mostra rientra in una serie di progetti occasionali che Luxembourg and Dayan dedica a importanti artisti contemporanei il cui lavoro ispira nuove riflessioni sui rapporti tra tendenze attuali e storiche del mondo dell’arte. L’anno scorso, senza connessioni con il film che ha vinto l’Oscar, Adams aveva creato per il Museum of Arts and Design di New York una installazione di 50 opere – collage, assemblaggi su pannelli di legno e sculture – per immaginare le destinazioni sicure per i neri americani che si mettevano in viaggio negli anni della segregation razziale. Il “Negro Motorist Green Book”, una guida pratica annuale per i viaggiare afro-americani, era stato pubblicato dal postino di Harlem Victor Hugo Green dal 1936 al 1967 e di recente ha ispirato il film di Farrelly con Viggo Mortensen e Mahershala Ali: “Terribile”, nel giudizio dell’artista.

SPETTACOLI MUSICA CULTURA
Febbre Dragon Ball, Broly è già recordNelle sale italiane 20/o film della serie e nuovi episodi in tv

28 febbraio 201910:05

  • Mancano poche ore ormai all’appuntamento più atteso per gli sfegatati fan delle avventure di Son Goku & Co.: arriva nelle sale italiane “Dragon Ball super: Broly”. Un film commemorativo di oltre 30 anni di titoli “leggendari” ma anche un pezzo chiave della storia perché per la prima volta si spiega per filo e per segno la distruzione del pianeta Vegeta, Bardak, i Sayan sopravvissuti, tra cui ovviamente Broly – il più forte – che dà il titolo al ventesimo film della serie Dragon Ball e primo della nuova serie Super, e si vede Gogeta trasformarsi in Super Sayan God.E contemporaneamente su Italia 1 il sabato in seconda serata vanno in onda alcuni episodi inediti. Davvero una bella scorpacciata per i fan della saga-capolavoro di Akira Toriyama, che hanno già avuto un assaggio nelle anteprime dedicate al pubblico nei cinema The Space e Uci.

SPETTACOLI MUSICA CULTURA

E’ stato registrato il tutto esaurito a poche ore dall’apertura delle prenotazioni da nord a sud d’Italia e sono state lanciate potentissime Kamehameha (Onde Energetiche) ai doppiatori italiani del film e ai molti cosplayer intervenuti. Ed è partito anche il tam tam sui social (#Brolyzzati e #DragonBallSuperBroly) mentre su Snapchat è stata creata una speciale lente per che consente, a chi la sblocca, di diventare addirittura Super Saiyan. E Dragon Ball Super: Broly – distribuito in Italia da Anime Factory di proprietà di Koch Media – ha già macinato vari record nel mondo.

SPETTACOLI MUSICA CULTURA

In Giappone è stato il film della licenza che ha incassato di più in assoluto. Oltreoceano ha raccolto oltre 30 milioni di dollari solo negli Stati Uniti che, uniti ai 71 raccolti nel resto del mondo, hanno fatto arrivare il totale di incassi a 101 milioni di dollari. Il più alto per un Anime e per un lungometraggio della serie Dragon Ball. “In questo film – spiega Akira Toriyama – assisterete a molti combattimenti agguerriti e vi renderete conto di come agiscono le forze del destino e di come porteranno Son Goku, Vegeta e Broly a incontrasi. Nel film vedrete anche l’armata galattica di Freezer e conoscerete la storia dei Sayan, che come scoprirete, è collegata a tutta la vicenda. Alla fine la storia si rivelerà in tutta la sua vastità e in tutta la sua drammaticità”. Il manga Dragon Ball è stato pubblicato per la prima volta nel 1984 sulla rivista Weekly Shonen Jump: da quel momento ne sono state vendute oltre 240.000.000 di copie.

SPETTACOLI MUSICA CULTURA
A Lecce sede Scuola nazionale CinemaA ottobre parte corso triennale su restauro opere audiovisive

BARI27 febbraio 201912:50

  • Apre a Lecce, in Puglia, una nuova sede distaccata della Scuola nazionale di Cinema del Centro sperimentale di cinematografia (Csc). L’accordo tra Regione Puglia, Fondazione Apulia film commission, Provincia di Lecce e Csc è stato firmato stamattina alla presenza, tra gli altri, dell’assessore regionale all’Industria turistica e culturale, Loredana Capone, e del presidente del Csc, Felice Laudadio. Si tratta di un “risultato straordinario – è stato sottolineato – per la Puglia che sul cinema ha investito, solo nell’ultimo anno, oltre 15 milioni”. La sede pugliese della Scuola nazionale di Cinema del Csc, che troverà casa negli spazi di Palazzo Argento e sarà dotata di laboratori digitali, strumentazioni e infrastrutture all’avanguardia, si chiamerà ‘Csc digital school’. Nei prossimi mesi gli spazi di Palazzo Argento saranno attrezzati e le attività della scuola avranno inizio già dal prossimo ottobre con un corso triennale per tecnici specializzati nel restauro di opere audiovisive.

Mahmood, andrò all’Eurovision SongCantante a Torino, scriverò una canzone sull’amore dei fan

TORINO27 febbraio 201920:28

  • “Certo che rappresenterò l’Italia all’Eurovision Song Contest, con gioia e orgoglio. Per ora posso dire solo questo, perché ho talmente tante cose da fare e la testa così piena, che non posso pensare ad altro. Poi, magari, quando avrò un attimo di respiro, scriverò una canzone che racconta tutto quanto sta accadendo e soprattutto l’amore che mi stanno dimostrando tutte queste persone”. Lo ha detto Mahmood, vincitore dell’ultimo Festival di Sanremo con il brano ‘Soldi’, oggi alla Feltrinelli di piazza Cln, a Torino, dove ha firmato alcune copie del suo album ‘Gioventù bruciata’.
    I suoi fan, almeno 300 persone tra cui molte mamme con figli, famiglie intere e gruppi di adolescenti, si sono messi in coda già 4 ore prima dell’appuntamento. Quella di oggi è la quinta tappa del suo tour firmacopie di Mahmood. Domani sarà alla Mondadori di Milano. “Amo e frequento Torino, è viva, una mia cara amica vive qui”, ha aggiunto il cantante italo-egiziano.         [print-me title=”STAMPA”]
Aggiornamenti, Cinema, Notizie, Spettacoli Musica e Cultura, Ultim'ora

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA TUTTE LE NOTIZIE

Tempo di lettura: 27 minuti

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

TUTTE LE NOTIZIE SEMPRE AGGIORNATE

DALLE 04:49 DI MARTEDì 26 FEBBRAIO 2019

ALLE 10:39 DI MERCOLEDì 27 FEBBRAIO 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

HarperCollins Italia apre ai bimbi
Arrivano McCartney, Oates e tra big italiani Garlando

26 febbraio 2019 04:49

HarperCollins Italia entra nell’editoria per bambini e ragazzi e parte dando grande spazio ai più piccoli con due coloratissimi volumi della serie, tradotta da Chiara Carminati, ‘Piccoli Dinosauri’ dello scrittore e illustratore britannico Rob Biddulph, che sarà ospite alla Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna 2019. Tra i big, in uscita in estate l’americana Margaret Peterson Haddix con ‘Gli altri’, il primo romanzo della trilogia ‘I segreti dei Greystone’ che verrà lanciato in contemporanea a livello internazionale. E Joyce Carol Oates con la divertente storia illustrata ‘La nuova gattina’ che mette in crisi la gatta di casa. A marzo arriva ‘Mosche, cavallette, scarafaggi e Premio Nobel’ di Luigi Garlando, il pluripremiato scrittore amato dai ragazzi, dai genitori e dagli insegnanti, che accompagnerà i giovani lettori alla scoperta della vita di Rita Levi Montalcini, vista attraverso gli occhi di un ragazzo che è diventato il suo assistente di laboratorio e poi ricercatore laureato. Bisognerà aspettare l’autunno per ‘Che storia, nonno!’, il libro per bambini firmato da Paul McCartney, con illustrazioni di Kathryn Durst, che racconta la vicenda di un nonno magico e dei suoi quattro nipoti, che HarperCollins Italia si è aggiudicata alla Fiera di Francoforte 2018. Il piano editoriale prevede nel primo anno la pubblicazione di 25 titoli, tra le diverse fasce 0-13 anni, per crescere gradualmente fino ad arrivare a un centinaio di novità all’anno. I più importanti autori pubblicati da HarperCollins in lingua inglese saranno affiancati alle migliori voci italiane della letteratura per ragazzi, già note o al debutto, senza tralasciare grandi artisti e illustratori.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

“Si apre una nuova, magnifica, sfida” dice Laura Donnini, ad e Publisher di HarperCollins Italia. E Sabrina Annoni, direttrice editoriale di HarperCollins Italia, spiega che “con i libri per ragazzi di HarperCollins Italia i giovani lettori potranno esplorare il mondo, divertirsi, viaggiare con la fantasia, riflettere: aprendo un libro si ritroveranno a salire sul meraviglioso tappeto volante dell’immaginazione”. Tra gli albi ‘Bloom’ di Kyo Maclear con illustrazioni di Julie Morstad, che racconta la storia della stilista Elsa Schiaparelli, che ha avuto l’intuizione di portare l’arte nella moda. Con HarperCollins Italia torna nelle nostre libreria anche il grande successo ‘Fancy Nancy’ di Jane O’Connor, protagonista di una nuova serie televisiva targata Disney Junior e Patricia MacLachlan, già vincitrice della prestigiosa Newbery Medal, con il romanzo ‘Le parole di mio padre’ in cui racconta come ricominciare dopo il dramma di una perdita. E fra i titoli in uscita nella prima parte dell’anno, per la narrativa Andrew Clover e Ralph Lazar presentano ‘Rory Branagan’, lo spassoso detective che “i cattivi se li mangia a colazione”, protagonista di una nuova serie con divertenti illustrazioni in bianco e nero. Il progetto si inserisce nel solco di una radicata tradizione della casa madre: HarperCollins Publishers che è stata uno dei primi editori al mondo a creare, nel 1926, un dipartimento dedicato ai “Libri per Ragazzi e Ragazze”, inaugurando una lunga storia di successi con la serie ‘La piccola casa nella prateria’ fino a diventare oggi uno dei leader del settore a livello globale con la pubblicazione di oltre 700 titoli all’anno per bambini e ragazzi, attraverso diverse sigle editoriali.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Tra i grandi autori della casa madre: C.S. Lewis, Judith Kerr, David Walliams, Maurice Sendak, Michael Morpurgo e Angie Thomas. “Nel 2018 HarperCollins Italia è stato l’editore che ha registrato la maggiore crescita del mercato, più che raddoppiando il proprio valore. Cominciare il 2019 entrando nel settore dei libri per ragazzi è un nuovo, importante tassello del radicamento di HarperCollins in Italia e della volontà di continuare a crescere” sottolinea Laura Donnini.

L’ultimo addio tra Mastandrea e GialliniDomani è un altro giorno di Simone Spada in sala dal 28 febbraio

26 febbraio 201912:10

Tra ironia e dramma arriva con ‘Domani è un altro giorno’ di Simone Spada, in sala con Medusa dal 28 febbraio in 400 copie, l’ultimo addio tra Giuliano (Marco Giallini) e Tommaso (Valerio Mastandrea). La collaudata coppia di attori romani si misura questa volta in un remake spagnolo dai toni drammatici, ‘Truman’ di Cesc Gay. Solo quattro giorni sono quelli che ha Tommaso, che vive da tempo in Canada dove insegna robotica, per dare l’ultimo saluto all’amico Giuliano, un disincantato attore, malato incurabile, che ha deciso di farla finita con le cure.
Quando Tommaso arriva a Roma bastano poche battute e i due rientrano in perfetta sintonia come trent’anni prima. Da qui poi quattro intensi giorni in cui tutto si gioca sulla differenza di carattere: Giuliano esuberante come sempre e pieno di quella vita che sta per perdere, Tommaso più sornione e responsabile.
Per Giuliano c’è poi un figlio da salutare a Barcellona, Leo (Andrea Arcangeli), qualche amante da tranquillizzare e Paola (Anna Ferzetti), un’affettuosa sorella da gestire. Ma nella vita dell’attore c’è anche una presenza non da poco, quella del suo cane Pato, un bovaro bernese dallo sguardo triste, che per Giuliano è praticamente un figlio. E sembra che la sua preoccupazione principale sia proprio quella di trovare una sistemazione a questo ingombrante cane.
Improvvisazione? “Non ne abbiamo fatta molta – spiega Giallini -. Certo qualcosa c’è sempre quando recito con Valerio.
Il film spagnolo – aggiunge – non l’ho visto. O meglio ho visto solo il trailer”.
Dice invece Valerio Mastandrea: “Io Truman l’avevo visto, ma non posso dire di essermi fatto influenzare più di tanto”.
“Oscar Wilde disse: se un amico non mi invita al suo compleanno non importa, ma se non condivide con me un grande dolore allora mi offendo penso che questa frase – spiega il regista Simone Spada – possa racchiudere il senso di tutto il film che è un lavoro sull’amicizia, sul suo senso profondo e, soprattutto, sul panico che si impossessa di noi quando la vita ci pone davanti alla malattia”.
Infine una curiosità su come è nato il progetto italiano di “Domani è un altro giorno”. Giampaolo Letta della Medusa e Maurizio Tedesco di Baires, dopo aver visto, ma in giorni diversi, Truman nello stesso cinema di Roma (il Caravaggio di via Paisiello), e dopo essersi informati entrambi sull’acquisto dei diritti di rifacimento, hanno deciso di produrre insieme il remake di questo film spagnolo interpretato da Ricardo Darín e Javier Cámara e dominatore dei premi Goya del 2016.
La canzone ‘Domani è un altro giorno’ che chiude il film è cantata da Noemi.
Siae a sostegno proposta su quote radio di musica italianaMogol a associati, impatto positivo sulla produzione nazionale

26 febbraio 201915:09

La Siae si schiera a sostegno della proposta di legge della Lega per la valorizzazione della musica italiana nelle radio, riservando alla produzione nazionale un terzo della programmazione giornaliera. “Tale iniziativa avrebbe un impatto positivo sul mercato radiofonico italiano, generando maggiori introiti in diritti d’autore e in diritti connessi e contribuendo ad aumentare la quantità di musica prodotta in Italia”, scrive in una lettera agli associati il presidente Giulio Rapetti Mogol, invitandoli a sostenere la proposta.
Secondo Mogol, “la proposta di legge richiama altri esempi in Europa, come il sistema delle quote, utilizzato da molto tempo in Francia”. “In base ai nostri dati medi di ripartizione dei diritti d’autore, relativi al periodo 2010-2017, su 10 stazioni radiofoniche, soltanto 4 rispetterebbero la soglia del 33% della proposta di legge”. “Qualsiasi vostra iniziativa – conclude – sarà preziosa affinché si affermi il principio che la musica italiana fa parte del nostro patrimonio culturale”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

#iovadoalmuseo, 20 giornate gratis per tutti
Settimana dedicata, ticket per giovani e autonomia direttori

26 febbraio 201919:55

– Ci sono anche il preziosissimo Violino Amati del 1567 e la splendida Arpa Barberini del 1632, entrambi custoditi nel Museo Nazionale degli Strumenti Musicali di Roma, tra i tesori inestimabili che il pubblico potrà ammirare anche gratuitamente in una delle 20 giornate “ticket free” previste dalle nuove norme di agevolazione della fruizione museale contenute nel decreto Mibac in vigore dal 28 febbraio. Il provvedimento, firmato dal ministro Alberto Bonisoli lo scorso 10 gennaio, istituisce la “settimana dei musei” ogni anno diversa (nel 2019 sarà dal 5 al 10 marzo) con ingresso gratis per tutti nei musei statali, a cui si aggiungono 8 giornate ad accesso libero scelte dai direttori dei musei autonomi e dai poli regionali e altre 6 gratuite in concomitanza con le prime domeniche del mese, da ottobre a marzo. E poi un biglietto a 2 euro per ragazzi dai 18 ai 25 anni e la grande campagna di comunicazione istituzionale #iovadoalmuseo, con uno spot trasmesso sulle reti Rai e un sito web dedicato in cui trovare tutte le informazioni. Una piccola grande rivoluzione quindi che renderà musei, siti archeologici statali, parchi e giardini monumentali nelle intenzioni del ministro Bonisoli “luoghi in cui vivere un’esperienza”, oltre che accrescere la propria conoscenza. Non è un caso che sia stato proprio il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali, una realtà piccola e ancora poco conosciuta ma di altissimo valore artistico-culturale grazie a una collezione tra le più importanti al mondo, ad accogliere questa mattina a Roma la presentazione della campagna ministeriale: l’obiettivo delle nuove norme è legare sempre di più la fruizione gratuita alle specificità del territorio (seguendo magari tradizioni locali, feste patronali o storiche) e favorire la presenza dei giovani con politiche di prezzo ad hoc lasciando loro però la volontarietà di avere “fame di cultura”. “Con qualche centinaio di milioni di euro facciamo funzionare la macchina museale statale: con questa iniziativa ci aspettiamo una crescita di fruizione e di visitatori e mi piacerebbe riuscire a generare risorse per aumentare in futuro le giornate gratuite, magari per fare una seconda settimana dei musei anche il prossimo anno”, ha sostenuto il ministro, dichiarando di voler nei mesi a venire “affiancare i musei più grandi a quelli meno visibili, rafforzare la gestione dei poli museali e dare vita a reti museali con musei di varia natura, non solo statali, per creare offerte specifiche”. Elemento centrale del nuovo provvedimento è l’autonomia data ai direttori, liberi di scegliere quali giornate (o anche quali fasce orarie) rendere gratuite, proprio in base alle esigenze del proprio territorio, anche per evitare i problemi di sovraffollamento (soprattutto nei mesi estivi) che si sono verificati in passato. “Da un’indagine interna al ministero è emerso che il 54,5% del pubblico preferiva andare al museo in un giorno infrasettimanale e non la domenica gratuita, perché c’era talmente tanta gente che la qualità della visita era inferiore rispetto a quando si pagava il biglietto. Questo mi ha fatto riflettere”, ha aggiunto, ribadendo la necessità non solo di garantire ai direttori “l’autonomia della scelta”, ma anche la fondamentale importanza della comunicazione, perché “spingere le persone a informarsi permette di scoprire anche musei che non si conoscono”. A questo proposito già da oggi lo spot (realizzato dal Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma con la regia di Paolo Santamaria) sarà sui social e sulle reti Rai, e saranno attivati il sito iovadoalmuseo.it e gli hashtag #ioVadoAlMuseo e #SettimanaDeiMusei.

