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Firenze, torna in S. Lorenzo tavola ‘400
Di artista ignoto raffigura Sant’Antonio Abate

FIRENZE06 febbraio 2019 14:22

– E’ tornata al suo posto nella Basilica di San Lorenzo, dopo un restauro durato quasi un anno, la tavola quattrocentesca con Sant’Antonio Abate. L’opera raffigura il santo in trono, tra San Lorenzo che regge le tenaglie che liberavano dalle manette i carcerati, e San Giuliano in veste di cavaliere con la spada. La tavola è attribuita a un ignoto pittore cosiddetto ‘Maestro del Tondo Borghese’. Il restauro è stato curato da Lucia Biondi e finanziato con il contributo di Friends of Florence. “E’ stato un restauro piuttosto lungo – ha spiegato Biondi – i problemi principali erano soprattutto un’infestazione da insetti del legno molto aggressiva e una fragilità del colore molto estesa”. Durante i lavori, ha raccontato, è emersa “una cosa curiosa: ai piedi di Sant’Antonio c’era un maiale o un cinghiale che l’artista stesso ha cancellato, abbiamo intuito che doveva esserci stata una seconda richiesta di dipingere una pace cioè un piccolo quadretto ai piedi del santo che poi è stata anch’essa rimossa”.
Codrione o pincherolo glossario LeonardoOltre 500 termini di anatomia raccolti in volume

VINCI (FIRENZE)06 febbraio 201915:05

– Il codrione, il pincherolo, la catena del ventricolo: sono solo alcuni degli oltre 500 termini di anatomia usati da Leonardo e tratti dai fogli della collezione reale di Windsor, raccolti ora nel ‘Glossario Leonardiano’. libro pubblicato dalla casa editrice Leo S.Olschki. Il volume, che fa parte della collana della Biblioteca Leonardiana ‘Studi e Documenti, vol.6′, “è frutto di uno studio durato anni e iniziato da Romano Nanni”, spiega Giuseppe Torchia, sindaco di Vinci dove il libro sarà presentato, sabato prossimo, alla Biblioteca Leonardiana, nell’ambito delle Celebrazioni per il 500 anni dalla morte del Genio.
Lo studio, si spiega, contribuisce ad arricchire la conoscenza del profilo di Leonardo. Ogni voce dà indicazioni sulla storia dei termini anatomici prima e dopo le ricerche del Vinciano. Per la prima volta rispetto agli studi che lo hanno preceduto, il glossario, si osserva ancora, “mette chiaramente in evidenza che Leonardo leggeva testi latini, in particolare le traduzioni latine di Galeno, e che se ne serviva per nutrire il suo discorso anatomico con parole recuperate dalla tradizione medica greco-latina: si vedano, per esempio, le voci allantoidea o animus. Se da un lato si coglie la tendenza vinciana a rispettare il lessico della tradizione anatomica che lo ha preceduto, dall’altro non mancano tentativi di nominare le parti del corpo che i medici precedenti non avevano studiato: egli utilizza infatti termini attinti dalla lingua comune, da regionalismi o di registro ancora più basso”.
Il libro, spiega l’assessore alla cultura di Vinci Paolo Santini, è il terzo volume del glossario leonardiano, “dopo la nomenclatura delle macchine dei codici di Madrid e Atlantico e la nomenclatura dell’ottica e della prospettiva nei codici di Francia”.

S.Cecilia, Franck, Thibaudet e RavelDirettore finlandese e il pianista francese nel Concerto in sol

06 febbraio 201915:14

– Mikko Franck, Direttore Ospite principale dell’ Orchestra dell’ Accademia Nazionale di Santa Cecilia, e il pianista francese Jean-Yves Thibaudet insieme per il Concerto in Sol di Maurice Ravel. Il maestro finlandese torna sul podio per la stagione sinfonica ceciliana giovedì 7 febbraio alle 19:30 all’ Auditorium Parco della Musica (repliche venerdì 8 alle 20:30 e sabato 9 alle 18) dopo l’ omaggio a Sibelius con la violinista Sol Gabetta nello scorso ottobre. In programma altre tre composizioni giovanili di Ravel per il Prix de Rome: La Nuit, L’Aurore et Tout est lumière, interpretate dal soprano Donika Mataj, artista del Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, e dal tenore Murat Can Güven, allievo di “Fabbrica” Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma. Infine, la Sinfonia in re del belga César Franck, uno dei capolavori del sinfonismo del secondo Ottocento.
Bisio, nessuna pressione ma tensione sìDe Santis, mai chiesti i testi, totale autonomia degli autori

