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Notte Taranta, Galatina a tutta Pizzica
Qui i ‘tarantolati’ venivano a rendere grazia della guarigione
LECCE 15 Agosto 2019 11:34
– La Notte della Taranta fa tappa il 17 agosto a Galatina, dove la Pizzica assume un profondo significato culturale: qui la vigilia di San Pietro e Paolo i tarantolati rinnovavano in processione la grazia ricevuta di guarire dal tarantismo. Una visita guidata dell’Archeoclub Terra D’Arneo entrerà anche nella cappella di San Paolo a loro dedicata. Alle 19, in piazza Dante, c’è il laboratorio di pizzica del Corpo di Ballo della Notte della Taranta, aperto a tutti. Alle 20, conferenza per ‘De Martino 60′, sezione con due mostre a sessant’anni dal viaggio in Salento dell’antropologo Ernesto De Martino, che diede una svolta nello studio del tarantismo. Alle 21 al via i concerti, con l’ensemble Accipiter dalla Basilicata, poi il Corpo di Ballo nel Castello Castriota e il concerto clou in piazza Dante alle 22: Orchestra del Liceo Da Vinci di Maglie (48 elementi), il salentino Antonio Castrignanò, Taranta Sounds & Sona Jobarteh, prima donna di una famiglia di cantastorie africani Griot a suonare la tradizionale Kora.
Milano regina della letturaPer top ten Amazon, seguono Padova e Pisa, in vetta libro Totti
16 agosto 201913:03
– E’ Milano la regina della lettura: per il 7/o anno consecutivo conquista lo scettro di città più appassionata di libri. Padova guadagna la seconda posizione, rispetto al 2018, scalzando Torino che scivola al sesto posto della classifica delle città che leggono di più. Ma la vera rivelazione del 2019 è Pisa in terza posizione. Questo secondo la classifica, stilata da Amazon.it, delle città italiane che acquistano più libri, prendendo in esame il numero di titoli in formato cartaceo e digitale acquistati durante l’ultimo anno, su base pro capite nei centri abitati con più di 90.000 abitanti. I 3 titoli di libri cartacei più apprezzati dagli italiani sono ‘Un capitano’ (Rizzoli) di Francesco Totti, seguito da ‘Vivere 120 anni. La verità che nessuno vuole raccontarti’ (WTE Editore) di Adriano Panzironi e ‘Il Piccolo Principe’ di Antoine de Saint-Exupéry. In formato digitale al top c’è Laurie di Stephen King seguito da Eleonor Oliphant sta benissimo di Gail Honeyman e Tre cadaveri di Raffaele Malavasi.
Bonisoli, con crisi a rischio assunzioni3mila a ottobre, 1000 a dicembre, più investimenti per 10 mln
16 agosto 201913:22
– Con la crisi di governo aperta dalla Lega “sono a rischio alcuni importanti provvedimenti messi in campo dal ministero dei beni culturali, a partire dalle assunzioni di personale” insieme a “investimenti per un totale di 10 milioni di euro in finanziaria”. Lo denuncia in un post video sui suoi social il ministro della cultura Bonisoli: “E’ un danno per il Paese”. Nel concreto, precisa, “Noi abbiamo pronto un concorso ad ottobre per circa 3 mila persone, un concorso per 28 dirigenti sempre ad ottobre, mille assunzioni di funzionari a dicembre e 250 persone che dovrebbero arrivare dai centri per l’impiego”. Tra le norme previste in finanziaria: “30 dirigenti di seconda fascia in più a partire dal 2020. L’incremento del Fondo delle risorse decentrate, l’ex Fua, usando il 5% dei ricavi dei musei statali a beneficio di tutti i dipendenti, del ministero” oltre alla maggiorazione della indennità di amministrazione sempre per i dipendenti Mibac, fondi per la formazione e le qualifiche per gli idonei.
‘Fellini e il sacro’ tra Rimini e RomaConvegno, mostra, pubblicazione, docufilm nel centenario nascita
RIMINI16 agosto 201915:53
– Chi non ricorda la suora nana di ‘Amarcord’? E la sfilata di moda di abiti per vescovi e cardinali in ‘Roma’? Nei film di Federico Fellini la religione è molto presente e viene raccontata con tratti ironici, spregiudicati, stravaganti. Alla maniera di Fellini, insomma. Al tema ‘Ho bisogno di credere. Federico Fellini e il sacro’ sarà dedicato un progetto nel marzo 2020 (centenario della nascita del regista) che si svolgerà tra Rimini e Roma. La presentazione e qualche anticipazione sull’iniziativa si avranno domenica 18 agosto a Rimini, in occasione dell’evento ‘La città di Fellini’, al parco Marecchia, che comprende anche la proiezione di ‘Amarcord’ nella versione restaurata dalla Cineteca di Bologna.
Il progetto prevede un convegno, una mostra, una pubblicazione, un docufilm.
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Notte Taranta: Emiliano balla la pizzica
‘Sfidato’ in Salento dai bambini della Piccola Ronda
TORREPADULI (LECCE)16 agosto 201915:54
– La danza è stata protagonista la serata di Ferragosto al festival itinerante della Notte della Taranta anche a Torrepaduli, con la Piccola Ronda dei 63 bambini tra 4 e 14 anni della tappa Fuori Festival.
E alcuni bambini hanno sfidato a ‘danza a scherma’ anche il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, che era a Torrepaduli insieme a Geppi Cucciari. I danzatori del corpo di Ballo della Notte della Taranta erano invece impegnati a Lecce in brani della tradizione salentina, nell’appuntamento a Porta Rudiae, con la “Pizzica in scena”.
Tra i progetti speciali della Fondazione La Notte della Taranta, giunto ormai al quarto anno, Piccola Ronda è frutto della collaborazione tra la Fondazione e realtà territoriali che si occupano della tutela di minori: ‘Il giardino della luna’ della cooperativa sociale ‘Una mano per te’, Coccinella (Comunità per minori) e la cooperativa sociale Libellula.
Matera vuole la sede del polo musealeSindaco della Capitale europea della Cultura scrive a Bonisoli
MATERA16 agosto 201915:55
– L’accorpamento del polo museale Puglia-Basilicata è una “scelta penalizzante”: se non può essere rivista, sia Matera – Capitale europea della Cultura 2019 – la sede della direzione territoriale. E’ la richiesta che il sindaco della città dei Sassi – che sono Patrimonio dell’Umanità dal 1993 – Raffaello De Ruggieri, al Ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli. In una lettera al Ministro, De Ruggieri ha sottolineato la “grave incoerenza storica” di privare la Basilicata e Matera di “un presidio culturale”, così “mortificando la dimensione internazionale oggi raggiunta da Matera.
Toffa, Le Iene la salutano con un ballo al tramontoSu Twitter video della collega scomparsa a 40 anni per un cancro
16 agosto 201917:41
Nadia Toffa che balla rilassata sulla spiaggia mentre dietro la sua sagoma scura il sole tramonta in una miriade di colori. Nel giorno del suo funerale, le Iene salutano – con questo video pubblicato sul profilo Twitter della trasmissione di Italia 1 – la collega scomparsa i giorni scorsi a 40 anni per un tumore. E oggi nel Duomo di Brescia dove sono state svolte le esequie della conduttrice, alla presenza di tanti parenti, amici e colleghi ma anche di migliaia di persone e fan che l’hanno conosciuta grazie ai suoi servizi in tv, i colleghi l’hanno poi salutata uno ad uno sfilando sul sagrato davanti alla bara bianca sulla quale l’ideatore del programma Davide Parenti ha poggiato la cravatta nera delle Iene.
L’essenza non muore
mai
Libera dalla materia
voli più in alto che mai
Nadia ci sei ancora
hai spiccato il volo
per un altro viaggio
Raggiungi mondi sconosciuti
e ridi del nostro misero pianto
Noi siamo qui
inconsapevoli della
rinnovata tua esistenza
Tra album d’autunno Ferro, Zero, Nannini
Tra gli stranieri ci sono Mika e i fratelli Gallagher da solisti
16 agosto 201916:35
– Il mercato discografico è pronto a rimettersi in moto. Dal 30 settembre sul mercato arrivano le prime novità autunnali. Annunciato con un anno di anticipo, tra i più attesi, c’è il nuovo disco di Tiziano Ferro, che uscirà il 22 novembre, prodotto da Timbaland, lo storico produttore di Justin Timberlake e Nelly Furtado. Il nuovo lavoro, dal titolo Accetto Miracoli, arriva a tre anni di distanza da Il Mestiere della Vita. Il nuovo disco, che guarda a Natale, anticipa poi il tour negli stadi della prossima estate. Qualche settimana prima, a ottobre, sarà Renato Zero ad agitare le acque con il disco di inediti “Zero Il Folle”, registrato a Londra con la produzione e gli arrangiamenti di Trevor Horn (produttore di Paul McCartney, Rod Stewart, Robbie Williams), con cui il re dei sorcini torna a collaborare dopo l’album “Amo” del 2013. Gianna Nannini ha annunciato per il 15 novembre il disco di inediti “La differenza”, due anni dopo “Amore gigante”.
Massimo: Bonisoli firma nomina GiambroneDopo che Cdi aveva ribadito designazione sovrintendente
PALERMO16 agosto 201918:53
– Il ministro per i Beni culturali Alberto Bonisoli ha firmato il decreto di nomina di Francesco Giambrone a sovrintendente del Teatro Massimo di Palermo. Due giorni fa il Consiglio d’indirizzo della fondazione lirica aveva ribadito all’unanimità la scelta dell’uscente Giambrone, già designato lo scorso 1 agosto. Il ministro, lo scorso 13 agosto, in una lettera al sindaco di Palermo Leoluca Orlando, aveva invitato il Cdi a riconsiderare la designazione, considerando che Giambrone è fratello di Fabio, vicesindaco de Comune di Palermo, uno dei soci della Fondazione.
è MORTO PETER FONDAè MORTO PETER FONDA, ICONA DI “EASY RIDER”, AVEVA 79 ANNIAGGIORNAMENTO IN “MONDO”/”CINEMA” DELLE 01:22 DI SABATO 17 AGOSTO 2019è MORTO PETER FONDANEW YORK– E’ morto a Los Angeles Peter Fonda. Aveva 79 anni. Due volte nominato all’Oscar, Peter Fonda è il leggendario interprete di ‘Easy Rider’, il film che ha segnato una generazione. Fonda, che è deceduto nella sua abitazione, era figlio di Henry Fonda e fratello di Jane Fonda.
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DALLE 06:35 DI GIOVEDì 14 AGOSTO 2019
ALLE 11:34 DI GIOVEDì 15 AGOSTO 2019
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Rof, ovazioni per Equivoco Stravagante
Regia conquista Pesaro, acclamati cantanti e direttore Rizzi
PESARO14 agosto 2019 06:35
– Applausi, risate e ovazioni hanno accompagnato ieri sera il debutto al Vitrifrigo di Pesaro dell’Equivoco Stravagante di Rossini, ultima opera in cartellone dopo Semiramide e Demetrio e Polibio dei tre grandi allestimenti realizzati quest’anno dal Rossini Opera Festival.
L’apprezzamento del pubblico è andato sia ai cantanti – Teresa Iervolino (Ernestina), Paolo Bordogna (Gamberotto), Davide Luciano (Buralicchio), Pavel Kolgatin (Ermanno), Claudia Muschio (Rosalia) e Manuel Amati (Frontino) – che ai registi Moshe Leiser e Patrice Caurier e al direttore d’orchestra Carlo Rizzi, sul podio dell’Orchestra Sinfonica della Rai, che in linea con l’edizione critica dell’opera della Fondazione Rossini hanno eliminato tutte le sovrapposizioni e le volgari licenziosità con cui spesso è stata rappresentata per far ridere, lasciando che parlasse solo la comicità scritta nella partitura e nel testo.
Matera, un giardino, l’arte e l’ambienteUn attrattore turistico nel cuore del Parco della Murgia
MATERA14 agosto 201912:58
– Per i bambini è un’occasione per giocare, rincorrendosi in un labirinto fatto di sacchi multicolori, per gli adulti è un luogo dell’anima, immerso nel cuore del Parco della Murgia, dove arte e simboli del dialogo interculturale invitano a superare pregiudizi, barriere e a tendere la mano della fratellanza tra i popoli. E’ il giardino di Zyz, la più grande installazione di arte contemporanea per l’anno di Matera Capitale europea della cultura 2019 e che è diventata un forte attrattore turistico.
Consente – grazie a una scaletta panoramica – di effettuare foto o selfie con lo sfondo dei rioni Sassi, patrimonio dell’Unesco dal 1993 con il Parco delle chiese rupestri. Il Giardino di Zyz, termine fenicio che significa splendente, indica anche il fiore primigenio della conoscenza e della cultura. E’ stato ideato dall’artista veneziano Gianfranco Meggiato e curato dalla critica e storica dell’arte Daniela Brignone.
Salsi,Verdi è attuale e a teatro meglioInternet o smart phone? Una serata all’opera è diversa
14 agosto 201914:37
– Luca Salsi ha 42 anni, gli piace ascoltare Vasco e il pop “cantato bene” ma è soprattutto uno dei baritoni più quotati del mondo. E a Ferragosto sarà protagonista al festival di Salisburgo della nuova produzione di Simon Boccanegra con la direzione di Valery Gergiev e la regia di Andreas Kriegenburg. Un allestimento moderno, che, assicura il baritono parmigiano, “funziona”. D’altronde “Verdi sono 150 anni che si fa e visto che lui era moderno ci sta la modernizzazione”, è “sempre attuale”. La cosa più importante secondo Salsi è che arrivino le emozioni. Questo cerca di trasmettere quando canta e per questo, è convinto, è meglio andare a teatro che seguire su uno smart phone. “”Un po’ per fortuna, un po’ purtroppo abbiamo la tv, il cinema, internet, la radio – osserva – quindi perché uno dovrebbe andare a teatro? per trascorrere una serata diversa da ogni altra. Quello che funziona è la trasmissione dal vivo delle emozioni” altrimenti bastano i dischi.
Nadia Toffa, la famiglia: ‘Non ci sono parole’. Folla alla camera ardenteI funerali si terrano il 16 agosto. L’ultimo saluto nella cattedrale di Brescia
14 agosto 201916:36
La famiglia di Nadia Toffa, l’inviata delle Iene morta ieri per un cancro IL PROFILO ha affidato ai social un messaggio di saluto: “Cara piccola grande Nadia, figlia amata, adorata sorella, dolcissima zia, guerriera potente in ogni sfida, coraggiosa anche nell’ultima, la più difficile. Non ci sono parole per dire il vuoto che lasci in tutti noi”. comincia così il pensiero della famiglia di Nadia Toffa affidato a Twitter. “Si spegne con te una luce calda, cristallina, ma rimane tutto l’amore che ci hai donato, resta ciò che hai costruito con tanta dedizione e determinazione per noi, per tanti. Siamo forti della tua forza. Già un angelo in vita, ora sei libera e serena nell’Amore più grande. Riscaldati dall’abbraccio di tutti”, hanno scritto i genitori e le sorelle della presentatrice, morta a 40 anni dopo una lunga battaglia con il tumore.Intanto procede senza sosta l’omaggio alla camera ardente. La storica conduttrice e inviata delle Iene aveva 40 anni. La camera ardente è stata allestita al teatro Santa Chiara di Brescia. I funerali saranno celebrati venerdì nella cattedrale della città lombarda. A officiare la funzione Padre Maurizio Patriciello, il parroco simbolo della lotta alla “Terra dei Fuochi”: “Nadia ha voluto che fossi io a celebrare il suo funerale. Vado a Brescia volentieri e con grande riconoscenza”.Le sue condizioni si erano aggravate negli ultimi mesi, e da inizio luglio era ricoverata alla Domus Salutis di Brescia, dove si è spenta nelle prime ore del mattino. Le Iene sui social hanno dedicato un post commosso. “Qualcuno potrebbe pensare che hai perso, ma chi ha vissuto come te, non perde mai – scrivono -. Hai combattuto a testa alta col sorriso, con dignità e sfoderando tutta la tua forza, fino all’ultimo, fino a oggi”. “Fiorire d’inverno”, nel periodo più difficile dell’anno. Nadia Toffa aveva intitolato così il suo libro, uscito a ottobre scorso per Mondadori, in cui aveva raccontato la battaglia contro il cancro, provando a lanciare un messaggio di rinascita e di speranza.
Famiglia di Nadia,si è spenta luce caldaGenitori e sorelle su Twitter, resta l’amore che ci hai donato
BRESCIA14 agosto 201916:58
– “Cara piccola grande Nadia, figlia amata, adorata sorella, dolcissima zia, guerriera potente in ogni sfida, coraggiosa anche nell’ultima, la più difficile. Non ci sono parole per dire il vuoto che lasci in tutti noi” comincia così il pensiero, affidato a Twitter, della famiglia di Nadia Toffa la conduttrice delle Iene morta ieri a 40 anni dopo una lunga battaglia contro un tumore. “Si spegne con te una luce calda, cristallina, ma rimane tutto l’amore che ci hai donato, resta ciò che hai costruito con tanta dedizione e determinazione per noi, per tanti. Siamo forti della tua forza. Già un angelo in vita, ora sei libera e serena nell’Amore più grande. Riscaldati dall’abbraccio di tutti” hanno scritto i genitori e le sorelle della presentatrice diventata simbolo della lotta al cancro.
Tony Driver, antieroe tra Usa e ItaliaAl Lido per la Sic la docu biopic di Ascanio Petrini
14 agosto 201920:31
– Pasquale Donatone, in arte Tony Driver, protagonista assoluto di questo film omonimo di Ascanio Petrini, girato tra Stati Uniti, Messico e Puglia, ha la faccia popolare di chi alla fine non ci sta e si ribella. Un miscuglio perfetto, il suo, di ingenuità e di ostinazione che lo rende alla fine un loser simpatico pieno di buon cuore e sempre pronto al vaffa verso i potenti (su tutti Donald Trump). Questo, in estrema sintesi, il protagonista di ‘Tony Driver’, proposto dalla Settimana Internazionale della Critica al Festival di Venezia, che mette in campo la biopic di questo antieroe destinato inevitabilmente a suscitare simpatia. Ma chi è davvero Tony Driver? All’anagrafe Pasquale Donatone, nato a Bari a metà degli anni Sessanta, a nove anni vola oltreoceano con la famiglia e cresce da vero americano tanto che un giorno decide di cambiare nome e farsi chiamare Tony. Per oltre quarant’anni non torna mai in Italia, fino a quando, ormai tassista di professione a Yuma, un blitz anti-immigrazione alla frontiera con il Messico lo costringe a scegliere: la galera in Arizona o la deportazione in Italia per dieci anni. Tony, responsabile di aver trasportato alcuni clandestini messicani sul suo taxi, decide così di essere estradato ma, rientrato in Puglia, si ritrova a vivere, come un eremita, in una grotta a Polignano a Mare. Per quanto aiutato dalla vicina comunità, Tony resta di fatto un emarginato e guarda ormai all’Italia, da americano, come un piccolo Paese immobile, senza opportunità e senza sogni. “In lui e nella sua storia – racconta il regista nelle sue note – ho trovato un nuovo personaggio capace di muoversi tra il Trevis Bickle di Taxi Driver e Willy il Coyote di Road Runner: un antieroe destinato a perdere, ma anche a provarci. Quando ci siamo incontrati – continua Petrini – Tony viveva in una grotta sul mar Mediterraneo, nel completo rifiuto di ogni cosa, come ‘se la sua astronave fosse precipitata su un altro pianeta e lui fosse bloccato li’, tra rocce e acqua. Ho cominciato a filmarlo per conto mio ma presto mi sono reso conto che i paesaggi profondamente contraddittori della sua storia meritavano una restituzione visiva: doveva essere ambientata qui in Italia ma anche lì, in America”. “Il film – spiegano invece i selezionatori della Settimana Internazionale della Critica – è l’epopea al contrario di un anti italiano che potrebbe essere una sceneggiatura dimenticata di Age e Scarpelli, un film mai fatto di Dino Risi o Ettore Scola. Una commedia all’italiana decostruita, amara e impossibile, un film fuori norma, impossibile da classificare sull’assoluta inutilità delle frontiere”.
Al Rof, risate e ovazioni per Equivoco StravaganteRegia conquista Pesaro, acclamati cantanti e direttore Rizzi
PESARO14 agosto 201920:37
– Applausi, risate, ovazioni. Questa la ‘colonna sonora’ che ha accompagnato ieri sera il debutto al Vitrifrigo di Pesaro dell’Equivoco Stravagante di Rossini, ultima opera in cartellone dopo Semiramide e Demetrio e Polibio dei tre grandi allestimenti realizzati quest’anno dal Rossini Opera Festival.
L’apprezzamento del pubblico è andato sia ai cantanti: Teresa Iervolino (Ernestina), Paolo Bordogna (Gamberotto), Davide Luciano (Buralicchio), Pavel Kolgatin (Ermanno), Claudia Muschio (Rosalia) e Manuel Amati (Frontino), che ai registi Moshe Leiser e Patrice Caurier e al direttore d’orchestra Carlo Rizzi, sul podio dell’Orchestra Sinfonica della Rai, che in linea con l’edizione critica dell’opera della Fondazione Rossini hanno eliminato tutte le sovrapposizioni e le volgari licenziosità con cui spesso è stata rappresentata per far ridere, lasciando che parlasse solo la comicità scritta nella partitura e nel testo. Composto da Rossini quando non aveva ancora vent’anni, il ‘dramma giocoso per musica in due atti su libretto di Gaetano Gasbarri’ fu rappresentato per la prima volta al Teatro del Corso di Bologna il 26 ottobre del 1811, ma dopo tre sole repliche venne censurato e bloccato dalla prefettura per la sua scabrosità. La storia è quella di Gamberotto, villano ripulito che vuol sistemare la figlia Ernestina, aspirante filosofa, col ricco e vanesio Buralicchio. Ma la fanciulla è ambita anche dal giovane e squattrinato Ermanno, che con l’aiuto dei servi Frontino e Rosalia riesce a farsi assumere come precettore in casa dell’amata conquistandola. I due camerieri per scongiurare il matrimonio combinato ‘informano’ Buralicchio che Ernestina è in realtà Ernesto, un musico castrato che ha cambiato identità per non fare il servizio militare, con conseguente denuncia per diserzione di Ernestina (che non sa nulla del complotto) da parte di Buralicchio, cui seguono l’imprigionamento e la fuga della fanciulla liberata da Ermanno, con lieto fine a fianco dell’amato.
La vicenda si svolge in un’unica scena realizzata da Christian Fennouillat: la casa di Gamberotto, dove troneggia, memento e orgoglio delle sue origini, un quadro agreste raffigurante mucche, e dove gli interpreti si muovono in costumi ottocenteschi realizzati da Agostino Cavalca e ispirati alle caricature del vignettista Honoré Daumier che ne ridicolizzano le fattezze con lunghi nasi, grandi pance e grossi sederi. La scrittura, infarcita di doppi sensi e di trovate, è mirabilmente ‘recitata’ dai cantanti grazie ad una regia al limite del perfezionismo che cura ogni dettaglio. I fermi immagine che bloccano come in un quadro vivente le scene di gruppo, gli ammiccamenti mai volgari, e perfino quello studiatissimo uscire e rientrare sul palco alla fine dello spettacolo, hanno fatto dell’Equivoco pesarese un’opera raffinata e rara da vedere, che nonostante la difficoltà di capire i doppi sensi della lingua ha fatto ridere anche i moltissimi stranieri presenti alla prima.
Venezia: premio a regista Costa-GavrasPresente fuori concorso alla Mostra con ‘Adult in the Room’
VENEZIA14 agosto 201912:09
– E’ stato attribuito al regista francese di origine greca Costa-Gavras il premio Jaeger-LeCoultre Glory to the Filmmaker 2019 della Mostra del Cinema di Venezia. Lo annunciano la Biennale di Venezia e Jaeger-LeCoultre. Il nuovo film doi Costa-Gavras, “Adults in the Room”, con Christos Loulis, Alexandros Bourdoumis, e Ulrich Tukur, sarà presentato Fuori Concorso alla 76/A Mostra del Lido (28 agosto-7 settembre).
La consegna del premio avrà luogo sabato 31 agosto in Sala Grande (Palazzo del Cinema) alle ore 22, prima della proiezione in prima mondiale di “Adult in the Room”. “Sono molte – ha detto il direttore della Mostra, Alberto Barbera – le ragioni per le quali Costa-Gavras merita di essere annoverato fra i grandi registi della modernità, ma una prevale su tutte: l’aver saputo fare della politica un tema affascinante, un soggetto come un altro, da affrontare non fra iniziati consapevoli e già convinti, ma da somministrare al grande pubblico”.
Libertà, la mappa di Salvatore VecaL’agile saggio nella collana Voci di Treccani
14 agosto 201912:32
– SALVATORE VECA, LIBERTA'(TRECCANI LIBRI VOCI, PP 96, EURO 10.00). Libertà positiva e negativa, secondo la famosa distinzione di Isaiah Berlin, libertà dalla paura e dal bisogno, libertà individuale. Salvatore Veca in una preziosa mappa di viaggio tra le teorie sul concetto di ‘Libertà’ mostra come ogni discorso su questo tema connetta “a suo modo la libertà con qualche altra cosa”. E questo qualcos’altro sono cose che contano, che noi consideriamo valori, come la giustizia, la tolleranza, la democrazia, conquistati nel corso del tempo ma non per questo salvi dal rischio della loro perdita e dissipazione.”Anche i valori che più contano per noi possono a un certo punto, in una varietà di circostanze, essere messi ‘in saldo’ sul mercato delle idee, delle credenze e delle convinzioni” spiega Veca nel libro, pubblicato nella collana ‘Voci’ di Treccani che, a partire dall’enorme patrimonio dell’Istituto, “intende diffondere in volumi concisi e di consultazione un sapere che è insieme radice storica e necessità contemporanea, con la riproposizione di temi e parole chiave”.Tra i maggiori filosofi italiani, presidente onorario della Fondazione Feltrinelli, Veca sostiene che la libertà può essere messa a fuoco come fatto, come valore e come senso e ripercorre la sua straordinaria importanza nel nostro lessico civile, etico e politico. Allo studioso piace ricordare anche la lezione di Giorgio Gaber che invitava a riflettere sul fatto che “libertà non è star sopra un albero, non è neanche avere un’opinione, la libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione”. Ma cosa significa per noi essere liberi o libere? E soprattutto “qual è l’area entro la quale una persona è o dovrebbe essere lasciata fare o essere ciò che aspira a fare o essere, senza interferenze da parte di altre persone?” si domanda il filosofo che fa notare, sempre rifacendosi a Berlin, come nessuna libertà sia gratis. In questo percorso che tocca i punti fondamentali di uno dei temi più urgenti del dibattito politico e sociale contemporaneo Veca fornisce gli strumenti e le coordinate per orientarsi tra le diverse teorie con riferimenti anche a John Stuart Mill, Norberto Bobbio e John Rawls.Il filosofo approfondisce il significato di libertà democratica, riflette sulla dimensione etica della libertà e l’idea di uguaglianza e sul suo valore sociale con precisi richiami all’illuminismo che “non è una costruzione dottrinaria priva di connessioni, ma il continuo, rischiarante colloquio che dobbiamo fare con noi stessi e con gli altri” dice nel libro che propone anche tre casi di libertà moderne: quello della libertà religiosa, della libertà economica e della libertà politica. Un viaggio in cui alla fine mostra che “i confini fra noi e gli altri non devono contare. Spesso sono muri fra le persone, ma dovrebbero essere ponti fra le persone. E dovrebbero includere, non escludere. Perché a chiunque può accadere di essere straniero rispetto a qualcuno” dice il filosofo che nei suoi studi ha affrontato i temi della cittadinanza, della giustizia e della laicità.
Il Cenacolo a Brera, Bonisoli blinda la sua controriformaMinistro firma dm, A Firenze l’Accademia passa agli Uffizi
14 agosto 201918:16
– La novità più eclatante riguarda forse il Cenacolo Vinciano a Milano, che passa in gestione a Brera. La più nota e già preceduta dalle polemiche, l’affidamento delle Gallerie dell’Accademia di Firenze agli Uffizi. Con la crisi di governo nel pieno del suo svolgimento il ministro della cultura Alberto Bonisoli blinda la sua controriforma firmando i decreti attuativi della legge di riorganizzazione del ministero che entrerà in vigore il 22 agosto. E se dal Collegio Romano sottolineano che si tratta semplicemente di “ordinaria amministrazione”, critiche e malcontento non mancano con lamentele che arrivano dalle fila dei sindacati e dal consiglio superiore dei beni culturali, che il ministro non ha consultato.
A sancire le novità, è un decreto ministeriale che Bonisoli ha firmato il 13 agosto, e che oltre a chiarire il destino di alcune strutture che erano rimaste ‘appese’ nel decreto di riorganizzazione del Mibac licenziato a luglio dal Consiglio dei ministri, comporta novità per i musei di gran parte d’Italia.
Il punto di partenza è la riorganizzazione della rete museale pubblica, con l’abolizione dei poli museali regionali sostituiti da 10 direzioni territoriali. E qui viene sottolineata da alcuni la prima criticità dell’intervento, perché alcune di queste direzioni sono anche accorpate tra loro (per esempio Piemonte e Liguria, Lombardia e Veneto, Puglia e Basilicata) con un direttore che dovrà occuparsi di realtà anche fisicamente molto lontane tra loro. In alcune regioni le direzioni territoriali non vengono istituite: è il caso del Friuli, delle Marche e dell’Umbria dove i musei territoriali vengono affidati ad un museo a gestione autonoma. Ecco quindi che a Trieste il Castello di Miramare (al quale dopo le polemiche è stata lasciata l’autonomia) si dovrà occupare anche di tutti i musei friulani.
Lo stesso a Perugia dove il Museo Nazionale dell’Umbria, autonomo, diventa plurale e si trasforma nei Musei Nazionali dell’Umbria, assumendo la gestione degli altri musei prima affidati al polo.
E nelle Marche, dove nascono i Musei Nazionali delle Marche.
A Roma dove il Museo Nazionale Etrusco era stato privato – anche qui tra le polemiche – della sua autonomia, il complesso di Villa Giulia risale in sella ritrasformandosi in autonomo, ma questa volta in forma di ‘rete di musei’ (Musei Nazionali Etruschi). Il direttore verrà scelto con un concorso internazionale, nel frattempo il museo al momento diretto da Valentino Nizzo resterà nell’orbita della direzione generale archeologia. A Venezia la Galleria Franchetti alla Ca’ d’Oro viene affidata al museo autonomo dell’Accademia.
Il caso che fa più scalpore riguarda comunque Milano, e la fragile opera di Leonardo Da Vinci- attualmente gestita dal polo museale della Lombardia- in ogni stagione super gettonata dai turisti anche se le visite, proprio per la grande delicatezza dell’opera, sono da anni contingentate. L’affidamento della sua gestione a Brera, attualmente diretta dall’inglese James Bradburne, arriva il giorno dopo la notizia del via libera del ministero al progetto di restyling di Palazzo Citterio pensato per ospitare le collezioni del Novecento, con l’obiettivo di farne una ‘Brera Modern’, su modello della britannica Tate Modern. La trasformazione copernicana è avviata. Sempre che un possibile nuovo ministro della cultura non decida di cambiare ancora.
La strada di Casa2, nulla è come sembraA Cascina Morra, tornano Boni, Della Rovere, sempre più mistery
14 agosto 201912:50
– A Cascina Morra è accaduto qualcosa. C’è un silenzio pesante nell’aria, mentre agenti e uomini in tuta bianca si muovono accorti, dietro i nastri gialli che delimitano la scena del crimine. Gloria (Lucrezia Lante della Rovere)e i ragazzi assistono sgomenti, sul viso il riflesso azzurrognolo dei lampeggianti. Ma dov’è Fausto (Alessio Boni)? L’uomo siede teso davanti ad un magistrato, nella sala interrogatori. “Cominciamo dall’inizio”, scandisce il magistrato. Il suo atteggiamento è accusatorio e Fausto sembra nascondere qualcosa. Lo spettatore, allora, assisterà a un flashback che riporta i personaggi a tre mesi prima di quella scena, quando Fausto è stato scarcerato. L’uomo viene accolto dalla famiglia che gli dà una splendida notizia: Lorenzo Morra (Eugenio Franceschini) e Irene, che Baldoni (Sergio Rubini) considera sua figlioccia, stanno per sposarsi. Sei prime serate su Rai1 per la fortunata serie La Strada di Casa 2 – primi due episodi lunedì 16 e martedì 17 settembre – coprodotta da Rai Fiction e Casanova Multimedia S.p.A con la regia di Riccardo Donna. Anche in questa seconda stagione l’ambientazione è prevalentemente quella di Cascina Morra, magnifica tenuta agricola nelle vicinanze di Torino, con aperture a scenari internazionali, che ci porteranno in Repubblica Ceca, a Praga e dintorni. Come spiega il regista: “la storia sembra iniziare sulla scena di un crimine, pensiamo di sapere chi sia l’assassino, lo vediamo in piedi con un’arma in mano, è Fausto Morra! Ma non vediamo chi sia la vittima. Invece tutto comincia tre mesi prima, quando tutto deve ancora succedere. Forse quel delitto non è l’inizio, ma la fine della storia. Forse non è un delitto. Un racconto su più piani temporali che si inseguono fino a ricongiungersi al termine della quarta puntata, per poi correre insieme verso l’esplosivo e commovente finale. Tutti, nessuno escluso, possono essere colpevoli in questa storia”. La seconda serie si preannuncia ricca di colpi di scena.La prima puntata si aprirà con Fausto, che verrà ritrovato in un bagno di sangue vicino a un corpo esanime. A rendere ancora più intricato il mistero, ci sarà un suicidio. Tra le new entry troveremo anche il Commissario Concetta Leonardi (Roberta Caronia), donna determinata a risolvere il nuovo mistero che coinvolge la famiglia Morra. Come ci ha già abituato la prima stagione de La strada di casa, anche le nuove puntate mescoleranno l’elemento thriller con quello sentimentale e tematiche di attualità. Elemento di forte originalità lo sguardo che si è voluto dare a tematiche di attualità come l’uso di pesticidi o le truffe nell’ambito dei marchi bio. Il giorno delle nozze tra Irene e Lorenzo, tuttavia, le cose non vanno affatto per il verso giusto. Irene non si presenta all’altare. Intanto, viene fatta un’importante scoperta. Nelle stesse ore in cui Irene è sparita, un bambino è scomparso dalla casa famiglia dove la donna lavorava. Fausto sospetta che i due eventi siano collegati e tenta di approfondire. Ma la verità sembra essere altrove. Irene, affranta dopo aver scoperto un tradimento di Lorenzo, ha lasciato un biglietto d’addio e si è suicidata gettandosi nel fiume.
Ritroviamo Ernesto Baldoni, (Sergio Rubini) che nella prima serie era ossessionato dalla ricerca della verità, che da grande accusatore si è tramutato in grande amico di Fausto. Sarà proprio Baldoni la spalla su cui Fausto potrà contare nell’indagine volta a ritrovare Irene, che per Baldoni ormai è come una figlia, e a capire chi stia mettendo in pericolo l’azienda di Cascina Morra. E così come Fausto, anche Baldoni si scoprirà capace di lottare fino in fondo pur di difendere la propria famiglia. Brillante studentessa di medicina, Milena figlia di Fausto (Benedetta Cimatti) vive un periodo di forte crisi personale: ha infatti intrecciato una relazione con un uomo sposato, e a tratti perfino violento. Fausto, intanto, farà un’altra scoperta che lo porterà a dubitare di una persona di cui pensava di potersi fidare. E’ accanto al cadavere di questa persona che lo ritroviamo all’inizio della prima puntata della seconda stagione.
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Notte Taranta:a Lecce vigilia Ferragosto
Il festival itinerante invade la città barocca
LECCE13 agosto 2019 09:51
– Tra mostre, danza e musica, il festival itinerante per la Notte della Taranta arriva a Lecce per la vigilia di Ferragosto. La serata del 14 si aprirà alle 19 alla Biblioteca Bernardini del Convitto Palmieri con due mostre, una itinerante sulle ricerche in Salento dell’antropologo Ernesto De Martino, capostipite degli studi sul tarantismo, l’altra sulle ‘Menadi Danzanti’ promossa proprio al Convitto Palmieri dalla sinergia tra Regione Puglia, Polo Biblio Museale di Lecce e Fondazione La Notte della Taranta (ceramiche antiche greche e magno greche, con immagini legate alla musica). Poi il centro storico di Lecce sarà invaso dalla pizzica del Corpo di Ballo della Notte della Taranta che, a ritmo di tamburello, partirà alle 21 da Porta Rudiae, per fare diverse tappe in vie e piazze fino ad arrivare nelle vicinanze di piazza Duomo. Oltre alla visita guidata all’Abbazia di Cerrate (biglietto 10 euro), il concerto clou è alle 22 in piazza Sant’Oronzo: Enzo Petrachi & Folkorkestra, e chiude l’Orchestra Popolare.
Nadia Toffa: camera ardente in teatroL’ultimo addio nella cattedrale di Brescia il 16 agosto
MILANO13 agosto 201911:18
– Sarà allestita al teatro Santa Chiara di Brescia la camera ardente di Nadia Toffa, la conduttrice delle Iene morta questa mattina a quarant’anni dopo una lunga battaglia con il tumore.
I funerali saranno celebrati la mattina del 16 agosto nella cattedrale della città.
Toffa era ricoverata da inizio luglio alla Domus Salutis di Brescia. Le condizioni della conduttrice delle Iene, che a Brescia era nata 40 anni fa, si erano aggravate a maggio e agli amici bresciani aveva riferito di sentirsi sempre più debole.
Nadia Toffa:Taranto piange sua cittadinaLegata rione Tamburi vicino ex Ilva e Oncoematologia Pediatrica
TARANTO13 agosto 201911:58
– Taranto piange Nadia Toffa, la conduttrice e inviata delle Iene morta la notte scorsa dopo una lunga battaglia contro il cancro. Il 14 gennaio le era stata conferita la cittadinanza onoraria perché aveva legato il suo nome al quartiere Tamburi, il più esposto alle emissioni del Siderurgico, sposando la raccolta fondi “Ie jesche pacce pe te” (Io esco pazzo per te), organizzata da “Tutti gli amici del Mini Bar”, che con ‘Arcobaleno nel Cuore’ ha contribuito all’assunzione a tempo determinato di una pediatra nel reparto di Oncoematologia Pediatrica dell’ospedale SS.Annunziata.
Migliaia i messaggi d’affetto sui social media che la ricordano: “Mi mancherai Fort Fort TaranToffa…Grazie”, scrive Ignazio D’Andria, titolare del mini bar del Tamburi. “Con Nadia Toffa – sottolinea il sindaco Rinaldo Melucci – Taranto perde uno dei suoi guerrieri più forti. Chi combatte con il coraggio e la grinta con cui lei ha combattuto, non perde mai”. Trasmetteva “positività e grinta solo passandoti accanto”.
Demetrio e Polibio incantano il RofOvazioni per cast, direttore Arrivabeni e regia Livermore
PESARO13 agosto 201913:16
– Ovazioni e applausi per lo spettacolo Demetrio e Polibio di Rossini, andato in scena ieri sera nel teatro storico intitolato al compositore, secondo titolo in cartellone del 40/o Rossini Opera Festival.
L’entusiasmo del pubblico ha abbracciato sia la direzione di Paolo Arrivabeni, alla testa dell’Orchestra Filarmonica Rossini, che la regia di Davide Livermore che ha riproposto l’allestimento presentato al Rof nel 2010, arricchito da un cast equilibrato e affiatato che comprende Jessica Pratt nel ruolo di Lisinga. Il soprano anglo-australiano ha magnetizzato gli spettatori con un canto limpido. Ma anche Cecilia Molinari (Demetrio-Siveno), Juan Francisco Gatell (Demetrio-Eumene) e Riccardo Fassi (Polibio) hanno ottenuto scroscianti applausi sia a scena aperta che nel finale. Si replica il 15, 18 e 23 agosto.
Tre stelle per galà Costa SmeraldaParty-concerto esclusivo al Cala di Volpe per 500 vip
PORTO CERVO (ARZACHENA)13 agosto 201914:08
– Giovane e stilosa, esclusiva e pop, elegante, sobria e divertente. La serata di gala nell’hotel più glamour della Costa Smeralda, il Cala di Volpe, è stata uno spettacolo di suoni, effetti, colori, balli, coreografie e, non ultimi, sapori. Un mix che ha incantato i 500 ospiti del party più esclusivo dell’estate in Sardegna. Una scelta in perfetta sintonia con la nuova linea dettata dal management di Marriot per prendere per la gola un pubblico di giovani di tutte le età, amanti della raffinatezza, delle mode e della voglia di lasciarsi andare un pò, almeno d’estate, in vacanza in una delle mete preferite dagli amanti del lusso.
Ieri sera l’isola è stata protagonista a sorpresa anche sul palco sospeso sulla piscina del Cala di Volpe grazie alla voce, alla grinta e alla bellezza della giovanissima Luna Melis che ha fatto da apripista alle due protagoniste dell’evento organizzato dalla società che gestisce gli alberghi della Qatar Holding: Jess Glynne e Rita Ora.
Nadia Toffa: primo malore a TriesteRicovero a Cattinara, poi trasferita al San Raffaele di Milano
TRIESTE13 agosto 201914:09
– Si trovava a Trieste Nadia Toffa il giorno in cui, circa due anni fa, fu colta dal primo malore.
Era il 2 dicembre 2017 quando da un hotel del centro città fu trasferita in gravi condizioni all’ospedale di Cattinara e ricoverata nella Terapia Intensiva dell’Anestesia rianimazione terapia antalgica. Una notizia che fece presto il giro dei social, allarmando il grande pubblico che settimana dopo settimana seguiva Toffa nel programma Le Iene. Diversi i messaggi di incoraggiamento e affetto. Non si conosceva, all’epoca, da quale patologia fosse affetta l’inviata e conduttrice del programma Mediaset. Lo scarno bollettino medico diffuso dall’azienda sanitaria locale si limitava a confermare che la prognosi era “riservata per patologia cerebrale in fase di definizione”. Dopo qualche ora Toffa fu trasferita in elisoccorso al San Raffaele di Milano.
Il giorno successivo era stata la stessa conduttrice a rassicurare i suoi fan con un post sul profilo Fb de Le Iene: “Ho preso una bella botta, ma tengo duro”.
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Crawl, quando l’alligatore fa paura
In sala il thriller-horror di Aja prodotto da Sam Raimi
13 agosto 201915:21
Nel titolo, ‘Crawl. Intrappolati’, c’è già tutto. Crawl si riferisce infatti sia al seminterrato (in inglese ‘crawl space’), dove si svolge gran parte del film, che al verbo to crawl, ovvero strisciare, che descrive il movimento degli alligatori. Sì perche’ in questo thriller-horror di Alexandre Aja (già autore di ‘Piranha 3D’) e prodotto da Sam Raimi, in sala dal 15 agosto con la Fox, c’è d’aver paura proprio di questi rettili dall’anima preistorica (sono in circolazione da oltre 37 milioni di anni).
Solo un’ora e mezzo, e più di qualche sobbalzo sulla sedia, per raccontare la storia complicata di una figlia e un padre che si incontrano dopo anni nel posto sbagliato. Haley Keller (Kaya Scodelario) infatti non parla da tempo con suo padre Dave (Barry Pepper), per anni anche suo allenatore di nuoto. Esattamente da quando i suoi genitori si sono separati e il papà è rimasto nella casa di famiglia in Florida, incapace di accettare che sua moglie ora abbia un altro.
Ma quando un potentissimo uragano colpisce la costa sud-est degli Stati Uniti, la ragazza decide di tornare dal padre trovandolo però intrappolato e ferito: un coccodrillo si è infilato nel sottoscala e nuota indisturbato in quello spazio in genere dedicato al bricolage.
Aja, figlio d’arte, è considerato uno dei giovani talenti del cinema horror-splatter. Dopo il debutto con il cortometraggio Over the Rainbow, presentato al Festival di Cannes, e il primo lungometraggio Furia, film di fantascienza ispirato alle opere dello scrittore Julio Cortazar, raggiunge il successo con Alta tensione, prima di girare nel 2008 Riflessi di paura e nel 2010 Piranha 3D. Crawl è stato trasmesso in anteprima il 27 luglio nella Cinepiscina di Cinecittà World, con mille ospiti circondati, nel buio della notte, dall’acqua e… dagli alligatori. I coccodrilli, informa una scheda della produzione, sono capaci di una manovra rotante chiamata “death roll” per sottomettere e smembrare la preda: i coccodrilli hanno una naturale visione notturna, ben 80 denti affilati come rasoi e il loro morso è uno dei più potenti del regno animale, con una forza di 2,125 psi (Poundforce per pollice quadrato). Possono poi raggiungere una velocità di 45 chilometri orari su distanze brevi (si stancano facilmente), mentre in acqua possono nuotare a 40 chilometri orari senza stancarsi. L’alligatore medio, infine, è lungo tre metri, ma può crescere fino a quattro metri e mezzo e pesare fino a 450 kg.
Bonisoli, inopportuna nomina GiambroneMinistro scrive a sindaco Palermo, ‘è fratello del vicesindaco’
PALERMO13 agosto 201916:49
– Il ministro per i Beni culturali, Alberto Bonisoli
ha inviato una lettera al sindaco di Palermo Leoluca Orlando, che è presidente della fondazione lirica Teatro Massimo, nella quale solleva una ragione di opportunità sulla riconferma nella sua carica del sovrintendente uscente Francesco Giambrone, decisa all’unanimità dal Consiglio d’indirizzo della fondazione. “Mi risulta – spiega il ministro – che Francesco Giambrone sia fratello di Fabio Giambrone, da alcuni mesi vicesindaco del Comune di Palermo”.
Al ministro spetta la nomina del sovrintendente, indicato dal Consiglio d’indirizzo, ed è a questo organismo (composto da cinque membri, oltre al sindaco) che il ministro chiede se abbia tenuto conto dell’effetto che “la stretta parentela tra vicesindaco e sovrintendente potrebbe avere su chi partecipa alla vita del teatro” e domanda se in questo modo non si rischia di “dare un segnale sbagliato alla città”.
50 anni Woodstock, mostra A.RothschildOltre 50 scatti ‘di pace, amore e musica’ a Firenze dal 3/10
FIRENZE13 agosto 201917:01
– Oltre 50 fotografie per rivivere alcuni dei principali appuntamenti musicali rock del 1969: è ‘Woodstock e gli altri. 50 foto di pace amore e musica’ una mostra che raccoglie gli scatti di Amalie Rothschild, fotografa americana che vive a Firenze. La rassegna si svolgerà dal 3 ottobre al 3 novembre nello spazio espositivo del Consiglio Regionale della Toscana intitolato a Carlo Azeglio Campi ed è patrocinata dalla dodicesima Florence Biennale, mostra internazionale di Arte contemporanea e design. Ideata da Marco Ferri, vuole celebrare i 50 anni dal festival di Woodstock, 4 giorni rimasti nella storia della musica per la presenza di artisti come Jimi Hendrix, Janis Joplin, Santana, gli Who. In tutto una ventina di immagini che raccontano il prima, il durante e il dopo Woodstock. Una seconda sala sarà invece dedicata ad altri festival musicali di spicco dal festival di Newport a quello dell’Isola di Wight con gli Who e Bob Dylan, il live dei Rolling Stones, e i vari concerti del Fillmore East.
La strada di Casa2, nulla è come sembraa Cascina Morra, tornano Boni, Della Rovere, sempre più mistery
13 agosto 201919:09
– Come per la prima stagione, anche nelle seconda, composta da sei prime serate su Rai1, l’elemento thriller si mescola a quello relazionale e tematiche di stringente attualità, come l’uso dei pesticidi o le truffe nell’ambito dei marchi bio, diventano spunto per una trama ricca di colpi di scena, tra un omicidio dai contorni mistery, un suicidio, svolte ed emozioni forti. La Strada di Casa 2 con Alessio Boni (Fausto Morra), Lucrezia Lante Della Rovere (Gloria), Sergio Rubini e Massimo Poggio, con regia di Riccardo Donna. La serie tv, coprodotta da Rai Fiction e Casanova Multimedia, sarà in prima visione su Rai 1 Lunedì 16 e martedì 17 settembre, a seguire tutti i martedì alle 21:25.
L’ambientazione è prevalentemente quella di Cascina Morra, magnifica tenuta agricola nelle vicinanze di Torino, con aperture a scenari internazionali, che ci porteranno in Repubblica Ceca, a Praga e dintorni
Oltre 200mila per cinema a BolognaDa giugno 50 serate, in piazza Maggiore anche Coppola
BOLOGNA13 agosto 201913:47
– Più di 200mila spettatori hanno riempito piazza Maggiore, a Bologna, per assistere davanti al maxi schermo alla 33esima edizione di ‘Sotto le stelle del cinema’, la rassegna organizzata dalla Cineteca nell’ambito di ‘Be Here. Bologna Estate 2019’. Dal 17 giugno oltre 50 appuntamenti, tra film restaurati, ospiti e approfondimenti tematici, hanno animato il “cuore” della città e stasera si conclude con Bud Spencer e Terence Hill, protagonisti della pellicola cult ‘Lo chiamavano trinità’.
Grazie anche alle proiezioni in versione originale e ai sottotitoli in inglese la rassegna ha attirato un pubblico sempre più internazionale e a giugno, in occasione de ‘Il cinema ritrovato’, a Bologna sono arrivate star come Francis Ford Coppola, che ha portato in prima europea il final cut del suo ‘Apocalypse Now’, e Jane Campion con il restauro di ‘Lezioni di piano’. Tra gli altri ospiti protagonisti del cartellone estivo della Cineteca spiccano Oliver Stone, Matteo Garrone e i fratelli Antonio e Pupi Avati.
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Placido Domingo accusato di molestie
Il tenore smentisce: sempre rapporti consensuali
WASHINGTON13 agosto 2019 05:08
– Numerose donne hanno riferito all’agenzia di stampa americana Associated Press (Ap) che la celebrata superstar dell’opera Placido Domingo ha cercato di costringerle ad avere rapporti sessuali con lui promettendo loro ingaggi o in alcuni casi maltrattandole se rifiutavano le sue avance.
E altre circa 30 persone del mondo dell’opera hanno dichiarato all’Ap di aver assistito a comportamenti inappropriati a sfondo sessuale da parte di Domingo.
Il tenore spagnolo ha definito le accuse “profondamente preoccupanti e poste in modo inesatto”, aggiungendo: “Ho sempre creduto che tutte le mie interazioni e relazioni siano state sempre ben accette e consensuali”.
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E’ morta Nadia Toffa
Lo hanno annunciato Le Iene, aveva 40 anni
13 agosto 201907:55
– Dopo una lunga battaglia contro il cancro è morta a 40 anni Nadia Toffa, storica conduttrice e inviata delle Iene. Lo ha annunciato stamattina lo staff della trasmissione tv sulle proprie pagine social.
