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ALLE 10:46 DI SABATO 13 APRILE 2019

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Cartoons on the Bay apre con Dragonero in tv e Unicef
A Torino anche Davide Bonelli. Festa a Convenzione diritti bimbi

TORINO12 aprile 2019 05:31

C’è Dragonero, nato una sera del lontano 1995 dai disegni fatti su una tovaglietta di carta di un’osteria dai suoi “papà” (Stefano Vietti e Luca Enoch) e ora pronto per diventare una serie tv e ci sono i diritti dei bambini che l’Unicef presenta come fiori colorati e delicati e spesso barbaramente calpestati in tutto il mondo. Ma anche tutto quello che sta accadendo nel vorticoso mondo dell’animazione e della crossmedialità e tutto quello che succederà nei prossimi mesi: a Torino per il terzo anno di fila si è aperto Cartoons on the Bay, il festival promosso da Rai e organizzato da Rai Com in collaborazione con Film Commission Torino Piemonte e Fip Film Investimenti Piemonte. Dragonero, il cacciatore di draghi di casa Bonelli, è il protagonista di una bellissima mostra al Centro di Produzione Tv Rai di Torino e tra gli ospiti dell’apertura, come fa notare il direttore del festival Genovesi, c’è anche Davide Bonelli che “non si muove quasi mai per queste occasioni ma solo per le cose veramente importanti”. “E’ un allestimento stupendo e ci sono totem e altre cose meravigliose che vorremmo portarci a casa anche noi… E per la prima volta Dragonero sarà presentato anche da anziano” raccontano Vietti ed Enoch che sottolineano come Torino li abbia accolti, coccolati e gratificati di “tanti anni di lavoro che abbiamo dedicato a questo personaggio”. E annunciano la grande novità: “Il nostro personaggio esce per la prima volta dal pur soddisfacente alveo del fumetto, mette il nasino fuori per fare chissà cosa… C’è l’intenzione di valutare un progetto per una produzione di una serie animata in coproduzione Rai e Sergio Bonelli di cui sabato vedremo il primo trailer su cui stiamo lavorando da tre anni”.L’altra mostra ospitata alla Rai a via Verdi è “Omaggio a Topolino – La storia di una pop star”, in collaborazione con Walt Disney Italia. A Torino sono stati celebrati anche i 30 anni della Convenzione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.
“Dedichiamo a questo il nostro festival di quest’anno” dice Genovesi. “Ci siamo affidati a un gruppo fantastico di giovanissimi – racconta Patrizia Paternò dell’Unicef – che hanno realizzato una clip su cosa significano i diritti dell’infanzia e cosa vuol significa calpestarli grazie alla metafora dei fiori che finiscono sotto i piedi di noi adulti” ha concluso.

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“Cartoons on the Bay è un evento unico nel suo genere che dal 1996 offre alle famiglie italiane, ai piccoli e ai grandi, la prova dell’eccellenza Rai in un settore fondamentale qual è l’animazione televisiva riferita alla produzione di cartoni animati e legata alla Tv dei ragazzi” dice il presidente Rai Marcello Foa in un messaggio. Nel futuro l’impegno crescerà ancora. “Nel nuovo piano industriale, l’attenzione per i più giovani è tra i temi centrali e prevede la realizzazione di prodotti specifici capaci di intrattenere e allo stesso tempo educare i ragazzi sulla base dei valori e dei costumi della società contemporanea”, annuncia Fabrizio Salini amministratore delegato della Rai. E l’ad di Rai Com Monica Maggioni aggiunge: “Cartoons è diventato un laboratorio privilegiato per addetti ai lavori e appassionati provenienti da tutto il mondo”. Ma Cartoons non dimentica uno dei suoi grandi amici e massimi artisti italiani di questo campo: sul sito http://www.cartoonsbay.rai.it/bruno-bozzetto sono disponibili le sale Bruno Bozzetto della Hall of Fame ricche di immagini, filmati e note biografiche dell’animatore, disegnatore, creatore di graphic novel e regista, ma soprattutto creatore quasi 60 anni fa del mitico signor Rossi.

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Diplomi e attestati in mostra a Parma
Dal 13/4 documenti quasi quotidiani per conoscere storia e arte

PARMA12 aprile 201910:24NEWSS

– Esistono tanti modi per conoscere la storia e l’arte, a volte spunti inaspettati e sorprendenti chiavi di lettura nascono da documenti quasi quotidiani.
Attestati e diplomi di merito, ad esempio, intrecciano vicende e stili del proprio tempo con momenti di vita privata di persone sconosciute o notissime. Oltre cento pezzi, tra diplomi, calamai e oggetti d’epoca, ricostruiranno un’atmosfera di piccoli e grandi successi – nell’epoca a cavallo tra XIX e XX secolo – in una mostra in programma dal 13 aprile all’1 settembre al Museo Glauco Lombardi di Parma.
‘Per onore e per merito. Storia, arte, stili nei diplomi di benemerenza’ è il titolo della mostra, i cui pezzi provengono dalle collezioni Bezzi e Gerra, dall’Archivio Storico Barilla, da collezioni private e opere del Museo stesso. Il Museo, nato dalla passione collezionistica di Glauco Lombardi (1881-1970), raccoglie testimonianze su Maria Luigia d’Asburgo e Napoleone Bonaparte, oltre a opere e documenti sul Ducato di Parma nel XVIII e XIX secolo.

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Astro Linda in Missione Spazio ReloadIn esclusiva su Rai Play, da metà maggio su Rai Gulp

TORINO12 aprile 201911:23

– I duri anni di addestramento, di studio e di sacrifici per prepararsi alla missione. La condizione di microgravità che fa svolazzare all’interno dei moduli della stazione dimenticando l’alto e il basso. Il bere una sola bolla d’acqua catturandola mentre fluttua nel vuoto. E infine la meravigliosa sensazione di essere piccoli in un universo gigantesco che solo guardare la Terra dalla spazio sa dare. Ci sarà tutto questo ma anche i racconti delle attività di Luca Parmitano, di Samantha Cristoforetti e di Paolo Nespoli al centro della nuova edizione di Missione Spazio Reloaded che è stata presentata a Cartoons on The Bay, festival della animazione crossmediale promosso dalla Rai e organizzato da Rai Com. Si tratta di una produzione di Rai Ragazzi, realizzata in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Europea, l’Agenzia Spaziale Italiana e Aeronautica Militare, disponibile in esclusiva sulla piattaforma Rai Play e il portale web di Rai Gulp e poi da metà maggio, in onda anche sul Canale Rai Gulp.
A guidare questo “viaggio” di otto puntate ci sarà @astro_Linda, ovvero Linda Raimondo, studentessa di fisica e appassionata di spazio e di scienza, pronta a far parte degli astronauti che saranno selezionati per arrivare su Marte.

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In questa nuova edizione di Missione Spazio, gli astronauti faranno conoscere non solo lo spazio e il volo umano, ma anche il valore della convivenza, della ricerca scientifica effettuata in condizioni di microgravità e la funzione “aggregante” che ha il cibo in condizioni estreme come lo spazio. Ogni dichiarazione ci riporta al momento in cui dei bambini hanno sognato di diventare astronauti fino a quando, questi stessi bambini oramai adulti, sono riusciti a realizzare il loro sogno, passando per la selezione, l’addestramento, la partenza, la vita in orbita, per tornare poi sulla terra. Sempre su RaiPlay saranno presto disponibili anche contenuti speciali, con interviste a personaggi legati al mondo dello spazio.

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World Press Photo, vince John MooreTra i premiati anche due italiani, Gualazzini e Tugnoli

12 aprile 201913:41

– “Il mio obiettivo da quando, dieci anni fa, ho iniziato a occuparmi con le mie foto di immigrazione e sicurezza delle frontiere è stato quello di fare luce su una tematica che viene spesso raccontata solo attraverso le statistiche. Sono molto orgoglioso di vedere che questo lavoro sta avendo un impatto su un pubblico globale”. Lo ha detto il fotoreporter John Moore vincitore del premio della World Press Photo Foundation per la Foto dell’Anno con il suo scatto della bambina honduregna che piange mentre sua madre è detenuta dal Border Patrol degli Stati Uniti.
“E’ un onore incredibile ricevere questo riconoscimento dalla World Press Photo Foundation” ha sottolineato Moore che è special correspondent e senior photographer di Getty Images. Tra i vincitori del più importante premio di fotogiornalismo, anche due italiani dell’agenzia Contrasto: Marco Gualazzini per Ambiente, Storie e Lorenzo Tugnoli per General News, Storie.
La mostra di fotogiornalismo sarà al Palazzo delle Esposizioni di Roma dal 25 aprile.

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Rai3 festeggia 30 anni Blob programma cultCinque speciali dal 14 aprile

12 aprile 201921:02

“Blob – dice Enrico Ghezzi uno degli storici ideatori del programma cult – ha un pregio enorme: è un antidoto a se stesso”. Il 17 aprile la storica trasmissione di Rai3 compie 30 anni e supera il traguardo delle 9268 puntate, di cui oltre mille monografiche.
Adesso, giustamente, si autocelebra con 5 appuntamenti speciali da domenica 14 aprile che si aggiungono alla normale collocazione delle 20.
Venti minuti di “surrogato televisivo”: la tv smontata, rimontata e messa a nudo attraverso il montaggio per svelare cosa il video e i suoi protagonisti di tutti i giorni ci dicono.
E’ Blob, una delle trasmissioni che hanno rivoluzionato la storia della tv, ricordata oggi a viale Mazzini con l’attuale direttore di Rai3 Stefano Coletta, con il direttore di allora Angelo Guglielmi e poi oltre Ghezzi tanti protagonisti e amici (presenti fra gli altri Franca Leosini, Alba Parietti, Sandra Milo, Furio Colombo, Fulvio Abbate, Maurizio Mannoni e Pino Strabioli). Nel corso della presentazione menzionato Marco Giusti, assente, inventore insieme a Ghezzi di Blob, ed ex autore del programma.

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Blob ha rappresentato un punto fermo nella programmazione della terza rete raccontando, quotidianamente, l’Italia, il cambiamento delle mode e dei costumi, la politica, la società, la musica, il grande e il piccolo schermo. Non esiste fatto o evento che non sia stato affrontato da Blob nella particolare chiave di lettura caratteristica della trasmissione. Ha offerto uno sguardo al di fuori della paludata e classica informazione senza, però, mai perdere di vista la verità e la correttezza. Il racconto è stato accompagnato, spesso, anche da una spregiudicatezza che non ne ha mai intaccato la qualità.
L’ex capostruttura di quegli anni Bruno Voglino dice che “Blob è per definizione il doppio: ha l’ambiguità delle opere d’arte, a seconda di come lo recepisci”. L’ex direttore Guglielmi aggiunge: “La parola Blob è stata trasferita in letteratura (non solo in Italia), nel giornalismo. È diventato un modo di dire, di comportarsi Blob è la televisione ma anche, insieme, l’oltraggio alla televisione. Blob ci prende in giro, ma ha la malizia degli dei di farci sorridere,  ognuno di noi è nel mirino del suo giudizio, non ci lascia mai in pace”.

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Ghezzi legge un passaggio di un racconto di Kafka sul desiderio di diventare pellerossa. Quindi fa notare: “Tutte le immagini meritano un rispetto. Il pellerossa che vuole diventare pellerossa, l’immagine che vuole diventare immagine, in questi secondi quello che si sgretola mentre si installa il desiderio, è di tutto. Mentre si installa, inizia a dissolversi”.
I 5 appuntamenti speciali: domenica 14 aprile alle ore 00.10, mercoledì 17 aprile 10 clip per tutta la giornata, giovedì 13 giugno alle ore 23.20. Ed ancora durante l’estate, quando saranno riproposti spezzoni del programma e 6 notti di Fuori orario.
Alba Parietti dice di ringraziare Blob perché ha consentito a lei e a tanti personaggi di esistere. “Blob è un capolavoro di psicopatia nella dimensione della nostra vita quotidiana. Sono stata oggetto di riciclo da parte di Blob e mi ci ritrovo a mio agio perché sono chiamata donna di plastica. Come dice Guglielmi, l’unico modo di fare cultura in televisione è non farla”. Leosini: “Blob fa parte della storia del Paese: unisce ironia, fantasia e sberleffo”. E sottolinea: “Io sono una creatura di Guglielmi”.
Sandra Milo confessa: “Io sono stata una delle vittime di Blob (chi non si è imbattuto almeno una volta nelle immagini mandate all’infinito di lei che lascia lo studio tv dopo una telefonata urlando il nome del figlio ‘Ciro, Ciro..’? ndr). All’epoca me la prendevo tantissimo, ma poi ho capito che era una invenzione, una rivoluzione, un modo di raccontare la vita e la realtà in maniera diversa”. Furio Colombo: “Guardavo Blob dagli Stati Uniti. Mi divertivo a carico di una situazione reale da cui ero distante. Mi divertivo fino a quando sono comparso io. Una sorta di esperimento scientifico”.
Tra le clip che scorrevano durante la conferenza tagliate e ricucite da Blob insieme quelle divertenti di alcune papere messe tutte insieme delle storiche annunciatrici tv Rai, i capisaldi storico tv da cui si dipana il racconto degli ultimi decenni: l’11 settembre, piazza Tienanmen, una su Aldo Biscardi.
Quindi le immagini di Bin Laden sulle note di Heidi. insomma un compendio di storia italiana, e internazionale, che passa dalla morte del Pci (le lacrime di Occhetto) fino ai giorni nostri.

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Riondino, deluso da M5S, Taranto tradita
Gazzè, Elio, Malika a concerto per sensibilizzare su situazione

12 aprile 201918:30

– “Taranto è stata tradita. Il Movimento 5 Stelle l’ha usata per fare incetti di voti, dove alle elezioni ha preso quasi il 50% delle preferenze, e poi l’ha lasciata al suo destino. Anche io ho votato il MOvimento perché mi fidavo, ci ho messo la faccia in televisione, nelle interviste. Ma siamo stati tutti traditi”. Michel Riondino, direttore artistico dell’Uno Maggio Taranto, la manifestazione che da 6 anni accende i riflettori sulla città dell’Ilva, va all’attacco dei 5 Stelle, rei di non aver mantenuto le promesse elettorali sulla riconversione di quella che prima era “la fabbrica assassina” e poi, a risultato ottenuto, “ora non preoccupa più nessuno”. Per l’edizione 2019, saliranno sul palco del Parco Archeologico delle Mura Greche Max Gazzè, Elio, Malika Ayane, Colle der fomento, CorVeleno, Andrea Laszlo De Simone, The Winstons, Dimartino, Epo, Mama Marjas, Tre Allegri Ragazzi Morti, Istituto Italiano di Cumbia, Terraross, Bugo, Sick Tamburo, Bobo Rondelli, Maria Antonietta.

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A Urbani il Della Rovere di TizianoTorna ‘a casa’ ritratto Vecellio. Esposte collezioni roveresche

URBANIA (PESARO URBINO)12 aprile 201914:47

– Il duca torna “a casa” dopo 400 anni: la mostra evento “Francesco Maria Della Rovere di Tiziano” allestita nelle sale del Palazzo Ducale di Urbania riporta nella sua dimora originaria il ritratto su tela di Tiziano Vecellio, dove è esposto dal 14 aprile al 14 luglio.
L’esposizione vuole ripercorrere le Collezioni dei Della Rovere racchiuse tra la fine del Quattrocento e i primi decenni del Seicento nelle sale del Palazzo Ducale dell’antica Casteldurante, l’odierna Urbania. Il duca Francesco Maria I Della Rovere (1490-1538) diceva di avere la corte a Pesaro, il palazzo a Urbino, la casa a Casteldurante. Passati quasi quattro secoli dal trasferimento delle collezioni artistiche al Granducato di Toscana – dopo la devoluzione del Ducato di Urbino allo Stato Pontificio nel 1631 – c’è la possibilità di rivedere, nel palazzo dove era originariamente conservato, uno tra i più significativi capolavori della pittura rinascimentale.

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Design in Borsa con mostra su Gio PontiIn mostra pezzi più rappresentativi dello stile dell’architetto

12 aprile 201915:09

– Il design entra in Borsa con la mostra “Gio Ponti. A Lifestyle Cell”, a cura di Gio Ponti Archives su progetto di Francesca Pini, ospitata a Palazzo Mezzanotte fino al 16 aprile.
L’installazione mette in mostra i pezzi che più rappresentano lo stile dell’architetto e si riallaccia idealmente all’intervento che Gio Ponti fece negli anni ’20 nella sede di Borsa Italiana, incentrato sulla ceramica e sulla figura femminile, con maioliche prodotte dalla manifattura di S.
Cristoforo, la stessa che realizzò il busto di donna in mostra, di cui esistono pochissimi esemplari al mondo. La mostra presenta anche due mani in ceramica realizzate per Richard Ginori dalla Manifattura di Doccia, mentre la Ceramica di Vietri Francesco De Maio ha realizzato per la mostra un pavimento della collezione Blu Ponti. Si tratta di uno dei 33 disegni ideati per le stanze dell’Hotel Parco dei Principi di Sorrento che raffigura il labirinto simbolo di Ponti. In mostra anche due poltrone in velluto azzurro per il treno di lusso ETR 300 – Settebello delle Ferrovie dello Stato Italiane, create negli anni ’50.

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Arte dal Bahrein all’Accademia AlbertinaFino al 2 giugno 30 opere in dialogo con capolavori arte europea

TORINO12 aprile 201915:47

– L’arte contemporanea araba dialoga con la tradizione artistica europea, dal Rinascimento al ‘900, nella mostra aperta fino al 2 giugno alla Pinacoteca dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino. In tutto sono esposte una trentina di opere realizzate dai più importanti artisti del Bahrein dal 1970 ad oggi in dialogo con i capolavori della Pinacoteca.
All’inaugurazione era presente la sceicca, nonché artista e responsabile dell’Autorità del Regno per la Cultura e le Arti, H.E. Sheika Hala Mint bint Al Khalifa, oltre alla neo presidente dell’Accademia Paola Gribaudo e al direttore Salvo Bitonti.
La mostra è il frutto di una collaborazione tra il Bahrein e l’Accademia che ha già portato allo scambio di mostre tra cui quella al Teatro Nazionale del Barhein, nel marzo 2018, di una collezione di modellini di scenografie della Storia del teatro realizzati dagli studenti dell’Accademia. “Crediamo tantissimo in questo scambio di cultura con l’Italia”, ha detto Sheika Hala Mint bint Al Khalif.

Collezione di trolley Montblanc PirelliDesign nei modelli leggeri in policarbonato e dettagli in pelle

12 aprile 201915:48

– Montblanc e Pirelli, performance e design si uniscono per realizzare un nuovo trolley dalle caratteristiche performanti. Condividendo infatti la stessa filosofia d’innovazione, le due aziende presentano la speciale collezione di trolley in edizione limitata.
Ispirata allo spirito del viaggio d’esplorazione, la collaborazione fa leva sulla tradizione di dinamicità e velocità che contraddistingue Pirelli dal 1872. I trolley superleggeri in policarbonato rifinito in pelle nera hanno ruote performanti e manico di precisione. L’estetica elegante è ulteriormente valorizzata da raffinati dettagli iconici, incluso il tipico motivo del battistrada Pirelli P Zero.

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Montblanc e Pirelli hanno una forte identità legata al viaggio e all’innovazione. Montblanc realizza infatti prodotti di lusso per il viaggio da oltre 110 anni. Come fornitore di pneumatici High Value, anche Pirelli è presente nelle competizioni sportive da oltre 110 anni con tecnologie all’avanguardia.
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Premio Unesco-Fellini a Paolo TavianiRestaurato Good Morning Babilonia girato nel 1987

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– Il regista Paolo Taviani riceverà la medaglia Unesco – Fellini al Lucca Film Festival e Europa Cinema in occasione dell’inaugurazione della manifestazione al cinema Astra, domani a Lucca. Il regista italiano incontrerà il pubblico in una lezione di cinema e presenterà il restauro di ‘Good Morning Babilonia’ del 1987, girato negli ex studi cinematografici di Tirrenia e Firenze nel cinema Odeon. La pellicola restaurata dalla Cineteca Nazionale e Istituto Luce Cinecittà è la prima volta che viene proiettata sul grande schermo (dopo il restyling) in Italia dopo essere stata presentata a Locarno. Il regista, inoltre, visiterà la mostra ‘Omaggio ai Taviani. Un viaggio da San Miniato a Hollywood’, a Palazzo Ducale (fino al 23 aprile), in programma al festival, a un anno dalla scomparsa del fratello Vittorio (15/04/2018). Tra gli eventi della prima giornata, inoltre, la prima italiana de ‘La Llorona – Le lacrime del male’ di Michael Chaves, film che uscirà nelle sale italiane il 17 aprile con la Warner Bros.

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In scatti Doisneau elogio quotidianitàCon 88 foto a Trieste la sua più ampia retrospettiva in Italia

TRIESTE12 aprile 201916:24

– Come un bravo “pescatore” di foto, Robert Doisneau passava ore in attesa che tutto quello che si muoveva attorno a lui potesse essere immortalato. Senza fretta, dunque, sono nate alcune delle più belle immagini di “poesia della quotidianità” che, da oggi e fino al 23 giugno, saranno esposte al Magazzino delle Idee di Trieste nella “più ampia retrospettiva sul fotografo francese mai presentata in Italia”, come spiega la curatrice, Tessa Demichel. Una lunga sequenza di vita scandita da 88 scatti, che attraversano un secolo di storia, dal 1929 al 1987. “Robert Doisneau. Across the Century” è la mostra promossa dall’Ente regionale per il patrimonio culturale del Fvg, con diChroma photography. E Across the Century è anche il racconto della celebrazione della bellezza misconosciuta del quotidiano. Come il celebre Bacio all’Hotel de Ville, una delle immagini più riprodotte nella storia della fotografia, o il ritratto dell’amico Jacques Prevert, immortalato non nel suo splendore, ma in una scena quotidiana.

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Pistoia Blues, una storia lunga 40 anniPresentato ddl per sostegno e valorizzazione del Festival

12 aprile 201916:54

– Se le mura medievali di Piazza Duomo avessero il dono della parola, racconterebbero una storia di grande musica, iniziata nel 1980, fatta di oltre 400 artisti e irripetibili concerti, di entusiasmo e fiumi di applausi da parte di un pubblico composto da più di un milione di persone: al compimento dei 40 anni, il Pistoia Blues Festival si rinnova senza cambiare anima, con un’edizione che dal 5 al 10 luglio celebrerà il proprio passato guardando al futuro. Il programma pensato dagli organizzatori (Comune di Pistoia, Associazione Blues e Live Nation) prevede tra gli ospiti artisti del calibro di Black Stone Cherry, Thirty Seconds To Mars, Noel Gallagher e Ben Harper. Per preservare la memoria storica e garantire un futuro al Festival, è stato presentato un disegno di legge – primo firmatario il senatore Patrizio La Pietra (FdI) – per chiedere l’inclusione del Pistoia Blues tra le manifestazioni musicali e operistiche di assoluto rilievo internazionale riconosciute dalla legge 238 del 20 dicembre 2012.

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Scarlett Johansson: “gli Avengers sono cresciuti con noi”
In sala dal 24 aprile ultimo capitolo Endgame

12 aprile 201921:05

Dopo il finale scioccante di Avengers: Infinity War, con il despota Thanos (Josh Brolin) che realizza, ci ricordano i trailer, il suo piano di sterminare il 50% di tutti gli esseri viventi, supereroi compresi, arriva il 24 aprile con Disney, quello che i fratelli Russo, di nuovo registi nella saga, definiscono come “l’ultimo capitolo epico del libro che abbiamo letto tutti insieme”. E’ il segretissimo (neanche gli attori l’hanno visto interamente e ai giornalisti ne sono stati mostrati finora solo sette minuti) Avengers: Endgame, quarto e pare, ultimo, film di quest’arco narrativo nel Marvel Cinematic Universe. “Molti di noi hanno recitato questi personaggi per più di un decennio ed è difficile riassumere il loro percorso ma penso che gli Avengers siano cresciuti insieme a noi come persone – spiega Scarlett Johansson, interprete di Vedova Nera -. Tornavamo a questi personaggi arricchiti dagli altri ruoli interpretati e dalle nostre esperienze personali, potevamo infondergli ogni volta nuova vita”. Fra gli interpreti dei supereroi che ritroviamo da subito in campo, ci sono anche Michael Downey Jr (Iron Man), Chris Evans (Captain America), Chris Hemsworth (Thor), Mark Ruffalo (Hulk), Don Cheadle (War Machine), Jeremy Renner (Occhio di Falco) e new entry come Paul Rudd (Ant-Man) e Brie Larsson (Captain Marvel). Il loro obiettivo, stando ai trailer, è riuscire a cancellare “a qualunque costo” l’orrore compiuto da Thanos. Quello degli Avengers è stato “un viaggio meraviglioso, lo rifarei daccapo – dice Chris Hemsworth -. In questi anni molti di noi, nelle loro vite, hanno avuto figli, instaurato relazioni durature. In genere quando giri un film è un’esperienza di tre mesi, frequenti gli altri attori per quel periodo e poi raramente li rivedi. Noi invece abbiamo dato sempre più linfa alla nostra amicizia”. I due registi, i fratelli Joe e Anthony Russo, che per Marvel/Disney hanno diretto anche Captain America: The Winter Soldier, Captain America: Civil War e Avengers: Infinity War, sono “sempre stati fan dei fumetti e infatti il primo Iron Man, che è stato anche il primo film del Mcu, ha avuto un grande impatto su di noi, ci ha ispirato molto.
Ma mai avremmo immaginato di diventare parte di questo universo come cineasti”. Uno degli elementi principali, per loro con gli Avengers “è stato l’avere un grande cast con alcuni dei migliori attori al mondo. Non penso sia mai stato realizzato prima qualcosa di simile su questa scala – spiegano -. E’ stato come avere un campo di gioco pieno di talento. E penso tutti loro fossero molto felici di recitare questi personaggi, hanno amato questi film e lavorare insieme. Hanno portato la migliore energia sul set ogni giorno”. Dover gestire tanti effetti speciali “non è stato difficile, avevamo uno dei migliori team al mondo nel settore, con loro tutto quello che immaginavamo poteva essere realizzato. Ed è un altro aspetto unico dell’universo Marvel, permette grande inventiva ai registi”. Ma Endgame è veramente l’ultimo film che coinvolge insieme questi personaggi? “Il nostro lavoro era trovare un punto di chiusura a un arco narrativo che si è sviluppato in un totale di 22 film (compresi i film dei singoli supereroi Marvel confluiti negli Avengers)” rispondono sibillini. Anche Scarlett Johansson resta sul vago: “Chissà se sarà l’ultimo, la Marvel è molto misteriosa… non si sa mai”. Intanto Joe e Anthony Russo, dirigeranno presto un progetto molto diverso, con protagonista Tom Holland (che nel Mcu è Spider-man): “Sarà un piccolo film basato sulla storia vera di un soldato americano che tornato dall’Iraq con la sindrome da stress post traumatico diventa un tossicodipendente e un rapinatore”.

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Alessandro Siani: “futuro è commedia ad effetti speciali”
Attore a Lecce, “ancora una fiaba, non amo i tempi che viviamo”

12 aprile 201921:04

Alessandro Siani accoglie con disinvoltura i molti applausi stamani al cinema Massimo di Lecce a fine proiezione stampa del suo ‘Il principe abusivo’ e, solo poi, si lascia andare a qualche considerazione sul futuro, sul suo lavoro di comico e sulla napoletanità vero motore della sua arte. L’occasione è l’incontro con il pubblico, moderato dal critico Valerio Caprara, alla 20/ma edizione del Festival europeo di Lecce dove ha ricevuto l’Ulivo d’Argento per il suo contributo alla Nuova Commedia Italiana.
Dice Siani de ‘Il giorno più bello del mondo’ suo prossimo atteso film che avrà nel cast , rivela, Stefania Spampinato (Grey’s Anatomy): “Sarà pieno di effetti speciali e questo anche per proporre una comicità, nuova, più moderna. Bisogna sempre andare avanti. Il film che uscirà a novembre-dicembre, comunque non a Natale – dice ancora l’attore regista – è una storia universale che parla di un ragazzo che ama il teatro e che nel momento in cui sembra debba rinunciare definitivamente al suo sogno, come accade in un film di Capra, si apre per lui un’inaspettata luce. Ancora una fiaba – conclude – solo perché non amo i tempi che viviamo”.
Il successo? “L’ho visto chiaramente negli occhi di mio padre, operaio all’Alfa Romeo, dopo ‘Benvenuti al Sud'”, racconta.
Della sua Napoli dice l’attore: “Questa città nel 1700 ha visto nascere la prima cattedra di astrologia e anche il primo corso di economia, ovvero si è specializzata nei sogni e nei soldi. Il napoletano è così uno che sta coi piedi per terra e la testa tra le nuvole. Un popolo, quello napoletano, che alla fine ha prodotto personaggi straordinari come Eduardo de Filippo, Pino Daniele e Massimo Troisi che era un po’ il poeta dei sentimenti. Troisi, secondo me – ci tiene a dire – , era un po’ il ‘genio’ e Napoli la sua lampada”. La Napoli poi mostrata dalla serie ‘Gomorra’ o da film come ‘La paranza dei bambini’ spiega: “ha evidentemente il suo pubblico, anche se questa città ha tante altre anime da mostrare”.
Dal comico napoletano, campione di incassi al box office, arriva una difesa del cinepanettone: “É un genere che va rispettato. Anche io ne ho fatto uno (Natale a New York di Neri Parenti del 2006) con Bisio e De Luigi quando ci fu la crisi tra Boldi e De Sica. Il pubblico – sottolinea- ama questo tipo di film e va rispettato. C’è comunque tanto lavoro dietro questo genere. E poi vogliamo parlare di Christian De Sica che è un attore davvero straordinario”.
Aspetta con interesse il prossimo film di Quentin Tarantino (C’era una volta a Hollywood) e Joker. Per Checco Zalone ha solo complimenti:” È un artista capace di portare tante persone al cinema. E solo per questo gli farei un monumento. Non solo, si dovrebbe fare un premio dedicato a lui”. Dall’attore-regista un po’ di paura sugli effetti della tecnologia che toglie anima e sentimenti ad ogni cosa: “Tocca così fare tutto noi comici in un mondo che vede 180.000 ragazzi italiani cercare fortuna all’estero e dove ci si interroga poco su chi invece resta”.

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Design, l’installazione è storia d’amore
Lei ruba libro a lui, parole sono decoro oggetti esposti a casa

12 aprile 201916:55

– Lei che ruba il libro a lui, le parole di Haruki Murakami ‘Pian piano lei si sta abituando a me e io a lei’ che sembrano disegnare così bene il rapporto che scivolano fuori dalle pagine e diventano il decoro del loro nuovo lavoro, fatto insieme, presentato nell’intimità della loro casa milanese: più che un’installazione è una storia d’amore ‘Words’, il progetto creato da Luciana Di Virgilio e Gianni Veneziano per il Fuorisalone.
Lo spazio domestico diventa una galleria temporanea dove il privato si sedimenta sulla superficie degli oggetti – un tavolo, piatti e bicchieri – attraverso colori e parole, col proposito – spiega la coppia di designer – di creare una sorta di Rinascimento silenzioso, opposto alla marcia frenetica del contemporaneo. ‘Words (a collection of colors, signs and words for the people)’ come l’intimità di una famiglia allargata: piatti, bicchieri e un tavolo intrisi dell’autobiografia della coppia di architetti e designer, data virtualmente in pasto al pubblico.

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Torino Fringe festival, festa teatro offDal 9 al 19 maggio 25 spettacoli e 230 repliche con 68 artisti

TORINO12 aprile 201916:56

– E’ cresciuto in qualità e quantità, diventando uno dei cartelloni di teatro off più importanti d’Italia, il Torino Fringe Festival. L’ottava edizione è stata presentata oggi al Museo Egizio di Torino, una delle sue tante sedi sparse nella città tra luoghi aulici e periferici, locali underground e associazioni culturali e musicali.
In tutto 25 spettacoli provenienti da tutta Italia (selezionati tra quasi 300 proposte) per 230 repliche e 68 artisti e compagnie dal 9 al 19 maggio. Un cartellone ricco con 7 direttori per le diverse aree, dal teatro al cinema, dalla musica all’arte di strada, dalla letteratura al teatro di e per giovani con disabilità. Realizzato con Fondazione Piemonte dal vivo, il festival conta moltissimi sponsor tra cui il Corecom che ha promosso lo spettacolo autoprodotto ‘Bulli a metà’ del giovane Davide Mongia. “Una scorpacciata di cultura off – dice Pier Paolo Congiu, direttore area teatro – pensata per dare voce ai migliori nomi italiani di teatro e della musica indipendenti”.

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24/o Festival Colline omaggia Delbono24 spettacoli con grandi gruppi come i Societas e i Motus

TORINO12 aprile 201916:58

– Torna dal 2 al 22 giugno il 24/o Festival delle Colline Torinesi vetrina di drammaturgia italiana e straniera, dislocato in diversi luoghi della città, dal Teatro Astra alla Fondazione Merz, dal Polo del ‘900 al Teatro Gobetti.
Promosso dalle Fondazioni Tpe e Fondazione Merz (per il percorso sull’arte) e diretto da Sergio Ariotti e Marigrazia Lagatolla, il festival propone 24 spettacoli, con 61 recite in 19 giorni. Il cartellone quest’anno rende omaggio a tre tra le più importanti compagnie italiane, la compagnia di Pippo Delbono (con lo spettacolo ‘La gioia’ sulla felicità possibile), i Socìetas (con lo spettacolo ‘Il regno profondo. Perché sei quì?’ sulle grandi domande dell’uomo) e i Motus (con ‘Rip it up and start again’, un musical post-punk che ragiona sulla capacità della musica di oggi di stupire).
Tra gli altri spettacoli anche ‘Medea per strada’, monologo di Elena Cotugno, grido di dolore di una romena emigrata in Italia, interpretato a bordo di un furgone in movimento.

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Mirren gira gratis per banca su ambienteL’attrice premio Oscar ormai pugliese d’adozione

LECCE12 aprile 201917:44

– Il regista Edoardo Winspeare e l’attrice inglese Helen Mirren sono i protagonisti della nuova campagna di comunicazione sull’ambiente promossa dalla Banca Popolare Pugliese. L’attrice Premio Oscar, ormai salentina di adozione, ha offerto del tutto gratuitamente la sua partecipazione straordinaria, sentendosi “ambasciatrice” nel mondo delle bellezze paesaggistiche del Salento.
Si tratta di quattro spot-documentari, da 30 a 60 secondi, che puntano alla tutela del territorio della Puglia e a sensibilizzare contro l’abbandono dei rifiuti, con l’attrice che, tra l’altro, si rivolge a chi getta via un vecchio frigorifero in una zona di pregio recitando i versi di una canzone popolare salentina, in dialetto, con traduzione nei sottotitoli.
La campagna sarà trasmessa in televisione in cinque regioni (Puglia, Basilicata, Campania, Abruzzo e Molise) e nei social network anche di alcuni organi di informazione online.

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Architettura, Firenze celebra Ricci
‘Star’ del ‘900 narrato in 16 capitoli di una grande mostra

FIRENZE12 aprile 201919:18

– Spetta a una mostra allestita nell’ex-refettorio di Santa Maria Novella, a Firenze, il compito di chiudere le celebrazioni per il centenario della nascita di Leonardo Ricci, personalità di spicco nel panorama architettonico italiano del Secondo dopoguerra. Si apre il 13 aprile la rassegna ‘Leonardo Ricci 100. Scrittura, pittura e architettura: 100 note a margine dell’Anonimo del XX secolo’, che resterà aperta fino al 26 maggio. Divisa in 16 sezioni, come i capitoli del libro citato nel titolo della rassegna, la mostra propone un percorso che intreccia le trame delle discipline praticate da Ricci: schizzi di matrice espressionista, quadri dal forte impatto materico, composizioni in mosaico, fotografie d’epoca e modelli architettonici si accostano a disegni. A guidare il visitatore all’interno della rassegna sono gli stralci di ‘Anonimo del XX Secolo’, libro di respiro esistenzialista che l’architetto scrisse negli Stati Uniti nel 1957.

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Fumettista sardo disegna Gli IncredibiliJean Claudio Vinci: “li ho amati da subito, un onore disegnarli”

CAGLIARI12 aprile 201919:52

– Un altro fumettista sardo sbarca negli Stati Uniti e lo fa in maniera ‘incredibile’. È infatti appena uscito negli States il primo capitolo della miniserie in tre parti targata Disney Pixar-Dark Horse Comics “The Incredibles 2”, in Italia “Gli Incredibili”, che racconta le gesta della famiglia di supereroi conosciuta al cinema, dove l’abbiamo lasciata nel secondo film dello scorso anno. Alle matite, sia dei tre numeri che delle copertine, il fumettista di Sanluri Jean Claudio Vinci. “È stato emozionante lavorare su quei personaggi – dice il fumettista – ho sempre amato gli Incredibili, ho visto il primo film con questa famiglia di supereroi e mi sono subito innamorato di loro. È stato un onore poterli disegnare”.
Jean Claudio Vinci, 39 anni, nel 2000 entra a far parte dell’Associazione culturale Chine Vaganti di San Gavino, un gruppo di disegnatori, scrittori e sceneggiatori di fumetti – di cui fa parte anche un altro disegnatore Disney, Luca Usai – vera e propria fucina di talenti.

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Ambasciata vieta proiezione Hotel Rwanda
Rassegna a Cagliari. Fondazione, abbiamo informato il Governo

CAGLIARI12 aprile 201919:54

– Diventa un caso diplomatico la proiezione del film Hotel Rwanda, prevista per domani sera a Cagliari nell’ambito della rassegna “Musica e Storia”. Oggi la Fondazione di ricerca Giuseppe Siotto, che cura l’evento, ha ricevuto una comunicazione scritta dall’Ambasciata del Ruanda a Parigi (da cui dipende anche l’Italia e il suo console onorario) in cui si invita a sospendere la proiezione del film, ambientato durante il genocidio del 1994.
“A tale comunicazione – spiega Francesco Accardo, consigliere di amministrazione della Fondazione – sono seguite numerose altre telefonate e mail da parte di associazioni, organizzazioni non governative, privati cittadini e anche di funzionari di altre ambasciate africane in Italia. Ciò che ci viene segnalato è che il protagonista del film, Paul Rusesabagina, sia in realtà un impostore, che non abbia mai salvato nessuno e che recentemente abbia fatto alcune uscite pubbliche di carattere negazionista legate agli avvenimenti di 25 anni fa

La natura di Arp alla Guggenheim VeneziaIn mostra a Venezia 70 opere tra disegni, sculture e rilievi

VENEZIA12 aprile 201919:58

– “La prima cosa che comprai per la mia collezione fu un bronzo di Jean Arp”. Peggy Guggenheim ricorda così nella sua autobiografia, “Una vita per l’arte” (Rizzoli), l’acquisto di una piccola scultura, “Testa e conchiglia” (1933). A Questa se ne aggiunsero nel tempo altre sei e l’artista nato a Strasburgo fu ospite in più occasioni della mecenate e collezionista statunitense nel suo palazzo sul Canal Grande, a Venezia. Arp è ora protagonista della mostra, dal 13 aprile al 2 settembre, alla Collezione Guggenheim.
“La natura di Arp”, a cura di Catherine Craft e organizzata dal Nasher Sculpture Center di Dallas, prima sede espositiva della mostra, è centrata sulla vasta produzione dell’artista franco-tedesco Jean (Hans) Arp (1886-1966), caratterizzata da approccio sperimentale alla creazione e il ripensamento radicale delle forme d’arte tradizionali. Un aspetto – come è stato sottolineato – che “lo hanno reso uno degli artisti più influenti del Novecento”.
Vinicio Marchioni miglior attore europeoAttore premiato oggi a Festival Lecce dal Sngci

2 aprile 201920:30N

LECCE

la prima volta come miglior attore Europeo abbiamo scelto un attore italiano” così stamani alla 20/ma edizione del Festival Europeo di Lecce, Laura Delli Colli ha indicato Vinicio Marchioni come vincitore grazie a ‘Cronofobia’ opera prima di Francesco Rizzi (Svizzera) che passa oggi in concorso a Lecce.
“Non mi aspettavo di vincere grazie a un’opera prima tra l’altro prodotta in un altro paese (il film è stato girato a Zurigo). La meraviglia di questo personaggio è che è un uomo silenzioso che non vuole essere visto, un ruolo su cui ho dovuto lavorare per sottrazione”. Marchioni è comunque da tempo al lavoro su un documentario che si ispira allo spettacolo teatrale da lui diretto, “Zio Vanjia”, con degli innesti di storia contemporanea, ovvero i recenti terremoti italiani dell’Aquila e di Amatrice. “La mia speranza – conclude Marchioni – è quella di portare il film al Festival di Venezia”.
A Firenze 1/a mostra su Isadora DuncanC’è anche dipinto ‘Gioia’, riunito grazie a prestito Berlusconi

FIRENZE12 aprile 201921:07

– La danzatrice americana Isadora Duncan è la protagonista di una mostra, per la prima volta in Italia, dedicata a lei e agli artisti italiani che ne hanno subìto il fascino e la suggestione: si apre domani, 13 aprile l’esposizione ‘A passi di danza. Isadora Duncan e le arti figurative in Italia tra Ottocento e avanguardia’, a cura di Maria Flora Giubilei e Carlo Sisi in programma a Villa Bardini e al museo Stefano Bardini di Firenze fino al 22 settembre. Dipinti, sculture e documenti, fra cui fotografie inedite, ripercorrono il legame della fondatrice della danza moderna con l’Italia e l’influenza che ebbe nel contesto internazionale. I 175 pezzi sono esposti a Villa Bardini, e una speciale sezione dedicata a grandi sculture e dipinti è invece allestita nel museo Stefano Bardini. Tra i temi centrali, la danza come liberazione del corpo femminile. In mostra il dipinto ‘Gioia’ di Plinio Nomellini, esposto per la prima volta dopo 30 anni nelle due parti riunite grazie ad un prestito di Silvio Berlusconi. “È un’ottica inconsueta quella offerta dalla mostra – afferma Umberto Tombari, presidente della Fondazione Cr Firenze in una nota – che illustra in modo chiaro analogie e differenze tra balletto e danza, anche a chi si accosti per la prima volta a questo mondo”. “Questa esposizione – commenta il presidente della Fondazione Bardini e Peyron Jacopo Speranza – è davvero un gradito regalo che offriamo agli amanti delle arti e della danza. Uno sforzo scientifico e organizzativo non indifferente per le nostre due istituzioni, che si inserisce nel percorso di valorizzazione e, in molti casi, di conoscenza, del legame tra la nostra città e grandi figure del passato, nelle varie espressioni artistiche”.

Plympton, volevo Trump nei Simpson, hanno rifiutatoA Cartoons, minacce per serie su presidente Usa ma non mi fermo

ORINO12 aprile 201923:06

“Ho proposto ai Simpson una gag su un personaggio Donald Trump che insegue Marge in casa cercando di sedurla ma perfino loro mi hanno detto di no…”. E’ la “confessione” di Bill Plympton, il più importante artista dell’animazione indipendente Usa e due volte candidato all’Oscar per i suoi cortometraggi, che a Cartoons on the Bay, il festival dell’animazione crossmediale in corso a Torino, riceve un Pulcinella Award alla carriera. Le sue vignette sono pubblicate su numerosissimi giornali dal New York Times a Vanity Fair e ha rinunciato anche a un grande contratto con la Disney per mantenere la sua indipendenza. Sul presidente americano, Plympton – che disegna fotogramma per fotogramma le sue opere (alla Bruno Bozzetto e Guido Manuli) e nella masterclass di Torino ha realizzato uno schizzo per ognuno dei numerosi partecipanti – ha creato la caustica serie Trump Bites che è andata sul sito del New York Times ed è stata vista da milioni di americani e non solo. “Subito dopo – racconta – ho cominciato a ricevere messaggi davvero spaventosi di minacce e di insulti anche molto pensati. Ho capito che molti di questi in realtà sono dei bot russi (perché l’inglese non è buono per niente) ma è veramente una cosa preoccupante anche perché ho una moglie e un figlio piccolo. Ma non intendo fermarmi e continuerò a farlo”.
Plympton spiega anche come è nata la sua storia con i Simpson: “A un film festival ho conosciuto un regista che conosceva il mio lavoro di indipendente e mi ha invitato a casa sua. Sul pavimento c’era un ragazzetto di 15 anni che disegnava i Simpson, era Matt Groening. Siamo diventati amici e abbiamo iniziato a collaborare”.
Per quanto riguarda la politica italiana e i personaggi che potrebbero ispirarlo, Plympton dice: “Ho sentito parlare di Berlusconi e sarebbe stato divertente. Mi sarebbe piaciuto molto disegnare Cipollina – e poi si corregge – Cicciolina, l’ex pornostar poi entrata in Parlamento”.
Secondo Plymtpon l’animazione può fare molto anche per temi forti come l’immigrazione: “Le major non ne parlano, semplicemente hanno le bocche cucite. Invece sono convinto che il cartone animato riesca a veicolare i messaggi in maniera davvero efficace e potente e non solo ai bambini, E quello che sto cercando di fare con Trump Bites e altre mie creazioni e che spero che anche altri facciano su altri argomenti”. La passione per i disegni lo ha accompagnato tutta la vita: “Ho cominciato a farli quando avevo 3 anni e poi a 7 ho visto un cartoon Disney in tv e ho detto: ‘Da grande voglio fare questo, voglio far divertire la gente’. Mio padre era un bancario ma era davvero un tipo divertente, avrei voluto essere divertente come mio padre e lo faccio con i miei disegni anche perché nella vita reale lo sono molto meno…”.
Guardando indietro Plympton conclude: “La prima cosa che feci era una striscia sui modi per smettere di fumare andata su Mtv.
Tutti mi chiamavano e mi dicevano: ‘Ti ho visto in tv!’. Ora credo che la cosa per cui mi conoscono di più siano i Simpson e tutti li amano e io sono molto felice su come le persone amano il mio umorismo folle”.
Cartoons on the Bay tra Carica 101, Plympton e OcelotDue mostri sacri animazione a Torino. Confronto con le tv estere

TORINO12 aprile 201923:20

Palazzo Carignano che da due giorni è il cuore pulsante dell’animazione italiana e internazionale con Cartoons on The Bay, il festival promosso dalla Rai e organizzato da Rai Com, si è tinta delle macchie dei deliziosi cuccioli dalmata di 101 Dalmatian Street. A Torino la Disney ha presentato i nuovi episodi della serie che si ispira al romanzo del ’56 di Dodie Smith e al classico film del ’61 di Walt Disney La carica dei 101, la cui prima parte è andata in onda su Disney Channel a marzo.Ma al festival sono arrivati anche due “mostri sacri” dell’animazione, quasi coetanei ma difficile immaginare due personaggi più diversi. Da una parte il vulcanico Bill Plympton, il più importante artista dell’animazione indipendente Usa, due volte candidato all’Oscar per i suoi cortometraggi e anche tra gli animatori dei Simpson che confessa: “Ho proposto una gag su un personaggio Donald Trump che insegue Marge in casa cercando di sedurla ma perfino loro mi hanno detto di no…”. E racconta come per la sua caustica serie Trump Bites, andata sul sito del New York Times e vista da milioni di persone, abbia ricevuto pesantissimi insulti e gravi minacce: “Ho capito che molti di questi in realtà sono dei bot russi (perché l’inglese non è buono per niente) ma è veramente una cosa preoccupante anche perché ho una moglie e un figlio piccolo. Ma non intendo fermarmi e continuerò a farlo”.    Nel pomeriggio arriva poi Michele Ocelot, papà di Kirikù e della strega Karabà, con il suo nuovo lungometraggio di animazione Dililì a Parigi, che ha già vinto un premio Cesar e che arriva nelle sale italiane dal 24 aprile con Movies Inspired e Bim. E il suo è un appello davvero attuale in un Paese come il nostro, tormentato dalla piaga dei femminicidi. “Le cifre – dice – sono davvero impressionanti. Ci sono più donne uccise dai partner che dalle guerre. In Francia succede ogni due giorni ma anche in Italia. E ci sono Paesi in cui a uccidere sono anche i padri, i fratelli e addirittura i figli. Ed è una cosa che riguarda non solo le adulte ma anche le bambine”.Infine a Torino ci si confronta anche con le tv estere (oltre alla Rai, c’erano France Télévisions, Bbc e la tv svedese) su cosa guardano i ragazzi nativi digitali con l’obiettivo di abbattere la discriminazione di genere e creare un prodotto locale che sia al tempo stesso esportabile sul mercato internazionale e sulle nuove piattaforme digitali. “L’animazione deve essere internazionale” dice Pierre Siracusa, responsabile del Dipartimento Animazione, Bambini e Ragazzi di France Télévisions, “ma l’Europa deve creare un modello capace di tenere testa al dominio Usa”. “Credo ci sarà la necessità di prodotti più adulti, perché il gusto dei bambini sta crescendo” prevede il direttore di Rai Ragazzi Luca Milano, che afferma di voler rinforzare il settore “educational” e ribadisce l’importanza della coproduzione: “Generare un contenuto circolare con produzioni multilocali è di vitale importanza per tutti, anche per il settore dell’animazione”.
Ocelot, più donne uccise da partner che da guerreIl papà di Kirikù a Cartoons con Dililì, civiltà contro orrori

TORINO12 aprile 201923:19

“Le cifre sono davvero impressionanti. Ci sono più donne uccise dai partner che dalle guerre. In Francia succede ogni due giorni ma anche in Italia. E ci sono Paesi in cui a uccidere sono anche i padri, i fratelli e addirittura i figli. Ed è una cosa che riguarda non solo le adulte ma anche le bambine”. E’ duro e sconvolgente il messaggio lanciato da Michele Ocelot, papà di Kirikù e della strega Karabà, a Torino per Cartoons on the Bay che lo premierà con il Pulcinella Award alla carriera. Al festival dell’animazione promosso dalla Rai e organizzato da Rai Com il grande artista francese presenta in anteprima il suo nuovo lungometraggio di animazione Dililì a Parigi, che ha già vinto un premio Cesar e che arriva nelle sale italiane dal 24 aprile con Movies Inspired e Bim.
“Ho scelto di ambientarlo nella Parigi della Belle Epoque – spiega – perché era un’epoca bella, uno degli ultimi periodi in cui le donne erano solite indossare abiti lunghi fino a terra che le facevano sembrare principesse, regine e fate. E poi è stato il momento i cui le donne hanno cominciato a poco ad abbattere alcune barriere che le separavano da maschi: incontriamo la prima donna avvocato, la prima dottoressa, la prima studentessa d’università, la prima autista di taxi. Ma l’ho scelto anche per il contrasto tra la civilizzazione dell’Occidente e la stupidità della violenza, in questo caso quella degli uomini sulle donne”.
Dililì è una bambina di papà kanak (Nuova Caledonia) e mamma francese. “La mia pelle è troppo chiara per i kanak e troppo scura per i francesi” dice a inizio film spiegando la sua condizione. “Dililì – dice Ocelot – fa una collezione di “orrori” diversi”. Oltre al razzismo di cui è vittima da entrambe le parti si trova alle prese con una serie di rapimenti misteriosi effettuati da una sorta di setta, i Maschi Maestri, in cui sono coinvolte alcune bambine. Risolverà il caso grazie all’aiuto di un fattorino e di una serie di personaggi straordinari che incontra (Marie Curie, la marchesa Casati, Toulose Lautrec, Pasteur, Renoir, Cezanne, Proust, Picasso solo per citarne alcuni)”.
Riguardo al suo primo successo internazionale Ocelot sottolinea: “Anche con Kirikù c’era lo stesso tema. La strega Karabà era così cattiva perché aveva subito la violenza maschile. La storia di Dililì è ambientata a Parigi che rende tutto più reale. La protagonista è coetanea di Kirikù ma più consapevole. Ha già sofferto nella sua vita. Il film parte con Dililì che arriva a Parigi per esibirsi nel cosiddetto Zoo Umano dell’Expo. Io sono convinto che anche le chiacchiere da bar possono far male. Ma, non è utopia, la storia può cambiare”.
E alla fine Ocelot lancia un messaggio ottimistico anche se non vuole essere chiamato né ottimista, né poetico ma solo realista: “Su mille violenti ci sono milioni di uomini che lavorano e costruiscono la nostra civiltà e finché ci sarà la civiltà i violenti sono destinati a soccombere…”.

