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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Tv: Gomorra 4 al via oggi la nuova stagione su Sky. Dove eravamo rimasti?
Dopo la clamorosa morte di Ciro avvenuta nel finale della terza stagione, si riaccende la lotta per il potere

29 marzo 2019 02:51

Al via questa sera l’attesissima quarta stagione di Gomorra. Nel finale della terza stagione, la morte di Ciro: l’ultima scena è quella del suo corpo che affonda nel mare del golfo di Napoli. Dopo questo clamoroso colpo di scena finale, si riaccende la lotta per il potere, aprendo nuovi imprevedibili scenari tra le fazioni che si contendono il controllo del territorio. L’appuntamento è per ogni venerdì alle 21.15 su Sky Atlantic e Sky Cinema Uno, anche in 4K HDR per i clienti Sky Q. La serie sarà disponibile anche su Sky On Demand, in mobilità su Sky Go e in streaming su NOW TVCon queste premesse prendono il via i primi due episodi diretti da Francesca Comencini.  Si riparte, dunque, dalla stessa notte della morte di Ciro: Napoli sta per cadere in una guerra aperta e Genny (Salvatore Esposito) deve cercare in tutti i modi di mantenere gli equilibri per evitare che un nuovo conflitto scuota Napoli.Per fare questo decide di lasciare il suo regno a Patrizia (Cristiana Dell’Anna), permettendo a un nuovo giocatore dalla potenza economica e militare, di prendere una posizione di rilievo nella scacchiera del potere. Si tratta dei Levante, un ramo della famiglia legato a Donna Imma, il cui patriarca Gerlando domina incontrastato le immense campagne avvelenate a nord di Napoli.    Così saranno scongiurate anche le ritorsioni di Enzo (Arturo Muselli) e Valerio (Loris De Luna), ancora alleati nella partita criminale.
Nel secondo episodio, a un anno dalla morte di Ciro, vediamo Genny reinventatosi totalmente: tatuaggi nascosti, completi alla moda, circondato da una famiglia perfetta con la moglie Azzurra (Ivana Lotito) e il piccolo Pietro, nella sua villa di Posillipo. Un imprenditore che sogna di creare un’eredità per suo figlio, diversa da quella lasciata a lui da Don Pietro. Per fare questo vuole portare avanti un grande progetto, con l’obiettivo di farlo in modo “pulito”. Operazione che si rivelerà molto più difficile del previsto.

La quarta stagione di Gomorra, prodotta da Sky con Cattleya e Fandango, in collaborazione con Beta Film, è nata da un’idea di Roberto Saviano e tratta dal suo omonimo best seller.La supervisione artistica è di Francesca Comencini. La regia è firmata da Francesca Comencini, Claudio Cupellini, Marco D’Amore, Enrico Rosati, Ciro Visco. Il soggetto di serie è di Stefano Bises, Leonardo Fasoli, Maddalena Ravagli, Roberto Saviano. Sceneggiature di Leonardo Fasoli, Maddalena Ravagli, Enrico Audenino, Monica Zapelli. Direttori della fotografia: Ivan Casalgrandi e Valerio Azzali.
L’ultima cena dopo LeonardoSei big dell’arte si confrontano con capolavoro alle Stelline

NO29 marzo 201911:36

– Esplosa con le ‘The Last Supper’ di Andy Warhol, la capacità generativa dell’Ultima Cena viene indagata nella mostra ‘L’Ultima Cena dopo Leonardo’, ideata e realizzata dalla Fondazione Stelline, aperta dal 2 aprile al 30 giugno. A confrontarsi con il capolavoro di Santa Maria delle Grazie, sei figure chiave della scena artistica contemporanea: Anish Kapoor, Robert Longo, Masbedo, Nicola Samorì, Wang Guangyi, Yue Minjun.
La mostra, curata da Demetrio Paparoni, aprirà la Milano Art Week ed è inserita nel palinsesto istituzionale Milano e Leonardo 500, il programma di iniziative e progetti pensati in occasione del quinto centenario della morte di Leonardo.
‘Bianca’, la maternità nell’imprevistoAmicizia e desiderio di un figlio, l’esordio di Francesca Pieri

29 marzo 201911:51

– FRANCESCA PIERI, BIANCA (DEA PLANETA, PP 222, EURO 16,00). La maternità desiderata, negata, vissuta nell’imprevisto. Francesca Pieri la racconta attraversando sentimenti ed emozioni potenti, confrontandosi con la rabbia, la solitudine, la paura nel suo romanzo d’esordio ‘Bianca’, pubblicato da DeAPlaneta. Ma la vera forza di questo libro senza sbavature, dove ogni parola è al posto giusto, si trova nella complicità tra due amiche, Costanza e Silvia, che si conosco da poco tempo ma è come se si conoscessero da sempre. Vicine e distanti si incontrano nelle pause dal lavoro, si confidano speranze e desideri, primo fra tutti quello di avere un figlio, e percorrono insieme una strada che le unisce e le separa nella maternità. Un aprirsi senza riserve, naturale. “Tiravo fuori le cose così, come scavavo la sabbia da bambina. Metti la mano e non sai cosa afferri finché non apri il pugno, sassi o telline?” dice l’autrice.
Costanza ha 35 anni e un matrimonio solido. Silvia è un po’ più grande di lei ed è separata. Restano incinta a pochi mesi di distanza una dall’altra e vivono insieme questa gioia, ma il destino non sarà così roseo come immaginavano. L’amica più piccola dovrà fare i conti con una patologia rara del feto, difficile da identificare, tanto che il medico considera una fortuna averla individuata, e la vita in divenire si trasformerà per lei nella vita che viene interrotta. Per Silvia, futura madre single, invece tutto sembra procedere bene, ma le sorprese arriveranno dopo la nascita di Anita.
La Pieri, madre di due figli, che lavora da molti anni in ambito editoriale e delle pubbliche relazioni, è ufficio stampa di Donzelli editore e vive a mezz’ora di treno da Roma, nel paese dove è nata, riesce in questo libro, che non ha importanza se sia più o meno autobiografico, a far sentire la voce più vera delle donne e a raccontare l’aborto come una scelta a volte inevitabile e comunque, in ogni caso, sempre straziante e dolorosa. “Ci si libera presto di tutto. Questo lo credete voi.
Tempo il giorno dopo e si torna a casa. Anche se io avrei voluto restare in questa stanza di ospedale per sempre” scrive la Pieri che riesce a dare all’amicizia il suo immenso valore anche quando tutto si complica, sembra rompersi e non potersi più aggiustare. “Sul silenzio ho lasciato posare ogni frase, ogni parola per raffreddarla, per farla essiccare all’aria” dice Costanza nel libro.
‘Bianca’ è un’esplorazione dentro se stesse, nella profondità delle nostre anime, che potrebbe in qualche modo spaventare ma che invece porta alla vita, all’esistenza che va sempre avanti e non ci trova mai pronti. E nel raccontare la pesantezza riesce anche e incredibilmente ad alleggerirla. Un romanzo dove c’è il dolore ma anche la luce e dove non c’è alcun astio verso gli uomini che, con il loro sguardo diverso, sono vicini e sensibili, come Marco, il marito di Costanza che fa in modo di riempire i suoi silenzi e la sua sofferenza.
Border, creature dei boschi dentro il mitoIn sala il fantasy-horror di Ali Abbasi già a Cannes

29 marzo 201911:51

Sono creature dei boschi vicine agli animali, ultima resistenza di qualcosa il cui ricordo è ormai solo nel mito, i protagonisti del fantasy-horror d’autore ‘Border – Creature di confine’ secondo lungometraggio del regista scandinavo di origini iraniane Ali Abbasi, in sala dal 28 marzo distribuito da Wanted, PFA e Valmyn.
Eppure in questo lavoro per certi versi urticante e che si nutre nel romanticismo del nord Europa, tutto inizia in sordina in un’atmosfera di normalità. L’attenzione è su Tina (Eva Melander), impiegata in divisa alla dogana. Fisicamente bruttissima, Tina lavora tranquilla e si distingue per un talento particolare: possiede un olfatto eccezionale, capace di fiutare, oltre agli odori anche senso di colpa, paura e vergogna.
L’impiegata in questo è davvero infallibile e trascorre le sue giornate tra la dogana e la sua casa in campagna che condivide con un balordo allevatore di cani da combattimento.
Una vita del tutto ordinaria la sua, fino al giorno in cui incontra Vore (Eero Milonoff) che per le fattezze sembra una sorta di suo doppio al maschile.
Tina si accorge subito che con Vore c’è una straordinaria affinità oltre a provare per lui un’attrazione sessuale incontenibile. E’ evidente che, con quest’uomo, Tina condivide una natura segreta che lei stessa non ha mai davvero conosciuto, una natura segreta che lo stesso Vore le svelerà piano piano.
Ora starà a lei scegliere se continuare a vivere nella bugia o affrontare la verità della sua vera natura che non è quella degli umani.
Border – già candidato all’Oscar per il trucco, vincitore agli EFA per gli effetti visivi e miglior film a Cannes a Un Certain Regard – è tratto dal racconto ‘Gräns’ dello scrittore John Ajvide Lindqvist, definito lo “Stephen King scandinavo” e già autore del best seller horror vampiresco tradotto in dodici lingue ‘Lasciami entrare'(Marsilio) portato sul grande schermo proprio da Abbasi.
‘Border’, dice il regista nelle sue note, “non parla certo della contrapposizione ‘Noi/Loro’, ma solo di una persona che può ed è in grado di scegliere la propria identità. Voglio credere che tutti siamo in grado di scegliere chi essere.
Nonostante non sia interessato a discutere di questioni razziali, sin dalla mia infanzia so cosa si prova ad essere una minoranza. Per me non significa avere un colore diverso della pelle, ma essere una persona diversa e io stesso sono – conclude – una persona diversa in Iran quanto a Copenhagen”.
Michieletto a Francoforte con SchrekerPoi all’Opera di Roma con La vedova allegra, a giugno Salisburgo

29 marzo 201912:53

– Torna all’Opera di Francoforte, dove vide la sua prima esecuzione assoluta nel 1912 e dove mancava dal 1945, il capolavoro di Franz Schreker Der ferne Klang (Il suono lontano), in scena dal 31 marzo alle 18. La nuova produzione è firmata dal regista veneto Damiano Michieletto, al suo debutto nella città sulle rive del Meno. Con lui lo scenografo Paolo Fantin, il costumista Klaus Bruns e il light designer Alessandro Carletti. I video sono realizzati da Roland Horvath e da Carmen Zimmermann.
L’orchestra e il coro dell’Opera di Francoforte sono diretti da Sebastian Weigle. Protagonisti sul palco, Jennifer Holloway e Ian Koziara nei ruoli di Grete e Fritz. Lo spettacolo è replicato il 6, 13, 19, 26 e 28 aprile, il 4 e l’11 maggio.
Michieletto sarà poi all’Opera di Roma con La vedova allegra di Lehár, in scena al Costanzi dal 14 aprile. La successiva nuova produzione del maestro sarà Alcina di Händel con Cecilia Bartoli nel ruolo del titolo, il 7 e il 9 giugno al Festival di Pentecoste di Salisburgo.
Pfm e Cristiano De André cantano FaberConcerto evento il 29 luglio a Verona

marzo 201913:04

– PFM – Premiata Forneria Marconi salì sul palco insieme a Fabrizio de André nel 1978; Cristiano De André nel 1996 per il tour di ‘Anime Salve’. Entrambi più volte hanno riarrangiato la poesia di Faber, dandole nuova veste musicale e sottolineando come i suoi versi continuino ad essere attuali. Il 29 luglio all’Arena di Verona la prog band italiana e il polistrumentista e cantautore si alterneranno sul palco con le loro rispettive performance e condivideranno il finale di un concerto evento dedicato a De André, ‘PFM Premiata Forneria Marconi – Cristiano De André cantano Fabrizio’. Le storie d’amore, degli ultimi, dei soldati e dei carcerati raccontate da Faber saranno interpretate, da una parte, dalla Premiata Forneria Marconi con gli arrangiamenti del fortunato tour ‘Fabrizio De André e PFM in concerto’ e le complesse armonizzazioni tipiche del gruppo e, dall’altra, da Cristiano De André, con il suo tocco rock.
Sting, a maggio il nuovo album My SongsE a luglio doppia data in Italia, a Lucca e a Padova

29 marzo 201913:21

– “E’ la mia vita in canzoni. Alcune di queste ricostruite, altre ristrutturate, altre ancora dotate di una nuova cornice, tutte comunque con un focus contemporaneo”.
Sting racconta così My Songs, il nuovo album composto dalle hit della carriera del 17 volte vincitore di Grammy Award, ognuna ridisegnata e immaginata per il 2019. Il disco uscirà il 24 maggio in vari formati tra cui una deluxe edition con contenuti aggiuntivi. L’album sarà accompagnato da testi scritti da Sting, che condividerà così le sue storie personali legate a quei brani e racconterà come sono state scritte canzoni senza tempo come Englishman In New York, Fields Of Gold, Shape Of My Heart, Every Breath You Take, Roxanne, Message In A Bottle.
Dopo la chiusura del tour mondiale con Shaggy (in Gran Bretagna il 19 e il 25 maggio), Sting partirà per una nuova serie di date live che accompagneranno l’uscita di My Songs quest’estate: in Italia sarà il 29 luglio al Lucca Summer Festival e il 30 a Padova all’Arena Live @ Gran Teatro Geox.
Mappa della metro di New York al MAMboRiproduzione carrozza di testa e omaggio al designer Vignelli

LOGNA29 marzo 201913:42

– MAMbo fermata di The Great New York Subway. A tracciare una linea di collegamento tra la Metropolitana della Grande Mela e il Museo d’Arte Moderna di Bologna è l’ultimo volume scritto e illustrato da Emiliano Ponzi ‘La grande mappa della Metropolitana di New York’ (MoMA – Fatatrac Edizioni). Un racconto sulla genesi della mappa disegnata nel 1972 dal designer italiano di fama mondiale Massimo Vignelli che ancora oggi, con la sua segnaletica elegante e stilizzata, continua a orientare milioni di viaggiatori in transito sulle 24 linee e 472 stazioni di uno dei più grandi e complessi sistemi di trasporto pubblico nel mondo.
Dall’1 aprile al 5 maggio, in occasione di Bologna Children’s Book Fair e ‘Boom! Crescere nei libri’, il Foyer del MAMbo accoglie i visitatori con la riproduzione in legno scala 1:1 della carrozza di testa della metropolitana di New York disegnata da Ponzi, uno degli illustratori italiani più apprezzati, riconosciuti e premiati sulla scena internazionale.
All’interno, in un allestimento dal percorso circolare, gli inconfondibili segni netti e raffinati delle 16 tavole esposte rendono omaggio al rivoluzionario progetto di information design concepito da Vignelli, il cui diagramma originale è stato acquisito nel 2004 dal MoMA – Museum of Modern Art di New York per essere esposto nella collezione permanente. È proprio la celebre istituzione museale statunitense, in collaborazione con il New York Transit Museum, ad avere commissionato al talento di Ponzi una narrazione dal taglio divulgativo sulla storia di questa iconica opera pionieristica, per trasmettere ai lettori l’idea del graphic design come disciplina progettuale in grado di risolvere problemi e lasciare un’impronta sul mondo.

Universal, diritti milionari a Gilberto’Padre’ bossa nova vince causa contro la società discografica

29 marzo 201914:13

– Il musicista brasiliano Joao Gilberto, considerato il ‘padre’ della bossa nova, ha vinto anche in secondo grado la causa intentata contro Universal Music: lo rende noto il sito del quotidiano Folha de S.Paulo.
La sentenza, emessa dalla Corte di appello di Rio de Janeiro, obbligherà la società discografica a pagare royalties milionarie (oltre ai danni morali) all’autore di ‘Chega de Saudade’ (1959), che non li riceveva dal 1964.
Gilberto, 88 anni, si era ridotto in miseria a causa di una “cattiva amministrazione dei propri beni”, come sostengono alcuni media locali. Per via dei debiti accumulati, l’anno scorso l’artista fu costretto anche a lasciare il suo appartamento a Leblon, uno dei quartieri più ricchi di Rio, e sua figlia, la cantante Bebel Gilberto, nel 2017 chiese addirittura la sua interdizione giudiziale.
Capossela al Festival Bellezza 2019L’8 giugno al Teatro Romano di Verona

29 marzo 201914:18

– Una dedica in musica alla Bellezza, ai suoi incantesimi e alla sua invadenza, che apre ferite, spalanca abissi, “per poco spazio entra dagli occhi e s’avvien che trabocchi”. Al suo fascino ipnotico Vinicio Capossela dedica un concerto atto-unico, ‘La Belle Dame sans Merci e altre paralisi della bellezza’, ideato per il Festival della Bellezza, in scena sabato 8 giugno al Teatro Romano di Verona.
Al pianoforte, accompagnato da strumenti classici e di musica antica ma anche elettronici e contemporanei, Capossela si addentra lungo una narrazione che alterna canzoni dall’album Ballate per uomini e bestie ad altri brani scelti dal suo repertorio. Non mancheranno i sonetti musicati dalle Rime di Michelangelo, per i quali Capossela sarà affiancato sul palco dal violoncello di Mario Brunello, riprendendo il filo di una collaborazione iniziata nel 2007.
Il concerto ha al suo interno diversi riferimenti a testi di letteratura messi in musica, come appunto le Rime di Michelangelo, Keats e Oscar Wilde.
185 gallerie internazionali a Miart 2019A Milano dal 5 al 7 aprile, con Fiera e Intesa Sanpaolo

29 marzo 201914:31

– Sono 185 le gallerie internazionali, da 18 Paesi più l’Italia, a miart 2019. Dal 5 al 7 aprile la fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea porta a Milano questo evento, organizzato da Fiera Milano con Intesa Sanpaolo, diretto da Alessandro Rabottini.
Tra i nomi di prestigio per la prima volta a miart ci sono Cabinet (Londra), Corvi-Mora (Londra), Marian Goodman Gallery (NY, Parigi, Londra), Hauser & Wirth (Hong Kong, Londra, Los Angeles, NY, Somerset, St Moritz), Herald St (Londra), Galerie Thaddaeus Ropac (Parigi) e Tucci Russo (Torre Pellice).
A evidenziare il lavoro per la crescita reputazionale della fiera, collaborando coi privati, è stato l’assessore milanese alla cultura, Filippo Del Corno, “anche nella direzione del business culturale” ha detto l’ad di Fiera Milano, Fabrizio Curci. “Internazionalità, eccellenza e attenzione allo sviluppo culturale del territorio sono i pilastri che ci legano a miart 2019” ha aggiunto Saverio Perissinotto, dg Intesa Sanpaolo Private Banking. Come da tradizione, anche quest’anno miart, al padiglione 3 di fiera milanocity, sarà al centro della Milano Art Week, con inaugurazioni, performance e eventi in tutta la città. La fiera poi non sarà soltanto un appuntamento con l’arte moderna e contemporanea in senso stretto, ma anche occasione di confronto culturale a vari livelli, compresa una serie di dibattiti, riuniti sotto la denominazione di miartalks, in collaborazione con In Between Art Film, casa di produzione fondata da Beatrice Bulgari nel 2012 per incoraggiare lo scambio tra diversi linguaggi artistici.
Ci saranno 18 direttori di musei internazionali e curatori, provenienti da dieci Paesi, che assegneranno il fondo di acquisizione Fondazione Fiera Milano e i cinque premi per le gallerie e gli artisti.
Esce il nuovo film di Paolo ZuccaGag, riflessioni e poesia nella storia ambientata in Sardegna

CAGLIARI29 marzo 201914:48

– C’è una missione segreta e speciale da compiere: risalire a chi in Sardegna ha comprato la luna. Per questo i servizi segreti americani e italiani inviano nell’isola un agente segreto. Ma prima deve essere addestrato a diventare un vero sardo. Ruota attorno a questa vicenda “L’uomo che comprò la luna”, brillante e stralunata commedia diretta da Paolo Zucca (regista de L’Arbitro). Esce dal 4 aprile in tutte le sale della Sardegna e subito dopo nel resto d’Italia distribuito da Indigo Film.
Il film è stato presentato in anteprima alla stampa nella sede dell’Ersu di Cagliari. Una trama arricchita di elementi surreali, ironici e poetici. La missione è affidata a un agente segreto americano di origini sarde, Kevin, interpretato da Jacopo Cullin. Completano il cast Angela Molina, Stefano Fresi, Francesco Pannofino, Benito Urgu e Lazar Ristovski, attore di “Underground” di Kusturica. La trama offre lo spunto per dar vita a gag esilaranti e sottolineata da sonorità sarde

Ozpetek napoletano, sono felice’Napoli ti prende, lo dico sempre ai mie amici stranieri’

NAPOLI29 marzo 201914:53

– Il regista Ferzan Ozpetek è diventato cittadino onorario di Napoli. La cerimonia di conferimento si è svolta nella Sala dei Baroni al Maschio Angioino. “Sono felicissimo – ha detto Ozpetek – tanto che stanotte, come un bambino, non riuscivo a dormire”. La cittadinanza è stata proposta e conferita dal sindaco Luigi de Magistris. Nelle motivazioni si fa riferimento alla volontà dell’amministrazione “di rendere reciproca la relazione di affetto tra il maestro Ozpetek e la città attraverso la cittadinanza onoraria quale attestato di ammirazione, stima e affetto”. “Mi sentivo napoletano già prima di oggi. Napoli è una città che ti prende, lo dico sempre ai miei amici americani, francesi, turchi che se si sta due o tre giorni a Napoli e la si gira, allora non c’è scampo”, ha spiegato Ozpetek.
Da Mahmood a Einar, Sanremo Giovani in World TourTappa zero a Roma, poi tournée Farnesina da Tunisi a Bruxelles

29 marzo 201920:08

– ”La nostra musica nel mondo? Fino a qualche mese fa sembra solo uno scherzo. Nicola non è neanche mai uscito dall’Europa”, confessano i Deschema. ”Per me sarà una bella sfida perchè ho paura di volare”, fa eco Einar. ”L’importante è far conoscere il mio lavoro”, sorride Nyvynne. Con loro ci saranno anche Federica Abbare, La Rua e la grande rivelazione Mamhood. I finalisti di Sanremo Giovani 2018 partono così alla conquista del mondo con il Sanremo Giovani World Tour, tournée organizzata dalla Farnesina, promossa in collaborazione con la Direzione Comunicazione Rai, per sette tappe in cinque continenti. Tutte a suon di concerti.”Un world tour – spiega il direttore generale per la promozione del Sistema Paese della Farnesina, Vincenzo De Luca – che porterà la canzone italiana e i suoi giovani talenti a farsi apprezzare nel mondo”. La musica, prosegue De Luca, è una ”delle tradizioni più conosciute del nostro patrimonio immateriale. Con l’Opera lirica è la nostra storia, ma è altrettanto importante la contemporaneità. Quest’anno celebreremo l’anniversario di Leonardo, nel 2020 Raffaello e nel 20121 Dante Alighieri, ma il nostro patrimonio è fatto anche di contemporaneo, design, musica, cucina. Una promozione dell’Italia di ieri, oggi e domani che abbiamo riassunto nel programma Vivere all’italiana, che vuol dire stile, eleganza, patrimonio artistico di un paese che ha la sua unicità anche nell’economia e nella scienza”. Curata dagli Istituti Italiani di cultura, in stretto raccordo con Ambasciate e consolati, e con ”alcune date già sold out”, dice De Luca, la tournée avrà una sua tappa zero questa sera alle alle Officine delle Arti Pier Paolo Pasolini di Roma, per poi partire il 31 marzo da Tunisi, volando a Tokyo, Sydney, Buenos Aires, Toronto e tornare in Europa a Barcellona e Bruxelles il 15 e 16 aprile. Mamhood, che a maggio rappresenterà l’Italia all’Eurovision Song Contest (gran finale il 18 maggio a Tel Aviv condotto per la Rai da Federico Russo e Flavio Insinna), ha assicurato la sua presenza a Tunisi e Bruxelles.”Per noi – spiega il vicedirettore di Rai1, Claudio Fasulo – il tour è la ciliegina sulla torta di un progetto nato alcuni fa e cresciuto nel tempo, soprattutto con gli ultimi due direttori artistici del Festival, Carlo Conti e Claudio Baglioni”. L’elenco dei talenti lanciati è come l’annuario delle classifiche musicali degli ultimi anni. ”Gabbani, Ermal Meta, Irama – cita Fasulo – Ultimo, Nina Zilli, Negramaro, senza scomodare Ramazzotti, Antonacci, la Pausini o Bocelli. Vedremo con la nuova direzione artistica cosa riusciremo ancora a fare. Sarà uno dei primi temi che affronteremo. Intrattenimento e valori importanti: per noi Sanremo Giovani è nell’area di Bocelli, Bolle o Alberto Angela”.Intanto, guidati da Maurizio Filardo, i Giovani porteranno in tour due brani a testa (il sucesso di Sanremo e un inedito), più una cover spaziando da Io che non vivo senza te a Luce o L’italiano versione rock-ragge e gran finale con Avrai di Baglioni. ”Proporre i nostri brani è il miglior modo per farci conoscere”, commenta Nyvynne. ”E’ vero, sono nato a Cuba e ora parto rappresentando l’Italia – riflette Einar – Ma io sono venuto qui a 9 anni, ho preso la cittadinanza e mi sento italiano”. ”Per noi è davvero un sogno che si avvera – concludono i Deschema – Il lavoro vero comincia adesso”.

Ticketone ad Agcom contro bagarinaggio’Nominatività biglietti causa code, disagi ed aumento costi’

29 marzo 201915:08

– Battere il bagarinaggio applicando le sanzioni della legge in vigore dal gennaio scorso e abolire o almeno ripensare la stessa normativa laddove esige a partire dagli acquisti dal primo luglio “un complesso sistema di nominatività” dei biglietti con il rischio di caos, lunghe code, spettatori che non riescono a entrare nelle varie location. E’ prevista per le strutture con oltre 5.000 posti, quindi stadi e palastrutture. Ticketone, società che vende gli ingressi, è scesa in campo sull’annosa questione del cosiddetto ‘secondary ticketing’ presentando un ricorso all’Agcom.
L’ad Stefano Lionetti, in conferenza stampa a Milano, ha sottolineato che “è possibile eliminare il bagarinaggio, i siti sono pochi e conosciuti: abbiamo certificato con un notaio 180 pagine di offerte di biglietti rivenduti a prezzi maggiorati, per un concerto di Jovanotti il biglietto di 59,80 euro viene rivenduto a 190 e anche a 237, altri artisti anche 400 o 800 euro. Ma la nominatività non risolve il problema”.
Mostre, “Unforgettable Umbria” a PerugiaUn racconto attraverso le opere di grandi artisti

PERUGIA29 marzo 201915:39

– La Fondazione CariPerugia Arte presenta “Unforgettable Umbria – L’arte al centro fra vocazione e committenza”, un racconto sul secondo Novecento in Umbria attraverso le opere di grandi artisti che qui hanno scelto di vivere e lavorare, nello spazio di una stagione o di un’intera vita.
Curata da Alessandra Migliorati, Paolo Nardon e Stefania Petrillo, la mostra sarà ospitata a Perugia nel piano nobile di Palazzo Baldeschi al Corso dal 13 aprile al 3 novembre 2019 e proporrà una selezione di dipinti e sculture di oltre 50 artisti di fama internazionale: tra gli altri, Alighiero Boetti, Alberto Burri, Alexander Calder, Giuseppe Capogrossi, Piero Dorazio, Yves Klein, Leoncillo, Brian O’Doherty, Sol LeWitt, Beverly Pepper, Ivan Theimer e Giuseppe Uncini.
“Unforgettable Umbria – L’arte al centro fra vocazione e committenza” è dunque una preziosa occasione anche per scoprire o ripercorrere gli itinerari di un’arte contemporanea capillarmente diffusa nella regione.
Voci Inchiesta: anteprima docu su BannonMladic, Climate change, Gaza. Premio a Mentana a Pordenone

TRIESTE29 marzo 201915:40

– Il documentario su Steve Bannon, ‘The Brink – Sull’orlo dell’abisso’ di Alison Klayman (che sarà presente in sala), in anteprima nazionale, e poi le proiezioni di lavori sul generale Ratko Mladic comandante militare dei serbo-bosniaci durante la guerra in Bosnia, su Gaza, Srebrenica e il Climate Change. Sono alcuni appuntamenti del XII festival di Cinema del Reale di Cinemazero Le Voci dell’Inchiesta che porterà a Pordenone (dal 10 al 14 aprile) il meglio della produzione internazionale dal mondo del documentario e premierà Enrico Mentana e la redazione di Open per ‘Il coraggio delle Immagini’.
La rassegna conta più di venti film e ospiti da tutto il mondo, cinque sezioni tematiche e una giuria d’eccezione, presieduta da Luca Bigazzi, direttore della fotografia del cinema internazionale. Il festival si apre il 10 aprile con The Brink. La regista ha seguito per più di un anno Bannon, ex stratega di Donald Trump, nel suo viaggio tra USA ed Europa per dare vita a The Movement.

Cairo, Giletti resta a La7? “Vedremo””Abbiamo buon rapporto”, dice l’editore. “Sono sempre ottimista”

29 marzo 201915:59

– “Vedremo, non ho ancora annunci da fare”. Così Urbano Cairo, rispondendo a chi gli chiede se Massimo Giletti resterà a La7.
“Abbiamo un buon rapporto, ci vediamo ogni tanto”, aggiunge Cairo a margine della seconda giornata dell’Rcs Academy business school in riferimento alla cena a Roma di qualche giorno fa.
“Ogni tanto ci fotografano, altre volte no”, sorride. Ma è ottimista? “Sono sempre ottimista”, conclude l’editore.
Lecce, Ulivo d’oro a Sokurov e SandrelliIl Festival del Cinema Europeo compie venti anni e rilancia

29 marzo 201916:10

– Per i 20 anni del Festival del Cinema Europeo, in programma a Lecce dall’8 al 13 aprile, masterclass del regista russo Aleksandr Sokurov e consegna dell’Ulivo d’Oro alla carriera, premio che andrà anche a Stefania Sandrelli.
Questi due tra i momenti più importanti del festival salentino che, grazie alla copertura economica biennale da parte della Regione Puglia, ha potuto annunciare anche le date dell’edizione 2020: 30 marzo-4 aprile.
Tra i titoli in concorso, Cronofobia di Francesco Rizzi (Svizzera) con Vinicio Marchioni che sarà a Lecce. Nino Frassica, Paola Minaccioni e Alessandro Siani, protagonisti della nuova commedia italiana, riceveranno l’Ulivo d’argento.
Fasulo, Sanremo 2020? Tutti alla pari”Un’edizione importantissima, legata ai 70 anni del festival”

29 marzo 201916:15

– “Sanremo 2020? I bookmaker danno tutti alla pari”. È con una battuta che il vicedirettore di Rai1, Claudio Fasulo, risponde, nel corso della presentazione del Sanremo Giovani World Tour, sul destino della prossima edizione del Festival, che rumors insistenti vorrebbero affidata al tandem Carlo Conti-Amadeus.
“Sarà sicuramente un’edizione importantissima – dice Fasulo – perché legata all’anniversario dei 70 anni. Quel che posso dire – aggiunge – è che Sanremo Giovani sta particolarmente a cuore alla Rai e a Rai1, in una continuità che ha toccato tutti i direttori artistici, in particolare Carlo Conti e Claudio Baglioni”. Quanto ai tempi per la scelta di chi guiderà il prossimo Festival, “spero siano rapidi, per iniziare a lavorare.
Dobbiamo anche cominciare a preparare il prossimo Sanremo Giovani, che sarà presumibilmente tra novembre e dicembre”.
de Chirico a Genova, della metafisica continuaOltre cento opere dalle maggiori collezioni pubbliche e private

GENOVA29 marzo 201920:12

GENOVA – Metafisica e Utopia sono davvero così distanti? Probabile, eppure basta guardare gli orizzonti in certe tele di de Chirico per ripensare alle parole di Eduardo Galeano: “L’utopia è come l’orizzonte: cammino due passi, e si allontana di due passi. Cammino dieci passi, e si allontana di dieci passi. L’orizzonte è irraggiungibile. E allora, a cosa serve l’utopia? A questo: serve per continuare a camminare”. E camminare lungo il tracciato della mostra ‘Giorgio de Chirico. Il volto della metafisica’, a Palazzo Ducale di Genova dal 30 marzo al 7 luglio, significa spingere sempre più lontano un orizzonte che è insieme sogno, incubo, spettro concreto di uno spazio che pur sembrando costante è capace di svelare una evoluzione.Punti di vista, oggetti apparentemente banali che svelano metafisici inquietanti soggetti, e comunque orizzonti che si allontanano. La rassegna, 100 opere provenienti dalle maggiori collezioni pubbliche e private (la Galleria Nazionale di Roma, Palazzo Pitti di Firenze, la Casa-Museo Boschi Di Stefano di Milano, il Mart di Rovereto, oltre alla stessa Fondazione Giorgio e Isa de Chirico di Roma), non solo segna il ritorno di de Chirico a Genova dopo 25 anni dalla sua ultima esposizione, ma propone una revisione critica della complessa attività del maestro a 100 anni dalla decisione di prendere una diversa direzione dalla pittura metafisica a favore di stili e tecniche ispirati al classicismo e ai grandi maestri del passato. In linea con la posizione che de Chirico ha sempre sostenuto, la mostra sottolinea non un distacco, ma un’evoluzione sempre più sofisticata. Ecco dunque la Metafisica continua.Divisa in sezioni, la mostra su de Chirico proposta dal Ducale e curata da Victoria Noel-Johnson, parla al visitatore del tema del viaggio e del ritorno, del mondo degli esterni metafisici, delle figure, degli interni metafisici, della natura metafisica e si chiude con la sezione ‘La metafisica incontra la tradizione’ con vari ritratti figurativi che contengono chiari riferimenti alla ritrattistica del 400 e 500: Ritratto della madre (1911) e La signora Gartzen (1913), ma anche autoritratti di de Chirico in abiti del Seicento ispirati alle opere di Rubens e Velázquez.

Tom Hanks verso un film su Elvis PresleyIl colonnello Tom Parker, manager che controllava vita artista

NEW YORK29 marzo 201916:41

– Tom Hanks potrebbe vestire i panni del colonnello Tom Parker in un prossimo film su Elvis Presley. Hollywood Reporter scrive che l’attore è in trattativa per la parte nella biopic diretta da Baz Luhrmann per la Warner Bros.
Parker era il manager, di origini olandesi, che controllava ogni aspetto della vita di Presley. Il film, che non ha ancora un titolo, parlerà dell’ascesa dell’artista e dell’apice della sua carriera focalizzandosi soprattutto sul suo rapporto con il colonnello (un titolo onorario, ndr) Parker. Il manager conobbe Presley a metà anni ’50, all’epoca non aveva neanche 18 anni, ma fu subito colpito dal suo talento. Nei due anni successivi catapultò Elvis sulla scena nazionale facendo di lui un fenomeno.
Nozze lampo per Nicolas CaseIl 23/3 ha sposato Erika Koike, il 27 ha chiesto l’annullamento

NEW YORK29 marzo 201916:42

– Matrimonio lampo per Nicholas Cage che ne ha chiesto l’annullamento dopo quattro giorni.
Secondo l’Huffington Post, l’attore premio Oscar ha sposato

lo scorso 23 marzo la fidanzata, la makeup artist Erika Koike, a Las Vegas e il 27 marzo ha chiesto l’annullamento. Nel caso in cui gli sarà rifiutato, Cage farà richiesta di divorzio.
Cage, 55 anni e Erika Koike, 35 anni, si frequentano da circa un anno e non è chiaro perché la coppia sia scoppiata solo dopo quattro giorni di matrimonio. Per l’attore si tratta del quarto matrimonio. E’ stato sposato, infatti, per sei anni con l’attrice Patricia Arquette (1995-2001), poi è convolato a nozze con Lisa Marie Presley nel 2002, ma ha divorziato solo tre mesi dopo. Nel 2004 ha sposato Alice Kim ed il matrimonio è durato 12 anni. Dall’unione è nato un figlio attualmente adolescente. Cage ha un altro figlio di 28 anni avuto dall’ex fidanzata Christina Fulton.
Miracle Workers, se Buscemi è dio e Radcliffe l’angeloSu Italia 1 il dissacrante ritratto ideato da Simon Rich

29 marzo 201920:05

Sette giorni per creare il mondo, sette serate per… distruggerlo! Un dissacrante ritratto del paradiso coni Steve Buscem nei panni di dio e Daniel Radcliffe in quelli di un angelo, nell’esilarante serie tv Miracle Workers. In onda su Italia 1 in prima visione dal 2 aprile in seconda serata ogni martedì, lo show è tratto dal libro di Simon Rich “What in God’s Name” ed è composto da sette puntate.In vestaglia, pantofole e con la barba incolta, Steve Buscemi è Dio come non si è mai visto prima: impegnato in attività apparentemente insulse e stufo di governare il mondo, ne programma la distruzione. Il primo giorno creò lo spazio e la Terra, il secondo il cielo, il terzo la terraferma, il quarto le stelle, il quinto la vita acquatica, il sesto la vita sulla terraferma, il settimo si riposò. Ora, dopo miliardi di giorni, ha deciso di distruggere tutto! È questo l’obiettivo di Dio, alias Buscemi, nella serie targata TBS (canale Turner, gruppo WarnerMedia).
Il tentativo di scongiurarla la distruzione del mondo spetta a Craig (la star di Harry Potter Daniel Radcliffe) e a Eliza (Geraldine Viswanathan) che, nei panni di due angeli incaricati di ricevere ed esaudire le preghiere degli umani, lanciano una scommessa al loro capo: se riusciranno a far innamorare un uomo e una donna l’uno dell’altra, la Terra sarà salva.
L’attore Steve Buscemi ha detto: “Se è stato bello interpretare questo Dio? Sì, e quello che mi è piaciuto di lui è che ha molti problemi: è spesso sopraffatto, confuso e un po’ pigro, ma penso abbia un buon cuore. Penso che a lui piacerebbe che le cose funzionassero, solo è un po’ fuori di testa. Ma la sua idea iniziale era buona: è stato divertente interpretarlo, lui si interessa e coinvolge il libero arbitrio delle persone. Semplicemente non sa come contenerlo o gestirlo e in un certo senso si limita a dare un’occhiata. È un dio che ha qualità molto umane, sì”.
Mentre Daniel Radcliffe che è l’angelo Craig, ha aggiunto: “Se uno show del genere mi ha fatto riflettere sull’immortalità? Ci penso costantemente e, anche se a essere sincero non credo particolarmente all’aldilà, se ce ne fosse uno come quello divertente creato da Simon sarei molto contento”.
L’ideatore della serie Simon Rich ha spiegato: “Miracle Workers non è satira religiosa, è più di un programma esistenziale. Piuttosto, è quello che significa essere un umano sulla Terra: ho sempre sperato di provare a ritrarre una visione del paradiso coerente con la nostra esperienza di essere su questo pianeta e a volte sembra che le cose accadano in modo casuale, irrazionale, ingiusto e orribile tutto il tempo. Così ho pensato che forse una spiegazione sarebbe che il ‘ragazzo’ di sopra è nel bel mezzo di una crisi di mezza età e che le persone che lavorano per lui sono in un sistema che è irrimediabilmente mal gestito a tutti i livelli. Miracle Workers è un po’ la genesi di tutto questo”. Negli Stati Uniti la serie ha raccolto entusiasmanti riscontri dalla critica: “Allegra e sempre ben fatta. Non c’era cast migliore”, ha scritto il Los Angeles Times, “Eccentrica ma divertente”, il giudizio della Cnn, mentre Usa Today l’ha inserita nella lista delle dieci serie da non perdere.
50 vele rosse a Venezia per il climaMagazzino e Italia Onu presentano progetto per giorni Biennale

NEW YORK29 marzo 201916:54

– Cinquanta sfumature di rosso per salvare Venezia dall’acqua. Magazzino for Italian Art, museo e fondazione creati da Giorgio Spanu e Nancy Olnick e la Rappresentanza Permanente italiana all’Onu hanno presentato un’installazione dell’artista americana Melissa McGill che da maggio a settembre, in coincidenza con la Biennale, porterà nella città sulla Laguna un programma di “regate rosse”.
Cinquanta barche con la tradizionale vela “al terzo”, quella che si abbassa per passare sotto i ponti, uniranno veneziani e visitatori in una celebrazione delle tradizioni marinare della Serenissima, ma anche nella consapevolezza delle forze che ne minacciano il futuro di iconica città d’arte sulla linea del fronte del cambiamento climatico. Melissa McGill, che fa la spola con Venezia da trent’anni, ha dipinto le vele nelle 50 sfumature di un colore veneziano per eccellenza, ispirata dai tetti, dai mattoni, dall’arte di Tintoretto e Tiziano.
Gran Tour Salone Libro a Torino e GenovaPer presentare temi e novità della 32esima edizione

TORINO29 marzo 201917:37

– Il Salone del Libro di Torino (9-13 maggio) apre, il 2 aprile, il Grand Tour, percorso che si snoda tra librerie e istituzioni culturali torinesi e della Città Metropolitana, con una tappa anche a Genova, e che vede protagonisti il direttore editoriale Nicola Lagioia e Marco Pautasso, con un ospite a sorpresa, diverso ogni volta. Un viaggio pensato per presentare i temi del Salone tra anticipazioni, progetti e protagonisti, con attenzione particolare alla lingua ospite della 32/a edizione, lo spagnolo, e alla sua letteratura.
Promosso con il Circolo dei Lettori, il Grand Tour vede la collaborazione tra i tanti soggetti che operano per promuovere il libro e la lettura, come Colti (Consorzio Librai Torinesi Indipendenti), Biblioteche Civiche Torinesi, Sbam (Sistema Bibliotecario Area Metropolitana Torino) e l’Associazione Abbonamento Musei Piemonte.
Il primo incontro, il 2 aprile alla Ele-Usal Escuela de Lengua Espanola de Universitad di Salamnca con il suo direttore è con Monica Rita Bedana.

Poeti a Roma, tra inediti e scatti ritrovatiDa Pasolini a Moravia ad Amelia Rosselli oltre 250 foto al Wegil

29 marzo 201920:42

– Foto inedite, rare, trovate in mercatini, recuperate dagli archivi dismessi dei giornali con il passaggio al digitale. Oltre 250 scatti preziosi di una stagione irripetibile, quella di grandi poeti e scrittori come Pier Paolo Pasolini, Sandro Penna, Alfonso Gatto, Amelia Rosselli, Attilio Bertolucci, Giuseppe Ungaretti, Alberto Moravia, Anna Maria Ortese, Elsa Morante e Dario Bellezza, nella Roma tra gli anni Sessanta e Settanta. Si possono vedere nella mostra ‘Poeti a Roma. Resi superbi dall’amicizia’, a cura di Giuseppe Garrera e Igor Patruno, dal 30 marzo al Wegil di Roma.L’esposizione – dalla collezione privata di Garrera, con tra gli autori degli scatti Antonio Sansone, Tazio Secchiaroli, Rodrigo Pais, Dario Bellini, Jerry Bauer e Alberto Durazzi – si apre con le immagini dell’arrivo di Pier Paolo Pasolini a Roma negli anni Cinquanta, ritratto nelle baraccopoli, con i ragazzi, che gioca, e si chiude con la sua morte nel 1975 all’Idroscalo e i funerali a Roma e a Casarsa. Tra gli scatti molto rari, due ritratti del 1966 di Amelia Rosselli della quale viene riportata nella didascalia anche una lettera in cui la poetessa chiede nel 1968 a Pasolini di far ristampare la raccolta di ‘Poesie’ di Sandro Penna uscita nel 1957. Raro anche il ritratto del 1953 di Anna Maria Ortese e la sequenza delle foto all’Idroscalo del corpo martoriato di Pasolini tratte dagli archivi dismessi dei giornali di cui normalmente venivano pubblicati alcuni scatti. C’è anche una foto tessera di Dario Bellezza che nel retro scrive di se stesso: “Questo è un pezzo di Merda, fesso, idiota, figlio di mignotta, stronzo, paraculo, scemo, vestito di marrone, cretino, scemunito, rompi cazzo”.Foto vintage proposte senza vetro “per avere un impatto forte con la carta e far sentire quel sapore che nessuna riproducibilità potrà mai rendere” dice Garrera. “Abbiamo scelto questo titolo – aggiunge – per l’amore smisurato di questi poeti per Roma. Ma per una Roma che era quella del sottoproletariato, dei poveri, lontana dal potere. Poeti che avevano un odio senza indulgenza verso i modelli borghesi. Scrittori che avevano un forte rapporto di amicizia ed erano convinti di trovare a Roma un luogo ideale per vivere poeticamente”. Il loro vagabondare per la capitale, come mostrano nelle foto le scarpe impolverate di Sandro Penna, “ci racconta anche un percorso sotterraneo e il rifiuto di molti fra loro di ogni forma di organizzazione della vita” spiega Garrera. E poi ci sono le serate di presentazioni, le cene, gli incontri da Rosati a Roma, le feste in casa, i premi tra cui spicca una sequenza di foto che ritraggono Laura Betti, Pasolini e Goffredo Parise nel 1962 al Premio Strega. Le presentazioni come quella de ‘Lo scialle andaluso’ della Morante dove Moravia arriva con una bellissima Dacia Maraini. E ancora Gadda con un abito liso allo zoo, Penna che canta e un giovane Vincenzo Cerami assistente di Pasolini durante le riprese di ‘Uccellacci e uccellini’.Esposte anche prime edizioni, inserti e rare incisioni discografiche come ‘Ungaretti, la poesia, i poeti’ della Eri. “In questa mostra c’è il mondo che ha girato intorno a questi poeti giganti della letteratura italiana. Oggi è tutto diverso ma erano riusciti a creare fra loro relazioni così forti e potenti che neppure la morte è riuscita a tagliare. Non abbiamo voluto fare una mostra di icone” racconta Patruno e annuncia che “questo è il primo tempo di un’esposizione che tornerà il prossimo anno con un secondo percorso che parte dal 1975 e arriva fino al 1990”. E il 15 giugno, a una settimana dalla chiusura della mostra il 23 giugno, “faremo un grande evento che ricorderà quelli che ci sono stati a Roma negli anni Settanta con Renato Nicolini. Sarà un ponte ideale con il secondo tempo della mostra nel 2020” sottolinea Patruno. ‘Poeti a Roma’ “è la dimostrazione della continua crescita di questo spazio” ha sottolineato alla presentazione il capo di gabinetto della Regione Lazio Albino Ruberti. All’esposizione, promossa dalla Regione Lazio, organizzata da AGCI lazio in collaborazione con Laziocrea, sono collegati anche una serie di appuntamenti ed eventi che prendono il via il 29 marzo al Wegil con un incontro dedicato a ‘Tra il disprezzo e la noia. La Roma di Alberto Moravia’, con Dacia Maraini, Elisabetta Mondello e Renzo Paris. E niente catalogo, perché “riducono le immagini ad oggetto e le fanno perdere potenza” dice Patruno.

Hit parade, Rkomi vola subito in testaPoi Ligabue e i Queen. Battiato al top vinili con Fleurs 20th

29 marzo 201918:27

– E’ Dove gli occhi non arrivano, il nuovo album del rapper Rkomi, a debuttare subito in vetta alla classifica dei dischi più venduti della settimana, secondo le rilevazioni di Fimi-Gfk. Il secondo disco dell’artista, che vede la partecipazione di Elisa, Jovanotti, Sfera Ebbasta, Ghali, Carl Brave e Dardust, la supervisione artistica di Shablo e la regia di Charlie Charles, spodesta Ligabue, che è secondo con Start. Terza piazza per gli inossidabili Queen, che risalgono ancora nella top ten con Bohemian Rhapsody, colonna sonora del plurimpremiato biopic di Freddie Mercury.In quarta posizione si conferma Salmo con Playlist, seguito da Ultimo con Peter Pan. Risale di un gradino ed è sesto il rapper Lazza con Re Mida. Guadagnano quattro posizioni e tornano tra i primi dieci, al settimo posto, Lady Gaga e Bradley Cooper con la colonna sonora di A star is born. Chiudono la top ten, Mahmood, il vincitore di Sanremo, ottavo con Gioventù bruciata; il rapper romano Nayt, nono con il suo Raptus 3, terzo capitolo della trilogia iniziata nel 2015; e Ultimo, che con Pianeti recupera sei posizioni e questa settimana è decimo.Tra i vinili, da segnalare il debutto in cima alla classifica di Fleurs 20th, l’edizione limitata e numerata per i vent’anni di Fleurs – Esempi Affini di Scritture e Simili, che segna il ritorno sulla scena discografica di Franco Battiato, 74 anni appena compiuti, dopo molti mesi durante i quali erano circolate voci su una sua presunta grave malattia.Ecco la top ten Fimi/Gfk degli album più venduti della settimana dal 22 al 28 marzo 2019:1) DOVE GLI OCCHI NON ARRIVANO, RKOMI (ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)2) START, LIGABUE (ZOO APERTO/WM ITALY-WMI)3) BOHEMIAN RHAPSODY (O.S.T.), QUEEN (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)4) PLAYLIST, SALMO (EPIC-SONY)5) PETER PAN, ULTIMO (HONIRO-BELIEVE DISTRIBUTION SERVICES)6) RE MIDA, LAZZA (333 MOB/ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)7) A STAR IS BORN (O.S.T.), LADY GAGA E BRADLEY COOPER (VIRGIN- UNIVERSAL MUSIC)8) GIOVENTU’ BRUCIATA, MAHMOOD (ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)9) RAPTUS 3, NAYT (JIVE-SONY)10)PIANETI, ULTIMO (HONIRO-SONY)Questa è la classifica dei singoli digitali più venduti:1) CON CALMA, DADDY YANKEE FEAT. SNOW (VIRGIN-UNI)2) CALMA (REMIX),PEDRO CAP FEAT. FARRUKO (SONY MUSIC LATIN-SME)3) SOLDI, MAHMOOD (ISLAND-UNI)4) PER UN MILIONE, BOOMDABASH (POLYDOR-UNI)5) E’ SEMPRE BELLO, COEZ (CAROSELLO RECORDS-THE ORCHARD)Questa la classifica dei vinili:1) FLEURS 20TH ANNIVERSARY, FRANCO BATTIATO (UNIVERSAL STRATEGIC-UNIVERSAL MUSIC)2) REHAB, KETAMA126 (ASIAN FAKE-SONY MUSIC ENTERTAINMENT)3) BOHEMIAN RHAPSODY, QUEEN (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)4) DOVE GLI OCCHI NON ARRIVANO, RKOMI (ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)5) GREATEST HITS, QUEEN (USM-UNIVERSAL MUSIC).

