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Giornata della Poesia, versi per tutti
Direttore Unesco, ventesima edizione contro le ingiustizie

20 marzo 2019 18:42

– Incontri e reading, nuove collane, presentazioni ufficiali ma anche feste diffuse ed eccezionali scorribande nei caffè, nei bar e nelle osterie. Cerca di arrivare a tutti la Poesia, entrando in luoghi inusuali, nella Giornata Mondiale che la celebra, il 21 marzo. E nella ventesima edizione l’Unesco “vuole porre l’attenzione sulla poesia autoctona e sul suo ruolo nella lotta contro la marginalizzazione e l’ingiustizia” come dice il direttore generale dell’Unesco, Audrey Azoulay.
Alda Merini, nata il 21 marzo, viene ricordata nel 2019 in modo speciale con la nascita a Milano dell’Associazione Culturale Alda Merini, su iniziativa delle figlie Emanuela, Flavia e Simona. A ‘Poesia e viaggio’ sono dedicate le giornate del 22 e 23 marzo all’Accademia Mondiale della Poesia di Verona, che vedrà Daniel Cundari interpretare ‘Marriage’ di Gregory Corso. Parte da Roma l’iniziativa ‘Caffè, cornetto e poesia. 50 bar per 50 poesie’, proposta dal gruppo arti performative di ‘Grande Come una città’, del terzo municipio.
Nadir, in era algoritmi serve più poesiaPoeta tunisino

per Giornata Internazionale

20 marzo 201918:50

– Abbiamo “più che mai bisogno di poesia”. Lo dice

Shams Nadir, pseudonimo del poeta e scrittore tunisino Mohamed Nadir Aziza, che ha ricoperto vari incarichi per l’Unesco ed è cancelliere-fondatore dell’Accademia mondiale della poesia di Verona dove presenterà ‘Il canto delle sirene’ (Edizioni Lavoro), un omaggio alle donne di ogni cultura ed epoca, nella Giornata Mondiale della Poesia.
“L’immagine e l’algoritmo hanno invaso lo spazio dell’immaginario nel mondo di oggi. La pratica del ‘breve termine’ in politica, l’onnipotenza del denaro e l’affermazione dell’individualismo hanno seriamente distrutto l’equilibrio della vita nella società. Solo la poesia sa come porre una benda sulle ferite dell’anima ricordandoci il bisogno imperativo di imparare di nuovo a vedere nei petali di un fiore che si apre alla rugiada il miracolo di un sole che rinasce ogni giorno, non arrendendosi all’oscurità” spiega Nadir.
Cannes: Variety, tornano Tarantino, Loach e DardenneRocketman su Elton John, Malick e per Italia favorito Bellocchio

20 marzo 201919:27

Il cartellone del festival di Cannes (14-25 maggio) sarà annunciato a Parigi il 18 aprile, ma intanto cominciano ad arrivare indiscrezioni sui possibili film selezionati. Sembra fatta per il nuovo atteso film di Quentin Tarantino C’era una volta a Hollywood che riporterebbe così sulla Croisette due divi assoluti come Brad Pitt e Leonardo DiCaprio e l’emergente Margot Robbie. Variety dà per altamente probabili anche il biopic su Elton John Rocketman e il thriller Against All Enemies che racconta di come l’Fbi abbia sorvegliato Jean Seberg (interpretata da Kristen Stewart) quando si è schierata per i diritti civili durante il suo periodo a Los Angeles (sembra che l’agenzia investigativa, scrive Variety, abbia fatto pressioni sullo studio e sul festival per evitare il lancio a Cannes).
Torna sulla Croisette Terrence Malick con il suo dramma sulla seconda guerra mondiale Radegund, che vede tra i protagonisti Bruno Ganz recentemente scomparso. Atteso anche l’ultimo film del due volte Palma d’oro Ken Loach con Sorry We Missed You, un altro ritratto contemporaneo su quel che resta del proletariato con un uomo che cerca di provvedere alla sua famiglia diventando un autista di delivery. Tornano anche altri grandi come i Dardenne con Ahmed, sul tema scottante del fondamentalismo in Europa. Film Netflix, notizia di qualche giorno fa, non dovrebbero esserci e così a Cannes non si vedrà l’attesissimo nuovo Martin Scorsese The Irishman (a Venezia per un bis del caso ‘Roma’ di Cuaron?). Per l’Italia Variety come pure Hollywood Reporter puntano sul nuovo film di Marco Bellocchio su Tommaso Buscetta Il Traditore con Pierfrancesco Favino. Ma, stando alle indiscrezioni raccolte all’Anica ieri per Moviement, “due o tre” potrebbero essere i film tricolore al festival.
I nuovi film di Jim Jarmusch (uno zombie movie con Adam Driver), Xavier Dolan (Matthias & Maxime) e l’atteso Mektoub, My Love: Canto Due del franco tunisino Abdellatif Kechiche (il primo esordì a Venezia) potrebbero debuttare al festival come anche Pain & Glory di Pedro Almodóvar che sta uscendo in Spagna, con Penélope Cruz e Antonio Banderas, ma che potrebbe avere a Cannes la premiere internazionale.

Nolte e la figlia in una favola sull’AlzheimerIn sala dal 21 marzo Un viaggio indimenticabile

20 marzo 201919:34

– La fragilità di un uomo che pian piano si perde nell’Alzheimer è incarnata da Nick Nolte in Un viaggio indimenticabile, in uscita il 21 marzo con Warner Bros. Lo dirige il divo tedesco Til Schweiger, che firma qui un remake in inglese con un cast internazionale (tra i protagonisti anche Matt Dillon, Emily Mortimer e Jacqueline Bisset), del suo film Honig Im Kopf (2014), visto in Germania da 7 milioni di spettatori con circa 60 milioni di euro di incassi.Schweiger, che ha conosciuto da vicino la malattia assistendo, nell’ultimo periodo di vita, il nonno, ha deciso di affrontare il tema mettendo in scena una favola sulla famiglia. E di famiglia ce n’è tanta anche per Nolte, classe 1941, nel film: infatti ad interpretare la nipote del protagonista è la sua vera figlia undicenne, l’esordiente (e talentuosa) Sophia Lane Nolte, che il regista ha chiesto di ingaggiare, dopo una visita a casa Nolte, colpito dalla spontaneità della bambina. Il remake, pensato per raggiungere un pubblico più ampio, ha fatto flop oltreoceano, anche per le durissime recensioni dei critici Usa, che, al di là delle convincenti prove degli attori, hanno accusato Schweiger di non aver saputo dosare comico e drammatico, con il risultato di banalizzare e a tratti ridicolizzare il racconto della malattia. Curiosa e involontariamente surreale anche la visione dell’Italia (Venezia è la meta finale del viaggio dei protagonisti) messa in scena da Schweiger, tra abiti e ambientazioni anni ’50 mescolati, senza un perché, all’oggi.La storia ruota intorno a Amadeus (Nolte), veterinario rimasto da poco vedovo, diventato ormai incapace di vivere da solo, per i suoi ripetuti vuoti di memoria e comportamenti insensati. Il figlio Nick (Dillon, in un ruolo interpretato nel film originale da Schweiger, che qui invece si ritaglia solo un cameo), che da anni con la moglie Sarah (Mortimer) e la figlia Matilda (Sophia Lane Nolte) in Inghilterra, decide di portarlo a vivere a Londra. Amadeus, protagonista di un numero sempre maggiore di incidenti tragicomici, dal dare quasi fuoco alla casa nel tentativo di cuocere una torta a una prova decisamente estrema di giardinaggio, riesce a trovare un vero dialogo solo con la nipote Matilda. La bambina, trascurata dai genitori, troppo presi dal lavoro e da una crisi matrimoniale, è l’unica che ha la pazienza di ascoltarlo. E quando Nick si rassegna all’idea di mettere il padre in un casa di riposo, Matilda decide di scappare con il nonno, per intraprendere insieme un viaggio della memoria. Nolte si è preparato al ruolo “esplorando la malattia in tre stadi – ha spiegato al Pittsburgh Current -. La perdita di memoria e la ripetitività, una perdita di memoria più profonda e alla fine il vuoto assoluto”.Per lui recitare con la figlia Sophia “è stata un’esperienza straordinaria”; l’ha aiutata sul set a gestire emozioni a comando, come il dover piangere: “quando è servito è stata capace di mettere molta verità nel ruolo. E’ stata veramente fantastica”.         [print-me title=”STAMPA”]

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Elisa, tour al via tra note e battaglia per l’ambiente
A Firenze canta anche

tra il pubblico. Chiuderà a Trieste

FIRENZE20 marzo 2019 03:58

E’ partito mercoledì 19 marzo dal Teatro Verdi di Firenze con un sold out il ‘Diari aperti tour’, la serie di concerti che porterà Elisa in giro per tutta l’Italia e si chiuderà il 31 maggio nella sua Trieste, al teatro Politeama Rossetti. Saranno diverse le date multiple nelle varie città, molte di queste già esaurite, viste le numerose richieste da parte del pubblico affezionato al repertorio della cantautrice.
Accanto ai suoi cavalli di battaglia e alla cover ‘The Sound of Silence’ di Simon and Garfunkel, già proposta dall’artista nel 2015 in una puntata di ‘Amici’, Elisa interpreta brani contenuti nel suo ultimo lavoro discografico ‘Diari aperti’ che dà il titolo anche al tour. Il concerto si apre col brano ‘Come fosse adesso’. La cantante è seduta al pianoforte al centro del palco, affiancata da otto musicisti e tre coriste in perfetta sintonia fra di loro. La prima ora dello spettacolo è dedicata ai brani più intimi e lenti che richiedono arrangiamenti classici grazie anche all’utilizzo di due violini, una viola e un violoncello. Anche l’allestimento del palco è classico ed essenziale e si sposa perfettamente con la location del Teatro Verdi. Alle spalle dell’artista scorrono immagini e video privati e personali, come la stessa artista ha voluto spiegare a fine spettacolo: “Ho riportato i miei diari anche sullo schermo, un racconto, anche visivo, della mia vita. Diari aperti è un progetto confidenziale che però nel live non manca di momenti che accendono il pubblico”. E gli spettatori non mancano di accendersi, come dice Elisa, soprattutto nella seconda ora dello spettacolo, riservata ai brani più rock e pop dove anche la stessa artista, lasciato il pianoforte e imbracciata la chitarra, scende dal palco per cantare insieme ai suoi fan. “La scelta del teatro richiama l’intimità dell’album da cui prende il nome il tour – ha spiegato Elisa nel suo racconto – e abbiamo lavorato due mesi intensi prima di mettere in scena questo spettacolo per stare vicino al mio pubblico”. Non manca un forte messaggio ecologista con la comparsa sullo schermo del proverbio indiano ‘Quando avrete abbattuto l’ultimo albero, quando avrete pescato l’ultimo pesce, quando avrete inquinato l’ultimo fiume, allora vi accorgerete che non si può mangiare il denaro’ e della foto della ragazza attivista svedese Greta Thunberg insieme alle immagini delle manifestazioni studentesche andate in scena la scorsa settimana. Due ore di concerto ma il tempo scorre velocemente per il ritmo e l’energia che lei trasmette al pubblico, e si chiude con ‘A modo tuo’, il brano scritto da Ligabue e dedicato alla figlia Linda. Dopo la tappa fiorentina, il tour si sposterà a Bari per la doppia data del 21 e 22 marzo.

Esposito da Gomorra a giornalista ‘eroe’In sala il noir opera prima di Cristiano Anania

20 marzo 201911:45

Immaginate Salvatore Esposito, il Genny Savastano di Gomorra, nei panni di Giorgio, un giornalista anche troppo mite, con tanto di occhiali, timidezza e passione per gli origami ed entrerete di fatto nella storia noir de ‘L’eroe’, opera prima di Cristiano Anania in sala dal 21 marzo distribuito da Mescalito Film.La storia del film segue, attraverso molti stereotipi, la vita di questo giornalista trentenne ambizioso, anche se non si vede che a un certo punto viene licenziato dal direttore (Paolo Sassanelli) de ‘Il corriere del centro’ dove lavora e mandato in provincia. Nel paese in cui si ritrova Giorgio c’è ben poco da fare, tranne mettere in piedi un’amicizia con una giovane laureanda (Marta Gastini) e con Francesco (Vincenzo Nemolato), l’esuberante scemo del villaggio. Quando poi Giorgio comincia a trovare la sua dimensione lavorativa, viene di colpo licenziato dal direttore.A salvarlo sarà un tragico quanto provvidenziale fatto di cronaca: il rapimento di Carlo, nipote della più importante imprenditrice locale (Cristina Donadio). Così quel paesino, poco interessante, diventa come sempre capita centrale nell’informazione italiana. Ma qualcuno, alla fine, si chiede se tutto questo sia stato davvero un caso. Paura di essere identificato sempre e solo con il personaggio di Genny Savastano? “Paura zero – spiega l’attore -. Cerco sempre di scegliere progetti in cui posso essere me stesso. Non mi pongo però limiti, il criterio è sempre quello di credere nel personaggio da interpretare”. La commedia? “È un genere che mi piace molto e che vorrei esplorare di più – spiega l’attore che ultimamente si è misurato nel ruolo di un gay in Puoi baciare lo sposo di Alessandro Genovesi -. Il problema di questo genere è solo quando diventa macchietta o cade negli stereotipi”.Per Esposito i veri eroi di oggi “sono quei ragazzi di periferia che ogni mattina vanno a lavorare non facendosi tentare dai guadagni facili”. Se dovesse fare il supereroe? “Per la Marvel farei sicuramente Hulk. Per la Dc Comics non avrei scelta: sarei sicuramente Batman”.
Galleria Borghese, il museo sognatoEdito da Treccani, nel volume oltre 230 foto e saggi di esperti

20 marzo 201909:51

Una collezione ineguagliabile di opere d’arte, che non ha seconde scelte tanto è alto il valore delle tele e delle sculture, dalla poesia di Raffaello e Caravaggio fino all’emozione di Bernini e l’eleganza di Canova. Ma anche uno spazio architettonico di grande bellezza e funzionale all’arte stessa, il cui raffinato apparato decorativo intesse una suggestiva rete di armonici accordi con i capolavori con i quali si relaziona. C’è tutta l’avvincente storia di uno dei più straordinari musei al mondo ne “La Galleria Borghese”, il volume a tiratura limitata edito da Treccani, il terzo della collana “Palazzi d’Italia” dopo le pubblicazioni dedicate al complesso architettonico del Quirinale e al Vittoriale degli Italiani. Un libro imponente e di preziosa fattura, che porta avanti su un doppio binario il racconto del luogo sognato e poi creato nella Roma del ‘600 dal visionario Cardinale Scipione Borghese, nipote di Papa Paolo V: da un lato il corposo apparato iconografico, con le 239 immagini del fotografo Luciano Romano che svelano la collezione con uno sguardo originale, libero dalla consuetudine della fruizione museale; dall’altro i numerosi saggi di approfondimento storico-critico, in cui vengono narrati tutti i dettagli di quello che può essere considerato il primo museo moderno. Al centro del volume il legame inscindibile tra gli ambienti interni ed esterni della Villa e le opere: elementi coprotagonisti di una visione d’insieme coerente e di grande originalità, in simbiosi perfetta, inimmaginabili l’uno senza l’altro. Progettata dall’architetto di fiducia del Papa e del Cardinale, Flaminio Ponzo, per essere non una semplice dimora principesca ma proprio un luogo deputato ad accogliere capolavori d’arte, la Villa poi a partire dal 1770 fu radicalmente trasformata dal principe Marcantonio IV Borghese e da Antonio Asprucci, architetto ideatore del programma decorativo: un rinnovamento a dir poco spettacolare, che portò l’edificio all’aspetto che ancora oggi vediamo. Tra gli autori dei saggi anche Anna Coliva, direttore generale della Galleria Borghese, che ha definito il ‘suo’ museo “un luogo che non si conosce mai del tutto, una palestra eterna per ogni studioso”. “Qui c’è il trionfo del multiforme e della meraviglia, con una grande libertà stilistica. Del resto la meraviglia è proprio il dato oggettivo e critico e il fine della poetica barocca, quando nacque la collezione del Cardinale Borghese. Poi nel ‘700 la seconda fase, con il rinnovamento della Villa portato avanti per rispondere al bisogno di chiarezza e razionalizzazione, per mettere ordine alla multiformità”, ha spiegato ieri a Roma alla presentazione del libro, condividendo il tavolo con Massimo Bray, direttore generale dell’Istituto della Enciclopedia Italiana, e Luciano Romano. “Dai tempi di Stendhal – ha detto Bray – la Galleria Borghese ha consolidato la sua fama di luogo identitario della città di Roma: uno scrigno di tesori, che custodisce la bellezza e al tempo stesso la apre alla condivisione di quanti sanno riconoscerla”. “La fotografia è una riduzione della realtà: non è facile restituire la complessità che c’è qui dentro”, ha proseguito poi Romano, “il fotografo è un artista, è vero, ma in un luogo come questo non ha senso entrare in competizione con Bernini o Caravaggio. Nelle foto del libro l’effetto non sembra costruito ma in realtà abbiamo creato una vera messa in scena teatrale, giocando tra luce naturale e artificiale per trovare un equilibrio perfetto”.

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Likemeback, diventare eterni coi social
Tre ragazze ‘smartphone-addicted’ nel film di Seragnoli

20 marzo 201917:28

– “Prima eri solo vivo, ora sei eterno”. Così una delle protagoniste di ‘Likemeback’ di fronte alla foto di una lisca di pesce appena postata su Facebook e Instagram. E’ uno dei momenti chiave del film di Leonardo Guerra Seragnoli che, dopo il festival di Locarno, esce il 28/3 distribuito da Nightswim e pone al centro di tutto tre ragazze diciottenni fedeli a un solo dio: il loro smartphone. Lavinia (Blu Yoshimi), Carla (Denise Tantucci) e Danila (Angela Fontana), finito il liceo, partono insieme per una vacanza in barca a vela. Sono tutte sole con i loro smartphone di ordinanza e un silenzioso skipper, Josko (Goran Markovic) in viaggio lungo le coste della Croazia.
Le tre ragazze si consumano tra i loro sogni, la grande paura di crescere e, soprattutto, la loro smodata vanità digitale. Per loro non c’è occasione da perdere per condividere quello che fanno, vedono, provano in attesa di un “mi piace” o dei 30mila follower che ti rendono un influencer o un fashion blogger.
Anche a danno dell’amicizia.
Roberto Abbado guida Filarmonica BolognaSolista il diciassettenne russo Alexander Malofeev

BOLOGNA20 marzo 201910:53

– La stagione 2018/2019 dell’Orchestra Filarmonica di Bologna prosegue il 25 marzo con un programma interamente dedicato alla Russia diretto da Roberto Abbado, per la seconda volta sul podio del complesso. Direttore Musicale del Festival Verdi di Parma e del Palau de les Arts Reina Sofía di Valencia, il maestro milanese è molto apprezzato dal pubblico di Bologna per avere diretto in molte occasioni nelle stagioni del Teatro Comunale. Con Abbado ci sarà anche il giovanissimo pianista moscovita, non ancora diciottenne, Alexander Malofeev, vincitore nel 2014 del prestigioso Concorso Ciajkovskij, dove ha ottenuto il Primo Premio.
La serata si aprirà e si chiuderà con due celebri brani di Modest Musorgskij, il Preludio dall’opera Kovanshcina e i Quadri di un’esposizione proposti con l’orchestrazione del 1922 di Maurice Ravel. In mezzo il Concerto in si bemolle minore per pianoforte e orchestra di Ciajkovskij.
Apre Casa Museo Gino Covili nel ModeneseUn’esposizione di oltre 120 opere con visite guidate

MODENA20 marzo 201911:06

– Apre giovedì 21 marzo a Pavullo nel Frignano, sull’Appennino modenese, la Casa Museo Gino Covili (1918-2005) voluta da CoviliArte, società costituita dalla famiglia per diffondere la conoscenza della sua opera. Situata al confine tra bosco e città, per ricordare che il percorso di Covili è sempre stato in equilibrio tra arte, natura e cultura, la Casa Museo prevede un percorso di oltre 120 opere.
L’inaugurazione – alla quale sono attesi il presidente della Regione Stefano Bonaccini, l’arcivescovo di Modena Erio Castellucci e Francesco Guccini – coincide con il 101/o anno dalla nascita dell’artista.
Come in un mito di creazione, terre, animali e uomini compongono il cosmo di Covili, che attraversa la pittura del Novecento. Cronache ordinarie, cicli, epopee di un mondo selvatico rappresentate in una rigorosa selezione tra dipinti, acquerelli, disegni e sculture. L’allestimento è dedicato a visite guidate private, individuali e per gruppi organizzati, con spazi per l’esposizione permanente e iniziative temporanee.

A teatro, Ranieri, Popolizio e MayOmaggio a Don Milani per Leo Muscato, Gassman dirige Mayorga

20 marzo 201911:19

– Massimo Ranieri ne “Il gabbiano” da Cechov per Giancarlo Sepe e Massimo Popolizio con Maria Paiato in “Un nemico del tempo” di Ibsen, tutti a Roma; “I promessi sposi alla prova” di Giovanni Testori per Luca Lazzareschi e Laura Marinoni diretti da Andrée Ruth Shammah e “Il ragazzo dell’ultimo banco” dello spagnolo Juan Mayorga diretto da Jacopo Gassman, entrambi a Milano; l’omaggio di Leo Muscato a Don Milani con “Il Vangelo secondo Lorenzo”, a Torino, e Fiona May e Luisa Cattaneo in “Maratona di New York” di Edoardo Erba a Matera 2019: sono alcuni degli spettacoli in scena nel prossimo week end.
A teatro Majorana a 80 anni scomparsaA Roma da 21/3, romanzo Sciascia con Cannata e Caruso

20 marzo 201912:49

– “Non solo uno scienziato, ma anche un filosofo, un uomo con una grande senso di libertà e un intero universo dentro”. Così Loredana Cannata racconta Ettore Majorana, il genio della fisica nucleare e della meccanica quantistica, anima con Enrico Fermi dei Ragazzi di via Panisperna. Era il 27 marzo 1938, esattamente 80 anni fa, quando a soli 32 anni svanì nel nulla. Suicidio, fuga, scelta monastica? Il giallo ha animato per anni cronache e dibattiti, almeno quanto la portata delle sue intuizioni sull’atomo, senza però mai davvero arrivare alla parola ‘fine’. Oggi la sua storia torna ora in scena con ‘La scomparsa di Majorana’, testo ispirato al romanzo di Leonardo Sciascia, in prima nazionale al Palladium di Roma dal 21 al 24 marzo, con la regia di Fabrizio Catalano che dello scrittore è nipote (30 -31 marzo ad Agrigento e in tournée la prossima stagione). Per la Cannata i panni di Laura Fermi, la moglie del premio Nobel, mentre Alessio Caruso è (il presunto) Majorana, con Roberto Negri e Giovanna Rossi.
A teatro Otello 4.0, drammaturgia e A.I.In scena a Roma risultati del corso under 35 di Artisti Riuniti

20 marzo 201914:09

– Shakespeare incontra l’intelligenza artificiale. Arrivano in scena i risultati del corso, under 35, Dalla drammaturgia tradizionale all’algoritmo. Teatro e sistemi complessi, con il debutto di Otello 4.0, il 21/3 al Teatro dei Dioscuri. Attivato da Artisti Riuniti con Siae S’Illumina, Mibac, Accademia Italiana Videogiochi e Made Corporate, più La Sapienza e Sony Lab France, per 6 mesi il workshop guidato dal regista Piero Maccarinelli ha sperimentato metodi alternativi di creatività drammaturgica, insieme a limiti e pregi della Intelligenza Artificiale, partendo dall’Otello e con la messa a punto dei programmi Shake Shakespeare e White Mirror.
In scena i partecipanti mostreranno come dal plot madre abbiano creato frammenti di storie con l’A.I. o con Master di giochi di ruolo ed esperti di videogames. Si avrà quindi un Otello in chiave rap, uno comico-spiritual (Otello esperto di cristalloterapia e Reiki), pop (Otello è un meccanico), fino al Sud America futuristico ispirato alla serie tv HBO Westworld.
Booking.com lancia la casa dell’UnicornoSi trova a Milano e sarà disponibile durante la Design Week

20 marzo 201915:01

– La Unicorn House? Esiste e si trova nel centro di Milano. Per celebrare la Festa Mondiale dedicata alla creatura leggendaria che si celebra il 9 aprile, Booking.com, offre a tre gruppi di ospiti la possibilità di realizzare il proprio sogno soggiornando in un appartamento completamente arredato a tema disponibile durante la Design Week. L’esperienza è appositamente pensata in ogni minimo dettaglio per rendere omaggio al mitico unicorno, dai mobili alle lenzuola, passando per la facciata stessa dell’edificio, letteralmente ricoperta da stelle, nuvole colorate e arcobaleni scintillanti.
“Questa coloratissima e fantasiosa casa – dice Alberto Yates, Regional Manager di Booking.com – è solo una degli oltre 5,7 milioni di unità in case, appartamenti e altri posti davvero particolari dove soggiornare, prenotabili su Booking.com”.
Su http://www.booking.com/hotel/it/the-unicorn-house.html informazioni e prenotazioni.
Ragazzo ultimo banco, regia J. GassmannCanone capovolto del bildungsroman, il romanzo di formazione

20 marzo 201915:26

– Con il canone del bildungsroman, il romanzo di formazione, che viene però capovolto, Jacopo Gassmann, talentuoso figlio del grande Vittorio, è alla sua prima regia al Piccolo Teatro di Milano con ‘Il ragazzo dell’ultimo banco’ dello spagnolo Juan Mayorga. Lo spettacolo, in prima nazionale da domani al 18 aprile, è stato definito nella presentazione come una lucida parabola, inquietante come un thriller, che si sostanzia in un rapporto fra finzione e realtà fra lo studente Claudio (Fabrizio Falco) e il professore German (Danilo Nigrelli).
Claudio viene da una famiglia disagiata, la madre tra l’altro lo ha abbandonato da piccolo. Rivela un particolare talento per la scrittura e racconta “a puntate” il rapporto con un compagno di classe che aiuta negli studi e che è di famiglia molto borghese. E’ vero quel che narra? Ne nasce uno spaccato di una società economicamente divaricata e in cui l’ascensore sociale appare bloccato.

Arte piemontese in mostra a VeneziaIn concomitanza con Biennale dell’Arte, anche 500 e Barolo

TORINO20 marzo 201915:32

– Una mostra con opere di alcuni tra i maggiori artisti piemontesi, come Michelangelo Pistoletto, Pinot Gallizio, Pelizza da Volpedo, Mollino, ma anche ‘oggetti’ che caratterizzano il ‘made in Piemont’, come la prima Fiat 500 del 1957, il Barolo, la Fiera del Tartufo…, inaugura il 7 maggio Venezia Combo, un nuovo spazio culturale a 360 gradi nell’ex convento di Gesuiti a Cannareggio, a Venezia.
La mostra, intitolata ‘The Piedmont Pavillon’ e promossa dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e dal Castello di Rivoli, con il sostegno di Compagnia di San Paolo e Regione Piemonte, è stata presentata oggi alla Fondazione Sandretto.
Si terrà in concomitanza con la 58/a Biennale dell’Arte di Venezia e verrà allestita come una sorta di piece teatrale.
“Non potevamo fare un padiglione perché il Piemonte non è una nazione – spiegano Carolyn Chistov-Bakargiev, direttore del Castello di Rivoli e Patrizia Sandretto – ma abbiamo lavorato in concerto con la Biennale per un progetto davvero innovativo”.

Mamma e papà gratis a live Sfera EbbastaPer i genitori dei minori. “Vedranno che lo show è positivo”

20 marzo 201915:40

– Mamma e papà gratis al concerto di Sfera Ebbasta. Dopo le polemiche scoppiate in seguito alla tragedia di Corinaldo – sei morti nella discoteca in cui era atteso l’artista lo scorso dicembre – il rapper apre le porte dello Sfera Ebbasta Popstar Tour ai genitori dei fan attraverso la Family Pack, una speciale iniziativa che consentirà a un genitore di accompagnare e partecipare a titolo gratuito ad uno dei concerti previsti nelle principali arene indoor nel mese di aprile.
Ogni minorenne – per due settimane e fino a esaurimento posti – che compra un biglietto per lo show, avrà diritto a un ticket omaggio per l’adulto che lo accompagnerà (scrivendo a biglietti@thaurus.it e fornendo i documenti richiesti).
“Ho pensato di coinvolgere i genitori in modo che possano vedere che nello show è tutto positivo – spiega Sfera – è un posto dove ci si diverte. Mi sono messo nei loro panni che hanno visto l’idolo dei loro figli, ancora ragazzini, additato dai giornali e dalle tv come se fosse un mostro”.
Joan Baez, unica data italiana il 19/7Tour d’addio fa tappa al Flowers Festival a Collegno

20 marzo 201915:44

– Unica data italiana per Joan Baez il 19 luglio al Flowers Festival, nel Parco della Certosa di Collegno (To). La tappa è parte del “Fare thee well tour”, il tour d’addio della cantautrice e attivista politica statunitense. Il festival, quest’anno, approfondisce il tema della ricerca di nuove fondamenta per una nuova società e vuole contribuire al dibattito su come costruirla, su quali valori farlo, percorrendo quali strade in futuro e quali sono state percorse in passato.
Joan Baez, nella sua carriera, ha cantato tutto questo, in più di mezzo secolo di musica, divenendo non solo la voce femminile più celebre ed impegnata degli anni ’60, ma anche il simbolo di un’intera generazione. Ha marciato in prima linea nel movimento per i diritti civili con Martin Luther King, ha illuminato i riflettori sul movimento della parola libera, è scesa in campo con Cesar Chavez, ha organizzato la resistenza alla guerra del Vietnam, ha sostenuto le Dixie Chicks per il loro coraggio di protestare contro la guerra in Iraq.
Massimo Ranieri e il ‘Gabbiano’ di SepeRivisitazione di Cechov puntando sul rapporto tra madre e figlio

20 marzo 201915:54

– “Ieri ancora / avevo vent’anni … ho fatto talmente tanti progetti / che sono rimasti per aria … ed ora sono perduto / senza sapere dove andare” canta Massimo Ranieri nella versione originale ‘Hier encore’ di Aznavour alla fine di questo ‘Il gabbiano (à ma mère)’, spettacolo di Giancarlo Sepe che ha debuttato al Quirino di Roma, dove si replica sino al 31 marzo, sottolineando nostalgia e rammarico per vite piene di sogni e delusioni, fatte di amori sbagliati e velleità artistiche, quelle dei personaggi del lavoro di Cechov da cui tutto prende le mosse.
Al titolo originale qui è aggiunta una dedica, “a mia madre”, e si incentra tutto principalmente sul drammatico rapporto tra Irina Arkadina, grande attrice attenta solo a se stessa, e suo figlio Kostja, che ama Nina che fuggirà con lo scrittore Trigorin e vuol fare lo scrittore, platealmente deriso dalla madre, tanto che interrompe la rappresentazione di un suo dramma nel giardino di casa.
In Congresso Usa musica Lauper e Jay ZDue artisti tra altri in National Recording Registry

NEW YORK20 marzo 201915:55

– La musica di Cindy Lauper e Jay-Z sarà preservata dal Congresso. I due artisti entrano infatti a far parte del National Recording Registry per la loro importanza culturale, estetica e storica.
I due artisti fanno parte di una rosa di 25 nomi annunciata oggi. Tra questi anche le canzoni più famose di Sam & Dave, gli Earth Wind & Fire, la musica del film ‘Super Fly’ nonchè una registrazione del senatore Robert F. Kennedy mentre annuncia alla folla a Indianapolis che Martin Luther King Jr. è stato assassinato. “Il National Recording Registry – ha spiegato la bibliotecaria del Congresso Carla Hayden – onora la musica che arricchisce lo spirito, le voci che raccontano la nostra storia e i suoni che rispecchiano le nostre vite. La Biblioteca del Congresso lavora per preservare i suoni e i momenti nel tempo che riflettono il nostro passato, presente e futuro”.
Mostre: a Barletta abiti di TraviataUsati per messa in scena al Petruzzelli con regia Hugo de Ana

BARLETTA20 marzo 201916:49

– Si apre il 21 marzo nel Palazzo della Marra sede della Fondazione De Nittis, la mostra “Parigi, o Cara!”, che propone gli abiti de “La Traviata”, andata in scena dal 19 al 30 dicembre scorso, nel Teatro Petruzzelli, ispirati a quadri di Giuseppe De Nittis. La mostra rimarrà aperta fino al 23 giugno. Il regista, il maestro argentino Hugo de Ana, suggestionato da De Nittis, si è ispirato proprio all’artista barlettano per l’allestimento della sua Traviata, cronologicamente collocata alla fine del XIX secolo, fra il 1870 e il 1880. Questo accadeva sul palcoscenico, mentre nel foyer del Petruzzelli erano esposti tre fra i più belli e suggestivi dipinti dell’artista, “Figura di Donna”, “Il Salotto della Principessa Matilde” e “Giornata d’inverno”. L’allestimento degli abiti nelle sale della pinacoteca è stato curato dall’art designer Gennaro Corcella. L’intero percorso è dominato da un colore rosso vivo, alla fine una sedia di colore bordeaux spento annuncia che la vita di Violetta volge alla fine.
Ferlinghetti, 100 anni e un nuovo libroCompleanno a San Francisco, ma ultimo Beat resta a casa

NEW YORK20 marzo 201916:54

– Lawrence Ferlinghetti spegnerà il 24 marzo 100 candeline con un nuovo libro, ma la giornata del compleanno la passerà a casa con i migliori amici. L’ultimo protagonista della Beat Generation non parteciperà alle celebrazioni organizzate a San Francisco e che avranno l’epicentro nella sua leggendaria City Light: “Sono praticamente cieco. Non sarebbe divertente”, ha confidato alla National Public Library il poeta, pittore, editore e libraio amico di Allan Ginsberg, Jack Kerouac, Neil Cassady e Gregory Corso.
A San Francisco, dove si trasferì negli anni ’50, c’è già una strada intitolata a suo nome. E la città del Golden Gate ha proclamato il 24 marzo “Lawrence Ferlinghetti Day”. Le celebrazioni andranno avanti tutto il mese tra documentari, feste, mostre fotografiche e pubbliche letture. Per il giorno del compleanno sarà anche uscito l’ultimo libro, “Little Boy”: un romanzo autobiografico scritto in stile “stream of consciousness” e in terza persona, senza paragrafi o punteggiatura convenzionale.
Nasce a Milano Associazione Alda MeriniA Milano per iniziativa delle figlie

20 marzo 201916:59

– Nasce a Milano l’Associazione Culturale Alda Merini, per iniziativa delle figlie della poetessa Emanuela, Flavia e Simona. L’Associazione, senza scopo di lucro, vuole “promuovere, tutelare, approfondire e diffondere la figura e l’opera” della Merini, di cui ricorrono nel 2019 i dieci anni dalla morte, avvenuta il 1 novembre 2009.
Nel Consiglio Direttivo, oltre alle eredi, socie fondatrici, la presidente Marina Bignotti, per molti anni collaboratrice di Vanni Scheiwiller, amica ed editor di Alda Merini, Cinzia Boschiero e Paolo Recalcati. Al Consiglio Direttivo si affiancherà un Comitato scientifico formato, tra gli altri, da Ambrogio Borsani, Alberto Casiraghi, Nicola Crocetti, Paolo Di Stefano, Renato Minore, Vincenzo Mollica, Mauro Novelli e Luisella Veroli. In occasione del decennale della morte, l’Associazione si farà promotrice di alcune iniziative tra cui un Convegno, organizzato in autunno in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano e dedicato all’opera e personalità di Alda Merini

S. Cecilia, le pianiste LabequeNel Concerto per due pianoforti di Bruch. Sul podio Bychkov

20 marzo 201917:15

– Le sorelle Kathia e Marielle Labèque eseguiranno per la prima volta a Santa Cecilia il Concerto per due pianoforti di Max Bruch, con l’Orchestra dell’Accademia Nazionale diretta da Semyon Bychkov, giovedì 21 marzo alle 19.30 (repliche venerdì 22 alle 20.30 e sabato 23 alle 18, Auditorium Parco della Musica). Il Concerto per due pianoforti, composto nel 1911, fu commissionato dalle pianiste americane Rose e Ottilie Sutro al compositore tedesco, conosciuto durante i loro studi al Conservatorio di Berlino. Dopo la prima esecuzione nel 1916, le sorelle Sutro modificarono la partitura senza autorizzazione e solo nel 1970, dopo la loro morte, lo spartito originario fu ritrovato e così riscoperto dal grande pubblico. A completare il programma la Sinfonia n.9 “la Grande” di Schubert, scoperta da Robert Schumann che, durante una visita al fratello di Schubert, rovistando tra le carte del compositore scomparso si accorse della qualità del brano e propose a Mendelssohn di curarne la prima esecuzione.
Romics, da 80 anni Batman a RadcliffeLa 25/a edizione dedicata a fantascienza, fantasy e supereroi

20 marzo 201917:33

– La prima tappa italiana dei festeggiamenti ufficiali Dc Comics per gli 80 anni di Batman, con iniziative come una mostra di tavole originali realizzate da grandi artisti italiani e internazionali e un focus sul rapporto tra il supereroe e l’Italia; il ritorno di Cristina D’Avena con il nuovo album, e fra le anteprime, le prime due puntate di Miracle Workers, nuova serie con Steve Buscemi nei panni di Dio e Daniel Radcliffe in quelli di un angelo. Saranno fra i momenti clou della 25/edizione di Romics, dedicata a fantascienza, fantasy e supereroi. Il grande appuntamento internazionale su fumetto, animazione, games, cinema e entertainment, che si tiene due volte l’anno nella Capitale, sarà in cinque padiglioni della Fiera di Roma, dal 4 al 7 aprile.
I Romics d’oro alla carriera andranno a Willem Dafoe, Reki Kawahara, Ryan Ottley, Alessandro Bilotta, George Hull. Tornerà Giorgio Cavazzano, con con una grande mostra di originali, tutti dedicati alla fantascienza e al fantasy.

Giovanni Truppi tra ‘Poesia e civiltà’Esce il 22/3 l’album del cantautore, il tour parte da Terni

20 marzo 201917:35

– Esce venerdì 22 marzo il nuovo album firmato da Giovanni Truppi intitolato ‘Poesia e civiltà’.
Le canzoni in scaletta, nel nuovo lavoro del cantautore, sono undici e vanno da ‘Borghesia’, ovvero il singolo che ha anticipato la pubblicazione dell’album al completo, fino ad ‘Ancient society’, passando anche per ‘Adamo’, ‘I miei primi sei mesi da rockstar’ e ‘Le elezioni italiane del 2018′. L’album sarà anche il protagonista di un tour in partenza il 4 aprile da Terni (Sala dell’Orologio). “Ho scelto queste parole per il titolo – ha detto Truppi – perché sono un punto di riferimento e pensavo fosse necessario comunicarle in questo particolare momento”.

art+b=love(?), quando arte innova mondoDa 16/5 ad Ancona, 3/a edizione dedicata all’imprevisto

20 marzo 201918:10

– L’artista visivo Filippo Riniolo con Be the B alla scoperta dei campi in cui l’arte può fruttuosamente attivarsi. Il progetto DataPoiesis del duo artistico Iaconesi-Persico, che dall’estrazione dei dati arriverà fino alla produzione di oggetti. E ancora la mostra Crescit di Sonia Andresano, che ha lavorato sulla rigenerazione della periferia multietnica, o le immagini, inedite per l’Italia, del programma tv Scienza, prodotto da Roberto Rossellini tra il 1969 e il 1973. Sono alcuni degli appuntamenti in programma alla 3/a edizione di Art+b=love(?), primo festival italiano dedicato all’arte che innova scienza, imprese e società, che torna alla Mole Vanvitelliana di Ancona dal 16 al 19 maggio. Tema di quest’anno, l’imprevisto come opportunità di scoperta”, raccontano il direttore artistico e il curatore Cesare Biasini Selvaggi e Federico Bomba. Tra i talk, anche il rettore del Gran Sasso Scienze Institute, Enrico Coccia, sull’universo raggio di luce e la campionessa di sci paralimpico, Sofia Righetti

Da Torino L’infinito Tour di VecchioniGiovedì 21 marzo al teatro Colosseo di Torino il primo concerto

TORINO20 marzo 201918:11

– Parte da Torino, giovedì 21 marzo al Teatro Colosseo, l”Infinito Tour’ di Roberto Vecchioni, prodotto da Dm Produzioni, che toccherà i più importanti teatri italiani fino all’estate. La prima parte dello spettacolo è dedicata ai brani del nuovo album, la seconda contiene alcuni classici del repertorio del cantautore, in un susseguirsi di parole e immagini.
“L’infinito non è fuori da noi, non è introvabile, ma è dentro di noi, nella nostra anima e nelle nostre emozioni – spiega Vecchioni – e questo mio ultimo lavoro racconta di uomini che hanno battuto il destino, hanno combattuto il male, hanno amato la vita, gli altri e se stessi. Il tema che propongo è il grande amore per tutto ciò che si fa e si vive”.
I successi del passato, della seconda parte del concerto, servono invece a Vecchioni “per mostrare il percorso fatto per arrivare a questo concetto di infinito, attraverso pensieri sull’amore, sul sogno, sull’esistenza, sul dolore, sulla gioia, sulla felicità e sull’unità di tutto questo”.         [print-me title=”STAMPA”]

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Scala: Sala, nessuno ha accettato fondi
‘Nostra sensibilità ci dice che ora sauditi non convengono’

MILANO19 marzo 2019 01:26

– “Nessuno li ha accettati i fondi sauditi, che infatti erano su un conto estero con un anticipo di garanzia da un notaio proprio perché nessuno ha dato mandato per staccarli”. Lo ha ribadito il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, parlando dei soldi provenienti dall’Arabia Saudita come acconto per entrare nel Cda del teatro alla Scala, di cui ieri è stata annunciata la restituzione dopo la riunione del Consiglio del teatro. “Il dialogo tra il sovrintendente Pereira e i sauditi nasce molto tempo prima e in tanti erano informati, anche il ministro Bonisoli. Da questo a un certo punto il sovrintendete ha ipotizzato un ingresso saudita nella fondazione, il consiglio si è riunito un mese e mezzo fa e ci sono tutti i verbali”. “La nostra sensibilità adesso ci dice che non è conveniente per noi avere i sauditi, e sarebbe una discontinuità perché non c’è mai stato nessuno straniero, preferiamo avere aziende”.
Sonia Bergamasco legge Italo CalvinoAl grattacielo Intesa Sanpaolo terza serata del ciclo di Letture

TORINO19 marzo 201912:44

– Sonia Bergamasco, attrice e regista di spettacoli teatrali, legge mercoledì 20 marzo, alle 21, ‘Città visibili e invisibili’, nella terza e ultima serata del ciclo Italo Calvino, tutto in un punto, nell’Auditorium del grattacielo Intesa Sanpaolo. Tra le città che si vedono c’è Torino – dove Calvino ha trascorso gli anni più fecondi della sua vita creativa adulta e ha pubblicato quasi tutte le sue opere – e, per i torinesi, l’attrice ha preparato di una sorpresa da svelare nel corso della serata. Bergamasco legge anche pagine di Palomar e Se una notte d’inverno un viaggiatore.
L’iniziativa, curata da Giulia Cogoli, è parte del programma di attività culturali realizzate da Intesa Sanpaolo presso il grattacielo. Calvino è il quarto scrittore, dopo Natalia Ginzburg, Primo Levi e Fruttero e Lucentini. Introduce Domenico Scarpa. L’ingresso è gratuito ma bisogna prenotare sul sito http://www.grattacielointesasanpaolo.com/news. E’ possibile seguire la diretta streaming collegandosi allo stesso indirizzo.
Mostre, il Grande Cretto di Burri a RomaLa più grande opera Land Art al mondo ricopre macerie Gibellina

PALERMO19 marzo 201912:48

– “La Ferita della Bellezza. Alberto Burri e il Grande Cretto di Gibellina” è il titolo della mostra che sarà inaugurata venerdì 22 marzo alle ore 18.30 al Museo Carlo Bilotti di Roma, un progetto espositivo promosso da Roma Capitale, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, curato da Massimo Recalcati e con il coordinamento scientifico di Alessandro Sarteanesi di Magonza Editore. Per la prima volta il “Grande Cretto” di Gibellina è il protagonista di una importante mostra di Alberto Burri, un’opera che il maestro ha concepito e realizzato quale sudario bianco per ricoprire le macerie della Gibellina distrutta dal terremoto del 1968, creando così l’opera di Land Art più grande al mondo. Oggi il “Grande Cretto” di Burri rappresenta un’opera dall’alto valore simbolico per la città di Gibellina e per la cultura artistica internazionale, divenendo un caso unico di opera d’arte che interviene nel contesto storico della morte e della rinascita di una città. La mostra, partendo da questo grande intervento artistico di Gibellina, analizza tutto il percorso creativo dell’artista con una selezione di lavori esemplari, letti in relazione alla poetica della ferita, tema che nell’interpretazione di Massimo Recalcati attraversa l’intera opera del maestro umbro. Culmine del percorso interpretativo sono le fotografie in bianco e nero di Aurelio Amendola sul Grande Cretto e il video di Petra Noordkamp prodotto e presentato nel 2015 dal Guggenheim Museum di New York, in occasione della grande retrospettiva The “Trauma of Painting” dedicata ad Alberto Burri.
Considerata la centralità del “Grande Cretto” la città di Gibellina, con la sua Amministrazione Comunale, ne è uno dei principali enti patrocinanti insieme alla Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri, alla Regione Lazio, alla Regione Sicilia, alla Fondazione Orestiadi, con prestiti anche dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma. La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 9 giugno 2019.
Arriva in Italia show dei Blue Man GroupAgli Arcimboldi di Milano e poi al Mandela di Firenze

19 marzo 201912:49

– Arriva in Italia lo spettacolo dei Blue Man Group, al Teatro degli Arcimboldi dal 19 al 24 marzo e al Nelson Mandela Forum di Firenze dal 28 al 31 marzo 2019. Lo spettacolo – dal 2017 parte della famiglia del Cirque Du Soleil e in esclusiva italiana per Show Bees – mescola con ironia arte, musica, teatro, divertimento, energia e colore.
“Il gesto teatrale, fondamentale, insieme all’aspetto musicale e all’arte del corpo, è perfettamente in grado di sopperire alla mancanza di linguaggio verbale – spiegano gli organizzatori dello spettacolo – traducendosi in linguaggio universale comprensibile da chiunque, privo di confini fisici, senza distinzione di razza e di età”.
Nato dalla mente di tre studenti americani (Matt Goldman, Phil Stanton e Chris Wink) nel fervore culturale della New York degli anni ’80, Blue Man Group, è cresciuto a dismisura trasformandosi in un collettivo di artisti e diventando un cult mondiale tanto da entrare a far parte, nel 2017, della famiglia del Cirque Du Soleil.

Manu Invisible e la trovata multa-invitoPer vernissage a Cagliari street artist usa parabrezza di auto

CAGLIARI19 marzo 201913:16

– Ha le sembianze di una “multa” ma sul retro compare l’invito ad una mostra. Se lo sono trovati sul parabrezza diversi automobilisti di Cagliari. La trovata originale, che ha provocato sulle prime irritazione ma poi un sospiro di sollievo e un sorriso, è di Manu Invisible. Dal suo studio di Milano e dalle strade di mezza Europa, lo street artist torna in Sardegna per esporre alla Galleria The AB Factory, a Cagliari. La personale si intitola “NotteFONDA” e sarà allestita dal 23 marzo all’1 giugno nei locali di via Alagon. Cinquanta opere inedite in cui “l’artista mascherato” rivisita, in chiave Street art, la tecnica dell’affresco appresa a Firenze in due intensi anni di studio.
Quando è all’opera Manu Invisible indossa solo una tuta nera con tracce evidenti di pittura di diversi colori e una maschera nero lucido dalle forme taglienti, ispirata alla geometria e alla notte. Lungo il percorso espositivo di “NotteFONDA” si possono ammirare oltre agli “affreschi” messi dentro cornici anche opere a smalto, acrilico e spray su materiali di recupero, fumage su legno per gli “Smoke”, opere su box in plexiglass e infine “Guascio”, ovvero una pittura acquerello su arazzo in lino. La mostra è un tributo a Cagliari, la città che lo ha accolto, come artista, sin dai suoi primi graffiti. “NotteFONDA è l’essenza della Street Art di Manu Invisible, la sua visione dell’arte che va oltre il muro – spiega Andrea Concas, fondatore della Galleria AB Factory – Un esempio di arte collettiva, partecipata, sostenibile. I suoi ‘strappi di affresco’ possono essere esposti ovunque, le sue ‘parole’ raccontate in ogni dove, restano scolpite nella memoria, poggiate sulle pareti di una casa, un museo, un negozio, un bar. Protette da un guscio, da una tecnica antica, da colori permanenti, da terre e impasti.
Indelebili”.

Leo Gassmann, esce Cosa sarà di noi?Nuovo brano del figlio d’arte, che ha partecipato a X Factor

19 marzo 201914:09

– Esce, venerdì 22 marzo, “Cosa sarà di noi?”, il nuovo singolo di Leo Gassmann, un brano scritto e prodotto dallo stesso giovane artista e arrangiato da Matteo Costanzo. Leo, che ha partecipato all’ultima edizione di X Factor arrivando alle semifinali, ha anche realizzato l’illustrazione per la copertina del singolo.
“Un brano che nasce sotto un cielo stellato di notte quando il resto del mondo dorme e ci si trova a confidarsi con le uniche cose che rimangono: se stessi, la luna e il cielo”, racconta Gassmann, figlio di Alessandro e Sabrina Knaflitz.
In occasione dell’uscita verrà reso disponibile il video ufficiale del brano per la regia di Riccardo Cesaretti.
Mario Lavezzi festeggia 50 anni carrieraSua prima composizione pubblicata il 21 marzo 1969 per i Dik Dik

19 marzo 201914:36

– Mario Lavezzi, 71 anni, festeggia 50 anni di musica d’autore. Compositore, musicista, cantautore, produttore, arrangiatore, talent-scout, promotore: una carriera di successo, costellata di hit e da numerose collaborazioni con artisti per i quali ha spesso contribuito a decretarne la celebrità. La sua prima composizione fu pubblicata il 21 marzo 1969 grazie all’incontro con Battisti e Mogol, che segnò gli inizi: “Il primo giorno di primavera”, scritta con Cristiano Minellono e lo stesso Mogol, per i Dik Dik, raggiunse il primo posto della hit parade nel settembre successivo. Da lì una carriera che lo ha portato a scrivere, cantare, produrre, arrangiare, suonare canzoni e dischi tra i più conosciuti della nostra musica: Vita (per Lucio Dalla e Gianni Morandi); Stella Gemella (Eros Ramazzotti); E La Luna Bussò (Loredana Bertè); Varietà (Gianni Morandi); E’ Tutto Un Attimo (Anna Oxa), solo per citarne alcuni.
Bonisoli, 8,5mln per il Teatro RegioFondi stanziati per opere di ristrutturazione

TORINO19 marzo 201914:39

– Il ministero dei Beni Culturali investirà 8,5 milioni per il Teatro Regio di Torino da utilizzare per interventi strutturali. Lo ha annunciato il ministro Alberto Bonisoli al termine dell’incontro con la sindaca Chiara Appendino e i vertici dell’ente lirico.
“Avevo già discusso con la sindaca di un possibile investimento – spiega Bonisoli -. Abbiamo visto il piano industriale e a questo punto sono contento di dirvi che lo abbiamo accettato. Siamo quindi pronti ad investire 8,5 milioni, che verranno destinati per diverse opere di ristrutturazione, in particolare della scena teatrale, per poterla meccanizzare, il che farà sì che il teatro risulti essere molto più efficiente e moderno”.
Il ministro spiega che il finanziamento è stato approvato ieri “ed è mio interesse che i fondi vengano spesi, questa è la mia preoccupazione principale. Per quanto riguarda i lavori – conclude – mi raccomando la giusta celerità, vogliamo spendere i fondi nel giro di 18 mesi”.

Torna ‘Regina madre’ di SantanelliIn tournée con Imma Villa e Fausto Russo Alesi ora a Napoli

19 marzo 201914:43

– Torna “Regina madre”, testo ormai quasi classico premio Idi nel 1984 di Manlio Santanelli, e torna in una versione di grande modernità e forza, grazie a una regia misurata e ben congeniata di Carlo Cerciello e a due grandi interpreti, una eccezionale Imma Villa cui tiene ottimamente testa Fausto Russo Alesi. Dopo le repliche romane al Piccolo Eliseo debutta il 19 marzo al Teatro Nuovo di Napoli, dove resta sino al 24 marzo, per andare poi a Cosenza al Teatro dell’Università il 27 e a Casalecchio di Reno al Teatro Laura Betti il 29 marzo. La Villa e Russo Alesi ripropongono Regina, anziana donna di carattere affetta da una grave malattia ma i cui effetti ancora non sono visibili, e suo figlio Alfredo, un cinquantenne che torna a casa dicendo che lo fa per assisterla ma in realtà per trovare riparo ai suoi fallimenti di lavoro e famigliari. Lo fanno con emozionante essenziale incisività, lei asciutta, senza una sbavatura come un’incisione al bulino, lui intenso come un’acquaforte nella sua inadeguatezza.
Una serie sulle start up in onda su SkyE’ ‘B Heroes’ realizzata con il sostegno di Intesa Sanpaolo

19 marzo 201914:45

– Una docu-serie sulle start up andrà in onda dal 25 marzo su Sky Uno. In 15 puntate (dal lunedì al venerdì alle 18.50) le telecamere di ‘B Heroes’ seguiranno 20 imprese innovative per raccontarne bisogni ed esperienze. Il 12 aprile sarà svelato chi si aggiudicherà un investimento di 500 mila euro. Il programma è ideato da Fabio Cannavale, fondatore di lastminute.com, e realizzato con Intesa Sanpaolo. B Heroes infatti è anche un percorso di tutoraggio per far crescere le imprese. “Le start up hanno bisogno di un terreno di confronto – ha spiegato Cannevale -. Con B Heroes vogliamo metterle in contatto con importanti imprese del settore, in un percorso di accelerazione in cui potranno verificare se la loro idea di business funziona”. Al suo fianco Teresio Testa, responsabile sales and marketing imprese Intesa e dg Mediocredito Italiano, che ha ricordato che Intesa ha erogato 1,8 miliardi a progetti innovativi sostenendo 2.500 start up.

Tintoretto superstar a WashingtonTre mostre a 500 anni dalla nascita

WASHINGTON19 marzo 201920:03

– Tintoretto superstar alla National Gallery of Arts (Nga) di Washington, una delle massime istituzioni museali americane, che dedica contemporaneamente tre mostre al genio veneziano nel 500/o anniversario della nascita. La prima, e la più attesa, è “Tintoretto: artista del Rinascimento veneziano”, unica altra tappa dopo l’esposizione nel Palazzo Ducale della città lagunare. Sarà inaugurata il 24 marzo, dopo la presentazione alla quale hanno preso parte tra gli altri la neo direttrice del museo, Kaywin Feldman, l’ambasciatore d’Italia negli Usa Armando Varricchio, il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, e i due curatori della mostra, Frederick Ilchman e Robert Echols, tutti ospiti poi di una serata di gala nella residenza dell’ambasciatore.Organizzata in collaborazione con la Fondazione dei Musei Civici di Venezia e le Gallerie dell’Accademia, sarà la prima retrospettiva di Tintoretto nel nord America, con 46 dipinti, 20 dei quali da Venezia e parecchi mai visti prima in Usa, come la straordinaria Ultima cena per la chiesa di San Trovaso e la Madonna dei Camerlenghi. Alcuni, come il San Marziale in Gloria nell’omonima chiesa di Cannaregio, sono stati restaurati e preservati da Save Venice. In esposizione anche una dozzina di disegni. Tra le opere più importanti la Vergine e Gesù con i Santi, la Conversione di San Paolo, Venere e Marte sorpresi da Vulcano, il Miracolo dello schiavo, la Deposizione di Cristo, la Creazione degli animali e il bozzetto per il Paradiso.Una galleria sarà dedicata ai ritratti, in cui Tintoretto eccelleva (ci sono anche due autoritratti). Un percorso che consente di avere una panoramica a tutto tondo dell’artista, ritenuto uno dei più grandi e influenti pittori occidentali, cimentatosi con innumerevoli soggetti e generi. La mostra sarà affiancata da altre due esposizioni. ‘Drawing in Tintoretto’s Venice’ (24 marzo-26 maggio 2019), in arrivo dalla Morgan Library di New York, avrà come focus il lavoro dell’artista come disegnatore e disegni anche di predecessori e contemporanei, tra cui Tiziano, Veronese e Jacopo da Bassano. In tutto una ottantina di opere. Infine ‘Venetian prints in the time of Tintoretto’ (stesso periodo della precedente) proporrà circa 40 stampe, in prevalenza dalla collezione della Nga: dalle acqueforti di Parmigianino alle incisioni di Giuseppe Scolari, fonti importanti della formazione artistica del maestro veneziano. “Grazie all’opera del Tintoretto, l’America celebra l’Italia, il suo genio creativo, la sua cultura e la sua storia”, ha osservato Varricchio, annunciando anche un simposio internazionale sull’artista dopodomani all’ambasciata.”Una storia viva – ha aggiunto – che continua a ispirare ed affascinare generazioni di americani che guardano all’Italia come ad un faro di creatività, innovazione e tradizione, di cui Tintoretto e Venezia sono un vivido esempio”. “Nelle opere di Tintoretto c’è la forza della storia di Venezia, simbolo della difesa della Cristianità e dei valori occidentali”, ha osservato Brugnaro, ricordando che la Serenissima è stata una delle prime repubbliche a riconoscere gli Stati Uniti.

Maxi opera land art omaggio a Xi JinpingRealizzata su un terreno di 20mila metri quadri in Veneto

VERONA19 marzo 201916:23

– A pochi giorni dalla visita in Italia di Xi Jinping compare nella campagna veronese una maxi-opera di land art che omaggia il presidente della Repubblica Popolare Cinese. L’artista Dario Gambarin ha realizzato, con trattore ed aratro, un monumentale ritratto di Xi Jinping, su un terreno di 20.000 metri quadrati a Castagnaro (Verona). Ritratti di land art erano già stato dedicati da Gambarin in passato ai presidenti americani Obama, Kennedy, Trump, al sudafricano Nelson Mandela, a Vladimir Putin, ma anche a Papa Francesco, Martin Luther King. Tutte opere realizzate a ‘mano libera’, senza aver segnato in precedenza il terreno.
L’opera sarà visibile per alcuni giorni, dice l’artista, “sperando che il presidente Xi Jinping dall’alto la possa vedere”.