Caterina de’ Medici, storia segretaPassioni di fine Rinascimento nel libro di Marcello Simonetta

12 aprile 201910:15

– MARCELLO SIMONETTA, ‘CATERINA DE’ MEDICI STORIA SEGRETA DI UNA FAIDA FAMILIARE’ (RIZZOLI, PP.382, EURO 16,15). Lotte fratricide, ambizioni tarpate, omicidi, tradimenti, passioni folli e calcoli machiavellici. No, non è la sintesi di un thriller alla Dan Brown ma la storia reale, sebbene quasi inverosimile, di come Caterina de’ Medici divenne Regina di Francia e madre di tre sovrani francesi, cercando anche di riportare il prestigio della sua famiglia a Firenze, senza riuscirvi. I libri di storia ricordano il suo regno, una donna indurita dal potere e diventata fanaticamente cattolica negli ultimi anni della sua vita, nota soprattutto per il famigerato massacro degli ugonotti nella notte di San Bartolomeo (23-24 agosto 1572). Il libro di Marcello Simonetta, docente universitario, scrittore ed esperto di Rinascimento, si concentra invece sugli anni dell’apprendistato che preparano il mito, e su quella incredibile partita a dama per il controllo di Firenze e, in definitiva dell’Italia, tra re, faccendieri, papi, diplomatici, voltagabbana, banchieri, cardinali ed eroici condottieri, una partita di cui Caterina divenne un’importante pedina. Ultima rampolla del ramo nobile dei Medici (quello di Lorenzo il Magnifico, per intendersi), Caterina nacque nel 1519 e si ritrovò subito orfana di entrambi i genitori, e passò l’infanzia dai cugini Strozzi, amata da Filippo Strozzi, uno dei più grandi banchieri dell’epoca e marito di Clarice de Medici, come una figlia. Gli anni d’oro della famiglia medicea erano tuttavia ormai un ricordo e il Rinascimento si avviava al suo tramonto.
Il libro si apre con il traumatico sacco di Roma nel maggio 1527, quando i lanzichenecchi, al soldo del cattolicissimo imperatore Carlo V, misero a ferro e fuoco la città per settimane. Il papa, Clemente VII, anche lui un discendente del ramo nobile dei Medici, fu imprigionato a Castel Sant’Angelo.
Firenze intanto si ribellava ai Medici e si proclamava Repubblica, e Caterina, all’epoca una bambina di otto anni, finiva in un convento per evitare una brutta fine. Grazie però agli intrighi, ai negoziati e alle macchinazioni dei suoi due zii, Filippo Strozzi, e Clemente VII, tornato in libertà, l’orfana riuscì ad essere promessa in sposa a Enrico, figlio secondogenito del re Francesco I di Francia. Filippo Strozzi, che aveva finanziato il “Principe” di Machiavelli, e Clemente VII, a cui Machiavelli aveva dedicato le sue Historie Fiorentine, misero a segno probabilmente il più grande colpo machiavellico della loro vita, infilando una Medici nobile nella Corte francese. Il matrimonio per Caterina fu però tutt’altro che rose e fiori. Enrico aveva un’amante molto più anziana di lui, che lo dominava totalmente, Diana di Poitiers. Caterina rimase fedele al marito e non si ribellò. Fu quella la sua grande arma. Nel frattempo il primogenito reale morì all’improvviso (a posteriori molti sospettarono che Caterina l’avesse avvelenato), ed Enrico divenne l’erede al trono di Francesco I e poi il re, con il titolo di Enrico II. Firenze era stata intanto riconquistata dal ramo cadetto dei Medici, con l’aiuto della Spagna, innescando l’ira del ramo nobile della famiglia e la preoccupazione della Francia. Caterina, insieme alla famiglia Strozzi, si lanciò in una guerra tanto coraggiosa quanto sfortunata contro il granducato di Firenze, guidato dai cugini, in particolare Cosimo de’ Medici, alleato dell’imperatore Carlo V. Battaglie in campo aperto, ma anche giochi di diplomazia e alleanze, fatte e disfatte pure con l’Impero ottomano. Su tutti domina la famiglia Strozzi: dal patriarca Filippo, che, catturato a Firenze, preferisce suicidarsi piuttosto che essere ucciso dal nemico, ai figli Leone e Piero, incredibili combattenti, che però alla fine sono sopraffatti dalla sorte avversa. Nel 1559, l’inconsistente re Enrico II di Francia muore in una giostra cavalleresca. Caterina diviene la regina reggente e comincia la sua riscossa dopo tanti anni di umiliazioni. Nel 1559, è firmata anche la pace di Cateau-Cambrésis, che suggellò la fine delle guerre d’Italia ma anche l’inizio del declino italiano sulla scena internazionale, per i successivi tre secoli. È su questi eventi che si chiude il libro di Simonetta, scritto non dalla parte dei vincitori, come avviene usualmente nella Storia, ma “dal punto di vista di chi non sapeva che avrebbe vinto, e ha spesso temuto di non farcela (Caterina de’ Medici) o ha perso (gli Strozzi)”.
Wonder Park, la meraviglia al potereDall’11 aprile il cartoon con le voci di Gigi e Ross

12 aprile 201913:52

‘Wonder Park’ di David Feiss, film d’animazione della Paramount Animation e Nickelodeon in sala dall’11 aprile, ha come protagonista la meraviglia. A dargli voce è June, ragazza piena di fantasia che, insieme alla madre, ha ideato un incredibile parco divertimenti chiamato Wonder Park, un luna park pieno di personaggi e dove tutto è possibile.
Ma la magia di questo parco si spegne quando la madre di June si ammala gravemente e deve lasciare figlia e marito per curarsi. Insomma ‘Wonder Park’ muore con l’ombra di dolore e paura che piomba sulla famiglia della ragazzina.
Ma June è una vera combattente e a un certo punto scopre nel bosco un incredibile parco divertimenti chiamato Wonderland, esattamente come quello immaginato con la madre. Nonostante sia pieno di fantastiche giostre e animali parlanti, il parco però si trova in uno stato di grande caos, ma June sa anche che solo la sua immaginazione è in grado di riportare tutto all’ordine. Insieme a questi animali fantastici (due castorini, un orso dormiglione, un saggio porcospino, una scimmietta e un cinghiale) June dovrà salvare questo posto magico, riportando la meraviglia nel parco.
Il soggetto del film è di Alan Gordon, autore anche delle sceneggiature di Men In Black II e Lemony Snicket – Una serie di sfortunati eventi.
Nella versione italiana le voci di Gus e Cooper, i due fratelli castori manutentori del parco creato dalla piccola June, doppiati in originale dal comico del Saturday Night Live Kenan Thompson e dall’attore americano di origine coreana Ken Jong, sono state affidate all’affiatata coppia comica napoletana Gigi e Ross, alla loro prima esperienza in questa veste. Francesco Facchinetti dà invece la voce al porcospino Steve. Entusiasti di questa esperienza Gigi e Ross, che non nascondono oggi a Roma di essere la generazione cresciuta “coi robottoni in tv”.
Anche per loro da ragazzi – dicono – c’è stato un Wonder Park: “Si chiamava e si chiama ancora Edenlandia e si trova a Napoli Fuorigrotta. Per noi era Disneyland”. Il messaggio del film? Dicono Gigi e Ross: “L’importante è non smettere mai di meravigliarsi”.

Il Pigneto di Pasolini e Rossellini oggi, un documentario lo raccontaDal regista Jo Amodio un affresco contemporaneo di chi lavora e vive di arte del quartiere romano che ha fatto la storia del cinema italiano

12 aprile 201919:08

C’è un quartiere nel quadrante Est di Roma, il Pigneto, dove l’arte, in tutte le sue sfaccettature, classiche, contemporanee e innovative, trova terreno fertile. Molti degli artisti che vivono e lavorano al Pigneto, quartiere, noto per la sua movida notturna e soprattutto per essere stato scelto come location di film monumento del cinema Italiano, come Accattone di Pasolini o Roma città aperta di Rossellini , per citarne alcuni, sono i protagonisti di “Parlare d’arte. Al Pigneto” del regista Jo Amodio, per un progetto “nato – come spiega la nota che ha presentato l’evento – dalla volontà di evidenziare l’attuale stato della produzione d’arte e di creare una testimonianza storica dell’importante lavoro svolto dagli artisti che vivono o lavorano al Pigneto. Altro aspetto del documentario è quello di raccontare di artisti che lottano in modo pacifico aspirando a un mondo migliore”.

“Parlare d’arte. Al Pigneto” – afferma nella nota Amodio – “vuol essere un viaggio attraverso le opere e i racconti di alcuni artisti del quartiere romano di cui si presenta il vero volto, fatto di arte, cultura e senso civico. Credo che l’arte sappia intercettare il bisogno di dialogo e integrazione in ogni latitudine del mondo, poiché si esprime con un linguaggio universale” – spiega Amodio. “Tanto che il progetto “Parlare d’arte”, a cui ho dato inizio in Mozambico, continua oggi al Pigneto di Roma e proseguirà in futuro per raccontare le periferie degradate del mondo che, attraverso l’arte, possono sperare in una rinascita e riqualificazione dei tessuti sociali. Allo stesso tempo ritengo che nel nostro Paese e nella nostra epoca sia sempre più difficile produrre arte”, precisa il regista. Autore delle musiche originali è Andrea Alberti che, grazie alle sue melodie jazz di animo mediterraneo, accompagna le immagini del documentario con la poesia che spesso manca alla realtà.Gli altri artisti protagonisti del documentario sono: Andrea Alberti, pianista e compositore, direttore dell’Orchestra Mediterranea; Carola Susani, scrittrice; Pino Borselli, regista di cinema e di teatro; Laura Scarpa, fumettista e illustratrice; Enrico Astolfi, scrittore e autore di “Casilina. Ultima fermata”; Gina Merulla, regista, attrice e direttrice artistica del “Teatro Hamlet” di Roma; Gerardo Casiello, compositore e cantante; Igiaba Scego, scrittrice; Sukran Moral, artista performer; Mokodu Fall, pittore senegalese; Rino Bianchi, fotografo photonovelist; Michela Lambriola, pittrice; Francesco Impellizzeri, artista performer; Pasquale Restuccia, pittore; Riccardo Mannelli, artista (pittore e vignettista); Antonella Aversa, pittrice e scultrice; Marco G. Ferrari, videoartista. In occasione della presentazione del documentario a Roma, al Nuovo Cinema Aquila, è stata allestita una mostra alla quale hanno esposto opere anche Lorenzo Budello, Antonio Tamilia  e Michele Abramo. GUARDA IL DOCUMENTARIO SU YOUTUBE            [print-me title=”STAMPA”]

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Torna a casa Jimi, commedia di frontiera
Un cagnolino abbatte i muri di Cipro nel film di Piperides

11 aprile 2019 10:55

– I muri alzati dall’odio politico, le diffidenze tra popoli nemici, perfino i divieti imposti dalle leggi nulla possono di fronte all’amore che unisce un piccolo e indisciplinato cagnolino al suo padrone. È davvero una commedia ‘di frontiera’ dai toni surreali “Torna a casa, Jimi! 10 cose da non fare quando perdi il tuo cane a Cipro”, film di Marios Piperides che uscirà nelle sale il 18 aprile in 20 copie con Tucker Film. Interpretato da Adam Bousdoukos, il film è ambientato a Nicosia, capitale ancora divisa in due parti, una greca l’altra occupata dai Turchi: grazie al filtro della commedia, il regista racconta con leggerezza e profondità le tensioni tra i due popoli, la militarizzazione dell’isola e l’impossibilità di costruire un dialogo. A Cipro gli equilibri sociopolitici sono fragili e le regole sono rigide: così quando il bastardino Jimi Hendrix oltrepassa il checkpoint di Nicosia finendo nel settore turco, il padrone Yiannis pur di riportarlo a casa vive un’incredibile avventura.
Conte, difendiamo cinema dalla pirateriaRicerca Anica, Italia nona al mondo per produzione audiovisiva

11 aprile 201916:45

– “Il governo è dalla vostra parte.
Dobbiamo tutelare questa filiera che assicura crescita e occupazione ma che ci fa anche emozionare”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte dalla presentazione del Rapporto “Cinema e Audiovisivo: l’impatto per l’occupazione e la crescita in Italia”, prima ricerca condotta del Centro Studi di Confindustria per Anica, aggiungendo che è intenzione del governo “proteggere il settore dalla pirateria”. “Bisogna fare in modo – ha proseguito – che le nostre imprese, in una competizione globale agguerrita, non siano target di iniziative predatorie”. Secondo la ricerca, la produttività nel settore audiovisivo è molto elevata in Italia e risulta terza in Europa.
Nel mondo, nonostante la crisi economica, l’Italia è nona. Nel Paese il settore occupa quasi 8500 imprese con 61 mila posti di lavoro diretti (173 mila i posti di lavoro complessivi). E’ un comparto che attiva lavoro giovane e femminile più della media nazionale.
Sokurov, la finanza ha ucciso DioRegista a Lecce tra Biennale arte e docu su II Guerra mondiale

LECCE11 aprile 201920:10

Aleksandr Sokurov, regista russo oggi alla 20/ma edizione del Festival del cinema Europeo di Lecce, dove riceverà stasera l’Olivo d’oro alla carriera, si racconta tra passato e futuro con grande e compassata saggezza, ma si lascia andare solo quando si affronta il tema denaro, vero demonio di quest’epoca: “Nessuna religione – dice all’incontro – oggi sa come affrontare questo problema. Tutto, alla fine, viene tradotto in denaro. La finanza ha ucciso Cristo e non lo farà mai più risorgere. Neppure gli stessi islamici – aggiunge -, che si vantano del loro integralismo, hanno davvero risolto il problema dei soldi e, per quanto riguarda il passato, sappiamo tutti come è andata a finire anche nell’Unione Sovietica”.Ma il regista, classe 1951, Leone d’oro a Venezia 2011 con il Faust che chiuse allora la tetralogia sul potere iniziata con Moloch, non sta certo con le mani in mano: “Il Museo Hermitage mi ha dato l’incarico di curare il padiglione russo alla Biennale arte di Venezia e io ho coinvolto tanti giovani artisti. Tutto sarà incentrato su uno dei capolavori custoditi all’interno del museo, ovvero ‘Il ritorno del figliol prodigo’ di Rembrandt del 1668. Ed è attorno a quest’opera che ruota l’installazione che abbiamo creato per il Padiglione della Russia ai Giardini. Il 10 aprile – aggiunge – una colonna di camion è partita da Pietroburgo verso Venezia, spero che sia una cosa bella per voi da vedere l’8 maggio, giorno dell’inaugurazione”. Ma questo artista, mistico e visionario, sta lavorando anche ad un altro progetto che coinvolge anche gli storici archivi dell’istituto Luce di Cinecittà e che ha come titolo provvisorio ‘La risata tra le lacrime’. Il regista è infatti alla ricerca di filmati di Hitler, Stalin, Churchill e Mussolini: ”Sono autore, sceneggiatore e regista di questo progetto – dice – che vede coinvolti anche tanti altri archivi internazionali . L’intenzione è quella di far capire al grande pubblico come sia potuto accadere il disastro della Seconda guerra mondiale. E questo anche dal punto di vista dei rapporti umani, dei caratteri di certi grandi personaggi a volte responsabili della morte di milioni di persone e che non andranno mai all’Inferno”.Per l’autore di Madre e figlio (1997), giudicato da gran parte della critica il suo capolavoro, un po’ di stanchezza: “Penso sempre più spesso che non voglio più fare cinema, sono stanco. Non credo di riuscire a trovare oggi le immagini di ciò che vorrei dire. Se non avessi fatto il regista – aggiunge – probabilmente avrei fatto medicina o ingegneria aerospaziale”. E Sokurov non nasconde, infine, la possibilità di poter girare in un prossimo futuro un film in Puglia tra la evidente soddisfazione del presidente della regione, Michele Emiliano, e del direttore artistico del festival, Alberto La Monica presenti all’incontro. Sull’Italia cinematografica tanta curiosità e delusione da parte del regista russo. “Non ho visto – dice – un film che mi parli chiaramente di chi è oggi un italiano, di cosa pensa davvero. Credo insomma che oggi non esistano più in Italia donne come Anna Magnani. Peccato”.

Scavi Ercolano, 165 occhi per sicurezzaVideosorveglianza sarà attivata prima dell’estate

ERCOLANO (NAPOLI)11 aprile 201910:55

– Il sito dell’antica Herculaneum ha ricevuto un finanziamento di 3,5 milioni di euro nell’ambito del Pon Legalità 2014-2020 ‘Safety and Security per il Parco archeologico di Ercolano’ dal ministero dell’Interno per realizzare un sistema moderno e rispettoso del contesto e della privacy dei visitatori. In questi giorni all’interno del sito vengono montate 165 telecamere che avranno il compito di sorvegliare l’intero perimetro del Parco, le strade, alcune delle domus più visitate o dei monumenti di più complessa sorveglianza come ad esempio le Terme Centrali femminili. Il sistema, già operativo all’interno dell’Antiquarium, sarà attivato prima dell’estate e sarà gestito da una sala regia monitorata 24 ore su 24. ”Questo organico sistema di videosoveglianza non solo sarà utile per l’accoglienza e la vigilanza degli spazi” dice il direttore del Parco archeologico di Ercolano, Francesco Sirano ”ma sarà anche uno strumento duttile e intelligente”.
Levante, ho difeso la sacralità della donnaSul rifiuto della Curia al concerto: “Troverò un altro posto”

11 aprile 201912:21

– “Non ho offeso nessuno, ho difeso la sacralità della donna”. Dopo il rifiuto da parte della Curia di Lecce a concedere la piazza del Duomo per il concerto del 6 agosto per i testi “troppo irriverenti” delle sue canzoni, Levante si difende con una storia su Instagram: “In Salento ci suono, un posto lo trovo e va bene così. Il problema non è che io debba cambiare location, è che in Italia abbiamo questo genere di ostacoli”.
“In queste ore – spiega – ho deciso di restare a guardare. Ho aspettato perché quando mi è stato detto che forse c’erano dei problemi sulla data di Lecce per un rifiuto della curia, sono rimasta incredula”. E aggiunge: “La chiesa ci insegna ad analizzare i testi, li leggiamo, li analizziamo, li comprendiamo e li facciamo nostri, qui invece siamo di fronte a delle persone che si sono fermate a leggere un titolo”. Quanto al tema sacralità, “io ho difeso la sacralità della donna paragonando i dolori di una donna maltrattata ai dolori di Cristo, non c’è nessuna offesa da parte mia”.
Premio C.Smeralda a McGuire e NunnariRiconoscimento anche a cestino rifiuti per il mare di LifeGate

PORTO CERVO (ARZACHENA)11 aprile 201912:24

– Ian McGuire, Mimmo Nunnari e LifeGate vincono il “Premio Costa Smeralda 2019”.
McGuire ha vinto per la Narrativa con “Le acque del nord”, edito da Einaudi, e Mimmo Nunnari per la Saggistica con “Destino Mediterraneo”, edito da Rubbettino. Per l’Innovazione vince “Blu Seabin”, cestino dei rifiuti per il mare progettato da LifeGate, capace di raccogliere anche le microplastiche.
“I vincitori ci conducono in viaggio con tre contributi che emozionano, informano e tengono viva la speranza”, commenta Simone Perotti, membro della giuria con Alberto Luca Recchi, Roberto Cotroneo e Francesca Santoro. I 4 hanno scelto tra 39 opere letterarie e 12 progetti innovativi proposti da Fondazione Medsea. Sull’esito ha pesato anche il voto del Consorzio Costa Smeralda, ideatore del premio che promuove la tutela ambientale e valorizza il mare come elemento centrale della cultura e dell’economia.
La premiazione sabato 27 aprile dalle 16.30 nella Sala Smeraldo del Cervo Tennis Club di Porto Cervo. L’ospite d’onore sarà Piero Angela, re dei divulgatori scientifici. “Non vediamo quel che succede e non ci pensiamo, ma al mare va rivolto lo sguardo più spesso, con più attenzione e più amore – dice Angela – In ogni goccia di mare c’è passato e futuro, miliardi di anni fa quelle gocce hanno attraversato il cosmo imprigionate in asteroidi e comete, poi sono state incubatrici di vita – aggiunge – Oggi il mare è il più grande museo vivente e archeologico, ma è anche un grande regolatore del clima, una gigantesca pentola che si riscalda pericolosamente se non conterremo l’aumento della temperatura atmosferica, il mare causerà cataclismi epocali”.
Con “Adotta una spiaggia” il Premio Costa Smeralda promuove anche la mobilitazione collettiva. Il 28 marzo gli studenti delle scuole medie di Arzachena hanno raccolto dagli arenili 800 oggetti, dalle bottiglie in plastica al polistirolo. Gli stessi studenti sono protagonisti del concorso letterario “Un mare da leggere”. Il 27 aprile il vincitore riceverà una “Menzione speciale Premio Costa Smeralda 2019”. L’altra andrà a Ida Castiglioni, scrittrice, velista, prima italiana ad aver attraversato l’Atlantico in solitaria.

‘Le 100 percussioni’ di Ravenna FestivalDieci giorni di eventi celebrano tutte le incarnazioni del ritmo

RAVENNA11 aprile 201912:27

– Un battito accende il cuore del Ravenna Festival: legni, pelli, metalli disegnano la pulsazione dei nostri universi sonori dall’alba dei tempi e dal 6 al 15 giugno la rassegna ‘Le 100 percussioni’, in collaborazione con Accademia Chigiana, celebra questi strumenti presenti in ogni cultura, genere e stile.
Dal triplice tributo di ‘Harmograph’ di Matteo Scaioli al concerto finale con un’orchestra di percussioni per la prima di ‘Tamburi nelle notte’ di Michele Tadini, il ritmo invade il centro con il Chigiana Percussion Ensemble mutato in Marching Band, esplora argini e capanni nel concerto trekking, visita l’abside del Teatro Rasi e di S.Giacomo a Forlì con i capolavori di Reich e Stockhausen e l’Alighieri con ‘Terra’ di Nicola Sani (percussioni Antonio Caggiano, live electronics Alvise Vidolin), esplode nelle archeologie industriali della darsena con l’Officina del Ritmo (in dialogo con ‘La Bomba de Tiempo’ di Buenos Aires), il vincitore del Grammy Glen Velez e la notte pulsante di Nihiloxica.
Ferrara, ‘Il Rinascimento parla ebraico’Dal 12 aprile a metà settembre opere pittoriche mai esposte

FERRARA11 aprile 201912:29

– Con un viaggio che va da Venezia a Ferrara, da Pisa a Genova e a Roma, una mostra scorre tra fine Duecento fino a metà Cinquecento, descrivendo le città rinascimentali in cui vivevano e operavano gli Ebrei, le sinagoghe dove si raccoglievano a pregare, le professioni e i mestieri che svolgevano, gli studi in cui eccellevano, e l’arte in cui si cimentavano, inclusa quella esoterica della qabalah.
E’ ‘Il Rinascimento parla ebraico’, curata da Giulio Busi e Silvana Greco, in programma dal 12 aprile al 15 settembre al Meis, il Museo nazionale dell’Ebraismo italiano e della Shoah, a Ferrara.
In mostra opere pittoriche mai esposte prima al grande pubblico, da Mantegna a Carpaccio, da Mazzolino a Sassetta, che evidenziano la fascinazione per il giudaismo e per la lingua ebraica. Il percorso espositivo affronta uno dei periodi cruciali della storia culturale della penisola e ne svela un aspetto originale: la presenza attiva degli ebrei e il fecondo dialogo con la cultura cristiana di maggioranza.
Matera 2019, danzando sul MediterraneoSelezionati quattro coreografi, lo spettacolo in scena a giugno

MATERA11 aprile 201912:31

– Si sono concluse le selezioni dei coreografi che porteranno nel prossimo mese di giugno a Matera – Capitale europea della Cultura 2019 – il debutto di un esperimento creativo collettivo: una coreografia espressione appassionata dei metodi e delle drammaturgie della danza contemporanea.
I quattro coreografi scelti sono Olimpia Fortuni (Italia), Yeinner Chicas (Spagna-Nicaragua), Leonardo Maietto (Italia), Bassam Abu Diab (Libano). Sono chiamati ad una sfida culturale cruciale: talenti con provenienze, visioni e percorsi artistici differenti daranno corpo a una danza che sappia intrecciare esperienze, visioni ed estetiche individuali in un’opera collettiva che evochi le culture del Mediterraneo. Si tratta del processo selettivo condotto da “Sedimenti”, la sezione del Progetto “Petrolio. Uomo e natura nell’era dell’Antropocene”.
Elton John agli Uffizi con la famigliaPopstar in carrozzina per un infortunio a una caviglia

FIRENZE11 aprile 201914:04

– Ospite illustre l’11 aprile alla Galleria degli Uffizi a Firenze dov’è arrivato Elton John accompagnato dal marito David Furnish e dai due figli.
Nonostante un infortunio alla caviglia, che lo costringe in carrozzina, il ‘baronetto’ ha voluto visitare il museo soffermandosi in particolare davanti alla Venere del Botticelli, e poi nelle sale dedicate a Leonardo, Michelangelo e Caravaggio.
Accolto dal direttore Eike Schimdt, con lui anche alcuni amici e le guardie del corpo, è poi salito sulla terrazza per un caffè e per guardare Firenze dall’alto e in particolare Palazzo Vecchio. Solo all’uscita alcuni fan lo hanno riconosciuto e lo hanno avvicinato. “Nemmeno una distorsione alla caviglia potrebbe impedirmi di vedere uno dei musei più belli del mondo”, ha poi scritto su Instagram postando una foto di lui agli Uffizi in carrozzina.
Monet ‘torna’ in Riviera 135 anni dopoDal 30 aprile al 31 luglio tre tele a Dolceacqua e Bordighera

VENTIMIGLIA (IMPERIA)11 aprile 201914:19

– L’estremo ponente della Liguria riscopre le proprie radici impressioniste con una mostra dedicata al pittore Claude Monet, che torna in Riviera, centotrentacinque anni dopo il proprio soggiorno, con tre tele che saranno esposte nel luogo in cui sono state realizzate.
“Monet, ritorno in Riviera” è il nome dell’evento, presentato stamani e in programma dal 30 aprile al 31 luglio, con due location d’eccezione: il Castello dei Doria, di Dolceacqua e Villa Regina Margherita, a Bordighera, che per l’occasione sarà riaperta al pubblico. Tre le opere protagoniste: due provenienti dal Musèe Marmottan Monet, di Parigi, che ritraggono il ponte e il castello di Dolceacqua (“Le Château de Dolceacqua”) e una veduta sul Beodo di Bordighera “Vallée de Sasso. Effet de soleil”; mentre una terza (“Monaco, vu de Roquebrune”), proviene dalla collezione privata del Principe Alberto II di Montecarlo.
La veduta sulla valle di Sasso, che andrà a Bordighera; le altre saranno esposte a Dolceacqua.

La realtà vista dall’artista a CagliariAll’Exma sino al 16 giugno la mostra di pop-art contemporanea

CAGLIARI11 aprile 201914:23

– I giocatori del biliardino hanno lasciato il posto alle cartucce di fucile e giocano su un campo di calcio che ha l’immagine della bandiera americana; l’elmetto militare ha abbandonato il verde per colorarsi d’oro e fregiarsi del marchio di una nota griffe internazionale; una bara è diventata un motoscafo per trasportare migranti verso un futuro che forse non c’è. Sono solo alcune delle immagini-messaggi della mostra “Reality show. Il cuore pop di una collezione”, allestita all’Exma di Cagliari fino al 16 giugno, curata dalla direttrice artistica Simona Campus. Esposte 50 opere di 36 artisti conosciuti a livello nazionale e internazionale, selezionate in collaborazione tra Exma Exhibiting and Moving Arts e la Fondazione per l’arte Bartoli-Felter, realtà tra le più impegnate a Cagliari nella promozione della creatività contemporanea. La realtà vista dall’artista, le suggestioni del presente reinterpretate come accadeva negli anni sessanta con la pop-art. Proprio le citazioni di Warhol e di Lichtenstein fanno da filo conduttore a tutto il percorso espositivo.
“L’arte popolare, che poi significa arte della società di massa oggi come allora mette in scena la realtà – ha evidenziato la curatrice Simona Campus – nei suoi aspetti problematici e contraddittori, in quelli semplici e banali. Come un reality show”.
Globalizzazione, migrazione, guerra, pace, sesso, cibo, bellezza, consumismo prendono forma attraverso foto ritoccate, quadri, sculture e installazioni. “Le opere della collezione oggi in mostra sono unite da un comune pensiero a volte trasgressivo e provocatorio, più spesso ironico – ha evidenziato Ercole Bartoli – che attinge dalla quotidianità e come tale può ricondursi al pensiero popolare che animò gli artisti protagonisti delle avanguardie degli anni Sessanta”.

Recuperati quadri rubati Castello AglièOperazione dei carabinieri. Furto commesso nel 1980

TORINO11 aprile 201914:27

– Ritornano al castello di Agliè tre dipinti settecenteschi rubati il 24 ottobre 1980 insieme ad altre 29 opere. I quadri sono stati recuperati dai carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale.
Si tratta di tre dipinti degli artisti Angelo Maria e Giovanni Crivelli, padre e figlio, attivi per i Savoia a Stupinigi e autori di scene di caccia e di cortile per la committenza piemontese, ligure ed emiliana. Rubate nel 1980 e vendute sul mercato nero, le opere vennero acquistate da un collezionista emiliano a pochi mesi dal loro furto e custodite in un’abitazione privata fino al 2017, quando sono comparse sul mercato presso una nota case d’aste lombarda.
I carabinieri hanno comparato le immagini e la descrizione complessiva delle opere con la Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti, il più completo archivio di opere d’arte rubate esistente al mondo. Fino ad oggi, dei 32 quadri trafugati 40 anni fa ne sono stati recuperati 22.

Le 100 chitarre di Fender Vintage MuseumIn mostra a Foggia fino al 20 aprile

FOGGIA11 aprile 201914:39

– Oltre cento esemplari della chitarra elettrica Fender, tutti perfettamente funzionanti e corredati di custodie. E’ “Fender Vintage Museum”, la mostra che raccoglie gli strumenti a corde ‘solid body’ e amplificatori, inaugurata a Foggia al Medimex, l’International Festival & Music Conference Spring Edition in programma fino al 14 aprile, ma la collezione sarà visitabile fino al 20 aprile, nella sede della Fondazione dei Monti Uniti in via Arpi.
Si tratta di una collezione privata, a proprietà unica: Flavio Camorani ha raccolto gli strumenti elettrici realizzati, tra il 1951 e il 1974, per l’Associazione Prisma Melody. “La mia passione per le chitarre Fender – spiega – è nata grazie ai dischi in vinile nei primi anni Settanta. Per 40 anni ho raccolto chitarre creando una collezione unica a livello mondiale”.
Gli strumenti sono esposti con le rispettive targhette in ordine cronologico e filologico, puntando a far rivivere le sonorità che hanno accompagnato quell’epoca.
A Siena oggetti età papa Alessandro VIINella cripta del Complesso monumentale del Duomo

SIENA11 aprile 201915:04

– Nei locali della cosiddetta Cripta del Complesso Monumentale del Duomo di Siena, al via dal 12 aprile la mostra ‘Marmo, bronzo e argento per Alessandro VII.
Oreficeria e scultura monumentale dalla Roma di Bernini al Duomo di Siena’. L’intento della mostra è quello di far conoscere a un pubblico più vasto una serie di oggetti di oreficeria dell’età di papa Alessandro VII (1655-1667), il senese Fabio Chigi, che appartengono per lo più al Museo dell’Opera di Siena, o che sono conservati nella sacrestia della Cattedrale, restando di solito di difficile accesso e visibilità. Uno dei meriti dell’iniziativa è quello di aver provveduto al restauro e alla pulitura di ognuno dei manufatti. La mostra, promossa e organizzata dall’Opera della Metropolitana, in collaborazione con Opera-Civita, è a cura di Alessandro Angelini e Alessandro Bagnoli.
Restauro Monumento Partigiana VeneziaScultura venne realizzata da Augusto Murer nel 1969

VENEZIA11 aprile 201915:14

– Verrà restaurato lo storico “Monumento alla Partigiana” situato in Riva dei Partigiani davanti ai Giardini di Sant’Elena a Venezia, realizzato nel 1969 dallo scultore Augusto Murer.
Lo ha annunciato il sindaco Luigi Brugnaro, che assieme a rappresentanti dell’Anpi ha compiuto un sopralluogo nella zona, oggetto di lavori di recupero straordinario.
L’opera, voluta nel 1954 dall’Istituto per la Storia della Resistenza delle Tre Venezie per ricordare il contributo delle donne alla lotta di Liberazione della città dal nazifascismo, fu inizialmente realizzata da Leoncillo Leonardi e inaugurata nel 1957, ma venne fatta saltare in aria la notte del 27 luglio 1961. La nuova “Partigiana”, inaugurata nel 1969, fu realizzata in bronzo da Murer e rappresenta una donna morta, con le mani legate, che affiora a pelo d’acqua. L’architetto veneziano Carlo Scarpa disegnò i supporti in pietra.

Palazzo Barberini diventa ‘Museo mobile’Meno opere e grandi temi. Nuovo allestimento debutta in 10 sale

11 aprile 201915:27

– Grandi temi, come Teatro e Grand Tour. Capolavori riscoperti, come la Giuditta e Oloferne di Francesco Furini e i monumentali Apostoli di Carlo Maratti. O restaurati, come la Cena del ricco Epulone di Mattia Preti. E finestre non più oscurate, ma ‘aperte’ su Roma. Le Gallerie Nazionali d’arte antica si rifanno il look, con il nuovo allestimento di 10 sale del piano nobile dell’Ala sud di Palazzo Barberini, restituite dal Ministero della difesa. In tutto 750 mq con 78 opere, a raccontare ”la seconda metà del ‘600 napoletano e tutto il ‘700”, spiega la direttrice Flaminia Gennari Santori, secondo il principio di ”meno opere, allestite meglio”. Ad accompagnare ogni tela (ma debuttano anche sculture e oggetti), didascalie ragionate e nuova illuminazione e allarmi, in un ”museo mobile”, che in alcuna sale vedrà una ”rotazione ogni sei mesi. È il primo passo di un più ampio ripensamento del Palazzo – dice la direttrice – che vedrà nuova biglietteria, bookshop, spazi mostre e caffetteria nel cortile nord”

Fkj apre Locus Festival, poi CalcuttaAttesi anche Four Tet, Ben Ufo, José James, Colin Stetson

BARI11 aprile 201915:27

– Il polistrumentista francese Fkj (French Kiwi Juice), al secolo Vincent Fenton, aprirà l’edizione 2019 del Locus Festival di musica d’avanguardia, dal 27 luglio al 14 agosto a Locorotondo, presentato al Teatro Margherita di Bari.
Il concerto di Fkj è uno dei quattro eventi clou assieme a Lauryn Hill (7 agosto), la giovane voce black nel primo Sister Act; Calcutta (10 agosto) e Four Tet (14 agosto), tutti a pagamento tra i 25 e i 50 euro. Atteso anche l’inglese Ben ‘Ufo’ Thomson. Gratuiti invece, in piazza a Locorotondo, gli appuntamenti con José James, Colin Stetson, Mammal Hands, Lee Fields & The Expression, Colle Der Fomento, Mecna. E i dj set in spiaggia con Channel One, Children Of Zeus e Clap Clap. Non mancheranno incontri e film sui grandi miti della musica, mostre e iniziative collaterali. Partner dell’evento saranno Radio Monte Carlo e Ferrovie del Sud-Est (Gruppo Trenitalia) che annuncia collegamenti specifici con Locorotondo da Bari, Lecce e Brindisi.
Debutto in Italia per Johnny JohnsonA Modena il 16 aprile, diretto da Roberto Polastri

MODENA11 aprile 201915:28

– ‘Johnny Johnson’, opera di Kurt Weill dedicata all’intervento americano nella Grande Guerra, debutta in Italia martedì prossimo, 16 aprile alle 20.30, al Teatro Comunale ‘Luciano Pavarotti’ di Modena in una produzione realizzata assieme all’Orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi di Milano. Sul podio Roberto Polastri, autore anche della traduzione e della revisione. Fra i musical di Kurt Weill, il compositore della celeberrima ‘Opera da tre soldi’, “Johnny Johnson” risale al 1936, quando Weill fu costretto a lasciare la Germania nazista, e rappresenta proprio l’incontro tra il musical americano e il capolavoro di Bertold Brecht. “La dimensione della partitura che più mi interessa – racconta Roberto Polastri – e che ritengo attualissima, è il suo essere un esempio unico di cabaret berlinese-americano, una prodigiosa sintesi dell’avanguardia europea e del musical americano”.
Marmi e colori, la prima reggia di Nerone mai vista Dopo 10 anni di restauri apre al Palatino la Domus Transitoria

ROMA11 aprile 201919:01

-Nella penombra degli ambienti oggi sotterranei, il verde brillante, il giallo aranciato, il rosso e il grigio screziato dei marmi arrivati da tutto l’impero risalta con prepotenza assoluta, sostenuto da una lucentezza che duemila anni dopo ancora, incredibilmente, abbaglia.Sui muri glabri, segnati dal tempo e dall’umidità oltre che dalle spoliazioni feroci dei Farnese, stupiscono qua e là frammenti di delicate pitture, testine, amorini, ghirlande vermiglie.Di fatto aperta per la prima volta al pubblico, eccola la Domus Transitoria, la prima grande villa che Nerone si fece costruire sul Palatino. Sfarzosa e raffinata, pensata per accogliere e per stupire sul modello delle regge tolemaiche, fu poi dismessa e interrata dopo l’incendio del ’64 dallo stesso imperatore, che volle sostituirla con l’ancora più grande e più ricca Domus Aurea. “Eppure in questi ambienti c’era in nuce tutto, quasi una prova tecnica di quella che sarà poi la Domus Aurea”, spiega cortese la direttrice del Parco archeologico del Colosseo, Alfonsina Russo.Dieci anni di studi e di restauri, ma anche di messa in sicurezza degli ambienti, hanno permesso di restituire al pubblico circa 800 metri quadrati di questa prestigiosa dimora, da domani inseriti nel nuovo percorso neroniano, con visite dal lunedì al venerdì per piccoli gruppi rigorosamente accompagnati. Non è stato facile, certo. Perché i faraonici e velocissimi lavori di costruzione della Domus Aurea all’epoca e gli scavi settecenteschi poi hanno fatto in gran parte strage di quel glossario di meraviglie che l’imperatore aveva voluto per la sua reggia, che pare prendesse il nome dal fatto che si estendeva dal Palatino all’Esquilino.A dispetto delle difficoltà, l’incanto oggi è assicurato, grazie alla sapiente illuminazione, ma anche a proiezioni e visori 3d che permettono ai visitatori di riscoprirne tutto il fascino, trascinati in una dimensione dove marmi colorati, fontane zampillanti e ciclopiche colonne di porfido rosso riprendono quasi vita. Niente di fantasioso, avverte la direttrice Russo, che sottolinea il rigore scientifico delle ricostruzioni, basate sui risultati della lunga campagna di studio. Ecco quindi che ci si ritrova nel grande ambiente con il ninfeo e i giochi d’acqua (non a caso per decenni questi ambienti sono stati confusi con le terme di Livia), nicchie, colonne, sfarzo colorato ovunque. Nerone, raccontano storici e archeologi, trascorreva qui le ore della canicola estiva, riparato dal grande portico forse ricoperto da un soffitto in legno decorato, forse semplicemente sotto l’ombra di leggeri e opulenti tendaggi. L’occhio gira e il tripudio dei marmi si rincorre, con colori così accecanti e preziosi che solo qui pare si ritrovino. Per l’imperatore, fanno notare gli storici, un modo di più per sottolineare quanto esteso fosse il suo potere sul mondo. E non solo: lasciandosi alle spalle l’enorme ambiente del triclinio, dove si affacciavano da una parte e dall’altra saloni altrettanto grandiosi, si incontrano altri marmi e altre tracce dell’acqua, perché l’acqua – fa notare la direttrice Russo – in questo edificio era un po’ dappertutto.A sorpresa si scopre anche un’enorme latrina, addirittura da 50 posti, costruita forse in un secondo tempo, proprio quando si stava tirando su in gran fretta la Domus Aurea, come servizio al nuovo cantiere. E poi pareti decorate con fiori, foglie, piante, una specie di lussureggiante giardino. In gran parte strappati trecento anni fa dai Farnese, molti decori originali di questi ambienti si sono purtroppo persi e dispersi tra privati, collezioni, musei. Lacerti dei soffitti decorati sono però conservati nel museo Palatino, subito accanto all’entrata della Domus e parte del percorso, insieme anche ai fregi dorati e ad altri tesori.A questi in via eccezionale si aggiungono ora – concessi per tre anni dal Museo Nazionale Archeologico di Napoli nell’ambito di un più articolato rapporto di collaborazione con il Parco del Colosseo – alcuni affreschi distaccati da un ambiente coperto da una volta a botte: due grandi fregi e una serie di formelle, così delicate e poetiche da suggerire l’attribuzione a Famulus o Fabullus, il pittore della Domus Aurea citato da Plinio. D’altronde non stupisce, visto che qui Nerone stava già sperimentando la sua idea di una reggia all’orientale, estesa in quasi tutta la città. I contemporanei lo criticavano e lo irridevano. Lui, colto e raffinato a dispetto della storiografia che ne ha fatto una sorta di macchietta, pare fosse invece fermamente convinto anche del ruolo politico di una simile dimora. Tant’è, sembra che prendendo possesso della Domus Transitoria sospirasse: “Finalmente comincerò ad abitare come un uomo”.

Archivio Publifoto, in mostra 240 scattiItalia e il mondo dalla collezione acquisita da Intesa Sanpaolo

TORINO11 aprile 201916:33

– “Lo storico contemporaneo che vuole raccontare la storia dell’ultimo secolo non può prescindere dai mezzi di comunicazione per immagini, come la fotografia e la televisione, perché solo questi mezzi possono tramandarla in un certo modo, il cartaceo non basta più”. Con queste parole Aldo Grasso, curatore con Walter Guadagnini, ha aperto la mostra a Camera-Centro Italiano per la Fotografia di Torino, ‘Nel mirino.
L’Italia e il mondo nell’Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo 1039-1981′, aperta fino al 7 luglio.
Si tratta di 240 scatti giornalistici selezionati tra i 7 milioni di foto dell’Archivio dell’Agenzia Publifoto di Vincenzo Carrese acquistato nel 2015 da Intesa Sanpaolo e mostrato a Camera, pur se in parte, per la prima volta. Un patrimonio che documenta 40 anni di storia con un allestimento scenografico capace di attirare il pubblico come in un set cinematografico, e destinato, ha annunciato Michele Coppola, executive director del settore Cultura di Intesa – a essere portato in giro per l’Italia.
LSD, la super band dell’era digitaleLabrinth, Sia e Diplo, milioni visualizzazioni e look da Beatles

11 aprile 201920:08

C’è poco da fare: la parola supergruppo evoca il passato. Lo fa anche con tre artisti che, per mettere insieme la super band dell’era digitale, si sono ispirati per il look ai Beatles del periodo lisergico di “Sgt. Pepper” e del cartoon “Yellow Submarine”. Il nome scelto, LSD, è una dichiarazione d’intenti più esistenziale che artistica. Labrinth, rapper inglese che vanta collaborazioni con Ed Sheeran, Nicki Minaji e The Weeknd, si è unito con Sia, super star australiana e con Diplo, Gran Mogul della produzione musicale. Sia e Diplo misurano il loro successo nell’ordine delle centinaia di milioni, se non miliardi, tra streaming, visualizzazione, downloading etc etc. Solo Diplo, tra i vari progetti, compresi Major Lazer e Mark Ronson, vale più di due miliardi e 300 milioni di streaming.Stando alle dichiarazioni l’uomo d’ordine è lui, all’anagrafe di Tupelo, la stessa città di Elvis Presley, Thomas Weskey Pentz: gli altri due hanno affrontato questa avventura con uno spirito degno di due seguaci di Timothy Leary. C’è qualcosa di antico anche nella concezione dell’album di debutto, “Labrinth, Sia e Diplo present LSD” che esce il 12 aprile e che, come accadeva un tempo, raccoglie i quattro singoli già usciti dal marzo scorso, “Genius”, “Audio”, “Mountains” e “Thunderclouds” che hanno già spopolato. A questi si aggiungono quattro brani originali e il remix di “Genius”, con un esplosivo intervento di Lil Wayne. Labrinth e Sia devono essersi divertiti un mondo, Diplo un po’ meno a rimettere a posto il caos dei suoi due compagni d’avventura.Se un progetto, come accade quanto si parla di queste cifre, dev’essere misurato in base ai numeri il progetto LSD è senza dubbio una bomba. Ma se invece si pensa a qualcosa di diverso dai milioni o miliardi di streaming, allora viene da pensare che, a parte il divertimento nel realizzarlo e nel mettere in piedi l’omaggio a “Sgt Pepper” e dintorni, questo album sia un’operazione chirurgica che da esattamente quello che aspetta il mercato. Che ha già risposto entusiasta (quasi inevitabilmente uno dei singoli prima citati è stato scelto come colonna sonora di uno spot di telefonia). Il livello realizzativo è altissimo, ci mancherebbe. Così come non si possono non notare le trame vocali di Sia, pur nel suo calligrafismo. Di sorprese, scarti d’immaginazione però non c’è traccia. Il parallelo con “Sgt. Pepper” si ferma ai vestiti. Perché complicarsi cercando nuove direzioni per la creatività quando ci sono i numeri che ti confortano?

Costantino, Niente Pechino? Non so nulla”Sicuro che dopo 7 anni rete avrebbero avvertito prima me”

11 aprile 201918:08

– “Tengo a rassicurare tutti coloro che sui social stanno dando vita ad una piccola rivoluzione. Non ho avuto notizia diretta di una sostituzione su Pechino Express.
Sono sicuro che la Rete, con cui ho sempre avuto un rapporto di fiducia e mutua soddisfazione, avrebbe informato prima me dei giornali, sia per una questione di carattere professionale che umana, che, banalmente, di educazione”. Costantino della Gherardesca commenta così le parole del direttore di Rai2 Carlo Freccero che in un’intervista al settimanale Oggi ha parlato del progetto di affidare a Simona Ventura la conduzione della prossima edizione dello show. Un annuncio che ha provocato una mobilitazione su Twitter con l’hashtag #nocostanopechino. Da 7 anni alla conduzione del programma Costantino, come dimostrano ricerche di mercato, è un caso di perfetta identificazione tra talent e programma.

La Scala Santa torna alla bellezza delle originiI 28 gradini di marmo per 60 giorni senza copertura lignea

11 aprile 201920:12

Ventotto gradini di marmi orientali bianchi venati di grigio scavati poco a poco dai fedeli che per secoli hanno percorso il tragitto in ginocchio. Secondo la tradizione cristiana, su quei gradini si posarono i piedi di Gesù salendo verso l’aula del palazzo di Gerusalemme dove Pilato lo condannò a morte. Per trecento anni sono rimasti nascosti da una copertura di legno voluta nel 1723 da Papa Innocenzo XIII per proteggerli. Ora la Scala Santa, uno dei luoghi sacri di Roma più cari da sempre alla devozione cristiana, a poche decine di metri dalla Basilica di San Giovanni, mostra per 60 giorni la sua bellezza delle origini.Grazie a un restauro minuzioso avviato dalla scorsa estate, curato dai Musei Vaticani, il legno è stato tolto, i gradini liberati da terra e incrostazioni riservando molte sorprese, così come hanno riacquistato luce straordinaria gli affreschi cinquecenteschi voluti da Sisto V che per 2500 metri quadri ornano questo Santuario così particolare. Nella cerimonia di apertura straordinaria, la Scala è stata benedetta dal cardinale vicario Angelo De Donatis ed è tornata visibile e aperta ai fedeli, che si sono messi in fila per procedere in ginocchio, l’unico modo consentito. Così sarà fino al 9 giugno, solennità della Pentecoste, quando i gradini torneranno sotto la protezione di legno. Il progetto di recupero conservativo per restituire bellezza all’intero complesso è stato avviato negli anni ’90 dalla Congregazione dei Padri Passionisti, che hanno ricevuto nell’Ottocento la custodia del Santuario da papa Pio IX.L’intervento si è sviluppato in collaborazione con il Governatorato della Città del Vaticano attraverso la direzione dei servizi tecnici e della Direzione dei Musei, affidata nel corso degli anni a Carlo Pietrangeli, Francesco Buranelli, Antonio Paolucci e ora a Barbata Jatta. Gli ultimi due anni sono stati dedicati anche all’intervento vero e proprio sulla Scala Santa, che stando alla tradizione venne fatta trasportare a Roma nel 326 da Sant’Elena, madre dell’Imperatore Costantino. Padre Francesco Guerra, Rettore della Scala Santa, ha ricordato l’emozione vissuta dalle persone che hanno assistito alla rimozione della protezione di legno. “I gradini erano molto consumati, un solco li attraversava tutti, tranne l’ultimo. La spiegazione è che i fedeli, salendo in ginocchio, spingevano con la punta del piede sul gradino sottostante e li hanno erosi pian piano, ad esclusione appunto di quello finale”. Non è stata l’unica sorpresa. Nel secondo gradino è stata trovata incastonata una croce in porfido rosso. Un’altra nell’undicesimo gradino, il più consumato di tutti dove, secondo la tradizione, Gesù cadde rompendo il marmo con il ginocchio e lasciando una traccia di sangue nel punto che poi è stato protetto da una piccola grata. Una terza croce in bronzo è sull’ultimo gradino. Il Rettore ha ricordato che “per i fedeli toccare dove è passato Gesù è un modo per toccare Dio. Salendo in ginocchio i 28 gradini si entra in contatto con il dolore fisico ma soprattutto morale che logora”. Barbara Jatta ha messo in luce il contributo fondamentale dei benefattori e dei mecenati che “da oltre 35 anni sostengono l’ attività di conservazione svolta dai Musei Vaticani”, che nel campo dei restauri rappresentano una eccellenza mondiale.Il recupero degli affreschi sistini nella Sagrestia, nella Cappella del Santa Sanctorum (San Lorenzo in Palatio) e della Crocifissione, nelle pareti delle scale laterali, lo dimostra. Guido Cornini, delegato scientifico dei Musei Vaticani, ha definito la Scala Santa “un punto molto forte della temperatura religiosa di Roma. Tutto il mondo nel Medioevo veniva a Roma per osservare le reliquie. Quando Sisto V decise di conservarla, la tradizione era già radicata. Quel Papa, che cambiò completamente il volto della città, chiamò un esercito di pittori per decorare il Santuario. Chi saliva la Scala Santa non solo sentiva solo la sofferenza ma alzando lo sguardo riceveva una efficace catechesi degli sguardi. Se chiudiamo gli occhi ci sembrerà di essere tornati nel Medioevo”. Paolo Violini, coordinatore della squadra impegnata nei restauri, ha descritto il lavoro per riportare alla luce gli splendidi affreschi, nascosti da stratificazioni, coperture e stuccature successive. “Abbiamo messo in evidenza migliaia di dettagli per gli storici dell’arte per documentare la tecnica dei singoli artisti e come incidevano la parete partendo dai cartoni. Sulle pareti sono apparse migliaia di scritte votive. Quando abbiamo tolto il legno è stato emozionante trovare sui gradini coperti da centimetri di terra bigliettini, monete, foto, richieste di grazie ed ex voto lasciati dagli anni Cinquanta in poi da fedeli e pellegrini. Scavando con le mani abbiamo trovato le croci. In quel momento ci è parso chiaro che la Scala dovesse essere mostrata a tutti”.

Achille Lauro, con ‘1969’ voglio parlare a tuttiRock e vuoti interiori per un nuovo corso dopo la ‘gogna’ di Sanremo

11 aprile 201920:06

Di essere visto come uno che fa trap non ne può più: in Achille Lauro “c’è la voglia di parlare a tutti, di rimanere”. Un primo assaggio del suo cambiamento – polemiche a parte, legate a chi ha voluto leggere in ‘Rolls Royce’ un inno alla droga – lo ha dato a Sanremo, ora il piatto forte: le 10 canzoni di ‘1969’, disco che esce il 12 aprile, con riferimenti espliciti fin dalla copertina, con le icone James Dean, Elvis Presley, Marilyn Monroe e Jimi Hendrix a incorniciare il tatuatissimo volto dell’artista romano. “Gli anni 60 e 70 sono stati l’epoca più importante a livello creativo, c’era voglia – racconta il 28enne Lauro – di cambiamento e di libertà ed è quello che stiamo inseguendo e per questo abbiamo messo in copertina quattro icone: James Dean come simbolo della gioventù sregolata, Marilyn Monroe perché è citata anche in Rolls Royce con la frase “preferisco piangere sui sedili di una Rolls Royce che in quelli di una metro”, Jimi Hendrix come rappresentante dell’immaginario hippie e libertino, Elvis che ha contaminato la mia musica con un certo modo sguaiato di cantare”.Un disco rock’n’roll, dunque, inteso come “lifestyle: questo genere – spiega l’artista, completo bianco, stivali glitterati e camicia con fiocco aperta sul petto – mi piace, è una fusion di altre cose: punk, hip hip, rock. Quando ho iniziato a comporre Roll’s Royce ho detto che doveva essere un pezzo generazionale. Doveva parlare a tutti”. Per farlo è stato necessario evolvere anche perché “nessun pittore dipingerebbe lo stesso quadro due volte” ma rimanendo comunque se stessi: “mantengo la mia anima – garantisce – andando a spasso tra i generi”. Ed ecco che in questo disco tornano quei “vuoti interiori” che fanno parte di lui, ma esplorati in modo diverso rispetto al passato: “c’è più una malinconia personale che un disagio per il fatto di venire da una certa zona”. Ma non c’è solo disperazione nelle 10 tracce di ‘1969’: “ci sono leggerezza e malinconia. Ma è quello che siamo tutti, ci sono alti e bassi e io ho cercato di fissare questi momenti con la musica”. All’immagine dell’artista ispirato, Achille Lauro preferisce quella del musicista impegnato nella costruzione della sua carriera: “non sono un sognatore, ma un operaio del mio successo. L’ho costruito ora per ora, senza dormire per sette anni. Le persone crescono: questo è il momento delle responsabilità. Credo che l’artista abbia una responsabilità, ma l’arte è arte. Sento una responsabilità verso chi lavora a questo progetto. Se casco io, cascano in tanti, compresa la mia famiglia”.Certo, “gli artisti hanno la responsabilità di ciò che fanno e dicono ma non possono essere presi come capro espiatorio, sennò si torna alla censura”. Per chiarire il suo pensiero, Lauro fa un paragone efficace: “se Sfera scrive ‘mi faccio una canna’ rientra nella sfera della libertà, non è che chi ascoltava i Beatles si faceva di Lsd”. E soprattutto, è il suo pensiero, certi discorsi andrebbero affrontati in altro modo: con le polemiche intorno alla sua Rolls Royce, “si è parlato di droga con superficialità, quando il problema è reale e va affrontato a livello educativo, andando a parlarne nelle scuole”. Se avesse voluto parlare di droghe – è il messaggio – lo avrebbe fatto e basta: “Quando ho voluto essere esplicito l’ho sempre fatto, se mi fosse stato chiesto avrei risposto”. Dispiaciuto per la “gogna mediatica”, Lauro ha portato comunque a casa dal festival ciò che cercava: “ho capito che l’idea di un brano con cui comunicare a tutti non era un miraggio, ma reale”. “Voglio abbracciare tante generazioni – conclude – così come è riuscito a fare Vasco”. Inizierà a farlo da domani con l’Instore tour e poi a ottobre con il tour.

