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Incassi, al top ’10 giorni senza mamma’ di Genovesi
Clint Eastewood scivola al secondo posto, segue Alita
18 febbraio 2019 02:58
E’ la tragicommedia di Alessandro Genovesi con Fabio De Luigi, sulle peripezie di un maldestro aspirante padre, “10 giorni senza mamma”, a dominare la classifica dei film più visti del weekend, con un incasso di 1.911.358 euro, 4.465.950 in due settimane di programmazione.
Dalla vetta scivola al secondo posto Il corriere (The mule), il film testamento di e con Clint Eastwood, ispirato alla vera storia di Earl Stone, che segna 1.444.229 euro, 4.196.146 in due weekend. Terzo posto per la new entry Alita-Angelo della Battaglia, di Robert Rodriguez con Christoph Waltz e Rosa Salazar che conquista la vetta del box office Usa con 27,8 milioni di dollari, mentre da noi ottiene 1.031.935 euro in 4 giorni. Stabile sul quarto gradino Green book di Peter Farrelly, con Viggo Mortensen, che segna 975.369 euro (4.946.140 totali).
Segue Dragon trainer – Il mondo nascosto, con 735.050 euro (6.512.406). Totale incassi 8.974.525, -18% rispetto allo scorso weekend (10.914.243) -38,62% rispetto al 2018 (14.620.892).
Corridoio Vasariano, riaprirà nel 2021Schmidt presenta progetto,si stimano 500.000 visitatori all’anno
FIRENZE18 febbraio 201915:22
Riaprirà nel 2021, dopo un anno e mezzo di lavori e 10 milioni di euro, il Corridoio Vasariano, il percorso del principe che collega gli Uffizi e Palazzo Pitti, chiuso dal 2016 per ragioni di sicurezza. Il progetto esecutivo dei lavori è stato presentato questa mattina dal direttore degli Uffizi Eike Schmidt. Nei prossimi mesi spetterà a Invitalia bandire la gara, poi si stimano 18 mesi di tempo per i lavori: la riapertura è dunque prevista tra due anni, con una stima di 500mila visitatori l’anno con biglietto speciale. Nel Corridoio, che prima ospitava oltre 700 ritratti e autoritratti, troveranno spazio 30 sculture antiche e una raccolta di iscrizioni greche e romane. Grazie all’intervento ci sarà: completa accessibilità ai disabili, impianto di climatizzazione, cinque uscite di sicurezza, un’illuminazione a led a basso consumo energetico e un sistema di video sorveglianza. Previsti anche interventi di consolidamento strutturale e restauro degli interni, dagli intonaci al pavimento.
“Lo Schiavo” di Gomes al Lirico CagliariDebutto nazionale dell’opera del compositore brasiliano
CAGLIARI18 febbraio 201913:36
– Un travagliato intreccio amoroso e sullo sfondo una cupa pagina di storia: la schiavitù in Brasile e la lotta per la sua abolizione. Rinasce a Cagliari “Lo Schiavo” del brasiliano Antonio Carlos Gomes. Un capolavoro dimenticato che il Teatro Lirico porta in scena in prima nazionale venerdì 22 febbraio, con repliche fino al 3 marzo.
Tutto è pronto per il gran debutto. Un evento di grande portata, molto atteso dagli appassionati di lirica. L’opera sarà rappresentata per la prima volta in Italia e nella forma completa è inedita anche in Europa. Si tratta di un nuovo allestimento del Lirico in coproduzione con il Teatro So Pedro di San Paolo e il Festival Amazonas de Opera di Manaus. Un’altra preziosa rarità musicale dopo le inaugurazioni “respighiane” e Turandot di Ferruccio Busoni.
Il dramma lirico in quattro atti, su libretto di Alfredo d’Escragnolle visconte di Taunay e Rodolfo Paravicini, viene rappresentato per la prima volta il 27 settembre 1889 al Theatro Imperial Dom Pedro II di Rio de Janeiro.
Per il Magnifico torna luce MichelangeloA Cappelle Medicee led ricreano condizioni progetto Buonarroti
FIRENZE18 febbraio 201914:08
– La Sagrestia nuova delle Cappelle Medicee di Firenze, luogo di sepoltura di Lorenzo il Magnifico e Giuliano de’ Medici, torna a condizioni luminose vicine a quelle create da Michelangelo che la progettò nel 1519. Apparati led realizzati su misura offrono una luce morbida così come nel progetto originario del Buonarroti, alterato poi dalla costruzione, fra il ‘500 e il ‘600, della Cappella dei Principi che intercetta per parte dell’anno il tragitto del sole. L’intervento è stato promosso dai Musei del Bargello in collaborazione con Lottomatica.
arriva legal drama ispirato Amanda KnoxSu Fox Crime da 19 febbraio, creato da Danny Strong
18 febbraio 201914:15
– Su FoxCrime (Sky, 116) in prima visione assoluta dal 19 febbraio, il martedì alle 21.05 a pochi giorni dalla messa in onda americana, arriva Proven Innocent, il nuovo legal drama creato da Danny Strong (già autore di Empire) ispirato alla vicenda di Amanda Knox, che racconta la storia di Madeline Scott (Twilight) alla guida di un team di avvocati deciso a scagionare coloro che vengono ingiustamente dichiarati colpevoli. Madeline da giovane, insieme al fratello Levi (Riley Smith, True Detective), è stata ingiustamente giudicata colpevole per un omicidio. La sua innocenza verrà dimostrata solo dopo dieci anni.
Strong ha confermato di essersi ispirato alla vicenda del delitto di Perugia quando la studentessa inglese Meredith Kercher fu uccisa e la statunitense Amanda Knox fu dichiarata colpevole e poi scagionata dall’accusa di omicidio soltanto molti anni dopo. Tra Proven Innocent e la vicenda di Meredith ci sono similitudini, anche se lo stesso Strong ha detto che la fiction mantiene tratti romanzati.
Ramazzotti, nel mondo con circo musicaleA Monaco di Baviera la prima data del ‘Vita ce n’è world tour’
MONACO DI BAVIERA18 febbraio 201914:17
– Sono oltre ottanta le date già annunciate per il ‘Vita ce n’è world tour’, calendario di concerti che porterà Eros Ramazzotti in giro per il mondo fino a dicembre. Dopo la partenza del 17 febbraio davanti agli oltre 15 mila dell’Olympiahalle di Monaco di Baviera, la voce delle nuove ‘Per il resto tutto bene’, ‘Buonamore’ e ‘Per le strade una canzone’, nei prossimi mesi canterà, oltre che in Europa, anche in Sud America e negli Stati Uniti. Con lui, sul palco, una nutrita band internazionale che lo accompagnerà durante il lungo viaggio live che celebra anche i 35 anni di carriera. “Siamo come una famiglia – ha detto Ramazzotti – o un circo musicale impegnato a girare il mondo”.
Egri compie 94 anni, omaggio Rai TecheSerata evento il 22 febbraio a Torino per ballerina e coreografa
TORINO18 febbraio 201914:31
– “Tutto è incominciato qui”, negli studi Rai di Torino. A parlare è Susanna Egri, ballerina e coreografa alla quale Rai Teche – Mediateca Dino Villani e Associazioni Piemonte Movie dedicano una serata omaggio per il suo 94/o compleanno. Il 22 febbraio, al Cinema Massimo di Torino, sarà proiettato un video col materiale dell’Archivio Rai Teche che ne ripercorre la carriera; la Egri riceverà anche un riconoscimento della Città.
A seguire un’intervista-dialogo con Bruno Gambarotta, la proiezione del corto Lezione e del film Tv Il Grande Torino, omaggio alla squadra del padre della Egri, l’allenatore Ernst Erbstein, che in un piccolo cameo interpreta l’insegnante di danza di sé stessa bambina.
Per festeggiare il compleanno della Egri, alla Mediateca Rai oggi viene proiettato il film La Locandiera, con coreografie della Egri, “una delle grandi donne che han fatto la storia di questa azienda – dice il direttore di Rai Teche Maria Pia Ammirati – con la quale è iniziata la sperimentazione della tv”.
“Con la televisione ho capito che finalmente la danza aveva trovato il suo mezzo – racconta la Egri -. Quando mi sono trovata qui nel momento più brutto della mia vita, dopo la morte di mio padre, è stata la televisione che mi ha fatto capire che avrei potuto ancora fare qualcosa. Pensavo non avrei più avuto la forza di fare nulla e invece mi ha ridato la gioia di fare quello che sapevo fare”.
Scala: biennio di tour da Arabia a CinaPereira, siamo il brand italiano più famoso dopo la Ferrari
MILANO18 febbraio 201915:11
– La Scala, e la sua accademia, hanno iniziato un intenso biennio di tournée che le porterà in Paesi mai raggiunti come l’Arabia Saudita e Singapore, e in mete dove ormai è di casa come il Giappone, dove tornerà per la decima volta nel 2020.
Il sovrintendente Alexander Pereira, che ha presentato il piano al cda dell’11 febbraio, con a fianco il direttore generale Maria Di Freda ha voluto raccontare i progetti anche alla stampa tornando a ripetere che “la Scala è il brand italiano più famoso dopo la Ferrari. E questo è un elemento importante: le richieste di portarla nel mondo sono tante”. Per i prossimi due anni è previsto il debutto assoluto in Finlandia, e appuntamenti (anche dell’Accademia) in Cina, Giappone, Emirati Arabi, Libano, Germania, Francia, Oman, Stati Uniti e India.
Raggi, riapre l’area sacra di Largo ArgentinaConvenzione con Bulgari, fine lavori nella seconda metà del 2021
ROMA18 febbraio 201915:22
“Grazie alla convenzione sottoscritta da Bulgari, Comune e Sovrintendenza, oggi prende vita un gesto d’amore nei confronti di Roma, finanziato e accompagnato da Bulgari. Aiuterà a restituire l’area sacra di Largo Argentina a tutti cittadini romani. Questa zona sarà accessibile tramite passerelle che consentiranno di attraversarla. I lavori dovrebbero finire nella seconda metà del 2021”.Lo ha annunciato la sindaca di Roma Virginia Raggi in una conferenza stampa con Bulgari che si è tenuta proprio nel sito archeologico. La sindaca Raggi ha parlato di un “intervento molto lungo e accurato” ringraziando Bulgari. Un grazie contraccambiato da Babin, ad della maison, intervenuto così durante la conferenza stampa: “Grazie mille per queste parole. Per Bulgari Roma è sempre la principale fonte d’ispirazione. Questo sito ha un valore straordinario perché è il luogo più antico di Roma, a cielo aperto, costruito nel III secolo a.C”.
Shade debutta live a maggioDue show unici a Milano e a Roma
febbraio 201915:44
– Shade debutta live a maggio. Il rapper si esibirà dal vivo per la prima volta con due eventi unici a Milano e Roma, rispettivamente il 12 maggio all’Alcatraz e il 18 all’Orion. ‘Welcome To The Show’: due anteprime live, organizzate e prodotte da Guna, che vedranno l’hit maker presentare sul palco anche le canzoni del suo ultimo album ‘Truman’, con sorprese e ospiti. Shade arriva al debutto live sull’onda di un successo da oltre 150 milioni di views, 60 milioni di stream e numerose certificazioni oro e platino. Il suo ultimo singolo ‘Senza farlo apposta’, presentato sul palco dell’Ariston insieme a Federica Carta, è già una hit e continua a macinare milioni di stream e views. Il brano è contenuto in ‘Truman Sanremo Edition’, la nuova versione dell’album arricchita da altri 3 brani inediti e uscita l’8 febbraio.
Il 28 marzo esce Bentornato presidente!La commedia è il sequel del film campione d’incassi
18 febbraio 201916:03
– Dal 28 marzo il presidente Peppino Garibaldi alias Claudio Bisio tornerà a portare scompiglio nei palazzi della politica nella commedia Bentornato Presidente!, l’atteso sequel di Benvenuto Presidente!, campione di incassi e vincitore di tanti premi e nomination, tra cui quella all’European Film Award come miglior commedia.
Accanto a Bisio, nei panni dell’amata Janis, ci sarà Sarah Felberbaum. Nel cast, e nello staff del suo governo, ci saranno Pietro Sermonti, Paolo Calabresi, Massimo Popolizio, Cesare Bocci, Ivano Marescotti, Antonio Petrocelli e Guglielmo Poggi.
La regia di Bentornato Presidente! è di Giancarlo Fontana e Giuseppe G. Stasi, giovani e talentuosi registi che hanno esordito l’anno scorso con la commedia di successo Metti la nonna in freezer. Scritto da Fabio Bonifacci, da un’idea di Nicola Giuliano e dello stesso Bonifacci, il film è una coproduzione Indigo Film e Vision Distribution, prima collaborazione tra le due società, e sarà distribuito da Vision Distribution.
8 attori candidati per la prima voltaDa Rami Malek a Olivia Colman alcuni di loro sono tra i favoriti
febbraio 201916:21
Tra gli interpreti candidati agli Oscar 2019 sono otto gli attori e le attrici quest’anno nominati per la prima volta e che la notte del 24 febbraio ‘rischiano’ di uscire dal Dolby Theatre di Los Angeles con la statuetta dorata in mano. Nella categoria miglior attore ce n’è uno solo al debutto nella nomination ed è tra i favoriti: Rami Malek fantastico Freddie Mercury di Bohemian Rapsody. Tra le migliori attrici alla prima candidatura spicca l’inglese Olivia Colman, insuperabile regina Anna della Favorita di Lanthimos. Debuttante assoluta è l’attrice per caso Yalitza Aparicio, la sensibile domestica Cleo del capolavoro di Alfonso Cuaron ‘Roma’. Marina De Tavira, la ‘padrona’ di Cleo nel film, è un’altra delle candidate per la prima volta: nomination non protagonista, come Regina King di Se la strada potesse parlare di Barry Jenkins.
Tre tra i non protagonisti, gli attori che corrono per la prima volta: Richard E. Grant per Copia originale, Adam Driver per Blackkklansman e Sam Elliot di A star is born.
Bonisoli, teatro Deledda si può salvareMinistro in visita nella struttura a rischio chiusura
ORISTANO18 febbraio 201916:34
– Un progetto speciale del ministero per salvare il teatro Grazia Deledda di Paulilatino, che a giugno calerà per sempre il sipario per mancanza di fondi.
Da anni importante centro di promozione culturale, grazie anche alla sua posizione geografica in centro Sardegna, vive da tempo tra mille difficoltà, nate con l’assottigliarsi dei contributi di Regione e ministero che alla fine hanno impedito di far fronte agli impegni contratti con le banche per la costruzione del teatro, di cui si è fatta carico la compagnia che gestisce la struttura. La possibile via d’uscita è stata indicata dal ministro Alberto Bonisoli, che ha visitato il teatro e incontrato il direttore artistico Aldo Sicurella, nell’ambito del suo tour elettorale a sostegno del candidato governatore del M5s Francesco Desogus.
Il Fondo unico per lo spettacolo, triennale, è già stato stabilito. Tuttavia, ha spiegato il titolare dei Beni culturali, il ministero può finanziare dei progetti speciali. E il Grazia Deledda, in virtù della sua specificità, può inoltrare la domanda, che sarà poi valutata dal ministero stesso. “In queste situazioni contingenti, se c’è una programmazione di spettacolo pronta per il 2019, il ministero può aiutare a superare un contesto che ha sintomi di criticità – ha sottolineato Bonisoli – Detto questo, bisogna però ragionare sul medio termine. E questa situazione si risolve quando c’è un rapporto stretto con gli enti locali. Lo Stato – ha chiarito il ministro – guarda in generale alle esigenze dei singoli territori, ma quando c’è una realtà locale che capisce il valore dell’attività, anche sociale come in questo caso, questa è quella che può intervenire al meglio. In un paese di duemila abitanti è comprensibile – ha ammesso – che non ci possano essere le risorse sufficienti. Può darsi che la soluzione sia quella di consorziare diversi Comuni.
Questa è una possibilità. Sicuramente quello che deve entrare nell’agenda regionale è un’attenzione a realtà come questa, leggermente decentrate. Ma sono quelle che danno qualità al territorio e che combattono lo spopolamento”.
A Julia Roberts premio Eastman carrieraIl riconoscimento sarà consegnato il 2 maggio a Rochester
NEW YORK18 febbraio 201916:48
– Julia Roberts sarà premiata con il George Eastman Award per il suo contributo al mondo del cinema. L’attrice di Pretty Woman riceverà il riconoscimento il 2 maggio al George Eastman Museum di Rochester, nello stato di New York. Secondo il direttore del museo Bruce Barnes in trent’anni di carriera la Roberts con il suo lavoro ha dato un valore artistico duraturo al settore. Il premio è stato istituito nel 1955 e tra i premiati ci sono Lauren Bacall, Charlie Chaplin, Gary Cooper, Meryl Streep.
Il George Eastman Museum è il più grande museo al mondo della fotografia nonché uno con i più vecchi archivi cinematografici al mondo.
Matera 2019, in scena il ‘Purgatorio’Il debutto sarà il 17 maggio, finora decine le persone coinvolte
MATERA18 febbraio 201916:58
– Il Purgatorio è la cantica del “noi” e Matera 2019 – Capitale europea della cultura – è il palcoscenico ideale sul quale tutti i cittadini sono chiamati a partecipare per la co-creazione di un questo Canto. Ed ecco quindi la “chiamata pubblica” per la Divina Commedia di Dante Alighieri, la seconda parte del progetto “La Divina Commedia: 2017-2021”, di Marco Martinelli e Ermanna Montanari, coproduzione Fondazione Matera-Basilicata 2019 e Ravenna Festival-Teatro Alighieri, in collaborazione con Teatro delle Albe-Ravenna Teatro.
L’opera sarà in scena all’interno del programma di Matera 2019 dal 17 maggio al 2 giugno. Finora ci sono stati tre incontri a Matera (30 ottobre e 10 dicembre 2018; 10 febbraio 2019) ai quali hanno partecipato complessivamente 500 persone, 200 delle quali hanno già aderito al progetto compilando il form.
Salone Libro, pace con Aie e torna di tutti gli editoriBonisoli, ‘bene coordinamento’. Lagioia, ‘c’è voluto coraggio’
18 febbraio 201917:06
Dopo tante contrapposizioni è “armonico e unitario” il quadro che si prospetta per le fiere italiane dell’editoria e il Salone Internazionale del Libro di Torino torna ad essere la casa di tutti gli editori italiani. A due anni dallo strappo fra Torino e Milano, l’Associazione Italiana Editori torna ora al Salone del Libro, anche se non più come socio, ma nel comitato di indirizzo.
“Con questa decisione Aie intende contribuire a comporre in un quadro davvero armonico ed unitario il panorama delle fiere italiane dell’editoria, ciascuna con una propria identità e una precisa collocazione nel calendario”, ha spiegato il presidente dell’Aie, Ricardo Franco Levi accettando l’invito del presidente e del direttore della Fondazione Circolo dei lettori, Giulio Biino e Maurizia Rebola. “Il fatto che sia il Salone del Libro di Torino a raccogliere gran parte dell’offerta editoriale italiana è una cosa molto positiva” dice
il ministro dei Beni Culturali, Alberto Bonisoli. E fa notare che “quello che conta è l’armonia tra i vari soggetti, ma anche un minimo di razionalità nel coordinare gli eventi che promuovono l’editoria”. Il ministro ricorda anche che al suo arrivo al Mibac ha riunito tutta la filiera editoriale “attorno ad un tavolo” e ha “trovato – dice – tanta buona volontà di superare i problemi”. Certo, “c’è voluto molto coraggio, molta fatica, molta pazienza, e la capacità di guardare al futuro anche nei momenti difficili. Il tempo, finalmente, è di nuovo dalla nostra parte” sottolinea Nicola Lagioia, direttore del Salone del Libro di Torino che all’edizione 2019, dal 9 al 13 maggio, arriva con una nuova spinta favorevole.Che ci siano segnali evidenti di ritrovata armonia per tutta la filiera del mondo editoriale, dopo un lungo periodo di contrapposizioni, lo dimostra la buona accoglienza che ha avuto da parte di tutti la decisione dell’Aie. E’ “una scelta che conferma quanto oggi l’annuale buchmesse torinese, superate le grandi difficoltà che ne avevano messo a rischio l’esistenza stessa, rappresenti un evento culturale atteso e di altissimo livello e, per l’editoria nazionale e internazionale, una vetrina d’eccellenza” dicono la sindaca di Torino Chiara Appendino e l’assessora comunale alla Cultura Francesca Leon.Una decisione quella dell’Aie, “assolutamente positiva, tanto per il nostro sistema culturale quanto per il mondo editoriale, e che conclude positivamente un ciclo complesso” sottolineano il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, e l’assessora regionale alla Cultura, Antonella Parigi. Lagioia ricorda che “l’anno scorso, a Torino, sono tornati i grandi gruppi editoriali, dando un fondamentale contributo a un progetto che è di tutti. Adesso, dopo Adei, fin da subito vicina al Salone, anche Aie ha deciso di condividere un progetto molto ambizioso, e la certificazione di Torino come luogo fondamentale per la civiltà del libro del nostro paese è completa”.Nel comitato d’indirizzo in cui entra l’Aie ci saranno Comune di Torino, Regione Piemonte, associazioni di librari e biblioteche e l’Associazione degli editori indipendenti-Adei che raccoglie molti marchi che hanno combattuto per salvare il Salone. E proprio Adei che “apprende con soddisfazione che, dopo qualche indecisione e una lunga attesa, anche l’Aie ha accettato di far parte del comitato di indirizzo del Salone Internazionale del libro di Torino”, non nasconde, attraverso le parole del presidente Marco Zapparoli, che da Aie si aspetta “prima di tutto il rispetto profondo di questo lavoro e di questa impostazione. E il rispetto dello spazio che oggi ha l’editoria indipendente a Torino”. “Il Salone – aggiunge Zapparoli – non è stato messo a rischio da una guerra, che non c’è stata, ma dall’incapacità di Aie di riconoscerne il valore a suo tempo.Organizzare a Milano una Fiera nello stesso periodo è stato un errore, non ce n’era bisogno, ed è stato disgregante”. Il ministro Bonisoli fa presente che “c’è spazio per tutti. Ripeto, è un problema di razionalità e coordinamento”. E della nuova fiera del libro milanese, nel 2020, che sarà dedicata ai Millenials e all’innovazione, il ministro dice: “E’ una buona idea andare a lavorare su aspetti evolutivi dell’editoria”.
Dillon, psicopatico in inferno Von TrierDal 28 febbraio in La casa di Jack, con ‘l’ultimo’ Bruno Ganz
18 febbraio 201917:11
– Con La casa di Jack (The House that Jack Built) si entra, più che in un film, nell’inferno personale di Lars Von Trier, nel suo aristocratico nichilismo pieno di riferimenti culturali. Il film, a Cannes 2018 fuori concorso, arriva in sala dal 28 febbraio distribuito da Videa, si ispira liberamente a Jack lo Squartatore (interpretato da Matt Dillon), un serial killer artista con una mission: rendere l’omicidio un’opera d’arte. “Più che un semplice serial killer – spiega oggi a Roma l’attore – il mio Jack è uno psicopatico a cui manca completamente ogni tipo di empatia, ma è anche un artista fallito”.
Un’opera comunque brutale, La casa di Jack con Bruno Ganz nella sua ultima interpretazione sul grande schermo. “Certo il personaggio di Jack è stato difficile da accettare, ma ammiravo da sempre Lars Von Trier e la sceneggiatura era poi molto interessante”, spiega Dillon. Nel cast del film diviso in cinque capitoli: Uma Thurman, Siobhan Fallon Hogan, Sofie Grbl e Riley Keough.
Andy Garcia inaugura il LA, ItaliaMadrina del festival Maria Grazia Cucinotta
18 febbraio 201909:44
LOS ANGELES
– “A venticinque anni da Il Postino, mi ritrovo ancora a Los Angeles ed è un onore essere Presidente di questo evento, magari tra altri 25 anni ne sarò la nonna”. Così Maria Grazia Cucinotta ha salutato il pubblico del Los Angeles, Italia Film Festival, che ha preso il via domenica sera a Hollywood. Super ospite della quattordicesima edizione del Festival creato da Pascal Vicedomini era quest’anno Andy Garcia, premiato con il Legend Award: “È un onore essere qui.
L’Italia è la mia seconda casa, la vostra cultura mi ha adottato ed io ne sono grato. Interpreto spesso personaggi italiani e devo tutto a Frank Mancuso, l’amministratore delegato della Paramount, e a sua moglie. Fu lei a volermi in Gli Intoccabili.
Dedico a loro il premio che questa rassegna mi ha dedicato. Ho una mamma novantasettenne e mio padre purtroppo non c’è più, ma loro sono la mia seconda famiglia e l’Italia il mio secondo paese”.
Melissa McCarthy, vera falsaria da Oscar’Copia originale’, candidato a 3 Academy Award, in sala il 21/2
febbraio 201909:37
Una storia alla quale Hollywood lavorava da anni: da un primo progetto con Nicole Holofcener come regista e Julianne Moore come protagonista, alla versione che si è riuscita a realizzare sempre con una coppia di donne: la cineasta Marielle Heller dietro la macchina da presa e Melissa McCarthy, qui alla migliore prova della sua carriera uscendo dai canoni delle commedie pure, per dare vita alla vera storia della brillante, misantropa e sorprendente scrittrice/falsaria Lee Israel (1939 – 2014). Ne è nato un gioiellino di cronaca, divertimento e satira sociale, ‘Copia originale’, candidato a 3 premi Oscar (per Melissa McCarthy come migliore attrice protagonista, Richard E. Grant come miglior attore non protagonista e la migliore sceneggiatura non originale), in uscita il 21 febbraio con 20th Century Fox. La vicenda raccontata è quella di uno di casi di falsi più discussi degli ultimi anni: quello realizzato da Lee Israel, autrice di biografie bestseller tra gli anni ’70 e ’80 (fra le altre dell’attrice Tallulah Bankhead e la giornalista Dorothy Kilgallen), allergica al marketing e poco propensa a cambiare qualcosa di se’ pur di diventare un personaggio pubblico: il look trascurato e la tendenza a bere troppo non aiutano.
Resistenze (presenti anche nella sua vita privata) che paga quando dopo il flop di una sua biografia della creatrice dell’impero della cosmetica Estee Lauder, si ritrova a inizio anni ’90 ‘scaricata’ dalla sua agente e in bolletta, tanto da non poter pagare neanche le cure alla sua gatta anziana e malata. La decisione di vendere una lettera che aveva ricevuto anni prima da Katharine Hepburn, le fa venire in mente l’idea di rimettere le sue finanze in sesto, falsificando lettere di personaggi famosi. Con un ritmo folle inizia così a ‘produrre’ in un anno oltre 400 lettere a firma di personalità delle quali coglie appieno lo spirito ironico e tagliente, come Dorothy Parker, Marlene Dietrich, il commediografo Noel Coward, Louise Brooks, Lilian Hellman, la leggendaria diva del varietà Fanny Brice. E’ talmente brava da ingannare un’ampia rete di librai antiquari, ma arriva il passo falso. Momento nel quale diventa fondamentale l’aiuto dello scapestrato amico Jack Hock, affascinante e funambolico inglese gay, rovinato dagli eccessi, interpretato in modo strepitoso da Richard E. Grant. La coppia di criminali sui generis si ritrova però tallonata dall’Fbi…
A dare grande forza al film, c’è il tocco sensibile di regia dato da Marianne Heller, che sa dare al racconto il giusto tocco di pathos, una spruzzata di commedia gialla, e di critica sociale su un ambiente letterario dove il personaggio conta più dell’opera. Spicca Melissa McCarthy, capace di cogliere appieno la complessità e le fragilità di Lee Israel, che non ha mai rinnegato il suo lavoro da talentuosissima ‘falsaria’: tanto che molte delle lettere che aveva scritto, anche dopo lo scandalo, sono continuate a circolare, scambiate e vendute per vere. “Mi sono così affezionata a Lee da volere che tutti la vedano per ciò che realmente era – dice Melissa McCarthy nelle note di produzione – per il suo talento, la sua intelligenza, il suo notevole e caustico umorismo ma anche le sue condizioni difficili, le debolezze, il cuore spezzato, la rabbia. Voglio che le persone la amino come la amo io”.
La scrittrice ha raccontato la sua storia nel 2008 con il libro di memorie, ‘Can you ever forgive me?’, sui cui è basata la sceneggiatura firmata da Nicole Holofcener e Jeff Whitty. “Penso che Lee sarebbe stata molto fiera di avere un film sulla sua vita e di ricevere tanta attenzione per il suo lavoro e il successo delle sue falsificazioni – spiega la regista -. Perché in fondo penso fosse veramente fiera di ciò che aveva fatto; non contenta di essere stata una criminale, ma di averle scritte così bene da avere tante persone che credessero in lei”.
Nel mare delle emozioni con la TeganiEsce la sua prima raccolta con presentazione di Maffia e Luisi
febbraio 201909:46
Le emozioni, quelle vere, sono la materia della poesia di Isabella Tegani che si fa conoscere con la raccolta ‘Nel mare il vento’ pubblicata da Eurocromlibri Zanotto Editore con la prefazione della poetessa Renata Alberti e la presentazione dei poeti Dante Maffia e Luciano Luisi.
I versi della Tegani, originaria di Asolo, in Veneto, ma romana d’adozione, sono “un invito a voler ascoltare, a cercare di comprendere la propria interiorità e le proprie emozioni per poter star meglio con se stessi, ma anche in relazione agli altri. Soprattutto oggi – dice la poetessa – che siamo un po’ spinti a pensare solo ad obiettivi e strategie e quindi ad esercitare prevalentemente il pensiero con la logica. Invece, dare spazio all’interiorità e ai propri sentimenti può essere un valido aiuto”.
“La vita è un percorso che crea una Storia./ Non permettere agli altri di scriverla per te!” dice la Tegani. “Mia cara illusione/dove corri così di fretta?/Aspetta!/’no, no devo andare…’/Ma dove?/’Ho un perduto amore/che mi aspetta!”.
Quello che più colpisce, nelle poesie della Tegani è “la capacità di immettere nelle parole le sue emozioni, di scrivere con la libertà più assoluta senza preoccuparsi della letterarietà. E questo è uno degli elementi che considero di grande valore quando leggo un libro di poesia” sottolinea Maffia. “La poesia – aggiunge – deve portarci in qualche modo verso la via della bellezza e della verità”.
Appassionata d’arte, laureata in Storia e Conservazione del Patrimonio Artistico all’Università degli Studi Roma Tre, la Tegani ha un naturale talento per la poesia. In ‘Nel mare il vento’ ha raccolto una serie di poesie che ha scritto da quando era adolescente. “Mi ha aiutato a vedere meglio i miei sentimenti. Questi versi sono anche un messaggio dedicato all’introspezione e al recupero della dimensione del sentimento che oggi invece sembra proprio venir meno” spiega la poetessa.
L’amore, la luna, i semi, le lacrime, il tempo, la primavera, l’infinito, la libellula hanno voce nei suoi versi “senza ghirigori o inutili annotazioni” come dice Maffia.
E c’è anche ‘Fuoco’ in cui: “‘Ananke’ e ‘Koine’/giocano,/mescolano e sorteggiano/(come in una partita a scacchi)/fato e vita/dove/è la sensibilità/che rende l’atto:vita!”. Proprio ispirandosi a questa poesia l’artista Pasquale Basile ha realizzato una scultura in bronzo bifacciale di Ananke, riprodotta nel libro.
In fondo è sempre positivo lo sguardo della poetessa sulla vita. “Isabella Tegani, con questa sua prima raccolta di poesie dà inizio al dialogo intercorso tra il suo corpo e l’anima. Come il fato gioca con la vita anche lei mette in gioco i suoi sentimenti celando e svelando, fino a denudarla, la sua anima che vivifica il corpo” sottolinea la Alberti. E alla fine è come se ci dicesse che “nel mare delle emozioni che proviamo c’è sempre un vento che ci guida”. [print-me title=”STAMPA”]
Nel mare il vento, poesie della Tegani
Esce la sua prima raccolta con presentazioni di Maffia e Luisi
17 febbraio 2019 09:12
– Le emozioni, quelle vere, sono la materia della poesia di Isabella Tegani che si fa conoscere con la raccolta ‘Nel mare il vento’ pubblicata da Eurocromlibri Zanotto Editore con la prefazione della poetessa Renata Alberti e la presentazione dei poeti Dante Maffia e Luciano Luisi.
I versi della Tegani, originaria di Asolo, in Veneto, ma romana d’adozione, sono “un invito a voler ascoltare, a cercare di comprendere la propria interiorità e le proprie emozioni per poter star meglio con se stessi, ma anche in relazione agli altri. Soprattutto oggi – dice la poetessa – che siamo un po’ spinti a pensare solo ad obiettivi e strategie. Invece, dare spazio all’interiorità e ai propri sentimenti può essere un valido aiuto”. “La vita è un percorso che crea una Storia./ Non permettere agli altri di scriverla per te!” dice la Tegani. “Mia cara illusione/dove corri così di fretta?/Aspetta!/’no, no devo andare…’/Ma dove?/’Ho un perduto amore/che mi aspetta!”.
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Blue Man, stregoni della performanceA marzo in Italia. A Milano e Firenze show del gruppo americano
GRAZ17 febbraio 201917:53
Trascinare lo spettatore in uno scenario futuribile solo in apparenza angosciante in cui la parola non serve ma lascia spazio a suoni e immagini avvolgenti, energia, ironia e divertimento puro. Mantiene la promessa lo show del Blue Man Group che in oltre 25 anni ha conquistato più di 35 milioni di persone in tutto il mondo e che dopo il debutto in Italia nel 2017 si appresta a tornare a marzo per due sole tappe a Milano, al Teatro degli Arcimboldi dal 19 al 24, e a Firenze, al Nelson Mandela Forum dal 28 al 31. La carovana del gruppo americano ha toccato in questi giorni Graz, in Austria. Nell’ auditorium della città il pubblico di ogni fascia di età, soprattutto famiglie, è stato al gioco dei tre uomini dalla testa blu, moderni stregoni di una performance che alterna ritmi tribali a sonorità techno, videografica e body art, strumenti musicali a percussione inventati fatti di tubi in pvc per scopi industriali, mimica e gag da cinema muto. Il dialogo non verbale cercato dagli artisti fa leva proprio sugli occhi, con quegli sguardi spesso rilanciati in primo piano dagli schermi che scatenano l’effetto comico. Ad amplificare l’ effetto il coinvolgimento sul palcoscenico di co-protagonisti pescati tra il pubblico. Il progetto Blue Man è stato messo in piedi alla fine degli anni Ottanta a New York da tre studenti, Matt Goldman, Phil Stanton e Chris Wink. Dalla ‘prima’, in teatro nel 1991, il gruppo si è ampliato fino ai cinquanta Blue Man di oggi suddivisi in sei produzioni stabili a New York, Boston, Las Vegas, Chicago e Orlando, e in Europa a Berlino, e nelle due compagnie impegnate nelle tournée. In tempi recenti lo show è entrato sotto lo scudo del Cirque du Soleil, garanzia per una sicura programmazione internazionale. Difficile etichettare la performance. I Blue Man toccano generi e campi diversi e non amano sentirsi definire alieni, anche perché sotto il loro aspetto batte davvero un cuore con tic e debolezze molto umani. “La musica non è pop – dice Nils Westermann, direttore musicale della solida band di quattro elementi che tesse l’intera colonna sonora – ha elementi rock, è tribale, sperimentale. Nel laboratorio di New York sperimentiamo i nuovi strumenti che impariamo a suonare senza avere il libretto di istruzioni”. L’idea iniziale era “creare una esperienza nuova mai vista prima, che facesse stare insieme la gente tornando all’innocenza e alla meraviglia dei bambini”. Il messaggio è creare stupore e feeling con chi guarda. Brian Tavener, 36 anni, uno dei tre Blue Man con Thomas Racket e Adam Erdossy, il capitano e regista, spiega che ogni sera la reazione del pubblico è diversa. “Abbiamo visto spettatori freddini all’inizio che poi si sono lasciati travolgere”. Per Erdossy, “il bello è fidarsi del pubblico e fare in modo che il pubblico si fidi di te”. E allora via con numeri pieni di trovate dove l’energia pulsa senza sosta e la risata può nascere dal rumore dei pop corn masticati, dalla merendina rifiutata da una spettatrice riluttante, dal gioco ingannevole con le tastiere dei cellulari a grandezza d’uomo. I Blue Man battono tamburi che spruzzano getti di colore, prendono in giro chi arriva in ritardo, mostrando l’abilità e le capacità dei giocolieri, entrano ed escono dai video in perfetta sincronia e cambi d’abito con le immagini che li rappresentano. La parte del leone è degli strumenti originali a percussione, dal Drumbtone (un tubo di pvc che cambia nota allungandolo e accorciandolo) al suggestivo Pvc pipe, una sorta di megavibrafono costruito con una lunga teoria di tubi. Il ritmo, sostenuto per l’intero show, cala proprio nel finale quando però il pubblico in piedi si diverte a far rimbalzare le enormi sfere di gomma lanciate dal palco. L’ultima coda simpatica è nel foyer con i tre Uomini Blu che si aggirano tra le persone in uscita prestandosi al selfie di rito con decine di fans.
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Morto Franco Rosi, ‘fu’ il telegattoneAttore e grande imitatore, si è spento a 75 anni
17 febbraio 201918:46
– È morto all’ospedale di Magenta (Mi) questa mattina Franco Rosi, 75 anni, attore e soprattutto grande imitatore, allievo di Alighiero Noschese. Lo dice
la figlia Selina. E’ stato tra l’altro la voce del gatto più famoso della tv italiana il supertelegattone e della palla psichedelica nel popolare programma degli anni 80 e 90 Superclassifica Show.
Celebri le sue imitazioni di Luciano Salce, Enrico Montesano, Corrado , Mike Buongiorno, Franco Franchi, Morandi e tantissimi altri. Aveva cominciato la sua carriera con Cino Tortorella (Mago Zurlì) che scelse per lui il nome d’arte di Franco Rosi (si chiamava Emilio Eros De Rosa ed era nato a Roma il 28 gennaio 1944).
Attore, cantante, eclettico trasformista lascia i figli Selina, Ambra, Aton e Jil e la moglie Carmen.
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‘Carnaio’, distopico romanzo denunciaGiulio Cavalli affronta in modo noir grottesco il tema migranti
17 febbraio 201919:07
– GIULIO CAVALLI, ”CARNAIO” (FANDANGO, pp. 220 – 17,00 euro). Giulio Cavalli, quarantenne narratore e autore teatrale, prosegue, scrivendo, quella lotta alle infiltrazioni nel mondo imprenditoriale e economico settentrionale della criminalità organizzata che ha portato avanti anche con la sua attività politica alla Regione Lombardia, tanto che oggi è costretto a vivere sotto scorta, dopo le rivelazioni di un pentito. Non può stupire quindi questo romanzo distopico, per usare un’etichetta oggi molto in voga, che costruendo una denuncia implicita parte dall’oggi per narraci un domani che se non vogliamo si avveri in tutte le sue sfumature noir e ci lasci sorpresi a domandarci come sia accaduto, dobbiamo cominciare a affrontare da subito. Il problema è che le migrazioni che qualcuno fa credere di poter fermare e controllare, sono in realtà in costante aumento perché l’Europa ricca e con una popolazione dalla natalità in veloce e forte calo non può non attrarre i milioni e milioni di esseri umani affannati che vivono in zone povere, martoriate dallo sfruttamento coloniale e da guerre che sfruttano odi tribali e religiosi, quindi disposti a tutto pur di scappare e cercar di arrivare dove la vita appare comunque diversa. Avendo coscienza di questo si capisce la metafora nera sino alle estreme conseguenze, metafora certamente paradossale e disturbante che cerca di smuovere gli animi proprio forse con i suoi eccessi, che Cavalli costruisce raccontandoci la storia esemplare di una cittadina marinara, DF, dalla vita tranquilla, dove un giorno un anziano pescatore trova nella rete il cadavere di uomo di pelle nera così che al suo ritorno, perché abbia pietosa sepoltura, finisce in commissariato a far fronte a procedimenti burocratici. La cosa non fa molto rumore e si sta spegnendo se non fosse che a quel cadavere ne seguono alcuni altri, poi se ne trovano molti spiaggiati dietro una duna e infine, mentre l’allarme si fa generale ma dal governo centrale minimizzano e non intervengono, come per un terremoto un’ondata gigantesca ne butta un’infinità per le strade e sopra le case di DF, facendo ben 14 morti tra gli abitanti. A una prima conta risultano 24.712 corpi, ma saranno di più, tutti stranamente più o meno eguali per fattezze, misure, peso, e non si fa a tempo a ripulire tutto che, mentre arrivano giornalisti e tv da tutto il mondo, ecco altre ondate come tsunami umani che finiscono per soffocare DF sotto una montagna di centinaia di migliaia di cadaveri d’oltremare, con arrivi che alla fine divengono quotidiani e stabili nella misura media di circa diecimila al giorno. Un’emergenza assoluta, ovviamente, e l’amministrazione locale, viste difficoltà e tempi burocratici e la non comprensione che trova nei referenti nazionali, con spirito pragmatico si organizza per resistere, e nel tempo costruisce una barriera sulla riva del mare, crea un canale che porti i corpi verso un centro in cui verranno utilizzati e sfruttati in vari modi per trarne un guadagno, un sostentamento autarchico che sostituisca la pesca e gli arrivi vacanzieri estivi, per essere infine liofilizzati. Tutto questo sistema di pura sopravvivenza richiede che ”quelli” siano reificati, perdano ogni caratteristica di umanità, secondo regole molto rigide, risposte sicure alle accuse che arrivano dai moralisti di ogni dove, così che in breve a DF si instaura un regime spietato e dittatoriale, isolato dal resto del paese e che non accetta debolezze e dissensi persino all’interno delle famiglie e che il lettore vive come un incubo, avvertendo echi da soluzione finale nazista, mentre il pensiero va per similitudine alla vita del manicomio che Saramago descrive nel suo romanzo ”Cecità”. Tutto è narrato sino al finale mestamente apocalittico con un realismo grottesco volutamente freddo e assolutamente macabro, sconcertante nei particolari, con una scrittura che talvolta eccede ma è forte e efficace, specie quando dalla narrazione in terza persona passa a quella diretta in prima, ai monologhi dei vari personaggi-cittadini, ognuno con una propria voce e teatrale verità nell’esibire durezza o debolezza, fiducia o disillusione, impegno o voglia di fuga, ma tutte alla fine senza scampo.
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Box office Usa, in vetta AlitaSul podio The Lego Movie 2 e Non è Romantico?
17 febbraio 201919:28
– Alita-Angelo della Battaglia conquista la vetta del box office Usa, in un weekend senza grandi incassi. Il film d’azione di Robert Rodriguez con Christoph Waltz e Rosa Salazar ha portato a casa 27,8 milioni di dollari per un totale di oltre 36 milioni nella prima settimana di programmazione. Segue The Lego Movie 2, che ha invece guadagnato ulteriori 21 milioni per un totale nazionale di oltre 62 milioni di dollari. Sul gradino più basso del podio Non è Romantico?, diretto da Todd Strauss-Schulson, che ha guadagnato 14 milioni di dollari in 3444 sale.
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Scarano, da Canale5 a Il nome della rosaL’attrice protagonista in Non mentire, da stasera su Canale 5
17 febbraio 201919:47
“Uno stupro non è un equivoco”. E’ una delle battute chiave che pronuncia l’insegnante interpretata da Greta Scarano, raccontando della (presunta) violenza subita dallo stimato chirurgo, Alessandro Preziosi, nella serie in tre prime serate “Non mentire” in onda da stasera su Canale 5, per uno dei prodotti più convincenti delle fiction Mediaset degli ultimi tempi e a fare la differenza, la bella e intensa regia di Gianluca Maria Tavarelli e un grande cast di attori. Un momento di grazia per Greta, 32 anni, di Roma, figlia di un neurochirurgo e di un’infermiera, che ha partecipato alla sua prima produzione internazionale, Il nome della rosa, che andrà in onda prossimamente su Rai1, ed è stata coprotagonista della serie di successo di Rai3 La linea verticale, accanto a Valerio Mastandrea. Molti la ricorderanno come Emanuela Loi, nel film tv sulla scorta di Paolo Borsellino, o la Viola di Suburra (il film di Sollima, quello con Germano, Amendola, Borghi), ruolo che le è valso il Nastro d’argento, ma ha alle spalle tanta gavetta televisiva ma anche di cinema. Perfettamente bilingue, grazie a un periodo di studio passato in Alabama quando andava al liceo ha scelto di trascorrere un anno di studio negli Usa. Ne Il nome della Rosa recita nel cast accanto a John Turturro e Rupert Everett. “Interpreto due ruoli: quello di Margherita da Trento, moglie dell’eretico fra Dolcino, e quello di sua figlia, che è un personaggio scritto appositamente per la serie”. Le tre puntate di Non mentire in onda su Canale 5, riadattamento italiano della serie inglese Liar, che ha registrato picchi di oltre 9 milioni di telespettatori per la stagione finale su Itv, vedono al centro del racconto Laura (Greta Scarano), un’insegnante di un liceo di Torino e Andrea (Alessandro Preziosi), padre di uno dei suoi studenti e affermato chirurgo. Al primo appuntamento dei due, la sera trascorre in modo piacevole, tra complicità e attrazione, in apparenza l’appuntamento perfetto, ma la mattina seguente Andrea rivela sorridente al suo amico Nicola (Simone Colombari) che aspetta di rivedere presto Laura, mentre confessa alla sorella di esser stata violentata. Non ci sono prove, solo le testimonianze dei due, spetta alla polizia scoprire la verità. Sentendosi sola e impotente, Laura denuncia Andrea sui social network, esponendolo così alla gogna pubblica. Ma cosa è successo davvero? Scarano è “fiera di questa serie, in un momento storico complesso, credo che noi come industria di intrattenimento, abbiamo fatto il massimo possibile, con grande serietà ed impegno, evitando qualsiasi tipo di morbosità. Lo sforzo nella mia interpretazione è stato di entrare in empatia con chi denuncia tali violenze, e come attrice cerco sempre di fare un lavoro chirurgico sui personaggi, senza giudicarlo”. I social invece vengono usati dalla protagonista femminile quasi per difendersi da una verità che non viene a galla. “Io non ho Facebook, ma leggo i giornali e sono disinteressata alle bufale. Crescendo mi sono stufata. Ho una sorella più piccola che spesso mi manda notizie e cerco di farle capire che sono fake. Capisco che sia importante per la mia professione e non giudico chi lo fa, ma a me non piace condividere, che è l’elemento fondamentale dei social”. La vicenda si svolge a Torino che, con le sue atmosfere d’altri tempi, i sontuosi edifici barocchi, le caffetterie, i grandi viali e le piazze, ben si presta a fare da sfondo a questo avvincente thriller relazionale. Nel cast Fiorenza Pieri, Paolo Briguglia, Claudia Potenza, Duccio Camerini, Simone Colombari, Riccardo De Rinaldis Santorelli, Valentina Carnelutti e Matteo Martari.
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Cinema: La mia seconda volta, da una storia vera
Esce il 21 marzo film per i ragazzi, su conseguenze dei gesti
17 febbraio 201918:06
– Ispirato alla storia vera di Giorgia Benusaglio, che non ancora diciottenne ingerì una mezza pasticca di ecstasy, finendo in coma e salvandosi solo grazie a un repentino trapianto di fegato, esce il 21 marzo con Dominus Production ‘La mia seconda volta’ di Alberto Gelpi con Aurora Ruffino, Simone Riccioni, Mariachiara Di Mitri, Federico Russo, Ludovica Bizzaglia, Luca Ward, Isabel Russinova, Daniela Poggi.
“Un film sulle conseguenze – dice il regista – Uno spunto di riflessione lasciato ai ragazzi e agli adulti, che non intende fare moralismi né lanciare insegnamenti a tutti i costi. Un quadro il più possibile oggettivo che ogni spettatore potrà guardare per formarsi una propria idea”. Attraverso la storia della protagonista e dei suoi amici si racconta un percorso di crescita. L’idea è di sensibilizzare i giovani e le famiglie contro la droga. Il film lancia un messaggio positivo e di speranza: la vita ci dà sempre una seconda possibilità, l’importante è saperla cogliere. Prima dell’uscita ufficiale, inoltre, verranno organizzate delle anteprime in una 50ina di città italiane già fissate, con dei matinee dedicati alle scuole, in cui appunto a seguire la proiezione il cast incontrerà il pubblico.
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In radio una canzone italiana su 3, c’è una proposta di legge della Lega
Firmata e depositata a Montecitorio dal presidente della Commissione Trasporti della Camera Alessandro Morelli
17 febbraio 201921:11
Le radio nazionali dovranno trasmettere più musica italiana. È questa la ratio della proposta di legge firmata e depositata a Montecitorio dal presidente della Commissione Trasporti della Camera Alessandro Morelli (Lega). Un provvedimento che fissa una “quota” per tutte le emittenti: il 33%. Cioè su tre canzoni trasmesse in radio una dovrà essere di un autore italiano. E di questo 33%, spiega il parlamentare, “il 10% dovrà essere dedicato ai giovani autori e alle piccole case discografiche”. Il testo non è ancora stato assegnato anche perché, come spiega Morelli, “si spera di raccogliere il maggior numero di firme tra i gruppi”. “Il sostegno alla musica italiana – afferma – deve essere il più trasversale possibile”.
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Melissa McCarthy vera falsaria da Oscar
Copia originale, candidato a 3 Academy Award, in sala dal 21/2
17 febbraio 201918:54
– Una storia alla quale Hollywood lavorava da anni: da un primo progetto con Nicole Holofcener come regista e Julianne Moore come protagonista, alla versione che si è riuscita a realizzare sempre con una coppia di donne: la cineasta Marielle Heller dietro la macchina da presa e Melissa McCarthy, qui alla migliore prova della sua carriera uscendo dai canoni delle commedie pure, per dare vita alla vera storia della brillante, misantropa e sorprendente scrittrice/falsaria Lee Israel (1939 – 2014), autrice negli anni ’90 di oltre 400 lettere false di personaggi come Marlene Dietrich, Louise Brooks, Noel Coward, Dorothy Parker. Ne è nato un gioiellino di cronaca, divertimento e satira sociale, ‘Copia originale’, candidato a 3 premi Oscar (per Melissa McCarthy come migliore attrice protagonista, Richard E.
Grant come miglior attore non protagonista e la migliore sceneggiatura non originale), in uscita il 21 febbraio con 20th Century Fox. [print-me title=”STAMPA”]
Colosseo, Pompei, Uffizi i più visitati nel 2018
Mibac, in totale oltre 55 mln visitatori, boom ingressi gratuiti
15 febbraio 2019 17:55
– Musei e siti archeologici statali sono stati visitati, nel 2018, da oltre 55 milioni di persone (55.504.372), con un aumento superiore ai 5 milioni rispetto all’anno solare 2017 (50.169.316). Lo annuncia il Mibac, spiegando l’incremento riguarda sia gli ingressi a pagamento, 24.938.547 nel 2018, 24.068.759 nel 2017, sia, in misura maggiore, gli ingressi gratuiti che passano da 26.100.557 del 2017 a 30.565.825 del 2018. Parallelamente sono aumentati gli incassi lordi, dai 193.915.765 euro del 2017 ai 229.360.234 del 2018 (+35.444.469 euro).
Per quanto riguarda i singoli ingressi il sito statale più visitato resta saldamente l’area Colosseo – Foro Romano – Palatino che fa segnare un +8,73% passando da 7.036.104 visitatori del 2017 a 7.650.519 del 2018. Al secondo posto Pompei, che aumenta del 7,78% passando da 3.383.415 ingressi a 3.646.585 del 2018. Terzi gli Uffizi con il Corridoio Vasariano che fanno registrare un leggerissimo decremento (-0,19%), calando da 2.235.328 a 2.231.071 visitatori. Tra i 30 siti più visitati nel 2018 il maggior incremento è stato dei Musei Reali di Torino (+27,82%), Palazzo Pitti a Firenze (+24,23%), le Grotte di Catullo e il museo archeologico di Sirmione (+18,83%) e il Giardino di Boboli a Firenze che risale la classifica fino ad essere il quinto sito più visitato in Italia con il suo +17,92%.
Nella classifica dei primi 30 siti più visitati in Italia 8 si trovano nel Lazio, 6 in Campania, 5 in Toscana, 4 in Lombardia, 3 in Piemonte, 2 in Veneto e uno ciascuno in Puglia e Friuli Venezia Giulia.
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Ritratto gentiluomo restaurato a CataniaFinanziato da Coop Alleanza 3.0,torna al Castello Ursino Catania
CATANIA15 febbraio 201918:22
– Sono terminati i lavori di restauro del ‘Ritratto di gentiluomo’, un olio su tavola della fine del Cinquecento attribuito a El Greco, esposto al museo civico Castello Ursino di Catania. Alla riconsegna dell’opera era presente anche l’assessore comunale alla Cultura, Barbara Mirabella. Il recupero dell’opera d’arte è stato finanziato grazie a Opera tua, il progetto di Coop Alleanza 3.0 che per il 2018 ha investito complessivamente 150mila euro. Il ‘Ritratto di gentiluomo’ è un olio su tavola della Collezione Benedettini datato 1570 circa e attribuito a Domenikos Theotokopoulos detto “El Greco”, una delle figure più importanti del tardo Rinascimento spagnolo. “Ringrazio Coop Alleanza 3.0 per questa encomiabile iniziativa – ha affermato l’assessore Mirabella.- che ha permesso di recuperare un dipinto tra i più rappresentativi e apprezzati della prestigiosa collezione del Castello Ursino: un’occasione in più per visitare il museo”.
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Berlino, premio Fipresci a ‘Dafne’Il film di Bondi con Carolina Raspanti era a Panorama
BERLINO15 febbraio 201918:25
– A ‘Dafne’ di Federico Bondi, passato nella sezione Panorama, va il Fipresci (il premio dei critici internazionali). È il primo riconoscimento per l’Italia in questa 69/a edizione del Festival di Berlino che si chiude il 16 febbraio con il palmares completo. Carolina Raspanti, una trentenne portatrice di sindrome di Down, è la protagonista assoluta di questo secondo lungometraggio di Bondi (Mar Nero, 2008) prodotto da Vivo film con Rai Cinema e in sala dal 21 marzo con il Luce.