Mido chiude con quasi 60mila presenzeConfermata la leadership mondiale della Rassegna

26 febbraio 201914:39

– La 49esima edizione di MIDO, la più grande fiera al mondo dedicata all’occhialeria, si è conclusa all’insegna della continuità. Confermato infatti il risultato dello scorso anno con una leggera crescita che ha portato a circa 59.500 le presenze nei tre giorni di manifestazione di operatori professionali provenienti da 159 Paesi. Anche in questa edizione non è mancata una forte presenza delle istituzioni, a partire dal ministro per i Beni e le Attività Culturali Alberto Bonisoli e dal viceministro dello Sviluppo Economico Dario Galli.
Conclusa l’edizione 2019, si è già al lavoro per la prossima che segna il traguardo storico dei 50 anni di MIDO. “Per il 2020 abbiamo in cantiere un fitto programma di eventi che coinvolgeranno tutto il settore: aziende, ottici, buyer, media e istituzioni, per celebrare degnamente l’edizione d’oro”, ha annunciato Vitaloni. L’appuntamento, sempre nei padiglioni della Fiera di Milano a Rho, è in programma dal 29 febbraio al 2 marzo 2020.
Cotta-Alighiero, ‘noi’ da 70 anniInsieme nella vita e sulla scena, ora in Papà di Chesnot

26 febbraio 201920:45

La prima volta che si videro era una sera d’autunno del 1949 a Milano. ”Camminavo per strada quando m’imbatto in una fila lunghissima – racconta lui – Che fate qui? ‘Provini per il teatro’, mi rispondono. Al tempo non facevo ancora l’attore, venivo da Brera, studiavo alla Bocconi, ma c’erano così tante belle ragazze che mi sono fermato. Poi ho incrociato i suoi occhi. Aveva 17 anni ed era così intelligente come noi maschilisti all’epoca non pensavamo potesse mai essere una donna”. ”Si, qualche filarino al liceo lo avevo avuto – fa eco lei – Ma lui, beh, era proprio un uomo. Bello, moro, con quel profumo sulla pelle…”.Settant’anni dopo – da festeggiare quest’anno – sono ancora ”loro”: Elena Cotta e Carlo Alighiero, una delle coppie più belle dello spettacolo italiano, 92 primavere lui, 87 lei. Una vita insieme, fuori e dentro la scena, da Milano a Roma per l’Accademia d’arte drammatica Silvio d’Amico (con loro c’erano Monica Vitti, Luca Ronconi, Vittorio Gassman, per dirne alcuni) e poi i successi, due figli, un nugolo di premi e nipoti, con lei scelta dalla Compagnia dei Giovani di Valli e De Lullo, poi protagonista dei primi popolarissimi sceneggiati tv (Tessa la ninfa fedele con Alberto Lupo, Giulietta e Romeo di Franco Enriquez), ma anche l’Amleto di Bacchelli en travesti per cui si rasò a zero (”che freddo alla testa”, ride oggi), fino, più recente, la Coppa Volpi a Venezia per ”Via Castellana Bandiera” di Emma Dante; e lui, attore e regista, che dall’Edipo di Seneca arriva al Tenente Sheridan in tv e poi porta l’Arlecchino servitore di due padroni di Goldoni fino in Cina e Siberia. ”Ci siamo anche sposati due volte: nel 1952 e nel 2012 per le nozze di diamante. La seconda con il nostro primo bisnipote”, racconta orgoglioso lui.Ora ad attenderli, una nuova scommessa, la commedia brillante di Pierre Chesnot, ”Papà”, con la regia e l’adattamento di Alighiero, al debutto al Manzoni di Roma dal 28 febbraio (nel cast, Sergio Ammirata, Cinzia Berni, Luca Negroni, Andrea Carpiceci, Valentina Marziali). ”È un testo tagliato proprio su di me, anche se io preferisco storie più incentrate su Elena”, racconta Alighiero, che in scena veste i panni di un ricco editore alla vigilia del matrimonio con una donna di 30 anni più giovane, travolto però dall’arrivo di un figlio 55 enne di cui nulla sapeva. ”Si ride – prosegue – ma si parla anche di amicizia e famiglia, bei valori”. ”Io sono la zia che accompagna il ‘nuovo’ figlio: una donna cui ho dato qualche risvolto misterioso, inquietante”, aggiunge lei, divisa tra le prove in teatro e il set a Cinecittà per L’uomo senza gravità di Marco Bonfanti. ”Nel film sono la nonna di un bambino che, appunto, non subisce la gravità (interpretato da adulto da Elio Germano ndr) – spiega – Per proteggerlo, non gli permetto nessun contatto con l’esterno. È un film anche con risvolti comici: una volta perdiamo il piccolo in casa perché nessuno pensa a cercarlo sul soffitto”. Poi si torna a parlare di teatro.”Quante vite ho vissuto e anche quante volte sono morta – scherza lei – A parte gli anni con la Compagnia dei Giovani, ogni volta che ho lavorato con qualcun altro non vedevo l’ora di tornare ‘a casa’, a farmi dirigere da Carlo. Lavorare con lui per me vuol dire soprattutto capirsi, cosa che non accade con tutti i registi. Forse, poi, essere sua moglie mi ha anche protetta. Mai avuto da lamentarmi per comportamenti indesiderati”.”Ci sono stati anche periodi difficili – ammette lui – Sheridan non volevo più farlo, ad esempio. Fuggimmo in roulotte per due mesi in Jugoslavia per non pensarci. O quando nacque la nostra seconda figlia: avevamo gran bisogno di soldi e per fortuna scoprii il doppiaggio, diventando la voce di attori importanti come Anthony Quinn. Anche far rinascere il Teatro Manzoni, nell’86, non è stato facile. Oggi è il palcoscenico con più abbonamenti a Roma, ma lo Stato non aiuta e continua a tagliare sulla cultura”. Settant’anni insieme, ma qual è il segreto? ”Abbiamo attraversato persino il ’68, l’Isola di White, gli anni del libero amore – ricorda lui – Ma a lavorare in teatro insieme si recupera tutta la stanchezza che può nascere tra coniugi”. ”Discutiamo molto, sempre. Se così non fosse, forse ci annoieremmo – sorride lei – Ma dal confronto ogni volta nasce qualcosa di positivo. Gelosie? Mai. Siamo sempre felicissimi per i successi dell’altro. Quando è arrivata la notizia della Coppa Volpi, io ero senza parole, Carlo piangeva commosso. Ormai, io sono un po’ lui e lui è un po’ me”.

La luna e la gatta, tornano Takagi&KetraDal 1 marzo in radio, featuring i tre “ignoti” Barbooodos

26 febbraio 201915:14

– Takagi & Ketra colpiscono ancora. Dal 1 marzo arriva il nuovo singolo dei produttori multiplatino, dal titolo La luna e la gatta. Per l’occasione sono stati arruolati The Barbooodos, come recita il comunicato, “una improbabile band esordiente”, dietro la quale c’è da aspettarsi si nasconda qualche volto noto.
Takagi & Ketra hanno iniziato a collaborare nel 2012. Il primo progetto è con Rocco Hunt, nella produzione di “Nu Juorno buono”, brano vincitore della categoria giovani a Sanremo nel 2013. Le collaborazioni si susseguono con artisti come J-Ax, Fedez, Laura Pausini, Calcutta, Lorenzo Jovanotti, Tommaso Paradiso, Elisa, Mika, Fabri Fibra, Marracash, Baby K, Jake la Furia, Briga, Giusy Ferreri, Lorenzo Fragola e Arisa collezionando così numerosi singoli platino e raggiungendo anche il mercato estero con il grande successo del brano “Roma-Bangkok” (9 dischi di platino).
Gamberale, l’abbandono in mito e fumettoIl nuovo romanzo della scrittrice in dialogo con Teseo e Arianna

26 febbraio 201915:16

CHIARA GAMBERALE, L’ISOLA DELL’ABBANDONO (FELTRINELLI, PP 216, EURO 16,50). L’amore eterno, l’amore tradito, l’amore smarrito, l’amore materno e il coraggio di viverlo fino in fondo. Si è ispirata al mito di Teseo e Arianna, Chiara Gamberale nel suo nuovo romanzo, ‘L’isola dell’abbandono’ che ci porta a Naxos da cui parte un viaggio nella conoscenza di se stessi e delle nostre trasformazioni volute o accadute.
L’inquieta protagonista della storia viene abbandonata dal suo primo disperato amore, Stefano, a Naxos, proprio come Teseo piantò in quell’isola greca Arianna dopo che lei lo aveva fatto uscire dal labirinto (da qui pare sia nata l’espressione “piantare in asso”). Ma il dolore di essere stata abbandonata nasconde un’opportunità, quella di conoscere Di, un uomo che riesce a far entrare la protagonista in contatto con parti di se stessa che prima ignorava. Ed è proprio nel momento in cui abbiamo smarrito il filo della nostra esistenza si aprono nuovi percorsi che ci fanno ripartire. Come accade alla protagonista della storia che diventa madre e ritorna nell’isola dell’abbandono, dove “tutto ricomincia da capo, come in un eterno presente”. Ambientato tra Roma e Naxos nell’arco di dieci anni, ‘L’isola dell’abbandono’ è il primo romanzo da madre della Gamberale che dopo la nascita della piccola Vita ha conosciuto le trasformazioni della maternità e in questo libro, oltre al mito, fa riferimento ai fumetti per bambini. Ed ecco le strisce con Pilù, un coniglietto dal pelo rosso e blu che rappresenta un altro e nuovo modo di interpretare la realtà.
Oltre che con l’amore e la maternità la protagonista dovrà fare i conti anche con la morte di Stefano in un percorso di trasformazione, appunto, che ci mette di fronte ai grandi valori universali e alle cose assolute della nostra esistenza. E poi c’è la vita che ci chiama e ognuno risponde a suo modo. Come si vede nelle lettere che la protagonista scrive quando è incinta al suo bambino che sta per arrivare, Emanuele. “Ho tirato in mezzo Pilù perchè me l’aveva ispirato Stefano, il mio fidanzato di quel tempo. E perchè, se non ci fosse stato Stefano, non avrei mai conosciuto tuo papà. Proprio come Pilù, Stefano poteva raggiungere picchi di profonda gioia e picchi di profonda malinconia. Pensa che l’umorometro l’avevo inventato per lui” scrive la Gamberale che ha dedicato il libro “a chi resta”.
E anche Di scrive una lettera a Emanuele: “le storie dove il passato il presente e il futuro filano uno dopo l’altro, invece di giocare a nascondino nello stesso labirinto, non possono essere interessanti..Molto meglio i fumetti per bambini allora, no? Oppure i miti, se hai l’incoscienza di tradirli. Ma avremo modo di parlarne, spero” dice con “amore incondizionato”.
In tutti i suoi romanzi, anche nel suo speciale libro diventato un reading-teatrale, ‘Qualcosa’ – una favola con illustrazioni surreali per tutte le età accompagnata dalle immagini di Tuono Pettinato – la Gamberale ha indagato sulle nostre vite e sull’importanza di non scappare da se stesse. Lo fa anche questa volta e ci invita a non avere paura di perdere il filo, cioè il controllo della nostra esistenza, perchè proprio in quei momenti possiamo scoprire chi siamo.

GeMS acquisisce il 51% di Newton ComptonEntro il 15 marzo

26 febbraio 201915:56

– E’ stato raggiunto un accordo in base al quale GeMS – Gruppo editoriale Mauri Spagnol – controllato al 70% da Messaggerie Italiane, acquisirà entro il 15 marzo il 51% di Newton Compton editori.
La gestione continuerà ad essere affidata a Raffaello Avanzini in qualità di amministratore delegato e direttore generale.
Vittorio Avanzini resterà presidente della casa editrice Newton Compton, da lui fondata, e Marco Tarò, direttore generale di GeMS, assumerà la carica di vicepresidente con delega.
Con questa acquisizione GeMS supererà i 15 milioni di copie vendute all’anno nei vari formati, confermando saldamente il secondo posto nel panorama editoriale italiano e raggiungendo l’11,7% di quota di mercato del libro fisico. Newton Compton, diretta da Raffaello Avanzini, avrà maggiori risorse e competenze per sviluppare il proprio progetto editoriale. “GeMS è una federazione di editori indipendenti e originali e Newton Compton risponde a questi requisiti” afferma Stefano Mauri, presidente e ad GeMS.
Nanni Moretti nastro d’argento docCamilleri nastro speciale, Agosti a carriera. 27/2 premiazione

26 febbraio 201916:33

– Nastro d’Argento dell’anno a Nanni Moretti per Santiago,Italia. “È un riconoscimento che premia la qualità del film riconoscendone anche il valore civile e, per dirla con Moretti, per niente imparziale di un ‘viaggio’ importante che ha attraversato sugli schermi e nelle sale l’incontro col pubblico in tutt’Italia” dice il Sindacato nazionale giornalisti cinematografici. “Un Nastro importante, anche per l’attualità che esprime, dunque. Si aggiunge al Nastro speciale ad Andrea Camilleri”, mentre il Sindacato annuncia anche il riconoscimento alla carriera ad un inguaribile cinefilo, oltreché regista e operatore culturale tra i più ostinatamente indipendenti di almeno mezzo secolo di cinema: l’autore quest’anno di “Ora e sempre, Riprendiamoci la vita” Silvano Agosti. Cinque sono i documentari finalisti – con i 3 eventi d’Arte ‘cinema del reale’ e Cinema e Spettacolo- i cui vincitori saranno annunciati il 27 febbraio a Roma

Sandali Valentino-Birkenstock agli OscarFrances McDormand in abito couture e modello casual ai piedi

26 febbraio 201917:47

– Della serie addio all’eleganza formale da red carpet: i sandali casual per antonomasia, quei modelli francescani che i più portano d’estate al mare, sono sbarcati il 24 febbraio sul palco degli Oscar a Hollywood, ai piedi del’attrice Frances McDormand, che ha indossato un modello esclusivo creato da lei in collaborazione con Pierpaolo Piccioli, direttore creativo della Valentino e prodotto dalla Birkenstock, l’azienda che li ha lanciati. L’attrice ha indossato un abito lungo rosso cremisi di Valentino Haute Couture, ma ai piedi portava i sorprendenti sandali Arizona. “La mia percezione estetica – ha detto Piccioli – ha sempre consentito delicati contrasti, come potrebbe sembrare quello tra un abito haute couture e sandali casual. Non vedo alcuna contraddizione in questo, nessun contrasto, ossimoro. La bellezza riflette la complessità della vita e ciò che la rende interessante è la sua capacità di mescolare commedia e dramma, notte e giorno”.
Genio McQueen, docufilm rivela tormentiVita, carriera, ossessioni dello stilista abusato da bambino

26 febbraio 201917:48

– Alexander McQueen – Il genio della moda è il docufilm che racconta la vita, la carriera, il talento e le ossessioni del visionario designer britannico, nato a Londra nel 1969 e morto suicida a 41 anni (2010), che ha rivoluzionato con la sua arte sartoriale e con il suo modo di concepire le sfilate come spettacoli teatrali. Il biopic sarà nelle sale italiane dal 10 al 13 marzo, come evento speciale “I wonder stories”. Con un mosaico composto da interviste allo stilista stesso, ai suoi familiari (la sorella e il nipote) agli amici (anche l’amica-musa Isabel Blow morta suicida nel 2007) e ai collaboratori, da fotogrammi dei suoi spettacolari defilé, da materiali d’archivio, da riprese nei backstage, momenti privati e musiche esclusive commissionate da lui, il film girato dal regista Ian Bonhote, co-diretto e sceneggiato da Peter Ettedgui, traccia il ritratto di un visionario talento della moda, tanto geniale quanto ossessionato dai ricordi di un’infanzia interrotta da una brutale violenza subita da bambino.
Addio a creatrice Love Boat Jeraldine Saundersshow popolarissimo anni 70/80, in Italia sigla Little Tony

26 febbraio 201920:31

“Mare, profumo di mare, con l’amore io voglio giocare…”. Era la sigla italiana di Little Tony, di ” The Love Boat”, il popolarissimo show tv targata Abc che negli Anni Settanta-Ottanta debuttò prima negli Usa e poi, anche in Italia.    Jeraldine Saunders , creatrice della serie targata Abc, è morta nella sua casa di Glendale, in California, per le complicazioni di un intervento chirurgico al rene subito a dicembre.
La scrittrice e sceneggiatrice aveva 96 anni. Lo ha confermato il suo agente Edward Lozzi a The Hollywood Reporter.
The Love Boat è stata trasmessa negli Stati Uniti dal maggio 1977 al maggio 1986, con altri quattro speciali della durata di tre ore che andarono in onda nel 1986, 1987 e 1990, per quasi 240 episodi. In Italia è stata trasmessa da Canale 5 dal 1980 con la sigla ‘Profumo di mare’. Solo a maggio scorso Saunders aveva celebrato la stella sulla Walk of Fame di Hollywood con il cast della serie originale.
Pur essendo l’equipaggio della Pacific Princess il vero punto fermo di tutto lo show, ogni episodio presentava passeggeri differenti alcuni interpretati da volti noti (tra gli altri Jamie Lee Curtis, Joan Collins, Mickey Rooney, Vincent Price, Michael J. Fox, Leslie Nielsen, un giovanissimo Tom Hanks, Ursula Andress, Zsa Zsa Gábor, Lana Turner, Shelley Winters, Gina Lollobrigida solo per citarne alcuni).
L’esperienza di “Love Boat”, per la scrittrice, fu diretta: era stata una dei primi direttori donna nel mondo delle crociere. Alla fine degli anni Sessanta lavorò su una nave italiana dove iniziò come hostess. In quel periodo scrisse il primo capitolo del suo più noto romanzo diventato in seguito un bestseller. Amori, intrighi e avventure: la scrittrice per descrivere la vita di bordo e per tratteggiare la figura del capitano della Pacific Princess, Merril Stubing, si ispirò proprio all’atmosfera respirata sulla nave, ai suoi ufficiali e al suo comandante. Poi il successo.

