Aggiornamenti, Cinema, Notizie, Spettacoli Musica e Cultura, Ultim'ora

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Tempo di lettura: 29 minuti

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

TUTTE LE NOTIZIE SEMPRE AGGIORNATE

DALLE 13:41 DI VENERDì 08 MARZO 2019

ALLE 08:50 DI LUNEDì 11 MARZO 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Noel Gallagher al Pistoia blues
In concerto con la sua band High Flying Birds l’8 luglio

FIRENZE08 marzo 2019 13:41

– Sarà Noel Gallagher con la sua band High Flying Birds il protagonista della serata dell’8 luglio 2019 alla 40/a edizione del Pistoia blues festival. Con la conferma dell’artista, spiegano gli organizzatori della manifestazione pistoiese in una nota, si definiscono headliner e date dell’edizione 2019: i Black Stone Cherry il 5 luglio, Thirty Seconds To Mars il 6 luglio, Robben Ford e Eric Gales il 7 luglio, Noel Gallagher’s High Flying Birds l’8 luglio e Ben Harper & The Innocent Criminals il 10 luglio.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

 

Gli scatti di McCurry sulla letturaA Palazzo Madama Torino, testi e sezione sui suoi libri

TORINO08 marzo 201913:51

– Oltre 70 immagini di Steve Mc Curry dedicate alla passione per la lettura, con un contrappunto di brani letterari e una sezione dedicata ai suoi libri. E’ la mostra ‘Leggere’, dal 9 marzo al primo luglio nella Corte Medievale di Palazzo Madama, in una città, Torino, che anche grazie al Salone del Libro, può essere considerata la ‘capitale italiana della lettura’.
Le fotografie ritraggono persone di tutto il mondo, assorte nell’atto intimo e universale del leggere, nei contesti più vari. Immagini accompagnate da brani letterari scelti da Roberto Cotroneo, che propongono una sorta di percorso parallelo.
“Nella mostra ‘Leggere’ il soggetto non è tanto il libro, ma la persona intenta alla lettura, colta dall’obiettivo in contesti spesso di povertà ed emarginazione, dove l’ultima cosa a cui pensare sembrerebbe essere l’interesse per un libro”, sottolinea Guido Curto, direttore di Palazzo Madama. “Una mostra diversa, da leggere” spiega Biba Giaccetti, che ha curato la mostra con Cotroneo.

Avati e Marchioni a Castiglione CinemaSeconda edizione dal 29 maggio al 2 giugno

PERUGIA08 marzo 201913:54

– Dal 29 maggio al 2 giugno Castiglione del Lago ospiterà la seconda edizione di Castiglione Cinema-RdC incontra, quattro giorni di film, seminari, laboratori, premi, formazione, studio, dialogo e masterclass.
Tra i protagonisti attesi Pupi Avati e Vinicio Marchioni.
Obiettivo della Fondazione ente dello spettacolo è di fare incontrare tra di loro i protagonisti del mondo del cinema e consentire al pubblico di entrare in relazione diretta con attori e registi.
Forte del successo dello scorso anno – sottolineano gli organizzatori in un comunicato -, l’evento mantiene il suo stile informale e familiare, privilegiando le occasioni di relazione personale e di approfondimento, senza barriere tra divi e fan, con dibattiti in piazza e proiezioni introdotte da attori e registi, tour enogastronomici a momenti educativi per gli alunni delle scuole del territorio, laboratori per i ragazzi ad eventi dedicati alle famiglie, seminari di studio e sessioni di formazione per gli insegnanti.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

 

Dodi Battaglia, il mio omaggio a Faletti bocciato a Sanremo”Lo scioglimento dei Pooh? Se me lo chiedessero tornerei subito”

08 marzo 201919:14

– “Io e Giorgio avevamo in comune la passione per le corse e le macchine. In pista è nata la nostra amicizia”. A parlare è Dodi Battaglia e il Giorgio in questione è Faletti, l’artista poliedrico scomparso nel 2014, che continua, a distanza di anni dalla sua morte, a regalare sorprese e perle del suo genio creativo. Dopo il racconto inedito “La ricetta della mamma”, uscito a dicembre scorso, dai cassetti di casa Faletti è emerso un embrione di canzone alla quale l’ex Pooh ha messo mano, pubblicando l’inedito “Un’anima” che sarà contenuto nel doppio album live “Perle”, in uscita il 15 marzo.”E’ una perla tra le perle. Sua moglie me l’ha affidato – racconta Dodi -. Era scritta per due terzi: io l’ho completata, cercando di mettermi nell’ottica di Giorgio, utilizzando il suo linguaggio. E’ stata una sfida, soprattutto calarmi nel ruolo di autore, per me che sono soprattutto musicista, ma so che lui sarebbe contento del risultato”. Il brano era stato presentato anche al Festival di Sanremo, ma Claudio Baglioni gli ha preferito altri brani. “Ci siamo annusati con il Festival e alla fine non ci siamo piaciuti, ma non sono così dispiaciuto. E’ una canzone che assomiglia poco a quel palco, anche se mi sembrava un bel modo di ricordare l’amico e il cantante che proprio al festival aveva ottenuto grandi riconoscimenti con Signor Tenente”. Battaglia ricorda con affetto Faletti, “una persona straordinaria e un artista come pochi. Attore, comico, cantante, autore, sportivo: eclettico come solo Leonardo da Vinci – azzarda il paragone -. Un’anima, quella del titolo, che va oltre il tempo e le distanze”. Il brano sarà l’inedito del doppio disco live Perle, che contiene 40 brani della storia dei Pooh, tra quelli meno “frequentati” dalla band nei live.”Certe canzoni non andavano d’accordo con i Pooh dagli anni ’80 in poi, con gli stadi e i palazzetti che richiedevano un approccio più rock e dirompente _ spiega Dodi, ancora impegnato nei concerti -. Ma la gente ce le chiedeva. E così, oggi, che sono libero di fare le mie scelte perché non assecondare le richieste dei fan?”. E pensando ai Pooh, a distanza di due anni dallo scioglimento, ammette: “non so se sia stata la scelta giusta. Ho grandi punti interrogativi. Quando sono sul palco mi piacerebbe vedere con me i miei amici, ma non ci sono. E se mi venisse chiesto, io sarei pronto per un bel concerto. Magari un concerto di beneficienza perché dopo aver ricevuto tanto, i Pooh dovrebbero dare qualcosa indietro”. E l’ultimo pensiero va anche al “fratello” Riccardo Fogli, finito nel tritacarne del trash televisivo, dopo il presunto tradimento della moglie svelato da Fabrizio Corona, mentre è in gara all’Isola dei Famosi. “Sono affranto e devastato da ciò che ho visto. Ho sperato che fosse Scherzi a Parte, che niente fosse vero. Un livello di bassezza incredibile ai danni di uomo che ha una bambina di 5 anni, che mi ha fatto perdere il sonno. A lui dico: mi avrai sempre al tuo fianco, conta su di me”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

 

Torna Trieste Science+Fiction FestivalDal 29 ottobre protagonisti fantascienza e fantasy

TRIESTE08 marzo 201916:17

– Torna dal 29 ottobre al 3 novembre 2019, a Trieste, Science+Fiction Festival, il più importante evento italiano della fantascienza e del fantasy nei settori di cinema, televisione e new media. L’annuncio arriva da Berlino, in occasione dell’incontro a della European Fantastic Film Festivals Federation, network di cui la manifestazione triestina è il partner ufficiale italiano. Il festival – promosso dal Centro ricerche e sperimentazioni cinematografiche e audiovisive La Cappella Underground – sarà ospitato al Teatro Rossetti e si articolerà su sei giornate, presentando anteprime nazionali e internazionali delle migliori produzioni di genere science fiction, fantasy e horror. Tre le sezioni in concorso: la competizione internazionale per il Premio Asteroide; i due concorsi europei per il miglior lungometraggio e il miglior corto di genere fantastico aggiudicano il Premio Méliès d’Argento, mentre la sezione non competitiva Spazio Italia è dedicata alle opere italiane di genere fantastico.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

 

Matilde D’Errico, uomini e femminicidioAd Amore criminale da Abate a Fois e l’alfabeto a Sopravvissute

08 marzo 201916:51

– Il femminicidio nella riflessione di sette scrittori italiani: Marcello Fois, Roberto Costantini, Marco Franzoso, Francesco Abate, Paolo Di Paolo, Francesco Pacifico e Giuseppe Di Piazza. Entra la voce degli uomini nella nuova edizione di ‘Amore criminale’, il programma condotto da Veronica Pivetti, in onda dal 3 marzo la domenica in prima serata su Rai3 in sette appuntamenti, ideato e diretto da Matilde D’Errico e Maurizio Iannelli. “E’ la prima volta che si chiede a 7 autori importanti di dire qualcosa sul tema del femminicidio. Solo dalla collaborazione di uomini e donne si può arrivare ad un cambiamento di mentalità.
Perchè gli uomini sono violenti?” dice la D’Errico.
E anche ‘Sopravvissute’, condotto dalla stessa D’Errico, in onda dopo ‘Amore Criminale’ – di cui è uno spin off in cui si da voce alla speranza – guarda al valore delle parole. “Alla fine di ogni puntata viene consegnata allo spettatore una parola chiave.
Un ‘alfabeto della sopravvivenza’” spiega la D’Errico.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

 

A Melis il Padiglione Italia 2020Bonisoli, affronta temi come il cambiamento climatico

08 marzo 201917:39

– “Sarà Alessandro Melis il curatore del Padiglione Italia alla 17. Mostra Internazionale di Architettura di Venezia del 2020”. Lo annuncia il ministro della cultura Alberto Bonisoli, che ha scelto il progetto di Melis, tra i cinque selezionati dalla direzione Arte, architettura e periferie urbane del Mibac. Cagliaritano, classe 1969, architetto, Melis è direttore della Cluster for Sustainable Cities, e fondatore del Media Hub, il primo open lab della University of Portsmouth, nato con l’obiettivo di studiare l’innovazione tecnologica nel campo della progettazione climatica ed ambientale. Il suo progetto per il Padiglione Italia si intitola “Comunità resilienti”. Un progetto, fa notare Bonisoli, che “affronta temi di grande urgenza come il cambiamento climatico e la resilienza delle comunità. Il Padiglione Italia, con un percorso di mostra molto divulgativo e coinvolgente, sarà un’occasione per riflettere su come rispondere positivamente in futuro alla pressione sociale ed ambientale attualmente in atto”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

 

Mondo Marcio, “Mina ed io, lei angelo io demone” Esce “Uomo!”, nuovo album del rapper, “esorto a essere se stessi”

08 marzo 201920:17

Nella Giornata Internazionale dedicata alle Donne, esce Uomo!, il nuovo disco di Mondo Marcio. Una provocazione? “Niente affatto, la mia vuole essere piuttosto una dedica d’amore e un invito a tutti, uomini e donne, a essere se stessi fino in fondo e a combattere per i propri diritti, sempre”, dice il rapper milanese che nel nuovo lavoro vanta la partecipazione di Mina in Angeli e Demoni (e non Dan Brown non c’entra, assicura). “Nel 2012 avevo campionato la sua voce in Un bacio (troppo poco) – racconta il 32enne -, a lei piacque e mi invitò a fare un album intero così, Nella bocca della tigre (2014). Due anni dopo scrissi Se mi ami davvero per il disco con Celentano. Oggi Angeli e Demoni: il contrasto tra ambizioni e paure, tra bene e male. Inutile dire che il contrasto è anche tra noi, lei angelo io demone. Ma è sbagliato incasellare la musica. Siamo allo stesso tempo molto lontani e molto vicini”. Tra i primi a portare l’hip hop al grande pubblico, Mondo Marcio, all’anagrafe Gian Marco Marcello, ha una visione critica sulla situazione attuale e nelle sue canzoni non perde occasione per dare più di una stoccata ai colleghi. “Il rap ora va di moda, nel bene e nel male. Si è appropriato di spazi, se ne parla, ha successo. Ma se prima ci inventavamo di tutto per trovare i soldi per andare in studio, oggi si è ribaltato tutto e si fa musica per fare i soldi, una sorta di scorciatoia per la ricchezza e il successo – afferma senza ombra di incertezze Mondo Marcio -. La mia è una critica alla mentalità, a chi si sente già arrivato ed è solo all’inizio. Io vedo solo omologazione”. Per questo, spiega, fa fatica a distinguere i nuovi rapper, “stessa voce, stesso look, stesse sonorità”.
Lui intanto va per la sua strada, esplora sentieri nuovi, segna il cammino per chi arriverà dopo. “Sono stato io parlare della mamma in un brano, ora lo fanno tutti. Nei miei dischi ci finisce quello che vivo, quello che mi succede, le esperienze che faccio. Cerco di essere vero. Per questo sono passati tre anni dall’ultimo disco. Cosa hai da raccontare se fai un disco all’anno?”, chiede retoricamente. Gli spunti li prende dall’arte, dal cinema, dalla letteratura, dal mondo. “A breve mi trasferisco a New York per un bel periodo – rivela -, lì c’è fermento e attenzione alle novità. In Italia la cultura è ferma al Rinascimento”. E Sanremo? “Non è ancora il momento, il mio pubblico non capirebbe”.
Non mancano, nei suoi testi, anche riferimenti alla droga, come molti rapper, per questo finiti nel mirino. “L’arte non dovrebbe mai essere presa ad esempio, e gli artisti non sono dei modelli di riferimento. L’arte imita la realtà e nelle vita di tutti i giorni le canne esistono. Dovrebbe, anzi, essere bello che qualcuno ne parli e non nasconda la realtà dietro lo sguardo edulcorato e finto del pop. Ma sia chiaro, non disprezzo nessuna forma di musica”.
In contemporanea all’uscita del disco a Milano è allestito anche un temporary store che racconta Mondo Marcio a 360 gradi alla Key Gallery. Poi da aprile il ritorno sul palco, prima in Europa, poi il 10 a Roma e il 18 a Milano.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

 

Grandi nomi per 7/o Torino Jazz FestivalOltre cento concerti dal 26 aprile al 4 maggio

TORINO08 marzo 201916:55

– Gavin Bryars, Jon Balke Siwan ed Enrico Rava sono alcuni dei grandi nomi che partecipano, dal 26 aprile al 4 maggio, alla 7/a edizione del Torino Jazz Festival.
La Città di Torino, promotrice della manifestazione, ha anticipato oggi alcuni temi della kermesse, come il prezzo dei biglietti particolarmente contenuto proprio per attirare il massimo numero di persone, e le location principali: le Officine Grandi Riparazioni, i circoli jazz della città, il Piccolo Regio, il Conservatorio, l’Auditorium del grattacielo Intesa Sanpaolo e, per la prima volta, l’Aula Magna del Politecnico.
In tutto sono in programma oltre 100 concerti, tra cui numerose produzioni originali create appositamente in un cartellone di nove giorni, pensato da direttori e musicisti Diego Borotti e Giorgio Li Calzi, che raccoglie le diverse anime del jazz, dal mainstream americano ai migliori talenti italiani ed europei.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

 

Michael Jackson, via episodio SimpsonBoicottaggio dopo le accuse del documentario “Leaving Neverland”

NEW YORK08 marzo 201917:01

– Uno degli episodi più iconici dei Simpson sarà ritirato dalla distribuzione sulla scia del documentario di Hbo “Leaving Neverland” in cui due uomini accusano Michael Jackson di averli molestati quando erano bambini. “Stark Raving Dad”, questo il titolo della puntata, era andato in onda nel settembre 1991 all’inizio della terza stagione della serie a cartoni animati creata da Matt Groening.
Jackson aveva fornito la voce per un personaggio che finisce in casa Simpson, anche se il suo nome non era apparso tra i credits (fu usato lo pseudonimo John Jay Smith) e la partecipazione del cantante non fu confermata che anni più tardi. “Ritirarlo dalla circolazione è l’unica scelta che avevamo”, ha detto al Wall Street Journal il produttore esecutivo James L.
Brooks affermando di avere avuto il beneplacito sia di Groening che dell’altro produttore Al Jean. “Non sono uno che brucia i libri, tutt’altro”, ha aggiunto Brooks. “Ma questo è il nostro libro e abbiamo tutti i diritti di cancellarne un capitolo”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Stop a modelli estetici ‘anoressici’
In vigore dal 9 marzo nuova norma del Codice di autodisciplina

08 marzo 201917:13

– Stop ai modelli estetici “anoressici” nella pubblicità: scatta il 9 marzo una modifica del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale che introduce “il divieto di utilizzare in pubblicità immagini del corpo ispirate a modelli estetici chiaramente associabili a disturbi del comportamento alimentare nocivi per la salute”, annuncia l’Istituto di Autodisciplina pubblicitaria. L’art. 12 bis disciplina “la comunicazione commerciale di prodotti o servizi suscettibili di presentare pericoli, in particolare per la salute, la sicurezza e l’ambiente e, in generale, vieta il ricorso in pubblicità a rappresentazioni che possano indurre il pubblico a sottovalutare le regole di prudenza o a ridurre il senso di vigilanza e responsabilità verso i pericoli”. La norma include ora in modo esplicito i richiami a “condizioni patologiche del comportamento alimentare, come l’anoressia e la bulimia”. Lo Iap attiverà “i propri meccanismi di sanzione laddove si riscontrino messaggi in contrasto con la nuova norma”.
Mestieri d’Hermès in mostra ad Ara PacisFino al 16 marzo la maison e le eccellenze dei suoi artigiani

08 marzo 201917:19

– Rossa ed esclusivissima. Prende forma tra le mani di Johanne una nuova Kelly, la borsa con il nome della principessa di Monaco. E poi i celebri Carré, che possono contare anche 46 colori. Gli orli frullati, con un punto ogni 7 millimetri, ma tutti cuciti a mano, o l’esperienza di Jean-Pierre che mentre stende la pelle di cinghiale già sa dove tagliare per farne un guanto. E ovviamente il sellaio, il métier da cui tutto partì nel 1837. È il mondo di eccellenza, bellezza e gioia del savoir-faire di Hermès dietro le quinte, mostra che la maison parigina porta al Museo dell’Ara Pacis di Roma fino al 16 marzo. Un festival per 10 mestieri con gli artigiani al lavoro davanti al pubblico, più incontri e documentari. “L’idea – spiega il vicepresidente Guillaume de Seynes – è condividere con i visitatori tutto il sapere che sta dietro ogni pezzo delle nostre collezioni”. “Un’occasione unica – aggiunge l’ad Italia Francesca di Carrobio – per scoprire come da Hermès si lavori tantissimo con gli occhi e le mani”.
Orfeo ed Euridice all’Opera di RomaTorna la rivoluzione di Gluck. Regia di Carsen, dirige Capuano

08 marzo 201917:43

– Un’opera senza fronzoli né distrazioni, in cui la musica, il coro e la danza celebrano il dramma eterno della morte e dell’amore: la rivoluzione portata nel melodramma da Christoph Willibald Gluck arriva al Costanzi con “Orfeo ed Euridice”, in scena dal 15 al 22 marzo, in un nuovo allestimento con la regia di Robert Carsen e la direzione dell’orchestra di Gianluca Capuano. Non si può dire che il pubblico dell’Opera di Roma non abbia atteso a lungo questo titolo, rappresentato l’ultima volta nel 1968: dopo 51 anni torna sulle scene nell’originale versione di Vienna del 1762, in una coproduzione con Théâtre des Champs-Elysées, Château de Versailles Spectacles e Canadian Opera Company. Ad esaltare l’essenzialità di quest’opera due grandi nomi del teatro internazionale: il regista canadese Robert Carsen e il maestro Gianluca Capuano, entrambi al debutto nel teatro capitolino. Nei ruoli principali il controtenore Carlo Vistoli (Orfeo) e i soprani Mariangela Sicilia (Euridice) ed Emoke Barath.
Cartoomics, weekend con fumetti e gamingAlla Fiera di Milano la 26/a edizione fino a domenica 10 marzo

RHO (MILANO)08 marzo 201917:50

– Tre padiglioni per un totale di 50.000 metri quadrati dedicati a fumetto, cinema, gaming, cosplay, tecnologia, proiezioni, incontri ed eventi speciali. Ha preso il via alla Fiera di Milano a Rho e resterà aperta fino a domenica 10 marzo la 26/a edizione di Cartoomics, uno degli appuntamenti di riferimento nel settore a livello nazionale e tra i più importanti per appassionati e curiosi di ogni età e provenienza.
Ai tradizionali temi e ai mondi della manifestazione, “movies, comics & games”, si aggiungono “pop, tech & fun” per un programma ricco di incontri, eventi speciali e ospiti di rilievo: insieme al superospite della sezione comics Max Bunker, invitato per festeggiare il 50/o anniversario del suo mitico Alan Ford, ci sarà Ivo Milazzo, creatore con Giancarlo Berardi nel 1974 dell’indimenticabile Ken Parker. Ospite d’onore sarà Massimo Boldi, che ripercorrerà la sua carriera facendo il punto sulle peculiarità da “disegno animato vivente”.
Leopardi ‘privato’ in museo a RecanatiOlimpia, collezioni private custodite da secoli nostra famiglia

RECANATI (MACERATA)08 marzo 201918:05

RECANATI (MACERATA)08 marzo 201918:05

– La penna e il calamaio con cui scriveva Giacomo Leopardi, la culla e il suo abito da battesimo, la tombola e il teatrino con cui giocava da bambino assieme ai suoi fratelli. Sono solo alcuni degli oggetti personali del grande poeta che dall’11 marzo prossimo faranno parte di un’esposizione permanente aperta ai visitatori nell’ex frantoio di Palazzo Leopardi a Recanati.
L’iniziativa è promossa da Casa Leopardi, ed è corredata da un suggestivo video immersivo intitolato ‘Io nel pensier mi fingo’, che sarà proiettato dal 15 aprile nelle antiche scuderie del Palazzo, realizzato da Giancarlo Muselli, scenografo del film ‘Il giovane favoloso’ di Mario Martone, assieme alla studiosa leopardista Fabiana Cacciapuoti. In mostra anche le testimonianze dei primi scritti del poeta, vergati con una grafia chiara e armoniosa, il racconto delle sue emozioni e dei primi amori e viaggi, e del tentativo di fuga da Recanati stroncato dal padre che gli nascose il passaporto, ora esposto in una teca.
A Torino fiera di fotografia The PhairPrima edizione 3-5 maggio alla ex Borsa Valori

TORINO08 marzo 201918:35

– Nasce a Torino una nuova fiera della fotografia, ‘The Phair. Bianco nero Colore’, da un’idea di Roberto Casiraghi e Paola Rampini, già creatori di manifestazioni culturali torinesi come Artissima e The Others.
La prima edizione si tiene dal 3 al 5 maggio all’ex Borsa Valori con 36 gallerie italiane, ognuna con uno spazio dedicato.
“Quella della fotografia fu una rivoluzione sapientemente gestita, un ‘affair’ – dicono Casiraghi e Rampini – oggi siamo la società delle immagini e della varietà espressiva”.
La scelta di Torino come sede, e del mese di maggio non sono casuali: “Torino é una città fucina di idee e di ricerca – dicono gli organizzatori – e noi abbiamo scelto maggio e non novembre, il mese dell’arte, proprio per espandere la programmazione culturale di intesa con enti locali e fondazioni bancarie”. Inoltre, aggiungono “questo è anche un modo per omaggiare i 180 anni della fotografia nata ufficialmente in Francia nel 1839”.

McCurry, la passione per la lettura nei suoi scattiA Palazzo Madama di Torino, testi e sezione sui suoi libri

TORINO09 marzo 201913:24

TORINO – Una mostra dedicata all’amore per la lettura, attraverso lo sguardo del grande fotografo Steve McCurry. Oltre 70 immagini accompagnate da un’antologia di scritti dedicati alla lettura, scelti da Roberto Cotroneo, giornalista e scrittore, in una città, Torino, che anche grazie al Salone del Libro, può essere considerata la ‘capitale italiana della lettura’. ‘Steve McCurry. Leggere’, curata da Biba Giacchetti, apre al pubblico il 9 marzo fino al primo luglio, in un ambiente suggestivo, la Corte Medievale di Palazzo Madama. Sono gli scatti realizzati in oltre quarant’anni di carriera che lo stesso McCurry ha riunito in un volume, pubblicato come omaggio al grande fotografo ungherese André Kertesz.Le fotografie – alcune inedite – ritraggono persone di tutto il mondo, assorte nell’atto intimo e universale del leggere, nei contesti più vari: i luoghi di preghiera in Turchia, i mercati. Persone che leggono circondate da animali o da macchine, altre rilassate sui marciapiedi. Dall’Italia all’India, dall’Afghanistan all’Africa, dagli Stati Uniti a Cuba. Completa la mostra la sezione ‘Leggere McCurry’, dedicata ai libri pubblicati dal 1985 con le sue foto: ne sono esposti 15, alcuni ormai introvabili. “Il soggetto della mostra non è tanto il libro, ma la persona intenta alla lettura, colta dall’obiettivo in contesti spesso di povertà ed emarginazione, dove l’ultima cosa a cui pensare sembrerebbe essere l’interesse per un libro”, spiega Guido Curto, direttore di Palazzo Madama.”Ogni scatto – sottolinea Maurizio Cibrario, presidente della Fondazione Torino Musei – è un’autentica perla. Ci sembrava giusto che Palazzo Madama facesse qualcosa per celebrare il Salone del Libro che sembrava perso ed è stato ritrovato”. “Una mostra diversa, da leggere. L’autore ci invita a osservare, quasi silenziosamente, quanto accade in un universo traslato, in cui le persone abbandonano la loro realtà, anche drammatica, per essere totalmente assorbite da altro”, spiega Biba Giacchetti. “McCurry – aggiunge Cotroneo – è capace di farci leggere per un attimo lo stesso libro dei suoi soggetti, di lasciarci con loro per un attimo, quello che basta a riempirci di storie e di passioni. Quello che ho fatto, da parte mia, è stato mettere insieme il perché la lettura sia sempre e comunque qualcosa di irrinunciabile e di prezioso per le nostre vite. per tutte le vite, anche le più povere e le più lontane da noi”. “Una mostra molto importante, un’occasione per guardare, leggere e imparare ad ascoltare”, conclude l’assessore comunale alla Cultura, Francesca Leon.

Morto Jan Michael-Vincent, l’indimenticabile surfista di ‘Mercoledì da leoni’Dal ruolo icona a 40 film, la sua vita segnata da alcol e droga

NEW YORK09 marzo 201918:53

Jan-Michael Vincent il surfista Matt Johnson nel film un ‘Mercoledi’ da leoni’ e’ morto all’eta’ di 73 anni. Vincent e’ deceduto il 10 febbraio per un arresto cardiaco mentre era ricoverato in un ospedale del North Carolina.Una passione profonda e mai dimenticata, quella per il mare, aveva portato Jan-Michael Vincent a diventare, nel ruolo dell’inquieto Matt Johnson, uno degli indimenticabili protagonisti, insieme a William Katt e Gary Busey, di un film iconico sul surf ma anche sugli anni delle guerra in Vietnam, come Un mercoledì da leoni di John Milius (1978). Vincent è morto il 10 febbraio a 73 anni per arresto cardiaco a Asheville, in North Carolina, ma la notizia è stata diffusa solo oggi. Classe 1945, nato a Denver in Colorado, l’attore da inizio carriera, a fine anni ’60, ha alternato grande e piccolo schermo, recitando in serie come Bonanza, Marcus Welby e Sulle strade della California.E’ arrivato al film di Milius, anche grazie a ruoli di contorno ma di grande intensità come quello in Allucinante notte per un delitto (1971) di Herbert B. Leonard a fianco di Robert Mitchum, per il quale ha ottenuto la sua prima candidatura ai Golden Globe; la seconda arriverà 12 anni dopo per la miniserie Venti di guerra, sempre insieme a Mitchum, e con Ali McGraw. Tra le altre sue prove d’attore di maggior rilievo ci sono quelle nel post apocalittico L’ultima odissea di Jack Smight (1977) con George Peppard e Dominique Sanda e nell’action comedy Collo d’acciaio (1978) di Hal Needham con Burt Reynolds. Un altro importante picco di popolarità Vincent lo ha vissuto a metà anni ’80, come protagonista dal 1984 fino al 1986, della serie tv, Airwolf, andata in onda in Italia con il titolo Supercopter, dov’era Hawke, il brillante pilota, di un elicottero militare super-avanzato. Interprete di oltre 40 film e più di una ventina di serie tv, ha combattuto per gran parte della vita con la dipendenza da droga e alcool, con conseguenti comportamenti incontrollabili, tra ripetuti incidenti stradali dai quali è uscito con gravi conseguenze fisiche (come un danno alle corde vocali) e episodi di violenza. Problemi che l’hanno allontanato dai progetti di primo piano, portandolo a lavorare soprattutto per produzioni indie (fra le altre Buffalo ’66 di Vincent Gallo) e film di serie B, fino a un’ultima performance nel thriller White boy di John Marino (2002). Nel 2012 aveva anche subito l’amputazione della gamba destra sotto il ginocchio, a causa di arteriopatia ostruttiva degli arti inferiori.

90 anni Bompiani, una collana speciale per anniversarioDa Moravia a Eco, nove decenni in altrettanti titoli

09 marzo 201921:23

Nove romanzi che hanno cambiato la storia della letteratura, da ‘La ciociara’ di Alberto Moravia a ‘Il nome della rosa’ di Umberto Eco e da ‘Le particelle elementari’ di Michel Houellebecq a ‘Paura di volare’ di Erica Jong. Bompiani compie 90 anni e li festeggia facendo parlare i libri con un’iniziativa speciale, la Collana dell’anniversario, in edizione limitata, che racconta nove decenni attraverso altrettante opere scelte a rappresentare il catalogo storico e quello più recente, in uscita tra marzo e maggio. Sono libri intramontabili di grandi autori italiani e stranieri tra cui figurano John Steinbeck, Albert Camus, Yasunari Kawabata, Hanif Kureishi e Svetlana Aleksievic che hanno scandito la storia della casa editrice fondata nel 1929 da Valentino Bompiani e hanno fatto subito breccia nel cuore di generazioni di lettori. E nell’anno del novantesimo anniversario arriva a settembre ‘Munizioni’, la nuova collana progettata e diretta da Roberto Saviano dove troveranno spazio testi di saggistica e narrativa scritti da autori che ogni giorno mettono in gioco se stessi per raccontare il mondo e autori che hanno perso la vita per la libertà.    E’ il primo compleanno importante che Bompiani celebra all’interno del Gruppo Giunti a cui è stato ceduto il marchio nel 2016. I primi tre titoli ad arrivare in libreria nella Collana dell’anniversario sono ‘Lo straniero’ di Albert Camus, uscito da Bompiani nel 1947, proposto nella traduzione di Sergio Claudio Perroni; ‘Uomini e topi’ di John Steinbeck, tradotto da Cesare Pavese nel 1938, a un anno di distanza dall’edizione originale, tra i primi libri pubblicati dalla casa editrice, proposto nella traduzione di Michele Mari e ‘La ciociara’ di Moravia del 1957, uno dei maggiori successi del dopoguerra europeo, portato sul grande schermo da Vittorio De Sica nel 1960 nel film pluripremiato con protagonista Sophia Loren. Originario di Ascoli Piceno, arrivato a Milano nel 1924, dopo aver lavorato come segretario nella giovane casa editrice fondata da Arnoldo Mondadori e poi alla direzione della casa editrice Unitas, Valentino Bompiani avvia la sua casa editrice nel novembre del 1929 in un piccolo appartamento in via Durini, a Milano. Quella di valentino è un’editoria d’autore. Come diceva : “scegli un’autore dieci anni prima che diventi famoso”.    Tra i grandi collaboratori della casa editrice Elio Vittorini con cui nel 1940 si avvia uno stretto rapporto che culmina con l’antologia di autori contemporanei ‘Americana’ ma quando il libro è già in stampa viene bloccata la pubblicazione dall’allora ministro per la Cultura Popolare Alessandro Pavolini. Ci vorranno due anni di trattative e alcune modifiche per vederla uscire. Fondamentale l’incontro con Moravia di cui esce nel 1937 ‘L’imbroglio’ e nel 1949 il capolavoro giovanile ‘Gli indifferenti’. Altra tappa fondamentale, nel 1959, l’ingresso di Umberto Eco in Bompiani di cui uscirà nel 1980, nella mitica collana ‘Letteraria’, ‘Il nome della rosa’, un caso mondiale unico nella storia della letteratura italiana, vincitore del Premio Strega l’anno dopo.    In Bompiani trovano casa Alvaro, Vittorini, Piovene, Brancati, La Capria, Patti, Flaiano, Sciascia, Bufalino, Tondelli.
Fondamentale anche il filone enciclopedico e basta citare la colossale opera del Dizionario letterario Bompiani delle opere e dei personaggi di tutti i tempi e di tutte le letterature che inizia a uscire nel 1947. Memorabili le collane per ragazzi con l’uscita nel 1949 de ‘Il Piccolo Principe’ di Saint-Exupéry. Il momento difficile arriva negli anni Settanta quando, pur rimanendone presidente, Valentino Bompiani è costretto a cedere all’IFI del Gruppo Agnelli la casa editrice, che nel 1980 entra a far parte del gruppo editoriale Fabbri, seguendone nel 1990 la confluenza in Rcs Editori, sotto la guida prima di Mario Andreose e poi di Elisabetta Sgarbi, che la lascia nel 2015. Dal 2016 il marchio Bompiani ha iniziato la sua nuova stagione nel gruppo editoriale Giunti sotto la guida di Beatrice Masini.
Nella collana dell’anniversario arrivano in libreria ad aprile ‘Il nome della rosa’ di Eco, il capolavoro del giapponese Yasunari Kawabata, ‘Il suono della montagna’, ‘Paura di volare’ di Erica Jong. E a maggio l’ultimo trio di opere con ‘Le particelle elementari’ di Houellebecq, ‘Il budda delle periferie’ di Kureishi e ‘Tempo di seconda mano’ di Svetlana Aleksievic.
Nardi ha scritto biografia con EinaudiLa finirà Alessandra Carati, come lui voleva

09 marzo 201921:24

– Uscirà da Einaudi Stile Libero l’incredibile storia che Daniele Nardi ha iniziato a scrivere insieme ad Alessandra Carati, con cui è rimasto in contatto fino ai giorni immediatamente precedenti la scomparsa. Lo rende noto la casa editrice. “Se non dovessi tornare dalla spedizione desidero che Alessandra Carati continui a scrivere la nostra storia…” inizia così la lettera che Daniele ha lasciato ad Alessandra e che lei ha portato con sé rientrando dal campo base sul Nanga Parbat nel gennaio 2019, dove era arrivata per seguire i preparativi alla scalata invernale dell’inviolato sperone Mummery. I due avevano cominciato a lavorare al libro a maggio.
È l’avventura di un ragazzo che partendo da Sezze, in provincia di Latina, ha rincorso il sogno di lasciare la propria firma nel mondo dell’alpinismo estremo. Un racconto che culmina nella cronaca di un’impresa straordinaria, interrotta a poco dalla sua conclusione.
Ninni Romeo omaggia Pina BauschA Roma 44 scatti ricordano il suo cammino umano e professionale

MA10 marzo 201913:06

– Immagini che raccontano istanti di un’arte immortale: è la mostra “Frammenti – Omaggio a Pina Bausch” con le fotografie di Ninni Romeo che dal 14 marzo all’11 maggio ricorda a Roma la grande ballerina e coreografa tedesca a 10 anni dalla morte. Voluta dalla Daniele Cipriani Arte, sostenuta da Tina Vannini e ospitata nelle sale del Margutta Veggy Food and Art, la mostra presenta 44 foto bianco e nero e colore, in diversi formati di stampa, di cui due ritratti di Pina Bausch e immagini di diversi spettacoli. Nell’esposizione – a cura di Frédérique Deschamps, di presentazione di Leonetta Bentivoglio – Ninni Romeo offre al pubblico il cammino, personale e professionale di Pina Bausch, raccontando attraverso alcuni spettacoli fondamentali, da Sacre du Printemps del 1975 al Cafè Müller del 1978 e Palermo Palermo del 1989 al Vollmond del 2006, fino a Bamboo Blues del 2007 e l’ultima creazione, …como el musguito en la piedra, ay sì, sì, sì… del 2009, ispirata al Cile, la forza e l’eleganza del suo movimento.
A Napoli il Mann si tinge di giallo con ‘Delitti al Museo’All’Archeologico ambientati 10 racconti per Giallo Mondadori

NAPOLI10 marzo 201920:17

– Un paradiso per i turisti, un inferno per gli investigatori: il Museo archeologico Nazionale di Napoli è protagonista del Giallo Mondadori di marzo ‘Delitti al Museo’ (n. 3177, in uscita nelle edicole italiane e in formato digitale). Dieci scrittori italiani attraverso i loro più noti personaggi noir, portano il lettore tra i capolavori delle collezioni pompeiane, Farnese ed egizia, per raccontare crimini commessi in varie epoche. Prima iniziativa di questo tipo, nata dalla collaborazione tra il museo diretto da Paolo Giulierini e la storica collana che festeggia i 90 anni (direttore Franco Forte) i dieci racconti sono firmati da Diego Lama (anche curatore del volume con Forte e promotore con Ludovico Solima del progetto MANNoir) Diana Lama, Andrea Franco, Stefano di Marino, Carlo Martigli, Giulio Leoni, Antonio Fusco, Romano De Marco, Luigi Guicciardi, Serena Venditto. ”Da Belfagor il fantasma del Louvre al recente e misterioso ‘Napoli Velata’ di Ferzan Ozpetek (girato proprio al MANN), i musei sono sempre stati un set perfetto per molti film e narrazioni noir – spiega Giulierini – Anche nel Mann si narra della presenza di un fantasma ad inizi del 900. Stupore e mistero dunque rivivono ad ogni passo nell’Archeologico dove tante opere ricordano personaggi che furono vittime di assassini o ne commisero: Giulio Cesare, Medea, Alessandro Magno, Claudio avvelenato dai funghi. Potremmo continuare all’infinito. E in questo stupendo volume di racconti si ricongiunge mirabilmente il cerchio del noir antico con quello della fantasia attuale, caricando ancora più di fascino il nostro Museo”. I racconti sono ispirati a celebri opere del MANN, dalla venere Callipigia ai Tirannicidi, o da luoghi dell’immenso palazzo nel centro storico della città che prima di divenire museo borbonico, e poi nazionale, era stato una Università e che per tutti i napoletani è semplicemente ‘il museo’. ”Ciascun autore ha fatto interagire il suo personaggio seriale con il MANN ed ha dato una sua interpretazione di Napoli” spiega Lama illustrando le potenzialità di quello che può essere considerato anche un originale volume di approfondimento per una visita particolare. E così, ad esempio, l’illusionista Sebastiano Bas Salieri creato da Di Marino è alle prese con il macabro assassinio rituale, il frate francescano Martino da Bargadi (di Martigli) incontrerà una misteriosa sacerdotessa eretica. E ancora, monsignor Attilio Verzi, nato dalla fantasia di Franco, ci porterà nell’800 per raccontarci di un delitto commesso con un antico pugnale mentre Diego Lama immagina la Venere Callipigia, icona eterna di bellezza, al centro di un nuovo rompicapo per il suo commissario Veneruso. Guida tra le meraviglie del museo non poteva che essere il più misterioso tra tutti gli animali: un gatto.

‘Ten Thousand Names’ di Arash RadpourDafna Gallery, dal 14 marzo, istallazione dell’artista iraniano

NAPOLI10 marzo 201920:15

– La mostra ‘Ten Thousand Names’ dell’artista iraniano Arash Radpour sarà ospitata a Napoli dal 14 marzo al 14 maggio da Dafna Gallery di Danilo Ambrosino e Anna Fresa, in collaborazione con Carla Travierso (inaugurazione ore 18). Per la prima volta nel suo percorso artistico, Radpour si confronta con la tridimensionalità del linguaggio scultoreo: una grande istallazione, composta da oltre un migliaio di frammenti di vetro di colore rosso tenuti insieme da fili sospesi nella sala monumentale della galleria, rappresenta un Utero a grande scala. Questa scultura, insieme con le altre opere esposte, realizzate con varie tecniche e linguaggi, offrono, si sottolinea, “un veicolo di conoscenza e di ricerca per indagare e approfondire il tema dell’archetipo della potenza generatrice della donna”. Il titolo della mostra trae origine dal mito antico della Grande Madre: diecimila nomi rappresentano il tentativo di quantificare le infinite forme ed attributi della Grande Dea, a partire dalle cosiddette Veneri Paleolitiche fino alle figure mitologiche. L’allestimento dell’installazione è a cura di Alice Bartoli; ha collaborato al montaggio Demetra Radpour. L’artista nasce a Teheran, in Iran, nel 1976. Suoi lavori sono stati esposti alla Biennale di Venezia, al Victoria Memorial Hall di Kolkata ed al Modern Art Museum di New Delhi, al MAMBA di Buenos Aires. Dal 2014 Radpour sceglie Napoli come sua dimora, ed è qui che nasce il progetto Ten Thousand Names, il primo di natura installativa e scultorea a cui lavora per due anni fino al’incontro con Anna Fresa e Danilo Ambrosino che gli offrono gli spazi della DAFNA Gallery per renderne possibile la realizzazione e presentazione al pubblico.

Beppe Fiorello fa 50, “Ora mi infiltro tra i Narcos”L’attore, “Lavoro a Gli Orologi del Diavolo, prima serie lunga”

10 marzo 201920:10

-Auguri Giuseppe Fiorello, tra i pochi ‘re’ delle fiction Rai (Salvo Montalbano permettendo), mai detronizzati va detto e sempre seguitissimo dagli spettatori anche per la cura con la quale sceglie le produzioni che interpreta (ma ha una notevole esperienza anche nel campo cinematografico, ha lavorato con Verdone, Tornatore, Risi). Il 12 marzo compie 50 anni e festeggia i primi venti anni di carriera. Nato a Catania il 12 marzo del 1969, è il più piccolo di quattro fratelli, Anna, Catena (scrittrice e autrice televisiva) e del più noto showman Rosario che tante volte lo ha preso bonariamente in giro per il suo essere salutista, per optare sempre per ruoli da buono. Ma Beppe il suo modo di scegliere una sceneggiatura lo ha spiegato più volte, l’ultima nel corso della presentazione del tv movie andato in onda su Rai1 con ottimi ascolti il 19 febbraio scorso, “Il mondo sulle spalle”, ispirato alla storia vera di Enzo Muscia, Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana, l’operaio che è riuscito a ricomprare l’azienda di Saronno (Varese) nella quale lavorava e a ripartire con l’aiuto dei colleghi. “Dietro ogni uomo si nasconde una storia che vale la pena raccontare. – spiega Beppe- Ho interpretato nel corso della mia carriera tantissimi personaggi, eroi e persone comuni, ma anche commedie, mettendoci sempre il sentimento. La sfida è mettermi in gioco per non deludere e non tradire le aspettative del personaggio reale o della famiglia. Scelgo sempre con senso di responsabilità. Un attore rischia, un percorso narrativo di questo genere ti espone anche ad attacchi politici di vario genere. Lo metto in conto, mi assumo dei rischi”. Come è successo per la fiction dedicata al ex sindaco di Riace, Mimmo Lucano, che è stata bloccata. “La fiction deve rispettare i termini legali, è una situazione particolare: Lucano non è condannato né libero. Non mi sono sentito isolato quando è scoppiato il caso, semmai impegnato in una battaglia in cui avrei avuto piacere che ci fosse più partecipazione”. A maggio Fiorello tornerà sul set per girare col regista Alessandro Angelini ‘Gli Orologi del Diavolo’. “E’ la prima lunga serie della mia vita – dice- una bomba, è in fase di scrittura, una coproduzione Italia-Spagna, di grande impatto emotivo e adrenalinico. Io interpreto Gianfranco Franciosi, infiltrato quasi per caso nei Narcos per quattro anni, abbandonato dallo Stato, come ha raccontato lui nel libro omonimo scritto con Federico Ruffo”. Il debutto artistico di Beppe Fiorello è del 1998, quando viene scelto per ‘L’ultimo capodanno’ di Marco Risi. Poco dopo arriva il battesimo in tv, in ‘Ultimo’, al fianco di Raoul Bova. Insieme al fratello Rosario è protagonista in ‘Il talento di Mr. Ripley’, film con Matt Damon, Jude Law, Gwyneth Paltrow. Il successo cinematografico arriva con ‘C’era un cinese in coma’, nel quale Beppe è co-protagonista insieme a Carlo Verdone. E’ il trampolino di lancio per le grandi miniserie Rai: ‘La guerra è finita’ (2002), ‘Salvo D’Acquisto’ (2003), ‘L’uomo sbagliato’ (2005), ‘Il grande Torino’ (2005), ‘Joe Petrosino (2006) e ‘Giuseppe Moscati – L’amore che guarisce’. Storie di uomini comuni che la vita ha reso eroi, storie di italiani che hanno saputo mostrare, nelle difficoltà, tutto il loro coraggio nell’ affrontare e superare le dure prove riservate dal destino. E ancora, ‘La vita rubata’ (sulla storia di Graziella Campagna, vittima di mafia a 17 anni nel 1985), ‘Il sorteggio’, ‘Brancaccio’, ‘Il Bambino della domenica’. ‘Sarò sempre tuo padre’, dedicata ai padri separati. La vita privata di Beppe Fiorello è caratterizzata da grande riservatezza. L’attore è felicemente sposato dal 2010 con Eleonora Pratelli. La coppia ha due figli: Anita (2003) e Nicola (2005). E’ anche cittadino onorario di Polignano a Mare, onorificenza conferitagli dopo la splendida interpretazione in ‘Volare – La grande storia di Domenico Modugno’.Ha raccontato che suo padre ha cresciuto lui e i fratelli cantandogli le canzoni di Modugno. E nella serie, che è stata un boom di ascolti, la somiglianza era impressionante. Anni fa, alla domanda se ricordasse il suo primo provino, rispose: ”Francamente non lo so, ma posso dire che probabilmente il primo è stato nel bagno di casa quando davanti allo specchio imitavo, come tutti i ragazzini della mia generazione, Robert De Niro in Taxi Driver. Poi uscivo dal bagno e trovavo mia madre che mi guardava: ma vai a studiare, Beppe…. Ecco devo dire che ho colmato le mie lacune studiando, studiando, studiando”.

Captain Marvel trionfa al box office UsaPer il blockbuster un incasso record di 153 milioni di dollari

10 marzo 201920:06

– Con un incasso di 153 milioni nel weekend, è il blockbuster Disney Captain Marvel a dominare il box office americano con un successo che fa di questo debutto il terzo più alto di marzo di tutti i tempi. Stracciato e respinto al secondo gradino del podio Dragon trainer il mondo nascosto che questa settimana ha incassato ‘solo’ 14,6 milioni di dollari (con un incasso totale in tre settimane che tocca però i 119,6 milioni di dollari comunque sotto al budget impiegato che è di 129 milioni di dollari). In terza posizione l’ultimo episodio di Tyler Perry’s , A Madea Family Funeral con un incasso di 12 milioni, 45,8 in due settimane di programmazione nelle sale americane. Quarto The lego Movie 2 con 3,8 milioni (97 in totale). Quinto, Alita angelo della battaglia con un incasso di 3,2 milioni di dollari e un totale di 78,3 milioni di dollari.
La mia Sofia nel Marocco maschilistaRegista presenta il suo film premiato a Cannes dal 14/3 in sala

09 marzo 201921:21

L’articolo 490 del codice penale marocchino prevede “da un mese a un anno di reclusione per le relazioni sessuali al di fuori dal matrimonio”. Questa la premessa di ‘Sofia’ film della regista Meryem Benm’Barek, che racconta di una donna di venti anni che vive a Casablanca coi suoi genitori e che a un certo punto si ritrova incinta. Ma dov’è il marito? Il film, che sarà in sala dal 14 marzo con Cineclub Internazionale Distribuzione, ha vinto il premio per la migliore sceneggiatura a Cannes (Un Certain Regard) ed è stato designato film della Critica. Il racconto parte da un pranzo di famiglia.Sofia (Maha Alemi) ha violenti crampi allo stomaco e sua cugina Lena (Sarah Perles), studentessa di medicina specializzanda in oncologia, capisce subito la situazione: la ragazza sta per partorire. Sarà così la ricca ed evoluta Lena, con tutta la discrezione possibile, a prendere l’iniziativa di portare Sofia all’ospedale dove, dopo molti intoppi burocratici, la ragazza partorisce. E a quel punto però che cominciano le difficoltà più serie: ci sono solo ventiquattro ore per risolvere il problema dei problemi: Sofia deve sposarsi per non infrangere la legge del suo Paese ed evitare la galera. Da qui inizia davvero la storia di Sofia in cui si mescolano, oltre al maschilismo, il peso della ricchezza, delle classi sociali, quello di patriarcato e matriarcato in un paese come il Marocco tra tradizione e sviluppo.”A pagare le conseguenze di una società maschilista e patriarcale sono anche gli uomini, non solo le donne. È un problema che riguarda tutti noi”, ha spiegato Meryem Benm’Barek, ospite a Roma dell’Istituto francese Centre Saint-Louis.”Fin dall’inizio volevo che il cuore del film fosse il ritratto di un intero paese.- ha aggiunto la regista, nata a Rabat nel 1994 – L’obiettivo era quello di rappresentare tutti i rapporti di potere, sia all’interno della dimensione familiare che in quella sociale. Ho voluto mostrare dei personaggi che si affannano alla rincorsa di un’ascesa sociale per raggiungere l’ambito rango dei privilegiati. E lo fanno ad ogni costo, senza preoccuparsi di schiacciare gli altri”.”Tutti noi paghiamo le conseguenze di un assetto sociale maschilista, nessuno escluso.- ha concluso la regista – La questione del patriarcato in Marocco è molto complessa. La sfera pubblica è priorità assoluta del genere maschile, ma in quella casalinga la situazione è ribaltata e tutto passa in mano alle donne”.

Knightley tra guerra, passione e tradimenti In La conseguenza. Usa vieta a minori 17 anni non accompagnati

10 marzo 201920:13

-Due lutti intimi si fondono con l’impatto della fine, almeno apparente, di una guerra, dalla prospettiva di vincitori e vinti, nella storia d’amore, tradimenti e rinascita raccontata in La conseguenza di James Kent, con Keira Knightley, Alexander Skarsgard e Jason Clarke, in sala dal 21 marzo con 20th Century Fox. Tratto dal bestseller omonimo di Rhidian Brook, in arrivo nelle librerie italiane con Mondadori, il film è ambientato nell’Amburgo in macerie del 1946, governata dall’esercito occupante inglese. Si compie il viaggio in un Paese, dove disperazione, fame, senso di colpa ma anche rabbia di chi non si rassegna alla fine del Terzo Reich, fanno da specchio ai conflitti e le passioni che coinvolgono i protagonisti. Una miscela che, per un paio di scene di sesso, un accenno di nudità e qualche immagine legata agli orrori della guerra, si è guadagnata negli Usa da parte dell’MPAA (Motion Picture Association of America) il rating ‘R’ (assegnato recentemente, fra gli altri, anche all’ultimo film di Clint Eastwood, The Mule, al provocatorio La casa di Jack di Lars Von Trier, e ai candidati all’Oscar Cold War e Cafarnao) con il quale si permette l’ingresso in sala dei minori di 17 anni solo se accompagnati da un genitore o un tutore adulto. Jams Kent, che aveva già raccontato la distruzione portata da una guerra in Generazione perduta (2014), non scava a fondo ma si affida principalmente all’eleganza della messa in scena e all’alchimia fra gli attori per tratteggiare una storia nella quale dominano le fragilità dei personaggi. Al centro della trama c’è Rachael (Knightley), che raggiunge ad Amburgo, il marito Lewis (Clarke in una performance particolarmente coinvolgente) colonnello inglese, efficiente quanto empatico, al quale è stata affidata la gestione della ricostruzione della città. La donna, che ha perso durante la guerra, sotto i bombardamenti di Londra, il figlio 11enne, scopre una volta arrivata che abiteranno in una grande casa requisita al tedesco Stefan Lubert, architetto diventato per necessità operaio in fabbrica: grazie alla generosità del colonnello, l’uomo continua a vivere insieme alla figlia adolescente e ribelle Freda (Flora Thiemann), nell’edificio. Rachael contrasta inizialmente quella convivenza con i ‘nemici’ e fatica a dialogare con il marito, che non ha saputo starle accanto alla morte del figlio. La donna però sviluppa, pian piano, una sintonia sempre più profonda con il fiero e sensibile Stefan (rimasto vedovo durante la guerra) che come lei sogna un nuovo inizio. Fra i due l’attrazione diventa sempre più incontrollabile. Per prepararsi al ruolo di una madre in lutto Keira Knightley ha letto libri come L’anno del pensiero magico di Joan Didion, e Diario di un dolore di C.S Lewis. “E’ stato interessante interpretare un personaggio che reagisce a un ambiente completamente nuovo – spiega nelle note di produzione -. Rachael ha vissuto attraverso la guerra, ha affrontato il bombardamento di Londra. Quello che non aveva mai visto è la catastrofe accaduta in Germania. Mi piaceva l’idea che fosse venuta con un’idea preconcetta di come sarebbero state quelle persone e poi improvvisamente debba realizzare che anche loro stanno vivendo il lutto come lo vive lei, che soffrono per una terribile perdita, come soffre lei”.

Arriva Border, thriller sull’identitàIn sala il fantasy-horror di Ali Abbasi già a Cannes

10 marzo 201920:07

-Sono creature dei boschi vicine agli animali, ultima resistenza di qualcosa il cui ricordo è ormai solo nel mito, i protagonisti del fantasy-horror d’autore ‘Border – Creature di confine’ secondo lungometraggio del regista scandinavo di origini iraniane Ali Abbasi, in sala dal 28 marzo distribuito da Wanted, PFA e Valmyn. Eppure in questo lavoro per certi versi urticante e che si nutre nel romanticismo del nord Europa, tutto inizia in sordina in un’atmosfera di normalità. L’attenzione è su Tina (Eva Melander), impiegata in divisa alla dogana. Fisicamente bruttissima, Tina lavora tranquilla e si distingue per un talento particolare: possiede un olfatto eccezionale, capace di fiutare, oltre agli odori anche senso di colpa, paura e vergogna. L’impiegata in questo è davvero infallibile e passa le sue giornate tra la dogana e la sua casa in campagna che condivide con un balordo allevatore di cani da combattimento. Una vita del tutto ordinaria la sua, fino al giorno in cui incontra Vore (Eero Milonoff) che per le fattezze sembra una sorta di suo doppio al maschile. Tina si accorge subito che con Vore c’è una straordinaria affinità oltre a provare per lui un’attrazione sessuale incontenibile. È evidente che con quest’uomo, Tina condivide una natura segreta che lei stessa non ha mai davvero conosciuto, una natura segreta che lo stesso Vore le svelerà piano piano. Ora starà a lei scegliere se continuare a vivere nella bugia o affrontare la verità della sua vera natura che non è quella degli umani. Border – già candidato all’Oscar per il trucco, vincitore agli EFA per gli effetti visivi e miglior film a Cannes a Un Certain Regard – è tratto dal racconto ‘Gräns’ dello scrittore John Ajvide Lindqvist, definito lo “Stephen King scandinavo” e già autore del best seller horror vampiresco tradotto in dodici lingue ‘Lasciami entrare'(Marsilio) portato sul grande schermo proprio da Abbasi. Nel caso di ‘Border’, dice il regista nelle sue note: “Per me il film non parla certo della contrapposizione ‘Noi / Loro’, ma solo di una persona che può ed è in grado di scegliere la propria identità. Voglio credere che tutti siamo in grado di scegliere chi essere – continua Abbasi -. Nonostante non sia interessato a discutere di questioni razziali, sin dalla mia infanzia so cosa si prova ad essere una minoranza. Per me non significa avere un colore diverso della pelle, ma essere una persona diversa e io stesso sono – conclude – una persona diversa in Iran quanto a Copenhagen”.         [print-me title=”STAMPA”]

Aggiornamenti, Cinema, Notizie, Spettacoli Musica e Cultura, Ultim'ora

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA CON UNA BREAKING NEWS: è MORTO PINO CARUSO

Tempo di lettura: 6 minuti

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

CON LA BREAKING NEWS DELLA MORTE DI PINO CARUSO

AGGIORNAMENTO DALLE 18:50 DI GIOVEDì 07 MARZO 2019

ALLE 13:41 DI VENERDì 08 MARZO 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Foto simbolo migranti di Sestini è docu
Divenuta l’icona della crisi migratoria. Su National Geographic 07 MARZO 2019 18:50

– Estate 2014, nelle acque internazionali tra Libia e Sicilia, da un elicottero della Marina Militare italiana, Massimo Sestini scatta a un barcone carico di migranti una straordinaria foto zenitale diventata simbolo della crisi migratoria nel Mediterraneo. Cinque anni dopo, il clamore attorno alla questione migranti non si è spento ma è anzi cresciuto, migliaia di persone continuano a rischiare la vita in mare ogni giorno. Sestini, prova a capire dove siano finiti quegli uomini, donne e bambini, se siano ancora in Europa, se siano sani e salvi e abbiano cominciato una nuova vita. Il tutto parte da un appello sul web – Where are you? – lanciato nel 2016 e che viene raccolto da National Geographic che decide di raccontare questa storia di disperazione e speranza con un documentario – intitolato Where are you? dimmi dove sei – e una cover story sulla sua rivista mensile. A produrre il documentario è Doclab con la regia di Jesùs Garcès Lambert. in onda su National Geographic (Sky, canale 403) il 20 giugno 2019 in occasione della Giornata mondiale del rifugiato.
Il progetto di National Geographic vede il patrocinio dell’Unhcr La storia della fotografia divenuta l’icona della crisi dei migranti

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

 

A Carlo Ginzburg il Tomasi di LampedusaPer il saggio Nondimanco che “antepone dettagli a storiografia”

PALERMO08 marzo 201911:02

– Carlo Ginzburg con il saggio dal titolo Nondimanco (Adelphi) è il vincitore della sedicesima edizione del Premio letterario internazionale Giuseppe Tomasi di Lampedusa. L’ha deciso la giuria composta da Gioacchino Lanza Tomasi (presidente), Salvatore Silvano Nigro, Giorgio Ficara, Mercedes Monmany e Salvatore Ferlita. La cerimonia di premiazione si terrà il 3 agosto a Santa Margherita di Belìce.
“Figlio di Leone e di Natalia Ginzburg è uno storico che adotta una metodologia d’indagine singolare – spiega Gioacchino Lanza Tomasi – l’approccio storico di Ginzburg rivela che la verità storica possa esser trasmessa anche da uno studio di personaggi irrilevanti. È una corrente della ricerca che antepone il dettaglio alla storiografia.’Nondimanco/Machiavelli, Pascal’ non rientra nella microstoria. Rientra invero pienamente nella storia di Lampedusa. L’ultimo capitolo ‘leggere fra le righe. Noterella su il “Gattopardo’ coglie non so quanto consapevolmente nel segno”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

 

‘8 1/2’ di Fellini nelle foto di RonaldDal 9 marzo a Rimini, verso centenario della nascita del regista

RIMINI08 marzo 201911:08

– Uno dei principali fotografi di scena del cinema italiano, Paul Ronald (1924-2005), chiamato da Federico Fellini sul set di ‘8 1/2’ nel 1962, ha lasciato attraverso i suoi scatti una testimonianza eccezionale sul lavoro del regista. Una mostra, dal 9 marzo al 7 aprile alla Galleria dell’Immagine di Rimini, propone 52 scatti inediti che fanno parte della collezione privata di Antonio Maraldi. La rassegna rientra nel calendario di eventi verso il 2020, centenario della nascita di Fellini.
Sempre il 9 marzo, alle 17, un’ora prima del vernissage, al ‘suo’ cinema Fulgor sarà proiettato il documentario di Mario Sesti ‘L’ultima sequenza’, che ricostruisce la vicenda tormentata del finale di ‘8 1/2’ a partire dal ritrovamento di una serie di foto sul set del capolavoro: una trentina di scatti sono l’unica documentazione esistente di una sequenza, ora perduta, ambientata in una lussuosa carrozza ristorante che nella sceneggiatura originale rappresentava il finale del film e che non fu invece mai montata.