Nel film Carolina è appunto Dafne, una trentenne che lavora e vive con tutta la sua esuberanza coi genitori: Luigi (Antonio Piovanelli) e Maria (Stefania Casini). Quando però la madre Maria muore, gli equilibri familiari vanno a pezzi. Il padre entra in depressione, tormentato, come è, dalla paura di lasciare sola la figlia alla sua morte. Ma sarà paradossalmente proprio Dafne a dargli la forza di andare avanti con il suo caratterino e le sue perentorie indicazioni come: “Papà non buttarti giù”.
Effetto Sanremo sulla hit parade con Irama, Ultimo e MahmoodDopo la vittoria ‘Soldi’ al top tra i singoli e record Spotify
15 febbraio 201920:21
Effetto Sanremo sulla classifica dei dischi più venduti della settimana. Tra gli album vola al primo posto Giovani per sempre di Irama, mentre Ultimo vanta due posizioni nella top ten (è al quarto posto con Peter Pan e al decimo con Pianeti, in attesa di Colpa delle favole, in arrivo ad aprile) e Mahmood entra direttamente al sesto posto con Gioventù bruciata.Il vincitore del festival festeggia però il primo posto nella classifica singoli con Soldi, il brano che ha trionfato all’Ariston e che batte ogni record su Spotify: la canzone è il singolo italiano più suonato di sempre, sia nell’arco di 24 ore in ambito global (11 febbraio – 1.676.481 stream) che nell’arco di una settimana di rilevamento (8.223.614 stream) da venerdì 8 febbraio a giovedì 14 febbraio). Totalizzando ad oggi oltre 9 milioni di stream, Soldi vola nella classifica Top 50 Italia di Spotify e si conferma da giorni tra i brani più ascoltati al mondo nella Top100 Global di Spotify.Tra gli album da segnalare la new entry Ariana Grande, al secondo posto con l’ultima fatica Thank U, Next, mentre riprendono quota – complice sempre Sanremo che li ha visti ospiti – Marco Mengoni con Atlantico e Giorgia con Pop Heart. Tra i singoli, dietro Mahmood troviamo Ultimo con I tuoi particolari, poi Irama con La ragazza con il cuore di latta, Achille Lauro con Rolls Royce e la coppia Shade-Federica Carta con Senza farlo apposta. Voci da festival anche tra i vinili: dietro gli inossidabili Queen con Bohemian Rhapsody, ecco The Zen Circus, Patty Pravo, Ex-Otago e la compilation di Sanremo.Ecco la top ten Fimi/Gfk degli album più venduti della settimana dall’8 al 14 febbraio 2019:1) GIOVANI PER SEMPRE, IRAMA (WARNER BROS-WMI)2) THANK U, NEXT, ARIANA GRANDE (ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)3) PARANOIA AIRLINES, FEDEZ (EPIC-SONY)4) PETER PAN, ULTIMO (HONIRO-BELIEVE DISTRIBUTION SERVICES)5) BOHEMIAN RHAPSODY (O.S.T.), QUEEN (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)6) GIOVENTU’ BRUCIATA, MAHMMOD (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)7) PLAYLIST, SALMO (EPIC-SONY)8) ATLANTICO, MARCO MENGONI (RCA RECORDS LABEL-SONY)9) POP HEART, GIORGIA (MICROPHONICA SRL-SONY)10)PLATINUM COLLECTION, QUEEN (USM-UNIVERSAL MUSIC)Questa è la classifica dei singoli digitali più venduti:1) SOLDI, MAHMOOD (ISLAND-UNI)2) I TUOI PARTICOLARI, ULTIMO (HONIRO-BELIEVE DISTRIBUTION SERVICES)3) LA RAGAZZA CON IL CUORE DI LATTA, IRAMA (WARNER BROS-W,I)4) ROLLS ROYCE, ACHILLE LAURO (EPIC-SME)5) SENZA FARLO APPOSTA, SHADE E FEDERICA CARTA (ATLANTIC/ISLAND-WMI)Questa, infine, la classifica dei vinili:1) BOHEMIAN RHAPSODY, QUEEN (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)2) VIVI SI MUORE 1999-2019, THE ZEN CIRCUS (WOODWORM-ARTIST FIRST)3) RED, PATTY PRAVO (MUSEO DEI SOGNATORI-BELIEVE DISTRIBUTION SERVICES)4) COROCHINATO, EX-OTAGO (POLYDOR-UNIVERSAL MUSIC)5) SANREMO 2019, ARTISTI VARI (WM ITALY-WMI)
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Addio a Bruno Ganz, magistrale Hitler del film ‘La Caduta’Aveva 77 anni. Tra le sue pellicole più famose ‘Il Cielo sopra Berlino’ e ‘Pane e Tulipani’, magistrale la sua interpretazione di Hitler nel film ‘La Caduta’
16 febbraio 201919:44
L’attore svizzero Bruno Ganz è morto a Zurigo a 77 anni. Con lui se ne va un grandissimo attore di cinema e teatro, molto amato dal pubblico internazionale e riconosciuto dalla critica di settore. Indimenticabile la sua interpretazione del dittatore Adolf Hitler ne “La caduta”, 2004.LA SCENA FINALE DEL FILMSotto la regia di Wim Wenders si ricordano “L’amico americano” 1977 e “Il cielo sopra Berlino” 1987.
Ha lavorato inoltre sui set di registi come Eric Rohmer, Volker Schloendorff e Werner Herzog.
Ganz va ricordato anche come interprete teatrale (con lavori fra l’altro di Goethe e Brecht). Era figlio di un operaio svizzero e di una mamma italiana.
Eccolo in ‘Pane e Tulipani’ al fianco di Licia Maglietta.
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La Paranza dei bambini, tra violenza e gioco
Saviano, ormai solo la camorra crede ai giovani
BERLINO16 febbraio 201912:44
– Per Francesco Di Napoli (Nicola), Artem Tkachuk (Tyson), Alfredo Turitto (Biscottino), Ciro Vecchione (O’Russ), Ciro Pellecchia (Lollipop) e Mattia Piano Del Balzo (Briatò) la vita è adesso, una vita accelerata, fatta di tanti soldi, pistole vere con le quali giocare e droga, altrettanto vera, da vendere nel rione Sanità di Napoli.
Hanno quindici anni e non si aspettano neppure di vivere a lungo questi straordinari protagonisti de ‘La paranza dei bambini’ di Claudio Giovannesi, unico italiano in concorso alla 69/a edizione del Festival di Berlino e film tratto dall’omonimo libro di Roberto Saviano che ne è anche sceneggiatore insieme allo stesso regista e Maurizio Braucci, in sala dal 13 febbraio.
Nel cast tutti ragazzi dei quartieri di Napoli del tutto esordienti tra cui spicca Francesco Di Napoli che interpreta il ruolo di Nicola, quello che diventerà il boss di questa banda di cosiddetti ‘paranzini’. Che miti hanno questi sedicenni? Il Rolex (meglio se è d’oro perché fa proprio boss), i vestiti firmati (le sneakers su tutto) e anche poi avere una casa da vero camorrista con tanto di finto contrabbasso bianco come mobile bar. Divisi tra il sogno di fare i soldi in fretta e le crostatine materne, il destino li porterà ad abbracciare quel crimine che nei loro quartieri vuol dire solo una cosa: non essere più dei fessi.
“Non volevo fare lo spin-off di Gomorra – dice il regista di Fiore -, ma piuttosto parlare della perdita dell’innocenza. Non volevo neppure fare un film su Napoli o fare della semplice sociologia. Il tutto è invece costruito sul binomio gioco e guerra, non a caso il film inizia con il furto di un albero di Natale, solo che questi ragazzini entrano alla fine in un gioco dal quale non si può più tornare indietro. Insomma – conclude – volevo fare un film dal punto di vista degli adolescenti senza giudicare troppo”.
Tante le suggestioni che arrivano da Saviano. “La camorra – dice – è l’unica struttura che accetta dei giovanissimi ai vertici. Eppure per questi ‘paranzini’, ragazzini criminali diventati comuni in tanti paesi del mondo (dall’Albania al Brasile), c’è un’aspettativa di vita pari a quella nel Medioevo, ma questo sembra non essere un problema”.
I desideri di questi ragazzi aggiunge “non sono più quelli del ghetto, ma sono gli stessi di tanti ragazzi delle metropoli europee solo che per loro c’è una lampada di Aladino che è la pistola”.
Anche i genitori che si vedono in questo film, che potrebbe aspirare a tutto diritto ad entrare nel Palmares di questa edizione di Berlino, tra l’altro molto sottotono, ” non sono affatto autorevoli. Sono quelli che cedono la loro stanza ai figli quando diventano ‘paranzini’ e anche le stesse banche, va detto, alle famiglie con dei ragazzi legati alla criminalità concedono più facilmente un mutuo”.
Infine una pillola di saggezza sull’amore: “I mafiosi considerano l’amore, una cosa da femminielli – dice Saviano -.
Loro pensano che devi sposare chi non si ama troppo perché l’amore passa, ma la famiglia no”.
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Successo a Bologna per Salome di Strauss
L’opera con la guida musicale di Juarj Valcuha
BOLOGNA16 febbraio 201915:48
– Successo pieno al Teatro Comunale di Bologna per ‘Salome’, l’opera di Richard Strauss che ha avuto in Juarj Valcuha una straordinaria guida musicale, tesa ad esaltare l’immensa partitura del compositore tedesco, senza mai mortificare le voci. Ben assecondato da un’orchestra in stato di grazia per la quale sarebbe una benedizione averlo come direttore stabile dopo l’addio di Michele Mariotti. Lo spettacolo, ripreso dalla stagione 2000, con la regia di Gabriele Lavia e le scene di Alessandro Camera, profuma ancora di freschezza con la sua struttura marmorea a terrazzi e col rosso del sangue a dominare il tutto. Il profeta Jochanaan prima ingabbiato, poi decapitato e appeso per i piedi, mentre l’enorme testa del Battista appare dal pavimento squarciato con Salome posata sulle sue labbra a declamare lo splendido monologo finale.
‘Germogli’, a Napoli mostra-laboratorioGaeta,apertura a società. Gagliardi, far emergere l”invisibile’
NAPOLI16 febbraio 201915:59
– “La contaminazione è l’arte. Questa mostra a Napoli si inserisce pienamente nel solco della comprensione, nell’attuazione della cosiddetta ‘terza missione’ di apertura alla società; un vero laboratorio cioè luogo in cui più persone collaborano”. Così Giuseppe Gaeta, direttore dell’Accademia di Belle Arti, nell’inaugurazione della mostra ‘Germogli’ (fino all’8 marzo), rassegna di video e film sperimentali realizzati da giovani artisti cinesi, a cura di Rosario Scarpato e Chen Zhuo, in collaborazione con l’Istituto Confucio. L’allestimento è di Enzo Gagliardi che spiega: “Lo scenografo non è un’artista, ma un operatore al quale viene raccontata una storia ed egli crea un habitat ad hoc. Vi sono elementi che richiamano la cultura cinese, oltre agli ideogrammi, come il color prugna, il legno che richiama il bambù o anche i monitor intesi come espressione dell’arte moderna”.
“L’importante – aggiunge Gagliardi – è far venir fuori l”invisibile’, la parte intima dei ragazzi dell’Accademia, coinvolgendoli”.
Le orme, Sulle ali di un sogno pre-orderEsce il 15 marzo con partecipazione di Michielin, Cross, Lasorla
16 febbraio 201917:04
– E’ disponibile in pre-order il nuovo album de Le orme, “Sulle ali di un sogno” (Sony Music – Legacy Recordings) in uscita il 15 marzo. Composto da 11 tracce, l’album è un viaggio musicale attraverso alcune delle più belle canzoni della storica band, rivisitate da collaborazioni con Francesca Michielin (voce in “Gioco Di Bimba”), con l’ex King Crimson David Cross (che suona il violino in ben sei brani) e con il tenore finlandese Eero Lasorla. All’interno dell’album, sono presenti anche due tracce inedite: “La danza di primavera” e “Un altro cielo”. Il disco sarà disponibile in cd e su vinile (questo in versione limitata a 999 pezzi) oltre che in formato digitale sulle piattaforme streaming.
Registrato nelle colline venete di Bassano Del Grappa, l’album nasce dall’idea di celebrare Michi Dei Rossi, batterista storico de Le Orme che quest’anno festeggia il 70/o compleanno e che ha selezionato le canzoni più rappresentative di una band che in oltre 50 anni ha fatto la storia del rock progressive italiano.
Zalone, nuovo film Tolo Tolo esce 25/12Il produttore Valsecchi, lavoro della piena maturità artistica
16 febbraio 201918:05
– Il nuovo film di Checco Zalone, girato in Africa, si intitola Tolo Tolo e uscirà il 25 dicembre 2019. Lo annuncia il produttore, Pietro Valsecchi, sottolineando che per il recordman degli incassi italiani “è il film della piena maturità artistica” e che Zalone “ha lavorato per più di un anno a questo grande progetto e per la prima volta ne è anche il regista”. “Tutti i grandi scrittori ma anche i semplici viaggiatori e turisti, dicono che una volta vista l’Africa ti rimane dentro e alla fine, prima o poi, ci si ritorna: lo chiamano Mal d’Africa. Lo stesso capita a tutti gli spettatori – dice Valsecchi – che in questi dieci anni hanno amato i film di Zalone: attendono da tre anni il suo nuovo film e soffrono un po’ di mal di Zalone. Ora Checco è venuto proprio in Africa per girare il suo nuovo film che finalmente ha battuto il primo ciak. E’ il film della piena maturità artistica, ha lavorato per più di un anno a questo grande progetto e per la prima volta ne è anche il regista”.
La, Italia omaggia Bertolucci e TavianiSerata inaugurale con due icone, Andy Garcia e Franco Nero
LOS ANGELES16 febbraio 201919:07
– LOS ANGELES
– Bernardo Bertolucci e Paolo e Vittorio Taviani, maestri del cinema italiano saranno celebrati a Hollywood in occasione del 14/o “Los Angeles, Italia – Film Fashion & Art Festival”, appuntamento in programma al Tcl Chinese Theatres, alla vigilia degli Oscar.
Aprirà domani 17 febbraio, una proiezione speciale del film dei Taviani “La masseria delle allodole” presentata da Alessandro Preziosi. Si concluderà sabato 23 febbraio con “Ultimo tango a Parigi” di Bertolucci con Marlon Brando e Maria Schneider.
La serata inaugurale punterà su due icone del cinema mondiale, Andy Garcia e Franco Nero, entrambi premiati con il L.A., Italia Legend Award. La stessa sera il 14/o festival presieduto dall’ex ceo dell’Accademia Televisiva Americana Hayma Washington a fianco di Maria Grazia Cucinotta e di Iginio Straffi (fondatore della Rainbow e ideatore delle Winx) premierà Michael Imperioli e Joe Pantoliano protagonisti de “I Soprano” (per celebrare il 20/o della serie HBO) e l’autrice musicale Diane Warren.
Al via su Canale5 serie tv “Non mentire”Da domenica 17 febbraio, con Alessandro Preziosi e Greta Scarano
16 febbraio 201919:42
– Comincerà domani 17 febbraio in prima serata su Canale5, la nuova serie tv che vede protagonisti Alessandro Preziosi e Greta Scarano, “Non Mentire”, sei puntate in tre appuntamenti. La fiction, prodotta da Indigo Film e diretta da Gianluca Maria Tavarelli, vanta nel cast anche Fiorenza Pieri, Paolo Briguglia, Claudia Potenza, Duccio Camerini, Simone Colombari e Matteo Martari.
La storia, un thriller psicologico si svolge a Torino tra sontuosi edifici barocchi, caffetterie e grandi viali. Laura (Greta Scarano), amata insegnate di un liceo di Torino ha appena concluso la sua relazione con Tommaso (Matteo Martari), quando Andrea (Alessandro Preziosi), stimato chirurgo padre di uno dei suoi studenti, le chiede di uscire. La serata tra i due scorre in modo piacevole, tra loro c’è attrazione. Sembrerebbe un appuntamento perfetto eppure Laura e Andrea non immaginano quanto questo incontro cambierà le loro vite e le terribili conseguenze che avrà sulle loro famiglie.
La mattina dopo, infatti, se Andrea rivela sorridente al suo amico Nicola (Simone Colombari) che spera di rivedere presto Laura, lei si risveglia confusa, frastornata e con uno sguardo perso nel vuoto. Visibilmente stordita e in stato di shock, la donna confessa alla sorella di essere stata violentata. Poco dopo denuncia Andrea per stupro. Non ci sono prove, solo le due testimonianze a confronto. Andrea non nega la relazione della notte precedente ma afferma con insistenza che è stato un rapporto consensuale. Entrambi sembrano sconvolti e in buona fede. Spetta alla polizia scoprire la verità.
A condurre le indagini due poliziotti, Roberto (Duccio Camerini) e Vanessa (Claudia Potenza) che cercheranno di venire a capo di quella che sembra un’accusa senza prove.
Berlino: a Bova e Milo il Premio BaccoManifestazione di Mannozzi arrivata alla 27/ma edizione
BERLINO16 febbraio 201919:36
– Raoul Bova, accompagnato dalla moglie Rocío Muñoz Morales, e Sandra Milo hanno ricevuto ieri sera il premio Bacco che viene assegnato ogni anno dai critici e inviati italiani presenti alla Berlinale. Una tradizione che viene da lontano, siamo alla 27/ma edizione, a margine di quei premi ufficiali della manifestazione berlinese ma che, anno dopo anno, ha trovato una sua identità. I tanti italiani che vivono a Berlino non mancano mai a questo appuntamento mondano, ovvero a ‘La notte delle stelle’, che consiste, oltre che nella consegna dei premi ad attori italiani e locali, in una ricca cena di gala accompagnata da uno spettacolo con musiche, balletti e gag.
Si aggiungono poi, sul ballatoio che circonda l’enorme sala del ricevimento, stand che promuovono le eccellenze italiane a Berlino: dalla grappa alla porchetta, dai cannoli fino alla pasta, formaggi e prosecco.
Ideatore di tutto e presidente onorario del premio il dinamico Massimo Mannozzi che non manca mai di rinnovare la tradizione.
Berlino, premio a La paranza dei bambiniSaviano, dedico questo premio alle Ong del Mediterraneo
BERLINO16 febbraio 201920:36
– Il premio per la miglior sceneggiatura della 69/a edizione del Festival di Berlino è andato a La Paranza dei bambini, film di Claudio Giovannesi, tratto dal libro omonimo di Roberto Saviano, che ne è anche sceneggiatore insieme allo stesso regista e Maurizio Braucci.
“Dedico questo premio alle Ong che salvano le vite nel Mediterraneo”, ha detto Saviano alla cerimonia di premiazione del Festival, che ha aggiunto: “Raccontare la verità nel nostro Paese è diventato molto complicato”.
Berlino: Orso d’oro a SynonymesPremio Giuria a Grace a Dieu, miglior regia I was at home, but
BERLINO16 febbraio 201920:44
– L’Orso d’Oro della 69/a edizione del Festival di Berlino è andato al film Synonymes di Nadav Lapid. Il premio della Giuria è andato a Grace a Dieu di Francois Ozon. Il premio per la miglior regia è andato a Angela Schanelec per il film serbo-tedesco I was at home, but.
Il premio per la miglior attrice è andato a Yong Mei per l’interpretazione in So Long, My Son. Miglior attore Wang Jingchun per lo stesso film. Il premio Alfred Bauer, al film più innovativo, è stato assegnato a System Crasher di Nora Fingscheidt. [print-me title=”STAMPA”]
Pompei, dopo Leda affiora Narciso
Un nuovo affresco nella stessa domus. Si potrà visitare in loco 14 FEBBRAIO 2019 09:38
Il corpo statuario languidamente adagiato ai bordi dell’acqua, il volto proteso verso l’azzurro del piccolo stagno. Mentre l’amorino accanto a lui sta per scoccare la freccia che gli sarà fatale e il cane gli tira la veste, nell’inutile tentativo di richiamarlo alla caccia. Dopo la strepitosa Leda con il Cigno venuta alla luce qualche mese fa, è un grande affresco con la figura di un Narciso l’ultima sorpresa dei nuovi scavi di Pompei. Un’opera “di grande interesse” e “con un forte richiamo erotico”, sottolinea Massimo Osanna, direttore dello scavo nel Parco oggi guidato ad interim da Alfonsina Russo. Ma proprio come la Leda, “di ottima fattura”, tanto che “potrebbe essere opera dello stesso pittore dei vip”. La casa d’altronde era la stessa. Una grande domus ricca e alla moda affacciata su Via del Vesuvio, nella regio V dell’antica colonia romana, con decorazioni à la page e riferimenti ai miti come si conveniva alla dimora di una persona almeno economicamente molto su. E un’insistenza particolare sul tema dell’eros.Incorniciato da una raffinata parete di un color ocra dorato, l’affresco del Narciso doveva essere il pezzo forte del grande atrio di quella casa, la cui entrata (fauces) era segnata da un Priapo con un grande fallo, augurio di fertilità. Un atrio imponente, con le pareti dipinte nei due classici colori pompeiani, il porpora e appunto l’ocra a contrasto con l’alto zoccolo nero, il tutto arricchito da trompe l’oeil architettonici e da leziosi amorini, gli ‘eroti’ della cultura greca, disseminati qua e là a suggerire, ancora una volta l’argomento erotico. Un grande atrio che rimarrà così, portato alla luce e restaurato solo in parte, precisa l’archeologo, perché lo scavo di quella casa purtroppo non rientra nei piani del Grande Progetto Pompei. “Già questo ulteriore tassello di lavori – spiega- è stato deciso in via eccezionale dopo il ritrovamento dell’affresco con Leda e il cigno proprio per permetterci di portare alla luce nella sua interezza almeno l’intera stanza da letto con Leda e renderla visitabile”. Il ritrovamento del Narciso è stato quindi un ulteriore inaspettato regalo che aggiungerà meraviglia a meraviglia per i turisti quando fra qualche tempo anche questa domus verrà inserita nei percorsi di visita della millenaria cittadina. Peccato solo che la grande quantità di materiale piroplastico che con la furia dell’eruzione ha riempito quell’ambiente della dimora, abbia alla fine quasi cancellato il volto del giovane Narciso, di cui oggi possiamo apprezzare il corpo statuario ma non più cogliere lo sguardo, ragiona Osanna facendo notare il raffinato sfondo con l’ambientazione idillica e paesaggistica del quadro. Tant’è, la stanza da letto con l’affresco di Leda e il cigno, che ora è stata tirata fuori e ripulita in tutto il suo splendore, si trova proprio dietro questa parete con il Narciso.”Si affacciava sull’atrio, per questo viene da pensare che la decorazione di questo ambiente fosse una sorta di introduzione al cubicolo di Leda”, fa notare Osanna. L’impressione, commenta, è che tutti questi ambienti “fossero decorati con un inno alla vita e alla gioia”. Qualche altra cosa di questa famiglia e di queste vite raccontano i tanti oggetti di uso quotidiano che gli archeologi hanno ritrovato nel sottoscala dell’abitazione, brocche, anfore, tanti oggetti di cucina, persino un imbuto in ferro. Peccato, davvero, che il proprietario di tanta magnificenza non abbia ancora un nome. L’ipotesi più probabile, argomenta Osanna, è quella di “un ricco commerciante, forse anche un ex liberto ansioso di elevare il suo status sociale con il riferimento a miti della cultura più alta”. Di più non è detto che si riesca a sapere. “Non per ora, almeno, visto che gli scavi qui non potranno proseguire”. Un mistero da risolvere, come tanti altri a Pompei, che verrà lasciato alle generazioni future.
Tin Star, redenzione per Tim RothIl venerdì su Sky Atlantic la seconda stagione
14 febbraio 201912:13
– Nel freddo paesaggio di Little Big Bear, cittadina incorniciata nelle Montagne Rocciose canadesi, continua la lotta del detective Jim Worth contro i suoi demoni e contro il suo inquietante e fuori controllo alter ego. Tutto quello che ama rischia ora di andare perduto nei nuovi episodi di Tin Star, produzione originale Sky creata da Rowan Joffé (The American, Before I Go to Sleep) che dopo il successo della prima stagione (è stata una delle serie più viste nel 2017) torna su Sky Atlantic venerdì 15febbraio alle 21.15 e sarà disponibile su Sky On Demand (anche in 4K HDR per i clienti Sky Q). Su Sky Box Sets è possibile recuperare tutti gli episodi già andati in onda. La storia riprende esattamente dal cliffhanger della prima stagione, con la neve che ricopre le Montagne Rocciose sporca del sangue di Jim (Tim Roth), ferito dalla figlia Anna (Abigail Laurie) in un vortice di rabbia dopo che il detective aveva consumato la sua vendetta colpendo il giovane Whitey.
Malore per Gino Paoli, rinviato concerto AostaAccompagnato in pronto soccorso a Genova e poi dimesso
STA14 febbraio 201912:32
A causa di un malore è “saltato” il concerto di Gino Paoli in programma questa sera ad Aosta nell’ambito della Saison culturelle. Il cantautore – secondo quanto si è appreso – è stato accompagnato in pronto soccorso a Genova in mattinata ed è stato dimesso dopo poche ore al termine dei controlli. Lo spettacolo aostano – assieme a Danilo Rea – doveva essere un omaggio alla memoria di Charles Aznavour e verrà recuperato il 26 febbraio.
Ryan Adams, su NyT 7 donne lo accusanoAnche una minorenne. Artista nega
14 febbraio 201913:11
– Sette donne hanno accusato di molestie il musicista americano Ryan Adams. Un articolo del New York Times descrive l’artista in termini di bugiardo manipolatore, includendo accuse di abusi psicologici da parte della ex moglie, Mandy Moore. Un’altra donna dice che Adams le ha spedito messaggi esplicitamente sessuali e video durante una conversazione skype quando era una ragazzina. La star, famosa nei primi anni 2000, ha negato le accuse e sui social ha scritto “Non sono un uomo perfetto e ho fatto diversi errori, chiunque pensi di aver ricevuto del male, comunque involontariamente, da me ha le mie scuse profonde e senza riserve, ma il ritratto che viene fuori da questo articolo è sconvolgentemente impreciso.
Alcuni dettagli travisati, altri esagerati, altri ancora completamente falsi. Non avrei mai avuto relazioni inappropriate con qualcuno sapendo che fosse minorenne”.
“Uomini di pietra” nella chiesa rupestreFirmata intesa fra il Comune di Matera e la Rete sarda dei Musei
MATERA14 febbraio 201914:56
– Con l’obiettivo di ospitare a Matera, nel complesso cenobitico rupestre di Madonna delle Vergini, la mostra internazionale di scultura “Dialoghi con Uomini di Pietra”, è stata firmata nella Capitale europea della cultura del 2019 un’intesa fra il Comune e la Rete sarda dei musei e dei luoghi delle statue Menhir.
L’accordo riguarda anche la Regione Basilicata, il Parco della Murgia e il centro studi “Trabaci”. Il tema della mostra è in sintonia con l’area scelta per l’esposizione, che “rappresenta uno dei primi siti di insediamento umano nel territorio di Matera, con testimonianze del Paleolitico (Grotta dei Pipistrelli) e del Neolitico (Murgecchia, Murgia Timone, Trasanello e Cristo La Selva)”.
Saviano al Festival film e diritti umaniIn programma a Ginevra dall’8 al 17 marzo
GINEVRA14 febbraio 201915:06
– Lo scrittore Roberto Saviano è tra gli ospiti attesi a Ginevra in occasione della 17/a edizione del Festival del film e forum internazionale sui diritti umani (Fifdh), in programma dall’8 al 17 marzo.
Saviano – hanno annunciato gli organizzatori della manifestazione – parteciperà ad un incontro con il pubblico il 15 marzo in occasione della proiezione del film La Paranza dei bambini, la pellicola firmata da Claudio Giovannesi tratta dall’omonimo romanzo dello scrittore italiano.
L’Fifdh è diventato con gi anni il più grande evento mondiale dedicato al cinema e ai diritti umani ed oltre a Saviano circa 300 ospiti sono attesi per le proiezioni ed i dibattiti in programma. Tra questi, gli attori Forest Whitaker e Assa Maga, l’artista Ai Weiwei, gli scrittori Leila Slimani, Laurent Gaude e Uzodinma Iweala, i registi Rithy Panh, Petra Costa, Amos Gitai e Fernando Perez Valdes, il creatore del web Tim Berners-Lee, il sociologo Saskia Sassen e l’attivista siriana Sarah Mardini.
Ritratti di poesia, maratona di 10 oreA Roma 10 ore di incontri, letture, idee, versi e voci
14 febbraio 201915:19
– Una maratona di 10 ore, tra incontri, confronti, letture, idee, versi e voci, per celebrare un’arte pura e nobile, ma spesso dimenticata, quella poetica: è la rassegna “Ritratti di Poesia”, che il 15 febbraio si svolgerà a Roma presso la Sala del Tempio di Adriano dalle 9.30 alle 19.30. La XIII edizione della manifestazione, promossa dalla Fondazione Cultura e Arte, emanazione della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, anche quest’anno sarà improntata alla valorizzazione della poesia, indagando il rapporto di quest’arte con le altre espressioni del genio umano (musica, scienza, medicina). Nata nel 2006 da un’idea di Emmanuele Francesco Maria Emanuele, Presidente della Fondazione Terzo Pilastro, e a cura di Vincenzo Mascolo, la rassegna sarà aperta come da tradizione dall’incontro con i ragazzi delle scuole, nello spazio “Caro poeta”. Seguiranno poi dibattiti con poeti, artisti e compositori, oltre a presentazioni di libri. A ricevere per l’ambito nazionale quest’anno il Premio Fondazione Terzo Pilastro – Ritratti di Poesia sarà Corrado Calabrò, giurista, scrittore e poeta. Per quanto concerne il contesto internazionale, sarà invece premiata nella sessione pomeridiana la poetessa sudafricana Ingrid de Kok, una delle voci più importanti del suo Paese.
San Valentino, torna #ILoveAuditoriumUna visita speciale per innamorarsi del Parco della musica
14 febbraio 201916:00
– Ritorna per il quarto anno consecutivo l’appuntamento targato Fondazione Musica per Roma #ILoveAuditorium, una visita guidata speciale e gratuita nel giorno degli innamorati del Parco della Musica per condividere sui social network foto ed emozioni di una serata nel complesso multifunzionale progettato da Renzo Piano. Un’iniziativa originale della Fondazione nel giorno degli innamorati per aprire le porte del tempio della musica romana alla città e condividere e far scoprire il “dietro le quinte” e le curiosità spesso sconosciute al pubblico di questa grande “fabbrica della cultura”. L’appuntamento alle 18.00 sarà aperto a tutti i visitatori che si sono iscritti nei giorni scorsi tramite i social della Fondazione.
Free climber star Alex Honnold a Oscarin gara docu Free Solo. Esce 19/2 poi su National Geographic
MA14 febbraio 201916:05
– Scalare senza protezioni El Capitan “è come gareggiare alle Olimpiadi per la Medaglia d’oro, solo che se fallisci, muori”. E’ fra le riflessioni della star dei free climber Alex Honnold, sull’impresa che è riuscito a realizzare il 3 giugno 2017: essere il primo a scalare in free solo (senza corde di sicurezza) la maestosa e rischiosissima parete di granito di quasi 1000 metri di El capitan nel Parco Nazionale di Yosemite negli Usa. Un sogno che prende forma, unendo immagini spettacolari a un ritratto sfaccettato, tra sport e vita, di Honnold, di fronte alle cineprese di Free Solo, film non fiction diretto dalla documentarista E. Chai Vasarhelyi con il marito, fotografo di fama mondiale e alpinista Jimmy Chin.
Il documentario in gara per gli Oscar, già vincitore di vari premi tra i quali il Bafta, sarà nelle sale dal 19 febbraio e in onda il 2 aprile in prima serata su National Geographic, che l’ha coprodotto.
Prada arruola Gates e DuVernayMaison era stata accusata di razzismo per disegni collezione
15 febbraio 201916:32
– Prada arruola due artisti afroamericani, l’attivista Theaster Gates e la regista Ava DuVernay, che co-presiederanno il Consiglio consultivo Diversity and Inclusion. L’organismo orienterà la casa di Moda nello sviluppo di talenti e ampliamento delle opportunità per gli studenti afroamericani nella moda. Di fatto è la risposta della Maison all’accusa di razzismo ‘blackface’ che aveva colpito la collezione Pradamalia del 2018, i cui disegni di scimmie con grandi labbra rosse erano state paragonate a caricature offensive per le persone di colore. Il Consiglio, spiega Prada, includerà le voci di esperti accademici e di istituzioni sociali di alto livello. “Prada si impegna a coltivare, reclutare e mantenere diversi talenti per contribuire a tutti i reparti dell’azienda” ha spiegato Miuccia Prada, ad e direttore creativo.
Marc Jacobs, il ritorno della TurlingtonL’ultimo show della super top negli anni ’90
14 febbraio 201916:25
– Come da copione Mark Jacobs ha chiuso il capitolo sfilate a New York con un finale a sorpresa che ha portato in passerella dopo oltre vent’anni la super model Christy Turlington. Con precisione svizzera, dopo il ritardo di circa un’ora e mezza della scorsa stagione, Jacobs ha dato il via al suo show all’Armory di Park Avenue alle 18 in punto ora locale.
Nel buio i riflettori si sono accesi prima su un quartetto d’archi dell’American Contemporary Music Ensemble che, intonando Aheym’ di Bryce Dessner, ha accompagnato il passo delle modelle.
Uscivano anche loro al buio e poi venivano illuminate solo al momento di toccare la passerella. Ultima la splendida Turlington, 50 anni appena compiuti, che con indosso un voluminoso vestito fatto di piume nere ha riportato indietro il ricordo a quando sulle passerelle dominavano modelle-personaggio come Linda Evangelista, Naomi Campbell, Claudia Schiffer, Elle Macpherson e appunto lei, Christy Turlington.
A Gam Torino nuovo allestimento ’60-’80’Pittura spazio cultura’, opere da depositi e neo acquisizioni
TORINO14 febbraio 201916:51
– La Gam di Torino ha intrapreso un importante percorso per valorizzare la sua ricca collezione, comprese le preziose opere da anni custodite nei depositi nonché le opere recentemente acquisite per la Fondazione Torino Musei dalla Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea Crt.
Il primo appuntamento, di durata biennale, è il nuovo allestimento di opere di artisti italiani dal 1960 al 1980, ‘Pittura Spazio Cultura’, inaugurato nel seminterrato.
Un innovativo allestimento realizzato dalla curatrice della Gam, Elena Volpato, presentato dal presidente della Fondazione Torino Musei, Maurizio Cibrario e dall’assessora alla Cultura della Città di Torino, Francesca Leon che ha sottolineato che “con questa mostra la Gam ribadisce il suo ruolo di promotore e divulgatore dell’arte contemporanea”. In mostra opere di Giovanni Anselmo, Paolo Icaro, Salvo, Luigi Ontani, Giulio Paolini, Franco Guerzoni, Mario Merz, Claudio Parmiggiani, Luciano Fabro, Marco Gastini, Giorgio Griffa, Eliseo Mattiacci.
Musei, 20 ingressi gratis ogni anno6 domeniche, 1 settimana in bassa stagione più 8 giorni a scelta
14 febbraio 201917:03
– “I giorni di gratuità nei musei e nei siti archeologici del Mibac aumentano da 12 a 20 per ogni anno solare”. Lo ricorda il ministro Bonisoli annunciando la pubblicazione del provvedimento in Gazzetta Ufficiale. “Il decreto, che entrerà in vigore il prossimo 28 febbraio, prevede la conservazione delle prime domeniche di ogni mese da ottobre a marzo, una settimana di ingressi gratuiti che cambierà ogni anno, e che per il 2019 cadrà dal 5 al 10 marzo, e altre otto giornate a disposizione dei singoli direttori che potranno modularle come vorranno nell’arco dell’anno, anche aumentando il numero di giorni, limitando l’ingresso senza biglietto ad alcune fasce orarie fino al raggiungimento di una misura complessiva di otto giornate”.
Come prevede il regolamento già in vigore, il decreto “conserva le gratuità per tutti i minorenni e per alcune tipologie di studenti e docenti, oltre che per categorie già protette in passato come i portatori di handicap. Inoltre, “a meno che non si sia in possesso del requisito per la gratuità, riduce ulteriormente il biglietto ai giovani dai 18 ai 25 anni che pagheranno sempre e soltanto due euro”. Il 26 febbraio, a Roma, il ministro Bonisoli presenterà la campagna di comunicazione dell’iniziativa.
Musei: D’Alessandro (Pd), M5S vuole limitare quelli gratis
14 febbraio 201917:16
– “I Cinque Stelle sono nemici della cultura. Non si spiega altrimenti l’atteggiamento di un partito che ha preso i voti e ha costruito la sua identità sulla retorica del reddito di cittadinanza nei confronti dei più poveri, e poi colpisce proprio i più poveri che magari non possono permettersi, per problemi economici, l’ingresso ad un museo o ad una mostra”. Lo afferma il deputato del Pd Camillo D’Alessandro. “La scelta di ridurre le aperture domenicali, importante ed apprezzata novità introdotta dai governi a guida Pd, è rivelatrice del progetto politico del M5s: calpestare la cultura, evitare che il popolo possa accrescere i propri interessi. I cittadini consapevoli sono i principali nemici della narrazione pauperista e oscurantista dei Cinque Stelle”, conclude.
A Napoli i sogni d’amore di ChagallAlla Basilica della Pietrasanta, 150 opere fino al 30 giugno
NAPOLI14 febbraio 201917:51
– C’è anche una ‘dream room’ dove le opere di Chagall avvolgono il visitatore dando vita ad immagini oniriche su misura per le suggestioni di ‘Un sogno d’amore’: si apre il 15 febbraio alla Basilica della Pietrasanta – Lapis Museum di Napoli un’originale mostra che in 150 opere racconta la vita, il percorso e in particolare il sentimento del grande artista russo per la sua sempre amatissima moglie Bella. Tra dipinti, disegni, acquerelli e incisioni, anche un nucleo di opere rare provenienti da collezioni private e quindi di difficile accesso per il grande pubblico.
Curata da Dolores Duràn Ucar, è un viaggio nel mondo ricco di stupore e meraviglia di Chagall (1887-1985), dai ricordi d’infanzia intrisi nella tradizione russa alle fiabe, tra poesia, religione e guerra, in un universo di sogni dai colori vivaci, di sfumature intense che danno vita a paesaggi e personaggi fantasiosi, sempre al confine tra realtà e sogno. La mostra, che resterà aperta fino al 30 giugno, si divide in cinque sezioni.
Altaroma porta Showcase a sfilate LondraSelezionati con Ice 11 marchi in mostra dal 15 al 19 febbraio
14 febbraio 201918:01
– Sono undici i brand dei giovani talenti di Showcase, l’iniziativa ideata da Altaroma, che volano alla London Fashion Week Designer Showroom The Store X, 180 Strand, grazie alla collaborazione tra Altaroma e Ice.
I marchi A-Lab Milano, Asciari, Caterina Moro, Delirius Eyewear, Edithmarcel, Greta Boldini, Irma Cipolletta, Italo Marseglia, Lido, Miahatami, Virginia Severini, brand accuratamente selezionati dal British Fashion Council, che hanno partecipato alle prime due edizioni di Showcase a Roma, saranno protagonisti di un’esposizione nel “The Store X LFW Designer Showroom”, spazio destinato ad ospitare le collezioni AI/19-20 di oltre 50 designer britannici e internazionali, attraverso una selezione di capi di ready-to-wear e accessori.
Showcase Londra segna una tappa importante del percorso intrapreso da Altaroma con il progetto nato per favorire gli incontri tra designer, buyer e addetti ai lavori e per creare opportunità commerciali concrete, favorendo la promozione dei nuovi talenti sui mercati.
Hugo Boss a spasso in gallerie ManhattanCurated è inno alla raffinatezza con trionfo tailleur
NEW YORK14 febbraio 201918:12
– L’uomo e la donna di Hugo Boss vanno a spasso per le gallerie di Chelsea a Manhattan. E’ l’arte, infatti, in particolare quella della scena newyorkese, ad aver ispirato ‘Curated’ (Curata) la nuova collezione uomo, donna Autunno-Inverno 2019 di Hugo Boss. Una collezione realizzata attraverso gli occhi del ‘curatore’ Ingo Wilts che ha portato nei suoi capi un elevato senso di raffinatezza già di per se’ caratteristico del brand tedesco. Punto di partenza della collezione il tailleur tuttavia che si evolve inglobando anche elementi sportivi. Gli elementi sportivi hanno accompagnato anche altri look come ad esempio lussuosi cappotti per uomo erano accoppiati con pantaloni da jogger, oppure bomber in pelle erano un match perfetto per pantaloni stile combat. Lo stesso per la donna, per la quale Witts ha pensato di introdurre una gonna più corta con stivali al di sopra del ginocchio.
Dodi Battaglia, 8 marzo singolo ineditoFirmato insieme a Giorgio Faletti, anticipa doppio album “Perle”
14 febbraio 201918:32
– Dall’8 marzo il singolo inedito “Un’anima”, firmato da Dodi Battaglia e dall’amico e collega scomparso Giorgio Faletti, sarà disponibile in digital download, sulle principali piattaforme streaming e in limited edition in vinile bianco 45 giri. Il singolo sarà contenuto in “Perle”, l’atteso album live di Dodi Battaglia, in uscita il 15 marzo, ispirato al tour “Perle – Mondi senza età” che sta riempiendo i teatri in tutta Italia, portando sul palco quelle canzoni dei Pooh che non venivano proposte spesso dal vivo. Dodi Battaglia ha lavorato sia sul testo che sulla musica del provino embrionale di “Un’anima” inciso qualche anno fa da Faletti. “Calandomi nelle atmosfere e nelle intense immagini evocate da Giorgio – racconta Dodi Battaglia – ho seguito l’onda emotiva che ne è scaturita ed ho portato a compimento il brano, nel rispetto di quanto lui voleva comunicare e mettendo in gioco a mia volta la mia ispirazione”.
A Zeffirelli il Musiwa ‘Amo Firenze’Festival dedicato a mosaico e total art dall’1/6 al 20/7
FIRENZE14 febbraio 201920:31
– E’ stato assegnato al regista Franco Zeffirelli il premio Musiwa ‘Amo Firenze’ 2019. Le celebrazioni, a cui il maestro non ha potuto partecipare, si sono svolte in Palazzo Medici Riccardi a Firenze alla presenza, tra gli altri, di Francesco Chimienti, direttore artistico di Musiwa. “Ogni anno diamo questo riconoscimento a un grande personaggio – ha spiegato Chimienti -, quest’anno abbiamo pensato per la grandezza istituzionale e per il suo amore per Firenze al grande maestro Zeffirelli”. La premiazione è stata l’occasione per presentare la seconda edizione di Musiwa, rassegna internazionale dedicata al mosaico contemporaneo, al design e alla total art, che nel 2019 si svolgerà dal 1 giugno al 20 luglio in Palazzo Medici Riccardi e altre location di Firenze. “Per 50 giorni – ha spiegato il direttore artistico del festival – Firenze sarà ‘creative city’ e quest’anno oltre al mosaico, all’arte totale, alla fotografia e alla scultura avremo anche il design e la moda”.
Pompei, dopo Leda affiora NarcisoNuove scoperte nella Regio V
14 febbraio 201911:11NE
– Non solo il bellissimo affresco con Leda e il cigno. Nell’atrio della stessa dimora gli archeologi hanno riportato alla luce a Pompei anche un altro strepitoso affresco con l’immagine di Narciso che si specchia nella sua immagine, secondo l’iconografia classica. Lo annuncia la direttrice ad interim Alfonsina Russo. “La bellezza di queste stanze ci ha indotto a modificare il progetto e a proseguire lo scavo – spiega- Ciò sentirà in futuro di aprire alla fruizione del pubblico almeno una parte di questa domus”. Il tema del Narciso, spiega l’ex direttore Massimo Osanna che ha mantenuto la direzione scientifica dello scavo, “è ben noto e più volte ripetuto a Pompei. Tutto l’ ambiente è pervaso dal tema della gioia di vivere, della bellezza e vanità, sottolineato anche dalle figure di menadi e satiri che, in una sorta di corteggio dionisiaco, accompagnavano i visitatori all’interno della parte pubblica della casa. Una decorazione volutamente lussuosa e probabilmente pertinente agli ultimi anni della colonia”.
Dalla Cina trent’anni di saga familiareIn So Long, My Son dalla rivoluzione fino tv al quarzo
BERLINO15 febbraio 201909:43
BERLINO – In ‘So Long, My Son’ di Wang Xiaoshuai, ultimo film in concorso di questa 69/ma edizione della Berlinale, una infinita saga familiare dai toni melò dalla Cina degli anni Ottanta a quella con i televisori al quarzo. Ovvero quando politica e privato si fondono in un tempo troppo accelerato per gestire, senza danni, i sentimenti di una famiglia.Protagonista del film soprattutto il tempo con le sue leggi, le sue rivoluzioni insieme al modo di aggirarle. “Stiamo aspettando ormai solo di invecchiare” questo, in sintesi, l’atteggiamento di Yaoyun e di sua moglie Liyun riguardo a come sono andate le loro vite. Erano infatti una famiglia felice fino a quando il loro unico figlio (come voleva appunto la legge) è annegato in uno stagno. E così la coppia ha lasciato la casa e si è tuffata nella grande città. Non va bene neppure con il loro figlio adottivo, Liu Xing, che un giorno scompare del tutto. Alla fine Yaoyun e Liyun decidono di tornare dove tutto era iniziato, alle loro speranze perse, dopo aver attraversato e sperimentato, non senza danni, dalla post rivoluzione fino al turbo-capitalismo.”Dopo la rivoluzione culturale – spiega il regista – la tendenza è stata per molti quella di dimenticare e andare avanti, sia dal punto di vista economico che ideologico. Ma, va detto, non si può fare a meno delle lezioni del passato se vogliamo migliorare. E’ l’unica cosa che ci permette di non ripetere certi errori. Volevo – aggiunge – però che il pubblico avesse la sensazione del cambiamento, della distanza tra presente e passato”. Sul fronte melò del film sottolinea Wang Xiaoshuai: “Non voglio dire di non piangere durante il film, ma quello che volevo fare era comunque mostrare delle persone ottimiste, persone che continuano a sorridere ed essere gentili. Le generazioni precedenti alla mia hanno cercato il benessere, non per tutti è stato facile, qualcuno c’è riuscito pur dovendo attraversare la tragedia, questo era il tipo di storia che volevo raccontare. In un paese come la Cina – conclude – si finisce inevitabilmente per essere influenzati dalla politica, l’individualità è invece un elemento poco presente. Se chiedi a qualcuno le ragioni di quello che sta accadendo difficilmente ti saprà rispondere, per loro le cose accadono e basta”.
Orso d’oro alla carriera a Charlotte RamplingTanti ricordi italiani, Visconti incontrato agli esordi
BERLINO15 febbraio 201910:03
Il suo fascino distante, pronta a tirarsi indietro se le domande le sembrano poco adeguate, Charlotte Rampling ha ricevuto l’Orso d’oro alla carriera, oggi a Berlino, e qui ha concesso alcuni frammenti della lunga esperienza sui set di registi che del cinema hanno fatto la storia, in una conferenza stampa alla Berlinale. C’è ovviamente anche molto cinema italiano, dal momento che l’attrice britannica ha agli esordi l’incontro con Luchino Visconti, per “La Caduta degli Dei”, nel 1969, – “sceglieva donne che gli ricordassero sua madre, scelse me, Romy Schneider” – ed è diventata una stella internazionale con “Il portiere di notte” di Liliana Cavani, nel 1963. Ma, sollecitata a parlare in italiano, non osa: “è vero che conosco l’italiano, non abbastanza però da poter esprimere qualcosa di importante”.Interrogata su attori e registi incontrati sul set, ha raccontato ad esempio che Paul Newman, “diversamente da quel che si penserebbe per la sua forte presenza scenica, era un uomo sensibile, molto riservato”. Il ritratto che ne esce è proprio quello di un timido. Dirk Bogarde “è stato un amico e un maestro, da lui ho imparato molto”. Con Francois Ozon – regista francese che le ha chiesto di fare più di un film, a partire da “Sotto la sabbia” nel 2000 e “Swimming Pool” nel 2003 – “si è creato subito un legame”, racconta, descrivendo un uomo “sempre sorridente e profondo, una miscela attraente”. “All’inizio lui era molto giovane, io ero già sopra i 50, lui aveva 32 anni. E cercava in me proprio l’esperienza di una donna della mia età”, il tema con cui voleva cimentarsi, “voleva la mia esperienza”. “Certe parti della vita che non abbiamo ancora conosciuto si possono esplorare attraverso il cinema”, e questo è quello che voleva fare Ozon, lasciandosi guidare da Charlotte Rampling. Qualcuno le ha chiesto anche di Adriano Celentano (“Yuppi du”, 1974), e l’attrice ha sorriso, “selvaggio, un mattacchione”. Alle spalle una carriera internazionale, affrontata in diverse lingue, ha poi spiegato di sentirsi “più a casa in Europa”, “ma mi sono divertita a New York”, ha detto citando il film di Woody Allen, “Los Angeles la sento invece più estranea”.C’è stato anche lo spazio per parlare del suo metodo di lavoro: “non direi di averne uno. Nel rapporto con i personaggi sono molto istintiva”. Vengono fuori dalla sceneggiatura, ha spiegato, “poi ci si mettono dentro anche i propri sentimenti, questo è recitare”, una “combinazione”, fra se stessi e il carattere che si interpreta. “Io non sono Hannah, ma devo capire cosa prova Hannah, elaborare il suo dolore”, dice ricordando il lavoro con Andrea Pallaoro. Premiata con un Orso d’argento per il ruolo in “45 anni”, di Andrew Haigh, nel 2015, l’attrice ha affermato di essere contenta di avere anche l’orso d’oro adesso. E alla Berlinale, con Dieter Kosslick “di cui ammiro il lavoro”, e dove ha presieduto anche la giuria nel 2006, ha vissuto “tanti bei momenti”.
Debutta Titanic Live, dal film di CameronPer la prima volta in Italia con orchestra e coro dal vivo a Milano
15 febbraio 201912:46
Il film capolavoro di James Cameron ‘Titanic’, che vanta 11 premi Oscar, 6 Grammy Award, 4 Golden Globe e la colonna sonora più venduta della storia (30 milioni di copie), per la prima volta dal vivo in Italia con una imponente formazione di 130 elementi diretta dal maestro Benjamin Pope, con la solista vocale Alice Zawadzki e la partecipazione straordinaria di Eric Rigler, il più grande interprete al mondo di cornamusa irlandese e solista della colonna sonora originale di Titanic. La produzione porta la firma di Avex Classics International e Forum Music Village, in collaborazione con l’Orchestra Italiana del Cinema. In prima assoluta a Milano, ‘Titanic Live’, in lingua italiana con la colonna sonora originale del compositore premio Oscar James Horner, andrà in scena al Teatro degli Arcimboldi il 10 e 11 maggio.
Girato a Torino ‘Il mondo sulle spalle’Tratta da storia vera con Fiorello in onda martedì
RINO15 febbraio 201916:41
– E’ tutto girato a Torino il film, in onda il 19 febbraio su Rai 1, ‘Il mondo sulle spalle’, storia vera di una fabbrica che sta per chiudere e che viene salvata da un dipendente, Marco, appena licenziato che ne prende le redini.
Quest’ultimo, il protagonista, è interpretato da Giuseppe Fiorello. Diretto da Nicola Campiotti, e prodotto da Roberto Sessa per Picomedia con Rai Fiction, il film è realizzato con Film Commission Piemonte.
Le riprese si sono tenute nell’aprile 2018, con Nicola Campiotti per la prima volta dietro la macchina da presa. Sara Zanier interpreta la moglie di Marco.
“Oltre il 60% dei componenti della troupe sono stati piemontesi – sottolinea Paolo Damilano, presidente di Fctp – prova della qualità dei nostri professionisti”. “Tornare a Torino dopo la grande esperienza di ‘Venuto al mondo’ è stato come ritrovare una città amica del cinema”, ha aggiunto Sessa.
Morto Ossicini,con ‘morbo k’ salvò ebreiRicoverati in ospedale,scamparono rastrellamento 16 ottobre ’43
15 febbraio 201915:44
– E’ morto Adriano Ossicini, già parlamentare della Sinistra Indipendente e vice Presidente del Senato. Nato a Roma il 20 giugno 1920 è stato uno psichiatra e politico italiano, ex-partigiano. Fu ministro per la Famiglia e la Solidarietà Sociale nel Governo Dini. Ossicino è deceduto nel reparto Ortopedia del Fatebenefratelli, dove era ricoverato per le conseguenze di una caduta. L’ospedale, in cui Ossicini entrò da giovane come volontario, lo ricorda per aver protetto decine di ebrei che erano ricoverati durante il periodo nazista. La figura di Ossicini – allievo del professor Giovanni Borromeo, che il 16 ottobre 1943 nascose decine di ebrei, scampati alla retata nazista, in un reparto dell’ospedale – è associata all’ invenzione di una malattia per salvare decine di ebrei romani dalle persecuzioni nazifasciste e dai campi di sterminio. Si chiamava “Morbo di K” (K come gli ufficiali nazisti Kesselring e Kappler). Grazie a questa falsa diagnosi le Ss, leggendola, si allontanavano.
Salone Libro, Aie nel Comitato IndirizzoPresidente Levi accoglie invito vertici Circolo dei lettori
TORINO15 febbraio 201910:59
– L’Associazione Italiana Editori (Aie) entra nel Comitato di Indirizzo del Salone del Libro di Torino. Il presidente Ricardo Franco Levi ha accolto l’invito del presidente e del direttore della Fondazione Circolo dei lettori, Giulio Biino e Maurizia Rebola. “Aie intende contribuire così a comporre in un quadro armonico e unitario – spiega Levi – il panorama delle fiere italiane dell’editoria, ciascuna con una propria identità e una precisa collocazione nel calendario”.