“Hai combattuto a testa alta, col sorriso, con dignità e sfoderando tutta la tua forza, fino all’ultimo, fino a oggi”, si legge sulla pagina Facebook de Le Iene. “Il destino, il karma, la sorte, la sfiga ha deciso di colpire proprio te, la nostra Toffa – prosegue il post della trasmissione Mediaset -, la più tosta di tutti. Sei riuscita a perdonare tutti, anche il fato, e forse anche il mostro contro cui hai combattuto senza sosta: il cancro. Non ci resta che sperare che tu sia riuscita a perdonare anche noi, che non siamo stati in grado di aiutarti quanto avremmo voluto. Ed ecco le Iene che piangono la loro dolce guerriera, inermi davanti a tutto il dolore e alla consapevolezza che solo il tuo sorriso potrebbe consolarci.
Niente per noi sarà più come prima”.“Fiorire d’inverno”, nel periodo più difficile dell’anno. Nadia Toffa aveva intitolato così il suo libro, uscito a ottobre scorso per Mondadori, in cui aveva raccontato la battaglia contro il cancro, provando a lanciare un messaggio di rinascita e di speranza, come ha continuato a fare anche sui social durante i lunghissimi mesi di una battaglia alla quale oggi ha dovuto arrendersi. E’ morta, a 40 anni compiuti a giugno, e ad annunciarlo sono state le Iene, il programma di Italia 1 di cui era inviata e conduttrice, uno dei volti più amati. “Hai combattuto a testa alta, col sorriso, con dignità e sfoderando tutta la tua forza, fino all’ultimo, fino a oggi”, è il messaggio sulla pagina Facebook del programma.
“Sei riuscita a perdonare tutti, anche il fato, e forse anche il mostro contro cui hai combattuto senza sosta: il cancro. E dato che sei stata in grado di perdonare l’imperdonabile, cara Nadia, non ci resta che sperare con tutto il cuore che tu sia riuscita a perdonare anche noi, che non siamo stati in grado di aiutarti quanto avremmo voluto. Ed ecco le Iene che piangono la loro dolce guerriera, inermi davanti a tutto il dolore e alla consapevolezza che solo il tuo sorriso, Nadia, potrebbe consolarci, solo la tua energia e la tua forza potrebbero farci tornare ad essere quelli di sempre. Niente per noi sarà più come prima”.
Toffa ha provato a trasformare il cancro “in un dono, un’ occasione, una opportunità”, aveva scritto nel suo libro, attirandosi attacchi dagli hater del web e critiche, ma conquistando il plauso del mondo della scienza per l’invito ai malati a seguire le uniche cure certe, la chemio e la radioterapia. E aveva instaurato un filo diretto con i suoi fan, tra sorrisi e immagini postate anche dal letto d’ospedale. Un dialogo che si era interrotto da alcune settimane, mettendo in allarme il suo pubblico, preoccupato per il possibile aggravarsi delle sue condizioni. Del resto, a maggio non aveva partecipato all’ultima puntata delle Iene: “La conduttrice – aveva spiegato il programma – ha intrapreso una cura un po’ stancante e ha deciso di conservare le energie riposandosi a casa”. A gennaio 2017 il primo malore, a Trieste: Nadia fu trasferita in elisoccorso al San Raffaele di Milano per iniziare gli accertamenti. Due mesi dopo tornò dietro il bancone delle Iene e raccontò ai colleghi e al pubblico di avere il cancro: “Non lo sapeva nessuno. Ho pensato tanto a questo momento… Fra di noi c’e’ sempre stata sincerità”.
“La fortuna è stata proprio che dopo lo svenimento ho fatto un accertamento, un check-up completo”. E aveva rassicurato tutti: “Ora sto benissimo. E rispetto a quello che mi è successo penso non ci sia assolutamente niente di cui vergognarsi, anzi. Ho solo perso qualche chilo, non mi vergogno neanche del fatto che sto indossando una parrucca”. E aveva concluso lanciando un monito contro le false cure e i millantatori di guarigioni alternative”
Nata a Brescia il 10 giugno 1979, dopo il debutto nell’emittenza locale Nadia Toffa era diventata inviata delle Iene nel 2009, segnalandosi per importanti inchieste sulle truffe ai danni del servizio sanitario nazionale, sulle slot machine, sullo smaltimento del traffico di rifiuti illegali in Campania, sull’Ilva di Taranto (che le ha conferito la cittadinanza onoraria), sull’infanzia violata. Nel 2016 era stata promossa alla conduzione del programma. Ha raccontato il suo impegno sociale e di denuncia in libri come Quando il gioco si fa duro, uscito nel 2014, dedicato al problema dell’azzardopatia, e ha ricevuto tra l’altro il Premio internazionale Ischia di giornalismo nel 2015 e il premio Luchetta nel 2018.
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DALLE 05:40 DI LUNEDì 12 AGOSTO 2019
ALLE 05:08 DI MARTEDì 13 AGOSTO 2019
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Brera 210 a Ferragosto, ingresso libero
Coincide con nascita Napoleone, che la trasformò in museo
MILANO12 agosto 2019 05:40
– A Ferragosto la pinacoteca di Brera compie 210 anni e per festeggiarli organizza una giornata a ingresso gratuito, il 15 agosto stesso, dalle 8.30 alle 22.15.
Dalle 18, oltre ad ammirare l’intera collezione, sarà possibile anche ascoltare gli allievi della Civica Scuola di Musica Claudio Abbado.
L’anniversario della Pinacoteca – fanno notare da Brera – coincide anche con il giorno della nascita di Napoleone Bonaparte, figura fondamentale per la nascita e la storia del museo. La Pinacoteca di Brera venne ufficialmente istituita nel 1809, sebbene una prima eterogenea raccolta di opere fosse già presente a partire dal 1776 – e ampliata negli anni successivi- con finalità didattiche, a fianco dell’Accademia di Belle Arti voluta da Maria Teresa d’Austria. Quando Milano divenne capitale del Regno Italico la raccolta, per volontà di Napoleone, si trasformò in un museo.
A Pompei spunta il tesoro della fattucchieraAmbre e pietre preziose ma anche amuleti di ogni tipo
12 agosto 201916:07
Morbide ambre, lucidi cristalli, ametiste. Ma anche bottoni in osso, delicate fayence, scarabei dell’oriente. A Pompei, negli scavi ancora in corso nella Regio V, la Casa col Giardino restituisce un nuovo strabiliante tesoro, di nome e di fatto: i resti di uno scrigno in legno e metallo pieno di oggetti femminili, specchi, collane. Ma soprattutto tantissimi amuleti, dalle bamboline alle campanelle, una spiga di grano, un piccolo teschio, falli, pugni chiusi. Decine di portafortuna accanto ad altri oggetti ai quali si attribuiva il potere di scacciare la malasorte, sottolinea
Massimo Osanna l’archeologo direttore del Parco. Meraviglie che certo potrebbero essere appartenute alla padrona di casa. Ma non è detto. Perché quella cassetta di legno, la cui impronta è rimasta impressa nella cenere indurita di duemila anni fa, si trovava in un ambiente di servizio, lontano dalla stanza da letto della matrona e anche dall’atrio della domus dove gli archeologi hanno ritrovato gli scheletri di dieci persone, praticamente l’intera famiglia, sterminata dalla violenza dell’eruzione mentre tentava di mettersi in salvo.Non solo: in questo tesoro non ci sono gli ori, che a Pompei tutte le donne amavano esibire e che certamente non potevano mancare nel portagioie di una giovane signora benestante, tanto che sulla parete di una delle stanze di rappresentanza della casa è sopravvissuto il delicato ritratto di una giovane donna, quasi certamente la proprietaria, che sfoggia ai lobi un paio di brillanti e raffinati orecchini.
Le collane contenute nel piccolo forziere, certo bellissime ma non di grandissimo valore economico, sembrano quindi raccontare un’altra storia, ancora più intrigante: Si potrebbe trattare, spiega Osanna, “di monili da indossare per occasioni rituali, più che per mostrarsi elegante”.Oggetti preziosi, ma in un senso diverso dai gioielli. Una raccolta di piccole cose in qualche modo legate alla magia che potrebbero essere state l’armamentario di una persona, forse anche una schiava, dotata di particolari capacità taumaturgiche, di un rapporto privilegiato con gli aspetti più magici del vivere quotidiano.Si potrebbe spiegare così la presenza di tanti strani oggetti, tutti per un verso o o per l’altro legati mondo romano con la fertilità, la seduzione, il buon esito di un parto o di un matrimonio, dai falli alle pigne, dalla spiga alle ambre. Anche gli specchi, del resto, potevano avere una funzione nei rituali.Osanna allarga le braccia. Gli studi sulla Casa del Giardino – la stessa nella quale è stata ritrovata l’iscrizione che ha cambiato la data dell’eruzione del Vesuvio posticipandola dal 24 agosto al 24 ottobre del 79 d.C- sono di fatto ancora agli inizi. Gli oggetti dello scrigno sono appena stati ripuliti e restaurati, soltanto ora si potrà cominciare ad esaminarli e studiarli uno ad uno.La squadra di esperti del Grande Progetto Pompei sta lavorando anche per fare luce sulla composizione della famiglia, il primo passo per cercare di ricostruirne la storia. “Gli esami sui resti delle dieci persone ritrovate nell’atrio – racconta il direttore – hanno dimostrato che si tratta di un gruppo interamente composto da donne e fanciulli”. Gli uomini erano andati in avanscoperta, due sono morti a pochi metri dalla porta di casa. “Stiamo cercando di ricostruire il dna di tutti e i rapporti di parentela. Pensiamo si trattasse di un’intera familia nel senso romano del termine , comprensiva quindi degli schiavi al servizio”.Tant’è. Tra loro forse c’era una donna alla quale la famiglia, se non addirittura la comunità, riconosceva poteri in qualche modo magici, il talento di aiutare gli altri , in particolare le fanciulle e le signore, ma non è detto soltanto loro, nelle piccole cose della quotidianità come nei momenti più delicati dell’esistenza. Una capacità di attirare il bene e di tenere lontana la malasorte che purtroppo nulla ha potuto davanti al nemico più grande.
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Applausi e fischi per Semiramide al Rof
Ovazioni per direttore Mariotti e cantanti, ‘buu’ a regia Vick
PESARO12 agosto 201912:32
– E’ stata accolta da 9 minuti di applausi la prima della Semiramide che ha inaugurato a Pesaro la 40/a edizione del Rossini Opera Festival, con ovazioni anche durante l’esecuzione, soprattutto per il direttore d’orchestra Michele Mariotti e per i cantanti, tra cui Salome Jicia (Semiramide), Vardhui Abrahamyan (Arsace), Nahuel di Pierro, Antonino Siragusa e Martiana Antonie. Ma all’arrivo sul palco del regista Graham Vick la platea si è scatenata in una serie di fischi e ‘buu’, nonostante parte del pubblico della Vitrifrigo Arena, soprattutto giovanile, abbia continuato ad applaudire, seppure timidamente anche dopo la chiusura del sipario. A non convincere i tradizionalisti è stata soprattutto la sovrabbondanza di simboli nell’allestimento che, nelle intenzioni di Vick, doveva liberare l’opera dalle pomposità orientaleggianti della sua origine per ridurla a un intimo colloquio tra i protagonisti, giustificato dal continuo susseguirsi di duetti che animano la partitura, eseguita in versione integrale.
Il figlio di Delon, ”Papà sta meglio”Su instagram la foto dell’attore seduto e sorridente
PARIGI12 agosto 201913:18
– Nuovo messaggio rassicurante sullo stato di salute di Alain Delon. Questa volta, a postare una foto del grande attore francese dopo l’ictus di cui è stato vittima qualche settimana fa, è stato il figlio Alain-Fabien Delon.
“Grazie per i vostri numerosi messaggi che mi vanno dritti al cuore. Come potete vedere, sta sempre meglio e vi abbraccia”, ha scritto ieri sera Alain Fabien, in un post pubblicato sul suo profilo Instagram, allegando una foto del papà, in polo rossa, seduto e sorridente. Venerdì scorso, la figlia Anouchka Delon aveva scritto sempre su Instagram che il padre “pensa già ai suoi futuri progetti”.”Ciò che conta – ha aggiunto- non è la caduta, ciò che conta è rialzarsi, a proprio ritmo, ma rialzarsi”.
Restauro scalinata San Miniato al MonteOtto mesi lavori, via piante infestanti e nebulizzazioni d’acqua
FIRENZE12 agosto 201913:19
– Concluso a Firenze il restauro della parte sud-ovest della scalinata in travertino che porta alla Basilica di San Miniato al Monte, i colle sopra la città.
La scalinata è stata ristrutturata, ripulita e sistemata grazie ad un intervento progettato e seguito dalle Belle Arti e dalla Fabbrica di Palazzo Vecchio e costato quasi 80mila euro. I lavori sono durati otto mesi e stamani il sindaco di Firenze Dario Nardella e gli assessori Tommaso Sacchi e Alessia Bettini hanno fatto un sopralluogo insieme a padre Bernardo, abate della Basilica. Le superfici di travertino sono state prima pulite con tecniche restaurative che hanno previsto anche l’uso di resine a scambio ionico e risciacqui con acqua demineralizzata nebulizzata a bassa pressione e poi liberate dalle piante infestanti. “Un intervento molto importante per la manutenzione e la conservazione del patrimonio artistico-culturale della nostra città – dice Nardella – e si inserisce nel progetto di recupero che ha interessato anche le rampe del Poggi”.
“Siamo molto orgogliosi di questo intervento che ha riguardato la grande scala binata in travertino, realizzata nel periodo di costruzione del viale dei colli e consegnata dal Poggi all’Ufficio d’Arte Municipale in data 28 luglio 1876 – ha detto l’assessore Sacchi -. Il nostro impegno per questo monumento proseguirà con tanto di nuovi investimenti per andare avanti nei restauri di parti così antiche, così preziose e così belle di Firenze. Lanciamo per questo un appello per trovare nuovi investitori e aiutarci a completare il restauro”.
“Si tratta di un recupero prezioso, che ha riguardato anche la pavimentazione a mosaico, e con ciottoli di fiume – ha aggiunto l’assessore ai lavori pubblici Alessia Bettini -.
Voglio ringraziare gli uffici delle Belle Arti del Comune e la Fabbrica di Palazzo Vecchio, parte integrante dei servizi tecnici del Comune, per portare avanti con tanta maestria e bravura interventi così importanti”.
Mibac, ok progetto Citterio di BradburneDirettore ha proposto sua idea restyling per Brera Modern
12 agosto 201913:28
– Il progetto proposto dal direttore di Brera James Bradburne per Palazzo Citterio – che dovrà ospitare Brera Modern – dovrebbe essere approvato dal Mibac. Lo si apprende da fonti qualificate. La previsione è che i nuovi lavori si concludano entro la primavera del 2021: al termine dell’installazione degli impianti seguirà una fase di test, superata la quale, la nuova sede Museale potrà essere aperta.
Per Bradburne il restauro del palazzo gestito dalla Soprintendenza non ha tenuto conto della funzione museale e il direttore ha quindi proposto la sua idea di restyling.
Giovanna Marini, Taranta va custoditaA prima documentario ‘A sud della musica-La voce libera’
LECCE12 agosto 201913:39
– “Il Salento è un luogo benedetto per la musica. Questa cultura è viva e la cosa che mi consola è vedere che qui non si dimenticano le radici”. Lo dice Giovanna Marini, musicista e ricercatrice etnomusicale, che ieri sera a Zollino (Lecce), alla nona tappa itinerante de ‘La Notte della Taranta’, ha presentato in anteprima il documentario ‘A sud della musica-La voce libera’, del regista Giandomenico Curi e prodotto da Meditfilm. “Nel Salento nessuno ha dimenticato niente – dice – è rimasto tutto vivo e vissuto. In questi canti quello che si privilegia è il modo di raccontare senza parole le emozioni. Gli scontri di queste note, queste voci che si incontrano, si superano, progrediscono pian pian facendo una serie di passaggi rivoluzionari tutti fuori dalla portata del pentagramma. Tutto questo trasmette emozioni”. “Penso cose molto positive della Taranta – aggiunge – ho cantato qui con De Gregori anni fa. ‘La Notte della Taranta’ è un cesto di buone intenzioni, bisogna custodirlo, è importante”.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Trionfo Bosso Arena, nel 2020 Beethoven
Ieri orchestra da 320 elementi per Carmina Burana
VERONA12 agosto 201915:21
– Ben 320 esecutori hanno fatto risuonare i Carmina Burana di Carl Orff all’Arena di Verona, per la direzione di Ezio Bosso, che ha annunciato il ritorno nell’anfiteatro per dirigere la nona Sinfonia di Beethoven il 23 agosto 2020. Il debutto areniano di Bosso ha visto un pubblico di 14 mila persone, e alla fine il maestro ha svelato il suo ritorno nel Festival areniano 2020, per i 250 anni dalla nascita del compositore tedesco, che da sempre egli chiama “padre”.
“Sono fiera e felice – commenta Cecilia Gasdia, sovrintendente e direttore artistico – del grande successo, del clima speciale che si è venuto a creare in un’Arena gremita di pubblico entusiasta, attento e caloroso, e ovviamente dell’annunciato ritorno del Maestro Bosso in occasione dell’unico evento sinfonico del Festival 2020, dedicato al titanico Ludwig van Beethoven”.
“Cinemadamare”, premiato regista indianoOttantasette registi da 13 Paesi diversi hanno girato 23 film
POTENZA12 agosto 201915:44
– Il corto “Protagonista”, del regista indiano Mukund Subramanian, si è aggiudicato il premio per la regia e per la sceneggiatura tra quelli girati a Nova Siri (Matera) nella settimana di Cinemadamare, la rassegna itinerante dedicata a giovani filmaker di tutto il mondo, con 23 film girati da 87 registi di 13 Paesi diversi. Ad indicare il corto vincitore sono stati gli stessi cineasti che hanno partecipato alla manifestazione: miglior attore Cristian Moriconi con il film “Alone/Solo” (Italia); miglior fotografia Travers Jacobs, con il film “Dolce far niente” (Usa); miglior montaggio Luca Debenedetti, con il film “Dolce far niente” (Italia); migliore produzione Giorgio Paoletti in “Dolce far niente” (Italia); miglior colonna sonora Javice Baires in “Alone” di Rogeiro Correira (Brasile).
I libri di Salinger in versione ebookPer decenni gli eredi non hanno voluto
NEW YORK12 agosto 201920:01
Dopo decenni di resistenza da parte degli eredi, i libri di J.D. Salinger saranno pubblicati come e-book. ‘Il giovane Holden’, ‘Nove Racconti’, ‘Franny e Zooey’, ‘Alzate l’architrave, carpentieri’ e ‘Seymour. Introduzione’ usciranno domani in formato digitale, mentre tanti scritti inediti di uno degli autori americani più elusivi e restii alla pubblicità vedranno la luce nei prossimi sette-otto anni. Il ‘New York Times’ spiega che e’ stato il figlio dello scrittore, Matt Salinger, a cambiare idea e dare luce verde alle iniziative editoriali. “E’ l’ultimo tassello a cadere in termini di opere di autori classici” ha detto Terry Adams, vice presidente di Little, Brown and Company per il settore paperback ed e-book. Tra gli irriducibili, avevano ceduto quattro anni fa gli eredi di Raymond Carver. “Salinger era rimasto solo. Matt finora era stato molto prudente”, ha detto Adams. La pubblicazione fa parte di una serie di iniziative legate al centenario dalla nascita dello scrittore (1 gennaio 1919) e all’imminente decennale dalla morte a 91 anni il 27 gennaio 2010. Salinger aveva pubblicato la sua ultima opera – “Hapworth 16, 1924” – nel 1965 e dal 1980, dopo aver dato la sua ultima intervista, si era chiuso in auto-esilio a Cornish, tra i boschi del New Hampshire. E’ da poco che suo figlio ha cominciato a pensare di produrre edizioni digitali dei libri. Tanti i fattori che lo hanno convinto a cambiare idea: l’aver ricevuto, ad esempio, cinque anni fa, la lettera di una donna che gli spiegava come le sue disabilità di apprendimento le impedivano di leggere in formati non digitali, ma anche la constatazione che le nuove generazioni di lettori in paesi come la Cina leggono quasi esclusivamente su smartphone e tablet. La decisione, e Matt Salinger ne è consapevole, fa a pugni con i desideri di J.D.: “Mio padre odiava internet e era orripilante per lui l’idea della condivisione on line”, ha spiegato il figlio al New York Times. Ma se è rivoluzionario pensare che romanzi congelati per decenni perfino nella copertina possano sbarcare nel mondo di Internet, per i fan l’altra grande notizia è che gli scritti inediti, sulla cui esistenza si sono da tempo arrovellati i critici, stanno per vedere la luce con l’imprimatur della famiglia. Gli archivi Salinger, un “Santo Graal” per la letteratura americana del Novecento, sono stati finora un segreto ben custodito, sotto chiave nella casa di Matt in Connecticut e quella in New Hampshire della vedova dello scrittore, Colleen. “Avrebbe voluto tornare a pubblicare, ma non voleva dover far fronte a una tempesta mediatica”, ha spiegato il figlio. Matt, che conosce i contenuti di questi scritti, non ha voluto dare dettagli se non confermare che J.D. continuo’ a scrivere della famiglia Glass protagonista di ‘Franny and Zooey’ e ‘Seymour’.
Summer Jamboree, 400mila in 12 giorniNumeri da record per l’America anni ’40-’50 a Senigallia
SENIGALLIA (ANCONA)12 agosto 201916:41
– Numeri da record per il Summer Jamboree. In 12 giorni il Festival Internazionale di musica e cultura dell’America degli anni ’40 e ’50 ha riscosso un enorme successo confermando le 400 mila presenze, oltre 30 mila al giorno. Senigallia si è trasformata per metà agosto in una piccola capitale del Rock’n’Roll, del rockabilly, dello swing, del jazz e del doo wop. In tanti hanno ballato grazie ai 40 concerti – tra cui quello di Jimmy Gallagher e di Jimmy Clanton – e altrettanti dj set sparsi tra il foro annonario, i giardini della Rocca roveresca, piazza Garibaldi, la Rotonda a mare, il teatro La Fenice e i vari locali che hanno ospitato una parte di questa grande festa. Tantissimi i sold out registrati, a partire dal Burlesque Show. Migliaia anche le presenze in spiaggia per l’Hawaiian Party che ha visto suonare in esclusiva europea i Los Lobos, i padri de “La Bamba”. Ancora aperta fino al 29 settembre la mostra realizzata per il ventennale, “Rock and Roll is a State of the Soul”.
Fast & Furious subito in vettaSecondo ‘Bring the soul: the movie’, slitta al quarto Spider man
12 agosto 201913:47
– ‘Fast & Furious – Hobbs & shaw’, il primo spin off della saga, diretto da David Leitch, saldo in vetta al box office americano conquista anche il primo posto dei film più visti nel weekend italiano con 1.991.292 euro di incasso. Debutta al secondo posto ‘Bring the soul: the movie’ di Jun-Soo Park, il film concerto dedicato al tour europeo di una band coreana diventata icona tra i giovanissimi di tutto il mondo, con 231.760 euro. Slittano dal primo al quarto posto ‘Men in Black International’, spin off della saga diretto da F. Gary Gray, con Chris Hemsworth e Tessa Thompson che rastrella 199.337 euro nel week end per un totale di 2.246.673 euro e dal secondo al terzo posto ‘Spider man: far from home’ con 200.745 euro nel fine settimana, toccando quota 11.149.932 euro. Nuovo ingresso al quinto posto dove si piazza ‘The Quake -Il terremoto del secolo’ di John Andreas Andersen con un esperto in terremoti che scopre che Oslo rischia di sprofondare a causa di un movimento sismico senza precedenti, con 85.862 euro.
Richard Gere in centro buddista a PomaiaAttore è in vacanza in Toscana
POMAIA (PISA)12 agosto 201916:43
– Richard Gere, col figlio 19/enne Homer, è stato ieri in visita all’istituto buddista Lama Tzong Khapa di Pomaia (Pisa) al quale è legato da anni e dove era già stato in passato. La notizia è stata pubblicata al quotidiano Il Tirreno. Gere ha trascorso alcune ore insieme ai vertici e subito dopo pranzo è tornato in Maremma dove soggiornerà per alcuni giorni di vacanza.
L’attore, spiega una nota diffusa dall’istituto, “di fede buddhista e grande sostenitore del Dalai Lama, ha supportato diverse campagne a favore dell’indipendenza del Tibet: prima di visitare il Centro e portare i suoi saluti a chi stava partecipando alle attività, ha pranzato con Ghesce Tenzin Tenphel, maestro residente dell’Istituto, il figlio Homer, con Paola Maugeri, giornalista, cantante e conduttrice televisiva che si trova in istituto per un ritiro, e con il direttore Michele Cernuto”. Gere ha anche parlato “della sua ultima esperienza con l’ong Open Arms, quando nei giorni scorsi è salito a bordo della nave Ocean Viking”.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Diamantino, campione che ricorda Ronaldo
Calcio, fama, populismi in film Abrantes-Schmidt con C. Cotta
12 agosto 201920:01
Lo chiamavano ”il Michelangelo del calcio”. Talento assoluto del pallone. Fino a quel rigore fallito ai Mondiali di Russia 2018. A una settimana dall’inizio del campionato italiano, arriva al cinema il 15 agosto ”Diamantino – Il calciatore più forte del mondo”, il film scritto e diretto da Gabriel Abrantes e Daniel Schmidt che ha conquistato la Settimana della Critica al Festival di Cannes arrivando fino alla candidatura agli European Film Awards.Una favola surreale e pop, coproduzione franco-brasiliano-portoghese distribuita da I Wonder Pictures, costruita intorno alla figura di Diamantino Matamouros, campione di calcio di fama mondiale interpretato da Carloto Cotta (31, Tabu) che potrebbe ricordare, almeno nelle intenzioni iniziali, il campione portoghese Cristiano Ronaldo. Come lui Diamantino è un piede d’oro, un inarrestabile genio del pallone. Che (chissà se capita anche al CR7 juventino) quando entra in campo non vede più altri giocatori avversari, ma si immagina correre tra giganteschi cuccioli di cane rosa.”Chi è Diamantino? Un divoratore di Nutella – sorride rispondendo Carloto Cotta – Di certo, è stato molto divertente vestire i suoi panni, anzi, indossare i suoi scarpini: molte scene le abbiamo girate sul campo della mia squadra di calcio. Ho dovuto segnare anche un goal a porta vuota. Una piccola rivincita personale”. In realtà, tra effetti speciali, visioni mistiche, due terribili sorelle (Anabela e Margarida Moreira), problemi con il fisco e pedinamenti di superagenti (Aicha Brito e Filipa Vargas) le bizzarre vicende di Diamantino si allontanano presto dalle glorie strettamente calcistiche per giocare con i conflitti della contemporaneità, dal culto delle celebrità alla perdita della fama, la clonazione, i migranti, l’ascesa dei pensieri antieuropeisti e dei populismi xenofobi, l’evocazione dei muri. ”È un film politico non tanto negli intenti, quanto forse in quello che percepisce il pubblico – prosegue Cotta – È importante riflettere su cosa stia accadendo nel mondo.A volte anche una commedia, ridere, può indurre a porsi domande. Nel film – prosegue – si parla di un Portogallo immaginario. Nella realtà non abbiamo movimenti politici così estremi come magari vedo crescere in altri paesi europei. Ma in assoluto non credo che questi siano problemi che appartengono a una sola nazionale piuttosto che a un’altra. Va rivisto tutto in una prospettiva più universale, non locale. Non sono nessuno per dirlo o per affrontare questi temi, sono solo un attore. Ma forse le radici del problema sono proprio nella volontà di dividere, separare”. Ma alla fine, tra corse in Lamborghini, desideri di avere figli, grandi successi e sonore sconfitte, Diamantino assomiglia davvero al mitico Ronaldo? ”Chissà – ride l’attore – A me sembra assomigli a Carloto Cotta”.
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DALLE 13:33 DI DOMENICA 11 AGOSTO 2019
ALLE 05:40 DI LUNEDì 12 AGOSTO 2019
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
La mia esagerata famiglia rom
Il racconto di Valeriu Nicolae per cambiare il mondo dal basso
11 agosto 2019 13:33
– VALERIU NICOLAE, LA MIA ESAGERATA FAMIGLIA ROM (RUBBETTINO, PAG. 194, EURO 14,00) – Forse non è nemmeno esagerata come dice lui la sua famiglia rom, è come è con le sue originalità e i problemi, l’alcolismo degli uomini e la violenza sulle donne. La povertà, soprattutto la povertà e le condizioni di vita insostenibili. Lui, Valeriu Nicolae, la racconta così come è, senza sconti né mitizzazioni con la sua scrittura brulla, quasi arida, a volte al limite dell’infantile.
Piccole incursioni nel passato e nel presente nella vita di un bambino, poi ragazzo, poi uomo di quelli che guardano se stessi e il mondo che li circonda quasi vedendolo sempre dall’esterno riuscendo così a raccontare e vivere la propria vita come fosse quella di un altro. E’ un po’ l’inconsapevolezza dei bambini, quando tutti, esattamente come Valeriu, non si sentono più bianchi o più neri, più ariani o più rom, più romeni o più zingari. Sono solo bambini magari anche vestiti da donna perché la madre gli fa indossare gli abiti dismessi dell’anziana tedesca da cui lavora, e loro non notano nemmeno la differenza.
E’ poi il mondo, ad un certo punto, che gliela fa notare. Arriva il momento dell’agnizione, della consapevolezza ed è lì che allora bisogna decidere da che parte stare, ed è lì che Valeriu Nicolae ha deciso di combattere la sua battaglia, anche solitaria, perché è convinto che non bisogna aspettare che il mondo cambi dall’alto ma che ognuno di noi, ogni giorno, possa fare qualcosa. Per questo lui attivista dei diritti umani a Bucarest ha aperto e gestisce con una cinquantina di volontari una scuola per i ragazzi del quartiere Ferentari dove in un ambiente dalla violenza inaudita sniffano colla, rubano e si prostituiscono già ad otto anni. Ma non è impossibile aiutarli e lui lo fa senza aspettare che la mano della politica e del contributo pubblico calino dall’alto. Valeriu Nicolae ce l’ha fatta, si è laureato come voleva sua madre nonostante l’opposizione del padre alcolista e violento come (pare) gran parte degli uomini. Cresciuto con una madre dalla forza straordinaria, una zia veggente, uno zio imprenditore, in una stanza con cinque fratelli (o forse di più) e la consapevolezza di essere di una stirpe nobile espressa nelle scarpe di vernice lucida, quando riusciva ad avere le scarpe.
Soprattutto una volta raggiunta una posizione ed un ruolo nel mondo altro, quello non rom, lui a differenza di tanti altri, non ha nessuna intenzione di negare le sue origini. Spesso infatti i rom di successo che lui vorrebbe citare ad esempio perché dimostrano con i fatti che gli stereotipi che la società cuce addosso agli ‘zingari’ non sono veri, non vogliono essere citati, rinnegano le loro origini perché hanno paura che questo li condizioni. Ma a volte anche il razzismo – racconta Nicolae – è uno stereotipo al contrario da cui liberarsi. Nel senso che anche a lui è capitato di avere paura di essere discriminato e poi invece nessuno ha fatto caso al colore della sua pelle che era indiscutibilmente scura.
‘Uno straniero. Credo che sia questa la parola che mi definisce meglio. Lo sono sempre stato, anche se on sempre mi sono sentito tale. Sono zingaro ed esteuropeo. E’ difficile sentirmi parte di qualcosa. Ma importa davvero cosa sono?’.
Jova Beach a Roccella,qui California SudMegaconcerto davanti a 30 mila persone, ospiti Brunori e Cutugno
ROCCELLA JONICA (REGGIO CALABR11 agosto 201914:30
– “Qui, in questa fetta di territorio della Calabria, siamo davanti ad un posto pazzesco. Questa è la California d’Italia. Qui c’è un mare fantastico che ti spacca il cuore dalla bellezza e dalla gioia e un entroterra meraviglioso. Grazie a Roccella e alla Calabria per l’ospitalità e l’accoglienza”. Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, ha salutato tutti dal palco di Roccella Jonica del suo “Jova Beach Party”, poco prima che il megaconcerto in spiaggia si concludesse dopo avere mandato spesso in delirio le migliaia e migliaia di spettatori. Anche se i biglietti disponibili erano 25 mila, alla fine ad assistere al fantastico e coinvolgente show di Jovanotti sono stati oltre 30 mila spettatori.
Persone di tutte le età e interi nuclei familiari provenienti da Calabria, Sicilia e da altre regioni del sud. Ospiti a sorpresa il cantautore cosentino Brunori Sas e Toto Cutugno.
Boez, dopo la pena cammino di rinascitaDa 2/9 su Rai3, 6 ragazzi detenuti in cammino su via Francigena
11 agosto 201919:52
”Io non tengo libertà, non mi ricordo neanche più da quando. Mi sa da quando tenevo 14 anni. Perché tra sorveglianza e carcere la libertà vera non l’ho mai avuta”, racconta Francesco, cresciuto all’ombra del padre boss della malavita locale, quasi un enfant prodige per il suo curriculum di reati. ”Nella strada non sei libero, mai. Anche se sei libero per la giustizia, non sei libero dentro te”, dice. ”A me piaceva incutere il terrore nelle persone e adesso se ci ripenso mi faccio schifo da solo”, confessa invece Alessandro, che dopo un’esistenza in strutture per minori e carceri, oggi sogna di studiare per diventare astrofisico.E poi ancora, Maria, cresciuta in una comunità Rom, costretta a sposarsi ancora bambina a 14 anni e poi a rubare; Omar, metà napoletano e metà tunisino, che l’obesità ha mortificato a lungo, mentre entrava e usciva dal carcere minorile; Kekko, corpo tatuato e un passato di violenze e privazioni; Matteo, che dopo cinque anni di carcere spera di far contenta sua madre, almeno ora che non c’è più. Sono i sei ragazzi protagonisti di ”Boez – Andiamo via”, serie tv di forte impatto sociale, un po’ documentario un po’ reality, realizzata da Rai Fiction e Donatella Palermo per Stemal Entertainment con la collaborazione del Ministero della Giustizia. In onda dal 2 al 13 settembre alle 20.20 su Rai3, la serie racconta, senza filtri ne’ falsi paternalismi, il singolare esperimento di recupero di sei ragazzi, tutti condannati per aver infranto la legge e in regime di detenzione, interna ed esterna, ora letteralmente in cammino.Scarponi ai piedi e zaino in spalle, accompagnato da Marco Saverio, guida ambientale escursionistica Aigae, e da Ilaria D’Apollonio, educatrice di comunità ad orientamento psico dinamico, il gruppo ha percorso in 50 tappe e 10 puntate oltre 900 km, lungo la Via Francigena dei pellegrini medioevali, da Roma a Santa Maria di Leuca in Puglia, come misura di pena e recupero alternativi sul modello di iniziative già praticate in altri paesi europei, abbattendo fortemente la percentuale di recidive. ”Chi è nato in montagna come me – racconta Roberta Cortella, autrice di Boez insieme a Paola Pannicelli e regista con Marco Leopardi – cresce con i sentieri che scorrono sotto i piedi e guardando alla cima come a un’impresa dura e faticosa”. Il progetto Boez, che prende il nome dalla firma di un writer ”nel nome del quale raccontiamo una storia di speranza e rinascita”, è nato con l’obbiettivo di ”portare in Italia il metodo del cammini come strumento di rieducazione e reinserimento sociale di giovani con trascorsi criminali. Una misura già praticata in Belgio e Francia da quasi quarant’anni”.La serie racconta così la ”realizzazione di un sogno: quello di sperimentare il metodo in Italia, ma anche il sogno di sei giovani che per due mesi hanno lasciato il loro contesto sociale per ripartire verso una nuova consapevolezza di se’ e del mondo”. Il cammino diventa infatti un percorso di conoscenza, un gesto quasi rivoluzionario in un quotidiano comune sempre più sedentario, ancora più per chi è vissuto ristretto nei limiti di un contesto marginale e deprivato. Un viaggio pieno di meraviglie, dagli incontri alla sorpresa di dormire sotto le stelle, con la libertà che fa quasi paura. Ma anche di ostacoli, brusche frenate: il caldo asfissiante, lo zaino che pesa tantissimo, momenti di sconforto personale, dinamiche interpersonali (e sentimentali) tutte da imparare. Ma il seme del cambiamento è piantato. E chissà che una volta arrivati al mare, cominci a germogliare.
Polemica per t-shirt Versace in CinaSu maglietta Macao e Hong Kong indicati come stati indipendenti
11 agosto 201917:02
– Nuova polemica per una casa di moda italiana in Cina, dopo quella su Dolce e Gabbana. I media cinesi hanno denunciato che su una t-shirt venduta da Versace nel Paese apparivano nomi di città con la nazione di appartenenza sbagliata, in particolare non venivano elencate Hong Kong e Macao come parte della Cina. Sui social Versace è stata accusata di attentare alla sovranità nazionale. “Mi dispiace profondamente per lo sfortunato errore – scrive Donatella Versace su Fb -. Non ho mai voluto mancare di rispetto alla sovranità Nazionale della Cina”.
Al via la mostra “Goya in Italia”Inaugurazione con due lectio magistralis, esposti due inediti
11 agosto 201919:33
– Inaugurata a Castiglione della Pescaia la mostra “Goya in Italia. Due capolavori tra luce ed ombra”. Grazie a questa esposizione il pubblico potrà ammirare, per la prima volta, due opere recentemente attribuite al pittore: un dipinto ispirato al verso 61 del VI libro dell’Eneide di Virgilio, che rappresenta lo sbarco di Enea sulla costa laziale, e uno che ritrae l’uomo politico spagnolo Don Miguel Cayetano Soler, non solo nel suo aspetto esteriore ma anche nella sua psicologia.
Le tele verranno esposte 13 agosto al 7 settembre al Museo Civico Archeologico Isidoro Falchi di Vetulonia e dall’8 al 30 settembre al Polo Espositivo Clarisse Arte di Grosseto, gestito dalla Fondazione Grosseto Cultura. L’inaugurazione è stata introdotta da una lectio magistralis di Lorenza Mochi Onori, ex direttrice della Galleria Nazionale di Palazzo Barberini a Roma ed una delle massime conoscitrici dell’artista aragonese, e di Daniel Josè Carrasco De Jaime, storico dell’arte ed insigne studioso di Goya, con un intervento di Giovanni Maria Flick, presidente emerito della Corte Costituzionale. “Uno degli obiettivi che si è prefissato questa Amministrazione Comunale – dice soddisfatto il sindaco di Castiglione della Pescaia, Giancarlo Farnetani – è quello di valorizzare la cultura locale ed implementarla con mostre tematiche: un indirizzo vincente confermato dalle esposizioni che ogni anno attirano migliaia di turisti al Museo Archeologico di Vetulonia. Quest’anno abbiamo la possibilità, grazie a Viveterna, di ospitare due preziose tele di Francisco Goya, uno dei massimi artisti della cultura occidentale: una magnifica presenza che ci rende orgogliosi”.
“La nostra amministrazione – conferma Susanna Lorenzini, Assessore alla Cultura di Castiglione della Pescaia – lavora incessantemente per sviluppare un turismo culturale, che si affianchi all’offerta balneare”.
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Cinema: box office Usa, Fast & Furious resta in vetta
Debutta al secondo posto Scary Stories to Tell in the Dark
11 agosto 201919:01
– Fast & Furious – Hobbs & Show, primo spin off della saga, diretto da David Leitch, resta in vetta al box office americano. Il film, con Dwayne Johnson e Jason Statham ex acerrimi nemici costretti ad allearsi, in sala dall’8 agosto in Italia, ha rastrellato nel week end altri 25,4 milioni di dollari per un totale in due settimane di 108 milioni di dollari. Al secondo posto l’horror Scary Stories to Tell in the Dark, prodotto da Guillermo del Toro, che fa suoi al debutto 20,8 milioni. Continua la sua marcia Il re leone versione live action, che guadagna altri 20 milioni di dollari nel week end e con un totale di 473 milioni sul mercato nord americano e di oltre 1,3 miliardi a livello globale, si avvicina alla top ten nella classifica degli incassi di sempre (ora è dodicesimo).
Crawl, quando la paura è un coccodrilloIn sala il thriller-horror di Aja prodotto da Sam Raimi
11 agosto 201919:51
Nel titolo, ‘Crawl. Intrappolati’, c’è già tutto. Crawl si riferisce infatti sia al seminterrato (in inglese ‘crawl space’), dove si svolge gran parte del film, che al verbo to crawl, ovvero strisciare, che descrive il movimento dei coccodrilli. Sì perche’ in questo thriller-horror di Alexandre Aja (già autore di ‘Piranha 3D’) e prodotto da Sam Raimi, in sala dal 15 agosto con la Fox, c’è d’aver paura proprio di questi rettili dall’anima preistorica (sono in circolazione da oltre 37 milioni di anni). Solo un’ora e mezzo, e più di qualche sobbalzo sulla sedia, per raccontare la storia complicata di una figlia e un padre che si incontrano dopo anni nel posto sbagliato.Haley Keller (Kaya Scodelario) infatti non parla da tempo con suo padre Dave (Barry Pepper), per anni anche suo allenatore di nuoto. Esattamente da quando i suoi genitori si sono separati e il papà è rimasto nella casa di famiglia in Florida, incapace di accettare che sua moglie ora abbia un altro. Ma quando un potentissimo uragano colpisce la costa sud-est degli Stati Uniti, la ragazza decide di tornare dal padre trovandolo però intrappolato e ferito: un coccodrillo si è infilato nel sottoscala e nuota indisturbato in quello spazio in genere dedicato al bricolage. Aja, figlio d’arte, è considerato uno dei giovani talenti del cinema horror-splatter. Dopo il debutto con il cortometraggio Over the Rainbow, presentato al Festival di Cannes, e il primo lungometraggio Furia, film di fantascienza ispirato alle opere dello scrittore Julio Cortazar, raggiunge il successo con Alta tensione, prima di girare nel 2008 Riflessi di paura e nel 2010 Piranha 3D.Crawl è stato trasmesso in anteprima il 27 luglio nella Cinepiscina di Cinecittà World, con mille ospiti circondati, nel buio della notte, dall’acqua e… dagli alligatori. I coccodrilli, informa una scheda della produzione, sono capaci di una manovra rotante chiamata “death roll” per sottomettere e smembrare la preda: i coccodrilli hanno una naturale visione notturna, ben 80 denti affilati come rasoi e il loro morso è uno dei più potenti del regno animale, con una forza di 2,125 psi (Poundforce per pollice quadrato). Possono poi raggiungere una velocità di 45 chilometri orari su distanze brevi (si stancano facilmente), mentre in acqua possono nuotare a 40 chilometri orari senza stancarsi. L’alligatore medio, infine, è lungo tre metri, ma può crescere fino a quattro metri e mezzo e pesare fino a 450 kg.
A sorpresa Manu Chao sul Monte CaninAl No Borders Music Festival, tra Austria, Italia, Slovenia
TRIESTE11 agosto 201920:00
– Per il suo unico concerto del 2019 in Italia e in Europa il cantastorie del mondo ha scelto il Mystery Concert sul Monte Canin al confine tra Italia, Austria e Slovenia, il concerto a sorpresa di cui non si conosce il protagonista, al quale hanno assistito oltre 5.000 persone. La manifestazione si è svolta oggi pomeriggio, come sempre nella natura, sui monti del comprensorio del Tarvisiano, al confine tra Italia, Austria e Slovenia. Solo alle 14, quando è salito sul palco, si è scoperto che l’ospite era Manu Chao, accolto da un applauso interminabile. Per lui, l’unica data italiana ed europea degli ultimi due anni; l’artista si è esibito in Italia l’ultima volta tre anni fa. Con lui si è esibito il chitarrista argentino Luciano Falico. Il cantastorie ha eseguito una performance durata oltre 2 ore spaziando da i brani dei Manonegra (Malavida) ai brani da solista che lo hanno reso icona mondiale (Clandestino; Me Gustas Tu; Bienvida Tjiuana; La Vida es una tombola e tantissimi altri).
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DALLE 12:30 DI SABATO 10 AGOSTO 2019
ALLE 13:33 DI DOMENICA 11 AGOSTO 2019
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Notte Taranta: tre ‘etoile’ della danza
Sul palco di Melpignano tra tecnica classica e Pizzica salentina
LECCE10 agosto 2019 12:30
– Tre ‘etoile’ salentine della danza internazionale saranno ospiti del Corpo di ballo della Notte della Taranta nel Concertone del 24 agosto a Melpignano. Sono Gabriele Corrado di Casarano, ballerino del teatro La Scala di Milano, poi Elena Marzano di Lecce che danza con Les Ballets di Montecarlo e il danzatore di formazione scaligera impegnato in produzioni internazionali Luigi Campa, di Bagnolo del Salento.
Si uniranno al Corpo di ballo, composto da dieci danzatori popolari e dieci accademici. Sotto la direzione del coreografo Davide Bombana, interpreteranno alcuni brani della tradizione popolare unendo alla loro straordinaria tecnica il ritmo della pizzica.
“Le dodici coreografie complessive – spiega Bombana – si svilupperanno su tematiche principali che saranno portate sul palco reinterpretando il tema dell’amore, del duello, della cultura contadina in una connessione sempre presente, ma quasi impalpabile tra stili diversi che dialogano tra loro creando arte”.
Greco a Miss Italia, omaggio alle donne’Mai stato questo un concorso che mercifica figura femminile’
10 agosto 201915:40
– “Questo concorso ci aiuterà a ribadire, qualora ce ne fosse bisogno, che le donne italiane sono le più belle e le più brave del mondo, capaci di rivestire ad altissimo livello i ruoli più disparati”: sarà una grande “serata di festa” quella del 6 settembre per Alessandro Greco, scelto poche ore fa per condurre in diretta su Rai1 alle 21.15 la finale di Miss Italia, nell’ottantesimo compleanno del concorso. Reduce dal successo del quiz “Zero e lode!”, Greco afferma, che in questa edizione “verrà esaltata la bellezza italiana in tutte le sue forme, anche quella dell’Italia stessa: un’occasione per celebrare la storia del concorso ma anche quella della società e del costume italiani”. A chi sostiene che il concorso proponga un’immagine mercificata della donna, il conduttore replica che “Miss Italia non è mai stato un concorso solo sulla bellezza, anche quando è stato contestato: la mercificazione della donna appartiene ad altri ambiti. Lo proveremo a fine serata”, afferma.
Matera, stanza d’albergo il set di BondPrende forma a valle di uno degli affacci sui rioni Sassi
MATERA10 agosto 201916:11
– E’ una stanza d’albergo, con tre grandi finestre con vista spettacolare sugli antichi rioni “Sassi”, il set in costruzione a Matera – Capitale europea della cultura 2019 – per ospitare una delle scene di “Bond 25”, titolo provvisorio del prossimo film con l’agente segreto di sua maestà britannica “007”. La struttura sta ormai prendendo una forma definitiva, al di sotto di uno dei punti panoramici sugli antichi rioni di tufo. Il set ovviamente si è trasformato in un’attrazione nell’attrazione per i tanti turisti che affollano Matera in questi giorni. Sono tantissimi quelli che, dopo aver fotografato i Sassi, non rinunciano ad un selfie con lo sfondo della stanza dove si muoverà James Bond.
Jess Glynne e Rita Ora a Porto CervoConcerto e parata di stelle il 12 agosto all’hotel Cala di Volpe
PORTO CERVO10 agosto 201916:17
– Le voci di due star internazionali per suggellare il momento clou dell’estate in Costa Smeralda: il concerto di Jess Glynne e Rita Ora all’Hotel Cala di Volpe, il 12 agosto a Porto Cervo, rappresenta l’evento più atteso del 2019. Le due stelle si esibiranno sul palco fronte piscina dell’iconico albergo che Marriott Costa Smeralda gestisce per la proprietà di Qatar Holding. Ad aprire il concerto delle regine della musica internazionale sarà Luna Melis, giovanissima cantante sarda che, dopo il successo raggiunto al talent show X Factor, ha iniziato a collaborare con artisti di fama.
Subito dopo toccherà a Jess Glynne e Rita Ora, due tra le più acclamate interpreti dell’universo musicale femminile.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Zorro fa 100 anni, tra fumetti e film
Nel 1919 ‘All-Story Weekly’ introdusse figura di Don Diego
10 agosto 201916:47
– Festeggia cento anni tondi il cavaliere mascherato Zorro senza superpoteri, armato cappa e sciabola e cappello a falde personaggio a fumetti nato dalla penna di Johnston McCulley e baciato da un successo enorme, che ha propiziato la comparsa in film, serie TV, spettacoli teatrali, videogame e ovviamente gli immancabili pupazzetti in scala. La prima avventura di Zorro venne pubblicata nell’agosto del 1919, all’interno del fumetto ‘All-Story Weekly’, e introdusse ai lettori la figura di Don Diego de la Vega, figlio del più ricco proprietario terriero della California all’epoca del dominio spagnolo (1769-1821). Disgustato dal comportamento dispotico dei governanti locali, diventa il giustiziere Zorro, abilissimo spadaccino e difensore dei più deboli. Dopo la sua prima avventura, La maledizione di Capistrano, l’autore ha scritto altre 60 storie, facendo diventare Zorro uno dei primi eroi con mantello e spada nella letteratura americana.
Film afgano vince Cervino film festivalPremio assegnato a “A thousand girls like me” di Sahra Mani
AOSTA11 agosto 201913:12
– “A thousand girls like me” della regista afgana Sahra Mani ha vinto il Grand Prix des Festivals – Conseil de la Vallée d’Aoste al Cervino Cinemountain film festival. L’ambito riconoscimento è riservato ai film già premiati nei principali festival di settore provenienti dal circuito dell’International Alliance for Mountain Film.
“Vincitrice del Grand Prix festival di Kathmandu – si legge in una nota – la pellicola racconta, con grande intensità, l’ostinata battaglia di una donna per difendere i propri diritti” cercando “giustizia dopo anni di abusi sessuali da parte del padre”.
All’irlandese Katrina Costello è stato assegnato il Premio Montagnes du Monde per il miglior film straniero, con “The silver branch”. “La patente” di Giovanni Gaetani Liseo ha conquistato il Premio Montagne d’Italia mentre Il Premio Montagnes Tout Court al miglior cortometraggio è andato a “Brotherhood”, di Meryam Joobeur. Infine “Gamba in spalla” di Romuald Desandré ha vinto il Premio per il miglior film valdostano.
Ultimo ciak per film di Ficarra e PiconeSarà distribuito nelle sale il 12 dicembre da Medusa Film
10 agosto 201917:45
– Dopo 10 settimane di riprese, chiude il set del nuovo film di Ficarra e Picone (ancora senza titolo).