A Napoli sei capolavori di CaravaggioFino al 14 luglio, dialogo con 22 quadri e tappa al Pio Monte

NAPOLI11 aprile 201919:07

– Caravaggio visse a Napoli complessivamente diciotto mesi, nel 1606 e poi nel 1609 per circa un anno, fino alla morte avvenuta a Porto Ercole nel viaggio di ritorno verso Roma nel luglio del 1610. Mesi intensi e fondamentali per la sua vita e la sua produzione artistica, anche se meno noti rispetto al periodo romano. Il Museo e Real Bosco di Capodimonte e il Pio Monte della Misericordia raccontano questo tempo e la sua eredità nella mostra ‘Caravaggio Napoli’, curata da Maria Cristina Terzaghi e dal direttore del museo Sylvain Bellenger, (dal 12 aprile 14 luglio).
A confronto sei opere del Merisi, provenienti da istituzioni italiane e internazionali, e 22 quadri di artisti ‘napoletani’, con un riscontro visivo tra le opere raccolte in Sala Causa che permette riflessioni e chiarimenti immediati.
Il ritorno del tailleur sartorialeMax Mara lancia progetto incentrato sulla giacca tailoring

11 aprile 201919:09

– E’ stata la divisa delle donne manager, la cui figura ha dominato l’immaginario e le passerelle degli anni Ottanta/Novanta. Poi dopo un lungo periodo di oblio, per la nuova stagione, il tailleur con giacca e pantaloni torna a fare la parte del leone nel guardaroba femminile.
Ci ha pensato Max Mara a sancire il rientro ufficiale sul palcoscenico della moda della giacca tailoring, con il suo Progetto Tailleur Sartoriale. Taglio perfetto, cura delle proporzioni, ricerca di nuovi materiali e colori, sono alla base della creazione di capospalla dal mood sobrio, che perdono le spallone ‘intimidatorie’ degli anni Ottanta e parlano a consumatrici diverse, per età e stile di vita. I principi della giacca intelata Max Mara sono legati alla cultura della confezione maschile, una lavorazione scrupolosa che impiega 345 minuti di lavoro: il doppio del tempo di una giacca standard.
L’uso del canvas interno, i punti a mano, la stiratura, fanno sì che la nuova giacca si modelli con naturalezza sul corpo femminile.
Campagna Ray Ban con nuovi modelli iconaDai Wayfarer Classic nati nel 1952 e amati dai divi alle novità

11 aprile 201920:03

– La campagna #ProudToBelong di Ray-Ban si concentra sui momenti della vita che consentono di determinare il nostro senso d’appartenenza e di ritrovare noi stessi. In evidenza nelle immagini tre sentimenti chiave che incarnano l’essenza delle montature Ray-Ban che ripropongono modelli classici e novità: la vulnerabilità e l’empatia, la passione e la gioia, l’orgoglio e la fiducia in sé stessi.
Vulnerabilità ed empatia (Ray-Ban I-Shape Family – Square) può essere un sorriso di perdono, essere sorpresi quando si è immersi nei propri pensieri, incrociare lo sguardo amichevole di uno sconosciuto in una giornata no. Passione e gioia (Ray-Ban Wayfarer) riprendono i momenti in cui ci si lascia andare.
Orgoglio e fiducia in sé stessi (Ray-Ban Wings) quando non si ha paura di farsi notare, liberi di essere noi stessi.
Dagli anni Settanta, la famiglia I-Shape fa il suo ritorno con montature squadrate over in metallo e lenti sfumate. Tornano anche i Ray-Ban Original Wayfarer Classic che debuttarono nel 1952.
Badia a Settimo torna unita dopo secoliFirenze, monastero verso recupero architettonico area in degrado

FIRENZE11 aprile 201920:57

– Nel 1783 il Granduca di Toscana Pietro Leopoldo divise il monastero in due parti separate; ora, 236 anni dopo, l’Abbazia di San Salvatore e San Lorenzo a Settimo (la Badia a Settimo nel territorio di Scandicci) torna ad avere un corpo unico, col recupero di un’ala abbandonata al degrado. E’ quanto spiegato da don Carlo Maurizi, priore della Badia, e dall’imprenditore Paolo Nocentini, presidente di Savino Del Bene che ha dato sostegno al progetto che prevede, dopo i recuperi delle strutture architettoniche, un probabile ritorno di vita monastica nell’antico complesso religioso. Anche il cardinale Giuseppe Betori ha sottolineato l’importanza di questa riunificazione, “non solo dal punto di vista architettonico e culturale, ma anche simbolico”. Nocentini ha sottolineato proprio come la riunificazione dei corpi di fabbrica dell’abbazia sia solamente un primo passo verso il recupero dei locali. Presente anche Carlo Petrini, fondatore di Slow Food.          [print-me title=”STAMPA”]

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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA TUTTE LE NOTIZIE SEMPRE AGGIORNATE

DALLE 05:43 DIMERCOLEDì 10 APRILE 2019

ALLE 10:55 DI GIOVEDì 11 APRILE 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Design, il supereroe della sostenibilità
Fatto di materiali recuperati e abbinato a ‘recycling station’
10 APRILE 2019 05:43

– E’ alto sei metri, ha l’aria un po’ inquietante ma un cuore buono come tutti i supereroi RoBOTL, l’installazione sulla sostenibilità realizzata da Timberland in collaborazione con lo studio di Giò Forma (Cristiana Picco, Claudio Santucci e Florian Boje), posizionata in Piazza XXV Aprile per il FuoriSalone.
Il mega robot è interamente fatto di elementi riciclati, riciclabili e smaltibili, recuperati tramite l’associazione Re Mida, che si occupa proprio di recupero materiali e riuso creativo di scarti. Realizzato principalmente con bottiglie di plastica, più di 8000 solo per realizzare la superficie e da materiali provenienti dall’industria del design, il robot ha al suo fianco una Recycling station, creata in collaborazione con Precious Plastic, la global community lanciata nel 2013 per trovare soluzioni per ridurre l’inquinamento dovuto alla plastica. Due macchinari, un tritatore e una pressa, permettono di partecipare a workshop educativi sui meccanismi del riciclo e creare dei portachiavi.
A Taormina i bronzi di Francesco MessinaDal 15 aprile in una mostra dedicata a Sebastiano Tusa

GIARDINI NAXOS (MESSINA)10 aprile 201911:22

– Cinquantotto opere dello scultore Francesco Messina saranno esposte nel Palazzo Ciampoli a Taormina (Messina) da lunedì 15 aprile fino al 15 giugno in una mostra dal titolo “Arte Sicilia Contemporanea, Francesco Messina. Suggestioni ed echi dall’Antica Naxos”. La mostra è dedicata all’assessore regionale ai Beni Culturali Sebastiano Tusa, morto nel disastro dell’Ethiopian Airlines. Fra i capolavori in mostra i ritratti della moglie Bianca Fochessati Clerici e dell’amico Salvatore Quasimodo; “Eva”; i “Pugili”, le “Ballerine”; e i modellini del “Cavallo morente” realizzato per la Rai di Roma e dello “Stallone ferito”. La mostra è l’ultima tappa del progetto della narrazione comparata dello scultore, le cui opere sono proposte accanto a reperti archeologici.
Sommella, Antitrust contro le DisuguaglianzeL’Antitrust e l’impegno per ridurre lo spread sociale di oggi

10 aprile 201912:29

– ROBERTO SOMMELLA, DISUGUAGLIANZE.     Come ridurle, nel mercato e tra i consumatori (Rubbettino Editore, pp.176, 14 Euro). “Dalla parte di tutti e contro nessuno”: è questo lo slogan che meglio identifica l’Antitrust secondo Roberto Sommella, autore per Rubbettino di “Disuguaglianze”, libro in cui vengono chiariti i compiti, gli obiettivi e il raggio d’azione della Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Se è vero che viviamo in tempi difficili caratterizzati dallo “scollamento totale tra i bisogni dei cittadini e le capacità degli esecutivi a soddisfarli” e da uno spread sociale (con persone troppo ricche e altre troppo povere) che alimenta la rabbia, è altrettanto vero che l’Antitrust è un’arma a disposizione del cittadino, una sorta di difensore civico. L’Agcm, questo l’acronimo dell’Autorità, “serve a rimuovere comportamenti che aggravano le condizioni di disuguaglianza o che minacciano la fiducia nel funzionamento dei mercati”: l’idea di Sommella è quella di usare lo strumento del libro per fare luce su un organismo utilissimo per la collettività che però è spesso sconosciuto ai più, nonostante possa davvero fare la differenza in materia di torti subiti e di comportamenti scorretti del forte a danno del debole. “Eppure, quando un’impresa abusa di un suo concorrente in virtù della sua forza di mercato (appunto, abuso di posizione dominante) – si legge nel libro – o si mette d’accordo con altre per fissare in alto i prezzi di un bene o di un servizio (intesa o cartello da cui la parola stessa di antitrust, anti-cartello) la cosa riguarda tutti”. E proprio perché tutti hanno bisogno di essere tutelati dall’Antitrust, l’autore concepisce il libro come una sorta di manuale, in cui con un linguaggio diretto affronta con chiarezza una materia complessa. In questo viaggio in compagnia di una realtà che si muove sul mercato come uno “sceriffo”, tanti sono gli esempi concreti, i casi più eclatanti, le istruttorie e le sanzioni, i nomi e i cognomi, le spiegazioni e le dritte per far sì che il lettore (nelle vesti di consumatore ma anche di titolare di una azienda) possa comprendere a fondo le dinamiche economiche e come difendere se stesso e il proprio portafoglio da attacchi esterni, soprattutto in ambiente digitale. Sommella invita il cittadino a farsi avanti ed entrare in contatto con l’Antitrust per chiedere informazioni ed eventualmente denunciare storture, scorrettezze e danni subiti: l’Agcm lavora nell’ombra e vigila affinché tutti possano operare sul mercato con gli stessi doveri e gli stessi diritti, perché se aumenta la concorrenza diventa possibile “abbassare i prezzi, incentivare l’innovazione tecnologica, creare nuove opportunità di lavoro, contribuire alla crescita economica del Paese”.

Elio-Pinocchio debutta con laVerdiPrima assoluta del racconto musicale dedicato ai bambini

10 aprile 201911:55

– E’ un percorso di educazione all’ascolto della musica ‘Pinocchio in…variazioni!’, lo spettacolo che debutterà sabato in prima assoluta all’auditorium di largo Mahler a Milano con Elio come voce narrante.
Adatto ai bambini dai 7 anni, questo Pinocchio rientra nel programma di ‘Crescendo in musica’. Il testo di Collodi è stato adattato dalla scrittrice Sandra Landi, le illustrazioni, che vengono proiettate su schermi sul palcoscenico, sono invece di Roberto Innocenti, mentre le musiche sono state composte da Paolo Furlani, che ha deciso di far fare al pubblico un vero e proprio viaggio dentro l’orchestra, con gli strumenti (singoli, in coppia, o a famiglie strumentali come legni o percussioni) che diventano in qualche modo i personaggi della storia.
“Ho immaginato così un ciclo di variazioni – ha spiegato – su un unico tema che, volta a volta, variazione dopo variazione, ‘illustrino’ con i suoni la scena vissuta da Pinocchio”.
Ad eseguire la partitura di quella che è una commissione di REte MUsica TOscana ci sarà l’orchestra di casa, laVerdi, diretta da Ferdinando Sulla. ‘Pinocchio in…variazioni!’.

Musica: da De Andrè a Dylan e Vasco, Gianluca Sciortino omaggia i bigUscì dal coma ascoltando Venditti, la sua storia diventò un film

10 aprile 201912:10

La musica lo salvò da un coma profondo all’età di dieci anni ed è stata da allora il motore della sua esistenza. Gianluca Sciortino, il ragazzo che si risvegliò ascoltando ‘Dimmelo tu cos’è’ di Antonello Venditti, oggi è impegnato nella composizione e nella musicoterapia con l’Associazione ‘Musica per la vita’ che organizza incontri con i giovani anche nelle scuole e sta per pubblicare un nuovo album con l’inedito ‘All’alba di Pescara’ e omaggi ai big della canzone italiana ed internazionale.Alla storia di Sciortino, che si risvegliò poco prima di Natale, è stato dedicato nel 2008 il film di Rai1 ‘In nome del figlio’, con la regia di Alberto Simone. “La musica è compagna di vita di tutti, arriva dritta al cuore ed è capace di cancellare in un attimo qualsiasi stato d’animo negativo”, dice Gianluca. “La vita è un bene prezioso, così come lo stare in buona salute – aggiunge – e mi rammarico moltissimo nel leggere quasi quotidianamente di ragazzi che, pur avendo ricevuto il dono prezioso della buona salute, se la rovinano andandosi a sballare nei rave party. Ragazzi, state lontani dalla droga e, se dovete guidare, state anche attenti a bere moderatamente perché, non so per quale motivo, si dà per scontata la salute ma non è così e solo quando quest’ultima ci viene meno ce ne accorgiamo, figuriamoci – conclude – quanto è grave cercarsela…”.L’impegno di Gianluca consiste nel cercare di aiutare, per quanto gli è possibile, chi ha vissuto storie analoghe alla sua. Nei brani che ha composto e compone, con la collaborazione e produzione del papà Pino e del maestro Mario Simeoli, cerca sempre di trasmettere emozioni, valori e sentimenti positivi, come pure nelle tournée che effettua da anni col suo gruppo e spesso con Tony Esposito ospite speciale.Il nuovo album di Sciortino prende il titolo dal brano inedito ‘All’alba di Pescara’, indelebile ricordo della sua prima alba vissuta dopo un’intera nottata di veglia dopo aver assistito, da piccolo, ad un concerto. Nell’album il ragazzo omaggia i grandi cantautori: Fabrizio De Andrè, in occasione del ventennale della sua scomparsa, Bob Dylan, Franco Battiato e Vasco Rossi. Gianluca intende dedicare anche i proventi del cd alla musicoterapia.

Porretta Soul Festival, 30 anni al museo’Memorabilia’ grandi artisti, vasta raccolta foto e audiovideo

BOLOGNA10 aprile 201912:17

– Trent’anni di storia del Porretta Soul Festival in un museo, il ‘Soul Museum’, che si trova in un vicolo del centro che contiene il murale di Sam Cooke: verrà inaugurato venerdì 12 aprile e sarà poi aperto tutti i giorni.
Il museo raccoglie le testimonianze del passaggio da Porretta Terme, sull’Appennino bolognese, dei grandi del soul, a cominciare da Rufus Thomas, Bobby Rush o Toni Green, di cui si conservano abiti di scena, calzature o altri oggetti personali.
Il tutto accanto a una vasta raccolta fotografica e audiovideo.
Fin dal 1988 il Porretta Soul Festival-Tribute to Otis Redding è diventato il più prestigioso appuntamento europeo dedicato alla musica soul e rhytm & blues, con un riferimento particolare al Memphis Sound, la scuola musicale di Otis Redding. Porretta è entrata così di diritto nelle biografie ufficiali dei grandi interpreti e si è guadagnata un posto nello Stax Museum of American Soul Music a Memphis. La prossima edizione, la trentaduesima, è in programma dal 18 al 21 luglio.
Louis Garrel è L’Uomo FedeleDall’11 aprile in sala con la moglie Laetitia Casta

10 aprile 201912:32

Marianne (Laetitia Casta) e Abel (Louis Garrel) si amano e vivono insieme, ma un bel giorno all’improvviso lei lascia lui perché aspetta un figlio da Paul, il miglior amico di Abel. Nessun dramma, nessun piatto rotto, nessuna richiesta di spiegazione da parte di Abel che fa i bagagli e se ne va. Inizia così ‘L’uomo fedele’ diretto e interpretato da Louis Garrel e in sala dall’11 aprile con Europictures.
“Sono sempre stato circondato da donne forti – ha detto Garrel – perciò sono abituato a lasciar fare alle donne. Molti uomini che hanno visto il film mi hanno detto che non si identificavano troppo in Abel, invece per me è normale”. E sullo stesso tema ha da dire qualcosa anche la Casta, moglie di Garrel nella vita: “Non decidere è alla fine un modo per mantenere il potere”. Tornando a ‘L’uomo fedele’ , scritto dallo stesso Garrel insieme a Jean-Claude Carrière, ritroviamo Abel, nove anni dopo, al funerale di Paul, l’amico che gli aveva rubato e messa in cinta Marianne. Gli ex amanti si rivedono e pensano bene di ricominciare ma la giovanissima Eve, sorella di Paul, è innamorata di Abel e lo vuole. A complicare tutto, in questo film che attraversa tanti generi, c’è Joseph, figlio di Marianne e Paul, appassionato di enigmi polizieschi e convinto che la madre abbia avvelenato il padre. “Questo è un film di sentimenti, ma non sentimentale – ha detto l’attore francese a propositi di questo suo secondo lavoro da regista -. E lavorare poi con Carrière è stato fondamentale perché io amo il sentimentalismo e lui lo odia. Certo per ‘L’uomo fedele’ mi sono ispirato a Truffaut, anche se il film attraversa tanti generi dalla commedia, al thriller al romanticismo. Comunque – ha riconosciuto – volevo fare un film tipicamente francese in cui si possono ritrovare Mirabeau, Racine e libri come Le relazioni pericolose (romanzo epistolare di Pierre-Ambroise-Franois Choderlos de Laclos del 1782)”. Di poche parole la bellissima Casta oggi all’incontro stampa. Attrici di riferimento? “Sicuramente Anna Magnani, Romy Schneider e Gena Rowland – ha detto l’attrice – . I film che mi piacciano di più – aggiunge- sono sicuramente quelli d’amore anche se oggi sono molto commerciali”. Lavorare con il marito sul set? “Una cosa davvero strana – dice – Louis diventa un’altra persona”.
Archivio online per 130 anni di ChaplinCineteca Bologna annuncia anche nuovo restauro ‘The Circus’

BOLOGNA10 aprile 201912:51

– La famiglia Chaplin e la Cineteca di Bologna festeggiano i 130 anni di Charlie Chaplin, nato il 16 aprile 1889, con il lancio del sito http://www.charliechaplinarchive.org: l’intero archivio, digitalizzato e catalogato grazie al Progetto Chaplin della Cineteca di Bologna, è ora disponibile online per studiosi e appassionati, che potranno effettuare ricerche e visualizzare oltre 150 mila documenti tra foto, manifesti, manoscritti, sceneggiature, appunti, lettere, telegrammi, contratti, tutto quanto possa raccontare la vita di Charlie Chaplin.
E proprio in occasione dell’anniversario la Cineteca annuncia il ‘cineconcerto’ in Piazza Maggiore a Bologna con il nuovo restauro di ‘The Circus’ (1928), accompagnato dall’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna diretta da Timothy Brock, alla 33/a edizione del festival ‘Il Cinema Ritrovato’, in programma dal 22 al 30 giugno.
Gino Paoli, anarchia, jazz e canzoni interrotte’Appunti di un lungo viaggio’ il doppio album in uscita il 19/4

11 aprile 201908:35

“Non ho mai smesso di pensarmi anarchico: né Dio, né padroni. Per me è sempre così e non credo nemmeno alla morte che è solo una stagione alla quale ne seguirà sempre un’altra”. Ha le idee chiare Gino Paoli di quello che è stato dei suoi sessant’anni di carriera, che festeggia con un nuovo doppio album, e di quello che verrà in futuro. Un viaggio musicale di anarchia e canzoni, come quelle dei due cd in uscita il 19 aprile e che contengono due facce del Paoli pensiero: la prima, quella dei brani storici riuniti nel secondo dei due cd, intitolato ‘I ricordi’, e quella di oggi, con una serie di canzoni inedite raccolte sotto il titolo di ‘Canzoni interrotte’.La storia documentata del cantautore genovese per definizione, ma di Monfalcone per nascita, è quella di ‘Che cosa c’è’, ‘Sapore di sale’, ‘Senza fine’ e molti degli altri titoli più celebri, in questo caso rivisti insieme a tre grandi jazzisti come Rita Marcotulli (al pianoforte), Alfredo Golino (alla batteria) ed Ares Tavolazzi (al contrabbasso). La storia di oggi, invece, è quella delle canzoni che evadono dagli standard della forma canzone, libere e, appunto, anarchiche. “L’artista – ha detto Paoli – se è davvero un artista, deve andare anche contro le forme, i condizionamenti e gli schemi. Ho pensato di utilizzare le parole e la musica in modo diverso, eliminando tutto ciò che è obbligatorio per cercare quell’essenzialità che è sempre stata un mio pallino. Quando si è detto a sufficienza, poi è meglio smettere di parlare o di scrivere. Del resto, quando ero un giovane pittore, ho creato assieme ad altri il movimento dell’essenzialismo”. Le ‘Canzoni interrotte’ sono divise per stagioni, con un ciclo non forzato ma con un”Estate’ che arriva subito prima di un ‘Inverno’ e un ‘Autunno’ che segue la ‘Primavera’.”Osservare il ciclo delle stagioni è qualcosa che mi mette serenità – ha commentato Paoli – e il lavoro che da tanti anni condivido con i jazzisti mi da un grande senso di libertà”. Tra i titoli delle canzoni non canzoni, ci sono anche ‘Due cani in chiesa’ (dedicata a Don Gallo che “era un amico eccezionale, era contro tutti e con tutti e non c’era nessuno che nei vicoli di Genova non lo salutasse dicendogli ci vediamo domenica a messa”) e ‘Voglio morire malato’ (“perché io voglio fare tutto e non conservarmi per arrivare per forza sano alla momento di morire”).Per festeggiare i sei decenni di carriera, Paoli sarà anche protagonista di tre eventi speciali dal vivo, a partire da ‘Una lunga storia’ che andrà in scena il 12 maggio all’Auditorium Parco della Musica di Roma, poi il 13 luglio ad Umbria Jazz e il 18 luglio nella ‘sua’ Genova, per un concerto ai Parchi di Nervi. “Dei miei sessant’anni di carriera non faccio bilanci – ha commentato Paoli – e quando verrà il momento di farne uno lo farà chi mi metterà in una cassa, di certo non io”.

Materiali extra leggeri, ali di farfalleTelaio light antifurto sella, arredi urbani tra pop e guerrilla

10 aprile 201913:51

– In un mondo che va sempre più veloce, la soluzione sta nella leggerezza: si ispira a questo concetto l’installazione A.X.A.P, ovvero as extra as possible, allestita a palazzo Litta per il FuoriSalone. Ad accogliere il visitatore, all’ingresso della mostra, centinaia di farfalle che prendono il volo.
L’installazione di Matteo Ragni Studio fa da ouverture al progetto, sviluppato da Xl extralight e Scuola Politecnica di Design SPD e curato da Matteo Ragni Studio, che abbina la creatività degli studenti alle potenzialità del materiale espanso a celle chiuse delle Industrie Finproject, dando vita a sette prototipi che vanno dall’outdoor al pet care fino al mercato kids, tutti all’insegna della leggerezza.
“Di grande ispirazione – spiega Matteo Ragni – è stata la farfalla, l’animale che in assoluto rappresenta questo valore in natura”. Insieme a Antonio De Marco ha coordinato i progetti degli studenti SPD, che sono racchiusi in una galleria museale, con boiserie e teche luminose con prototipi e campioni

Rock in Roma 2019 in 4 locationAttesi Kraftwerk, Thirty Seconds to Mars, Bertè, Calcutta, Salmo

10 aprile 201920:09

Undicesima edizione, quattro location, una trentina di concerti annunciati ai quali se ne aggiungeranno altri tre o quattro: il Rock in Roma edizione 2019, al via dal 23 giugno, conferma sempre di più l’attitudine a essere un festival “diffuso” sul territorio e “diversificato” nell’offerta, moltiplicando se stesso con date nella storica sede dell’Ippodromo delle Capannelle (quest’anno con due palchi), al Teatro Romano di Ostia Antica, nella Cavea dell’Auditorium Parco della Musica e al Circo Massimo, con l’evento di chiusura in programma il 7 settembre affidato ai Thegiornalisti.Nel cast molti italiani e molti giovani tra cui, a Capannelle, Calcutta, Capo Plaza, Franco126, Gemitaiz, The Zen Circus, J-Ax e Articolo31, Salmo, Carl Brave, Subsonica, Ex-Otago. A Ostia attesi Kraftwerk per due date, Negrita, Marlene Kuntz e Loredana Bertè. Gli artisti stranieri vanno in scena, invece, alla Cavea con Thirty Seconds to Mars, Skunk Anansie, Ben Harper, Nick Mason’s Saucerful of Secrets.
Walter Nudo in attesa intervento a cuore”thank you, you guys rock”, risponde ai tanti messaggi

10 aprile 201914:35

– Walter Nudo è arrivato in Italia da Los Angeles dove aveva avuto un malore e al momento è ricoverato all’Ospedale Monzino di Milano per fare accertamenti in attesa dell’intervento al cuore. ”Walter in questo momento si trova all’ospedale Monzino nelle ottime mani del prof. Marco Zanobini. Sta facendo una serie di esami – spiega per lui la Nudofamily – per capire l’esatta causa del malore e per prepararsi all’intervento al cuore per tornare a vivere la vita al massimo come ha sempre fatto! Walter ci tiene ancora una volta a tranquillizzare e a ringraziare tutti gli amici, tutte le persone del mondo dello spettacolo ed soprattutto i fan per i numerosi messaggi pieni di affetto: “thank you, you guys rock !!!”.
Torna ‘Tango glaciale’ dopo 36 anniTanti giovani allo spettacolo del 1982 che rivelò Mario Martone

10 aprile 201914:52

– La platea del Teatro India è piena di giovani che, alla fine, plaudono entusiasti a uno spettacolo che ha 36 anni e, evidentemente, non li dimostra. E’ ‘Tango glaciale’, il lavoro che pose Mario Martone e il collettivo di artisti Falso Movimento all’attenzione nazionale e non solo, ora in fedele versione “reloaded (1982-2018)”, riallestimento a cura di Raffaele Di Florio e Anna Redi con la supervisione di Martone stesso. Si replica fino al 14/4.
“Lo spettacolo racconta l’attraversamento di una casa da parte di tre suoi abitanti – spiega Martone – Un meccanismo viaggiante dall’esterno verso l’interno procedendo dall’antica Grecia all’America anni ’50”, tutto in 12 quadri che si succedono rapidi, uno ogni 5 minuti circa per un’ora totale, come in un montaggio cinematografico. E’ un viaggio attraverso anche l’immaginario dei tre personaggi, verso il loro mondo interiore, passando per reminiscenze classiche (con un discobolo e un tedoforo) e visioni da fantascienza o sogni da poliziottesco d’epoca.
Il Bif&st apre con 4 premi OscarFestival dal 27 aprile al 4 maggio dedicato a Morricone

BARI10 aprile 201914:54

– Quattro premi Oscar saliranno sul palco del Teatro Petruzzelli di Bari per la serata inaugurale della decima edizione del Bif&st, il Bari International Film Festival, in programma dal 27 aprile al 4 maggio. L’occasione sarà la consegna a Ennio Morricone, “il più grande compositore vivente di musiche da film”, al quale è dedicata la retrospettiva di questa edizione (con 42 film da lui musicati), del premio “Federico Fellini Platinum Award for Cinematic Excellence”. Con Morricone ci saranno gli altri Oscar Nicola Piovani, Gianni Quaranta e Giuseppe Tornatore. Il Bif&st 2019, diretto da Felice Laudadio e presieduto da Margarethe von Trotta, porterà a Bari decine di protagonisti del mondo del cinema, circa 150 proiezioni, sei lezioni di cinema, incontri con attori e registi, laboratori, mostre fotografiche.
Sette le anteprime italiane ospitate nel Petruzzelli, tra le quali le anteprime mondiali “Non sono un assassino” di Andrea Zaccariello, “Il grande spirito” di Rubini e “Passeggeri notturni” di Grandi.
34° Lovers Festival con Berger e ArgentoDionisio, rassegna parla di resilienza. Dal 24 al 28 aprile

TORINO10 aprile 201914:58

– E’ ricco, più di sempre, di grandi nomi il 34/o Lovers Film Festival Torino Lgbtqi Vision in programma dal 24 al 28 aprile, l’ultima edizione diretta da Irene Dionisio che dopo tre anni lascia la kermesse per tornare a fare a tempo pieno la regista. Si va dall’attore più amato da Visconti, Helmut Berger, alla madrina Alba Rohrwacher, da Giancarlo Giannini ad Asia Argento, alla regista americana Ira Sachs.
“Lascio un festival che amo tanto e che ha un rinnovato significato di resilienza, in un momento in cui certi diritti sembrano in discussione. In primo luogo il diritto di tutti di essere se stessi e felici”. Il nuovo direttore verrà comunicato l’ultimo giorno del festival dal presidente del Museo del Cinema, Sergio Toffetti. Nella rosa c’è anche Vladimir Luxuria.
Quest’anno, per sottolineare il carattere ‘politico’ del festival verranno dedicati focus al Fuori, prima associazione gay italiana (1971), al Pride e ai 50 anni dei moti di Stonewall.
Curia di Lecce nega piazza Duomo a Levante’Testi troppo irriverenti per la piazza simbolo della Chiesa’

LECCE10 aprile 201917:04

La Curia di Lecce dice no al concerto di Levante in piazza Duomo, ritenendo i contenuti dei testi della cantautrice siciliana incompatibili con i valori che simboleggia la piazza in cui si trovano la Cattedrale, il palazzo vescovile e il seminario. La conferma al diniego alla richiesta, avanzata nei mesi scorsi dall’entourage dell’artista, arriva da Vincenzo Paticchio, portavoce del vescovo di Lecce, monsignor Michele Seccia.”Abbiamo scoperto – spiega Paticchio – che la tappa leccese in piazza Duomo del tour era già stata pubblicizzata per il 6 agosto sul sito dell’artista e su Ticketone, nonostante la commissione eventi della Curia non si fosse ancora riunita. La decisione è stata deliberata solo lo scorso primo aprile, quando la commissione si è riunita decidendo di non accogliere la richiesta. Il vescovo vuole aprire Piazza Duomo agli eventi – prosegue Paticchio -. I giovani vanno incoraggiati, ma certi testi sono troppo irriverenti per essere cantati nella piazza simbolo della Chiesa di Lecce”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

A teatro Guerritore, Cristicchi, Benni
De Sica si Racconta. Lavia riscopre Prévert

10 aprile 201916:15

– Monica Guerritore nei panni di ‘Giovanna D’Arco’ e Simone Cristicchi con ‘Manuale di Volo per Uomo’ per Antonio Calenda, a Roma; Stefano Benni alias Julio Cortazar in ‘Ulula’, ancora nella capitale, e ‘Christian Racconta Christian De Sica’ a Milano; Gabriele Lavia e ‘I ragazzi che si amano’ da Jacques Prévert, a Torino, e il ‘Barry Lyndon’ di Giancarlo Sepe da William Makepeace Thackeray a Firenze: sono alcuni degli spettacoli teatrali in scena nel prossimo week end.
Riapre il Parco del Tuscolo, la Pompei di RomaTra scoperte e nuovo percorso, weekend eventi nell’antica città

A10 aprile 201920:2

“Dalle rivelazioni aree si intuiva un lungo allineamento sotto al terreno. Abbiamo aperto e ci siamo trovati davanti un muro lungo 29 metri: una Chiesa medioevale, con tanto di ossari e gallerie sepolcrali in facciata, impostata sulle colonne delle antiche terme romane. Dai bolli, sicuramente adrianee”. A parlare è Valeria Beolchini, l’archeologa che oggi meglio conosce l’antica Tusculum, città latina che leggenda vuole fondata da Telegono, figlio di Ulisse e della Maga Circe, conquistata da Roma nel 496 a.C per diventare residenza estiva d’elite, tra senatori e imperatori, da Cicerone a Tiberio, Plinio e Lucullo, poi distrutta e abbandonata definitivamente nel 1191.Per tutto l’800 depredata e saccheggiata (molti dei reperti si trovano in Piemonte, ad Agliè, “collezione” dei Savoia), oggi l’antica città riprende forma con la riapertura, dopo un anno, del Parco Archeologico e culturale di Tuscolo, al centro del progetto Tuscolo. Il luogo primitivo dell’anima, che la Comunità Montana Castelli Romani e Prenestini (che ha acquistato il sito nel 1984 dai principi Aldobrandini) ha finanziato per un milione e 200 mila euro. Già realizzati, messe in sicurezza, scavi, restauri, riqualificazione dell’area e, oggi, il rinnovo dell’accordo di collaborazione con la Escuela Espanola de Historia y Arquelogia en Roma-CSIC che dal 1994 ha realizzato qui oltre 20 campagne di scavo. “La chiamavano la Pompei alle porte di Roma”, racconta la Beolchini, che qui da anni studia e scava, responsabile del progetto Tusculum.Per festeggiare la riapertura, il Parco ha organizzato due giorni di eventi, il 13 e 14 aprile, con laboratori didattici, visite guidate e trekking. Ma basta guardarsi intorno venendo su per il nuovo percorso di visita che dall’antica Via dei Sepolcri arriva fin sul basolato del Decumano (proseguendo con il “falso storico” allestito accogliere Papa Gregorio XVI) per vivere un vero viaggio all’indietro nel tempo, tra il Foro, le botteghe, i resti del Tempio di Mercurio, l’area dei tempietti, la Fontana arcaica e il Teatro del 75 a.C. che un tempo, dice la Beolchini, poteva arrivare a contenere forse anche duemila persone. “I prossimi scavi – raccontano il presidente della Comunità montana Damiano Pucci e il direttore della Escuela Espanola, José Ramon Urquijo Goitia, alla presenza anche dell’Ambasciatore di Spagna Alfonso Dastis Quecedo – si concentreranno all’esterno dell’area”. Ovvero proprio intorno a quella basilica di epoca medioevale, con annessa necropoli, che già si scorge, ma che la nuova campagna di scavi del 2020, la più grande mai realizzata a Tuscolo dai tempi di Luciano Bonaparte e Luigi Canina, dovrebbe svelare completamente.”Sotto – racconta la Beolchini – abbiamo trovato pavimenti in mosaico bianchi e neri, affreschi coloratissimi, latrine e le vasche per il tiepidarium e frigidarium. È la città che sta riprendendo forma. Grazie alle rilevazioni aeree e geofische possiamo ricostruire tutto in 3d. Abbiamo le planimetrie degli edifici e delle strade. Incrociando competenze e collaborazioni, poi – prosegue – stiamo scoprendo molto sulla vita che si conduceva qui. Le ceramiche, più piccole di quelle di Roma, e gli studi sulle ossa, ad esempio, ci raccontano che in tavola si privilegiavano gli stufati alle carni alla brace. Da un cranio colpito da un proiettile nel 1191 stiamo ricostruendo le tecniche belliche (i reperti vengono esposti al Museo di Frascati ndr). Quanto all’età romana, per ora abbiamo sondato l’area monumentale, dove sono numerose le epigrafi, marmi e decori. Ma appena fuori le mura, abbiamo le domus più ricche. Personalmente non penso si debba sempre scavare tutto. Ma qualche primo saggio ci ha svelato pareti preziosissime, dipinte di rosso”. Proprio come a Pompei.

Ferragamo, mostra esplora sostenibilitàFino all’8 marzo 2020 ‘Sustainable Thinking’

FIRENZE10 aprile 201916:48

– La maison Salvatore Ferragamo lancia il progetto Sustainable Thinking con una serie di mostre e iniziative che coinvolgono il Museo Ferragamo, il Museo del Novecento e Palazzo Vecchio con la sala delle Udienze.
Sustainable Thinking è anche il nome della mostra al Museo Ferragamo (12 aprile-8 marzo 2020) che si apre con una sezione sull’ambiente con un’opera di Pascale Marthine Tayou per un ‘paesaggio contaminato’ con una sezione sui materiali e modelli della maison: 77 scarpe, brevetti, lavorazioni, filmati e idee sostenibili come la zeppa di sughero. C’è un’area sulla trasformazione dei materiali e sull’economia circolare, e ancora l’arte con l’opera Energy Spill dell’artista africano El Anatsui e Satelliti dell’americana Sheila Hicks. Poi spazio ad alcuni designer e alle loro idee green: Paul Andrew e Maria Sole Ferragamo, nipote di Salvatore, che ha creato Artemisia. Dopo spazio a fibre e tessuti green, artigianato, moda sociale e infine l’arte: Pietro Gilardi e Michelangelo Pistoletto.
Gli zombie di Jarmusch aprono il festival”Un cast da svegliare i morti” con Bill Murray, Adam Driver, Tilda Swinton

10 aprile 201920:54

Il festival di Cannes apre nel segno dell’horror ed è la prima volta. Con un dichiarato omaggio, sin dal manifesto con la mano che esce da sotto terra, al George Romero della Notte dei morti viventi, il film di Jim Jarmusch The Dead Don’t Die la sera del 14 maggio inaugurerà la 72a edizione (14-25 maggio 2019). Il regista americano indipendente promette “un cast che farà resuscitare i morti” e con questa battuta c’è subito da intendersi: horror sì, ma venato di commedia.E’ quello che ci si può aspettare dall’autore di Stranger than Paradise, Daunbailò, Coffee and Cigarettes che aveva fatto incursioni nel film di genere prima con il western Dead Man poi con il crime orientale Ghost Dog: Il codice del Samurai e il film sui vampiri Solo gli amanti sopravvivono. Il nuovo film di Jarmusch sarà in anteprima mondiale e in competizione per la Palma d’oro all’attenzione della giuria presieduta dal cineasta messicano Alejandro Gonzalez Inarritu. The Dead Don’t Die è un film corale e intorno a questa storia di zombie il regista ha coinvolto un cast incredibile: Bill Murray, Adam Driver, Selena Gomez, Tilda Swinton, Chloe Sevigny, Steve Buscemi, Danny Glover, Caleb Landry Jones, Rosie Perez, Iggy Pop, RZA, Sara Driver, Austin Butler, Luka Sabbat, Eszter Balint, Carol Kane e persino Tom Waits. La vicenda è ambientata nella pacifica, assonnata cittadina di Centerville. Ma qualcosa non va dritto: La luna è grande e bassa nel cielo, le ore di luce del giorno diventano imprevedibili e gli animali stanno iniziando a mostrare comportamenti insoliti. Nessuno sa bene perché. Le notizie sono spaventose e gli scienziati sono preoccupati. Ma nessuno prevede la ripercussione più strana e più pericolosa che presto tormenterà Centerville: i morti non muoiono, si alzano dalle loro tombe, attaccano selvaggiamente e banchettano sui viventi e i cittadini devono combattere per la loro sopravvivenza.Il cinema di Jarmusch, sempre nel filo del racconto di un’altra America, fatta di anti-eroi, solitari, diametralmente opposti alla retorica dei vincenti ma anzi piuttosto ai margini della società, ha sempre avuto a Cannes una vetrina d’eccellenza sin dai tempi di Stranger Than Paradise, con cui vinse nel 1984 la Camera d’or. Al festival il regista-musicista nato in Ohio ma newyorkese di formazione, 66 anni, ha avuto in questi anni quattro premi, compresa la Palma d’oro al miglior cortometraggio nel 1993 per Coffee and Cigarettes: Somewhere in California and il Grand Prix nel 2005 per Broken Flowers. E nel 2016 ha avuto eccellente accoglienza con il film in concorso Paterson con Adam Driver e Golshifteh Farahani oltre che con il documentario musicale Gimme Danger che ha portato sulla Croisette un rocker di razza come Iggy Pop. The Dead Don’t Die sarà distribuito da Focus Features e Universal Pictures International nel mondo, uscirà in Francia lo stesso giorno della proiezione di Cannes il 14 maggio e il 14 giugno in America e poi nel mondo. Il film di Jarmusch è il primo del concorso del 72/o festival il cui programma sarà annunciato a Parigi il 18 aprile.

Un’antica carta nautica per Matera 2019Di Albino de Canepa, sarà esposta dal 19 aprile al 19 agosto

POTENZA10 aprile 201917:09

– Una preziosa mappa nautica di Albino de Canepa, del 1480, è uno dei pezzi che compongono la mostra “Il Rinascimento visto da sud. Matera, l’Italia meridionale e il Mediterraneo tra ‘400 e ‘500”. L’opera, di proprietà della Società geografica italiana, “lascia la storica sede di Villa Celimontana a Roma per essere esposta dal 19 aprile al 19 agosto nel Museo nazionale d’arte medievale e moderna della Basilicata in Palazzo Lanfranchi”.
Rilievi in 3D del Mausoleo di TeodoricoDati su costruzione monumento a disposizione degli studiosi

BOLOGNA10 aprile 201917:35

– Fare luce sui molti aspetti rimasti oscuri del Mausoleo di Teodorico di Ravenna, come l’originaria configurazione, che nel corso dei secoli ha dato luogo alle più fantasiose ipotesi, e le tecniche di esecuzione ed edificazione della grandiosa cupola monolitica di 291 tonnellate. E’ l’obiettivo del rilievo in 3D del Mausoleo, fatto dallo studio 3WD di Osimo (Ancona), che consente di ‘raccontare’ il monumento, dalle origini alle tecniche di esecuzione ed edificazione della costruzione voluta dal re goto Teodorico (454-526 d.C.), sito Unesco dal 1996. Il Polo museale regionale, spiega il direttore Mario Scalini, ha investito nelle nuove tecnologie per un rilievo analitico e tridimensionale finalizzato alla ricerca storica, al monitoraggio ed allo sviluppo di nuove progettualità sulla valorizzazione del monumento. I dati sono così a disposizione degli studiosi, attraverso la rete.

Il prof Accorsi e ‘Il campione’ di calcioIn sala dal 18 aprile il film di D’Agostini con Carpenzano

10 aprile 201920:11

Da una parte un campione di calcio come tanti, giovanissimo, ricco, popolare e straviziato (Lamborghini e Ferrari nel garage della sua mega-villa), dall’altra un professore un po’ triste con un passato da dimenticare. Questa la formula de ‘Il campione’, opera prima di Leonardo D’Agostini in sala dal 18 aprile in trecento copie distribuite da 01. Christian Ferro (Andrea Carpenzano) è il giovanissimo centrocampista della Roma, tanto talento e altrettanta capacità di mettersi nei guai: risse, incidenti d’auto e nessuna disciplina. Valerio Fioretti (Stefano Accorsi), è invece il professore, un uomo solitario e schivo, con problemi economici, un matrimonio fallito alle spalle e per nulla appassionato di calcio.Fatto sta che il professore viene affiancato al giovane campione quando, dopo l’ennesima bravata, l’autorevole presidente del club, Tito (Massimo Popolizio), decide che è arrivato il momento di impartirgli un po’ di disciplina. La mission impossible è quella di far prendere a Christian un diploma, ma non sarà affatto facile. Il campione vive infatti tra videogiochi, una donna influencer, per la quale contano solo i followers, e amici squisitamente coatti, mentre Valerio è sempre solo tra i suoi libri. Tra i due all’inizio saranno scintille e incomprensioni, ma lentamente si ritroveranno l’uno accanto all’altro legati da un affetto che ricorda molto quello che si crea tra padre e figlio.”Il film – spiega il regista alla sua opera prima – parla di tante cose con al centro la gestione del successo, come nel caso di questo calciatore che si ritrova a vivere al massimo e deve gestire tutto quello che gli accade senza perdersi. Un lavoro molto complesso – aggiunge D’Agostini – che ha richiesto tra l’altro una grossa documentazione sul mondo del calcio e sui calciatori, che hanno spesso tratti in comune nelle loro vite”. Per Accorsi, “il film racconta sia un successo reale, quello del calciatore, ma anche la percezione stessa del successo che abbiamo tutti noi attraverso i social. Il mio personaggio – aggiunge – è una bellissima figura di professore, una di quelle persone che se incontri davvero te ne ricordi tutta la vita”.Per ‘Il campione’, che passerà in anteprima al Festival del cinema Europeo di Lecce, c’è stato comunque il placet di Francesco Totti che dopo averlo visto ha detto nel suo stile conciso: “È vero, è proprio così”. Infine, nel cast del film, una produzione Groenlanddia con Rai Cinema in associazione con 3 Marys Entertainment, prodotto da Matteo Rovere e Sydney Sibilia, anche Camilla Semino Favro e Anita Caprioli.

Scuola sopravvivenza, decidi finale tuSu Netflix la nuova serie con Bear Grylls, adatta a giovanissimi

10 aprile 201919:34

– Questa volta il finale lo decidi tu.
E’ lo stesso Bear Grylls a rivolgersi direttamente a chi lo sta guardando in tv, con una serie di domande mentre si trova in situazioni alle volte di estrema difficoltà. Per esempio: devo mangiare o meno una larva, camminare oppure strisciare su un lago ghiacciato, seguire un tunnel sotterraneo con una corrente d’aria o prenderne un altro senza. Ogni volta sotto comparirà la scritta con le due opzioni da scegliere e basterà cliccare ‘ok’ con il proprio cursore del telecomando. Ma attenzione, il destino della missione può dipendere da te. ‘Scuola di sopravvivenza’ è la serie interattiva di Netflix, disponibile sul colosso streaming tv dal 10 aprile. Ogni episodio sarà ambientato in una particolare località, dal deserto alle vette di una montagna, nella giungla o tra neve alta, crepacci e valanghe. Ad accompagnare il giocatore nell’avventura tra i più ostili habitat della Terra è l’esperto di sopravvivenza per eccellenza.

Gala del Met sul ‘Camp’ in crisi di vipWWD, “Lauren, Dior e Calvin Klein non acquistano tavoli”

NEW YORK10 aprile 201918:17

– Alcuni vip del mondo della moda potrebbero disertare al Gala del Met di quest’anno organizzato il 6 maggio per celebrare la mostra del Costume Institute sul concetto di “Camp”. La festa è un appuntamento fisso per i divi e stilisti con biglietti individuali da 35 mila dollari.
Quest’anno tuttavia, secondo fonti del quotidiano dell’industria della moda “Womens’ Wear Daily”, Ralph Lauren, Dior e Calvin Klein avrebbero deciso di non acquistare tavoli per i loro ospiti a un prezzo da 200 e 300 mila dollari ciascuno.
I tre marchi sono stati per anni grandi sponsor dell’evento vestendo decine di celebrità e ospiti di alto profilo. Restano confermati altri brand per la serata in cui Lady Gaga farà da madrina con Serena Williams, Harry Styles e Alessandro Michele. Gucci è lo sponsor ufficiale con Louis Vuitton e Burberry che acquisteranno tavoli. “Siamo al tutto esaurito come sempre”, ha detto una portavoce di Vogue a “Wwd”.
Matera 2019, occhialini da temponautaPer promuovere il “passaporto” e il “cittadino temporaneo”

MATERA10 aprile 201918:21

– Per promuovere il “passaporto” per assistere (al prezzo unico di 19 euro) a tutte le manifestazioni previste durante il 2019 – anno di Matera Capitale europea della Cultura – e “il concetto di cittadino temporaneo”, saranno in vendita dall’11 aprile nella città dei Sassi “gli occhialini da temponauta”.
Si tratta di un’iniziativa della Fondazione Matera-Basilicata 2019 per raggiungere uno dei traguardi indicati nel dossier di candidatura della città, “ovvero – ha spiegato il direttore generale della Fondazione, Paolo Verri – di un turista che non si ferma a osservare passivamente la straordinaria bellezza della città, ma vive e respira questi luoghi, magari anche producendo qualcosa per sé e per gli altri”.
Linea gioielli Maria Sole FerragamoNipote Salvatore, crea accessori con pelle riciclata

FIRENZE10 aprile 201918:41

– Heritage, tecnologia e sostenibilità, in un mix creativo che sceglie la pelle riciclata come materiale preferito per un’elegante linea di gioielli e accessori. Ecco il cuore del progetto So-Le Studio, la linea di gioielli e accessori creata Maria Sole Ferragamo, architetto e designer, nipote di Salvatore, il fondatore della maison fiorentina. Dopo aver conseguito una laurea in architettura al Politecnico di Milano e un master in design del gioiello alla Central Saint Martins di Londra, Maria Sole Ferragamo ha deciso di lanciare il suo progetto a Firenze, creando gioielli unici realizzati con la pelle riciclata. “Architetture per il corpo”, li definisce lei, che tengono in massima considerazione la sostenibilità e l’idea del recupero. L’11 aprile lancia il suo sito (mariasoleferragamo.com). E’ lei stessa che sceglie la pelle di recupero, studia le applicazioni (come quella con la polvere di acciaio) e lavora con gli artigiani. In collezione orecchini, bracciali, collane e cinture, tutti personalizzabili.
All’Opera Roma Vedova Allegra anni ’50Regista Michieletto, storia di soldi ambientata in banca

10 aprile 201918:44

– Una “Vedova Allegra” che lascia il periodo glorioso della Belle Epoque per prendere forma alla fine degli anni ’50, non a Parigi nella sede dell’ambasciata di un paese immaginario, ma in una banca di provincia, non più cantata nella traduzione italiana ma per la prima volta in tedesco con i sopratitoli. La più celebre tra le operette arriva al Costanzi di Roma al 14 al 20 aprile con le novità scelte dal regista Damiano Michieletto per dare maggiore credibilità a una vicenda e a personaggi che altrimenti resterebbero confinati agli aspetti frivoli e leggeri del genere. Sul podio a dirigere cantanti, orchestra e coro sarà il giovane maestro Costantin Trinks, uno specialista al suo debutto al Teatro dell’Opera.
“Die Lustige Witwe’, composta dal tedesco di origine ungherese Franz Lehàr su libretto di Victor Léon e Leo Stein, debuttò a Vienna nel 1905 con un grandissimo successo, bissato in Italia due anni dopo. Lo spettacolo che arriva nella capitale è frutto di una coproduzione con la Fenice di Venezia.
A Luca Alcini il premio AntinooPremio sarà consegnato il 6 maggio a Cinecittà

10 aprile 201918:58

– Luca Alcini, regista e autore di Ballando con le Stelle, vince il Premio Antinoo per la regia televisiva. Il premio, alla sua seconda edizione è nato sotto il patrocinio della Action Academy di Maria Grazia Cucinotta e Nando Moscariello. Luca Alcini ha firmato nel corso degli anni, oltre a “Ballando con le stelle” la regia televisiva di numerose produzioni tra le quali Miss Italia, Notti sul ghiaccio, Telethon, Altrimenti ci arrabbiamo, Nastri d’Argento del Cinema Italiano. Il premio verrà assegnato il 6 Maggio a Cinecittà. Nel corso dell’evento verranno premiati anche Saverio Costanzo per L’amica Geniale; i responsabili Netflix per Suburra, Pippo BAUDO per il programma storico “Fantastico”.
Salini, il Giro d’Italia unisce il PaeseIn prima fila per edizione 2019 Rai2, Rai Sport Hd, radio e Web

10 aprile 201919:11

– 66 anni fa la Rai iniziava il racconto, mai interrotto, del Giro d’Italia, con una diretta sperimentale della tappa di Milano. Per la 102/a edizione, che partirà l’11/5 da Bologna e si concluderà il 2/6 con la cronometro di Verona, saranno in prima fila Rai2 e Rai Sport Hd (che il 9/5 proporrà anche la presentazione delle squadre) con tanti appuntamenti, che ogni giorno culmineranno nel Processo alla Tappa, e approfondimenti (come Viaggio nell’Italia del Giro condotto da Edoardo Camurri), per 170 ore di trasmissione, ma anche i canali radio e il web, da Rai Play ai social.
“Il Giro d’Italia unisce il Paese, ne unisce i valori – dice l’ad Rai Fabrizio Salini -. E’ uno dei biglietti da visita per noi più prestigiosi per quanto riguarda lo sport”. La Rai racconterà il Giro grazie al rinnovo dell’accordo con Rcs.
“Ascoltando Salini che dice meraviglie del Giro mi chiedo perché la Rai allora lo abbia pagato così poco”, scherza Urbano Cairo, presidente di Cairo Communication e presidente e ad di Rcs.
Carlucci, mi sono fratturata un piede”Ma sabato sarò a Ballando, zoppicando ma ci sarò”

10 aprile 201919:56

– “Sono stata un po’ latitante nei giorni scorsi perché c’è un problema, la frattura del piede, del metatarso del quarto dito, quindi frattura completa. Ne avrò per sei settimane, sto facendo di tutto per accorciare i tempi ma le ossa ci mettono un certo tempo a saldarsi”. Milly Carlucci, in un videomessaggio inviato alla Vita In Diretta, il programma di Rai1 condotto da Francesca Fialdini e Tiberio Timperi, ha rivelato la sua recente disavventura. La conduttrice di Ballando con le stelle è andata in onda per ben due puntate senza sapere di avere un piede fratturato, ma sabato scenderà di nuovo in pista: “Si va avanti con una gamba sola, zoppicando con l’altra”.
Proietti professore emerito, difendiamo il teatroLezione-spettacolo a Tor Vergata, ‘la comicità è un grande mistero’

10 aprile 201920:23

Un grande sorriso, aperto e sincero, a illuminare il viso, e un’espressione emozionata, quasi incredula, nell’indossare quella lunga toga nera e rosa di fronte a tanti studenti: dal 10 aprile Gigi Proietti non è soltanto uno dei più grandi attori italiani, ma anche un “Distinguished Professor”, grazie all’Università degli Studi di Roma Tor Vergata che gli ha conferito il titolo di Professore Emerito Honoris Causa. “La comicità è un grande mistero. Si sa solo che fa ride’”, dice l’attore prendendo la parola sul palco dell’Auditorium Ennio Morricone alla Facoltà di Lettere dell’Ateneo, in una prima “lezione” che fin da subito sembra uno spettacolo.”Non ho avuto maestri, non ho fatto l’accademia e non ho finito giurisprudenza all’università perché cantavo nei nightclub. Non avevo idea di cosa fosse il teatro, poi ho fatto la prova pratica al Centro Universitario Teatrale della Sapienza – racconta – e mi hanno detto che recitavo come Albertazzi. E chi è, mi sono detto”, racconta Proietti, “ho conosciuto Giancarlo Cobelli e da lui ho appreso la disciplina: se riaprissi una scuola di teatro la pretenderei di più di come ho fatto. Chi fa questo mestiere deve amare in modo sacro il proprio lavoro”. Il tono si fa serio constatando la difficile situazione dei teatri, italiani e romani: “Il teatro andrebbe curato di più dalle istituzioni: abbassare i prezzi è possibile solo se lo Stato ci aiuta. Nella nostra città chiudono i teatri come i cinema, ed è chiuso anche il Valle, uno dei teatri più belli d’Europa, proprio in un momento in cui nulla potrebbe essere più aggregante del teatro, da vedere ma anche da fare. La cosa più pericolosa di oggi è il pensiero che si allontana”, dice, “eppure il pubblico esiste, non si esprime ma c’è. Bisognerebbe ricominciare il rapporto tra chi fa teatro e chi lo fruisce”.”Con A me gli occhi please abbiamo fatto una cosa importante storicamente, proponendo una contaminazione di generi senza soluzione di continuità, una commistione di stili senza spiegare agli spettatori. Un grande successo, che mi ha fatto decidere di interessarmi a un pubblico più vasto”, racconta, “non mi sono mai fermato, ma forse negli anni la tv ha cambiato un po’ il pubblico che ora ride anche per cose che non fanno ridere. Però c’è voglia di conoscere: al Globe Theatre per esempio (il teatro elisabettiano dentro Villa Borghese da lui creato e diretto, ndr) rispettiamo la struttura drammaturgica di Shakespeare. È sempre meglio prima leggere che rileggere”. Sala gremita di ragazzi, molti dei quali rimasti in piedi, tutti pronti con il telefonino a immortalare le battute di Proietti, i suoi racconti, i sonetti recitati: tanti gli applausi, tantissime le risate, ma soprattutto molto alta l’attenzione di fronte alle parole sagge del “nuovo professore” da parte di una platea giovanissima (ma ci sono anche gli ‘adulti’ ad assistere all’incontro) che dimostra di amare l’artista romano e di conoscere la storia e il valore del suo lavoro.Classe 1940, attore istrionico di teatro, cinema e tv, regista, doppiatore, direttore artistico, cantante e grande affabulatore capace di rendere vera con la voce e il corpo anche la più grande illusione (“più sono bravo a fingere, più il pubblico è bravo a credere alla finzione: così può veicolare qualcosa”, spiega), Proietti è “costantemente attento a coniugare, grazie alla sua straordinaria poliedricità attoriale, la ricerca artistica con la tradizione”, si legge nelle motivazioni del titolo conferito, e “nella sua carriera artistica riesce a mostrarsi insieme appassionatamente radicato al suo territorio, eppur attento ad istituire con accortezza dinamiche di sprovincializzazione”. Oggi l’attore conferma anche la sua vocazione da docente, trascinando i ragazzi in un discorso ironico e amaro, divertente e nostalgico, mentre alle sue spalle su uno schermo passano le immagini dei suoi successi, le foto con gli amici, le sue smorfie celebri, la sua lunga carriera. “L’università è cambiata negli ultimi anni: abbiamo aperto le aule anche ai non accademici, qualcuno fa polemica ma a noi non importa. Vogliamo creare cittadini competenti non buoni”, sottolinea aprendo la cerimonia il professor Giuseppe Novelli, Rettore di Tor Vergata.