Clooney contro Brunei, boicottare hotelProtesta dell’attore e regista per le leggi anti-Lgbt

NEW YORK29 marzo 201919:15

– George Clooney si mobilita contro le leggi anti-Lgbt in vigore in Brunei e chiede il boicottaggio degli hotel con legami con il sultanato, presenti anche in Italia. Dal prossimo mese, nel piccolo stato islamico, infatti, entrerà in vigore il nuovo codice penale basato sulla sharia e che prevede la pena di morte, anche tramite lapidazione, per omosessuali e adulteri.
In un editoriale scritto per Deadline, l’attore invita a non usare gli alberghi all’estero di proprietà del sultanato. In particolare nove hotel tra Stati Uniti, Francia, Italia, Regno Unito. Lo stesso Clooney ha confessato di essere stato ospite di alcuni di questi alberghi.
“Ogni volta – scrive – che soggiorniamo, teniamo meeting, ceniamo in uno di questi nove alberghi mandiamo soldi direttamente nelle tasche di persone che scelgono di lapidare o frustare a morte il loro stessi cittadini per il solo fatto di essere gay o accusati di adulterio”.
Gribaudo presidente Accademia ALbertinaFiglia artista Ezio Gribaudo, è prima donna a ricoprire ruolo

TORINO29 marzo 201920:05

– Paola Gribaudo, critica d’arte, editrice, scrittrice, figlia di Ezio Gribaudo, artista, editore e promotore culturale noto nel mondo, è stata nominata dal ministro per l’Istruzione Marco Bussetti presidente dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino. A dare la notizia è il direttore Salvo Bitonti che ha ricevuto dal ministero l’ufficialità della nomina.
“A Paola Gribaudo, già nostro Accademico d’onore e collaboratrice in vari eventi dell’Albertina – dice Bitonti – invio i miei più vivi complimenti e auguri di buon lavoro!”.
Paola Gribaudo, 60 anni, laureata in Lettere e Filosofia a Torino, è la prima donna alla presidenza dell’Accademia torinese.
Dal padre, che ha sempre seguito da vicino, Paola Gribaudo ha ereditato la passione per il suo lavoro, perfezionandola in continui viaggi in giro per il mondo, tessendo forti rapporti con artisti e intellettuali. Tra questi Botero, Rauschenberg, i premi Nobel Garcia Marquez e Iosif Brodskij.

Naila Ayesh e lotta delle palestinesiAttivista in Italia per presentare film sulla sua vicenda

29 marzo 201913:03

– “Non possiamo essere libere come donne se non siamo in un paese libero. E anche se siamo liberi dall’occupazione, non possiamo conoscere la libertà fintanto che siamo soggiogati nella nostra stessa società”. Questo il pensiero alla base del lavoro cinematografico di Julia Bacha, la regista palestinese che dal 1 aprile sarà in Italia per presentare in diverse città “Naila and the uprising”, il suo film sulla vita della leader della resistenza palestinese, Naila Ayesh. La storia di Naila racconta il movimento non-violento della Palestina già dalla Prima Intifada. La donna, che ha avuto un ruolo chiave nella lotta del popolo palestinese, sarà imprigionata e torturata più volte ma la sua determinazione resterà immutata. Un percorso che Bacha mostra usando filmati d’archivio dell’Intifada, filmati privati della sua vita familiare e animazioni per descrivere momenti non documentati: la regista racconta e fa parlare altre donne e non si ferma alla Prima Intifada.

Torna Gomorra e The Jackal lancia quella ‘legale’Esilarante parodia della serie Tv dei Youtuber

29 marzo 201918:41

“Gomorra riceve sempre tante critiche, ma noi abbiamo la soluzione” Comincia con questo obiettivo l’esilarante parodia di The Jackal in occasione dell’arrivo in tv della nuova serie di Gomorra

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

All’Opera di Roma Abbagnato per Glass, nel sogno Dior
Trittico del compositore americano, con i costumi della Chiuri

29 marzo 201915:12

Quando alla fine dal grigio polvere della scenografia astratta appare come in un sogno Eleonora Abbagnato, nell’abito Dior che è una nuvola di tulle appena rosa iridescente e finemente ricamato, il cerchio della ”Serata Philip Glass” si chiude in un passo a due che è un tripudio di grazia ed eleganza, in quella commovente aura di romanticismo, quando all’amore non servono le parole, che solo la danza, a volte, riesce a mettere in scena. Ma è solo la fine di un miracoloso contrappunto di arte, aperto dall’asimmetrico delirio di ‘Hearts ad arrows”, con la strepitosa lettura coreografica di Benjamin Millepied, un incalzare quasi tribale di figure ritmiche, con la contemporaneità raccontata dalle t-shirt a colori vivaci. Poi c’è la scomposizione da mosaico, tra esplosione di colore e rigore del bianco e nero, quasi un Mondrian in versione digitale, di ”Glass Pieces”, con la coreografia di Jerome Robbins che abita grandi spazi metropolitani rimandandone il composto delirio. Alla fine appunto arriva il nuovo ”Nuit Blanche’ (bellissima la coreografia del giovane Sebastien Bertaud), dove i costumi firmati da Maria Grazia Chiuri, direttore artistico di Christian Dior Couture, esplodono in una nuvola di leggerezza ed eleganza mozzafiato: tutù lunghi e amplissimi, scuri di un verde da foresta dimenticata e attraversati da sfumature pastello e tranci di fiori, che ai ballerini avvolgono i corpi statuari quasi ad abbracciarli nelle tute aderenti, monospalla. Dopo l’esperienza nel 2016 della Traviata, con la regia di Sofia Coppola e i costumi di Valentino, al Teatro dell’Opera di Roma questa sera è andata in scena ancora una volta la perfetta armonia tra musica ed eleganza. Stavolta nell’omaggio a Philip Glass, travolgente compositore maestro del minimalismo americano. Fino al 2 aprile interpretato da 46 ballerini: con anche il guest artist Friedmann Vogel, e il Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera, nell’esecuzione dell’orchestra così ben diretta da Carlo Donadio. Un insieme che esalta la creatività femminile, la bellezza in tutte le sue declinazioni anche nel mondanissimo parterre, dove si intravedono Isabella Ferrari, Nancy Brilli, Matilde Brandi, Laura Ravetto, Bebe Vio, Francesca Lo Schiavo, Giovanna Melandri e moltissime altre donne di fascino e carattere. Poi alla fine tutti in fila per rubare un selfie a quella che in fin dei conti sembra essere la star della serata, Chiara Ferragni nel suo bell’abito Dior di seta verde malva.
Irma Testa, dalla sconfitta alla rinascitaButterfly storia giovane pugile che punta a Olimpiadi

29 marzo 201920:10

– La sua è una storia di talento, abnegazione, sconfitta e rinascita che ad Hollywood già avrebbe potuto ispirare un biopic. In Italia ci hanno pensato Alessandro Cassigoli e Casey Kauffman a portare sul grande schermo, con un docufilm, Butterfly, Irma Testa, 21enne di Torre Annunziata, campionessa che tre anni fa è stata la prima pugile italiana in gara a un’Olimpiade. Circondata dal clamore mediatico e data fra le favorite a Rio 2016, è uscita però ai quarti. Una sconfitta che porta Irma a mettere tutto in discussione e a trovare nuove motivazioni, come racconta il film, che dopo il debutto alla Festa del Cinema di Roma, in Alice nella città, arriva in sala con Luce Cinecittà il 4 aprile.Un nuovo inizio di cui si vedono ampiamente i frutti. Irma ha appena vinto la medaglia d’oro all’Europeo under 22 ed è in piena preparazione per Tokyo 2020, anche se lei per scaramanzia, non pronuncia la parola ‘Olimpiadi’ e preferisce dire: “E’ il mio obiettivo più grande”. Cosa è cambiato nel prepararlo? “Tantissimo – spiega – ho capito quali sono gli errori da non ripetere e quali sono le cose buone da fare che non avevo fatto”. Quella sconfitta a Rio “è stata di grandissima importanza per me, è stata il mio tesoro. Dalle vittorie si prende poco. Dalle sconfitte invece impari a cambiare il tuo percorso, ti rendono più forte”. Anche se ogni volta, davanti alle immagini di quel match, nel film “mi è venuto quasi un attacco di panico, nel vedere i colpi che ho preso, il braccio della mia avversaria alzarsi, la mia delusione. Ma è stato terapeutico, mi ha fatto capire quanto sia importante rialzarsi e come riuscirci”.Il film segue Irma dalla vigilia delle Olimpiadi all’avventura a Rio e si concentra sul ritorno a Torre Annunziata (“è un luogo dove bisogna combattere la rassegnazione”), a casa, tra famiglia e amici, e a contatto con il suo grande maestro di boxe, Lucio Zurlo, figura paterna per lei: “Tra noi c’è un rapporto di totale amore. Non mi alleno più da lui da qualche annetto, ma in ogni momento difficile lui è la prima persona che chiamo ed è la prima che corre da me”. Ripercorrere “le tappe del mio percorso mi ha fatto comprendere più a fondo le sensazioni, anche quelle più negative, vissute in prima persona. Il film mi ha aiutato anche a sentirmi bene con la mia parte fragile”. C’è un messaggio in Butterfly? “Non mollare neanche se hai tutti e tutto contro. Alla fine io mi sono ritrovata da sola con la necessità di dovermi rialzare e ci sono riuscita”. Già seguire “una persona normale in una caduta e in una rinascita non è facile – spiegano Kauffman e Cassigoli -. Con un’atleta, è ancora più difficile. Per loro l’obiettivo è sempre la vittoria. Irma però ci ha aiutato molto, accettando di mostrarsi anche in un momento di crisi. Forse il film le è stato utile anche come strumento per rinascere”.Butterfly sta girando per i festival internazionali: “La prima nordamericana sarà in una rassegna importante come Toronto Hot Docs”. Atleta delle Fiamme Oro, Irma è grata alla polizia: “Mi ha permesso di non smettere l’attività e mi ha dato un lavoro. Quando finisco di fare l’atleta il mio primo pensiero è fare bene la poliziotta”. Oggi le donne spesso finiscono in cronaca nera come vittime di violenze e femminicidi: “Sono storie a cui reagisco molto male. Le donne penso siano la più bella espressione di arte, bellezza, coraggio, purezza, forza. Davanti a mariti e compagni così l’unico consiglio che posso dare è ribellarsi, ma capisco che non sia facile, l’amore ti acceca e a volte può renderti debole. Penso però che ogni donna dentro abbia una forza interiore, va solo scoperta”.

Benigni sul set, Geppetto per GarroneRiprese per 11 settimane, nel cast Proietti, Papaleo, Ceccherini

MA29 marzo 201912:

– Barba lunga e bianca, capelli arruffati, uno sguardo triste e interrogativo, forse preoccupato, la maglia lisa: ecco Roberto Benigni trasformato in Geppetto nel nuovo Pinocchio che Matteo Garrone (dominatore ai David con Dogman) ha cominciato a girare il 18 marzo dal romanzo immortale di Carlo Collodi. Così appare nella prima foto ufficiale del film prodotto dalla società di Garrone, Archimede, con Rai Cinema e Le Pacte. Le riprese tra Toscana, Lazio e Puglia proseguiranno per 11 settimane. Il cast vede Pinocchio interpretato dal piccolo Federico Ielapi e poi Gigi Proietti è Mangiafuoco, Rocco Papaleo il Gatto, mentre Massimo Ceccherini è la Volpe, la Fata adulta Matilda De Angelis. Nella coproduzione italo-francese ci sono anche Recorded Picture Company, in associazione con Leone Film Group, con il contributo del MiBAC e di Eurimages, in associazione con Unipol Banca, con il sostegno di Regione Toscana – Toscana Promozione.
Il film sarà distribuito in Italia da 01 Distribution e in Francia da Le Pacte.

Astérix arriva in India e parla hindiTradotti i primi quattro fascicoli della serie nata 60 anni fa

NEW DELHI29 marzo 201912:01

– Astérix, il popolarissimo personaggio dei comics francese, è arrivato in India. “Ho impiegato sette anni per convincere l’editore Hachette a concedermi i diritti per la traduzione”, ha detto ieri sera Ajay Mago della Om Books International, presentando i primi quattro albi della serie in lingua hindi.
Il lancio del fumetto ha avuto come cornice la sede dell’Ambasciata francese, alla presenza dell’Ambasciatore Alexandre Ziegler. “Abbiamo impiegato quattro anni a tradurli, ma per gli altri 33 album non sarà necessario altrettanto tempo”, ha detto Mago.
Gli ingredienti del fumetto, ambientato in un villaggio della Gallia, che intorno al 50 a.C., resiste da solo alla conquista dei Romani, “sono in perfetta sintonia con i gusti degli indiani: dalla pozione magica, che conferisce poteri speciali, agli aneddoti comici, alle canzoni, che abbiamo sostituite con motivi molto noti in India”, ha detto ancora l’editore. I quattro albi sono già in vendita su Amazon e su Flipkart.         [print-me title=”STAMPA”]

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Rendez Vous, sguardi d’Oltralpe
IX edizione con 24 titoli, ospiti Audiard, Desplat e Casta

28 marzo 2019 19:01

– Lo scambio culturale tra due Paesi come forma di arricchimento; personalità celebri come Jacques Audiard, Alexandre Desplat, Laetitia Casta, Antonin Baudry, Louis Garrel e Cédric Kahn protagoniste di incontri ravvicinati con il pubblico. E poi una lunga maratona di film che interpretano la realtà attraverso tante voci, da quelle emergenti alle più affermate, con un occhio attento a quelle femminili, per portare in Italia il meglio degli schermi d’Oltralpe. Dal 3 all’8 aprile torna per il IX anno Rendez Vous, il Festival del nuovo cinema francese, che partirà da Roma per poi toccare con appuntamenti specifici Bologna, Firenze, Milano, Napoli, Palermo, Torino. Anche quest’anno la manifestazione organizzata dall’Institut Français presenta numeri interessanti – 24 titoli, una ulteriore programmazione di 6 titoli nella sala virtuale, più di 12 ospiti, 3 masterclass, 3 focus speciali – a testimonianza della vitalità e della eterogeneità della produzione cinematografica della Francia.

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Ferretti firma ‘Love me’ con Eco-AgeCashmere riciclato, cotone bio e messaggi d’amore per la terra

28 marzo 201919:33

– Una collezione in cashmere riciclato e cotone biologico, con packaging compostabile, etichette eco e messaggi d’amore alla terra: è ‘Love me’, la collezione creata da Alberta Ferretti in collaborazione con Eco-Age e presentata a Londra.
Dopo la prima collezione sostenibile del 2011, nata dalla collaborazione con l’attrice britannica Emma Watson, oggi Ferretti spiega di volersi impegnare ad avviare un processo di integrazione della sostenibilità che coinvolga l’intero processo produttivo. La collezione, in anteprima su albertaferretti.com dal 15 aprile, nella settimana che precede l’Earth Day, si compone di maglioni in cachemire riciclato, t-shirt, pantaloni e gonne in cotone organico con messaggi che vogliono stimolare la riflessione sull’urgenza che ha assunto il problema ecologico a livello mondiale. Ogni capo è stato realizzato con certificazioni che garantiscono l’origine riciclata della materia, l’utilizzo di tessuti biologici e una riduzione dell’uso di sostanze chimiche.

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Compie 30 anni la Piramide del LouvreL’opera più discussa dell’era Mitterrand. ‘Sorpresa’ JR

PARIGI28 marzo 201920:35

PARIGI – Grande sorpresa dell’artista JR, il 29 marzo, per il trentennale della Piramide del Louvre, l’opera che negli anni di Francois Mitterrand presidente della Repubblica scatenò più polemiche fra “antichi” e “moderni”. JR, che tre anni fa con una delle sue installazioni fece “scomparire” la piramide, torna per svelare “il segreto” del monumento grazie ad un evento al quale 400 dei suoi ammiratori potranno partecipare, una sorta di collage su tutta la Cour Napoleon.Affermata poi come un simbolo del “nuovo” Louvre, fino alla sua inaugurazione nel 1989 la Piramide provocò una vera battaglia tra fautori e oppositori della creazione dell’architetto Ieoh Ming Pei, entrata prepotentemente nell’immaginario collettivo, nella letteratura e nel cinema. L’idea coincise con l’inizio del “regno” di Mitterrand, nei primi anni Ottanta, quando il nuovo ministro della Cultura, Jack Lang, scrisse al presidente proponendogli il progetto di ricreare il “Grande Louvre”, dedicando ai musei l’intero edificio, allora in parte occupato dal ministero delle Finanze. In quella che da anni viene ammirata come Cour Napoleon, c’era un parcheggio di auto, il museo non aveva un ingresso centrale.Si chiamò Pei, già ammirato da Mitterrand per le sue opere negli Stati Uniti. Quando per la prima volta su un quotidiano fu pubblicato il bozzetto del nuovo Louvre con la Piramide, fu un coro di proteste, accademici infuriati, politici che invocavano “l’insurrezione”, primo fra tutti l’allora sindaco Jacques Chirac, che si lamentò di essere venuto a conoscenza del progetto dai media. I lavori furono lanciati e si trattò di un’opera enorme. Oggi, il suo presidente, Jean-Luc Martinez, sottolinea come il Louvre sia “l’unico museo al mondo il cui ingresso sia un’opera d’arte”, con la piramide diventata il simbolo dell’epoca moderna, rivolto verso l’altro e verso il futuro.           [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 03:07 ALLE 19:01 DI GIOVEDì 28 MARZO 2019

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Cinema: Captive State, nessuno è più libero
In sala il film con John Goodman

28 marzo 2019 03:07

LOS ANGELES

– Un racconto partigiano del futuro, è quello di Captive State, in uscita in Italia dal 28 marzo con Adler Entertainment, che vede protagonisti John Goodman, Vera Farmiga e il giovane Ashton Sanders, diretti Rupert Wyatt e che dipinge le vicende di un gruppo di ribelli che combattono fianco a fianco contro una specie aliena che da più di dieci anni ha invaso il pianeta terra e sottomesso i suoi abitanti.
In un momento in cui il mondo intero sembra voler virare verso le chiusure alle frontiere, i nazionalismi e certe nostalgie per il passato e i suoi uomini forti, Captive State, suona come un monito. Gli invasori non sono più i nazisti ma un gruppo di extraterrestri apparentemente imbattibili. La disoccupazione è scesa allo zero per cento, ognuno ha un ruolo nella società, tutti sono sotto controllo, nessuno è libero, però.
Rupert Wyatt ha scritto la sceneggiatura insieme alla compagna Erica Beeney. “Abbiamo voluto ipotizzare un film in cui si racconta l’istinto primitivo dell’umanità intera, che è quello di combattere i soprusi e resistere. Per lo stesso motivo siamo tendenzialmente sospettosi e cauti con gli estranei. Non credo sia una coincidenza il fatto che la maggior parte dei film sugli alieni, li ritraggano come aggressivi e pericolosi, piuttosto che benevoli”.
John Goodman interpreta William Mulligan, un poliziotto di Chicago: “Il mio personaggio è un veterano delle forze di polizia, un uomo innamorato della sua città, disposto a sacrificare tutto per il bene comune. Non sono sicuro di saper fare ciò che fa lui, ma mi piace l’idea di essere un tipo del genere. Questa è la seconda volta che lavoro con Rupert Wyatt, il nostro primo film insieme è stato The Gambler (2014) con Mark Wahlberg, in cui portavo in scena uno strozzino. Mi piace molto il suo modo di fare cinema”.
Goodman, per portare in scena il suo Mulligan dice di essersi ispirato a diversi altri capolavori cinematografici del passato, anche italiani: “Ho cercato di prendere spunto da diversi film, non necessariamente di fantascienza per esempio, ho riguardato La Battaglia di Algeri (1966), di Gillo Pontecorvo o il film sulla Resistenza francese Army of Shadows (Jean-Pierre Melville, 1966). Mi hanno aiutato a farmi un’idea sullo spirito di temi come la sopravvivenza quotidiana, la disperazione e in generale l’idea di essere disposto a sacrificare tutto per un bene superiore”.
Pompei, Bonisoli boccia ruota panoramicaMinistro, ai nostri uffici nessuna richiesta,ma la respingeremmo

– Una ruota panoramica a Pompei, davanti agli scavi? “Non se parla proprio”. Intervistato ad Agorà su Raitre, il ministro della cultura Alberto Bonisoli, taglia corto sul progetto, illustrato ieri sulle pagine de Il Mattino, di una giostra per turisti alta 60 metri da allestire, seppure in via temporanea, nella cittadina campana. Dopo le polemiche oggi su un altro quotidiano, il Corriere della Sera, il no del ministro oggi è categorico “Non se ne parla nemmeno.
Ai nostri uffici non e’ arrivato nulla, se arrivasse lo rispediremmo al mittente”.
Bonisoli, “Brera deve rimanere statale”Il ministro a Rai3, ne ho parlato con l’assessore

28 marzo 201911:03

– La pinacoteca di Brera “deve rimanere allo Stato”. Lo dice il ministro dei beni culturali Alberto Bonisoli, intervitato ad Agorà su Rai3. “E’ un museo che ha una tale importanza che è difficilmente riconducibile al territorio”, spiega il ministro cinquestelle. “Altro discorso – aggiunge- sono per esempio le incisioni rupestri in Val Camonica, per le quali stiamo aprendo un discorso. Ma la Pinacoteca di Brera no, l’ho già spiegato all’assessore”.
Children’s Book Fair, mostre e incontriL’Accademia di Belle Arti partecipa con stand e appuntamenti

BOLOGNA28 marzo 201911:08

– L’Accademia di Belle Arti di Bologna, luogo di scambio internazionale di saperi e pratiche artistiche, partecipa a Bologna Children’s Book Fair 2019 con un proprio stand. E dal 29 marzo anima con diversi appuntamenti il programma di ‘BOOM! Crescere nei libri’, rassegna-contenitore promossa da Comune di Bologna e Bologna Fiere che raccoglie le attività per bambini previste in città.
Per l’edizione 2019 l’Accademia promuove tre mostre: ‘Bo it! Immaginando Bologna’ e ‘Multiple’, che raccolgono lavori di illustratori da tutto il mondo, e ‘Visto si stampi!’, che presenta una selezione delle opere dei migliori studenti di fumetto e illustrazione. Inoltre si terrà in Accademia un programma di incontri con artisti e momenti di confronto con professionisti dell’editoria, aperti a studenti e pubblico.
Tutti gli eventi sono a ingresso libero.
‘Bo it!’ (inaugurazione venerdì 29 alle 17 nel Corridoio Erasmus dell’Accademia) vede Bologna descritta da chi la abita, da chi la immagina, da chi la scopre come turista e da chi ci arriva come migrante: ai giovani artisti che hanno partecipato alla prima edizione del concorso internazionale di illustrazione BO it! è stato chiesto di reinterpretare graficamente la sagoma delle Due Torri, storico simbolo della città. ‘Visto si stampi!’ (sempre dalle 17 di venerdì nel Corridoio Ala Collamarini dell’Accademia) ospita fino al 17 aprile una selezione di opere d’eccellenza degli studenti del Corso di Fumetto e illustrazione e del biennio specialistico di illustrazione per l’editoria dell’Accademia.
La mostra ‘Multiple’ (inaugurazione il 2 aprile alle 19 all’Alliance Francaise-Istituto di cultura germanica) raccoglie fino al 3 maggio illustrazioni per raccontare la diversità, i cambiamenti e le infinite combinazioni del mondo: il viaggio e il confronto tra culture differenti sono il tema delle immagini di studenti e studentesse delle Accademie di Belle Arti di Bologna, Parigi, Amburgo, Barcellona, Kyoto e Lucerna.
Ruota su Scavi Pompei, il Comune frenaDopo polemiche per ipotesi realizzazione opera davanti sito

POMPEI (NAPOLI)28 marzo 201912:08

– Era stata annunciata per il prossimo 8 maggio, ma l’apertura della ruota panoramica con vista sugli Scavi di Pompei (Napoli) slitterà, travolta dalle polemiche e dopo la presa di posizione del ministro Bonisoli.
Fonti del Comune

hanno annunciato che ci vorrà del tempo per l’inaugurazione dell’opera, se si realizzerà, in attesa che si compia tutto l’iter autorizzativo.
Insomma, rischia di essere abbattuta dalle polemiche, ancora prima di essere eretta, la ruota panoramica davanti al sito archeologico di Pompei sepolta dall’ eruzione del Vesuvio nel 79 dopo Cristo. In questi giorni l’idea della ruota panoramica ha scatenato attenzioni sui social. Il progetto, che sembrava avesse ricevuto l’ok definitivo dal Comune di Pompei, si chiama “Wheel of Pompei” e dovrebbe essere realizzato da un’impresa tedesca, la “Iesse International Strategies” di Hendrik Boos, la stessa che ha già elevato la ruota panoramica sul lungomare di Salerno.

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Luigi Bartolini, il segno poetico
All’Accademia di Belle Arti di Roma l’omaggio al grande incisore

28 marzo 201912:08

– Il segno capace di innovare la storia della grafica d’arte novecentesca, l’urgenza di superare il virtuosismo tecnico attraverso la poesia, l’approccio all’incisione come luogo di sperimentazione per creare sul foglio apparizioni fugaci, aggraziate e pittoriche: a Luigi Bertolini (Cupramontana, 1892 – Roma, 1963), tra i maggiori incisori italiani del secolo scorso, l’Accademia di Belle Arti di Roma dedica un progetto espositivo in programma dal 28 marzo fino al 16 aprile nell’Aula Colleoni. Dal titolo “Luigi Bertolini. Linee di libertà, Incisioni 1915-1936”, la mostra è a cura di Giuseppe Modica in collaborazione con Luciana Bartolini, figlia dell’artista. Nel percorso, articolato per temi e cronologicamente, sono esposte 23 incisioni in cui si documenta la conquista da parte di Bartolini di un linguaggio originale e indipendente, con particolare attenzione alla sua capacità di andare oltre l’eredità simbolista, il paesaggismo accademico, l’influenza realista e le avanguardie.
Malkovick papa sul set di The New PopeIn Via Conciliazione si girano sequenze nuova serie Sorrentino

CITTA’ DEL VATICANO28 marzo 201913:00

– Sorpresa tra i visitatori di Piazza San Pietro, per la presenza di un finto papa su una ‘papamobile’ nera, circondato da agenti della sicurezza e festeggiato all’inizio di Via della Conciliazione da centinaia di fedeli che sventolavano bandierine gialle. Ma si trattava delle riprese della nuova serie tv di Paolo Sorrentino, “The New Pope”, seguito della precedente e di grande successo “The Young Pope”. A impersonare il pontefice, in questo caso, è l’attore americano John Malkovich, con barba bianca, espressione seria e talare e zucchetto candidi d’ordinanza.
C’è ancora molto riserbo sulla trama di “The New Pope”, seconda stagione della nuova produzione originale Sky, Hbo e Canal+, ideata e diretta dal premio Oscar Sorrentino. Malkovich, protagonista della nuova serie, veste l’abito pontificio dopo Jude Law, che interpretava “The Young Pope” nella prima stagione.
Mastorna incompiuto di Fellini a ParigiNella lettura di Marie Remond, dal testo curato da Tassone

28 marzo 201914:02

Nell’imminenza del centenario della nascita di Federico Fellini, che si celebrerà il 20 gennaio 2020, Il viaggio di G. Mastorna, il più ambizioso e sfortunato dei progetti del regista riminese, pubblicato in forma di racconto in Francia dall’editore Sonatine (a cura di Aldo Tassone e Françoise Pieri), va ora in scena dal 28 marzo al 5 maggio sul palcoscenico del Vieux-Colombier (Comédie Française) in un adattamento di Marie Rémond. Nel 1965, dopo Otto e mezzo, Fellini sente il bisogno di allargare i suoi orizzonti. Dopo averci raccontato la Romagna, Roma, il mondo del cinema (I vitelloni, La dolce vita, Otto e mezzo) il regista si lancia in un progetto temerario: Il viaggio di G. Mastorna. Catapultato in una sorta di Limbo desolato, il protagonista Mastroianni (che non sa ancora di essere morto) vaga in un aldilà indistinto alla disperata ricerca di una possibile destinazione, dell’identità perduta. Fellini tenta di esplorare un aldilà “immanente”, visto con l’occhio di un laico, quasi in competizione con la visione tutta trascendentale della Divina Commedia. E’ proprio con Mastorna che nacque il sodalizio di Tassone con Fellini, quando lo studioso arrivò dalla provincia alla capitale proprio per preparare la tesi di laurea sul cinema di Fellini e a sorpresa venne convocato al teatro 5 di Cinecittà.
Lì venne ammesso sul set del ‘Satyricon’ che stava girando in quel periodo. E in una delle pause delle riprese il regista gli fece avere questo copione senza titolo, per avere un parere da “un laureando, uno di cultura”. Era appunto il copione di ‘Mastorna’, il film maledetto che giaceva adorato e temuto nella sua cassetta dei progetti fin dai tempi di ‘8 e ½’.
Per una serie di circostanze, questa Commedia realisticamente Umana non vedrà la luce. Ma per fortuna il soggetto in forma di racconto si è salvato. Si legge d’un fiato come un geniale thriller metafisico.
Il viaggio di G. Mastorna va ora in scena dal 28 marzo sul palcoscenico del Vieux-Colombier (Comédie Française) per la regia di Marie Rémond. Dopo aver letto casualmente il soggetto, la giovane regista se ne è innamorata, si è messa subito in contatto con il curatore Aldo Tassone per averne i diritti e ha deciso di portarlo in scena; la Comédie Française ha appoggiato entusiasticamente il progetto. L’adattamento di Marie Rémond e Thomas Quillardet si concentra su alcuni giorni della preparazione del film a Dinocittà sulla Pontina (anno 1965). La troupe lavora febbrilmente alle prime scene, gli attori tra cui Mastroianni danno il meglio di sé per soddisfare il Maestro. Ma il regista è tormentato dai dubbi, viene preso da dubbi che sfociano in una crisi esistenziale, si ammala. Il mago torinese Gustavo Rol, frequentemente interpellato da Fellini, lo mette in guardia: “Se fai questo film morirai”. Il regista sente che il personaggio di Mastorna (il suo doppio, interpretato dall’attore feticcio Mastroianni) gli sfugge. Le ansie dei produttori per i costi eccessivi del progetto, i sogni e gli incubi che lo perseguitano, tutto sembra ostacolare la realizzazione di quello che si annunciava come uno dei suoi progetti più geniali…
Premio DeA Planeta, la cinquinaIl 15 aprile sarà annunciato il vincitore

28 marzo 201914:06

– Ci sono una scrittrice conosciuta, Rosa Matteucci, tre autori sotto pseudonimo e un’esordiente nella cinquina finalista della prima edizione del Premio DeA Planeta annunciata oggi. Al premio hanno partecipato 1169 opere, di cui 208 presentate da autori sotto pseudonimo. I generi che hanno prevalso sono stati narrativa noir e thriller, fantasy e storie vere. Il comitato di lettura designato da DeA Planeta Libri ha selezionato i cinque finalisti. Sono: ‘La marocchina’ di Silvia Bottani; ‘La congregazione’ di David Mancini (pseudonimo); ‘Io sono luce’ di Rosa Matteucci; ‘L’esercizio’ di CP (pseudonimo) e ‘Nel silenzio delle nostre parole’ di Diego Tommasini’ (pseudonimo).
La giuria, composta da Massimo Carlotto, Marco Drago, Claudio Giunta, Rosaria Renna e Manuela Stefanelli sceglierà il vincitore che verrà annunciato il 15 aprile al Blue Note di Milano. Il vincitore si aggiudicherà un montepremi di 150.000 euro e vedrà il suo romanzo pubblicato in maggio da DeA Planeta.
Coez, il mio disco tra Vasco e indieEsce “E’ sempre bello”, il 28 e 29 maggio doppia data a Roma

28 marzo 201914:08

– Il mood è quello un po’ malinconico che lo ha sempre contraddistinto, ma almeno stavolta “E’ sempre bello”, titolo che Coez ha scelto per il nuovo album “un po’ più positivo rispetto al passato”. Il disco (Carosello Records) contiene 10 tracce e celebra i 10 anni di carriera solista del cantautore romano. Arriva a un anno e mezzo da Faccio un casino (doppio platino) e prosegue sulla strada del crossover tra rap e pop, di cui Coez è stato un precursore. “Io ho sempre fatto il mio. Sono stato messo tra gli indie, ma non è che quando è nato l’indie e io mi sono messo a fare quello: io facevo quello e poi è nato l’indie. Due strade che camminavano vicine e a un certo punto si sono incontrate”, spiega Coez, che ha voluto come produttore per questo lavoro Niccolò Contessa (I Cani).
“L’obiettivo era fare un disco omogeneo a livello di sound. E secondo me, Contessa m’ha cucito proprio un bel vestito”. E’ sempre bello si muove tra atmosfere anni ’80, suoni psichedelici, l’immancabile hip hop e influenze alla Vasco.
David di Donatello: Fiorello, più gente allegra ai funerali che lì in platea – VIDEO’Temi dei film tristi. Sembrano infastiditi dai comici, non ci andrò mai’

28 marzo 201916:44

“Ai funerali si vedono persone molto più allegre e serene di quelle viste ieri in platea ai David”: lo dice, senza peli sulla lingua ma con la consueta ironia, Rosario Fiorello, inquadrando i giornali sul tavolino di un bar durante una diretta video postata sui social. “Non si riesce a fare uno spettacolo. E’ triste”, commenta aggiungendo: “Mi hanno invitato più volte a fare un numero, ma non ci andrò mai perché la platea dei David sembra infastidita dalla comicità. Sembrano dire ‘noi siamo quelli del cinema, voi non siete niente’. E’ una festa tra loro”.

Sulla serata di premiazione presentata su Rai1 dall’amico Carlo Conti dice: “Non è un problema di conduzione, ma è una passerella di premi in cui manca lo show”. Nell’impresa, osserva, non sono riuscite né Rai né Sky negli scorsi anni. “E’inutile dire alla gente di andare al cinema se poi ve la cantate e ve la suonate. Dovreste essere più vicini al pubblico – aggiunge – anche nelle storie che raccontate. Sembra quasi che, a parte il momento con Gabriele Muccino dedicato al pubblico, il resto sia una cosa tra loro”. Gli unici momenti di leggerezza, con protagonisti Enrico Brignano e i Boiler (“divertentissimi nei panni di finti giornalisti”) sono stati, a suo avviso, snobbati dalla platea che li guardava quasi “con disprezzo”. Sottotono, per Fiorello, anche Sabrina Impacciatore, protagonista del film di Muccino: “Purtroppo ha sbagliato la tonalità di ’10 ragazze’, ma l’hanno fatta esibire da sola, con la chitarra, senza base, senza orchestra, niente”.E poi ci sono i temi dei film in nomination che, seppure di valore, sono, a suo avviso, “tutti pesanti, solo su argomenti tristissimi e disgrazie, come se in Italia, che era la patria della commedia, questo genere non si sapesse fare più”. Una riflessione anche su Nanni Moretti e sulla proclamazione dei premi in diretta tv: “L’ho visto inquadrato in mezzo al pubblico e mi sono stupito chiedendomi che ci facesse lì. Al momento dei documentari mi sono detto ‘ecco perché c’è’ e infatti ecco i cinque candidati, aprono la busta e lui è il vincitore (con ‘Santiago Italia’ ndr)”. Uno come Moretti “se non gli dicono prima ‘vieni perché ti diamo un premio’, non va a stare lì seduto a vedere se vince lui, deve esserne certo”.A parte la qualità dei film e il talento di artisti come Alessandro Borghi o di Elena Sofia Ricci, che per Fiorello non si discute, è un problema di format dei David e di atteggiamento del cinema italiano. “E’ una cosa tra loro, che non considera il pubblico. Potrebbe esserci più ironia, più spettacolo. Gli americani lo fanno, potremmo farlo – conclude – anche noi”. IL VIDEO

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Trump, si indaghi sul caso Smollett
Presidente Usa, Fbi e Dip. Giustizia esamineranno caduta accuse

NEW YORK28 marzo 201914:10

– “E’ scandaloso ed è un imbarazzo per la nostra nazione”. Anche Donald Trump interviene sulla decisione del tribunale di Chicago di far cadere tutte le accuse nei confronti di Justin Smollett. Il presidente ha anche aggiunto che sia l’Fbi che il dipartimento di Giustizia esamineranno il caso.
La star della serie tv Empire era stata accusata di aver messo in scena un’aggressione omofoba e razzista per motivi di soldi. La decisione di far cadere le accuse ha suscitato l’indignazione anche del sindaco di Chicago Rahm Emanuel e del capo della polizia Eddie Johnson, il quale senza mezzi termini ha detto che giustizia non è stata fatta.
A teatro Germano, Bruno, De SicaPlacido-Bonaiuto di nuovo insieme per Piccoli crimini coniugali

28 marzo 201914:27

– Elio Germano con ‘La mia battaglia’, Massimiliano Bruno nell’atto unico ‘Zero’ e De Sica in ‘Christian Racconta Christian De Sica’, tutti a Roma; Mario Perrotta con ‘In nome del padre’ a Genova e Michele Placido e Anna Bonaiuto, nuovamente insieme per ‘Piccoli crimini coniugali’ di Éric-Emmanuel Schmitt a Milano; fino a ‘L’Istruttoria’ di Peter Weiss, nell’allestimento ormai cult di Gigi Dall’Aglio a Parma: sono alcuni degli spettacoli teatrali in scena nel prossimo week end.
Carlucci, vorrei De Filippi a BallandoLa conduttrice, si potrebbe fare un collegamento in diretta

28 marzo 201916:11

– “Il mio l’invito a Maria De Filippi come ballerina per una notte a Ballando con le stelle era molto serio. L’ho portato in una busta quando ero nella giuria di Tale e quale, e ho chiesto a Carlo Conti di consegnarla. E’ vero che con il suo programma (Amici, ndr) siamo in contemporanea, ma ci sono tante cose che ci potremmo inventare, addirittura un collegamento in diretta, cosa mai successa tra reti concorrenti”. Lo dice Milly Carlucci alla presentazione di Ballando con le stelle che torna su Rai1 dal 30 marzo. Tra i concorrenti di quest’anno Suor Cristina, gli ex parlamentari Nunzia De Girolamo e Antonio Razzi, Manuela Arcuri e Milena Vukotic. “E’ vero che l’invito a Maria è un’idea promozionale – aggiunge Milly – ma non per Ballando, sarebbe per tutta la tv, per il pubblico”. Dall’invito si potrebbe passare presto all’organizzazione di questo’gemellaggio’: “La settimana prossima ci telefoneremo con Maria, i miei autori chiameranno i suoi e speriamo che succeda questo piccolo evento”, conclude.
Ferilli, L’amore strappato storia veraDal 31 marzo su Canale 5, con regia di Simona e Ricky Tognazzi

28 marzo 201916:19

– Sabrina Ferilli torna in tv nel ruolo di Rosa, una donna che lotta “con tutta se stessa per difendere suo marito (Enzo Decaro) e per riavere la figlia Arianna”, strappata alla famiglia e, successivamente, data in adozione dopo un errore giudiziario e un’accusa infamante. Il marito di Rosa infatti, finirà in carcere con l’accusa di molestie sessuali nei riguardi della figlia di soli 7 anni, accusa che si rivelerà essere infondata. Una storia – tratta da una vicenda vera – raccontata nella fiction L’amore strappato, in onda su Canale 5 dal 31 marzo in prima serata. La serie è stata presentata alla presenza del cast e dei registi Simona e Ricky Tognazzi dei direttore di rete Giancarlo Scheri e della fiction di Cologno Monzese Daniele Cesarano, del produttore Jeki Production Maurizio Momi e di due degli autori del libro ‘Rapita dalla giustizia’ (Bur), scritto dalla protagonista ormai più che ventenne Angela Lucanto, con Maurizio Tortorella e Caterina Guarneri. Nel cast Marco Falaguasta e Primo Reggiani.
Nuovo sequel per Sex and the CityCarrie e compagne in zona menopausa, ma ancora belle e sexy

NEW YORK28 marzo 201916:24

– C’è ancora sesso nella città? La risposta potrebbe arrivare presto sul piccolo schermo: una delle più iconiche serie tv degli ultimi 20 anni, Sex and the City di Hbo, sta per avere un sequel che seguirà la vita di Carrie, Samantha, Charlotte e Miranda ormai oltrepassati i 50.
Paramount Television e Anonymous Company hanno acquistato i diritti del nuovo libro di Candace Bushnell, Is there still Sex in the City?, per sviluppare una nuova serie tv. Candace, sex columnist del New York Observer quando divenne famosa, scriverà il copione della puntata pilota e farà da produttrice esecutiva assieme a Liza Chasin Liza Chasin di 3dot Productions e Robyn Meisinger di Anonymous Content. Lo scoop è di Deadline.com. Il libro della Bushnell uscirà il 6 agosto con Grove Press e punterà i riflettori con il solito stile spiritoso, glamour e a volte strappalacrime sulla scena del “dating” a New York per quattro donne ancora belle, esuberanti e sexy, ma che si accingono ad affrontare gli anni della menopausa.
Milano Arch Week dialoga con TriennaleDal 21 al 26 maggio palinsesto ricco di presenze internazionali

MILANO28 marzo 201916:29

– L’edizione 2019 di Milano Arch Week, la settimana di eventi dedicata all’architettura che si terrà dal 21 al 26 maggio, dialogherà con i temi della XXII Triennale, ‘Broken Nature: Design Takes on Human Survival’.
Spazio quindi alla sostenibilità ambientale, allo sviluppo tecnologico, ai fenomeni migratori, alle trasformazioni sociali, che saranno messi in relazione con lo spazio urbano e analizzati attraverso una prospettiva urbanistica e architettonica. Il programma dell’edizione 2019 è ricco di partecipazioni internazionali: tra i nomi che si alterneranno sul palco di Milano Arch Week 2019 figurano i vincitori del Pritzker Prize, il premio di architettura più importante al mondo, Rem Koolhaas e Shigeru Ban, insieme ad altri protagonisti internazionali.
Non mancherà uno sguardo sulle trasformazioni che sta vivendo Milano: il nuovo Urban Center, che dal 1° marzo è all’interno del Palazzo dell’Arte, sarà l’epicentro di una riflessione ad ampio spettro sulle principali sfide di Milano 2030.
Noto, dall’Infiorata agli Skunk AnansieRicchissimo programma con grandi mostre, concerti e festival

28 marzo 201916:30

– “Non raccontiamo solo di Noto, patrimonio Unesco e gioiello barocco, ma raccontiamo di un luogo dell’anima, di uno stile di vita, di un’identità. Non possiamo far conoscere la luce, i profumi, l’atmosfera di Noto se non invitando a venire”. Lo ha detto Francesco Terranova, assessore ai Beni Culturali, alla presentazione di Noto città d’Arte 2019, nella sede della Stampa Estera a Roma. Il fitto calendario di eventi organizzati nella cittadina in provincia di Siracusa sarà inaugurato l’11 aprile con la mostra “L’Impossibile è Noto” nel Convitto delle Arti Noto Museum. Sarà aperta fino al 10 novembre e dedicata a 100 capolavori unici, di maestri del Novecento, come Dalì, Boccioni, Kandinskij, Mirò, De Chirico, Picasso, Klee, provenienti da fondazioni e collezioni private. Tanta anche i concerti, con il palco dinanzi la splendida scalinata della Cattedrale di San Nicolò: Skunk Anansie (10 luglio), Negrita (9 agosto) e Max Gazzè (17 agosto).
“Vogliamo che la nostra città diventi una grande spa della cultura e del sapere. A luglio inaugureremo anche il Museo Civico che presenta la storia stratificata di Noto dagli esordi a oggi” ha spiegato il sindaco, Corrado Bonfanti, che ha anche parlato del Teatro Comunale che opera con un ricchissimo cartellone dal teatro di prosa allo sperimentale a quello per ragazzi e riunisce intorno a sé più di 10 compagnie amatoriali.
Uno dei momenti più attesi è senza dubbio dal 17 al 19 maggio quando ci sarà la 40/a edizione dell’Infiorata, l’esposizione floreale che quest’anno sarà dedicata ai “Siciliani in America” e proprio per questo sarà presentata da sindaco Bonfanti anche a New York. Nell’ambito di Effetto Noto, il contenitore degli eventi estivi che include una vasta rassegna musicale, che prenderà vita tra luglio e agosto, il festival internazionale di musica classica NotoMusica, vedrà protagonisti, tra gli altri, anche Danilo Rea, Uto Ughi, Omar Sosa e Richard Gallianon con Massimo Marcelli.
Matera 2019 e la danza del MediterraneoQuattro tappe (una in corso a Firenze) e debutto il 23 giugno

MATERA28 marzo 201916:41

– La danza scelta come linguaggio universale di corpo e musica, acceleratore di esperienze, visioni estetiche, civili e politiche, in un’opera collettiva che attraversa e lega le sponde del Mediterraneo: questi i temi ispiratori e gli obiettivi del progetto “Petrolio. Uomo e natura nell’era dell’Antropocene”, di Matera Capitale europea della Cultura 2019, co-prodotto con Fondazione Matera-Basilicata 2019 e Associazione Basilicata 1799, curato da Francesco Scaringi e Giuseppe Biscaglia.
L’avvio dei lavori è affidato alla sezione “Sedimenti”, un percorso creativo in quattro tappe, per la realizzazione finale di uno spettacolo di danza che debutterà a Matera il 23 giugno. La prima tappa di “Sedimenti” – la Mediterranean Choreographic Research – è in corso al Parc di Firenze fino al 31 marzo.
All’asta dipinto appartenuto a GelliDa Bolaffi. Disputa sull’autore, soprintendenza pone vincolo

TORINO28 marzo 201916:42

– E’ appartenuto a Licio Gelli, il ‘maestro venerabile’ della loggia massonica P2, uno dei dipinti top lot venduti da Bolaffi all’asta della prossima settimana a Torino. Proveniente da Villa Wanda, la residenza aretina del faccendiere, raffigura ‘Giuditta con la testa di Oloferne’.
L’opera del XVII secolo è stata sottoposta, nel 2016, al vincolo di interesse culturale della soprintendenza, perché ritenuta di Giovanni Lanfranco. Non può dunque lasciare l’Italia, benché per gli esperti di Bolaffi il suo autore debba essere cercato tra i seguaci di Caravaggio a nord delle Alpi, tra Francia e Olanda.
Non meno prestigioso tra i 638 lotti che martedì 2 aprile andranno all’incanto è la ‘Natura morta con fiori, zucca e fichi’ attribuita ad Abraham Brueghel, pronipote di Peter Brueghel il Vecchio e appartenente a una delle più importanti dinastie di artisti fiamminghi.
Il catalogo spazia dall’arte orientale agli argenti, ai quadri e agli arredi occidentali dal XVIII al XX secolo.
Baglioni rimanda anche le date di RomaPer laringo-faringite, concerti del 29 e 30 spostati al 2 e 3/3

28 marzo 201916:47

– Dopo la tappa di Reggio Calabria, Claudio Baglioni, a causa di una laringo-faringite che lo ha colpito, rimanda anche le date di Roma in programma il 29 e 30 marzo al Palazzo dello Sport. I due concerti sono stati spostati al 2 e 3 aprile, e di conseguenza lo show del 2 aprile a Trieste posticipato al 22. I biglietti acquistati restano validi per le nuove date.
Mandelli, racconto storia di bullismoL’attore debutta alla regia con ‘Bene ma non benissimo’