Il nuovo lungometraggio, il settimo per gli attori e registi palermitani, prodotto da Attilio De Razza per Tramp Limited, sarà distribuito nelle sale il 12 dicembre da Medusa Film. Scritto dagli stessi Salvo Ficarra e Valentino Picone con Nicola Guaglianone e Fabrizio Testini, ha visto protagonisti i magnifici scenari naturali di Ouarzazate, in Marocco, e alcune location in Italia, ad Arpino (Frosinone) e Roma. Il nuovo film, racconta la storia di Salvo e Valentino, un ladro e un prete, che si ritroveranno a fare un viaggio nel tempo, fino all’Anno Zero. In questo viaggio, avranno a che fare con tanti personaggi incontrati lungo il cammino, tra cui un inedito Erode interpretato da Massimo Popolizio. Il direttore della fotografia è Daniele Cipri, ai costumi Cristina Francioni, la scenografia è affidata a Francesco Frigeri.
Locarno, Hilary Swank ‘mai arrendersi’All’attrice il Leopard Award, ‘abusi su transgender anche a NY’
LOCARNO10 agosto 201918:31
– “Mi sono sempre identificata in personaggi forti, che non si arrendono, che fanno la differenza.
Non so se ho cercato quei ruoli, ma è certo che li ho trovati. E vorrei che fossero riconosciuti anche i direttori dei casting, la loro funzione è fondamentale”. Forse è questa frase che sintetizza più di tutti il carattere di Hilary Swank, umili origini rivendicate senza protervia, due premi Oscar come migliore attrice per ‘Boys Don’t Cry’ e ‘Million Dollar Baby’, Leopard Club Award al 72/o Locarno Film Festival. “Ho già più di 20 anni di carriera, incredibile. Quando ho vinto il primo Oscar nel 2000 tutti hanno parlato di ‘sorpresa’ e ‘sconosciuta’ invece erano già 9 anni che lavoravo duro nell’ambiente” spiega l’attrice, 45 anni. “Come Brandon Teena di ‘Boys’ sono diventata – racconta – un punto di riferimento della comunità transgender e mi sono accorta che anche oggi a New York ci sono persone che subiscono abusi persino in una città inclusiva”.
Tu come me, il cancro si vince insiemeNel corto studenti universitari, amicizia arma contro malattia
10 agosto 201916:24
Insieme si è più forti di tutto, anche di una bestia nera come il cancro che distrugge la vita delle persone, e non solo di quelle malate: è questo il messaggio di “Tu come me”, cortometraggio di Maria Teresa Carpino e Roberto Orazi che sarà presentato il 31 agosto alla 76/a Mostra del Cinema di Venezia (28 agosto – 7 settembre). Realizzato dalla Mati Group e dall’Associazione Pancrazio di Roma con il Patrocinio della Regione Veneto, dello Ieo, della Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia (FAVO), dell’Università Tor Vergata che ha ospitato le riprese, il film si ispira alla storia vera di Giacomo Perini, giovane malato oncologico che dall’età di 17 anni combatte contro un sarcoma osseo, e al suo incontro con Francesco Bugamelli, studente di medicina, e i ragazzi dell’Associazione Pancrazio. Nel racconto, Francesco e Giacomo sono entrambi studenti fuori sede, diversi per carattere ma molto amici: il primo, che studia per diventare medico, è poco dedito ai suoi doveri universitari e sempre pronto a divertirsi; il secondo invece è metodico e rigoroso, e riesce bene sia nello sport che nello studio.Quando la loro amicizia viene messa in crisi da futili motivi, sarà proprio la malattia che colpisce Giacomo, all’inizio anch’essa causa di allontanamento, a farli ritrovare: i ragazzi, messi alla prova, si scoprono trasformati ma ancora più forti insieme. Con un linguaggio che punta all’emozione, il corto vuole far comprendere quanto sia importante l’amicizia per affrontare nel migliore dei modi la malattia e per aggredirla con tutta l’energia possibile: un obiettivo che i ragazzi dell’Associazione Pancrazio (presieduta da Bugamelli e costituita da studenti di medicina desiderosi di dare una mano concreta ai pazienti) perseguono già da tempo, e con ottimi risultati. “Tu come me”, realizzato in 10 giorni di riprese (all’Università e al Policlinico di Tor Vergata e al circolo di canottaggio di Roma) infatti è un progetto che segue l’esperienza de “I fuori sede”, commedia teatrale con cui l’Associazione ha voluto sensibilizzare l’opinione pubblica sui diritti irrinunciabili degli oltre tre milioni di pazienti oncologici italiani: il punto di partenza è sempre lo stesso, la voglia di ascoltare chi è malato e di dare voce alla sofferenza, ma soprattutto alla speranza, guardandosi in faccia tra ragazzi per scoprirsi uguali, pur nelle differenze.”L’Associazione Pancrazio fa incontrare quelli che saranno i medici di domani con i pazienti, affinché i primi, ancora studenti universitari, possano già iniziare a comprendere i reali bisogni di chi affronta la malattia, lungo le diverse fasi”, spiega Maria Teresa Carpino, regista e Art Director dell’Associazione, “è un’emozione grande vedere quanti benefici traggono i ragazzi malati che si rivolgono a noi. Ci scrivono, si sfogano e raccontano in piena libertà ciò che vogliono: poi nascono le amicizie. Chiudersi nella malattia fa male: noi infatti cerchiamo di arrivare a quanti più ragazzi malati possibile”. “E’ uno scambio continuo tra gli studenti e i ragazzi malati con cui entriamo in contatto”, prosegue, “proprio come accade nel corto, in cui Francesco impara da Giacomo a essere più serio, mentre quest’ultimo apprende dall’amico un po’ di leggerezza”. I progetti dell’Associazione non si fermano qui: “Il prossimo anno vogliamo organizzare corsi di teatro per pazienti a Milano, Roma e Padova, sempre con l’ausilio degli studenti di medicina”, dice, “e poi riprenderemo la tournée con I fuori sede. Infine saremo a New York, per la Settimana della Lingua Italiana nel Mondo”. Intanto, il prossimo appuntamento sarà a Venezia con la presentazione ufficiale del film all’Hotel Executive (alle 19.30 in programma la proiezione e un dibattito aperto).
A Venezia il corto Tu come meNel corto studenti universitari, amicizia arma contro malattia
10 agosto 201912:31
– Insieme si è più forti di tutto, anche di una bestia nera come il cancro: è questo il messaggio di “Tu come me”, cortometraggio di Maria Teresa Carpino e Roberto Orazi che sarà presentato il 31 agosto alla Mostra del di Venezia.Realizzato dalla Mati Group e dall’Associazione Pancrazio di Roma, il film si ispira alla storia vera di Giacomo Perini, giovane malato oncologico che dall’età di 17 anni combatte contro un sarcoma osseo, e al suo incontro con Francesco Bugamelli, studente di medicina, e i ragazzi dell’Associazione Pancrazio. Nel racconto, Francesco e Giacomo sono entrambi studenti fuori sede, diversi per carattere ma molto amici: il primo è poco dedito ai suoi doveri universitari e sempre pronto a divertirsi; il secondo è metodico e rigoroso, e riesce bene sia nello sport che nello studio. Quando la loro amicizia viene messa in crisi da futili motivi, sarà proprio la malattia che colpisce Giacomo a farli ritrovare: i ragazzi, messi alla prova, si scoprono trasformati ma ancora più forti insieme.
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DALLE 12:43 DI MERCOLEDì 07 AGOSTO 2019
ALLE 12:30 DI SABATO 10 AGOSTO 2019
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Ad Assisi l’addio ad Alberto Sironi
In chiesa Zingaretti e gli altri attori del suo Montalbano
ASSISI (PERUGIA)07 agosto 2019 12:43
– Commosso, silenzioso e partecipato addio ad Alberto Sironi: in tanti questa mattina ad Assisi, nella cattedrale di San Rufino, hanno voluto dare l’ultimo saluto al regista che ha portato in tv il commissario Montalbano.
Cerimonia alla quale non ha voluto mancare Luca Zingaretti che ha interpretato il personaggio creato da Andrea Camilleri.
Con lui altri volti del mondo della tv, come Flavio Insinna, e del cinema, ma anche gli altri protagonisti della trasposizione televisiva dei romanzi del celebre scrittore siciliano, anche lui recentemente scomparso. Accanto a tanti amici, parenti e familiari.
Assisi si è così stretta ancora una volta attorno a Sironi.
Il regista viveva nella città umbra dopo avere sposato circa tre anni fa l’organizzatrice di eventi Lucia Fiumi.
Nell’omelia, il parroco della cattedrale, don Cesare Provenzi, ha parlato del regista come di “un gentiluomo, un uomo trasparente e sincero”. “Umiltà, mitezza, amore e impegno per le cose giuste – ha aggiunto – sono le beatitudini che appartengono ad ogni uomo, in un percorso di ricerca interiore che ogni persona porta dentro di sé. Quando ci impegniamo a metterle in pratica allora ci avviciniamo al Vangelo. Queste sono state anche le beatitudini di Alberto”. “È stato un bravo regista – ha sottolineato ancora don Cesare – ma anche marito e padre”.
Mercato musicale +5%, vola lo streamingI ricavi dagli abbonamenti alle piattaforme online +32%
07 agosto 201913:48
– Buone notizie per il mercato discografico italiano che nei primi sei mesi dell’anno è in crescita del 5%, avendo generato 86 milioni di euro. A spingere è lo streaming musicale: il segmento, che ormai da solo rappresenta il 63% di tutti i ricavi dell’industria discografica, è cresciuto ancora con percentuali elevate, generando oltre 54 milioni di euro nel primo semestre. In particolare, una buona performance è arrivata dagli abbonamenti, che hanno prodotto un ricavo in crescita del 32% rispetto al 2018. Segno positivo anche per i ricavi dall’ad-supported audio, che hanno superato quelli del video sharing. Complessivamente il digitale rappresenta oggi il 73% del mercato italiano, in rapporto anche al continuo declino del supporto fisico, sceso del 26%. Discorso a parte per il vinile, che con +4,8% ha proseguito la sua curva di crescita coprendo il 31% di tutto il mercato dei supporti fisici. Complessivamente, dunque, il segmento fisico rappresenta il 27% del mercato, oltre il 12% in meno sul 2018.
Alle Gallerie degli Uffizi pittura, scultura e storiaSchmidt, una proposta per tutte le categorie di visitatori
FIRENZE08 agosto 201910:16
– La prima mostra monografica dedicata al pittore Giuseppe Bezzuoli, la contemporaneità romantica di Neo Rauch ma pure un viaggio nella storia della calzatura nei secoli, l’arte del Rinascimento di Pietro Aretino e la festa delle donna celebrata con Giovanna Garzoni: sono alcune delle mostre in programma alle Gallerie degli Uffizi dall’autunno 2019 all’estate 2020. Una proposta espositiva che, spiega il direttore delle Gallerie, Eike Schmidt tiene in considerazione “tutte le categorie di visitatori”.La nuova stagione di mostre parte il 18 settembre a Palazzo Pitti con ‘Plasmato dal fuoco. La scultura in bronzo nella Firenze degli ultimi Medici’ (fino al 12 gennaio) che propone un quadro della scultura nel periodo degli ultimi granduchi di casa Medici. Segue la mostra ‘Neo Rauch. Opere dal 2006 al 2019’ (Palazzo Pitti dal 16 ottobre al 12 gennaio) dedicata al maggior esponente della pittura della Germania dell’Est dopo la caduta del muro di Berlino. Un centinaio di opere, da Sebastiano del Piombo a Tiziano, oltre a manoscritti e oggetti prestati da musei di tutto il mondo, ricostruiranno invece il mondo di Pietro Aretino agli Uffizi (dal 26 novembre al 3 marzo). Segue ‘I Cieli in una stanza. Soffitti lignei a Firenze e a Roma nel Rinascimento’ (Uffizi, dal 10 dicembre all’8 marzo) per mettere in mostra i soffitti del Rinascimento.La storia, il ruolo sociale e la valenza simbolica della calzatura a partire dal mondo classico sino al contemporaneo saranno al centro di ‘Ai piedi degli dei. Le calzature dal mondo classico al contemporaneo’ (Palazzo Pitti, 16 dicembre 19 aprile). E’ poi dedicata alle statue del gruppo dei Niobidi degli Horti Laminai e della villa di Valerio Messalla Corvino la mostra agli Uffizi dal titolo ‘Il mito ritrovato’ (dal 18 dicembre al 15 marzo). Per la festa della donna Palazzo Pitti propone ‘La grandezza del universo’ nell’arte di Giovanna Garzoni con le sue opere collezionate dai Medici. Celebra il lavoro svolto dai carabinieri dell’Ntpa ‘Storie di pagine dipinte. Manoscritti e miniature recuperati dal Nucleo tutela del patrimonio di Firenze’ (Palazzo Pitti 21 marzo, 23 giugno 2020).Il 2 aprile si apre poi la prima mostra monografica dal titolo ‘Giuseppe Bezzuoli – Un grande protagonista della pittura romantica’ (Uffizi, fino al 31 luglio) che ripercorre l’attività dell’artista dagli esordi neoclassici alla fase matura. Infine torna l’appuntamento estivo nella Limonaia del Giardino di Boboli con la ricostruzione, virtuale e reale di ‘Hierapolis, Signora delle Ninfe. Miti e realtà di una città d’Asia’ (dal 26 maggio al 18 ottobre 2020). Per il direttore Schmidt si tratta di “un caleidoscopio di esposizioni. Tutto – aggiunge – si basa su ricerche nuove, e spesso anche su acquisti recenti delle Gallerie degli Uffizi, che nei confronti della città, dei visitatori e dei giovani continuano ad attivare un dialogo propositivo”.
Prosegue sciopero troupe, anche 12-14/8Slc-Cgil e Fistel-Cisl confermano lo stop. Domani assemblea
07 agosto 201916:59
– Altre cinque giornate di sciopero per i lavoratori delle troupe del cine-audiovisivo nei set, teatri di posa, laboratori di preparazione e post-produzione: incrociano le braccia il 7 e 8 agosto, ma anche il 12, 13 e 14.
Lo annunciano Slc Cgil e Fistel Cisl. Si fermano così troupe e/o reparti di montaggio di film come ‘Hammamet’ di Gianni Amelio; ‘I Predatori’ prodotto da Fandango; ‘Noi’ di Elisa Fuksas; ‘I migliori anni’ di Gabriele Muccino; ‘E’ per il tuo bene’ di Rolando Ravello; ‘Fic&Pic7’, titolo provvisorio del nuovo film di Ficarra e Picone; ‘Favolacce’ dei fratelli D’Innocenzo; ‘La mia banda suona il pop’ di Fausto Brizzi; ‘Tolo Tolo’ di e con Checco Zalone.
Tra le serie tv interessate dallo stop, i sindacati citano ‘Vivi e lascia vivere”di Pappi Corsicato; ‘L’amica geniale 2’ di Saverio Costanzo; ‘Il commissario Ricciardi’ di Alessandro D’Alatri; ‘Nero a metà 2’ diretta da Marco Pontecorvo; ‘Oltre la soglia’ con Gabriella Pession; ‘La guerra è finita’ di Michele Soavi.
Ok a progetto definitivo ‘Museo Fellini’Apertura prevista nel 2020. Coinvolto tutto il centro storico
RIMINI07 agosto 201916:59
– Ad Hollywood lo chiamerebbero ‘Fellini Experience’, un luogo dove sperimentare ciò che fu l’opera del Maestro del cinema in tutte le sue forme e dimensioni. E’ questa l’inclinazione del progetto che la Giunta comunale di Rimini ha approvato in via definitiva, il primo di quattro stralci previsti per la realizzazione del ‘Museo Fellini’, che – se si rispetteranno i tempi – sarà aperto nel 2020. Non avrà un solo luogo espositivo, ma tutto il centro storico sarà coinvolto in una ristrutturazione culturale più ampia.
Tre gli assi portanti: Castel Sismondo, la rocca del Quattrocento al cui progetto contribuì Filippo Brunelleschi; Palazzo Valloni, un edificio di origine Settecentesca recentemente restaurato, dove a piano terra c’è il cinema Fulgor caro al registra riminese e ‘Piazza dei Sogni’, con un percorso di installazioni e scenografie felliniane e la creazione di aree a verde, arene per spettacoli all’aperto.
A Muti il Premio speciale Viareggio 90Ad assegnarlo il Viareggio-Repaci, cerimonia finale 24 agosto
VIAREGGIO (LUCCA)07 agosto 201917:15
– Premio speciale Viareggio 90 per Riccardo Muti: ad assegnarlo il Viareggio-Repaci arrivato alla sua novantesima edizione a cui il 23 agosto è dedicata una tavola rotonda. La cerimonia di consegna sarà il 24 agosto al Principino di Viareggio e verrà condotta dallo scrittore Paolo Di Paolo. Walter Veltroni illustrerà i premi speciali che oltre a Muti sono stati assegnati a Marco Bellocchio (premio internazionale Viareggio-Versilia), Sabino Cassese (premio del presidente), Gino Paoli (Città di Viareggio) ed Eugenio Scalfari (premio giornalistico). Il riconoscimento a Muti è stato assegnato per onorare “la sua straordinaria militanza artistica, il suo impegno a difendere i valori della cultura e a promuovere il dialogo fra i popoli attraverso la musica, la sua capacità di disegnare un futuro per i giovani nel quale memoria e speranza si incontrino nel nome dell’arte, dello studio, della passione”. Il 24 agosto si conosceranno anche i vincitori del premio Viareggio-Repaci.
Matteo Bocelli firma per Capitol RecordsL’anno prossimo il suo primo album solista in tutto il mondo
07 agosto 201917:20
– Matteo Bocelli ha firmato un accordo discografico per lo sviluppo internazionale con la storica etichetta americana Capitol Records. La notizia è stata ufficializzata dalla stessa etichetta. Un riconoscimento importante per il figlio del tenore Andrea che attualmente è al lavoro al suo primo album da solista, pubblicato in tutto il mondo nel 2020. Per l’Italia, il giovane Bocelli è un progetto Sugar, in linea con il percorso artistico iniziato del padre, legato alla casa discografica da più di vent’anni.
L’artista ventunenne, che attualmente studia al Conservatorio di Musica di Lucca, entra così nella scuderia della celebre label internazionale che nel suo roster vanta tra gli altri artisti come Sam Smith, Bastille, Katy Perry, Nine Inch Nails, Quavo, Migos, Disclosure, Beck, Eagles, Erykah Badu, Norah Jones, Marshmello, Mark Knopfler, Paul McCartney e molte altre star della musica mondiale, mentre nei suoi Studios registrano nomi come Muse e Imagine Dragons.
Kafka, originali a biblioteca IsraeleOttenuti di recente in Svizzera, dopo una battaglia legale
TEL AVIV07 agosto 201917:23
– La Biblioteca nazionale israeliana ha presentato alla stampa una raccolta di lettere e di documenti originali di Franz Kafka – in parte sconosciuti – ottenuta di recente in Svizzera in seguito ad una battaglia legale protrattasi per anni. Essa include centinaia di lettere, manoscritti, giornali di viaggio, appunti ed anche scritti sia di Kafka sia del suo intimo amico Max Brod. Fra le opere di Kafka vi sono: tre diverse versioni di ‘Preparativi di nozze in campagna’, una versione della ‘Lettera al padre’ – mai giunta a destinazione – un quaderno in cui lo scrittore si esercitava nella scrittura dell’ebraico e una collezione di schizzi.
In un’intervista alla radio pubblica Kan il direttore della Biblioteca nazionale israeliana David Blumberg ha anticipato che i documenti di Kafka e di Brod saranno digitalizzati e poi messi al più presto a disposizione sul web per chi volesse studiarli.
“Se non fossero giunti a Gerusalemme – ha aggiunto – c’era il rischio che si volatilizzassero per sempre”.
Un’opera ispirata a delitto AvetranaProdotta da Lirico sperimentale e tratta da tanti fatti cronaca
SPOLETO (PERUGIA)07 agosto 201917:37
– C’è anche il delitto di Avetrana (l’omicidio di Sarah Scazzi per il quale sono state definitivamente condannate la cugina e la zia, Sabrina Misseri e Cosima Serrano) tra i “tanti fatti di cronaca” dai quali è “liberamente tratta” l’opera il “Re di donne” prodotta dal Teatro lirico sperimentale di Spoleto. Dove andrà in scena, al Caio Melisso, il 6, 7 e 8 settembre.
Lo spettacolo è affidato al compositore britannico John Palmer, con la regia di Alessio Pizzech e la direzione di Vittorio Parisi mentre autrice del libretto è la giornalista e autrice Cristina Battocletti. Interpreti i cantanti del Lirico sperimentale accompagnati dall’Ensemble strumentale.
“L’intreccio morboso che lega i personaggi che vivono in una città di provincia della Toscana – spiega il Teatro spoletino – esploderà in un cruento femminicidio”.
“L’opera non è solo polvere e passato ma anche creazione contemporanea collegata con la cronaca” ha detto
il direttore del Teatro, Claudio Lepore.
Valzer conduttori per reality e talent MediasetTornano Gf e Isola, Blasi a Eurogames, Hunziker ad Amici Vip
08 agosto 201912:24
Valzer di conduzioni per le punte di diamante dei programmi Mediaset, parliamo dei reality e dei talent : da Alessia Marcuzzi a Ilary Blasi, da Alfonso Signorini a Michelle Hunziker e Maria De Filippi, si mescolano le carte sul banco.
Marcuzzi ci riprova con l’Isola dei famosi su Canale 5. Sarà lei la conduttrice anche della prossima edizione, che Mediaset ha comunque deciso di proporre, nonostante l’ultima stagione un po’ stanca, perché porta audience. La conduttrice sarà anche al comando di Temptation Island Vip. Il reality (di cui è in onda da qualche giorno il promo in cui Marcuzzi dice: “è nella separazione che si capisce la forza con cui si ama, ha inizio un nuovo viaggio nei sentimenti.. e io non vedo l’ora di iniziare”) andrà in onda, salvo spostamenti, dal 17 settembre in prima serata su Canale 5: saranno sei coppie famose a mettersi alla prova.
Ilary Blasi dice invece addio al Grande Fratello Vip. Il direttore di Chi, Alfonso Signorini, fa un upgrade sul campo e da opinionista diventa conduttore del reality a trazione vip: il suo compito è risollevare le sorti del programma. Il reality show non andrà in onda a partire da settembre, ma due mesi dopo, a novembre, per dare spazio ad un nuovo talent show, Amici Vip, che in base ai recenti palinsesti, dovrebbe andare in onda lunedì 23 settembre per sei settimane. Al timone è attesa Michelle Hunziker, che ha accettato la proposta di Maria De Filippi: in gara personaggi del mondo del cinema, della musica, della moda che dovranno dimostrare le proprie doti artistiche sottoponendosi ogni settimana a una serie di prove in diverse discipline. La conduttrice svizzera sarà anche a Striscia la Notizia e manterrebbe anche All Togheter Now. Ilary Blasi invece, dopo una serie di clamorosi rifiuti a Mediaset, ha accettato Eurogames, la versione 3.0 di Giochi senza frontiere, riproposto dopo tanti anni non dalla Rai ma da Canale 5. In pista atleti di Italia, Spagna, Germania e Svizzera, in sei puntate in onda da Cinecittà World. In attesa di presidiare la primavera con Amici, versione giovani talenti, e C’è posta per te, De Filippi intanto torna nella giuria di Tu sì que vales con Rudy Zerbi, Gerry Scotti e Teo Mammucari, con Sabrina Ferilli giudice popolare e Belen Rodriguez. Le novità riguardano invece Italia 1. I volti di punta del canale più giovane sono Pio e Amedeo, con Low Cost, progetto completamente inedito che dopo Emigratis vedrà i due comici affrontare una sfida nuova e gustosa. Tra le new entry della rete c’è poi Diego Abatantuono, padrone di casa di un’inedita sfida tra comici (il titolo è ancora da definire). Proposta inedita è anche Social, un nuovo progetto di infotainment che incrocia pubblico tv e social network.
Jova beach party a Praia, ‘bellissimo’Artista: questa terra regala sempre nuove emozioni
PRAIA A MARE (COSENZA)07 agosto 201919:13
– Almeno 10mila persone hanno già preso posto sulla spiaggia di Praia a Mare per il Jova beach party. “Siete più belli del tramonto. È un posto incredibile, non c’ero mai stato. Abbiate cura, è un posto incredibilmente bello e stasera ne avremo cura insieme” ha detto Jovanotti appena salito sul palco per presentare uno dei gruppi che si esibirà in attesa del suo concerto. Jovanotti, arrivato in motoscafo, ha elogiato la Calabria definendola “una terra bellissima, migliore della California”. Terra che “regala sempre nuove emozioni. Sarà una grande giornata che costruiremo insieme fino a notte fonda”. Sulle polemiche degli ambientalisti ha detto che lo scopo di questi eventi è valorizzare le spiagge italiane e ha promesso che “domattina la spiaggia sarà più pulita di come è stata trovata oggi”. Per stasera gli organizzatori si attendono almeno 30mila persone. Diversi i palchi allestiti nel villaggio sul quale si esibiscono varie band in attesa dell’inizio del concerto di Jovanotti.
Helen Mirren fa le orecchiette in piazzaA Melissano nel Salento durante manifestazione di Slow Food
MELISSANO (LECCE)08 agosto 201911:06
– L’attrice premio Oscar Helen Mirren ha sorpreso ieri sera quanti si trovavano nel centro storico di Melissano trasformandosi in una massaia pugliese e provando a fare a mano le tipiche orecchiette di pasta fresca in uno degli stand allestiti per la manifestazione “CiboPerBacco” di SlowFood. L’attrice britannica, seguendo le indicazioni della titolare di un pastificio artigianale di Aradeo che stava mostrando al pubblico come procedere, ha provato con successo a realizzare una ‘orecchietta’ suscitando gli applausi dei numerosi presenti. L’attrice passa ormai molto tempo nel Salento dove col marito, il regista Taylor Hackford (ieri rimasto a casa per una indisposizione), possiede una masseria cinquecentesca a Tiggiano (Lecce). L’attrice in giro per gli stand ha ribadito il suo amore per il Salento dove partecipa a numerose iniziative per la salvaguardia dell’ambiente. “E’ una terra meravigliosa – ha detto – e ci sono molte ragioni per restarci, come il suo cibo ma soprattutto la sua gente”.
Nasce ‘Il Festival delle Idee’Dal 24 al 27 ottobre 2019 all’M9 di Mestre
08 agosto 201912:48
– Nasce ‘Il Festival delle Idee’ dedicato al ‘900, il grande secolo delle innovazioni. La manifestazione si svolgerà nello scenario speciale dell’M9, il nuovo Museo del Novecento di Mestre, nella terraferma di Venezia, una innovativa officina del sapere che dialoga con il passato ma guarda al futuro tecnologico e interattivo che coincide perfettamente con lo spirito del festival. La prima edizione, dal 24 al 27 ottobre 2019, vedrà ospiti – i primi saranno annunciati a settembre – del mondo della cultura, dello sport, della scienza e dell’imprenditoria che dialogheranno sulle grandi idee del passato che hanno rivoluzionato il presente. L’arte, la musica, il cinema, la letteratura, lo sport, e le rivoluzioni che hanno provocato saranno le protagoniste di un evento dinamico che punta alla forza innovativa delle idee, aperto ad ogni tipo di pubblico, ma che si rivolge in modo particolare alle nuove generazioni. Tutti gli eventi saranno a ingresso gratuito su prenotazione.
Promosso e organizzato da Fondazione di Venezia, M9, Associazione Il futuro delle idee, con il sostegno della Regione del Veneto e il patrocinio del Comune di Venezia, “è un’iniziativa che mette insieme passato, presente e futuro – sottolinea l’assessore alla Cultura della Regione del Veneto Cristiano Corazzari – che racconta il ‘come eravamo’ in qualche modo attualizzandolo, indagando alcuni aspetti della metamorfosi della nostra società dalla fine di un millennio all’inizio di un altro”. “Ma si tratta di un passato vicino, che continua a condizionare concretamente le nostre esistenze e i nostri modi di vivere: analizzarlo – afferma Corazzari – non significa solo svolgere un’operazione culturale e non è solo un esercizio di rimembranza”. “Siamo felici che a Venezia si svolga un festival, che non ha precedenti nel territorio per contenuti e format” dice Luca Battistella, consigliere delegato all’Innovazione e Smart City del Comune di Venezia.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
In 6mila per Leonardo e Raffaello
Primo bilancio per le esposizioni di Fano, Pesaro e Urbino
PESARO08 agosto 201913:29
– Dal genio di Leonardo al De Architectura di Vitruvio, dalla delicatezza di Raffaellino del Colle alle visioni oniriche di Agostino Iacurci. Ad un mese dall’apertura di tutte e tre le Mostre per Leonardo e per Raffaello a Fano, Pesaro e Urbino, il positivo bilancio è di 6.126 visitatori. Un dato, secondo quanto riferiscono gli organizzatori, che si mostra in crescita giorno per giorno.
Le tre mostre, visitabili con un biglietto unico, rientrano nel progetto diffuso e messo in campo di concerto dai tre Comuni nell’ambito delle celebrazioni promosse dal Mibac per i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci nel 2019 e di Raffaello Sanzio nel 2020.
Con il ciclo ‘Mostre per Leonardo e per Raffaello’ le tre città tornano unite nel rendere omaggio ai due grandi geni del Rinascimento, con una valorizzazione policentrica del patrimonio locale, favorevole alla formazione di un’identità culturale e allo sviluppo turistico.
A Fano si celebra Leonardo riscoprendo il legame con Vitruvio grazie alla mostra, a cura di Guido Beltramini, Francesca Borgo e Paolo Clini, ‘Leonardo e Vitruvio: oltre il cerchio e il quadrato. Alla ricerca dell’armonia. I leggendari disegni del Codice Atlantico’ al Museo del Palazzo Malatestiano, Sala Morganti.
A Pesaro l’artista Agostino Iacurci sperimenta una visione contemporanea del De Architectura di Vitruvio con un progetto originale. A Palazzo Mosca – Musei Civici è allestita la mostra “Agostino Iacurci Tracing Vitruvio. Viaggio onirico tra le pagine del De Architectura”, a cura di Marcello Smarrelli.
A Urbino si è completata la mostra “Da Raffaello. Raffaellino del Colle”, a cura di Vittorio Sgarbi, con l’arrivo delle ultime opere provenienti da Cagli e Mercatello sul Metauro. La mostra rende omaggio al ‘divin pittore’ riletto tramite le opere di uno dei suoi più fedeli seguaci, il delicatissimo Raffaellino del Colle.
Nell’ambito delle tre mostre, sono stati organizzati una serie di eventi collaterali rivolti ad un pubblico di ogni età, tra spettacoli, visite a tema, attività esperienziali e laboratori per famiglie.
Renzo Rubino con brano, video e tourDolcevita, omaggio alla sua Puglia, tra luci e ombre
08 agosto 201914:00
– Renzo Rubino è tornato con Dolcevita, il brano (Giungla Factory distribuito da Artist First) già disponibile, ora illustrato anche per immagini con il video: un racconto visivo dedicato a una terra, la Puglia, dove Rubino ha le sue radici più profonde. La clip, che è girata tra Martina Franca, città natale del cantautore, e Manduria, mantiene il ritmo scanzonato della ballade tipiche dei canti del Sud: dal tamburello alle aperture melodiche nei ritornelli.
Con Dolcevita Rubino canta le contraddizioni del vivere in una terra bella e dannata dove gli angoli bianchi dei vicoli si scontrano con le tinte scure della sopravvivenza, per il lavoro o il fumo nero industriale che sporca vite e nuvole (“I vecchi guai son sempre e solo nuvole di fumo che ci fa morire angeli”, canta Rubino). L’inno alla Puglia continua anche con un tour su un gozzo partito da Polignano a Mare, Porto Rubino, che si ferma in alcuni porti lungo la costa adriatica: 10 agosto Torre Canne, il 14 Tricase, il 30 Locorotondo. Concerti gratuiti.
Il ‘poeta’ di Ecce Bombo a VeneziaAlvaro Rissa guest star pre-apertura delle Giornate degli Autori
08 agosto 201914:27
– Alvaro Rissa, al secolo Cristiano Gentili, sarà il 27 agosto al Lido la guest star del Premio Bookciak, Azione!, evento di pre-apertura delle Giornate degli Autori con il Sindacato nazionale giornalisti cinematografici che, dedicato all’intreccio tra cinema e letteratura attraverso i bookciak – corti ispirati ai libri -, punta questa sua ottava edizione sulla poesia. Chi è Alvaro Rissa? Bisogna tornare agli esami di maturità di Ecce Bombo, esattamente 41 anni fa, quando, evocato da un maturando come suo poeta di riferimento, compare davanti alla commissione Alvaro Rissa “poeta contemporaneo”, pronto a sostenere davanti ai professori le sue teorie.
Il poeta sarà così alla Villa degli Autori per raccontare cosa è accaduto nella poesia in questi ultimi quarant’anni, per svelare segreti incredibili (dove ha conservato i suoi lunghi capelli neri da apache che ha tagliato molti anni fa) e parlare del look del poeta contemporaneo (“smalto sulle unghie, rossetto, ciglia finte. Va bene tutto tranne il tatuaggio”).
I Beatles, 50 anni fa la foto sulle strisce di Abbey RoadUno scatto diventato iconico, ma realizzato quasi per caso
08 agosto 201915:15
Chissà se quando hanno scattato quella foto, i Beatles, immaginavano che sarebbe diventata una delle più iconiche (e delle più riprodotte) della loro storia, nonché della storia della musica. Una giornata d’estate, in una Londra che sembra semideserta; un attraversamento pedonale ad Abbey Road, dove avevano sede gli studi della celebre Emi Recording; 4 ragazzi dai capelli lunghi, già delle star mondiali, che vanno dritti per la loro strada. Una strada che da lì a pochissimo avrebbe portato i Fab Four a dividersi per sempre.
Sono passati 50 anni da quello scatto, che diventò la copertina del disco Abbey Road. Era l’8 agosto dell’anno magico 1969 (tra Woodstock e alcuni degli album più importanti di sempre). John Lennon, Paul McCartney, Ringo Starr e George Harrison stavano registrando l’album, che, uscito poi il 26 settembre di quell’anno, sarebbe stato l’ultimo della band.Abbey Road arrivava in un momento complicato della storia del gruppo: dopo gli insuccessi dovuti soprattutto agli screzi interni e alla ‘cattiva influenza’ che Yoko Ono aveva su John Lennon, l’alchimia si era persa e i Beatles non facevano un tour da tre anni. Erano tornati alla ribalta dopo il famoso concerto sul tetto della Apple Records, e allora i quattro avevano deciso che Let It Be, un grande flop al debutto, ma diventata anni dopo una delle canzoni più rappresentative dei Beatles, non poteva essere l’ultimo lavoro insieme. Insomma, durante le registrazioni di Abbey Road i Beatles erano già consapevoli che quella era la fine di un’epoca. Fu un’idea di McCartney quella di intitolare l’album come la strada che li vedeva lavorare a pieno regime. Non volevano rubare troppo tempo alle registrazioni e così Paul disegnò su un foglio uno schizzo di quello che immaginava e lo sottopose agli altri tre che accettarono di buon grado.La strada fu bloccata per appena dieci minuti e il fotografo, Iain Macmillan, scattò solo sei volte, arrampicato su una scala posizionata al centro di Abbey Road. Fu lo stesso McCartney a scegliere tra le sei. Lennon apre la fila, in completo bianco e scarpe da ginnastica, poi Ringo, elegantissimo in abito scuro, quindi Paul, in blu e camicia bianca a piedi scalzi, infine George, in jeans. I piedi scalzi di McCartney alimentarono la leggenda sulla sua morte (sulla base di alcune religioni orientali che seppelliscono i defunti senza scarpe) e della sua sostituzione con un sosia, e la fila indiana dei quattro fu interpretata come un corteo funebre. Tra le altre curiosità legate allo scatto, quella del maggiolino sullo sfondo: fu identificato dai fan e la targa rubata molte volte. Alla fine, i proprietari decisero di metterlo all’asta. In lontananza, si vede anche un uomo: è Paul Cole, un turista americano finito per caso nell’inquadratura. Le strisce pedonali di Abbey Road, diventate una delle mete turistiche più frequentate di Londra, sono state messe sotto lo stato di protezione da parte del governo britannico.
Perdonanza, eventi su rinascita L’AquilaDirettore artistico, in decennale sisma settimana di emozioni
L’AQUILA08 agosto 201914:52
– Una settimana di emozioni, un contenitore di momenti laici e spirituali che prendono vita grazie alla voce e ai sentimenti di chi ha sostenuto L’Aquila nel dramma e ora vuole contribuire ad accelerarne la rinascita.
Leonardo De Amicis, direttore d’orchestra, sente tutta la responsabilità di essere direttore artistico della ‘Perdonanza Celestiniana’ nel decennale del terremoto che devastò il capoluogo abruzzese: per l’edizione 725, dal 23 al 29 agosto, “è stato importante partire dal contenuto e scrivere qualcosa di diverso per ogni sera. Con i cantanti de Il Volo “c’è un affetto lontano”. “Ho detto loro ‘ragazzi, questo è l’anno’, ed è nata la serata del 26 agosto ‘il Volo per L’Aquila’”. La serata di apertura, il 23, è incentrata sui temi della rinascita, delle radici, dell’appartenenza alla terra. “Ho chiamato Gianni Morandi, gli ho detto ‘andiamo a dire cosa è accaduto in questi dieci anni’. Per la serata finale tornerà Fiorella Mannoia, “la prima artista che ha donato un concerto alla città”.
Domingo a Caracalla, inno alla SpagnaCanti e balli celebrano la zarzuela, 30 anni dopo il grande trio
08 agosto 201915:53
– Una notte per la sua amata Spagna, le sue tradizioni e la sua storia, le musiche alle quali i suoi genitori, entrambi cantanti, hanno dedicato una vita. Placido Domingo ci mette tutto il cuore e la passione in un concerto unico alle Terme di Caracalla, dove 29 anni fa si esibì con Luciano Pavarotti e Josè Carreras. Quella storica serata riecheggia ancora, ma in questo caso è lui la star. Non è solo. Ci sono le grandi voci del soprano di origini cubane Ana María Martínez e del tenore messicano Arturo Chacón-Cruz, la grazia e l’esplosività della compagnia di ballo Antonio Gades, un direttore affermato come Jordi Bernacer alla guida dell’orchestra dell’Opera di Roma. Le standing ovation sono però tutte per Domingo, che riesce a emozionare un pubblico internazionale con la sua potenza e intensità vocale, anche con un repertorio non noto a tutti: la zarzuela, il genere lirico popolare spagnolo che ha accompagnato la giovinezza del grande tenore.
Il docu degli Obama sbarca su NetflixIl 21/8 l’opera prima prodotta dall’ex coppia presidenziale
NEW YORK09 agosto 201911:05
– Dalla Casa Bianca alle produzioni televisive. E’ iniziato il conto alla rovescia per ‘American Factory’, l’opera prima di Barack e Michelle Obama che debutterà su Netflix il 21 agosto. Il documentario prodotto dalla casa di produzione dell’ex coppia presidenziale Higher Ground è un grido di solidarietà per gli operai di tutto il mondo. La première mondiale c’era già stata al Sundance Festival lo scorso gennaio ed ora è la prima uscita al di fuori del circuito dei festival, circa 15 mesi dopo l’accordo firmato dagli Obama con Netflix per produrre film e serie televisive.Diretto da Steven Bognar e Julia Reichert, American Factory segue la storia della chiusura nel 2008 di uno stabilimento della General Motors a Dayton in Ohio, il luogo – tra l’altro – dove si è verificata l’ultima sparatoria di massa con un killer che in trenta secondi ha ucciso nove persone. Migliaia di persone rischiano di rimanere a casa, ma poi l’impianto viene acquistato da un miliardario cinese. Grazie all’accordo con la piattaforma di streaming, con oltre 150 milioni di abbonati in tutto il mondo, la coppia è la prima di alto profilo politico a entrare nel mondo di Hollywood dopo la presidenza. Finora era successo il contrario. Ad esempio sia Ronald Reagan che Arnold Schwarzenegger hanno usato la loro popolarità da attori cinematografici per candidarsi ad una carica istituzionale.Barack e Michelle Obama puntano a sfruttare la fama del loro nome e di Netflix come una sorta di soft power, un mezzo per ispirare e sensibilizzare gli Stati Uniti e il mondo su argomenti a loro cari. Tra i progetti presentati ci sono temi come il cibo, le disabilità, la discriminazione e l’industria americana in crisi. Ad esempio Listen to Your Vegetables & Eat Your Parents (Ascolta le tue verdure e mangia i genitori) è una serie tv rivolta a bambini e adolescenti e in linea con la campagna contro l’obesità infantile di Michelle da first lady. All’epoca creò appositamente un orto alla Casa Bianca per incentivare i più piccoli a mangiare verdure invece di junk food.E sulle orme di Barack e Michelle Obama anche Hillary e Chelsea Clinton potrebbero fare il loro ingresso nel mondo di Hollywood. Prima dell’estate l’Hollywood Reporter ha scritto che l’ex first lady nonché segretario di Stato e la figlia stanno pensando di creare una società di produzione per film e contenuti tv incentrati sulle donne. Al momento, tuttavia, le Clinton sarebbero solo in fase di trattativa.
In scena 100 anni di Primo LeviPer scienziato-scrittore Herlitzka, Malosti, Lo Cascio
08 agosto 201919:33
– ‘Nel mio scrivere, nel bene o nel male, sapendolo o no – confessava Primo Levi nei suoi Racconti e saggi – ho sempre teso a un trapasso dall’oscuro al chiaro, come (mi pare che lo abbia detto Pirandello, non ricordo più dove) potrebbe fare una pompa-filtro, che aspira acqua torbida e la espelle decantata: magari sterile”. Chimico e divulgatore scientifico per professione. Ma per il mondo intero tra i più grandi scrittori del Novecento, lucido testimone dalla tragedia dell’Olocausto e dei profondi abissi dove può precipitare l’animo umano. Così Primo Levi è omaggiato nel centenario della nascita (Torino, 19 luglio 1919 – 11 aprile 1987), tra riedizioni dei suoi lavori, convegni, pubblicazioni. Ma anche dal teatro, proprio lui che, già scienziato ”prestato” alla letteratura, per il palcoscenico mai aveva scritto.A partire da un maestro della scena come Roberto Herlitzka che il 31 agosto debutta in prima nazionale al XXXIII Todi Festival con ”Il canto di Ulisse”. Diretto da Teresa Pedroni, lo spettacolo cuce insieme alcune pagine da L’ultimo Natale di guerra – la raccolta di racconti ”dispersi” scritti tra il 1977 e il 1987 per giornali e riviste ed editi postumi – e le pagine di ”Se questo è un uomo” in cui Levi, citando Dante, più intensamente e consapevolmente racconta i personaggi elevarsi al di sopra dell’atmosfera del lager e Ulisse incarna l’aspirazione umana più alta, il desiderio di conoscenza. Un viaggio in cui un canguro partecipa ad una cena borghese, a una fanciulla spuntano le ali, frammenti di ricordi di infanzia si mischiano a ricordi di vita del lager, con quel 174517 marchiato sull’avambraccio sinistro. A portare in palcoscenico per la prima volta (quasi) integralmente e senza filtri il capolavoro assoluto di Levi è invece Valter Malosti, regista e interprete di ”Se questo è un uomo”, prima coproduzione TPE – Teatro Piemonte Europa, Teatro Stabile di Torino e Teatro di Roma, con la consulenza del Centro Internazionale di Studi Primo Levi e la collaborazione del Comitato Nazionale per le celebrazioni del centenario della sua nascita, del Polo del ‘900 e di Giulio Einaudi editore. In scena, nella ”condensazione” a cura dello stesso Malosti e Domenico Scarpa, la babele di voci dal campo di Asuchwitz in un monologo ininterrotto in cui tornano a suonare le minacce, gli ordini, il rumore della fabbrica di morte (tournée al via a ottobre dal Franco Parenti di Milano).E ancora, Luigi Lo Cascio dà voce a ”Il sistema periodico”, l’autobiografia chimica di Primo levi, pubblicata nel 1975 e che nel 2006 The Guardian proclamò ”il miglior libro di scienza di tutti i tempi”. Un’autobiografia in ventuno storie brevi intitolate ciascuna a un elemento della tavola periodica, tra le quali lo spettacolo (a novembre all’Argentina di Roma e a maggio al Franco Parenti di Milano, sempre prodotto dal TPE – Teatro Piemonte Europa) sceglie i due racconti di giovinezza: Idrogeno, in cui Levi ripercorre la nascita della sua vocazione di scienziato; e Zinco, che con tono lieve e, forse, inatteso ricorda una amicizia femminile ai tempi dell’università. Proseguendo poi con Cerio, sulla grande amicizia con Alberto Dalla Volta; Vanadio, sull’incontro, vent’anni dopo Auschwitz, con il dottor Muller; e Carbonio, con la storia di un atomo di carbonio. Un’ideale galleria teatrale in cui debutta anche il Primo Levi uomo del duo Fanny&Alexander con ”Se questo è Levi”, performance-reading itinerante a novembre a Roma negli spazi del Burcardo, del Teatro Valle e dell’Argentina. Con Andrea Argentieri che, a partire dai documenti audio e video delle teche Rai, veste infatti i panni dello scrittore.
Pratt, la mia Lisinga guerriera al RofIl soprano debutta in Demetrio e Polibio il 12 agosto a Pesaro
PESARO08 agosto 201919:31
– “La mia Lisinga sarà una donna guerriera che affronta il nemico con la spada, decisa a riprendersi il marito a tutti i costi”. Così il soprano Jessica Pratt in un’ intervista, a pochi giorni dal suo debutto pesarese nel ruolo al Rossini Opera Festival in Demetrio e Polibio, opera giovanile del compositore pesarese datata al 1806, quando Gioacchino aveva 14 anni, ma secondo gli ultimi studi scritta nel 1810.”A dare a Lisinga uno spessore psicologico che l’avvicina a quello di una donna contemporanea – continua – non è la lettura registica di Davide Livermore, ma la partitura che vede la giovane nell’aria finale del secondo atto scagliarsi contro Eumene cantando ‘Si sveni il traditor’. Di più, nonostante si pensi che i personaggi del primo Rossini siano quasi sempre più votati alle acrobazie belcantistiche piuttosto che all’interpretazione drammaturgica, devo dire che non è così perché anche nell’aria cosiddetta ‘del sonno’ al termine del primo atto (‘Mi scende sull’alma un dolce sopore’), dopo la sua prima notte di nozze, Lisinga è turbata e non riesce a dormire. Nel primo atto è semplicemente una donna felice che ama il suo sposo. Nel secondo, dopo essere stata rapita, diventa una giovane battagliera e risoluta”. Ma le difficoltà dell’esecuzione non sono certo nella parte drammaturgica, piuttosto in quella canora. “Ho l’impressione – prosegue Pratt – che essendo la prima opera di Rossini, il compositore non conosca ancora la voce umana e abbia scritto dei passaggi così veloci e in crescendo come se fossero quelli di un pianoforte che non consentono ai cantanti di respirare. Per questo bisogna provare moltissimo”. E di prove Pratt ne fa tantissime da sempre, studiando e allenando la voce molte ore al giorno, cosa che l’ha fatta diventare uno dei soprani più richiesti del mondo per il repertorio barocco e belcantistico, quello Rossiniano in primis.”Quando studiavo con Renata Scotto – racconta – mi diceva sempre che cantavo Rossini molto meglio di Donizetti o Bellini, perché essendo più difficile mi concentravo di più. Tra l’altro trovo i ruoli femminili del compositore pesarese più appaganti perché consentono di sfogare i sentimenti, mentre le donne di Bellini e Donizetti sino più compresse, soffrono di più, se non diventano addirittura pazze come Lucia di Lammermoor. Rossini – continua – è la mia casa, non solo perché l’ho interpretato al Rof molte volte (nelle vesti di Adelaide di Borgogna, Amira in Ciro in Babilonia e Zenobia in Aureliano in Palmira ndr), ma anche perché è una sfida, un allenamento quotidiano, e tra le otto-nove produzioni che presento ogni anno in giro per i mondo, cerco sempre di mettere un titolo rossiniano. Ma oggi – conclude – i cantanti non sono più trattati come una volta perché si pensa che tutti possano fare tutto col ricatto di dover lavorare. Ci si dimentica che per arrivare ad eseguire un ‘trillo’ servono almeno due anni di lavoro. Spesso, anche se questo al Rof non succede, non possiamo disporre neppure di un camerino per allenare la voce prima di provare. La colpa è nostra, dobbiamo farci sentire di più”. In attesa della prima, la bella cantante anglo-australiana che ha appena compito 40 anni, si gode una pausa dalle prove in una casa a Pesaro in riva al mare assieme al marito informatico, da lei definito “di nazionalità napoletana”, e a tre gatti e tre cani, tutti trovatelli. Con la sua figura statuaria, la sua simpatia, e la sua grande versatilità, è la gioia di tutte le truccatrici del Rof che riescono a trasformarla alla perfezione nel personaggio da interpretare.
Cento festival ed eventi per Umbria JazzDalla Regione spilla di “Ambasciatori dell’Umbria nel mondo”
PERUGIA08 agosto 201916:24
– Umbria Jazz fa cento. Cento edizioni di festival, tra quelli estivi a Perugia (46), invernali ad Orvieto (26), i 7 a Terni e i tanti altri eventi in giro per il mondo, dagli Stati Uniti alla Cina. In occasione di questo importante traguardo, la Regione Umbria ha promosso una conferenza stampa di celebrazione per consacrare la manifestazione come “ambasciatrice umbra” della cultura e dello spettacolo in Italia e nel mondo. Un riconoscimento ai principali rappresentanti di un festival che, è stato ricordato, “è uno dei più importanti brand dell’Umbria all’estero e ambasciatore del Made in Italy nel mondo”.
A mettere la spilla di “Ambasciatori dell’Umbria nel mondo” al petto di Carlo Pagnotta (direttore artistico), Stefano Mazzoni (vicepresidente della Fondazione di Umbria Jazz) e Giampiero Rasimelli (direttore amministrativo) è stato il presidente della Regione Fabio Paparelli.
Brosnan in Eurovision, film di NetflixVa ad affiancare Will Ferrell e Rachel McAdams, già nel cast
08 agosto 201917:01
– Anche Pierce Brosnan nel cast di Eurovision, film diretto da David Dobkin (Due Single a Nozze, The Judge) attualmente in fase di produzione e in arrivo prossimamente solo su Netflix.