SPETTACOLI CINEMAMUSICA CULTURA

 

Tirana città in libri FestivaletteraturaDedicata a capitale albanese una biblioteca tematica

08 marzo 201911:10

– Sarà Tirana la protagonista di ‘Una città in libri’ dell’edizione 2019 del Festivaletteratura di Mantova. L’esplorazione letteraria intrapresa negli ultimi anni al Festival per conoscere attraverso la parola di poeti, narratori, artisti e saggisti la potenza di un immaginario urbano, nella 23/ma edizione, che si svolgerà dal 4 all’8 settembre, sbarca nel cuore della nazione albanese. Dopo San Pietroburgo, Alessandria d’Egitto, Buenos Aires e Praga, alla capitale albanese verranno dedicati una biblioteca tematica e diversi appuntamenti con autori e ospiti. La biblioteca tematica, curata da Luca Scarlini e aperta al pubblico dal 4 all’8 settembre, grazie alla collaborazione tra Festivaletteratura, l’Ambasciata della Repubblica d’Albania in Italia e la Rete Bibliotecaria Mantovana, sarà una finestra su storie e scrittori. Tra le opere più significative di autori albanesi quelle di Ismail Kadare, Fatos Kongoli, Dritëro Agolli, Ornela Vorpsi ed Elvira Dones.
E poi storie come quella di Girolamo De Rada, scrittore e poeta di lingua e cultura arbëreshe che fondò in Calabria il giornale ‘L’albanese d’Italia’ e divenne uno dei protagonisti della letteratura albanese del XIX secolo, o storie come quelle di Manlio Cancogni, Gian Carlo Fusco e Mario Rigoni Stern, che durante l’occupazione militare italiana dell’Albania scrissero alcune delle loro pagine più ispirate. Per accompagnare il viaggio verso Tirana, oggi al centro di una vivace ed esuberante rinascita culturale, a partire dalle fine di marzo sul sito di Festivaletteratura saranno pubblicate, con cadenza mensile, anticipazioni sulla bibliografia e sugli autori di ‘Una città in libri’.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

 

Alberto Angela, Meraviglie “invisibili”Da Baia a Frasassi, dal 12/3 su Rai1 format venduto in 41 Paesi

08 marzo 201912:34

– “Pinneggiando” alla scoperta dell’antica città romana di Baia dove “sotto pochi metri d’acqua sono conservati i resti di un incredibile ninfeo”. Addentrandosi “nelle grotte di Frasassi dove in un ambiente vasto come il Duomo di Milano si trovano stalattiti formatesi in 12mila anni”.
O ancora passeggiando per i vicoli del Val di Noto “dove, immersa nel silenzio, parla la pietra scolpita del barocco”.
Alberto Angela riprende il suo viaggio tra le ‘Meraviglie’ d’Italia – 4 puntate dal 12/3 su Rai1 in prime time, 12 tappe in siti patrimonio Unesco o in attesa del riconoscimento – spingendosi “oltre i confini del visibile, sotto terra e sott’acqua”.
Alberto Angela è convinto che il suo impegno sia “far passare un messaggio potente ai giovani: la storia insegna che la nostra genialità e creatività ha generato capolavori, da lì dobbiamo prendere spunto per affrontare i problemi di oggi. Non abbiamo il petrolio, ma abbiamo le idee”. ‘Meraviglie’ “è stato già venduto in 41 Paesi, dal Sud America alla Corea.
Matera, restauro per cripta San GiovanniI lavori fino a settembre, ma la chiesa attigua sarà visitabile

MATERA08 marzo 201912:59

– Cominceranno nei prossimi giorni e si concluderanno a settembre i lavori di restauro degli affreschi della cripta di San Giovanni in Monterrone, un sito rupestre risalente al nono secolo, nel cuore di Matera, Capitale europea della Cultura 2019.
I lavori saranno finanziati da “Rigoni di Asiago” e sono stati presentati oggi, a Matera, dal presidente e amministratore delegato, Mario Rigoni, dall’arcivescovo della città, monsignor Giuseppe Antonio Caiazzo, e dai tecnici che li eseguiranno. La cripta è ricoperta di affreschi di varie epoche e fattura che risentono dell’influenza bizantina come San Giovanni, San Leonardo, Vergine con Bambino, San Giacomo Maggiore e San Pietro Apostolo. La chiesa, attigua al complesso di Santa Maria dell’Idris, sarà comunque visitabile durante le fasi di restauro con un allestimento funzionale dei cantieri.
E’ morto Pino CarusoL’attore palermitano aveva 84 anni

PALERMO08 marzo 201913:25

– L’attore Pino Caruso è morto ieri sera a Roma. Aveva 84 anni e da tempo era malato. Era nato a Palermo il 12 ottobre 1934 e nella sua città natale, tra il ’95 e il ’97 aveva rilanciato le attività culturali guidando i cartelloni estivi di “Palermo di scena”.Attore versatile, Pino Caruso aveva debuttato in teatro a Palermo con Pirandello, per trasferirsi poi a Roma e lavorare al Bagaglino, interprete di spettacoli come Terza parte della serata, Il venditore di echi e Pane al pane Pino al Pino. Con Castellano e Pipolo negli anni ’70 l’esordio in tv con il programma Che domenica amici, che gli diedi la grande popolarità; seguirono poi Gli amici della domenica, Teatro 10, Dove sta Zazà con Gabriella Ferri e Due come noi con Ornella Vanoni. E ancora Palcoscenico con Milva.Nella sua carriera anche il cinema: dopo il debutto nel film La più bella coppia del mondo di Camillo Mastrocinque, ha recitato con Peppino De Filippo ne Gli infermieri della mutua, poi in Malizia di Salvatore Samperi, La seduzione, La governante, L’ammazzatina, e ancora La donna della domenica e Ride bene… chi ride ultimo, L’esercito più pazzo del mondo, Canto d’amore e Scugnizzi. Autore di numerosi libri, negli anni ’90 è tornato in tv grazie alla fiction, con Ultimo, Non lasciamoci più e soprattutto la serie Carabinieri.La sua presenza era stata annunciata nel cast, tutto siciliano, del film Il delitto Mattarella, per la regia di Aurelio Grimaldi, coprodotto da Cine 1 Italia e Arancia Cinema, le cui riprese, inizialmente previste a fine febbraio sono state spostate a marzo.

“Palermo perde un concittadino straordinario, un uomo, un artista che ha contribuito alla rinascita della città, con la sua cultura, la sua ironia, la sua sagacia”. Lo dice il sindaco di Palermo Leoluca Orlando commentando la morte dell’artista e scrittore Pino Caruso. “Proprio negli anni della rinascita – aggiunge – dopo le terribili stragi del ’92, contribuì con la sua forza e le sue idee a dare speranza ai palermitani e alla città: sue furono grandi intuizioni che sono rimaste nella tradizione culturale della città, come quella di un Festino che divenisse anche momento di spettacolo e gioia, oltre che di riflessione e fede. Lascia in tutti noi un grande dolore, ma certamente anche l’orgoglio di averlo conosciuto e di aver condiviso un pezzo importante della nostra strada”.         [print-me title=”STAMPA”]

Aggiornamenti, Cinema, Notizie, Spettacoli Musica e Cultura, Ultim'ora

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Tempo di lettura: 12 minuti

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

TUTTE LE NOTIZIE SEMPRE AGGIORNATE

DALLE 11:46 ALLE 18:50 DI GIOVEDì 07 MARZO 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Musica: White Lies, unica data a Bologna
L’11 marzo al PalaEstragon. Da un mese uscito l’album ‘Five’

BOLOGNA07 marzo 2019 11:46

– I White Lies, tra le band più rappresentative della scena indie rock inglese, saranno in Italia per un unico concerto l’11 marzo al PalaEstragon di Bologna. Da poco più di un mese è uscito il loro quinto album, ‘Five’, anticipato dal singolo ‘Time to give’. Special guest della serata Boniface, progetto musicale creato da Micah Visser.
La formazione dei White Lies risale al 2002: i testi poetici delle loro canzoni sono scanditi dalla voce decisa e teatrale di Harry Mc Veigh e accompagnati dal basso e dalla batteria di Charles Cave e Jack Lawrence Brown. Il primo album, ‘To lose my life’, viene pubblicato a inizio 2009 e raggiunge le vette delle chart inglesi. Seguono ‘Ritual’ (2011), ‘Big TV’ (2013) e ‘Friends’ (2016), che entra subito nella Top20 in molti Paesi europei. Da ultimo ‘Five’, album – spiega il gruppo – “che rappresenta una pietra miliare per noi. Il disco ci ha spinto a espandere il nostro sound ed esplorare nuovi territori artistici, segnando un nuovo capitolo per la nostra storia”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

8 marzo, il Maxxi è gratis per le donne
Collezione ‘free’ 160 giorni l’anno

07 marzo 201912:31

– Anche quest’anno il Maxxi di Roma celebra la Giornata internazionale della donna e venerdì 8 marzo offrirà il biglietto gratuito a tutte le donne. Per continuare a vivere la passione per l’arte anche dopo l’8 marzo, chi quel giorno acquisterà la card myMAXXI, l’abbonamento che consente la visita illimitata al museo per un anno, avrà uno sconto del 20%.
Tante le opportunità che il museo offre anche nel 2019, a partire dalla gratuità della collezione per 160 giorni l’anno: tutti i giorni dal martedì al giovedì e 4 domeniche d’estate (2 giugno, 7 luglio, 4 agosto, 1 settembre). Il nuovo allestimento presenta 30 lavori di 26 autori in una grande collettiva che si apre proprio con una parte dedicata ad alcune delle nuove acquisizioni del 2018, tra cui i lavori di Katharina Grosse, Monica Bonvicini, Yinka Shonibare MBE, Pablo Echaurren, Marco Tirelli, Giulio Turcato e le fotografie di Hassan Hajjaj, Paolo Di Paolo, Paolo Pellegrin.
Ingresso gratuito a tutte le mostre del museo, inoltre, per gli studenti universitari di arte e architettura di tutto il mondo, dal martedì al venerdì; per tutti il giorno del compleanno e in occasione della Giornata del Contemporaneo; per le mamme alla festa della mamma. Tra le novità delle tariffe del 2019: il biglietto “mini” per gli studenti (ogni mercoledì dalle 14.00) e quello “last hour” dalle 17.30 e, il sabato, dalle 20.30, entrambi a 5 euro.

Addio Starobinski ‘spirito universale’Critico svizzero scomparso all’età di 98 anni

PARIGI07 marzo 201912:37

– La Francia saluta il grande critico e storico della letteratura, Jean Starobinski, scomparso il 4 marzo a Morges, in Svizzera. “Cittadino svizzero, spirito universale, Jean Starobinski, ci ha portato piu’ lontano nella letteratura e nelle arti e ha servito la cultura francese”, scrive in un tweet il presidente, Emmanuel Macron, rendendo omaggio a questo “eminente rappresentante dell’Europa della cultura che ci lascia, quella che ci unisce e ci rende piu’ umani”. Starobinski era nato a Ginevra nel 1920. Aveva 98 anni. In Italia Einaudi ha pubblicato: ‘L’occhio vivente’ (1975), ‘Il rimedio nel male. Critica e legittimazione dell’artificio nell’età dei Lumi’ (1990), ‘A piene mani. Dono fastoso e dono perverso’ (1995), ‘Azione e reazione. Vita e avventure di una coppia’ (2001), ‘Montesquieu’ (2002) e ‘L’inchiostro della malinconia’ (2014). Altri suo libri sono usciti per Il Mulino: tra quelli ancora in catalogo ‘Montaigne. Il paradosso dell’apparenza’ e Jean Jacques Rousseau’.
Nik West torna a Umbria jazzSarà di scena il 17 luglio all’arena Santa Giuliana

PERUGIA07 marzo 201912:52

– Torna a Umbria jazz, dopo il debutto dello scorso anno, Nik West, opening act per Nick Mason, che il 17 luglio sarà all’arena Santa Giuliana.
Le sue foto sono apparse nelle copertine di tutte le riviste internazionali di basso elettrico. Nik West – sottolinea Uj – è una star, a partire dagli eccentrici tagli di capelli e dal look glamour e anticonvenzionale. E dal vivo, la sua esplosiva presenza scenica è uno spettacolo di per sé. West è considerata una performer (vocalista e bassista) e songwriter di talento, con solide basi tecniche nel funky e nel soul, e con una precisa idea di cosa e come suonare.
Il suo viaggio attraverso la musica è cominciato in famiglia.
Il padre, bravo chitarrista, le insegnò a suonare la chitarra ritmica quanto Nik aveva 13 anni. La ragazzina formò le prime band con fratelli e sorelle, sempre come chitarrista, per poi scoprire il basso elettrico. In quel ruolo non tardò a farsi notare.

‘Pop Therapy’, mostra figurine FiorucciA Modena dal 9 marzo. Furono vendute 25 milioni di bustine

MODENA07 marzo 201913:23

– Una mostra rende omaggio al genio eclettico di Elio Fiorucci (1935-2015) – creativo, pioniere dei moderni influencer e molto altro ancora – attraverso 200 figurine dell’album Fiorucci Stickers, pubblicato dalle Edizioni Panini nel 1984, che riscosse uno straordinario successo, con oltre 25 milioni di bustine vendute (pari a 105 milioni di figurine) e riassume la storia grafica della maison milanese.
Dal 9 marzo al 25 agosto la ospita il Museo della Figurina di Modena, una delle realtà istituzionali che fa parte di Fondazione Modena Arti Visive.
L’esposizione, ‘Pop Therapy. Lo spirito rivoluzionario delle figurine Fiorucci’, curata da Diana Baldon e Francesca Fontana, è realizzata in collaborazione con Cà Pesaro Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Venezia-Fondazione Musei Civici ed è accompagnata da ‘It’s everything I’ve always wanted, All plastic’, un’installazione di Ludovica Gioscia, artista romana la cui pratica è influenzata dai linguaggi espressivi della cultura e della società anni ’80.
Ligabue, il mio nuovo album essenzialeEsce ‘Start’, da giugno in tour negli stadi

MILANO07 marzo 201913:28

– S’intitola ‘Start’ il nuovo album di Ligabue in uscita l’8 marzo. Anticipato dal singolo ‘Luci d’America’ e con una scaletta di dieci canzoni, il dodicesimo disco di inediti firmato dal rocker di Correggio è stato prodotto e arrangiato da Federico Nardelli e sarà anche il protagonista di un nuovo tour negli stadi, al via il prossimo mese di giugno. Dall’8 marzo arriva in radio e sulle piattaforme digitali anche il nuovo singolo ‘Certe donne brillano’. “E’ un album che ha quell’urgenza del raccontare che lo avvicina ai miei primi dischi – ha detto Ligabue – ma è anche positivo, essenziale e con pochi giri di parole”.

In mostra Verrocchio,maestro di LeonardoA Palazzo Strozzi e Bargello 120 opere, anche del giovane Genio

FIRENZE07 marzo 201913:54

– Dipinti, sculture e disegni, per un totale di 120 opere provenienti da oltre 70 tra musei e collezioni private, per la prima mostra mai dedicata ad Andrea del Verrocchio, artista simbolo del Rinascimento e maestro di Leonardo, inserita tra gli eventi per le celebrazioni dei 500 anni dalla morte del Genio di Vinci. E’ l’esposizione, a cura di Francesco Cagliotti e Andrea de Marchi, ospitata dal 9 marzo al 14 luglio a Palazzo Strozzi a Firenze e che avrà anche due sezioni speciali al museo del Bargello. Tra le opere in mostra anche sette opere degli esordi di Leonardo.

Brachetti e Littizzetto per Matera 2019Potrebbero essere i protagonisti di un evento sulla cultura

MATERA07 marzo 201914:00

– Tre piemontesi per Matera 2019: il noto attore, regista e trasformista Arturo Brachetti, Luciana Littizzetto e il direttore della Fondazione Matera-Basilicata 2019, Paolo Verri, potrebbero essere i protagonisti di una serata evento sulla cultura e sulle opportunità che l’Italia può avere in questo settore, partendo dall’esperienza dell’anno da Capitale europea della cultura 2019.
Lo si è appreso nella Città dei Sassi nel corso di una conferenza stampa di Verri e Brachetti, per la presentazione dello spettacolo “Solo”, che l’artista tiene il 7 e l’8 marzo nello spazio coperto “Serra del sole”, alla Cava del Sole.
Parliamo d’opera al Comunale di BolognaCon Lucarelli, Costa, Vanoli, Mancuso e Murgia

BOLOGNA07 marzo 201914:26

– Lo scrittore e drammaturgo Carlo Lucarelli aprirà il 12 marzo alle 18 il ciclo di incontri con il pubblico per scoprire e approfondire le opere della stagione del Teatro Comunale di Bologna. Lucarelli si occuperà del verdiano “Rigoletto” che sarà in scena a partire dal 19 marzo.
“Parliamo d’opera”, presentato dal sovrintendente Fulvio Macciardi, anche moderatore degli incontri, ospiterà poi l’attrice Lella Costa per un altro capolavoro di Giuseppe Verdi, “La traviata” (17/4), lo scrittore Alessandro Vanoli per un confronto tra Rossini, gli italiani e l’Islam in occasione de “L’italiana in Algeri” (27/6), mentre il 30 ottobre il teologo Vito Mancuso si interrogherà sull’imponderabile scintilla, l’isola della libertà, che suggerì a Beethoven il suo unico capolavoro operistico, “Fidelio”. Il ciclo si chiuderà il 4 dicembre con la scrittrice Michela Murgia che introdurrà il dittico conclusivo di stagione, “Cavalleria rusticana” e “Pagliacci” con “Opera e Verismo: una questione meridionale?”

Al Ducale di Genova c’è Claire Fontaine’La borsa o la vita!’ svela fragilità benessere materiale

GENOVA07 marzo 201914:41

– “‘La borsa o la vita!’ era il grido dei briganti. Oggi il capitalismo esige tutte e due le cose, il nostro denaro e il nostro tempo, la nostra capacità relazionale che viene messa al lavoro e la nostra adattabilità a delle condizioni finanziarie sempre più precarie”. Così scrive Claire Fontaine, il celebre collettivo francese neoconcettuale da domani a Palazzo Ducale con 40 opere per una mostra intitolata appunto ‘La borsa o la vita’. Quadri, sculture, video e installazioni ruotano con una sintassi inedita attorno all’idea di valore e di frugalità, mostra che si lega all’istituzione a Genova nel 1407 di uno dei primi istituti bancari al mondo, la Casa delle compere e dei banchi di San Giorgio. La selezione di opere ruota intorno al concetto di economia e pone il problema della fragilità del benessere materiale in un mondo esposto alle fluttuazioni dei valori borsistici, metafora della minacciosa reversibilità di ogni cosa. Tra le opere in mostra una massa di gettoni senza valore d’acquisto usi a sganciare un carrello da supermercato con scritto Please God Make Tomorrow Better e una pila di poster su cui è riprodotto un estratto de I Quaderni di Malte Laurids Brigge di Rainer Maria Rilke in cui lo scrittore descrive le apparenze delle differenti classi sociali come una pantomima. La mostra, curata da Anna Daneri, resterà nella loggia degli Abati di Palazzo Ducale fino al 5 maggio.

NapoliCittàLibro tra eventi ed autoriIl ritorno di La Capria a un Salone

NAPOLI07 marzo 201914:51

– Centoventi eventi e tantissimi autori e rappresentanti del mondo della letteratura e dello spettacolo si ritroveranno a Napoli dal 4 al 7 aprile per la seconda edizione di NapoliCittàLibro, il Salone del Libro organizzato dagli editori partenopei Alessandro Polidoro, Diego Guida e Rosario Bianco che lo scorso anno hanno costituito l’associazione Liber@Arte. Nelle sale di Castel Sant’Elmo, i visitatori, che si attendono numerosi, potranno incontrare grandi nomi della letteratura contemporanea tra questi, solo per citarne alcuni, Raffaele La Capria che torna a un Salone del libro dopo diversi anni e che ripercorrerà le sue molte vite e il rapporto fra verità e trasfigurazione narrativa. E ancora Gianrico Carofiglio, Giancarlo De Cataldo, Maurizio Cucchi, Davide Rondoni, Francesco Piccolo, Ilaria Tuti, Licia Troisi, Sandra Savaglio, Ester Viola, Andrea Tarabbia e tanti altri. Una sezione intitolata ‘Rotta su Napoli’ sarà dedicata a tradizioni, storie e protagonisti della città e della napoletanità.
Biennale Arte, 79 artisti e 90 Paesi’May you live in interesting time’ dall’11 maggio al 24 novembre

VENEZIA07 marzo 201915:01

– Sono 79 gli artisti invitati, tra i quali due italiani (Ludovica Carlotta, che vive a Barcellona, e Lara Favaretto), alla 58. Esposizione Internazionale d’arte della Biennale di Venezia, dal titolo “May you live in interesting time”, a cura di Ralph Rugoff. La manifestazione sarà aperta al pubblico dall’11 maggio al 24 novembre, tra i Giardini della Biennale e l’Arsenale, con tre giorni di pre-apertura dall’8 al 10 maggio. Sono invece 90 le partecipazioni nazionali, con quattro Paesi presenti per la prima volta (Algeria, Ghana, Madagascar e Pakistan). Il Padiglione Italia, all’Arsenale, promosso dal ministero dei Beni e delle Attività culturali e curato da Milovan Farronato, presterà tre artisti: Enrico David, Liliana Moro e Chiara Fumai.

Cortellesi è Petra Delicado ciak per SkyIspirata da penna Giménez-Bartlett. Regia di Maria Sole Tognazzi

07 marzo 201915:58

– Un’ispettrice della mobile di Genova, con due matrimoni falliti alle spalle, che dall’archivio si ritrova catapultata in prima linea a risolvere casi di omicidio e di violenza: a prestarle il volto l’attrice Paola Cortellesi, dietro la macchina da presa la regista Maria Sole Tognazzi che per la prima volta si misura con una una produzione televisiva.
Hanno preso il via a Genova le riprese del nuovo progetto originale Sky prodotto da Cattleya – parte di ITV Studios – in associazione con Bartlebyfilm: ‘Petra’, quattro storie gialle al femminile ispirate alla detective di Barcellona più famosa al mondo, personaggio creato alla metà degli anni ’90 dalla penna di Alicia Giménez-Bartlett, apparso per la prima volta in Spagna nel romanzo “Riti di morte” (1996), pubblicato in Italia nel 2002 da Sellerio, editore di tutti i romanzi, che hanno ottenuto uno straordinario successo nel nostro paese, vendendo oltre un milione e mezzo di copie. Nel cast anche Andrea Pennacchi nel ruolo del viceispettore Antonio Monte.
Strega: 57 opere segnalate, è recordTanti editori con più titoli, il 17 marzo i 12 candidati

07 marzo 201916:10

– E’ record assoluto di segnalazioni per l’edizione 2019 del Premio Strega con 57 opere presentate dagli Amici della Domenica, il gruppo storico della giuria del premio.
Sedici opere in più del 2018 quando si era registrato il boom di 41 libri presentati. Oltre un raddoppio di titoli, se si pensa che la media negli ultimi anni era stata di 25-26 segnalazioni, con picchi di 27 nel 2017 e nel 2016. L’effetto delle nuove regole stabilite dal Comitato direttivo e la possibilità, dal 2018, di essere presentati da un solo Amico della Domenica, non più da due come in passato, mai come quest’anno ha mostrato i suoi effetti.
Il Comitato direttivo, che sceglierà i 12 titoli che si disputeranno l’edizione 2019, si riserva anche di poter segnalare altre opere. Per la prima volta i dodici saranno annunciati il 17 marzo alle 12.30 alla Festa del Libro e della Lettura ‘Libri Come’, con un mese d’anticipo rispetto alla consuetudine per lasciare più tempo ai giurati di valutare le opere.
Michelangelo e la Pietà in terracottaStudiosi svelano storia e segreti di un capolavoro ritrovato

07 marzo 201917:05

– Per i suoi colori sgargianti è stata venduta circa 20 anni fa da un antiquario a un collezionista bolognese come un esemplare del kitsch napoletano dell’800.
Invece la splendida statua in terracotta raffigurante la Madonna che accoglie tra le braccia e sulla sua veste il corpo martoriato di Gesù nascondeva, sotto 9 strati di pittura, molto probabilmente la mano sublime di un genio assoluto, Michelangelo Buonarroti. A svelare i segreti di una storia lunga 5 secoli e di un capolavoro ancora poco conosciuto è il libro “Michelangelo e la Pietà in terracotta”, a cura di Claudio Crescentini (Erreciemme Edizioni). Il volume sistematizza tutti gli studi relativi a questa Pietà databile tra il 1473 e il 1496, con approfondimenti a livello storico-documentario e stilistico-iconografico, nonché sulla struttura tecnica e materica e sul restauro e l’analisi diagnostica. Gli esperti si sono convinti che la statua, oggi custodita in un luogo sicuro nel bolognese, sia da attribuire al giovane Michelangelo.
Figlie di Kabul, donne in AfghanistanSulla piattaforma Freeda la storia di Laila con Pangea Onlus

07 marzo 201917:35

– La condizione femminile in Afghanistan è al centro di Figlie di Kabul, un documentario che la piattaforma Freeda lancia per la Giornata Internazionale della Donna l’8 marzo. La protagonista è Laila, una donna che ha vissuto sulla sua pelle gli ultimi cinquant’anni di storia dell’Afghanistan, dalla libertà dei costumi degli anni ’70 e ’80, alla guerra e alla sharia imposta dai talebani, fino alla pace precaria e militarizzata di oggi. Alla sua voce, si intreccia quella della figlia Farzanah, nata e cresciuta quando guerra e repressione erano già una realtà quotidiana, e che aggiunge il punto di vista di un’altra generazione.
Media di riferimento per contenuti e short format innovativi per le piattaforme social, che raggiunge quotidianamente 5 milioni di persone, Freeda con questo progetto guarda oltre l’universo femminile occidentale, e lo fa attraverso il suo primo long format.
Il documentario di circa 30 minuti, girato a Kabul e prodotto in collaborazione con Fondazione Pangea Onlus

‘Pinocchio e la sua favola’il 23 a SarnoL’opera, con fiati e percussioni,al ‘Sarno CantaFavola Festival’

PESCARA07 marzo 201917:40

– La prima nazionale è stata a dicembre 2018 a Firenze con la Fanfara dei Carabinieri, in occasione della “Tavola Rotonda sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza”. Ora, in attesa del 25 maggio quando animerà il ‘Compleanno di Pinocchio’ nel borgo di Collodi, l’opera musicale “Pinocchio e la sua favola” sarà in scena il 23 marzo al Teatro Comunale ‘Luigi De Lise’ di Sarno (Salerno) per il “Sarno CantaFavola Festival”, maratona a favore di Telethon. La voce recitante è dell’attore abruzzese Corrado Oddi, la musica quella di 8 elementi tra fiati e percussioni. Libero adattamento dalla favola di Carlo Collodi, la riduzione del racconto è a cura di Miki Belmonte, testi e musica sono del maestro Pericle Odierna. Con i due appuntamenti del 23 marzo – matinée per le scuole e serata nel finale del Festival – l’opera inizierà il percorso in Italia. Il progetto ha il patrocinio della Fondazione Collodi e del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri. Nello spettacolo di Sarno accanto a Oddi l’Ensemble Metrofonos.
Pif e Thony in una fiaba palermitanaIn sala Momenti di trascurabile felicità di Luchetti

07 marzo 201917:42

– Una Palermo senza mafia per un Pif con tanto di moglie (Thony) e figli, e questo in una fiaba piena di amore e speranza dal titolo ‘Momenti di trascurabile felicità’ in sala dal 14 marzo con 01 in 350 copie.
A mettere la firma a questa commedia che ricorda ‘Il paradiso può attendere’, Frank Capra e tutti film in cui c’è una seconda vita dopo la morte, Daniele Luchetti, che ha liberamente tratto questo lavoro da ‘Momenti di trascurabile felicità’ e ‘Momenti di trascurabile infelicità’ (Einaudi), entrambi di Francesco Piccolo che è anche cosceneggiatore insieme al regista.
E va detto che Luchetti è riuscito a gestire il ponderoso impianto di scrittura, compresi i molti interrogativi di Piccolo (come “Perché il primo taxi della fila non è mai davvero il primo?”), grazie al personaggio di Paolo (Pif), perfetto uomo medio italiano pieno di impacci e dubbi.
Corona, pianto Fogli non mi fa dormireEx fotografo vip, chiedo scusa ma rispondevo ad accuse

MILANO07 marzo 201917:45

– Fabrizio Corona è umanamente dispiaciuto per quanto è accaduto all’Isola dei Famosi (“il pianto di Riccardo Fogli non mi fa dormire da tre giorni”), ma rivendica la sua correttezza professionale (“ho risposto a delle accuse”) a proposito del messaggio video trasmesso durante il reality in cui rispondeva all’ex componente dei Pooh che lo aveva accusato di aver scritto il falso su presunti tradimenti di sua moglie.
Corona distingue tra “aspetto lavorativo e sentimentale, di umanità”. “Fogli alla notizia aveva fatto un pochino il gradasso, quello forte, quindi è normale che ti arrivi una risposta da chi ha dato la notizia, cioè il sito, del quale io sono responsabile”, ha spiegato. “Quel pianto – ha proseguito l’ex fotografo dei vip – non mi ha fatto dormire per tre giorni.
Sono stato cattivo, Ho ferito una persona che non lo meritava e ho sbagliato. Gli chiedo scusa perché quello che ho fatto non doveva essere fatto. Mi sento una m..”.
Pupi Avati pensa ad un film su Dante

Il sindaco, ‘l’Italia non può perdere questa occasione’

BOLOGNA07 marzo 201918:23

– Un progetto per un film sulla vita di Dante Alighieri, in vista del settimo centenario della morte, nel 2021. Ne hanno parlato il sindaco di Ravenna Michele De Pascale e il regista Pupi Avati, nello studio di quest’ultimo a Roma. La pellicola si potrebbe concentrare sulla storia del Poeta a Ravenna, a partire dal ‘Trattatello in laude di Dante’ di Giovanni Boccaccio. L’incontro, spiega il Comune romagnolo, è stato estremamente positivo. Il progetto cinematografico, “che intende indagare la figura del Sommo Poeta in una prospettiva profondamente umana, metterà al centro Ravenna, i suoi mosaici e le sue pinete, comprovati elementi d’ispirazione dell’ultima cantica della Divina Commedia”. Il film di Pupi Avati “rappresenta un’opportunità straordinaria di divulgazione e promozione dell’opera e della figura di Dante Alighieri nel mondo. L’Italia non può perdere questa occasione, l’opera va assolutamente realizzata”, ha detto il sindaco.                 [print-me title=”STAMPA”]

Aggiornamenti, Cinema, Notizie, Spettacoli Musica e Cultura, Ultim'ora

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Tempo di lettura: 19 minuti

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

TUTTE LE NOTIZIE SEMPRE AGGIORNATE

DALLE 13:50 DI MERCOLEDì 06 MARZO 2019

ALLE 11:46 DI GIOVEDì 07 MARZO 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Torna ‘Tragedia reale’ di Patroni Griffi
Su morte di lady D al Sannazaro di Napoli, regia di Saponaro

NAPOLI06 marzo 2019 13:50

– Metti una notte a Buckingham Palace, quella della morte di lady Diana, e una Regina che parla un irresistibile napoletano: succede in ‘Una tragedia reale’ l’ultima opera scritta da Giuseppe Patroni Griffi che a 20 anni dalla stesura, e dall’unica messa in scena, viene riproposta al Teatro Sannazaro di Napoli (8-10 marzo) con la regia e le scene di Francesco Saponaro. Il cast unisce le vere sorelle Lara e Ingrid Sansone (nei ruoli della Regina e della Principessa sorella), Andrea Renzi (il Principe Carlo e Tony Blair) e Luciano Saltarelli (che, en travesti, sarà Molly, la dama di compagnia della Regina).
“La vicenda si ispira alla tragica fine della principessa Diana, mito planetario dell’immaginario pop con derive da rotocalco – spiega Saponaro nelle sue note di regia – e ritrae con gusto dissacrante la reazione convulsa e aspra della Regina che qui si esprime in un napoletano sguaiato e plebeotto. Siamo di fronte a un sagace divertissement parodistico, arricchito da un lessico popolare e virulento”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Carmen, mio messaggio per violenza donne
L’8 marzo esce “Più forti del ricordo”, con il brano Non è amore

06 marzo 201914:18

– “L’8 marzo ha un significato diverso dall’uscita con le amiche, l’8 marzo deve ricordare a tutti, soprattutto agli uomini, l’importanza che hanno le donne”. A soli 20 anni, Carmen, giovane cantante uscita dalla scuola di Amici, ha le idee chiare. Il suo nuovo disco, il secondo, dal titolo “Più forti del ricordo”, esce proprio l’8 marzo per Virgin Records. E non è un caso, soprattutto se tra i 10 brani dell’album c’è anche Non è amore, un messaggio chiaro e forte per dire no alla violenza sulle donne. “Un messaggio destinato soprattutto alle ragazze più giovani, che devono capire come amore e violenza non possano convivere nella stessa frase. Anche io ho avuto i miei amori e quando mi sono resa conto che c’era qualcosa che non andava ho lasciato stare”. Il nuovo disco “è un susseguirsi di emozioni e il filo conduttore è l’amore, visto da diverse angolazioni – racconta Carmen -. E’ il risultato del lavoro che sto facendo. Sono maturata, ma so che la strada da fare è ancora tanta”.
PFM celebra De André a 40 anni da tourTournée al via da Salsomaggiore e Bologna, poi in tutta Italia

BOLOGNA06 marzo 201914:20

– A quarant’anni dal mitico tour che segnò il sodalizio fra la PFM (Premiata Forneria Marconi) e Fabrizio De André, e a venti dalla morte del cantautore genovese, il gruppo di Franz Di Cioccio celebra quell’evento con una lunga tournée che parte dall’Emilia-Romagna (Teatro Nuovo di Salsomaggiore, 9 marzo) e (Europauditorium di Bologna, 12) e poi toccherà tutta Italia fino al 31 maggio. La data di Bologna è già sold out da tempo per questo è già stato programmato un nuovo appuntamento per il 27 maggio.
Per rinnovare l’abbraccio fra il rock e la poesia, alla scaletta originale saranno aggiunti anche brani tratti da “La buona Novella”, completamente rivisitati dalla band. PFM canta De André Anniversary avrà sul palco una formazione spettacolare, con ospiti Flavio Premoli, il fondatore del gruppo, con l’inconfondibile magia delle sue tastiere, e Michele Ascolese, chitarrista storico di Faber.
Salone Libro ricomincia da Cortazar e Gioco del mondo Ecco tema edizione 2019, ospite lo spagnolo. A Torino 9-13 maggio

TORINO07 marzo 201909:36

Il ‘numero zero’ del nuovo Salone del Libro di Torino, quello della rinascita e dell’orgoglio tutto torinese di essersi riappropriato del marchio mettendone al sicuro il futuro, riparte dal grande scrittore spagnolo Julio Cortazar e dal suo romanzo ‘Il gioco del mondo’. E’ questo infatti il tema della 32esima edizione, la prima dopo il salvataggio dal fallimento della buchmesse, in programma al Lingotto di Torino dal 9 al 13 maggio. Ad annunciarlo nella conferenza stampa di presentazione, oggi nella Student Zone dei Murazzi, è un instancabile Nicola Lagioia, il direttore editoriale a cui sono andati i ringraziamenti di tutti per la “tenacia e l’energia profusa in questi mesi turbolenti”.In prima fila, ad ascoltarlo, anche il presidente dell’Aie, Ricardo Franco Levi, e di Adei, Marco Zapparoli, gli editori che dopo le divisioni degli ultimi anni tornano sotto la Mole. “Cortazar ha fatto della mescolanza di culture la propria forza – spiega Lagioia – è nato in Belgio da genitori argentini, ha girato l’Europa per poi trasferirsi in Argentina a 5 anni e quindi a Parigi. Una vita che fu al centro della sua creazione fantastica. Cortazar – aggiunge – fu ed è tuttora, perché dei classici bisogna sempre parlare al presente, se non al futuro, un ponte tra due continenti e tra diverse culture”. L’entusiasmo e la ritrovata fiducia in una manifestazione “che appartiene alla comunità torinese che ha lottato per salvarla e rilanciarla”, come dichiara la sindaca Chiara Appendino, è la nota dominante.”Vorremmo un Salone come il festival di Sanremo, in cui si parla di cantanti e canzoni e non della macchina che organizza”, scherza Silvio Viale, deus ex machina del nuovo Salone e presidente dell’Associazione Città del Libro, il gruppo di fornitori che si è ricomprato il marchio per poi riconsegnarlo al Salone stesso. Fiduciosi si dicono anche la direttrice e il presidente del Circolo dei Lettori (che cura il progetto del nuovo Salone insieme all’Associazione Città del Libro), Maurizia Rebola e Giulio Biino. “Ringrazio la Regione Piemonte per la fiducia dataci – dice Biino – e Lagioia perché lavorare con lui è un piacere. E’ un uomo pieno di energie ed empatia. Spero non cambi mai”. Molte le novità di quest’anno, oltre all’utilizzo dell’Oval come spazio incontri. Ospite d’onore non sarà un Paese, come in passato, ma una lingua, lo spagnolo.”Partendo dal presupposto che i Paesi hanno un confine, ma la cultura no – spiega Lagioia – abbiamo deciso di ‘ospitare’ la lingua più parlata al mondo, lo spagnolo, che declineremo con un ampio programma pensato anche in collaborazione con l’Istituto Cervantes”. Le Marche, la terra di Giacomo Leopardi, saranno invece la Regione ospite. Quest’anno si celebreranno inoltre molti anniversari: il trentennale della caduta del Muro di Berlino, i 100 anni dalla nascita di Primo Levi, i 30 dalla morte di Leonardo Sciascia, i 100 di J.D. Salinger, i 50 dall’addio a Jack Kerouac e i 200 dalla nascita di Melville, il papà di Moby Dick. Ma anche molti anniversari di case editrici, come i 50 anni della Sellerio e i 20 di Fandango.

A Palazzo Pitti il Lessico femminileRassegna con opere, disegni e oggetti in vista 8 marzo

FIRENZE06 marzo 201914:52

– Una mostra dedicata al ‘Lessico femminile. Le donne tra impegno e talento’ per celebrare la Festa della donna raccontando l’universo femminile tra Ottocento e Novecento. La rassegna, presentata oggi, sarà aperta al pubblico da domani, 7 marzo, fino al 26 maggio nella Galleria di arte moderna a Palazzo Pitti a Firenze. Opere d’arte, fotografie e oggetti di vario genere mostrano le diverse forme di operosità del mondo femminile: da quello delle contadine fino alle borghesi. La mostra si sviluppa intorno a un nucleo centrale di opere di grandi dimensioni e propone anche una proiezione multimediale dedicata alle donne nei loro ambienti di lavoro. L’arco temporale è racchiuso tra due eventi simbolici: l’iscrizione di alcune lavoratrici alla fratellanza artigiana nel 1861 e il premio Nobel a Grazie Deledda nel 1926.
Addio a Behrakis, Bologna proroga mostraCondizione infanzia nei processi migratori dal Sud del mondo

BOLOGNA06 marzo 201915:20

– Resterà aperta fino al 30 marzo a Bologna la mostra ‘Paths of hope and despair’ del fotoreporter premio Pulitzer 2016 dell’agenzia di stampa Reuters, Yannis Behrakis, morto di cancro ad Atene, nei giorni scorsi, a 58 anni. La proroga è stata decisa dall’Università, che ospita la mostra al Dipartimento di Scienze dell’Educazione.
Le sue foto hanno messo in luce, meglio di qualsiasi racconto, la condizione dell’infanzia nei processi migratori dal Sud del mondo verso l’Europa. Lo scatto simbolo è quello di un padre che attraversa a piedi il confine tra la Repubblica di Macedonia e la Grecia con la figlia in braccio, e la bacia.
“Sono scatti di vita, scatti di verità – commenta la direttrice del Dipartimento, Roberta Caldin – che impongono di capire, di aprire gli occhi, di non voltare lo sguardo dall’altra parte rispetto al valore dell’essere umano e ai sentieri epocali di speranza e disperazione che in tanta parte del mondo, fino a ‘casa nostra’, si stanno percorrendo”.

Angiolini e Pasotti, la prima volta insieme sul setIl silenzio dell’acqua: indagano su scomparsa adolescente. 4 puntate dall’8 marzo

07 marzo 201909:48

Un piccolo borgo di mare vicino Trieste, una comunità tranquilla dove si conoscono tutti, ma dove in tanti hanno qualcosa da nascondere, due investigatori dal carattere opposto, un uomo radioso, benvoluto da tutti, e una donna dal carattere coriaceo ma dall’esperienza di lungo corso, e che alla fine avranno inevitabilmente bisogno uno dell’altra per risolvere lo strano caso di una ragazza improvvisamente scomparsa. Il Silenzio dell’Acqua, vede per la prima volta recitare insieme Ambra Angiolini e Giorgio Pasotti. Il crime in onda da venerdì 8 su Canale 5 (per un totale di 4 prime serate) con la regia di Pier Belloni è ambientato a Castel Marciano, un tranquillo paesino vicino a Trieste dove scompare Laura Mancini (Caterina Biasol), una ragazza di 16 anni figlia di Anna (Valentina D’Agostino), titolare del bar locale e donna dal passato controverso. Il vicequestore Andrea Baldini (Pasotti), uomo nato in quel contesto, di cui conosce tutte le persone sin dall’infanzia. Le piste sono tante, tra cui, la fuga volontaria. Ma quando la giovane viene ritrovata cadavere in mare dopo una telefonata anonima e una ricerca in mare cui partecipano in tanti con le barche del paese, dalla Questura di Trieste si unisce una giovane ed esperta collega, Luisa Ferrari (Ambra), i cui metodi risultano subito incompatibili con quelli di Andrea. La loro collaborazione sembra destinata ad esaurirsi presto ma non sarà così. Angiolini: “Nonostante sia nata con la tv, questa è la mia prima parte da protagonista in una serie. Avevo fatto un micro ruolo in una fiction con la Gardini ma se la sono dimenticata tutti. Io volevo fare le serie sono una malata di serie! Quando ho ottenuto la parte, e io di cose ne ho fatte nella mia carriera, ero molto felice. Ho fatto il provino e mi sono preparata prima, andando anche al poligono con mio padre che ha il porto d’armi per imparare a tenere in mano una pistola. Ma finisce qui, e se ne ho fatte di lezioni per essere credibile”. E poi aggiunge “Sia con gli sceneggiatori che con Pier Belloni abbiamo lavorato sul pathos. Preferendo non mostrarlo troppo, per non caricare il personaggio rischiando di farne una maschera. Guardando le prime due puntate, ho visto un’altra donna. Sono orgogliosa di aver insistito così tanto per fare questa serie”.

Pasotti sul suo ruolo spiega: “Andrea è un vice questore di un piccolo paese dove non avviene mai nulla in una comunità dove lui è assolutamente vigile. Il mio personaggio è come se fosse un equilibrista che potrebbe esplodere da un momento all’altro. Le indagini, inoltre, si trasformano anche in un affare familiare. Ho cercato di dare vita a questo personaggio con fermezza. Il tipo di conflitto di questo personaggio è facile da comprendere”.

Il direttore della fiction Mediaset, Daniele Cesarano tiene a sottolineare che Il Silenzio dell’Acqua è una serie originale “Non è un adattamento di Broadchurch come qualcuno ha ipotizzato, per quanto riguarda gli omaggi a Twin Peaks, non voglio commettere nessun errore e non citerò Twin Peaks!”.
Pasotti: “C’è anche qualcuno che ha detto che mi vesto come True Detective!”. Angiolini: “E’ un gioco da tavolo: trova le serie nella serie!. Je Jean Ludwigg, autore della sceneggiatura insieme a Leonardo Valenti ammette: “La ragazza scomparsa nella serie si chiama Laura come la Palmer! E’ un nostro omaggio a Twin Peaks”.
Nel cast anche Carlotta Natoli, Thomas Trabacchi, Camilla Filippi, Fausto Sciarappa, Mario Sgueglia e Caterina Biasol, Giordano De Plano, Sabrina Martina. Una produzione Rti e VelaFilm i associazione con Garbo Produzioni e il sostegno di Friuli Venezia Giulia Film commission e Mibac, girata tra Trieste, Duino e Muggia.

Guenzi, razzisti non seguitemi su socialIn un post rivela che sua canzone legata a ragazza etiope

BOLOGNA06 marzo 201916:31

– “Ho scritto la storia di ‘Niente di speciale’, una delle canzoni più amate della band. È legata a una ragazza di origine etiope, non l’avevo mai raccontato questo dettaglio perché non faceva alcuna differenza. Mi sono ritrovato con della merda razzista sotto al post. Internet è quello che è e non mi importa di un paio di falsi profili che sparano…”, “però voglio cogliere l’occasione per chiedere a qualunque razzista di non avere a che fare con me”. Così si è espresso Lodo Guenzi, voce solista degli Stato Sociale, in un post sul suo profilo personale su Instagram (@influguenzer) in cui chiede “gentilmente ai razzisti di non seguire questa pagina”.
Netflix farà Cent’anni di solitudineDopo successo “Roma” sara’ in spagnolo come voleva Marquez

NEW YORK07 marzo 201909:34

“Cento Anni di Solitudine” arriva su Netflix: a cinque anni dalla morte del suo autore, il colosso dell’entertainment in streaming ha annunciato oggi di aver acquistato i diritti del capolavoro di Gabriel Garcia Marquez.La saga della famiglia Buendia il cui patriarca José Arcadio fondo’ la immaginaria citta’ colombiana di Macondo andra’ in rete in spagnolo, proprio come avrebbe voluto “Gabo”. Sara’ la prima volta che il romanzo pubblicato nel 1967 verra’ adattato per lo schermo. Non per mancanza di interesse, nota il New York Times, tra i media che danno la notizia dell’accordo. In una recente telefonata con il giornale, Rodrigo Garcia, il figlio dello scrittore che sarà produttore esecutivo con il fratello Gonzalo, ha rivelato che il padre, pur avendo ricevuto molte offerte, aveva sempre rifiutato di portare il romanzo al cinema, convinto che il suo lavoro non avrebbe funzionato se tradotto in un singolo film.Garcia Marquez era anche determinato a che la storia venisse raccontata in spagnolo e dunque molte offerte non erano mai decollate. “Cento Anni di Solitudine” e’ considerato un capolavoro della letteratura latino-americana: il romanzo che ha popolarizzato il genere del realismo magico ha venduto 50 milioni di copie dalla pubblicazione ed e’ stato tradotto in 46 lingue.L’adattamento su Netflix sara’ girato in Colombia e gli interpreti saranno scelti tra i migliori attori latino-americani. La decisione degli eredi di accordare con Netflix e’ basata sulla considerazione che “negli ultimi tre-quattro anni il livello, il prestigio e il successo delle serie in streaming e’ cresciuto a dismisura”, ha detto Garcia, secondo cui “Netflix e’ stato il primo a dimostrare che “la gente e’ piu’ pronta che mai a vedere serie prodotte in altre lingue con i sottotitoli”. Quello che prima sembrava un problema non e’ piu; un problema”. Concorda Francisco Ramos, vice presidente del colosso di Internet che ha additato al successo di serie come “Narcos” e di film tre volte premio Oscar come “Roma”: “Ci hanno dimostrato che possiamo produrre contenuti in spagnolo per il mondo”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Tornano in Messico 495 ex voto trafugati
Ministro Bonisoli, ‘nostro obiettivo annullare mercato illegale’

06 marzo 201916:45

– Ci sono tutti i simboli della devozione popolare e della fede che si unisce alla gratitudine nei 594 dipinti ex voto sottratti al patrimonio culturale messicano che questa mattina a Roma sono stati ufficialmente restituiti dal ministro per i beni e le attività culturali Alberto Bonisoli alla Segretaria di cultura degli Stati Uniti Messicani Alejandra Frausto Guerrero. Le opere, databili tra il XVIII e il XX secolo ed eseguite da artisti anonimi, sono state trafugate tra il 1960 e il 1970 da numerosi luoghi di culto del Messico, e poi esportate illegalmente in Italia. Nel 2016, grazie a un’indagine condotta dal Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Monza, gli ex voto sono stati individuati e sequestrati su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano. “Abbiamo l’ambizione di disincentivare il mercato dei beni d’arte trafugati e renderlo nullo”, ha detto il ministro Bonisoli, dopo la cerimonia di restituzione tenutasi al Mibac.
Tadao Ando all’Armani/SilosNella retrospettiva oltre 50 progetti architetto giapponese

06 marzo 201917:20

– Apre in occasione del Salone del Mobile, il prossimo 9 aprile, la prima mostra dedicata all’architettura dell’Armani/Silos: si chiama ‘The Challenge’ e ripercorre la carriera di Tadao Ando – architetto dell’Armani/Teatro – attraverso le sue realizzazioni più significative.
Il percorso narrativo – progettato dall’architetto giapponese con il suo studio e in collaborazione con il Centre Pompidou – si articola intorno a quattro temi principali: Forme primitive dello spazio, Una sfida urbana, Genesi del paesaggio, Dialoghi con la storia. Fanno parte della retrospettiva oltre 50 progetti, illustrati da schizzi, modelli originali, video installazioni, disegni tecnici, taccuini di viaggio e fotografie scattate da Tadao Ando. “Mi piacerebbe – ha dichiarato Tadao Ando – realizzare architetture che possano durare per sempre, non nella sostanza o nella forma, ma come un ricordo indelebile nel cuore degli uomini”.
Medimex: anche Bryan Ferry e Patti SmithEmiliano presenta International Festival a fiera turismo Berlino

BARI06 marzo 201917:21

– Renzo Arbore e Bryan Ferry a Foggia, Patti Smith a Taranto. Il Medimex raddoppia in Puglia e annuncia da Berlino, nell’ambito della ITB Berlin, principale fiera europea del turismo, i primi nomi dell’edizione 2019, che da giovedì 11 a domenica 14 aprile propone per la prima volta un’edizione Spring a Foggia, dove Renzo Arbore coordinerà un progetto speciale creato per il Medimex con alcuni grandi jazzisti italiani mentre il fondatore dei Roxy Music terrà l’unica data italiana del tour. Le anticipazioni sono state date in una conferenza stampa di Pugliapromozione nello stand ENIT, dal presidente della Regione, Michele Emiliano, con l’assessore al Turismo, Loredana Capone, che hanno presentato la strategia turistica pugliese alla platea internazionale della fiera tedesca. Il Medimex tornerà a Taranto dal 5 al 9 giugno e con Patti Smith celebrerà i quarant’anni dei leggendari concerti di Bologna e Firenze del 1979, che con l’artista americana sancirono il ritorno in Italia dei grandi raduni rock.
Ford Foundation apre a giustizia socialeA due passi dall’Onu l’arte che sfida lo status quo

NEW YORK06 marzo 201918:15

– Un’istituzione di New York e un’icona all’architettura del ‘900, la Ford Foundation disegnata da Kevin Roche ha riaperto i battenti in città con una nuova galleria di arte ispirata alla giustizia sociale. Di Mahwish Christy, pachistano, “Hellfire II” è una pioggia di missili in miniatura, tanti quanti i civili uccisi da droni americani nel suo paese. Una Fiat 500 compare nei paesaggi urbani con cui Mohamed Hafez, un architetto siriano che vive negli Usa, ha evocato la vita quotidiana perduta della sua Damasco.
L’americano Derek Scott, in “The Blue Wall of Violence”, mostra sei bersagli umani che tengono in mano l’oggetto per cui sono stati uccisi o feriti dalla polizia. La mostra inaugurale aperta fino all’11 maggio si intitola “Perilous Bodies”: fotografie, sculture video, installazioni e performance in cui gli artisti incorporano tradizioni culturali per affrontare il tema dell’oppressione, dalla crisi dei profughi alla violenza delle armi da fuoco e allo stupro.
La prima volta di Leidi in ItaliaPersonale dell’artista morto in Svezia nel 2008

GENOVA06 marzo 201919:05

– Sarà il museo di Sant’Agostino a ospitare la prima personale italiana dell’artista Franco Leidi, nato a Milano nel 1933, ma cresciuto a Genova e morto nel 2008 in Svezia, dove ha vissuto dagli anni ’70. La mostra, dal titolo ‘Franco Leid-Return’, realizzata da Art Commission con il Museo di Sant’Agostino e con il patrocinio dell’ambasciata di Svezia, verrà inaugurata il 16 marzo (visitabile fino al 21 aprile).
La mostra si configura in due sezioni: quella dei disegni, delle foto e delle sculture e quella delle installazioni e degli acquarelli. Nei disegni di Leudi il corpo umano diventa protagonista. I suoi ritratti diventano icone dove l’influenza espressionista si mischia al classico rinascimento italiano.
Leidi è artista che mischia gli stili e i linguaggi, passando dal disegno alle installazioni, dove utilizza vari materiali che si integrano tra loro. Tra le opere esposte anche la grande installazione intitolata Departure (Partenza), opera che è una summa degli attrezzi del suo universo artistico.
I 70 anni di Antonello VendittiDonne, politica e amore. Festa sul palco per il ‘core de Roma’

ROMA06 marzo 201919:22

– Ormai è una tradizione: festeggiare il compleanno davanti a migliaia di persone. Per Antonello Venditti non c’è 8 marzo che si rispetti che non sia sul palco, con la sua musica, il suo pubblico, la sua Roma. E quest’anno l’anniversario è tondo, perché il “core de Roma” compie 70 anni e i concerti, rigorosamente nella capitale, raddoppiano (8 e 9 all’ex Palalottomatica). “Elemento fondamentale sarà la festa, la mia e quella della Donna. Si sommano tante cose. Ci dobbiamo divertire”, dice. Nato l’8 marzo 1949, “Sotto il segno dei Pesci”, come ha fissato in uno dei suoi album più significativi, Venditti è stato figlio e rappresentante di quel fermento musicale dei primi anni ’70, partito dai locali underground che a Roma aveva casa e cuore al Folk Studio. La politica, l’amore, le donne i temi più spesso trattati nei suoi brani. Gli anni ’80 e ’90 segneranno l’apice del successo: In questo Mondo di Ladri, nel 1988, vende 1,3 milioni di copie, Benvenuti in Paradiso, tre anni dopo, quasi 1,5 milioni.

Rai, Antonacci canta Berlioz a TorinoE’ Cleopatra nel concerto trasmesso in aprile da Rai5

TORINO06 marzo 201919:22

– Il grande soprano Anna Caterina Antonacci è la protagonista del concerto dell’Orchestra Sinfonica Nazionale Rai di giovedì 7 marzo all’Auditorium Rai di Torino. Il concerto, diretto da Edward Gardner, è registrato da Radio 3, ripreso da Rai Cultura e trasmesso il 4 aprile su Rai5.
Artista di fama internazionale, nota per l’espressività drammatica e la versatilità con cui passa dal barocco all’opera contemporanea, si è esibita nei teatri e nei festival più prestigiosi con direttori quali Claudio Abbado, Riccardo Chailly e Sir John Eliot Gardiner.
Vincitrice di Concorsi quali ‘Voci Verdiane’ nel 1987, ‘Maria Callas’ nel 1988 e ‘Luciano Pavarotti’ nel 1992, è stata insignita della Legion d’onore francese nel 2009. Per il suo ritorno con l’Osn dopo il Concerto di Natale ad Assisi nel 2003, propone una pagina del suo repertorio più recente, con cui nel 2016 ha riscosso grande successo alla Scala, ‘La mort de Cléoptre’ di Hector Berlioz, di cui ricorre quest’anno il 150/o anniversario della scomparsa.

‘Muse al Museo’ ad agosto, sfida MannGiulierini: ‘Per terza edizione scommettiamo su estate in città’

NAPOLI06 marzo 201919:23

– ”Scommettiamo sull’estate in città e sulla vocazione turistica di Napoli”. Il direttore del MANN Paolo Giulierini annuncia che il festival Muse al Museo 2019, terza edizione, si svolgerà nel mese di agosto. ”Le Muse non vanno in vacanza” è lo slogan della campagna di comunicazione che accompagnerà il conto alla rovescia. L’immagine scelta per il teaser e’ quella della celebre ‘Venere in bikini’, statuetta pompeiana, versione pop. “Sarà una proposta culturale nel cuore dell’estate dedicata ai napoletani in città e ai tanti turisti che scelgono Napoli per le loro vacanze, sperando siano sempre più numerosi” spiega ricordando che date annunciate a chiusura dell’edizione 2018 (5-11 marzo) sarebbero coincise con quelle della settimana di apertura gratuita dei musei istituita dal Mibac. ”Dopo il successo della scorsa edizione con oltre 23mila presenze in una settimana – ricorda Giulierini – dobbiamo costruire un programma calibrato sulla stagione estiva”.
La traviata di Verdi al Galli di RiminiL’8 e il 10 marzo, coproduzione con Teatro Municipale Piacenza

RIMINI07 marzo 201909:52

– Archiviato il successo delle manifestazioni per la riapertura, a 75 anni dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale, il Teatro Galli di Rimini comincia il suo percorso nel mondo della musica lirica presentando una delle opere di Giuseppe Verdi più amate di sempre, “La traviata”. Un titolo non casuale che, nel giorno della festa della donna, 8 marzo ore 20.30, con Violetta propone uno dei personaggi verdiani più battaglieri e commoventi, simbolo di riscatto in un mondo bigotto che la rifiuta.
L’opera è allestita in coproduzione col Teatro Municipale di Piacenza con i cantanti del Progetto Opera Laboratorio 2018 di Leo Nucci che cura anche la regia. Sul podio dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini ci sarà Pier Giorgio Morandi, mentre in scena i ruoli principali saranno sostenuti dal soprano Adriana Iozzia (Violetta Valéry), dal tenore Ivan Ayón Rivas, recentissimo vincitore del Placido Domingo (Alfredo) e dal baritono Benjamin Cho (Giorgio Germont). Unica replica domenica 10 marzo alle ore 15.30.