28 marzo 201916:55

– L’eclettico Francesco Mandelli, mille miglia lontano dai Soliti idioti, scopre la regia con ‘Bene ma non benissimo’, sua opera prima già passata alla Festa di Roma (Alice Nella Città) e ora in sala dal 4 aprile con Europictures.
Il film racconta una delicata storia di bullismo, tra la Sicilia e Torino, con protagonista la brava quindicenne Francesca Giordano (La mafia uccide solo d’estate – La serie) e il coetaneo Yan Shevchenko. Candida (Giordano) vive a Terrasini con il padre Salvo da quando la madre è morta. Quando il padre perde il lavoro, la ragazzina si trasferisce con lui a Torino in cerca di fortuna.
Nella scuola torinese che si ritrova a frequentare Candida c’è un trio di bulli che la prende di mira. Oltre ad essere siciliana e povera, Candida ha contro anche il fatto di essere cicciottella. Anche Jacopo (Shevchenko), soprannominato dai bulli Tutankhamon per il suo fare autistico, vive il suo stesso destino, anche se, al contrario di lei, proviene da una ricchissima famiglia torinese.
Gabry Ponte, brano con Bennato e Thomas”Il Calabrone” anticipa il nuovo progetto discografico

28 marzo 201917:26

– Gabry Ponte torna con un nuovo singolo “Il Calabrone feat. Edoardo Bennato e Thomas”, in uscita il 29 marzo per Warner Music. Una fiaba moderna dove il sound elettronico si intreccia con una romantica storia d’amore raccontata da Edoardo Bennato, e dalla vocalità del giovane talento Thomas, già allievo della scuola di Amici. “Faccio un sogno ricorrente sin da quando ero bambino, sogno di volare. Questa canzone mi ha subito colpito perché parla della storia di un volo, un volo bellissimo e a prima apparenza impossibile”, ha raccontato Bennato.
Un ritorno, quello del dj e produttore Gabry Ponte, che – con all’attivo oltre 20 milioni di dischi venduti nel mondo – lo vede protagonista di un nuovo capitolo del suo viaggio musicale, sempre nel segno dell’originalità e della contaminazione.
Attualmente l’artista è in studio di registrazione al lavoro sul nuovo progetto discografico.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Jolie nell’universo dei supereroi Marvel
Attrice in trattativa per il ruolo di ‘immortale’ in nuovo film

NEW YORK28 marzo 201917:33

– Anche Angelina Jolie entra nell’universo dei supereroi Marvel. Secondo Hollywood Reporter, l’attrice è alla stretta finale nella trattativa per un ruolo da personaggio quasi immortale nel nuovo film ‘The Eternals’, diretto da Chloe Zhao.
Anche se non trapelano molti dettagli sulla trama del film, secondo alcune fonti racconta in parte la storia d’amore tra Ikaris, un uomo dotato di energia cosmica, e Sersi, che ama muoversi tra gli essere umani. Non si sa ancora quale sarà il personaggio della Jolie.
Per l’attrice questo sarebbe il primo film di supereroi, ma non il primo basato su fumetti. Nel 2007 è stata protagonista di ‘Wanted’ di Mark Miller. Attualmente la Jolie sta anche lavorando al nuovo film della Disney, ‘Maleficent: Mistress of Evil’, in uscita nel 2020.
Stallone produrrà serie tv poliziescaSu agenti corrotti a New York agli inizi del XX secolo

NEW YORK28 marzo 201917:34

– Sylvester Stallone torna in tv come produttore di una serie poliziesca. Sly sta infatti lavorando con il canale History del network ‘A+E’ per realizzare ‘The Tenderloin’, sui poliziotti corrotti nella New York di inizio 20/o secolo. La serie è stata scritta da Stephen Kay ed è incentrata su Charles Becker, a capo dell’unità di polizia contro le lotte tra bande di diverse etnie a Manhattan. Kay fu poi condannato a morte per l’omicidio di Herman Rosenthal, un allibratore ebreo.
Fu il primo poliziotto americano a subire tale sentenza.
Canova europeo, a Napoli ritrova l’anticoFino al 30 giugno al Museo Archeologico con prestiti Ermitage

NAPOLI28 marzo 201917:57

– “Se le scoperte di Ercolano e Pompei sono alla base della nascita del Neoclassicismo la figura di Canova ne è, forse, la massima espressione artistica”. Lo sottolinea Paolo Giulierini, direttore del Museo Archeologico, spiegando perché sia Napoli la sede giusta per il grande omaggio al maestro veneto (‘Canova e l’Antico’, dal 29 marzo al 30 giugno) che lavorò per quasi tutte le corti dell’epoca, “in nome di un codice interpretativo e culturale connaturato all’Europa che sarà delle Nazioni poi”.
Curata da Giuseppe Pavanello, e organizzata da Villaggio Globale International, la mostra porta a Napoli, per la prima volta, oltre 110 lavori, 12 straordinari marmi, grandi modelli e calchi in gesso, bassorilievi, modellini in gesso e terracotta, disegni, dipinti e tempere, tutti in dialogo con le collezioni del MANN. Prestigiosi i prestiti internazionali a cominciare dal nucleo di sei marmi provenienti dall’Ermitage di San Pietroburgo che per la prima volta escono in gruppo dal circuito del museo russo.
Piranesi tridimensionale risplende a Roma
28 Marzo 201918:10

ROMA – Il bianco che si unisce all’ocra in una delicata e affascinante cromia. Il gioco delle ombre che restituisce la profondità e fa risaltare ogni figura sulle pareti, nelle nicchie e nella volta maestosa. E poi l’estrosa vivacità delle decorazioni, in cui tradizioni millenarie si rincorrono con i propri simboli. Colpisce per la sua straordinaria commistione tra simmetria e varietà la Chiesa di Santa Maria in Aventino a Roma, unica opera architettonica realizzata da Giovanni Battista Piranesi, che un accurato restauro conservativo voluto dall’Ordine di Malta ha riportato al suo splendore originale. La chiesa, realizzata tra il 1764 e il 1766, costituisce la rappresentazione tridimensionale del genio visionario di Piranesi, incisore e disegnatore ma anche pregevole architetto: ora, grazie al restauro, sarà fruibile anche dal pubblico, perché l’Ordine ha deciso di aprirla ogni venerdì e almeno un sabato al mese rendendola disponibile per visite guidate. In un trionfo di arte barocca e neoclassica, l’edificio sacro presenta decorazioni che riuniscono elementi dell’iconografia etrusca, romana e dell’antico Egitto, ponendoli in relazione con i simboli dei Cavalieri di Malta e della loro missione. Con l’altare dominato dalla figura di San Basilio in gloria, il patrono dell’Ordine di Malta, basta guardarsi intorno per scoprire un susseguirsi di simboli delle imprese militari e navali dell’ordine religioso accanto a ghirlande di alloro, serpenti, crani, torce a testa in giù, sarcofagi mortuari. Fu il cardinal Giovanni Battista Rezzonico, Gran Priore dell’Ordine e nipote di Papa Clemente XIII, a commissionarne a Piranesi il rinnovamento: in questo luogo di culto l’artista veneto si espresse con estro e magnificenza, disegnando e poi realizzando ogni minimo dettaglio, quasi a voler creare qui il suo testamento architettonico e spirituale. Situata accanto alla splendida Villa Magistrale (dove hanno sede il Gran Priorato di Roma e l’Ambasciata dell’Ordine presso la Repubblica italiana) in un complesso bellissimo con una vista mozzafiato su Roma (sono state 7000 mila le persone che lo hanno visitato nelle Giornate del Fai), ora con questo restauro – un lungo lavoro di pulitura, di consolidamento e ripristino iniziato nel 2017, con un ponteggio di oltre 900 mq – la Chiesa ritrova intatta la sua bellezza. Gli interventi (finanziati dalla Fondazione Roma e in parte anche dall’Ordine stesso) hanno riguardato sia gli ambienti interni che la facciata esterna. “Questo è per il Sovrano Ordine di Malta un giorno di gioia, perché possiamo rivedere nel suo originario splendore questo piccolo gioiello, frutto dell’unico incarico architettonico affidato a Piranesi”, ha detto durante la cerimonia ufficiale il Gran Maestro Fra’ Giacomo Dalla Torre del Tempio di Sanguinetto, “da tutto il mondo ci scrivono per visitare questo luogo: il nostro sforzo è di garantire la fruizione a scuole, accademie e istituzioni culturali”. “Il restauro è stato fatto centimetro per centimetro, come se fosse un quadro, anche con bisturi e spazzolino da denti. Solo arrivando al livello del soffitto e guardando con un occhio attento si possono riconoscere i nostri interventi”, ha detto l’architetto Giorgio Ferreri, direttore del restauro, sottolineando che “sono stati usati solo materiali naturali e tecniche non invasive”

Boni,Don Chisciotte oggi? Greta e IlariaL’attore porta in scena a Cagliari il capolavoro di Cervantes

CAGLIARI28 marzo 201918:19

– “L’importante è il coraggio”: Alessio Boni, protagonista del “Don Chisciotte” in scena dal 3 al 7 aprile al Teatro Massimo di Cagliari per la stagione del Cedac, prende a prestito le parole dell’immortale personaggio nato dalla penna di Cervantes. “I moderni Don Chisciotte sono come Greta, la sedicenne che rinuncia alla scuola per difendere il pianeta, Eglantyne Jebb che 100 anni fa ha dato vita a Save the Children e Ilaria Cucchi che non si è mai arresa e ha continuato a battersi per la verità”, racconta l’attore

.
Accanto a Boni, amatissimo dal grande pubblico, che interpreta l’eroe in lotta contro i mulini a vento, l’attrice turca Serra Yilmaz musa di Ozpetek, “stupenda nel ruolo di Sancho Panza” ricorda Boni. La scelta di affidare a una donna il “fido scudiero”, come sottolinea l’attore, che firma anche la regia insieme con Roberto Aldorasi e Marcello Prayer, risulta particolarmente significativa.
“In un tempo in cui le donne sono particolarmente bistrattate – sottolinea – diventa necessario e importante riaffermare il loro valore. Sancho incarna la purezza e l’onestà, che possono essere declinate al femminile come al maschile. E poi Serra è un’immigrata, e il nostro Sancho diventa un contadino immigrato: è la testimonianza che l’integrazione è possibile, anzi auspicabile”.

Versace, una mostra a palazzo per designAllestimento fantasy e camicia stampata alta tre metri

28 marzo 201918:37

– Una mostra speciale a Palazzo Versace, in Via Gesù, creata in collaborazione con l’interior designer Sasha Bikoff e l’artista Andy Dixon: così la maison della Medusa ha scelto di presentare, dal 10 al 14 aprile, la nuova collezione casa.
La designer americana Sasha Bikoff ha creato il set up della mostra ispirandosi alla campagna pubblicitaria Versace Autunno/Inverno 1994 scattata da Richard Avedon. I motivi Versace verranno riproposti su un enorme tappeto con vortici dai toni pastello, mentre nuvole e isole dalle tonalità neon contribuiranno ad accrescere lo stile fantasy dell’allestimento.
Dixon è un artista canadese che interpreta i cliché dell’arte ponendosi domande sul valore del lusso e prendendo spunto tanto dalle nature morte fiamminghe quanto dalle camicie di seta Versace e dalle pagine delle vecchie riviste di Playboy.
A Milano porterà una camicia che riproduce una stampa Versace, alta tre metri per due e interamente dipinta a mano.-

P!NK, dal 26 aprile il nuovo album
“Hurts 2b human”, in radio il singolo “Walk me home”

28 marzo 201918:53

– L’ottavo album di P!NK “Hurts 2b Human” uscirà il 26 aprile per RCA Records. Per festeggiare, la popstar pubblica anche un altro pezzo contenuto nell’album, “Hustle”, scritto dalla stessa P!NK insieme a Dan Reynolds degli Imagine Dragons e a Jorgen Odegard e prodotto da Odegard (con la collaborazione di Reynolds).
Le 13 tracce vedono P!NK lavorare di nuovo con i suoi fidati collaboratori Max Martin, Shellback, Julia Michaels, Nate Ruess, Greg Kurstin, Billy Mann e per la prima volta con Teddy Geiger, Sasha Sloan, Beck e Sia, oltre ai featuring con Khalid, Chris Stapleton, Cash Cash e Wrabel.
Il primo singolo ora in radio “Walk Me Home” ha più di 50 milioni di stream in tutto il mondo e rimane nella top 10 di iTunes US. Il video diretto da Michael Gracey (The Greatest Showman) e da Stuart Bowen, uscito la settimana scorsa, ha già più di 6 milioni di views.

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Dumbo al cinema dal 28 marzo. Tim Burton: ‘L’elefantino sono io’
In sala remake Disney con Farrell, Keaton, DeVito e Green

27 marzo 2019 09:33

Dumbo, atteso remake del film cult del 1941, arriva in sala dal 28 marzo in 700 copie distribuite da Walt Disney Italia.Più Disney che Tim Burton questo ‘Dumbo’ rassicurante quanto basta e con tanto di happy end (mancava perfino all’originale), ma niente romanticismo gotico, né malinconia da parte del regista amante delle atmosfere di Edgar Allan Poe. Dumbo resta comunque un capolavoro visionario e pieno di fantasia che presta il fianco poi a temi come diversità, spesso volano di creatività, integrazione e assenza.”È il remake di un classico straordinariamente forte e con protagonista un personaggio strano – dice oggi a Roma un Tim Burton animato da grande gestualità -, uno che non è come gli altri, uno con un forte svantaggio, una sorta di freak che trasforma la sua diversità in vantaggio. E poi – aggiunge il regista che domani sera riceverà il David di Donatello alla carriera dalle mani di Roberto Benigni – c’è anche il tema della famiglia”. E conclude: “Dumbo è il personaggio che mi è più affine, il simbolo della figura dell’artista che fa fatica ad essere accettato”.Entrano in campo in Dumbo: Holt Farrier (Colin Farrell) ex star del circo appena tornato dalla guerra senza un braccio e che ritrova i due figli orfani, Milly (Nico Parker) e Joe (Finley Hobbins); il proprietario del circo Max Medici (interpretato da un Danny DeVito più fumetto di un fumetto) che assume appunto Holt e figli per occuparsi di Dumbo, elefantino neonato con delle orecchie sproporzionate che lo rendono lo zimbello del suo circo di serie b. Ma quando si scopre che Dumbo sa volare, lo spietato imprenditore V.A. Vandevere (Michael Keaton) e la bella trapezista Colette Marchant (Eva Green) cercano di trasformarlo in una star volante. E questo nello straordinario circo, Dreamland. Dumbo volerà sempre più in alto con Colette, ma insieme a loro monterà anche l’anima nera che c’è in ogni favola che si rispetti.Spiega Burton che sicuramente il circo di Dumbo ricorda quello di Fellini: “Per me lui, Mario Bava e Dario Argento, sono da sempre miei riferimenti, anche se credo che in ogni film di Fellini ci sia alla fine il circo. Per quanto riguarda me non lo amo troppo, mi fanno paura i clown, non mi piacciono gli animali in cattività e trovo gotici i suoi colori sgargianti”.Il Dumbo originale del 1941? “Non mi ricordo quando l’ho visto, anche perché – dice – i film Disney sono nell’infanzia come dei sogni strani vissuti fuori dal tempo”. Il suo rapporto complicato con la Disney – con cui ha iniziato a lavorare giovanissimo come cartoonist, non troppo in linea con certo spirito zuccheroso dell’azienda, e a cui torna più volte come nel caso di ‘Alice in Wonderland’- , viene sintetizzato così dal regista nato nel 1958 a Burbank in California, : “La Disney è un po’ la mia famiglia. E si sa che, come capita a tutti, questa a volte si ama e a volte si odia”.

A Firenze David Bowie in scatti Sukita90 foto, anche in anteprima nazionale, dal 30/3 al 28/6

FIRENZE27 marzo 201911:58

– Si intitola ‘Heroes – Bowie by Sukita’, la mostra dedicata a David Bowie, icona della cultura pop, ritratto da uno dei maestri della fotografia giapponese Masayoshi Sukita, in programma dal 30 marzo al 28 giugno a Firenze, in Palazzo Medici Riccardi. In esposizione 90 fotografie, alcune delle quali in anteprima nazionale, per ripercorrere un sodalizio durato oltre quarant’anni tra il Duca Bianco e l’artista fotografo Sukita, che sarà a Firenze il 25 maggio per incontrare il pubblico. Nelle sale del rinascimentale Palazzo Medici Riccardi si potranno ammirare non solo gli scatti iconici che illustrarono la copertina dell’album ‘Heroes’, ma anche fotografie storiche tratte dall’archivio personale di Sukita che raccontano un’amicizia iniziata negli anni Settanta con Bowie. Promossa e organizzata da Oeo Firenze Art e Le Nozze di Figaro con Città metropolitana e Comune di Firenze, la mostra è a cura di Ono Arte Contemporanea ed è realizzata in collaborazione con Mus.e.
Cineteca premiata a Silent Film FestivalKermesse San Francisco invita Farinelli, complimenti del sindaco

BOLOGNA27 marzo 201912:35

– La Cineteca di Bologna sarà premiata con il ‘San Francisco Silent Film Festival Award 2019’ a maggio in California. Le motivazioni del riconoscimento indicano la Cineteca come uno “degli archivi cinematografici più importanti del mondo e un centro di ricerca, conservazione e restauro di film”.
Riceverà il premio il direttore Gian Luca Farinelli che mercoledì primo maggio terrà una lezione a Berkeley sul ‘Grand Tour italiano’, una serie di documentari girati tra il 1905 e il 1914. Con lui si è complimentato anche il sindaco Virginio Merola: “Un altro successo della Cineteca, orgoglio di Bologna nel mondo”, ha scritto il primo cittadino su Twitter.
Farinelli sarà premiato il primo maggio durante la sera di apertura del festival durante la quale verrà proiettato ‘The Cameraman’ di Buster Keaton, pellicola restaurata proprio dalla Cineteca.
Un giallo romano sul killer delle donne’La solitudine degli amanti’, indagine giudiziaria e su animo

27 marzo 201912:40

– FABIO MAZZEO, “LA SOLITUDINE DEGLI AMANTI” (CAIRO, 236 PAGINE, PREZZO 15 EURO) – Solo due le indagini parallele che si sviluppano in una Roma illuminata di bellezza: quella per scoprire l’identità di un serial killer, prima che compia nuovi femminicidi, e quella sulla solitudine dei protagonisti. Il ritmo serrato della prima opera di Fabio Mazzero, giornalista, per anni a capo di uffici stampa istituzionali come il Ministero della Salute e l’Agenzia italiana del farmaco, è la storia di una caccia all’uomo, di un assassino che gioca con i sentimenti delle vittime. L’indagine giudiziaria è nelle mani di una donna, un magistrato dalla netta e lucida professionalità che spicca come la protagonista – quasi assoluta – di questa storia. Affiancata dall’ispettore di polizia Andrea Giannini che, colpito dalla macchina del fango per una presunta relazione con la moglie di un malavitoso, annega nella musica il dolore per la morte della donna che gli aveva fatto scoprire l’amore. E proprio la musica sarà un altro elemento fondamentale dell’indagine che capitolo dopo capitolo accelera nel ritmo narrativo.
Il magistrato Liliana Cannata, fuori da molti luoghi comuni sulle donne di potere, vuole arrivare alla verità giudiziaria a costo di compromettere il proprio equilibro, in una vita che lascia poco spazio ad altro. Poche le tracce per risolvere il caso. Tra gli effetti personali delle donne assassinate vengono ritrovati versi di una canzone, “L’amante”, di Ivano Fossati.
La prima vittima è un’artista cinquantunenne, sposata con uno degli avvocati più influenti di Roma, viene ritrovato a piazza delle Muse. Seduta su una poltrona di vimini, sembra contemplare il panorama incantevole e romantico. Le tracce da seguire sono poche. Nel suo braccio uno squarcio, un morso. All’anulare c’è una vera di diamanti, gli stessi elementi di un omicidio avvenuto diciassette mesi prima, per il quale ancora non è stato trovato un colpevole. Tra gli effetti personali e nascosti, delle vittime ci sono versi scritti con inchiostro verde su foglietti bianchi. Sono frasi del testo di una canzone di Ivano Fossati: L’amante.
Come in ogni giallo che si rispetti la conclusione ha una forte componente psichiatrica ma anche l’amarezza del richiamo alla tragica attualità delle donne uccise da chi amano.
Bard, Guercino al servizio dei potentiDal 5 aprile al 30 giugno, 54 opere del maestro del barocco

AOSTA27 marzo 201912:56

– Alcuni dei più significativi dipinti che il Guercino realizzò nella prima metà del Seicento su commissione di ecclesiastici, regnanti e famiglie nobiliari saranno esposti al Forte di Bard, in Valle d’Aosta, dal 5 aprile al 30 giugno prossimi. L’esposizione ‘Il Guercino. Opere da quadrerie e collezioni del Seicento’ propone una selezione di 54 quadri di Giovan Francesco Barbieri, detto il Guercino (1591-1666), considerato uno dei massimi interpreti della pittura emiliana barocca. Tra questi si potranno ammirare opere di soggetto religioso, mitologico, letterario, di dimensioni variabili a seconda della destinazione all’interno delle quadrerie private dell’epoca. Dipinti di grande innovazione figurativa, riferibili a diverse fasi della sua attività, dal vivo colorismo della fase giovanile alla maggiore compostezza classica delle opere tarde.
Il percorso, allestito dal Forte di Bard in collaborazione con il Polo Museale dell’Emilia Romagna e la Pinacoteca Nazionale di Bologna e curata da Elena Rossoni e Luisa Berretti, ospiterà anche una significativa serie di stampe realizzate da incisori vicini al Guercino come Giovanni Battista Pasqualini.
L’offerta sarà arricchita da due laboratori rivolti alle scuole incentrati sulla figura del pittore.

Scala: scambio accuse Sala-FontanaSindaco, imparino come funzionano i cda. Fontana, padronale

27 marzo 201915:08

– “Servirebbero persone competenti che spieghino ai rappresentanti della Regione come funzionano i cda”: il sindaco di Milano Giuseppe Sala con un post su Facebook ha alimentato nuovamente la polemica sulla Scala e sulla sua collaborazione con gli arabi, dopo che ieri il governatore Attilio Fontana, si era detto stupito dell’ok del consiglio dell’Accademia al progetto di un conservatorio a Riad. E subito il governatore gli ha replicato criticando la sua “visione padronale” dei consigli di amministrazione. “Non voglio polemizzare con il sindaco – ha osservato -, anzi voglio collaborare con lui perché abbiamo tante cose da fare e i pizzicotti che ci diamo non portano alcun vantaggio ai cittadini”. Sul futuro sovrintendente, Fontana ha detto che parlerà con il suo rappresentante in cda Philippe Daverio, ma a questo punto sembra praticamente impossibile che si arrivi a una conferma di Alexander Pereira, anche solo per un anno.
Guercino rubato torna a Modena in estatePrima sarà esposto in una mostra al Quirinale

MODENA27 marzo 201915:10

– La tela del Guercino, ‘Madonna col Bambino e i santi Giovanni Evangelista e Gregorio Taumaturgo’, tornerà a Modena dove è stata rubata nell’estate del 2014. Ad annunciarlo sono stati il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli e il procuratore capo Lucia Musti, insieme al tenente colonnello Stefano Nencioni e al maggiore Giuseppe De Gori (comandante del Nucleo carabinieri tutela patrimonio culturale di Bologna).
Prima di essere riportato nella città emiliana il dipinto sarà esposto dal 3 maggio al 4 luglio in Quirinale, nella mostra che è stata organizzata per festeggiare il cinquantesimo anniversario del Nucleo tutela del patrimonio dei carabinieri, autore anche di questo importante recupero. “Il Quirinale è la casa degli italiani – ha detto il procuratore Musti – siamo orgogliosi che lì sia esposto anche un pezzo di Modena”.
La tela del Guercino è stata recuperata in Marocco nel febbraio del 2017 (uno degli autori del furto recentemente ha ricevuto una pena di due anni per l’accaduto) e nelle fasi del furto è stata gravemente danneggiata. “Ma i tecnici restauratori sono stati bravissimi, il loro lavoro terminerà in aprile e la tela tornerà a Modena in ottime condizioni”, ha aggiunto De Gori.

L’autore della Schiappa a ScampiaIl 29 marzo ad accoglierlo annunciato il sindaco De Magistris

27 marzo 201915:11

– Jeff Kinney, l’autore della serie bestseller mondiale ‘Diario di una Schiappa’, che in Italia ha superato i 4,5 milioni di copie, il 29 marzo alle 10.00 sarà per la prima volta a Scampia, a Napoli, per incontrare i ragazzi delle scuole. Ad accompagnarlo ci sarà lo scrittore Francesco Durante che nel 2018 ha tradotto il primo volume della serie Diario di una Schiappa in Napoletano, ‘O Diario ‘e nu Maccarone’, uscito in Italia, come tutti i libri di Kinney, per Editrice Il Castoro. Ad accogliere il papà della Schiappa a Scampia è annunciato il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris. Kinney sarà ospitato dalla preside Olimpia Pasolini nell’Aula Magna dell’Istituto Alberghiero Vittorio Veneto dove incontrerà le classi di tante scuole di ordine e grado diverso.
Il ritorno in Italia di Jeff Kinney, che nel 2017 era stato anche ad Amatrice, precede l’uscita in Italia, il 6 maggio, del suo primo libro al di fuori della serie della Schiappa: ‘Diario di un amico fantastico. Il giornale di bordo di Rowley Jefferson’.
Nel libro, con una tiratura di 100 mila copie, le storie di Greg vengono raccontate, questa volta, attraverso gli occhi del suo migliore amico. L’idea di portare l’autore della Schiappa a Scampia è nata con Rosario Esposito La Rossa, fondatore della libreria La Scugnizzeria, che da tanti anni con la moglie Maddalena Stornaiuolo e un gruppo affiatato di compagni di progetti e di idee, sta realizzando numerose iniziative e attività teatrali, artistiche e letterarie per far rinascere il quartiere. Con il successo straordinario dei suoi libri, oltre 200 milioni di copie vendute, Jeff Kinney ormai da dodici anni gira per tutto il mondo per incontrare i suoi lettori, in veste di ambasciatore della promozione della lettura come strumento di crescita e di futuro che possa essere accessibile a tutti, fin da piccoli. E con un impegno sempre maggiore verso le situazioni più fragili e periferiche.
Nasce Museo Città romana di ClaternaDal 30/3 nel Palazzo della Cultura di Ozzano, nel bolognese

BOLOGNA27 marzo 201915:49

– Nasce ufficialmente il 30 marzo il Museo della Città romana di Claterna, sede nel palazzo della Cultura di Ozzano Emilia (Bologna). Ampliato e riallestito rispetto alla precedente esposizione, diventa un nuovo elemento di valorizzazione storico-archeologica del territorio, in sinergia con Enti scientifici e associazioni culturali.
Già dal 2006 al secondo piano del palazzo era allestito uno spazio espositivo di alcuni reperti trovati negli scavi fatti in località Maggio, a fianco della via Emilia: “ora l’esperienza maturata all’interno del Progetto Civitas Claterna – spiega il sindaco Luca Lelli – viene istituzionalizzata ed ereditata dal nuovo Museo”. L’obiettivo, aggiunge l’assessore alla cultura Marika Cavina, “è raccontare le vicende che caratterizzano la storia della Città di Claterna e del territorio di Ozzano sviluppando, con l’esposizione di reperti e materiali significativi ed evocativi, un racconto storico completo e attrattivo che illustrerà le origini dell’antica città e la sua riscoperta”

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Restauro per la pala d’altare di Dossi
A Modena, il dipinto fu commissionato nel 1518

BOLOGNA27 marzo 201916:18

– La pala d’altare di San Sebastiano, olio su tavola del pittore Dosso Dossi, pseudonimo di Giovanni di Niccolò Luteri (1486-1542), di proprietà della Basilica Metropolitana di Modena, sarà restaurata.
L’intervento inizierà venerdì mattina e comporterà il restauro delle lacune, il consolidamento del supporto, degli strati preparatori e della pellicola pittorica e trattamenti di pulitura chimica e di disinfestazione. L’operazione avviene nell’ambito del progetto “Opera tua 2018” di Coop Alleanza 3.0 attraverso il quale si finanziano interventi di tutela e valorizzazione delle opere d’arte più votate dai soci.
Il dipinto fu commissionato nel 1518 dalla Mensa Comune, che riuniva i sacerdoti del Duomo, per il loro altare nella Cattedrale, nella quarta cappella a sinistra, dove rimase fino al 1914, quando fu trasferito nel luogo attuale, sulla parete settentrionale ai piedi della scala che conduce alla sagrestia.
La Pala raffigura la Vergine col Bambino in gloria fra i santi Lorenzo e Rocco e san Sebastiano fra i santi Giovanni Battista e Girolamo. Si tratta di una delle più alte realizzazioni di Dosso nell’ambito della produzione sacra, un momento di massimo equilibrio nel percorso del pittore tra i valori cromatici e luministici di ascendenza veneta, entro i quali si era compiuta la sua formazione, e le istanze plastiche di matrice centroitaliana.

Levante torna con brano Andrà tutto beneDal 5/4, in estate anteprima del tour in arene storiche d’Italia

27 marzo 201916:22

– Cantautrice del nuovo pop italiano, Levante torna con un nuovo singolo, dal titolo Andrà tutto bene, in uscita il 5 aprile per Warner Music, primo passo del suo nuovo percorso discografico. Il brano parla di futuro senza memoria, elenca lo spaventoso presente, ma si aggrappa alla promessa che “andrà tutto bene”.
Quest’estate Levante sarà in tour in alcune delle arene storiche italiane. Questi gli appuntamenti: 10 luglio Fiesole (FI) – Teatro Romano; 11 luglio Cervere (CN) – Anfiteatro dell’Anima; 19 luglio Ostia Antica (RM) – Teatro Romano; 20 luglio Caserta – Belvedere Reale; 6 agosto Lecce – Cattedrale; 9 agosto Reggio Calabria – Castello Aragonese; 18 agosto Riola Sardo (OR) – Parco dei Suoni; 22 agosto Macerata – Sferisterio; 3 settembre Verona – Teatro Romano.
‘Il viaggio a Reims’, memorie spettacoloMostra fotografica da Ferrara al Museo della musica di Bologna

BOLOGNA27 marzo 201916:45

– Dopo una prima tappa al Ridotto del Teatro Comunale di Ferrara, giunge al Museo della Musica di Bologna la mostra ‘Il viaggio a Reims. Memorie di uno spettacolo’, in proseguimento delle celebrazioni per il 150/o anniversario della scomparsa di Gioachino Rossini nel 2018.
Composta per l’incoronazione di Carlo X Re di Francia, l’opera fu eseguita per la prima volta a Parigi nel Theatre Italien il 19 giugno 1825, poi per la prima italiana al Teatro alla Scala, il 5 novembre 1938, sotto la direzione di Richard Strauss.
L’esposizione curata da Giuseppina Benassati e Roberta Cristofori, dal 28 marzo al 5 maggio, celebra la messa in scena di uno spettacolo che, a detta della critica, si distinse tra i più importanti del Novecento: la trionfale realizzazione dell’opera rossiniana affidata a Claudio Abbado, Luca Ronconi e Gae Aulenti, allestita al Comunale di Ferrara nel ’92. Nucleo principale della mostra – promossa dall’Ibc in collaborazione con la Fondazione Teatro Comunale di Ferrara, l’Associazione Ferrara Musica e l’Istituzione Bologna Musei – sono le immagini realizzate dal fotografo Marco Caselli Nirmal, che ritraggono i tre protagonisti dello spettacolo con le maestranze, orchestrali e un cast che vedeva in scena eccellenze come Cecilia Gasdia, Ruggero Raimondi, Lucia Valentini Terrani, fino a Placido Domingo, ‘figurante’ eccezionale e sorprendente interprete del ruolo di Carlo X nell’allestimento ferrarese. Gli scatti sono selezionati partendo da un accurato lavoro di riordino, catalogazione e digitalizzazione, finanziato e coordinato dall’Ibc, sull’archivio fotografico di circa 2.800 immagini della Fondazione Teatro Comunale di Ferrara. Accostate ai bozzetti di scena disegnati da Gae Aulenti, le immagini documentano il processo di creazione dello spettacolo, raccontando il lavoro quotidiano della ‘macchina teatro’ e l’emozione creata sulla scena.
A Bologna l’allestimento presenta una nuova sezione con immagini fotografiche, di Caselli Nirmal, dedicate allo spettacolo al Teatro Comunale nel 2001 sotto la direzione di Daniele Gatti.
Le tre Grazie al Mann, ecco star CanovaDall’Ermitage di San Pietroburgo, 28 marzo inaugurazione mostra

NAPOLI27 marzo 201916:56

– Accolte come star sul red carpet, sotto l’obiettivo di fotografi e cineoperatori, sono arrivate nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli le ‘Tre Grazie’ di Antonio Canova, gruppo scultoreo in prestito dall’Ermitage di San Pietroburgo per la grande mostra ‘Canova e l’antico’ che si inaugura domani (ore 17 fino al 30 giugno).
Dal museo russo che vanta la più ampia collezione canoviana al mondo, in virtù di un accordo con il Mann diretto da Paolo Giulierini, sono arrivate anche altre statue, L’Amorino Alato, L’Ebe, La Danzatrice con le mani sui fianchi, Amore e Psiche stanti, la testa del Genio della Morte. É la prima volta che tante importanti opere di Canova dall’Ermitage arrivano tutte insieme in Italia. Sono oltre 110 le opere in mostra, da vari musei prestatori (grandi modelli e calchi in gesso, bassorilievi, modellini, disegni) in un confronto con i capolavori dell’arte classica del Mann.
A Padiglione Italia è sfida al labirintoFarronato presenta il progetto “Molte mostre che coesistono”

27 marzo 201920:38

–  Pensi alla vita di oggi, alle forme ingarbugliate della contemporaneità, ed è la metafora antica del labirinto quella che meglio sembra raccontarla, il luogo non luogo che il prode Teseo sfidò per liberare la bella Arianna con il suo intrico di linee, di immagini, di tendenze, che evocano il dubbio, la transitorietà, l’intuizione. Elegante e trasgressivo insieme, Milovan Farronato presenta il suo progetto per il Padiglione Italia alla 58.Biennale Arte (Venezia 11 maggio -24 novembre 2019) e cita Calvino, Borges, Kierkegaard per raccontare una mostra che, promette, “sarà una e tante insieme”, ricca di suggestioni e di porte aperte da varcare e da scegliere per un’esperienza a misura di ognuno di noi. Già il titolo scelto dal quarantacinquenne direttore e curatore del Fiorucci Art Trust, “Nè altra nè questa”, strizza l’occhio ad un’opera di Soren Kierkegaard, Aut-Aut (1843) dove due personaggi si interrogavano sulla contrapposizione tra piacere e responsabilità, vita etica e vita estetica. A Calvino si fa riferimento invece per uno scritto del 1962 (“Sfida al labirinto”) nel quale l’autore de Il Barone rampante e Le città invisibili elabora i termini di un progetto culturale che cerca “una letteratura aperta a tutti i linguaggi possibili”. Ed eccoli i linguaggi diversi, i dubbi, i rovelli, le suggestioni che arrivano dalle opere di Enrico David, Chiara Fumai, Liliana Moro, i tre artisti che Farronato ha chiamato a rappresentare la sfida al labirinto della vita. Due in carne ed ossa, David e Moro, una purtroppo ormai solo “in collegamento astrale”, come sottolinea lui onorando la memoria dell’amica Chiara Fumai, che se n’è andata a soli 39 anni nel buio di una notte di agosto di due anni fa. Le loro opere, spiega il curatore, “sono collocate strategicamente in diversi punti del percorso” con l’idea di mettere in relazione “le tre pratiche artistiche e insieme di enfatizzare meccanismi di drammaticità e sorpresa nell’incontro tra l’opera e il pubblico”, da una parte le delicate maquettes e le ceramiche che aprono una finestra su trent’anni di attività di Liliana Moro, “immagini semplici, mai semplicistiche”, dal lato opposto l’installazione di Enrico David. Con il lavoro di Chiara Fumai (“Quest’ultimo pezzo non può essere tradotto”, opera inedita del 2017) a fare da connessione tra i due diversi atteggiamenti. Tant’è, proprio al visitatore, che dovrà scegliere attraverso quali strade perdersi o ritrovarsi, è affidato un ruolo chiave “nella creazione di un senso” per questa mostra. Con poche avvertenze per l’uso, se non quella di “indugiare e non avere paura”, fa notare Farronato, visto che “non esiste il perdersi ma solo il tornare sui propri passi”. La presentazione è a Roma, nel grande palazzo secentesco del Collegio Romano che ospita il ministero dei beni culturali.
Accanto a Farronato il presidente Baratta sorride: “La Biennale d’altronde è questo -dice- non un’expo ma un luogo di dialogo, una mostra per tutti, dove il ruolo del curatore è quello di condurre il visitatore alla scoperta dell’opera, di guidarlo alla sorpresa”. E la sorpresa, assicura, anche questa volta non mancherà. Intanto quella che si inaugura a maggio sarà la sua ultima Biennale dopo una lunga presidenza. Il ministro Bonisoli ha per lui parole piene di ammirazione. Poi l’attenzione torna sul Padiglione, per il quale Federica Galloni, responsabile della direzione generale arte contemporanea del Mibac ha garantito un contributo di 600 mila euro a cui si aggiungono altri 670 mila euro garantiti dagli sponsor trovati da Farronato, in prima fila Gucci e Ftp Industrial. Seduta in prima fila c’è anche la milanese Liliana Moro, emozionata, che parla di una “scommessa” alla quale ha lavorato in grande sintonia con il collega Enrico David (in collegamento streaming da Londra dove vive) e tutto il team. Gli schermi distribuiti nella grande sala rimandano l’immagine del muro che i visitatori del Padiglione Italia si troveranno di fronte entrando. Farronato lo indica e sorride: “Sceglierete voi se varcare la soglia di destra o di sinistra, io consiglio solo di non avere ansia né paura, ogni scelta è giusta, ogni strada si ricongiunge. E forse alla fine potreste persino trovare voi stessi o, chissà, venire stupiti dalla visione di altri”.

Bologna Sonic Park a giugno 12 concertiAprono Slipknot, in cartellone anche Greta Van Fleet e Weezer

BOLOGNA27 marzo 201916:59

– Il concerto degli Slipknot, unica data italiana, aprirà il 27 giugno ‘Bologna Sonic park’ al Parco Nord (arena Joe Strummer) con dodici appuntamenti fino al 18 luglio, promossa dall’agenzia Vertigo che riporterà i grandi concerti all’Arena dopo cinque anni. Nella prima data, previsti anche Amon Amarth, Testament, Corrosion of Conformity, Lacuna Coil ed Eluveitie, che suoneranno a partire dalle 13.30. Il cartellone ospiterà poi Salmo il 28 giugno, J-Ax con agli Articolo 31 (29), poi in luglio il 5 gli Skunk Anansie che celebrano i 25 anni di attività; il 7 l’unica data italiana dei Weezer; il 9 i Subsonica con ‘8 Tour’. Molto attesa l’unica data estiva della band rock statunitense Greta Van Fleet il 10, poi il 12 e 13 ‘Indimenticabile’, rassegna indie dedicata alla nuova scena italiana con Gazzelle, gli Eugenio in Via Di Gioia e Postino, il rap di Gemitaiz e Ghemon, e Masamasa. Il 18 attesi gli Afterhours e infine, il 19 chiusura del cartellone con i Bring Me The Horizon, unica data italiana.
Fiera ragazzi: dai libri alle app per bambiniAppuntamento per oltre 1400 espositori da 80 Paesi da 1-4 aprile

BOLOGNA26 marzo 201916:23

– Letteratura per bimbi e ragazzi a 360 gradi, dai libri cartonati ai romanzi, dagli audiolibri alle app per smartphone: il mondo dell’editoria d’infanzia si dà appuntamento a Bologna per la Fiera Internazionale del Libro per ragazzi, giunta alla 56/ma edizione, dal primo al 4 aprile.
L’edizione 2019, presentata a Bologna a Casa Carducci, è ai nastri di partenza con numeri da record e, nonostante il mezzo secolo abbondante d’età, più giovane che mai. Oltre 1440 gli espositori che arriveranno a BolognaFiere, forte di due padiglioni completamente ricostruiti, da più di 80 Paesi. Paese ospite d’onore la Svizzera, mentre i grandi temi che faranno da sfondo alla fiera spaziano dalla cultura afroamericana al ritorno della scrittura a mano, dalle ‘grandi donne’ nella letteratura per ragazzi all’illustrazione internazionale. Con un occhio puntato alle direttrici del mercato: la Cina, gli audiobook, le librerie per ragazzi. Protagonista la città di Bologna con le iniziative parallele di ‘Boom! Crescere nei libri’.
“È la manifestazione più prestigiosa e internazionale che abbiamo in calendario – ha detto Marco Momoli, direttore commerciale di BolognaFiere – Una rassegna che vive a Bologna perché sotto le Due Torri riconosce la sua ‘casa’”. Un rapporto con la città che quest’anno viene valorizzato, sottolinea l’assessore alla Cultura Matteo Lepore, con “un ritorno di attenzione” a Casa Carducci, “luogo iconico della nostra città che necessita più che mai di amore e di cure”.
Pistoletto, Terzo Paradiso a OstiaMaestro, “periferie create come dormitori. Risvegliamole”.

27 marzo 201920:11

– ”Nelle periferie abbiamo realizzato dormitori per chi lavorava in città. Ora è tempo di risvegliarli!”. Cappello nero in testa, sciarpa stretta al collo per ripararsi dalla brezza pungente del mare, Michelangelo Pistoletto approda sulla spiaggia nera e ferrosa del litorale romano, chiamando a raccolta i ragazzi delle scuole per una speciale versione del Terzo Paradiso/Sulla sabbia di Ostia.
Una live perfomance, ultima tappa del progetto internazionale Rebirth/Terzo Paradiso che conta già più di mille eventi nel mondo e tre milioni di partecipanti in tutti i continenti, questa volta ospite dello SBA Sporting Beach Arte, programma che dal 2016 porta nello storico stabilimento balneare mostre e artisti per affrontare problematiche legate all’ambiente naturale e sociale. Prossimo appuntamento il 14 aprile (fino al 5 maggio) con ”Erosioni” di Oreste Casalini che ha realizzato il progetto in alcuni mesi di residenza d’artista trascorsi al lavoro in alcuni ambienti dello Sporting Beach, messi a sua completa disposizione proprio in affaccio sulla spiaggia e sul mare. Mentre per l’autunno è in preparazione una grande collettiva Cabine d’artista – Take care, con la presenza di più di trenta artisti italiani e stranieri che si terrà nel prossimo ottobre 2019. ”I ragazzi sono affamati di iniziative. Vogliono essere chiamati a una missione. Perché nella vita non si ha bisogno di un impiego, ma di missioni”, dice Pistoletto, mentre sulla sabbia i tre grandi cerchi della sua opera-simbolo si vanno formando sotto al divertito, a volte scomposto, calpestio delle decine di piedi, sandali, scarpe da ginnastica, infradito o anfibi dei ragazzi del Liceo Ginnasio Anco Marzio. Capofila, il coordinatore degli ambasciatori di Rebirth, Francesco Saverio Teruzzi. ”Il fatto che si intitoli Terzo Paradiso – aveva spiegato qualche minuto prima il Maestro – indica già che ne esistono altri due precedenti: uno naturale e uno artificiale, che abbiamo costruito uscendo dalla natura e che ci ha portato molti benefici, ma anche disguidi. Ora dobbiamo trovare un equilibrio tra artificio e natura. E l’artificio è la politica, l’economia, soprattutto scienza e tecnologia. È un progetto globale, universale, che coinvolge tutti, per fare in mondo che l’artificio non allontani, ma ci avvicini alla natura”. Il Terzo Paradiso, prosegue, ”va messo anche sulla soglia tra città e campagna”. L’invito è alla sua ”trinamica” a ”usare l’intelligenza, la nostra e quella della natura”, a ”una democrazia pratica, la demopratica”. Anche qui, nelle grandi periferie metropolitane come Ostia, ”volutamente trascurata – dice la curatrice Paola Pallotta, insieme alla proprietaria del Sporting Beach, Alessandra Borzacchini – colpita da un’erosione che non è solo ambientale”, nonostante negli anni sia stata ”spazio per la sperimentazione di artisti come Moretti, Libera, Mazzoni o De Chirico che abitò qui”. Le periferie urbane e i loro monumenti incompiuti saranno al centro anche di un prossimo piano del Mibac, per valutarne il destino. ”Le opere incompiute – dice Pistoletto – possono aver avuto un senso e se lo avevano devono essere finite. Ormai siamo bravi a muoverci tra i ruderi – sorride – Così come Roma con l’antichità, possiamo costruire anche le periferie sui ruderi della modernità”. Passo dopo passo, giro dopo giro, in un’assunzione di consapevolezza che alla fine mette in moto tra ragazzi e adulti anche Pistoletto, ecco i tre anelli del Terzo Paradiso comparire sulla sabbia. L’invito è ad averne cura e continuare a tracciarli ogni giorno. Tra qualche mese qui torneranno i bagnanti, gli ombrelloni e i lettini. E chissà se sarà diverso prendere il sole, pur inconsapevolmente, sopra un’opera d’arte.

Justin Bieber, sono infelice, ora stop’Famiglia e salute vengono prima, tornerò appena possibile’

27 marzo 201918:18

– “La musica è molto importante per me, ma niente viene prima della famiglia e della salute”. Con queste parole su Instagram Justin Bieber annuncia di volersi dedicare a se stesso nel prossimo futuro e di voler abbondare tour e incisioni. “Tanti mi chiedono un nuovo album – esordisce il cantante, 23 anni -. Sono stato in tour durante la mia adolescenza e nella prima parte dei miei 20 anni. Ho capito, come probabilmente voi avrete visto, che ero infelice nell’ultimo tour. Non me lo merito e voi non ve lo meritate.
Pagate per venire a un concerto vivace e divertente e io non sono stato in grado di darvelo”. “Ora – prosegue – sono concentrato sulla soluzione dei problemi profondi che ho, in modo da non cadere a pezzi, così da poter sostenere il mio matrimonio ed essere il padre che voglio essere”. “Tornerò con un album appena possibile”, assicura l’artista. Bieber si è sposato il 13 settembre con la modella Hailey Baldwin, nipote di Alec Baldwin. “È giusto così, ti amo”, ha risposto lei al post del marito.
Terence Hill, auguri per gli 80 anniIl debutto con Risi e Visconti, la popolarità con la fiction

27 marzo 201920:39

– Pugilato, ginnastica artistica e la Roma sono le sue passioni. Registrato all’anagrafe come Mario Girotti è nato il 29 marzo casualmente a Venezia nel 1939 da padre chimico (originario di Amelia dove il piccolo Mario trascorse gli ultimi giorni della guerra mondiale) e da madre tedesca (Hildegard Thieme una sassone e nella sua casa vicino a Dresda il futuro Don Matteo vide da vicino i più terrificanti bombardamenti alleati sulla Germania). Auguri Terence Hill, l’uomo dagli occhi di ghiaccio e dal fisico che sembra non invecchiare mai, spegne 80 candeline. Tantissimi i suoi personaggi: da quando iniziò a recitare in una serie di fortunati spaghetti western alla fine degli anni ’60, fino al rinnovato successo nei panni di Don Matteo, non ha mai smesso di essere una figura centrale nell’immaginario collettivo italiano, un’icona della cultura popolare. Non solo in Italia: anche nel resto d’Europa, anche in Germania dove i film realizzati in coppia con Bud Spencer sono celeberrimi.
Per mantenersi agli studi (liceo e poi Lettere all’Università di Roma) e poter correre in moto, accettò di recitare nonostante una iniziale ritrosia per la sua timidezza.
Dino Risi lo aveva notato, ad appena 12 anni durante una gara di nuoto, e lo aveva fatto debuttare in Vacanze con gangster. Oltre un film all’anno, diretto dai più grandi registi. Oggi deve la sua notorietà al filone comico del western-spaghetti e poi alle fiction televisive, ma in gioventu’ ebbe maestri come Pabst, Pontecorvo, Steno, Matarazzo, Bragaglia, fino a firmare negli anni ’60 un lucroso contratto in Germania mettendo a frutto il suo perfetto tedesco. Nonostante tutto non andava fiero dei suoi successi, finche’ Luchino Visconti non lo volle per la parte del Tenente Cavriaghi nel Gattopardo (1962). Cinque anni dopo, con lo pseudonimo di Terence Hill, entro’ dalla porta di servizio (ebbe la parte perchè il protagonista si ruppe una gamba) nel mondo del western-spaghetti con Dio perdona, io no di Giuseppe Colizzi. Sullo stesso set recitava (ma i due non si incontrarono mai) anche Bud Spencer (al secolo Carlo Pedersoli), mentre Girotti vi trovava il suo nome d’arte (lo scelse in meno di 24 ore perche’ ”suonava bene e aveva le stesse iniziali di mia madre”), nonchè la moglie Lori Zwicklbauer, allora segretaria di edizione. Nel 1970 un altro colpo di fortuna: E.B. Clucher (alias Enzo Barboni) cerca un protagonista per Lo chiamavano Trinita’ e l’interprete designato, Franco Nero, rifiuta perche’ impegnato sul set di Camelot. Il regista sceglie allora il giovane Terence per la sua somiglianza con Franco Nero. E’ un trionfo immediato, il varo di una coppia inossidabile con Bud Spencer (18 film tra il 1967 e il 2004), la chiamata a Hollywood (dove reciterà con Gene Hackman e Valerie Perrine).
Nel frattempo, Hill si è trasferito con la moglie americana Lori Zwicklbauer (conosciuta sul set di Dio perdona… io no!) negli Stati Uniti. Il sodalizio con Bud Spencer è giunto ormai al tramonto dopo quasi vent’anni: le ultime cartucce sono i divertenti Nati con la camicia e Non c’è due senza quattro, seguiti dal debole Miami Supercops. Nel 1987 tocca a E.B.
Clucher chiudere un decennio e dire addio a un modo tutto italiano di fare cinema in America: il regista di Trinità dirige Hill in Renegade – Un osso troppo duro, road movie dove recita accanto al figlio adottivo Ross. Il ragazzo morirà due anni dopo in un incidente d’auto a sedici anni, sprofondando il padre in una depressione da cui si riprende solo lavorando. Nel 1991 dirige se stesso in Lucky Luke, adattamento dei fumetti del belga Morris. Il film fa da pilota a una serie TV di buon successo. Poi torna in Italia: comincia la stagione trionfale in tv con il ruolo di Don Matteo, ma anche del forestale di Un Passo dal Cielo girata a San Candido (ruolo poi abbandonato dall’attore dopo qualche stagione perchè era faticoso stare praticamente sul set quasi tutto l’anno con le due fiction). Don Matteo gli cambia la vita fino a farlo trasferire definitivamente dagli Stati Uniti insieme alla moglie, a Gubbio e poi a Spoleto, luoghi in cui si gira la serie. Nel 2018, Hill dirige se stesso in un film Il mio nome è Thomas. Una storia on the road fra Italia e Spagna che richiama le atmosfere western, genere per il quale e’ diventato un volto iconico grazie a titoli come I quattro dell’Ave Maria, Il mio nome e’ Nessuno e Lo chiamavano Trinità, uno dei molti film interpretati in coppia con l’amico Bud Spencer. E proprio a lui Terence Hill ha dedicato il lungometraggio girato in parte nel deserto dell’Almeria. Alla morte di Bud Spencer disse “non abbiamo mai litigato”. La fiction di Rai1 Don Matteo targata Lux Video è sempre stata un successo di ascolti si aspetta la messa in onda della 12a, forse l’ultima.