L’attore irlandese va ad affiancare Will Ferrell e Rachel McAdams, che interpretano rispettivamente Lars Erickssong e Sigrit Ericksdottir, aspiranti musicisti islandesi. Pierce Brosnan reciterà nei panni di Erick Erickssong, il padre di Lars e uomo più bello dell’Islanda. Il film racconta la storia di Lars e Sigrit, aspiranti musicisti, ai quali viene data la possibilità di rappresentare il loro paese alla più grande competizione musicale del mondo. I due avranno così la possibilità di dimostrare che ogni sogno che si ha è un ideale per cui valga la pena lottare.
L’Eurovision Song Contest, la celebre competizione musicale internazionale, è ora un fenomeno globale con fan in tutto il mondo. Tra i vincitori Abba (nel 1974 per la Svezia) e Celine Dion (nel 1988 per la Svizzera). La prima edizione è stata in Svizzera nel 1956.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Pesaro Urbino candidate Capitale Europea
L’annuncio dei sindaci Ricci e Gambini in vista del 2033
PESARO URBINO08 agosto 201917:02
– “È una giornata importante per il futuro del nostro territorio, perché oggi lanciamo ufficialmente la candidatura delle città di Pesaro e Urbino a Capitale Europea della Cultura 2033”. Questa mattina, nell’ex sala del Consiglio del Comune di Urbino, il sindaco Matteo Ricci e quello di Urbino Maurizio Gambini hanno reso nota la volontà di concorrere al riconoscimento che per un anno attribuisce la possibilità ad una città europea di mettere in mostra la vita e il suo sviluppo culturale. A turno, infatti, una città europea si fa portabandiera della cultura: il 2019 è l’anno di Matera, nel 2033 la protagonista sarà di nuovo un’italiana.
“Lo facciamo insieme ad Urbino con l’intento di costruire un pezzo di sviluppo culturale, turistico ed economico del nostro territorio” afferma Ricci, ricordando gli anniversari di Rossini e Raffaello da celebrare tra il 2019 e il 2020. “Crediamo – aggiunge Gambini – che le nostre città, unite, possano avere le caratteristiche giuste per arrivare all’obiettivo”.
Beatles,edizione speciale per Abbey RoadUscì il 26 settembre 1969, oltre ai 17 brani anche 23 demo
08 agosto 201917:25
– Per i 50 anni dall’uscita di Abbey Road, l’iconico album dei Beatles uscito il 26 settembre 1969, in calendario edizioni speciali in tutto il mondo per Apple Corps Ltd./Universal Music (in arrivo il 27 settembre).
I 17 brani dell’album vengono presentati con un nuovo mix del produttore Giles Martin e di Sam Okell, in stereo, stereo in alta risoluzione, 5.1 surround e Dolby Atmos, a cui sono state aggiunte oltre 23 tracce tra sessioni di registrazione e demo, la maggior parte dei quali era rimasta finora inedita. “Il viaggio dei Beatles nella registrazione si sviluppò attraverso tornanti e svolte, curve formative e percorsi interessanti. Eccoci qui ad ammirare ancora tutta quella magia”, afferma McCartney nella sua prefazione per le edizioni del 50/o anniversario di Abbey Road. Abbey Road non è l’ultimo album dei Beatles, con Let It Be pubblicato nel 1970, ma fu l’ultimo che John, Paul, George e Ringo registrarono insieme.
E’ morto il regista francese MockyHa firmato 60 film, è stato anche attore e sceneggiatore
08 agosto 201919:06
– Addio al regista francese Jean-Pierre Mocky. Aveva 86 anni. Lo ha annunciato la famiglia. Personalità inclassificabile e autore prolifico del cinema d’Oltralpe, Mocky ha realizzato 60 lungometraggi e una quarantina di telefilm.
Durante la lunga carriera è stato anche attore, sceneggiatore e produttore. I suoi attori feticcio sono Jean Poiret, Michel Serrault, Michael Lonsdale, ma Mocky ha diretto anche grandi star come Bourvil, Philippe Noiret, Catherine Deneuve o Jeanne Moreau.
Dopo alcune comparsate per il cinema e il teatro, il ragazzo dal “bel faccino” – come si autodefinì una volta – frequenta i corsi di Louis Jouvet al Conservatorio. All’inizio degli Anni Cinquanta va poi a cercare fortuna in Italia. Tra l’altro, nel 1954 sarà ‘stagista’ di Federico Fellini sul set di ‘La Strada’ e poi di Luchino Visconti sul set di ‘Senso’. Nel 1959 torna in Francia dove realizza il suo primo film da regista, ‘Dragatori di donne’, con Charles Aznavour. L’inizio di una lunga serie.
Ictus per Delon, si riposa in SvizzeraIl figlio: ‘Operato a Parigi. Sue funzioni vitali sono perfette’
PARIGI08 agosto 201922:12
L’attore francese, Alain Delon, 83 anni, ha avuto un ictus qualche settimana fa, con una “leggera” emorragia cerebrale, e si “riposa” attualmente in una clinica della Svizzera: lo ha detto alla stampa francese il figlio, Anthony Delon, aggiungendo che le funzioni vitali dell’attore sono “perfette” e il suo “stato, secondo i medici, è stabile”.
Anthony Delon ha precisato che prima del ritiro in Svizzera il padre è stato “operato alla Pitié-Salpétriere (ospedale di Parigi, ndr.) dove è rimasto tre settimane in terapia intensiva”.
Goldstone, un sorprendente thriller dall’AustraliaIn sala film di Sen con gli indipendenti di Movies Inspired
09 agosto 201911:07
Un thriller costruito su un impianto collaudato (due poliziotti che si detestano ma dovranno fare fronte comune contro malavita e corruzione), ma sorprendente per il taglio narrativo e la qualità del regista. E’ Goldstone – Dove i mondi si scontrano’ di Ivan Sen, con Aaron Pedersen, Alex Russell, Jacki Weaver, David Wenham, David Gulpilil, Pei-Pei Cheng, Michelle Lim Davidson, Tommy Lewis, Max Cullen, Steve Rodgers. Il film è in sala con gli indipendenti di Movies Inspired.
Sullo sfondo di un’Australia in cui anche la polizia ha i suoi scheletri nell’armadio, il poliziotto di origini aborigene Jay (Pedersen) arriva nella cittadina mineraria di Goldstone alla ricerca di una donna scomparsa. Fin da subito finisce nel mirino di un giovane collega locale, Josh (Russell) che si permette perfino di arrestarlo, e subisce minacce più o meno evidenti dal sindaco Mrs Maureen e dal direttore della miniera Furnace Creek, protetti da un violenti servizio di sicurezza violentissimo e invischiati in loschi interessi. Alla lunga Josh deve accettare che il nuovo venuto sta portando allo scoperto una rete di corruzione ben più inquietante e che solo con il suo aiuto potrà individuare i responsabili. Niente di nuovo sotto il sole, ma il talento c’èe si vede.
Amore e alchimia, il sole di TrevisaniIl secondo romanzo dell’autore di ‘Libro dei fulmini’
09 agosto 201911:51
– MATTEO TREVISANI, LIBRO DEL SOLE (ATLANTIDE, PP 185, EURO 20.00) – Matteo Trevisani consolida quella via misteriosa ed esoterica percorsa in ‘Libro dei fulmini’ e si spinge oltre nel suo secondo romanzo, ‘Libro del sole’ dove mette in dialogo alchimia e astronomia, cielo e terra attraverso la voce di una ragazza alla ricerca del suo amore scomparso. Eva, il cui nome rimanda alla sigla con cui si definiscono le passeggiate spaziali degli astronauti Extra Vehicular Activity, è una giovane astronoma che deve la sua passione per lo spazio ai genitori. Si innamora di Andrea, come lei appassionato di pianeti, il giorno in cui la biblioteca della loro università prende fuoco, lo perde e poi lo ritrova. Vive con lui un amore assoluto, tocca la felicità ma Andrea scompare in modo misterioso durante un’aurora boreale provocata da una tempesta solare. Eva lo cerca disperata fino a quando capirà che così, come lo aveva conosciuto, non lo rivedrà mai più. Tutto accade in una Roma segreta, nascosta, dove gli antichi misteri e i luoghi riacquistano nel presente il loro fascino e valore antico. “L’orizzonte bruciava tra le fiamme di un fuoco gelido, come se un’enorme tenda fosse calata sulla città e si muovesse al soffio di un vento fantasma. Era un’aurora boreale. Improvvisamente ebbi la certezza che Andrea in quel momento stesse guardando lo stesso cielo pazzesco che si specchiava nei miei occhi. Ciò che ancora non sapevo era che quello era il suo modo per dirmi addio” scrive Trevisani. E sono proprio il fuoco, il sole con tutti i suoi antichi misteri, a legare Eva e Andrea. Dopo il successo inaspettato di ‘Libro dei Fulmini’, arrivato alla quarta ristampa, di prossima uscita in Germania e i cui diritti per la trasposizione cinematografica e televisiva sono stati ceduti, adesso Trevisani sfida la via dell’amore e della conoscenza, esplora le trasformazioni alchemiche, mettendo in dialogo il cielo e la terra. Laureato a Roma, appassionato di filosofia, letteratura, storia antica e delle religioni, redattore di ‘Nuovi Argomenti’ e collaboratore di Edizioni Tlon, Trevisani, 33 anni, nato a San Benedetto del Tronto nel 1986, mostra nei suoi libri una conoscenza approfondita di Roma e dei suoi luoghi inediti che non si direbbe abbia origini marchigiane. Si capisce che i suoi libri sono frutto di grandi ricerche e documentazioni. Il suo talento narrativo si misura con la spiritualità, materia di non facile approccio che fa dei suoi libri delle opere fuori dal comune tanto che il suo è stato considerato uno degli esordi più originali degli ultimi anni. Tra segni magici ed ermetismo, con Eva e Andrea incontriamo anche la cieca e sapiente Margherita, l’ex fidanzata Chiara e l’astronauta Stefano. E’ quest’ultimo a dire alla ragazza alla ricerca del suo amore: “senza di te non ce l’avrebbe fatta a fare il salto. Sei tu il principio femminile della sua storia, il suo ultimo passo. Sei stata questo per lui, un ingrediente segreto da miscelare nel suo alambicco”. Ma la vera prova a cui sottopone Trevisani in ‘Libro del sole’ è quella di sapersi perdere e di saper scegliere la via dell’amore.
‘Bay Fest’ con The Offsprings a BellariaDal 12 agosto tre giorni di concerti con artisti internazionali
RIMINI09 agosto 201911:36
– Punk rock e folk punk al centro di tre giorni di concerti, dal 12 al 14 agosto, a Bellaria Igea Marina (Rimini): l’edizione 2019 di ‘Bay Fest’ propone come nomi di punta The Offsprings, Ska-P e Nofx, ma in cartellone ci sono anche colonne portanti della storia del punk rock come Pennywise, Dead Kennedys, Sick of It All e Good Riddance, accanto a band emergenti come The Story So Far, Pup e Masked Intruder, per abbracciare tutte le generazioni e gli stili del genere. A coronamento, il punk rock cantautorale di Frank Turner e lo ska-punk dei Less Than Jake, oltre a band italiane come Punkreas, Persiana Jones e Shandon.
Sul palco acustico denominato Acoustic Beach Stage, direttamente sulla spiaggia presso il Beky Bay, si alterneranno altri nomi internazionali: Joy Cape, frontman dei Lagwagon, Dave Hause, il francese Mike Noegraf, gli inglesi Brightr e San Chalcraft, il cantautore romano Palm Down. Gli show si terranno dalle 15, per entrare poi nell’area main stage con i concerti degli artisti principali.
Trenodia, un successo la prima ChiamataMatera 2019, opera d’arte pubblica curata dai fratelli Capossela
MATERA09 agosto 201912:12
– “Matera 2019, fin dalle origini della candidatura, ha sempre voluto lanciare un messaggio ai cittadini. La lamentela e il pianto potranno anche avere un valore e un significato antropologico, ma oggi è quanto mai opportuno riflettere su questi temi per passare dall’attesa alla proposta, al fare. La numerosa adesione di cittadini a questo progetto ci dice che siamo sulla strada giusta”. Nelle parole di Paolo Verri, direttore generale della Fondazione Matera Basilicata 2019, c’è tutta la soddisfazione per il successo della prima ‘Chiamata pubblica’ rivolta ai cittadini interessati a diventare protagonisti dell’opera d’arte pubblica Trenodia, ideata e curata da Mariangela e Vinicio Capossela, e coprodotta dalla Fondazione Matera Basilicata 2019 insieme a Sponzfest Sottaterra 2019.
Il concerto di Jovanotti a Vasto non si faràDalla Prefettura di Chieti arriva lo stop definitivo
09 agosto 201913:22
Il concerto di Jovanotti a Vasto non si farà. La notizia è appena stata annunciata da Maurizio Salvadori, amministratore delegato Trident e organizzatore da trent’anni dei concerti di Jovanotti uscito dal comitato per la sicurezza che si appena concluso presso la Prefettura di Chieti.Dalla Prefettura di Chieti arriva lo stop definitivo al concerto di Jovanotti che si sarebbe dovuto tenere il 17 agosto sulla spiaggia di Vasto Marina. Questa mattina la riunione congiunta del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza e della Commissione provinciale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo ha pronunciato la parola fine alle speranze dei fan di assistere al “Jova Beach Party”. Per il prefetto di Chieti Giacomo Barbato permangono le criticità sulla sicurezza e sulla paventata chiusura della Statale 16.
Uffizi gratis 11/8 a ricordo rogo 1762Schmidt, ‘Così ribadiremo valore sicurezza, mai più Notre Dame’
FIRENZE09 agosto 201913:36
– Apertura gratuita straordinaria agli Uffizi di Firenze domenica 11 agosto per commemorare un evento particolare della sua storia, l’incendio che il 12 agosto 1762 danneggiò gravemente il corridoio di Ponente distruggendo molte opere. “Con la giornata ad ingresso gratuito – spiega il direttore degli Uffizi Eike Schmidt – ribadiremo l’immenso valore della sicurezza per i beni culturali. Vanno scongiurati, infatti, disastri come quello avvenuto il 15 aprile a Notre-Dame a Parigi” che “purtroppo non è stato l’unico caso in tempi recenti. Dobbiamo ricordare il tragico incendio al Museo Nazionale del Brasile, raso al suolo dalle fiamme insieme a tutta la memoria materiale del paese il 2 settembre 2018, e il rogo al Museo di Arte Moderna di Francoforte. È di vitale importanza promuovere la sensibilità e l’impegno di tutti su questa fondamentale tematica”.
Movieitaly, il cinema italiano su AmazonIl progetto mira ad estendersi ad altri paesi
09 agosto 201914:10
– Si chiama Movietaly ed è il primo canale di cinema italiano su Amazon Prime Video Usa: Minerva Pictures lo presenterà il 31 agostonel corso della 76/a edizione della Mostra del cinema di Venezia. Il progetto, che punta ad estendersi ad altri Paesi, rappresenterà un importante veicolo per divulgare la cultura cinematografica italiana all’estero.
Un percorso che si dispiega dal cinema muto al futurismo al neorealismo, dalla commedia all’italiana al cinema sociale, dai polizieschi anni ’70 ormai divenuti cult ai western, agli horror, ai film d’azione fino alle attuali commedie e al cinema ‘verità’. L’offerta spazia da Pier Paolo Pasolini a Federico Fellini, da Roberto Rossellini a Dino Risi fino Vittorio De Sica, Totò, Alberto Sordi, Vittorio Gassman, solo per citare alcuni nomi. progetto ad altri paesi tra cui Regno Unito, Australia, Giappone e America Latina a partire dal 2020.
In Italia dipinto “Madonna col Bambino”Attribuito al Pinturicchio. Fu trafugato nel 1990 a Perugia
PERUGIA09 agosto 201914:29
– È tornato in Italia, a Perugia, il dipinto su tavola ‘Madonna col Bambino’, attribuito al Pinturicchio, trafugato nel 1990 nel capoluogo umbro, finito all’asta a Londra e recuperato dai carabinieri del Comando tutela patrimonio culturale. Un quadro rubato 30 anni fa, durante un furto commesso in un’abitazione privata, ritrovato tramite il monitoraggio delle aste e rientrato in Italia grazie all’opera di diplomazia culturale condotta dal Mibac.
Questo capolavoro sarà ora, da sabato 10 agosto, in esposizione alla Galleria Nazionale dell’Umbria e fino al 26 gennaio, per poi essere riconsegnato ai proprietari.
Proprio alla Galleria è stata presentata questa tempera su tavola (il quadro per il suo valore storico-artistico era recensito nella Banca dati delle opere d’arte da ricercare dei Interpol) e sono state illustrate le attività di recupero nel corso di una conferenza stampa a cui ha partecipato il generale comandante dei carabinieri per la tutela del patrimonio culturale, Fabrizio Parrulli.
Busto di Settimio Severo è al ColosseoRecuperato dalle Fiamme Gialle, il prezioso reperto in mostra
09 agosto 201915:03
– Dal portabagagli di un Suv, dove è stato ritrovato due anni fa dalle Fiamme Gialle, al II ordine del Colosseo dove apre la mostra temporanea “Roma Universalis”, allestita fino al 25 agosto. E’ la storia dello “straordinario” busto di Settimio Severo “finalmente restituito alla pubblica fruizione dopo essere stato protagonista di una incredibile vicenda”. La racconta il Parco Archeologico del Colosseo che sottolinea il felice esito “di un’operazione di recupero che risale al settembre del 2017”. “Al termine di un pedinamento, i militari della Guardia di Finanza di Roma rinvengono il prezioso reperto all’interno del portabagagli di un Suv, avvolto in una coperta, nella centralissima piazza Esedra, tra decine di turisti incuriositi.
L’opera proveniva dall’area di Guidonia – Montecelio, comune della città metropolitana di Roma, e dopo il recupero è stata consegnata alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale”.
Vick, Semiramide è una donna in carrieraOpera di Rossini l’11 agosto a Pesaro in versione originale
PESARO09 agosto 201915:44
– “La mia Semiramide sarà un’opera intima e psicologica che mette in scena i rapporti familiari tra le persone indipendentemente dal loro sesso e vede nella protagonista una donna che, per fare carriera in un mondo di uomini, abbandona il figlio”. Così il regista inglese Graham Vick intervistato a pochi giorni dalla prima della Semiramide di Rossini che andrà in scena l’11 agosto al Rof di Pesaro nella versione integrale curata da Elberto Zedda e Philip Gosset, per la direzione d’orchestra di Michele Mariotti.
Regista sempre in grado di far discutere per le sue messe in scena di volta in volta amatissime o detestate, Vick ha scelto questa volta di offrire allo sfondo dell’opera la cameretta di un bambino: Ninia, il figlio di Semiramide, che tornato in patria a 20 anni ripercorre quasi fosse una seduta psicoterapeutica i suoi traumi infantili, quando a cinque anni aveva visto uccidere il padre. “Il libretto dell’opera non è realistico – conferma Vick – e dunque è una scenografia che può funzionare”.
Maternal, la maternità negata in ArgentinaL’opera prima di Maura Delpero unica italiana in corsa per Pardo
LOCARNO09 agosto 201918:53
– Una madre adolescente che abbandona la sua piccola di 5 anni, un’altra coetanea incinta anaffettiva con il figlioletto che dice “ora siamo una famiglia” solo quando la giovane partorisce un fratellino e sente finalmente l’affetto della genitrice, una suora novizia che mette in dubbio la sua fede totale in Dio perché prova il desiderio di diventare mamma. E’ un film che dice molto e con una pluralità di chiavi di lettura ‘Maternal’ (Hogar), unica pellicola italiana in corsa per il Pardo d’Oro al Festival del cinema di Locarno, opera prima di Maura Delpero.E’ una storia di finzione, ma basata su una realtà vera, dolente. In un hogar, una casa famiglia, gestito da religiose cattoliche italiane a Buenos Aires si intrecciano due mondi. Ragazzine incinte per inesperienza, povertà e brutte avventure vivono un passaggio che, invece di essere bello e fondante di una vita, è vissuto in maniera disturbata e infelice. E le suore, che pure tanto fanno per aiutarle, non vivranno però mai la maternità e per questo motivo forse hanno dubbi e dolori. In questo contesto dall’Italia arriva la bella suor Paola (l’attrice di origine ucraina Lidiya Liberman) che interagisce con Luciana (Augustina Malale, che in una struttura simile vive davvero) e Fatima (Denise Carrizo). Lu e Fa hanno un rapporto intenso; la prima però è insofferente, aggressiva, ribelle tanto da scappare dietro all’ennesimo hombre abbandonando la sua bimba (tra i pregi di ‘Maternal’ una ricostruzione onesta del rapporto fra giovanissime violento e volgare), mentre Fa in attesa del secondogenito odia il primo nato. Suor Paola diventa quindi una seconda mamma della bambina di Luciana e qui si apre un altro tema importante. La suora superiora comprende il suo stato d’animo – nel film la regista sembra agire per sottrazione, pochissimi sono i dialoghi – e la perdona perché ne vede l’amore non solo in Dio: è probabile che anche lei o tutte le religiose abbiano desiderato un figlio. Tuttavia quando Lu torna piena di lividi, dimentica della parabola del Figliol prodigo che cita con le consorelle, non la accoglie più e demanda allo Stato la decisione se lasciarle la patria potestà. E qui Suor Paola farà la sua scelta.”Ho portato la mia esperienza personale nel film – spiega Maura Delpero -: per quattro anni ho insegnato cinema in una casa d’accoglienza per ragazze madri proprio nella capitale argentina. E mi è piaciuto raccontare di queste suore migranti, io poi faccio la spola fra Italia e Argentina. E’ un cinema di realtà, volevo raccontare ciò che conoscevo profondamente. Il cast è da film neorealista: Lu non aveva mai recitato, Fa aveva un po’ di esperienza di teatro”. “Io ho tre figli – dice Lidiya Liberman – e quindi mi sono molto immedesimata nel desiderio di essere madre che però io ho soddisfatto. La scelta di Suor Paola se continuare ad essere suora o avere un figlio non è spiegata. E’ un interrogativo che rimane aperto”.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Abbagnato, in 4 anni grandi risultati
“Delusa da polemica con sindacati. Ci aspetta grande stagione”
10 agosto 201911:33
– “Certo è stato un percorso non semplice e irto di difficoltà, che ha messo tutti alla prova, ma che ha consentito al Teatro di raggiungere risultati innegabili”: tempo di bilanci per Eleonora Abbagnato, dal 2015 alla direzione del Corpo di ballo dell’Opera di Roma e in questi giorni colpita da un duro attacco delle rappresentanze sindacali del teatro che l’hanno definita “irrispettosa e inadeguata”. Una brutta vicenda che dovrà essere chiarita e che l’ha delusa, ma che l’ha resa ancor più battagliera: pur “non potendo affrontare nello specifico i termini della vicenda che sarebbe dovuta rimanere interna al Teatro”, dice, “viene da pensare, però, che siano proprio coloro che hanno divulgato all’esterno quel documento a voler creare una frattura tra me e il Corpo di ballo, per ragioni che stento a comprendere, alla luce dei risultati sin qui raggiunti tutti insieme”.”Certamente sono una persona esigente, prima di tutto verso me stessa, ma questa determinazione nasce dal desiderio di far raggiungere al Corpo di ballo un notevole livello tecnico-interpretativo, che ho potuto trasmettere grazie alle mie esperienze con i grandi maestri con cui ho avuto la fortuna di crescere e lavorare all’Opéra de Paris e nel mondo”, puntualizza. La grande ballerina, a poche settimane dalla ripresa del lavoro in teatro, ci tiene dunque a sottolineare quanto la sfida professionale affrontata in questi anni al Costanzi sia stata vinta, insieme ai suoi ballerini: “Con entusiasmo e grande dedizione sono riuscita a portare in questi 4 anni la compagnia ad un livello internazionale, coinvolgendo tutti i più prestigiosi coreografi del mondo. Mi sono impegnata affinché i ballerini più giovani e quelli aggiunti potessero lavorare con la massima continuità. Ho gratificato il loro lavoro facendoli nominare, in accordo con il sovrintendente, étoile, primi ballerini e solisti e ho arricchito l’esperienza professionale di ciascun elemento con la presenza in Teatro di coreografi importanti, che sono venuti a Roma per la prima volta”, spiega. “Oltre al repertorio classico e neoclassico, ho inserito nuovi coreografi contemporanei come ad esempio Jiri Kyliàn, William Forsythe, Angelin Preljocaj con creazioni pensate per il Corpo di ballo di Roma”, sottolinea, “devo dire che il sovrintendente ha sempre voluto dare seguito alle mie idee artistiche e gli spettacoli da me proposti hanno ottenuto il favore della critica e del pubblico, facendo registrare spesso il tutto esaurito: obiettivo molto difficile da raggiungere. Ho cercato di ottenere il massimo anche per la città e a favore degli appassionati di danza e del pubblico più giovane, che rappresenta il futuro”. Quanto conta aprirsi alle collaborazioni internazionali? “Conta molto, sia per il Teatro, che per i ballerini”, dice. “Ho accettato che étoile, primi ballerini e solisti potessero partecipare ad eventi e a gala internazionali, facendoli danzare assieme a grandi artisti e partecipando a tournée internazionali con il Teatro. Queste esperienze consentono di avere uno sguardo aperto sul mondo della danza e della sua evoluzione”. E aggiunge di aver voluto privilegiare “i talenti italiani dal primo giorno, non solo scegliendo allievi diplomati nella nostra scuola, ma dando loro fiducia e mettendoli in condizione di crescere”.Cosa si aspetta per la ripresa delle attività? “Vorrei trovare a settembre i ragazzi carichi di energia positiva così come lo sarò io per lavorare assieme al Don Quichotte di Baryshnikov che è stato con noi in Teatro nei giorni scorsi e le cui prove continueranno a settembre con il maestro e coreografo Laurent Hilaire, adorato dai miei ballerini”. Oltre al cartellone pensato per la prossima stagione, tra grandi coreografi (da Pech a Petit, da Robbins a Martínez) e ospiti sul palco (“guest internazionali non mancano, ma non si sostituiscono ai talenti del Teatro, si alternano a essi”, spiega), anche una sorpresa per il pubblico, ‘Eleonora Abbagnato racconta’: “Condurrò io stessa un ciclo di incontri in cui racconterò due grandi titoli, Il Corsaro e Notre-Dame de Paris. Insieme a Benjamin Pech, primo maître e mio assistente, e ai protagonisti di ogni balletto, farò scoprire al pubblico lo spettacolo che verrà poi a vedere”.
Salta concerto a Vasto, Jovanotti ‘vince il no’Il manager dell’artista, “la parola alla magistratura”
PESCARA09 agosto 201919:50
Un’altra tegola si abbatte sul Jova Beach Party. Dopo la data di Albenga, in Liguria (annullata a causa delle mareggiate che si sono mangiate parte del litorale), salta anche il concerto di Vasto, in calendario il 17 agosto. Un tira e molla durato giorni, tra riunioni, analisi e documenti presentati. Oggi la doccia fredda. Al termine della riunione del comitato per la sicurezza, la prefettura di Chieti non ha dato il via libera. Un no senza appello, che lascia a bocca asciutta i circa 30mila fan attesi tra una settimana sulla spiaggia di Vasto Marina. Alla base dello stop deciso dal prefetto Giacomo Barbato, ci sarebbero le criticità sulla sicurezza e sulla chiusura della Statale 16, in un giorno da bollino nero sulle strade per il traffico da controesodo. Ma Jovanotti, ben più che amareggiato, non ci sta. “A Vasto ha vinto il fronte del ‘no’, quello di cui l’Italia è pervasa. Quello che rende il Paese immobile – scrive polemico in un lungo post su Facebook, appena appresa la notizia -. La ragione è intessuta nelle dinamiche assurde che hanno trasformato un’occasione di festa, gioia ed opportunità di sviluppo di un territorio in scontro di forze locali in ‘bagarre. Chi alla fine ha ‘vinto’ ottenendo la cancellazione combatte una sua personale battaglia politica locale in affannosa ricerca di visibilità a buon mercato che evidentemente una cosa grande e bella come Jova Beach Party offre”. Il Jova Beach Party doveva essere la festa dell’estate, all’insegna del divertimento, della leggerezza, del rispetto dell’ambiente: in parte così è stato, ma non sono mancati i problemi. Jovanotti ha dovuto, in questi mesi, fronteggiare gli attacchi degli ambientalisti che lo accusano di distruggere i delicati equilibri di flora e fauna nelle zone scelte per i concerti, nonché la polemica con Reinhold Messner per la data a Plan de Corones. E la cancellazione di Albenga (in parte risarcita con la nuova data annunciata per il 21 settembre a chiusura del tour all’aeroporto milanese di Linate) per cause di forza maggiore. Ma su Vasto rimane l’amaro in bocca: “JBP è un luogo sicuro, la sicurezza è sempre stata al primo posto, ma a Vasto non hanno voluto verificare. A Vasto la commissione ha detto no, a prescindere. Non ci sono ragioni oggettive – scrive ancora il cantante – le centinaia di documenti prodotti non sono stati esaminati e nessun riscontro è stato dato alle migliaia di testimonianze relative alle 9 tappe già fatte. Non sono mai state interpellate le prefetture che si sono complimentate con noi per il lavoro svolto fino ad ora”.
La cosa non si chiuderà solo con una tirata sui social.
Maurizio Salvadori, manager di Jovanotti e organizzatore del tour, annuncia battaglia. Anche per vie legali. “Sono esterrefatto – ha detto uscendo dalla riunione che ha deciso per il no -. La documentazione presentata non è stata ritenuta idonea. Ma i vari enti sapevano già dal mese di dicembre di questa data scelta per il concerto. Della questione si occuperanno ora magistratura e avvocati”.
Figlia Delon, papà è un combattenteAnouchka su Instagram, pensa ai progetti futuri
PARIGI09 agosto 201917:50
– Alain Delon, vittima di un ictus nelle scorse settimane, “pensa già ai suoi futuri progetti”: lo ha detto la figlia, Anouchka Delon, sul suo profilo Instagram.
“Ciò che conta non è la caduta, ciò che conta è rialzarsi, a proprio ritmo, ma rialzarsi… pensa già ai suoi futuri progetti”, è scritto nel messaggio aperto al pubblico. Anoucka Delon aggiunge inoltre che il padre, 83 anni, “ha avuto molta fortuna perché tutto è andato bene. Nulla di sorprendente, è un combattente”. Inoltre, per lei, il protagonista del Gattopardo e di Rocco e i suoi Fratelli è “sempre ben circondato” e si “sta rimettendo dalle sue difficoltà”. “Tiene a ringraziare il pubblico, come anche gli amici per il sostegno e i loro numerosi messaggi d’amore”.
A Milano con scavi metrò una necropoliGli archeologi, primo caso sepoltura equina rinvenuta in città
MILANO09 agosto 201917:50
– A Milano i lavori per la realizzazione della nuova linea 4 della metropolitana hanno portato alla luce una necropoli, con oltre 250 scheletri, che appartengono a sepolture di epoche diverse. Tra i resti ritrovati c’è anche quello di un cavallo che secondo gli archeologi è “il primo caso di sepoltura equina rinvenuta a Milano”.
I ritrovamenti sono stati fatti di fronte alla Basilica di San Vittore al Corpo, nei pressi del cantiere per la Stazione Sant’ Ambrogio di M4, dove si è conclusa la prima fase degli scavi archeologici. Gli scavi hanno portato alla luce anche lo scheletro di un cavallo: l’archeologa Giuliana Cuomo, responsabile di cantiere per la Cooperativa Archeologia, ha chiarito come sia “il primo caso di sepoltura equina rinvenuta a Milano”. Questa fase di scavi archeologici è terminata, tutti i ritrovamenti sono stati rimossi dal cantiere per essere catalogati e studiati.
7500, terrorismo e dilemma ad alta quotaGordon-Levitt in film iper-realistico,’La verità non è semplice’
LOCARNO09 agosto 201917:54
– Non è gradevole per un pilota di aereo trasmettere alla torre di controllo un codice di emergenza per atti illegali a bordo come ‘7500’, titolo quanto mai evocativo della pellicola claustrofobica tedesca di Patrick Vollrath, magistralmente interpretata da Joseph Gordon-Levit, losangelino fuori dagli schemi dello star system, che arriva in Piazza Grande al 72/o Film Festival di Locarno preceduto dalla consegna del Leopard Club Award all’attrice premio Oscar Hilary Swank.
Tobia (Gordon-Levitt) è il copilota statunitense trapiantato in Germania con tanto di compagna hostess turco-tedesca, anche lei sull’aereo, e figlioletto di due anni. I dirottatori vogliono prendere possesso dell’A319 per scopi inizialmente non chiari: uno scambio di detenuti con gli ostaggi, un modo per finanziare la lotta, un atto simbolico per punire l’Occidente? Tobia sarà messo di fronte a interrogativi morali distruttivi.
Aprire la porta della cabina per non fare morire un passeggero o la sua stessa compagna?
“Concerto dell’Aurora” di MastriniA Passignano sul Trasimeno l’evento clou del Green Music 2019
PERUGIA09 agosto 201918:19
– Da una posizione privilegiata che abbraccia il territorio del lago Trasimeno in tutte le sue sfaccettature, risuoneranno le note del concerto più atteso del Festival internazionale Green Music 2019: sarà infatti la Rocca medievale di Passignano sul Trasimeno ad accogliere mercoledì 14 agosto alle 6 del mattino il “Concerto dell’Aurora” eseguito dal compositore e pianista Maurizio Mastrini, ideatore e direttore artistico del Festival.
Qui, immersi nel silenzio e nelle prime luci dell’alba, in una posizione sopraelevata rispetto al centro storico, gli spettatori potranno ascoltare i brani originali del pianista visionario ed eclettico, noto per saper eseguire le più famose composizioni classiche “al contrario”, partendo cioè dall’ultima nota fino all’inizio del brano. Sarà dunque l’apice di una serie itinerante di concerti dal tutto esaurito, in programma da giugno fino a settembre, che hanno portato la musica d’autore nei teatri naturali e luoghi storici poco conosciuti dell’Umbria.
Hit parade, Machete Mixtape sempre primoUltimo si piazza al secondo, terzo e sesto gradino del podio
09 agosto 201918:42
– Nell’immobilità dell’agosto musicale, Machete Mixtape n.4, progetto di una delle crew più longeve d’Italia di cui fanno parte Salmo, Slait, Hell Raton, Nitro, Dani Faiv e Jack The Smoker, non ne vuole sapere di lasciare la vetta, per la quinta settimana consecutiva, della classifica dei dischi più venduti della settimana secondo le rilevazioni Fimi/Gfk. In attesa che a fine mese riprendano le uscite discografiche, la top ten offre solo qualche movimento di posizione. Come quelle che riguardano Ultimo, che occupa il resto del podio con Colpa delle Favole al secondo posto e Peter Pan al terzo. Risale di due posizioni anche Pianeti, ora sesto.
Ed Sheeran è quarto con No.6 Collaborations Project, il nuovo album del cantautore inglese, con 15 inediti e 22 collaborazioni con artisti del calibro di Cardi B, Camila Cabello, Eminem, 50 cent, Bruno Mars, Khalid, Travis Scott, Justin Bieber, Stormzy.
Dietro di lui, stabile, Salmo con Playlist. Presidia la sua posizione, la settima, anche Bruce Springsteen con Western Stars. Ottavo posto per Jovanotti, con l’ep Jova Beach Party, colonna sonora della festa sulle spiagge italiane. Chiudono la classifica Elettra Lamborghini, che scivola di tre posizioni, con Twerking Queen, e il fenomeno americano Billie Eilish con When we all fall asleep, where do we go?.
Tra i singoli, il più venduto è il brano Una volta ancora di Fred De Palma con Ana Mena, mentre tra i vinili si riprende la vetta l’intramontabile The Dark Side of the Moon dei Pink Floyd. Ecco la top ten Fimi/Gfk degli album più venduti della settimana dal 2 all’8 agosto:1) MACHETE MIXTAPE 4, MACHETE (EPIC-SONY)2) COLPA DELLE FAVOLE, ULTIMO (HONIRO-BELIEVE)3) PETER PAN, ULTIMO (HONIRO-BELIEVE)4) NO.6 COLLABORATIONS PROJECT, ED SHEERAN (ATLANTIC-WMI)5) PLAYLIST, SALMO (EPIC-SONY)6) PIANETI, ULTIMO (HONIRO-BELIEVE)7) WESTERN STARS, BRUCE SPRINGSTEEN (COLUMBIA-SONY)8) JOVA BEACH PARTY, JOVANOTTI (POLYDOR-UNIVERSAL MUSIC)9) TWERKING QUEEN, ELETTRA LAMBORGHINI (ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)10) WHEN WE ALL FALL ASLEEP, WHERE DO WE GO?, BILLIE EILISH (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC) Questa la classifica dei singoli digitali più venduti:1) UNA VOLTA ANCORA, FRED DE PALMA FEAT. ANA MENA (WM ITALY-WMI)2) DOVE E QUANDO, BENJI & FEDE (WM ITALY-WMI)3) SENORITA, SHAWN MENDES & CAMILA CABELLO (ISLAND/SONY-UNI)4) JAMBO, TAKAGI & KETRA, OMI & GIUSY FERRERI (COLUMBIA-SME)5) YOSHI, MACHETE, DANI FAIV & THA SUPREME FEAT. FABRI FIBRA (EPIC-SME) Questa, infine, la classifica dei vinili:1) THE DARK SIDE OF THE MOON, PINK FLOYD (PARLOPHONE-WMI)2) WESTERN STARS, BRUCE SPRINGSTEEN (COLUMBIA-SONY)3) JOVA BEACH PARTY, JOVANOTTI (POLYDOR-UNIVERSAL MUSIC)4) GREATEST HITS I, QUEEN (USM-UNIVERSAL MUSIC)5) THE WALL, PINK FLOYD (PARLOPHONE-WMI).
Al via Taormina Opera StarsDal 18 al 25 agosto al Teatro Antico anche danza e lirica
TAORMINA (MESSINA)10 agosto 201911:27
– Al via, al Teatro Antico di Taormina, il quinto festival internazionale della musica: dal 18 al 25 agosto Taormina Opera Stars propone tre eventi d’eccezione. Si comincia con la compagnia di danza tra le più prestigiose al mondo, K-Arts Dance Company, il 21 con replica il 24 una spettacolare edizione dell’opera lirica, Carmen con un cast di spessore per la regia di Antonio De Lucia.
A conclusione, il 25 agosto il concerto di un vero mito della musica: la pianista Martha Argherich in recital con Daniel Rivera. Il Festival 2019 sarà inaugurato il 18 agosto presentando sul palcoscenico del Teatro Antico un balletto classico: “Song of the Mermaid”, liberamente ispirato all’affascinante favola della Sirenetta di Hans Christian Andersen. In scena al Teatro Antico “K-Arts”, la più importante compagnia di danza della Corea, applaudita nei teatri di tutto il mondo. Lo spettacolo, per la prima volta in Italia, sarà in esclusiva nazionale a Taormina.
Morto il costumista Piero TosiPremio Oscar alla carriera, lavorò con Visconti e Zeffirelli
FIRENZE10 agosto 201912:07
E’ morto a Roma il costumista e premio Oscar alla carriera 2013 Piero Tosi: era nato a Sesto Fiorentino (Firenze) nel 1927. A darne notizia la Fondazione Franco Zeffirelli che ricorda la lungo amicizia e il proficuo sodalizio tra Tosi e il regista fiorentino. Tosi è stato storico costumista di Visconti.
Venezia, Parker e Scott in ‘Sconfini’Terence Nance completa la giuria della sezione Opera Prima
VENEZIA07 agosto 201914:22
– Due nuovi titoli in prima mondiale, ‘American Skin’ del regista, attore, sceneggiatore e produttore statunitense Nate Parker, e ‘Beyond the Beach: The Hell and the Hope’, documentario sul lavoro di Emergency, debutto nella regia del produttore inglese Graeme A. Scott e del direttore della fotografia americano Buddy Squires, completano nella sezione ‘Sconfini’ il programma della 76/a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
La proiezione di American Skin sarà accompagnata dalla presenza di Spike Lee, che presenterà il film insieme a Parker e dialogherà con lui al termine della proiezione.
E’ stata inoltre completata la composizione della giuria del premio Venezia Opera Prima-Luigi De Laurentiis, con il regista statunitense Terence Nance. La giuria è presieduta da Emir Kusturica, dalla regista Antonietta De Lillo, dall’attrice Hend Sabry e dal produttore Michael J. Werner.
Ginevra Elkann, la mia sfida da registaApre ‘Magari’, storia autobiografica di figli genitori separati
LOCARNO07 agosto 201919:06
– “E’ stata una grande sfida, una bellissima avventura, è il mestiere che voglio fare da quando avevo 14 anni e finalmente ce l’ho fatta ora che ne ho quasi 40″: è una Ginevra Elkann chiaramente felice, anche se si esprime con misura, semplicità e modestia, la cineasta che presenta il suo primo film, ‘Magari’, con Riccardo Scamarcio e Alba Rohrwacher. Lavoro che apre questa sera il 72/o Film Festival di Locarno, in una giornata di pioggia, in uscita in Italia nel marzo del 2020.La nipote di Gianni Agnelli ha raccontato una storia – con mano delicata e ispirata – di tre figli di genitori separati, Alma (la più piccola, quasi una voce narrante), Jean e Sebastiano che vivono a Parigi con la madre dalla fede russo-ortodossa, costretti a un periodo di vacanza per le feste natalizie teoricamente a Courmayeur, ma in realtà in una villetta a Sabaudia via Roma insieme al padre (Scamarcio), sceneggiatore scombinato con una nuova ennesima compagna (Rohrwacher). Ne emergono sofferenze profonde e incomprensioni, con la bambina che più di tutte desidera la ricostituzione della famiglia, ma al centro il tema è l’amore.”Non è del tutto una storia autobiografica, ma non nego che anche io fin da piccola ho avuto il desiderio che ci si potesse riunire tutti insieme di nuovo. Non sono io Alma e Jean non è Lapo. Però l’inconscio può avere avuto un suo ruolo”, sottolinea l’ex assistente alla regia di Bernardo Bertolucci e produttrice con la Good Films, che nella pellicola mette per brevi istanti anche i suoi figli e il fratello John come generici, mentre i tre attor giovani sono i pargoli di amici di famiglia. “Diversi riferimenti sono al mio passato – precisa rispetto al personaggio della moglie di Scamarcio che è ossessionata dalla fede e dai riti -, nella mia famiglia sono convissute diverse culture, lingue e religioni”. Difficoltà in un’opera prima? “Beh all’inizio ce ne sono state tante, ma devo dire che si sono tutte risolte senza grandi problemi”. I registi che le piacciono? “Francesca Archibugi, Comencini padre per esempio per Incompreso, Eric Rohmer e Mike Nichols. Rohmer lo consideravo noiosissimo quando ero piccola, poi quando sono diventata più grande l’ho capito e mi può avere ispirato”.”I miei genitori hanno visto il film ed è loro piaciuto, del resto non ho rivelato nulla, ho raccontato con naturalezza quello che ho anche vissuto, anche la sofferenza per la separazione di papà e mamma. Ma comunque i personaggi sono di finzione, anche se sono ‘veri,’ e rappresentano un nucleo al cui centro c’è la ricerca di famiglia nel senso di un luogo d’amore”, sottolinea. “Credo che il pregio maggiore del film sia l’indulgenza nel rendere i personaggi, è una famiglia sfasciata e io sono un padre incapace di fare il genitore e solo con il tempo riesco a capire i figli. Ma sono comunque narcisista ed egoista. L’obiettivo è raccontare una storia con la quale ci si può identificare”, spiega Scamarcio, protagonista con Alba Rohrwacher in conferenza stampa di un simpatico e continuo duetto.
A Locarno giovani tra chat e sesso’La ragazza con il braccialetto’, tra i temi il revenge porn
LOCARNO08 agosto 201919:27
– Con l’escamotage di una cruda storia giudiziaria, La fille au bracelet (La ragazza con il braccialetto), il 72/o Locarno Film Festival affronta il tema caldissimo del mondo adolescenziale: non la delinquenza, ma le modalità di interazione dei ragazzi fra libertà sessuali, revenge porn, bisessualità femminile, ma soprattutto carnalità senza amore della piccola e media borghesia. Una generazione bruciata che appare amorale, anaffettiva, chiusa in una realtà insondabile per gli adulti fatta di codici, parole senza significato, voracità fisica ma nessuna vera passione.Nella pellicola franco-belga, Lise, 16 anni, viene accusata di aver ucciso un’amica: sei mesi di carcerazione preventiva, quindi arresti domiciliari con braccialetto alla caviglia e infine, a due anni dall’omicidio, il processo in Corte d’Assise. La giovane, figlia di due professionisti, fredda, distaccata, silente non fa nulla per difendersi dalle accuse. Anzi non si giustifica nemmeno rispetto ad alcuni comportamenti che potrebbero farla condannare. E non mostra dolore o sofferenza nei confronti della vittima uccisa con sette coltellate, una sola mortale al collo. Il pubblico ministero tenta di inchiodarla asserendo che è colpevole perché infuriata dopo che l’amica aveva messo su internet un video con lei intenta ad un rapporto orale con un ragazzo frequentato, ma non amato, da entrambe. Ma poi si scopre che è stata proprio la ragazza assassinata a filmare la scena e fra loro due c’era stata una relazione fisica e un atto corporale perfino la notte prima della morte.Molto rapidamente emerge uno spaccato giovanile sconosciuto ai genitori di Lise (Chiara Mastroianni è la convincente madre che non riesce, se non all’ultimo, ad andare alle udienze in tribunale), sempre più sconcertati, ma sconosciuto anche ai giudici e ai giurati. In sostanza alla società. E’ rappresentata (“non giudicata”, spiega il regista Stephane Demoustier) la gioventù di cui l’imputata non pare un caso limite, anzi: “Ti amo non vuole dire niente, tutti dicono ti amo’”, spiega lei candidamente ai magistrati. Strategia processuale o ammissione di un disagio inconscio? Il verdetto si conoscerà solo alla fine. “Nessuno sa se Lise sia colpevole o innocente, nemmeno l’attrice (peraltro algida e silenziosa anche in conferenza stampa, ndr). La storia è presa da un episodio vero avvenuto in Argentina – chiarisce il cineasta -. E i video erotici che gli amici si mandano su internet e le dinamiche sessuali libere sono ormai una realtà”
Sveva Alviti madrina dei premi KineoIl 1 settembre al Lido la 17/a edizione
09 agosto 201912:10
– Domenica 1 settembre si terrà alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia il premio Kinéo, riconoscimento al cinema italiano votato dal pubblico, prevalentemente delle sale cinematografiche Anec (sul sito http://www.kineo.info), e da una giuria internazionale di personalità.
La 17/a edizione del premio, dedicato all’ambiente e con la partecipazione dell’ufficio regionale Unesco per la scienza e la cultura in Europa, presenterà in anteprima mondiale ‘Ocean Literacy for All’, un tool kit tradotto in cinque lingue e diffuso in 35 paesi nel mondo, che aiuterà gli insegnanti a formare i ragazzi di tutte le età ad avere rispetto per il mare.
Madrina del premio Kinéo 2019, l’attrice Sveva Alviti, candidata come miglior attrice emergente ai premi Cesar nel 2018 per l’interpretazione di Dalida di Liza Azuelos, primo al box office in Francia per settimane, trasmesso come evento speciale in prima serata da Rai1.
Venezia, a Bigazzi il ‘Passion for film’E’ il direttore della fotografia di The New Pope
VENEZIA09 agosto 201912:14
– La Biennale di Venezia e Campari hanno attribuito al direttore della fotografia Luca Bigazzi (La grande bellezza, Così ridevano, Pane e tulipani) il premio Campari Passion for Film della 76/a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Il premio si propone di valorizzare il contributo che i collaboratori più stretti del regista offrono al compimento del progetto artistico rappresentato da ciascun film. La consegna del premio a Luca Bigazzi avrà luogo domenica 1 settembre in Sala Grande (Palazzo del Cinema), prima della proiezione fuori concorso, in prima mondiale, del suo nuovo lavoro, la serie The New Pope di Paolo Sorrentino (episodi 2 e 7) con Jude Law, John Malkovich, Silvio Orlando, Cécile de France, Javier Cámara, Ludivine Sagnier, prodotta da Sky con Hbo, Canal+, realizzata da Wildside e distribuita nel mondo da Fremantle.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE SEMPRE AGGIORNATE, APPROFONDITE, DETTAGLIATE, COMPLETE ED UFFICIALI: INFORMATI!
DALLE 03:22 DI SABATO 03 AGOSTO 2019
ALLE 12:43 DI MERCOLEDì 07 AGOSTO 2019
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
The Cal 2020, cercando Giulietta
Da Kristen Stewart a Emma Watson per gli scatti di Roversi
03 agosto 2019 03:22
– S’intitola Looking for Juliet il Calendario Pirelli 2020 scattato da Paolo Roversi. Il progetto del fotografo, che coinvolge attrici e cantanti di diverse culture e paesi, prende spunto dal dramma di Shakespeare e dall’incontro tra amore, forza, gioventù e bellezza rappresentato dalla sua protagonista femminile. “Sto ancora cercando la mia Giulietta e la cercherò per tutta la mia vita. Perché Giulietta è un sogno”, ha detto il fotografo durante la preparazione. Roversi ha chiamato a interpretare il ruolo di Juliet nove personaggi, tra cui le attrici britanniche Claire Foy e Mia Goth, l’attrice e attivista britannica Emma Watson, le attrici statunitensi Indya Moore, Yara Shahidi e Kristen Stewart, la cantante cinese Chriss Lee, la cantante spagnola Rosalia, l’artista franco italiana Stella Roversi. Una settimana di lavorazione tra Parigi e Verona a maggio.
Servillo sicario per film a fumetti”5 è il numero perfetto” esordio Igort alle Giornate autori
03 agosto 201912:08
– Fumettista e romanziere, ma anche sceneggiatore, saggista, Igor Tuveri in arte Igort, artista a tutto tondo, debutta a 60 anni con la prima regia per il cinema.
‘5 è il numero perfetto’, da un suo stesso bestseller, è l’unico film italiano in concorso alla 16/a edizione delle Giornate degli Autori alla Mostra del cinema di Venezia (28 agosto-7 settembre) e tra i più attesi.
L’autore di Cagliari ha adattato la graphic novel pubblicata 17 anni fa (Coconino Press) e il film – in sala dal 29 agosto distribuito da 01 – è un noir pulp, ambientato negli anni Settanta, ma è anche una storia di amicizia, vendetta e tradimento. In una piovosa e notturna Napoli, protagonista è Peppino Lo Cicero, interpretato da Toni Servillo, guappo e sicario in pensione che l’improvvisa morte del figlio riporta al centro della scena criminale. L’amante di sempre Rita (Valeria Golino) e l’amico e complice Toto o’ macellaio (Carlo Buccirosso) saranno al suo fianco nella resa dei conti finale.