Martani, il mio Orso struggente e feroceArriva noir ‘Come un padre’ tra inferno e amore

07 marzo 201910:25

– MARCO MARTANI, COME UN PADRE (DEA PLANETA, PP 443, EURO 16,00). Il piacere di perdersi all’interno di una storia, di far vivere i personaggi facendo dimenticare chi c’è dietro di loro. E’ stata questa la sfida di Marco Martani, sceneggiatore di successo e regista, che a 50 anni esordisce nella narrativa con il noir ‘Come un padre’, appena arrivato in libreria per DeA Planeta. E c’è già l’interesse di produttori americani per farne un film. Tra i fondatori della casa di produzione cinematografica e televisiva Wildside, che ha prodotto ‘L’amica geniale’ e ‘The Young Pope’, autore di oltre 50 sceneggiature per il piccolo e grande schermo, tra cui ‘Notte prima degli esami’, ‘La mafia uccide solo d’estate’, ‘Se Dio vuole’ e ‘In Guerra per Amore’ che ha avuto la nomination ai David di Donatello come miglior sceneggiatura originale nel 2017, Martani compie un percorso opposto a quello dell’autofiction che ha avuto tanto successo in questi ultimi anni.
“Stiamo sempre a pensare a noi stessi e a quanto siamo bravi.
Abbiamo troppo ego, come dicono gli americani. No, non mi piace l’autofiction, è autoreferenziale. Il mio obiettivo è annullarmi per poter far entrare chi legge all’interno della storia. Lo scrittore è il burattinaio. Sono un lettore onnivoro e volevo scrivere un romanzo di genere che piacesse a me, dove non ci fossero il classico commissario o investigatore. Sono sempre stato appassionato di noir, di James Ellroy, Joe R. Lansdale, Don Winslow e mi capita più spesso con gli scrittori stranieri di perdermi nelle storie piuttosto che con gli autori italiani tra i quali amo Camilleri” dice Martani. Il suo mito è il norvegese Jo Nesbo. “Ha la capacità di inventare storie che si leggono tutte d’un fiato con personaggi avvincenti. Nesbo ha fan sfegatati che aspettano con ansia il suo nuovo romanzo e per me questo è il più grande successo che possa capitare a uno scrittore, non c’è Premio Strega che tenga” sottolinea Martani la cui opera prima non a caso era un noir, ‘Cemento armato’. Nelle 440 pagine di ‘Come un padre’ ci regala un personaggio struggente, romantico, feroce, che compie una scelta terribile e si muove in un ambiente violento: è Orso, braccio destro dello spietato boss marsigliese chiamato il Rosso, che ha abbandonato la donna che amava e la figlia che ha avuto con lei per proteggerle e servire il suo spietato capo. Ha scelto di vivere all’inferno per amore, ma dopo tanti anni e dopo un un infarto che gli fa capire di non essere immortale il suo unico desiderio è rivedere le sue donne. Il Rosso però non è d’accordo, ma questa volta Orso non si ferma e va in Italia a cercare la sua donna di un tempo e sua figlia, ormai adulta, senza immaginare quando grande sia il nuovo inferno che lo aspetta.
“Volevo un personaggio complesso, con le sue contraddizioni che ne fanno una figura tridimensionale. Nonostante faccia delle cose brutte a Orso alla fine vuoi bene. Si crea un’empatia con il lettore. Lui cerca di recuperare, di espiare” dice l’autore.
Dalla trentennale esperienza di sceneggiatore di Martani viene la scrittura per immagini e una visione chiara della struttura del libro: “sai dove vuole arrivare il tuo personaggio anche se certe volte ti sorprende con svolte non previste. C’e’ maggior libertà nella scrittura di un libro rispetto a un film, ti puoi sbizzarrire. E poi rispondi solo a te stesso mentre la sceneggiatura è un continuo confronto. Per scrivere da soli bisogna avere una consapevolezza zen” racconta Martani che ha quattro figli (un maschio e tre femmine) e ha cominciato a costruire questa storia nelle notti in cui stava sveglio per cullare l’ultima nata, la piccola Alice. Lavorare a un romanzo dopo tante sceneggiature con persone diverse è stato soprattutto un modo di “riappropriarsi di se stesso” spiega Martani che ha tanti progetti per il cinema e la tv ma per ora vuole seguire “questa nuova piccola creatura” che dopo Roma sarà presentata il 13 marzo a Milano. E dice che, se si farà un film dal libro “potrebbe essere anche interessante vedere qualcun altro alla sceneggiatura e regia di ‘Come un padre'”. E poi, le avventure di Orso potrebbero non fermarsi qui: “sono affezionato a questi personaggi e ho tante storie da raccontare” non ci nasconde.

A teatro, Delbono, Rubini e Lo CascioLillo in “School of rock”, Brachetti “Solo” a Matera 2019

07 marzo 201911:09

– Pippo Delbono e la sua versione de ”La gioia” e Lillo nella versione italiana targata Massimo Romeo Piparo di ”School of rock”, entrambi a Roma; l’omaggio ad Edgard Allan Poe di Ferdinando Bruni con ”Una serie di stravaganti vicende”, ancora nella capitale, e ”Dracula” di Bram Stoker per Sergio Rubini e Luigi Lo Cascio a Firenze; la tragedia dei migranti ne ”L’abisso” di Davide Enia a Torino e i mille personaggi di Arturo Brachetti ”Solo” a Matera 2019: sono alcuni degli spettacoli teatrali in scena nel prossimo week end.

Volume Cineteca Bologna su ‘Mamma Roma’Nelle librerie dal 7 marzo, giorno compleanno di Anna Magnani

BOLOGNA06 marzo 201914:20

– Esce nelle librerie il 7 marzo, giorno in cui si festeggia il compleanno di Anna Magnani (nata il 7 marzo 1908), il nuovo volume dedicato al film di Pier Paolo Pasolini, protagonista appunto Anna Magnani, ‘Mamma Roma’. La tragedia di una madre-prostituta che sogna per il figlio un avvenire di felicità borghese, sullo sfondo di una città e di un’Italia irrimediabilmente in transito verso una corrotta e conformistica modernità. L’opera è curata da Franco Zabagli e pubblicata dalle Edizioni Cineteca di Bologna.
Genesi, lavorazione e vicissitudini di Mamma Roma sono ricostruite con documenti originali, scritti dell’autore, testimonianze dei protagonisti, la ricostruzione delle polemiche e del dibattito critico che ne accompagnarono l’uscita. ‘Mamma Roma’ è il secondo volume, dopo ‘Accattone’ di Roberto Chiesi e Luciano De Giusti, di un progetto di Cinemazero, Fondazione Cineteca, Centro Studi-Archivio Pier Paolo Pasolini, che si propone di seguire, volume dopo volume, l’intera filmografia di Pasolini.
Per i Verneuil l’integrazione si disintegraIn Non sposate le mie figlie 2 ancora problemi con i generi

07 marzo 201909:40

L’integrazione ha un ‘cuore selvaggio’ per la famiglia Verneuil, come dimostra ‘Non sposate le mie figlie! 2’ di Philippe de Chauveron, sequel del fenomeno cinematografico con oltre 150 milioni di euro incassati in tutto il mondo e in sala da domani con 01. Eravamo rimasti con i coniugi Verneuil, Claude (Christian Clavier) e Marie (Chantal Lauby), ormai rassegnati al matrimonio delle loro adorate quattro figlie con uomini di origini e culture molto distanti dalla loro: Rachid (Medi Sadoun), musulmano di origini algerine, Chao (Frédéric Chau), ateo e figlio di cinesi, l’ebreo David (Ary Abittan) e il senegalese Charles (Noom Diawara).Ma l’integrazione sembra non aver funzionato troppo per i quattro generi che sono di nuovo in crisi. Il fatto è che loro si sentono in tutto per tutto francesi, ma allo stesso tempo pensano di non essere trattati come tali e così decidono, all’insaputa l’uno dell’altro, di tornare con le mogli nei rispettivi paesi per trovare quella fortuna che in Francia non hanno trovato. Incapaci di immaginare la loro famiglia lontana e di non vedere crescere i propri nipoti, Claude e Marie sono pronti a tutto pur di trattenerli e dimostrare loro che la Francia è il posto migliore in cui vivere. Ma i problemi non finiscono qui per i Verneuil: tornano infatti in Francia anche i consuoceri Koffi per il matrimonio della loro unica figlia femmina. Nel frattempo, Marie ha assunto un giardiniere afghano che tutti pensano sia un talebano e il marito, andato in pensione, si è deciso a scrivere un ponderoso libro sulla storia di Francia.”Per ritrovare la struttura del primo film, nel quale le quattro figlie sposano simultaneamente quattro ragazzi stranieri, ho pensato che sarebbe stato interessante far vivere alle quattro coppie la stessa avventura – spiega il regista – . In quel periodo eravamo in piena campagna presidenziale e percepivo chiaramente attorno a me il timore degli estremismi. Sentivo persone dire che se ne sarebbero andate dalla Francia in caso di vittoria di un certo partito, mentre molti cittadini appartenenti a minoranze etniche si lamentavano della discriminazione di cui erano vittime”.Comunque per Philippe de Chauveron nessun messaggio politico nel film “Le persone hanno letto in questo lavoro tutta una serie di messaggi diversi – dice -, mentre la mia sola intenzione, quando l’ho scritto, è stata quella di far divertire il pubblico. Mi diverte fare dell’ironia su tutti gli argomenti possibili e non apprezzo che alla mia opera vengano dati significati diversi. Se proprio deve esserci un messaggio sarebbe che viviamo tutti nello stesso paese, tanto vale fare in modo che tutto vada per il meglio e che ciascuno di noi possa essere felice!”.          [print-me title=”STAMPA”]

Aggiornamenti, Cinema, Notizie, Spettacoli Musica e Cultura, Ultim'ora

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Tempo di lettura: 31 minuti

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

TUTTE LE NOTIZIE SEMPRE AGGIORNATE

DALLE 14:48 DI LUNEDì 04 MARZO 2019

ALLE 13:50 DI MERCOLEDì 06 MARZO 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Chailly e Filarmonica Scala a Modena
In programma la Quinta Sinfonia di Gustav Mahler

MODENA04 marzo 2019 14:48

– L’Orchestra Filarmonica della Scala diretta da Riccardo Chailly torna a suonare per la stagione concertistica del Teatro Comunale “Luciano Pavarotti” di Modena il 7 marzo prossimo alle 20.30. Un appuntamento molto atteso per il quale l’orchestra fondata da Claudio Abbado nel 1982 ha in programma la Sinfonia N.5 di Gustav Mahler, una delle più conosciute del compositore boemo, resa celebre da Luchino Visconti che la usò come colonna sonora del film “Morte a Venezia”. Riccardo Chailly è uno dei più autorevoli interpreti della musica mahleriana, da tempo è disponibile su disco l’integrale delle sinfonie, vanta una lunga frequentazione con questi brani fin dai primi anni ’80 quando le eseguiva abitualmente con le orchestre di Berlino, di Bologna e di Amsterdam delle quali era direttore stabile. Cosa che avviene anche adesso che è capo dei complessi del Teatro alla Scala, con i quali prosegue anche l’intensa attività discografica che nei prossimi mesi vedrà il debutto di un cd interamente dedicato a Nino Rota.

Netflix, il nostro cinema è per tuttiSpielberg non voleva “Roma” agli Oscar, “Fanno televisione”

NEW YORK04 marzo 201915:29

– Netflix si difende dalle accuse di Steven Spielberg e di altri vip di Hollywood secondo cui i suoi film non avevano diritto di partecipare agli Oscar. “Amiamo il cinema”, ha replicato su Twitter il colosso web. “Ma ci sono altre cose che amiamo: ad esempio il dare accesso a gente che non si può sempre permettere di andare al cinema o che vive in città dove non ci sono sale. Sono cose che non si escludono a vicenda”. “Cinema per tutti dunque, e dappertutto. E più strade per gli autori di cinema di far conoscere il loro lavoro”, ha proseguito Netflix che ha portato agli Oscar Roma di Antonio Cuaron, conquistando tre statuette tra cui quella per il miglior regista, ma non la più ambita per il miglior film, andata a Green Book. Per qualificarsi alle sue 10 candidature, il servizio di cinema in streaming aveva fatto uscire il film di Cuaron per pochi giorni in alcune sale a New York e Los Angeles.
Spielberg fa parte del board dell’Academy che dovrebbe discutere la questione in una riunione ad aprile.
Libri Come, in 10 anni 325 mila personeRegina, ‘varca i confini nazionali’. Dosal, ‘evento che vive’

04 marzo 201915:52

– Dieci anni che anno visto la presenza di oltre 325 mila persone e di più di 1000 scrittori: ‘Libri Come 2019’ festeggia un’edizione speciale, quella del decennale, e la dedica alla ‘Libertà’, dal 14 al 17 marzo all’Auditorium Parco della Musica di Roma.
“Dieci anni sono gran parte dei 17 anni di vita della Fondazione Musica per Roma che è molto giovane. Il decennale di Libri Come è dedicato a un tema importante che arriva alla vigilia delle elezioni del nuovo Parlamento Europeo. La libertà è uno dei criteri fondanti del nostro spazio come europei. Libri Come varca i confini nazionali. Dobbiamo custodire tutto questo per tanti decenni ancora” ha sottolineato alla presentazione il presidente della Fondazione Musica per Roma, Aurelio Regina”.
Emozionato del compleanno anche Josè R. Dosal, ad della Fondazione Musica per Roma che sottolinea come “la parola Libertà sia in questo momento cruciale per tutto il mondo.
‘Libri Come’ è un evento che vive. Lo sosteniamo senza confini, in piena libertà”.
L’amore strappato, Ferilli in fiction C5Serie in onda prossimamente con regia Ricky Tognazzi-Simona Izzo

04 marzo 201915:57

– Prossimamente su Canale 5 “L’amore strappato”, nuova serie tv in tre serate, tratta da una storia vera con protagonista Sabrina Ferilli. La fiction, prodotta da Jeky Productions e diretta da Ricky Tognazzi e Simona Izzo, racconta di un incredibile errore giudiziario in cui una bambina di appena sette anni viene strappata alla sua famiglia. La mamma, interpretata da Ferilli, lotta con tenacia, coraggio e determinazione per dimostrare l’innocenza del marito, Enzo Decaro, ingiustamente accusato di molestie, e per riavere la sua bambina. La fiction – annuncia una nota Mediaset – è liberamente ispirata al libro “Rapita dalla giustizia”, scritto dalla protagonista ormai più che ventenne Angela Lucanto, insieme a Maurizio Tortorella e Caterina Guarneri. “L’amore strappato” è una storia che lascerà con il fiato sospeso, raccontando tappa per tappa la dolorosa battaglia di una famiglia felice sconvolta da un’accusa infamante.

Fiere dell’arte a New York con tanta ItaliaFontana e Melotti in Consolato e all’Istituto di Cultura

NEW YORK04 marzo 201916:01

– In Consolato le ceramiche poetiche di Fausto Melotti della Collezione Olnick Spanu: luminescenti sculture entrate amorfe nel forno e uscite come vasi che evocano la natura, fiori, conchiglie, uccelli. Alla porta accanto, sui due piani dell’Istituto di Cultura, le “esplorazioni spaziali” di artisti come Lucio Fontana provenienti dalle vaste collezioni di Banca Intesa Sanpaolo: “L’Italia non è una superpotenza militare, ma la superpotenza del soft power, della cultura come portatrice di pace”, ha detto il Console Generale d’Italia a New York, Francesco Genuardi, inaugurando le due mostre gemelle dedicate all’arte italiana del secondo dopoguerra.    Le due rassegne coincidono con le giornate in cui a New York il mondo dell’arte contemporanea entra in fibrillazione: all’Armory, a due isolati dal Consolato, una fetta di Italia è in primo piano con il grande ritorno a base di piccoli Roy Lichtenstein della galleria fondata dal leggendario Leo Castelli. C’è anche un padiglione interamente riservato da Houser and Wirth alla recentissima installazione “Ether en Flocons” del modenese Roberto Cuoghi sul tema della metamorfosi: 10 uccelli in agar agar e gelatina di maiale lasciati esposti agli elementi, liofilizzati per un mese e infine consolidati in una macchina sotto vuoto. La galleria, una delle più importanti sulla scena internazionale, ha annunciato in coincidenza con l’Armory che Cuoghi, unico italiano vivente, sarà tra gli artisti rappresentati. A far da perno c’è il Met Breuer con Lucio Fontana: due capolavori della mostra allestita nel museo satellite del Metropolitan sull’artista dei “tagli” vengono da Intesa Sanpaolo che al Consolato di New York ne ha portati altri quattro, più un’altra ventina di opere di grossi nomi degli anni Cinquanta e Sessanta come Pietro Manzoni e Enrico Castellani: filo conduttore, il rapporto tra spazio e pittura. “L’arte è uno dei settori in cui siamo più attivi”, ha detto il CFO Stefano Del Punta ricordando il tradizionale ruolo di sostegno all’arte e alla cultura esercitato dalle banche fin dal Rinascimento.    Per Magazzino Italian Art Foundation, il museo di Cold Springs sull’Hudson co-fondato dai collezionisti e mecenati Giorgio Spanu e Nancy Olnick e ormai meta d’obbligo del turismo culturale fuori da Manhattan, l’inaugurazione della mostra su Melotti è stato un momento speciale, ha detto il direttore Vittorio Calabrese: “La prima collaborazione a New York con le istituzioni italiane e le grandi fiere dell’arte”. Melotti, che considerava l’astrazione in stretto rapporto con musica e architettura, aveva sperimentato con la ceramica fin dall’inizio della sua carriera subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, considerandola “un materiale artistico come marmo e bronzo, semmai ancora più interessante per il mistero da cui è nato”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Milano, musical con canzoni Pino Daniele
Dal 7 marzo agli Arcimboldi l’eredità di un mito con ‘Musicanti’

MILANO04 marzo 201916:47

– Le canzoni di Pino Daniele prendono vita anche a Milano dove dal 7 al 17 marzo, al Teatro degli Arcimboldi, arriverà il tour dello spettacolo ‘Musicanti’. Dopo aver raccolto applausi e sold-out fin da dicembre passando da Napoli, Bari, Firenze e Torino, il testo diretto dal collaboratore di lunga data di Pino Daniele, Fabio Massimo Colasanti, racconterà anche ai milanesi l’unicità del lascito del musicista napoletano, un patrimonio di canzoni, colori e storie. Tutto questo grazie alle interpretazioni di artisti come Noemi Smorra (Anna) e Alessandro D’Auria (Antonio), alla testa di un talentuoso cast alle prese con classici del repertorio di Daniele. Ad accompagnarli una band di “amici” di Pino che conta Fabio Massimo Colasanti, Roberto D’Aquino, Alfredo Golino, Simone Salza ed Elisabetta Serio. La storia originale, scritta da Alessandra Della Guardia e Urbano Lione, racconta del ritorno a Napoli di Antonio, che dopo la morte del padre eredita un locale di cui man mano comprenderà l’importanza storica.
Doppio gala per Roberto Bolle a BolognaIl 6 e 7 marzo l’Etoile dei Due Mondi all’EuropAuditorium

BOLOGNA04 marzo 201916:59

– Saranno Timofej Andrijashenko, Young Gyu Choi, Nicola Del Freo, Melissa Hamilton, Nicoletta Manni, Anna Ol, Alejandro Virelles ed Elena Vostrotina i ‘Friends’ che accompagneranno Roberto Bolle nel gala in programma il 6 e 7 marzo al teatro EuropAuditorium di Bologna (ore 20.45). Un cast come sempre di grandi stelle della danza per le due date ‘rubate’ al fitto calendario di Bolle per venire incontro – spiega Artedanza, che ne cura la produzione – alle richieste di assistere ai suoi spettacoli e “per rispondere alle migliaia di richieste rimaste inevase di assistere ad un Gala dell’Etoile dei Due Mondi”.
Nove i quadri che compongono le serate, su coreografie di Nacho Duato, Lev Ivanovic Ivanov, Wayne McGregor, Marius Petipa, Willyam Forsythe, Jiri Bubenicek, Mauro Bigonzetti e musiche di Granados, Cajkovskij, Bach, Pugni, Pachelbel e Bubenicek, Minkus e Moretti da Monteverdi.

Oltre 1.200 candidature a DeA Planeta1.169 ammessi, a fine marzo cinquina, 15 aprile il vincitore

04 marzo 201917:23

– Boom di partecipazione alla prima edizione del Premio letterario DeA Planeta: sono state 1.244 le candidature arrivate tra il 25 settembre 2018 e la mezzanotte del 28 febbraio 2019. Le opere provengono da ogni regione d’Italia come da altri Paesi europei, dall’America e dall’Australia, e da cittadini di origine straniera che vivono in Italia e scrivono nella nostra lingua.
Fra queste, sono 75 le opere non ammesse perché non inedite o destinate a un pubblico non adulto. I romanzi in concorso sono dunque 1.169. Tra gli iscritti figurano autori di ogni età e sono rappresentati tutti i generi letterari con una prevalenza di noir e thriller, del fantasy e delle storie vere. In 208 hanno deciso di utilizzare uno pseudonimo. Entro la fine di marzo sarà annunciata la cinquina e il 15 aprile 2019 sarà proclamato il vincitore. “Siamo entusiasti per l’accoglienza positiva ottenuta da questa nuova iniziativa che sta molto a cuore alla nostra casa editrice” afferma Gian Luca Pulvirenti, ad di DeA Planeta Libri.
“La qualità e la quantità delle opere ricevute ci rende molto soddisfatti e testimonia la grande vivacità ed energia nel mondo degli scrittori” spiega Pulvirenti. Il DeA Planeta garantisce lo sbocco internazionale all’opera vincitrice e il montepremi del valore economico di 150.000 euro.
Lanciato il 25 settembre scorso nella sua prima edizione, il Premio DeA Planeta si è posto da subito come una novità assoluta nel panorama del mercato editoriale italiano. Ideato dalla casa editrice DeA Planeta Libri, prendendo ispirazione dal successo dell’esperienza spagnola del Premio Planeta, ha come obiettivo quello di offrire al grande pubblico romanzi di qualità.
Vibrazioni, 26/3 al Forum per i 20 anniOspiti Pelù, Achille Lauro, Ministri, Nigiotti, Carone-Dear Jack

04 marzo 201917:53

– Il 26 marzo Le Vibrazioni saliranno per la prima volta sul palco del Mediolanum Forum di Assago (Milano) per celebrare 20 anni di carriera. Insieme alla band, si esibiranno Piero Pelù, Achille Lauro, Ministri, Enrico Nigiotti e Pierdavide Carone & Dear Jack. È in rotazione radiofonica “CAMBIA”, il nuovo singolo della band, prodotto da 432 e distribuito da Artist First.
Francavilla disegna manifesto ComiconDisegnatore firma il poster ufficiale del salone di Napoli

04 marzo 201917:59

NAPOLI

– E’ di Francesco Francavilla il manifesto dell’edizione 2019 di Comicon che si svolge a Napoli dal 25 al 28 aprile. Giunto alla XXI edizione, Comicon ridisegna la strategia creativa dei propri manifesti affidandosi, a partire da quest’anno con Francavilla, ai migliori poster artist internazionali. Al centro del manifesto una ragazza che sfreccia verso il futuro, portando con sé gli elementi e le immagini che hanno caratterizzato – dalla prima, memorabile affiche firmata da Mattotti – vent’anni di festival. “Sono molto legato a Napoli, il primo festival di fumetto cui ho partecipato si svolgeva proprio qui. Per la realizzazione del manifesto ho pensato a Moebius, artista di cui sono un grande appassionato. Ho immaginato una space-girl immersa in un contesto fantascientifico, ma volevo in qualche modo suggerire l’atmosfera di Napoli. Il risultato è quello che vedete: una Napoli futuristica dove i teenager possono guidare hover-scooter accompagnati da robot giganti in una corsa verso le porte di COMICON”.
Veltroni, oggi la bontà è rivoluzionariaDal 7 marzo in sala ‘C’è tempo’, il suo primo film da regista

05 marzo 201920:12

Quella che propone Walter Veltroni in ‘C’è tempo’, suo primo film da regista dopo alcuni documentari, è poco più di una favola piena di buoni sentimenti, ma non per questo, a suo modo di vedere, meno rivoluzionaria. “Nel buio dell’oggi i buoni sentimenti sono rivoluzionari – dice oggi il politico-regista -. E poi sono fatto così, non avrei certo potuto fare un film splatter”. Protagonista del film – in sala dal 7 marzo in 250 copie con Vision Distribution, pieno zeppo di citazioni del cinema italiano (“ce ne sono almeno cinquanta”, spiega Veltroni) – Stefano (Stefano Fresi) quarantenne precario e infantile che vive con la moglie in un paesino di montagna facendo un lavoro bizzarro e poetico: l’osservatore di arcobaleni. Alla morte del padre, mai conosciuto, l’uomo scopre però di avere un fratellastro tredicenne, Giovanni (Giovanni Fuoco), del tutto diverso da lui, anche troppo maturo per la sua età.Stefano parte per Roma e accetta la tutela del ragazzo senza troppa passione, ma solo per ricevere una bella cifra promessagli dal notaio. Da qui un lungo viaggio nella mitica Volkswagen Cabrio 1300 dell’esuberante Stefano alla volta di casa. Un viaggio che si allungherà a dismisura anche per l’incontro con la cantante Simona (Simona Molinari), in tour con sua figlia Francesca (Francesca Zezza). Cosa accade tra i due fratellastri durante questo lungo viaggio? Semplice, scopriranno di non essere poi tanto diversi, ma solo due dei tanti colori di un arcobaleno possibile da vivere. “Il tema del film è l’incontro e lo scambio con il diverso, l’altro come capita appunto con l’arcobaleno che fa incontrare tanti colori per poi fonderli”, spiega il regista. Tutte le citazioni del film (si va dalla padella de ‘La grande guerra’ all’elmo di ‘Brancaleone alle Crociate’ fino al cameo finale di Jean Pierre Léaud a Parigi) “sono per me solo un modo di dire grazie a tutti i registi con cui sono cresciuto”.Sull’elogio di restare bambini, un tema che c’è in tutto il film, spiega Veltroni: “Non ho mai smesso di esserlo e mi fa paura chi dice di averlo fatto. E poi i bambini – aggiunge – non sono affatto fragili come si dice di loro”. All’indomani delle primarie del Pd, Veltroni parla di “un segnale di luce ed io ho paura del buio che c’è, oggi più che mai, come della perdita di speranza. Quando si vota c’è sempre democrazia, ed è sempre un fatto positivo sia votare che fare opposizione”. A chi gli chiede, infine, se intende tornare in politica, Veltroni risponde: “Non devo tornare, perché in realtà non sono mai andato via, ci sono tanti modi per fare politica”. Nel cast del film anche: Sergio Pierattini, Laura Efrikian, Silvia Gallerano, Shi Yang Shi, Max Tortora, Anna Billò e Giovanni Benincasa.

Libro, mon amour! per amanti libri cartaDal 7 al 10 marzo a Roma maratona di letture

04 marzo 201918:42

– Per gli amanti dei libri di carta arriva ‘Libro, mon amour!’ che unisce videoarte, installazioni e letture ad alta voce in una speciale manifestazione, dal 7 al 10 marzo allo Spazio Marsi, in via dei Marsi a Roma, dalle 18 alle 21, a cura di Giovanna Nicolai e Carla Petino.
Ognuna, ognuno, potrà dare il proprio contributo portando un “libro in tasca” da cui leggerà i suoi brani preferiti in un clima di libera condivisione tra videoarte ‘Cartoni inanimati’ di Maria Pizzi e una installazione Ex-Libri di Maria Grazia Tata.
Nel giorno di chiusura, il 10 marzo, sarà proposto un recital dell’attore e cantante Antonio Marziantonio sulla vita e l’opera di Alda Merini, tratto dal suo spettacolo ‘Viaggio nella poesia italiana’.
Il 7 marzo hanno già dato la loro adesione Silvia Bre, Fabiana Carpiceci, Claudio Damiani, Francesco Gallo, Luigi Gallo, Filippo La Porta, Elio Pecora, Juan Carlos Gonzalez Santiago.
L’8 marzo letture di Chiara Balestrazzi, Laura Ceccacci, Chiara Colafranceschi, Michele De Mieri. E ancora letture di Dino Ignani, Diego Mormorio, Sandra Petrignani, Gaia Riposati, Gabriella Sica, Pino Strabioli, Martina Suozzo, Alessandra Vanzi, Marta Zeichen. Sabato 9 marzo letture di Dona Amati, Marco Caporali, Maria Teresa Carbone, Stefano Cuneo, Betta Lodoli, Maria Teresa Marciante, Barbara Mautino, Nicky Nicolai, Silvio Raffo, Cristina Reggio, Patrizia Sacchi, Sabina Vannucci.
Museo della canzone a Fonoprint BolognaAscolti guidati negli studi di Lucio Dalla e Vasco Rossi

BOLOGNA04 marzo 201918:43

– “Fissare una storia là dove è stata fatta, in un luogo che fa parte di noi, che è patrimonio della musica perché da qui sono passati i più grandi artisti”. Così Gaetano Curreri, leader degli Stadio e collaboratore di Vasco Rossi e altri, ha presentato il ‘Museo della musica della canzone’, alla Fonoprint, gli studi di incisione di Bologna dove le stelle del pop hanno realizzato dischi importanti, da Dalla a Zucchero, da Rossi a Pino Daniele e Ramazzotti. Sono previste visite guidate delle sale e degli studi (per un massimo di 35 persone), ascolti multitraccia in alta definizione, nonché la possibilità di visite esperienziali, con la guida di Maurizio Biancani, dal 1977 ingegnere del suono, oltre a workshop e master. Il museo, che ha il contributo del Comune (“Sarà anche un richiamo turistico” ha detto l’assessore alla cultura Matteo Lepore) e della Regione Emilia-Romagna, ha in calendario già due visite, il 10 marzo e il 18 maggio, ma altre si aggiungeranno.
E’ morto Luke PerryIl 28 febbraio era stato colpito da un ictus

04 marzo 201919:03

– Luke Perry, il Dylan di Beverly Hills 90210 della serie cult degli anni Novanta, è morto questo pomeriggio a Los Angeles. Giovedì scorso, l’attore era stato colpito da un ictus. Aveva 52 anni. Lo riporta TMZ. Perry era impegnato in questo periodo nelle riprese della serie Riverdale a Los Angeles.
Resident 2, il lato ‘oscuro’ dei mediciDal 5 marzo i nuovi episodi con Matt Czuchry

04 marzo 201919:06

– In The Resident viene messo in luce ciò che accade davvero negli ospedali americani e la burocrazia che colpisce i medici e le infermiere che combattono per aiutare i loro pazienti. Il medical drama con protagonista Matt Czuchry (nella top ten dei medici più sexy della televisione) dopo la lunga pausa natalizia torna con i nuovi episodi della seconda stagione e new entry nel cast, in prima visione assoluta dal 5 marzo ogni martedì alle 21:00 su FoxLife (112, Sky). La serie, che ha già appassionato l’America nel raccontare il “lato oscuro” del sistema sanitario statunitense, è ambientata al Chastain Park Memorial Hospital con al centro medici ciascuno in un momento diverso della propria carriera. Conrad Hawkins (Matt Czuchry) è uno dei migliori dottori, disposto a tutto per curare i pazienti. L’infermiera Nicolette (Emily VanCamp) è abile e esperta e ha una relazione e Jane Leeves (candidata agli Emmy Award e ai Golden Globe per Frasier) nel ruolo del nuovo chirurgo ortopedico Kitt Voss.
Lucio Dalla ‘rivive’ al ComunaleL’omonimo album di 40 anni fa reinterpretato in chiave sinfonica

BOLOGNA05 marzo 201909:21

– “Tempi come questi avrebbero bisogno di Lucio Dalla”: lo dice e lo ripete Walter Veltroni in video, al teatro Comunale, mentre Bologna onora con un concerto molto applaudito, nella sera in cui avrebbe festeggiato il 76/o compleanno, il suo celebre concittadino stroncato da un infarto sette anni fa a Montreux, in Svizzera. ‘Quarant’anni dopo’ è il titolo dello spettacolo, che ha permesso di riascoltare – affidati ad amici di vecchia data e a giovani interpreti, accompagnati dall’Orchestra del Comunale – i nove brani di ‘Lucio Dalla’, album uscito nel febbraio 1979 e considerato uno dei dischi più importanti della storia della musica italiana. Nove gioielli in cui Lucio annunciava con largo anticipo il grande cambiamento sociale e di costume che sarebbe avvenuto nel nostro Paese: nel giro di qualche anno l’Italia sarebbe passata dall’impegno al disimpegno, dalla cultura della resistenza al ‘sogno americano’. Ha aperto Gaetano Curreri con ‘L’ultima luna’, chiusura d’obbligo con Ron e ‘L’anno che verrà’.
Carnevale, festa del mondoUno studio di Giovanni Kezich su senso e tradizione

05 marzo 201909:39

“Non è una festa che si offre al popolo, ma una festa che il popolo offre a se stesso”, scriveva Goethe del carnevale, come ricorda Giovanni Kezich, antropologo e direttore del Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina, autore di vari studi sulle maschere e appunto il carnevale festa del mondo, mondana, “perché il mondo degli uomini vi celebra fasti tutti propri, senza alcun dichiarato riferimento ultraterreno”, sulle cui origini e caratteri circola un repertorio di leggende e notizie varie sfuocate, pretestuose e contraddittorie.
A carnevale si sfila, si va di casa in casa e di casa in piazza, si va dietro i carri e, tutti costretti in comportamenti in genere legati al rito, si cerca protetti dalla maschera l’occasione di qualche burla, che talvolta specie in alcune “tradizioni” potevano però diventare violente, pretesto per regolamento anonimo di conti, come a Ivrea o a Porto Santo Stefano. “A carnevale, ogni scherzo vale”, recita un caposaldo dell’esegesi popolare, che si lega al mito del “mondo alla rovescia”, così che in alcuni luoghi, in aderenza con lo spirito degli antichi saturnali, il sindaco cede per finta le chiavi della città al Re del carnevale, in nome di una rivoluzione sociale effimera, anche se è capitato, nel 1580 a Romans sull’Isère in Francia, che tutto si trasformasse in una rivolta popolare contro le tasse e le prepotenze dei nobili. Naturalmente questa festa è il regno delle maschere e le maschere tradizionali d’inverno, stagione appunto del carnevale, formano in Europa, secondo Kezich, un quadro coerente in cui “gli stessi temi, gli stessi atti rituali, gli stessi personaggi e situazioni rimbalzano da un capo all’altro del continente, secondo il dettato dell’augurale celebrazione annuale della continuità ciclica della vita”, se si libera il campo dai grandi carnevali cittadini come quelli di Viareggio o Venezia, di Colonia o Basilea, mentre acquista interesse la grande sfilata di Pernik in Bulgaria, che con i suoi seimila figuranti dal 1966 è l’evento principale delle mascherate tradizionali europee.
Rispetto alle grandi organizzazioni spettacolari cittadine, i carnevali paesani, più piccoli e modesti, sembrano cosa diversa e con radici più popolari, ma hanno con gli altri molti elementi di contiguità, sono due aspetti di una medesima vicenda in uno sforzo di allegria più o meno forzata che spinse sempre Goethe a annotare a Roma: “un baccano inverosimile, ma di letizia sincera nemmen l’idea”, e spesso conclusa da “quella passione laicale che affligge su un golgota improvvisato un personaggio che riassume in sé il senso della festa e viene consegnato al fuoco come un vero capro espiatorio”.
Il libro affronta poi la nascita della maschera, che l’uomo adotta solo quando è a uno stadio evolutivo di consolidamento della coscienza e identità dell’io, e l’autonomia della mascherata in Europa con figure ambigue e bizzarre del tutto estranee ai carnevali urbani di cartapesta e coriandoli e che hanno una stessa sostanza dai caratteri inquietanti e misteriosi con al centro il giro di questua. Al di là delle diverse denominazioni: Corsa, Zingarata, Banda, Giorno dei vecchi…
Kezich ne studia i diversi aspetti e intrecci con le tradizioni locali, le radice con feste pagane, i legami religiosi, le celebrazioni di stagioni e periodi dell’anno, ne ricerca i natali che vede nell’Italia dei Comuni ben dopo l’anno Mille con la trasformazione in farsa del rito che era nel regime religioso. Il carnevale diventa così un presunto tripudio di licenziosità e di gola legittimato quale necessaria antifona della successiva espiazione quaresimale. Forte di questo salvacondotto, lo studioso spiega come questo periodo di festa sia divenuto protagonista della cultura popolare della rinascenza europea, di cui seguirà le sorti, per prendere infine il piroscafo e andare a conquistare le grandi città della sponda orientale dell’America latina e della Louisiana, dove avrà inizio la sua inarrestabile ascesa sulla scena globale del nostro tempo.

Cinema: Cocaine, una storia vera di spaccio e famigliaDal 7 marzo con Matthew McConaughey

05 marzo 201909:40

Quello che colpisce di più del noir urbano ‘Cocaine La vera storia di White Boy Rick’, diretto da Yann Demange e con uno straordinario Matthew McConaughey, oltre ovviamente alla storia di spaccio ambientata in anni Ottanta perfettamente ricostruiti, è il singolare rapporto tra padre e figlio. O meglio, la grande bravura di McConaughey nell’interpretare questo padre balordo e sempre ai confini con la galera, che vive ai margini nella periferia di Detroit e che ha però un grande senso della famiglia. E questo nonostante il suo nucleo familiare sia da anni del tutto alla deriva dopo che la moglie li ha abbandonati e la figlia, da allora, abbia scelto la strada della droga.
L’incipit del film, in sala dal 7 marzo distribuito da Warner Bros, ti porta subito dentro il cuore della storia.
Troviamo McConaughey insieme al figlio quattordicenne Rick Wershe Jr (interpretato dal l’esordiente Riche Merritt) in un’enorme fiera d’armi trattare per dei mitra, spacciati per originali, ma in realtà costruiti in Afghanistan. Il ragazzino, a quanto si vede, ne sa quanto e più del padre ed è anche più bravo di lui negli affari. E se il padre vende sottobanco armi a chi non potrebbe mai acquistarle, il figlio ha un destino altrettanto singolare.
Diventa infatti, a soli 14 anni, un informatore sotto copertura per la DEA che vuole un infiltrato nell’ambiente della droga gestito principalmente da uomini di colore. Ma il ragazzino è svelto, ci sa fare, e con il soprannome di “White Boy Rick” si fa strada nell’ambiente affermandosi come spacciatore di alto rilievo. Ma quando Rick si mette in proprio e viene trovato con otto chili di cocaina, i federali lo mollano, gli fanno mancare la copertura e per lui è ergastolo.
Nel cast anche Jennifer Jason Leigh, nei panni di un’agente dell’FBI, Eddie Marsan e Bruce Dern (nonno di Rick).
Gli sceneggiatori del film, presentato a Telluride e al Toronto Film Festival, sono i gemelli Noah e Logan Miller, insieme a Andy Weiss.
Rof a Muscat (Oman) con La scala di setaIn tournée workshop per tecnici teatrali e allievi Università

PESARO05 marzo 201912:34

– Prosegue la collaborazione del Rossini Opera Festival con la Royal Opera House Muscat (Oman), che ospiterà nella capitale omanita il 7 e 8 marzo La scala di seta, produzione del Rof messa in scena nel 2009 a Pesaro da Damiano Michieletto e poi applaudita anche alla Scala. Lo spettacolo, ripreso da Eleonora Gravagnola, vedrà Iván López-Reynoso dirigere l’Orchestra Sinfonica G. Rossini e un cast composto da Marina Monzò, Laura Verrecchia, Paolo Bordogna, Pietro Adaini, Davide Giangregorio e Enrico Iviglia. Durante la tournée, Rof e Roh Muscat hanno organizzato workshop per tecnici teatrali e attività didattiche per gli allievi dell’Università di Muscat. La partnership con il teatro omanita prevede la messinscena integrale delle cinque farse rossiniane: L’occasione fa il ladro(nel 2017), l’imminente Scala di seta, L’inganno felice nel 2020 (produzione di Graham Vick del 1994) e le coproduzioni dei nuovi allestimenti di Cambiale di matrimonio e Signor Bruschino nel 2021 e 2022.
Cuccarini-Parisi, nuovo scontro tra le eterne rivaliGaffe della ‘più amata dagli italiani’: “Non votiamo da 10 anni”. La showgirl americana: “Dopo ballerina sovranista, la ballerina “Maître à penser”

06 marzo 201912:33

Cuccarini-Parisi, si riaccende lo scontro. Dopo l’endorsement nei mesi scorsi al governo giallo-verde della “più amata dagli italiani”, seguita dalla stilettata della showgirl americana che l’ha definita “ballerina sovranista”, oggi va in scena una nuova puntata. A far riaccendere la miccia, l’intervento con gaffe della Cuccarini, ospite ad ‘Otto e Mezzo’ su La7.  “Elezioni? Penso che quelle del 2018 erano elezioni che noi non facevamo da diversi anni – ha detto, rispondendo ad una domanda di Lilli Gruber -. Adesso io non mi ricordo da quanto, ma non votavamo per le politiche da 10-9 anni”. Ed ha ha espresso la sua opinione sul razzismo in Italia, sostenendo che “In Italia non esiste. Ho girato l’Italia in lungo e largo e francamente…”. Parole che, ancora una volta, non si fa sfuggire l’eterna rivale ballerina di ‘Cicale’. Che, come già fatto in passato, la punzecchia con un tweet al vetriolo: “E così dopo la ballerina sovranista, la ballerina Maître à penser”

A quando il nuovo duello?

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Malato l’organo del Duomo di Milano
Parte raccolta fondi “15.800 note”, tante quante canne strumento

MILANO05 marzo 201914:24

– Vuole ridare voce all’organo del Duomo di Milano, il più grande in Italia e secondo in Europa, “15.800 note per il Duomo”, la campagna di raccolta fondi per sostenere il restauro del prezioso strumento. Il capolavoro di arte e meccanica è infatti a rischio con le 15.800 canne e 180 registri. L’attuale strumento è datato 1938, ma comprende elementi ben più antichi come le ante, costituite da grandi tele raffiguranti episodi tratti dall’Antico e dal Nuovo Testamento, realizzati tra il XVI ed il XVII secolo, opera di artisti quali, tra gli altri, Giuseppe Meda e Camillo Procaccini. Partecipando alla raccolta fondi con una cifra uguale o superiore a 50 euro, sarà possibile entrare a far parte dell’Albo dei Donatori della Veneranda Fabbrica, associando il proprio volto alla campagna sul sito ufficiale del Duomo di Milano (duomomilano.it), con la possibilità di ricevere tre inviti validi per due persone per partecipare ai concerti d’organo in Cattedrale.
Magna Charta per prima volta in ItaliaDal Regno Unito a Vercelli per 800 anni basilica Sant’Andrea

VERCELLI05 marzo 201915:48

– Una delle quattro copie esistenti al mondo della Magna Charta verrà esposta al pubblico, dal 23 marzo al 9 giugno, nell’Arca di San Marco a Vercelli, nell’ambito degli 800 anni della basilica di Sant’Andrea, dove è stata stata allestita la mostra “La Magna Charta: Guala Bicchieri e il suo lascito. L’Europa a Vercelli nel Duecento”.
La Magna Charta, scritta in latino, fu concessa dal re d’Inghilterra Giovanni Senzaterra ai baroni del Regno, suoi diretti feudatari, presso Runnymede, il 15 giugno 1215. E’ stato il primo documento nella storia a elencare i diritti fondamentali di un popolo e riconosce che nessuno, sovrano compreso, è al di sopra della legge e che chiunque ha diritto a un processo equo.
Ora il prezioso documento giuridico arriva in Italia da Hereford (Gb) per la festa della basilica di Sant’Andrea, raro esempio di gotico precoce in Italia, la cui costruzione fu voluta da Guala Biccheri, il cardinale che volle anche revisionare la Magna Charta l’anno prima della sua pubblicazione.

Reality tv valorizzerà Villa MirabelloFirmato il contratto tra il Comune e la Heilman Production

ROSIGNANO MARITTIMO (LIVORNO)05 marzo 201916:07

– Il Comune di Rosignano Marittimo (Livorno) ha sottoscritto un contratto con la società di produzione televisiva Heilman Production Llc per un progetto di valorizzazione della settecentesca Villa Mirabello, una dimora storica di proprietà comunale in località Gabbro. La società statunitense ha manifestato il proprio interesse alla concessione della villa per realizzarvi il programma televisivo ‘The italian job’, un ‘competition show’ basato su una gara tra restauratori per il recupero dell’immobile, in cui il vincitore ottiene il diritto di accesso alla villa per l’utilizzo, mentre il produttore ne mantiene la gestione. L’affidamento alla società è stato possibile poiché alla scadenza del bando, promosso dall’amministrazione per la concessione di valorizzazione ed utilizzo economico di Villa Mirabello nell’ambito del progetto ‘Torri, fari ed edifici costieri’ dell’Agenzia del Demanio, non sono pervenute proposte.
Torna a Torino Biennale DemocraziaLa VI edizione dal 27 al 31 marzo, 133 incontri in programma

TORINO05 marzo 201916:16

– ‘Visibile invisibile’, perché “la nostra società ci consente di guardare tante cose, ma non è detto che le vediamo davvero”. Gustavo Zagrebelsky introduce così il tema della VI edizione di Biennale Democrazia, a Torino dal 27 al 31 marzo. Sono 133 gli incontri, animati da 251 relatori di tutto il mondo.
L’inaugurazione è affidata a Adriano Prosperi con la lectio magistralis su ‘La visibilità dell’altro’ seguita da uno spettacolo dedicato a ‘I sommersi e i salvati’ di Primo Levi nel centenario della nascita. Un altro spettacolo, ispirato a ‘Le città invisibili’ di Italo Calvino, chiude la manifestazione che quest’anno coinvolge le periferie col progetto ‘Welcome Aurora’ nell’omonimo quartiere.
“Il tema di quest’anno – dice la sindaca Chiara Appendino – è centrale per Torino, impegnata nel contrastare i fenomeni di marginalità sociale favorendo l’uscita degli invisibili dall’ombra”. Quattro i filoni: Luci e ombre, La società della trasparenza, Legami invisibili, Dal tramonto all’alba.
Amore e altri rimedi per coppie in crisiDall’11/3 su FoxLife, con Claudia Gerini narratrice d’eccezione

05 marzo 201919:59

Il confronto acceso tra Sofia e Stefano, che per combattere la noia sono alle prese con la complessa libertà del poliamore e con tutte le implicazioni di una scelta non del tutto condivisa. Oppure le difficoltà di Alexia e Daniele, che nel ménage quotidiano faticano a trovare un equilibrio, tra la voglia di autonomia di lei e le attenzioni un po’ soffocanti di lui. E poi tanti altri, con una storia d’amore in panne perché la passione si affievolisce, la famiglia ostacola la carriera o il partner non sente il desiderio di genitorialità. E’ un concentrato di tutte le emozioni che vivono le coppie in crisi “Amore e altri rimedi”, il nuovo format originale di Fox Networks Group Italy che andrà in onda in prima visione assoluta su FoxLife (Sky 114) da lunedì 11 marzo alle 21.55.A metà tra la terapia d’urto e l’esperimento sociale, questa produzione, realizzata da Nonpanic Banijay, avrà come narratrice d’eccezione Claudia Gerini: sarà lei infatti a rivestire un ruolo speciale, quello di osservatrice privilegiata per raccontare al pubblico come una ‘compagna di divano’ le storie di ben 16 coppie con problemi di cuore. In ognuna delle 8 puntate del docu-reality (adattato per l’Italia dal format internazionale Seven Year Switch), l’attrice darà il suo punto di vista, entrando in empatia senza essere invadente, mentre i protagonisti vivranno una piccola rivoluzione: con l’aiuto di due specialisti, gli psicologi Laura Duranti e Gianluca Franciosi, ogni coppia infatti si separerà per una settimana e sarà coinvolta in un “cambio di partner”. Vivendo fianco a fianco con la moglie/compagna o marito/compagno dell’altra coppia, gli innamorati in crisi potranno riflettere e trovare una nuova consapevolezza, portando alla luce dubbi e certezze per capire se la loro relazione potrà sopravvivere. “Mi piace parlare d’amore e anche come attrice cerco sempre di far emergere qualcosa dell’animo umano: qui puntualizzo lo svolgimento dell’esperimento e sono una guida, una narratrice, un’amica del divano con cui commentare”, ha detto oggi Claudia Gerini a Roma, alla presentazione di “Amore e altri rimedi”. Come in una lente di ingrandimento, il format chiarisce la complessità delle emozioni quando una coppia si incrina: il punto di partenza è il vissuto reale dei protagonisti (selezionati con attenzione tra 80 coppie) che affrontano a viso aperto problematiche classiche, dalla gelosia, spesso amplificata dai social, all’aggressività alla mancanza di comunicazione.”Nel programma abbiamo incontrato tanti personaggi buffi e ci siamo accorti che nella coppia è davvero tutto possibile; i protagonisti del format si trovano in un confronto alla pari: devono capire se restare insieme o lasciarsi”, ha proseguito, sottolineando di non aver trovato con le coppie in gioco molti punti in comune con la sua storia personale, “forse solo nel contrasto tra maternità e carriera”. “Di certo questi innamorati si sono messi in gioco senza nulla di artefatto. La voglia che hanno di aggiustare le cose fa ben sperare, anche perché a volte a un rapporto va data una possibilità senza fretta”, ha proseguito, “forse in loro c’è un po’ di vanità nel mostrarsi senza pudore, ma del resto oggi ognuno fa della sua vita un piccolo show. E con i reality il privato è ormai sdoganato”. In ogni puntata l’attrice si ritrova a condividere i suoi pensieri, offrendo un punto di vista esterno e identificandosi con lo spettatore: “Mi piace il fatto di essere ripresa sempre in contesti particolari, un po’ cinematografici, in cui rifletto e mi pongo domande in un tono intimo, diventando complice del pubblico”, ha concluso.

Arena Verona, inaugura ‘La Traviata’Anche Aida, Trovatore, Carmen e Tosca. 100mila biglietti venduti

05 marzo 201916:33

– Traviata, Aida, Trovatore, Carmen, Tosca, cioè cinque fra le opere liriche più note e popolari, con voci fra le più grandi come Anna Netrebko, Placido Domingo, Leo Nucci, Vittorio Grigolo, Aleksandra Kurzak, Jusif Eyvazof, Saioa Hernandez, Maria José Siri e molte altre. L’Arena di Verona torna a brillare, nella stagione 2019, tra il 21 giugno e il 7 settembre, sotto la guida del sovrintendente e direttore artistico Cecilia Gasdia e la direzione musicale di Daniel Oren, che sarà sul podio per 25 serate. L’Arena “tornerà presto ad essere, come la chiamavano una volta – racconta Gasdia – ‘la Scala d’estate’, quando tutte le voci più famose venivano a cantare a Verona”, avendo chiuso col commissariamento e il triennio della legge Bray sul risanamento delle fondazioni liriche in difficoltà economiche. “Le prospettive ci sono tutte”, dice il sindaco Federico Sboarina, presidente della Fondazione Arena: “ad oggi abbiamo già venduto quasi 100 mila biglietti, per 23mila spettatori in più rispetto al 2018”.
Jams, la prima serie kids antimolestieSu Rai Gulp dall’11 marzo. In anteprima dal 6 marzo su Rai Play

20€! FOTOnuova se

Dopo i Braccialetti rossi, arrivano i ‘braccialetti gialli’ dei quattro giovanissimi protagonisti di Jams, prima serie kids europea che pur mantenendo un linguaggio, un ritmo e una sensibilità adatti ai bambini, tratta un tema difficile come le molestie sui minori (vittime nel 2017, di 5788 reati, +43% rispetto a 10 anni fa, stando ai dati del Settimo Dossier della Campagna ‘Indifesa’ di Terre des Hommes). La serie, in 10 puntate, di Simona Ercolani, prodotta da Stand By Me e Rai Ragazzi, è stata pensata per un pubblico dagli otto anni in su, e realizzata con la consulenza scientifica del Bambin Gesù. Debutterà su Rai Gulp l’11 marzo alle 21, ma sarà disponibile in anteprima su Rai Play dal 6 marzo.Protagonisti della storia sono i dodicenni Joy (Sonia Battisti), Alice (Giulia Cragnotti), Max (Andrea Dolcini) e Stefano (Luca Edoardo Varone). Insieme in prima media, decidono di partecipare a un contest di cucina organizzato dalla scuola, che permetterà anche di incontrare uno chef famoso (Alessandro Borghese, in un cameo). Una quotidianità fatta di uscite, chiacchiere, primi amori, rivalità con compagni poco simpatici e ricette da inventare, è scossa dal trauma che subisce Joy, la cuoca provetta del gruppo: la bambina è vittima delle molestie di un amico di famiglia e non sa come chiedere aiuto. Saranno proprio gli amici a permetterle di rompere il muro di silenzio in cui si è rinchiusa. Nel cast, fra gli altri, anche Sara Casanica, Flavio Civitani e Fabiola di Gianfilippo. “E’ la prima serie per ragazzi realizzata in Europa in cui si affronta all’interno del racconto il tema di una molestia sessuale. Fondamentale è stato trovare il modo di parlarne – dice Luca Milano, direttore di Rai Ragazzi -. Qui lo si fa legando il tema a un racconto. Gli spettatori possono identificarsi in Joy e nel suo gruppo di amici”. Con Jams “volevamo fornire ai ragazzi strumenti di comprensione per affrontare un trauma come la molestia sessuale, far capire i segnali di pericolo, che non si è soli, e quanto sua importante parlarne”.Alla serie “sono legati una campagna di sensibilizzazione sul tema, anche via social, e una serie di incontri nelle scuole in collaborazione con il Miur”. Essere i primi in Europa a realizzare un progetto come Jams “è stata una grandissima responsabilità e una bella sfida – spiega l’ideatrice Simona Ercolani, anche coautrice con l’idolo Disney Ruggero Pasquarelli del brano che fa da sigla, Un istante di te -. La consulenza scientifica del Bambin Gesù ci ha aiutato a raccontare certe verità senza turbare i bambini”. Per Ruggero Parrotta, direttore generale del Bambin Gesù, quello delle molestie sui minori “è un tema delicato e attuale molto più di quanto si ammetta. Per un ospedale come il nostro che incontra tante famiglie e ragazzi, collaborare a un progetto come questo è un impegno civico, un dovere”. Per parlare del tema “con un linguaggio che fosse tecnico ma comprensibile e accessibile per i bambini dal punto di vista emotivo – spiega Paola De Rose, neuropsichiatra nell’ospedale pediatrico – sono risuonate tutte le storie di abuso infantile che abbiamo affrontato, circa 2000 in 10 anni”. E proprio una delle psicologhe della struttura, Paola Bergonzini, ha accettato anche di recitare il ruolo del medico con cui va a parlare Joy, per renderlo più veritiero possibile. I giovani protagonisti della serie, sottolineano “il clima accogliente e positivo” creato per loro sul set: “Per me è stata una bellissima esperienza anche a livello di crescita – dice Sonia Battisti -. Mi ha fatto capire quanto sia importante parlare anche delle cose brutte che ci possono capitare”.

Compie 50 anni Il padrino di Mario PuzoScritto tra i debiti, riedizione con l’introduzione di Coppola

NEW YORK05 marzo 201920:03

Un romanzo scritto per salvarsi dai creditori divenne immediatamente un successo planetario. Il 10 marzo 1969 usciva negli Stati Uniti “Il Padrino”. “Se avessi saputo che tanta gente mi avrebbe letto, lo avrei scritto meglio”, disse qualche anno dopo il suo autore, Mario Gianluigi Puzo, che a 45 anni si era chiuso in uno scantinato per scrivere quello che aveva promesso ai cinque figli: un bestseller.I bombardamenti in Vietnam erano al loro apice, ma la guerra stava andando a rotoli, l’uomo stava per sbarcare sulla Luna, a ruota sarebbe arrivato Woodstock. L’America stava attraversando una fase di profonda rivoluzione culturale che aveva attaccato anche i valori tradizionali della famiglia. Prima del “Padrino” Puzo aveva pubblicato due romanzi sull’esperienza italo-americana che avevano incassato poche migliaia di dollari. Sul lastrico lo scrittore decise di abbandonare aspirazioni letterarie per dare alle stampe quello che diventò subito il monumentale successo commerciale che salvò dai creditori: “Avevo 45 anni, dovevo decine di migliaia di dollari a parenti, alle banche, società finanziarie, allibratori e usurai. Era arrivato il momento di diventare adulto e fare fortuna”.Famiglia, amicizia, rispetto: “Molti americani rimasero affascinati dall’idea che i Corleone erano pronti a uccidere per conservare i loro valori e tradizioni familiari”, ha rievocato lo scrittore Gay Talese. Ma se gli italo-americani sono sempre stati ambivalenti (proprio come anni più tardi con “I Soprano”), “Godfather”, che fece conoscere al pubblico americano parole italiane come “famiglia”, “rispetto”, “caporegime”, “omertà” e creò espressioni diventate comuni come “l’offerta che non si può rifiutare”, uscì al momento giusto. La saga della famiglia di Vito Corleone, pubblicata in Italia nel 1970 dalla casa editrice Dall’Oglio, rimase per 67 settimane nella classifica dei bestseller del New York Times vendendo in due anni oltre nove milioni di copie e diventando negli anni uno dei 10 libri più venduti della fiction a stelle e strisce. Nel 1972 arrivò Hollywood con Francis Ford Coppola: dal romanzo originale vennero ricavati tre film che vinsero nove Oscar. Coppola, italo-americano come Puzo, ha scritto l’introduzione all’edizione del cinquantenario che sta per andare alle stampe.

Esposito da Gomorra a giornalista ‘eroe’In sala il noir opera prima di Cristiano Anania

06 marzo 201912:38

Immaginate Salvatore Esposito, il Genny Savastano di Gomorra, nei panni di Giorgio, un giornalista anche troppo mite, con tanto di occhiali, timidezza e passione per gli origami ed entrerete di fatto nella storia noir de ‘L’eroe’, opera prima di Cristiano Anania in sala dal 21 marzo distribuito da Mescalito Film.La storia del film segue, attraverso molti stereotipi, la vita di questo giornalista trentenne ambizioso, anche se non si vede che a un certo punto viene licenziato dal direttore (Paolo Sassanelli) de ‘Il corriere del centro’ dove lavora e mandato in provincia. Nel paese in cui si ritrova Giorgio c’è ben poco da fare, tranne mettere in piedi un’amicizia con una giovane laureanda (Marta Gastini) e con Francesco (Vincenzo Nemolato), l’esuberante scemo del villaggio. Quando poi Giorgio comincia a trovare la sua dimensione lavorativa, viene di colpo licenziato dal direttore. A salvarlo sarà un tragico quanto provvidenziale fatto di cronaca: il rapimento di Carlo, nipote della più importante imprenditrice locale (Cristina Donadio). Così quel paesino, poco interessante, diventa come sempre capita centrale nell’informazione italiana. Ma qualcuno, alla fine, si chiede se tutto questo sia stato davvero un caso.Paura di essere identificato sempre e solo con il personaggio di Genny Savastano? “Paura zero – dice l’attore oggi a Roma -. Cerco sempre di scegliere progetti in cui posso essere me stesso. Non mi pongo però limiti, il criterio è sempre quello di credere nel personaggio da interpretare”. La commedia? “È un genere che mi piace molto e che vorrei esplorare di più – spiega l’attore che ultimamente si è misurato nel ruolo di un gay in Puoi baciare lo sposo di Alessandro Genovesi -. Il problema di questo genere è solo quando diventa macchietta o cade negli stereotipi”. Per Esposito i veri eroi di oggi “sono quei ragazzi di periferia che ogni mattina vanno a lavorare non facendosi tentare dai guadagni facili”. Se dovesse fare il supereroe? “Per la Marvel farei sicuramente Hulk. Per la Dc Comics non avrei scelta: sarei sicuramente Batman”.