Marinelli, io tra ricordi e futuroL’attore con Linda Caridi nel film di Mieli in sala dal 21 marzo

19 marzo 201919:55

– Solo ‘Lui’ e ‘Lei’, niente nomi nel film ‘Ricordi?’ di Valerio Mieli, che racconta, tra mille suggestioni, un’intricata storia d’amore, dalla A alla Z. Una storia d’amore attraversata dal tempo e dai ricordi dei due protagonisti. Lui è il cupo Luca Marinelli, con un trauma infantile mai davvero superato, e Lei, figlia di un famoso artista, è la più solare Linda Caridi. Il loro destino sarà appunto quello di innamorarsi, ridere, scherzare, disamorarsi, amarsi ancora e vedere la fine della loro storia con il disincanto di chi sembra uscito da una malattia.’Ricordi?’ di Valerio Mieli, già presentato alle Giornate degli Autori, sezione autonoma e parallela della Mostra del Cinema di Venezia (dove ha vinto il premio del pubblico Bnl) e ora in sala dal 21 marzo distribuito da Bim, non è un film qualsiasi. Più che raccontare una storia, sembra voler rappresentare, tra passato e presente, il flusso di coscienza dei due protagonisti, che si raccontano e si raccontano ancora. Ma ci sono un po’ tutte le tappe dell’amore in ‘Ricordi?’ come nei ‘Frammenti di un discorso amoroso’ di Roland Barthes raccontati con sole immagini. Per questo film prodotto da BiBi Film Tv, Les Films d’Ici e Rai Cinema in collaborazione con Cattleya, spiega Marinelli, “è stato fondamentale il lavoro iniziale con Valerio per ‘mappare’ la direzione dei personaggi nei diversi punti della storia. Ci sono milioni di punti di vista, ma non era difficile, è l’esatto meccanismo che noi adoperiamo nella vita, è quel flusso di emozioni che ci riproponiamo secondo per secondo”.”Quanto la nostra percezione del mondo dipenda dal nostro stato d’animo, quanto si possa essere realmente felici è un tema che mi ossessiona da tanto – spiega invece Mieli, alla sua opera seconda dopo ‘Dieci inverni’ per la quale aveva vinto il David Di Donatello e il Nastro d’argento come miglior regista esordiente -. ‘Lui’ nel film deve imparare ad essere felice e ‘Lei’, che all’inizio è serena, deve confrontarsi con la complessità dei rapporti, con il dolore. La percezione che abbiamo del passato è molto meno semplice di quella che possiamo immaginare, non è un flashback, un file che apriamo e vediamo come sono andate le cose, è uno strano magma, che ho cercato di rappresentare”. Ci sono aspetti “che mi accomunano sia al personaggio che a Valerio – dice ancora Marinelli -. C’è qualcosa di simile tra di noi. Sono una persona che ama il ricordo, che a volte ne è vittima, a volte ne trae grande gioia”.Per Linda Caridi, che proprio per questo ruolo ha ricevuto il premio Imaie come miglior talento emergente, “non è stato difficile interpretare Lei. Bastava solo entrare nelle tante piccole situazioni del quotidiano. Essendo poi stata innamorata più volte, bastava solo unire tanti pezzetti di ciò che avevo vissuto”.Frase cult del film, che ha nel cast anche Giovanni Anzaldo e Camilla Diana, quella che dice Marinelli: “Già all’inizio di questo amore c’era la sua fine”.

Al Met di NY Il mondo tra gli imperiPassato e presente, arte e identità nel Medioriente antico

NEW YORK19 marzo 201916:50

– Una statuetta di divinità femminile nuda di alabastro con le braccia mobili, quasi una Barbie vecchia di 2000 anni, fa gli onori di casa: ha il corpo sinuoso di una Venere nella tradizione classica occidentale, ma gli occhi e l’ombelico di rubino vengono dal Myanmar. Oggi al Museo del Louvre, la Ishtar simbolo di una nuova mostra al Metropolitan viene originariamente da Babilonia: è la testimonial plurimillenaria del “Mondo tra gli Imperi”, un viaggio in 190 oggetti in una delle regioni più incandescenti del pianeta. Dal I secolo avanti Cristo alla metà del III secolo due superpotenze – l’impero romano e i Parti – si scontrarono in un’alternanza di guerre e fragili fasi di pace per il controllo delle vie commerciali tra oriente e occidente. La mostra incrocia passato e presente puntando i riflettori su cosa stava in mezzo: in quelli che oggi sono Iraq, Israele, Giordania, Siria, Libano e Yemen, si parlavano lingue simili, si commerciava lungo le stesse strade, si adoravano divinità consorelle.
130 buyers tv a Torino per ScreeningsBogi, unici al mondo a organizzare questo evento, +40% adesioni

TORINO19 marzo 201917:05

– Operatori del mercato televisivo, nazionale e internazionale, rappresentanti delle istituzioni del cinema, molti volti noti e celebrities del piccolo e del grande schermo si ritrovano a Torino, dal 3 al 5 aprile, per la 23/a edizione degli Screenings, promossi da Rai Com per presentare in anteprima le novità Rai sul mercato. Sono attesi oltre 130 buyers di programmi televisivi provenienti da tutto il mondo.
La manifestazione, che si terrà al Museo del Risorgimento, è sostenuta da Film Commissione Torino Piemonte, Fip e Regione Piemonte. E avviene a ridosso di un altro evento internazionale legato alla programmazione tv, Cartoons on the Bay, dall’11 al 13 aprile.
“Siamo l’unica tv al mondo ad organizzare un evento del genere – dice Davide Bogi, responsabile di Sviluppo Business Rai Com – un momento importante per noi, che quest’anno ha visto un aumento del 40% di adesioni”. Tra i programmi che verranno presentati anche le serie inedite ‘Pezzi unici’ con Sergio Castellitto e ‘Mentre ero via’ con Vittoria Puccini, oltre a serie evento quali Il nome della rosa o L’amica geniale. “Una manifestazione di caratura internazionale”, sottolinea Antonella Parigi, assessore alla Cultura della Regione Piemonte.
200 sale per La gabbianella e il gattoCapolavoro di D’Alò top incassi film d’animazione italiana

19 marzo 201917:37

– Sono oltre 200 le sale che da giovedì 21 a domenica 24 marzo proietteranno “La gabbianella e il gatto” il film di Enzo d’Alò, con i disegni di Walter Cavazzuti e le ambientazioni di Michel Fuzellier. Un vero e proprio evento cinematografico, distribuito da CG Entertainment in collaborazione con RTI, Infinity e con ECI Consorzio Esercenti Cinema. Per i nuovi piccoli spettatori sarà una sorpresa di cui innamorarsi per la prima volta. “La gabbianella e il gatto” affronta temi di grande attualità ancora oggi, come la libertà, l’accoglienza, l’accettazione di sé, l’integrazione e l’inquinamento. Uscito nel Natale 1998, è ancora oggi il cartoon italiano più visto di sempre. Ispirato al capolavoro bestseller di Luis Sepúlveda “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare” (Salani Editore e Guanda Editore) il film venne premiato con il Nastro d’Argento e ricevette il Premio del Pubblico al Festival di Montreal del 1999. Tra le ‘voci’: Carlo Verdone, Antonio Albanese lo stesso Sepúlveda.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Nuove nomine alla narrativa Mondadori
Minuto responsabile della straniera, Gelsumini alla young adult

19 marzo 201917:38

– Donatella Minuto è la nuova responsabile della narrativa straniera di Mondadori.
Contestualmente ad Alberto Gelsumini, già responsabile editoriale della Varia, viene affidata anche la linea narrativa Young Adult. Entrambi rispondono a Francesco Anzelmo, direttore editoriale della casa editrice.
Donatella Minuto, nata a Milano nel 1971, laureata in Lettere moderne all’Università Statale di Milano, dopo esperienze editoriali in Fazi, Bur e Il Saggiatore, dal 2010 al 2017 ha lavorato in Giunti Editore, dove negli ultimi anni ha diretto la narrativa italiana e straniera. Alla fine del 2017 è entrata in Mondadori come senior editor della Narrativa Straniera. Alberto Gelsumini, nato a Prato nel 1978, è laureato in scienze della Comunicazione all’Università di Bologna e, dopo esperienze nel giornalismo e nella televisione, è entrato in Mondadori come editor nel 2003. Dal 2015 è il responsabile editoriale della Varia.
Giffoni, numeri record per giurieSaranno 5800, per loro happening musicale il 18 luglio

SALERNO19 marzo 201917:40

– E’ record di numeri per le giurie della 49/a edizione del Giffoni Film Festival, in programma a Giffoni Valle Piana (Salerno) dal 19 al 27 luglio, con 200 posti in più rispetto allo scorso anno. In totale 5800 giurati: 3200 Elements, 420 Masterclass, 400 Parental Experience e 1780 Generator. Già il 18 luglio i giurati potranno vivere – in attesa dell’inizio della manifestazione – un happening musicale, maratone cinematografiche e una grande festa durante la quale incontreranno per la prima volta i loro coetanei e compagni di giuria. Sono migliaia le richieste giunte da ogni angolo del mondo, e in pochissime settimane, all’Ufficio Giurie, per le sezioni Elements, Generator, Masterclass e Parental Experience, e da tutta Italia per il nuovo progetto Ambassador.
Maraini, tascabili ma perfetti, 70 anni con BurDa Apuleio a Gogol, i preferiti della scrittrice

19 marzo 201920:00

– Emily Dickinson e la creatività femminile negata, Conrad e il doppio, Lucrezio e la natura, Gogol e la caricatura, Hawthorne e l’abuso del potere nei confronti delle donne, Apuleio e la trasformazione, Erodoto e l’immaginazione che si mescola con la storia. Sono gli autori scelti da Dacia Maraini per festeggiare i 70 anni della Bur, la mitica collana di tascabili su cui la scrittrice Premio Strega e Campiello si è formata. “Ho indicato questi autori non solo perché mi hanno aiutato a formarmi, mi hanno dato delle emozioni e sono stati importanti, ma perché i temi dei loro libri sono tutti universali” dice la Maraini dei suoi sette Bur del cuore: ‘Storie’ di Erodoto, ‘L’asino d’oro’ di Apuleio, ‘La natura’ di Lucrezio, ‘I racconti di Pietroburgo’ di Gogol, ‘Il compagno segreto’ di Joseph Conrad, ‘La lettera scarlatta’ di Nathaniel Hawthorne e ‘Le poesie’ di Emily Dickinson.”Con grande dispiacere ho dovuto scegliere, perché sette sono pochi, di libri che mi interessano ne ho tanti. Tra gli italiani avrei messo Giacomo Leopardi. Avevo incluso anche il romanzo picaresco Lazzarillo del Tormes di autore Anonimo, ma non è al momento disponibile nel catalogo Bur e allora ho pensato a ‘Il compagno segreto’ di Conrad, un romanzo breve, poco conosciuto, che ho anche tradotto, sul tema del doppio, della somiglianza, di chi è l’Altro” sottolinea la Maraini. “La mia prima formazione con i classici è stata con il catalogo Bur. Erano libri molto piccoli, non grandi come sono adesso. Li tenevo in tasca quando andavo a scuola e mi sono stati utilissimi, perché erano accompagnati da un apparato critico semplice ma profondo, ben fatto, adatto per i ragazzi. La Bur era straordinaria. Tutto era fatto bene, la traduzione, l’introduzione esemplificativa” dice la scrittrice della collana nata nel 1949 che è arrivata al traguardo dei 70 anni con un catalogo che supera i 5 mila titoli, non più limitato ai soli classici, ma aperto alla narrativa contemporanea, alla non fiction, alla saggistica e ai manuali. Come recitava la quarta di copertina di alcuni dei primi volumi, la Bur ha offerto “a tutti, anche ai meno abbienti, l’opportunità di possedere, integralmente, i testi principali delle letterature di tutti i tempi”.Una storia di successo che sin dall’inizio si è intrecciata e ha contribuito all’evoluzione culturale del paese. “Erodoto per me è stato importante – racconta la Maraini – perché mescolava la fantasia e l’immaginazione con la storia. Non è uno storico alla Tucidide che si tiene attaccato ai fatti. E’ un narratore. Apuleio, che ci racconta di un uomo che diventa asino, affronta un tema che a me interessa molto, quello della metamorfosi e del rapporto uomo-natura, uomo-animali. Di Gogol, che ci narra di un naso che viaggia da solo per Pietroburgo, mi piace l’aspetto surreale. Lucrezio ci porta al nostro rapporto malato con la natura. E’ importante che i ragazzi oggi dicano: ‘state distruggendo il pianeta’” spiega la Marini facendo riferimento a Greta Thunberg. E anche la ‘Lettera scarlatta’ di Hawthorne fa capire tante cose sul rapporto sessuale tra i due generi. “E’ un po’ come il caso del movimento #MeToo. Lui ha il potere, lei è stata sedotta, la verità si saprà alla fine”.La Bur festeggerà il settantesimo anniversario per tutto il 2019 con eventi e incontri tra cui 10 appuntamenti in librerie Mondadori che prenderanno il via il 23 marzo in contemporanea alle 17.30 nei Mondadori Store di Roma, Milano, Bologna e Palermo con 4 grandi scrittori: oltre a Dacia Maraini, Paolo Mieli, Maurizio De Giovanni e Silvia Avallone che racconteranno il loro Bur preferito. La collana di classici per il grande pubblico che Luigi Rusca, allora direttore editoriale di Rizzoli, e Paolo Lecaldano, convinsero l’editore a lanciare nel 1949, aveva tre i criteri fondamentali: un costo alla portata di tutti (50 lire ogni cento pagine), quando un libro di narrativa costava tra le 400 e le 500 lire, testi rigorosamente integrali e una veste grafica molto sobria. Il primo titolo pubblicato nei cosiddetti “grigi” sono ‘I promessi Sposi’ di Alessandro Manzoni.

Pitt e DiCaprio bulli per TarantinoC’era una volta a Hollywood verso Cannes? In Italia a settembre

NEW YORK19 marzo 201918:10

– Due bulli in stile anni ’60. Brad Pitt e Leonardo DiCaprio sono i volti della locandina del nono film di Quentin Tarantino, l’atteso ‘C’era una volta a Hollywood’. La pellicola, nelle sale cinematografiche dal prossimo luglio (a settembre in Italia con WarnerBros), racconta una storia ambientata nella Los Angeles del 1969, al culmine della Hollywood hippy e in cui si racconta anche dell’assurdo massacro a Bel Air in cui fu uccisa Sharon Tate (interpretata da Margot Robbie). Secondo indiscrezioni potrebbe avere l’anteprima mondiale al festival di Cannes a maggio.
“Ho lavorato alla sceneggiatura per cinque anni e ho vissuto nella contea di Los Angeles per la maggior parte della mia vita, compreso il 1969 – ha detto Tarantino -. Sono davvero entusiasta di raccontare la storia di una Los Angeles e di una Hollywood che non esistono più e non potrei essere più felice di avere DiCaprio e Pitt nei ruoli di Rick e Cliff”.
E’ stata l’ultima interpretazione al cinema di Luke Perry, scomparso il 4 marzo

Artista persiana guarda mondo di DanteOpere di Tannaz Lahiji in varie parti della città

FIRENZE19 marzo 201918:21

– Si intitola ‘Riflessioni su Dante’, l’installazione d’arte a più tappe di Tannaz Lahiji dal 20 marzo a Firenze dove l’artista persiana vive da oltre dieci anni, e ora ha deciso di rendere omaggio al legame profondo tra la città e la Persia, e in particolare a Dante Alighieri. Il progetto itinerante prevede la collocazione di alcune opere (pittoriche e non) in un percorso che coinvolge Palazzo Vecchio, Museo Casa di Dante, Palazzo Bastogi e il Mercato centrale. La mostra è stata presentata in Palazzo Vecchio alla presenza dell’artista, del sindaco Dario Nardella, del presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani e della curatrice Manuela Antonucci.
Il percorso parte nella sala d’Arme di Palazzo Vecchio con un’installazione che si estende per oltre 300 mq, fino al Mercato centrale dove Lahiji ha voluto chiudere con una installazione ispirata a Ulisse e al suo amore per la ‘virtute e canoscenza’.
Firenze celebra Isadora DuncanDue sedi, villa Bardini e museo Stefano Bardini, con 170 opere

FIRENZE19 marzo 201918:25

– Sarà a Firenze, a villa Bardini e al museo Stefano Bardini, la prima mostra italiana dedicata alla danzatrice americana Isadora Duncan e al suo rapporto con le arti figurative italiane. Circa 170 opere tra dipinti, sculture e documenti, fra i quali fotografie inedite, ripercorreranno il legame con l’Italia della Duncan, che rivoluzionò le teorie accademiche della danza, per avviare una moderna e innovativa visione del corpo femminile, e del suo movimento, nello spazio, prendendo le mosse dall’influenza che ebbe nel contesto internazionale. L’esposizione, a cura di Maria Flora Giubilei e Carlo Sisi, è in programma dal 13 aprile al 22 settembre.
Ginsburg simbolo lotta donne e icona popRaccontata da Una giusta causa con Felicity Jones e Armie Hammer

19 marzo 201918:27

– Notorious RBG: è il soprannome, in stile idolo rap, con il quale molti dei suoi estimatori chiamano Ruth Bader Ginsburg, classe 1933, giudice della Corte Suprema Usa, diventata una figura pop molto amata e rispettata, grazie al suo carisma e a una vita dedicata a combattere le discriminazioni, in primis quelle subite dalle donne. Il suo percorso, che negli ultimi anni l’ha vista in prima fila anche per opporsi alle ingerenze del presidente Trump, viene in parte raccontato da Una giusta causa di Mimi Leder, con Felicity Jones come protagonista e Armie Hammer, nel ruolo del marito Marty (scomparso nel 2010), anche lui avvocato, che l’ha sempre sostenuta. Il film, in sala dal 28 marzo con Videa, si concentra sui primi anni dell’attività di Ruth Bader Ginsburg. “Le sue battaglie le abbiamo dovute combattere anche noi in Italia” ha ricordato la giudice e scrittrice Paola Di Nicola, in apertura della serata dedicata al film organizzata a Roma dall’associazione Women in Film, Tv & Media Italia.
Antonacci-Pausini, nuovo singoloDa venerdì 22 marzo “In questa nostra casa nuova”

19 marzo 201918:29

– Venti anni di amicizia e di collaborazione. Ma ciò che non era mai successo finora tra Biagio Antonacci e Laura Pausini è che un brano venisse ideato e composto dallo stesso cantautore per unire le loro due voci.
Succede ora con “In questa nostra casa nuova”, brano disponibile dal 22 marzo.
La canzone (su etichetta Iris distribuita da Sony Music) nasce dal desiderio dei due artisti di continuare a percorrere insieme un momento di condivisione, proprio come accadrà in occasione del tour che terranno negli stadi italiani la prossima estate “Laura Biagio Stadi 2019”. Il via il 26 giugno dallo Stadio San Nicola di Bari, poi il 29 giugno all’Olimpico di Roma, il 4 e il 5 luglio a San Siro a Milano, l’8 luglio all’Artemio Franchi di Firenze, il 12 luglio al Dall’Ara di Bologna, il 17 luglio all’Olimpico di Torino, il 20 luglio allo Stadio Euganeo di Padova, il 23 luglio all’Adriatico di Pescara, il 27 luglio al San Filippo di Messina e l’1 agosto alla Fiera di Cagliari.
Marillion, 2 date in Italia per 40 anni12 dicembre a Roma, 13 a Padova. Elementi d’orchestra su palco

19 marzo 201919:02

– I Marillion, band della seconda generazione del prog-rock made in England, torneranno a suonare nel Regno Unito e in Europa nel 2019 per festeggiare i 40 anni di carriera. Tappa anche in Italia: il 12 dicembre a Roma, all’Auditorium della Conciliazione, e il 13 a Padova, al Gran Teatro Geox. Sul palco anche elementi orchestrali: il quartetto d’archi “In Praise of Folly”, oltre a Sam Morris al corno francese ed Emma Halnan al flauto.
La band suonerà brani tratti dalla sua quarantennale carriera, senza contare che il 2019 è l’anno delle celebrazioni per i 30 anni di presenza del frontman Steve Hogarth nel gruppo.
“Sono passati davvero 30 anni?!”, ha dichiarato Hogarth, per poi aggiungere: “Steve Rothery mi ricorda che ricorre anche il suo 40/o anniversario, quindi si tratta di una doppia celebrazione.
Aggiungeremo questi sei meravigliosi musicisti alla band per l’intero tour: splendidi professionisti nonché buoni amici, e abbiamo già dato prova della chimica che abbiamo insieme sul palco”.
Ciak per Hammamet, Amelio racconta CraxiFavino protagonista racconto più privato che pubblico

19 marzo 201914:13

Sono iniziate le riprese di ‘Hammamet’, il nuovo film di Gianni Amelio, sceneggiato dallo stesso con Alberto Taraglio e prodotto da Pepito Produzioni con Rai Cinema.
Il film, che sarà distribuito in Italia da 01 Distribution, ricostruisce con personaggi ispirati alla realtà e con personaggi di fantasia, la caduta di un uomo di Stato italiano (ispirato a Bettino Craxi, ndr), nella prospettiva di un racconto più privato che pubblico, dove si scava nei sentimenti per illuminare i fatti.
Il film è interpretato da Pierfrancesco Favino, Renato Carpentieri, Claudia Gerini, Livia Rossi e Luca Filippi.
Nasce progetto per cinema tutto l’anno60 titoli d’estate, tutta l’industria del settore compatta

19 marzo 201915:59

Tutte le aziende della filiera dell’industria del cinema, major Usa incluse, sono coinvolte in Moviement, un vero e proprio movimento culturale per andare al cinema tutto l’anno. E’ la prima volta che tutta l’industria del cinema è unita e compatta si impegna per una stagione di film che duri 12 mesi, estate compresa. Da decenni si parla di come superare quello che è un tabù nel consumo culturale degli italiani e ora le associazioni di categoria, dai produttori agli esercenti, con grande appoggio del Mibac, lanciano un progetto concreto triennale. Il cartellone estivo comprende 60 titoli, dai blockbuster come Il Re Leone e Toy Story 4, ai film d’autore come le nuove opere di Wenders, Rubini, De Palma, Audiard, Neil Jordan, Ralph Fiennes, Fatih Akin e “due o tre film italiani che sono in predicato per la selezione del festival di Cannes”, anticipa Luigi Lonigro, presidente distributori Anica e grande tessitore dell’iniziativa. Il testimonial Pif ironizza: “sogno una première a Mondello con pane e panelle!”.

Marinelli, io tra ricordi e futuroL’attore con Linda Caridi nel film di Mieli in sala dal 21 marzo

19 marzo 201916:29

– Solo ‘Lui’ e ‘Lei’, niente nomi nel film ‘Ricordi?’ di Valerio Mieli, che racconta un’intricata storia d’amore, attraversata dal tempo e dai ricordi dei due protagonisti. Lui è il cupo Luca Marinelli, con un trauma infantile mai superato, e Lei, figlia di un famoso artista, è la più solare Linda Caridi.
Il loro destino sarà quello di innamorarsi, ridere, scherzare, disamorarsi, amarsi e vedere la fine della loro storia con il disincanto di chi sembra uscito da una malattia.
Il film, già presentato alle Giornate degli Autori alla Mostra di Venezia (dove ha vinto il premio del pubblico Bnl) e ora in sala dal 21 marzo distribuito da Bim, più che raccontare una storia, sembra voler rappresentare, tra passato e presente, il flusso di coscienza dei due protagonisti.
Ci sono aspetti “che mi accomunano sia al personaggio che a Valerio – dice Marinelli -. C’è qualcosa di simile tra di noi. Sono una persona che ama il ricordo, che a volte ne è vittima, a volte ne trae grande gioia”.
Cinema d’estate, stavolta l’Italia ci prova sul serio60 titoli per cambiamento culturale. Prima volta industria unita

CLICCA PER INGRANDIREDi Alessandra MagliaroROMA19 marzo 201919:39

Il ‘chiuso per ferie’ all’ingresso della sala cinematografica non ci sarà più: il cartello stavolta è “al cinema. Tutto l’anno”. Per la prima volta in Italia tutto il mondo dell’industria cinematografica si compatta per rilanciare il film in sala e guardare avanti, a cominciare dalla prossima estate. C’è da riaffermare l’importanza culturale del racconto cinematografico nel luogo di fruizione originario, riportare insomma il pubblico in sala (a Roma ad esempio hanno chiuso Royal e Maestoso per citare le ultime due) e convincerlo a varcare la soglia anche nei mesi estivi. Persuadere il pubblico sarà complicato, il presidente dell’Anica Francesco Rutelli parla di “cambiamento epocale”, del resto sono questi i tempi, ammette lo stesso Rutelli, “di cambiamenti nel contesto”. La parola Netflix è sottintesa, ma “vietata” nella presentazione alla stampa del grande progetto Moviement in cui tutta la filiera del cinema, dalla produzione all’esercizio, con il grande appoggio istituzionale del Mibac e di fondazioni come i David di Donatello e il supporto della Rai, è riuscita, nessuno escluso, a fare squadra per un obiettivo comune: far vivere il cinema 12 mesi l’anno e riuscire a portare l’Italia ai livelli europei di consumo cinematografico. “Abbiamo lavorato tanto, è uno sforzo enorme, serve il sostegno di tutti per riuscire” dice Luigi Lonigro, presidente dei distributori, grande tessitore dell’iniziativa. Il progetto parte con intenzione triennale al debutto nell’estate 2019: 60 titoli di cui distributori ed esercenti (e autori!) accettano il rischio di uscita. Il testimonial Pif ironizza: “Per quanto mi stimi, non posso spostare le masse dalla spiaggia verso la sala.
Ma certo una premiere a Mondello con pane e panelle della ‘Mafia uccide solo d’estate inoltrata’ sarebbe un sogno”. Il 21 marzo alla diretta su Rai1 della cerimonia dei David il lancio alla platea televisiva di Moviement, mentre in sala c’è lo spot, una sorta di richiamo degli affetti “per emozionarsi, fremere per vedere i grandi film, partecipare ad un’estate incredibile”.
Dice Carlo Bernaschi, presidente degli esercenti multiplex: “Non sono traguardi estremi ma possibili, ce la possiamo fare”, mentre Francesca Cima, presidente dei produttori Anica, parla di “voglia di sconfiggere un tabù che riguarda il cinema, ma non solo, perché tutto il consumo culturale rallenta d’estate”. Il cinema all’ultima spiaggia? “Urgenza ed emergenza, bisognava svoltare. Non è ultima spiaggia, perché ce ne è sempre un’altra”, commenta Piera Detassis, presidente dei David. Il Mibac ci crede: la senatrice Lucia Borgonzoni, sottosegretario al ministero, sposa Moviement e anzi spiega il grande incentivo sul cinema italiano come “un contributo fino al 40% sulla distribuzione, che può salire al 70% per film in più di 200 schermi e con un piano lancio oltre le 500 mila euro”. Tra i 60 titoli tanti blockbuster americani: Godzilla II, Toy Story 4, Men in black:International, Il Re Leone, Pets 2, X Men- Dark Phoenix, Spider-Man: Far from Home, Fast & Furious. E anche titoli d’autore: Stanlio e Ollio, I fratelli Sisters di Audiard, The Golden Glove di Fatih Akin, il Nureyev di Ralph Fiennes. E i titoli italiani? Qui emerge un po’ di difficoltà: si lanciano nella sfida Il grande spirito di Sergio Rubini e Il signor Diavolo di Pupi Avati e “i 2-3 titoli che forse andranno al festival di Cannes”. Si studiano “incentivi per fidelizzare” e altre iniziative, insomma stavolta in Italia ci si prova sul serio.
Il Nostro Pianeta, serie Netflix di storia naturaDal 5 aprile in tutto il mondo, diffuso trailer integrale

19 marzo 201919:59

– Vivere in prima persona la storia meravigliosa e straordinaria della nostra terra: Netflix ha diffuso il trailer esteso della docuserie originale ‘Il nostro pianeta’, che debutterà sul colosso streaming in tutto il mondo il 5 aprile. Dall’ideatore di Pianeta Terra, questa serie in otto parti offre immagini inedite della flora e fauna selvatica e dei loro habitat, ribadendo anche l’importanza del mondo naturale per l’umanità e le indicazioni per preservarlo. Ad accompagnare Il Nostro Pianeta un backstage, disponibile simultaneamente su Netflix. Oltre a Sir David Attenborough, avrà dieci narratori locali per dieci lingue corrispondenti, tra cui Penélope Cruz per lo spagnolo iberico e Salma Hayek per quello dell’America Latina. E’ stato girato in 50 paesi, in 4 anni, in tutti continenti, con una troupe di oltre 600 membri, ed è incentrato sulla diversità degli habitat presenti sul nostro pianeta, dalle zone selvagge dell’Artico, gli abissi, gli immensi territori dell’Africa e le giungle del Sud America.

Nel primo episodio, “Un pianeta”, gli spettatori viaggeranno dalla foresta pluviale brasiliana all’arcipelago norvegese delle Svalbard, scoprendo l’interconnessione tra i fragili habitat e le ragioni per cui sono essenziali alla continuazione della vita sul pianeta. Gli episodi successivi ritraggono i principali biomi terrestri, o habitat: calotte ghiacciate, giungle, coste marittime, deserti e praterie, mari aperti, territori d’acqua dolce e foreste. Grazie a un considerevole team che comprende alcuni dei migliori direttori della fotografia, ricercatori e scienziati di natura selvaggia del mondo, e alla più recente tecnologia di ripresa in 4K, ogni episodio regala sequenze meravigliose mai filmate in precedenza.
“Su tutto il pianeta vengono continuamente interrotti collegamenti e relazioni di importanza cruciale”, fa notare Attenborough. “Quello che faremo nei prossimi 20 anni determinerà il futuro della vita sulla Terra.” E’ prodotta da Silverback Films, Ltd in collaborazione con il WWF. I produttori sono Alastair Fothergill e Keith Scholey.
Peterloo, da Mike Leigh l’elogio della democraziaAffresco storico massacro Manchester 1819, in sala dal 21 marzo

19 marzo 201914:16

E’ una riga (forse) nei libri di scuola italiani ma la data del 16 agosto 1819 è invece un punto fondamentale nella definizione della democrazia in Gran Bretagna quando un pacifico raduno a St Peter’s Field a Manchester, allora nel pieno sviluppo industriale capitalistico, di 60 mila persone che chiedevano il suffragio universale venne spazzato via dalla cavalleria e dagli Ussari della Corona inglese. E’ il grande affresco d’epoca dell’Inghilterra post Waterloo che Mike Leigh racconta in Peterloo, dal 21 marzo con Academy Two dopo l’anteprima in concorso a Venezia. La sospensione di ogni diritto (quelli non scritti dell’Habeas Corpus Act, la carta costituzionale inglese), la repressione delle istanze democratiche, le difficoltà di una stampa libera sono i temi al centro.
“Temi di grande contemporaneità: la parola democrazia, rappresentanza, voce del popolo, differenza di classe sono quanto mai rilevanti. Ogni giorno ci si pongono davanti. I film lasciano sempre cose a cui pensare: il massacro di Peterloo ci ricorda cosa c’è all’origine della democrazia, quali sono i fondamenti della politica e infine della libertà di pensiero” dice il 75enne grande regista di Segreti e Bugie, Topsy Turby, Il segreto di Vera Drake (Leone d’oro nel 2004) e di Mr. Turner.
“Spero che Peterloo stimoli nello spettatore una riflessione sul tema della democrazia senza metterne in discussione i capisaldi. Abbiamo iniziato la lavorazione nel 2014 e, mentre ci documentavamo, ci siamo resi conto che, giorno dopo giorno, accadevano intorno a noi cose che rendevano i temi che affrontavamo sempre più attuali. Non pensavamo che il mondo sarebbe cambiato tanto in cinque anni” prosegue il regista inglese. “Tendiamo a dare per scontate le caratteristiche positive della democrazia e tuttavia vediamo accadere intorno a noi cose allarmanti come il referendum sulla Brexit, le ultime elezioni presidenziali americane o ciò che sta succedendo recentemente in Italia. Questi fatti ci spingono a riflettere sui disastri a cui si può andare incontro quando la democrazia comincia a non funzionare”.
Il dramma storico, tragico che parte con la carneficina di Waterloo e finisce con morti e 400 feriti sul campo mentre a Londra pranza il principe reggente e i politici di rango, giudici di corte, responsabili della repressione, mette in scena la società inglese del 1819, le sue classi nell’epoca immediatamente precedente a quella in cui vissero Marx e Engels.
Ci sono le storie degli operai tessili affamati (inclusa la prima riunione delle donne operaie), dei contadini oltre a quella di ‘illuminati’ come John Taylor e i giovani imprenditori protestanti che proprio a Manchester fondarono The Guardian, ancora oggi una delle principali voci liberal della stampa mondiale.
Un uomo un voto si infervorano gli oratori di Peterloo mentre la povera gente chiede di abbassare il costo del pane: alto/basso Storia/storia aristocrazia/popolo l’affresco corale di Mike Leigh sono 154 minuti di epica minima.
Google lancia Stadia, il Netflix dei videogiochiPiattaforma presentata alla Game Developers Conference

NEW YORK19 marzo 201918:51

Google lancia ‘Stadia’ la nuova piattaforma di videogiochi in streaming al pari di Netflix. L’annuncio è stato fatto durante la Game Developers Conference a San Francisco. Con ‘Stadia’, il gigante del web fa ufficialmente ingresso nel settore dei videogiochi. Per Sundar Pichai, Ceo di Google, Stadia è la piattaforma per tutti in grado di fare streaming dei giochi a tutti i tipi di dispositivi. Il nuovo acquisto dell’azienda di Mountain View Phil Harrison, un ex di Sony e Microsoft, ha aggiunto che Google che porterà lo streaming di giochi ad un livello superiore usando YouTube e coloro che già realizzano clip di giochi sulla piattaforma video.Stadia inoltre offre accesso immediato al gioco senza la necessità di scaricarlo, appunto in streaming e attraverso sia i laptop, desktop, tivù, tablet e smartphone.Google non è l’unico ad avere piattaforma di videogiochi in streaming. Nvidia e Sony già ne hanno una mentre Microsoft ha in programma di lanciare xCloud e anche Amazon è pronta a seguire la stessa strada con una sua piattaforma.         [print-me title=”STAMPA”]

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Esce “Arberia” sugli albanesi d’Italia
Film di Francesca Olivieri su eredità culturale della comunità

COSENZA18 marzo 2019 14:48

– Arriva nelle sale “Arbëria”, il film opera prima della regista calabrese Francesca Olivieri che indaga i legami forti e l’eredità culturale delle comunità arbëreshë, gli albanesi d’Italia, che ancora sopravvivono in alcuni piccoli borghi di Calabria e Basilicata. Il film è stato presentato a Cosenza. Prodotto dalla Open Fields, in collaborazione con Lucana Film Commission e Calabria Film Commission, con il sostegno di Mibac e Siae nell’ambito dell’iniziativa “Sillumina” e di Bcc Mediocrati e Echoes, è interpretato dall’attrice romana di origini calabresi Caterina Misasi.
Attraverso gli occhi della protagonista Aida, la regista, la cui famiglia ha origini nel piccolo borgo arbëreshë di Santa Caterina Albanese, affronta il tema della riscoperta delle proprie origini e, soprattutto, della ricucitura degli strappi con essa e i suoi stringenti vincoli. Tutto questo ricordando un’intera comunità, quella degli arbëreshë, che ha dato origini al territorio dell’Arbëria, enclave albanese in Italia

Da Bonhams asta caricature di Harper LeeDisegni anni del college rivelano lato umoristico “pre-Buio”

NEW YORK18 marzo 201915:22

– Ha veramente lasciato solo un romanzo, “Il Buio oltre la siepe” mentre il secondo, scritto prima e pubblicato decenni dopo, “Va’, metti una sentinella”, ha provocato mille polemiche, tra congetture sulle vere volontà della autrice di darlo alle stampe e la rivelazione choc che il leggendario Atticus Finch era razzista. Anche dalla tomba, comunque, Harper Lee non finisce di stupire: un lato nascosto della scrittrice di Monroeville, Alabama, morta nel 2016 a 89 anni, e’ venuto in luce in un’asta di Bonhams. E’ un lato “pre-Buio”, come lo definisce il catalogo, che risale a quando la Lee studiava letteratura all’Università dell’Alabama e dirigeva la rivista satirica del campus “Rammer Jammer” e che rivela un inedito aspetto umoristico nel complesso carattere della scrittrice. L’asta ha incluso una serie di caricature del suo compagno di studi Charles Waldon Carruth vestito nei panni di vari personaggi di Shakespeare. L’asta include studi realistici e una serie di lettere all’amico

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Francesco Cuomo, i suoi colori per l’industria 4.0
La sfida della modernizzazione nelle nuove illustrazioni dell’artista campano

18 marzo 201915:36

La lampadina, archetipo dell’idea, con accanto il simbolo del wireless da cui nasce un fiore, a indicare lo sbocciare di una nuova vita per l’azienda. Il missile che porta la piccola società su un altro pianeta, quello dell’innovazione. La calcolatrice, a testimoniare l’importanza di calibrare gli investimenti, anche nella tecnologia. La mano che sorregge il nuovo mondo, in cui tutti gli uomini hanno scelto la via del rinnovamento.E’ l’industria 4.0 la nuova sfida di Francesco Cuomo, artista contemporaneo campano, impegnato da anni nella sperimentazione di nuovi linguaggi che traducono la creatività in lavori da ‘vivere’ e da ‘toccare’. Le ultime illustrazioni di Cuomo celebrano, pur nella semplicità del tratto e nel colore, forza propulsiva e tratto distintivo delle sue opere, le opportunità del piano nazionale Impresa 4.0, che vanno ancora colte soprattutto dalle piccole e medie imprese, nel cammino verso la modernizzazione e la rivoluzione dei processi produttivi.Classe 1973, nato a Eboli (Sa), l’artista ha creato nel 2015 ‘Crea by Francesco Cuomo’, startup innovativa premiata nel 2014 da Invitalia che si fonda su un modo rivoluzionario di concepire “l’arte contemporanea trasformata in pregiati oggetti di design da collezione”, puntando sulle nuove tecnologie nel processo produttivo e sull’e-commerce come veicolo per diffondere il racconto ironico e variopinto del quotidiano.”La mia visione dell’arte – spiega Cuomo – sposa a pieno la filosofia delle imprese pronte a cogliere l’innovazione quale strumento di crescita e valorizzazione per le risorse umane. La creatività, da sempre, rappresenta per me un elemento che trova applicazioni pratiche nella quotidianità. In questo caso si fa espressione di una nuova idea aziendale, dove le persone diventano il vero valore aggiunto grazie alla capacità di dialogare con le macchine”.

Via oggetti Jackson da museo bambini UsaCappello e guanti bianchi dopo doc abusi Leaving Neverland

NEW YORK18 marzo 201915:43

– Il museo dei bambini più grande al mondo ha deciso di rimuovere alcuni oggetti di Micheal Jackson da una mostra. The Children’s Museum a Indianapolis ha detto che rimuovera’ il famoso cappello di feltro e i guanti bianchi appartenuti alla popstar da una mostra dedicata al pop tuttavia terrà delle foto del King of Pop per una mostra dedicata ad un giovane malato di Aids morto nel 1990. La decisione è in seguito alle accuse di abusi sessuali su minori da arte di Michael Jackson di cui si parla nel controverso documentario ‘Leaving Neverland’. Le foto della mostra dedicate a Ryan White, il giovane dell’Indiana diventato famoso negli anni ’80 per aver contratto l’Hiv durante una trasfusione di sangue, sono state lasciate invece perchè sono parte di una riproduzione della stanza da letto del ragazzo.
Michael Jackson, di cui il giovane era un fan appassionato, fu tra le celebrity che parteciparono al suo funerale.
A Matera in scena la Passione di CristoSarà itinerante e sarà presentata anche in versione inglese

18 marzo 201916:23

– La Passione nello spettacolare scenario dei Sassi di Matera: è la performing art – con personaggi, interpreti, costumi, scenografia, regia e organizzazione delle comunità italiane ed europee del Teatro della Passione – che andrà in scena il 30 marzo. La Capitale europea della Cultura 2019 e Patrimonio Unesco dal 1993 è stata la location indimenticabile de “Il Vangelo secondo Matteo” di Pier Paolo Pasolini e, più di recente, ambientazione per The Passion of Christ (2004) di Mel Gibson.
La Passione sarà itinerante e si articolerà in diverse stazioni localizzate nei punti più suggestivi dei Rioni Sassi di Matera. Una guida-attore accompagnerà i partecipanti e gli spettatori lungo tutto il percorso facendo da raccordo, commento e narrazione della rappresentazione. La passione verrà ripetuta per 3 volte, una delle quali sarà in lingua inglese, con partenza da piazza Sedile per un totale di 18 scene, dall’Ultima Cena fino alla Resurrezione e alla pietra dell’Unzione.
L’iniziativa, che rientra nelle manifestazioni previste in occasione del grande evento “Matera Capitale Europea della Cultura 2019”, è promosso da Europassione per l’Italia, la rete dei 40 sodalizi italiani che operano in quasi tutte le regioni italiane e rientra in un più ampio progetto di carattere culturale e di valorizzazione delle arti e tradizioni del nostro Paese. Europassione per l’Italia, dal 2013, è impegnata in un percorso di valorizzazione nazionale e internazionale sul tema della Settimana Santa, finalizzato alla presentazione di una proposta di candidatura Unesco.
Accusata stregoneria, risponde con fiabaParenzan, un ‘Alfabetiere’ del mondo dopo polemica con Pillon

18 marzo 201916:23

– Poco meno di un anno fa era stata accusata di stregoneria, per aver portato ‘Fiabe e racconti dal mondo’ in una scuola primaria del bresciano, donando amuleti ai bambini coinvolti nel progetto. Un laboratorio che non era piaciuto a qualche maestra o a qualche mamma, tanto che era rimbalzato sui media locali, fino a diventare oggetto dell’attenzione del senatore leghista Simone Pillon, che aveva annunciato “un’interrogazione parlamentare sulla stregoneria nelle scuole”. Oggi l’educatrice Ramona Parenzan annuncia la pubblicazione di un ‘Alfabetiere interculturale’ “che non è una risposta diretta a Pillon – precisa – ma una reazione a quello che è successo. In pochissimo tempo ho perso tanti lavori nelle scuole, ero distrutta, ma poi ho utilizzato questo brutto evento e ho colto la sfida: se non vogliono l’intercultura, mi sono detta, io scrivo un altro libro”. E’ nata così – insieme a Silvia Bertussi – l’idea di questo Alfabetiere illustrato per bambini che celebra la diversità culturale e la sua ricchezza.
Rai in campo per la Giornata delle vittime della mafiaDon Ciotti, debito riconoscenza. Foa-Salini, promuovere legalità

18 marzo 201919:33

– “Abbiamo un debito di riconoscenza verso le vittime delle mafie, che grazie al nostro ricordo restano ancora vive. Nessuna regione italiana può considerarsi libera da questo fenomeno, anche nel nord est la mafia si è radicata”. Così don Luigi Ciotti, presidente di Libera, in occasione della XXIV “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie”, promossa da Libera e Avviso Pubblico, che quest’anno si terrà a Padova il 21 marzo.La cerimonia si sposta in una città diversa, da Nord a Sud, ad ogni edizione ma mantiene al centro il senso della memoria attraverso la lettura di oltre novecento nomi di vittime innocenti. Anche la Rai seguirà la Giornata, con un palinsesto dedicato, come ricordato in una conferenza stampa a Viale Mazzini. “E’ un momento di dovere civico – ha detto il presidente Rai Marcello Foa -. Le mafie si sono ormai infiltrate anche nel Nord Italia ed è un fenomeno che va contrastato con forza anche in quelle zone”. “Come previsto dal contratto di servizio, abbiamo il dovere di promuovere la legalità – ha sottolineato l’ad della tv pubblica, Fabrizio Salini -. Non dobbiamo avere paura di accendere i riflettori in tutte le zone d’Italia, anche dove le voci sono meno urlate”.Il 20 marzo, sarà Rai3 la prima ad occuparsi del ricordo delle vittime con “Geo”, a partire dalle 17. Il giorno successivo, le reti Rai garantiranno un’ampia copertura al corteo. Il primo appuntamento sarà con “UnoMattina” su Rai1 per una lunga intervista a Don Ciotti, a seguire collegamenti e testimonianze raccolte dagli inviati di “Storie Italiane”. Rai2 approfondirà l’argomento all’interno della rubrica “Tg2 Italia” e con la trasmissione “I Fatti Vostri”. Rai3 invece ci sarà con “Agorà”. Nel pomeriggio, la rete ammiraglia offrirà una intervista a Emanuele Schifani, figlio di Vito Schifani, vittima della strage di Capaci, ospite a “Vieni da me”. A seguire, la “Vita in Diretta” darà ampio spazio alla Giornata e, in terza serata, ne parlerà anche “Sottovoce” di Gigi Marzullo. Su Rai3 è previsto invece un approfondimento pomeridiano, in onda alle 15.20, in “La Grande Storia – anniversari”, dal titolo “Donne e coraggio, voci contro la mafia”. I telegiornali daranno ampio risalto alla cronaca della Giornata. RaiNews24 seguirà in diretta la manifestazione con gli inviati a Padova e in altre piazze d’Italia rappresentative della lotta alla criminalità. La TgR dedicherà spazi informativi all’interno di tutte le edizioni dei Tg regionali. Rai Movie ricorderà la Giornata con pellicole d’autore come “Il giudice ragazzino” e “Gente di rispetto”. Anche Rai Storia con “Diario Civile” e Rai Gulp, con il cartone animato “Giovanni e Paolo e il mistero dei Pupi”, si occuperanno dell’evento.Il portale web di Rai Scuola ospiterà uno speciale con i documenti filmati che ricostruiscono l’elenco delle morti per mafia. Radio1 dedicherà grande parte della programmazione alla Giornata; Radio2 si mobiliterà ospitando Don Luigi Ciotti a “Caterpillar”; Radio3 racconterà le diverse manifestazioni attraverso “Tutta la città ne parla” e “Fahrenheit”. Oltre a uno spot istituzionale, la Giornata impegnerà anche il sito e i canali social di Responsabilità Sociale Rai.

S. Cecilia, Yefim Bronfman in recitalIl pianista russo-israeliano con Schumann, Schubert, Debussy

18 marzo 201916:27

– Un omaggio al contributo massiccio che Robert Schumann e Franz Schubert hanno dato alla letteratura pianistica dell’Ottocento, e poi Claude Debussy. Ha scelto questi tre compositori il pianista russo-israeliano Yefim Bronfman per il recital in programma martedì 19 marzo per la Stagione da Camera di Santa Cecilia (Auditorium Parco della Musia, ore 20:30). In apertura Bronfman eseguirà Humoreske di Schumann: stati d’animo trascritti in musica, composti a 29 anni a Vienna. Di Schubert si esibirà nella Sonata D 958, una delle ultime tre scritte nel settembre del 1828, due mesi prima della morte. Tra le due composizioni si inserisce la Suite Bergamasque di Debussy, completata nel 1890, omaggio alle Suite di danza barocche. Venerdì 3 maggio (con repliche il 4 e e 5) Bronfman tornerà a S. Cecilia , questa volta nel cartellone sinfonico, insieme con l’Orchestra dell’Accademia Nazionale sotto la direzione di Daniele Gatti con un programma interamente dedicato a Brahms.
Musica: Arbore il jazz a Foggia un sognoFestival promosso da Puglia Sounds si terrà da 11 a 14 aprile

FOGGIA18 marzo 201916:29

– “Finalmente si corona il mio più grande sogno, quello che avevo da ragazzino, ovvero il jazz a Foggia”. Lo ha sottolineato Renzo Arbore nel corso della presentazione del ‘Medimex Spring’ promosso da Puglia Sound, che si svolgerà a Foggia dall’11 al 14 aprile. L’evento anticipa l’edizione di Medimex a Taranto, dal 6 al 9 giugno. “Il Medimex corona la vita lunghissima del jazz a Foggia – ha rilevato Arbore – una città che ha un legame importantissimo con questa musica. Ancora oggi ci sono locali a Foggia che ospitano il jazz e dove si esibiscono musicisti di fama internazionale”. Per Arbore il jazz italiano “è il secondo del mondo, e abbiamo un rappresentate barese, Gianluca Petrella, che è il più grande trombonista del mondo”. Venerdì 12 aprile sarà Arbore a coordinare un live inedito nel quale saranno coinvolti alcuni tra i più rappresentativi esponenti del jazz italiano tra cui Enrico Rava, Dado Moroni con Rosario Bonaccorso e Roberto Gatto, Stefano Di Battista, Enrico Zanisi e la cantante Nicky Nicolai.
Trent’anni moda maschile, mostra a PittiOspitata a Museo costume Firenze in occasione 96/o salone

18 marzo 201916:38

– Trent’anni di moda maschile, dal 1989 ai giorni nostri, visti attraverso la lente di Pitti Uomo. E’ ‘Romanzo breve di moda maschile’, la mostra che sarà inaugurata al Museo della moda e del costume di Palazzo Pitti a Firenze in occasione di Pitti Immagine Uomo 96, in programma dall’11 al 14 giugno, e che festeggerà il 30/o anniversario di Pitti Immagine.
Presentata dalla Fondazione Pitti Immagine Discovery, ideata e curata da Olivier Saillard l’esposizione, visitabile dal 12 giugno al 29 settembre, racconta la storia e l’evoluzione del menswear incrociando il Made in Italy con i guest designer, i talenti della moda della scena contemporanea internazionale con le esperienze della grande imprenditoria dell’abbigliamento. In mostra ci saranno i capi degli stilisti che hanno dato vita agli eventi speciali di Pitti dal 1989 al 2019 con un look della collezione presentata a Firenze, e quelli di una trentina di aziende che hanno rappresentato i punti di svolta del salone nello stesso periodo, per circa 150 brand.
Aldo, senza G. e G. viaggio in solitaria’Scappo a casa’, ma in agosto reunion. Zalone? Vorrei suoi incassi

18 marzo 201919:16

– Aldo Baglio, per la prima volta senza Giovanni e Giacomo, spezza il trio e fa “il suo viaggio in solitaria” con una commedia sul razzismo e la diversità dal titolo Scappo a casa di Enrico Lando, in sala dal 21 marzo con Medusa in 400 copie. Ma niente paura, nessuna rottura dello storico terzetto: “In agosto cominceremo a girare il prossimo film” dice Aldo con tono rassicurante. Perché questa voglia di assolo? “Con il trio mi esprimo in un certo modo, ma a un certo punto ho sentito l’esigenza di mettermi in primo piano. Devo dire che l’ho fatto con un certa paura, ma alla soglia dei sessanta anni certe cose vanno fatte. Ci siamo insomma presi un anno sabbatico, una parentesi – spiega Aldo -, così Giacomo ha fatto uno spettacolo teatrale e Giovanni ha scritto un libro”.Protagonista del film Michele (Aldo), un meccanico per cui conta solo l’apparire, le belle donne, guidare macchine di lusso non sue. Usa poi il parrucchino, qualche farmaco stimolatore ed è soprattutto razzista: per lui, se non sei un italianissimo maschio alfa con fisico palestrato e non hai un Rolex, sei disprezzabile e da allontanare. Ma tutto si ribalta quando Michele va a Budapest per lavoro e si ritrova vittima di tutta una serie di incidenti che lo rendono solo un migrante tra i migranti. Uno che ha tanta voglia di poter rientrare in patria, ora che è considerato un tunisino che si spaccia per italiano, insieme a un gruppo di quei neri che fino a poco prima disprezzava con tutte le sue forze.”Michele si ritrova all’estero, senza documenti, senza cellulare, insieme ad altri immigrati – spiega l’attore palermitano -. Quella che ho voluto raccontare non e una storia sulla immigrazione, e un tema troppo grande e delicato perche io possa occuparmene degnamente. Ho solo voluto raccontare la storia di un uomo superficiale, che scopre quanto e bello guardare oltre le proprie paure e le proprie resistenze. Fino a rischiare la vita per gli altri. Non so se diventa un uomo migliore, credo diventi un uomo più felice”. Un film sul razzismo? “Non volevo parlare di un tema cosi importante, credo che questo sia più un film sul cambiamento, un percorso interiore, di Michele che cambia punto di vista”. Aldo Baglio non crede comunque che i muri possano risolvere i problemi del razzismo:”Mettere su un muro non risolve nulla e non ferma certo questa valanga di persone che migrano”.Tra i migranti del film in cerca di Italia anche l’attore francese Jacky Ido: “Questo è un film estremamente politico – dice -, ma una delle ragioni che mi ha spinto a farlo è il fatto che affronta tutti questi problemi, ma si concentra poi sull’umanità, cosa che spesso manca ai politici”.Infine, chiude il film ‘Scappo a casa’ la canzone ‘Chiedimi come’ degli Oblivion che ha come frase tormentone “Viva la fuga, siamo tutti esterosessuali” che ricorda molto anche nel ritornello gli ‘Uomini sessuali’ di Checco Zalone. Da qui la domanda a Baglio se in questa sua impresa in solitaria abbia guardato al comico pugliese: “No – replica senza nessun imbarazzo Aldo -, ma vorrei fare i suoi incassi”.

Noi..non erano solo canzonette in mostraA Torino la storia d’Italia attraverso la musica d’autore

18 marzo 201917:48

– Da Domenico Modugno a Fabri Fibra, la storia d’Italia in 100 canzoni, in un racconto parziale, ma senza pregiudizi né esclusioni, leggero ed emozionante come solo la colonna sonora di una vita può essere. E’ così ‘NOI…non erano solo canzonette’, un viaggio sull’autostrada di un paese che si scopre via via impegnato e frivolo, bigotto e spudorato, intellettuale ed edonista, e lo dice cantando. Per riviverlo basta attraversare il percorso della mostra aperta dal 22 marzo al 7 luglio alla Promotrice delle Belle Arti di Torino, curata da Giampaolo Brusini, Giovanni De Luna e Lucio Salvini, patrocinata da Regione Piemonte, Camera di Commercio di Torino, Rai, Siae, Fimi e Scf, prodotta da Bibibus Events con il supporto di Intesa Sanpaolo. Quindi note, oggetti, memorabilia, in un percorso cronologico e multisensoriale in cui musica, società, stili di vita, mode, si intrecciano l’uno con l’altra.
Cannes: Variety, niente NetflixStarebbero negoziando ma non ci sono film “pronti” per 14-25/5

18 marzo 201917:59

– Non ci sarebbero film Netflix al festival di Cannes neppure quest’anno, almeno secondo le indiscrezioni raccolte da Variety. Il tema lo scorso anno fu dominante e con ricadute polemiche, dalla Mostra del cinema di Venezia fino agli Oscar in virtù del fatto che ad esempio Roma di Alfonso Cuaron, prodotto dal colosso dello streaming, è stato tra i super premiati dell’anno. Netflix e il direttore del festival Thierry Fremaux starebbero negoziando “un potenziale accordo”, rivela Variety. Ted Sarandos di Netflix e Fremaux sarebbero stati a cena insieme una settimana fa a Los Angeles, ma il sito di cinema anticipa che “il gigante dello streaming sarà di nuovo assente dalla Croisette quest’anno senza film in o fuori concorso”, se non altro perché a quanto pare Netflix “non ha un film pronto per il festival da presentare”, in programma dal 14 al 25 maggio.
Arèvalo, orgoglio di profugo-scrittorePoeta cileno in Sardegna per docufilm Moretti “Santiago, Italia”

ORISTANO18 marzo 201918:03

– “Da profugo sono diventato scrittore, sono diventato un operatore culturale e questo è un esempio di come un profugo, se gli dai la possibilità, può diventare qualcuno e può contribuire a dare un valore aggiunto al luogo dove sta”. Così il poeta cileno Antonio Arèvalo ospite al Filmfestival “Terre di confine”, ad Asuni, dopo la proiezione nel weekend del documentario “Santiago, Italia” di Nanni Moretti. Un film in cui numerosi testimoni raccontano attimi drammatici, quelli della presa di potere da parte di Pinochet e la morte di Salvador Allende, la dittatura e la fuga nell’ambasciata italiana.
Nel 1973 Arèvalo, a soli 14 anni, era divenuto la mascotte della Brigata di pittura muraria, con la quale usciva di notte per pitturare le strade. Militante della gioventù comunista, andava a lanciare volantini di protesta. Venne scoperto e si rifugiò all’ambasciata italiana per poi vedere la sua vita catapultata dall’altra parte dell’oceano. “Vivere dentro l’ambasciata è stata un’esperienza fortissima – ha raccontato lo scrittore – Arrivato in Italia, però, non volevo far sapere che ero profugo. Mi vergognavo di dirlo. Oggi ne vado fiero.
Sono cresciuto in Italia leggendo tutto quello che potevo, parlando per citazioni perché dovevo impormi”. Dal passato al presente, con il dramma nel Mediterraneo. “A volte mi vedo nei panni della gente che oggi arriva nei gommoni. Io ho vissuto un’Italia accogliente, era un’epoca meravigliosa. In confronto a ciò che succede ora la mia storia è nulla. Mi sento un privilegiato. Ma ho preso il meglio che ho avuto dall’Italia e ho cercato di restituirlo, perché mi sento responsabile del luogo che mi accoglie, sia che mi trovi a Roma, Milano o Venezia”. Arèvalo ha presentato il suo libro “Le Terre di nessuno”, titolo indicativo di una forte correlazione con il tema del festival cinematografico di Asuni, anche quest’anno diretto da Marco Antonio Pani. Un libro che sintetizza, attraverso una serie di poesie scritte tra il 1980 e il 2016, l’esperienza umana e artistica dell’autore, ormai riconosciuto tra i più attivi sostenitori e promotori della creatività latinoamericana in Europa.
Leonardo alle Scuderie, 3500 in 2 giorniOltre 300 prenotazioni per le scuole, con circa 6.000 studenti

18 marzo 201918:34

– Grande successo alle Scuderie del Quirinale, con oltre 3.500 ingressi nel solo primo fine settimana, per la mostra “Leonardo Da Vinci. La scienza prima della scienza’. A questo dato si aggiungono le già oltre 300 prenotazioni di scuole con circa 6.000 studenti coinvolti.
La mostra, aperta al pubblico fino al 30 giugno, propone un percorso conoscitivo alla scoperta del maestro toscano, raccontato nell’ambito della fitta trama di relazioni culturali e del dinamico contesto artistico che ha caratterizzato il periodo tra il ‘400 e il ‘500 italiano. L’esposizione è curata da Claudio Giorgione ed indaga l’opera vinciana attraverso preziosi disegni e manufatti originali, modelli storici e manoscritti, tra cui l’unico libro con sue annotazioni autografe. E’ organizzata in collaborazione con il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano e la Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano.
Passione per l’arte di PiccioniA Forte dei Marmi dal 15 giugno al 15 gennaio

FORTE DEI MARMI (LUCCA)18 marzo 201918:45

– Arte e letteratura uniti nella mostra ‘Burri Morandi e altri amici. La passione per l’arte di Leone Piccioni’. L’esposizione è in programma a Villa Bertelli a Forte dei Marmi (Lucca) dal 15 giugno al 15 gennaio prossimi.
La mostra, curata da Piero Pananti e Gloria Piccioni, figlia del critico letterario, propone una raccolta di 108 opere realizzate dai più noti artisti italiani e internazionali – oltre Burri e Morandi Carrà, Ceroli, De Pisis, Guttuso, Maccari, Mafai, Manzù, Marcucci, Rosai, Severini, Schifano, Viani, per citarne alcuni – accogliendo anche ricordi della carriera di Piccioni e del legame che lo ha unito a ogni singolo autore in esposizione. A corredo della mostra, ci saranno scritti, foto e video, che ritraggono il critico letterario con tutti i maggiori scrittori, poeti e artisti del ‘900, con i quali intrattenne corrispondenza letteraria per gran parte della sua vita. Una preziosa documentazione, è stato spiegato in occasione della presentazione oggi della mostra, della grande considerazione in cui era tenuto il suo giudizio e una pregiata e inedita testimonianza del mondo culturale e artistico del secolo scorso.
Due poi gli eventi collaterali nel corso dell’estate prossima: uno dedicato al Quarto Platano, che fu al Forte cenacolo al Forte di artisti, critici e scrittori dagli anni Venti fino agli anni Cinquanta di cui Piccioni è stato uno degli ultimi rappresentanti.Il secondo è la presentazione del libro ‘Lungara 29. Il caso Montesi nelle lettere a Piero’ che raccoglie il carteggio che Leone Piccioni ebbe col fratello Piero, musicista e compositore, quando quest’ultimo fu detenuto per lo scandalo Montesi.
Molestie, licenziato ceo Warner StudioSuccessore Kevin Tsujihara non è stato ancora annunciato

WASHINGTON18 marzo 201918:45

– Una nuova testa cade sotto i colpi del #metoo. Il presidente e Ceo degli Studio della Warner Bros, Kevin Tsujihara, è stato infatti licenziato in seguito alle accuse di molestie sessuali.
“Kevin riconosce che i suoi errori sono incoerenti con nostri valori e possono avere un impatto sulla capacità della società di andare avanti nel suo lavoro”, si legge in una nota di WarnerMedia, il gruppo che fa parte della galassia At&t. Nessun annuncio ancora sul successore.
Restauro 51 opere arte lesionate MarcheIniziativa Anci-Pio Sodalizio Piceni, mostre a Roma e Senigallia

ANCONA18 marzo 201918:49

– Cinquantuno opere d’arte delle Marche danneggiate dal sisma sono state restaurate e saranno riportate nei loro luoghi d’origine grazie ad un fondo di 200 mila euro coperto in parti uguali dalla Fondazione Pio Sodalizio dei Piceni e dall’Anci Marche. L’iniziativa è frutto di una convenzione stipulata il 9 maggio 2017 in accordo con la Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio delle Marche.
Riguarda tele, sculture e tavole di proprietà di 17 enti tra pubblici ed ecclesiastici che vanno dal ‘400 al ‘700, con l’aggiunta di una scultura in gesso novecentesca, La Schiava, di Gaetano Orsolini proveniente dal Palazzo comunale di Montegiorgio di Fermo. Prima di tornare ‘a casa – hanno annunciato il segretario generale del Pio Sodalizio dei Piceni Alfredo Lorenzoni e il presidente di Anci Marche Maurizio Mangialardi – le opere verranno esposte in due mostre: rispettivamente a Palazzo del Duca di Senigallia da ottobre 2019 a marzo 2020, e a Roma, presso i Musei di San Salvatore in Lauro nel 2020.
Pinocchio di Garrone, Benigni sul setPrimo ciak blindato a Sinalunga

SINALUNGA (SIENA)18 marzo 201921:04

Primo ciak a Sinalunga (Siena) per il film ‘Pinocchio’ girato da Matteo Garrone e interpretato, tra gli altri, da Roberto Benigni nel ruolo di Mastro Geppetto. Sfidando la pioggia che da questa mattina sta interessando la provincia di Siena, sono state girate le prime scene alla tenuta La Fratta dove è stato ricostruito il paese di Geppetto. Su un set blindato e protetto da un rigido cordone di sicurezza ha fatto la sua comparsa proprio il premio Oscar toscano che per le prossime tre settimane soggiornerà in una località limitrofa prima di spostarsi con tutto il cast in Puglia dove proseguiranno le riprese.
Attesi nei prossimi giorni sul set senese anche Gigi Proietti nel ruolo di Mangiafuoco, Massimo Ceccherini e Rocco Papaleo che interpretano il gatto e la volpe e il piccolo Federico Ielapi nel ruolo di Pinocchio.
Premio Wondy, vince Rosella PostorinoA Ritanna Armeni il riconoscimento della giuria popolare

18 marzo 201922:53

– È Rosella Postorino con ‘Le assaggiatrici’ (Feltrinelli), la vincitrice della seconda edizione del Premio Wondy di letteratura resiliente. Il romanzo Premio Campiello 2018 è ispirato alla storia vera di Margot Wölk, assaggiatrice di Hitler nella caserma di Krausendorf.
Ritanna Armeni, con ‘Una donna può tutto’ (Ponte alle Grazie), si è aggiudicata il premio della “giuria popolare”, assegnato dagli utenti di Facebook che hanno votato sulla pagina dell’associazione “Wondy Sono Io”. La finale del Premio Wondy, organizzata dall’associazione ‘Wondy Sono Io’, in collaborazione con Vanity Fair, si è svolta al teatro Manzoni di Milano in una serata condotta Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu con l’esibizione dal vivo di Andrea Bocelli, di Mahmood e del ballerino e coreografo siriano Ahmad Joudeh. A dare voce ai romanzi finalisti gli attori Giulia Bevilacqua, Alessio Boni, Paolo Genovese, Matilde Gioli, Valentina Lodovini e Vinicio Marchioni.
La giuria tecnica è presieduta da Mario Calabresi. Ed è composta da Diamante D’Alessio, Luca Dini, Chiara Fenoglio, Selvaggia Lucarelli, Michela Marzano, Marco Missiroli, Emanuele Nenna, Alessandra Sarchi, Gianni Turchetta e Andrea Vitali. Il Premio Wondy di letteratura resiliente è il riconoscimento letterario in memoria di Francesca Del Rosso, scrittrice e giornalista morta l’11 dicembre 2016, nota con il nome di Wondy dopo la pubblicazione del libro ‘Wondy – ovvero come si diventa supereroi per guarire dal cancro’ (Rizzoli) nel quale raccontava, con coraggio e ironia, la sua lotta contro la malattia. Il premio Wondy è rivolto alle opere edite, scritte in italiano, che raccontano come fare fronte in modo positivo agli ostacoli della vita ed è promosso e organizzato dall’associazione “Wondy Sono Io”, creata dal marito di Francesca, Alessandro Milan, insieme ai suoi amici più cari.