Vasco Rossi in un campo di cannabis lightReportage del rocker via Facebook nel Modenese, ‘è anche bio’
BOLOGNA03 agosto 201914:06
“Adesso vi faccio visitare una piantagione di cannabis legale. Quella senza Thc, senza effetti collaterali di sballi strani”. Il ‘reportage’ è di Vasco Rossi, condiviso con milioni di follower su Facebook da una coltivazione della sua città natale Zocca, nel Modenese, ed è segnalato oggi anche dalla stampa locale. Il rocker cammina tra le piantine, ‘sono anche bio’ osserva, e conversa con i coltivatori che lo ospitano e che auspicano di non essere penalizzati dalla nuova legge nazionale, con Vasco che risponde: ‘Tira aria oscurantista… e bigotta’.I coltivatori gli raccontano il lavoro di depotenziamento per rendere legale la cannabis, quindi sotto una certa soglia di Thc, al massimo dello 0,2%. Gli imprenditori esprimono qualche preoccupazione dopo che a maggio la Cassazione ha messo al bando marijuana e hashish light, a prescindere dal livello di principio attivo.
Pordenonelegge, 65 anteprime per i 20 anniFalcones, Ben Jelloun, Guccini, Corona, padre di Malala, Spirito
PORDENONE03 agosto 201920:06
– Oltre 600 protagonisti e centinaia di incontri dal 18 al 22 settembre, in una quarantina di location del centro storico cittadino: festeggia così pordenonelegge i 20 anni di attività, a cura di Gian Mario Villalta (direttore artistico), Alberto Garlini e Valentina Gasparet, e con 65 anteprime editoriali di grandi autori stranieri e italiani. E’ il caso dello scrittore spagnolo Ildefonso Falcones, che torna al festival con “Il pittore di anime” (Longanesi), fra i misteri e il fascino della Barcellona modernista e le prime rivolte operaie. A pordenonelegge torna anche Tahar Ben Jelloun con un incalzante noir psicologico, “Insonnia” (La nave di Teseo), e poi ancora David Szalay con “Turbolenza”; Timur Vermes con “Gli affamati e i sazi” (Bompiani), e Fritjof Capra che firma con Stefano Mancuso il “Discorso sulle erbe”; l’antropologa malese Long Litt Woon presenterà “La via del bosco” (Iperborea), caso editoriale alla fiera di Francoforte 2017.Tra gli ospiti anche Simone Buchholz, Jacques Rupnuk, il gesuita nigeriano Agbonkhianmeghe Orobator; Ziauddin Yousafzai, il padre del Premio Nobel per la pace Malala Yousafzai con “Libera di volare. Il viaggio di un padre” (Garzanti), backstage autobiografico. Tra le anteprime italiane: Michela Murgia che firma con Chiara Tagliaferri “Morgana” (Mondadori), dieci storie di donne anticonformiste, Corrado Augias con “Il grande romanzo dei Vangeli” (Einaudi), e Mario Calabresi con “La mattina dopo” (Mondadori); lo storico Luciano Canfora, Aldo Cazzullo e Fabrizio Roncone, con “Peccati immortali” (Mondadori). Mauro Corona e Matteo Righetto raccontano la montagna con un poetico “Sillabario alpino” e Pino Roveredo duetta con Ornella Vanoni per presentare il suo “Ci vorrebbe un sassofono” (Bompiani). Francesco Guccini presenta “Tralummescuro. Ballata per un paese al tramonto” (Giunti) “mèmoire” che ci riporta la voce poetica dell’artista e il suo racconto delle radici a Pàvana. A pordenonelegge anche il libro di Enrico Vanzina: “Mio fratello Carlo” (HarperCollins); Jacopo Fo propone l’eterno tormentone della sua vita: “Com’è essere figlio di Franca Rame e Dario Fo?” (Guanda), e poi lo scrittore e documentarista triestino Pietro Spirito.
A Linate chiude il Jova Beach PartyConcerto sul pratone 21/9. L’annuncio sui social, si vooola!!!
04 agosto 201911:31
Il Beach Party di Jovanotti oltre alle spiagge italiane atterrerà anche all’aeroporto di Linate il 21 settembre: una location a dir poco inusuale in considerazione del fatto che lo scalo milanese è chiuso per restauri e lo sarà fino al 27 ottobre.
E’ stato lo stesso cantante a confermare la data sui suoi social con la scritta “Jova Beach Party Milano. Si vooola. Ultima chiamata volo Jbp 2019” e con l’illustrazione del Duomo e dello stesso Jovanotti che volano.
Il concerto – finale del tour nelle spiagge – dovrebbe svolgersi nell’area erbosa fra i due terminal (quello commerciale e quello privato) vicino dove è atterrato il Papa.
Notte Taranta, Avitabile a MelpignanoIn un cast che conta già Elisa, Gué Pequeno e Salif Keita
LECCE03 agosto 201914:04
– Enzo Avitabile, Alessandro Quarta e Maurizio Colonna saranno tra gli ospiti dell’Orchestra Popolare diretta da Fabio Mastrangelo nel concertone per La Notte della Taranta il 24 agosto a Melpignano (Lecce). Completano un cast che conta già Elisa, Gué Pequeno e Salif Keita. Il concertone, per la prima volta in diretta su Rai2 e Rai Radio2, organizzato dalla Fondazione La Notte della Taranta, è una lunga maratona di musica dal vivo per la quale sono attesi oltre 150mila spettatori, con la direzione artistica di Daniele Durante.
Il partenopeo Avitabile porterà suoni tra Salento e Napoli in un brano mai eseguito nei 22 anni della Notte della Taranta, “U Pecuraru”, per celebrare l’amore che non è mai violento. Attesa l’esibizione di Quarta in “Pizzica indiavolata” di Luigi Stifani, violinista-barbiere di Nardò, un inedito che celebra il Salento. E “Taranta” è il brano che il virtuoso della chitarra Colonna suonerà con l’Orchestra Popolare.
Bignardi, metterò tutti sotto assedioDa ottobre sul Nove torna alla passione per le interviste
03 agosto 201920:02
– Dopo l’invasione, l’assedio. “Noi barbari siamo cresciuti’, scherza Daria Bignardi riferendosi al talk show, e alla squadra di lavoro, delle ‘Invasioni barbariche’, in onda su La7 fino al 2015 e ultima sua esperienza da conduttrice televisiva. A quattro anni di distanza Discovery Italia l’ha convinta a tornare in tv con un programma inedito da lei ideato, ‘L’assedio’, la novità della prossima stagione del gruppo guidato da Alessandro Araimo.La giornalista e scrittrice (ed ex direttore di Rai3), 58 anni, debutterà il 16 ottobre sul canale Nove con la prima di un ciclo di 16 puntate, raccontando la realtà e il tempo in cui viviamo attraverso le sue interviste. “E’ un tempo di ansia questo – dice -, ci sentiamo o crediamo tutti di essere sotto assedio, c’è l’urgenza di essere felici, quella di restare giovani, ci sono le paure”. Ma l’assedio a cui Daria sottoporrà i suoi ospiti sarà un pressing gioioso e giocoso. Un po’ come quello che ha subito lei da parte di Discovery Italia. “Quando un anno fa mi hanno chiesto di fare una cosa con loro, io in realtà pensavo di fare altro”, racconta Bignardi, che in questi anni ha scritto sei romanzi e nel novembre scorso ha esordito a teatro con lo spettacolo ‘La coscienza dell’ansia’, ispirato in parte anche ad uno dei suoi libri, ‘Storia della mia ansia’. “Poi hanno pronunciato due parole irresistibili, ‘carta bianca’ – continua – e di fronte a questo come si fa a dire di no? Sono così tante le cose da inventare”. Così l’autrice di programmi come ‘Tempi moderni’ ha cominciato a pensare a cosa di nuovo si potesse fare nel mondo del talk, ma ancora non aveva alcuna intenzione di rimettersi davanti una telecamera. “Ho pensato di fare dei documentari in cui si sentiva solo la mia voce, oppure mi si vedeva solo da dietro o da lontano – racconta – poi mi convinceva questo titolo e la voglia di raccontare la realtà, insomma quello che ho sempre fatto. Mi sono detta che quello che voglio è capire: e il modo migliore non far parlare me, perché io non ho nulla da dire, ma dare spazio alle persone, facendo io da medium”. Insomma intervistando. “Quello che ho sempre fatto – conclude – perché sono curiosa, mi piace ascoltare, mi piacciono le storie”.Ed ecco ‘L’assedio’ dove saranno intervistati personaggi noti e non, e in diretta. “Un aspetto fondamentale per il nostro lavoro – spiega – perché fino ad un minuto prima di andare in onda può accadere qualcosa e di quel qualcosa hai voglia di parlare con le persone che intervisti, che siano star o persone comuni dentro grandi storie o nuovi protagonisti”. Un lavoro artigianale, lo definisce, ma con grande cura per i dettagli, vero segreto perché tutti fili liscio e al meglio.
In mostra a Londra l’arte di BlahnikWallace omaggia la ‘Mente Curiosa’ dello stilista spagnolo
LONDRA03 agosto 201915:36
– La scarpa come forma d’arte: la Wallace Collection di Londra ospita la mostra ‘An Enquiring Mind, Manolo Blahnik’, visitabile gratuitamente fino al 1 settembre. Le più belle calzature del famoso creatore di scarpe spagnolo possono essere ammirate in esposizione nel museo, seguendo un percorso ideato dallo stessa stilista, insieme con i curatori, anche per spiegare ai visitatori il legame con i capolavori artistici che ne sono state la fonte d’ispirazione.
Raffinato, colto, Manolo Blahnik in quasi 50 anni di carriera non ha mai smesso d’abbeverarsi, per disegnare le sue calzature, al richiamo di quadri, sculture, opere d’alto artigianato. Cosa che appare evidente in modelli iconici presentati alla Wallace Collection, come nel caso dei tacchi indossati da Kirsten Dunst nel film ‘Marie-Antoinette’ di Sofia Coppola. Esempio fra i tanti a ricordare l’influenza esercitata su Blahnik dall’eredità ‘nobile’ di grandi maestri quali Rubens, Velasquez o Watteau. E, soprattutto, dalla Commedia dell’arte italiana.
A Guccini la targa ricordo Paolo VolponiTorna a Bologna la rassegna della Casa Dei Pensieri
BOLOGNA03 agosto 201915:42
– Saranno Francesco Guccini, gli scrittori Valerio Evangelisti e Paolo Valesio e gli artisti Eva Marisaldi e Mirta Carroli a ricevere la targa ricordo ‘Paolo Volponi’, il riconoscimento della ‘Casa dei pensieri’, la rassegna culturale organizzata ogni anno nell’ambito della Festa dell’Unità di Bologna, che nel corso degli anni ha premiato personalità del mondo della cultura come Alda Merini, Camilleri, Sepulveda, Monicelli e Jannacci.
La rassegna sarà quest’anno dedicata a Francesco Berti Arnoaldi Veli, partigiano recentemente scomparso, il cui titolo riprende una frase di Andrea Camilleri: “Chi ha il sapere lo deve seminare, come si semina il grano”.
Guccini sarà premiato il 13 settembre, mentre gli appuntamenti con Evangelisti e Valesio sono il 15 e il 19 settembre. Verranno poi assegnate le targhe biennali, quest’anno dedicate alla letteratura per l’infanzia e l’adolescenza, con la premiazione di Bruno Tognolini e Mino Milani.
Domingo in Arena, 50 Anniversary NightCelebra 50 anni anfiteatro con Nabucco, Macbeth,Simon Boccanegra
VERONA03 agosto 201915:43
– Placido Domingo celebra il 4 agosto, con una serata-evento, i 50 anni dal debutto in Arena di Verona con uno spettacolo che lo vedrà in scena in tre dei principali titoli verdiani, Nabucco, Macbeth e Simon Boccanegra. “Plácido Domingo 50 – Arena Anniversary Night” è il titolo dello show, uno degli eventi speciali del cartellone areniano 2019, che ha già visto Domingo direttore d’orchestra per Aida. Sarà un allestimento interamente nuovo per tre atti operistici in forma scenica completa, con i complessi artistici e tecnici areniani al gran completo, attorno alla grande star della lirica che a Verona debuttò nell’estate 1969, con Turandot e Don Carlo. Per domenica 4 agosto l’Arena è già sold out.
Domingo, sotto la direzione del maestro Jordi Bernàcer, interpreterà tre ruoli baritonali: Nabucco, nella celebre Sinfonia iniziale e le parti III e IV, l’intero atto finale di Macbeth, e concluderà il gala con ampi brani dagli atti II e III di Simon Boccanegra, capolavoro che manca in Arena 1973.
Tarantino, tutta la mia opera è violenzaRegista a Roma, il cinema non cambia la storia ma la influenza
04 agosto 201918:23
– “La conferenza stampa più intellettuale che abbia mai fatto”. Si chiude così, tra le rumorose e sincopate risate di Quentin Tarantino, la conferenza stampa di ‘C’era una volta… a Hollywood’ che sarà in sala dal 18 settembre con la Warner Bros. Insieme a lui, che indossava un’emblematica t-shirt nera con la scritta Brutalism, Leonardo DiCaprio e Margot Robbie, due dei protagonisti del film che sono stati oggetto di vero tifo da stadio all’anteprima romana.Nessun accenno alle molte polemiche che accompagnano il film – da quella degli animalisti per il trattamento del pitbull Sayuri a quella della figlia di Bruce Lee per la rappresentazione, fino alla ricostruzione del caso Sharon Tate senza aver neppure consultato Polanski – che tra l’altro va forte al box office. Comunque un Tarantino ‘tarantolato’ quello che si è visto oggi a Roma. A un certo punto parlando della sua passione per gli spaghetti western dice: “Un critico inglese, Laurence Staig, anni fa ha scritto il libro ‘Italian Western. The Opera of violence’ ed è in fondo, almeno per quanto riguarda la violenza, quello che sto facendo io con tutta la mia opera”.Tre gli interpreti principali di questo film, passato al Festival di Cannes in concorso e ambientato nella Hollywood di fine anni Sessanta, Leonardo DiCaprio nei panni di Rick Dalton, attore di western tv di serie B pieno di fragilità, e Brad Pitt (Cliff Booth), suo stuntman e amico di lunga data che è come la parte mancante di Dalton, una persona che potrebbe ucciderti con un cucchiaio. Infine, a completare il quadro, la bellissima Margot Robbie nei panni di Sharon Tate (uccisa proprio nel 1969 dalla setta di Charles Manson) che, guarda caso, è una vicina di Rick Dalton. “Credo ci sia un elemento di nostalgia in questo film – ammette Tarantino – . Hollywood era diversa allora, il cinema stesso era diverso. La prima cosa che mi viene in mente quando mi fanno questa domanda sono i set meravigliosi che c’erano allora. Tutto veniva costruito da zero e servivano un sacco di soldi. Ora neppure le grandi produzioni – spiega il regista di Pulp Fiction – se lo possono permettere. E tutto questo a danno dell’artigianato che sta scomparendo”. Dice invece della sua storica passione per il cinema italiano: “Adoro i film di genere, i cosiddetti B-movie, e ho sempre amato quelli italiani, western o commedia sexy, cappa e spada, peplum o polizieschi. Va detto che gli italiani hanno reinventato questi generi, parlo di registi come Sergio Leone, Sergio Corbucci, Sergio Sollima e Duccio Tessari. Anche perché molti di loro avevano iniziato come critici o come grandi appassionati di cinema”.In ‘C’era una volta… a Hollywood’ un ennesimo tentativo, da parte di Tarantino, di cambiare la storia verso il meglio, proprio come aveva fatto in ‘Bastardi senza gloria’ e ‘Django Unchained’: “È vero, con questo film chiudo una trilogia. Non posso dire però che il cinema abbia il potere cambiare la storia, ma certo può avere la sua influenza”.
Petizione per mantenere Dante a RavennaIniziativa di una lista civica contro ipotesi approdo a Firenze
RAVENNA03 agosto 201917:02
– Dalle 14.38 del 2 agosto è formalmente attiva la petizione online lanciata dalla lista civica ‘Per Ravenna’ per chiedere al sindaco della città romagnola Michele de Pascale che ‘le ossa di Dante non si muovano da Ravenna, dove Fiorenza l’ha gittato’. Secondo il primo firmatario, il segretario di Lista per Ravenna Nicola Grandi, alle 11 del 3 agosto la petizione aveva raccolto 238 firme.
L’iniziativa giunge sull’onda di ipotesi formulate nei giorni scorsi su un possibile viaggio dei resti del Sommo Poeta, che riposano a Ravenna, fin nella sua città natale, Firenze, nell’ambito delle celebrazioni per i 700 anni dalla morte che cadranno nel 2021. E addirittura di possibili trattative in corso per spostare i resti nel capoluogo toscano.
“Raccogliendo le sollecitazioni di moltissimi concittadini – si legge in una nota della lista civica ravennate – ritenendo che il rispetto dei resti del Sommo Poeta stia a cuore non solo alla comunità che li custodisce dalla sua morte, dopo averlo ospitato da esule negli ultimi anni di vita, bensì molto oltre i suoi ristretti confini”. Nel testo, si chiede in particolare al sindaco ravennate di chiudere ogni eventuale trattativa per spostare Dante a Firenze.
Pontedilegnopoesia, inaugurato totemCustodisce poesia “Cavalier del vento” di Mario Rondi
PONTEDILEGNO03 agosto 201918:08
– Nell’ambito del Pontedilegnopoesia 2019, il premio nazionale riservato alla poesia edita, è stato inaugurato, alla presenza del sindaco Ivan Faustinelli, nella località della Val Camonica il 9/o “totem” di poesia. Il 2 agosto l’inaugurazione dell’installazione era stata rinviata a causa del maltempo. Il totem 2019 custodisce i versi di una poesia di Mario Rondi, intitolata “Cavalier del vento”. Nel frattempo proseguono le serate riservate ai sei finalisti. La prima serata ha visto per protagonisti i poeti Pasquale Di Palmo (Venezia), Maria Lenti (Urbino) e Beppe Mariano (Cuneo). La seconda serata i poeti Massimo Migliorati (Brescia), Emilio Rentocchini (Sassuolo) e Norma Stramucci (Recanati). Domenica 4 agosto la proclamazione del vincitore del PontedilegnoPoesia 2019, che assegna anche un premio alla “carriera” a Giampiero Neri, considerato oggi il decano della poesia italiana.
No Borders Music, record di pubblico in alta quotaNote tra boschi e laghi in Friuli con Capossela e Levante
TRIESTE04 agosto 201919:26
– Record assoluto per gli organizzatori: ai Laghi di Fusine (Tarvisio, Udine) il XXIV ‘No Borders Music Festival’ ha registrato 12mila presenze nei 4 concerti con star nazionali e internazionali, svoltisi nell’arco della giornata secondo lo spirito di una “rassegna senza confini in mezzo alla natura in alta quota”. I Laghi di Fusine sono stati scelti perché al confine tra Italia, Austria e Slovenia.
Il festival è cominciato alle 8:30 con “Lake Sound”, Concerto del Risveglio su una zattera al centro del Lago Superiore e il pubblico seduto attorno (Trilok Gurtu percussioni, Roy Paci tromba, Jacques Morelenbaum violoncello e Carlo Cantini violino, per la prima volta insieme). Alle 12 è cominciato “Al Pascolo.
Concerto per bestie e uomini”, atto unico di Vinicio Capossela, opera che si è aggiudicata la Targa Tenco 2019 per il “Migliore Disco dell’Anno”. A seguire è stata la volta di Levante, star del nuovo pop italiano che ha eseguito, tra l’altro, Lo Stretto Necessario, il brano realizzato con Carmen Consoli.
Amadeus, vorrei un festival piacevolmente imprevedibile”Primo obiettivo i giovani. Lavoro di squadra e trasparenza”
04 agosto 201912:32
– Il progetto di Sanremo 2020 “è ancora tutto da costruire: mi godo ancora qualche giorno di gioia, poi avrò il piacere di metterlo insieme a tutta la squadra Rai”, risponde Amadeus all’indomani dell’investitura ufficiale da conduttore e direttore artistico. Ma una speranza ce l’ha: “Mi piacerebbe realizzare un festival piacevolmente imprevedibile: vorrei che il pubblico si sedesse davanti alla tv incuriosito da quanto sta per accadere”. “Sono ancora incredulo, forse perché mi trovo in vacanza in Spagna”, confessa. “Mi sento emozionato, ma sereno”. Più agitato è sicuramente Fiorello, sponsor di Amadeus dalla prima ora, che ha già confermato la sua presenza al festival: “Mi ha chiamato e mi ha detto: ma come mai sei più calmo di me? Per me è un fratello, è come se avesse le mie chiavi di casa e quindi anche quelle dell’Ariston: venga quando vuole, magari entrando dal retro”, scherza il conduttore. Approdare al festival resta il “sogno di una vita” che si avvera: “Ho 56 anni e quando inizi a fare il mio mestiere non puoi che sognare di condurre Sanremo, è come la maglia della Nazionale per un giovane calciatore. Avrò visto una cinquantina di festival, è tra le tradizioni irrinunciabili che si tramandano per generazioni”. Un traguardo centrato dopo una carriera ricca di successi, ma anche punteggiata da momenti difficili: “Ci sta”, ammette Amadeus. “E a volte penso che le cose più belle siano proprio figlie dei sacrifici, degli errori commessi, dei momenti bui che ti danno la carica per ricominciare, rendendoti più forte e consapevole”.Al rientro, subito dopo la pausa estiva, “il primo obiettivo sarà pensare ai giovani”. Ma è presto per parlare di doppia gara o di eliminazioni: “Non ci abbiamo ancora pensato”. Quello che è certo è che l’ex dj Amadeus, che ogni mattina come primo gesto accende la radio, non vede “l’ora di poter ascoltare centinaia di canzoni, con la commissione che andrò a formare. Pippo Baudo, che è un maestro, mi ha detto: ‘Devi ascoltare i brani talmente tante volte che quando arrivano sul palco devono sembrarti dei motivi già consolidati. Devi cogliere in anticipo se quella canzone è in grado di durare’. E’ questa, in fondo, la mission del festival, al di là dello show, del varietà che pure è importante”. E la missione quest’anno sarà ancora di più puntare ad allargare il pubblico dei giovani, intercettando le nuove tendenze del mercato musicale: “E’ un lavoro già intrapreso – sottolinea Amadeus -. Fortunatamente ho una figlia di 22 e un altro di 11 anni, sono loro spesso a segnalarmi quanto di buono c’è nella nuova musica, un’esperienza di cui faccio tesoro. E poi non dimentichiamo che ho fatto radio per tanti anni: ho l’orecchio allenato”.Una responsabilità in più per un direttore artistico, ruolo finito in passato al centro delle polemiche per i presunti conflitti di interessi: “Con la sincerità e la trasparenza che riconosco alla mia carriera – sottolinea – ascolterò tutto quello che mi viene proposto e sceglierò con onestà, indipendentemente dall’etichetta. Certo, non ho la bacchetta magica, spero di avere a disposizione i pezzi giusti”. In quest’ottica sarà fondamentale “il contributo della commissione e del gruppo degli autori: credo molto nel lavoro di squadra”. A settembre, intanto, lo aspetta l’impegno con Soliti ignoti: “Lo spazio quotidiano è irrinunciabile, perché ti fa entrare in confidenza con la gente. Come lo concilierò con la preparazione del festival? Mi conforta il consiglio dell’amico Carlo Conti, che ci è già passato: ‘Ama, ce la possiamo fare’. Ho tanti amici, so di poter contare su di loro”. E sull’appoggio dell’azienda: “Mi hanno chiamato tutti, l’ad Salini, il presidente Foa, il direttore di Rai1 De Santis, il numero uno di Rai Pubblicità Marano, per darmi piena fiducia. E io la voglio condividere con loro, con il massimo senso di responsabilità”.
Un carro armato sbarca sulle DolomitiVecchio Sherman fa parte museo bunker della linea ‘non mi fido’
DOBBIACO (BOLZANO)04 agosto 201912:13
– Un vecchio Sherman americano è ‘sbarcato’ sotto le Dolomiti appena fuori Dobbiaco per raccontare con la sua presenza curiose storie di guerra mai accaduta. Lo Sherman è entrato da questa estate a far parte del progetto ‘Bunker museum’ che vede volontari al lavoro per recuperare una cintura di fortificazioni tra Alto Adige e Veneto. Fanno parte della cosiddetta linea “non mi fido”, voluta, dopo la conquista dell’Austria da parte dei soldati di Hitler, da Vittorio Emanuele III che mal sopportava il ‘caporale’ nazista e temeva che, nonostante l’amicizia con Benito Mussolini, la Germania scendesse le valli da Lienz ed entrasse in Italia da conquistatrice. Proprio fuori Dobbiaco c’è uno dei bunker della linea ‘non mi fido’, recuperato ed attrezzato così come è stato alle origini e come si è evoluto successivamente. Cambiati gli scenari il bunker di Dobbiaco entrò a far parte, fino al 1992, della linea determinata dalla Guerra fredda a difesa da una possibile invasione dei Paesi filosovietici.
Banco del Mutuo Soccorso in tourAnteprima il 2 settembre a Verona, poi da novembre nei teatri
04 agosto 201912:45
– Nuovo tour per il Banco del Mutuo Soccorso. Dopo la pubblicazione dell’album “Transiberiana” (Inside Out Music/Sony Music Group) e la nomination ai Progressive Music Awards nella categoria “Best International Band/Artist Of The Year”, la storica band è pronta per presentare dal vivo i nuovi brani. Il Teatro Romano di Verona ospiterà il 2 settembre l’anteprima estiva. In questa occasione Gianni Nocenzi, membro originario del Banco, salirà sul palco insieme alla band guidata da Vittorio Nocenzi. Dopo l’abbandono nel 1985, sono rarissime le occasioni in cui il compositore e pianista si è esibito insieme al Banco. Il tour invernale inizierà a novembre e andrà avanti nel 2020. Queste le prime date annunciate: 1 novembre Velletri – Roma (data zero), 7 novembre Brescia, 8 novembre Milano, 16 novembre Torino, 14 dicembre Martina Franca – Taranto, 11 gennaio Chiasso, 31 gennaio Roma, il 1 e 2 febbraio Campobasso, 5 febbraio Genova, 27 marzo Avezzano, 31 marzo Bologna.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Victoria’s Secret, prima modella trans
La brasiliana Valentina Sampaio tra testimonial campagna Pink
NEW YORK04 agosto 201914:05
– Victoria’s Secret infrange un tetto di cristallo: per la prima volta il brand di lingerie ingaggia una modella transessuale. Si tratta della brasiliana Valentina Sampaio. Lo ha annunciato la stessa modella, 22 anni, con un post su Instagram. “Scatto dal backstage @vspink” – ha scritto con indosso un accappatoio, riferendosi alla linea Pink, lanciata nel 2002 e rivolta alle giovani donne.
La decisione di ingaggiare una modella trans segue di alcuni mesi la polemica suscitata dal chief marketing officer Ed Razek che aveva detto che lo show degli angeli di Victoria’s Secret non è per Lgbt o donne formose perché queste categorie non rappresentano la ‘fantasia’ che Victoria’s Secret cerca di vendere. Qualche giorno fa, inoltre, l’azienda ha anche annunciato che quest’anno, dopo 23 edizioni, non ci sarà un fashion show con le celebri modelle ‘angeli’.
La Sampaio nel 2017 è stata la prima modella trans su una copertina di Vogue, sull’edizione di Parigi, in Brasile e in Germania nello stesso anno.
Cinema e musica a Venezia, aspettando ElvisIl Lido celebra Waters e spera in Jagger. In arrivo Yesterday
04 agosto 201919:31
– Dopo l’inatteso ma travolgente successo di “Bohemian Rhapsody” culminato nella sera degli Oscar, la caccia al soggetto musicale capace di portare spettatori al cinema è diventata frenetica. Il cinema, si sa, vive anche di leggende e pregiudizi: per anni si è detto che calcio e musica non portano soldi ai produttori, ma il 2019 sembra spazzare via questi dubbi e, dopo Cannes che riceveva Elton John con il biopic sulla sua carriera, anche la Mostra di Venezia si allinea per celebrare il ritrovato feeling tra musicisti, attori e registi.Alberto Barbera ha anticipato tutti assegnando uno dei due Leoni d’oro alla carriera a Julie Andrews, indimenticabile Mary Poppins dei tempi andati, ma anche regina del musical in stile anni ’50 da “Tutti insieme appassionatamente” a “Victor Victoria”. Poi ha continuato a giocare la carta delle rockstar che amano il cinema riservando uno spazio speciale a Roger Waters dei Pink Floyd (“Us+Them” galoppa attraverso le sue migliori esibizioni) e tendendo la mano a Mick Jagger in veste di “bad guy” per il film di chiusura, “The Burnt Orange Heresy” di Giuseppe Capotondi. Riuscisse nell’intento di avere Jagger, potrebbe vantarsi di aver riunito sul tappeto rosso del Lido tre decenni di musica pop. Per la Mostra di Venezia non è una novità assoluta (basti pensare alla rivelazione di “Nico” un anno fa e in tempi più lontani a una folgorante apparizione di Patti Smith), ma certo adesso suona come sigillo dell’anno e anticipazione della stagione che verrà.L’attesa globale è tutta per Baz Luhrmann alle prese con il biopic su Elvis Presley. Distribuito nel mondo dalla Warner Bros e ancora senza titolo, il film avrà Austin Butler nel ruolo di “The Pelvis” e al suo fianco ci sarà Tom Hanks nella parte del suo manager, l’enigmatico Colonnello Parker. Le riprese – si apprende – cominceranno a inizio d’anno nel Queensland in Australia e il film potrebbe essere già da ora nel mirino di Venezia 2020. Per Luhrmann si tratta di un ritorno alla sua più autentica passione dopo la rivelazione ai tempi di “Ballroom”, il lisergico pastiche di “Romeo+Juliet” e il trionfo di “Moulin Rouge”. Ma il regista australiano non è il solo che adesso può sfruttare l’onda: a fine settembre arriva sugli schermi italiani Danny Boyle con l’esilarante “Yesterday” con le peripezie di un cantante che, dopo essere finito in coma, si risveglia in un mondo che non ha mai conosciuto i Beatles e sfrutta la situazione a proprio vantaggio. Il film, dopo il debutto al Tribeca Film Festival, sta uscendo un po’ ovunque e, se non ha prodotto risultati travolgenti, conferma però la sensibilità di un regista che piacerà al pubblico italiano.Sugli schermi italiani da fine estate arrivano anche il musical anglo-indiano “Blinded by the Light” di Gurinder Chada (“Sognando Beckham”) ispirato alle canzoni di Bruce Springsteen, la versione per il grande schermo di “Cats” (un musical ormai senza tempo) e “Teen Spirit” di Max Minghella con Elle Fanning in veste di aspirante pop star. Poi sarà la volta di biopic ispirati alle storie di Motley Crue e Lynyrd Skynyrd, ma nessuno di questi film promette di essere un vero “caso”, perché la popolarità multimediale di Freddie Mercury rimane unica nel mondo degli adolescenti che mai lo avevano visto dal vivo. Così, aspettando Elvis, ci si potrà consolare con la versione “live action” de “La sirenetta” diretta da Rob Marshall, il ricordo di capolavori memorabili come “Quadrophenia”, “Sid and Nancy”, “Bird”, “Io non sono qui”, oppure, restando al Lido di Venezia, con le performance a sorpresa di grandi musicisti innamorati di cinema quali il compositore Riccardo Sinigallia, la cantante maliana Inna Modja, il cantore di musica popolare Ambrogio Sparagna, tutti ospiti alle Giornate degli Autori.
Woodstock, 50 anni fa il concerto del secolo”Tre giorni di pace e musica rock”. Ma è flop delle celebrazioni
06 agosto 201911:37
ROMA – La notizia del disastroso fallimento dell’organizzazione dell’edizione del cinquantenario di Woodstock lascia cadere un velo malinconico sull’imminente ricorrenza. “The Times They Are a Changin'”, cantava Bob Dylan ai tempi in cui era ancora possibile sognare e vivere l’estate dell’amore. Oggi i tempi sono proprio cambiati e sono stati la finanza e i tribunali a decidere che l’edizione che avrebbe dovuto celebrare i cinquant’anni del più celebre festival musicale della storia non ci sarà. O meglio ci sarà: si svolgerà negli stessi giorni, dal 15 al 17 agosto, e nella stessa località, Bethel, dove c’è un museo e un auditorium da 15mila posti dove suoneranno alcuni dei reduci, come Johnny Winter, Santana, John Fogerty e i Blood, Sweat and Tears, oltre a Ringo Starr, la Tedeschi Trucks Band, i Doobie Brothers.Michael Lang, l’unico dei quattro organizzatori dell’evento originale ancora in attività nel settore (gli altri tre erano John P. Roberts, Joel Rosenman e Artie Kornfeld), si è dovuto arrendere: a mezzo secolo di distanza non è neanche immaginabile mettere in piedi un mega raduno all’insegna dell’improvvisazione e del caos logistico come avvenuto nel 1969. All’epoca i quattro, che erano partiti da un annuncio sul New York Times, pensavano a un raduno da 50mila persone: ne arrivarono 500mila che si trovarono di fatto senza alcun supporto, senza cibo né acqua e sostegno medico nella fattoria di Max Yasgur, un contadino di Bethel che affittò il suo terreno per 75mila dollari. Bethel è una cittadina nei dintorni di Woodstock, dove allora vivevano Bob Dylan e la Band. Poteva essere un disastro e invece si creò un mito.Come viene raccontato dal leggendario documentario di Michael Wadleigh, al quale lavorò un giovanissimo Martin Scorsese, l’organizzazione andò in tilt quasi subito: buona parte dello staff era fatta di acido e l’arrivo, del tutto imprevisto, di 500mila persone, rese impossibile l’accesso alla zona. L’unico modo per raggiungere la Max Yasgur’s Farm era l’elicottero. Ci si mise anche una pioggia torrenziale che interruppe le performance sul palco ma generò un’incredibile festa tra il pubblico sostenuto da gigantesche dosi di stupefacenti. Furono davvero “tre giorni di pace e musica rock”: l’unico gesto violento ha avuto per protagonista Pete Townshend, notoriamente nemico della cultura hippy, che colpì con la chitarra Abbie Hoffman, storico leader della controcultura che, incautamente, aveva cominciato a parlare della liberazione del poeta pacifista John Sinclair (in carcere per aver tentato di vendere alcuni spinelli a un poliziotto in borghese) durante il set degli Who.Sul piano musicale alcune delle performance leggendarie furono animate da artisti addirittura al primo disco come Joe Cocker e Santana che trovarono in quel palco il trampolino di lancio per la loro straordinaria carriera. I Ten Years After di Alvin Lee conobbero proprio grazie a Woodstock il successo mondiale, Richie Havens entrò nella leggenda con un brano improvvisato, “Freedom”, un inno ancora oggi, i Grateful Dead si trovarono ad affrontare una performance funestata da problemi tecnici tanto da rifiutare di concedere i diritti per l’album e il film, Janis Joplin (morirà poco più di un anno dopo) stabilì il suo ruolo di mito del rock al femminile, Sly and The Family Stone erano all’apice della creatività. E poi Joan Baez (incinta di sei mesi), Crosby, Stills, Nash & Young, i Creedence Clearwater Revival, The Band. Su tutti Jimi Hendrix, che chiuse la tre giorni suonando quando il sole del lunedì era già alto: la sua versione di “Star Spangled Banner”, l’inno americano, resta uno dei momenti più alti della storia del rock. Buona parte del pubblico era tornata a casa: il campo di Max Yasgur era una distesa di cartacce e spazzatura. Anche Jimi morirà un anno dopo. La tre giorni di Woodstock segna il punto più alto dell’estate dell’amore e del sogno hippy che aveva il suo epicentro dalla parte opposta degli Stati Uniti, sulla West Coast.Proprio sulla West Coast, a Monterey, dal 16 al 18 giugno del 1967, di fronte a 200mila persone, si era svolto il primo mega raduno rock. Dal 26 al 30 agosto del 1970, andò in scena la terza edizione del festival dell’isola di Wight, in Inghilterra, con, tra gli altri, Jimi Hendrix, i Doors, Joni Mitchell, che aveva rinunciato a Woodstock per partecipare al Dick Cavett Show (un Letterman ante litteram), Miles Davis, Jethro Tull (che avevano respinto l’invito di Michael Lang e soci per l’odio nutrito da Ian Anderson contro gli hippy), Leonard Cohen. Questi mega raduni finirono per sancire la fine di un’epoca: il tentativo di celebrarla in grande stile si è tristemente arenato in tribunale.
Houellebecq tra viaggio e erotismoTorna Piattaforma, per lettore confronto fisico con il racconto
05 agosto 201910:48
– MICHEL HOUELLEBECQ, PIATTAFORMA (La Nave di Teseo, pag. 379. euro 13,00) Provare a prendere l’opera di Michel Houellebecq dalla gola, come lui fa con te ad ogni libro, può essere una sfida interessante soprattutto d’estate quando ti sembra di avere più energie e più tempo per portare a termine e vittoriosamente un confronto impegnativo e fisico come quello con i libri di questo scrittore che ora La Nave di Teseo sta ripubblicando uno per uno.Il confronto con la pagina di Houellebecq è infatti fisico prima che intellettuale, almeno per me. Ti prende e ti colpisce negli istinti più bassi, ti spiazza, ti porta da una parte all’altra sbattendoti contro le pareti della sua scrittura ruvida. Ne esci tramortito fisicamente ed intellettualmente che sia la prima volta che lo leggi o la milionesima perché mette a nudo senza mezzi termini gli istinti peggiori, le debolezze del tuo essere bianco ed occidentale del tuo appartenere ad una civiltà antica e dominante, inesorabilmente destinata alla scomparsa. A partire dalla trama per esempio. Come in questo Piattaforma, libro del 2001, per niente datato, non tra i suoi più famosi, eppure proprio per questo per me assolutamente significativo. Qui non tanto per quello che racconta, in fondo poco, ma per come lo fa e la scrittura appunto è più nuda ed efficace che altrove, come in Sottomissione in cui sei catturato dalla sfida tematica.Qui si parte stancamente e ti sembra di essere in un romanzo familiare, introspettivo. Poi dopo poco ti ritrovi in un giallo, forse un thriller. Ma non hai nemmeno finito di pensarlo che sei in viaggio, in un romanzo di viaggio che però diventa subito erotico al limite della pornografia e poi ancora altro di pagina in pagina come fossero tanti libri diversi uno dentro l’altro eppure no, non lo sono. Non lo sono perché il protagonista è sempre lui, quell’uomo bianco occidentale insopportabilmente antipatico nella sua decadenza, capace di provare sentimenti insospettabili nella sua apatia e di creare senso nella sua insensatezza. Lui come il protagonista di Piattaforma. Michel, parigino, quarantenne che si sente vecchio, anonimo funzionario ministeriale che si occupa del futuro dell’arte, solitario egoista apatico fissato con il sesso che si distrugge per amore quasi come avesse un cuore che non ha. Tu sei lì con lui, insopportabilmente antipatico e soprattutto lo odi perché ti porta a fondo in tutte le sue perversioni e quasi ti senti soffocare perché alla fine, ogni volta, si ti rendi conto che si così tanto e maledettamente ti somiglia.
A Migliorati il PontedilegnoPoesia 2019Premiati anche Emilio Rentocchini e Maria Lenti
PONTE DI LEGNO (BRESCIA)04 agosto 201917:16
– Il bresciano Massimo Migliorati con “Il perdono delle cose” (Giuliano Landolfi editore) ha vinto il PonteilegnoPoesia 2019, riservato alla poesia italiana edita. Premiato anche Emilio Rentocchini (Sassuolo) per “44 ottave” (Book Editore) e Maria Lenti (Urbino), per “Elena, Ecuba e le altre” (Arcipelago Itaca).
Il riconoscimento del pubblico è andato al piemontese Beppe Mariano (Cuneo) per “Attraversamenti” (Edizioni Interlinea).
Premi per gli altri due finalisti: Noma Stramucci (Recanati) per “Soli 3 + (quell’altro)” (Arcipelago Itaca), e Pasquale Di Palmo (Venezia) per “La carità” (Passigli Editori). Il premio, al suo decennale, è stato consegnato a Ponte di Legno alla presenza del sindaco, Ivan Faustinelli, dal presidente, Andrea Bulferetti.
Due riconoscimenti speciali: alla carriera al decano dei poeti italiani, Giampiero Neri, e premio Pontedilegno-MirellaCultura 2019 all’ex presidente lombardo e di Fondazione Cariplo, Giuseppe Guzzetti.
Incassi Usa, in vetta Fast & FuriousSeconda piazza per Il re leone, chiude il podio Tarantino
04 agosto 201918:50
– E’ Fast & Furious – Hobbs & Show, primo spin off della saga, diretto da David Leitch, con Dwayne Johnson e Jason Statham ex acerrimi nemici costretti ad allearsi, a imporsi subito in vetta al box office Usa: il film – che in Italia arriva in sala l’8 agosto – rastrella nel week end 60,8 milioni di dollari. Al secondo posto Il re leone versione live action, con 38,2 milioni di dollari (per un totale di 430 milioni solo sul mercato nord americano e di quasi 1,2 miliardi a livello globale). Chiude il podio Quentin Tarantino con C’era una volta… a Hollywood, con il supercast formato da Leonardo DiCaprio, Brad Pitt e Margot Robbie (poco più di 20 milioni di dollari nel fine settimana, 79 milioni in totale).
Scivola in quarta posizione Spider Man: Far From Home, che raccoglie altri 8 milioni di dollari nel week end, seguito da Toy Story 4 con 7,1 milioni di dollari.
Dati Ebu, l”efficienza’ della RaiA confronto con concessionarie di Spagna, Francia, Gb, Germania
04 agosto 201918:26
– Efficiente, con il canone più basso e e con meno dipendenti rispetto alle altre ‘cugine’ europee. E’ la fotografia della Rai scattata dall’European Broadcasting Union (Ebu), l’unione delle radiotv pubbliche europee, che ha messo a confronto in particolare le concessionarie di Spagna, Francia, Regno Unito, Germania e Italia.
In termini comparativi, la Rai, secondo i dati Ebu, dispone di risorse pubbliche inferiori alle altre concessionarie: nel 2017 Viale Mazzini ha beneficiato di 1.776 milioni di euro contro i 4.729 milioni della Bbc, i 3.378 milioni delle concessionarie francesi e gli 8.122 milioni delle tv e radio pubbliche tedesche. In Italia il valore del canone, 90 euro, è il più basso se comparato a quello di altri grandi paesi come Regno Unito, Francia e Germania, dove è di circa 166 euro, 138 euro e 210 euro. Quanto ai dipendenti, i 12.917 della Rai (dati 2017) sono meno della metà di quelli delle radiotv tedesche (33.959) e meno delle concessionarie francesi (16.915) e spagnole (13.601).
Teatro, Leone d’Oro carriera a Hillje”Deve essere umanistico e universale o non sarà più arte”
VENEZIA04 agosto 201919:07
– E’ stato consegnato, al teatro Goldoni di Venezia, il Leone d’Oro alla carriera della Biennale Teatro a Jens Hillje, condirettore del Teatro Gorki di Berlino.
Da parte sua Hillje, nel ringraziare la Biennale, ha detto: “Per me il teatro è sempre la collaborazione di un gruppo di artisti che nel migliore dei casi diventa una famiglia per scelta, magari con tanti contrasti ma fondata sul rispetto reciproco”.
“A volte riusciamo a lavorare insieme per creare arte in un’atmosfera di amore priva di paure – ha rilevato -. Questi sono momenti di felicità pura, ‘Arbeitsglück’, momenti di un’Utopia che diventa realtà, il teatro deve essere umanistico e universale o non sarà più arte”. “Mi considero un amministratore drammaturgo – ha detto Paolo Baratta, presidente della Biennale – il che significa elaborare riflessioni e scelte di composizione nella sequenza delle diverse biennali. Drammaturgia è una parola di casa alla Biennale, è la parola per eccellenza di chi organizza mostre e festival”.
Black Mountain in tour a CerviaConcerto il 9 agosto per promuovere nuovo album ‘Destroyer’
RAVENNA05 agosto 201910:34
– Considerati tra i massimi esponenti del nuovo sound psichedelico mondiale, i canadesi Black Mountain saranno in tour a Cervia (Ravenna) venerdì 9 agosto per presentare, al Rock Planet, il nuovo disco ‘Destroyer’. È il sesto album in studio della band di Vancouver e ha avuto collaboratori di prestigio come Kliph Scurlock (Flaming Lips), Kid Millions (Oneida) e John Congleton (St.Vincent, Swans). I componenti sono Stephen McBean (voce-chitarra), Amber Webber (voce), Matt Camirand (basso), Jeremy Schmidt (mellotron-organo) e Joshua Wells (batteria).
I Black Mountain riprendono, con uno sguardo al presente, le sonorità psichedeliche e sperimentali di gruppi come Pink Floyd o The Velvet Underground, l’hard blues degli anni Settanta con richiami a band come Led Zeppelin e Black Sabbath, unite ad un incedere ipnotico e cupo con echi folk e stoner rock. Dopo la tappa romagnola il tour proseguirà in Svizzera e Ungheria, poi dal 17 agosto negli Stati Uniti e in Canada.
Fast & Furious, Hobbs e Shaw alleati nello spin offJohnson e Statham nel nuovo capitolo in sala dall’8 agosto
05 agosto 201911:16
– Dopo otto film e quasi 5 miliardi di dollari incassati in tutto il mondo, arriva Fast and Furious – Hobbs and Show, primo spin off della saga – diretto da David Leitch e in sala dall’8 agosto con Universal – in cui Dwayne Johnson e Jason Statham tornano a vestire i panni di Luke Hobbs, dell’agente di sicurezza diplomatica degli Stati Uniti, e di Deckard Show, ex veterano delle forze speciali, poi diventato un fuorilegge.
Già acerrimi nemici, protagonisti di durissimi scontri nel settimo film, i due dovranno dare vita a un’improbabile alleanza per sconfiggere un pericolo ancora più terribile di quelli visti finora. Il problema è il nuovo terrorista internazionale Brixton Lore (Idris Elba, new entry nel cast), un anarchico geneticamente potenziato, una sorta di superuomo, trovatosi in possesso di un’arma biologica che potrebbe alterare il genere umano per sempre. E per di più, in grado di aver la meglio sull’affascinante e impavida agente dell’MI6 Hattie Shaw (Vanessa Kirby, altro volto nuovo della saga), sorella di Deckard. Di qui un’azione incalzante che spazia da Los Angeles a Londra, passando per le tossiche e desolate terre di Chernobyl fino alle lussureggianti isole Samoa. La sceneggiatura del film è di Chris Morgan, architetto narrativo di lunga data di Fast & Furious.
Kessler, vogliamo riposare in un’unica urnaLo ha detto a Bild Alice, “ceneri con quelle di nostra madre”
BERLINO06 agosto 201911:06
Le loro gambe lunghe e affusolate sono entrate nell’immaginario collettivo grazie alla Rai, stravolgendo la storia della tv e facendo perdere il sonno a milioni di telespettatori. Eleganti, aggraziate e garbate, sono state l’emblema del glamour. Le gemelle Ellen e Alice Kessler, storiche soubrette del varietà degli anni ’60 e ’70, vogliono essere conservate un un’unica urna. E’ questa la disposizione che le due signore di 82 anni hanno lasciato scritta nel loro testamento.”Io e Ellen vogliamo che le nostre ceneri vengano mischiate un giorno con quelle di nostra madre e possano essere conservate tutte e tre insieme” ha detto Alice Kessler a Bild. “Ne abbiamo dato disposizione nei nostri testamenti” ha aggiunto. “L’urna comune fa risparmiare spazio. Al giorno d’oggi si dovrebbe risparmiare spazio ovunque. Anche al cimitero”, ha proseguito Alice Kessler. L’urna della madre delle gemelle si trova nel cimitero di Gruenewald, nei pressi di Monaco. Le Kessler sono sbarcate in Italia nel 1961, a 24 anni, conquistando il Paese con i loro balletti. Hanno ottenuto un posto nella storia della televisione partecipando a programmi di grande successo come Studio Uno, nel quale cantavano la sigla d’apertura “Da-da-un-pa”, e Canzonissima, lavorando con tutti i maggiori protagonisti dello spettacolo tricolore: da Mina ad Alberto Sordi a Raffaella Carrà.Il loro successo è proseguito anche negli anni ’70, quando – tra le altre cose – hanno accettato di posare per Playboy. Alla fine degli anni ’80 sono poi tornate nel Paese natale, la Germania (dove sono molto note), pur continuando a lavorare e viaggiare spesso in Italia. Nate il 20 agosto nel 1936 a Nerchau, cittadina che a quel tempo si trovava in Germania est, fuggono con la famiglia nella Germania Ovest. A 19 anni sono tra le fila delle mitiche Blubell Girls, a 40 sulla copertina di Playboy. Biondissime, coordinate, ballerine, cantanti, attrici al cinema per Dino Risi ne Il giovedì, con Alberto Sordi ne I complessi e in teatro per Garinei e Giovannini, per molti le gemelle sono ancora il Carosello dei collant, il ritornello de La notte è piccola e gli sketch di Studio Uno, Milleluci e Canzonissima.Si tengono in forma allenandosi con la ginnastica e vivono in una casa a Monaco di Baviera in due appartamenti confinanti. Dopo una lunga assenza nel 2011 sono tornate a calcare i palcoscenici dei teatri con lo spettacolo Dr Jekyll e Mr. Hyde. Tedesche e biondissime, le gemelle più amate della tv si sono esibite sul palco dell’Ariston di Sanremo nel 2014 in uno dei loro storici brani, ‘Quelli belli come noi’. Ellen lei è stata la più longeva nei rapporti sentimentali: vent’anni con Umberto Orsini. Alice invece ha amato Enrico Maria Salerno, per 4 anni, ma ha avuto molte storie. Ora sono sole ma piene di amici.
Incassi, resta in vetta Men in BlackAl secondo posto Spider-man, debutta al terzo Jodie Foster
05 agosto 201911:17
– E’ ancora Men in Black International, spin off della saga, con Chris Hemsworth e Tessa Thompson, a dominare la classifica degli incassi del week end secondo Cinetel, con 427mila euro che portano il totale a sfiorare 1,9 milioni. Al secondo posto si conferma Spiderman: Far From Home, che rastrella 368mila euro nel fine settimana, toccando quota 10,7 milioni. Terza piazza per la new entry Jodie Foster con Hotel Artemis: 243mila euro in quattro giorni in sala. Scivola in quarta posizione un altro thriller, Serenity (125mila euro), seguito da Toy Story 4 (113mila euro). In sesta e settima posizione ancora due nuovi ingressi in classifica: l’horror psicologico Isabelle – L’ultima evocazione (112mila euro) e la commedia Dolcissime (79mila euro). Chiudono la top ten Midsommar – Il villaggio dei dannati (70mila euro), Edison – L’uomo che illuminò il mondo (61mila euro) e la new entry, Una famiglia al tappeto (48mila euro).