Schmidt, sveliamo i segreti di ArtemisiaLe scoperte dallo studio di Santa Caterina d’Alessandria

26 febbraio 201918:36

Forse un autoritratto della pittrice, come sosteneva nei suoi studi anche lo studioso Francesco Solinas? Chissà. Hanno permesso di svelare i segreti della pittura della grande Artemisia Gentileschi, oggi tra le pittrici più celebrate, gli studi e le analisi che gli Uffizi hanno affidato all’Opificio delle pietre dure della Santa Caterina d’Alessandria. Lo anticipa il direttore delle Gallerie Eike Schmidt, che sulla presenza dell’autoritratto non risponde, ma rivela: “Tra le scoperte c’è che dalle analisi fatte dall”opificio sono emerse stesure nascoste e diverse del dipinto”. I risultati dello studio che ha accompagnato il delicato restauro della tela verranno presentati alla stampa il 4 marzo, non a caso nella settimana della festa della donna, fa notare Schmidt. Non sarà l’unica iniziativa dedicata dagli Uffizi all’universo femminile. Tra queste, ricorda il direttore, anche “Lessico Femminile. Le donne tra impegno e talento 1861 – 1926, mostra dedicata alla figura della donna tra 800 e 900”.
Curata da Simonella Condemi, la rassegna che si apre il 7 marzo (fino al 26 maggio) esplora un arco temporale che va dall’Unità Nazionale che coincide con l’iscrizione di alcune lavoratrici alla fratellanza artigiana, e si conclude con l’anno in cui venne assegnato il Nobel a Grazia Deledda. Le opere, firmate tra gli altri da grandi nomi della pittura femminile, da Julia Hoffmann a Elizabeth Chaplin, Lavinia Fiorilli, Juana Romani, Ida Botti Scifoni, Rebeca Matte, documentano la varietà dei talenti che hanno reso le donne interpreti della storia e del sapere, in settori diversi che vanno da quello più umile del lavoro dei campi fino a quello artistico-artigianale, letterario e scientifico.
Diritti umani, i 10 artisti in lizza per la miglior canzoneSi contenderanno il premio Amnesty di “Voci per la libertà”

26 febbraio 201920:46

Carmen Consoli con “Uomini topo”, Francesca Michielin con “Bolivia”, Ghali con “Cara Italia”, Patrizia Laquidara con “Il cigno (The Great Woman)”, Ermal Meta e Fabrizio Moro con “Non mi avete fatto niente”, Roy Paci & Aretuska feat. Willie Peyote con “Salvagente”, i Punkreas con “U-soli”, i Radiodervish con “Nuovi schiavi”, Salmo con “90 min”, i Subsonica con “Punto critico”. Sono questi i dieci brani in lizza per il Premio Amnesty International Italia, sezione Big, lo storico riconoscimento riservato a brani pubblicati da artisti italiani affermati nell’anno precedente che tocchino tematiche sui diritti umani. Il riconoscimento, nato nel 2003 nell’ambito del festival ‘Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty’, viene assegnato da una giuria di giornalisti, conduttori radiofonici e televisivi, studiosi, rappresentanti di festival, referenti di Amnesty e di Voci per la Libertà.
Jenner e Shawn Mendes in posa per KleinNel cast anche l’attore Noah Centineo e l’artista Asap Rochy

26 febbraio 201918:58

– Ricco cast di modelli nella nuova campagna globale Calvin Klein, per le linee jeans e underwear.
Tra i protagonisti degli scatti che devono rappresentare lo spirito della gioventù, ecco Shawn Mendes, il cantautore nominato ai Grammy che appare nella sua prima campagna con Klein in boxer e a torso nudo. Poi la top modell Kendall Jenner, l’attore Noah Centineo che posa anche lui per la prima volta per Klein, e Asap Rocky. Inoltre, nel cast della campagna Jasmine Daniels, Anna Ewers, Jiali Zhao, Lulu Tenney, Ernesto Cervantes, Fernando Albaladejo. Timo Baumann, Tommy Vanden Meerssche e Michael Order appaiono nel video.
Proseguimento del movimento improntato alla gioventù #Mycalvins il rollout della campagna avrà un approccio digitale.
Le immagini e il video della campagna sono stati realizzati da Glen Luchford con styling di Melanie Ward. Nuovi contenuti verranno introdotti per tutta la stagione, tra cui una serie di immagini incentrate sul prodotto scattate da Tyler Mitchell.
Musei: M9, Zingarelli si dimetteFondazione Venezia, fase nuova con visioni non coincidenti

VENEZIA26 febbraio 201919:19

– Valerio Zingarelli ha comunicato ieri le proprie dimissioni da amministratore delegato di Polymnia Venezia Srl, la società che gestisce il Museo del Novecento “M9” di Mestre, e da consigliere di amministrazione della Fondazione del museo. Lo rende noto oggi la Fondazione di Venezia. “Sono molto soddisfatto – afferma Zingarelli in una nota – per aver completato il progetto M9 rispettando i tempi, i costi e la qualità pianificati, grazie anche agli eccellenti collaboratori di Polymnia Venezia. M9 si è già dimostrato un esempio di innovazione culturale, museale, tecnologica e rigenerazione urbana, all’avanguardia in Europa. Ora altre significative iniziative professionali e personali mi attendono”. Il presidente della Fondazione di Venezia, Giampietro Brunello, sottolinea che “con il primo dicembre si è aperta una fase nuova che si dovrà concretizzare anche in un diverso modello di governance, su cui le visioni dell’ing.
Zingarelli e della Fondazione non sono del tutto coincidenti”.
Gaber avrebbe 80 anni, Milano lo omaggiaDodicesima edizione kermesse nella sua città natale

MILANO26 febbraio 201919:43

– Torna per la dodicesima edizione ‘Milano per Gaber’, manifestazione che quest’anno ‘festeggia’ gli ottant’anni dalla nascita del signor G, che coinvolgerà artisti del calibro di Paolo Conte, Elio e Cesare Cremonini.
L’iniziativa – realizzata dalla fondazione Gaber con il Piccolo Teatro, il sostegno di Siae e la collaborazione di Regione Lombardia e Comune di Milano – coinvolge anche i ragazzi con appuntamenti a loro dedicati (che si aggiungono alle centinaia di lezioni fatte nelle scuole.
Il 26 aprile al Piccolo teatro Strehler Massimo Bernardini intervisterà Paolo Conte. Il giorno dopo alle 15 toccherà a Cesare Cremonini raccontare a Marinella Venegoni il suo rapporto con il duo Gaber – Luporini. Sempre allo Strehler, il 28 aprile andrà in scena ‘Lo Stallo, spettacolo di Teatro-Canzone realizzato dopo la scomparsa di Giorgio Gaber e interamente scritto da Sandro Luporini, è interpretato da David e Chiara Riondino.
A Palazzo Vecchio arazzi di Cosimo IFino al 29 agosto 2021, esposti quattro alla volta

FIRENZE26 febbraio 201919:45

– La serie di 20 arazzi con ‘Storie di Giuseppe’, voluta dal duca Cosimo I de’ Medici e tessuta tra il 1545 e il 1553 su disegno di tre dei maggiori artisti dell’epoca, Agnolo Bronzino, Jacopo Pontormo e Francesco Salviati, torna in esposizione a Firenze nel luogo dove era stata pensata, il Salone de’ Dugento di Palazzo Vecchio. La mostra, fino al 29 agosto 2021, nasce grazie a un accordo tra il segretario generale della Presidenza della Repubblica, il ministero dei Beni e delle attività culturali e il Comune di Firenze. I 20 arazzi saranno esposti a rotazione quattro alla volta. Il Salone de’ Dugento entrerà così a far parte per i prossimi 3 anni del percorso museale di Palazzo Vecchio. I primi 4 arazzi esposti sono ‘Il sogno dei manipoli’, ‘Giuseppe racconta il sogno del sole, della luna e delle stelle’, ‘Vendita di Giuseppe’ e ‘Lamento di Giacobbe’.
La mostra è visitabile su prenotazione (massimo 25 persone ogni 30 minuti). “E’ un sogno che si avvera” ha commentato il sindaco Dario Nardella.
Appello, no a bancarelle piazza MiracoliDecine di firme tra cui Paolucci, Schmidt e Settis

PISA26 febbraio 201920:10

– ‘No’ a qualsiasi ritorno delle bancarelle che vendono souvenir in piazza dei Miracoli a Pisa, anche attraverso l’impiego del calessino Ape Piaggio come proposto da un’associazione di categoria incontrando possibili aperture al progetto da parte dell’amministrazione comunale. E’ il senso di un appello sottoscritto da una trentina di intellettuali, non solo pisani, tra i quali lo storico dell’arte, ex ministro dei beni culturali e direttore dei musei vaticani Antonio Paolucci, il direttore degli Uffizi Eike Schmidt, e lo storico dell’arte Salvatore Settis.
E’ Queen Mania con We Will Rock youMusical a Roma. Cattivi usano slogan politici italiani da social

27 febbraio 201910:09

A pochi giorni dai 4 Oscar a Bohemian Rhapsody, arriva a Roma, dal 27 febbraio al 3 marzo al Teatro Brancaccio, sull’onda di 56 repliche in tutta Italia e 65.000 presenze, We will rock you, versione italiana aggiornata del musical scritto nel 2002 da Ben Elton, con la collaborazione di due membri dei Queen, Roger Taylor e Brian May. Un successo mondiale da 2700 performance e otto milioni di spettatori.La storia, costruita sullo spirito delle canzoni (i cantanti/attori accompagnati da una rock band, ne eseguono dal vivo circa 20, da Radio Ga Ga a Another one bites the dust), è ambientata in un futuro lontano 300 anni, dove La Terra è diventata un enorme centro commerciale chiamato Pianeta Mall e i suoi abitanti sono consumatori senza la libertà di scegliere e pensare. La rivoluzione, a colpi di musica, arriverà dai giovani ‘resistenti’ Bohemians. Lo spettacolo, che già era stato allestito in Italia nel 2009, in questa nuova messa in scena, non è semplicemente una traduzione della versione inglese ma guarda all’oggi, dall’ossessione per il web, alla ‘politica italiana da social’.”I cattivi usano slogan che abbiamo sentito usare da Berlusconi, M5s, Lega, ma non manca la sinistra – spiega Michaela Berlini, che ha aggiornato il testo con il direttore artistico Valentina Ferrari e il produttore Claudio Trotta (Barley Arts) -. Li abbiamo introdotti perché ci stavano bene, erano emblematici. Facciamo uno sfottò alla politica di oggi in generale, quella che comunica a colpi di social e hashtag”. Fra gli interpreti (molti provenienti dall’edizione del 2009) Salvo Vinci, nel ruolo di Galileo, che ha in se’ un dono atavico; Alessandra Ferrari, per Scaramouche, compagna di rivolta; Valentina Ferrari, nella parte della ‘dittatrice’ Killer Queen; Massimiliano Colonna, per il saggio bibliotecario Pop; Paolo Barillari (Khashoggi), Claudio Zanelli per Brit e Loredana Fadda (Pop).”Molti immagino pensino che We will rock you stia avendo tanto successo grazie a quel film meraviglioso che è Bohemian Rhapsody. Io invece credo lo stia avendo perché è uno spettacolo straordinario – dice Claudio Trotta -. C’è in corso una rivoluzione rock, la gente è stufa di falsità, bugie, banalità, volgarità; ha bisogno di realtà, e cosa c’è di più vero della cultura rock? Ce l’abbiamo dentro, lo dimostrano le reazioni a queste canzoni di spettatori di ogni età, dai bambini di 4 anni alle persone di 70″. Il testo è stato aggiornato “perché essendo del 2002 era un po’ datato, mancava tutta l’ossessione della nostra società per schermi grandi e piccoli o un panorama sempre più dominato dalle multinazionali. Vorremmo ricordare a tutti che quella che conta è la comunità reale, non quella virtuale. Lo facciamo attraverso il nostro spettacolo e la musica dei Queen, che per lungo tempo è stata considerata banalotta. Invece è complessa ed ha la grande dote di diventare voce di tante generazioni diverse”.Avete avuto reazioni a questo nuovo adattamento da parte dei Queen? “Brian May ha scritto alla traduttrice Raffaella Rolla, e a me – risponde Trotta – che era estremamente contento di quello che facciamo e mi ha promesso che se troverà il tempo verrà a vedere lo spettacolo”. La tournée proseguirà fino ad aprile, in città come Napoli, Catanzaro, Reggio Calabria, Catania, Bari, Firenze, Padova, Torino, Gorizia, Parma, e riprenderà a novembre.
Oscar, ascolti in aumentoQuasi 30 milioni per cerimonia senza presentatore

NEW YORK26 febbraio 201920:33

– La formula senza presentatore per la 91ma edizione degli Oscar sembra aver premiato a livello di ascolti. La cerimonia trasmessa da Abc è stata vista infatti da 29 milioni e 600 mila spettatori, oltre tre milioni in più rispetto all’anno scorso e pari ad un incremento dell’11,5%.
I numeri segnano una tregua in quello che è stato un trend in crollo degli ascolti negli ultimi quattro anni tuttavia la cerimonia che consegna la statuetta più importante del cinema resta la seconda meno vista da quando sono iniziate le rilevazioni di audience.
Cannes: Inarritu presidente di giuriaIl Festival è in programma dal 14 al 25 maggio

27 febbraio 201909:56

Alejandro Inarritu è il presidente della giuria del Festival di Cannes 2019, in programma dal 14 al 25 maggio. Il regista messicano di Amores Perros, Babel, 21 grammi, Biutiful, Birdman, The Revenant, Succede a Cate Blanchett. Nel 2017 fece scalpore a Cannes la sua eccezionale installazione Carne Y arena sul muro tra Messico e Usa.

Dopo censura torna ‘Totò’ di Cinico tvRestauro promosso da Cineteca Bologna, anteprima con Maresco

BOLOGNA26 febbraio 201914:13

– È stato l’ultimo film italiano su cui si sia abbattuta la censura, vietandone a tutti la visione, e ora torna al cinema: ‘Totò che visse due volte’ di Daniele Ciprì e Franco Maresco rivive grazie al restauro in 4k promosso dalla Cineteca di Bologna. L’opera sarà presentata in anteprima domani sera, 27 febbraio, al Cinema Lumière di Bologna come evento speciale del festival Visioni Italiane promosso dalla Cineteca fino al 3 marzo. Ospite il regista Maresco.
Era il 1998 quando i creatori di Cinico Tv, portavano al Festival di Berlino il loro ‘Totò che visse due volte’ ma al ritorno in Italia si scatenavano polemiche e provvedimenti che prima ne vietarono l’uscita in sala, poi solo la visione ai minori di 18 anni. Ora il secondo lungometraggio di Ciprì e Maresco, dopo ‘Lo zio di Brooklyn’, ritorna grazie al lavoro della Cineteca di Bologna a partire dai negativi originali scena e suono conservati dall’Istituto Luce-Cinecittà. Il restauro è stato realizzato dal laboratorio L’Immagine Ritrovata.
Gerini ufficiale Repubblica ItalianaAttrice tra tv e cinema, ha attraversato i generi con intensità

26 febbraio 201917:52

– Claudia Gerini è stata insignita dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella dell’Alta Onorificenza di Ufficiale della Repubblica Italiana. L’attrice, dopo l’esordio in tv ha alle spalle una carriera cinematografica in cui ha spaziato tra i diversi generi, dalla commedia con Carlo verdone, passando per La Sconosciuta di Giuseppe Tornatore, fino ad Ammore e malavita, per la quale vince il David di Donatello come migliore attrice non protagonista. In questi giorni è tra i protagonisti per Netflix della seconda stagione di Suburra – La serie nei panni intensi della cinica Sara. Tornerà in tv anche su Foxlife dall’11 marzo come narratrice di Amore e altri rimedi sulle coppie in crisi. Il 4 aprile tornerà in sala con Dolce Roma di Fabio Resinaro. Ha girato A mano disarmata di Claudio Bonivento dove interpreta la coraggiosa giornalista Federica Angeli, e presto inizierà le riprese di Hammamet di Gianni Amelio su Bettino Craxi, dove sarà Ania Pieroni, a lungo legata al leader socialista.
Likemeback, amiche e ossessione socialDal 28 marzo l’opera seconda di di Leonardo Guerra Seràgnoli

26 febbraio 201918:57

– Tre amiche e l’ossessione per i social in Likemeback, dopo l’anteprima al Festival di Locarno esce nelle sale dal 28 marzo il secondo film di Leonardo Guerra Seràgnoli con musiche originali del candidato all’Oscar Alva Noto. Sarà distribuito da Nightswim in collaborazione con Altri Sguardi a partire dal 28 marzo. Il cast vede come interpreti principali tre giovani promesse del cinema italiano: Angela Fontana, Denise Tantucci e Blu Yoshimi. Lavinia, Carla e Danila hanno appena finito il liceo e partono insieme per una vacanza in barca a vela. Sono sole con i loro telefonini e uno skipper, in viaggio lungo le coste della Croazia, piene di sogni, libertà, spensieratezza e inconsapevoli che condividere tutto sui social trasformerà la loro vacanza in un rito di passaggio all’età adulta in cui nulla, soprattutto la loro amicizia, sarà mai più come prima.

Harvard migliore Università al mondo ma gli atenei Usa sono in declinoDati da Classifica mondiale Qs. Bene università inglesi, dubbi per la Brexit

27 febbraio 201910:29

L’Università di Harvard si conferma la migliore al mondo. E’ seguita da vicino dall’Istituto di Tecnologia del Massachusetts ma dal 2015 gli Stati Uniti hanno perso il 10% delle loro performance, che arriva al 20% andando ancora più indietro nel tempo, in particolare nelle discipline riguardanti gli studi umanistici. E’ quanto fotografa “2019 QS World University Rankings by Subject”, la classifica annuale delle migliori università al mondo, prodotta dall’azienda QS Quacquarelli Symonds, che ha comparato le performance di 1200 università nel mondo in 48 materie. “Assistiamo ad una progressiva erosione della preminenza delle università americane – ha osservato il direttore della ricerca, Ben Sowter – sostituite, in alcune specializzazioni, da università dell’Australia, della Cina e del Regno Unito. A incidere sono anche i tagli ai finanziamenti e le restrizioni alla mobilità degli studenti”.

Migliorano invece le performance delle università inglesi, che sono diventate ancor più competitive degli anni passati, erodendo posizioni a quelle americane nelle stesse aree di studio. In particolare, l’Università di Oxford è la prima al mondo per cinque settori: Lingua e letteratura inglese, Farmacia e Farmacologia, Archeologia, Antropologia e Geografia. Le università inglesi poi occupano posti di vertice in ben 34 materie delle 48 esaminate dallo studio. “Le performance degli atenei inglesi rimangono alte e competitive – osserva Ben Sowter, direttore della ricerca – Tuttavia non sappiamo quanto l’impatto dell’imminente Brexit potrà incidere su questo quadro. Molti dei risultati importanti conseguiti dagli atenei inglesi in questi anni sono legati a collaborazioni con atenei e studiosi europei e a programmi europei, anche dal punto di vista dei finanziamenti”.

Atenei italiani tra i migliori al mondo ma è fuga di cervelliLa Sapienza leader negli studi classici

27 febbraio 201910:29

Migliora la performance delle Università italiane nel QS World University Rankings 2019, la Classifica universitaria mondiale per facoltà-disciplina: l’Italia è al 4° posto in Europa (dopo Regno Unito, Germania, Francia) e al 7° posto nel mondo per numero totale di università incluse nella classifica di quest’anno. L’Università romana La Sapienza è l’unico ateneo italiano classificato primo al mondo in una disciplina: Studi Classici e Storia Antica.

L’Italia inoltre – nell’ultima edizione della classifica universitaria globale più consultata al mondo – è al 3° posto in Europa dopo Regno Unito e Germania e al 7° posto nel mondo per numero totale di posizioni occupate. La classifica include ben 41 università italiane.

L’area Scienze della vita-Medicina dell’Università italiane è la più rappresentata in questa classifica mondiale. Mentre nelle singole discipline a classificarsi sono state Fisica e Astronomia, Medicina ed Economia & Econometria. Più in particolare: il Politecnico di Milano è l’unica università Italiana che si classifica tra le Top 10 in tre discipline; l’ Università Bocconi è ottava al mondo per Business & Management, guadagnando due posizioni rispetto allo scorso anno. Sale di undici posizioni anche in Finanza, conquistando il 18° posto e mantiene il sedicesimo in Economia. Il Politecnico di Torino entra per la prima volta nella classifica di Ingegneria Mineraria, posizionandosi al 24° posto. Altri debutti eccellenti sono: quello dell’Università di Bologna in Odontoiatria (44° posto) e dell’Università di Pisa in Scienze Bibliotecarie (50° posto). La Sapienza, L’Università di Bologna (Unibo) e Università degli Studi di Padova sono le università più rappresentate in classifica. Le città italiane con più università classificate sono Milano (7), Roma (4) e Pisa (3). Ben 18 università Italiane hanno ottenuto il riconoscimento di essere classificate tra le prime 100 per 36 distinte discipline.    In totale, le università Italiane occupano 521 posizioni nella classifica. Rispetto alla scorsa edizione, 192 posizioni sono invariate, 166 sono migliorate, 85 sono peggiorate, e 78 sono new entry. L’Italia, rispetto allo scorso anno, ha incrementato la propria presenza in tutte le classifiche, sia tra le top 50 (erano 29 ora sono 34), sia tra le top 100 (erano 83 atenei ora sono 98) sia infine tra le top 200 (erano 213 ora sono 236). “Questa edizione – ha commentato Ben Sowter, Responsabile Ricerca e Analisi di QS – mostra una fotografia positiva per l’eccellenza accademica Italiana. Il trend è degno di nota, specialmente se consideriamo la feroce competitività globale.