SANREMO06 febbraio 201915:38

– “Non c’è stata nessuna pressione diretta, anche se avvertivo la tensione intorno”: Claudio Bisio risponde così, in conferenza stampa a Sanremo, a una domanda sulla richiesta di chiarimenti sul suo monologo di ieri sera – in particolare nel passaggio finale in cui si è rivolto alla Rai – avanzata da Michele Anzaldi (Pd) che si è chiesto se ci sia stata “trattativa politica”. Bisio parte da una premessa su Salvini, che ha augurato buona fortuna al festival pur sentendosi ‘non amato’: “Conosco Salvini, è una persona molto spiritosa. Ci siamo incontrati una sera a Porta a porta prima dell’uscita del film Benvenuti al Sud. Si dimostrò una persona intelligente, rise tantissimo, lanciò il film. Altri sono più realisti del re, lasciamoli fare”.Anzaldi, “non lo conosco”, aggiunge. “Ma sono onesto: ero teso per il monologo che è stato il più difficile della mia vita, volevo chiudere col sorriso, sentivo la pressione intorno”. La direttrice di Rai1 Teresa De Santis assicura: “gli autori hanno lavorato in autonomia”.

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Giulio Romano e la ‘stravagante maniera’
A ottobre a Mantova. Dal Louvre per la prima volta 72 disegni

06 febbraio 201916:26

– La novità assoluta del tratto, fondamentale all’elaborazione del linguaggio manierista; la stretta relazione tra i suoi disegni e gli ambienti reali; e poi il talento come architetto, e una feconda eredità lasciata a tanti artisti che a lui guardarono come un maestro. L’autunno del 2019 a Mantova sarà nel segno di Giulio Romano, grazie alla grande mostra-omaggio “Con nuova e stravagante maniera”, allestita dal 6 ottobre al 6 gennaio al Complesso Museale Palazzo Ducale. Un progetto ambizioso e di grande rigore scientifico, che ha l’obiettivo di restituire a 360° la figura dell’artista, il più importante allievo di Raffaello, capace di esprimersi con grande poliedricità nell’architettura e nella pittura, negli arazzi e nell’oreficeria, trovando nel disegno un comune denominatore. La mostra inaugura anche la collaborazione con il Louvre e il Département des Arts Graphiques, che per la prima volta concederà dal suo fondo di disegni dell’artista un eccezionale nucleo di 72 fogli.
Baudo a Baglioni: “Infischiatene”Assomusica consegna al presentatore Premio speciale David Zard

SANREMO06 febbraio 201918:02

– “Il mio consiglio a Baglioni? Di infischiarsene di tutto e andare avanti tranquillo. Non c’è niente che possa ostacolargli il percorso”: parola di Pippo Baudo, decano del Festival, a Sanremo per il ritorno all’Ariston come ospite della seconda serata. Al presentatore è stato conferito il Premio speciale David Zard, ad un anno dalla scomparsa del produttore e promoter di spettacoli dal vivo.
Assomusica ha deciso di consegnare il riconoscimento a Pippo Baudo, “vera e propria leggenda della televisione italiana – si legge nella motivazione – e personalità tra le più importanti e influenti nel mondo dello spettacolo”. A consegnargli il premio il figlio di Zard, Clemente, e il Presidente di Assomusica Vincenzo Spera nella sala stampa dell’Ariston, dove Baudo è stato accolto dagli applausi e dall’affetto dei giornalisti.
Baudo è stato scelto anche “per la sua rilevante attività di talent scout e per aver contribuito alla scoperta e alla valorizzazione di tante stelle del panorama musicale italiano”.
A Castello Rivoli, da Warhol a AncaraniRicco cartellone di mostre con inaugurazione Collezione Cerruti