Box office totale a quota 2 milioni, dimezzato rispetto a una settimana fa (+8% sul 2018).
Uffizi, boom apertura serale del martedìPrimo bilancio iniziativa. Schmidt, le sale sono meno affollate
FIRENZE05 agosto 201911:39
– Agli Uffizi di Firenze boom di presenze con l’apertura serale del martedì, con quasi 10.000 persone negli otto appuntamenti effettuati a giugno e luglio, +22% rispetto all’edizione 2018. E’ La quarta edizione della speciale apertura dalle 19 alle 22 dal 4 giugno ed in corso fino al 24 settembre. La serata col picco di affluenza è stata il 9 luglio, con 1.567 persone. “L’iniziativa della Galleria visitabile la sera è in continua crescita – spiega il direttore degli Uffizi, Eike Schmidt – ed è comprensibile perché consente di vivere un’esperienza diversa, un viaggio differente e più rilassato da quello consueto. Le sale sono meno affollate, anche la luce cambia; in più, è possibile, volendo, concedersi un romantico aperitivo o un rinfrescante gelato al crepuscolo sulla terrazza affacciata su piazza Signoria”.
Versace acquista Villa MondadoriSul camino le firme di grandi scrittori come Montale e Mann
MILANO05 agosto 201912:41
– Durante il loro soggiorno Thomas Mann, Eugenio Montale e Giuseppe Ungaretti apportarono la loro firma sul muro sopra al camino: oggi Villa Mondadori passa a Donatella Versace, che per una cifra intorno ai cinque milioni di euro si è comprata “La Verbanella”, una delle ville più prestigiose e famose del Lago Maggiore, a Meina.
La Villa fu acquistata dalla famiglia Mondadori negli anni Venti e ospitò personalità come Walt Disney e George Simenon.
La proprietà di 1400 metri quadri, precedentemente gestita da Engel & Völkers Lago Maggiore, si affaccia direttamente sul lago ed è circondata da un grande giardino con piscina. Distribuiti sui quattro piani ben cinquanta locali, di cui venti sono camere da letto e dodici bagni.
A Brera il profumo dell’arteCollaborazione con Lorenzo Villoresi per didascalie olfattive
05 agosto 201913:17
– Che profumo ha l”Adorazione dei Magi’ di Gaudenzio Ferrari? Quali note olfattive stuzzica la ‘Madonna della Candeletta’ di Crivelli? A Brera l’arte è annusabile, grazie alla collaborazione con Lorenzo Villoresi, uno dei “nasi” più famosi al mondo e fondatore a Firenze del primo museo italiano del profumo.
Raggiungendo l’Adorazione dei Magi di Gaudenzio Ferrari si possono ora incontrare, accostandosi a un apposito diffusore, le note acri dell’esotica mirra, mentre le dolci note del Lilium candidum sono a disposizione tra le didascalie dedicate alla Madonna della Candeletta. Il coinvolgimento sensoriale del visitatore a Brera passa anche dal connubio di note e dipinti proposto con il programma Brera/Musica e dalla percezione tattile offerta da alcune didascalie tessili che permettono di accarezzare dal vivo i tessuti dipinti nelle opere, come i damascati di Crivelli e presto il raso di seta della fanciulla in blu dipinta da Hayez nel suo famosissimo bacio.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
A Urbino caccia al tesoro tra i dipinti
Evento abbina arte e divertimento al Palazzo Ducale
URBINO05 agosto 201913:36
– Si chiama ‘Trama degli Sguardi’ ed è una caccia al tesoro decisamente originale: le squadre in gara si devono sfidare nella ricerca di minuscoli particolari celati nelle opere d’arte della Galleria Nazionale delle Marche, nel Palazzo ducale di Urbino.
La caccia al tesoro è in programma giovedì 8 agosto e sarà replicata il 15, il 22 e il 29. Le squadre devono essere composte da un minimo di 3 a un massimo di 6 concorrenti e hanno la possibilità di chiedere aiuto a misteriosi personaggi del passato.
L’evento, organizzato dall’associazione ‘Caccia al Teshorror’ assieme alla Galleria Nazionale delle Marche e all’associazione ‘Rievocazioni Storiche’, dopo aver coinvolto 300 concorrenti nel 2018, punta anche quest’anno a unire il divertimento con l’arte e la cultura. Gli sponsor? Una gelateria (‘Raffaella’), una libreria (‘Montefeltro’) e una degusteria (‘Raffaello’). A dimostrazione che basta poco per dare vita a eventi culturali originali e coinvolgenti.
I Maya e la ‘guerra totale’Su Nature Human Behaviour i risultati di studi in corso dal 2013
05 agosto 201913:40
– Una nuova, importante scoperta archeologica potrebbe aiutare a fare luce su uno dei misteri dell’umanità, la fine del popolo Maya. Un recente studio, i cui risultati saranno pubblicati questa settimana in un articolo online su Nature Human Behaviour, ha rivelato che l’antico popolo precolombiano ricorreva alla guerra totale anche in un periodo di prosperità e raffinatezza culturale, ovvero nel cosiddetto periodo classico (250-950 d.C.), e non solo per motivi religiosi, ma per desiderio di conquista: a quanto emerge i Maya si impegnarono in una guerra violenta che portò alla distruzione diffusa di una città molto prima di quanto si pensasse in precedenza. A condurre le ricerche, iniziate nel 2013, un team composto da David Wahl, Lysanna Anderson, Francisco Estrada-Belli e Alexandre Tokovinine: interpretando i risultati, gli studiosi sono arrivati alla conclusione che non è dunque la pratica bellica del periodo classico terminale (800-950 d.C.) il motivo della fine di questa grande civiltà.
‘Meraviglioso Modugno’ premia Al BanoIl 6 agosto il premio Modugno 2019 a Ermal Meta
BARI05 agosto 201914:41
– Il Premio Città di Polignano a Mare 2019 sarà consegnato ad Al Bano nella serata evento ‘Meraviglioso Modugno’, promossa da Comune, Regione Puglia e Teatro Pubblico Pugliese/Puglia Sounds e dedicata al cantante Domenico Modugno a sessant’anni da ‘Piove’. L’appuntamento è per il 6 agosto in piazza Aldo Moro. Sarà anche consegnato il Premio Modugno 2019 a Ermal Meta. Sul palco si alterneranno, in ordine di apparizione: Shade, Luca Barbarossa, Dimartino, Anna Tatangelo, Cordio, Ermal Meta, Giordana Angi, Avion Travel, Alberto Urso, La scapigliatura e Al Bano. La serata è presentata da Maria Cristina Zoppa, conduttrice di EraOra su Rai Radio Live media partner dell’evento, il cantautore Diodato e l’attore e cantante Marco Cocci. ‘Meraviglioso Modugno’ raddoppia con una seconda serata, il 7 agosto nella stessa piazza con Clementino.
Il sindaco Domenico Vitto ha anche annunciato la creazione di uno spazio museale e interattivo dedicato alla musica d’autore, nel vecchio museo Pascali nel centro storico.
Jova Beach Party chiude il 21 settembre a LinateScalo milanese chiuso per lavori, sostituirà data cancellata ad Albenga
05 agosto 201919:51
“Cercheremo di rendere i biglietti validi per un’altra occasione più vicina possibile ad Albenga che possa comunque accontentare il pubblico ligure, lombardo e piemontese”. Jovanotti l’aveva assicurato e ora la promessa è mantenuta. Dopo l’annullamento della data ligure (colpa delle mareggiate che si sono mangiate 12 metri di spiaggia, rendendo impossibile di fatto la realizzazione del Jova Beach Party), è arrivata la conferma di una nuova data: il 21 settembre all’aeroporto milanese di Linate (chiuso per lavori i ristrutturazione). Certo, la vicinanza con Albenga è relativa, e spiaggia e mare bisognerà un po’ immaginarli, ma il pubblico tra Liguria, Piemonte e Lombardia ora avrà la sua occasione per partecipare alla festa dell’estate. Il Jova Beach Party dunque abbandona i litorali e chiuderà così la sua stagione, che forse si è rivelata più impegnativa del previsto, tra polemiche ambientaliste, mareggiate, perplessità delle amministrazioni comunali, con un vero e proprio happening nell’ultimo giorno d’estate. “JBP è la cosa più bella del mondo perché rompe gli stereotipi, abbatte steccati, apre passaggi, mostra possibilità e costruisce un racconto spontaneo e complesso, vero e molto vitale”, aveva detto l’artista, sempre pronto a offrire qualcosa di nuovo al suo pubblico.
Quella del 21 settembre sarà una lunga giornata di musica, con il via già dal primo pomeriggio e fino a notte fonda, nel prato, tra torre di controllo e pista di decollo.
E’ la prima volta che lo scalo milanese ospita un evento musicale, “la città invisibile” di Jovanotti (in Italia, sono passati alla storia gli show degli U2 all’aeroporto di Reggio Emilia e in quello dell’Urbe a Roma nel 1997, e i tre di Ligabue sempre al Campovolo di Reggio Emilia nel 2005, 2011, 2015).
I biglietti della tappa ligure (il cui rimborso è già stato attivato) saranno validi per questo ultimo appuntamento. Per i bambini è previsto il biglietto gratuito con capienza limitata (info a milanojovabeachparty@tridentmusic.it). I biglietti saranno disponibili dal 6 agosto.
James Bond a Matera, set sarà nei SassiTutto coperto dal segreto, primo ciak previsto dopo ferragosto
MATERA05 agosto 201914:44
– Cresce a Matera – Capitale europea della Cultura 2019 – l’attesa per “Bond 25” (titolo provvisorio) il film con James Bond, l’agente 007 di sua maestà britannica ideato dallo scrittore Ian Fleming, che sarà girato dopo ferragosto, per una ventina di giorni e fino a settembre, nello scenario unico dei rioni Sassi e nel parco rupestre. A confermarlo la realizzazione di uno dei set del film in corso di allestimento a “Calata Ridola”, l’area del Sasso Caveoso sottostante il belvedere di piazzetta Pascoli, uno dei punti panoramici più fotografati dai tanti turisti che, in questi giorni, immortalano gli scorci del cuore antico della città. E proprio fra loro c’è già un pizzico di suspense, di avventura da intrighi internazionali che accompagneranno il film diretto dal Cary Joji Fukunaga.
Nannini, 15 novembre arriva nuovo album”La differenza” esce a due anni di distanza da “Amore gigante”
05 agosto 201915:49
– Il 15 novembre esce “La differenza” (Sony Music), il nuovo album di inediti di Gianna Nannini. È il diciannovesimo album in studio della rocker italiana, che arriva a distanza di due anni da “Amore gigante”.
La Differenza è stato realizzato nei Blackbird Studio di John McBride a Nashville, Tennessee, nel regno dell’analogico, sede di grandi produzioni artistiche blues-rock. A Nashville hanno mosso i primi passi importanti star negli anni ’50 e ’60 e ancora oggi ospita eccellenti studi di registrazione, in cui sono passati artisti come Bob Dylan, Elvis Presley, Paul McCartney o, più recentemente, Jack White e Kings of Leon.
Zingaretti saluta Sironi, gran parte successo è tuoAttore su Instagram, piango ancora un complice, un anno di merda
05 agosto 201916:08
“Quante volte ci siamo mandati a quel paese, quante volte hai cucinato per noi, quante battaglie abbiamo condiviso, quante scene abbiamo riscritto, quante volte ci siamo detti ok, quante volte mi hai compreso, mi hai appoggiato, mi hai confortato, Quante volte hai minimizzato dove gli altri avrebbero ingigantito. Sei stato l’unico regista che quando davi motore cominciavi a raccontare le barzellette. Gli altri chiedevano il silenzio, tu raccontavi di Alberto Sordi”.Luca Zingaretti affida al suo profilo Instagram – postando anche una foto che li ritrae insieme sulla spiaggia, mentre camminano in abiti primaverili – il suo commovente e sentito addio ad Alberto Sironi, regista di tutti gli episodi della serie tv Il Commissario Montalbano sin dal 1999, morto ad Assisi a 79 anni. “Quanti bicchieri di vino, quante chiacchierate – prosegue Zingaretti, che fu scelto per interpretare il commissario di Vigata proprio da Sironi – quante confidenze. Quante volte abbiamo fatto fronte comune. E che sapienza! Tanta parte del successo tv dei nostri film è tuo. E non lo dico adesso che non ci sei più, l’ho sempre urlato. Non te lo hanno detto abbastanza, non te lo hanno riconosciuto abbastanza. Ma lo sapevano tutti”.”Che sapienza, che cultura – prosegue l’attore – che simpatia, che leggerezza, che signorilità, che gentiluomo eri. Quante volte, se riconoscevi che avevo ragione, hai detto ‘ok, la tua idea è migliore facciamo come dici tu’ senza sentirti minimamente sminuito, perché avevi un animo grande. Perché ci stimavamo e ci volevamo bene. In poco tempo è la seconda volta che piango un complice di questa avventura – sottolinea ancora l’attore, alludendo alla scomparsa di Andrea Camilleri, morto il 17 luglio scorso – che ci accomuna da tanto tempo. È penoso, è duro, è proprio un anno di merda! Addio amico mio!”.
Nuove scoperte archeologiche a P.TorresScavi per rete gas riportano alla luce antica colonia romana
SASSARI05 agosto 201916:52
– A Porto Torres gli scavi per la posa della rete del gas riportano alla luce la Turris Libisonis di duemila anni fa. Le ruspe di Medea, la società del Gruppo Italgas che sta costruendo le reti di distribuzione del gas, durante il loro intervento tra via Carducci e via Colonia romana, hanno ritrovato nel sottosuolo il basamento di una colonna in calcare ed è stata individuata una struttura muraria in opus incertum.
Oltre a quest’ultima gli archeologi della Soprintendenza, grazie agli scavi, hanno potuto esaminare diverse sepolture monumentalizzate, plinti a base quadrata, una sepoltura con copertura in laterizi a cappuccina, un ambiente in opus latericium e un mattone con bollo di fabbrica che si trova ora nel Centro di restauro di Li Punti, a Sassari.
I ritrovamenti sono stati illustrati a Porto Torres nel corso di una conferenza stampa cui hanno partecipato il sindaco Sean Wheeler, il suo vice Marcello Zirulia, l’assessore ai Lavori Pubblici Alessandro Derudas, il soprintendente per i Beni archeologici delle province di Sassari e Nuoro, Bruno Billeci, la funzionaria responsabile di zona, Gabriella Gasperetti, l’assistente tecnico-scientifico della sede operativa di Porto Torres, Franco Satta, l’archeologa Daniela Deriu. “Le opere pubbliche servono a rendere più moderna una città, ma diventano spesso occasioni anche per approfondirne la conoscenza e per raccontare il nostro passato ricco di storia”, ha sottolineato il sindaco.
“I resti di interesse archeologico sono di particolare rilievo. Sono stati individuati elementi architettonici e strutture di ottima fattura, purtroppo già in parte danneggiate e obliterate da precedenti lavori per sottoservizi e piani interrati”, ha spiegato la direttrice delle indagini archeologiche, Gabriella Gasperetti. “Nonostante le limitate dimensioni della trincea di scavo, sono state documentate le strutture, recuperati i reperti mobili e consolidati gli intonaci di rivestimento”.
Senigallia, in mostra foto di GalimbertiRitratti di Giacomelli, Eco, Altman e Dalla esposti fino al 31/8
SENIGALLIA (ANCONA)05 agosto 201916:53
– Il massimo esponente italiano della corrente artistica basata sulla fotografia istantanea, Maurizio Galimberti, è in mostra in questi giorni alla Rocca Roveresca di Senigallia. Per tutto il mese di agosto è esposta nel monumento una raccolta di fotografie dell’artista di fama internazionale, noto al pubblico per i suoi ‘collage’ di polaroid.
Originale e ad effetto lo stile dell’artista comasco, classe ’65, che si esprime con mosaici realizzati attraverso numerosi scatti di polaroid dello stesso soggetto. Composizioni realizzate da tante tessere, tutte della stessa dimensione ma di numero variabile tra un’opera e l’altra, che mettono in evidenza i tratti più significativi del personaggio ripreso. Tra questi il fotografo Mario Giacomelli, il filosofo Umberto Eco, il regista Robert Altman, l’attrice Barbara Bouchet e il cantautore Lucio Dalla. In mostra anche i ‘ready made’ e le fotografie di viaggio: dalla grande mela alle pianure dell’Emilia Romagna.
Ad Assisi i funerali di Alberto SironiIl regista scomparso viveva in Umbria con la moglie
ASSISI (PERUGIA)05 agosto 201916:56
– L’Umbria piange Alberto Sironi. Il regista della serie tv ‘Montalbano’ è morto infatti ad Assisi, dove si svolgeranno anche i funerali (mercoledì 7 agosto a San Rufino), città che lo aveva accolto e dove viveva con la moglie assisana Lucia Fiumi, sposata nel 2016.
Sironi, 79 anni, aveva scelto l’Umbria sia per amore ma anche per viverci. La scintilla per entrambi (Lucia Fiumi è l’organizzatrice della stagione della musica d’autore Tournè e dell’evento Suoni Controvento) è scoccata mentre i due erano coinvolti in una giuria per il Calendimaggio ad Assisi.
“Quello che non è stato ancora raccontato – diceva Sironi parlando dell’Umbria – è la sua gente. Bisogna raccontarla perché questo ancora nel cinema non c’è. Gli umbri sono un popolo particolare che sembra chiuso, ma non è vero. Ho trovato gente meravigliosa tanto da aver conosciuto una donna umbra e la vita per me è poi cambiata”.
“Ciao amore mio”, è il commento lasciato dalla moglie per un saluto su Facebook con una foto insieme.
Sempre attraverso il social è arrivato subito anche il saluto del sindaco di Assisi, Stefania Proietti. “La scomparsa di Alberto Sironi – afferma – lascia un grande vuoto nella comunità di Assisi e nel mondo della cultura italiana”.
Domenico Modugno, 25 anni fa l’addio a Mr. VolareCon Nel blu dipinto di blu rivoluzionò la musica italiana
06 agosto 201915:21
Venticinque anni senza Domenico Modugno. Mr Volare, come lo conosceva mezzo mondo, è morto il 6 agosto del 1994, a soli 66 anni. Era un caldo pomeriggio d’estate, davanti ai suoi occhi che si sono chiusi per l’ultima volta c’erano l’amato mare di Lampedusa e il tramonto. Già provato da tempo nel fisico, lasciò un segno indelebile nella musica italiana, ma non solo. Portò il “bel canto”, il talento e il fascino del Belpaese dove nessuno si era mai spinto fino a quel momento: Nel blu dipinto di blu, che tutti – indistintamente – hanno cominciato a chiamare Volare, è diventato una sorta di inno nazionale.Carismatico e versatile, Modugno è stato il cantante italiano più conosciuto all’estero con oltre 60 milioni di dischi venduti: era nato il 9 gennaio del 1928 a Polignano a Mare (Bari). Poco più che ventenne si trasferì a Roma per seguire la sua vena artistica, cinematografica agli inizi. La musica arrivò solo in un secondo momento, quasi per caso: una ninna-nanna cantata nel film ‘Carica eroica’ di De Robertis (1953) fu il lasciapassare per la trasmissione radiofonica ‘Trampolino’. Il successo arrivò 5 anni dopo con la vittoria al Festival di Sanremo del ’58 con Nel blu dipinto di blu. Un successo mondiale che gli fece vincere tre Grammy, disco dell’anno, canzone dell’anno e interprete dell’anno.L’anno dopo bissò con Piove, che quest’anno festeggia i 60 anni. Come una sorta di Re Mida, ogni brano che le sue corde vocali affrontavano si trasformava in un successo: altre due vittorie a Sanremo (nel ’62 e nel ’66), una al Festival di Napoli (nel ’64 con Tu si’ ‘na cosa grande) e la fama mondiale. Dal suo cilindro escono gioielli come “L’uomo in frac” e “Resta cu me”.Intanto diventò anche attore di cinema e teatro (memorabile il suo Rinaldo in campo), regista, volto tv. La sua carriera subì una brusca interruzione quando, nel 1984, durante la registrazione della trasmissione La luna nel pozzo in onda su Canale 5, fu colpito da un ictus, con gravi conseguenze.Nell’ultima parte della sua vita si dedicò anche alla politica e nel 1987 fu eletto deputato per il Partito Radicale. Il 26 agosto 1993 tiene il suo ultimo concerto, una festa di riconciliazione con la sua Polignano a Mare, “tradita” all’inizio della carriera quando si spacciò per siciliano.”Mr. Volare” continua a rappresentare un punto di riferimento e fonte d’ispirazione, se si pensa al gran numero di omaggi e al fatto che la versione francese di “Io mammeta e tu”, cantata da Karl Zero, è finita nella colonna sonora di “X Files”.: da Mina a Roberto Murolo al Fabrizio De Andrè che lo cita in “Don Raffae'”, dai Negramaro di “Meraviglioso” (la canzone scartata nel 1968 al festival di Sanremo) ai Folkabbestia di “Tre briganti e tre somari” incisa con Caparezza ed Erriquez della Bandabardo’; dai Radiodervish che hanno realizzato lo spettacolo “Amara terra mia” con Giuseppe Battiston, inciso l’album e fatto il video della “title track” diretto da Franco Battiato; da Ginevra Di Marco e Roy Paci che incidono “Malarazza” agli Avion Travel che portano in scena, con il contributo di alcuni dei migliori jazzisti italiani, “Uomini in frac” fino a Diodato che ha inciso “Piove” per non dire di “Volare”, la fiction di Rai1 con protagonista Beppe Fiorello che ha poi portato in tournée lo spettacolo “Penso che un sogno così” dedicato all’artista.Dal 2013 Polignano gli rende omaggio con la serata “Meraviglioso Modugno” e quest’anno è stato anche annunciato il progetto per un museo Domenico Modugno.
JovaBeach a Policoro? Dubbi LegambienteL’organizzazione ambientalista, in pericolo la flora e la fauna
POTENZA05 agosto 201919:21
– Per garantire “la difesa della flora e della fauna” sulle dune a ridosso della spiaggia di Policoro (Matera), Legambiente ha chiesto che la tappa del Jova Beach Party di Jovanotti in programma nella zona di “Torre mozza” il prossimo 13 agosto sia “spostata in altro luogo”.
L’organizzazione ambientalista ha chiesto, in alternativa, che la data del concerto sia rinviata a dopo la fine di agosto; un’altra proposta riguarda la riduzione dell’area riservata allo spettacolo.
Francia, a ottobre inediti di ProustIn arrivo una raccolta composta da nove scritti
PARIGI05 agosto 201919:39
– Racconti e testi inediti di Marcel Proust verranno pubblicati il 9 ottobre in Francia: secondo quanto annunciato dalle Editions de Fallois, si tratta di una raccolta composta da nove scritti e intitolata “Le mystérieux correspondant et autres nouvelles inédites”. In un primo tempo avrebbero dovuto rientrare nella sua prima raccolta, ‘I piaceri e i giorni’, ma il grande scrittore francese decise poi di scartarli. A rispolverare gli inediti, è stato l’editore nonché specialista dell’opera di Proust, Bernard de Fallois, scomparso lo scorso anno. “Con questa raccolta di racconti e altri testi inediti di Marcel Proust – si legge in una nota diffusa dall’editore – risaliamo alle fonti di ‘Alla ricerca del tempo perduto'”. Pagine inedite, dunque, che “non hanno la perfezione della Ricerca ma che ci aiutano a comprenderla meglio svelandoci i suoi inizi”.
Placido Domingo re a Caracalla dopo 30 anniNoche española con arie da zarzuelas, ‘è la musica dei miei genitori’
06 agosto 201911:52
“Forse non tutti sanno che sono figlio d’arte, i miei genitori erano entrambi cantanti di zarzuela. La serata di musica spagnola è nata per questo”: è un omaggio pieno d’amore per la sua famiglia e le sue origini la “Noche española” che Placido Domingo regalerà al pubblico di Caracalla il 7 agosto, nel cartellone estivo del Teatro dell’Opera di Roma.
“Mia madre cantava pochi giorni prima che io nascessi e per me fare il cantante resta un privilegio: si crea una tale comunione con il pubblico che si riescono a cancellare tutti i problemi quotidiani”, afferma oggi a Roma il maestro, reduce dai successi all’Arena di Verona dove ha appena festeggiato i 50 anni dal suo debutto (dirigendo l’Aida e cantando ne La Traviata). In un grande concerto composto da canzoni della tradizione spagnola e arie da celebri zarzuelas, accompagnato dall’orchestra del teatro capitolino diretta da Jordi Bernàcer, Domingo sarà dunque di nuovo indiscusso re a Caracalla, a 29 anni dalla storica serata de “I tre tenori”, quando fu protagonista tra le rovine romane con Luciano Pavarotti e José Carreras: “tornare dopo tanti anni è una grande emozione, sono felicissimo”, dice, ricordando l’amicizia con i due colleghi, e il divertimento di “scegliere il programma di quel concerto e sorteggiare i brani che volevamo cantare tutti e tre. Siamo stati tanto insieme e non abbiamo mai avuto un problema”. In questo concerto romano, dal titolo Gala Placido Domingo “Noche española”, sarà la Spagna protagonista, grazie a un repertorio dal sapore popolare: “la zarzuela è la sorella o la cugina dell’opera: non ha solo la musica ma anche il dialogo”, spiega Domingo, “non si raccontano drammi troppo grandi, le cose infatti alla fine si risolvono sempre. Le storie delle zarzuelas sono ambientate nelle diverse regioni spagnole, ognuna caratterizzata da una propria musica”. Sul palco delle Terme di Caracalla saliranno anche il soprano di origini cubane Ana Maria Martinez e il tenore messicano Arturo Chacón Cruz, oltre alla Compagnia di ballo Antonio Gades di Madrid, perché, spiega ancora l’artista, “nel nostro spettacolo la danza è essenziale”. Con una carriera di oltre mezzo secolo alle spalle, la star spagnola non ha nostalgia del passato: “Non ho mai pensato che i miei tempi fossero migliori, ci sono sempre stati maestri, grandi interpreti e registi”, dice, “prima la lirica in Europa si faceva solo nelle capitali, adesso ogni grande città ha un teatro d’opera. Ci sono compagnie ovunque e finalmente si sta formando un pubblico giovane”. “Per me questo è un momento positivo. Alcuni dicono che l’opera sia passata. Io non lo credo”, prosegue, “penso però che si debba lavorare sulla regia, oggi con una stessa scenografia si fanno 10 opere. Invece si deve raccontare la storia al pubblico giovane che ha bisogno di un pizzico di tradizione”. Sulle opere a cui è legato maggiormente, Domingo non ha dubbi, Otello e Tosca: “le ho interpretate entrambe più volte, ben 225 repliche per ognuna”, racconta, “con la Tosca ho iniziato e poi ho avuto l’onore di dirigerla per il centenario nel 2000, con Luciano (Pavarotti, ndr) che cantava Cavaradossi”.
Matera: Capossela inaugura TrenodiaDal 18 al 29 agosto nel Mezzogiorno un pianto rituale collettivo
MATERA06 agosto 201912:54
– Sarà il Casino Padula della Città dei Sassi ad ospitare il 7 luglio, dalle 17.30, la prima “chiamata pubblica” rivolta ai cittadini che vorranno diventare protagonisti dell’opera d’arte pubblica, Trenodia, ideata e curata da Mariangela e Vinicio Capossela, e coprodotta dalla Fondazione Matera Basilicata 2019 insieme a Sponzfest Sottaterra 2019, nell’ambito di Matera Capitale europea della Cultura 2019.
Un pianto rituale collettivo, sonoro e rigenerante, quello “rielaborato” della performance itinerante Trenodia, dal 18 al 29 agosto, attraverso alcuni comuni del Mezzogiorno, dalla passando per Calabria e Campania e finendo in Basilicata.
Orazi lascia Teatro Lirico di CagliariSovrintendente via dal 30/9, “motivi personali e familiari”
CAGLIARI06 agosto 201914:23
– Claudio Orazi lascia l’incarico di soprintendente dell’Ente Lirico di Cagliari. Una scelta motivata da ragioni di carattere personale e familiare, come ha spiegato lo stesso Orazi nell’annunciare la decisione. “Ho interpretato e svolto il mio ruolo con l’onore e il piacere di porre il Teatro Lirico di Cagliari e la terra di Sardegna al centro di un ampio progetto culturale – ha detto Orazi – che da un lato ci ha visti più radicati sul territorio dall’altro aperti al mondo con una attività di internazionalizzazione, penso al rapporto con gli Stati Uniti d’America, che, nel docufilm a firma del grande Martin Scorsese, trova la punta di diamante della mia azione che è stata al servizio di una idea di come la cultura e il patrimonio musicale italiano possano imporsi mantenendo le prerogative di impegno sociale e a beneficio di tutti”.
Ora l’amministrazione comunale provvederà alla nomina del suo successore dopo il 30 settembre, data della decorrenza delle dimissioni.
“Un ringraziamento particolare al Soprintendente Claudio Orazi – sottolinea il sindaco di Cagliari, Paolo Truzzu – che lascia un Teatro Lirico efficiente, con un bilancio positivo, un’istituzione che ha aumentato notevolmente la sua presenza nelle scuole, ha accolto studenti di ogni ordine e grado, ha perseguito politiche di radicamento sul territorio, ha dialogato con istituzioni e associazioni locali”.
Un viaggio nella ‘Bella Vergogna’Per Matera 2019 con Pesce e la compagnia La Fura dels baus
POTENZA06 agosto 201914:23
– Il viaggio è cominciato alcuni mesi fa, accompagnato da una domanda: “La vergogna può diventare bellezza?”. Ora, dopo incontri e laboratori attraverso la Basilicata, si è trasformato in uno spettacolo nel quale, tra fughe e arrivi, tra situazioni vergognose e luoghi meravigliosi, il teatro di azione si mescola con quello di narrazione. “La bella vergogna”, scritto da Ulderico Pesce per la regia di Pera Tantià della compagnia catalana La Fura dels baus, debutterà il 10 agosto (con repliche l’11 e il 12 agosto) al Banxhurna di San Paolo Albanese (Potenza), nel Parco nazionale del Pollino. In scena ci saranno lo stesso Pesce, Maria Letizia Gorga e altri 30 artisti. Lo spettacolo, realizzato nell’ambito dell’omonimo progetto di Matera Capitale Europea della Cultura 2019, è coprodotto dalla Fondazione Matera Basilicata 2019 e dal Centro Mediterraneo delle Arti.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Boom di visite alla Cappella Scrovegni
308.419 presenze nel 2018, i musei di Padova aperti a Ferragosto
PADOVA06 agosto 201914:52
– Dal 2008 al 2018 la Cappella degli Scrovegni ha visto aumentare i visitatori da 215.308 a 308.419 (+43,2%). Lo ha reso noto Andrea Colasio, assessore alla Cultura del Comune di Padova, sottolineando anche che nei primi sei mesi dell’anno gli affreschi di Giotto hanno richiamato 171.471 persone (+3,35% rispetto allo stesso periodo del 2018) e che dunque la Cappella potrebbe chiudere il 2019 attorno alle 320mila presenze. Secondo Colasio, “ci sono le condizioni per far sì che il sistema culturale di Padova possa attrarre nei prossimi dieci anni oltre un milione persone”. Intanto, il Comune ha deciso che tutte le sedi del sistema museale civico e numerose mostre resteranno visitabili anche a Ferragosto.
Mibac, Giubbe Rosse ‘bene culturale’Sancita tutela locale Firenze che animò cultura primo Novecento
FIRENZE06 agosto 201914:53
– Su proposta della soprintendenza di Firenze, il ministero per i Beni e le Attività Culturali ha riconosciuto il caffè storico letterario ‘Giubbe Rosse’ come bene culturale ed ha emesso in merito un decreto ministeriale che ne sancisce la tutela. Le Giubbe Rosse, fondate nel 1897, sono state grande riferimento culturale del primo ‘900: sede fissa dei futuristi fiorentini, tra cui Giovanni Papini, Ardengo Soffici e Aldo Palazzeschi, divenne anche punto di ritrovo per numerosi intellettuali gravitanti attorno a riviste letterarie come Lacerba, La Voce, Il Selvaggio, Solaria. Giubbe Rosse, motiva il decreto, “rappresenta testimonianza tangibile dell’atmosfera e del fervore intellettuali che animavano Firenze nel corso del Novecento. Lo storico caffè letterario costituisce per questa sua natura un forte valore identitario e luogo di aggregazione a tutti i livelli sociali”.
Tredici vira sul mystery, nuovo omicidio al liceoLa terza stagione in arrivo su Netflix dal 23 agosto
07 agosto 201911:22
La nuova stagione di Tredici trasforma la serie in un mistero, spostando l’attenzione dalla morte di Hannah a un nuovo omicidio. La seconda stagione era già passata a esplorare la cultura tossica del bullismo e della violenza sessuale nella Liberty High School. Qui si va oltre definitivamente, c’è un’altra vittima e il giallo si infittisce. La polizia indaga. Siamo alla stagione 3 di Tredici, la serie tv Netflix tra le più controverse ma anche seguite di sempre, creata da Brian Yorkey (Tony Award, Premio Pulitzer) che andrà in onda dal 23 agosto in tutti in paesi dove il servizio streaming è attivo. E il numero 3 ricorre come un mantra. Da ricordare che la famosa scena del suicidio di Hannah Baker nella prima stagione a due anni dal debutto della serie è stata eliminata. L’annuncio a luglio da parte dello stesso colosso. Il motivo? Evitare possibili emulazioni da parte dei ragazzi che, vedendo una scena così cruda, potrebbero cercare di imitarla. La scena finale, di circa tre minuti, non sarà più quindi disponibile sulla piattaforma di streaming online.
In Tredici 3 le forze dell’Ordine si vedono costrette a diramare a tappeto locandine con il seguente messaggio: “Chi ha ucciso Bryce Walker?”. Si segue una pista criminale per la morte del maturando della Liberty High School. Il dipartimento di polizia della contea di Evergreen sta raccogliendo informazioni da studenti, testimoni o altre fonti che potrebbero avere indizi sulle circostanze della sua morte: “Se sei in possesso di qualsiasi informazione vai su chihauccisobrycewalker.com”.
Questa volta tra gli inquisiti del nuovo omicidio c’è Clay Jensen. Era lui l’amico di Hannah Baker: ossessionato dalla morte della giovane, voleva trovare il colpevole ad ogni costo.
In sintesi, otto mesi dopo aver impedito a Tyler di compiere un atto estremo durante il ballo di primavera, Clay, Tony, Jessica, Alex, Justin e Zach cercano in tutti i modi di proteggere il segreto del giovane, mentre lo aiutano a riprendersi dall’accaduto. Una tumultuosa partita di football di inizio anno culmina con la scomparsa di un giocatore e come si diceva ora è Clay a ritrovarsi tra gli indagati dalla polizia. Sarà una figura esterna al gruppo a guidarli nel corso delle indagini, approfondimenti che potrebbero mettere a nudo i loro segreti più profondi. La posta in gioco è sempre più alta, anche le azioni nate con le migliori intenzioni possono cambiare una vita per sempre.
Il trailer della terza stagione di Tredici trasforma la serie da una provocatoria riflessione sulla salute mentale e sul suicidio adolescenziale in un sensazionale dramma omicida.
Mostra gli adolescenti di Liberty High in vari momenti che culminano nel funerale di Bryce. “Agente Stendall c’è una cosa sui ragazzi al Liberty High”, dice una voce fuori campo. “Sono legati dai loro segreti. Legati e cambiati per sempre. La verità è, date le giuste circostanze, la giusta motivazione: chiunque avrebbe potuto farlo”.
Nel cast troveremo: Dylan Minnette (Clay Jensen), Brandon Flynn (Justin Foley), Justin Prentice (Bryce Walker), Alisha Boe (Jessica Davis), Christian Navarro (Tony Padilla), Miles Heizer (Alex Standall), Kevin Druid (Tyler Down), Ross Butler (Zach Dempsey), Timothy Granaderos (Montgomery de la Cruz), Anne Winters (Chloe), Steven Weber (Preside Bowen), Brenda Strong (Mrs. Walker), Amy Hargreaves (Mrs. Jensen) e Grace Saif (Ani).
Produttori esecutivi: Brian Yorkey, Mandy Teefey, Kristel Laiblin, Selena Gomez e Joy Gorman.
Addio Toni Morrison, prima afroamericana a vincere NobelSmascherò la banalità del razzismo. Obama, “Un tesoro nazionale”
NEW YORK07 agosto 201911:20
– Prima scrittrice afroamericana a ricevere il Premio Nobel per la Letteratura nel 1993, insignita nel 2012 da Barack Obama della Presidential Medal of Freedom, il più alto riconoscimento civile negli Stati Uniti, Toni Morrison ha smascherato banalità e luoghi comuni sulla razza e il razzismo di cui non riusciamo più a comprendere il vero significato e di cui ci ha mostrato quanto fosse necessario tornare ad occuparsi. “Che regalo respirare la sua stessa aria, anche se solo per poco” dice ora l’ex presidente americano Obama, appassionato del suo ‘Canzone di Salomone’ che parla della scrittrice, morta il 6 agosto a 88 anni a New York, come di un “tesoro nazionale” e in un tweet definisce la sua scrittura “bella e una sfida significativa alla nostra coscienza e alla nostra immaginazione morale”. “Quando e’ stato eletto Obama si pensava fossero finiti certi pregiudizi ma il passato continua a ripresentarsi”, diceva la scrittrice nel 2012 al Festivaletteratura di Mantova. E spiegava: “Non siamo una società post razziale. Il razzismo è un cancro che non si può estirpare con diverse medicine. Per trovare una risposta deve cambiare qualcosa dentro di noi”.Entrati nella storia della letteratura americana i suoi romanzi, pubblicati in Italia da Frassinelli, esplorano la paura dell’altro, la questione dei confini, dei movimenti di massa delle popolazioni e ci mettono davanti a questioni irrisolte che sono tutt’ora al centro del dibattito politico internazionale. E nell’autunno del 2019 arriverà nelle nostre librerie ‘L’importanza di ogni parola’, una raccolta dei saggi della Morrison degli ultimi quarant’anni, con i testi più importanti tra cui il discorso di accettazione del Nobel per la letteratura. Molte delle sue storie si ispirano ai racconti orali della tradizione orale afro americana o a fatti di cronaca. Come il suo capolavoro del 1987 ‘Amatissima’, un invito a non dimenticare che le valse il premio Pulitzer l’anno successivo. Dedicato agli schiavi morti durante il Middle Passagein, il romanzo trae spunto da un fatto realmente accaduto che vede una schiava fuggita da una piantagione di cotone uccidere la figlia quando sta per essere ricatturata. Mentre ne ‘Il dono’, ambientato due anni prima dei processi alle streghe di Salem, la Morrison ci mostra come schiavi non siano soltanto i neri. Originaria di Lorain, in Ohio, dove era nata nel 1931, Chloe Anthony Wofford, vero nome di Toni Morrison, veniva da una famiglia operaia. In Ohio i suoi genitori erano arrivati dall’Alabama per sfuggire al razzismo. Docente di letteratura inglese e scrittura creativa in diverse università e per molti anni editor della casa editrice Random House di New York, la Morrison è stata nel 1974 l’editor dell’autobiografia di Angela Davis. Dopo la separazione dal marito, l’architetto giamaicano Harold Morrison, aveva cresciuto da sola i due figli.Nel suo ultimo libro uscito in Italia nel 2016, ‘L’origine degli altri’ la Morrison spiegava: “mi interessava la rappresentazione dei neri attraverso la cultura piuttosto che attraverso il colore della pelle”. Nel volume, che raccoglie un ciclo di conferenze tenute ad Harvard nel 2018, con la prefazione dello scrittore Ta-Nehisi Coates e l’introduzione all’edizione italiana di Roberto Saviano, la scrittrice aveva compiuto un lungo viaggio, che in parte è anche un suo ritratto, in cui s’interrogava su che cosa è la razza, e perché le diamo tanta importanza, su che cosa spinge gli esseri umani a costruire “un altro” da cui differenziarsi e su perché il colore della pelle abbia avuto nella storia un peso così negativo. E come dice nella prefazione Ta-Nehisi Coates non si occupava “direttamente dell’ascesa di Donald Trump. Ma è impossibile leggere le riflessioni dell’autrice sull’appartenenza, su chi è protetto dall’ombrello della società e chi invece non vi trova posto, senza considerare il momento presente”.Nella narrativa aveva esordito nel 1970 con ‘L’occhio più azzurro’ in cui ha raccontato il desiderio di una bambina nera di assomigliare ai bianchi cui sono seguiti ‘Sula’, ‘Jazz’, ‘L’isola delle illusioni’, ‘Giochi al buio’, ‘Canto di Salomone’, ‘Paradiso’, ‘Amore’, ‘A casa’ e ‘Prima i bambini’ del 2016. E con il figlio Slade Morrison ha scritto la storia per ragazzi ‘Chi ha più coraggio? La formica o la cicala?, una “favola ideale” con il finale aperto come lei la aveva definita. Poetica e visionaria, ma anche molto lucida nella sua visione della realtà, la Morrison era convinta che le donne debbano essere forti e “andare contro le regole, soprattutto in una societa’ patriarcale. Non credo che le donne afro-americane siano senza potere, lo hanno sempre avuto lavorando in casa e fuori, hanno sviluppato un grande senso di indipendenza” diceva la scrittrice guerriera che finché ha potuto non si è fermata anche quando un problema all’anca la aveva costretta alla sedia a rotelle.
– “Nessuno è indispensabile, però talvolta capita che persone utili e capaci, oltreché oneste, si trovino al posto giusto. È questo il caso del maestro Alessandro Galoppini, già direttore dell’area artistica del Teatro Regio di Torino, a cui per ragioni di formalità contrattuale non viene ora rinnovato il rapporto di collaborazione”. Così i lavoratori del Regio di Torino in una lettera aperta al nuovo sovrintendente Sebastian Schwarz.
Le maestranze, nel documento, osservano che “i processi decisionali di questi giorni riguardo alla direzione dell’area artistica e alla direzione di produzione non l’hanno visto coinvolto nonostante il Sovrintendente, secondo la legge, sia l’organo di gestione del Teatro e quindi abbia piena titolarità nella scelta dei propri collaboratori”.
Secondo i firmatari, oltre 200 su un totale di 300 contattati uno ad uno benché in ferie, “le vie formali per risolvere la questione si possono trovare, un professionista e una persona del valore del Maestro Galoppini difficilmente”.
Festivaletteratura, record di stranieri e arriva la AtwoodA Mantova 4-8 settembre, oltre 300 appuntamenti
07 agosto 201910:36
– E’ record assoluto di grandi autori stranieri, con oltre 70 ospiti internazionali tra cui per la prima volta Margaret Atwood di cui esce il 10 settembre ‘I testamenti’ (Ponte alle Grazie), attesissimo seguito de Il racconto dell’Ancella, e il ritorno del premio Nobel nigeriano Wole Soyinka, al Festivaletteratura di Mantova. Nella 23/ma edizione, dal 4 all’8 settembre, una grande attenzione viene riservata al destino dell’Europa in una serie di incontri che saranno aperti da Amin Maalouf.Oltre trecento gli appuntamenti – con molti eventi in lingua originale per favorire una maggior vicinanza agli autori – che vedranno protagonisti anche i fotografi Lorenzo Tugnoli, vincitore del Pulitzer e del World Press Photo 2019 e Marco Gualazzini. Per la prima volta saranno a Mantova lo scrittore statunitense Dave Eggers, fondatore del centro di lettura e scrittura per ragazzi 826Valencia, del quale esce in Italia il 29 agosto per Feltrinelli ‘La parata’, Manuel Vilas, l’autore di ‘In tutto c’è stata bellezza’ (Guanda) tra gli scrittori di punta della letteratura spagnola contemporanea; la scozzese Ali Smith, più volte candidata al Nobel, l’egiziana Nawal al-Sa’dawi, icona dell’impegno per i diritti delle donne nel mondo musulmano e la messicana Valeria Luiselli, astro nascente della letteratura latino-americana. Tra i più importanti ritorni a Mantova quello di Ian McEwan e Abram B. Yehoshua, fra le stelle che hanno tenuto a battesimo il Festival nel 1997 e di Pilar del Rio, la vedova di Josè Saramago, che parlerà del Nobel portoghese morto nel 2010 e del libro che comprende alcuni inediti ‘Diario dell’anno del Nobel’ (Feltrinelli). E poi la turca Elif Shafak, Jonathan Safran Foer e Howard Jacobson, già vincitore del Man Booker Prize.Nei cinque giorni del festival anche Gail Honeyman, l’autore di ‘Eleanor Oliphant sta benissimo’ (Garzanti), David Nicholls con ‘Un dolore così dolce’ (Neri Pozza) e lo sperimentatore di stili e forme Eric Chevillard con ‘Sul riccio’ (Prehistorica Editore). Gli approfondimenti sull’Europa aperti dall’intellettuale di origini libanesi e accademico di Francia Maalouf vedono al centro le nostalgie autoritarie che sembrano conquistare il cuore nero della rabbia europea con interventi di narratori, saggisti e artisti come Donald Sassoon, Uwe Timm, il premio Goncourt Eric Vuillard e il Premio Strega 2019 Antonio Scurati a cui si aggiungono i reportage di David Kermani sulle regioni orinetali dell’Europa, le indagini di Francesca Mannocchi e Lorenzo Tondo sui traffici di esseri umani che solcano il Mediterraneo e quelle di Agnes Heller ed Ece Temelkuran. A guidare la pattuglia degli autori italiani Dacia Maraini ed Erri De Luca con il nuovo ‘Impossibile’ (Feltrinelli), Marco Malvaldi con una lettura/spettacolo e Gianrico Carofoglio con Massimo Gramellini e Arianna Porcelli Safonov in una riflessione sugli usi e abusi delle parole, insieme a Neri Marcorè.Tirana è la città dei libri scelta da Festivaletteratura per questa edizione e sarà protagonista della biblioteca temporanea curata da Luca Scarlini allestita a Piazza Sordello. Spazio anche al giallo con tra i protagonisti Jeffery Deaver e il suo fortunato ciclo di romanzi con Lincoln Rhyme e il tedesco Harald Gilbers con i suoi gialli ambientati nella Germania hitleriana e tra gli italiani Marcello Simoni; alla poesia con il Pulitzer Philip Schultz e fra gli italiani Patrizia Valduga, Anna Maria Farabbi, Umberto Fiori e Antonio Prete. Tutta la comunità del festival è chiamata a mobilitarsi per la creazione di un museo della lingua italiana che secondo il disegno di Giuseppe Antonelli si dovrebbe sviluppare in un percorso espositivo di oggetti che rimandano a un momento significativo della nostra storia linguistica. Nei giorni del Festival Rizzoli festeggia i 70 anni di Bur con una mostra alla Biblioteca Comunale Teresiana in cui saranno esposte le edizioni del tascabile più famoso d’Italia.
The Quake, l’incubo terremoto arriva dalla NorvegiaIn sala dall’8 agosto l’action thriller di John Andreas Andersen
07 agosto 201910:59
– Se il rischio ‘big one’ in California è un incubo ricorrente a Hollywood, stavolta le devastazioni arrivano direttamente dalla Norvegia. Esce in sala l’8 agosto, distribuito da Altre Storie e Minerva Pictures, The Quake – Il terremoto del secolo, il film diretto da John Andreas Andersen ispirato al sisma che ha colpito Oslo nel 1904.
Sequel ‘spirituale’ di The Wave di Roar Uthaug del 2015, The Quake è un action thriller ricco di emozioni che mette ancora una volta al centro la brutale e mortale forza della natura, riuscendo a combinare gli elementi più adrenalinici dei film di genere con la realtà produttiva cinematografica norvegese, per un mix di tensione ed emozioni miscelato ad arte. Una storia di sopravvivenza ricca di azione e di effetti speciali mozzafiato, ma anche un racconto umano fatto di coraggio e altruismo. Nel cast Kristoffer Joner, Ane Dahl Torp, Jonas Hoff Oftebro e Edith Haagenrud-Sande, già protagonisti di The Wave, affiancati questa volta dalla new entry Kathrine Thorborg Johansen.
“La mia speranza – ha detto il regista – è che questo film conduca lo spettatore in un viaggio pieno di azione, avvincente sotto il punto di vista emotivo e visivo”.
Questa la trama: il geologo Kristian Elkjord è un uomo la cui vita privata è appesa a un filo: l’ossessione verso il suo lavoro lo ha portato a separarsi dalla moglie Idun (Ane Dahl Torp) e a trascurare i due figli, lo studente universitario Sondre (Jonas Hoff Oftebro) e la piccola Julia (Edith Haagenrud-Sande). La sua grande esperienza e il suo intuito lo portano a scoprire che Oslo è minacciata da un catastrofico terremoto, abbastanza potente da distruggere l’intera città.
Convincere di questo le persone che gli stanno intorno sarà un’impresa difficile, ma non abbastanza da scoraggiarlo a tentare di salvare la sua famiglia intrappolata in uno dei grattacieli più alti di Oslo, duramente colpito dallo sciame sismico che violentemente sta demolendo ogni cosa.