Dumbo, Elisa: ‘Un sogno lavorare con Tim Burton’La cantante presta la sua voce in Dumbo, nuovo film della Disney

27 marzo 201920:20

Un pizzico di atmosfera dark, una spruzzata di gotico, una manciata di struggente romanticismo ed ecco il brano Baby Mine, il classico della colonna sonora (premiata con l’Oscar) del film Dumbo del 1941, rivisitato da Elisa per il live action firmato da Tim Burton per la Disney e in uscita domani. “Ho avuto carta bianca da lui – racconta Elisa che nel film presta la voce a Miss Atlantis, la sirena del Circo dei Fratelli Medici – ma non ho voluto stravolgere la struttura e tantomeno le parole. E’ un pezzo abbastanza intoccabile e volevo che lo spirito retrò che lo contraddistingue non venisse intaccato, ho cercato solo di renderlo un po’ più alla ‘Tim Burton’, dandogli un tocco leggermente gotico”, spiega l’artista, legata al film dai ricordi d’infanzia, quando lo vedeva con mamma e sorella. I due si sono incontrati per la prima volta ieri sera alla premiere a Roma (“Ed ho pianto… come quando ero piccola”, confessa). “Lui è stato molto simpatico e divertente. Non ci eravamo mai parlati, ma mi ha detto di essere molto soddisfatto del risultato. Per me è stato un sogno e un grande onore poter collaborare con lui: Burton è uno dei miei registi del cuore”.
Come anche Quentin Tarantino, per il quale insieme a Ennio Morricone aveva composto e interpretato “Ancora Qui”, nel film Django Unchained. Ma quella volta, alla prima, tra il pancione di lei e gli impegni di lui non ci fu. “Ora manca solo David Lynch”, dice quasi tra sé e sé Elisa, come se fosse un desiderio irrealizzabile. Il cinema, straniero, ma anche italiano con Luca Guadagnino, Roberto Faenza, Gabriele Muccino, l’ha corteggiata e conquistata già da tanto. Anche se quasi sempre “part-time”. “Il grande schermo è molto stimolante dal punto di vista creativo anche se più difficile di un disco perché le musiche devono andare di pari passo con quello che ha in mente il regista. Ho fatto diverse cose, ma solo una volta una colonna sonora intera.
E’ stato per ‘L’ultima ruota del carro’ di Giovanni Veronesi – spiega la cantautrice, impegnata nel Diari aperti tour, che stasera e domani fa tappa nella capitale, prima di continuare per Napoli, Milano, Torino, per un totale di 50 date nei teatri in due mesi -. Però avrei osato di più. Ci riproverei ma solo se potessi andare fino in fondo, se non avessi vincoli”. Non solo musica, non solo cinema: nei giorni scorsi Elisa è stata scelta come modella dalla Mattel, che ha realizzato nel 60/o compleanno del brand una Barbie con le sue sembianze. Un progetto per il quale sono state scelte donne molto diverse tra loro che rappresentino valori positivi, abbiano rotti gli schemi o siano fonte di ispirazione per le bambine. “E’ una grande responsabilità, ma io faccio quello che faccio perché ci credo e ci ho sempre creduto. Bisogna essere onesti con se stessi per esserlo davanti agli altri. Mia figlia? Felicissima, ma la bambola ancora non l’abbiamo presa”. Del resto, racconta, premi, targhe, dischi d’oro e di platino sono in ufficio: “non voglio che i miei figli e i loro amici mi vedano come mamma supereroe, sono una mamma come le altre”.

Cultura inclusiva, ora I libri per tuttiNuovo progetto di lettura che vede insieme 4 gruppi editoriali

27 marzo 201918:58

– Arrivano “I libri per tutti”, un nuovo progetto editoriale per rendere accessibile la lettura a bambini e ragazzi con disabilità e disturbi del linguaggio, ma anche a persone straniere al primo approccio con la lingua italiana e a soggetti di ogni età con fragilità di lettura. Il progetto, promosso da Paideia, che vede per la prima volta quattro gruppi editoriali italiani insieme per la pubblicazione in versione digitale e cartacea di libri basati sulla Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA), in cui il testo alfabetico viene trasformato in simboli a cui si aggiunge per entrambi l’audio, sarà lanciato il 2 aprile alla Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna.
I gruppi editoriali coinvolti sono DeA Planeta Libri, GeMS Giunti Editore e la Business Unit Ragazzi di Mondadori Libri. Tra i primi titoli: la ‘Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza’ (Guanda) di Sepulveda, ‘I tre porcellini'(De Agostini), ‘Perchè il buio è così nero?’ (Giunti Kids) di Silvia Serreli.
Pitti Uomo, sfila Salvatore FerragamoCollezione per la primavera-estate 2020

FIRENZE27 marzo 201919:47

– Dopo alcune stagioni che hanno visto la collezione uomo e donna sfilare assieme a Milano in un format co-ed, Salvatore Ferragamo sceglie di presentare la collezione maschile per la primavera-estate 2020 a Pitti Immagine Uomo 96 (11-14 giugno). Sotto la direzione creativa di Paul Andrew, sarà̀ protagonista un menswear dal contenuto contemporaneo, con uno stile chiaro, caratterizzato da una fresca identità di lusso. “Firenze e il nostro cuore, èarte della nostra storia e siamo entusiasti di tornare qui come ‘Florence Calling’ di Pitti Uomo – dice Ferruccio Ferragamo, presidente dell’azienda -. In questa fase di grande consolidamento stilistico e identitario per il nostro marchio, riteniamo che Pitti sia il contesto ideale per sottolineare il percorso che stiamo compiendo, portando in scena una forte collezione maschile fuori dall’ambito co-ed”.
Paoli, 19/4 Appunti di un lungo viaggioDoppio disco per i 60 anni di carriera, concerto a Roma il 12/5

27 marzo 201920:28

– Esce il 19 aprile “Appunti di un lungo viaggio”, il nuovo doppio disco di Gino Paoli. Il cantautore taglia il traguardo dei 60 anni di carriera con questo nuovo lavoro che raccoglie nuovi brani inediti, con gli arrangiamenti di Danilo Rea, e i suoi più celebri successi rivisitati insieme a tre grandi jazzisti come Rita Marcotulli (pianoforte), Alfredo Golino (batteria) e Ares Tavolazzi (contrabbasso). Ad accompagnare vecchie e nuove canzoni, la Roma Jazz String Orchestra, sotto la direzione del Maestro Marcello Sirignano.
Il disco, su etichetta Warner, è prodotto da Aldo Mercurio e Danilo Rea in collaborazione con Parco della Musica Records.
“Appunti di un lungo viaggio” sarà disponibile anche in vinile dal 10 maggio. Inoltre, il 12 maggio all’Auditorium parco della Musica di Roma, è in programma “Una lunga storia”, un concerto che vedrà sul palco insieme a Paoli, l’Orchestra da Camera di Perugia, in collaborazione con Umbria Jazz, diretta da Sirignano, Danilo Rea, Marcotulli, Golino e Tavolazzi.
Piranesi tridimensionale a RomaOrdine di Malta presenta restauro Santa Maria in Aventino

27 marzo 201920:35

– Una straordinaria commistione tra simmetria e varietà, che mostra in modo tridimensionale il genio di Giovanni Battista Piranesi: è la Chiesa di Santa Maria in Aventino, unica opera architettonica realizzata dall’incisore e disegnatore veneto, che un accurato restauro conservativo voluto dall’Ordine di Malta e oggi presentato a Roma ha riportato al suo splendore originale. La chiesa, realizzata tra il 1764 e il 1766, è un trionfo di arte barocca e neoclassica e presenta decorazioni che riuniscono elementi dell’iconografia etrusca, romana e dell’antico Egitto, ponendoli in relazione con i simboli dei Cavalieri di Malta e della loro missione. Situata accanto alla Villa Magistrale (sede del Gran Priorato di Roma e dell’Ambasciata dell’Ordine presso la Repubblica italiana), la chiesa è stata oggetto di un lavoro di pulitura, di consolidamento e ripristino: un restauro di quasi 2 anni che ha riguardato sia l’interno sia la facciata esterna e che ha restituito la cromia originale, sui toni del bianco e dell’ocra.

David di Donatello: Tim Burton, mi sento molto vicino agli italianiAl regista la statuetta alla carriera

27 marzo 201923:11

“Mi sento molto vicino agli italiani e essere qui stasera è come essere al tempo stesso in un circo, in un film e in una strana famiglia”. Lo ha detto Tim Burton, sul red carpet dei David di Donatello, dove riceve stasera la statuetta alla carriera da Roberto Benigni.L’attore italiano, che è sfilato sul red carpet senza rilasciare interviste, sfoggia un inedito look con barba. Stasera accompagna anche sua moglie Nicoletta Braschi, nominata fra le attrici non protagoniste per Lazzaro felice.
David di Donatello, Borghi migliore attore: ‘Questo premio è di Stefano Cucchi’Premiato sul palco da Uma Thurman. Migliore attrice Elena Sofia Ricci per ‘Loro’

27 marzo 201923:52

“Questo premio è di Stefano Cucchi’. Lo ha detto sul palco dei David di Donatello Alessandro Borghi dopo aver conquistato il premio come miglior attore.  “Grazie a Cremonini per la tua amicizia, a Jasmine per quanto sei meravigliosa, la famiglia Cucchi per esservi fidati di me. Grazie davvero alle persone che mi arricchiscono e alla mia famiglia – ha detto – questo film è stato complicato e loro ne hanno pagato le conseguenze. Questo premio è di Stefano Cucchi e va all’importanza di restare umani e di essere riconosciuti come tali a prescindere da tutto”.

Il premio gli è stato consegnato da Uma Thurman. A Elena Sofia Riccio premio come migliore attrice per l’interpertazione di Veronica Lario in Loro di Paolo Sorrentino. Premio per la miglior regia a Matteo Garrone per ‘Dogman’: ‘La regia è importante ma senza dei grandi attori non si va avanti” ha detto rivolgendosi a Marcello Fonte.”Tutto è stato emozionante di Loro, essere chiamata da Paolo Sorrentino, fare il film, aver vinto ai nastri d’Argento e essere qui stasera è un’emozione e un onore grandissimo, soprattutto per essere insieme a colleghe magnifiche nella mia categoria”, ha detto la Ricci

, sul red carpet ai David di Donatello, dove ha poi vinto la statuetta. Quanto contano i premi? “Veramente quando ho vinto ai David di Donatello nel 1990 per la prima volta (per Ne parliamo lunedì, ndr) poi non ho lavorato al cinema per molto tempo – ricorda sorridendo l’attrice -. I premi fanno piacere ma conta di più il lavoro fatto con passione e onestamente. Poi noi lavoriamo per l’amore del pubblico, per la gente”. Una dimostrazione dell’amore che ha per lei il pubblico è passata anche dal grande successo della quinta stagione di Che Dio ci aiuti, su Rai1. Ci sarà anche una sesta stagione? “Vedremo, è una serie che mi ha dato tanto, sono molto affezionata a suor Angela, ma mi devo prendere una pausa da lei, perché è un ruolo ingombrante, anche per me. Ora ho tanti progetti, che riguardano anche il teatro, dove mi piace tornare, ma il prossimo sarà di nuovo televisivo, per la Rai”.

I David al Quirinale tra ironia e futuroMattarella, cultura è economia. Cucciari show Full Metal Sergio

27 marzo 201915:58

– “La dimensione industriale del cinema, la sua valenza economica e produttiva hanno grande importanza per il sistema-paese. Chi sostiene che la cultura non ha a che fare con l’economia non è un vero economista”. Così il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al Quirinale alla presentazione delle cinquine dei premi David di Donatello che verranno consegnati il 27 sera a Roma in diretta tv su Rai1 condotti da Carlo Conti. Una cerimonia dei David – presente anche il ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli – nel segno del divertimento e della melanconia. Mai tante risate nei saloni del Quirinale grazie a Geppi Cucciari che durante un vero e proprio show lo ha appellato come ‘Full Metal Sergio’. Sono stati ricordati gli artisti scomparsi da Ermanno Olmi a Bernardo Bertolucci. Alla premiazione Uma Thurman, Alfonso Cuarón. Per le candidature Dogman di Matteo Garrone è al top con quindici.
Mario Martone con il Capri-Revolution 13 poi con 12 Loro di Sorrentino e Chiamami col tuo nome di Guadagnino

David di Donatello, Mattarella: ‘Importante il cinema per il sistema-Paese’ ‘Chi sostiene che la cultura non ha a che fare con l’economia non è un vero economista’

27 marzo 201923:22

Al Palazzo del Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la presentazione dei candidati ai Premi “David di Donatello” per l’anno 2019. La cerimonia, condotta da Geppi Cucciari, è stata aperta dalla proiezione di un video a cura di Rai Cultura a cui sono seguiti l’intervento di Piera Detassis, Presidente e Direttore Artistico dell’Accademia del Cinema Italiano – Premi “David di Donatello”, e le testomonianze di Francesca Lo Schiavo e Dario Argento, vincitori del David Speciale 2019.Presenti il ministro per i Beni e le Attività Culturali, Alberto Bonisoli, il presidente dell’AGIS, Carlo Fontana, il presidente dell’ANICA, Francesco Rutelli, esponenti della cultura, dell’arte, dello spettacolo, dell’industria e personalità rappresentative della società italiana.”La dimensione industriale del cinema, la sua valenza economica e produttiva hanno grande importanza per il sistema-paese – ha detto il presidente Sergio Mattarella -. E’ un dimostrazione ulteriore di quanto valga e di quanto pesi la cultura nello sviluppo di una società moderna. Chi sostiene che la cultura non ha a che fare con l’economia non è un vero economista”.

“Esiste un cinema europeo che non è solo la somma dei prodotti nazionali e l’Europa deve giocare con saggezza le proprie carte per difendere, promuovere e valorizzare il proprio patrimonio di creatività e di cultura di fronte a competitori potenti, a soggetti globali – ha detto ancora Mattarella, alla presentazione delle cinquine dei premi David di Donatello -. Peraltro i singoli Paesi rischiano di non farcela da soli, di non reggere le onde d’urto. Sentiamo il bisogno che l’Europa offra occasioni più grandi ai nostri progetti”.

Brizzi, ciak a Torino per nuovo filmBisio e Rubini protagonisti Se mi vuoi bene da romanzo regista

27 marzo 201916:32

– Con Claudio Bisio e Sergio Rubini protagonisti sono cominciate a Torino le riprese di “Se mi vuoi bene”, il nuovo film diretto da Fausto Brizzi. Nel cast anche Flavio Insinna, Lucia Ocone, Nancy Brilli, Gianmarco Tognazzi, Dino Abbrescia, Susy Laude, Lorena Cacciatore, Elena Santarelli, Valeria Fabrizi e Memo Remigi. Il film è tratto dall’omonimo best seller tradotto in 30 paesi, del regista romano uscito con archiviazione delle accuse dallo scandalo molestie. La sceneggiatura di Herbert Simone Paragnani, Mauro Uzzeo e Martino Coli ed è prodotto da Eliseo Cinema e distribuito nelle sale da Medusa Film. Diego (Claudio Bisio), avvocato di successo con una bella depressione in corso, veste i panni di un buon samaritano pasticcione che, volendo fare del bene ai suoi cari, finisce per devastare la vita a ognuno di loro. Così dopo un fallimentare tentativo di suicidio incontra Massimiliano (Sergio Rubini), proprietario di un eccentrico negozio di Chiacchiere.
Trump “assume” padre di Angelina JolieJon Voight insieme a Mike Huckabee padre portavoce Casa Bianca

NEW YORK27 marzo 201916:50

– Il padre di Angelina Jolie andrà a lavorare per Donald Trump. Jon Voight è stato infatti assunto come membro del board del Kennedy Center, il centro culturale nazionale con sede a Washington. Voight, che non ha mai nascosto la sua simpatia per l’attuale presidente, sarà in carica fino al settembre del 2019. Con lui, tra gli altri, è stato assunto anche Mike Huckabee, ex governatore dell’Arkansas, ex candidato alla presidenza nonché padre di Sarah Huckabee Sanders, attuale portavoce della Casa Bianca.
Secondo quanto scrive Hollywood Reporter, Voight è un ex progressista traumatizzato dall’assassinio del presidente John F. Kennedy, ed è stato critico del presidente Barack Obama. Ha fatto anche parte del gruppo conservatore di Hollywood ‘Friends of Abe’ (Abraham Lincoln, ndr).

A Padiglione Italia è sfida al labirintoFarronato presenta il progetto “Molte mostre che coesistono”

27 marzo 201916:57

– Tre artisti e tre poetiche diverse e che pure dialogano tra loro, con opere e installazioni che possono cambiare a seconda di come li si incontra. Gioca sulla sfida del labirinto offrendo una mostra “che è insieme molte mostre” il Padiglione Italia curato da Milovan Farronato per la 58 Biennale Arte al via a Venezia dall’11 maggio al 24 novembre 2019. Elegantissimo e modaiolo con la giacca fiorata e gli orecchini con il simbolo del labirinto, il curatore piacentino – un lungo e interessante curriculum giocato però tutto in istituzioni private – tratteggia alla stampa il senso del lavoro nel quale ha coinvolto Enrico David, Chiara Fumai (scomparsa nel 2017 a soli 39 anni) e Liliana Moro. “Venezia stessa è un labirinto che nei secoli ha affascinato e ispirato tanti creativi tra cui Borges a Calvino. Ed è in questo contesto che emerge la mostra, ‘Né altra né questa’, in cui le opere esposte, generano continuamente nuovi percorsi e nuove interpretazioni, ramificati come un micelio”.         [print-me title=”STAMPA”]

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Gomorra 4, Genny si reinventa tra alleanze e faide
Sky Atlantic da 29/3. Saviano,specchio Italia Venezuela d’Europa

26 marzo 2019 03:39

Non mancheranno i colpi di scena, le faide e i tradimenti. Genny Savastano, dopo la morte di Ciro Di Marzio, sopravvissuto a tutto dovrà cambiare vita per salvare la sua famiglia. Reinventatosi uomo d’affari, dovrà lasciare il regno a Patrizia (Cristiana Dell’Anna) e affidarsi a un clan (I Levante, famiglia legata a donna Imma dove il patriarca Gerlando domina incontrastato le campagne avvelenate a nord di Napoli). La quarta stagione di Gomorra torna con 12 puntate ogni venerdì alle ore 21.15 su Sky Atlantic (e Sky Cinema Uno) a partire dal 29 marzo.Si riparte da Genny (Salvatore Esposito) e Marco D’Amore si sposta dietro la macchina da presa (delle puntate 5 e 6) dopo tre stagioni da protagonista. La lotta per il potere è destinata a riaccendersi: l’uscita di scena di Ciro di Marzio apre nuovi imprevedibili scenari tra le fazioni che si contendono il controllo del territorio. I nuovi episodi di Gomorra – Una produzione originale Sky con Cattleya, parte di ITV Studios, e Fandango in collaborazione con Beta Film – sono diretti da Francesca Comencini (responsabile anche della supervisione artistica della quarta stagione), Claudio Cupellini, D’Amore, Enrico Rosati e Ciro Visco. Salvatore Esposito del suo personaggio dice: “Il filo conduttore di questa stagione è il dualismo interiore di Genny: combatte contro i demoni che lo accompagnano dalla prima serie e che stavolta lo portano a cambiare vita per dare un futuro diverso a figlio e alla moglie, dopo la morte di Ciro e dopo avere ceduto il potere a Patrizia. Metterà una maschera. Solo alla fine capiremo cosa è diventato. Genny ha puntato un altro obiettivo, quello di diventare un manager. In verità il cordone col passato lo ha tagliato quando ha fatto uccidere suo padre. Il male è una ombra nera in ogni città del mondo”.

Cristiana Dell’Anna del suo ruolo ovvero Patrizia rileva: “E’ un personaggio cresciuto tanto. Patrizia gestisce il potere che le viene dato al femminile. La rivoluzione nella serie è il valore dell’intelligenza delle donne, che non sempre viene capita”.  Marco D’Amore, regista: “Mi sento il prodotto di un vivaio. Gomorra è una meravigliosa cantera che ha allevato talenti. Il mio passaggio forse più eclatante, per il mio passato di attore, ma tanti sono cresciuti e in tutti i ruoli.
Gomorra ha prodotto eccellenze: io sono stato un buon giocatore”. Claudio Cupellini veterano della serie, regista degli ultimi due episodi della quarta stagione: “Siamo in una partita a scacchi. Ogni volta ci dobbiamo sorprendere e dobbiamo ricominciare adattandoci a una realtà che dobbiamo imparare a conoscere. Stavolta si è giocata una partita a scacchi tra chi abbiamo imparato ad amare e i nuovi arrivati”.    Roberto Saviano in un video proiettato nel corso della presentazione sottolinea: “L’Italia che emerge da questa stagione è il Venezuela d’Europa, è tutto compromesso. I colletti bianchi hanno importanza, c’è la terra dei fuochi. Le donne crescono militarmente e strategicamente, gli uomini sono bambini sparsi. C’è chi, e sono le paranze, vuole tutto e subito, e chi conosce i tempi del potere e impara a gestire la fama per ottenere di più. I giovani non aspettano, vivono nel presente. Il racconto affronta temi un paese al collasso come il nostro e non ha paura di dirlo. E se dà fastidio, che dia fastidio. E’ una serie che deve intrattenere, ma che fissa il puzzo dei soldi. Gomorra racconta la sintassi del nostro tempo: se non ammazzi verrai ucciso, se ti fidi verrai imbrogliato”.
Nata da un’idea di Roberto Saviano e tratta dal suo omonimo best seller (edito da Arnoldo Mondadori Editori), il soggetto di serie è firmato da Stefano Bises, Leonardo Fasoli, Maddalena Ravagli, Roberto Saviano. Nicola Maccanico, Executive Vice President Programmi di Sky Italia: “Credere in un prodotto originale e investire in maniera così decisa ha permesso di essere apripista. Ora bisogna alzare l’asticella, siamo partiti per primi e non vogliamo farci raggiungere. Punto di forza di Gomorra – La serie è il gioco di squadra”. La quinta stagione è in preparazione.
Stuart Kells, La bibliotecaScrittore a ritroso nei secoli, tra storia e curiosi bibliofili

26 marzo 201909:50

E’ davvero un fiume ininterrotto di curiosità, aneddoti, storie ed eccentrici personaggi nonché un atto d’amore viscerale nei confronti del libro l’ultima, piacevolissima fatica letteraria dell’australiano Stuart Kells, dal titolo “La biblioteca” (Mondadori). L’autore, che è scrittore ma anche esperto bibliofilo e collezionista instancabile, parte dall’origine delle biblioteche seguendone lo sviluppo nei secoli, per riflettere sul valore che questi luoghi di sapere possano avere oggi, in un’era dominata dal digitale e da Internet. Sono forse le biblioteche solo un retaggio del passato? O magari un lusso che non possiamo permetterci? In poco più di 300 pagine il lettore avrà a disposizione tutte le risposte che cerca, grazie a un appassionato viaggio che, dall’antichità a oggi, esplora l’intero universo librario.
Tra le pagine infatti c’è davvero un po’ di tutto. La tradizione orale come prima forma di “biblioteca senza libri”, poi sostituita dalle collezioni di libri materiali. Le biblioteche più famose, come quella antica di Alessandria o la British Library di Londra, la prima nella storia ad aver superato i cento milioni di pezzi. La nascita delle biblioteche private e “casalinghe”, già ai tempi dell’antica Roma. Lo sviluppo dell’arte degli amanuensi, pieni di talento, estro e precisione, l’avvento della stampa e la rivoluzione epocale che ne seguì, con la possibilità di leggere e possedere libri diffusa su larga scala. Gli incendi di libri più celebri, come quello che nell’80 d.C. distrusse la Biblioteca Palatina di Roma e quello, violentissimo, che a Londra nel 1666 rese cenere tante biblioteche della città. Alcuni tra i migliori bibliotecari della storia come Gabriel Naudé che per conto del cardinale Mazzarino mise insieme in pochissimi anni quarantamila volumi di grande valore, tutti rilegati e classificati, o il filosofo Gottfried Wilhelm Leibniz, che stabilì i principi della buona biblioteconomia. E poi un piccolo excursus dedicato all’immaginazione che rende le biblioteche luoghi fantastici e incredibili, come quelle raccontate da Dick e Tolkien. “Le biblioteche – scrive Kells – sono piene di storie. Storie di vita e morte, bramosia e perdita, fedeltà e infedeltà alla parola data. Storie di ogni possibile dramma umano e storie che, attraverso complessi, ricorsivi fili intergenerazionali, sono tra loro collegate”. In questo contesto, così variegato e ricchissimo di informazioni, è davvero impossibile non solo annoiarsi ma non provare curiosità nei confronti del libro – come strumento di conoscenza ma anche di meraviglia – e soprattutto verso quei luoghi, spesso splendidi, che da sempre e in tutto il mondo svolgono tanti ruoli tutti insieme: piccole o grandi che siano, le biblioteche contengono, proteggono e celebrano i libri, ma principalmente perseguono l’obiettivo di rendere disponibili a tutti ogni forma di sapere. Un ruolo insostituibile che ha il sapore della civiltà e che per questo non potrà mai farle diventare desuete: le biblioteche non moriranno mai perché sono un simbolo di resistenza alla barbarie e all’ignoranza, uno dei pochi antidoti rimasti contro quel misto di approssimazione, superficialità, impreparazione e mancanza di curiosità che caratterizza i nostri tempi.

Cinema: Bisio, nostro inno anticattivista sull’ItaliaDi Maio, Salvini, Renzi nella satira di Bentornato presidente

26 marzo 201909:52

Salvini e la dialettica “da bar”, Di Maio e la bolla dei social, il premier Conte, Renzi e l’opposizione di sinistra capace solo di accapigliarsi, ma anche la vecchia politica e noi italiani, che vogliamo il cambiamento senza essere disposti a fare il minimo per attuarlo, come pagare le tasse. Sono fra i bersagli di Bentornato presidente, la commedia satirica dei talentuosi Giancarlo Fontana e Giuseppe G. Stasi, in sala dal 28 marzo in 500 copie con Vision Distribution. E’ il sequel di Benvenuto presidente! (2013), otto milioni e mezzo di euro al botteghino, dove Claudio Bisio, nei panni di un uomo qualunque ma onesto (si chiama anche Giuseppe Garibaldi), arrivava, per caso, a diventare Presidente della Repubblica. Qui, dopo anni di buen retiro fra le amate montagne, accetta, per riconquistare la compagna Janis (Sarah Felberbaum), di fare da Presidente del Consiglio ‘di facciata’ per il governo di Teodoro Guerriero (Pietro Calabresi/simil-Salvini) leader di Precedenza Italia, tutto felpe e rabbia a comando, e Danilo Stella (Guglielmo Poggi/simil-Di Maio), leader con una faccia da bravo ragazzo del Movimento Candidi. “E’ un film rivolto a quelli che si sono un po’ stufati di questo odio reciproco che si respira nel Paese, alimentato dai social e a volte anche dai media – spiega Bisio -. Qualcuno dirà che è un film buonista, io invece lo vedo come un inno anticattivista”. Giuseppe, detto Peppino, Garibaldi resiste poco come premier teleguidato e, per dimostrare a Janis, da cui ha avuto una figlia, Guevara, di essere ancora un uomo di principi, si mette in gioco, con l’aiuto del fin troppo abile Ivan (Pietro Sermonti), un suo piano di riforme. E l’opposizione intanto? E’ chiusa in una perenne e litigiosa assemblea, con un rassegnato Vincenzo Maceria/simil Renzi (Marco Ripoldi) che alle consultazioni con un pacato ma molto lucido presidente della Repubblica (Antonio Petrocelli) dice di non volersi alleare con nessuno, “perché – spiega – sono troppo intelligente”. Sarah Felberbaum riprende il ruolo incarnato nel primo film da Kasia Smutniak: “Janis, dopo essersi messa da parte per dedicarsi a Peppino, sente che è arrivato il momento di fargli capire che vuole essere ascoltata, che si può far tutto, amare la propria famiglia e perseguire i propri obiettivi. E un bell’esempio di donna”. Da anni “lavoravamo all’idea di un sequel – prosegue Bisio -.
Inizialmente avevamo pensato di ambientarlo in Europa. Poi un anno fa, quando abbiamo visto che non si trovava un Presidente del Consiglio, abbiamo pensato di costruire su questo la storia… in pratica è un instant movie”. Come pensa reagiranno i politici veri? “Le uniche reazioni che mi interessano sono quelle della gente. Fra tanti numeri che sentiamo la percentuale che colpisce è il 40% di astenuti alle elezioni. E’ ora di iniziare a rivolgersi a quelle persone”. Perché “i politici dovrebbero arrabbiarsi? – chiede sorridendo Calabresi -. Gli abbiamo fatto un merchandising straordinario, abbiamo cercato di dargli un’umanità che non so se gli appartiene. Il mio Teodoro Guerriero è un uomo con un gran cuore, ma quando vede una telecamera diventa un altro. Il filtro social sembra essere diventato quello della politica. E noi mazzoliamo un po’ tutti, destra, sinistra, vecchia politica, opposizione”. Con il film “abbiamo cercato di cavalcare l’attualità, e bastava andare sui siti per trovare spunti” dice Giancarlo Fontana. In questo momento storico “volevamo fare della sana satira su quello che ci circonda – chiosa Nicola Giuliano, coproduttore con Francesca Cima e Carlotta Calori, e coautore del soggetto con Fabio Bonifacci, che firma anche la sceneggiatura -. In questa particolare era, in cui si deve per forza stare da una parte o l’altra della barricata, ci siamo detti: ‘guardiamo quello che c’è, ridiamo di tutto e di tutti… e guardiamoci allo specchio”.
Serse di Haendel, prima volta a ReggioIl 29 e 30 marzo, con la regia di Gabriele Vacis

REGGIO EMILIA26 marzo 201911:07

– Il teatro Valli di Reggio Emilia ritorna all’antico amore per l’opera barocca con il “Serse” di Haendel, ultimo lavoro teatrale del compositore tedesco, in scena il 29 e 31 marzo prossimi con la regia di Gabriele Vacis. Frutto di una coproduzione con i teatri di Modena, Piacenza e Ravenna, dove verrà rappresentato successivamente, “Serse” è affidato all’esperienza dell’Accademia Bizantina e del suo direttore Ottavio Dantone, considerato uno dei massimi protagonisti della riscoperta del repertorio barocco con criteri filologici.
Il cast, composto da interpreti specialisti del repertorio barocco, comprende Arianna Vendittelli (Serse), Marina De Liso (Arsamene), Delphine Galou (Amastre), Monica Piccinini (Romilda), Francesca Aspromonte (Atalanta), Luigi De Donato (Ariodate) e Biagio Pizzuti (Elviro). “Serse” è una delle opere meno rappresentate del panorama barocco, già di per sé poco considerato, almeno in Italia: a Reggio Emilia, prima d’ora, non è mai andato in scena.
La storia che “si finge” è l’amore di Serse, imperatore di Persia, per Romilda, la figlia del suo generale più fedele. Solo che Romilda è innamorata di Arsamene, il fratello di Serse. E anche Romilda ha una sorella, Atalanta, anche lei innamorata di Arsamene, che però è pazzamente innamorato di Romilda. “Un gioco circolare di amori adolescenziali – spiega il regista, Gabriele Vacis – che mette in secondo piano le questioni politiche, sociali, militari, di cui l’imperatore Serse dovrebbe farsi carico. Invece trionfa la natura dei sentimenti e dei corpi”.
Una sorta di movimento vorticoso e centrifugo, costellato di arie, più di 40, a partire dalla celeberrima “Ombra mai fu”.

Medaglia di Mattarella a mostra del MeisDal 12/4 al Museo dell’Ebraismo italiano e della Shoah a Ferrara

FERRARA26 marzo 201911:37

– La mostra ‘Il Rinascimento parla ebraico’, che apre al pubblico il 12 aprile a Ferrara, al Museo nazionale dell’Ebraismo italiano e della Shoah, ha ricevuto la Medaglia del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, un riconoscimento ufficiale – sottolineano i responsabili del Meis – dello “straordinario valore del percorso espositivo”.
La narrazione del Rinascimento ebraico affronta uno dei periodi cruciali della storia culturale della penisola, decisivo per la formazione dell’identità italiana. La mostra, curata da Sergio Busi e Silvana Greco, ne svela un aspetto del tutto originale: la presenza degli ebrei e il fecondo dialogo culturale con la cultura cristiana di maggioranza.
A far emergere questa dinamica, opere pittoriche come la ‘Sacra famiglia e famiglia del Battista’ (1504-1506) di Andrea Mantegna, la ‘Nascita della Vergine’ (1502-1507) di Vittore Carpaccio, la ‘Disputa di Gesù con i dottori del Tempio’ (1519-1525) di Ludovico Mazzolino, ‘Elia e Eliseo’ di Stefano di Giovanni di Consolo detto il Sassetta, dove spuntano a sorpresa significative scritte in ebraico. Manoscritti miniati ebraici come la ‘Guida dei perplessi’ di Maimonide (1349), acquistato dallo Stato italiano meno di un anno fa. O l’Arca Santa lignea più antica d’Italia, mai rientrata prima da Parigi, e il Rotolo della Torah di Biella, antichissima pergamena della Bibbia ebraica, ancora oggi usata nella liturgia sinagogale.
Attraverso questi capolavori ‘Il Rinascimento parla ebraico’ testimonia che gli ebrei c’erano, ed erano attivi e intraprendenti: a Firenze, Ferrara, Mantova, Venezia, Genova, Pisa, Napoli, Palermo e Roma. A periodi alterni accolti e ben visti, con un ruolo non secondario di prestatori, medici, mercanti, oppure oggetto di pregiudizio. Interpreti di una stagione che racchiude in sé esperienze multiple, incontri, scontri, momenti armonici e brusche cesure.
Un anno senza Fabrizio Frizzi, una hall of fame della Rai per ricordarloSalini: ‘ Manca all’Italia per i suoi modi garbati e gentili, manca alla televisione come esempio di talento’

26 marzo 201912:19

Una hall of fame della Rai per ricordare Fabrizio Frizzi. L’ha annunciata, nel corso di Uno Mattina, l’ad della Rai Fabrizio Salini, intervistato a un anno dalla scomparsa di Fabrizio Frizzi. Salini, parlando della tre giorni di palinsesto che la Rai sta dedicando a Frizzi, ha parlato di uno spazio dove celebrare i grandi della Rai.”In questi tre giorni – ha detto Salini – ricorderemo la sua allegria, il suo modo di fare, la sua professionalità. Vogliamo dedicare a Fabrizio anche uno spazio fisico e virtuale su cui lavoreremo dai prossimi giorni, che celebrerà tutti i personaggi che hanno fatto la storia della Rai di cui Fabrizio non potrà che essere tra i protagonisti principali”.L’ad della Rai ha poi aggiunto: “Fabrizio manca all’Italia per i suoi modi garbati e gentili, manca alla televisione come esempio di talento e professionalità. Manca alla Rai dove era punto di riferimento quasi quotidiano con le sue doti umane e professionali. Un esempio che noi tutti non vogliamo solo ricordare ma anche seguire”. E ha concluso sottolineando come Frizzi abbia favorito una solida unione tra pubblico e azienda: “Lo ha fatto con il sorriso, l’intelligenza, la capacità di entrare in sintonia con il pubblico da casa, con i giovani e i meno giovani, con gli italiani. Credo che siano queste le caratteristiche di Fabrizio che non potremmo e non dobbiamo dimenticare”.

Molti i ricordi di amici e colleghi di Frizzi ad un anno dalla scomparsa. Eccone alcuni tra i tanti:Lucio Presta –  “Amico mio, mi manchi, mi mancano i nostri pranzi segreti, le nostre confidenze, le nostre paure sui figli. Sono certo che vedi e sai tutto, mi hai lasciato un’eredità bellissima e la più importante: Carlotta, che vive per la tua Stella. Avrò cura di loro”. Antonella Clerici – “Un anno senza te, la tua amicizia,le tue risate. Vivi con noi e dentro le nostre anime più sole ma privilegiate nell’averti incontrato e vissuto”. Paolo Belli –  “Quanto mi manchi amico mio”. Anche Paolo Belli, con poche ma dirette parole, ricorda sui social Fabrizio Frizzi Caterina Balivo  – “Fabrizio, non ti dimenticheremo. Mai. L’eco della tua risata continuerà a scaldarci il cuore, per sempre”.

Scala: ok a creazione conservatorio RiadSì unanime cda dell’Accademia dopo le polemiche su fondi sauditi

MILANO26 marzo 201912:52

– Il primo passo della Scala per creare un conservatorio di musica per bambini e bambine in Arabia è stato fatto. Il cda dell’accademia del teatro ha infatti approvato “all’unanimità il progetto di start up per la creazione di un futuro Conservatorio nella città di Riad”. Lo scorso 18 marzo il consiglio del teatro, dopo settimane di polemiche, aveva deciso di restituire al ministro della Cultura arabo 3,1 milioni di euro ponendo fine all’ipotesi di un suo ingresso come socio nel teatro, con la possibilità anche di un posto in cda. Il sindaco Giuseppe Sala, che è presidente del teatro, non aveva però chiuso la porta a collaborazioni con i sauditi.
– Alla Scala arrivano i soldi arabi.  Dopo le polemiche per il possibile ingresso saudita nel cda del teatro (con tanto di minacce di licenziamento al sovrintendente Alexander Pereira) e la restituzione di 3,1 milioni di euro già versati dal principe Badr bin Abd Allah, il consiglio di amministrazione dell’Accademia ha approvato “all’unanimità” il progetto per creare un conservatorio rivolto a bambine e bambini a Riad. Il comunicato che annuncia l’ok non quantifica il finanziamento, ma in un’intervista Pereira aveva parlato di sette milioni di euro. Sette milioni per un progetto triennale che inizierà il prossimo settembre con l’individuazione e la formazione del personale per poi partire con i corsi. Si comincerà con quelli di coro di voci bianche, di propedeutica alla danza per bambine e bambini dai 6 ai 10 anni e di un nucleo di scuola musicale per strumenti oltre a un workshop su marketing e comunicazione digitale.Seicento gli allievi previsti in questa prima fase triennale, quando gli insegnanti dell’Accademia supervisioneranno il lavoro dei docenti locali assistendoli per quanto riguarda il metodo didattico. Soprattutto il primo anno è prevista una presenza forte del personale italiano.Non si tratta della prima collaborazione di questo tipo che fa l’Accademia, che infatti ha un Dipartimento di cooperazione culturale che ha già portato avanti progetti in Romania, Colombia, Brasile, Serbia, Kazakistan, Cile e Uruguay. Ma certo questo, nato sotto l’egida del ministero della Cultura saudita, guidato da Badr bin Abd Allah, è altamente remunerativo.D’altronde il sindaco Giuseppe Sala, che è presidente della Scala, quando aveva incontrato i giornalisti dopo la riunione del cda del teatro lo scorso 18 marzo per annunciare la restituzione dei fondi agli arabi e quindi il no al loro ingresso fra i soci, aveva lasciato la porta aperta a future collaborazioni demandando la decisione sul conservatorio al cda dell’Accademia che il 26 marzo ha appunto dato il via libera.A dir poco freddo il presidente della Lombardia Attilio Fontana. “È difficile dare un giudizio positivo a priori” ha commentato convinto che il cda dell’Accademia debba “dare qualche spiegazione al cda della Scala” anche se ammette che “esportare le nostre eccellenze sia un valore aggiunto”.Immediata la replica di Sala, che ha ricordato come la Regione abbia un consigliere nel board dell’Accademia, che quindi poteva votare contro il progetto. “Secondo me è una cosa buona – ha invece commentato il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli -, perché rientra in una collaborazione culturale a mio avviso ancora più utile nel momento in cui andiamo a lavorare con un Paese che ha bisogno di essere aiutato ad aprirsi”.

Moda: abiti sardi a Parigi Mosca e DohaProgetto artistico promozionale anima gli eventi collaterali

CAGLIARI26 marzo 201913:31

– “Beltimentas”, l’abbigliamento tipico della Sardegna da rituale quotidiano si fa arte. E’ incentrato sulla tradizione sartoriale dell’Isola riproposta in chiave contemporanea, l’originale progetto ideato dalla Compagnia B. Un reportage fotografico d’autore e una performance accendono i riflettori, durante gli eventi collaterali delle settimane della moda in tre capitali, su un prezioso patrimonio identitario. In un incontro tra arte, fotografia, teatro, design, sapienza artigianale, tradizione e sensibilità contemporanee.
Dopo il debutto parigino il format artistico promozionale firmato dalla Compagnia B è pronto per nuove tappe: Mosca e Qatar. Dal 30 marzo all’1 aprile sarà il Winzavod Center for Contemporary Art della capitale russa ad accogliere l’iniziativa realizzata grazie al contributo della Regione Sardegna (Identity lab) e in collaborazione con Sardegna Film Commission. A fine aprile, poi, il progetto di internazionalizzazione del made in Sardinia farà tappa a Doha, in Qatar.
Medimex: a Taranto Liam Gallagher l’8/6Sul palco anche i Cigarettes after Sex

TARANTO26 marzo 201914:03

– Liam Gallagher, già frontman degli Oasis, sarà una delle stelle del Medimex Taranto 2019 in programma nel capoluogo ionico dal 5 al 9 giugno 2019. Gallagher si esibirà nella serata dell’8 giugno. L’International Festival e Music Conference promosso da Puglia Sounds, è il programma della Regione Puglia per lo sviluppo del sistema musicale pugliese attuato con il Teatro Pubblico Pugliese.
Il 7 giugno arriveranno gli Editors e i Cigarettes After Sex, mentre domenica 9 sarà la volta dell’artista statunitense Patti Smith. Alla conferenza stampa di presentazione del Medimex, organizzato per il secondo anno consecutivo a Taranto dopo il successo del 2018, sono intervenuti, tra gli altri, il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, l’assessore regionale all’Industria Turistica e Culturale Loredana Capone, il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci, il vice presidente del Teatro Pubblico Pugliese Marco Giannotta, e il coordinatore Puglia Sounds/Medimex Cesare Veronico.
Parlamento Ue approva riforma copyrightTesto passato con con 348 sì, 274 no e 36 astenuti

STRASBURGO26 marzo 201914:09

– Il Parlamento europeo ha approvato le nuove regole sul diritto d’autore. Il via libera dall’aula di Strasburgo all’accordo provvisorio raggiunto a febbraio sulle nuove norme sul rispetto del diritto d’autore in Internet è passato con 348 sì, 274 no e 36 astenuti. Le nuove norme Ue sul copyright, che includono salvaguardie alla libertà di espressione, consentiranno a creatori ed editori di notizie di negoziare con i giganti del web.
Quando Roberto Benigni cantò ‘il pillolo’ a SanremoIntuizione premonitrice della scienza contemporanea nel film FFSS di Renzo Arbore del 1983

26 marzo 201915:44

Era il 1983 e nelle sale cinematografiche italiane si proiettava FFSS, un film di Renzo Arbore. Tra i protagonisti c’è un giovane Roberto Benigni nelle vesti di uno sceicco che alla fine del film, sul palco di Sanremo, canta “il pillolo”, anticipando così di oltre 30 anni la scoperta a cui lavorano negli Stati Uniti.