Architettura, a Isozaki il premio PritzerOscar dell’architettura, oltre cento edifici in tutti continenti

NEW YORK05 marzo 201920:19

Va all'”imperatore dell’architettura giapponese” Arata Isozaki l’Oscar dell’architettura 2019. L’annuncio del prestigioso Premio Pritzker e’ stato salutato da molti come un atto dovuto per l’87enne architetto. Isozaki ha firmato oltre cento edifici in tutti i continenti tra cui il Museo di Arte Contemporanea di Los Angeles, il Palau Sant Jordi di Barcellona e in Italia la Torre Allianz di Milano con Andrea Maffei e il Palasport olimpico di Torino, si e’ detto “al settimo cielo dalla gioia”. Riceverà il riconoscimento in maggio in Francia. Nato nel 1931, Isozaki pensa all’architettura come a un organismo all’interno di un sistema sempre più complesso, la metropoli, in continua trasformazione nel seguire il cambiamento della società, dei suoi modelli e degli stili di vita. Negli ultimi anni ha lavorato molto in Italia. Tra i suoi progetti anche quello, molto contestato e ancora in attesa di realizzazione, per la copertura della uscita degli Uffizi

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Santa Cecilia, Ax con Beethoven
Sakari Oramo dirige concerto n.1 e due brani di Sibelius

05 marzo 201918:50

– Il pianista Emanuel Ax protagonista giovedì 7 marzo all’Auditorium Parco della Musica con il concerto n. 2 per pianoforte e orchestra di Beethoven per la Stagione Sinfonica di Santa Cecilia (ore 19:30, repliche venerdì 8 alle 20:30 e sabato 9 alle 18:00). Sul podio il finlandese Sakari Oramo che, dopo tre anni, torna a dirigere l’Orchestra e il Coro dell’Accademia Nazionale. In programma anche due brani di Sibelius, il più amato e noto compositore finlandese del quale Oramo è considerato uno tra gli interpreti più importanti. In apertura di serata, diretta per la prima volta da Oramo, Snöfrid, “improvvisazione in musica per voce recitante, Coro e Orchestra” composta nel 1900 ispirata da un testo dello scrittore svedese Victor Rydberg, basato su storie tradizionali di ballate scandinave. La parte narrata sarà affidata all’attrice romana Francesca Picozza. L’altro brano di Sibelius è la Sinfonia n. 1.

Michele Hunziker ‘avvistata’ in RaiNella sede di Viale Mazzini. Progetti in vista?

05 marzo 201920:09

– Michelle Hunziker in mattinata è stata nella sede Rai di Viale Mazzini. La showgirl è arrivata poco prima delle 11, distesa e sorridente, insieme a un paio di persone del suo entourage, compresa l’agente Graziella Lopedota.
Bocche cucite sul motivo dell’incursione, ma è difficile non pensare alla possibilità di contatti o progetti con Rai1. Dopo aver condotto il Festival di Sanremo 2018 con Claudio Baglioni e Pierfrancesco Favino, Hunziker è tornata quest’anno all’Ariston per una serata, protagonista dello show con Claudio Bisio su una cover della Lega dell’amore di Elio e le Storie Tese.
Carnevale Venezia, lo ‘Svolo del Leon’Dopo le giornate over ‘100’, 60mila arrivi in città

VENEZIA05 marzo 201918:58

– Con il tradizionale “Svolo del Leon” si è chiusa in Piazza San Marco l’edizione 2019 del Carnevale di Venezia. Una festa con un grande afflusso di pubblico nella città storica (mediamente 50-60mila arrivi ogni giorno), con punte di oltre 100mila presenze la domenica. Anche oggi il conteggio è di circa 60mila ospiti. Folla nell’area marciana per assistere alla suggestiva cerimonia dello ‘Svolo del Leon’, l’enorme gonfalone, realizzato nel 2012 da Angelo Lodi in seta di scena, che dal palco è risalito in volo verso il campanile, sulle note dell’inno di San Marco. Il volo è stato preceduto dall’incoronazione, da parte del Doge, della “Maria dell’Anno”, la 19enne di Mogliano Veneto Linda Pani, eletta ieri sera alla Fenice dalla giuria tecnica. La Maria preferita dal pubblico è stata invece Eleonora Boscolo, 18 anni, di Venezia.
A Muccino il David dello SpettatoreE’ al top delle presenze con 1 milione 430mila

06 marzo 201911:40

– A casa tutti bene di Gabriele Muccino si aggiudica il David dello Spettatore della 64/a edizione dei premi David di Donatello. Lo annuncia Piera Detassis, presidente e direttore artistico dell’Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello. Il riconoscimento sarà consegnato il 27 marzo nell’ambito della cerimonia di premiazione dei David, in diretta in prima serata su Rai1, condotta da Carlo Conti.
A casa tutti bene ha collezionato il maggior numero di spettatori e presenze fra le uscite in sala entro il 31 dicembre 2018: sulla base dei dati forniti da Cinetel e calcolati entro la fine di febbraio 2019, il film di Muccino ha totalizzato un milione e 430mila spettatori. A casa tutti bene è anche candidato a tre David: Migliore attore non protagonista per Massimo Ghini, Migliore musicista per Nicola Piovani e Migliore canzone originale, “L’invenzione di un poeta” (musica di Nicola Piovani, testo di Aisha Cerami e Nicola Piovani, interpretata da Tosca).
Nobel Letteratura, doppia assegnazione nel 2019Dopo stop nel 2018 l’Accademia svedese si rinnova

06 marzo 201913:24

– Doppio Nobel per la Letteratura nel 2019. Lo ha confermato la Fondazione del Nobel dopo che nel 2018 il Premio non era stato assegnato per lo scandalo molestie che aveva colpito il regista e fotografo franco-svedese Jean Claude Arnault, marito della poetessa Katarina Frostenson, tra i membri dell’Accademia, che portò a una serie di dimissioni. Questo aveva impedito di votare per l’assegnazione del Nobel 2018 che viene così recuperato in questa edizione. I vincitori del prestigioso Premio, che per la prima volta nella sua storia viene assegnato due volte nello stesso anno,  saranno annunciati a ottobre 2019 dall’Accademia Reale Svedese.Oltre alla doppia premiazione la Fondazione ha annunciato che “sono stati fatti molti importanti cambiamenti” nel regolamento dell’Accademia. Tra questi una modifica che consente ai membri di dimettersi dalla carica poichè non hanno più diritto di occupare lo scranno a vita. Inoltre l’Accademia non  “include più membri che siano soggetti a conflitti d’intertesse o sottoposti a indagini penali” come viene spiegato nella nota ufficiale. Sono stati eletti anche nuovi membri e “per aumentare la fiducia nel Premio Nobel per la Letteratura” nei prossimi anni “faranno parte del comitato che assegna i Nobel anche cinque membri esterni indipendenti che parteciperanno alla selezione dei Premi”.Solo un’altra volta, prima del 2018,  il Nobel non era stato assegnato: nel 1943, durante la seconda guerra mondiale. L’ultimo  Nobel per la Letteratura è stato quello del 2017 allo scrittore giapponese naturalizzato britannico Kazuo Ishiguro.

Baryshevskyi e la Toscanini a ParmaAll’Auditorium Paganini diretti da Marcus Bosch

PARMA06 marzo 201913:27

– La stagione concertistica Nuove atmosfere della Filarmonica Arturo Toscanini ha in programma un doppio appuntamento (7 e 9 marzo, ore 20.30) all’Auditorium Paganini con protagonisti il direttore tedesco Marcus Bosch e il pianista ucraino Antonii Baryshevskyi. Il programma, uguale per le due serate, si aprirà con il Concerto per pianoforte e orchestra N. 2 in sol minore Op. 16 di Sergej Prokofiev, mentre nella seconda parte si potrà ascoltare la rara Sinfonia N.0 in re minore “Die Nullte” di Anton Bruckner.
Scritto tra il 1912 e il 1913, il concerto del compositore russo è uno dei più spettacolari e difficili del repertorio per pianoforte e orchestra. Baryshevskyi, vincitore del 14/o Concorso internazionale di Tel Aviv, è uno dei più apprezzati pianisti degli ultimi anni e, proprio in Italia sta segnando alcune tappe importanti della sua carriera. Col brano di Prokofiev vanta da tempo una lunga frequentazione.
Regia femminile alla Casa delle DonneDa Rohrwacher a De Gregorio, tante risposte a Chiamata alle Arti

05 marzo 201913:32

– Proseguono le iniziative a sostegno del progetto Casa Internazionale delle Donne di Roma, luogo di autonomia e libertà. Da marzo prende il via Regia alle donne – film e incontri con le registe divario (di) genere, focus sulla regia al femminile nell’ambito del quale verrà affrontata la tematica della disparità di genere nel cinema a partire dal progetto Dea (Donne & Audiovisivo) realizzato dal Cnr – Irpps (Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali) e sponsorizzato da Siae. Partecipano al progetto Women in Film e Dissenso Comune. Su http://www.casainternazionaledelledonne.org/index.php/it/eventi c’è il programma completo.
Tante le registe ad aver risposto alla Chiamata alle Arti per il nuovo progetto: Elisa Amoruso, Mariangela Barbanente, Laura Bispuri, Esmeralda Calabria, Carlotta Cerquetti, Concita De Gregorio, Antonietta De Lillo, Federica Di Giacomo, Wilma Labate, Elisabetta Lodoli, Cecilia Mangini, Alina Marazzi, Susanna Nicchiarelli, Costanza Quatriglio, Paola Randi, Alice Rohrwacher.
Captain Marvel, eroismo al femminileIn sala l’atteso blockbuster con Larson, Law e Samuel Jackson

06 marzo 201910:10

La frase tormentone di ‘Captain Marvel’ , riscatto femminile della Cinematic Universe (SPECIALE) è paradossalmente quella detta da un uomo, il mentore dell’eroina, il colonnello Yon-Rogg (Jude Law). È lui che, allenandola al combattimento, le indica uno degli archetipi delle arti marziali: “Non mettere mai passione nei colpi, ma solo la tecnica”. Insomma mai perdere il controllo. Solo una breve interferenza maschile prima che la bella eroina ‘della porta accanto’, interpretata dall’attrice premio Oscar Brie Larson diventi di fatto il più potente supereroe della Marvel di sempre, una donna capace di fermare nello spazio razzi continentali con la forza delle sole braccia.

Il film, nelle sale dal 6 marzo con The Walt Disney Company Italia, è di fatto il 21/o della Marvel Cinematic Universe. Diretto per la prima volta da una donna, Anna Boden (affiancata dal marito Ryan Fleck), è l’ultimo lungometraggio della Casa delle Idee prima dell’uscita di ‘Avengers: Endgame’, film che chiuderà la Fase Tre del franchise.

Così se solo l’anno scorso ci fu il caso di Black Panther, il primo cinecomic realizzato da una squadra quasi interamente afroamericana, ora tocca alle donne. Il blockbuster segue le vicende di Carol Danvers, ovvero Captain Marvel, che diventa uno degli eroi più potenti dell’universo quando la Terra viene coinvolta in una guerra galattica tra due razze aliene. Ambientato negli anni ’90, il film ha un sapore volutamente rétro ambientato, com’è, circa quindici anni prima dell’inizio della Fase Uno, ovvero il periodo storico mai visto prima nell’Universo Cinematografico Marvel.Una curiosità, essendo questo ventunesimo episodio una sorta il prequel di tutta la serie, gli effetti speciali Marvel, per quanto riguarda il ringiovanimento digitale degli attori, hanno dato il meglio di sé. Nel caso di Nick Fury (Samuel L. Jackson) l’effetto è davvero impressionante come è per Phil Coulson, interpretato ancora una volta da Clark Gregg. Infine è la prima volta al cinema che compaiono gli Skrull, gli avversari degli eroi Marvel anche detti mutaforma. Ovvero alieni dalla pelle verde, una sorta di lucertoloni capaci di assumere le sembianze di chiunque, un vero volano per ogni tentativo di invasione invisibile. Oltre a Brie Larson, fanno parte del cast di Captain Marvel, Ben Mendelsohn, Lashana Lynch, Gemma Chan, Algenis Perez Soto, Rune Temte e Mckenna Grace.          [print-me title=”STAMPA”]

Aggiornamenti, Cinema, Notizie, Spettacoli Musica e Cultura, Ultim'ora

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Tempo di lettura: 24 minuti

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

TUTTE LE NOTIZIE SEMPRE AGGIORNATE

DALLE 07:24 DI DOMENICA 03 MARZO 2019

ALLE 14:48 DI LUNEDì 04 MARZO 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Morto il filosofo Tullio Gregory
90 anni, docente alla Sapienza, in Treccani dal ’51

ROMA03 marzo 2019 07:24

– E’ morto a Roma il filosofo e storico della filosofia Tullio Gregory. Aveva compiuto 90 anni il 28 gennaio e lavorava tutti i giorni (il suo ultimo saggio è Translatio linguarum). Il 4 marzo la camera ardente nella sede dell’Enciclopedia Italiana Treccani a Roma. Docente di storia della filosofia medievale e di storia della filosofia all’università La Sapienza, Gregory è stato attratto dai momenti storici in cui si sono verificate grandi svolte culturali che hanno portato a un cambiamento delle società. Nel 1993 aveva fatto parte del consiglio d’amministrazione della Rai, il cosiddetto cda dei professori. Socio nazionale dal 1987 dell’Accademia dei Lincei, Gregory ha promosso nel 1964 ed è sempre stato direttore del gruppo di ricerca CNR e poi Istituto del Lessico Intellettuale Europeo. Professore alla Sorbona (1986-87) che gli ha conferito la laurea honoris causa nel 1996.
Entrato alla Treccani nel 1951 ha guidato e ideato molte delle opere, tra cui un progetto sulle parole chiave del XXI secolo.
E’ morto sabato 2 marzo a Roma il filosofo e storico della filosofia Tullio Gregory. Aveva compiuto 90 anni il 28 gennaio e lavorava tutti i giorni (il suo ultimo saggio è Translatio linguarum).La camera ardente per il saluto a Tullio Gregory, il filosofo e storico della filosofia morto ieri a 90 anni, sarà domani a Roma dalle 10.30 alle 19 alla Treccani in Piazza dell’Enciclopedia. Martedì 5 marzo alle 11.30 la commemorazione del professore emerito nella ‘sua’ facoltà, Villa Mirafiori, sede di filosofia dell’Università La Sapienza.Docente di storia della filosofia medievale e di storia della filosofia a La Sapienza a Roma, è stato attratto da sempre dai momenti storici in cui si sono verificate grandi svolte culturali che hanno portato a un cambiamento della vita degli uomini, delle società: prima lo studio e la passione per il Medioevo e in particolare il XII secolo con la sua rinascita grazie alla scoperta del pensiero greco e arabo, poi il Seicento con la caduta della metafisica tradizionale e la nascita della nuova scienza e di quello che viene chiamato illuminismo, da cui gli deriva quella ”fiducia nella ragione, che va sempre difesa perché se si perde si perde la sostanza del nostro essere uomini. Ma sapendo che impegnarsi nell’uso duro e demitizzante della ragione va fatto alla luce del dubbio. Chi è sicuro di sé può diventare un tiranno”. E’ stato uno studioso ma che proprio in collegamento con i suoi interessi principali, si è trovato a farsi parte attiva nel mondo, a criticare, denunciare, proporre soluzioni e spesso a agire in prima persona, in tante commissioni ministeriali legate a problemi universitari o di beni culturali, alla Treccani, al Cnr, e persino alla Rai, dove fece parte nel 1993 del Cda cosiddetto dei professori: ”Chi invita alla ragione, chi pretende venga messa al centro dei problemi e le riflessioni dovrebbe sentirsi poi in dovere di impegnarsi usandola nei confronti degli altri e con gli altri”. Socio nazionale dal 1987 dell’Accademia dei Lincei, Gregory ha promosso nel 1964 ed è sempre stato direttore del gruppo di ricerca CNR e poi Istituto del Lessico Intellettuale Europeo. E’ stato directeur d’études all’ecole pratique des hautes études di Parigi (1975-77, 1985-86) e professore alla Sorbona (1986-87) che gli ha conferito la laurea honoris causa nel 1996. Entrato alla Treccani nel 1951, ha diretto la sezione di storia della filosofia e del cristianesimo e ha poi collaborato e guidato e ideato molte delle opere e linee di sviluppo dell’Istituto della Enciclopedia Italiana, dove ancora oggi cura un progetto sulle parole chiave del XXI secolo.Così il suo impegno morale in una vita che potremmo definire per molti aspetti ascetica ha poi risvolti invece di partecipazione e godimento della materialità dell’esistenza, tanto che a un certo punto è diventato un noto gourmet, un difensore della tradizione e della grande cucina che ”è un fatto culturale”, di cui ha scritto in più occasioni (anche una storia e lode del pomodoro per l’inaugurazione vicino Parma di un ”Museo del pomodoro”), specie a ogni apertura del Festival della filosofia di Modena, di cui è uno dei fondatori e membro del comitato scientifico e per il quale cura i ”menù filosofici”, convinto che ”ognuno deve impegnarsi a fare al meglio quel che fa, anche un piatto di spaghetti alla amatriciana” e spiegando che ”a tavola forse troviamo davvero quella verità intera, piacevole, morbida, profumata che possiamo non solo contemplare ma gustare, come volevano i mistici medievali”. La sua vasta bibliografia è tutta ispirata a quell’idea di filosofia come ”modo di riflettere sulle condizioni umane storiche e culturali, strumento che aiuta nel tempo a crearsi una metodologia e dà suggerimenti per intendere meglio la realtà in cui ci si muove”. I titoli vanno da ”Platonismo medievale. Studi e ricerche del 1958 a ”Studio su Gassendi” (1961), ”Etica e religione nella critica libertina” (1986), ”Mundana sapientia. Forme di conoscenza nella cultura medievale” (1992), ”Origini della terminologia filosofica moderna. Linee di ricerca” (2006), ”Principe di questo mondo. Il diavolo in Occidente”, sino all’ultimo ”Michel de Montaigne o della modernità” (2016) su cui ha fissato la propria attenzione, all’ultimo saggio Translatio linguarum.

Gloria Bell, donna normale e fantasticaLelio firma il remake del suo stesso film con Julianne Moore

03 marzo 201912:33

Per un pittore sarebbe del tutto normale fare più di una copia dello stesso quadro alla ricerca della perfezione estetica, ma per un regista è diverso. Non la pensa così il cineasta cileno Sebastián Lelio che con ‘Gloria Bell’ mette in campo il remake americano di un film da lui stesso diretto nel 2012, dal titolo ‘Gloria’. Il film, nelle sale italiane dal 7 marzo distribuito da Cinema di Valerio De Paolis, ha come protagonista una splendida Julianne Moore affiancata questa volta da John Turturro, Alanna Ubach, Michael Cera, Sean Astin e Jeanne Tripplehorn.
Chi è Gloria? Si potrebbe dire una donna qualsiasi e straordinaria allo stesso tempo, una cinquantenne ancora molto bella che vive a Los Angeles, ama i suoi figli, ormai adulti, ed è anche una nonna attenta. Tra le sue passioni, quella di ballare nei club per single e comunque non smettere mai di credere all’amore. Durante una di queste serate incontra Arnold (Turturro), un tipo buffo e con qualche problema di troppo. Tra i due però nasce una passione inaspettata, che travolgerà Gloria. “Perché reinventare un film? Potrei parlare per ore di questa cosa – dice Leilo che nel primo ‘Gloria’ seguiva sempre gli alti e bassi di una cinquantenne (interpretata da Paulina Garcia) in Cile -, ma la risposta è una ed è molto semplice: perché nutro un ammirazione sconfinata per Julianne Moore. L’ho conosciuta a Parigi nel 2015 d’estate. Mi avevano detto che adorava il film ‘Gloria’, ma non avrei mai pensato che lo volesse rifare. La sua passione per il personaggio mi ha commosso e al termine dell’incontro la Moore mi ha detto: ‘Lo farei solo se lo dirigessi tu’. E io ho subito risposto: ‘Lo dirigerei solo se lo interpretassi tu'”.
E ancora il regista, premio Oscar l’anno scorso per il miglior film in lingua straniera con ‘Una donna fantastica’: “Gloria Bell è come la cover di una melodia creata insieme, suonata in un momento nuovo in un nuovo contesto e da una band nuova. Un ritratto femminile molto intenso e incisivo. Vediamo così – sottolinea ancora Lelio – questa donna, in ogni singola scena, raccontare la sua esistenza nel mondo, momento dopo momento.
Gloria è apparentemente un personaggio secondario nella vita di chi la circonda e il gioco del film è proprio quello di trasformare quel personaggio secondario in un protagonista assoluto”. Frase cult del film, che ha nella colonna sonora ‘Gloria’ di Umberto Tozzi, quella pronunciata dalla protagonista: “Se il mondo dovesse crollare mi troverà che sto ballando”.
Tante storie dentro una baleraIn sala La notte è piccola per noi di Lazotti

03 marzo 201919:54

Tante storie dentro una balera piena di musica. ‘La notte è piccola per noi’ di Gianfrancesco Lazotti, in sala dal 14 marzo con Distribuzione Indipendente, ha come protagonista principale appunto una balera (esattamente quella ‘romana’) durante un sabato italiano qualsiasi. Dentro questo spazio, tanti eterogenei protagonisti, ognuno alla ricerca della propria personale felicità . Dedicato ad Ettore Scola (“ma non è una rivisitazione di Ballando ballando” ci tiene a dire Lazotti già suo aiuto regista) il film scorre veloce sulle note dei grandi classici della canzone italiana: da 24mila baci a Malafemmina. Nessun vero protagonista, tranne forse la band degli Stag con la cantante Thony, ma tanti coprotagonisti di un’unica notte come: Michela Andreozzi, Francesca Antonelli, Riccardo De Filippis, Gegia, Tommaso Lazotti, Barbara Livi, Francesca Reggiani, Ruben Rigillo, Rino Rodio, Andrea Sartoretti, Giselda Volodi e la partecipazione straordinaria di Alessandra Panaro e Philippe Leroy. Da qui una commedia ironica, piena di gag e sentimenti che si svolge sulla grande pista illuminata da led colorati, circondata da tavoli e dove si pratica il ballo sociale. Tra i siparietti, quello che vede protagonisti un ragazzo e una donna più matura che si sono dati un appuntamento al buio e ora si cercano nel locale; un pugile ex alcolista che vuole riconquistare la sua ex, la bella cantante della band. Sulla pista anche un carabiniere che si imbatte purtroppo in una vecchia conoscenza, un pregiudicato, quattro professoresse un po’ imbranate in libera uscita e, infine, una coppia di ultra ottantenni gelosi e rissosi. Come spiega Lazotti parlando del suo film prodotto da Ad Hoc Film con Rai Cinema: Una sala da ballo alla periferia di Roma è il teatro di questo racconto d’incredibile attualità, un luogo che non invecchia mai perché non concede nulla alla provvisorietà delle mode; non fa tendenza e quindi non esclude nessuno, non ci sono obblighi formali e nemmeno zone vip. Ci si va vestiti come si vuole e se non sai ballare fa lo stesso perché in pista si pratica il “ballo sociale”, una formula democratica che impegna tutti a seguire la stessa sequenza di passi. Gente semplice, per lo più. Facce di ogni età, dai venti agli ottanta, qualcuna segnata, qualcun’altra ritoccata, espressioni divertite, tragiche o afflitte da pesi, che per una sera verranno provvisoriamente accantonati. La sala da ballo – conclude il regista – è l’osservatorio popolare che abbiamo scelto per gettare uno sguardo in giro, ai tempi che stiamo vivendo”.

Michael Jackson a rischio fortuna patrimonio con il film sulla pedofilia”Jacko” morì nei debiti, oggi tra “ricchi dalla tomba”

NEW YORK04 marzo 201912:06

Michael Jackson mori’ pieno di debiti. Ora e’ considerato tra i “ricchi dalla tomba”. Da oggi tutto potrebbe cambiare. Riusciranno le accuse di due ex bambini, protagonisti del documentario “Leaving Neverland”, a scalfire un mito che due processi per pedofilia mentre Jacko era in vita non sono riusciti a incrinare? Il film di Dan Reed e’ in onda il 3 e 4 marzo sulla rete HBO. Gli eredi Jackson (madre, i tre figli e varie organizzazioni per l’infanzia) hanno dichiarato guerra facendo causa per danni da cento milioni di dollari.

“C’e’ sempre stata questa ombra sulla figura di Michael”, ha detto al New York Times Charles Koppelman un ex consigliere finanziario del cantante: “Il documentario sara’ visto da milioni e milioni di persone. Inevitabile l’effetto negativo sulla sua fortuna finanziaria”. Nel film di Reed, presentato al festival di Sundance e promosso da Oprah Winfrey, parlano due uomini adulti, Wade Robson e James Safechuck, che accusano Jackson di avere avuto ripetuti rapporti sessuali con loro quando avevano rispettivamente sette e dieci anni e lui era all’apice della sua carriera. La tesi del documentario e’ che Michael era un “uomo-bambino” per cui le lussuose suite di hotel, i jet privati, il ranch di Neverland non erano piaceri fine a se stessi, ma esche per attirare bambini e i loro genitori. “Jacko” giustificava queste azioni perche’ lui stesso si considerava un bambino.

Le accuse di “Leaving Neverland” non sono nuove ma acquistano nuova luce nell’era del #MeToo in cui potenti uomini dell’entertainment come Bill Cosby e Harvey Weinstein sono finiti o rischiano il carcere per atti sessuali non graditi. E intanto la famiglia Jackson riduce del 70% il prezzo del ranch teatro degli abusi: 31 milioni di dollari dai 100 del 2015. Jackson mori’ sul lastrico, la sua reputazione apparentemente distrutta per sempre, nonostante l’assoluzione, dall’ultimo processo del 2005, dopo il quale il cantante lascio’ gli Usa per il Barhein.

Rientrato negli Usa il cantante tento’ il grande ritorno con una tournée. Mori’ ancor prima di cominciare per overdose di sonniferi forniti dal medico personale poi condannato per omicidio colposo. La morte del cantante segno’ la rinascita della fortuna. Gli eredi conclusero quasi subito lucrosi accordi per film, nuovi album e show teatrali, uno dei quali con il Cirque du Soleil e’ fisso a Las Vegas dal 2013. C’e’ anche un musical in arrivo a Broadway nel 2020: “Don’t Stop ‘Til You Get Enough”, prodotto dagli eredi e Sony Pictures – copione della due volte premio Pulitzer Lynn Nottage e coreografie del luminare del balletto Christopher Wheeldon – potrebbe esser il primo vero test dell’impatto di “Leaving Neverland”.

Torna il cinema maschile e plurale, una ritrovata linea narrativaMastandrea-Giallini, Gassmann-Bentivoglio tra le nuove coppie

03 marzo 201919:52

Amici, parenti, complici, nemici, amanti: sono tante le combinazioni di coppie al maschile protagoniste in sala e sulle piattaforme nei prossimi mesi. Una linea ritrovata dal cinema italiano, pensando al debutto in contemporanea in questi giorni, di Domani è un altro giorno di Simone Spada, con Valerio Mastandrea e Marco Giallini, su due amici che si ritrovano in un momento estremamente difficile, e Croce e delizia di Simone Godano, sull’inaspettato amore che nasce fra due padri di famiglia (Fabrizio Bentivoglio e Alessandro Gassmann). Tra i film in arrivo, si va da Kevin Costner e Woody Harrelson, poliziotti che tornano in servizio per dare la caccia a Bonnie e Clyde in HighwayMen – L’ultima imboscata di John Lee Hancock, disponibile su Netflix dal 29 marzo, a Hobbs & Shaw di David Leitch (agosto) con Dwayne Johnson e Jason Statham che riprendono i loro personaggi di Fast & Furious, per una difficile alleanza contro una minaccia globale. Fra gli italiani, c’è Il campione di Leonardo D’Agostini (aprile), con Stefano Accorsi professore con il compito di impartire un po’ di disciplina a una giovane e viziata star del calcio (Andrea Carpenzano). La coppia diventa, all’inizio, un trio in The vanishing – Il mistero del faro di Kristoffer Nyholm (in sala dal 28 febbraio) con Gerard Butler, Peter Mullan e Connor Swindells, per tre guardiani di un faro in uno scontro mortale. Nel biografico Il Professore e il Pazzo di P.B. Shemran (marzo), Mel Gibson è lo scozzese James Murray, lessicografo e filologo al quale nel 1878 viene affidata la redazione del primo dizionario al mondo che racchiuda tutte le parole di lingua inglese (L’Oxford English Dictionary). Un compito per il quale avrà il preziosissimo aiuto del dotto William Chester Minor (Sean Penn) ex chirurgo schizofrenico e omicida, ricoverato in manicomio criminale. Matthias Schoenaerts e Reda Kateb sono in Fratelli nemici di David Oelhoffen, due amici di infanzia che si ritrovano da adulti l’uno contro l’altro come criminale e poliziotto. La star Omar Sy (Famiglia all’improvviso), nel road movie ‘La storia di Yao’ di Philippe Godeau (aprile), interpreta proprio un divo del cinema che ritrova le sue radici riportando in Senegal, Yao (Lionel Basse) uno suo fan 13 enne scappato di casa per incontrarlo. Riccardo Scamarcio e Alessio Boni incarnano in Non sono un assassino di Andrea Zaccariello, i personaggi centrali di un thriller su un’amicizia d’infanzia tradita e la lotta alla criminalità. Nel western condito di humour nero I Fratelli Sisters di Jacques Audiard (maggio) John C. Reilly e Joaquin Phoenix sono i fratelli fuorilegge del titolo. Promette lacrime il duo composto da Steve Carell e Thimotée Chalamet, rispettivamente padre amorevole e figlio caduto nella tossicodipendenza, in Beautiful boy di Felix Van Groeningen (giugno). John C. Reilly e Steve Coogan hanno accettato la sfida di dare vita alla coppia simbolo della comicità, in Stanlio e Ollio di Jon S. Baird. Tornando in Italia, nella commedia Restiamo amici di Antonello Grimaldi, Michele Riondino e Alessandro Roja sono amici che concepiscono un surreale piano per tre milioni di euro.

Barbie 60 anni, non è solo un’icona modaNata il 9 marzo 1959, vestita alla moda, fa 200 professioni

03 marzo 201917:41

– Città di Willow, nel Wisconsin, negli Stati Uniti, siamo nel 1958. Ruth Handler osserva sua figlia giocare e si accorge che alla piccola Barbara piace dare alle sue bambole ruoli da adulte. All’epoca la maggior parte delle bambole rappresentava neonati. Nasce così la prima Barbie che esordì nel New York Toy Fair il 9 marzo 1959, vestita con un costume da bagno zebrato, la pelle chiara e i capelli neri legati in una lunga coda. Nel primo anno furono venduti 350.000 esemplari. In seguito però sarebbe apparsa quasi sempre bionda.
Negli ultimi 60 anni, Barbie ha ispirato le potenzialità illimitate in ogni bambina e recentemente modificato i suoi connotati diventando più simile alla varietà umana. Attraverso oltre 200 carriere – di recente anche astronauta con il volto di Samantha Cristoforetti – le trasformazioni e i differenti look, Barbie ci racconta la storia della moda e della società delle ultime sei decadi.
L’intenso When the rain stop fallingBella regia di Ferlazzo Natoli su difficile testo australiano

04 marzo 201911:54

E’ raro oggi vedere uno spettacolo di tanta alta qualità, raffinato nel testo come nella regia, sottile e coinvolgente come questo ”When the rain stops falling” dell’australiano Andrew Bovell realizzato su progetto di Lacasadargilla e firmato da Lisa Ferlazzo Natoli, che ha visto il Teatro di Roma, l’Ert e Teatro Due di Parma mettersi assieme per sostenerlo, anche se poi la programmazione è corta (all’Argentina solo 6 giorni dal 26 febbraio al 3 marzo) e la tournée è ancora in via di definizione. Una storia famigliare tra Londra e l’Australia lungo quattro generazioni il cui quotidiano si tinge di noir fino a che il cerchio si chiude e nasce un finale di speranza, affidato al giovane Andrew e a suo padre che accetta di fare i conti con se stesso e la sua vicenda. Un lavoro sul tempo il suo passare e le sue illusioni, sulla difficoltà dei rapporti genitori figli e l’importanza delle parole, sulla banalità e ripetitività del quotidiano e assieme sull’imprevedibilità e l’inesorabilità della vita, segnata qui da una pioggia incessante come segno di un nuovo diluvio universale, fino a quando, come dice il titolo, smetterà di cadere. E la linea padre-figlio è quella rilevante, con non a caso un imprescindibile (visto come si sveleranno fatti e persone, Henry Law in particolare) richiamo a Saturno, che nel deserto australiano si può veder di notte, pianeta come tale etimologicamente vagabondo e col nome del dio che divorò suo figlio. Si parte da una madre, Elizabeth Perry, che alleva da sola il figlio Gabriel, chiusa in un mutismo assoluto per tutto ciò che riguarda il padre, di cui gli nasconde anche le cartoline che invia a casa. Ma la strada di Gabriel col padre, che si metterà sulle sue tracce a ripercorrerne i viaggi, si incrocerà drammaticamente un giorno, segnando la sua vita e soprattutto, visto la sua più che prematura scomparsa, quella di suo figlio e la madre. Ma questo racconto forte non ha la sua forza nel contenuto, ma nel modo in cui tutto viene raccontato, nella costruzione stilistica e strutturale del testo, assolutamente unico nel far susseguire una serie di dialoghi e monologhi, 22 scene che appaiono come un continuum, pur avendo continui slittamenti temporali, in un andare avanti e indietro nel tempo, finché, partendo dagli anni ’50, si arriverà a far coincidere questi sviluppi in un futuro prossimo, datato 2039, quando Andrew compie 28 anni e suo padre 50. Una scrittura sottilissima, fatta di continui rimandi interni, di ripetizioni nel tempo di situazioni e discorsi, senza che sia l’accumulo a creare profondità, ma la levità incisiva e poetica della drammaturgia e delle sue parole, come una trama che inspessendosi pian piano rivela un disegno, mostra un terribile segreto. Un testo difficilissimo da mettere in scena, ma Lisa Ferlazzo Natoli non è stata meno dell’autore per lievità e scelta stilistico-linguistica, sostenuta dalla semplice e finissima scena praticamente fissa di Carlo Sala e dalle raffinate luci di Luigi Biondi, che fanno continuamente tutto traslucere, illuminarsi e spegnersi leggermente in un gioco di evanescenze e presenze, di sfondi, di fermi in controluce, di mettere in evidenza persone e cose (pochissime, essenziali) a seconda dei momenti temporali e narrativi, riuscendo a rendere sottilmente chiaro e intenso il complicato e tenue sviluppo dell’azione. Due ore di stupefacente spettacolo teso che ottiene l’attenzione e il silenzio più assoluto sino ai lunghi e calorosi applausi finali, per tutti gli ottimi interpreti (coadiuvati da microfoni ma tarati con grande maestria) che è giusto citare tutti in questo caso in cui l’equilibrio generale è essenziale: Caterina Carpio, Marco Cavalcoli, Lorenzo Frediani, Tania Garriba, Fortunato Leccese, Anna Mallamaci, Emiliano Masala, Camilla Semino Favro, Francesco Villano.

Incassi Usa, al top Dragon Trainer 3Secondo posto per la black comedy di Tyler Perry

03 marzo 201919:24

Il film di animazione Dragon Trainer il mondo nascosto, il terzo della saga, è ancora primo al box office americano, per il secondo fine settimana consecutivo.
Realizzato con un budget di 129 milioni di dollari, il blockbuster è vicino ai 100 milioni di dollari d’incassi americani dopo il 30 milioni di questo weekend, per un totale di oltre 375 milioni nel mondo. Al secondo posto con 27 milioni lo tallona la black comedy di Tyler Perry A Madea Family Funeral.
Terza posizione a distanza, con 7 milioni di dollari Alita: Angelo della battaglia che raggiunge i 72 milioni casalinghi.
Tv: American Woman, sesso e liberazione negli anni ’70Serie con Alicia Silverstone, Mena Suvari e Cheyenne Jackson

04 marzo 201912:12

Ispirata all’infanzia di Kyle Richards (zia di Nicky e Paris Hilton) star del popolare reality show di Bravo The Real Housewives of Beverly Hills, la serie American Woman con Alicia Silverstone, Mena Suvari e Cheyenne Jackson racconta le peripezie di una eccentrica madre single e delle sue due figlie. Sbarca anche in Italia la comedy americana creata da John Riggi il 4 marzo 2019 sul canale Premium Stories. La serie è ambientata a Los Angeles durante un particolare periodo storico: quando il movimento femminista negli anni ’70 inizia a lottare per l’abbattimento degli stereotipi sessisti.   Alicia Silverstone veste i panni di Bonnie Nolan, una donna dalla vita apparentemente perfetta: è sposata con un agente immobiliare di gran fama, è la madre di due splendide bambine e vive in una lussuosa villa sulle colline di Hollywood, con tutti i comfort del caso. Ma quando Bonnie scopre che il marito la tradisce ed è indagato per un losco giro d’affari, decide di fare una scelta piuttosto anticonformista per la sua epoca, gli Anni ’70: lascia il marito e cerca di rifarsi una vita a Los Angeles con l’aiuto delle sue due migliori amiche, la ricca e solare Kathleen (Mena Suvari di American Pie e American Beauty) e la cinica banchiera Diana (Jennifer Bartels). Insieme, le tre donne scopriranno il piacere dell’indipendenza in un periodo di grandi cambiamenti, in cui il movimento femminista prosegue a spada tratta la lotta per l’abbattimento degli stereotipi sessisti. La serie, co-creata dal produttore di 30 Rock Riggi e dallo sviluppatore di Shameless John Wells, trae ispirazione dalle prime stagioni di The Real Housewives of Beverly Hills, trasposto però in un 1975 che sta testimoniando una fase importante dei movimenti femministi. Accanto alle tre splendide attrici anche l’attore canadese James Tupper, conosciuto per la serie tv Men in Trees, qui nel ruolo di Steve Nolan, l’ex marito di Bonnie. Cheyenne Jackson interpreta invece Greg, il fidanzato di Kathleen.    Alicia Silverstone aveva dichiarato al momento del debutto negli Usa “Si può guardare con entusiasmo e incanto a quegli anni, con quei vestiti, la musica, i capelli, i gioielli ma le donne ancora non avevano conseguito un piano di parità”, aveva sottolineato l’attrice in un’intervista a Entertainment Weekly “quarant’anni dopo stiamo ancora parlando di retribuzione equa.
In ogni caso, abbiamo fatto parecchia strada da allora, ed è bello vedere da dove sia partita quella liberazione”. La serie non è stata rinnovata per problemi legati a dissapori e cambio di produzione.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Le due Valerie sorelle “villeggianti”
Autobiografia immaginaria di Bruni Tedeschi con Golino-Scamarcio

04 marzo 201911:18

I film che dirigo “sono come capitoli di un’autobiografia immaginaria. Nella vita è difficile toccare la verità, grazie alla finzione mi sembra ci si riesca più facilmente. Prendo spunto dalla realtà, da quello che conosco e lo rielaboro”. Lo spiega Valeria Bruni Tedeschi parlando del suo film da regista e protagonista, I villeggianti, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia in sala dal 7 marzo con Lucky Red. Il ricco e ottimo cast comprende amici come Valeria Golino, Riccardo Scamarcio, Pierre Arditi, Yolande Moreau, Noemie Lvovsky, oltre alla vera mamma (Marisa Borini), la zia Gigì e la figlia adottiva dell’attrice e regista, Oumy, di origine senegalese, che oggi ha quasi 10 anni.
Anche stavolta verità, finzione e autobiografia familiare si mescolano e la prospettiva si amplia, con in scena ben 21 personaggi, durante un’estate al mare in una bellissima casa in Costa Azzurra. Anna (Bruni Tedeschi), in piena preparazione del nuovo film, non si rassegna alla rottura con il suo compagno attore (Scamarcio), che la vuole lasciare per un’altra donna.
Tra famiglia e servitù vengono fuori verità, traumi (tra i quali una molestia che Anna ha subito da bambina), amori improvvisi, dolori, rabbia, lutti, nuovi inizi. “La sfida era raccontare un microcosmo che sembra protetto ma non lo è – dice la regista -.   Le storie di 21 personaggi, i loro rapporti sociali, l’erotismo, con l’eco del mondo intorno”.
Valeria Golino, grande amica dell’attrice e regista, interpreta la sorella di Anna, Elena, sposata a un industriale senza troppi scrupoli (Arditi), che anni prima l’aveva fatta abortire. Ha mai chiesto a sua sorella Carla Bruni di recitare il ruolo? “Glielo chiedo sempre, ma lei non vuole far l’attrice, o meglio l’ha fatto solo per Woody Allen. Però Valeria (Golino) ormai fa parte del clan familiare, non avrei potuto immaginare il film senza di lei”. “Sono la seconda scelta – scherza l’attrice -. Con Valeria come regista ti liberi dei tuoi limiti e delle tue paure, ti senti protetta. Ti affidi a lei, a volte mi fa molto arrabbiare, con lei posso essere al mio peggio senza vergognarmi. Poi lavora con persone straordinarie. Mi ha aiutato molto vedere come dirige gli attori prima di girare il mio film da regista”.
Anche Riccardo Scamarcio si sente senza difese con Valeria Bruni Tedeschi: “Per lei faccio tutto quello che chiede, sono disarmato. Per questo ho cercato all’inizio di non farlo questo film, dando buca due volte ai provini a Parigi. Lei però è venuta da me a Roma”. Per il modo in cui gira “mi ricorda Woody Allen, c’è la base solida della sceneggiatura, ma vuole anche la spontaneità”. Bravissima anche la figlia, Oumy Garrel Tedeschi : “Rappresenta l’unica persona adulta della storia, volevo prendere la sua verità e lasciarla libera. Sono rimasta allibita al montaggio dalla sua potenza e lei ora dice che è il personaggio principale” afferma la regista.
Incassi, Dragon Ball balza in testaRisale secondo Green Book, terzo Domani è un altro giorno

04 marzo 201911:31

Dragon Ball Super: Broly esordisce in testa al box office italiano del weekend: il film tratto dalla saga di Akira Toriyama ha incassato 1 milione 670 mila euro con una media 4.387 euro su 380 sale.
Effetto Oscar sulla seconda posizione: il recente vincitore dell’ambita statuetta, Green Book, che risale dal sesto posto al podio guadagnando 1 milione 84 mila (con una media di 2.282 euro con 475 copie) e un risultato complessivo di 7 milioni 311 mila.
Esordisce terzo Domani è un altro giorno con Marco Giallini e Valerio Mastandrea: l’incasso è di 706 mila euro.
Le altre new entry della top ten sono al quarto posto Ancora auguri per la tua morte diretto da Christopher Landon, sequel della horror comedy del 2017 con Jessica Rothe, che incassa 553 mila euro; al sesto Croce e Delizia di Simone Godano con Alessandro Gassmann, Fabrizio Bentivoglio, Jasmine Trinca e Lunetta Savino, che mette via 531 mila euro; al nono il cartoon C’era una volta il Principe Azzurro che guadagna 311 mila euro.

I sensi e il pudore dopo la legge MerlinL’abolizione delle case chiuse e la rivoluzione dei costumi

04 marzo 201911:22

LILIOSA AZARA , I SENSI E IL PUDORE (DONZELLI EDITORE, pp. 230 – 24,00 euro) – “L’idea di riaprire le case chiuse ripropone un modello vecchio di 150 anni”.
Liliosa Azara, docente di Storia delle Donne all’ Università Roma Tre, è drastica nel giudicare l’ orientamento diffuso tra i leghisti, rilanciato ora dal ministro dell’ Interno Matteo Salvini. Alla legge Merlin e a quanto seguì dopo la sua approvazione nel 1958, la studiosa ha dedicato il saggio “I sensi e il pudore. L’ Italia e la rivoluzione dei costumi (1958-68), la rilettura di un Paese pervaso da una morale sessuale influenzata pesantemente dalla Chiesa e da una visione del sesso in cui le esigenze maschili trovavano ogni giustificazione, dove fu proprio una donna a scardinare il meccanismo delle case chiuse mettendo fine alla regolamentazione della prostituzione da parte dello Stato.    Angelina Merlin, prima donna eletta in Senato, è nota solo per questa sua battaglia ma aveva alle spalle una lunga militanza nel movimento operaio. Nata a Chioggia, socialista, fu arrestata dalla polizia fascista nel 1926, scontò cinque anni di confino e entrò nella Resistenza. Dopo la Liberazione fu tra le fondatrici dell’Unione Donne Italiane. La sua legge costituì una delle premesse per lo stravolgimento dei rapporti provocato dai movimenti giovanili. Liliosa Azara concentra l’ attenzione sul dibattito politico scaturito nel 1948, quando la proposta di legge fu presentata. “La posizione leghista richiama l’ angoscia che colse le istituzioni, e in particolare le autorità di Pubblica Sicurezza, all’ indomani della approvazione della legge. Non sapendo cosa fare, vennero rispolverate vecchie misure repressive o si pensò di inasprire le norme in vigore sulla condotta delle persone pericolose, considerando tali anche le prostitute. Gli argomenti sono gli stessi, l’ ordine pubblico, la sicurezza, la diffusione delle malattie. Non conoscere il fenomeno e parlare alla pancia degli italiani condiziona tutto il dibattito”.    Nel 1948 l’ Italia era uno dei pochi paesi in Europa a tollerare ufficialmente la prostituzione. I postriboli erano 730 frequentati da due milioni e mezzo di persone. Ogni anno lo Stato incassava dai 10 e i 15 miliardi di tasse versate dai gestori. Fuori dalle case chiuse la prostituzione era florida: alle 4000 donne sotto controllo facevano da contraltare le circa 20mila “veneri vaganti in libertà”, soprattutto nel meridione e nelle isole. “La senatrice Merlin – chiarisce l’ autrice – lo ripetè molte volte: non mirava ad abolire la prostituzione ma a mettere fine al coinvolgimento dello Stato come mediatore e ‘cassiere’ “. Il libro descrive contromisure e divieti “in difesa della moralità e della pubblica decenza” che oggi fanno sorridere, dalle circolari del 1948 del ministro dell’Interno Mario Scelba sul divieto assoluto dello slip nelle spiagge, alla richiesta di un sacerdote di Venezia di impedire le “esibizioni di nudismo” delle turiste, soprattutto straniere. A Roma nel 1957 il Questore bandì shorts e camicette trasparenti. A Torino spuntarono le squadre di anti bacio: poliziotti che controllavano chi “in luogo pubblico compie atti gravemente lesivi della morale”, nonostante la Cassazione avesse stabilito che i “baci pudichi scambiati da innamorati in una sala cinematografica non costituiscono reato”.    Attingendo ai documenti processuali, Azara ricostruisce il primo processo nel 1956 a Roma per “tratta delle bianche”. Dietro il pretesto di una compagnia di ballo il principale imputato era accusato di aver reclutato ragazze per farle prostituire. Spazio poi al fenomeno, importato dagli Usa, delle ragazze squillo, pronte a gestire per telefono gli incontri con i clienti. Nel 1959 Milano è capofila della nuova moda, con 10mila call girls. Nel 1966 scoppia il caso “la Zanzara”: due ragazzi e una ragazza del giornale del Liceo Parini di Milano processati per una inchiesta sull’educazione sessuale dei giovani. In base a una circolare di epoca fascista i due giovani furono costretti a spogliarsi in procura e a subire una visita medica. Il caso arrivò in Parlamento ma si chiuse con l’ assoluzione. A riprova del mutamento dei costumi sul finire degli anni sessanta, ecco i servizi del giornale scandalistico Abc sulle perversioni in famiglia e le lettere delle donne sui desideri più segreti.
Alla legge della senatrice veneta si attribuirono tutte le colpe dei pericoli e della decadenza morale che una prostituzione libera avrebbe comportato per un Paese abituato a considerare le case di tolleranza come un “legittimo” sfogatoio delle pulsioni maschili. Lina Merlin non solo chiuse i postriboli ma aprì la strada ad una accelerazione del percorso che, tra mille contraddizioni, avrebbe portato l’ Italia ad una concezione nuova delle relazioni tra le persone.
Stanze di M. Palmieri in mostra a MilanoFotografie in grande formato per indagare lo spazio

04 marzo 201912:25

– ‘Stanze’ è la nuova serie di fotografie di Marco Palmieri, l’ultimo e più stretto allievo di Ettore Sottsass, raccolte in una mostra che sarà inaugurata mercoledì alle 18 e 30 nella galleria di Antonia Jannone in corso Garibaldi a Milano. La mostra (catalogo con testo di Denis Curti) sarà visitabile fino al 27 marzo.
Palmieri – spiegano i responsabili della mostra – analizza la poetica di ambienti intimi e domestici, descrive e ricostruisce situazioni in cui lo spazio rimane l’elemento da indagare. Gioca con la luce, sua continua ricerca che caratterizza il suo tratto e il suo sentire profondo. Si tratta di uno studio che prosegue in una nuova serie di fotografie di grande formato, stampate a getto di inchiostro su carta cotone Hahnemühle e montate su alluminio. I soggetti di queste rappresentazioni sono luoghi minimali e scarni, spazi angusti in cui netti tagli di luce definiscono e abitano di volta in volta lo spazio puro e monocromatico. Bucature, squarci, feritoie permettono alla luce di invadere le stanze e rivelare la propria forza come elemento in grado di trasformare lo spazio, di renderlo percepibile trasformandone il vuoto in pieno. È una ricerca introspettiva in cui l’artista non ritrae spazi esistenti ma spazi astratti, che crea e progetta appositamente, per poterli poi fissare come immagine attraverso l’uso della fotografia.

Matera 2019, francobollo commemorativoCon una veduta della città incentrata sui ‘Sassi’

04 marzo 201913:29

E’ stato emesso il francobollo dedicato a Matera, Capitale europea della cultura 2019. Come già preannunciato, la vignetta del valore postale, stampato in rotocalco, mostra una veduta delle città incentrata sui “Sassi”, gli antichi quartieri scavati nelle rocce. Il francobollo è valido per la posta ordinaria destinata all’Europa e all’area mediterranea. L’annullo speciale primo giorno di emissione è disponibile nell’ufficio postale di Matera città.

Picenni e le forme visibili della poesiaA Villa Lagarina dal 9 marzo al 14 aprile

TRENTO04 marzo 201913:44

– “Le forme visibili della poesia” è il titolo della mostra personale dedicata a Fernando Picenni allestita dal 9 marzo al 14 aprile a palazzo Libera, a Villa Lagarina.
La mostra, a cura di Leonardo Conti e Michele Beraldo con l’organizzazione di Claudio Tovazzi, è incentrata sulla ricerca recente del maestro bergamasco e milanese di adozione (classe 1929), con 30 opere su tela anche di grandi dimensioni.
“Quella di Picenni – sottolineano gli organizzatori – è una pittura fatta di profondissimi spazi, luce sorgente, inedite forme e un inedito uso vibrante del colore, che, nelle sue poetiche declinazioni, svela l’intima connessione picenniana tra l’arte e la vita. Eppure il lavoro incessante del pittore (‘Quando entro in studio appendo la vita al chiodo’) risiede proprio nel mettere da parte la realtà quotidiana che viviamo, per inventarne un’altra, tra i quattro lati della tela”.
Morto Keith Flint, cantante dei ProdigyLo riferisce il Daily Star, aveva 49 anni

04 marzo 201913:55

Il cantante dei Prodigy, Keith Flint, 49 anni, è stato trovato morto nella sua abitazione a Dunmow, Essex. Lo riferisce il Daily STAR. Lo voglio ricordare così:“Siamo stati contattati poco dopo le 8 di questa mattina per constatare le condizioni di un uomo in un’abitazione a Brook Hill”, ha spiegato un portavoce della polizia dell’Essex allla rivista musicale britannica Nme: “Al nostro arrivo, sfortunatamente, è stata dichiarata la morte di un uomo di 49 anni. I parenti sono stati informati. La morte – spiega ancora – non è stata giudicata sospetta e presto il coroner presenterà un dossier”.
Keith Flint ha raggiunto il successo negli anni 90 con la band di musica elettronica The Prodigy, il cui disco di maggior successo, The Fat of The Land del 1997, li ha portati all’attenzione della scena musicale mondiale. Flint ha iniziato come ballerino, e poi come cantante proprio con The Fat of the Land
Nel giugno 2004, a Milano, fu protagonista di una passerella choc per Versace
“La morte non viene considerata sospetta e verrà preparato un dossier per il medico legale”, ha spiegato la polizia, che è stata chiamata questa mattina intorno alle 8 ora locale e non ha potuto fare altro che constatare la morte del cantante.
Partito come ballerino dei Prodigy, è poi diventato vocalist del gruppo britannico Prodigy. Tra i brani più noti, Breathe, Smack My Bitch Up, Firestarter.
“E’ con profondissimo shock e tristezza che confermiamo la morte del nostro fratelli e grande amico Keith Flint”, ha scritto la band, considerata tra gli esponenti di spicco del Big Beat anni ’90. E’ stato “un vero pioniere, un innovatore, una leggenda. Ci mancherà per sempre. Grazie a tutti per il rispetto della privacy in questo momento così difficile”.

 

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

In S.Caterina Gentileschi celato dipinto
Opera forse ‘mash up’ autoritratto e ritratto figlia Medici

FIRENZE04 marzo 201914:00

– La S.Caterina d’Alessandria di Artemisia Gentileschi come risultato dell’unione tra l’autoritratto della pittrice e il ritratto di Caterina, figlia del granduca Ferdinando de’ Medici, realizzato durante la permanenza alla corte dei signori toscani. È l’ipotesi emersa dalle analisi svolte dall’Opificio delle pietre dure di Firenze sulla tela della pittrice custodita agli Uffizi di Firenze: lo studio ha mostrato che sotto la superficie dell’opera esiste una versione preesistente della Santa Caterina, senza corona e con un turbante, ed il volto più rivolto verso l’osservatore, anziché di tre quarti e con lo sguardo rivolto verso l’alto, in contemplazione, come appare nel dipinto finito.
Dall’analisi i restauratori hanno notato come la versione precedente della martire ritratta con il turbante sia praticamente identica all’opera della Gentileschi acquistata mesi fa dalla National Gallery di Londra. È stato quindi ipotizzato che entrambe le tele derivino dallo stesso disegno.
Pacifico, canzoni dal giro del mondo’Bastasse il cielo’ è il nuovo album in uscita venerdì 8 marzo

04 marzo 201914:24

– ‘Bastasse il cielo’ è il titolo del nuovo album firmato da Pacifico, in uscita venerdì 8 marzo, che riporta in scena il cantautore a sette anni di distanza dal lavoro precedente. Con una scaletta di dieci brani, da quello che dà il titolo a tutto il lavoro, fino a ‘Quello che so dell’amore’, l’album sarà anche il protagonista di un tour in partenza sempre l’8, dal Teatro Filarmonico di Piove di Sacco, in provincia di Padova. “Questo lavoro è pieno di parole, ma anche di musica – ha detto Pacifico – per quella che è diventata una sinfonia internazionale di musicisti sparsi per il mondo che hanno messo mano alle mie canzoni”.

Scamarcio, Buy, Rohrwacher protagonisti nel nuovo film di Nanni MorettiInizio riprese lunedì 4 marzo dal romanzo Tre Piani di Nevo

03 marzo 201914:14

Nanni Moretti, dopo il documentario Santiago, Italia torna sul set: cominciano lunedì 4 marzo a Roma le riprese del nuovo film, tratto dal romanzo Tre piani di Eshkol Nevo (Neri Pozza). Prodotto da Sacher Film e Fandango, con Rai Cinema e Le Pacte su sceneggiatura di Nanni Moretti, Federica Pontremoli e Valia Santella, il film è interpretato da Riccardo Scamarcio, Margherita Buy, Alba Rohrwacher, Adriano Giannini, Elena Lietti, Nanni Moretti, Denise Tantucci, Alessandro Sperduti, Anna Bonaiuto, Paolo Graziosi, Tommaso Ragno, Stefano Dionisi.
Il film uscirà nel 2020 e sarà distribuito in Italia da 01 Distribution, in Francia da Le Pacte e nel resto del mondo da The Match Factory. Il romanzo dell’autore israeliano da cui è tratto il film è ambientato a Tel Aviv: italiana sarà invece l’ambientazione della storia che racconta tre famiglie che vivono nello stesso condominio borghese.

La Libertà, in edizione speciale 10 anniPiersanti con le musiche di Montalbano e prima volta i 12 Strega

04 marzo 201914:40

– Festeggia i 10 anni con un tema cruciale, ‘Libertà’, ‘Libri Come 2019’ che dal 14 al 17 marzo ospiterà all’Auditorium Parco della Musica di Roma oltre 250 autori tra star e scrittori da scoprire, molti ancora poco famosi nel nostro paese, dalla polacca Olga Tokarczuk all’autrice di culto anglocanadese Rachel Cusk e dalla nuova generazione di scrittori russi Zoja Svetova. Dalla Spagna arrivano Javier Cercas, Clara Uson, Manuel Vilas e dagli Usa Peter Cameron. Grande attesa per il concerto di Franco Piersanti e l’Orchestra Roma Sinfonietta che il 15 marzo presenteranno le musiche della serie dedicata al Commissario Montalbano. E all’Auditorium potrebbe arrivare anche il regalo di una lezione sulla Libertà di Andrea Camilleri. Tanti gli autori italiani tra cui Gianrico Carofiglio, Niccolò Ammaniti, Michela Murgia e i candidati al Premio Strega 2019, Marco Missiroli e Antonio Scurati. L’apertura, come è ormai consuetudine, sarà in contemporanea in 10 biblioteche di Roma.
In un’ottica rara di condivisione e collaborazione, dieci autori saranno presenti sia a Libri Come che al festival degli editori indipendenti ‘BookPride’ di Milano che si svolge negli stessi giorni della manifestazione prodotta dalla Fondazione Musica per Roma e curata da Marino Sinibaldi, Michele De Mieri e Rosa Polacco. E per la prima volta, il 17 marzo, verranno annunciati a Libri Come i dodici candidati del Premio Strega 2019.          [print-me title=”STAMPA”]

Aggiornamenti, Cinema, Notizie, Spettacoli Musica e Cultura, Ultim'ora

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Tempo di lettura: 18 minuti

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

TUTTE LE NOTIZIE SEMPRE AGGIORNATE

DALLE 03:17 DI SABATO 02 MARZO 2019

ALLE 07:24 DI DOMENICA 03 MARZO 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Guzzanti, social fonte di degrado
Suo laboratorio su satira a La Sapienza e scrive nuovo film

02 marzo 2019 03:17

– Sui social “prendono forma manifestazioni di rabbia aberranti, li lascio perdere. Sono strumenti che hanno contribuito enormemente al degrado umano e culturale che stiamo vivendo e che hanno impoverito il dibattito politico”. Lo ha detto Sabina Guzzanti, nell’incontro con il quale ha introdotto all’Università La Sapienza di Roma il laboratorio su comico e satira che curerà da aprile per ‘Arti e scienze dello spettacolo’. Per l’attrice “ci fanno solo sottrarre tempo alla partecipazione attiva, allo scendere in piazza, al parlare con altre persone. Il web è importantissimo ma i social sono dannosi a livello umano e sociale”.
Venendo ai temi del laboratorio, l’autrice di ‘Raiot’, “su cui 15 anni fa si è abbattuta una delle censure più pesanti compiute in Rai”, la satira “è un genere che si deve praticare parallelamente a altre attività. Dedicarsi solo a quella ti fa il sangue cattivo” e “non deve servire a odiare ma a dire ‘io non ho paura di te perché mi fai ridere'”. Intanto, “sto scrivendo un nuovo film”.