Borgna, La follia che è anche in noiSaggio su psichiatria gentile, che si nutre di umanità e dialogo
07 agosto 201911:03
– EUGENIO BORGNA, LA FOLLIA CHE È ANCHE IN NOI (EINAUDI, PP.136, 12 EURO). L’ascolto e la gentilezza, l’immaginazione e la solidarietà, la capacità di abbracciare il dolore altrui, provando a sentirne il peso; e il coraggio di capire la genesi e la direzione della sofferenza per contrastarla con la sensibilità: la certezza che la psichiatria sia una scienza umana e non solo naturale è il fulcro del saggio di Eugenio Borgna dal titolo “La follia che è anche in noi” (Einaudi). Una lettura illuminante, che rinfranca il cuore, nell’ambito di un tema, quello della fragilità e del disagio mentale, che riguarda moltissime persone, e di cui spesso si fa fatica a parlare, per vergogna per lo più o per timore di non essere compresi. “Sì, in psichiatria le ragioni del cuore sono non meno importanti della ragione calcolante, e in essa ci sono condizioni così dolorose, e così strazianti, che la comunità di cura non possa talora non sconfinare in una comunità di destino”, scrive il professore. Con precisione, fermezza, ma anche con uno sguardo sereno e gentile, Borgna mette a disposizione del lettore la sua grande esperienza di psichiatra, spiegando il suo approccio alla mente umana, parlando dei suoi pazienti, indicando anche quali strade (a volte sbagliate) la psichiatria ha seguito fino a oggi.Dagli anni trascorsi al manicomio di Novara – prima come primario poi come direttore dei reparti femminili – al grande spartiacque che è stata la legge Basaglia del 1978, con la chiusura dei manicomi e l’opportunità di avere un servizio psichiatrico ospedaliero e territoriale, dalla psichiatria come è oggi (con alcune parti della legge 180 non attuate e diverse criticità, come il problema non superato della contenzione dei pazienti più aggressivi) fino alle prospettive per il futuro, Borgna delinea un quadro che al tempo stesso è personale e collettivo: le sue sono riflessioni che di certo partono dal vissuto personale (più volte lascia intendere che l’essere medico è stato molto più di una professione, ma anche un modo per conoscere se stesso e le proprie emozioni) e dalle storie delle sue pazienti, ma riescono ad avere uno sguardo ampio, capace di abbracciare molti aspetti di che cosa è stata (ed è) la psichiatria e quale sia l’approccio italiano alla malattia.Pur considerando “doverosa la chiusura dei manicomi, regrediti in Italia a livelli di intollerabile inumanità”, luoghi spesso di indifferenza quando non di abuso, violenza e assenza di rispetto della dignità della persona, Borgna afferma che la sua esperienza nel manicomio di Novara è stata del tutto differente, ricordando di aver avuto la preziosa opportunità di una cura amorevole, rigorosa e appassionata delle pazienti: una cura che partiva proprio dal dedicare a ognuna di loro tutto il tempo necessario (risorsa rarissima ieri ma anche oggi, negli ospedali con il servizio psichiatrico) e che non prevedeva contenzioni o porte sbarrate. E nel futuro, dove sta andando la psichiatria? In un contesto caratterizzato da mancata attenzione dalla politica e indifferenza della società nei confronti del disagio mentale, non basta migliorare le strutture e i modi di fare psichiatria “se, come ancora oggi avviene, si dà esclusiva importanza ai farmaci, e se la cura non si nutre di attenzione e di ascolto, di sensibilità e di passione, di vicinanza emozionale, e di capacità di cogliere il senso che si nasconde nella sofferenza psichica, nella follia, e se non si è consapevoli della enorme importanza che nella cura hanno le parole”, scrive Borgna. E lascia, alla fine del libro, una profonda verità: “La follia non è qualcosa di estraneo alla vita, ma è una possibilità umana che è in noi, in ciascuno di noi, con le sue ombre e con le sue incandescenze emozionali”.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
A teatro, Papaleo, Caprioli, Giusti
30 anni dopo, torna in scena Se devi dire una bugia dilla grossa
07 agosto 201912:03
– Rocco Papaleo in chiusura delle Orestiadi di Gibellina con ‘Invettiva lunare’ e ‘Molto rumore per nulla’ di Shakespeare a Roma con la regia di Loredana Scaramella; ‘Se devi dire una bugia dilla grossa’ riportato in scena, trent’anni dopo, da Gianluca Guidi al Festival di Borgio Verezzi (SV) e Anita Caprioli a Fano (PU) per TAU – Teatri Antichi Uniti 2019 con ‘La storia di Antigone. Favola in musica per cornacchie cani selvatici, maledizioni, tiranni sepolcri e fanciulle in fiore’, ovvero la versione della tragedia di Sofocle della scrittrice scozzese Ali Smith. E ancora Antonio Salines ed Edoardo Siravo al XIX Festival dei due mari di Tindari (ME) con ‘Doctor Faust’ di Cristopher Marlowe e Max Giusti all’Anfiteatro Albano Estate (RM) con il suo ‘Cattivissimo me’: sono alcuni degli appuntamenti teatrali in scena nel prossimo week end.
Arena, Bosso debutta con Carmina BuranaGasdia, maestro è un indiscusso artista e grande divulgatore
VERONA06 agosto 201917:53
– Domenica 11 agosto atteso debutto all’Arena di Verona per il maestro Ezio Bosso, che nell’ambito del Festival areniano 2019 dirigerà i Carmina Burana di Carl Orff. Protagonisti della serata l’Orchestra dell’Area, le voci del soprano Ruth Iniesta, del controtenore Raffaele Pe e del baritono Mario Cassi, il coro diretto da Vito Lombardi e il doppio coro di voci bianche “A.d’A.MUS” diretto da Marco Tonini e “A.LI.VE” diretto da Paolo Facincani.
Repertorio tra i più trascinanti ed evocativi del panorama classico, molto noto anche al grande pubblico, i Carmina Burana furono presentati la prima volta in Arena nel 2014 e 2015 e tornano oggi in stagione. Per la soprintendente Cecilia Gasdia “per l’Arena è importante proseguire la propria vocazione garantendo la presenza di un indiscusso artista, i cui successi sul podio sono sotto gli occhi di tutti, e che è al contempo un grandissimo divulgatore, capace di ampliare il pubblico della classica in uno dei momenti storici più difficili per essa”.
DiCaprio, io e il sogno del cinema”Attore di serie B per Tarantino”. A Roma anche Margot Robbie
04 agosto 201911:30
– “Non è stato difficile interpretare un attore di serie B al tramonto come è appunto Rick Dalton, la sceneggiatura era perfetta come il rapporto con il suo amico stuntman. Rick era uno che non lavorava neppure più tanto volentieri, un personaggio bipolare, angosciato per il fatto che il mondo continuasse ad andare avanti nonostante lui”. Leonardo DiCaprio racconta così a Roma, in una conferenza stampa strapiena, il suo personaggio di ‘C’era una volta… a Hollywood’, il film di Quentin Tarantino che, dopo essere passato in concorso a Cannes, approda in sala il 18 settembre con la Warner Bros.”La mia responsabilità di attore affermato? È solo quella di lavorare con registi che possono migliorare la mia recitazione perché in questo lavoro dipende sempre da loro” dice poi l’attore, vincitore dell’Oscar nel 2016 per l’interpretazione in The Revenant. Da DiCaprio poi solo parole di ammirazione per Tarantino: “È lui che mi fatto conoscere Ralph Meeker, l’attore a cui si ispira il mio personaggio e per il quale nutre un grande rispetto, lo stesso che ha per tutte le molte cose che conosce del cinema”. E, infine, un atto di umiltà: “Sono cresciuto guardando film e non avrei mai pensato di fare un giorno quello che facevano allora i miei eroi”.La bellissima Margot Robbie, che nel film è Sharon Tate, uccisa dalla setta di Charles Manson nella strage di Bel Air, racconta invece il fascino di girare la scena in cui la moglie di Roman Polanski entra in un cinema per vedere il suo film: “Girare quella sequenza è stata una gioia immensa – ha detto l’attrice -. Fin dalla lettura della sceneggiatura mi sono sentita trasportata nella Hollywood del 1969, perché Tarantino sul set ricostruisce davvero tutto e non lascia nulla al caso, tiene conto di ogni dettaglio”. Da parte dell’attrice e produttrice australiana nessuna nostalgia del cinema di una volta: “Sotto molti aspetti sono felicissima di lavorare oggi e non in quegli anni Sessanta pur pieni di fascino. Va detto che oggi molte cose sono cambiate in meglio per noi donne”, aggiunge alludendo chiaramente al movimento #metoo, pur senza citarlo.
Giornate Autori, Bellocchio premio Siae”Analisi introspettiva e anticonformismo”. Cerimonia il 2/9
05 agosto 201916:50
– Il Premio Siae, assegnato ogni anno nel quadro delle Giornate degli Autori alla Mostra del cinema di Venezia, va quest’anno a Marco Bellocchio che raccoglie il testimone di Mario Martone, premiato nel 2018.
La motivazione del premio, che sarà consegnato alle 17.30 del 2 settembre alla Villa degli Autori, segnala la “figura unica di regista, intellettuale e organizzatore culturale” di Bellocchio, “uomo di cinema che ha sempre saputo connotare con una cifra originale e personale la sua arte. Il suo lavoro riflette un pensiero di respiro internazionale erede di una riflessione politica e storica che ha radici nella migliore cultura italiana. Ribelle lucido e osservatore critico, viaggiatore curioso e testimone del suo tempo, Marco Bellocchio sa coniugare l’analisi introspettiva di sé con quella di una nazione, senza fare sconti all’individuo e alla società civile, ma indicando una consapevolezza che contrasta, ieri come oggi, ogni tipo di conformismo”.
Ultimi ciak film Ponti con mamma LorenLa vita davanti a sé, è anziana ebrea che accudisce un ragazzino
06 agosto 201912:14
– Madame Rosa è un’anziana ebrea ed ex prostituta che, seppur riluttante, accetta di prendersi cura di Momo, un turbolento dodicenne di strada di origini senegalesi.
I due sono diversi in tutto e all’inizio il loro rapporto è molto conflittuale, ma inaspettatamente la loro relazione si trasforma in una profonda amicizia. Ben presto si renderanno conto di essere anime affini, legate da un destino comune che cambierà le loro vite per sempre.
Rosa è un’intensa Sofia Loren nel film La vita davanti a sé, diretto dal figlio dell’attrice, Edoardo Ponti. Nel cast anche Renato Carpentieri, Massimiliano Rossi, Babak Karimi, Abril Zamora e il piccolo Ibrahima Gueye nel ruolo di Momo. Le riprese, svoltesi in Puglia principalmente tra Bari e Trani, sono appena terminate. Scritto da Ugo Chiti ed Edoardo Ponti, è prodotto da Palomar Spa, Impact Partners Film Services LLC, Artemis Rising Foundation, Foothills Productions LLC, Another Chapter Productions LLC, Scone Investments Pty Ltd, in collaborazione con Macaia Film.
I film che vedremo, 20 big rilanciano l’ItaliaDa Comencini a Muccino, da Amelio a Verdone, aspettando Zalone
07 agosto 201910:27
– In un’estate in cui spesso le notizie dai set sono calamitate da una singolare “Hollywood sullo Stivale” con grandi nomi a spasso per il Belpaese, da Christopher Nolan a Terrence Malick, dallo 007 di Daniel Craig alla coppia Abel Ferrara/Willem Dafoe, il cinema italiano non sta a guardare. Anzi, dopo la messe di film che prenderanno il volo dalla Mostra di Venezia, rilancia con una varietà di talenti, generi, storie che sulla carta promettono una stagione da record. Sorprese certo ci saranno, e non solo in positivo, ma tra set estivi aperti in mare e in montagna, sale di montaggio e studi di registrazione in frenetica attività, titoli in rampa di lancio tra i festival autunnali e i “botti” natalizi, ecco una ventina di titoli da tenere d’occhio.La postazione del cinema d’autore è riccamente presidiata. Ci sta di diritto Cristina Comencini con le suggestioni di un mystery sullo sfondo dell’alta società napoletana come “In buona compagnia” con Giovanna Mezzogiorno e Vincenzo Amato; le fanno compagnia Giorgio Diritti con “Volevo nascondermi” con Elio Germano, Ferzan Ozpetek che ritorna ai suoi temi favoriti per “La dea fortuna” che riunisce Stefano Accorsi e Edoardo Leo insieme a Jasmine Trinca. E sopra tutti un maestro come Gianni Amelio, atteso da un appuntamento cruciale ad “Hammamet” con Pierfrancesco Favino che ridà vita a un leader della politica con le sfaccettature e le contraddizioni che in anni recenti avevano nutrito la ricerca espressiva di un altro “grande” come Marco Bellocchio.Novità dell’anno è senz’altro il ritorno in grande stile del cinema di genere, sia pure con l’impronta e la personalità di registi ormai più che emergenti. C’è già grande attesa per un’icona come “Diabolik” che finalmente diventa film grazie ai fratelli Manetti con Luca Marinelli bel tenebroso, Miriam Leone nella tuta di Eva Kant e un ineffabile Ginko col volto di Valerio Mastandrea. Cerca conferma, dopo un debutto dorato e la notorietà acquisita come scrittore, Donato Carrisi che per “L’uomo nel labirinto” ha avuto a disposizione una vera coppia d’assi come Dustin Hoffman e Toni Servillo. E’ destinato a stupire Tony D’Angelo che con “Calibro 9” ritorna sui passi di un maestro del “B Movie” come Fernando Di Leo e lancia in pista un trio d’attori ben calibrato come Marco Bocci, Ksenia Rappoport e Michele Placido. La vera sorpresa potrebbe essere il debutto di Marco D’Amore con “L’immortale” che supera di slancio l’etichetta di spin off di “Gomorra” e cerca una consacrazione personale pur senza rinnegare il proprio passato personale e artistico. E anche in questo settore produttivo (assolutamente determinante per un rilancio del cinema italiano come industria popolare) c’è un outsider: Marco Lombardi firma “Ladro di giorni”, un road movie in stile noir che ha in Riccardo Scamarcio un “bad guy” carismatico, forte di una sceneggiatura a orologeria e di un cocktail tra tradizione italiana e stile all’americana davvero originale.Il territorio della commedia non può che fare spazio a Carlo Verdone, questa volta alla testa di una band di solisti come Anna Foglietta, Rocco Papaleo, Max Tortora per “Si vive una volta sola”. Ma dietro di lui c’è un Christian de Sica in gran spolvero con “Sono solo fantasmi”, un esperto del genere come Fausto Brizzi già in attesa della sala con “Se mi vuoi bene” interpretato da Claudio Bisio e Sergio Rubini, un ambizioso Gabriele Muccino che con “I migliori anni” punta al fascino del racconto corale con uno spaccato di storia italiana che si affida a un cast di stelle: Pierfrancesco Favino, Micaela Ramazzotti, Kim Rossi Stuart, Claudio Santamaria, Nicoletta Romanoff. E infine i “Supereroi” di Paolo Genovese, tornato a sorpresa sul set proprio in queste settimane.E poi ci sono i film difficili da collocare sulla carta. Questa classifica non può che aprirsi all’insegna del “bambino prodigio” Gabriele Mainetti alle prese con il montaggio di “Freaks Out”, suggestivo salto nel tempo per il regista di “Jeeg Robot” chiamato a una difficile conferma. E’ un ritorno pieno di promesse anche quello di Giorgia Farina con “Guida romantica a posti perduti” che ha portato a Londra l’astro nascente Andrea Carpenzano a misurarsi con protagonisti internazionali come Jasmine Trinca, Irène Jacob, Clive Owen. Torna invece nel suo piccolo-grande mondo romano Gianni Di Gregorio con “Cittadini del mondo” che lo vede alla ricerca di una tardiva felicità insieme a Giorgio Colangeli e al rimpianto Ennio Fantastichini. E torna a dirigere una storia tutta sua, dopo anni dedicati al documentario, anche Giuliana Gamba con un racconto tutto al femminile (protagoniste Claudia Gerini, Angela Finocchiaro, Paola Minaccioni, Caterina Guzzanti) dal titolo accattivante, “Burraco fatale”, in cui si rivede una indimenticata Loretta Goggi.Infine i nababbi del Natale, quelli destinati a contendersi la vetta del box office a suon di milioni, nonostante un guastafeste dalla lunga storia. Parliamo di Aldo, Giovanni e Giacomo con “Odio l’estate” (perché a Natale mette allegria vedere le traversie di tre vacanzieri con rispettive famiglie) e di Checco Zalone, pronto a riprendersi il suo pubblico con “Tolo Tolo”. Ma tra i litiganti già spunta il lungo naso di “Pinocchio” con cui Matteo Garrone corona il suo sogno assoluto, oggi intinto nell’inchiostro di una favola nera.
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Claudia e Stephanie in copertina Vogue
Schiffer torna dopo 25 anni, Seymour dopo 32
01 agosto 2019 11:50
– Claudia Schiffer, la cui ultima copertina risale a 25 anni fa (febbraio 1994), e Stephanie Seymour, che torna dopo un’assenza di 32 anni (giugno 1987), sono le cover girl del nuovo numero di Vogue Italia, in edicola dal 2 agosto. Per l’occasione, le due super-modelle si sono ritratte “da sole”, in un doppio scatto con e senza abiti, sotto la supervisione della fotografa Collier Schorr.
Le immagini sono infatti un omaggio al “female gaze”, lo sguardo femminile con cui la fotografa newyorchese ha scelto di ritrarre due icone nella bellezza della loro maturità. Si tratta di una citazione esplicita degli autoritratti di Helmut Newton, nei quali il maestro posizionava sul set uno specchio dove le modelle potessero guardarsi per essere poi loro stesse a scattare la foto, con l’ausilio di un cable release.
Cinema America, oltre 100mila spettatoriDopo le aggressioni, appelli da Gere a Irons a Debra Winger
ROMA01 agosto 201913:04
– Più di 100mila spettatori di ogni età, 104 serate di proiezioni gratuite e all’aperto sotto le stelle di Roma, 41 incontri e dibattiti con autori, attori, esordienti e maestranze del cinema, 7.100 t-shirt bordeaux diffuse a offerta libera, 40 ragazzi contrattualizzati per tutta la stagione, oltre 40 volontari tra i 18 e i 30 anni e pubblicazioni stampa da tutto il mondo. Con questi numeri si chiude a Roma “Il Cinema in Piazza”, la manifestazione organizzata dal Piccolo America: un evento che per due mesi ha animato le notti estive romane che hanno spinto nuovi spettatori a fare centinaia di chilometri per seguire un incontro con Jeremy Irons, JR, Mathieu Kassovitz, Debra Winger, Paul Schrader e tantissimi loro colleghi italiani o semplicemente per poter prendere una T-shirt color amaranto. Un’edizione, quella del 2019, che ha visto alcuni momenti difficili a causa delle aggressioni ricevute da alcuni sostenitori del Piccolo America, seguiti da una reazione di solidarietà senza confini.
Da Ronaldo a Neymar, debutto serie DaznDal 9 agosto ‘The Making Of’, il racconto dei match ‘storici’
01 agosto 201913:05
– Anche Dazn fa il suo debutto nelle serie tv: il primo servizio internazionale di streaming live e on demand interamente dedicato allo sport presenta The Making Of, una serie originale con protagonisti le stelle del calcio mondiale Cristiano Ronaldo, Neymar Jr e l’allenatore José Mourinho. Composta da nove episodi di 25 minuti ciascuno, racconta le partite che, secondo questi grandi campioni, hanno segnato la loro carriera. Sarà su Dazn dal 9 agosto nei nove mercati in cui il servizio è disponibile. Ciascuno dei protagonisti si racconta attraverso tre incontri particolarmente significativi, svelandone aspetti inediti, rivelando le emozioni di quelle serate e quale impatto hanno avuto sulla propria vita personale e professionale. Le interviste sono accompagnate dalle testimonianze di altri giocatori scesi in campo durante quella partita specifica, tra cui John O’Shea, Rafael Alcántara, Fernando Santos, Roberto Carlos e Julio Cesar.
Restauro Madonna cappella dogale GenovaVolotea e Palazzo ducale, via a operazione su simbolo città
GENOVA01 agosto 201913:48
– La statua della ‘Madonna Regina di Genova’, il capolavoro settecentesco opera dello Schiaffino che sovrasta l’altare nella Cappella dogale di Palazzo Ducale a Genova considerata simbolo della città, verrà restaurata grazie alla partnership tra Palazzo Ducale e la compagnia aerea Volotea. L’annuncio è stato dato stamani dal direttore di Palazzo Ducale Seren Bertolucci e dalla commercial country manager Italy di Volotea Valeria Rebasti. “Coinvolgere partner privati in importanti progetti di valorizzazione e conservazione del nostro patrimonio culturale – ha detto Bertolucci – diventa ogni giorno più necessario e non solo per una mera questione economia. E’ importante soprattutto perchè è un forte segnale di partecipazione della società civile, è il riconoscimento che il bene culturale è di tutti e come tale va accompagnata con l’impegno in prima persona”. La Cappella del Doge è uno straordinario esempio di barocco genovese: sopravvissuta all’incendio del 1777 e ai bombardamenti, è completamente decorata: dal pavimento, risolto con la barocca tarsia di marmi policromi, alle pareti e alla vota dipinte, fino alla parete di fondo con le architetture e le decorazioni in marmi pregiati dell’altare dove la Madonna campeggia nella volta con i santi protettori della città.
Da settembre a Napoli Mirò in mostraEsposizione al Pan con riflettori sul linguaggio dei segni
NAPOLI01 agosto 201914:28
– Arriva a Napoli una mostra dedicata a Joan Mirò. Dal 25 settembre al 23 febbraio 2020, al Pan, Palazzo delle Arti Napoli, in via dei Mille 60, sarà possibile visitare l’esposizione dal titolo “Joan Miró. Il linguaggio dei segni”. La mostra, promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli e organizzata dalla Fondazione Serralves di Porto con Cor, Creare Organizzare Realizzare, si configura come il più importante evento culturale della stagione autunnale napoletana.
A cura di Robert Lubar Messeri, professore di Storia dell’arte all’Institute of Fine Arts della New York University, e sotto la guida di Francesca Villanti, direttore scientifico Cor, il percorso espositivo riunisce ben ottanta opere tra quadri, disegni, sculture, collage e arazzi, tutte provenienti dalla straordinaria collezione di proprietà dello Stato portoghese in deposito alla Fondazione Serralves di Porto. La mostra sarà inaugurata il 24 settembre.
Notte Taranta, via festival a CoriglianoCantori Francavilla, Jazzabona, Corpo Ballo e Orchestra Popolare
CORIGLIANO D’OTRANTO (LECCE)01 agosto 201915:56
– Saranno i Cantori di Francavilla Fontana (coro polivocale dell’Alto Salento) e Jazzabanna (canti di lavoro tra Bassa Murgia, Murgia dei Trulli e Salento) a dare il via – il 3 agosto a Corigliano – alla prima delle venti notti del festival itinerante per La Notte della Taranta, alla 22/a edizione tra musica, tradizione, percorsi guidati ed enogastronomia.
Poi, alle 22 al Castello De’ Monti, per “Pizzica in scena” arriva una delle principali novità di questa edizione: il Corpo di Ballo del festival proporrà il primo dei sei interventi inediti che ha in programma, in un mosaico di immagini, visioni, racconti, saperi.
Il primo concerto Ragnatela, anima del festival, è alle 22.30 in piazza Vittoria e non poteva mancare l’Orchestra Popolare La Notte della Taranta, oggi composta da musicisti di tutto il Salento, che a Corigliano saranno sul palco con il locale gruppo degli Argalìo (dal grico telaio), scaldando così i muscoli in vista del Concertone finale a Melpignano il 24 agosto.
Omaggio a Tognazzi al Festival MantovaIn programma dal 20 al 25 agosto, con Pupi Avati e Lo Cascio
MANTOVA01 agosto 201915:58
– Si terrà dal 20 al 25 agosto a Mantova la dodicesima edizione di Mantova Film Festival, presentato questa mattina nella sala consiliare del Comune di Mantova. La sei giorni prevede la proiezione di oltre 35 film tra lungometraggi, documentari e corti, opere prime e grandi classici del cinema italiano. Si terrà anche un concorso dedicato alle Opere prime italiane e internazionali (in gara rispettivamente 10 e 5 film). Una retrospettiva omaggerà l’attore Ugo Tognazzi. Previsto l’intervento di numerosi ospiti tra cui il regista Pupi Avati, l’attore Luigi Lo Cascio e il produttore esordiente Chef Rubio. Confermato il regista Mimmo Calopresti alla direzione artistica del Festival.
Italy Bares, nudi a teatro contro l’AidsA Milano esordio ad ottobre format con show ‘La prima volta’
01 agosto 201916:13
– Si ispira ai Broadway bares, gli spettacoli in cui i ballerini danzano quasi completamente nudi, nati 27 anni fa in America come risposta artistica della comunità teatrale alla violenta crisi provocata da HIV e Aids, lo spettacolo ‘La prima volta’, che andrà in scena a Milano il prossimo 12 ottobre al Teatro Principe di Milano.
Grazie ai Broadway Bares, in America sono stati raccolti oltre 285 milioni di dollari per la lotta all’Aids. La stessa iniziativa è stata poi adottata anche a Londra, dando origine a West End Bares, e oggi arriva da noi con il progetto Italy Bares, voluto dall’attore e danzatore Giorgio Camandona, che debutterà con lo spettacolo in scena a ottobre, di cui saranno protagonisti l’attore Guglielmo Scilla, il conduttore Diego Passoni, lo scrittore Jonathan Bazzi, la cantante e attrice Francesca Taverni. A dirigere la piece Mauro Simone, già alla direzione di spettacoli come Grease con Compagnia della Rancia, Tre metri sopra il cielo e Robin Hood.
In scena cantanti, scrittori e ballerini, che danzeranno quasi completamente nudi come nel primo spettacolo di Broadway Bares e si confronteranno sul tema dell’Aids. L’intero ricavato dello show, che ha ricevuto il Patrocinio del Comune di Milano, sarà devoluto ad Anlaids Sezione Lombarda e ad Anlaids Sezione Liguria.
Mei, intitolare Ariston a ModugnoIn occasione dei 70 anni del Festival
01 agosto 201916:15
– In occasione del 70/o Festival di Sanremo nasce la proposta di intitolare il Teatro Ariston a Domenico Modugno. La proposta è stata fatta da Giordano Sangiorgi, patron del MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti e organizzatore della Festa della Musica dei Giovani del Mibac, al Tavolo della Musica e di Sanremo, indetta dall’Amministratore Delegato della Rai Fabrizio Salini.
Tra i primi ad aderire il cantautore e musicista Franco Fasano, storico autore di grandi successi del Festival: “Se la Canzone Italiana è diventata così importante nel mondo e con lei Sanremo, lo deve a Domenico Modugno che con Nel blu dipinto di blu ha saputo conquistare ogni angolo del pianeta. Ruppe la tradizione musicale dell’epoca diventando uno straordinario volano per la musica italiana all’estero”. La proposta ha preso vita ad Anacapri in occasione della XII edizione del premio dedicato a Bruno Lauzi, la manifestazione diretta da Marino Bartoletti e condotta da Francesca Ceci grazie al sostegno del Comune di Anacapri.
Schwarz, tramandare l’opera ai tempi di NetflixIl neo sovrintendente del Regio si presenta
TORINO01 agosto 201919:18
“Essere un sovrintendente di un teatro come il Regio di Torino è per me un onore perché lo vedo come un servizio pubblico e perché mi consentirà di lavorare a ciò che mi sta più a cuore, tramandare 420 anni di storia della lirica alle giovani generazioni ai tempi di Netfix e Youtube. Ovviamente rispettando il pubblico che ancora oggi riempie i teatri e che chiede il repertorio più classico”. Occhiali rotondi e giacca azzurro fluo alla Elton John, Sebastian Schwarz si presenta col sorriso e i modi di fare gentili nel suo primo incontro con la stampa da sovrintendente del Teatro Regio di Torino.Il consiglio di indirizzo lo ha scelto tra le centinaia di curriculum arrivati per la sua preparazione internazionale e la grande apertura al mondo. Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia, il 45enne parla sette lingue, tra cui un italiano perfetto. “Siamo orgogliosi di essere riusciti a portare un nome così prestigioso, corteggiato da molti, ai vertici del nostro teatro – dice soddisfatta la sindaca Chiara Appendino – adesso andiamo avanti e cerchiamo di superare il tempo perduto”. Il tedesco subentra a William Graziosi, decaduto in seguito alle dimissioni del Consiglio d’indirizzo dell’ente lirico non senza polemiche. Sulla sua nuova scrivania troverà tanti problemi da affrontare, a cominciare dal rinnovo dei contratti di almeno 60 dipendenti, tra cui quello del direttore dell’area artistica Alessandro Galoppini, molto amato in teatro ma in rotta con il nuovo corso voluto da Appendino.Il lavoro di Schwarz ripartirà inevitabilmente dal piano industriale messo a punto da Graziosi, che il nuovo sovrintendente ha tenuto a incontrarlo per ringraziarlo. “Il suo piano – spiega – sarà la base del nostro lavoro futuro”. “L’opera lirica piace e appassiona chi la conosce – osserva illustrando la sua concezione di lirica – ma come fare a farla amare da chi non l’hai mai vista e magari non ne ha mai sentito parlare neppure a scuola? Bisogna aprire le porte dei teatri, cercare forme di narrazioni contemporanee, con coraggio, coinvolgendo giovani, università e scuole. Bisogna formare i formatori perché ne tramandino la passione”. Va in questo senso il suo progetto, già avviato con la English National Opera di Londra e Sky Uk di produrre una grande opera sul calcio per i mondiali del 2022. Un progetto che ora potrebbe coinvolgere anche il Regio di Torino. “Il calcio è un veicolo di energia pazzesca, capace di coinvolgere tutti i tipi di persone – sostiene – ne sapete qualcosa voi qui a Torino dove lavora uno dei calciatori più noti al mondo, Ronaldo. Una città bellissima, barocca, antica e modernissima dove ho già trovato casa insieme a mio marito”. Unica cosa di Torino che non gli piace è la cancellata di Umberto Mastroianni davanti al Regio: “è sempre chiusa, non va bene, bisogna tenerla aperta alla città”.
Arrestata stalker MannoiaL’artista su FB, “Mai voluto succedesse, era ossessionata da me”
01 agosto 201916:23
– “È successo quello che non avrei mai voluto succedesse, ma la ragazza non mi ha dato scelta. Sono anni che cerco di arginare questa sua ossessione, non c’entrano i concerti, né i biglietti, eccetto il giorno in cui è venuta a casa mia cercando di buttare giù la porta, non me li aveva mai chiesti. La sua ossessione era entrare nella mia vita. Sono cose dolorose, che non avrei mai voluto rendere pubbliche, perché derivano da un disturbo. Mi dispiace per lei, per me, per la sua famiglia e per la mia e per tutti quelli coinvolti in questa triste storia”. Fiorella Mannoia, su Facebook, commenta così l’arresto di una donna a Roma, ossessionata dalla cantante.
La vicenda è riportata dal Messaggero. Nella notte tra lunedì e martedì (dopo un concerto) la trentunenne, per la quale già lo scorso anno era scattato un divieto di avvicinamento all’artista di sei mesi, si è presentata a casa della cantante, provando a sfondare la porta. A quel punto Fiorella Mannoia ha chiamato la polizia e la ragazza è stata fermata.
Premio Città del diario a Pupi AvatiIl Tutino a Borrometi,8 i finalisti del festival Pieve S.Stefano
PIEVE SANTO STEFANO (AREZZO)01 agosto 201916:51
– Va a Pupi Avati l’edizione 2019 del premio Città del diario, assegnato dall’Archivio dei diari di Pieve Santo Stefano (Arezzo): la consegna il 15 settembre, a conclusione del festival. Altro riconoscimento è il premio Tutino giornalista in ricordo del fondatore dell’Archivio: quest’anno lo ritirerà, il 13 settembre, Paolo Borrometi, presidente dell’associazione Articolo 21, che dal 2014 vive sotto scorta perché minacciato dalla mafia.
Titolo di quest’anno del festival, in programma dal 12 al 15 settembre a Pieve Santo Stefano, è ‘Trentacinque di noi’: sono trascorsi appunto 35 anni dall’istituzione del premio Pieve per i diari: 8 le storie finaliste. La rassegna sarà anche l’occasione per riscoprire 35 diari, memorie o epistolari, tra gli oltre 8000 custoditi a Pieve S.Stefano, torna anche Dimmi, concorso dedicato ai migranti che hanno raccontato le loro storie, tra le mostre ‘Il tesoro dell’archivio’, con 35 manoscritti tra i più belli depositati nell’ultimo anno.
Pompei punta su lotta a saccheggi scavi’Modello pilota contrasto anche a traffico reperti e opere arte’
TORRE ANNUNZIATA (NAPOLI)01 agosto 201916:53
– E’ ritenuto più di un semplice protocollo d’intesa quello firmato negli uffici della Procura di Torre Annunziata (Napoli) dal procuratore facente funzioni Pierpaolo Filippelli e dal direttore generale del parco archeologico di Pompei Massimo Osanna: “È un modello pilota di contrasto al fenomeno criminale di saccheggio dei siti archeologici e di traffico dei reperti e delle opere d’arte” spiegano i due sottoscrittori. Obiettivo, rendere ancora più solida la collaborazione già avviata da tempo tra il parco archeologico e la Procura.
Il territorio di competenza del parco archeologico di Pompei è stato interessato negli anni da diversi episodi di danneggiamento e furto. “Scopo del protocollo – è stato spiegato – è l’attivazione di un costante e rapido canale di scambio di informazioni e notizie e l’attuazione di procedure condivise, nel rispetto delle reciproche attribuzioni e competenze, volte ad interrompere l’azione criminale e arrestare la spoliazione di siti archeologici”.
Jodie Foster e il suo criminal hospitalL’attrice premio Oscar in sala con Hotel Artemis
01 agosto 201916:56
– Un pronto soccorso molto esclusivo, riservato ai soli criminali e con l’iscrizione che si paga in anticipo. A gestire la struttura una donna tutta d’un pezzo conosciuta come l’Infermiera e interpretata da una Jodie Foster che torna sul grande schermo dopo cinque anni (Elysium) opportunamente invecchiata. Tutto qui ‘Hotel Artemis’, ospedale per soli criminali e titolo del film di Drew Pearce con Sterling K. Brown, Sofia Boutella, Jeff Goldblum, Brian Tyree Henry e Jenny Slate.
Il film, distribuito dal 1 agosto da 01, racconta di un mercoledì notte del 2028 in una Los Angeles con tutte le strade bloccate da tafferugli e manifestazioni. Le forze di polizia stanno infatti respingendo violentemente i manifestanti che si sono tinti di blu a sostegno della loro battaglia: acqua pulita e gratis. In questo inferno si aggirano quattro uomini, con i volti coperti da maschere a teschio, che hanno appena fallito un colpo in banca finendo in uno scontro a fuoco con la polizia.
Matera 2019, ‘Abitare l’opera nei Sassi’Dal 2 agosto ‘Cavalleria Rusticana’ in piazza San Pietro Caveoso
MATERA01 agosto 201918:44
– Venerdì 2 e sabato 3 agosto si alza il sipario sul progetto “Abitare l’opera”, coprodotto dalla Fondazione Matera Basilicata 2019 e dal Teatro San Carlo di Napoli nell’ambito del programma di Matera Capitale europea della cultura del 2019. Un progetto diviso in due parti: il prologo “I sette peccati capitalisti” con inizio alle ore 18 da piazza San Pietro Barisano, e “Cavalleria Rusticana”, dalle 21, in piazza San Pietro Caveoso.
L’ufficio stampa della Fondazione spiega inoltre che grazie a RaiCom ‘Cavalleria rusticana’ andrà in onda in diretta differita il 3 agosto alle 21.15 su Rai5, con introduzione alle 20.45.
Da Sky ad Amazon a Dazn, la sfida delle serie tv è sul calcioTotti la star con più progetti, arrivano Ronaldo, Neymar, Messi
01 agosto 201919:15
– Raccontare il calcio da un punto di vista emotivo, per descrivere la forza unificatrice a livello mondiale capace di imprese che forse la diplomazia può solo immaginare. Da Sky ad Amazon, ora anche Dazn, puntano sulle serie sportive, ma anche sui docufilm per il cinema, attraverso le storie e le imprese di grandi campioni, da Totti a Messi, da Cristiano Ronaldo a Neymar Jr o al leggendario allenatore José Mourinho ma non solo.Dal 2 agosto su Amazon Prime Video sbarca This is football, serie che esplora il fenomeno unico che rapisce e unifica miliardi di persone in ogni angolo del globo. Attraverso gli episodi vengono esplorati temi universali dell’esperienza umana: Redemption – il ruolo esaltante del calcio nel ricostruire l’anima del Ruanda dopo il genocidio; Belief – l’ascesa ispiratrice del calcio femminile e di due squadre che hanno dato tutto per renderlo possibile; Chance – l’agonia e l’estasi dei destini che rende umili i campioni e fa in modo che ogni fan creda nell’impossibile; Love – quattro storie da ogni angolo della terra dove l’amore per il gioco trascende le avversità; Pride – come i vichinghi del calcio islandese conquistano il mondo e danno speranza a ogni perdente e Wonder – svelando i segreti del genio di Lionel Messi e la gioia globale nel vederlo giocare. La serie è scritta e creata dal giornalista corrispondente dall’estero e autore di libri sportivi John Carlin (Invictus) ed è basata su un’idea originale di Carlin e Raimon Masllorens. Gli episodi sono diretti da un team di registi e produttori guidati dal direttore creativo James Erskine e dal produttore esecutivo Jos Cushing. La colonna sonora della serie è creata dal compositore Lorne Balfe, già premiato ai Grammy e nominato agli Emmy. Girata in tutto il mondo dall’Islanda all’Argentina, intervistando da giocatori leggendari a presidenti, passando per poeti e preti, manager e matematici, This is Football delinea un ritratto unico e senza tempo del gioco e dell’uomo.Anche Dazn punta sulle stelle del calcio per debuttare nelle serie tv: dal 9 agosto arriva The Making Of, con protagonisti Cristiano Ronaldo, Neymar Jr e José Mourinho. Composta da nove episodi di 25 minuti ciascuno, racconta le partite che, secondo questi grandi campioni, hanno segnato la loro carriera. Le interviste sono accompagnate dalle testimonianze di altri giocatori scesi in campo durante quella partita specifica, tra cui John O’Shea, Rafael Alcántara, Fernando Santos, Roberto Carlos and Julio Cesar, di giornalisti che hanno seguito l’evento e di tifosi che hanno vissuto quei momenti allo stadio. Tra i vari episodi, si vedrà Ronaldo rivivere la sua celebre apparizione nel match tra Sporting Lisbona e Manchester United nel 2003, partita che ha segnato la sua ascesa destinandolo a diventare una delle più grandi stelle del calcio; Mourinho ripercorre la sua leggendaria vittoria in Champions League con il Porto contro il Manchester United nel 2004, match che ha fatto passare alla storia la sua corsa all’Old Trafford per festeggiare il gol con i suoi giocatori. Neymar Jr racconta invece della sua performance con la maglia del Santos nella sfida contro il Flamengo nel 2011, dove ha segnato il gol che gli è valso il Fifa Puskas Award.Francesco Totti star senza tempo. Serie, documentari, perfino una sit-com dal vero: sono numerose le celebrazioni dell’ex n. 10 della Roma, 42 anni e una carriera leggendaria. Sono iniziate in queste settimane le riprese di Casa Totti, la sit-com interpretata dalla celebre coppia composta da Francesco e Ilary Blasi nella vita quotidiana: gag, amici, risate, battibecchi. Intanto la Wildside progetta con Sky una serie sulla vita di Francesco. Inoltre, co-prodotto sempre dalla Wildside di Lorenzo Mieli e Mario Gianani con Fremantle Documentaries, Capri Entertainment di Virginia Valsecchi e Vision Distribution che lo distribuirà al cinema, è stato appena girato un documentario sul calciatore, con la regia di Alex Infascelli, vincitore del David di Donatello per S is for Stanley: Un capitano, dal libro omonimo scritto da Totti con Paolo Condò (Rizzoli), un successo da 100mila copie.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Gentileschi, luce e silenzi a Fabriano
Sono 52 i capolavori esposti in Pinacoteca a Fabriano
FABRIANO (ANCONA)01 agosto 201919:27
– E’ stata inaugurata il 1 agosto a Fabriano (Ancona), nei locali della Pinacoteca civica, la mostra ‘La luce e i silenzi. Orazio Gentileschi e la pittura caravaggesca nelle Marche del Seicento’ a cura di Anna Maria Ambrosini Massari e Alessandro Delpriori, che coinvolgerà anche il Duomo di San Venanzio e la Chiesa di San Benedetto.
L’esposizione fa parte del progetto ‘Mostrare le Marche’, nato dal protocollo d’intesa fra la Regione, il Mibac, l’Anci Marche, la Conferenza Episcopale e i Comuni di Macerata, Ascoli Piceno, Fermo, Loreto, Matelica e Fabriano per promuovere la conoscenza e lo sviluppo dei territori colpiti dal sisma del 2016. La senatrice Liliana Segre era presente al taglio del nastro.
Complessivamente sono 52 le opere esposte e ci si aspettano fra i 20 e i 30 mila visitatori. La mostra riunisce i capolavori realizzati da Orazio Gentileschi ad Ancona e nel fabrianese quali la Circoncisione, La Vergine del Rosario e la Visione di Santa Francesca. C’è anche una stanza tematica in cui viene messo a confronto con Guerrieri, il grande caravaggesco marchigiano cui è riservata una mostra nella mostra, Baglione, Turchi, De Boulogne, Vouet, Cagnacci e Carlo Bonomi, la cui pala realizzata per il monastero delle clarisse cappuccine fabrianese e oggi a Brera, torna per la prima volta in città dopo le spoliazioni napoleoniche del 1811.
La mostra fabrianese sarà visitabile fino all’8 dicembre prossimo, orari di apertura: agosto-settembre dalle 10 alle 13 e dalle 14:30 alle 19:30; da ottobre dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18. Con il biglietto della mostra inoltre sarà possibile visitare fino al 3 novembre anche un’altra esposizione in corso a Camerino Dalla polvere alla luce: l’arte recuperata.
Sam Mendes racconta il 1917 /TRAILERGeorge MacKay e Dean-Charles Chapman protagonisti film
02 agosto 201911:57
Sam Mendes, il regista premio Oscar di Skyfall, Spectre e American Beauty, porta al cinema la sua singolare visione dell’anno cruciale della prima guerra mondiale, il 1917. Uscirà in Italia da 01 (ancora senza data) e si intitola ‘1917’, scritto (e prodotto) dallo stesso Mendes con Krysty Wilson-Cairns. Al culmine della prima guerra mondiale, due giovani soldati britannici, Schofield (George MacKay di Captain Fantastic) e Blake (Dean-Charles Chapman di Game of Thrones) ricevono una missione apparentemente impossibile. In una corsa contro il tempo, devono attraversare il territorio nemico e consegnare un messaggio che arresterà un attacco mortale contro centinaia di soldati, tra cui il fratello di Blake. Nel cast anche Mark Strong, Andrew Scott, Richard Madden e anche Colin Firth e Benedict Cumberbatch. E’ un’esclusiva per l’Italia di Leone Film con Rai Cinema
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Miss Italia, finale torna su Rai1
Annuncio a La Vita in Diretta. Il 6 settembre 80 anni concorso
01 agosto 201919:39
– La finale di Miss Italia 2019 si svolgerà a Jesolo (Ve) e sarà trasmessa da Rai1 venerdì 6 settembre in occasione degli 80 anni del Concorso. Vi prenderanno parte 80 candidate in rappresentanza di tutte le regioni.
L’annuncio è stato dato durante La Vita in Diretta, il programma di Raiuno nel quale è stata ospite Patrizia Mirigliani. Non è stato ancora ufficializzato invece il conduttore della serata della finale sull’ammiraglia Rai.
Miss Italia compie 80 anni e torna sulla Rai. La finale 2019 si svolgerà a Jesolo (Ve) e sarà trasmessa su Rai1 venerdì 6 settembre con 80 candidate in rappresentanza di tutte le regioni. L’annuncio è stato dato durante La Vita in Diretta, il programma di Rai1 nel quale è stata ospite Patrizia Mirigliani. Madrina della serata sarà Gina Lollobrigida, storica concorrente del 1947, anno in cui vinse Lucia Bosè. Per la conduzione ancora non ci sono nomi, “ci potrebbero essere uno o più conduttori, la scelta spetterà alla Rai”.
“Miss Italia è un grande sogno per tante ragazze italiane.
Oggi realizzo il mio, quello di tornare sul palco di Rai1 per festeggiare gli 80 anni del concorso. Anche mio padre avrebbe voluto così, tornare nel luogo che ci ha ospitati per 25 anni”, ha detto la Mirigliani.
Il concorso di bellezza torna sulla tv pubblica dopo sei anni a La7. Il ritorno era nell’aria dopo che alla presentazione dei palinsesti, l’editore di La7 Urbano Cairo aveva annunciato che il rapporto con Miss Italia era arrivato al capolinea.
In questi anni il concorso si è adeguato al cambiamento dei tempi, ha aperto alle donne curvy, è diventato più inclusivo, ha alzato l’età mentre ad attaccarlo con clamore nel 2013 era stata la presidente della Camera Laura Boldrini (“e’ una scelta moderna e civile rinunciare a trasmettere le fasi finali di Miss Italia”, disse a proposito dell’allora scelta Rai di chiudere con il concorso di bellezza).
Sono cambiate le condizioni per tornare sulla tv pubblica? “Miss Italia – ha risposto – è sempre stata al passo con i tempi riuscendo a raccontare l’evoluzione della bellezza femminile, senza aver paura di ribaltare alcuni canoni, riuscendo a promuovere anche la disabilità. Abbiamo vissuto – ha rivendicato – gli 80 anni della nostra storia con grande onore.
Questo concorso ha attraversato le vicende d’Italia esaltando il ruolo delle donne e aiutando a cambiare la percezione della bellezza”, conclude.
A “La Vita in Diretta” sono state date alcune anticipazioni: le Prefinali, con 185 candidate, si svolgeranno a Mestre (Venezia) dal 26 al 28 agosto; il 29 è prevista la tappa nella città lagunare per il tanto atteso red carpet della patron e delle concorrenti alla Mostra del Cinema. Le Finali si terranno invece a Jesolo, dal 30 agosto al 6 settembre.
La Miss Italia degli 80 anni sarà eletta dal pubblico: infatti la vincitrice sarà scelta soltanto tramite il televoto, senza l’intervento della giuria. Non sarà facile la scelta perché quest’anno le 40 miss di un anno fa raddoppiano, proprio in onore dell’anniversario del concorso. “Il filo conduttore – ha aggiunto la patron – sarà la valorizzazione delle regioni e del territorio inteso come diversità di mestieri, tradizioni, eccellenze locali”.
A Pietrasanta i soldati di EisenhowerIn mostra sculture Eylanbekov per memorial di Washington
PIETRASANTA (LUCCA)02 agosto 201910:33
– I monumentali soldati in bronzo dell’artista russo-americano Sergey Eylanbekov, destinati al The Dwight D.Eisenhower Memorial di Washington D.C., imponente costruzione progettata dall’architetto Frank Gehry la cui inaugurazione è prevista l’8 maggio 2020, saranno in mostra in anteprima in piazza Matteotti, davanti al Municipio, a Pietrasanta. Visitatori e turisti, durante questo mese, potranno ammirare 7 delle 12 opere monumentali, alte 3 metri, realizzate da Eylanbekov, residente a New York ma che da diversi anni crea a Pietrasanta. In particolare Eylanbekov lavora presso il laboratorio di Giancarlo Buratti, con la Fonderia Mariani e il laboratorio Cervietti.
Tra le opere che domineranno l’ingresso del Municipio anche quella che raffigura il generale Eisenhower nell’incontro con i paracadutisti in procinto di lanciarsi nella notte dietro le linee nemiche, nel famoso sbarco alleato in Normandia. Le sculture resteranno in mostra da domani al 26 agosto a Pietrasanta. L’inaugurazione è in programma il 6 agosto: attesi tra gli altri il console generale degli Stati Uniti a Firenze Benjamin V.Wohlauer e Anne Eisenhower.
Invischiati nella notte di Concita De GregorioPolitica, economia ma soprattutto potere in racconto ammaliante
02 agosto 201910:41
– CONCITA DE GREGORIO, ‘NELLA NOTTE’ (FELTRINELLI, PAG. 236, EURO 16,50) – Definirlo un romanzo non è esatto, non ha inizio non ha fine, esattamente come la materia di cui si compone può prendere forme diverse a seconda della necessità. La politica è la sua forma: una materia a dir poco magmatica, scivolosa spesso indecifrabile. La protagonista, Nora, vorrebbe racchiuderne il senso in una tesi di laurea ma presto sarà lei, la politica, a tentare di catturare la sua vita in un intreccio di fili incomprensibili ai più.Tutto parte da un capitolo che nella tesi doveva esserci ma non c’era, da un presidente della Repubblica che doveva esserci e non c’era stato. Tutto in una notte. Ma il fatto è, come recita il titolo del nuovo, avvincente, libro di Concita De Gregorio, tutto rimane Nella Notte. La cronaca, il giornalismo, l’economia, la storia, l’arte e tutti i loro rivoli, in una sola parola, il potere. Tutto in una stessa volontà che è incomprensibile ai più. Nora la insegue, ne rimane invischiata, la sfugge, Probabilmente senza capirla perché non c’è neanche molto da capire.Non ha fine, non ha inizio. Ma Concita De Gregorio è capace di raccontare tutto questo universo assolutamente sfuggente dando un senso a qualcosa che è difficile immaginare ne abbia. I suoi sono personaggi reali, ma pirandellianamente Uno nessuno centomila perché ti sembra di capire di chi si sta parlando quando racconta di quel sindaco che però nel libro non è un sindaco, ma era così outsider da essere considerato fuori controllo per la politica. O di quel (forse) presidente di Regione che qui è un sindaco, che aveva avuto un brutto scandalo sessuale dai contorni irrisolti, oppure quel politico che aveva un enorme archivio e quell’altro che era fissato con gli errori degli altri. Tutti riconoscibili, nessuno riconoscibile. Perché in fondo non è importante, sono loro ma non in quanto persone, piuttosto quanto parte di un meccanismo che la scrittrice e giornalista vuole raccontare nella sua anima più profonda e in questo il libro si fa romanzo senza volerlo.E la meraviglia di Nella Notte è nella fascinazione della scrittura perché pagina dopo pagina si rimane ammaliati dal vuoto del reale e dal pieno della letteratura come le due cose coincidessero. ”Che donna tua nonna da lei ho imparato questo essere all’altezza di ciò che desideriamo. Essere semplici essere illimitati. Rischiare, cambiare punto di vista” e mai rimanere prigionieri, come riesce a fare Nora.
Parco di Sibari tra siti più in pericolo UeItalia Nostra chiede inserimento in rosa 7 Most Endangered
CATANZARO02 agosto 201911:58
Il Parco archeologico di Sibari in Calabria va inserito nella rosa dei sette siti culturali più in pericolo d’Europa, i 7 Most Endangered, che verrà resa nota a marzo del 2020. E’ quanto segnala a Europa Nostra che si occupa di stilare la rosa, Mariarita Signorini, presidente nazionale di Italia Nostra.
“La scelta di Italia Nostra di accendere i riflettori sul sito di Sibari – afferma Signorini – è motivata dai ricorrenti e irrisolti problemi di allagamento del Parco, dalle difficoltà della gestione ordinaria del sito, una per tutte, la scarsità di fondi per operazioni basilari come il taglio dell’erba, dalla recente inchiesta della magistratura sulle spese per le trincee drenanti e, infine, dalla scarsa accessibilità del sito: nessun collegamento tra la stazione ferroviaria e il Parco e segnaletica stradale poco efficace”.
La finalità dell’iniziativa è quella di aumentare l’attenzione mediatica e la consapevolezza del valore dei beni culturali tra i cittadini europei.
Tra i siti già segnalati negli anni passati il Monastero di San Benedetto Po nel 2013 (su segnalazione di Italia Nostra), la Cittadella di Alessandria nel 2014 (su richiesta del FAI) e Venezia e la sua Laguna (sempre su suggerimento di Italia Nostra). E anche il Castello di Sammezzano di Reggello (Firenze), già inserito nella Lista Rossa dei siti più in pericolo di Italia Nostra, è stato segnalato dal comitato Save Sammezzano ai 7 Most Endangered 2020.