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Camilleri inedito per 90 anni Gialli
Oltre al romanzo ‘Km 123’, una riproposta di classici

26 marzo 201916:05

– Con il romanzo inedito ‘Km 123’ di Andrea Camilleri e una riproposta di “classici” prendono il via il 26 marzo i festeggiamenti per i 90 anni de ‘Il giallo Mondadori’. I primi quattro polizieschi, con l’inedita veste grafica gialla, uscirono nel giugno 1929 dando inizio a una delle collane più longeve del panorama editoriale. In ‘Km 123′, pieno di humor e mistero, tutto inizia con un cellulare spento. A telefonare è Ester, a non rispondere è Giulio, finito in ospedale per un brutto tamponamento sull’ Aurelia. A riaccendere il telefonino è Giuditta, la moglie di Giulio che di Ester non sa nulla. Potrebbe essere l’inizio di una commedia rosa ma un testimone sostiene che quello di Giulio non sia stato un incidente bensì un tentato omicidio. Tra le prime ristampe di classici, con nuova veste grafica e formato, escono ‘La donna della domenica’ di Fruttero&Lucentini, ‘Il caso Kodra’ di Renato Olivieri, ‘I quattro giusti’ di Edgar Wallace e ‘La strana morte del signor Benson’ di S.S. Van Dine.
Per l’anniversario, dopo Camilleri, arriveranno in libreria altre novità di autori italiani tra cui Francesco Caringella, Gianrico Carofiglio, Pietro Colaprico, Giancarlo De Cataldo, Marcello Simoni, Valerio Varesi, affiancate dalle ristampe di ‘classici’ della collana. Dall’uscita di quelle copertine gialle nel giugno 1929 in Italia, unico Paese al mondo, si parla di “gialli” intendendo un intero genere letterario. Come dice lo stesso Camilleri: “Il mystery si chiama ‘giallo’ solo in Italia. Il giallo non come colore in sé e nemmeno come significazione simbolica, ma il giallo in quanto colore di copertina”.
I primi autori pubblicati nel 1929 furono: S.S. Van Dine con ‘La strana morte del signor Benson’, E. Wallace con ‘L’uomo dai due corpi’, R.L. Stevenson con ‘Il club dei suicidi’, A.K. Green con ‘Il mistero delle due cugine’. Un successo immediato con oltre 50.000 copie vendute nel primo mese. Da allora ‘Il Giallo Mondadori’ è sempre uscito nelle edicole, arrivando a pubblicare 3.200 fascicoli nella serie regolare, più altri 1.400 nei Classici e un altro migliaio fra Speciali e numeri extra. Oggi pubblica oltre 40 titoli l’anno con un venduto di quasi 150.000 copie.
Unica tappa italiana per Pablo AlboranIl 22 giugno a Roma, è artista con più dischi venduti in Spagna

26 marzo 201916:13

– Pablo Alborán, uno fra i cantautori spagnoli più famosi al mondo, con milioni di fan in tutto il globo, farà tappa in Italia con un unico concerto a Roma il 22 giugno all’Auditorium Parco della Musica.
Lo scorso 16 marzo, Pablo Alborán ha iniziato il suo “Prometo Tour” in America, uno show che unisce le tecnologie più avanzate e spettacolari al grande talento umano di Pablo. Alborán ha ripubblicato il suo nuovo album di successo “Prometo” con alcuni contenuti extra: alcune versioni acustiche, il concerto sold-out di Siviglia, un documentario sul tour e i videoclip delle hit di “Prometo”. Il disco ha raggiunto la vetta di svariate classifiche musicali subito dopo la sua uscita. E’ rimasto alla posizione #1 della classifica musicale spagnola per più di 8 settimane, conquistando 6 certificazioni Platino e divenendo l’album più venduto del 2017 e del 2018. L’album ha ricevuto una nomination ai Grammy Awards come “miglior album” nella categoria “pop latino”.
Roma nella camera oscura, oltre 300 fotoA Palazzo Braschi un percorso di 320 immagini dall’800 a oggi

26 marzo 201916:15

– Un raro dagherrotipo con il ritratto di un gentiluomo di metà ‘800; le stampe all’albumina con i monumenti capitolini più famosi; il Tevere e la campagna romana; la folla in piazza San Pietro sotto gli ombrelli per la stesura dei Patti Lateranensi nel 1929; i bombardamenti di Porta Pia e l’inizio della modernità; il colonnato dell’Eur e l’architettura razionalista negli anni del Fascismo; infine la Città Eterna vista con lo sguardo dei grandi fotografi, da Berengo Gardin a Ghirri e Basilico. La storia della Capitale si intreccia con quella della fotografia che compie 180 anni nella grande mostra “Roma nella camera oscura”, ospitata a Palazzo Braschi dal 27 marzo al 22 settembre, a cura di Flavia Pesci e Simonetta Tozzi.
Con circa 320 immagini provenienti dall’Archivio Fotografico del museo, l’esposizione offre un viaggio che dal 1800 giunge fino a oggi: un percorso rigorosamente analogico dal sapore antico, ricchissimo di suggestioni, grazie a un allestimento curato nei minimi dettagli.
Libri e app, l’editoria per ragazzi in vetrina a BolognaAppuntamento per oltre 1400 espositori da 80 Paesi da 1-4 aprile

BOLOGNA26 marzo 201920:50

– È giovane per antonomasia e, nonostante il mezzo secolo abbondante d’età, fa propri temi più che mai attuali, dal mercato emergente degli audiolibri a quello delle app per smartphone e tablet, senza trascurare ‘cult’ come i cartonati. Il mondo dell’editoria per infanzia e ragazzi si dà appuntamento a Bologna per la Fiera Internazionale del Libro per Ragazzi che quest’anno dal primo al 4 aprile arriva alla 56/a edizione e oltre agli annunciati numeri da record, punta sulla rivoluzione digitale e sui nuovi trend di mercato. Con una missione speciale per il 2019: la poesia. “È la manifestazione più prestigiosa e internazionale che abbiamo in calendario in fiera – ha detto Marco Momoli, direttore commerciale di BolognaFiere – Una rassegna che vive a Bologna perché sotto le Due Torri riconosce la sua ‘casa’”. Un rapporto con la città che quest’anno viene valorizzato, sottolinea l’assessore alla Cultura Matteo Lepore, con “un ritorno di attenzione” a Casa Carducci, “luogo iconico che necessita più che mai di amore e di cure”. Non è un caso che la rassegna sia stata presentata proprio nella cornice del museo di Casa Carducci le cui porte saranno definitivamente aperte a grandi e piccoli proprio grazie a un progetto speciale dedicato alla poesia che prenderà il ‘la’ dalla Children Book Fair. La lettura a bambine e bambine dei versi di Carducci, premio Nobel che di Bologna è cittadino onorario, farà da apripista alla sperimentazione dell’uso aperto degli spazi del museo. L’obiettivo è di trasformare Casa Carducci in un centro di iniziative per la poesia, le illustrazioni e la letteratura per l’infanzia, per i ragazzi e le loro famiglie. Ma non è solo poetica l’anima della Children Book Fair 2019. Negli spazi di BolognaFiere, forte di due padiglioni completamente ricostruiti, sono in arrivo oltre 1.440 espositori da più di 80 Paesi. Paese ospite d’onore è la Svizzera, mentre i grandi temi che faranno da sfondo spaziano dai temi e colori della cultura afroamericana al ritorno della scrittura a mano in un mondo digitale, dalle ‘grandi donne’ nella letteratura per ragazzi all’illustrazione internazionale. Cina, gli ‘audiobook’, le librerie per ragazzi sono i trend di mercato su cui si accenderanno i riflettori. Per la prima volta la fiera ospiterà la ‘Kids Wants Mobile’, maxi convention internazionale di sviluppatori di app che in due giorni ha già registrato il sold out di presenze. L’incontro tra libro e digitale è sfaccettato: gli e-book sono quasi superati mentre ora l’attenzione è sui libri con applicazioni di realtà aumentata, la tecnologia che sovrappone a immagini reali una visione interattiva e virtuale.

Steve Hackett in concerto a Firenze18/7, eseguirà tutto album ‘Selling England by the Pound’

FIRENZE26 marzo 201917:41

– Anche Steve Hackett tra gli ospiti del Musart festival Firenze: l’ex chitarrista dei Genesis sarà in concerto giovedì 18 luglio in piazza Santissima Annunziata a Firenze, nell’ambito del Genesis revisited tour 2019. Per la prima volta, si spiega, Hackett eseguirà interamente l’album dei Genesis ‘Selling England by the Pound’: uscito nel 1973 il disco conquistò subito la cima delle classifiche nel Regno Unito ed è stato descritto come “l’album definitivo dei Genesis”.
Il 2019 segna anche il 40 anniversario di uno degli album solisti più famosi di Steve Hackett, ‘Spectral Mornings’, cui verrà reso tributo con l’esecuzione di alcuni brani. Non mancheranno gli intramontabili classici dei Genesis e un’anteprima degli inediti che faranno parte del nuovo album in uscita nel 2019. Sul palco Steve Hackett sarà accompagnato alle tastiere Roger King, a batteria, percussioni e voce Gary O’Toole, al sax, flauto e percussioni Rob Townsend, al basso e chitarra Jonas Reingold e alla voce Nad Sylvan.
Leonardo, ricerche sul nonno mercanteScoperte in libro degli studiosi Vezzosi e Sabato

FIRENZE26 marzo 201920:47

– Importanti scoperte, frutto di ricerche in archivi di Prato e Barcellona, che cambiano la storia della famiglia e della formazione di Leonardo Da Vinci grazie a analisi sulla genealogia, sui territori, e, in parallelo, anche sulle impronte lasciate in dipinti e manoscritti: le descrive il libro ‘Il Dna di Leonardo. Le origini’ (Angelo Pontecorboli Editore), di Alessandro Vezzosi e Agnese Sabato, che sarà presentato all’Archivio di Stato di Prato. Il volume e le ricerche documentano le esperienze del nonno di Leonardo, Antonio, mercante tra Spagna e Marocco, che rappresentano una nuova prospettiva per comprendere lo sviluppo intellettuale del Genio. Quella di Antonio fu certo una vita ricca di esperienze e conoscenze che certo tramandò al nipote, aprendogli orizzonti impensabili per la Vinci del tempo, con racconti di mari e terre lontane, usanze diverse e paesaggi fantastici. Nel libro anche l’individuazione di un avo ancora sconosciuto di Leonardo, Frosino, cugino di Antonio e mercante a Barcellona.

Mannoia, “Con le carezze facciamo opposizione”Esce ‘Personale’, disco (con foto) di speranza e resistenza

26 marzo 201920:45

– “Con le carezze facciamo opposizione”: Fiorella Mannoia sceglie un verso scritto da Luca Barbarossa nel brano ‘L’amore al potere’ per sintetizzare il senso del suo nuovo disco, ‘Personale’, “una modesta raccolta di storie – dice – interpretate attraverso la musica e di storie raccontate attraverso l’obiettivo di una macchina fotografica”. Per la prima volta, infatti, Fiorella ha scelto di abbinare un’immagine a ogni canzone, scegliendo quelle più adatte scelte tra quelle scattate negli ultimi due anni, da quando ha scoperto la passione per la fotografia che – racconta – le ha insegnato a guardare il mondo in un altro modo. Per ora le sue foto sono a corredo delle canzoni ma un giorno, non lo esclude, potrebbero avere una ‘personale’ tutta per loro. Intanto a parlare sono le canzoni, e lo fanno in puro stile Mannoia, vale a dire senza paura di esporsi, anche per poi dire ‘mi sono sbagliata’. E’ il caso del rapporto con il Movimento 5 stelle, da cui l’interprete ha preso le distanze da tempo: “Non mi pento mai di espormi. Puoi sbagliare e non è la prima volta che lo faccio, ma – sottolinea – non c’è pentimento nella speranza. Siamo contenti? Certo che no, ma sono più arrabbiata che pentita”. “Mi sono sempre esposta senza calcolo, non ce la faccio a tenere la bocca chiusa perché – continua – prima di essere una cantante sono una cittadina”. E le viene spontaneo domandarsi: “in America gli artisti si espongono in continuazione, perché qui è uno scandalo appoggiare qualcuno?”. E basta scorrere i titoli delle canzoni – ‘Il peso del coraggio’, ‘Imparare a essere una donna’, ‘Resistenza’, ‘L’amore al potere’, per capire che Mannoia non ha deposto i panni della combattente, titolo del suo album precedente. In quanto artisti – sottolinea – “abbiamo il dovere di bilanciare il troppo astio, l’acredine, la mancanza di compassione”. E l’unico modo per “fare da contraltare a ciò che succede”, per “combattere un linguaggio pericoloso che preferisce dire ‘la pacchia è finita’ piuttosto che ‘cara Europa, ti chiediamo aiuto perché non riusciamo ad affrontare questa emergenza da soli’ per Fiorella è “rimettere in circolo l’amore, che non è una parola buonista”. E ‘Personale’ è, in sostanza, proprio un disco d’amore, d’amore che attende, come la ‘Penelope’ immaginata da Ivano Fossati, d’amore come rivoluzione (‘L’amore al potere’ di Luca Barbarossa), di amori finiti (‘Un pezzo di pane’ e ‘Smettiamo subito’), legami violenti (‘Carillon’ di Federica Abbate e Cheope) e di altri che sciolgono anche l’acciaio (‘L’amore è sorprendente’ di Bungaro, Chiodo e Mannoia). E di amore per la vita, che va affrontata ‘sul campo e mai dagli spalti, senza risparmi’, per “Imparare a essere una donna”. Proprio alle donne va il pensiero di Mannoia: “non pensavo che dovessimo di nuovo difendere i diritti, basta pensare al raduno pro family di Verona, sembra di stare nel Medioevo”. E però – nota – “c’è una reazione, in piazza lo scorso 8 marzo ho visto tante donne ma anche tanti uomini”. E poi tanti giovani, come la protagonista di ‘Anna siamo tutti quanti’, “disillusi dalla politica ma con degli ideali”. Ecco, “in mezzo a tutta questa delusione sento dei focolai di ribellione, sento che si sta muovendo qualcosa che era fermo da troppo, che si sta risvegliando un senso civico”. Come quello che l’ha spinta a offrire uno spazio, nel suo disco, al giovane cantautore napoletano Antonio Carluccio e alle sue ‘Creature’ dal destino segnato, come quello di tutti i giovani che vivono ai margini di una società che li esclude. “Una canzone sospesa”, come il caffé, che corrisponde in pieno al Mannoia-pensiero: “i problemi non si risolvono con la forza, ma con la giustizia sociale”. Un ‘Personale’ assai politico, che prenderà forma sui palchi italiani nel tour in partenza il 7 maggio al Teatro Verdi di Firenze

Labaki, lotto per salvare bimbi di stradaIn sala da 11/4 Cafarnao, premiato a Cannes, regista in giuria

26 marzo 201920:42

-Bambini che non vanno a scuola ma lavorano e vivono in strada da mattina a sera; famiglie numerose e poverissime dove può capitare di ‘vendere’ una figlia 11enne come sposa bambina; migranti che sognano una nuova vita, e una ribellione: quella del 12enne Zain che fa causa ai genitori, per averlo messo al mondo condannandolo a una vita di privazioni. E’ il luogo di ingiustizie e confusione, fra i bassifondi più poveri di Beirut raccontato da ‘Cafarnao – Caos e miracoli’ della libanese Nadine Labaki, in sala dall’11 aprile in circa 100 copie con Lucky Red, con anteprime durante i Cinema Days. Il film, premio della Giuria a Cannes 2018, è stato in gara agli Oscar come miglior film straniero. La regista tornerà quest’anno sulla Croisette come presidente della giuria di Un certain Regard. Cafarnao mette in scena un affresco di un’attualità durissima realizzato con un cast interamente di non professionisti, composto da persone che hanno tutte un vissuto vicino a quello dei personaggi del film. Nadine Labaki ha iniziato a girare dopo tre anni di ricerche fra periferie, tribunali e prigioni, parlando con decine di famiglie e bambini. “Il film ha creato molto dibattito nel mio Paese – spiega la regista oggi a Roma in conferenza stampa, con la figlia di tre anni, che ogni tanto corre da lei -. Ora sento di dover andare avanti, dando vita a una sorta di movimento, perlomeno in Libano. Voglio organizzare proiezioni del film per il governo e i giudici, e attivare poi dei tavoli di confronto in cerca di soluzioni per aiutare queste fasce sociali. Non so se avremo successo, forse sono ingenua, ma penso sia mio dovere”. Protagonista della storia è il piccolo Zain (Zain Al Rafeea, che nella realtà è siriano, ed è scappato dalla guerra con la famiglia rifugiandosi in Libano) che lavora da ambulante e garzone nelle strade di Beirut. Si rivolta contro i genitori e fugge via quando questi vendono la sorellina di 11 anni Sahar, come sposa bambina al giovane padrone di casa. Il bambino viene accolto da Rahil (Yordanos Shiferaw), giovane immigrata kenyota che rischia di essere rimpatriata, e mamma di un bellissimo bimbo di un anno, Yonas. Insieme formano per poco una nuova famiglia, finché le cose precipitano e Zain, finito in prigione per un crimine, decide di fare causa ai propri genitori che l’hanno condannato a una vita da ‘invisibile’. “Quando si lavora con i bambini bisogna dargli spazio e avere pazienza. Alla fine avevamo oltre 500 ore di girato e un primo montaggio di 12, che abbiamo ridotto a due”. Il film affronta anche un tema drammatico come quello delle spose bambine: “Sono stata scioccata dallo scoprire che i numeri ufficiali non sono niente rispetto alla realtà. Quando abbiamo discusso con madri e padri, abbiamo capito che queste situazioni sono molte di più di quante pensassimo, c’è ancora chi le considera parte della cultura e della tradizione. In realtà non sono matrimoni, ma transazioni economiche, con un passaggio di soldi – aggiunge la cineasta -. E’ una piaga sulla quale i governi non vogliono indagare”. Nella storia del film “Zain alla fine è una sorta di messia, di salvatore. Volevo fosse la voce dei bambini senza voce”. Il primo risultato importante per la regista, è stato creare una fondazione che aiutasse tutti i bambini e le famiglie che recitano nel film: “Ad esempio Zain, ora vive, grazie all’intervento dell’Unhcr, con la famiglia in Norvegia e va per la prima volta nella sua vita a scuola. Sta iniziando la sua infanzia. Tutti i piccoli interpreti del film ora vanno a scuola”. Con il suo cinema, la regista, vuole continuare a indagare la realtà: “La considero una responsabilità, soprattutto quando hai la sensazione di vivere in una regione maledetta. In realtà l’intero mondo sta diventando un cafarnao”.

Papaveri del museo del Connecticut attribuito a van GoghDopo 30 anni di magazzino una sorpresa, sotto c’e’ un ritratto maschile

NEW YORK26 marzo 201921:15

Se i girasoli sono il suo soggetto floreale piu’ famoso, Vincent van Gogh dipinse anche una serie di nature morte con vasi di papaveri. Una di queste, rimasta per 30 anni nei magazzini del Wadsworth Atheneum Museum of Art di Hartford in Connecticut, e’ stata autenticata dagli esperti del Van Gogh Museum di Amsterdam come realmente opera dell’artista. Nel corso del processo c’e’ stata una sorpresa: gli specialisti hanno scoperto un ritratto maschile sotto la stesura finale del quadro: la prova che van Gogh aveva riutilizzato la tela per risparmiare fondi.I papaveri di Hartford si aggiungono alla natura morta con frutta e castagne accettata come autentica in febbraio al San Francisco Museum of Arts. Per l’attribuzione dei papaveri gli esperti hanno esaminato la tela, la preparazione, i pigmenti e lo stile. La natura morta e’ adesso datata all’inizio dell’estate 1886, pochi mesi dopo l’arrivo del pittore a Parigi, anche sulla base della stagione della fioritura, di solito tra giugno e luglio. L’attribuzione del quadro al Wadsworth era stata messa in dubbio nel 1990 dallo storico dell’arte Walter Feilchenfeldt assieme ad altri presunti van Gogh in vari musei del mondo. L’opera era stata quindi ritirata dalle gallerie e messa in magazzino. La ricerca sul quadro di Hartford “dimostra quattro ancora dobbiamo imparare su van Gogh e sulla sua evoluzione artistica”, ha detto il direttore del Wadsworth, Thomas Loughman. Il quadro era stato lasciato in eredita’ al Wadsworth nel 1957 dalla scrittrice e collezionista Anne Parrish Titzell assieme a opere di impressionisti come Renoir e Monet. Louis van Tilborgh, uno dei responsabili della ricerca per il van Gogh Museum, si e’ detto adesso felice che i dipinto di Hartford possa essere finalmente “ancorato” all’opera di van Gogh aggiungendosi a un altro dipinto dell’artista olandese nelle collezioni: un autoritratto dipinto nello stesso periodo parigino tra 1886 e 1887. Ulteriori studi hanno ipotizzato un legame dei papaveri con un dipinto descritto nelle memorie del gallerista parigino di van Gogh, Ambroise Vollard, il quale a sua volta potrebbe averlo acquistato da uno dei amici dell’artista in Francia. Il quadro fu poi esposto nel 1913 all’Armory Show di New York dal gallerista Stephan Bourgeois che di recente si era trasferito da Parigi a Manhattan. Il van Gogh recuperato tornerà nelle gallerie del Wadsworth il 26 aprile. E’ stato gia’ promesso per una mostra su Van Gogh al Museum Barberini di Potsdam il prossimo ottobre.

Cartoons on the Bay: supereroi tra Dragonero e UnicefA Torino dall’11 al 13 aprile, tanti ospiti da Plympton a Ocelot

27 marzo 201909:25

Re Artù, Dragonero, Topolino ma anche l’Unicef con il trentennale della carta dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. E soprattutto uno sguardo fiero e orgoglioso verso il futuro come quello della donna fantascientifica appoggiata alla Mole disegnata dal grande Maurizio Manzieri per la locandina. Torino è pronta a ridiventare capitale internazionale dell’animazione cross-mediale e della tv dei ragazzi con il festival Cartoons on the Bay promosso da Rai e organizzato da Rai Com in collaborazione con Film Commission Torino Piemonte e Fip Film Investimenti Piemonte dal 11 al 13 aprile. E che quest’anno prolunga di un giorno il divertimento con la manifestazione sportiva Cartoons Game a piazza San Carlo.
“Sono tantissimi gli ospiti italiani e internazionali – ha spiegato il direttore artistico Roberto Genovesi che festeggia il decimo anno al timone di Cartoons – ed è come al solito difficile fare una selezione. Voglio citare Bill Plympton uno dei maestri dell’animazione indipendente americana, famoso per la tecnica d’animazione perché disegna fotogramma per fotogramma come facevano Bruno Bozzetto e Guido Manuli e che farà una masterclass. Poi Michel Ocelot, che partì nel ’98 con Kiriku e la strega Karaba e arriva a Torino con il nuovissimo e bellissimo Dilili a Parigi. Con noi ci saranno anche Benoit Sokal, l’eclettico artista belga padre della trilogia di videogiochi Syberia, e la Marvel Animation. Ci sarà anche un premio a Rinaldo Traini perché come Bonelli è una colonna del fumetto italiano senza di cui non ci sarebbero stati Pazienza, Bonvi, Pratt. Avremo anche in giuria tra gli altri Jeff Wamester, regista dei Guardiani della Galassie, e Rhianna Pratchett, figlia di Terry Pratchett creatore di Mondo Disco e a sua volta creatrice di Tomb Rider”.
Sottolinea l’importanza del festival l’amministratore delegato di Rai Com Monica Maggioni: “Ancora di più in un’epoca in cui ci si vorrebbe far pensare che c’è uno sguardo meglio di un altro, continuo a pensare che invece la ricchezza, la diversità e la non omologazione sia il contributo più grande che possiamo dare alla società e ci connettono non solo al nostro paese ma a tutto il mondo”. “Ormai il mondo della comunicazione rivolto all’infanzia e alla prima adolescenza è sempre più ricco e sempre più multimediale, richiede un aggiornamento costante” ha detto il presidente della Rai Marcello Foa.
Sono ben nove i titoli di Rai Ragazzi che hanno ricevuto una nomination a Cartoons. Un record assoluto quest’anno riguarda la cinquina live action, o fiction per ragazzi. A spiegarlo Luca Milano, direttore di Rai Ragazzi: “Sono ben quattro (su 5 totali) i titoli Rai selezionati in questa categoria, tutti per Rai Gulp. Si tratta di Jams, unico titolo già uscito su Rai Gulp, è la prima serie per ragazzi che parla di molestie sui minori prodotta da Rai Ragazzi e da Stand By Me, con il supporto di un team di specialisti. Poi Club 57, nuovissimo titolo che debutterà su Rai Gulp: è una coproduzione tra Nickelodeon e Rainbow, in collaborazione con Rai Ragazzi, con riprese in Puglia e a Miami, che propone ragazzi di oggi che si trovano a vivere l’epoca dei loro nonni. C’è poi Penny on M.A.R.S., serie italiana girata in lingua inglese a Milano e dintorni. Infine Cercami a Parigi (Find me in Paris) con una giovane ballerina russa che si ritrova catapultata all’Opéra di Parigi”.
Al Centro Produzione Rai di Torino, a via Verdi, sarà in mostra dall’11 aprile al 15 maggio l’immaginario mondo di Dragonero, fumetto fantasy creato da Stefano Vietti e Luca Enoch pubblicato da Sergio Bonelli. Non poteva mancare l’omaggio di Cartoons al settimanale Topolino che festeggia 70 anni con la mostra Topolino, Storia di una Pop Star, allestita con riproduzioni di tavole d’autore originali fino a quella tratta dal Topolino celebrativo 3306, in edicola mercoledì 3 aprile.         [print-me title=”STAMPA”]

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Musica: Siviglia ospiterà gli Mtv Emas 2019
Il 3 novembre dal Fibes, Centro Fiere e Congressi

25 marzo 2019 01:36

Sarà Siviglia ad ospitare la 26/a edizione degli Mtv Emas, il prossimo 3 novembre. L’MTV Music Awards Show sarà trasmesso in diretta dal FIBES, Centro Fiere e Congressi della città spagnola e sarà trasmesso live su tutti i canali di MTV in circa 180 Paesi.”Siamo molto eccitati all’idea di arrivare a Siviglia per gli MTV EMAs 2019. È una città molto viva con una incredibile cultura musicale che sarà lo sfondo perfetto per un’altra epica notte di musica”, ha affermato Bruce Gillmer, EVP, Viacom’s Global Head of Music e Co-Brand Lead di MTV International.Raffaele Annecchino, presidente e Managing Director di Viacom International Media Networks per l’Europa Occidentale, del Sud, Medio Oriente e Africa, ha aggiunto: “Siamo davvero contenti di ospitare gli MTV EMAs in Spagna per la 4/a volta e di lavorare con Siviglia. È stata la prima città creativa della musica a essere riconosciuta dall’Unesco. La città è nota come centro di creatività e attività musicali: luogo culturale perfetto per ospitare gli EMA”.

Cecchi Gori a Firenze per film su di luiSeguito da telecamere prima allo stadio Franchi e poi a cimitero

FIRENZE25 marzo 201918:49

– Vittorio Cecchi Gori a Firenze per girare una parte importante del docufilm sulla sua vita diretto da Simone Isola e Marco Spagnoli, e prodotto da Giuseppe Lepore.
La lavorazione è iniziata nel gennaio scorso e la speranza è di poterlo portare alla prossimo Mostra del cinema di Venezia. Costantemente ripreso dalle telecamere, il produttore ed ex presidente della Fiorentina, è arrivato allo stadio Artemio Franchi dove ha incontrato Giancarlo Antognoni. Ma il momento per lui più importante è stata la visita sulla tomba del padre Mario e della mamma, al cimitero delle Porte Sante. Visibilmente commosso Cecchi Gori è poi salito davanti all’ingresso della basilica di San Miniato per una preghiera. Poi un pranzo veloce prima di scendere in centro per una breve passeggiata in piazza della Signoria e in piazza Duomo. Per il docufilm sono stati intervistati alcuni dei registi e degli attori che con lui hanno lavorato: Roberto Benigni, Giuseppe Tornatore, Carlo Verdone, Leonardo Pieraccioni e Marco Risi.
Vittoria Puccini a caccia ‘di una verità dolorosa’Mentre ero via dal 28 marzo su Rai1, con Giuseppe Zeno

25 marzo 201909:45

– “Una storia che in qualche modo può riguardare gran parte di noi, perchè affronta il tema della rimozione: a chi non è capitato di mettere da parte un’esperienza che preferiva dimenticare? Ma questa donna con tutte le forze preferisce andare a fondo, perchè è meglio ritrovare una verità anche dolorosa che vivere ingannando noi stessi”. Vittoria Puccini torna in tv (dopo il successo di Romanzo Famigliare di Francesca Archibugi) come protagonista del crime psicologico ‘Mentre ero via’, serie tv in 6 prime serate su Rai1 da giovedì 28 marzo con la regia di Michele Soavi. Puccini si racconta raggiunta al telefono sul set a Mantova dove sta girando “Il processo”, una serie in 4 puntate dove dice: “interpreto una pm” (ma in questo caso per Mediaset). Poi in estate girerà un film per il cinema, “un progetto cui tengo molto ma di cui adesso non posso anticipare nulla”. Torniamo alla serie Rai: si racconta il percorso di riappropriazione della memoria, degli affetti e della propria immagine, sia pubblica che interiore. Puccini è la protagonista della vicenda, ambientata a Verona, al suo fianco Giuseppe Zeno, Stefania Rocca, Francesca Cavallin, Flavio Parenti, Carmine Buschini, Antonia Fotaras e Mariano Rigillo. Puccini è Monica Grossi, 38 anni, bella e determinata, si risveglia dopo quattro mesi di coma senza ricordare nulla degli ultimi anni della sua vita. Non riconosce il mondo in cui si ritrova e la donna che tutti le descrivono come manipolatrice, adultera, capace di tradire il marito Gianluca con Marco de Angelis e causa indiretta della morte di entrambi.”Sì ma non accetta questa descrizione: Monica si ritrova in ospedale convinta di essere lì per aver partorito il suo secondo figlio – spiega l’attrice -. In realtà il bambino ha otto anni. Al suo risveglio le viene detto che il marito è morto la sera stessa dell’incidente e che lei ne ha in parte la responsabilità e la causa è un litigio con il suo amante anche lui morto. Anna crede che le stiano parlando di una sconosciuta. Quando torna a casa decide di scoprire la verità: per ricostruirsi una vita ha bisogno di sapere chi era. Anche per riconquistare la fiducia dei suoi figli”.Il direttore di Rai Fiction Eleonora Andreatta tiene a sottolineare: “Mentre ero via rappresenta il terzo capitolo, dopo Un’altra vita e Sorelle, di un’ideale collection che Rai Fiction ha fortemente voluto perché incarna uno dei temi portanti della nostra linea editoriale: quello del femminile e della possibilità di una rinascita. In questo caso una donna che combatte per ritrovare la sua identità e il proprio posto nella famiglia e nel mondo. Si tratta di una grande storia femminile di riscatto, nel dubbio che separa la realtà dall’allucinazione e contro la gabbia dei pregiudizi costruiti dagli altri”. Monica ha un rapporto conflittuale con la figlia adolescente. Nella vita reale Puccini oltre ad essere un’attrice è una mamma (di Elena avuta da Alessandro Preziosi dal quale si è separata anni fa). Come sono i vostri rapporti? “Mia figlia ha 13 anni, c’è una grande intesa anche se sono spesso impegnata sul set, per fortuna è in un periodo in cui mi racconta tutto delle sue amicizie e della sua vita. Non è presente sui social, fa sport come me”. Non sarà facile per Monica riappropriarsi della sua vita e dei suoi ricordi; fortunatamente accanto a sé si ritroverà Caterina (Rocca), una psicologa, e Stefano (Zeno), fratello di Marco. Zeno del suo personaggio dice: “E’ un ruolo che mi è piaciuto molto, proprio perchè la storia ha un congegno narrativo che ricorda per complessità le grandi serie Usa o britanniche nelle molteplici dimensioni della suspense. Stefano è l’unico che non conosce Monica, e come lei è determinato a scoprire la verità, senza farsi influenzare. E’ un padre single ed è il fratello di Marco De Angelis, il presunto amante di Monica ucciso da Gianluca Grossi la notte dell’incidente.
Insieme a Monica capisce che qualcosa non torna nella versione ufficiale dell’accaduto”.

Bacà, la disgrazia di essere fortunatoRomanzo comico particolare e inconsueto nel nostro panorama

25 marzo 201910:08

– FABIO BACA’, ”BENEVOLENZA COSMICA” (ADELPHI, pp. 226 – 18,00 euro).
Ecco un romanzo di piacevole lettura raro dalle nostre parti, tanto che potremmo quasi dire paradossalmente che è costruito al contrario, non su una vita di sofferenze che porta alla catarsi, ma su un’esistenza che procede sotto l’ala di una benevolenza cosmica, e in quest’ottica ecco che la narrazione mostra una vena ironica, trova una sua intrinseca comicità non superficiale e, forse per questo, la vicenda ha un aura british, ambientata a Londra con un protagonista che si chiama Kurt O’Reilly.
Lui è il dirigente di una società che si occupa di statistiche e non regge la pressione di quel che inopinatamente gli accade: ”Forse perché il mio sistema di valori è messo a dura prova. La mia struttura psichica di riferimento, la mia fede nella stabilità degli eventi statistici, sta pericolosamente vacillando”. Non può essere che a uno tutto, ma proprio tutto non faccia che andargli bene e se gli accadono contrattempi più o meno gravi, questi poi si rivelino portatori di altre buone novelle. Un’angiografia rivela che ha alcune lesioni intraoculari sintomatiche di una forma di tumore rara e, nel 96 % dei casi, maligna, ma lui rientra per fortuna in quell’altro 4%. Per strada si trova davanti all’aggressore armato di una donna e viene ferito di striscio da un proiettile della polizia, così gli vengono offerti molti soldi di risarcimento, una cifra che cresce ogni volta che lui la rifiuta (basta denaro che piove dal cielo!), sin quando la accetterà per potersene andare. Del resto chi investe i suoi soldi è stupefatto come ogni sua scelta, anche quelle di proposito più azzardate, non faccia che rendergli ingenti somme, senza mai un calo o una perdita da mesi. Ma la cosa funziona anche con cifre più piccole, come una corsa in taxi che gli viene offerta dall’autista perché lui è l’ultimo cliente prima che questi vada in pensione. Insomma, un pover’uomo che si sente letteralmente perseguitato dalla fortuna, vittima di una congiura cosmica di cui si sente vittima, e per la quale cerca una spiegazione.
Distratto da quel che gli accade, è sempre in giro, come in fuga, con la segretaria Wendy che lo cerca disperatamente e il lavoro lasciato da parte, eppure è proprio allora che gli arriva un’inaspettata promozione. Avverte di stare abituandosi a pensare di non correre mai alcun rischio, come tutto fosse sempre calcolato, cosa che gli impedisce ”di entrare in contatto con la parte oscura di me stesso” e godere dell’imprevedibilità della vita. La sua sicurezza, le sue difese le ha sempre trovate nelle statistiche (e ne cita varie – anche se una nota dell’autore all’inizio avverte che sono false), in una razionalità che non ha bisogno di consolazioni religiose o meno, ben sapendo che ”la vita è una faccenda incomprensibile”, ma a proposito di un tale momento della sua esistenza sente che ”ci sono cose per le quali non pretendere una spiegazione è impensabile”. E’ allora che cerca qualcuno che sappia dargliele, ma chiedere aiuto perché tutto ti dice bene non trova facile comprensione e al massimo gli dicono che forse è solo un po’ stressato. Finché finisce da uno psichiatra che lo riceve in una spettacolare piscina al 32/mo piano di un grattacielo, il quale lo manda da una donna che invece gli dà appuntamento in un ristorante macrobiotico,si occupa di alta moda ma fa anche la psicoterapeuta per persone ”intrappolate in complicate e infelici combinazioni di eventi” e sarà lei a proporgli nell’ottica di un equilibrio universale una visione delle cose nuova che potrebbe rivelarsi salvifica e che tirerà in ballo sua moglie Elizabeth, una curiosa scrittrice con cui è in crisi sin da quando si sono sposati. Un racconto che è in debito dichiarato con Vonnegut, che non a caso si chiama Kurt come O’Reilly, scritto con un certo ritmo e buoni dialoghi, costruito in una sorta di crescendo e piccole sorprese che spingono il lettore a voler vedere dove tutto va a parare, grazie anche a una lingua veloce e incisiva che finisce quasi a contrasto per evidenziare una comicità che è molto rara nel panorama della nostra letteratura.

Chicos Mambo al Duse di Bologna in TutùLa compagnia catalana in scena il 30 marzo, omaggio alla danza

BOLOGNA25 marzo 201909:56

– La compagnia catalana dei Chicos Mambo, diretta dal coreografo Philippe Lafeuille, sarà al Teatro Duse di Bologna il 30 marzo prossimo con lo spettacolo cult ‘Tutù’.
Nato nel 2014 per festeggiare il ventennale del gruppo, ‘Tutù’ è una sorta di hit della produzione dei Chicos, già replicato innumerevoli volte in tutta Europa dai suoi sei straordinari ballerini. La pièce, un omaggio alla danza di cui il celebre costume è ormai un’icona, attraversa tutti i generi.
Oltre al balletto classico, ci sono le sfilate su antiche canzoni da grammofono, tipiche delle creazioni di Pina Bausch, le ‘moine’ delle ginnaste olimpioniche e gli assoli espressivi di palpitanti danzatrici moderne. Il tutto declinato con estrema grazia e bravura, con un gusto per il dialogo con il pubblico, capace di incantare e dimostrare che anche un semplice gesto può diventare danza.
Con i Chicos Mambo il gonnellino di tulle si trasforma e diventa un piumino in cui i ballerini scompaiono, o l’abito di una figurina da carillon che gira inesorabilmente su se stessa, o il piumaggio dei mitici uccelli del ‘Lago dei cigni’, che trasformano la loro danza cronometrica in un divertentissimo contest hip hop.

Bobulova e Porcaroli, duello al femminileTutte le mie notti in sala dal 28 marzo fra dramma e noir

25 marzo 201910:10

– Baby prostitute, ricchi imprenditori, eccessi, paure, fragilità e bugie. Elementi che vengono filtrati fra dramma e noir dall’incontro/scontro al femminile di Tutte le mie notti di Manfredi Lucibello, con Barbora Bobulova, Benedetta Porcaroli e Alessio Boni, in sala dal 28 marzo da 102 Distribution dopo l’anteprima ad Alice nella città alla Festa del Cinema di Roma.
Le protagoniste del ‘duello’ sono Veronica (Bobulova), rigido avvocato di un’importante azienda, guidata da un imprenditore pronto a tutto (Boni), e Sara (Porcaroli) 17enne che pensa di poter gestire la sua vita segreta. In una notte d’autunno, nelle strade deserte di una cittadina di mare, Veronica e Sara si incontrano e le loro vite cambiano inaspettatamente prospettiva.
Una serata di eccessi finita male, proietta le due protagoniste in una guerra di sentimenti, che mescola confidenza, tensione, disillusione, sorellanza.
“Personaggi come Sara o come quello che ho interpretato nella serie Netflix, Baby – ha detto

Benedetta Porcaroli -.
si possono affrontare solo non giudicandoli. Ho cercato di avere un occhio oggettivo, capire le loro motivazioni. Queste storie non vogliono dare risposte ma offrire al pubblico la possibilità di farsi delle domande. Nel film e nella serie, si sono scelte strade diverse ugualmente originali. Qui il linguaggio è del thriller anche se non è un crime. Si spiega anche quello che succede nella testa delle due donne”.
Veronica “non è stata facile da costruire – ha aggiunto Barbora Bobulova – è chiusa, introversa e sola. Questo incontro con la ragazza cambia qualcosa nella sua vita, nel suo essere donna”. La storia si poteva raccontare in tanti modi “ma ho deciso di concentrami sulle due donne, perché li trovo i personaggi più interessanti – dice Manfredi Lucibello -.
Oltretutto in questo periodo storico, quello di cui parliamo è un tema di cui bisogna occuparsi. Anche se c’è ancora chi mi chiede perché, da uomo, abbia fatto un film tutto al femminile”.
Editoria: Conte, ddl a settembreCi saranno quattro giornate principali per Stati Generali

25 marzo 201911:32

– ‘Ci saranno cinque aree tematiche e quattro giornate principali nel percorso degli stati generali dell’editoria”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte, spiegando che i disegni di legge saranno presentati a settembre.
Editoria: Conte, è settore delicatoTutti devono dare il loro contributo, sarà percorso inclusivo

25 marzo 201911:34

– “Forse abbiamo concesso qualcosa all’enfasi ma gli stati generali dell’editoria sono un momento importante è tutti devono dare il loro contributo. Compete al governo esprimere un indirizzo politico ma è da anni che se ne parla e da anni non si fa nulla. È un settore delicato per la democrazia. Sarà un percorso complesso ma incluso. Sarete chiamati a esprimere proposte speriamo innovative”. Lo ha detto il presidente del consiglio Giuseppe Conte aprendo gli Stati generali dell’editoria.
Incassi, in vetta A un metro da teTanti nuovi ingressi, 3/o ‘Scappo a casa’ e quarto ‘Peppermint’

25 marzo 201916:24

– Conquista la vetta ‘A un metro da te’ di Justin Baldoni. La commovente storia d’amore tra due ragazzi che, per diverse malattie, non possono nemmeno stare vicini è al primo posto nella classifica Cinetel del week end con 196.383 euro. Scivola così al secondo posto Capitan Marvel di Anna Boden e Ryan Fleck, che in tre settimane ha guadagnato un totale di 9.125.567 euro.
Esordiscono al terzo posto la commedia ‘Scappo a casa’ di Enrico Lando con l’irresistibile Aldo del trio milanese “Aldo, Giovanni e Giacomo” con 625.932 euro e al quarto ‘Peppermint-L’angelo della vendetta’ di Pierre Morel che vede una moglie, madre e cittadina modello decidere di farsi giustizia da sola quando, per un motivo poco chiaro, i killer della droga le uccidono marito e figlia, con un incasso di 455.451 euro. Slitta dal secondo al quinto posto ‘Momenti di trascurabile felicità’ di Daniele Luchetti con Pif che incassa 1.386.826 euro in due settimane.
Turista imbratta porticato VasarianoStava scrivendo su una colonna il suo nome con un pennarello

FIRENZE25 marzo 201912:31

– Fermata dai carabinieri mentre, usando un pennarello, scriveva il suo nome su una delle colonne del porticato che sorregge il Corridoio Vasariano, all’altezza del Ponte Vecchio a Firenze. Per questo domenica 24 marzo una turista di 69 anni, colombiana, è stata denunciata. Dovrà rispondere del reato di imbrattamento.
Musica, il Trio Kanon a Bologna FestivalSul palco il 26/3 proporranno Beethoven, Ravel, Kagel

BOLOGNA25 marzo 201912:32

– Archiviato il successo della serata inaugurale col raro ‘Salomon’ di Haendel, il Bologna Festival prosegue il 26 marzo alle 20.30 all’Oratorio di San Filippo Neri col primo appuntamento della rassegna Talenti affidato al Trio Kanon.
Riunitisi in trio nel 2012, Lena Yokoyama (violino), Alessandro Copia (violoncello) e Diego Maccagnola (pianoforte) proporranno due grandi classici: il Trio ‘degli spiriti’ di Beethoven, un brano visionario che ruota intorno a uno spettrale Largo centrale, il Trio in la maggiore di Ravel, composizione di esuberante vitalità ascoltata per la prima volta a Parigi nel 1915 con Alfredo Casella al pianoforte, e il Secondo Trio di Mauricio Kagel, carico di convenzioni e sovversioni come tutta la musica del compositore argentino.
Musica: The Struts a maggio in ItaliaGruppo rock inglese farà tappa in Emilia e a Roma

BOLOGNA25 marzo 201912:58

– Il gruppo rock inglese The Struts torna in Italia, dopo il sold out ai Magazzini Generali di Milano, con due concerti: il 25 maggio al Vox Club di Nonantola (Modena), il 26 all’Orion di Ciampino (Roma).
Composta da Luke Spiller (voce), Adam Slack (chitarra), Jed Elliott (basso) e Gethin Davies (batteria), la band è stata opening act di Rolling Stones, The Who e Gun’s’Roses ed è stata scelta dai Motley Crue come supporter dei loro ultimi concerti.
Dave Grohl l’ha definita ‘la miglior band di apertura’ che i Foo Fighters abbiano mai avuto.
Dopo l’album di debutto ‘Everybody wants’ nel 2016, The Struts hanno pubblicato ‘Young&Dangerous’, che li ha consolidati come una delle migliori band contemporanee. “Una delle cose che desideriamo fare con la nostra musica – dice Spiller – è ispirare le nuove generazioni ad imbracciare nuovamente una chitarra. Viviamo in un’epoca in cui l’hip hop e la musica dance predominano ed è una bella cosa, ma desideriamo ricordare a tutti che esiste anche altro”.
Eco, ‘l’Europa sarà un continente multirazziale’Escono quattro saggi, due inediti, su Migrazioni e intolleranza

25 marzo 201920:26

Una raccolta di quattro saggi di Umberto Eco, di cui due inediti, su ‘Migrazioni e intolleranza’ (euro 7) affrontati in 72 pagine con la forza delle idee, contro ogni pregiudizio, arrivano in libreria il 28 marzo per La nave di Teseo.”L’Europa sarà un continente multirazziale o, se preferite, “colorato” dice Eco, morto nel 2016, nell’inedito ‘Le migrazioni del Terzo Millennio’ di cui anticipiamo un estratto per gentile concessione della casa editrice. Dopo il grande successo di Il fascismo eterno, oltre 42.000 copie ad oggi e 10 edizioni, arriva una nuova illuminante riflessione civile. Una lezione folgorante e profetica su temi di grande sensibilità e attualità: i migranti, le forme di razzismo e intolleranza esplicite e subdole, l’identità europea, il confronto con tradizioni e abitudini diverse dalle nostre.”Eliminare il razzismo non vuol dire mostrare e convincersi che gli Altri non sono diversi da noi, ma comprendere e accettare la loro diversità” dice Eco. E ancora, nelle ‘Migrazioni del Terzo Millennio’ afferma che “i razzisti dovrebbero essere (in teoria) una razza in via di estinzione”.”Un’intolleranza strisciante guadagna terreno giorno per giorno… L’intolleranza selvaggia si batte alle radici, attraverso una educazione costante che inizi dalla più tenera infanzia, prima che sia scritta in un libro” scrive in queste 72 pagine.Ecco il brano ‘Le migrazioni del Terzo Millennio’ che pubblichiamo in anteprima: “Noi oggi, dopo un XIX secolo pieno di immigranti, ci troviamo di fronte a fenomeni incerti. Oggi – in un clima di grande mobilità – è molto difficile dire se certi fenomeni sono di immigrazione o di migrazione. C’è certamente un flusso inarrestabile da sud verso nord (gli africani o i medio-orientali verso l’Europa), gli indiani dell’India hanno invaso l’Africa e le isole del Pacifico, i cinesi sono ovunque, i giapponesi sono presenti con le loro organizzazioni industriali ed economiche anche quando non si spostano fisicamente in modo massiccio.È ormai possibile distinguere immigrazione da migrazione quando il pianeta intero sta diventando il territorio di spostamenti incrociati? Credo sia possibile: come ho detto, le immigrazioni sono controllabili politicamente, le migrazioni no; sono come i fenomeni naturali. Sino a che vi è immigra-zione i popoli possono sperare di tenere gli immigrati in un ghetto, affinché non si mescolino con i nativi. Quando c’è migrazione non ci sono più ghetti, e il meticciato è incontrollabile.I fenomeni che l’Europa cerca ancora di affrontare come casi di immigrazione sono invece casi di migrazione. Il Terzo Mondo sta bussando alle porte dell’Europa, e vi entra anche se l’Europa non è d’accordo. Il problema non è più decidere (come i politici fanno finta di credere) se si ammetteranno a Parigi studentesse con il chador o quante moschee si debbano erigere a Roma. Il problema è che nel prossimo millennio (e siccome non sono un profeta non so specificare la data) l’Europa sarà un continente multirazziale o, se preferite, “colorato”. Se vi piace, sarà così; e se non vi piace, sarà così lo stesso.Questo confronto (o scontro) di culture potrà avere esiti sanguinosi, e sono convinto che in una certa misura li avrà, saranno ineliminabili e dureranno a lungo. Però, i razzisti dovrebbero essere (in teoria) una razza in via di estinzione. È esistito un patrizio romano che non riusciva a sopportare che diventassero cives romani anche i galli, o i sarmati, o gli ebrei come san Paolo, e che potesse salire al soglio imperiale un africano, come è infine accaduto? Di questo patrizio ci siamo dimenticati, è stato sconfitto dalla storia. La civiltà romana era una civiltà di meticci. I razzisti diranno che è per questo che si è dissolta, ma ci sono voluti cinque- cento anni – e mi pare uno spazio di tempo che consente anche a noi di fare progetti per il futuro”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

È morto il cantante e compositore Scott Walker
A 76 anni, prima della carriera solista era nei Walker Brothers

25 marzo 201913:56

È morto Scott Walker, cantante e compositore americano. A dare la notizia è l’etichetta 4AD, sulla sua pagina Facebook.”E’ con grande tristezza che annunciamo la morte di Scott Walker”, recita il post. “Scott aveva 76 anni ed è sopravvissuto a sua figlia, Lee, a sua nipote, Emmi-Lee, e al suo partner Beverly – si legge nel post -. Per mezzo secolo, il genio dell’uomo, all’anagrafe Noel Scott Engel, ha arricchito la vita di migliaia di persone, prima come membro del gruppo The Walker Brothers, e poi come artista solista, produttore e compositore di originalità senza compromessi”.

Scott Walker – ricorda l’etichetta discografica – “è stato un titano unico e all’avanguardia della musica britannica. Audace, ha prodotto opere che esplorano la vulnerabilità umana e l’oscurità senza Dio”.
DA YOUTUBE – ‘Make It Easy on Yourself’

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Saviano, Gomorra 4 politica e economica
Su Sky Atlantic dal 29 marzo, al centro ancora Genny Savastano

25 marzo 201915:35

– ”Questa stagione è profondamente politica ed economica è tutto compromesso e mediazione, in cui emerge l’Italia come il Venezuela d’Europa. Una stagione dunque che ha un passo diverso. C’è la terra dei fuochi. Patrizia e Azzurra crescono. Gli uomini sono bambini spersi. Emerge la differenza tra chi vuole tutto e subito (le paranze) e chi capisce come il potere ha bisogno di tempo, bisogna imparare a gestirlo”. Lo ha sottolineato Roberto Saviano in un video nella presentazione di Gomorra – Quarta stagione che debutterà il 29 marzo in esclusiva su Sky Atlantic. Al centro di tutto, c’è ancora una volta Genny Savastano (Salvatore Esposito). Cristiana Dell’Anna interpreta nuovamente Patrizia. Torna anche Marco D’Amore ma come regista. I nuovi episodi di Gomorra – prodotti da Cattleya, parte di ITV Studios e Fandango in collaborazione con Beta Film – sono diretti da Francesca Comencini (responsabile anche della supervisione artistica), Claudio Cupellini, Marco D’Amore, Enrico Rosati e Ciro Visco.
Opere di Morandi al Guggenheim di BilbaoE al museo bolognese un nuovo dipinto in comodato d’uso

BOLOGNA25 marzo 201915:44

– Una quindicina di opere di Giorgio Morandi vanno in prestito per una mostra al Museo Guggenheim di Bilbao, mentre da martedì 26 marzo una ‘Natura morta’, olio su tela del 1931, sarà concessa in comodato al Museo Morandi di Bologna.
La mostra di Bilbao – ‘Una mirada Atras. Giorgio Morandi y los Maestros Antiguos/A backward glance. Giorgio Morandi and the old masters’ – sarà dal 12 aprile al 6 ottobre un’occasione per vedere i capolavori morandiani affiancati a celebri opere provenienti da varie istituzioni museali italiane ed europee: le 15 opere in prestito sono otto dipinti (sei nature morte e due raffiguranti fiori) e 7 nature morte realizzate con la tecnica dell’acquaforte, cui si aggiungono cinque lavori di antichi maestri (tele di Giuseppe Maria Crespi e Pietro Longhi) di norma conservati a Casa Morandi, in via Fondazza a Bologna.
Il nuovo comodato al Museo Morandi fa parte invece della collezione privata di Enos e Alberto Ferri, che avevano già concesso altre opere all’istituzione museale.