Insieme a Pulce, per vivere una fiabaArriva ‘La bambina che somigliava alle cose scomparse’ di Perroni

02 marzo 201911:12

SERGIO CLAUDIO PERRONI, LA BAMBINA CHE SOMIGLIAVA ALLE COSE SCOMPARSE (La nave di Teseo, pp.176, 13 euro. Disegni di Leila Marzocchi). “Come tutti gli animi romantici, Pulce adorava gli arcobaleni: ogni volta che ne vedeva uno sognava di farci l’altalena”. Che bel regalo camminare al fianco della piccola Pulce, la prodigiosa protagonista de “La bambina che somigliava alle cose scomparse”, favola dolceamara scritta con una fantasia al tempo stesso matura e giovane da Sergio Claudio Perroni per La nave di Teseo, in libreria dal 28 febbraio. Dopo il viaggio nei sentimenti di “Entro a volte nel tuo sonno”, in questo prezioso, piccolo libro lo scrittore dà vita a un personaggio tenero e irresistibile, una bimba tutto pepe di 7 anni che ha ricevuto il dono di potersi trasformare in chiunque e in qualunque cosa. Una fiaba senza tempo e senza età, che accoglie dentro di sé lo sguardo di grandi e piccini, e in cui la storia di Pulce è un misto di magia e attitudine alla cura degli altri: il lettore non si pentirà di stare al fianco della bimba perché sarà uno spasso condividerne i pensieri e vivere con lei avventure indimenticabili.
Tutto ha inizio quando Pulce decide di “prendersi una vacanza” dalla sua famiglia, per non sentire più le lamentele dei genitori e della nonna sui suoi comportamenti sbagliati e le sue presunte mancanze. Iniziando a girovagare, la piccola peste dagli “occhi color tatuaggio” incontra lungo il suo cammino tanti personaggi. C’è la ragazza che ha perso il suo aspetto dopo averlo troppo criticato, il medico che non essendo riuscito a curare la moglie non ha più fiducia in se stesso, il ragazzo che non riesce a dipingere l’arcobaleno perché non ricorda più il blu, il vecchietto che per l’ennesima volta ha smarrito le chiavi di casa. Tutti coloro in cui la bimba si imbatte hanno conosciuto la perdita e quindi il dolore: ma per ognuno Pulce compie il suo piccolo miracolo, e, trasformandosi in quello che non c’è più, offre consolazione e rimedio.
Mentre la fiaba procede e la protagonista dispensa le sue cure, tra le righe per il lettore nasce un desiderio prepotente di afferrare ancora l’innocenza, di sentire il sapore dolce dei sogni ancora possibili, di accarezzare l’anima con la bellezza delle cose semplici. Quando il senso della perdita – di una persona, di un oggetto, di un sogno, di una speranza – si fa più forte ed è la nostalgia a farla da padrona, la Pulce di Perroni diventa un po’ più saggia. Se è vero che tutti fanno i conti più volte nella vita con la sofferenza, la bimba, tra una domanda pungente e una riflessione assennata, tende la mano e offre il suo aiuto, semplicemente con il suo mettersi in sintonia con l’altro, per ascoltare e provare a comprendere. Il suo segreto è la fantasia, unita a un pizzico di testardaggine e a una sorta di buonsenso “adulto” scaturito da esperienze dirette o vissute e raccontate da figure a lei vicine.
Con una penna lieve ma efficace, che crea immagini delicate e potenti, Perroni permea la pagina del ricordo tangibile del mondo dell’infanzia rendendolo vero. E ci dimostra quello che già sappiamo, ossia che sarebbe più semplice, ma anche più poetico e divertente, vivere in compagnia di quel bambino che eravamo, scrollargli la polvere di dosso e prenderlo per mano.
Animali Pinocchio nei disegni di SassoliAl Museo della Grafica di Pisa fino al 20 maggio

PISA02 marzo 201913:08

– E’ dedicata agli animali che incontrano Pinocchio nelle sue avventure la mostra ospitata fino al 20 maggio prossimo al Museo della Grafica di Palazzo Lanfranchi a Pisa. ‘Una zoografia per Pinocchio. Disegni di Filippo Sassòli 2009-2019’, il titolo dell’esposizione che raccoglie 35 disegni eseguiti dall’artista romano Sassoli.
Realizzati a penna con inchiostro nero, steso anche a pennello più o meno diluito e con rifiniture a punta metallica, i disegni sono divisi in due formati: il più grande dedicato agli ‘animali personaggi’ e il più piccolo agli ‘animali comparse’, ovvero a quelli definiti dallo stesso Sassoli “senza nome proprio, in minuscolo e non dialoganti”.
I disegni non sono illustrazioni di commento al testo di Collodi, ma frutto, si spiega, di una “precisa scelta di riproporre gli animali nella loro vivida concretezza, senza l’aggiunta di nessun particolare attributo che ne snaturi l’essenza, cercando di porre in risalto il loro personale incontro con Pinocchio. Non manca un tocco d’ironia, peculiarità espressiva di tutta l’opera di Sassoli”.
All’edizione pisana della mostra farà seguito quella romana prevista per l’autunno presso le sale del Museo dell’Istituto Centrale per la Grafica, alla Fontana di Trevi.

Fernández e Mauro finalisti del TerzaniNella cinquina anche Franklin Foer, Sunjeev Sahota e Yan Lianke

TRIESTE02 marzo 201913:09

– Nona Fernández per La dimensione oscura (gran vía), Franklin Foer per I nuovi poteri forti (Longanesi), Ezio Mauro per L’uomo bianco (Feltrinelli), Sunjeev Sahota per L’anno dei fuggiaschi (Chiarelettere) e Yan Lianke per I quattro libri (nottetempo) sono i cinque finalisti della quindicesima edizione del Premio letterario internazionale Tiziano Terzani, istituito e promosso dall’associazione culturale vicino/lontano di Udine insieme alla famiglia Terzani.
“Anche quest’anno – afferma la presidente della giuria, Angela Terzani – abbiamo cercato di candidare al premio opere che aiutino a far luce sui retroscena umani, storici o politici delle questioni di maggiore attualità nel mondo. Questo, per restare fedeli allo spirito di Tiziano, alla cui memoria il premio è dedicato”. Il vincitore sarà protagonista il 18 maggio, al Teatro Nuovo Giovanni da Udine, della serata-evento per la consegna del premio, appuntamento centrale del festival vicino/lontano, in programma dal 16 al 19 maggio a Udine.
Scavi Ercolano, restauro aperto pubblicoDal 5 al 10 marzo ingresso gratis per Settimana dei Musei

ERCOLANO (NAPOLI)02 marzo 201913:23

– Dal 5 al 10 marzo, nell’ambito della Settimana dei Musei promossa dal Mibac ad ingresso gratuito, turisti e visitatori che si recheranno al Parco archeologico di Ercolano potranno assistere anche alle operazioni di restauro di un dipinto murale all’interno dell’Antiquarium. In un laboratorio dal vivo, infatti, i visitatori osserveranno il riaffioramento delle pennellate originali di due frammenti di pittura appartenenti molto probabilmente all’apparato decorativo di Villa dei Papiri, riscoperti nell’ambito delle campagne di riordino dei depositi e ritrovati nel corso degli scavi del 1996-98. I frammenti – spiegano dal Parco – potrebbero essere riferiti al II stile ed essere stati dipinti tra il 50 e il 25 a.C. Pareti con pitture di questa fase sono presenti ad Ercolano prevalentemente nell’area della Villa dei Papiri e delle dimore più prestigiose i cui proprietari volutamente non avevano aggiornato le decorazioni alla moda in auge al momento dell’eruzione del Vesuvio.

Gazzelle fa cantare Forum di MilanoSold out ad Assago per la prima del Punk Tour

MILANO02 marzo 201916:43

Cori e ovazioni degni da rockstar hanno accolto la tappa del ‘Punk tour’ di Gazzelle in un Mediolanum Forum di Assago sold out. Dopo una data zero, il romano Flavio Pardini ha fatto il suo debutto tra i fenomeni del nuovo pop indipendente capaci di radunare grandi masse. A richiamare migliaia di persone, per lo più ventenni, sono le melodie malinconiche e contagiose con le quali Gazzelle veste storie di sventure sentimentali.
La messa in scena essenziale da show rock (con qualche scintilla e coriandolo a condire il tutto) è stata accompagnata da un lungo racconto cinematografico trasmesso sul maxischermo, immagini di palazzoni, marciapiedi, ponti a mo’ di lettura narrativa per le canzoni emotive in una scaletta che ha pescato anche dal precedente album. ‘Tutta la vita’ (ripetuta nel bis), ‘Sayonara’, ‘Scintille’, ‘Nero’ e ‘Sopra’ sono state le più acclamate, insieme con ‘Quella te’, proposta sul finale solo voce e chitarra da un palchetto al centro dell’arena.
Sindaco Amelia porta solidarietà a EmmaEra stata insultata da consigliere con frase sessista

AMELIA (TERNI)02 marzo 201914:25

– Incontro tra il sindaco di Amelia, Laura Pernazza, ed Emma Marrone, in occasione del concerto tenuto dalla cantante al Palalottomatica di Roma. Il sindaco ha portato all’artista la propria solidarietà dopo il commento sessista nei confronti dell’artista postato su Facebook da un consigliere comunale di maggioranza, Massimiliano Galli della Lega (per il quale è stata avviata la procedura di espulsione dal partito). Ha quindi invitato Emma Marrone in città.
“Emma – spiega il sindaco – è stata molto contenta del gesto e lo ha apprezzato. Le abbiamo detto che la nostra amministrazione crede molto nelle donne: la giunta è a maggioranza femminile, e prendiamo le distanze da quelle affermazioni. Amelia non è una città né omofoba, né razzista, né sessista”.
Ad Emma Marrone Pernazza ha donato un libro sulle bellezze storico-culturali di Amelia e un altro di don Pierino Gelmini, invitandola ad incontrare i ragazzi della Comunità Incontro di Molino Silla.

Carboni: ‘quel disco di Lucio mi cambiò’Sold out lo show per ricordare l’album del 1979 della svolta

BOLOGNA02 marzo 201916:16

– Uno show sold-out per un omaggio che dura ininterrotto da 7 anni. Bologna non sa dimenticare Lucio Dalla: il cantautore morì l’1 marzo 2012, a 69 anni, tre giorni prima del compleanno reso celebre da uno dei suoi capolavori. La sua città lo ricorderà nuovamente lunedì con un concerto (già tutto esaurito) al teatro Comunale dove amici e colleghi interpreteranno con l’accompagnamento dell’orchestra le canzoni di ‘Lucio Dalla’, l’album del 1979 che segnò una svolta nella carriera dell’artista.
Tra questi, anche Luca Carboni, a cui toccherà ‘Tango’. “Una canzone bellissima, di speranza”, spiega

: “Quel disco mi ha aperto il mondo: io avevo già una band, ma canzoni come ‘L’anno che verrà’ o ‘Anna e Marco’ furono una rivelazione”.
Insieme a Carboni, tra gli altri, saliranno sul palco anche Gaetano Curreri, Lo Stato Sociale, Ron, Marco Masini e Iskra Menarini.

Claudia Gerini: “Roma ‘spremuta’ ma la amo sempre”Attrice tra Suburra, ‘Amori e altri rimedi’ e cinema

02 marzo 201919:57

Nella “Roma livida” di Suburra – La serie, tornata con la seconda stagione su Netflix dal 22 febbraio, le donne hanno ruoli chiave e uno dei personaggi più emblematici è la cinica Sara, interpretata da un’intensa Claudia Gerini. “Nelle varie incarnazioni della mia carriera – spiega

– da Jessica in poi, ho raccontato spesso la romanità, che mi appartiene profondamente. Soprattutto negli ultimi anni mi sono attaccata tantissimo alla mia città, come fa una madre con un figlio più fragile. La vedo sofferente, negli anni è stata mal gestita e spremuta come un limone. Ma nonostante tutto ne continuo a vedere la struggente bellezza e il romanticismo”. Suburra è solo una delle sfide lavorative per l’attrice: sarà in tv anche su Foxlife, dall’11 marzo in prima serata come narratrice di Amore e altri rimedi, inedito ritratto di coppie in crisi e il 4 aprile tornerà in sala con Dolce Roma di Fabio Resinaro. Ha girato poi A mano disarmata di Claudio Bonivento, dov’è Federica Angeli, la giornalista ora sotto scorta che ha scritto inchieste su mafia Capitale e il clan Spada e presto inizieranno le riprese di Hammamet, il film di Gianni Amelio su Bettino Craxi (Pierfrancesco Favino), con l’attrice nel ruolo di Ania Pieroni, a lungo legata al leader socialista. Tornando a Suburra, il suo personaggio, Sara che nella prima stagione ha perso il potere in Vaticano e il suo status di moglie, in questa seconda si lancia nel business dell’accoglienza dei migranti: “Si sporcherà un po’ di più le mani, dovrà andare fino in fondo e non si spaventa – spiega -. E’ un personaggio freddo, si permea di determinazione per raggiungere ciò che vuole. Non si lascia trascinare via da nessuna emozione”. A volte servirebbe un po’ più di cinismo alle donne per affermarsi? “Non penso, dobbiamo mantenere tutte le nostre caratteristiche di accoglienza, di persone che procreano e proteggono. Da Sara certo non vanno presi l’opportunismo e il cinismo, ma la determinazione nel concentrarsi su un obiettivo e perseguirlo”. L’attrice, anche da spettatrice è una grande fan di Suburra “come lo sono anche le mie figlie. Mi affascina la contraddizione continua nei personaggi – dice -. Non ho mai frequentato il mondo di fiction e serie, sono sempre sfuggita a questi impegni così lunghi. Ho abbracciato Suburra perché amo raccontare la mia città in modi diversi. Qui c’è una Roma livida, è protagonista la sua parte più dark, un intreccio unico al mondo fra Vaticano, politica e criminalità. Poi mi interessava poter raggiungere con un progetto in lingua italiana, e un personaggio così complesso, 140 milioni spettatori potenziali e 190 Paesi del mondo. Il linguaggio è totalmente nuovo. Su queste piattaforme c’è una libertà narrativa che alza un po’ l’asticella della qualità”. Tra pochi giorni l’attrice debutterà anche ‘Amori e altri rimedi’ su FoxLife: “Anche lì sto nel mio perché ho il compito di fil rouge, di complice del pubblico, che un po’ commenta, un po’ riassume e un po’ si confronta con quest’esperimento”. Al centro in ogni puntata ci sono due coppie in crisi, nelle quali per una settimana, l’uomo della coppia A va a vivere con la donna della coppia B e viceversa: “A fine settimana devono decidere se rivalutare la loro unione o lasciarsi, coadiuvati da due psicologi”. Dal programma “sono uscita con uno sguardo sorprendentemente ottimista sui rapporti di coppia. Tirando le somme, si valutano in modo diverso le cose che si danno per scontate”.
ritorno in sala ci sarà dal 4 aprile con Dolce Roma di Fabio Resinaro, tratto dal romanzo di Pino Corrias, Dormiremo da vecchi. “E’ un progetto unico, molto bello – sottolinea -. Fabio ha un grande talento, e utilizza un linguaggio affascinante”. La storia è “particolarissima: c’è una Roma delle feste, dell’apparire, della falsità di tante cose, del cinema, di chi cerca un posto al sole”. Protagonista è Oscar un produttore cinico di fiction e reality show (Luca Barbareschi). Claudia Gerini interpreta sua moglie Elga.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Pescatori Fano, da noi casa per Lisippo
Statua ora in California, pescatore la recuperò in Adriatico

FANO (PESARO URBINO)02 marzo 201917:02

– Una casa per il Lisippo. La cooperativa di pescatori Coomarpesca di Fano dà la sua disponibilità ad accogliere la statua del Lisippo, che ora si trova al Getty Museum di Malibù, in California. L’Italia ne ha chiesto la restituzione e la confisca è stata confermata dalla Cassazione. La candidatura ad ospitare ‘l’Atleta’, approvata all’unanimità dal consiglio d’amministrazione di Coomarpesca, nasce dal fatto che fu un socio pescatore nel 1964 a recuperare l’atleta vittorioso nel mare Adriatico. Coomarpesca lo propone a Fano con una lettera aperta al sindaco Massimo Seri. “Dopo il rigetto del ricorso presentato dai legali dei Getty Museum per la restituzione della statua all’Italia – afferma il cda di Coomarpesca -, pensiamo sia indispensabile dare un nuovo segnale di accoglienza e di stimolo al rientro dell’opera che crediamo debba essere collocata in città. La nostra casa, cioè la cooperativa, è pronta ad accoglierla in una sede adeguata al suo incommensurabile valore artistico e storico”.
Lawrence Ferlinghetti, un Little Boy di 100 anniIl poeta, artista e editore dei Beat li festeggia il 24 marzo

02 marzo 201919:56

”Little Boy, cresciuto da romantico contestatore, ha conservato la sua giovanile visione di una vita destinata a durare per sempre, immortale come lo è ogni giovane, convinto che la sua identità speciale non morrà mai”: si conclude così, con una dichiarazione di innocenza mai perduta, l’autobiografia che quel fanciullino di Lawrence Ferlinghetti, uno dei padri della Beat generation, scopritore di Ginsberg, Kerouac, Burroughs, Corso e tanti altri, ha scritto e pubblica in America in occasione dei suoi 100 anni, che festeggia il 24 marzo, non a caso intitolata ”Little Boy” (Piccolo Ragazzo) e che è come chiudesse un cerchio, collegandosi stilisticamente ai suoi inizi.
Certo, con il suo secolo addosso, pur non sentendolo, a concludere quell’affermazione scrive che tutto ciò lo crede ”a dispetto dell’irrefrenabile destino dell’umanità tutta di cui gli scienziati predicono una rapida fine con la Sesta Estinzione della vita su questa terra. Per questo ora il verso degli uccelli non è un grido di gioia, ma di disperazione”. Del resto il poeta ”è un funambolo, scala rime / fino all’altissimo filo fatto di sua mano / e in equilibrio sulla trave degli sguardi / al di sopra di una marea di facce / passo passo arriva / all’altro capo del giorno …. perché lui è il super-realista / che deve per forza percepire la verità tesa” nel suo presunto avvicinamento a quella piattaforma più alta ”dove Bellezza sta e aspetta / con gravità / di spiccare il salto che sfida la morte”, come si leggeva in una delle poesie della sua raccolta più famosa ”A Coney Island of the mind” del 1958, poeta che lì definisce ancora ”ometto chapliniano”. Non a caso la sua celebre libreria e casa editrice fondata nel 1953 a San Francisco si chiamava ”City Lights” (Luci della città), come il film di Chaplin.
In un gruppo di artisti dalla vita dissoluta e spesso disperata, tra un po’ di fumo e tanto alcol, lui era quello che si vestiva a modo, teneva i capelli corti: ”dovevo essere a posto e in me per mandare avanti tutto e aprire ogni mattina la libreria”. Così vede chiaro quando ascolta Allen Ginsberg recitare ”Howl” (Urlo) e gli chiede il testo per stamparlo, cosa che gli costerà un arresto e processo per pubblicazione oscena nel 1956, da cui fu assolto difendendosi da solo davanti al giudice che gli riconobbe libertà di parole e di stampa.
Sono anni di giovinezza e libertà (Ferlinghetti si è sempre proclamato ammiratore dell’ideale anarchico) e in quella scia è sempre vissuto fedele ai suoi principi e alla letteratura, così sono quasi un ritorno alla scrittura di ”Her”, il suo debutto nella narrativa nel 1960, le pagine oggi di ”Little Boy”, lungo monologo interiore con pochissima punteggiatura, uno scorrere con momenti impetuosi di parole ora liriche ora razionali, tra sogni, riflessioni, ricordi, confessioni, citazioni da Dante a Flaubert e naturalmente il Joyce di ”Finnegans wake” il cui eco si avverte spesso in questo diario visionario e realista.
Nato a New York il 24 marzo 1919 ebbe subito una vita non facile, col padre morto prima che la madre partorisse e venisse, poco dopo, rinchiusa in manicomio, da cui esce dopo sei anni, chiedendo di riaverlo, ma lui sceglie di restare nella famiglia che lo ha accolto. Poi vive alcuni ani a Manhattan facendo lavoretti e studiando sino a quando scoppia la seconda guerra mondiale e viene arruolato in marina, finendo un giorno per trovarsi tra le rovine di Nagasaki un mese e mezzo dopo lo scoppio della bomba atomica: ”l’inferno in terra che mi rese all’istante pacifista per tutta la vita”. Dopo andrà a Parigi, studierà alla Sorbona, prima di tornare in America e stabilirsi all’Ovest nell’allora piccola cittadina di San Francisco, dove apre una libreria per poter stare dietro la cassa a leggere e scrivere in pace e comincia a frequentare quelli che saranno definiti Beat, cambiando per sempre la propria vita. ”L’universo trattiene il suo respiro / C’è silenzio nell’aria / La vita pulsa ovunque / La cosa chiamata morte non esiste” e lui continua a scrivere e lavorare, ormai quasi cieco, grazie all’aiuto e l’amicizia di Mario Zanetti. Poeta di successo, narratore, ma anche pittore, memoria di quegli anni che hanno segnato la cultura americana del dopoguerra, Ferlinghetti è stato un po’ l’imprenditore di tanti amici, l’editore di un gruppo cui letterariamente in fondo non ha mai appartenuto artisticamente, visto che la sua scrittura ha altre origini e va in altra direzione, partendo da Samuel Beckett e ”Jimmy Joyce maestro di risate dietro il farfugliare sublime di Finnegans”.
Lo testimoniano ancora le quasi duecento pagine di ”Little Boy”, in cui si parla anche dell’Italia, dei suoi soggiorni romani, del caffè Greco, paese che ama, l’unico dove abbia dato il permesso di aprire negli anni ’90 una succursale della sua City Lights a Firenze, dove ha esposto i suoi quadri a Roma e, nel 2011, ha partecipato alle celebrazioni del 150 anniversario dell’Unità, durante le quali gli è stata dedicata una grande mostra omaggio a Torino.

Londra, Nudo nel Rinascimento con paritàAlla Royal Academy of Arts la prima esposizione in era #Metoo

02 marzo 201917:21

– Apre a Londra la mostra più attesa e chiacchierata dell’anno (fino al 2 giugno): il nudo nel Rinascimento, ovvero la raffigurazione del corpo umano, tra sacro e profano. Più di 80 opere, dal 1400 al 1530 di artisti come Tiziano, Raffaello, Michelangelo, Bronzino, Leonardo, Dürer e Cranach, esposte alla Royal Academy of Arts, per raccontare la trasformazione dell’idea di bellezza nell’arte. E fin qui la grande attesa nei confronti dell’esposizione non sarebbe giustificata, se non che i curatori hanno annunciato che il criterio per la selezione delle opere esposte è stato quello della ‘parità di genere’, si potranno dunque ammirare un numero di nudi femminili pari a quelli maschili. Per questo i media inglesi hanno già definito la mostra “la prima dell’era del #metoo”. Una scelta che potrebbe apparire ininfluente, se non fosse per le recenti polemiche sul Metropolitan Museum dopo l’esposizione dell’opera di Balthus Thérèse Dreaming, accusata di riferimenti sessisti troppo espliciti e di promuovere la pedofilia.

Via archeologia in centro storico NapoliMann e ass. Pietrasanta lanciano iniziativa, biglietti scontati

NAPOLI02 marzo 201918:27

– Una Via dell’Archeologia nel centro storico di Napoli: l’iniziativa nasce dalla sinergia tra il Museo Archeologico di Napoli e l’Associazione Pietrasanta Polo Culturale Onlus. L’itinerario vuole collegare il MANN con i siti archeologici più importanti della città. ”La definizione della via dell’archeologia nel centro storico – spiega Paolo Giulierini, direttore del Mann – è la prima tappa di un importante lavoro la cui progettazione è in corso, in collaborazione con gli enti preposti, Comune, Soprintendenza, Regione. L’obiettivo è far nascere un percorso virtuoso, dalle mura greche fino al Mann, dove è presente la sezione Neapolis, che entro il 2020 sarà rinnovata. La mostra del Mann alla Pietrasanta è la prima di una serie di esposizioni che valorizzeranno anche i nostri depositi”.
Alla Basilica della Pietrasanta (piazzetta Pietrasanta, 17-18) sono già in mostra infatti reperti della collezione dedicata a Napoli antica, nell’installazione ‘Sacra Neapolis’ presso il Lapis Museum (www.lapismuseum.com)

Johnny Depp fa causa a ex moglie”diffamazione”, accuse Amber Heard fatte “in cerca pubblicita’”

NEW YORK02 marzo 201918:39

– Quasi tre anni dopo la fine del suo matrimonio con la star di “Aquaman” Amber Heard, Johnny Depp ha fatto causa all’ex moglie per diffamazione. Il divo di “Pirati dei Caraibi” chiede 50 milioni di dollari di danni.
“Non e’ vero che lei e’ stata vittima di violenza domestica, e’ stata semmai lei la responsabile”, si legge nell’azione legale che fa seguito a un op-ed dell’attrice pubblicato sul Washington Post a meta’ di dicembre dell’anno scorso.
Nell’articolo, in cui non menzionava mai Depp, la Heard scriveva di aver avuto “il raro privilegio di vedere in diretta come le istituzioni proteggono gli uomini accusati di abusi” e che, “avendo denunciato pubblicamente la violenza sessuale”, aveva subito “gli strali della nostra cultura”. I media americani tra cui la pagina di gossip del New York Post Page Six danno notizia dell’azione legale: “Il signor Depp non ha mai usato violenza sulla Heard e chiede danni compensativi e puntivi”.
PresaDiretta fa un viaggio nelle terre dei fuochi e in Costa Rica, primo paese al mondo a zero emissioniLa “terra del sole e del vento” è un grande esempio per tutto il pianeta

02 marzo 201919:29

I roghi di rifiuti sono tornati. In Lombardia, in Veneto, in Piemonte gli impianti che trattano i rifiuti sono sempre più ingolfati e gli incendi illegali si moltiplicano. Oggi su Rai 3 alle 21.45 PresaDiretta fa un viaggio nel Nord terra dei fuochi: cosa sta accadendo, sta saltando il ciclo dei rifiuti? Negli ultimi 3 anni gli incendi negli impianti per il trattamento dei rifiuti si verificano sempre più spesso e la Lombardia guida la classifica tra le regioni del nord.

Dall’inizio del 2018 a oggi, solo nella regione padana sono andati a fuoco 18 tra impianti di smaltimento rifiuti, discariche e capannoni di stoccaggio.La magistratura ha aperto varie indagini e ci sono stati i primi arresti, ma quanto di quello che sta accadendo è figlio della criminalità organizzata? E lo stress cui è sottoposto l’intero ciclo dei rifiuti a livello nazionale, ha a che fare con lo stop cinese alle importazioni di rifiuti di plastica dall’Occidente? Siamo finiti in mezzo alla guerra dei dazi tra Cina e Stati Uniti? E poi la Capitale, dove il dossier rifiuti è diventato esplosivo. Ma i rifiuti sono anche una risorsa: una storia eccezionale che spiega l’importanza dell’economia del riciclo.Ci sarà poi una seconda pagina, con Costa Rica la rivoluzione verde. Dalle terre dei fuochi PresaDiretta si sposta nella “terra del sole e del vento”, la Costa Rica, un grande esempio per tutto il mondo. Il piccolo Stato centroamericano, che possiede e protegge un vero e proprio tesoro di biodiversità, diventerà il primo paese al mondo a utilizzare solo energia da fonti rinnovabili. La prima industria del paese, quella del caffè, ha già abbassato le sue emissioni e produce il primo caffè al mondo carbon neutral, senza impatto ambientale. Ora tocca ai trasporti, che diventeranno tutti elettrici per legge. Un viaggio nel sistema di produzione di energia rinnovabile della Costa Rica, che diventerà il primo paese al mondo a zero emissioni.

7 anni senza Dalla, a Bologna il concerto-omaggioSul palco anche Luca Carboni, ‘Lucio mi aprì un mondo’

BOLOGNA02 marzo 201919:59

Un omaggio infinito. Un affetto che, pur a sette anni dalla scomparsa, non accenna a diminuire.
Lunedì, il 4 marzo ovviamente, Bologna ricorderà ancora una volta Lucio Dalla: lo farà con un concerto al teatro Comunale dove alcuni dei suoi amici più cari (come Ron, Luca Carboni, Gaetano Curreri e Iskra Menarini) riproporranno, con l’aiuto dell’orchestra diretta dall’amico Beppe D’Onghia, la scaletta di ‘Lucio Dalla’ a 40 anni dall’uscita. Fu l’album della definitiva consacrazione. Della maturità, grazie a capolavori come ‘Anna e Marco’ e ‘L’anno che verrà’.
Storie e parole ancora attuali, tanto che Bologna ha scelto le strofe che iniziano con l’immortale ‘Caro amico ti scrivo…’ per le luminarie di Natale di via D’Azeglio, dove Dalla aveva la propria casa, oggi trasformata in museo.
“Quel disco mi aprì un mondo”, racconta

Luca Carboni, che non ha mai nascosto di dovere a Dalla la sua carriera: “C’era questa idea che avere successo ed essere nazional-popolari era una brutta cosa, invece Lucio diceva sempre che tutto quello che facciamo deve arrivare alla gente e non bisognava avere paura della popolarità”. Nel 1979 Carboni era un cantante alle prese con la sua prima band: “Ascoltai ‘Lucio Dalla’ e fu una rivelazione: i testi erano di altissimo livello e la musica piena di attenzioni”. Lunedì sera Carboni canterà ‘Tango’, “una canzone bellissima, di speranza, alla quale sono particolarmente legato”.
Sul palco salirà anche Lo Stato Sociale, la band che oggi porta avanti l’eredità della tradizione musicale bolognese: “Noi siamo un collettivo con opinioni spesso divergenti, ma Lucio è una di quelle cose meravigliose che ci accomuna tutti”, raccontano. Allo Stato Sociale toccherà ‘Cosa Sarà’: “Per qualsiasi bolognese, Dalla rappresenta la libertà, la possibilità di fare quello che si vuole: è un artista indipendente nel senso nobile del termine, perché ha smesso di cantare i pezzi scritti da altri e ha cominciato a scrivere i suoi con un’urgenza e una vicinanza molto forte”. Il concerto di lunedì è andato sold-out in poche ore, come sono andati a ruba anche i biglietti per le visite guidate speciali alla casa di Dalla. Sempre lunedì alle 18 l’omaggio della città si chiude con la proiezione in Cineteca di ‘Quijote’, il film in cui Dalla recitava la parte di Sancho Panza.

Cocaine, una storia vera di spaccio e famigliaIn sala caso White Boy Rick con Matthew McConaughey

02 marzo 201920:07

Quello che colpisce di più del noir urbano ‘Cocaine La vera storia di White Boy Rick’, diretto da Yann Demange e con uno straordinario Matthew McConaughey, oltre ovviamente alla storia di spaccio ambientata in anni Ottanta perfettamente ricostruiti, è il singolare rapporto tra padre e figlio. O meglio, la grande bravura di McConaughey nell’interpretare questo padre balordo e sempre ai confini con la galera, che vive ai margini nella periferia di Detroit e che ha però un grande senso della famiglia. E questo nonostante il suo nucleo familiare sia da anni del tutto alla deriva dopo che la moglie li ha abbandonati e la figlia, da allora, abbia scelto la strada della droga.
L’incipit del film, in sala dal 7 marzo distribuito da Warner Bros, ti porta subito dentro il cuore della storia. Troviamo McConaughey insieme al figlio quattordicenne Rick Wershe Jr (interpretato dal l’esordiente Riche Merritt) in un’enorme fiera d’armi trattare per dei mitra, spacciati per originali, ma in realtà costruiti in Afghanistan. Il ragazzino, a quanto si vede, ne sa quanto e più del padre ed è anche più bravo di lui negli affari. E se il padre vende sottobanco armi a chi non potrebbe mai acquistarle, il figlio ha un destino altrettanto singolare.
Diventa infatti, a soli 14 anni, un informatore sotto copertura per la DEA che vuole un infiltrato nell’ambiente della droga gestito principalmente da uomini di colore. Ma il ragazzino è svelto, ci sa fare, e con il soprannome di “White Boy Rick” si fa strada nell’ambiente affermandosi come spacciatore di alto rilievo. Ma quando Rick si mette in proprio e viene trovato con otto chili di cocaina, i federali lo mollano, gli fanno mancare la copertura e per lui è ergastolo. Nel cast anche Jennifer Jason Leigh, nei panni di un’agente dell’FBI, Eddie Marsan e Bruce Dern (nonno di Rick).
Gli sceneggiatori del film, presentato a Telluride e al Toronto Film Festival, sono i gemelli Noah e Logan Miller, insieme a Andy Weiss.          [print-me title=”STAMPA”]

Aggiornamenti, Cinema, Spettacoli Musica e Cultura, Ultim'ora

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA TUTTE LE NOTIZIE

Tempo di lettura: 53 minuti

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

TUTTE LE NOTIZIE SEMPRE AGGIORNATE

DALLE 10:14 DI GIOVEDì 28 FEBBRAIO 2019

ALLE 03:17 DI SABATO 02 MARZO 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Nastri docu a Treves, Zippel e Corallo
Nastro dell’anno a Santiago, Italia. Premi a Camilleri e Agosti

28 febbraio 2019 10:14

– 1938 Diversi Di Giorgio Treves, sull’impatto delle leggi razziali (Cinema Del Reale) e i ritratti d’artista, Friedkin Uncut Di Francesco Zippel, (Cinema) e Sono Gassman! Vittorio Re Della Commedia di Fabrizio Corallo (Spettacolo) sono i vincitori dei Nastri d’Argento per i Documentari 2019, consegnati a Roma al We Gil dal Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici.
Il Nastro dell’anno va a Santiago, Italia Di Nanni Moretti.
Andrea Camilleri riceve il Nastro Speciale per Conversazione Su Tiresia di Roberto Andò e Silvano Agosti il Nastro alla Carriera. Rino Barillari è ‘Protagonista dell’anno’ per ‘The King Of Paparazzi- La Vera Storia’ di Giancarlo Scarchilli e Massimo Spano. Hitler contro Picasso e gli altri di Claudio Poli vince tra i documentari d’arte. A Up & Down – Un film normale di Paolo Ruffini il Premio speciale Doc & solidarietà. Sami Modiano, sopravvissuto all’Olocausto, riceve un riconoscimento speciale per la sua testimonianza in Tutto davanti a questi occhi di Walter Veltroni.

Sala Massimo intitolata a Mario SoldatiLe altre due già intitolate a Cabiria e a Gianni Rondolino

TORINO28 febbraio 201919:06

– Il Museo Nazionale del Cinema di Torino dedica una delle tre sale di proiezione del Cinema Massimo a Mario Soldati, del quale ricorre quest’anno il ventennale della scomparsa.
Nelle scorse settimane era già stata decisa l’intitolazione delle altre due a Cabiria, capolavoro del cinema muto prodotto nel 1914 dalla torinese Itala Film, e a Gianni Rondolino, storico del cinema e fondatore del Torino Film Festival.
Scrittore, giornalista, sceneggiatore e regista televisivo e cinematografico, Soldati attraversò tutto il Novecento facendosene testimone e interprete ‘fraterno’ (definizione di Pasolini), trovandosi sempre in prima linea nei momenti cruciali del cambiamento. Figlio della vivace Torino anni Venti, Soldati intuì la grande forza del cinema e, nel 1931, sfumata la carriera universitaria per il rifiuto di iscriversi al Partito fascista, iniziò a collaborare con la Cines-Pittaluga. Cominciò così la sua carriera di uomo di cinema con il suo primo film ‘Due milioni per un sorriso’ del 1933.

Jules et Jim di Truffaut torna in salaDal 4 marzo il classico del 1961 con Jeanne Moreau

BOLOGNA01 marzo 201912:59

– Torna nelle sale italiane in versione restaurata dal 4 marzo ‘Jules et Jim’, il classico di Francois Truffaut (1961) con Jeanne Moreau. È il nuovo titolo presentato dalla Cineteca di Bologna nell’ambito del progetto ‘Il Cinema Ritrovato. Al cinema’ per la distribuzione dei classici restaurati.
Truffaut prende il romanzo di Henri-Pierre Roché e ne trae uno dei suoi film più iconici. Nella Parigi bohémienne degli anni Dieci, due uomini e una donna provano ad amarsi oltre le regole, attraverso il tempo, la guerra, matrimoni e amanti, accensioni e delusioni: Jeanne Moreau con i suoi travestimenti, il suo broncio altero, la sua voce magica percorre tutti i ‘tourbillons de la vie’, ma alla fine è lei a non saper accettare la resa.
“L’idea del film – raccontava Truffaut – è che la coppia non è un sistema soddisfacente, ma che in fondo non ci sono altre soluzioni. Dal momento che si tratta di un argomento scabroso, bisognava scegliere un’attrice molto intelligente per sfumare certe situazioni”.

Sandrelli apre Festival cinema europeoDall’8 al 13 aprile, omaggio a diva con mostra e retrospettiva

LECCE01 marzo 201917:01

– Sarà Stefania Sandrelli a inaugurare la XX edizione del Festival del Cinema Europeo, diretto da Alberto La Monica, che si terrà a Lecce dall’8 al 13 aprile. Un omaggio alla grande diva e Signora del nostro cinema che nella sua lunga carriera ha lavorato e lavora con i più importanti.
Alla Sandrelli, oltre alla retrospettiva di alcuni suoi film, sarà dedicata una Mostra fotografica dal titolo ‘Stefania Sandrelli, icone du cinéma italien’, con le immagini dell’archivio del Centro Cinema Città di Cesena e curata da Antonio Maraldi, “che ripercorre il lungo e celebrato cammino evidenziando i ruoli più significativi (Io la conoscevo bene di Antonio Pietrangeli), le collaborazioni con autori importanti (Bernardo Bertolucci e Ettore Scola, e le partecipazioni da protagonista in opere più marginali. Quest’anno il festival compie 20 anni e “per festeggiare al meglio un importante anniversario non poteva scegliere meglio di un’attrice come Stefania Sandrelli”, sottolinea l’assessore regionale Loredana Capone.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Venditti a Bologna sotto segno dei pesci
Dopo Arena Verona e sold-out a Roma, il 2 marzo all’Unipol Arena

BOLOGNA28 febbraio 201910:43

– Riparte da Bologna (sabato 2 marzo, Unipol Arena) il tour di Antonello Venditti per celebrare i quarant’anni di ‘Sotto il segno dei pesci’, album che ha segnato la storia della musica italiana. Dopo l’Arena di Verona, lo scorso settembre, e un doppio sold-out prenatalizio a Roma, il cantautore proporrà in uno show di tre ore i suoi brani più celebri, che hanno segnato un’epoca e accompagnato più di una generazione.
“È stata la mia svolta musicale, poetica – dice Venditti – il mio disco più importante, in cui c’erano tutti i miei temi: la politica e i suoi riflessi sulle persone (Sotto il Segno dei Pesci), la comunicazione (Il Telegiornale), il viaggio dentro e fuor di metafora di Bomba O Non Bomba, la droga (Chen il Cinese), la tenerezza per Sara, che non si è mai sposata ma ha avuto tre figli, l’amicizia con De Gregori (Scusa Francesco). In fondo, sono temi ancora attuali”.
Venditti festeggerà poi il 70/o compleanno l’8 marzo a Roma (dove si esibirà anche il 9); il tour terminerà il 25 maggio.

Rosselli e Patten tra sogni e favoleEsce il nuovo libro di Emanuele Trevi

28 febbraio 201912:11

– EMANUELE TREVI, SOGNI E FAVOLE (PONTE ALLE GRAZIE, PP 218, EURO 16). E’ un libro che percorre le strade della grande poesia, che ha la “capacità di passare da un piano all’altro dell’esistenza, dal questo al quello per così dire, dall’aspetto personale e particolare a quello universale della vita”, ‘Sogni e favole’ di Emanuele Trevi, pubblicato da Ponte alle Grazie.
Un “libro strano”, come è stato definito, dove si intrecciano il romanzo autobiografico e la divagazione saggistica, primo nella classifica dei “libri di qualità” usciti dall’inizio del 2019. Sicuramente una narrazione che commuove e trascina facendoti entrare in un mondo di “sogni e favole” tutt’altro che scontato, abitato da poeti in pena e da quegli “svitati” dei veri artisti. Partendo dalla Roma degli anni Ottanta, quando Emanuele, non ancora ventenne, frequentava e lavorava in quei luoghi speciali che sono stati i cineclub, incontriamo personaggi come Arturo Patten, il grande fotografo di ritratti, tra cui quello di Andrea Camilleri; la poetessa Amelia Rosselli che sulla “scacchiera della vita, così affollata di pedoni, era un pezzo nobile” e Cesare Garboli, il “grande critico” che prima di morire affidò a Trevi il compito di indagare su Metastasio e sul sonetto ‘Sogni, e favole io fingo”. Lontano dalle analisi critiche e dalle elucubrazioni intellettuali, Trevi fa di questi incontri unici e di questi amici la trama di una storia che alla fine ci mostra – seguendo il suggerimento di Metastasio – che se le storie inventate provocano in noi la stessa commozione delle vicende reali, forse di sogni e favole è fatta la nostra vita.
Per Patten, trapiantato dalla California a Roma, ogni ritratto era un’avventura umana, così quando ritrasse Camilleri “prima di iniziare volle conoscere i luoghi della sua infanzia, e poi decisero di andare in una vecchia casa di campagna, disabitata e in rovina” racconta Trevi.
Per chi l’ha conosciuta il ritratto di Amelia Rosselli restituisce l’anima sublime e perseguitata di una somma poetessa italiana del Novecento. O meglio di una poeta, come viene definita sull’iscrizione affissa sotto la casa di via del Corallo a Roma, dove ha vissuto gli ultimi 20 anni della sua vita. E per chi non sa nulla de l’autrice di ‘Variazioni belliche’, ‘Documento’ e del poemetto ‘La Libellula’, è uno stimolo alla scoperta. La figlia di Carlo Rosselli, l’eroe della Resistenza, assassinato con il fratello Nello a Parigi nel 1937, da una squadra di sicari fascisti, ha combattuto tutta la vita con quelle che lei chiamava “noie”. Amelia era convinta di essere perseguitata dalla Cia e ascoltata da persone “drogate” che ripetevano continuamente la parola “good” come lei stessa racconta in ‘Storia di una malattia’. Trevi ci fa entrare in questa dinamica ma ci restituisce anche il suo fare poetico e l’atmosfera della performance della Rosselli al festival di Castelporziano nel 1979, l’equivalente di Woodstock nella storia della poesia italiana del Novecento. “Come un reagente chimico appropriato, fu la stessa situazione del festival, degradata oltre ogni limite, a rendere evidente a tutti che quella donna dall’aspetto fragile e frastornato, con l’aria di avere imboccato la porta sbagliata, quella dinoccolata Mary Poppins, quell’elfo nella canaglia, incarnava un assoluto” scrive Trevi che è convinto che un “vero poeta, o una vera poetessa, siano qualcosa in più della loro opera”.
Ritratta da Arturo Patten, in una foto riportata nel libro, Amelia viveva a pochi passi dal fotografo, a via del Corallo, dietro Piazza Navona, e come lui è morta suicida lanciandosi dalla finestra della sua casa l’11 febbraio 1996. Arturo, che Trevi aveva conosciuto negli anni del cineclub, alla fine della proiezione di ‘Stalker’ di Tarkovskij, quando il fotografo, un uomo giovane e bello, era rimasto solo in sala lasciando scorrere le lacrime sul viso ed era apparso allo scrittore come ‘l’incarnazione visibile del potere dell’opera d’arte”, avrebbe invece lasciato la vita in un albergo di Agrigento nel 1999. Con Arturo, Lucignolo e Grillo Parlante assieme, Trevi aveva conosciuto Garboli del quale ci regala un toccante ritratto.
Tante le trame e le vie che si possono seguire in questo libro speciale che ci parla anche di Wenders, di Rubens alla Chiesa Nuova, di aids e di Moliere, ma soprattutto della nostra umanità perduta.

Guida su Bordeaux, 305 km tra vignetiGemellata con Pescara, meta brevi vacanze anche da Italia

28 febbraio 201911:11

– Una sessantina di percorsi tra le cantine, per 305 chilometri tra i vigneti. Ma anche un centro storico di impianto neoclassico dichiarato Patrimonio dell’Umanità Unesco e uno sguardo al futuro con il nuovo e avveniristico polo internazionale Citè du Vin. E’ nelle librerie l’ultimo titolo della collana ‘Guide Low Cost’ (Morellini Editore) dedicato a Bordeaux, autore il giornalista Paolo Crespi. Città del Sud-Ovest della Francia, a meno di un’ora dalle spiagge di dune affacciate sull’Atlantico, Bordeaux è nota in tutto il mondo per il vino che porta il suo nome. Sempre più spesso meta per brevi vacanze (dall’Italia si raggiunge in meno di 2 ore di aereo e i collegamenti ferroviari sono favoriti dall’alta velocità), la guida suggerisce di visitare, tra l’altro, il Miroir d’eau in place de la Bourse, il Pont de Pierre di epoca napoleonica, il Gran Théâtre de Bordeaux del Settecento, il Darwin Éco-système, laboratorio di innovazione sociale e artistica e il CAPC, museo di arte contemporanea.

Anci e Ali insieme per la letturaSottoscritto protocollo

28 febbraio 201911:45

– I sindaci e i librai di Confcommercio hanno firmato un protocollo d’intesa per la promozione della lettura. Gli obiettivi principali del protocollo, sottoscritto dal presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, e dal presidente dell’Associazione Librai Italiani-Ali aderente a Confcommercio, Paolo Ambrosini sono: “promuovere il riconoscimento delle librerie quali interlocutori primari e diretti dei Comuni per la realizzazione di iniziative nel campo della promozione della lettura”. E “sensibilizzare i Comuni su possibili iniziative di sostegno alle librerie, con particolare riferimento alla facilitazione nell’uso delle sale civiche, alla priorità degli acquisti di libri per le biblioteche comunali, alle agevolazioni su fiscalità locale ed alle azioni per calmierare il costo per gli affitti”.
L’intesa impegna anche le due associazioni a collaborare per l’organizzazione delle attività previste dall’iniziativa “La Città che legge” del Centro per il Libro e la Lettura del Mibac.

Matera 2019, in scena Arturo BrachettiAlla Cava del Sole 7 e 8 marzo, la prenotazione è obbligatoria

MATERA28 febbraio 201913:22

– Matera 2019: “E’ la realtà immaginata quella che ci rende più felici”. In scena Arturo Brachetti. Ad impreziosire il programma di Matera 2019, Capitale europea della Cultura, ritorna, dopo il cammeo per la cerimonia inaugurale, uno dei pochi artisti italiani famoso e apprezzato a livello internazionale. Su invito della Fondazione Matera Basilicata 2019 sarà a Matera in scena alla Cava del Sole giovedì 7 marzo alle ore 21 e venerdì 8 marzo, per chiudere il suo nuovo one man show: “Solo”. Per l’accesso ai due spettacoli di Brachetti sono obbligatori il “passaporto” e la prenotazione (massimo due a persona).

Lazza, io rapper ma senza confiniEsce Re Mida, secondo album del giovane artista

28 febbraio 201920:24

– Lazza o Zzala, come ama autocitarsi in molti dei suoi testi come un cameo alla Alfred Hitchcock, a due anni di distanza dal suo primo lavoro in studio, torna con Re Mida, l’album in uscita domani 1 marzo, prodotto da 333 Mob e distribuito da Island Records/Universal Music. Quindici brani, con 5 collaborazioni da Fabri Fibra a Guè Pequeno, passando per Izi, Luché, Tedua.”La differenza – spiega il rapper 24enne con un passato di studente di pianoforte al Conservatorio di Milano, abbandonato dopo sette anni di studio senza diplomarsi – sta nel fatto che sono nate in maniera spontanea, voluti da me e non combinati dalle case discografiche”. Il risultato, racconta Lazza, tra le nuove leve dell’hip hop italiano, “è il disco di un ragazzo che cerca di farsi strada nel mare di squali della musica italiana, che cerca di migliorarsi e che è cresciuto a livello di esperienza. I miei studi classici? Non credo che la musica abbia confini, a me piace tutta. Sono Lazza, senza canoni e senza confini. Posso ascoltare indifferentemente Frank Sinatra, i Red Hot Chili Peppers, Freddie Mercury o Chick Corea. Meno il rap italiano: non voglio farmi influenzare. Noi musicisti siamo spugne e assorbiamo senza neanche rendercene conto”.Il titolo vuole essere un po’ provocatorio: “Vorrei che tutto quello che esce dalla mia bocca diventasse oro. Del resto soldi, lusso, marche sono il leit motiv ed emblemi del mondo rap. E tornano anche nelle mie canzoni. Vengo da una famiglia normale, dove mi è stato insegnato a dare il giusto valore al denaro”. I suoi testi sono impregnati anche di riferimenti cinematografici: “Di leggere non ho mai avuto gran voglia, ma il cinema va in parallelo con la musica”. Lazza (“il mio soprannome dai tempi della scuola, dal mio cognome Lazzarini”), le idee chiare le ha avute da sempre. “Ho ascoltato un sacco di cose per capire cosa mi piacesse. Ma quello che sapevo è che volevo vivere di musica, non mi importava quale tipo di musica”. Il Conservatorio, con le sue regole rigide, lo ha abbandonato “perché avevo perso me stesso e mi sentivo un pesce fuor d’acqua” per avvicinarsi al mondo della battle di freestyle. “Ma mi piace portare il pianoforte nei miei live e nei dischi. Soprattutto i più adulti, che hanno difficoltà ad avvicinarsi al mondo dell’hip hop, apprezzano”, racconta ancora Lazza, ammettendo però che ormai rap e trap sono una realtà ben consolidata. “Forse anche l’Italia si sta svegliando. La distinzione non è tra generi musicali, ma tra chi sa scrivere bene e chi non lo sa fare. Ormai il rap sfuma in trap che a sua volta tracima nell’indie. Coez ha sconfinato nel pop, Salmo nel rock”.

Munizioni, nuova collana ideata e diretta da SavianoPer Bompiani, i primi titoli in libreria a settembre 2019

28 febbraio 201916:50

– Arriva ‘Munizioni’, una nuova collana della casa editrice Bompiani, progettata e diretta da Roberto Saviano nell’anno in cui la casa editrice festeggia i 90 anni. I primi titoli saranno in libreria a settembre 2019. Nella collana troveranno spazio testi di saggistica e narrativa scritti da autori che ogni giorno mettono in gioco se stessi per raccontare il mondo, autori che hanno perso la vita per la libertà, scrittori capaci di ricordarci che – come diceva il filosofo francese Brice Parain – le parole sono rivoltelle cariche: di significato, di coraggio, di futuro.
Le ‘Munizioni’ saranno dunque testimonianze vive e tangibili della potenza delle parole perchè “munirsi dell’alfabeto è da sempre il gesto più pericoloso che possa essere fatto contro il potere” spiega la nota di presentazione della collana.
“Amate la parola che non ha paura di confrontarsi, la parola che è spiegazione e preghiera. Amate chi spende con voi parole difficili” dice Roberto Saviano. E continua: “Amate chi non riduce il proprio pensiero a slogan. Amate la parola, la parola libera, la parola disobbediente, perché amandola amate voi stessi”.
Le ‘Munizioni’ non saranno solo libri: saranno post, reportage, podcast, immagini. “Tutto ciò che oggi erode lo spazio dei libri dialogherà ogni giorno con i libri e con il mondo in un grande discorso aperto che non considera la Rete ancella dei libri, perché le parole che contano – ovunque esse siano pronunciate – sono munizioni dello spirito” come sottolinea la nota di presentazione.

Rivoluzione Auditel, ascolti su smartphone e pcL’annuncio del presidente Imperiali, un primato continentale

28 febbraio 201919:39

– Rivoluzione in casa Auditel. La rilevazione degli ascolti non riguarderà più soltanto chi segue i programmi sul piccolo schermo, ma anche quella fetta di popolazione sempre crescente che preferisce l’on demand e segue le trasmissioni preferite sui device digitali. Una modalità di fruizione ormai largamente sdoganata, tra i giovani ma non solo, che è più difficile da captare perché comprende la visione di spezzoni di show e ha caratteristiche molto diverse rispetto a quella tradizionale.L’annuncio è arrivato in occasione della Relazione annuale della società, che si è svolta alla Camera. Occorrerà attendere ancora un po’ prima di conoscere i dati, ma l’Auditel ha iniziato da quasi tre mesi le nuove rilevazioni ed è già in grado di fare le prime valutazioni. E’, in primo luogo, evidente che parte degli ascolti persi in questi anni, anche a causa dell’esplosione degli smartphone, tornano ai brodcaster. I punti di share addizionale sono però complessivamente contenuti, ma la novità è che non si distribuiscono più in modo lineare, bensì secondo logiche del tutto nuove e diverse. A guadagnare ascolti sono soprattutto i programmi la cui struttura narrativa è organizzata per clip, pensata per intercettare i target giovani, con un raddoppio e in alcuni casi una triplicazione dell’ascolto rilevato sulla sola tv tradizionale. A cambiare, poi, è proprio la fruizione del contenuto, tipicamente on demand, caratterizzata da un consumo rapido, prevalentemente in mobilità e con livelli di attenzione più elevati. In una formula: meno tempo, più attenzione, più scelta. Il presidente di Auditel, Andrea Imperiali, ha illustrato il percorso di rinnovamento intrapreso nel 2018 dalla società, con il ‘SuperPanel’ composto da 16.100 famiglie, pari a 41.000 individui, sul quale si basano anche le nuove rilevazioni sui diversi device.”Si tratta di un passaggio fondamentale che Auditel intende offrire all’industria televisiva, incalzando sul terreno della trasparenza e della certificazione dei dati quei soggetti che fino ad oggi sono sfuggiti a ogni controllo o certificazione”, ha spiegato Imperiali, sottolineando che l’innovazione “rappresenta un primato a livello continentale, realizzato in tempi record”. Per il neo presidente dell’Istat, Gian Carlo Blangiardo, “la ricerca di base Auditel rappresenta un dato da cui difficilmente si può prescindere nell’analisi della società e delle sue trasformazioni”. Angelo Marcello Cardani, presidente di Agcom, ha espresso gratitudine a Imperiali per la collaborazione fattiva con l’autorità, sottolineando che “l’estensione dell’analisi anche ai media digitali è un fatto epocale”. Secondo il presidente della commissione di Vigilanza Rai, Alberto Barachini, “le istituzioni guardano con grande favore il percorso che Auditel sta compiendo, soprattutto per gli impatti e i risvolti che riguardano il servizio pubblico”. Anche per questo il presidente di Auditel dovrebbe presto essere convocato per un’audizione dalla bicamerale.

“Barenboim manesco”, lui si difendeDirettore a die Zeit, “né crimini né molestie a nessuno”

BERLINO28 febbraio 201914:35

– È nel mirino da giorni in Germania, dopo che diversi orchestrali hanno denunciato il suo stile manesco e dispotico, ma ora il celebre direttore d’orchestra argentino Daniel Barenboim, figura mitica della musica classica berlinese e direttore generale della Berliner Staatsoper, si difende dalle pagine dello Zeit in una lunga intervista, respingendo ogni accusa. “Non ho commesso alcun crimine, non ho molestato, né tanto meno violentato nessuno”, afferma. “Nessuno deve avere paura di me”, aggiunge. Nei giorni scorsi una rivista musicale online, “Van”, aveva pubblicato la denuncia di tre musicisti anonimi, i quali affermavano che Barenboim avesse un atteggiamento aggressivo e lunatico nella sua conduzione.

Santoro, Lega costringe Rai a bloccarmiGiornalista scrive a presidenti di Camera, azienda e Vigilanza

28 febbraio 201914:57

– Quella della Lega “è un’iniziativa senza precedenti. Non solleva, infatti, obiezioni di merito su fatti, accordi reali o (cosa che sarebbe comunque grave) trattative in corso. In assenza di qualsiasi notizia di stampa sull’argomento, utilizza voci di corridoio per diffondere falsi allarmi e costringere la Rai a chiudermi la porta in faccia”. Lo scrive Michele Santoro, lamentando una lesione del diritto del lavoro, ai presidenti di Camera, Rai e Vigilanza dopo il quesito dei parlamentari leghisti sulle “indiscrezioni” su un eventuale collaborazione del conduttore con Rai2. “Ho ritenuto di sollevare la questione non per me stesso ma perché sento messi in discussione princìpi fondamentali”, scrive ancora Santoro. “Spero che il vostro intervento – conclude – possa ristabilire un clima di rispetto, scoraggiare altre iniziative inopportune e fare in modo che ciascuno con le sue idee possa contribuire a far crescere civilmente e culturalmente il nostro Paese”.
De Gregori, quote radio? Una stronzata”Cosa sarebbe stata mia vita senza ascolto di brani stranieri?”

28 febbraio 201915:03

– “Mi sembra una stronzata. Non so cosa sarebbe stata la mia vita da musicista se non avessi potuto ascoltare fin da piccolo tutte le canzoni straniere che ho sentito”. E’ netta la posizione di Francesco De Gregori sulla proposta avanzata dalla Lega e avallata dal presidente della Siae Mogol di riservare alla musica italiana una quota minima di trasmissione in radio.
“Sarei favorevole soltanto al fatto che il 33,3% periodico venisse riservato alle MIE canzoni”, scherza il cantautore, pronto a partire con il suo Off The Record, 20 date al Teatro Garbatella a Roma fino al 27 marzo, prima di tornare serio: “Le radio non mi passano, come non passano tanta gente come me.
Bisognerebbe interrogarsi su questo”.
Placido Domingo torna a CaracallaDopo 30 anni il 7 agosto un concerto dedicato alla sua Spagna

28 febbraio 201915:18

– Grande ritorno per Placido Domingo a Caracalla: il 7 agosto alle 21, per la stagione estiva del Teatro dell’Opera di Roma, sarà protagonista di un concerto intitolato Gala Plácido Domingo “Noche española”. Una serata che il cantante dedicherà alla sua terra con canzoni spagnole e arie da famose zarzuelas e che vedrà la partecipazione della Compagnia di ballo Antonio Gades di Madrid.
“Con grande gioia tornerò a cantare a Caracalla quest’estate – dice Domingo – Ho sempre nel cuore la magia della notte dei Tre Tenori del 1990 per i mondiali di calcio. Questa volta porterò a Caracalla uno spettacolo pieno di vitalità dedicato alla Zarzuela, un genere molto coinvolgente e legato alla tradizione popolare spagnola e latina a cui i miei genitori hanno dedicato con amore tutta la vita. Sarà per me bellissimo lavorare ancora con l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, teatro dove ho fatto alcune bellissime produzioni (come Sly, Fedora, Tosca dirigendo Luciano Pavarotti) e mi piacerebbe tornare ancora”.
Reggia Venaria, restauro Fontana ErcoleSpettacolare complesso secentesco completa rinascita residenza

TORINO28 febbraio 201915:39

– A vent’anni dall’avvio del restauro della Reggia di Venaria, il più rilevante cantiere d’Europa per i beni culturali, i lavori si concludono con il restauro della Fontana d’Ercole. Il monumentale complesso di giochi d’acqua, realizzato tra il 1669 e il 1672 da Amedeo di Castellamonte, tornerà all’antico splendore nella primavera 2020, al termine di un restauro del valore di 3 milioni di euro.
Il complesso restauro, frutto di ricerche durate anni, è opera dell’architetto progettista Gianfranco Gritella. “Si tratta di un’opera di inestimabile valore storico – commenta – e il suo recupero restituisce ai visitatori della Reggia una fontana costruita per emozionare”.
A finanziarlo è la Consulta per la Valorizzazione dei Beni Culturali di Torino, che riunisce 30 soggetti privati con il sostegno della Compagnia di San Paolo, di Intesa Sanpaolo e della stessa Reggia di Venaria. Il cantiere per il ripristino della Fontana è attualmente il più grande cantiere in Piemonte e tra i principali in Italia.