Per mantenere le stesse posizioni, le università devono continuamente migliorare l’impatto della propria ricerca, coltivare collaborazioni accademiche internazionali e conferire lauree e titoli post-lauream che siano spendibili nel mondo del lavoro e apprezzati dai recruiter internazionali. Questo risultato incoraggiante, deve però tenere conto di una sfida: la fuga di cervelli. L’OCSE segnala come l’Italia sia tornata ai primi posti nel mondo per emigrati; per la precisione all’ ottavo. Si stima che un terzo siano giovani laureati. Sebbene l’Italia spenda quasi un punto percentuale in meno (4% del PIL) rispetto alla media Europea per l’istruzione, il paese investe mediamente 164 mila euro per formare un laureato e 228 mila euro per un dottore di ricerca. Di questo investimento, beneficiano sempre più altri paesi. Il mio augurio é che il vostro Paese – conclude -preservi il ritorno sull’ investimento di risorse e talento, offrendo alle attuali e alle prossime generazioni di studenti le opportunità che meritano, affinché emigrare sia una scelta elettiva e non una necessità”.         [print-me title=”STAMPA”]

Aggiornamenti, Cinema, Notizie, Spettacoli Musica e Cultura, Ultim'ora

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Tempo di lettura: 15 minuti

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

TUTTE LE NOTIZIE SEMPRE AGGIORNATE

DALLE 07:33 DI LUNEDì 25 FEBBRAIO 2019

ALLE 04:49 DI MARTEDì 26 FEBBRAIO 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Marilyn e Hopper, mostra foto a Bologna
Dal 28/2 al 28/4 alla galleria Ono arte contemporanea

BOLOGNA25 febbraio 2019 07:33

– Due mostre fotografiche, ‘Marilyn Monroe & The Misfits’ e ‘Dennis Hopper, Photography’, sono in programma dal 28 febbraio al 28 aprile alla galleria Ono arte contemporanea di Bologna, con ingresso libero.
La prima si compone di 15 scatti e racconta, attraverso foto e la memoria di Ernst Haas, fotografo di scena accreditato, il ‘making’ e il dietro le quinte de ‘Gli spostati’, come fu tradotto in italiano il film diretto da John Huston uscito nel nostro Paese nel 1961 e interpretato, con Marilyn, da Clark Gable e Montgomery Clift.
La seconda (30 scatti), realizzata in collaborazione con Solares Fondazione delle Arti, ripercorre il lavoro fotografico di uno degli attori più amati e controversi della storia del cinema: Hopper esordisce con James Dean in ‘Gioventù bruciata’ ma è con ‘Easy Rider’, di cui è stato anche regista, che diventa icona mondiale della ribellione giovanile. Le sue foto raccontano l’America vista attraverso lo sguardo di uno dei suoi figli più illustri e controversi.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

 

Atto vandalico a mostra ‘Macerata Jazz’Scarabocchi su manifesti autografati Davis, Gillespie, Benson

MACERATA25 febbraio 201914:17

– Atto vandalico alla mostra “Macerata, 50 di jazz” in corso fino al 3 marzo agli Antichi Forni della città marchigiana. Tre manifesti storici dell’esposizione, autografati da Dizzy Gillespie (1988), Miles Davis (1989) e George Benson (1990), sono stati deturpati da tre scarabocchi, o meglio da tre firme “Treng”. La mostra è curata da Musicamdo Jazz, che sigla la direzione artistica della stagione jazz al Teatro Lauro Rossi, e che procederà con una denuncia. “Un gesto ignobile – secondo Daniele Massimi, presidente dell’associazione – fatto da chi ignora il valore storico e culturale di manifesti autentici e originali dell’epoca, autografati da artisti leggendari. Si tratta di manifesti unici il cui valore andrà quotato anche in considerazione della valenza degli autografi degli artisti ormai scomparsi. Stiamo richiedendo anche una stima dei danni ad esperti del restauro su carta. Fortunatamente un gesto isolato e in controtendenza con l’affetto e la stima dei tanti appassionati di jazz.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

 

A Milano borse sostenibili Arizona MuseTop firma capsule collection per Officina del Poggio

MILANO25 febbraio 201914:27

– Bella e pure brava: la top americana Arizona Muse ha presentato a Milano la capsule collection sostenibile di borse creata per Officina del Poggio, con materiali innovativi come una pelle sintetica Made in Italy realizzata in poliestere riciclato certificato e tracciabile al 100%, con ridotte emissioni di sostanze pericolose. La maggior parte dei materiali è stata trovata grazie all’aiuto di The Sustainable Angle, un’organizzazione no-profit con sede a Londra fondata per sostenere progetti che contribuiscono a ridurre al minimo l’impatto ambientale del settore della moda. “Il mio obbiettivo – spiega la bellissima Arizona, che è anche protagonista della campagna firmati da Neal Preston – è quello di aiutare i marchi di moda a comprendere che possono abbracciare un processo di sostenibilità attraverso passaggi progressivi che rendendo il percorso più fattibile e meno intimorente. Attraverso piccoli passi possiamo avere un grande impatto”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

 

Canova, il 1 marzo esce nuovo album”Vivi per sempre”, tra pop e rock. Dal 20 marzo in tour

25 febbraio 201915:54

– Esce il 1 marzo, per Maciste Dischi/distribuito da Artist First, “Vivi per sempre”, il nuovo disco dei Canova. L’album della band milanese, così come il precedente, è una raccolta di canzoni figlie di momenti diversi e di circostanze e ispirazioni a sé stanti, che oscillano tra il pop super catchy e il rock ruvido. Ci sono i sentimenti, le notti insonni, le rincorse, le sigarette, le bevute, le domeniche noiose, ma anche l’infanzia, la vita appunto, e la morte. “Avevamo tanti brani ma ne abbiamo scelti 9 – raccontano i Canova -. Ogni canzone ha un suo mondo proprio, che rimane però sotto la stessa matrice, ovvero quella di un unico autore e della stessa band. Seppur coscienti del modo attuale di ascoltare la musica, tra skip e playlist, i dischi ci piacciono molto”. La band, dopo una data zero il 13 marzo a Perugia, dal 20 marzo sarà in tour, partendo da Milano.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

 

Sottodiciotto, tema è l’iperconnessioneFestival cinema giovane ‘Me, Myself(ie) And I’ da 15 a 22 marzo

TORINO25 febbraio 201916:04

– Per il ventennale il ‘Sottodiciotto Film Festival & Campus’, dedicato al cinema per i più giovani, in programma dal 15 al 22 marzo, si propone anche come laboratorio per entrare dentro il tema più forte dell’era contemporanea, l’autorappresentazione legata all’iperconnessione. Lo racconta il titolo ‘Me, Myself(ie) And I’, voluto dal direttore Stefano Della Casa e dalla direttrice dell’Aiace di Torino Giulia Carluccio che oggi hanno presentato il ricco programma, presenti l’assessore alla Cultura della Regione Piemonte, Antonella Parigi e l’assessora all’Istruzione della Città, Antonietta Di Martino.
Molti gli incontri, i concerti, le feste e ovviamente i film, come quelli di apertura e chiusura, ‘Dafne’, di Federico Bondi, storia di una donna con sindrome di Down che perde la madre, e ‘Selfie’ di Agostino Ferrente, composto di selfie di due ragazzi del rione Traiano di Napoli. Oltre ad una mostra all’Accademia Albertina e una rassegna di film d’animazione.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

 

S.Cecilia, Tharaud in recitalPianista francese il 27 febbraio per la stagione da Camera

eremo le più belle su

– Scarlatti, Beethoven, Rameau: si svilupperà sulle composizioni di questi tre autori il recital incentrato sull’evoluzione della Sonata dal clavicembalo al fortepiano che il pianista francese Alexandre Tharaud proporrà mercoledì 27 febbraio per la stagione da Camera di Santa Cecilia (ore 20:30, Sala Sinopoli, Auditorium Parco della Musica).
Protagonista della scena pianistica internazionale, Tharaud torna ad esibirsi per l’Accademia Nazionale dopo tre stagioni di assenza. In programma sette Sonate di Domenico Scarlatti, compositore napoletano autore di 550 sonate per clavicembalo. Di Beethoven Tharaud eseguirà due delle ultime Sonate: l’op.109 e l’op.111 inframmezzate da brani di Jean-Philippe Rameau, Le Rappel des oiseaux (dalla Suite in mi), Allemande, Sarabande, Fanfarinette, Gavotte et doubles (dalla Suite in la) tratti dalle Suites per clavicembalo. Tharau è stato ospite delle più importanti orchestre e sale concerto del mondo ed è noto anche come scrittore, direttore artistico e attore.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

 

Manifesto, arte per cambiare il mondoA Roma Julian Rosefeldt, ‘artisti di ieri parlano al presente’

25 febbraio 201920:58

– Una broker che nella sala della Borsa esalta ogni forma di originalità, anche se violentissima. Una burattinaia che, fabbricando il suo alter ego, immagina un futuro fatto di surrealtà. Una cronista televisiva che annuncia che anche le idee possono essere opere d’arte. Una maestra elementare che invita i suoi allievi a cercare nelle immagini l’autenticità e rubare ciò che parla all’anima perché “niente è originale”. È un omaggio alla storia dell’arte ma anche un invito all’azione per cambiare il mondo prendendo in prestito le parole di grandi artisti la mostra-installazione “Manifesto” di Julian Rosefeldt, in programma al Palazzo delle Esposizioni di Roma dal 26 febbraio al 22 aprile. Articolata in 13 grandi schermi che raccontano ognuno una storia diversa, questa grande e ambiziosa opera celebra il manifesto novecentesco, lo strumento attraverso il quale gli artisti proclamavano con forza le proprie idee, perseguendo l’obiettivo di chiudere con il passato e costruire un presente nuovo partendo dall’arte. Rosefeldt, artista tedesco in residenza a Roma a Villa Massimo, ha ideato questa video installazione nel 2015, e l’ha ripensata appositamente per questa occasione, in un allestimento affascinante che, coniugando suoni e immagini in movimento, ridisegna l’architettura della Rotonda del Palazzo. Protagonista di ogni video (a eccezione del prologo, in cui risuonano le parole del Manifesto del Partito Comunista del 1848 di Marx ed Engels) è l’attrice due volte premio Oscar Cate Blanchett che, calandosi di volta in volta in un ruolo diverso, dà voce ai vari movimenti artistici, dal Futurismo al Surrealismo, dall’Espressionismo al Dadaismo, dall’Arte Concettuale al Minimalismo, e a singoli artisti (come Fontana, Vertov, Marinetti, Picabia, Jarmusch, von Trier, Herzog e altri). Secondo una precisa scelta di Rosefeldt, i personaggi interpretati dall’attrice sono tutti femminili, tranne uno (il senzatetto), proprio per porre l’opera in contrasto con la predominanza maschile nei manifesti, scritti tutti da uomini. In un cortocircuito temporale, con le parole di ieri rivissute in ambientazioni attuali, l’artista si interroga sull’arte e sul ruolo che essa occupa oggi nella società, mettendo in relazione la rivoluzione vagheggiata da quegli autori storici con il nostro quotidiano. “I manifesti mi sono sembrati attuali e volevo capire se hanno a che fare con i nostri tempi. Sono testi che rompono con il passato e non si interessano al futuro, sono concentrati sul presente. C’è molta rabbia ed energia in quelle parole. Ma a differenza dei populisti di oggi, la cui rabbia è vuota e piena di paura, gli artisti di ieri ci fanno pensare”, ha detto oggi Rosefeldt. L’artista ha scelto di “liberare i testi dalle opere visuali degli artisti per arrivare al significato” sottolineando di aver dato voce a una donna perché “quelle parole erano piene di testosterone”. Realizzati in pochissimo tempo, (“Ci sono voluti solo 13 giorni per girare tutto. Cate Blanchett ha prestato la sua opera gratuitamente, ci siamo conosciuti qualche anno fa e da tempo volevamo lavorare insieme”, ha detto l’artista), i video hanno una durata di 10 minuti e non presentano sottotitoli per non distrarre l’attenzione dalla composizione dell’immagine, e dalla relazione tra spazi, persone e oggetti: “In genere l’architettura al cinema viene usata come la musica, per sottolineare l’azione e guidare lo spettatore. Io invece la utilizzo in modo enigmatico, anche in opposizione a ciò che si vede, per attivare il pubblico e metterlo in moto, rompendo con le regole del cinema”, ha spiegato.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Mostre: ‘Passage’ di Gormley agli Uffizi
Rassegna con maxi tunnel di acciaio dal 26/2 al 26/5

FIRENZE25 febbraio 201917:34

– E’ ‘Passage’ maxi installazione metallica di 12 metri, che ricalca la figura umana, la protagonista della mostra dedicata all’artista inglese Antony Gormley. La rassegna ‘Essere’ si aprirà il 26 febbraio, nell’aula magliabechiana degli Uffizi di Firenze e resterà aperta fino al 26 maggio. Dodici opere sono nell’aula magliabechiana, altre due sono state collocate all’interno del percorso espositivo della Galleria, al secondo piano, mentre un’altra è stata installata sulla terrazza degli Uffizi. Oltre al tunnel di acciaio nero, a cui spetta il primato dell’opera più grande mai ospitata nella Galleria delle statue e delle pitture del museo, la mostra propone una selezione delle sculture di Gormley, realizzate in diversi materiali e dimensioni, che esplorano i temi del corpo nello spazio e del corpo come spazio. Centrale, nell’ambito dell’esposizione, è il dialogo in atto tra ‘Passage’ e ‘Room’, due sculture realizzate a 35 anni di distanza l’una dall’altra che affrontano la questione dello spazio del corpo.
Cables in concerto a Bologna il 12 marzoIl pianista-jazzista Usa nel cartellone Cantina Bentovoglio

BOLOGNA25 febbraio 201917:56

– Il pianista statunitense George Cables sarà in concerto il 12 marzo a Bologna, alla Cantina Bentivoglio, in un quartetto che comprende anche Darryl Hall contrabbasso, Victor Lewis batteria e Piero Odorici sax. In programma anche i brani di ‘Quiet fire’, il cd inciso live alla Bentivoglio tre anni fa che sarà allegato al numero di aprile della rivista ‘Musica Jazz’. La Cantina, che festeggerà i trent’anni di attività con un grande concerto il 10 ottobre, ospiterà tra gli altri anche Lumina (Carla Casarano voce, William Greco pianoforte, Leila Shirvani violoncello, Marco Bardoscia contrabbasso e Emanuele Maniscalco batteria) l’1 marzo, il trio Backline del chitarrista Francesco Diodati il 5, il trio con Alessandro Lanzoni pianoforte, Thomas Morgan contrabbasso e Eric McPgherson batteria il 7. Il 27 in cartellone il primo concerto del progetto Carte Blanche con il quintetto ‘Not a what’ del pianista Giovanni Guidi con il trombettista Fabrizio Bosso.
Baglioni, ultima e 50/a data a FirenzeIl 26 aprile per chiudere celebrazioni dei 50 anni di carriera

25 febbraio 201918:04

– Si chiuderà a Firenze, al Nelson Mandela Forum, il tour “Al Centro” di Claudio Baglioni: la 50esima e ultima data per le celebrazioni dei 50 anni di carriera di uno dei più grandi protagonisti della musica italiana. Il saluto di Claudio Baglioni, nello stesso luogo nel quale, il 16 ottobre 2018, è iniziato il tour – dopo le tre anteprima all’Arena di Verona – che ha visto il cantautore esibirsi davanti a 410.000 spettatori.
Biglietto a prezzo ridotto per chi ha già acquistato un biglietto di una delle date del tour.
Queste le prossime date: 15 e 16 marzo Livorno; 19 e 20 marzo Caserta; 22 e 23 marzo Acireale (CT); 26 e 27 marzo Reggio Calabria; 29 e 30 marzo Roma; 2 aprile Trieste; 5 aprile Bruxelles; 7 aprile Zurigo; 9 e 10 aprile Genova; 12 e 13 aprile Milano; 15 e 16 aprile Treviso; 18 aprile Pesaro; 24 e 26 aprile Firenze.
Oscar: nel Piacentino festa per CasaliFiglio di migranti, ha vinto per sonoro di Bohemian Rapsody

PIACENZA25 febbraio 201918:07

– Anche nel piacentino si festeggiano gli Oscar. John Casali, figlio di emigrati piacentini, la cui famiglia è originaria di Morfasso, in val d’Arda, ha vinto la statuetta per il miglior sonoro di “Bohemian Rhapsody”, il film uscito nelle sale nel 2018 e che celebra i Queen e il loro frontman Freddie Mercury. Il padre Livio è nato a Casali di Morfasso nel 1932 e nel 1950 emigrò insieme ad altri compaesani a Londra dove lavorò come ristoratore e come pasticcere; e dove nacque John, il primo di due figli (la sorella si chiama Angela). Appena sposato, John iniziò a lavorare sui set insieme al suocero e successivamente come tecnico del suono. Ora con lui lavora anche il figlio.
Casali ha lavorato in tantissime produzioni a partire dal 1998 con Eight, altrettanti i film, numerosi i riconoscimenti e i premi che ha ricevuto nella sua carriera.
Tv: Mediaset, Adrian slitta a settembrePer esigenze di salute di Celentano. Il giorno di messa in onda sarà comunicato successivamente

25 febbraio 201919:58

Clan e Mediaset comunicano che “per esigenze di salute e di convalescenza di Adriano Celentano” le ulteriori cinque puntate di “Adrian” vengono riprogrammate per settembre/ottobre 2019. “Il giorno esatto di messa in onda sarà comunicato successivamente – si legge in una nota -. Come da originario sviluppo del programma che vedeva l’aumento progressivo della presenza di Adriano Celentano, quest’ultimo sarà presente in scena in tutte le restanti cinque puntate previste”.