Dj Khaled, 17/5 esce “Father of Asahd””Il mio album più importante finora”, dal nome del figlioletto

25 marzo 201915:48

– Il 17 maggio esce “Father of Asahd” (We The Best Music Group/Epic Records), il nuovo disco di Dj Khaled, da lui stesso definito “il suo album più importante finora”.
Nominato ai Grammy, artista visionario dell’industria musicale, innovativo influencer e mega-produttore, Dj Khaled ha conquistato il doppio disco di Platino in Italia sia per “Wild Thoughts” feat. Bryson Tiller e Rihanna che per “I’m The One” feat. Justin Bieber, Quavo, Chance The Rapper & Lil Wayne. Dopo il doppio debutto al n.1 dei suoi album nella Billboard Top 20, innumerevoli dischi di Platino e Oro nel mondo, il n.1 della Hot 100 e miliardi di streaming, Khaled alza ulteriormente l’asticella con “Father of Asahd”, che prende il nome dal figlioletto di due anni (che è co-produttore dell’album!). Dj Khaled darà presto nuovi indizi, come ad esempio il nuovo singolo.
Restaurato cartone scuola di Atene di RaffaelloNuovo allestimento alla Pinacoteca Ambrosiana per capolavoro

25 marzo 201920:28

Ci sono voluti quattro anni, ma ne è valsa la pena: dal 27 marzo sarà possibile vedere il frutto del restauro del Cartone preparatorio della Scuola di Atene di Raffaello, conservato alla Pinacoteca Ambrosiana di Milano. Un’opera che non solo è il più grande cartone rinascimentale a noi pervenuto (misura 2,85 metri per 804 centimetri), ma che è stata interamente realizzata da Raffaello come disegno preparatorio, a grandezza naturale, dell’affresco ‘La scuola di Atene’, che decora la stanza della Segnatura in Vaticano.Per presentare al meglio il cartone, è stato anche studiato un nuovo allestimento, curato dall’architetto Stefano Boeri, che ha definito il suo lavoro “una sfida da far tremare i polsi”. Si trattava infatti non solo di valorizzare, per quanto possibile, un capolavoro, ma anche di essere all’altezza di allestimenti precedenti di grande valore come quello firmato da Luigi Caccia Dominioni. La soluzione è stata quella di considerare l’opera nei suoi due aspetti: da una parte disegno preparatorio, dall’altra capolavoro compiuto, tanto che – è stato ricordato – non fu utilizzata per realizzare l’affresco vaticano. Ecco così l’idea di fare della celebre sala 5 uno spazio didattico dove imparare a contatto con l’opera: a introdurla, un muro virtuale dove vengono spiegate tutte le figure che la compongono, mentre al centro dello spazio campeggia un grande tavolo in rovere massiccio di 150 anni. E a coprire il cartone, un vetro unico, antiriflesso, che offre la possibilità di visioni a distanze diverse. E dietro, lei, l’opera, che il fondatore dell’Ambrosiana, Federico Borromeo, volle da subito, tanto da pagarla la cifra astronomica di 600 lire dell’epoca alla vedova del cugino.Dal 1626 il cartone è patrimonio della Pinacoteca, ma nel maggio del 1796 venne requisito dai francesi, che lo restaurarono e portarono al Louvre. Nel 1816 rientrò in Italia, nel 1918 fu portato a Roma per sfuggire ai bombardamenti, poi nel 1942 venne messo al sicuro nel caveau di una banca e nel 1946 esposto a Lucerna in una mostra per raccogliere fondi per la ricostruzione dell’Ambrosiana. L’allestimento di Luigi Caccia Dominioni è del 1966 e nel 2014 la Veneranda Biblioteca Ambrosiana diede inizio all’indagine e al restauro conservativo, coordinata da un comitato scientifico composto dal collegio dei dottori della Biblioteca e da esperti provenienti – tra l’altro – dall’istituto superiore per la conservazione e il restauro, dai musei vaticani e dalla soprintendenza di Milano. Un intervento lungo e complesso diretto da Maurizio Michelozzi e sostenuto finanziariamente dalla società RaMo per volontà del fondatore Giuseppe Rabolini.Al centro dell’opera – come ricordato dal soprintendente Antonella Ranaldi – la comunità di sapienti antichi e moderni, inquadrati in un’architettura che ricorda un progetto del Bramante: in basso le scienze empiriche, con Euclide ritratto con le sembianze del Bramante, in alto i filosofi, con al centro Platone, dipinto con le sembianze di Leonardo e il dito puntato verso l’alto, riconoscibile poiché regge il Timeo, e Aristotele, identificabile dal libro dell’Etica. “Ai visitatori che si fermeranno a contemplare le figure tratteggiate dalla mano sublime di Raffaello – dice il prefetto della Veneranda Biblioteca Ambrosiana, Marco Ballarini – auguriamo di poter trovare in esse, come accadde a Gustave Flaubert nel 1845, un senso di ‘calme et intelligence, certié et force'”. Anche per questo il 6 aprile, nel giorno dell’anniversario della morte di Raffaello, l’Ambrosiana offrirà la possibilità di una visita gratuita al museo e alla sala rinnovata.

Si gira a Torino ‘Palazzi di Giustizia’Opera prima di Chiara Bellosi, sarà pronta per Venezia

TORINO25 marzo 201916:38

– Due piccoli delinquenti rapinano un benzinaio che però reagisce, prende la pistola e ammazza uno di loro. Un gesto di un singolo che ha ripercussioni sulle famiglie di tutti le persone coinvolte, oltre ad avvocati, giudici, testimoni. E’, in sintesi, la trama dell’opera prima di Chiara Bellosi ‘Palazzo di Giustizia’. Le riprese a Torino, in un’aula di Corte d’Assise ricostruita nell’Istituto di Riposo per anziani ‘Poveri vecchi’.
Il film è prodotto da tempesta/Carlo Cresto-Dina con Rai Cinema e la svizzera Cinedokkeè. Con il supporto del Mibac, il contributo del Por Fest Piemonte 2014-2020 e di Film Commission Torino Piemonte. Cinque settimane di riprese, poi il montaggio – ha spiegato la regista – per cercare di essere pronti per Venezia a settembre. “Volevo fare un film sulle dinamiche personali, soprattutto tra donne – spiega la regista – non tanto di attualità come la sicurezza personale. Per mesi ho seguito processi e dibattimenti al tribunale di Milano, un crocevia di umanità incredibile”.
Fontana Nettuno Firenze, finito restauroDue anni di lavori e 1,5 mln euro arrivati da maison Ferragamo

FIRENZE25 marzo 201916:40

– Due anni di lavori e 1,5 milioni di euro, arrivati dalla maison Salvatore Ferragamo tramite art bonus, per restituire alla città di Firenze la Fontana del Nettuno di piazza della Signoria, chiamata dai fiorentini il ‘Biancone’. Il complesso lavoro di restauro ha portato anche alla riattivazione dell’impianto idrico che alimenterà i giochi d’acqua ricalcando gli scenari voluti da Bartolomeo Ammannati che lo progettò. Il risultato dei lavori è stato presentato oggi, in occasione del Capodanno fiorentino, e nell’anno in cui si celebrano i 500 anni dalla nascita di Cosimo I, committente dell’opera, e Caterina de’ Medici.
“Finalmente – ha detto il sindaco Dario Nardella – restituiamo alla città uno dei suoi simboli più amati. E’ l’opera più impegnativa e sfidante che abbiamo realizzato in questi cinque anni nel campo della manutenzione e del restauro del patrimonio culturale”. “Guai a chi si avvicina” – ha aggiunto: c’è un sistema di allarme che scatta se qualcuno si avvicina oltre la ringhiera”.
Mortali immortali, tra uomo e divinoAi Mercati di Traiano l’antica Cina incontra l’impero romano

25 marzo 201916:43

– Il lungo scorrere dello Yangtze, il Fiume Azzurro, tracciato su una grande installazione dorata dalla forma ispirata a un dragone; l’imponente maschera bronzea con gli occhi e le orecchie sporgenti, unica nel suo genere, forse rappresentazione del fondatore dell’antico popolo Shu. E ancora, una moltitudine di preziose opere in bronzo, oro, giada e terracotta, databili dal II millennio a.C. fino al II secolo d.C., che ricostruiscono in uno straordinario viaggio temporale la vita sociale e l’anelito alla spiritualità della grande civiltà che abitò il sud ovest della Cina. Si apre il 26 marzo la mostra “Mortali Immortali, tesori del Sichuan nell’antica Cina”, in programma ai Mercati di Traiano fino al 18 ottobre e a cura dell’archeologa e vice direttrice del Museo di Jinsha Wang Fang. Con i suoi 130 reperti, la mostra presenta in modo grandioso i miti dell’archeologia cinese attraverso il racconto della civiltà del Sichuan sviluppatasi lungo il Fiume Azzurro.
Morto storico dell’arte Andrea EmilianiAveva 88 anni. Merola: ‘ha insegnato che museo è spazio aperto’

BOLOGNA25 marzo 201916:47

– E’ morto a Bologna lo storico dell’arte Andrea Emiliani, tra l’altro Accademico dei Lincei e fondatore nel 1974 dell’Istituto beni culturali dell’Emilia-Romagna. Nato a Predappio, aveva compiuto 88 anni il 5 marzo ed era ricoverato all’ospedale Sant’Orsola da alcune settimane.
Studioso ed eminente critico, da Raffaello ai Carracci, da Guido Reni a Morandi, è stato il massimo esperto mondiale di Federico Barocci, di cui nel ’75 allestì nel capoluogo emiliano una mostra che riuniva quasi tutta l’epoca pittorica e 300 disegni. Tra i suoi incarichi anche quelli di Soprintendente per i Beni artistici e storici di Bologna, Ferrara, Forlì e Ravenna e direttore della Pinacoteca nazionale di Bologna. “Straordinario uomo di cultura, Andrea Emiliani ci ha insegnato che l’arte può e deve essere popolare e accessibile a tutti”, ha detto il sindaco di Bologna Virginio Merola, “ci ha insegnato che il museo è uno spazio aperto, che la città e l’ambiente sono museo vivo e da vivere”.
Teatro Impavidi Sarzana celebra 210 anniRestaurato, ora cittadini a caccia documenti memoria collettiva

GENOVA25 marzo 201917:03

– Ricostruire i 210 anni della storia del teatro degli Impavidi di Sarzana (La Spezia), recentemente riaperto dopo un lungo periodo di restauro, attraverso la memoria collettiva. I sarzanesi sono invitati a cercare nei propri album di famiglia, in cassetti e armadi, documenti e cimeli per “ritrovare le tessere del puzzle che compongono la storia del nostro teatro, facendone patrimonio collettivo”. Lo ha detto il sindaco Cristina Ponzanelli, presentando l’iniziativa. L’iniziativa dal titolo ‘Ricorda il tuo teatro’ è stata ideata dalla componente del comitato di indirizzo del teatro degli Impavidi Marianna Zannoni, in vista del prossimo 9 settembre quando l’edificio compirà i suoi primi 210 anni.
Fotografie d’epoca, biglietti di ingresso, locandine di spettacoli storici, ritagli di giornale, recensioni, programmi e qualsiasi altro documento saranno utili a ricucire una parte della memoria, che entrerà a far parte di una sorta di grande album di famiglia della comunità e del suo teatro.
“Il nostro teatro sta finalmente tornando a essere motore propulsivo della cultura cittadina – ha detto Ponzanelli -: recuperare i documenti e i ricordi che legano l’Impavidi alla città significa promuovere l’identità culturale e storica della comunità”.

Lella Costa, potere delle donne e utopiaOmaggio a Franca Rame in dialoghi al Ducale Genova

GENOVA25 marzo 201917:11

– Si potrebbe dire che l’utopia è femmina? Che la faccenda, diremmo secolare, del ‘potere alle donne’ sia utopistico quasi quanto la vecchia storia della parità tra i sessi ridotta ormai a bandierina programmatica da saldi stagionali? Solo in certa grande letteratura – quella greca, per esempio, le donne hanno possenti ruoli rivoluzionari.
E che questa grande letteratura sia letteratura comica, la dice lunga. A parlarne, in un eccezionale prodromo alla rassegna La Storia in piazza (a Palazzo Ducale, Genova, dal 4 al 7 aprile, quest’anno dedicata all’Utopia) è Lella Costa, artista da sempre impegnata sul versante delle battaglie al femminile.
‘Il potere alle donne e le antiche utopie’ (27 marzo, ore 21, Sala del Maggior consiglio) inizia con un omaggio a Franca Rame con il video in cui, nello spazio di tre minuti, l’artista ricorda la storia di Lisistrata, l’eroina di Aristofane che convinse le donne di Grecia a allearsi contro gli uomini effettuando uno sciopero del sesso per fare cessare la guerra.
Dalla Lisistrata di Aristofane poi Costa legge il programma politico proposto a tutti i Greci dalla eroina ateniese, che sfida tutto e tutti, prende il comando della città e si impadronisce con le amiche del tesoro.
Invero, nell’ Atene di Aristofane le donne vivevano chiuse in casa ma come sempre la satira può compiere magie e rendere libero anche chi libero non è. Costa non si limiterà alla ‘Lisistrata’ ma discuterà anche de ‘Le donne all’assemblea’ e leggerà brani del programma politico di Prassagora che vuol togliere il potere ai maschi assegnandolo alle donne e ‘La festa delle donne’ compiendo così un percorso che poggia su proposte di sistemi politici e sociali dove sono le donne a dettar legge.
Più utopistico di così…

Da Genova al mondo, retrospettiva CarmiMostra a Cifa a Bibbiena dal 30 marzo al 2 giugno

BIBBIENA (AREZZO)25 marzo 201917:19

– Dal racconto del porto e dei travestiti di Genova passando per Israele, la Sardegna, Parigi, il Venezuela, l’Afghanistan, l’Irlanda, l’India e la Sicilia attraverso l’occhio fotografico di Lietta Carmi. E’ la nuova mostra retrospettiva ‘Lisetta Carmi – Da Genova verso il resto del mondo’ ospitata al Cifa – Centro italiano della fotografia d’autore, a Bibbiena (Arezzo) dal 30 marzo al 2 giugno.
Il percorso espositivo è suddiviso in 11 temi: tra i reportage inseriti due ritratti del poeta americano Ezra Pound, scatti per i quali Carmi vinse nel 1966 il premio Niépce per l’Italia. Se si esclude il lavoro sulla metropolitana di Parigi dove le persone perdono la propria riconoscibile identità per diventare massa in movimento che percorre spazi artificiali e disumanizzanti, sono sempre le persone ad attrarre l’attenzione di Carmi che, come spiegato da lei stessa, ha “fotografato per capire”.
Lisetta Carmi, ricordano gli organizzatori, “ha realizzato i suoi lavori fotografici nell’arco di 18 anni; poi la sua vita è cambiata completamente grazie all’incontro con il maestro indiano Babaji, e nell’ultima parte si ritira a Cisternino.
Lisetta vive di spiritualità in modo spartano e senza i moderni mezzi di comunicazione come il computer e Internet. Vicino a casa sua però c’è un edicolante che non solo espone i suoi libri, ma le fa anche da tramite con il resto del mondo ricevendo la posta elettronica a lei indirizzata e inviando le sue risposte. Anche se distante dal mondo, vuole continuare a capirlo”.

Fai: record per Giornate di primaveraTop di visitatori in Lombardia, a Bari il bene più visto

25 marzo 201917:20

– Record di visitatori con oltre 770.000 persone alla 27/a edizione delle giornate Fai di Primavera del 23 e 24 marzo. Oltre 1.100 i beni culturali aperti in 430 località in tutta Italia con il fondamentale supporto di più di 7.500 volontari e 40.000 apprendisti ciceroni. Il record di visitatori si è registrato in Lombardia dove oltre 175.000 persone hanno visitato 171 beni aperti. In tutta Italia, il bene più visti sono stati la Banca d’Italia a Bari con 14.000 visitatori. A Parma si sono registrate 6.500 presenze a Palazzo Ducale del Giardino; più di 5700 persone si sono recate al Palazzo della Banca d’Italia e alle OMV – Squadra Rialzo Milano Centrale; numeri che vanno oltre i 5.000 visitatori per Villa Bussandri a Bassano del Grappa (Vicenza), Palazzo Mezzanotte a Milano e la Passeggiata del Re a Torino. Grande successo per la città di Pontremoli (MS), dove si sono registrate oltre 17.000 presenze. A Matera, capitale europea della cultura nel 2019, sono stati più di 16.000 i visitatori.
Rai2,cambio Povera Patria-Popolo SovranoEntrambi in 2/a serata. Freccero: “cerchiamo nuove strade”

25 marzo 201917:44

– Contenuti nuovi, riorganizzati in una forma più organica, talk show ma anche approfondimenti e grandi inchieste giornalistiche: sono i cardini dell’offerta in continua evoluzione di Rai2 che avvierà una riprogrammazione del proprio palinsesto. Povera Patria, il talk politico condotto da Annalisa Bruchi con Aldo Cazzullo e Alessandro Giuli, dal 1 aprile andrà in onda il lunedì in seconda serata, mentre Popolo Sovrano si trasformerà in un programma di inchieste condotto da Daniele Piervincenzi, in onda il venerdì in seconda serata.
“Con un grande programma di inchieste vogliamo rafforzare il palinsesto della seconda rete – dichiara il direttore di Rai2, Carlo Freccero – siamo alla ricerca continua di nuove strade per attrarre il pubblico. Ci siamo concentrati sui due programmi di punta dell’informazione della Rete, scegliendo soluzioni alternative che lascino crescere questi prodotti che forse all’inizio sono stati penalizzati dalla concorrenza. Il palinsesto di una rete deve essere vivo e mobile”.

Il ‘vero’ Shakespeare? Forse di origini sicilianeOpere sarebbero state scritte da John Florio, anche una fiction

PALERMO25 marzo 201920:32

C’è un mistero che aleggia intorno a quello che viene indicato forse come il più grande drammaturgo di tutti i tempi. Chi era veramente l’autore delle straordinarie opere di William Shakespeare? L’attore di Stratford, venerato dagli inglesi, ma semi-analfabeta, di cui restano un testamento che nulla dice delle opere, e alcuni contratti per prestare soldi a usura. Oppure quella lunga lista di possibili alter ego che da 400 anni viene proposta dai quattro angoli della terra: Francis Bacon, il terzo conte di Southampton, persino lo stesso Marlowe? Negli ultimi anni si è fatta strada l’ipotesi che il “vero” Shakespeare sia in realtà uno studioso di origini siciliane: John Florio, figlio di Michelangelo, un erudito in esilio, scappato all’inquisizione da Messina e nascosto a Venezia e a Verona, prima di approdare a Londra. Lì nasce John, sfrutta l’immensa cultura classica del padre e viene accolto dal conte di Southampton insieme a un giovane attore, Will di Strafford.Saranno per molti anni protetti del potente aristocratico, abiteranno lo stesso castello e la somma è presto fatta. L’unico possibile vero autore delle meravigliose opere è John Florio.
Concepire quelle opere senza una cultura classica formidabile è impossibile. Come faceva l’attore a conoscere alla perfezione la toponomastica di Messina (Molto rumore per nulla), Venezia (Il mercante) o Verona (Romeo e Giulietta) o Padova (La bisbetica domata). I dubbi si sono moltiplicati a cominciare dai giudizi di Mark Twain, e poi Charles Dickens, Harry James e persino Freud, comprovati dagli studi più recenti di molti ricercatori italiani e britannici: Saul Gerevini, Corrado Panzieri e Giulia Harding. Il regista Stefano Reali sta preparando una fiction, prodotta in Spagna, che narra non solo i rapporti tra Florio e Shakespeare ma anche l’incontro tra Miguel de Cervantes e John Florio, avvenuto a Messina mentre il genio spagnolo era ricoverato in ospedale dopo il ferimento nella battaglia di Lepanto. Anche Reali condivide la tesi di tre anglisti.”Non esiste una smoking gun – dice il regista – ma una serie stringente di indizi che hanno sostanza di prova. Florio conosce la novellistica rinascimentale italiana, il greco e il latino che l’attore di Stratford sconosceva. Poi il giallo si infittisce. Conosciamo il testamento olografo di Florio che lascia l’utilizzo dei suoi manoscritti al conte di Pembroke, la cui famiglia ha negato fino ad oggi l’accesso ai manoscritti. Il professor Panzieri ha chiesto il permesso a Tony Blair e alla regina Elisabetta II, ma senza successo”. Il motivo è presto detto: “Il brand Shakespeare – spiega il regista – per gli inglesi vale alcuni miliardi di sterline ed è impensabile che vi rinuncino. Persino gli scrittori elisabettiani, contemporanei di Shakespeare fanno riferimento alla possibile frode, ma nessuno poteva sospettare che era così facile fare soldi con il teatro.Fu Giordano Bruno a consigliare Florio e Shakespeare di costruire un teatro più capiente e smontabile, il Globe. E quando il successo crebbe a dismisura, dopo la morte dell’autore e dell’attore, i Pembroke, pubblicarono il first-folio, capirono che potevano dare in affitto le opere in loro possesso ai kingsman e nacquero così le royalty, il diritto d’autore”. Quello che è sicuro è che Florio è l’autore del dizionario inglese-italiano, che regala al vocabolario inglese più di 200.000 nuovi vocaboli, e che la voce “Florio” dell’enciclopedia britannica nel 1880 constava di 25 pagine, 10 anni dopo solo due. Il muro dell’establishment stratfordiano continua a difendersi.

 

Sulic (2Cellos) esegue Quattro StagioniAnteprima mondiale il 5 giugno al Teatro Verdi di Trieste

TRIESTE25 marzo 201918:33

– Andrà in scena il 5 giugno prossimo, al Teatro lirico Giuseppe Verdi di Trieste, la prima mondiale di “Le Quattro Stagioni” di Vivaldi per violoncello solista, eseguita dal musicista sloveno Luka Sulic. A fianco dell’artista – classe 1987 – diventato una star di fama internazionale con i 2Cellos, si esibiranno gli orchestrali della Fondazione Lirica del Verdi. Dopo avere suonato nelle principali arene del mondo – dalla Royal Albert Hall di Londra all’Arena di Verona, passando per la Sydney Opera House, la Radio City Music Hall di New York e tantissime altre) – Sulic ha deciso di avviare contemporaneamente ai 2Cellos un nuovo progetto solista dedicato a una delle pagine più suggestive della storia della musica classica, “Le Quattro Stagioni” di Antonio Vivaldi.
Libri: Pordenonelegge celebra i 20 anniCultura ma anche investimento, ogni euro speso ne genera otto

PORDENONE25 marzo 201918:43

– “Quando siamo nati, 20 anni fa, l’obiettivo che ci aveva dato la Camera di commercio, era quello di valorizzare l’aspetto culturale, coniugandolo con la promozione del territorio e con una ricaduta economica effettiva sulla comunità: un traguardo che abbiamo pienamente raggiunto e che ci riempie di orgoglio”: lo ha affermato Michela Zin, direttrice della Fondazione Pordenonelegge, commentando i risultati raggiunti dal festival nel corso di un forum.
“L’ultimo rilevamento che è stato effettuato pochi anni fa, da parte della Bocconi, ha stabilito che un euro investito su Pordenonelegge ne riporta quasi 8 al territorio – ha specificato Zin – un dato che testimonia come puntare sulla cultura possa davvero rappresentare un volano di crescita per l’intera comunità che ospita gli eventi”.
Toscana, record presenze in 2018Bene città arte e campagne, stabile costa e rallenta la montagna

FIRENZE25 marzo 201918:46

– E’ record di turisti in Toscana che nel 2018 hanno superato i 48 milioni di presenze, in crescita del 3,8% rispetto all’anno precedente, pari a oltre 1,7 milioni di pernottamenti in più. Lo rileva l’Ufficio regionale di statistica. La tendenza ad una contrazione della durata media del viaggio, viene confermata anche nel 2018 seppur in rallentamento rispetto agli anni precedenti. In particolare, sono le città d’arte (+6,8%) e le campagne (+6,5%) a registrare i maggiori incrementi. A segnare gli aumenti maggiori sono stati Pisa e Arezzo, +25% e +18%, ma continua la crescita di Firenze (+4,6%) e Lucca (+4,7%). Crescono anche Prato (+3,3%) e Pistoia (+4,7). Negli ambiti legati alla campagna, buone performance per Terre di Valdelsa e dell’Etruria Volterrana (+11,7%), Val d’Orcia (+11,1%), e Valdarno Aretino (+16,4%). Stabili gli ambiti della costa (+0,02%) mentre quelli della montagna registrano l’unico dato negativo della regione (-1,3%), con segno positivo solo Amiata, Lunigiana e la Montagna Pistoiese.
Popolizio attuale in Nemico del popoloIbsen del 1882 sempre più capace di parlarci d’oggi in Europa

25 marzo 201919:00

– In ”Un nemico del popolo” Henrik Ibsen, scrivendo nel 1882, con la sensibilità preveggente e l’incisività dell’autore di ”Casa di bambola”, aveva già messo tutto con estrema chiarezza, dall’egoismo del ceto medio piccolo borghese al popolo sempre pronto a dar ragione all’ultimo che parla adulandolo, senza proporgli novità, dalla solitudine di chi ha ragione e va contro la maggioranza, agli interessi della politica, il tutto legato a un problema sociale di ecologia e sanità. Sono cose che oggi risuonano familiari agli spettatori della lettura che ne dà Massimo Popolizio, nuova produzione del Teatro di Roma all’Argentina sino al 28 aprile.
Non a caso questo testo che sta avendo un momento di grande fortuna in Europa. Popolizio ha scelto un finale meno negativo e pessimista, più fedele all’originale, come a indicare che nel nostro paese ognuno anche singolarmente deve cominciare a darsi da fare se si vuole pian piano qualcosa cambi, se si vuole pensare a costruire un vero futuro.
A Milano i tesori della Ca’ GrandaUn’esposizione permanente e gratuita al Policlinico di Milano

MILANO25 marzo 201920:07

– L’unico ritratto mai commissionato a Giovanni Segantini, ma anche capolavori di Mario Sironi, di Carlo Carrà, di Francesco Hayez: sono solo alcuni dei tesori che compongono il patrimonio di donazioni raccolto in quasi 700 anni dal Policlinico Ca’ Granda di Milano, che da oggi sono visibili in una esposizione gratuita aperta al pubblico.
L’inaugurazione avviene non a caso per la festa del Perdono istituita 660 anni fa da papa Pio II, alla presenza dell’arcivescovo Mario Delpini, del presidente della Regione Attilio Fontana, del sindaco Giuseppe Sala e del ministro dell’Interno Matteo Salvini.
“Con la Festa del Perdono, che quest’anno cade proprio il 25 marzo, giorno dell’Annunciazione, da secoli si celebra la fondazione del nostro Ospedale – ha spiegato Marco Giachetti, presidente del Policlinico di Milano – Quello dei Tesori della Ca’ Granda è il giusto modo per rendere onore a questa tradizione”.
Luce italiana su nomadi dell’Alto EgittoI dimenticati ‘pan-grave’ riemergono grazie a Bologna e Yale

IL CAIRO25 marzo 201920:21

– L’antico Egitto, quello più profondo, non è fatto solo di piramidi e ieratici faraoni ma anche di semi-misteriose popolazioni nomadi che, come i migranti attuali, premevano alle porte meridionali del regno e sono state poi inghiottite dalla Storia lasciando però tracce che permettono di ricostruire parte della loro cultura. Emerge al Cairo in una conferenza tenuta da una nota archeologa italiana, Maria Carmela Gatto, sulle più recenti scoperte fatte in cimiteri e insediamenti di nomadi transitati nell’area di Assuan durante il Secondo Periodo Intermedio, fra i 1.800 e i 1.500 anni a.C. Si tratta di popolazioni della cultura detta “della tomba a padella” (pan-grave, in inglese), appellativo molto prosaico creato alla fine dell’800 da Flinders Petrie, sulla base delle forme circolari e basse dei tumuli in pietra che sormontavano le loro tombe. La Gatto è condirettrice insieme a Antonio Curci del progetto “Aswan-Kom Ombo Archaeological Project-AKAP” delle Università di Bologna e Yale.
Fumetti: Milo Manara disegna la morte di CaravaggioA Firenze la presentazione del secondo volume ‘La grazia’

FIRENZE25 marzo 201920:35

Si chiama ‘Caravaggio. La grazia’ il secondo volume che il fumettista Milo Manara ha dedicato alla vita e alle opere di Michelangelo Merisi. La presentazione del libro, pubblicato da Panini comics, si è svolta nella libreria Feltrinelli Red di Firenze dove Manara ha incontrato i numerosi fan ai quali ha confessato di festeggiare, quest’anno, “i 50 anni dalla pubblicazione del mio primo fumetto”.
Nel secondo volume su Caravaggio, ha detto il fumettista, “racconto gli ultimi 5-6 anni di vita dell’artista e nella copertina l’ho ritratto un momento prima della morte e ho immaginato che in quel momento la ‘grazia’ sia arrivata, anche se troppo tardi. In questo secondo volume, infatti, Caravaggio è costantemente alla ricerca della grazia”. Per questo graphic novel, ha spiegato il fumettista, “ho potuto usufruire di documenti che sono stati resi pubblici nel 2012, che già esistevano, ma erano stati bruciati quindi sono stati sottoposti a un’operazione di restauro. Questi documenti ci raccontano qual è stato l’episodio per il quale Caravaggio è stato incarcerato”. Il primo volume ‘La tavolozza e la spada’, pubblicato nel 2015, ha aggiunto Manara, “è stato premiato in Francia dalla rivista ‘Histoire’ per l’accuratezza della ricostruzione storica, lo dico per avvallare l’autenticità del libro”.

Gomorra 4, Genny si reinventa tra alleanze e faideSky Atlantic da 29/3. Saviano,specchio Italia Venezuela d’Europa

25 marzo 201920:36

Non mancheranno i colpi di scena, le faide e i tradimenti. Genny Savastano, dopo la morte di Ciro Di Marzio, sopravvissuto a tutto dovrà cambiare vita per salvare la sua famiglia. Reinventatosi uomo d’affari, dovrà lasciare il regno a Patrizia (Cristiana Dell’Anna) e affidarsi a un clan (I Levante, famiglia legata a donna Imma dove il patriarca Gerlando domina incontrastato le campagne avvelenate a nord di Napoli). La quarta stagione di Gomorra torna con 12 puntate ogni venerdì alle ore 21.15 su Sky Atlantic (e Sky Cinema Uno) a partire dal 29 marzo.Si riparte da Genny (Salvatore Esposito) e Marco D’Amore si sposta dietro la macchina da presa (delle puntate 5 e 6) dopo tre stagioni da protagonista. La lotta per il potere è destinata a riaccendersi: l’uscita di scena di Ciro di Marzio apre nuovi imprevedibili scenari tra le fazioni che si contendono il controllo del territorio. I nuovi episodi di Gomorra – Una produzione originale Sky con Cattleya, parte di ITV Studios, e Fandango in collaborazione con Beta Film – sono diretti da Francesca Comencini (responsabile anche della supervisione artistica della quarta stagione), Claudio Cupellini, D’Amore, Enrico Rosati e Ciro Visco. Salvatore Esposito del suo personaggio dice: “Il filo conduttore di questa stagione è il dualismo interiore di Genny: combatte contro i demoni che lo accompagnano dalla prima serie e che stavolta lo portano a cambiare vita per dare un futuro diverso a figlio e alla moglie, dopo la morte di Ciro e dopo avere ceduto il potere a Patrizia. Metterà una maschera. Solo alla fine capiremo cosa è diventato. Genny ha puntato un altro obiettivo, quello di diventare un manager. In verità il cordone col passato lo ha tagliato quando ha fatto uccidere suo padre. Il male è una ombra nera in ogni città del mondo”.

Cristiana Dell’Anna del suo ruolo ovvero Patrizia rileva: “E’ un personaggio cresciuto tanto. Patrizia gestisce il potere che le viene dato al femminile. La rivoluzione nella serie è il valore dell’intelligenza delle donne, che non sempre viene capita”.  Marco D’Amore, regista: “Mi sento il prodotto di un vivaio. Gomorra è una meravigliosa cantera che ha allevato talenti. Il mio passaggio forse più eclatante, per il mio passato di attore, ma tanti sono cresciuti e in tutti i ruoli.
Gomorra ha prodotto eccellenze: io sono stato un buon giocatore”. Claudio Cupellini veterano della serie, regista degli ultimi due episodi della quarta stagione: “Siamo in una partita a scacchi. Ogni volta ci dobbiamo sorprendere e dobbiamo ricominciare adattandoci a una realtà che dobbiamo imparare a conoscere. Stavolta si è giocata una partita a scacchi tra chi abbiamo imparato ad amare e i nuovi arrivati”.    Roberto Saviano in un video proiettato nel corso della presentazione sottolinea: “L’Italia che emerge da questa stagione è il Venezuela d’Europa, è tutto compromesso. I colletti bianchi hanno importanza, c’è la terra dei fuochi. Le donne crescono militarmente e strategicamente, gli uomini sono bambini sparsi. C’è chi, e sono le paranze, vuole tutto e subito, e chi conosce i tempi del potere e impara a gestire la fama per ottenere di più. I giovani non aspettano, vivono nel presente. Il racconto affronta temi un paese al collasso come il nostro e non ha paura di dirlo. E se dà fastidio, che dia fastidio. E’ una serie che deve intrattenere, ma che fissa il puzzo dei soldi. Gomorra racconta la sintassi del nostro tempo: se non ammazzi verrai ucciso, se ti fidi verrai imbrogliato”.
Nata da un’idea di Roberto Saviano e tratta dal suo omonimo best seller (edito da Arnoldo Mondadori Editori), il soggetto di serie è firmato da Stefano Bises, Leonardo Fasoli, Maddalena Ravagli, Roberto Saviano. Nicola Maccanico, Executive Vice President Programmi di Sky Italia: “Credere in un prodotto originale e investire in maniera così decisa ha permesso di essere apripista. Ora bisogna alzare l’asticella, siamo partiti per primi e non vogliamo farci raggiungere. Punto di forza di Gomorra – La serie è il gioco di squadra”. La quinta stagione è in preparazione.         [print-me title=”STAMPA”]

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Haitiano Laferriere, sono giapponese
In Italia ‘titolare più rapido del West’ come ne parlò Vonnegut

24 marzo 2019 03:26

– DANY LAFERRIERE, ‘SONO UNO SCRITTORE GIAPPONESE’ (66THAND2ND, PP. 188, EURO 16,00) Spiazzare, scardinare il meccanismo che porta gli altri a vederci in un certo modo. Lo scrittore Dany Laferrière, haitiano-canadese, dal 2013 membro dell’Academie francaise, fa questo nel suo nuovo libro, ‘Sono uno scrittore giapponese’ (Edizioni 66thand2nd), che ha un titolo carico di senso e un effetto trainante sulla ricerca o lo smarrimento della propria identità. Un modo per scacciare, almeno dalla narrativa, ogni forma di nazionalismo.
“Si dice sempre quello che non si è. Si ha il coraggio di affermare una negazione, molto meno di dire con coraggio di essere qualcosa. Quando dico sono uno scrittore e sono haitiano le persone affermano ‘ah!, ma lei si vergogna di essere nero’.
Questo è l’inghippo in cui si precipita. Allora dico ‘bene, sono uno scrittore giapponese’ e allora mi chiedono ‘ma lei è mai stato in Giappone?’. Trovo sia preferibile questo tipo di domanda stupida, ma meno idiota della prima” spiega

lo scrittore, in questi giorni a Roma.
“In fondo – sottolinea – nessuno si pone il problema di dire se Moravia si vergognasse o meno di essere italiano o Tolstoj di essere russo. Sono scrittori universalmente conosciuti che non suscitano una domanda di appartenenza. Ma non si capisce perchè invece gli scrittori che vengono dal sud del mondo debbano essere etichettati in maniera nazionale”.
Questo titolo, continua Laferriere, “non si limita a liberarmi dal problema identitario ma crea un effetto a catena, nella narrazione, di sovversione nella società giapponese in cui tutti finalmente si svegliano e cominciano ad affermare che cosa sono in maniera altrettanto assurda. Nel libro ci sono esempi esilaranti ‘Io sono un camionista coreano’, ‘Io sono una spogliarellista malese'” racconta lo scrittore, maestro del non-sense, che ha un vero talento per i titoli tanto da essere definito da Kurt Vonnegut “il titolatore più veloce del West”.
“Non è un aneddoto e basta. E’ tutto vero. La moglie di Vonnegut mi ha riferito che il marito le disse questo di me e anche che se lui avesse avuto la mia capacità di fare questi titoli fantastici sarebbe stato il più grande scrittore del mondo. ‘In ogni caso i suoi libri sono migliori, ma i tuoi – mi ha detto la signora Vonnegut – hanno dei titoli superiori” afferma sorridendo Laferriere con al collo una sciarpa a righe nera e bianca.
“Siamo in un mondo che continua a porsi domande assurde come se fossero naturali e alle quali non si può rispondere semplicemente ‘si’ o ‘no’. Si precipita così in un dibattito che non è un vero dibattito. L’unico modo per disinnescare questa folla di domande assurde è rispondere con un’affermazione ancora più assurda” spiega. In ‘Sono uno scrittore giapponese’ è in scena così “la prospettiva di scrivere un libro che non c’è, di qualcuno che scriverà un libro ma che sa perfettamente che non potrà mai farlo, non essendo giapponese” racconta l’autore.
Laferriere ribalta anche la nostra consuetudine a pensare di dover fornire delle prove delle nostre affermazioni.
“Normalmente funziona così: io ho delle prove e affermo delle cose sulla base di queste e così la gente non cambia mai. Si fanno discorsi su cose provate, assodate, che tutti condividono.
Si continuano a scambiare le vecchie idee che hanno alla base prove da tutti condivise. Non si dice mai qualcosa che non ha delle prove a monte. E invece bisognerebbe fare proprio questo, cominciare ad affermare delle cose senza presentare delle prove perché non siamo obbligati a farlo. Io posso dire di essere uno scrittore giapponese senza dimostrare di esserlo, sono i lettori che portano a posteriori le prove. Mi dicono, per esempio, ‘ma non ama il sushi, non ama la musica giapponese, non è mai stato in Giappone’. E dunque sono uno scrittore giapponese che non somiglia a nessun altro scrittore giapponese, ma è esistito” racconta Laferriere, che è nato a Port-au-Prince nel 1953, vive a Parigi, è sempre in giro per il mondo, ma non salta mai un incontro all’Accademia di Francia. “Non dico mai dove vivo perché così posso sognare, essere sempre altrove” dice lo scrittore che con ‘Tutto si muove intorno a me’ è stato finalista al premio Von Rezzori, ed è autore tra l’altro de ‘L’arte ormai perduta del dolce far niente’ e vuole “ridare leggerezza alle cose che sono state caricate di negatività”.
Ucraina, tensione al concerto di Toto Cutugno a Kiev L’uomo viene fermato dagli uomini della sicurezza

24 marzo 201915:55

Blitz di uno spettatore al concerto di Toto Cutugno a Kiev: irrompe sul palco, seguono attimi di tensione, poi l’uomo viene fermato dagli  uomini della sicurezza. L’artista stava cantando ‘L’italiano’

Cutugno si rende conto evidentemente dell’assenza di cattive intenzioni da parte dello spettatore, invita la security a lasciarlo stare e poi gli stringe la mano, lasciandolo salire nuovamente sul palco mentre si allontana per la pausa.Nei giorni scorsi la notizia della richiesta di alcuni deputati ucraini al capo dei servizi di sicurezza (Sbu) Vasily Gritsak di precludere l’ingresso nel paese al cantante. Notizia, che segue quella riguardante Al Bano inserito nella lista nera dell’Ucraina perché il Ministero della Cultura lo considera ‘minaccia alla sicurezza nazionale’ per le sue presunte posizioni filorusse

Shazam!, diventare supereroi a 14 anniCommedia, action, fantasy e magia in film da fumetto DC Comics

24 marzo 201919:47

Le benefiche dosi di humour e ironia in Wonder Woman e Aquaman hanno allontanato il mantello di cupezza ‘cucito’ a volte troppo stretto sugli ultimi adattamenti di capisaldi della DC Comics come Superman e Batman. Ora è Shazam! di David F. Sandberg, con Zachary Levi, Mark Strong, Asher Angel, Jack Dylan Grazer e Djimon Hounsou, che fonde commedia action e fantasy con tono e humour adatti a tutta la famiglia, in arrivo in sala il 3 aprile con Warner Bros, a portare una nuova ventata di leggerezza nei cinecomic del DC Extended Universe. Nato da Bill Parker e C.C. Beck per la Fawcett Comics, nel 1939, con il nome di Captain Marvel, diventa Shazam (per evitare l’omonimia con il personaggio nato nel frattempo in Casa Marvel), quando la Dc Comics, che ne aveva acquisito i diritti, comincia a pubblicarlo dal 1973.Un’identificazione con la parola magica, che nella storia, consente al 14enne Billy Batson (Angel), cresciuto senza genitori e in perenne ricerca della madre, di diventare, quando vuole, e senza perdere il suo cuore di bambino, un supereroe adulto con la saggezza di Salomone, la forza di Ercole, la resistenza di Atlante, il potere di Zeus di scagliare fulmini, le abilità di combattimento di Achille e la velocità di Mercurio. Un personaggio dalla doppia anima perfettamente incarnato da Levi, già protagonista della serie tv comedy/spy Chuck e interprete, fra gli altri, del guerriero asgardiano Fandral negli ultimi due film della saga Marvel di Thor. Ad attribuire a Billy i superpoteri è un anziano mago (Djimon Hounsou), in cerca di un ‘campione’ dal cuore puro che possa succedergli nel preservare il mondo dal dominio dei Sette Peccati capitali. Una ricerca che per anni lo aveva portato a mettere alla prova, invano, decine di candidati, tra i quali il piccolo Thaddeus Sivana, che da adulto (Strong), trova il modo di rigenerarsi come supercattivo.Un versante fantasy, ben sviluppato nel film da Sandberg (regista svedese che ha contribuito con film come Lights Out e Annabelle 2: Creation, alla cosiddetta ‘rinascita dell’horror’ in corso nel cinema Usa), e controbilanciato con efficacia da un altro elemento che assume un ruolo fondamentale (e spettacolare) nella storia, la famiglia. Quella ideale che Billy sogna di riformare con la madre e quella reale alla quale, l’adolescente, sempre in fuga, viene affidato: un’accogliente casa famiglia dove tra i cinque nuovi ‘fratelli’ e ‘sorelle’ trova Freddy (Grazer), disabile, bullizzato e appassionato di fumetti, che aiuterà Billy/Shazam a testare i suoi poteri, con tanto di video in rete. Tra selfie con i fan, e dimostrazioni di potenza a contributo libero come gli artisti di strada, Shazam, da bravo supereroe, si ritroverà a combattere contro la sua nemesi.. “Abbiamo deciso di raccontare la storia di Billy Batson – spiega Sandberg nelle note di produzione – sottolineando che la famiglia non è necessariamente quella di sangue, ma quella dove si instaurano i legami forti: che puoi trovare una casa anche dove non la stai cercando. E poiché stiamo parlando di Shazam, abbiamo anche potuto sperimentare la realizzazione del desiderio di ogni bambino di diventare un supereroe, nel modo più grande, comico, eccitante, pieno d’azione e magico”.

Puccini a caccia di una verità dolorosaMentre ero via dal 28 marzo su Rai1, con Giuseppe Zeno

24 marzo 201919:46

“Una storia che in qualche modo può riguardare gran parte di noi, perchè affronta il tema della rimozione: a chi non è capitato di mettere da parte un’esperienza che preferiva dimenticare? Ma questa donna con tutte le forze preferisce andare a fondo, perchè è meglio ritrovare una verità anche dolorosa che vivere ingannando noi stessi”. Vittoria Puccini torna in tv (dopo il successo di Romanzo Famigliare di Francesca Archibugi) come protagonista del crime psicologico ‘Mentre ero via’, serie tv in 6 prime serate su Rai1 da giovedì 28 marzo con la regia di Michele Soavi. Puccini si racconta

Puccini si racconta raggiunta al telefono sul set a Mantova dove sta girando “Il processo”, una serie in 4 puntate dove dice: “interpreto una pm” (ma in questo caso per Mediaset). Poi in estate girerà un film per il cinema, “un progetto cui tengo molto ma di cui adesso non posso anticipare nulla”.Torniamo alla serie Rai: si racconta il percorso di riappropriazione della memoria, degli affetti e della propria immagine, sia pubblica che interiore. Puccini è la protagonista della vicenda, ambientata a Verona, al suo fianco Giuseppe Zeno, Stefania Rocca, Francesca Cavallin, Flavio Parenti, Carmine Buschini, Antonia Fotaras e Mariano Rigillo. Puccini è Monica Grossi, 38 anni, bella e determinata, si risveglia dopo quattro mesi di coma senza ricordare nulla degli ultimi anni della sua vita. Non riconosce il mondo in cui si ritrova e la donna che tutti le descrivono come manipolatrice, adultera, capace di tradire il marito Gianluca con Marco de Angelis e causa indiretta della morte di entrambi. “Sì ma non accetta questa descrizione: Monica si ritrova in ospedale convinta di essere lì per aver partorito il suo secondo figlio – spiega l’attrice -. In realtà il bambino ha otto anni. Al suo risveglio le viene detto che il marito è morto la sera stessa dell’incidente e che lei ne ha in parte la responsabilità e la causa è un litigio con il suo amante anche lui morto. Anna crede che le stiano parlando di una sconosciuta.Quando torna a casa decide di scoprire la verità: per ricostruirsi una vita ha bisogno di sapere chi era. Anche per riconquistare la fiducia dei suoi figli”. Il direttore di Rai Fiction Eleonora Andreatta tiene a sottolineare: “Mentre ero via rappresenta il terzo capitolo, dopo Un’altra vita e Sorelle, di un’ideale collection che Rai Fiction ha fortemente voluto perché incarna uno dei temi portanti della nostra linea editoriale: quello del femminile e della possibilità di una rinascita. In questo caso una donna che combatte per ritrovare la sua identità e il proprio posto nella famiglia e nel mondo. Si tratta di una grande storia femminile di riscatto, nel dubbio che separa la realtà dall’allucinazione e contro la gabbia dei pregiudizi costruiti dagli altri”. Monica ha un rapporto conflittuale con la figlia adolescente. Nella vita reale Puccini oltre ad essere un’attrice è una mamma (di Elena avuta da Alessandro Preziosi dal quale si è separata anni fa). Come sono i vostri rapporti? “Mia figlia ha 13 anni, c’è una grande intesa anche se sono spesso impegnata sul set, per fortuna è in un periodo in cui mi racconta tutto delle sue amicizie e della sua vita. Non è presente sui social, fa sport come me”. Non sarà facile per Monica riappropriarsi della sua vita e dei suoi ricordi; fortunatamente accanto a sé si ritroverà Caterina (Rocca), una psicologa, e Stefano (Zeno), fratello di Marco. Zeno del suo personaggio dice: “E’ un ruolo che mi è piaciuto molto, proprio perchè la storia ha un congegno narrativo che ricorda per complessità le grandi serie Usa o britanniche nelle molteplici dimensioni della suspense. Stefano è l’unico che non conosce Monica, e come lei è determinato a scoprire la verità, senza farsi influenzare. E’ un padre single ed è il fratello di Marco De Angelis, il presunto amante di Monica ucciso da Gianluca Grossi la notte dell’incidente. Insieme a Monica capisce che qualcosa non torna nella versione ufficiale dell’accaduto”.

Giacomo Balla, il pop trenta anni primaA Palazzo Merulana, dal futurismo alle icone del cinema

24 marzo 201916:58

– Dagli anni Trenta, dopo venti anni di Futurismo astratto, Giacomo Balla si allontanò progressivamente dall’avanguardia fondata da Filippo Tommaso Marinetti fino ad uscirne, e tornò a una pittura figurativa comunque proiettata in avanti. Cercava una strada nuova e la trovò nel cinema americano che proprio in quegli anni, grazie anche ai rotocalchi, stava creando nell’immaginario collettivo le icone e i divi del grande schermo. E scelse una tecnica che per certi versi anticipò i lavori di Warhol e Lichtenstein: dipingendo non più sulla tela ma sulla rete metallica incollata alla tavola il risultato era una immagine che ricorda l’effetto “pixel” delle foto dei quotidiani e delle riviste dell’epoca. Balla, dunque, antesignano del Pop? Su questa chiave di lettura intrigante si sviluppa la mostra “Giacomo Balla, dal Futurismo astratto al Futurismo iconico”, curata da Fabio Benzi a Palazzo Merulana, a Roma. Fino al 17 giugno, una sessantina di opere del grande maestro torinese si offrono sotto questa luce nuova.