Bova, racconterò nuoto e storia BortuzzoL’attore apre Incontri di Sorrento. ‘Con me anche Rosolino’

SORRENTO (NAPOLI)10 aprile 201920:37

– Raoul Bova sta lavorando a un progetto che racconterà il nuoto attraverso quattro grandi campioni “incrociando anche la cronaca, con la storia di Manuel Bortuzzo”. Lo ha anticipato l’attore nel corso della prima giornata dei 41/i Incontri Internazionali del Cinema di Sorrento. “Stiamo terminando la sceneggiatura, uno dei campioni è Massimiliano Rosolino, l’altro è un nuotatore che è poi diventato attore – ha detto Bova riferendosi alla sua storia – ho conosciuto Bortuzzo e sono sicuro che tornerà a nuotare”, ha aggiunto poi parlando del giovane atleta colpito a Roma da un proiettile lo scorso febbraio e rimasto paralizzato gli arti inferiori, “ma non voglio aggiungere altro”.
Raoul Bova (in autunno sul piccolo schermo nei panni di Giorgio Armani nella serie “Made in Italy”), è stato protagonista di Ciak Incontra, la sezione realizzata in collaborazione con il magazine Ciak, ed intervistato da Piera Detassis ha ripercorso la sua carriera e i suoi rapporti con il cinema americano.
Villa Farnesina, al via il restauro per la sala delle nozze Progetto di recupero per gli affreschi del Sodoma

10 aprile 201920:56

VILLA FARNESINA – Per la decorazione di quella stanza da letto, sontuosa come non se ne vedevano in quel tempo pure così ricco di splendori, il ricchissimo Agostino Chigi, banchiere dei papi, imprenditore di genio con l’amore della cultura e il vezzo del mecenatismo, aveva chiesto aiuto a Raffaello e poi fatto venire a Roma dal Veneto uno fra i pittori più bravi del suo tempo, Giovanni Antonio Bazzi detto Il Sodoma, che nella capitale portò la sensibilità appresa dal suo maestro, il grande Giorgione. Un capolavoro assoluto concepito per amore e offerto in dono alla bellissima Francesca, compagna veneziana del banchiere, per arricchire ancora di più la residenza sul lungotevere che oggi porta il nome di Villa Farnesina (da Alessandro Farnese che l’acquistò dopo la morte di Chigi) ed è la sede di rappresentanza dell’Accademia dei Lincei.
A distanza di cinquecento anni e più, dopo altri importanti recuperi che hanno interessato la villa, segnata anche dai lanzichenecchi che la occuparono durante il sacco di Roma, parte un nuovo progetto di restauro che interesserà due pareti di questa camera nuziale, quella a nord est con le nozze di Alessandro Magno e Rossane e un’altra nella quale Alessandro accoglie magnanimo la madre del re persiano Dario, che lui aveva appena sconfitto.
Commissionati dall’Accademia dei Lincei con il finanziamento di uno sponsor privato, la Double Consulting, e diretti da Antonio Sgamellotti, i lavori dovrebbero terminare entro il 2020. “Un progetto che si inserisce in un più vasto programma di recupero e valorizzazione della nostra sede di rappresentanza che con i suoi magnifici affreschi costituisce un gioiello del Rinascimento italiano –  sottolinea Sgamellotti – un ulteriore passo verso una nuova e più ampia fruizione della Villa Farnesina”. Soddisfatto anche l’ad di Double Consulting Francesco Rosetti: “Ci riconosciamo molto nei mecenati di una volta, che sapevano cogliere il talento degli artisti, dandogli la possibilità di esprimersi e di lasciare nel mondo un’impronta tangibile della propria arte”, commenta.
I lavori, spiegano gli esperti, puntano a valorizzare le scene rappresentate dal Sodoma in particolare con la rimozione dei depositi superficiali, la pulitura meccanica e chimica, bendaggi e velature di protezione delle zone distaccate, consolidamento degli intonaci e della pellicola pittorica, stuccature, ricostruzione degli intonaci e degli elementi lignei mancanti, reintegrazione pittorica e delle dorature, fino alla protezione finale.Un passo di più per far tornare al suo antico splendore la fastosa residenza di Agostino Chigi, che non a caso i contemporanei avevano ribattezzato “il Magnifico”, scrigno di tesori incomparabili (oltre agli affreschi de il Sodoma ci sono quelli del grande Raffaello che decorò un’intera loggia e quelli di un altro grandissimo dell’epoca, Baldassarre Peruzzi, poi ci sono le incredibili grottaglie della galleria recentemente ritrovata, l’incredibile giardino di piante rare)  ancora oggi forse non abbastanza conosciuta dal grande pubblico.
A Cartoons on the Bay il Re Artù modernoNe Il Ragazzo che diverrà re Merlino ha t-shirt dei Led Zeppelin

11 aprile 201910:32

Quando la spada Excalibur è conficcata tra le macerie di un cantiere abbandonato di Londra, quando il gracile Semola è il bambino “sfigato” vittima dei bulletti della scuola, ma soprattutto quando il mago Merlino al posto della palandrana azzurra porta una camicia sdrucita e una t-shirt dei Led Zeppelin, si capisce che una leggenda come quella di Re Artù davvero è così potente da poter essere raccontata mille volte in mille modi diversi ai bambini dei secoli scorsi fino a quelli della nostra epoca in blue jeans e con lo smartphone alla mano.A Torino nella pre-apertura di Cartoons on the Bay, il festival dell’animazione che in corso fino a sabato a Torino, c’è stata l’anteprima de Il ragazzo che diventerà re, film scritto e diretto da Joe Cornish (già co-sceneggiatore di Ant-Man e Le avventure di Tintin – Il segreto dell’Unicorno, e regista di Attack the Block – Invasione aliena) che uscirà in sala con 20th Century Fox Italy il 18 aprile.A interpretare il protagonista principale, il giovane Alex, è un figlio d’arte Louis Ashbourne Serkis, il cui papà è l’attore e regista Andy Serkis, famoso per avere interpretato tra l’altro tra l’altro Gollum/Smeagol de Il Signore degli Anelli. Ma nel cast ci sono anche Patrick Stewart – l’impareggiabile Merlino anziano che grazie agli starnuti diventa un gufo oppure un giovanotto interpretato da Angus Imrie, Tom Taylor, Dean Chaumoo – e tra le signore – Rebecca Ferguson, Denise Gough e Rihanna Dorris.”L’idea di fare un film di questo tipo – spiega il regista – l’ho avuta già a scuola, quando dopo aver visto Re Artù e ET di Spielberg, disegnavo sul mio diario la storia di un ragazzino che trovava la magica Excalibur nella vasca da bagno”. E dopo tanti film sulla vicenda, dopo varie riedizioni in cui bambini moderni finivano nel Medioevo, questo è il primo caso in cui Artù si trova nel XXI secolo e riesce a fare la mitica battuta: “Anche Harry Potter e Luke Skywalker non conoscevano i loro padri e gli sono accadute cose magiche e meravigliose…”.”E’ un film davvero carino – commenta il direttore di Cartoons on the Bay Roberto Genovesi – con un’ottima interpretazione di Patrick Stewart. Ti fa capire come in realtà il cartone animato e il live action debbano parlarsi perché ormai è impossibile seguire strade indipendenti. Questo perché gli effetti speciali di un film live sono sempre più realizzati attraverso la CGI, cioè l’animazione computerizzata, e questo è un po’ il futuro dei professionisti”.Le riprese, iniziate a Londra nei mitici Leavesden Studios, sono proseguite negli spettacolari scenari storici e paesaggistici della Gran Bretagna dalla Cornovaglia al Devon, dall’isola Tintagel, nel cui castello sul Canale di San Giorgio si racconta sia nato re Artù, fino alla brughiera di Bodmin, dove si dice ci fosse la Signora del Lago.Molto attuale in tempo di tensioni internazionali continue e di Brexit il messaggio sociopolitico con Re Artù che trasforma in nemici in alleati (e suoi pari attorno alla tavola rotonda) e che salva il suo popolo dalla schiavitù rischiando la propria vita.

Fosco Maraini, il Dio delle montagneessant’anni di avventure e ferrate tra le Apuane e l’Himalaya

11 aprile 201909:01

– FOSCO MARAINI, ‘FARFALLE E GHIACCIAI, LA MIA VITA TRA LE MONTAGNE’ (HOEPLI EDITORE, PP 157, EURO 19,46) La montagna era per lui il “Dio fresco”, il “Dio libero”, il “Dio diretto”, tutto l’opposto del “Dio in scatola” claustrofobico delle chiese e delle cattedrali. Un Dio che Fosco Maraini, spinto da un’insaziabile curiosità etica, ha cercato sin da ragazzo, in centinaia di arrampicate e ferrate, in migliaia di chilometri, scalando vette prima vicine alla sua Firenze, poi sempre più lontane e impossibili. “Farfalle e ghiacciai, la mia vita tra le montagne”, è un libro che raccoglie gli scritti e gli articoli di sessant’anni di viaggi e avventure, pubblicati su testate nazionali come il Corriere della Sera o riviste specializzate per gli alpinisti. Sono divisi in tre sezioni tematiche, Occidente, Oriente, Estremo Oriente, a cui corrispondono anche tre capitoli della vita dell’autore. Fosco Maraini (1912-2004) è un personaggio complesso da classificare: etnologo, orientalista, alpinista, fotografo, scrittore e poeta, ma anche analista delle diversità, indagatore dell’altrove, ricercatore dello sconosciuto. Assetato di vita, in senso universale. Le sue pagine sulla straordinaria bellezza e intensità della natura o sugli altrettanto straordinari incontri con persone di culture ed etnie diverse emozionano a distanza di tanti anni. La sua passione per le montagne s’impone da subito. Insieme a tre compagni adolescenti temerari e incoscienti come lui (li chiamavano i quattro selvaggi), sfida le nebbie, i temporali, le solitudini e le leggende nere delle Apuane, che negli anni ’20, erano sinonimo di un luogo totalmente inaccessibile e sconosciuto. Poi è la volta dell’Appennino tosco-emiliano, e delle Dolomiti. Dall’Occidente all’Oriente: nel 1937, senza più gli amici fiorentini, parte per il Tibet per confrontarsi con i monti più alti del mondo, il primo di tanti viaggi. Il titolo ‘Farfalle e ghiacciai” fa riferimento a questo passaggio decisivo. La spedizione, di cui fa parte Fosco, sta attraversando la giungla tropicale. “oggi è bel tempo e miriadi di farfalle di ogni colore svolazzano lungo il sentiero”, scrive Maraini. Le nubi che hanno chiuso la valle e la volta vegetale si aprono all’improvviso: “Mi volto. Dinanzi a me, sopra di me, terribilmente addosso, vicinissimo e lontanissimo allo stesso tempo, il Kangchenjunga, una delle più alte montagne del mondo, scintilla nel sole, come un castello incantato d’argentee sostanze lunari. Settemila metri di dislivello stanno tra me e la vetta; ma paiono 70mila. È come guardare un altro pianeta”, racconta Maraini. Ciò che lo sorprende e affascina è che “questi gelidi ricami glaciali, queste torri di avorio intatto” siano incorniciati “dai fiori delicati e carnosi, dalle foglie verdi e bagnate della foresta calda dei tropici”. “È un’epitome dell’India, del mondo, quasi”, aggiunge. “Pare un gioco magico di riflessi, di miraggi, che ripiega su se stessi i meridiani portando ad un inatteso e subitaneo contatto le silenti desolazioni polari con l’orgia della vita tropicale”. L’Estremo Oriente arriva nel 1938 dove in Giappone altre montagne lo tenteranno e sedurranno, come osserva la figlia, Dacia Maraini, nell’introduzione del libro. Qui, però, l’intera famiglia finirà in un campo di concentramento, quando Fosco e la moglie rifiuteranno di firmare nel 1943 la loro adesione alla Repubblica di Salò. Per cercare di ottenere condizioni di vita migliori soprattutto per le tre figlie bambine, Fosco si taglierà una parte del mignolo di una mano, davanti ai militari giapponesi. Come in natura esiste, sotto un bosco di alberi, anche una foresta sottoterra, che si fa strada alla maniera di “una miriade di serpi tra sasso e sasso, tra zolla e zolla”, anche nei popoli c’è una “foresta inversa”, spiega Fosco in uno dei racconti. È la foresta inversa “per sempre celata agli occhi, potente, oscura e terribile, degli impulsi primordiali, delle tradizioni ataviche, delle disperate voglie che non salgono alla coscienza, ma condizionano gli atti, scatenano le guerre, urgono cose atroci”.
Dai libri al film, arriva in sala AfterLa saga romantica adolescenziale dall’11 aprile

11 aprile 201909:01

– E’ nata da una fanfiction (storie scritte dai fans ispirate da libri, film, serie o celebrita’) su Harry Styles degli One Direction, scritta da Anna todd, classe 1989, sul cellulare, e letta online oltre un miliardo e mezzo di volte, l’impressionante fenomeno letterario young adult di After. La saga romantica pubblicata poi in cinque libri, ha venduto finora circa 15 milioni di copie nel mondo di cui un milione e un 400 mila in Italia dove la pubblica Sperling & Kupfer. Inevitabile l’approdo al cinema: il primo film, After, di Jenny Gage, con Hero Fiennes Tiffin (nipote di Ralph Fiennes) e Josephine Langford, sara’ in sala dall’11 aprile con 01 Distribution.
“Non so dire quale sia il motivo di tanto successo – ha spiegato Anna Todd – I lettori mi dicono di riconoscersi nei personaggi. Una storia d’amore, come un romanzo di formazione hanno temi universali, ma non penso sapro’ mai con sicurezza cosa sia scattato”. Eroi della vicenda sono Tessa (Langford), 19enne riservata e figlia modello, al primo anno di universita’ e Hardin (Fiennes Tiffin), bel tenebroso, figlio ribelle del rettore, che condivide con Tessa l’amore per i libri. Lo scontro iniziale fra i due ragazzi, diventera’ un incontro e un amore appassionato, turbato da segreti e difficolta’.
Da un personaggio come Hardin “ho imparato l’importanza di dire la verita’, non nasconderla, soprattutto a chi si ama – ha spiegato Fiennes Tiffin -. La cosa piu’ difficile e’ stato non giudicarlo, cercare di capire il suo modo di pensare. Abbiamo in comune pero’ il trovarci bene nella nostra pelle”. Anna Todd, sposata a un militare e mamma di un bambino, e’ anche coproduttrice degli adattamenti e spera che “ci sara’ un film per ogni libro, anche perche’ sono libri molto lunghi – ha aggiunto -. Ho voluto che la versione cinematografica fosse piu’ rappresentativa del mondo reale, che ci fosse piu’ diversita’, inserendo anche personaggi Lgbt, perche’ si rispecchiasse il microcosmo di un vero college”.
L’attore 21enne ora ha in cantiere un film sulla Guerra Civile americana, Freedom’s Path e tra le prime esperienze di cinema, a nove anni aveva anche recitato nella saga cult di Harry Potter, dando volto alla versione giovane di Tom Riddle/ Voldemort, il personaggio interpretato dallo zio Ralph. Ti piacerebbe tornare in uno dei prequel? “Perche’ no? ho dei bei ricordi del set”. Anna Todd, non teme che tutto il successo che sta riscuotendo possa finire: “E’ gia’ un’immensa fortuna poter vivere tutto questo, anche se gestire famiglia e impegni sta diventando piu’ complicato”. C’e’ un messaggio preciso che voleva comunicare con After? “penso che ognuno di noi ne tragga uno personale diverso da un libro, un film, una serie. Dai lettori ho le reazioni piu’ varie. Dal ringraziarmi perche’ ora leggono di piu’, a chi mi dice che queste storie li hanno aiutati a perdonare i genitori o a affrontare qualche problema, anche andando dallo psicanalista. Io spero solo che intrattengano e soddisfino il pubblico”.
Far East Festival, 76 film da 12 PaesiA Udine anteprima di Birthday. Attesa per star Anthony Wong

UDINE10 aprile 201917:49

– In arrivo 76 film da 12 cinematografie, tra cui 51 titoli in concorso e 14 opere prime, alla 21/a edizione del Far East Film Festival, tra i principali festival europei del cinema orientale contemporaneo, in programma dal 26 aprile al 4 maggio a Udine, a cura del Centro espressioni cinematografiche (Cec). Apertura delle proiezioni, al Teatro Giovanni da Udine, con l’anteprima di Birthday, film prodotto da Lee Chang-dong e diretto dalla giovane Lee Jong-un, che racconta il naufragio del traghetto Sewol, tragedia avvenuta nel 2014 che segnò la storia della Corea del Sud. L’edizione 2019 del Festival è stata presentata a Udine dalla presidente del Cec, Sabrina Baracetti. Tra gli ospiti più importanti, Anthony Wong, divo del cinema di Hong Kong, che ritorna a Udine con Still Human di Oliver Siu Kuen Chan e che ritirerà il Gelso d’Oro alla Carriera, affiancando i nomi di altre star come Jackie Chan, Joe Hisaishi e Brigitte Lin.
Il nuovo film di Jarmusch apre Cannes”Un cast da svegliare i morti” con Murray, Drivers, Swinton

10 aprile 201917:01

– The Dead Don’t Die, del regista indipendente americano Jim Jarmusch, è il film di apertura del 72/o festival di Cannes (14-25 maggio). Sarà presentato in concorso e in prima mondiale martedì 14 maggio, sullo schermo del Grand Theatre Lumière. E’ un’incursione nel film di genere con chiaro omaggio al George Romero della Notte dei morti viventi. Il regista, non senza ironia, promette “un cast da svegliare i morti” con Bill Murray, Adam Driver, Tilda Swinton, Chloe Sevigny, Steve Buscemi, Iggy Pop, Selena Gomez.          [print-me title=”STAMPA”]

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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA TUTTE LE NOTIZIE SEMPRE AGGIORNATE

DALLE 09:33 DI MARTEDì 09 APRILE 2019

ALLE 05:43 DI MERCOLEDì 10 APRILE 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Stanlio e Ollio, che spassoFAN-MADE
A confronto i due comici con le scene del film con Steve Coogan e John C. Reilly

09 aprile 2019 09:33

Il 1 maggio da Lucky Red arriva in sala Stanlio e Ollio, il film diretto da Jon S. Baird con Steve Coogan e John C. Reilly nei panni dell’immortale duo di comici americani.

Festival della Montagna, 67/a edizioneTra gli ospiti Kammerlander, Soldini, Barmasse e Cognetti

TRENTO09 aprile 201916:18

– Centocinquanta eventi, tra presentazioni di libri, mostre, seminari ed attività in ambiente, con ospiti d’eccezione come il “re degli Ottomila” Reinhold Messner, Hervé Barmasse e il velista Giovanni Soldini, il cantante Luca Barbarossa, il filosofo Vito Mancuso, gli esploratori Tamara Lunger e Hans Kammerlander e lo scrittore Paolo Cognetti.
Sono alcuni degli ospiti e degli eventi della 67/a edizione del Trento Film Festival, previsto dal 27 aprile al 5 maggio. Ad aprire la programmazione cinematografica, l’anteprima internazionale di Amundsen, la spettacolare biografia kolossal di produzione norvegese, diretta dal regista candidato all’Oscar nel 2012, Espen Sandberg. Il paese ospite sarà il Marocco. Il Festival non poteva ignorare il disastro che ha colpito le montagne dolomitiche l’autunno scorso, con milioni di alberi abbattuti dal maltempo. È stato quindi creato un programma cinematografico speciale, in collaborazione con la Fondazione Dolomiti Unesco.
Storia Re di Tavolara diventa un filmPrimi ciak a metà giugno, la firma il regista Tiziano Fiucci

CAGLIARI09 aprile 201917:44

– Un film su Antonio Bertoleoni, Re di Tavolara. Il regista romano Tiziano Fiucci annuncia la realizzazione di un nuovo lavoro, a metà tra documentario e fiction, sul regno più piccolo del mondo. Un isolotto di circa 6 metri quadrati davanti alla costa gallurese, nord est Sardegna.
Un luogo incantevole abitato dalla fine del ‘700 da una famiglia “reale” di origine genovese, i Bertoleoni. E dove nel 1836 vi approdò il Re di Sardegna Carlo Alberto di Savoia accolto con tutti gli onori dai “sovrani” del luogo, evento documentato da una foto di famiglia esposta a Buckingham Palace, a Londra.
Queste e altre le tracce significative di una storia che ha il sapore della bella fiaba con tanto di regno incantato. Una storia sospesa tra realtà e leggenda. “Anche la trama del film procederà tra storia e finzione – racconta

Tiziano Fiucci – saranno i veri protagonisti a ripercorrerla attraverso il meccanismo del flashback”.
Hoffman e Toni Servillo per set del nuovo film di Donato CarrisiL’uomo del labirinto, riprese a Cinecittà

09 aprile 201917:13

Dustin Hoffman e Toni Servillo sono sul set a Cinecittà, protagonisti di L’uomo del labirinto, il film tratto dal romanzo di Donato Carrisi, vincitore del David di Donatello come regista esordiente per “La Ragazza nella Nebbia”, successo al botteghino nell’autunno 2017 e venduto in 25 paesi. Anche per questa nuova opera cinematografica, Donato Carrisi firma sia la regia che la sceneggiatura. Le riprese con la grande star americana e uno dei più grandi attori italiani di teatro e di cinema sono cominciate il 18 marzo negli studi romani dove sono stati ricostruiti tutti gli ambienti, per un totale di 7 settimane. L’uomo del labirinto è una produzione Gavila, con la produzione esecutiva di Colorado Film.
Cranberries, il nostro miglior modo per onorare Dolores’In the end’ è album in uscita il 26/4 con voce della O’Riordan

09 aprile 201909:41

Un album diverso dal solito, carico dell’emotività per una perdita dolorosa, ma anche della consapevolezza che per trent’anni i quattro amici di Limerick sono riusciti a scrivere un pezzo importante di storia della musica contemporanea. I Cranberries pubblicheranno il 26 aprile ‘In the end’, che sarà anche l’ultimo album per il gruppo, che ne ha costruito la scaletta con i brani sui quali erano già riusciti a lavorare con Dolores O’Riordan, scomparsa a Londra il 15 gennaio dello scorso anno. “Passati in rassegna tutti i demo su cui avevamo lavorato con Dolores – hanno detto Noel e Mike Hogan, con Fergal Lawler – abbiamo deciso che avevamo un album forte e sapevamo che farlo uscire sarebbe stata la cosa migliore per onorare Dolores”. I brani che i tre hanno deciso di mettere nella scaletta dell’album sono un totale di undici e vanno da ‘All over now’ fino a quello che dà il titolo al lavoro al completo e il cui testo suona strano ascoltato oggi, sapendo come è andata effettivamente a finire (“Take my hand, Take her, Take it all, But you can’t. Take the spirit”), passando per ‘Lost’, ‘A place I now’, ‘Illusion’ e tutti gli altri titoli scelti per l’addio alle scene del gruppo. “Come sempre abbiamo fatto per tutti i nostri album – hanno spiegato i Cranberries – avevamo speso molto tempo anche su questo progetto. Quando Dolores se n’è andata abbiamo messo da parte tutto, perché era troppo doloroso andare avanti. Poi abbiamo parlato con la sua famiglia, e sia loro che il produttore ci hanno spinto a continuare nel lavoro che avevamo cominciato con lei. Abbiamo anche altre registrazioni ma non ci sarà un altro album”. Finisce quindi qui la storia dei Cranberries, la band che dalla provincia irlandese ha conquistato il pubblico e le classifiche di tutto il mondo. “La nostra band è composta da quattro persone – hanno detto loro – ed è con Dolores. Senza di lei non sarebbe la stessa cosa e anche a livello di immagini, per l’album e per la promozione, abbiamo deciso di non mostrare più sue foto”. Anche per la copertina è stata scelta la fotografia di quattro bambini (dei quali però la band non ha voluto dire di più), un po’ a ricordare la lunga carriera del gruppo, cominciata sotto il nome di The Cranberry Saw Us. “Il ricordo che abbiamo più vivo di Dolores è quello della band ai suoi inizi – hanno spiegato Hogan e Lawler – e di quando si andava a suonare nei piccoli club con il furgone. Dolores aveva passato dei momenti difficili, aveva divorziato ma aveva superato i problemi psicologici. Nessuno di noi ha la sfera di cristallo e non potevamo immaginare quello che è successo”. Per il futuro, la band sta capendo in quale direzione muoversi, ma quello che è certo è che le avventure musicali con il nome Cranberries si fermano qui (perlomeno sul fronte dell’inedito, visto che i tre stanno pensando ad un documentario i cui lavori erano già avviati da tempo). “Ci fermiamo qui e sappiamo che è frustrante – hanno spiegato – perché queste canzoni sarebbero straordinarie suonate dal vivo. Ma non accadrà. In molti ci hanno chiesto della possibilità di utilizzare un ologramma come già altri stanno facendo, ma troviamo la cosa allucinante anche solo al pensiero”.

Sanna, vi mostro le urla delle guerreDa Caino e Abele alle Torri Gemelle in ‘Come questa pietra’

09 aprile 201909:54

Immaginare la storia di tutte le guerre in un libro senza parole, ma non silenzioso. E’ quello che ha fatto Alessandro Sanna, tra i grandi dell’illustrazione italiana e internazionale, nella sua nuova opera illustrata di forte impatto emotivo, ‘Come questa pietra. Il libro di tutte le guerre’ (Rizzoli) in grande formato, per i bambini dai 10 anni. “Mi sono svincolato da una ricorrenza precisa e mi sono concentrato sulla storia dei conflitti che alla fine è la storia dell’uomo. Il libro parte da Caino e Abele, che senza precise identificazioni si possono considerare due antagonisti, e si conclude visivamente con le Torri Gemelle. Sulla pagina di vedono degli uccelli che volano e anche degli uomini che sembra stiano volando e invece sono caduti. Ma prima di queste immagini c’è il bambino siriano trovato morto su una spiaggia in Turchia nel 2015. Non seguo un percorso cronologico”, dice Sanna, l’autore di ‘Fiume Lento. Un viaggio lungo il Po’, vincitore del Premio Andersen nel 2006, 2009 e 2014, che con il suo libro è stato tra i protagonisti dell’ultima edizione della Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna.
Il filo rosso di questo simbolico viaggio nell’animo umano e nelle sue estreme manifestazioni è la pietra. “A forza di combattimenti e conflitti tutto si riduce a questa pietra-poltiglia che la storia crea. La pietra è una metafora della guerra come cosa primitiva e per un bel po’ ci troviamo nella preistoria”, racconta l’illustratore.
Per riuscire ad entrare in questo territorio abitato dall’indicibile Sanna ha trovato come chiave quella di un “bambino che gioca alla guerra. All’interno del libro ci sono incursioni di un burattinaio-demiurgo – e chissà se è un creatore o un superstite – che si mostra sulla pagina e ti fa vedere dietro le quinte. Ogni pagina è un’opera a se stante, si potrebbe prendere e incorniciare”. Ed ecco allora i combattimenti primitivi con le lance e le frecce che sembrano quasi degli spettacoli di danza e la mano del demiurgo che gioca con dei soldatini e li stritola. “Come l’uomo nero che non si conosce e non si vedrà mai. La pietra brucia nel tempo e la fiamma rappresenta l’odio, le uccisioni. Tutto accade all’interno di un pianeta di cui siamo ospiti”, spiega Sanna.
“Siamo su questa pietra dei conflitti” e ad un certo punto arriva uno “sguardo esterno, usciamo dalla storia, dallo zoom.
C’è qualcuno che sta guardando la terra, ci sono altre pietre e altri mondi”.
Per Sanna, che ha disegnato e colorato le parole di Italo Calvino, di David Grossman, di Gianni Rodari, di Beppe Fenoglio, parlare della guerra “con le parole diventa difficile, ma non è vero che questo è un libro silenzioso. C’è molto rumore, ci sono le urla della storia, le bombe, le sfilate dei funghi atomici, la neve della campagna russa apparentemente ovattata. E non c’è silenzio quando le bombe vengono sganciate sull’Europa”, dice.
Artista, illustratore, Sanna ha raccontato il male, le cose innominabili, indicibili per le quali non si può usare la parola bello, facendole “diventare una serie di immagini dipinte. Ce lo insegna tutta la storia dell’arte”, ci ricorda.
Cafarnao, la vita durissima degli ‘invisibili’Da Labaki film capolavoro su infanzia disperata e spose bambine

09 aprile 201909:55

Bambini che non vanno a scuola ma lavorano e vivono in strada da mattina a sera; famiglie numerose e poverissime dove può capitare di ‘vendere’ una figlia 11enne come sposa bambina; migranti che sognano una nuova vita, e una ribellione: quella del 12enne Zain che fa causa ai genitori, per averlo messo al mondo condannandolo a una vita di privazioni. E’ il luogo di ingiustizie e confusione, fra i bassifondi più poveri di Beirut raccontato da ‘Cafarnao – Caos e miracoli’ della libanese Nadine Labaki, in sala dall’11 aprile in circa 100 copie con Lucky Red. Il film, premio della Giuria a Cannes 2018, è stato in gara agli Oscar come miglior film straniero. La regista tornerà quest’anno sulla Croisette come presidente della giuria di Un certain Regard.
Cafarnao mette in scena un affresco di un’attualità durissima realizzato con un cast interamente di non professionisti, composto da persone che hanno tutte un vissuto vicino a quello dei personaggi del film. Nadine Labaki ha iniziato a girare dopo tre anni di ricerche fra periferie, tribunali e prigioni, parlando con decine di famiglie e bambini. “Il film ha creato molto dibattito nel mio Paese – spiega la regista -. Ora sento di dover andare avanti, dando vita a una sorta di movimento, perlomeno in Libano. Voglio organizzare proiezioni del film per il governo e i giudici, e attivare poi dei tavoli di confronto in cerca di soluzioni per aiutare queste fasce sociali. Non so se avremo successo, forse sono ingenua, ma penso sia mio dovere”.
Protagonista della storia è il piccolo Zain (Zain Al Rafeea, che nella realtà è siriano, ed è scappato dalla guerra con la famiglia rifugiandosi in Libano) che lavora da ambulante e garzone nelle strade di Beirut. Si rivolta contro i genitori e fugge via quando questi vendono la sorellina di 11 anni Sahar, come sposa bambina al giovane padrone di casa. Il bambino viene accolto da Rahil (Yordanos Shiferaw), giovane immigrata kenyota che rischia di essere rimpatriata, e mamma di un bellissimo bimbo di un anno, Yonas. Insieme formano per poco una nuova famiglia, finche’ le cose precipitano e Zain, finito in prigione per un crimine, decide di fare causa ai propri genitori che l’hanno condannato a una vita da ‘invisibile’.
“Quando si lavora con i bambini bisogna dargli spazio e avere pazienza. Alla fine avevamo oltre 500 ore di girato e un primo montaggio di 12, che abbiamo ridotto a due”. Il film affronta anche un tema drammatico come quello delle spose bambine: “Sono stata scioccata dallo scoprire che i numeri ufficiali non sono niente rispetto alla realtà. Quando abbiamo discusso con madri e padri, abbiamo capito che queste situazioni sono molte di più di quante pensassimo, c’è ancora chi le considera parte della cultura e della tradizione. In realtà non sono matrimoni, ma transazioni economiche, con un passaggio di soldi – aggiunge la cineasta -. E’ una piaga sulla quale i governi non vogliono indagare”. Nella storia del film “Zain alla fine è una sorta di messia, di salvatore. Volevo fosse la voce dei bambini senza voce”. Il primo risultato importante per la regista, è stato creare una fondazione che aiutasse tutti i bambini e le famiglie che recitano nel film: “Ad esempio Zain, ora vive, grazie all’intervento dell’Unhcr, con la famiglia in Norvegia e va per la prima volta nella sua vita a scuola. Sta iniziando la sua infanzia. Tutti i piccoli interpreti del film ora vanno a scuola”. Con il suo cinema, la regista, vuole continuare a indagare la realtà: “La considero una responsabilità, soprattutto quando hai la sensazione di vivere in una regione maledetta. In realtà l’intero mondo sta diventando un cafarnao”.

‘Corpi splendenti’ di Foucault a FerraraScultore e fotografo francese dal 13/4 a Palazzo dei Diamanti

FERRARA09 aprile 201910:47

– ‘Corpi splendenti’ porta a Palazzo dei Diamanti, a Ferrara, dal 13 aprile al 2 giugno le opere di Henri Foucault, scultore e fotografo francese. Curata da Dominique Païni, la mostra si pone in dialogo con ‘Boldini e la moda’, esposizione dedicata al pittore ferrarese che è stato uno dei più celebri ritrattisti della Belle Époque. Il progetto rientra nella programmazione della rassegna d’arte contemporanea Offside, che mette in relazione il lavoro di artisti contemporanei con l’opera di maestri del passato per offrire uno sguardo attuale su temi e movimenti storicizzati.
Henri Foucault, 64 anni, riflette sulla luce e sulla relazione tra superficie e materia, fondendo linguaggi espressivi diversi, e interroga la scultura a partire dal mezzo in apparenza più lontano: la fotografia. L’immagine fotografica nasce quando la luce colpisce una superficie e, al contrario delle arti plastiche, il supporto sul quale essa si fissa è quasi ininfluente. Ed è proprio a partire dalla traccia luminosa che Foucault si dedica alla ricostruzione del modellato, del volume.
L’artista si concentra sul suo soggetto prediletto, il corpo femminile, che diviene una forma pura, una sorta di planimetria che non ha nulla di decorativo. Solo in un secondo momento interviene sul fotogramma e decora le immagini con materiali tratti dalla couture, come cristalli Swarovski o punte di spillo. Il suo processo creativo ha una tangenza ideale con la pittura di Boldini, impegnato anch’egli a plasmare le pose delle sue “divine” e a creare una relazione dinamica con lo spazio e lo spettatore, attraverso la raffigurazione di sete scintillanti, vortici di colore, pennellate in cui i corpi sembrano scomparire.

Fedez, basta tour vado a Los Angeles”Tutto esaurito al Forum, ma mi fermerò un po’ per fare altro”

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“Dovevamo fare l’Arena e non si fa più, dovevamo fare la seconda data al Forum di Assago a maggio e non si farà più perché io sarò a Los Angeles e non ha senso tornare per una data: ho un sacco di altre cose da fare ed era giusto chiudere così”. Fedez ha annunciato che terminate le tre date restanti del tour iniziato dopo il lancio dell’ultimo disco, ‘Paranoia Airlines’, si fermerà per un po’ per dedicarsi ad altri progetti. Dopo il Forum di Assago (sold out, ha detto), sabato 13 sarà a Padova e domenica 14 a Conegliano. “Quindi probabilmente mi fermerò – ha detto nel camerino prima dell’inizio del concerto -. Quanto mi fermerò? Non lo so, davvero non lo so, farò tante cose, ne ho tante in ballo, di sicuro per il tour non faccio più niente”. Fedez, 30 anni il prossimo ottobre, sposato con Chiara Ferragni (spesso negli Stati Uniti) e padre di Leone (nato un anno fa a Los Angeles), ha spiegato di aver tanti progetti in ballo oltre la musica.
Alexian Spinelli fa volare la musica RomApplausi e ovazioni del pubblico a concerto Lirico Cagliari

CAGLIARI09 aprile 201912:38

– Un viaggio musicale attraverso le comunità Rom di tutta Europa. Santino Spinelli, animatore dell’Alexian Group e dell’Orchestra Europea per la Pace, ha trascinato ieri sera il pubblico del Teatro Lirico di Cagliari in un concerto ricco di colori, suggestioni, poesia, tra ritmi nostalgici, struggenti e festosi. Un’ora e un quarto di live nel segno dell’incontro tra le culture con gli spettatori invitati a battere il tempo con le mani. Si è aperta tra gli applausi scroscianti la prima delle due serate pensate in occasione della Giornata internazionale dei Rom da Romani Union Internazionale, Caritas Diocesana e Ufficio Migrantes di Cagliari. Sul palco 32 musicisti, tra cui tre figli di Spinelli. L’artista e compositore ha accompagnato il pubblico in un percorso musicale e canoro, “per una Europa unita, solidale e senza discriminazioni”, come ha sottolineato tra un brano e l’altro di un concerto emozionante che si è sviluppato tra sinfonie rom e sinte inframezzate da canti in lingua romanì da lui composti

Salone Libro genitori Regeni a BookstockSpazio per ragazzi e scuole si sposta al Padiglione 2

09 aprile 201916:23

– Cambia casa il Bookstock Village: lo spazio per i ragazzi e le scuole del Salone Internazionale del Libro di Torino, con il contributo della Compagnia di San Paolo,  si trasferisce nel Padiglione 2, proprio nel cuore della manifestazione. E per la prima volta, nell’edizione 2019, avrà una sua inaugurazione, il 9 maggio alle 10.30 con gli interventi di Paola e Claudio Regeni. I genitori di Giulio Regeni, morto nel 2016, parleranno con il direttore di Radio3 Marino Sinibaldi del lavoro del figlio in Egitto e dei desideri che aveva per il futuro suo e del mondo. Interverrà anche Alessandra Ballerini, l’avvocato che, dopo la morte del ricercatore, sta lavorando per ottenere verità e giustizia. Finora sono già 20.000 gli studenti iscritti al Bookstock Village.
“Credo che gli adulti abbiano responsabilità piuttosto gravi per lo stato del mondo in cui stanno crescendo le ultime generazioni. Il Bookstock Village è il luogo dove un nuovo patto intergenerazionale viene saldato anno dopo anno” spiega Nicola Lagioia, direttore del Salone del Libro.
Sandro Ferrone nostra vestaglia CiociaraL’imprenditore romano celebra 30 anni brand con capsule arancio

09 aprile 201913:20

– “La vestaglietta che Sofia Loren indossava nel film La Ciociara nella drammatica scena della violenza, era stata realizzata dalla LCF, Le confezioni di Ferrone, mio padre. Quella vestaglietta che era stata pagata poche centinaia di lire dal costumista di De Sica, mi ha ispirato tutta la vita. I miei primi abitini da donna erano modelli facili, femminili, di jersey stampato a disegni floreali, molto sensuali. Quelli che piacciono tanto anche ad Antonella Clerici, mia grande amica ed estimatrice, che ha indossato tanti miei capi in tv”. Parola di Sandro Ferrone, 83 anni, patron del marchio partito come centro di abbigliamento all’ingrosso in via Turati a Roma, fino ad arrivare ad un fatturato 2018 di 40 milioni di euro, una rete di 110 monomarca in Italia e all’estero, una produzione di 1000 capi l’anno, divisi in due gradi collezioni, più flash di 3-4 capi ogni 15 giorni. Per celebrare i 30 anni Ferrone lancia una capsule arancione, stesso colore della prima vetrina in via Nazionale.
Cattelan, ho rubato la sedia a Jimmy FallonEPCC riparte l’11 aprile su Sky Uno. Ospite della prima puntata anche Marco Mengoni

09 aprile 201919:48

Una nuova edizione al via per ‘E Poi C’è Cattelan’, il late show ma da prima serata, produzione originale di Sky e presentato da Alessandro Cattelan, che prenderà il via giovedì 11 aprile su Sky Uno. Per otto settimane, alla scrivania di Cattelan si siederanno numerosi ospiti, tra i quali Marco Mengoni nella prima puntata, Alessandro Borghi, Enrico Mentana, Antonella Clerici, Antonio Conte, Alberto Tomba e altri nomi ancora da annunciare. A dare il via alla nuova edizione sarà il cortometraggio ‘Guestbusters’, parodia in salsa milanese del celebre film ‘Ghostbusters’ e che ha coinvolto anche il sindaco di Milano, Beppe Sala, oltre a Salvatore Esposito di ‘Gomorra’, Elettra Lamborghini e Jake La Furia.Per la prima volta sulla televisione italiana apparirà anche Jimmy Fallon, tra i più amati e seguiti conduttori al mondo e punto di riferimento per lo stesso Cattelan, che per l’occasione è volato negli studi newyorkesi della NBC per spodestare Fallon, almeno per il tempo di un’intervista, dalla sua celebre sedia. “Per intervistare Jimmy Fallon ho mandato avanti Sky – ha spiegato Cattelan – che ha fatto un po’ la parte dell’amico che consegna il tuo bigliettino alla ragazza che ti piace. In maniera molto semplice lui ha accettato, ma io non ci ho creduto fino a quando non sono partito per New York. Mi sono portato a casa un baglio di esperienze e sono rimasto stupito di come siamo stati accolti. Mi ha fatto sedere sul trono della televisione mondiale, perché credo non ci sia niente di più importante in questo campo della sedia di Fallon”. Con una lista di ospiti convocati e con i quali parlare e giocare tra certezze e imprevedibilità, la squadra di ‘EPCC’ si andrà completando in corsa.”Sono innamorato pazzo di Antonella Clerici – ha confessato Cattelan – e sono sicuro che la puntata con lei andrà benissimo. E’ una donna con una simpatia naturale strepitosa. Ci sono puntate che davvero non sai come andranno, ma con lei mi sento di andare sul sicuro. Ci verrà a trovare anche il mister Antonio Conte e indagheremo sul suo futuro nel mondo del calcio. Potrei chiedere lui di venire all’inter ma non mi ascolta mai nessuno”. Tutte le puntate del programma, che dallo scorso anno è trasmesso in prime time dopo il successo delle prime cinque edizioni in seconda serata, oltre che su Sky uno, saranno disponibili anche su Sky On Demand, Sky Go e in streaming su Now Tv. “Nel corso degli anni – ha raccontato Cattelan – credo di aver raggiunto un certo livello di credibilità, che però non va confusa con il potere che è un’altra cosa. Sono sulla scena da tanti anni ma ho fatto un percorso lento, con tanti programmi piccoli e piccole produzioni. La svolta è stata sicuramente con X Factor che ha cominciato ad agevolarmi nel contatto con alcune persone, per poi cercare di fare quello che è sempre stato il mio sogno, ovvero fare un programma come EPCC”.

Carla Signoris racconta il Grande AmoreDal 14 aprile su Rai3. Ospiti Mieli, Marina Cicogna, Red Ronnie

09 aprile 201914:08

– Cinque esempi di relazioni amorose rese impossibili da fattori clamorosi e sempre diversi. È questo l’argomento delle cinque puntate di Grande Amore, il docu-reality al via su Rai3 domenica 14 aprile, in “access prime time”(20.25) con la conduzione dell’attrice Carla Signoris presentato oggi a Viale Mazzini. Presenti oltre all’attrice anche il direttore di Rai3 Stefano Coletta. Ogni racconto avrà come protagonista un personaggio femminile universalmente noto: da Elizabeth Taylor a Grace Kelly, da Maria Callas a Yoko Ono (vedova di John Lennon) e Dalida, raccontato in funzione di una relazione altrettanto nota (ad esempio quella di Taylor con Richard Burton) a volte meno conosciuta (Grace Kelly con Ray Milland). E in ogni puntata il rapporto amoroso dei personaggi noti è associato a quello di una coppia di persone comuni, storie che restituiscano allo spettatore un impianto relazionale assimilabile.
Lunetta Savino indaga come Todo CambiaAl via da venerdì 19 aprile su Rai3

09 aprile 201914:12

– L’attrice Lunetta Savino è pronta a confrontarsi per la prima volta con l’inedito ruolo di conduttrice. Come recita il titolo del programma, “Todo Cambia”, dal 19 aprile in seconda serata su Rai3, sarà uno spazio dai risvolti psicologici che cerca di indagare nell’animo umano per comprendere quali siano state le motivazioni che hanno portato le persone intervistate alla svolta definitiva del proprio percorso umano.
Il programma è composto da sei puntate e vedrà la celebre attrice, volto noto di fiction televisive e a ruoli impegnati nei due film di Ferzan Ozpetek, Saturno contro (2007) e Mine vaganti (2010), alle prese con le storie di gente comune che ad un certo punto della propria vita hanno deciso di fare il grande salto. Nella puntata del debutto Savino incontra Davide: a soli 14 anni era già un boss della camorra nella città di Scampia. Poco dopo ha un vero e proprio un ripensamento.
Fabrizio Moro, la mia anima da marciapiedeEsce nuovo album. “Simone è esempio, meglio di chi ascolta trap”

09 aprile 201919:45

Un album rabbioso, sincero, un po’ rivoluzionario, “ma anche benedetto”. “Figli di nessuno” è il decimo disco di inediti di Fabrizio Moro, in uscita il 12 aprile per Sony Music. Un lavoro sulla carta complicato, perché arrivava “nel momento in cui io non avevo più le forze: venivo da due album di fila, da due festival di fila, dalla vittoria sanremese con Ermal, da 120 concerti in due anni. Mi chiedevo come avrei fatto. Invece c’è stata come una mano invisibile a guidarmi. Per questo dico che è un album benedetto. Del resto la fede, non per forza legata a Dio, ma quella nella vita, in un’idea, o in una canzone, mi ha sempre salvato. L’ottimismo in un domani migliore”.Un album in cui ha avuto anche la libertà di sperimentare a livello di sonorità “perché oggi sono più consapevole dei miei mezzi e perché l’ho prodotto da solo”. Undici tracce in stile Moro: il linguaggio diretto, schietto, il timbro graffiante, nella linea segnata dal riscatto e dell’autodeterminazione. A partire dal titolo. “I figli di nessuno – spiega il cantautore – sono quelli che nella vita per realizzare un’idea hanno messo impegno, rabbia, forza perché non hanno mai avuto la mano tesa da nessuno. E’ un disco incazzato perché c’è l’anima del marciapiede che mi porto dietro, anche a 44 anni. Nonostante io sia riuscito a fare quello che volevo fare, grazie anche a quel disagio che mi ha spinto a scrivere”. Moro arriva dalla periferia romana, da San Basilio, quartiere problematico della capitale (“non c’erano neanche le strade asfaltate, non c’era un bar, niente. Solo l’oratorio, dove ho imparato a suonare la chitarra tra punk e Ligabue”). Come Simone, il ragazzino diventato simbolo durante le proteste antinomadi a Torre Maura. “Mi sono rivisto in lui. A 15 anni ero molto polemico, non mi stava bene il sistema che girava intorno a me: ero un po’ rivoluzionario”. Dalla rivisitazione di quella esperienza è nato il brano “Non mi sta bene niente”, nel nuovo album, che riecheggia la frase diventata ormai virale “nun me sta bene che no”, pronunciata a testa alta da Simone davanti agli esponenti di CasaPound. “Buona padronanza di linguaggio e idee molto chiare, ma più che coraggioso credo sia stato incosciente. Un’incoscienza positiva, pura, quella dei 16 anni che non ti fa avere paura dei grandi, perché ti senti intoccabile. E’ stata una bella lezione soprattutto per gli adulti, perché quello che ha detto è una verità sacrosanta. Di ragazzini come lui ne servirebbero tanti. Uno che ragiona così è meglio di uno che sente la trap con le cuffie, rincoglionito dalla mattina alla sera”. La trap. I trapper. Il male assoluto? “Ragazzini che non conoscono quello di cui parlano. La droga… si sono presi due acidi e pensano di essere Jim Morrison – si scalda, toccato nel vivo -. Io sono stato due anni in comunità. La droga è una merda, ma io lo posso dire perché ci sono passato. Il resto è tutta pantomima”.Disinnamorato della politica da tempo, si rifugia nei simboli del passato e in “Me’ nnamoravo de te”, in una carrellata di immagini tra i ’70 e i ’90 ispirata al film La mafia uccide solo d’estate di Pif, cita Enrico Berlinguer e Sandro Pertini. “Al di là delle idee, loro erano credibili e rispettati anche a destra. I governanti di oggi non lo sono, mi fanno tutti un po’ ridere. La soluzione? Prendere un bastone e fare la rivoluzione, ma non lo faremo perché non fa parte del nostro dna. Inutile che aspettiamo Salvini o Di Maio: ci dobbiamo salvare da soli”. Il brano Filo d’erba, uno dei più ispirati, è dedicata al figlio Libero: “Ha 10 anni e nei suoi occhi ho visto la paura e la sofferenza per la separazione tra me e sua madre, ho visto riflesso il mio fallimento. Mi ha fatto male vederlo così”, ammette dichiarandosi single e aggiungendo: “Oggi l’unica donna della mia vita è mia figlia e lo rimarrà per molto”. A ottobre Fabrizio Moro affronterà i suoi primi palasport: il 12 ad Acireale (Catania), il 18 e 19 a Roma, il 26 a Milano. Quattro date a cui ne seguiranno altre. “Per la prima volta in 11 anni non suono d’estate: vado al mare con i bambini”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Malore Walter Nudo a LA, ricovero Milano
E’ in volo per l’Italia e sarà operato all’ospedale Monzino

09 aprile 201915:45

– Malore per Walter Nudo a Los Angeles, che ora è in volo per Milano dove subirà un intervento. Ne dà notizia la Nudofamily che lo supporta.
”Walter si trovava in un ristorante a Los Angeles per un appuntamento di lavoro – spiega una nota -, quando ha avuto un malore. E’ stato trasportato di urgenza all’ospedale più vicino a Beverly Hills. La risonanza magnetica ha riscontrato che Walter ha avuto due piccoli ‘ischemic stroke’ due ischemie sul lato sinistro del cervello, causate da un problema al cuore! Con il permesso dei dottori, ha preso il primo aereo e in questo momento sta rientrando in Italia dove lo aspettano all’Ospedale Monzino di Milano per l’intervento! Walter in questi casi è più preoccupato per gli altri che per se stesso e raccomanda a tutti di stare tranquilli”. Sarà la comunità della #Nudofamily a dare aggiornamenti.
A Concertone Silvestri, Ex-Otago, GhaliAnnunciati a Roma anche Carl Brave e La Municipal,

09 aprile 201915:47

– Daniele Silvestri, Ex-Otago, Subsonica e Ghali. Sono i primi nomi annunciati per il Concerto del Primo Maggio, in piazza San Giovanni a Roma, promosso da Cgil, Cisl e Uil e trasmesso in diretta da Rai3 e Radio2.
Confermati anche Carl Brave, La Municipal, La Rappresentante di Lista, Pinguini Tattici Nucleari.
Nei prossimi giorni saranno annunciati altri nomi del cast.
A teatro con Danieli e IannielloLa commedia in scena al Sannazaro di Napoli

NAPOLI09 aprile 201915:48

– Enrico Ianniello e Isa Danieli sono i protagonisti di “Giacomino e Mammà” una commedia di Santiago Carlos Oves e Jordi Galceran. Tradotta in napoletano e diretta dallo stesso Ianniello è presentata da Teatri Uniti, in anteprima nazionale, venerdì 12 aprile al Teatro Sannazaro di Napoli, poi in tournèe italiana.
“Questo spettacolo – sottolinea Ianniello – è un ulteriore esempio di drammaturgia iberica reinventata alle latitudini napoletane che metto in scena dopo le diverse analoghe esperienze fatte su testi di importanti autori spagnoli contemporanei come Pau Miró”.”Questo momento di difficoltà – sottolinea il regista ed interprete Enrico Ianniello – diventa però l’occasione per mettere a confronto due epoche della vita, occasione nella quale l’amore tra una madre e un figlio viene a galla in maniera prorompente”.
5mila ex voto riconsegnati alle diocesiIndagine nata da una mostra, pezzi di grande valore per i fedeli

09 aprile 201916:11

– Un’indagine senza colpevoli ma dai frutti importanti, quella svolta dal nucleo tutela Patrimonio Artistico dei Carabinieri, che ha portato al ritrovamento di oltre 5mila dipinti ex voto, che sono stati riconsegnati alle diocesi italiane. Le opere, tutte di matrice popolare, realizzate tra il XV e il XX secolo e commercializzate negli anni ’60 e ’70, dal limitato valore commerciale ma di grande importanza storica e religiosa, sono state riconsegnate alla presenza del delegato episcopale per la Conferenza regionale Lombardia, e vescovo di Pavia, monsignor Corrado Sanguineti, e del comandante dei carabinieri Ntpc, colonnello Alberto Deregibus. Oltre alle opere ritrovate, un altro migliaio verranno rimpatriate ad enti ecclesiastici all’estero, e in particolare in Messico (che ne ha ricevuti 594 dal ministro Bonisoli con una cerimonia il 6 marzo scorso a Roma).