Arriva primo game di un teatro d’operaTeatro Regio Parma lancia app gratuita Android e Apple

28 febbraio 201915:47

– Obiettivo numero uno: far conoscere la musica di Giuseppe Verdi e i luoghi che gli furono cari.
Obiettivo numero due: conquistare un pubblico di giovani, in Italia ma anche fuori. E’ con questo in mente che il teatro Regio di Parma – primo a farlo – ha deciso di entrare nel mondo del gaming lanciando ‘A life in music’, gioco per smartphone e tablet, sia Apple sia Android, che si potrà scaricare gratuitamente dal 1 marzo.
Commissione del Festival Verdi a TuoMuseo, il gioco segue le avventure di Antonio, aspirante pianista e compositore, e Silvia, aspirante cantante in un percorso lungo dieci anni (il finale verrà rilasciato il prossimo 9 aprile) che li porterà a visitare i luoghi verdiani, dal teatro Regio appunto a Villa Verdi a Sant’Agata, e che permette di ascoltare nove dei suoi famosi brani (dal ‘Va’, pensiero’ del Nabucco, al ‘Balen del suo sorriso’ del Trovatore) oltre a 19 tracce musicali originali.

Moncler Genius, arriva Simone RochaLa collezione della designer irlandese si ispira ai giardini

28 febbraio 201915:49

– Moncler Genius, il progetto innovativo dell’azienda che coinvolge diversi designer ognuno dei quali dà una differente interpretazione del marchio, si arricchisce della collezione ‘4 Moncler’ della designer irlandese Simone Rocha. La collezione si ispira al mondo dei giardini e del giardinaggio e “reinterpreta l’Heritage di Moncler attraverso un immaginario sofisticato e decisamente femminile”. Lavorando con nylon super leggero, dolmias e taffetà ma anche con Pvc e tulle, Rocha realizza figure romantiche accostandole a boccioli, volants e ricami. Lanciata nel febbraio dell’anno scorso, la costruzione del Moncler Genius Building è evoluta lo scorso settembre, con ‘The Next Chapter’: nuove collezioni che integrano le precedenti per coprire tutto l’anno con un programma continuo che, preservando l’unicità e la trazione del marchio, alimentano la nuova visione del prodotto.

Teatro, l’attivista Bruguera a BolognaDue progetti sulla migrazione per Emilia-Romagna Teatro

BOLOGNA28 febbraio 201916:07

– In occasione di Atlas of Transitions di Emilia-Romagna Teatro Fondazione, in programma dall’1 al 10 marzo a Bologna e dedicato alla nozione di casa, “Home”, l’artista e attivista cubana Tania Bruguera presenta i progetti partecipativi Referendum e School of Integration, due proposte che “permetteranno di riflettere sulla relazione tra arte e politica”.
Il primo, già sperimentato a New York, Toronto e San Francisco, è una vera e propria campagna referendaria urbana rivolta agli abitanti che in 25 seggi dislocati sia in centro che in periferia dovranno esprimersi con un sì o con un no sul quesito “I confini uccidono. Dovremmo abolire i confini?”.
School of Integration è invece una scuola di integrazione le cui lezioni saranno condotte dai membri delle comunità straniere, che condivideranno saperi e tradizioni: dall’artigianato alla lingua, dalla musica ai cibi. Dieci incontri aperti a tutti e dedicati ogni giorno a un Paese diverso.
Tania Bruguera, attiva da oltre 25 anni tra Cuba e New York su temi legati al sociale, spiega che “quello della migrazione è un argomento che riguarda tutti noi, la nostra quotidianità, anche se spesso tendiamo a trasformarlo in qualcosa di invisibile. I confini non sono naturali, sono stati costruiti, ma sono disumani. L’idea di School of Integration – continua l’artista – nasce nel 2005 da un viaggio che feci in Germania.
Lì i migranti erano obbligati ad accettare la cultura tedesca, rinunciando alla propria. Il mio progetto va esattamente nel senso opposto, vuole integrare. I politici spesso non vogliono accogliere perché non conoscono la cultura degli altri”. L’1 marzo alle 18 negli spazi del DamsLab, Tania Bruguera dialogherà con Piersandra Di Matteo (curatrice di Atlas of Transitions) e Elisa Del Prete sul tema “Est-Etica e diritti dei migranti”.

Scala, entusiasma kolossal ChovanscinaOltre 13 minuti di applausi e qualche mugugno sulla regia

28 febbraio 201916:13

– E’ un viaggio in Russia, anche se post-atomica, quello che la Scala offre mettendo in scena il kolossal per antonomasia del repertorio russo: Chovanscina, ultima opera di Modest Musorgskij. Un viaggio che vale la pena di essere fatto, come hanno dimostrato al debutto gli oltre 13 minuti di applausi, calorosi in particolare per il direttore Valery Gergiev e con qualche sporadico mugugno per la regia futuristica di Mario Martone. È un kolossal (il che rende atto di coraggio da parte della Scala averlo messo in scena, in un’operazione culturale meritoria) per la sua durata (oltre 4 ore, intervalli inclusi, nell’orchestrazione di Sostakovic), per il cast che richiede, con una quindicina di solisti e un ruolo di primissimo piano del coro; e anche per la storia essenzialmente russa che racconta, accostando una serie di vicende accadute prima della affermazione di Pietro il grande. Il tutto realizzato con un grande impatto visivo, in un futuro un po’ Blade Runner, un po’ Chernobyl, e soprattutto musicale.

Eurisace e Atistia tornano a splendereAlla Centrale Montemartini di Roma restaurata opera I sec. a.C.

28 febbraio 201919:20

– Un unico blocco di marmo pentelico con due imponenti figure che emergono scolpite quasi a tutto tondo, le vesti ricche e drappeggiate e i volti uno verso l’altro, a simboleggiare un’unione che continua anche dopo la morte. E’ stato finalmente restituito alla fruizione collettiva, dopo anni di permanenza in deposito, il rilievo funerario che raffigura il fornaio Marco Virgilio Eurisace e sua moglie Atistia, dal 1 marzo esposto in un nuovo allestimento alla Centrale Montemartini di Roma. Il gruppo scultoreo, risalente alla metà del I secolo a.C., è stato accuratamente restaurato dalla sovrintendenza capitolina, ed è stato collocato nella Sala Colonne del museo con l’obiettivo di restituire l’idea del contesto architettonico del sepolcro in cui l’opera in origine si inseriva. In questo nuovo allestimento infatti, ai piedi del rilievo (inserito all’interno di una nicchia appositamente creata) è esposta l’epigrafe di Atistia, in cui Eurisace ricorda la moglie lodandola, proveniente dal Museo Nazionale Romano, mentre di fronte si trova il plastico in gesso del grande sepolcro sulla cui facciata il gruppo scultoreo si trovava. Un monumento, riportato alla luce nel 1838, i cui resti sono ancora oggi visibili a ridosso di Porta Maggiore.Oltre al valore artistico, il rilievo funerario rappresenta un’incredibile testimonianza storica della tarda età repubblicana: le caratteristiche delle figure scolpite – per Eurisace il volto che non nasconde i segni del tempo e la toga riccamente drappeggiata che presenta un morbido ‘balteus’, la parte del panneggio che ricadeva all’altezza del petto; per Atistia l’ampio mantello sulla tunica e l’acconciatura in voga in quegli anni, con i capelli divisi da una riga centrale in bande laterali e raccolti in una crocchia composta probabilmente di trecce – permettono infatti una datazione precisa. Inoltre l’opera racconta anche lo status sociale di Eurisace, ricco liberto di origine greca, che proprio grazie ai frutti del suo lavoro di fornaio (documentato dal fregio presente nel monumento funerario di Porta Maggiore che riporta le diverse fasi della panificazione) riuscì ad assicurare a se stesso e alla propria famiglia il ricordo perpetuo grazie a una tomba illustre. Con il recente restauro si è provveduto non solo a pulire il gruppo scultoreo in modo non aggressivo e a consolidare alcune zone che si presentavano disgregate, ma, proprio per garantire la completezza dell’opera, si è scelto anche di restituire ad Atistia la testa, rubata nel 1934 e ora realizzata in gesso sulla base di fotografie storiche.”Questo fornaio, uno schiavo affrancato non certo di nobili origini, era fiero di aver potuto garantire alla famiglia l’immortalità con il suo lavoro commissionando la tomba e adesso la sua scultura e quella di sua moglie aprono la nostra galleria di ritratti repubblicani. L’opera ha una grande importanza storico-artistica e grazie a questo allestimento e al restauro curati dalla sovrintendenza capitolina siamo riusciti a ricostruirne il contesto”, ha detto Nadia Agnoli, responsabile della Centrale Montemartini, sottolineando la difficoltà di “garantire la stabilità di un gruppo scultoreo così imponente, il cui peso è di 2,4 tonnellate”.

Turturro, Il nome della rosa attuale’Non ho visto il film’. ‘Ho letto libro tardi e l’ho adorato’

01 marzo 201909:46

John Turturro non aveva mai letto il best seller mondiale di Umberto Eco ‘Il nome della Rosa’ o visto il film del 1986 quando fu contattato per prendere parte a un nuovo adattamento televisivo, in onda su Rai1 dal 4 marzo, 8 puntate suddivise in quattro prime serate tv. Dopo aver letto il romanzo, l’attore statunitense ha accettato di firmare ma chiedendo ai produttori e al regista di rimanere fedeli il più possibile al romanzo: “Ho letto il libro e l’ho adorato. Ho iniziato a scrivere al regista Giacomo Battiato”. A più di trent’anni dal film con Sean Connery, il romanzo di Eco (Bompiani) che ha avuto un trionfo planetario, con 55 milioni di copie vendute in tutto il mondo ritorna in una serie evento su Rai1, sotto il benestare della famiglia Eco: lo scrittore aveva letto la prima stesura della sceneggiatura di Andrea Porporati, questa volta è stato scelto Turturro attore anticonformista e sottile, intelligente e raffinato che ha regalato il suo spirito al personaggio di Guglielmo di Baskerville, un Guglielmo molto aderente alla scrittura di Eco. Guglielmo è il monaco francescano inglese  che viene scelto per mediare la Disputa nell’incontro tra la delegazione di Papa Giovanni XXII e quella dei dotti francescani che sono accusati di voler destituire il potere temporale della Chiesa.

“Sono molto felice – ha spiegato nel corso della presentazione della serie a Viale Mazzini – di essere qui, ringrazio Giacomo, il regista – per aver pensato a me per il ruolo di Baskerville. Lo ringrazio anche per aver notato che io sono inglese (l’attore è americano, nato a Ny figlio di genitori italiani immigrati ha doppio passaporto) ci voleva un regista italiano per scoprire la parte inglese di me. Poi ho letto il libro e l’ho trovato bellissimo. Ho scoperto un mondo straordinario. Il libro racconta un mondo che ha elementi estremamente attuali; è stata una grandissima esperienza. Sono rimasto commosso dalla riuscita e della grandiosità del progetto. Non ho mai visto il film con Connery anche per non farmi influenzare”. Turturro interpreta proprio Guglielmo da Baskerville, il monaco francescano che indaga su una serie di misteriosi omicidi in un monastero italiano del XIV secolo. Dotato di un’intelligenza e capacità di osservazione fuori dal comune, è in grado di leggere la realtà come un libro aperto affidandosi a un approccio scientifico e al proprio infallibile metodo deduttivo. Sebbene sia un uomo di fede del Medioevo, in contrasto col suo tempo, cerca sempre la spiegazione più logica e razionale, anche di fronte a quegli eventi che appaiono incontrovertibilmente frutto di forze soprannaturali. La sua fama lo precede e per questo l’Abate gli affida l’indagine sui delitti nell’abbazia. Per lui il messaggio cristiano è da vedersi alla luce della spiritualità, dell’amore, della carità, del rispetto e della comprensione. È tollerante nei confronti dei peccati del corpo, come la lussuria o il bere, e severo verso quelli che considera più gravi, come i delitti o la sopraffazione di un uomo sull’altro. Rupert Everett (assente alla presentazione a Roma) è lo spietato inquisitore Bernard Gui e Michael Emerson è l’abate. La stella nascente Damian Hardung il novizio Adso da Melk .  Nel cast Alessio Boni (Dolcino), Greta Scarano (nel doppio ruolo di Margherita e di sua figlia Anna, compagna e figlia di Dolcino), Fabrizio Bentivoglio (Remigio da Varagine), Stefano Fresi.Turturro ha trovato una risonanza moderna in questa storia medievale. “Ho pensato che fosse un libro molto importante, forse più in questo particolare momento rispetto a quando è uscito”, prosegue Turturro. “Guardi tutte le cose che stanno esplodendo dappertutto, gli uomini “forti” che sono al comando… tutti gli scandali l’oppressione delle donne da parte degli uomini – è tutto nel libro, tranne ovviamente la tecnologia di oggi.” Eco è morto nel 2016, ma suo figlio ha visitato il set, allestito in parte agli studi di Cinecittà a Roma e, nelle location dal vero, in Abruzzo e Umbria. Infine quale carattere ha sentito più affine di Gugliemo? “Nessuno. A me interessava il suo processo mentale, l’idea che la conoscenza, la cultura è una protezione verso il Potere”.La serie sarà trasmessa in contemporanea in ultra hd su Rai4k, canale 210 della piattaforma Tivùsat

Instagram, Ariana Grande la più seguitaSuperato il record detenuto dalla collega Selena Gomez

01 marzo 201909:49

Ariana Grande continua a macinare record: è diventata la donna più seguita su Instagram “rubando” lo scettro alla collega Selena Gomez.
La Gomez deteneva il titolo con 146.267.801 follower, ma ora Ariana Grande è diventata prima con 146.286.173 fan. Negli ultimi quattro mesi la popstar ha guadagnato oltre 13 milioni di follower e mantiene una presenza particolarmente attiva sulla sua pagina Instagram. Il nuovo record segue il successo dell’album “Thank U, Next”, che da due settimane è #1 nella Billboard 200 e con cui ha eguagliato il risultato ottenuto prima di lei soltanto dai Beatles, con i brani “7 rings”, “Break Up With Your Girlfriend, I’m Bored” ed è nei primi tre posti della Billboard Hot 100 USA.

Gloria Bell, una donna normale e fantasticaLelio firma il remake del suo stesso film con Julianne Moore

28 febbraio 201919:41

– Per un pittore sarebbe del tutto normale fare più di una copia dello stesso quadro alla ricerca della perfezione estetica, ma per un regista è diverso. Non la pensa così il cineasta cileno Sebastián Lelio che con ‘Gloria Bell’ mette in campo il remake americano di un film da lui stesso diretto nel 2012, dal titolo ‘Gloria’. Il film, nelle sale italiane dal 7 marzo distribuito da Cinema di Valerio De Paolis, ha come protagonista una splendida Julianne Moore affiancata questa volta da John Turturro, Alanna Ubach, Michael Cera, Sean Astin e Jeanne Tripplehorn.Chi è Gloria? Si potrebbe dire una donna qualsiasi e straordinaria allo stesso tempo, una cinquantenne ancora molto bella che vive a Los Angeles, ama i suoi figli, ormai adulti, ed è anche una nonna attenta. Tra le sue passioni, quella di ballare nei club per single e comunque non smettere mai di credere all’amore. Durante una di queste serate incontra Arnold (Turturro), un tipo buffo e con qualche problema di troppo. Tra i due però nasce una passione inaspettata, che travolgerà Gloria. “Perché reinventare un film? Potrei parlare per ore di questa cosa – dice Leilo che nel primo ‘Gloria’ seguiva sempre gli alti e bassi di una cinquantenne (interpretata da Paulina Garcia) in Cile -, ma la risposta è una ed è molto semplice: perché nutro un ammirazione sconfinata per Julianne Moore. L’ho conosciuta a Parigi nel 2015 d’estate. Mi avevano detto che adorava il film ‘Gloria’, ma non avrei mai pensato che lo volesse rifare. La sua passione per il personaggio mi ha commosso e al termine dell’incontro la Moore mi ha detto: ‘Lo farei solo se lo dirigessi tu’. E io ho subito risposto: ‘Lo dirigerei solo se lo interpretassi tu'”.E ancora il regista, premio Oscar l’anno scorso per il miglior film in lingua straniera con ‘Una donna fantastica’: “Gloria Bell è come la cover di una melodia creata insieme, suonata in un momento nuovo in un nuovo contesto e da una band nuova. Un ritratto femminile molto intenso e incisivo. Vediamo così – sottolinea ancora Lelio – questa donna, in ogni singola scena, raccontare la sua esistenza nel mondo, momento dopo momento. Gloria è apparentemente un personaggio secondario nella vita di chi la circonda e il gioco del film è proprio quello di trasformare quel personaggio secondario in un protagonista assoluto”. Frase cult del film, che ha nella colonna sonora ‘Gloria’ di Umberto Tozzi, quella pronunciata dalla protagonista: “Se il mondo dovesse crollare mi troverà che sto ballando”.

Nuove accuse contro Michael JacksonTestimonianze sul Telegraph, documentario il 2 e 3 marzo su Hbo

NEW YORK28 febbraio 201916:44

– In un’intervista esclusiva al “Telegraph” due uomini al centro del documentario “Leaving Neverland” accusano Michael Jackson di “centinaia di atti sessuali” di cui sarebbero rimasti vittima quando erano bambini.
James Safechuck, uno di loro, afferma di aver conosciuto il cantante quando aveva 10 anni e che l’ex “Re del pop” cominciò a corteggiarlo – e a coltivare la sua famiglia – in una campagna culminata in molestie quasi giornaliere e in un finto “matrimonio”.
Safechuck ha parlato con il “Telegraph” assieme ad altro ex bambino abusato, Wade Robson. Quest’ultimo sostiene di aver vissuto la maggior parte della sua vita – da sette anni, quando Jackson cominciò a molestarlo fino all’età adulta – in una grande bugia: “Ora voglio dire la verità con la stessa forza con cui prima raccontavo menzogne”. “Leaving Neverland” va in onda su HBO il 2 e 3 marzo e pochi giorni dopo in Gran Bretagna su Channel 4 nonostante la querela per diffamazione degli eredi Jackson.

A Bologna opera rimossa da repubblichiniDue statue di Giuseppe Romagnoli e lapide dedicata a Umberto I

BOLOGNA28 febbraio 201917:14

– Le due statue di Giuseppe Romagnoli, insieme alla lapide dedicata a Umberto I, sono tornate a occupare il loro spazio sulla facciata del palazzo comunale di Bologna dopo 76 anni. Vennero rimosse nel 1943 in base all’ordinanza della Repubblica di Salò che stabiliva l’eliminazione di tutte le insegne relative alla casa regnante. Mentre le parti in marmo furono distrutte, i due bronzi che compongono l’opera (intitolata a ‘L’amor patrio e il valor militare’) finirono prima a Villa delle Rose e poi nel parcheggio dell’Accademia di Belle Arti.
Un torto al quale la città ha posto rimedio grazie anche all’aiuto dell’imprenditore Francesco Amante che ha finanziato il restauro (eseguito da Leonardo, la stessa azienda che si è occupata nei mesi scorsi dei lavori alla fontana del Nettuno), un’idea nata già nel 2012 su iniziativa di Mauro Felicori, all’epoca dirigente del Comune.

Malore per Luke Perry, è in ospedaleTmz parla di un ictus per il celebre Dylan di Beverly Hills

28 febbraio 201917:44

– Malore per Luke Perry, il celebre Dylan della serie Beverly Hills, 90210. L’attore, 52 anni, sarebbe stato colpito da un ictus e sarebbe attualmente ricoverato in ospedale. A riportarlo è Tmz, che non dà ulteriori informazioni sulle sue condizioni. La richiesta di soccorso sarebbe arrivata alle 9.40 di questa mattina ai vigili del fuoco dalla casa di Perry, nel distretto di Sherman Oaks a Los Angeles. Perry era impegnato in questo periodo nelle riprese della serie Riverdale a Los Angeles. Proprio oggi la Fox ha annunciato la ripresa della serie Beverly Hills, 90210. Perry non prenderà parte al progetto, a differenza di tutti gli altri principali interpreti della serie, divenuti famosi negli anni’ 90 (Jennie Garth, Ian Ziering, Jason Priestly, Brian Austin Green, Tori Spelling e Gabrielle Carteris).

Isabella Rossellini in scena a SolomeoCon il suo ‘Link Link Circus’ sabato 2 e domenica 3 marzo

PERUGIA28 febbraio 201918:29

– Dopo i successi ottenuti a Barcellona e al Baryshnikov Arts Center di New York, prende il via dal Teatro Cucinelli di Solomeo, per la stagione del Teatro Stabile dell’Umbria, la breve tournée italiana di Isabella Rossellini con il suo ‘Link Link Circus’, per la co-regia di Guido Torlonia. Sabato 2 marzo alle ore 21 e domenica 3 marzo alle ore 17 i due appuntamenti nel teatro umbro dove in questi giorni l’attrice, arrivata ieri a Solomeo, sta allestendo la versione in italiano dello spettacolo, dopo quelle in inglese e francese. ‘Link Link Circus’, come ha spiegato la stessa Rossellini durante un incontro con la stampa, è un originalissimo one-woman show che prende ispirazione dal regno animale. Icona di stile e di bellezza, figlia d’arte, Rossellini – nello spettacolo in veste di scatenata e istrionica performer – dà vita ad una inedita prova da solista.

Rof d’inverno con Cambiale di matrimonioPer la prima volta un titolo fuori programma estivo

PESARO28 febbraio 201918:31

– Il Rossini Opera Festival propone per la prima volta una produzione in forma scenica al di fuori del consueto programma estivo, nell’ambito del progetto Festival Giovane: venerdì 1 marzo alle 21 al Teatro Rossini di Pesaro, nel cartellone della Settimana dei festeggiamenti del Non compleanno di Rossini (nato il 29 febbraio 1792), il Festival metterà in scena La cambiale di matrimonio, realizzata in collaborazione con Conservatorio statale di musica G. Rossini di Pesaro, Accademia di Belle Arti di Urbino, Fondazione Rossini, Regione Marche, Comune di Pesaro, Amat, Registro storico Benelli, Fiam e coprodotta con il Teatro Lirico di Cagliari, dove sarà proposta in 14 date dal prossimo 3 maggio.
Design di oggi a Palazzo Reale GenovaIdea nata dalla tesi di laurea di tre studenti di Architettura

GENOVA28 febbraio 201918:33

– Le splendide sale di Palazzo Reale a Genova ospitano fino al 3 marzo elementi di design contemporaneo che si mescolano alle straordinarie architetture e ai sontuosi arredi secenteschi. E’ ‘In-con-tra’, una nuova concezione di museo visto non come contenitore ma come luogo storico e artistico da rispettare e da valorizzare. Il percorso espositivo presenta alcuni elementi della collezione museale messi in relazione con arredi contemporanei, realizzati da artigiani e da aziende liguri. L’idea, nata dalla tesi di laurea in Design del Prodotto e dell’Evento (Dipartimento Architettura e Design di Genova) di tre studenti, ha come tema la riqualificazione del territorio e lo scopo è quello di riportare alla luce saperi e bellezze che vengono dati per scontati o ignorati. Il progetto vuole creare nuovi scenari per riscoprire lo sviluppo delle lavorazioni tradizionali oggi. Il design e la storia hanno così un dialogo e danno vita a nuove opportunità utili per la crescita e la valorizzazione del territorio. Tra gli espositori, alcuni negozi di oggettistica contemporanea, una start up per la produzione di oggetti di design ispirati alla tradizione ligure, un’azienda che produce la famosa ‘sedia chiavarina’ e una notissima azienda di tessitura storica.
Organizzata con la partecipazione del marchio Artigiani in Liguria, la mostra ha il patrocinio di regione Liguria, Comune di Genova e Municipio Centro est.

Corriere Milano si rinnovaDa mercoledì 6/3 inserto arricchito da 4 format giornalistici

28 febbraio 201918:34

– Da mercoledì 6 marzo le pagine dedicate a Milano del Corriere della Sera avranno una nuova veste grafica e più contenuti.
In particolare Corriere Milano avrà quattro nuovi format giornalistici: “La tua città”, un’inchiesta dalle segnalazioni dei lettori; “La mia città”, un tema di approfondimento lanciato dalle grandi firme del Corriere della Sera; “Non è periferia”, le storie e i quartieri emblematici per la loro capacità di riscatto; “La vita è un palcoscenico”, tra personaggi e racconti nell’offerta culturale della città.
Quello con Milano è “un legame molto forte, caratterizzato dal colloquio continuo e diretto con i suoi cittadini, sempre più partecipi e protagonisti della vita del giornale”, spiega il direttore Luciano Fontana. Martedì, Corriere della Sera lancerà il nuovo Corriere Milano con un inserto di 32 pagine dal titolo: “La Città Diffusa. Dal cronista Buzzati alla Milano policentrica” con interviste al sindaco Giuseppe Sala e all’arcivescovo Mario Delpini.

Umano e divino in The ThreadFilo di Arianna in coreografia Maliphant su musiche di Vangelis

ANCONA28 febbraio 201919:27

– Frutto di un lavoro di tre anni del visionario coreografo e regista britannico Russel Maliphant, di cui due spesi a studiare le antiche danze greche sul posto, arriva al Teatro delle Muse di Ancona l’1 e 2 marzo in anteprima mondiale il balletto The Thread, che su musiche di Vangelis ripercorre il rapporto dell’uomo col divino. “Il principio ispiratore del balletto – ha spiegato l’ideatrice del concept Georgia Iliopoulu – non è tanto quello del mito del Minotauro, quanto quello del filo di Arianna che dall’inizio della civiltà greca ha percorso attraverso la danza tutta la nostra cultura.
Un filo ritrovato e a lungo studiato da Maliphant nelle danze tradizionali greche, di volta in volta diverse, dalle quelle delle piccole isole a quelle di Creta, fino alla Macedonia e ad Epiro, al confine con l’Albania, ognuna delle quali testimonia in forme diverse il modo degli uomini di rapportarsi col divino e con l’assoluto”. Un viaggio attraverso il tempo con 18 interpreti, tra danzatori professionisti e folk.
Mantegna e Bellini a confronto a BerlinoMaestri del Rinascimento alla Gemaeldegalerie

BERLINO28 febbraio 201919:29

E’ ancora possibile guardare le opere di maestri del Rinascimento del calibro di Bellini e Mantegna da una prospettiva nuova? E’ questo il tentativo ambizioso dell’esposizione che si apre domani alla Gemaeldegalerie di Berlino e che mostra per la prima volta il percorso a specchio dei due grandi artisti italiani. Ciascun’opera dell’uno è mostrata in coppia con un’opera dell’altro. Quasi un gioco di specchi che suggerisce un continuo confronto, pur nella differenza, tra i due artisti coevi e imparentati tra loro.Un dialogo artistico che iniziò già in vita. Come nel caso della ‘Presentazione di Gesù al tempio’ di Andrea Mantegna, esposto accanto alla stessa opera di Bellini. La tela di Mantegna si presume sia stata dipinta circa un anno dopo il suo matrimonio con la sorella di Giovanni Bellini, Nicolosia. Vent’anni dopo Bellini dipinge lo stesso soggetto, non solo ispirandosi alla copia del cognato, ma ritracciando il contorno delle figure centrali del dipinto di Mantegna, suggerisce la studiosa tedesca Barbett Hartwieg.Lo stesso soggetto però getta luce su due mondi diversi, come si vede in modo lampante nel confronto delle due opere con lo stesso tema “Cristo al monte degli ulivi”. Drammatico il paesaggio di Mantegna, idilliaco e lirico quello di Bellini, spiegano i due curatori tedeschi della mostra, Dagmar Korbacher e Neville Rowley. “Bellini guarda il cognato” maggiore di qualche anno – racconta Korbacher – “e ne riprende i soggetti, ma è interessato ad altro”. Mantegna cerca la precisione dei dettagli, è ispirato dalla scultura, attratto dall’incisione, ma rimane per tutta la sua carriera legato alla tecnica della tempera. Bellini invece passa dalla tempera all’olio, che gli permette di illuminare volti e paesaggi come poche altre tecniche pittoriche.La mostra, che raccoglie oltre 100 opere tra dipinti e disegni, presenta diverse ‘novità’ mai esposte prima. Si tratta di due disegni provenienti da collezioni private, quindi mai comparsi prima davanti al pubblico, e due coppie di dipinti originariamente esposti insieme e per la prima volta tornati alla loro originaria disposizione. Si tratta della tempera “La Resurrezione di Cristo”, una recentissima attribuzione a Mantegna, proveniente dal museo Carrara di Bergamo, che viene per la prima volta mostrata insieme al dipinto da cui fu probabilmente separata. E poi il dittico “La continenza di Scipio”, mostrato per la prima volta a specchio nella versione di Mantegna e in quella di Bellini. La committenza decise dopo la morte di Mantegna di affidare il completamento dell’opera a Bellini, nel 1506. “La continenza di Scipio” conclude idealmente il percorso artistico dei due maestri ed è il momento in cui culmina il dialogo e il confronto tra i due artisti presentato nella mostra berlinese.

Carnevale rievoca taglio testa del toroFesta del giovedì grasso con corteo figuranti e trampolieri

VENEZIA28 febbraio 201919:35

– Una Piazza San Marco particolarmente affollata ha salutato a Venezia il ritorno della Ballata delle Maschere e il Taglio della Testa del Toro, la tradizionale rievocazione del Giovedì grasso a Venezia, organizzata dall’Associazione “Compagnia L’Arte dei Mascareri”.
Un corteo di figuranti e trampolieri ha accompagnato il toro da San Giacometo, a Rialto, per le vie e le calli del centro storico, fino ad arrivare sul palco “spaziale” di Piazza San Marco.
Riallestite 10 sale Collezione MaramottiDal 3 marzo per accogliere progetti primi dieci anni apertura

REGGIO EMILIA01 marzo 201911:01

– Per la prima volta dall’apertura al pubblico della Collezione Maramotti (ottobre 2007), a Reggio Emilia, dieci sale del secondo piano dell’esposizione permanente sono riallestite dal 3 marzo per accogliere alcuni progetti presentati nei primi dieci anni di apertura: Enoc Perez, Gert & Uwe Tobias, Jacob Kassay, Kristof Kintera, Jules de Balincourt, Alessandro Pessoli, Evgeny Antufiev, Thomas Scheibitz, Chantal Joffe, Alessandra Ariatti.
‘Rehang’ è una panoramica, seppur parziale, sul ‘work in progress’ portato avanti dalla Collezione attraverso l’invito ad artisti italiani e internazionali a realizzare un nuovo corpus di opere da presentare al pubblico.
Ed è anche l’occasione per proporre fino al 28 luglio una mostra temporanea, a piano terra, con documenti, libri, opere e oggetti custoditi negli Archivi e nella Biblioteca d’Arte della Collezione. Dieci gli artisti presentati. La visita alla collezione permanente è su prenotazione, accompagnata e riservata ad un massimo di 25 visitatori per volta.

Vite di scarto ‘Da un altro mondo'”Per toccare il cuore delle cose, bisogna parlare di fantasmi”

PALERMO01 marzo 201911:22

– EVELINA SANTANGELO, ‘DA UN ALTRO MONDO’ (EINAUDI, PP. 248, EURO 19,50) – “Se fossi dietro una bancarella del mercato – cosa che non mi dispiacerebbe – direi venite, leggete questo romanzo che intreccia compiutamente quattro storie, anzi di più: contiene uno, due mondi! L’Italia, l’Europa, il nostro tempo così difficile da raccontare, anche solo perché la frammentarietà delle esistenze sembra rendere quasi impossibile afferrarne una porzione che oltrepassi le mura di casa”. Helena Janeczek, autrice tedesca, naturalizzata italiana, vincitrice del premio Strega dell’anno scorso con “La ragazza con la Leica”, parla così del libro di Evelina Santangelo “Da un altro mondo”, che è a sua volta candidato all’edizione di quest’anno. Il testo si dipana raccontando “vite di scarto”.Il ragazzo Khaled, fuggito da una guerra in Medioriente, parte dal cuore d’Europa, Bruxelles, con un trolley rosso per attraversare un’Italia di capannoni abbandonati, fabbriche in nero, sotterranei. Nella direzione opposta si muove il maresciallo Vitale a cui tocca l’ingrato compito di indagare sul caso dei “bambini viventi”, così battezzati dall’isteria collettiva e mediatica, le cui prime inquietanti apparizioni sono segnalate in una scuola del sud, a Palermo.Intanto, una madre belga cerca il figlio scomparso un giorno qualsiasi in cui lei svolgeva il proprio oscuro lavoro, puliva degli uffici nella capitale politica d’Europa. Visto che poliziotti e magistrati vagano nell’incertezza, arresi all’idea che possa essere stato risucchiato dalla galassia jihadista o da quella neonazista, entrambe attivissime in rete con parole d’ordine spaventosamente simili, Karolina non si dà per vinta. Comincia a cercarlo ovunque, da sola.Infine c’è Orso, un vecchio burbero solitario, che compie pure lui un viaggio dell’eroe, anche se non si muove affatto dalla sua cascina al centro della pianura padana emiliana, perché l’imprevedibile lo coglie inaspettatamente tra le stesse mura di casa. Nel romanzo convivono dunque personaggi reali e personaggi inafferrabili, ossia veri e propri fantasmi. “Oggi, in un mondo dominato da paure, sospetti, verità non verificabili, esistenze umbratili, per toccare il cuore delle cose, bisogna parlare di fantasmi. – dice l’autrice palermitana – E in questo consiste un’idea possibile di realismo”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Hermès dietro le quinte in mostra
Da 8/3 a Roma, Festival del savoir-faire della maison parigina

01 marzo 201911:21

– Dieci mestieri per altrettanti artigiani, a svelare i segreti di quasi due secoli di stile ed eleganza. Dopo aver girato il mondo arriva a Roma Hermès Dietro le quinte, Festival itinerante che la maison parigina dedica al savoir-faire, il ‘saper fare’ con le mani, al Museo dell’Ara Pacis dall’8 al 16/3. Un’occasione unica per osservare gli artigiani di dieci ‘métiers’ della maison all’opera, scoprire le lavorazioni, fare loro domande. Mille metri quadrati di esposizione, dove incontrare il sellaio, la cui arte non è solo costruire una buona sella, ma anche saperla adattare a cavaliere e cavallo; e poi il pellettiere, che batte a mano ogni cucitura per renderla impercettibile; la Roulotteuse, specializzata negli orli frullati dei Carré. E ancora il guantaio, il vetraio che da una colata di cristallo fuso sa far nascere un calice, lo stampatore su seta, l’orologiaio, il confezionatore di cravatte, l’orefice incastonatore di pietre preziose, l’incisore su seta.
In programma anche incontri e tavole rotonde.
Febbre Dragon Ball, Broly è già recordNelle sale italiane 20/o film della serie e nuovi episodi in tv

01 marzo 201911:23

E’ arrivato finalmente l’appuntamento più atteso per gli sfegatati fan delle avventure di Son Goku & Co.: nelle sale italiane c’è “Dragon Ball super: Broly”. Un film commemorativo di oltre 30 anni di titoli “leggendari” ma anche un pezzo chiave della storia perché per la prima volta si spiega per filo e per segno la distruzione del pianeta Vegeta, Bardak, i Sayan sopravvissuti, tra cui ovviamente Broly – il più forte – che dà il titolo al ventesimo film della serie Dragon Ball e primo della nuova serie Super, e si vede Gogeta trasformarsi in Super Sayan God. E contemporaneamente su Italia 1 il sabato in seconda serata vanno in onda alcuni episodi inediti. Davvero una bella scorpacciata per i fan della saga-capolavoro di Akira Toriyama, che hanno già avuto un assaggio nelle anteprime dedicate al pubblico nei cinema The Space e Uci. E’ stato registrato il tutto esaurito a poche ore dall’apertura delle prenotazioni da nord a sud d’Italia e sono state lanciate potentissime Kamehameha (Onde Energetiche) ai doppiatori italiani del film e ai molti cosplayer intervenuti.    Ed è partito anche il tam tam sui social (#Brolyzzati e #DragonBallSuperBroly) mentre su Snapchat è stata creata una speciale lente per che consente, a chi la sblocca, di diventare addirittura Super Saiyan. E Dragon Ball Super: Broly – distribuito in Italia da Anime Factory di proprietà di Koch Media – ha già macinato vari record nel mondo. In Giappone è stato il film della licenza che ha incassato di più in assoluto. Oltreoceano ha raccolto oltre 30 milioni di dollari solo negli Stati Uniti che, uniti ai 71 raccolti nel resto del mondo, hanno fatto arrivare il totale di incassi a 101 milioni di dollari. Il più alto per un Anime e per un lungometraggio della serie Dragon Ball.    “In questo film – spiega Akira Toriyama – assisterete a molti combattimenti agguerriti e vi renderete conto di come agiscono le forze del destino e di come porteranno Son Goku, Vegeta e Broly a incontrasi. Nel film vedrete anche l’armata galattica di Freezer e conoscerete la storia dei Sayan, che come scoprirete, è collegata a tutta la vicenda. Alla fine la storia si rivelerà in tutta la sua vastità e in tutta la sua drammaticità”.
Il manga Dragon Ball è stato pubblicato per la prima volta nel 1984 sulla rivista Weekly Shonen Jump: da quel momento ne sono state vendute oltre 240.000.000 di copie.
Sung dirige a Teatro Comunale di BolognaCon lei il pianista Andrea Lucchesini

BOLOGNA01 marzo 201911:23

– Dopo il fortunato debutto della scorsa stagione, la direttrice sudcoreana Shiyeon Sung ritorna il 3 marzo alle 17.30 sul podio dell’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna con un programma che affianca pagine di Béla Bartók, Ludwig van Beethoven e Antonín Dvořák.
Con Shiyeon Sung, la prima donna a vincere il concorso per direttori d’orchestra intitolato a “Sir Georg Solti”, ci sarà Andrea Lucchesini, uno dei più apprezzati pianisti italiani che, nonostante una carriera ormai lunghissima, suonerà per la prima volta con l’orchestra bolognese, anche se era già stato ospite delle stagioni del Comunale nel 1992, quando però si esibì assieme alla Giovanile Italiana di Fiesole. Insieme affronteranno il Primo Concerto di Beethoven, preceduto dalla suite dalla pantomima in un atto “Il mandarino meraviglioso”, scritta dal compositore ungherese tra il 1926 e il 1928, e seguito dalla Sinfonia N. 8 in sol maggiore di Dvořák, composizione che risale, invece, al 1890.
Il nome della rosa, la serie alla conquista del mondo A 30 anni dal film, megacast da Turturro a Everett a Bentivoglio

01 marzo 201913:29

Una tempesta fragorosa di appresta a esplodere quando Guglielmo da Baskerville varca la soglia del monastero della discordia, quello che di lì a poco ospiterà un congresso in cui i francescani e i delegati della curia avignonese discuteranno di ricchezze e privilegi, di interpretazioni e povertà. A impersonarlo, dopo la prova recitativa di Sean Connery del 1986, è John Turturro. Un protagonista meno investigatore e più intellettuale illuminato, dotato di grande humour che ne fa un personaggio unico e dissacrante, nella nuova serie evento ‘Il nome della rosa’, quattro puntate dirette da Giacomo Battiato, adattamento televisivo del romanzo pubblicato nel 1980 da Umberto Eco (edito da Bompiani). Una co-produzione 11 Marzo Film, Palomar con Tele Munchen Group in collaborazione con RaiFiction, in onda su Rai1 in 4 prime serate dal 4 marzo che sarà trasmessa anche negli Stati Uniti e in Canada. È stata inoltre già acquistata dalla BBC nel Regno Unito, dall’OCS in Francia, da Sky in Germania, da SBS in Australia e dall’NRK in Norvegia, tra gli altri. Il soggetto di serie è di Andrea Porporati che firma anche la sceneggiatura con Turturro, Battiato e Nigel Williams. Una scenografia accuratissima, insieme a un maxi cast internazionale che va da Rupert Everett (Bernardo Gui) e dall giovane attore tedesco Damien Hardung (il novizio Adso da Melk) a Greta Scarano nel doppio ruolo (Margherita compagna di Dolico e Anna la figlia salvata grazie all’intervento di Remigio da Varagine), da Piotr Adamczyk (Severino) ad Alessio Boni (Dolcino), Fabrizio Bentivoglio (il monaco converso dal passato segreto) e Roberto Herlitzka.Per Turturro lavorare a questo progetto è stato un privilegio. Il nome della rosa “è un libro fantastico ed assolutamente attuale”, anche se l’attore ha confessato di averlo letto solo dopo essere stato contattato per interpretare il ruolo di Guglielmo. Per il regista “l’impresa non è stata delle più semplici. Il nome della rosa non è un romanzo, ma è un grande libro. C’è tutto, c’è la storia, la filosofia, si parla di amore, del ruolo della donna, di terrorismo e di conoscenza. Il problema era trasformare tutto questo non in una lezione, ma in azione, in immagini. Siamo stati fedelissimi alla descrizione presente nel libro e ai disegni di Umberto Eco nella ricostruzione degli ambienti, ci siamo presi qualche libertà per l’abbazia dove si svolge la vicenda principale, ovvero l’indagine di Guglielmo di Baskeville sugli omicidi seriali dei monaci, perché l’abbiamo resa meno aspra, attingendo a un gotico non primitivo, ricco e maturo”. Alla presentazione a Viale Mazzini un parterre con tutti i vertici Rai, dall’amministratore delegato Fabrizio Salini al presidente Marcello Foa ai direttori di Rai1 Teresa De Santis e di Rai Fiction Eleonora Andreatta. Nord-Italia, anno 1327. Il frate Guglielmo da Baskerville raggiunge un’isolata abbazia benedettina sulle Alpi. Lo attende una disputa importante: dovrà rappresentare l’Ordine francescano, sostenuto da Ludovico di Baviera, futuro imperatore del Sacro Romano Impero e minacciato dal potere temporale del papa francese Giovanni XXII.Adso, un giovane novizio benedettino, segue Guglielmo. Rinnegato il destino impostogli dal padre, barone al seguito dell’Imperatore, Adso lo ha scelto come guida per il suo cammino spirituale. L’abbazia, al loro arrivo, si presenta subito come un luogo inquietante, con una biblioteca che custodisce manoscritti di inestimabile valore e dove tuttavia aleggia più di un mistero… Nella serie grande lavoro anche sui suoni. Ecco il rumore dalle scarpe di pezza, gli stivali dei soldati, quello dei sandali dei monaci sulla neve. In molte scene della serie compare la neve. Tratto dal bestseller di Eco, che ha avuto un trionfo planetario, con 55 milioni di copie vendute, è “un progetto – ha ricordato Andreatta – dal respiro globale. Venduta già in 130 paesi”. Una serie che è riuscita ad attrarre il talento di grandissimi professionisti internazionali: primo fra tutti John Turturro, che ha regalato il suo spirito al personaggio di Baskerville, un Guglielmo molto aderente alla scrittura di Eco. “Chiaramente – ha detto ancora Andreatta – è per noi motivo di orgoglio che Umberto Eco già nel 2015 abbia aderito al progetto. Del resto proprio in Rai da giovane Eco ha compiuto i primi, significativi, passi di un percorso di assoluta eccellenza culturale”. Il figlio di Eco ha visitato il set, allestito in parte agli studi di Cinecittà a Roma e, nelle location dal vero, in Abruzzo e Umbria.

Book Pride, desiderio e drammi umaniTra eventi Liliana Segre e naufraghi morti. Omaggio a Pinketts

01 marzo 201913:03

– La quinta edizione di Book Pride, Fiera nazionale dell’Editoria indipendente, organizzata in collaborazione con il Comune di Milano, è in programma alla Fabbrica del Vapore da venerdì 15 a domenica 17 marzo.
Tra gli eventi clou la senatrice a vita Liliana Segre con il sindaco di Milano Giuseppe Sala racconterà la sua testimonianza e il suo messaggio politico, raccolti da Giuseppe Civati nel libro ‘Il mare nero dell’indifferenza’ (People) sabato 16 marzo alle 11. E l’anatomopatologa Cristina Cattaneo, in ‘Dare un nome. Il desiderio di essere umani’, dialoga con Elena Stancanelli intorno ai temi del suo libro ‘Naufraghi senza volto’ (Raffaello Cortina) che racconta il tentativo di dare un’identità alle vittime della migrazione (venerdì 15 marzo alle 19). Book Pride 2019 porterà a Milano 200 editori, gli eventi in programma sono 250 e la direzione artistica è affidata allo scrittore Giorgio Vasta.
A Pesaro raduno nati 29/2 come RossiniSindaco Ricci, invitati e artisti e creativi

PESARO01 marzo 201913:06

– Nel segno di Rossini, nato il 29 febbraio, il Comune pensa a un “raduno mondiale” per chi compie gli anni in questo giorno. “Vogliamo organizzare a partire dal 29 febbraio 2020 una grande festa alla Vitrifrigo Arena”, dice il sindaco Matteo Ricci. Già al lavoro il vicesindaco Daniele Vimini: “Rossini è il personaggio più celebre nella storia ad essere nato in questo giorno particolare. Ed è universalmente conosciuto anche per il gusto del convivio e dell’ospitalità.
L’invito – annuncia – sarà rivolto agli artisti e ai creativi di tutto il mondo. Ma anche a tutti quelli che semplicemente amano l’arte e la creatività, nello spirito dell’appartenenza di Pesaro al Network Creative Cities Unesco. Una giornata speciale, che si inserirà nel solco del ‘non compleanno di Rossini’ che la città già celebra da diversi anni”.

Anche Mahmood a Festival GiornalismoA Perugia oltre 600 speaker per 300 eventi internazionali

PERUGIA01 marzo 201913:11

– Anche Mahmood, il vincitore del Festival di Sanremo, sarà tra i protagonisti della 13/a edizione del Festival internazionale del giornalismo che si terrà a Perugia dal 3 al 7 aprile. e proporrà un programma sempre più internazionale “e riconosciuto ormai come il più importante al mondo, dove nessuno vuole mancare” è stato sottolineato nella conferenza stampa di presentazione.
Il Festival si propone come “luogo d’incontro irrinunciabile per la discussione sul giornalismo e su temi cruciali che riguardano da vicino la società”. Si articolerà in quasi 300 eventi con 600 speaker, il 49% donne. “Era uno dei nostri obiettivi quello della parità tra uomini e donne” ha affermato Arianna Ciccone, storica organizzatrice e anima del Festival.
Tra gli appuntamenti quello con Mahmood che sarà intervistato da Luca Valtorta.
Alla presentazione hanno partecipato anche della presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini e il sindaco di Perugia Andrea Romizi.

Da Matera un ponte verso il MediterraneoPresentata Semed, “un’opportunità per scoprire talenti”

MATERA01 marzo 201913:37

– Da Matera – Capitale europea della Cultura 2019, con una posizione geografica strategica – “passa” un ponte virtuale tra gli ecosistemi dell’Europa e quelli del resto del Mediterraneo. E’ stata presentata la “Start up Europe Mediterranean” (Semed), un network voluto dalla Commissione Europea e nato nell’ambito dell’iniziativa “Start Europe” “di cui la pavese ‘FacilityLive’ – è stato spiegato – è stata promotrice e sarà cuore pulsante”.
La piattaforma – che sarà operativa dalla prossima estate – “consente di fare – ha spiegato il Ceo della società pavese, Gianpiero Lotito – un importante passo in avanti perché rappresenta un’opportunità per scoprire talenti”.
Torna Modern Family, tra amori, risate e addiiDall’8/3 su Fox nuovi episodi, tutta la serie su canale dedicato

01 marzo 201919:17

La semplicità e l’universalità delle tematiche sono il segreto del successo di Modern Family, in cui tutti in qualche modo possiamo riconoscerci. Nella sua storia ha ricevuto 22 Emmy, di cui 5 come Miglior serie comedy, e un Golden Globe come Miglior serie comedy. Arriva su FOX+1 (113, Sky) un canale interamente dedicato alle vicende della famiglia di Modern Family che ripercorrerà tutte e nove le stagioni, dal 1° fino all’8 marzo, nell’attesa di vedere la decima stagione – in onda in prima visione assoluta dall’8 marzo alle 21.00 su Fox (Sky, 112)- ed è già stata ufficializzata l’undicesima che sarà anche l’ultima. Ma prima tocca alla maratona no stop che ripercorrerà tutte le 9 stagioni di Modern Family, che è riuscita far innamorare il pubblico di tutto il mondo con il suo linguaggio universale: quello della semplicità. A partire dalle prime ore dell’alba fino alle 21.00 dell’8 marzo quando ripartirà in prima serata il nuovo capitolo in prima visione assoluta con i primi due episodi.La serie creata da Christopher Lloyd e Steven Levitan (entrambi sceneggiatori dello show Frasier) con la tecnica del mockumentary racconta le vicende di una famiglia allargata molto lontana dai canoni tradizionali. Un realistico scorcio sui cambiamenti della società occidentale, con personaggi contraddistinti da diversità caratteriali, sessuali e culturali. In una Los Angeles quasi surreale, le vicende della famiglia Pritchett, composta da Jay (Ed O’Neil), la sua seconda giovane moglie colombiana Gloria (Sofia Vergara) e il figlio Mannie, si intrecciano con le famiglie dei due figli di Jay, Claire e Mitchell. Sposata con il goffo agente immobiliare Phil Dumphy (Ty Burrell), Claire (Julie Bowen) è un mix tra una casalinga disperata e una donna in carriera alle prese con i tre figli adolescenti, Haley (Sarah Hyland), Alex (Ariel Winter), e Luke (Nolan Gould), mentre Mitchell (Jesse Tyler Ferguson) ha una relazione duratura con il suo compagno Cameron Tucker (Eric Stonestreet), un uomo originario del Missouri dal carattere estroverso spesso definito “teatrale”, con cui ha adottato una bambina vietnamita di nome Lilly.Nella decima stagione il filo conduttore sarà l’amore: i tre fratelli Dunphy non sono più bambini e si troveranno a dover affrontare scelte importanti, come quella che dovrà prendere Haley con il suo affascinante fidanzato. Ci saranno degli sviluppi anche tra Alex e il suo pompiere e nella relazione tra Manny e la sua prima vera ragazza. Gli adulti, invece, proseguono la loro vita, costretti ad accettare il fatto che stanno invecchiando e il mondo intorno a loro sta cambiando. Nella nuova stagione non avremo soltanto risate, ma anche il toccante addio ad uno dei personaggi della serie. Ma non sarà l’unica novità: ci sarà in fatti un nuovo ingresso in famiglia che porterà grandi scompigli.

Incroci di Civiltà, Coe parla di EuropaIncontri dal 3 al 6 aprile, chiude Daniel Pennac

VENEZIA01 marzo 201914:59

– Lo scrittore inglese Jonathan Coe, autore di Middle England, considerato il libro emblema della Brexit, aprirà il 3 aprile la 12/a edizione di Incroci di Civiltà, il Festival internazionale di letteratura a Venezia.
Dal 3 al 6 aprile saranno 28 gli scrittori, provenienti da 19 Paesi, protagonisti del Festival ideato e organizzato dall’Università Ca’ Foscari, in collaborazione con il Comune e la Fondazione Venezia. La serie di incontri, dibattiti, presentazioni, confronti degli autori con gli studenti attorno a varie tematiche, con un’attenzione anche alla poesia contemporanea, sarà conclusa il 6 da un incontro con lo scrittore francese Daniel Pennac.
Quest’anno una delle specificità della manifestazione è una sorta di focus sull’Europa, non perché – ha ricordato il prorettore Flavio Gregori – quest’anno ci sono le elezioni, ma perché l’Europa è al centro di una serie di domande che riguardano il suo stesso futuro.

Escape Room, un gioco diventa incuboIn sala dal 14 marzo il thriller-horror di Adam Robitel

01 marzo 201919:15

“Siete soli, intrappolati. Dovete fuggire e non c’è tempo. Vi sarà offerta una sola possibilità e sarete obbligati a coglierla con l’ingegno. Sapete già cos’è una escape room? Nelle segrete del nostro castello potrete sperimentare il gioco…”. Questo il promo di una delle tante sale di ‘giochi di fuga’ presenti a Roma. Una vera moda mondiale, con tanto di appassionati, a cui hanno fatto da volano show televisivi Usa (come ‘The Adventure Game’, ‘Fort Boyard’ o ‘The Crystal Maze’), giochi da tavolo, app e videogiochi.Ora arriva in sala, il 14 marzo distribuito da Warner Bros Italia, ‘Escape Room’, un thriller psicologico con venature horror pieno di ritmo e adrenalina diretto da Adam Robitel e con nel cast Deborah Ann Woll, Tyler Labine, Taylor Russell, Logan Miller, Nik Dodani, Jay Ellis e Yorick van Wageningen. Cosa succede in Escape Room? Semplice: i sei concorrenti, di estrazione diversa e sconosciuti l’uno all’altro, sono all’inizio autenticamente eccitati nel partecipare al gioco, ma già quando si trovano nella prima stanza capiscono che qualcosa non va. Il fatto è che il gioco questa volta è più duro del solito e mette a rischio le loro vite man mano che avanzano di stanza in stanza. E così non basta più utilizzare la logica per risolvere enigmi e indovinelli allo scopo di trovare una via d’uscita entro il tempo prestabilito. Insomma i sei partecipanti si rendono conto di trovarsi nel più terribile degli incubi e di essere probabilmente divenuti loro stessi un gioco per ricchi annoiati che vogliono vedere umani rischiare la vita su cui scommettere.Dice Adam Robitel, autore di film come ‘Insidious: L’ultima chiave’: “Le escape room sono davvero di per sé molto cinematografiche: ti ritrovi all’improvviso in un bunker della guerra fredda, e mentre stai studiando dei dossier della Cia, premi un pulsante e un proiettore nascosto si accende di luce blu e ti mostra una mappa”. E aggiunge: “Queste sale sono di per sé stesse un’opera d’arte, quindi c’è in loro tutto il potenziale per un film visivamente attraente”. Tra le curiosità del film legate alle escape room (sono circa 8000 in tutto il mondo) il fatto che nel Natale 2016, perfino l’allora presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha voluto provare il gioco assieme alla sua famiglia. E questo dopo una sfida che gli era stata lanciata su Twitter.

Pasqua, Matera in cima classifica AirbnbArrivi più che triplicati, Napoli tra destinazioni più amate

01 marzo 201916:07

– Matera capitale europea della cultura e regina delle feste di Pasqua. Airbnb svela le destinazioni più popolari tra i viaggiatori italiani per le prossime vacanze e la Città dei Sassi registra sulla piattaforma arrivi record, più del triplo rispetto allo scorso anno. Non si arresta la crescita di Napoli. Già incoronata dai viaggiatori Airbnb meta italiana più popolare per il ponte del 1 novembre 2018, si riconferma tra le mete a corto raggio più apprezzate anche per Pasqua, con arrivi triplicati rispetto allo scorso anno. Se tradizionalmente per soggiorni brevi i viaggiatori italiani tendono a restare in Italia prediligendo le città d’arte, complice la vicinanza al ponte del 25 aprile, molti viaggiatori opteranno quest’anno per soggiorni a medio-lungo raggio. Tra coloro che resteranno in Europa, la meta più popolare è Cordoba, in Spagna. All’estero, L’Avana.
Ecco la top 10 delle mete più trendy: 1. Matera 6. Trieste 2. Cordoba 7. Vienna 3. L’Avana 8. Napoli 4. Nizza 9. Siena 5. Granada 10. Malaga Nella zona di Matera Airbnb sta portando avanti anche nel piccolo borgo di Grottole il progetto Italian Sabbatical promossa dalla no profit locale Wonder Grottole, che offre a 4 persone da tutto il mondo la possibilità di trasferirsi per 3 mesi nel borgo lucano diventando volontari e sostenendone la rinascita.
Durante il corso dell’anno, Airbnb e Fondazione Matera Basilicata 2019 lavoreranno fianco a fianco su varie iniziative a sostegno di progetti di turismo sostenibile.

Ravenna, identità visiva per morte DantePercorso per individuare logo e ‘naming’ in vista del 2021

RAVENNA01 marzo 201916:08

– Sarà un ‘percorso partecipato’ a permettere di scegliere logo e ‘naming’ di Ravenna nel settimo centenario della morte di Dante Alighieri, che ricorre tra due anni. “Scegliamo insieme l’identità visiva delle celebrazioni”, annuncia il sindaco Michele de Pascale, spiegando che il Comune intende individuare un’identità visiva “capace di trasmettere l’insieme dei valori, delle attività e degli spazi che concorrono al programma delle celebrazioni dantesche nel 2020 e 2021”. In particolare “è necessario dare conto della portata storica e simbolica di Ravenna nella vicenda e nel lascito di Dante e nella formazione del culto dantesco, a partire dai valori universali e plurali della sua opera”.
I candidati saranno liberi di realizzare l’idea grafica nell’ottica a loro più congeniale. I progetti dovranno essere presentati entro il 3 aprile, poi una giuria tecnica li esaminerà e le tre proposte selezionate verranno votate il 29 aprile in una ‘Chiamata pubblica’ al teatro Rasi, organizzata dal Teatro delle Albe.
Piano, costruire è gesto solidarietàPresentato progetto per nuovo campus architettura Politecnico

01 marzo 201916:13

– Prima una visita al cantiere, poi un salto nell’aula “dove facevamo occupazione negli anni ’60”: l’ex alumnus Renzo Piano arriva con in mano il caschetto protettivo alla presentazione del futuro campus di architettura del Politecnico di Milano, da lui ideato e immaginato come un'”opera di rammendo” perché “dobbiamo cucire le città e gli spazi comuni: la connessione è segno di civiltà, la trasformazione è il modo in cui le città si rinnovano e diventano più belle nel senso nobile del termine”.
“Spendere due ore in un cantiere è magia pura perché sono una speranza per il futuro, io – racconta – sono cresciuto andando in cantiere e trovo che siano una promessa di felicità, perché costruire è un gesto di solidarietà, di pace”. Cuore del progetto, che prevede un investimento di oltre 40 milioni di euro, un giardino da 8000 mq con 100 nuovi alberi. Finita la demolizione, ora parte la costruzione, che dovrebbe terminare nella primavera 2020. Al via anche una campagna di fundraising, attiva fino a fine lavori.

Fazio su Twitter, intervista a MacronA Che tempo che fa

01 marzo 201916:27

– Fabio Fazio annuncia su Twitter un’intervista con Emmanuel Macron e posta una foto assieme al capo dell’Eliseo. L’intervista sarà in onda nella puntata di domenica di Che tempo che fa su Rai1. “Domenica @chetempoche fa ha l’onore di intervistare il presidente della Repubblica francese @EmmanuelMacron”, scrive Fazio

Tre giorni per ricordare Lucio Dalla4 marzo a Bologna concerto ‘di compleanno’ a 7 anni da scomparsa

BOLOGNA01 marzo 201916:29

– Un concerto tra musica e spettacolo con gli amici di sempre e i compagni di viaggio di Lucio Dalla, da Gaetano Curreri a Ron, da Luca Carboni a Iskra Menarini, passando per Marco Masini, Lo Stato Sociale, Francesco Gabbani, Giovanni Caccamo, Renzo Rubino e altri artisti. È l’omaggio in programma il 4 marzo al teatro Comunale di Bologna, in diretta dalle 21 su Radio1 Rai, nel giorno in cui l’artista bolognese avrebbe compiuto 76 anni. Oggi ricorre il settimo anniversario della sua scomparsa e su Twitter l’hashtag #LucioDalla è in testa ai trend italiani.
Nel febbraio di 40 anni fa usciva ‘Lucio Dalla’, tra i dischi più importanti della musica italiana: le canzoni avranno una dimensione nuova grazie all’esecuzione dell’orchestra sinfonica del Comunale diretta dal maestro Beppe D’Onghia. Il concerto rientra nel programma di ‘Così mi distraggo un po’. Tre giorni con Lucio’ (2-4 marzo), che prevede visite guidate a Casa Dalla, al teatro Comunale e una mostra fotografica a cura della Cineteca.
A Bologna mostra ‘The Kennedy years’Dal matrimonio di Jackie e John Fitzgerald a Dallas

BOLOGNA01 marzo 201916:44

– Trecentocinquanta fotografie provenienti dagli archivi del Jfk Museum di Boston, per la storia della famiglia più popolare degli Stati Uniti, i Kennedy, dal matrimonio, nel 1953, di Jacqueline Lee Bouvier, reporter di 24 anni, e John Fitzgerald Kennedy, senatore di 35 anni avviato a una brillante carriera che culminerà, nel 1960, all’elezione a presidente. A 66 anni dal sigillo di una iconica unione, spezzata nel 1963 dall’omicidio di Kennedy a Dallas, la coppia è omaggiata a Bologna, a Palazzo Belloni, dal 2 marzo al 5 maggio, dalla mostra ‘The Kennedy years’, con sguardi discreti tra pubblico e privato, tra politica e costume, alla riscoperta di un’epoca di trasformazioni sociali e politiche. Tra l’avvento della tv, la crisi di Cuba, la guerra nel Vietnam e le manifestazioni per di diritti civili. Curata da Frédéric Lecomte-Dieu, biografo della famiglia, la mostra ospita anche l’originale sedia a dondolo di Kennedy e la riproduzione del vestito da sposa della First Lady.