Radu Lupu a Vicenza, Bologna e RomaTre concerti prima dell’annunciata pausa sabbatica

BOLOGNA25 febbraio 201919:54

– Leggenda del pianoforte, antidivo, riservato e ironico, Radu Lupu torna in Italia per tre appuntamenti prima dell’annunciata pausa che lo terrà lontano dalle scene per un lungo periodo. Il pianista rumeno, classe 1945, in carriera da oltre 50 anni da quando nel 1966 vinse il concorso ‘Van Cliburn’, suonerà il 10 aprile al Teatro Comunale di Vicenza, il 12 al Teatro Comunale di Bologna per Musica Insieme, e il 13 maggio al Parco della Musica di Roma per la stagione dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Con queste tre istituzioni ha una lunga collaborazione.
Radu Lupu non rilascia interviste, non incide dischi da molto tempo e le apparizioni pubbliche sono ormai centellinate: questi tre appuntamenti rappresentano un’occasione rara per i suoi numerosi estimatori. Il programma, come di consueto intenso e passionale, proporrà i capolavori di due grandi compositori romantici, Robert Schumann e Franz Schubert, dei quali eseguirà la Kreisleriana Op. 16 e la “Sonata in si bemolle maggiore D 960”.
I 90 anni di Severino, filosofo dell’eternoBrescia lo celebra con ‘Orestea’, tra riflessione e teatro

25 febbraio 201920:55

– “Avvicinarsi alla morte è avvicinarsi alla gioia, ma alludo al superamento di ogni contraddizione che attraversa la nostra vita perchè siamo costantemente nello squilibrio e nell’instabilità: non ci attende la reincarnazione o la resurrezione, ma qualcosa di infinitamente di più”. Così scrive e ripete spesso, nelle sue lectio e nei suoi incontri, Emanuele Severino, 90 anni domani.
Un pensiero radicale, il suo, che per la negazione del ‘divenire’ lo ha portato ad un conflitto con la chiesa cattolica al punto che nel 1968, 4 anni dopo aver pubblicato ‘Ritornare a Parmenide’, su sua richiesta venne istruito un processo dall’ex Sant’Uffizio, che dichiarò la sua filosofia incompatibile con il cristianesimo.
Un pensiero che Severino, considerato uno dei più grandi filosofi, scrittori e intellettuali viventi, coltiva facendo riferimento, oltre che a Parmenide, ad Aristotele, Eraclito, Hegel, Nietzsche, Leopardi. Per il filosofo bresciano l’Occidente vive nel nichilismo, ovvero nella convinzione che le cose, tutte le cose escono dal nulla e vi fanno ritorno. Nei numerosi libri pubblicati dagli anni ’50 ad oggi, Severino mostra invece che tutto, anche le cose più insignificanti sono eterne per necessità e la convinzione che tutte le cose escono dal nulla e vi fanno ritorno è la ”follia estrema”.
L’uomo ha sempre cercato il rimedio al terrore davanti al dolore e alla morte. Lo ha cercato con il mito, la poesia e la religione e proprio in questo contesto ha approfondito il pensiero di Eschilo ma anche di Giacomo Leopardi in libri come ‘Il Giogo’ e ‘Cosa arcana e stupenda’. Di particolare rilievo poi i suoi studi sulla tecnica – la forza suprema destinata a dominare il mondo e alla quale si assoggettano anche le grandi forze della tradizione: cristianesimo, capitalismo, socialismo, umanesimo – fino al suo ultimo libro, ‘Testimoniando il destino”, uscito un mese fa.
Un percorso cominciato quando aveva solo 23 anni. Si era laureato l’anno prima a Pavia e, docente all’Università Cattolica, scrisse ‘La struttura originaria’, libro che leggeva con passione anche il futuro cardinale di Milano Angelo Scola, allora suo allievo. Il 2 marzo Brescia, la città dove è nato il 26 febbraio del 1929, lo festeggerà con una giornata tra riflessione e teatro, ‘Orestea/ Al centro del Vortice’. Fulcro dell’evento l’Orestea di Eschilo, che Severino tradusse nel 1985 per Rizzoli e che Franco Parenti e Andrée Ruth Shammah utilizzarono per la storica messa in scena della trilogia eschilea nel 1986. Alla traduzione fece seguito Il giogo, il fondamentale saggio sulla figura e l’opera di Eschilo edito da Adelphi nel 1989.
Un cast di 13 attori darà voce ad alcuni dei passi più significativi della trilogia eschilea. L’antologia di passi, selezionata dallo stesso Severino, vedrà protagonisti alcuni tra i maggiori artisti della scena italiana come Ottavia Piccolo, Graziano Piazza, Federica Fracassi e Fausto Cabra, accompagnati da un coro di 9 giovani attrici e attori. A concludere la giornata di riflessione, organizzata dall’Associazione di studi ‘Emanuele Severino’ e dal Centro Teatrale Bresciano, sarà lo stesso filosofo.
In testa in sala, 10 giorni senza mammaSeguono Eastwood, le new entry di Lego, Brizzi e Neeson

25 febbraio 201910:01

– E’ ancora “10 giorni senza mamma”, la tragicommedia con Fabio De Luigi, sulle peripezie di un maldestro aspirante padre, il film più visto nelle sale italiane nel weekend, secondo la classifica Cinetel. Il film di Alessandro Genovesi ha ottenuto 1.141.930 euro, 5.919.647 in tre settimane. Stabile al secondo posto Il corriere (The mule), film-testamento di e con Clint Eastwood, ispirato alla vera storia di Earl Stone, con 897.417 euro (5.417.820). Dopo aver battuto i record d’incasso in patria sbarca nelle sale italiane la seconda avventura dei mattoncini da costruzione The Lego Movie 2 di Mike Mitchell, che ottiene 857.558 euro. Segue un’altra new entry, la commedia di Fausto Brizzi, Modalità aereo, che registra 782.358 euro. Quinto posto per l’ultimo debutto della top ten, Un uomo tranquillo di Hans Petter Moland con Liam Neeson, 774.903 euro. Totale incassi 7.811.032, -14% dal precedente weekend (9.097.812) -29,76% rispetto allo stesso periodo del 2018 (11.120.737).
‘Rosa Pietra e Stella’, primo ciakTra Portici e Napoli. Con Ivana Lotito la piccola Ludovica Nasti

NAPOLI25 febbraio 201920:09

– Sul Molo Borbonico del Granatello, a Portici, sono partite le riprese di ‘Rosa Pietra e Stella’, primo lungometraggio di Marcello Sannino. Ha il volto di Ivana Lotito (l’Azzurra Avitabile, moglie di Genny Savastano nella serie Gomorra) la protagonista della storia, Carmela, giovane, bella e indomita. Sua figlia di 12 anni, Maria, è Ludovica Nasti, la piccola attrice rivelazione di ‘L’amica geniale’, nei panni di Lila. Sullo sfondo del set e della storia, c’è Napoli, la vicina metropoli, il luogo dove Carmela mossa da uno spirito ribelle segue le sue confuse ambizioni. Tra i tanti piccoli lavoretti che cerca di svolgere ce n’è uno che le appare l’occasione per svoltare: si tratta di fare affari con gli immigrati per conto di un avvocato. A lei si affiderà anche Tarek (Fabrizio Rongione, attore amato dai fratelli Dardenne), quarantenne algerino. E il fragile equilibrio della vita di Carmela crolla quando rischia di perdere la figlia portata via dai servizi sociali. Nel cast anche Imma Piro e Gigi Savoia.
Kastan e Falcinelli, fascino dei coloristudi di Scott Kastan e Falcinelli su influenze socio-storiche

25 febbraio 201912:12

– DAVID SCOTT KASTAN, ”SUL COLORE” (EINAUDI, pp. 262 – 28,00 euro – Traduzione di Luca Bianco) – RICCARDO FALCINELLI, ”COLORAMA” (EINAUDI, pp. 472 – 24,00 euro). ”Il dolore è giallo” scrive lo spagnolo Manuel Vilas ”In tutto c’è stata bellezza”, uno dei migliori libri che ci ha regalato questo principio d’anno, e ancora: ”Il giallo è una condizione visiva dell’anima…. Miseria e Giallo sono due parole che vivono insieme, addossate”. Nel capitolo sul Giallo del suo ”Colorama” Falcinelli ricorda: ”secondo una tradizione che inizia nel XII secolo, il giallo è sinonimo di falsità, di inganno, di menzogna, poiché è sentito come una degenerazione delle qualità luminose e morali dell’oro”, e fa notare come Giuda nei dipinti antichi abbia appunto vesti gialle. Kastan invece nel suo saggio ”Sul colore” ci parla del ”pericolo giallo” (definizione attribuita al Kaiser Guglielmo II a proposito dei cinesi a fine Ottocento) , mentre in tutte le precedenti annotazioni di ambasciatori e viaggiatori sin dal Cinquecento si parla di ”bianchi, sì bianchi come noi”.
Insomma i colori, come ce li raccontano questi due libri complementari e affascinanti, hanno un senso che si va modificando col tempo e le società, per non parlare delle mutazioni che ha portato nella sua percezione la tecnica. Prima il cinema, poi la tv con la sua possibilità di far decidere allo spettatore saturazione, contrasto e luminosità dello schermo, così che vanno semplificandosi e confondendosi le sfumature.
Ogni spettatore può così su uno stesso soggetto visualizzare un giallo (restiamo a questo colore) differente, mentre ”Un artista trecentesco non può pensare un giallo che non esista in concreto, come il giallo fluorescente di un evidenziatore; e così gli autori dei Simpson non possono usare variazioni sottili di tinte pastello,perché con i contrasti deboli vengono annullati in tv”.
”Colorama” indaga come il colore abbia cambiato il nostro sguardo, spiega perché per esempio Mondrian non usi mai il verde, mente Hitchcock lo metta in abbondanza, e così via, ma soprattutto ci fa capire come la scienza e la tecnica abbiano cambiato la nostra percezione. Kastan parte dal fatto che tutte le società hanno costruito sistemi simbolici sul colore: per i romani il rosso era il colore del matrimonio, oggi è il bianco; le bambine vestono rosa i bambini azzurro, ma un tempo era il contrario; poi ci sono le tute blu degli operai e il sangue blu dei nobili, solo per fare alcuni esempi. Tanto che possiamo dire di pensare a colori o con i colori, che segnano la nostra esistenza anche psichica e emotiva: vediamo rosso, siamo verdi d’invidia o di umor nero e così via. Insomma il colore fa profondamente parte della nostra vita, ma non sappiamo bene cosa sia, che proprietà abbia, dove sia in realtà. Sono tutte cose su cui spesso litigano anche gli scienziati. La visione del colore è fisicamente eguale in tutti gli uomini, ”ma il lessico dei colori, intendendo con questo non soltanto le specifiche parole, ma anche lo specifico spazio cromatico che da esse viene contraddistinto – ricorda Kastan – è stato chiaramente plasmato dalle particolarità della cultura”, aggiungendo che ”dato che lo spettro dei colori visibili è un continuum ininterrotto (lo spettro dell’arcobaleno per intenderci), il punto in cui finisce un colore e comincia un altro è arbitrario”. Il libro ne affronta dieci, ma ricorda che ”è impossibile esattamente sapere quanti siano i colori, anche se certi scienziati sostengono che ce ne siano più di 17 milioni. Altri dicono che sono 2,2 milioni, altri ancora garantiscono che sono appena 346mila”. A questi si aggiungo coloro per i quali ci sono solo gli 11 colori fondamentali e tutti gli altri non sono che sfumature e comunque nascono dall’incontro di questi.
Leggere Kastan ci fa capire quanto sia incredibile la soggettività di un colore, quante storie ne modifichino l’uso e la percezione, quante illusioni ottiche vi siano legate. E il tutto viene raccontato in modo affascinante partendo dalla scienza, ma usando in particolare arte, filosofia e letteratura, come nel bellissimo capitolo sul bianco che viene legato alla storia di Moby Dick come ai quadri ossessivamente monocromatici di Robert Rymano e il ciclo di Frank Stella legato alla balena di Melville. Il bianco per la luce è la combinazione di tutti i colori, ma se passiamo a usare i pigmenti, ecco che questo non torna più. C’è poi il suo valore di assenza, ma anche la sua contrapposizione col nero e infine ecco il bianco e nero, legato alle ”zone grigie” che chiudono il libro, ovvero ”quella opacità del colore che però, per molto tempo, al cinema, in foto e tv sostituiva tutti i vividi colori del mondo”.

R. Kelly trova i soldi per la cauzionePresto libero dopo accuse di abuso sessuale su 4 vittime

WASHINGTON26 febbraio 201900:35

– Il rapper R. Kelly e’ riuscito a mettere insieme i 100mila dollari necessari come anticipo della sua cauzione e dovrebbe essere liberato a breve. Lo riferiscono le autorita’.
La star si e’ dichiarata non colpevole per tutti i dieci capi d’imputazione per abuso sessuale aggravato nei confronti di quattro persone, di cui tre ragazze sotto i 17 anni.
Morto Mark Hollis, voce dei Talk TalkFondatore band britannica anni ’80 celebre per ‘Such a shame’

LONDRA26 febbraio 201900:47

– E’ morto Mark Hollis, fondatore e voce dei Talk Talk, gruppo musicale britannico degli anni ’80 celebre in particolare per le hit ‘It’s my life’ e ‘Such a shame’. Aveva 64 anni, e al momento non si conosce la causa della morte.
La notizia, ripresa dai media britannici, è stata confermata da un post di tributo del bassista della band, Paul Webb: “Sono molto scioccato e rattristato nell’apprendere la notizia della morte di Mark. Musicalmente era un genio ed è stato un onore e un privilegio essere stato in una band con lui”. Lo stesso Webb aggiunge che non lo vedeva “da molti anni”.         [print-me title=”STAMPA”]

Aggiornamenti, Cinema, Notizie, Spettacoli Musica e Cultura, Ultim'ora

Morto Mark Hollis voce dei Talk Talk Fondatore band britannica anni ’80 celebre per ‘Such a shame’ E NON SOLO

Tempo di lettura: < 1 minuto

Morto Mark Hollis voce dei Talk Talk

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

TUTTI GLI AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE

DELLE 01:45 DI MARTEDì 26 FEBBRAIO 2019

Morto Mark Hollis voce dei Talk Talk

LONDRA

– E’ morto Mark Hollis, fondatore e voce dei Talk Talk, gruppo musicale britannico degli anni ’80 celebre in particolare per le hit ‘It’s my life’ e ‘Such a shame’. Aveva 64 anni, e al momento non si conosce la causa della morte.
La notizia, ripresa dai media britannici, è stata confermata da un post di tributo del bassista della band, Paul Webb: “Sono molto scioccato e rattristato nell’apprendere la notizia della morte di Mark. Musicalmente era un genio ed è stato un onore e un privilegio essere stato in una band con lui”. Lo stesso Webb aggiunge che non lo vedeva “da molti anni”.         [print-me title=”STAMPA”]

Aggiornamenti, Cinema, Notizie, Spettacoli Musica e Cultura, Ultim'ora

OSCAR DEL CINEMA: NEL SEGNO DELL’INTEGRAZIONE

Tempo di lettura: < 1 minuto

OSCAR DEL CINEMA

NEL SEGNO DELL’INTEGRAZIONE ED INCLUSIONE

AGGIORNAMENTO DELLE 07:33 IN “SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA”

DI LUNEDì 25 FEBBRAIO 2019

OSCAR DEL CINEMA

Green Book e i premiati degli Oscar
Malek e Colman miglior attori. Lady Gaga vince per Shallow

– Oscar nel segno dell’inclusione e dell’integrazione. Miglior film è Green Book di Peter Farrelly, che ha vinto anche per l’attore non protagonista, Mahershala Ali e la sceneggiatura originale: storia vera dell’amicizia tra due ‘diversi’, il pianista virtuoso afroamericano Don Shirley e il suo autista (Viggo Mortensen) italo-americano nell’America ancora razzista. Miglior attore Rami Malek per Bohemian Rhapsody e miglior attrice l’inglese Olivia Colman per La favorita di Yorgos Lanthimos. Lady Gaga ha portato a casa (tra le lacrime) una statuetta per la miglior canzone originale, Shallow, mentre Spike Lee per BlacKkKlansman ha ottenuto il premio per la migliore sceneggiatura non originale. Il favorito ‘Roma’ di Alfonso Cuaron, altro film dalla forte connotazione sociale, storia della domestica di famiglia nell’infanzia del regista messicano, a Mexico City, ha vinto premi importanti: miglior film in lingua straniera, miglior regista, migliore fotografia.         [print-me title=”STAMPA”]

Aggiornamenti, Cinema, Notizie, Spettacoli Musica e Cultura, Ultim'ora

OSCAR DEL CINEMA: TUTTO SUGLI OSCAR E NON SOLO. SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Tempo di lettura: 16 minuti

OSCAR DEL CINEMA

TUTTO SUGLI OSCAR E NON SOLO.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

TUTTE LE NOTIZIE SEMPRE AGGIORNATE

DALLE 08:04 DI DOMENICA 24 FEBBRAIO 2019 ALLE 06:05 DI LUNEDì 25 FEBBRAIO 2019

OSCAR DEL CINEMA

‘Butterfly’ in scena al Petruzzelli
Spettacolo interrotto da black out in città, riprende poco dopo

24 febbraio 2019 08:04

BARI

– E’ andata in scena ieri sera nel Teatro Petruzzelli a Bari ‘Madama Butterfly’ nell’allestimento scenico della Fondazione Petruzzelli con la direzione orchestrale di Gianpaolo Bisanti e la regia di Daniele Abbado. Lo spettacolo è stato temporaneamente interrotto a causa di un black out in tutta la città che ha causato una sospensione di una decina di minuti. L’elegante regia di Abbado è fatta di pochi elementi: una grande scatola vuota, un sapiente gioco di luci, ampio spazio alla musica e quinte che, spostandosi, guidano e limitano i movimenti dei personaggi. “Puccini – spiega il regista – narra la vicenda con i colori della sua ricchissima tavolozza musicale. A noi resta il compito di raccontare questa storia ricercandone la maggiore eloquenza e persuasività. Questo va fatto con strumenti teatrali depurati al massimo”.
Carnevale Venezia,numero chiuso S.MarcoStop nei 4 varchi dopo 23mila ingressi, tutto fila liscio

VENEZIA24 febbraio 201914:22

– E’ stata la prima volta per il Carnevale e anche per Piazza San Marco: oggi per il volo dell’Angelo dal Campanile, evento che da’ il via alla festa in maschera, Venezia ha sperimentato i varchi e il sistema conta-persone nell’area marciana, per impedire la ressa e garantire i livelli di sicurezza disposti dal Viminale. Lo stop agli ingressi a San Marco – erano 4 le zone con i ‘tornelli’ – è scattato a quota 23mila ingressi. Chi era in Piazza, passati i controlli delle polizia e carabinieri, ha assistito al (doppio) Volo dell’Angelo dal Campanile, i turisti arrivati dopo hanno dovuto attendere la conclusione della manifestazione. Tutto si è svolto senza problemi. La presenza massiccia di stewart, e di circa 700 uomini delle forze dell’ordine e dei soccorsi, ha permesso un flusso sempre scorrevole nelle calli, e non ci sono stati problemi di ordine pubblico.

OSCAR DEL CINEMA

 

Cinema: Independent Spirit Awards, 2 premi a SuspiriaAl film di Guadagnino statuette per regia e fotografia

LOS ANGELES24 febbraio 201914:38

Suspiria di Luca Guadagnino ha vinto due statuette agli Independent Spirit Awards, i premi al cinema indipendente che vengono assegnati il giorno prima degli Oscar alle produzioni indipendenti e a basso costo. Il premio Robert Altman, che va al miglior insieme fra regista, cast e casting director, è andato al remake del classico dell’orrore di Dario Argento che ha vinto anche la statuetta alla migliore fotografia, curata da Sayombhu Mukdeeprom. Il film più premiato è stato Se la strada potesse parlare di Barry Jenkins.

OSCAR DEL CINEMA

Se la strada potesse parlare di Barry Jenkins ha ottenuto il premio al miglior film, miglior regia e migliore attrice non protagonista, Regina King. Il film però non è fra i selezionati nella categoria miglior film agli Oscar. Quest’anno quindi gli Spirits non potranno fare come spesso succede da apripista alla vittoria di domenica notte. Un indicatore di cosa succederà fra qualche ora potrebbe invece essere la statuetta andata a Glenn Close nella categoria migliore attrice, per The Wife. Lei infatti è fra le candidate, e ora più che mai fra le favorite, alla vittoria agli Academy Awards.Altro indicatore importante è la vittoria di Roma di Alfonso Cuaron dell’International-film Award. Roma è candidato sia nella categoria miglior film, che miglior film in lingua straniera agli Academy e ha ottime possibilità di vittoria in entrambe le categorie.