Le sneakers Moa Master of Art con DisneyLa sagoma di Michey Mouse stilizzata, ricamata con paillettes
15 febbraio 201911:04
– Il marchio Moa Master of Arts lancia le nuove sneakers per l’estive dedicate ai personaggi della Walt Disney, in questo caso a Michey Mouse.
La Disney Collection rende omaggio a Topolino stilizzandone la sagoma e creando dei make up speciali delle tennis dove i modelli s’illuminano di bagliori metallici, paillettes, stampe olografiche e accenti fluo. Per non parlare dei dettagli animalier, in particolare leopardati e pitonati.
Inoltre, anche per questa stagione, la collezione viene impreziosita dai ricami con cristalli Swarovski.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
UJ omaggia Blakey, torna Dianne Reeves
La programmazione tra il Morlacchi e la Galleria nazionale
PERUGIA15 febbraio 201911:10
– Gli omaggi ad Art Blakey e ai Jazz Messager, nel centenario della nascita di Blakey, e quello al recentemente e prematuramente scomparso Roy Hargrove, i ritorni di Dianne Reeves e Charles Lloyd: sono le note principali della programmazione più prettamente jazz del cartellone di Umbria Jazz 19, a Perugia dal 12 al 21 luglio.
Una vera e propria rassegna che si svolge nel chiuso del teatro Morlacchi e della Galleria Nazionale dell’Umbria a mezzogiorno, di pomeriggio e a tarda sera.
Ruolo importante avrà il pianoforte – sottolinea Uj -, con interpreti del calibro di Uri Caine, Fred Hersch, Kenny Barron e Benny Green. Graditi ritorni per due beniamini del pubblico: Terence Blanchard con il suo personalissimo hard bop, e per John Patitucci, tra i migliori contrabbassisti in circolazione.
Attesa e curiosità per Marquis Hill, trombettista di Chicago, Joel Ross, star nascente del vibrafono e per il batterista Peter Erskine.
Morto il poeta Gianni FucciDeceduto a 90 anni nella sua casa a Santarcangelo di Romagna
BOLOGNA15 febbraio 201911:11
– È morto questa notte all’età di 90 anni nella sua abitazione di Santarcangelo di Romagna (Rimini) il poeta Gianni Fucci, tra gli esponenti di spicco del “Circolo del Giudizio”. Nel settembre 2017 era diventato il primo sindaco della Città della Poesia, eletto ad honorem in occasione della terza edizione di Cantiere Poetico per Santarcangelo. Il sindaco Alice Parma esprime il cordoglio dell’Amministrazione comunale e si unisce al dolore dei familiari.
Nato il 3 ottobre del 1928 a Montbeliard (Francia), Fucci ha vissuto a Santarcangelo dall’infanzia. Al comune del Riminese ha dedicato alcuni lavori sia di carattere critico-letterario, sia di carattere storico: si segnala in particolare “La notte delle bandierine rosse. Vita a Santarcangelo tra fascismo ed antifascismo 1919-1943”, scritto con l’amico Serino Baldazzi, pubblicato nel 1994 e rieditato nel 2017 dall’Anpi di Santarcangelo.
Giovanissimo, assieme agli amici Tonino Guerra, Nino Pedretti, Flavio Nicolini, Rina Macrelli, Raffaello Baldini, Federico Moroni e Giulio Turci, fece parte di quel sodalizio che fu ribattezzato ironicamente “E’ cìrcal de giudéizi”. È stato probabilmente il primo ad analizzare l’esperienza del cosiddetto Circolo del Giudizio, consacrandone il nome con l’intervento “E’ circal de giudéizi (un ricordo di Nino Pedretti)”, apparso in “Il lettore di provincia” di aprile-maggio 1987. Si è occupato anche di cinema collaborando con Elio Petri e Flavio Nicolini, ma è soprattutto come poeta che si è imposto all’attenzione della critica letteraria nazionale. Nel 2015 ha donato alla biblioteca Baldini di Santarcangelo il suo archivio di scrittore e studioso del dialetto romagnolo.
‘Il mestiere delle arti’ in mostraA Ravenna scompare lo ‘steccato’ tra Arti maggiori e artigianato
RAVENNA15 febbraio 201911:14
– Raffaello scambiò, alla pari, una sua opera con un cristallo inciso dal Belli: l’artista, anche se sommo, non si riteneva ‘diverso’ dall’intagliatore, artigiano altrettanto sommo. Poi pittura e scultura acquisirono uno status più elevato e s’impose una demarcazione tra Arti Maggiori e Arti Minori. Una mostra al Museo nazionale nel Complesso di San Vitale, a Ravenna, promossa e organizzata dal Polo Museale dell’Emilia-Romagna – ‘Il mestiere delle arti. Seduzione e bellezza nella contemporaneità’, dal 16 febbraio al 26 maggio – vuole evidenziare come questo steccato oggi sia molto meno netto e persino inesistente. E lo fa presentando opere, comunque di alto livello, di artisti artigiani e facendole interloquire con l’intero patrimonio del grande museo che la propone e ospita.
L’esercizio di scultura e pittura è così affiancato a produzioni di oreficeria, in vetro e resina o in ceramica. Oltre cento le opere in mostra, da Paladino a Folon, da Manzù a Cascella, da Mitoraj ad Alinari, da Ceroli a Cavallini. Già in passato il desiderio di dimostrare che assoluti valori di arte possono essere raggiunti attraverso i processi tecnici più semplici e tradizionali ha sollecitato vari artisti, tra cui Picasso e Matisse, a produrre ceramiche, arazzi, stoffe e gioielli.
“L’amicizia delle arti, che oggi viene interpretata come una successione di creatività che non conosce cesure – affermano le curatrici dell’esposizione, Ornella Casazza ed Emanuela Fiori – permette di constatare come molti tra i massimi artisti di oggi sappiano muoversi con agilità tra dimensione monumentale e il piccolo formato colloquiando con marmi purissimi, bronzi arricchiti di suggestive patine, legni intagliati, ceramiche lustrate, sete vellutate, pigmenti evocativi, ori e coloratissime pietre”.
Danza: Cohen e Ballets Jazz de Montreal’Dance me’ il 16 e 17 febbraio al teatro Alighieri di Ravenna
RAVENNA15 febbraio 201911:17
– Lui, cantautore-poeta fra i più affascinanti ed enigmatici, cantore della malinconia e degli amori perduti. Loro, dinamici, espressivi, capaci di coniugare l’estetica del balletto classico ad altri stili e avvalersi di interpreti dalla forte personalità. ‘Dance Me’, il nuovo appuntamento in esclusiva per l’Italia della Stagione Danza 2018/19 al Teatro Alighieri di Ravenna, sabato 16 e domenica 17 febbraio, nasce dall’incontro fra Les Ballets Jazz de Montréal e le canzoni di Leonard Cohen, fra cui la celeberrima ‘Hallelujah’.
La compagnia canadese, fondata nel 1972 e diretta da Louis Robitaille, si è ispirata al repertorio del cantautore per offrirne un ritratto che evoca “cinque stagioni” – o cicli dell’esistenza – in cui si intrecciano i temi ricorrenti e universali espressi nelle canzoni di Cohen. La scrittura coreografica si deve ad Andonis Foniadakis, Annabelle Lopez Ochoa e Ihsan Rustem, mentre sul palco si esibiscono 14 ballerini; drammaturgia di Eric Jean, direzione musicale di Martin Léon.
Terapia di coppia pubblico decide finaleConiugi in crisi e psicoterapeuta sul palco, è anche web serie
15 febbraio 201913:23
– Una web serie e uno spettacolo teatrale: Nancy Citro e Roberto Tavella, attori e protagonisti del progetto “Terapia di coppia”, sposati nella vita reale, portano in scena una coppia in crisi che si rivolge a uno psicoterapeuta. Nel progetto, dissacrante e ironico, è coinvolto anche Gerry Grassi, psicoterapeuta, noto ai telespettatori per essere stato uno dei coach giudici della trasmissione di Sky “Matrimonio a prima vista” del programma di canale Nove “Il metodo Stinger”. Il terapeuta muove la loro storia, sottolinea i momenti cruciali, manda avanti e indietro il tempo per vedere come le cose sarebbero potute cambiare facendo scelte diverse.
Già online la web serie, mentre lo spettacolo sarà a teatro dal 16 febbraio, a Roma all’A.R.M.A Teatro, una sorta di ‘docuspettacolo’ in cui la tecnica teatrale d’improvvisazione si mescola alla vera e propria terapia di coppia. E dove sarà il pubblico a decidere del destino della coppia.
Anastasio volto campagna catena Aw LabRapper vincitore X Factor in giuria nuovo contest talenti musica
15 febbraio 201913:25
– Anastasio, recente vincitore di X Factor e grande sorpresa dell’ultimo Festival di Sanremo, é il volto della campagna di Aw Lab legata, oltre che alla presentazione delle nuove collezioni, ad un contest che nasce per coinvolgere i giovani che nella loro vita sognano di diventare artisti. Un concorso aperto a tutti e che conta sulla speciale partecipazione di professionisti del valore assoluto come Jake La Furia, rapper solista e founder dei Club Dogo, e Big Fish, uno dei producer che hanno segnato di più la scena del rap italiano di questi ultimi anni.
L’iniziativa di Aw Lab conta sulla straordinaria presenza di Anastasio anche nel ruolo di giudice. La finalità del contest, che da la possibilità ai giovani di scrivere testi inediti, cimentarsi con il proprio talento e in caso di vittoria, farsi produrre professionalmente il proprio singolo, ha convinto il giovane artista, apprezzato dal pubblico e dagli addetti ai lavori per la sua eccezionale capacità di scrittura, a dare il proprio prezioso contributo.
‘Buare’ e ‘spoilerare’ nello Zingarelli1000 nuove voci nell’edizione 2019 del dizionario Zanichelli
15 febbraio 201914:13
– “Antitutto”, “antibufale”, “buare” “spoilerare”, “stalkerare”. Sono alcune delle 1000 nuove voci e significati entrati nella nuova edizione dello Zingarelli 2019, a cura di Mario Cannella e Beata Lazzarini. I neologismi del vocabolario edito da Zanichelli, che comprende in totale oltre 145 mila voci e 380 mila significati, disegnano il ritratto di “un Paese scettico, spesso ‘contro’ e antagonista a prescindere”. Vale a dire “antitutto”, cioè che si oppone sistematicamente a ogni iniziativa o proposta. Si è sempre pronti anche a “buare”, cioè a disapprovare un artista, uno spettacolo, mediante ripetuti ‘buu’. E si è diffusa l’abitudine a “spoilerare”, cioè ad anticipare alcuni particolari della trama di un film, di un romanzo e di “stalkerare”, cioè a molestare insistentemente qualcuno. Nei tempi pieni di “anti” anche: “antivaccinista” o “no vax”, cioè chi è contrario alla vaccinazione obbligatoria. Arrivano poi le misure “antibufale” e l'”allertatore” (chi segnala qualcosa di anomalo) è sempre attivo.
Momenti di trascurabile felicità da 14/3Dai romanzi di Francesco Piccolo nuovo film di Luchetti con Pif
15 febbraio 201914:39
– Uscirà il 14 marzo con 01 il nuovo film di Daniele Luchetti ‘Momenti di trascurabile felicità’, interpretato da Pif con l’attrice-cantante Thony e Renato Carpentieri. E’ liberamente tratto dai due bestseller Momenti di trascurabile felicità e Momenti di trascurabile infelicità di Francesco Piccolo che ne firma la sceneggiatura con Daniele Luchetti. Pif è Paolo, un uomo morto troppo presto cui viene concesso di tornare in vita solo per un’ora e 32 minuti.
Novantadue minuti di bilanci. Cercherà di dare risposta ad alcune questioni fondamentali e non, ma forse gli torneranno in mente solo momenti di trascurabile felicità. Lo yoga e l’Autan non sono in contraddizione? La luce del frigorifero si spegne veramente quando lo chiudiamo? Perché il primo taxi della fila non è mai davvero il primo? Perché il martello frangi vetro è chiuso spesso dentro una bacheca di vetro? E la frase: ti penso sempre, ma non tutti i giorni, che sembra bella, è davvero bella? Esempi di questa commedia sulla vita
Mauro Felicori dirigerà Ago ModenaIl progetto prevede riqualificazione ospedale Sant’Agostino
MODENA15 febbraio 201914:55
– Mauro Felicori, già dirigente del Comune di Bologna e direttore della Reggia di Caserta, ha ricevuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena l’incarico di dirigere l’unità operativa di Ago Modena Fabbriche Culturali. Felicori avrà il compito di coordinare le attività di Ago e dare attuazione al progetto culturale promosso dalla Fondazione assieme a Comune di Modena, Università di Modena e Reggio, Gallerie Estensi di Modena.
Il progetto prevede da un lato la riqualificazione dell’ex ospedale Sant’Agostino, dall’altro il rinnovamento degli istituti presenti nel Palazzo dei Musei. L’ex ospedale Sant’Agostino, in particolare, ospiterà la Fondazione Modena Arti Visive, i Musei Universitari, parte delle collezioni librarie della Biblioteca Estense oltre ai laboratori per lo sviluppo delle digital humanities e il Fem, laboratorio di didattica innovativa. Con la direzione di Felicori, durata 3 anni e interrotta lo scorso ottobre per limiti di età, i visitatori della Reggia di Caserta sono raddoppiati.
Beppe Fiorello, una storia di riscattoSu Rai1 il 19 febbraio. Sanremo? “ho cantato… pronto a tutto”
15 febbraio 201915:13
– “E’ una storia di non rassegnazione.
E’ un tema universale, il tema del lavoro è sempre molto centrale nelle agende politiche. Enzo è andato oltre, oltre l’attesa di un sostentamento politico o economico, ha scavalcato la barriera, ha inseguito il lavoro, non l’ha aspettato. E se è vero che un uomo senza lavoro perde la dignità, Enzo ha dato un messaggio importante”. Beppe Fiorello torna su Rai1 il 19 febbraio in prima serata con il tv movie ‘Il Mondo Sulle Spalle’ ispirato alla storia vera di Enzo Muscia raccontata nel libro da lui scritto (Tutto per tutto, Roy edizioni), Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana, che è riuscito a ricomprare l’azienda (ipotecando la sua casa) di Saronno (Varese) e a ripartire con l’aiuto dei suoi colleghi. A firmare la regia Nicola Campiotti.
Una Produzione Picomedia in collaborazione con Rai Fiction.
Sanremo? “E’ stato un piacere salire su quel palco”. Condurlo? “Nella mia carriera ho fatto qualsiasi cosa, bisogna vedere, comunque sono pronto a tutto!”.
Woody Allen alla Scala e agli ArcimboldiConcerto jazz e messa in scena del Gianni Schicchi di Puccini
MILANO15 febbraio 201915:44
– Si profila un inizio di estate milanese per Woody Allen. Il regista premio Oscar sarà infatti impegnato nella veste di musicista in un concerto al Teatro degli Arcimboldi, e poi seguirà le ultime fasi della regia di Gianni Schicchi alla Scala.
Si tratta di una ripresa dell’allestimento dell’opera di Puccini che Allen ha firmato per la Los Angeles Opera (e poi andato in scena al festival dei Due Mondi di Spoleto) nel 2009.
I biglietti meno cari per l’esibizione di Woody Allen del 28 giugno agli Arcimboldi con la Eddy Davis New Orleans Jazz Band sono già esauriti, restano quelli dalla prima galleria (130 euro) alla platea (200). Per quanto riguarda, invece, la Scala, l’allestimento di Allen andrà in scena dal 6 al 21 luglio in abbinamento a ‘Prima la musica, poi le parole’ di Antonio Salieri e fa parte del progetto accademia, che permette agli studenti non solo di allestire uno spettacolo ma di venire a contatto con grandi registi ed artisti.
A Milano e Palermo concerto Radio ItaliaIn Lombardia il 27 maggio, in Sicilia il 29 giugno
15 febbraio 201915:45
– Torna anche quest’anno il concerto di Radio Italia Live con un doppio evento il 27 maggio in piazza Duomo a Milano e il 29 giugno al Foro Italico di Palermo.
A dare l’annuncio, dai microfoni della radio, è stato l’editore e presidente Mario Volanti, raggiunto telefonicamente dai sindaci delle due città Giuseppe Sala e Leoluca Orlando.
“Stiamo lavorando per riuscire a ricreare due grandi eventi – ha sottolineato Volanti – e speriamo di riuscirci al meglio.
Ringrazio il sindaco di Milano Giuseppe Sala e il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, e le loro amministrazioni, per aver creduto in Radio Italia Live – Il Concerto e per la collaborazione che c’è stata e ci sarà fornita”.
Il Volo, album e tour 10 anni carrieraLp esce il 22 febbraio. Il 22 giugno parte tournee in Italia
15 febbraio 201916:32
– Il Volo festeggia 10 anni di carriera guadagnando il podio al 69/o Festival di Sanremo con il brano Musica che resta, con un nuovo album intitolato “Musica” (Sony Music) in uscita il 22 febbraio e con una tournee che comincerà in Italia e girerà tutto il mondo. Il tour partirà il 22 giugno da Palmanova (Udine) e terminerà il 24 settembre all’Arena di Verona. A Roma sarà il 26 giugno all’Auditorium Parco della Musica. Da oggi sono aperte le prevendite dei biglietti.
I tre ragazzi che hanno conquistato le platee internazionali vendendo milioni di dischi in tutto il mondo, hanno cominciato la loro carriera giovanissimi, nel 2009. La loro ascesa li ha portati a duettare con artisti del calibro di Barbra Streisand e Placido Domingo, a vincere il Festival di Sanremo a soli vent’anni, a riempire l’Arena di Verona e il Radio City Music Hall di New York, a raccogliere standing ovation nei tour in Europa, America e Giappone.
Marini illustratore, esposti 2 volumiTra opere conservata Fondazione intitolata scultore a Pistoia
PISTOIA15 febbraio 201916:49
– Un Marino Marini illustratore negli anni ’40 per un’edizione delle Ultime lettere di Jacopo Ortis del Foscolo e per Il fiore delle Georgiche nella traduzione del futuro premio Nobel Salvatore Quasimodo. I due libri sono stati rinvenuti tra le opere custodite dalla Fondazione intitolata allo scultore a Pistoia e saranno ora esposte alla Biblioteca Sangiorgio per una mostra, ‘Marino Marini cavalli di carta’, che raccoglie anche 22 acqueforti dell’artista con poesie di Egle Marini: l’esposizione sarà inaugurata domani e rimarrà aperta fino al 30 marzo.
Quando il giovane Marino Marini nel 1917 si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Firenze, si spiega dagli organizzatori, decise inizialmente di frequentare i corsi di disegno e di pittura di Galileo Chini e solo nel 1922 iniziò a frequentare il Corso Speciale di Scultura di Domenico Trentecoste. “La carriera artistica di Marino, segnata dalla fama di scultore – spiega il curatore della mostra Francesco Burchielli – nacque quindi sotto l’amore per il disegno e l’incisione, un amore che durerà tutta la vita”. Durante la sua attività Marino realizzò oltre 360 soggetti fra litografie e acqueforti, alcuni di queste vanno a creare delle cartelle, altri sono concepite come veri e propri libri d’artista, dove i grandi fogli di carta vengono piegati a ‘quartini’ e a testi critici e poesie susseguono tavole impresse con il torchio.
Berlino chiude, omaggio Aretha FranklinIl docu ‘Amazing Grace’ in cerca di distribuzione
15 febbraio 201916:53
– Tutti a pregare e a battere i piedi con la voce divina di Aretha Franklin nell’austero e teutonico Palast della Berlinale. Insomma una inaspettata chiusura alla grande del Festival di Berlino da parte del direttore artistico uscente, Dietr Kosslick, con il docu fuori concorso ‘Amazing Grace’ sul leggendario album della Franklin, realizzato con il Southern Community Choir e il reverendo James Cleveland nella New Temple Missionary Baptist Church a Los Angeles. Era il gennaio del 1972.
Firmato da Alan Elliott, il film senza alcun commento, racconta il ritorno della regina del gospel da dove era partita, ovvero da quella chiesa dove Aretha e le sue due sorelle, Carolyn ed Erma, intrattenevano i fedeli del padre, il famoso predicatore battista C.L. Franklin. E questo prima che la cantante diventasse un’icona del soul e del R&B e quando aveva già all’attivo brani come Respect, I Say a Little Prayer, (You Make Me Feel Like a) e Natural Woman.
Oscar fuori diretta, Hollywood protestaDa Clooney a De Niro in lettera chiedono riconsiderare decisione
NEW YORK15 febbraio 201916:58
– E’ un insulto. Hollywood si rivolta contro l’Academy per la decisione di premiare alcune categorie fuori diretta per motivi di tempo. Le categorie che saranno premiate off air durante la 91/a cerimonia degli Oscar saranno miglior fotografia, montaggio, trucco e acconciature e live-action short.
In una lettera all’organizzazione del premio più importante del cinema e firmata tra gli altri da Alfonso Cuaron, Christopher Nolan, Guillermo del Toro, George Clooney, Brad Pitt, Robert De Niro, Elizabeth Banks, si chiede di riconsiderare la decisione: “Non si tratta nient’altro che di un insulto a coloro che hanno dedicato la vita e la passione alla professione”.
La decisione di premiare alcune categorie ‘off-air’ è stata annunciata lo scorso agosto con lo scopo di contenere la durata dello show nelle tre ore. Per il futuro dalle quattro alle sei categorie a rotazione saranno premiate fuori trasmissione. Gli Oscar si terranno il 24 febbraio e per la seconda volta nella storia non avranno un presentatore.
Scrittori, morta Andrea LevyAutrice Gb ha vinto molti premi con ‘Un’isola di stranieri’
LONDRA15 febbraio 201916:59
– E’ morta a 62 anni Andrea Levy, scrittrice britannica di origine giamaicana che ha raccontato nei suoi romanzi la difficile immigrazione dai Caraibi al Regno Unito. L’autrice, come ha annunciato in un comunicato la casa editrice Tinder Press, era da qualche tempo malata di cancro. Il suo libro più famoso è ‘Small Island’ del 2004, tradotto in Italia col titolo di ‘Un’isola di stranieri’, che si è aggiudicato numerosi premi letterari in Gran Bretagna. Tema ricorrente nelle sue opere è la cosiddetta ‘generazione Windrush’, formata dagli immigrati arrivati nel Regno dalle ex colonie caraibiche alla fine degli anni Quaranta: tante le loro difficoltà di inserimento e le discriminazioni subite, anche nel recente scandalo che ha coinvolto il governo conservatore. Se Levy era nata a Londra nel 1956, suo padre invece era arrivato nel 1948 dalla Giamaica proprio a bordo della Empire Windrush, la nave che ha dato il nome al flusso migratorio caraibico verso la Gran Bretagna.
Venduto l’ufficio di Weinstein a NYNella spazzatura divano dove assegnava ruoli in cambio di sesso
NEW YORK15 febbraio 201917:01
– L’ufficio di Harvey Weinstein nel quartiere di Tribeca a New York ha finalmente trovato un acquirente. Lo scrive il New York Post. Tuttavia nella trattativa non ha trovato posto il famoso ‘casting coach’, il divano in pelle di colore marrone usato presumibilmente dall’ex re di Hollywood per assegnare ruoli in film in cambio di prestazioni sessuali.
Secondo fonti del tabloid newyorkese, il divano sarebbe finito o nella spazzatura oppure lasciato all’angolo di una strada per essere preso da qualche passante. “Il divano è andato – ha detto la fonte – ce ne siamo sbarazzati”.
L’ufficio è al terzo piano dell’edificio dove si trova anche la steak house di Robert De Niro, Tribeca Grill, nonché la sede del Tribeca Film Festival. E’ stato venduto per 6 milioni di dollari contro i 10 inizialmente chiesti.
Il 4 marzo concerto per Dalla a BolognaOrchestra diretta da D’Onnghia, con Ron, Curreri e Carboni
BOLOGNA15 febbraio 201917:03
– Ron, Gaetano Curreri e Luca Carboni, saranno nel cast dello spettacolo-concerto ‘Lucio Dalla-Quarant’anni dopo’, con i nove brani del disco che il cantautore bolognese scomparso nel 2012 realizzò nel 1979 con successi come ‘L’anno che verrà’, ‘L’ultima luna’, ‘Milano’ e ‘Anna e Marco’. Il 4 marzo (compleanno di Dalla) al teatro comunale di Bologna l’orchestra diretta da Beppe D’Onghia, che ha curato gli arrangiamenti, accompagnerà diversi solisti (anche Graziano Galatone, Iskra Menarini e Riccardo Majorana, Francesco Gabbani, Marco Masini, Lo Stato Sociale e Giovanni Caccamo e Renzo Rubino) per l’evento di punta di ‘Così mi distraggo un po’. Tre giorni con Lucio’. Sul palco anche i musicisti che negli anni furono a fianco di Dalla: Maurizio Dei Lazzaretti, Teo Ciavarella, Gionata Colaprisca, Roberto Costa, Bruno Mariani, Massimo Sutera, insieme a Jimmy Villotti e Fio Zanotti. Caterina Gabrieli e Brian Boccuni saranno narratori di uno spettacolo ricco di immagini e animazioni.
Boldini, moda e muse della Belle ÉpoqueA Ferrara viaggio nell’edonismo parigino di fine secolo
RRARA15 febbraio 201917:04
– Le donne dai volti ammiccanti, ingenui o misteriosi, con gli audaci décolleté e i corpi fasciati da voluttuose stoffe, che iniziano a prendere consapevolezza di sé. E poi il trionfo dell’eleganza della Belle Époque, negli intrecci tra alta moda, arte e letteratura. E’ l’immagine luccicante e sfaccettata di un mondo che corre verso la modernità quella restituita dalla mostra “Boldini e la moda”, allestita a Palazzo dei Diamanti di Ferrara dal 16 febbraio al 2 giugno. A cura di Barbara Guidi con la collaborazione di Virginia Hill, la mostra approfondisce il rapporto di reciproca influenza che il ferrarese Giovanni Boldini ebbe con la moda e i grandi couturier della Parigi di fine secolo. Il percorso (tra dipinti, disegni e incisioni di Boldini accanto ad alcuni lavori di colleghi come Degas e Manet, e abiti d’epoca, libri e accessori) documenta la capacità dell’artista di intercettare e interpretare il gusto dell’epoca, ma anche di influenzarlo con la sua pittura dinamica.
Mart, Sgarbi nominato presidente cdaLa decisione su proposta della Giunta provinciale trentina
TRENTO15 febbraio 201917:31
– Vittorio Sgarbi è stato indicato dalla Giunta provinciale di Trento per la presidenza del Consiglio di amministrazione del Mart di Rovereto. La decisione è stata adottata su proposta della Giunta.
“Le motivazioni della scelta – si legge in una nota – vanno ricercate nella grande esperienza vantata da Sgarbi nel settore museale e artistico, presupposti ritenuti necessari per rilanciare il Mart in una sfida nazionale e internazionale e in un’ottica di promozione territoriale a vantaggio dell’intera provincia”.
Dolore minimo, poesia per rinascereGiovanna Cristina Vivinetto racconta in versi la difficile conquista di se stessa
15 febbraio 201910:37
GIOVANNA CRISTINA VIVINETTO, DOLORE MINIMO (Interlinea, pp.148, 12 Euro. Presentazione di Dacia Maraini con una nota di Alessandro Fo). “Capimmo così che se la prima nascita era tutta casualità, biologia, incertezza – l’altra, questa, fu scelta, fu attesa, fu penitenza: fu esporsi al mondo per abolirlo, pazientemente riabitarlo”. Ci si perde nella delicata profondità dei versi di “Dolore minimo” (Interlinea), raccolta poetica in cui Giovanna Cristina Vivinetto racconta la condizione transessuale e la faticosa conquista di una nuova identità. Siciliana, classe 1994, l’autrice a 19 anni ha iniziato il difficile ma agognato percorso del cambio di sesso, al termine di una ricerca della propria identità durata tutta la vita. Dopo i dubbi, le sofferenze, le contraddizioni di quel suo continuo sentirsi scissa, sempre doppia o parziale, Vivinetto con coraggio ha scelto di dare la vita alla vera se stessa. “Crebbi con una dicotomia nelle ossa nel perenne adattamento all’una o all’altra identità. Solo dieci anni dopo compresi che esattamente nel mezzo – indefinita, sfumata, disforica – c’ero proprio io”, scrive. La sua accettazione è stata un atto di nascita liberatorio e doloroso, che in questo libro viene esplicitato nella forma poetica con potenti e suggestive immagini in modo incredibilmente maturo oltre che emozionante. Dall’infanzia alle relazioni familiari, dagli amori alla transizione fino al “diventare madre” ma anche figlia di quella parte femminile sempre nascosta e poi sbocciata come un fiore delicato e prepotente al tempo stesso, Vivinetto rivolge a se stessa i versi di questo diario poetico. E’ un dialogo intimo, in cui emerge la tenerezza, accanto alla voglia di prendersi cura della nuova creatura venuta al mondo. E mentre dice addio a Giovanni, il bambino e l’adolescente in catene che un tempo era stata, l’autrice si apre alla vita, con un rinnovato slancio d’amore verso di sé. Parlandosi con verità, raccontando la vergogna e l’inadeguatezza senza più nascondersi, mostrando le sue ombre, i passi falsi e le fragilità, rivela una storia privata ma che molto può parlare anche agli altri. Tutte le tappe del suo percorso sono prima indagate con sguardo attento e premuroso, poi esposte con chiarezza, sebbene sublimate dalla lingua poetica. Offrendo il suo stesso travaglio interiore, Vivinetto invita il lettore a perdersi tra le parole per ritrovare brandelli della propria vita. Perché in fondo dalla questione dell’identità, con le sue insidie spinose e i suoi approdi finalmente liberi da invisibili catene, nessuno di noi può mai scappare del tutto: è qualcosa che punge nel vivo e che obbliga a interrogarsi sulle proprie paure.
La vita in un attimo, dolori e amori nel tempoDall’autore di This is Us una saga con decine di personaggi
febbraio 201910:10
– Una lunga saga familiare piena di amori, tragedie e assenze per raccontare, in salsa melò, ‘La vita in un attimo’ come sintetizza il titolo del film di Dan Fogelman in sala dal 14 febbraio con Cinema di Valerio De Paolis. Un film umano, pieno di sliding doors del destino, quello del creatore della serie “This Is Us”, il tutto scandito da una colonna sonora che si ispira al leggendario album ‘Time Out of Mind’ di Bob Dylan.’La vita in un attimo’ segue inizialmente le vicende di Will (Oscar Isaac) e Abby (Olivia Wilde), dal loro primo incontro al college, dal loro primo appuntamento al matrimonio e al concepimento di un figlio, fino all’inaspettata e violenta separazione. Ma non finisce qui la saga che attraversa il tempo e i continenti, ambientata dalle affollate strade di Manhattan fino agli uliveti della campagna spagnola.Il testimone passa infatti poi ad altri personaggi e indaga gli inaspettati legami che legano Dylan (Olivia Cooke), giovane ribelle che cerca di sfuggire alla propria sofferenza; Irwin (Mandy Patinkin), che cresce la figlia di suo figlio cercando di tenerla al riparo dal dolore; il signor Saccione (Antonio Banderas), ricco proprietario terriero spagnolo e, infine, la famiglia del suo braccio destro Javier (Sergio Peris-Mencheta), uomo buono che gestisce la piantagione dove vive con l’amata moglie Isabel (Laia Costa) e il figlio Rodrigo (lex Monner). “Questo film – dice Dan Fogelman – parla della vita e di quanto sia enorme, confusa, piena d’amore e anche di tragedie. Parla delle persone. Ne esplora i trionfi e i fallimenti, la tristezza e la felicità, racconta di questa cosa strana ma bellissima che ci accomuna tutti: la vita”.E ancora il regista: “C’era qualcosa di questo film, la cui trama è impossibile da raccontare, che mi è entrato dentro perché racconta di grandi perdite, grandi tragedie, grandi amori e grandi momenti. Si tratta di un romanzo straordinario con protagonisti di diversa generazione e con un pubblico che rimarrà sorpreso nel rendersi conto del fatto che, di volta in volta, si stia raccontando una storia piuttosto che un’altra. Ma questo è del tutto intenzionale, voglio infatti che si presti molta attenzione a quello che accade, a quello che si vede sullo schermo. La speranza infatti è solo quella di tenere il pubblico sulle spine con la storia che stiamo raccontando”.
Negramaro, al via tour e c’è Lele a sorpresaIl chitarrista suona il primo brano e dice: “Tornerò presto”
RIMINI15 febbraio 201915:27
– Tutto è ripartito da dove si era interrotto: da Lele Spedicato, il chitarrista dei Negramaro colpito a settembre da un malore. Per lui la band si era fermata, per lui, poi – stimolo a non mollare – aveva deciso di ripartire. E Lele, stasera all’Rds Stadium di Rimini, non ha voluto mancare l’appuntamento. Nonostante i progressi e la riabilitazione che va avanti, non parteciperà al tour (al suo posto il fratello 23enne Giacomo, che ha superato la prova a pieni voti), ma per l’apertura, era lì, di nuovo sul palco. La prima, forse, di altre sorprese nei live. Tra l’emozione generale, ha imbracciato la sua chitarra e, in una sorta di pre-concerto, ha suonato, con Giuliano Sangiorgi al piano, nel nuovo brano “Cosa c’è dall’altra parte”, scritto proprio durante la sua malattia. Una preghiera laica, l’ha definita il cantante.
“Ciao a tutti, grazie infinite. Scusate sono un po’ emozionato, giusto un po’ – ha detto Spedicato con la voce incerta, mentre una lacrima faceva capolino -. Ritornerò molto presto”, ha promesso, protetto dall’abbraccio dei suoi compagni e idealmente da quello di tutto il pubblico, che l’ha applaudito a lungo.
E dopo la “benedizione” di Lele (presente comunque in alcuni dei video proiettati sul grande schermo alle spalle della band salentina), il via vero e proprio all’Amore che torni Indoor tour, che ha in programma 20 date, 17 delle quali già sold out.
La nuova serie di concerti bissa il successo ottenuto negli stadi la scorsa estate: 6 date che hanno segnato il record per una band italiana. E di quello è una continuazione tra elementi mobili che cambiano continuamente l’aspetto della scena, luci, laser e un palco che si spinge fino a metà della platea, permettendo alla band di muoversi a 270 gradi e di avvicinarsi quanto più possibile al pubblico. In scaletta i brani dell’ultimo album e i successi della band, da Parlami d’amore, Sei tu la mia città, L’immenso. E a chiudere Nuvole e lenzuola, con Sangiorgi padrone del palco, per oltre due ore di musica.
Riflessi di Jerico, murale al Museo di Casal de’ Pazzi a Roma
14 febbraio 201917:30
All’importante deposito pleistocenico e ai numerosi reperti fossili conservati nel Museo di Casal de’ Pazzi si aggiunge oggi anche un’opera di street art. Sul muro perimetrale esterno del museo, lungo via Egidio Galbani, campeggia il grande murale realizzato dal giovane street artist Jerico Cabrera Carandang. L’opera pittorica dal titolo Riflessi ricostruisce, in maniera visionaria e avvolgente, l’ambientazione naturalistica pre-esistente alla struttura del museo rappresentato dall’immagine dell’antico fiume che una volta scorreva proprio dove oggi sorge il Museo.
I riflessi dell’antico affluente dell’Aniene raccontano la quotidianità degli animali che popolavano la zona grazie alla sorgente di vita rappresentata dal fiume. Quel corso d’acqua che ha conservato i loro resti permette oggi di visitarli all’interno del Museo: i reperti sono un specchio della vita preistorica e l’originalità dell’opera sta proprio nello sfruttare questi riflessi per far viaggiare il visitatore nel passato.
L’evento è promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.
Da tempo, anche prima della sua regolare apertura al pubblico, il sito di Casal de’ Pazzi è entrato nell’immaginario collettivo come un luogo “preistorico”. Gli impressionanti resti fossili di elefante antico, oggi visibili nel museo, hanno suscitato nella fantasia dei residenti, e non solo, forti emozioni, concretizzate spesso attraverso l’immagine emblematica del mammut.
Nel complesso, l’area del Museo di Casal de’ Pazzi si presenta come un’oasi in un contesto suburbano non risolto. Esternamente, sul lato dell’ingresso per il pubblico, sono allestiti due pannelli ricostruttivi ideati e realizzati nel 2011 dall’artista Vincenzo Montini per la Cooperativa sociale APE che ben rappresentano le tematiche interne al Museo. Dal lato di Via Egidio Galbani, prima di questo intervento artistico, il sito presentava un muro perimetrale in intonacato e una parete in mattoncini sabbiati che non caratterizzavano i contenuti del Museo.
Per ovviare a tale mancanza di visibilità, la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali ha ritenuto opportuno far realizzare sul lato “anonimo” del Museo un’opera di street art, per migliorare l’impatto comunicativo del museo attraverso un intervento estetico su uno spazio periferico della città. L’intervento si inserisce in un contesto territoriale che si sta caratterizzando anche per le proposte artistiche di questo genere, costituendo un enorme beneficio per la valorizzazione del patrimonio culturale delle periferie e delle periferie nel loro complesso.
Per questo motivo, tramite avviso pubblico, diffuso da Zètema Progetto Cultura su incarico della Sovrintendenza Capitolina, sono state richieste delle proposte progettuali per l’ideazione e la successiva realizzazione di un murale sulla parete esterna del Museo di Casal de’ Pazzi. Lungo via Egidio Galbani, il Museo comunica il suo contenuto secondo un linguaggio moderno che sia intellegibile a tutti i livelli. L’iniziativa esprime una nuova modalità di intendere la relazione tra artista, Museo e territorio attraverso la realizzazione di nuove forme di arte contemporanea.
Le proposte, pervenute a seguito dell’avviso pubblico, esaminate da una commissione appositamente costituita, sono state nel complesso di notevole qualità, tutte strettamente ispirate dai contenuti del Museo. Tra esse è risultata vincitrice la proposta del giovane artista Jerico Cabrera Carandang (classe 1992), che con il suo progetto “Riflessi” ha proposto di svelare con immediatezza universale il ricordo della vita che centinaia di migliaia di anni fa si svolgeva proprio dietro le mura del museo. L’immagine del fiume, che una volta scorreva proprio dove oggi sorge il Museo, occupa interamente le pareti esterne. In tal modo l’opera muraria funge da portale: permette non solo di espandere verso l’esterno, verso la città industrializzata, l’oasi preistorica, ma ne ricostruisce accuratamente le sensazioni di maestosità e stupore con le quali l’uomo preistorico, che abitava queste terre, doveva confrontarsi.
L’opera è stata pensata utilizzando collettivamente tutti e quattro i muri disponibili come se fossero un’unica tela. Una visione frontale del corso di un fiume che si estende su tutta la lunghezza del primo e dell’ultimo muro per poi aprirsi alla visione di una scena naturalistica preistorica sul muro centrale.
L’intervento di street art di Jerico rientra nei progetti di valorizzazione del patrimonio museale, archeologico e storico-artistico di Roma Capitale realizzati grazie alle piccole donazioni in denaro, che dal 2016 il pubblico può effettuare attraverso appositi raccoglitori situati negli 8 Musei Civici gratuiti (Museo Napoleonico, Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco, Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese, Museo Pietro Canonica, Museo delle Mura, Museo di Casal de’ Pazzi, Villa di Massenzio, Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina). Un risultato dovuto alla generosità dei cittadini e dei turisti, che hanno aderito con entusiasmo all’idea di contribuire concretamente e in prima persona alla valorizzazione del museo visitato, con una crescente partecipazione che è testimoniata da un notevole aumento, anno dopo anno, delle somme donate (nel 2017 e nel 2018 raddoppiate rispetto al 2016).
Per restituire ai fruitori un segnale concreto e tangibile del loro utilizzo, si è deciso di adoperare le somme donate nell’ambito degli stessi spazi museali che le hanno ricevute.Con i fondi raccolti nel 2017 e nel 2018, partiranno altri nuovi progetti che riguarderanno anzitutto interventi permanenti di miglioria e di valorizzazione degli ambienti museali.
Giovedì 14 febbraio, in occasione dell’inaugurazione del murale, il museo resta aperto anche nel pomeriggio, dalle ore 15.30 alle 18.30.
Per questa occasione speciale saranno effettuate tre visite guidate al murale e al museo (ore 15.30, 15.45, 17.30) a cura dei volontari del Servizio Civile Nazionale aperte al pubblico con prenotazione obbligatoria al numero 060608.
Piero Mazzocchetti festeggia 20 anni di carriera a RomaApprezzato anche all’estero per la sua voce pop lirica, protagonista del concerto ‘Amara Terra Mia’
14 febbraio 201917:15
Piero Mazzocchetti, apprezzato in tutto il mondo per la sua voce pop lirica, festeggia i primi 20 anni della sua carriera, partita dalla Germania l’8 aprile 1999.
Dopo i successi ottenuti anche in Canada, Stati Uniti e Cina, il tenore abruzzese presenterà l’8 aprile, nella Sala Umberto di Roma, il suo concerto ‘Amara Terra Mia’.
L’artista farà vivere un viaggio musicale dagli anni ’30 ai giorni d’oggi, alternando atmosfere classiche, pop e sonorità jazz e swing americano. Sarà una serata di sorprese, musica e danza, con un repertorio che spazia da pezzi indimenticabili come ‘Parlami d’amore Mariù’ a brani contemporanei, da Dean Martin a Domenico Modugno, da Frank Sinatra a Renato Zero, da Renato Carosone a Lucio Dalla. Non mancheranno omaggi alla canzone napoletana e brani dello stesso Mazzocchetti come ‘Schiavo d’amore’, con cui il tenore conquistò il terzo posto al Festival di Sanremo nel 2007.
Ad accompagnare Mazzocchetti sul palco una band composta dai musicisti Roberto Desiderio, Gabriele Pesaresi, Pierluigi Santullo, Francesco Mammola. Ospite d’onore la coreografa Grazia Cundari, il ballerino Federico Pisano e il corpo di ballo del Terzo Millennium di Manolo Casalino, oltre ad altri artisti emergenti proposti dalla Crossover Academy, la scuola di canto diretta dal maestro. L’evento è organizzato da Marco De Antoniis che ha ideato insieme a Mazzocchetti lo spettacolo.
“Sarà un concerto trasversale, un percorso attraverso la musica leggera, il crossover, la lirica”, racconta il tenore. “Ci saranno anche alcune novità legate all’esperienza di Tale e Quale Show. Con la partecipazione al programma – spiega Mazzocchetti – ho voluto dimostrare di essere un artista trasversale, oltre a sfatare il mito che un tenore proponesse soltanto un repertorio classico e fosse solo per coloro che amano la lirica”.
Clandestine, percorso educazione sentimentale parte da docu
14 febbraio 201915:49
– “Clandestine” è un progetto didattico formativo sperimentale destinato alle ragazze e ai ragazzi delle scuole secondarie superiori e delle Università, un percorso di “educazione sentimentale” che individua nell’espressione della creatività lo strumento preminente di prevenzione e contrasto alla violenza verso le donne. Fino al 2020 si avvarrà di più strumenti e linguaggi, l’audiovisivo, primo fra tutti, con la realizzazione di un Documentario (curato da The Making of) dal titolo “Clandestine – L’altra Italia dell’Arte” che vede protagoniste otto donne che hanno fatto della creatività ragione di vita. Si parte con Raffaella Formenti, creatrice di sculture e installazioni con carta riciclata delle immagini pubblicitarie, seguirà Rosaria Lo Russo, “poetrice” di Firenze che coniuga poesia e recitazione. Si prosegue con Alice Pasquini, la giovane street-artist romana che ha dipinto su più di 2000 muri in giro per il mondo. Ci sarà anche Bianca Tosatti, la maggior esperta di arte del disagio mentale, la cosiddetta “Art Brut”. E poi la storica dell’arte Isabella Botti che può guidarci nella Roma delle statue parlanti, l’archeologa Marcella Frangipane che scavando in Turchia ha portato alla luce le vestigia di una città-stato del IV millennio a.C. Per concludere con la fotografa e performer, Agnese Purgatorio, allieva di Lisetta Carmi e con Cristina Crespo, pittrice, scultrice e performer di esterni in particolare dei paesi colpiti dal terremoto nella provincia di Ascoli Piceno.Sono donne vere, che non vanno in TV e non troviamo sulle copertine delle riviste patinate ma vivono l’arte e la cultura come una magnifica ossessione e che, da artiste, sono in grado di offrire uno sguardo sempre alternativo ai pensieri più convenzionali. Il filmato, nella seconda fase del progetto, sarà proiettato, alla presenza delle protagoniste, in diverse scuole e università italiane con l’organizzazione di incontri, confronti, dialoghi performance e mostre (linguaggio espositivo) delle opere, di foto, video, materiali e scrigni delle artiste e del back stage delle riprese. Si farà uso di un sistema di pannellistica di approfondimento agile e smart per poter seguire il fluire itinerante del progetto tra le diverse scuole o università a Roma, a Lastra a Signa (FI) e a Campobasso.
Tutto questo si accompagnerà all’attività più propriamente didattica in cui si attiveranno, a carattere sperimentale ma ci si augura diventino continuativi, degli Ateliers di “parità sentimentale”, a cura dell’Associazione Controchiave.
“CLANDESTINE” ha un sito web: http://clandestinedoc.it/.
Vilas indaga dolore e verità
dal lutto memoria e riscoperta dell’amore e della bellezza
13 febbraio 2019 08:29
– MANUEL VILAS, ”IN TUTTO C’E’ STATA BELLEZZA” (GUANDA, pp. 410 – 19,00 euro – Traduzione di Bruno Arpaia).
Un libro, una rivisitazione autobiografica, alla fine comunque un romanzo sul dolore e la verità, sul rapporto che si costruisce tra questi due poli, indagando sull’amore e la morte, oltre che sulla scrittura. Manuel Vilas si misura con la propria sofferenza e solitudine scomparso il padre, morta da poco la madre, finito il suo matrimonio con l’aggiunta dell’amore e il senso di colpa che ha verso i figli: il suo stato di prostrazione e tristezza è tale in quel 2015 che lo scrittore dice di esser stato anche a farsi fare una tac di controllo, per scoprire che per quel che riguardava il fisico non c’era nulla di anomalo. E’ allora che ripensa a suo padre e alle conversazioni avute con lui e si mette a scrivere del suo presente e passato, perché solo scrivendo riesce a dare sfogo a ”tanti messaggi oscuri” che gli arrivano da ”il grande fantasma di ciò che siamo: una costruzione lontana dalla natura.
Il grande fantasma ha successo: l’umanità è convinta della sua esistenza. E’ lì che iniziano i miei problemi”. Per arrivare a scoprire che ”in tutto c’è stata bellezza”.
Un libro di nodi che si sciolgono, per certi aspetti crudo eppure intriso di dolente tenerezza (che alla fine si libera in versi, nelle poesie che chiudono la narrazione) in questo ricostruire, ricordare, osservare fotografie (alcune riprodotte nel testo) nel misurarsi con la morte e la vita che continua: ”i vivi contabilizzano gli anniversari dei morti come fossero vivi assenti; cosicché i vincoli si stringono e le contabilità tra vivi e morti trovano intersezioni eccentriche, frutto del fatto che la morte non ha contenuto e che la vita senza la morte non ha finalità…. La morte conferisce un significato inatteso alla vita di qualunque essere umano”. Il padre di Vilas è stato cremato, in fretta come sempre – annota – per far sparire il cadavere che ci costringe a riconsiderare i vincoli che ci hanno unito a lui, ci impaurisce: è il futuro, è ciò in cui ci trasformeremo.
E queste pagine sono in fondo la riconsiderazione di quei vincoli, sono quella sepoltura che a suo padre non fu data, sono una trasformazione in scrittura di una vita, di quello che noi crediamo sia stata e di come la ricostruiamo, perché per lo scrittore è chiaro che la memoria della nostra vita, nel bel mezzo dello svanire di tutte le cose, finisce per avere lo stesso valore della finzione. ”La verità è sempre in costante trasformazione, per questo è difficile dirla…. l’importante è riflettere il suo continuo movimento, la sua irregolare disinvolta metamorfosi”. Del resto più che certa concretezza del padre commesso viaggiatore, è la madre ”punk”, come la definisce, che gli ha lasciato ”il caos narrativo” con la sua necessità di manipolare i fatti, modificare la date di nascita come il suo secondo cognome e così via, non dando importanza alle parole, ”ma alle cose che si travestivano da parole”: ”non è un gioco né una frivolezza, è una sfida alle leggi umane…. non è arroganza, anzi tutto il contrario, è piuttosto dolore. Arrivi all’indifferenza per il cammino del dolore, della vacuità, della mancanza di gravità”. Prende corpo, in modo ondivago, per associazioni e agganci logici o temporali, la storia nella cittadina di Barbastro di una famiglia, il valore e la fragilità dei rapporti e dei sentimenti lungo cinquant’anni, nel passare delle generazioni, dall’esistenza sofferta della nonna con un figlio morto e il suicidio del marito, al presente dei figli ”guardato con la lente d’ingrandimento” per non perderne nulla, perché ”il presente non è un mistero, però appena si trasforma in passato l’enigma lo invaderà”, tra un pranzo della domenica, una telefonata o l’acquisto di un frigorifero, sino a scoprire nella vita dei genitori, inattesa, l’allegria e un anticonformismo nella Spagna franchista, sino a riuscire a parlare con loro, a rievocare una loro notte del 1961 con una danza d’amore da cui lui è nato. Pagina dopo pagina viene dato corpo ”all’amore che provavo per loro, del fatto che quell’amore non se ne va”, per concludere ”Nessuno sa cos’è l’amore”, ma anche che provar piacere nel presente senza coscienza del passato, ”non è un godimento, ma un’alienazione”.
Berlino: La Paranza dei bambini, tra violenza e giocoSaviano, ormai solo la camorra crede ai giovani
13 febbraio 201909:19
– Per Francesco Di Napoli (Nicola), Artem Tkachuk (Tyson), Alfredo Turitto (Biscottino), Ciro Vecchione (O’Russ), Ciro Pellecchia (Lollipop) e Mattia Piano Del Balzo (Briatò) la vita è adesso, una vita accelerata, fatta di tanti soldi, pistole vere con le quali giocare e droga, altrettanto vera, da vendere nel rione Sanità di Napoli. Hanno quindici anni e non si aspettano neppure di vivere a lungo questi straordinari protagonisti de ‘La paranza dei bambini’ di Claudio Giovannesi unico italiano in concorso in questa 69/ma edizione del Festival di Berlino e film tratto dall’omonimo libro di Roberto Saviano che ne è anche sceneggiatore insieme allo stesso regista e Maurizio Braucci. In sala da oggi.
Nel cast tutti ragazzi dei quartieri di Napoli del tutto esordienti tra cui spicca Francesco Di Napoli che interpreta il ruolo di Nicola, quello che diventerà il boss di questa banda di cosiddetti ‘paranzini’. Che miti hanno questi sedicenni? Il Rolex (meglio se è d’oro perché fa proprio boss), i vestiti firmati (le sneakers su tutto) e anche poi avere una casa da vero camorrista con tanto di finto contrabbasso bianco come mobile bar. Divisi tra il sogno di fare i soldi in fretta e le crostatine materne, il destino li porterà ad abbracciare quel crimine che nei loro quartieri vuol dire solo una cosa: non essere più dei fessi.
“Non volevo fare lo spin-off di Gomorra – dice il regista -, ma piuttosto parlare della perdita dell’innocenza. Non volevo neppure fare un film su Napoli o fare della semplice sociologia.
Il tutto è invece costruito sul binomio gioco e guerra, non a caso il film inizia con il furto di un albero di Natale, solo che questi ragazzini entrano alla fine in un gioco dal quale non si può più tornare indietro. Insomma – conclude – volevo fare un film dal punto di vista degli adolescenti senza giudicare troppo”.
Tante le suggestioni che arrivano da Saviano. “La Camorra – dice – è l’unica struttura che accetta dei giovanissimi ai vertici. Eppure per questi ‘paranzini’, ragazzini criminali diventati comuni in tanti paesi del mondo (dall’Albania al Brasile), c’è un’aspettativa di vita pari a quella nel Medioevo, ma questo sembra non essere un problema”.
I desideri di questi ragazzi aggiunge “non sono più quelli del ghetto, ma sono gli stessi di tanti ragazzi delle metropoli europee solo che per loro c’è una lampada di Aladino che è la pistola”.
Anche i genitori che si vedono in questo film, che potrebbe aspirare a tutto diritto ad entrare nel Palmares di questa edizione di Berlino, tra l’altro molto sottotono, ” non sono affatto autorevoli. Sono quelli che cedono la loro stanza ai figli quando diventano ‘paranzini’ e anche le stesse banche, va detto, alle famiglie con dei ragazzi legati alla criminalità concedono più facilmente un mutuo”.
Infine una pillola di saggezza sull’amore: “I mafiosi considerano l’amore, una cosa da femminielli – dice Saviano -.
Loro pensano che devi sposare chi non si ama troppo perché l’amore passa, ma la famiglia no”.
Mostra-mercato Ligabue a PiacenzaDal 15 febbraio al 28 aprile 82 opere alla galleria Biffi
PIACENZA13 febbraio 201911:21
– Le opere di ‘Antonio Ligabue pittore e scultore’ al centro di una mostra-mercato in programma alla galleria Biffi Arte di Piacenza dal 15 febbraio al 28 aprile. L’esposizione, curata da Augusto Agosta Tota, presidente della Fondazione Archivio Antonio Ligabue di Parma, presenta 82 opere – 59 dipinti e 23 sculture in bronzo – ed è un excursus sui tre principali periodi in cui è stata suddivisa la sua produzione artistica: dagli animali domestici del primo periodo alle tigri dalle fauci spalancate, i felini in attacco, i serpenti, i rapaci che ghermiscono la preda o lottano per la sopravvivenza del secondo e terzo periodo, una giungla che Ligabue immagina con allucinata fantasia fra i boschi del Po.