Simona Vinci, dentro le Fiabe dei Grimm’Mai più sola nel bosco’, torno all’infanzia e completo trilogia

18 marzo 201915:36

– SIMONA VINCI, ‘MAI PIU’ SOLA NEL BOSCO’ (MARSILIO, PP. 155, 12,00 EURO) Racconta di sé e del suo mondo di lettrice appassionata Simona Vinci partendo dal libro più importante della sua vita, le Fiabe dei Grimm, che sono la sua infanzia e che ancora la accompagnano in quella copia tascabile consumata dal tempo, a cura di Italo Calvino. ‘Mai più sola nel bosco’, uscito per Marsilio nella collana Passaparola, è tutto questo e molto di più.”La mia idea folle era di scrivere un testo senza capitoli, una narrazione continua dove le fiabe si mescolavano ad episodi della vita e ad alcune delle percezioni. Poi, in realtà, di capitoli ce n’era bisogno e mi sono serviti a strutturare i nuclei della storia: la paura, il mistero, l’infanzia, il cibo, il femminile nelle fiabe. E’ un libro che nasce da una grande passione di lettrice che comincia nell’infanzia e dura ancora adesso” racconta Simona Vinci, a ‘Libri Come’ per presentare il suo libro con Teresa Ciabatti. “Io mi identificavo nei personaggi femminili delle fiabe e quando ho scoperto che i Grimm venivano considerati misogini, con una visione sessista, sono rimasta molto sorpresa perché – sottolinea – in realtà tutte le eroine delle fiabe, a partire da Cappuccetto Rosso o Cenerentola, che va a una festa a cui non è stata invitata, sono ribelli. Spesso sono le donne che salvano i maschi. Sono le sorelle che salvano i fratelli tramutati in animali”.Certo, “rispetto agli uomini le donne nelle fiabe partono da condizioni svantaggiate, però sanno come ribaltare la situazione, con la ribellione, la furbizia, l’intelligenza e il coraggio. Biancaneve finisce nella casa dei nani a fare le pulizie, a servire sette omuncoli, ma ci arriva perché vuole vivere. Quando il cacciatore le vuole strappare il cuore, lei gli chiede di lasciarla andare nel bosco e non sa cosa succederà, potrebbe anche morire, però accetta la sfida” dice la Vinci che ricorda come i Grimm siano stati un riferimento della propria infanzia anche per le autrici da lei più apprezzate come Margaret Atwood. Nel libro c’è anche una fiaba che non aveva letto da piccola, ‘Il ginepro’, a cui è dedicato un capitolo che si chiama ‘Di ramo in ramo’. “L’ho recuperata più avanti, perché nell’edizione che avevo, curata da Calvino, non c’era” racconta. E tra quelle che le piacciono moltissimo ce n’è una di cui curiosamente nel libro non parla, è ‘Il re Bazza di Tordo’ “che è la storia – spiega – di una principessa a cui non va bene nessun pretendente. Il padre le presenta un sacco di uomini, ma non va mai bene niente. Allora le dice: ‘Adesso ti prenderai il primo che bussa alla porta del castello’ e arriva un miserabile dietro al quale però si nasconde il principe. Ma lei deve attraversare tutta una serie di prove, deve fare la serva e vivere nella miseria prima di tornare principessa”.’Mai più sola nel bosco’, dedicato a Severino Cesari, è stato per la scrittrice, Premio Campiello nel 2016 con ‘La prima verità’, “un’occasione di chiudere un percorso come voce narrante. E’ come se fosse una trilogia partita con ‘La prima verità’ e proseguita con ‘Parla, mia paura’. Anche se sono libri diversi fra loro sono contenta di averla chiusa. Quello che avevo da dire è finito con questo. Adesso ho voglia di raccontare dei personaggi. Altri tempi, altre storie” spiega. E aggiunge: “Sto lavorando a una cosa spaventosa”. La paura è il tema forte del viaggio che Simona Vinci ha compiuto e che in fondo non vuole abbandonare. “Spero di spaventarmi di nuovo per qualcosa, perché la paura tiene in allerta e fa scoprire tante cose. Può essere molto interessante quando non ti paralizza. Penso sia uno strumento conoscitivo e anche profondamente divertente. Il gusto della paura lo conosciamo tutti: gialli, noir, horror ci piacciono e ci divertono perché ci spaventano. Per quanto riguarda l’infanzia, le fiabe hanno la funzione di far affrontare la paura e scoprire che può essere sconfitta” dice la scrittrice, nata a Milano nel 1970, e ricorda che “la raccolta dei Fratelli Grimm non è nata con in mente un pubblico di bambini. Non è una letteratura creata espressamente per ragazzi e bambini come quella che c’è adesso”. In ogni caso, scrivere per ragazzi non è nelle sue corde e crede che “sia molto difficile”.

Nesli, con ‘Vengo in pace’ chiudo un cicloEsce il 22/3 nuovo album del cantautore, in tour nei club

18 marzo 201919:23

– Nesli chiude un ciclo con ‘Vengo in pace’, album in uscita il 22 marzo. Quattro anni dopo ‘Andrà tutto bene’, il cantautore completa una trilogia che era proseguita nel 2016 con ‘Kill Karma’, dei quali il nuovo disco incorpora e sintetizza gli spunti pop, rock, rap ed elettronici, sopra un comune contesto lirico. Tra autobiografia e racconto esistenziale, la trilogia termina con una dichiarazione d’intenti precisa, come spiega Nesli parlando: “La volontà è esprimere serenità.’Vengo in pace’ non è la frase di uno sconfitto o di un buonista, ma la serenità di accettare quello che non puoi cambiare. Oggi ti dicono ‘fregatene’, ma io dico, ‘prima fatti i conti e poi alleggerisci il carico’: l’immagine che avevo in mente è di chi va in guerra, ma senza intenzione di sparare, consapevole che anche senza armi si possono cambiare le cose”.Trovare un parallelo con la parabola artistica di Nesli è facile, specie quando nella title-track dichiara “Non accettare compromessi è il compromesso più grande”: “Quella è una frase manifesto per i miei fan: in passato ho fatto scelte egoistiche, quando avrei potuto dare di più non l’ho sempre fatto, perché magari non lo ritenevo giusto o perché certe offerte non mi facevano vivere bene”. “Io ho scelto il mio percorso – prosegue Nesli – Non perché sono presuntuoso, ma perché voglio inventarmi la mia strada. Un film che ho amato diceva ‘nessuno di noi può uscire dalla propria storia’: questo disco voleva essere così, non parlare di amori, ma di vita”.Brani come ‘Maldito’, ‘Ma che ne so’ o ‘Le cose belle’, invitando a fare i conti con il passato e guardare avanti, escono quindi da una lettura strettamente autobiografica. Una traccia come ‘Viva la vita’, allora, può parlare alla collettività senza essere politica: “Io riesco meglio nelle fotografie non sociali ma individuali: è una politica umana, senza retorica”. Una poetica che tocca nell’intimo risponde anche ai tempi che viviamo: “L’intrattenimento non è più quello di una volta: questa commistione di realtà e spettacolo mi ha turbato molto, sento che la disponibilità di tutto mi ha reso in realtà più povero”.Il tour di Nesli partirà da Roma il 21 marzo (Largo Venue) per proseguire a Bolzano, Firenze, Bologna, Torino, Napoli, Bari e Catania e si chiuderà a Milano l’11 aprile (Alcatraz). E da maggio il cantautore sarà in tour nelle piazze: “Mi piace perché devi andare a conquistarti l’attenzione”.

Brizzi, Le Iene: “Ombre su una teste, atti ai magistrati”Nuovi atti consegnati al giudice che ha archiviato indagine

marzo 201918:36

Nuovi atti che inficerebbero una delle testimonianze raccolte dalla difesa, nel procedimento, ora archiviato, che ha coinvolto il regista Fausto Brizzi per violenza sessuale. Li avrebbe raccolti la trasmissione Le Iene che ha consegnato nelle mani del giudice Alessandro Arturi un plico con le nuove prove raccolte dalla trasmissione che getterebbero ombre su una teste.Nel servizio, che andrà in onda domani sera, si fa riferimento alla testimonianza di una ragazza spagnola che ha affermato all’avvocato difensore del regista, Antonio Marino, di avere conosciuto ad Ibiza una delle tre ragazze, tutte aspiranti attrici, che hanno denunciato Brizzi.Ques’ultima, a detta della ragazza spagnola, le avrebbe confidato che per “avere un po’ di fama in Italia, bastava andare in tv e dire di essere stata molestata da Brizzi durante un provino”.Secondo quanto sostengono Le Iene l’attrice che ha denunciato Brizzi “nega di conoscere la ragazza al punto da non riconoscerla nel corso di un incontro organizzato dagli autori del servizio”.Al momento in Procura, in base a quanto si apprende, non sono stati trasmessi esposti o nuovi atti. “Quando arriveranno li valuteremo”, spiegano gli inquirenti. Dal canto suo l’avvocato difensore del regista preferisce non commentare.

“La mia Sofia nel Marocco maschilista”In sala il film di Meryem Benm’Barek premiato a Cannes

18 marzo 2019 23:59

– L’articolo 490 del codice penale marocchino che prevede “da un mese a un anno di reclusione per le relazioni sessuali al di fuori dal matrimonio”. Questa la premessa di ‘Sofia’, film della regista Meryem Benm’Barek, che racconta di una donna di venti anni che vive a Casablanca coi suoi genitori e che a un certo punto si ritrova incinta. Ma dov’è il marito? Il film, in sala dal 14 marzo con Cineclub Internazionale Distribuzione, ha vinto il premio per la migliore sceneggiatura a Cannes (Un Certain Regard) ed è stato designato film della Critica.Il racconto parte da un pranzo di famiglia. Sofia (Maha Alemi) ha violenti crampi allo stomaco e sua cugina Lena (Sarah Perles), studentessa di medicina specializzanda in oncologia, capisce subito la situazione: la ragazza sta per partorire. Sarà così la ricca ed evoluta Lena, con tutta la discrezione possibile, a prendere l’iniziativa di portare Sofia all’ospedale dove, dopo molti intoppi burocratici, la ragazza partorisce. E a quel punto però che cominciano le difficoltà più serie: ci sono solo ventiquattro ore per risolvere il problema dei problemi: Sofia deve sposarsi per non infrangere la legge del suo Paese ed evitare la galera. Da qui inizia davvero la storia di Sofia in cui si mescolano, oltre al maschilismo, il peso della ricchezza, delle classi sociali, quello di patriarcato e matriarcato in un paese come il Marocco tra tradizione e sviluppo.”A pagare le conseguenze di una società maschilista e patriarcale sono anche gli uomini, non solo le donne. È un problema che riguarda tutti noi”, ha spiegato Meryem Benm’Barek, ospite a Roma dell’Istituto francese Centre Saint-Louis.”Fin dall’inizio volevo che il cuore del film fosse il ritratto di un intero paese – ha aggiunto la regista, nata a Rabat nel 1994 – L’obiettivo era quello di rappresentare tutti i rapporti di potere, sia all’interno della dimensione familiare che in quella sociale. Ho voluto mostrare dei personaggi che si affannano alla rincorsa di un’ascesa sociale per raggiungere l’ambito rango dei privilegiati. E lo fanno ad ogni costo, senza preoccuparsi di schiacciare gli altri”.”Tutti noi paghiamo le conseguenze di un assetto sociale maschilista, nessuno escluso.- ha concluso la regista – La questione del patriarcato in Marocco è molto complessa. La sfera pubblica è priorità assoluta del genere maschile, ma in quella casalinga la situazione è ribaltata e tutto passa in mano alle donne”.-

Torna la Carrà su Rai3, ospite Fiorello
Dal 4 aprile ‘A raccontare comincia tu’

18 marzo 201920:14

– Raffaella Carrà torna in tv con una nuova trasmissione, stavolta incentrata sulle interviste, in onda dal 4 aprile su Rai3. Secondo quanto si apprende, il titolo, che fa il verso ad una delle sue hit più popolari, è ‘A raccontare comincia tu’. Il primo ospite Rosario Fiorello, come ha lui stesso annunciato su Radio Deejay durante il suo varietà radiofonico ‘Il Rosario della Sera’.
La Raffa nazionale, che riuscì a portare Fiorello ospite al Festival di Sanremo nel 2001, ha convinto lo showman a tornare in tv, dopo l’ultima presenza su Rai1 un anno fa, ancora ospite del Festival, con Claudio Baglioni. Stavolta la Carrà e Fiorello si ritroveranno su Rai3, con la complicità di Giovanni Benincasa, autore televisivo di entrambi.

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Paesaggi… immaginari in Reggia Portici
Il 22 marzo inaugurazione mostra di arte contemporanea

PORTICI (NAPOLI)18 marzo 2019 01:22

– E’ intitolata ‘Paesaggi… immaginari’ la mostra di arte contemporanea che venerdì 22 marzo alle 17.00 sarà inaugurata nella Reggia di Portici, tra i più splendidi esempi in Europa di residenza estiva della famiglia reale borbonica e della sua corte. Ad esporre saranno 21 artisti, tra cui fotografi e scultori, impegnati a rappresentare il paesaggio secondo una propria visione provando ad esplicitare le loro emozioni al pubblico.
“L’arte si nutre e al contempo nutre il mondo, si meraviglia e meraviglia, si racconta e narra, si incuriosisce e si fa curiosa, coniuga l’uomo e il mondo, ricollega il cordone ombelicale tra noi e lo spazio, tra la nostra mortalità e l’eternità del cosmo”, spiegano gli organizzatori. “Gli artisti in mostra si esprimono con stilistiche e tecniche diverse, ma in questo percorso espositivo sono accomunati dalla capacità di raccontarci il mondo delle loro visioni stimolando nello spettatore la nascita di una nuova meraviglia dello sguardo”.
L’evento è un progetto di Giovanni Mangiacapra per Associazione Connessioni Culture Contemporanee ed è promosso dalla Città Metropolitana di Napoli. Gli artisti che esporranno sono Andrea Angeletti, Ariela Böhm, Mariangela Calabrese, Giancarlo Ciccozzi, Diana D’Ambrosio, Luigi Di Sarno, Rossella Liccione, Giovanni Mangiacapra, Stefania Marino, Tiziana Mastropasqua, Michele Mautone, Sanja Milenkovic, Miro Gabriele, Leonardo Pappone, Elisabetta Piu, Simona Sarti, Angela Scappaticci, Pasquale Simonetti, Sergio Spataro, Lisa Stefani, Stefania Vassura. L’esposizione, che sarà visitabile fino al 3 maggio, ad ingresso gratuito, è abbinata a un momento musicale del Conservatorio San Pietro a Majella. E’ organizzata in collaborazione con l’associazione culturale Soqquadro con il patrocinio di Consiglio Regionale della Campania, Comune di Napoli, Comune di Portici, Comune di Ercolano, Banca Etica, Dipartimento di Agraria, Centro Muse, Art Glace.
Incassi, Captain Marvel ancora in testaLuchetti esordisce 2/o, 3/o Escape Room, 4/o Viaggio a 4 zampe

18 marzo 201911:51

Ancora un week in testa seppur con un calo del 50% per Captain Marvel che guadagna altri 2 milioni 57 mila euro per un totale di 7 milioni 793 mila con una media di 2697 euro su 763 sale.
Esordisce al secondo posto il film di Daniele Luchetti con Pif Momenti di trascurabile felicità tratto dai romanzi di Francesco Piccolo, che incassa 767 mila euro in 4 giorni: la media è di 1820 euro con 422 copie in circolo.
Terza posizione per l’horror di Adam Robitel Escape Room con 747 mila euro e 2287 euro di media su 327 schermi. Al quarto posto l’avventuroso Un viaggio a quattro zampe con Ashley Judd con 451 mila euro. L’ultimo debuttante della top ten è al settimo posto Boy Erased di e con Joel Edgerton e con Nicole Kidman, Lucas Hedges, Russell Crowe e Xavier Dolan che mette via 264 mila euro.
Ercolano,sold out apertura Teatro anticoIn aumento le visite nella Settimana dei Musei

ERCOLANO (NAPOLI)18 marzo 201911:02

– Tutto esaurito per le visite al percorso sotterraneo del Teatro antico di Ercolano (Napoli). Nella prima domenica di apertura si è registrato il sold out sui tre turni organizzati dal Parco archeologico che ha consentito a gruppi e a singoli di ammirare un luogo unico e suggestivo, in cui sono presenti, oltre ai resti dell’antico edificio, reperti, graffiti lasciati nei secoli dai visitatori.
A partire da ieri e per tutte le domeniche, il percorso di visita al Teatro antico sarà aperto in maniera permanente al pubblico. A circa venti anni dalla chiusura, il sito monumentale dopo lavori di messa in sicurezza è stato aperto ai visitatori già l’estate scorsa, in via sperimentale, in alcune giornate da giugno ad ottobre. Sepolto dall’eruzione del 79 d.C., fu il primo monumento a essere scoperto nei siti vesuviani colpiti dal cataclisma. Fin dalla sua scoperta, suscitò grande interesse, nel corso del Settecento e dell’Ottocento, da parte dei colti viaggiatori che giungevano a Napoli da ogni parte.
Ligabue, non cambia la voglia di suonareMini anteprima del live davanti a fan club e amici

REGGIO EMILIA18 marzo 201911:10

– Una sorta di anteprima assoluta del prossimo tour, quella portata in scena il 17 marzo da Ligabue nella Fonderia Italghisa di Reggio Emilia. Con una scaletta dedicata al nuovo album ‘Start’ – che ha esordito in testa alla classifica – oltre ad alcune hit pescate dalla sua carriera, il rocker di Correggio si è presentato sul piccolo palco del club davanti ad un ristretto pubblico, composto dal fan club, amici (compresi quelli a cui ha dedicato ‘Ancora noi’) e invitati vari, assieme alla sua band al gran completo.
“Nel 1992 alcuni di voi non erano ancora nati – ha detto Ligabue per introdurre la nuova ‘Io in questo mondo’ – ma è qui che abbiamo fatto il primo raduno. Sono cambiate tante cose in questi anni, ma non la voglia di suonare”.
Nove le date già confermate per il tour estivo, che parte il 14 giugno da Bari e chiude il 12 luglio a Roma. In mezzo, Messina (17 giugno), Pescara (21 giugno), Firenze (25 giugno), Milano (28 giugno), Torino (2 luglio), Bologna (6 luglio) e Padova (9 luglio).
Funk Off alla Cascata delle MarmoreA Pasqua e pasquetta per Umbria jazz spring

TERNI18 marzo 201911:29

– L’esibizione dei Funk Off alla Cascata delle Marmore è uno degli appuntamenti più particolari di Umbria Jazz Spring in programma a Terni, dal 18 al 22 aprile.
Si esibiranno nelle giornate di Pasqua e Pasquetta (21 e 22 aprile) alle 11.
I Funk Off sono di casa a Umbria jazz. La street band toscana è diventata infatti popolarissima con una formula originale e riconoscibile: superare il concetto di marching band della tradizione di New Orleans proponendo una musica trascinante e spettacolare, moderna e coinvolgente. È così che i Funk Off sono diventati, da quando Umbria Jazz li ha presentati la prima volta, nel 2003, i beniamini del pubblico. Con una musica in cui si affacciano echi di James Brown e Frank Zappa, fino al puro funk tipo Gorge Clinton. Il gruppo toscano è stato in pratica riproposto quasi tutti gli anni, sia a Perugia sia a Orvieto e Terni, diventando un’attrazione fissa del festival. Stesso successo ha riscosso anche all’estero, da Melbourne a New York fino in Cina.
Colin, Sudari come stracci di paroleTre roto-pitture dell’artista per riflettere sui media

18 marzo 201911:57

– Tre monumentali “roto-pitture”, cariche di sedimentazioni cromatiche, di striature ripetute, di campiture dilatate nello spazio, realizzate su tessuti in poliestere, usati per “rimuovere” simbolicamente le parole e le immagini nella produzione editoriale: sono le opere che compongono la mostra “Sudari” di Gianluigi Colin, fino al 10 maggio al secondo piano dell’Auditorium Conciliazione di Roma, presso Visionarea Art Space, progetto che, per il terzo anno consecutivo, vede il sostegno della Fondazione Cultura e Arte, ente strumentale della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale. Inaugurata il 12 marzo, la mostra presenta lavori inediti e site specific con i quali l’artista si appropria di grandi tessuti utilizzati per pulire le rotative di quotidiani e di stabilimenti di arti tipografiche: attraverso veri e propri “stracci di parole”, l’obiettivo è riflettere sul grado zero della scrittura, sul rapporto tra immagini e testo, ma anche sul sistema dei media, con la tecnologia che negli ultimi anni ne ha trasformato radicalmente i processi conoscitivi, la cultura della rappresentazione e l’atteggiamento progettuale.

Docu National Geographic su ponte Genova”Cronologia di un disastro” in onda il 16 maggio in prime time

18 marzo 201912:30

– Genova, 14 agosto 2018. La città si sveglia sotto una pioggia fitta e pesante. Alle 11.36 un boato cancella in un istante il rumore dell’acqua che cade, quello dei clacson delle auto incolonnate verso il ferragosto, le voci di un’intera città. È crollato il ponte Morandi che collega la riviera di Levante con quella di Ponente e nel collasso ha portato con sé anche 43 vite in una giornata tragica per Genova e per l’Italia intera.
National Geographic (canale 403 di Sky) torna a quel giorno drammatico con il documentario ‘Il ponte di Genova: cronologia di un disastro’, in onda il 16 maggio alle 20.55. Le testimonianze di chi si è salvato, quelle di chi ha lavorato giorno e notte nella speranza di trovare vita sotto le macerie e la voce dei maggiori esperti di statica e di ingegneria cercheranno di rispondere alle domande che tutti si pongono: cos’è successo realmente quel giorno a Genova? Quali sono le cause tecniche del disastro? E cosa possiamo fare per evitare il ripetersi di simili incidenti in futuro? Grazie a video amatoriali si potranno vedere gli istanti appena prima del crollo del ponte, mentre i racconti dei parenti delle vittime faranno vivere le storie di chi si trovava su quel tratto di strada durante quei momenti fatali. Le registrazioni audio delle chiamate ai servizi di emergenza, i messaggi su WhatsApp e gli sms, i post e i commenti su Facebook che in quelle ore i sopravvissuti si sono scambiati con familiari e amici riporteranno a quei momenti convulsi.

Successo per il Barbiere di SivigliaPiace l’allestimento del regista Federico Grazzini

18 marzo 201912:32

– Il ‘Barbiere di Siviglia’ di Gioachino Rossini proposto il 17 marzo i al Teatro Comunale di Bologna in un nuovo allestimento del regista Federico Grazzini (al debutto in Sala Bibiena) può essere visto come la rivincita del sovrintendente Fulvio Macciardi. Accusato di avere messo assieme un cartellone tradizionale con i soliti titoli, il nuovo responsabile della Fondazione ha visto ieri un teatro pienissimo con la gente che rideva a crepapelle e si divertiva guardando il capolavoro rossiniano presentato con scene light, costumi vivaci e fantasiosi, e una regia forse un po’ caricata di gag ma mai eccessiva, con qualche flebile richiamo al mondo circense del miglior Fellini. E omaggiando l’idea, peraltro insita nell’opera, del teatro nel teatro, con una Siviglia da favola. La follia organizzata del pesarese ha trovato buona sponda nell’ottimo cast capitanato dal Figaro espertissimo di Roberto De Candia protagonista di grande livello, sempre un po’ su di giri ma di resa sicura, vocalmente e scenicamente.
Achille Lauro, nuovo disco verso futuroIl 12 aprile esce 1969, e lui scrive direttamente a giornalisti

18 marzo 201913:29

– Il 12 aprile esce “1969”, il nuovo disco di inediti di Achille Lauro. E lui prende carta e penna e scrive direttamente ai giornalisti per comunicare la notizia e ringraziarli del supporto durante il festival di Sanremo. “Ciao carissimi, ho chiesto di scrivere questo comunicato personalmente per eliminare la distanza tra me e voi. Era tempo che lavoravo a questo nuovo genere, che prende dal passato e cerca di guardare al futuro – scrive Achille Lauro -. Il vostro apprezzamento e l’interessamento da parte di un pubblico più vasto, mi ha permesso di provare a dare poco peso a quello che dicevano su di me e a sognare di fare musica senza tempo. Da quando è finito Sanremo mi sono chiuso in studio, 20 ore al giorno ad immergermi in questo nuovo progetto che il 12 aprile sarà fuori”.
Sala: “restituiamo soldi a sauditi. Pereira resta”Sindaco, decisione all’unanimità. Sovrintendente finirà mandato

MILANO18 marzo 201913:43

“Ad oggi si ritorna al punto zero.    Restituiamo i soldi ai sauditi. Vedremo se ci saranno altre possibilità di collaborazione”: lo ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, che è presidente della Scala al termine della riunione del cda parlando dei due bonifici da tre milioni e da centomila euro fatti dal ministro della Cultura Badr bin Abdullah bin Mohammed Al Farhan. Tramonta quindi prima di nascere l’ipotesi di un suo ingresso nel cda. La decisione di restituirli è stata presa, ha detto, “all’unanimità”. “Alexander Pereira certamente rimane al suo posto. Non è in discussione”, ha poi detto Sala, spiegando che il sovrintendente è confermato fino alla fine del mandato nel 2020.
Il presidente della Lombardia Attilio Fontana ieri aveva definito da licenziamento il comportamento di Pereira. “Se Fontana intende portare avanti questa idea deve dire al suo rappresentante in cda, Philippe Daverio, di proporlo ma non è stato questo il caso”.
Matera e il ‘Rinascimento visto dal Sud’Dal 18 aprile la mostra sarà ospitata a Palazzo Lanfranchi

MATERA18 marzo 201913:58

– Sarà inaugurata il 18 aprile e sarà visitabile fino al 18 agosto prossimo, nelle sale espositive di Palazzo Lanfranchi, sede del Museo di arte medievale e moderna, la mostra “Rinascimento visto da sud: Matera, l’Italia meridionale e il Mediterraneo tra ‘400 e ‘500”. Lo ha reso noto il direttore del Polo museale di Basilicata, Marta Ragozzino, in occasione dell’avvio delle attività di riallestimento del Museo di arte medievale e moderna, che durerà un mese, con la chiusura temporanea, fino a domani, di Palazzo Lanfranchi.
La mostra, coprodotta insieme alla Fondazione “Matera-Basilicata 2019”, ricostruisce “attraverso un racconto visivo composto da oltre 200 opere, provenienti da musei e collezioni italiane straniere, la fioritura artistica e culturale che ha caratterizzato l’Italia meridionale, nel periodo compreso tra il regno di Renato d’Angiò e la conquista da parte di Carlo V di Tunisi”.
Ragazzi dello Zecchino d’oro è una serieSansa (Ernestina) de Angelis (Mariele), Gandolfo (Tortorella)

18 marzo 201914:35

– Primo giorno di riprese a Bologna per le riprese de I Ragazzi dello Zecchino d’oro, la serie tv che vede la regia di Ambrogio Lo Giudice. Una Co-produzione Rai Fiction Compagnia Leone Cinematografica. Prodotto da Francesco e Federico Scardamaglia. Nel cast Maya Sansa (Ernestina) Matilda de Angelis (Mariele); Simone Gandolfo (Ciro Tortorella).
Anni ’60 a Bologna Mimmo, 9 anni, è quello che oggi si direbbe un bambino difficile. Figlio di immigrati dalla Sicilia, alla scuola e allo studio preferisce la vita di strada nella banda di Sebastiano, suo fratello maggiore. Mimmo però canta benissimo e un giorno mamma Ernestina (Maya Sansa), preoccupata per lui, lo porta a un provino per un concorso canoro con la speranza che questa esperienza possa responsabilizzarlo. Un consiglio del suo insegnante: forse la musica potrà salvarlo.
Quello che ancora nessuno sa è che quel provino è l’inizio di uno spettacolo destinato a entrare nella storia della televisione e del paese: lo Zecchino d’Oro Mimmo viene scelto insieme ad altri bambini. Fra questi, Gaetano, figlio di un carabiniere e di una madre ambiziosissima Caterina figlia di importanti imprenditori. I tre diventano presto inseparabili e, sotto la guida della giovane Mariele, (Matilda De Angelis) sempre più bravi. Mariele, con Cino Tortorella (Gandolfo), accompagna i ragazzi alla prima esibizione canora in televisione. Da qui nasce l’ idea di una formazione stabile che sia una vera e propria scuola di musica e di vita: il Piccolo Coro Mariele Ventre dell’Antoniano. Antonio Gerardi è Vincenzo; Valentina Cervi (Silvana).           [print-me title=”STAMPA”]

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Tokarczuk, viaggiare in un mondo aperto
La scrittrice polacca, “oggi è tutto più cupo”

17 marzo 2019 10:32

– OLGA TOKARZCUK, I VAGABONDI (BOMPIANI, PP. 384, 20,00 EURO) Il mondo non si può “più raccontare in maniera lineare, dall’inizio alla fine”. Per questo la scrittrice polacca Olga Tokarczuk ha trovato un modo nuovo per dar voce “a questa realtà dove ormai ci sono troppe cose, che è impossibile abbracciare, comprendere”. La costruzione a costellazioni de ‘I Vagabondi’, il romanzo con cui ha vinto l’International Man Booker Prize 2018, pubblicato ora in Italia da Bompiani nella traduzione di Barbara Delfino, viene da qui. “E’ come quando guardi le stelle di notte e lo sai che sono disposte in maniera caotica, ma nonostante questo la nostra mente va disegnando un senso, delle congiunzioni. Ho scritto senza seguire una struttura lineare, ma cercando sottili anelli di congiunzione fra un racconto e l’altro, come una rete” dice la Tokarczuk, scrittrice e poetessa tra le più acclamate in Polonia, tradotta in trenta lingue, al suo arrivo a Roma, dove è protagonista il 17 marzo della Festa del Libro e della Lettura, ‘Libri Come’ all’Auditorium Parco della Musica.Il viaggio, la libertà di spostarsi da un luogo all’altro, il tempo di chi non sta mai fermo, sono l’anima del romanzo dove a fare da spirito guida è una narratrice che fin da bambina ha un grande desiderio, essere in movimento. Con lei si muovono come tanti affluenti personaggi speciali, la sorella di Chopin che porta il cuore del fratello da Parigi a Varsavia, un anatomista olandese scopritore del tendine d’Achille e un popolo di nomadi slavi, i beguni, i vagabondi del titolo originale del libro.”In letteratura è vero tutto ciò che sarebbe potuto succedere” spiega la scrittrice, originaria di Varsavia, dove è nata nel 1962, appassionata viaggiatrice che è venuta a Roma in automobile dalla Polonia. “Ho guidato per due giorni. Un po’ stancante, ma non mi va in questo momento di prendere aerei” racconta. Poi spiega che ‘I Vagabondi’ è stato scritto 12 anni fa e oggi dovrebbe essere compreso da “un punto di vista storico. Molte cose sono cambiate. Era appena scoppiato il mondo globale, tutti si muovevano, non solo le classi privilegiate, anche le persone normali. Mancava pochissimo perché scoppiassero le guerre climatiche, le ondate di immigrazione. Oggi questo libro è una sorta di epitaffio a un grande mondo aperto che oggi non c’è più. Non parlo infatti di immigrati, perché è stato scritto sulla soglia del grande cambiamento” afferma. “Oggi scriverei un libro molto più cupo di quanto già non sia. Ci sarebbero ovviamente gli immigrati perché oggi non si può descrivere il mondo senza di loro, senza parlare di quello che sta accadendo in Siria e della sensazione imminente di pericolo della fine del mondo” racconta la Tocarczuk che traccia un itinerario anche con riproduzioni di mappe e disegni. “Sono eccentriche, mostrano un diverso modo di rapportarsi al mondo. Poterebbe nascere un nuovo campo di studi della letteratura delle mappe” sottolinea.Poi racconta che “anche in Polonia ieri sono scesi in piazza diverse migliaia di ragazzi giovanissimi per protestare contro i cambiamenti climatici. E’ stato molto commovente. Esiste la possibilità che ci sia un reale cambiamento, che qualcosa succeda. Finora avevamo generazioni di politici di una certa età che si muovevano su una prospettiva di quattro anni, fino alle prossime elezioni. Adesso questi ragazzi giovanissimi vedono una prospettiva di venti-trent’anni”.”Vengo da un Paese comunista. Ho viaggiato molto da adulta, quando ho avuto il passaporto. Ho potuto lasciare la prima volta la Polonia a 30 anni. Per me questo aspetto libertario del viaggio è importantissimo. Ma oggi – sottolinea – ogni volta che viaggio non posso fare a meno di pensare che altre persone della mia età, di altre parti del mondo, non lo possono fare e quindi questa mia libertà perde di fascino e attrazione” spiega la scrittrice che ha iniziato a scrivere un “romanzo epico” dedicato ai luoghi in cui vive, la Bassa Slesia. “E’ un lavoro molto impegnativo, perché devo fare un sacco di ricerche, però mi piace affrontare progetti così grandi e poi penso sia un obbligo morale perché la Bassa Slesia è una sorta di macchia vuota sulla carta geografica e voglio riempirla con la letteratura”.

La promessa dell’alba tra vita e finzioneDal romanzo cult di Romain Gary, con Gainsbourg e Pierre Niney

17 marzo 201911:18

– Dalla Polonia degli anni ’20 al Messico degli anni ’50, passando per il deserto africano, da Nizza a Parigi e nella Londra dei bombardamenti, raccontando un’epopea spettacolare e intima che vede protagonisti inseparabili la volitiva e pasionaria Nina (Charlotte Gainsbourg) e l’adorato figlio Romain (Pierre Niney). Insieme, madre e figlio, affronteranno mille peripezie per compiere il destino di Romain e garantirgli un ruolo di rilievo nella società francese. E’ in sala La promessa dell’alba di Eric Barbier, tratto dall’omonimo romanzo autobiografico di culto scritto da Romain Gary e pubblicato in Italia da Neri Pozza. Il film è distribuito da I Wonder Pictures e Unipol Biografilm Collection.Dalla difficile infanzia in Polonia all’adolescenza a Nizza, per poi arrivare alla carriera da aviatore in Africa durante la seconda guerra mondiale, Romain Gary ha vissuto un’esistenza straordinaria. Ma questo impulso a vivere mille vite, a diventare un grande uomo e un celebre scrittore, è merito di Nina, sua madre. E’ stato proprio il folle amore di questa donna possessiva ed eccentrica a portarlo a diventare uno dei più grandi romanzieri del XX secolo e a condurre una vita piena di colpi di scena, passioni e misteri. Ma quell’amore materno senza freni è stato anche un fardello per tutta la sua vita.”La promessa dell’alba – spiega il regista nelle note di produzione – è un racconto picaresco, un romanzo di avventura e di iniziazione che racconta 20 anni della vita di Romain Gary e di sua madre, i quali si imbattono in una vicissitudine dopo l’altra, viaggiando di paese in paese. La loro vita è un susseguirsi di occasioni afferrate o mancate, di incontri, di azzardi finiti bene e di azzardi finiti malamente. È una sovrabbondanza di situazioni. La materia prima del romanzo batte l’immaginazione e ci mette davanti ad una molteplicità vertiginosa di scene. Per riuscire a mantenere l’essenza del romanzo è necessario pensare a una divisione per scene, riducendone la lunghezza di almeno due terzi. Ho sezionato il romanzo in piccole unità d’azione: alla fine del libro, ero arrivato a selezionare qualcosa come 876 unità… Era assolutamente necessario ridurre il tutto. O meglio, concentrarlo. Non ho smesso nemmeno un minuto di chiedermi fino a che punto fosse considerato accettabile o meno il tradimento nei confronti dell’originale. Volevo essere il più fedele possibile allo spirito del romanzo”. La Gainsbourg parla così del personaggio di Nina: “Mi sento divisa in due: da un lato sento di amare moltissimo questa donna, dall’altro lato non nego di aver pensato, a volte, che fosse una maledizione perché condanna il figlio a convivere con un enorme peso sulle spalle. Allo stesso tempo, però, gli ha fatto dei bellissimi doni: un carattere forte, un insaziabile appetito per la vita… Non me la sento di giudicarla, non ho voglia di mettermi a riflettere se lei sia un bene o un male per il figlio. Che sia ingombrante è evidente. Non si può però non avvertire l’intensità dell’amore e della passione che questa donna ha verso il figlio. Mi sono fatta travolgere anche io dal suo amore, non volevo – e non potevo – fare retromarcia”.

Gioele Dix-Bahrami, teatro meglio del GFPianista ai giovani, vi conquistiamo con Bach e Manganelli

17 marzo 201912:04

– Il 20 marzo il pianista Ramin Bahrami, massimo esperto di Bach, si esibirà insieme a Gioele Dix al teatro Dal Verme di Milano in uno spettacolo che abbina le variazioni Goldberg con l’umorismo della Centuria di Giorgio Manganelli. Che cosa hanno in comune il compositore austriaco e uno degli scrittori più caustici del Novecento? “L’ironia” spiega Bahrami, che lancia un appello ai ragazzi a vedere lo show. “Venite a divertirti con la musica di Bach e con la grande letteratura. I ragazzi sono smart, amano ridere e e scherzare e questi sono gli ingredienti dello spettacolo – sottolinea -. Per questo li invito: è bello vedere il Grande Fratello o la Grande Cugina o Sanremo Young, ma è importante avvicinarsi alla grande arte, che in questo caso parla la loro lingua”.
Il titolo è ’30×100′. Il numero trenta sta per il numero delle Variazioni Goldberg scritte da Bach, il cento invece fa riferimento ai cento romanzi in una pagina scritti da Manganelli nel suo ‘Centuria’.
Leonardo cosmetologo, ricette beautyCosmetica Italia e Bologna fiere espongono codici e idee inediti

BOLOGNA17 marzo 201912:22

– Leonardo da Vinci inventore di ricette di bellezza, acconciature e rimedi per fare più belle le più importanti figure femminili delle corti rinascimentali. Un aspetto poco noto di uno dei più grandi artisti e scienziati, è svelato grazie alla sorprendente mostra allestita alla fiera di Bologna per il Cosmoprof Worldwide, manifestazione per l’industria cosmetica in corso fino al 18/3. L’allestimento, ‘Leonardo Genio e Bellezza’, è a cura della ricercatrice leonardista Maria Pirulli ed è stato realizzato dall’associazione nazionale delle imprese cosmetiche, Cosmetica Italia, da Accademia del Profumo e dal Cosmoprof per rendere omaggio al genio a 500 anni dalla scomparsa. Sul percorso si svelano codici, innovazioni, studi e idee, rimedi e ricette di distillati per ‘li capelli di neri gialli’ o ‘a fare biondo li capelli’ con zolfo nero, allume di feccia e mele, oppure per ottenere una nuance ‘tané’ che si avvicina al colore fulvo. E ancora formule per creare ‘odori soavi’ per le dame rinascimentali.
Sepe, 21/3 esce The cat with the hatOmaggio a sassofonista Gato Barbieri, poi tour di presentazione

17 marzo 201912:53

– Esce il 21 marzo il nuovo album di Daniele Sepe, The cat with the hat: il numero 28 per il musicista e compositore napoletano. Il disco è un omaggio al sassofonista Gato Barbieri, realizzato con brani che non fanno parte del repertorio dell’artista argentino, ma, per dirla con le parole di Sepe, “nello scegliere cosa suonare non ho avuto dubbi: inutile ripercorrere brani suoi, giusto un paio, dopo tutto se uno vuole sentirli sente le sue versioni. Ma ho voluto scegliere una serie di brani, molti tradizionali, che ho sempre cercato di immaginare come li avesse suonati lui”.
Nel disco, decine di musicisti, provenienti dai quattro angoli della Terra. Ospiti dell’album sono il batterista statunitense Hamid Drake, già collaboratore di artisti come Herbie Hancock, Archie Shepp, Bill Laswell, Don Cherry, il talento di Stefano Bollani e di Roberto Gatto, Daniele Sansone (voce dei Foja), la cantante Lavinia Mancusi.
Tassa soggiorno, nel 2018 quasi 540 mlnE si prevede che quest’anno si supereranno i 600 milioni

17 marzo 201912:59

– Ben 538 milioni di euro, cioè 29 in più di quanto previsto e 70 oltre gli incassi del 2017. E’ un vero tesoro quello incassato in Italia nell’anno appena trascorso grazie all’imposta di soggiorno secondo i calcoli dell’Osservatorio nazionale sulla tassa di soggiorno della società di consulenza turistica Jfc. “Questo fenomeno – spiega Massimo Feruzzi, amministratore unico di Jfc – si deve sia ai 155 Comuni che hanno introdotto l’imposta nel 2018, sia all’aumento alle tariffe apportato da diverse amministrazioni locali (circa dal 16%)”. Per quanto riguarda l’incremento tariffario, la media è stata pari al +29,7%, naturalmente facendo riferimento ai soli Comuni che hanno variato l’imposta. Tra questi si segnalano Firenze (che raggiunge la cifra record di 41 milioni), Genova, Riccione, Matera, Jesolo. Per il 2019, anno in cui ben 51 Comuni l’hanno introdotta ex novo, “le prime previsioni di incasso indicano una cifra complessiva pari a 604 milioni”.
In tv il lato oscuro di R.KellyArriva in Italia la serie sul rapper accusato di violenze

17 marzo 201913:00

– E’ diventato una star internazionale con il brano I believe I can fly. Ha collaborato con Michael Jackson, Celine Dion e Lady Gaga. Ha venduto milioni di album e vinto diversi Grammy. Ma R. Kelly, cantante e produttore musicale, nasconderebbe un lato oscuro. A svelarlo la docu-serie R. Kelly: vittime di una popstar, in onda dal 18 marzo alle 22.00 su Crime+Investigation (Sky, canale 119) dopo il successo della messa in onda negli Usa.
R. Kelly è stato spesso al centro dell’attenzione dei tabloid americani. Giovani donne, alcune minorenni, vivevano controllate a vista, aggredite verbalmente e punite fisicamente dal cantante qualora non gli avessero obbedito. Dalle pagine di gossip la vita di R. Kelly si è trasferita nelle aule dei tribunali, dove però le accuse di violenza, molestie sessuali e pedofilia non hanno trovato conferma.
Ora, per la prima volta in tv, familiari, colleghi e stretti collaboratori di Kelly si sono fatti avanti con nuove accuse contro il comportamento violento del cantante.
E’ morto Mario Marenco, indimenticabile negli show di Renzo ArboreDa Mr.Ramengo a Riccardino, tanti i suoi personaggi

17 marzo 201915:14

E’ morto l’attore e umorista Mario Marenco, indimenticabile protagonista della tv di Renzo Arbore, che dà

la notizia della scomparsa. Nato a Foggia nel 1933, aveva 85 anni, era ricoverato da qualche tempo al Policlinico Gemelli di Roma per complicazioni legate al suo stato di salute. Mr.RamengoVolto di personaggi come il colonnello Buttiglione, la Sgarambona, l’astronauta spagnolo Raimundo Navarro, il dottor Anemo Carlone, il professor Aristogitone, Verzo, Ida Lo Nigro, il poeta Marius Marenco, l’attore è stato legato da un lungo sodalizio con Arbore e Gianni Boncompagni.
RiccardinoDopo il debutto in tv con Cochi e Renato e Enzo Jannacci nel programma Il buono e il cattivo, raggiunse il successo nel 1970 con in radio con Alto gradimento. Fu l’inviato Mr Ramengo dell’Altra domenica, protagonista di programmi come Odeon, Sotto le stelle e soprattutto Indietro tutta dove interpretava il personaggio di Riccardino.
E’ stato anche attore per il cinema (Il Colonnello Buttiglione diventa generale, Von Buttiglione Sturmtruppenführer, Il pap’occhio, I carabbinieri, Vigili e vigilesse, Sing – Il sogno di Brooklyn) e autore di libri umoristici editi da Rizzoli.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Strega, i 12 titoli in gara nel 2019
Annunciati a Libri Come

17 marzo 201920:14

Questi i dodici autori e libri in gara al Premio Strega 2019, annunciati a Libri Come:Valerio Aiolli, Nero ananas (Voland), proposto da Luca Formenton;Paola Cereda, Quella metà di noi (Perrone), proposto da Elisabetta Mondello;Benedetta Cibrario, Il rumore del mondo (Mondadori), proposto da Giorgio Ficara;Mauro Covacich, Di chi è questo cuore (La nave di Teseo), proposto da Loredana Lipperini;Claudia Durastanti, La straniera (La nave di Teseo), proposto da Furio Colombo;Pier Paolo Giannubilo, Il risolutore (Rizzoli), proposto da Ferruccio Parazzoli;Marina Mander, L’età straniera (Marsilio), proposto da Benedetta Tobagi;Eleonora Marangoni, Lux (Neri Pozza), proposto da Sandra Petrignani;Cristina Marconi, Città irreale (Ponte alle Grazie), proposto da Masolino d’Amico;Marco Missiroli, Fedeltà (Einaudi), proposto da Sandro Veronesi;Antonio Scurati, M. Il figlio del secolo (Bompiani), proposto da Francesco Piccolo;Nadia Terranova, Addio fantasmi (Einaudi), proposto da Pierluigi Battista.
Scala: Fontana, Pereira da licenziamentoPresidente Regione, ‘in qualsiasi cda, in qualsiasi latitudine’

MILANO17 marzo 201915:00

– Il comportamento del sovrintendente della Scala Alexander Pereira, che avrebbe accettato fondi sauditi (tre milioni più centomila euro per l’Accademia) prima che il cda si riunisse “provocherebbe il suo licenziamento”, “in qualunque cda, a qualsiasi latitudine” secondo il presidente della Lombardia Attilio Fontana. Insomma, in vista della riunione del 18 marzo del consiglio di amministrazione, il manager austriaco rischia ben più che il non vedersi rinnovato l’incarico per i prossimi cinque anni.
Dopo le notizie apparse sui giornali, che parlano di fondi depositati su un conto in accordo con la Regione, Fontana precisa che “il signor Alexander Pereira ne ha fatto cenno per la prima e unica volta, e quasi involontariamente (“…forse adesso dovrò rimandare indietro i soldi!”), durante la conversazione avvenuta nel mio ufficio l’8 marzo scorso.
Nonostante la sorpresa ho ritenuto di non rendere pubblica in quel momento tale informazione, per rispetto della principale istituzione musicale del Paese”.
Il professore, il matto e l’Oxford DictionaryIn sala dal 21 marzo la storia vera con Mel Gibson e Sean Penn

17 marzo 201920:08

– Parole, storia, orgoglio britannico e melodramma. Con ‘Il professore e il pazzo’ di P. B. Shemran, tratto dal bestseller di Simon Winchester, non ci si annoia, come capita quasi sempre quando si parla di una storia vera a cui si aggiunge la performance di due attori premi Oscar in stato di grazia: ovvero un misurato Mel Gibson e uno straordinario Sean Penn in versione matto. La storia, che sarà in sala dal 21 marzo con la Eagle Pictures, è davvero incredibile quanto poco nota. Ovvero il racconto dell’amicizia tra il serioso professor James Murray (Gibson), filologo britannico a cui venne affidato nel 1857 l’incarico di redigere l’Oxford English Dictionary, e William Chester Minor (Penn), un assassino folle rinchiuso in un manicomio criminale londinese.Come questi due mondi così lontani si sono incontrati? Semplice, tramite la gloriosa posta britannica. Un incontro davvero fortunato perché James Murray, conoscitore esperto di decine di lingue e dialetti, al quale venne affidata la redazione del primo dizionario al mondo di lingua inglese, non trovò affatto facile l’impresa. Così, insieme al suo staff, decise di coinvolgere la gente comune invitandola a mandare, via posta, il maggior numero di parole possibile. Ma in realtà a salvare Murray fu proprio William Chester Minor, ex chirurgo militare, in manicomio per aver ucciso un uomo in un attacco di schizofrenia, che, maniacalmente, riempì la sua cella con un enorme schedario pieno di voci che inviava puntualmente ogni settimana a Murray.L’impegno di Minor era lo stesso a cui si sottoposero per più di settant’anni centinaia di volontari fra Inghilterra e Stati Uniti, ovvero quello di leggere più libri possibile, segnando le parole degne di nota che man mano incontravano, insieme all’anno della prima apparizione e alla citazione che meglio definisse la parola stessa. A dare un tocco melò a Il professore e il pazzo, che potrebbe restare altrimenti solo un affascinante thriller filologico-semantico, è lo sconfinato senso di colpa del fascinoso Chester verso la vedova e i molti figli dell’uomo che aveva ucciso.Nel cast del film anche Natalie Dormer (Hunger Games, I Tudors), Jeremy Irvine (Mamma Mia! Ci risiamo, Stonewall) e Steve Coogan (Philomena). “Ciò che avevo di fronte a me era una storia intensa e molto contemporanea – dice il regista – come ‘The Social Network’ e ‘The Imitation Game’. Le speranze, le ambizioni e le lotte del professore e del suo collaboratore pazzo non hanno solo una sorprendente somiglianza con quelle di Zuckerberg, Jobs e Gates, ma sono quasi un loro presagio. Non è un film d’epoca – sottolinea ancora Shemran -, ma un’opera completamente attuale che sembra solo essere ambientata in un periodo precedente”.

Banco del Mutuo Soccorso, nuovo singoloIn attesa dell’album Transiberiana, in uscita il 10 maggio

17 marzo 201916:41

– Il Banco del Mutuo Soccorso, la leggendaria progressive rock band italiana, pubblica ‘I ruderi del gulag’, primo singolo di ‘Transiberiana’, che uscirà il 10 maggio e sarà il primo album di inediti in 25 anni. ‘I ruderi del gulag’ è un brano sofisticato e concettuale, composto da Vittorio Nocenzi e dal figlio Michelangelo Nocenzi.
I testi sono stati curati dallo stesso Vittorio con l’ausilio di Paolo Logli, scrittore e sceneggiatore molto vicino al Banco sin dagli anni ’70. Il pezzo racconta di un incontro tra persone che stanno facendo un viaggio verso la meraviglia e lo stupore, con l’animo aperto ad accogliere le diversità, e trovano invece un luogo dove la diversità è stata repressa e perseguitata come pericolosa e contraria.
Il Banco del Mutuo Soccorso di recente ha annunciato la firma con Inside Out Music/Sony Music Group.
Spadini, lo scultore amato dalle starIl suo exploit negli Usa negli anni Sessanta. A Roma 80 opere

17 marzo 201917:47

– Cominciò quasi per gioco a modellare figure in ceramica subito dopo la fine della seconda guerra mondiale. In pochi anni diventò lo scultore prediletto dalle stelle del cinema americano, dai grandi nomi della moda e del jet set internazionale. Lauren Bacall, Henry Fonda, Douglass Fairbanks jr erano tra i suoi ammiratori negli States. In Italia a richiedere i suoi lavori erano Alberto Sordi, gli stilisti Alberto Fabiani e Simonetta Colonna di Cesarò, la contessa Marina Cicogna. Andrea Spadini (1912-1983) fu scultore “fuori tempo” e anticonformista per la scelta di ispirarsi ai modelli della classicità, incurante delle mode e dell’influenza esercitata dalle avanguardie. Negli anni Sessanta, quando sulla scena dell’arte soffiava il vento dell’Informale, lui guardava al Seicento, e a Bernini in particolare. A raccontarlo, dal 19 marzo al 18 maggio, è la mostra curata da Monica Cardarelli, nella sua Galleria del Laocoonte e in altre due sedi espositive di Roma, che riunisce 80 sculture e altrettanti disegni.
In 25mila a Libri Come, tanti giovaniSi chiude edizione dei 10 anni dedicata al tema della libertà

17 marzo 201917:55

– Si chiude con circa 25 mila presenze la 10/a edizione di Libri Come, la Festa del Libro e della Lettura, a cura di Marino Sinibaldi, Michele De Mieri e Rosa Polacco dedicata quest’anno al tema della libertà. Dopo l’inaugurazione in 10 Biblioteche di Roma e gli incontri per le scuole, per 4 giorni si sono avvicendati, oltre 250 scrittori, intellettuali, artisti, studiosi. Tra questi Javier Cercas, Slavoj Zizek, Franco Piersanti, Clara Usón, Antonio Pennacchi, Andrea Carandini, Tomaso Montanari, Edoardo Albinati, Mario Martone, Gianrico Carofiglio, Michela Marzano, Francesco Piccolo, Sandro Veronesi, Massimo Recalcati, Marco Missiroli, Maurizio De Giovanni, Carlo Verdelli, Alberto Angela, Michela Murgia, Nadia Terranova. “Tanti i momenti da ricordare di questa edizione: dal lavoro all’amore, alla guerra, al dolore, all’arte, ma soprattutto l’Europa”, dice Sinibaldi. “E sono stati soprattutto i giovani che hanno affollato l’Auditorium, segno che c’è una grande volontà di informarsi e una grande sete di sapere”.
Ranieri, io e il Gabbiano di CechovIl cantante-attore tra vita e arte in uno spettacolo di Sepe

17 marzo 201920:16

– Massimo Ranieri torna in palcoscenico, lo fa raccontandosi tra arte e vita con la guida di un grande regista che firma anche l’adattamento, Giancarlo Sepe, in ‘Il gabbiano (à ma mère)’ ispirato al dramma di Cechov, dal 19 al 31 marzo al Teatro Quirino di Roma. “Quarant’anni fa Sepe mi propose di fare ‘Tom Jones’ dal romanzo di Fielding sull’onda del film di Richardson, poi ci siamo inseguiti più volte, ma solo ora siamo riusciti a lavorare assieme e costruire questo spettacolo di cui lui ha scritto molto di quel che recito io, attore che in camerino rifletto, racconto, rispecchiandomi e talvolta interagendo con chi sta interpretando in scena il lavoro di Cechov”.Ci sarà Caterina Vertova a vestire i panni di Irina Arkadina, ex attrice famosa, madre di Kostja di cui snobba e irride le velleità artistiche; il suo amante Boris Trigorin è Pino Tufillaro, letterato di successo che sedurrà e abbandonerà la giovane Nina, Federica Stefanelli, amata da Kostja che per lei a scritto un testo teatrale e cerca di rappresentarlo, se l’azione non fosse interrotta da sua madre con commenti critici. Ed è su Kostja in particolare che l’attore interpretato da Ranieri fissa la sua attenzione, sentendolo vicino. “Kostja si suicida ventenne per l’amore perduto di Nina e per lo svilimento delle sue ambizioni – racconta – e io ne sono, in questa rielaborazione drammatica, la proiezione mai esistita, quell’adulto che lui non è mai stato visto, narrato attraverso gli anni, il tempo”. “Con il tempo, con il tempo, via, tutto se ne va… sono i versi della canzone ‘Avec le temps’ di Leo Ferrè che Ranieri canta all’inizio, dopo una breve introduzione – spiega Sepe – e in questa distanza gli ho chiesto di mettere in gioco la propria vita, il proprio rapporto con la madre che, nella povertà di una famiglia con otto figli, non fu facile. Ad apertura del sipario (scene e costumi sono di Uberto Bertacca) lui sente come di tenere la propria madre sulle ginocchia in un abbraccio tenero e il gioco che deve fare per dar vita al proprio personaggio è di tipo psicanalitico, interiore, personale, portando in luce il rapporto tra la propria vocazione e carriera artistica e quello con lei e la sua vita famigliare. Per questo la dedica dello spettacolo, sin dal titolo, è à ma mère”.E l’attore, che si rivolge con le sue parole sempre al pubblico, confessa che le sue battute “agiscono a diversi livelli, talvolta le sento come pugni allo stomaco, perché varie cose mi riguardano e, pur nella distanza del tempo, mi suscitano emozioni forti a livello inconscio”. Se Ranieri recita solo alcune battute del ‘Gabbiano’, interagendo con i personaggi e gli attori che li recitano, a cominciare da Kostja, “del lavoro di Cechov resta e si ascolta molto in questa curiosa riduzione, per la quale – continua il regista – ho pensato anche a contaminazioni ardite che però Massimo ha sempre accettato con complicità e con quella assoluta professionalità che lo contraddistingue”. Per questa messinscena, che non è musicale ma in cui la musica, come sempre in Sepe e come non poteva non essere lavorando con Ranieri, ha un ruolo importante, ha avuto per scintilla i commenti, l’invito a mettere più ritmo e musicalità nella scrittura e nella recitazione che a Cechov rivolse il suo amico e critico musicale dopo il fiasco della prima rappresentazione a Mosca nel 1896. Ecco allora che ambientando tutto più o meno negli anni ’60 arriveranno anche cinque canzoni francesi in lingua originale da Becaud ad Aznavour.