OSCAR DEL CINEMA

 

Fra gli uomini Ethan Hawke per First Reformer, e Richard E. Grant per Copia originale hanno vinto rispettivamente lo Spirit per il miglior protagonista e non protagonista, Grant è candidato anche agli Oscar. Copia originale ha ottenuto anche il premio alla migliore sceneggiatura.

Tullio Crali, il futurista irriducibileA Monfalcone oltre 80 opere del maestro dell’ aeropittura

24 febbraio 201915:25

– La sua visione vertiginosa dalla cabina di un aereo che punta dritto verso il cuore di una città, le acrobazie dei velivoli tra le nuvole, i paracadutisti in caduta libera come fossero ballerini rappresentano i momenti più affascinanti dell’aeropittura degli Anni ’30 di Tullio Crali. Ci sarà pure un motivo se tra centinaia di opere i curatori della più grande mostra internazionale sul Futurismo organizzata nel 2014 al Guggenheim New York hanno scelto proprio il suo quadro intitolato “Prima che si apra il paracadute” per la copertina del catalogo e il manifesto. Tullio Crali (Igalo 1910- Milano 2000) condensa nelle sue opere gli elementi centrali della pittura aerea tesa a descrivere il mondo da un punto di vista nuovo e la sfida del volo grazie alla mezzo che più di tutti esprime il senso della velocità e il dinamismo celebrati dal movimento. A Crali Monfalcone dedica fino al 12/5 una grande mostra, con oltre 80 opere e una ricca documentazione sull’ effervescenza culturale a tutto campo dell’ avanguardia.
Mirò a New York, 60 opere al MoMa”Nascita del Mondo” viaggio nell’universo del genio catalano

NEW YORK24 febbraio 201917:01

– NEW YORK

museo, esplora lo sviluppo dell’universo figurativo del pittore catalano. Si comincia con il monumentale “Nascita del Mondo” del 1925, “una sorta di genesi” come lo definì lui stesso, e poi a seguire 60 tra dipinti, opere su carta, libri illustrati, oggetti di ceramica realizzati tra 1920, l’anno del primo viaggio a Parigi, e l’inizio degli anni ’50, quando il suo linguaggio creativo lo rese celebre nel mondo. Il MoMA ha una delle raccolte piu’ complete di opere di Miró. Nascita del Mondo e’ entrato nelle collezioni del museo nel ’72 in parte come dono dell’artista. Ha intanto riaperto a Palma di Maiorca il Sert, lo studio museo dove Miró aveva vissuto e lavorato per quasi 30 anni e che aveva donato alla citta’ due anni prima di morire.
Scianna, “Con le foto mi racconto”Fino al 28 luglio gli scatti più belli dell’artista di Bagheria

PALERMO24 febbraio 201917:08

– “Questa mostra racconta la mia storia di fotografo, che è anche la mia storia di persona”.
Ferdinando Scianna torna a Palermo con “Viaggio, racconto, memoria”, un’ampia antologica della sua opera, curata da Denis Curti e aperta al pubblico fino al 28 luglio, negli spazi della Galleria d’arte moderna. Sono esposte oltre 180 fotografie, che attraversano l’intera carriera di uno dei maestri del bianco e nero, costruendo un percorso narrativo diviso per capitoli, che affrontano i temi dominanti della sua ricerca. “Ogni foto produce memoria. Il fotografo non fa le fotografie, ma le riceve, reagisce al mondo. È il suo modo di raccontare”. Sta qui la chiave per leggere le bellissime foto esposte secondo il filo conduttore del ricordo di un ragazzo partito da Bagheria giovanissimo, che oggi, a 75 anni, offre all’osservatore l’opportunità di compiere un viaggio intellettuale ed emozionale nella sua “sterminata storia di fotografo”.
Dolce & Gabbana celebra l’eleganzaCollezione ispirata a Botticelli, Leonardo e Michelangelo

24 febbraio 201917:41

– Ritorno all’eleganza, quella dell’alta sartoria, del fatto a mano. Dolce & Gabbana accende una lampadina sul mondo della moda femminile e la illumina guardando alla propria tradizione sartoriale, al valore del fatto a mano. L’ispirazione? Le dive di Cinecittà, le donne del Botticelli, le opere di Leonardo, Michelangelo e Piero della Francesca. La bellezza dell’arte italiana incontra la qualità della tradizione sartoriale. Perché in fondo il pensiero ricorda quello che scrisse Fedor Dostoevskij, “la bellezza salverà il mondo”. Così nella collezione per l’autunno-inverno 2019/20 è tutto perfetto, cucito, tagliato e ricamato ad arte, dalle mani esperte delle sarte dell’azienda. L’idea è quella di “scoprire l’eleganza di oggi. Ci sono tutti tessuti nuovi, proporzioni nuove”, spiega Stefano Gabbana. “Eleganza e fatto a mano” sono le parole d’ordine per il prossimo inverno. In fondo forse la cosa bella di vivere nell’era digitale, è tornare a fare le cose fatte a mano.
Orlandi, lotto per dar voce a scomparsiTorna con programma dal 26/2 alle 22 su Crime+Investigation

24 febbraio 201918:14

– “Quello mi spinge ad andare avanti nella mia battaglia per la verità, è la speranza che la voce di Emanuela possa essere anche la voce di tutti gli altri scomparsi. Quando parlo di Emanuela, parlo anche di loro”. Lo dice Pietro Orlandi, parlando dei motivi per i quali si è dedicato a ‘Scomparsi’, il programma che torna con la seconda stagione in sei puntate da martedì 26 febbraio alle 22 su Crime+Investigation.
Orlandi ripercorre i casi di sparizioni misteriose, incontrando, fra gli altri, i parenti e gli amici dei protagonisti ‘assenti’, tornando alle circostanze delle scomparse e illustrando le varie ipotesi, esplorate e non, che potrebbero fornire risposte. Si comincia con la vicenda di Domenico D’Amato, giovane rapper conosciuto da tutti come Dome Dama, scomparso due anni fa da Molinella (Bologna). Si proseguirà raccontando le vicende di Tiziano Allegretti, Rina Pennetti, Barbara Agnieszka Wojciechowska, Davide Gentile e Marisa Comessatti.
Arriva Teddy, nuova miniserie FoxLifeSu FoxLife la nuova miniserie in quattro puntate

24 febbraio 201919:12

– Due gemelle, Viola e Marta, apparentemente identiche, una sorella maggiore, Giulia, e un orsacchiotto conteso sin dall’infanzia. E’ Teddy, la nuova miniserie di FoxLife, in onda sul canale 114 di Sky da domani, 25 febbraio ogni lunedì alle 21, che vede protagoniste Stella Egitto (In guerra per amore, Il Commissario Montalbano, Malarazza) nei panni delle gemelle Marta e Viola, e Camilla Filippi (Tutto può succedere, La meglio gioventù) nel ruolo di Giulia. Le tre sorelle sono fortemente legate e sin da bambine si divertono a mettersi alla prova con piccole sfide che vedono sempre in qualche modo protagonista l’orsacchiotto Teddy.
Saranno un gioco, uno scambio di identità e una gara automobilistica, a portare a dei cambiamenti decisivi nelle loro vite, a una rivoluzione inaspettata. Declinata in 4 episodi da 6 minuti, la miniserie vede la regia di Mauro Mancini ed è realizzata da Fox Factory in collaborazione con Mercedes-Benz Italia.

OSCAR DEL CINEMA

 

Oscar al via, arrivano gli Avengers?Forse Woopy Goldberg presentatrice a sorpresa

24 febbraio 201919:52

LOS ANGELES

-Tutto è pronto al Dolby Theater di Los Angeles che, dalle 17 (le due di notte in Italia) ospiterà la 91ma edizione degli Academy Awards. Due ore prima inizierà la sfilata delle star sul tappeto rosso, che quest’anno, viste le insolitamente rigide temperature, è stato coperto da una tensostruttura in grado di proteggere dal freddo. Niente pioggia però. Le previsioni del tempo danno una tregua rispetto alle tante precipitazioni che la città di Los Angeles ha avuto in questi giorni. Dopo la sfilata, le star si accomoderanno dentro il teatro e la cerimonia avrà inizio. Quest’anno il senso di curiosità per quello che succederà sul palco è aumentato dal fatto che non ci sarà un vero presentatore della serata. Voci vorrebbero gli attori di Avengers tentare di salvare la serata come solo dei supereroi sanno fare.

OSCAR DEL CINEMA

Un’altra voce di corridoio vorrebbe Woopy Goldberg presentatrice a sorpresa. L’attrice nell’ultima settimana non ha partecipato alla trasmissione The View, di cui è ospite fissa. Ufficialmente avrebbe l’influenza ma, dal momento che anche The View è trasmessa dall’emittente americana ABC che metterà in onda la diretta degli Oscar, molti ipotizzano che la sua assenza sarebbe dovuta alle necessarie prove per la conduzione di questa notte. La Goldberg ha già presentato in passato la celebre Notte degli Oscar nel 1994, 1996, 1999 e nel 2000. In ogni caso non mancheranno i momenti di spettacolo che si avvicenderanno fra gli annunci dei vincitori, in 24 categorie che, contrariamente a quanto annunciato qualche giorno fa, saranno tutte presentate durante la diretta televisiva. La notizia dell’assegnazione di alcune categorie minori durante gli stacchi pubblicitari per accorciare i tempi della cerimonia aveva causato infatti la sollevazione popolare di chi nella Industry lavora nei tanti campi tecnici. I producer dello spettacolo televisivo Donna Gigliotti e Glenn Weiss avevano dovuto dunque fare marcia indietro.

OSCAR DEL CINEMA

Gigliotti e Weiss hanno sostituito Michael De Luca e Jennifer Todd, produttori della cerimonia dello scorso anno che, visti i numeri della diretta televisiva, di anno in anno sempre più disastrosi, avevano rinunciato all’incarico per il 2019. Come mai gli Oscar non hanno più il fascino che fu? Il motivo principale è da cercare nell’evoluzione, o forse sarebbe meglio dire involuzione, dell’industria dei cinema contemporanea. Il cinema oggi subisce la concorrenza spietata dei tanti tv show di qualità che sono emersi negli ultimi anni, complice un’offerta televisiva e di streaming aumentata vertiginosamente grazie a piattaforme come Netflix, Hulu eccetera. Netflix in particolare sta conquistando il mercato dell’intrattenimento, ne è una riprova la sua prepotente entrata anche nell’Olimpo degli Oscar, con 10 nomination a Roma, il film di Alfonso Cuar¢n prodotto dalla piattaforma di streaming. Il lavoro delle major quindi si sta riducendo alla produzione di pochi blockbuster, solitamente snobbati dall’Accademy in sede di premiazioni.

OSCAR DEL CINEMA

Infatti, proprio per cercare di riportare il grande pubblico agli Oscar, l’Academy aveva annunciato mesi fa l’aggiunta di una categoria, un Oscar al miglior film popolare, ma la misura è stata ritirata. La popolarità di un film si misura al botteghino e non con una statuetta. I maligni dicono che è per questa ragione che ben tre film andati molto bene al botteghino (Bohemian Rhapsody, A Star is Born e Black Pather) sono stati inseriti nella categoria miglior film.

OSCAR DEL CINEMA

 

Dragon Trainer re del box office UsaOltre 55,5 mln di dollari di incasso nel fine settimana

24 febbraio 201920:49

-E’ il film di animazione Dragon Trainer il mondo nascosto, il re degli incassi al box office americano di questo fine settimana. Realizzato con un budget di 129 milioni di dollari, il blockbuster della dreamworks ha incassato nel fine settimana 55,5 milioni di euro scalzando dal trono Alita angelo della battaglia, che ha raccolto 12 milioni di dollari, in calo del 57% (ma in due settimane di programmazione ha già raccolto più di 66,6 mln di dollari). Al terzo posto del podio un altro blockbuster di animazione Lego Movie 2 (in Italia è uscito il 21 febbraio), che nel week end ha raccolto 10 milioni (83,6 in tre settimane). Segue Una famiglia al tappeto, il film che racconta la vera storia di WWE Page , la wrestler britannica e della sua famiglia. Il film, che nelle sale italiane arriverà il 23 maggio, ha incassato 8 milioni di dollari. Quinto posto per la commedia Non è romantico? che arriverà nelle sale italiane il 7 marzo. In quelle Usa, in questo fine settimana ha incassato 7,5 milioni di dollari.

OSCAR DEL CINEMA

 

Spike Lee, ricordiamoci elezioni vicineMia bisnonna era schiava, omaggio ad antenati e loro sacrificio

25 febbraio 201904:33

– Spike Lee infiamma la platea degli Oscar e tutto il pubblico lo applaude in piedi. Ricevendo il premio per la migliore sceneggiatura non originale per BlacKkKlansman, il regista afroamericano ha detto: “le elezioni 2020 sono dietro l’angolo, ricordiamocelo, possiamo fare una scelta di amore e non di odio”. Spike Lee ha ringraziato la nonna e “sua nonna che era stata una schiava. Rendo omaggio a lei e ai nostri antenati, grazie al loro sacrificio siamo qui, grazie per aver costruito il Paese e sopportato il genocidio dei nativi”.

OSCAR DEL CINEMA

 

Spider-man vince per animazioneSara Pichelli di Porto Sant’Elpidio ha creato Miles

25 febbraio 201904:39

– C’è anche un po’ di Italia in questa edizione numero 91 degli Oscar. Spider-Man: Un Nuovo Universo ha vinto l’Oscar per il miglior film di animazione e Sara Pichelli, disegnatrice di fumetti di Porto Sant’elpidio, classe 1983, è fra le animatrici e animatori impegnati nel progetto. Spider-Man: Un Nuovo Universo è stato creato con una tecnica che unisce le più moderne tecnologie con lo stile dei disegnatori. “Sara Pichelli ha creato il personaggio di Miles, ha fatto il lavoro pesante, poi per noi è stato facile portarlo sullo schermo”. Il regista di Spider-Man: Un Nuovo Universo, Peter Ramsey ha parole di gratitudine per la disegnatrice italiana che ha creato il personaggio principale, il ragazzino di colore Miles, protagonista del film di animazione che ha vinto nella categoria best animated film. La Pichelli è fra le animatrici e animatori impegnati nel progetto creato ispirandosi soprattutto ai fumetti nati dalla penna dell’eterno genio di Stan Lee e di Steve Ditko, in questo caso coproduttore.

OSCAR DEL CINEMA

 

Lady Gaga in lacrime per Oscar a ShallowArtista, segreto del successo è la disciplina

LOS ANGELES25 febbraio 201904:42

– Oscar miglior canzone originale ‘Shallow’ da ‘A Star Is Born’, scritta da Lady Gaga, Mark Ronson, Anthony Rossomando e Andrew Wyatt e interpretata da Bradley Cooper e Lady Gaga.
Lady Gaga ha ringraziato la sorella, la famiglia e Bradley Cooper. Ha poi detto che il segreto del successo è la disciplina e la capacità di tornare in pista dopo i no, dopo gli insuccessi: “il segreto è il numero delle volte che sei in grado di rialzarti dopo le cadute”.

OSCAR DEL CINEMA

 

Oscar miglior attore a Rami MalekPer Bohemian Rhapsody

25 febbraio 201904:50

– Oscar per miglior attore protagonista a Rami Malek in Bohemian Rhapsody di Bryan Singer.

OSCAR DEL CINEMA

 

Oscar migliore attrice Olivia ColmanAttrice inglese vince con La favorita

25 febbraio 201905:02

– Oscar miglior attrice protagonista a Olivia Colman in La favorita di Yorgos Lanthimos.

OSCAR DEL CINEMA

 

Glenn Close dorata sul red carpetAttrice candidata con look sirena “pesa 20 kg”

25 febbraio 201901:48

– Glenn Close sul red carpet in abito sirena con strascico tutto dorato. L’attrice, favorita per la statuetta come migliore attrice protagonista, per The Wife, indossa un abito (ricorda una statuetta hanno subito commentato i social) di Carolina Herrera realizzato su misura per lei. In oro pallido, ricamato a mano, l’abito “pesa 20 kg – ha detto l’attrice in diretta tv – e ha 4 milioni di goccioline di vetro applicate a un corsetto interno”.

OSCAR DEL CINEMA

 

Oscar: con i Queen al via la cerimoniaOmaggio a Freddie Mercury

25 febbraio 201902:08

– Con l’esibizione dei Queen sul palco del Dolby Theatre di Los Angeles si è aperta la cerimonia degli Oscar 2019. Un omaggio a Freddie Mercury non casuale visto che Bohemian Rapsody, il film che racconta la vita del grande artista, è tra i super candidati di quest’anno.

OSCAR DEL CINEMA

 

Oscar, migliore attrice non protagonistaPer il film Se la strada potesse parlare

25 febbraio 201902:16

– Oscar per la migliore attrice non protagonista a Regina King per ‘Se la strada potesse parlare’ di Barry Jenkins.

OSCAR DEL CINEMA

 

Oscar, su palco ironia sul muroTina Fey, Rachida Jones e Amy Poehler ‘quasi’ presentatrici

25 febbraio 201902:38

LOS ANGELES

– “Non c’è un presentatore, non c’è la categoria film popolare e Messico non pagherà per il muro”. Tina Fey, Rachida Jones e Amy Poehler hanno aperto la cerimonia degli Oscar. “Non siamo le presentatrici ma staremo sul palco un po’ di più cosi chi non l’ha visto domani penserà che lo eravamo”. Regina King ha vinto il primo premio della serata, migliore attrice non protagonista per Se la strada potesse parlare.

OSCAR DEL CINEMA

 

Black Power alla cerimonia degli OscarCostumista Black Panther, “le donne possono comandare il mondo”

LOS ANGELES25 febbraio 201902:51

– Le prime vittorie agli Oscar hanno già indirizzato la strada verso il riscatto afro-americano agli Oscar. Dopo la vittoria di Regina King, migliore attrice non protagonista per Se la strada potesse parlare, la costumista Ruth Carter ha vinto l’Oscar per i migliori costumi grazie alla sua rappresentazione dei costumi della popolazione di Wakanda per Black Panther. La Carter ha ringraziato Spike Lee, il regista che per primo ha creduto in lei e poi ha reso omaggio al messaggio di Black Panther, il primo film tratto da un fumetto candidato nella categoria miglior film agli Academy. “Il film ha mostrato come le donne possano davvero comandare il mondo”. Afroamericana anche la vincitrice dell’Oscar per il produzione design, Hannah Beachler.

OSCAR DEL CINEMA

 

Regina King, da Metoo set più egualitariAttrice non protagonista, messaggio film va oltre colore pelle

LOS ANGELES25 febbraio 201903:05

– Questo film ha un significato importante perché l’amore non ha colore”, ha detto Regina King, nella sala stampa degli Academy, dopo aver vinto l’Oscar, il primo della serata, per la migliore attrice non protagonista con Se la strada potesse parlare di Barry Jenkins. Ad una domanda sul supporto della comunità afroamericana, la King ha risposto: “La mia famiglia nera mi ha sempre aiutato ma il messaggio di questo film va al di la del colore della pelle”.
Su Metoo, movimento, di cui Regina King è parte attiva, ha detto “Metoo è andato oltre il suo primo obiettivo, creando la strada alle donne perché vengano ascoltate, non solo quando sono quando vengono molestate ma anche marginalizzate. Questo movimento ci hanno insegnato a dire “no, dovete ascoltarci” e ha aperto la strada a un modus operandi sul set più egualitario, quando donne e uomini lavorano insieme succedono cose meravigliose”.