Incassi Usa, debutta in vetta horror NoiSecondo Captain Marvel della Disney con un totale di 321 milioni

24 marzo 201919:48

– Debutto in vetta alla classifica Usa per Noi, l’horror targato Universal per la regia di Jordan Peele, atteso in Italia il 4 aprile. Il film ha incassato ben 70 milioni di dollari in 3.741 sale del Nord America. Scende così al secondo posto Captain Marvel della Disney che fa suoi altri 35 milioni nel terzo weekend in sala, per raggiungere un totale di 321 milioni. L’avventura animata di Paramount Pictures Wonder Park è terza con 9 milioni di dollari per un totale in due settimane di 29 milioni di dollari.         [print-me title=”STAMPA”]

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Buon esordio per ‘La Corrida’, e c’è Massimo che fa il rumore della Moka
4 milioni di telespettatori. Venerdì lo show è tornata in prima serata su Rai1

23 marzo 2019 02:39

Buono l’esordio per “La Corrida” con più di 4 milioni di telespettatori che venerdì è tornata in prima serata su Rai1. Lo show, condotto da Carlo Conti, dedicato ai “dilettanti allo sbaraglio”. Tra le più apprezzate c’è quella della Moka, esibizione di Massimo Gasparini di Perugia, detto Il Lallo, un soprannome che deriva dal nonno. Di professione fornaio, il rumorista umbro si è presentato con un abito “noleggiato”… leggermente stretto. Massimo lo ha scelto perché si ispira ai vari attori della cultura italiana come Totò, gli piace far ridere la gente e secondo lui è adeguato allo spettacolo che fa.

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Bocelli incanta alla cena di gala al Quirinale
Il Maestro esegue, tra gli altri, “O sole mio” e “Nessun dorma”

23 marzo 201915:31

La prima giornata di Xi e Peng si è conclusa con una cena di gala italiana chiusa dalla musica di Andrea Bocelli. Nel menù del pranzo di Stato, tortelli ripieni di carbonara, vitello al tartufo e, come dessert, babà alla frutta. Due le tavolate allestite per la coppia presidenziale e gli altri 170 invitati: la prima a forma di un lunghissimo ferro di cavallo che occupava tutto il perimetro della sala e la seconda posta all’interno della prima, al centro del Salone delle Feste. L’ESIBIZIONE DI BOCELLI

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Un anno senza Frizzi, la Rai lo ricorda
Omaggio al gentiluomo della tv. Il 26 messa in suffragio a Roma

23 marzo 201916:40

– Il 26 marzo sarà passato un anno dalla morte di Fabrizio Frizzi, per tutti il gentiluomo della tv, uomo gentile e sempre con il sorriso. Una perdita che ha commosso il mondo dello spettacolo e il pubblico italiano. La Rai ha deciso di omaggiare uno dei conduttori più amati di sempre: Frizzi, scomparso a 60 anni, sarà ricordato in diretta nel corso dei principali programmi, dai tg di tutte e tre le testate, speciali ma anche in radio. Martedì 26 alle ore 12 una messa in suffragio verrà celebrata nella chiesa del Cristo Re dal cappellano della Rai don Walter Insero (lo stesso che aveva celebrato i funerali di Frizzi – trasmessi in diretta su Rai1 – nella chiesa degli Artisti di Piazza del Popolo gremita dentro e con migliaia di persone all’esterno). Frizzi ha condotto nella sua carriera 73 programmi.
Luc Tuymans a VeneziaA P.Grassi 80 opere artista belga,a Punta Dogana “Luogo e segni”

VENEZIA23 marzo 201916:40

– Luc Tuymans, 61 anni, artista belga tra i fautori della “rinascita” della pittura negli anni ’80 è protagonista con una ottantina di dipinti della sua prima personale in Italia a Palazzo Grassi, a Venezia fino al 6 gennaio. Con 60 opere insinua dubbi, scava nel profondo della “banalità del male”, sia essa il nazismo, il colonialismo o un atroce delitto, come quello compiuto dal giapponese Issei Sagawa, che nel 1981 a Parigi aveva ucciso e cannibalizzato una compagna di studi, attraverso immagini a volte sfocate, a volte composte di pochi segni, a volte monumentali o grandi come una pagina di quaderno.
Bobulova e Porcaroli, duello femminileTutte le mie notti in sala dal 28 marzo fra dramma e noir

23 marzo 201916:47

– Baby prostitute, ricchi imprenditori, eccessi, paure, fragilità e bugie. Elementi che vengono filtrati fra dramma e noir dall’incontro/scontro al femminile di Tutte le mie notti di Manfredi Lucibello, con Barbora Bobulova, Benedetta Porcaroli e Alessio Boni, in sala dal 28 marzo da 102 Distribution dopo l’anteprima ad Alice nella città alla Festa del Cinema di Roma.
Le protagoniste del ‘duello’ sono Veronica (Bobulova), rigido avvocato di un’importante azienda, guidata da un imprenditore pronto a tutto (Boni), e Sara (Porcaroli) 17enne che pensa di poter gestire la sua vita segreta. “Personaggi come Sara o come Baby, quello che ho interpretato nella serie Netflix – ha detto Benedetta Porcaroli – si possono affrontare solo non giudicandoli”. Veronica “non è stata facile da costruire – ha aggiunto Barbora Bobulova – è chiusa, introversa e sola. Questo incontro con la ragazza cambia qualcosa nella sua vita, nel suo essere donna”.
Streisand contro accusatori Jackson’Credo loro ma quanto accaduto non li ha uccisi, colpa genitori’

NEW YORK23 marzo 201916:50

– E’ bufera su Barbra Streisand per le critiche mosse a Wade Robson e James Safechuck, i due uomini che hanno accusato Michael Jackson di molestie nel documentario ‘Leaving Neverland’.
“Erano contenti di essere lì” e quello che è presumibilmente accaduto loro “non li ha uccisi”, dice Streisand puntando il dito sui genitori dei due allora bambini più che sul Re del Pop.
“I bisogni sessuali” di Jackson “erano i suoi bisogni sessuali, derivanti dall’infanzia che ha avuto o dal suo dna. Possiamo dire ‘molestati, ma quei bambini erano contenti di essere lì.
Ora sono sposati e hanno figli, quindi” quanto presumibilmente è accaduto “non li ha uccisi”, spiega Streisand. “Mi dispiace per quei bambini. La responsabilità ritengo sia dei genitori che hanno concesso loro di dormire lì”.
Il regista di ‘Leaving Neverland’, Dan Reed, accoglie con stupore le parole di Streisand. “Non li ha uccisi, lo ha veramente detto?'” twitta.
Anastasio, basta X FactorVincitore del talent Sky debutta live con La fine del mondo tour

23 marzo 201918:40

E’ partito da Santeria Social Club a Milano il primo tour di Anastasio, recente vincitore della versione italiana di X Factor.
Con il suo misto di rap e canzone, il ventunenne di Meta di Sorrento, con il suo ‘La fine del mondo tour 2019’, si è presentato al vero debutto live (dopo la data zero di qualche sera fa) con una scaletta di diciannove canzoni, dalla cover di ‘Another brick in the wall’ fino alla sua ‘Alla fine del mondo’, passando da ‘Costellazioni di kebab’, ‘Correre’, ‘Clint Eastwood’ e diversi altri titoli.
“Quando penso a una canzone – ha raccontato Anastasio – non penso a farla rap, ma solo a fare un bel pezzo. Quello che farò da ora in avanti non avrà niente a che vedere con X Factor e mostrerò che ho una mia identità musicale”.
Flash mob ‘Infinito’, migliaia adesioniStudenti reciteranno versi 28/5. Bussetti, genio ci parla ancora

RECANATI (MACERATA)23 marzo 201918:12

– Dopo l’annuncio ufficiale del ministro dell’Istruzione Marco Bussetti a Recanati, sono arrivati a Casa Leopardi migliaia di messaggi di entusiasmo e di adesioni all’idea nata dalla contessa Olimpia Leopardi di creare un flash mob nazionale il 28 maggio dal titolo “200 – duecento Infinito”. Gli studenti sono invitati a recitare all’unisono, alle 11.30 in tutta Italia, “L’Infinito”.
Ciò collegandosi idealmente, dalle scuole e dalle piazze, con Recanati, città natale del poeta, dove il Miur premierà le scuole vincitrici del concorso per il bicentenario della lirica leopardiana che da secoli ispira in giovani di tutto il mondo.
Le scuole e tutti gli appassionati di Leopardi sono invitati ad aderire a l’iniziativa dedicata alla poesia di Giacomo Leopardi.
“Leopardi – ha spiegato Bussetti – è stato un genio e come tale ci parla ancora, è nostro contemporaneo. Noi abbiamo il dovere di testimoniare la modernità e l’importanza del suo pensiero e della sua opera per la cultura italiana ed europea”.
“La poesia – ha osservato – non è un mero esercizio spirituale ma è una delle forme più potenti con cui l’uomo sta al mondo. E’ necessaria è una delle manifestazioni dello spirito. La scuola deve essere una sorta di ‘convivio poetico’ in cui il dialogo tra le varie forme della cultura è fondamentale per formare i ragazzi”.
“La nostra idea – ha detto la contessa Leopardi – è nata per comunicare in maniera non istituzionale la bellezza della poesia, superando i limiti dello spazio delle scuole, uscendo dalle pagine dei libri e invadendo strade e piazze” e per “avvicinare i giovani a quel meraviglioso strumento di dialogo con se stessi e con i sentimenti universali che è la poesia”. Il flash mob è un “linguaggio diverso, più attuale e vicino ai giovani, per vivere un momento di unità nazionale ‘trasversale’ nel nome del bello che lenisce le pene del cuore e dell’anima e ci permette di guardare “oltre la siepe” con coraggio verso traguardi sempre più alti, ripartendo da ciò che abbiamo”.
Colombari, ho odiato la bellezzaPer la ex Miss Italia, esordio a teatro con Montagne russe

CORTINA23 marzo 201921:03

– “La bellezza è arrivata prima di me, tanto più perché sono nata con un concorso di bellezza, Miss Italia, ma a un certo punto l’ho come odiata e ho cercato di metterla in un angolo, di mortificarla. Quando incontravo qualcuno mi accorgevo che ero solo guardata, e mai ascoltata.
Una vera frustrazione”. A parlare così oggi a Cortinametraggio è Martina Colombari, nata a Riccione nel 1975 e Miss Italia nel 1991 a soli sedici anni. Nello stesso anno viene poi chiamata dall’agenzia di modelle Riccardo Gay e inserita tra le top model internazionali. “Per superare questo momento di crisi – aggiunge la Colombari -, ho cominciato a lavorare su me stessa, a studiare, a fare un percorso di crescita che mi ha fatto tornare ad amarmi”. Per la ex modella e attrice di cinema arriva ora la sfida del teatro: “Sono molto emozionata. È la mia prima volta al teatro dove sarò tra poco con Corrado Tedeschi per preparare ‘Montagne russe’, pièce di Eric Assous in cui interpreto ben quattro donne e che debutterà in autunno”.
A Cortinametraggio sbanca La gitaAlla XIV edizione del festival dei corti premiato anche Pepitas

CORTINA23 marzo 201921:10

– Alla XIV edizione di Cortinametraggio, il festival di corti diretto da Maddalena Mayneri che si chiude a Cortina sbanca ‘La gita’ di Salvatore Allocca che vince Il Miglior Corto Assoluto e anche il Premio NuovoImaie che va a Fatou Mbemgue e Filippo Scotti i due attori protagonisti. Il corto vince poi anche Il Premio Migliori Dialoghi – Cinemaitaliano.Info e il Premio Anec-Fice che darà al corto la distribuzione in 450 sale cinematografiche d’essai. Il Premio del Pubblico – Farecantine va invece a Pepitas di Alessandro Sampaoli che vince anche il Premio Miglior Attrice – Dolomia a Ariella Reggio il Premio Rai Cinema Channel per il “Corto più web”. A Pepitas vanno anche il Premio Augustus Color e il Premio Miglior Corto Commedia. Il Premio Miglior Attore – Dolomia va invece a Lino Musella per la doppia interpretazione nei corti Fino alla fine di Giovanni Dota e Il perdono di Marcello Cotugno.
Grunberg, le bugie del mio psichiatraIn ‘Terapie alternative per famiglie disperate’

23 marzo 201913:34

– ARNON GRUNBERG, TERAPIE ALTERNATIVE PER FAMIGLIE DISPERATE (BOMPIANI, PP 423, EURO 19). Due volte vincitore, caso unico e raro, del premio per il miglior libro d’esordio, prima con ‘Lunedì blu’ firmato con il suo vero nome e poi con ‘Storia della mia calvizie’ sotto lo pseudonimo di Marek von der Jagt, l’olandese Arnon Grunberg arriva a Roma con il suo ultimo libro ‘Terapie alternative per famiglie disperate’ (Bompiani). E nel nuovo romanzo ci racconta il rapporto di un figlio, uno psichiatra specializzato nella prevenzione dei suicidi, con l’anziana madre affidata alle cure di due ragazze nepalesi. Ma c’è anche un padre transgender, una realtà “sempre più crescente in Usa e volevo non riguardasse solo i giovani, anche un anziano che quando muore sua moglie diventa lui la moglie”, spiega lo scrittore.
“Come piccolo indizio nella copertina del libro che ho scritto sotto pseudonimo avevo messo una foto da giovane di Pessoa, però nessuno lo ha colto” racconta Grunberg che è un appassionato di Pessoa e delle migliaia di pseudonimi che ha usato.
In ‘Terapie alternative per famiglie disperate’ si realizza una serie di equivoci in cui lo psichiatra resta invischiato.
“Il protagonista mente per proteggere qualcuno a cui vuole bene, suo padre e sua madre. Se pensiamo al mentire e all’amore immaginiamo soprattutto i casi di tradimento, di infedeltà. Ma i bambini, per esempio, cominciano a mentire, non tanto per nascondere le loro malefatte ma per non deludere i genitori, perché vogliono proteggerli. La menzogna è sempre ambigua in questo senso. Kant non sarebbe d’accordo, c’è un imperativo, è sempre una cattiva condotta. Io lo trovo invece molto più ambiguo, anche di tutela degli altri” dice Grunberg tra i protagonisti di Libri Come, la festa del Libro e della Lettura all’Auditorium Parco della Musica di Roma. “La menzogna, se la metti in atto, la devi costruire bene” aggiunge lo scrittore che è partito da un’idea semplice quando ha iniziato questa storia.
“Sapevo però che oltre al rapporto madre-figlio volevo toccare altri temi. Non è un processo lineare, ma piuttosto una cosa che prende forma e si modifica in corso d’opera. Ho cominciato a scrivere a 23 anni e poi per molto tempo mi sono occupato di cronache e questioni letterarie e sentivo un po’ la mancanza di un contatto con le questioni d’attualità e ho cominciato ad aprirmi ad altro. Quando mi sono trovato a contatto con realtà molto difficili, certe volte ho avuto uno shock, ma anche emozioni vicine alla gioia”.
Per questo libro ha attinto anche alla sua esperienza per dieci giorni, da giornalista embedded in una clinica psichiatrica in Belgio. “Lo psichiatra che si occupa della prevenzione dei suicidi interviene solo per poche ore, deve prendere una decisione immediata sul ricovero o sul lasciar andare il paziente. Prima dell’esperienza nella clinica psichiatrica in Belgio sono stato con le truppe americane in Afghanistan per un reportage e ho deciso che una o due volte l’anno voglio dedicarmi a progetti di questo tipo. A volte uso questo materiale come ispirazione per un romanzo, altre no” racconta Grunberg che vive e lavora a New York dove collabora con testate come il “New York Times”. Il romanzo dà voce alla grande solitudine, al doppio e alla perdita, portando lo psichiatra a lasciarsi travolgere dalle emozioni e a rimettere in discussione la sua vita. “In America i suicidi, soprattutto della popolazione maschile, sono in considerevole aumento” spiega l’autore. E poi aggiunge: “Il territorio su cui indago è soprattutto quello della volontà di tenere qualcuno in vita. Il rapporto si complica quando il mio psichiatra si porta a casa un paziente e fa una cosa non prevista, valica un confine che non è previsto dai protocolli.
Proprio nella clinica in Belgio c’era un paziente che si lamentava del fatto che i medici nel loro approccio alla cura devono attenersi a protocolli molto stretti, quando invece lo psichiatra avrebbe bisogno di maggior libertà e creatività”.
E conclude: “Ognuno di noi ha una vita pubblica, una privata e una segreta e di nessuno poi mai dire ‘conosco questa persona’”.

Musica: Termina Ice music fest, sold out concerti sottozeroStrumenti di ghiaccio e artisti internazionali

23 marzo 201918:40

Termina l’ice music fest che si è tenuto sul ghiacciaio Presenza, a Passo del Tonale, all’interno di un teatro igloo a 2600 metri di altezza.

Artisti del calibro di Naomi Berrill, Alborada String Quartet e Cristina Donà si sono esibiti in uno scenario sottozero suonando strumenti completamente di ghiaccio costruiti dallo scultore americano Tim Linhar. Sold out tutti i 52 concerti. Fra poche settimane la natura farà il suo corso e le miti temperature della primavera e inevitabilmente faranno calare il sipario su questa manifestazione, facendo a sciogliere teatro e strumenti. “I numeri registrati in questa edizione ci hanno positivamente stupito” commenta Luciano Rizzi, presidente dell’APT della Val di Sole.“La risposta del pubblico è andata oltre le nostre aspettative. È il segno che chi sa intraprendere strade originali viene premiato. Nei tre mesi appena trascorsi, oltre 8mila persone sono salite nel nostro Mercedes-Benz Bonera Ice Dome e hanno preso parte agli spettacoli”. E per il prossimo anno, sono già pronti a replicare.

Luca Marinelli, io innamorato tra ricordi e futuroL’attore con Linda Caridi nel film di Mieli in sala dal 21 marzo

23 marzo 201913:35

– Solo ‘Lui’ e ‘Lei’, niente nomi nel film ‘Ricordi?’ di Valerio Mieli, che racconta, tra mille suggestioni, un’intricata storia d’amore, dalla A alla Z. Una storia d’amore attraversata dal tempo e dai ricordi dei due protagonisti. Lui è il cupo Luca Marinelli, con un trauma infantile mai davvero superato, e Lei, figlia di un famoso artista, è la più solare Linda Caridi.
Il loro destino sarà appunto quello di innamorarsi, ridere, scherzare, disamorarsi, amarsi ancora e vedere la fine della loro storia con il disincanto di chi sembra uscito da una malattia. ‘Ricordi?’ di Valerio Mieli, già presentato alle Giornate degli Autori, sezione autonoma e parallela della Mostra del Cinema di Venezia (dove ha vinto il premio del pubblico Bnl) e ora in sala dal 21 marzo distribuito da Bim, non è un film qualsiasi. Più che raccontare una storia, sembra voler rappresentare, tra passato e presente, il flusso di coscienza dei due protagonisti, che si raccontano e si raccontano ancora.
Ma ci sono un po’ tutte le tappe dell’amore in ‘Ricordi?’ come nei ‘Frammenti di un discorso amoroso’ di Roland Barthes raccontati con sole immagini. Per questo film prodotto da BiBi Film Tv, Les Films d’Ici e Rai Cinema in collaborazione con Cattleya, spiega Marinelli, “è stato fondamentale il lavoro iniziale con Valerio per ‘mappare’ la direzione dei personaggi nei diversi punti della storia. Ci sono milioni di punti di vista, ma non era difficile, è l’esatto meccanismo che noi adoperiamo nella vita, è quel flusso di emozioni che ci riproponiamo secondo per secondo”.
“Quanto la nostra percezione del mondo dipenda dal nostro stato d’animo, quanto si possa essere realmente felici è un tema che mi ossessiona da tanto – spiega invece Mieli, alla sua opera seconda dopo ‘Dieci inverni’ per la quale aveva vinto il David Di Donatello e il Nastro d’argento come miglior regista esordiente -. ‘Lui’ nel film deve imparare ad essere felice e ‘Lei’, che all’inizio è serena, deve confrontarsi con la complessità dei rapporti, con il dolore. La percezione che abbiamo del passato è molto meno semplice di quella che possiamo immaginare, non è un flashback, un file che apriamo e vediamo come sono andate le cose, è uno strano magma, che ho cercato di rappresentare”.
Ci sono aspetti “che mi accomunano sia al personaggio che a Valerio – dice ancora Marinelli -. C’è qualcosa di simile tra di noi. Sono una persona che ama il ricordo, che a volte ne è vittima, a volte ne trae grande gioia”.
Per Linda Caridi, che proprio per questo ruolo ha ricevuto il premio Imaie come miglior talento emergente, “non è stato difficile interpretare Lei. Bastava solo entrare nelle tante piccole situazioni del quotidiano. Essendo poi stata innamorata più volte, bastava solo unire tanti pezzetti di ciò che avevo vissuto”.
Frase cult del film, che ha nel cast anche Giovanni Anzaldo e Camilla Diana, quella che dice Marinelli: “Già all’inizio di questo amore c’era la sua fine”.         [print-me title=”STAMPA”]

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Mike Leigh, Brexit è disastro se democrazia non funziona
Peterloo su massacro 200 anni fa. “Monarchia è anacronismo”

22 marzo 2019 07:27

“Spero che Peterloo stimoli nello spettatore una riflessione sul tema della democrazia senza metterne in discussione i capisaldi. Abbiamo iniziato la lavorazione nel 2014 e, mentre ci documentavamo, ci siamo resi conto che, giorno dopo giorno, accadevano intorno a noi cose che rendevano i temi che affrontavamo sempre più attuali. Non pensavamo che il mondo sarebbe cambiato tanto in cinque anni” ha detto il regista inglese Mike Leigh presentando a Roma il nuovo film, in uscita dopo l’anteprima alla Mostra del cinema di Venezia dal 21 marzo con Academy Two.
“Tendiamo a dare per scontate le caratteristiche positive della democrazia e tuttavia vediamo accadere intorno a noi cose allarmanti come il referendum sulla Brexit, le ultime elezioni presidenziali americane o ciò che sta succedendo recentemente in Italia. Questi fatti ci spingono a riflettere sui disastri a cui si può andare incontro quando la democrazia comincia a non funzionare”, ha aggiunto il regista che ha realizzato un grande affresco d’epoca dell’Inghilterra post Waterloo raccontando un episodio fondamentale per la definizione della democrazia in Inghilterra: il massacro a Manchester di 60 mila persone che chiedevano il suffragio universale. “Non ho mai fatto film con l’intento di veicolare un messaggio, le mie sono opere aperte.
Affido dunque allo spettatore il compito di partire dal nucleo emotivo della vicenda per cercare la proprie risposte. Per questo motivo il film non si chiude con uno slogan e neppure con i dati sui morti e i feriti degli eventi di Peterloo. Ognuno pensi a cosa si deve fare per preservare la democrazia”.
“Il film può stimolare a riflettere sull’importanza della discussione, dello scambio e del confronto attraverso il linguaggio politico. All’inizio dell’Ottocento vediamo persone che esprimono le loro idee in modo diretto e onesto, anche tagliente, e il film ci mostra la complessità dell’elaborazione del pensiero. Questo è radicalmente cambiato nel secolo dei mass media. Parlando da repubblicano quale sono, trovo sorprendente che nel mio paese esista ancora la monarchia e che sia tanto salda. Penso sia un anacronismo ridicolo. E comunque a stupirmi non è solamente l’esistenza della monarchia in sé, ma anche l’incredibile forza e l’astuzia che ha messo in atto per garantirsi la sopravvivenza”.

L’assassino timido di Clara UsònSi pensa alla Fadil leggendo questa storia della Spagna anni ’70

22 marzo 201915:36

CLARA USON, ”L’ASSASSINO TIMIDO” (SELLERIO, pp. 190 , 15,00 euro – Traduzione di Silvia Sichel). A leggere questo romanzo molto legato alla cronaca e la storia di Clara Usòn in questi giorni si va col pensiero alle prime pagine dei giornali con la vicenda di Imane Fadil, la modella legata al mondo delle olgettine di Berlusconi morta in misteriose circostanze, si dice uccisa. Anche la giovane attrice Sandra Mozarovski, fatte le debite differenze, morì in circostanze non chiarite nel 1977, forse non suicida come si cercò di far credere nella Spagna puritana del tempo, ma uccisa dai servizi segreti perché, amante di Re Juan Carlos, era rimasta incinta. Detto questo però è bene sottolineare come ”L’assassino timido” sia un romanzo capace, anche per il mettersi direttamente in gioco dell’autrice, di parlare d’altro, di farsi emblematico e metaforico, allargando il discorso attorno alla ricostruzione della storia di questa attricetta anni ’70, nel periodo a cavallo della morte di Franco e la fine della dittatura, che, recitando e spogliandosi in film che volevano, con ciò, fare da diversivo rispetto al desiderio di nuovo di una società da anni costretta alla censura d’un gretto moralismo di stato, fu simbolo di un’illusoria libertà mentre mancavano tutte le vere libertà. La Usòn, coetanea della Mozarovski, raccontando lei, dei suoi sogni e dei suoi sforzi per realizzarli, dei suoi rapporti con la famiglia e con la madre, racconta anche di sé, di sua madre e contemporaneamente delle difficoltà di vivere in una società che cambia velocemente, illudendo e deludendo una generazioni di giovani che, credendosi invulnerabili come capita alla loro età, vengono presi alla sprovvista dalla vita, tanto che arriveranno gli anni ’80 col dilagare dell’eroina e si troveranno a alternare feste e funerali, quelli dei propri amici a quelli dei nonni.
Cosa veramente abbia attratto la scrittrice nella storia della povera Sandra, morta a soli 18 anni, lo scopriremo alla fine, in una conclusione di questa narrazione tra autobiografia e saggio riappacificatrice e emblematica, in relazione alla propria ”timidezza”. Quella timidezza del titolo che deriva da Cesare Pavese che definiva i suicidi ”omicidi timidi”, mentre per la Usòn, essendo quest’atto premeditato, fatto con paura e malafede, si tratta di ”assassini timidi”. E poi, in questo romanzo asciutto e intenso sulla vita e il rapporto con la morte, sul crescere e imparare a riflettere rispetto agli anni della spensierata sconsideratezza giovanile, c’è anche Ludwig Wittgenstein. Il filosofo che volle partecipare alla prima guerra mondiale dove corse pericoli senza riguardarsi, convinto che potessero insegnargli molto sugli uomini e concludendo alla fine che ”solo la morte dà significato alla vita”. Così si cita Borges, per il quale si è sempre fatalmente moderni giacché si vive nel presente, per spiegare che si può essere contemporanei e vivere nel passato come accadeva nella Spagna di Franco in cui ”il tempo ci pareva diverso da quello dei paesi vicini i cui abitanti vivevano nel futuro da decenni” perché ”a un certo punto, nel dopoguerra, il nostro orologio aveva smesso di funzionare, con un dittatore che non voleva morire e un mare e dei monti che ci separavano dalle altre nazioni fortunate”. Con l’arrivo della democrazia, dopo il 1975, l’unica urgenza è quindi quella di balzare nel futuro, ma per molti questo balzo diventa tragico, come per Sandra Mozarovski, che voleva studiare e diventare una vera attrice, che lottava contro la sua famiglia e con sua madre, che pure ovviamente l’amava e le era vicina.
”Non sono abituata a essere un’ombra impegnata in affannosi giochi di ombre con i quali cerco di fermare il flusso di una vita che è imprevedibile, impura, assurda – alla fine scrive di sé l’autrice – e mischia cose disparate, unisce persone che tra loro non c’entrano niente, io e mia madre per esempio; mia madre si sarebbe meritata un’altra figlia, io avrei preferito un’altra madre, all’inizio, poi no, quando era ormai troppo tardi”.
Tante star ai Kid’s Choice AwardsPer Cantante Italiano in lizza Irama, Ultimo, Maneskin, Shade

LOS ANGELES22 marzo 201910:41

– Si terranno il 23 marzo a Los Angeles i Nickelodeon Kids Choice Awards, i premi organizzati dal brand numero uno al mondo dell’intrattenimento per ragazzi.
In gara e sul palco, oltre ai nomi internazionali, ci saranno anche i talenti nostrani. Nella categoria Cantante Italiano Preferito, si sfideranno: Irama, il vincitore della 17/a edizione di Amici che vanta un seguito di oltre un milione e 400 mila fan su Instagram; i Maneskin, il cui secondo posto nell’11/a edizione di X-Factor è stato più proficuo del gradino più alto del podio; Matteo Markus Bok, il quindicenne italo-tedesco voce del tormentone estivo El Ritmo e di una cover della canzone Shallow di Lady Gaga che ha macinato click; Shade, rapper italiano reduce dalla partecipazione al Festival di Sanremo in coppia con Federica Carta; e Ultimo, il cantautore che ha mal digerito il secondo posto a Sanremo e che forse spera di rifarsi ai KCA. Lo show, in onda venerdì 29 marzo alle 20 su Nickelodeon, sarà presentato da DJ Khaled.

Janelle Monae e Giorgia a Lucca SummerIl 18 luglio doppio concerto in piazza Napoleone

LUCCA22 marzo 201914:03

– Doppio concerto, il 18 luglio, per Lucca Summer festival: sul palco di piazza Napoleone saliranno prima Janelle Monae e poi sarà la volta di Giorgia.
Per Giorgia è un ritorno al Lucca Summer da cui mancava da 7 anni. Quella di Lucca sarà inoltre la prima data di Pop heart summer nights, sua tournee estiva. Oltre ai brani che hanno fatto grande la sua carriera Giorgia aggiungerà in scaletta quelli del suo ultimo album Pop Heart già certificato disco di platino.
Janelle Monae è fresca del grande successo del suo terzo album Dirty Computer che le ha fruttato una nomination ai Grammy Awards come ‘Album dell’anno’ e vanta anche interpretazioni in due film di grande successo come Moonlight (premio Oscar come miglior film) e Il Diritto di Contare al quale farà seguito quella nel prossimo film di Robert Zemeckis.
Mengoni inaugura Apple Music LivePerformance in piazza Liberty fino a ottobre, anche Einaudi

22 marzo 201914:10

– Marco Mengoni inaugurerà il 28 marzo la serie di performance dal vivo targate Apple Music Live, che si terranno in Piazza Liberty, a Milano. Le esibizioni si svolgeranno ogni mese fino ad ottobre, quando l’artista classico più ascoltato su Apple Music, Ludovico Einaudi, chiuderà la serie. Le registrazioni saranno disponibili su Apple Music.
“Essere il primo artista italiano che Apple ha voluto per questo progetto esclusivo – dice Mengoni – è davvero una grande emozione, sono onorato che le prime note che Piazza Liberty ascolterà dal vivo siano proprio quelle di Atlantico”.
“La partnership tra Comune di Milano ed Apple – aggiunge l’Assessore alla Cultura Filippo Del Corno – testimonia ancora una volta come l’alleanza tra pubblico e privato sia in grado a Milano di aumentare l’attrattività della città, ampliando l’offerta culturale con iniziative sempre nuove e di grande qualità”.

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Machu Picchu, lotta con turismo di massa
Storico direttore F. Astete, mi chiedo ancora “perché lì?”

22 marzo 201914:32

– ”Per noi essere lì è sentirsi osservati. Non sei tu che guardi le montagne, sono loro che osservano te”. Quarant’anni tra quegli scavi e quelle vette, Fernando Astete non è solo l’antropologo storico direttore del sito più iconico di tutto il Perù. Per tutti è ”il guardiano di Machu Picchu”, il santuario patrimonio Unesco adagiato nella bellezza mozzafiato delle Ande amazzoniche. Da un mese in pensione è in questi giorni in Italia, ieri a convegno alla Curia Iulia al Foro di Roma, oggi al Mudec di Milano, a raccontare l’eterna lotta tra luoghi di bellezza e turismo di massa. ”Dal primo gennaio siamo ricorsi a nuovi percorsi ed entrate a orari”, dice, per garantire la sopravvivenza di ”un luogo sacro, prima ancora che storico, costruito per 400 residenti e massimo 1.500 persone riunite contemporaneamente, ma che oggi arriva fino a 6 mila visitatori al giorno”. Dopo aver mappato 37 mila ettari del sito, scoprendo strade e costruzioni, ”ho ancora una domanda: perchè gli Inca costruirono proprio lì?”

Agnelli, ‘Ossigeno’ tra generazioniMusica e cultura nella seconda edizione del programma su Rai3

22 marzo 201915:13

– Torna per la sua seconda stagione di fila il programma ‘Ossigeno’, condotto da Manuel Agnelli che racconta di musica ma anche di molto altro. In onda dal prossimo 4 aprile su Rai Tre, le puntate sono state pensate come un continuo dialogo tra parole e musica, attraverso un costante confronto tra Agnelli e i suoi ospiti, liberi di raccontare di volta in volta le loro esperienze, le loro canzoni, i loro libri e, più in generale, il proprio pensiero.
Gli ospiti annunciati della prima puntata saranno Piero Pelù, Ivano Fossati, Fabrizio Bosso e Max Gazzè. Anna Calvi, una delle artiste internazionali più originali ed interessanti nel panorama contemporaneo, salirà sul palco del programma per esibirsi con ‘As a Man’. “E’ un programma che mi assomiglia molto – ha detto Agnelli – e il tema portante della seconda edizione è la transizione tra generazioni differenti”.
10 anni sisma, Piovani ‘regala’ OperaIl 7 aprile ‘Sinfonia delle stagioni’, armonia della speranza

L’AQUILA22 marzo 201915:15

– Concerto per il decennale del sisma dell’Aquila del 6 Aprile 2009 di Nicola Piovani con la sua Opera ‘Sinfonia delle stagioni’ che sarà eseguita il 7 aprile nella Basilica di Collemaggio alle 18, in diretta Rai su Radio3 e Rai5. “Ho pensato alle quattro stagioni come racconto metaforico – ha detto Piovani oggi in conferenza stampa all’Aquila – Ho iniziato dall’estate per chiudere con la primavera, segno di ottimismo e speranza. Sono venuto all’Aquila subito dopo il sisma e ho visto la tragedia. Poi sono tornato e ho visto un periodo come di stagnazione. Poi sono arrivati i cantieri come ‘fiori’ a primavera e lì mi sono convinto”. Il concerto, sotto l’egida della Società Aquilana dei Concerti Barattelli, per soli voce recitante, coro di voci bianche e orchestra, è eseguito da Orchestra della Toscana, coro di voci bianche dell’Accademia di S.Cecilia, con Roberto Herlitzka voce recitante, Maria Rita Combattelli soprano, Aloisa Aisemberg mezzosoprano, Salvo Randazzo tenore, Luciano Di Pasquale baritono.
A Venezia i vetri di Maurice MarinotOpere della maturità, 220 pezzi unici e 115 disegni

VENEZIA22 marzo 201915:16

– Maurice Marinot, artista francese nato come pittore ‘fauve’, esponendo spesso con il gruppo, ma divenuto una delle figure fondamentali per la storia del vetro moderno e contemporaneo, materia a cui si avvicino’ casualmente nel 1911, è il nuovo protagonista de “Le stanze del Vetro”, il progetto espositivo avviato dalla Fondazione Giorgio Cini e Pentagram Stiftung.
La mostra dedicata a Marinot, dal 25 marzo al 28 luglio prossimi all’isola di San Giorgio a Venezia, presenta 220 pezzi unici in vetro e 115 disegni, tra schizzi e progetti per oggetti ed allestimenti. L’esposizione, in collaborazione con il museo arti decorative di Parigi, illustra dettagliatamente il percorso di Marinot, segnato da una ricerca e sperimentazione con il vetro evidenziando la sua “pesantezza”, che ha influito anche maestri veneziani. Un confronto tra l’artista francese e il vetro, un rapporto che negli anni diventa “una lotta a due con la materia”, che va dal 1911 al 1934.

Mostra di calligrafie musicali a Bologna’Volare’, ‘O’sole mio’ e ‘Traviata’ diventano melodie di segni

BOLOGNA22 marzo 201915:17

– Le calligrafie musicali di uno dei più importanti calligrafi cinesi viventi, Lio Qi, professore della China Academy of Art, la più rinomata accademia d’arte della Cina, saranno esposte per la prima volta a Bologna dal 25 marzo all’8 aprile, nell’Aula magna della Biblioteca universitaria. Lunedì, durante l’inaugurazione (ore 17), il rettore Francesco Ubertini presiederà alla cerimonia di donazione di un prezioso libro da parte dell’artista, che darà vita a una performance calligrafico-musicale accompagnato dalle note del Collegium Musicum Almae Matris, calligrafando su un rotolo di venti metri posto al centro dell’Aula magna.
Nella contemporaneità sono molti gli artisti che cercano di reinterpretare gli stilemi della calligrafia cinese tradizionale per dare vita a forme artistiche nuove e originali. Luo Qi è l’iniziatore di una nuova corrente di calligrafia contemporanea chiamata “calligrafismo”, e parte proprio dalla riflessione sulla continuità tra calligrafia e musica per creare opere moderne.
Nella mostra l’artista presenta cinque serie di opere calligrafico-musicali in forma di fogli d’album e di lunghi pannelli che ricoprono l’intera sala dell’Aula Magna della Biblioteca Universitaria in un’avvolgente melodia di segni. La serie principale, intitolata ‘Calligrafie musicali – Melodie silenti’, è un insieme di rotoli in cui l’artista, prendendo spunto da famose canzoni italiane come “‘O sole mio” e “Volare” e da arie di opere liriche come “Rigoletto” e “La traviata”, traduce le melodie in una concatenazione di segni calligrafici ispirati al più antico sistema di notazione musicale cinese, risalente al X secolo e costituito da antichi caratteri, con forti richiami all’arte astratta e all’arte naif occidentale.

Renga, in radio L’odore del caffèAnticipa disco inediti L’Altra Metà, in uscita il 19 aprile

22 marzo 201915:40

– E’ uscito “L’odore del caffè”, il nuovo singolo di Francesco Renga, scritto da Ultimo, che anticipa il suo prossimo disco “L’Altra Metà”, in uscita il 19 aprile con 12 nuovi brani. Dopo il ritorno discografico, Renga presenterà anche dal vivo il suo ottavo disco di inediti con “Verona e Taormina Live 2019”: due concerti all’Arena di Verona (27 maggio) e al Teatro Antico di Taormina (13 giugno). Due anteprima di un tour che prenderà il via il prossimo autunno e lo porterà dal vivo in tutta Italia.
Dalla Costa Azzurra a Sky, torna RivieraProssimamente la seconda stagione della serie con Julia Stiles

22 marzo 201915:50

– Dietro ogni grande fortuna si nascondono sempre oscuri segreti. Le vicende dei protagonisti di Riviera ne sono la prova: fra feste da sogno e sfarzo estremo, gli assolati paesaggi della Costa Azzurra tornano a fare da scintillante cornice agli inganni, ai tradimenti e ai crimini dei personaggi della produzione originale Sky. Arriva prossimamente su Sky la seconda stagione della serie tv con Julia Stiles. I nuovi episodi vedono il ritorno in grande stile di Georgina (Julia Stiles, Jason Bourne, Dexter), che proverà a farla franca dopo l’omicidio di Adam mentre dovrà continuare a lottare per mantenere il potere all’interno della famiglia Clios nonché la sua posizione in cima all’altera élite del mondo dell’arte. Andrà in onda su Sky Atlantic, Sky On Demand e in streaming su Now Tv. Nei nuovi episodi anche le new entry Poppy Delevigne e Juliet Stevenson. La narrazione degli eventi riprende dal finale della prima stagione: mentre la famiglia Clios è alle prese con le conseguenze della misteriosa morte di Constantine, Georgina continuerà a combattere la sua battaglia per il dominio e il controllo contro Irina Clios (Lena Olin) e i suoi figli Christos (Dimitri Leonidas) e Adriana (Roxanne Duran). Georgina dovrà anche fare i conti con l’entrata in scena degli Eltham, un’aristocratica famiglia che approderà in Costa Azzurra portandosi dietro degli inconfessabili segreti. Juliet Stevenson (Mona Lisa Smile, Sognando Beckham, Triage) vestirà i panni di Lady Cassandra Eltham, madre dell’elegantissima Daphne (Poppy Delevingne, Kingsman – Il cerchio d’oro, Genius) e del riflessivo Nico (Jack Fox). Fra i nuovi arrivati anche il marito di Daphne, Raafi (Alex Lanipekun, Homeland).
Nel frattempo, Georgina si ricongiungerà con il suo carismatico zio Jeff (Will Arnett, 30 Rock, Una Serie di Sfortunati Eventi, Le Tartarughe Ninja) e verrà svelato qualcosa in più sul difficile passato che la donna si è lasciata alle spalle negli Stati Uniti. La protagonista dovrà anche fare i conti con l’affascinante e misterioso Noah

Mæternità, tenerezza nell’Italia anticaAl Museo Etrusco di Villa Giulia il mondo di famiglie e bambini

22 marzo 201916:57

– Avvolti sotto un unico manto, come a voler proteggere tutta la famiglia, un uomo e una donna si stringono tenendo in braccio il proprio bambino e al fianco altri due figli: questa amorevole scena ritratta in una piccola statua di terracotta sintetizza con grazia e tenerezza la mostra “Mæternità” con la quale il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia esplora i temi della maternità e dell’allattamento nel mondo antico. Allestita nella Sala di Venere dal 23 marzo al 2 giugno, l’esposizione si concentra su un nucleo di reperti votivi provenienti dai depositi del museo che costituiscono tracce visibili del vissuto familiare delle popolazioni etrusche e romane. Il percorso rivela più di una curiosità: a differenza di quanto tramandato dalle fonti scritte, i bambini per Etruschi e Romani erano al centro di un complesso sistema di cure e attenzioni. La maternità era una questione che riguardava tutta la famiglia, che era “allargata”, perché comprendeva padre e madre, i parenti nonché gli schiavi.
Battiato, la salute? Il peggio è passatoArtista, tornato a mio agio con la pittura, lavoro a brano nuovo

22 marzo 201920:25

“A chi mi chiede della mia salute dico che il peggio è passato. Ora va molto meglio, sono tornato a mio agio con la pittura e talvolta mi siedo al pianoforte. Oggi sto lavorando ad un brano nuovo”.Lo dice Franco Battiato in una nota, dopo molti mesi durante i quali erano circolate voci su una presunta grave malattia. Battiato, che il 23 marzo compie 74 anni, parla in occasione del 20° anniversario di “Fleurs – Esempi Affini di Scritture e Simili” (1999), per il quale Universal pubblica per la prima volta un’edizione limitata e numerata in vinile. “Fleurs” è un concept album, in cui i brani sono collegati da un filo comune, quell’affinità di scrittura richiamata nel sottotitolo. Raccoglie cover di autori prevalentemente italiani e francesi e due inediti a firma di Sgalambro e Battiato: da La canzone dell’amore perduto di De André a Ed io tra di voi di Sergio Bardotti e Charles Aznavour, da La canzone dei vecchi amanti di Jacques Brel a Era de maggio di Mario Pasquale Costa e Salvatore Di Giacomo.
Cutugno a Kiev, domani concertoCantante invita deputati che hanno chiesto di non farlo entrare

22 marzo 201918:37

– “E’ stato bellissimo tornare in Ucraina. Avevo un cappello e gli occhiali e quando siamo andati al controllo dei passaporti, non mi hanno detto niente. Non mi hanno neanche fatto togliere cappello e occhiali. All’uscita c’era una troupe che mi ha intervistato, l’albergo è bellissimo.
Tutto bene”. Così Toto Cutugno racconta, in un’intervista a La vita in diretta su Rai1, il suo ritorno ieri sera a Kiev, dove domani terrà un concerto, nonostante la lettera inviata da alcuni deputati ai servizi di sicurezza del paese per chiedere di precludergli l’ingresso nel Paese per le sue presunte posizioni filorusse. “Questa gente ama la mia musica e non li voglio deludere”, ha proseguito il cantante, che ha accartocciato una copia delle lettera inviata . “Voglio che questo deputato venga al mio concerto – ha affermato -. Io sono uno vero e in tutto il mondo la gente apprezza le mie canzoni. Questo deputato non può dire che sono una spia filocomunista, tiri fuori le prove. E’ un’offesa alla mia dignità”.
Moda: ‘volo’ nella bellezza con KralerEsperienza virtuale in 3D con il video della West 46th Films

22 marzo 201919:00

– Volare restando seduti in una boutique: in occasione della 14/a edizione di Cortinametraggio, domani alle ore 11.00 la virtual reality sarà protagonista di un evento presso Franz Kraler, il department store di Cortina D’Ampezzo (Belluno) in Corso Italia 119. Il pubblico potrà vivere questa esperienza attraverso le immagini realizzate dalla West 46th Films di Alessandro Parrello: grazie all’ausilio dei visori, le persone avranno la sensazione di volare e di essere all’interno di un ambiente reale. Il tutto possibile grazie alla realtà virtuale 3D e del video mapping 3D, a testimoniare l’attenzione di Cortinametraggio verso le ultime tecnologie. In particolare, sarà possibile osservare i paesaggi di Cortina D’Ampezzo, dal Monte Cristallo al Passo delle Tre Croci, dalle piste di sci delle Tofane passando per il Lago di Misurina vivendo un’esperienza sensoriale coinvolgente, il tutto restando all’interno della boutique Kraler.
Hit parade, Ligabue ancora re con StartNella top 10 debuttano Nayt, Paola Turci e Coma_Cose

22 marzo 201920:29

Ligabue si conferma in testa alla classifica dei dischi più venduti della settimana con Start, il suo dodicesimo album d’inediti che conquista anche il terzo posto tra i vinili secondo le rilevazioni Fimi/GfK.Esordisce secondo il rapper romano Nayt con il suo Raptus 3 terzo capitolo della trilogia iniziata nel 2015. Al terzo posto ancora rap con MM Vol.3, terzo capitolo della sua mixtape-saga di MadMan, in salita dal 35/o posto. Quarta piazza per Salmo, in discesa dal podio. Slitta quinto Peter Pan di Ultimo, in attesa del nuovo album del giovane cantautore, a ormai più di un anno dalla sua uscita. Debutta sesta Paola Turci con Viva da morire, il suo nuovo album che contiene dieci canzoni tra cui L’ultimo ostacolo apprezzatissimo a Sanremo. Al settimo posto c’è il rapper Lazza con Re Mida.Il vincitore di Sanremo, Mahmood, è ottavo con Gioventù Bruciata e saldamente primo tra i singoli con Soldi. Al nono posto della classifica degli album e al primo di quella dei vinili esordisce Hype Aura, album di debutto del duo rap ticinese Coma_Cose. Chiude la top la colonna sonora di Bohemian Rhapsody, il biopic sui Queen.
Chiude la top la colonna sonora di Bohemian Rhapsody, il
biopic sui Queen.Ecco la top ten Fimi/Gfk degli album più venduti della
settimana dal 15 al 21 marzo 2019:
1) START, LIGABUE (ZOO APERTO/WM ITALY-WMI)
2) RAPTUS 3, NAYT (JIVE-SONY)
3) MM VOL. 3, MADMAN (TANTA ROBA/ISLANDUNIVERSAL MUSIC)
4) PLAYLIST, SALMO (EPIC-SONY)
5) PETER PAN, ULTIMO (HONIRO-BELIEVE DISTRIBUTION SERVICES)
6) VIVA DA MORIRE, PAOLA TURCI (WM ITALY-WMI)
7) RE MIDA, LAZZA (333 MOB/ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)
8) GIOVENTÙ BRUCIATA, MAHMOOD (ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)
9) HYPE AURA, COMA_COSE (ASIAN FAKE-SONY)
10) BOHEMIAN RHAPSODY (O.S.T.), QUEEN (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)Questa è la classifica dei singoli digitali più venduti:
1) SOLDI, MAHMOOD (ISLAND-UNI)
2) CON CALMA, DADDY YANKEE FEAT. SNOW (VIRGIN-UNI)
3) MADEMOISELLE, SFERA EBBASTA (DEF JAM RECORDINGS/ISLAND-UNI)
4) PER UN MILIONE, BOOMDABASH (POLYDOR-UNI)
5) CALMA (REMIX),PEDRO CAPà FEAT. FARRUKO (SONY MUSIC LATIN-SME)Questa la classifica dei vinili:
1) HYPE AURA, COMA_COSE (ASIAN FAKE-SONY MUSIC ENTERTAINMENT)
2) BOHEMIAN RHAPSODY, QUEEN (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)
3) START, LIGABUE (ZOO APERTO/WM ITALY-WMI)
4) A VOLTE RITORNO, LOU X (RCA RECORDS LABEL-SONY MUSIC
ENTERTAINMENT)
5) THE DARK SIDE OF THE MOON, PINK FLOYD (PARLOPHONE-WMI)Queste infine le compilation:
1) SANREMO 2019 (WM ITALY-WMI)
2) MUSICA DA GIOSTRA, VOL. 6 (DANCEONLINE-SONY)
3) THE GREATEST SHOWMAN (O.S.T.) (ATLANTIC RECORDS-WMI)
4) TOP HITS 2019 (DO IT YOURSELF-SONY)
5) RADIO ITALIA LOVE 2019 (SOLO MUSICA ITALIANA-SONY)

Torna a risplendere Pietà del MaraglianoEsposta nella chiesa di San Filippo a Genova dopo lungo restauro

GENOVA22 marzo 201919:49

– Torna a risplendere, nella chiesa di San Filippo a Genova, la Pietà di Anton Maria Maragliano. L’opera, scolpita tra il 1710 e il 1715, è stata sottoposta a un lungo restauro, finanziato dalla Compagnia di San Paolo e da una privata benefattrice, in memoria del marito. La statua del maestro genovese è realizzata in legno dipinto con gli occhi in pasta di vetro. Il restauro, durato un anno e curato da Valentina Tonini e Annalisa Demelas sotto la regia della soprintendenza, ha permesso di recuperare le cromie originali, oltre alla chiusura dei buchi causati dai tarli. La statua era stata commissionata al Maragliano per essere esposta solo durante i riti della settimana Santa, tanto che la sua collocazione originale era dietro una nicchia, coperta da una tela. Solo negli anni cinquanta, la Pietà del Maragliano venne trasferita in una cappella della chiesa. Oggi, l’opera gode di una nuova collocazione all’interno della chiesa, posta su un nuovo basamento in legno.
Capotondi ispettrice contro femminicidiAttrice protagonista di Sei bellissima su Rai1, riprese a maggio

CORTINA22 marzo 201920:23

– Una faccia da brava ragazza o, almeno, di una che gli riesce tutto quando vuole davvero una cosa. Cristiana Capotondi è un po’ così, femminile, forte e algida allo stesso tempo, perfetta comunque per fare la protagonista di ‘Sei bellissima’, fiction su Rai1 sul tema del femminicidio firmata da Andrea Molaioli, uno dei registi della fortunata serie tv “Suburra”. “Le riprese inizieranno a maggio – dice l’attrice al festival di Cortinametraggio dove è nella giuria del premio Medusa – farò una donna forte, un personaggio molto bello con storie di violenza verosimili”.
E a proposito di #meetoo, dice l’attrice nata a Roma nel 1980: “Molte volte questo movimento, che ha molti meriti, ha avuto un approccio sbagliato verso certi temi, troppo aggressivo – e aggiunge -. Così in certi casi ha generato un effetto negativo: un esempio su tutti oggi negli Stati Uniti a molte donne è vietato mettere sui posti di lavoro le minigonne e il rossetto”.
Sottodiciotto festival in segno NapoliPrimo premio e film chiusura girati nel capoluogo campano

TORINO22 marzo 201918:55

– Chiude nel segno della sensibilità e della creatività dei ragazzi napoletani la 20/a edizione del Sottodiciotto Film festival di Torino: sono infatti stati girati a Napoli sia il film che ha vinto il concorso, ‘V+M. Vita+morte, a due passi dalla scuola’, realizzato dagli alunni dell’Itis Alessandro Volta, sulle credenze popolari legate al Cimitero degli Inglesi di Volla, sia il film di chiusura ‘Selfie’ di Agostino Ferrente, girato nel rione Traiano tra ragazzi ‘armati’ dei loro Iphone.
La Menzione Smemoranda è andata a ‘Voci’ realizzato dagli studenti del Liceo artistico musicale Casorati di Novara, girato intorno all’idea di un ‘confessionale’ giovanile, mentre il primo premio per i ragazzi più giovani, delle medie, è andato a ‘A mare’ girato dai ragazzi dell’Ic Zingarelli di Bari, sul viaggio. Quella che chiude oggi è un’edizione di grande successo, anche per via del tema attualissimo, l’autorappresentazione e l’uso continuo di social e immagini di sé, molto apprezzato dai più giovani.
70% genitori legge un libro con i figliLo psicoterapeuta, “leggere insieme aiuta a capire il mondo’

22 marzo 201918:05

Genitori e figli insieme anche attraverso la lettura: il 70% dei genitori legge un libro insieme al proprio figlio almeno ogni 2-3 giorni, mentre il 38% lo fa ogni giorno. E’ quanto emerge da una ricerca commissionata da McDonald’s a Kantar Italia, i cui risultati sono stati illustrati in occasione del lancio dell’iniziativa Happy Meal Readers, promossa da McDonald’s Italia con l’obiettivo di avvicinare i bambini alla lettura. La ricerca è stata effettuata su un campione rappresentativo di 600 genitori.
“Leggere un libro insieme ad un figlio è come aiutarlo a leggere il mondo – ha commentato Alberto Pellai, psicoterapeuta dell’età evolutiva -. I libri per i bambini sono specchi perché dentro a una storia trovano pezzi della loro, e sono porte perché quando lo aprono possono entrare in mondi che gli sono accessibili solo così”.
Il momento preferito per la lettura insieme è quello della sera, prima di dormire per il 75% degli intervistati, mentre il 43% si dedica a questa attività il pomeriggio. Anche nell’era del digitale per i bambini il libro rimane quello di carta (93% dei casi), che è sempre presente nelle case delle famiglie italiane. Secondo i genitori poi è importate avvicinarsi alla lettura sin da piccolissimi: l’87% di loro infatti è d’accordo sul fatto che già in età pre-scolare i libri siano un valido supporto per lo sviluppo di capacità di apprendimento ed educazione emotiva nei bambini. Di recente un’importante ricerca “ha rivelato che i bambini a cui i genitori leggono regolarmente libri in età pre-scolare hanno un vantaggio di circa 8 mesi nell’acquisizione delle competenze linguistiche rispetto ai loro coetanei cui manca questo elemento – ha aggiunto Pellai – . Questo vantaggio si manifesta nella capacità espressiva e di prelettura, ma soprattutto in quella comprensiva del bambino”.
I bambini, secondo gli ultimi dati diffusi da Aie, Associazione italiana editori, rappresentano un nucleo di ‘lettori forti’: l’82% degli under 13 ha letto un libro, sfogliato un albo illustrato, un ebook, un audiolibro o un’app a contenuto editoriale nell’ultimo anno, contro il 65% degli italiani fra i 14 e i 75 anni.