Gué Pequeno, rap di fatti e poche paroleAl via da Milano il ‘Sinatra tour’. Lo aspetta giuria The Voice

17 marzo 201920:09

“Il mio è un rap di tanti fatti e poche parole e in questo ambiente non sono certo arrivato l’altro ieri”: è orgoglioso del suo percorso musicale, Gué Pequeno, che il 16 marzo ha inaugurato sul palco di un Mediolanum Forum tutto esaurito il nuovo ‘Sinatra tour’, dedicato all’ultimo album dato alle stampe.
Tanti gli ospiti sul palco, da Il Profeta fino a Sfera Ebbasta ed Elettra Lamborghini, passando per Luché in duetto su ‘Oro giallo’, Marracash che ha fatto il suo ingresso su ‘Dali’, ma anche Izi (‘6AM’), Noyz Narcos (‘Bastardi senza gloria’), Rkomi (‘Pezzi’) e Gemitaiz (‘Tanta roba’). “Ho pensato alle diverse generazioni del rap italiano che mi piace – ha spiegato l’ex Club Dogo – e agli artisti con i quali, nel corso degli anni, ho collaborato nei vari modi”. Con Mahmood, il rapper ha scelto di presentarsi in scena sulle rime di ‘Doppio whisky’, prima, e ‘Soldi’, il brano che ha vinto Sanremo. Ora lo aspetta la giuria di The Voice, con Gigi D’Alessio, Morgan ed Elettra Lamborghini.
Incassi Usa, resta al top Captain MarvelSul podio le new entry Wonder Park e A un metro da te

17 marzo 201920:05

E’ ancora Captain Marvel, il blockbuster Disney con l’eroina interpretata da Brie Larson, a dominare il box office nord americano, con 69,3 milioni di dollari nel week end, per un incasso totale di oltre 266 milioni di dollari in due settimane. Sul podio due new entry: al secondo posto si piazza Wonder Park, il nuovo film di animazione di David Feiss, nato dalla collaborazione tra la Paramount e Nickelodeon e atteso in Italia ad aprile (16 milioni di dollari), seguito da A un metro da te (Five Feet Apart), il film di Justin Baldoni che racconta dell’amore romantico e drammatico tra due giovani (13,2 milioni di dollari), in arrivo il 21 marzo sui nostri schermi. Scivola al quarto posto Dragon Trainer – Il mondo nascosto, che sfiora appena i 10 milioni di dollari nel fine settimana (per un totale di 135,6 milioni). A seguire l’ultima commedia della saga creata da Tyler Perry, A Madea Family Funeral, con un incasso di 8 milioni.
Musica morto Dick Dale, compose MiserlouRiff reso immortale da Tarantino in Pulp Fiction

LOS ANGELES18 marzo 201901:02

– È morto a 81 anni il chitarrista Dick Dale, the ‘King of the Surf Guitar’. A darne notizia il suo ex bassista Sam Bolle, che data a sabato notte il decesso. Nei primi anni ’60, Dale compose brani passati alla storia come ‘Miserlou’, con quel riff di chitarra reso immortale da Quentin Tarantino in Pulp Fiction, e ‘Let’s Go Trippin’. Dale sosteneva di essere stato lui, e non i Beach Boys, a inventare la ‘beach music’ cercando di fondere i suoni delle onde dell’oceano che si infrangono con le melodie rockabilly in voga in quegli anni. Alcuni critici musicali si sono espressi a favore di questa tesi.
Surfista appassionato, the ‘King of the Surf Guitar’ iniziò a esibirsi tra la fine degli anni ’50 e l’inizio degli anni ’60 nella vecchia sala da ballo Rendezvous di Newport Beach dove, con la sua Fender Stratocaster su misura, suonò per la prima volta ‘Miserlou’.           [print-me title=”STAMPA”]

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Boy Erased, il ‘peccato’ di essere gay
In sala il film di Edgerton con Hedges, Kidman, Crowe

16 marzo 2019 09:19

– Dopo ‘La diseducazione di Cameron Post’, si torna a parlare di terapie di riorientamento sessuale dei gay, ancora permesse negli Usa in 36 Stati, nonostante siano spesso violente, attraverso la vera storia di Garrard Conley, figlio 19enne di un pastore battista, costretto ad accettare un programma di riconversione su basi religiose pur di non essere allontanato dalla famiglia. Il suo libro di memorie uscito nel 2016 ha ispirato ‘Boy Erased – Vite cancellate’ di Joel Edgerton (anche cointerprete), con protagonista Lucas Hedges, e per la prima volta insieme sul grande schermo Nicole Kidman e Russell Crowe, legati da un’amicizia più che ventennale. Il film, già alla Festa di Roma, è ora in sala dal 14 marzo con Universal.Boy Erased segue il tentativo di cancellazione dell’identità in Jared (Hedges), che passa dall’essere un figlio modello per il papà Marshall (Crowe), stimato pastore battista titolare di una concessionaria d’auto, e la madre Nancy (Kidman) quando il ragazzo gli rivela, dopo una violenza subita all’università, di essere gay. Il programma di ‘riconversione’ dove viene inviato è tenuto dall’ex (o così almeno dice) omosessuale Victor (Edgerton), che nei suoi metodi mescola toni da predicatore e maniere da sergente dei marines. Impone un percorso di penitenze e umiliazioni, nel quale i pazienti (uno particolarmente tormentato è interpretato da Xavier Dolan) sono chiamati a fingere ‘redenzione’ per non finire schiacciati.”La mia speranza – spiega Garrard Conley nelle note di produzione – è che Boy Erased porti avanti l’intento del mio libro. Raccontando la mia storia volevamo offrire parole di solidarietà a chi ha fatto l’esperienza della terapia di conversione. Ma è ugualmente importante comprendere come questo tipo di bigotteria possa venire da persone che nel profondo si amano l’un l’altro. Speriamo di poter offrire un po’ di contesto agli spettatori per capire che questo tipo di ingiustizie non sono compiute sempre da mostri ma da persone che ci sono vicine, figure tragiche la cui buona fede è offuscata dalle azioni. Joel mi ha detto che (con il film) avrebbe voluto convincere mio padre che quello che ha fatto è sbagliato, in un linguaggio che lui e altri come lui avrebbero potuto capire”. Infatti nella storia emergono principalmente le fragilità di chi deve scegliere se rimanere se stesso e chi si sente in diritto di imporre un impossibile cambiamento.Spiccano, fra tutte, le prove di Hedges e Nicole Kidman, che in parrucca biondo platino disegna una donna tanto credente e innamorata del marito, quanto attenta ad ascoltare il figlio. Resta la pericolosità di queste terapie, che secondo l’Associazione degli psichiatri americani possono causare depressione, ansia e comportamenti autodistruttivi.

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Zizek e la discrezione non oppressiva
Il filosofo e il potere all’epoca della postumanità

16 marzo 201910:00

– SLAVOJ ZIZEK, ‘COME UN LADRO IN PIENO GIORNO’ (PONTE ALLE GRAZIE, PP. 304, 20,00 EURO) La sua società ideale è quella basata sulla “discrezione non oppressiva”. E’ convinto che “la vera trasgressione” sia “rifiutare l’identità” e che nella loro ambiguità “i media digitali” servano per realizzare “forme di protesta. Spiazza sempre il filosofo e sociologo Slavoj Zizek, che nel suo ultimo libro ‘Come un ladro in pieno giorno’ (Ponte alle Grazie) ci mostra cosa significa il potere all’epoca della postumanità.Alla festa del Libro e della Lettura ‘Libri Come’, a Roma, dice che “condanna in modo energico e assolutamente fermo” gli attentati in Nuova Zelanda ma sottolinea anche che “però c’è qualche cosa che dobbiamo imparare, perché altrimenti l’intolleranza dei fondamentalisti ci trascinerà tutti via”.E’ un generoso fiume in piena Zizek, non liquida mai una questione rapidamente, la affronta in tutti i suoi aspetti. Così quando si parla di clima paragona Greta Thunberg ad Antigone “che va da Creonte e gli dice ‘voglio seppellire mio fratello e non si discute’, è irremovibile. Gli scienziati ci hanno spiegato tutto quello che c’è da sapere sul clima e quindi è inutile cincischiare. Non c’è da aspettare. Quelli che stanno al potere cercano di colpevolizzarci, ma bisogna essere radicali”.Dell’immigrazione e degli attentati dice che “questi problemi vadano guardati in faccia, chiamati con il loro nome e compresi per ciò che sono altrimenti i Salvini e gli Orban ce li ritroveremo in giro per tutta l’Europa. Se manchiamo di affrontare questi problemi a viso aperto, stiamo giocando con il fuoco. Non sto dicendo che la nostra è una cultura superiore, ma non possiamo superare questo tipo di problemi semplicemente facendo appello alla solidarietà internazionale e al multiculturalismo. Dobbiamo cercare di capire a fondo”.E contro la tradizionale visione antifemminista spiega che a lui “sembra che molto più che gli uomini, oggi siano le donne in grado di assumere atteggiamenti di disobbedienza civile, in cui le regole vengono violate. Ecco perché l’etichetta di mascolinità o virilità tossica è completamente fuorviante.Quella di Antigone e Greta è una forma di coraggio femminile, altro che mascolinità tossica. Gli uomini che picchiano le donne, che condanno senza appello, chiaramente vorrebbero essere forti ma sono dei deboli”. Così come il presidente Trump che “esalta la forza dell’America e poi quando ci sono 400 profughi dall’Honduras che a piedi cercano di raggiungere gli Stati Uniti va nel panico”. Zizek cita esempi terrificanti di violenza sulle donne come quello che è accaduto “nel sud del Texas, verso il confine con il Messico, dove piccole industrie che assemblavano pezzi per le industrie americane cercavano lavoratori e migliaia di ragazze messicane sono scappate di casa pur di trovarsi un lavoro guadagnare dei soldi. Per gli uomini è stata una provocazione insopportabile e ci sono stati una serie di crimini ritualizzati: una ragazzina rapita, nascosta, violentata, torturata e fatta a pezzi”.Spesso Zizek, notoriamente di sinistra, sottolinea che quello che sta dicendo non piacerà né alla sinistra né alla destra e sostiene che “se per caso un politico democratico andasse al potere dovrebbe proclamare lo Stato d’emergenza per l’ambiente, climatica”. I media, i social portano direttamente ad Assange che “vive una situazione sempre più disperata” ed ha il merito di aver “reso visibile l’illusione in cui viviamo”. Quella secondo cui “ti sembra di essere tanto libero perché puoi navigare a piacimento, ma in realtà tutte le tue navigazioni sono manipolate, indirizzate verso certi obiettivi. Servono a controllare, ma anche per realizzare movimenti di protesta come aveva capito anche Curzio Malaparte negli anni Trenta”. Oramai l’assalto al Palazzo d’Inverno o a piazza Tahrir, in Egitto, te li devi scordare. E’ molto più importante sabotare i media digitali”.Zizek invita infine a non restare nella logica identitaria: “In America c’è un’organizzazione, un ente di New York che ti da il diritto di scegliere la tua identità sessuale tra 31 possibilità. E’ una tragica illusione, perché è proprio caratteristico della sessualità sovvertire l’identità non moltiplicarla. La politica identitaria rimane orizzontale, ci sono tante identità, il multiculturalismo. Io la penso in termini verticali, da uomo di sinistra, ci sono gli oppressi e gli oppressori. E parlando di politica identitaria spiega che la sua forma ideale di società “è vivere in un grande condominio dove ci sono il mio vicino indiano, pakistano, albanese, ebreo, musulmano e tutti ci ignoriamo educatamente. E’ questa la discrezione non oppressiva”.

Cercas, fuori e in Europa poteri controScrittore, Salvini il più forte dell’internazionale nazionalista

16 marzo 201910:06

– “Sono le più importanti degli ultimi anni, dall’inizio, perchè oggi c’è un’internazionale nazionalista, per usare questa contraddizione in termini, che non c’era prima. Cioè ci sono molti poteri fuori e dentro l’Europa contro l’Unione Europea”. Javier Cercas parla così delle Elezioni Europee del prossimo 26 maggio. “Putin e Trump non sono interessati all’Unione dell’Europa per motivi diversi ma coincidenti e in Europa c’è veramente un’internazionale nazionalista, probabilmente governata dal vostro futuro, e spero non sia così, presidente del governo, Matteo Salvini. E’ lui il leader più forte in Europa di questa internazionale nazional-populista. Questo è un vero pericolo, ma il peggiore nemico dell’Europa unita, che è l’unica utopia ragionevole inventata dagli europei, siamo noi europeisti perchè abbiamo commesso tantissimi errori” spiega lo scrittore spagnolo in un perfetto italiano, a ‘Libri Come’ all’Auditorium Parco della Musica di Roma dove è tra le star più attese. “E il primo errore, da cui derivano tutti gli altri, è non aver trasformato un progetto cominciato come d’elite. E’ rimasto tale, non è diventato popolare. La gente che non ha un’informazione speciale, che non appartiene alle elite economiche, politiche, intellettuali, non vede a cosa serve l’Europa. E le persone quando ci sono problemi tornano alle vecchie certezze come se fossero una protezione contro la paura, la crisi. E la prima certezza è:’siamo italiani’, ‘siamo spagnoli’ e tutti gli altri sono strani. Cosa hanno fatto per noi? Niente” spiega da convinto europeista, autore di libri come ‘Anatomia di un istante’. “E’ un problema – aggiunge – completamente falso. Il populismo nasce da questo e da una cosa molo semplice: dalla crisi economica del 2008 che si può paragonare solo a quella del 1929. E’ stata una crisi profondissima da cui ancora non siamo usciti. La fine della crisi del 1929 è stata la seconda guerra mondiale. Quella del 2008 ha fatto un movimento sismico dappertutto, in Europa e negli Stati Uniti. E questo ha provocato cose diverse in ogni paese: uno si chiama Donald Trump, un altro Brexit, un altro Salvini”.Sono tornati, ci dice Cercas, “i peggiori demoni della storia. Quello della storia europea si chiama nazionalismo che è stato per due volte la causa della distruzione. Abbiamo dimenticato che l’Europa unita sarebbe il primo potere del mondo. L’Unione Europea – incalza – è l’unica forma per preservare in Europa la pace, la prosperità e la democrazia. Senza questo siamo condannati ai conflitti. Quando qualcuno dice che la guerra è impossibile oggi in Europa io rispondo che pensare questo è ridicolo, completamente, perchè la storia dell’Europa è la storia della guerra fra europei. E quando arriva un demagogo professionale come conosciamo tutti è molto più semplice dire: ‘vedi senza l’Europa staremo benissimo, noi da soli, senza questi francesi”.Molte le cose da aggiustare per Cercas: “l’unica possibilità per me è andare verso uno stato federale come gli Stati Uniti. C’è anche un’altra possibilità: che la gente dica stop questo è pericoloso, andiamo contro chi vuole distruggere quello che abbiamo. Io non sono molto ottimista ma, la Brexit fa parte di questo ritorno al nazionalismo”. “La Brexit e la crisi catalana sono molto simili in tantissime cose e soprattutto nell’uso massiccio delle menzogne” e non dimentichiamo che “il referendum è lo strumento preferito dei dittatori. Una delle cose più pericolose che succede oggi è il discredito assoluto della verità. Trump dice ogni giorno 10-12 menzogne, secondo studio Washington POst. La verità fa uomini e donne liberi, la menzogna fa schiavi. E la Brexit è un risultato della menzogna come la crisi della Catalogna”.Lo scrittore spagnolo ci mette difronte anche alla situazione paradossale in cui viviamo. “Abbiamo sacralizzato la memoria e si dimentica più rapidamente che mai. Questo è terribile. Abbiamo dimenticato completamente gli anni Trenta”. E poi annuncia a un anno e mezzo dal suo ultimo libro. Il sovrano delle ombre, uscito in Italia per Guanda, il suo editore: “Voglio reinventarmi come scrittore. Ho 56 anni. Sto scrivendo un libro molto diverso ma radicalmente riconoscibile come mio. Nello stesso tempo molto popolare e molto esigente. Lo finirò nei prossimi mesi”.

A Pietrarsa “Papà ti porto al museo!”Domenica 17 festa con famiglie, la sera percorsi teatralizzati

NAPOLI16 marzo 201910:17

– Per la Festa del Papà il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa, al confine tra Portici e Napoli, chiamerà a raccolta genitori e figli: domenica 17 marzo è in programma l’iniziativa ‘Papà ti porto al Museo!’ dove famiglie con bambini al seguito potranno trascorrere momenti di svago tra le locomotive d’epoca e giardini all’aperto. I più piccoli saranno accolti da componenti dell’associazione culturale ‘Animazione in corso’ con i quali vivranno una fantastica avventura, insieme a personaggi delle fiabe più famosi, attraverso un percorso scandito da divertimento e nozioni di storia di antiche locomotive. Sempre domenica 17 marzo alle 19.30 al Museo andrà di scena ‘Notturno a Pietrarsa’, una speciale esperienza di visita tra carrozze, locomotive e cimeli ferroviari con tanto di atmosfera notturna organizzata dall’associazione culturale Karma. Guide d’eccezione in costume racconteranno ai partecipanti suggestivi aneddoti legati alla ferrovia e alla storia di Pietrarsa. “Una domenica dedicata ai papà con giochi, avventure e racconti di ferrovia. Il treno è stato sin da piccoli il nostro compagno di giochi ed avventure e domenica per i papà sarà una esperienza indimenticabile condividere momenti di gioco con i figli con i treni e sui treni”, commenta il direttore del Museo di Pietrarsa, Oreste Orvitti. “E poi in serata un viaggio per tutti attraverso i percorsi teatralizzati della storia del Museo con Notturno a Pietrarsa”.
Per partecipare agli eventi è obbligatoria la prenotazione.
Per info su costi e orari: http://www.museopietrarsa.it.

E’ morto il poeta americano W.S. MerwinVincitore del Pulitzer, celebrò la natura e la pace

16 marzo 201910:45

– E’ morto all’età di 91 anni W.S. Merwin, poeta prolifico e versatile evolutosi attraverso una vasta gamma di stili celebrando la natura e condannando la guerra e l’industrialismo.
Vincitore del premio Pulitzer, Merwin ha scritto oltre 20 libri, dalle prime opere ispirate a miti e leggende fino alle proteste infuocate contro la distruzione dell’ambiente e il conflitto in Vietnam.

In mostra foto meraviglie della naturaDal 16 marzo al 28 aprile a Cecina, a ingresso gratuito

FIRENZE16 marzo 201912:52

– Incontri ravvicinati con temibili predatori, panorami mozzafiato catturati in vertiginose immagini aeree, singolari forme di vita dai luoghi più remoti del pianeta. Sono solo alcuni dei soggetti degli scatti che compongono la mostra fotografica ‘What a wonderful world’, organizzata dalla Fondazione culturale Hermann Geiger in collaborazione con la National Geographic Society e curata da Alessandra Scalvini. L’esposizione sarà allestita dal 16 marzo al 28 aprile negli spazi espositivi della Fondazione, in piazza Guerrazzi 32 a Cecina (Livorno). Cinquanta capolavori che uniscono scienza e arte: dal più piccolo insetto ai giganteschi cetacei, dalle imponenti formazioni geologiche agli eterei giochi di luce delle aurore boreali, dai roventi panorami africani alle gelide acque delle banchise polari. Le foto provengono dall’archivio della National Geographic Society e sono state scattate da 20 tra i fotografi più affermati nel campo della fotografia naturalistica.
Tecla Insolia vince 2/o SanremoYoungConquista di diritto un posto a Sanremo Giovani

FIRENZE16 marzo 201914:20

– La giovane cantante toscana Tecla Insolia ha vinto la seconda edizione di SanremoYoung su Rai1. Alla giovane piombinese non solo l’ambito trofeo SanremoYoung 2019, ma soprattutto un posto di diritto nella prossima edizione di Sanremo Giovani. Il teen talent condotto da Antonella Clerici in cinque puntate ha tenuto per mano ragazzi dai 14 ai 17 anni, in un’emozionante gara ad eliminazione, con la direzione artistica di Gianmarco Mazzi. La serata conclusiva, al di là della gara canora tra i giovanissimi concorrenti, è stata una grande serata di spettacolo. Molti gli ospiti che si sono alternati sul palco del Teatro Ariston: Tony Renis, Raoul Bova, Arisa, Anna Tatangelo, Paola Turci e Shade. Superospite è stato Riccardo Cocciante. A fare da cornice la performance del musical ‘We will rock you’, lo show con i più grandi successi dei Queen tra i più rappresentati e seguiti al mondo.
Patrick Dempsey, da Stranamore a Harry QuebertSu Sky Atlantic dal 20 marzo. Regia di Jean-Jacques Annaud

16 marzo 201919:41

– Prendete uno scrittore di successo, aggiungete la misteriosa scomparsa, 33 anni prima, di una ragazza quindicenne il cui cui cadavere viene ritrovato misteriosamente sepolto proprio nel giardino dell’uomo, un’accusa di omicidio e un allievo pronto a far luce sulla situazione del suo maestro. I dieci episodi della nuova, imperdibile serie in arrivo sugli schermi Sky, ‘La verità sul caso Harry Quebert’, si preannunciano ricchi di colpi di scena. L’omonimo romanzo di Joel Dicker è stato un caso editoriale nel 2012 (quasi 5 milioni di copie vendute nel mondo) e il protagonista del crime thriller psicologico tratto dal libro è niente di meno che Patrick Dempsey. Ma dimenticate il Dottor Stranamore di Grey’s Anatomy.L’attore del fortunato medical drama dà il volto a uno scrittore tormentato dai fantasmi di un passato indibile nella nella serie tv, in onda in esclusiva su Sky Atlantic da mercoledì 20 marzo (disponibile anche on demand). Diretta da Jean-Jacques Annaud, al suo debutto nella fiction tv, regista di film di culto come ‘Il nome della rosa’ (con Sean Connery nei panni di Guglielmo da Baskerville, datato 1986 e tratto dal romanzo di Umberto Eco) e ‘Sette anni in Tibet’ (con Brad Pitt), la serie è la storia di Harry Quebert (un Patrick Dempsey invecchiato ad hoc), rispettato docente universitario, in passato vera e propria icona della letteratura mondiale grazie al successo del suo capolavoro “Le origini del male”.Il trailer si apre con le immagini dell’amore spensierato tra Harry e la giovane Nola Kellergan, ma quella che sembra una fiaba a lieto fine si trasforma in un mistero. Un albero con appesa la locandina per le ricerche della ragazza, e la storia cambia. Polizia, indagini, boschi e una domanda a cui sembra esserci una sola risposta: Quebert è l’assassino della quindicenne? Quando uno scheletro viene trovato sepolto nella sua proprietà, lo scrittore verrà indagato per l’omicidio e l’occultamento del cadavere di Nola (Kristine Froseth, Sierra Burgess is a Loser), quindicenne scomparsa più di 30 anni prima in circostanze mai del tutto chiarite e con cui Quebert aveva avuto una relazione nell’estate del 1975. Nola sparì nel nulla al termine di quell’estate. Accanto al corpo della ragazza il manoscritto del suo romanzo più famoso, con cui di lì a poco Harry (Dempsey) avrebbe stupito il mondo appena trentenne.A provare a ricostruire i fatti e ripulire il nome del noto romanziere, che rischia la pena di morte, il giovane scrittore Marcus Goldman (Ben Schnetzer – Pride, Storia di una ladra di libri). Suo promettente alunno ai tempi del college, nel tentativo di superare il classico blocco dello scrittore Marcus aveva deciso di prendersi qualche giorno di pausa tornando nel Maine dal suo professore per ritrovare l’ispirazione perduta. Ospite nella dimora sul mare del suo mentore, a Sommerdale, si troverà invischiato nella complicata indagine risalente a tanti anni prima, che vedrà il professore principale indiziato. Marcus inizierà così ad interrogarsi su quanto conosca davvero l’uomo che gli ha cambiato la vita. Per scagionarlo, farà cose di cui si pentirà ben presto.In questo gioco di scatole cinesi, di romanzo nel romanzo, di continui rimandi tra il passato e il presente, entrano il rapporto tra i due scrittori, le relazioni fra diversi membri della comunità di Sommerdale e la giovanissima e bellissima Nola. E i dubbi di Marcus saranno le chiavi del disvelamento di un mistero che finirà col travolgere le esistenze di tutti. Realtà e romanzo si mescolano fino a diventare inscindibili e a rendere quasi impossibile risalire alla verità nella miniserie, firmata da Lyn Greene e Richard Levine e prodotta da Tarak Ben Ammar, Fabio Conversi, Greene e Levine. Nel cast anche Damon Wayans Jr nei panni dell’agente Perry Gahalowood, Virginia Madsen che interpreta Tamara Quinn, proprietaria del locale nel quale lavorava Nola, e Joshua Close nel ruolo di Luther Caleb. E ancora Colm Feore nei panni del magnate Elijah Stern, fra gli uomini più facoltosi del Maine, e Matt Frewer, che nella serie interpreta il reverendo Kellergan, ambiguo padre della quindicenne Nola. “La vita – come si legge nel romanzo – è una lunga caduta. La cosa più importante è saper cadere”.

“Così creai la chitarra per Lou Reed”Il designer Lorenzo Palmeri incontra i giovani allo Ied Cagliari

CAGLIARI16 marzo 201919:52

– La sua chitarra in alluminio ‘Paraffina Slapster’ è diventata un oggetto cult perché ha accompagnato Lou Reed nel suo tour mondiale. Lorenzo Palmeri, il “designer architetto” e musicista italiano si racconta agli studenti dello Ied di Cagliari. Sollecitato dal giornalista Paolo Casicci fa rivivere l’emozione di quando il suo oggetto di design suscitò un grande interesse nel grande rocker scomparso nel 2013.
Un oggetto fortunatissimo, nato sotto i migliori auspici.
“Appena disegnato è entrato nel museo del Design e poi in altri sei in tutto il mondo – ricorda Lorenzo Palmeri – poi la telefonata dall’America: era il manager di Lou Reed. Il musicista voleva conoscermi e provare la chitarra. Sono arrivato in ritardo pensando a uno scherzo ma lui, il mito, era lì. Ha comprato la chitarra affermando: ‘That’s my guitar’, mi ha fatto sussultare d’orgoglio”.
Amici, Ricky Martin direttore artisticoDal 30/3 su Canale 5. Torna Peparini, ci sarà orchestra giovani

16 marzo 201916:15

– Ricky Martin, il re del pop latino, sarà uno dei due direttori artistici della 18/a edizione di Amici, che torna con il serale dal 30 marzo in prime time su Canale 5. Lo annuncia Maria De Filippi. La star internazionale, 70 milioni di dischi venduti, vincitore di diversi Grammy, ha collaborato con le più grandi pop star mondiali, può contare su 42,5 milioni di follower e su video che superano ognuno il miliardo di visualizzazioni. Come direttore artistico del serale torna Giuliano Peparini.
Inoltre un’orchestra di una trentina di giovani professionisti, età massima 28 anni, accompagnerà i ragazzi durante le esibizioni, “perché una grande quantità di talento è persa per il mondo per mancanza di coraggio: noi – spiegano dal programma – abbiamo il coraggio di puntare su di loro”. Al talent si annunciano anche due nuovi ingressi al serale: i cantanti Ludovica e Jefeo hanno conquistato la maglia verde.
Salgono così a undici i talenti scelti.
Rigoletto di Pizzech al Comunale BolognaDa 19/3. In scena nuova versione, deformità al centro spettacolo

BOLOGNA16 marzo 201916:20

– Il ‘Rigoletto’ di Giuseppe Verdi allestito dal regista Alessio Pizzech nel 2016 a Bologna ritorna dal 19 marzo al Teatro Comunale in una nuova versione molto riveduta: se due anni e mezzo fa il celebre buffone di corte aveva perduto la gobba e guadagnato calze a rete e guepiere, in questa nuova edizione la deformità di Rigoletto sarà tutta fisica.
“A causa di una malformazione – spiega il regista – il protagonista è impossibilitato ad usare un braccio, che viene coperto da un elemento decorativo con cui per tutta l’opera egli gioca, esibendo e nascondendo questa deformità, facendola diventare il centro di uno spettacolo crudele e circense, che ne rivela tutto il dolore interiore”.
Assieme al ‘Barbiere di Siviglia’, che lo precede in scena di due giorni, quest’opera andrà in tournée in Giappone il prossimo luglio. Protagonisti saranno Alberto Gazale (Rigoletto), Stefan Pop (il Duca di Mantova), Lara Lagni (Gilda), Abramo Rosalen (Sparafucile) e Anastasia Boldyreva (Maddalena).
Nuovo disco per Noa, Letters to BachIn Italia il 6 aprile a Cittanova e il 24 maggio a Roma

16 marzo 201917:13

– Noa è tornata con un nuovo disco. E’ uscito “Letters to Bach” (Believe International), progetto discografico prodotto dal leggendario Quincy Jones. Nell’album, Noa riprende 12 brani musicali del compositore tedesco Johann Sebastian Bach e li arricchisce con le sue parole, grazie ai testi in inglese ed ebraico, ispirati a temi che spaziano dalla sfera personale a una più universale. Un omaggio al compositore tedesco unito alla capacità di sperimentare di un’artista che in 28 anni di attività ha saputo attraversare stili e argomenti, sempre in perfetta armonia tra di loro. Noa porterà la sua musica live in Italia, il 6 aprile al Teatro Gentile di Cittanova (RC) e il 24 maggio all’Auditorium Parco della Musica di Roma.
A Torino Storia del cinema di TopolinoPresentato il volume con le storie ideate da Roberto Gagnor

TORINO16 marzo 201917:58

– Il Museo del Cinema di Torino omaggia il personaggio di Topolino, che nel 2018 ha compiuto 90 anni, e il suo rapporto con il cinema alla Mole Antonelliana, con la presentazione del volume edito da Panini Comics, ‘La storia del cinema di Topolino’ di Roberto Gagnor, con la prefazione di Vincenzo Mollica. Vi sono raccolte le cinque storie della serie omonima scritte da Gagnor per i disegni di Valerio Held e Giada Perissinotto, pubblicate sul settimanale Topolino nel 2018. La presentazione avviene mentre alla Mole è in corso la mostra Gulp!Goal!Ciak!Cinema e fumetti.
“Queste storie uniscono le mie due passioni, i due mondi in cui lavoro, il fumetto e il cinema – spiega Gagnor. – Ci ho messo i miei miti, da Buster Keaton a Spielberg, e tanta ironia, dal cinema d’azione alla Nouvelle Vague. Grazie a Giada Perissinotto e Valerio Held che hanno fatto un lavoro fantastico su queste storie, e alla redazione di Topolino! Ora, però, mi piacerebbe molto dirigere un film e poi farne la parodia Disney!”.

Vilas, il mistero di chi siamo e i genitori’In tutto c’è stata bellezza’, il suo primo romanzo in Italia

16 marzo 201920:21

– Il mistero della nostra identità è nelle mani dei nostri genitori. Ci racconta questo Manuel Vilas nel suo primo romanzo pubblicato in Italia, ‘In tutto c’è stata bellezza’ (Guanda), caso editoriale in Spagna, con dodici edizioni in un anno, eletto da El Pais e El Mundo “miglior libro del 2018”. E’ una storia autobiografica, i fatti narrati sono tutti veri, ma “c’è sempre l’elaborazione soggettiva della memoria e della letteratura” dice lo scrittore che il 17 marzo è protagonista di un atteso incontro a ‘Libri Come’, nel giorno di chiusura della Festa del Libro e della Lettura all’Auditorium Parco della Musica di Roma.”Volevo capire chi fossi. Quando morì mia madre, nel maggio 2014, mi sono chiesto: ‘Ma io chi sono?’ e mi sono reso conto che quando un essere umano vuole capire qual è la sua identità deve ricorrere ai suoi genitori” spiega Vilas, poeta oltre che narratore, autore di numerosi libri tra cui Espana, nato a Barbastro nel 1962, che nelle 400 pagine di questo suo ultimo romanzo, tradotto da Bruno Arpaia, percorre a ritroso la sua vita, rispolverando la memoria di chi erano i suoi genitori, i suoi nonni, esplorando il legame tra generazioni, intrecciando i ricordi personali a un ritratto della Spagna degli ultimi decenni. “Sono tornato indietro di generazioni e al mondo della mia infanzia, perché è in quel momento che costruisci la tua identità che poi sviluppi e perfezioni da adulto. La ricerca dei legami tra le generazioni viene naturale se si vuole conoscere la propria identità” racconta. E dice che “se perdiamo questa capacità di ricordare vuol dire che stiamo vivendo in un mondo disumanizzato. Oggi i giovani di 20-25 anni più o meno non capiscono, non vedono quanto siano importanti i loro genitori e quando lo scoprono spesso è troppo tardi. Questo è quello che racconto nel libro e questa è la tragedia di noi esseri umani. I lettori che ho incontrato in Spagna mi hanno detto in tanti la stessa cosa e cioè che si sono resi conto troppo tardi dell’importanza dei loro genitori. E’ qualcosa che appartiene alla condizione umana. Oserei dire che è una maledizione il fatto di capire l’importanza dei genitori quando ormai è troppo tardi per dirglielo. Io stesso lo ho vissuto”.Con ‘In tutto c’è stata bellezza’ ci troviamo nella Spagna della fine anni Sessanta, inizio Settanta, “un momento in cui i miei genitori erano giovani e io ero un bambino protetto da loro, ero il re di casa. E’ il racconto – dice Vilas – della Spagna di quell’epoca e di una famiglia della classe media spagnola di quegli anni, quella che poi porterà alla transizione democratica, dopo la morte di Franco nel 1975. Mi sono reso conto che questa classe media ha subito la stessa evoluzione in tutto il mondo occidentale. Oserei dire che è una costante universale. E’ quella del mondo del lavoro che prospera, che comincia a comprare la prima automobile, la casa, a fare le vacanze. Questo è il nucleo da cui siamo nati noi europei occidentali, presi di mira oggi dalla crisi economica che sta imperversando”. Vediamo “i nostri figli vivere peggio dei loro genitori, prima era l’esatto contrario”, continua Vilas che ha iniziato come poeta e continua ad esserlo, ma “la poesia – spiega – è un genere minoritario, che non interessa al grande pubblico. Tuttavia se un romanzo non ha un risvolto poetico alla gente non piace”. E ‘In tutto c’è stata bellezza’ è piaciuto molto perché “tratta di un tema universale, il rapporto tra genitori e figli. E poi c’è un tema filosofico, perché la vita di una persona in realtà è come lei la ricorda, ma che sia stata veramente così questo è un mistero” dice lo scrittore.

La gabbianella e il gatto, inno alla diversitàTorna 20 anni dopo cartoon D’Alò da Sepulveda, al top incassi

16 marzo 201919:37

– Un gabbiano e un gatto, il bestseller mondiale del cileno Luis Sepulveda e la poesia di Enzo D’Alò: giusto 20 anni fa La Gabbianella e il Gatto al cinema fu uno di quei film spartiacque. Un film d’animazione italiano che in un tipo di industria dominata dalla Disney creò le file fuori ai cinema ed è ancora il maggiore incasso made in Italy. Uscì per le feste di Natale e fu una rivelazione, incassando oltre 20 miliardi delle vecchie lire. C’è da festeggiare un anniversario importante: per questo torna in sala il 21, 22, 23 e 24 marzo (con un’anteprima al Lux di Roma il 17) per quei bambini che non erano nati, ma che certamente, nonostante tecnologia, stile grafico, effetti speciali siano ora ben diversi, potranno innamorarsene.Il film è di un’attualità sconcertante. Racconta di Kengah, una gabbiana avvelenata da una macchia di petrolio nel mare del nord, che riesce ad affidare in punto di morte il proprio uovo al gatto Zorba (la voce è di Carlo Verdone), strappandogli tre promesse: quelle di non mangiare l’uovo, di averne cura finché non si schiuderà e di insegnare a volare al nascituro. La gabbianella orfana viene battezzata Fortunata e si trova di fronte uno strano compito: quello di imparare a conoscersi e capire di non essere un gatto, prima di imparare a volare. Al fianco degli amici felini, Colonnello, Segretario, Diderot, il giovane Pallino e ovviamente Zorba, Fortunata si troverà a dovere fronteggiare il pericolo rappresentato dai ratti che aspettano l’occasione di prendere il potere e proclamare l’avvento del Grande Topo (voce di Antonio Albanese).Lo stesso Sepulveda (il suo Storia di una Gabbianella e del Gatto che le insegnò a volare è stato tradotto in 12 lingue) è la voce narrante. “Era un libro per tutti e il film ancora di più – disse giusto 20 anni fa il regista napoletano Enzo D’Alò, presentando il film alla Mostra del cinema di Venezia – Si tratta di una grandissima metafora sul problema della diversità, sempre più centrale nella nostra società”. Il budget della produzione di Cecchi Gori fu straordinario: 10 miliardi ma si videro tutti: 200 artisti e tecnici crearono 1.200 scenografie, 220 mila i disegni necessari per animare i 75 minuti del cartoon. La sceneggiatura di D’Alò e Umberto Marino ebbe l’approvazione dello stesso Sepulveda.Erano gli anni in cui il cinema d’animazione italiano, grazie alla torinese Lanterna Magica, faceva sperare in una riscossa: c’era stata la Freccia Azzurra a dare l’input e poi La Gabbianella e il Gatto, film di successo, grazie anche a investimenti importanti. Ora, dopo anni meno felici per il settore, di nuovo ci sono bagliori di luce, grazie alla scuola napoletana Mad che nel 2013 ha dato vita al piccolo gioiello dell’Arte della Felicità, seguito da Gatta Cenerentola (2017).

Dafne, trentenne Down piena di giudizioPremio Fipresci a Berlino, arriva il film con Carolina Raspanti

16 marzo 201919:35

– ‘Dafne’ è un film su una vera forza della natura che si chiama Carolina Raspanti, una trentenne portatrice di sindrome di Down e protagonista assoluta di questo secondo lungometraggio di Federico Bondi (Mar Nero, 2008), già passato in concorso a Panorama al Festival di Berlino, dove ha vinto il premio Fipresci, e ora in sala dal 21 marzo (Giornata Mondiale delle Persone con Sindrome di Down) con il Luce.Impossibile pensare a questo lavoro, prodotto da Vivo film con Rai Cinema, senza lo spirito da professorina piena di giudizio e candore di Carolina Raspanti. Nel film è appunto Dafne, una trentenne che ha il suo lavoro e vive con tutta la sua esuberanza insieme ai genitori: Luigi (Antonio Piovanelli) e Maria (Stefania Casini). Quando però la madre Maria muore, gli equilibri familiari vanno a pezzi. Il padre entra in depressione, tormentato, com’è, dalla paura di lasciare sola la figlia alla sua morte. Ma sarà paradossalmente proprio Dafne a dargli la forza di andare avanti con il suo caratterino e le sue perentorie indicazioni come: “Papà, non buttarti giù”.”Un giorno vidi alla fermata dell’autobus un padre e una figlia con la sindrome di Down che si tenevano per mano. Mi apparvero come degli eroi, due sopravvissuti. Poi ho avuto la fortuna di incontrare Carolina, con cui è nata un’amicizia fondamentale non solo per il film – ma anche per la mia vita”, ha detto il regista a Berlino. Ma chi è davvero Carolina Raspanti? Una ragazza piccola e tenace che conquista subito, come ha fatto all’incontro stampa alla Berlinale. “Mangio solo due piccole caramelle al week end, mentre guardo ‘Un posto al sole'”, ha confessato ai giornalisti, facendo outing su una delle sue imperdonabili debolezze. E chiarendo subito che per una ragazza alla quale “non pesa per niente essere down” la volontà e il rigore sono tutto. Nata nel 1984 a Lugo, dove si è diplomata, Carolina lavora all’Ipercoop. Ha scritto due romanzi autobiografici, ‘Questa è la mia vita’ e ‘Incontrarsi e conoscersi: ecco il mondo di Carolina’, e, grazie alla sua generosità, contribuisce allo sviluppo di progetti a favore di ragazzi diversamente abili.”La ragione che mi ha spinto a fare questo film è che ci ho creduto fin da subito e mi sono calata nel personaggio nel modo più naturale possibile mettendoci anche tutta la mia personalità”, ha spiegato Carolina. E ancora: “Mi piace il mio lavoro e soprattutto stare a contatto con gli altri. Ora al lavoro mi prendono in giro, mi chiamano la star, la diva, ma lo fanno solo per scherzare”. “Il mio carattere battagliero – ha sottolineato ancora – mi ha sempre aiutato a superare ogni difficoltà. Certo, anch’io ho le mie debolezze, per ben due volte – ha rivelato con candore e tra lo stupore di tutti – ho tentato il suicidio, ma in fondo nessuno è perfetto: siamo umani”.         [print-me title=”STAMPA”]

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Al Petruzzelli i clown di Slava Polunin
Spettacolo in programma fino a domenica 17 marzo

BARI14 marzo 2019 10:48

– La grande magia della clownerie ha fatto irruzione nel Teatro Petruzzelli con lo spettacolo ‘Slava’s Snow Show’. Ideato da Slava Polunin, considerato “il miglior clown del mondo”, questo spettacolo (fino al 17 marzo) è ormai “un classico del teatro del 20esimo secolo”, visto in decine di Paesi e centinaia di città, da milioni di spettatori.
Il personaggio più famoso di Polunin è Asisyai, un clown commovente e ironico, vestito di una tuta gialla da lavoro e con un paio di pantofole rosse soffici. Si presenta e quindi introduce tutti gli altri personaggi che, in un turbinio di cambi di scene, con treni, navi, immense lune, tempeste di vento e di neve, raccontano le loro storie. “E’ come un corteo nuziale – racconta Polunin – in cui cerco di sposare gli uni con gli altri”. Il pubblico viene coinvolto: i clown interagiscono con gli spettatori, salgono nei palchi della prima fila, ricoprono tutta la platea con una rete di tulle, e chiudono con un lancio di palloni che sono come sogni colorati.
Dalla tv in sala la favola di Sara e MartiDa Disney una storia di adolescenti

14 marzo 201911:18

Il bene e male in salsa millennials, tra selfie, youtuber e influencer. Anzi in ‘Sara e Marti’, lungometraggio spin-off della serie tv per adolescenti, di ‘cattivo-cattivo’ alla fine non c’è davvero nessuno, ma solo giovani che sbagliano per poi, subito dopo, pentirsi. Così mentre dal 21 gennaio su Disney Channel c’è la serie tv, arriva sul grande schermo dal 14 marzo distribuito dalla Walt Disney con il titolo ‘Sara e Marti – Il Film’ di Emanuele Pisano con protagoniste sempre le due affiatate sorelle cresciute a Londra e poi trasferite insieme al padre a Bevagna, piccolo borgo medievale nel cuore dell’Umbria.
Sara (Aurora Moroni) parte con i fratelli Catalano, Luigi (Luigi di Giuseppe) e Guido (Guido Laudenzi), per la Sicilia alle volte di Modica. Qui infatti c’è ancora la storica casa dove la mamma delle due sorelle trascorreva le vacanze durante l’infanzia. Qui Sara conoscerà il timido e scostante Saro (Antonio Nicotra), un ragazzino buono, altruista, ma anche molto povero. I suoi coetanei viziati e nulla facenti hanno una brutta opinione di lui per via di suo padre, in carcere per un piccolo crimine. Ma Sara, che si è presa una cotta per questo ragazzino un po’ selvaggio, aiuterà lentamente il giovane a farsi accettare dagli altri come a recuperare alcuni torti da lui subiti.
Occasione di una vendetta targata 2.0, sarà un concerto in piazza, da postare sull’immancabile telefonino, con Marti (Chiara Del Francia), che nel frattempo ha raggiunto la sorella in Sicilia, e lo youtuber Leonardo Decarli che nel film compare come guest star nel ruolo di se stesso. Oltre a Saro e al suo fratellino Mimmo (Federico Pellitteri), di cui il ragazzo si prende quotidianamente cura insieme al nonno malato di Alzheimer, nel film anche un altro personaggio inedito, il vilain Luca (Gabriele Badaglialacqua), antagonista per eccellenza di Saro. Classico figlio di papà, ricco e arrogante, Luca è innamorato di Sara e la pretende. Detesta così Saro alimentando i pregiudizi sul suo conto. Vendicativo, come è, dopo il rifiuto di Sara decide di punire Saro organizzando un malefico piano ai suoi danni, ma alla fine, anche in una favola della cosiddetta Net Generation, il bene trionfa sempre.
Ruggeri, ‘Alma’ tra spiritualità e sperimentazioneEsce il suo 35/o disco, da aprile in tour fra teatri e club

14 marzo 201920:00

– Enrico Ruggeri fa un compendio del suo arco artistico nel nuovo album di inediti ‘Alma’, in uscita il 15 marzo. Un lavoro, il suo 35/o, in tensione tra rock e canzone, tra autobiografia e racconto: “Siamo tutti fatti in maniera diversa, ma abbiamo pulsioni comuni – dice Ruggeri -. Per me il confine non è così delineato, tra raccontare di sé e raccontare gli altri”. Un esempio è il brano conclusivo, ‘Forma 21’, che immagina gli attimi prima della morte di Lou Reed: “La canzone è in prima persona, ma è lui che parla: risponde alla domanda che tutti ci dobbiamo fare sul momento della morte, cosa penserò e come lo vivrò, ma è stata scritta con il sorriso, con serenità”.Un simile spirito anima, all’estremo opposto, il brano di apertura ‘Come lacrime nella pioggia’, con la musica scritta dal figlio Pico Rama. Parlare di altri per svelare qualcosa di sé accomuna tutte le tracce come risulta anche in ‘Un pallone’, brano cantato con Ermal Meta che reinventa poeticamente la vicenda di Iqbal Masih, bambino pakistano che già prima dell’uccisione nel 1995 era diventato simbolo della lotta al lavoro minorile: “Avevo raccontato questa storia nel mio programma radiofonico, qui ho voluto giocare sul parallelismo tra il pallone come sogno e il pallone che deve essere cucito. C’è ancora bisogno di canzoni che risveglino le coscienze, specialmente perché alcuni temi sembra vadano di moda e poi non se ne parla più, c’è quasi una moda del dolore”. Tra ispirazioni new wave, punk, jazz e rock’n’roll, le tracce presentano l’eclettismo stilistico di Ruggeri: “Tutte le volte che entro in studio arrivo con l’intenzione di fare un disco omologo nei suoni, ma poi la mia voglia di sperimentare prevale”. A proposito del supporto musicale, che ha un largo spazio (“Bisogna far respirare le canzoni, non può esserci solo il cantato”), ‘Alma’ si contraddistingue anche perché inciso in presa diretta: “A parte qualcosa con i Decibel, non ho mai usato un metodo ‘live’ in maniera così pronunciata: arrivavo in studio con una canzone, la suonavo una volta alla chitarra e poi la band si aggiungeva. Il vantaggio è che senti il risultato, ti immagini il pezzo dal vivo: oggi, con i dischi incisi su cento piste, sul palco devi esibirti quasi in playback, inoltre diventi bulimico creativamente”.Se pure il disco omaggia un mito personale come Lou Reed (“Lui e Bowie sono come gli eroi della nostra mitologia”), in ‘Supereroi’ il punto di vista sui modelli da seguire è ambivalente: “Avevo la musica con il cantato in inglese maccheronico e i miei figli di 13 e 8 anni sono impazziti sentendola: questo mi ha suggerito di scrivere un testo per bambini, sui supereroi. Ma sotto una lettura superficiale capisci che il bisogno di figure rassicuranti convive con la paura di queste stesse figure: credo dica molto sul presente”. Enrico Ruggeri presenterà il disco in tour dal 4 aprile, alternando show acustici nei teatri e show elettrici nei club, sempre con scalette differenti: dopo la data zero (in acustico) al Teatro Mascagni di Chiusi (Siena), Ruggeri toccherà tra le altre Bolzano, Sondrio, Lecce, Brescia, Milano e Torino.

Thegiornalisti al Circo Massimo il 7/9#LOVEalMASSIMO, sarà prima band italiana a esibirsi nell’arena

14 marzo 201912:15

– I Thegiornalisti gladiatori al Circo Massimo. La band capitanata da Tommaso Paradiso, a meno di un mese dall’inizio della tranche primaverile del “LOVE Tour 2019”, annuncia “Thegiornalisti – Circo Massimo”, show al Circo Massimo a Roma, in programma il 7 settembre, a chiusura della tournée che a oggi ha già venduto più di 250 mila biglietti. I Thegiornalisti saranno il primo gruppo italiano a esibirsi sul palco dell’antico stadio romano.
Nel frattempo la band si prepara per la prossima tranche di concerti che partirà il 26 marzo da Jesolo e che prevede 15 tappe di cui 10 già sold out.
Torna Bonolis con Ciao DarwinDal 15/3 su Canale5 con Laurenti ogni venerdì in prima serata

14 marzo 201914:04

– Torna “Ciao Darwin”, il varietà condotto da Paolo Bonolis con Luca Laurenti, dal 15 marzo ogni venerdì in prima serata su Canale 5. Il programma che, fin dalla sua prima edizione, ha voluto rappresentare, con dichiarata consapevolezza e assoluta ironia, l’aspetto più grottesco dell’umanità. Prendendo spunto dal romanzo di Stephen King “Terre Desolate”, questa stagione si propone di esplorare gli scenari apocalittici verso i quali il nostro mondo, inesorabilmente, si avvicina e di cui “Ciao Darwin”, con ironia, si rende in parte responsabile. Giunto alla sua ottava edizione, il programma riprende il suo studio parascientifico alla ricerca delle caratteristiche dell’uomo e della donna del Terzo Millennio. La selezione avviene attraverso una sfida semiseria tra due categorie di persone antitetiche. Si parte con lo “scontro” chic vs shock. Quest’anno l’iconica Madre Natura si moltiplicherà: le depositarie del meccanismo della casualità saranno, infatti, una a puntata.
Coma_Cose, tra ironia e criticaEsce album del duo rap e pop. Tour nei club tra marzo e aprile

14 marzo 201914:31

– I Coma_Cose si mettono a nudo, usano ironia ed empatia, giocano con le aspettative nel loro album di debutto ‘Hype Aura’, in uscita il 15 marzo. Fausto ‘Lama’ Zanardelli, che con Francesca ‘California’ Mesiano è metà del duo di milanesi adottivi divenuti fenomeno con ‘Anima lattina’ e ‘Post concerto’, ne ha parlato così: “Coma_Cose nasce dalla nostra necessità artistica di un progetto liberatorio, a livello artistico e personale. Per questo abbiamo sempre mantenuto questo codice molto legato alla nostra vita: siamo due ragazzi qualunque che vivono nel precariato e sperano di cambiare. Di quel codice abbiamo fatto un manifesto e questo disco chiude un primo capitolo. Fotografiamo quel che è successo e che siamo, e ci poniamo la domanda: e adesso? Questa è la paura”.
Dopo un tour in-store, i Coma_Cose si esibiranno dal vivo nei club: prima tappa a Padova (Hall, 30/3), quindi Firenze, Milano, Nonantola (Modena), Senigallia (Ancona), Torino, Napoli, Modugno (Bari) e Roma.
Man Nuoro celebra arte del MediterraneoUn viaggio in tre esposizioni per creare il dialogo tra culture

NUORO14 marzo 201914:33

– Due retrospettive, “Ali senza fronde” e “Personnages” rispettivamente dell’artista francese Pierre Puvis de Chavennes (1824-1898) e del palestinese Maliheh Afnan (1935 2016), e un’esposizione dal titolo “Il segno e l’idea” di venti artisti sardi del XX secolo, concepite come un unicum. Un dialogo inedito a tre voci per il Museo Man di Nuoro per una mostra che potrà essere visitata fino al 9 giugno.
L’intero progetto espositivo, curato dal direttore Luigi Fassi, segue un percorso di ricerca del Man che pone al centro il Mediterraneo. Un tema che ritorna dopo la prima mostra firmata da Fassi nel novembre scorso, che ha visto insieme una molteplicità di artisti contemporanei. “La mostra di Maliheh Afnan porta avanti un progetto di indagine e ricerca su artisti che vivono e operano nel bacino del Mediterraneo – spiega il direttore del Museo – in particolare sulle sue sponde meridionali e orientali. La retrospettiva di Pierre Puvis de Chavannes, invece, mette in luce il suo rapporto intenso con l’Italia, e dunque un Mediterraneo più prossimo, a cavallo di Francia e Italia. Infine la collettiva, in posizione di dialogo con le altre mostre grazie alla presenza di artisti che hanno vissuto la loro identità sarda nel rapporto con la realtà continentale”. La retrospettiva di Puvis de Chavennes è curata dallo storico e critico d’arte Alberto Salvadori, quella di Afnan vede la direzione artistica della stesso Fassi, mentre l’esposizione delle venti opere di artisti sardi della collezione permanente del Man – da Ballero a Biasi a Fancello, passando per Ciusa, Devoto, Palazzi, fino a Satta – ha avuto la collaborazione della storica dell’arte del museo nuorese Emanuela Manca. “L’intenzione – sottolinea Fassi – è accompagnare i visitatori in un viaggio di conoscenza dove emerga con forza la continuità che lega tra loro le diverse esperienze artistiche succedutesi nei secoli che hanno scritto la storia dell’arte moderna e contemporanea”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Gardiner, Berlioz teatrale e drammatico
Per 150 anni compositore a S.Cecilia con viola solista Tamestit

14 marzo 201914:40

– Sir John Eliot Gardiner torna a Santa Cecilia, ma per la prima volta dirigerà l’orchestra dell’Accademia che dice di aver ascoltata alcune volte diretta da Giulini e da Pappano e racconta in una pausa delle prove: “E’ un complesso ricco di qualità, serio ma con umore quando è necessario; flessibile, risponde subito e suona con ardore”.
L’appuntamento è per il 14, 15 e 16 marzo per ‘Aroldo in Italia’ e ‘Carnevale romano’ di Berlioz e la Sinfonia n. 7 di Dvorak con Antoine Tamestit solista con la sua viola. L’8 maggio invece tornerà per l’opera-oratorio ‘Semele’ di Haendel con la sua Monteverdi coro e orchestra barocca.
Santa Cecilia apre così le celebrazioni per i 150 anni dalla morte di Berlioz (8 marzo 1869): la prossima stagione si aprirà con una serie di appuntamenti intitolati ‘Fantastico Berlioz’, come annuncia il sovrintendente Michele dall’Ongaro.
Per Gardiner, 76 anni ad aprile, ‘Aroldo in Italia’ ha una sua intrinseca teatralità: “Non è un concerto, è quasi una sinfonia drammatica”.
Carlucci, a Ballando da Vukotic a LeonardiLa conduttrice svela altri concorrenti in tv

14 marzo 201920:11

Milly Carlucci continua a svelare i prossimi concorrenti di Ballando con le stelle, al via su Rai1 il 30 marzo in prime time. Alla Vita in Diretta, il programma condotto da Francesca Fialdini e Tiberio Timperi sull’ammiraglia Rai, ha rivelato altri due nomi del fortunato dance show del sabato sera: Milena Vukotic, attrice amatissima sul piccolo e grande schermo, indimenticabile “consorte” del mitico ragionier Fantozzi, e Lasse Matberg, ufficiale della Royal Norwegian Navy, il sex symbol di Instagram soprannominato ‘il vichingo del web’.”Cercavo sul web personaggi particolari – ha raccontato la Carlucci – e sono stata colpita da questo personaggio che è una web star, modello, poi giro e scopro tenente della Reale Marina norvegese, con quei capelli, nonché rappresentante della Reale Marina a Bruxelles alla Nato. Lui è un ufficiale istruttore di reclute. Ho detto: mamma mia che cosa divertente, che bella storia”. Lasse Matberg e la Vukotic, che sarà in coppia con Simone De Pasquale, si aggiungono agli altri concorrenti ufficializzati in queste ore, ovvero Suor Cristina, gli attori Ettore Bassi ed Enrico Lo Verso, Angelo Russo (il Catarella del Commissario Montalbano), l’ex senatore Antonio Razzi, i gemelli della passerella Kevin e Jonathan Sampaio e la web star Marco Leonardi.