OSCAR DEL CINEMA

 

Cuaron, tutti nello stesso oceanoBardem, nessun paese può porre barriere

LOS ANGELES25 febbraio 201903:37

– “Nessun paese può costruire muri e porre barriere” Javier Bardem ha, in spagnolo, introdotto il premio al miglior film straniero andato a Roma. Cuaron è salito sul palco per la seconda volta (la prima per l’Oscar per la fotografia) “Sono cresciuto vedendo film stranieri – ha detto il regista messicano candidato anche fra i registi e per la categoria miglior film. “Siamo tutti parte della stessa emozione, tutti parte dello stesso oceano”, ha detto.

OSCAR DEL CINEMA

 

Rami Malek, figlio immigrati, sono gratoNon ero la scelta più ovvia a quanto pare ha funzionato

Rami Malek, figlio immigrati, sono gratoNon ero la scelta più ovvia a quanto pare ha funzionato

25 febbraio 201905:12

– Rami Malek, vincitore dell’Oscar per il migliore attore protagonista con Bohemian Rhapsody, era fra i favoriti ma è parso davvero meravigliato dell’Oscar ricevuto. Ha ringraziato la madre, presente in teatro e inquadrata in lacrime, e ha ricordato il padre, mancato prima che potesse vederlo diventare un attore di successo. “Credo che mi veda da lassù”. Malek è figlio di emigranti e ha voluto sottolineare le sue origini: “Sono il figlio di immigrati egiziani, americano di prima generazione, non ero la scelta più ovvia ma a quanto pare ha funzionato”.

OSCAR DEL CINEMA

 

Oscar miglior attore a Rami MalekPer Bohemian Rhapsody

25 febbraio 201904:50

– Oscar per miglior attore protagonista a Rami Malek in Bohemian Rhapsody di Bryan Singer.
OSCAR DEL CINEMA

 

Oscar migliore attrice Olivia ColmanAttrice inglese vince con La favorita

25 febbraio 201905:02

– Oscar miglior attrice protagonista a Olivia Colman in La favorita di Yorgos Lanthimos.

OSCAR DEL CINEMA

 

Regina King, da Metoo set più egualitariAttrice non protagonista, messaggio film va oltre colore pelle

LOS ANGELES25 febbraio 201903:05

– Questo film ha un significato importante perché l’amore non ha colore”, ha detto Regina King, nella sala stampa degli Academy, dopo aver vinto l’Oscar, il primo della serata, per la migliore attrice non protagonista con Se la strada potesse parlare di Barry Jenkins. Ad una domanda sul supporto della comunità afroamericana, la King ha risposto: “La mia famiglia nera mi ha sempre aiutato ma il messaggio di questo film va al di la del colore della pelle”.
Su Metoo, movimento, di cui Regina King è parte attiva, ha detto “Metoo è andato oltre il suo primo obiettivo, creando la strada alle donne perché vengano ascoltate, non solo quando sono quando vengono molestate ma anche marginalizzate. Questo movimento ci hanno insegnato a dire “no, dovete ascoltarci” e ha aperto la strada a un modus operandi sul set più egualitario, quando donne e uomini lavorano insieme succedono cose meravigliose”.

OSCAR DEL CINEMA

 

Mirò a New York, 60 opere al MoMa”Nascita del Mondo” viaggio nell’universo del genio catalano

NEW YORK24 febbraio 201917:01

– La poesia, la sperimentazione sui materiali, il rapporto con il mondo visibile e l’invisibile: mentre a Maiorca riapre lo studio dell’artista, il MoMA a New York presenta Joan Miró: Birth of the World, una mostra che, attingendo in buona parte dalle collezioni del museo, esplora lo sviluppo dell’universo figurativo del pittore catalano. Si comincia con il monumentale “Nascita del Mondo” del 1925, “una sorta di genesi” come lo definì lui stesso, e poi a seguire 60 tra dipinti, opere su carta, libri illustrati, oggetti di ceramica realizzati tra 1920, l’anno del primo viaggio a Parigi, e l’inizio degli anni ’50, quando il suo linguaggio creativo lo rese celebre nel mondo. Il MoMA ha una delle raccolte piu’ complete di opere di Miró. Nascita del Mondo e’ entrato nelle collezioni del museo nel ’72 in parte come dono dell’artista. Ha intanto riaperto a Palma di Maiorca il Sert, lo studio museo dove Miró aveva vissuto e lavorato per quasi 30 anni e che aveva donato alla citta’ due anni prima di morire.          [print-me title=”STAMPA”]

OSCAR DEL CINEMA

Oscar miglior film Green Book
Regia di Peter Farrelly, amore e fratellanza senza razzismi

25 febbraio 201905:28

– Colpo di scena agli Oscar. Green Book di Peter Farrely ha vinto l’Oscar per il miglior film, non era fra i favoriti ma questa storia di un’amicizia fra un afroamericano e un italoamericano in qualche modo era in linea con il mood della serata, con discorsi tutti all’insegna dell’amicizia e della fratellanza, inclusione razziale e diversità. Il film ha vinto anche l’Oscar per il miglior attore non protagonista Mahershala Ali. Il film, in sala dal 31 gennaio con Eagle Pictures, già vincitore tra l’altro del premio del pubblico a Toronto e passato alla Festa del cinema di Roma 2018, sta avendo un buon successo al botteghino italiano (oltre 4 milioni di euro). E’ la storia vera dell’amicizia, durata tutta la vita, nata nel 1962 fra un virtuoso afroamericano del pianoforte, Don Shirley (Ali) e il buttafuori italo americano Tony Vallelonga (Viggo Mortensen), ingaggiato dal musicista per fargli da autista e ‘risolviguai’ durante un tour negli Stati Usa del sud, dove il razzismo era ancora profondamente radicato.
Nello schema narrativo è un ‘buddy movie’ che vede cioè due personaggi, apparentemente lontanissimi tra loro, che, messi insieme, impareranno a superare le reciproche differenze scoprendosi alla fine amici.
“Green Book non ti dice cosa devi pensare, ascoltare o vedere – ha detto Viggo Mortensen, capace di interpretare la lingua ibrida parlata dagli italoamericani come Vallelonga -.
Secondo me è un invito a fare un viaggio, a ridere, a piangere e se vuoi forse a riflettere sui limiti delle prime impressioni.
Non è una lezione forzata, è una bella storia condivisa del passato che può aiutarci a capire il presente”.
L’attore newyorchese di origini danesi pensa che “queste storie ti permettano di conoscere un po’ di più chi è diverso da te. Sono molto importanti in questo momento – sottolinea – perché si vede in giro tantissima misoginia e ignoranza, ad esempio su temi come la crisi dei migranti o la religione”.
Green Book è basato sulla sceneggiatura scritta dall’attore Nick Vallelonga (figlio di Tony, morto nel 2013, come Shirley) con Brian Currie e il regista Peter Farrelly, uno dei re della commedia Usa in coppia con il fratello Bobby, qui al primo film da solo e alle prese con un genere diverso, la dramedy.
Tony Vallelonga, detto Tony Lip, padre dei famiglia del Bronx, molto innamorato della pazientissima moglie Dolores (Linda Cardellini) si mantiene con lavoretti e scommesse.
Risoluto e affabulatore, quando il club dove lavora viene momentaneamente chiuso, accetta di lavorare per Don Shirley, raffinato e riservato pianista che vive in un lussuoso appartamento al primo piano della Carnegie Hall. Il musicista ha bisogno di un uomo come Tony per risolvere eventuali problemi legati al doversi spostare in stati fortemente razzisti e infatti gli ostacoli e le situazioni rischiose non mancheranno.
Tra i due uomini, però nei lunghi spostamenti in macchina, nasce una reciproca comprensione e voglia di conoscenza.          [print-me title=”STAMPA”]

Aggiornamenti, Cinema, Notizie, Spettacoli Musica e Cultura, Ultim'ora

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA TUTTE LE NOTIZIE

Tempo di lettura: 16 minuti

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

TUTTE LE NOTIZIE SEMPRE AGGIORNATE

DALLE 11:31 DI SABATO 23 FEBBRAIO 2019

ALLE 08:04 DI DOMENICA 24 FEBBRAIO 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Da Matera 2019 a Tokyo per la cultura
La Fondazione all’Ambasciata italiana nella capitale giapponese

MATERA23 febbraio 2019 11:31

– L’Ambasciata italiana a Tokyo ha ospitato la terza giornata di appuntamenti del General Meeting di Eu Japan Fest con la Fondazione Matera-Basilicata 2019 e altri attori della produzione culturale ed economica internazionale.
Matera e Plovdiv (entrambe Capitali per il 2019) hanno illustrato i loro progetti per l’anno in corso, guidando inoltre le undici delegazioni delle capitali europee della cultura invitate in Giappone, negli incontri con le principali aziende nipponiche che investono nella cultura del loro paese da ben 26 anni all’interno dei programmi delle capitali stesse. “Per una città così piccola come Matera – ha spiegato il direttore generale della Fondazione, Paolo Verri – è un’incredibile opportunità essere qui a rappresentare l’Italia e l’Europa”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Dondup fa rivivere il Grande Gatsby
Abiti sottoveste, rilettura dello smoking e denim

23 febbraio 201914:29

– E’ ispirata agli anni ’20, alla trasgressione, ai party esclusivi e ai vestiti da cocktail di quel periodo la collezione autunno-inverno 2019 di Dondup. Per questo è stata scelta Elisa Sednaoui, una personalità forte, trasversale e femminile, capace di interpretare in modo contemporaneo la collezione che omaggia il romanzo “Il Grande Gatsby” di Francis Scott Fitzgerald e l’omonimo film.
Ecco quindi la proposta Dondup: lunghi abiti a sottoveste di seta stampata, micro-abiti in paillettes rosso abbinati a cappotti over in pied de poule, camicie e capispalla con ricami in lurex, paillettes e applicazioni che simboleggiano il tema dello zodiaco e della cabala. Viene riletto anche il classico smoking maschile che per questa stagione è proposto da un completo tre pezzi. Il denim, territorio di studio e sperimentazione, vede su tele blu, tele bi-stretch black-black e bull, importanti applicazioni, ricami e dettagli che gli conferiscono un tocco party-glam. I colori: rosso, nero, bianco, oro e argento.
Ferragamo, il lusso per più generazioniBonisoli in platea, ‘Governo vuole dare attenzione al settore’

23 febbraio 201914:30

– Generation, ovvero la famiglia come simbolo della continuità culturale tra generazioni differenti.
Con il concetto di inclusività come comune denominatore. Questi gli elementi fondanti di Salvatore Ferragamo, oggi in passerella con la collezione uomo e donna per l’autunno-inverno 2019/20, che con forza e determinazione guarda al proprio archivio storico proiettandolo nel futuro. I creativi Paul Andrew e Guillame Meilland esplorano il concetto di inclusione, pensando ad una nuova idea di lusso dai contorni sfumati, adattabile a più generazioni. Presente oggi allo show anche il ministro Alberto Bonisoli. “La moda è uno dei settori principali del nostro paese – ha detto – Noi come governo dobbiamo dargli la giusta attenzione. E’ la ragione per cui sono alla settimana della moda. Stiamo lavorando per dare maggiore forza al tavolo della moda, per dare spazio anche a realtà di nicchia ma estremamente importanti”.
Arriva Blue Jeans, fenomeno della letteratura crossoverLo scrittore,”Guardo ai giovani, mi chiamano il Moccia spagnolo”

MADRID23 febbraio 201921:08

–   Fenomeno della letteratura crossover, Blue Jeans, nome d’arte di Francisco de Paula Fernandez Gonzalez, è partito dai social per conquistare l’attenzione dei grandi editori ed è diventato uno scrittore bestseller, con oltre 1,2 milioni di copie vendute e 300 mila followers. E’ anche uno dei pochi autori spagnoli ad aver raggiunto più di 100 trending topics mondiali e nazionali. Considerato il Federico Moccia spagnolo, in Italia Blue Jeans si fa conoscere con il suo undicesimo libro, ‘La ragazza invisibile’ – primo titolo di una nuova trilogia che segna il suo esordio nella suspence, senza più cuoricini in copertina – in arrivo nelle nostre librerie il 26 febbraio per DeA Planeta, nella traduzione di Sara Cavarero.Amore e amicizia, intrigo e mistero sono sempre gli ingredienti fondamentali ma questa volta la protagonista, Julia Plaza, non è una ragazza bellissima, come le eroine dei precedenti libri, conta di più la sua personalità, intelligenza e memoria. Un giorno di maggio la sua compagna di classe Aurora viene trovata morta nella palestra della scuola, tutti sono sospettati e lei comincia ad indagare trasformandosi in una detective. “La struttura de ‘La ragazza invisibile’ è proprio quella del giallo classico con l’assassinio all’inizio. Julia è una grande fan di Agatha Christie e legge gialli, come me. Il suo aspetto fisico è diverso da quello dei personaggi dei miei libri precedenti. Ci sono delle cose che ricordano la mia ragazza Ester che ho conosciuto con il mio primo libro, quando lei mi ha scritto su messanger. Come Ester, Julia suona il violino e fa il cubo di Rubik in meno di un minuto. In questo libro la cosa più importante è l’indagine poliziesca e per la prima volta sapevo quale sarebbe stata la fine”, racconta Blue Jeans seduto nella cioccolateria San Gines, la più antica, dal 1894, e famosa di Madrid.Di tutti i suoi libri, questo è quello che considera “il migliore. E’ piaciuto anche a mio padre che è un grande lettore e finora non aveva mai aperto un mio romanzo” racconta Blue Jeans del quale, in realtà in Italia era uscito nel 2013 per Corbaccio ‘Il Club degli incompresi’, da cui è stato tratto anche un film tv, ma “era stato diviso in due volumi e firmato con il mio vero nome”, spiega. Ora è pronto alla nuova sfida di farsi apprezzare in Italia, dove sarà dal 25 al 27 febbraio con tappe a Milano e Roma. “Quando scrivo cerco di farlo nel miglior modo possibile. Il romanzo è scritto, il mio lavoro è fatto. Adesso deve decidere il lettore che per me è la cosa più importante. Ci sono libri che funzionano bene in certi posti e non in altri e non si sa il perché. E poi ci vuole sempre un po’ di fortuna”, dice lo scrittore che ha tantissimi fan anche in America Latina. “Mi hanno sempre catalogato nel genere giovanile-romantico anche se a me non è mai piaciuta questa definizione perché nei miei romanzi ho parlato di problemi alimentari, sessuali, della famiglia, di tutto quello che può interessare i giovani anche se il cuore è sempre stato al centro. Quando ho iniziato a lavorare con Planeta mi chiamavano il Moccia spagnolo, che ho conosciuto. Il pubblico ha reagito bene a questo nuovo libro”, sottolinea l’autore che ogni giorno scrive per 8 ore allo Starbucks di piazza Callao, in pieno centro a Madrid, dove all’inizio di febbraio 2019 è stata svelata con il conto alla rovescia su un grande schermo la copertina del suo dodicesimo romanzo, ‘El puzle de cristal’ (Il puzzle di cristallo) tra la folla in delirio nonostante il freddo. “Il mio primo romanzo era per adulti, ‘L’eredità di Agatha’ (El Legado de Agatha). Ha collezionato una serie di rifiuti da parte di 8 editori così nel giugno del 2008 ho pensato di scrivere per i giovani su Fotolog, un social simile a Instagram. Ogni giorno pubblicavo una parte di quella che sarebbe diventata la trilogia ‘Canzoni per Paula’ (‘Canciones para Paula’)che è diventata virale in Spagna. A quel punto la casa editrice Everest ha deciso di pubblicarmi, poi è fallita, non per colpa mia, e sono diventato un autore Planeta” spiega Blue Jeans.”Il mio pseudonimo viene da un brano degli Sqeezer. Mi piaceva la musicalità del refrain Blue Jeans, non certo la canzone”, racconta. Difficile invece conoscere la sua vera età: “non la dico ma sono più giovane della voce su Wikipedia (7 novembre 1978)”, fa notare lo scrittore che è originario di Siviglia, è cresciuto a Camona dove ora c’è l’Auditorium della gioventù Blue Jeans, ma vive da anni a Madrid. Per sua volontà il primo libro resta nel cassetto. “Il giorno in cui non scriverò più per i giovani userò il mio nome”, ci dice prima di salutarci.

Cavalli celebra ed elabora codici maisonAnimalier protagonista, stilizzato e trasfigurato per lui e lei

23 febbraio 201915:02

– Le stampe e l’animalier, il pitonato e i colori intensi: celebra e rivisita i codici della maison la collezione Roberto Cavalli firmata da Paul Surridge in passerella oggi a Milano, con le proposte per uomo e donna, che viaggiano sugli stessi temi.
Per lei, tanti abiti, che alternano forme attillate e drappeggi, sete plissettate e tuniche lavoratissime.
Protagonista, sempre, l’animalier, stilizzato e trasfigurato anche nei colori, stampato su sete fluide o ricamato sul tulle, intarsiato sul montone, rigenerato dalle paillettes sul capo aderentissimo, come in alcuni modelli d’archivio, e sugli abiti da sera di ispirazione Art Deco. Stampe e colori brillanti fanno da trait d’union con la collezione uomo, fatta di completi sartoriali dal taglio rigoroso portati con dolcevita animalier e camicia di seta e di cappotti di pelle nera. Nero anche per lei nei completi di maglia aderenti al corpo, nelle tute a bustier e nelle piccole redingote portate con i pantaloni alti in vita.
Inge Morath, foto e verità interiorePrima donna a lavorare per Magnum. Treviso le dedica una mostra

23 febbraio 201915:12

– “Ama la gente e faglielo capire”, sono diventate quasi uno slogan le parole scelte dal grande Robert Capa per indicare la rotta a chi si avvicinava alla leggendaria agenzia fotografica Magnum. Inge Morath prese sul serio questo comandamento. Preparava per mesi con cura minuziosa i suoi reportage in giro per il mondo, del luogo prescelto imparava la storia, la cultura, perfino la lingua proprio per creare una sintonia ancora più profonda con le persone che incontrava sul suo cammino. Tutto questo in anni in cui ad occupare la scena della fotografia erano quasi esclusivamente uomini. Lei entrò nel 1949 a far parte del gruppo di fuoriclasse della Magnum, prima come redattrice per passare alle foto nel 1953. Treviso la omaggia ora con la prima grande retrospettiva italiana – “Inge Morath: la vita, la fotografia”, curata da Brigitte Bluml Kaindl, Kurt Kaindl e Marco Minuz – dal 1 marzo al 9 giugno alla Casa dei Carraresi: 170 foto che ne raccontano viaggi, storie, incontri, i ritratti celebri.
Il sound di Baghdad che piace in IsraeleDudu Tassa riporta in voga il ‘Makam’ degli anni ’30/’40