Omaggio a Dalla da Tiromancino-SangiorgiDurante concerto della band di Zampaglione a Lecce
LECCE02 agosto 201912:46
– Doppia sorpresa al concerto dei Tiromancino ieri sera a Lecce, un omaggio a Lucio Dalla dal palco e, per l’occasione, Federico Zampaglione ha duettato a fine concerto con Giuliano Sangiorgi, leader dei Negramaro. Il brano scelto è stato “Chissà se lo sai”, di Dalla e Ron.
Il duetto ha emozionato il pubblico del parco Belloluogo di Lecce, momento clou di un concerto durato all’incirca due ore e perdipiù con un artista di casa. Salentini i Negramaro, Sangiorgi ha salutato la platea dicendo: “Ciao Lecce, ciao casa”. Poi ha fatto una dedica speciale per questo brano, alla figlia Stella, di pochi mesi. I due cantanti si sono esibiti insieme anche in “Liberi” dei Tiromancino. Poi Sangiorgi ha salutato la sua band, incluso Lele Spedicato, colpito da un malore lo scorso settembre. Nella scaletta del concerto, i Tiromancino hanno proposto anche un ricordo di Franco Califano, con il testo “Un tempo piccolo”.
Chiuso a Cagliari Laura Biagio StadiOltre i due cantanti sul palco anche Fiorello e Paola Cortellesi
CAGLIARI02 agosto 201912:49
– Laura Pausini e Biagio Antonacci.
Ma anche Fiorello e Paola Cortellesi. Sì è concluso così a Cagliari, con una grande festa e due ospiti speciali, l’intenso tour che portato i cantanti di “Iris” e “La solitudine” in giro per un mese tra penisola e isole. Trascinando sotto il palco decine di migliaia di fan.
Ieri in Sardegna erano circa ventimila. Tra loro anche Eleonora, la ragazza “speciale” che ha potuto cantare, immergersi nei pezzi di Laura e Biagio e godere di una serata magica grazie all’interessamento di Insula Events che rinnovando la collaborazione con Friends& Partners ha organizzato il concerto a Cagliari.
Un concerto curato nei minimi dettagli, dalla intro con i segreti e i rituali del backstage ai bis. Uno spettacolo che è scivolato via, intenso e senza soste, per oltre tre ore. D’altra parte bisognava accontentare tutti gli appassionati con i loro pezzi preferiti, magari anche in versione medley con i due protagonisti che si alternavano o cantavano insieme.
Matera 2019 e i ‘Quadri plastici’La sera del 4 agosto, ad Avigliano, con una ventina di figuranti
POTENZA02 agosto 201916:36
– È dedicata al tema “Capitali della cultura” l’edizione 2019 dei Quadri plastici di Avigliano (Potenza), con una ventina di figuranti che domenica 4 agosto, dalle ore 21.30, faranno vivere sul palco tre quadri del Pietrafesa (“Crocefissione”, del 1653), del Correggio (“Martirio di quattro santi”, 1524) e di Francesco Giordano (“Santa Chiara mette in fuga i saraceni”, 1727): le tre tele sono conservate a Matera, Capitale europea della Cultura per il 2019, Parma (Capitale italiana della cultura per il 2020), e Avigliano (che oggi, 2 agosto, è Capitale europea per un giorno, e città “natale” dei Quadri plastici). Le iniziative sono state presentate stamani, a Potenza, nel corso di una conferenza stampa.
100mila spettatori per l’estate di Musica per Roma85mila spettatori per Auditorium e oltre 18mila Casa del Jazz
ROMA02 agosto 201916:38
– Si conclude con oltre 100mila spettatori la doppia stagione della Fondazione Musica per Roma all’Auditorium Parco della Musica e Casa del Jazz. Il Roma Summer Fest, in cui la cavea del Parco della Musica è stata per più di un mese palcoscenico di 30 concerti, ha registrato 85mila spettatori. Nove i sold out: dalla doppietta dei Maneskin che da soli hanno totalizzato 10mila spettatori a quelli de Il Volo, Take That, Toto, Gazzelle, Tears for Fears, Thom Yorke e Fiorella Mannoia. Alla Casa del Jazz gli spettatori di Summertime 2019 sono quasi raddoppiati rispetto a un anno fa: oltre 18mila, segnando il record assoluto di presenze estive. La rassegna di 31 concerti e spettacoli, dei quali 11 all’interno della XXIX edizione del Festival I Concerti nel Parco Estate 2019, si è aperta con il sold out storico di Gary Clark Jr. seguito da quelli di Incognito, Paolo Fresu, Neri Marcorè e Edoardo Ferrario, Orchestra di Piazza Vittorio, 6 sold out in tutto.
Drake pubblica raccolta Care PackagePensata per i fan, contiene tracce mai pubblicate ufficialmente
02 agosto 201914:09
– Sorpresa per i fan di Drake. Dopo “The Best In The World Pack”, pubblicata in occasione della vittoria dei Toronto Raptors alle NBA Finals 2019, il rapper canadese ha pubblicato “Care Package”. Si tratta di una raccolta di brani dell’artista incisi nel corso della sua carriera e particolarmente amati dai fan, ma che fino a oggi non erano mai stati pubblicati ufficialmente. La pubblicazione avviene a pochi giorni dall’OVO Fest (4-5 agosto), festival organizzato dal rapper, che si tiene tutti gli anni nella sua città natale, Toronto. Drake ha dato l’annuncio a sorpresa con un post su Instagram, scrivendo ai propri follower “Alcuni dei nostri momenti più importanti passati insieme sono adesso disponibili in un unico pacchetto. Care Package.” “Care Package” segue il successo di “Scorpion”, l’album che ha battuto ogni record: nelle prime ore di uscita ha raggiunto oltre 132 milioni di stream e in una sola settimana ha superato il miliardo di stream globali.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Notte Taranta: Salif Keita a Melpignano
Il 24 agosto sarà sul palco con Elisa e il rapper Gue Pequeno
LECCE02 agosto 201914:10
– E’ Salif Keita l’ospite internazionale del concertone della 22/a Notte della Taranta, in programma il 24 agosto a Melpignano (Lecce). Poeta del Mali e ambasciatore della cultura del suo Paese, è considerato, con la sua voce potente, uno dei grandi talenti musicali del continente africano. Cantore contro la discriminazione degli albini in Africa, vissute sulla propria pelle, è impegnato con la sua Fondazione a denunciarne i continui rapimenti e uccisioni, in diversi Paesi, frutto spesso di superstizioni. Sarà “accompagnato dall’Orchestra Popolare e attraverso i canti della nostra tradizione lancerà un messaggio d’amore per tutte le diversità”, sottolinea il presidente della Fondazione La Notte della Taranta, Massimo Manera: “L’incontro della pizzica con la musica del mondo celebra l’Africa con l’artista tra i più rappresentativi della world music”. Salif Keita sarà sul palco di Melpignano insieme a Elisa e al rapper Gue Pequeno, per il concertone in diretta su Rai2 e su Radio2 Rai a partire dalle 22:40.
A settembre l’autobiografia di Snowden”Errore di sistema” esce in contemporanea mondiale
02 agosto 201914:26
– Uscirà in Italia il 17 settembre, in contemporanea mondiale, ‘Errore di sistema’, l’autobiografia di Edward Snowden (titolo originale ‘Permanent Record’), ex analista della National Security Agency e ‘gola profonda’ del Datagate esiliato a Mosca. A pubblicarla sarà Longanesi, che ha acquistato i diritti dall’editore americano Macmillan Publishers.
Nel 2013 Snowden, ex agente Cia e consulente Nsa, sconvolse il mondo rompendo con l’establishment dell’intelligence americana e rivelando che il governo degli Stati Uniti cercava segretamente mezzi per raccogliere ogni telefonata, messaggio o email inviata. Il risultato sarebbe stato un sistema di sorveglianza di massa senza precedenti, in grado di introdursi nelle vita privata di chiunque. Nell’autobiografia, Snowden racconta la sua storia per la prima volta, guidando il lettore attraverso la creazione di questo sistema di sorveglianza e poi la crisi di coscienza che lo ha spinto alla denuncia. “Edward ha deciso all’età di 29 anni di rinunciare completamente al suo futuro per il bene del suo Paese”, ha detto John Sargent, ceo di Macmillan Publishers. “Ha dimostrato un coraggio enorme e, piaccia o no, la sua è un’incredibile storia americana. Non c’è dubbio che grazie a lui il mondo sia un posto migliore e più ‘privato'”. ‘Errore di sistema’ sarà pubblicato in più di venti Paesi.
In Italia un autunno di grandi maestriDa Raffaello agli Impressionisti fino ai giganti del ‘900
02 agosto 201914:31
– Sarà un autunno di grandi maestri, dall’antico al ‘900, quello che attende in Italia gli appassionati d’arte. A Roma al Chiostro del Bramante arriverà a settembre “Bacon, Freud, la Scuola di Londra. Opere della Tate”, mentre dal 9 ottobre Palazzo Braschi ospiterà la mostra evento “Canova eterna bellezza”. A Milano c’è attesa per “Guggenheim.
La collezione Thannhauser, da Van Gogh a Picasso” a Palazzo Reale dal 17 ottobre. A Firenze il 28 settembre Palazzo Strozzi accoglierà la rassegna “Natalia Goncharova tra Gauguin Matisse e Picasso”. Dal 3 ottobre ecco “Raffaello e gli amici di Urbino” alla Galleria Nazionale delle Marche – Palazzo Ducale di Urbino, mentre la Fondazione Cini a Venezia accoglierà dal 14 settembre una grande antologica dedicata a Emilio Isgrò. A Mantova, dal 6 ottobre a Palazzo Ducale, “Con nuova e stravagante maniera”: in primo piano, i capolavori di Giulio Romano dal Louvre. A Palazzo Blu a Pisa spazio al “Futurismo!” in oltre duecento opere.
A Napoli i più importanti papirologiOsserveranno Officina Papiri Ercolanesi e rotoli Villa Pisoni
NAPOLI02 agosto 201914:35
– I più importanti papirologi del mondo, studiosi e scienziati internazionali che si occupano di ricerca, conservazione, studio di testi antichi su papiro, saranno a Napoli alla Biblioteca Nazionale il 6 e 7 agosto per visitare l’Officina dei Papiri Ercolanesi e osservare da vicino i sorprendenti rotoli carbonizzati ritrovati nella famosa Villa dei Pisoni, nella Baia sommersa di Cuma, che serbano importanti testi di autori della cultura classica, da Epicuro a Filodemo di Gadara, a Lucio Anneo Seneca.
Si tratta di una folta delegazione proveniente dal congresso internazionale di papirologia, che si sta svolgendo quest’anno in Italia a Lecce e che ha accolto oltre 400 partecipanti da tutto il mondo (Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Germania, Austria, Polonia, Olanda, Egitto e Israele).
Arena, nuovo cast e regia storica AidaSul podio Francesco Ivan Ciampa, protagonista Maria José Siri
VERONA02 agosto 201914:51
– Nuovi interpreti salgono domani sul palcoscenico dell’Arena di Verona per Aida di Giuseppe Verdi: un cast internazionale con attesi ritorni e debutti nello storico allestimento di Gianfranco de Bosio, ispirato alla prima serata d’opera in Arena nel 1913, e il direttore Francesco Ivan Ciampa.
Dopo aver diretto la recita domenicale del capolavoro verdiano, Placido Domingo cede nuovamente la bacchetta di Aida al maestro Ciampa, forte dei consensi ottenuti nelle ultime settimane a Verona e a Macerata, e qui di nuovo alla guida dell’Orchestra dell’Arena di Verona e del Coro preparato da Vito Lombardi.
Per la recita di domani, la numero 708 dalla prima notte del 10 agosto 1913, Aida si conferma “regina” dell’Arena di Verona non solo per numeri ma anche per qualità degli interpreti. È la volta infatti del soprano Maria José Siri, che torna ad Aida dopo successi in ruoli pucciniani alla Scala di Milano, a Genova e a Berlino. Con lei debutta nei panni di Radamés il tenore Martin Muehle.
Machiavelli ‘a processo’ in RomagnaOmaggio a 550 anni dalla nascita. Politologi per accusa e difesa
FORLÌ02 agosto 201915:16
– FORLÌ-CESENA
– Niccolò Machiavelli ‘torna’ in Romagna dopo oltre cinque secoli. La circostanza è il tradizionale Processo del 10 agosto a San Mauro Pascoli promosso da Sammauroindustria. È lui infatti l’imputato della 19/a edizione dell’evento (ore 21, ingresso libero), che quest’anno metterà di fronte due politologi: Carlo Galli, dell’Università di Bologna, nei panni dell’accusatore, e Maurizio Viroli, dell’Università di Princeton (Usa), in qualità di difensore.
Presidente del Tribunale Gianfranco Miro Gori, fondatore del Processo e presidente di Sammauroindustria. Il verdetto sarà emesso dal pubblico presente munito di paletta.
L’evento è un omaggio a 550 anni dalla nascita del grande pensatore politico, un riportare indietro le lancette della storia, quando a inizio ‘500 Machiavelli si recò in Romagna per conto della Repubblica Fiorentina per trattare con Cesare Borgia, figura della quale rimase talmente affascinato da ispirare il celebre Principe.
Già battaglieri i due contendenti, che in parte hanno anticipato le loro tesi. Secondo Galli, “Machiavelli è il primo a percepire la politica moderna come crisi, conflitto, distruzione e creazione di ordinamenti. La sua visione però è più utopistica che realistica”. Per Viroli è il momento di stabilire una volta per tutte la grandezza di Machiavelli: “Nei secoli Machiavelli è stato accusato di essere maestro del male, fautore della tirannide, teorico del primato della forza sul diritto e dell’autonomia della politica dall’etica… Ad un esame attento dei suoi scritti nessuna accusa regge”.
Il Processo negli anni passati ha messo alla sbarra – per citare le ultime edizioni – Giulio Cesare (2016), Rivoluzione Russa (2017), le 5 Marce su Roma (2018).
Edoardo Pesce, Albertone aiutami tutv movie Rai1 di Luca Manfredi su Sordi, set tra Roma e Tivoli
02 agosto 201920:18
“In occasione dell’anniversario della sua nascita ho preso la mia moto e sono andato al cimitero del Verano. Dopo aver parcheggiato, ho cominciato a cercare la tomba dove sapevo che era sepolto Alberto Sordi, avevo fatto una ricerca su internet, avevo portato con me dei fiori, e l’ho trovata”. A raccontarlo, durante una pausa delle riprese a Roma (“non posso mangiare, vede, sono dimagrito, sto a dieta, allora fumiamoci ‘sta sigaretta”), è Edoardo Pesce, sul set a Valle Giulia di ‘Alberto’, film tv prodotto da Sergio Giussani per Ocean Productions, che racconterà la vita di Sordi dal ’37 al ’54 la messa in onda su Rai1 è prevista in occasione del centenario della nascita dell’attore. In una calda giornata di inizio agosto si gira davanti all’Accademia Belgica (Villa Borghese ndr).La regia è di Luca Manfredi. Pesce interpreta la difficile parte di uno dei volti italiani più amati di tutti i tempi.Che ha fatto davanti al loculo di Sordi?: “Io sono ateo confesso, ma una preghierina si l’ho fatta dai!… poi ho parlato”, ammette. Ma a chi, mi perdoni? “A lui: ‘Signor Sordi non mi faccia fare brutte figure, lei che nella sua carriera non le ha mai fatte ed è amatissimo ancora a distanza di tanti anni”, risponde. Pesce aggiunge: “Non è tutto: vede, porto sempre con me un amuleto, me lo ha dato Luca Manfredi, apparteneva a sua madre ed era stato proprio Sordi a regalarglielo. Un portachiavi. Insomma spero mi porti fortuna”. Si tratta di una nuova importante interpretazione per Pesce che quest’anno abbiamo apprezzato nei panni di Franco Califano nello straordinario e commovente biopic ‘Io Sono Mia’ con Serena Rossi, dopo averlo visto nel fil Dogman di Garrone, con cui si è aggiudicato il David di Donatello.Parlando poi con il resto della stampa, Pesce spiega: “Quando mi hanno contattato per questo progetto ho detto: va bene, ma Sordi chi lo fa? Nel senso che mi sembrava una scommessa talmente enorme, ho pensato a ‘sto giro mi gioco tutto, anche se il faccione c’è”. Per quanto riguarda la voce, quella di Albertone “era inconfondibile bassa, la mia più baritonale, non la imito certo. Mi sono limitato a vestire una maschera, ho fatto il mio Sordi. Mi sono buttato, non mi sono messo a studiare com’era, non volevo imitarlo. Ovvero indossando la maschera di Alberto Sordi come un napoletano indosserebbe quella di Pulcinella, senza andare direttamente verso Alberto Sordi che è un’impresa titanica”.
“Quando Edoardo ha fatto il provino, un anno fa – assicura Manfredi – è stato eccezionale. Non era un provino, ha girato tre scene: era Sordi”. “Cerchiamo di dare al pubblico un Sordi riconoscibile, senza fare la macchietta – aggiunge il regista – sveliamo il suo lato privato. Molti amici di mio figlio, che ha diciotto anni, non sanno chi fosse mio padre, o lo conoscono poco. Era bello e doveroso rendere omaggio a un grande artista.
Come è stato nel caso di In arte Nino con Elio Germano perfetto nel ruolo di papà, anche in questo film abbiamo trovato l’interprete perfetto. Edoardo è diventato Sordi, con le sue fragilità e i suoi complessi”.
“Mi sono fatto guidare dalla pancia”, sottolinea ancora Pesce. “Penso che sia importante l’umanità. Non avendo avuto la fortuna di conoscerlo, cerco i punti in comune. Riconosco una certa romanità, le espressioni che ho sempre sentito in casa, è il modo di parlare dei miei nonni. Il film di Sordi che preferisco è Il vedovo. Sto crescendo insieme al personaggio”. Scritto da Manfredi con Dido Castelli, ‘Alberto’ si concentra sul periodo dal 1937 al 1954: diciotto anni alla conquista del pubblico e della fama, con il giovane Sordi che diventa la voce di Oliver Hardy, è sul palco con l’avanspettacolo, poi incontra Fellini. Diventa una sorta di stalker di Vittorio De Sica (Francesco Foti) perché spera di poter lavorare con lui. Ma ‘Alberto’ racconta anche il Sordi meno conosciuto, quello privato, la lunga storia d’amore con Andreina Pagnani (interpretata da Pia Lanciotti), che aveva 15 anni più di lui, il rapporto profondo con la madre Maria (Paola Tiziana Cruciani) e col padre Pietro (Massimo Wertmuller). Nel cast anche Lillo Petrolo che vestirà i panni di Aldo Fabrizi. La storia inizia quando Sordi viene espulso dall’Accademia di recitazione dei Filodrammatici a Milano e termina col trionfo di Un americano a Roma di Steno. La scena di “Maccarone m’hai provocato e io te distruggo” si vedrà sui titoli di coda ma sarà quella autentica. Teme giudizi? “Si, certamente quello di Carlo Verdone: è capace di stroncarmi, guai a chi gli tocca Sordi, speriamo bene”, conclude l’attore.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Cinema d’animazione d’autore nel Barese
Più di 100 film in concorso, fuori concorso e retrospettive
BARI02 agosto 201915:48
– Il Festival internazionale del cinema d’animazione d’autore ‘Imaginaria’ torna a Conversano (Bari) per la 17/a edizione, dal 19 al 24 agosto. Saranno proiettati più di cento tra film e cortometraggi in concorso, fuori concorso e retrospettive di autori di tutto il mondo, oltre a eventi collaterali con laboratori per bambini e letture animate nell’ambito di ‘Imaginaria Kids’, masterclass, incontri con gli autori e mostre, come quella dedicata ai 25 anni del cinema di animazione degli artisti portoghesi Regina Pessoa e Abi Feijó, per la prima volta in Italia. Sarà conferito il ‘premio alla carriera’ a Fusako Yusaki, autrice di origini giapponesi ma residente in Italia ormai da quasi 50 anni, specializzata per la tecnica della plastilina (claymation) e nota per gli short pubblicitari del Fernet Branca e per la sigla dell’Albero Azzurro.
Roma: neve d’agosto, dedica a Notre DameIl 5 agosto all’Esquilino si rinnova il miracolo del 358 d.C.
ROMA02 agosto 201915:49
– Per il 36/o anno consecutivo la sera di lunedì 5 agosto la neve tornerà a cadere a Roma imbiancando la cupola della chiesa di Santa Maria Liberiana e piazza Santa Maria Maggiore, sul Colle Esquilino, così come, si narra, avvenne in modo miracoloso nello stesso giorno del 358 dopo Cristo. Con una dedica davvero speciale: alla rinascita di Notre Dame de Paris e alla figura di Leonardo da Vinci.
L’evento, firmato anche quest’anno dall’architetto Cesare Esposito, avrà inizio alle 21 e sarà accompagnato da musiche, suoni, luci, raggi laser, letture, canti, espressioni artistiche e apparizioni celesti di sicuro effetto scenico, in un crescendo che arriverà al culmine a mezzanotte, quando candidi fiocchi di neve scenderanno sul pubblico e imbiancheranno tutta la piazza.
“E’ proprio vero – spiega ‘l’architetto della neve’ – come diceva Leonardo che l’amore può vincere ogni cosa, come il miracolo di questa nuova edizione dedicato sia alla rinascita di Notre Dame de Paris e di tutta l’architettura, sia a Leonardo da Vinci che, come me, lo dico con umiltà, ha dedicato un suo progetto alla Madonna della Neve. Che onore per me e per la Madre di Gesù che Leonardo evochi il miracolo”.
Anche la scrittrice Dacia Maraini apprezza molto l’iniziativa che ha commentato così: “L’architetto Cesare Esposito ha avuto la bella idea di ricordare quel fiabesco avvenimento, ricreando l’atmosfera magica di quell’agosto, lontano facendo nevicare piccolissimi granelli di ghiaccio sulle strade soffocate da una Roma asciugata dall’estate”.
George Jackson su podio del Carlo FeliceNasce collaborazione tra il teatro genovese e il giovane maestro
GENOVA02 agosto 201916:40
– “Nella mia famiglia non ci sono musicisti, ma attori. I miei ascoltavano soprattutto i Beatles e i Rolling Stones. Io ho iniziato ad amare la musica studiando il violino. Però poi mi sono accorto che non mi bastava, volevo entrare dentro le partiture e così mi sono dedicato alla direzione d’orchestra approfondendo il repertorio classico senza rinnegare i Beatles, i Rolling Stones e il blues americano”.
Parole di George Jackson, trentaduenne direttore inglese che domenica 4 agosto (ore 21,30) dirigerà al Porto Antico il concerto sinfonico conclusivo della stagione del Teatro.
“Questo concerto – spiega il direttore artistico del Carlo Felice Giuseppe Acquaviva – chiude una stagione molto impegnativa. La prossima non sarà da meno e ci conforta verificare che la campagna abbonamenti sta andando benissimo, a dimostrazione che il pubblico ha apprezzato la nostra proposta.
Questo concerto, però, ha anche un altro significato: è l’avvio di una collaborazione con George Jackson”.
Ariana Grande-Social House in boyfriendNuovo singolo per la popstar con il duo di produttori
02 agosto 201916:41
– E’ uscito “boyfriend” (Schoolboy Records/Republic Records), nuovo singolo di Ariana Grande insieme al duo di cantanti, autori e produttori di Los Angeles Social House. Contemporaneamente è stato pubblicato anche il video ufficiale. “Ci siamo sempre divertiti così tanto a lavorare con Ariana, siamo quindi davvero entusiasti che questa canzone sia stata finalmente pubblicata nel mondo e che i nostri fan possano ascoltarla! Speriamo che tutti la adorino tanto quanto lo facciamo noi”, hanno commentato i Social House (Michael “Mikey” Foster e Charles “Scootie” Anderson). I due pubblicheranno l’EP d’esordio “Everything Changed…” venerdì 9 agosto, che conterrà anche il singolo “Haunt You”.
Universal vs Disney, parco in FloridaA Orlando Epic Universe farà concorrenza a Star Wars
NEW YORK02 agosto 201916:50
– Universal sfida Disney e aggiunge un altro parco tematico alla sua rosa in Florida. La casa madre Comcast ha annunciato infatti che costruirà Epic Universe a Orlando e comprenderà anche hotel, ristoranti e negozi. L’annuncio arriva quando Disney sta per aprire, sempre a Orlando e dopo la California Star Wars, il secondo parco dedicato alla saga cinematografica di Guerre Stellari. “Epic Universe – ha sottolineato in una nota Brian Roberts, amministratore delegato di Comcast – sarà il quarto parco tematico di Universal in Florida ed è il più grande investimento singolo che Comcast NBCUniversal abbia mai fatto nel business dei parchi di divertimento”.
Molise Cinema, Sergio Leone con fucileOspite speciale del festival Alba Rohrwacher
02 agosto 201917:13
Un piccolo gioiello inedito, ma purtroppo incompleto, sul regista Sergio Leone è quello che si vedrà alla 17/a edizione del Molise-Cinema (6-11 agosto), presentato alla Casa del cinema di Roma. Si tratta di ‘C’era una volta Sergio Leone a Castelpetroso’ di Mario Notte che racconta, attraverso le testimonianze di alcuni abitanti, le originali vacanze del regista a Castelpetroso nei primi anni Sessanta. Sembra che il padre dello ‘spaghetti western’ camminasse per il paese con tanto di fucile sotto il braccio per sparare agli uccellini o ad ogni cosa si muovesse. Una passione, la sua, che preoccupava gli abitanti: “Le galline non facevano più le uova per la paura degli spari” dice una signora. E così, come rivela Pommier Vincelli, ci fu chi chiamò la guardia comunale che impedì al regista di sparare. A Molise-Cinema, in programma a Casa Calenda, ci sarà, come ospite speciale, Alba Rohrwacher.
Katy Perry sborserà 3 mln dlr per plagioRapper cristiano Markus Gray aveva chiesto 20 milioni di dollari
NEW YORK02 agosto 201917:21
– Katy Perry e il suo entourage dovranno pagare due milioni e 800mila dollari in danni al rapper cristiano Markus Gray per il plagio della canzone Dark Horse. Un tribunale di Los Angeles ha infatti riconosciuto che il brano è simile a Joyful Noise scritto nel 2009. Dark Horse, del 2014, è stato uno dei maggiori successi della cantante. Per il plagio i legali di Gray avevano chiesto un risarcimento da 20 milioni di dollari. In realtà dei quasi tre milioni Katy Perry sborserà di tasca propria ben poco, solo 500mila dollari. Il grosso sarà a carico della casa discografica Capitol Records, il resto sarà pagato dagli autori. I legali di Perry hanno tuttavia annunciato che ricorreranno in appello.
Galoppini lascia Regio Torino,no rinnovoSecondo l’ente inopportuno dare direzione a un non dipendente
TORINO02 agosto 201917:28
– Alessandro Galoppini lascia, dopo dieci anni, la direzione artistica del Regio di Torino. Dopo la nomina a sovrintendente di Sebastian Schwarz, il Consiglio d’indirizzo del Teatro ha deciso di non rinnovargli l’incarico.
A comunicargli la decisione è stata la sindaca Chiara Appendino.
Il rinnovo, si legge in una nota, sarebbe stato ritenuto “inopportuno” in quanto Galoppini è un consulente e, in base alle osservazioni ministeriali, la direzione artistica non può essere assegnata a un non dipendente.
Al via 10/a edizione PontediLegnoPoesiaLo scorso anno è astato vinto da Giancarlo Pontiggia
PONTEDILEGNO (BRESCIA)02 agosto 201917:48
– E’ stata rinviata al 3 agosto, causa maltempo, l’inaugurazione a Pontedilegno del nono “totem poesia 2019”, l’installazione che caratterizza il PontedilegnoPoesia 2019. Il premio, aperto il 1 agosto dal presidente Andrea Bulferetti, accoglie intorno a sé alcuni dei principali autori italiani di poesia edita e prevede che ogni anno venga collocato in paese un “totem”, una installazione-monumento appositamente realizzata per custodire i versi di una poesia dedicata alla montagna. Il totem della decima edizione custodisce i versi di Mario Rondi “Cavalier del vento”. Lo scorso anno il PontedilegnoPoesia è stato vinto da Giancarlo Pontiggia. Gli altri vincitori dal 2010: Franco Loi, Milo De Angelis, Franca Grisoni, Maurizio Cucchi, Giuseppe Grattacaso, Franco Buffoni, Umberto Piersanti, Vivian Lamarque. I poeti finalisti 2019 sono: Pasquale Di Palmo, Maria Lenti, Beppe Mariano, Massimo Migliorati, Emilio Rentocchini, Norma Stramucci. Premio speciale alla “carriera” a Giampiero Neri.
Clerici, no a Miss Italia ma sì allo ZecchinoSui suoi profili social, “poi vedremo… il pubblico è sovrano”
02 agosto 201917:50
– “Ho pensato molto e ho deciso di credere ancora a una lunga storia d’amore che dura da 33 anni con la Rai. Con la mia consueta schiettezza ho detto no a Miss Italia perché non c’erano le condizioni per preparare l’evento adeguatamente avendolo saputo solo qualche giorno fa. Invece farò lo Zecchino d’oro per amore dei bambini, dei frati dell’Antoniano, delle tagliatelle di nonna Pina e del mio amico Carlo Conti. Così come onorerò l’impegno sociale con Telethon”.
In un messaggio sui social, Antonella Clerici sembra mettere da parte i malumori per il mancato inserimento nei palinsesti autunnali Rai e annuncia i prossimi impegni.
Quanto al futuro, “poi vedremo… so che il pubblico, per me sovrano, mi è vicino. Conto su di voi per affetto e sostegno, fiducia e lealtà maturata in tanti anni insieme. A presto, aspettatemi”, conclude con un cuoricino.
Festeggia lo Zecchino su Facebook: “Antonella Clerici condurrà su Rai1 lo #Zecchino62!!! Con lei garantiamo un’edizione dall’#effettovitamina!”. “E speriamo di rivedere anche Francesca Fialdini che ci ha accompagnato per tanti anni!”.
Hit parade, un mese in vetta per Machete Mixtape 4Pochi movimenti in classifica, Elettra rientra in top ten
02 agosto 201918:53
– Per la quarta settimana consecutiva Machete Mixtape n.4, progetto di una delle crew più longeve d’Italia di cui fanno parte Salmo, Slait, Hell Raton, Nitro, Dani Faiv e Jack The Smoker, si conferma in vetta alla classifica dei dischi più venduti della settimana secondo le rilevazioni Fimi/Gfk. Inalterato il resto del podio rispetto a sette giorni fa con Ultimo stabile al secondo posto con Colpa delle Favole (è poi quarto con Peter Pan e ottavo con Pianeti) e con Ed Sheeran al terzo con No.6 Collaborations Project, il nuovo album del cantautore inglese, con 15 inediti e 22 collaborazioni con artisti del calibro di Cardi B, Camila Cabello, Eminem, 50 cent, Bruno Mars, Khalid, Travis Scott, Justin Bieber, Stormzy. In lieve risalita Salmo con Playlist, davanti ad Elettra Lamborghini che rientra in top ten con Twerking Queen. Stabile in settima posizione Bruce Springsteen con Western Stars (primo tra i vinili). Chiudono la classifica Jovanotti, con l’ep Jova Beach Party, che sta portando in giro per le coste italiane la sua festa in spiaggia, e il fenomeno americano Billie Eilish con When we all fall asleep, where do we go?.
Tra i singoli, il più venduto è il brano Dove e quando della coppia idolo delle teenager Benji & Fede.
Ecco la top ten Fimi/Gfk degli album più venduti della settimana dal 26 luglio al 1 agosto:1) MACHETE MIXTAPE 4, MACHETE (EPIC-SONY)2) COLPA DELLE FAVOLE, ULTIMO (HONIRO-BELIEVE) ù3) NO.6 COLLABORATIONS PROJECT, ED SHEERAN (ATLANTIC-WMI)4) PETER PAN, ULTIMO (HONIRO-BELIEVE)5) PLAYLIST, SALMO (EPIC-SONY)6) TWERKING QUEEN, ELETTRA LAMBORGHINI (ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)7) WESTERN STARS, BRUCE SPRINGSTEEN (COLUMBIA-SONY)8) PIANETI, ULTIMO (HONIRO-BELIEVE)9) JOVA BEACH PARTY, JOVANOTTI (POLYDOR-UNIVERSAL MUSIC)10) WHEN WE ALL FALL ASLEEP, WHERE DO WE GO?, BILLIE EILISH (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC) Questa la classifica dei singoli digitali più venduti:1) DOVE E QUANDO, BENJI & FEDE (WM ITALY-WMI)2) UNA VOLTA ANCORA, FRED DE PALMA FEAT. ANA MENA (WM ITALY-WMI)3) SEÑORITA, SHAWN MENDES & CAMILA CABELLO (ISLAND/SONY-UNI)4) YOSHI, MACHETE, DANI FAIV & THA SUPREME FEAT. FABRI FIBRA (EPIC-SME)5) JAMBO, TAKAGI & KETRA, OMI & GIUSY FERRERI (COLUMBIA-SME) Questa, infine, la classifica dei vinili:1) WESTERN STARS, BRUCE SPRINGSTEEN (COLUMBIA-SONY)2) THE DARK SIDE OF THE MOON, PINK FLOYD (PARLOPHONE-WMI)3) L’ERA DEL CINGHIALE BIANCO, FRANCO BATTIATO (USM-UNIVERSAL MUSIC)4) AHI MARIA 40TH, RINO GAETANO (RCA RECORDS LABEL-SONY)5) GREATEST HITS I, QUEEN (USM-UNIVERSAL MUSIC).
Amadeus a Sanremo, sarà padrone di casaRai scioglie riserve su festival 2020 che compie 70 anni
02 agosto 201921:36
La Rai ha sciolto le riserve: sarà Amadeus il padrone di casa e direttore artistico di Sanremo 2020, edizione che celebrerà i 70 anni del festival. Assieme a lui, nel corso delle cinque serate, volti che hanno costruito la storia del Festival. “Un Festival di Sanremo all’insegna della coralità e della celebrazione, un Festival con sorprese, un Festival nel segno della storia della Rai che vedrà impegnata l’intera l’azienda.
Sarà questo – spiega una nota di Viale Mazzini – Sanremo 70, un ambizioso evento multipiattaforma ideato e costruito dalla Rai che culminerà con le 5 serate al Teatro Ariston. Padrone di casa di Sanremo 70 – sottolinea ancora la nota – sarà Amadeus, volto Rai, esperto di musica, storico dj, che sarà anche Direttore Artistico dell’edizione. Assieme a lui, nel corso delle 5 serate, volti che hanno costruito la storia del Festival, per un racconto che si intreccerà con quello di compagni di viaggio di Amadeus, sorprese e un DopoFestival che sarà costruito all’insegna dell’innovazione”.Con Amadeus padrone di casa, Sanremo 2020, edizione numero 70, punterà ad avere sul palco i volti che hanno fatto la storia della Rai e del festival: si pensa a incursioni di Fiorello per tutte e cinque le serate del festival, ma anche a Jovanotti. Lo showman siciliano, anche in coppia con Jovanotti, aveva scherzato qualche giorno fa sui social, lanciando di fatto l’investitura di Amadeus, promettendo che sarebbe stato volentieri suo ospite. E naturalmente si pensa anche a Pippo Baudo, Fabio Fazio, Carlo Conti e Piero Chiambretti.”Ho avuto oggi la notizia che uno aspetta da una vita quando fa il presentatore: il sogno, da quando si è ragazzi, è quello di poter condurre da grandi il Festival di Sanremo”. Emozionato, Amadeus commenta così l’investitura ufficiale. “Sono felicissimo”, continua il conduttore. “Ringrazio innanzi tutto la Rai, veramente tutta la Rai, partendo dall’amministratore delegato Fabrizio Salini, il mio direttore Teresa De Santis, e tutti quanti hanno voluto fortemente che fossi io a condurre il prossimo festival di Sanremo. E adesso, dopo qualche breve giorno di vacanza – conclude Amadeus – ci metteremo subito al lavoro, perché non dimentichiamo che sarà la 70/a edizione, è un numero importante. Sarà il Sanremo di tutti quanti e quindi: viva Sanremo”.”Che dire?!? Felicissimo per #amadeus un po’ meno per me! Ansia doppia @RaiPlay e @SanremoRai !!! Non ce la posso fare… AIUTOOOO… solo per Ama…#sanremo2020″. Così, su Twitter, Fiorello esulta per l’ufficializzazione del nome di Amadeus come conduttore e direttore artistico della prossima edizione del Festival e insieme conferma la sua presenza (per quante serate?) all’Ariston.
Toni Servillo sicario per film a fumetti di Igort
L’esordio con “5 è il numero perfetto” alle Giornate autori
02 agosto 201918:46
Fumettista e romanziere, ma anche sceneggiatore, saggista, Igor Tuveri in arte Igort, artista a tutto tondo debutta a 60 anni con la prima regia per il cinema.
E fa centro: ‘5 è il numero perfetto’, da un suo stesso bestseller, è l’unico film italiano in concorso alla 16/a edizione delle Giornate degli Autori alla Mostra del cinema di Venezia (28 agosto-7 settembre) e tra i più attesi.
L’autore di Cagliari ha adattato la graphic novel pubblicata 17 anni fa (Coconino Press) e il film – in sala dal 29 agosto distribuito da 01 – è un noir pulp, un affresco napoletano ambientato all’inizio degli anni Settanta, ma è anche una storia di amicizia, vendetta e tradimento, di una seconda opportunità e di una rinascita. In una piovosa e notturna Napoli, protagonista è Peppino Lo Cicero, interpretato da un irriconoscibile Toni Servillo.
Chi è Peppino? Un guappo e sicario in pensione che l’improvvisa morte del figlio riporta al centro della scena criminale. Apre la scatola bianca in cui riponeva la pistola e torna torna in azione, pronto a chiudere tutti i conti perché “sangue chiama sangue”. L’amante di sempre, la dark lady Rita (interpretata da Valeria Golino), e l’amico e complice di tutta una vita (Toto o’ macellaio, Carlo Buccirosso) saranno al fianco di Peppino Lo Cicero anche nella resa dei conti finale. Dopo sarà pronto per ricominciare una nuova vita.
“Per me ‘5 è il numero perfetto’ non è solo una storia noir.
È la storia di una sete di potere che porta a calpestare sentimenti antichi, ma è anche la storia di un’attesa, quella di Rita, e di una caparbia visione del mondo. E’ la storia di una rinascita al di fuori di quella città magica e brutale, poetica e violenta, nella quale genio e miseria convivono in quell’equilibrio così ben evocato dai più grandi narratori partenopei”, dice l’artista presentando il suo lavoro. Amato dagli appassionati di fumetti, Tuveri ama molto il cinema, ma non aveva pensato di dirigere un film prima d’ora: “E’ la nuova frontiera per me, una sfida che completa le mie altre attività di narratore e musicista, che unisce nella visione l’ipotesi di una drammaturgia di attori, di movimenti, di luci e di suoni”.
A fargli cambiare idea è stato proprio Toni Servillo con cui è cresciuto “un sodalizio artistico e amicale attraverso una comune visione non naturalistica, ma lievemente ‘visionaria’ di Napoli, distante dalla Napoli oleografica e codificata. Cercavo una Napoli diversa dall’immagine classica, volevo una città notturna, piovosa, metafisica. Deserta”, dice. ‘5 è il numero perfetto’, prodotto da Propaganda Italia e da Jean Vigo Italia con Rai Cinema, coproduzione con Belgio e Francia, s’inserisce in un filone di ‘cinema a fumetti’ alimentato in questi anni da film come Ammore e malavita, dal prossimo Diabolik sempre dei Manetti Bros.
Da Linus a Frigidaire, dagli anni Ottanta i fumetti di Igort appaiono nelle riviste internazionali. Nel 1983 è tra i fondatori di Valvoline. I suoi lavori sono pubblicati in 26 paesi ma è con il Giappone, dove si è anche ad un certo punto trasferito, che ha un rapporto particolare. Nel ’94 ha esposto suoi lavori plastici alla Biennale di Venezia e nel 2000 ha fondato una fondato la casa editrice Cocoino Press. Uno dei suoi personaggi, Yuri, è diventato nel ’92 un orologio swatch.
Luca Manfredi, il mio Sordi inedito e privatoCiak a Roma, con Edoardo Pesce. Anche grande amore con Andreina
02 agosto 201920:16
Il 27 febbraio 2003, partecipando ai funerali di Alberto Sordi, Ettore Scola disse: “Sordi non ci ha mai permesso di essere tristi”. “Questo film tv è prima di tutto un omaggio al suo talento, alla sua ironia, all’artista finissimo, ma anche all’uomo con i suoi difetti e le sue virtù”.Vero mito del cinema italiano nel mondo, Sordi sul piccolo schermo in quella che si preannuncia una delle opere più attese dei prossimi palinsesti Rai con la regia di Luca Manfredi. Sono iniziate da tre giorni le riprese tra la Capitale e Tivoli del film tv ‘Alberto’, dedicato alla vita di Sordi e prodotto da Sergio Giussani per Ocean Productions, che andrà in onda in occasione del centenario della nascita dell’attore (nato il 15 giugno del 1920) e morto il 24 febbraio del 2003.Oggi, in una calda giornata di inizio agosto, si gira a Roma, a Valle Giulia davanti all’Accademia Belgica (Villa Borghese ndr). A vestire i panni dell’indimenticabile attore romano è Edoardo Pesce. Il regista spiega: “Racconteremo i primi 18 anni della carriera di Sordi dal ’37, quando inizia a muovere i primi passi, frequenta l’Accademia dei Filodrammatici, ma a causa del suo spiccato accento romano viene espulso dalla scuola, anzi gli viene detto che non potrà mai fare l’attore. E arriviamo al 1954, con la consacrazione di Un americano a Roma”. Il figlio di Nino Manfredi, che ha già portato sul piccolo schermo grandi prodotti come “In arte Nino”, dedicato alla vita del padre interpretato magistralmente da Elio Germano, con ottimi ascolti aggiunge: “Non ci saranno scene con mio padre anche se Alberto era di casa, perché hanno iniziato a lavorare insieme anni dopo”. Ma soprattutto Manfredi racconterà un Alberto Sordi giovane e inedito, “con un lato della sua vita personale che pochi conoscono oggi: la sua grande storia d’amore, con Andreina Pagnani, diva del teatro di posa e doppiatrice. Sordi era giovanissimo, aveva 22 anni, è stato una sorta di ‘toy boy’ ante litteram e questa relazione durò per nove anni facendo scalpore all’epoca, perché la Pagnani aveva 15 anni più di Alberto. Ha anche ‘sfruttato’ le conoscenze della Pagnani per farsi largo nel mondo dello spettacolo. Poi narreremo l’amicizia tra Sordi e Fellini, quando entrambi erano ancora due giovani determinati a diventare qualcuno, Fellini era arrivato a Roma ma nessuno lo conosceva: per mantenersi faceva il disegnatore”. E ancora il forte rapporto di Alberto “con sua madre: era lei che portava i pantaloni in casa. Un rapporto al limite quasi edipico”.Perché ha scelto Edoardo Pesce come protagonista? “Perché lo ritengo un ottimo attore – risponde il regista – ma anche per la sua romanità: si è perfettamente calato nel ruolo. E’ adatto a vestire i panni di Sordi”. La sceneggiatura è la sua? “Si è una mia idea sin dall’inizio del progetto, poi l’ho sviluppata e scritta insieme a Dido Castelli”.E Pesce racconta: “Quando mi hanno chiamato ho detto: accetto. Ma poi ho chiesto: ma Sordi chi lo fa? Per quanto riguarda la voce quella di Albertone era inconfondibile bassa, la mia più baritonale, non la imito certo. Mi sono limitato a vestire una maschera, ho fatto il mio Sordi, ma non è una macchietta”. Attore istintivo (cominciò a 16 anni), Sordi fu presto protagonista sullo schermo e sulla scena, costruendosi una meticolosa professionalità anche come doppiatore e personaggio radiofonico. Solitario, schivo, molto diverso nella vita privata rispetto al cliché, fiero della propria origine e delle proprie convinzioni, disposto a convivere con le proprie debolezze “aveva il problema del faccione era consapevole di non essere Amedeo Nazzari” aggiunge Manfredi. Certo, la sua arte rende difficile tracciare un confine sicuro tra il personaggio e la persona. Dal 1936 al 1954, diciotto anni vissuti alla conquista del pubblico, alla ricerca della qualità attoriale e all’insegna di un impegno tenace: l’arte prima di tutto! Diciotto anni attraverso i quali Alberto Sordi diventa la voce di Oliver Hardy, calca i palcoscenici dell’avanspettacolo, inizia con piccole particine nei film dell’Italia fascista, inventa Mario Pio alla radio, il compagnuccio della parrocchietta e poi l’incontro con Fellini, lo Sceicco Bianco (un flop) e i Vitelloni (oggi si gira la scena dell’attesa del responso del pubblico alla prima del film dopo la pernacchia più famosa d’Italia). Ma il film racconta anche la perdita irreparabile della madre. E poi la famiglia, le sorelle, gli amici. La speranza è di aggiungere un pezzettino alla conoscenza dell’Albertone nazionale e far sorridere il pubblico come lui sapeva fare.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
The Nest, un Truman Show horror
L’opera prima di Roberto De Feo sarà a Locarno
01 agosto 201919:11
– Una casa horror perfetta, vera protagonista del film, e poi tutto l’armamentario del genere, bambole, mostri, un mad doctor, rumori, musica giusta e anche una mater dolorum. Non si può dire che l’opera prima di Roberto De Feo, The Nest (Il nido), in sala dal 15 agosto in 200 copie con Vision Distribution, non abbia attinto a piene mani al genere e questo fino a un finale sorpresa.In questo film, selezionato al prossimo Festival di Locarno, tutto si svolge nella straordinaria Villa dei Laghi (reposoir di caccia per volere di Re Vittorio Emanuele nel comune di Druento). Qui vive Samuel (Justin Korovkin), un ragazzo costretto su una sedia a rotelle, insieme alla sua arcigna madre Elena (Francesca Cavallin). Il ragazzo, come d’altronde la servitù, è supercontrollato anche grazie all’opera oscura di Christian (Maurizio Lombardi), medico di famiglia. Tutto a Villa dei Laghi sembra ingessato da rigide norme che nessuno può trasgredire: ‘regola delle regole’ è quella di non poter uscire da quella casa e dal parco che la circonda. Samuel cresce così protetto in una sorta di Truman Show, ma insoddisfatto e irrequieto anche per gli strani avvenimenti che accadono intorno a lui fino a quando arriva a Villa dei Laghi l’adolescente Denise (Ginevra Francesconi) che scardinerà gli equilibri della famiglia, dando a Samuel la forza di opporsi alle restrizioni imposte da sua madre e di cercare la verità sul mondo che lo circonda.”Fare The Nest per me era il sogno di una vita e anche un privilegio. È un film dell’orrore atipico – spiega oggi a Roma il regista – non giocato su facce mostruose, ma piuttosto con un impianto narrativo internazionale perché volevo che questo lavoro fosse poco riconoscibile come film italiano”. E ancora Roberto De Feo, nato a Bari nel 1981: “Il cinema a cui mi ispiro è quello che gioca con lo spettatore: adoro scaraventare il pubblico in un universo opposto a quello in cui credeva di trovarsi, come in ‘The Others’ di Amenábar e ‘The Village’ di Shyamalan”.
Capossela porta lo Sponz fest “Sottaterra”Dal 19 al 25 agosto in Irpinia,ospiti Avitabile, Morgan, Young Signorino
01 agosto 201919:00
“Questi dell’Alta Irpinia sono luoghi di frontiera, dove è il paesaggio naturale e umano a parlare. Un luogo dove ogni mattina si rinnova la creazione del mondo. C’è però anche un mondo del sottosuolo fatto da grotte, cunicoli e caverne scavate da millenni dall’uomo per trovarci riparo. E qui, abbiamo deciso di rifugiarsi per questo Sponz Fest.
Sottaterra! Quando i tempi si fanno duri, quando le minacce si fanno più cupe, allora bisogna ritirarsi e fortificarsi per venire nuovamente alla luce”. Al riparo in una grotta, in diretta Facebook, Vinicio Capossela ha presentato l’edizione 2019, la settima, dello Sponz Festival, che ha ideato e dirige, in programma – come di consueto – in Alta Irpinia dal 19 al 25 agosto. Tema di quest’anno è “SottaTerra”, “perché Sottaterra – spiega un Vinicio con tanto di mascherina a nascondergli parte del volto – è la cura, il luogo delle radici, del riparo, della fertilità sotterranea, della conservazione della memoria.
Ronzeremo come api laboriosi nel centro di Calitri e dei Paesi affiliati. Un centro storico come un cervello ronzante per sfuggire alla dittatura della semplificazione, così in voga, e concedersi il lusso della complessità”. Quasi un documento programmatico, quasi l’azione di rivoluzionari.
Sottaterra, ma anche peste e pianto rituale: sono i tre fuochi dello Sponz Fest. Temi antropologici che hanno a che fare col ciclo della morte e della vita, tanto più in ambito di festa popolare che è da sempre rito di dissipazione e rigenerazione, e dunque di ri-creazione.
Fra gli ospiti confermati della settimana tra Calitri, Cairano, Lacedonia, Sant’Angelo dei Lombardi, Senerchia e Villamaina, ci sono Almamegretta Dub Box, Ars Nova Napoli, Enzo Avitabile & Bottari, Mario Brunello, Chef Rubio, la compagnia teatrale Clan H, Livio Cori, Grazia Di Michele, ‘E Zezi, Goffredo Fofi, Elio Germano & Le Bestie Rare + Dj Amaro, Micah P. Hinson, Mimmo Lucano, Flaco Maldonado, Neri Marcorè, Micol Harp, Dimitri Mistakidis, Morgan, Michela Murgia, Alberto Nerazzini, ‘Ntò, Manolis Pappos, Michele Riondino, Enzo Savastano, Sergio Scarlatella, Daniele Sepe & Bassa Banda, Asso Stefana e Peppino Tottacreta, The Andrè, Young Signorino.
Musica, dunque, ma anche teatro, performance, reading, proiezioni, escursioni di trekking e in bici, happening, laboratori per bambini. E per un giorno, il 24 agosto, Calitri sotto l’egida di Matera ’19, sarà anche Capitale europea della cultura. Sponz Fest si aprirà con il tradizionale concerto all’alba, quest’anno sul monte Calvario di Calitri, dopo una introduzione di temi e programmi la sera precedente in Villamaina. Momento clou il concerto di Capossela del 24 agosto, che chiuderà una tre giorni di live (22, 23 e 24 agosto).
Sensibilità particolare anche verso i temi della sostenibilità e dell’innovazione: lo Sponz Fest 2019 sarà plastic free e per pagare si potranno usare gli “sponzini” di terracotta, una moneta di terra che omaggia la secolare tradizione ceramica di Calitri.