Lauryn Hill e Calcutta al Locus festivalNello stadio di Locorotondo concerti il 7 e il 10 agosto

BARI14 marzo 201915:58

– Sarà Lauryn Hill la protagonista della sedicesima edizione del Locus festival, il 7 agosto allo Stadio Comunale di Viale Olimpia a Locorotondo (Bari). Icona della black music, dagli esordi con i Fugees ai cinque Grammy Award conquistati da solista con l’album ‘The Miseducation of’, Ms Lauryn Hill – evidenziano gli organizzatori – aggiungerà ulteriore prestigio al festival.
Nella stessa location, il 10 agosto, sarà ospitato il concerto di Calcutta che ha scelto il Locus per la sua unica data estiva in Puglia.
Baglioni torna ‘Al centro’ della scenaAl via da Livorno 2/a parte del tour, chiusura a Firenze il 26/4

14 marzo 201915:58

– Venerdì 15 marzo, al Modigliani Forum di Livorno, Claudio Baglioni sarà di nuovo ‘Al centro’, per l’inizio della seconda parte del tour che lo vede protagonista delle principali arene indoor d’Italia. Grazie al palco al centro, il pubblico – disposto a 360 gradi – può rivivere, insieme all’artista, mezzo secolo di grande musica, attraverso tutti i più grandi successi – per la prima volta – in ordine cronologico.
‘Al centro’, premiato come ‘BestShow 2018’ dalla rivista Sound&Lite, si chiuderà il 26 aprile al Nelson Mandela Forum di Firenze.
‘Detective per caso’, tra disabili e nonSolidarietà da Gerini a Lillo, ma non dal Mibac

14 marzo 201920:07

– ‘Detective per caso’ di Giorgio Romano è da una parte una commedia noir come tante e, dall’altra, un lodevole esperimento artistico inclusivo che nasce da un principio: perché non far lavorare alla pari in un film attori professionisti disabili e attori normodotati? E questo in un’opera poi, in sala con Medusa il 18 e il 19, che non tratta di disabilità. Da qui una vera sfida che ha trovato la solidarietà da parte di tutti, da attori come Claudia Gerini, Valerio Mastandrea, Fresi, Lillo, Massimiliano Bruno (che hanno lavorato pro bono) fino alla stessa post-produzione che ha lavorato praticamente gratis, ma l’opera non ha però ottenuto il sostegno del Mibac per i film di interesse culturale.Dice uno dei produttori, Guia Invernizzi Cuminetti: “Abbiamo presentato la domanda nei tempi giusti, ma non abbiamo purtroppo ottenuto i punteggi necessari per avere i contributi selettivi”. Il film segue la storia di due cugini Giulia (Emanuela Annini) e Piero (Alessandro Tiberi). Lei un po’ naif, sogna di fare la detective da quando era piccola mentre lui lavora nel negozio di ferramenta del padre. I due si ritrovano, come ogni venerdì, con il loro gruppo di amici, Valeria (Giulia Pinto), Panico (Giordano Capparucci), Oreste (Giuseppe Trappa) e Sandro (Matteo Panfilo), alla discoteca San Salvador. Piero però lascia a un certo punto il locale, si trova ad assistere a un pestaggio e scompare. Ma Giulia, impiegata all’Ufficio Oggetti Smarriti della Stazione, e da sempre appassionata di inchieste, si metterà sulle sue tracce grazie anche all’aiuto di tutti i suoi amici disabili ma non troppo. Il progetto del film, va detto, è stato realizzato grazie a L’arte nel cuore, Onlus che ha messo a disposizione i suoi attori professionisti disabili e ha avuto il sostegno di Fondazione Allianz Umanamente.Maurizio Devescovi, presidente della Fondazione Allianz Umanamente e direttore generale di Allianz S.p.A spiega: “Abbiamo sposato da subito questo progetto, che mirava a valorizzare dei talenti emergenti, superando qualsivoglia stereotipo di diversità, a favore di veri ruoli da protagonisti del film”. Giampaolo Letta di Medusa, grande sostenitore del progetto, non esclude che il film possa diventare una serie tv: “Per ora abbiamo acquistato i diritti poi si vedrà”. Dice invece Emanuela Ammini che nel film interpreta Giorgia, vero motore di tutta la storia: “Il bello di questo film è che non parla di disabilità. È come un messaggio alle famiglie con figli disabili: tutti ce la possono fare”. Sottolinea, infine, Claudia Gerini: “Non ho notato nessun tipo di differenza nel lavorare con questi ragazzi che hanno tutti un grande talento – e aggiunge -, ma perché non portare questo film nelle scuole?”.

A Milano 7 giorni dedicati all’arteDall’1 al 7 aprile. Sala,’città che trasforma impulsi in eventi’

14 marzo 201916:43

– Una settimana nel segno dell’arte, con inaugurazioni, performance e mostre diffuse in tutta la città. Dall’1 al 7 aprile torna la Milano Art Week, iniziativa che accompagna ‘miart’, la fiera internazionale di arte moderna e contemporanea promossa da Fiera Milano. “Milano è una città che raccoglie tanti impulsi e li trasforma in energie ed eventi”, ha detto il sindaco Giuseppe Sala. Tra le novità, c’è il sostegno di Banca Generali che offrirà al pubblico l’apertura straordinaria della mostra ‘Hana to Yama’ di Linda Fregni Nagler. Per l’arte contemporanea ci sarà la mostra ‘Renata Boero.
Kromo-Kronos’ al Museo del Novecento, alla Fondazione Stelline invece omaggio a Leonardo con ‘L’Ultima Cena dopo Leonardo’. I caselli daziari di Porta Venezia ospiteranno l’installazione ‘A Friend’, realizzata dall’artista ghanese Ibrahim Mahama.
Iniziative dedicate all’arte moderna a Palazzo Reale, con la mostra di Jean-Auguste-Dominique Ingres, e alla GAM con la rassegna-focus su Angelo Morbelli.
Arriva il libro di Greta Thunberg’La nostra casa è in fiamme’ esce a maggio per Mondadori

14 marzo 201916:44

– Uscirà in Italia a maggio 2019 per Mondadori il libro di Greta Thunberg, con il titolo ‘La nostra casa è in fiamme’. Scritto da Greta insieme al papà, la mamma e la sorella, racconta la storia della sedicenne svedese, di come si è avvicinata fin da piccolissima alla causa ambientalista e del percorso che l’ha portata a fare il primo sciopero il 20 agosto 2018.
Sono sempre più numerosi gli studenti in tutto il mondo, Italia compresa, che seguono l’esempio di Greta, diventata il simbolo internazionale della battaglia contro il cambiamento climatico, e che venerdì 15 marzo scenderanno in piazza per manifestare e chiedere ai governi impegni concreti per salvare il nostro pianeta.
Mapplethorpe, sguardo oltre l’esteticaRoma omaggio al maestro nel dialogo tra antico e contemporaneo

14 marzo 201916:46

– C’è una memoria profonda e ragionata della storia dell’arte e un grande amore nei confronti dei maestri del passato nel lavoro di Robert Mapplethorpe, alla cui figura le Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma rendono omaggio con una mostra a 30 anni dalla morte. Dal 15 marzo al 30 giugno nella sede di Galleria Corsini e intitolata “Robert Mapplethorpe. L’obiettivo sensibile”, la mostra presenta 45 immagini del fotografo americano, per la prima volta messe in relazione con il contesto di una quadreria settecentesca.
L’anatomia, la sessualità, la ritrattistica, la natura morta e il paesaggio sono i temi alla base di quell’estetica originale con cui Mapplethorpe turbò la New York degli anni ’70 e che la mostra, a cura di Flaminia Gennari Santori, documenta: le immagini inserite tra i quadri della collezione testimoniano quanto l’artista curasse in modo maniacale la composizione di ogni singolo scatto per ricreare l’armonia dell’arte classica, nobilitare i soggetti più umili e superare i tabù.
Riapre l’Italia in miniaturaAl via la 49/a stagione del parco tematico di Rimini

BOLOGNA14 marzo 201916:47

– Tutti monumenti, le piazze e le meraviglie italiane in scala ridotta da scoprire con un solo colpo d’occhio. Sabato 16 marzo dopo un restyling riapre al pubblico l’Italia in Miniatura, il parco tematico in provincia di Rimini. Al via la 49/a stagione dopo che uno staff di pittori, elettricisti, miniaturisti, giardinieri e progettisti ha rimesso a nuovo 273 miniature in scala di città, paesaggi e grandi opere. Con uno speciale binocolo i visitatori potranno ammirare ogni dettaglio del parco tematico, inclusi gli oltre cinquemila veri alberi e anche 18 trenini elettrici. Per l’intera stagione verranno organizzati eventi per tutta la famiglia: da un corso per imparare a modellare l’argilla o per creare ceramiche fino a un laboratorio per conoscere e cimentarsi nell’arte del mosaico, senza dimenticare il divertimento tanto che in calendario è previsto anche un grande pigiama party per il mese di agosto. Il biglietto per visitare Italia in Miniatura prevede l’accesso a 12 attrazioni diverse tra cui la Torre Panoramica, un viaggio tra i canali di Venezia, il Luna Park della Scienza. Fino al 6 gennaio del prossimo anno, inoltre, chi acquista un biglietto per il parco tematico può rientrare gratis un secondo giorno a scelta.

Folkest, in anteprima Le OrmeTra gli ospiti 41/a edizione Loreena McKennit, Shapiro-Vandelli

UDINE14 marzo 201918:48

– Sarà il concerto di debutto del nuovo tour della storica band ‘Le Orme’ con il suo ultimo album ‘Sulle ali di un sogno’ ad aprire in anteprima a Spilimbergo domenica 17 marzo la 41/a edizione di Folkest, il festival musicale estivo in programma dal 20 giugno al 22 luglio, tra Spilimbergo (sede principale), Udine e altri centri del Friuli Venezia Giulia, così come a Capodistria/Koper, in Slovenia. Lo ha annunciato a Udine il direttore artistico, Andrea Del Favero.
Tra gli ospiti di questa edizione, che prevede oltre sessanta appuntamenti, il duo Shel Shapiro-Maurizio Vandelli nel ‘Love and Peace Tour’ (Udine, 9 luglio), l’intramontabile formazione della PFM (Capodistria, 20 luglio) impegnata nel ‘TVB-The very best tour’ e la cantautrice canadese Loreena McKennit, star internazionale della musica folk che si esibirà il 22 luglio nel piazzale del castello di Udine. La presentazione dell’intero programma di Folkest 2019 è in calendario per il 23 maggio.

Bowie 50 anni fa prima volta in ItaliaFu a Monsummano nel ’69, un concerto per ricordare l’evento

PISTOIA14 marzo 201918:49

– Era l’estate del 1969, tra il 31 luglio e il 3 agosto, quando un giovanissimo e quasi sconosciuto David Bowie fece la sua prima apparizione in Italia: a Monsummano Terme. Il cantante di Brixton, allora ventenne, partecipò a un concorso canoro, il ‘Festival internazionale del disco’, organizzato dalla locale associazione culturale ‘Giuseppe Giusti’. Cantò una canzone tratta dal suo primo disco ‘When I live my dreams’. Fu un mezzo successo, tanto che Bowie arrivò secondo dietro una giovane cantante spagnola. Quella settimana è rimasta nel cuore di tanti e a distanza esatta di 50 anni il Comune di Monsummano Terme la ricorderà con un progetto ideato e curato da ‘Officine della cultura’ il 21 maggio. Una giornata dedicata a David Bowie che vedrà come protagonista principale uno dei maggiori musicisti jazz italiani, il trombettista Paolo Fresu, a cui è stato affidato il progetto musicale. Con lui una band: Gianluca Petrella, Petra Magoni, Francesco Diodati, Francesco Ponticelli e Christian Meyer.
Alicia Keys scrive la biografia’More Myself’ uscirà in autunno, la pubblica Oprah

NEW YORK14 marzo 201918:57

– Alicia Keys si allea con Oprah per il lancio del suo nuovo libro. ‘More Myself’ (Più di me stessa) uscirà infatti il prossimo autunno sotto l’etichetta della regina dei talk show. Lo hanno annunciato entrambe in video. “Non potrei essere di più al settimo cielo nel condividere questa parte del mio viaggio finora e tutti i modi in cui imparo continuamente ad onorare la mia verità – ha detto la Keys -.
Assieme a mia sorella (in senso figurato, ndr), guida e amica Oprah, questo libro è uno dei capitoli più entusiasmanti”. ‘More Myself’ è in parte un’autobiografia, in parte un documentario narrativo, come si legge nella descrizione. La cantante, che ha una madre di origini italiane, descrive il suo viaggio attraverso un racconto personale includendo anche ricordi dalla sua infanzia a Hell’s Kitchen e Harlem e passando per la sua ascesa musicale che l’ha portata a vincere ben 15 Grammy. Nel 2017 la rivista Time l’ha inserita nella classifica annuale delle 100 persone più influenti del mondo.
‘Exit Morandi’ a museo Novecento FirenzeAnche personali di Goldschmied & Chiari e Riccardo Guarneri

FIRENZE14 marzo 201919:19

– Una grande mostra monografica dedicata a Giorgio Morandi, considerato tra i più grandi artisti della storia dell’arte del ventesimo secolo: la rassegna ‘Exit Morandi’ si apre il 15 marzo al museo Novecento di Firenze dove resterà fino al 27 giugno. L’esposizione, a cura di Maria Cristina Bandera e Sergio Risaliti, prende origine da quattro importanti dipinti dell’artista bolognese appartenuti al collezionista e mecenate Alberto Della Ragione. Insieme alla monografica su Morandi, domani taglierà il nastro inaugurale anche un nuovo appuntamento del ciclo ‘Duel’, che invita un artista contemporaneo a porsi in dialogo con un’opera della collezione del museo. Il 2019 è l’anno di ‘Eclisse’ di Goldschmied & Chiari che costruiscono tutta la mostra sull’idea del ‘doppio’ e hanno scelto, quasi per empatia, il dipinto ‘Demolizioni’ di Mario Mafai. Infine, per il ciclo ‘Campo Aperto’ spazio a Riccardo Guarneri e alla sua mostra ‘Pittura Pittura’. Si parte da una tela degli anni Sessanta riferibile quasi agli esordi della carriera dell’artista, fino ad arrivare a lavori più recenti, dai primi anni Duemila ad oggi.
“È un grande traguardo per il museo Novecento poter ospitare una mostra dedicata a un grande protagonista dell’arte italiana e mondiale come Giorgio Morandi”, ha commentato Sergio Risaliti, direttore artistico del museo fiorentino. “Nell’ultimo anno – ha aggiunto – il museo ha ospitato Emilio Vedova, Piero Manzoni, Medardo Rosso, ottemperando a una mission che lo vuole impegnato nella rilettura dell’opera dei maestri del Novecento”.
Un film italiano apre FescaalMigrante ivoriano star di ‘Fiore gemello’ di Laura Luchetti

14 marzo 201919:21

– Sarà per la prima volta il film di una regista italiana, ‘Fiore Gemello’ di Laura Luchetti, ad aprire il festival del cinema africano, d’Asia e America Latina (Fescaal), la cui 29/a edizione si terrà dal 23 al 31 marzo a Milano. I due attori esordienti del film, l’ivoriano Kallil Koné e Anastasyia Bogach, sono giovani non professionisti. “Kallil Koné era sceso da un barcone proveniente dalla Libia pochi mesi prima che iniziassimo le riprese – racconta Laura Luchetti – A piedi dalla Costa d’Avorio era arrivato in Libia dove si era imbarcato per l’Italia a bordo di uno dei tanti gommoni che spesso non ce la fanno ad arrivare a destinazione. Voleva fare l’attore. Lo guardavo muoversi e recitare durante il provino. È un dono il suo, un talento ruvido, uno sguardo che si porta dietro un orrore che noi non possiamo nemmeno immaginare”.
Elisa canta nel Dumbo di Tim BurtonNella versione italiana del nuovo film live action della Disney

14 marzo 201919:22

– Elisa canterà e doppierà nella versione italiana del nuovo film Disney, Dumbo, rivisitazione in chiave live action firmata da Tim Burton del celebre classico d’animazione, in arrivo nelle sale il 28 marzo. Un riconoscimento eccezionale per l’artista che reinterpreterà uno dei brani portanti della pellicola, “Bimbo mio” (“Baby Mine”), canzone simbolo del film del 1941 (Premio Oscar per la Miglior Colonna Sonora Originale e Nomination per la Miglior Canzone proprio con questa traccia). Non solo, Disney Italia ha voluto Elisa anche come doppiatrice e nel film presterà la voce al personaggio di Miss Atlantis, la sirena del Circo dei Fratelli Medici.
Non è la prima volta che l’artista prende parte a pellicole di portata internazionale. Nel 2012 infatti era stata scelta da un altro genio del grande schermo, Quentin Tarantino, e insieme ad Ennio Morricone aveva composto e interpretato “Ancora Qui” nel film “Django Unchained”.
Lavia, atto d’amore con i ‘Giganti’ pirandellianiGrande, forte e leggero spettacolo su valore teatro e poesia

14 marzo 201920:08

– Estremo, assoluto atto di fede nella poesia e nel teatro, nella cultura, testamento di Pirandello che lasciò il testo incompiuto, ‘I giganti della montagna’ sono un testo complesso, ricco, impegnativo da portare in scena anche sul piano produttivo, e Gabriele Lavia, per realizzarne questa sua bella lettura, forse la sua cosa migliore sino a oggi per misura, forza e leggerezza, che si replica all’Eliseo di Roma sino al 30 marzo, ha messo insieme, oltre a un gruppo di ben 23 attori, il Teatro della Toscana, lo Stabile di Torino, il Biondo di Palermo, col sostegno di vari enti locali e del laziale Atcl, che saranno ovviamente tappe della sua lunga tournée.Questa vicenda, che nasce dall’autobiografia stessa di Pirandello, dalle sue vicende personali e dal suo essere autore e impresario teatrale, summa della sua poetica, ha come protagonista il teatro stesso, la sua capacità di suscitare e far vivere fantasmi più reali della stessa realtà grazie alla poesia, che ha una sua intrinseca necessità e autonomia vitale, ma per esistere davvero e trasmettere il suo messaggio di fantasia e salvezza ha bisogno di essere portato tra la gente, lo racconta come minacciato, in fuga, e l’attuale finale aperto risulta più inquietante e moderno di quelli che si testimonia avesse in mente Pirandello. Il finale rombo del suono della cavalcata dell’avvicinarsi e passare dei Giganti, cui i grandi lavori di scavi, fondazioni, fabbriche “hanno sviluppato enormemente i loro muscoli e li hanno resi naturalmente anche duri di mente, un po’ bestiali”, vede l’attrice Diamante osservarli da lontano, dalla Villa, dicendo “Io ho paura! Ho paura”. E’ il sentimento di chi vede, come Pirandello, come Lavia, come direi tutti noi oggi assolutamente come allora, messo in pericolo da un popolo potente e ciecamente violento il mondo della cultura e della poesia rappresentato nella sua umana essenza dal teatro.E allora ecco che in questa lettura la villa della scalogna è emblematicamente nella scena di Alessandro Camera un grande teatro col suo semicerchio di palchi distrutto, pericolante, come squassato da un terremoto, in cui vivono asserragliati e sopravvivono isolati il mago-regista Cotrone col suo gruppo di scalognati, curiosi e colorati personaggi come sopravvissuti a un passato di circo o cabaret nei costumi di Andrea Viotti, e dove arrivano grigi, decimati e miserabili per aver voluto ostinarsi a far teatro, a portare in scena ‘La favola del figlio cambiato’, l’attrice contessa Ilse col marito e sei attori della sua ex compagnia. Cotrone, che mostrerà loro tutte le magie di cui è capace lui e tutte le illusioni e i sogni che sa rendere vivi la poesia recitata, quando può vivere indisturbata come lì nella villa, li inviterà a restare, ma Ilse, che ha sempre rifiutato ogni corruzione ed è ormai prigioniera del personaggio della donna-madre del testo il cui autore si è suicidato perché lei non ha ceduto al suo amore, vuole tornare appunto a recitare e portare il teatro a vivere tra gli uomini. Per Strehler, che a questo testo tornò più volte, essa rappresentava la necessità, il sogno di un teatro pubblico, sogno infranto dai giganti, dal sipario di ferro che cadeva a schiacciare nell’ultimo finale la caretta dei comici che se ne vorrebbero andare, alludendo anche al tragico finale che pare avesse intesta l’autore. Per Lavia invece, che ci pare possa essersi ispirato alla bella intuizione di Alberto Savinio che vide nei ‘Giganti’ per Pirandello quel che era ‘La tempesta’ per Shakespeare, con un ideale accostamento tra Prospero e Cotrone, è l’esaltazione del potere illusorio, della verità del sogno del teatro come momento di purezza e innocenza dell’uomo a confronto e nonostante il farsi sempre più bestiale del mondo, con quella dichiarazione di paura finale, ma anche con quel passare oltre dei giganti, come è del resto anche in Pirandello che chiude col loro “frastuono che va allontanandosi”.

Napoli Teatro Festival, oltre 150 eventi8 giugno-4 luglio, direttore Cappuccio, dedicato a Nekrošiu

NAPOLI14 marzo 201920:17

– Oltre 150 eventi, 37 giorni di programmazione (8 giugno-4 luglio), 40 i luoghi tra Napoli e altre città della Campania che ospiteranno teatro, danza, letteratura, cinema, video/performance, musica, mostre e laboratori: sono i numeri della dodicesima edizione del Napoli Teatro Festival Italia, la terza diretta da Ruggero Cappuccio, realizzata con il sostegno della Regione Campania e organizzata dalla Fondazione Campania dei Festival guidata da Alessandro Barbano.
La dedica è al grande regista lituano Eimuntas Nekrošius, recentemente scomparso, da sempre legato a Napoli e al Festival.
Confermata la politica dei prezzi (da 8 a 5 euro) e le agevolazioni assolute per le fasce sociali deboli. Palazzo Reale sarà la sede principale del Festival che coinvolgerà molti teatri cittadini e spazi di pregio storico. ”Dei festival di teatro la crisi è nota. Grazie alla Regione Campania siamo in controtendenza e possiamo avere ‘biglietti popolari”’ dice Cappuccio.
Mahmood, sono pro musica italianaIl vincitore di Sanremo a colloquio con il sindaco di Milano

14 marzo 201920:28

– “Sono pro musica italiana”. Così Mahmood, il rapper milanese che ha vinto il festival di Sanremo, ha parlato dei suoi gusti musicali nel corso dell’intervista che gli ha fatto il sindaco di Milano, Beppe Sala, in un locale della città. “Ascolto sempre molta musica italiana, oggi ci sono molti giovani cantautori che hanno voglia di fare e hanno talento”, ha aggiunto. “Sono cresciuto con una mamma sarda e un papà egiziano – ha ricordato parlando della musica che ha sentito da piccolo – .
Mia mamma mi faceva ascoltare i cantautori come Battisti, Dalla e De Gregori, mio padre la musica araba che non mi piaceva, ma adesso torna con quelle melodie nel modo in cui scrivo”.
Libri Come, al via in 10 bibliotecheSinibaldi, “grande partecipazione di lettori e cittadini’

14 marzo 201920:29

– Si è aperta, con un’inaugurazione plurale e diffusa in dieci biblioteche di Roma, la decima edizione di Libri Come, la Festa del Libro e della Lettura, dedicata nel 2019 alla ‘Libertà’, che si concluderà il 17 marzo.
“La decima edizione di Libri Come si inaugura in dieci biblioteche con una grande partecipazione da parte dei lettori e dei cittadini che ci fa capire quanto la letteratura e i libri stimolino ancora la curiosità e l’interesse della collettività” ha detto Marino Sinibaldi, curatore della manifestazione, prodotta da Fondazione Musica per Roma, con Michele De Mieri e Rosa Polacco.
Organizzata in collaborazione con le Biblioteche di Roma, Libri Come ha visto ospiti nelle biblioteche: Amanda Craig, Roberto Costantini, Cinzia Leone, Michela Marzano, Enrico Palandri, Maria Francesca Venturo, Viola Di Grado, Marcantonio Lucidi, Goffredo Buccini, Enrico Castelli Gattinara. Dal 15 marzo la Festa del Libro, che festeggia 10 anni, vedrà all’Auditorium Parco della Musica di Roma, oltre 250 ospiti. Il Progetto ‘Una biblioteca, un autore, un libro’ è stato realizzato assieme all’Assessorato alla Crescita Culturale che in tre anni ha portato fuori dall’Auditorium e in tutta Roma tanti scrittori coinvolgendo pubblici di aree differenti della città.
Uffizi:Schmidt,nessuna novità su FirenzeDirettore, Rimanere? non dipende da me, non ho discrezionalità

FIRENZE15 marzo 201914:29

– “E’ noto da un anno e mezzo, non è un segreto”. Così risponde il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schimidt in merito all’intervista al quotidiano tedesco Handelsblatt nella quale gli veniva chiesto quale sarebbe stato il suo ultimo giorno agli Uffizi.  ”Al momento non ho informazioni concrete. Dovrebbe essere il 31 ottobre”, solo dopo prenderà servizio al Kunsthisstorissches Museum di Vienna. “Non ci sono novità”, ripete Schmidt spiegando che l’intervista è di qualche settimana fa e che trattava altri temi.
Riguardo al suo futuro, aggiunge che quanto scritto “è quello che si sa da un anno e mezzo, che rispetto al suo attuale contratto non ci sono cambiamenti da parte del ministero di Roma”. Alla domanda ora se vuole restare a Firenze spiega: “Rimanere? Non dipende da me, non ho discrezionalità. Ho partecipato al concorso per il museo di Vienna e quando ho saputo di averlo vinto, nel settembre 2017, l’ho subito detto.
Da me c’è sempre stata estrema trasparenza”.
Tim Burton avrà il David alla carrieraAl regista riconoscimento il 27 marzo nella diretta su Rai1

15 marzo 201914:23

– Tim Burton riceverà il Premio alla Carriera – David for Cinematic Excellence 2019 nel corso della 64/a edizione dei Premi David di Donatello. Lo annuncia Piera Detassis, presidente e direttore artistico dell’Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello, in accordo con il Consiglio direttivo. Il riconoscimento sarà consegnato mercoledì 27 marzo nell’ambito della cerimonia di premiazione, in diretta in prima serata su Rai1, condotta da Carlo Conti.
Il nuovo e atteso lungometraggio del cineasta statunitense, Dumbo, rivisitazione in chiave live-action dell’amato classico d’animazione Disney, sarà nelle sale italiane dal 28 marzo distribuito da The Walt Disney Company Italia.
Anthony Wong ospite al Far East FestivalA Udine per ritirare premio Gelso d’Oro a carriera

UDINE15 marzo 201915:31

– L’attore di fama internazionale Anthony Wong sarà il superospite della 21/a edizione del Far East Film Festival, lo ‘showcase’ della cinematografia dell’Estremo Oriente in Europa, in programma a Udine dal 26 aprile al 4 maggio, a cura del Cec, Centro Espressioni Cinematografiche. Wong è stato protagonista di capolavori come ‘The Mission’ di Johnnie To o ‘cult movies’ come ‘Infernal Affairs’ di Andrew Lau e Alan Mak.
Dal sicario al poliziotto, dall’eroe romantico al serial killer, l’attore hongkonghese ha interpretato diversi ruoli, spaziando attraverso i generi, dal crime alla commedia, dal fantasy allo splatter. Già ospite del Far East Film Festival nel 1999 (prima edizione), per presentare ‘Beast Cops’ di Gordon Chan e Dante Lam, Wong ritornerà a Udine per ritirare il Gelso d’Oro alla Carriera, affiancando nella ‘hall of fame’ i nomi di altre celebrità della cinematografia orientale, fra cui Jackie Chan, Joe Hisaishi, Feng Xiaogang e Brigitte Lin.
Sky-Fremantle, quattro anni per X-FactorRiparte a settembre su Sky Uno. Due stagioni Italia’s Got Talent

15 marzo 201911:37

– Sky Italia ha firmato un nuovo accordo di esclusiva con Fremantle Italy e Syco Entertainment per X Factor e Italia’s Got Talent, due dei format internazionali di maggior successo nonché show di punta per i canali Sky Uno e TV8. L’accordo per X Factor è rinnovato per quattro nuove stagioni, la prossima al via su Sky Uno a settembre; quello per Italia’s Got Talent per altre due stagioni, su TV8, dove il 22 marzo è attesa la finale live dell’edizione attualmente in onda.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Dieudonné, mio noir piace a giovani
Autrice belga, bravi ragazzi ambientalisti, manca impegno adulti

15 marzo 201911:58

– ADELINE DIEUDONNE’, LA VITA VERA (SOLFERINO, PP 220, EURO 17,00). Un mondo violento e brutale, ma anche pieno di bellezza dove il femminicidio e i problemi ambientali vengono affrontati con uno sguardo nuovo, ma dove a contare è soprattutto il legame tra un sorella e il suo fratellino in una famiglia disastrata. E’ quello in cui ci fa entrare la scrittrice belga Adeline Dieudonné nel suo primo romanzo ‘La vita vera’, libro rivelazione in Francia, da mesi in testa alle classifiche, vincitore di numerosi premi tra cui il Fnac 2018 e il Renaudot des Lycéens, che il 15 marzo sarà a ‘Libri Come’ per ricevere all’Auditorium Parco della Musica di Roma, il Premio Goncourt/La scelta dell’Italia, assegnato da una selezione di 140 ragazzi dei licei. L’operazione è promossa dall’Institut Français Italia. Pubblicato in Italia da Solferino nella traduzione di Margherita Belardetti, ‘La vita vera’ “è piaciuto molto ai giovani. Alcuni mi hanno detto che è stato il primo libro che hanno letto fino all’ultima pagina. La differenza tra il pubblico giovane e quello adulto è l’entusiasmo libero che esprimono i ragazzi e le ragazze” dice la scrittrice al suo arrivo a Roma.
“Ho voluto raccontare le luci, le ombre, la disperazione. Mi piacciono Stephen King, le storie di paura, un po’ oscure perché è da lì che nasce la speranza. I racconti di contrasti, l’umorismo nero. E mi piace lo scrittore belga Thomas Gunzig con le sue trame intrise di fantasmi e disperazione. La violenza sulle donne e i temi ambientali tornano sempre nelle cose che scrivo perché sono argomenti che mi interessano, ma in questo caso volevo scrivere un romanzo divertente seppur intriso di noir” spiega la scrittrice che è originaria di Bruxelles e ha due figlie. “Il movimento dei giovani ambientalisti mi piace moltissimo.
Finalmente le cose si stanno muovendo e non c’è tempo. E’ bello che i giovani si siano impegnati, però è anche triste perché non spetterebbe a loro farlo. Siamo noi che dovremmo prendere in mano la situazione e vigilare sul loro futuro. Dalle imminenti elezioni europee mi auguro che emerga con grande forza un impegno in questa direzione” sottolinea la Dieudonné.
‘La vita vera’, molto apprezzato da Amelie Nothomb, è stato definito una favola noir. “Non ci avevo pensato, ma tutto sommato mi piace, perché nelle favole c’è una distanza dalla realtà, si fa un passo indietro. Così si spiega in parte anche l’assenza dei nomi dei miei personaggi che fa pensare al lato universale” dice la scrittrice, 37 anni, del suo romanzo che sarà tradotto in 20 lingue e diventerà un film con la regia della giovane Marie Monge. “I diritti sono stati venduti alla Monge, regista in Francia del film di successo ‘Joueurs’ (Giocatori). Mi ha contatto appena è uscito il libro. Mi piace la sua visione del mondo. Non sarà un film sociale, sulla violenza di genere, ma molto colorato, noir e thriller. Io collaborerò alla sceneggiatura e regia. Se tutto va bene si girerà nell’estate del 2020”. La protagonista della storia ha dieci anni, il suo mito è la scienziata e fisica Marie Curie, la prima donna a vincere un Nobel, e deve combattere contro i mostri che la circondano: il padre cacciatore, violento, che picchia la moglie e dedica ai suoi animali impagliati la cosiddetta “stanza dei cadaveri”, la madre che vive nella paura, non reagisce a nulla, e sta bene solo quando cura le sue capre e lo squallore del Demo, un quartiere di prefabbricati. L’unica gioia e vera forza viene dal rapporto con il suo adorato fratellino verso il quale la ragazzina ha un vero e proprio istinto materno. “Le storie servono per metterci dentro le cose brutte che così non succedono nella vita vera” dice la sorella al suo fratellino. “Non c’è nulla di autobiografico. I miei genitori sono stati amorevoli, ho avuto un’infanzia felice. Ma volevo capire come due bambini possono trovare la speranza nelle difficoltà, in un mondo terribile come quello in cui viviamo” racconta la scrittrice. E poi “il legame tra fratelli mi ha sempre colpito profondamente. Si pensa spesso agli egoismi e conflitti e invece è commovente vedere come riescano ad aiutarsi” sottolinea la Dieudonné che ha esordito con un monologo teatrale ed è autrice di premiati racconti, la sua passione. “Sto scrivendo un altro romanzo e il copione di un film ispirato a un mio racconto. Ma in questo momento dedico le maggiori energie a ‘La vita vera’” dice prima di salutarci.
Per Pif e Thony una fiaba palermitanaIn sala Momenti di trascurabile felicità di Luchetti

15 marzo 201911:58

– Una Palermo senza mafia per un Pif con tanto di moglie (Thony) e figli, e questo in una fiaba piena di amore e speranza dal titolo ‘Momenti di trascurabile felicità’ in sala dal 14 marzo con 01 in 350 copie.
A mettere la firma a questa commedia che ricorda ‘Il paradiso può attendere’, Frank Capra e tutti film in cui c’è una seconda vita dopo la morte, Daniele Luchetti, che ha liberamente tratto questo lavoro da ‘Momenti di trascurabile felicità’ e ‘Momenti di trascurabile infelicità’ (Einaudi), entrambi di Francesco Piccolo che è anche cosceneggiatore insieme al regista.
E va detto che Luchetti è riuscito a gestire il ponderoso impianto di scrittura, compresi i molti interrogativi di Piccolo (come “Perché il primo taxi della fila non è mai davvero il primo?”), grazie al personaggio di Paolo (Pif), perfetto uomo medio italiano pieno di impacci e dubbi. Nel film tanto uso della voce fuori campo e anche l’espediente di far morire Paolo e poi rivivere per un’altra ora e 32 minuti, un modo per fargli dare il giusto addio a famiglia e amici. Una seconda opportunità concessa all’uomo grazie a uno sbaglio perpetrato nel burocratico e kafkiano ufficio post mortem (girato nell’ufficio centrale delle poste di Palermo) gestito da un impiegato-angelo che non ha conteggiato i molti centrifugati allo zenzero consumati da Pif.
“È stato come fare un ritratto cubista di uomo medio – spiega il regista – dove, è vero, c’è anche la morte, ma una morte leggera”.
“Certo – aggiunge Luchetti – ho guardato tutti i film possibili sul tema, da ‘Ritorno al futuro’ a quelli di Capra, ma non posso dire di essermi ispirato a qualcuno di loro. In genere mi addormentavo. In questa fiaba – conclude – ho avuto l’idea di utilizzare una Palermo inedita, quella della media borghesia nello spirito di Woody Allen del ‘mi piacciono le commedie degli attici'”.
Spiega Pif: “Sono molto più bacchettone e moralista del personaggio di Paolo, ma alla fine, nonostante sia tanto diverso da lui, mi rivedo in questo personaggio che può ricordare un po’ Alberto Sordi”.
Dall’attore, infine, una parola sulla criminalità che in questo film è assente: “Da palermitano sono felice di questo lavoro che parla della mia città, mostrando immagini diverse da quelle solite della mafia. Sarà che oggi questa è anche meno invadente. Una cosa è certa, in Momenti di trascurabile felicità la mafia è assente nella sceneggiatura, ma soprattutto anche nella produzione. E nessuno mi dica che rimpiange i tempi della famiglia Castagna”, conclude l’attore, facendo riferimento al racket sui set cinematografici che imponeva comparse e operai.

De Chirico e Savinio, dioscuri dell’arte’Una mitologia moderna’ dal 16/3 alla Fondazione Magnani-Rocca

PARMA15 marzo 201912:42

– A Giorgio de Chirico (1888-1978) e Alberto Savinio (1891-1952), i ‘Dioscuri’ dell’arte del XX secolo, la Fondazione Magnani-Rocca di Mamiano di Traversetolo (Parma) dedica la mostra ‘Una mitologia moderna’, dal 16 marzo al 30 giugno. L’esposizione – curata da Alice Ensabella, dell’università di Grenoble, e Stefano Roffi, direttore scientifico della Fondazione – ricostruisce criticamente le fonti comuni dei fratelli de Chirico per metterne in evidenza affinità, contrasti e interpretazioni del fantastico universo che prende forma nelle loro traduzioni pittoriche, letterarie e teatrali. Sono oltre 150 le opere annunciate alla Villa dei Capolavori, tra dipinti e lavori grafici, in un percorso che, dalla nascita dell’avventura metafisica, si focalizza su un moderno ripensamento della mitologia e giunge alla ricca produzione per il teatro, documentata anche da bozzetti, figurini e costumi per l’opera lirica del Teatro alla Scala.
Aqua Aura espone in Sinagoga a Ferrara’Paesaggi Curvi’ dal 16/3 anche nella Palazzina Marfisa d’Este

FERRARA15 marzo 201913:07

– La Sinagoga Grande della Scola Italiana di Ferrara apre per la prima volta le porte all’arte contemporanea in occasione della mostra dell’artista Aqua Aura ‘Paesaggi Curvi’, in programma dal 16 marzo anche nella Palazzina Marfisa d’Este (rispettivamente fino al 16 aprile e al 5 maggio) e realizzata in collaborazione con i Musei civici d’arte antica e la Comunità ebraica.
Il titolo nasce dall’associazione fonetica con il termine scientifico ‘Passaggi Curvi’, coniato nel campo della fisica astronomica e indagato in particolare da Lisa Randall, autrice di uno dei modelli più accreditati di universo pluridimensionale. L’esposizione è occasione per focalizzare lo sguardo sulle ricerche dell’artista, che ha per denominatore comune il paesaggio come generatore di significati. “Tutte le opere – dice Chiara Serri, una delle curatrici – si potrebbero leggere come tentativo estremo per preservare e conservare la natura. Nelle mani di Aqua Aura l’ultimo ghiaccio diventa opera d’arte capace di fermare il tempo”.

Gigi D’Alessio coach di The VoiceSimona Ventura annuncia “Habemus giuriam!”. E Sky blinda X Factor

15 marzo 201919:59

– La musica torna a suonare con The Voice su Rai2, la rete che – non va dimenticato – aveva dato i natali anche X Factor fino al 2010, anno della sua quarta e ultima edizione sulla tv generalista, prima del passaggio a Sky che intanto annuncia di aver ‘blindato’ lo show per altre quattro stagioni. È Gigi D’Alessio la grande sorpresa della nuova giuria di “The Voice Of Italy”, il talent show al via (salvo cambiamenti) dal 16 aprile in prima serata sulla rete diretta da Carlo Freccero. “Habemus Giuriam!”: è stata Simona Ventura, alla conduzione del programma, ad ufficializzare il quarto ed ultimo nome dei 4 coach che va ad aggiungersi a Guè Pequeno, Elettra Lamborghini e al ritrovato Morgan.”E’ la prima volta per me nei panni di coach, e non vedo l’ora di iniziare per condividere con i ragazzi che parteciperanno la grande magia della musica! Ci vediamo su Rai2!”, commenta lo stesso D’Alessio su Facebook.”The Voice of Italy” è un format Talpa Global, prodotto da Rai2 con Wavy, una unit di Fremantle. Dopo le polemiche sul possibile ingaggio di Sfera Ebbasta, a troppa poca distanza dalla tragedia di Corinaldo, nelle scorse settimane, dopo lo stop sul rapper e prima di ottenere la conferma di D’Alessio, erano circolati diversi nomi, compreso quello di Carla Bruni, la ex first lady di Francia ed ex modella, da molti anni anche cantante, con quattro album all’attivo, ma anche quelli di Edoardo Bennato e di Arisa. Quella di D’Alessio non è una scelta del tutto campata in aria per quanto riguarda gli equilibri: di rapper c’è n’è già uno di livello come Guè Pequeno, Morgan in quanto a garanzia musicale è intoccabile e inoltre, dopo essere stato giudice in ben 7 edizioni di X Factor, è l’unico che ha esperienza in un talent, D’Alessio è l’ago della bilancia verso un pubblico più popolare, ma che di musica ne capisce e tanto. Per il cantautore napoletano è la prima volta in questo ruolo in un talent show. Sua moglie Anna Tatangelo è stata tra i coach della quarta edizione di X Factor 2010, l’ultima andata in onda su Rai2. I diritti poi sono stati acquistati nel 2011 da Sky Italia.A proposito di X Factor, anche lì la giuria – dopo l’annuncio fatto a Fabio Fazio da Mara Maionchi che non parteciperà alla nuova edizione – è tutta da rifare, prima di lei, il no di Manuel Agnelli e Fedez. Tra i nomi più quotati al momento come sostituti, quelli del rapper Salmo, di Emma Marrone e di Tommaso Paradiso dei The Giornalisti, ma chissà che non si facciano largo proprio Sfera Ebbasta o Achille Lauro. Ipotesi ovviamente. Di certo c’è che Sky Italia ha firmato un nuovo accordo di esclusiva con Fremantle Italy e Syco Entertainment per X Factor e Italia’s Got Talent, due dei format internazionali di maggior successo nonché show di punta per i canali Sky Uno e TV8. L’accordo per X Factor è rinnovato per quattro nuove stagioni, la prossima al via su Sky Uno a settembre. Tornando a Rai2, per partecipare a The Voice come concorrente: le candidature devono essere inviate all’indirizzo thevoiceofitaly@rai.it Il limite minimo di età per accedere alle selezioni è di 16 anni. Le selezioni sono aperte non solo ai solisti, ma anche a formazioni vocali fino a tre elementi.

Mobilitazione clima su set Amica GenialeUno striscione Friday for future con tutta la troupe

15 marzo 201913:47

– L’Amica Geniale sul set per la seconda stagione. Tutta la troupe in posa con lo striscione Friday for future partecipando alla mobilitazione globale sul clima del 15 marzo. La lavorazione delle nuove otto puntate è in corso a Caserta, basata su “Storia del nuovo cognome”, il secondo libro della quadrilogia bestseller mondiale di Elena Ferrante. La regia è di Saverio Costanzo per sei episodi e di Alice Rohrwacher per altri due e il team produttivo con Lorenzo Mieli, CEO di Wildside e produttore esecutivo della serie, insieme a Mario Gianani e Domenico Procacci è invariato: Hbo e Rai.
Lou Reed, quante sorprese dagli archivi600 ore di musica, foto, carte e i disegni sul tai chi

NEW YORK15 marzo 201920:03

NEW TORK – Dopo due anni di lavoro di catalogazione e a sei dalla morte del cantante, la New York Public Library apre gli archivi di Lou Reed. Sono oltre 600 ore di musica, tra cui i nastri di “Pale Blue Eyes” e “Sweet Jane” e una versione acustica di “Don’t Think Twice, It’s All Right” di Bob Dylan, e poi appunti, fotografie, poster, disegni e la collezione personale di LP dell’autore di “Perfect Day”. Per celebrare l’avvenimento, la biblioteca ha creato un’edizione limitata di seimila tessere con l’iconica foto di Reed scattata da Mick Rock nel 1972.I contenuti dell’archivio, acquistato dopo che la vedova, Laurie Anderson, ha deciso di condividerlo con un’istituzione che potesse preservare e dar risalto alla legacy del marito, sono da oggi disponibili nella sede distaccata della Library a Lincoln Center, a poca distanza dagli scaffali dove sono conservate le carte di Arturo Toscanini e una ciocca di capelli di Beethoven. Reed è morto nel 2013 a 71 anni compianto da legioni di ammiratori tra cui David Bowie e il cardinale Gianfranco Ravasi in Vaticano. Prima di andarsene “non aveva mai detto una parola” su cosa fare con le sue cose, ha spiegato al New York Times la Anderson: “Così fu come se mi fosse caduto addosso un palazzo di 15 piani. Una parte di me non voleva staccarsene, ma ha prevalso quella che preferiva rendere questi materiali accessibili a musicisti giovani e a chiunque volesse sapere di più dell’uomo dietro gli occhiali scuri”. Inevitabile la scelta di New York come sede dell’archivio, anche se la Big Apple di oggi è una Disneyland in confronto alla città sudicia, pericolosa e corrotta cantata da Reed nel suo quindicesimo album “New York” che nel 2019 compie dieci anni.New York, spiega Laurie, era la sua città preferita. E se i fan correranno consultare la parte musicale dell’archivio, Laurie vorrebbe anche che fosse data attenzione ai disegni del fondatore dei Velvet Underground sul tai chi, l’arte marziale interiore a cui si era appassionato negli ultimi anni di vita: “Tanta gente non sa che importanza ha avuto per lui”. L’uomo dietro gli occhiali scuri: le carte documentano il progetto di un film con Martin Scorsese che non andò mai in porto e la corrispondenza ammirata con Vaclav Havel che contribuì a diffondere il vangelo sovversivo dei Velvet Underground nella Praga dietro la cortina di ferro. I fossili di una vita “on the road”: ricevute per un panino al Tokyo Hilton e un registratore acquistato in Arizona. “La gente ha un’idea di Lou come di un duro con la giacca di pelle che cantava canzoni veramente trasgressive. Ma era anche l’uomo meticoloso che conservata tutti gli scontrini e la persona più dolce e tenera che ho conosciuto in vita mia”.

Morto Enwezor, fu curatore della Biennale Arte 201555 anni, primo origine africana a guidare istituzione veneziana

VENEZIA15 marzo 201914:47

E’ morto all’età di 55 anni il nigeriano Okwui Enwezor, critico d’arte, primo curatore di origine africana della Biennale Arte di Venezia, nell’edizione del 2015. Enwezor, riporta il sito ‘ArtNews’, era malato da tempo.
La direzione della 56/ma edizione della mostra d’arte della Biennale veneziana era stato il momento più importante della carriera di Enwezor, che l’aveva visto riconosciuto tra i più qualificati esperti d’arte del tempo presente.
Nato a Calabar, in Nigeria nel 1963, nella sua intensa attività di critico e storico dell’arte Enwezor è stato anche curatore, nel 2002, di Documenta 11, primo non europeo alla guida della kermesse tedesca.
Nel 2011 Enwezor è diventato direttore artistico della Haus der Kunst di Monaco di Baviera. Nel 2015 gli è stata affidata la direzione della Biennale d’Arte di Venezia, edizione simbolicamente intitolata All the World’s Futures. Inoltre ha curato la Biennale di Johannesburg nel 1996 e la Biennale di Gwangju, in Corea del Sud, nel 2008.

Pitti gratuito in giorno Unità d’ItaliaIl 17 marzo. Palazzo fu reggia sabauda con Firenze capitale

FIRENZE15 marzo 201915:30

– Palazzo Pitti a ingresso gratuito, domenica 17 marzo, in occasione della ricorrenza dell’Unità d’Italia, avvenuta nel 1861. I visitatori potranno accedere liberamente ai cinque musei ospitati nell’imponente residenza rinascimentale che fu anche reggia sabauda ai tempi di Firenze capitale: Galleria Palatina, di Arte moderna, il Museo della Moda e del costume, quello delle Porcellane, il Tesoro dei Granduchi (contenente opere di oreficeria, argenteria, cristallo, avorio e pietre dure). A Palazzo Pitti sono inoltre in corso quattro mostre temporanee: ‘Animalia fashion’, dedicata al rapporto tra la moda e le forme del mondo animale, la monografica dell’artista americana Kiki Smith, l’esposizione collettiva ‘Lessico femminile. Le donne tra impegno e talento 1861-1926’ e ‘Il Carro d’oro di Johann Paul Schor. L’effimero splendore dei carnevali barocchi’.
La giornata gratuita del 17 marzo renderà omaggio, oltre che all’unificazione, anche al ruolo di Palazzo Pitti, residenza di Vittorio Emanuele II nei sei anni in cui Firenze fu capitale d’Italia, dal 1865 al 1871. “L’importanza della Toscana per l’Unità d’Italia è da ritenersi fondamentale – commenta il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt -, la madre di Vittorio Emanuele II era Maria Teresa di Toscana, e quindi il nuovo re era il nipote di Ferdinando III d’Asburgo-Lorena: non a caso, infatti, scelse Firenze come capitale e Palazzo Pitti come residenza”.
L’apertura speciale rientra nella programmazione di giornate a ingresso libero nei musei statali stabilita per il 2019 dal Mibac con date selezionate dalla direzione dei singoli istituti.
Kounellis in Fondazione Prada VeneziaCurata da Celant, 70 lavori più alcune grandi installazioni

VENEZIA15 marzo 201915:37

– Settanta lavori, dal 1958 al 2016, di Jannis Kounellis saranno al centro della mostra, curata da Germano Celant, che sarà ospitata dall’11 maggio al 24 novembre dalla Fondazione Prada, a Ca’ Corner della Regina, a Venezia. “Jannis Kounellis” è la prima vasta retrospettiva dedicata all’artista, nato nel Pireo nel 1936, dopo la sua scomparsa a Roma nel 2017. Il progetto, sviluppato con la collaborazione dell’Archivio Kounellis, ricostruisce la storia artistica ed espositiva dell’artista, segnata da diversi momenti e linguaggi e che si è intrecciata con l’elaborazione dell’Arte Povera nella seconda metà degli anni ’60, cercando di stabilire un dialogo tra le opere e gli spazi settecenteschi del palazzo veneziano.
Moro, nuovo brano Ho bisogno di credereAnticipa disco “Figli di nessuno”. A ottobre 4 date in palasport

15 marzo 201916:12

– E’ in radio e sulle piattaforme digitali “Ho bisogno di credere”, nuovo singolo di Fabrizio Moro, che anticipa “Figli di nessuno” (Sony Music Italy), il decimo album di inediti del cantautore romano, in uscita il 12 aprile.
“Credo nelle buche dove sono inciampato, e credo nei giorni in cui ho sbagliato – racconta Moro – perché ogni mio errore mi ha reso quello che sono: un essere umano con tanti limiti, ma consapevole che nella vita, oltre alla libertà, va ricercata la fede… qualsiasi essa sia, la fede ti dà la forza di continuare a camminare anche se le tue ginocchia sono ormai rotte. ‘Ho bisogno di credere’ racconta questo, racconta ogni passo fatto con la speranza che le scarpe di ‘ferro pesante’ che portiamo un giorno possano diventare più leggere in un percorso di totale scetticismo. La fede è un conduttore fra un dubbio e questo immenso quando il resto perde il senso”. Online il video del brano. Ad ottobre Moro tornerà a esibirsi live con 4 concerti: il 12 ad Acireale, 18 e 19 a Roma, 26 Milano.
Lucca celebra lo studio RagghiantiRassegna con capolavori sul tema. E 65.000 opere messe su web

LUCCA15 marzo 201916:13

– Il critico d’arte Carlo Ludovico Ragghianti volle approfondire il legame tra disegno infantile, arte medievale e produzione figurativa dei primi del ‘900, ma i suoi studi rimasero incompleti e lasciò in ‘eredità’ ai posteri la necessità di proseguirli. Adesso, con inaugurazione il 16 marzo a Lucca, la ‘Fondazione Ragghianti’ tenta di colmare tale lacuna con la mostra ‘L’artista bambino. Infanzia e primitivismi nell’arte italiana del primo Novecento’ (17 marzo-2 giugno). La rassegna, curata da Nadia Marchioni nel complesso di San Micheletto, riporta esempi di ‘regressione’ verso il disegno infantile da parte di artisti come Alberto Magri, Ottone Rosai, Tullio Garbari, Gigiotti Zanini, Carlo Carrà, Riccardo Francalancia, Alberto Salietti, Adriano Cecioni, Vittorio Matteo Corcos, Ardengo Soffici, Lorenzo Viani. La mostra è anche occasione per iniziative collaterali della Fondazione. Tra queste il ‘trasloco’ su Internet di 65.000 immagini con relative schede di altrettante opere d’arte di ‘800 e ‘900.
Diamanti e gioielli all’asta da BolaffiAll’incanto creazioni di Boucheron, Illario, Orisa, Mastroianni

TORINO15 marzo 201916:14

– Gemme preziose, gioielli d’artista, monili d’epoca e firmati, tutti provenienti da collezioni private: sono le sezioni principali della vendita primaverile di Aste Bolaffi, in programma martedì 26 marzo a Milano. Dalle 10.30 al Grand Hotel et de Milan, in via Manzoni, i collezionisti potranno aggiudicarsi i 489 lotti in catalogo, con basi d’asta da alcune centinaia di euro fino ai 120.000 del top lot, un diamante di 5,20 carati. “Sono gioielli che spaziano dal déco al contemporaneo, con incursioni negli anni Quaranta e Cinquanta, senza dimenticare i fasti della Dolce Vita, ben rappresentata da una demi-parure in diamanti e turchesi di Boucheron, all’incanto da una base di 17.000 euro, e gli anni Settanta-Ottanta, con i numerosi gioielli della maison Illario”, spiega Maria Carla Manenti, esperta del dipartimento gioielli di Aste Bolaffi. Tra i gioielli del XIX secolo, invece, spicca un girocollo in oro e quarzi citrini del 1830, ancora nella sua scatola originale.

Minghi, dal 20/3 brano per John e YokoEsce “e …John”, la grande storia d’amore tra Lennon e Ono

15 marzo 201916:15

– Amedeo Minghi da sempre, con le sue melodie, racconta l’amore nelle declinazioni più cangianti. Il 20 marzo il cantautore torna a cantare una grande storia d’amore: in occasione dei 50 anni di matrimonio fra John Lennon e Yoko Ono, (20 marzo 1969-20 marzo 2019), esce il nuovo singolo: “e …John” (Clodio Music). “Da sempre canto l’amore e il rapporto magico che si stabilisce fra gli innamorati; quando amiamo, ci assomigliamo un po’ tutti – commenta Minghi – cambia semmai il peso della portata storica che può aver un innamoramento rispetto ad un altro: l’amore fra Yoko e John sconvolse gli equilibri della musica pop-rock internazionale”. “Per quelli della mia generazione, che facevano e ascoltavano musica, è stato umano percepire la loro relazione, come qualcosa di dannato, con tanto di finale tragico. Nessuno di noi poteva accettare la fine dei Beatles. A distanza di 50 anni, sappiamo che la loro storia d’amore è stata rivoluzionaria, fondamentale per il costume dell’epoca e per la musica”.
Stagione primaverile Festival NazioniDa domenica 24 marzo a giovedì 2 maggio 2019

PERUGIA15 marzo 201916:17

– Un assolo al pianoforte di Danilo Rea e tre concerti con alcune delle formazioni cameristiche più interessanti del panorama italiano: Trio Metamorphosi, Duo Scudeller e Quartetto Cherubini. È questo il programma della prima Stagione primaverile del Festival delle Nazioni, che si svolgerà a Città di Castello – al Teatro degli Illuminati e nella Sala degli specchi del Circolo degli Illuminati – da domenica 24 marzo a giovedì 2 maggio 2019. Quattro appuntamenti a ingresso libero, che proporranno organici, sonorità e programmi musicali diversissimi, da Beethoven al jazz passando per Piazzolla e Michael Nyman.
Ad aprire la Stagione primaverile del Festival delle Nazioni sarà il Trio Metamorphosi: la formazione, composta da Mauro Loguercio al violino e dai due fratelli Francesco Pepicelli al violoncello e Angelo Pepicelli al pianoforte, si esibirà domenica 24 marzo 2019 alle ore 17, al Teatro degli Illuminati di Città di Castello, con un programma interamente dedicato a Ludwig van Beethoven.
Universo Miró, il segno e la materiaResidenza ambasciatore spagnolo apre porte per omaggio a pittore

15 marzo 201919:45

– Quando il cancello si apre sul grande cortile e sulla terrazza che abbraccia tutta Roma, ci si sente già fortunati di poter godere di tanta bellezza. Poi, lo splendido edificio schiude le sue porte su un lussuoso e ampio ingresso per condurre all’incontro ravvicinato con uno dei principali artisti spagnoli: inizia così il piccolo ma esclusivo viaggio di “Universo Miró”, la mostra allestita eccezionalmente a Palazzo Montorio, residenza dell’ambasciatore di Spagna in Italia, dal 22 marzo all’11 maggio.Organizzata grazie alla collaborazione tra Abertis Infraestructuras, Fundación Privada Abertis, Fundació Joan Miró e l’Ambasciata di Spagna in Italia (in seguito a un accordo firmato a dicembre scorso con il ministero degli Affari Esteri, Unione Europea e Cooperazione per la promozione della cultura spagnola all’estero tramite la rete delle Ambasciate e dei Consolati), l’esposizione costituisce una duplice imperdibile occasione. Da un lato infatti permette al pubblico di entrare in un luogo solitamente inaccessibile, la bellissima residenza dell’ambasciatore Alfonso Dastis, dall’altro offre la possibilità di ammirare da un punto di osservazione privilegiato cinque opere di Miró (tre tele e due sculture), realizzate dall’artista dal 1972 al 1974, periodo intensamente prolifico della sua carriera. Il percorso è breve, ma ricco di fascino: dopo un intenso ritratto fotografico del pittore, realizzato nel 1944 da Joaquim Gomis, i cinque lavori (provenienti dalla Fundació Joan Miró, che lo stesso artista creò nel 1975 a Barcellona) sono esposti in due ampie sale per condensare in pochi metri, come appunto recita il titolo della mostra, tutto il suo universo.L’incontro tra il mondo creativo di Miró e gli spazi di Palazzo Montorio non può non colpire il visitatore, con lo sguardo che mentre accarezza le opere, si posa sui mobili e i tappeti, sulla grande libreria con i libri antichi, i vasi e i quadri, sugli imponenti camini e gli enormi specchi: in questo contesto si manifesta il vocabolario artistico dell’artista, la sua personale via per evadere dalla realtà e ricrearne una propria. La conquista di un linguaggio originale in grado di evolversi nel tempo, l’interesse per la materia e il gesto, il superamento della tradizione accademica: le tele (Personaje, pàjaro I, II e III, dipinte nel 1973) e le sculture (Mujer, pàjaro del 1972 e Mujer, del 1974, quest’ultima mai esposta in Italia) raccontano i temi a lui cari, dalla donna come universo di creazione all’uccello, dal sesso agli astri agli oggetti. La mostra documenta dunque gli esiti di una ricerca artistica iniziata da Miró a partire dagli anni ’40 con l’approdo negli anni ’70 a uno stile più semplificato ma comunque denso, in cui il linguaggio – sia quello pittorico che quello scultoreo – diventa capace di mostrare solo l’essenziale. Dopo Roma, la mostra (a ingresso gratuito ma solo su prenotazione) si sposterà nelle Rappresentanze della Spagna di Berlino, Dublino, Bruxelles e Parigi, e poi ancora verso altre ambasciate e consolati.