Anche l’attività plastica è presente con un nucleo di sculture tirate in bronzo dagli originali in terracotta o dall’unico in cera d’api come il ‘Cavallo in amore’.
La mostra piacentina (inaugurazione giovedì 14, ore 18, annunciati Vittorio Sgarbi e Marzio Dall’Acqua) “è la prima – spiega Agosta Tota – che la Fondazione concepisce osservando anche un profilo antologico, in una galleria privata. Se da una parte la Fondazione svolge in pieno la sua funzione culturale estranea a qualsiasi compromesso commerciale, che ne snaturerebbe le finalità, nel contempo permette a collezionisti, proprietari delle opere, operatori culturali, mercanti d’arte, investitori, se lo vogliono, di confrontarsi realmente con il mercato, come è specifico di una struttura privata quale è una galleria”. “Siamo convinti – aggiunge il presidente – che Ligabue sia un artista di così alto profilo che, anche se continueremo come Fondazione ad esporne le opere in strutture pubbliche, perché entri pienamente nel mondo artistico si debba consolidarne anche il mercato dando libero accesso alle quotazioni delle opere il cui valore, come per altri grandi artisti quotati, dipenderà dalla qualità pittorica, dal periodo di esecuzione, dalla dimensione e dal soggetto”.
A teatro, Ranieri, Muti e Lo CascioBattiston è Churchill. Curino e il soprintendente-eroe Rotondi
13 febbraio 201911:25
– Massimo Ranieri per la rpima volta diretto da Giancarlo Sepe ne ”Il gabbiano” di Cechov a Napoli e Giuseppe Battiston in ”Winston vs Churchill” di Paola Rota a Roma; Luigi Lo Cascio e Sergio Rubini con il ”Delitto/Castigo” da Dostoevskij e Ornella Muti con Enrico Guarneri ne ”La governante” di Vitaliano Brancati, tutti a Torino; e ancora, Laura Curino con ”La lista” ispirata alla storia del soprintendente che sfidò le SS Pasquale Rotondi, a Genova, e ”12 baci sulla bocca” di Mario Gelardi per la Compagnia del Nest, regia di Giuseppe Miale Di Mauro, ancora a Roma; sono alcuni degli spettacoli teatrali in scena nel prossimo week end.
Vasco, si preparano le navi per lo sbarco in SardegnaIl Komandante: ‘Osiamo là dove le grandi produzioni internazionali non vanno’
BOLOGNA13 febbraio 201911:36
– “Si preparano le navi per la Sardegna. Sbarcheremo con una produzione gigantesca, quella studiata per gli stadi. Praticamente osiamo là dove le grandi produzioni internazionali non vanno”. E’ l’annuncio di Vasco Rossi sui social e sul suo sito ufficiale, accompagnato da tre disegni di una nave, ‘Excelsior’, che riportano sulla fiancata il volto del rocker e la scritta ‘Vasco Non stop live 019’.
Cagliari e Milano saranno le uniche città toccate quest’anno dal Komandante, che sarà sul palco di San Siro l’1-2-6-7-11-12 giugno e alla Fiera del capoluogo sardo il 18 e 19 giugno. Su Facebook in poche ore il post ha raccolto oltre seimila ‘Mi piace’, centinaia di commenti pieni di entusiasmo e un migliaio di condivisioni.
Mia Martini, la fiction con Serena Rossi vola a 7.7 milioni di telespettatoriIl film è stato il programma più visto della giornata
13 febbraio 201912:26
Sono stati 7 milioni 727 mila con uno share del 31% i telespettatori che ieri sera su Rai1 hanno seguito “Io sono Mia”, la fiction con Serena Rossi dedicata alla vita a Mia Martini. Il film è stato il programma più visto della giornata, consentendo alle reti Rai di superare il 40% di share in prime time.Su Italia1 Le Iene sono state seguite da 1 milione 847 mila spettatori (9.61%). Su Rai2 la nuova stagione de Il Collegio ha esordito con 1 milione 634 mila spettatori (6.7%): il programma è stato apprezzato in particolare dai giovanissimi con il 32% di share nella fascia 8-14 anni. Su La7 DiMartedì con Giovanni Floris è stato visto da 1 milione 353 mila spettatori (5.81%).Su Canale5 Bridget Jones’s Baby ha registrato 1 milione 242 mila spettatori (5.58% di share). Su Rete4 per Il Segreto 1 milione 440 mila spettatori (5.29%) e per Una Vita 994 mila spettatori (4.27%). Sono stati 954 mila coloro che hanno scelto, su Rai3, #cartabianca: la trasmissione di Bianca Berlinguer si è attestata al 4.1% di share. Nel complesso le reti Rai hanno dominato la prima serata con 10 milioni 922 mila spettatori e il 40.7% (per Mediaset 7 milioni 685 mila e il 28.66%), la seconda serata con 4 milioni 920 mila e il 39.63% (per Mediaset 3 milioni 477 mila e il 28%) e l’intera giornata con 4 milioni 204 mila spettatori e il 38.94% (per Mediaset 3 milioni 376 mila e il 31.27%).Per quanto riguarda l’informazione: l’edizione delle 20 del Tg1 è stata vista da 5 milioni 846 mila spettatori (24.5%). Il Tg5 delle 20 ha segnato 4 milioni 337 mila telespettatori (17.91%), il Tg La7 ha raggiunto 1 milione 370 mila (5.68%). Il Tg2 delle 13 ha raccolto 2 milioni 194 mila spettatori (15.4%) e il Tg3 delle 19 l’11.2% di share, pari a 2 milioni 136 mila, saliti a 2 milioni 646 mila (13.2%) per le edizioni regionali, curate dalla TGR.Nel preserale L’Eredità su Rai1, il quiz condotto da Flavio Insinna, ha toccato quota 5 milioni 277 mila spettatori (25.2%). Nell’access prime time Amadeus e e il suo Soliti Ignoti – Il ritorno ha raggiunto 5 milioni 846 mila (21.7%). Su Canale5 Striscia la Notizia è stato seguito da 4 milioni 513 mila spettatori (16.70%). Su La7 per Otto e Mezzo di Lilli Gruber 1 milione 981 mila spettatori e il 7.44% di share.In seconda serata su Rai1 Porta a porta, il secondo appuntamento della settimana con il programma di Bruno Vespa, è stato apprezzato da 1 milione 482 mila spettatori (15.2%). La Rai segnala anche, nella programmazione del day time, la crescita de La Vita in diretta, su Rai1, con 1 milione 841 mila spettatori (14.9%) nella seconda parte, e Geo, il programma di Rai3 di Sveva Sagramola dedicato alla natura, visto ieri da 1 milione 658 mila (12.3%).
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Gomorra, ecco il trailer della 4/a stagione
Nuova vita e nuove alleanze per Genny, dal 29/3 su Sky
13 febbraio 201913:43
Una nuova vita per Genny e la sua famiglia. Una guerra che nessuno sembra volere. E nuovi personaggi che promettono di dire la loro in un Sistema dall’equilibrio sempre più precario. Iniziano a delinearsi i ruoli, le svolte impreviste, gli scontri e le alleanze che vedremo nei nuovi episodi di Gomorra. E quel che dal teaser si intuiva soltanto diventa più chiaro nel trailer rilasciato oggi dell’attesissima quarta stagione della serie originale Sky, il cui debutto è atteso su Sky Atlantic il 29 marzo.Nel trailer si vedono tutti i protagonisti della serie Sky prodotta da Cattleya – Genny (Salvatore Esposito), Patrizia (Cristiana Dell’Anna), Enzo (Arturo Muselli), Valerio (Loris De Luna) e Azzurra (Ivana Lotito) – assieme ad alcuni nuovi ingressi.I dodici nuovi episodi di Gomorra – prodotti da Cattleya, parte di ITV Studios, e Fandango in collaborazione con Beta Film – sono diretti da Francesca Comencini (responsabile anche della supervisione artistica della quarta stagione), Claudio Cupellini, Marco D’Amore, Enrico Rosati e Ciro Visco. Da un’idea di Roberto Saviano e tratta dal suo omonimo romanzo (edito da Arnoldo Mondadori Editore).
Gomorra – Quarta stagione debutterà il 29 marzo in esclusiva su Sky Atlantic.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Mogol, una giuria competente per Sanremo
Paroliere, non ho visto
il Festival, amo essere libero
13 febbraio 201914:48
– Giulio Rapetti in arte Mogol quest’anno non ha guardato Sanremo (“avevo delle partite di calcio da vedere, poi amo essere libero e non riesco a rimanere troppo attaccato davanti alla tv”), ma è al corrente delle polemiche nate intorno al verdetto del Festival: “La competenza è fondamentale. Le giurie lo erano? Ed è fondamentale anche la meritocrazia. Senza di quella non c’è democrazia” commenta
a margine della presentazione di Un’avventura, la storia d’amore in musical di Marco Danieli, con Laura Chiatti e Michele Riondino, costruita sulle canzoni di Mogol/Battisti, in sala dal 14 febbraio con Lucky Red.
Secondo il paroliere e produttore, a Sanremo si dovrebbe continuare a votare con televoto e giuria: “il televoto perché la gente è sempre stata la grande selezionatrice. Mozart è arrivato a essere quello che è non grazie ai critici. E serve anche una giuria, che però sia composta scegliendo dei competenti veri che possano dare il loro contributo e aggiustare eventualmente un po’ le cose”.
Clerici via a SanremoYoung con TravoltaTeen talent dedicato alla musica su Rai1 il venerdì dal 15/2
13 febbraio 201914:51
– Antonella Clerici in compagnia di un mito, John Travolta, per una sera conduttore d’eccezione: arriva su Rai1 dal 15 febbraio con l’avvincente teen talent dedicato alla musica, SanremoYoung. Ospite sul palco con i ragazzi in gara, il vincitore di Sanremo 2019 Mahmood.
Cinque appuntamenti live con musica italiana e internazionale, in onda il venerdì alle 21.25 in diretta da Sanremo. Una prima puntata di grandissimo spettacolo che vedrà Antonella Clerici e John Travolta veri mattatori della serata. Ragazzi dai 14 ai 17 anni affronteranno una gara ad eliminazione che li vedrà interpretare i più grandi successi dalle passate edizioni del Festival, con la direzione artistica di Gianmarco Mazzi.
L’Academy di SanremoYoung è composta da Enrico Ruggeri, Noemi, Rita Pavone, Belen Rodriguez, Rocco Hunt, Shel Shapiro + Maurizio Vandelli, Amanda Lear, Baby K, Angelo Baiguini, e Giovanni Vernia. In caso di parità, nella votazione dell’Academy sarà determinante il voto del Direttore d’Orchestra, Maestro Diego Basso
Prorogata mostra Banksy a FirenzeFino al 24 marzo a Palazzo Medici Riccardi
FIRENZE13 febbraio 201915:19
– E’ stata prorogata fino al 24 marzo 2019 la mostra ‘Banksy This is not a photo opportunity’, in corso a Palazzo Medici Riccardi, a cura di Gianluca Marziani e Stefano S. Antonelli. L’esposizione è promossa e prodotta da MetaMorfosi Associazione Culturale, con il patrocinio di Firenze Città Metropolitana e il sostegno della Regione Toscana e la collaborazione di Mus.e. In esposizione, spiega una nota, le immagini più celebri del misterioso street-artist inglese, le opere che si sono guadagnate altissima popolarità attraverso la condivisione sui social media. A completamento del percorso espositivo, il pubblico avrà a disposizione un’infografica sulla cronologia dell’artista, ampie schede storiche sulle opere con documentazione fotografica, i ‘black books’ originali, poster originali di sue mostre, banconote contraffatte e una selezione di video. Inoltre per sabato 16 febbraio, promosso da Mus.e, con l’Ufficio Unesco del Comune di Firenze, è in programma un laboratorio sul futuro sostenibile.
Passeggiate autore per ‘secoli di Siena’Al via dal 23/2. Percorso lungo un anno con 10 appuntamenti
SIENA13 febbraio 201916:06
– Si chiama ‘I secoli di Siena’ ed è un viaggio alla scoperta della città di Siena passeggiando attraverso i luoghi, focalizzando l’attenzione su particolari momenti storici, figure di spicco e le istituzioni della città: dalle origini di Siena alla scoperta dell’antico ateneo, dai canti popolari al costituto in lingua volgare, dalla banca e il suo rapporto con la città all’Accademia dei Rozzi, fino all’Ottocento. Dal 23 febbraio prende il via la sesta edizione de Le passeggiate d’autore format ideato dal portale Toscanalibri.it e Comune di Siena con la direzione artistica di Luigi Oliveto.
Un percorso lungo un anno con dieci appuntamenti programmati e un’appendice per il 2020 alla scoperta dei musei delle Contrade del Palio. La prima passeggiata ‘Città e campagna nel canto popolare’, con partenza da piazza Indipendenza e arrivo in piazza del Mercato, sarà guidata da Mariano Fresta e dalla cantante folk Giuditta Scorcelletti
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Carnevale Venezia nel segno della luna
Festa dal 16 febbraio al 5 marzo, attenzione a rispetto città
VENEZIA13 febbraio 201916:22
– La Luna, ispiratrice di sogni e stravaganze, mutevole e cangiante, sarà il filo conduttore del Carnevale di Venezia 2019, un’edizione ricca di appuntamenti e iniziative diffuse su tutto il territorio comunale, organizzate con un’attenzione particolare al tema della sicurezza e al rispetto della città, nel segno della campagna #EnjoyRespectVenezia. La festa veneziana è stata presentata a Ca’ Farsetti, sede del Comune. Prevede 150 appuntamenti con 300 artisti e gruppi coinvolti, trenta manifestazioni culturali, 50 iniziative per bambini e ragazzi. Il Carnevale, intitolato “Tutto colpa della Luna”, animerà Venezia dal 16 febbraio al 5 marzo grazie al lavoro di squadra, coordinato dalla società Vela. Confermato lo schema organizzativo dello scorso anno per i ‘voli’ dell’Angelo, e poi dell’Aquila, dal Campanile in Piazza San Marco, con un limite di accessi fissato a 23mila persone.
Per la Festa veneziana sull’acqua in Rio di Cannaregio verrà invece transennata Lista di Spagna per evitare blocchi.
Zeffirelli, all’Arena di Verona l’amata TraviataDal 21 giugno. Maestro, Violetta immagine delle donne di sempre
13 febbraio 201919:47
“Amo tutto della Traviata. Violetta è l’immagine perfetta della donna di oggi e di sempre. Passando una giornata con lei assaggi tutti i sapori della femminilità”. Sembrano non finire mai i sogni e le sfide per Franco Zeffirelli, che il prossimo giugno celebrerà il primo incontro, da tanto tempo atteso, tra l’amatissimo capolavoro di Verdi e un altro dei suoi più grandi amori, l’Arena di Verona. Un nuovo allestimento pensato già dal 2008, con regia e scenografie dalla complessa gestazione, che il 21 giugno aprirà l’Opera Festival 2019, con repliche fino a settembre.Sotto un sole quasi primaverile, Zeffirelli nella sua splendida casa-museo di Roma non poteva certo mancare alla presentazione di quello che sarà per la sua Traviata, opera a lungo frequentata (8 celebri allestimenti, tra cui quelli storici del ’58, quando l’affrontò per la prima volta a Dallas con Maria Callas, e del ’64 alla Scala con la direzione di von Karajan), un debutto imperdibile e al tempo stesso una preziosa opportunità di lasciare alle future generazioni la summa di tutte le riflessioni, gli studi e le suggestioni legati al titolo verdiano. Con le sue piccole cagnoline Dolly e Blanche sempre intorno (“spendo con loro il tempo più prezioso”, sussurra), il maestro, 96 anni compiuti ieri (“Quanti anni?”, chiede ai presenti che gli fanno gli auguri, e avuta la risposta quasi si stupisce e si fa un applauso), non si è risparmiato, nonostante la grande fatica: troppo importante è il progetto che lo riporta trionfante sul palco immenso dell’Arena, dove è stato protagonista con Carmen e Aida, Turandot e Madama Butterfly, Il Trovatore e Don Giovanni, ma mai con Traviata. Se in questa ‘prima volta’ ancora non si sa chi sarà Violetta, quello che invece è certo è che il pubblico godrà di uno spettacolo colossale. Sarà infatti una Traviata sontuosa, insieme nuova e tradizionale, emblema del lungo pensiero del maestro sul contesto, la storia e i personaggi, che avrà anche qualche autocitazione, come il sipario all’aperto (la cui invenzione risale al ’95 in occasione della Carmen) e la presenza del letto originale usato nella versione cinematografica dell’opera firmata nel 1983.Del resto per Zeffirelli il capolavoro di Verdi è da sempre il terreno su cui misurare la sua geniale creatività, nell’urgenza di regalare al pubblico qualcosa di sublime e di perfetto, che possa pienamente rispettare lo spirito originale dell’opera. Oltre ad aver radunato attorno a sé per questo progetto tutti i suoi più stretti collaboratori (tra cui il vice direttore artistico Stefano Trespidi e Maurizio Millenotti, che curerà i costumi), il regista toscano ha anche ritrovato una affettuosa amicizia, quella con Cecilia Gasdia, sovrintendente e direttore artistico della Fondazione Arena di Verona, oggi visibilmente emozionata di stare ancora accanto al suo maestro. Il 9 dicembre 1984 Zeffirelli affidò infatti proprio a lei il difficile compito di interpretare la ‘sua’ Violetta, e poi la scelse ancora in tante altre occasioni. “Ci siamo tenuti per mano tante volte e ti ho massacrato spesso”, le dice il maestro con affetto tenendola stretta. Lei risponde con commozione: “Questo spettacolo è il coronamento di un sogno che Zeffirelli coltiva da più di 10 anni, ma anche del mio sogno. Ho lavorato tutta la vita con lui come cantante e questa è la mia occasione di restituirgli un dono e rendergli omaggio”, afferma Gasdia. “A lui mi lega una lunga amicizia”, prosegue, “è sempre stato un perfezionista, ogni volta ha insegnato a tutti noi a cercare qualcosa che non sapevamo di avere. Questo allestimento sarà rispettoso dei tempi e dei luoghi di Traviata, perfettamente calato nella realtà drammaturgica”.
Sit in, ‘non chiuda Paradiso signore’Lavoratori e fan lanciano petizione per seconda stagione daily
13 febbraio 201916:46
– “Non chiuda Il paradiso delle signore”: la protesta contro il rischio di uno stop alla serie, in onda dal lunedì al venerdì alle 15.40 su Rai1, ha animato un sit in a Viale Mazzini, sotto la sede della Rai, con lavoratori e fan. Parallelamente è stata lanciata una petizione indirizzata alla direttrice di Rai1, Teresa De Santis, al presidente della Rai, Marcello Foa e alla responsabile di Rai Fiction, Eleonora Andreatta.
Dopo due stagioni andate in onda in prima serata, la fiction – una coproduzione Rai Fiction-Aurora Tv prodotta da Giannandrea Pecorelli – ambientata in un grande magazzino all’inizio degli anni ’60, dal 10 settembre ha traslocato nel day time di Rai1.
Nuovo il cast, con Vanessa Gravina, Roberto Farnesi, Gloria Radulescu, Giorgio Lupano, Neva Leoni, mentre dei vecchi protagonisti sono rimasti solo Alessandro Tersigni e Alice Torriani. Partita intorno al 9% di share, arrivata a toccare anche il 15%, la fiction non è stata ancora rinnovata per la seconda stagione.
Le riprese principali si svolgono negli studi Videa di Roma dove sono stati costruiti per l’occasione due teatri di 1.500 mq ciascuno, mentre su una superficie di oltre 1.000 mq sono stati allestiti l’esterno e l’ingresso del Paradiso.
Surrealismo a Palazzo Blu,visite fino 22Orario prolungato per ultimi giorni esposizione
PISA13 febbraio 201916:47
– Orari prolungati, fino alle 22, per la mostra ‘da Magritte a Duchamp. 1929: il Grande Surrealismo dal Centre Pompidou’, a Palazzo Blu a Pisa. E’ quanto è stato deciso per gli ultimi tre giorni di apertura dell’esposizione, in programma fino al 17 febbraio, vista la grande affluenza di visitatori registrata nelle ultime settimane.
La mostra, che ha portato a Pisa i capolavori del Centre Pompidou di Parigi, raccoglie circa 150 opere di René Magritte, Salvador Dalí, Marcel Duchamp, Max Ernst, Giorgio De Chirico, Alberto Giacometti, Man Ray, Joan Miró, Yves Tanguy, Pablo Picasso e molti altri, tra lavori pittorici, sculture, oggetti surrealisti, disegni, collage, installazioni e fotografie d’autore.
S. Cecilia: Biondi dirige MozartTre sinfonie. Il maestro sarà anche violino solista
13 febbraio 201917:36
– E’ interamente dedicato a Mozart il concerto della stagione sinfonica di Santa Cecilia in programma giovedì 14 febbraio alle 19:30 all’ Auditorium Parco della Musica con il maestro Fabio Biondi sul podio per dirigere l’ orchestra dell’ Accademia Nazionale in tre sinfonie del genio di Salisburgo (repliche venerdì 15 alle 20:30 e sabato 16 alle 18:00). Biondi, nome affermato nel mondo nell’interpretazione della musica barocca, sarà nella doppia veste di direttore di violino solista “dialogando” con Raffaele Mallozzi, prima viola solista dell’ orchestra ceciliana. Il programma comprende la Sinfonia n. 31 K 297 “Parigi” – scritta alla fine di un viaggio durato più di un anno, che aveva portato il ventiduenne Mozart da Mannheim nella capitale francese, alla ricerca di nuove prospettive professionali che potessero migliorare la deludente realtà della corte salisburghese in cui il compositore si sentiva limitato artisticamente e umanamente – la Sinfonia Concertante K 364 e la Sinfonia n.36 k425 “Linz”.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
A Fuseum Perugia omaggio a Brajo Fuso
Nuovo allestimento celebra poetica riciclo a 120 anni da nascita
PERUGIA13 febbraio 201917:43
– Dagli esordi figurativi degli anni ’40 alle stagioni più note, come quella delle Straticromie, dei Cromoggetti, dei Legni o della fase spaziale. Dalle stravaganti ceramiche alle sculture antropomorfe, fino alle irriverenti opere realizzate con le cicche e i cerini. E poi il Pittocromo, lo spazio in cui riflettere e creare, completamente rinnovato. A partire dal 21 febbraio, con un nuovo allestimento di 117 che si snodano lungo 13 sale, il Fuseum, la casa museo dell’artista perugino Brajo Fuso (1899 – 1980), rende omaggio al suo creatore a 120 anni dalla nascita presentando al pubblico la nuova galleria interna permanente. In questo parco-museo di circa 13.000 metri quadri situato tra i colli di Perugia e creato a partire dagli anni ’60 dall’artista stesso assieme alla moglie Bettina Rampielli, il nuovo allestimento (a cura di Alessandra Migliorati e Andrea Baffoni) testimonia la maestria di Brajo Fuso nel realizzare opere d’arte con materiali di scarto, dando a essi nuova vita. Negli ampi spazi del Fuseum, che prende il nome dalla fusione del cognome dell’artista con il sostantivo museum, si celebra dunque la poetica del riciclo e dell’oggetto ritrovato, su cui Brajo Fuso basò tutta la sua sperimentazione artistica.
Mogol-Battisti per un amore in musicalIn sala da 14/2 ‘Un’avventura’ con Riondino e Chiatti
13 febbraio 201919:54
‘Non è Francesca’ in tango, ‘Dieci ragazze’ versione disco, ‘Balla Linda’ beatlesiana, ‘Acqua azzurra acqua chiara’ liberatoria e sotto la pioggia, ‘Il vento’ struggente, ‘Ladro’ riletta con una danza di ex amori. Sono fra i 10 brani di Mogol/Battisti (più altre sorprese nei dialoghi) sui quali è costruita Un’avventura, la storia d’amore in musical di Marco Danieli, con Laura Chiatti, Michele Riondino, Valeria Bilello e Thomas Trabacchi, in sala dal 14 febbraio, San Valentino, in 360 copie con Lucky Red.”Non posso dire cosa ne avrebbe pensato Lucio, ma se mi devo basare sull’uomo che ho conosciuto – dice Mogol – che è stato consulente artistico del progetto – è sempre stato sempre un artista avanti, che cercava di assimilare il contributo di tutti i più grandi artisti del mondo, passava la vita ad ascoltare. Penso che questo film gli sarebbe piaciuto perché è una storia moderna e attuale”. Al centro della storia, scritta da Isabella Aguilar, ambientata tra gli anni ’70 e ’80, il rapporto appassionato e tormentato, raccontato in 15 anni, fra Matteo (Riondino) meccanico con un grande talento nello scrivere canzoni e Francesca (Chiatti) giovane donna libera, che cambia vita quando inizia a lavorare in un’agenzia pubblicitaria. Innamorati fin da ragazzi, i due protagonisti tra addii, riscoperte, separazioni e rincorse, si confrontano con tradimenti, scelte difficili, pentimenti e nuovi incontri.”Sono rimasto piacevolmente sorpreso, è un film vivo, ci ritrovi la stessa differenza che c’è tra la pastasciutta scotta e quella al dente – aggiunge Mogol -. La prima è immangiabile, la seconda straordinaria, e così sono anche marketing e vita. Qui non c’è marketing ma solo vita. Io d’altronde mi sono sempre ispirato a storie che ho vissuto o visto vivere. E’ un film che colpisce, ci si immedesima. c’è dentro una magia, è il più bel regalo che abbiamo ricevuto”. Per Michele Riondino “nelle canzoni di Mogol e Battisti c’è tutto il materiale necessario per raccontare una storia d’amore pura e reale, che per essere tale deve passare sui cadaveri e i residui di altre storie. Questa è una commedia romantica musicale ma non è una storia sdolcinata, si passa anche per delusioni e tradimenti”. Marco Danieli, qui all’opera seconda dopo La ragazza nel mondo spiega che “con un po’ di incoscienza, ci siano avventurati in questo patrimonio musicale che è parte della cultura italiana. Per affrontarlo ci voleva un certo pudore, ma grazie all’aiuto di Mogol pian piano siamo entrati nelle canzoni”. Fondamentale anche l’apporto di Pivio e Aldo De Scalzi, che hanno curato l’arrangiamento dei brani e firmato le musiche originali e le coreografie di Luca Tommassini, che ha avuto a disposizione 50 danzatori professionisti, compreso uno di 80 anni. A Diodato (che appare anche in un cameo), il compito di realizzare una propria versione di ‘Un’avventura’.Fin dall’inizio il progetto “era incredibilmente attraente – spiega Laura Chiatti -. Ho sempre amato cantare ma non ho mai potuto esternare in maniera concreta questa passione, perché il musical in Italia si fa solo a teatro e io essendo una cacasotto non ho mai pensato di poter fare quello. E’ stato molto bello portare un musical al cinema, pensando a film come La La land o Chicago”. Sarebbe potuta essere “una trappola o una cosa meravigliosa. Io sono soddisfatta, è un progetto portato avanti con molto pudore e poca presunzione”. Anche se per l’attrice il rapporto con il ballo non è stato agevole: “Luca Tommassini non credeva esistesse una donna così scoordinata” scherza. Riondino non avrebbe mai voluto smettere “di fare le prove, visto che stavolta ci siamo cimentati anche in altri sport. La salvezza è stata proprio la recitazione. Cantare Un’avventura a Sanremo, è stato un dramma indescrivibile per me. Ma usare la recitazione per interpretare quelle parole è stato molto più semplice”. Molti capolavori sono rimasti necessariamente fuori dalla colonna sonora, ma “nel caso il film andasse bene – spiegano i produttori – abbiamo già l’idea di un sequel”.
Archeologico Napoli, focus sul ‘corpo’Fino a dicembre, 14 appuntamenti, dalla poesia alla danza
NAPOLI13 febbraio 201918:59
– Dalle statue classiche a Canova, dalla danza di Virgilio Sieni alla poesia di Mariangela Gualtieri, da Pompei a Mapplethorpe: un anno dedicato al ‘corpo’, tema scelto dal Museo Archeologico nazionale di Napoli per la sua sezione ‘Fuoriclassico’ 14 appuntamenti sulla ‘contemporaneità ambigua dell’antico’, tutti ad ingresso gratuito. ”Si tratta della punta di diamante della nostra programmazione culturale – spiega il direttore Paolo Giulierini presentando Fuoriclassico con il curatore Gennaro Carillo – Per il terzo anno nel nostro ciclo di incontri, conversazioni, performance, con scrittori e poeti, studiosi, artisti di altissimo profilo, metteremo a confronto il mondo classico con il contemporaneo, le sensibilità e i problemi del presente. Da questa edizione anche la danza contemporanea entra nel programma, con una creazione site specific di un maestro come Virgilio Sieni”.
Mipel chiude in leggero caloCrescono i visitatori russi e europei, in calo quelli asiatici
13 febbraio 201919:28
– Si è conclusa con un bilancio di presenze positive rispetto all’edizione precedente (+7%) e un leggero calo rispetto a febbraio 2018 (-2,9%) la 115/a edizione di Mipel, rassegna internazionale delle borse e degli accessori chiusa oggi nei padiglioni di Fiera Milano a Rho.
Prendendo a riferimento l’edizione di settembre 2018, è stato registrato un calo delle visite dal sud est asiatico, mentre sono cresciuti i visitatori europei, con performance particolarmente positive da Federazione Russa (+33%), Spagna (+26%), Francia (+23%) e Germania (+21%). Nonostante le incertezze del mercato interno, l’Italia si conferma il top performer, facendo registrare +10% di presenze totali.
“Abbiamo intrapreso un percorso che ha creato le condizioni per agevolare lo sviluppo del business a favore delle nostre aziende e favorire la partecipazione di player internazionali che hanno reso Mipel più contemporaneo”, ha commentato Riccardo Braccialini, presidente di Assopellettieri e di Mipel.
Micam chiude con 43 mila visitatoriCalzature Made in Italy, exploit dei buyer da Usa e Canada
RHO13 febbraio 201919:29
– Nella prima edizione 2019, rispondendo al nuovo record di export in valore fatto segnare dalle calzature Made in Italy nell’anno appena concluso, Micam, il Salone Internazionale della calzatura chiuso oggi alla Fiera di Milano ha fatto registrare oltre 43.000 visitatori, in linea appunto con la scorsa edizione di febbraio 2018. Arte, creatività, giovani, innovazione e sempre più glamour hanno accompagnato la presentazione delle collezioni Autunno/Inverno nei padiglioni della rassegna del settore più importante al mondo. Tra i dati dei buyer esteri spiccano gli exploit del numero di quelli provenienti dagli Stati Unti (+35%) e dal Canada (+38%) che mostrano un’attenzione sempre più alta nei confronti della produzione europea, e in particolare del Made in Italy.
Il Louvre di Abu Dhabi apre il 2019 con gli OlandesiIn mostra anche la prima opera del maestro acquisita dal museo
ABU DHABI13 febbraio 201919:59
ABU DHABI – Louvre Abu Dhabi apre nel segno degli Olandesi la stagione delle grandi mostre del 2019. “Rembrandt, Vermeer & the Dutch Golden Age”, dal 14 febbraio al 18 maggio, è un viaggio tra i capolavori dalla Leiden Collection e del Louvre di Parigi: ben 16 opere di Rembrandt tra le oltre novanta dei grandi maestri del Seicento riunite nella prima esposizione del genere in Medio Oriente. E’ anche l’ occasione del debutto della prima opera di Rembrandt acquisita nel dicembre scorso – un studio della figura di Cristo in preghiera dipinto tra il 1648 e il 1656 – che entrerà nelle collezioni permanenti del museo. L’ altro appuntamento di spicco, dal 25 aprile al 13 luglio, è la rassegna fotografica “Opening the Album of the World Photographs 1842-1896”, realizzata in collaborazione con il Musée du quai Branly. “Queste due mostre illustrano solo parzialmente la versatilità ad ampio spettro delle nostre esposizioni temporanee”, dice Emma Cantwell, direttore facente funzioni Marketing e Comunicazioni del museo emiratino.La splendida struttura di Jean Nouvel sospesa sull’acqua nell’isola di Saadiyatt dopo aver spento all’ inizio dello scorso novembre la candelina dei primi 12 mesi di vita premiati da più di un milione di visitatori, è pronta ad accogliere “il maggior numero di persone di ogni età e contesto”. “Il primo anno di Louvre Abu Dhabi è stato incredibilmente entusiasmante – spiega -. Oltre all’ apertura delle gallerie che offrono uno sguardo diverso sulla storia dell’ arte universale e raccontano storie che evidenziano il dialogo culturale, abbiamo presentato quattro principali mostre internazionali con i partrner dei musei francesi e lanciato Co-Lab, un programma che abbina gli artisti emergenti degli Emirati con quattro storiche produzioni francesi. Abbiamo accolto più di mille gite scolastiche e tanti piccoli visitatori hanno seguito le attività organizzate dal Museo dei Bambini”. Il museo è piaciuto agli oltre 600 mila stranieri che l’ hanno scelto come tappa del tour nella capitale degli Emirati Arabi e agli oltre 400 mila visitatori “locali”.Merito anche dei uno dei piatti forti dell’ inverno, la mostra “Roads of Arabia: Archaelogical Treasures of Saudi Arabia”, che chiude in questi giorni, sulla storia della Penisola Arabica attraverso una selezione eccezionale di reperti di archeologia e cultura. “Lo scorso ottobre – ricorda Cantwell – abbiamo annunciato la presentazione di undici nuove acquisizioni nelle nostre gallerie permanenti, tra le quali una maestosa scultura medioevale dalla Cina, un raro tappeto Mamluk egiziano, una spettacolare armatura di cavallo ottomano della fine del 1400, e quattro arazzi eccezionali delle manifatture reali raffiguranti la Caccia di Massimiliano d’ Asburgo, duca di Brabante”. La “cupola iconica” pensata dall’ architetto francese, che fa da scudo ai raggi solari lasciando filtrare una pioggia di luce dalla trama fitta di acciaio e alluminio, gli spazi eleganti e gli ambienti offrono un colpo d’ occhio davvero suggestivo. “I visitatori stranieri – osserva – possono scoprire le gallerie permanenti innovative che presentano affiancati reperti e oggetti di civiltà, geografie e culture diverse per evidenziare le analogie e intensificare il dialogo culturale”. In questo senso, rappresenta un unicum e un grande segnale di apertura la sala delle religioni nella quale “convivono” i grandi libri sacri del monoteismo, il Corano, la Bibbia, la Torah e la Sutra buddista.”Essere un museo giovane ci permette di essere più sperimentali e agili nel nostro approccio per rivolgerci a generi di pubblico così diversi – conclude Emma Cantwell – . Il nostro approccio curatoriale è un modo originale di intendere il museo universale e la natura delle esibizioni a rotazione nelle gallerie permanenti vuole dire che noi valutiamo costantemente la rilevanza delle storie che raccontiamo. Accogliere i visitatori l’ anno passato ci ha anche fornito l’ opportunità di osservare come le persone di tutte le generazioni amino usare i nostri spazi e consente che non soltanto veniamo incontro ai loro gusti ma riusciamo anche a sorprenderle con esperienze nuove per apprendere e divertirsi”.
Da Kors scintilla lo spirito Studio 54La nuova linea al Cipriani Wall Street
NEW YORK13 febbraio 201919:59
– La New York di Michael Kors e’ un melting pot dello stile, una convergenza di teatro, film, ballo e moda. Lo scintillio del leggendario Studio 54 ricreato con la performance live, nel gran finale, di Barry Manilow che canta “Copacabana” con Bella Hadid e Fran Summers. Per celebrare i 35 anni di impegno nel mondo della moda, Michael Kors e’ tornato al suo primo anno a New York: il magico 1977. “Tutto avveniva in pochi isolati di Manhattan, tra lo Ziegfield Theatre, Carnegie Hall, la Roseland Ballroom e i ballerini ‘off duty’. Bill Cunningham fotografava la moda di strada. Quell’anno apri’ anche Studio 54”, il leggendario locale degli impresari Ian Schrager e Steve Rubell a cui e’ ispirata la nuova linea autunno 2019 presentata nel maestoso teatro di Cipriani Wall Street davanti a 700 persone, tra cui Kate Hudson, l’influencer Olivia Palermo e la famiglia Douglas al completo: Michael, Catherine Zeta Jones e la figlia Carys.
Coach, road trip in CaliforniaDesigner Stuart Vevers collabora con Kaffe Fassett per colori
NEW YORK13 febbraio 201920:11
– Coach si lascia alle spalle la praterie del Midwest e per la sua collezione uomo-donna Fall 2019 approda in California, in particolare lungo la panoramica Highway 1, l’autostrada che percorre da nord a sud tutta la costa del Golden Gate State. Nel mastodontico edificio dell’ex sede della Borsa American a Lower Manhattan, accompagnato da una scenografia composta da due sculture cinetiche in ottone quasi somiglianti ad una macchina del tempo, il direttore creativo Stuart Vevers ha presentato una collezione fatta anche di contasti, con il familiare che diventa non-familiare, il vivido e il misterioso, lo scomposto e l’assemblato, i colori e tinte scure. In particolare per i colori si è affidato all’arte di Kaffe Fassett, un artista americano conosciuto per il suo design colorato applicato alle arti decorative.
Banco Mutuo Soccorso, 26/4 nuovo albumDal titolo “Transiberiana”, primo disco dopo 25 anni
13 febbraio 201920:29
– Il Banco del Mutuo Soccorso annuncia l’uscita del nuovo album, dal titolo “Transiberiana” – il primo dopo 25 anni – per l’etichetta tedesca Inside Out Music/Sony Music Group: sarà pubblicato il 26 aprile.
“Per troppi anni, la band si è dedicata solo alle esibizioni dal vivo, era ora che tornassimo a comporre, suonare e produrre nuovo materiale! – ha detto il leader del gruppo Vittorio Nocenzi -. Scegliendo il concetto di “Transiberiana” per questo nuovo lavoro, vorrei sottolineare due aspetti principali: in primo luogo la nuova formazione del Banco; in secondo luogo, la presenza dei miei due figli nel progetto, Michelangelo ha collaborato alla stesura dell’album e Mario Valerio si è occupato della strategia di marketing e comunicazione ad esso correlata. Questi due elementi sono stati i migliori doni che potessi mai avere!”.
L’ultimo album del Banco del Mutuo Soccorso “13” risale al 1994.
Copyright: trovato accordo Ue su riformaRemunerazione più equa a editori, artisti, autori e giornalisti
BRUXELLES13 febbraio 201920:47
– Dopo una lunghissima maratona negoziale cominciata lunedì a Strasburgo, Parlamento, Consiglio e Commissione Ue hanno trovato un accordo sulla riforma del copyright. Questa garantisce maggiori diritti e una remunerazione più equa a editori, artisti, autori e giornalisti nei confronti delle grandi piattaforme online come Google, Facebook o Youtube.
Divide Elisa y Marcela, storia lesbo in bianco e neroProdotto da Netflix, ambientato nella Galizia primi ‘900
14 febbraio 201909:22
– ‘Elisa y Marcela’ di Isabelle Coixet è il penultimo film in concorso di questa 69/ma edizione della Berlinale, che non ha brillato certo per qualità, e l’ultimo comunque dei sette diretti da registe donne (sui sedici complessivi dopo il forfait ‘sospetto’ di ‘One second’ di Zhang Yimou per molti oggetto di censurato). Questi i soli numeri. A cui va aggiunto il fatto che il film non solo è targato Netflix, ma anche girato in un perfetto bianco e nero (proprio come ‘Roma’ di Cuaron). Infine, ha un tema fortissimo: quello di un proto-matrimonio lesbo nella Galizia di inizi Novecento. Ora questa miscela esplosiva di cose ha raccolto stamani alla prima stampa giudizi contraddittori, ovvero qualche applauso a fine proiezione, ma anche tanti ironici risolini durante il film. Il fatto è che il compiacimento estetico fin dentro il melò della regista nelle scene d’amore, e non solo, ha infastidito molti, ma invece altri hanno probabilmente apprezzato la straordinaria e sconosciuta storia, vera tra l’altro al cento per cento, delle due eroiche e modernissime protagoniste. Quando le giovanissime e belle Marcela (Natalia de Molina) ed Elisa (Greta Fernández) si incontrano al liceo si può dire che già si amano. Quando la loro relazione diventa poi qualcosa di serio nascono i veri problemi. Marcela è così presa da questo sentimento che crea il sospetto, nei pur semplici genitori, che alla fine la mandano in collegio, lontana da Elisa. Anni dopo, le due donne si incontrano in una scuola, dove sono entrambe insegnanti, e decidono di vivere insieme. Quando dopo varie peripezie e spostamenti, le due donne capiscono di suscitare ovunque una pericolosa curiosità, Elisa prende una importante decisione, quella di fingersi uomo e sposare Marcela. La loro foto di matrimonio (quella con i veri protagonisti Elisa Sánchez Loriga e Marcela Gracia Ibeas), ritrae così queste due giovani donne, una in abito nero con i capelli in alto, l’altra con un taglio di capelli corto e un abito maschile. Per loro arriva poi la galera, un inatteso parto e tante altre avventure, ma mai una caduta nella passione. “Perché questa storia e non un’altra? Perché in qualche modo è lei che mi ha trovato – dice la Coixet -. Tutto è iniziato con una foto b/n dei veri protagonisti, queste due straordinarie donne piene di coraggio. E da questa immagine molto forte anche la scelta di girare proprio in bianco e nero quasi per rispettate quel clima”. Comunque la cineasta 58enne de ‘La casa dei libri’, difende la sua scelta Netflix al di la delle prevedibili proteste degli esercenti: “Posso capire le loro ragioni – dice – e so bene che un film come questo va visto in sala, ma la vera cultura alla fine deve rispettare prima di tutto l’autore. Erano dieci anni che volevo fate questo film e non ci riuscivo. Netflix me lo ha permesso anche quando gli ho detto che volevo farlo in bianco e nero”. A dargli man forte le due protagoniste. Dice Greta Fernandez: “Grazie a Netflix Elisa y Marcela sarà visto ovunque nel mondo e così tante persone conosceranno questa storia di cui io stessa non sapevo nulla”, mentre per Natalia de Molina, “un film così può essere utile, ci sono ancora molti paesi dove l’omosessualità è illegale”.
San Valentino al cinema con Un valzer tra gli scaffaliIn un ipermercato amore tra lo scaffalista e l’addetta ai dolci
14 febbraio 201909:24
– San Valentino al cinema con il romantico Un valzer tra gli scaffali di Thomas Stuber che arriva in sala in Italia dal 14 febbraio con Satine film. Il film, tratto da un racconto di Clemens Meyer e interpretato da Franz Rogowski (Premio Lola Miglior Attore del Cinema Tedesco) e Sandra Hüller (l’intensa protagonista di Toni Erdmann), è stato presentato con successo al Festival di Berlino 2018. Un valzer tra gli scaffali è stato designato Film della Critica dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani – SNCCI.
“Nelle geometrie ossessive di un ipermercato, il regista – è scritto nella motivazione – disegna le vite monotone e malinconiche dei lavoratori, distanti dalla palpitazione di una Germania, un tempo sovietica, disillusa dopo le speranze della riunificazione. Con uno stile rigoroso ed essenziale, tra birre, surgelati e dolciumi, i corpi fluttuano in uno spazio soffocante, dove il tormento esistenziale cerca il riscatto nella commozione per un semplice, affettuoso gesto”.
Le luci di un grande supermercato alla periferia di una cittadina della Germania Est si accendono e, sulle note di Sul Bel Danubio Blu, i carrelli per la movimentazioni delle merci volteggiano come abili danzatori in un valzer tra i corridoi.
Un’immagine onirica ed evocativa che sembra contrastare con la monotona quotidianità di questo luogo, popolato di gente, lavoratori o clienti, unicamente impegnata a riempire o a svuotare interi bancali di merci. Eppure, in questo microcosmo di vite scandite da una banale e impassibile regolarità, si cela una profonda umanità: storie di solitudini e malinconie, ma anche di emozioni e di complicità, animano la vita tra i corridoi creando l’illusione, tra i lavoratori, di essere parte di un’unica, grande famiglia.
Il nuovo arrivato Christian, timido e riservato scaffalista notturno, non resta insensibile a questa atmosfera e presto finisce per considerare il supermercato come fosse la sua vera casa. Ma, soprattutto, Christian non resta insensibile a lei, la Marion ai dolciumi, che lo ha folgorato al primo sguardo e che, tra un incontro e l’altro alla macchinetta del caffè, cerca teneramente di conquistare.
l’Amore non Amore di Franco MarcoaldiIn cento poesie, per la maggior parte inedite
14 febbraio 201909:27
– FRANCO MARCOALDI, AMORE NON AMORE (LA NAVE DI TESEO, PP 120, EURO 12,00). L’amore che ci incanta e ci sorprende, che ci avvolge e ci consuma. Che ci addolcisce e ci fa perdere la testa. A questa luminosa e oscura divinità, inafferrabile e capricciosa, che tutti vorremmo fosse con noi fino all’ultima ora, Franco Marcoaldi ha dedicato cento poesie, per la maggior parte inedite, raccolte nel volume ‘Amore non Amore’, che arrivano in libreria per La nave di Teseo nel giorno di San Valentino. “Se avessi te./Se avessi. Se” dice Marcoaldi nel libro che in copertina ha la famosa immagine dei due innamorati che si baciano su una panchina di Gianni Berengo Gardin. E il poeta, che ha portato più volte la poesia in teatro, non poteva che festeggiare questo libro – in cui riprende il filo di un suo fortunato canzoniere di vent’anni fa – portando in scena alcuni brani con Peppe Servillo, in un continuo rimando tra parole e musica.
“Come farò a stare senza baci?/Senza poterti dire di continuo/che mi piaci?” si chiede nei primi versi della poesia XXVII. E ancora: “L’Amore è come la Bellezza:/sonnecchiano entrambi tra mille/impedimenti, per ridestarsi poi/nei più improbabili momenti”.
Erotico, febbrile, tenero l’Amore che canta Marcoaldi mostra le sue mille facce e direzioni, ma soprattutto convive sempre con il suo contrario. “Amore non Amore:/medesimo il motore/che ti sospinge a largo/ e ti riporta a riva” ci dice nei versi che chiudono il libro.
Un grande posto, nelle ‘Cento poesie’ hanno gli animali e gli amori più o meno convenzionali, oltre al dialogo con i morti. “E se l’abbraccio animale/fosse il segno d’Amore/più innocente e più bello?” chiede l’autore. Poi dice: “Vorrei amarti come un gatto,/che solo se gli va/si struscia sul tuo corpo/con sensuale voluttà./Vorrei amarti come un cane,/che risponde al tuo richiamo/in totale fedeltà”.
Autore di numerosi libri di poesia da ‘A mosca cieca’ fino a ‘Tutto qui’ del 2017, Marcoaldi che è saggista oltre che poeta, nel farci compiere questo viaggio nell’ambivalenza della passione amorosa ci mostra, ancora una volta, come la sua idea sia quella di una letteratura “vissuta come costante spinta alla metamorfosi e alla trasfigurazione”. Ma la forza di questi versi è soprattutto nel loro richiamare le cose semplici, genuine, della nostra vita che spesso vanno perdute o di cui ci dimentichiamo. “Tu sei inquieta e ti capisco./A me invece basta poco:/me ne sto abbracciato al cane,/mentre in forno monta il pane”. Non manca la spinta al movimento con però dei saldi punti di riferimento: “Libera muoviti nel mondo,/ma in cuore custodisci/il nostro guscio. Resterò a casa/io, pronto ad accoglierti sull’uscio”. Nulla invece di consolatorio in ‘Cento poesie’, piuttosto un’ironia che a volte sconfina nel sarcasmo. [print-me title=”STAMPA”]
DALLE 10:15 ALLE 19:15 DI MARTEDì 12 FEBBRAIO 2019
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Montalbano vola negli ascolti, 11 milioni 108 mila con il 45%
Lunedì 18 febbraio sarà la volta di “Un diario del ’43”
12 febbraio 2019 10:15
Sono stati 11 milioni 108 mila (con uno share del 44.9%) i telespettatori che hanno seguito ieri sera su Rai1 l’attesissimo appuntamento con un nuovo episodio de Il Commissario Montalbano, tratto dai romanzi di Andrea Camilleri editi da Sellerio, con la regia di Alberto Sironi.
Per festeggiare il ventennale dell’amatissima serie – il primo episodio “Il ladro di merendine” andò in onda nel 1999 – Montalbano è tornato sulla rete ammiraglia ieri con l’episodio “L’altro capo del filo”. Lunedì 18 febbraio sarà la volta di “Un diario del ’43”. Il commissario Montalbano è una produzione Palomar con la partecipazione di Rai Fiction, prodotta da Carlo Degli Esposti e Nora Barbieri con Max Gusberti, per la regia di Alberto Sironi. Accanto a Luca Zingaretti, nella parte del commissario, come sempre Cesare Bocci (Mimì Augello), Peppino Mazzotta (Fazio), Angelo Russo (Catarella) e Sonia Bergamasco nel ruolo di Livia.
I due nuovi episodi, trasmessi da Rai in esclusiva e in prima visione, fanno salire a 34 film complessivi la serie evento. Il successo delle storie del commissario di Vigàta, oltre alle prime visioni sempre vincitrici della serata, ha raggiunto, nelle ultime serie, punte di ascolto di ben oltre i 12 milioni di spettatori e il 44% di share, e si è consolidato negli anni anche grazie alle oltre 150 repliche in prima serata che hanno continuato ad ottenere ascolti record anche al sesto o settimo passaggio televisivo. Montalbano è stata la prima serie italiana venduta all’estero, trasmessa negli anni in oltre 65 Paesi tra Europa e resto del mondo, anche in Paesi molto diversi per audience come la Gran Bretagna e gli Stati Uniti. Montalbano, inoltre, è andato in onda in tutti i continenti, dall’Asia al Sudamerica passando anche per l’Iran.
A Cervia P.O.D. e Alien Ant FarmIl 16 febbraio le due band che hanno segnato l’epoca ‘nu metal’
RAVENNA12 febbraio 201911:46
– Due band che hanno segnato l’epoca del ‘nu metal’, P.O.D. e Alien Ant Farm, saranno in Italia per l’unica data il 16 febbraio al Rock Planet di Pinarella di Cervia (Ravenna). Con loro gli special guests ’68’ di John Scogin, ex voce dei Chariot.
Forti di una carriera ultraventennale, i P.O.D. – che si sono formati nel ’92 a san Diego – hanno fatto uscire a novembre l’ultimo album ‘Circles’, trainato da pezzi come ‘Rockin’ with the Best’. Nella loro musica hanno come principali riferimenti il rap, il funk e l’heavy metal: “Andiamo avanti a suonare e scrivere nuova musica perché ha ancora un significato importante per le persone che vengono a vederci e ascoltano le nostre canzoni”, commenta il frontman Sonny Sandoval. Gli Alien Ant Farm, nati nel ’96 a Riverside, in California, sono conosciuti per la loro cover (2001) di ‘Smooth criminal’ di Michael Jackson: da allora Dryden Mitchell e i compagni di band hanno venduto 5 milioni di copie dei loro cinque dischi, l’ultimo – ‘Always and forever’ – del 2015.
Fotografia Europea dedicata ai ‘Legami’A Reggio Emilia dal 12 aprile ‘Intimità, relazioni, nuovi mondi’
REGGIO EMILIA12 febbraio 201911:47
– ‘Legami. Intimità, relazioni, nuovi mondi’ è il tema della 14/a edizione di Fotografia Europea, in programma dal 12 aprile al 9 giugno a Reggio Emilia con mostre, conferenze, spettacoli e workshop.
Tra le iniziative di maggiore interesse, le antologiche del fotografo tedesco, naturalizzato americano, Horst P.Horst (1906-1999), con 120 immagini, e Larry Fink (New York, 1941), che propone ‘Unbridled Curiosity’, oltre 90 scatti in bianco e nero realizzati tra gli anni ’60 e oggi; il focus sul Giappone, paese ospite del 2019; le personali di maestri italiani quali Vincenzo Castella, Francesco Jodice e Giovanni Chiaramonte.
Il festival, direzione artistica di Walter Guadagnini, è promosso e organizzato dalla Fondazione Palazzo Magnani insieme al Comune di Reggio e alla Regione Emilia-Romagna e il sostegno del Ministero per i Beni culturali. Fotografia Europea fa parte della rete Sistema Festival Fotografia, che comprende anche gli appuntamenti di Lucca, Cortona, Lodi e Savignano sul Rubicone.
Alita, angelica cyborg guerrieraDal 14/2 in sala film cyberpunk di Rodriguez prodotto da Cameron
12 febbraio 201911:58
Ci sono voluti quasi 20 anni, ma alla fine ha preso forma il sogno di James Cameron di adattare per il grande schermo il manga cyberpunk cult di Yukito Kishiro, Gunnm (titolo cambiato, per motivi fonetici, nell’edizione Usa dei comics, in Alita Battle Angel). Il cineasta, preso negli anni dall’impegno monstre di Avatar e dei suoi sequel, ha deciso di continuare a curare il progetto da produttore e cosceneggiatore, passando la regia a Robert Rodriguez.
Mescolando nella versione cinematografica, live action, 3D e performance capture, Alita: Angelo della battaglia, al debutto in sala sia in Usa che in Italia il 14 febbraio con 20th Century Fox, propone la letale quanto ‘umana’ cyborg guerriera dai grandi occhi e senza memoria che torna alla vita nel 26/o secolo, con il volto di Rosa Salazar, e un cast che comprende anche Christoph Waltz, Jennifer Connelly, Mahershala Ali e Ed Skrein.