TORINO06 febbraio 201919:06

– Il Castello di Rivoli-Museo di Arte Contemporanea ha messo a punto un ricco cartellone di mostre per il 2019, anno che dal 4 maggio celebra l’inserimento nella sua offerta permanente della Collezione Cerruti, oltre 300 opere raccolte da Francesco Federico Cerruti, una delle collezioni private più importanti al mondo.
Oltre alla mostra in corso, fino al 30 giugno, ‘La città dalle finestre rotte’ di Hito Steyerl, dedicata a indagare l’apprendimento dei rumori da parte dell’intelligenza artificiale, sono in programma mostre dedicate a Andy Warhol (anteprima di due opere della collezione Cerruti, Madame Rochas e The Poet and His Muse), al celebre curatore svizzero Harald Szeemann, e all’artista albanese Anri Sala, entrambe dal 26 febbraio a fine maggio. In autunno è la volta di Yuri Ancarani, autore di un film girato al carcere San Vittore di Milano, dell’ iracheno Michael Rakowitz e di Pedro Neves Marques, vincitore del premio Illy Present Future ad Artissima 2018.

Gualazzini, l’Africa nel suo dolore e resilienzaIn Resilient, primo libro del fotografo con reportage 2009-2018

06 febbraio 201919:50

– Donne stuprate in Congo, madri che piangono i loro figli, bambini che giocano sul relitto di un bombardiere in Sudan, miliziani del Mali che si addestrano. Entra nel dolore ma mostra anche come si possa resistere positivamente a un trauma il fotografo Marco Gualazzini, autore di numerosi reportage in Africa. Trentotto foto realizzate fra il 2009 e il 2018, accompagnate da testi, sono state raccolte in ‘Resilient’, il suo primo libro, che esce per Contrasto in edizione in italiano e inglese, con la prefazione di Domenico Quirico e la postfazione di Gianluigi Colin. E sono anche in mostra, fino al 24 marzo, a Forma Meravigli a Milano.”Il fotogiornalismo mette in contatto noi con il mondo che vive la guerra, la carestia, gli stupri. Si crea un ponte. Questa è la base delle mie foto” spiega all’ANSA Gualazzini, 43 anni che guarda al fotogiornalismo classico, ad autori molto attenti alla luce, alla composizione fra i quali cita Sebastiao Salgado e James Nachtwey. “Guardo in modo maniacale alla composizione. Da quando ho iniziato a fotografare, il fotogiornalismo è morto. L’avvento dell’era digitale, i cellulari, Instagram che fagocita immagini hanno reso più difficile da gestire la mia professione” racconta. Basti pensare che “nel 2015 Instagram ha festeggiato i primi 5 miliardi di fotografie condivise sui social di cui un terzo sono sul cibo che mangiamo, un terzo sono di gattini e un terzo sono selfie. Cosa rappresenta questo tipo di fotografia? Racconta in modo molto lucido una sterilità culturale che la nostra epoca sta attraversando” dice Gualazzini. E in questo contesto si inserisce il suo modo di fotografare e “quello dei colleghi – dice – che come me fanno reportage. Non tanto come forma, io attingo al reportage classico, ma come contenuto la nostra diventa una fotografia punk, di protesta nei confronti di una società nella quale magari non ci rispecchiamo completamente. Una società troppo consumistica, basata apparentemente su valori troppo effimeri dove le immagini vengono fagocitate. Il mio è un approccio più lento, che richiede una riflessione più profonda” sottolinea.Per Gualazzini che ha realizzato anche reportage sulla microfinanza in India, sulla libertà d’espressione in Myanmar, sulla discriminazione delle minoranze in Pakistan e ha ideato e partecipato alla realizzazione di un documentario per la RAI sul sistema delle caste in India, premiato per la “miglior fotografia” al Al- Jazeera International Documentary Film Festival, e ha diretto un documentario sul tema dello stupro come arma di guerra in Congo, è fondamentale entrare in relazione con i soggetti che fotografa. “Miro a ritornare tante volte e il più possibile negli stessi posti. Sono stato 4 volte in Somalia, dove ci sono grandi problemi di sicurezza; 5-6 volte in Congo dove ho creato dei legami profondi, che coltivo. Più avanti vado e più mi rendo conto che è un dovere morale tornare una volta raccontata la storia delle persone che ho incontrato. Non si può entrare nella loro vita nel frangente dell’emergenza e poi andarsene, portare la storia in Italia e darsi una scrollata di spalle. Entrando nel dolore degli altri hai bisogno di qualcuno che ti apra le porte, che ti accolga. Perchè dovrebbero accettare di far entrare una macchina fotografica nella loro intimità? Diventa un impegno civile” racconta.In Somalia è stato più difficile creare questo coinvolgimento: “li è necessaria la scorta, puoi stare sul terreno al massimo tra i 10 e i 15 minuti perchè c’è il rischio di essere rapiti” spiega. Ma accanto a tanto dolore c’è la capacità di fronteggiare gli eventi più traumatici come nella foto che ritrae il Lido di Mogadiscio nel 2017, pieno di gente sullo sfondo, con una donna in primo piano totalmente coperta, di cui si vedono appena gli occhi e la mano e accanto un’altra che tiene un telefonino. “Ci ho messo due anni per scattare questa foto. E’ la parafrasi visiva di quel titolo di Enzo Nucci ‘Le ragazze di Mogadiscio vanno al mare’. Se non c’è speranza, se non c’è resilienza è tutto vano” dice convinto Gualazzini.