Il barbiere di Siviglia torna a BolognaAl Teatro Comunale a 13 anni dall’allestimento di Ronconi

BOLOGNA15 marzo 201916:40

– A tredici anni di distanza dall’allestimento stellare firmato da Luca Ronconi, il capolavoro buffo di Gioachino Rossini “Il barbiere di Siviglia” ritorna dal 17 marzo al Teatro Comunale di Bologna in una nuova produzione tutta italiana pensata dal regista Federico Grazzini con Federico Santi sul podio.
Lo spettacolo, ha spiegato il sovrintendente della Fondazione bolognese Fulvio Macciardi, è stato realizzato pensando anche alla tournée (la sesta) che il Comunale farà a giugno in Giappone dove verrà, appunto, rappresentato assieme al verdiano “Rigoletto”. Il cast comprende alcuni esperti cantanti rossiniani come Roberto De Candia (Figaro), Antonino Siragusa (il Conte), Cecilia Molinari (Rosina), Marco Filippo Romano (don Bartolo) e Andrea Concerti (don Basilio). In alcune recite subentreranno altri giovani interpreti. Punto di forza di questo “Barbiere” sarà naturalmente l’Orchestra del Comunale, una delle più rossiniane al Mondo per aver partecipato per quasi un trentennio al Rossini Opera Festival.
Vuitton ritira capi dopo docu su JacksonMarcia indietro linea uomo ispirata a legacy artistica “Jacko”

NEW YORK15 marzo 201917:07

– Due mesi dopo aver presentato sotto una tenda delle Tuileries la nuova collezione uomo per l’autunno inverno 2019 ispirata a Michael Jackson, il gigante della moda Louis Vuitton ritira dalla produzione i pezzi direttamente collegati al cantante di “Thriller”. La decisione è stata presa dopo le polemiche suscitate da “Leaving Neverland”, il documentario uscito su HBO e Channel 4, in cui due giovani uomini accusano Jackson di averli molestati sessualmente quando erano bambini. Lo stilista Virgil Abloh ha fatto mea culpa con Wwd: “La mia intenzione era di far riferimento a Jackson come artista della cultura pop, ma mi rendo conto che, alla luce del documentario, la collezione possa aver creato reazioni emotive”.
Abloh, un ex dj e collaboratore di Kanye West che di recente ha conquistato un ruolo tra i più importanti nell’industria della moda, ha spiegato che lo show “voleva accennare a una legacy che ha ispirato una intera generazione di artisti e designer”.
Schroeder, racconto il buddismo nazistaCon Venerabile W. chiudo la trilogia, poi film su guerra Algeria

15 marzo 201919:40

– “Ho scritto due sermoni sui pesci-gatto africani. I pesci-gatto hanno queste caratteristiche principali: crescono molto velocemente e si riproducono molto in fretta. Inoltre sono violenti. Divorano la loro stessa specie e distruggono le risorse naturali dell’ambiente in cui vivono. I musulmani sono come questi pesci-gatto”. Parte così, con le parole del monaco buddista Wirathu a cui è dedicato, il documentario di Barbet Schroeder, ‘Venerabile W.’, l’ultima parte della trilogia del male. Una trilogia del regista francese iniziata nel 1974 con ‘Generale Idi Amin Dada’ e seguita poi nel 2007 con ‘L’avvocato del terrore’ su Jacques Vergès. Anche questa volta si tratta di una lunga intervista del regista a Wirathu, un singolare maestro buddhista birmano che predica ‘la protezione della razza e della religione’, esortando di fatto al massacro del popolo musulmano dei Rohingya. Un massacro già perpetrato e in atto.Il docu, che sarà in sala con Satine Film il 21 marzo – giorno in cui si celebra la giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale – e che ha ottenuto il patrocinio di Amnesty International, racconta con l’intervista e immagini di repertorio la figura paradossale di questo monaco buddista che pratica l’odio verso i musulmani. “È vero – confessa a Roma il regista – per convincere Wirathu a rilasciare l’intervista gli ho detto che nel mio paese ci sarebbero state a breve le elezioni e che Marine Le Pen, che lui ammira, poteva diventare presidente della Francia”. E va detto che Wirathu, responsabile di un vero e proprio genocidio ed esodo musulmano (sono ben 300.000 i rifugiati in Bangladesh), mostra in tutto il docu la sua attenzione alla politica internazionale, la sua ammirazione per Donald Trump e anche la grande capacità di utilizzo dei social media per la sua battaglia.Dal regista arrivano poi parole davvero critiche su Aung San Suu Kyi, attuale consigliere di Stato della Birmania che, a detta di Schroeder, sarebbe “connivente con il regime militare”. “San Suu Kyi ha accettato il potere dopo aver fatto un patto coi militari – dice -. Non ha mai parlato direttamente e ufficialmente dei Rohingya, come se non esistessero. Sul suo sito anzi – continua Schroeder – racconta che i musulmani darebbero fuoco alle case e che gli stupri ai loro danni sarebbero solo fake news. Ha fatto poi venire il Papa senza menzionare nulla di questa vicenda e ha manipolato anche Kofi Annan, ma prima o poi dovrà rispondere di tutto questo davanti a un tribunale”. Wirathu, spiega poi il regista, “ha visto il film e pensa di uscirne bene, proprio come era capitato ad Amin Dada e come capita a Donald Trump quando non capisce le reazioni della gente di fronte ai suoi comportamenti”. “Le parole di odio possono diventare molto velocemente atti di odio” dice invece a caldo sulla strage di Christchurch, in Nuova Zelanda, mentre nel suo futuro si annuncia un grande film. “É un grande progetto di cui posso dire poco – spiega in conclusione -. Racconterà la guerra d’Algeria e lo farà in modo del tutto particolare”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Notte della Taranta incontra la ‘Fanoja’
Il 16/3 a Vieste sapori e tradizioni a suon di pizzica

BARI15 marzo 201918:10

– Sbarca a Vieste il #tarantatour2019, lo spettacolo dell’Orchestra popolare La Notte della Taranta che sabato 16 marzo alle 20 porterà il ritmo della pizzica salentina alla nona edizione della festa ‘Fanoja di San Giuseppe’, il falò che saluta l’inverno e accoglie la primavera nel piccolo comune della provincia di Foggia. Simbolo della cultura popolare contemporanea del Salento e ambasciatrice ufficiale della pizzica nel mondo, l’Orchestra popolare diretta da Daniele Durante propone l’affascinante narrazione tra tradizione e modernità della pizzica tarantata attraverso il ritmo del tamburello, con un repertorio capace di esaltare le radici. Organizzata dal gruppo folkloristico ‘Pizziche e Muzzeche’, in collaborazione con il Comune di Vieste e con il patrocinio della Regione Puglia, la ‘Fanoja di San Giuseppe’ propone al visitatore un viaggio tra musica, tradizioni e sapori del Gargano.
Hit parade, Ligabue in vetta con StartMondo Marcio al debutto è 5/o, ancora due piazzamenti per Ultimo

15 marzo 201918:15

– Ligabue si prende la vetta della classifica dei dischi più venduti della settimana con Start, il suo dodicesimo album d’inediti che conquista anche il primo posto tra i vinili secondo le rilevazioni Fimi/GfK. Scivola al secondo posto il dominatore di una settimana fa, il rapper Lazza con Re Mida. Terza piazza del podio per Salmo, in risalita di tre posizioni. Peter Pan di Ultimo, in attesa del nuovo album del giovane cantautore, veleggia sempre nella zona alta della classifica a ormai più di un anno dalla sua uscita (ed è nono con Pianeti), seguito dal debutto in quinta posizione dell’ultima fatica di Mondo Marcio, Uomo!.
Il vincitore di Sanremo, Mahmood, è sesto con Gioventù Bruciata e saldamente primo tra i singoli con Soldi. Scende dal quarto al settimo posto la colonna sonora di A Star is Born, cantata da Lady Gaga e Bradley Cooper. Il cinema dice la sua anche con la colonna sonora di Bohemian Rhapsody, il biopic sui Queen, che segue in ottava posizione. Chiude la top ten Il Volo con Musica.   Ecco la top ten Fimi/Gfk degli album più venduti della settimana dall’8 al 14 marzo 2019:1) START, LIGABUE (ZOO APERTO/WM ITALY-WMI)2) RE MIDA, LAZZA (333 MOB/ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)3) PLAYLIST, SALMO (EPIC-SONY)4) PETER PAN, ULTIMO (HONIRO-BELIEVE DISTRIBUTION SERVICES)5) UOMO!, MONDO MARCIO (MONDO RECORDS-SONY)6) GIOVENTÙ BRUCIATA, MAHMOOD (ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)7) A STAR IS BORN (O.S.T.), LADY GAGA & BRADLEY COOPER (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)8) BOHEMIAN RHAPSODY (O.S.T.), QUEEN (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)9) PIANETI, ULTIMO (HONIRO-BELIEVE DISTRIBUTION SERVICES)10) MUSICA, IL VOLO (COLUMBIA-SONY)   Questa è la classifica dei singoli digitali più venduti:1) SOLDI, MAHMOOD (ISLAND-UNI)2) CON CALMA, DADDY YANKEE FEAT. SNOW (VIRGIN-UNI)3) PER UN MILIONE, BOOMDABASH (POLYDOR-UNI)4) CALMA (REMIX),PEDRO CAPà FEAT. FARRUKO (SONY MUSIC LATIN-SME)5) MADEMOISELLE, SFERA EBBASTA (DEF JAM RECORDINGS/ISLAND-UNI)   Questa, infine, la classifica dei vinili:1) START, LIGABUE (ZOO APERTO/WM ITALY-WMI)2) BOHEMIAN RHAPSODY, QUEEN (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)3) SMOG, GIORGIO POI (BOMBA DISCHI/ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)4) UOMO!, MONDO MARCIO (MONDO RECORDS-SONY MUSIC ENTERTAINMENT)5) GREATEST HITS I, QUEEN (USM-UNIVERSAL MUSIC).

Cutugno su Ucraina, io sono apoliticoHo cantato per capi di stato tra cui Putin ma non è adesione

15 marzo 201918:20

“Sono molto sorpreso e dispiaciuto per questa notizia. Un gruppo di deputati ucraini vorrebbero impedirmi di cantare in un Paese che amo e che ama la mia musica? E’assurdo”: lo dice Toto Cutugno, commentando la richiesta di un gruppo di parlamentare di impedire il suo accesso nel Paese in cui dovrebbe tenere un concerto, come già fatto più volte, il prossimo 23 marzo, a Kiev. “Sono un apolitico, chiaro? Ho cantato in occasioni istituzionali per per capi di stato tra cui Putin, ma questo non significa un’adesione politica”.
NY ha sua torre Eiffel, apre The VesselA Hudson Yards. Gigante da 46 metri costruito in Italia

NEW YORK15 marzo 201918:25

– New York ha la sua torre Eiffel.
‘The Vessel’ ha aperto ufficialmente al pubblico all’interno del nuovo complesso residenziale e commerciale Hudson Yards sull’estremo versante ovest della città. Non ha la silhouette snella e alta dell’originale francese ma rivendica il suo status di nuova attrazione di New York con i suoi 46 metri d’altezza dalla forma di nido d’ape composta da 154 rampe di scale che sembrano incastrarsi tra di loro con 2500 gradini, al punto da sembrare un intreccio di vasi sanguigni e ragion per cui il nome inizialmente scelto e’ stato The Vessel. Ora tuttavia il nome è temporaneo per la struttura che è stata ribattezzata ‘la scalinata di New York’. The Vessel è fatto di acciaio in bronzo e cemento ed è costato circa 150 milioni di dollari e dal cuore italiano visto che i pezzi sono stati costruiti a Monfalcone in provincia di Gorizia. Si trova al centro di Hudson Yards Plaza, la porta d’ingresso verso il gigantesco centro commerciale di una mini-città all’ombra del fiume Hudson

Riapre Villa BalbianelloSul lago di Como, è il bene del Fai più visitato d’Italia

COMO15 marzo 201919:25

– È ripresa dopo la pausa invernale la stagione di apertura di Villa del Balbianello a Tremezzina, sul lago di Como, risultato per il quarto anno consecutivo il bene del Fai – Fondo Ambiente Italiano – più visitato d’Italia con 125.000 visitatori, il 70% dei quali stranieri.
La villa, edificata dal cardinale Durini alla fine del ‘700 e poi ampliata dal conte Guido Monzino, che nel 1988 alla sua morte la donò al Fai, si conferma meta prediletta per i matrimoni da tutto il mondo. Da record, per sfarzo e numero degli invitati, quello celebrato l’autunno scorso tra due degli attori più popolari di Bollywood, Ranveer Singh e Deepika Padukone. Nel 2018 sono state celebrate 120 nozze e per l’anno in corso ci sono già 110 prenotazioni. Come ogni anno, i giardini di Villa del Balbianello saranno fra i Beni protagonisti delle Giornate Fai di Primavera, che si terranno sabato 23 e domenica 24 marzo.
Le Orme, ancora ‘Sulle ali di un sogno’Il gruppo pubblica il nuovo album con brani storici e 2 inediti

15 marzo 201919:38

– S’intitola ‘Sulle ali di un sogno’ il nuovo album firmato Le Ormeì, disponibile dal 15 marzo. In scaletta ci sono undici titoli, classici della band rivisitati per l’occasione (da ‘Estratto da collage’ a ‘Canzone d’amore’) e due inediti. “Nel cassetto c’era già un album di inediti – ha raccontato Michi Dei Rossi – e ho pensato che pubblicarlo qualche giorno prima dei miei settant’anni poteva essere un buon modo di festeggiare. E’ anche il modo per celebrare la storia di una band per la quale, non so perché, nessuno ad oggi ha pensato ad un riconoscimento, come è successo invece per altri gruppi o artisti italiani. Ho cominciato a farlo io direttamente”. Il rock, ma anche la musica classica e qualcos’altro ancora, ha fatto delle Orme uno dei gruppi di riferimento del progressive italiano degli anni Settanta e che negli anni ha reso il nome del gruppo italiano più che famoso in giro per il mondo.”Tra i miei sogni c’è anche quello di pubblicare tre album differenti assieme – ha confessato il batterista – dei quali uno cantato, un strumentale e uno ancora diverso. Questa volta invece abbiamo voluto mettere assieme tutte le anime delle Orme. Avevamo già fatto un disco dedicato alla musica classica, che è il genere di musica che amo più di tutti, e questa volta era tempo di tornare all’anima progressiva del nostro suono, che poi è quella che ti permette di non avere confini musicali. Se fai musica progressive sei musicalmente libero”. Registrato sulle colline venete di Bassano Del Grappa, ‘Sulle ali di un sogno’ raccoglie una selezione di canzoni tra le più rappresentative di una band che ha alle spalle più di cinquant’anni di carriera artistica. Si parte con ‘Estratto da collage’, un brano del 1971 che ha come riferimento musicale un tema classico del compositore Scarlatti (la ‘Sonata K380’) e si prosegue con altri brani storici rivisitati, fino ad arrivare ai due inediti ‘La danza di primavera’ e ‘Un altro cielo’, ballata adattata alle note della ‘Aria sulla IV corda’ di J. S. Bach.”I titoli sono stati scelti tra quelli del gruppo che potremmo chiamare antico – ha spiegato Dei Rossi – e la scelta è ricaduta su alcuni tra quelli più significativi di un lungo e artisticamente produttivo periodo come quello degli anni Settanta. Ogni mattina cammino sedici chilometri e ho tutto il tempo e la concentrazione necessaria per pensare alle canzoni e fare scalette, in genere dei concerti ma in questo caso anche di un disco”. Al nuovo album hanno partecipato come collaboratori anche Francesca Michielin (voce in ‘Gioco di bimba’), l’ex King Crimson David Cross che suona il violino in sei brani, oltre al tenore finlandese Eero Lasorla. “Ho ascoltato in rete Francesca Michielin cantare ‘Gioco di bimba’ e mi ha fatto emozionare. Non è facile emozionarsi per una canzone oggi e se poi aggiungiamo che quella canzone è purtroppo e drammaticamente attuale anche oggi, quando sentiamo parlare di violenze sulle donne tutti i giorni, il brano non poteva non essere in questo album. Con Cross, invece, abbiamo suonato nel corso del nostro tour passato e mi ha stupito per la sua capacità di improvvisare su una musica molto precisa come la nostra”. Il disco è stato suonato dalla formazione attuale delle Orme, nella quale, oltre a Dei Rossi, ci sono Michele Bon (Organo Hammond C3, Piano, Sinth e Tastiere) e Alessio Trapella (Voce, Basso e Contrabbasso).

Bonisoli, da Parigi riparte il dialogo con la FranciaItalia ospite d’onore Salone Libro 2021. Gioconda ‘non si muove’

PARIGI15 marzo 201919:49

– Dopo il grande freddo, il dialogo Italia-Francia riparte dalla cultura: il ministro Alberto Bonisoli annuncia a Parigi il disgelo fra “le due superpotenze della cultura”, sancito dall’invito francese all’Italia ad essere ospite d’onore, come fu nel 2002, al Salone del Libro. Ripresa del dialogo e disponibilità alla collaborazione nei prestiti delle opere per celebrare Leonardo e Raffaello sono state espresse da Bonisoli nell’incontro con l’omologo francese, Franck Riester, anche se – è stato ribadito – la Gioconda non può assolutamente essere trasportata per motivi tecnici.Passeggiando fra gli stand del Salone del Libro, alla porte de Versailles, Bonisoli ha avuto occasione di incontrare i principali protagonisti del mondo editoriale d’Oltralpe. Al suo fianco, il presidente dell’Associazione Italiana Editori, Ricardo Franco Levi, che ha voluto e favorito l’invito per il 2021 all’Italia: “una gran bella notizia – ha commentato Bonisoli – un’opportunità unica per dare più energia alla visibilità internazionale della nostra industria editoriale. Abbiamo l’opportunità di far conoscere all’estero in modo più forte e diffuso i contenuti che possiamo esprimere. L’invito in Francia e quello di Francoforte vanno nella direzione di avere un’industria culturale che finalmente riprende a crescere, che si apre al mondo, che lavora in modo importante per la lettura”.Bonisoli è stato uno dei primi esponenti di spicco del governo, insieme con Giovanni Tria, a riallacciare i rapporti con Parigi dopo la crisi con il richiamo dell’ambasciatore francese: “stiamo riportando i rapporti fra i nostri due paesi a quello che devono essere, semplici e articolati al tempo stesso, perché abbiamo tante cose in comune e in campo culturale siamo due superpotenze destinate a lavorare insieme”. Proprio di questo, nel primo pomeriggio, Bonisoli ha parlato con l’omologo Riester, che aveva già conosciuto due settimane fa ricevendolo a Milano. In particolare, della collaborazione per la celebrazione nei due paesi, quest’anno dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci, l’anno prossimo dei 500 anni dalla morte di Raffaello.”Vogliamo aiutare la Francia a fare una giusta celebrazione di Leonardo compatibilmente con quello che stiamo organizzando in Italia”, ha detto Bonisoli, che ha offerto in dono al suo omologo un catalogo della mostra di Leonardo alle Scuderie del Quirinale. Nell’incontro con Riester “c’è stato un clima molto costruttivo – ha detto Bonisoli – una bella discussione, abbiamo fissato appuntamenti per portare avanti una collaborazione reciproca. L’ho invitato a realizzare qualcosa che rappresenti la cultura francese a Matera capitale della Cultura e lui ha accettato di buon grado”. Sullo scambio di opere sono stati fatti “notevoli passi avanti” su quelle da prestare al Louvre per la mostra del prossimo ottobre e quelle da trasferire in Italia nel 2020 per le celebrazioni di Raffaello: “c’è stata ampia disponibilità politica da entrambe le parti far sì che da entrambi i paesi siano celebrati gli anniversari nel modo migliore possibile”. Sui prestiti da parte italiana, si è parlato soprattutto dei disegni degli Uffizi e delle opere presenti a Torino e Venezia. Solo un accenno alla Gioconda, per ribadire – da parte francese – l’impossibilità di ogni ipotesi di spostarla dal Louvre. Fra i temi di discussione nell’incontro, convergenza sull’idea di firmare un accordo per riprendere, nella grande tradizione di Italia e Francia, una coproduzione cinematografica che negli ultimi anni è andata scemando. Prima di concludere la sua visita a Parigi incontrando Audrey Azoulay, direttrice dell’Unesco, il ministro Bonisoli ha invitato Riester alla mostra di Leonardo a Venezia a metà aprile, che sarà anche l’occasione per fare il punto sui prestiti.

Rita Pavone, Greta? Mi scuso tanto, non sapevo fosse malataHo fatto gaffe enorme ma è un mondo di lupi, pronti ad azzannare

14 marzo 201921:04

“Ho fatto una gaffe enorme perché non sapevo che avesse la sindrome di Asperger, nessuno l’ha detto mai in televisione. Io mi ricordavo la ragazzina con le treccine di un film e ho detto che mi metteva a disagio. Non direi mai una cosa così e trovo cattivo e orrendo che la gente aspetti un qualsiasi errore che tu fai nella vita per azzannarti come se fossero lupi. Diceva Dio che colui che non ha mai sbagliato scagli la prima pietra. Sono una persona perbene, non sono una carogna”. Rita Pavone vuole dire la sua

sull’enorme polemica suscitata sui social dal tweet su Greta Thunberg, l’attivista sedicenne svedese che ha dato il via al movimento che ha poi condotto allo sciopero per il clima di domani. “Quella ‘bimba’ con le treccine che lotta per il cambio climatico, non so perché ma mi mette a disagio. Sembra un personaggio da film horror…” aveva cinguettato la Pavone.”E’ gente malata – spiega in tono concitato – quella che mi attacca. Ho solo detto che mi ricordava un personaggio e ho messo la foto del film dove c’è questa ragazzina che le assomiglia. E’ brutto che ci siano persone che non aspettano altro per attaccarti, solo perché la pensi diversamente da loro. Mi dispiace, chiedo scusa, non sapevo avesse un problema e non intendevo offendere. Cosa vogliono? Che mi impicchi o che mi che mi tagli le vene? Perché sono incappata in un gravissimo errore di cui chiedo venia. Non pensavo di creare questo scompiglio, se qualcuno ha detto una battuta in più non l’ho detta io. E’ diventato un mondo di lupi”.Infine la Pavone fa una precisazione sugli attacchi che sta subendo: “Non mi parlino di canottoni. Io ho un labbro inferiore per cui devo dire grazie – croce e delizia – a mia nonna. Con gli anni questo labbro, che era tanto carino quando ero ragazzina, si è rilasciato. Io non ho mai fatto un intervento estetico. Ci tengo che tutti lo sappiano: io invecchio di brutto da parte mia e ne vado fiera. Non ho mai fatto un intervento, anche perché altrimenti sarei una cretina se il risultato è quello che ho….”.

Ghali presenta I love you a San Vittore”Lettera d’amore a un carcerato, da piccolo venivo qui”

MILANO14 marzo 201920:31

– I muri si mettono a tremare quando Ghali decide di alzare al massimo il volume del suo nuovo singolo ‘I Love You’, presentato a una sessantina di detenuti e detenute under 25 del carcere di San Vittore. E in tanti si alzano per ballare la canzone che il rapper 26enne ha definito “una lettera d’amore a un carcerato immaginario”. “Ho ricordi molto forti di quando da piccolo venivo a trovare mio padre che era recluso qui”, ha raccontato. “E’ stato proprio il figlio di un altro detenuto a farmi scoprire che cos’è la beatbox (una tecnica che consiste nel riprodurre i suoni di una batteria con la bocca, ndr)”. La nuova canzone del giovane, nato e cresciuto a Baggio, nella periferia di Milano, da genitori tunisini uscirà questa notte, a un anno esatto da ‘Cara Italia’, singolo Triplo platino con un video che conta oltre 107 milioni di visualizzazioni. Ma ‘I Love You’, dice Ghali, non è solo una canzone, bensì un progetto “per fare comunicare il carcere con il mondo esterno”.
Mapplethorpe, sguardo oltre l’esteticaRoma omaggio al maestro nel dialogo tra antico e contemporaneo

ROMA14 marzo 201916:46

– C’è una memoria profonda e ragionata della storia dell’arte e un grande amore nei confronti dei maestri del passato nel lavoro di Robert Mapplethorpe, alla cui figura le Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma rendono omaggio con una mostra a 30 anni dalla morte. Dal 15 marzo al 30 giugno nella sede di Galleria Corsini e intitolata “Robert Mapplethorpe. L’obiettivo sensibile”, la mostra presenta 45 immagini del fotografo americano, per la prima volta messe in relazione con il contesto di una quadreria settecentesca.
L’anatomia, la sessualità, la ritrattistica, la natura morta e il paesaggio sono i temi alla base di quell’estetica originale con cui Mapplethorpe turbò la New York degli anni ’70 e che la mostra, a cura di Flaminia Gennari Santori, documenta: le immagini inserite tra i quadri della collezione testimoniano quanto l’artista curasse in modo maniacale la composizione di ogni singolo scatto per ricreare l’armonia dell’arte classica, nobilitare i soggetti più umili e superare i tabù.         [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 12:36 DI MARTEDì 12 MARZO 2019

ALLE 10:48 DI GIOVEDì 14 MARZO 2019

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Musica: Perigeo si riuniscono a Firenze
Per Musart festival che avrà tra ospiti anche Piovani e Rea

FIRENZE12 marzo 2019 12:36

– Solo per una sera, martedì 23 luglio, torneranno a riunirsi i Perigeo, leggenda del prog e del jazz-rock. Accade a Firenze, città dove 11 anni fa c’era stata un’altra reunion, a 31 anni dalla loro ultima esibizione insieme. La storica band si presenterà in piazza della Santissima Annunziata, per il Musart festival, con una formazione molto vicina all’originale: Giovanni Tommaso al contrabbasso e basso elettrico, Claudio Fasoli al sax, Bruno Biriaco alla batteria, Tony Sidney alla chitarra e Claudio Filippini alle tastiere, impreziosita dal percussionista Alex ‘Pacho’ Rossy.
Sempre al Musart Festival, lunedì 15 luglio, il premio Oscar Nicola Piovani salirà sul podio dell’Orchestra del Maggio musicale fiorentino per ‘Piovani dirige Piovani’, concerto dedicato alle più note colonne sonore del maestro, mentre per il concerto all’alba del 24 luglio protagonista sarà Danilo Rea al pianoforte, (ore 4.45) nel Cortile degli uomini dell’Istituto degli Innocenti.
Forte Belvedere torna al ComuneFirmato il passaggio definitivo dal Demanio

FIRENZE12 marzo 201913:14

– Torna definitivamente al Comune di Firenze il Forte di Belvedere, la storica fortezza medicea che fungeva da baluardo di difesa per la città. Come spiegato da Palazzo Vecchio, è stato firmato l’accordo tra amministrazione e Demanio per l’acquisizione gratuita del Forte e che sancisce il passaggio definitivo della proprietà al Comune: la delibera di autorizzazione era stata approvata dal Consiglio comunale a dicembre 2017.
“Finalmente – ha commentato il sindaco di Firenze, Dario Nardella – si conclude un lungo percorso che restituisce uno dei ‘luoghi dell’anima’ di Firenze, amatissimo dai cittadini, che l’amministrazione intende ulteriormente valorizzare e destinare all’arte e alla cultura”. L’accordo di valorizzazione, che coinvolge Comune, Demanio e sovrintendenza, prevede di aumentare la fruibilità della Fortezza studiando la possibilità di tenerla aperta per tutto l’anno come contenitore multidisciplinare della contemporaneità e centro di produzione, ricerca e sperimentazione. Il Forte sarà sede di mostre temporanee, eventi e installazioni site specific, ma accoglierà anche un centro culturale di respiro internazionale per la produzione di nuove espressioni artistiche. Tra gli altri obiettivi dell’accordo, c’è anche la conservazione ordinaria e la valorizzazione del complesso monumentale e ambientale del Forte, compresi gli spazi verdi. E’ previsto, infine, il graduale spostamento degli archivi della Biblioteca nazionale, attualmente presenti al Forte, per rendere gli spazi più funzionali per le mostre e per le altre attività.
Turismo: Bonisoli, “Venosa come Pompei”Il Ministro, “suggerisco però più organizzazione”

POTENZA12 marzo 201913:36

– “Venosa (Potenza) è un sito eccezionale, raro in Europa, che parte dal Paleolitico per arrivare praticamente quasi ai giorni nostri: una cosa del genere dovrebbe essere un’altra Pompei, invece per raggiungerla ci siamo persi perché non ci sono segnali stradali. Mi permetterei di suggerire qualche indicazione in più, qualche buca in meno, un minimo di organizzazione del sito e un minimo di visibilità”. Lo ha detto stamani a Potenza il ministro dei Beni Culturali, Alberto Bonisoli, intervenendo nel corso di una conferenza stampa organizzata dal M5s per presentare il programma culturale del movimento e l’assessore regionale designato alla cultura, Tiziana D’Oppido.
Jack Savoretti, ho scoperto il romanticismoAnche Bob Dylan e Kylie Minogue in ‘Singing To Strangers’

13 marzo 201910:01

-Un tragitto cinematografico dalla casa al mondo e ritorno: Jack Savoretti presenta così il suo nuovo album, ‘Singing To Strangers’, in uscita il 15 marzo. Un titolo che nasce quasi come battuta: “Mia figlia descrive così il mio mestiere, cantare agli sconosciuti”, racconta

il musicista anglo-italiano, che dopo ‘Sleep No More’ fa i conti con una svolta personale e artistica: “Prima cantare per me era un urlo di frustrazione, poi con un po’ di successo e con la felicità domestica ho trovato una prospettiva positiva e un nuovo rispetto per il pubblico: volevo cantare il dilemma di dover andare via di casa per fare questo mestiere”. Un dialogo interno letteralmente messo in scena: “Vedo questo disco come un film, con un’apertura grande, un interludio con il mio punto di vista e infine il ritorno di ‘Going Home’: un film, ma cantato sempre con la mia voce, perché anche un attore deve avere una verità”. Quest’ispirazione trasparirà in parte anche nel tour, che passerà dall’Italia a Padova (Gran Teatro Geox, 16/4), Milano (Fabrique, 17/4) e Roma (Atlantico, 18/4): “Ho portato la mia vita vera sul palco per 12 anni, ora voglio creare qualcosa di più romantico. Questa voglia mi è arrivata facendo tournée nei meravigliosi teatri italiani”. Da quell’esperienza viene una delle due collaborazioni, ‘Music’s Too Sad Without You’ incisa alla Fenice di Venezia con Kylie Minogue. L’altra partecipazione eccellente è del Premio Nobel Bob Dylan, che ha dato a Savoretti un testo inedito per ‘Touchy Situation’: “Tutto è nato da una collaborazione mancata con Steve Earle, che ha lo stesso management di Bob. Mi è venuto da ridere dalla felicità. Quando ho iniziato a scrivere alla chitarra però veniva fuori solo Bob, non era una canzone mia: è arrivata solo quando sono passato al pianoforte, su suggerimento di mia moglie, senza pensare a Bob. Poi, la cosa peggiore è stata aspettare il responso del suo team”. Il pianoforte ha ispirato anche gli echi di Elton John in ‘Things I Thought I’d Never Do’: “Per me ‘Madman Across the Water’ è stato un manuale di scrittura”. Pur senza rinunciare al suo canto ruvido, l’atmosfera è dolce e trasognata: “Mi sono chiesto perché nessuno ascoltasse più la musica romantica: ci sono ancora canzoni d’amore, ma non sono romantiche, e poi anche la nascita di un figlio o perfino la morte sono romantiche. Volevo quell’atmosfera, l’intimità senza fuochi d’artificio, come all’opera”. L’influenza dominante è arrivata allora dalle colonne sonore e della musica leggera italiana e francese anni ’60 e ’70, come dimostrano ‘Candlelight’ o ‘Greatest Mistake’: “Ho insistito perché si registrasse a Roma, nello studio di Ennio Morricone. Mi sono rotto che dell’Italia all’estero non si conosca anche la cultura musicale e cinematografica: non c’è solo la musica inglese. Forse è una reazione a Brexit!”. La sua metà genovese si è fatta sentire anche dopo il crollo del Ponte Morandi: “Tantissimi mi hanno chiamato quel giorno. Ho provato rabbia e vergogna, l’Italia non può conoscersi solo per queste tragedie evitabili”.

Non ci resta che il crimine avrà sequelLo annuncia Lucisano Media group dopo successo primo capitolo

12 marzo 201914:16

– Le avventure di “Non ci resta che il crimine” non sono ancora finite. Lucisano Media Group comunica di avere avviato i lavori per la produzione del secondo capitolo della commedia diretta da Massimiliano Bruno che sta lavorando alla sceneggiatura del nuovo film. Nei prossimi mesi, invece, verrà annunciato ufficialmente il cast. Prodotto da Fulvio e Federica Lucisano per Italian International Film – società controllata da LMG – con Rai Cinema e distribuita da 01 Distribution, “Non ci resta che il crimine”, interpretato da Alessandro Gassmann, Marco Giallini, Edoardo Leo, Gianmarco Tognazzi e Ilenia Pastorelli, si è affermato come uno dei film più amati dal pubblico in questo inizio 2019: dal debutto in sala del 10 gennaio, infatti, il film ha superato i 4,7 milioni di euro di incasso al box office con oltre 700mila spettatori.
Bruno è già al lavoro sul soggetto del nuovo film. “Abbiamo creduto nelle potenzialità di ‘Non ci resta che il crimine’ sin dal primo giorno”, ha commentato Federica Lucisano

Sfera Ebbasta torna con un nuovo singoloMadamoiselle, e attacca “se tuo figlio spaccia è colpa di Sfera”

12 marzo 201914:29

– Sfera Ebbasta pubblica un nuovo inedito, dal titolo Mademoiselle, in cui risponde in musica alle accuse di essere un cattivo esempio per i giovani che ascoltano le sue canzoni. “Se tuo figlio spaccia è colpa di Sfera Ebbasta non di tutto quello che gli manca”, canta nel nuovo brano, arrivato a circa tre mesi dalla tragedia nella discoteca di Corinaldo, in cui sono morte 6 persone che erano in attesa del suo concerto. E ancora: “Qualsiasi cosa dico sarà usata contro di me”, “Tutti puntano il dito perché fumo, perché bevo, perché spendo ‘sto cash”, “Chiamano la polizia e dicono che è colpa mia, ma nelle tasche non ho nulla”. Sulla copertina sfocata del brano, campeggia l’avvertimento: “Questo brano presenta contenuti indesiderati che potrebbero risultare offensivi”.
Scuderie, Leonardo utopia e quotidiano’La scienza prima della scienza’, luoghi e idee in 200 opere

12 marzo 201920:35

-L’utopia e la quotidianità raccontante con la sensibilità dell’arte, lungo l’asse di una vita dedicata alla sperimentazione e al sapere collettivo, in una mostra costruita intorno a dieci disegni del Codice Atlantico che fanno da filo conduttore ad un percorso che è storia personale e di un’epoca. ”Leonardo da Vinci. La scienza prima della scienza”, ospitata dal 13 marzo al 30 giugno alle Scuderie del Quirinale – già 15 mila biglietti venduti -, non è solo una mostra ma un vero e proprio percorso conoscitivo che, forte di oltre 200 opere, illustra tutti i temi di riflessione del genio toscano. ”Con questa prestigiosa esposizione – ha detto Mario de Simoni, presidente e Ad di Ales Spa – l’Italia rende omaggio al genio di Leonardo, situato nel ricco contesto culturale del suo tempo. Il ricco numero di opere esposte, la loro importanza e l’accurato progetto scientifico, contribuiscono a rendere la mostra un appuntamento di grande rilievo nel fitto calendario delle celebrazioni per i 500 anni della morte del maestro toscano”. Come spiega Claudio Giorgione, curatore della mostra e del Museo nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo Da Vinci di Milano – dove si concluderà l’anno delle celebrazioni -, la mostra segue un percorso tematico e cronologico, mettendo in relazione Leonardo con i luoghi della sua vita, ”evidenziandone le relazioni con il pensiero dei suoi contemporanei. Questa esposizione – aggiunge – è resa speciale dall’eccezionale integrazione tra i modelli della collezione storica del museo, i figli del Codice Atlantico della Biblioteca Ambrosiana e i preziosi prestiti concessi da prestigiose istituzioni italiane ed europee”. Nessun problema per i prestiti, sottolinea Giorgione. Si parte dunque da Firenze, la formazione toscana dove il giovane Leonardo incontra per la prima volta e ne rimane affascinato dalle macchine da cantiere del Duomo messe in opera da Filippo Brunelleschi decenni prima. In particolare a colpirlo è la messa in opera della lanterna della cupola di Santa Maria del Fiore con l’enorme sfera di rame. E qui s’incontrano subito i primi due disegni del Codice (eseguiti tra il 1478 e il 1480), dove Leonardo descrive la gru. ”La grande innovazione di Leonardo – spiega Giorgione – è proprio nel disegno, nel modo in cui viene rappresentata la macchina”. Spesso disegna un’opera anche senza nessuna finalità pratica, come la grande balestra, ma la sua capacità descrittiva trascende il senso stesso della realizzazione. Da Firenze si passa alla più pratica Milano, dove si trovano i portelli originali della chiusa di San Marco del Naviglio, rimasti in uso fino al 1929. Ma si trova anche un telaio, elementi di vita quotidiana insomma accanto ai disegni della città ideale, alle fantasmagoriche macchine da guerra, nello studio dei due mortai che lanciano proiettili esplosivi, nelle macchine volanti nate per stupire forse più che veramente per volare, e poi l’argano così minuziosamente sezionato e descritto nel disegno del codice, la ruota dentata con le piccole macchine che sembrano automobile giocattolo. A molto serve anche lo studio dell’Antico, a cui è dedicata la seconda sala della bella mostra, e poi le Città ideali e le vie d’acqua, L’ingegno del fare, i Teatri di macchine. Sorprendente la biblioteca di Leonardo, specchio delle sue curiosità che vanno dal libro di cucina (era probabilmente vegetariano perchè disprezza chi mangia carne) fino alle favole di Esopo, in tutto addirittura 150 volumi purtroppo andati dispersi. Vengono poi L’arte della Guerra, le Macchine per il volo. A concludere una sezione dedicata al Mito di Leonardo, con la scoperta della sua produzione in epoca napoleonica, poi a partire dal 1881 la progressiva pubblicazione dei codici sempre in Francia, fino alla retorica fascista della mostra del 1939 quando viene celebrato definitivamente come Genio italico.

Luca Sofri lancia “Pensavo Peccioli”Prima edizione e tanti ospiti nel Pisano dal 15 al 17 marzo

PECCIOLI (PISA)12 marzo 201918:46

– Una kermesse sull’oggi con incontri, reading, lezioni e proiezioni, per provare a raccontare e capire i cambiamenti in atto in molti contesti del nostro quotidiano: la democrazia, internet, l’ambiente, l’informazione, il mondo. E’ ‘Pensavo Peccioli’, dal 15 al 17 marzo, la prima edizione della rassegna culturale che si svolge nel piccolo centro del Pisano curata da Luca Sofri e organizzato dalla Fondazione Peccioliper. “A Pensavo Peccioli – spiega una nota degli organizzatori – sapremo cosa è successo in politica ‘mentre erano via’ Giuliano Ferrara e Walter Veltroni, come la raccontano nel 2019 le famigerate giornaliste Marianna Aprile, Annalisa Cuzzocrea ed Eva Giovannini, come siamo arrivati all’ascesa dell’incompetenza e al declino dell’Italia secondo Irene Tinagli. Ancora, di politica e democrazia parleremo con Carlo Gabardini, Francesca Mannocchi, Giacomo Papi. Alessandro Baricco spiegherà la rivoluzione digitale, Filippo Solibello parlerà dei piccoli gesti per uno ‘stop plastica a mare'”. In cartellone, tra gli altri, anche Gianluca Carofiglio e Michele Serra, mentre Luca Sofri, Francesco Costa e Christian Rocca cureranno la rassegna stampa del festival che avrà una trentina di ospiti (scrittori, giornalisti e artisti) negli oltre 20 incontri in calendario in 4 location diverse. “Informarsi – sottolinea Sofri – è il primo modo di migliorare le cose e in questa tre giorni a Peccioli lo faremo incontrando persone che osservano e raccontano le cose, che provano a capirle e spiegarle, ospiti di una cittadina attenta da decenni a quello che succede e a come farne bene comune, per sé e per gli altri”.
La rassegna, conclude il sindaco pecciolese, Renzo Macelloni, ha “l’ambizione di proporre un esempio di come cultura, arte e politica possano creare legami sinergici per una crescita individuale e collettiva”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Settimana gratis,a Paestum boom ingressi
Zuchtriegel, studio promozione beneficiari reddito cittadinanza

NAPOLI12 marzo 201915:31

– Raddoppiati gli ingressi di Paestum durante la settimana dei musei voluta dal ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli: è quanto emerge dall’analisi dei dati del Parco Archeologico diretto da Gabriel Zuchtriegel.
“Un grande successo, anche in considerazione del fatto che grazie al biglietto dinamico e alle visite ai depositi a 1 euro, la gratuità totale durante la settimana dei musei non ha diminuito gli incassi in maniera sensibile – spiega il direttore – abbiamo ‘perso’ solo 3mila euro, regalando cultura a migliaia di persone. In un territorio come il nostro che sta vivendo fenomeni di spopolamento e precariato, l’accessibilità economica ai luoghi della cultura è importante per le comunità. Stiamo valutando come promuovere la fruizione del patrimonio anche da parte dei beneficiari del reddito di cittadinanza”. In programma altri giorni di gratuità: ogni giovedì, dalle ore 18:00 alle ore 19:30, si potrà entrare gratis nel museo e nell’area archeologica e partecipare ad eventi.
Museo Egizio,apre Archeologia InvisibileMostra a Torino sull’uso della tecnologia per studio reperti

TORINO12 marzo 201915:57

– E’ dedicata all’Archeologia Invisibile’ la mostra aperta al Museo Egizio di Torino da domani al 6 gennaio 2020. Racconta la “biografia degli oggetti”, applicando le nuove tecnologie allo studio dei reperti. Il progetto è del direttore del Museo Christian Greco e dell’egittologo Enrico Ferraris. “Il digitale, la realtà virtuale fanno parte del nostro quotidiano – dice Greco – e di come guardiamo al patrimonio. Grazie al dialogo tra le due dimensioni possiamo capire meglio gli oggetti e noi stessi”.
L’Egizio collabora con istituzioni scientifiche in tutto il mondo, dal Mit di Boston al Cnr. Grazie a raggi X e Tac si studiano le mummie di Ka e Merit, senza danneggiarle. O indagare sulla composizione chimica delle pitture degli antichi Egizi e perfino ricostruire uno scavo in 3D. “La capacità di realizzare eventi espositivi – dice la presidente del Museo, Evelina Christillin – deriva dall’impulso dato all’attività di ricerca, con un sostegno economico stabile, frutto della nostra autonomia finanziaria”.
Pitti Uomo, Givenchy è guest designerStilista Clare Waight Keller presenterà nuova collezione menswea

RENZE12 marzo 201917:28

– Givenchy sarà il guest designer di Pitti Immagine uomo 96, in programma a Firenze dall’11 al 14 giugno: Clare Waight Keller, stilista britannica e direttore artistico della maison del gruppo Lvmh a partire dalla primavera del 2017, presenterà la nuova collezione menswear del brand con un evento speciale in calendario mercoledì 12 giugno.
“Per noi è un grande onore ospitare l’esordio della collezione uomo di Givenchy con la direzione creativa di Clare Waight Keller – spiega Lapo Cianchi, direttore comunicazione ed eventi speciali di Pitti Immagine -. Una visione forte, moderna ed elegante: un progetto perfetto per Pitti Uomo. Sono certo che le atmosfere e gli spazi di Firenze offriranno a Givenchy ulteriori motivazioni estetiche e simboliche per concentrarsi sulla moda maschile”.
Nora-Natale in casa Helmer a TorinoRegia dell’ungherese Kriszta Szekely, tratto da Casa di bambola

TORINO12 marzo 201917:34

– Rendere contemporaneo e ancora rivoluzionario un testo di 140 anni fa, ‘Cuore di bambola’ di Ibsen, che allora fece scandalo per l’analisi delle menzogne sulle quali spesso si basa un matrimonio all’apparenza perfetto: è quanto propone ‘Nora – Natale in Casa Helmer’, regia della giovane e già nota regista ungherese Kriszta Szekely in scena, in anteprima nazionale dal 14 marzo al Teatro Carignano di Torino.
“E’ uno spettacolo sulla guerra tra i sassi di cui è intrisa la storia – ha spiegato oggi la regista durante le prove – che ho ambientato ai giorni nostri perché i temi che pone, la falsità, la sottomissione della donna al marito e alla famiglia nel nome della famiglia perfetta, la paura di stare soli non hanno tempo. Anche se molto è cambiato in materia di diritti e libertà delle donne, ma spesso solo a livello legislativo e formale, meno a livello interiore. Il testo di Ibsen è sicuramente ‘datato’ e anche troppo prolisso, ma ancora immanente”. Lo spettacolo è in lingua originale con i sovratitoli.

Firenze di La Pira in Giornale BernabeiCittà degli anni ’50 rivive nella mostra aperta dal 3 maggio

FIRENZE12 marzo 201917:36

– La Firenze degli anni Cinquanta, quella del sindaco Giorgio La Pira, della ricostruzione e dell’espansione urbanistica, della nascita dell’alta moda e del primo scudetto della Fiorentina, rivive nelle fotografie, nei documenti e nelle pagine del ‘Giornale del Mattino’, in quegli anni diretto da Ettore Bernabei. E’ la mostra ‘Firenze anni Cinquanta. La Pira e il ‘Giornale del Mattino’ di Bernabei’, a cura di Pier Luigi Ballini, ospitata da domani al 3 maggio all’Archivio storico del Comune di Firenze. L’esposizione si compone di 27 pannelli illustrativi ma anche di filmati per ricostruire la Firenze degli anni ’50. Grazie a postazione touch screen si potranno inoltre consultare oltre 400 pagine della storica testata.
Editoria: esce ‘L’esercito italiano’Storia illustrata dal 1861 a oggi di Alberto Peruzzo Editore

12 marzo 201917:37

– Con il gusto e l’approfondimento dell’erudito, ma anche il taglio popolare e divulgativo, Alberto Peruzzo, precursore dell’editoria cartacea e televisiva di massa, ha realizzato, a quasi 85 anni di età, una nuova opera: ‘L’esercito italiano. La storia illustrata dal 1861 a oggi’, dodici volumi con cadenza quattordicinale, in uscita nelle edicole da venerdì prossimo. La prima pubblicazione si intitola ‘I nostri soldati dalla guerra alla pace’.
La zampata dell’editore di periodici a larga diffusione si vede tutta: articoli chiari, cartine, foto (le immagini sono dell’Ufficio storico dell’esercito). Ma anche curiosità, particolari inediti, riletture di alcuni momenti topici del Risorgimento, dell’Impero e della Repubblica, e poi le schede su armi e dotazioni e gli aforismi e le poesie – da Giuseppe Ungaretti, a Vittorio Emanuele III fino a Mario Rigoni Stern – impreziosiscono un percorso di conoscenza non ancora del tutto disvelato.
Sembra evidente, nell’editoriale dello stesso Peruzzo, l’anima anche patriottica del progetto: “Siamo certi che quest’opera ambiziosa – scrive – saprà risvegliare in tutti voi, come lo ha fatto in tutti noi, l’orgoglio di essere italiani, di aver creato questo Paese e e di averlo saputo difendere. Senza il nostro esercito, non ci sarebbe questa Italia, non ci saremmo noi: abbiamo un debito nei confronti dei nostri soldati di ieri e di oggi”.

Opera Roma, con Abbagnato danza DiorDa 29/3 a Costanzi, omaggio a compositore USA con costumi Chiuri

13 marzo 201912:45

– Leggerissimi tulle punteggiati di fiori. Tutù lunghi e amplissimi, che anche solo nei bozzetti, già si immaginano aprirsi e rincorrersi nei passi di danza. Fantasie che tornano anche sulle tute aderenti, monospalla, degli uomini. È sulle punte di Eleonora Abbagnato e le note della Serata Philip Glass che l’Alta Moda di Christian Dior debutta al Teatro dell’Opera di Roma, in scena nei costumi che la direttrice artistica della maison Maria Grazia Chiuri, firma per l’omaggio al compositore maestro del minimalismo americano, in scena al Costanzi dal 29 marzo al 2 aprile. Un grande affresco con anche il guest artist Friedmann Vogel, il Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera e l’orchestra diretta da Carlo Donadio, in tre coreografie: Hearts and Arrows che la star internazionale Benjamin Millepied rilegge in chiave contemporanea, Glass Pieces di Jerome Robbins (con 46 ballerini in scena) e il nuovo Nuit Blanche del giovane Sebastian Bertaud, con la Abbagnato e Vogel nei costumi color madreperla, finemente iridiscenti, della Chiuri, che torna così all’Opera di Roma dopo il successo del lavoro per la Traviata con la regia di Sofia Coppola nel 2016, al tempo chez Valentino. ”D’altronde, l’alta moda e la grande tradizione italiana dei costumi hanno origini comuni. Quando si incontrano è un’eccellenza, un piacere, uno scambio reciproco”, spiega il sovrintendente Carlo Fuortes, che bolla con un gran sorriso e un ”no comment” i rumors che lo vorrebbero chiamato alla guida della Scala di Milano. ”Dior ha sempre avuto un particolare legame con la danza e il teatro. Lui stesso firmò alcune collaborazioni”, racconta la Chiuri, che a settembre ha già portato il balletto nella collezione pret à porter della maison. ”Qui però – dice – si balla sulle punte. Il riferimento è all’Alta Moda” con una rivisitazione per la scena ”di un abito iconico degli anni ’50 come Miss Dior”. Con il laboratorio sartoriale dell’Opera, ”un grande atelier, dove di tingono ancora i colori nelle vasche – racconta – ho cercato di reinterpretare quei riferimenti in modo contemporaneo, trasferendoli nel tulle o nei body elastici dei danzatori”. Per la Abbagnato ha immaginato gli erbari, con fiori di seta disseminati in due strati di tulle. Per il corpo di ballo, un caleidoscopio di differenti colori cipriati ricoperti di una nuvola impalpabile di tulle nero. ”Quando in Italia si parla di danza – riflette la Abbagnato, da tre anni ormai alla guida del Corpo di ballo dell’Opera di Roma – sembra sempre si parli di nulla. Invece all’estero è amata da tanti e la Chiuri conosceva già l’energia e la voglia di aprire le porte al mondo internazionale di questo teatro”. E la Serata Philip Glass viaggia in questa direzione, portando in scena le note di Glass, autore che ha segnato la vita musicale e intellettuale del Novecento, oltre che collaboratore di artisti come Twyla Tharp, Allen Ginsberg, Woody Allen e David Bowie. Ma anche un grande pezzo di Opera di Parigi a Roma, a partire da Bertaud e Millepied. ”Le tensioni politiche Italia-Francia? Quando vivi con la valigia come me e sei un’artista italiana all’estero, un po’ ti rattristi”, risponde la Abbagnato. ”La cultura può solo agevolare il dialogo, ma ci sembra davvero un altro mondo – aggiunge la Chiuri – Tra persone che amano quel che fanno si pensa solo a costruire. Personalmente mi sento europea, vivo a Roma, lavoro a Parigi, ho una figlia a Londra. Forse è tempo di cambiare mentalità”.

Tele del ciclo di Orfeo a Palazzo RealeAnche oltre 160 animali a ‘Il meraviglioso mondo della natura’

12 marzo 201917:48

– Il Ciclo di Orfeo, commissionato da Alessandro Visconti per il proprio palazzo di Milano negli anni ’70 del Seicento e ospitato in Palazzo Sormani dal 1877, dove è stato riallestito nei primissimi anni del Novecento e dove è divenuto noto come “Sala del Grechetto”, è stato ricostruito nella Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale, come fulcro della mostra “Il meraviglioso mondo della natura”, promossa e prodotta dal Comune di Milano-Cultura, Palazzo Reale e 24 ORE Cultura-Gruppo 24 ORE, aperta da domani al 14 luglio.
Il ciclo, che fa parte delle Raccolte Civiche del Comune di Milano, è composto di 23 tele, alcune di notevoli dimensioni, che raffigurano più di 200 differenti animali a grandezza naturale che si rincorrono in un panorama fluido, accompagnati da pochissime figure umane, tra cui un Orfeo incantatore e un piccolo Bacco.
A New York i libri più piccoli del mondoAl Grolier Club, tempio bibliofili, quest’anno compie 100 anni

NEW YORK12 marzo 201917:51

– 34 anni fa Patricia Pistner decise di riempire di minuscoli libri veri gli scaffali di una monumentale casa di bambole che aveva commissionato per la sua casa in Florida. La Pistner House, replica in miniatura di una magione francese di meta’ Settecento adesso in prestito al museo d’arte di Naples, le cambio’ la vita: il primo atto di una collezione molto specializzata, migliaia di pezzi acquistati da librai antiquari in tutto il mondo, 950 dei quali sono ospitati fino al 19 maggio al Grolier Club, il club per bibliofili piu’ antico d’America, che quest’anno ha compiuto cento anni.
“Miniature books”, la mostra dei libri piu’ piccoli del mondo, e’ stata organizzata dalla stessa Pistner e dall’esperto olandese Jan Storm van Leeuwen, ex curatore delle legature rare alla Biblioteca Reale dell’Aja. La maggior parte dei libriccini esposti in un piccolo salone del Grolier stanno comodamente nel palmo di una mano, alcuni di pochi centimetri e uno, realizzato in Giappone, non piu’ grande di un punto

L’Hip-hop avrà un suo museo a New YorkSorgerà nel Bronx, patria del genere musicale

NEW YORK12 marzo 201917:53

– L’Hip-hop avrà un suo museo a New York. Lo ha annunciato Kurtis Blow, una delle leggende del rap, sottolineando che il museo sarà a giusta ragione nel Bronx, dove di fatto è nato il genere musicale. Il museo sarà all’interno di un complesso residenziale e di intrattenimento che sarà costruito sul versante est della 149ma strada lungo il fiume Harlem. Secondo gli organizzatori del progetto, quello che sarà chiamato Universal Hip-Hop Museum aprirà i battenti nel 2023.
“Sarà un fantastico pezzo di storia per questa cultura – ha detto Blow -. La mia eredità avrà una legittima sede dove tutti potranno venire a vedere da vicino”. Blow è stato il primo rapper ad avere un successo commerciale e il primo a firmare un contratto discografico con una etichetta multinazionale. ‘The Breaks’, un singolo estratto dal suo album del 1980 ‘Kurtis Blow’, diviene il primo brano rap certificato disco d’oro nella musica hip hop.
Danza, Pinocchio in prima a FirenzeCoproduzione Versiliadanza e Fabbrica Europa con il Maggio

FIRENZE12 marzo 201918:31

– La magia del burattino di Collodi rivive sul palco del teatro Goldoni a Firenze con Pinocchio, uno spettacolo che incrocia danza, parola, video e musica rimanendo fedele al testo originale. La prima nazionale andrà in scena sabato 16 marzo (replica il 17). Il progetto nasce da una collaborazione artistica tra la Compagnia Opus ballet, diretta da Rosanna Brocanello, e Giardino chiuso, diretto da Patrizia de Bari e Tuccio Guicciardini, ed è una coproduzione Versiliadanza e Fondazione Fabbrica Europa, in collaborazione con la Fondazione del Maggio musicale fiorentino e con il supporto della compagnia armena Small theatre/Nca di Yerevan.
Dieci in tutto i danzatori che porteranno in scena i momenti più significativi della storia di Pinocchio. La proiezione dei video, realizzati da Andrea Montagnini aiuterà lo spettatore a individuare i personaggi: Pinocchio, in total white, mastro Ciliegia, il Grillo parlante, il Gatto e la Volpe, la Fata turchina, Mangiafuoco, e l’immancabile Pescecane. La voce che accompagnerà le scene è quella dell’attore Virginio Gazzolo.
Reciterà testi tratti dallo stesso Collodi, Kleist, Rilke, Hugo, Baudelaire, Meyerhold.

Colosseo boom nella Settimana gratuita182.780 visitatori, oltre il 115% rispetto allo stesso periodo del 2018

ROMA12 marzo 201918:41

– Oltre 182 mila 700 visitatori per il Parco archeologico del Colosseo nella Settimana dei Musei gratuita promossa dal ministero dei beni culturali, con un incremento del 115 per cento rispetto allo stesso periodo del 2018, quando i visitatori per Anfiteatro Flavio Foro romano e Palatino erano stati 82.374. Lo rende noto la direzione del parco guidato da Alfonsina Russo.In occasione della settimana gratuita, ricordano dal Parco, è stata organizzata un’ampia rassegna di eventi in collaborazione con Electa e Coopculture, “che hanno registrato il tutto esaurito e hanno favorito un maggior coinvolgimento da parte del pubblico italiano e straniero”.E’ stato riaperto il percorso meridionale del Palatino e sono state organizzate visite guidate nei luoghi della mostra “Roma Universalis”. Iniziative anche per la Festa della Donna. Apprezzati dal pubblico, viene sottolineato, anche gli incontri del Giovedì del Parco e di Mythologica il sabato mattina.
Fumi Ilva come teschio, menzione a fotoAl concorso fotografico di Nikon club Italia

TARANTO12 marzo 201919:15

– I fumi notturni dello stabilimento ex Ilva di Taranto che si dissolvono in cielo formando una nuvola che sembra raffigurare un teschio: la suggestiva foto di Maria Rosaria Suma, fotoreporter tarantina che si definisce “contadina della fotografia”, ha ricevuto la menzione d’onore al concorso fotografico organizzato da Nikon club Italia, dal titolo “Luci nella notte”. La foto, scattata a fine gennaio scorso dalla parte interna del mar Piccolo, è diventata virale.
“Avrei preferito” la menzione “per altri scenari della bella Taranto – scrive sul suo profilo Facebook Maria Rosaria Suma – ma sono contenta”. Numerosi i commenti sul social network.
“Tutti noi – scrive una tarantina – sogniamo e lottiamo per scenari migliori. Tu sei una fotografa e la realtà devi immortalare”.

Leonardo, il mistero della Gioconda nudaMostra-inchiesta svela i segreti e riunisce le opere sul tema

CHANTILLY (FRANCIA)14 marzo 201909:48

– La Francia celebra Leonardo e i 500 anni dalla sua morte e nel castello di Chantilly va in scena l’affascinante mistero del cartone con la “Gioconda nuda” disegnata a carboncino. Tanti gli interrogativi intorno a quest’opera e al suo tema, che ha ispirato tanti altri dipinti. In giro per il mondo, saranno riuniti proprio a Chantilly per una mostra-evento dal 1 giugno al 6 ottobre. “Per la prima volta – spiega illustrando a Chantilly, in anteprima, i risultati del lungo studio sul cartone e gli obiettivi dell’esposizione Mathieu Deldicque, curatore del locale museo Condé – verranno mostrate insieme le due opere più emblematiche di questa serie della Gioconda Nuda, il cartone di Chantilly e la ‘Venere’ dell’Ermitage di San Pietroburgo”. Il cartone di Chantilly, studiato per lunghi mesi nei laboratori del Louvre, rappresenta “un’altra modella, non Monna Lisa – spiega Deldicque – una bellezza immaginaria, ideale, pensata da Leonardo da Vinci, che presenta anche elementi mascolini, un braccio muscoloso e un seno che sembra posato artificialmente. Ma quando si compara e si sovrappone questo cartone alla Gioconda del Louvre si hanno quasi le stesse dimensioni e tutta la parte inferiore, con la celebre sovrapposizione delle mani, sono praticamente uguali”. La Gioconda di Chantilly fu creata dopo il quadro più celebre del mondo e le ricerche oggi ci dicono che fu disegnata nell’atelier di Leonardo, forse da un allievo. Ma ci sono elementi, come il segno della matita-carboncino utilizzata da un disegnatore mancino, che fanno propendere per la partecipazione diretta del grande maestro. Nel XIX secolo fu attribuita senza troppi dubbi a Leonardo, come tanti altri dipinti ispirati a questa figura. I dubbi sono subentrati con il tempo e con l’avanzare delle possibilità di ricerca scientifica l’attribuzione originale è stata rimessa in discussione. Sul cartone di Chantilly, che ha sofferto umidità, danni e persino lacerazioni, la ricerca è stata particolarmente difficile. E’ stata riattribuita prima a un allievo, poi al laboratorio di Leonardo, quindi ad artisti vari dei secoli successivi. Nel 2016 è stata riattribuita con certezza scientifica all’atelier di Leonardo, probabilmente – spiegano i curatori – ad un allievo che l’ha disegnata sotto lo sguardo attento del maestro. Resta l’inquietante mistero dello sguardo fiero e provocatorio, quasi sfrontato, gli occhi ridisegnati più volte, l’apparenza di questo essere che gioca fra il maschile e il femminile. Caratteristiche che si ritrovano in tutte le opere che da giugno faranno da contorno al cartone del mistero, utilizzato – grazie a una serie di piccoli fori lungo il contorno delle forme – per produrre ulteriori copie. Ad acquistarlo nel 1862 per 7.000 franchi (una fortuna all’epoca) fu Enrico d’Orleans, duca d’Aumale, la cui collezione è sempre possibile ammirare a Chantilly. Fra le opere “ospiti” del castello, dove già è esposto il “Ritratto di Simonetta Vespucci” di Piero di Cosimo, l’altra Gioconda Nuda di San Pietroburgo (straordinariamente sovrapponibile al cartone), la “Cortigiana ritratta come Flora” di Bartolomeo Veneto (Museo di Francoforte), l’altra “Gioconda nuda” del Museo Ideale di Vinci, la “Signora nel suo bagno” di Francois Clouet, il celeberrimo “Gabrielle d’Estrees e sua sorella”, di anonimo francese del XVI secolo e il “Sabina Poppea” di anonimo francese della fine del XVI secolo custodito nel museo di Arte e Storia di Ginevra.