Rodriguez, che da sempre ama sperimentare i generi, ha avuto a disposizione un budget tra i 150 e i 200 milioni di dollari, per creare un’avventura fantascientifica epica, ambientata nella cupa megalopoli/discarica Città di Ferro, abitata da umani e cyborg che si barcamenano fra traffici illegali, regole da infrangere e leggi marziali. Dall’universale la dimensione diventa intima con l’incontro in un deposito di rottami, fra il medico dei cyborg Dyson Ido (Waltz) e quello che resta di Alita, ragazza cyborg (il suo cervello umano è stato impiantato in un corpo robotico, ormai semidistrutto). Come un Geppetto hitech Ido, che una figlia vera l’ha persa, fa di Alita, rimasta senza memoria, una figlia adottiva, dandogli un nuovo corpo e sperando di sottrarla al mondo disumano in cui vive. Impresa impossibile, visto che la giovane cyborg, che è rimasta in stasi per oltre 300 anni, è l’ultima letale ‘arma’ berserker, reduce da una guerra lontana. Letale nel combattimento quanto generosa e ‘umana’ nel rapporto con chi la circonda, trova l’amore nell’umano ‘smembracyborg’ Hugo (Keean Johnson), ma deve anche affrontare una sfilza di nemici: dai ‘colleghi’ semirobot cacciatori di taglie agli implacabili giocatori di motorball, sport violentissimo ad alta velocità (a doppiare le cronache delle gare nella versione italiana c’è Guido Meda).
Una guerra che ha un burattinaio: lo spietato Nova (a interpretarlo c’è un attore che il pubblico scopre alla fine), che comanda su tutti dalla ricca città sospesa Salem.
“Mi piace molto Alita perché è assolutamente senza paura, ed è molto interessante scrivere di un personaggio così – ha detto Cameron – Il suo motto è ‘io non mi fermerò in presenza del male’. Non può non agire, quando è di fronte alle ingiustizie”.
Al tempo stesso “è un personaggio difficile da scrivere perché devi trovarle delle vulnerabilità e le sue sono legate alle persone che ama. Non ha paura per se’ ma per chi ama”.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
La ‘Fedeltà’ di Marco Missiroli
Esce nuovo romanzo di cui si parla come titolo di punta a Strega
12 febbraio 201912:00
– MARCO MISSIROLI, FEDELTA’ (EINAUDI, PP 224, EURO 19,00). Avvolgente, visivo, corporeo, Marco Missiroli entra nel suo nuovo romanzo, ‘Fedeltà’, nelle dinamiche di quello che chiamiamo tradimento. Se siamo fedeli a noi stessi, quanto siamo infedeli agli altri? E se siamo fedeli agli altri, quanto perdiamo di noi stessi? E se tradire fosse un modo per tornare ad essere fedeli? Muovendo da queste domande che hanno un valore universale, lo scrittore indaga nei tormenti e dubbi dell’animo umano, mostrando però anche gli equilibri possibili, che si possono trovare. La prima immagine del romanzo, che arriva oggi in libreria per Einaudi e del quale si parla da tempo come del titolo di punta del Premio Strega 2019, ci porta subito nel cuore della storia. Sofia, una studentessa di 22 anni, avverte il professor Carlo Pentecoste di essere stata inseguita da sua moglie, Margherita, che in effetti è nel cortile dell’ateneo. Quando lui la raggiunge la donna inventa una scusa per motivare il suo essere lì e non ha il coraggio di salire con il marito in aula. A tormentarla è il fatto che Carlo è stato visto da una matricola nel bagno dell’università insieme a Sofia e la versione che il professore racconta a tutti, al rettore, alla moglie e ai colleghi è che stava soccorrendo la studentessa che si era sentita male. Sofia conferma, ma il dubbio resta e crea quel grande malinteso che può incrinare i rapporti. “Che parola sbagliata, amante. Che parola sbagliata, tradimento. Rispetto a cosa avrebbe tradito?” si chiede Carlo che vede tutto questo trasformarsi in un’ossessione. Ma se da una parte Carlo cerca di capire da cosa è ossessionato, dall’altra anche Margherita cerca una nuova leggerezza che trova nel suo fisioterapista, Andrea. “Voleva capire fino a che punto poteva spingersi. Cos’era quest’ossessione? Il culo. Poi? La voce, ascoltargliela nella lussuria. Poi? La pillola anticoncezionale, le aveva visto il blister nella trousse: l’idea di liberarsi dentro di lei lo sconcertava. Poi?” riflette il professore. Non c’è solo un lui che si interroga sull’infedeltà, c’è anche una lei che si sofferma su amore, eros, rapporti familiari.E su tutto c’è una luce, Anna, la madre di Margherita che sa calmare i cuori e racconta alla figlia che il marito ha votato Silvio Berlusconi per il ‘Drive in’. E poi c’e’ la Milano dei nuovi grattacieli e delle vie di Buzzati, la passione per la lettura delle carte. L’umore di una città quando, nella mattina di Sant’Ambrogio, si appendono tre chiavi di fronte all’Arena di Parco Sempione. Ma c’è anche Rimini dove è nato Missiroli, e dove scappa Sofia, che abbiamo incontrato fin dal suo esordio con ‘Senza coda’.Dopo ‘Atti osceni in luogo privato’ con cui ha vinto il Super Mondello nel 2015, Missiroli torna sui nostri desideri inconfessabili, ma da un’altra prospettiva. Colpisce al centro delle nostre emozioni facendoci sentire attraverso le strade delle sue città l’eco della nostalgia del passato e lo sguardo pronto al presente e al futuro. Qui la perdita dell’infanzia e dell’innocenza si sono compiute, ma tornano sempre a parlarci di noi.
Ascolti, record Domenica in. Venier felici successomai così alti dal 2012: oltre 4milioni 700mila e 27,1% share
12 febbraio 201912:01
“Domenica In” da record. Lo speciale Sanremo, andato in onda ieri pomeriggio su Rai1 con Mara Venier, totalizza ascolti mai così alti dal 2012: oltre 4milioni 700mila spettatori ed il 27,1% di share. Picco di ascolti di oltre 5milioni 400mila spettatori. Registrato il 26,6% di share tra i giovani dai 15 ai 24 anni. Mara Venier eccellente padrona di casa ha saputo portare al termine la diretta nonostante l’assenza di alcuni cantanti; raggiunta telefonicamente dichiara: “Sono soddisfatta, nonostante le mie condizioni di salute ed alcuni problemi durante la diretta.
Sanremo è sempre Sanremo e ieri io e la mia squadra abbiamo portato a casa un ottimo risultato. Siamo felici che il pubblico ci abbia dato fiducia, ora rientro a Roma per prepararmi al ritorno in studio e alla nuova puntata!”. Picco di ascolti anche durante l’intervento di Anna Tatangelo e del Direttore Teresa De Santis sul palco per ringraziare il pubblico e la musica al centro di questo Festival. Non solo, il web porta al primo posto sui social la trasmissione tra le tendenze più commentate della giornata. La gag tra la Venier ed Achille Lauro ha conquistato il pubblico giovane, presente e attivo nel seguire “Domenica In”.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Letteratura: torna premio Rigoni Stern
Scadenza il 28 febbraio
TRENTO12 febbraio 201912:05
– Il premio Mario Rigoni Stern per per la letteratura multilingue delle Alpi, istituito nel 2011 con l’intento di onorare la memoria dello scrittore, torna con il bando 2019, che scade il 28 febbraio.
La giuria sarà composta dal sociologo Ilvo Diamanti, dallo scrittore e giornalista Marco Albino Ferrari, dalla docente, traduttrice letteraria e saggista Paola Filippi e dallo storico Mario Isnenghi, con il coordinamento della giornalista Margherita Detomas.
Lo scorso anno la giuria ha esaminato 54 volumi, provenienti anche da Francia, Austria e Germania, assegnando la vittoria a “Le avventure di Numero Primo”, di Marco Paolini e Gianfranco Bettin (edizioni Einaudi).
Quest’anno la premiazione, che vede protagonisti ad anni alterni il Trentino e il Veneto, si svolgerà in due fasi, a Palazzo Labia a Venezia, la mattina del 15 giugno, e ad Asiago al Teatro Millepini, la mattina del 16, giorno in cui si ricorda la scomparsa dello scrittore, avvenuta nel 2008.
La Porta Rossa2, Cagliostro indaga fantasma del passatoSu Rai2 da 13/2 Guanciale-Pession, torna noir ideato Lucarelli
12 febbraio 201912:10
Dopo il successo della prima stagione il commissario Cagliostro, cui presta il volto Lino Guanciale ritorna con una nuova indagine ricca di colpi di scena. Una serie girata in una Trieste notturna e piovosa: “Verranno fuori l’anima nera della città, i suoi misteri”. Carlo Lucarelli, che ha ideato la serie insieme a Giampiero Rigosi, ha parlato di una terza stagione, è confermata? Guanciale risponde che è prematuro parlarne: “Il datore di lavoro – fa notare – è il pubblico. Le aspettative ci sono. Io valuto sempre con grande attenzione, dopo aver fatto le prime 2 stagioni. In questo caso, di materiale, ce n’è tanto. La linea è quella: se la terza stagione vale davvero la pena, allora va bene. Ma è anche vero che non non si può andare avanti all’infinito. Quindi l’attore abruzzese che interpreta il defunto commissario nella serie che fonde insieme elementi soprannaturali e polizieschi precisa “diciamo che alcune porte si chiuderanno ma resteranno tanti misteri da esplorare”. Una Cooproduzione Rai Fiction, Vela Film in associazione con Garbo produzioni. Cagliostro – rimasto nel mondo dei vivi dopo la sua morte – ha scoperto l’identità del suo assassino ed è riuscito a mettere in salvo sua moglie Anna (Gabriella Pession che nella fiction di professione è un magistrato). Ma quando per Cagliostro giunge il momento di attraversare la porta rossa e lasciare per sempre la vita terrena, accade qualcosa di inaspettato: Jonas (Andrea Bosca), il mentore incontrato nella dimensione spirituale, si risveglia dal coma. Ma chi è davvero quest’uomo? Perché è ritratto in una foto insieme a Rambelli, capo del commissario e responsabile della sua morte? Ne La Porta Rossa2 Cagliostro è dunque ancora tra i vivi. È accanto ad Anna mentre dà alla luce sua figlia. La nascita della bambina lo porta a farsi domande che da vivo ha sempre evitato: qual è la sua storia? Chi sono i suoi genitori? Perché lo hanno abbandonato? Al suo fianco nelle ricerche c’è di nuovo Vanessa (Valentina Romani), la sola – insieme a sua madre Eleonora (Cecilia Dazi)- che riesce a vederlo. Ma ben presto la ragazza si ritrova invischiata in una indagine della polizia che coinvolge il suo fidanzato Filippo e molti personaggi della Trieste “bene”. Gabriella Pession del suo personaggio dice:” Ho voluto portare sul piccolo schermo le vicende di una donna autentica, edulcorata che potesse attraversare la vicenda del lutto in maniera vibrante e silenziosa. In questa stagione Anna darà alla luce la piccola Vanessa perchè abbiamo voluto raccontare il rapporto di una mamma con il suo bimbo appena nato. Abbiamo creato un cast che somiglia ad un vero e proprio team e probabilmente è questa la chiave della riuscita della serie”. Guanciale aggiunge: “Credo che sia facile riconoscersi nel protagonista. Un movente fondamentale è rappresentato dalla curiosità del detective, la curiosità di sapere qualcosa di più anche di se stesso oltre che del giallo che avvolge tutta la storia”. In merito all’assenza di una parte religiosa nella serie, l’attore rivela: “Io non sono credente, quindi, non ho avvertito questa mancanza. In realtà, però, c’è un fronte religioso rappresentato dal personaggio di Don Giulio. In questa serie, non c’è un punto di vista privilegiato sulla morte e sarebbe stato sciocco metterne uno in evidenza”. Lucarelli e Rigosi dicono: “Ne La Porta Rossa la morte non è raccontata come un momento di chiusura, ma come un’occasione di riflessione e di cambiamento. La fine non esiste, dice Cagliostro nella frase che conclude la prima stagione, ed è esattamente così: fino a che c’è una domanda in sospeso, un desiderio, un mistero, c’è una storia da raccontare. Cagliostro non oltrepassa la Porta Rossa, e si trova come noi vivi a dover gestire il tempo e le sue insidie. Il Commissario stavolta è rimasto per capire qualcosa di strano sul suo passato, ma vuole anche proteggere sua figlia, che rappresenta il suo futuro nel mondo”. Il direttore di Rai Fiction Eleonora Andreatta sottolinea: “La trama dimostra come la vita di questo fantasma sia gravida di un destino ricco e imperscrutabile, uno dei personaggi più affascinanti della nostra serialità. Quello che Cagliostro può vedere e gli altri no sono gli uomini nella loro solitudine, nel loro lato più nascosto e talvolta inconfessabile, nelle loro debolezze”. Nel cast anche Antonio Gerardi, Fortunato Cerlino, Elena Radonicich, Ettore Bassi, Gaetano Bruno, Antonia Liskova, Carmine Recano, Alessia Barela, Raffaella Rea e con la partecipazione di Roberto Citran, Tommaso Ragno, Fausto Maria Sciarappa.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Biennale musica, Leone d’oro a Benjamin
Per edizione 2019 argento a Matteo Franceschini
VENEZIA12 febbraio 201913:48
– La Biennale di Venezia ha attribuito il Leone d’oro alla carriera per la Musica 2019 George Benjamin Leone d’oro e quello d’argento a Matteo Franceschini. Lo ha deciso il Consiglio di amministrazione della Biennale di Venezia, presieduta da Paolo Baratta, accogliendo la proposta di Ivan Fedele, Direttore del Settore Musica. George Benjamin “è universalmente riconosciuto come uno dei compositori più importanti del nostro tempo” recita la motivazione.
Su Focus docufilm “La casa della Geisha”Documentario Tg5 per la prima volta dentro una okiya
12 febbraio 201914:31
– Nuova esclusiva per Focus (canale 35), che mercoledì 13 febbraio alle ore 22.15 propone le prime immagini mai realizzate all’interno di una okiya, grazie al prezioso docufilm a cura del Tg5 “La Casa della Geisha”.
“La Geisha è un’artista e ad un tempo è l’opera d’arte che lei stessa ha creato”, spiega l’inviato del Tg diretto da Clemente Mimun, Roberto Olla. “Ne “La Casa della Geisha”, per la prima volta vengono documentati la vera vita, i sogni ed i segreti di una ragazza del terzo millennio che ha scelto di diventare una Geisha – prosegue il giornalista -, rinnovando così una tradizione antica, un’usanza che il Giappone protegge gelosamente da oltre quattro secoli”.
Solo per Focus, dunque, le telecamere del TG5 sono entrate in una okiya, una casa della geisha, a Kyoto, per vivere gli ultimi giorni della lunga fase di studi e addestramento, durata cinque anni, che portano una giovane apprendista artista – la Maiko Tomitsuyu – alla cerimonia dell’Erikae. L’evento durante il quale avviene il cambio di collare (che da rosso diventa bianco, come la pettinatura che cambia dallo stile ofuku a quello shimada) è il rito che sancisce il riconoscimento ufficiale e pubblico della giovane, come Geisha a tutti gli effetti.
“La casa della Geisha” è un docufilm del Tg5 scritto e diretto da Roberto Olla. Produzione esecutiva a cura di Paola Tancioni.
La “Serata Giappone”, in onda sulla rete tematica free diretta da Marco Costa, apre alle ore alle 21.15 con una puntata de “I grandi imperi della storia” dedicata al Paese del Sol Levante.
Popolo Sovrano, nuovo programma Sortinosu Rai2 da giovedì 14/2 con Eva Giovannini e Piervincenzi
12 febbraio 201914:32
– Un racconto della realtà attraverso reportage immersivi – affidati alla squadra di videomaker già rodata con Nemo – e confronti in studio tra politici, giornalisti, economisti e imprenditori. Popolo Sovrano è il nuovo programma di attualità e approfondimento in onda su Rai2, ogni giovedì dal 14 febbraio alle 21.20, realizzato da Alessandro Sortino che si occuperà anche della conduzione insieme ad Eva Giovannini (che è anche lei tra gli autori ndr) con la partecipazione di Daniele Piervincenzi. Popolo Sovrano è stato fortemente voluto da Carlo Freccero direttore di Rai2. Considerando il titolo, si tratta di un programma populista? Sortino: “Non mi piacciono gli -ismi, io rivendico la parola popolo e la parola sovranità”. ”Il titolo è stato proposto da me – sottolinea Sortino – la Costituzione italiana si apre con il popolo. Racconteremo come il popolo si muove, lamenta e soffre. Inizieremo dal popolo dei risparmiatori”. Popolo Sovrano è realizzato da Rai2 in collaborazione con Fremantle.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Sala, coinvolgerò Mahmood in iniziative
‘Questi giovani artisti sono degli interlocutori importanti’
MILANO12 febbraio 201915:42
– Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha invitato il vincitore del Festival di Sanremo, Mahmood, cresciuto nella periferia milanese, a Palazzo Marino, sede del Comune per congratularsi personalmente della vittoria, ma l’idea è anche quella di coinvolgerlo in qualche iniziativa o progetto dell’amministrazione. “Lo sentirò oggi pomeriggio – ha detto Sala a margine di una conferenza stampa -. Lo chiamerò per fare magari anche qualcosa insieme perché” questi giovani artisti “sono degli interlocutori importanti”.
“Noi siamo partecipi, loro sono voci autorevoli in un certo tipo di mondo, il mondo giovanile che non ignoriamo – ha aggiunto -. Cerco di essere attento a questo mondo. Mi son fatto intervistare da Marracash tempo addietro, adesso incontrerò Mahmood. E’ chiaro che la partnership deve essere che noi facciamo alcune cose, loro ne fanno altre oltre alla testimonianza artistica”.
Mahmood, parteciperò all’EurovisionFresco vincitore del festival rappresenterà l’Italia con “Soldi”
12 febbraio 201917:53
– “Ok ve lo posso dire, rappresenterò l’Italia all’Eurovision Song Contest con “Soldi”. Non vedo l’ora”. Mahmood, fresco vincitore del festival di Sanremo con il brano “Soldi”, ha sciolto la riserva annunciando sulla sua pagina Facebook che parteciperà alla manifestazione in programma dal 14 al 18 maggio a Tel Aviv.
‘Ferragnez’ tra neologismi 2018 TreccaniEntrano anche “orgasmometro” e “viadotticidio”
12 febbraio 201916:12
– “Ferragnez” entra tra i neologismi 2018 del Libro dell’anno Treccani. La “parola-macedonia” è frutto dell’incastro tra i nomi propri (Chiara) Ferragn(i) e (Fed)ez. Il nomignolo della coppia costituita dall’influencer e dal rapper italiani è stato inaugurato il 6 settembre 2018 da vanityfair.it: “I Ferragnez (sui social) valgono più di Harry e Meghan”.
Tra le parole assurte agli onori della cronaca nel corso del 2018 e registrate dal volume edito dalla Enciclopedia Italiana ci sono anche “orgasmometro” per indicare un “test medico per misurare le caratteristiche e l’intensità del piacere sessuale femminile” e “sex doll”, vale a dire “bambola al silicone, con impianto di intelligenza artificiale, destinata al piacere sessuale dell’utente”. Nel Libro dell’anno Treccani si trova anche “viadotticidio”, in senso figurato, il procurato crollo di un viadotto e, soprattutto, la conseguente tragedia delle vite umane perse. Questo neologismo è stato creato da Massimo Gramellini che il 14 agosto 2018 nel corriere.it scriveva: “Dello scarno comunicato che Autostrade per l’Italia ha ritenuto di dedicare al viadotticidio di Genova (il riferimento è chiaramente al crollo del ponte Morandi) colpisce anzitutto l’assenza di umanità. Neanche un pensiero per le vittime, una frasetta raccattabile dal prontuario delle condoglianze”. E poi c’è il sarrismo, vale a dire la concezione del gioco del calcio propugnata dall’allenatore Maurizio Sarri. Menzione anche alla locuzione “spread delle parole” o “spread verbale” (“6 miliardi in due anni: il costo dello spread delle parole”, nextquotidiano.it, 14 settembre 2018) che rimanda “all’effetto negativo di aumentare la volatilità su Borse e titoli di Stato italiani provocato dalle dichiarazioni contraddittorie di esponenti della maggioranza governativa in tema di politica economico-finanziaria”. Per l’Europa si aggira anche una sorta di nuova lingua, l’Eurish (Luigi Ippolito, corriere.it, 13 febbraio 2018).
Loredana Bertè vola nelle classificheTop 10 su Spotify, top 3 su iTunes, top 10 su Apple Music
12 febbraio 201916:59
– Il festival di Sanremo non l’ha premiata, ma Loredana Bertè, sulle scene da più di 40 anni, si prende la sua rivincita nelle classifiche. “Cosa ti aspetti da me”, il brano che ha portato in gara, è nella Top 10 su Spotify con oltre 1 milione e mezzo di streaming, Top 3 su iTunes, Top 10 su Apple Music e ha già collezionato oltre 2 milioni di visualizzazione su YouTube.
Cosa ti aspetti da me è disponibile anche in 45 giri ed è incluso (insieme a contenuti extra) in “Libertè – Sanremo Edition”, uscito l’8 febbraio per Warner Music. Da marzo, Loredana Bertè riprende il tour nei teatri.
Salini a Zingaretti, Montalbano è la RaiTelefonata complimenti dell’ad anche al produttore Degli Esposti
12 febbraio 201917:02
– Telefonata questa mattina dell’Ad della Rai Fabrizio Salini a Luca Zingaretti, protagonista del Commissario Montalbano, e a Carlo degli Esposti, produttore della serie. Secondo quanto si apprende, l’Ad ha voluto complimentarsi direttamente per il grandioso risultato ottenuto con il nuovo episodio andato in onda ieri sera ricordando che Montalbano è la Rai.
A Berlino La Paranza dei bambiniSaviano, ormai solo la camorra crede ai giovani
12 febbraio 201917:09
– Per Francesco Di Napoli (Nicola), Artem Tkachuk (Tyson), Alfredo Turitto (Biscottino), Ciro Vecchione (O’Russ), Ciro Pellecchia (Lollipop) e Mattia Piano Del Balzo (Briatò) la vita è adesso, una vita accelerata, fatta di tanti soldi, pistole vere con le quali giocare e droga, altrettanto vera, da vendere nel rione Sanità di Napoli. Hanno quindici anni e non si aspettano neppure di vivere a lungo questi straordinari protagonisti de ‘La paranza dei bambini’ di Claudio Giovannesi unico italiano in concorso in questa 69/ma edizione del Festival di Berlino e film tratto dall’omonimo libro di Roberto Saviano che ne è anche sceneggiatore insieme allo stesso regista e Maurizio Braucci.
Nel cast tutti ragazzi dei quartieri di Napoli del tutto esordienti tra cui spicca Francesco Di Napoli. Tante le suggestioni che arrivano da Saviano. “La Camorra – dice – è l’unica struttura che accetta dei giovanissimi ai vertici.
Eppure per questi ‘paranzini’, ragazzini criminali”.
Accordo con Christie’s per arte rubataBonisoli a Londra, è prima intesa con privato su ‘mercato etico’
LONDRA12 febbraio 201917:17
– Un’iniezione di etica nel mercato dell’arte, dove troppo spesso il bello è stato bersaglio in passato (e non di rado continua ad esserlo) di opachi traffici internazionali, di spoliazioni dei luoghi d’origine, di trafugamenti da un Paese all’altro. E’ il senso dell’operazione, suggellata a Londra dal ministro dei Beni Culturali, Alberto Bonisoli, che si appresta a riportare in Italia grazie a un inedito accordo con Christie’s reperti antichi – d’epoca romana, etrusca, apula o della Magna Grecia – esportati illegalmente dalla Penisola nel corso dei decenni e finiti poi per vie traverse sotto la lente di valutazione della celebre casa d’aste. Prima di essere ritirati dal mercato in extremis.
Un accordo che rappresenta “una prima volta con un’istituzione privata”, ha sottolineato Bonisoli in una cerimonia all’ambasciata italiana a Londra alla presenza fra gli altri dell’ad di Christie’s, Guillaume Cerutti, del generale Fabrizio Parrulli e dell’ambasciatore Raffaele Trombetta.
Foglietta, Festival esperienza non indimenticabile
12 febbraio 201918:42
“Un frullatore incredibile, nel quale ho cercato di divertirmi. Ma se devo dire che è stata un’esperienza indimenticabile, allora no”. Anna Foglietta, rientrata nel quotidiano dopo la sbornia di Sanremo, dove ha condotto il dopofestival con Rocco Papaleo e Melissa Greta Marchetto, racconta a Circo Massimo, su Radio Capital, la sua esperienza. “Sanremo è un concentrato di vita, dove ci sono una marea di emozioni fortissime, ma visto dal di dentro perde quel fascino che voi vedete dal di fuori”, continua l’attrice che poi sui conduttori dice: “Baglioni mi piace sempre, non riesco a criticarlo. Bisio non è riuscito a esprimersi per quello che voleva e per quello che è: un grandissimo mattatore. E’ partito con il piede sbagliato e non è riuscito a sbloccarsi. Virginia Raffaele, invece, è riuscita a dimostrare in parte la sua grandissima verve da prima donna, più slegata, più morbida rispetto a Bisio e più allineata per un certo tipo di intrattenimento. Quello che non è mi piaciuto sono stati gli sketch: alcuni erano imbarazzanti”. L’attrice interviene anche sulla reazione scomposta avuto da Ultimo, dopo la mancata vittoria. “Deve stare molto calmo: è un ragazzo e un artista splendido, ma deve essere consigliato meglio sulla strategia comunicativa: ha fatto un autogol. Si è fatto prendere la mano. In 13 mesi è arrivato primo tra i giovani e secondo tra i big. Non si può proprio lamentare”.
Carrà, torno in tv con un programma ma non canto né balloa Vanity Fair “per fare bene televisione devi vederla anche da fuori”
12 febbraio 201918:54
– “Con Pippo Baudo ne ho discusso tante volte. La mia teoria è opposta alla sua: ogni tanto, soprattutto se sei una donna, ti devi togliere dai piedi. Se sei sempre lì non ti rinnovi mai. Sempre la stessa faccia, la stessa espressione, lo stesso birignao. La tv, per farla bene, devi vederla anche da fuori. Devi capire dove vivi, chi c’è per strada, chi ha le mani sul telecomando e la sera sceglie proprio te. Se vai via per uno o due anni non succede niente. E se si scordano di te, significa che forse della tua presenza si poteva fare a meno. (…)”.
Così nella storia di copertina del numero di Vanity Fair in edicola da mercoledì 13 febbraio – il primo del nuovo corso voluto dal direttore Simone Marchetti – Raffaella Carrà, fotografata da Pierpaolo Ferrari nella versione inedita di modella, racconta perché nel mondo dello spettacolo italiano si è fatta la fama di “Signora del No”. I tre no, per esempio, detti al direttore di Rai 3 Stefano Coletta prima di accettare il quarto programma che gli ha proposto, una serie di interviste ai grandi personaggi del nostro tempo, in avvio il 28 marzo.
Del suo ritorno, dice, teme solo “che il pubblico dopo un’ora e mezza in cui non mi vede cantare, ballare e cazzeggiare dica che palle”. Non dobbiamo infatti aspettarci uno show vero e proprio: “Lo spettacolo – spiega la Carrà – saranno le parole e in questo momento di omologazione anche televisiva, di reality tutti uguali fatti di nulla, una trasmissione di parola, di scambio e di confessioni, mi sembra sia qualcosa di giusto”.
Quasi una Rivoluzione, rivoluzione che spesso a lei viene riconosciuto di aver portato nel costume italiano. “Lo dicono adesso, ma per decenni sono stata considerata quella dell’ombelico, del tuca tuca o dei fagioli. Adesso che ho 75 anni dicono che ho fatto la rivoluzione”. E fa notare Raffaella Carrà :”Oggi in tv vedo naufraghi con un filo nel sedere o con i seni rifatti da cui spunta un capezzolo. Non giudico perché non sono mai stata moralista, però che vogliano mostrare filo e capezzolo è evidente. (…) Forse anche a noi l’avrebbero fatto passare, ma il punto è che non piaceva a me. Oggi in tv c’è più libertà, ma è una libertà soprattutto di parola. Noi parolacce non le dicevamo, oggi basta mettere una qualunque trasmissione e se non dici vaffanculo ti guardano anche male”.
La principale dote che si riconosce: “Ironia e autoironia”. Sul suo ex compagno Sergio Japino, di cui scrissero “La bella incontra la bestia”: “Furono cattivi, anzi mostruosi ed è inutile dire una balla: Sergio ne soffrì. Qualcuno ha mai fatto un appunto del genere su Costanzo e Maria De Filippi? Non credo”. Sul suo primo grande amore, Gianni Boncompagni: “Mi manca molto”. Sulla rivoluzione grillina, in cui disse anni fa di credere: “Si sono resi conto anche loro che criticare è più facile che fare le cose. Ora abbiamo questa cosa gialloverde e io credo che tutti dovremmo augurarci che funzioni al meglio.
Spero che abbattano la burocrazia e che si facciano sentire duramente in Europa. Non devono salire Di Maio e Salvini con i panini, ma tutto il Parlamento. E non per dire a Juncker che beve troppo, ma per far capire che di questa storia dei migranti devono occuparsene tutti. Sapere che 40 migranti stanno male, o che nessuno si mobilità per l’Africa: questo mi fa stare male”.
Lovers Film Festival, dal 24 a 28 aprileMadrina Alba Rohrwacher. Presidente giuria Yann Gonzalez
TORINO12 febbraio 201918:58
– Torna a Torino, nella Multisala Cinema Massimo del Museo Nazionale del Cinema, dal 24 al 28 aprile, la rassegna Lovers Film Festival, il più antico festival sui temi Lgbtqi (lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer e intersessuali) d’Europa e terzo nel mondo. Madrina della rassegna sarà l’attrice Alba Rohrwacher, nota al grande pubblico per aver recitato in alcuni tra i più importanti film degli ultimi anni nel panorama cinematografico italiano.
Pluripremiata, ha vinto fra gli altri la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, 2 David di Donatello, 1 Nastro d’argento e 2 Globi d’oro. Presidente della giuria lungometraggi è il regista francese Yann Gonzalez.
Il Lovers Film Festival è diretto da Irene Dionisio con la consulenza artistica di Giovanni Minerba, fondatore con Ottavio Mai della rassegna. [print-me title=”STAMPA”]
La straniera, geografia di sentimenti
Durastanti tra memoir e romanzo, letteratura è un’onesta bugia
11 febbraio 201911:22
– CLAUDIA DURASTANTI, LA STRANIERA (La nave di Teseo, pp.288, 18 Euro). “Per me la letteratura non è mai stata una catarsi. E’ nata come una bugia, come astrazione dalla realtà. E’ un processo ambiguo, ma la voce che emerge è onesta”. Claudia Durastanti torna dal 14 febbraio in libreria con “La straniera” (La nave di Teseo), la sua nuova avventura letteraria a cavallo tra memoir e romanzo. Dopo l’esordio nel 2010 con “Un giorno verrò a lanciare sassi alla tua finestra” (Premio Mondello Giovani), seguito dalle conferme “A Chloe, per le ragioni sbagliate” (2013) e “Cleopatra va in prigione” (2016), la scrittrice affronta ora la storia della propria famiglia e ne fa splendida materia letteraria: trovando la giusta chiave per passare dal privato al collettivo, sempre misurata tra emozioni e distacco, Durastanti affronta i propri demoni pur provando ad allargare lo sguardo sul mondo e sul tema dell’identità. Ne “La straniera” l’autrice delinea una geografia di luoghi e sentimenti attraverso il contesto familiare ma in ogni pagina, prima più in ombra poi in modo più manifesto, appare se stessa, con le contraddizioni e i tormenti di chi è abituato da sempre a spostarsi, fisicamente ed emotivamente. Nata nel 1986 a Brooklyn da genitori sordi, Durastanti da piccola emigra da New York in un piccolo centro della Basilicata. L’America resterà parte della sua casa, e vi tornerà periodicamente, ma poi lascerà anche l’Italia per approdare a Londra, dove ora vive. Nello spostamento tra questi luoghi e nel percorso verso l’età adulta, l’autrice mette a fuoco personaggi indimenticabili, in primis i genitori e il fratello, svelando molto di se stessa. Parlare di sé è un rischio per ogni scrittore, ma lei sceglie di correrlo: “Nei miei libri precedenti mi sono messa alla prova con la fiction, ma sapevo che avrei raccontato questa storia prima o poi. Ho solo aspettato che maturasse la forma. Mi sono chiesta come si racconta una vita”, dice Durastanti in un’intervista, “in ogni racconto su di sé è tutto un gioco di reticenze. Mi interessava capire quando l’io si discioglie nel noi”. “In questa storia si passa dal passato al presente con qualche incursione nel futuro. Di fronte avevo due metafore: la mappa e la costellazione. Quando ci si affida alla memorie, una parte del ricordo è sedimentata e assume la forma di una montagna”, prosegue, “il presente invece è come un torrente in piena, ed è difficile scrivere quando si è in mezzo all’acqua. Poi c’è la costellazione: ci sono cose vere o false, luminose e nebulose, tutto cambia in base a dove ci si posiziona”. Pur essendo giovane, Durastanti ha già conquistato un suo equilibrio nella relazione con la scrittura: “Per me la letteratura non è una catarsi. E’ nata come una bugia, come astrazione dalla realtà.
Ho voluto sempre mentire e ho spesso pensato che sarei stata una grande dissimulatrice. E’ un processo ambiguo, ma la voce che emerge è onesta”, racconta, “da piccola soffrivo il disadattamento: ero la ragazza nuova a scuola e non volevo andarci. Mi rifugiavo nei libri, che sono stati per me una forza di emancipazione rispetto a quello che avrebbe dovuto essere il copione della mia vita. Ma la scrittura non è stato solo questo perché altrimenti non sarebbe durata”. E aggiunge: “Non credo che la letteratura migliori le persone, ma ci fa immaginare vite diverse dalla nostra. Nella mia scrittura c’è sempre un sentimento che domina, la malinconia, e non solo in questo libro. I miei personaggi, e anche me stessa, io li vedo per quello che avrebbero potuto essere, per le strade che non hanno preso”. “La straniera” colpisce anche dal punto di vista del linguaggio, con la musicalità e l’accuratezza che si uniscono allo stile spontaneo. “Il bilinguismo si avvertiva nei miei primi libri, in cui avevo una lingua più cerebrale. Poi con Cleopatra la lingua è diventata più disadorna e minimale. Questa è una terza fase, quella del ragionato istinto, come dice la mia editor. Ho scelto un linguaggio più coinvolgente, in cui ci sono il tragico e la gioia, ma alla giusta distanza”, spiega. In questo flusso emotivo, l’autrice prova a comprendere la realtà di oggi, a fare i conti con alcuni temi cruciali: gli squilibri economici e i diritti sociali, la disabilità e le migrazioni di ieri e di oggi. Proprio su queste ultime due questioni si sofferma maggiormente, partendo dai genitori, disabili e migranti insieme, e da se stessa, fin da piccola in viaggio tra culture e società diverse, e ancora oggi ‘straniera’ in ogni parte del mondo: “C’è un parallelismo tra migranti e disabili.
Ci si riduce alla letteralità, non viene mai raccontata la complessità delle loro storie: sono solo migranti e disabili. A questa letteralità i miei genitori si sono sempre ribellati. La stessa cosa l’ho provata sulla mia pelle. Qui a Londra prima di Brexit nessuno si sarebbe definito immigrato. E’ stata una presa di coscienza positiva: abbiamo capito quanto è labile il privilegio di non definirsi migrante”.
Liam Neeson giustiziere pieno di ironiaUn uomo tranquillo, thriller tra Coen e Tarantino
11 febbraio 201911:25
– Nonostante la trama, ‘Un uomo tranquillo’, diretto dal norvegese Hans Petter Moland e con protagonista Liam Neeson, non è l’ennesimo ‘giustiziere della notte’, ovvero l’uomo qualunque che, per vendetta, pratica ad un certo punto la giustizia fai da te.
In sala con la Eagle Pictures dal 21 febbraio, il film è infatti solo all’inizio un action thriller classico per diventare poi, in un crescendo di parodistica violenza, pieno di citazioni e diviso tra l’ironia colta dei fratelli Coen e lo spirito di Quentin Tarantino. Insomma ci si diverte anche nel veder elencare sullo schermo, con tanto di croce e fondo nero, il morto di turno appena uscito di scena.
Liam Neeson nel film è Nels Coxman, un uomo che lavora come spazzaneve nella località sciistica di Kehoe in Colorado. Una persona semplice, appena nominata cittadino dell’anno, e sposato felicemente con Grace (Laura Dern). Improvvisamente la sua vita viene sconvolta quando il figlio adolescente viene ucciso da un potente boss della droga locale soprannominato il Vichingo (Tom Bateman). Coxman da quel momento in poi non sarà più lo stesso. Alimentato da uno smodato bisogno di vendetta, l’uomo, fucile a canne mozze sotto la giacca, inizia la scalata al boss passando attraverso tanti dei suoi uomini uccisi uno per uno. Nel frattempo è guerra anche tra il nevrotico e vegano vichingo e il suo diretto concorrente nel mercato della droga, ovvero Toro Bianco (White Bull). Tra le curiosità di questo film il fatto che è il remake ‘ricco’ di ‘In ordine di sparizione’, film del 2013 dello stesso regista norvegese, che aveva come protagonista Stellan Skarsgrd. E ancora tra le curiosità il fatto che Liam Neeson è piombato al centro di una bufera mediatica dopo aver dichiarato all’Independent che in passato, in preda alla rabbia a causa di una violenza subita da una sua cara amica, aveva pensato di vendicarsi uccidendo un uomo di colore. Le parole dell’attore nord-irlandese non sono affatto piaciute e anzi considerate offensive e razziste, tanto che martedì sera, il giorno dopo la sua intervista, a New York è stato annullato il red carpet che doveva precedere la première del film di Moland.
Grammy in rosa, vincono le donneA Kacey Musgraves il grammofono d’or. Tre premi Lady Gaga
12 febbraio 201909:31
Quest’anno ai Grammy hanno vinto le donne. E’ stata la cantante country Kacey Musgraves a portare a casa il grammofono d’oro con il maggior peso specifico: album dell’anno con Golden Hour. Artisti più affermati hanno vinto meno.Lady Gaga ha fatto suoi tre grammofonini: migliore duo pop, con Bradley Cooper per Shallow, che prima della diretta aveva vinto anche il premio per la migliore canzone scritta per i visual media, e best pop solo performance, con “Joanne Where Do You Think You’re Goin’?.I grammofonini per la canzone e il record dell’anno sono andati a Childish Gambino che canta ‘This is America’.Ariana Grande, in forte polemica con la produzione, ha anche lei disertato la serata pur vincendo, prima della diretta, il premio Best Pop Vocal Album, con Sweetener.Delle diciassette performance nel corso della serata solo quattro erano di artisti uomini: Post Malone con i Red Hot Chili Peppers, Dan e Shay, Shawn Mendes e Smokey Robinson.
L’ultimo Eastwood subito al top Parte bene 10 giorni senza mamma di Genovesi
11 febbraio 201912:42
Entra subito al vertice della classifica Cinetel del week end ‘Il Corriere-The Mule’ di e con Clint Eastwood, ispirato alla vera quanto incredibile storia di Earl Stone. Il nuovo racconto sull’America di ieri e di oggi che l’anziano Clint regala ai suoi spettatori incassa 2.205.680 euro. Nuovo ingresso anche al secondo posto dove si piazza ’10 giorni senza mamma’, la tragicommedia di Alessandro Genovesi con Fabio De Luigi sulle peripezie di un maldestro aspirante padre, che ottiene 2.133.793 euro. Slitta dal primo al terzo posto ‘Dragon trainer: Il mondo nascosto’, la trilogia fantasy di Dean DeBlois con il guerriero vichingo Hiccup e il drago sdentato con 5.522.346 euro in due settimane. Scendono dal secondo al quarto ‘Green Book’ di Peter Farrelly, con Viggo Mortensen che incassa 3.632.571 euro in due settimane e dal terzo posto al quinto ‘Creed II’ di Steven Caple Jr. con Sylvester Stallone, che registra 6.896.230 euro, in tre settimane.
A Micam Plug-Mi dedicato alle sneakersSecondo stime, settore varrà 115 miliardi di dollari nel 2023
RHO11 febbraio 201913:06
– A Micam nasce PLUG-Mi.
The Sneakers Culture Experience, nuovo format dedicato al mondo delle sneakers e rivolto soprattutto ai millennials.
Il progetto è organizzato da Campus Fandango Club, in collaborazione con Micam e Fiera Milano, e debutterà all’interno del Salone internazionale della calzatura a settembre 2019.
Il nuovo appuntamento, che sarà completamente aperto al pubblico, è stato presentato all’interno di Micam in scena a Fiera Milano (Rho) fino al 13 febbraio – e si ispira alle più note sneakers convention di oltreoceano, come Complexcon di Los Angeles o KixFair di Atlanta. Nel 2017 in Italia sono state acquistate 26,9 milioni di paia di sneakers, per 1.245,4 milioni di euro al dettaglio secondo i dati del Centro Studi Confindustria Moda. Npd-Group, società di analisi di mercato stima che il mercato globale delle sneakers possa raggiungere un valore di 115,6 miliardi di dollari nel 2023.
Plug-Mi combinerà esposizione di prodotto, giochi, esperienze ed eventi musicali.
La Porta Rossa2, Cagliostro e i fantasmi del suo passato / VIDEOsu Rai2 dal 13/2 il noir con Guanciale e Pession
11 febbraio 201919:19
Dopo il successo della prima stagione de La Porta Rossa, il commissario Cagliostro, cui presta il volto Lino Guanciale, ritorna dal 13 febbraio su Rai2 con una nuova indagine ricca di colpi di scena. Una serie girata in una Trieste notturna e piovosa: “Verranno fuori l’anima nera della città, i suoi misteri”.
Carlo Lucarelli, che ha ideato la serie insieme a Giampiero Rigosi, ha parlato di una terza stagione, è confermata? Guanciale risponde che è prematuro parlarne: “Il datore di lavoro – fa notare – è il pubblico. Le aspettative ci sono. Io valuto sempre con grande attenzione, dopo aver fatto le prime due. In questo caso, di materiale, ce n’è tanto. La linea è quella: se la terza serie vale davvero la pena, allora va bene. Ma è anche vero che non
si può andare avanti all’infinito. Quindi l’attore abruzzese che interpreta il defunto commissario nei film tv che fondono insieme elementi soprannaturali e polizieschi precisa: “diciamo che alcune porte si chiuderanno ma resteranno tanti misteri da esplorare”. Una Cooproduzione Rai Fiction, Vela Film in associazione con Garbo produzioni.
Cagliostro – rimasto nel mondo dei vivi dopo la sua morte – ha scoperto l’identità del suo assassino ed è riuscito a mettere in salvo sua moglie Anna (Gabriella Pession che nella fiction di professione è un magistrato). Ma quando per Cagliostro giunge il momento di attraversare la porta rossa e lasciare per sempre la vita terrena, accade qualcosa di inaspettato: Jonas (Andrea Bosca), il mentore incontrato nella dimensione spirituale, si risveglia dal coma. Ma chi è davvero quest’uomo? Perché è ritratto in una foto insieme a Rambelli, capo del commissario e responsabile della sua morte? Ne La Porta Rossa2 Cagliostro è dunque ancora tra i vivi. È accanto ad Anna mentre dà alla luce sua figlia. La nascita della bambina lo porta a farsi domande che da vivo ha sempre evitato: qual è la sua storia? Chi sono i suoi genitori? Perché lo hanno abbandonato? Al suo fianco nelle ricerche c’è di nuovo Vanessa (Valentina Romani), la sola – insieme a sua madre Eleonora (Cecilia Dazi)- che riesce a vederlo. Ma ben presto la ragazza si ritrova invischiata in una indagine della polizia che coinvolge il suo fidanzato Filippo e molti personaggi della Trieste “bene”. Gabriella Pession del suo personaggio dice:” Ho voluto portare sul piccolo schermo le vicende di una donna autentica, edulcorata che potesse attraversare la vicenda del lutto in maniera vibrante e silenziosa. In questa stagione Anna darà alla luce la piccola Vanessa perchè abbiamo voluto raccontare il rapporto di una mamma con il suo bimbo appena nato. Abbiamo creato un cast che somiglia ad un vero e proprio team e probabilmente è questa la chiave della riuscita della serie”.
Guanciale aggiunge: “Credo che sia facile riconoscersi nel protagonista. Un movente fondamentale è rappresentato dalla curiosità del detective, la curiosità di sapere qualcosa di più anche di se stesso oltre che del giallo che avvolge tutta la storia”. In merito all’assenza di una parte religiosa nella serie, l’attore rivela: “Io non sono credente, quindi, non ho avvertito questa mancanza. In realtà, però, c’è un fronte religioso rappresentato dal personaggio di Don Giulio. In questa serie, non c’è un punto di vista privilegiato sulla morte e sarebbe stato sciocco metterne uno in evidenza”. Lucarelli e Rigosi dicono: “Ne La Porta Rossa la morte non è raccontata come un momento di chiusura, ma come un’occasione di riflessione e di cambiamento. La fine non esiste, dice Cagliostro nella frase che conclude la prima stagione, ed è esattamente così: fino a che c’è una domanda in sospeso, un desiderio, un mistero, c’è una storia da raccontare.
Cagliostro non oltrepassa la Porta Rossa, e si trova come noi vivi a dover gestire il tempo e le sue insidie. Il Commissario stavolta è rimasto per capire qualcosa di strano sul suo passato, ma vuole anche proteggere sua figlia, che rappresenta il suo futuro nel mondo”.
Il direttore di Rai Fiction Eleonora Andreatta sottolinea: “La trama dimostra come la vita di questo fantasma sia gravida di un destino ricco e imperscrutabile, uno dei personaggi più affascinanti della nostra serialità. Quello che Cagliostro può vedere e gli altri no sono gli uomini nella loro solitudine, nel loro lato più nascosto e talvolta inconfessabile, nelle loro debolezze”. Nel cast anche Antonio Gerardi, Fortunato Cerlino, Elena Radonicich, Ettore Bassi, Gaetano Bruno, Antonia Liskova, Carmine Recano, Alessia Barela, Raffaella Rea e con la partecipazione di Roberto Citran, Tommaso Ragno, Fausto Maria Sciarappa.
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Snarky Puppy in tour in Italia
Cinque tappe da nord a sud. Si parte l’11 luglio da Grado
TRIESTE11 febbraio 201915:30
– Arriverà in Italia a luglio la band americana Snarky Puppy. Cinque le tappe in calendario, da nord a sud, per presentare il nuovo album Immigrance: si parte da Grado (Gorizia) l’11 luglio, in occasione dell’Udin&Jazz. Il tour proseguirà all’Anfiteatro romano di Avella (Avellino) per il Pomigliano Jazz il 12 luglio; all’Arena Derthona di Tortona (Alessandria) il 14; al Dromos Festival di Fordongianus (Oristano) il 18; a Perugia per Umbria Jazz il 19. La diversità e l’appartenenza a luoghi e culture differenti sono le parole chiave a cui si ispira Immigrance, in uscita il 15 marzo per GroundUP Music. “L’idea è che tutto è fluido, che tutto è sempre in movimento e che siamo tutti in uno stato costante di immigrazione”, spiega il produttore, bassista e fondatore del gruppo, Michael League.
Gli Snarky Puppy si muovono tra jazz, funk e R&b, musica scritta e improvvisazione. La band, con circa 25 membri in rotazione, ha guadagnato il suo primo Grammy Award nel 2014 per la Best R&B Performance.
Forsythe a Valli di Reggio EmiliaIl 13 febbraio con lo spettacolo ‘A quiet evening of dance’
REGGIO EMILIA11 febbraio 201915:30
– William Forsythe, tra i coreografi più importanti e acclamati, il 13 febbraio torna al Teatro Valli di Reggio Emilia, città con la quale vanta un lungo sodalizio, con il suo ultimo lavoro, “A quiet evening of dance”.
Nello spettacolo, che accosta in maniera inusuale titoli dal repertorio e nuove creazioni della compagnia, Forsythe ha immaginato qualcosa di simile a un concerto di musica da camera, ideato per essere ascoltato. Le creazioni spaziano dalla concentrazione analitica minimale al contrappunto di ispirazione barocca, alternando momenti di grande intensità espressiva ad altri di pura gioia. Sul palcoscenico, sette danzatori trascinano lo spettatore nel cuore della danza e nella fantasia del creatore dell’opera, che reinventa il vocabolario coreutico, stravolge l’approccio alle performance e stimola la reazione del pubblico. “A quiet evening of dance” è costruito su musiche di Morton Feldman e Jean-Philippe Rameau e coinvolge per la produzione nove istituzioni teatrali tra Europa e Usa.
Info: http://www.iteatri.re.it.
A Casadei ‘Premio Romagnolo dell’anno’Riconoscimento consegnato il 24/2 alla fiera ‘Sono Romagnolo’
11 febbraio 201915:31
– Raoul Casadei, il ‘Re del Liscio’, si aggiudica il ‘Premio Romagnolo dell’Anno’ che gli verrà consegnato domenica 24, nel corso della kermesse ‘Sono Romagnolo’, in programma alla Fiera di Cesena dal 22 al 24 febbraio per celebrare i saperi, i sapori e le tradizioni di Romagna. A premiare Casadei, l’attore Ivano Marescotti, uno dei vincitori delle passate edizioni del premio assegnato anche ai comici Giuseppe Giacobazzi e Paolo Cevoli.
Proprio con Marescotti l’artista, nato a Gatteo 81 anni fa, ha partecipato al film di prossima uscita ‘Tutto Liscio’ in cui Marescotti recita il ruolo del padre del protagonista e Casadei interpreta se stesso in un cameo.
Il musicista, alla guida dell”Orchestra Casadei’ dagli anni ’60 quando la ereditò dalla zio e fondatore Secondo Casadei, ha passato il testimone, nel 2000, al figlio Mirko. Fra le canzoni più note firmate da Casadei, ‘Ciao Mare’, ‘Romagna e Sangiovese’, ‘Simpatia’, la ‘Musica Solare’ e ‘Romagna Capitale’.
Brizzi, riparto con una commedia disneyanaRegista torna in sala con ‘commedia disneyana’ Modalità aereo
11 febbraio 201920:51
-. Un film su come il cellulare, “quella scatoletta che abbiamo tutti in tasca, possa rovinarci la vita” ma nel quale c’è anche, come sempre nel suo cinema, qualche eco autobiografica: “Non a caso è un film sull’amicizia, sull’importanza di un gruppo di amici che ti raccoglie in momento di difficoltà”. Così, pochi giorni dopo l’archiviazione delle accuse contro di lui di violenza sessuale, Fausto Brizzi sintetizza il suo ritorno in sala da regista, con una “commedia disneyana, tra Una poltrona per due e Canto di Natale”. E’ Modalità aereo, prodotta da Luca Barbareschi (Eliseo Cinema con Rai Cinema) in uscita il 21 febbraio in 400 copie con 01. Nel cast Paolo Ruffini (che ha avuto l’idea per la storia ed è cosoggettista e cosceneggiatore), Lillo, Violante Placido, Dino Abbrescia e Caterina Guzzanti. Questa, Brizzi, non la considera una rivincita ma “una ripartenza”, anche se più virtuale che reale, spiega, “perché quest’anno ho scritto comunque 4 film (compreso il successo di Natale di Boldi-De Sica, Amici come prima). Ero in ‘modalità aereo’. Ho pensato a lavorare e a rimettere la vita in una normalità, ed è già tanto”. Qualche accenno di autobiografia emerge anche da battute nella storia come “oggi non importa se una notizia è vera o falsa, la notizia va data”. Per Brizzi “spesso oggi è così anche se dipende dai singoli giornalisti. Sono molto pericolosi i media in questo momento, un tweet può rovinarti”. Protagonista di Modalità aereo è un ricco imprenditore molto ‘social’ e arrogante, Diego Gardini (Ruffini) che in 24 ore, a Natale, si ritrova la vita quasi distrutta per essersi dimenticato il suo cellulare (segreti inclusi) nei bagni dell’aeroporto di Roma, prima di un viaggio in Australia. Lo smartphone finisce nelle mani di Ivano (Lillo) e Sabino (Abbrescia), due addetti alle pulizie maltrattati dall’imprenditore, che decidono di vendicarsi dandosi, a spese sue, alla pazza gioia e rovinandogli la reputazione a colpi di tweet oltraggiosi. Ma i ‘nemici’ troveranno modo di diventare amici e complici… “Quest’anno ho anche perso degli amici – dice il regista – ma probabilmente non lo erano in partenza. Quelli che ho adesso hanno passato un ‘test drive'”. E’ un anno “in cui il cerchio della fiducia è sceso in campo. Ne fanno parte alcuni degli attori che sono in questo film. E devo ringraziare persone come Luca (Barbareschi, che ha anche messo Brizzi a capo della sezione Eliseo Cinema, ndr) che ha scommesso sulla mia capacità di riuscire lo stesso a fare un film di buonumore”. Gli accenni allo scandalo e alle sue conseguenze, in conferenza stampa restano tra domande e risposte cauti e velati, ma Brizzi ci tiene per esempio a chiarire, che allo scoppiare della vicenda il suo nome “non è mai stato tolto dai titoli di Poveri ma ricchissimi. Semplicemente io non ero andato in conferenza stampa per motivi di opportunità”. Allo stesso modo il suo addio alla società di produzione che ha cofondato, la Wildside, non è stato imposto ma, spiega, “è stato un mio modo per proteggere degli amici”. Modalità Aereo, sottolinea, “nasce dal desiderio che avevo da molto, di girare un film ambientato a Natale ma non con uno spirito di vacanza. Ho guardato molto a John Landis e a una Poltrona per due, ma anche a Canto di Natale, con protagonista uno Scrooge moderno, interpretato da Ruffini, che capisce come la sua esistenza non sia serena come pensava”. Nella vita, aggiunge, “tutte le cose belle ci capitano quando siamo in modalità ‘aereo’. E c’è un invito nel finale alle famiglie italiane, a staccare i telefoni almeno prima di sedersi a tavola”. Il ciclone Brizzi ora non si ferma: “Tra un mese tornerò sul set per girare Se mi vuoi bene, una commedia con Claudio Bisio tratta da un mio romanzo. E’ la storia di un uomo che vuole fare del bene a tutti i suoi amici e invece devasta loro la vita perché non è capace”. Non è finita qui. Per l’anno prossimo, annuncia, “ho scritto una commedia action”.