SPETTACOLI CINEMAMUSICA CULTURA

Mahmood, dal 30 aprile in tour nei club
Prima al London Eurovision Party e poi all’Eurovision a Tel Aviv

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– Dopo la vittoria al Festival di Sanremo con Soldi, doppio disco di platino, al vertice dei brani trasmessi dalle radio e forte di oltre 65 milioni di view per il video, e dopo il successo dell’album Gioventù bruciata, Mahmood il 17 aprile parteciperà al London Eurovision Party per esibirsi dal vivo davanti al pubblico londinese, prima dell’Eurovision Song Contest che si terrà dal 14 al 18 maggio a Tel Aviv.
Intanto dal 30 aprile sarà in tour nei migliori club italiani.
Queste le prime date: il 30 al The Cage Theatre di Livorno; il 3 maggio al Duel Beat di Napoli; il 4 maggio al Demodé di Bari; il 22 maggio al Locomotiv di Bologna; il 28 maggio all’Hall di Padova; il 30 maggio al Piper Theatre di Firenze; il 1 giugno al Pin Up di Teramo; l’8 giugno ai Mercati Generali a Catania e il 17 giugno al Maxxi di Roma. Ad accompagnare Mahmood sul palco: Marcello Grilli, Francesco Fugazza, Elia Pastori.
Marcella Bella, 50 anni di carrieraIl tour teatrale al via il 15 aprile dal Brancaccio di Roma

09 aprile 201916:32

– Partirà dal Teatro Brancaccio di Roma il 15 aprile “50 anni di Bella Musica”, il tour teatrale di Marcella Bella per celebrare i 50 anni di carriera, che toccherà le principali città del Centro e Nord Italia tra le quali Milano, Roma, Bologna e Verona. Uno spettacolo che ripercorrerà tutta la carriera artistica di Marcella con ospiti che hanno segnato il suo percorso musicale e l’accompagnamento di una grande orchestra. Dalla serata del 15 aprile verranno inoltre estratti un dvd e cd live con l’etichetta Azzurra Music.
Il successo del singolo Aria Latina, uscito a settembre, è stato la chiave per far proseguire il tour che ha riportato l’artista tra il suo pubblico. Il singolo è la rivisitazione in chiave pop-latin della hit Nell’aria del 1983 ed è stato prodotto da Jacopo Tonelli, presidente di Jato Group.
Tra gli ospiti della serata del 15 aprile, confermate Donatella Rettore e Silvia Salemi, che con Marcella hanno fatto parte del cast dell’ultima edizione del programma di Rai1 Ora o mai più.
Divorzio Manolo Blahnik e partner UsaAccordo rotto dopo quasi 40 anni. Futuro boutique incerto

NEW YORK09 aprile 201917:07

– Nubi si addensano sull’impero scintillante di Manolo Blahnik: dopo quasi 40 anni cala il sipario sulla partnership tra lo stilista e i soci in affari americani George Malkemus e Anthony Yurgaitis. Rispettivamente presidente e vice presidente di Manolo Blahnik Usa, Malkemus e Yurgaitis hanno deciso di non rinnovare l’accordo di licenza che scade a dicembre con il designer delle iconiche Hangisi amate da Carrie Bradshaw in “Sex and the City”. La scelta dettata da motivi personali, secondo Women Wear Daily: “Penso che le cose siano cambiate. Ho fatto un compleanno importante e preso in considerazione una serie di aspetti insieme a Tony (Antony Yurgaitis), mio partner nella vita come nel lavoro”, ha detto Malkemus, ma forse c’e’ dell’altro.
Kristina Hulsebus, nipote dello stilista e ad del brand, avrebbe offerto condizioni “inaccettabili” per il rinnovo. Manolo Blahnik Usa gestisce un negozio sulla West 54ma strada a Manhattan in un edificio di proprietà di Yurgaitis e Malkemus: ora il futuro è incerto.
Museo Egizio bilancio con utile a 0,7%Saranno reinvestiti in tecnologia e progetti 355 mila euro

TORINO09 aprile 201917:09

– Il Museo Egizio di Torino chiuderà il bilancio del 2018, pari a circa 12 milioni di euro, con uno 0,7% di utile. Il documento dovrà venire approvato il 29 aprile dall’assemblea dei soci, ma oggi la presidente Evelina Christillin ne ha fatto un’anticipazione presentando il progetto PapiroTour mirato a diffondere la conoscenza del patrimonio museale nelle 18 biblioteche civiche della città.
L’utile previsto, di circa 355.000 euro, non può per statuto venir incassato dal museo, ma sarà subito reinvestito per ulteriori interventi di digitalizzazione e sviluppo. Da sottolineare, in questo senso, come ha reso noto la presidente “che oggi praticamente tutto il patrimonio del museo è stato digitalizzato e così reso disponibile a tutti”.
Un ulteriore punto a favore del Museo, sempre più attivo all’estero, con mostre e progetti di ricerca (il direttore Greco in questi giorni è in Egitto per seguire degli scavi) e che sta registrando un grande successo con la seducente mostra in corso ‘Archeologia invisibile’.
Il Coro Papageno canta fuori dal CarcereIl 4 maggio al Manzoni di Bologna con il trio di Uri Caine

BOLOGNA09 aprile 201917:14

– Il 4 maggio alle 17 l’Auditorium Manzoni di Bologna ospiterà il Coro Papageno della Casa circondariale della Dozza, il gruppo polifonico di detenuti e detenute fondato da Claudio Abbado nel 2011, che si esibirà per la prima volta fuori dal carcere assieme al jazzista statunitense Uri Caine e al suo trio. Il titolo del concerto – ‘Change!’ – prende il nome da un brano che Caine compose come omaggio a Octavious Catto, attivista dei diritti civili neri nell’America post guerra civile.
Il concerto raccoglierà fondi per il Coro, promosso dall’Associazione Mozart14 presieduta da Alessandra Abbado, figlia del maestro. È stato proprio Caine, sensibile alle tematiche rieducative della pena, a chiedere di suonare con il Coro Papageno, considerandolo esempio del potere della musica di abbattere barriere e pregiudizi.
Bonolis-Conti-Scotti, tre nuovi tenori da Costanzo11/4 su Canale 5, speciale come per Vianello, Corrado, Bongiorno

09 aprile 201919:52

Il 29 novembre del 1998, più di 20 anni fa, erano Mike Bongiorno, Corrado e Raimondo Vianello. Oggi, ”I tre tenori” dello Speciale Maurizio Costanzo Show hanno la verve di Paolo Bonolis, Carlo Conti e Gerry Scotti. ”Che vergogna, essere paragonati a loro. Ma siete sicuri?”, domanda Scotti. ”Se il titolo fosse stato ‘I quattro moschettieri’, avrebbe dovuto esserci anche Fabrizio Frizzi”, incalza Conti. Quarant’anni di carriera a testa, mese più mese meno, una collezione a due cifre di Telegatti e Oscar Tv, i tre re del piccolo schermo per una sera sono eccezionalmente insieme, protagonisti della puntata n. 4438 del Maurizio Costanzo Show, registrata oggi e in onda giovedì 11 aprile in seconda serata su Canale 5. Con il padrone di casa, come allora (e nell’altro storico speciale, In ordine alfabetico, del ’99 con Monica Vitti con Alberto Sordi e Vittorio Gassman), ancora Enrico Mentana.Ad accomunare i tre, una carriera di successi, la popolarità ottenuta soprattutto (ma non solo) con i quiz pre-Tg e anche un’amicizia che sembra valicare gli studi tv. ”Con le donne? Sopra i 70 anni sono inarrivabile. Prima ce la battiamo”, ride Gerry Scotti. ”Io a Mediaset? I matrimoni si fanno in due – risponde Conti a Costanzo – Quando ti trovi bene, perché cambiare? Finché tutte e due le parti si vogliono bene si resta insieme. Sanremo, no, ancora non si sa”. ”Io non lo rifarei. Bisognerebbe contemporaneizzarlo nella sede”, risponde invece Bonolis. ”A me, non l’hanno mai chiesto”, ammette Scotti. Tanti gli amici a raccontare aneddoti e salutare i tre. In video, ecco Pippo Baudo, Antonella Clerici, Silvia Toffanin, Leonardo Pieraccioni, Giorgio Panariello e Michelle Hunziker, che da lunedì tornerà con Scotti a condurre a Striscia la notizia. Sul palco arrivano invece Gabriella Germani alias Lilli Gruber, Luca Laurenti con Bonolis in esilarante medley romanesco, Linus e Rudy Zerbi conduttore di un quiz musicale.”Il programma che più mi ha emozionato condurre? Forse il Gioco dei 9, perché lo presi ‘chiavi in mano’ da Vianello e durante le puntate nacque mio figlio”, racconta Scotti mentre scorrono le immagini di Chi vuol essere milionario che gli ha regalato il Guinness record di puntate condotte. ”Noi siamo stati fortunati perché abbiamo fatto la gavetta – dice – Oggi i ragazzi hanno meno pazienza perché con i social possono raccogliere subito milioni di follower”. Curiosamente, in comune con Carlo Conti ha la conduzione de La Corrida, storica trasmissione di Corrado. ”Sarebbe bello riprenderla”, strizza l’occhio. ”Si sente la responsabilità – aggiunge Conti – Quel programma è Corrado, lo devi fare nel rispetto di quel mondo, ma con il tuo stile. Il momento per me più difficile? Non inseguo mai le cose, neanche quando dopo Discoring sono tornato alle tv locali. Però quando ho preso L’eredità dopo la morte di Fabrizio, avrei voluto davvero essere in qualsiasi altra parte del mondo”. E poi ecco l’umorismo graffiante di Bonolis, tra aneddoti su Sordi e Mike o il papà, trasportatore del burro Gallone. ”Rifarei tutto – dice a Costanzo – Ogni programma è utile per capire dove migliorare. Italiani andò malissimo, ma anche perché dall’altra parte c’era un bellissimo programma di Panariello. A Non è la Rai non facevo nulla, ma alla guerra si partecipa anche guardando il bidone della benzina”. Un erede? ”Spero di condurre ancora 2-3 anni”, ride Conti, ma poi i nomi che vengono fuori, per tutti e tre, sono gli stessi: ”Alessandro Cattelan e Federico Russo”.Finale cantando Diamante di Zucchero tutti e tre insieme. Maurizio Costanzo resiste all’invito: ”Sono 37 anni che non faccio la passerella”. Poi, a sorpresa, un po’ commosso, si lascia convincere e sfila anche lui sottobraccio a Enrico Mentana.

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Filippa Lagerback posa per H&M Conscious
Colosso svedese sceglie 13 donne per campagna linea sostenibile

09 aprile 201917:45

– Per la primavera H&M lancia una nuova collezione dal design romantico, interamente realizzata con materiali riciclati o sostenibili come cotone biologico al 100%, Tencel e poliestere riciclato. Spezzati coordinati e abiti fluttuanti in stampa floreale, in una palette cromatica con tonalità del mattone, rosa cipria e bianco, rappresentano l’impegno verso un’industria della moda più sostenibile da parte del colosso della moda svedese. Nella campagna compaiono tredici donne da tutto il mondo, tra cui Filippa Lagerback, Naomie Harris e Rosario Dawson. Le stampe floreali e i colori terrosi della H&M Conscious Collection si accompagnano a volant, scollature sulle spalle e maniche a palloncino. Il top plissettato marrone può essere abbinato alla maxi gonna in pizzo a strati, entrambi in poliestere riciclato, così come a un paio di jeans; mentre il mini-dress con stampa floreale bianca con scollo a V e maniche a tre quarti in cotone biologico è ideale per occasioni informali.
Club 57, i teenager nei mitici anni ’50 dei nonniTante le proposte di Rai Ragazzi a Cartoons on The Bay che si apre giovedì

09 aprile 201919:47

C’è la musica e il ballo, c’è l’energia e la vitalità dei favolosi anni ’50, ci sono le deliziose gonne a ruota e i giubbotti di pelle, c’è il romanticismo e addirittura la fantascienza, c’è Miami ma soprattutto c’è la bellezza dei panorami pugliesi tra Monopoli e Martina Franca. CLUB 57 è uno dei nove attesi titoli di Rai Ragazzi che hanno ricevuto una nomination ai Pulcinella Award, i premi per le migliori serie di animazione e live-action del festival Cartoons on the Bay, che si apre giovedì 11 aprile a Torino. Ma anche il giovane pubblico da casa non dovrà attendere troppo visto la prima assoluta andrà in onda su Rai Gulp dal 15 aprile in prima serata (dal lunedì al venerdì alle ore 20.35).Dopo il successo di Maggie e Bianca Fashion Friends, la nuova serie live di Rainbow di Iginio Straffi e Rai è una coproduzione italo americana con Nickelodeon che fa viaggiare nel tempo i ragazzi di oggi facendoli “sbirciare” nella vita dei nonni all’età loro grazie alle avventure di Eva e suo fratello Ruben. I due sono “catapultati” grazie a un misterioso dispositivo inventato dal nonno dietro le quinte di Club 57, lo show musicale più in voga dell’epoca, e da lì si dipanano canzoni, balli, amicizia, questione di scienza a affari di cuore.Grandi i numeri della produzione: oltre a un numero non quantificabile di frappè bevuti, 4.988 acconciature e tanti deliziosi vestiti vintage (per 5.150 outfit) sono stati coinvolti 33 attori, quasi 5 mila comparse e una troupe di 200 persone che hanno girato 60 episodi con più di 2800 scene e 2700 minuti di girato in 118 giorni di riprese.Ma queste non sono le uniche novità che Rai Ragazzi propone per la prossima settimana: a quindici anni dalla prima serie, con una grafica rinnovata, una nuova avventura aspetta le Winx dal 15 aprile alle ore 20.25 con Winx Club su Rai Yoyo. Sempre lunedì debutta la serie animata in CGI Leo E Tig – dalla Russia dopo lo strabiliante successo di Masha & Orso – che è ambientata nella taiga siberiana e va in onda tutti i giorni alle 18. Alle 21.10 esordisce anche il delizioso cartone francese La Famiglia Volpitassi sulla strana famiglia composta dai tassi e dalla signora Volpe.Tornando a Cartoons on the Bay nella categoria live action o fiction per ragazzi Rai Ragazzi fa la parte del leone con ben quattro candidati (su cinque totali) al Pulcinella Award: oltre a Club 57 ci sono JAMS, serie per ragazzi che parla di molestie sui minori, PENNY ON M.A.R.S. e FIND ME IN PARIS. Cinque i cartoni animati che hanno hanno ricevuto una nomination ai Pulcinella Awards: 44 GATTI, la serie prodotta dalla Rainbow in collaborazione con l’Antoniano di Bologna, GIGANTOSAURUS, OPS-ORRENDI PER SEMPRE, ispirata ai libri per ragazzi “Orrendi per sempre”, pubblicati da Giunti Editore, ARTÙ E I BAMBINI DELLA TAVOLA ROTONDA e FOOD WIZARDS, una serie sulla sana alimentazione con i disegni del giovanissimo talento Francesco Filippini.

Paparazzi inseguono Scarlett JohanssonInseguimento in auto di attrice dopo show a Los Angeles

NEW YORK09 aprile 201918:52

– Scarlett Johansson inseguita pericolosamente a Los Angeles dai paparazzi. L’attrice, 34 anni, è stata protagonista suo malgrado di una situazione alla Lady Diana con i fotografi che le si sono messi alle calcagna dopo che in auto aveva lasciato gli studi di registrazione del ‘Jimmy Kimmel Live!’ dove era ospite per promuovere il film in uscita il 26 aprile ‘Avengers: Endgame’.
Secondo quanto scrive Hollywood Reporter, la Johansson era in auto con altre due persone, ma non alla guida, quando si è vista inseguita in modo pericoloso dai paparazzi. Ad un certo punto tutti i passeggeri si sono sentiti a rischio, motivo per cui hanno deciso di fermarsi presso una stazione di polizia.
Dopo aver spiegato ciò che era accaduto agli agenti, l’attrice ha deciso ugualmente di non sporgere denuncia.
La Moda proibita di Capucci in un filmAnteprima nel Museo dell’Ara Pacis poi in home video

MA09 aprile 201919:

– “Chi è nella Moda, è già fuori moda”.
Una frase che la dice tutta sulla filosofia creativa di un’icona della moda come Roberto Capucci, classe 1930, non uno stilista come gli altri, ma un artista prestato all’haute couture.
Capucci è l’inventore degli abiti-scultura, capolavori di tessuto modellato come opere d’arte, che continuano a essere esposti nei musei di tutto il mondo, apprezzati dalle signore di un’epoca ormai finita. “C’erano Silvana Mangano, la principessa Pallavicini, la contessa Crespi. Eleganti e meravigliose sempre.
Ora cammini in centro e vedi solo pizzerie e donnone con l’ombelico scoperto, lo slip che spunta dai pantaloni e l’orrida spallina del reggiseno, stivaletti bianchi, jeans rotti”.
Certamente, come tutti i grandi couturier Capucci, definito da Dior “il miglior creatore della moda italiana”, avrebbe voluto il mondo popolato solo da donne eleganti. A raccontare il genio è un docu-film di Ottavio Rosati, presentato al Museo dell’Ara Pacis e poi in home video Istituto Luce Cinecittà.
Munari e libri gioco d’artista in mostraDa 11 aprile ‘Play no rules. Artist’s toys’ a Libreria Corraini

09 aprile 201919:25

– Libri che sconfinano liberamente in altre categorie, che non sono solo da leggere, che diventano libri-gioco da toccare e da scoprire e che, senza i vincoli della rilegatura, si trasformano in scatole gioco dove raccogliere una serie di elementi da smontare e rimontare per costruire qualcosa di unico e nuovo. Si potranno vedere alla mostra ‘Play no rules. Artist’s toys’, che Corraini Edizioni inaugura l’11 aprile alla Libreria Corraini 121 + di Milano, in occasione del Fuorisalone 2019. Un percorso da vedere e da toccare tra giochi d’artista senza regole tra cui spicca la riedizione dei libri e libri-gioco di Bruno Munari originariamente prodotti da Bruno Danese negli anni ’60 e ’70.
La nuova serie comprende ‘Trasformazioni’ di Munari e Giovanni Belgrano (1975), ‘Metti le foglie’ di Munari, (1973), ‘Immagini della realtà’ di Munari e Giovanni Belgrano (1976), ‘Strutture’ di Munari e Giovanni Belgrano (1972), ‘Otto sequenze’ di Munari (1973). A questi si aggiungono in mostra libri e giochi di Bruno Munari e Enzo Mari recentemente ristampati e già presenti in catalogo come ‘Più e Meno’, ‘ABC con fantasia’, ‘Aconà Biconbì’, ‘Il posto dei giochi’, ‘Il gioco delle favole’, ‘Carte da disegno’ e le nuove edizioni di ‘Scatola di Architettura MC1’ e ‘I Prelibri’.
“Il gioco o il giocattolo devono essere stimolatori dell’immaginazione, non devono essere conclusi o finiti (come certi modellini perfetti di macchine vere) perché così non permettono la partecipazione del fruitore. Il giocattolo ideale deve poter essere capito dal bambino senza alcuna spiegazione.
Si può lasciare il giocattolo in mano al bambino e lui lo dovrebbe capire, sia che cosa è, sia come si usa” diceva in ‘Da cosa nasce cosa’ Munari che considerava la sorpresa e la meraviglia motori della conoscenza. La mostra, che si potrà vedere fino al 10 maggio 2019, nasce dal legame che per oltre 20 anni ha unito Munari e la casa editrice Corraini e presenta anche una selezione di giochi di produttori da tutto il mondo e una serie di giochi inediti prodotti da Corraini e realizzati da artisti e designer contemporanei come Parasite 2.0, Lorenzo Bravi e Ludosofici.
Signoris e Savino, due attrici nel laboratorio di Rai3Grande Amore dal 14/4 alle 20.30, e Todo Cambia da 19, alle 23

09 aprile 201920:05

Due grandi attrici, molto amate dal pubblico, Carla Signoris, e Lunetta Savino, per due nuovi programmi di Rai3, che raccontano storie di vita diverse di ieri e di oggi: per rileggere storie d’amore celebri e famose insieme ad amori del nostro tempo, quei momenti unici di una persona che hanno determinato la svolta della sua vita. In Grande Amore, condotto da Signoris da domenica 14 aprile alle 20.25 si parlerà delle storie d’amore con personaggi famosi in tutto il mondo come Grace Kelly, Maria Callas, Elizabeth Taylor, Yoko Ono o Dalida, associate con le storie d’amore di coppie di persone comuni. La particolarità che accomunerà le due coppie sarà l’impossibilità di amarsi liberamente. Un programma ideato e diretto da Angelo Bozzolini.   Todo Cambia vede alla guida Lunetta Savino, e andrà in onda da venerdì 19 aprile in seconda serata, si parlerà di storie di persone comuni che hanno deciso di cambiare radicalmente le proprie vite. Scritto da Maria Cristina Cecilia, Luciano Palmerino e Federica Petruccioli, con la regia di Alessandro Torraca. Nella prima puntata di Grande Amore, riflettori puntati su Elizabeth Taylor, di cui verrà raccontata la burrascosa relazione e i matrimoni con Richard Burton, commentata da Marina Cicogna, la seconda puntata sarà quella Yoko Ono e John Lennon (a commentarla Red Ronnie), seguiranno quelle tra Dalida e Lugi Tenco, Grace Kelly con Ray Milland, Callas e Onassis.
Il direttore di Rai3 Stefano Coletta ha tenuto a sottolineare durante la presentazione dei due titoli a Viale Mazzini: “Abbiamo avuto chiaro, fin dall’inizio, l’idea di voler fare tanti figli. Per ogni nuovo marchio che nasce, ogni volta è una grande emozione. Quando sono arrivato insieme al mio gruppo, abbiamo raccolto le ceneri di una rete che aveva perduto la propria identità editoriale. Abbiamo lavorato per restituire a Rai 3 un’identità netta. Oggi siamo qui con due titoli, diversi che però si attraversano, due materie e campi d’azione diversi che però corrispondono allo stesso criterio: il racconto del pubblico, del bene comune, e il racconto del privato, delle vite normali”.

Carla Signoris sul suo ruolo di conduttrice dice: “Sarò una narratrice coinvolta. La cosa bella di queste storie è raccontarle, prima di tutto. Quelle dei comuni mortali che raccontiamo hanno un lieto fine e l’abbiamo quasi cercate apposta. Sono vicende tenere e molto vere. In questo momento dove siamo tutti un po’ disperati, avevo voglia di raccontare storie d’amore che finiscono bene. Ho letto il progetto e ho accettato subito, l’abbiamo fatto in un mese questo programma. A me piace molto parlare d’amore, sono molto mielosa! (“Ho un vizio, la mia famiglia”). Ogni storia, ogni raffronto tra la coppia famosa e la coppia comune, ha un ostacolo che la coppia ha dovuto superare. E’ più facile essere una coppia reale piuttosto che essere una coppia con una vita esibita. Finalmente Rai 3 ha di nuovo un’identità e questa cosa mi fa molto piacere”. E quindi insiste: “le coppie che raccontiamo sono coppie vere esattamente come sono state vere le coppie vip. Noi analizziamo una difficoltà ma abbiamo cercato coppie che ce l’hanno fatta, che sono riuscite a portare avanti la loro relazione e la loro vita. Ogni coppia potrà riconoscersi in queste storie. Tutte le coppie ci raccontano un aspetto diverso.
Mi piace molto anche il programma di Lunetta!”. Ma suo marito (Maurizio Crozza ndr) l’ha visto il programma? “No, – risponde l’attrice genovese – ma gli piacerà”.

Per quanto riguarda ‘Todo cambia’, è composto da sei puntate da venerdì 19 aprile in seconda serata. Per Savino si tratta di un debutto alla conduzione e si dice molto “felice ed emozionata di poter raccontare storie così potenti, di persone comuni che seguendo il loro desiderio hanno deciso di rivoluzionare la loro vita. Ho accettato questa nuova sfida con entusiasmo. Il mettersi in gioco fa parte del mestiere di attore. Quasi tutti i personaggi che si racconteranno in Todo Cambia hanno vissuto un momento di crisi causato dal desiderio di cambiare vita. Se non desideri, non vivi. Ovviamente, ti si deve presentare l’occasione giusta e tu devi saperlo riconoscere questo treno.
Questa sensazione, l’ho vissuta in prima persona. Queste storie mi hanno colpito per la loro eccezionalità. Sono storie che ti emozionano, storie che magari vediamo nelle fiction ma in questo caso, c’è un reale riscatto. Todo Cambia è pieno di piccole cose che a me hanno colpito e spero che colpiscano anche i telespettatori. Anche il deposito dell’Atac dove abbiamo registrato il programma mi è sembrato un luogo perfetto. In quel luogo, si sentiva la vita che scorreva”.          [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 04:47 DI LUNEDì 08 APRILE 2019

ALLE 09:33 DI MARTEDì 09 APRILE 2019

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Alessandra Ferri, la mia anima per Virginia Woolf
Ad applaudire il suo rientro alla Scala anche Bolle e Savignano

08 aprile 2019 04:47

I complimenti dei colleghi Roberto Bolle e Luciana Savignano, le grida di ‘brava brava’ del pubblico, gli abbracci commossi di tutto il corpo di ballo. Una serata di emozionante successo il 7 aprile per Alessandra Ferri, che ha conquistato di nuovo la Scala, dove è stata etoile dal 1992 al 2007, anno in cui annunciò il suo ritiro dalle scene. Oltre dieci minuti di applausi e ovazioni per lei e tutto il cast di ‘Woolf works’, capolavoro di Wayne McGregor, che il coreografo aveva creato per il Royal Ballet nel 2015, convincendo la ballerina a tornare sul palco da protagonista.In Italia il lavoro, basato sulla figura artistica di Virginia Woolf, ma più su sensazioni e stati d’animo che su una vera e propria trama narrativa, non era mai stato eseguito. In teatro anche le attrici Sonia Bergamasco e Virginia Raffaele.
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Alessandra ha dato l’anima a Virginia Woolf, una delle scrittrici più creative e anticonvenzionali del XX secolo. L’estro dell’artista, la solitudine, l’instancabile vena creativa, l’ossessione dei suoi fantasmi, i suoi rapporti amorosi (carezze e un bacio sdraiate sul palco raccontano l’attrazione di Virginia anche per le donne), la trasformazione e la mutazione del gender in un vortice tra maschile e femminile, il dolore per la decadenza del corpo e soprattutto della mente. Un ruolo creato apposta per la 55enne Alessandra Ferri, che ieri sera ha mostrato tutta la sua perizia e abilità tecnica. Ad aprire lo spettacolo, direttore d’orchestra Koen Kessels, che solo pochi giorni fa ha saputo di dover sostituire Oleg Caetani, le parole della stessa scrittrice, nell’unica registrazione esistente del 1937 per un programma radio della Bbc.Tre atti, quasi due ore di ballo, musiche diMax Richter (il compositore ha equilibrato musica elettronica e orchestrale), Woolf Works è ispirato a tre romanzi della scrittrice: I now, I then (da Mrs. Dalloway), Becomings (da Orlando), Tuesday (da Le Onde). Protagonista del secondo la prima ballerina della Scala, Nicoletta Manni. Le tre grandi cornici di legno, che si muovono e ruotano accompagnando le coreografie di McGregor, lasciano il posto nel terzo atto ad una gigantografia del mare rumoroso e le sue onde, mentre in sottofondo viene letta la lettera che Virginia scrisse nel 1941 prima di lasciarsi annegare in un fiume non lontano da casa dopo essersi riempita le tasche di sassi. La danza di addio con il suo partner, l’applauditissimo Federico Bonelli, principal al Royal Ballet, poi Alessandra/Virginia conta i passi verso l’acqua.

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Mohamed, la sua storia in mezzo al mareEsce il libro della canadese Mary Beth Leatherdale

08 aprile 201910:12

MARY BETH LEATHERDALE, ‘IN MEZZO AL MARE-STORIE DI GIOVANI RIFUGIATI’ (IL CASTORO, PP. 64, 15,50 EURO), con illustrazioni di ELEANOR SHAKESPEARE Ha lasciato la Costa d’Avorio nel 2003, dopo la morte dei suoi genitori, uccisi da una bomba. Ha raggiunto le coste libiche, è stato imprigionato per 5 mesi e a 15 anni Mohamed ha attraversato il Mediterraneo rischiando di annegare in un barcone alla deriva. E’ stato rinchiuso in un campo profughi a Malta e nel 2010 è arrivato in Italia e ha dormito per alcuni mesi alla Stazione Termini di Roma con i senzatetto. Di tutte queste sofferenze Mohamed dice oggi che “sono anche delle opportunità” e che ha “sempre cercato di pensare alle parti positive delle enormi difficoltà” che ha vissuto. Ma, soprattutto, “voglio restituire il bene che ho ricevuto” spiega. La sua è una delle cinque storie vere di giovani rifugiati raccolte nel libro ‘In mezzo al mare’ (Il Castoro) della canadese Mary Beth Leatherdale, presidente di Ibby Canada, con le illustrazioni di Eleanor Shakespeare. Il volume è stato realizzato in collaborazione con la Biblioteca Ibby di Lampedusa, a cui sarà devoluto 1 euro di ogni copia venduta, e si apre con Ruth, in fuga dalla Germania nazista. Mohamed, che oggi ha 26 anni, vive a Roma dove lavora come portiere in un albergo e nel tempo libero fa il fotografo di strada. “Alcune mie foto – dice sorridendo – saranno esposte in una collettiva alla prossima Biennale di Venezia. Non pensavo di fare il fotografo, ma è stato un modo di documentare quello che ho vissuto” racconta in un buon italiano che ha imparato, insieme alla fotografia, grazie a Civico Zero, il centro di accoglienza per migranti non accompagnati dove è stato accolto e dove ora insegna ai ragazzi a fotografare. “Ho creato anche un laboratorio in Africa e ogni anno vado due tre mesi in Mali e in Kenya per fare workshop di fotografia” spiega.
“Condividere le storie è importantissimo ed è stato emozionante incontrare Mary Beth Leatherdale” dice Mohamed che per la prima volta ha visto l’autrice del libro all’ultima edizione della Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna. La cosa più difficile per chi se ne va “è vivere in una terra dove non sei nato e cresciuto. Prima di chiedersi perché le persone vengono in Europa bisognerebbe domandarsi perché lasciano la loro casa. Nessuno se ne va con piacere da dove è nato. Se lo fa è perché lì non può più stare. Io ho sempre mantenuto la mia dignità e non ho mai pensato, anche nei momenti più tragici, che non avrei fatto più niente di buono. Me lo hanno insegnato i miei genitori a essere così, con il loro esempio prima che con le parole” dice.
“La vita di Mohamed è ancora in fase di sviluppo, potrebbe essere mio figlio e penso spesso al suo futuro. I protagonisti delle altre storie che ho raccontato sono tutti più o meno integrati nei posti in cui si trovano” spiega la Leatherdale che ha raccolto queste vicende per “dare un contributo storico.
Volevo far vedere che può capitare a qualsiasi famiglia, in circostanze diverse, di dover lasciare la propria terra”. Ecco così Phu, che se ne va dal Vietnam del Sud alla fine della guerra. Josè che si imbarca per non vivere più nella Cuba di Castro. Najeeba, fuggita dall’Afganistan per salvarsi dai talebani. Ad unirli è un unico filo rosso: i protagonisti sono stati migranti per mare da bambini e ce l’hanno fatta.SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

L’autrice canadese è andata alla ricerca di queste testimonianze, tramite Ong, giornalisti, volontari e associazioni. “La storia di Najeeba l’ho trovata sul sito di Amnesty International australiano e quella del vietnamita Phu su un sito di storia orale della California, mentre di Josè, il cubano, avevo visto un documentario realizzato da lui. Ho voluto raccontare in modo semplice, senza fare discorsi morali o politici. Ho voluto dar voce ai fatti, al lato umano di queste storie” sottolinea l’autrice canadese.
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L’uomo che comprò la luna, la ‘commedia etnica’ di ZuccaUn viaggio autoironico tra tradizioni e cultura della Sardegna

CAGLIARI08 aprile 201910:14

– C’è una missione segreta e speciale da compiere: risalire a chi in Sardegna ha comprato la luna. Per questo i servizi segreti americani e italiani inviano nell’Isola un agente segreto. Ma prima deve essere addestrato a diventare un vero sardo. Ruota attorno a questa vicenda “L’uomo che comprò la luna”, brillante e stralunata commedia diretta da Paolo Zucca (L’Arbitro), in sala dal 4 aprile con Indigo Film.La missione è affidata a un agente segreto americano di origini sarde, Kevin, interpretato da Jacopo Cullin. Completano il cast Angela Molina, Stefano Fresi, Francesco Pannofino, Benito Urgu e Lazar Ristovski, attore di “Underground” di Kusturica. La trama offre lo spunto per dar vita a gag esilaranti ed è sottolineata da sonorità sarde, western e dalla rilettura di brani di Boccherini.Il focus e’ sul percorso interiore e di addestramento del protagonista. “E’ una commedia dissacrante che vira verso una favola consacrante”, ha detto Zucca. Infatti man mano da finto biondo con accento milanese “che non distingue una pecora da una capra” il giovane si riappropria di quei valori e di quella sardità rinnegata.”L’uomo che comprò la luna” è un viaggio tra poesia e autoironia nella cultura e tradizioni della Sardegna tra luoghi comuni e stereotipi popolata da eroi e miti del passato. La storia è ambientata principalmente in un immaginario paesino dell’entroterra. Il film è prodotto da La Luna, Indigo Film con Rai Cinema e il sostegno della Film commission Sardegna. La sceneggiatura, oltre che a Zucca, è affidata a Geppi Cucciari e Barbara Alberti.
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“Se il racconto tenta di dissacrare attraverso la chiave dell’autoironia stereotipi e luoghi comuni legati alla Sardegna – ha concluso il regista – finisce poi per consacrare, quale valore da tutelare e preservare, la sardità”. “E’ un percorso che in un certo senso ho fatto anch’io. A 18 anni anche io avevo in un certo modo rinnegato mie origini – ha confessato Jacopo Cullin – crescendo e andando fuori e confrontandomi col mondo, ma poi ho ritrovato quei valori a cui sono molto legato”.
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Scavi Pompei, turista ruba pezzi mosaicoBloccata da Carabinieri all’uscita oggi si ricompongono tasselli

NAPOLI08 aprile 201910:19

– Una turista inglese di 20 anni è stata bloccata dai Carabinieri dopo aver staccato le tessere di un mosaico all’interno degli Scavi di Pompei. I militari sono intervenuti dopo essere stati allertati dai custodi che hanno visto la donna mentre asportava una decina di pezzi dal pavimento mosaicato della Domus dell’Ancora. La ventenne – secondo quanto riferisce Il Mattino – ha scavalcato il cordolo posto a protezione della zona, ha staccato i tasselli del mosaico pregiato, ne ha messi tre nello zaino ed è scappata.
Gesti però visti dai custodi che hanno chiamato i militari intervenuti poco prima che la donna riuscisse a uscire dagli Scavi. Per lei è scattata la denuncia in stato di libertà per danneggiamento aggravato. Oggi i restauratori del Parco Archeologico di Pompei inizieranno il lavoro per rimettere a posto i tasselli.
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Incassi, Dumbo ancora in vettaSegue il debutto di Shazam! primo in Usa. Box office +15%

08 aprile 201911:22

– Per la seconda settimana di seguito è ancora Dumbo, la fiaba riletta in live action da Tim Burton, a dominare la classifica Cinetel degli incassi del primo week end di aprile nelle sale italiane, con 2.934.343 euro per un totale di 7.468.928 euro. Segue la new entry Shazam! film fantasy di David F. Sandberg, prodotto da Warner Bros, con Zachary Levi, storia di un quindicenne che scopre di poter diventare supereroe pronunciando la parola Shazam (negli Usa è il film più visto del weekend con 53,4 milioni di dollari), che registra 1.661.725 (1.872.087 in 5 giorni di programmazione). Scivola al terzo posto A un metro da te di Justin Baldoni che ottiene 919.770 euro (4.012.647 in 3 settimane). Quarto e quinto gradino per due new entry: Noi (Us), horror di Jordan Peele che guadagna 631.531 euro e Book Club, di Bill Holderman con Diane Keaton, Jane Fonda, Candice Bergen, Mary Steenburgen, che ottiene 522.409 euro. Totale bon office 8.877.460, +57,85% rispetto al 2018 (5.623.975), +15% dal weekend precedente.

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Al via il 9/4 il 58/o Salone del MobileIl premier Conte inaugura l'”Olimpiade del Design”

08 aprile 201911:47

– Arriva il Salone del Mobile e dal 9 aprile, per una settimana, Milano mostrerà al mondo l’Italia che vince, che piace e che detta stili di vita. Nei padiglioni della Fiera a Rho, e in centinaia di appuntamenti del Fuorisalone sparsi per tutta la città, la 58/a edizione della più grande manifestazione mondiale dedicata all’arredamento, inteso come ambiente dell’abitare e stile di vita tout court, sarà vissuta come una vera e propria Olimpiade del Design. Una settimana intera di respiro globale per il numero degli ospiti attesi e per la loro internazionalità (in Fiera ne sono previsti più di 350mila da 184 paesi), per l’eccellenza assoluta delle aziende espositrici (2.350 di cui il 34% estere), per quel glamour che Milano ha acquisito di ‘città del mondo’. E non da ultimo, per quell’ispirarsi al capostipite dei geni italiani che fu Leonardo da Vinci del quale si celebra il 500/o anniversario della morte.
Il Salone di quest’anno sarà inaugurato dal premier Giuseppe Conte.

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Dipinto riunito per prestito BerlusconiRitratto di Isadora Duncan esposto dopo 30 anni a Firenze

FIRENZE08 aprile 201912:20

– Esposto al pubblico dopo 30 anni, nelle due parti riunite, il dipinto ‘Gioia’ in cui Plinio Nomellini ha ritratto Isadora Duncan. Una parte del quadro è stata prestata dal suo proprietario Silvio Berlusconi per la prima mostra sulla danzatrice americana allestita dal 13 aprile al 22 settembre a Villa Bardini e al Museo Stefano Bardini. L’esposizione, a cura di Maria Flora Giubilei e Carlo Sisi, in collaborazione con Rossella Campana, Eleonora Barbara Nomellini e Patrizia Veroli, è promossa da Fondazione Cr Firenze e da Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron, con il patrocinio del Comune di Firenze. La disponibilità di Silvio Berlusconi, sottolinea la curatrice Maria Flora Giubilei, “consente, eccezionalmente, di offrire ai visitatori della mostra un prezioso documento in cui arti visive, danza e natura, grazie a un’esecuzione pittorica virtuosa e fluente, danno vita a una immagine travolgente e suggestiva di straordinario impatto simbolico”.

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‘Nuove figure in un interno’ a ParmaMostra opere archivi Csac. Berengo Gardin e Ghirri tra autori

PARMA08 aprile 201913:18

– Il Centro studi e archivio della comunicazione (Csac) dell’Università di Parma ospita dal 13 aprile al 19 maggio, all’Abbazia di Valserena, la mostra ‘Nuove figure in un interno’, nell’ambito dell’edizione 2019 di Fotografia Europea. L’esposizione è realizzata con opere provenienti dagli archivi dello Csac (costituiti da oltre 12 milioni di pezzi, di cui più di 9 milioni di immagini) di autori quali Gianni Berengo Gardin, Carla Cerati, Giovanni Chiaramonte, Mario Cresci, Luciano D’Alessandro, Luigi Ghirri, Guido Guidi, Marzia Malli, Paola Mattioli, Giovanna Nuvoletti.
La mostra ruota attorno alla trasformazione – che avviene nel corso degli anni Settanta – del racconto della dimensione intima degli individui, la cui identità sociale risulta profondamente modificata dai mutamenti di visione delle ‘rivoluzioni’ del decennio precedente: la liberazione sessuale, le lotte di genere, il rovesciamento degli schemi tradizionali della famiglia e delle relazioni, la messa in discussione delle gerarchie sociali.
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Restauro conferma, Leonardo ambidestroDa Indagini Opificio su disegno emergono due stesure ‘Paesaggio’

FIRENZE08 aprile 201913:45

– Due differenti stesure del ‘Paesaggio’ di Leonardo da Vinci (conosciuto come disegno 8P) sia sul fronte che sul retro e la conferma dell’ambidestria del genio: sono queste le novità emerse grazie all’ultima campagna di indagini svolte dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze.
Considerata da molti il primo disegno noto del grande artista e certamente il suo primo lavoro datato (5 agosto 1473), l’opera sarà a breve protagonista di ‘Alle origini del genio’, mostra organizzata a Vinci per il cinquecentenario della morte di Leonardo.

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A Urbino mostra per il 500/o LeonardoPercorsi interattivi dal Rinascimento a onde gravitazionali

– Per il cinquecentenario dalla morte di Leonardo da Vinci, è stata inaugurata al Palazzo Ducale di Urbino la mostra “Nel segno di Leonardo. Percorsi interattivi dal Rinascimento alle onde gravitazionali”. Si tratta di uno spettacolare percorso espositivo che prende spunto dagli studi che l’artista effettuò durante il suo soggiorno a Urbino, nell’estate del 1502, al seguito del Valentino. Si possono ammirare esperimenti che permettano di comprendere i fenomeni fisici: schermi, touchscreen, ricostruzioni 3D di macchine ideate nel Rinascimento, pendoli e, infine, alcune teorizzazioni del gruppo di studiosi dell’Ateneo feltresco che hanno partecipato alle ricerche sulle onde gravitazionali.
Grazie alla collaborazione dell’Itis di Urbino, che coinvolgerà due classi di studenti con progetto di alternanza scuola-lavoro, l’esposizione rimarrà aperta tutti i giorni fino al 10 maggio, dalle 9:30 alle 13 e dalle 14 alle 17. “Leonardo – ha detto il direttore della Galleria nazionale delle Marche Peter Aufreiter – restò ad Urbino 5 o 6 settimane, per studiare macchine di pace e di guerra, in un luogo dove era molto sviluppata la matematica e la fisica, assieme alla pittura. Più di mille ragazzi che visitano ogni giorno il Palazzo Ducale potranno vedere anche questa mostra”. “Vogliamo organizzare – ha annunciato Filippo Martelli, ricercatore del progetto Virgo – un Polo Museale Urbinatense a Palazzo Albani, dove ci sono già un Gabinetto di fisica ed una sezione di ceramiche, con tanti strumenti ricostruiti di macchine di Leonardo o di oggetti raffigurati nello Studiolo del Duca”. La preside dell’Itis Silvia Gelardi ha parlato della valorizzazione di scienziati urbinati come Serpieri, Comandino, Baldi, Muzio Oddi o Del Monte. La mostra offre un’occasione per vedere la scienza, oltre all’arte, nel Palazzo Ducale di Federico da Montefeltro.

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Proietti professore honoris causaCerimonia il 10 aprile nella sede dell’università a Roma

08 aprile 201914:06

– L’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” conferisce il titolo di Distinguished Professor, Professore Emerito Honoris Causa a Gigi Proietti, attore di teatro e di cinema, regista teatrale, doppiatore e cantante, fra gli artisti più amati ed eclettici del panorama italiano degli ultimi cinquant’anni.
La cerimonia, aperta a tutta la comunità universitaria, avrà luogo mercoledì 10 aprile, alle 16.00, nell’Auditorium “Ennio Morricone” della Macroarea della Facoltà di Lettere e Filosofia
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Villoresi nuova direttrice Teatro BiondoLo ha deciso il consiglio di amministrazione

PALERMO08 aprile 201914:22

– L’attrice e regista Pamela Villoresi è la nuova direttrice del Teatro Biondo Stabile di Palermo per il quinquennio 2019-2023. Lo ha deciso il consiglio di amministrazione all’unanimità dei voti palesi.
La decisione del consiglio è stata accompagnata dalla missione affidata alla Villoresi “di allargare sempre di più il successo del Teatro nell’opinione e nel gradimento della città di Palermo e di tutto il territorio culturale siciliano di riferimento, puntando finalmente al riconoscimento del Biondo quale Teatro nazionale, come merita la sua storia, il suo prestigio artistico e l’impegno fin qui profuso da tutti i suoi protagonisti e operatori”, afferma una nota del cda.
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Matsumoto a Torino per 40 anni HarlockCreatore manga in città dal 14 al 18 novembre

TORINO08 aprile 201914:26

– Capitan Harlock festeggia 40 anni dalla prima messa in onda in Italia portando a Torino il suo creatore, il maestro Leiji Matsumoto, in città dal 14 al 18 novembre. Fra le iniziative la rassegna cinematografica ‘Eleganza e forza: la donna nell’opera di Leiji Matsumoto’ con il Museo Nazionale del Cinema con un incontro con lo storico disegnatore, e la mostra ‘Guerriere del Sol Levante’ al Mao con una conferenza in cui Matsumoto racconterà i suoi personaggi femminili.
Nel Parco del Fantastico che il Mufant sta allestendo di fronte al museo verrà realizzata un grande installazione del famoso pirata spaziale; Poste Italiane creerà una serie di prodotti filatelici dedicati. A promuovere il 40ennale, patrocinato dalla Città di Torino, l’Associazione Culturale Leiji Matsumoto. “Celebriamo un personaggio e una storia – dice il presidente Francesco Nicodemo – che ha tematiche ancora più attuali di 40 anni fa, l’anelito alla libertà e a seguire i propri ideali, la lotta alla corruzione, il messaggio ecologista”. Un’occasione, sottolinea l’assessora comunale alla Cultura Francesca Leon, “per riscoprire questo personaggio e un settore importante per la nostra città che è fiera di accogliere il maestro Matsumoto”.

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Marta Losito, 15enne da milioni follower’I miei avevano detto no a YouTube’. I suoi pensieri in un libro

08 aprile 201914:53

– Avere quindici anni, la semplicità come stile di vita, ballare facendo finta di cantare e catturare follower sui social. Ci è riuscita Marta Losito, che dalla provincia veneta ha realizzato un piccolo miracolo mediatico. La sua vita non ha segreti per i 2,3 milioni di follower che la seguono su Tik Tok (ex musical.ly), il milione su Instagram e gli oltre cinquecentomila di YouTube. Marta a Roma per il firmacopie del suo libro, #Nonostante: viso pulito, sorriso aperto, jeans, unico vezzo le unghie laccate. Fuori, migliaia di ragazzini urlanti e pronti, assieme ai genitori, a ore di fila per una firma sulla ‘bibbia’ del Marta-pensiero e un selfie da postare con orgoglio. La prima curiosità è dove finisca la persona Marta e dove inizi il personaggio. “Io sono così come mi vedi – racconta la muser – e non faccio nulla di particolare. Amo da sempre la danza e la musica, per questo ho iniziato a postare video su musical.ly (ora confluito in Tik Tok). È iniziata così, in modo semplice ”

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David Garrett, il 15 settembre all’ArenaTappa italiana del suo “Unlimited – Greatest Hits – Live”

08 aprile 201915:32

– David Garrett annuncia “Unlimited – Greatest Hits – Live”, un nuovo tour mondiale con cui celebrerà i suoi dieci anni di crossover tra pop, rock e musica classica.
In Italia farà tappa il 15 settembre all’Arena di Verona.
Sin dagli esordi della sua carriera, “il violinista del diavolo” non ha mai permesso ai limiti dei vari generi musicali di contenerlo. Dunque “Unlimited” è ben più del titolo di un tour: è la sua filosofia di vita. Con le sue interpretazioni inebrianti di successi rock come “Purple Rain” o “Smells Like Teen Spirit”, i suoi struggenti adattamenti di inni come “Nothing Else Matters” o “November Rain”, la sua interpretazione di brani pop celebri in tutto il mondo, come “Viva la vida” o “Hey Jude”, e i suoi arrangiamenti di melodie classiche come la “Sinfonia n. 5” di Beethoven o “Clair de Lune” di Debussy, Garrett è riuscito ad entusiasmare il pubblico.
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Jovanotti a Messner: “Concerto in montagna sarà ecologico”Alpinista aveva chiesto di rinunciare a data di Plan de Corones

BOLZANO08 aprile 201919:24

Il re degli ottomila, Reinhold Messner, lo aveva invitato a rispettare il silenzio della montagna e rinunciare al concerto in programma il 24 agosto sul Plan de Corones, in Alto Adige. E, a stretto giro, Jovanotti ha replicato su Facebook.
“Non discuto con Messner di montagna, non mi permetterei mai, ma sui concerti ho qualcosa da dire e il nostro progetto per l’estate è serio, accurato e soprattutto nuovo, realizzato con criteri ambientali che oggi non sono solo possibili ma anche importanti da mostrare al pubblico, soprattutto ad un pubblico come è il mio, sensibile ai temi chiave del presente . Quando dico che stiamo tenendo insieme un evento rock con l’equilibrio ambientale non lo dico tanto per dire, si tratta di mettere in campo tutte le conoscenze in questo ambito ed è quello che stiamo facendo, per mostrare un modo nuovo di fare le cose, non quello solito che giustamente preoccupa Messner”, ha scritto Jovanotti. Il cantante ha inoltre auspicato di poter incontrare Messner: “Ce la faremo, e spero di stringere la mano dell’uomo che ha scalato gli ottomila in arrampicata libera, consapevole che la grande impresa del nostro tempo sia quella di ripensare il nostro rapporto con l’ambiente. Il cammino è iniziato e reale, e le nostre feste saranno un nuovo campo base che a differenza di quello sull’Everest verrà lasciato meglio di come lo troveremo con la collaborazione di tutti quelli che vivranno una grande giornata insieme”.
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A Pitti de Vincenzo lancia linea uomoPresentata con una sfilata in programma il 12 giugno

FIRENZE08 aprile 201915:50

– Lo stilista Marco de Vincenzo torna a Pitti Uomo come Pitti Italics Special Event della prossima edizione (11-14 giugno 2019), per il lancio della sua prima collezione maschile, che sarà presentata con una sfilata in calendario mercoledì 12 giugno.
“Nel 2016 sono stato invitato da Pitti come designer ospite per il ready-to-wear femminile – dice il designer e fondatore Marco de Vincenzo -. L’energia di quell’evento era stata talmente incredibile che mi ero ripromesso che ci sarei tornato per un debutto importante. La mia prima collezione uomo non poteva che essere presentata in un contesto simile, dove la gioia di fare questo mestiere si respira in ogni angolo della città”.
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Pombo rivista la Madonna di TintorettoIl 10 maggio a Scuola Grande di San Rocco con l’artista spagnolo

08 aprile 201915:59

– Un omaggio universale alla femminilità, alla donna come madre, creatura e creatrice, che trova nella figura della Madonna il suo archetipo. Jorge R.
Pombo rivisita sette capolavori di Tintoretto che raffigurano altrettanti momenti paradigmatici della vita della Vergine Maria. Prosegue così il dialogo con i dipinti del maestro del Rinascimento alla Scuola Grande di San Rocco a Venezia, dopo il successo dell’esposizione “Passione e Giustizia”, che si è conclusa il 15 gennaio 2019. Nella nuova mostra “Tintoretto – Pombo, Maternità e Passione”, a cura di Sandro Orlandi Stagl con Frederick Ilchman e testo di Gabriella Belli, il pittore spagnolo ci propone un ciclo di “variazioni” dedicate all’Annunciazione, a Fuga in Egitto, Strage degli Innocenti, Maria in meditazione, Maria Egiziaca, Crocifissione, Assunzione. La mostra, che si inaugura il 10 maggio alla presenza dell’artista, sarà aperta fino al 20 agosto. Il progetto di Jorge R. Pombo è l’unico dedicato a Tintoretto in Italia nel 2019. I quadri – che misurano 2,2 x 3,3 metri – saranno collocati a fianco degli originali di Tintoretto nella Sala terrena della Scuola Grande di San Rocco, creando un dialogo ideale e di notevole impatto visivo ed emotivo tra pittura rinascimentale e interpretazione contemporanea ed evidenziando la forza atemporale delle opere del maestro.
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Pombo è famoso nel mondo per la sua originale rivisitazione della pittura classica che riproduce svuotando la figurazione con azioni di cancellazione a sfumature, per recuperare in modo plastico le “macchie”, le campiture di colore, che sente ancora vive e interessanti al tempo di oggi.
Dal beige all’arancio, i nuovi coloriPantone promuove il rosso corallo, ma il semaforo è giallo

08 aprile 201916:16

– E’ in arrivo una nuova stagione estiva a tutto colore che proseguirà anche in inverno, come anticipato dalle passerelle milanesi. Ma se Pantone ha eletto il rosso corallo cromia della primavera-estate, a fare da contraltare a tanta solarità c’è il tono neutro per antonomasia, il beige, le cui calde nuance, tipicamente autunnali, hanno invaso anche le vetrine dell’abbigliamento della nuova stagione. Del resto il look color fondotinta è perfetto per qualsiasi ora della giornata, dalla mattina alla sera, per le attività quotidiane, per una colazione in spiaggia nelle tonalità del deserto, e per le sere più eleganti se abbinato ad accessori e dettagli color oro. Il beige è infatti uno dei colori di punta delle nuove collezioni di Chanel, Max Mara e Roberto Cavalli. Altra storia sono i colori vitaminici, dominati dall’arancio e dal giallo, anche se Pantone ha eletto il rosso corallo cromia dell’estate.
Orange look da Stella McCartney, Ferragamo e Valentino che sfodera anche un luminoso giallo come Fendi e Max Mara.

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Appello a Jova, no plastica ai concerti
Lettera da Sardegna in vista del Beach Party di luglio a Olbia

CAGLIARI08 aprile 201917:10

– No alla plastica monouso in occasione del live del “Jova Beach Party”, il grande happening targato Jovanotti in programma il 23 luglio a Olbia, unica tappa del suo tour in Sardegna. L’invito-appello arriva da Possibile, formazione politica di centrosinistra che ha sostenuto la candidatura di Massimo Zedda alle ultime elezioni regionali. Per questo ha scritto al cantautore una lettera affinchè si faccia testimonial della campagna a favore della salute dell’ambiente durante il concerto in Gallura.
All’artista romano viene chiesto un soprappiù di impegno: una raccolta differenziata dei rifiuti prima, durante e dopo il live e la distruzione all’ingresso, come gadget gratuito offerto dagli organizzatori, di un posacenere portatile da spiaggia per ridurre al minimo l’inquinamento da cicche. Nel mega evento di Jovanotti l’attenzione all’ambiente è certificata dall’appoggio all’iniziativa del Wwf.
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Achille Lauro, a ottobre live nei club”Mai immaginato Sanremo un successo così importante”

08 aprile 201917:10

– “Quando avevamo comunicato le date del tour sapevamo che avrei partecipato a Sanremo ma mai avrei immaginato che quell’esperienza sarebbe stata per me un successo così importante”. COn queste parole sui suoi profili social, Achille Lauro annuncio lo spostamento a ottobre delle date del suo tour nei club, mentre restano confermate le date estive.
“Appena terminato il Festival abbiamo passato giorni e notti in studio per chiudere il nuovo album. Sarà un album unico, rivoluzionario e abbiamo deciso di spostare le date del tour ad ottobre perché io possa incontrare tutti agli instore e al tempo stesso preparare e portare sul palco lo show più imponente che io abbia mai fatto. Ringrazio quanti di voi, tantissimi, avevano già acquistato i biglietti in prevendita mostrandomi un affetto e una presenza che davvero non mi aspettavo così massiccia. Ci vediamo agli instore, questa estate in giro nei Festival più importanti e poi al Rolls Royce Tour”.
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Coez, dopo anteprima da settembre tourIl 29 settembre all’Arena di Verona, poi Torino, Ancona, Milano

08 aprile 201917:11

– Coez è pronto a partire con “È sempre bello in tour”, il nuovo progetto live anticipato da tre anteprime al Palazzo dello Sport di Roma il 28 maggio (sold out), 29 maggio e 31 maggio (nuova data), per tornare il 29 settembre su uno dei palchi culto della musica italiana, quello dell’Arena di Verona, e proseguire in autunno nei palazzetti d’Italia, passando per Torino, Ancona, Milano, Livorno, Firenze, Bologna, Acireale, Napoli, Bari. Una nuova avventura live che arriva dopo un tour completamente esaurito nel 2018 con oltre 180 mila presenze.
È sempre bello in tour segue il successo del nuovo disco È sempre bello, uscito il 29 marzo per Carosello Records, che ha debuttato direttamente al primo posto della classifica FIMI/Gfk.
Queste le date: 28, 29 e 31 maggio Roma, 29 settembre Arena di Verona, 12 ottobre Torino, 20 ottobre Ancona, 27 ottobre Milano, 4 novembre Livorno, 7 novembre Firenze, 16 novembre Bologna, 7 dicembre Acireale, 12 dicembre Napoli, 22 dicembre Bari.
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Il corpo della voce, emozione e scienzaA Palazzo Esposizioni la ricerca di Stratos, Bene e Berberian

08 aprile 201917:22

– Essere “solo” voce, dare vita a una nuova vocalità, per superare il legame esclusivo tra il significato della parola e la sua dimensione sonora e liberare infinite possibilità espressive: è un riuscito connubio tra arte, emozione e scienza la mostra “Il corpo della voce. Carmelo Bene, Cathy Berberian, Demetrio Stratos”, in programma a Roma dal 9 aprile al 30 giugno presso il Palazzo delle Esposizioni e a cura di Anna Cestelli Guidi e Francesca Rachele Oppedisano.
Primo progetto ideato e realizzato interamente dal nuovo cda dell’Azienda Speciale Palaexpo insediatosi lo scorso agosto, la mostra documenta e indaga l’appassionato lavoro di ricerca artistica e sperimentazione di tre personaggi d’eccezione del ‘900 attraverso materiali rari – più di 120 opere tra foto, video, materiali di repertorio, corrispondenze, documenti esposti per la prima volta – e un nutrito apparato tecnologico, come exhibit interattivi, aree di ascolto e apparecchiature elettroniche.