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Celentano indisposto, stop Adrian
La serie non andrà in onda per almeno due settimane

06 febbraio 201919:51

“Adriano Celentano, a causa di un malanno di stagione, non potrà dirigere “Aspettando Adrian” e “Adrian la serie” per almeno due settimane, così come prescritto dai medici curanti. Durante questo periodo “Aspettando Adrian” e “Adrian la serie” non andranno in onda”. Lo comunicano Clan e Mediaset.
Alita, angelica cyborg guerrieraDal 14/2 in sala film cyberpunk di Rodriguez prodotto da Cameron

06 febbraio 201921:07

-Ci sono voluti quasi 20 anni, ma alla fine ha preso forma il sogno di James Cameron di adattare per il grande schermo il manga cyberpunk cult di Yukito Kishiro, Gunnm (titolo cambiato, per motivi fonetici, nell’edizione Usa dei comics, in Alita Battle Angel). Il cineasta, preso negli anni dall’impegno monstre di Avatar e dei suoi sequel, ha deciso di continuare a curare il progetto da produttore e cosceneggiatore, passando la regia a Robert Rodriguez. Mescolando nella versione cinematografica, live action, 3D e performance capture, Alita: Angelo della battaglia, al debutto in sala sia in Usa che in Italia il 14 febbraio con 20th Century Fox, propone la letale quanto ‘umana’ cyborg guerriera dai grandi occhi e senza memoria che torna alla vita nel 26/o secolo, con il volto di Rosa Salazar, e un cast che comprende anche Christoph Waltz, Jennifer Connelly, Mahershala Ali e Ed Skrein. Rodriguez, che da sempre ama sperimentare i generi, ha avuto a disposizione un budget tra i 150 e i 200 milioni di dollari, per creare un’avventura fantascientifica epica, ambientata nella cupa megalopoli/discarica Città di Ferro, abitata da umani e cyborg che si barcamenano fra traffici illegali, regole da infrangere e leggi marziali. Dall’universale la dimensione diventa intima con l’incontro in un deposito di rottami, fra il medico dei cyborg Dyson Ido (Waltz) e quello che resta di Alita, ragazza cyborg (il suo cervello umano è stato impiantato in un corpo robotico, ormai semidistrutto). Come un Geppetto hitech Ido, che una figlia vera l’ha persa, fa di Alita, rimasta senza memoria, una figlia adottiva, dandogli un nuovo corpo e sperando di sottrarla al mondo disumano in cui vive. Impresa impossibile, visto che la giovane cyborg, che è rimasta in stasi per oltre 300 anni, è l’ultima letale ‘arma’ berserker, reduce da una guerra lontana. Letale nel combattimento quanto generosa e ‘umana’ nel rapporto con chi la circonda, trova l’amore nell’umano ‘smembracyborg’ Hugo (Keean Johnson), ma deve anche affrontare una sfilza di nemici: dai ‘colleghi’ semirobot cacciatori di taglie agli implacabili giocatori di motorball, sport violentissimo ad alta velocità (a doppiare le cronache delle gare nella versione italiana c’è Guido Meda). Una guerra che ha un burattinaio: lo spietato Nova (a interpretarlo c’è un attore che il pubblico scopre alla fine), che comanda su tutti dalla ricca città sospesa Salem. “Mi piace molto Alita perché è assolutamente senza paura, ed è molto interessante scrivere di un personaggio così – ha detto Cameron – Il suo motto è ‘io non mi fermerò in presenza del male’. Non può non agire, quando è di fronte alle ingiustizie”. Al tempo stesso “è un personaggio difficile da scrivere perché devi trovarle delle vulnerabilità e le sue sono legate alle persone che ama. Non ha paura per se’ ma per chi ama”. Hollywood finora non ha avuto fortuna con gli adattamenti live action di manga e anime (tra gli ultimi poco fortunati tentativi, Ghost in the shell con Scarlett Johansson), ma Rodriguez si muove nella direzione giusta, riuscendo quasi sempre a mantenere tanto il ritmo adrenalinico della storia quanto lo spessore emotivo e la complessità dei personaggi. Il film lascia spazio a un eventuale seguito: sia Cameron che Rodriguez hanno già detto di essere pronti a proseguire la saga, sempre che questo primo capitolo piaccia al pubblico.