Abiti Sozzani in vendita per beneficenzaShopping con causa medicina preventiva centro Harvard
NEW YORK11 febbraio 201916:40
– C’e’ una passerella molto speciale ai margini delle sfilate di New York: da oggi sulla piattaforma Yoox Net-a-Porter di Federico Marchetti basta un click per portare nel carrello dello shopping esclusivi abiti vintage dagli armadi di Franca Sozzani. I proventi della vendita andranno al Franca Sozzani Fund for Preventive Genomics al Brigham and Women’s Hospital di Harvard, fondazione che promuove lo screening genetico a scopo preventivo. Yoox ha un bacino di utenza di oltre un milione di persone che hanno l’opportunita’ di puntare su uno dei 600 capi di abbigliamento selezionati da Francesco Carrozzini, il figlio della leggendaria direttrice di Vogue Italia morta nel 2016 a 66 anni. L’idea di vendere con uno scopo e una causa i Valentino, Balenciaga, Dolce e Gabbana e Giambattista Valli dalla collezione privata della madre e’ stata dello stesso Carrozzini il cui documentario “Franca: Chaos and Creation” ha poi portato a un libro pubblicato da Assouline e presentato nel negozio Corso Como 10 a NY
La 500 entra al MoMa, “design democratico”L’utilitaria e tanti pezzi italiani nella mostra “Good Design”
NEW YORK12 febbraio 201908:49
-La 500 entra al MoMA: l’utilitaria “da città” della Fiat, nel classico color caffellatte (alzi la mano il baby-boomer che non l’ha posseduta, amata o quanto meno guidata), e’ il pezzo forte della mostra “The Value of Good Design” aperta nel fine settimana e fino al 27 maggio, poco prima della chiusura per quattro mesi del museo newyorchese per la volata finale del progetto di ristrutturazione. L’auto in mostra, targata Ferrara 249350, e’ del 1968: un dono di FCA Heritage. La macchinina col motore a trazione posteriore disegnata da Dante Giacosa “contribui a rendere la proprietà’ dell’auto accessibile a un pubblico italiano che stava attraversando un drammatico miglioramento delle sue condizioni economiche”, si legge nella didascalia che accompagna il video Fiat all’insegna dell’ottimismo del boom che sua volta fa compagnia alla 500 in mostra. Costruendo sul successo della “sua” 600, Giacosa massimizzo’ lo spazio interno minimizzando al tempo stesso i costi per i materiali e per la complessa meccanica. Nel 1965 la 500 fu ridisegnata per eliminare le cosiddette “porte a vento”, in inglese “suicide doors”: quel modello divenne un bestseller e rimase in produzione fino al 1973. In principio non c’era Ikea, ma il design per le masse esisteva da tempo. La mostra del MoMA esplora il potenziale di democratizzazione di oggetti belli e al tempo stesso funzionali e a costi contenuti costruendo su quanto lo stesso museo fece dalla fine degli anni ’30 agli anni ’50 con le iniziative “Good Design” sotto cinque dollari: mostre prenatalizie del museo che servivano come “consigli per gli acquisti” ideate dal direttore di allora Alfred Barr. Alcuni di questi oggetti, come la caffettiera Chemex, sono ancora in produzione e il negozio del MoMA le vende per 130 dollari. La mostra solleva anche interrogativi su cosa sia oggi Good Design e se valori della meta’ del secolo scorso possano essere tradotti e ridefiniti per un pubblico contemporaneo. I visitatori sono invitati a provare esemplari ancora in produzione e ad esplorare come, attraverso i suoi negozi, il MoMa continui ad essere incubatore di prodotti e idee in un mercato internazionale. Ma torniamo alla mostra che, con il sostegno della Marella and Giovanni Agnelli Fund for Exhibitions, ha tanti pezzi italiani, alcuni inattesi: oltre ai tessuti disegnati da Bruno Munari e Ettore Sottsass, la Lexicon 80 Olivetti e l’aspirapolvere di Achille Castiglioni, c’e’ un secchio con coperchio di polietilene e metallo di Gino Colombini per Kartell (un dono di Philip Johnson): mentre negli Usa Tuppenware diventava popolare, Kartell in Italia si stava affermando come leader del settore della plastica. Colombini, a capo del dipartimento tecnico Kartell, creo’ oggetti comuni di uso domestico approfittando delle possibilità estetiche dei nuovi materiali.
Negramaro, Lele lascia tour al fratelloDopo emorragia cerebrale chitarrista spiega’ho bisogno di tempo’
BARI12 febbraio 201909:35
Non è bastato rinviare la partenza del tour di qualche mese: Lele Spedicato, il chitarrista dei Negramaro colpito da una emorragia cerebrale il 17 settembre scorso sta recuperando, è anche tornato in sala prove, ma non potrà essere con la band salentina per la tournee di “Amore che torni” che partirà da Rimini il 14 febbraio. Al suo posto ci sarà suo fratello minore, Giacomo. Ad annunciarlo, tra sorrisi, abbracci, un pizzico di commozione e le note della sua chitarra, è stato proprio Lele sulla pagina facebook ufficiale dei Negramaro con un video che lo riprende con Giuliano Sangiorgi e il resto della band mentre suonano un brano reggae. “Volevo dire a tutti che sto benissimo – dice Lele interrompendo il brano – Purtroppo in tour non ci potrò essere perché non vogliono loro”, scherza mentre Sangiorgi e gli altri gli fanno notare che “ci teniamo troppo alla tua vita”. “Serve un altro pochino”, suggerisce Giuliano, “ma non tantissimo”, aggiunge Lele. “Come vedete – spiega ancora il chitarrista – ce la sto mettendo tutta e grazie anche al vostro sostegno mi manca pochissimo per tornare al 100%. Per i medici devo terminare la riabilitazione per riprendermi completamente e non rischiare nulla, quindi ho bisogno di un altro po’ di tempo”. “Inutile dire che sono profondamente dispiaciuto – aggiunge – ma avremo modo di recuperare ogni emozione quanto prima”. “Intanto – annuncia mentre la telecamera inquadra sul fondo della sala prove un giovane chitarrista che gli somiglia – prenderà il mio posto una parte di me: il mio piccolo fratellino Giacomo, che certamente non vi deluderà. Ha 23 anni, è un gioiellino, trattatemelo bene. Mi mancate, vi amo”. Emanuele Spedicato, per tutti Lele, si era sentito male la mattina del 17 settembre scorso mentre era nella sua casa in Salento con la moglie, l’attrice Clio Evans. Dopo aver trascorso tre settimane in bilico tra la vita e la morte, è stato dichiarato fuori pericolo ed è cominciata la risalita. Lo scorso ottobre, mentre era in riabilitazione in una clinica romana, ha compiuto 38 anni. Nei mesi trascorsi dal momento dell’emorragia cerebrale, Lele e la sua famiglia sono stati travolti dall’affetto dei fan che hanno seguito sui social tutta l’evoluzione della sua ripresa. Accompagnando anche i momenti belli che ci sono stati, come la nascita a metà novembre del piccolo Ianko, il figlio di Lele e di Clio Evans che è arrivato pochi giorni dopo la nascita di Stella, figlia di Giuliano Sangiorgi, il leader della band salentina. “Finalmente sei arrivato. Primo maschietto in casa Negramaro”, aveva scritto su Instagram Clio Evans annunciando la nascita, mentre i Negramaro avevano commentato: “Abbiamo fatto il ‘triplo salto vitale’!!! Evviva Ianko, evviva Lele e Clio… Evviva tutte le nostre vite”.
Anna Bolena, regina di contrastiTorna il belcanto di Donizetti. Dirige Frizza, regia di De Rosa
11 febbraio 201917:59
– Una donna tradita, che ha rinunciato all’amore ma non alla dignità. Una regina infelice, che sta per perdere tutto, anche la vita. E’ un atteso ritorno quello di Anna Bolena di Gaetano Donizetti al Teatro dell’Opera di Roma, con un nuovo allestimento in scena dal 20 febbraio al 1 marzo che vedrà Andrea De Rosa alla regia e alla direzione dell’orchestra Riccardo Frizza. Titolo di raro ascolto (al Costanzi è stato rappresentato solo due volte, nel 1977 e nel 1979), quest’opera emblema del belcanto sarà offerta al pubblico in versione integrale per poter esprimere al meglio la complessità e il dramma interiore dei suoi personaggi. Con le scene di Luigi Ferrigno da un’idea di Sergio Tramonti, i costumi di Ursula Patzak e le luci di Enrico Bagnoli, lo spettacolo ha un cast particolarmente curato, da Maria Agresta e Carmela Remigio, che debuttano rispettivamente nei ruoli di Anna Bolena e Giovanna Seymour, ad Alex Esposito e René Barbera, chiamati a interpretare Enrico VIII e Riccardo Percy.
Raznovich, non golpe Mahmood più nuovoGiurata a Sanremo, applicato il regolamento, serve rispetto
SANREMO11 febbraio 201919:05
– “Niente passamontagna”, “né golpe”. Camila Raznovich, componente della Giuria d’onore del Festival di Sanremo finita nella bufera perché accusata di complicità con il ‘ribaltone’ che ha decretato la vittoria di Mahmood ai danni di Ultimo, preferito dal televoto, si chiama fuori dalle polemiche, respinge le accuse di complottismo e precisa: “Sono stata chiamata dall’azienda per cui lavoro per far parte della giuria, a rimborso spese: abbiamo applicato il regolamento del festival”.
“Mi dispiace del putiferio che si è scatenato – spiega Raznovich
. Abbiamo semplicemente votato la nostra canzone preferita, peraltro non sapendo come stava andando il televoto, né come si stava esprimendo la sala stampa. Si vota in contemporanea, non c’è modo di confrontarsi”.
“Perché abbiamo votato per Mahmood? Perché ‘Soldi’ ci è sembrata la canzone più bella, più orecchiabile, più radiofonica e anche più nuova a livello di sound. E credo che a nessuno sia venuto in mente un sottotesto politico”.
Offese prof Benati, Sgarbi condannatoDuemila euro di multa e 40mila per risarcire lo storico
BOLOGNA11 febbraio 201920:38
– Duemila euro di multa e il pagamento di 40mila euro allo storico dell’arte Daniele Benati.
E’ la condanna decisa dal tribunale di Bologna per Vittorio Sgarbi, accusato di aver diffamato Benati, presidente della sezione bolognese di Italia Nostra, nell’ambito della lite sulla mostra ‘Da Cimabue a Morandi’, curata dal critico ferrarese a Palazzo Fava, nel capoluogo emiliano.
La polemica era nata dopo che il docente aveva criticato la mostra e aveva scritto una lettera e poi firmato insieme ad altri un appello, formulato da Carlo Ginzburg, con cui si chiedeva che non fossero concessi all’esposizione curata da Sgarbi prestiti di opere significative o vulnerabili. Benati, difeso dagli avvocati Giulio Volpe e Gino Bottiglioni, denunciò offese andate avanti da novembre 2014 a marzo 2015 dispiegate nel corso di diversi mesi. Il giudice Silvia Monari ha anche assolto l’imputato da alcuni capi di imputazione ma lo ha ritenuto responsabile per quelli ritenuti più significativi dalla difesa di Benati.
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Il sistema di voto sotto accusa, Foa “va corretto”
Raznovich, nessun complotto. Il Volo, insulti sono bullismo
11 febbraio 201920:43
– Il golpe delle élite contro la volontà del popolo sovrano? La ribellione dell’oligarchia radical chic contro il comune sentire? I riflettori dell’Ariston si sono spenti, ma la polemica sul ‘ribaltone’ che ha consentito a Mahmood di vincere a Sanremo grazie all’appoggio della giuria d’onore e della sala stampa, relegando al secondo posto Ultimo, che era ampiamente in testa al televoto, infiamma ancora il dibattito, social e non solo. E il tema del meccanismo di votazione torna prepotentemente all’attenzione per il futuro del Festival.
Dopo che lo stesso Claudio Baglioni ha aperto all’ipotesi del ‘solo televoto’, oggi è il presidente della Rai, Marcello Foa, a riflettere sul “chiaro squilibrio tra il voto popolare e una giuria composta da poche decine di persone che ha provocato le polemiche. Questo sistema funziona o no? Va corretto, chiaramente, anche perché il pubblico si senta rappresentato.
C’è stato un ribaltamento del giudizio e ne va tenuto conto”.
Foa, comunque, ‘assolve’ il vincitore: “Mahmood si è trovato al centro di una polemica molto più grande di lui e a me ha fatto tenerezza, perché voleva dare un messaggio positivo e nelle prime battute è stato un po’ travolto”. “Se leggiamo il testo attentamente – continua il presidente della Rai – è molto profondo, molto difficile, segna la difficoltà del suo rapporto con il padre”. Padre egiziano, anche se Mahmood è nato nel nostro Paese ed è “italiano al 100 per cento”, come ci tiene a sottolineare. Ma c’è anche chi ha letto nel suo successo un messaggio indirizzato a Matteo Salvini, ‘convitato di pietra del festival’ dopo le polemiche in tema migranti sollevate dalle dichiarazioni di Baglioni. Il vicepremier, comunque, ha chiamato il vincitore per congratularsi: “E’ un ragazzo di vent’anni, comincia adesso, mi sono informato sul suo percorso artistico – rivela in un’intervista alla Stampa – e gli ho voluto dire direttamente che si deve godere la vittoria e che sono felice per lui”.
Salvini prende le distanze dalla “polemica politica strisciante e pretestuosa” e piuttosto mette in dubbio “la composizione della giuria d’onore”, “mancava solo mio cugino e sarebbe stata completa. Come se mi chiamassero ad attribuire il Leone d’oro.
Sanremo deciso da un salotto radical chic”. E intervistata da Quarta Repubblica, trasmissione Mediaset, aggiunge: “Spero che non sia stata una scelta anti Salvini (…) Spero che non ci sia veramente qualcuno a sinistra che, essendo ridotto male, cerca di prendersi rivincite sul Festival, sul teatro, sul cinema e sulla poesia. Sarebbe deprimente per loro e per il vincitore”.
La giurata Camila Raznovich respinge le accuse: “niente passamontagna”, “né golpe”, “né elite”: “Sono stata chiamata dall’azienda per cui lavoro, a rimborso spese. Io e gli altri componenti della giuria ci siamo limitati ad applicare il regolamento del festival”. Il voto per Mahmood? “‘Soldi’ ci è sembrata la canzone più orecchiabile, più radiofonica e anche più nuova a livello di sound. Non c’è stato alcun complotto, né sottotesto politico”. Ai sospetti replica anche il presidente della giuria, Mauro Pagani: “Sì, certo, eravamo pilotati dai servizi segreti egiziani, c’era un ponte radio col Cairo…se non fosse triste questa la cosa la troverei divertente”, risponde a Un giorno da pecora su Radio1. La giuria un salotto radical chic? “Per votare da casa ci vuole il diploma di pianoforte? Ognuno esprime il suo parere”. Su questo – gli viene chiesto – avete messo d’accordo i vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini: entrambi vi hanno criticato. “Bisogna restituire valore alle parole: politica è una parola alta, e non la mescolerei con queste ‘robette’ da cortile. Ogni tanto ci si dimentica del ruolo che si ha e si pensa a mendicare voti”. E l’altro giurato, Joe Bastianich: “Ho saputo dieci giorni fa chi fosse Salvini”, dice a Un giorno da pecora.
Ad alimentare le polemiche di queste ore anche i video della sala stampa, diventati virali sul web, con insulti e improperi diretti al Volo e applausi all’annuncio del loro terzo posto: “Alcuni giornalisti (ed è bene dire che solo alcuni) ci hanno pesantemente insultato”, puntano il dito Piero Barone, Ignazio Boschetto a Gianluca Ginoble. “Hanno usato parole come ‘merde’, ‘vaffanculo’, ‘in galera’ che consideriamo frutto di una vera e propria forma di bullismo, di sfottò da stadio. Queste persone non hanno portato gloria all’Ordine che rappresentano”. Un comportamento “irrispettoso nei nostri confronti, ma soprattutto nei confronti della libertà di espressione. La musica dovrebbe essere libertà, non motivo d’insulto”.
Il Grammy Museum omaggia Mia MartiniFestivale La Italia annuncia proiezione speciale Io sono Mia
– Il film sulla vita di Mia Martini “Io sono Mia” sbarca al Grammy Museum di Los Angeles: l’omaggio alla grande cantante italiana è stato annunciato da ‘LA Italia – Film, Fashion and Art Fest’ all’indomani del gala allo Staples Center, che domenica notte è stato il palcoscenico della consegna dei Grammy Awards. La proiezione speciale del film, interpretato da Serena Rossi, diretto da Riccardo Donna e prodotto da Eliseo Cinema per la Rai, avverrà’ sulla West Coast, nella sala proiezioni del museo della musica, venerdì 22 febbraio nell’ ambito del festival italiano a Hollywood che prenderà il via domenica 17 febbraio e che quest’anno avrà tra i suoi ospiti anche il produttore e artista Luca Barbareschi. “Il tributo alla Martini nella prestigiosa sede dell’ entertainment mondiale è uno sincero omaggio alla vita e all’ opera di una tra le più sensibili artiste italiane di sempre” dichiara Tony Renis, presidente onorario di LA ITALIA Festival.
Roffi, emozione suonare per MorriconeIl talento della fisarmonica dopo il debutto all’ Auditorium
12 febbraio 201908:49
“Prima che la porta per il palcoscenico si aprisse, dai vetri oscurati ho visto la sala piena. Morricone aveva appena diretto un suo brano. Toccava a me. E’ stata un’ emozione incredibile. I miei genitori in platea… In un secondo rivedi tutto e ti dici: ce l’ ho fatta. Suonare al Parco della Musica davanti al Presidente della Repubblica Mattarella, con quell’ orchestra, tra le migliori al mondo. Ero in trance”. Pietro Roffi, giovane talento della fisarmonica, confessa di avere ancora i brividi nel ricordare il suo debutto all’ Auditorium di Roma lo scorso settembre per un evento eccezionale, la festa organizzata dall’ Accademia Nazionale di Santa Cecilia per i 90 anni di Ennio Morricone. “Mentre suonavo mi sono commosso – racconta -. Quel momento, il pezzo meraviglioso, il suono del mio strumento, il silenzio assoluto in sala e il godimento totale. Mi sono detto: è questo che voglio fare nella vita”. A scoprire e a lanciare Pietro, 26 anni di Valmontone (Roma), nella magia di quella serata era stato qualche mese prima Dario Marianelli, premio Oscar nel 2008 per la colonna sonora del film “Espiazione. “Mi ha telefonato a luglio – dice Roffi – perchè Santa Cecilia gli aveva commissionato un pezzo da dedicare a Morricone per una serata al quale avrebbero partecipato anche Nicola Piovani, altro premio Oscar. ‘Ho pensato a un pezzo con la fisarmonica solista’, mi ha detto. Mi sono messo a piangere. Dopo qualche settimana Marianelli mi ha mandato la Piccola Serenata. L’ idea di suonare il brano bellissimo di un musicista che amo mi ha riempito di gioia”. L’ orchestra mi ha abbracciato e accolto con calore. “Hai un suono pazzesco. Lo so che non ci credi ma ricordati che sei il solista. Puoi rinunciare al frac e vestirti come ti pare” mi ha detto uno dei professori. Come tutte le storie anche questa ha un inizio, nel 2017. “L’ incontro con Marianelli mi ha cambiato la vita. In vista di una serata dedicata a lui, stavo provando con l’ orchestra dell’ Università Roma Tre un brano della sua colonna sonora di Anna Karenina. Nella platea vuota vedo uno sconosciuto che osservava una partitura. La mia parte prevedeva poche note che ho eseguito non visto perché davanti a me c’ era il direttore d’ orchestra.
Alla fine quell’ uomo è salito sul palco e ha chiesto ‘Chi è il fisamonicista?’. Ero senza parole. ‘Io ti scrivo un pezzo per fisarmonica e orchestra’ mi ha detto Marianelli complimentandosi mentre tutti i musicisti applaudivano”. Il compositore ha lasciato al giovane il numero di telefono e dopo qualche mese lo ha richiamato per farlo suonare nella colonna sonora del film di Marco Tullio Giordana “Nome di donna”, uscito nel marzo scorso. “Pietro non è soltanto tecnicamente preparatissimo – ha detto di lui il maestro – ma anche un musicista di un’espressività poetica e raffinata, capace di far cantare il suo strumento e di seguire il pensiero musicale del compositore con immaginazione e empatia”.
Pietro Roffi ha già collezionato decine di concerti all’ estero. Appena uscito dal Conservatorio di Santa Cecilia si è esibito in Cina. Poi Australia, Argentina, Romania, Inghilterra, Lituania, Spagna. L’ ultima tappa, lo scorso a novembre, è stata Rio de Janeiro chiamato dall’ Istituto Italiano di Cultura. Il prossimo agosto sarà di nuovo in Cina, ad ottobre in Norvegia, a novembre a Cuba. E poi le incisioni, tra cui il suo “Est Ovest” , l’ extended play “Tutto Tango”, del 2018, con il pianista Alessandro Stella, e dieci pezzi nuovi che usciranno a breve. Se il buongiorno si vede dal mattino, per Pietro lo si era capito da quando era alle elementari. Il padre Alberto, 52 anni, operaio, e la madre Roberta appassionati di ballo liscio, amavano ascoltare mazurche, valzer e polche in cui la fisarmonica trionfa. Nel 1999, a nove anni, Pietro decide: “Voglio imparare a suonarla”. Il padre parla con Onorio, un appassionato autodidatta che si esibiva nelle feste di paese, che dopo poche lezioni consiglia di comprare al piccolo apprendista uno strumento professionale, allora dal costo astronomico di 2 milioni e 900 mila lire. Da lì cominciato il frullatore di studi, concorsi, premi, fino al diploma al Conservatorio. “Mi rivedo spesso con il grembiule delle elementari, solfeggiare ogni giorno la mattina in casa prima di prendere lo scuolabus – racconta Pietro – e poi studiare ore e ore sulla tastiera. Ora il mio obiettivo è dedicarmi alla composizione, far conoscere la mia musica e continuare a suonare con le grandi orchestre. La fisarmonica ha un suono moderno e affascinante e non va più considerata solo per il tango o per le feste da balera, è uno strumento che può spaziare in tutti i generi. Mi piacerebbe incontrare Jovanotti, che amo ascoltare, per proporgli un assolo in una sua canzone. Lorenzo Cherubini è un grande artista. Sono convinto che sarebbe una bomba”.
Normal o la follia dei generiTulli, racconto l’oggi senza dare risposte
febbraio 201920:58
– ‘Normal’, il nuovo film documentario di Adele Tulli presentato oggi alla Berlinale a ‘Panorama’, non racconta solo, in immagini e senza commento, gli stereotipi di genere, ovvero dell’essere uomo e donna oggi, ma fa molto di più. Come una gigantesca quanto asettica lente di ingrandimento, come in un quadro di Domenico Gnoli, la regista, classe 1982, mette lentamente sotto i riflettori e ingigantisce la realtà mostrando quanto ci sia in essa di oggettiva follia. Elenchiamo solo alcune di queste realtà normal-anormal presentate nel documentario: donne agli ultimi mesi di gravidanza in piscina che si misurano con una ginnastica pre-parto; un bambino vestito di tutto punto dal padre da pilota per partecipare a una gara di mini-motociclismo; un fotografo alle prese con poetiche quanto imbarazzanti foto di una coppia di innamorati lontana mille miglia dal mainstream; torte a forma di fallo in un addio al celibato tutto al femminile; le ragioni, da laureate ma dette in mutande, di tutta una serie di aspiranti Miss Mondo; una bambina alle prese con i suoi primi buchi alle orecchie; un corso di lap dance; maschi alfa alle prese con guerre finte e videogiochi violenti e ancora maschi alfa a lezione per perfezionare la loro virilità dialettica. In questo caravanserraglio di situazioni, accompagnate solo da una ossessiva colonna sonora, tutto il grottesco di ciò che ci circonda e che neppure vediamo. Adele Tulli, classe 1982, con già un profilo internazionale nella produzione di cinema del reale, ha studiato, tra l’altro, Screen Documentary alla Goldsmiths University of London. E questo film, che sarà in sala tra fine aprile e primi di maggio con l’Istituto Luce, nasce proprio da un progetto universitario. “Nei miei film precedenti ho lavorato su temi relativi al genere e alla sessualità e poi mi sono sempre occupata di attivismo, politica, movimenti femministi lotta delle donne – dice la Tulli a Berlino -, ma ci tengo a dire che Normal non ha alcuna volontà di dare risposte sui generi, ma casomai creare degli interrogativi. L’idea era quella di creare accostamenti che riescano a provocare un senso di straniamento e di sorpresa davanti allo spettacolo della “normalissima” realtà di tutti i giorni”. La Tulli, figlia d’arte (la madre è Serena Dandini) nel 2011 realizza il primo documentario, 365 Without 377 prodotto da Ivan Cotroneo che ha vinto, tra gli altri, il premio per il Miglior Documentario al Torino GLFF 2011. Il suo secondo film, Rebel Menopause, ritratto intimo della straordinaria ultraottantenne Thérèse Clerc ha vinti l’IAWRT 2015 International Award.
Ciak Mio fratello rincorre i dinosauriGassmann e Ragonese genitori opera prima da romanzo Mazzariol
11 febbraio 201916:17
– Sono iniziate le riprese dell’opera prima di Stefano Cipani Mio fratello rincorre i dinosauri tratto dall’omonimo successo letterario di Giacomo Mazzariol edito da Einaudi. Il film è con Alessandro Gassmann e Isabella Ragonese con la partecipazione di Rossy de Palma e per la prima volta sullo schermo Lorenzo Sisto. Al centro della storia due fratelli, uno dei quali affetto dalla sindrome di down, e l’accettazione di questa realtà.
Le riprese del film, in cinque settimane, si svolgeranno in Emilia Romagna, tra Bologna e Pieve di Cento. Il film è una coproduzione italo-spagnola Paco Cinematografica, Neo Art Producciones con Rai Cinema. Jack fin da piccolo ha creduto alla tenera bugia che i suoi genitori gli hanno raccontato, ovvero che Gio, suo fratello, fosse un bambino “speciale”, dotato di incredibili superpoteri, come un eroe dei fumetti. Con il passare del tempo Gio, affetto dalla sindrome di Down, per suo fratello diventa un segreto da non svelare. [print-me title=”STAMPA”]
Sanremo, 10,6 mln e 56.5% per la finale
In calo rispetto al 2018, ma guadagna 10 punti sulla 4/a serata
SANREMO10 febbraio 2019 08:39
– La serata finale del Festival di Sanremo, che ha incoronato vincitore Mahmood, è stata seguita in media su Rai1 da 10 milioni 622 mila telespettatori con il 56.5%.
Nel 2018 la finale del primo festival diretto da Claudio Baglioni aveva raccolto una media di 12 milioni 125 mila telespettatori pari al 58.3% di share. Si conferma dunque il trend di ascolti in calo rispetto allo scorso anno (un milione e mezzo di spettatori e circa due punti di share). La finale ha però guadagnato 10 punti percentuali rispetto alla quarta serata del festival, quella dedicata ai duetti (46.1%).
La prima parte dell’ultima serata di Sanremo 2019 (dalle 21.26 alle 23.51) ha avuto 12 milioni 129 mila spettatori con il 53.1%; la seconda (dalle 23.54 all’1.34) 8 milioni 394 mila con il 65.2%.
Un anno fa la prima parte della serata finale del festival aveva ottenuto 13 milioni 240 mila spettatori con il 54% di share, la seconda 10 milioni 401 mila con il 68.9%.
Fiera Ragazzi, 1400 espositori a BolognaApre 1 aprile a Bologna con 2 nuovi padiglioni. Tra ospiti Sis
10 febbraio 201914:26
– Due nuovi padiglioni, 1.400 espositori da oltre 80 paesi, un approfondimento speciale sulla cultura afro americana e sulle donne nella letteratura per ragazzi: torna dal 1 al 4 aprile a Bologna la Fiera Internazionale del Libro per Ragazzi che nella 56/ma edizione avrà la Svizzera paese ospite d’onore. Tra i grandi autori e illustratori ospiti il ceco Peter Sís, il lituano Kęstutis Kasparavičius, gli afroamericani Christopher Myers, Ekua Holmes e Klaas Verplancke. Dall’Argentina arriverà l’illustratore ed editore Diego Bianchi e sono attesi l’inglese Michael Morpurgo, la norvegese Maria Parr, l’autrice bestseller Ruta Sepetys, nata negli Usa da una famiglia di rifugiati lituani, l’americana Nikki Grimes, l’illustratrice Beatrice Alemagna. Alle figure femminili autonome e determinate, portate al centro dell’editoria per l’infanzia dopo decenni di principesse, sarà dedicato l’incontro ‘Time is on their side. Women in Children’s Books’ con fra le altre la norvegese Marta Breen e Beatrice Masini.
Flamenco e Bizet, ecco ‘La Pasion de Carmen’La danza spagnola con la grande opera, in scena a teatro a Roma
10 febbraio 201914:31
– Il flamenco incontra l’opera di Bizet per un mix di danza, musica e colori. Arriva da Madrid a Roma ‘La Pasion de Carmen’ lo spettacolo ispirato al lavoro più suggestivo del compositore e pianista francese: quello che andrà in scena il 12 febbraio al Teatro Italia è lo show, sulle note della celebre opera, raccontato attraverso la musica popolare spagnola e interpretato dal corpo di ballo diretto da Tito Osuna. Il soggetto della Carmen viene presentato mescolando diversi stili del flamenco: la ricerca del colore, sia nella tecnica delle luci che nei costumi della compagnia, domina ovunque sulla scena interpretando con audacia la maestosità dell’Opera di Bizet. Sul palco otto ballerini e un’orchestra madrilena che si esibisce live con chitarra, flauto e due voci.
Osuna. alla quarta generazione di una famiglia dedita al teatro, ha fondato nel 2017 il Ballet flamenco Espanol per rappresentare tutti gli stili della danza ispanica messi in scena da solisti delle migliori compagnie di flamenco del mondo.
Frate Assisi, Sanremo vinto integrazionePer padre Enzo Fortunato è “bella notizia per il Paese”
ASSISI (PERUGIA)10 febbraio 201915:15
– Al festival di Sanremo “ha vinto l’integrazione”. A sottolinearlo è padre Enzo Fortunato, direttore del sito sanfrancescopatronoditalia e della sala stampa del Sacro Convento di Assisi dopo la vittoria di Mahmood con la canzone ‘Soldi’. “Una bella notizia per il nostro Paese” ha aggiunto il francescano.
Secondo padre Fortunato in tutte le canzoni è possibile trovare “una sottile linea di attenzione alla spiritualità”.
“Il brano – ha sostenuto ancora il religioso parlando di quello di Mahmood – offre più di qualche elemento di francescanesimo, perché ci ricorda il padre di Francesco, Pietro Bernardone, che pensava solo al guadagno. Un tema caro al giovane rapper milanese che ha già capito che nella vita c’è altro: la ricerca di senso e di significato, l’affetto, l’amore.
Ha vinto l’integrazione. Con buona pace di qualcuno, questa vittoria ci mostra il futuro del nostro Paese, dove si intrecciano razze, culture, fedi e religioni. Dove la pretesa di un popolo puro è solo dei pazzi”.
Baglioni, tris a Sanremo? Non so”Meno artisti” e “solo televoto se vuole essere evento popolare”
SANREMO10 febbraio 201919:00
– “Un terzo festival? Ci sarebbe tanto lavoro da fare e mi piacerebbe perfino farlo. Ma non ne ho la minima idea perché il troppo storpia”. Claudio Baglioni ha vinto la scommessa del bis a Sanremo, dirottando il festival verso il pubblico giovane. Due dati su tutti: il 63% di share sui ragazzi di 15-24 anni, un podio con un’età media di 25 anni.
Sul futuro lascia la porta aperta, ma non si sbilancia. “A questo punto ho tanto bisogno di ombra, per poi riaccendere i riflettori quando tornerò a fare il mio percorso individuale”. La casacca da direttore artistico, comunque, gli suggerisce già come cambiare il festival, riportando “da 24 a 20 il numero degli artisti in gara” e riducendo “la durata delle puntate”. E soprattutto modificando i meccanismi di formazione delle classifiche: “Se il festival vuole davvero essere una manifestazione popolare, potrebbe essere giudicato solo dal televoto”, dice dopo la rivolta web contro le preferenze delle giurie tecniche che hanno ribaltato il giudizio del pubblico.
Ciampi, giurato Grammy, guarda SanremoCon Baglioni il festival ha fatto passi avanti
Ciampi, giurato Grammy, guarda SanremoCon Baglioni il festival ha fatto passi avanti
LOS ANGELES11 febbraio 201910:06
LOS ANGELES – E’ L’unico giurato italiano ai Grammy e ora è anche membro ufficiale della Recording Academy. Gabriele Ciampi, classe 1976, compositore e direttore d’orchestra, ha il curriculum perfetto per dare un giudizio su un week end decisamente importante per il mondo della musica. Se in Italia si è appena concluso il festival di Sanremo, negli Stati Uniti, nella notte fra domenica e lunedì, si tiene la cerimonia di assegnazione dei Grammy, gli Oscar della musica statunitense. E’ dunque l’occasione giusta per fare un paragone fra le due manifestazioni. “Sanremo si sta avvicinando ai Grammy – dice il compositore italiano, che vive a Los Angeles – quest’anno più che mai perché, esattamente come accade ai Grammy, è stata tolta la divisione fra i big e i giovani”. Il termine di paragone purtroppo, però, finisce qui: “I giovani a Sanremo non hanno saputo cogliere questa opportunità. Troppi gli errori tecnici che ho notato, troppa è stata l’impreparazione”. Come mai? Il problema secondo Ciampi sono i nuovi mezzi di comunicazione contemporanei, che creano fenomeni ma solo raramente affermano musicisti veri: “Con i social chiunque oggi può far sentire il proprio brano, questa è una grandissima opportunità per farti conoscere e apprezzare, ma poi devi studiare”. Il rischio è quello di scimmiottare l’hip hop americano senza nessun apporto artistico: “Non è possibile paragonare l’hip hop statunitense, nato da un movimento di protesta e con una radice solida, con quello italiano che, se non accompagnato dallo studio del canto e della musica, diventa solo uno sfoggio di parolacce. Ho notato molta più grinta e cattiveria fra i big, la Bertè con i suoi arrangiamenti rock, Cristicchi che ha saputo sfruttare la meravigliosa orchestra di Sanremo con una canzone dall’orchestrazione molto italiana, che ha messo in risalto i corni, o Arisa, con i suoi salti vocali molto impegnativi”. E a proposito di voci femminili, Ciampi smorza la polemica che ha colpito Francesco Renga, accusato di maschilismo per aver dichiarato che le voci degli uomini sono più belle di quelle delle colleghe. Ciampi fornisce una spiegazione tecnica precisa: “Nel mio ultimo album Hybrid, uscito lo scorso novembre, ho lavorato solo con donne, esplorando le estensioni vocali femminili. La voce della donna permette di giocare molto di più di quella dell’uomo, che non ha bisogno di grande preparazione ma è meno malleabile. La voce femminile è più creativa, ma è vero che necessita di uno studio maggiore. Per un compositore è meglio lavorare con le voci femminili, che permettono maggior gioco”. Le contestazioni di plagio, invece, una costante sul palco di Sanremo, dipendono secondo il musicista dal sistema di selezione delle canzoni che dovrebbe essere più simile a quello dei Grammy: “Qui negli Stati Uniti il lavoro di selezione, da parte di circa 200 addetti ai lavori, inizia sei sette mesi prima e prende in considerazione circa 20mila brani, nella fase successiva vengono invitati circa 50 musicisti da tutto il mondo”. Fra loro, appunto, l’unico italiano è Gabriele Ciampi. “Noi siamo chiamati a decidere chi farà parte delle categorie principali. C’è dunque alla base un giudizio tecnico, con votazione telematica, che non permette influenze esterne. Certo, la notorietà dell’artista potrebbe avere un ruolo nella partita, ma se il giudizio è meramente tecnico non c’è modo di venire influenzati. E’ per questo che, ad esempio, quest’anno un rapper famoso come Eminem è stato eliminato e invece una giovane artista come H.E.R. ha ottenuto nomination importanti” (miglior album, l’omonimo H.E.R, e migliore nuova artista, n.d.r.). Secondo Ciampi Sanremo dovrebbe cercare di dare le stesse opportunità ai giovani, fino a riuscire a portarli proprio ai Grammy. “Vedo un avvicinamento fra le due manifestazioni. Il festival della canzone va difeso, resta una straordinaria opportunità di partenza per gli artisti italiani ma se il giudizio tecnico avesse un peso maggiore si eliminerebbero anche molte polemiche. Poi Sanremo è del pubblico, ci sta la componente popolare, ma andrebbe un po’ rivista la macchina della selezione precedente”. Sull’operato del direttore artistico Baglioni dice: “Con la sua direzione si sono fatti passi avanti, siamo sulla buona strada, ma se ci sarà un avvicendamento alla direzione artistica, e di solito dopo un paio di anni c’è sempre, mi piacerebbe veder tornare Pippo Baudo, lui è veramente in grado di dare importanza alla voce. Mi piacerebbe poter dare una mano, facendo parte di una giuria tecnica. Il sistema di selezione di Sanremo è troppo macchinoso oggi”. Gabriele Ciampi ha conosciuto la musica nell’azienda di pianoforti di famiglia, “Ma non mi piaceva suonare il piano, ero più interessato a cercare di capire cosa ci fosse dietro a quell’accordo, perché il compositore aveva scritto quella nota in quel punto, da qui la passione per la composizione”.
Berlino, Binoche sui social per amoreL’attrice, il sesso telefonico? È stato tutto molto veloce
BERLINO10 febbraio 201919:44
– Il virtuale permette tutto, anche di spacciarsi per una stupenda 25enne e fare l’amore telefonico con un tuo coetaneo che non hai mai incontrato né incontrerai.
Basta creare un profilo falso, con tanto di foto della giovane tua nemica, proprio quella ragazza per cui sei stata lasciata e che ti ossessiona la mente. Lo fa la cinquantenne Claire (Juliette Binoche) in ‘Who you Think I am’, passato alla Berlinale e film d’apertura della prossima edizione del Biografilm Festival di Bologna (in Italia distribuito da I Wonder Pictures).
E per l’attrice francese premio Oscar anche il primo sesso telefonico sul grande schermo con il coprotagonista, Francois Civil, che aveva interpretato suo figlio nel 2011 in ‘Elles’. “In realtà è stato tutto molto veloce – spiega la Binoche che si ritrova nel film a fare sesso virtuale con Civil mentre è sola in auto -. E devo anche dire che ho sentito Francois un po’ timido e impacciato. Comunque nessun imbarazzo, sono cose che fanno parte di questa professione”.
Mahmood, io italiano faccio Marocco pop”Non piaccio a Salvini? Musica è soggettiva. Eurovision? Forse”
SANREMO11 febbraio 201910:18
La sua espressione incredula, non ha lasciato dubbi. Alessandro Mahmoud, in arte Mahmood, 27 anni, ha vinto a sorpresa il festival di Sanremo con il brano “Soldi”. Una sorpresa soprattutto per lui, rimasto senza parole nel momento clou, perché in realtà le sue quotazioni sono andate crescendo serata dopo serata. “Ancora devo metabolizzare – racconta il giorno dopo, stanco ma contento e già nel turbinio di mille nuovi impegni -. Per me la vittoria era già partecipare, non avrei mai creduto di salire sul podio.
Tantomeno di vincere”. E invece è successo. Al festival è arrivato da outsider, conquistando un pass con la vittoria a dicembre a Sanremo Giovani (e con un curriculum nel quale spuntano brani scritti per Marco Mengoni, Michele Bravi e Elodie). Già Francesco Gabbani aveva fatto doppietta, vincendo prima tra i Giovani (nel 2016 – era Conti – anno in cui parteciparono lo stesso Alessandro, Ermal Meta e Irama) e l’anno dopo tra i Big. Mahmood ha fatto tutto nel giro neanche di due mesi. A spingerlo verso la vittoria, non senza uno strascico di polemiche, è stato soprattutto il voto delle giurie tecniche che hanno ribaltato il televoto (a favore di Ultimo, arrivato secondo, che poi ha attaccato duramente i giornalisti). “Ho capito che qualcosa stavo cambiando quando sabato pomeriggio mi hanno detto che Soldi era il brano più alto in radio”, aggiunge dandosi anche una spiegazione del successo ottenuto. “Forse è piaciuto il sound internazionale del mio pezzo, un brano che non ti aspetti di sentire a Sanremo”. E a proposito di internazionalità, spetta a lui di diritto partecipare all’Eurovision Song Contest: “ci sono tante cose da organizzare, ora decideremo cosa fare”. Sulle reazioni di Ultimo, invece, taglia corto: “Non lo conosco, ma al festival siamo tutti stanchi e sotto stress. Forse non c’è stata neanche la capacità di capire un ragazzo di 21 anni deluso, che ha detto la cosa sbagliata al momento sbagliato”. Oltre alle polemiche sul televoto, la sua vittoria è stata macchiata anche dai commenti razzisti sui social sulle sue origine (è nato a Milano da madre sarda e padre egiziano).
Salvini, poi, gli avrebbe preferito Ultimo e la giornalista Maria Giovanna Maglie ha parlato di “vittoria annunciata, meticciato assicurato”. “Salvini? La musica è soggettiva e ognuno ascolta ciò che vuole. Io comunque sono nato a Milano e sono un ragazzo italiano al 100%”. Mahmood sente la responsabilità di sentirsi rappresentante di una nuova generazione di italiani? “Per me non è una nuova generazione.
Già alle elementari nella mia classe c’erano africani, russi, sudamericani. Per me non è la nuova Italia, ma è già la vecchia”. Alle polemiche, però, preferisce le sette note. “Sono fan della musica moderna, ho ascolti misti, dal cantautorato all’indie e mi sono lasciato contaminare. Il mio è Marocco-pop”.
Neanche a dirlo, la dedica è alla madre che lo ha sempre seguito (con il padre non ha contatti già da molto tempo) e a tutto il suo staff, compreso Dardust e Charlie Charles, che con lui hanno realizzato Soldi. Il 1 marzo uscirà il suo primo Ep Gioventù Bruciata (con il brano omonimo ha vinto Sanremo Giovani). “E poi non vedo l’ora di esibirmi dal vivo. Quello che mi aspetto dal Festival, in fondo, è poter avere la certezza di vivere con la mia musica”.
Dafne, down trentenne e giudiziosaA Panorama il film di Bondi con Carolina Raspanti
RLINO10 febbraio 201919:52
– ‘Dafne’ è un film su una vera forza della natura che si chiama Carolina Raspanti, una trentenne portatrice di sindrome di Down e protagonista assoluta di questo secondo lungometraggio di Federico Bondi (Mar Nero, 2008), passato in concorso a Panorama al Festival di Berlino.
Impossibile così pensare a questo lavoro, prodotto da Vivo film con Rai Cinema e in sala dal 21 marzo con il Luce, senza il suo spirito da professorina piena di giudizio e candore. Nel film Carolina è appunto Dafne, una trentenne che lavora che vive con tutta la sua esuberanza insieme ai genitori: Luigi (Antonio Piovanelli) e Maria (Stefania Casini). Quando però la madre Maria muore, gli equilibri familiari vanno a pezzi. Il padre entra in depressione, tormentato, com’è, dalla paura di lasciare sola la figlia alla sua morte. Ma sarà paradossalmente proprio Dafne a dargli la forza di andare avanti con il suo caratterino e le sue perentorie indicazioni come: “Papà non buttarti giù”.
Forzano, ora show e film dal mio libro”Mi aspettano anche Sanremo Young con Clerici e tributo a Dalla”
10 febbraio 201920:16
– Ha scritto un libro a 56 anni, “Come Rocky Balboa”, e a 57 ha iniziato a fare l’attore con il primo reading tratto dallo stesso testo. Ora per Duccio Forzano, reduce dalla sesta regia del Festival di Sanremo, è arrivato il momento di trasformare quell’esperienza in uno spettacolo teatrale e in un film di cui sta scrivendo l’adattamento.
“Non smetterò di fare il regista – precisa – anzi, in questo 2019 mi aspettano altri importanti impegni tv, a partire dall’imminente Sanremo Young con Antonella Clerici, fino a uno spettacolo teatrale che vuole essere un tributo a Lucio Dalla dal titolo ‘L’Angelo bugiardo’, prodotto da Gianni Salvioni e che sarà presentato in prima nazionale domenica 3 marzo a S.
Giovanni Persiceto in provincia di Bologna. Ma ho intenzione, sempre più, di dedicarmi a mettere a disposizione dei giovani tutto quello che ho imparato nella mia vita”. Per questo sta allestendo un canale youtube e preparando un libro fotografico.
Cuaron trionfa con ‘Roma’ ai BaftaIncetta di premi anche ‘La favorita’, Rami Malek miglior attore
NDRA11 febbraio 201901:23
– Vanno a ‘Roma’ del messicano Alfonso Cuaron i riconoscimenti chiave dei Bafta 2019, gli ‘oscar britannici’ assegnati in serata a Londra. La pellicola prodotta da Netflix si aggiudica la corona per il miglior film dell’anno e quella per la regia, categoria in cui Cuaron viene preferito a Spike Lee (‘BlacKkKlansman’), Yorgos Lanthimos (‘La Favorita’) e Bradley Cooper (‘E’ nata una stella’).
Bene anche ‘La favorita’, che sebbene battuto nella corsa per i due premi principe incassa giocando in casa un bel bottino: migliora attrice (Olivia Colman); migliore attrice non protagonista (Rachel Weisz); miglior film britannico; migliore sceneggiatura originale, migliore scenografica; miglior trucco; e ovviamente migliori costumi. Fra gli attori protagonisti vince, come già ai Golden Globe, un altro candidato all’Oscar: Rami Malek, scelto per la sua interpretazione di Freddie Mercury in ‘Bohemian Rhapsody’ in barba alla concorrenza di Bradley Cooper, Christian Bale, Steve Coogan e Viggo Mortensen. [print-me title=”STAMPA”]
Sanremo, 9,4 mln e 46.7% per 3/a serata
Ascolti stabili ma in calo sul 2018 che mise a segno uno share record
SANREMO08 febbraio 2019 09:28
Sono stati 9 milioni 409 mila, pari al 46.7% di share, gli spettatori che hanno seguito il 7 febbraio su Rai1 la terza serata del Festival di Sanremo di Claudio Baglioni.
Gli ascolti, stabili rispetto alla seconda serata (300 mila spettatori in più, mezzo punto in meno di share), scontano un calo rispetto alla terza serata del festival 2018, che aveva messo però a segno una media record di 10 milioni 825 mila telespettatori con il 51.6%, lo share più alto dal 1999.
La prima parte della terza serata del festival (dalle 21.21 alle 23.53) ha fatto segnare 10 milioni 851 mila con il 46.4%, la seconda (dalle 23.58 alle 00.51) 5 milioni 99 mila con il 49%. Un anno fa la prima parte della terza serata aveva avuto 12 milioni 657 mila spettatori pari al 51.1% di share; la seconda 6 milioni 142 mila con il 54.4%.La prima parte della terza serata del festival (dalle 21.21 alle 23.53) ha fatto segnare 10 milioni 851 mila con il 46.4%, la seconda (dalle 23.58 alle 00.51) 5 milioni 99 mila con il 49%. Un anno fa la prima parte della terza serata aveva avuto 12 milioni 657 mila spettatori pari al 51.1% di share; la seconda 6 milioni 142 mila con il 54.4%.
Sherlock Holmes torna ‘senza’ WatsonIn edicola gli apocrifi di Enrico Solito, suo grande esperto
08 febbraio 201911:39
– Sherlock Holmes è tornato, e lo ha fatto per mano di uno dei massimi esperti della figura del leggendario investigatore creato da Arthur Conan Doyle, Enrico Solito, che, parola sua, spiega che tra i tanti miti da sfatare ci sarebbe la frase “Elementare Watson”. Parola del grande esperto sherlockiano, di cui in edicola e in ebook è uscita l’opera omnia degli apocrifi con 2 romanzi e 30 racconti. Nel mondo degli appassionati di Sherlock Holmes Enrico Solito è noto non solo come uno dei massimi esperti internazionali, ma anche come uno dei più prolifici e validi autori nella prosecuzione fedele delle avventure dell’eroe del giallo. “In ogni volume, a puntate, vengono ovviamente rivelati tutti i segreti dell’investigatore più famoso di sempre – spiegano gli editori – in una dettagliatissima enciclopedia scritta da Solito e da Stefano Guerra dove si racconta ciò che c’è di reale e non in Holmes come, appunto ‘elementare Watson’ che non sarebbe mai stato pronunciato”.
Restaurato pilastro Vasariano dopo danniL’incidente il 27 dicembre scorso, autista venne denunciato
FIRENZE08 febbraio 201913:48
– E’ stato completamente rimesso in sicurezza e restaurato il pilastro del Corridoio Vasariano degli Uffizi a Firenze, danneggiato nella mattina dello scorso 27 dicembre dall’autista di un camion che lo aveva colpito facendo retromarcia nei pressi di Ponte Vecchio. I lavori sono terminati e il pilastro è di nuovo visibile. “Il restauro del pilone danneggiato è consistito nel consolidamento della struttura muraria interna di laterizio e pietra e nel ripristino del suo aspetto estetico”, spiega il curatore del patrimonio architettonico delle Gallerie degli Uffizi, Antonio Godoli.
Sono state tra l’altro sostituite due delle lastre in pietra serena a copertura del pilone: quelle precedenti, risalenti all’Ottocento, sono andate distrutte nell’incidente e al loro posto ne sono state realizzate altre con pietra serena estratta dalla stessa vena, sui colli di Firenze, dalla quale il progettista degli Uffizi Giorgio Vasari, trasse il materiale per costruire le lastre nel ‘500, quando fu edificato il Corridoio.
L’autista del camion, dipendente di una ditta di Caserta, fu individuato e sanzionato lo stesso 27 dicembre dagli agenti della polizia municipale fiorentina per svariate violazioni del codice stradale. In aggiunta, il direttore delle Gallerie Eike Schmidt ha presentato una denuncia ai carabinieri per danneggiamento nei confronti del patrimonio architettonico secondo quanto previsto dal Codice dei Beni culturali.
Bonisoli al Mann per mostra CanovaDirettore Giulierini presenta esposizione con ministro
NAPOLI08 febbraio 201913:58
– ”E’ la prima volta che visito il Mann. E’ una sfida, qui ci si confronta con qualcosa di unico ed eccezionale, ci si sente un po’ piccoli di fronte a quello che si e’ riuscito a realizzare nel passato. Al Museo Archeologico di Napoli c’e’ un piano strategico, non è scontato in Italia .
E’ una novita’. Identita’ e missione devono essere affiancati da strategie e risorse”. Lo ha detto il ministro per i Beni e le attivita’ culturali, Alberto Bonisoli, che ha presentato la grande mostra su Canova (dal 28 marzo) insieme al direttore Paolo Giulierini. Bonisoli ha visitato anche il cantiere del braccio nuovo dove si sta costruendo un auditorium da 300 posti e il ristorante.
”Il Mann e’ una realtà’ con importanti relazioni come quella con l’Ermitage (che promuove la mostra di Canova organizzata da Villaggio globale, ndr) e bisogna sempre sforzarsi per avvicinare il più possibile il patrimonio ai cittadini”.
Campagna Michael Kors by Inez e VinoodhLa modella Binx Walton interpreta una viaggiatrice di lusso
08 febbraio 201915:06
– I fotografi olandesi Inez van Lamsweerde e Vinoodh Matadin firmano la nuova campagna di Michael Kors per la primavera, dedicata ad una viaggiatrice di lusso. Gli scatti di Inez e Vinoodh catturano la modella Binx Walton nell’intimità della sua suite d’albergo al leggendario Le Negresco a Nizza, in Francia. Gli interni sontuosi e giocosi dell’hotel sottolineano il mix iconico di glamour e semplicità, l’atmosfera del jet set di oggi.
“Ho sempre adorato il modo in cui la moda può sollevare il morale” afferma Kors. “E questa collezione parla di ottimismo, romanticismo e gioia.” Gli abiti sono una miscela di rilassatezza e glamour. Colori vivaci e motivi audaci, fiori e stampe animalier si fondono con silhouette ispirate al surf, broccati metallici e romantiche sangalli, per creare un guardaroba che funziona in tutto il mondo. Gli accessori, tra cui il primo beach club Michael Kors Collection e le borse dipinte a mano “portano un atteggiamento da vacanza in una situazione di città”.
SPETTACOLI CINEMA USICA CULTURA
Musei Juve e Cinema celebrano fumetto
Nelle due sedi l’esposizione ‘Gulp! Goal! Ciak!’
TORINO08 febbraio 201915:32
– Il Museo del Cinema e lo Juventus Museum, tra i più visitati a Torino, uniscono le forze nel nome del fumetto. Con un unico biglietto, da oggi i visitatori possono immergersi nella magia di un secolo di vignette. ‘Gulp! Goal! Ciak!’ è il nome della doppia mostra: centinaia di immagini e 250 video che alla Mole Antonelliana indagano il rapporto tra cinema e fumetto dagli albori della settima arte a oggi; allo Juventus Museum, invece, il tema dominante è quello del fumetto e il calcio.
“Vogliamo convincere anche chi non tifa Juventus a visitare il nostro museo – racconta il presidente dello Juventus Museum, Paolo Garimberti – e il fumetto è senza dubbio un fantastico specchio della cultura dell’ultimo secolo, oltre che un eccezionale catalizzatore di interessi”. “Volevamo fare questa mostra da tempo, frutto di una bella sinergia tra i nostri musei”, aggiunge il presidente del Museo del Cinema, Sergio Toffetti.