Attrice Trono Spade, ho rischiato di morire per due aneurismiEmilia Clarke si apre con New Yorker, temevo di non farcela

NEW YORK22 marzo 201920:24

Emilia Clarke, la giovane attrice britannica protagonista di “Trono di Spade”, e’ quasi morta per due aneurismi al cervello. “Non avevo mai provato nulla del genere. Se devo essere veramente sincera ogni minuto di ogni giorno pensavo che non ce l’avrei fatta”, ha detto la 32enne interprete del personaggio di Daenerys Targaryen, rivelando la sua terrificante avventura sul settimanale “New Yorker”.
Il racconto ha provocato la solidarietà dei fan e Emilia ha postato un video in cui, tra le lacrime, ringrazia per l’appoggio ricevuto: “Sono commossa, milioni di milioni di grazie. Non riesco ancora a credere quante persone sono rimaste toccate dalla mia storia”.
La Clarke adesso sta bene e ha creato una fondazione, SameYou, dedicata ad aiutare a entrare in riabilitazione persone giovani colpite da problemi come il suo. La prossima e ultima stagione di “Trono di Spade” andrà’ in onda dal 14 aprile.          [print-me title=”STAMPA”]

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Cannes: Variety, tornano Tarantino, Loach e Dardenne
Rocketman su Elton John, Malick e per Italia favorito Bellocchio

21 marzo 2019 01:59

Il cartellone del festival di Cannes (14-25 maggio) sarà annunciato a Parigi il 18 aprile, ma intanto cominciano ad arrivare indiscrezioni sui possibili film selezionati. Sembra fatta per il nuovo atteso film di Quentin Tarantino C’era una volta a Hollywood che riporterebbe così sulla Croisette due divi assoluti come Brad Pitt e Leonardo DiCaprio e l’emergente Margot Robbie. Variety dà per altamente probabili anche il biopic su Elton John Rocketman e il thriller Against All Enemies che racconta di come l’Fbi abbia sorvegliato Jean Seberg (interpretata da Kristen Stewart) quando si è schierata per i diritti civili durante il suo periodo a Los Angeles (sembra che l’agenzia investigativa, scrive Variety, abbia fatto pressioni sullo studio e sul festival per evitare il lancio a Cannes).Torna sulla Croisette Terrence Malick con il suo dramma sulla seconda guerra mondiale Radegund, che vede tra i protagonisti Bruno Ganz recentemente scomparso. Atteso anche l’ultimo film del due volte Palma d’oro Ken Loach con Sorry We Missed You, un altro ritratto contemporaneo su quel che resta del proletariato con un uomo che cerca di provvedere alla sua famiglia diventando un autista di delivery. Tornano anche altri grandi come i Dardenne con Ahmed, sul tema scottante del fondamentalismo in Europa. Film Netflix, notizia di qualche giorno fa, non dovrebbero esserci e così a Cannes non si vedrà l’attesissimo nuovo Martin Scorsese The Irishman (a Venezia per un bis del caso ‘Roma’ di Cuaron?). Per l’Italia Variety come pure Hollywood Reporter puntano sul nuovo film di Marco Bellocchio su Tommaso Buscetta Il Traditore con Pierfrancesco Favino. Ma, stando alle indiscrezioni raccolte all’Anica ieri per Moviement, “due o tre” potrebbero essere i film tricolore al festival.I nuovi film di Jim Jarmusch (uno zombie movie con Adam Driver), Xavier Dolan (Matthias & Maxime) e l’atteso Mektoub, My Love: Canto Due del franco tunisino Abdellatif Kechiche (il primo esordì a Venezia) potrebbero debuttare al festival come anche Pain & Glory di Pedro Almodóvar che sta uscendo in Spagna, con Penélope Cruz e Antonio Banderas, ma che potrebbe avere a Cannes la premiere internazionale.
Nolte e la figlia in una favola sull’AlzheimerIn sala dal 21 marzo Un viaggio indimenticabile 21 MARZO 2019 02:45

– La fragilità di un uomo che pian piano si perde nell’Alzheimer è incarnata da Nick Nolte in Un viaggio indimenticabile, in uscita il 21 marzo con Warner Bros. Lo dirige il divo tedesco Til Schweiger, che firma qui un remake in inglese con un cast internazionale (tra i protagonisti anche Matt Dillon, Emily Mortimer e Jacqueline Bisset), del suo film Honig Im Kopf (2014), visto in Germania da 7 milioni di spettatori con circa 60 milioni di euro di incassi.Schweiger, che ha conosciuto da vicino la malattia assistendo, nell’ultimo periodo di vita, il nonno, ha deciso di affrontare il tema mettendo in scena una favola sulla famiglia. E di famiglia ce n’è tanta anche per Nolte, classe 1941, nel film: infatti ad interpretare la nipote del protagonista è la sua vera figlia undicenne, l’esordiente (e talentuosa) Sophia Lane Nolte, che il regista ha chiesto di ingaggiare, dopo una visita a casa Nolte, colpito dalla spontaneità della bambina. Il remake, pensato per raggiungere un pubblico più ampio, ha fatto flop oltreoceano, anche per le durissime recensioni dei critici Usa, che, al di là delle convincenti prove degli attori, hanno accusato Schweiger di non aver saputo dosare comico e drammatico, con il risultato di banalizzare e a tratti ridicolizzare il racconto della malattia. Curiosa e involontariamente surreale anche la visione dell’Italia (Venezia è la meta finale del viaggio dei protagonisti) messa in scena da Schweiger, tra abiti e ambientazioni anni ’50 mescolati, senza un perché, all’oggi.La storia ruota intorno a Amadeus (Nolte), veterinario rimasto da poco vedovo, diventato ormai incapace di vivere da solo, per i suoi ripetuti vuoti di memoria e comportamenti insensati. Il figlio Nick (Dillon, in un ruolo interpretato nel film originale da Schweiger, che qui invece si ritaglia solo un cameo), che da anni con la moglie Sarah (Mortimer) e la figlia Matilda (Sophia Lane Nolte) in Inghilterra, decide di portarlo a vivere a Londra. Amadeus, protagonista di un numero sempre maggiore di incidenti tragicomici, dal dare quasi fuoco alla casa nel tentativo di cuocere una torta a una prova decisamente estrema di giardinaggio, riesce a trovare un vero dialogo solo con la nipote Matilda. La bambina, trascurata dai genitori, troppo presi dal lavoro e da una crisi matrimoniale, è l’unica che ha la pazienza di ascoltarlo. E quando Nick si rassegna all’idea di mettere il padre in un casa di riposo, Matilda decide di scappare con il nonno, per intraprendere insieme un viaggio della memoria. Nolte si è preparato al ruolo “esplorando la malattia in tre stadi – ha spiegato al Pittsburgh Current -. La perdita di memoria e la ripetitività, una perdita di memoria più profonda e alla fine il vuoto assoluto”.Per lui recitare con la figlia Sophia “è stata un’esperienza straordinaria”; l’ha aiutata sul set a gestire emozioni a comando, come il dover piangere: “quando è servito è stata capace di mettere molta verità nel ruolo. E’ stata veramente fantastica”.

La Gabbianella e il gatto, diversi è belloDistribuito in 200 copie, racconta la favola scritta da Sepulveda

21 marzo 201909:45

– Un gabbiano e un gatto, il bestseller mondiale del cileno Luis Sepulveda e la poesia di Enzo D’Alò: giusto 20 anni fa La Gabbianella e il Gatto al cinema fu uno di quei film spartiacque. Un film d’animazione italiano che in un tipo di industria dominata dalla Disney creò le file fuori ai cinema ed è ancora il maggiore incasso made in Italy. Uscì per le feste di Natale e fu una rivelazione, incassando oltre 20 miliardi delle vecchie lire. C’è da festeggiare un anniversario importante: per questo torna in sala il 21, 22, 23 e 24 marzo in 200 copie distribuito da CG Entertainment in collaborazione con RTI, Infinity e con ECI Consorzio Esercenti Cinema, per quei bambini che non erano nati, ma che certamente, nonostante tecnologia, stile grafico, effetti speciali siano ora ben diversi, potranno innamorarsene.
La storia è di un’attualità sconcertante. Racconta di Kengah, una gabbiana avvelenata da una macchia di petrolio nel mare del nord, che riesce ad affidare in punto di morte il proprio uovo al gatto Zorba (la voce è di Carlo Verdone), strappandogli tre promesse: quelle di non mangiare l’uovo, di averne cura finché non si schiuderà e di insegnare a volare al nascituro. La gabbianella orfana viene battezzata Fortunata e si trova di fronte uno strano compito: quello di imparare a conoscersi e capire di non essere un gatto, prima di imparare a volare. Al fianco degli amici felini, Colonnello, Segretario, Diderot, il giovane Pallino e ovviamente Zorba, Fortunata si troverà a dovere fronteggiare il pericolo rappresentato dai ratti che aspettano l’occasione di prendere il potere e proclamare l’avvento del Grande Topo (voce di Antonio Albanese).
Lo stesso Sepulveda (il suo Storia di una Gabbianella e del Gatto che le insegnò a volare è stato tradotto in 12 lingue) è la voce narrante.
“Era un libro per tutti e il film ancora di più – disse giusto 20 anni fa il regista napoletano Enzo D’Alò, presentando il film alla Mostra del cinema di Venezia – Si tratta di una grandissima metafora sul problema della diversità, sempre più centrale nella nostra società”. Il budget della produzione di Cecchi Gori fu straordinario: 10 miliardi ma si videro tutti: 200 artisti e tecnici crearono 1.200 scenografie, 220 mila i disegni necessari per animare i 75 minuti del cartoon. La sceneggiatura di D’Alò e Umberto Marino ebbe l’approvazione dello stesso Sepulveda.
Erano gli anni in cui il cinema d’animazione italiano, grazie alla torinese Lanterna Magica, faceva sperare in una riscossa: c’era stata la Freccia Azzurra a dare l’input e poi La Gabbianella e il Gatto, film di successo, grazie anche a investimenti importanti. Ora, dopo anni meno felici per il settore, di nuovo ci sono bagliori di luce, grazie alla scuola napoletana Mad che nel 2013 ha dato vita al piccolo gioiello dell’Arte della Felicità, seguito da Gatta Cenerentola (2017).
L’Italia Suonata, tra storia e musicaUn viaggio dagli anni del boom al nuovo millennio

21 marzo 201912:46

Storia e musica; cronaca e sette note. Sulla carta, due binari paralleli che non avrebbero motivo e necessità di incontrarsi; nella realtà, un filo invisibile ma destinato a non sfilacciarsi le unisce, unisce la sfera pubblica, dei grandi eventi, con il mondo privato di ciascuno di noi. E Stefano Mannucci, dopo “Il suono del secolo. Quando il rock ha fatto la storia”, torna a raccontare gli intrecci tra i fatti della storia e la colonna sonora della nostra vita, con gli occhi puntati all’Italia (ma senza rinunciare a qualche riferimento alle leggende internazionali del rock).
“L’Italia suonata è un viaggio”, scrive Fabrizio Moro nella prefazione che porta la sua firma. Ed è un viaggio lungo, lunghissimo, di quasi 800 pagine, dagli anni del boom ai giorni d’oggi, passando per molti degli eventi che raccontano al meglio, o a volte anche al peggio, l’Italia e gli italiani. Tra aneddoti, ricostruzioni, ricordi, trafiletti di giornali, a volte collegamenti a detta dello stesso autore “pretestuosi”, Mannucci “fruga nel tempo” per cercare di comprendere e capire cosa sia successo al Paese che in 60 anni “ha perso la bussola”.
“Se vogliamo calarci davvero nell’insidiosa voragine della Storia, dobbiamo ascoltare le voci dei nostri cantanti – avverte lo scrittore e giornalista -. Senza pregiudizi: guai a fare gli snob […], i so-tutto-io-della-materia che delimitano il pascolo e sbuffano se provi a collegare i pezzi di un puzzle molto più complicato di un elenco di dischi, di una serie di sterili informazioni tecniche. No, nei suoi anni migliori la musica italiana […] è stata un incanto. E’ la custode della nostra memoria”. Una storia a ritmo di pop e rock. Si parte da Domenico Modugno e da quella voglia e quel sogno condiviso di volare nell’Italia del dopoguerra pronta a spalancare le braccia al boom economico come fa il cantante sul palco del festival di Sanremo del 1958. Ma che solo pochi anni dopo dovrà fare i conti con la tragedia del Vajont. Il ’68 è dietro l’angolo: l’onda della rivolta parte da Valle Giulia dove gli studenti assaltano la Facoltà di Architettura. Tra loro anche un giovanissimo Antonello Venditti. I mesi dell’autunno caldo, che sfoceranno negli anni di piombo, sono accompagnati dalle canzoni dei cantautori che finiranno poi, a loro volta, sotto accusa per essersi venduti all’industria discografica: il processo a Francesco De Gregori, a Giorgio Gaber, a Fabrizio De André.
Francesco Guccini e Roberto Vecchioni si difendono con le canzoni, Edoardo Bennato si lancia nella rissa. I conflitti ideologici, sociali ed economici squassano l’Italia, mentre Adriano Celentano canta “Chi non lavora non fa l’amore”. In un Paese ancora bigotto ci si scandalizza degli amori proibiti di Mina. Si susseguono gli anni, con il disimpegno che ha caratterizzato gli Ottanta, la globalizzazione e l’avvento di internet, Tangentopoli, la Seconda Repubblica, le stragi di mafia degli anni Novanta, le contraddizioni del Duemila, tra migrazioni, ambiente, crisi economica, disillusioni e solitudini. Centinaia di storie, fra stragi impunite, il caso Moro, Tangentopoli. Il cerchio si chiude (momentaneamente) con Alessandro Mannarino che nel 2017 canta la tragedia dei migranti. Con la musica sempre a fare da sottofondo: ai funerali, ai cortei, in piazza.
Sterling Ruby è special guest PittiArtista presenterà prima collezione del brand S.R.Studio

FIRENZE21 marzo 201914:00

– L’artista americano Sterling Ruby è lo special guest di Pitti Immagine Uomo 96, in programma a Firenze dall’11 al 14 giugno. Noto per la natura poliedrica del suo lavoro – tra pittura, ceramica, collage, video e fotografia, tessuti artwork, scultura e installazioni – e per la personale rivisitazione del workwear americano, Sterling Ruby presenterà la prima collezione del brand S.R.Studio.La.Ca. con un evento speciale in programma il 13 giugno.
“Pitti Uomo occupa un posto speciale nel mondo della moda – dichiara Ruby -. Si è affermato come un luogo di grande centralità con una sua identità specifica, senza compromessi, un luogo del saper fare e dell’artigianalità, con un tempo tutto suo. L’invito di Pitti a essere lo special guest rappresenta per me il momento perfetto, per realizzare un progetto che sto esplorando privatamente, nel mio studio, da quasi dieci anni”.

Opificio Firenze restaura opera DuchampArrivata da Venezia la ‘Scatola in una valigia’

FIRENZE21 marzo 201914:22

– E’ arrivata al laboratorio dell’Opificio delle Pietre dure di Firenze, per un intervento di studio e conservazione, la ‘Scatola in una valigia’, opera di Marcel Duchamp, custodita nella Collezione Peggy Guggenheim a Venezia.
Questo esemplare della ‘Boite-en-valise’ è il primo di un’edizione deluxe di 20 valigette da viaggio Louis Vuitton in cui l’artista francese ha raccolto 69 riproduzioni e miniaturizzazioni di suoi celebri lavori realizzate su supporti diversi: pelle, carta fotografica con aggiunte a matita, acquerello e inchiostro. Tra le riproduzioni c’è una miniatura del famoso orinatoio rovesciato, ‘Fontana’ del 1917, e un ‘ready-made rettificato’ del 1919 della Gioconda di Leonardo da Vinci, con barba e baffi. Le valigie contengono anche un originale diverso per ogni valigetta: in quella giunta a Firenze c’è la riproduzione de ‘Le roi et la reine entourès de nus vites’ (del 1912), colorata ex-novo dall’artista. Presente anche una dedica a Peggy Guggenheim, che sostenne economicamente Duchamp.
Scarmarcio è Lo spietato, film NetflixIn sala 8-9-10 aprile, disponibile sulla piattaforma dal 19/4

21 marzo 201915:35

– Un viaggio lungo un quarto di secolo nell’universo della mala italiana raccontato attraverso la storia di Santo Russo, un gangster dalla mentalità yuppie, che si muove nella realtà caleidoscopica e vertiginosa della Milano da bere negli anni d’oro della moda, dei soldi facili, dell’arte d’avanguardia e della disco music. Riccardo Scamarcio è ‘Lo Spietato’, che dopo un’uscita evento in cinema selezionati l’8-9-10 aprile, sarà disponibile su Netflix dal 19 aprile.
Diretto da Renato De Maria, e scritto dallo stesso De Maria insieme a Valentina Strada e Federico Gnesini, il film è liberamente ispirato a “Manager Calibro 9” di Pietro Colaprico e Luca Fazzo. Scamarcio è Santo Russo. Ad affiancarlo Sara Serraiocco, Alessio Praticò, Alessandro Tedeschi e Marie-Ange Casta. Siamo a Milano, destinata a una crescita economica e criminale vertiginosa. Santo Russo, calabrese dopo i primi furti e il carcere minorile, decide di intraprendere definitivamente la vita del criminale.
Diventa Casa Museo abitazione Carol RamaGrazie all’acquisizione dei beni da parte della Fondazione Sardi

TORINO21 marzo 201915:38

– Diventa ‘casa museo’ l’abitazione lungo il Po dove Carol Rama, artista icona di Torino, visse per 70 anni. Uno studio, un luogo della mente, strapieno di opere, cimeli, oggetti tra loro diversissimi accomunati dalla passione e dalla creatività dell’artista, morta nel 2015 a 97 anni.
“La città si appropria di un gioiello che correva il rischio di perdere – spiegano le assessore alla Cultura di Regione Piemonte e Città di Torino, Antonella Parigi e Francesca Leon – grazie ad un mecenate culturale, la Fondazione Sardi per l’Arte che ha acquistato i beni contenuti nella casa per concederli in comodato all’Associazione ‘Archivio Carol Rama’, nata nel 2010 per tutelare le opere dell’artista.
Il pubblico potrà visitare la casa, sottoposta al vincolo della sovrintendenza come ‘studio d’artista’, dal prossimo autunno. “La speranza – conclude Parigi – è che a breve vengano messi in sicurezza anche i muri della casa di questa grandissima artista che in vita non venne valorizzata come meritava”.

Motta, tour al via dal 25 maggioIn scaletta i brani di Vivere e Morire e di La fine dei 20 anni

21 marzo 201916:47

– Partirà il 25 maggio, dal Mi Ami Festival a Milano, il nuovo tour di Motta, che tornerà dal vivo con un nuovo spettacolo che prende il nome da una frase contenuta in “Dov’è l’Italia”, brano presentato all’ultimo Festival di Sanremo. In scaletta si alterneranno le canzoni dei suoi album “Vivere o Morire” (Sugar) e “La fine dei vent’anni”.
“Sono anni che sono in giro e queste saranno le ultime date di un tour che in realtà non si è mai fermato da almeno tre anni, come non si è mai fermata la mia voglia di cambiare idea sulle cose – racconta Motta -. Da quando sono partito è cambiato quasi tutto e un po’ come la vita una persona passa il tempo a viaggiare per tornare al punto di partenza. Dopo questo tour mi fermerò per un po’. Per tornare bambino consapevole di tutto quello che è successo. L’esperienza di questi anni mi ha aiutato a capire questo, a cercare di essere adulto, forte e fragile nello stesso tempo e a capire quando il silenzio si fa musica”.
Coez, il 29 marzo esce il nuovo album”E’ sempre bello”, a Roma e Milano “invasioni” di messaggi

21 marzo 201916:53

– “È sempre bello” è il nuovo album di Coez in uscita il 29 marzo (Carosello Records). Lo ha annunciato il cantautore sui propri social, rivelandosi anche come autore degli slogan apparsi da febbraio su muri, strade, fermate e mezzi pubblici di Roma e Milano. Frasi come “L’amore come va?”, “Non basta un elastico per tenerci insieme”, “Vorrei fosse domenica”, “Siamo in isolamento ma con un’isola dentro”, che Coez ha scelto tra i versi delle sue canzoni, per dare vita al suo album prima dell’uscita. “Ho pensato che ‘È sempre bello’ fosse di tutti e che potesse iniziare a vivere da subito nelle strade, sui muri, sui mezzi pubblici. Volevo che un’idea diventasse reale, prendendo forma prima di tutto tra la gente”, ha detto il cantautore.
L’album contiene 10 tracce ed è il quinto album di Coez, che quest’anno festeggia 10 anni di carriera solista, con 20 dischi di platino all’attivo, e arriva a un anno e mezzo di distanza dal doppio platino Faccio un casino. Il 28 e 29 maggio Coez torna live al palaport di Roma.
Leonardo e il San Girolamo, corpo e fedeAi Musei Vaticani focus sull’unico capolavoro del maestro a Roma

21 marzo 201916:54

– Dal 22 marzo al 22 giugno è Leonardo da Vinci la star assoluta ai Musei Vaticani che, per i 500 anni dalla morte del genio toscano, dedicano un focus specifico al “San Girolamo nel deserto” (1486-1490 ca.), unica tela leonardesca delle collezioni pontificie nonché la sola presente a Roma. Ospitata dal Braccio di Carlo Magno a Piazza San Pietro, la mostra a ingresso gratuito nasce “anche dal desiderio di condividere con il pubblico un’opera che ha un forte messaggio di fede”, dice Barbara Jatta, direttrice dei Musei Vaticani.
Straordinaria è la tecnica esecutiva: dipinto a olio su una tavola di legno di noce, su due strati di disegno, per questo capolavoro Leonardo usò i pennelli ma anche il finger painting, la strofinatura e la tamponatura. La tela colpisce sia per la forza espressiva con cui Leonardo ha rappresentato il Santo, mostrandolo non come Padre della Chiesa ma come eremita pervaso di Fede, sia per la competenza anatomica e le caratteristiche del paesaggio.
Le imprese nello spazio, mostra a PisaEsposizione interattiva National Geographic a Palazzo Blu

PISA21 marzo 201916:57

– Palazzo Blu a Pisa celebra i 50 anni dallo sbarco sulla Luna con ‘Explore. Sulla Luna e oltre’, mostra che inaugura anche il “triennio dell’esplorazione di National Geographic: spazio, terra, mare”. Foto, video, modelli di satelliti, strumenti e persino un lanciatore Vega in scala di 10 metri di lunghezza, giornali d’epoca, esperienze immersive e interattive: questo e altro è l’esposizione, inedita, in programma dal 22 marzo al 21 luglio, con cui National Geographic (con il patrocinio di Asi ed Esa) racconta la storia delle grandi missioni che hanno permesso di compiere i primi viaggi nello spazio: da Yuri Gagarin al primo passo sulla Luna di Neil Armstrong, da Valentina Tereškova, la prima donna nello spazio, fino a Luca Parmitano e alle imprese di Samantha Cristoforetti.
La mostra attraversa anche il cammino delle sonde spaziali inviate verso gli altri pianeti del sistema solare: dalle Voyager, che oggi viaggiano nello spazio interstellare, ai rover che studiano il suolo di Marte, dallo studio del Sole e dei pianeti interni (Mercurio e Venere), fino a Plutone e alla missione Rosetta atterrata su una cometa. Poi la scienza: quella dei telescopi spaziali come Hubble, che ci hanno aperto una finestra nuova sul cosmo, e quella dei satelliti che scrutano la Terra per studiarne l’incessante mutamento. E infine il futuro, con le missioni che partiranno nei prossimi anni e le sfide più ambiziose, come costruire colonie sulla Luna o su Marte.

Bublé, conta la famiglia non la carrieraLa popstar torna in tour dopo la malattia del figlio maggiore

NEW YORK21 marzo 201917:04

– “Non penso alla mia carriera, vale zero sulla scala dei valori, conta il tempo con la mia famiglia”. Sono le parole di Michael Bublé, tornato di nuovo sulla scena dopo l’assenza per la malattia del figlio Noah, colpito nel 2016, a soli tre anni, da un cancro al fegato. Bublé in quell’occasione annunciò che avrebbe cancellato tutti i suoi impegni per dedicarsi interamente alla sua famiglia. Ora il bambino è guarito e Michael, dopo aver pubblicato l’album Love nel novembre scorso, ha intrapreso un tour mondiale.
In un’intervista a Usa Today, il cantante ha detto di aver strutturato il tour in modo da essere tre settimane in giro e due in Canada con la sua famiglia. “Questa è la miglior via possibile – ha spiegato Bublé -; non posso essere sul palco ed essere felice se non sono con la mia famiglia. Ricordo di essermi ritrovato a pensare, ‘perché mi importa di tutte queste stronzate? Di ciò che pensa la gente di me, di quanti ‘Mi piace’, di quanto ho guadagnato? Ora non mi importa più”, ha detto Bubblé.
Woodstock 50 con star di ieri e di oggiSantana, Jay-z e Miley Cyrus in riedizione concerto del secolo

NEW YORK21 marzo 201919:59

NEW YORK – Line-up di star vecchie e nuove per i 50 anni di Woodstock: a celebrare il mezzo secolo della leggendaria tre giorni di pace e musica (condite di sesso, droga e una pioggia torrenziale) ci saranno leggende del rock, pop e folk come Ringo Starr, Arlo Guthrie e Santana, ma anche nuovi nomi: Jay-Z, Chance the Rapper, Common, Princess Nokia per l’hip hop, e star pop/rock come Janelle Monae, The Black Keys, The Killers e Miley Cyrus.Oltre 40 artisti e migliaia di fan caleranno su Watkins Glen dal 16 al 18 agosto, a pochi chilometri dal prato di Bethel dove si tenne il festival originario. I biglietti andranno in vendita il 22 aprile. Per chi dovesse restare a bocca asciutta, tre “golden oldies” come Arlo Guthrie, Ringo e Santana saliranno sul palco al Bethel Woods Center for the Arts, la struttura creata sul terreno della fattoria di Max Yasgur dove si tenne la prima kermesse. La riedizione di Watkins Glen è organizzata da Michael Lang, uno dei creatori del concerto del secolo (scorso) che dieci anni fa, per mancanza di fondi, aveva dovuto rinunciare all’edizione del 40/o anniversario. “Torneremo alle nostre radici e all’intento originario e stavolta avremo controllo su tutto”, ha spiegato il promoter, alludendo al fiasco del 1999 che fu un totale caos logistico. “Sarà l’antitesi di vent’anni fa”, ha promesso Lang, con molti artisti che salirono sul palco nel 1969 come Dead and Company, Santana, John Fogerty, John Sebastian e Country Joe McDonald, ma anche nomi contemporanei che interpreteranno pezzi dei grandi del passato: tra gli altri a Janis Joplin, The Band, Jefferson Airplane e Joe Cocker. Un modo per far leva sulla nostalgia della generazione che 50 anni fa si ribellò all’establishment ma anche a figli e nipoti.”Voglio che sia un evento multigenerazionale”, ha spiegato Lang a Rolling Stone. Molti si sono già organizzati: motel, bed and breakfast e Airbnb della Sullivan County danno per i giorni dell’anniversario il tutto esaurito. Cinquant’anni fa la generazione di Woodstock non si fece di questi problemi: i ragazzi del ’69 dormirono sul prato sotto il palco improvvisato dove si esibirono per tre giorni 32 artisti, tra i quali Jimi Hendrix e Joan Baez, richiamando oltre mezzo milione di persone e lanciando al mondo il messaggio di pace e fratellanza che assurse a simbolo di una generazione. L’edizione “d’oro” avrà in comune con quella di 50 anni fa il messaggio sociale. La prima Woodstock Music & Arts Fair servì a unire l’America giovane in un momento di grandi tensioni. La nuova “tre giorni” vuole mostrare che “è possibile vivere in armonia e compassione per dare speranza a tutti i popoli del mondo”. Tra le tante cause sono rappresentate la protezione dell’ambiente, la fine della violenza delle armi e una giustizia più giusta.

Baglioni in Rai, colloquio dall’adContinua il tour ‘Al centro’, chiusura a Firenze il 26 aprile

21 marzo 201917:19

– Claudio Baglioni a Viale Mazzini per un colloquio – si apprende – con l’ad della Rai Fabrizio Salini.
Sul tavolo, un bilancio generale dopo il bis dell’artista come direttore artistico e conduttore di Sanremo, ma non si esclude che si parli anche di progetti futuri. Baglioni intanto è tornato ‘Al centro’, con la seconda parte del tour che lo vede protagonista delle principali arene indoor d’Italia. Lo show – che nel complesso ha avuto 410mila spettatori, premiato come ‘BestShow 2018’ dalla rivista Sound&Lite – si chiuderà il 26 aprile a Firenze. Queste le prossime date: 22 e 23/3 al Pal’Art Hotel di Acireale (CT); 26 e 27/3 al Palasport di Reggio Calabria; 29 e 30/3 al Palazzo dello Sport di Roma; 2/4 a Pala Rubini Alma Arena di Trieste; 5/4 al Forest National di Bruxelles; 7/4 al Hallenstadion di Zurigo; 9 e 10/4 a RDS Stadium di Genova; 12 e 13/4 al Mediolanum Forum di Milano; 15 e 16/4 al Pala Verde di Treviso; 18/4 all’Adriatic Arena di Pesaro; 24 e 26/4 al Nelson Mandela Forum di Firenze.
Basilica Palladiana, 3 mostre in 3 anniStrategia rilancio monumento e centro storico

VICENZA21 marzo 201917:33

– Tre grandi mostre nel prossimo triennio saranno ospitate nella Basilica Palladiana di Vicenza, per la nuova strategia culturale dell’amministrazione berica.
Fulcro del rilancio sarà il monumento dell’architetto Andrea Palladio che oltre ad ospitare i grandi eventi, da quest’anno sarà aperta tutto l’anno, al pari del Teatro Olimpico e degli altri musei berici, visitabile dai sotterranei del percorso archeologico fino alla terrazza panoramica al di sopra del secondo ordine di arcate.
La prima inaugurazione avverrà entro fine anno, dal 6 dicembre al 13 aprile 2020 con “Anni Venti. Una donna moderna.
Lo sguardo di Ubaldo Oppi”, mostra curata da Stefania Portinari, in collaborazione con l’Accademia Olimpica. Dal 5 dicembre 2020 al 5 aprile 2021 sarà la volta di “Rinascimento privato” che ospiterà opere provenienti dai più importanti musei mondiali.
Chiuderà il ciclo, dall’11 dicembre 2021 al 18 aprile 2022, “Tebe nel Nuovo Regno”, affidata a Christian Greco, con grandi opere prestate dal Museo Egizio di Torino.

Casa Roth a NY in vendita ‘intatta’Spazzolino nel bagno, scarpe sotto il letto. 3,2 milioni

NEW YORK21 marzo 201918:59

NEW YORK – Casa d’autore, spazzolino da denti incluso: a Manhattan l’appartamento di Philip Roth è stato messo in vendita per 3,2 milioni di dollari e tutto è esattamente o quasi come lui l’aveva lasciato. Roth non ha avuto figli e l’appartamento, a pochi passi dal Museo di Storia Naturale, è stato messo in vendita dagli eredi. Sono circa 150 metri quadri e tre balconi su West 79 Street: Roth, che divideva il suo tempo tra New York e la casa di campagna in Connecticut, ci ha abitato dal 2004 fino alla morte l’anno scorso a 85 anni. E anche se spazzolino e pantofole non sono compresi nel prezzo, per i potenziali acquirenti che fanno la fila con l’agenzia Brown Harris Stevens tutto è rimasto esattamente come un anno fa: le scarpe vicine al letto, i maglioni piegati nell’armadio, lo spazzolino sul lavandino del bagno, i libri sugli scaffali, su una delle scrivanie il Pulitzer vinto nel 1998 per “Pastorale Americana”.C’è il computer Dell usato per anni e la macchina del fax (lo scrittore cominciò a usare l’email solo dopo aver annunciato che non avrebbe più dato un romanzo alle stampe). La poltrona Eames dalla pelle nera consumata su cui amava leggere. Tra i pochi cimeli il cappello a cilindro indossato da Saul Bellow alla cerimonia del Nobel: premio che a Philip Roth fu sempre negato. Libri e parte dei contenuti dall’appartamento finiranno alla Newark Public Library per espressa volontà dello scrittore, ma ad alcuni vicini la presenza degli oggetti personali del defunto ha fatto specie: “Se la sua casa adesso è sul mercato, la sua privacy non dovrebbe esserlo”, ha protestato sul Guardian Terena Bell che abita alla porta accanto.”A Roth piaceva abitare nell’Upper West Side perché ci vivevano molti ebrei”, ha spiegato al Wall Street Journal il biografo Blake Bailey, mentre gli agenti immobiliari fanno la genesi della proprietà. Lo scrittore aveva inizialmente acquistato un monolocale nella stessa palazzina nel 1989, usandolo soltanto come ufficio dal momento che abitava a pochi isolati di distanza con la moglie Claire Bloom. Dopo il divorzio da Claire, Roth lasciò New York e per molti anni si ritirò a vivere in Connecticut usando l’appartamento della 79/a strada come occasionale pied-a-terre. Con il successo della “Trilogia Americana” (“Pastorale”, “Macchia Umana” e “Ho sposato un Comunista”), lo scrittore tornò a New York. Comprò l’appartamento adiacente allo studio e ne fece un’unica casa.

Muhammad Alì, 100 foto al PAN di NapoliImmagini dai grandi archivi internazionali

POLI21 marzo 201917:54

– Napoli rende omaggio a Muhammad Alì, una delle icone sportive più famose e celebrate del XX secolo, con una mostra al PAN – Palazzo delle Arti di Napoli in programma dal 22 marzo e fino al 16 giugno. La rassegna offrirà al pubblico 100 immagini, scatti provenienti dai più grandi archivi fotografici internazionali come il New York Post Archive, Sygma Photo Archives, The Life Images Collection in cui Alì è colto in situazioni e momenti fondamentali della sua vita non solo sportiva. La mostra inizia con le fotografie che celebrano le imprese pugilistiche più famose: dagli incontri con Sonny Liston, George Foreman e Leon Spinks che lo portarono, unico nella storia, a conquistare tre titoli pesi massimi, ai match dell’epica sfida contro Joe Frazier.
Bouchet, io nel film di ZaloneAttrice a Cortina, farò remake Vacanze romane. Quanta tv volgare

CORTINA D’AMPEZZO21 marzo 201919:54

CORTINA D’AMPEZZO – “Altro che sex symbol: avrei fatto volentieri la parrucchiera o la truccatrice”. La cucina? “Non so cosa sia, per farvi capire meglio: uso il mio forno solo come ripostiglio”. A parlare così oggi al festival Cortinametraggio è una tonicissima e bella Barbara Bouchet, sogno erotico italiano degli anni Settanta, ora 75enne e con ancora tanta voglia di lavorare.Intanto ha appena finito le riprese a Malindi del film ‘Tolo Tolo’, quinta fatica cinematografica di Checco Zalone, ma del suo ruolo non parla:”Checco mi ha cucito la bocca, non posso dire davvero nulla”. E poi tra una settimana sarà a Roma sul set romano di un remake di Vacanze romane (Rome in Love di Eric Bross): “Ho firmato un contratto con una tv americana. Sono la vicina del giovane giornalista a cui faccio un po’ da confidente, un ruolo che assumerò poi anche verso la ragazzina sua amante. Una donna non più giovane, che ama i fiori e ahimè la cucina che dovrò insegnare ad entrambi”. Non solo: per lei anche un remake-sequel di Milano calibro nove, film di Fernando De Leo del 1972, da girare a giugno, nel cast ance Marco Bocci e Xsenia Rappoport. “Lavorare con Zalone – aggiunge poi – è stato divertente, lui è di una comicità fantastica anche nella vita. Tra l’altro il film è iniziato male, perché il camion del ‘trucco e parrucco’ è stato bloccato alla dogana. Per fortuna la mia passione per queste due cose – dice con orgoglio l’attrice – ci ha salvato. Avevo con me tutto il necessario”.Per quanto riguarda gli inizi: “Non ho fatto nessuna università, né ho studiato come attrice. Mi avevano solo promesso di farmi fare un provino e così sono andata ad Hollywood e ho cominciato a lavorare prima in un negozio di scarpe e poi a consegnare pollo fritto. Nel frattempo facevo tutti i provini che mi capitavano”. Molestie in Italia? “Negli anni Settanta io venivo dall’America, avevo come un ingresso referenziale, i registi non si sono mai azzardati, non hanno tentato nemmeno”. Non nasconde che i due figli (Alessandro e Max) non hanno accettato volentieri da giovani di aver avuto una madre famosa per certi ruoli hard: “Per fortuna ora sono grandi, ma quando erano più giovani si sono lamentati, ma io in fondo grazie al mio lavoro li ho fatti crescere bene. Alessandro ha sempre detto che non avrebbe mai fatto il mio lavoro, ma in tv che fa, se non l’attore?”.La Bouchet, che non si spiega proprio il fatto che non ci siano ruoli al cinema e in tv per chi ha la sua età (“oggi la vita si è allungata e lì fuori siamo in tanti a volerci vedere rappresentati”), su una cosa è intransigente: la volgarità dell’oggi. “Oggi più sei volgare più finisci in tv. Se non hai scandali non si parla di te. Che devono pensare i nostri figli e nipoti? Che più maleducati si è più si diventa famosi? Gran parte della colpa di tutto questo è della televisione da cui escono personaggi che sembrano famosi, ma sono solo delle meteore”.

A Parigi torna il mistero di Tutankhamon’Il tesoro del Faraone’ 52 anni dopo la ‘Mostra del Secolo’

PARIGI21 marzo 201919:52

– Era il 1967 quando un milione e 200.000 visitatori sancirono il trionfo di quella che viene ricordata ancora oggi come “la mostra del Secolo” a Parigi. Il protagonista è sempre lui, il Faraone del mistero, Tutankhamon, accompagnato dal suo “Tesoro del Faraone”: 150 pezzi mozzafiato in esposizione, oltre 50 dei quali non avevano finora mai lasciato l’Egitto. Cinquantadue anni fa il mistero della più celebre tomba egiziana, scoperta nel 1922 e ricca delle storie e leggende che lo accompagnano, fu esposto al Petit Palais. Oggi lo spazio, suggestivo e curato nei minimi particolari, è quello su due piani della Grande Halle della Villette. Per una mostra che, ancor prima dell’apertura, il 23 marzo, ha già venduto 130.000 biglietti su Internet. E che punta a superare il record del Tutankhamon del 1967 entro la chiusura del 15 settembre.
Bisio torna presidente, il nostro è un inno anticattivista sull’ItaliaDi Maio, Salvini, Renzi nella satira del nuovo film del comico e conduttore tv

21 marzo 201920:15

Salvini e la dialettica “da bar”, Di Maio e la bolla dei social, il premier Conte, Renzi e l’opposizione di sinistra capace solo di accapigliarsi, ma anche la vecchia politica e noi italiani, che vogliamo il cambiamento senza essere disposti a fare il minimo per attuarlo, come pagare le tasse. Sono fra i bersagli di Bentornato presidente, la commedia satirica dei talentuosi Giancarlo Fontana e Giuseppe G. Stasi, in sala dal 28 marzo in 500 copie con Vision Distribution.E’ il sequel di Benvenuto presidente! (2013), otto milioni e mezzo di euro al botteghino, dove Claudio Bisio, nei panni di un uomo qualunque ma onesto (si chiama anche Giuseppe Garibaldi), arrivava, per caso, a diventare Presidente della Repubblica. Qui, dopo anni di buen retiro fra le amate montagne, accetta, per riconquistare la compagna Janis (Sarah Felberbaum), di fare da Presidente del Consiglio ‘di facciata’ per il governo di Teodoro Guerriero (Pietro Calabresi/simil-Salvini) leader di Precedenza Italia, tutto felpe e rabbia a comando, e Danilo Stella (Guglielmo Poggi/simil-Di Maio), leader con una faccia da bravo ragazzo del Movimento Candidi. “E’ un film rivolto a quelli che si sono un po’ stufati di questo odio reciproco che si respira nel Paese, alimentato dai social e a volte anche dai media – spiega Bisio -. Qualcuno dirà che è un film buonista, io invece lo vedo come un inno anticattivista”. Giuseppe, detto Peppino, Garibaldi resiste poco come premier teleguidato e, per dimostrare a Janis, da cui ha avuto una figlia, Guevara, di essere ancora un uomo di principi, si mette in gioco, con l’aiuto del fin troppo abile Ivan (Pietro Sermonti), un suo piano di riforme. E l’opposizione intanto? E’ chiusa in una perenne e litigiosa assemblea, con un rassegnato Vincenzo Maceria/simil Renzi (Marco Ripoldi) che alle consultazioni con un pacato ma molto lucido presidente della Repubblica (Antonio Petrocelli) dice di non volersi alleare con nessuno, “perché – spiega – sono troppo intelligente”.Sarah Felberbaum riprende il ruolo incarnato nel primo film da Kasia Smutniak: “Janis, dopo essersi messa da parte per dedicarsi a Peppino, sente che è arrivato il momento di fargli capire che vuole essere ascoltata, che si può far tutto, amare la propria famiglia e perseguire i propri obiettivi. E un bell’esempio di donna”. Da anni “lavoravamo all’idea di un sequel – prosegue Bisio -. Inizialmente avevamo pensato di ambientarlo in Europa. Poi un anno fa, quando abbiamo visto che non si trovava un Presidente del Consiglio, abbiamo pensato di costruire su questo la storia… in pratica è un instant movie”. Come pensa reagiranno i politici veri? “Le uniche reazioni che mi interessano sono quelle della gente. Fra tanti numeri che sentiamo la percentuale che colpisce è il 40% di astenuti alle elezioni. E’ ora di iniziare a rivolgersi a quelle persone”. Perché “i politici dovrebbero arrabbiarsi? – chiede sorridendo Calabresi -. Gli abbiamo fatto un merchandising straordinario, abbiamo cercato di dargli un’umanità che non so se gli appartiene. Il mio Teodoro Guerriero è un uomo con un gran cuore, ma quando vede una telecamera diventa un altro. Il filtro social sembra essere diventato quello della politica. E noi mazzoliamo un po’ tutti, destra, sinistra, vecchia politica, opposizione”.Con il film “abbiamo cercato di cavalcare l’attualità, e bastava andare sui siti per trovare spunti” dice Giancarlo Fontana. In questo momento storico “volevamo fare della sana satira su quello che ci circonda – chiosa Nicola Giuliano, coproduttore con Francesca Cima e Carlotta Calori, e coautore del soggetto con Fabio Bonifacci, che firma anche la sceneggiatura -. In questa particolare era, in cui si deve per forza stare da una parte o l’altra della barricata, ci siamo detti: ‘guardiamo quello che c’è, ridiamo di tutto e di tutti… e guardiamoci allo specchio”.

A Frassica l’Ulivo d’Argento a LecceCon Siani e Minaccioni per ‘contributo alla commedia italiana

LECCE21 marzo 201916:55

– Il Festival del Cinema europeo in programma a Lecce dall’8 al 13 aprile premierà con l’Ulivo d’Argento Nino Frassica, Paola Minaccioni e Alessandro Siani, per il loro contributo alla nuova commedia italiana. Il Festival propone anche una sezione non competitiva dedicata alla commedia europea e alla nuova commedia italiana, con 5 lungometraggi in anteprima e proiezioni e incontri con Frassica, Minaccioni e Siani. Negli ultimi quattro anni, con una sezione dedicata alla commedia europea e 3 edizioni degli Stati generali della commedia italiana, curate da Marco Giusti, è stato fatto il punto sulle tendenze del genere, l’evoluzione web della comicità e l’emergere del ruolo femminile. Per la commedia europea saranno proiettati in anteprima: Butterflies di Tolga Karaçelik (Turchia)÷ Happier times, Grump di Tiina Lymi (Finlandia), Hopelessly devout di Marta Díaz de Lope Díaz (Spagna), I feel good di Benoît Delépine, Gustave Kervern (Francia) e What Have We Done to Deserve This? di Eva Spreitzhofer (Austria).         [print-me title=”STAMPA”]