Uto Ughi, “la musica unisce chi la ama”Sold-out al Teatro Lirico per l’atteso concerto dopo 15 anni

CAGLIARI12 marzo 201919:55NE

– “La musica unisce chi la ama, è un linguaggio che va al di là delle barriere ideologiche e politiche e avvicina chi l’ascolta”. Uto Ughi, uno dei più acclamati violinisti del nostro tempo, si racconta in un colloquio prima del concerto sold-out che lo vedrà protagonista al Teatro Lirico di Cagliari dopo l’ultimo concerto di oltre 15 anni fa.
Una serata tra arte e solidarietà e di grande richiamo per sostenere la campagna End Polio Now promossa dal Rotary Club in collaborazione con Cedac e il Lirico, e con la direzione artistica del maestro Luigi Puddu. otto i riflettori, insieme all’artista di origini istriane, il pianista Alessandro Specchi, per un viaggio tra le note d’Europa con un programma raffinato che spazia da Vitali a Beethoven, da Saint-Sans a Wieniawski e Sarasate. “E’ un programma molto vario ed eclettico che parte dal tardo 600 e finisce con il tardo 800″, sottolinea il violinista.
A teatro, Orlando, Paolini, ScarpatiGaliena, Murino, Caprioglio, Gassman in Otto donne e un mistero

13 marzo 201909:13

– Silvio Orlando con ”Si nota all’imbrunire” di Lucia Calamaro e Marco Paolini ”In un tempo di dei ed eroi”, entrambi a Milano; Elio Germano con ”La mia battaglia” a Genova e un poker d’attrici come Anna Galiena, Debora Caprioglio, Caterina Murino e Paola Gassman in ”Otto donne e un mistero”, a Torino; ”I giganti della montagna” di Pirandello secondo Gabriele Lavia e Giulio Scarpati con Valeria Solarino nel ”Misantropo” di Molière, a Roma; fino a Gianfranco D’Angelo in ”Eravamo 3 amici al bar”, ancora nella capitale: sono alcuni degli spettacoli teatrali in scena nel prossimo week end.
Kobi Marimi a Eurovision, bravo MahmoodCantante israeliano, ‘Mia canzone ‘Home’ è da pelle d’oca’

13 marzo 201909:57

– Kobi Marimi voleva diventare da grande un attore, di quelli che non si dimenticano. Invece, a 27 anni, il suo grande schermo sarà la finale dell’Eurovision Song Contest, dal 14 al 18 maggio a Tel Aviv, dove rappresenterà Israele. A lanciarlo è stata la vittoria nel talent show Prossima stella, programma cult della tv israeliana che ne fatto una star. Ha la stessa età di Mahmood, il vincitore di Sanremo, suo avversario nel prossimo concorso. “Mi piace tantissimo: è carismatico ed ha una voce unica. La sua canzone – racconta in un’intervista

– mi ha creato un po’ di dipendenza e penso che abbia molte buone possibilità”. Ma certo non esclude che a prevalere sia lui. “Sarebbe fantastico – ammette- specialmente qui a casa, in Israele”. Come canzone ha scelto ‘Home’, molto lontana dal tecno pop di ‘Toy’ il brano con cui Netta Barzilai si è imposta lo scorso anno portando il concorso in Israele. “‘Home’ – spiega – è una ballata che mi fa venire la pelle d’oca ogni volta che la canto”.
De Filippo, La nuova Via della SetaIl mastodontico progetto cinese nella prospettiva italiana

13 marzo 201909:57

– FRANCESCO DE FILIPPO, LA NUOVA VIA DELLA SETA. VOCI ITALIANE SUL PROGETTO GLOBALE CINESE (Castelvecchi, pp.96, 13.50 Euro). Solo due ideogrammi traslitterati in Yidai Yilu, ‘una cintura una strada’, che nascondono in realtà un piano gigantesco e ambizioso, in grado di cambiare per sempre i rapporti tra Oriente e Occidente: è dedicato al mega progetto cinese noto come Belt and Road Initiative l’ultimo libro di Francesco De Filippo, “La nuova Via della Seta” (Castelvecchi), in cui il giornalista intervistando alcuni esperti affronta la questione da una prospettiva prevalentemente italiana. Miliardi di dollari di investimenti, 70 Paesi coinvolti, infrastrutture potenziate, scambi commerciali facilitati, cooperazione e comunicazioni sviluppate e irrobustite sono le principali caratteristiche di un progetto globale che sembra configurarsi per tutti gli attori coinvolti come una grande occasione: il problema è cercare di capire se lo sarà davvero quando nuovi equilibri si formeranno, o se invece le insidie e i rischi per l’Occidente (in primis quello di essere fagocitati dallo spregiudicato colosso cinese) siano superiori ai vantaggi.
Come ci ricordano le notizie delle ultime ore, con il Governo diviso su quale strategia adottare nella relazione con la Cina, il tema è di stretta attualità. La Via della Seta ci riguarda da vicino e per varie ragioni, tutte elencate con chiarezza dall’autore: gli investimenti massicci compiuti dai cinesi nel Made in Italy, per rafforzare il rapporto con le piccole e medie imprese nostrane, la necessità per noi di far crescere l’export italiano verso la Cina, e poi “l’esclusivo rapporto di rispetto che la Cina nutre nei confronti dell’Italia e del suo passato” nonché l’elevato debito pubblico che accomuna i due Paesi. Ma c’è anche un’altra ragione, forse ancora più importante: il ruolo strategico per lo scambio commerciale che i porti di Genova, Venezia e soprattutto Trieste potrebbero ricoprire con la nuova Via della Seta. Nel tentativo di comprendere realmente la situazione, il libro presenta le riflessioni di dieci manager, esperti, industriali, economisti che conoscono la Cina e le dinamiche del mercato, dal presidente di Confindustria Vincenzo Boccia al Presidente di Assicurazioni Generali Gabriele Galateri di Genola, da Andrea Illy, Presidente di Illycaffè e presidente della fondazione Altagamma, a Parag Khanna, esperto mondiale di logistica e geopolitica, per arrivare agli gli economisti Loretta Napoleoni e Dominick Salvatore. Tra opinioni possibiliste ma caute e altre più chiaramente ottimistiche, i professionisti intervistati chiariscono più di un punto su che cosa questo mastodontico piano attuabile per terra e per mare potrebbe significare per l’Italia. Per tutti uno dei nodi centrali è quello dell’Europa, formalmente unita ma che ancora una volta fa emergere significative criticità e divisioni: alleata degli americani (che guardano con diffidenza un’influenza maggiore di Pechino) ma attratta dalle prospettive commerciali con la Cina; un’Unione istituzionale in cui, tuttavia, gli Stati membri fanno accordi singoli con il governo cinese. E in Italia, tenuta d’occhio dagli Usa di Trump, la politica si divide: si discute vivacemente anche sull’opportunità o meno che il nostro Paese firmi (come hanno già fatto oltre 10 Stati europei) un memorandum di intesa con la Cina il prossimo 22 marzo, in occasione della visita a Roma del presidente Xi Jinping.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Serata Philip Glass, Abbagnato danza Dior
Da 29/3 al Costanzi, omaggio a compositore USA con costumi Chiuri

13 marzo 201909:59

– Leggerissimi tulle punteggiati di fiori. Tutù lunghi e amplissimi, che anche solo nei bozzetti, già si immaginano aprirsi e rincorrersi nei passi di danza. Fantasie che tornano anche sulle tute aderenti, monospalla, degli uomini. È sulle punte di Eleonora Abbagnato e le note della Serata Philip Glass che l’Alta Moda di Christian Dior debutta al Teatro dell’Opera di Roma, in scena nei costumi che la direttrice artistica della maison Maria Grazia Chiuri, firma per l’omaggio al compositore maestro del minimalismo americano, in scena al Costanzi dal 29 marzo al 2 aprile. Un grande affresco con anche il guest artist Friedmann Vogel, il Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera e l’orchestra diretta da Carlo Donadio, in tre coreografie: Hearts and Arrows che la star internazionale Benjamin Millepied rilegge in chiave contemporanea, Glass Pieces di Jerome Robbins (con 46 ballerini in scena) e il nuovo Nuit Blanche del giovane Sebastian Bertaud, con la Abbagnato e Vogel nei costumi color madreperla, finemente iridiscenti, della Chiuri, che torna così all’Opera di Roma dopo il successo del lavoro per la Traviata con la regia di Sofia Coppola nel 2016, al tempo chez Valentino.”D’altronde, l’alta moda e la grande tradizione italiana dei costumi hanno origini comuni. Quando si incontrano è un’eccellenza, un piacere, uno scambio reciproco”, spiega il sovrintendente Carlo Fuortes, che bolla con un gran sorriso e un ”no comment” i rumors che lo vorrebbero chiamato alla guida della Scala di Milano. ”Dior ha sempre avuto un particolare legame con la danza e il teatro. Lui stesso firmò alcune collaborazioni”, racconta la Chiuri, che a settembre ha già portato il balletto nella collezione pret à porter della maison. ”Qui però – dice – si balla sulle punte. Il riferimento è all’Alta Moda” con una rivisitazione per la scena ”di un abito iconico degli anni ’50 come Miss Dior”. Con il laboratorio sartoriale dell’Opera, ”un grande atelier, dove di tingono ancora i colori nelle vasche – racconta – ho cercato di reinterpretare quei riferimenti in modo contemporaneo, trasferendoli nel tulle o nei body elastici dei danzatori”.Per la Abbagnato ha immaginato gli erbari, con fiori di seta disseminati in due strati di tulle. Per il corpo di ballo, un caleidoscopio di differenti colori cipriati ricoperti di una nuvola impalpabile di tulle nero. ”Quando in Italia si parla di danza – riflette la Abbagnato, da tre anni ormai alla guida del Corpo di ballo dell’Opera di Roma – sembra sempre si parli di nulla. Invece all’estero è amata da tanti e la Chiuri conosceva già l’energia e la voglia di aprire le porte al mondo internazionale di questo teatro”. E la Serata Philip Glass viaggia in questa direzione, portando in scena le note di Glass, autore che ha segnato la vita musicale e intellettuale del Novecento, oltre che collaboratore di artisti come Twyla Tharp, Allen Ginsberg, Woody Allen e David Bowie. Ma anche un grande pezzo di Opera di Parigi a Roma, a partire da Bertaud e Millepied. ”Le tensioni politiche Italia-Francia? Quando vivi con la valigia come me e sei un’artista italiana all’estero, un po’ ti rattristi”, risponde la Abbagnato. ”La cultura può solo agevolare il dialogo, ma ci sembra davvero un altro mondo – aggiunge la Chiuri – Tra persone che amano quel che fanno si pensa solo a costruire. Personalmente mi sento europea, vivo a Roma, lavoro a Parigi, ho una figlia a Londra. Forse è tempo di cambiare mentalità”.
Standing ovation a Cagliari per Uto UghiArte e solidarietà creano la magia sul palco del Lirico

SACAGLIARI13 marzo 201910:

– Una travolgente Carmen Fantasy di Serasate, ispirata al capolavoro di Bizet, a suggellare una serata di grande musica, tra bellezza e solidarietà. Si è chiuso con una standing ovation al Teatro Lirico di Cagliari il concerto del 12 marzo che ha visto protagonista Uto Ughi, accompagnato da un eccellente pianista come Alessandro Specchi.
Tra note preziose, passaggi virtuosistici e gustose pillole di storia della musica il maestro, mettendo in risalto la Potenza espressiva del suo Guarneri del Gesù, “con il respiro più ampio e più adatto a questa sala”, come ha precisato, ha incantato il pubblico in un concerto che ha registrato il sold out al botteghino.
Il celebre violinista è tornato a Cagliari dopo 15 anni di assenza, “testimonial” d’eccezione a sostegno della campagna End Polio Now promossa dal Rotary Club – Cagliari Est e Quartu Sant’Elena, in collaborazione con Cedac, Teatro Lirico di Cagliari, Banco di Sardegna.
Scala, miss Traviata conquista pubblicoApplausi all’ex reginetta afroamericana, ovazione per Domingo

13 marzo 201910:43

– La storica Traviata con la regia di Liliana Cavani, che va in scena alla Scala dal 1990, ha segnato una prima volta: quella di una Violetta di colore, e quella di una Violetta regina di bellezza. Ed è stato un successo di applausi. A causa del forfait di Sonya Yoncheva ha infatti interpretato il ruolo principale Angel Blue, soprano americana che per mantenersi agli studi, prima di vincere il concorso per cantanti Operalia organizzato da Placido Domingo, ha partecipato a concorsi di bellezza diventando Miss Hollywood. Alla Scala si era già esibita in Bohème (interpretando Musetta) e in Porgy and Bess, ma stavolta è tornata da protagonista. L’accoglienza del pubblico per questa altissima Miss dalle forme morbide è stata tale da commuoverla, alla fine. Ma la vera star della serata è stato l’inossidabile Placido Domingo nel ruolo di Germont, che ha avuto una vera ovazione con tanto di lancio di fiori, poi arrivati anche al resto del cast a partire dal tenore Francesco Meli fino al direttore Marco Armiliato.
Ferretti alla Montecarlo Fashion WeekIn passerella al Museo Oceanografico la collezione Resort 2020

13 marzo 201910:46

– Alberta Ferretti sarà l’ospite d’onore della settima Monte-Carlo Fashion Week, organizzata dalla Chambre Monégasque de la Mode, che sarà in scena dal 15 al 19 maggio con le proposte resort, cruise e le capsule collection primavera estate 2020.
Ferretti sabato 18 maggio 2019 svelerà la collezione Resort 2020 con una sfilata al Musée Océanographique de Monaco e riceverà per l’occasione il Made-in-Italy Fashion Award. Fondata nell’aprile 2009 da Federica Nardoni Spinetta, la Monte-Carlo Fashion Week si tiene sotto il patrocinio della principessa Charlene di Monaco. La Camera della moda monegasca, in partenariato con il Governo Monegasco, la Mairie di Monaco e l’Ufficio del Turismo del Principato, raggruppa e federa diversi stilisti e label, tra cui Banana Moon, Beach & Cashmere Monaco, Diana d’Orville, Elizabeth Wessel, Leslie Monte-Carlo, Loona Monte-Carlo, Stardust Monte-Carlo.
Escape room per lancio libro a MilanoEnigmi e misteri per ‘Le sette morti di Evelyn Hardcastle’

MILANO13 marzo 201911:54

– Una temporary escape room costruita sulla trama di un romanzo, ‘Le sette morti di Evelyn Hardcastle’ dello scrittore inglese Stuart Turton: apre a Milano grazie alla collaborazione tra la casa editrice Neri Pozza e The Impossible Society. Il libro uscirà il 28 marzo, ma già dal 21 marzo, e fino al 31 luglio, gli appassionati di enigmi e misteri potranno misurarsi con le atmosfere di Blackheath House, la maestosa residenza di campagna dove è ambientato il romanzo.
Descritto come un giallo in cui Agatha Christie incontra Black Mirror, il volume prende le mosse dal ballo in maschera indetto da Lord Peter e Lady Helena Hardcastle. Alle undici di sera, la morte bussa a Blackheath House: Evelyn, la giovane e bella figlia di Lord Peter e Lady Helena, muore per un colpo di pistola. L’invito al ballo si rivela un gioco spietato e una trappola inaspettata. Nella escape room i giocatori hanno un’ora di tempo per risolvere il mistero: chi ha ucciso Evelyn?

Romina Falconi, ecco il mio psico-pop’Biondologia’, nuovo album della cantautrice, in uscita il 15/3

13 marzo 201911:54

– Dodici canzoni per il concept album firmato da Romina Falconi, in uscita venerdì 15 marzo con il titolo di ‘Biondologia’. Se il sottotitolo del lavoro da studio della cantante romana è ‘L’arte di passeggiare con disinvoltura sul ciglio di un abisso’, le canzoni in scaletta che vanno da ‘Poesia nera’ a ‘Buona Vita Arrivederci’, passando per ‘Troppo tardi’, ‘Sei mejo te’, ‘Sex tape’ e le altre, sono dedicate ad una sorta di mappa emozionale pensata per quello che la cantante definisce psico-pop. Tour al via il 3 maggio da Roma, Largo Venue. “Ogni canzone è uno stato emotivo preciso – spiega Romina Falconi – con un suo suono e la voce narrante di un paziente dall’analista”.
Festival Bellezza, apre Michael NymanTra primi ospiti annunciati Patti Smith. 30 maggio-16 giugno

13 marzo 201912:08

– Michael Nyman in un concerto unico con la Michael Nyman Band e il contralto Hilary Summers inaugurerà l’edizione 2019 del Festival della Bellezza di Verona, dedicato all'”Anima e le Forme”‘, che si svolgerà dal 30 maggio al 16 giugno. Tra i primi grandi ospiti annunciati anche Patti Smith in uno speciale concerto-reading acustico, accompagnata da Tony Shanahan. Nyman il 30 maggio sarà al Teatro Romano per proporre al pianoforte, accompagnato da un’orchestra di archi e fiati con 12 elementi, la colonna sonora composta per ‘I misteri del giardino di Compton House’ di Peter Greenaway. A Verona il compositore porterà anche il suo ultimo capolavoro: il film-documentario ‘War Work – 8 songs with film’ in cui le proiezioni si fondono in un tutto armonico con i suoni.
Patti Smith sarà in scena l’11 giugno, sempre al Teatro Romano, con ‘Words and Music’, un epico viaggio con alcune delle sue più famose canzoni e delle più amate poesie, accompagnata da Tony Shanahan.
Musica: morto il batterista statunitense Hal BlaineHa suonato con Frank Sinatra, i Beach Boys e molti altri

13 marzo 201912:10

È morto all’età di 90 anni il batterista Hal Blaine. Ha suonato in molti dei più grandi successi nella storia della musica, soprattutto negli anni ’60 e ’70. Il genero di Blaine, Andy Johnson, ha confermato all’Associated Press che il musicista è deceduto per cause naturali ieri nella sua casa di Palm Desert, in California.
Nella sua lunga carriera, Blaine ha suonato con Frank Sinatra, i Beach Boys e centinaia di altri. Suo uno dei riff più memorabili di tutti i tempi su “Be My Baby” dei Ronettes. Poche persone al di fuori dell’industria musicale conoscevano il suo nome, ma quasi tutti quelli che avevano un giradischi, una radio o una TV in quegli anni hanno ascoltato le sue percussioni. Blaine è stato inserito nella Rock and Roll Hall of Fame nel 2000 e ha vinto un Grammy alla carriera lo scorso anno.

Conte, celebriamo Leonardo genio immortaleOltre 500 eventi, anche un’app che segnala appuntamenti

13 marzo 201919:35

– Oltre 500 eventi (ma la lista continua ad allungarsi a dismisura) e un’app dedicata multilingue e geolocalizzata, manifestazioni nelle scuole e soprattutto un esempio da seguire e di cui essere orgogliosi come sistema Italia. Il governo ha presentato oggi le celebrazioni a 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci.”E’ incredibile il fascino e il mistero del genio multiforme ed eclettico di Leonardo che ci sorprende ancora oggi. E’ un immortale, lo possiamo dire. Leonardo è sempre evocato e sempre presente” dice il premier Giuseppe Conte. Che lo utilizza anche per parlare di politica: “Dobbiamo ispirarci al suo genio. Non bisogna essere dei giganti, possiamo essere anche dei nani arrampicati sulle spalle di giganti. Dopo aver fatto riforme importanti, questo governo presenterà a breve una strategia per la ricerca, per l’innovazione tecnologica, per la valorizzazione del patrimonio artistico, culturale e turistico”. Anche il ministro Matteo Salvini spiega di essere legatissimo a Leonardo e a molti dei luoghi leonardiani sui Navigli, che hanno segnato la sua giovinezza. “Ho aiutato tanti ad andare a vedere l’Ultima Cena, ma non l’ho mai vista. Ma da qui alla fine delle celebrazioni recupererò. Il suo genio dà un bellissimo messaggio anche ai giovani, se puoi sognarlo puoi farlo…” dice. E poi ridendo: “Annuncio che stiamo lavorando con l’ambasciatore francese per riprenderci la Gioconda…. Scherzi a parte, non abbiamo bisogno di un’altra crisi internazionale”.”Abbiamo deciso di creare un’app – Leonardo 500 – per monitorare e far conoscere tutte le iniziative su Leonardo anche a tutti i nostri turisti” annuncia il ministro Gian Marco Centinaio. E aggiunge: “Leonardo grande viaggiatore, cuoco, agricoltore è un po’ il simbolo del nostro ministero”. “Ci sono tantissime iniziative, più di 78 in tutta Italia hanno ricevuto il patrocinio ma ne voglio ricordare tre in particolare: la prima, ai Musei reali di Torino ‘Leonardo da Vinci: disegnare il futuro’, la seconda alle Gallerie dell’Accademia di Venezia, la terza appena partita alle Scuderie del Quirinale di Leonardo e la scienza prima della scienza” spiega il ministro Alberto Bonisoli che annuncia che partirà per la Francia per contribuire all’organizzazione di un’importante mostra sul genio italiano alla fine del 2019 a Parigi. Il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti segnala tra le tante manifestazioni organizzate dalla scuole le “Olimpiadi” che saranno svolte con approfondimenti su Leonardo, anche perché non c’è figura migliore per “incardinare il concetto oltre che dell’eccellenza della trasversalità del sapere”. Ci saranno competizioni online, approfondimenti sull’arte, uscite didattiche e viaggi d’istruzione sui luoghi del suo genio. E nel 2020 gli sarà dedicata la Notte Bianca. Guarda al futuro il sottosegretario alla presidenza Giancarlo Giorgetti: “Valutateci per la nostra capacità di trattenere in Italia i giovani talentuosi. E’ una sfida a guardare oltre come fece Leonardo quando immaginò di poter volare…”.

Broadway, Beetlejuice con società ItaliaLa Show Bees partecipa a Beetlejuice, debutto il 25 aprile

13 marzo 201913:27

– Un tocco di made in Italy nella produzione di un nuovo musical targato Broadway. L’italiana Show Bees, per la prima volta, partecipa alla produzione di “Beetlejuice: The Musical”, diretto da Alex Timbers, con una colonna sonora di Eddie Perfect, un libretto di Scott Brown & Anthony King e coreografie di Connor Gallagher, con Alex Brightman come Beetlejuice e Sophia Anne Caruso come Lydia Deetz. Il musical, che debutterà il 25 aprile al Winter Garden Theatre a Broadway, è tratto dall’omonimo film di Tim Burton e racconta la storia di un’adolescente ossessionata dai morti. “Siamo orgogliosi di poter partecipare a questa importante produzione di Broadway, un’opportunità che arricchisce e una preziosa occasione per essere sempre più presenti nel panorama internazionale dello spettacolo”, afferma in una nota la società che tra le sue produzioni annovera titoli come Matthew Bourne’s Swan Lake, Cirque du Soleil, Notre Dame de Paris, Disney’s Beauty and the Beast, Cirque Eloize, Roseline. In Europa ha prodotto in collaborazione con LetsGo Company Dirty Dancing – The Classic Story On Stage e nel 2019 debutterà con la nuova produzione dello spettacolo Ghost Il Musical.

Economia sociale, viaggio dalla Sicilia all’AustriaIn sala Nessun uomo è un’isola racconta ‘utopie realizzate’

13 marzo 201913:44

Roberto Li Calzi è un contadino siciliano: il suo nome, nell’ambito delle reti di acquisto solidali (Gas) e nella piccola distribuzione ‘fuori mercato’ non solo in Italia, è molto noto. Li Calzi è un visionario e un rivoluzionario, un pioniere dell’agricoltura biologica e dell’economia sociale ben prima che tutto questo diventasse di grande attualità. Oltre 10 anni fa stava per abbandonare tutto: gli agrumi sotto pagati dalla grande distribuzione lo stavano facendo fallire (una modalità simile a quella che ha portato allo sciopero i pastori sardi) allora provò a trovare un modo alternativo di distribuzione, che desse dignità al suo lavoro e ai suoi agrumi. Il consorzio Galline Felici è oggi una realtà dell’eccellenza italiana e oltre agli agrumi si occupa della produzione di avocado siciliani ‘prenotati’ dai gas francesi, lavora con le regole dell’economia sociale e solidale, si estende in Belgio e Austria e la cooperativa fa vivere 500 persone nella regione di Catania. Li Calzi è uno dei protagonisti del documentario Nessun uomo è un’isola, un viaggio nell’Europa delle utopie realizzate girato da Dominique Marchais, in sala da oggi con Kithchenfilm.
Il film testimonia la realtà di piccoli grandi progetti locali che nel fare rete mettono in pratica quel bene comune che dovrebbe essere primario in una società solidale e cooperante.
Il locale che diventa globale mantenendo le differenze e lavorando sul cambiamento: esempi da imitare e non dei resistenti isolati. Ad introdurre il film, con la spiegazione della storica Chiara Frugoni, grandi panoramiche e dettagli dell’Affresco del Buono e Cattivo Governo, la meravigliosa allegoria di Lorenzetti conservata nel Palazzo pubblico di Siena: il bene comune è l’unica forma di governo, fatta dai cittadini, che riesce a mandare avanti una città, dicono le pitture del 1300 agli uomini di oggi. L’altro esempio del film è Vorarlberg, un piccolo land nell’estremità occidentale dell’Austria, 388711 abitanti. Le sue dimensioni ridotte e la sua condizione di frontiera, spiegano in parte il suo successo in termini ecologici, economici e anche in termini di partecipazione democratica dei cittadini alla vita del territorio. L’originalità di questa regione si esprime in particolare nella sua architettura ecologica, guidata dal movimento Baukünstler (artisti della costruzione). Loro, insieme a falegnami e architetti scaturiti delle lotte ecologiste degli anni ’70, hanno promosso un’architettura in legno essenziale e a ridotto impatto energetico, che ha contribuito all’emergere di questa cultura politica partecipativa molto impegnata nella transizione energetica. E poi c’è Vrin, in Svizzera: uno di quei villaggi alpini dove gli chalet diventano seconde case, senza scuola o mestieri. Ma negli anni ’80, gli abitanti hanno deciso diversamente e hanno reso il loro villaggio un modello di sviluppo locale. La leva principale è stata l’architettura che, nella persona di Gion Caminada, venne in soccorso dell’agricoltura. Un riaccatastamento intelligente, a beneficio degli edifici agricoli in legno, eleganti, integrati e adattati ad un’agricoltura moderna, hanno permesso di invertire la tendenza. L’artigianato prosegue, mentre una piccola filiera indipendente costituita da un mattatoio e da uno spaccio assicurano l’andamento dell’economia locale.
Ad Aosta “ombra lunga” di Lucio FontanaDal 13 aprile al 22 settembre al Museo archeologico regionale

AOSTA13 marzo 201914:22

– “Lucio Fontana. La sua ombra lunga, quelle tracce non cancellate” è il titolo di una mostra dedicata all’artista italo-argentino che sarà allestita da 13 aprile al 22 settembre al Museo archeologico regionale di Aosta. Curata da Giovanni Granzotto e Leonardo Conti, l’esposizione si propone di “evidenziare, in un periodo compreso tra la fine degli anni ’40 e il 1968, quelle tematiche che più hanno rappresentato un nuovo modo di concepire l’arte di Lucio Fontana, partendo da un corpus rilevante di circa trenta opere dell’artista, tra tele, ceramiche e carte”.
La ricerca di Lucio Fontana “rappresenta, per molti aspetti, un vero e proprio incipit dell’arte contemporanea, un luogo imprescindibile che, secondo molteplici declinazioni, ha ispirato alcuni tra i linguaggi artistici più importanti – si legge nella presentazione – che dagli anni ’50 del secolo scorso giungono sino a oggi”. “In quest’ottica – prosegue – i curatori hanno identificato alcuni artisti (da Piero Manzoni a Giuseppe Santomaso) attraverso i quali costruire un percorso espositivo in grado di approfondire le significative linee di ricerca e i nuclei tematici in cui è possibile riconosce la lunga ombra di Fontana”. Tema centrale della mostra è l’indagine di alcune tra le più rilevanti poetiche che, partendo da Lucio Fontana, possono rappresentarne una continuità di ricerca.
“L’arte di Lucio Fontana, in primo piano sulla scena internazionale, è al centro della proposta espositiva estiva 2019 – commenta l’assessore regionale ai beni culturali, Laurent Viérin – che mi auguro possa attrarre un pubblico sempre più attento e interessato alle iniziative culturali che arricchiscono l’offerta della Valle d’Aosta”.

Intesa Sanpaolo, Peppe Servillo legge Italo Calvino Seconda serata del ciclo di letture

TORINO14 marzo 201909:56

E’ Peppe Servillo, attore e storico leader degli Avion Travel, il protagonista della seconda serata del ciclo Italo Calvino. Tutto in un punto, nel grattacielo Intesa Sanpaolo.

Legge le pagine del romanzo Il barone rampante, nella riduzione curata da Giulia Cogoli.Calvino racconta la storia di Cosimo, un ragazzo di dodici anni che, dopo aver subito un’ingiustizia familiare, decide di andare a vivere sugli alberi. Una scelta da cui non tornerà indietro: vive tutta la vita per aria, scopre il mondo e i rapporti umani, l’amore, la politica. Il ciclo di letture, curato da Cogoli, è parte del programma culturale di Intesa Sanpaolo presso il grattacielo, con lezioni di storia, conferenze, mostre. Calvino è il quarto scrittore dopo Natalia Ginzburg, Primo Levi e Fruttero & Lucentini.Introduce Domenico Scarpa. L’ingresso è gratuito, ma con prenotazione sul sito http://www.grattacielointesasanpaolo.com/news.

Mario Tozzi, con Sapiens su Rai3Nuovo programma di divulgazione il sabato in prime time

13 marzo 201914:42

– Un programma fatto per tutti coloro che hanno a cuore le questioni legate al pianeta. “Da un lato l’esplorazione, dall’altro la divulgazione. In questo doppio registro ci sono momenti dedicati alla spiegazione, con una grafica molto efficace e semplice”. Mario Tozzi, geologo e ricercatore del Cnr prestato da anni alla tv, parla così di Sapiens – Un solo pianeta, il nuovo programma di divulgazione scientifica da lui condotto e in onda su Rai3 da sabato 16 marzo alle 21.45 (nella collocazione in passato occupata da Ulisse di Alberto Angela). Oltre ai fiumi, tema della prima puntata, nel corso degli appuntamenti la trasmissione si occuperà dell’evoluzione dell’Homo Sapiens. E ancora, la conquista della luna ci ha cambiati? Si possono prevedere i terremoti e cosa possiamo fare per conviverci? Tra i temi, le città del passato e quelle del futuro, il Mediterraneo; che cos’è il genio? Leonardo da Vinci lo era davvero nel suo metodo scientifico? Le strade fisiche e quelle immateriali, che collegano mondi diversi.
Max Bunker ospite a Lucca collezionandoPresenta libro che traccia sua biografia per 50 anni Alan Ford

LUCCA13 marzo 201915:15

– Ci sarà anche Max Bunker, papà di Alan Ford, tra gli ospiti di Lucca collezionando 2019, manifestazione dedicata al fumetto e all’illustrazione, in programma il 23 e il 24 marzo al Polo fiere della città toscana.
Max Bunker, nome d’arte di Luciano Secchi, presenterà il libro, ‘Una vita da Numero Uno’ scritto da Moreno Burattini – edito da Cut-Up Publishing, nelle librerie e nelle fumetterie dal 4 aprile – che in occasione del cinquantennale di Alan Ford traccia la biografia professionale del suo creatore che quest’anno festeggia ottanta anni di vita e sessanta di carriera.
Bunker sarà presente in fiera anche per incontrare i suoi estimatori con la possibilità di ottenere copie firmate. Insieme a lui, si danno appuntamento a Lucca collezionando altri grandi nomi del fumetto italiano e non: da Milo Manara, che a Lucca sarà celebrato per i 50 anni di carriera, a Emanuele Taglietti, al quale sarà dedicata una mostra personale, Bruno Prosdocimi, lo stesso Moreno Burattini e Alfredo Castelli.Tra gli altri artisti ospiti Daniele Caluri, Jordi Bernet, Margo Tram e Alice Milani, Fabio D’agata, Luca Raimondo, Casty, Giuseppe Candita, Beniamino Del Vecchio, Moreno Chiacchiera, Lola Airaghi, Francesco Barbieri, Riccardo Pieruccini.
Targato Lucca crea srl, che organizza il festival Lucca Comics & games e Anafi, con il Comune di Lucca, Lucca collezionando, spiega una nota, “conferma la centralità del fumetto, con decine di espositori, editori, negozi specializzati, singoli collezionisti e associazioni che porteranno tavole originali, anteprime, nuove serie, fumetti introvabili, intere collezioni e tutto quanto fa Nona arte, con un ampio sguardo che abbraccia anche figurine e i 3D collezionabili (Lego, soldatini e action figure)”.
Rubata ‘Crocifissione’ Bruegel GiovaneIl furto in una chiesa di Castelnuovo Magra nello Spezzino

LA SPEZIA13 marzo 201916:09

– Un quadro realizzato dal pittore fiammingo Pieter Bruegel Il Giovane, intitolato ‘Crocifissione’, è stato rubato nella chiesa di Santa Maria Maddalena a Castelnuovo Magra, in provincia della Spezia. L’episodio questa mattina: ignoti sono andati a colpo sicuro, scardinando con una mazza la teca a protezione dell’opera, per poi scappare a bordo di un’auto. Il quadro è considerato un capolavoro dell’arte fiamminga. Indagano i carabinieri.
Giornate Fai, un ponte tra le cultureIl 23 e 24 marzo in 1.100 luoghi. Anche guide straniere

14 marzo 201910:17

Il viaggio tra le lingue latina, araba, greca e volgare nei manoscritti che raccontano la nascita dell’algebra e dell’astronomia nella Biblioteca Carlo Viganò dell’Università Cattolica di Brescia. L’intera piazza Sett’angeli per rileggere sulle facciate dei suoi palazzi e chiese (persino una domus romana del I-II d.C.) la storia della città di Palermo. O ancora il Gabinetto cinese di Palazzo Reale a Torino, dove scoprire, tra lacche e pannelli, il significato originario di tanti decori e bellezza. Fino a Venezia e quel dialogo sempre vivo che si respira ancora alla Scuola Dalmata dei Santi Giorgio e Trifone.
Con oltre 1.100 siti aperti eccezionalmente, 296 luoghi di culto, 227 palazzi e ville, 30 castelli e 50 borghi in 430 località e 20 regioni, tornano le Giornate Fai di primavera, il 23 e 24 marzo, con una 27/a edizione che promette di guardare l’Italia come mai prima.
Sarà ”un vero ponte tra culture”, spiegano il presidente e vicepresidente del Fondo Ambiente Italiano, Andrea Carandini e Marco Magnifico. ”La nostra patria è un amalgama di metalli preziosi – spiega Carandini – ora indigeni, ora forestieri, persino esotici, che hanno dato vita al più significativo e bel crogiolo del nostro pianeta”. ”E’ un paese che cambia a pochi chilometri di distanza – concorda il ministro dei beni culturali, Alberto Bonisoli – Non è un caso, l’uomo ci ha messo del suo”. Il risultato sono ”culture, paesaggi, tradizioni, gastronomia diverse”. E “quando si incontrano, con il giusto habitat e dialogo, il risultato è superiore alla somma degli addendi”.
Ecco allora che tra i 40 mila apprendisti ciceroni del Fai, per la prima volta questa primavera ci saranno anche un centinaio di volontari di origine straniera a raccontare aspetti storici, artistici e architettonici tipici della loro cultura di provenienza, disseminati nel patrimonio italiano, ”dai Giardini panteschi che rivelano la grazia dello stile arabo – dice Carandini – ai decori egizi del Castello Masino a Torino fino a Villa Panza a Varese illustrata da una guida originaria del Sudan”. Ma ce n’è davvero per tutti i gusti e tutte le storie, ad ascoltare i frenetici racconti del vicepresidente Magnifico.
Come, a Roma, la ”prima volta” di Palazzo della Rovere a Roma, sede dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro con il Soffitto dei Semidei del Pinturicchio, o Palazzo della Consulta, sede della Corte Costituzionale dal 1955, con il calamaio con cui venne firmato l’armistizio di Villafranca.
A Melegnano (MI) il castello cinquecentesco ”che nessuno conosce – dice Magnifico – come la storia del suo signore, il ‘furfante’ Medeghino” dei Medici, aprirà straordinariamente l’ala est non restaurata, mentre a Torino si potrà passeggiare come il Re da Palazzo Reale attraverso appartamenti, luoghi sacri e di loisir fino ai 25 chilometri di documenti dell’Archivio di Stato (Statuto Albertino compreso). E ancora Matera, Capitale della cultura europea 2019, svelerà la Fabbrica del carro trionfale della Bruna mentre a Catania saranno visitabili al porto le opere di Street Art Silos. Due navi, l’Italia e la Bergamini, per La Spezia e uno stadio, l’Artemio Franchi, a Firenze. E ancora 35 parchi e giardini, 22 siti archeologici, 23 campanili e torri, 11 biblioteche, 8 ex ospedali psichiatrici e antichi ospedali, 12 teatri e 20 biciclettate in collaborazione con la FIAB.
Se dal 1993 le Giornate Fai hanno appassionato quasi 11 milioni di visitatori, obbiettivo dichiarato è passare ”entro il prossimo anno da 190 mila a 250 mila iscritti”. Per il quinto anno le Giornate chiudono la Settimana Rai dedicata ai beni culturali (18-24 marzo). Si può sostenere la campagna fondi Tu che puoi Fai fino al 31 marzo con sms al 45584.

Basquiat torna nell’East VillageInaugura la Fondazione Brant, nuovo museo privato a New York

NEW YORK13 marzo 201916:37

– Entrato dopo la morte nel “club dei 100 milioni di dollari”, Jean Michel Basquiat torna alle sue origini nell’East Village di Manhattan, ma in un nuovo teatro/spazio espositivo che ne certifica il doppio ruolo di artista rivoluzionario e beniamino dei super-ricchi.
La mostra inaugurale del Brant Foundation Art Study Center, che include 70 opere dell’artista haitiano e portoricano di Brooklyn morto di overdose nel 1988 a 27 anni, ricolloca la meteora Basquiat nel quartiere dove si era formato e cresciuto.
Il Brant Art Study Center è stato fondato dal tycoon dei media e collezionista Peter Brant (marito di Stephanie Seymour) come gemello urbano della sede principale della Fondazione a Greenwich in Connecticut. Il museo a ingresso libero (ma su prenotazione) è ospitato in un edificio industriale che in passato è stato lo studio di Walter De Maria fino alla morte dell’artista nel 2013. Il palazzo è stato recentemente rinnovato da Richard Gluckman che ha creato 650 metri quadri di spazi espositivi.
Levi, con Parigi e Francoforte parte sviluppoIl presidente dell’Aie con Bonisoli il 15/3 al Salone del Libro francese

13 marzo 201919:48

– Il libro italiano si prepara ad un salto speciale nella dimensione internazionale: nel 2021 l’Italia sarà Paese Ospite d’Onore al Salone del Libro di Parigi e nel 2023 alla Buchmesse di Francoforte. “Sono due tappe fondamentali che concorrono a dare sostanza ad un progetto di diplomazia culturale che tocca la vera immagine e il ruolo dell’Italia nel mondo” spiega il presidente dell’Associazione Italiana Editori, Ricardo Franco Levi, che il 15 marzo sarà a Parigi con il ministro dei Beni Culturali, Alberto Bonisoli per l’inaugurazione della manifestazione parigina. “Incontreremo tutti i rappresentanti dell’Associazione Editori francesi che è proprietaria della fiera. Noi come organizzatori. Tutto coordinato dall’Ambasciata italiana e dall’Istituto Italiano di Cultura a Parigi” racconta Levi.Il ministro Bonisoli alle 11 incontrerà il direttore del Salone del Libro di Parigi, Sébastien Fresneau, cui seguirà al “Pavillion 1” un punto stampa. Nel pomeriggio, alle 15.30, Bonisoli parteciperà ad un incontro bilaterale con il suo omologo francese, Franck Riester, mentre alle 17 incontrerà la direttrice generale dell’Unesco, Audrey Azoulay. “La promozione del libro italiano all’estero è un fattore importante di crescita, ma a questa dimensione esclusivamente industriale ed editoriale, dove occupa un posto speciale l’editoria per ragazzi (che registra i maggiori incrementi e a cui l’Italia dedica la più grande fiera del settore, quella di Bologna), si aggiunge quella politica” dice Levi. “Nei giorni scorsi si è tenuto un primo tavolo al ministero dei Beni Culturali a cui erano presenti tutti gli attori del governo: ministero degli Esteri con la rete degli Istituti Culturali all’estero, Ice, Centro per il Libro e l’Aie come braccio operativo e rappresentativo degli editori. E, la scorsa settimana a Milano il ministro Bonisoli ha incontrato all’apertura della Triennale il suo omologo francese, Franck Riester. E’ un segno di come il governo sostenga questo progetto di promozioni culturali” sottolinea Levi. “Per ora stiamo lavorando alla costruzione della macchina. Per il programma culturale è ancora presto.Le tappe di avvicinamento a Parigi 2021 e Francoforte 2023 sono lunghe. Alla Buchmesse si comincia a lavorare al programma tre anni prima. Il libro è il grande protagonista ma la dimensione si allarga a tutto il resto, al cinema, design, teatro, cibo, mostre. Nel 2021 per esempio ricorre l’anniversario dei 20 anni della morte di Marcello Mastroianni che ha significato molto anche per la cultura francese. E lo stesso discorso vale per Francoforte” sottolinea Levi. “L’elemento centrale è un forte incremento sulle traduzioni. Se vediamo i numeri, negli anni successivi a quello in cui un Paese è ospite d’onore c’è un aumento del 50%” dice il presidente dell’Aie. “A Parigi l’Italia Ospite d’Onore avrà un padiglione di 600 metri quadri e a Francoforte di 2000 metri quadri. E’ qualcosa che assomiglia a un Expo. Inoltre, la presenza a Francoforte non riguarda solo i giorni della fiera che si svolge in ottobre. In Germania tutte le manifestazioni dell’anno sono all’insegna del paese ospite d’onore” dice. E ricorda “sempre con orgoglio che quella del libro è la più grande industria culturale del Paese, non solo in termini di fatturato. Certo come tutto il resto il mercato del libro risente del rallentamento dell’economia del Paese e il 2019 sarà un anno meno forte di quello precedente”.Le direttrici fondamentali restano, spiega Levi, “il sostegno alla domanda per aiutare i consumi culturali, come la App18, e ai piccoli editori e ai librai con aiuti diretti e poi la promozione della lettura con manifestazioni come ‘Io leggo perchè’ che vogliamo trasformare in una specie di telethon dei libri. Abbiamo raggiunto 10 mila scuole, vogliamo arrivare a tutte” sostiene il presidente dell’Associazione Italiana Editori che nel 2019 festeggia 150 anni. “Stiamo preparando una cosa importante a Roma nella seconda parte dell’anno” annuncia Levi.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Mostre, a Bologna Gasoline Alley di King
Cinquanta tavole esposte per la prima volta in Europa

BOLOGNA13 marzo 201917:38

– E’ una piccola e preziosa mostra ‘Frank King un secolo di Gasoline Alley’, a Bologna a Palazzo Fava, dal 15 marzo al 7 aprile, che per la prima volta in Europa presenta 50 tavole originali della striscia Gasoline Alley, dal 1918 quando debuttò sul Chicago Tribune. La mostra su King (1883-1969), anticipatore della graphic novel, curata dal collezionista Giovanni Nahmias e dal festival Bilbol Bul, racconta di Gasoline Alley, ‘la strada della benzina’, e di Walt Wallet e dei suoi amici. Il 14 febbraio 1921 King dà una svolta alla vita di Walt: qualcuno deposita sulla sua porta un neonato, Skeezix (Vitellino), e i personaggi cresceranno con i lettori in tempo reale (Skeezix ha compiuto 98 anni il 14 febbraio), invecchiano insieme al ritmo di una strip al giorno (in bianco e nero dal lunedì al sabato, e a colori la domenica) pubblicate in trecento quotidiani americani. King disegnò la serie dal 1918 al 1956, ma dopo la sua scomparsa la striscia non si è fermata, e oggi è curata da Jim Scancarelli.).
Musica, gli Inverso si giocano il trisEcco ‘Profumi e Preludi’ puntando alla sperimentazione continua

13 marzo 201917:55

– Non c’e’ due senza tre ed ecco ‘Profumi e Preludi’. La band romana degli Inverso si gioca il suo ‘tris’ musicale presentando ‘Profumi e Preludi’: dopo l’album d’esordio ‘La pioggia che non cade’ del 2014 e ‘Una vita a metà’ uscito nel 2016, Carlo Picone e i suoi fratelli d’orchestra hanno lanciato il loro terzo album. Dal Pop-Folk del primo lavoro e al più avvolgente swing del secondo album si passa con ‘Profumi e Preludi’ alla sperimentazione musicale continua. Si tratta di una confessione intimistica in cui un sound più prettamente acustico mette in risalto il tema trattato nell’intero album: protagonisti questa volta gli alti e bassi di una storia d’amore, gli addii improvvisi e le notti passate abbracciati a ridere di niente. Viene affrontato anche il tema classico dell’Eros e del Thanatos. Sulla copertina dell’album la mano del noto illustratore Simone Rea, mentre ‘Questa libertà’, il brano di apertura, è diventato un videoclip in cui gli Inverso si divertono a creare una ‘confusione ordinata’.
Libri Come, si apre in 10 bibliotecheApre domani con 10 autori tra cui Marzano e Pazzi

ROMA13 marzo 201917:58

– Inaugurazione plurale e diffusa in 10 biblioteche di Roma, con 10 autori che presentano contemporaneamente 10 volumi, domani alle 18.00 per la festa del libro e della lettura ‘Libri Come’ che in questa edizione, dedicata alla libertà, festeggia 10 anni. Dopo l’apertura, in collaborazione con le Biblioteche di Roma, che vedrà protagonisti Goffredo Buccini, Enrico Castelli Gattinara, Amanda Craig, Roberto Costantini, Viola Di Grado, Cinzia Leone, Marcantonio Lucidi, Michela Marzano, Roberto Pazzi e Maria Francesca Venturo, la manifestazione, curata da Marino Sinibaldi, Michele De Mieri e Rosa Polacco e prodotta da Fondazione Musica per Roma, da venerdì 15 a domenica 17 marzo accoglierà oltre 250 ospiti all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Il progetto diffuso, realizzato assieme all’assessorato alla Crescita Culturale di Roma, in tre anni ha portato fuori dall’Auditorium e in tutta Roma tanti scrittori coinvolgendo pubblici di aree differenti della città.
Florence+The machine a Bologna e TorinoConfermata data estiva a Milano Rock il 30 agosto

TORINO13 marzo 201918:06

– Sono praticamente sold out le due date italiane di Florence + The Machine il 17 marzo all’Unipol Arena di Bologna e il 18 al Pala Alpitour di Torino, ma chi vorrà ancora assistere al suo spettacolo potrà farlo nella data estiva programmata a Milano Rock il 30 agosto.
La notizia è stata confermata oggi da Live Nation, che organizza tutte e tre le date della rockstar inglese considerata tra le più talentuose e influenti del momento. Con il suo ultimo e quarto album ‘High As Hope’ è stata inserita nelle nomination ai Brits Award, mentre il suo singolo ‘Moderation’, uscito su tutte le piattaforme, è tra i brani più ascoltati.
A salire sul palco prima di Florence + The Machine, saranno The 1975, band fresca di pubblicazione dell’ultimo disco ‘A Brief Inquiry Into Online Relationships’.
Bolle, riflessioni oltre la danzaSu Sky Arte, con Saviano, Coe, Serra e Peace

14 marzo 201910:03

– Adrenalina, passione, soddisfazioni e successo per un grande artista in giro per il mondo. Ma la sera, a teatro chiuso, arriva il momento delle riflessioni, di passeggiate alla scoperta della città dove il lavoro ha condotto, di conversazioni notturne, qualche volta anche di solitudine. In un documentario in 4 puntate l’étoile della Scala, Roberto Bolle, racconterà come è la sua vita a riflettori spenti, nei teatri silenziosi, dove trascorre la maggior parte del suo tempo tra prove e esercizi. Un format inventato da lui con l’obiettivo di portare ancora la danza in tv e diffonderla sempre più (“la mia missione” dice). E in più occasione per parlare delle città che per lui hanno avuto un’importanza particolare, in conversazioni notturne con quattro noti scrittori. Si intitola ‘Questa notte mi ha aperto gli occhi’, il documentario prodotto da Ballandi Arts e Artedanza, che andrà in onda dal 16 marzo ogni sabato alle 21,15 su Sky Arte (Canale 120, 400 di Sky).”La notte è il momento che più si presta alla scoperta, più tranquillo e rilassato – ha detto il primo ballerino della Scala presentando il programma – Ogni puntata parte da me, le mie prove, lo spettacolo, le mie partner ma poi si allarga ad altri argomenti”. Roberto racconterà quello che succede nei teatri in cui si esibisce, parlando di sé e degli artisti con cui collabora o ha collaborato (tra gli altri Alessandra Ferri, Zenaida Ynowsky, Svetlana Zakharova). Ma finito lo spettacolo uscirà a passeggiare accompagnato da uno scrittore. Nella prima puntata, a Londra, incontrerà Jonathan Coe: il titolo del programma ha preso spunto da quello del terzo romanzo dello scrittore inglese. La settimana successiva Bolle sarà invece a New York, dove la sua conversazione notturna avrà come interlocutore Roberto Saviano. Il terzo episodio ha come sfondo Tokyo, con lo scrittore David Peace e l’ultima puntata si svolge a Milano. Bolle, étoile alla Scala, girerà per le strade insieme a Michele Serra.”Proprio a Milano ho vissuto la mia prima notte che mi ha aperti gli occhi – ha raccontato Bolle – Ed è stato quando a 21 anni mi hanno annunciato che sarei diventato primo ballerino alla Scala, una responsabilità enorme, un momento di svolta nella mia vita”. “Questo programma – ha detto Roberto Pisoni direttore di Sky Arte – ci rivela uno degli aspetti che nei grandi show non vengono mai rivelati” . Roberto Bolle intanto sta preparando a Milano la seconda edizione di ‘On Dance’, la grande manifestazione dedicata alla danza in tutti i suoi generi che tanto successo ebbe lo scorso anno. Data fissata 26 maggio-2 giugno. Con una novità, il weekend precedente (18-19 maggio) ‘On dance’ avrà un’anteprima a Napoli.

Cosmoprof 2019, beauty da tutto il mondoKermesse Bologna cresce + 8,2%, attesi operatori da 152 nazioni

13 marzo 201918:14

– Dalla cosmesi ‘fotogenica’ per look gratificanti per selfie e video ai prodotti beauty iper-naturali, senza acqua e commestibili. Dai filtri solari di ‘difesa urbana’ anti-inquinamento ai rimedi a km 0, fatti con ingredienti dei paesi di produzione come cioccolato belga, linfa di betulla finlandese, fitoplancton delle coste iberiche, acqua vulcanica dalla Grecia. Inoltre un Leonardo da Vinci cosmetologo che amava prescrivere ricette di bellezza alle dame che dipingeva. Dalle radici della cosmesi antica alle nuove tendenze dell’estetica, il mondo della bellezza sarà in mostra dal 14 al 18 marzo alla Fiera di Bologna in occasione del Cosmoprof Worldwide Bologna 2019, manifestazione leader dell’industria cosmetica mondiale.
Si comincia con l’area Cosmopack dedicata ai macchinari, al packaging, agli ingredienti e alle materie prime, insieme ai padiglioni dedicati alla profumeria. La manifestazione cresce dell’8,2% rispetto al 2018 e a Bologna sono attesi 265.000 operatori professionali da 152 paesi.
Mostre: Francesco GiuseppeA Gorizia allestimento sui tre aspetti della sua personalità

TRIESTE13 marzo 201918:24

– Una figura interessante, sensibile e intelligente ma anche controversa, a volte contraddittoria. E’ Francesco Giuseppe I, al quale è dedicata una mostra che mira ad esaltare le tre caratteristiche della figura, come svela il titolo: ‘Francesco Giuseppe I. Uomo, imperatore, patrono delle scienze e delle arti”, allestita al Museo di Santa Chiara di Gorizia (9 marzo – 16 giugno 2019) e curata da Marina Bressan e Marino De Grassi. Dunque, gli oltre 300 pezzi provenienti da istituzioni nazionali e internazionali e da collezioni private sono divisi in 2 sezioni tematiche per raccontare i t3 ruoli di Francesco Giuseppe: uniformi originali, abiti indossati durante i film di Sissi, ritratti, oggetti legati al mito tratteggiano Francesco Giuseppe, rappresentante dell’ultima roccaforte dell’ancien régime, personaggio di transizione dal passato ai tempi nuovi. I curatori parlano di “trasfigurazione di una sorta di autocoscienza finale dell’Europa, che abbandonando l’Ottocento si lasciava alle spalle il suo secolo”.
Nuovo singolo per GionnyScandalEsce il 15 marzo “Dove sei”, feat. Giulia Jean

13 marzo 201918:58

– Dal 15 marzo sarà disponibile su Spotify, ITunes e sulle principali piattaforme digitali “Dove sei”, il nuovo singolo di GionnyScandal, tra gli esponenti di spicco della nuova generazione emo trap. Il brano, in uscita per Virgin Records (Universal Music Italy), si avvale della collaborazione di Giulia Jean.
Dopo il successo del precedente singolo “Ti amo Ti odio” e di hit come “Per sempre”, e “Solo te e me”, entrambe in feat. con Giulia Jean e certificate disco d’oro dalla Fimi, il brano segna il ritorno di GionnyScandal. “E’ uno dei pezzi che ho sempre desiderato scrivere – dice l’artista -, una delle canzoni a mio parere più belle che io abbia mai composto. Come in ‘Ti amo Ti odio’ le chitarre sono suonate direttamente da me. In questo pezzo si sente molto di più la sonorità emo-core che ho deciso di mantenere da qui in avanti dato il mio passato in una band.
Come in ogni trilogia che si rispetti, ho deciso per adesso di chiudere in bellezza il ciclo di collaborazioni con Giulia Jean, amica speciale”.
Mario Tozzi, con Sapiens su Rai3 dai fiumi a LeonardoNuovo programma il sabato in prime time, “diverso da Alberto Angela”

13 marzo 201919:57

Un programma fatto per tutti coloro che hanno a cuore le questioni legate al pianeta. Realizzato con molti reportage in esterni, il programma si apre e si chiude con Mario Tozzi, geologo e ricercatore del Cnr (prestato da 20 anni alla tv), in studio per una inedita forma di Ted, una breve conferenza-racconto che all’inizio pone le domande al centro della puntata e alla fine prova a tirare le fila del suo percorso di esplorazione e di indagine. Con Sapiens – Un solo pianeta la divulgazione scientifica e ambientale torna su Rai3 in prima serata il sabato dal 16 marzo alle 21.45. Il programma pone domande sull’uomo, sulla natura, sullo spazio, sulla terra e sul futuro dei Sapiens, cercando le risposte con accurate indagini sul campo. “Da un lato l’esplorazione, dall’altro la divulgazione. In questo doppio registro ci sono momenti dedicati alla spiegazione e poi servizi in esterna: la scienza diventa così un racconto sul luogo. Con accurate indagini poniamo quesiti, diamo le nostre risposte dopo accurate ricerche, dimostrazioni alla mano”.
I Sapiens sono animali uguali agli altri? Partiamo dall’homo sapiens per cercare di capire come un animale, il più debole,  è arrivato a puntare a diventare una divinità. Questo lo decliniamo sulle questioni ambientali.    Che cos’è davvero un fiume? E soprattutto vanno arginati per il rischio esondazioni o è meglio lasciarli liberi? Perché gli uomini, a un certo punto, decidono di vivere nelle città? Esiste solo un Mediterraneo? Perché la storia e la scienza sono nate proprio qui? La conquista della Luna ci ha cambiati? Che cos’è la scienza? E’ vero che si basa su un metodo infallibile? Che cos’è il genio? Leonardo da Vinci lo era davvero? Gli ellenici lo hanno influenzato sulle sue ricerche  sulle sue macchine? Si possono prevedere i terremoti? Cosa possiamo fare per conviverci? Le strade di oggi collegano ancora? Come saranno fatte le strade del futuro? Perché non andiamo ancora in giro con le navicelle come in Blade Runner? Tante domande a cui Mario Tozzi, primo ricercatore Cnr, prova a dare risposte chiare e semplici, seguendo un percorso originale e rigoroso d’indagine che solo uno scienziato può offrire.Spiega il direttore di Rai3, Stefano Coletta: “Ho detto a Mario che il nostro storytelling è diventato più disteso. In Sapiens vedrete un Tozzi meno icastico, con una consapevolezza più matura dei contenuti che veicola. L’emergenza ambientale non può più essere spostata. Noi siamo sul pezzo, visto che venerdì ci sarà una manifestazione mondiale sul Clima”. La prima puntata di Sapiens è dedicata ai fiumi. Coletta: “Ho voluto anche una parte didattica. Sapiens risponde a tutti i criteri del servizio pubblico: informa, intrattiene, pone interrogativi e dà risposte”. Percorrendo i fiumi di tutto il mondo per raccontarne lo stato; attraversando i secoli alla scoperta dell’evoluzione dei Sapiens e delle loro città; volando nello spazio per guardare la Terra dalla Luna; navigando sul Mediterraneo. Otto veri e propri racconti tematici narrati da Tozzi grazie ad indagini compiute sempre sul campo, con l’aiuto di documentari, schede, esperti di diverse discipline e grafiche spettacolari, che hanno un ruolo centrale nel racconto. Otto puntate per otto temi: i fiumi troppo spesso dimenticati, l’evoluzione dell’Homo sapiens, la Luna e la Terra vista dalla Luna, i terremoti, le città del passato e quelle del futuro, il Mediterraneo, Leonardo e il metodo scientifico, le strade fisiche e quelle immateriali, che collegano mondi diversi. Mario Tozzi viaggia e mostra luoghi molto differenti: dalla città di Gerusalemme ai templi di Malta, dal fiume Tagliamento al Nilo, dall’Etna agli tsunami in Asia, dalla strada romana dell’Appia al ponte Morandi.
In cosa si distacca questo programma da quelli di Alberto Angela? “Angela – risponde Coletta – è uno straordinario narratore, la sua offerta è di grande qualità. Quando sono arrivato io, Fazio, Gazebo e Ulisse sono andati via, ma noi di Rai3 siamo forti. Quando ho pensato a Mario non ho pensato a chi potesse sostituire Alberto Angela, invece quando ho dovuto prendere la decisione immediata per il sabato sera ho scelto sia la gara dei borghi sia Augias, che ha un’affinità di racconto con Angela. Tozzi è uno scienziato, non ha nulla a che vedere né con Angela né con Augias. La sua non è un’affabulazione, lui è un geologo. Tozzi è l’unico esempio che insieme alla scienza applica sempre un interrogativo rispetto alla contemporaneità”.  Tozzi: “Io e Angela siamo differenti, ci stimiamo. I linguaggi sono diversi, quindi rispetto a Ulisse si tratta di prodotti radicalmente diversi”.