TEL AVIV23 febbraio 201920:42

– La musica araba che era in gran voga negli anni Trenta e Quaranta tra Basra e Baghdad torna alla ribalta con un Cd appena uscito in un moderno studio musicale di Tel Aviv. Si chiama ‘al Hajar’ e parla di una partenza, di una emigrazione, di uno stato melanconico di abbandono. La firma e’ di due celebri compositori ebrei di musica irachena, i fratelli Daud e Salah al-Kuwaiti, morti in Israele oltre 30 anni fa con addosso la nostalgia delle notti di Baghdad. Il commosso recupero della loro vena artistica – ancora oggi ritenuta insuperata nel suo genere – e’ del nipote di Daud: il musicista israeliano Dudu Tassa, che ha un passato di jazz, rock e ‘fusion’. Nel 2017 ha eseguito in arabo le canzoni dei ‘Fratelli al-Kuwaiti’ negli Stati Uniti, aprendo un tour dei Radiohead. “Siamo stati accolti benissimo” ha raccontato Tassa in un’intervista nel suo studio di Tel Aviv. All’inizio del secolo scorso i fratelli Daud e Salah erano i re della vita notturna nella capitale irachena. Si esibivano in locali in voga, avevano una stazione radio, erano seguiti dalla casa reale e da artisti di spicco del mondo arabo. Salah aveva infatti elaborato uno stile particolare di composizione del ‘Makam’, una scala musicale araba. La loro carriera subì però un contraccolpo con la nascita di Israele (1948). Nel 1950, in seguito al diffondersi di sentimenti anti-ebraici, i due furono costretti a troncare le attività e ad emigrare dall’Iraq. In Israele trovarono pero’ una società proiettata verso una cultura occidentale, che non apprezzava il loro bagaglio musicale. I due celebri musicisti furono ridotti ad esibirsi in un modesto locale in un rione proletario di Tel Aviv, il Caffè Noah, e nelle feste familiari. Anni fa Dudu Tassa ha deciso di tornare ad ascoltare le loro canzoni e di proporre nuovi arrangiamenti secondo un gusto più moderno. “Non ho mai incontrato mio nonno – racconta con commozione – ma in quel modo mi sono sentito molto vicino a lui”. Anche sua madre ha inciso una canzone nel primo dei tre Cd di ‘Dudu Tassa con i Kuwaiti’. E con loro assoluta sorpresa l’Israele che negli anni Cinquanta aveva sbarrato le porte oggi e’ più pronto ad apprezzare la loro arte. Anche il mondo esterno e’ cambiato. Con YouTube e Facebook le canzoni del “nipote di Daud” si stanno affermando in Iraq, Egitto e Giordania. “Riceviamo – dice Tassa – messaggi di apprezzamento, ci invitano ad esibirci da loro”. Per il momento ‘Tassa e i Kuwaiti’ si sono esibiti di fronte a pubblici arabi a Gerusalemme, Giaffa e in Turchia. “Magari in futuro potrebbero aprirsi i confini. Non c’e’ migliore strumento della musica per la comprensione fra i popoli”.
Emma, non sarò mai come chi mi ha offesoCantante in lacrime ad Ancona, stiamo annegando nell’odio

ANCONA23 febbraio 201916:20

– “A chi mi ha offeso con parole forti e violente voglio dire che non fa niente, che io non diventerò mai come loro, il mio palco sarà sempre fonte di luce e di amore per tutti”. E’ il messaggio lanciato da Emma Marrone, ieri sera in lacrime sul palco del Palaprometeo di Ancona, dopo la bufera sui social per il suo appello “Aprite i porti” durante un concerto a Eboli, fino all’espulsione di un consigliere comunale leghista di Amelia. Nel suo sfogo con migliaia di fan, che l’hanno applaudita e le hanno gridato “ti amo”, la cantante ha citato il caso del bimbo di colore di Foligno e ha pianto parlando dei genitori (“nessuno vorrebbe vedere la figlia trattata così”). “Questo è un momento storico in cui stiamo annegando nell’odio. Ho semplicemente detto una cosa che penso, da libera cittadina, una cosa di accoglienza, senza offendere il pensiero degli altri – ha sottolineato – e ho ricevuto offese violente e gravissime, anche da chi ci governa. E molte donne, invece di difendermi, hanno rincarato la dose”.
Passera guida Accademia Pianistica Imola’Nomina è grande privilegio e grande responsabilità’

BOLOGNA23 febbraio 201916:21

– Nuovo presidente per l’Accademia Pianistica di Imola. Il consiglio direttivo dell’Accademia ha eletto, all’unanimità, Corrado Passera, manager, banchiere ed ex ministro dello Sviluppo Economico nel Governo Monti. “Ringrazio il Maestro Scala”, direttore della realtà imolese, e il consiglio direttivo dell’Accademia – sostiene Passera in una nota – per avermi proposto la presidenza dell’Accademia. Lo considero un grande privilegio e una altrettanto grande responsabilità. Il mio impegno – conclude – sarà teso a valorizzarne le potenzialità nel rispetto dei suoi valori e delle sue radici”.
Libri, Lessico finanziario,oltre spreadBeppe Ghisolfi per Aragno, guida di orientamento nell’economia

23 febbraio 201916:26

– Lo spread è oramai entrato nel linguaggio comune degli italiani così come il deficit, il Pil e purtroppo, la recessione ma chi conosce bene il significato di Mifid, di credit crunch o le funzioni e il ruolo del Mef o del Fondo Monetario internazionale? A colmare questo vuoti ci prova Beppe Ghisolfi, già vicepresidente dell’Abi e presidente di Cr Fossano e ora vicepresidente e tesoriere del gruppo europeo delle Casse di Risparmio, autore di un diffuso manuale sull’educazione finanziaria e di un volume di ritratti dei banchieri. In 450 pagine edite da Aragno, e con la prefazione del presidente Abi Antonio Patuelli, Ghisolfi illustra e spiega 150 voci attraverso un espediente: molte di queste sono scritte dagli stessi protagonisti dell’economia, della finanza e della comunicazione.
Fra gli ‘autori’ ci sono quindi Maurizio Sella, Alessandro Produmo, Corrado Passera, Luigi Abete, Gian Maria Gros-Pietro, Giuseppe, Gavino Sanna, Nando Pagnoncelli.
Museo Novecento Milano si rifà il lookProgetto completato nel 2020, decennale dell’apertura

MILANO23 febbraio 201917:20

– Cambia l’allestimento del Museo del Novecento di Milano, con un progetto che sarà completato nel 2020, decennale dell’apertura.
Le novità maggiori, che già ora si possono ammirare, sono da un lato la nuova esposizione delle opere di Marino Marini e dall’altra l’arrivo delle opere fino agli anni ’80, con l’aggiunta di trenta artisti che finora non erano stati esposti.
Marini ha sempre avuto un rapporto privilegiato con Milano.
Lo testimoniano le molte opere che lui e la moglie Mercedes hanno donato fra il 1972 e il 1986 alle Civiche raccolte d’arte.
Per questo i suoi lavori sono stati spostati nelle sale che danno su piazzetta Reale, dove si possono ammirare sculture ritratto come quelle di De Pisis e Stravinskij, dipinti come Le tre figlie del carrozziere (1947) e Scenario (1960), fino alla tensione che traspare nei movimenti delle Pomone, dei Cavalieri e dei Giocolieri. Il trasferimento ha permesso anche di ripensare l’allestimento delle opere dagli anni Sessanta agli Ottanta, aprendo anche a una iterazione con l’arte internazionale (con opere di artisti del calibro di Warhol e Rauschenberg) grazie all’esposizione di parte della Collezione Bianca e Mario Bertolini, donata al Comune di Milano nel 2015.
Una saletta monografica, poi è dedicata all’artista torinese Carol Rama, con l’esposizione – per la prima volta a Milano – di Presagi di Birnam (1970), acquistata dal Museo nel 2012.

Addio a Stanley Donen, il re dei musicalAveva 94 anni, tra i suoi capolavori ‘Singin’ in the Rain’

WASHINGTON23 febbraio 201920:10

Addio al re dei musical. Stanley Donen

è morto all’eta’ di 94 anni, il regista che tra i suoi capolavori ha diretto l’iconico “Singin’ in the Rain”. Lo rende noto il Chicago Tribune citando uno dei figli.

Con Donen se ne va uno degli ultimi direttori artistici dell’epoca d’oro di Hollywood. Nel 1998 aveva ricevuto l’Oscar alla carriera e nel 2004 anche il Leone d’oro alla carriera al Festival del Cinema di Venezia, premio che gli fu consegnato da Sophia Loren.Nato a Columbia nel South Carolina il 13 aprile del 1924, Donen aveva cominciato come ballerino debuttando a Brodway. Cantando sotto la pioggia, girato nel 1952 e diretto con Gene KellY, è il suo secondo film dopo Un giorno a New York, che è del 1949.Poi ne sono arrivati tantissimi altri, dai musical celeberrimi come Sette spose per sette fratelli (1954) alle commedie. Il suo ultimo film è stato Quel giorno a Rio (1984).

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Sfilata candidati agli Oscar a L.A. Italia 2019
Proiettati ‘Lucania’, in anteprima mondiale, e ‘Il primo re’

LOS ANGELES23 febbraio 201919:35

–  Chiusura con i fuochi d’artificio ieri sera per Los Angeles, Italia, il festival di Pascal Vicedomini che ogni anno, da quattordici anni a questa parte, porta l’Italia cinematografica nel cuore di Hollywood nella settimana che precede la cerimonia degli Oscar. La serata ha visto la proiezione di due film potenti, ‘Il primo re’ di Matteo Rovere, con Alessandro Borghi e Alessio Lapice e, in anteprima mondiale ‘Lucania, terra di sangue e magia’ di Gigi Roccati con Joe Capalbo e Angela Fontana. In mezzo si è svolta la cerimonia di chiusura del festival, con la sfilata di molti candidati agli Oscar che si terranno domani: Adam McKay, regista di ‘Vice’, uno dei titoli nella categoria Miglior film e lui stesso candidato fra i registi, Nick Vallelonga, candidato per la sceneggiatura di ‘Green Book’, altro film fra gli otto migliori; i candidati per le colonne sonore di ‘Se la strada potesse parlare’ (Nicholas Britell) e BlacKkKlansman (Terence Blanchard), Marc Shaiman e Scott Wittman autori di ‘The Place Where Lost Things Go’, dalla colonna sonora di Mary Poppins Returns e Anthony Rossomando, uno degli autori di Shallow, la canzone nominata che fa parte della colonna sonora di ‘A Star is bor’. Sul palco del festival Adam Mckay, ha ricevuto lo stesso premio vinto a Capri e con in mano le due statuette ha raccontato del suo amore per il cinema italiano: “Verso i 18 anni ero al college e ricordo che amavo già i film, andavo a noleggiare quelli dei grandi maestri italiani. In 5 giorni ho visto tutti i film di Fellini e ho capito che l’America ha creato la macchina produttiva, ma l’Italia ha fatto del cinema un’arte. Vice è stato ispirato da Paolo Sorrentino, perchè c’è un’ispirazione italiana in tutto quello che faccio, in tutto quello che il cinema crea e noi non possiamo fare altro che dire grazie all’Italia per il passato, il presente e il futuro”. Anche Nick Vallelonga, che nello scrivere la sceneggiatura di Green Book si è ispirato alla storia vera dell’amicizia fra suo padre Tony e il musicista afro-americano Don Shirley, ha avuto parole d’amore per l’Italia: “Amo il cinema italiano, ‘Nuovo Cinema Paradiso’, i film di Fellini, di Francis Ford Coppola, quelli sono i film che mi hanno toccato l’anima e io cerco di fare lo stesso”. LA ITALIA 2019 è stato quest’anno presieduto da Igino Straffi, uno dei massimi esponenti dell’animazione italiana, dall’attrice Maria Grazia Cucinotta e da Hayma Washington, già presidente degli Emmys: “È stata una settimana fantastica – ha detto la Washington – quando mi è stato chiesto di essere presidente del festival ho detto: ‘ma cosa abbiamo in comune?’ È stata la cosa più ridicola che io abbia mai detto. Abbiamo tutto in comune. L’Italia ci ha fatto dei regali stupendi, come Francis Ford Coppola, l’arte e la bellezza della sua cultura”. La cerimonia è stata preceduta dalla proiezione in anteprima mondiale di ‘Lucania’, potente dramma ambientato in una terra magica, incastonata fra le montagne e il mare che sta morendo per lo spopolamento e per la piaga delle svernamento dei rifiuti tossici da parte della malavita organizzata. Il film, che racconta la forzata fuga da quelle terre di Rocco (Joe Capalbo) e di sua figlia Lucia (Angela Fontana) sarà in Italia ad aprile. Dopo la cerimonia è stata la volta della première americana de ‘Il Primo Re’, ambientato nel 753 a.C., che racconta la storia di Remo (Alessandro Borghi) e del fratello minore Romolo (Alessio Lapice), pastori nei colli laziali. Travolti e quasi uccisi da un’inondazione violenta, vengono catturati dai soldati della vicina città di Alba Longa, che spadroneggia sulle popolazioni del territorio. Riusciranno a liberarsi e a porre le basi la fondazione di un villaggio chiamato Roma. Il film, interpretato completamente in latino e sottotitolato è stato accolto con entusiasmo dal pubblico americano. Il festival fondato da Pascal Vicedomini è una produzione dell’Istituto Capri nel mondo con sostegno del MIBAC, il patrocinio del MAECI, la partecipazione di SIAE e dell’ICE insieme a Intesa Sanpaolo, Campari, Isaia, Ambi Media Group, Tatatu, Rainbow Group, Rai Cinema, Rai Com, Medusa e Mediaset Italia.

Turismo culturale stranieri vale 21 mldNel 2018 55 mln visitatori per i beni statali

FIRENZE23 febbraio 201920:19

– Il valore economico del turismo culturale e paesaggistico per i viaggiatori internazionali in Italia è di 21 miliardi di euro di introiti. Lo affermano i dati di Ciset – Centro internazionale di studi sull’economia turistica presentati oggi a Tourisma, il salone di Firenze su archeologia e beni culturali.
Sono 55 milioni i visitatori che nel 2018 hanno deciso di visitare i beni culturali statali (monumenti, musei, parchi archeologici), con una crescita in 5 anni del 44%. Il trend positivo riguarda anche gli introiti che hanno registrato un incremento del +81% nello stesso arco temporale, fino agli oltre 229 milioni del 2018. Positiva anche la dinamica del 2018 sul 2017: +11% i visitatori e +18% gli introiti. Le aree archeologiche hanno generato quasi metà dei visitatori. Barbara Dattilo, Mascia Di Torrice e Mariangela Sabato di Istat hanno spiegato che nel 2018 il 16,6% di vacanze in Italia è stato svolto esclusivamente per attività culturali, e un altro 18,2% per conoscere le bellezze naturali.

Oscar, sul palco un’onda ricorda il ciuffo di TrumpDomenica notte al via cerimonia, Netflix favorito con “Roma”

23 febbraio 201920:48

– Quello degli Oscar 2019 sarà un anno da ricordare, a priori. Per il fatto che la diretta televisiva non sarà agevolata da un presentatore, perché la piattaforma di streaming Netflix ha di fatto già vinto con le sue dieci candidature (andate a Roma di Alfonso Cuaron), perché fra i candidati alla categoria miglior film – dopo anni di film acclamati dalla critica ma poco visti dal pubblico – ci sono ben tre blockbusters: Bohemian Rhapsody, A Star is Born e Black Panther (che segna anche la prima volta per un film tratto dai fumetti), e, ultimo ma non ultimo, per l’originalissimo allestimento del palco del Dolby Theater che è stato decorato con un’onda color paglia che a molti ha ricordato la capigliatura del 45mo presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.
Lo scenografo David Korins con un tweet ha spiegato la sua scelta: “Ci sono troppe linee e squadre nel mondo d’oggi, per gli Oscar ho disegnato un mondo fatto d’ inclusione e calore, attraverso forme che abbracciano e avviluppano”. Non si tratta dunque di una satira alla strutturata capigliatura di Trump, anche se la satira nei confronti di uno dei presidenti più odiati da Hollywood difficilmente mancherà durante la serata degli Oscar.
In ogni caso David Korins ha già vinto, per aver creato una scenografia che ha fatto parlare, resta da chiedersi, invece, chi vincerà domenica (la diretta per la cerimonia in Italia sarà nella notte tra domenica e lunedì). Quante chance ha Roma, prodotto da Netflix, di sbancare il botteghino dei premi? Per assicurarsi un buon risultato il gigante dello streaming non ha solo ingaggiato Lisa Taback, la regina delle campagne pubblicitarie pro-oscar (fautrice in passato di vittorie improbabili come Shakespeare in Love e Il Paziente inglese) ma l’ha addirittura tolta dal mercato, assumendola a tempo pieno.
La Taback sembra già aver fatto un buon lavoro, i bookmaker danno Roma come grande favorito per l’Oscar al miglior film, anche perché racconta l’infanzia del regista messicano e a Hollywood i film autocelebrativi hanno sempre successo. Roma vede la concorrenza di altri sette film: oltre ai già citati Black Panther, A star is born e Bohemian Rapsody, ci sono Green Book, pur azzoppato dalle polemiche seguite ad un tweet razzista di uno degli sceneggiatori, La Favorita dell’innovativo regista greco Yorgos Lanthimos, BlackkKlansman racconto del primo infiltrato nel Ku Klux Klan, e Vice, l’uomo nell’ombra, storia dell’ascesa politica di Dick Cheney, interpretato da Christian Bale, uno dei favoriti alla corsa per il migliore attore protagonista, anche se nelle ultime ore ha preso velocità la candidatura di Rami Malek ottimo interprete di Freddie Mercury in Bohemian Rhapsody.
Meno chance hanno Bradley Cooper per A star is born, Willem Dafoe, pur grandioso nell’interpretazione di Vincent Van Gogh in Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità, e Viggo Mortensen, smaliziato autista italoamericano in Green book. Pochi dubbi sulla candidata femminile, Glenn Close per The wife dovrebbe vincere senza troppo sforzo. Sarebbe l’ora. La Close è l’attrice che ha ottenuto più nomination agli Oscar (ben sette) senza aver mai vinto. Le altre candidate sono Olivia Colman (La favorita) Yalitza Aparicio (Roma) prima candidata indigena della storia degli Oscar, Lady Gaga che ha debuttato al cinema con A star is born e Melissa McCarthy per Copia originale. Fra i non protagonisti, Mahershala Ali, che interpreta il musicista Don Shirley in Green book, è favorito su Adam Driver (BlacKkKlansman), Sam Elliott (A star is born), Richard E. Grant (Copia originale) e Sam Rockwell che interpreta George W. Bush in Vice.
Fra le donne non protagoniste Emma Stone e Rachel Weisz competono per lo stesso film, La favorita, e dovranno battere Amy Adams (Vice), Marina de Tavira (Roma) e Regina King (Se la strada potesse parlare). Alla regia i bookmaker danno Cuaron per vincente, insidiato solamente da Spike Lee, autore di BlacKkKlansman.
Nella categoria miglior film straniero concorre anche Roma, che quindi potrebbe addirittura vincere sia l’Oscar per il miglior film che quello per il miglior film in lingua straniera, anche se in quest’ultima categoria potrebbe essere il polacco Cold War ad avere la meglio. L’ Italia in questa edizione numero 91 degli Oscar ha un solo rappresentate: Sara Pichelli, disegnatrice di fumetti di Porto Sant’elpidio, classe 1983, è fra le matite di Spider-Man: Un Nuovo Universo. Il film è fra i cinque candidati nella categoria miglior film d’animazione e ha buone possibilità di vittoria. La cerimonia degli Oscar prenderà il via nella note fra domenica e lunedi dal Dolby Theater di Hollywood.         [print-me title=”STAMPA”]