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Patty Pravo, a Sanremo da outsider
In gara con Briga, “perché non ospite? chiedete a organizzatori”

SANREMO06 febbraio 201920:15

– Impossibile non amarla. Nel bene e nel male, con i suoi eccessi, con la sua apparente follia, con la sua bravura innegabile, con il suo charme da star di altri tempi. Patty Pravo non partecipa al festival di Sanremo. Patty Pravo “è” il festival di Sanremo. “Sono tornata ancora una volta – dice, non rinunciando a togliersi gli occhiali neri se non per qualche attimo – perché mi hanno fatto notare che ne avevo fatti nove. Allora ho detto: facciamo il decimo e non se ne parli più.
Poi, mai dire mai”. A chi le chiede perché sia in gara e non ospite come meriterebbe con una carriera come la sua, lei risponde serafica: “Datevela voi la risposta di come mai ci sono altri e io no. Chiedetelo a chi organizza il festival. Comunque io non ho mai pensato di vincere, sono una outsider”. Per questo ritorno, ha scelto il brano Un po’ come la vita e come compagno di viaggio il giovane Briga. “L’ho preso perché è un ottimo poeta e sa cantare bene e con me non è facile farlo”

Amoroso, a Sanremo per 10 anni carrieraDomani ospite all’Ariston, “Baglioni? E’ come la mia famiglia”

SANREMO06 febbraio 201920:30

– “Io e Claudio Baglioni? Per me c’è sempre stato. Lo sento come uno di famiglia”. E per questo Alessandra Amoroso ha detto sì all’invito che il direttore artistico del festival di Sanremo le ha fatto arrivare per partecipare come ospite. Occasione ghiotta per festeggiare anche i suoi primi 10 anni di carriera. “Già dieci… Non so come li ho vissuti. All’inizio non ho avuto molto tempo per capire ciò che stava succedendo – racconta-. Sto elaborando ora. A volte mi guardo indietro e penso: cavolo già dieci anni? A volte, invece, con la stanchezza, mi sembra che siano 20”. Giovedì sul palco dell’Ariston, dove non è mai stata in gara, canterà l’ultimo singolo “Dalla tua parte”, estratto dall’album “10”, uscito nell’ottobre scorso. Poi sarà la volta di un duetto con il padrone di casa. “Ci siamo conosciuti a Lecce, quando dopo la vittoria ad Amici è stato organizzato un concerto a Lecce. Da lì si è creata un’alchimia bella, che è continuata nel tempo. Il consiglio che mi ha sempre dato? Essere me stessa”.
Tanta natura da salvare nei Luoghi del cuore Fai Sul podio Monte Pisano, fiume Oreto e vecchie terme di Porretta