In asta collezione arte George MichaelOltre 200 pezzi. Ricavato ad associazione filantropica artista
NEW YORK08 febbraio 201917:41
– Oltre 200 pezzi della collezione d’arte privata di George Michael andranno all’asta da Christie’s in una vendita dal vivo a Londra il 14 marzo prossimo e in una speciale vendita online. Ma prima la collezione andrà in tour facendo tappa a New York, Los Angeles, Hong Kong, Shanghai e Londra. La collezione comprende anche diverse opere del Gruppo artistico britannico (Young British Artists – YBA) un gruppo di visual artist che cominciò ad esporre collettivamente a Londra nel 1988. Tra questi Damien Hirst, Tracey Emin, Sarah Lucas, Michael Craig-Martin e Marc Quinn. George Michael era solito visitare i loro studi e sviluppo’ anche un’amicizia con molti di loro.
Le opere sono stimate tra i 520 e i due milioni di dollari. Il ricavato della vendita andrà a sostegno del lavoro filantropico avviato dall’artista prima della sua morte, avvenuta nel 2016.
Carl Palmer, ex Elp, il 12/2 a BolognaDal vivo i brani incisi con Keith Emerson e Greg Lake
BOLOGNA08 febbraio 201918:35
– Il batterista inglese Carl Palmer suonerà con la sua ‘Elp Legacy’ il 12 febbraio a Bologna, al Bravo Caffè, ultima data del tour italiano. Suonerà con Paul Bielatowicz chitarra, Simon Fitzpatrick basso e come ospite speciale Lino Vairetti, cantante della band progressive Osanna. Il trio Elp (Emerson, Lake & Palmer) rappresentò negli anni ’70 il meglio della scena pop-rock inglese, con successi planetari per dischi che risentivano anche di influenze dalla musica classica. Keith Emerson, pianista e organista di formazione accademica scomparso nel 2016, aveva già espresso il proprio talento con il trio The Nice e chiamò per il nuovo progetto il bassista-cantante dei King Crimson Grag Lake (morto anch’egli nel 2016), e il batterista, all’epoca ventenne, Carl Palmer. Per quasi tutto il decennio Elp furoreggiarono nelle hit parade europee e oltreoceano, per poi ritornare in concerto per brevi reunion. Palmer negli anni ’80 ha militato tra l’altro nella superband Asia.
Monetiere 60.000 pezzi brilla a FirenzeNuovo allestimento con pezzi pregiatissimi e rari a Archeologico
FIRENZE08 febbraio 201919:05
– Nuovo allestimento del celebre Monetiere del Museo archeologico di Firenze, realizzato col sostegno finanziario della fondazione ‘Friends of Florence’, con donazione di Laura e Jack Winchester. Lo scopo è rendere più fruibile al pubblico una delle più grandi raccolte di monete antiche in Italia. Il Monetiere riunisce circa 60.000 pezzi in oro, bronzo, rame ed elettro, esemplari che documentano le più belle e importanti emissioni di tutte le città greche, del mondo etrusco e soprattutto di quello romano. Per il riallestimento gli esperti hanno selezionato oltre 2.000 esemplari distribuiti in teche. La raccolta numismatica è ospitata in una delle stanze private di Maria Maddalena de’ Medici, sorella di Cosimo II, oggi decorata con arazzi medicei cinque-settecenteschi appositamente restaurati. Il nucleo più antico è stato individuato nella collezione di monete e medaglie raccolte da Piero de’ Medici, detto il Gottoso, poi passata al figlio Lorenzo il Magnifico, che la raddoppiò.
Hit parade, Fedez è primo Ultimo fa trisI tuoi particolari unico brano di Sanremo in classifica
08 febbraio 201919:38
– E’ ancora Fedez con il suo album Paranoia Airlines a dominare la classifica dei dischi più venduti dell’ultima settimana, secondo le rilevazioni di Fimi/Gfk. Segue una new entry, quella del rapper Madman con l’album MM.Vol 3, terzo capitolo di una serie di mixtape iniziata nel 2013 e che vede la luce ogni tre anni. Posizione numero tre per Salmo che scende dal secondo gradino con Plyalist.
Ultimo fa tris: resta saldo al quarto posto con Peter pan, in classifica da 52 settimane, é presente in decima posizione con il più recente album Pianeti, che ha risalito la classifica dal 15 gradino, ed è in classifica da 49 settimane; è quinto tra i singoli più scaricati con la canzone in gara a Sanremo, I tuoi particolari. Merito anche del film Bohemian Rhapsody, la Platinum Collection dei Queen resta ferma al quinto posto. Ma i Queen li ritroviamo in settima posizione con Bohemian Rhapsody (O.S.T.). I Queen primi anche tra i vinili con Greatest Hits.
Singolo più scaricato E’ sempre bello di Coez.
Pirelli HangarBicocca ai Global Fine ArtNomination per la mostra ‘Lucio Fontana: Ambienti/Environments’
08 febbraio 201919:40
– Nomination del museo Pirelli HangarBicocca ai Global Fine Art Awards 2018, in programma a New York il 12 marzo prossimo, per la mostra ‘Lucio Fontana: Ambienti/Environments’. La mostra – a cura di Marina Pugliese, Barbara Ferriani e Vicente Todolí – è rimasta aperta al pubblico dal 21 settembre 2017 al 25 febbraio 2018 a Milano, in collaborazione con la Fondazione Lucio Fontana.
Martedì 12 febbraio, invece, sempre al Pirelli HangarBicocca verrà presentata la nuova mostra ‘Giorgio Andreotta Calò – CittàdiMilano’ che resterà aperta al pubblico fino al 21 luglio 2019. L’artista Giorgio Andreotta Calò, veneziano, ha rappresentato l’Italia alla 57/a Biennale di Venezia (2017). Le sue opere comprendono sculture, installazioni ambientali di larga scala e interventi spaziali che trasformano architetture o interi paesaggi.
In nomination ai Global Fine Art Awards 2018 anche Fondazione Prada con una collettiva sugli anni del fascismo: ‘Post Zang Tumb Tuum – Art Life Politics: Italia 1918-1943’.
Tecnici-acrobati a 60 mt Cupola FirenzeControlli su pareti interne Duomo fatte a notevole altezza
FIRENZE08 febbraio 201920:03
– Sono in corso i monitoraggi delle pareti interne del Duomo di Firenze per verificare lo stato di conservazione. Per la prima volta, spiega una nota, operai e restauratori dell’Opera di Santa Maria del Fiore, dopo essersi specializzati nell’ultimo anno in edilizia acrobatica, stanno controllando il tamburo della Cupola del Brunelleschi a un’altezza di 60 metri come dei veri e propri “alpinisti”.
Allo stesso momento altro personale dell’Opera è impegnato nel lavoro di monitoraggio con l’ausilio di una gru dal braccio di 56 metri. L’intervento odierno fa parte del programma di monitoraggio che l’Opera di Santa Maria del Fiore esegue una volta all’anno sulle pareti interne della Cattedrale e due volte, all’inizio e alla fine dell’inverno, sulle superfici marmoree esterne dei suoi monumenti (Cattedrale, Cupola del Brunelleschi, Campanile di Giotto e Battistero).
Musei Juve e Cinema celebrano fumettoNelle due sedi l’esposizione ‘Gulp! Goal! Ciak!’
TORINO09 febbraio 201911:30
Torino celebra un secolo di storia del fumetto grazie all’inedita collaborazione tra due dei più amati musei torinesi, il Museo nazionale del Cinema e lo Juventus Museum, che insieme hanno dato vita ad una grande mostra dislocata nelle loro due sedi dal titolo ‘Gulp! Goal! Ciak!’. Un titolo che racconta la vena profondamente pop e divertente della mostra, ma anche ‘seria’, considerata la sua natura di esposizione storica ed informativa, che fa il verso alle più note parole onomatopeiche usate nei fumetti nonché al famoso DoReCiakGulp di Vincenzo Mollica. Con un unico biglietto, un unico curatore, Luca Raffaelli, che vi ha lavorato per oltre un anno raccogliendo i materiali dalle maggiori collezioni private italiane di fumetti, e l’ambizione, come ha spiegato oggi il presidente dello Juventus Museum, Paolo Garimberti, di “attirare un pubblico di tutte le età e ovviamente…di tutte le squadre italiane”. “Come il nostro museo è aperto a tutti, e non solo ovviamente ai tifosi bianconeri – ha aggiunto Garimberti – anche questa mostra vuole parlare a tutti gli amanti del calcio e del fumetto, un’arte dalla lunga storia ingiustamente spesso non considerata nel suo vero valore. Il nostro museo, proprio come questa mostra, non è un museo statico, di cimeli, scarpe e magliette, ma è vivo. Entrambi raccontano una storia in movimento, forse sta anche in questo il suo successo: in sei anni lo hanno visitato oltre un milione di persone e cresciamo ogni anno. Solo nel periodo di Natale abbiamo avuto 14.000 visitatori, il 26% in più dello stesso periodo dell’anno prima”. “Torino è una città di grande tradizione sia nel cinema, sia nel calcio – ha aggiunto il presidente del Museo del Cinema, Sergio Toffetti – e questa mostra, che avevamo in animo da tempo, bene lo racconta. Il cinema e il fumetto, proprio come il calcio, sono nati alla fine dell’Ottocento. Sono le nuove forme d’arte delle grandi masse urbane, cui anche il calcio si rivolge, e condividono un linguaggio comune, articolato in ‘sequenze montate’, in ‘azioni’, possiamo dire cavalcando il parallelismo”. Alla Mole Antonelliana sono in mostra centinaia di tavole e disegni e 250 spezzoni di film, tutti affiancati dai fumetti a cui fanno riferimento, come nel caso di Diabolik, Superman, Tex, L’Uomo Ragno, Barbarella e molti altri. Al Museo della Juventus invece centinaia di pagine e di disegni ispirati al calcio. In entrambe le mostre, aperte da oggi al 20 maggio, vi è anche una sezione dedicata ai big internazionali del fumetto come Marvel e Disney e alla Panini.
Mostra ‘Ottocento’ tra Hayez e SegantiniUn percorso in dieci sezioni ai Musei San Domenico di Forlì
FORLI’09 febbraio 201911:30
RLI’ – Dal genere storico alla rappresentazione della vita moderna, dall’arte di denuncia sociale al ritratto, al paesaggio: sono i percorsi ricostruiti nelle dieci sezioni della mostra ‘Ottocento. L’arte dell’Italia tra Hayez e Segantini’, a cura di Francesco Mazzocca e Francesco Leone, circa duecento opere che i Musei di San Domenico di Forlì ospitano dal 9 febbraio al 16 giugno. Un racconto – promosso dalla Fondazione Cassa dei Risparmi forlivese – affidato soprattutto a opere di grande formato che propongono temi di impatto popolare e dal significato universale, risolti nel cortocircuito visivo di capolavori indimenticabili. Oggetto dell’indagine sono anni esaltanti e tormentati – tra l’ultima fase del Romanticismo e le sperimentazioni artistiche del nuovo secolo, tra l’Unità d’Italia e la Grande Guerra – che hanno visto intellettuali e artisti impegnarsi sul fronte comune della nascita di una nuova coscienza unitaria, di una identità nazionale che rispecchiasse l’avvenuta unificazione politica del paese.
La varietà dei linguaggi con cui sono stati rappresentati consentono di ripercorrere un periodo di grandi trasformazioni della visione, dal tramonto del Romanticismo all’affermazione di Purismo e Realismo, dall’Eclettismo storicista al Simbolismo, dalla ‘rivoluzione’ dei Macchiaioli alle sperimentazioni estreme dei Divisionisti. Emergono con i loro capolavori protagonisti di quei tormentati decenni: pittori come Hayez, Maccari, Fattori, Signorini, Segantini, Lega, Zandomeneghi, Boldini, Balla, Boccioni e scultori come Vela, Cecioni, Monteverde, Gemito, Bistolfi. Ma è anche l’occasione per far conoscere al grande pubblico tanti altri artisti oggi ingiustamente trascurati o dimenticati.
In un percorso coinvolgente, anche per la particolarità e la qualità dell’allestimento, la scena cambia continuamente riservando al visitatore non poche sorprese, nell’incontro inatteso e ravvicinato con un Ottocento mai visto. Dai capolavori dell’ ultimo dei Romantici, Hayez, interprete degli slanci della giovinezza, di una bellezza senza tempo e delle passioni del Medioevo, si passa alla potenza visionaria del teatrale ‘Otello’ di Molmenti, del finalmente visibile ‘Valentino a Capua’ di Previati, un immenso dipinto leggendario come le epiche battaglie risorgimentali evocate dai lombardi Induno e Faruffini e dal meridionale Cammarano, presente con un quadro entrato nell’immaginario degli italiani come la travolgente ‘Breccia di Porta Pia’.
L’epica dei vinti, resa universale dal Signorini dell’Alzaia e dalla dolorosa attualità degli ‘Emigranti’ di Tommasi, appare placarsi nella dolcezza di un quadro mitico e amatissimo come le ‘Due madri’ e nei solenni paesaggi alpini, come quello monumentale di ‘Alla stanga’, che fanno di Segantini, celebrato da D’Annunzio, il genio che nei suoi occhi “umili e degni” è riuscito a rendere l'”infinita bellezza” della natura. Quella natura che rivela il suo mistero nel capolavoro finale, misterioso come certi versi del Pascoli simbolista, ‘Lo specchio della vita’ di Pellizza da Volpedo.
Baglioni, stasera 56 ospiti sul palcoserata di Sanremo, dedicata ai duetti dei 24 artisti
SANREMO08 febbraio 201921:22
– “Il nostro mestiere è regalare incanto, stupore, meraviglia al pubblico”, dice Claudio Baglioni spiegando il senso della performance circense che ha aperto la quarta serata di Sanremo, dedicata ai duetti dei 24 artisti con ospiti. “Ci saranno 56 artisti sul palco, un numero mai visto qui, che ci daranno contezza del loro talento, della loro arte, della loro passione”, spiega il DIRETTORE artistico prima di introdurre Virginia Raffaele, in abito monospalla che è tutto un luccichio, e Claudio Bisio con una delle sue giacche ormai proverbiali.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Baglioni entra con performance circense
completo lurex con i revers della giacca bordati di raso nero
SANREMO08 febbraio 201921:39
– Claudio Baglioni apre la quarta serata del Festival di Sanremo presentandosi in scena con in insolito completo lurex con i revers della giacca bordati di raso nero. ‘Acqua dalla luna’ è il brano scelto per questa sera, accompagnata dalla performance in stile circense tra acrobati, trampolieri e ballerini.
Claudio e Virginia, gag alla chitarra”Qui finisce la mia carriera”, dice sconsolato Baglioni
SANREMO08 febbraio 201922:27
– Virginia Raffaele ha comprato una chitarra in saldo pur di duettare con Claudio Baglioni in Giochi proibiti, ma mancano le corde. “Qui finisce la mia carriera”, dice sconsolato Baglioni. “Ma inizia la mia”, risponde Virginia, chiudendo una gag da archiviare.
Bisio, monologo sul mestiere di padreAnastasio ‘figlio’, l’ospite a sorpresa di questa serata
SANREMO08 febbraio 201923:26
– Le difficoltà del mestiere di padre sono al centro del monologo di stasera di Claudio Bisio.
“Dicono che sono pigri, fannulloni, indolenti, io non credo, do fiducia a questi ragazzi”, anche se “valanghe di asciugamani zuppi sono impilati sul pavimento”, “i portacenere traboccano di residui di canne”, “sotto la macchinetta del caffè c’è l’alone dello zucchero”, “il computer scarica musica ininterrottamente”.
ma se essere padre con la P maiuscola vuol dire “stabilire regole, punire, disciplinare, io non sono un grande interprete – ammette Bisio – quando ci provo ho il tono maldestro di un improvvisatore senza talento”. Poi introduce Anastasio, vincitore di X Factor, che è l’ospite a sorpresa di questa serata”.
Sanremo, 9,6 mln e il 46.1% per i duettiL’anno scorso fu boom con 10,1 milioni e il 51.1%
SANREMO09 febbraio 201910:14
– Sono stati 9 milioni 552 mila, pari al 46.1% di share, gli spettatori che hanno seguito la quarta serata del Festival di Sanremo, dedicata ai duetti dei 24 Big con gli ospiti che hanno reinterpretato le canzoni in gara.
L’anno scorso la serata duetti aveva raccolto un ascolto boom con 10 milioni 108 mila telespettatori e il 51.1% di share. Si conferma dunque il calo rispetto alla scorsa edizione (-5 punti di share. In lieve aumento, comunque, l’ascolto medio rispetto alla terza serata (che aveva fatto segnare 9,4 milioni). La prima parte della quarta serata del festival (dalle 21.24 alle 23.39) ha ottenuto su Rai1 11 milioni 170 mila spettatori con il 45.5% di share, la seconda (dalle 23.43 alle 00.51) ha avuto 6 milioni 215 mila con il 48.6%. Nel 2018 la prima parte della serata duetti era stata seguita da 12 milioni 246 mila telespettatori pari al 49.1% di share, la seconda da 6 milioni 849 mila con il 57.3%.
Salini, Sanremo è pluralista, non escludo Baglioni ter”Satira mai oltre il lecito. Ora avanti con contenimento costi”
SANREMO09 febbraio 201911:10
Un festival “bellissimo”, che ha messo a segno l’impresa di ringiovanire il pubblico, dando forza al brand della Rai. E soprattutto un festival “pluralista”, senza alcun “tipo etichetta politica”, con buona pace di chi lo ha definito sovranista, e capace di fare satira senza andare mai “oltre il lecito”. Al suo debutto a Sanremo, all’Ariston per assistere alla serata, l’amministratore delegato della Rai Fabrizio Salini promuove a pieni voti Claudio Baglioni e apre la porta all’ipotesi di un terzo festival per il ‘dirottatore artistico’: “Se troveremo in Baglioni la volontà di intraprendere un cammino insieme, non lo escludo”.
Il primo festival sovranista dell’era del governo gialloverde? “Non c’è nessun tipo di etichetta politica”, risponde Salini, che finora ha seguito Sanremo in tv e in città è arrivato accompagnato dalla moglie Agata. “In generale, c’è quasi sempre l’esigenza di attribuire un significato politico al festival di turno. Quest’anno è stata fatta la scelta di aprire il festival esclusivamente, o quasi, a una platea di cantanti e di artisti italiani. Da qui però a definirlo sovranista ce ne vuole”. Il suo dovere, sottolinea, “è garantire il pluralismo anche nelle proposte, nei testi delle canzoni. Anche l’ampiezza e la varietà dell’offerta musicale dimostra il pluralismo del festival”.
Tenuta fuori dalle porte dall’Ariston, la politica è rientrata dalle finestre del monologo di Claudio Bisio su Baglioni ‘sovversivo’, dello sketch di Pio e Amedeo, della ‘Lega dell’amore’ versione Bisio-Hunziker. E il vicepremier Matteo Salvini è apparso un po’ come il ‘convitato di pietra’: “Credo che ci siano stati momenti di satira, ma non mi è sembrato che sia mai andata al di là del lecito. Del resto, il festival è specchio del Paese, inevitabilmente un po’ di attualità c’entra, ma credo che sia la satira che le risposte che sono arrivate dalla politica siano state sempre scanzonate. Non attribuirei altri significati a quello che è stato quasi un gioco”. Quanto alle polemiche della vigilia, legate alle dichiarazioni di Baglioni sul tema dei migranti, a giudizio dell’ad “non si sono mai riverberate sul festival”. E con la direttrice di Rai1, Teresa De Santis, “c’è stata grandissima sintonia – assicura – anche nei momenti più difficili. Ha tutelato l’evento e i talent e questa è stata la risposta migliore alle polemiche”.
Dopo aver messo a segno il record della raccolta pubblicitaria, oltre 31,1 milioni di euro, al festival è riuscita l’impresa di “riconquistare il pubblico giovane: particolarmente rilevante il dato sul pubblico 15-24 anni sul quale è stato superato il 50% che ci ha sorpreso positivamente”.
Forte di questi risultati, la Rai guarda al futuro: “Da domenica pomeriggio inizieremo a pensare alla prossima edizione: se troveremo anche in Baglioni la volontà di intraprendere un cammino insieme, non lo escludo”. Del resto, sottolinea, “Baglioni si è dimostrato una perla nel panorama musicale, ma anche un talento televisivo, in grado di cantare, condurre, accompagnare, fare da spalla”.
A uno dei festival più ‘oculati’ dell’ultimo decennio ha contribuito la policy di razionalizzazione e contenimento dei costi che ha interessato anche i cachet del cast e degli ospiti.
Un punto fondante del nuovo piano industriale di Salini che potrebbe riguardare anche altri volti rappresentativi dell’azienda, come Fabio Fazio o Bruno Vespa: “Penso che la Rai debba assolutamente intraprendere questo percorso, all’interno di un piano industriale che vedrà l’ottimizzazione dei contenuti e dei prodotti e quindi un utilizzo ancora più virtuoso della nostra offerta”. Un percorso che “passa anche attraverso una riflessione sui compensi. Una Rai più plurale e più aperta – conclude – deve intraprendere questa strada”.
Mary Quant mamma mini compie 85 anniCourréges ne rivendicò paternità, lei le diffuse e le accorciò
09 febbraio 201911:35
– Se alla francese Gabrielle Coco Chanel viene attribuito il merito di aver messo i pantaloni alle signore, nella prima metà del secolo scorso, alla britannica Mary Quant, che sta per spegnere 85 candeline, il mondo riconosce di essere stata la “mamma della minigonna”, di aver diffuso nella seconda metà del ‘900 l’indumento femminile più amato dalle ragazze di tutte le latitudini, facendolo indossare da una parrucchiera di 17 anni, Leslie Hornby, detta Twiggy (grissino), antesignana delle top model. Già, perché l’invenzione di quella piccola striscia di tessuto che arrivava a metà coscia e oltre e che si portava obbligatoriamente con alti stivali e collant, anch’essi appena inventati a posto delle calze con giarrettiera, viene invece attribuita ad André Courrèges, che nel 1964 aveva presentato a Parigi corti vestitini dalle linee a trapezio, e che quindi aveva rivendicato la paternità della minigonna.
Ma “Le vere creatrici della mini sono le ragazze le stesse che si vedono per la strada” amava dire Quant.
Fabio De Luigi, ‘mammo’ in commedia10 giorni senza mamma racconta i nuovi papà
09 febbraio 201911:53
Non poteva che essere Fabio De Luigi il protagonista di “10 giorni senza mamma”, la nuova family comedy di Alessandro Genovesi in sala dal 7 febbraio in 400 copie con Medusa. Gigante buono pieno di impacci e tempi comici giusti, De Luigi è davvero perfetto per questa commedia in cui è Carlo, un uomo sposato felicemente con Giulia (Valentina Lodovini) e con tre figli a carico.
Capo delle risorse umane in una ditta di supermercati, Carlo si ritrova all’improvviso ad affrontare una sfida non da poco: quella di dover gestire i tre figli quando la moglie, avvocato che ha rinunciato alla carriera per la famiglia, decide di prendersi una vacanza a Cuba insieme alla sorella.
Ce la farà Carlo ad affrontare la tredicenne Camilla (Angelica Elli) in piena crisi ormonale, Tito (Matteo Castellucci), sette anni e la passione per i videogiochi violenti e la piccola Bianca (Bianca Usai), due anni alle prese con le prime parole? Ma i problemi di Carlo non finiscono qui. Anche sul lavoro le cose non vanno troppo bene, deve infatti vedersela con un collega più giovane che vuole fargli le scarpe e con un capo (Antonio Catania) troppo entusiasta della sua azienda.
Dalla sua parte il prezioso aiuto in famiglia di una inedita Mary Poppins (Diana Del Bufalo).
“Ho cercato in questo film di cancellare il più possibile la retorica e di mettere in piedi la storia semplice e lineare di una famiglia normale, e non in crisi, che deve affrontare questa piccola emergenza” spiega oggi a Roma il regista.
Spiega invece Fabio De Luigi: “Sono molto lontano nella vita reale dal personaggio di Carlo, nel senso che sono abbastanza collaborativo con i miei figli”. Difficoltà a lavorare con i ragazzi? “Non troppe – risponde l’attore con ironia – sono stati tutti molto professionali”.
Alla domanda se la sua carriera sia ormai legata a personaggi fotocopia, uomini impacciati e un po’ inetti, “il fatto è che ci sono cose che funzionano sul mercato e così si tende a non uscire mai dal seminato – spiega De Luigi -. Quando l’ho fatto con un certo coraggio, a volte sono stato criticato proprio da quelli che mi avevano spinto ad osare. Comunque ci ho provato e ci proverò”.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA E SANREMO
Delitti e misteri nella Burgos del ‘200
Il monastero delle nebbie, nuovo thriller di Santoro e Brunoldi
09 febbraio 201911:54
ANTONIO SANTORO E PIERPAOLO BRUNOLDI, IL MONASTERO DELLE NEBBIE (NEWTON COMPTON, 329 RIGHE, 12 EURO) Una nuova storia che lascia con il fiato sospeso, ancora con la firma di Antonio Santoro, regista attore e scrittore salernitano, e Pierpaolo Brunoldi, sceneggiatore e scrittore. È uscito di recente in libreria “Il monastero delle nebbie” Newton Compton editori, dopo il successo de “La fortezza del castigo” edito sempre da Newton Compton, che sarà tradotto anche all’estero. Il racconto comincia a Burgos, Castiglia del nord, nel 1217.
Il corpo straziato di una monaca viene trovato nel chiostro del monastero di Las Huelgas. Del delitto è accusata Fleur d’Annecy, una ragazza dall’oscuro passato – che affianca il protagonista sin dal primo romanzo -, rifugiatasi lì con il figlio Ruggero.
Il francescano Bonaventura da Iseo, noto alchimista, è chiamato dalla badessa a fare luce sull’accaduto. Se Fleur sostiene che l’assassino è un uomo misterioso, avvolto in un mantello rosso fuoco, Magnus, il terribile monaco inquisitore, è di tutt’altro avviso: è la ragazza, che ha evocato un demone nel monastero, la colpevole. Bonaventura inizia la sua lotta contro il tempo per salvare dal rogo Fleur e mettere al sicuro il figlio, mentre le mura di Las Huelgas cominciano a tingersi del sangue di chi conosce i suoi mille segreti.
“Con il nuovo libro, che è il seguito de’ La fortezza degli inquisitori, possiamo dire di aver cambiato registro – sottolinea Santoro -. Se nel primo episodio della saga di Bonaventura ci siamo divertiti a incrociare il genere thriller storico con i canoni del romanzo di avventura e di azione, ne’ Il monastero delle nebbie il racconto ha assunto le tinte del giallo e del mistero: un crimine efferato, un’innocente ingiustamente accusata, una folta schiera di indiziati, tutti ugualmente sospettabili, e una catena di delitti difficile da arrestare. L’azione si sposta in Castiglia del nord, nei pressi di Burgos e ai grandi spazi aperti del nostro esordio si sostituisce il clima claustrofobico, opprimente e senza via di uscita di un monastero nel quale si svolge, quasi per intero, la vicenda narrata”. Diverse le ragioni che hanno spinto gli autori a raccontare una storia simile. “Di sicuro il fascino di un monastero femminile risalente alla fine del XII secolo che ha rappresentato un unicum per il suo tempo – spiega Santoro -. Las Huelgas è stato un luogo di grande potere, grazie ai privilegi regi che lo resero una sorta di feudo sottratto all’autorità vescovile. E proprio questa sua unicità ci ha fornito lo spunto per ritrarre molteplici figure femminili nel loro rapporto con il potere: sorelle mosse da invidie, ambizioni, avidità, rancori e gelosie, ma capaci di far fronte comune quando in gioco è il buon nome della loro abbazia”. Sono molti i temi trattati sotto il filo della trama. Ma se il primo romanzo ruotava intorno allo scontro tra ortodossia cattolica ed eresie, in questa seconda avventura sotto la lente di ingrandimento c’è l’animo umano con il suo abisso di orrori, sostituendo alla dimensione politica quella privata, sempre che sia possibile tracciare un confine netto tra le due.
Matera riscopre i monasteri del rupestreLa chiesa di Santa Maria de Armeniis e ‘Santa Lucia-Sant’Agata’
TERA09 febbraio 201912:52
– Nel circuito urbano del rupestre di Matera (Capitale europea della Cultura 2019) alla scoperta di antichi monasteri, segnati dalla presenza silenziosa di uomini dediti alla preghiera e all’arte con la rappresentazione dell’iconografia cristiana e bizantina. L’opportunità è offerta da due siti rientrati a far parte della piena disponibilità dell’amministrazione comunale, che li destinerà a funzioni culturali: si tratta della chiesa rupestre di Santa Maria de Armeniis e del complesso monastico di Santa Lucia e di Sant’Agata.
Situata nel Sasso Caveoso, Santa Maria de Armeniis si affaccia sul “ghetto” che contrassegnava il quartiere ebraico.
L’altro complesso conventuale restaurato, quello di Santa Lucia e di Sant’Agata, si trova a ridosso di Largo Madonna delle Virtù, che separa il Sasso Barisano da quello Caveoso. L’ex monastero si affaccia sulla “gravina” e sui sentieri che portano dagli antichi rioni di tufo al Parco rupestre.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA E SANREMO
Finale, apre Silvestri
L’ordine di uscita della serata
SANREMO09 febbraio 201913:15
– Questo l’ordine di uscita degli artisti in gara il 9 febbraio, gran finale del Festival di Sanremo per la proclamazione del vincitore: apre Daniele Silvestri. Poi Anna Tatangelo, Ghemon, Negrita, Ultimo, Nek, Loredana Bertè, Francesco Renga, Mahmood, Ex-Otago, Il Volo, Paola Turci, Zen Circus, Patty Pravo con Briga, Arisa, Irama, Achille Lauro, Nino D’Angelo e Livio Cori, Federica Carta e Shade, Simone Cristicchi, Enrico Nigiotti, Boomdabash, Einar, Motta.
De Santis, Baglioni grande affrescatoreAncora boom sul target giovani e sui social
SANREMO09 febbraio 201913:22
– Il dirottatore artistico si è rivelato “un grande affrescatore”: è la nuova definizione per Claudio Baglioni suggerita oggi dalla direttrice di Rai1 Teresa De Santis, che ancora una volta sottolinea il successo del festival sul pubblico dei giovani: “Lo share più alto, il 50%, è stato raggiunto sul pubblico 15-24 anni, un dato superiore anche ai target dei 65enni e degli over 65 (49.1). Sui giovani maschi lo share record è stato del 47%, mai così alto dal 1999”.
De Santis segnala ancora “il record di sempre per la diretta streaming, con 496 mila visualizzazioni, +22% sul 2018, mentre il consumo di contenuti on demand sul target 15-24 anni sale a 4.1 milioni di visualizzazioni”. Complessivamente sulle piattaforme social si è arrivati a 10,9 milioni internazioni, +7% sul 2018 e su Instagram si è avuta la percentuale più alta, il 63%, a fronte del 25% su Twitter e del 14% su Facebook.
Quanto agli ascolti, “gli individui sono in crescita nelle puntate. la media su 4 puntate, il 47.5%”.
A Uffizi geometrie contemporanee GormleyA fianco sculture arte antica, anticipo esposizione al via 26/2
FIRENZE09 febbraio 201914:01
Le geometrie contemporanee di Antony Gormley mimetizzate tra le forme classiche delle sculture d’arte antica nella Galleria degli Uffizi di Firenze. Da oggi due opere dell’artista londinese sono installate al secondo piano del museo fiorentino: si tratta di Another time, collocata nel corridoio di fronte alla grande vetrata che guarda Ponte Vecchio, e del blocco in forma umana Settlement, nella sala 43, che dialoga Ermafrodito dormiente, copia romana di età imperiale da un originale ellenistico del II secolo a.C, spostata a sua volta per l’occasione. Le due installazioni, che a breve saranno seguite dall’arrivo, sulla terrazza sovrastante la Loggia dei Lanzi, di un’altra versione di Another Time, sono un ‘anticipo’ di ‘Essere’, esposizione dedicata a Gormley ospitata agli Uffizi dal 26 febbraio al 26 maggio.
La mostra dell’artista inglese accoglierà numerose opere, realizzate in diversi materiali e dimensioni, che esplorano la doppia tematica del corpo nello spazio e del corpo come spazio.
Virginia Raffaele, festival già mi manca”Ho cercato di personalizzare il ruolo di conduttrice”
SANREMO09 febbraio 201915:05
– “Nonostante le ansie, le tensioni, le paure, il festival inizia quasi a mancarmi, provo una sensazione di vuoto cosmico: Sanremo è magico”. Virginia Raffaele si prepara alla serata finale con la consapevolezza di aver “sperimentato più cose, toccato più generi, la lirica, la voce interrotta, lo slapstick, la mimica. Ho cercato di mettermi al servizio del festival nel ruolo di conduttrice personalizzandolo, punteggiandolo a mio gusto pur rispettando il concorso, la gara, il ritmo della serata”. “Il bilancio lo faccio alla fine, perché sono scaramantica”, spiega in conferenza stampa. “Non c’erano i tempi tecnici per proporre le mie maschere: sono stata chiamata per la conduzione, mi sono divertita, ho giocato, spero di aver portato a termine il mio compito”.
Renga accusato di sessismo, ho sbagliatoAl Dopofestival: “voci maschili più belle di quelle femminili”
SANREMO09 febbraio 201915:40
– Bufera web su Francesco Renga.
Ieri, durante la sua partecipazione al Dopofestival, si è lanciato incautamente in un’analisi sul perché ci siano solo 6 donne al festival su 24 artisti in gara: “La voce maschile è più armoniosa, più gradevole; invece, le voci femminili aggraziate, belle, dolci sono sicuramente poche, molte di meno di quelle maschili”. Un passo falso che gli è costato la gogna mediatica e che lo ha costretto a fare un passo indietro. “Ieri nel cercare di esprimere un concetto tecnico mi sono incartato e ho finito per dire una cosa sbagliata – ha spiegato questa mattina -. Capita. E me ne scuso. Tengo solo a sottolineare che le donne sono il centro della mia vita e accusarmi di sessismo significa strumentalizzare un’opinione”.
Fresu racconta il mito di Chet BakerA Bologna uno spettacolo sulla vita del grande trombettista
09 febbraio 201915:41
– Paolo Fresu alla tromba e al flicorno assieme a un gruppo di dieci musicisti e attori sono i protagonisti de concerto-racconto sulla vita del trombettista e cantante jazz statunitense Chet Baker, ‘Tempo di Chet. La versione di Chet Baker’, in scena all’Arena del Sole di Bologna il 12 e 13 febbraio. Lo spettacolo nasce dalla fusione e dalla sovrapposizione tra la scrittura drammaturgica di Leo Muscato (anche regista) e Laura Perini e la partitura musicale curata da Paolo Fresu, e fa rivivere uno dei miti musicali più controversi e discussi del Novecento in un flusso di parole, immagini e musica che rievocano lo stile lirico e intimista dell’artista dell’Oklahoma. “Se la sua vita e la sua morte sono ancora oggi avvolte dal mistero – spiega Fresu – la sua musica è straordinariamente limpida, logica e trasparente, forse una delle più razionali e architettonicamente perfette della storia del jazz”.
La Salome di Strauss al Comunale BolognaSul podio Juraj Valcuha, regia di Gabriele Lavia
BOLOGNA09 febbraio 201915:44
– Reduce dal successo per l’inaugurazione della stagione sinfonica, Juraj Valcuha torna sul podio del Teatro Comunale di Bologna per la ripresa della ‘Salome’ di Richard Strauss nell’allestimento di Gabriele Lavia che aveva debuttato nel 2010 (repliche il 16, 17, 19 e 20 febbraio). Accanto alla Salome del soprano lituano Ausrine Stundyte, ci saranno Tuomas Pursio nella parte di Jochanaan, Doris Soffel come Erodiade, Ian Storey nei panni di Erode, Enrico Casari in quelli di Narraboth. Lavia mostra una Salome che da candida, dopo la celebre danza dei sette veli con cui ammalia Erode, si avvolge in un manto porpora col quale con fermezza riesce ad ottenere la testa di Giovanni. Testa che non viene servita sul consueto vassoio d’argento ma appare enorme e marmorea dallo squarcio del pavimento, proprio come un’eruzione: Salome estasiata vi si sdraia sopra e può finalmente baciarne le labbra.
Picchi con Bisio in scena e Motta-NadaTrend di crescita su Fb e Instagram
SANREMO09 febbraio 201916:01
– Il picco di ascolto in valori assoluti durante la quarta serata del festival di Sanremo è stato registrato alle 21.45, con 13 milioni 32 mila spettatori per una presentazione di Claudio Bisio, quello di share è stato toccato alle 00.50 con il 51.3% quando Claudio Baglioni ha premiato Motta e Nada per il miglior duetto.
Ancora un risultato straordinario per RaiPlay: mezzo milione di media views per la diretta streaming, con oltre 4 milioni per i video on demand delle tre serate (+32% rispetto al 2018).
Continua il successo anche sui social: la quuarta serata del festival ha sfiorato 3 milioni di interazioni che, sommate alle serate precedenti, arrivano a toccare quota 11 milioni (+7%).
Rispetto alla quarta giornata del 2018 le interazioni sui tre social network sono aumentate del 15%. Si conferma il trend di crescita di Facebook ed Instagram.
Baglioni, rifarlo? prima devo dormireConduttore, ci sarà da riflettere
SANREMO09 febbraio 201917:22
– Claudio Baglioni è ‘voglioso’ di rifare il festival? “Magari per due tre anni di seguito”, risponde con una battuta a un cronista che gli chiede di commentare l’apertura dell’ad Rai Fabrizio Salini all’ipotesi di un terzo festival. “Se riuscissi a dormire per un mese di seguito potrei cominciare a pensarci… oggi non ho facoltà di rispondere. Intanto finiamo, poi ci sarà da riflettere, da pensarci. Chissà dove saremo”.
Achille Lauro, sospetti di plagioRicorso urgente, riff chitarra simile a brano della band Enter
SANREMO (IMPERIA)09 febbraio 201917:29
– Un ricorso in via d’urgenza è stato depositato contro il cantante Achille Lauro, in gara al Festival con la canzone Rolls Royce, per un presunto plagio nei confronti di un testo della band romana Enter. Nel mirino: il riff di chitarra (pattern melodico) del brano in gara, che secondo i legali dello studio Riccio&Narciso, di Caserta, sarebbe “allineato” o “perfettamente sovrapponibile” a quello del brano “Delicatamente”, registrato alla Siae, che la band Enter presentò, nel 2014, a Sanremo Doc, una manifestazione collaterale del Festival. “Il ricorso – afferma l’avvocato Biagio Narciso (che non ha vuole specificare la sede giudiziaria in cui è stato depositato l’atto di accusa) – non solo contiene una richiesta di inibitoria della violazione del diritto d’autore; ma anche l’estromissione dell’artista dalla gara e la sospensione del Festival di Sanremo”.
Chernobyl, primo foto kolossal tvProduzione Sky-Hbo con Harris, Skarsgard, Emily Watson e Buckley
09 febbraio 201919:20
Jared Harris, Stellan Skarsgard, Emily Watson e Jessie Buckley sono i protagonisti di Chernobyl, l’attesa produzione originale Sky e HBO in 5 episodi su Sky a maggio, di cui sono state rilasciate le prime foto di scena. Una delle peggiori catastrofi mai provocate dall’uomo raccontata attraverso gli atti di coraggio di quanti provarono a salvare l’Europa da un disastro inimmaginabile, quello nucleare nell’Unione sovietica. Jared Harris (Mad Men, The Crown) interpreta Valery Legasov, lo scienziato sovietico scelto dal Cremlino per indagare sull’incidente, fra i primissimi a cogliere la portata della tragedia; Stellan Skarsgård (Melancholia, Mamma Mia!, Will Hunting – Genio ribelle) è Boris Shcherbina, a capo della commissione governativa istituita nelle prime ore successive al disastro; e ancora Emily Watson (Le onde del destino, Everest, Storia di una ladra di libri) nei panni di Ulana Khomyuk, fisica nucleare sovietica impegnata a risolvere il mistero che ha portato al disastro. I suoi sforzi la porteranno a scontrarsi, fino a rischiare la propria libertà e a temere per la propria vita, con chi ha cercato di seppellire un terribile segreto. Infine Jessie Buckley (Taboo) che interpreta Lyudmilla Ignatenko, la giovane moglie di Vasily, un vigile del fuoco che non riuscirà a evitare l’esposizione alle radiazioni della centrale nucleare di Chernobyl. Più di chiunque altro, Lyudmilla è il vero volto della tragedia. Affronterà un dolore inimmaginabile. Scritta da Craig Mazin (Io Sono Tu, Il Cacciatore e la Regina di Ghiaccio), Chernobyl è diretta da Johan Renck (Breaking Bad, Blackstar). I produttori esecutivi per Sister Pictures sono Jane Featherstone (Humans, Broadchurch) e Craig Mazin, affiancati da Carolyn Strauss (Il Trono di Spade, The Wire) per The Mighty Mint e Gabriel Silver per Sky. La serie è co-prodotta da Johan Renck e Chris Fry (Humans, The Smoke) e prodotta da Sanne Wohlenberg (Black Mirror).
Palm Angels debutta a NYDesigner milanese porta show da contenuto sensibile
NEW YORK09 febbraio 201917:36
– Palm Angels, alias Francesco Ragazzi, debutta a New York e fa il botto con uno show che rompe la monotonia di molte passerelle della settimana della moda in corso nella Grande Mela. Il designer milanese, 34 anni, ha presentato la sua collezione autunno/inverso 2019 in uno studio di Chelsea con un messaggio, ‘è ora di andare avanti e mostrare i contenuti sensibili’, ossia contenuti personali e autobiografici. Poi è partito uno show fatto con luci stroboscopiche che ad intermittenza facevano apparire statue greche racchiuse in contenitori trasparenti. “La scenografia – ha detto Ragazzi – mi è stata ispirata da una visita al Victoria and Albert Museum di Londra”. Sono andati in scena, quindi, i contrasti: l’antico e il moderno, il sartoriale e lo sportswear, una ribellione misurata invece che urlata.
Chiara Boni porta a Ny chic europeoContinua storia di successo designer fiorentina in Usa
NEW YORK09 febbraio 201917:38
– Un’eleganza femminile e senza tempo.
Una raffinatezza autentica radicata nella più genuina celebrazione di una bellezza pura e assoluta. Per la stagione Autunno-Inverno 2019, ‘Chiara Boni La Petite Robe’ rinfresca il suo stile moderno, dinamico e pratico, attraverso un’attitudine regale e chic. Imbarcandosi in un immaginario viaggio attraverso l’Europa, la designer fiorentina reinterpreta la sofisticata estetica del vecchio continente, che riecheggia nella preziosità dei tessuti e nella ricchezza degli elementi decorativi. Il tessuto in jersey stretch che caratterizza il marchio e che garantisce vestibilità impeccabile e comfort assoluto è abbinato a nuovi materiali, tra cui un velluto che dona un tocco speciale agli abiti. Il velluto è accostato anche al taffetà nei maxi abiti arricchiti da fiocchi, mentre viene trattato con tecniche tipiche del mondo della corsetteria nei modelli più sensuali che rivelano seducenti trasparenze.
Mantova, ‘Braque vis-à-vis’ dal 22 marzoDopo esposizione su Chagall vista da 75 mila persone
MANTOVA09 febbraio 201917:48
– Dopo Chagall arriva a Mantova la mostra su Georges Braque, capostipite del cubismo assieme a Picasso. La mostra ‘Braque vis-à-vis’, curata da Michele Dantini, docente di storia contemporanea all’università per stranieri di Perugia, si terrà a Palazzo della Ragione dal 22 marzo al 14 luglio. “Sarà una mostra pensata per Mantova così come è stata quella su Chagall” ha detto oggi il sindaco Mattia Palazzi nel presentare l’iniziativa.
Il progetto espositivo presenta 150 opere e privilegia il periodo tra le due guerre e il secondo dopoguerra e sarà dedicata al rapporto tra arti figurative, letteratura, musica e poesia e al particolare interesse che nell’arte di Braque assumono le arti applicate. In esposizione ci saranno opere grafiche, ceramiche, libri d’artisti, olii e gouaches. “Contiamo di ripetere il successo ottenuto con Chagall – ha detto il sindaco -. La mostra , chiusasi domenica scorsa, ha avuto 75mila visitatori in cinque mesi, con 13mila audioguide e 1.800 cataloghi venduti.
Virginia, ho rischiato facendo me stessa”Io al servizio del festival, ho sperimentato nuovi generi”
SANREMO09 febbraio 201918:18
– I momenti da incorniciare? “Il duetto con Ornella Vanoni, molto punk. E poi Claudio Baglioni che fa Costanzo e balla il tiki tiki”. Ma soprattutto i frammenti di ‘umanità’ nel vortice della complessa macchina del festival, come “il karaoke nel backstage con gli autori che lanciano in aria le scalette per cantare tutti insieme Cocciante”. Le ansie della vigilia si stanno allentando, e a poche ore dalla finale Virginia Raffaele ammette che, in fondo, comincia ad avvertire l’astinenza dal festival: “Provo una sensazione di vuoto cosmico: Sanremo è magico”. Alla sua quinta volta all’Ariston, non parla di bilanci (“si fanno alla fine, sono scaramantica”), ma racconta il suo rapporto con un festival in cui ha messo la faccia, rinunciando alle parodie che le hanno conquistato le simpatie del grande pubblico televisivo.
Lo sforzo è stato trovare un equilibrio tra il mestiere di comico, di performer, e la liturgia del festival”, dice l’attrice, 38 anni, romana, la vis comica nel Dna di una famiglia circense
Luis Fonsi, le mie 2 anime”Despacito? Non mi stanca mai. La canterò anche a 60 anni”
SANREMO09 febbraio 201919:04
– Con il tormentone Despacito, Luis Fonsi ha polverizzato qualunque record esistente. Solo in Italia, il brano ha collezionato 336 milioni di visualizzazioni su Youtube. Come se qualcuno avesse guardato ininterrottamente il video per 1817 anni. Collezionati oltre 1,6 milioni di like e un disco di Diamante, il primo assegnato nel nostro Paese. Ma Fonsi, portoricano trasferito a Miami con 20 anni di carriera alle spalle, non si sente affatto ingabbiato in un successo che ha varcato i confini del Sud America per far ballare tutto il mondo. “Stanco di Despacito? No, affatto – dice il cantante 41enne, sbarcato a Sanremo per il duetto con Eros Ramazzotti nel brano “Per le strade una canzone”, nella serata finale del festival -. Anche quando avrò 60 anni, se la gente la vorrà ancora ascoltarla, io sarò felice di cantarla”. Da pochi giorni è uscito il suo nono album Vida e prima di tornare live, con un tour mondiale che partirà in giugno (e toccherà l’Italia a fine estate), sarà anche protagonista in tv
Lotto…e dintorni, 25 mila visitatoriE da domani biglietto unico per i centri lotteschi
MACERATA09 febbraio 201919:10
– La grande mostra “Lorenzo Lotto.
IL richiamo delle Marche” a Macerata va in archivio (domani l’ultimo giorni di apertura) dopo avere superato i 25 mila visitatori e con il varo di un biglietto unico per visitare gli otto centri lotteschi, sparsi sul territorio. Il grande successo di numeri e critica del percorso espositivo maceratese ha rilanciato tutta la rete lottesca marchigiana. “Un progetto culturale di rilievo internazionale – dice l’assessore regionale alla Cultura Moreno Pieroni – con notevole ricadute per la destagionalizzazione turistica”. Oltre 25 mila persone, dal 19 ottobre, hanno ammirato i capolavori a Palazzo Buonaccorsi e una buona parte di amanti d’arte si è diretta anche negli altri centri: +70% di visitatori a Jesi e più che raddoppiati a Ancona, Cingoli, Loreto, Mogliano, Monte San Giusto, Recanati e Urbino. “Macerata è stata il fulcro di una nuova spinta della promozione e valorizzazione dell’itinerario lottesco. Una mostra di ricerca curata da Enrico Maria Dal Pozzolo, destagionalizzata che ha saputo rilanciare tutto il territorio marchigiano” sottolinea l’assessore alla Cultura di Macerata Stefania Monteverde. Oggi è stato firmato con tutti i rappresentanti dei Comuni coinvolti il protocollo d’intesa che da domani permette di pagare un solo biglietto per avere accesso ai musei di cinque località (Pinacoteca Civica di Ancona, Musei Civici di Palazzo Pianetti di Jesi, Musei Civici di Colloredo Mels di Recanati, il MASM-Museo Arte Sacra di Mogliano, Sala degli Stemmi del Palazzo Comunale di Cingoli) oltre alla visita del percorso multimediale dell’IME-Istituto Marchigiano di Enogastronomia di Jesi. Le opere di Lotto alla Santa Casa di Loreto e presso la chiesa di Santa Maria in Telusiano di Monte San Giusto sono visitabili gratuitamente, mentre l’ingresso alla Galleria Nazionale delle Marche di Urbino si paga a parte. Il biglietto unico costa intero 10 euro; ridotto 7 euro per le fasce di età 15-25 anni e per i gruppi oltre le 15 persone.
Baglioni, ha vinto la musica”Nessuno è perfetto”, dice Claudio Baglioni
SANREMO09 febbraio 201921:16
– “Nessuno è perfetto”, dice Claudio Baglioni citando la celeberrima battuta di A qualcuno piace caldo. “E in effetti non lo sai mai se hai fatto bene o male, se c’è stato troppo spettacolo o troppo concorso. Io vi dico e vi giuro che abbiamo fatto tutto il possibile perché restasse nel solco di quello dell’anno passato”.
Per Baglioni, “ha vinto la musica, hanno vinto le parole, le speranze di tanti giovani artisti e di altri meno giovani che confidano in quello che accadrà domani e nel vostro affetto, nella vostra attenzione, considerazione, anche critiche. Spero che questo solco non venga smesso, è nello statuto e nella costituzione del festival della canzone italiana. Spero che rimanga tale – conclude, usando parole che fanno pensare a un passaggio di testimone – fino al prossimo Sanremo e a tutti quelli che arriveranno”.
Commozione e lacrime per Anna TatangeloSulle ultime note della canzone ha ceduto all’emozione
09 febbraio 201921:30
– Commozione e lacrime per Anna Tatangelo sul finale del suo brano Le nostre anime di notte. La cantante, con un elegante vestito blu scollato sulla schiena, proprio sulle ultime note ha ceduto all’emozione.
Lunghissimo applauso per UltimoIl giovane l’anno scorso vinse tra le Nuove Proposte
SANREMO09 febbraio 201921:48
– Lunghissimo applauso del pubblico dell’Ariston tributato a Ultimo e alla sua I tuoi particolari.
Il giovane, che l’anno scorso vinse tra le Nuove Proposte, è da tempo il favorito dei bookmaker alla vittoria finale.
Baglioni-Bisio-Raffaele, omaggio MacarioCantano e ballano Camminando sotto la pioggia
SANREMO09 febbraio 201921:54
– Dopo l’omaggio al Quartetto Cetra, stasera l’avanspettacolo si fa spazio sul palco dell’Ariston con Camminando sotto la pioggia. “Vogliamo ricordare Erminio Macario”, spiega Baglioni, e poi canta e balla con Virginia Raffaele (stavolta è lei in tailleur pantalone bianco) e con Claudio Bisio. Ma l’ombrello di Bisio non si apre e l’attore finisce sotto la pioggia.
“Gli sta bene”, chiosa Baglioni. “Noi siamo del centro, lui è del nord, parla venti volte più veloce di noi. E poi secondo me di Claudio ce n’era già uno che bastava”. Virginia. “Stai diventando di nuovo dittatore”. Baglioni: “Fosse anche per l’ultima volta, ma sì”.
Eros Ramazzotti illumina l’AristonCanta anche con Luis Fonsi, star di Despacito
NREMO09 febbraio 201922:33
– All’Ariston arriva Eros Ramazzotti e l’Ariston impazzisce. Torce dei telefonini accese per lui a illuminare il buio del teatro. Sul palco i suoi 35 anni di carriera, iniziati proprio a Sanremo. Dopo aver cantato Vita ce n’è, tratta dal suo ultimo album dal titolo omonimo, il cantautore è stato accompagnato da Claudio Baglioni in Adesso tu. Pubblico in piedi a cantare. Prima di salutare, è arrivata anche la star portoricana Luis Fonsi, che con Despacito vanta il numero più alto di streaming e views della storia. Duetto Per le strade una canzone, sempre dall’ultimo disco.
“Grazie per la musica di questi anni”, lo ha salutato il padrone di casa.
Standing ovation per Loredana BertèPerformance esplosiva in Cosa ti aspetti da me
SANREMO09 febbraio 201922:36
– E’ ancora standing ovation per Loredana Bertè all’Ariston. La sua performance esplosiva in Cosa ti aspetti da me è entusiasma il pubblico.
Problema tecnico per MahmoodIl microfono non va. Canzone interrotta e si riparte
SANREMO09 febbraio 201922:45
– Problema tecnico per Mahmood. Parte l’orchestra, ma il microfono non va. Canzone interrotta e si riparte.
Ex-Otago bacia fidanzata in plateaAlla fine di ogni esibizione è sceso per un abbraccio
SANREMO09 febbraio 201922:56
– Come alla fine di ogni esibizione, Maurizio Carucci, frontman degli Ex-Otago, è sceso in platea per abbracciare alla fine della canzone una fortunata della platea.
Ma stasera seduta tra le prime file dell’Ariston c’era la fidanzata Martina. E l’abbraccio si è concluso con un bacio appassionato.
Bastianich in giuria ma invita votaresu twitter a favore dei Negrita. “Vote Negritaband”
SANREMO09 febbraio 201922:58
– Joe Bastianich è stato chiamato a far parte della giuria d’onore al festival di Sanremo. Giuria che ieri ha decretato il miglior duetto della serata e il cui voto oggi pesa per il 20%. Bastianich però in serata ha fatto il suo endorsement su twitter a favore dei Negrita. “Vote Negritaband”, ha cinguettato, prima di cancellare il messaggio.