Crocifissione Bruegel rubata è un falsoCarabinieri avevano sostituito l’originale dopo soffiata

LA SPEZIA13 marzo 201920:25

– Il quadro rubato oggi dalla chiesa di Santa Maria Maddalena a Castelnuovo Magra (La Spezia), raffigurante la ‘Crocifissione’ e realizzato da Pieter Bruegel Il Giovane, è un falso. I Carabinieri avevano saputo che qualcuno stava preparando il furto dell’opera e nelle scorse settimane avevano sostituito il quadro con una copia, mettendo l’originale al sicuro.
“Il quadro originale – ha spiegato il sindaco di Castelnuovo Daniele Montebello – è stato sostituito da oltre un mese con una copia. Era cominciata a circolare la voce che qualcuno potesse rubare l’opera e i carabinieri hanno deciso di metterla al sicuro, sostituendola con una copia e installando alcune telecamere. Oggi per esigenze investigative non potevamo svelare nulla. Ringrazio l’Arma e la mia comunità perchè qualche fedele si era accorto che quella esposta non era l’originale ma non ha svelato il segreto”.
A Dario Argento un David specialeConsegna il 27 marzo durante la diretta premi su Rai1

12 marzo 201915:48

– Il regista, sceneggiatore e produttore Dario Argento riceverà il David Speciale nel corso della 64a edizione dei Premi David di Donatello. Lo annuncia Piera Detassis, Presidente e Direttore Artistico dell’Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello. Il riconoscimento, deciso in accordo con il Consiglio Direttivo, verrà consegnato il prossimo 27 marzo durante la cerimonia di premiazione, in diretta in prima serata su Rai1 condotta da Carlo Conti.
“Con il David Speciale a Dario Argento premiamo un maestro nell’arte della paura e del thriller, l’autore capace di suscitare, indagandoli nel profondo, i nostri atavici spaventi con uno stile personale che ha influenzato intere generazioni, unendo affondo d’autore e vocazione alla narrazione di genere – dice Piera Detassis – Un esempio di cinema pop sempre linguisticamente innovativo. Siamo felici e onorati di assegnargli il David di Donatello Speciale a riconoscimento di una carriera che lascia un segno profondo rosso nella storia del cinema”.
Viaggio a 4 zampe, 400 miglia d’amoreCon Ashley Judd le avventure del cane Bella tra puma e veterani

14 marzo 201909:55

– Bella è ancora una cucciola la prima volta che vede il suo padrone Lucas (l’attore Jonah Hauer-King), ma il suo piccolo, fedele e coraggioso cuore di cane comincia a battere per lui e non smetterà più. Arriva nelle sale Un Viaggio a Quattro Zampe, il film di Charles Martin Smith (già regista de L’incredibile storia di Winter il delfino) tratto dal romanzo bestseller di William Bruce Cameron che aveva già ispirato il film Qua la zampa!. Ma non bisogna credere che in questo film, che annovera nel cast anche Ashley Judd nel ruolo di mamma, si parli solo di animali.Sono tanti i personaggi che la dolce Bella incontrerà nel suo cammino, quando per sfuggire ad accalappiacani resi troppo zelanti da un costruttore senza scrupoli viene separata dal suo padrone e per ritrovarlo affronta un viaggio di più di 400 miglia tra pericoli e rischi di ogni tipo. “Abbiamo tutti la famiglia in cui nasciamo e poi la famiglia che ci scegliamo ed è quello che succede a Bella. Quando la separano da quella famiglia, è disposta a fare di tutto per tornare a casa. La sua è un’avventura epica” spiega la Judd. L’attrice nel film interpreta il ruolo di una veterana che fa fatica a rientrare nella routine quotidiana e cade in depressione. Attorno ai lei ci sono i militari ricoverati nell’ospedale a loro dedicato nella città di Denver. Saranno proprio loro a fare di tutto per salvare Bella dalla morte, perché da quel cane hanno ricevuto tanto affetto e momenti di felicità nel difficile ritorno alla normalità dopo essere tornati dalla guerra con il loro carico di ferite e mutilazioni fisiche ma soprattutto morali.”Questa storia parla del vero amore” spiega Cameron. “Un cane attraversa così tante avventure e prove per tornare dalla ‘sua’ persona. Penso che chiunque abbia avuto un cane riconoscerà l’amore incondizionato che questi animali possono dare”. Ed è proprio Bella, che nella versione originale parla e spiega le sue emozioni con la voce dell’attrice Bryce Dallas Howard, la vera anima del film. “Quando ho incontrato Shelby, il cane che interpreta Bella, siamo diventati subito migliori amici. È un cane bellissimo, sincero, brillante, super adorabile” ha spiegato l’attrice. Molto significativi anche i rapporti che Bella stabilisce con gli altri animali. Lei che viene salvata e allevata da una mamma gatta, quando la sua mamma vera viene catturata, diventa a sua volta l’angelo custode di una piccola puma (creata al computer vista la difficoltà di addomesticare un puma) a cui i cacciatori hanno ucciso la madre. Nel film, distribuita da Warner Bros. Entertainment Italia, compaiono poi anche temibili lupi, alci e bisonti.

Al via 20/o Sotto18 parlando di selfie15-22 marzo. Si apre venerdì con ‘Dafne’ di Federico Bondi

TORINO13 marzo 201918:04

– L’anteprima di ‘Dafne’, di Federico Bondi, reduce dalla calorosa accoglienza alla Berlinale, dove ha vinto il premio Fipresci, storia di una donna con la sindrome di down, forte e piena di energia umana, apre il 15 marzo la 20/a edizione del Sottodiciotto Film Festival, forse la più ricca e variegata di sempre. Con una forte impronta sociale considerato il tema, l’autorappresentazione mediale come racconta il titolo ‘Me, Myself(ie) And I’.
Tra gli altri inediti e anteprime, ‘Selfie’, di Agostino Ferrente, in cui i due giovani protagonisti si raccontano attraverso un iPhone, il surreale ‘Diamantino’ di Gabriel Abrantes e Daniel Schmidt, lo sconvolgente ‘The Cleaners’ in arrivo dal Sundance, di Hans Block e Moritz Riesewieck, sugli ‘spazzini digitali’.
Il festival, tra l’altro, omaggia i 90 anni di due amati personaggi dei cartoon, Braccio di Ferro e Tintin, la regista francese Francoise Romand, e Beppe ‘Pe’ Calopresti.
Particolarmente forte quest’anno la collaborazione con Università e Dams.
Bohemian Rhapsody in Italia nella top 10 di sempreCon 28 milioni 800 mila euro entra nella classifica, 1/o Avatar

13 marzo 201919:05

Bohemian Rhapsody continua a collezionare successi e primati nel mercato italiano.
Dall’inizio della programmazione in sala – a quasi quattro mesi dall’uscita – il titolo raggiunge il più ambito dei traguardi: entrare nella classifica top-10 dei film più visti nella storia del cinema in Italia. Con un box-office di 28.800.926 Euro, il biopic musicale sulla vita di Freddie Mercury (interpretato da Rami Malek, miglior attore agli Oscar 2019) e dell’iconica rock band Queen svetta ora al decimo posto tra i titoli dal botteghino da capogiro, permettendo a 20th Century Fox Italia di consolidare il suo primo posto – tra le sorelle d’oltreoceano – per numero di titoli di maggior successo nel mercato italiano (con Avatar – 65.679.527 Euro, Titanic – 50.217.865 Euro e L’era glaciale 3 – L’alba dei dinosauri – 29.705.584 Euro).
“Bohemian Rhapsody è stato un film incredibile, dai primi giorni della sua uscita al cinema fino ad oggi: una corsa inarrestabile al risultato migliore, passo dopo passo, fino al traguardo più importante” ha affermato Paul Zonderland, General Manager di 20th Century Fox Italia. “Siamo orgogliosi e fieri di questa pellicola, di questa nostra incredibile e fortunata scommessa, che continueremo a supportare anche nei prossimi mesi estivi.” Uscito nelle sale italiane il 29 novembre 2018, Bohemian Rhapsody è stato il film più visto in Italia nel 2108 e, ad oggi, ha raggiunto – al box office internazionale – un incasso di oltre 875 milioni di dollari, ottenendo due Golden Globe (Miglior Film Drammatico e Miglior Attore) e quattro Premi Oscar, tra cui la statuetta per il miglior attore protagonista a Rami Malek.         [print-me title=”STAMPA”]

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Per i Verneuil l’integrazione si disintegra
In Non sposate le mie figlie 2 ancora problemi con generi

11 marzo 2019 08:50

– L’integrazione ha un ‘cuore selvaggio’ per la famiglia Verneuil, come dimostra ‘Non sposate le mie figlie! 2’ di Philippe de Chauveron, sequel del fenomeno cinematografico con oltre 150 milioni di euro incassati in tutto il mondo e in sala con 01. Eravamo rimasti con i coniugi Verneuil, Claude (Christian Clavier) e Marie (Chantal Lauby), ormai rassegnati al matrimonio delle loro adorate quattro figlie con uomini di origini e culture molto distanti dalla loro: Rachid (Medi Sadoun), musulmano di origini algerine, Chao (Frédéric Chau), ateo e figlio di cinesi, l’ebreo David (Ary Abittan) e il senegalese Charles (Noom Diawara). Ma l’integrazione sembra non aver funzionato troppo per i quattro generi che sono di nuovo in crisi. Il fatto è che loro si sentono in tutto per tutto francesi, ma allo stesso tempo pensano di non essere trattati come tali e così decidono, all’insaputa l’uno dell’altro, di tornare con le mogli nei rispettivi paesi per trovare quella fortuna che in Francia non hanno trovato.
Incapaci di immaginare la loro famiglia lontana e di non vedere crescere i propri nipoti, Claude e Marie sono pronti a tutto pur di trattenerli e dimostrare loro che la Francia è il posto migliore in cui vivere. Ma i problemi non finiscono qui per i Verneuil: tornano infatti in Francia anche i consuoceri Koffi per il matrimonio della loro unica figlia femmina. Nel frattempo, Marie ha assunto un giardiniere afghano che tutti pensano sia un talebano e il marito, andato in pensione, si è deciso a scrivere un ponderoso libro sulla storia di Francia.
“Per ritrovare la struttura del primo film, nel quale le quattro figlie sposano simultaneamente quattro ragazzi stranieri, ho pensato che sarebbe stato interessante far vivere alle quattro coppie la stessa avventura – spiega il regista – .
In quel periodo eravamo in piena campagna presidenziale e percepivo chiaramente attorno a me il timore degli estremismi.
Sentivo persone dire che se ne sarebbero andate dalla Francia in caso di vittoria di un certo partito, mentre molti cittadini appartenenti a minoranze etniche si lamentavano della discriminazione di cui erano vittime”. Comunque per Philippe de Chauveron nessun messaggio politico nel film “Le persone hanno letto in questo lavoro tutta una serie di messaggi diversi – dice -, mentre la mia sola intenzione, quando l’ho scritto, è stata quella di far divertire il pubblico. Mi diverte fare dell’ironia su tutti gli argomenti possibili e non apprezzo che alla mia opera vengano dati significati diversi. Se proprio deve esserci un messaggio sarebbe che viviamo tutti nello stesso paese, tanto vale fare in modo che tutto vada per il meglio e che ciascuno di noi possa essere felice!”.
Incassi, trionfa Captain MarvelSecondo Green Book, 3/o Non Sposate le mie figlie, 5/o Asterix

11 marzo 201915:21

Captain Marvel, il film di Anna Boden e Ryan Fleck con Brie Larson e Samuel L. Jackson, dopo aver sbancato i box office di tutto il mondo, trionfa anche in Italia. Le gesta dell’eroina Marvel hanno raccolto un totale di 4 milioni 856 mila euro (4 milioni 73 mila solo nel week end) con media 5.270 euro su 773 sale.
Al secondo posto resta stabile Green Book con Viggo Mortensen e Mahershala Ali, in sala da 6 settimane e rilanciato dagli Oscar, che ha incassato altri 742 mila euro per un totale di 8 milioni 397 mila euro. La media è di 2116 euro per 351 copie.
Le altre nuove uscite della settimana sono il sequel della storia della famiglia Verneuil in Non sposate le mie figlie 2 che si piazza al terzo posto con 607 mila euro; il cartoon Asterix e la pozione magica quinto con 340 mila euro e I villeggianti di Valeria Bruni Tedeschi con Valeria Golino e Riccardo Scamarcio nono con 275 mila euro (con la media di 2313 euro su 119 sale).
Rocco Schiavone, si gira la terza serieIn onda sulla Rai in autunno in 4 prime serate

11 marzo 201914:04

Iniziano le riprese della terza serie di “Rocco Schiavone” prodotta da Cross Productions e RaiFiction con Marco Giallini, alter ego del Vicequestore Schiavone. La serie in 4 serate è tratta dai gialli bestseller di Antonio Manzini, pubblicati da Sellerio Editore e sarà distribuita internazionalmente da Beta Film.I titoli dei nuovi episodi sono “La vita va avanti”, “L’Accattone”, “Après le boule passe” e “Fate il vostro gioco”. La sceneggiatura è dello stesso Manzini e di Maurizio Careddu, la regia dei nuovi episodi è di Simone Spada, il direttore della fotografia è Fabrizio Lucci.Ambientata tra Roma e la Valle D’Aosta, la serie andrà in onda in prima serata sulla Rai dal prossimo autunno.
Ucraina mette Al Bano nella black listMinistero Cultura lo considera ‘minaccia a sicurezza nazionale’

MOSCA11 marzo 201915:25

– Il ministero della Cultura ucraino ha inserito anche il cantante Albano Carrisi (Al Bano) nella lista degli individui che considera una minaccia alla sicurezza nazionale. La lista nera è compilata e aggiornata dal ministero della Cultura in base alle richieste del Consiglio di Sicurezza e Difesa nazionale dell’Ucraina, dei servizi di sicurezza ucraini e del Consiglio della Tv e Radio nazionali. Nella black list ci sono ora 147 persone. Lo riferisce l’agenzia Interfax.
Al Bano e Romina Power negli anni Ottanta e Novanta erano famosi anche in Unione Sovietica.
Turci, sono Viva da morire e lo cantoNuovo album da venerdì poi due concerti speciali e tour a teatro

11 marzo 201919:25

‘Viva da morire’ è il nuovo album di Paola Turci in uscita venerdì 15 marzo. In scaletta ci sono dieci brani e il disco arriva a due anni dal precedente ‘Secondo cuore’, oltre che dopo la partecipazione della cantante romana al Festival di Sanremo del mese scorso. “Canto il mio presente – ha detto Paola Turci – ma anche il mio passato e il futuro, in tanti modi come non avevo ancora fatto, a partire dai timbri vocali che non avevo sperimentato prima. Il titolo non è solamente un gioco di parole o un ossimoro, ma è proprio una dichiarazione d’intenti. Non c’è vitalità più forte di chi si accorge di essere sopravvissuto a qualcosa e capisce che da lì può solo essere una ripresa”. Il titolo dell’album è poi anche lo stesso del singolo che lo ha anticipato in radio e sugli store digitali e che ha una storia particolare. “La canzone è stata scritta da Pula+ e da Luca Chiaravalli – ha spiegato la Turci – che in origine l’avevano pensata per J-Ax. E’ stato proprio nello studio di Ax che Luca me l’ha fatta sentire e ho pensato che quella canzone non potevo non cantarla, perché è un storia che racconta di me, dalla mia voglia di mordere la vita. Non l’ho nemmeno provinata, l’ho cantata e basta e ho deciso che il titolo del disco sarebbe stato quello”. Tra “un’ode al quotidiano provare a fare bene” di ‘Le Olimpiadi tutti i giorni’ e l’invito ad essere sempre se stessi diffidando degli yes men di ‘Non ho mai’, Paola Turci canta anche dei mondi che le stanno più vicini, anche quelli da cui ha dovuto separarsi di recente. “Ho cominciato a raccontare di mio padre quando l’ho perso quattro anni fa – ha spiegato la Turci – e in tante occasioni il suo ricordo si è fatto vivo, prima di salire sul palco di Sanremo così come quando ho ascoltato per la prima volta la canzone che poi sarebbe diventata ‘L’ultimo ostacolo’. Un passo del testo mi ha riportato all’ultimo momento della sua vita, che io ho passato con lui. Ho sentito il bisogno di ritrovare la sensazione di una mano paterna che ti accompagna”. Lo sguardo e le parole, nel nuovo album, si spostano anche dal particolare al generale, quando la Turci canta ‘La vita copiata in bella’. “E’ una canzone malinconica sullo stato di decadenza del nostro Paese – ha spiegato la cantante a proposito del brano – e che in certi tratti mi ricorda Lucio Dalla. L’ha scritta per me Fabio Ilacqua, con il quale avevo già collaborato e che nei suoi testi riesce sempre a mettere una visione sociale e politica che mi rappresenta”. Il nuovo album in uscita sarà anche protagonista di due date live speciali nel mese di maggio, il 13 al Teatro degli Arcimboldi a Milano e il 20 a Roma, all’Auditorium Parco della Musica. La partenza di un nuovo tour teatrale di Paola Turci, accompagnata anche dalle nuove canzoni, è invece prevista per il 12 novembre da Torino.
Musei, a Roma il sistema ‘ammazzacode’Sottosegretario Vacca, “al via tavolo tecnico Mibac-Comune

marzo 201913:24

– Arriverà ”presto” anche a Roma il sistema ”ammazzacode” sperimentato con successo (per ora solo nelle giornate gratuite) agli Uffizi di Firenze. Ad annunciarlo, il sottosegretario al Mibac Gianluca Vacca e il vicesindaco di Roma Capitale, Luca Bergamo, oggi nel primo incontro della Settimana aperta della pubblica amministrazione, sul tema del digitale.”È in dirittura di arrivo la sottoscrizione del protocollo per l’istituzione di un tavolo tecnico congiunto – spiega Vacca – per verificare l’adottabilità del sistema in più realtà romane. Potrebbe riguardare, ad esempio, il Parco archeologico del Colosseo, con i Fori e i Musei Capitolini, dove si potrebbe garantire un accesso programmato, con una bigliettazione unica e una redistribuzione di tempi e flussi. Ne abbiamo parlato anche con il direttore del Parco Alfonsina Russo, che ha dimostrato interesse e collaborazione”.Il sistema, realizzato dall’Università dell’Aquila, aggiunge Bergamo, ”potrebbe essere adottato presto, nel giro di un anno”.
Bonisoli,musei devono dialogare tra loroMinistro visita Domodossola, Val d’Ossola bomboniera culturale

DOMODOSSOLA (VCO)11 marzo 201914:16

– “Domodossola ha le strutture e le dimensioni giuste per diventare una bomboniera culturale. L’amministrazione comunale, con le sue iniziative, sta andando verso la direzione giusta: penso si possa fare un ottimo lavoro”. Così il ministro ai Beni culturali, Alberto Bonisoli, che questa mattina ha visitato Domodossola: un salto nel centro storico, i musei, il Sacro Monte Calvario patrimonio Unesco.
“Sono passato decine di volte in Val d’Ossola in treno e spesso mi sono fermato solo in stazione, non ero mai venuto nel centro di Domodossola. Sono contento di averlo visitato oggi”, dice Bonisoli, che propone di “coinvolgere le strutture museali di Domodossola all’interno di un progetto più complessivo, che è il sistema museale nazionale. In Italia abbiamo più di 5 mila musei, spesso sono nello stesso posto ma non dialogano, né hanno rapporti di collaborazione. Occorre dar loro strumenti e aiutarli”.

Nasce il Torino Jazz Festival PiemonteDal 16 marzo al 21 aprile, come anteprima del Tjf

TORINO11 marzo 201914:17

– Nasce il Torino Jazz Festival Piemonte, mirato a valorizzare i numerosi artisti, le rassegne e gli spettatori di musica jazz sparsi sul territorio partendo da un ‘brand’ consolidato, il Torino Jazz festival (Tjf), quest’anno dal 26 aprile al 4 maggio. Il Tjf Piemonte – questo è il nome del nuovo progetto – lo precede dal 16 marzo al 21 aprile, con 14 concerti in 13 località del Piemonte. A presentare oggi la prima edizione, nel New Building di Reale Mutua, main sponsor della rassegna, c’erano le assessore alla Cultura di Regione Piemonte e Città di Torino, Antonella Parigi e Francesca Leon, i direttori di Tjf Diego Borotti e Giorgio Li Calzi, della Fondazione Piemonte dal Vivo, Matteo Negrin e di Piemonte Jazz, Fulvio Alvano.
Inaugura la rassegna, al Teatro Coccia di Novara, il trio Alessandro Giachero Danse. Il Tjf Piemonte – è stato annunciato oggi – firmerà a giorni un protocollo di intesa con il Festival Jazz di Edimburgo, diretto da Agnese Daverio.
Roberto Casalino aprirà tre date del tour di Alessandra AmorosoCantautore prolifico, per lei ha scritto i brani ‘Sul ciglio senza far rumore’ e ‘Trova un modo’

11 marzo 201914:40

Il cantautore Roberto Casalino aprirà tre concerti del ’10 Tour 2019′ che Alessandra Amoroso sta portando in giro per l’Italia.Il musicista sarà protagonista dell”opening act’ all’Rds Stadium di Genova mercoledì 13 marzo, al Palazzo dello Sport di Roma mercoledì 20 marzo e al Nelson Mandela Forum di Firenze venerdì 12 aprile.Casalino sarà protagonista dalle 21 con un mini live in set elettro-acustico.”Sono davvero orgoglioso di poter prendere parte in qualche modo al tour di Alessandra, che reputo tra le cantanti top in Italia”, dice Casalino. Per la Amoroso, Roberto ha scritto, tra gli altri, i brani ‘Sul ciglio senza far rumore’ e ‘Trova un modo’.Tra gli autori più prolifici, Roberto Casalino nel corso degli anni ha scritto per tanti artisti canzoni che sono diventate hit, da ‘Non ti scordare mai di me’ di Giusy Ferreri a ‘Mi parli piano’ di Emma, da ‘Diamante lei e luce lui’ di Annalisa a ‘Magnifico’ di Fedez. E ancora ‘L’essenziale’ per Marco Mengoni e ‘Distratto’ per Francesca Michielin. Ha composto tra gli altri anche per Antonello Venditti, Syria, Nina Zilli, Noemi, Francesco Renga e Michele Bravi.Il suo ultimo album è ‘Errori di felicità’. Attualmente è impegnato in sala di incisione per registrare il suo nuovo lavoro discografico che conterrà alcune sorprese.

Cantante dei Prodigy ‘si è impiccato’Secondo risultati preliminari degli accertamenti della coroner

LONDRA11 marzo 201915:21

Morte per “impiccagione”: è questa la conclusione della polizia britannica sulla base degli accertamenti preliminari di medicina legale rispetto alle cause del decesso di Keith Flint: cantante e ballerino dei Prodigy trovato senza vita il 4 marzo scorso a 49 anni nella sua residenza dell’Essex, nel sud dell’Inghilterra. Il suicidio era stato evocato fin da subito dai media del Regno e da altri componenti della band. La coroner incaricata del caso, Caroline Beasley-Murray, si è riservata comunque di presentare un rapporto aggiornato il 23 luglio prossimo. Al momento non sono ancora noti del resto gli esiti dell’esame tossicologico disposto sul corpo della vittima per identificare eventuali tracce di droga o di abuso di farmaci e alcol. Flint, assurto alla notorietà internazionale con i Prodigy negli anni ’90, aveva alle spalle una storia di tossicodipendenza.
Colosseo, in autunno biglietti più cari e differenziatiIn 10 anni 60 milioni visitatori, 0.8% popolazione mondiale

ROMA11 marzo 201919:37

Un aumento e una differenziazione di tipologie del biglietto ma anche un’offerta sempre più ricca e accessibile per il sito culturale italiano più visitato al mondo (7.6 milioni di visitatori nel 2018 con un incremento negli ultimi due anni del 9,3%): il Parco archeologico del Colosseo ha presentato il nuovo piano ticketing. Dal 1 novembre il biglietto “Basic” che comprende Colosseo, Foro e Palatino – spiega il direttore del Parco Archeologico, Alfonsina Russo – passerà da 12 a 16 euro (+33%). Già da oggi intanto è possibile acquistare il nuovo biglietto “Super” a 16 euro che permette di visitare Foro Romano, Palatino e siti Super (Museo Palatino, Casa di Augusto e di Livia, Aula Isiaca e Loggia Mattei, Criptorportico Neroniano, Santa Maria Antiqua con oratorio dei Quaranta Martiri e Rampa Domizianea, Tempio di Romolo). Sempre da novembre ci sarà poi il biglietto “Full Experience” a 22 euro che durerà 2 giorni e consentirà la visita completa: Colosseo, Arena, Foro, Palatino e siti Super.
Ben 60 milioni di persone, pari allo 0.8% della popolazione mondiale, hanno visitato “il tesoro di Roma” negli ultimi 10 anni. “Il numero di visitatori – dice la Russo – è in continua e forte crescita, anche superiore a quella dei turisti in arrivo a Roma. Il parco del Colosseo è il quarto sito culturale più visitato al mondo (prima solo il Louvre, la Grande Muraglia Cinese e il museo nazionale di Pechino) ed è il maggiore attrattore culturale d’Italia, al primo posto per numero di visitatori. Negli ultimi vent’anni la crescita è stata costante fino a raggiungere i livelli massimi di capienza: il monumento per motivi di sicurezza non può accogliere più di 3 mila presenze in contemporanea”.
La Russo ha poi sottolineato come l’attuale biglietto del Parco a 12 euro (che non subisce aumenti dal 2008) sia tra i meno cari nell’ambito dei principali siti mondiali: costa di più una visita al Met (22 euro) o al Natural History di New York, al sito dell’Esercito di terracotta, a Versailles, ai Vaticani, al Louvre, a Pompei, al Pompidou o al museo D’Orsay. E anche di molti dei principali musei italiani sono più cari, dagli Uffizi (20 euro), ai musei di piazza San Marco a Venezia, la Venaria Reale, Pitti, Pompei, la Galleria Borghese, il Mann, Castel Sant’Angelo, l’Egizio e il Ducale. “Vogliamo allineare il prezzo ai confronti e alle aspettative del pubblico – dice la Russo – ma anche frenare tutte le operazioni illegali favorite da un prezzo troppo basso. Ad esempio durante la Settimana dei Musei abbiamo avuto fino a 21 mila visitatori al giorno e vari tentativi di truffa con persone che tentavano di vendere il biglietto nonostante fosse gratuito…”.
In aumento anche l’offerta culturale: “L’11 aprile – spiega il direttore – prevediamo di aprire il palazzo di Nerone sul Palatino, la cosiddetta Domus transitoria. Questo sarà l’incipit per un nuovo percorso, quello neroniano, che lega il palazzo sul Palatino distrutto dall’incendio del 64 con quella che sarà la reggia per eccellenza, ovvero la Domus Aurea sul colle Oppio (di cui pensiamo di incrementare l’apertura di un giorno, il venerdì). Quindi i visitatori potranno in un unico percorso vedere due luoghi straordinari legati a questo imperatore così controverso. Verso fine anno apriremo anche la Domus Tiberiana, cioè le viscere del Palatino con il clivus della Vittoria”.
Infine un annuncio che riguarda la celebrazione dei 500 anni dalla morte di Raffaello: “Stiamo lavorando nella Domus Aurea anche per questo: nuove illuminazioni e allestiremo un’importante mostra dedicata a una delle grandi scoperte del Rinascimento ovvero le grottesche della Domus Aurea che tanto hanno ispirato questi artisti da Pinturicchio a Raffaello. E proprio per questo dedicheremo la Domus Aurea a Raffaello nel 2020”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Moneta vince gara per statua Maria Teresa
Opera di Gerini, Facchini e Pockay sarà pronta in un anno

TRIESTE11 marzo 201915:23

A raffigurare Maria Teresa d’Austria in una statua sarà l’opera Moneta, un grande tallero con sopra il volto dell’imperatrice d’Austria. Lo ha annunciato il presidente dell’Unione degli Istriani, Massimiliano Lacota, illustrando il punteggio delle votazioni dei cittadini, ieri, e quello della Commissione.
“Non ci aspettavamo di vincere. Non volevamo fare la solita statua ma nello stesso tempo ideare qualcosa che fosse emblematico per la città, la città di Maria Teresa”, afferma Eric Gerini, uno dei tre autori di Moneta, con Facchini e Pockay. A loro andranno anche 15 mila euro. La statua dovrebbe essere pronta in un anno tra tempi tecnici amministrativi e di realizzazione materiale. Al secondo posto si è classificata ‘Maria Teresa e noi’ di Ferluga e Matic. A seguire, ‘Maria Teresa Trieste Il borgo La Bora’ di Bette, Trani e Stacul; Monumento equestre di Panizon e Markezic e Maria e Theresia di Skerli. Ieri hanno votato 879 cittadini attendendo anche fino a un’ora e mezza per raggiungere il seggio.
Whoopi Goldberg: “ho sfiorato la morte”Attrice in via guarigione dopo shock settico

NEW YORK11 marzo 201915:35NE

– “Ho sfiorato la morte”. Lo rivela Whoopi Goldberg in un videomessaggio durante la trasmissione ‘The View’ di cui è tra le presentatrici. “Hey, sì, sono io – ha detto l’attrice nel messaggio per spiegare l’assenza dagli schermi dallo scorso sei febbraio – sono in piedi e mi muovo, non così velocemente come vorrei ma sto bene, non sono morta”.
Ha poi aggiunto di aver avuto la polmonite e uno shock settico (uno stato critico d’insufficienza circolatoria acuta che origina da un’infezione diffusa nel sangue, ndr). La Whoopi ha anche ringraziato tutti per gli auguri di pronta guarigione. L’attrice è alla co-conduzione di ‘The View’, in onda su Abc dal 2007 ed è una delle poche ad aver conseguito un ‘Egot, ossia i quattro principali premi dedicati all’intrattenimento in Usa, Emmy, Grammy, Oscar e Tony.
‘Non è la D’Urso’, Barbara anche in prime time Canale 5, primi ospiti Al Bano, Parisi, forse Corona

11 marzo 201919:29

Due personaggi con parecchio astio tra loro, resteranno chiusi in ascensore per almeno una mezzoretta. Poi c’è l’ospite che si lascerà andare a confidenze sulla sua vita, interagendo con interlocutori nascosti in sfere magiche e quindi senza sapere chi siano. Ma anche il pubblico da casa potrà esprimere il suo gradimento su quello che sente, attraverso il meccanismo dei social. Tre ore di diretta per il nuovo prime time di Canale 5, ‘Live-Non è la D’Urso’, in onda da mercoledì e nelle intenzione della rete destinato a diventare un punto fermo nel palinsesto televisivo. Un programma, targato Videonews, e affidato, come evidente dal titolo, a Barbara D’Urso, volto per eccellenza di Mediaset. “Tanto per cominciare il titolo non l’ho scelto io – ha detto oggi Barbara, presentando il programma – Ricorda ovviamente il noto ‘Non è la Rai’, ma io mi sono prestata volentieri, sono molto autoironica e mi piace non prendermi troppo sul serio”. “Vogliamo che Barbara D’Urso diventi un pilastro anche del prime time”, ha aggiunto il direttore di Canale 5 Giancarlo Scheri. A maggio 62 anni, Barbara si appresta quindi a sbarcare anche in prima serata, dopo i contenitori della domenica e dei pomeriggi e alla vigilia del ‘Grande Fratello, di cui sarà la conduttrice. “Stavo benissimo nelle mie ore pomeridiane, per me è un grosso rischio – ha spiegato – Ma era più di un anno che mi chiedevano di fare una cosa del genere, è stato un parto difficilissimo e lunghissimo”. “Questo è un prodotto di parole, un genere che spesso impiega tempo per conquistare il pubblico – ha aggiunto – Anche Fazio ci ha messo degli anni per arrivare al suo audience”. Tra i primi ospiti Al Bano con Loredana Lecciso e i loro figli, Heather Parisi, che arriverà dalla Cina, dove vive con il marito e le sue gemelle, Thomas Markie Junior, fratello della principessa Meghan che lei non vuole più vedere e alla quale il giovane rivolgerà un appello per poter conoscere il futuro nipote. Da confermare la presenza di Fabrizio Corona. “Ho accettato di averlo in trasmissione solo perché ha insistito e vuole chiedermi pubblicamente scusa per gli attacchi a me e alla mia famiglia,”, ha spiegato Barbara riferendosi in particolare ad un foto scattata anni fa al figlio. Di sicuro non si parlerà di quello che è successo a ‘L’isola dei famosi’ nella puntata scorsa quando è stato mandato in onda un video di Corona su presunti tradimenti della moglie di uno dei concorrenti, Riccardo Fogli. Provocando una tale indignazione che gli autori del programmi sono stati allontanati. “Mi risulta che Corona abbia chiesto scusa”, ha detto Barbara che non è voluta entrare nella polemica. “Posso solo dire, parlando ad esempio del Grande Fratello, che io ai concorrenti conosciuti o sconosciuti che siano ho sempre ripetuto ‘guardate dovete essere pronti a vedere maciullata la vostra vita, qualunque cosa ci sia nel vostro passato, amanti, creditori, episodi che credevate dimenticati tutto salterà fuori’ – ha spiegato Barbara – Quindi io avrei mandato in onda quel video ma non quel modo”. ‘Live- Non è la D’Urso’ andrà in onda fino a giugno. Quindi Barbara si dedicherà a ‘La dottoressa Giò’ : è ufficiale infatti che ci sarà una seconda serie.

Jennifer Lopez presto sposaPopstar accetta proposta Alex Rodriguez durante vacanza Bahamas

NEW YORK11 marzo 201916:15

– Jennifer Lopez e Alex Rodriguez sono promessi sposi. La popstar e attrice e l’ex stella del baseball americano hanno annunciato il loro fidanzamento con un post sui social media. Rodriguez, 43 anni, ha messo un anello al dito della Lopez (49) durante una romantica vacanza alle Bahamas. In una delle foto si vede lui che tiene la mano di lei mostrando il vistoso anello e con sullo sfondo un tramonto, mentre in un’altra JLo è in posa in costume da bagno sulla spiaggia e A-Rod sembra chiedersi se sarà un sì o un no alla sua proposta.
Immediata la valanga di auguri dei fan e di molte celebrities sui social, tra queste Naomi Campbell, Kourtney Kardashian, Gwen Stefani, Heidi Klum, Paris Hilton mentre Ellen DeGeneres si è proposta come testimone di nozze.
The Niro e Gary Lucas omaggiano Jeff BuckleyEsce ‘The complete Jeff Buckley & Gary Lucas songbook’

11 marzo 201916:22

Si intitola ‘The complete Jeff Buckley & Gary Lucas songbook’ il nuovo album, annunciato a Parigi, di The Niro featuring Gary Lucas che raccoglie per la prima volta tutte le canzoni scritte da Jeff Buckley con lo stesso Gary Lucas, inclusi cinque titoli finora non presenti in nessun album.
The Niro è il nome del progetto musicale dell’artista italiano Davide Combusti, protagonista della scena indie-rock dal 2002. Al suo attivo ha quattro album di cui tre in inglese. Gary Lucas è considerato uno dei più influenti chitarristi americani. Può vantare un capitolo rilevante nella carriera di Jeff Buckley col quale ha composto le storiche Grace e Mojo Pin.
Gary Lucas, scoprendo The Niro durante un tour italiano, gli propone di dare voce a questo progetto. Il cantante arruola il produttore artistico Francesco Arpino e propone la produzione esecutiva a Pierre Ruiz e alla sua etichetta discografica, la Esordisco. Dopo poco più di un mese, Gary Lucas sbarca a Roma ed iniziano le registrazioni di ‘The complete Jeff Buckley & Gary Lucas songbook’, che vedrà la luce il prossimo autunno. Nel progetto, anche Phil Spalding (Mick Jagger, Roger Daltrey, Seal, Elton John…) al basso, Puccio Pannetieri alla batteria (Mannarino, Carmen Consoli) e Mattia Boschi al violoncello.

 

Chiara Marchelli, reinventare la vita feritaScrittrice già finalista Strega torna con storia intima e dur

marzo 201916:39

– CHIARA MARCHELLI, ‘LA MEMORIA DELLA CENERE’ (NN, pp. 246, EURO 18) Reinventare la vita, con tutti i suoi equilibri, dopo aver sfiorato la morte. ‘La memoria della cenere’, nuovo romanzo di Chiara Marchelli, già tra i 12 finalisti del premio Strega con ‘Le notti blu’ (Perrone, 2017), è una storia intima e dura sulla ricerca di una nuova esistenza dopo che tutto quel che conosciamo viene sconvolto dalla malattia. I rapporti personali, familiari, le abitudini, e anche il luogo dove si vive. Elena, italiana a New York, viene colpita da un aneurisma, ed insieme al compagno Patrick si trasferisce per ricominciare nell’Auvergne, in Francia, all’ombra del vulcano Puy de Lùg.
Mentre sta cercando di vivere al meglio la convalescenza e la lenta ripresa, e mentre sono in visita i suoi genitori, il vulcano inizia ad eruttare. E con la sua cenere avvolge i protagonisti e ogni loro interazione.
Marchelli racconta tutto con una lingua precisa e ricca, e la vicenda trova la sua narrazione nei piccoli gesti, oggetti, mezze parole: un cucchiaino che gira in una tazza di tè racconta una tensione; lo sguardo di un bambino nel bar del paese un imbarazzo; una frase di circostanza detta in famiglia scatena rabbia ed incomprensione.
Nello spazio circoscritto del minuscolo paese e della casa da dove non si può partire a causa del vulcano, tutto viene messo in discussione, la stessa immagine che Elena ha di sé, la sua capacità di scrittrice, il rapporto con Patrick, il vissuto con i genitori. Con i ricordi che si fanno spazio insieme alla consapevolezza che un mondo è sparito e non ce n’è ancora un altro che possa pienamente sostituirlo. Il vulcano, come il suo magma, mantiene tutto in ebollizione, con una perenne sensazione di insicurezza. Non solo di Elena, ma di tutti coloro che vengono bloccati da cenere e lapilli. Chiara Marchelli, che vive a New York, dove insegna letteratura contemporanea, traduzione e scrittura creativa alla New York University, conferma con ‘La memoria della cenere’ il suo talento nel raccontare l’intimo, il profondo dei suoi personaggi, dove ogni piccolo atto diventa rilevante e simbolico.

Sul Nove Leaving Neverland su “Jacko”19 e 20 marzo film choc su pedofilia

11 marzo 201916:48

– Leaving Neverland, il documentario coprodotto da HBO e Channel 4, distribuito da Kew Media Distribution e diretto dal pluripremiato regista televisivo Dan Reed, si vedrà anche in Italia. Il film choc andrà in prima tv assoluta sul Nove il 19 e il 20 marzo in prima serata.
E’ la storia di due bambini, James Safechuck, 10 anni, e Wade Robson, 7 anni, entrambi diventati amici di Jackson, affascinati, come le rispettive famiglie, dalla fiabesca vita del cantante all’apice del successo planetario.
Attraverso le interviste agli ormai trentenni Safechuck e Robson e ai loro familiari, il documentario svela gli abusi subiti negli anni, che hanno portato entrambi gli uomini a confrontarsi con i loro traumi a distanza di tempo, non solo come adulti ma anche come genitori. Il film, proiettato in anteprima all’ultimo Sundance Film Festival e trasmesso in America da HBO e in Inghilterra da Channel 4, arriva anche in Italia sul Nove

Potere e virtù per Festival del MaggioIn programma 5 opere e 130 appuntamenti con danza e musica

FIRENZE11 marzo 201917:04

– Cinque titoli d’opera, oltre 130 appuntamenti con danza e musica contemporanea in due mesi di programmazione e una rete che vede collaborare cinquanta istituzioni culturali: dedicata al tema ‘Potere e Virtù’, presentata oggi l’82/a edizione del Festival del Maggio musicale fiorentino che uscirà dai confini del Teatro per allargarsi alla città e alla Toscana. Ad aprire sarà ‘Lear’ di Aribert Reimann il 2 maggio diretto da Fabio Luisi. In programma poi ‘La straniera’ di Bellini, ‘Le leggi fondamentali della stupidità umana’ ispirata al libro di Carlo Cipolla e un nuovo allestimento per ‘Le nozze di Figaro’ di Mozart, con la regia di Sonia Bergamasco e Kristiina Poska sul podio. Alla Grotta del Buontalenti a Boboli poi ‘Intermedi della Pellegrina’, commedia nel nuovo allestimento con la regia di Valentino Villa.
Per i 500 anni dalla morte di Leonardo il Maggio presenta ‘Leonardesca. Aforismi per voci di bambini e pianoforte su testi di Leonardo da Vinci’ e un concerto per 500 ottoni e percussioni.
Bologna candida portici a bene UnescoConsegna definitiva dossier febbraio 2020,responso febbraio 2021

LOGNA11 marzo 201917:38

– Il Comune di Bologna presenterà giovedì la candidatura dei portici a patrimonio dell’umanità Unesco. Il dossier è quasi ultimato e sarà proposto al Ministero per i Beni Culturali nel prossimo settembre. Nelle scorse settimane si sono svolti incontri preliminari con istituzioni e stakeholder. Coinvolti nel percorso anche le biblioteche e i musei del Comune.
Parallelamente i consulenti di Links, la Fondazione che affianca l’amministrazione in questa iniziativa, ha effettuato sopralluoghi in città per perfezionare la selezione dei tratti di portico che faranno parte della candidatura. A settembre la versione preliminare del dossier sarà consegnata al Mibac che lo invierà al Consiglio Internazionale dei Monumenti e dei Siti di Parigi e da quel momento inizierà la fase delle osservazioni. La consegna definitiva del dossier è prevista per febbraio 2020.
Poi, nell’autunno dello stesso anno, seguirà la visita degli ispettori. Infine, a febbraio 2021, la città avrà il responso della commissione valutatrice.

Tim Burton: ‘Io un outsider come Dumbo’28/3 nuova versione film Disney. Keaton, analogie politica Trump

12 marzo 201909:12

“Sono sempre stato un outsider, come Dumbo”. Tim Burton spiega così la sua preferenza, fra tutti gli eroi Disney, dell’elefantino dalle orecchie enormi che il 28 marzo arriverà nelle sale anche in Italia, in una versione live action del famoso capolavoro di animazione del 1941, con protagonisti Colin Farrell, Eva Green, i giovanissimi Nico Parker e Finley Hobbins e due vecchie conoscenze del regista californiano: Danny De Vito e Michael Keaton che tornano a lavorare insieme, ad un film di Burton, a 17 anni dall’uscita di Batman Return. Questa volta però le parti sono invertite. De Vito che era il “villain” Penguin nel film del 1992, è ora uno degli eroi positivi, Mr. Medici, il padrone del circo, Mr. Medici dove nasce l’elefantino Dumbo, mentre Keaton, indimenticato Batman nella saga di Burton, è ora il perfido Mr. Vandevere, villain del film.”L’idea di un eroe che trasforma in vantaggio un suo enorme difetto, come riesce a fare Dumbo, è ciò che più mi attrae di questa storia”, spiega Burton, e anche Colin Farrell che interpreta un padre tornato dalla guerra senza un braccio, che pure cerca rendersi utile nella famiglia allargata del circo di Medici è della stessa idea: “I protagonisti di questo film sono tutti personaggi che cercano il loro posto, in un mondo che non li accetta”. Eva Green interpreta la acrobata Colette: “Ho sempre avuto la fobia delle altezze, soffro di vertigini, ero terrorizzata. Grazie a Tim Burton e a questo film ho vinto le mie paure”.Durante la conferenza stampa è stato fatto anche un parallelo fra la storia di Dumbo, separato forzatamente dalla sua mamma, e la triste pagina di cronaca di cui l’amministrazione Trump si è fatta responsabile la scorsa estate, con la separazione delle famiglie di migranti, al confine fra Stati Uniti e Messico. Un’emergenza che ha riguardato circa 2000 famiglie e che non è ancora del tutto rientrata. Molti bambini infatti sono ancora separati dai genitori. Tim Burton, ha spiegato che sì, in qualche modo c’è una correlazione fra quanto succede a Dumbo e le pagine di cronaca, ma è una relazione più spirituale che oggettiva: “Come ogni favola è legata a quello che succede intorno a noi, le favole toccano certi argomenti senza far sì che siano letteralmente cucite intorno avvenimenti del giorno”. Danny De Vito chiarisce: “Anche il capolavoro del 1941 parlava di una separazione fra madre e figlio, quindi il riferimento non è necessariamente legato a quell’orribile, disgraziato fatto di cronaca”. Michael Keaton ha voluto sottolineare quanto importante sia continuare a parlare di certi argomenti. “Grazie, per favore, continuate a parlarne, quello che è successo è criminale e crudele”.Come sempre, a curare i costumi del film di Burton è stata Colleen Atwood, mentre Danny Elfman ha creato la colonna sonora: “Ho fatto insieme a Tim Burton ormai dieci film. Lavorare con lui è come avere un bambino. Se dovessi ricordarti il primo anno di vita di un figlio ne faresti uno solo, ma poi ti scordi delle notti in bianco e dei problemi, vedi il risultato e dici, ok facciamone un altro”.

Paganini Rockstar chiude, 45 mila visiteAllestimento straordinario, ha meravigliato e emozionato

GENOVA11 marzo 201918:11

– E’ stata una mostra-evento complessa ma affascinante e intrigante, ha coinvolto in egual misura giovani e meno giovani, ha meravigliato e emozionato musicisti e non musicisti: Paganini Rockstar, confronto ideale e non banale tra il ‘Violinista del Diavolo’ e il grande chitarrista rock Jimi Hendrix curata da Roberto Grisley, recentemente scomparso, ha chiuso i battenti a Palazzo Ducale di Genova con la partecipazione di 45.454 persone, il 19,4% delle quali di età inferiore ai 25 anni, il 26,9% tra i 26 e i 45 anni, il 30,2% tra i 46 e 60 anni e il 19,6% oltre i 60 anni. Si è trattato di un progetto coraggioso e innovativo, che attraverso un percorso multimediale caratterizzato dalle testimonianze video di Salvatore Accardo, Morgan, Gianna Nannini, Roberto Bolle e Ivano Fossati, ha presentato documenti e rari spartiti autografi di Paganini e infine anche il famoso Guarneri del Gesù, l’amato violino ‘Cannone’ (davanti al quale si è commosso Ara Malikian) a confronto con un frammento della chitarra di Hendrix. Tra i personaggi che hanno visitato la mostra Salvatore Accardo, Morgan, Neri Marcorè, Adriano Panatta, Cesare Prandelli, Stefano Accorsi, Ara Malikian, Daniel Libeskind, Martin Chalfie.

Facebook e i quotidiani locali, le interazioni con gli utentiReport di Media Hub sull’utilizzo dei social da parte della stampa locale

marzo 201920:06

Dopo l’indagine fatta per i quotidiani nazionali, ecco il rapporto di Media Hub per le testate locali in relazione anche agli utenti Facebook. Le testate prese in considerazione sono undici “all digital”, testate che non hanno una corrispondente versione cartacea, e undici  ‘tradizionali’. Le testate prese in esame sono: Il Gazzettino, Il Giornale di Brescia, Il Resto del Carlino, Il Secolo IXI, Il Tirreno, L’Arena, L’Eco di Bergamo, La Gazzetta del Mezzogiorno, La Nazione, e La Sicilia. Per i “pure player”, invece, abbiamo preso in considerazione: BresciaToday, CataniaToday, FoggiaToday, LeccePrima, MilanoToday, NapoliToday, PalermoToday, Riviera24, RomaToday, TorinoToday, e VareseNews. Il quotidiano con il maggior numero di risposte ai commenti delle persone è VareseNews a 33 risposte in un mese. Seguono L’Arena, quotidiano di riferimento della provincia di Verona, e Il Tirreno, con 22 risposte in trenta giorni. Un volume decisamente ridotto rispetto alle migliaia di commenti ricevuti, come vedremo.Il quotidiano con il maggior engagement rate medio giornaliero è FoggiaToday, al 3.72%. All’estremo opposto un’altra testata del network di testate locali all digital: NapoliToday, al 0.76%.
Prevalentemente critici i commenti ai contenuti proposti dalla 22 testate prese in esame che esprimono, prevalentemente, un sentiment – le emozioni e le reazioni associate – negativo. In tal senso “schifo”, “colpa”, e “vergogna” sono tra i termini maggiormente utilizzati, appunto, in chiave negativa.
“Merda”, “cazzo”, e “minkia” [si, con la K], sono alcuni dei termini maggiormente ricorrenti nei commenti delle persone, confermando, purtroppo, ancora una volta, l’assenza di una social media policy e di moderazione, di gestione della community, ancora oggi nel 2019.  Per quel che vale, la fanbase più ampia è di Il Mattino di Napoli, con circa 1.3 milioni di follower, mentre la più piccola è quella di Riviera24, a poco più di 41mila fan. Scarso complessivamente l’incremento del numero dei fan nel periodo di osservazione, a conferma di una raggiunta fase di maturità.
In un mese, complessivamente, i post di tutte le testate esaminate hanno avuto 1.4 milioni di mi piace, 946mila condivisioni, e 340mila commenti.

Bryan Adams torna in Italia per due date14 dicembre a Bologna e il 15 a Milano con il Shine a Light tour

12 marzo 201909:36

– Bryan Adams annuncia il nuovo tour mondiale “Shine a Light”, con concerti in Canada, Regno Unito, Nuova Zelanda, Australia, Europa. Non mancherà l’Italia, con due tappe a Bologna (Unipol Arena il 14 dicembre) e Milano (Forum di Assago il 15 dicembre).
Bryan Adams ha pubblicato il suo nuovo album, “Shine a Light”, il primo marzo 2019 con Universal Music Group. Il titolo dell’album è il singolo di punta del disco ed è stato scritto a quattro mani con Ed Sheeran. “Ho incontrato Ed a Dublino quest’anno durante uno dei suoi concerti e siamo rimasti in contatto – ha detto Adams -. Un giorno gli ho mandato un ritornello che avevo per l’idea di una canzone intitolata “Shine a Light” e gli ho chiesto se gli andasse di collaborare. Ho ricevuto un paio di versi qualche giorno dopo e, cavolo, dovreste sentirlo cantare questa canzone!”. Nell’album anche un duetto con Jennifer Lopez sul brano “That’s How Strong Our Love Is”.
Gucci sfilerà ai Musei CapitoliniMaison contribuirà a recupero Rupe Tarpea

marzo 201918:55

– “Gucci e la città di Roma annunciano che la sfilata Cruise 2020 avrà luogo il 28 maggio 2019 all’interno dei Musei Capitolini. Alessandro Michele, Direttore Creativo di Gucci, ha scelto di continuare il suo dialogo con l’antico, attingendo questa volta ai luoghi della sua infanzia.
Situati sull’omonimo colle, i Musei Capitolini rappresentano un complesso museale unico al mondo per l’importanza delle loro collezioni di antichità e per la storia secolare”. Lo annuncia la maison Gucci insieme al Comune di Roma.
“Nel corso dei prossimi due anni, Gucci contribuirà al progetto di recupero della celebre Rupe Tarpea, la parete rocciosa posta sul lato meridionale del Campidoglio, dalla quale fino al I secolo d.C. venivano gettati nel sottostante Foro Romano i traditori della Patria condannati a morte, che in tal modo venivano simbolicamente espulsi dall’Urbe. Oggi la rupe, costituita prevalentemente di tufo, scolpita e scavata nel corso dei secoli, rappresenta uno spazio naturale unico nel suo genere”.
Nek, il 10 maggio esce nuovo albumIl 22 settembre all’Arena di Verona, poi tour europeo

11 marzo 201918:58

– Uscirà il 10 maggio il nuovo album di inediti di Nek, ancora senza titolo e a tre anni di distanza dal precedente “Unici”.
Da novembre, Nek tornerà anche a esibirsi all’estero in una serie di appuntamenti live in Europa, toccando Spagna, Germania, Regno Unito, Francia.
Prima di intraprendere l’avventura europea, però, il 22 settembre, il cantante tornerà all’Arena di Verona, a due anni dal concerto evento del 2017 che aveva fatto registrare il sold out con 12 mila persone.
Queste le date del tour europeo: 18 novembre Monaco, 25 novembre Bruxelles, 26 novembre Parigi, 30 novembre Lussemburgo, 1 dicembre Londra, 2 dicembre Madrid.
Skam Italia teen drama torna con terza stagioneTra amore, sexting e la violenza giovanile su TimVision

marzo 201919:43

Dopo avere raccontato tematiche importanti come la solitudine, l’identità, la definizione dell’orientamento sessuale e i disordini psichici, al centro della nuova stagione ci sarà la difficile ed emozionante relazione tra Eleonora (Benedetta Gargari) ed Edoardo (Giancarlo Commare).
Definita dalla stampa nazionale e internazionale come una delle serie italiane più belle e innovative del 2018, il teen drama Skam Italia torna in esclusiva su Timvision con la terza stagione. Prodotta da Timvision Production con Cross Productions: è composta da 11 episodi, e parte con la pubblicazione delle consuete clip quotidiane. Ogni venerdì verrà proposto agli abbonati l’episodio completo in esclusiva.
La serie nella precedente stagione si è imposta come un vero fenomeno di successo triplicando gli spettatori rispetto alla prima e risultando ogni settimana tra i trending topic su Twitter con l’hashtag #SKAMItalia.
Nel corso delle puntate si sfioreranno anche argomenti come i disturbi alimentari, il sexting e la violenza giovanile.
Pur basandosi sull’omonimo teen drama norvegese, Skam italia non è un semplice remake. Lo showrunner Ludovico Bessegato e gli sceneggiatori di questa stagione (Alice Urciuolo e Ludovico Di Martino) hanno profondamente adattato le sceneggiature originali, cercando di rivolgersi ai ragazzi italiani utilizzando il loro linguaggio e permettendo così l’identificazione totale con la storia.
Nei nuovi episodi i fan ritroveranno i personaggi amati, Martino (Federico Cesari), Niccolò ( Rocco Fasano), Eva (Ludovica Martino), Giovanni (Ludovico Tersigni), Silvia (Greta Ragusa), Sana (Beatrice Bruschi), Federica (Martina Lelio), Elia (Francesco Centorame), Luchino (Nicholas Zerbini), Filippo (Pietro Turano), diretti da un nuovo regista, il giovanissimo Ludovico Di Martino.
Le clip giornaliere saranno disponibili su Timvision seguendo gli orari degli eventi che animeranno la vita dei protagonisti.
La narrazione prenderà vita anche sui canali social dove sarà possibile accedere ai contenuti speciali della serie: la quotidianità dei ragazzi protagonisti con post, foto, video e storie in tempo reale anche dopo la fine dell’episodio.

Rutger Hauer a Lucca film festivalPrenderà anche parte evento che ricreerà atmosfere Blade Runner

LUCCA12 marzo 201911:40

– Rutger Hauer, famoso per le sue interpretazioni leggendarie in Blade Runner e Ladyhawke, sarà uno degli ospiti dell’edizione 2019 del Lucca film festival e Europa Cinema, in programma dal 13 al 21 aprile.
Con Joe Dante, Mick Garris e Philip Gröning, l’attore olandese diventa la quarta star annunciata per la prossima edizione del manifestazione di Lucca. Durante il festival Hauer riceverà il premio alla carriera, sarà uno dei componenti della giuria del concorso lungometraggi e terrà una masterclass sul tema del ‘futuro’. L’omaggio a Rutger Hauer sarà poi caratterizzato dall’evento ‘Tears in rain’ per celebrare Blade Runner, il film di Ridley Scott (1982) ambientato a Los Angeles proprio nel 2019. L’evento si terrà a Lucca il 20 aprile nell’ambito di Effetto cinema notte: l’attore presenzierà alla manifestazione che vuole ricreare l’atmosfera futuristica del film grazie a un’ambientazione animata da figuranti in costumi cyberpunk e dalla colonna sonora di Vangelis musicata dal vivo.
‘Il sorpasso’ tra dopoguerra e rinascitaDal 16/3 a Parma ‘Quando l’Italia si mise a correre, 1946-1961′

PARMA12 marzo 201911:41

– E’ un ritratto dell’Italia del dopoguerra, dalla ricostruzione al boom economico, quello che il Palazzo del Governatore, nel cuore di Parma, ospita dal 16 marzo al 5 maggio. ‘Il sorpasso. Quando l’Italia si mise a correre, 1946-1961′ è un racconto collettivo per immagini che fa rivivere i tempi duri della ricostruzione del Paese, dopo la devastazione della seconda guerra mondiale, e che conduce al boom economico degli anni ’60. La mostra, con evidente richiamo al film-icona di un’epoca firmato Dino Risi, è organizzata dall’Istituto Luce-Cinecittà, promossa dal Comune in collaborazione con lo Csac-Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università e curata da Enrico Menduni e Gabriele D’Autilia.
Sono 160 le immagini dell’epoca, oltre a documentari e video installazioni, che tracciano un ritratto collettivo dell’Italia con le sue speranze e i suoi progressi, senza nascondere i molti problemi irrisolti e le disuguaglianze.
Al via Sorelle Macaluso di Emma DanteSecondo lungometraggio della regista, tratto da piece teatrale

11 marzo 201912:44

– Al via le riprese de Le sorelle Macaluso, secondo lungometraggio da regista di Emma Dante, tratto dalla sua omonima pièce teatrale. Scritto da Emma Dante, Elena Stancanelli e Giorgio Vasta, il film è una produzione Rosamont e Minimum Fax Media con Rai Cinema. Le sorelle Macaluso è interpretato da Alissa Maria Orlando, Susanna Piraino, Anita Pomario, Eleonora De Luca, Viola Pusatieri, Donatella Finocchiaro, Serena Barone, Simona Malato, Laura Giordani, Maria Rosaria Alati, Rosalba Bologna, Ileana Rigano. Le riprese si svolgeranno a Palermo per sei settimane.
Il film uscirà nelle sale nel 2020 distribuito da Teodora Film.
E’ la storia di Maria, Pinuccia, Lia, Katia, Antonella.
L’infanzia, l’età adulta e la vecchiaia di cinque sorelle nate e cresciute in un appartamento all’ultimo piano di una palazzina nella periferia di Palermo. Una casa che porta i segni del tempo che passa come chi ci è cresciuto e chi ancora ci abita. La storia di una famiglia, di chi va via, di chi resta e di chi resiste.

Miur: al via le domande di mobilità per il personale docentePer il personale Ata le istanze potranno essere presentate dall’1 al 26 aprile 2019

11 marzo 201914:27

Al via da oggi e fino al 5 aprile 2019 la possibilità per il personale docente di presentare domanda di mobilità per il prossimo anno scolastico. Le indicazioni sul sito del Miur.Per il personale educativo le istanze potranno essere presentate dal 3 al 28 maggio 2019. Per il personale Ata le istanze potranno essere presentate dall’1 al 26 aprile 2019.Per la mobilità professionale e territoriale verso le discipline specifiche dei Licei Musicali la presentazione delle domande è stabilita dal 12 marzo al 5 aprile 2019.Per gli insegnanti di religione cattolica le domande, infine, potranno essere presentate dal 12 aprile al 15 maggio 2019.         [print-me title=”STAMPA”]