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Bird Cage, Cina alla Galleria BorgheseFino al 7/7 opere di Zhang Enli. Al via lavori ristrutturazione

08 aprile 201917:23

– Coloratissimi mappamondi di terre immaginarie tra il bianco della statuaria classica del portico.
Due grandi torri in cartone e scotch, che nell’uccelliera puntano all’azzurro del cielo, in un ideale viaggio lungo la Via della Seta. E poi il ‘terzo paesaggio’, tra i limoni e i tulipani del Giardino segreto di Tramontana, con la natura riflessa nel modulo architettonico di un cubo nel quale entrare.
L’arte contemporanea cinese debutta per la prima volta alla Galleria Borghese fino al 7/7 con Bird Cage, a temporary shelter, progetto site-specif dell’artista Zhang Enli, a cura di Geraldine Leardi e Davide Quadrio. Una nuova tappa per le Committenze Contemporanee del Museo, in cui, dice la direttrice Anna Coliva, ”non c’è concetto di confronto tra antico e nuovo, ma un occhio specifico per nuovi spunti di lettura sulla collezione”. ”Imminenti”, intanto, i lavori di ristrutturazione della Galleria che in ”9-10 mesi” doteranno il museo di un nuovo centro servizi unico, ascensore per disabili e ristorante

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Premi: a Edda Moser il Pordenone MusicaLa consegna il 6 maggio al Teatro Verdi

PORDENONE08 aprile 201917:24

– Sarà attribuito a Edda Moser, soprano tra i più celebri della lirica di tutti i tempi e oggi docente in accademie e masterclass a livello internazionale, il premio Pordenone Musica 2019. L’annuncio è stato dato stamani, mentre il premio le sarà conferito il 6 maggio al Teatro Verdi.
Moser debuttò con Herbert von Karajan al Metropolitan di New York come “Regina della Notte” mozartiana. Celeberrima protagonista della scena lirica internazionale, ha cantato in tutto il mondo e resta particolarmente famosa la sua Donna Anna del film Don Giovanni di Joseph Losey. La sua interpretazione dell’aria della Regina della Notte è stata inserita nel Golden Record, il disco con alcune delle più alte testimonianze della civiltà umana lanciato in orbita nel 1977 a Cape Canaveral con la sonda Voyager: insieme a una copia della Bibbia e del testo della Costituzione degli Usa, è stata consegnata all’infinito la voce di Moser, che del ruolo mozartiano ha dato forse la più grande interpretazione di sempre.

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Ai funerali di Cadeo politici e amiciAlla fine della cerimonia la canzone ‘Luci a San Siro’

08 aprile 201917:43

– Si è chiusa sulle note della sua canzone preferita ‘Luci a San Siro’, cantata da lui stesso in una incisione di qualche anno fa, la cerimonia funebre per Cesare Cadeo, giornalista e conduttore televisivo, morto il 4 aprile a 72 anni dopo una lunga malattia. In prima fila nella basilica di Sant’Ambrogio, stracolma, i fratelli Maurizio e Giuseppe, la moglie Lalla, i figli Alessandra, Filippo, Caterina con i nipoti Matteo e Leone. Molti i politici (Cadeo si impegnò anche in politica) dalla coordinatrice FI Maristella Gelmini, al sottosegretario della Lega Giancarlo Giorgetti, l’ex sindaco di Milano Gabriele Albertini, l’ex presidente della provincia di Milano, Ombretta Colli, durante il cui mandato Cadeo fu assessore allo Sport dal 1999 al 2004. Tanti i personaggi del mondo televisivo, come il direttore di Raidue Carlo Freccero e Giancarlo Scheri, direttore di Canale 5, Simona Ventura.
Moltissimi i personaggi dello spettacolo anni ’80, come Ambra Orfei e Jo Squillo.

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Tv: Trono di Spade ‘invade’ MilanoTroni alle pensiline e sondaggio per il personaggio più amato

08 aprile 201917:56

– Metro Duomo completamente brandizzata, 320 pensiline di autobus allestite a tema, più di 90 schermi digitali, 4 pensiline e tram decorati, 6 Maxi Ledwall da Eataly, una Vela Digitale in piazza Gae Aulenti, 232 schermi in tutte le metro della città e un’affissione sul naviglio grande di 410 mq. Sono solo alcuni dei numeri e delle iniziative di una grande operazione di comunicazione urbana a Milano guidata da NOW TV, il servizio in streaming di Sky, per celebrare l’ultima e attesissima stagione della serie ‘Il Trono di Spade’. L’attività milanese non sarà però soltanto ‘local’ ma coinvolgerà anche tutti i fan della produzione HBO con un sondaggio online sul sito http://www.nowtv.it/got per votare il personaggio più amato. A largo Cairoli, largo La Foppa, piazzale Marengo e a Foro Bonaparte quattro pensiline di tram saranno allestite con immagini di un vero trono.
L’ultima stagione sarà disponibile dalla notte fra il 14 e il 15 aprile – in contemporanea con gli Usa – in streaming su NOW TV e su Sky Atlantic.

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Da Morandi a de Pisis, mostra RagghiantiA Pontassieve fino al 30 giugno

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– ‘Carlo Ludovico Ragghianti, storico dell’arte e intellettuale militante, opere dalla sua raccolta’.
Questo il tiolo della mostra, a cura di Antonio Natali, Adriano Bimbi e Rodolfo Ceccotti, in programma nella sala delle Colonne a Pontassieve (Firenze) fino al 30 giugno. L’esposizione racconta la figura di Ragghianti, che si impegnò a lungo e senza risparmio in molti campi della cultura italiana, raccontata attraverso la sua raccolta di opere, da Giorgio Morandi ad Antonio Bueno, da Emilio Greco a Filippo de Pisis.
Ragghianti, si ricorda, “con il suo impegno politico e culturale assunse un ruolo fondamentale per il risveglio artistico del periodo post bellico, rappresentando per Firenze un punto di riferimento. Il suo anticonformismo, le sue prese di posizione politiche e la sua indole ardente, permettono di trarre dalla sua vicenda intellettuale spunti di riflessione per parlare” della ‘900 artistico italiano”. Accompagna la mostra il catalogo numero 10 della collana ‘Le Colonne’ (Polistampa).

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Petruzzelli, nuova Valchiria di PagliaroNuova regia e anche nuove soluzioni sceniche, firmate Perego

BARI08 aprile 201918:19

– Debutta il 10 aprile il nuovo allestimento della wagneriana ‘Valchiria’ della Fondazione Petruzzelli, dall’idea originale del 2009 che era però “in forma semiscenica”, spiega il regista Walter Pagliaro: “Questo spettacolo non ha nulla a che vedere con quello del 2009 nel padiglione 7 della Fiera del Levante”, sottolinea presentando la nuova regia dell’opera, che vedrà sul podio dell’Orchestra del Teatro la bacchetta internazionale Stefan Anton Reck, con le scene e i costumi di Luigi Perego.
Nel 2008 la Fondazione presentò al Teatro Piccinni la prima opera della Tetralogia di Wagner, ipotizzando di proseguire al Petruzzelli l’anno successivo, a ricostruzione completata. Non fu possibile e si costruì il suggestivo anello nel Padiglione 7: all’interno gli orchestrali, all’esterno il pubblico, mentre i cantanti camminavano sull’anello. Ora Pagliaro auspica un pubblico “senza pregiudizi sulla lunghezza dell’opera (oltre 4 ore)”, mentre Perego ha reso la ‘cavalcata’ con carri mossi a mano dalle Valchirie.
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Benni in scena con il suo Julio Cortazar’Ululuna’ in prima nazionale 9/4 al Teatro Anfitrione di Roma

08 aprile 201918:28

– Stefano Benni, inedito e ancora una volta sorprendente, porta in scena la sua idea di Julio Cortazar in ‘Ululuna’, ispirato ai racconti di uno dei massimi scrittori del Novecento. Lo spettacolo, prodotto dal Teatro Stabile di Roma©, in prima nazionale dal 9 al 14 aprile al Teatro Anfitrione di Roma, lo vede interprete e in parte autore. Alla regia il giovane Jacopo Neri, classe ’95, che ha già all’attivo una lista di riconoscimenti e premi, come l’ultimo Hystrio 2018.
“Cortazar ha ispirato la mia opera come forse nessun altro.
Volevo – dice Stefano Benni – che a portarlo in scena con me fossero i giovani nei quali credo, che stanno diventando bravi, in un momento difficile per chi scrive e produce teatro”.
Benni interpreta il vecchio Julio che ricorda in punto di morte le storie e i personaggi che ha inventato. Mentre, in parallelo, un giovane Julio, i cui panni sono vestiti da Francesco Guglielmi, scopre lentamente l’universo paradossale, onirico e fiabesco che sarà la sua letteratura.
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Riallestita Ala Nord della Pilotta ParmaRiscrittura museologica e museografica nella Galleria Nazionale

BOLOGNA08 aprile 201918:31

– Presentati i nuovi allestimenti dell’Ala Nord della Galleria Nazionale di Parma nel complesso monumentale della Pilotta. L’intervento ha riguardato una riscrittura museologica e museografica della sezione di opere del Cinquecento e del Seicento che si inserisce in un più ampio percorso di ridefinizione del complesso monumentale avviato nel maggio 2017.
Il riallestimento dell’Ala Nord ha interessato un’area caratterizzata sinora dagli interventi museografici di Guido Canali negli anni Settanta improntati a un’estetica affine all’archeologia industriale.
Il percorso si apre con una sala dedicata ai dodici Apostoli di Murillo e procede con opere di pittura emiliana del Seicento e grandi pale d’altare di Guercino, Lanfranco, Nuvolone. Il percorso di visita è articolato per sezioni tematiche, tra vedute di Bellotto e Canaletto, tre grandi tele di Tiepolo, Piazzetta e Pittoni e due grandi battaglie dipinte nel Settecento di Ilario Spolverini dedicate ai fatti storici della battaglia di Fornovo.
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Al Bano incontra l’ambasciatore ucrainoIl cantante era stato dichiarato ‘minaccia’ per sicurezza Kiev

08 aprile 201918:50

– Sembra aprirsi uno spiraglio per un superamento dello scontro tra Al Bano e l’Ucraina, che il mese scorso ha inserito il cantante italiano nella lista delle persone considerate una minaccia per la sicurezza nazionale.
L’ambasciata ucraina in Italia ha reso noto che il problema è stato affrontato in un colloquio che Al Bano ha avuto con l’ambasciatore di Kiev a Roma, Yevhen Perelygin.
In una nota dell’ambasciata si precisa che Al Bano era accompagnato dal suo avvocato, Cristiano Magaletti. “Durante l’incontro – si aggiunge nel comunicato – le parti hanno discusso il tema della presenza del nome del Maestro Al Bano nella lista delle persone sanzionate del Ministero della cultura d’Ucraina. Il Maestro Al Bano e l’Ambasciatore Perelygin hanno convenuto, al fine di rafforzare i rapporti di amicizia e collaborazione tra i popoli italiano e quello ucraino, di cercare le vie per risolvere il problema sopramenzionato”.

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Spinelli a Cagliari celebra giornata RomConcerto al Lirico per una Europa di pace contro discriminazioni

CAGLIARI08 aprile 201919:09

– Cagliari capitale della Giornata mondiale dei Rom, un evento celebrato con il concerto dell’Alexian Group e l’Orchestra Europea per la Pace e con una sessione straordinaria del Consiglio dell’International Romani Union (Iru). Un mosaico di sonorità, idee, riflessioni “per valorizzare la cultura millenaria dei Rom e lanciare un messaggio di pace per una Europa unita e solidale, contro le discriminazioni e le barriere linguistiche e razziali”, ha spiegato il musicista Alexian Santino Spinelli, direttore artistico dell’Alexian Group. Le affascinanti note della musica romanì etno-sinfonica accompagna la due giorni che celebra l’8 e il 9 aprile il “Romano Dives”.
Porte aperte questa sera alle 20 al Teatro Lirico per “Romano drom – Viaggio concerto nella musica Rom”, sul palco 32 musicisti. Il 9 l’ensemble guidata da Santino Spinelli sarà alle 10 all’Auditorium del Conservatorio per un concerto/incontro riservato alle scuole.

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Madonna all’Eurovision a Tel AvivEsibizione nella finale del 28 maggio

08 aprile 201919:15

– TEL AVIV

– Madonna sarà la superstar dell’Eurovision Song Contest in programma a Tel Aviv dal 14 al 28 maggio, data in cui si esibirà sul palco della manifestazione. La conferma si è avuta l’8 aprile e, secondo i media, i costi dell’arrivo dell’artista Usa saranno coperti dal milionario israelo-canadese Sylvan Adams, grande patron della trasferta del Giro d’Italia in Israele.

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Stefano Benni in scena con il suo Julio CortazarIn prima nazionale al Teatro Anfitrione di Roma

08 aprile 201920:46

– Stefano Benni, inedito e ancora una volta sorprendente, porta in scena la sua idea di Julio Cortazar in ‘Ululuna’, ispirato ai racconti di uno dei massimi scrittori del Novecento. Lo spettacolo, in prima nazionale dal 9 al 14 aprile al Teatro Anfitrione di Roma, lo vede interprete e in parte autore. Alla regia il giovane Jacopo Neri, classe ’95, che ha già all’attivo una lunga lista di riconoscimenti e premi, come l’ultimo Hystrio 2018.”Cortazar ha ispirato la mia opera come forse nessun altro. Volevo – dice Stefano Benni – che a portarlo in scena con me fossero i giovani nei quali credo, che stanno diventando bravi, in un momento difficile per chi scrive e produce teatro. Con loro scommetto, travolto dall’entusiasmo e dalla velocità di Beatriz – vale a dire Maria Beatrice Alonzi, direttore esecutivo del Teatro Stabile di Roma©, produttore dello spettacolo – andando in scena con attori giovanissimi e talentuosi. Nonostante questo pensate che, non a causa mia, in tutto, facciamo più di 300 anni!”.Benni interpreta il vecchio Julio che ricorda in punto di morte le storie e i personaggi che ha inventato. Mentre, in parallelo, un giovane Julio, i cui panni sono vestiti da Francesco Guglielmi, scopre lentamente l’universo paradossale, onirico e fiabesco che sarà la sua letteratura. In particolare si confronta con delle creature antropomorfe, interpretate dagli attori del Teatro Stabile di Roma©, che raccontano il divertimento, la solitudine, il desiderio, incarnando vizi e virtù della natura umana. Ululuna (biglietti da 20 a 13 euro) ci porta in un mondo parallelo in cui gli eventi e le situazioni di tutti i giorni si animano nelle maniere più sorprendenti. Un pullover che tenta di strangolare l’uomo che lo indossa. Un impiegato che, stressato, vomita decine di coniglietti. Gocce di pioggia che si suicidano scivolando lungo il vetro di una finestra. Gli elementi più casuali e anonimi del quotidiano prendono vita, letteralmente. Una vita che a volte turba la nostra, minando il nostro esame della realtà, i nostri punti di riferimento e le nostre prospettive, ma anche offrendoci nuove e più complesse possibilità di senso.Lo spettacolo, che arriva dopo il successo de ‘Il Signor Odio’, portato in scena lo scorso febbraio da La Siti© – Teatro Stabile di Roma©, vede sul palco anche Chiara Cappelli, Amandine Delclos, Margherita Maggio, Maria Caterina Catroppa, Francesco Renna, Valeria Pian, Rachele Patanè, Lorenza Molina, Federica Ciminelli, Lorenzo Giovannetti e Francesca Romana Filippo.
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Leonardo: restauro ‘Paesaggio’ conferma che era ambidestroIndagini Opificio scoprono due stesure del disegno del genio

FIRENZE08 aprile 201920:49

Leonardo da Vinci scriveva e dipingeva con entrambe le mani: sia la sinistra, per lui la principale, sia la destra. La conferma definitiva della finora presunta ambidestria del Genio è emersa dall’ultima campagna di indagini svolte sul ‘Paesaggio’ che ha rivelato anche due differenti stesure dell’opera sia sul fronte sia sul retro del disegno. Lo studio sul dipinto di Leonardo, conosciuto come 8P, è stato realizzato dell’Opificio delle pietre dure di Firenze sotto la supervisione di Cecilia Frosinini e presentato agli Uffizi. “Gli elementi emersi durante questa campagna di indagini – ha detto il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt – aprono nuove prospettive sull’interpretazione del disegno 8P di Leonardo e su come l’artista ha ‘costruito’ il Paesaggio, sulla sua tecnica e perfino sulle sue abitudini e abilità nella scrittura, scoprendolo ambidestro: una vera e propria rivoluzione nell’ambito degli studi leonardeschi”.L’opera, considerata da molti il primo disegno noto di Leonardo, e certamente il suo primo lavoro datato (5 agosto 1473), sarà protagonista a partire dal 15 aprile di ‘Alle origini del genio’, la mostra organizzata a Vinci, patria dell’artista e scienziato, in occasione del cinquecentenario della sua morte. L’analisi diretta del disegno di proprietà delle Gallerie degli Uffizi, ha permesso la scoperta sul retro dell’opera di due paesaggi sovrapposti del tutto diversi da quello disegnato sul fronte: sono raffigurate una scena fluviale, con al centro un corso d’acqua e due rive collegate da un ponte, e sulla sinistra una formazione di rocce aguzze e frastagliate. Leonardo aveva impostato questo scenario a nerofumo e successivamente ne sottolineò con l’inchiostro alcune forme, aggiungendo anche dei picchi montuosi. Dall’esame del retro affiorano, inoltre, sotto il paesaggio fluviale in basso a sinistra e più in alto, alcuni disegni a punta di piombo, un fiore stilizzato (una rosetta) e alcuni motivi geometrici.Infine, l’Opificio delle pietre dure ha rivelato anche la presenza di alcune tracce solo incise, con uno stile cosiddetto ‘cieco’ o ‘acromo’: un cavallo sul retro del foglio e una catena montuosa sul fronte. Lo studio del ‘Paesaggio’ e in particolare l’analisi calligrafica di due scritte presenti sul fronte e sul retro del foglio hanno inoltre confermato l’ambidestra del Genio di Vinci. Secondo l’Opificio entrambe le scritte, sia quella tracciata secondo la celebre stesura al contrario di Leonardo, da destra verso sinistra, che l’altra scritta nel verso ordinario sono da ricondurre alla mano di Leonardo che, secondo gli studiosi, usò la mano sinistra per la scritta ‘a specchio’ e la destra per la scritta sul retro da sinistra verso destra. “Leonardo nasce mancino, ma viene rieducato all’uso della mano destra fin da ragazzino – ha spiegato Frosinini – dall’osservazione dei suoi scritti, incluso quello sul disegno, si capisce che la sua calligrafia da destro è colta, ben fatta; Leonardo sa adoperare bene questa mano”.

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Wonder Park, la meraviglia al potere
Dall’11 aprile il cartoon con le voci di Gigi e Ross

08 aprile 201919:37

‘Wonder Park’ di David Feiss, film d’animazione della Paramount Animation e Nickelodeon in sala dall’11 aprile, ha come protagonista la meraviglia. A dargli voce è June, ragazza piena di fantasia che, insieme alla madre, ha ideato un incredibile parco divertimenti chiamato Wonder Park, un luna park pieno di personaggi e dove tutto è possibile. Ma la magia di questo parco si spegne quando la madre di June si ammala gravemente e deve lasciare figlia e marito per curarsi. Insomma ‘Wonder Park’ muore con l’ombra di dolore e paura che piomba sulla famiglia della ragazzina. Ma June è una vera combattente e a un certo punto scopre nel bosco un incredibile parco divertimenti chiamato Wonderland, esattamente come quello immaginato con la madre.Nonostante sia pieno di fantastiche giostre e animali parlanti, il parco però si trova in uno stato di grande caos, ma June sa anche che solo la sua immaginazione è in grado di riportare tutto all’ordine. Insieme a questi animali fantastici (due castorini, un orso dormiglione, un saggio porcospino, una scimmietta e un cinghiale) June dovrà salvare questo posto magico, riportando la meraviglia nel parco. Il soggetto del film è di Alan Gordon, autore anche delle sceneggiature di Men In Black II e Lemony Snicket – Una serie di sfortunati eventi. Nella versione italiana le voci di Gus e Cooper, i due fratelli castori manutentori del parco creato dalla piccola June, doppiati in originale dal comico del Saturday Night Live Kenan Thompson e dall’attore americano di origine coreana Ken Jong, sono state affidate all’affiatata coppia comica napoletana Gigi e Ross, alla loro prima esperienza in questa veste. Francesco Facchinetti dà invece la voce al porcospino Steve.Entusiasti di questa esperienza Gigi e Ross, che non nascondono oggi a Roma di essere la generazione cresciuta “coi robottoni in tv”. Anche per loro da ragazzi – dicono – c’è stato un Wonder Park: “Si chiamava e si chiama ancora Edenlandia e si trova a Napoli Fuorigrotta. Per noi era Disneyland”. Il messaggio del film? Dicono Gigi e Ross: “L’importante è non smettere mai di meravigliarsi”.

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Audiard, il mio western senza mito
In sala il film I fratelli Sister, Leone d’argento a Venezia

08 aprile 201919:29

‘I fratelli Sister’ di Jacques Audiard è un western dark europeo molto poliglotta: batte bandiera francese, è tratto dall’omonimo romanzo del canadese Patrick DeWitt ambientato nell’Oregon nel 1850 e, infine, è girato tra Spagna e Romania. Con un titolo che gioca sull’ossimoro, il film che a Venezia ha vinto il Leone d’argento per la regia ed arriva ora in sala dal 2 maggio con Universal, non è privo di sentimenti, introspezione e dialoghi. In più c’è un cast all star: Joaquin Phoenix, John C. Reilly, Jake Gyllenhaal e Riz Ahmed. Ci tiene a dire a Roma il regista, Palma d’Oro con Dheepan nel 2015: “Mi piacciono i western anni ’70, ma non mi considero un appassionato del genere. Qui manca la mitologia, quello che mi interessava davvero era casomai la violenza dei padri fondatori, oltre naturalmente alla componente del romanzo di formazione. Questo film parla d’amore – aggiunge -, anche se non è quello tra un uomo e una donna, ma tra due fratelli”.Il film racconta dei fratelli Charlie (Joaquin Phoenix) ed Eli Sisters (John C. Reilly), capaci di usare la pistola nel bene e nel male. Charlie, il fratello più giovane, sembra davvero nato per uccidere, ma ha un problema non da poco, è alcolizzato; Eli, invece, è un sentimentale e sogna di costruirsi primo o poi una vita normale. Il loro capo, il Commodoro, li ingaggia per scovare un uomo e ucciderlo. Comincia così una spietata caccia dall’Oregon fino alla California di un cercatore d’oro che sembra avere una formula magica per trovare le pepite: Hermann Kermit Warm (Riz Ahmed). Ad inseguire Warm ci si metterà poi anche un altro cercatore d’oro, ma davvero senza scrupoli, Morris (Jake Gyllenhaal). Alla fine, in un western anomalo in cui i killer si misurano con i primi spazzolini da denti e piangono anche alla morte dei loro cavalli, tutto precipita in una direzione imprevista.”Sergio Leone – ribadisce il regista a Roma -, lo ammiro più che amarlo. Riconosco nei suoi western un’audacia formale unica e un pensiero sintetico che suscita profonda emozione. Amo meno film come ‘C’era una volta in America’ rispetto ai suoi western. E’ un cineasta di cui non si è ancora esaurita l’eredità, ne siamo ancora influenzati”. E ancora Audiard: “Sono francese e non ho un rapporto con la mitologia del West, anche le riletture del western dell’ultimo decennio non mi hanno particolarmente affascinato. Mi sono avvicinato a questa storia in modo indiretto. L’ho vista come un romanzo di iniziazione, la storia di due adulti che sono come bambini di dodici anni, litigano, si fanno gli scherzi, fanno i peti come se fossero in campeggio. Leggere la loro storia – conclude – è come sfogliare le pagine di una fiaba illustrata. Non ci sono personaggi femminili perché loro sono in fase puberale e le donne arrivano solo dopo, quando i problemi esistenziali sono risolti”.

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Sandrelli premiata con l’Ulivo d’Oro
Reduce da set Napoli, ‘amo lavorare con i giovani registi’

LECCE08 aprile 201919:54

– “Lavorare con i giovani registi mi è sempre piaciuto, tanto più perché poi alcuni da emergenti sono diventati grandi registi, come Bernardo Bertolucci, che ho fatto esordire, o Francesca Archibugi”. Così Stefania Sandrelli che – madrina al Festival del Cinema Europeo e premiata con l’Ulivo d’oro alla kermesse diretta da Alberto La Monica – arriva a Lecce reduce dal set di Napoli dov’è protagonista di un’opera prima. Un film tratto dal romanzo di Lorenzo Marone “La tristezza ha il sonno leggero”, diretto da Marco Mario De Notaris.
Oltre 130 film e tanti premi, il segreto di questa carriera è “l’entusiasmo e la passione che metto in un lavoro che amo profondamente – sottolinea – anche se devo dire che non è facile in Italia lavorare per una donna della mia età”. Le resta il rammarico per due film che avrebbe voluto interpretare: Il Giardino dei Finzi Contini con il ruolo ‘rubatole’ all’ultimo da Dominque Sanda (“quando me lo disse Dominque, mi venne un coccolone”) e La ragazza di Bube, di Comencini.          [print-me title=”STAMPA”]

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Ex-Otago, emozioni e show a Milano
Da Sanremo al ‘Cosa fai questa notte? tour’ sold out al Fabrique

06 aprile 201920:09

Ci sono l’abbraccio, il gioco e il sentimento nello show che gli Ex-Otago hanno portato il 5 aprile al Fabrique di Milano, trasformato in teatro e in discoteca dalla data sold-out della band genovese. Ideato con l’aiuto dell’art director Carlo Zoratti (Jovanotti), il concerto ha per tema ‘Cosa fai questa notte?’.”La notte è il filo conduttore – spiega il cantante Maurizio Carucci, detto Mauri, parlando con la stampa prima del live – Ognuno nella notte trova un po’ quello che vuole, per qualcuno porta consiglio, per altri è un momento di passione o di decisioni, per altri son solo sbronze e per altri ancora è la casa”. Questo senso di possibilità diverse si percepisce in un live che, nonostante l’impianto narrativo, non ha paletti rigidi e conserva l’aspetto di un concerto. Mentre sulle quinte passano visual originali a corredo della musica, il quintetto ha spazio per muoversi nelle sue dimensioni sonore, dalle ballad come ‘Questa notte’, che apre lo show, alle danzerecce ‘Bambini’ e ‘I giovani d’oggi’. La scaletta presenta quasi esclusivamente brani dall’ultimo album ‘Corochinato’ e dal precedente ‘Marassi’. “Non siamo persone che si guardano troppo indietro, abbiamo fame di presente – prosegue Mauri – Ma c’è molto dei vecchi Otago nel mood e nella narrazione dello show, quando lanciavamo i lecca lecca nel 2002 o indossavamo camicie di cattivo gusto nel 2007”.Lo spirito goliardico delle ‘Otagate’ si unisce a una messinscena ambiziosa che incanta e diverte un pubblico peraltro entusiasta, ora con le schermate in stile “Televideo” sul brano ‘I giovani d’oggi’, ora con le campiture di rosso per ‘Torniamo a casa’, ora con la gag di un finto Capodanno tra balli e countdown prima di ‘La notte chiama’ e ‘Tutto bene’: “Per noi è un concerto che meglio di altri racconta il mondo Otago – spiega Mauri – All’interno c’è veramente un po’ tutto, anche tanto contatto fisico”. Questo si nota a metà serata, quando Simmi alla chitarra e Mauri compaiono all’altezza del bar del Fabrique per intonare ‘Costa Rica’, e ancor più quando il cantante, seguito da una lampada, si muove nel mezzo della folla per ‘Stai tranquillo’. Dopo aver tenuto alta la tensione emotiva con ‘Mare’, ‘La nostra pelle’ e ‘Quando sono con te’, per i bis gli Ex-Otago si presentano in tenuta sanremese, in abito bianco. E ad aprire l’ultimo atto è non a caso il brano portato al Festival, ‘Solo una canzone’. “Non siamo una di quelle band che andando a Sanremo ottengono un botto di seguito: avevamo già una storia dietro, e il pubblico ce lo siamo costruiti come artigiani. Per noi non c’è mai stato hype, solo un pubblico iperaffezionato. E credo che anche questo stia pagando, perché si percepisce una credibilità: ciò che cantiamo lo puoi leggere sui nostri volti”, dice Mauri.Senza tradire il pendolo di emozioni della serata, dopo le ballate il finale è ritmato e dance, con ‘Cinghiali incazzati’ e il remix di ‘Non molto lontano’: un commiato festoso prima di proseguire il tour stasera a Senigallia (Ancona), quindi a Bologna (9/4), Roma (10/4) e Bari (12/4). La band tornerà a Milano il 27 giugno per il Tuborg Open Fest (Ippodromo San Siro).

In 12 mila ad Assago per IramaTour estivo inizierà l’1 giugno a Bassano del Grappa

06 aprile 201911:28

– Erano 12mila gli spettatori, il 5 aprile al Forum di Assago, della tappa finale del Giovani per sempre tour di Irama, che ha tenuto la scena per un’ora e mezza, aprendo il palco a ospiti come Noemi.
Ventisei le canzoni in scaletta, da Tornerai da me, passando per Giovani, Bella e Rovinata, e ancora La ragazza con il cuore di latta, che ha visto sul palco una reunion con il coro gospel di Sherrita, che aveva accompagnato Irama a Sanremo, e la sorpresa di Noemi, accolta dal boato del Forum. Ma non sono mancate altre sorprese, come Vegas Jones protagonista del feat.
Non mollo mai, realizzata per l’uscita del nuovo album, e Mr.
Rain per una versione speciale di Icaro. Ora un po’ di pausa per Irama, che si dedicherà alla scrittura del nuovo album per poi ripartire con il tour estivo che si aprirà il 1 giugno a Bassano del Grappa e toccherà tra l’altro Torino, Roma, Lignano Sabbiadoro, Nardò e Taormina.
Orchestra giovani europei in tourConcerti a Reggio Emilia, Ferrara, Milano e Udine

FERRARA06 aprile 201913:26

– La European Union Youth Orchestra è già al Teatro Comunale Claudio Abbado di Ferrara, sua nuova residenza dopo l’abbandono della sede di Londra a causa della Brexit, per preparare i programmi dello Spring Tours 2019 guidato dal direttore principale Vasily Petrenko. I giovanissimi musicisti europei affronteranno un repertorio molto ampio che comprende l’Ouverture dall’opera Ruslan i Lyudmila di Glinka, la Polacca e la scena della lettera di Tatjana dall’Eugene Onegin di Ciajkovskij (con la partecipazione del soprano Kristine Opolais), la settima delle dodici Romanze di Rachmaninov, la Sinfonia N. 4 di Bruckner, l’Interludio del Chiaro di luna dall’opera Capriccio di Richard Strauss, la Sinfonia N. 38 di Mozart e la decima di Shostakovich. Variamente assemblati, i brani verranno presentati il 9 aprile al Teatro Valli di Reggio Emilia, l’11 e il 13 a Ferrara, il 12 al Conservatorio di Milano e il 14 a Udine. Il tour proseguirà poi in Oman, Austria, Lussemburgo e Germania.
Design, ‘spunta’ la poltrona di PesceGrande installazione nel cuore di Milano tributo al designer

06 aprile 201913:37

– Milano cambia look per il salone del Mobile e il fuorisalone, a partire da piazza Duomo dove domenica 7 aprile, alle 17, sarà inaugurata una installazione monumentale ispirata alla poltrona Up 5&6 realizzata da Gaetano Pesce nel 1969.
Si tratta un’icona del design internazionale, non a caso è fra le opere esposte al museo dei Design che l’8 aprile – vigilia dell’apertura del Salone del Mobile – sarà inaugurato in Triennale alla presenza fra gli altri del premier Giuseppe Conte.
In piazza Duomo al ‘taglio’ del nastro dell’installazione sarà invece presente lo stesso Pesce, che con il suo lavoro di architetto, designer e sculture ha realizzato opere esposte in alcuni dei maggiori musei del mondo dal Met di New York, al Victoria and Albert Museum di Parigi, fino al Centre Pompidou di Parigi che gli ha dedicato una mostra nel 1996.
All’inaugurazione parteciperanno anche Vittorio Sgarbi, Giampiero Mughini e Silvana Annicchiarico.
Il trono di spade, è l’ora dell’ultima battagliaL’ottava stagione della serie da 47 Emmy dal 15 aprile su Sky

06 aprile 201919:59

La ami da subito o la ignori, ma se inizi a seguirla il rischio più alto è quello di rimanere ammaliato dalle atmosfere magiche, dalle location mozzafiato, dagli intrighi dalle battaglie epiche. Per Game of Thrones/Il Trono di spade, la serie più premiata di sempre con il record di 47 Emmy, il 14 aprile negli Usa, e nella notte del 15 aprile in Italia su Sky Atlantic, si apriranno ufficialmente le danze dell’ottava e ultima stagione. L’ultima parte della saga tv di David Benioff e DB Weiss – da Cronache del ghiaccio e del fuoco di George RR Martin – è composta da sei episodi di durate variabili (54 minuti il primo; 58 il secondo; 82 minuti il terzo; 78 il quarto; 80 il quinto e il sesto). Una curiosità: alla première mondiale del Trono di Spade 8 non c’erano solo i protagonisti dell’ultima stagione, quali Emilia Clarke, Sophie Turner, Maisie Williams, Peter Dinklage, e Nikolaj Coster-Waldau, ma anche attori apparsi nelle precedenti stagioni.Finalmente sapremo come finirà la grande guerra per la conquista del trono e, soprattutto, la sfida fra gli umani e i morti viventi. Una saga fantasy che si è rivelata una vera e propria esplosione, sia in termini di pubblico sia in termini di diffusione. Un successo che a volte pare aver sorpreso la stessa Hbo, che la produce e trasmette dal 2011. Più volte rinnovata, più volte data per conclusa e ogni volta prolungata. E’ ora di affilare le armi e lucidare le armature: “Il grande inverno sta tornando”. Il Trono di spade può piacere sia a chi ama draghi e streghe ma anche a chi è appassionato di storia e battaglie. Si concluderà tra i fuochi d’artificio di una grande, promessa guerra tra le grandi casate superstiti di Westeros e gli Estranei, ormai alle porte del mondo civile così come lo abbiamo conosciuto negli ultimi otto anni. Stark, Lannister, quel che resta dei Greyjoy e naturalmente dei frastagliati, misteriosi Targaryen si uniranno ai frammenti dei Bruti e dei Guardiani della Notte nella sfida destinata a segnare la sorte di tutti i protagonisti: chi morirà? Tutti, qualcuno? Ecco gli highlights della serie.CASA STARK – nello stemma è raffigurata la testa di un metalupo grigio, perché è, da millenni, l’animale-guida della casata. Dopo l’arrivo dei conquistatori Targaryen, gli Stark hanno dovuto rinunciare al titolo di Re del Nord, ma ne sono rimasti i Protettori.CASA LANNISTER – Udite il mio ruggito! Nella serie il motto ufficiale della famiglia. Ma il motto non ufficiale della casa del leone è “Un Lannister paga sempre i propri debiti”.EROI, CATTIVI, AMORE, ODIO – Tanto gli eroi, quanto gli antagonisti più importanti sono morti nei modi più fantasiosi. I personaggi sono più spesso cattivi, comunque mai del tutto buoni. In veri e propri continui colpi di scena, gli stessi personaggi cambiano, tanto da far dubitare sulle possibilità di svolgimento dell’avventura. Amore, odio, ambizione si alternano senza soluzione di continuità.LE LOCATION – Dal Marocco all’Islanda, dalla Croazia all’Irlanda, a Malta e alla Spagna (chi ha visitato Siviglia e l’Andalusia se ne sarà accorto) hanno visto – non a caso – incrementare il turismo. In nessuna parte del mondo avrebbero potuto rappresentare i giardini acquatici del regno di Dorne se non nel meraviglioso Alcázar di Siviglia.COMPARSE – Nel Trono di spade ci sono così tanti characters che è difficile non affezionarsi a qualcuno in particolare.I PERSONAGGI PIÙ AMATI – Jon Snow (Kit Harington); Tyrion Lannister (Peter Dinklage), talmente di successo che gli sceneggiatori hanno pensato bene di ridurne il peso all’interno della serie; Daenerys Targaryen (Emilia Clarke); Arya Stark (Maisie Williams).IL SESSO – A fronte dei tanti bei ragazzi mostrati – anche generosamente – nelle puntate delle ultime stagioni, è andato crescendo il numero di scene decisamente calde con protagoniste affascinanti, di primo e secondo livello. Dal full frontal di Lena Headey ai nudi di Emilia Clarke o Natalie Dormer, di Carice van Houten o Nathalie Emmanuel, gli esempi non mancano.I DRAGHI – I draghi del Trono di spade sono uno degli aspetti più spettacolari della serie Hbo. Un lavoro tutt’altro che semplice per gli autori degli effetti visivi anche perché Drogon, Rhaegal e Viserion crescono a dismisura dalle prime all’ultima stagione e uno diventa addirittura una sorta di ‘zombie.BREVEMENTE – La serie racconta le avventure di svariati personaggi, che ruotano attorno ad un grande mondo fantastico costituito principalmente dal continente Occidentale (Westeros) e da quello Orientale (Essos). Il centro più grande e civilizzato del continente Occidentale è la città capitale Approdo del Re, dove si trova il Trono di Spade dei Sette Regni. La lotta per la conquista del trono porta le più potenti e nobili famiglie del continente a scontrarsi o allearsi tra loro in un contorto gioco di potere, che coinvolge anche l’ultima discendente della dinastia regnante deposta. Diversi finali e decine di trailer, finti spoiler ma il finale resta top secret.La stagione finale debutta su Sky Atlantic e in streaming su Now Tv dalle 3 della notte fra il 14 e il 15 aprile. Sarà disponibile anche su Sky On Demand. L’episodio in lingua originale con sottotitoli in italiano verrà riproposto alle 21.15 del 15 aprile, mentre dal lunedì successivo, 22 aprile, sarà trasmessa la versione doppiata in italiano.

Cristo si è fermato a Eboli a NYIl capolavoro di Rosi al Film Forum restaurato e con sottotitoli

NEW YORK07 aprile 201912:04

“Cristo si è fermato a Eboli” di Francesco Rosi torna negli Usa in versione integrale. Quattro ore di proiezione e il tutto esaurito al Film Forum sono il regalo fatto agli appassionati del cinema italiano da Bruce Goldstein, il direttore artistico della sala del West Village, con l’aiuto del traduttore e interprete Michael Moore, che ha realizzato i sottotitoli del film tratto dal libro di Carlo Levi uscito nel 1945, l’anno della fine della Seconda Guerra Mondiale.Il debutto newyorchese, salutato dal New York Times come “un avvenimento” alla luce del significato del libro di Levi e della statura del regista, è il frutto di una ossessione: “Un’odissea di 40 anni”, racconta Goldstein che nel 1981 aveva messo le mani sul “director’s cut” del film con Gian Maria Volonté, Lea Massari e Irene Papas e lo aveva portato al Thalia, il leggendario cinema d’essai dell’Upper West Side dove “fu proiettato per due giorni soltanto”. Negli Usa il film di Rosi era uscito l’anno prima con titolo abbreviato, “Eboli”, e in versione dimezzata: due ore, invece degli originari 270 minuti. In Italia “Cristo si è fermato a Eboli” era uscito il 23 febbraio 1979. Nel dicembre 1980, poche settimane dopo il terremoto dell’Irpinia, la Rai aveva mandato in onda la versione “lunga”, divisa in quattro puntate: quella portata da Goldstein al Thalia e di cui dopo si erano perse le tracce. Vana per anni la ricerca di Goldstein, prima negli archivi Rai e poi, complice John Turturro che aveva lavorato con Rosi, con lo stesso regista.La versione integrale di “Cristo si è fermato a Eboli” è riemersa alla fine negli studi del produttore Cristaldi. Ad introdurre la prima americana è stato Moore perché, come ha spiegato Goldstein, i sottotitoli sono “una parte integrante” del restauro. “Fu il primo libro che lessi in italiano, raccontava una parte d’Italia trattata allora come fonte di vergogna”, ha spiegato, osservando che attraverso i sottotitoli, ha messo insieme i suoi due mestieri, di interprete e traduttore. Moore lo ha già fatto per Rialto, la casa di distribuzione di Goldstein, con i sottotitoli di “Senso” di Luchino Visconti e “Il Boom” di Vittorio De Sica, ma questa è solo una parte di una carriera lunga ed articolata che lo ha portato a confrontarsi con i più grandi nomi della letteratura italiana: dai classici come Manzoni, Moravia, Primo Levi, ai più contemporanei come Edgardo Franzosini, Fabio Genovesi, Erri De Luca, Nicola Gardini.

A Firenze le ‘Tele cerate’ di TortoriEsposte per 1/a volta tavole parietali dell’ultimo ceroplasta

FIRENZE06 aprile 201915:25

– E’ intitolata ‘Tele cerate’ la mostra inaugurata al Museo della Fondazione scienza e tecnica di Firenze che espone per la prima volta al pubblico 60 tavole parietali realizzate tra il 1870 e il 1876 dall’ultimo ceroplasta del museo fiorentino di storia naturale ‘La Specola’ Egisto Tortori (1829-1893). L’esposizione è visibile dal 7 aprile al 30 settembre. Le tavole, spiega una nota, facevano parte della dotazione del Gabinetto di storia naturale dell’Istituto. Si tratta di stendardi, a contenuto naturalistico, di tela di canapa inglobata in un film di cera nera, che raffigurano fiori, piante, invertebrati, ma anche parti anatomiche, vulcani, fossili, tutti dipinti con pigmenti in sospensione oleosa, stesi a pennellate cariche di colore. Un corpus unico nel suo genere che unisce arte e scienza. Le tele sono le sole opere eseguite con questa tecnica dall’Officina ceroplastica, fondata nel 1771 presso l’Imperiale e regio Museo di fisica e storia naturale di Firenze conosciuto come ‘La Specola’. La mostra, a cura di Laura Faustini e Stefania Lotti, è stata resa possibile grazie al contributo dei Rotary club Firenze ovest e Firenze sud e del Distretto 2071. La Fondazione scienza e tecnica custodisce le collezioni dell’Istituto tecnico toscano, fondato dal Granduca Leopoldo II nel 1850 per garantire una formazione di eccellenza alle giovani generazioni. Per Donatella Lippi, presidente della Fondazione, “da tempo in attesa di essere valorizzate, le tele cerate del Museo della Fondazione scienza e tecnica sfoggiano lo splendore dei disegni e dei colori, che si stagliano sul fondo nero in un piacevole contrasto. Questa iniziativa rende visibile un patrimonio di eccellenza, offrendolo a studenti e studiosi, fiorentini e stranieri, e valorizzando non solo il Museo della Fondazione ma l’intera tradizione della didattica scientifica ottocentesca”.
Nel Bolognese museo per architetto AaltoEntro la fine dell’anno, struttura espositiva di 400 mq

BOLOGNA06 aprile 201915:47

– Sarà inaugurato entro la fine dell’anno il nuovo museo e centro internazionale Alvar Aalto, che sorgerà a Riola di Vergato, nel Bolognese, luogo in cui il famoso architetto finlandese, su invito del cardinal Lercaro, progettò mezzo secolo fa la chiesa di Santa Maria Assunta, sua unica opera realizzata in Italia. Il museo, promosso dal Comune di Grizzana Morandi, ospiterà tutta la documentazione relativa alla progettazione e realizzazione della chiesa e sarà il fulcro di un percorso di valorizzazione dell’intera vallata del Reno. Il progetto, presentato a Bologna, consiste in uno spazio di oltre 1250 mq più 7 ettari di aree verdi, con un corpo espositivo di 400 mq distribuito su due livelli nell’ex centro Mario Tamburini di Riola, oggi di proprietà della Fondazione Carisbo. Partendo dall’insegnamento di Aalto, nella direzione dell’interazione tra architettura e paesaggio, verrà istituito anche un premio internazionale quadriennale per la realizzazione di opere a grande dimensione.
Rostand e Cyrano in commediaPrima regia enfant prodige teatro francese ora su set per Zalone

06 aprile 201920:02

Pierre Magnier, nel 1922, Josè Ferrer nel 1950, Steve Martin nella rivisitazione ‘corretta’ e modernizzata del 1987, fino a Gerard Depardieu (1990). Sono solo alcuni dei volti cinematografici del poeta/soldato dal grande naso, abile con la spada e nelle schermaglie di parole, capace di magnifiche dichiarazioni d’amore, Cyrano de Bergerac, protagonista del capolavoro scritto nel 1897 da Edmond Rostand, ispirandosi al drammaturgo/filosofo/soldato del XVII secolo Savinien de Cyrano de Bergerac. Un cocktail di verità e creazione al quale l’attore (è anche nel cast del nuovo film di Checco Zalone, Tolo Tolo) e drammaturgo, enfant prodige del teatro francese, Alexis Michalik, rende omaggio con il suo primo film, Cyrano Mon Amour, adattamento della sua commedia teatrale pluripremiata Edmond, che dopo il debutto italiano a Rendez Vous 2019 arriva in sala il 18 aprile con Officine Ubu.Sul modello di Shakespeare in Love, il film, mescolando realtà e invenzione, ricostruisce con un ritmo trascinante l’avventurosa creazione di Cyrano de Bergerac, nella Parigi di fine ‘800, da parte del 29enne Rostand (Thomas Soliveres), in sole tre settimane, tra imprevisti, attori scatenati e una ‘musa’ salvifica. “Tutti possono innamorarsi di Cyrano – spiega Michalik -. Gli uomini lo ammirano perché è brillante, coraggioso, divertente e infelice, e le donne lo amano perché è una figura romantica e piena di humour. Nel testo (è la pièce francese più rappresentata al mondo, ndr) c’è eroismo e una grande trama; è commovente ma è centrale anche la parte di commedia. Rostand ha messo tutti gli ingredienti in Cyrano, rendendola un’opera senza tempo, sempre attuale”. Michalik, classe 1982, con le sue commedie teatrali oltre a riempire le platee d’oltralpe (due suoi testi sono da poco approdati a Londra) ha già vinto 8 Molières (di cui cinque per Edmond), gli Oscar del teatro francese. Ha in comune con Rostand l’aver ottenuto il suo primo grande successo a 29 anni, con Le Porteur d’Histoire.”Si vede che era destino che parlassi di lui – commenta sorridendo -. L’idea di fare qualcosa di simile a Shakespeare in love per un grande autore francese ce l’ho da subito dopo aver visto il film, 20 anni fa. E 15 anni fa ho pensato a Cyrano de Bergerac, leggendo di come era stata stata creata la pièce. Nessuno credeva sarebbe stato un successo e Rostand, che fino allora aveva scritto solo drammi, collezionando insuccessi, con Cyrano ottiene un trionfo fin dalla prima rappresentazione, e diventa una gloria nazionale”. Rostand, “che nella vita era un uomo timido e pieno di dubbi, mette tutte le qualità che amava nel suo protagonista, ne fa un suo alter ego idealizzato”. Nell’ottimo cast del film, che comprende Olivier Gourmet (nella parte del grande attore Constant Coquelin, il primo interprete di Cyrano), Lucie Boujenah, Mathilde Seigner, Tom Leeb, Alice De Lencquesaing e Clémentine Célarié (nei panni di Sarah Bernhardt, fra i primi a credere nel talento di Rostand) c’è anche Michalik nella parte del commediografo francese di maggior successo dell’epoca, Georges Feydeau: “Nel film risulta uno sbruffone arrogante, e io adoro recitare sbruffoni arroganti” scherza.Lo vedremo anche nel nuovo film di Zalone, Tolo Tolo: “Sul mio personaggio non posso dire nulla, ma lavorare con Checco è fantastico – dice l’attore e regista che ha anche in uscita a settembre il suo primo romanzo – Lui è straordinario, incredibilmente divertente, e l’uomo più gentile e alla mano del mondo”.

A Matera 2019 i ‘Colori’ di RaffaelloMostra su decorazioni Loggia di Psiche a Villa Farnesina-Chigi

MATERA06 aprile 201916:19

– Fiori, frutti e “fragranze” cromatiche, nelle diverse combinazioni e provenienze, con il supporto di analisi chimiche e spettrografiche: costituiscono gli elementi di attrazione della mostra “I colori della prosperità: frutti del Vecchio e Nuovo Mondo”, inaugurata il 6 aprile (e visitabile fino al 18 maggio) a Matera, nella Scuola di alta formazione e studio “Michele D’Elia” dell’Istituto superiore per la conservazione ed il restauro.
La mostra documentaria – curata da Antonio Sgamellotti (docente emerito di Chimica inorganica all’Università di Perugia) e da Giulia Caneva (docente di Botanica ambientale ed applicata all’Università Roma Tre) – è incentrata sulle decorazioni vegetali che Raffaello e Giovanni da Udine dipinsero ad affresco nella Loggia di Psiche della Villa Farnesina-Chigi a Roma.
Clarinettista romano sul podio ‘Nielsen’Aron Chiesa, 22 anni, al secondo posto del prestigioso premio

06 aprile 201916:48

– Un clarinettista italiano conquista dopo ventidue anni il podio nella Carl Nielsen Competition, uno dei più prestigiosi concorsi musicali. Aron Chiesa, 22 anni, romano, ha ottenuto il secondo premio nella competizione internazionale che si tiene in Danimarca suonando i Concerti per Clarinetto di Mozart e di Nielsen con la Copenhagen PhilharmoniaOrchestra. Prima di lui il clarinettista sloveno, Blaz Sparovec.
Chiesa, nonostante la giovane età, è attualmente il primo clarinetto della Sinfonieorchester di Basilea in Svizzera, ed ha ricoperto stabilmente lo stesso ruolo nell’orchestra dell’Opera Royal de Wallonie de Liege in Belgio. Il musicista romano, che si è diplomato al conservatorio “Briccialdi” di Terni cinque anni fa con il massimo dei voti, lode e menzione d’onore, ha conquistato numerosi altri premi internazionali ed è stato più volte invitato come primo clarinetto anche dall’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, come vincitore delle audizioni nel 2015 e nel 2016.
Viaggio con Goethe nell’arte di SchwarzAl Museo Venanzo Crocetti 40 dipinti dell’allievo del poeta

06 aprile 201917:12

– Dal viaggio in Italia di Goethe, dalla riscoperta a Roma del poeta tedesco dell’Universitas della vita, ovvero al sentimento di un umanesimo classico e universale, dall’idea che l’Italia incarni l’armonia tra spirito e sensi, l’equilibrio classico le cui radici sono nella civiltà greca e romana, deriva l’incipit della mostra “Utopia di un viaggio con Goethe” a cura di Giuseppe Ussani d’Escobar, allestita dal 6 aprile negli spazi del Museo Venanzo Crocetti a Roma: 40 dipinti sull’Italia dell’artista Gerhard Schwarz, che sin dagli anni giovanili studente ad Heidelberg, scopre di frequentare i luoghi dai quali è passato Goethe, intrecciando così con lui un dialogo silenzioso e misterioso che in qualche modo segna il suo carattere e la sua vita. La mostra è organizzata dalla società Sphaerica con il patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania in Italia, dell’Istituto Culturale dell’Iran in Italia, della Regione Lazio e dell’Ucoii (Unione delle Comunità Islamiche Italiane).
Killing Eve torna con la seconda serieSu Timvision in esclusiva dall’8 aprile in contemporanea in Usa

06 aprile 201918:49

– Dopo aver ricevuto numerosi premi internazionali torna con la seconda stagione “Killing Eve”, in esclusiva su Timvision dall’8 aprile e in contemporanea con gli Usa. Per questa serie, che ha registrato un grande successo di pubblico e critica in tutto il mondo, la protagonista Sandra Oh ha vinto il Golden Globe nel 2018 e il Critics’ Choice Award 2019, come miglior attrice in una serie drammatica. La storia vede due donne legate da un’ossessione reciproca.
Eve Polastri (Sandra Oh) agente dell’MI6 esperta di donne assassine s’imbatte nella killer Villanelle (Jodie Comer).
La serie ha raccolto anche una pioggia di nomination per i Bafta Television Awards della British Academy of Film and Television Arts. Sono 14 i riconoscimenti per i quali concorrerà tra questi “miglior serie drammatica”, “miglior attrice protagonista” (con Sandra Oh e Jodie Comer) “migliore attrice non protagonista” (Kim Bodnia), “migliore attore non protagonista” (Stephen Graham) “migliori costumi” e “migliore colonna sonora”. La seconda stagione inizia 30 secondi dopo la fine della prima. Eve ha pugnalato Villanelle ed è in agitazione perché non sa se lei sia viva o morta. Villanelle è scomparsa e Eve deve trovarla ma purtroppo non è l’unica persona che la cerca. Nel cast, assieme a Sandra Oh e Jodie Comer, figurano anche Fiona Shaw (Harry Potter, True Blood), Darren Boyd (vincitore di un BAFTA per Spy) e Kim Bodnia (The Bridge). La serie è prodotta da Sid Gentle Films Ltd per Bbc America ed è tratta dai romanzi di Luke Jennings. La distribuzione è di Endeavor Content.