Virginia show, medley travolgenteImita Malika Ayane, Patty Pravo, Giusy Ferreri, Ornella Vanoni
SANREMO09 febbraio 201923:03
– Ecco la Virginia Raffaele che il pubblico aspettava: elegantissima, propone un medley travolgente in cui presta voce e mimica a Malika Ayane, Patty Pravo, Giusy Ferreri, Fiorella Mannoia e, naturalmente, Ornella Vanoni…
“però gratis mai più”, conclude, riprendendo il monito dell’artista alla Rai sull’ospitata ‘aggratis’. L’Ariston è in tutto piedi per lei: in prima fila, anche l’amministratore delegato della Rai Fabrizio Salini, il presidente Marcello Foa e la direttrice di Rai1 Teresa De Santis.
Emozione Elisa, canta Tenco con BaglioniIntensa versione a due voci di Vedrai Vedrai
SANREMO09 febbraio 201923:49
– Brividi d’emozione al festival di Sanremo con Elisa che insieme a Claudio Baglioni rende omaggio a Luigi Tenco, in un’intensa versione a due voci di Vedrai Vedrai, brano del 1965. Platea tutta in piedi.
Prima del duetto con il direttore artistico, che l’ha accolto con un “grazie di essere venuta”, Elisa aveva intonato Anche Fragile, il suo ultimo singolo in radio.
Ultimo, Il Volo e Mahmood sul podioIn corsa per la vittoria. Si riapre il televoto
SANREMO10 febbraio 201900:58
– Ultimo, Il Volo e Mahmood sono i tre artisti in finale al Festival di Sanremo in corsa per la vittoria. Si riapre il televoto.
Questa la classifica dei Big dal 4/o al 24/o posto, in ordine: Loredana Bertè, Simone Cristicchi, Daniele Silvestri, Irama, Arisa, Achille Lauro, Enrico Nigiotti, Boomdabash, Ghemon, Ex-Otago, Motta, Francesco Renga, Paola Turci, The Zen Circus, Federica Carta e Shade, Nek, Negrita, Patty Pravo con Briga, Anna Tatangelo, Einar, Nino D’Angelo e Livio Cori.
Baglioni, ultimo duetto con Virginia”E’ stato un breve incontro”, ma ha lasciato il segno
SANREMO10 febbraio 201901:00
– “E’ stato un breve incontro”, ma ha lasciato il segno: Claudio Baglioni e Virginia Raffaele si regalano l’ultimo duetto sul palco dell’Ariston con Breve amore.
Contestazioni voto in platea e in stampaOra scatta il rush finale tra i primi tre finalisti
SANREMO10 febbraio 201901:02
– Fischi e contestazioni in platea e in sala stampa per la classifica finale del Festival di Sanremo.
Ora scatta il rush finale tra i primi tre finalisti.
Sanremo: Mahmood vince il festivalCon il brano Soldi. Ultimo al secondo posto, Il Volo terzi
SANREMO10 febbraio 201901:30
– Mahmood vince il 69/o festival di Sanremo con il brano Soldi.
Ultimo si classifica secondo con il brano I tuoi particolari.
Il Volo si classifica terzo con il brano Musica che resta.
Mahmood, non ci sto proprio credendoVirginia Raffaele lo abbraccia, “E’ tutto vero”
SANREMO10 febbraio 201901:40
– “Grazie mille a tutti, non ci sto proprio credendo: e’ incredibile”. E’ visibilmente incredulo Mahmood all’annuncio della sua vittoria al festival.
Virginia Raffaele lo abbraccia e gli dice: “E’ tutto vero”.
Mahmood, 27 anni, è arrivato al festival grazie alla vittoria a Sanremo Giovani. Nato a Milano da madre italiana e padre egiziano, nel 2018 ha pubblicato il suo primo ep, Gioventù Bruciata. Aveva già partecipato tra le Nuove Proposte nel 2016 e prima ancora nel 2012 aveva tentato la strada di X Factor. Nel suo curriculum anche collaborazioni con Fabri Fibra, e ha scritto per Marco Mengoni, Michele Bravi ed Elodie.
Addio a Finney da Poirot a SkyfallAttore britannico aveva 82 anni. Rifiutò titolo di sir da regina
LONDRA09 febbraio 201911:33
E’ morto a 82 anni Albert Finney, attore britannico fra i più grandi della sua generazione, 5 volte candidato all’Oscar. Finney si è spento nel Royal Marsden Hospital di Londra (dove era ricoverato da un mese) con al fianco la moglie e il figlio. Nato a Salford nel 1936, dopo gli esordi teatrali, debuttò sul grande schermo nel 1960 e salì alla ribalta nel ’63 con ‘Tom Jones’, ruolo che gli valse la prima nomination. Ne seguirono 4 (da Assassinio sull’Orient Express a Erin Brockovich). Di lui si ricordano fra l’altro i ruoli in Sotto il Vulcano, Annie, in 2 film di James Bond (fra cui ‘Skyfall’) e l’interpretazione di Churchill nella serie tv The Gathering Storm. Indicato con Tom Courtenay come uno dei protagonisti della new wave di attori figli della working class che rivoluzionarono la recitazione cinematografica e televisiva nella Gran Bretagna degli anni ’60, Finney ricevette nel 2001 il Bafta Fellowship, massima onorificenza della British Academy.
Mentre rifiutò il cavalierato e il titolo di ‘sir’.
Albert Finney raccontato dal critico Giorgio GosettiChi ha conosciuto la smagliante stagione del “free cinema”, quella generazione di arrabbiati che all’inizio degli anni ’60 rivoluzionò lo spettacolo inglese e da lì si sparse nel mondo, non può togliersi dalla mente Albert Finney, smargiasso e irridente nei panni del seduttore Tom Jones, protagonista del film di Tony Richardson (1964). Di quella generazione, insieme a Tom Courtenay, Alan Bates e al veterano Richard Burton, Finney, scomparso oggi a 82 anni, era il volto e il simbolo. Nato a Salford nel Lancashire il 9 maggio del 1936, scapestrato rampollo delle working class di provincia, aveva il teatro nel sangue e divise i banchi della Royal Academy con Peter’O Toole a cui per anni contese la popolarità. Debuttò nel cinema nel 1960 con “Gli sfasati” (pigmalione Tony Richardson) e piacque tanto a David Lean da vedersi offrire il ruolo da protagonista in “Lawrence d’Arabia”. Spaventato dalla lunghezza delle riprese e dall’idea di tuffarsi nelle grandi produzioni, il giovane talento pronunciò il primo “no” della sua carriera, fece strada a O’Toole e preferì “Tom Jones”.Fu un trionfo che gli spalancò le porte di Hollywood, compresa la prima nomination all’Oscar. Ma quella sera Finney era in vacanza nei mari del Sud e non si presentò, come del resto le altre quattro volte in cui avrebbe sfiorato la celebre statuetta. Negli anni ’60 divenne una star del palcoscenico e Laurence Olivier lo designò suo erede. Lui restò legato al suo paese e il vecchio Stanley Donen fu costretto a stanarlo nella meravigliosa campagna inglese e francese per farlo recitare in coppia con Audrey Hepburn in “Due per la strada”(1967). A teatro fu grande in tutti i maggiori ruoli shakespeariani, ma quando Olivier volle passargli ufficialmente il testimone alla testa del National Theatre, per la seconda volta Finney disse “no”. E altrettanti garbati dinieghi avrebbe opposto alla Regina quando gli fu offerta la croce di Comandante dell’Impero Britannico e poi il cavalierato. “Chiamatemi Sir se vi piace – disse ridendo – ma io non dimentico che la nobiltà in Inghilterra fu inventata da baroni che erano prima di tutto dei gran ladri”. Sullo schermo è stato protagonista in quasi 50 pellicole e in tv ha scritto pagine memorabili come quando si calò nei panni di Churchill per “Guerra imminente”, la miniserie del 2002. A teatro per molto tempo non ha avuto rivali (era già il sostituto di Olivier in “Coriolano” nel 1958), ma non ha mai avuto tutti i riconoscimenti che meritava per una naturale ritrosia che ne faceva un orso difficile da domare. “Non mi piacciono le interviste, i parties, le conferenze. Io sono nato per recitare e sono me stesso solo quando recito”. Tre Golden Globes, due premi alla Mostra di Venezia e al Festival di Berlino, riconoscimenti alla carriera e tributi in patria brillano nella sua casa londinese dove ha vissuto un lungo autunno solitario con a fianco la terza moglie, Pene Delmage, sposata nel 2006 dopo molte avventure galanti, una tempestosa storia con Anouk Aimée e un figlio avuto, giovanissimo, da Jane Wenham. Quel che la critica e le giurie non gli hanno dato, Finney lo ha avuto dal pubblico e dai colleghi, specie i registi inglesi che a lui si affidavano per le imprese più rischiose. Basti pensare al giovane Ridley Scott per cui recitò ne “I duellanti” in cambio di una cassa di champagne, a Stephen Frears (“Gumshoe”), Roland Neame (“Scrooge”), Alan Parker (“Spara alla luna”), Peter Yates (“Servo di scena”), Mike Figgis (“I ricordi di Abbey”). Fino a Sam Mendes che gli regalò nel 2012 l’ultima apparizione cinematografica con il formidabile cameo in “Skyfall” nel ruolo del guardiacaccia Kinkaid che affianca James Bond nell’ultima battaglia per salvare il suo capo, M. Oltre oceano le soddisfazioni gli arrivano soprattutto da grandi vecchi e giovani maestri di Hollywood. Sidney Lumet gli affida la parte di Hercule Poirot nel corale “Assassinio sull’Orient Express” (1974) per il quale vince la concorrenza di Alec Guinnes e Paul Scofield e ottiene l’assenso più ambito, quello della stessa Agatha Christie, sull’onda di uno straordinario successo di pubblico. Attore e regista si ritroveranno sul set dell’ultimo film di Lumet, “Onora il padre e la madre” (2006), dando vita a un duetto di virtuosismo dietro e davanti alla macchina da presa. A Hollywood Finney era stato adottato da John Huston (“Per me è stato come un secondo padre”) che lo chiama per “Annie” (1982) regalandogli il più ricco contratto della sua carriera (un milione di dollari) e poi per “Sotto il vulcano” (1984). Il testimone passerà poi ai più giovani Fratelli Coen (“Crocevia della morte”, 1990), Steven Soderbergh (“Erin Brockovich”, 2000) e soprattutto Tim Burton che lo vuole nel suo film più personale e commovente, “The Big Fish” nel 2003. Nel ruolo di un padre sbruffone e sognatore, mentitore e favolista, cinico e romantico, Finney si riconosce totalmente, fino a farne il suo alter ego artistico. Ed è così che oggi merita di essere ricordato: attore e istrione, disincantato e romantico, timido e sfrontato.
Ozon e lo scandalo dei preti pedofili”Grace a Dieu” racconta casi chiesa Lione, in attesa processo
BERLINO08 febbraio 201921:01
– “Lunedì il film esce in Francia, chissà se Barbarin sarà in sala…” Il film è “Grace a Dieu”, di Francois Ozon, che ha portato oggi alla Berlinale lo scandalo di circa 70 bambini abusati da un prete pedofilo, Bernard Preynat, sempre coperto dalla chiesa di Lione. E Philippe Barbarin è il cardinale che ha tentato di tenere la verità nascosta, per non subirne le conseguenze. Ma Ozon, che si è fatto questa domanda davanti ai giornalisti, ha assicurato di essere molto più interessato alle vittime che al clero: “non volevo fare un film politico. Ma civile”. “E mi sono concentrato sulle vittime. Il mio obiettivo era mostrare quanto la parola abbia un effetto liberatorio, su chi ha subito gli abusi e sull’ambiente circostante”. “Grace a Dieu”, che corre per l’Orso, dà voce principalmente a tre uomini, Alexandre (Melvil Paupaud), Francois (Denis Menochet) ed Emmanuel (Swann Arlaud), che si confrontano con approcci molto diversi ai traumi subiti nell’infanzia, in un climax emotivo che quasi divide il film in altrettante sezioni, con ritmi e registri progressivamente più intensi. Alexandre, credente e logorato dal passato, padre di 5 figli, molto benestante, non ha mai rinnegato il sentimento religioso e tenta di far esplodere il caso all’interno della Chiesa, quando scopre che chi lo molestava da bambino è ancora in servizio, per giunta a contatto con dei ragazzini. Ne vorrebbe la destituzione, ma gli viene spiegato che non la otterrà mai, “resterà prete per sempre”, gli rispondono, “pregherò per lei…”. Una posizione che lo induce a sporgere denuncia in tribunale. Il suo caso però è già in prescrizione, e quindi cerca altre vittime, che possano far avviare il processo. A questo punto il filo della storia passa a Francois, un tipo ben più sanguigno, che gestisce il caso puntando sul clamore mediatico. È qui che nasce l’associazione “La Parole libérée”, cui si uniranno decine di altre vittime. Ma è la terza storia, quella di Emmanuel, a caricare il film di emotività, mostrando le conseguenze tangibili della pedofilia nella vita di una persona rimasta fragile, fra attacchi di epilessia, complessi sessuali, e violenti scontri con la compagna. Anche le famiglie giocano un ruolo importante: ci sono le colpe di genitori, che non hanno voluto vedere – la madre di Emmanuel non aveva mai indagato, quando il figlio le aveva raccontato di un bacio in bocca ricevuto dal prete – o che ancora temono gli effetti della ribalta della cronaca – come nel caso di Alexander. Fondamentale è l’appoggio dei partner, che in due terzi dei casi, è stato spiegato alla stampa, hanno subito a loro volta abusi nell’infanzia. “Non è stato facile finanziare questo film – ha spiegato il produttore Nicolas Alrmayer – anche partner classici sono venuti meno a causa del tema”. Gli attori stessi hanno ammesso di essere intimoriti dall’argomento inizialmente. E il film è stato girato sotto falso titolo, all’inizio, per paura di incorrere in censure. Ma rompere il silenzio è l’unica vera arma contro l’omertà, che caratterizza gli ambienti in cui si verificano violenze sui bambini: “l’80% avviene nelle famiglie, ma poi ci sono lo sport, la chiesa”, ha detto Ozon. Il processo al cardinale Barbarin è ancora in corso – risponde di mancata denuncia in un procedimento inizato nel gennaio 2019 – e uno dei problemi cruciali è il rischio della prescrizione. “Chi ha subito violenza è in grado di parlarne in genere intorno ai 50-60 anni, quando si è costruito una famiglia, ha un lavoro. E per la giustizia a quel punto è troppo tardi”. La prescrizione, che prima scattava a 20 anni dai fatti, adesso ne prevede 30. Ma tre decenni per elaborare l’orrore e denunciarlo spesso non bastano.
‘Selfie’, millennials nei quartieri di camorraDue ragazzi del Rione Traiano allo specchio per Ferrente
09 febbraio 201916:43
– Come dimostra ‘Selfie’ (Ho sognato che Davide era vivo) di Agostino Ferrente, ci sono anche i millennials nei quartieri infestati dalla camorra. Ragazzi che si raccontano con video-selfie, ma potrebbero di colpo passare dal cellulare alla pistola. In attesa della Paranza dei Bambini di Claudio Giovannesi (dal romanzo di Saviano), in concorso, è passato il bel documentario, coproduzione tra Italia e Francia, nella sezione Panorama e che sarà distribuito da Istituto Luce Cinecittà che dimostra ancora una volta la vena inesauribile della camorra sul grande schermo.
E lo fa con il volano della grande prova e autentica spontaneità di Alessandro (Alessandro Antonelli) e Pietro (Pietro Orlando) due adolescenti che si filmano con un iPhone per raccontare il loro complicato quartiere, il Rione Traiano, attraverso la loro vita quotidiana e, soprattutto, l’amicizia che li lega.
Al centro della loro storia, come un ombra, la tragedia vera nel 2014 di Davide Bifolco, un loro amico ucciso da un carabiniere al termine di un inseguimento.
A Masterchef il duetto country tra Gerry e Joe Bastianich
Quando il cuoco amatoriale di Busto Arsizio ed ex maniscalco ha sottoposto ai giudici “Guance di ricciola con polenta”
08 febbraio 201915:17
Cosa succede quando si incontrano un ragazzo che ha vissuto per anni in Texas lavorando anche nei rodei e un grande appassionato di musica ed esperto del genere country? Facile: scatta il duetto. I due protagonisti sono Joe Bastianich e Gerry, rispettivamente giudice e aspirante chef di “MasterChef Italia”Nell’Invention Test di giovedì sera, basato sul quinto quarto di mare, il cuoco amatoriale originario di Busto Arsizio, ex maniscalco, ha sottoposto ai giudici “Guance di ricciola con polenta”, delle guance di ricciola su polenta liquida con crema di carote e pelle croccante. Bastianich sembrava apprezzare e, vedendo in Gerry un “cowboy”, gli ha proposto un duetto country: «La prossima volta ti presenti con due canzoni da cowboy», gli ha detto canticchiando un brano. Perplessi gli altri giudici… lo preferiscono come imprenditore o come musicista?Immagini concesse da Sky. Sito ufficiale http://masterchef.sky.it Il programma va in onda ogni giovedì alle 21.15 su Sky Uno. [print-me title=”STAMPA”]
Ali e il ricordo di un grande amore
Un romantico e psicologico bel romanzo turco anni ’40
07 febbraio 2019 09:24
– SABAHATTIN ALI, ”MADONNA COL CAPPOTTO DI PELLICCIA” (FAZI, pp. 210 – 16,00 euro – Traduzione di Barbara La Rosa Salim) – Un personaggio di quelli che si ricordano, quelli che ci regala la bella letteratura e sentiamo umanamente vicini anche se le nostre esperienze sono assolutamente diverse, questo Raif Effendi, misero impiegato addetto alla traduzione di documenti e corrispondenza in una azienda turca di import-export dove legge romanzi nelle pause dal lavoro e appare più anziano di quel che è, ha i baffi biondi e lo sguardo come assente, ”noioso e insignificante, inerte sino a far dubitare fosse vivo”, stando alla descrizione del suo giovane compagno di stanza. E’ lui che ce lo introduce, che ci racconta come vive in una casa con la moglie ”già vecchia, grassa e deforme” che cucina e cerca di badare ai figli in una casa caotica in cui convivono con vari altri famigliari, tutti più o meno dipendenti dal povero stipendio di Raif Effendi, che tutto sopporta con passiva rassegnazione, dandocene un ritratto e implicitamente un giudizio umanamente piuttosto negativo. Questo finché gli consegna un taccuino nero e tutto prende un’altro ritmo e conquista con la rivelazione narrata in prima persona di una passata gioventù vitale e di amore travolgente di Raif Effendi a 25 anni nella Berlino della repubblica di Weimar.E’ un diario (che comincia a pagina 57) fitto e scritto a mano in cui sentiamo l’eco della voce del protagonista, e seguiamo sino alla sua nuova vita, sposata un’altra donna a Ankara e alle parole finali: ”devo nascondere ogni cosa, ogni cosa e, soprattutto, la mia anima, in un luogo dove nessuno potrà trovarla”. Si tratta di ricordi che riempiono una vita, che la accendono interiormente, grazie a quei pochi mesi vissuti anni e anni prima, ma che lo fanno sentire ormai come ”sepolto in un corpo estraneo”. Un romanzo d’amore quindi del primo Novecento, molto romantico, dalla scrittura nitida e lineare, delicatamente poetico e attento ai nodi psicologici, ambientato però in una città che vive anni di grande vivacità e modernità intellettuale e politica, di cui Maria Puder, artista di assoluta indipendenza, pittrice che la sera canta al cabaret Atlantik, e da cui è conquistato prima da un suo autoritratto con cappotto di pelliccia, immagine che lo affascina magnetica, esposta in una mostra di artisti nuovi, poi da lei di persona quando riesce a trovarla e questa lo avvicina sfacciata e con modi diretti quasi maschili. E’ lei – scriverà poi – che gli ha insegnato che ha un’anima”, a lui pronto a scappare davanti a una donna per il terrore che potesse capire i suoi sentimenti segreti e lo giudicasse un miserabile. Un romanzo sul mistero che l’altro, un qualsiasi altro essere umano, porta in sé e contro la presunzione di giudicare gli altri senza voler tener conto che ”il più semplice, il più sfortunato e, addirittura, il più sciocco degli uomini possiede un universo interiore meraviglioso e complesso al punto da destar stupore”. Un romanzo sulla passione, ma anche sulla scoperta che tra due persone anche molto intime ci si può conoscere solo fino a un certo punto, sul fatto che amare è difficile perché allentare le difese fa paura. Un romanzo su momenti di esaltazione e altri di disperazione, sulla dedizione che vince e scioglie ogni resistenza, ogni solitudine, ma anche cechoviano nel destino e le coincidenze che finiscono per allontanare dolorosamente e disilludere due vite che finalmente si erano trovate.
Il libro, scritto nel 1940-41 e ripubblicato di recente, è diventato velocemente un best seller tra i giovani contestatori nella Turchia di Erdogan e poi in molti paesi, facendo riscoprire Sabahattin Ali, attivista comunista, narratore, poeta, giornalista e insegnante turco di origini bulgare, ucciso a 41 anni nel 1948 mentre cercava di fuggire dal suo paese in Europa, da un sicario del governo di Atatürk che, per la sua militanza politica, lo aveva già incarcerato diverse volte.
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Sanremo, 9,1 mln e 47.3% per 2/a serata
Ascolti in linea con l’edizione 2018
SANREMO07 febbraio 201910:19
– Sono stati 9 milioni 144 mila, pari al 47.3%, i telespettatori che hanno seguito il 6 febbraio su Rai1 la seconda serata del Festival di Sanremo di Claudio Baglioni. Gli ascolti sono sostanzialmente in linea con quelli di un anno fa, quando la seconda serata del festival ottenne una media di 9 milioni 687 mila spettatori pari al 47.7% di share.
La prima parte della seconda serata (dalle 21.26 alle 23.50) ha avuto 10 milioni 959 mila spettatori con il 46.4%; la seconda (dalle 23.55 all’1.04) 5 milioni 260 mila con il 52%.
Nel 2018 la prima parte della seconda serata aveva raccolto 11 milioni 458 mila spettatori con il 46.6%, la seconda 5 milioni 867 mila con il 52.8%.
La seconda serata del Baglioni bis ha scontato il tradizionale calo di ascolti rispetto al debutto (seguito da 10 milioni 86 mila telespettatori con il 49.5%). Nel 2018 la seconda serata fece segnare un calo più netto (dal 52.1% al 47.7%).
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
La frontiera amara tra pellerossa e bianchi
Dopo Torino arriva in sala ‘Land’ di Jalali
07 febbraio 201912:33
In ‘Land’, scritto e diretto dal regista iraniano Babak Jalali, ci troviamo in una delle tante frontiere senza giustizia che dividono ricchezza e povertà: la riserva indiana di Prairie Wolf. Qui vive la famiglia dei Denetclaw, protagonista della storia. Da una parte una cultura, quella dei nativi americani, relegata ai margini e, dall’altra, quella di chi ha vinto ed, esattamente in mezzo, un chiosco-bar dove gli indiani attingono a quell’alcol che li stordisce e che non possono portare dentro la riserva (è proibito). Questo, in estrema sintesi ‘Land’, già passato a Festa Mobile al Torino Film Festival – una co-produzione Italia (Asmara Films e Rai Cinema), Francia, Olanda e Messico – e ora in sala dal 21 febbraio con Asmara Films.
Quando nella riserva la famiglia dei Denetclaw riceve la notizia della morte di Floyd, il figlio minore, in combattimento in Afghanistan, parte la lunga attesa del corpo del ragazzo che deve essere riportato a casa per la sepoltura. Wesley (James Coleman) il più giovane dei figli ancora in vita è un alcolista da tempo e passa le sue giornate a procurarsi birra nel negozio di liquori di Sally (Florence Klein) appena fuori della riserva. Quando la già difficile relazione tra le due comunità i nativi e i bianchi si esaspera sarà proprio un Wesley ubriaco come sempre ad esserne vittima. Toccherà all’introverso Raymond (Rod Rondeaux), fratello maggiore ed ex alcolista con tanto di moglie e due figli, a ritrovare l’orgoglio della sua razza ormai seppellito da troppo tempo.
“Mi hanno sempre affascinato le comunità perdute e le terre da tempo dimenticate – ha spiegato il regista -. Con ‘Land’ ho voluto raccontare una di queste comunità, una tribù di nativi americani che abita in una delle riserve indiane degli Stati Uniti. L’aspetto che più mi interessava della vita contemporanea nelle riserve è come questa sia influenzata dal rapporto tra la comunità indiana e quella dei bianchi sia a livello locale che nazionale comunque – spiega ancora il regista di questa coproduzione in cui manca l’America – non abbiamo trovato disponibilità da parte dei produttori degli State forse è una storia che non vogliono ricordare”.
Ci tiene poi a dire Babak Jalali, classe 1978, regista/sceneggiatore/produttore nato in Iran e cresciuto a Londra: “Questo comunque non è un film documentario. Ovviamente la sceneggiatura è stata scritta dopo ricerche e conversazioni con le persone che vivono in quei luoghi, volevo soprattutto raccontare quelli che si barcamenano in una vita apparentemente senza speranza. Il caso di Raymond che vive una vita di quieta disperazione e che osserva tutto intorno ciò che accade alla sua famiglia sentendosi incapace di fare alcunché, mentre tutto va in rovina. Ma cosa succede – conclude il regista – a un uomo che viene spogliato della sua dignità e di conseguenza della sua vita?”.
Baglioni, terzo Festival? ‘Voglia c’è’De Santis, prematuro parlarne ma nessuna esclusione
SANREMO07 febbraio 201913:42
– Un Baglioni ter? Nonostante il clima non esattamente rilassato all’Ariston, il direttore artistico non esclude la possibilità di tornare anche l’anno prossimo ad occuparsi del festival di Sanremo. “Potrei diventare ‘aggressore artistico’, mi farebbe piacere – ammette l’artista in conferenza stampa -. E’ un impegno grande e bisogna sempre dimostrare di fare di più e diversamente. Forse, per una missione verso la parte musicale, un po’ di voglia ci potrebbe essere. D’altro canto vorrei potermi dedicare anche alle mie cose e farmi un po’ meno nemici… Potrei venire da ospite se mi ospitano”.
Lascia aperta la porta anche la direttrice di Rai1 Teresa De Santis: “l’organizzazione corale cui faccio sempre riferimento, non esclude automaticamente che sia Claudio a occuparsi di questa coralità. E’ un lavoro che dovrebbe essere fatto sul progetto importante che è il 70/o del festival. Ritengo, sia prematuro parlarne. Ma non escludo che possa essere un progetto di Claudio. Dateci tempo per sederci e riflettere”
Ligabue ospite della serata dei duettiIl 7 si parte con Mahmood, chiudono D’Angelo e Livio Cori
SANREMO07 febbraio 201913:43
– Luciano Ligabue sarà l’unico ospite musicale di venerdì 8 febbraio, serata dei duetti, al festival di Sanremo. Lo ha confermato il vicedirettore di Rai1 Claudio Fasulo in conferenza stampa.
Per giovedì 7 questo è l’ordine di uscita dei 12 artisti in gara stasera al Festival di Sanremo: Mahmood, Enrico Nigiotti, Anna Tatangelo, Ultimo, Francesco Renga, Irama, Patty Pravo con Briga, Simone Cristicchi, Boomdabash, Motta, The Zen Circus, Nino D’Angelo e Livio Cori.SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Massive Attack a Milano festa trip-hop
Radici e commento sul presente in show per 21 anni ‘Mezzanine’
MILANO07 febbraio 201914:01
– Un’ora e quaranta minuti di immagini sparse, bassi plumbei e voci eteree per celebrare i vent’anni più uno di un caposaldo del trip-hop: questo propongono i Massive Attack, che al Forum di Assago hanno fatto cantare migliaia di persone nella prima di tre tappe italiane del loro ‘Mezzanine XX1 Tour’.
Le leggende del Bristol Sound hanno proposto per intero la tracklist di ‘Mezzanine’, album del 1998 nel quale alle influenze dub e hip-hop tipiche della loro musica si aggiunsero elementi rock e new wave. E il concerto vuole mettere in chiaro proprio le radici di quel disco, quelle che 21 anni fa venivano tradotte in sample e citazioni: al Forum, invece, con una band di sei elementi, Robert Del Naja e Gran Marshall hanno esposto chiaramente quei legami, eseguendo a loro modo alcune di quelle canzoni.
E mentre tensioni sociali e psicologiche si succedono sugli schermi, la musica ha trovato momenti di astrazione celestiale grazie anche alla partecipazione di Elizabeth Fraser, la voce dei Cocteau Twins.
Sicilian style arriva la “cannolo bag”A Castellamare del golfo un laboratorio tra merletti e ‘coffe’
CASTELLAMARE DEL GOLFO (TRAPAN07 febbraio 201914:08
– Arte da indossare per parlare di tradizione siciliana con creazioni originali, assolutamente inusuali, certamente uniche. La “cannolo bag” è accattivante nel nome e nel colpo d’occhio, come la “tamburo bag” che riporta a carretti ed opera dei pupi o la ormai più nota “coffa”, di derivazione contadina. Giusy Di Benedetto la stilista che ha inventato questa nuova moda, si è ritagliata uno spazio nel cuore del centro storico di Castellammare, un laboratorio artigianale che sta riscuotendo grande consenso e spesso buone commesse non solo in Italia ma anche all’estero: Germania e Francia, perfino Stati Uniti e Russia. In quell’angolo quasi nascosto di via Marconi, in un tripudio di merletti e nastrini che parlano siciliano, a 50 anni Giusy Di Benedetto dal nulla si è creata una nuova attività con in mano idee e fantasia. Presa una “coffa” ha cominciato a ricamarci su. Non ha mai fatto la sarta, racconta, ma nella sua seconda giovinezza la creatività è diventata abilità artigianale.
Ponte Calatrava, pietra invece del vetroTroppo fragili e pericolosi, lavori costeranno 40 mila euro
VENEZIA07 febbraio 201914:26
– Via i lastroni di vetro, troppo fragili per sostenere il passaggio continuo dei turisti e insicuri nelle giornate di pioggia o neve, per far posto alla più tradizionale trachite. Il ponte della Costituzione di Venezia, progettato dall’archistar Santiago Calatrava, sta per cambiare volto. Il Comune ha avviato la sostituzione di alcune parti in vetro del manufatto. Per ora, conferma l’assessore Francesca Zaccariotto, si procederà al cambio dei soli pianerottoli in vetro. Un lavoro, gestito da Insula, che durerà 30 giorni per un importo complessivo di 40 mila euro.
Calzature: 9,6 mld, record di exportMa calano produzione, numero di aziende e occupati
07 febbraio 201916:01
– Le calzature Made in Italy registrano nell’anno appena trascorso il record assoluto per il valore dell’export che è salito a 9,6 miliardi di euro. Rallenta per contro la produzione Made in Italy (-2,6%, quasi 5 milioni in meno a confronto con il 2017), e anche i quantitativi dell’export (-2,3%). L’ andamento divergente tra quantità e valori, se da un lato conferma l’eccellenza riconosciuta dai buyer esteri alla produzione italiana nell’alto di gamma, dall’altro ribadisce il ruolo ormai determinante svolto dai grandi brand internazionali del lusso. Questi i dati principali del settore secondo le elaborazioni condotte dal Centro Studi di Confindustria Moda e diffusi oggi da Assocalzaturifici alla vigilia della 87/a edizione di Micam, la rassegna internazionale delle calzature in programma da domenica 10 al 12 febbraio alla Fiera di Milano.
Sotto18 racconta l’amore per i selfieCompie 20 anni e indaga il mondo dell’autorappresentazione
RINO07 febbraio 201916:13
– Per i suoi 20 anni, Sotto18 Film Festival & Campus, rassegna di cinema per i più giovani, diretto da Stefano Della Casa, entra a testa bassa nel mondo dei giovani, nell’amore per i selfie e per l’autorappresentazione.
Come racconta il titolo ‘Me, myself(ie) and I’.
La rassegna, al Cinema Massimo dal 15-22 marzo, verrà presentata a giorni, ma oggi all’Aiace, che lo organizza insieme alla Città di Torino, sono state fatte anticipazioni. Come la retrospettiva sull’autorappresentazione insita nel cinema, si pensi a certi film di Agens Varda, Jean-Luc Godard, Jafar Panahi, l’omaggio a due personaggi dei cartoon che compiono 90 anni, Braccio di Ferro e Tintin, un ricordo del regista morto la settimana scorsa Beppe ‘Pe’ Calopresti, l’anteprima del film ‘Diamantino’, reduce dal grande successo all’ultimo festival di Cannes. Da segnalare il record di film prodotti dalle scuole inviati al concorso, 300 tra i quali ne sono stati selezionati 177 e la collaborazione con l’Università e il mondo cultura cittadino.
Al Duse di Bologna una Carmen danzataIl 13 febbraio, musiche Bizet affiancate da flamenco popolare
BOLOGNA07 febbraio 201918:04
– Il Teatro Duse di Bologna ospiterà il 13 febbraio alle 21 un allestimento della ‘Carmen’ che alle musiche di Georges Bizet affianca la musica popolare flamenca.
‘Carmen’ è presentata dalla Compagnia Ballet Flamenco Espanol, con coreografie di Tito Osuna.
Nell’atmosfera di una Spagna antica e affascinante, lo spettacolo mette in scena tutta la sensualità, l’eleganza e forza del flamenco, traendo spunto sia dai quattro quadri che compongono l’opera sia dalla novella di Mérimée, da cui nasce il soggetto di ‘Carmen’. In esso si intrecciano diversi stili di danza facendo rivivere il potente carattere dei toreri e la passionalità gitana. Un allestimento che reinterpreta e rende in scena tutta l’audace sensualità del capolavoro di Bizet. Ad accompagnare i ballerini e solisti del Ballet Flamenco Espanol le musiche eseguite dal vivo da un ensemble composto dalle chitarre di Antonio Sanchez e Paco Soto, dal flauto di Pedro Esparza e dai cantaoras Paz de Manuel e Desire Paredes
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Woody Allen fa causa ad Amazon Studio
Wsj, regista vuole 68 mln dollari danni per violazione contratto
NEW YORK07 febbraio 201918:28
Woody Allen fa causa agli Amazon Studios, accusandoli di aver violato il contratto rifiutandosi di distribuire il suo film ‘A Rainy Day in New York’. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, Allen nella sua azione legale punta a ottenere 68 milioni di dollari in danni. Nella documentazione Allen afferma che Amazon si e’ tirata indietro dall’accordo lo scorso giugno dopo il riemergere dell’accusa che il regista-attore ha molestato la sua figlia adottiva, Dylan Farrow.
Ozzy Osbourne in ospedale per influenzaPadrino Heavy Metal aveva già cancellato alcune tappe tour 2018
NEW YORK07 febbraio 201919:22
– Ozzy Osbourne è stato ricoverato in ospedale per complicazioni da influenza. Lo ha rivelato la stessa moglie Sharon in un tweet. “Come alcuni di voi hanno sentito – si legge – Ozzy è stato ricoverato a causa di alcune complicazioni da influenza. I suoi medici ritengono che questa sia la via migliore per un recupero rapido. Grazie a tutti per l’affetto e la preoccupazione”. Osbourne, 70 anni, considerato il padrino dell’heavy metal, aveva già cancellato l’anno scorso alcune tappe del suo tour americano a causa di un’infezione alla mano, mentre la scorsa settimana è stato annunciato le tappe nel Regno Unito ed Europa del suo ‘No More Tours II’ sono state posticipate per ordine dei medici.
Addio a Rosamunde Pilcher, la signora dei romanzi rosaAveva 94 anni, ha venduto milioni di libri
LONDRA07 febbraio 201920:48
-Snobbata da una parte della critica, amata dal pubblico dei lettori e soprattutto delle lettrici di mezzo mondo: è morta a 94 anni in Scozia, sua terra d’adozione, Rosamunde Pilcher, scrittrice di racconti ‘rosa’ e romanzi sentimentali di fama mondiale fra cui il bestseller ‘The Shell Seekers’ (I Cercatori di Conchiglie). Elegante, sorridente e appartata, Pilcher – nata Rosamunde Scott in Cornovaglia, nel sud-ovest dell’Inghilterra, da un comandante di Marina, Charles Scott, e da sua moglie Helene – si è spenta dopo una breve malattia, come ha reso noto il suo agente citato dai media britannici. Autrice di novelle brevi e di 28 romanzi pubblicati fra il 1949 e il 2000, quando decise di ritirarsi, iniziò a scrivere con lo pseudonimo Jane Foster, per poi firmare col proprio nome a partire dal 1955. In totale i suoi libri hanno venduto circa 60 milioni di copie: accolti sempre con perplessità e talora con aperta sufficienza dai recensori accademici e nondimeno dalla benevolenza di un vasto pubblico che ne ha fatto una regina nel suo genere letterario. Un pubblico dalla lacrima facile, come lei stessa riconosceva, mantenendo un profilo di modestia sul proprio valore narrativo. Ma comunque una garanzia di popolarità e seguito internazionale, mai venuto meno e consolidato anche grazie a numerosi adattamenti cinematografici e televisivi. ‘I Cercatori di Conchiglie’ vendette da solo svariati milioni di copie, restò 49 settimane in testa alla classifica del New York Times dei bestseller Usa, per essere poi trasposto in una prima miniserie tv con protagonista Angela Lansbury nel 1989, quindi in una piece teatrale nel 2005, e ancora, nel 2006, in una seconda miniserie interpretata da Vanessa Redgrave. Scelta come Big Read del 2003 dalla Bbc su indicazione del pubblico del Regno Unito, divenuta un’icona della pop cultura anche in Germania per le sue descrizioni romantiche della costa della Cornovaglia, fu infine decorata decorata con l’Ordine dell’Impero britannico e con il titolo di ‘dame’ da Elisabetta II. Indicata nella metà degli anni ’90 come una delle donne con i più ricchi guadagni personali della Gran Bretagna, dame Rosamunde si vide assegnare nel 2002 pure il British Tourism Award per la sua promozione – per via letteraria – dell’isola. Sposata dal 1946 con Graham Hope Pilcher, eroe di guerra e poi imprenditore, ebbe un matrimonio durato 63 anni, fino alla morte di lui nel 2009, avvenuta a Dundee, dove la coppia si era stabilita e aveva messo su famiglia. Lascia due figli – fra cui lo scrittore Robin Pilcher – due figlie e 14 anni nipoti. Oltre all’affetto e al rimpianto di una schiera planetaria di lettrici e lettori
Vasco ha 67 anni, grazie per l’affetto!Due video su Fb per festeggiare la ricorrenza e per Sanremo
BOLOGNA07 febbraio 201919:30
– Oltre cinquantamila ‘Mi piace’ in 12 ore, 32mila condivisioni e più di diecimila commenti per il video che Vasco Rossi ha pubblicato su Facebook in occasione del suo compleanno. “A 67 anni suonati… Voglio condividere con voi questo straordinario regalo. Grazie a tutti per l’affetto!”, scrive il Blasco sul social, mentre nel video di un minuto, sulle note live di ‘Anima fragile’, scorrono immagini della sua vita: da quand’era bambino, con i genitori, agli studi di Punto Radio, dai primi concerti ai trionfi, assieme a don Ciotti o con il produttore Guido Elmi, scomparso a fine luglio 2017, un mese dopo lo storico ‘Modena Park’.
Appena poche ore prima Vasco aveva postato un altro video, di 15 secondi, nella ricorrenza del festival di Sanremo, con la scritta “In bocca al lupo… a tutti!”. Un veloce passaggio di immagini da Sanremo 1983, quando si classificò al penultimo posto con ‘Vita spericolata’, allo stesso brano riproposto due anni fa al concerto modenese da ‘record mondiale’.
NY al via con Ralph Lauren ew Tom FordGrande assente Calvin Klein dopo divorzio Raf Simons
NEW YORK07 febbraio 201919:37
– Grande assente Calvin Klein dopo il divorzio in dicembre dal belga Raf Simons, le sfilate di New York hanno preso il via con Ralph Lauren e Tom Ford. Giocando d’anticipo sul suo solito slot a fine settimana della moda, Ralph ha presentato la sua collezione “see now-buy now” per la primavera 2019 in un pop up store allestito nel suo negozio su Madison Avenue. Il nuovo Ralph Cafe’ ha fatto da sfondo a una linea di pezzi iconici tutti realizzati in Italia in perfetto stile Lauren: giacche militari da marina o da ussaro indossate su pantaloni palazzo molto fluidi, abiti di pelle da cocktail, seta, lame’, paillettes. C’è anche la nuova borsa modello RL 50.
Da Tom Ford i pantaloni di satin a vita alta, con pence e risvolti alle caviglie sono protagonisti in toni polverosi di azzurro, verde, rosa, viola. Gli iconici smoking dell’era Gucci sono in velluto scarlatto. Preziosi i cappotti in pelliccia color asfalto e glicine. Sempre in pelliccia i cappelli a tesa.
Restaurata ‘La vecchia’ di GiorgioneEsposta all’Accademia partirà presto per un tour negli Usa
ZIA07 febbraio 201920:01
– E’ stato presentato, oggi, in anteprima alle Gallerie dell’Accademia di Venezia il restauro de ‘La Vecchia’ di Giorgione. L’opera va in visione al pubblico prima della sua partenza per gli Stati Uniti, dove sarà protagonista di due importanti appuntamenti espositivi presso il Cincinnati Art Museum, Ohio (15 febbraio – 5 maggio) e il Wadsworth Atheneum di Hartford, Connecticut (15 maggio – 4 agosto). “In seguito al trattamento conservativo durato sette mesi torna visibile al pubblico nelle sue migliori condizioni di lettura estetica, una delle opere più enigmatiche del Cinquecento” dicono i curatori del restauro. Un soggetto, quello de ‘La Vecchia’, difficilmente classificabile: rappresentazione realistica della senescenza e allegoria del tempo che scorre, cui rimanda la scritta del cartiglio. Un capolavoro che trova la sua ispirazione nella ritrattistica di Leonardo, così come in Albrecht Dürer e nella pittura nordica.
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Berlino: apre danese Scherfig
“The Kindness of Strangers”, quel sentimento oggi così “urgente”
BERLINO07 febbraio 201920:42
Il tocco delicato di una donna, che crede “non solo nella speranza ma nella comunità”, ha aperto oggi la Berlinale del 2019. E la favola metropolitana, scritta e diretta dalla danese Lone Scherfig, che porta al festival la lotta per la sopravvivenza di una madre con due figli, in una New York sognata e ostile, ha subito creato una chiara assonanza con lo slogan dell’ultimo festival di Dieter Kosslick, “il privato è politico”. Il titolo è un manifesto “The Kindness of Strangers”. E la “morale”, semplice, certamente buonista ma sentita, viene fuori con evidenza: la miseria vince sulla solitudine. Ma la spinta solidale di ciascuno può intercettare chi è destinato a perdersi, nel freddo e di fronte alla fame, fra le strade affrontate a mani nude di una grande città, creando una rete che lo salva.Un elogio esplicito della compassione, sentimento che nella società di “oggi è urgente”, secondo la parola scelta dalla regista (la stessa di “An education”) in conferenza stampa, subito dopo la prima proiezione. Chi vuol cogliere un riferimento ai profughi e all’ostilità crescente nell’occidente che si barrica in casa, fomentato dalle paure alimentate dalle destre, non sbaglia. “Gruppi sono chiamati a prendere posizioni gli uni contro gli altri. Le persone invece si mettono insieme, quando non vengono manipolate. E questo film ne è un meraviglioso esempio”, ha detto Bill Nighy (la rockstar di “Love Actually”), che stavolta interpreta il ruolo del proprietario, distinto e decaduto, di un vecchio ristorante russo, nel quale trova lavoro il giovane Marc, il francese Tahar Rahim, e dove va qualche volta a cena Alice, Andrea Riseborough, angelo e collante della vicenda, i cui protagonisti si aggregano fra un gruppo di ascolto e un ospedale, dove lei svolge la sua missione.Eroina della storia è Clara, Zoe Cazan, in fuga dal marito – poliziotto e padre violento – con i suoi due bambini. Senza soldi, e a bordo di un’auto, che le viene presto sequestrata, la sua sorte sembra segnata. Ma a salvarla è la compassione di perfetti sconosciuti, capaci di rischiare in proprio per fornirle la sponda indispensabile a riemergere dall’incubo di una vita da homeless. Il film ha diviso la critica: si è notata una certa freddezza in sala come in conferenza stampa, dove alcuni applausi, ad attori tutti bravi, sono apparsi di maniera. Ma molti hanno ammesso di essere rimasti commossi da un film in grado di toccare chi a cinema si lascia ancora raccontare una storia. L’avvio della Berlinale ha già segnato questo festival come quello delle donne. Ben sette dei 17 film in concorso sono opera di registe – ma nei prossimi 10 giorni se ne proietteranno circa 400 nelle sale di Berlino – e la giuria è guidata come noto da Juliette Binoche. “Il futuro del film è femminile” si è letto sulla T-shirt indossata dalla giurata Rajendra Roy. E per la Binoche la forte presenza delle donne “è un buon segno, e un passo avanti”.
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Livia Massaccesi, “Che fatica le faccine dei big”
Visual designer che ha ideato ritratti,”Silvestri più difficile”
SANREMO07 febbraio 201920:43
– Il ritratto più semplice da realizzare è stato quello di Loredana Bertè, il più difficile quello di Daniele Silvestri. Livia Massaccesi è una giovane visual designer romana, autrice delle “faccine” che ritraggono i cantanti in gara al festival di Sanremo. Un ciuffo, un accenno di barba o labbra più o meno carnose le bastano per immortalare gli artisti in un’immagine iconica. “E’ un lavoro per sottrazione. Mi fermo quando non c’è più la riconoscibilità” racconta
la 34enne, che 4 anni fa ha aperto uno studio tutto suo di grafica editoriale e illustrazione. “Ho fatto uno studio sul tipo di comunicazione che rimandano i volti. I tratti che utilizzo sono le labbra, il profilo del viso, i capelli, barba e baffi nel caso in cui ci fossero”. Il lavoro per Sanremo è iniziato a ottobre, quando il regista del festival, Duccio Forzano, l’ha contattata. “Ma quello effettivo è iniziato verso fine novembre ed è entrato nel vivo a dicembre, quando sono stati annunciati i nomi – spiega lei, che arriva dal mondo della moda e del design -. In tutto ho realizzato 40 ritratti dei Big, band comprese, e 3 dei conduttori. Per ognuno serve qualche giorno. Il più difficile è stato quello di Daniele Silvestri, perché il suo tratto distintivo è il sorriso e gli occhi che sorridono anche. Togliendogli quelli, è stato complicato rendere l’idea del cantante”. Sui capelli blu di Loredana Bertè, invece, non c’è pericolo di confondersi. Le “faccine” sono un progetto iniziato già qualche tempo fa, con 20 artisti simbolo della musica da Lucio Dalla a Mina, da Ornella Vanoni a Franco Battiato, passando per Luigi Tenco. “Altri stanno lavorando nella direzione dell’illustrazione digitale, ma è il punto di vista che è diverso. Ognuno ha la sua cifra stilistica. Io, ad esempio, ritraggo solo il volto senza collo e rigorosamente frontale, quasi a farlo diventare un logo”.
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Via terza serata, è Viva l’Inghilterra
Il corpo di ballo in kilt
SANREMO07 febbraio 201921:29
– Il corpo di ballo in kilt, ombrello e bombetta nera, la Union Jack che illumina la parte centrale della platea: l’inizio della terza serata del Festival di Sanremo è con Claudio Baglioni che canta Viva l’Inghilterra.
Venditti scalda l’Aristona 19 anni di distanza dall’ultima esibizione
SANREMO07 febbraio 201922:03
– Antonello Venditti torna a Sanremo – dove non è mai stato in gara – a 19 anni di distanza dall’ultima esibizione e scalda l’Ariston festeggiando i 40 anni di Sotto il segno dei pesci. Toccante il duetto con Baglioni, entrambi al pianoforte, su Notte prima degli esami. Poi il cantautore romano regala il suo panama a una ragazza tra il pubblico.
Lacrime per Alessandra Amorosoinsieme a Claudio Baglioni Io che non vivo
SANREMO07 febbraio 201922:44
– Un pianto liberatorio conclude l’esibizione di Alessandra Amoroso, ospite al festival di Sanremo per festeggiare i suoi 10 anni di carriera. La cantante salentina ha prima intonato il suo ultimo singolo Dalla tua parte, e poi insieme a Claudio Baglioni ha reso omaggio alla celebre canzone di Pino Donaggio Io che non vivo.
Platea in piedi per Simone Cristicchiper Abbi cura di me
SANREMO07 febbraio 201923:24
– Alla fine dell’esibizione del brano Abbi cura di me, la platea si è alzata in piedi per tributare una standing ovation a Simone Cristiccchi, visibilmente emozionato. Ieri, tra i cantanti in gara al festival di Sanremo, lo stesso omaggio era stato tributato unicamente a Loredana Bertè.
L’Ariston si scatena con Raf e TozziPoi con Baglioni in Gente di mare
SASANREMO07 febbraio 201923:
– Tutto l’Ariston balla con Raf e Umberto Tozzi: Il battito animale, Tu, Ti pretendo, Gloria fanno scatenare tutto il pubblico, in prima fila anche Sandra Milo.
Nel 1987, proprio il 7 febbraio, Tozzi vinceva il festival con Morandi e Ruggeri con Si può dare di più, che la sala intona spontaneamente. Poi l’esibizione con Claudio Baglioni in Gente di mare.
Virginia-Vanoni, il duetto è esilarantecantano ‘La gente e me’ di Caetano Veloso
SANREMO08 febbraio 201900:08
– Esilarante duetto sul palco dell’Ariston tra Virginia Raffaele e Ornella Vanoni, una delle vittime preferite delle imitazioni dell’attrice.
Spiritosa, sorprendente, la Vanoni si presenta in completo rosso fuoco e prova a cantare. “Non sei in gara anche quest’anno”, avverte la Raffaele. “2018, 2019, ma è tutto uguale non è cambiato niente, navighiamo a vista”, commenta la Vanoni, che poi prova a prendersi la rivincita su Virginia: “Mi hai rovinato la vita facendomi passare per una rimbambita, una rincoglionita, una maniaca sessuale… Recedi, stai zitta! Quando sei andata da Carlo Conti a fare la mia imitazione, ho passato un anno di inferno! Tutti i tassisti mi chiedevano se fossi stata a Sanremo, sono andata in crisi di identità”.
Poi insieme Virginia e Ornella cantano ‘La gente e me’ di Caetano Veloso: tra un’incertezza più o meno voluta e un buco di memoria, il numero è irresistibile.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Rovazzi show, poi rende omaggio al papà
scatenata versione di ‘Faccio quello che voglio’
SANREMO08 febbraio 201900:47
– Si autodefinisce “distruttore artistico” del Festival, poi debutta all’Ariston come ospite con ‘Andiamo a comandare’: dopo aver condotto Sanremo Giovani insieme a Pippo Baudo, Fabio Rovazzi ‘profana’ il palco ed assiste alle dimissioni ironiche del direttore d’orchestra che dice di avere toccato il punto più basso della sua carriera.
“Troppo ignorante?”, si chiede poi prova a recitare il testo delle altre sue hit, da ‘Tutto molto interessante’ a ‘Volare’, facendone un mash-up, accompagnato da un violinista, prima di lanciarsi in una scatenata versione di ‘Faccio quello che voglio’ con la complicità vocale di Baglioni e l’incursione a sorpresa di Fausto Leali. Infine un momento commovente: un saluto al padre. “Caro Papà… – dice – Non so come contattarti ma Sanremo ha uno share così alto che molto probabilmente arriva fino a lassù. Beh volevo dirti che, in parte, tutto questo è anche colpa tua. E volevo salutarti, visto che l’ultima volta non ho fatto in tempo”, conclude.
Serena Rossi commuove, omaggio a Mimì’Era una grandissima artista, una grande donna’.
NREMO08 febbraio 201900:53
– Si preannunciava come uno dei momenti più intensi del festival è lo è stato: Almeno tu nell’universo, trent’anni dopo di nuovo sul palco dell’Ariston, nel commovente omaggio a Serena Rossi ha reso a Mia Martini. “Se pensavo a lei prima di conoscerla – ha detto l’attrice, che dà il volto all’artista nella fiction Io sono Mia, in onda il 12 febbraio su Rai1 – pensavo a un’ingiustizia, a una violenza, a una discriminazione. E invece era una grandissima artista, una grande donna. Stasera vorrei chiederle veramente scusa per tutto quello che le hanno fatto. Questo film è un atto d’amore per lei, per te Mimì!”.
Sanremo: classifica parziale 3/a serataSimone Cristicchi, Mahmood, Irama, Ultimo: zona blu
NREMO08 febbraio 201900:56
– Alla fine della terza serata, questa la classifica parziale sulla base del voto della sala stampa, che pesa per il 30%. Nella zona alta della classifica, quella blu, si sono piazzati: Simone Cristicchi, Mahmood, Irama, Ultimo; nella zona gialla, quella intermedia, Enrico Nigiotti, Motta, The Zen Circus, Francesco Renga; nella zona bassa, quella rossa, Anna Tatangelo, Nino D’Angelo e Livio Cori, Boomdabash, Patty Pravo con Briga.
A marzo torna La Gabbianella di d’AlòNel ’98 fu caso incassi, è il cartoon italiano più visto
07 febbraio 201916:48
– Ritorna sul grande schermo La gabbianella e il gatto di Enzo d’Alò, distribuito in sala da CG come evento speciale il 21, 22, 23, 24 Marzo. “La gabbianella e il gatto” nel Natale del 1998 tenne testa ai kolossal animati americani raggiungendo al Box Office la cifra record di oltre 20 Miliardi di Lire di incasso, diventando così il cartoon italiano più visto di sempre, amato in Italia e in tutto il mondo. La generazione di bambini che apprezzò il film quando uscì in Italia nel 1998, potrà rivederlo ed emozionarsi oggi come allora; mentre per i nuovi piccoli spettatori “La gabbianella e il gatto” sarà una sorpresa di cui innamorarsi per la prima volta. Ispirato al capolavoro best-seller di Luis Sepúlveda “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare” (Guanda Editore) il film, diretto dal maestro Enzo d’Alò e sceneggiato insieme a Umberto Marino, segnò un passo importante per l’animazione italiana, con un budget mai visto prima e un’accoglienza di pubblico straordinaria. [print-me title=”STAMPA”]