Al via tour ‘Vita ce n’è’ di RamazzottiDebutto tutto esaurito a Torino, poi 4 live a Milano e 4 a Roma

01 marzo 201920:29

Debutto già tutto esaurito per la prima data italiana, il 2 marzo al Pala Alpitour di Torino, del tour mondiale ‘Vita ce n’è’ di Eros Ramazzotti, che sarà poi a Milano con 4 concerti al Mediolanum Forum di Assago (MI) il 5, 6, 8 (sold out) e 9 (sold out) marzo e a Roma con 4 appuntamenti al Palazzo dello Sport il 12, 13, 15 (sold out) e 16 marzo (sold out).
Il tour è partito lo scorso 17 febbraio dall’Olympiahalle di Monaco di Baviera, con due serate che hanno registrato il tutto esaurito, e prevede 81 tappe in 32 Paesi del mondo, per le quali sono stati venduti 450 mila biglietti. Sono 30 i brani che ripercorrono 35 anni di carriera, per uno show di oltre due ore che va da grandi successi come ‘Musica è’ alle canzoni del nuovo album uscito per Polydor lo scorso novembre in 100 Paesi, in lingua italiana e spagnola.

A Rimini Madonna Diotallevi di RaffaelloIn prestito da Berlino per mostra da 31/10 al 6/1 2020

BOLOGNA01 marzo 201917:02

– La tela della ‘Madonna Diotallevi’ di Raffaello Sanzio sarà al Museo della Città di Rimini per un’esposizione temporanea incentrata sull’opera, considerata uno dei più importanti dipinti giovanili del pittore urbinate. Il quadro – che verrà prestato dai Musei Statali di Berlino – era parte, fino all’Ottocento, della collezione del riminese Audiface Diotallevi da cui prende il nome.
Il ritorno del capolavoro di Raffaello nella città romagnola sarà la conclusione di un percorso iniziato nell’ottobre 2016 con i primi contatti legati alla richiesta di prestito della ‘Pietà’ di Giovanni Bellini del Museo della Città per la mostra internazionale ‘Mantegna e Bellini’ allestita dall’ottobre 2018 alla National Gallery di Londra e inaugurata proprio oggi alla Gemäldegalerie di Berlino dove rimarrà aperta fino al 30 giugno.
La mostra sarà ospitata al Museo della Città dal 31 ottobre 2010 al 6 gennaio 2020 all’apertura delle celebrazioni dei cinquecento anni dalla morte del grande artista urbinate.
“Con questo risultato esaltante – commentano in una nota il sindaco di Rimini Andrea Gnassi e il neo assessore alla Cultura Giampiero Piscaglia – Rimini ha un’occasione straordinaria frutto di un lungo, intenso e delicato lavoro di un insieme di persone tra cui Massimo Pulini, l’assessore uscente a cui tutti dobbiamo molto. Per Rimini – osservano – è l’ennesima conferma, un attestato di quanto di buono e apprezzato è stato fatto sul tema dell’arte e sul suo ruolo per la crescita culturale, ma non solo, della città. Sicuramente una nuova straordinaria occasione per costruire assieme uno degli eventi più importanti del cartellone delle mostre dei prossimi mesi. Un’esposizione prestigiosa che ha consentito all’Amministrazione Comunale di avviare una rete di rapporti fondamentali – concludono Gnassi e Piscaglia – per ottenere il ritorno a Rimini, dopo quasi due secoli, della tavola di Raffaello Sanzio, probabilmente concepita nel periodo in cui il celebre artista operò a Città di Castello”.

Mostre: Vesna Pavan espone a LondraProposte alcune opere del ciclo Skin

01 marzo 201917:17

– La poliedrica artista friulana e milanese di adozione, Vesna Pavan, esporrà, dall’11 al 17 marzo, alcune opere appartenenti al ciclo Skin all’Arthill Gallery, spazio situato in una chiesa sconsacrata a West Kensington, dove sono organizzate conferenze e dibattiti per incoraggiare un dialogo artistico tra Paesi e culture differenti.
I lavori Skin sono frutto di una sperimentazione pittorica, presentata dall’artista nel 2014, dopo tre anni di ricerca sui materiali: è smalto colato, libero da qualsiasi supporto, che viene elaborato e cristallizzato in un attimo preciso del suo tempo di essiccazione. Le opere sono state paragonata alle avanguardie degli anni Cinquanta e Settanta: dalle tele cauterizzate di Alberto Burri al dripping di Pollock, fino all’Espressionismo Astratto degli squarci cromatici di Clyfford Still, a cui si aggiunge quel côté più pop, esclusivamente americano, di Claes Oldenburg o Robert Rauschenberg, fino ad oltrepassare la dimensione Fontaniana.

Paradiso-Jova-Calcutta con Takagi&KetraNel nuovo singolo “La Luna e la Gatta”

01 marzo 201920:34

– I tre “The Barbooodos” che cantano nel nuovo brano dei produttori multiplatino Takagi e Ketra sono Tommaso Paradiso, Jovanotti e Calcutta. Il brano, dal titolo “La Luna e la Gatta” (Merli/Clemente/Paradiso) è già disponibile.
Quella che doveva essere una improbabile band esordiente, annunciata nei giorni scorsi, è invece una formazione di 3 eccellenze del cantautorato italiano e due produttori fuoriclasse destinati a lasciare un segno indelebile nella musica italiana.
Parco Colosseo, ticket per Foro-PalatinoIn vendita dall’11 marzo, costerà 16 euro

01 marzo 201917:30

– Il Parco archeologico del Colosseo annuncia un nuovo biglietto dedicato esclusivamente all’ingresso al Foro Romano e al Palatino. Avrà il costo di 16 euro, cui si aggiungono 2 euro per l’eventuale prenotazione online, e sarà valido un solo giorno. A partire dall’11 marzo il nuovo ticket si aggiungerà al biglietto già esistente del costo di 12 euro, che ad oggi consente un accesso al Colosseo e uno al Foro Romano e al Palatino nell’arco di 2 giorni.
Nel costo del biglietto sarà compreso l’accesso – che resta contingentato per necessità di tutela – al Museo Palatino, al Criptoportico neroniano, alle case di Augusto e di Livia, all’Aula Isiaca con la Loggia Mattei, al Tempio di Romolo, a Santa Maria Antiqua con l’Oratorio dei Quaranta Martiri e alla rampa di Domiziano. A partire dal mese di aprile, sarà finalmente aperta la Domus Transitoria.
A Boston Botticelli “graphic novelist”Vignettista New Yorker accompagna Lucrezia e Virginia da Bergamo

NEW YORK01 marzo 201919:02

L’Isabella Stewart Garden di Boston rivisita provocatoriamente il canone della storia dell’arte. Sandro Botticelli come “graphic novelist” ante litteram? Nella mostra “Botticelli: Heroines + Heroes”, 8 opere del pittore rinascimentale, tra cui le due “spalliere” create per palazzo Vespucci a Firenze, vengono accostate a 12 pannelli commissionati appositamente al vignettista del New Yorker Karl Stevens.

Botticelli nei suoi dipinti trasforma storie antiche di lussuria, tradimento e violenza in parabole del Rinascimento.
“Puntiamo a esplorare l’incrocio tra arte del passato e i suoi echi oggi in nuove opere e nuove forme di espressione artistica”, ha detto Peggy Fogelman, la direttrice del museo fondato dall’ereditiera bostoniana.

La mostra, nella nuova ala disegnata da Renzo Piano, torna a riunire la “Storia di Lucrezia”, un gioiello del museo, con la “Storia di Virginia” in prestito dall’Accademia Carrara di Bergamo, separate da secoli e riunite per la prima volta in autunno nel capoluogo lombardo. Isabella acquistò la “Lucrezia” su suggerimento dell’amico Bernard Berenson da un lord inglese per oltre 3.000 sterline. Stevens, il vignettista, ha creato cartoni che raccontano l’acquisto e allo stesso tempo puntano i riflettori sulle scene raffigurate da Botticelli.

Le “spalliere” raffigurano donne vittime di quello che oggi sarebbe definito un femminicidio. Virginia e Lucrezia raccontano storie di virtù e sacrificio al femminile, la prima assassinata dal padre per preservarne l’onore, l’altra che sceglie la morte pur di salvarsi dall’ignominia. Famoso per opere laiche ispirate dalla mitologia classica come la “Nascita di Venere” e la enigmatica “Primavera”, Botticelli le dipinse come “scene di un giudizio morale che dovevano servire come parabole moderne per le elite della Firenze di fine Cinquecento”, spiega il curatore della mostra Nate Silver.

Hit parade, Mahmood conquista la vettaPodio tutto sanremese, con Il Volo al secondo posto e Ultimo

01 marzo 201918:50

– Settimana dopo settimana, non si ferma il successo di Mahmood. Dopo la vittoria a sorpresa al festival di Sanremo con Soldi, dopo il primo posto in radio e tra i singoli più venduti anche di questa settimana (e certificato disco di Platino), il giovane cantautore conquista anche la vetta tra gli album più venduti, secondo le rilevazioni Fimi/Gfk, con Gioventù Bruciata, il suo primo album ufficiale.
Ma tutto il podio della classifica fa riferimento al podio del festival. Al secondo posto, infatti, si piazzano i tre ragazzi de Il Volo con il nuovo disco Musica (terzi a Sanremo), seguiti da Ultimo con Peter Pan (da 55 settimane in classifica) che occupa anche il settimo posto con Pianeti (e in Riviera era finito secondo, non senza polemiche da parte sua). New entry al quarto posto con Distance Over time della band progressive metal dei Dream Theatre, davanti alla colonna sonora di A Star is Born, che è valso un Oscar a Lady Gaga come Miglior canzone e rientra nella top ten. Salmo con il suo Playlist è sesto, mentre i Queen, spinti dal biopic su Freddie Mercury (Oscar a Rami Malek per l’interpretazione del cantante) che continua a macinare successi, sono ottavi con Platinum Collection e decimi con la colonna sonora originale di Bohemian Rhapsody, che è anche il primo dei vinili più venduti. Nono Irama con Giovani per sempre, in discesa di 7 posizioni.
Ecco la top ten Fimi/Gfk degli album più venduti della settimana dal 22 al 28 febbraio 2019:1) GIOVENTÙ BRUCIATA, MAHMOOD (ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)2) MUSICA, IL VOLO (COLUMBIA-SONY)3) PETER PAN, ULTIMO (HONIRO-BELIEVE DISTRIBUTION SERVICES)4) DISTANCE OVER TIME, DREAM THEATER (INSIDEOUTMUSIC-SONY)5) A STAR IS BORN (O.S.T.), LADY GAGA & BRADLEY COOPER (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)6) PLAYLIST, SALMO (EPIC-SONY)7) PIANETI, ULTIMO (HONIRO-BELIEVE DISTRIBUTION SERVICES)8) PLATINUM COLLECTION, QUEEN (USM-UNIVERSAL MUSIC)9) GIOVANI PER SEMPRE, IRAMA (WARNER BROS-WMI)10)BOHEMIAN RHAPSODY (O.S.T.)QUEEN (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)   Questa è la classifica dei singoli digitali più venduti:1) SOLDI, MAHMOOD (ISLAND-UNI)2) I TUOI PARTICOLARI, ULTIMO (HONIRO-BELIEVE DISTRIBUTION SERVICES)3) SHALLOW, LADY GAGA & BRADLEY COOPER (VIRGIN-UNI)4) SWEET BUT PSYCHO, AVA MAX (ATLANTIC RECORDS-WMI)5) CALMA (REMIX), PEDRO CAPà FEAT. FARRUKO (SONY MUSIC LATIN-SME)   Questa, infine, la classifica dei vinili:1) BOHEMIAN RHAPSODY, QUEEN (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)2) STREAKING, LOREDANA BERTÈ (BTF-INDIPENDENTI)3) DISTANCE OVER TIME, DREAM THEATER (INSIDEOUTMUSIC-SONY MUSIC ENTERTAINMENT)4) NO LINE ON THE HORIZON, U2 (ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)5) GREATEST HITS I, QUEEN (USM-UNIVERSAL MUSIC).

Salone Libro, torna Adotta uno scrittoreLagioia, sosteniamo con tenacia progetto di promozione lettura

TORINO01 marzo 201919:11

– Torna ‘Adotta uno Scrittore’, progetto del Salone del Libro di Torino che porta 30 autori del panorama letterario contemporaneo nelle scuole piemontesi e, da quest’anno, nelle scuole carcerarie italiane. Tra i trenta scrittori, giornalisti, intellettuali, che hanno già aderito Ezio Mauro, Lidia Ravera, Cristiano Cavina, Mario Calabresi, Andrea Pomella, Marina Mander e Ascanio Celestini.
“Si tratta di uno dei progetti di promozione alla lettura che sosteniamo con maggiore tenacia”, spiega il direttore del Salone del Libro, Nicola Lagioia. “Un invito – aggiunge – a mettere in pratica la curiosità e a porre domande in un dialogo attivo capace di diventare uno scambio tra generazioni e modi di vedere il mondo. Tra diverse sensibilità, esperienze, passioni e interessi”.
L’iniziativa è sostenuta dall’Associazione delle Fondazioni di origine bancaria del Piemonte, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte – Direzione Generale Regionale e con la Fondazione con il Sud.

Accademia Scala in teatro, web e LibanoIn scena il 5, il 7 e il 12 marzo, il 2 le prove anche sul web

01 marzo 201919:11

– Gli allievi della scuola di ballo dell’Accademia della Scala si stanno per esibire in teatro, per il consueto spettacolo annuale, ma anche sul web e successivamente in Libano, al Al Bustan International Festival of Music and the Performing Arts di Beirut. In scena, il 5 e 7 marzo, porteranno ‘Il regno delle ombre’ dalla Bayadère nella coreografia di Petipa e ‘In the middle, somewhat elevated’ di William Forsythe, balletto realizzato nel 1987 per l’Opéra di Parigi, che viene affidato per la prima volta a una scuola.
Finale con Presentation, creato dal direttore del Corpo di Ballo della Scala Frédéric Olivieri, che sugli Etudes di Carl Czerny permette ai 188 ragazzi dell’accademia di mostrare le loro capacità. Le prove si potranno seguire sabato 2 marzo in diretta streaming sulla pagina Fb dell’Accademia grazie a ‘Stage in the Net’, un accordo stretto fra la stessa Accademia e Fondazione Tim. Poi alcuni ballerini dell’accademia voleranno in Libano dove si esibiranno il 13 marzo.

U2, in arrivo “Europa EP”In uscita il 13 aprile per il Record Store Day

01 marzo 201920:08

– Gli U2 sono pronti a tornare con un nuovo Ep. Il lavoro, dal titolo “Europa EP”, conterrà tre nuove tracce uscirà il 13 aprile, in occasione dell’ormai tradizionale Record Store Day, dedicato ai negozi di musica indipendenti.
“Europa Ep” sarà un 12 pollici in vinile. Sul lato A un mix di materiale inedito dal recente eXPERIENCE + iNNOCENCE tour: un mash up di “Love Is All We Have Left” dell’album Songs Of Experience e del classico del 1993 “Zooropa” con il discorso finale di Chaplin da “Il Grande Dittatore” (utilizzato dalla band come introduzione ai concerti tenuti in Europa tra gli scorsi mesi) e una performance di New Year’s Day, registrata dal vivo a Dublino il 5 novembre dell’anno scorso.
Il lato B è composto da due remix: quello di St. Francis Hotel di ‘New Year’s Day’ e quello di Jon Pleased Wimmin di ‘Love Is All We Have Left’.
La cover è un omaggio ispirato a Chaplin (di cui il 16 aprile cade il 130/o anno dalla nascita) dell’opera a tema europeo dell’album degli U2 del 1993 Zooropa.
Regio Torino, è record di visitatoriSold-out 25 spettacoli, è migliori risultato ultime stagioni

TORINO01 marzo 201920:09

– A cinque mesi dall’inizio della stagione lirica, il Teatro Regio di Torino registra un record di biglietteria, con circa il 15,8% in più rispetto alle ultime stagioni. Tra opere, balletti e concerti, in cinque mesi sono stati presentati 9 spettacoli con oltre 80mila persone paganti in teatro e più di 25 date sold-out, il miglior risultato delle ultime Stagioni. Di queste presenze, 74.628 si riferiscono ai soli spettacoli d’opera e balletto. Nello stesso periodo la Stagione 2017-2018 aveva registrato 65.780 presenze, nella 2016-2017 63.076. “Questo primo e importante risultato della nuova gestione – dichiara il sovrintendente del Regio, William Graziosi – è il frutto di azioni mirate a consolidare la posizione del Teatro e rafforzare il legame con il suo pubblico. Un processo di rinnovamento ampio mirato a preservare l’eccellenza di un teatro che a giorni presenterà ai Soci fondatori anche un nuovo strumento di lavoro, un Piano Industriale e di Sviluppo”.

Reggia Venaria proroga mostra su ErcoleCon 70 opere dall’antichità ad oggi per illustrare il mito

TORINO01 marzo 201920:10

– La mostra ‘Ercole e il suo mito’, allestita nelle Sale delle Arti della Reggia di Venaria, è stata prorogata fino al prossimo 29 settembre. Doveva chiudere il 10 marzo, ma il successo di pubblico ottenuto ha convinto la direzione a prorogarla.
L’esposizione illustra la figura dell’eroe mitologico, attraverso un’articolata selezione di oltre 70 opere tra ritrovamenti archeologici, gioielli, opere d’arte applicata, dipinti, sculture e molto altro, dall’antichità classica al Novecento. La mostra acquista un particolare significato alla luce dei lavori di restauro della ‘Fontana d’Ercole’, fulcro del progetto secentesco dei Giardini della Reggia, un tempo dominata dalla Statua dell’Ercole Colosso del 1670.
La rassegna, curata da un comitato scientifico presieduto da Friedrich-Wilhelm von Hase, è organizzata da Swiss Lab for Culture Projects e Consorzio Residenze Reali Sabaude, in collaborazione con diversi altri musei europei.

Musica: Paradiso, Jovanotti, Calcutta con Takagi e KetraSono The Barbooodos nel nuovo singolo “La Luna e la Gatta”

01 marzo 201920:31

– I tre “The Barbooodos” che cantano nel nuovo brano dei produttori multiplatino Takagi e Ketra sono Tommaso Paradiso, Jovanotti e Calcutta. Il brano, dal titolo “La Luna e la Gatta” (Merli/Clemente/Paradiso) è già disponibile.
Quella che doveva essere una improbabile band esordiente, annunciata nei giorni scorsi, è invece una formazione di 3 eccellenze del cantautorato italiano e due produttori fuoriclasse destinati a lasciare un segno indelebile nella musica italiana.         [print-me title=”STAMPA”]

spettacoli musica cultura. Tutte le notizie approfondite e dettagliate, in tempo reale! DA NON PERDERE E CONDIVIDERE!
Aggiornamenti, Cinema, Notizie, Spettacoli Musica e Cultura, Ultim'ora

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA TUTTE LE NOTIZIE

Tempo di lettura: 23 minuti

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

SPETTACOLI MUSICA E CULTURA TUTTE LE NOTIZIE SEMPRE AGGIORNATE

DALLE 10:39 DI MERCOLEDÌ 27 FEBBRAIO 2019

ALLE 10:14 DI GIOVEDÌ 28 FEBBRAIO 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA E CULTURA

Tv: Gerini, Roma ‘spremuta’ ma la amo sempre di più
Attrice tra Suburra, ‘Amori e altri rimedi’ e cinema

27 febbraio 2019 10:39

Nella “Roma livida” di Suburra – La serie, tornata con la seconda stagione su Netflix dal 22 febbraio, le donne hanno ruoli chiave e uno dei personaggi più emblematici è la cinica Sara, interpretata da un’intensa Claudia Gerini, che proprio ieri è stata insignita dal presidente Sergio Mattarella dell’Alta Onorificenza di Ufficiale della Repubblica Italiana.”Nelle varie incarnazioni della mia carriera – spiega la Gerini – da Jessica in poi, ho raccontato spesso la romanità, che mi appartiene profondamente. Soprattutto negli ultimi anni mi sono attaccata tantissimo alla mia città, come fa una madre con un figlio più fragile. La vedo sofferente, negli anni è stata mal gestita e spremuta come un limone. Ma nonostante tutto ne continuo a vedere la struggente bellezza e il romanticismo”.Suburra è solo una delle sfide lavorative per l’attrice: sarà in tv anche su Foxlife, dall’11 marzo in prima serata come narratrice di Amore e altri rimedi, inedito ritratto di coppie in crisi e il 4 aprile tornerà in sala con Dolce Roma di Fabio Resinaro.

SPETTACOLI MUSICA E CULTURA

Ha girato poi A mano disarmata di Claudio Bonivento, dov’è Federica Angeli, la giornalista ora sotto scorta che ha scritto inchieste su mafia Capitale e il clan Spada e presto inizieranno le riprese di Hammamet, il film di Gianni Amelio su Bettino Craxi (Pierfrancesco Favino), con l’attrice nel ruolo di Ania Pieroni, a lungo legata al leader socialista.
Tornando a Suburra, il suo personaggio, Sara che nella prima stagione ha perso il potere in Vaticano e il suo status di moglie, in questa seconda si lancia nel business dell’accoglienza dei migranti: “Si sporcherà un po’ di più le mani, dovrà andare fino in fondo e non si spaventa – spiega -. E’ un personaggio freddo, si permea di determinazione per raggiungere ciò che vuole. Non si lascia trascinare via da nessuna emozione”.A volte servirebbe un po’ più di cinismo alle donne per affermarsi? “Non penso, dobbiamo mantenere tutte le nostre caratteristiche di accoglienza, di persone che procreano e proteggono. Da Sara certo non vanno presi l’opportunismo e il cinismo, ma la determinazione nel concentrarsi su un obiettivo e perseguirlo”. L’attrice, anche da spettatrice è una grande fan di Suburra “come lo sono anche le mie figlie. Mi affascina la contraddizione continua nei personaggi – dice -. Non ho mai frequentato il mondo di fiction e serie, sono sempre sfuggita a questi impegni così lunghi. Ho abbracciato Suburra perché amo raccontare la mia città in modi diversi. Qui c’è una Roma livida, è protagonista la sua parte più dark, un intreccio unico al mondo fra Vaticano, politica e criminalità.

SPETTACOLI MUSICA E CULTURA

Poi mi interessava poter raggiungere con un progetto in lingua italiana, e un personaggio così complesso, 140 milioni spettatori potenziali e 190 Paesi del mondo. Il linguaggio è totalmente nuovo. Su queste piattaforme c’è una libertà narrativa che alza un po’ l’asticella della qualità”.Tra pochi giorni l’attrice debutterà anche ‘Amori e altri rimedi’ su FoxLife: “Anche lì sto nel mio perché ho il compito di fil rouge, di complice del pubblico, che un po’ commenta, un po’ riassume e un po’ si confronta con quest’esperimento”. Al centro in ogni puntata ci sono due coppie in crisi, nelle quali per una settimana, l’uomo della coppia A va a vivere con la donna della coppia B e viceversa: “A fine settimana devono decidere se rivalutare la loro unione o lasciarsi, coadiuvati da due psicologi”. Dal programma “sono uscita con uno sguardo sorprendentemente ottimista sui rapporti di coppia. Tirando le somme, si valutano in modo diverso le cose che si danno per scontate”. Il ritorno in sala ci sarà dal 4 aprile con Dolce Roma di Fabio Resinaro, tratto dal romanzo di Pino Corrias, Dormiremo da vecchi. “E’ un progetto unico, molto bello – sottolinea -. Fabio ha un grande talento, e utilizza un linguaggio affascinante”. La storia è “particolarissima: c’è una Roma delle feste, dell’apparire, della falsità di tante cose, del cinema, di chi cerca un posto al sole”.

SPETTACOLI MUSICA E CULTURA

Protagonista è Oscar un produttore cinico di fiction e reality show (Luca Barbareschi). Claudia Gerini interpreta sua moglie Elga, “una donna molto ricca di un’importante famiglia romana. E’ unita al marito più che dall’amore, da un patto. Come dice Elga, chi ti sposa per interesse resterà con te tutta la vita, perché l’amore finisce, l’interesse non finisce mai”.

SPETTACOLI MUSICA E CULTURA

Brexit di Varvello è una storia bluesRomanzo corale del corrispondente Rai sulla Gb che cambia

LONDRA27 febbraio 201911:21

  • LONDRA

  • MARCO VARVELLO, BREXIT BLUES (MONDADORI, pp. 264 – 18 euro). Se fosse una canzone la Brexit non potrebbe che avere le note del blues, una melodia popolare che mischia speranza, paura, ironico e grottesco. E in questi termini la immagina Marco Varvello, corrispondente del TG1 Rai da Londra, nel suo romanzo corale Brexit Blues, un viaggio nella Gran Bretagna alle prese con l’evento più importante degli ultimi decenni, che la sta mutando in modo radicale: il “divorzio” dall’Unione europea. Grazie alla sua esperienza pluriennale di giornalista, l’autore, partendo da vicende ispirate a fatti realmente accaduti, ha costruito con maestria un mondo surreale dove si alternano personaggi e situazioni straordinarie: un ex ministro che organizza attentati, una guerra tra condomini che porta a votare Leave, un triangolo finanziario che finisce nel sangue, una centrale nucleare cinese a due passi da Londra, le cure dell’Nhs, il servizio sanitario inglese, elargite come indulgenze ad un villaggio romeno. Emerge così lo strano mondo distopico del Regno Unito post Brexit, fatto di contraddizioni e conflitti, gli stessi che si continuano a vedere in queste settimane di trepidante attesa di fronte a un addio all’Ue all’insegna dell’incertezza.
    Varvello nel suo libro, fra romanzo e memoir di sensazioni e ricordi, fa emergere anche le preoccupazioni di milioni di famiglie europee che vivono Oltremanica, fra cui 700 mila italiani. Nonché delle tante famiglie che mandano i figli a studiare e a perfezionarsi in Inghilterra. L’autore stesso ha compiuto una scelta personale molto importante, quella di prendere la cittadinanza britannica, pur conservando quella italiana.

SPETTACOLI MUSICA E CULTURA

“Non immaginavo certo che un giorno il passaporto britannico mi avrebbe tenuto al riparo dalle traversie burocratiche e amministrative a cui vanno incontro adesso i miei connazionali europei che vivono qui – scrive Varvello in Brexit Blues – Tutti alle prese con la richiesta di residenza permanente, con l’incubo di tornare al permesso di lavoro o di soggiorno. Potrei dunque godermi la doppia cittadinanza e ringraziare il mio sesto senso. Ma allora perché provo questo disagio?”. Un disagio forte, quello che proviene dall’idea che i britannici, immaginando un loro futuro radioso lontano dall’Ue, abbiano invece riportato indietro l’orologio della storia.   POLITICA

SPETTACOLI MUSICA E CULTURA

A teatro, Rossellini, Lavia e FrongiaAutieri-Calabresi con Zeller. Insinna Dalle sbarre alle stelle

27 febbraio 201912:05

  • Isabella Rossellini con il cane Pan mattatrice del suo ”Link Link Circus” a Solomeo (PG) e Gabriele Lavia con ”I giganti della montagna” di Luigi Pirandello, a Milano; ”Tamburi nella notte” di Bertold Brecht secondo Francesco Frongia, ancora a Milano, e Serena Autieri con Paolo Calabresi ne ”La menzogna” di Florian Zeller, per la regia di Piero Maccarinelli, tra Benevento e Salerno; Flavio Insinna con i detenuti del Carcere San Donato di Pescara in ”Dalle sbarre alle stelle” sulla storia vera di Attilio Frasca e Bruno Maccallini nel cabaret della Berlino anni Venti-Trenta in ”Grotesk! Ridere rende liberi”, tutti a Roma: sono alcuni degli spettacoli teatrali in scena nel prossimo week end.

Foto: donne viste dagli sguardi di LeoneOltre mezzo secolo di vita negli scatti dell’artista ragusano

RAGUSA27 febbraio 201913:23

  • Una donna che allatta un bambino è la chiave simbolica che Giuseppe Leone, fotografo fedele al bianco e nero e al sistema analogico, utilizza per rappresentare l’universo femminile. Tra eros e maternità sviluppa una riflessione a doppio binario ma con un punto fermo essenziale: i suoi, avverte, sono “sguardi carezzevoli” che scrutano la bellezza femminile nelle sue movenze e declinazioni quotidiane. Questo è il messaggio che Leone, amico e fotografo di personaggi della cultura come Leonardo Sciascia e Gesualdo Bufalino, passando per Vincenzo Consolo, affida alle opere raccolte nella mostra “Voci di donne”.

SPETTACOLI MUSICA E CULTURA

Una cinquantina di immagini che saranno esposte, nel suo laboratorio di Ragusa, dal 6 marzo al 16 giugno. In questi scatti si racchiude un rapporto lungo oltre mezzo secolo tra Leone e la foto d’autore rigorosamente costruita con la tecnica e l’espressione di un’arte che resiste al digitale. Il pianeta femminile è stato sempre scrutato da Leone con sguardi lievemente complici ma gentili.

SPETTACOLI MUSICA E CULTURA

Coro Papageno, prima volta fuori carcere
Il 4 maggio a Bologna assieme al trio jazz di Uri Caine

BOLOGNA27 febbraio 201915:09

  • Il Coro Papageno della Casa circondariale di Bologna, gruppo polifonico di detenuti e detenute fondato da Claudio Abbado nel 2011, si esibirà per la prima volta fuori dal carcere, il 4 maggio alle 17 all’Auditorium Manzoni, assieme al Trio del jazzista statunitense Uri Caine.
    E’ stato Caine, sensibile alle tematiche rieducative della pena, a chiedere di suonare con il Coro Papageno, considerandolo esempio del potere della musica di abbattere barriere e pregiudizi. Il titolo del concerto – “Change!” – prende il nome da un brano che Caine dedicò a Octavious Catto, attivista dei diritti civili neri nell’America post guerra civile.
    Il concerto raccoglierà fondi per il Coro, promosso dall’Associazione Mozart14 presieduta da Alessandra Abbado, figlia del maestro: “Nella detenzione, quando ti viene tolta la libertà” – ha rilevato – la musica “ti apre uno spiraglio di evasione, ti eleva in dignità”. La direttrice della Casa circondariale, Claudia Clementi, si è detta “molto emozionata” dall’iniziativa.

SPETTACOLI MUSICA E CULTURA
Scala: torna progetto bimbi FilarmonicaTema Sogno di Shakespeare, collaborazione con Conservatorio

MILANO27 febbraio 201916:01

  • Torna per la nona edizione ‘Sound, Music!’ il progetto gratuito della Filarmonica della Scala per le scuole del milanese che ogni anno coinvolge mille alunni delle primarie.
    La novità principale di quest’anno è la collaborazione con il Conservatorio di Milano. La fase finale dell’iniziativa infatti sono due concerti (uno solo per le scuole il 5 aprile alle 17.30, e uno a ingresso gratuito il giorno dopo) che si svolgeranno nella sala Verdi del conservatorio.
    Ad esibirsi, in uno spettacolo di cui è curatore e protagonista Francesco Micheli saranno la piccola Filarmonica della Scala e l’orchestra da camera del Conservatorio dirette da Alessandro Ferrari, con il coro del Conservatorio. L’edizione 2019 è dedicata al Sogno di una notte di mezza estate e alla versione musicale che della commedia shakespeariana compose Felix Mendelssohn.
    A febbraio e marzo è previsto il percorso didattico di avvicinamento all’opera, che quest’anno si avvale anche di un volume, distribuito gratuitamente.

SPETTACOLI MUSICA E CULTURA

Sport italiano raccontato dallo storico direttore della Gazzetta

27 febbraio 201916:06

  • CANDIDO CANNAVO’, STORIA SENTIMENTALE DELLO SPORT ITALIANO (Corriere della Sera-La Gazzetta dello Sport, pp.344, 17 euro).
    Un viaggio a ritroso fra gli idoli dello sport, passando dal bianco e nero al colore. Storie, personaggi, aneddoti e soprattutto imprese: quelle che restano scolpite nei cuori e nella mente, come a scandire il tempo che non è più. Questo, ma anche molto altro, è la ‘Storia sentimentale dello sport italiano’, una raccolta di articoli dell’amato direttore de La Gazzetta dello Sport, il catanese Candido Cannavò, attraverso le discipline più disparate. Non solo calcio, ma anche ciclismo e perfino vela, con la colorata rievocazione della Louis Vuitton vinta da Luna Rossa nel 2000. Da Pietro Mennea a Roberto Baggio, da Marco Pantani a Valentino Rossi, da Alberto Tomba ai fratelli Abbagnale. Il volume è un condensato di emozioni, come di trionfi, anche se non mancano le cocenti delusioni di cui lo sport è pieno. Ci sono slanci straordinari e clamorosi tonfi, con discese ardite senza risalite. Se è vero che lo sport è stato capace di unire l’Italia nel corso dei decenni, il libro di Cannavò, a cura di Elio Trifari e con la postfazione di Alex Zanardi, ne è la testimonianza in parole. Cannavò, oltre a raccontare, è stato capace di portare avanti grandi battaglie per le regole e i valori. Il libro è la raccolta dei suoi articoli più belli sulle prime pagine della ‘rosea’, a 10 anni dalla scomparsa dell’autore, pronti a fare rivivere la grande epopea delle emozioni azzurre, dalle Olimpiadi di Roma nel 1960 alla vittoria nel Mondiale di calcio 2006. Un vero e proprio romanzo dell’Italia sportiva offerta da un indimenticato maestro del giornalismo.SPORT

SPETTACOLI MUSICA E CULTURA

A Gubbio mostra celebra Guerre stellariAnche con busti a grandezza naturale e astronavi in scala

GUBBIO (PERUGIA)27 febbraio 201916:10

  • Busti a grandezza naturale, astronavi in scala e la “mitica” lastra di carbonite di Han Solo saranno esposti nella medievale Gubbio in occasione di “Guerre stellari – Temporary museum”, mostra allestita presso il Centro servizi Santo Spirito dal 9 marzo al primo settembre. Un evento tutto dedicato alla saga creata da George Lucas.
    Gli appassionati potranno trovare anche la pellicola cinematografica originale di Guerre stellari. Ci saranno poi laboratori, eventi a tema e un parata in costume con spade laser per bambini.
    “Si consolida un sistema di rete organizzativa pubblico-privata che ha già dato i suoi ottimi frutti” ha sottolineato in una conferenza stampa il sindaco di Gubbio Filippo Mario Stirati.
    Elisa Polidori, dell’associazione culturale La Medusa, ha tra l’altro ricordato che George Lucas “ha acquistato di recente una casa in Umbria, sul lago Trasimeno”.

SPETTACOLI MUSICA E CULTURA

Morricone, solo 5% film mie aspirazioniAl maestro diploma honoris causa Accademia di Brera

27 febbraio 201916:28

  • “I film nei quali sono riuscito ad applicare la musica delle mie aspirazioni rappresentano, pressappoco, appena il 5 per cento dei film che ho fatto”: così Ennio Morricone si racconta a studenti e professori di Brera nella lectio magistralis in occasione del conferimento del diploma honoris causa in maestro di arti visive.
    Quando frequentava la scuola di composizione “non immaginavo – racconta il novantenne compositore – che sarei giunto a comporre musica per il cinema. CINEMAAvevo allora, e ho ancora oggi, altre aspirazioni. Non che io disprezzi ciò che ho fatto e faccio per il cinema, ma non è certamente la soddisfazione spirituale che ritengo sia stata appagata, almeno in parte”. Per alcuni film “d’arte e d’autore”, però, “ho scritto musica che non esiterei a presentare dinanzi a un pubblico più esigente di quello cinematografico, in una sala di concerto”. E ora? “Entrare in contatto con i ricordi serve anche ad andare avanti… chissà quanto – conclude commosso il Maestro – ancora può succedere”.
    Reggia di Venaria, Art Nouveau e La Chapelle, mostre realiAnche una esposizione su Leonardo tra le attività del 2019

TORINO28 febbraio 2019

09:39

 

SPETTACOLI MUSICA E CULTURA
La Venaria Reale con la Reggia e i suoi Giardini si prepara al cambio di guardia per l’addio di Mario Turetta, che entro il 10 marzo lascerà la guida assunta nel 2015. Il successore sarà scelto con un bando ministeriale, ma per la delicata fase di transizione, i cui tempi verranno definiti dall’assemblea dei soci convocata per l’8 marzo, è già stato varato un ricco programma di attività messo a punto dallo stesso Turetta. “La Reggia, che nel 2019 sarà aperta per la prima volta tutto l’anno – spiega la presidente Paola Zini – è una realtà grande con un bilancio di circa 16 milioni di euro e 85 dipendenti. Ha bisogno di una guida forte”. Nell’agenda ci sono tre grandi mostre, che hanno come protagonisti l’Art Nouveau, David La Chapelle e i Giardini d’Europa, alle quali si aggiungerà in autunno l’asso nella manica, un’esposizione su Leonardo da Vinci in occasione del quinto centenario della morte. Le trattative sono in corso ma arriveranno opere importanti, tra le quali potrebbe esserci la Dama con l’ermellino, il quadro più famoso dopo la Gioconda dell’artista fiorentino. Nei Giardini, già nei prossimi giorni, sarà collocato il ‘Cavallo leonardesco’ immaginato dallo scenografo Premio Oscar Dante Ferretti, alto quasi 12 metri e già esposto nella grande mostra su Leonardo per i 150 anni dell’Unità d’Italia. “La Reggia ha una squadra eccezionale, io sono stato il direttore d’orchestra. Per me è come lasciare un figlio, che ha ancora bisogna di crescere. Il rammarico è non esserci più quando il sistema delle Residenze Reali Sabaude, di cui Venaria è il portale, sarà completato. Vedrete, quel giorno sarà come i Castelli della Loira, anzi meglio”, sottolinea con orgoglio Turetta che riceve tanti applausi e un omaggio floreale. I numeri gli danno ragione: nel 2014 le mostre erano sei, l’anno scorso ne sono state inaugurate 14, con il record di un milione di biglietti raggiunto nel 2017. Il primo appuntamento in calendario è la mostra Art Nouveau dal 17 aprile al 26 gennaio 2020 nelle Sale dei Paggi: manifesti, dipinti, sculture, mobili e ceramiche, la riproduzione di ambienti abitativi di Parigi con le atmosfere e gli arredamenti dell’epoca. Dal 13 giugno al 6 gennaio 2020 arriverà nella Citroniera delle Scuderie juvarriane la grande monografica di David LaChapelle, uno dei più noti fotografi e registi a livello mondiale, mentre nelle Sale delle Arti dal 5 luglio al 20 ottobre verrà allestita la mostra ‘Viaggio attraverso i giardini d’Europa. Da André Le notre a Henry James’. Sono in corso ancora – alcune sono state prorogate – le mostre Elliott Erwitt Personae, Easy Rider, Cani in posa, Ercole e il suo mito, Piffetti ritrovato e altri capolavori. Mostre ma anche tante iniziative tra le quali spiccano il Tango Reale a Pasqua (venerdì 19, sabato 20 e domenica 21 aprile), la Festa delle Rose (il 17, il 18 e il 19 maggio), la Milanesiana tra giugno e luglio.   PIEMONTE

SPETTACOLI MUSICA E CULTURA

Romamor, la forza fragile della memoriaA Villa Medici Anne e Patrick Poirier, 50 anni di arte e vita

27 febbraio 201916:51

  • Ha subìto tante metamorfosi la ricerca sulla forza fragile della memoria che Anne e Patrick Poirier hanno condotto insieme, tra giochi e battaglie, in 50 anni di vita e arte: al sodalizio creativo di questa inossidabile coppia l’Accademia di Francia rende omaggio con “Romamor”, allestita dal 1 marzo al 5 maggio. La mostra, prima antologica a loro dedicata in Italia a cura di Chiara Parisi, celebra il legame che unisce i coniugi Poirier a Roma: i due artisti infatti iniziarono a lavorare insieme proprio a Villa Medici, dove soggiornarono dal 1968 al 1972 invitati dall’allora direttore Balthus, condividendo idee ed esplorando i linguaggi artistici accanto a civiltà, religioni e culture diverse. Il percorso, che dagli spazi interni si estende fino ai giardini, presenta lavori storici accanto ad altri pensati per la mostra.
    Tra i temi cari agli artisti, la memoria come ricchezza da preservare, le rovine antiche e contemporanee come miniera di conoscenza, la fragilità della condizione umana.

SPETTACOLI MUSICA E CULTURA
Museo Shoah, Mibac blocca ultimo lottoProtesta sindaco Ferrara e assessore E-R, 25 mln già stanziati

FERRARA27 febbraio 201917:04

  • Il Segretariato regionale del Ministero per i Beni culturali (Mibac) ha deciso di non impegnare “i 25 milioni circa di euro che erano già stati stanziati per l’ultimo lotto previsto per il completamento del Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah (Meis)”. Lo hanno comunicato in modo congiunto il sindaco di Ferrara, Tiziano Tagliani, e l’assessore alla cultura dell’Emilia-Romagna, Massimo Mezzetti, in “una denuncia necessaria per ovviare al silenzio che ha accompagnato questa decisione, che penalizza non solo Ferrara ma anche il nostro Paese”, affermano in una nota, precisando che il Meis “è un museo nazionale, voluto in un luogo decentrato rispetto alla Capitale e per il quale erano state date specifiche indicazioni organizzative e architettoniche, per renderlo competitivo a livello internazionale”. Una scelta che “porta gravi conseguenze”, rilevano, “in piena controtendenza rispetto alla tradizionale collaborazione istituzionale con i governi che si sono alternati negli ultimi vent’anni”. Attualmente è infatti in corso la gara per il terzo lotto dei lavori al Meis. Il primo era la palazzina di via Piangipane, il secondo la parte museale inaugurata a fine dicembre alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il terzo prevede una delle cinque nuove strutture in alluminio e vetro affacciata su Rampari San Paolo, per connotare architettonicamente l’aspetto contemporaneo del Meis. Il mancato impegno di spesa interessa il quarto e ultimo lotto per 24,6 milioni di euro, già stanziati, destinati alle altre quattro strutture in vetro e alluminio previste nel giardino per completare il richiamo ai cinque libri del Pentateuco.
    La stazione appaltante – il Segretariato regionale del Mibac, a tutti gli effetti ufficio del Ministero – ha annunciato di non aver provveduto ad impegnare la spesa e di non poter quindi più mettere a disposizione il finanziamento, prosegue la nota.
    Per gli amministratori locali, “senza questo completamento il museo potrà continuare l’attività, ma senza potersi esprimere al meglio, perche il progetto risulta fortemente compromesso e non più in grado di svolgere quel ruolo internazionale per il quale era nato”.

SPETTACOLI MUSICA E CULTURA

Broken Nature per XXII Triennale MilanoBoeri, come restituire alla natura quanto sottratto?

27 febbraio 201920:38

  • “La XXII Triennale di Milano pone un interrogativo quanto mai urgente: come possiamo restituire alla sfera naturale quanto in questi secoli, e in particolare negli ultimi decenni, le è stato sottratto?”. A porre la domanda è il presidente della Triennale di Milano Stefano Boeri, durante la presentazione della XXII edizione. “Con questa edizione dell’Esposizione Internazionale – ha spiegato Boeri -, la Triennale ribadisce la propria volontà di riprendere la tradizione di questa manifestazione connettendola ad alcuni dei grandi temi della nostra contemporaneità, aprendo la riflessione non solo alla comunità internazionale del design e dell’architettura, ma anche a tutti i cittadini che nei prossimi mesi verranno a vistarla”. La XXII Esposizione Internazionale della Triennale di Milano, aperta dal primo marzo al primo settembre 2019, è intitolata Broken Nature: Design Takes on Human Survivaled.

SPETTACOLI MUSICA E CULTURA
Ramazzotti apre tour a Torino il 2 marzoSold out al Pala Alpitour. Tour mondiale fino a dicembre

TORINO27 febbraio 201917:55

  • Parte il 2 marzo dal Pala Alpitour di Torino, con un concerto da tempo sold out, la parte italiana del tour mondiale di Eros Ramazzotti, iniziato il 17 e 18 febbraio all’Olympia di Monaco di Baviera con un doppio sold out. Sono 90 le tappe in 32 paesi del mondo fino a dicembre, a pochi mesi dall’uscita del nuovo album Vita ce n’è e a ridosso della sua partecipazione in qualità di super ospite al 69 Festival di Sanremo. Una produzione internazionale che festeggia i 35 anni di carriera di Eros Ramazzotti, pensata per stupire e attrarre un pubblico di età ed estrazioni diverse.
    Il concerto, che ha come tema l’auspicio di una buona vita, si apre sulle note di Vita ce n’è con l’immagine dell’albero della vita.

SPETTACOLI MUSICA E CULTURA
Brera, Ennio Morricone inaugura l’anno accademicoStudenti e professori, tutti in piedi per il Maestro allo scalo Farini di Milano

MILANO27 febbraio 201918:26

Studenti e professori, tutti in piedi per Ennio Morricone allo scalo Farini di Milano, in apertura della cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico dell’Accademia di belle arti di Brera, che ha insignito il maestro di un diploma honoris causa. Ad aprire la mattinata, negli spazi dove grazie alla collaborazione con il Comune di Milano e Fs nascerà il campus degli studenti di Brera, l’intervento della presidente Livia Pomodoro, per la quale lo Scalo “è la prosecuzione dell’accademia che resterà il nostro luogo principale, anzi unico, perché il nostro dna è via Brera”. Lo scalo Farini, comunque, “non è l’unica soluzione cui stiamo pensando, ci abbiamo preso gusto – ha scherzato Pomodoro – e con il sindaco di Segrate stiamo pensando di utilizzare una bellissima cascina restaurata vicino all’Idroscalo”. Quel che è certo è che “non lasceremo Brera nel degrado, abbandonata a se stessa, irradierà bellezza – ha garantito la presidente – nei luoghi che occuperemo”.

SPETTACOLI MUSICA E CULTURA
Riapre chiesa ultramillenaria a PisaE’ capolavoro romanico pisano. Chiusa sette anni per recupero

PISA27 febbraio 201918:30

  • Dopo sette anni di chiusura e quasi tre di restauro strutturale riapre al culto domenica l’antica chiesa di San Paolo a Ripa d’Arno a Pisa, considerata uno dei capolavori del romanico pisano, fondata nel 925 dopo Cristo e attestata nel 1032. La prima messa è in programma domenica alle 17 e sarà presieduta dall’arcivescovo, Giovanni Paolo Benotto, insieme al vicario generale Gino Biagini e al parroco don Italo Lucchesi. “Il lavoro di restauro – ha commentato Benotto – è costato oltre 3 milioni di euro, 850 mila dei quali finanziati dalla Fondazione Pisa, 590 mila dalla Cei con i fondi dell’8 per mille, 100 mila da Unicoop Firenze e altri 60 mila di contributi privati. Per noi quindi è stato uno sforzo finanziario enorme e oggi la Diocesi è costretta a vivere giorno per giorno perché siamo rimasti senza un soldo. Adesso, recuperata la chiesa, dobbiamo ricostruire la comunità parrocchiale che in questi anni si è dispersa altrove. Solo così potremmo dire di avercela fatta e che ne è valsa la pena”.

SPETTACOLI MUSICA E CULTURA
S.Cecilia, sul podio Orozco-EstradaMaestro colombiano dirige la Sinfonia n. 7 e Noche Oscura

27 febbraio 201918:33

Sinfonia n. 7 “Leningrado” di Dmitrij Shostakovic, composta alla fine del 1941 in una Leningrado stremata dall’assedio tedesco, e l’ omaggio a Goffredo Petrassi, tra le figure più importanti del Novecento musicale italiano, con l’ esecuzione di Noche Oscura, del 1951: è il programma del concerto della stagione sinfonica di Santa Cecilia che giovedì 28 febbraio alle 19:30 vedrà sul podio il direttore colombiano Andrés Orozco-Estrada (repliche venerdì 1 marzo alle 20:30 e sabato 2 alle 18). La Sinfonia n. 7 incarnò da subito il sentimento di opposizione al nazismo del popolo russo, diventando un simbolo della resistenza, una partitura monumentale e nello stesso popolare. Orchestra e Coro dell’Accademia eseguiranno poi la composizione di Petrassi, con testo di Giovanni della Croce, considerata uno dei capolavori sinfonico-corali dell’ autore romano. Il giovane Orozco-Estrada, naturalizzato austriaco, è uno dei direttori più richiesti della nuova generazione.

SPETTACOLI MUSICA E CULTURA

Michael Jackson, ridotto il prezzo di NeverlandTagliato del 70% a pochi giorni dal documentario HBO

NEW YORK27 febbraio 201919:39

Neverland, la casa del Re del Pop Michael Jackson, e in vendita per 31 milioni di dollari, il 70% in meno del prezzo originale di 100 milioni di dollari chiesto nel 2015. La revisione al ribasso precede di alcuni giorni l’uscita del documentario ‘Leaving Neverland’, nel quale due uomini sostengono di essere stati molestati da Michael Jackson. Contro il documentario di HBO il fondo a cui fanno capo gli asset di Jackson ha presentato un’azione legale.

SPETTACOLI MUSICA CULTURA

Secondo indiscrezioni, il fatto che l’abitazione sia stata rimessa in vendita a un prezzo decisamente inferiore rispetto a quello originale proprio pochi giorni prima del documentario è una coincidenza. A pesare sulla mancata vendita sarebbe stato finora il prezzo elevato ma anche la siccità che si è abbattuta sulla California e che ha reso l’abitazione meno attraente.

SPETTACOLI MUSICA CULTURA
Dopo due anni torna ‘The OA’a Marzo la seconda stagione su Netflix

27 febbraio 201920:30

-La prima stagione della serie tv The OA (sigla di The original angel) di Marling e Batmanglij era terminata con uno sparo: il proiettile di un potenziale assassino finisce nel cuore della protagonista che vede la morte come unica possibilità di accesso alla dimensione per ritrovare le altre persone scomparse. Il pubblico sta per scoprire dopo una lunga pausa cosa è successo? Era tutto vero oppure no. Netflix annuncia oggi che la sconvolgente storia di The OA tornerà a distanza di due anni con la seconda parte in onda dal prossimo 22 marzo e rilascia le prime foto, il trailer e la locandina. La serie segue le vicende di OA (nome con cui si fa chiamare la protagonista Prairie Johnson, interpretata da Brit Marling) e il suo ingresso in una nuova dimensione, dove la aspetta una vita completamente diversa, – come si vede dal trailer che presenta Prairie è sopravvissuta allo sparo (“nulla – dice – è come me l’ero immaginato”) stavolta da ereditiera russa ma ugualmente prigioniera di Hap. Nei nuovi episodi debutta Karim Washington, detective privato incaricato di ritrovare Michelle Vu, una ragazza scomparsa. Il suo percorso si incrocia con quello di OA, insieme indagano sul mistero della sparizione di Michelle e sulla scoperta di una casa a Nob Hill legata alla scomparsa di diversi ragazzi. Nel frattempo, nella prima dimensione, i personaggi Bba, Angie e i ragazzi continuano a ricercare se stessi in un viaggio alla scoperta della verità che si nasconde dietro OA e le incredibili realtà da lei raccontate.

SPETTACOLI MUSICA CULTURA

Nella prima stagione veniva narrata la stravagante storia di Prairie Johnson una giovane donna adottata e non vedente, che tornava a casa dopo essere scomparsa per sette anni, ma cosa ancora più strana aveva riacquistato la vista ed era convinta di essere un angelo. Non avendo nessunissima intenzione poi di parlare con polizia o investigatori del suo passato. Prairie creava una sorta di piccolo circolo costituito da cinque persone uniche custodi della sua vera storia. Anche la seconda parte di The OA nasce dalla visionaria Brit Marling, che ricopre anche il ruolo della protagonista, e da Zal Batmanglij, con cui ha creato e scritto gli otto nuovi episodi di questa odissea. Ritroviamo nel cast Jason Isaacs, Emory Cohen, Patrick Gibson, Phyllis Smith, Brendan Meyer, Ian Alexander, Brandon Perea e Sharon van Etten, a cui si aggiungono Kingsley Ben-Adir e Chloë Levine. Paz Vega, Irene Jacob e Riz Ahmed tornano come special guest anche in questa seconda parte. Prodotta da Aida Rogers, tra i produttori esecutivi Michael Sugar, Brad Pitt, Dede Gardner, Jeremy Kleiner e Sarah Esberg di Plan B Entertainment (la stessa casa di produzione che ha vinto l’Oscar per 12 Anni Schiavo), insieme a Brit Marling e Zal Batmanglij. The OA è una produzione originale Netflix.

SPETTACOLI MUSICA CULTURA

Tv, torna Made in Sud, De Martino -Trotta coppia inedita Da lunedi 4 marzo su Rai2 (21,20) con la Gregoraci e Biagio Izzo

NAPOLI28 febbraio 201909:37

-‘Made in Sud’, il ritorno. Con l’inedita coppia composta dal ballerino Stefano De Martino, al suo debutto come conduttore, e dalla ‘veterana’ Fatima Trotta, al via lunedì 4 marzo (21.20 su Rai2 in diretta da Napoli) la nona stagione dello show comico targato Tunnel Produzioni che nell’era Freccero, dopo lo stop di due anni, si annuncia completamente rinnovata. ‘All star’ la squadra (con Arteteca, Paolo Caiazzo, Ditelo Voi, Gino Fastidio, Simone Schettino, Antonio D’Ausilio, Peppe Iodice, Francesco Paolantoni, Max Cavallari, e ancora Mino Abbacuccio, Mariano Bruno, Enzo e Sal, Laurato e Rosaria Miele, Francesco Albanese) che presenterà tutti personaggi inediti più qualche cult, sullo sfondo di una scenografia, definita ‘barocco-pop’. Tra le novità le partecipazioni straordinarie di Elisabetta Gregoraci e Biagio Izzo. ”Sarà una bella sfida. Ringrazio il centro Rai di Napoli a cui devo molto della mia carriera – dichiara Freccero – qui abbiamo realizzato programmi come Convention, Pippo Kennedy Show, Furore. Sapete che sono pazzo – scherza il direttore di Rai 2- ho deciso infatti di fare ‘Made in Sud’ ‘contro’ una delle serie più importanti di Rai1, ‘Il nome della rosa’, ma si tratta di una offerta complementare e vi spiego il perché. Come è noto ne ‘Il nome della rosa’ un gruppo di frati cerca il secondo libro della Poetica di Aristotele sulla risata e la comicità. E noi vi faremo ritrovare su Rai2 proprio la comicità. Da questo show potrebbe nascere una situation comedy”. Anche Nando Mormone, patron di Tunnel, avrà una nuova veste ‘attiva’nello show. ”De Martino è uno dei personaggi più popolari per i social – spiega Mormone – insieme alla Trotta sono anche una bella immagine dei talenti campani”.

SPETTACOLI MUSICA CULTURA

Non sembra aver timore di tre ore di diretta il neo conduttore: ”Fatima sarà il mio salvagente, lei conosce benissimo il programma, è come fare un esame di italiano con l’enciclopedia sotto il braccio. Qui c’è una bellissima atmosfera, i comici tifano l’uno per l’altro, una cosa mai vista. Cosa mi ha consigliato Maria de Filippi quando gli ho parlato di questa possibilità? Con Freccero, mi ha detto, vai pure ad occhi chiusi”. Fatima Trotta lo carica, anche se il suo partner appare già scioltissimo:” Tre ore di diretta non sono facili da gestire ma vedrete che Stefano spaccherà, ne sono certa. Lui non è solo un ballerino bravissimo. Il mio compito sarà quello di fare gruppo, insieme ai ‘vecchi’ci sono con noi anche comici giovanissimi. Non credo ci sia il rischio di ripetere cose già viste, anche il nostro approccio di conduttori sarà diverso. E poi il pubblico ha ancora fame di Made in Sud”. Sette le puntate (con tanti comici anche non meridionali), nuovo anche il corpo di ballo di otto elementi diretto dal coreografo Fabrizio Mainini. ‘Made in Sud’ , regia di Sergio Colabona, è un programma di Nando Mormone e Paolo Mariconda, scritto con Francesco Albanese, Gian Luca Belardi, Riccardo Cassini e Ciro Cerruti. I biglietti per assistere allo show, ricorda il direttore della sede Rai di Napoli Francesco Pinto, sono in vendita e il ricavato devoluto a progetti benefici a favore di bambini napoletani: ‘Potrebbero farlo tutti i grandi show’.

SPETTACOLI MUSICA CULTURA

Lola June, a due anni ha una personale a NyEsposta in una galleria. Tra suoi acquirenti anche Vip

NEW YORK28 febbraio 201909:40

  • Non si è tolta ancora i pannolini eppure già espone in suoi quadri in una mostra personale a New York. La Picasso in erba è Lola June, di soli due anni ma che già ha mosso i primi passi nella difficile piazza artistica della Grande Mela vendendo le sue opere per centinaia di dollari.
    La piccola Lola ha aperto una mostra in una galleria a Union Square, una delle piazze iconiche della città, esponendo 37 tele. La personale è stata intitolata ‘Hope’ (Speranza, ndr).
    Secondo quanto scrive il New York Post, Lola ha già venduto 12 opere a prezzi che si aggirano tra i 300 ed i 1600 dollari. Tra i suoi acquirenti anche il dermatologo delle celebrity e collezionista d’arte David Colbert il quale ha notato i quadri camminando per strada e ha sottolineato di essere stato colpito dopo aver visto la piccola sorridere mentre dipingeva. “Ha il tocco di Jackson Pollock e Cy Twombly” – ha commentato.
    La piccola è stata notata da Pajtim Osmanaj, artista originario del Kosovo ed amico della madre. Dopo averla vista dipingere ha deciso di scrivere ad un’organizzazione artistica per allestire una mostra con i suoi lavori.