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A Lugano Pasqua all’insegna di Abbado
In programma concerti della Mozart con Haitink e dei Berliner

07 aprile 201912:46

– E’ sotto il segno di Claudio Abbado il programma musicale dei giorni di Pasqua a Lugano, con protagoniste due delle ‘sue’ orchestre: ovvero la Mozart e i Berliner Philharmoniker.
Dal 21 al 25 aprile si esibirà al Lac l’orchestra Mozart, la formazione creata da Abbado per dare spazio a giovani musicisti di talento, ‘rinata’ dopo la morte del maestro anche grazie al progetto in residenza di LuganoMusica.
A dirigere l’ensemble, che si esibisce per il terzo anno consecutivo, sarà Bernard Haitink, il direttore novantenne che ha accettato di guidarli dopo il decesso del maestro. Il 3 maggio è poi la volta di un’altra orchestra in cui Abbado ha lasciato il segno, ovvero i Berliner Philharmoniker che ha guidato dal 1991 al 2002. In questo caso sul podio salirà Daniel Harding, con un programma di musiche che va da Wagner a Berlioz passando per Debussy.
Ballando con le stelle sorpassa AmiciAl secondo scontro diretto del sabato sera

07 aprile 201913:47

– Va a Rai1 la sfida degli ascolti di sabato 6 aprile. Ballando con le stelle, lo show condotto da Milly Carlucci, si è aggiudicato il prime time sfiorando 4 milioni di telespettatori (3 milioni 966 mila) e centrando il il 22.8% di share; vincente anche il segmento Ballando con le stelle in pista, in access prime time, con il 20.5% e 4 milioni 574 mila spettatori. Per Milly e i suoi ballerini è sorpasso, al secondo scontro diretto, sulla scuola di Amici: il talent di Maria De Filippi ha raccolto su Canale 5 nella seconda puntata 3 milioni 665 mila telespettatori pari al 19.94% di share.
Pisa ‘trema’ con i film di Hitchcock70 fotografie e contenuti speciali per svelare segreti del set

PISA06 aprile 201919:08

– Pisa si prepara a tremare di paura.
Dal 7 aprile al primo settembre, il Museo della Grafica ospita una mostra che indaga la figura del regista del brivido Alfred Hitchcock (1899-1980). Curata da Gianni Canova e prodotta e organizzata da Vidi, l’esposizione “Alfred Hitchcock nei film della Universal Pictures”, presenta 70 fotografie e contenuti speciali provenienti dagli archivi della major americana che conducono il pubblico nel backstage dei principali film di Hitchcock alla scoperta di curiosità e dettagli inediti.
Il percorso espositivo analizza i principali capolavori di Hitchcock, prodotti dalla Universal Pictures, a cominciare da “Psyco”. La mostra sarà un’occasione per vedere il dietro le quinte del metafisico Motel Bates, conoscere il personaggio inquietante di Norman, la doppia personalità di Marion e la celebre scena della doccia. Una sezione è dedicata alla musica e alle colonne sonore dei film che furono parte integrante e fondamentale per la costruzione del senso di attesa hitchcockiano.          [print-me title=”STAMPA”]

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MATTHEW CARUANA GALIZIA AL FESTIVAL DEL GIORNALISMO

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MATTHEW CARUANA GALIZIA

AL FESTIVAL DEL GIORNALISMO

AGGIORNAMENTO IN “POLITICA”/”CRONACA”/SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA” DELLE 00:50 DI DOMENICA 07 APRILE 2019

MATTHEW CARUANA GALIZIA

“Mia madre era la prima donna editorialista di Malta. Ha rotto molti confini e ha scritto di cose che la gente non aveva mai scritto nella società conservatrice di Malta, e questo ha fatto arrabbiare molte persone. Nessuno degli attacchi prima del suo omicidio è riuscito a fermarla. Dovevano andare mettere una bomba, usare l’opzione nucleare, era l’unica cosa che potevano fare per fermarla”. Matthew Caruana Galizia è al Festival di giornalismo di Perugia per ricordare la Daphne Caruana Galizia, la giornalista maltese, uccisa in un attentato nell’ottobre 2017, che ha portato alla luce la corruzione nel suo paese, anche da parte di esponenti governativi. Reporter affermato anche lui, nel 2018 ha deciso di lasciare il suo precedente impiego per continuare a lavorare sul caso intorno all’assassinio della madre. “Non abbiamo mai pensato che qualcuno potesse piazzare una bomba nella macchina di mia madre – ha detto -, ma nel momento in cui ho sentito l’esplosione non è stata una sorpresa, ho capito immediatamente di cosa si trattava”. Ora segue le indagini sull’omicidio.
“Sono state organizzate fin dall’inizio per essere infruttuose”, ha attaccato, criticando l’operato della polizia, che ha dichiarato di avere scarse risorse a disposizione per indagare sul riciclaggio di denaro sporco, definendola “corrotta, codardo e complice”. Matthew Caruana Galizia ha lavorato, come giornalista e ingegnere informatico, per cinque anni presso l’International Consortium of Investigative Journalists (ICIJ), dove ha fondato l’Unità Dati e Ricerca nel 2014. Il lavoro principale dell’Unità sui Panama Papers, che ha supportato le indagini di centinaia di giornalisti in tutto il mondo, ha portato la squadra di Caruana Galizia a vincere il Pulitzer nel 2017. Il reporter ha messo a punto una sorta di vademecum per consentire ai familiari dei giornalisti assassinati.
“La politica – afferma – usa la stessa sceneggiatura dappertutto per garantirsi l’impunità e bloccare la giustizia. È molto difficile combattere contro i governi, come dimostra anche il caso di Anna Politkovskaja”. Secondo Caruana Galizia, il primo passo è chiedere aiuto, al Consiglio d’Europa, ad esempio, che non ha potere giudiziario ma può far avviare indagini su eventuali complicità dello stato. I giornalisti – argomenta – tendono a isolarsi, ma è importante che abbiano una vita familiare realizzata. Devono poi provare a creare un dibattito all’interno di un governo ostile, perché è composto anche da persone possono mettersi in discussione. Il giornalista deve allontanarsi dal proprio lavoro, se necessario, e sfruttare le istituzioni come fanno gli attivisti. “La crisi che stiamo affrontando a Malta, Cipro, in Polonia e Ungheria è una crisi dello stato di diritto – aggiunge Caruana Galizia -. Se il giornalista investigativo è bravo e collabora a livello globale, i governi lo attaccano puntando alle folle e ai social media. La guerra va combattuta contro i governi che violano i diritti umani per indebolire lo stato di diritto, le forze di polizia, la magistratura e chiunque pur di garantirsi l’impunità”.        [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 06:37 DI VENERDì 05 APRILE 2019

ALLE 03:30 DI SABATO 06 APRILE 2019

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Sgarbi e i tesori dimenticati del ‘900
L’ultimo tomo della storia dell’arte del critico ferrarese

05 aprile 2019 06:37

Il primo capitolo, sei pagine e diverse illustrazioni, è tutto per il lombardo Gianfilippo Usellini, “pittore dei sogni”, come lo definisce lui, un artista che pochi forse oggi ricordano, ma che è stato “unico”, dice, nel raccontare con i pennelli “favole che sono la ragione sottile della realtà”. Le ultime pagine sono per Piero Guccione “guardiano del faro che presidia il reale osservando l’ultimo orizzonte”. Con il secondo volume dedicato al Novecento, Vittorio Sgarbi porta a compimento l’impresa di raccontare una sua personalissima storia dell’arte italiana, quella collezione di tesori del Belpaese che cominciò nel 2010 con L’Italia delle meraviglie, e che lo ha visto poi in libreria, a cadenza quasi annuale con tanti altri volumi dall’epoca di Giotto fino alla quasi contemporaneità. La cifra è sempre la stessa, un racconto appassionato, intessuto delle scelte e degli amori del critico, che se non ignora i nomi iconici, quelli da sempre riconosciuti dai manuali, prende come una missione quella di soffermarsi sugli autori meno noti o meno ricordati, i tanti che se non sono stati protagonisti hanno comunque rappresentato “il telaio storico culturale dell’arte”, come ricorda nell’introduzione Italo Zannier.
E se la scelta era evidente anche negli anni più affollati di artisti che il critico ferrarese, allievo di Arcangeli e di Longhi, sentiva più vicini, l’idea di accendere un riflettore su aspetti più remoti di quest’avventura del genio italiano è ancora più evidente ora che è chiamato a parlare del Novecento.
“Per Vittorio Sgarbi l’arte ubbidisce al suo fine se è poesia, e la poesia è qualcosa che una volta corteggiava il sublime e che oggi lui (Sgarbi) chiama anima”, suggerisce introducendo a sua volta Angelo Guglielmi. E’ un po’ così, è vero. Nel raccontarci l’arte, passione di una vita condita di tante iperboli, il critico sembra seguire proprio il criterio della poesia, o almeno quella che a lui arriva come tale, che ritrova e recupera a tutto uso dei suoi sbadati contemporanei nelle pennellate sapienti di uno come il bergamasco Romualdo Locatelli, geniale ma in qualche modo estraneo già al suo tempo, morto giovane nelle Filippine invase dai Giapponesi (era il 1943). Oppure negli interni domestici dai titoli e dal sapore pascoliano di Giuseppe Ar, pittore di Lucera che lui racconta di aver scoperto fortunosamente anni fa nelle pause dai lavori parlamentari.
Racconta Lucio Fontana, riavvicinandolo ad Antonello Da Messina (“L’astrazione non è solo novecentesca” ammonisce citando Arcangeli), si sofferma sulla genialità di Piero Manzoni e dei suoi Achrome “per i quali meriterebbe di essere ricordato più che per la merda d’artista”. Dedica un capitolo ai protagonisti dell’Informale, in prima linea Burri. Si appassiona nello scrivere di Osvaldo Licini e della sua pittura così mentale, quasi un misticismo senza dio. E poi si commuove, di una commozione che trascina, di fronte al ritratto della figlia dormiente realizzato in ceramica dal siculo-veneto Andrea Parini. Spende parole per Antonio Ligabue, la cui opera, dice, sarebbe “opportuno incominciare a studiare”, cita Guttuso, al quale non nasconde di preferire il meno celebrato Ennio Morlotti. Non dimentica architettura e design, con la citazione di alcuni grandi, anch’essi a loro modo poetici, come Gio Ponti e Giovanni Michelucci (quello della chiesa sull’Autostrada del Sole e della stazione di Santa Maria Novella a Firenze). Poi anche Renzo Piano e Alessandro Mendini, Aldo Rossi, Fuksas, fino alla poesia dell’assoluto di Cremonini, Ferroni, Gnoli e appunto Guccione.
I criteri che hanno mosso la selezione, del resto, li chiarisce lui stesso quando definisce i suoi volumi “carsici”: “In questo come nel precedente, io indico molte vite eccitate dalla comunicazione, a fianco di artisti straordinari invece abbandonati e dimenticati. Non ho seguito ideologie, sentimenti, emozioni e passioni personali, ma ho cercato di garantire a ogni artista lo spazio che merita. La notorietà spesso non indica il valore e il mio compito è stato quello di far emergere in questo secolo così complesso, così breve e così ricco, una quantità di autori dimentica- ti, che rappresentano la parte più suggestiva di questo percorso”. La lettura, anche per non addetti al lavoro, scorre veloce. Ed è facile immaginare che anche questa parte del racconto, come già è stato per Leonardo, finisca sulle tavole di un palcoscenico.

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Il viaggio di Yao, Omar Sy torna alle origini
La storia di un ritorno che è anche una riconquista

05 aprile 201910:01

“Il destino è Dio che passeggia in incognito”. Una frase detta da un saggio anziano sotto il cielo stellato dell’Africa racchiude il senso più profondo de Il viaggio di Yao, il film diretto da Philippe Godeau con Omar Sy e il giovane e bravissimo Lionel Basse in sala con Cinema di Valerio De Paolis. E il destino del protagonista interpretato da Sy – il famoso attore Seydou Tall di origini senegalesi che ora vive in Francia e torna a Dakar dopo tanti anni a presentare il suo libro – è il piccolo Yao, un bambino che fa un viaggio di quasi 400 chilometri per incontrare il suo idolo. E Tall che ormai grazie al successo è “diventato bianco” rimanendo nero solo all’esterno – come lo snack Bounty dice saggiamente Yao – sente impellente il bisogno di riaccompagnare il ragazzino al suo villaggio: un ritorno faticoso ma assieme divertente che è anche una riconquista delle sue origini, della sua “africanità” e del suo essere uomo e padre.
A spiegare quanto sia stata determinante la personalità di Sy nel film è lo stesso Godeau: “Da quando ha riscosso un immenso successo con Quasi amici, Sy è diventato una delle personalità predilette dai francesi. Padre di cinque figli, si è trasferito a Los Angeles per proteggere la sua famiglia a seguito della considerevole notorietà. Dopo un tale plebiscito, qualunque individuo avrebbe rischiato di perdersi. Lui invece è rimasto se stesso e continua a perseguire la sua carriera in Francia e all’estero. Per quanto mi riguarda, ho intuito che Omar avesse bisogno di confrontarsi di nuovo con le sue radici e che sarebbe stato positivo che lo facesse davanti a una macchina da presa. È interessante mescolare arte e vita, anche se non si realizza un film per fare un percorso psicanalitico!”.
Alcuni degli aspetti di Yao sono stati suggeriti a Godeau della sua esperienza personale a seguito del padre che ha lavorato in Mali: “In un’età in cui non pensavo ad altro che ad andare in motorino e a divertirmi, scoprivo dei ragazzini che facevano da insegnanti ad altri ragazzini, che avevano una grande sete di cultura, di libri, di informazioni, di Francia.
Questa esperienza ha alimentato la sceneggiatura di Il viaggio di Yao e il personaggio del bambino che ama leggere”.
Molto speciale il personaggio interpretato dalla ballerina e coreografa Germaine Acogny, protagonista di una danza-preghiera per gli antenati che è uno dei momenti clou del film che tra l’altro è dedicato a Jacques Godeau e a Demba Sy, i due padri del regista e del protagonista. “In questo racconto – dice Omar Sy – c’è una parte di noi, per questo è un progetto che sta particolarmente a cuore ad entrambi. Il tema della paternità percorre tutto Il viaggio di Yao. Tra le righe, sono presenti riferimenti al tipo di padri che siamo, sia lui che io, e ai padri che ciascuno dei due ha avuto”. Sul piccolo co-protagonista Sy dice: “Di solito sono i personaggi che interpreto io che scuotono la narrazione. In questo film invece il motore è Yao. Lionel Basse ha la luce negli occhi: è brillante, molto intelligente e ha capito davvero in fretta quello che volevamo raccontare. È stato un piacere per me vederlo recitare”.
Da segnalare anche il personaggio di Gloria, impersonata dalla cantante Fatoumata Diawara, perfetta per incarnare “una donna libera e lucida, che è un passo avanti al protagonista – dice Godeau – ed è perfettamente consapevole che non può immaginare un futuro insieme a quest’uomo”. La colonna sonora, firmata M, mescola chitarra elettrica e strumenti musicali tradizionali africani.
L’Aterballetto all’Alighieri di RavennaIn scena un dittico dedicato a Bach

RAVENNA05 aprile 201910:53

– L’Aterballetto, la prima compagnia di danza italiana, sarà ospite del Teatro Alighieri di Ravenna il 6 e 7 aprile prossimi con un dittico interamente dedicato a Johann Sebastian Bach: da una parte la nuovissima coreografia ‘Domus aurea’ di Diego Tortelli, che si misura col Bach riscritto da Giorgio Colombo Taccani (musiche eseguite dal vivo dall’Ensemble Sentieri Selvaggi); dall’altra ‘Sarabande’, un pezzo del 1990 del coreografo ceco Jiri Kylian sulla Partita N.
2 in Re minore, che si muove con un’affascinante struttura circolare tra livelli musicali ed espressivi diversi.
“Dopo un progetto dedicato al rapporto con arte e fotografia (In/Finito), dopo la Tempesta che segna un avvicinamento al mondo del teatro, il Bach Project propone una tappa importante nell’esplorazione della relazione tra danza e musica, tra composizione classica e sua ricreazione contemporanea”, spiega Gigi Cristoforetti, direttore di Aterballetto. Questo dittico, sottolinea, rappresenta un’importante occasione di affermare l’abilità della compagnia nel mettere a confronto danza contemporanea e altre forme d’arte.

Fico, indipendenza faro informazione”A cominciare da servizio pubblico”, dice presidente Camera

PERUGIA05 aprile 2019

11:32

– “La qualità dell’informazione in Italia deve crescere e il faro deve essere l’indipendenza e il merito, a cominciare dal nostro servizio pubblico che è la Rai”: lo ha detto il presidente della Camera, Roberto Fico, arrivando a Perugia per partecipare a uno degli incontri del Festival del Giornalismo.
“La Rai – ha sostenuto Fico – deve servire direttamente i cittadini che pagano il canone, che si paga proprio per uscire dalle logiche governative e politiche. La Rai deve essere totalmente indipendente e le leggi attuali non vanno bene: l’amministratore delegato – ha concluso il presidente della Camera – non può essere scelto dal governo e dal presidente del Consiglio”.

‘Fontanesi e la sua eredità’ a ReggioDa Pellizza da Volpedo a Burri, dal 6/4 al Palazzo dei Musei

REGGIO EMILIA05 aprile 201912:05

– A duecento anni dalla nascita, Reggio Emilia dedica un’ampia retrospettiva ad Antonio Fontanesi, artista reggiano protagonista della pittura dell’Ottocento italiano e interprete straordinario delle novità del paesaggio romantico, uomo inquieto nella vita e innovativo sperimentatore nella pittura. Promossa dai Musei Civici in collaborazione con la Fondazione Torino Musei-Galleria d’arte moderna e la Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza, la mostra ‘Antonio Fontanesi e la sua eredità. Da Pellizza da Volpedo a Burri’ sarà visitabile al Palazzo dei Musei dal 6 aprile al 14 luglio.
La rassegna – curata da Virginia Bertone, Elisabetta Farioli, Claudio Spadoni – oltre a ricostruire attraverso le più importanti opere di Fontanesi il percorso dell’artista, intende offrire un nuovo contributo critico alla sua conoscenza mostrando l’influenza che la sua pittura ha avuto negli artisti che dopo di lui si sono riconosciuti nel suo particolare approccio alla natura e al paesaggio. Un approccio, sospeso tra l’esigenza di rappresentazione del vero e l’urgenza di esprimerne le più intime emozioni. L’esposizione dei più importanti dipinti di Antonio Fontanesi, provenienti da musei e collezioni italiane, sarà posta a confronto con la produzione degli artisti che la critica ha collegato con la sua produzione, individuandone possibili motivi di ispirazione in un arco cronologico che va dagli anni ’80 dell’Ottocento agli anni ’60 del Novecento.
Saranno documentati i rapporti con la cultura simbolista e divisionista attraverso opere di Vittore Grubicy, Leonardo Bistolfi, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Angelo Morbelli, ma anche la sua ripresa negli anni Venti ad opera di Carlo Carrà, Felice Casorati, Arturo Tosi. L’ultima sezione sarà dedicata alle interpretazioni critiche degli anni Cinquanta di Roberto Longhi e poi di Francesco Arcangeli. Quest’ultimo, nell’individuare una continuità tra la concezione moderna dell’arte e la grande tradizione ottocentesca, inserisce Fontanesi nell’evoluzione di un naturalismo che nel dopoguerra arriva a Ennio Morlotti, Mattia Moreni, Pompilio Mandelli, spingendosi fino alle ricerche materiche di Alberto Burri.
MasterChef, è Valeria Raciti la vincitrice dell’edizione 2019Ha battuto Gilberto Neirotti e Gloria Clama. Record ascolti su Sky Uno

05 aprile 201915:54

Valeria Raciti è la vincitrice dell’ottava edizione di MasterChef Italia. Valeria, segretaria di 31 anni di Aci Sant’Antonio (Catania), ha battuto Gilberto Neirotti e Gloria Clama in una finale di colpi di scena.

Per Valeria – celebrata sotto una pioggia di coriandoli dai parenti, dagli altri cuochi in gara e dai quattro giudici Bruno Barbieri, Joe Bastianich, Antonino Cannavacciuolo e Giorgio Locatelli – il premio consiste in 100.000 euro in gettoni d’oro e nella possibilità di pubblicare il suo primo libro di ricette, edito da Baldini&Castoldi.Alessandro Bigatti, 33 anni, di Lodi, impiegato nell’azienda di famiglia, è stato eliminato nella semifinale. Nella finale, Gilberto, Gloria e Valeria hanno avuto due ore e mezza per preparare un intero menu degustazione, raccontando se stessi e la propria idea di cucina. Il programma su Sky Uno ha chiuso con il record stagionale di ascolti 1 milione 137 mila spettatori, +6% rispetto alla finale dello scorso anno.

Mahmood a concerto del 25 aprile a ParmaSarà la data zero del suo tour ‘Gioventù bruciata’

PARMA05 aprile 201913:53

– Sarà il vincitore dell’ultima edizione di Sanremo Mahmood il protagonista del concerto del 25 aprile che il comune di Parma organizza come da tradizione nella centralissima piazza Garibaldi.
L’evento, ad ingresso gratuito, vedrà sul palco anche Dimartino, Radiodervish e Massimo Zamboni.
Lo spettacolo è organizzato dal Comune di Parma per la prima volta in collaborazione con il Barezzi Festival e con il patrocinio della Regione Emilia Romagna.
Mahmood ha scelto Parma come data zero del suo tour “Gioventù Bruciata”.
New Balance, 30 anni per sneakers ‘1500’Capsule per remake celebrativo della running anni Ottanta

05 aprile 201914:43

– Le sneakers modello ‘1500’ di New Balance compiono 30 anni. Per l’occasione il brand fa irruzione nei suoi archivi per ricreare e reinventare una delle sue silhouette più classiche. Nata nel 1989, la 1500 venne lanciata all’epoca come un modello top di gamma della linea running New Balance di fine anni Ottanta. Un modello dotato di tecnologie all’avanguardia per quell’epoca, nonché la prima running shoe capace di sfondare la soglia dei 150 dollari di prezzo.
Il remake celebrativo di quest’anno è una fedele reinterpretazione della 1500 originale custodita nell’archivio giapponese NB. Una capsule collection in edizione limitata in cui si fondono il patrimonio e la tradizione, con l’impegno continuo nell’innovazione della azienda di Boston. La tradizione è rappresentata dalla 1500, con tomaia in premium vintage nubuck nel colore originale “Vintage Blue Navy” e con il design e i volumi della scarpa rivisitati per renderla più fedele possibile alla versione del 1989.
Gipi, periodo difficile per la satira’Sto lavorando a libro nuovo ma per scaramanzia non dico niente’

PERUGIA05 aprile 201915:43

– “Credo che sia un periodo difficile per fare satira sia a livello italiano che mondiale”. A dirlo, è il fumettista e regista Gian Alfonso Pacinotti, in arte Gipi, intervenuto a Perugia al Festival del Giornalismo.
“E’ più facile fare satira – ha spiegato – quando c’è un costume moderato, contenuto e c’è un minimo di etica condivisa, quando sono saltate, invece, tutte le regole, come ora, è molto difficile farla”. Gipi ritiene che satira e informazione siano due cose ben distinte: “L’informazione è utile, mentre la satira credo che non lo sia più”.
“Nel futuro – ha aggiunto l’autore dei ‘corti’ di Propaganda Live – se ci sarà una satira credo che la faranno i ragazzi che adesso hanno 18 anni e troveranno modi, mezzi, tagli e parole che io non ho, io sono anziano per questa roba”. Spiegando che “ci sono già molti giovani che fanno roba on line molto forte”.
Il suo futuro Gipi lo immagina invece a “disegnare, scrivere, nel fare forse un po’ di cinema e questi corti per Propaganda.
Il Grande Fratello al via, c’è anche la figlia di Rutelli e PalombelliSu Canale 5 da lunedì con la D’Urso. Nella casa entra la sorella di Icardi

05 aprile 201919:42

Ai nastri di partenza Lunedì 8 aprile 2019, in prima serata in diretta su Canale 5, la sedicesima edizione del reality show prodotto da Endemol Shine Italy il Grande Fratello condotto, ancora una volta, da Barbara D’Urso.
Ad accompagnare la conduttrice ci saranno in studio i due opinionisti Iva Zanicchi e Cristiano Malgioglio, a sua volta ex gieffino in un’edizione della versione vip del reality. La Gialappa’s Band, quest’anno, non sarà presente. Annunciati nel corso della presentazione all’interno della casa alcuni dei partecipanti: Cristian Imparato, Ivana Icardi, sorella del giocatore dell’Inter Mauro che non vede suo fratello da tempo, Kiko’ Nalli (ex marito di Tina Cipollari e padre dei suoi tre figli), Alberico Lemmi, Serena Rutelli, figlia di Francesco Rutelli e Barbara Palombelli, estetista (“sogno di entrare da 10 anni, i miei sono secchioni io no ma sono felice e li amo).
Per quattro personaggi il programma è già iniziato: Audrey Chabloz, Angela Losito, Erica Piamonte e Daniele Dal Moro sono, infatti, gli aspiranti concorrenti entrati ne Il Grande Ranch dove scopriranno se arriveranno o meno nella Casa più spiata di Italia, lunedì prossimo.Serena Rutelli partecipa al Gf: ‘Mamma e papà si sono arresi’

Gazzè torna in tour, 2019 on the road5 luglio a Collisioni con Carl Brave, il 12 a Perugia con Britti

05 aprile 201916:23

– Il 2019 sarà on the road per Max Gazzè. Dopo il tour per i 20 anni de La Favola di Adamo ed Eva e il successo di Alchemaya, Gazzè torna sui palchi con il suo intero repertorio, dagli inizi alle ultime hit. Ogni concerto avrà una sua particolarità, come il concerto del 12 luglio a Perugia per UmbriaJazz, dove Max sarà accompagnato da Alex Britti e dal batterista francese Manu Katchè. Una sorta di remake di In Missione per conto di dio, dell’estate 2017. Altro evento speciale il 5 luglio al Collisioni Festival, Max dividerà il palco, per la prima volta, con Carl Brave, con cui ha collaborato per il brano Posso, già Disco di Platino. Le date: 1 giugno Scandiano (RE), 23 giugno Busson (AO), 30 giugno Legnano (MI). A luglio il 4 Udine, il 5 Barolo (CN), il 12 Perugia, il 14 Sogliano al Rubicone (FC), il 18 Peccioli (PI), il 19 Genova, il 22 Brescia, il 26 Reggio Calabria, il 30 Treviso. Ad agosto, il 2 Anzio (RM) e il 31 Monopoli (BA). A settembre, il 6 Vicenza, il 13 San Giovanni a Piro (SA), il 14 Modena.
Bullock modella disabile lancia lineaCollezione pensata per persone con stessi problemi online 15/6

05 aprile 201916:24

– Samanta Bullock, classe 1978, modella anglo-brasiliana disabile dall’età di 14 anni quando a suo padre partì un colpo dalla pistola che l’ha costrinse a vita alla sedia a rotelle, ha deciso di realizzare una linea di abbigliamento speciale adatta alle esigenze delle donne che hanno gli stessi suoi problemi. Samanta ha saputo ricostruire la sua carriera affermandosi nel mondo del tennis in Brasile (medaglia d’argento nel 2007 alle Pan An Games) e adesso impegnandosi nella moda. Ora Samanta lancia il suo nuovo marchio che sarà in vendita online sul suo sito dal 15 giugno. Capi pratici, adattabili, sostenibili, ma soprattutto inclusivi. E’ questa la priorità della modella che vivendo il problema in prima persona, ha voluto dedicare la sua attenzione alla comodità della moda per chi come lei è costretta a stare seduta tante ore. “Se ci sono delle modelle disabili in passerella – aveva preannunciato Samanta un anno fa – è importante anche che gli stilisti pensino alla vita delle persone con difficoltà motorie”.
Mick Jagger operato al cuore, in via di recupero Intervento a Ny per sostituzione valvola cardiaca

NEW YORK06 aprile 201902:31

Mick Jagger è stato operato al cuore ed è in via di recupero. Lo riferiscono i media americani.
Il frontman dei Rolling Stones, 75 anni, si è sottoposto a New York ad un intervento per la sostituzione di una valvola cardiaca e potrebbe essere dimesso in un paio di giorni. Prima di ritornare di nuovo in pista, avrà tuttavia bisogno di riposo.
L’intervento ha fatto seguito all’annuncio dello scorso fine settimana quando la band aveva deciso di posticipare il tour intitolato No Filter.
Il tour sarebbe dovuto partire il 20 aprile da Miami.

H&M Conscious, nuovo tessuto dall’ananasLa capsula comprende anche materiali tratti da alghe e da agrumi

05 aprile 201917:25

– La nuova capsule collection Conscious Exclusive 2019 H&M ha utilizzato per la prima volta tre nuovi materiali: Pinatex, un’alternativa naturale alla pelle proveniente dalle foglie di ananas; Bloom, una schiuma vegetale estratta dalle alghe e Orange Fiber, un tessuto sostenibile ottenuto dagli scarti degli agrumi. Fresca e giovane la nuova collezione comprende abiti floreali lunghi d’ispirazione gipsy, abiti grembiule, camiciole, pantaloni stampati animalier. La nuova Conscious Collection 2019 è interamente realizzata con materiali sostenibili, come cotone biologico al 100%, Tencel o poliestere riciclato, come anche il processo produttivo per realizzare questi materiali innovativi avviene attraverso il Sustainable Lab.
Per H&M rappresenta un importante passo avanti per raggiungere l’obiettivo di utilizzare il 100% di materiali riciclati o sostenibili entro il 2030.
Silvestri, esce La terra sotto i piediDisco in uscita il 3 maggio, sui social pubblicata la cover

05 aprile 201917:32

– “Lo so, tempo fa avevo annunciato un altro titolo, ma avevo anche aggiunto un profetico “se non cambio idea”. L’ho cambiata. E adesso penso che questo disco non poteva avere altro titolo che questo, né un’altra immagine a raccontarlo. Signori vi presento “La terra sotto i piedi. Esce il 3 maggio, e da oggi si può preordinare”. Daniele Silvestri annuncia così sulle sue pagine social il titolo definitivo del nuovo album, “La terra sotto i piedi” (Sony Music). Il post rivela anche la cover onirica ed evocativa del disco, realizzata dall’art director, grafico e fotografo Paolo De Francesco.
“La terra sotto i piedi” è il nono album in studio di Silvestri, un disco con i piedi in terra dopo i fili sospesi di Acrobati. Parte del nuovo lavoro è stato anticipato in questi mesi con la pubblicazione di 45 giri tematici, il “Vol.1: Dance Pack”, il ” Vol.2: Rap Pack” e l’ultimo, il ” Vol.3: Love Pack”, in uscita a metà aprile.
Archivio Balestra di interesse storicoSoprintendenza, è importante per la storia del made in Italy

05 aprile 201917:54

– La soprintendenza archivistica e bibliografica del Lazio, del ministero dei Beni Culturali, “nell’ambito dell’attività di tutela e salvaguardia del patrimonio culturale del Paese” ha dichiarato “l’Archivio di Renato Balestra d’interesse storico particolarmente importante”.
Lo annuncia una nota della stessa maison Balestra dove viene anche descritta la motivazione: “L’archivio, nella sua unitarietà ed eterogeneità, riveste un interesse storico particolarmente importante per la conoscenza e l’approfondimento dello stile e della creatività dello stilista Renato Balestra, firma storica dell’Alta moda italiana, nonché della storia del costume e del made in Italy, mistura di tradizione tecnica ed artigianale, in cui la costruzione sartoriale degli abiti si sposa con il sapiente uso dei tessuti e dei ricami”.
L’archivio è costituito da materiali documentari eterogenei prodotti nell’arco di tempo che va dai primi anni Cinquanta fino al primo decennio del Duemila.
Claudio Imperatore, come House of CardsAll’Ara Pacis vita e intrighi di un personaggio controverso

SA+CLICCA PER INGRANDIREDi Luciano FioramontiROMA05 aprile 201920:04

Una figura controversa, un uomo considerato inadatto a tenere le redini dell’ impero che invece gli furono consegnate a cinquanta anni, acclamato dai pretoriani, dopo l’ assassinio del nipote Caligola. Tragico fu anche il rapporto con le ultime due delle sue quattro mogli, Messalina e Agrippina “famigerate più che famose”. L’ imperatore Claudio era cresciuto all’ ombra di una dinastia costellata, appunto, di fatti di sangue, intrighi di corte, scelte politiche ardite, matrimoni discutibili o combinati, in un intreccio di giochi di potere che oggi fa pensare alla trama di una serie tv, una House of Cards nello scenario dell’ Urbe di duemila anni fa. Affrontare con occhio scientifico il primo imperatore nato lontano dal territorio italico – a Lugdunum, l’ attuale Lione – offre però l’occasione di rileggere il personaggio mettendone in luce anche le capacità amministrative, i meriti per aver avviato riforme economiche e opere pubbliche importanti, l’organizzazione dell’Annona e del Porto di Ostia. La grande mostra “Claudio Imperatore. Messalina, Agrippina e le ombre di una dinastia”, all’Ara Pacis fino al 27 ottobre, è un viaggio suggestivo, scandito da opere di grandissimo valore in prestito da sedi espositive prestigiose come il Louvre, il British, i Musei Vaticani, e dalle meraviglie del patrimonio conservato nella rete di strutture espositive di Roma. La mostra arriva nella Capitale dopo il successo ottenuto al Musée des Beaux Arts di Lione ed è il risultato della collaborazione tra la Soprintendenza capitolina ai Beni Culturali e la città francese. A curarla Claudio Parisi Presicce e Lucia Spagnolo su progetto curatoriale di Geneviève Galliano e François Chausson, cui si deve il bel catalogo. “Rendere a Claudio la giustizia dovuta”, è uno degli scopi di questo lavoro comune, ha spiegato Maria Vittoria Marini Clarelli, direttrice della Sovrintendenza capitolina. L’ Ara Pacis è luogo particolarmente adatto al tema: sul monumento compaiono i genitori di Claudio, Druso e Antonia Minore, e il piccolo Germanico, il fratello più famoso. La narrazione parte dalla nascita, nel 10 avanti Cristo, fino alla morte a Roma nel 54, concentrandosi sui 13 anni di regno di Claudio. Il personaggio, afflitto da problemi fisici e ritenuto non dotato di abilità politica, restò nell’ombra a lungo. Augusto avrebbe preferito vedere imperatore il fratello Germanico, che però morì in circostanze misteriose. Il popolo e l’esercito scelsero come successore il figlio di Germanico, Caligola, che venne ucciso a coltellate nel suo stesso palazzo. “Nessuna fonte lo dice – osserva Lucia Spagnolo – ma è improbabile che Claudio non avesse responsabilità nell’assassinio”. Sangue e morte segnarono anche i rapporti con le quattro mogli. Quando sposò la quattordicenne Messalina, aveva trent’anni più di lei. L’ imperatrice, passata alla storia per i vizi veri o presunti, era la madre di Britannico, il primo erede maschio della dinastia giulio-claudia, e fu costretta al suicidio per la relazione con l’ amante Gaio Silio, “l’ uomo più bello di Roma”, ucciso a sua volta. Per Britannico si chiusero tutte le porte per il potere. Claudio sposò la nipote Agrippina e favorì il figlio Nerone. Fu lei, figlia di Germanico e sorella di Caligola, a far uccidere Claudio. Nerone fu acclamato imperatore e durante un banchetto fece avvelenare il fratellastro Britannico che aveva contestato la legittimità della successione. Il racconto si sviluppa attraverso una serie di opere straordinarie, su uno sfondo rosso imperiale di grande effetto, e di elementi multimediali. Ecco la Tabula Claudiana, che riporta il discorso tenuto da Claudio in Senato nel 48 che apriva alla concessione della cittadinanza ai notabili galli; il cameo con il ritratto di Claudio imperatore, il ritratto in bronzo dorato di Agrippina Minore proveniente da Alba Fucens; la ricostruzione del Palazzo del Governatore, edificato su una collina a Lione, dove si ipotizza la nascita di Claudio; il contenitore delle ceneri di Agrippina Maggiore. François Chausson, che insegna Storia Romana alla Sorbona, ha ricordato che con Claudio l’Impero acquisì cinque nuove province. “Messalina fu più vittima che donna perversa – ha osservato -. Claudio non era un uomo debole, era sottile, colto. Arrivò al potere a 50 anni dopo tante morti sospette. Del resto, il parricidio all’epoca era quasi uno sport. In politica fu un grande organizzatore, con lui furono avviate grandi costruzioni, acquedotti, restauri, per migliorare la vita del popolo romano”.

Apre a Milano il Museo del DesignOggetti iconici dal 1946 al 1981, già pronto l’ampliamento

05 aprile 201918:34

– Nasce alla Triennale di Milano il prossimo 8 aprile, non a caso il giorno prima dell’apertura del Salone del Mobile, il museo del Design. Uno spazio che ripercorre la storia del mondo dal 1946 al 1981 attraverso gli oggetti iconici creati in quegli anni.
Si va dal telefono Grillo, alla radio Brionvega, dalla poltrona Proust di Alessandro Mendini ai Moon Boot. Esempi del genio del Made in Italy con accanto, in diversi casi, il loro prototipo in legno (questi ultimi concessi in deposito da Regione Lombardia). L’allestimento è cronologico. Sul muro del lungo salone a piano terra che ospita il museo sono segnati i grandi eventi accaduti in quegli anni dall’allunaggio al rapimento Moro.
Un allestimento semplice, ha spiegato il direttore Joseph Grima, ideato per “far parlare gli oggetti”. Ma questo – ha avvertito alla presentazione alla stampa il presidente della Triennale Stefano Boeri – è solo l’inizio. L’esposizione si Guerre Stellari”.
George Benson all’Arona Music FestivalIl 12 luglio concerto del chitarrista, prima data italiana

TORINO05 aprile 201919:03

– Approda alla seconda edizione di Arona Music Festival, il 12 luglio sul lago Maggiore, un’icona mondiale della storia della musica, George Benson, fra i più raffinati ed eleganti chitarristi della scena internazionale, dotato di uno straordinario talento vocale. Un grande concerto prodotto da D’Alessandro e Galli.
Con la sua mitica chitarra Ibanez, e il suo inconfondibile stile, Benson proporrà brani che hanno fatto la storia musicale degli ultimi decenni, come ‘Give Me The Night Turn Your Love Around’, ‘On Broadway’, ‘Nothing’s Gonna Change My Love For You’, ‘Song For My Brother’.
Nato e cresciuto a Pittsburgh, in Pennsylvania, ha iniziato a suonare a 7 anni l’ukulele in una drogheria, in cambio di pochi dollari, a 8 la chitarra in un nightclub senza licenza, fino a quando la polizia l’ha chiuso, a 10 ha registrato il suo primo singolo, ‘She Makes Me Mad’. Da lì una carriera senza fine, anche a fianco di mostri sacri come Miles Davis e Stevie Wonder, Quincy Jones e tanti altri.
Torna il Pordenone Blues FestivalDal 15 al 20 luglio, in arrivo Hackett e Kool & The Gang

PORDENONE05 aprile 201919:06

– Svelato il programma del “Pordenone Blues Festival”, in calendario dal 15 al 20 luglio prossimi. Il cast artistico annovera, anche per questa 28/a edizione, grandi nomi della scena musicale mondiale: il fenomeno cult per eccellenza The Stars from the Commitments, autentiche stelle del ‘Dublin Soul’ (data unica in Italia); Steve Hackett, leggendario ex chitarrista dei Genesis; i grandi maestri Kool & The Gang, iconici padrini della disco-funk (data unica in Italia); Rival Sons, quartetto rock blues californiano di stanza a Long Beach; Eric Sardinas, tra i chitarristi più intensi del circuito rock-blues mondiale e Joanna Connor. Quanto al tradizionale blues contest, quest’anno si fa internazionale con l’International Blues Challenge assieme al Deltablues Festival di Rovigo e in collaborazione con Rootsway Festival e il magazine Il Blues. L’evento friulano apre ufficialmente le iscrizioni al 36/o International Blues Challenge, promosso da The Blues Foundation.

‘Souvenir d’Italie’ in mostra a FirenzeRaccolta di disegni e acquarelli tra ‘500 e ‘800 a Museo Horne

FIRENZE05 aprile 201919:14

– Una raccolta di disegni e acquarelli come omaggio alle vedute e ai paesaggi dell’Italia che nel corso dei secoli hanno ispirato molti artisti. E’ quanto propone la mostra ‘Souvenir d’Italie’ ospitata dal museo Horne di Firenze da domani fino al 30 luglio. I disegni esposti, realizzati tra il ‘500 e l”800, raccontano viaggi e soggiorni, raffigurano scenari urbani e naturali che hanno contribuito a diffondere un’idea d’Italia ancora oggi presente nell’immaginario collettivo: dalla veduta di San Pietro in costruzione di Giovan Battista Naldini, a quella di Firenze ideata da Remigio Cantagallina, da Lorrain con contribuì a creare il mito della campagna romana a John Robert Cozens che seguì William Beckford nelle tappe del Grand tour. La maggior parte dei disegni sono esposti al museo Horne per la prima volta, tra cui, quattro opere del celebre vedutista Francesco Guardi.
Hit parade, primo Coez, E’ sempre belloSul podio altre due new entry Fiorella Mannoia e Billie Eilish

05 aprile 201920:08

Tre new entry sul podio della nuova hit parade. La prima è l’album di Coez, in testa alla top ten, È sempre bello, uscito il 29 marzo per Carosello Records, che debutta al primo posto della classifica Fimi/Gfk degli album più venduti della settimana e conquista anche la vetta dei singoli.
L’album è composto da 10 tracce potenti che segnano la crescita del cantautore e arrivano dopo il singolo omonimo, impostosi subito ai primi posti delle charts di streaming e di vendita, rimanendo stabile da due mesi e mezzo nelle top 10 delle classifiche con oltre 30 milioni di streaming. Uno dei brani più visti degli ultimi mesi, il cui videoclip ha superato 17 milioni di views. Secondo posto per Fiorella Mannoia con Personale, album uscito il 29 marzo con 12 tracce inedite, più una canzone scritta con l’artista napoletano Antonio Carluccio, anticipato dal singolo, Il peso del coraggio. Al terzo posto la 17enne cantautrice americana Billie Eilish con When we all fall asleep, where do we go?.
Cinemadays,1 milione 227 mila spettatoriBonisoli, “obiettivo è far funzionare offerta tutto l’anno”

05 aprile 201916:22

– Si è chiuso con un totale di 1 milione e 227mila spettatori in sala l’appuntamento con i Cinemadays 2019 che, nei 4 giorni di iniziativa, ha generato il miglior risultato in termini di presenze degli ultimi quattro anni (luglio e aprile 18, aprile 16) e ha registrato una crescita del pubblico del 142% rispetto alla settimana scorsa e del 156% rispetto a quella ancora precedente.
“Il nostro obiettivo è far funzionare tutto l’anno questa importante industria culturale, che contribuisce a far conoscere l’Italia nel mondo. Per la prima volta l’offerta culturale cinematografica sarà protagonista anche durante la stagione estiva. Il 2019 può essere l’anno della svolta. La settima arte ha il potere di arrivare a chiunque, la sua forza sta proprio nella capacità di trasmettere con maggiore incisività emozioni, saperi e valori e stimolare riflessioni attraverso una semplice ‘immagine in movimento” ha dichiarato il Ministro per i beni e le attività culturali, Alberto Bonisoli.
Louis Garrel, ‘L’uomo fedele’ sono ioCasta, mi ispiro a Magnani, Schneider e Rowland

05 aprile 201920:02

Marianne (Laetitia Casta) e Abel (Louis Garrel) si amano e vivono insieme, ma un bel giorno all’improvviso lei lascia lui perché aspetta un figlio da Paul, il miglior amico di Abel. Nessun dramma, nessun piatto rotto, nessuna richiesta di spiegazione da parte di Abel che fa i bagagli e se ne va. Inizia così ‘L’uomo fedele’ diretto e interpretato da Louis Garrel e in sala dall’11 aprile con Europictures. “Sono sempre stato circondato da donne forti – spiega oggi a Roma Garrel -, perciò sono abituato a lasciar fare alle donne. Molti uomini che hanno visto il film mi hanno detto che non si identificavano troppo in Abel, invece per me è normale”. E sullo stesso tema ha da dire qualcosa anche la Casta, moglie di Garrel: “Non decidere è alla fine un modo per mantenere il potere”. Tornando a ‘L’uomo fedele’ , scritto dallo stesso Garrel insieme a Jean-Claude Carrière, ritroviamo Abel, nove anni dopo, al funerale di Paul, l’amico che gli aveva rubato e messa in cinta Marianne. Gli ex amanti si rivedono e pensano bene di ricominciare ma la giovanissima Eve, sorella di Paul, è innamorata di Abel e lo vuole. A complicare tutto, in questo film che attraversa tanti generi, c’è Joseph, figlio di Marianne e Paul, appassionato di enigmi polizieschi e convinto che la madre abbia avvelenato il padre. “Questo è un film di sentimenti, ma non sentimentale – dice Garrell di questo suo secondo lavoro da regista -. E lavorare poi con Carrière è stato fondamentale perché io amo il sentimentalismo e lui lo odia. Certo per ‘L’uomo fedele’ mi sono ispirato a Truffaut, anche se il film attraversa tanti generi dalla commedia, al thriller al romanticismo. Comunque – riconosce – volevo fare un film tipicamente francese in cui si possono ritrovare Mirabeau, Racine e libri come Le relazioni pericolose (romanzo epistolare di Pierre-Ambroise-François Choderlos de Laclos del 1782)”. Di poche parole la bellissima Casta oggi all’incontro stampa. Attrici di riferimento? “Sicuramente Anna Magnani, Romy Schneider e Gena Rowland – dice l’attrice – . I film che mi piacciano di più – aggiunge- sono sicuramente quelli d’amore anche se oggi sono molto commerciali”. Lavorare con il marito sul set? “Una cosa davvero strana – dice – Louis diventa un’altra persona”.

Da nipoti Jackson un controdocumentarioRisposta al discusso ‘Leaving Neverland’

WASHINGTON06 aprile 201903:01

I nipoti di Michael Jackson rispondono al discusso ‘Leaving Neverland’ con un contro documentario nel quale raccolgono testimonianze a difesa del re del pop per respingere le accuse di abusi sessuali contro minori.    La famiglia di Michael si è affidata ad un filmato della durata di trenta minuti, pubblicato su YouTube. Si intitola ‘Neverland Firsthand: Investigating the Michael Jackson Documentary’. Con la partecipazione del giornalista australiano Liam McEwan (che è anche il produttore), contiene interviste a Taj e Brandi Jackson, nipoti del musicista scomparso nel 2009.   Il documentario ripercorre le vicende processuali della star, che è sempre uscita assolta dalle accuse, e propone una lettura diversa delle vicende che hanno sollevato tanto scalpore mettendo in discussione la figura dell’artista e a rischio la sua eredità musicale. –

Bezos, nuova compagna chiede il divorzio
All’indomani dell’accordo tra il capo di Amazon e la moglie

LOS ANGELES06 aprile 201902:57NE

Lauren Sanchez, personaggio televisivo e nuova compagna di Jeff Bezos, ha chiesto il divorzio all’indomani dell’accordo sulla fine del matrimonio tra l’amministratore delegato di Amazon e la ormai ex-moglie Mackenzie del valore di 36 miliardi di dollari. Sanchez e il talent scout Patrick Whitesell, suo marito da 14 anni, lo scorso venerdì hanno entrambi depositato i documenti per avviare le pratiche di divorzio. Chiederanno l’affidamento congiunto dei loro due figli. L’accordo tra Jeff Bezos e MacKenzie è stato firmato giovedì.    La coppia miliardaria aveva annunciato che stava per divorziare a gennaio, poco prima che il National Enquirer rivelasse che il tycoon e la anchor woman avevano una relazione. In seguito, Bezos ha accusato l’editore della rivista di aver minacciato di pubblicare sue foto compromettenti se non avesse smesso di indagare su come il National Enquirer era venuto in possesso dei suoi messaggi privati con la nuova fidanzata.

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La pugile Irma Testa, dalla sconfitta alla rinascita
Butterfly, storia giovane campionessa che punta alle Olimpiadi

04 aprile 2019 05:45

– La sua è una storia di talento, abnegazione, sconfitta e rinascita che ad Hollywood già avrebbe potuto ispirare un biopic. In Italia ci hanno pensato Alessandro Cassigoli e Casey Kauffman a portare sul grande schermo, con un docufilm, Butterfly, Irma Testa, 21enne di Torre Annunziata, campionessa che tre anni fa e’ stata la prima pugile italiana in gara a un’Olimpiade. Circondata dal clamore mediatico e data fra le favorite a Rio 2016, è uscita però ai quarti.Una sconfitta che porta Irma a mettere tutto in discussione e a trovare nuove motivazioni, come racconta il film, che dopo il debutto alla Festa del Cinema di Roma, in Alice nella città, arriva in sala con Luce Cinecittà il 4 aprile. Un nuovo inizio di cui si vedono ampiamente i frutti. Irma ha appena vinto la medaglia d’oro all’Europeo under 22 ed è in piena preparazione per Tokyo 2020, anche se lei per scaramanzia, non pronuncia la parola ‘Olimpiadi’ e preferisce dire: “E’ il mio obiettivo più grande”.Cosa è cambiato nel prepararlo? “Tantissimo – spiega – ho capito quali sono gli errori da non ripetere e quali sono le cose buone da fare che non avevo fatto”. Quella sconfitta a Rio “è stata di grandissima importanza per me, è stata il mio tesoro. Dalle vittorie si prende poco. Dalle sconfitte invece impari a cambiare il tuo percorso, ti rendono più forte”. Anche se ogni volta, davanti alle immagini di quel match, nel film “mi è venuto quasi un attacco di panico, nel vedere i colpi che ho preso, il braccio della mia avversaria alzarsi, la mia delusione. Ma è stato terapeutico, mi ha fatto capire quanto sia importante rialzarsi e come riuscirci”. Il film segue Irma dalla vigilia delle Olimpiadi all’avventura a Rio e si concentra sul ritorno a Torre Annunziata (“è un luogo dove bisogna combattere la rassegnazione”), a casa, tra famiglia e amici, e a contatto con il suo grande maestro di boxe, Lucio Zurlo, figura paterna per lei: “Tra noi c’è un rapporto di totale amore. Non mi alleno più da lui da qualche annetto, ma in ogni momento difficile lui e’ la prima persona che chiamo ed è la prima che corre da me”. Ripercorrere “le tappe del mio percorso mi ha fatto comprendere più a fondo le sensazioni, anche quelle più negative, vissute in prima persona. Il film mi ha aiutato anche a sentirmi bene con la mia parte fragile”.
C’è un messaggio in Butterfly? “Non mollare neanche se hai tutti e tutto contro. Alla fine io mi sono ritrovata da sola con la necessita’ di dovermi rialzare e ci sono riuscita”. Già seguire “una persona normale in una caduta e in una rinascita non è facile – spiegano Kauffman e Cassigoli -. Con un’atleta, è ancora più difficile. Per loro l’obiettivo è sempre la vittoria.Irma però ci ha aiutato molto, accettando di mostrarsi anche in un momento di crisi. Forse il film le è stato utile anche come strumento per rinascere”. Butterfly sta girando per i festival internazionali: “La prima nordamericana sarà in una rassegna importante come Toronto Hot Docs”.
Atleta delle Fiamme Oro, Irma è grata alla polizia: “Mi ha permesso di non smettere l’attività e mi ha dato un lavoro.
Quando finisco di fare l’atleta il mio primo pensiero e’ fare bene la poliziotta”. Oggi le donne spesso finiscono in cronaca nera come vittime di violenze e femminicidi: “Sono storie a cui reagisco molto male. Le donne penso siano la più bella espressione di arte, bellezza, coraggio, purezza, forza. Davanti a mariti e compagni cosi’ l’unico consiglio che posso dare è ribellarsi, ma capisco che non sia facile, l’amore ti acceca e a volte può renderti debole. Penso però che ogni donna dentro abbia una forza interiore, va solo scoperta”.

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Flores, la mia nuova generazione cilena
Con racconti ‘Che vergogna’ a Venezia per premio Bauer Giovani

04 aprile 201910:01

– PAULINA FLORES, CHE VERGOGNA (Marsilio, traduzione di Giulia Zavagna. pp. 240, euro 16,00).
Tra i suoi maestri quello che forse gli ha dato di più è stato Alejandro Zambra, racconta la trentenne cilena Paulina Flores, che ha avuto un successo internazionale col suo primo libro, la raccolta di racconti ”Che vergogna”, la quale, per presentarne l’edizione italiana Marsilio, pp. 236 – 16,00 euro – Traduzione di Giulia Zavagna), sarà ospite del Festival Incroci di civiltà a Venezia, dove riceverà il Premio Bauer Giovani la sera di venerdì 5 aprile e sarà in dialogo con Igiaba Scego. Zambra (edito in Italia da Sellerio) appartiene alla generazione precedente e il suo lavoro, quando guarda all’indietro, vive della memoria dolorosa degli anni della dittatura; l’attenzione al passato dei personaggi della Flores invece è quella di chi è venuto dopo e era bambino quando cadde Pinochet e il Cile tornò alla democrazia: ”la mia generazione è cresciuta più libera, più attenta a sé, con meno problemi reali e più tempo per riflettere, per crearsi problemi esistenziali. Oggi in Cile pensiamo poco, generalizzando, a accasarci e far figli, magari avendo un lavoro precario così che è facile angosciarsi e rivolgersi indietro col pensiero. E’ in questo quadro che ho finito per scrivere di infanzia, di bambini e adolescenti. Storie che mi venivano naturalmente e su cui ho riflettuto solo a posteriori”. Questi suoi personaggi sono tutti più o meno segnati da un avvenimento traumatico, sono soli, vivono un sentimento di sconfitta anche se cercano di sopravvivere. ”In Cile il passato è visto in modo particolarmente problematico, si cerca di dimenticarlo, lo si nasconde non volendo ricordare da dove si viene, le proprie origini famigliari e sociali. Per riuscire a vivere il presente, se si torna alle proprie radici, al proprio passato, in genere ci si inganna da soli, la memoria censura e modifica e questo in un racconto è reso ancora più facile perché mi concentro solo su un fatto, un accadimento preciso, mentre sappiamo che la vita è meno coerente e assi più complessa”.A rendere esemplari questi nove bei racconti è l’essenzialità di quel che narrano e della scrittura, pulita, tersa e sorretta da una musicalità malinconica, resa viva da un riflesso di verità e umanità (il che fa anche pensare alla finezza della traduzione della Zavagna). C’è chi ha parlato di tono cechoviano, ma qui ogni illusione sembra già perduta e si vive l’accettazione di un’esistenza senza più vera speranza, povera e segnata da fallimenti, che ha il proprio momento di svolta appunto in qualche fatto dell’infanzia,in una sofferta perdita di innocenza. Sarà probabilmente così la vita di quella bambina che una donna, Teresa, porta via di nascosto dalla casa del padre che dorme, dove è andata per un incontro amoroso occasionale, tra due solitudini che si sono attratte momentaneamente. ”E’ una bambina che vedo – spiega l’autrice – più che come una persona come una figura allegorica nel rapporto tra i due adulti: guardano in vanti o sono prigionieri del loro dramma; lei è portata via in salvo o è tragicamente rapita via. Forse, come sempre, un po’ e un po’ e chissà”.Crescerà allo stesso modo Simona che a nove anni, in pena per il padre disoccupato, cerca di aiutarlo perché così si risolvano anche le liti con la madre, ma lo spinge a un passo sbagliato, tanto da farlo vergognare: ”aveva commesso un errore terribile… il mondo le stava cascando addosso e lei non sarebbe mai riuscita a reggerlo da sola. Perché era sola”. Nata e cresciuta a Conchali, moderno sobborgo povero e operaio di Santiago, Paulina Flores la passione per la letteratura l’ha scoperta – racconta – quasi casualmente, dopo il liceo, con lo studio di Lettere all’università scelto senza alcuna convinzione, come molti della sua generazione, viziata e senza veri problemi, quindi portata a intraprendere strade meno concrete o pratiche. Oggi, rivisitando i suoi temi da una diversa ottica, sta scrivendo un romanzo sui coreani imbarcati per la pesca industrile di calamari nel Pacifico, di cui lesse che erano capaci di gettarsi nelle acque gelide al passaggio dello stretto di Magellano per arrivare a nuoto a Punta Arena, l’estremo sud del Cile: ”mi ha interessato cercar di capire come si può rompere del tutto con il proprio passato con la speranza di poter ricominciare a vivere in modo migliore e felice, un po’ come accade da voi con i migranti africani. Poi la realtà è in genere diversa, più violenta e dolorosa, tanto che il titolo provvisorio è: Isola Delusione”.

Cinema, Scorsese restaura ‘Enamorada’Classico del cinema messicano torna nelle sale dall’8 aprile

BOLOGNA04 aprile 201912:46

– Un classico del cinema messicano, restaurato da Martin Scorsese, sarà nelle sale italiane dall’8 aprile: è ‘Enamorada’ (1946) di Emilio Fernandez, nuovo titolo presentato dalla Cineteca di Bologna nell’ambito del progetto ‘Il Cinema Ritrovato. Al cinema’, per la distribuzione dei classici restaurati. Era stato lo stesso Scorsese a presentarlo in anteprima lo scorso giugno, in piazza Maggiore a Bologna, in occasione della 32/a edizione del festival ‘Il Cinema Ritrovato’.
“Enamorada è un travolgente, commovente melodramma ambientato durante la rivoluzione di Pancho Villa, incarnato da due meravigliosi interpreti come Pedro Armendariz e Maria Felix, all’inizio della loro carriera”, spiega il direttore della Cineteca, Gian Luca Farinelli, ricordando che ‘Enamorada’ è stato scelto e restaurato da Scorsese grazie al supporto di Olivia Harrison, vedova di George Harrison, “che adorava il Messico e il suo cinema”. Fu proprio quel film a consacrare Maria Felix come star internazionale.
Gomorra: Napoli, Londra e Bologna in nuovi episodiIn prima tv esclusiva il 5 aprile alle 21.15

04 aprile 201916:29

Napoli, Londra e Bologna “protagoniste” nei due nuovi episodi Gomorra: ci sarà una serie di cambi di scenario negli episodi 3 e 4 della quarta stagione.
Patrizia (Cristiana Dell’Anna) si allontana da Napoli per recarsi a Bologna mentre Genny (Salvatore Esposito) arriverà a Londra, entrambi per gestire alcuni affari. I due nuovi episodi della serie originale Sky – prodotta da Sky con Cattleya e Fandango, in collaborazione con Beta Film, nata da un’idea di Roberto Saviano e diretta da Francesca Comencini – saranno trasmessi in prima tv esclusiva venerdì 5 aprile alle 21.15 su Sky Atlantic e Sky Cinema Uno, anche in 4K HDR per i clienti Sky Q. Inoltre, saranno disponibili già dal mattino di venerdì anche su Sky On Demand, su Sky Go e in streaming su Now Tv.