06 febbraio 201921:11

– C’è tanta natura, oltre a chiese, edifici, borghi e botteghe storiche, nel nono censimento de “I luoghi del cuore” del Fai votati tra maggio e novembre 2018 da 2.227.847 italiani, +41,6% rispetto all’ottava edizione e +9100% rispetto alla prima edizione del 2003, quando l’iniziativa di Fondo Ambiente Italiano e Intesa Sanpaolo raccolse 24.200 voti. La mappa dei luoghi del cuore del Fai compone un catalogo delle bellezze naturali e architettoniche a cui gli italiani non intendono rinunciare. Il Monte Pisano di Calci e Vicopisano (Pisa), andato in fumo nel rogo probabilmente doloso dello scorso settembre, e il fiume Oreto a Palermo conquistano il podio – rispettivamente con 114.670 e 83.138 voti – insieme al vecchio stabilimento termale liberty di Porretta Terme, sui colli bolognesi, che si aggiudica il terzo posto. Seguono il Santuario Madonna della Cornabusa di Sant’Ombono Terme (Bergamo) – quarto in classifica nazionale e primo dei più votati in Lombardia – e il piccolo borgo di Rasiglia (Perugia) dove i soli 17 abitanti sono riusciti a raccogliere 32.120 voti per il sito archeologico industriale con vecchi lanifici, opifici e tintorie. I luoghi del cuore “sono come grida di dolore di cittadini che si sono visti portare via, ad esempio, una montagna intera o un fiume inquinato”, ha detto il vicepresidente del Fai Marco Magnifico durante la presentazione dei dati a Milano. Come grida di dolore sono altri gioielli italiani colpiti da disastri, emergenze e calamità che hanno conquistato un posto in classifica: è il caso ad esempio del Parco della Rimembranza a Napoli (al nono posto con 23.563 voti), chiuso lo scorso ottobre dopo una bufera di vento che ne aveva sradicato decine di alberi, o del “canyon” veneto di Serrai di Sottoguda (Belluno) distrutto da piogge e frane, o della chiesa di San Salvatore a Campi di Norcia (Peugia) ferita dal terremoto. Tra i primi 100 classificati, anche diversi ‘luoghi d’acqua’ sia dolce, come il Lago d’Orta in provincia di Novara e quello di Monticchio in Basilicata, le sorgenti liguri del Fizzo e i canali di Bologna, sia salata tra cui il trabocco Turchino di Chieti e le saline joniche di Montebello Ionico in Calabria. I primi tre classificati riceveranno un contributo rispettivamente di 50mila, 40mila e 30mila euro da investire in un progetto di valorizzazione. Il Fai si farà inoltre portavoce di tutte le segnalazioni ricevute sensibilizzando sindaci e governatori. E proprio alle Regioni il presidente del Fai Andrea Carandini ha lanciato una proposta: “Stanziare una cifra pari ai voti raccolti dal luogo più votato in regione da destinare ad un progetto concreto. Ad esempio, ad oggi la cifra totale dei voti dei primi classificati in ogni regione sarebbe pari a 542mila euro. E’ un appello alle Regioni – ha spiegato Carandini – che renderebbe il rapporto tra cittadini, luoghi e istituzioni un patto concreto e lungimirante, che è l’aspetto più carente oggi nella politica italiana”.