SPETTACOLI MUSICA CULTURA

A New York “Vita Interior” di Derrick AdamsNuove opere dell’ artista ispirato dal vero “Green Book”

NEW YORK28 febbraio 201909:36

Dopo aver illuminato Villa Necchi a Milano ed esplorato e rivisitato il “Green Book” che ha ispirato il discusso film premio Oscar di Peter Farrelly, Derrick Adams usa una galleria di New York come la sua prima casa di Barbie. Luxembourg and Dayan, nell’Upper East Side, occupa la seconda più piccola townhouse di Manhattan e l’ambiente raccolto ha consentito il teatrino che l’artista di Baltimora e il curatore Francesco Bonami hanno inscenato nella mostra “Interior Life” (Vita interiore) aperta da oggi al 20 aprile. Adams, che a 38 anni ha opere nelle collezioni del Metropolitan e del Whitney, e’ uno degli artisti piu’ “hot” della scena newyorchese. La sua “casa di bambole” nella galleria newyorchese risponde a un progetto creativo avviato un paio di anni fa “per capire cosa attiva lo spazio”. Ogni stanza della galleria riproduce in carta da parati un ambiente in due dimensioni e dalla finestra del “salotto” a piano terra, fa capolino un re con la corona in testa.Ispirata da un principio della dottrina cattolica che descrive “una vita che cerca Dio in ogni cosa”, Adams ha creato nuovi ritratti su carta, parte della sua serie di collage “Lavoratori Decostruiti”, e li ha installati sulla carta da parati che raffigura immaginari interni domestici. La mostra rientra in una serie di progetti occasionali che Luxembourg and Dayan dedica a importanti artisti contemporanei il cui lavoro ispira nuove riflessioni sui rapporti tra tendenze attuali e storiche del mondo dell’arte. L’anno scorso, senza connessioni con il film che ha vinto l’Oscar, Adams aveva creato per il Museum of Arts and Design di New York una installazione di 50 opere – collage, assemblaggi su pannelli di legno e sculture – per immaginare le destinazioni sicure per i neri americani che si mettevano in viaggio negli anni della segregation razziale. Il “Negro Motorist Green Book”, una guida pratica annuale per i viaggiare afro-americani, era stato pubblicato dal postino di Harlem Victor Hugo Green dal 1936 al 1967 e di recente ha ispirato il film di Farrelly con Viggo Mortensen e Mahershala Ali: “Terribile”, nel giudizio dell’artista.

SPETTACOLI MUSICA CULTURA
Febbre Dragon Ball, Broly è già recordNelle sale italiane 20/o film della serie e nuovi episodi in tv

28 febbraio 201910:05

  • Mancano poche ore ormai all’appuntamento più atteso per gli sfegatati fan delle avventure di Son Goku & Co.: arriva nelle sale italiane “Dragon Ball super: Broly”. Un film commemorativo di oltre 30 anni di titoli “leggendari” ma anche un pezzo chiave della storia perché per la prima volta si spiega per filo e per segno la distruzione del pianeta Vegeta, Bardak, i Sayan sopravvissuti, tra cui ovviamente Broly – il più forte – che dà il titolo al ventesimo film della serie Dragon Ball e primo della nuova serie Super, e si vede Gogeta trasformarsi in Super Sayan God.E contemporaneamente su Italia 1 il sabato in seconda serata vanno in onda alcuni episodi inediti. Davvero una bella scorpacciata per i fan della saga-capolavoro di Akira Toriyama, che hanno già avuto un assaggio nelle anteprime dedicate al pubblico nei cinema The Space e Uci.

SPETTACOLI MUSICA CULTURA

E’ stato registrato il tutto esaurito a poche ore dall’apertura delle prenotazioni da nord a sud d’Italia e sono state lanciate potentissime Kamehameha (Onde Energetiche) ai doppiatori italiani del film e ai molti cosplayer intervenuti. Ed è partito anche il tam tam sui social (#Brolyzzati e #DragonBallSuperBroly) mentre su Snapchat è stata creata una speciale lente per che consente, a chi la sblocca, di diventare addirittura Super Saiyan. E Dragon Ball Super: Broly – distribuito in Italia da Anime Factory di proprietà di Koch Media – ha già macinato vari record nel mondo.

SPETTACOLI MUSICA CULTURA

In Giappone è stato il film della licenza che ha incassato di più in assoluto. Oltreoceano ha raccolto oltre 30 milioni di dollari solo negli Stati Uniti che, uniti ai 71 raccolti nel resto del mondo, hanno fatto arrivare il totale di incassi a 101 milioni di dollari. Il più alto per un Anime e per un lungometraggio della serie Dragon Ball. “In questo film – spiega Akira Toriyama – assisterete a molti combattimenti agguerriti e vi renderete conto di come agiscono le forze del destino e di come porteranno Son Goku, Vegeta e Broly a incontrasi. Nel film vedrete anche l’armata galattica di Freezer e conoscerete la storia dei Sayan, che come scoprirete, è collegata a tutta la vicenda. Alla fine la storia si rivelerà in tutta la sua vastità e in tutta la sua drammaticità”. Il manga Dragon Ball è stato pubblicato per la prima volta nel 1984 sulla rivista Weekly Shonen Jump: da quel momento ne sono state vendute oltre 240.000.000 di copie.

SPETTACOLI MUSICA CULTURA
A Lecce sede Scuola nazionale CinemaA ottobre parte corso triennale su restauro opere audiovisive

BARI27 febbraio 201912:50

  • Apre a Lecce, in Puglia, una nuova sede distaccata della Scuola nazionale di Cinema del Centro sperimentale di cinematografia (Csc). L’accordo tra Regione Puglia, Fondazione Apulia film commission, Provincia di Lecce e Csc è stato firmato stamattina alla presenza, tra gli altri, dell’assessore regionale all’Industria turistica e culturale, Loredana Capone, e del presidente del Csc, Felice Laudadio. Si tratta di un “risultato straordinario – è stato sottolineato – per la Puglia che sul cinema ha investito, solo nell’ultimo anno, oltre 15 milioni”. La sede pugliese della Scuola nazionale di Cinema del Csc, che troverà casa negli spazi di Palazzo Argento e sarà dotata di laboratori digitali, strumentazioni e infrastrutture all’avanguardia, si chiamerà ‘Csc digital school’. Nei prossimi mesi gli spazi di Palazzo Argento saranno attrezzati e le attività della scuola avranno inizio già dal prossimo ottobre con un corso triennale per tecnici specializzati nel restauro di opere audiovisive.

Mahmood, andrò all’Eurovision SongCantante a Torino, scriverò una canzone sull’amore dei fan

TORINO27 febbraio 201920:28

  • “Certo che rappresenterò l’Italia all’Eurovision Song Contest, con gioia e orgoglio. Per ora posso dire solo questo, perché ho talmente tante cose da fare e la testa così piena, che non posso pensare ad altro. Poi, magari, quando avrò un attimo di respiro, scriverò una canzone che racconta tutto quanto sta accadendo e soprattutto l’amore che mi stanno dimostrando tutte queste persone”. Lo ha detto Mahmood, vincitore dell’ultimo Festival di Sanremo con il brano ‘Soldi’, oggi alla Feltrinelli di piazza Cln, a Torino, dove ha firmato alcune copie del suo album ‘Gioventù bruciata’.
    I suoi fan, almeno 300 persone tra cui molte mamme con figli, famiglie intere e gruppi di adolescenti, si sono messi in coda già 4 ore prima dell’appuntamento. Quella di oggi è la quinta tappa del suo tour firmacopie di Mahmood. Domani sarà alla Mondadori di Milano. “Amo e frequento Torino, è viva, una mia cara amica vive qui”, ha aggiunto il cantante italo-egiziano.         [print-me title=”STAMPA”]
Aggiornamenti, Cinema, Notizie, Spettacoli Musica e Cultura, Ultim'ora

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA TUTTE LE NOTIZIE

Tempo di lettura: 27 minuti

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

TUTTE LE NOTIZIE SEMPRE AGGIORNATE

DALLE 04:49 DI MARTEDì 26 FEBBRAIO 2019

ALLE 10:39 DI MERCOLEDì 27 FEBBRAIO 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

HarperCollins Italia apre ai bimbi
Arrivano McCartney, Oates e tra big italiani Garlando

26 febbraio 2019 04:49

HarperCollins Italia entra nell’editoria per bambini e ragazzi e parte dando grande spazio ai più piccoli con due coloratissimi volumi della serie, tradotta da Chiara Carminati, ‘Piccoli Dinosauri’ dello scrittore e illustratore britannico Rob Biddulph, che sarà ospite alla Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna 2019. Tra i big, in uscita in estate l’americana Margaret Peterson Haddix con ‘Gli altri’, il primo romanzo della trilogia ‘I segreti dei Greystone’ che verrà lanciato in contemporanea a livello internazionale. E Joyce Carol Oates con la divertente storia illustrata ‘La nuova gattina’ che mette in crisi la gatta di casa. A marzo arriva ‘Mosche, cavallette, scarafaggi e Premio Nobel’ di Luigi Garlando, il pluripremiato scrittore amato dai ragazzi, dai genitori e dagli insegnanti, che accompagnerà i giovani lettori alla scoperta della vita di Rita Levi Montalcini, vista attraverso gli occhi di un ragazzo che è diventato il suo assistente di laboratorio e poi ricercatore laureato. Bisognerà aspettare l’autunno per ‘Che storia, nonno!’, il libro per bambini firmato da Paul McCartney, con illustrazioni di Kathryn Durst, che racconta la vicenda di un nonno magico e dei suoi quattro nipoti, che HarperCollins Italia si è aggiudicata alla Fiera di Francoforte 2018. Il piano editoriale prevede nel primo anno la pubblicazione di 25 titoli, tra le diverse fasce 0-13 anni, per crescere gradualmente fino ad arrivare a un centinaio di novità all’anno. I più importanti autori pubblicati da HarperCollins in lingua inglese saranno affiancati alle migliori voci italiane della letteratura per ragazzi, già note o al debutto, senza tralasciare grandi artisti e illustratori.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

“Si apre una nuova, magnifica, sfida” dice Laura Donnini, ad e Publisher di HarperCollins Italia. E Sabrina Annoni, direttrice editoriale di HarperCollins Italia, spiega che “con i libri per ragazzi di HarperCollins Italia i giovani lettori potranno esplorare il mondo, divertirsi, viaggiare con la fantasia, riflettere: aprendo un libro si ritroveranno a salire sul meraviglioso tappeto volante dell’immaginazione”. Tra gli albi ‘Bloom’ di Kyo Maclear con illustrazioni di Julie Morstad, che racconta la storia della stilista Elsa Schiaparelli, che ha avuto l’intuizione di portare l’arte nella moda. Con HarperCollins Italia torna nelle nostre libreria anche il grande successo ‘Fancy Nancy’ di Jane O’Connor, protagonista di una nuova serie televisiva targata Disney Junior e Patricia MacLachlan, già vincitrice della prestigiosa Newbery Medal, con il romanzo ‘Le parole di mio padre’ in cui racconta come ricominciare dopo il dramma di una perdita. E fra i titoli in uscita nella prima parte dell’anno, per la narrativa Andrew Clover e Ralph Lazar presentano ‘Rory Branagan’, lo spassoso detective che “i cattivi se li mangia a colazione”, protagonista di una nuova serie con divertenti illustrazioni in bianco e nero. Il progetto si inserisce nel solco di una radicata tradizione della casa madre: HarperCollins Publishers che è stata uno dei primi editori al mondo a creare, nel 1926, un dipartimento dedicato ai “Libri per Ragazzi e Ragazze”, inaugurando una lunga storia di successi con la serie ‘La piccola casa nella prateria’ fino a diventare oggi uno dei leader del settore a livello globale con la pubblicazione di oltre 700 titoli all’anno per bambini e ragazzi, attraverso diverse sigle editoriali.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Tra i grandi autori della casa madre: C.S. Lewis, Judith Kerr, David Walliams, Maurice Sendak, Michael Morpurgo e Angie Thomas. “Nel 2018 HarperCollins Italia è stato l’editore che ha registrato la maggiore crescita del mercato, più che raddoppiando il proprio valore. Cominciare il 2019 entrando nel settore dei libri per ragazzi è un nuovo, importante tassello del radicamento di HarperCollins in Italia e della volontà di continuare a crescere” sottolinea Laura Donnini.

L’ultimo addio tra Mastandrea e GialliniDomani è un altro giorno di Simone Spada in sala dal 28 febbraio

26 febbraio 201912:10

Tra ironia e dramma arriva con ‘Domani è un altro giorno’ di Simone Spada, in sala con Medusa dal 28 febbraio in 400 copie, l’ultimo addio tra Giuliano (Marco Giallini) e Tommaso (Valerio Mastandrea). La collaudata coppia di attori romani si misura questa volta in un remake spagnolo dai toni drammatici, ‘Truman’ di Cesc Gay. Solo quattro giorni sono quelli che ha Tommaso, che vive da tempo in Canada dove insegna robotica, per dare l’ultimo saluto all’amico Giuliano, un disincantato attore, malato incurabile, che ha deciso di farla finita con le cure.
Quando Tommaso arriva a Roma bastano poche battute e i due rientrano in perfetta sintonia come trent’anni prima. Da qui poi quattro intensi giorni in cui tutto si gioca sulla differenza di carattere: Giuliano esuberante come sempre e pieno di quella vita che sta per perdere, Tommaso più sornione e responsabile.
Per Giuliano c’è poi un figlio da salutare a Barcellona, Leo (Andrea Arcangeli), qualche amante da tranquillizzare e Paola (Anna Ferzetti), un’affettuosa sorella da gestire. Ma nella vita dell’attore c’è anche una presenza non da poco, quella del suo cane Pato, un bovaro bernese dallo sguardo triste, che per Giuliano è praticamente un figlio. E sembra che la sua preoccupazione principale sia proprio quella di trovare una sistemazione a questo ingombrante cane.
Improvvisazione? “Non ne abbiamo fatta molta – spiega Giallini -. Certo qualcosa c’è sempre quando recito con Valerio.
Il film spagnolo – aggiunge – non l’ho visto. O meglio ho visto solo il trailer”.
Dice invece Valerio Mastandrea: “Io Truman l’avevo visto, ma non posso dire di essermi fatto influenzare più di tanto”.
“Oscar Wilde disse: se un amico non mi invita al suo compleanno non importa, ma se non condivide con me un grande dolore allora mi offendo penso che questa frase – spiega il regista Simone Spada – possa racchiudere il senso di tutto il film che è un lavoro sull’amicizia, sul suo senso profondo e, soprattutto, sul panico che si impossessa di noi quando la vita ci pone davanti alla malattia”.
Infine una curiosità su come è nato il progetto italiano di “Domani è un altro giorno”. Giampaolo Letta della Medusa e Maurizio Tedesco di Baires, dopo aver visto, ma in giorni diversi, Truman nello stesso cinema di Roma (il Caravaggio di via Paisiello), e dopo essersi informati entrambi sull’acquisto dei diritti di rifacimento, hanno deciso di produrre insieme il remake di questo film spagnolo interpretato da Ricardo Darín e Javier Cámara e dominatore dei premi Goya del 2016.
La canzone ‘Domani è un altro giorno’ che chiude il film è cantata da Noemi.
Siae a sostegno proposta su quote radio di musica italianaMogol a associati, impatto positivo sulla produzione nazionale

26 febbraio 201915:09

La Siae si schiera a sostegno della proposta di legge della Lega per la valorizzazione della musica italiana nelle radio, riservando alla produzione nazionale un terzo della programmazione giornaliera. “Tale iniziativa avrebbe un impatto positivo sul mercato radiofonico italiano, generando maggiori introiti in diritti d’autore e in diritti connessi e contribuendo ad aumentare la quantità di musica prodotta in Italia”, scrive in una lettera agli associati il presidente Giulio Rapetti Mogol, invitandoli a sostenere la proposta.
Secondo Mogol, “la proposta di legge richiama altri esempi in Europa, come il sistema delle quote, utilizzato da molto tempo in Francia”. “In base ai nostri dati medi di ripartizione dei diritti d’autore, relativi al periodo 2010-2017, su 10 stazioni radiofoniche, soltanto 4 rispetterebbero la soglia del 33% della proposta di legge”. “Qualsiasi vostra iniziativa – conclude – sarà preziosa affinché si affermi il principio che la musica italiana fa parte del nostro patrimonio culturale”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

#iovadoalmuseo, 20 giornate gratis per tutti
Settimana dedicata, ticket per giovani e autonomia direttori

26 febbraio 201919:55

– Ci sono anche il preziosissimo Violino Amati del 1567 e la splendida Arpa Barberini del 1632, entrambi custoditi nel Museo Nazionale degli Strumenti Musicali di Roma, tra i tesori inestimabili che il pubblico potrà ammirare anche gratuitamente in una delle 20 giornate “ticket free” previste dalle nuove norme di agevolazione della fruizione museale contenute nel decreto Mibac in vigore dal 28 febbraio. Il provvedimento, firmato dal ministro Alberto Bonisoli lo scorso 10 gennaio, istituisce la “settimana dei musei” ogni anno diversa (nel 2019 sarà dal 5 al 10 marzo) con ingresso gratis per tutti nei musei statali, a cui si aggiungono 8 giornate ad accesso libero scelte dai direttori dei musei autonomi e dai poli regionali e altre 6 gratuite in concomitanza con le prime domeniche del mese, da ottobre a marzo. E poi un biglietto a 2 euro per ragazzi dai 18 ai 25 anni e la grande campagna di comunicazione istituzionale #iovadoalmuseo, con uno spot trasmesso sulle reti Rai e un sito web dedicato in cui trovare tutte le informazioni. Una piccola grande rivoluzione quindi che renderà musei, siti archeologici statali, parchi e giardini monumentali nelle intenzioni del ministro Bonisoli “luoghi in cui vivere un’esperienza”, oltre che accrescere la propria conoscenza. Non è un caso che sia stato proprio il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali, una realtà piccola e ancora poco conosciuta ma di altissimo valore artistico-culturale grazie a una collezione tra le più importanti al mondo, ad accogliere questa mattina a Roma la presentazione della campagna ministeriale: l’obiettivo delle nuove norme è legare sempre di più la fruizione gratuita alle specificità del territorio (seguendo magari tradizioni locali, feste patronali o storiche) e favorire la presenza dei giovani con politiche di prezzo ad hoc lasciando loro però la volontarietà di avere “fame di cultura”. “Con qualche centinaio di milioni di euro facciamo funzionare la macchina museale statale: con questa iniziativa ci aspettiamo una crescita di fruizione e di visitatori e mi piacerebbe riuscire a generare risorse per aumentare in futuro le giornate gratuite, magari per fare una seconda settimana dei musei anche il prossimo anno”, ha sostenuto il ministro, dichiarando di voler nei mesi a venire “affiancare i musei più grandi a quelli meno visibili, rafforzare la gestione dei poli museali e dare vita a reti museali con musei di varia natura, non solo statali, per creare offerte specifiche”. Elemento centrale del nuovo provvedimento è l’autonomia data ai direttori, liberi di scegliere quali giornate (o anche quali fasce orarie) rendere gratuite, proprio in base alle esigenze del proprio territorio, anche per evitare i problemi di sovraffollamento (soprattutto nei mesi estivi) che si sono verificati in passato. “Da un’indagine interna al ministero è emerso che il 54,5% del pubblico preferiva andare al museo in un giorno infrasettimanale e non la domenica gratuita, perché c’era talmente tanta gente che la qualità della visita era inferiore rispetto a quando si pagava il biglietto. Questo mi ha fatto riflettere”, ha aggiunto, ribadendo la necessità non solo di garantire ai direttori “l’autonomia della scelta”, ma anche la fondamentale importanza della comunicazione, perché “spingere le persone a informarsi permette di scoprire anche musei che non si conoscono”. A questo proposito già da oggi lo spot (realizzato dal Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma con la regia di Paolo Santamaria) sarà sui social e sulle reti Rai, e saranno attivati il sito iovadoalmuseo.it e gli hashtag #ioVadoAlMuseo e #SettimanaDeiMusei.

Mido chiude con quasi 60mila presenzeConfermata la leadership mondiale della Rassegna

26 febbraio 201914:39

– La 49esima edizione di MIDO, la più grande fiera al mondo dedicata all’occhialeria, si è conclusa all’insegna della continuità. Confermato infatti il risultato dello scorso anno con una leggera crescita che ha portato a circa 59.500 le presenze nei tre giorni di manifestazione di operatori professionali provenienti da 159 Paesi. Anche in questa edizione non è mancata una forte presenza delle istituzioni, a partire dal ministro per i Beni e le Attività Culturali Alberto Bonisoli e dal viceministro dello Sviluppo Economico Dario Galli.
Conclusa l’edizione 2019, si è già al lavoro per la prossima che segna il traguardo storico dei 50 anni di MIDO. “Per il 2020 abbiamo in cantiere un fitto programma di eventi che coinvolgeranno tutto il settore: aziende, ottici, buyer, media e istituzioni, per celebrare degnamente l’edizione d’oro”, ha annunciato Vitaloni. L’appuntamento, sempre nei padiglioni della Fiera di Milano a Rho, è in programma dal 29 febbraio al 2 marzo 2020.
Cotta-Alighiero, ‘noi’ da 70 anniInsieme nella vita e sulla scena, ora in Papà di Chesnot

26 febbraio 201920:45

La prima volta che si videro era una sera d’autunno del 1949 a Milano. ”Camminavo per strada quando m’imbatto in una fila lunghissima – racconta lui – Che fate qui? ‘Provini per il teatro’, mi rispondono. Al tempo non facevo ancora l’attore, venivo da Brera, studiavo alla Bocconi, ma c’erano così tante belle ragazze che mi sono fermato. Poi ho incrociato i suoi occhi. Aveva 17 anni ed era così intelligente come noi maschilisti all’epoca non pensavamo potesse mai essere una donna”. ”Si, qualche filarino al liceo lo avevo avuto – fa eco lei – Ma lui, beh, era proprio un uomo. Bello, moro, con quel profumo sulla pelle…”.Settant’anni dopo – da festeggiare quest’anno – sono ancora ”loro”: Elena Cotta e Carlo Alighiero, una delle coppie più belle dello spettacolo italiano, 92 primavere lui, 87 lei. Una vita insieme, fuori e dentro la scena, da Milano a Roma per l’Accademia d’arte drammatica Silvio d’Amico (con loro c’erano Monica Vitti, Luca Ronconi, Vittorio Gassman, per dirne alcuni) e poi i successi, due figli, un nugolo di premi e nipoti, con lei scelta dalla Compagnia dei Giovani di Valli e De Lullo, poi protagonista dei primi popolarissimi sceneggiati tv (Tessa la ninfa fedele con Alberto Lupo, Giulietta e Romeo di Franco Enriquez), ma anche l’Amleto di Bacchelli en travesti per cui si rasò a zero (”che freddo alla testa”, ride oggi), fino, più recente, la Coppa Volpi a Venezia per ”Via Castellana Bandiera” di Emma Dante; e lui, attore e regista, che dall’Edipo di Seneca arriva al Tenente Sheridan in tv e poi porta l’Arlecchino servitore di due padroni di Goldoni fino in Cina e Siberia. ”Ci siamo anche sposati due volte: nel 1952 e nel 2012 per le nozze di diamante. La seconda con il nostro primo bisnipote”, racconta orgoglioso lui.Ora ad attenderli, una nuova scommessa, la commedia brillante di Pierre Chesnot, ”Papà”, con la regia e l’adattamento di Alighiero, al debutto al Manzoni di Roma dal 28 febbraio (nel cast, Sergio Ammirata, Cinzia Berni, Luca Negroni, Andrea Carpiceci, Valentina Marziali). ”È un testo tagliato proprio su di me, anche se io preferisco storie più incentrate su Elena”, racconta Alighiero, che in scena veste i panni di un ricco editore alla vigilia del matrimonio con una donna di 30 anni più giovane, travolto però dall’arrivo di un figlio 55 enne di cui nulla sapeva. ”Si ride – prosegue – ma si parla anche di amicizia e famiglia, bei valori”. ”Io sono la zia che accompagna il ‘nuovo’ figlio: una donna cui ho dato qualche risvolto misterioso, inquietante”, aggiunge lei, divisa tra le prove in teatro e il set a Cinecittà per L’uomo senza gravità di Marco Bonfanti. ”Nel film sono la nonna di un bambino che, appunto, non subisce la gravità (interpretato da adulto da Elio Germano ndr) – spiega – Per proteggerlo, non gli permetto nessun contatto con l’esterno. È un film anche con risvolti comici: una volta perdiamo il piccolo in casa perché nessuno pensa a cercarlo sul soffitto”. Poi si torna a parlare di teatro.”Quante vite ho vissuto e anche quante volte sono morta – scherza lei – A parte gli anni con la Compagnia dei Giovani, ogni volta che ho lavorato con qualcun altro non vedevo l’ora di tornare ‘a casa’, a farmi dirigere da Carlo. Lavorare con lui per me vuol dire soprattutto capirsi, cosa che non accade con tutti i registi. Forse, poi, essere sua moglie mi ha anche protetta. Mai avuto da lamentarmi per comportamenti indesiderati”.”Ci sono stati anche periodi difficili – ammette lui – Sheridan non volevo più farlo, ad esempio. Fuggimmo in roulotte per due mesi in Jugoslavia per non pensarci. O quando nacque la nostra seconda figlia: avevamo gran bisogno di soldi e per fortuna scoprii il doppiaggio, diventando la voce di attori importanti come Anthony Quinn. Anche far rinascere il Teatro Manzoni, nell’86, non è stato facile. Oggi è il palcoscenico con più abbonamenti a Roma, ma lo Stato non aiuta e continua a tagliare sulla cultura”. Settant’anni insieme, ma qual è il segreto? ”Abbiamo attraversato persino il ’68, l’Isola di White, gli anni del libero amore – ricorda lui – Ma a lavorare in teatro insieme si recupera tutta la stanchezza che può nascere tra coniugi”. ”Discutiamo molto, sempre. Se così non fosse, forse ci annoieremmo – sorride lei – Ma dal confronto ogni volta nasce qualcosa di positivo. Gelosie? Mai. Siamo sempre felicissimi per i successi dell’altro. Quando è arrivata la notizia della Coppa Volpi, io ero senza parole, Carlo piangeva commosso. Ormai, io sono un po’ lui e lui è un po’ me”.

La luna e la gatta, tornano Takagi&KetraDal 1 marzo in radio, featuring i tre “ignoti” Barbooodos

26 febbraio 201915:14

– Takagi & Ketra colpiscono ancora. Dal 1 marzo arriva il nuovo singolo dei produttori multiplatino, dal titolo La luna e la gatta. Per l’occasione sono stati arruolati The Barbooodos, come recita il comunicato, “una improbabile band esordiente”, dietro la quale c’è da aspettarsi si nasconda qualche volto noto.
Takagi & Ketra hanno iniziato a collaborare nel 2012. Il primo progetto è con Rocco Hunt, nella produzione di “Nu Juorno buono”, brano vincitore della categoria giovani a Sanremo nel 2013. Le collaborazioni si susseguono con artisti come J-Ax, Fedez, Laura Pausini, Calcutta, Lorenzo Jovanotti, Tommaso Paradiso, Elisa, Mika, Fabri Fibra, Marracash, Baby K, Jake la Furia, Briga, Giusy Ferreri, Lorenzo Fragola e Arisa collezionando così numerosi singoli platino e raggiungendo anche il mercato estero con il grande successo del brano “Roma-Bangkok” (9 dischi di platino).
Gamberale, l’abbandono in mito e fumettoIl nuovo romanzo della scrittrice in dialogo con Teseo e Arianna

26 febbraio 201915:16

CHIARA GAMBERALE, L’ISOLA DELL’ABBANDONO (FELTRINELLI, PP 216, EURO 16,50). L’amore eterno, l’amore tradito, l’amore smarrito, l’amore materno e il coraggio di viverlo fino in fondo. Si è ispirata al mito di Teseo e Arianna, Chiara Gamberale nel suo nuovo romanzo, ‘L’isola dell’abbandono’ che ci porta a Naxos da cui parte un viaggio nella conoscenza di se stessi e delle nostre trasformazioni volute o accadute.
L’inquieta protagonista della storia viene abbandonata dal suo primo disperato amore, Stefano, a Naxos, proprio come Teseo piantò in quell’isola greca Arianna dopo che lei lo aveva fatto uscire dal labirinto (da qui pare sia nata l’espressione “piantare in asso”). Ma il dolore di essere stata abbandonata nasconde un’opportunità, quella di conoscere Di, un uomo che riesce a far entrare la protagonista in contatto con parti di se stessa che prima ignorava. Ed è proprio nel momento in cui abbiamo smarrito il filo della nostra esistenza si aprono nuovi percorsi che ci fanno ripartire. Come accade alla protagonista della storia che diventa madre e ritorna nell’isola dell’abbandono, dove “tutto ricomincia da capo, come in un eterno presente”. Ambientato tra Roma e Naxos nell’arco di dieci anni, ‘L’isola dell’abbandono’ è il primo romanzo da madre della Gamberale che dopo la nascita della piccola Vita ha conosciuto le trasformazioni della maternità e in questo libro, oltre al mito, fa riferimento ai fumetti per bambini. Ed ecco le strisce con Pilù, un coniglietto dal pelo rosso e blu che rappresenta un altro e nuovo modo di interpretare la realtà.
Oltre che con l’amore e la maternità la protagonista dovrà fare i conti anche con la morte di Stefano in un percorso di trasformazione, appunto, che ci mette di fronte ai grandi valori universali e alle cose assolute della nostra esistenza. E poi c’è la vita che ci chiama e ognuno risponde a suo modo. Come si vede nelle lettere che la protagonista scrive quando è incinta al suo bambino che sta per arrivare, Emanuele. “Ho tirato in mezzo Pilù perchè me l’aveva ispirato Stefano, il mio fidanzato di quel tempo. E perchè, se non ci fosse stato Stefano, non avrei mai conosciuto tuo papà. Proprio come Pilù, Stefano poteva raggiungere picchi di profonda gioia e picchi di profonda malinconia. Pensa che l’umorometro l’avevo inventato per lui” scrive la Gamberale che ha dedicato il libro “a chi resta”.
E anche Di scrive una lettera a Emanuele: “le storie dove il passato il presente e il futuro filano uno dopo l’altro, invece di giocare a nascondino nello stesso labirinto, non possono essere interessanti..Molto meglio i fumetti per bambini allora, no? Oppure i miti, se hai l’incoscienza di tradirli. Ma avremo modo di parlarne, spero” dice con “amore incondizionato”.
In tutti i suoi romanzi, anche nel suo speciale libro diventato un reading-teatrale, ‘Qualcosa’ – una favola con illustrazioni surreali per tutte le età accompagnata dalle immagini di Tuono Pettinato – la Gamberale ha indagato sulle nostre vite e sull’importanza di non scappare da se stesse. Lo fa anche questa volta e ci invita a non avere paura di perdere il filo, cioè il controllo della nostra esistenza, perchè proprio in quei momenti possiamo scoprire chi siamo.

GeMS acquisisce il 51% di Newton ComptonEntro il 15 marzo

26 febbraio 201915:56

– E’ stato raggiunto un accordo in base al quale GeMS – Gruppo editoriale Mauri Spagnol – controllato al 70% da Messaggerie Italiane, acquisirà entro il 15 marzo il 51% di Newton Compton editori.
La gestione continuerà ad essere affidata a Raffaello Avanzini in qualità di amministratore delegato e direttore generale.
Vittorio Avanzini resterà presidente della casa editrice Newton Compton, da lui fondata, e Marco Tarò, direttore generale di GeMS, assumerà la carica di vicepresidente con delega.
Con questa acquisizione GeMS supererà i 15 milioni di copie vendute all’anno nei vari formati, confermando saldamente il secondo posto nel panorama editoriale italiano e raggiungendo l’11,7% di quota di mercato del libro fisico. Newton Compton, diretta da Raffaello Avanzini, avrà maggiori risorse e competenze per sviluppare il proprio progetto editoriale. “GeMS è una federazione di editori indipendenti e originali e Newton Compton risponde a questi requisiti” afferma Stefano Mauri, presidente e ad GeMS.
Nanni Moretti nastro d’argento docCamilleri nastro speciale, Agosti a carriera. 27/2 premiazione

26 febbraio 201916:33

– Nastro d’Argento dell’anno a Nanni Moretti per Santiago,Italia. “È un riconoscimento che premia la qualità del film riconoscendone anche il valore civile e, per dirla con Moretti, per niente imparziale di un ‘viaggio’ importante che ha attraversato sugli schermi e nelle sale l’incontro col pubblico in tutt’Italia” dice il Sindacato nazionale giornalisti cinematografici. “Un Nastro importante, anche per l’attualità che esprime, dunque. Si aggiunge al Nastro speciale ad Andrea Camilleri”, mentre il Sindacato annuncia anche il riconoscimento alla carriera ad un inguaribile cinefilo, oltreché regista e operatore culturale tra i più ostinatamente indipendenti di almeno mezzo secolo di cinema: l’autore quest’anno di “Ora e sempre, Riprendiamoci la vita” Silvano Agosti. Cinque sono i documentari finalisti – con i 3 eventi d’Arte ‘cinema del reale’ e Cinema e Spettacolo- i cui vincitori saranno annunciati il 27 febbraio a Roma

Sandali Valentino-Birkenstock agli OscarFrances McDormand in abito couture e modello casual ai piedi

26 febbraio 201917:47

– Della serie addio all’eleganza formale da red carpet: i sandali casual per antonomasia, quei modelli francescani che i più portano d’estate al mare, sono sbarcati il 24 febbraio sul palco degli Oscar a Hollywood, ai piedi del’attrice Frances McDormand, che ha indossato un modello esclusivo creato da lei in collaborazione con Pierpaolo Piccioli, direttore creativo della Valentino e prodotto dalla Birkenstock, l’azienda che li ha lanciati. L’attrice ha indossato un abito lungo rosso cremisi di Valentino Haute Couture, ma ai piedi portava i sorprendenti sandali Arizona. “La mia percezione estetica – ha detto Piccioli – ha sempre consentito delicati contrasti, come potrebbe sembrare quello tra un abito haute couture e sandali casual. Non vedo alcuna contraddizione in questo, nessun contrasto, ossimoro. La bellezza riflette la complessità della vita e ciò che la rende interessante è la sua capacità di mescolare commedia e dramma, notte e giorno”.
Genio McQueen, docufilm rivela tormentiVita, carriera, ossessioni dello stilista abusato da bambino

26 febbraio 201917:48

– Alexander McQueen – Il genio della moda è il docufilm che racconta la vita, la carriera, il talento e le ossessioni del visionario designer britannico, nato a Londra nel 1969 e morto suicida a 41 anni (2010), che ha rivoluzionato con la sua arte sartoriale e con il suo modo di concepire le sfilate come spettacoli teatrali. Il biopic sarà nelle sale italiane dal 10 al 13 marzo, come evento speciale “I wonder stories”. Con un mosaico composto da interviste allo stilista stesso, ai suoi familiari (la sorella e il nipote) agli amici (anche l’amica-musa Isabel Blow morta suicida nel 2007) e ai collaboratori, da fotogrammi dei suoi spettacolari defilé, da materiali d’archivio, da riprese nei backstage, momenti privati e musiche esclusive commissionate da lui, il film girato dal regista Ian Bonhote, co-diretto e sceneggiato da Peter Ettedgui, traccia il ritratto di un visionario talento della moda, tanto geniale quanto ossessionato dai ricordi di un’infanzia interrotta da una brutale violenza subita da bambino.
Addio a creatrice Love Boat Jeraldine Saundersshow popolarissimo anni 70/80, in Italia sigla Little Tony

26 febbraio 201920:31

“Mare, profumo di mare, con l’amore io voglio giocare…”. Era la sigla italiana di Little Tony, di ” The Love Boat”, il popolarissimo show tv targata Abc che negli Anni Settanta-Ottanta debuttò prima negli Usa e poi, anche in Italia.    Jeraldine Saunders , creatrice della serie targata Abc, è morta nella sua casa di Glendale, in California, per le complicazioni di un intervento chirurgico al rene subito a dicembre.
La scrittrice e sceneggiatrice aveva 96 anni. Lo ha confermato il suo agente Edward Lozzi a The Hollywood Reporter.
The Love Boat è stata trasmessa negli Stati Uniti dal maggio 1977 al maggio 1986, con altri quattro speciali della durata di tre ore che andarono in onda nel 1986, 1987 e 1990, per quasi 240 episodi. In Italia è stata trasmessa da Canale 5 dal 1980 con la sigla ‘Profumo di mare’. Solo a maggio scorso Saunders aveva celebrato la stella sulla Walk of Fame di Hollywood con il cast della serie originale.
Pur essendo l’equipaggio della Pacific Princess il vero punto fermo di tutto lo show, ogni episodio presentava passeggeri differenti alcuni interpretati da volti noti (tra gli altri Jamie Lee Curtis, Joan Collins, Mickey Rooney, Vincent Price, Michael J. Fox, Leslie Nielsen, un giovanissimo Tom Hanks, Ursula Andress, Zsa Zsa Gábor, Lana Turner, Shelley Winters, Gina Lollobrigida solo per citarne alcuni).
L’esperienza di “Love Boat”, per la scrittrice, fu diretta: era stata una dei primi direttori donna nel mondo delle crociere. Alla fine degli anni Sessanta lavorò su una nave italiana dove iniziò come hostess. In quel periodo scrisse il primo capitolo del suo più noto romanzo diventato in seguito un bestseller. Amori, intrighi e avventure: la scrittrice per descrivere la vita di bordo e per tratteggiare la figura del capitano della Pacific Princess, Merril Stubing, si ispirò proprio all’atmosfera respirata sulla nave, ai suoi ufficiali e al suo comandante. Poi il successo.

Schmidt, sveliamo i segreti di ArtemisiaLe scoperte dallo studio di Santa Caterina d’Alessandria

26 febbraio 201918:36

Forse un autoritratto della pittrice, come sosteneva nei suoi studi anche lo studioso Francesco Solinas? Chissà. Hanno permesso di svelare i segreti della pittura della grande Artemisia Gentileschi, oggi tra le pittrici più celebrate, gli studi e le analisi che gli Uffizi hanno affidato all’Opificio delle pietre dure della Santa Caterina d’Alessandria. Lo anticipa il direttore delle Gallerie Eike Schmidt, che sulla presenza dell’autoritratto non risponde, ma rivela: “Tra le scoperte c’è che dalle analisi fatte dall”opificio sono emerse stesure nascoste e diverse del dipinto”. I risultati dello studio che ha accompagnato il delicato restauro della tela verranno presentati alla stampa il 4 marzo, non a caso nella settimana della festa della donna, fa notare Schmidt. Non sarà l’unica iniziativa dedicata dagli Uffizi all’universo femminile. Tra queste, ricorda il direttore, anche “Lessico Femminile. Le donne tra impegno e talento 1861 – 1926, mostra dedicata alla figura della donna tra 800 e 900”.
Curata da Simonella Condemi, la rassegna che si apre il 7 marzo (fino al 26 maggio) esplora un arco temporale che va dall’Unità Nazionale che coincide con l’iscrizione di alcune lavoratrici alla fratellanza artigiana, e si conclude con l’anno in cui venne assegnato il Nobel a Grazia Deledda. Le opere, firmate tra gli altri da grandi nomi della pittura femminile, da Julia Hoffmann a Elizabeth Chaplin, Lavinia Fiorilli, Juana Romani, Ida Botti Scifoni, Rebeca Matte, documentano la varietà dei talenti che hanno reso le donne interpreti della storia e del sapere, in settori diversi che vanno da quello più umile del lavoro dei campi fino a quello artistico-artigianale, letterario e scientifico.
Diritti umani, i 10 artisti in lizza per la miglior canzoneSi contenderanno il premio Amnesty di “Voci per la libertà”

26 febbraio 201920:46

Carmen Consoli con “Uomini topo”, Francesca Michielin con “Bolivia”, Ghali con “Cara Italia”, Patrizia Laquidara con “Il cigno (The Great Woman)”, Ermal Meta e Fabrizio Moro con “Non mi avete fatto niente”, Roy Paci & Aretuska feat. Willie Peyote con “Salvagente”, i Punkreas con “U-soli”, i Radiodervish con “Nuovi schiavi”, Salmo con “90 min”, i Subsonica con “Punto critico”. Sono questi i dieci brani in lizza per il Premio Amnesty International Italia, sezione Big, lo storico riconoscimento riservato a brani pubblicati da artisti italiani affermati nell’anno precedente che tocchino tematiche sui diritti umani. Il riconoscimento, nato nel 2003 nell’ambito del festival ‘Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty’, viene assegnato da una giuria di giornalisti, conduttori radiofonici e televisivi, studiosi, rappresentanti di festival, referenti di Amnesty e di Voci per la Libertà.
Jenner e Shawn Mendes in posa per KleinNel cast anche l’attore Noah Centineo e l’artista Asap Rochy

26 febbraio 201918:58

– Ricco cast di modelli nella nuova campagna globale Calvin Klein, per le linee jeans e underwear.
Tra i protagonisti degli scatti che devono rappresentare lo spirito della gioventù, ecco Shawn Mendes, il cantautore nominato ai Grammy che appare nella sua prima campagna con Klein in boxer e a torso nudo. Poi la top modell Kendall Jenner, l’attore Noah Centineo che posa anche lui per la prima volta per Klein, e Asap Rocky. Inoltre, nel cast della campagna Jasmine Daniels, Anna Ewers, Jiali Zhao, Lulu Tenney, Ernesto Cervantes, Fernando Albaladejo. Timo Baumann, Tommy Vanden Meerssche e Michael Order appaiono nel video.
Proseguimento del movimento improntato alla gioventù #Mycalvins il rollout della campagna avrà un approccio digitale.
Le immagini e il video della campagna sono stati realizzati da Glen Luchford con styling di Melanie Ward. Nuovi contenuti verranno introdotti per tutta la stagione, tra cui una serie di immagini incentrate sul prodotto scattate da Tyler Mitchell.
Musei: M9, Zingarelli si dimetteFondazione Venezia, fase nuova con visioni non coincidenti

VENEZIA26 febbraio 201919:19

– Valerio Zingarelli ha comunicato ieri le proprie dimissioni da amministratore delegato di Polymnia Venezia Srl, la società che gestisce il Museo del Novecento “M9” di Mestre, e da consigliere di amministrazione della Fondazione del museo. Lo rende noto oggi la Fondazione di Venezia. “Sono molto soddisfatto – afferma Zingarelli in una nota – per aver completato il progetto M9 rispettando i tempi, i costi e la qualità pianificati, grazie anche agli eccellenti collaboratori di Polymnia Venezia. M9 si è già dimostrato un esempio di innovazione culturale, museale, tecnologica e rigenerazione urbana, all’avanguardia in Europa. Ora altre significative iniziative professionali e personali mi attendono”. Il presidente della Fondazione di Venezia, Giampietro Brunello, sottolinea che “con il primo dicembre si è aperta una fase nuova che si dovrà concretizzare anche in un diverso modello di governance, su cui le visioni dell’ing.
Zingarelli e della Fondazione non sono del tutto coincidenti”.
Gaber avrebbe 80 anni, Milano lo omaggiaDodicesima edizione kermesse nella sua città natale

MILANO26 febbraio 201919:43

– Torna per la dodicesima edizione ‘Milano per Gaber’, manifestazione che quest’anno ‘festeggia’ gli ottant’anni dalla nascita del signor G, che coinvolgerà artisti del calibro di Paolo Conte, Elio e Cesare Cremonini.
L’iniziativa – realizzata dalla fondazione Gaber con il Piccolo Teatro, il sostegno di Siae e la collaborazione di Regione Lombardia e Comune di Milano – coinvolge anche i ragazzi con appuntamenti a loro dedicati (che si aggiungono alle centinaia di lezioni fatte nelle scuole.
Il 26 aprile al Piccolo teatro Strehler Massimo Bernardini intervisterà Paolo Conte. Il giorno dopo alle 15 toccherà a Cesare Cremonini raccontare a Marinella Venegoni il suo rapporto con il duo Gaber – Luporini. Sempre allo Strehler, il 28 aprile andrà in scena ‘Lo Stallo, spettacolo di Teatro-Canzone realizzato dopo la scomparsa di Giorgio Gaber e interamente scritto da Sandro Luporini, è interpretato da David e Chiara Riondino.
A Palazzo Vecchio arazzi di Cosimo IFino al 29 agosto 2021, esposti quattro alla volta

FIRENZE26 febbraio 201919:45

– La serie di 20 arazzi con ‘Storie di Giuseppe’, voluta dal duca Cosimo I de’ Medici e tessuta tra il 1545 e il 1553 su disegno di tre dei maggiori artisti dell’epoca, Agnolo Bronzino, Jacopo Pontormo e Francesco Salviati, torna in esposizione a Firenze nel luogo dove era stata pensata, il Salone de’ Dugento di Palazzo Vecchio. La mostra, fino al 29 agosto 2021, nasce grazie a un accordo tra il segretario generale della Presidenza della Repubblica, il ministero dei Beni e delle attività culturali e il Comune di Firenze. I 20 arazzi saranno esposti a rotazione quattro alla volta. Il Salone de’ Dugento entrerà così a far parte per i prossimi 3 anni del percorso museale di Palazzo Vecchio. I primi 4 arazzi esposti sono ‘Il sogno dei manipoli’, ‘Giuseppe racconta il sogno del sole, della luna e delle stelle’, ‘Vendita di Giuseppe’ e ‘Lamento di Giacobbe’.
La mostra è visitabile su prenotazione (massimo 25 persone ogni 30 minuti). “E’ un sogno che si avvera” ha commentato il sindaco Dario Nardella.
Appello, no a bancarelle piazza MiracoliDecine di firme tra cui Paolucci, Schmidt e Settis

PISA26 febbraio 201920:10

– ‘No’ a qualsiasi ritorno delle bancarelle che vendono souvenir in piazza dei Miracoli a Pisa, anche attraverso l’impiego del calessino Ape Piaggio come proposto da un’associazione di categoria incontrando possibili aperture al progetto da parte dell’amministrazione comunale. E’ il senso di un appello sottoscritto da una trentina di intellettuali, non solo pisani, tra i quali lo storico dell’arte, ex ministro dei beni culturali e direttore dei musei vaticani Antonio Paolucci, il direttore degli Uffizi Eike Schmidt, e lo storico dell’arte Salvatore Settis.
E’ Queen Mania con We Will Rock youMusical a Roma. Cattivi usano slogan politici italiani da social

27 febbraio 201910:09

A pochi giorni dai 4 Oscar a Bohemian Rhapsody, arriva a Roma, dal 27 febbraio al 3 marzo al Teatro Brancaccio, sull’onda di 56 repliche in tutta Italia e 65.000 presenze, We will rock you, versione italiana aggiornata del musical scritto nel 2002 da Ben Elton, con la collaborazione di due membri dei Queen, Roger Taylor e Brian May. Un successo mondiale da 2700 performance e otto milioni di spettatori.La storia, costruita sullo spirito delle canzoni (i cantanti/attori accompagnati da una rock band, ne eseguono dal vivo circa 20, da Radio Ga Ga a Another one bites the dust), è ambientata in un futuro lontano 300 anni, dove La Terra è diventata un enorme centro commerciale chiamato Pianeta Mall e i suoi abitanti sono consumatori senza la libertà di scegliere e pensare. La rivoluzione, a colpi di musica, arriverà dai giovani ‘resistenti’ Bohemians. Lo spettacolo, che già era stato allestito in Italia nel 2009, in questa nuova messa in scena, non è semplicemente una traduzione della versione inglese ma guarda all’oggi, dall’ossessione per il web, alla ‘politica italiana da social’.”I cattivi usano slogan che abbiamo sentito usare da Berlusconi, M5s, Lega, ma non manca la sinistra – spiega Michaela Berlini, che ha aggiornato il testo con il direttore artistico Valentina Ferrari e il produttore Claudio Trotta (Barley Arts) -. Li abbiamo introdotti perché ci stavano bene, erano emblematici. Facciamo uno sfottò alla politica di oggi in generale, quella che comunica a colpi di social e hashtag”. Fra gli interpreti (molti provenienti dall’edizione del 2009) Salvo Vinci, nel ruolo di Galileo, che ha in se’ un dono atavico; Alessandra Ferrari, per Scaramouche, compagna di rivolta; Valentina Ferrari, nella parte della ‘dittatrice’ Killer Queen; Massimiliano Colonna, per il saggio bibliotecario Pop; Paolo Barillari (Khashoggi), Claudio Zanelli per Brit e Loredana Fadda (Pop).”Molti immagino pensino che We will rock you stia avendo tanto successo grazie a quel film meraviglioso che è Bohemian Rhapsody. Io invece credo lo stia avendo perché è uno spettacolo straordinario – dice Claudio Trotta -. C’è in corso una rivoluzione rock, la gente è stufa di falsità, bugie, banalità, volgarità; ha bisogno di realtà, e cosa c’è di più vero della cultura rock? Ce l’abbiamo dentro, lo dimostrano le reazioni a queste canzoni di spettatori di ogni età, dai bambini di 4 anni alle persone di 70″. Il testo è stato aggiornato “perché essendo del 2002 era un po’ datato, mancava tutta l’ossessione della nostra società per schermi grandi e piccoli o un panorama sempre più dominato dalle multinazionali. Vorremmo ricordare a tutti che quella che conta è la comunità reale, non quella virtuale. Lo facciamo attraverso il nostro spettacolo e la musica dei Queen, che per lungo tempo è stata considerata banalotta. Invece è complessa ed ha la grande dote di diventare voce di tante generazioni diverse”.Avete avuto reazioni a questo nuovo adattamento da parte dei Queen? “Brian May ha scritto alla traduttrice Raffaella Rolla, e a me – risponde Trotta – che era estremamente contento di quello che facciamo e mi ha promesso che se troverà il tempo verrà a vedere lo spettacolo”. La tournée proseguirà fino ad aprile, in città come Napoli, Catanzaro, Reggio Calabria, Catania, Bari, Firenze, Padova, Torino, Gorizia, Parma, e riprenderà a novembre.
Oscar, ascolti in aumentoQuasi 30 milioni per cerimonia senza presentatore

NEW YORK26 febbraio 201920:33

– La formula senza presentatore per la 91ma edizione degli Oscar sembra aver premiato a livello di ascolti. La cerimonia trasmessa da Abc è stata vista infatti da 29 milioni e 600 mila spettatori, oltre tre milioni in più rispetto all’anno scorso e pari ad un incremento dell’11,5%.
I numeri segnano una tregua in quello che è stato un trend in crollo degli ascolti negli ultimi quattro anni tuttavia la cerimonia che consegna la statuetta più importante del cinema resta la seconda meno vista da quando sono iniziate le rilevazioni di audience.
Cannes: Inarritu presidente di giuriaIl Festival è in programma dal 14 al 25 maggio

27 febbraio 201909:56

Alejandro Inarritu è il presidente della giuria del Festival di Cannes 2019, in programma dal 14 al 25 maggio. Il regista messicano di Amores Perros, Babel, 21 grammi, Biutiful, Birdman, The Revenant, Succede a Cate Blanchett. Nel 2017 fece scalpore a Cannes la sua eccezionale installazione Carne Y arena sul muro tra Messico e Usa.

Dopo censura torna ‘Totò’ di Cinico tvRestauro promosso da Cineteca Bologna, anteprima con Maresco

BOLOGNA26 febbraio 201914:13

– È stato l’ultimo film italiano su cui si sia abbattuta la censura, vietandone a tutti la visione, e ora torna al cinema: ‘Totò che visse due volte’ di Daniele Ciprì e Franco Maresco rivive grazie al restauro in 4k promosso dalla Cineteca di Bologna. L’opera sarà presentata in anteprima domani sera, 27 febbraio, al Cinema Lumière di Bologna come evento speciale del festival Visioni Italiane promosso dalla Cineteca fino al 3 marzo. Ospite il regista Maresco.
Era il 1998 quando i creatori di Cinico Tv, portavano al Festival di Berlino il loro ‘Totò che visse due volte’ ma al ritorno in Italia si scatenavano polemiche e provvedimenti che prima ne vietarono l’uscita in sala, poi solo la visione ai minori di 18 anni. Ora il secondo lungometraggio di Ciprì e Maresco, dopo ‘Lo zio di Brooklyn’, ritorna grazie al lavoro della Cineteca di Bologna a partire dai negativi originali scena e suono conservati dall’Istituto Luce-Cinecittà. Il restauro è stato realizzato dal laboratorio L’Immagine Ritrovata.
Gerini ufficiale Repubblica ItalianaAttrice tra tv e cinema, ha attraversato i generi con intensità

26 febbraio 201917:52

– Claudia Gerini è stata insignita dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella dell’Alta Onorificenza di Ufficiale della Repubblica Italiana. L’attrice, dopo l’esordio in tv ha alle spalle una carriera cinematografica in cui ha spaziato tra i diversi generi, dalla commedia con Carlo verdone, passando per La Sconosciuta di Giuseppe Tornatore, fino ad Ammore e malavita, per la quale vince il David di Donatello come migliore attrice non protagonista. In questi giorni è tra i protagonisti per Netflix della seconda stagione di Suburra – La serie nei panni intensi della cinica Sara. Tornerà in tv anche su Foxlife dall’11 marzo come narratrice di Amore e altri rimedi sulle coppie in crisi. Il 4 aprile tornerà in sala con Dolce Roma di Fabio Resinaro. Ha girato A mano disarmata di Claudio Bonivento dove interpreta la coraggiosa giornalista Federica Angeli, e presto inizierà le riprese di Hammamet di Gianni Amelio su Bettino Craxi, dove sarà Ania Pieroni, a lungo legata al leader socialista.
Likemeback, amiche e ossessione socialDal 28 marzo l’opera seconda di di Leonardo Guerra Seràgnoli

26 febbraio 201918:57

– Tre amiche e l’ossessione per i social in Likemeback, dopo l’anteprima al Festival di Locarno esce nelle sale dal 28 marzo il secondo film di Leonardo Guerra Seràgnoli con musiche originali del candidato all’Oscar Alva Noto. Sarà distribuito da Nightswim in collaborazione con Altri Sguardi a partire dal 28 marzo. Il cast vede come interpreti principali tre giovani promesse del cinema italiano: Angela Fontana, Denise Tantucci e Blu Yoshimi. Lavinia, Carla e Danila hanno appena finito il liceo e partono insieme per una vacanza in barca a vela. Sono sole con i loro telefonini e uno skipper, in viaggio lungo le coste della Croazia, piene di sogni, libertà, spensieratezza e inconsapevoli che condividere tutto sui social trasformerà la loro vacanza in un rito di passaggio all’età adulta in cui nulla, soprattutto la loro amicizia, sarà mai più come prima.

Harvard migliore Università al mondo ma gli atenei Usa sono in declinoDati da Classifica mondiale Qs. Bene università inglesi, dubbi per la Brexit

27 febbraio 201910:29

L’Università di Harvard si conferma la migliore al mondo. E’ seguita da vicino dall’Istituto di Tecnologia del Massachusetts ma dal 2015 gli Stati Uniti hanno perso il 10% delle loro performance, che arriva al 20% andando ancora più indietro nel tempo, in particolare nelle discipline riguardanti gli studi umanistici. E’ quanto fotografa “2019 QS World University Rankings by Subject”, la classifica annuale delle migliori università al mondo, prodotta dall’azienda QS Quacquarelli Symonds, che ha comparato le performance di 1200 università nel mondo in 48 materie. “Assistiamo ad una progressiva erosione della preminenza delle università americane – ha osservato il direttore della ricerca, Ben Sowter – sostituite, in alcune specializzazioni, da università dell’Australia, della Cina e del Regno Unito. A incidere sono anche i tagli ai finanziamenti e le restrizioni alla mobilità degli studenti”.

Migliorano invece le performance delle università inglesi, che sono diventate ancor più competitive degli anni passati, erodendo posizioni a quelle americane nelle stesse aree di studio. In particolare, l’Università di Oxford è la prima al mondo per cinque settori: Lingua e letteratura inglese, Farmacia e Farmacologia, Archeologia, Antropologia e Geografia. Le università inglesi poi occupano posti di vertice in ben 34 materie delle 48 esaminate dallo studio. “Le performance degli atenei inglesi rimangono alte e competitive – osserva Ben Sowter, direttore della ricerca – Tuttavia non sappiamo quanto l’impatto dell’imminente Brexit potrà incidere su questo quadro. Molti dei risultati importanti conseguiti dagli atenei inglesi in questi anni sono legati a collaborazioni con atenei e studiosi europei e a programmi europei, anche dal punto di vista dei finanziamenti”.

Atenei italiani tra i migliori al mondo ma è fuga di cervelliLa Sapienza leader negli studi classici

27 febbraio 201910:29

Migliora la performance delle Università italiane nel QS World University Rankings 2019, la Classifica universitaria mondiale per facoltà-disciplina: l’Italia è al 4° posto in Europa (dopo Regno Unito, Germania, Francia) e al 7° posto nel mondo per numero totale di università incluse nella classifica di quest’anno. L’Università romana La Sapienza è l’unico ateneo italiano classificato primo al mondo in una disciplina: Studi Classici e Storia Antica.

L’Italia inoltre – nell’ultima edizione della classifica universitaria globale più consultata al mondo – è al 3° posto in Europa dopo Regno Unito e Germania e al 7° posto nel mondo per numero totale di posizioni occupate. La classifica include ben 41 università italiane.

L’area Scienze della vita-Medicina dell’Università italiane è la più rappresentata in questa classifica mondiale. Mentre nelle singole discipline a classificarsi sono state Fisica e Astronomia, Medicina ed Economia & Econometria. Più in particolare: il Politecnico di Milano è l’unica università Italiana che si classifica tra le Top 10 in tre discipline; l’ Università Bocconi è ottava al mondo per Business & Management, guadagnando due posizioni rispetto allo scorso anno. Sale di undici posizioni anche in Finanza, conquistando il 18° posto e mantiene il sedicesimo in Economia. Il Politecnico di Torino entra per la prima volta nella classifica di Ingegneria Mineraria, posizionandosi al 24° posto. Altri debutti eccellenti sono: quello dell’Università di Bologna in Odontoiatria (44° posto) e dell’Università di Pisa in Scienze Bibliotecarie (50° posto). La Sapienza, L’Università di Bologna (Unibo) e Università degli Studi di Padova sono le università più rappresentate in classifica. Le città italiane con più università classificate sono Milano (7), Roma (4) e Pisa (3). Ben 18 università Italiane hanno ottenuto il riconoscimento di essere classificate tra le prime 100 per 36 distinte discipline.    In totale, le università Italiane occupano 521 posizioni nella classifica. Rispetto alla scorsa edizione, 192 posizioni sono invariate, 166 sono migliorate, 85 sono peggiorate, e 78 sono new entry. L’Italia, rispetto allo scorso anno, ha incrementato la propria presenza in tutte le classifiche, sia tra le top 50 (erano 29 ora sono 34), sia tra le top 100 (erano 83 atenei ora sono 98) sia infine tra le top 200 (erano 213 ora sono 236). “Questa edizione – ha commentato Ben Sowter, Responsabile Ricerca e Analisi di QS – mostra una fotografia positiva per l’eccellenza accademica Italiana. Il trend è degno di nota, specialmente se consideriamo la feroce competitività globale.

Per mantenere le stesse posizioni, le università devono continuamente migliorare l’impatto della propria ricerca, coltivare collaborazioni accademiche internazionali e conferire lauree e titoli post-lauream che siano spendibili nel mondo del lavoro e apprezzati dai recruiter internazionali. Questo risultato incoraggiante, deve però tenere conto di una sfida: la fuga di cervelli. L’OCSE segnala come l’Italia sia tornata ai primi posti nel mondo per emigrati; per la precisione all’ ottavo. Si stima che un terzo siano giovani laureati. Sebbene l’Italia spenda quasi un punto percentuale in meno (4% del PIL) rispetto alla media Europea per l’istruzione, il paese investe mediamente 164 mila euro per formare un laureato e 228 mila euro per un dottore di ricerca. Di questo investimento, beneficiano sempre più altri paesi. Il mio augurio é che il vostro Paese – conclude -preservi il ritorno sull’ investimento di risorse e talento, offrendo alle attuali e alle prossime generazioni di studenti le opportunità che meritano, affinché emigrare sia una scelta elettiva e non una necessità”.         [print-me title=”STAMPA”]