Il terzo episodio si apre un anno dopo l’uscita di scena di Genny dal controllo diretto del territorio. Patrizia è saldamente alla guida del clan che rifornisce di cocaina il resto delle grandi famiglie criminali di Napoli: i Capaccio e i ragazzi di Forcella, guidati da Enzo (Arturo Muselli) e Valerio (Loris De Luna). Patrizia è oggi un boss amato a Secondigliano, ma in grado di usare il pugno di ferro quando necessario. Ma il suo destino è sempre più legato a quello del clan Levante…
Nel frattempo, Genny Savastano e il suo socio in affari Andrea Resta (Andrea Renzi) partono alla volta di Londra per acquisire la società che si occuperà dei lavori dell’aeroporto.
Ma nella City un imprevisto costringerà Genny a rispolverare i suoi vecchi metodi criminali e a cercare un compromesso con se stesso, per salvare il futuro di legalità che sta cercando di costruire insieme ad Azzurra (Ivana Lotito) per il piccolo Pietro. Sospeso tra passato e futuro, Genny sarà quindi costretto a confrontarsi con i demoni mai sopiti della sua vecchia vita.
Zecchino d’Oro, film e nuove canzoniDopo scelta brani, riprese ‘I ragazzi dello Zecchino d’Oro’

BOLOGNA04 aprile 201913:16

– L’Antoniano di Bologna si appresta ad ospitare le riprese de ‘I ragazzi dello Zecchino d’Oro’, il tv movie che racconta la nascita del Piccolo Coro dell’Antoniano. Il film, con Matilde De Angelis nel ruolo di Mariele Ventre e Simone Gandolfo in quello di Cino Tortorella, regia di Ambrogio Lo Giudice, celebra i sessant’anni da quella lontana prima edizione del 1959 e arriverà sugli schermi Rai in autunno, in concomitanza con il prossimo Zecchino d’Oro.
Intanto è in movimento la ‘grande macchina’ del programma, che ha già portato la giuria di esperti capitanata dal direttore artistico della trasmissione tv Carlo Conti (tra gli altri anche Peppe Vessicchio e la youtuber LaSabri) a selezionare, tra le 615 proposte, i 12 brani del 2019. Le canzoni parlano di ecologia, didattica, accettazione di sé, pratica di genere: l’Antoniano sceglie di focalizzare l’attenzione su grandi e piccole storie di attualità per raccontare il mondo e le sue molteplici sfaccettature, sempre con leggerezza e semplicità.

‘A quando l’amore?’, l’inedito di Barbara Cola – VIDEODopo la parentesi televisiva di ‘Ora o mai più’, l’artista bolognese presenta il nuovo singolo

04 aprile 201913:25

“La donna e la sua capacità di riprendere ‘il viaggio’, di passare attraverso le pieghe di un amore che non è. L’indipendenza, il distacco, il volo in solitudine, la ricerca per una vita intera”: così Barbara Cola presenta ‘A quando l’amore?’ IL VIDEO IN ESCLUSIVA, il singolo di rilancio discografico dopo la parentesi televisiva di ‘Ora o mai più’.
Vincitrice del Festival di Sanremo nel ’95 in coppia con Gianni Morandi con il brano ‘In amore’ e tra i protagonisti del musical ‘Romeo & Giulietta–Ama e Cambia il Mondo’ prodotto da David e Clemente Zard, Barbara Cola torna con una canzone inedita, pubblicata dall’etichetta Raimoon, che si avvale della collaborazione di una amica e collega, già voce dei Matia Bazar, Roberta Faccani, che firma il brano in qualità di autrice e compositrice.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Giannubilo, mio ‘Risolutore’ allo Strega
Con ‘Il risolutore’ è tra i dodici del premio

04 aprile 201913:49

– Artista totale, amico di Tondelli e Pazienza, reclutato nei Servizi, in missione sotto copertura in Libano e nei Balcani, ingaggiato come killer, Gian Ruggero Manzoni, pronipote di Alessandro e cugino dell’irriverente Piero, è un personaggio al cui confronto il Limonov di Emmanuel Carrere quasi sfigura.
“Trovo che per quanto straordinaria sia la figura di Limonov quella di Manzoni metta della carne al fuoco più dura, più difficile da digerire” dice Pier Paolo Giannubilo che ha raccontato la storia di Gian Ruggero Manzoni nel romanzo ‘Il risolutore’ (Rizzoli), facendo un’operazione in qualche modo simile a quella del Limonov di Carrere. “Il personaggio di Limonov che ho molto amato è, se posso permettermi, molto più ‘normale’ di quanto non lo sia Manzoni per tutto quello che il pronipote di Alessandro ha combinato nell’arco della sua vita” spiega Giannubilo che con ‘Il risolutore’ è tra i dodici autori che si contenderanno la cinquina del Premio Strega 2019.
Nona edizione Salento Book FestivalRassegna firmata da Luca Bianchini, quest’anno in sei comuni

BARI04 aprile 201914:56

– Dal 6 giugno al 15 luglio torna per il nono anno consecutivo il Salento Book, il festival che porta i libri e gli scrittori nelle piazze del cuore del Salento. Tra i numerosi ospiti Franco Arminio, Teresa Ciabatti, Catena Fiorello, Aldo Cazzullo, Andrea Delogu, Salvatore Borsellino e Angelo Duro. Sono solo i primi autori confermati per la nona edizione festival nazionale del libro che porta la festa dei libri nelle piazze salentine di Corigliano d’Otranto, Galatina, Galatone, Gallipoli, Nardò, e quest’anno, anche ad Aradeo. Le piazze, le corti, i palazzi, le strade dei sei comuni coinvolti faranno da palcoscenico agli appuntamenti della rassegna itinerante firmata dallo scrittore Luca Bianchini e organizzata dall’associazione culturale “Festival Nazionale del Libro” presieduta dall’ideatore della manifestazione e direttore organizzativo Gianpiero Pisanello.
Oltre un mese di presentazioni di libri, reading, laboratori di lettura per bambini e passeggiate letterarie con gli scrittori delle più importanti case editrici nazionali, ma anche personalità del mondo dello spettacolo, della cultura, del giornalismo e della società civile per incontrare i gusti diversi dei tanti lettori e appassionati.
Design no brand, inclusivo e sostenibileLampade realizzate con stampanti 3d, arredi in sughero riciclato

04 aprile 201915:11

– Economia circolare, inclusione sociale e sostenibilità sono al centro di Design No Brand, l’appuntamento FuoriSalone organizzato alla Fabbrica del Vapore dal 9 al 14 aprile da una rete di associazioni (Milano Makers, Giacimenti Urbani, Mediterranea e T12-lab). Protagonisti dell’esposizione tutti quei progetti innovativi in linea con i temi presenti nell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile.
Reborn Ideas, start up che aggrega prodotti ispirati all’upcycling, sarà presente con gli arredi in cartone, legno, metacrilato di Lessmore;i complementi di Trame, realizzati con i ritagli di pelle delle aziende calzaturiere marchigiane; le lampade in bioplastica di Krill, che si possono realizzare con delle stampanti 3d: “In futuro Krill Design – dice Maurizio Mazzanti di Reborn ideas – potrà diventare il principale produttore di lampade e altri prodotti di design senza possedere stabilimenti, catene di montaggio e costosi magazzini così come Airbnb è il più grande fornitore di ospitalità senza possedere alberghi” T12-lab, associazione che si occupa di design sociale e spazio pubblico, presenterà Void: una selezione di oggetti di arredamento in acciaio realizzati con i materiali di scarto provenienti dall’azienda Abert; Milano Makers e Das16.8 saranno presenti con Digital Wood-Carnia, piccoli complementi d’arredo realizzati con gli abeti provenienti dai boschi della Carnia (danneggiati dalle avversità atmosferiche dello scorso autunno).
Etico di Amorim Cork Italia powered by Greencorks, una linea di prodotti realizzati con i tappi di sughero recuperati e riciclati, è un perfetto esempio di economia circolare, perché l’azienda dal 2011 attua una raccolta capillare di tappi di sughero in tutta Italia e una volta triturati li riutilizza per creare oggetti di arredamento. Mediterranea Word Made Design proporrà invece oggetti di urban design realizzati grazie a progetti di inclusione sociale e lavorativa di un gruppo di giovani richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale e umanitaria. In linea con la proposta i laboratori come il Restart Party, per imparare a riparare vecchi apparecchi elettronici grazie ai consigli degli esperti di PCOfficina e Restarter Milano.
Digital library alla Biblioteca EstenseProgetto Gallerie Estensi e Fondazione Carimodena, bando 1,3 mln

MODENA04 aprile 201915:17

– Nasce alla Biblioteca Estense Universitaria di Modena una ‘digital library’ che permetterà la consultazione in rete di parte del patrimonio archivistico e raro. L’Estense sarà così la prima biblioteca italiana a partecipare a questo sistema, già condiviso tra gli altri da Biblioteca Apostolica Vaticana, Ashmolean Library di Oxford, British Library e Library of Congress di Washington.
Il progetto, avviato da Gallerie Estensi e Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, che lo ha finanziato con un bando da 1,3 milioni, prevede restauro, digitalizzazione in alta definizione e catalogazione di parte del patrimonio della biblioteca.
L’interazione tra competenze tecnico-scientifiche e storico-umanistiche sarà il cuore di AGO, il Polo culturale di Modena di cui le Gallerie Estensi sono parte.
L’Estense possiede capolavori come la Bibbia illustrata per Borso d’Este e la Mappa del Cantino, il più antico planisfero portoghese sopravvissuto, e una delle prime rappresentazioni delle coste americane.

Biennale Arte, a Durham Leone d’Oro alla carriera Premio sarà consegnato l’11 maggio ad inaugurazione Arte

VENEZIA04 aprile 201915:32

Sarà attribuito all’artista americano Jimmie Durham il Leone d’Oro alla carriera della 58/o Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, May You Live In Interesting Times. La decisione è stata presa dal Cda della Biennale presieduto da Paolo Baratta, su proposta del Curatore della 58/a Esposizione Internazionale d’Arte, Ralph Rugoff. Il riconoscimento a Jimmie Durham sarà consegnato sabato 11 maggio 2019 a Ca’ Giustinian, sede della Biennale di Venezia, nel corso della cerimonia di premiazione e inaugurazione della Biennale Arte 2019, che aprirà al pubblico nello stesso giorno.
Archivissima, festival ponte con passatoKermesse a Torino dal 12 al 15 aprile, c’è anche Notte Archivi

TORINO04 aprile 201915:37

– Gli archivi sono un patrimonio culturale immenso, soprattutto per i giovani abituati al digitale, inoltre, custodendo materiali cartacei e quindi più duraturi dei file, possono conservare meglio la storia e per questo vanno più conosciuti e frequentati da tutti.
E’ questo il senso della seconda edizione di Archivissima – Il festival degli Archivi in programma a Torino dal 12 (con la Notte degli Archivi) al 15 aprile in diversi luoghi della città, tra cui il Polo del 900, Museo Lavazza, Museo di Reale Mutua, Museo della Rai, Camera.
Quest’anno, la kermesse, destinata a diventare nazionale, ha come tema ‘#Seperalebarriere’. “Lo scopo è presentare il passato come chiave per capire il futuro e reinterpretare l’attualità politica e sociale”, spiega Andrea Montorio, ceo di Promemoria, la società che ha organizzato il festival, col sostegno di Compagnia di San Paolo, Fondazione Crt, Siae, Reale Mutua, Fca, Museo Lavazza, Regione Piemonte, Città, Università e Camera di Commercio di Torino.

Luxuria, tesi gender non esiste’Più facile spiegare transessualità ai bimbi che agli adulti’

PERUGIA04 aprile 201915:42

– “La teoria del gender non esiste perché non c’è nessuno che si è messo in testa l’idea di convertire, cambiare, deviare la naturale eterosessualità degli adolescenti o degli adulti”: è quanto ha detto Vladimir Luxuria in un’intervista

al Festival di Giornalismo di Perugia. “In primo luogo – ha aggiunto – è impossibile cambiare la natura delle persone e poi noi ci bastiamo per quelli che siamo, vorremmo solo migliorare la qualità delle nostre vite. Purtroppo – ha detto ancora l’attivista – c’è anche un certo tipo di giornalismo che vuole fare terrorismo culturale sulle nostre vite, terrorismo che si basa, ad esempio, su questa fantomatica teoria del gender”. Luxuria, rispondendo alla domanda se l’Italia è un Paese omofobo, sottolinea: “Più che un Paese omofobo ci sono persone omofobe e soprattutto c’è chi fa carriera politica ed economica sull’omofobia. Viviamo in un periodo in cui c’è una campagna denigratoria nei nostri confronti”.
Britney Spears ricoverata in centro salute mentalePopstar sconvolta per malattia padre

NEW YORK04 aprile 201916:11

Britney Spears ricoverata in un centro di salute mentale. Lo scrive Tmz secondo cui la popstar, 37 anni, è sconvolta per le condizioni del padre a causa della sua malattia. Jamie Spears ha già avuto due interventi all’intestino tuttavia dopo l’ultimo è andato incontro a complicazioni. I problemi dell’uomo sono iniziati lo scorso anno quanto il suo colon si è lacerato spontaneamente. Non molto tempo fa Britney aveva annunciato la sospensione dei suoi spettacoli a Las Vegas proprio per prendersi cura del padre ma secondo fonti sta avendo notevoli difficoltà. In un post su Instagram Britney Spears ha scritto, “Prendetevi cura di voi stessi, della mente, corpo, spirito” e “Tutti abbiamo bisogno di un po’ di tempo per noi stessi”.
Comitato diritti umani, tante lacuneFabrizio Petri, avviato percorso formazione per giornalisti

PERUGIA04 aprile 201916:16

– “Ci sono grosse lacune sul significato e sul percorso in atto per la difesa diritti umani anche da parte di chi dovrebbe favorire questa narrativa. Ci siamo resi conto che l’anno scorso per i 70 anni della Dichiarazione universale sui diritti umani i giornali e le televisioni non hanno trattato questo argomento o lo hanno fatto in maniera molto lacunosa. I media hanno, invece, un ruolo importante nel favorire una cultura dei diritti umani”. A dirlo è Fabrizio Petri, presidente del Comitato Interministeriale per i diritti umani, ospite al Festival del giornalismo di Perugia per presentare un’iniziativa per contrastare la mancanza di informazione sul tema nel panel ‘Giornalismo e diritti umani’.
“Dall’anno scorso, grazie all’input di Ossigeno per l’Informazione, abbiamo avviato un percorso formativo sui diritti umani per i giornalisti – spiega in un’intervista. – Il Comitato ha adottato un piano di formazione per le imprese e l’idea è cercare di portarlo avanti anche nel campo dei media”.
Fiera Ragazzi, sfiora 29 mila presenzeEdizione 2020 da 30 marzo-2 aprile, ospite d’onore Sharjah

BOLOGNA04 aprile 201916:25

– Sfiora le 29 mila presenze la Fiera Internazionale del Libro per Ragazzi di Bologna 2019 che cresce del +5% rispetto al 2018. La 56/ma edizione, che si è aperta il primo aprile, con Paese ospite d’onore la Svizzera, si è chiusa oggi con numeri ancora una volta in crescita: 28946 le presenze totali, con un incremento degli operatori esteri del 20% sul 2018, che arrivano a rappresentare quasi il 50% dei visitatori arrivati nei padiglioni della Fiera, rinnovati e ampliati rispetto all’anno scorso. Sono stati 1.442 gli espositori provenienti da oltre 80 Paesi e regioni del mondo che attestano come la Bologna Children’s Book Fair sia una Fiera in continua espansione. Dal 2020 la Fiera ospiterà una nuova area interamente dedicata al fumetto e al graphic novel per ragazzi. L’edizione 2020 si svolgerà dal 30 marzo al 2 aprile e vedrà Paese Ospite d’Onore Sharjah, che porterà a Bologna i migliori tra gli illustratori e gli autori per ragazzi degli Emirati Arabi Uniti. Il programma sarà lanciato durante la Sharjah International Book Fair, che si svolgerà dal 30 ottobre al 9 novembre 2019.
Sempre più internazionale la presenza di BolognaFiere per l’editoria nel mondo: nell’edizione che si chiude oggi è stata presentata la nuova collaborazione tra Bologna Children’s Book Fair e Moscow International Book Fair (MIBF) per l’organizzazione della nuova International Children’s Book Fair in Russia, la cui prima edizione si terrà nel 2021. La Piattaforma Digital della Bologna Children’s Book Fair si riconferma in quest’edizione hub integrato di strumenti e servizi online capaci di amplificare e ottimizzare l’esperienza BCBF: oltre 1milione le visualizzazioni al sito di manifestazione, 145.000 utenti unici (60% esteri), 34.000 utenti registrati ai servizi online. Oltre 2.500 i download all’APP (+25% su 2018), raggiunti 50.000 fans su Facebook, 36.300 su Instagram, 11.000 su Twitter. Accreditati in quattro giorni di manifestazione oltre 820 giornalisti (+14% sul 2018) di cui 235 stranieri (+18%) da 42 Paesi di tutto il mondo.
Bonisoli, Italian Council si rinnovaAnnunciati gli artisti vincitori della 5/a edizione

aprile 201916:28

– Sempre più arte contemporanea italiana nel mondo: il ministro Alberto Bonisoli annuncia il lancio del nuovo Italian Council – il programma a supporto della creatività italiana, promosso dalla Direzione Generale Arte e Architettura Contemporanee e Periferie Urbane (DGAAP), guidata da Federica Galloni. Con uno stanziamento di 1.700.000 euro, diventa ancora più accessibile, internazionale, inclusivo e aperto a un maggior numero di iniziative. Annunciati gli artisti vincitori della 5/a edizione: Francesco Arena, Riccardo Benassi, Filippo Berta, Armin Linke, Antonio Rovaldi, Anita Sieff.
“I nostri artisti devono poter contare sul sostegno del Paese per vedere riconosciuto il proprio talento in tutto il mondo.
Nel primo biennio sono stati raggiunti importanti risultati con il finanziamento di 3 milioni di euro e la realizzazione di 34 progetti. Con questo nuovo programma ampliamo ulteriormente la portata del bando per promuovere sia gli artisti che i curatori e i critici” dice Bonisoli.
Tra le novità: oltre ai finanziamenti per la produzione di opere, si aggiungono anche quelli per lo sviluppo dei talenti e la loro promozione all’estero. Da questa edizione potranno inoltre presentare domanda anche artisti, curatori e critici per la partecipazione a manifestazioni internazionali, mostre e residenze in tutto il mondo.
“Promuovere l’arte contemporanea italiana all’estero è la nostra missione. Le prime edizioni di Italian Council hanno visto il coinvolgimento di 50 Paesi e di oltre 100 Istituzioni di tutto il mondo. Oggi, con le novità introdotte, vogliamo permettere ai nostri artisti di accedere ancora più facilmente all’ambiente internazionale e miriamo a incoraggiare attivamente lo sviluppo e la riconoscibilità dei nostri talenti in tutto il mondo” ha dichiarato Federica Galloni.
Per partecipare al nuovo bando è necessario registrarsi al sito http://www.aap.beniculturali.it/italiancouncil/ e compilare la domanda e i moduli allegati, fino alle ore 12 del 27 maggio 2019.
“Boys don’t cry”, migranti fotografi raccontano se stessiLa mostra al Centro Internazionale di Fotografia di Palermo dal 19 aprile

04 aprile 201916:33

“Stimolare i giovani autori, che hanno lavorato in piena libertà, e suscitare nei ragazzi degli sguardi personali, critici e liberi, attraverso uno scambio emotivo e culturale”. È stato questo l’obiettivo di “Boys don’t cry” la mostra, curata da Ludovica Anzaldi,  che si inaugura venerdì 19 aprile al Centro Internazionale di Fotografia di Palermo diretto da Letizia Battaglia.”Boys don’t cry”, è il risultato di un progetto che ha coinvolto un gruppo di migranti ospiti del Centro d’accoglienza Asante di Palermo, in un workshop di educazione all’immagine e filmmaking condotto dalla stessa Anzaldi durante la scorsa estate. Un percorso lungo un mese, per sensibilizzare e stimolare il loro sguardo sulla realtà e imparare a esprimersi utilizzando il mezzo fotografico.Durante il workshop ai ragazzi sono stati forniti gli strumenti creativi per imparare a costruire un lavoro foto/video e a comporre immagini per elaborare un racconto: il loro racconto personale.“I ragazzi di Asante, di età compresa tra i 17 e il 23 anni- spiega Ansaldi in una nota –  hanno tutti provenienze diverse e abitano nel Centro d’accoglienza in attesa di quei documenti che potrebbero dargli una nuova possibilità di vita. I tempi posso anche essere lunghissimi. Da qui è nata l’idea di fare un piccolo workshop così che possano integrarsi attraverso l’apprendimento, la creazione, l’espressione di sé e la conoscenza del nostro paese. La narrazione è andata avanti unendo insieme momenti di lavoro nel centro accoglienza – dove i giovani autori hanno realizzato una serie di scatti utilizzando le tecniche principali del ritratto classico- con visite alla Biennale d’arte contemporanea Manifesta 12, importante occasione di conoscenza della città oltre che di confronto culturale con tematiche che li chiamano in causa direttamente”.In mostra sono esposti un corpus di fotografie a colori realizzate su pellicola medio formato (6×6) da Hamissa Dembélé, Mory Sangare, Fofana Abdoulaye, Buba Drammeh e Kaita Aboubacar con un Hasselblad 500 che ritraggono gli stessi ragazzi – o anche la loro assenza – utilizzando i pochissimi oggetti che possiedono (camicie, scarpe, le sedie delle loro camere, le riproduzioni dei dipinti nei corridoi del centro…) insieme a frutta e verdura acquistate nel vicino mercato di Ballarò; una proiezione di foto (pellicola in bianco e nero) realizzate durante le visite a Manifesta che offrono uno sguardo sulla città di Palermo, dai palazzi del centro storico all’Orto Botanico.  E infine due video sempre realizzati dai giovani migranti che documentano le fasi del progetto.  Accompagnano il percorso espositivo anche una serie di disegni a colori di Hamissa Dembélé in cui il giovane autore maliano reinterpreta i set fotografici.Ludovica Anzaldi è nata a Roma da famiglia palermitana, vive e lavora a Parigi.  Il suo lavoro è orientato soprattutto sulla fotografia e il video: le sue immagini raccontano le declinazioni dell’essere umano nella sua complessità e quella parte della società – dalle donne agli stranieri – la cui voce ha avuto sempre poco spazio.

Su web ‘atlante’ luoghi Leonardo ToscanaDa itinerari e mappe. Promosso anche tour in bus

FIRENZE04 aprile 201917:04

– Un ‘atlante virtuale’ per raccontare i luoghi della Toscana di Leonardo da Vinci, in tutto 161 sparsi in 31 comuni di otto province (tutte tranne Lucca e Massa Carrara), con schede per ciascuno dei siti, mille immagini, oltre a 21 diversi itinerari e 4 mappe interattive con quasi 500 punti d’interesse. Sono i numeri di latoscanadileonardo.it, sito online, in italiano e inglese, nato dalla collaborazione tra Unione dei Comuni del circondario dell’Empolese Valdelsa, che comprende Vinci, e Museo Galileo di Firenze. Nel sito si va ovviamente da Vinci a Bacchereto dove la nonna paterna viveva e nella cui fornace di ceramica smaltata si cimentò probabilmente nei primi lavori. Vi si possono trovare i castelli oggi ‘invisibili’ della Valdelsa e Valdera, la Firenze dove mosse i primi passi alla bottega del Verrocchio, o Prato e Pisa, studiati a lungo per il progetto di deviazione dell’Arno.
Per 500 anni morte Genio promosso anche Leonardo bus, 10 tour in pullman alla scoperta dell’Empolese Valdelsa.
90 anni LuisaViaRoma, sfilata a FirenzeShow multibrand il 13/6 con Carine Roitfeld e Lenny Kravitz

FIRENZE04 aprile 201917:05

– Doppio compleanno per LuisaViaRoma di Firenze, che compie 90 anni e festeggia i primi 20 del suo sito e-commerce. Per celebrarlo organizzata una sfilata speciale a Firenze con Carine Roitfeld, che nell’occasione inaugura Cr Runway, format di défilé da lei stessa creato. Lo show, multibrand, si terrà il 13 giugno al tramonto al piazzale Michelangelo: in tutto saranno 90 uscite di capi uomo e donna delle collezioni autunno-inverno 2019, scelti da Roitfeld ispirandosi a look anni Novanta: sfileranno insieme abiti di Prada, Miu Miu, Giorgio Armani, Burberry, Givenchy, Max Mara, Marc Jacobs, Moncler, Off-White, Simone Rocha, Laquan Smith, Richard Quinn e Yamamoto. Previsto anche un tributo a Lagerfeld.
Ci sarà anche performance musicale di Lenny Kravitz.
Lo show sarà diretto da Piergiorgio del Moro che per l’occasione riunirà alcune modelle simbolo degli anni ’90. In tutto sono 5.000 gli invitati. Ci sarà anche un contest che consentirà a 800 persone (con un accompagnatore) di assistervi.
Febe, un brand dedicato alle salopetteArriva collezione zero con simbolo emancipazione

04 aprile 201917:17

– “La sfida più coinvolgente per tutti è stata quella di interpretare un’icona storica, già simbolo di libertà ed emancipazione femminile, creandone un universo fatto di autenticità e contemporaneità”. Lo ha detto l’imprenditore Alessandro Dell’Aquila che sta per mettere in vendita la collezione zero di Febe, brand dedicato esclusivamente alle salopette.
Interamente prodotta in Italia, disegnata da Antonio Bandini Conti, si è ispirata per la prima stagione ai costumi tradizionali delle popolazioni delle Ande in Sud America. Tra pettorine e shapes che variano dalle semplici bretelle staccabili, a modelli con effetto simil-bustier, possono diventare anche capi eleganti. Febe sarà anche online dal 2020 con obiettivo di raggiungere i 5 milioni di fatturato in 3 anni.
Esce Le invisibili, storie in commedia di homeless francesiIn sala film di Louis-Julien Petit campione d’incassi

04 aprile 201920:58

‘Le invisibili’ di Louis-Julien Petit, in sala dal 18 aprile con Teodora, racconta in commedia la storia di quelle donne che nessuno vuole vedere davvero: quelle homeless, a volte sporche e con guardaroba in busta di plastica, da cui si distoglie lo sguardo.
Campione d’incassi in Francia con oltre dieci milioni di euro al box office, il film che ha inaugurato a Roma il Festival Rendez-vous, presentato oggi pomeriggio in una proiezione evento alla mensa della Comunità di Sant’Egidio, guarda a Ken Loach e mette in campo tutta una serie di personaggi ai margini, pieni di spine e umanità. E lo fa attraverso gli occhi di quattro assistenti sociali dell’Envol, centro diurno che fornisce assistenza alle donne senza fissa dimora. Quattro donne davvero coraggiose perché quando il comune decide di chiudere il centro, si lanciano in una sfida non da poco: dedicare gli ultimi mesi a trovare un lavoro alle loro assistite, abituate a vivere in strada.
Il film in realtà si ispira al lavoro sul campo di Claire Lajeunie, che ha dedicato un libro e un documentario alle donne senza dimora di Parigi. Il cast, infine, include nomi celebri come Audrey Lamy e Corinne Masiero, e moltissime non professioniste a volte con un passato di vita in strada.
“Ispirandomi alla tradizione del cinema sociale britannico (da Full Monty a Pride) – spiega il regista -, ho capito che la commedia sarebbe stata la scelta migliore per raccontare la storia di queste donne. Volevo un film luminoso, pieno di speranza e focalizzato sulla coesione del gruppo, sul modo in cui ci si aiuta reciprocamente per fronteggiare le avversità.
Nel rispetto delle donne senza dimora, spesso inclini all’autoironia e mai all’autocommiserazione, era importante che lo spettatore si confrontasse senza sconti con il drammatico stato di precarietà in cui queste vivono”.
Per quanto riguarda il casting sottolinea Louis-Julien Petit: “Volevamo trovare cinquanta donne che avessero vissuto davvero per strada. Durante le audizioni, ognuna di loro aveva circa un’ora per raccontare la propria vita. Poi è stato loro chiesto di scegliere come soprannome quello di una donna che ammiravano e sul set non abbiamo mai conosciuto i loro veri nomi. Erano Edith (Piaf), Lady D, Simone (Weil), Brigitte (Macron), ecc.
Anche grazie all’opportunità di nascondersi dietro un nome e una personalità diversi – continua il regista -, hanno quasi dimenticato la presenza della cinepresa sul set, riuscendo a trovare il coraggio di esprimersi con più libertà”.

A Sant’Agata centenario di Nilla PizziFrancobollo commemorativo, mostra e street art

BOLOGNA04 aprile 201917:51

– ‘Centonilla’ è il titolo delle manifestazioni con cui San’Agata Bolognese ricorderà il centenario della nascita di Nilla Pizzi, la regina della canzone che vi nacque il 16 aprile 1919. Tra le iniziative previste, mostre e un francobollo celebrativo con annullo filatelico per la serie ‘Le eccellenze italiane dello spettacolo’. Nel ‘Salottino di Nilla’, al teatro Bibiena, ammiratori e componenti del fans club torinese intitolato alla Pizzi, morta nel 2011, ne presenteranno la discografia e racconteranno aneddoti sulle sette partecipazioni della cantante al festival di Sanremo di cui vinse la prima edizione nel 1951 con ‘Grazie dei fiori’. Sarà poi presentato il progetto che prevede un’opera di street art nella grande torre dell’acqua del paese, alta 40 metri, che sarà dipinta per celebrare ‘papaveri e papere’, uno dei successi della Pizzi, dagli writers Dado e Joyce e per la quale si prevede la realizzazione a fine estate.
Notre-Dame rivive a TorinoAllestimento multimediale a Palazzo Madama dal 5 aprile

TORINO04 aprile 201917:52

– Le atmosfere ‘prerivoluzionarie’ di Notre-Dame di Parigi rivivono nella mostra multimediale di Palazzo Madama, a Torino, dal 5 aprile al 30 settembre 2019.
‘Notre-Dame de Paris. Sculture gotiche dalla grande cattedrale’ è il titolo dell’esposizione, curata della conservatrice di Palazzo Madama Simonetta Castronovo in collaborazione con il Musée de Cluny – Musée national du Moyen Age di Parigi.
Protagoniste quattro teste originali gotiche provenienti dalla celebre cattedrale.
Sono una Testa d’Angelo, una Testa di Re mago, la Testa di uomo barbuto e una Testa di figura femminile, fatte rimuovere nel 1793 da Robespierre in quanto simboli della monarchia e della religione. Le opere, venute alla luce durante alcuni scavi, sono del Museo de Cluny. Quattro capolavori testimonianze del ‘classicismo gotico’ di fine Duecento, che influenzò molti autori tra cui Giotto. Intorno a loro Aleando Agostini ha creato un allestimento audiovisivo che trasporta lo spettatore nello spirito dell’epoca.

Collezione Camaiani sotto al segno PesciIspirato da Palazzina Azzurra di S.Benedetto del Tronto e Grecia

MA04 aprile 201917:53

– Sfilata a Roma nel coffee house di Palazzo Colonna per Vittorio Camaiani, lo stilista marchigiano che stavolta per la sua nuova collezione ha tratto ispirazione dal mosaico della Palazzina Azzurra di San Benedetto del Tronto, sua città natale. “Sotto il segno dei pesci” è un viaggio creativo che racconta il mare, partendo dalla terra natia e veleggiando verso il blu profondo delle isole greche con le loro coste abbaglianti. Lo sguardo del couturier è partito dai pesci del mosaico anni Trenta della Palazzina Azzurra di San Benedetto e ha puntato lontano, ai colori delle Cicladi, da Paros, a Santorini, fino ad Amorgos, perle bianche spazzate dal vento e sospese in quel mare dai colori sempre diversi. Motivo ricorrente della collezione sono dunque i pesci, trasformati in dettagli decorativi appoggiati su maglie a righe di sapore marinaro, intarsiati sull’orlo di abiti di lino, ricamati su cappe da sera di seta color tortora.
Lo spietato, Scamarcio cattivo nel poliziottesco anni ’80In sala e poi su Netflix la gangster-comedie di De Maria

04 aprile 201920:55

Arriva in sala, ma solo per tre giorni (8-9-10 aprile) distribuito da Nexo, ‘Lo Spietato’ di Renato De Maria, una gangster-comedie che ricorda i cosiddetti ‘poliziotteschi’ anni Settanta e con protagonista, nel ruolo di Santo Russo, un Riccardo Scamarcio cattivo-cattivo.
Un’uscita ‘evento’ di soli tre giorni per questo lavoro, proprio come richiede la normativa per i film destinati alla piattaforma Netflix, dove ‘Lo spietato’ approderà il 19 aprile.
Ambientato nel periodo del boom, in quegli anni Ottanta della Milano ‘da bere’, ha come protagonista Santo Russo (Scamarcio), un calabrese cresciuto nell’hinterland che, dopo i primi furti in periferia, arriva al carcere minorile dove si forma come criminale. Santo Russo è uno che ci sa fare nella Milano di quegli anni e così in poco tempo diventa mente e braccio armato di una temuta gang che pratica rapine, sequestri, traffici di droga, riciclaggio di denaro, e non ultimo i ‘miracoli’, ovvero esecuzioni a sangue freddo. Oltre alla pistola e al fucile a pompa, in questa crime story piena di ironia e ritmo, al protagonista non mancano i sentimenti. Santo Russo è, come ogni boss che si rispetti, diviso tra due donne: Mariangela (Sara Serraiocco), ovvero la moglie, remissiva, devota e calabrese come lui, e Annabelle (Marie-Ange Casta) l’amante, donna troppo bella e colta. Ma la parabola di Santo Russo alla fine si complica fino a farlo diventare uno dei molti collaboratori di giustizia senza più identità.
“Quando ho capito che il film che mi proponeva De Maria poteva essere una sorta di ‘Godfellas’, ho subito accettato – dice oggi a Roma Scamarcio-. Sono cresciuto vedendo questo tipo di film e poi – aggiunge l’attore – certi personaggi, certi figuri mi ricordano molto quelli che io ho visto girare ad Andria dove sono cresciuto, personaggi con Ferrari e orologi d’oro al polso che nessuno sapeva bene cosa facessero. E devo dire che per me la scuola di Andria è stata fondamentale”.
Stesso spirito per il regista De Maria :”Sono cresciuto con i film di gangster, mi è sempre piaciuto questo genere dove c’è l’ascesa e poi la caduta, la tragedia greca. Quando ho letto ‘Manager calibro 9’ (libro di Pietro Colaprico e Luca Fazzi a cui il film è ispirato) ho capito che era quello che cercavo e mi ci sono buttato. Era una storia vera che però abbiamo riscritto e a cui abbiamo aggiunto la nostra passione cinematografica. Certo abbiamo preso ispirazione da tante cose, anche dal poliziottesco, ma chi non copia quando crea? Lo hanno fatto anche Martin Scorsese e Quentin Tarantino”.

Leggings sotto accusa da madre studente”Ragazze, fatelo per mio figlio”, furore su campus e in rete

NEW YORK04 aprile 201918:19

– “Ragazze, fatelo per i nostri figli”. La madre di uno studente dell’Università di Notre Dame in Indiana ha scatenato un putiferio con una lettera aperta al giornale dell’ateneo cattolico scritta dopo una visita sul campus che l’ha lasciata di stucco. Materia del contendere, i leggings indossati da un gruppetto di studentesse.
“Ho pensato a tutti gli uomini che le guardavano e non potevano fare a meno di vedere il loro ‘lato B’ praticamente nudo sotto un velo di Spandex”, ha protestato Maryann White chiedendo alle compagne del figlio di ignorare la moda, non foss’altro per la loro incolumità: i leggings rendono piu’ difficile per un maschio controllare i propri istinti.
L’appello dell’austera genitrice a ignorare la moda ha avuto l’effetto contrario dentro e fuori dal campus: a caldo le studentesse e qualche loro compagno si sono impegnate a portare in massa per due giorni i fuseaux in classe mentre sui social facevano trend l’hashtag #leggingsdayND con tanto di foto di solidarietà.
Da Ascona a Venezia torna Pericle, artista dell’invisibilePrima retrospettiva dopo il ritiro, mostra a Querini Stampalia durante la Biennale

04 aprile 201909:44

Mistero e creatività formano un richiamo vicendevole nell’arte, e quando entrambi si fondono in un personaggio eclettico come fu Luigi Pericle, si crea una relazione così prolifica che può influenzare un intero luogo, una città, una regione. E’ questo il connubio che si è creato tra Luigi Pericle Giovannetti, pittore e fumettista, ma anche astrologo e teosofo, e Ascona, piccola perla sulla punta nord del Lago Maggiore, e che ora si riproporrà, per la prima volta dopo oltre cinquant’anni, nella cornice veneziana della Biennale d’Arte, come spiegato alla presentazione delll’evento, il 4 aprile, alla Fondazione Monte Verità di Ascona.   Ascona tra le due guerre divenne baricentro di artisti, pensatori, filosofi, esoteristi e miliardari eccentrici, tutti inseriti in quella fortunata temperie culturale della Svizzera neutrale di cui, dopo gli Anni ’60, si spense l’eco. Ma poco tempo fa, dalla passione per l’arte di due albergatori, è riemerso dal passato un tesoro: tutti i dipinti di Pericle – rimasti dimenticati nelle cantine di una casa – che all’apice del successo si ritirò in meditazione e non si concesse pubblicamente mai più. Tra pochi giorni, invece, grazie all’associazione nata per tutelare e promuovere quel fortunato ritrovamento, il maestro tornerà per i suoi estimatori nella mostra ‘Luigi Pericle (1916-2001) _ Beyond the visible’ che si terrà dall’11 maggio al 24 novembre 2019 alla Fondazione Querini Stampalia a Venezia.   “Riemerso dall’oblio, oggi Luigi Pericle è al centro di un grande progetto di recupero critico e filologico – spiega Andrea Biasca-Caroni dell’associazione Archivio Luigi Pericle – che vede nella mostra veneziana la prima tappa di un articolato percorso. Accompagnata da un catalogo scientifico (Silvana Editoriale) l’esposizione allinea 50 opere, fra dipinti su tela e su masonite, oltre a chine su carta degli anni Sessanta e Settanta, frutto di un lavoro di riflessione sul linguaggio della pittura e sugli strati più reconditi della coscienza”. Luigi Pericle (1916-2001), ritenuto “un protagonista della pittura europea del secondo Novecento”, era marchigiano d’origine (di Monterubbiano), ed è stato apprezzato dai nomi più blasonati del sistema: dal collezionista Peter G. Staechelin a Sir Herbert Read, trustee della Tate Gallery; dal museologo Hans Hess, curatore della York Art Gallery, ai titolari della galleria Arthur Tooth&Sons di Londra dove espose accanto ad Appel, Jorn, Tàpies, Dubuffet o Mathieu.   “Il percorso cronologico punta a ricostruire, attraverso una cinquantina di opere significative e a una selezione di documenti che testimonino i suoi versatili interessi, i diversi momenti della ricerca estetica di Luigi Pericle – commenta Chiara Gatti, uno dei curatori – I nuovi studi in corso sull’opera di Pericle mirano a dimostrare quanto le dottrine teosofiche e tutte le altre materie di studio non abbiano avuto un ruolo secondario rispetto all’arte figurativa. Lo slancio a comprendere e penetrare i misteri dell’esistenza, le oscillazioni e le vibrazioni dell’anima così come sono definite nelle concezioni mistico-teosofiche, ha un valore antropologico che, nelle speculazioni di Pericle, si traduce in una certezza assoluta: l’origine mistica dell’opera d’arte”. Pericle si ritirò però improvvisamente con la moglie Orsolina Klainguti nel paradiso anarchico del Monte Verità, la famosa ‘collina dell’utopia’ isolata fra i boschi del Canton Ticino sopra Ascona, dove era approdato già dagli Anni ’50. Un periodo caratterizzato dall’isolamento ma da una ricchissima produttività non solo artistica ma anche in campo letterario, astrologico, filosofico e teosofico.”Luigi Pericle (1916-2001) appartiene alla composita famiglia di artisti e letterati del Novecento che hanno affidato la loro opera a quella che potremmo definire la ‘spinta postuma’, quando un autore non desidera o non è in grado di far sì che la sua opera venga conosciuta e apprezzata durante la sua vita – spiega uno dei curatori, Marco Pasi – Il caso paradigmatico di spinta postuma nell’arte moderna è ovviamente quello di Vincent van Gogh, mentre Pericle appartiene piuttosto a una categoria più ristretta, che è quella degli autori in cui la spinta postuma si coniuga con una ricerca di tipo spirituale ed esoterico”.   Tra le centinaia di quadri trovati da Greta e Andrea Biasca-Caroni, infatti, ci sono anche un romanzo, oroscopi, scritti di ufologia, interi quaderni fittamente riempiti di ideogrammi giapponesi, simboli astronomici e combinazioni omeopatiche. Fino alla fine, pur senza esporre, Pericle riscosse successo anche grazie al fumetto della Marmotta Max, ancora richiesto a New York e in Giappone, ma dal 1980 cesserà di dipingere e si ritirerà per sempre a vita privata. Una sorta di definitivo distacco dal mondo per tornare a essere strumento di quella spiritualità che ha indagato per tutta la vita: “L’essenziale non è ciò che viene dall’artista – amava infatti dire – ma attraverso l’artista”.

Giulio Einaudi, 20 anni fa la morte del grande editoreErnesto Ferrero ricorda “l’uomo che guardava sempre al futuro”

04 aprile 201920:57

Il nome di Giulio Einaudi, a venti anni dalla sua scomparsa il 5 aprile 1999, resta legato alla storia della cultura italiana del Novecento attraverso le importanti scoperte e pubblicazioni della casa editrice che porta il suo nome e che fondò ventenne nel 1933 ”con quel coraggio e quella capacità di guardare sempre avanti che sono state sue proprie sempre, se allora decise con un gruppo di amici, che non a caso erano stati allievi di Augusto Monti al liceo D’Azeglio di Torino, di mettere su un’impresa guardando, in un momento in cui pareva difficile da pensare, già al dopo fascismo con molta immaginazione e capacità di mettersi in gioco”, come spiega Ernesto Ferrero, scrittore che per oltre venti anni ha lavorato al suo fianco nella casa editrice, prima capo ufficio stampa, poi direttore letterario e quindi editoriale.
Einaudi partì, con al fianco Leone Ginzburg, intellettuale e studioso dai mille interessi, pubblicando libri di grande libertà e capacità critica che potremmo definire non allineati, non a caso puntando l’attenzione su storia ed economia, poi aprendo alla letteratura se già nel ’39 diede alle stampe ”Le occasioni” di Montale (di cui Gobetti, sempre a Torino, nel ’25 aveva pubblicato ”Ossi di seppia”). ”La casa editrice era un’impresa senza la consueta struttura gerarchica – racconta sempre Ferrero – e con alla base un pensiero del padre di Giulio, Luigi Einaudi, che nel ’21 aveva scritto che il sale della democrazia era il confronto tra le idee, lo scontro dialettico rispettoso dell’altro. Sul lavoro quindi non cercava mai l’unanimità ma tutto nasceva da scambi e dibattiti anche duri, avendo voluto attorno un gruppo di persone di grande valore e indipendenza. A fine anni ’30 arriva in casa editrice Pavese, poi vengono Vittorini, la Ginzburg, Calvino e a collaborare c’erano figure come Mila, Bobbio, Venturi. Riuscire a governare una macchina così complessa, a tenerne in equilibrio pesi e contrappesi non era facile. Lui ci riusciva in questa operazione delicata, con grande capacità politica di trasformare quella discordia di persone appassionate e capaci di infervorarsi in concordia e in scelte per le quali aveva un gran fiuto”.
La leggenda dice che intuisse in modo istintivo e immediato le qualità di un libro senza averlo letto. ”E’ vero, aveva un incredibile fiuto per capire il valore innovativo di un’opera, che era poi quel che gli interessava di più, basandosi sulle discussioni di chi l’aveva letta. Era un grande direttore d’orchestra pur non essendo specialista di niente ma con molti specialisti attorno e, dal 1949, un braccio destro del valore di Giulio Bollati, che gli fu al fianco per trenta anni e quando il loro rapporto si incrinò cominciarono i problemi per la casa editrice”. Quando la Einaudi, nel 1984 finì commissariata e con i debiti congelati, cominciò subito a produrre utili, perché aveva tutte le possibilità per farlo. ”Il problema è che l’ultima delle questioni per Giulio Einaudi era quella commerciale – spiega Ferrero – Mai chiedersi se un libro avrebbe venduto, era come bestemmiare, ma solo interrogarsi sul suo valore di novità culturale, anche se magari lo si sarebbe poi scoperto (e venduto) dopo anni. Così a mandare alla fine tutto a gambe all’aria fu la costituzionale debolezza finanziaria dell’impresa, perché Einaudi rifiutò sempre qualsiasi apporto di denaro esterno, che pure avrebbe potuto avere, per conservare la propria assoluta indipendenza”.
Insomma, conclude Ferrero, ricordando che gli ultimi anni, quando fu felice, tornando in casa editrice da presidente libero e con solo l’impegno di cercare autori nuovi e far scoperte (quindi anche libero di occuparsi delle sue amate rose e della sua terra e vino a Dogliani), ”era un uomo che amava la vita e cercava di far sì che ogni giorno fosse memorabile, fatto di emozioni, entusiasmi, ricerche e scoperte. Se qualcosa si può prendere da lui è la sua voglia di capire e progettare il futuro. Non conosceva la nostalgia, che, sempre proiettato in avanti, a progettare, a trovare giovani talenti, giudicava un sentimento negativo”.

 

Celine Dion annuncia nuovo album e tour’Courage’ esce tra anni dopo morte marito René Angélil

NEW YORK04 aprile 201920:57

Tre anni dopo la morte del marito René Angélil, Celine Dion è pronta a tornare in pista con un nuovo album e tour. ‘Courage’ (Coraggio, ndr) uscirà a novembre.
La cantante, 51 anni, in realtà non è esattamente fuori dalle scene. Ha infatti uno show a Las Vegas ma è in dirittura di arrivo. E’ proprio da Sin City che la popstar ha annunciato che darà il via al suo ‘Courage World Tour’ da Quebec City in Canada il prossimo 18 settembre e tra le tappe in Usa ci saranno Miami, Los Angeles, Chicago e New York. Courage è il suo 12mo album.
“Sarò la Celine che conoscete – ha detto alla platea – Celine a 51 anni, la Celine con i produttori e autori con cui ha sempre lavorato e con nuovi anche. Il sound sarà un po’ diverso e la musica cambierà ma sarò sempre chi sono”.
Arte:al via Miart con oltre 180 gallerieSindaco Sala, sono piccolo collezionista e amo l’arte

MILANO04 aprile 201920:21

– Vernissage di inaugurazione con il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, per il Miart, la fiera internazionale di arte moderna e contemporanea che apre il 5 aprile e va avanti fino al 7 aprile a Fieramilanocity.
Sono 185 le gallerie internazionali presenti, da 18 Paesi, a cui si aggiungono quelle italiane. “Sono appassionato di arte e sono un piccolissimo collezionista – ha commentato il sindaco – non ho pezzi preziosi, ma certamente posso dire che mi piace l’arte moderna e contemporanea”. Nella giornata di preview della fiera hanno fatto un giro tra gli stand in cerca di novità anche l’ex allenatore Fabio Capello, l’attore Antonio Albanese e il conduttore Costantino della Gherardesca.
Online sito degli Studios di CinecittàPortale interattivo che entra e descrive i mitici Teatri di posa

04 aprile 201913:51

– L’Istituto Luce Cinecittà (società interamente partecipata dal Mef e vigilata dal Mibac) che controlla Cinecittà dal 2017, lancia il sito http://www.cinecittastudios.it, nuova interfaccia digitale dei celebri Studios. Il sito interattivo, rinnovato nei contenuti, nel layout e nel logo, che permette di entrare nei leggendari Teatri di posa di Cinecittà, dal 4 aprile è online.
L’home page del portale apre con un ricordo dedicato a Federico Fellini, a cui venne chiesto quale fosse la città in cui avrebbe preferito vivere rispose: “Cinecittà”. La cover riprende anche i numeri più significativi della città del cinema italiana: 80 anni di storia con oltre 3.000 film girati, di cui 51 vincitori di un Oscar; 400.000 mq di spazi alle porte della Capitale, 19 Teatri di posa, centinaia di uffici, camerini, sale trucco, 100.000 mq di backlot e 4 set permanenti. E nel futuro due nuovi grandi teatri, un grande studio dedicato al green screen e alla motion capture e una piscina per riprese subacquee.
Amazon a Allen: “sbagliati i commenti sul #Metoo”Replica colosso streaming a “causa divorzio” da 68 mln dlr

NEW YORK04 aprile 201920:59

Amazon e Woody Allen: la battaglia legale si scalda. Replicando alla causa legale per 68 milioni di dollari di danni per rottura del contratto lanciata dal regista di “Manhattan”, il colosso della tv in streaming ha affermato che la decision di troncare l’accordo per quattro film concluso con lui e’ stato provocato da “nuove accuse e controverse affermazioni sul movimento #MeToo”, che a loro volta hanno causato il fallimento dei suoi film piu’ recenti.
Nei documenti legali presentati alla procura di New York, Amazon conferma che l’accordo con Allen e’ stato cancellato mentre il regista era alle prese con l’uscita del film “A Rainy Day in New York” e che quella pellicola non vedrà mai la luce del sole sotto l’etichetta del colosso di Jeff Bezos. “Nuove accuse contro Allen, i suoi controversi commenti sullo scandalo delle molestie e il crescente rifiuto di grandi star a lavorare o ad essere associate con lui” hanno indotto Amazon al divorzio.
Sulla scia del movimento #MeToo, divi come Greta Gerwig, Rebecca Hall, Timothée Chalamet e Colin Firth hanno preso le distanze dal regista.
I documenti riportano la risposta di Allen al suo unico figlio biologico Ronan Farrow nell’articolo sul New Yorker che ha aperto il vaso di pandora alle accuse contro Harvey Weinstein. Woody aveva espresso perplessità per lo scandalo, “una tragedia per le povere donne coinvolte e per Harvey la cui vita si e’ cosi’ complicata”, poi aveva messo in guardia contro “un’atmosfera da caccia alle streghe” in cui “qualsiasi uomo in un ufficio che strizza l’occhio a una donna deve improvvisamente chiamare l’avvocato” Nel documento agli atti, Amazon afferma che l’articolo di Ronan diventi il catalizzatore per un mea culpa generale sulla persistenza delle molestie sessuali sul luogo di lavoro. A dispetto del consenso generale sulla necessita’ di affrontare questa piaga, Allen ha dimostrato che non capisce ne’ la gravita’ del problema ne’ le implicazioni per la sua carriera”. Amazon ha anche citato la reazione del cineasta al ritorno di fiamma delle accuse della figlia adottiva Dylan di averla molestata quando era bambina. Respingendo le affermazioni della donna, Woody aveva accusato la famiglia Farrow di “cinismo” per “aver strumentalizzato” l’opportunità’ offerta dal movimento #MeToo. Le frasi incriminate erano uscite proprio mentre Amazon e Allen si stavano preparando a promuovere il film “Wonder Wheel”, “di fatto sabotando questi sforzi”. Per il colosso di Bezos, “alla luce di un contesto piu’ ampio, le azioni di Allen e le loro conseguenze a cascata hanno fatto si che Amazon non avrebbe mai potuto ricevere i benefici dell’accordo pluriennale”, giustificando la rottura.

Al Caravaggio a Roma, lunedì con autoreDal 15 aprile al 3 giugno serate con aperitivo, film e incontro

04 aprile 201918:21

– Dal 15 aprile al 3 giugno il Cinema Caravaggio di Roma ospiterà ogni lunedì, a partire dalle 19.30, 7 tra i registi più importanti del cinema italiano. Si comincia con Gabriele Salvatores e il suo Nirvana. Le serate si apriranno con un aperitivo per proseguire con l’incontro con il regista dove avrà modo di raccontare il suo percorso artistico, dalle avventure dei primi film fino ai successi che lo hanno reso tra gli autori contemporanei più importanti del nostro cinema. In chiusura verrà proiettato un film scelto dal regista tra la sua filmografia.
A conversare con i registi ci saranno affermati giornalisti cinematografici per dare vita a una serie di appuntamenti che hanno l’obiettivo di far conoscere gli autori del cinema italiano attraverso la loro stessa voce, offrendo al pubblico l’occasione di poter incontrare di persona i registi del nostro cinema. Dopo Salvatores, sarà la volta di Riccardo Milani, Carlo Verdone, Mario Martone,Francesca Archibugi, Paolo Genovesee Daniele Luchetti.         [print-me title=”STAMPA”]

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MORTO CESARE CADEO: showman e politico Aveva 72 anni ed era malato da tempo. Ha partecipato a svariate trasmissioni: da Superflash con Mike Bongiorno a Gol con Enzo Bearzot, a Mai dire Gol.

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MORTO CESARE CADEO:

showman e politico
Aveva 72 anni ed era malato da tempo. Ha partecipato a svariate trasmissioni: da Superflash con Mike Bongiorno a Gol con Enzo Bearzot, a Mai dire Gol.

AGGIORNAMENTO IN “CRONACA” DELLE 00:09 DI VENERDì 05 APRILE 2019

MORTO CESARE CADEO

È morto a 72 anni Cesare Cadeo, gentiluomo della televisione e della politica.
Come giornalista e conduttore ha partecipato a svariate trasmissioni: da Superflash con Mike Bongiorno a Gol con Enzo Bearzot, a Mai dire Gol.
Il suo impegno ha però riguardato anche la politica. A Milano è stato assessore provinciale allo sport nella giunta di centrodestra guidata da Ombretta Colli e poi presidente di Milanosport. Malato da tempo, sposato con Lalla dal 1973, lascia tre figli.

“Era una bellissima persona, carismatico e dall’animo buono”, lo ricorda Vito Potenza, suo grande amico e presidente della sezione provinciale di Monza dell’Associazione Nazionale Carabinieri, con cui Cadeo da anni collaborava per numerose iniziative benefiche. “Se n’è andato un gran signore e un vero amico”, scrive su Twitter Gene Gnocchi, che con Cadeo aveva condotto un’edizione di “Meteore”.          [print-me title=”STAMPA”]