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Baglioni-Bisio la punteggiatura fonetica
La somiglianza tra le canzoni e la poesia

SANREMO06 febbraio 201921:35

– Lo sketch sulla ‘punteggiatura fonetica’ dimostra che Claudio Baglioni e Claudio Bisio sono entrati stasera nello spirito giusto del festival. Lo spunto è la somiglianza tra le canzoni e la poesia “che non ha i brutti segnetti della punteggiatura”, spiega Baglioni.
“Ma per noi gente normale – replica Bisio – è fondamentale. Ho provato ad applicarla alle tue canzoni”. Tocca così a Signora Lia, che Baglioni canta accompagnandola con i vistosi gesti suggeriti da Bisio per ‘sonorizzare’ la punteggiatura, poi ecco Bisio intonare Porta Portese. Il finale è un duetto sulle note di Tu come stai, con lo ‘spot’ di Bisio per il nuovo cofanetto di Baglioni: “E’ appena uscito, ma non compratelo, perché fra poco uscirà la versione con la punteggiatura”.
Virginia, due cuoricini sull’abitoPoi finalmente fa se stessa, traducendo il regolamento

NREMO06 febbraio 201921:37

– Elegante nell’abito lungo nero, con scollatura profonda sulla schiena, Virginia Raffaele mostra sul palco dell’Ariston i due cuoricini ricamati e trafitti dalla freccia dell’amore, “sono per i miei due Claudi”, dice, Baglioni e Bisio. Bisio ironizza sulla giacca di Baglioni dai revers luccicanti (“Non te ne innamorare – dice il direttore artistico – la sto ancora pagando”), poi rivela che ieri il festival è stato trending topic perfino in Norvegia (“Cos’è ‘na malattia? ‘Na ginnastica nuova?”, chiede Baglioni) e legge il regolamento che la Raffaele, che finalmente ‘scioglie’ le sue capacità di improvvisazione, traduce in varie lingue, cinese, spagnolo e romanesco.
Rigoletto di Turturro in scena a TorinoAl Regio l’opera con la regia dell’americano, repliche sold out

TORINO06 febbraio 201921:37

– Al Teatro Regio di Torino va in scena questa sera una degli spettacoli più attesi della stagione lirica, il ‘Rigoletto’ con la regia di John Turturro. Sul podio Renato Palumbo. Per il grande regista americano è la prima regia lirica, coprodotta dal Regio di Torino, Massimo di Palermo (dove è andata in scena lo scorso ottobre) Shaanxi Opera House e Opera Royal de Wallonie. Repliche sold out fino al 17 febbraio Ad applaudire il lavoro, fin dalle prime scene, c’era anche, Renzo Levi, figlio di Primo Levi, autore che Turturro venne a studiare a Torino per interpretare uno dei suoi film più importanti, ‘La tregua’, girato da Francesco Rosi nel ’97. Tra il pubblico, anche Sergio di Jugoslavia, il direttore di Reale Mutua, partner del Regio, Luca Filippone, e il rettore dell’Università di Torino Gianmaria Ajani. Nel cast Carlos Alvarez (Rigoletto), Ruth Iniesta (Gilda) e Stefan Pop nel ruolo del Duca di Mantova, colui che canta una delle arie più note del repertorio italiano ‘La donna è mobile’.

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Arisa sbaglia durante l’esecuzione
Poi conclude tra gli applausi la sua “Mi sento Bene”

NREMO06 febbraio 201921:47

– Momento di difficoltà per Arisa.
Durante la sua esecuzione sbaglia e si innervosisce. Gesto di stizza della cantante che però riesce a rientrare subito in palla e a concludere tra gli applausi la sua “Mi sento Bene”.
Ironia di Bisio sui social, ‘rileggete”Elite? Ma non sono laureato…’

SANREMO06 febbraio 201921:52

– Le critiche per la giacca lurex di ieri sera (“Giuro che non è stato maltrattato nessun divano”) sono lo spunto per Claudio Bisio per una critica – seppur ironica – ai social. “Mi hanno detto che devo rispondere alle critiche perché elite e popolo devono dialogare. Elite? Ma non sono laureato e non so distinguere le forchette da pesce e dico le parolacce”. Poi legge un paio di tweet, “a me interista non l’ha mai detto nessuno”, e un altro sgrammaticato: “Teresa, ti voglio già un po’ bene – dice Bisio rivolgendosi all’autrice – ma rileggi sempre prima di mandare in rete”.
Standing ovation per Fiorella Mannoia”Personale”, e poi in duetto con Claudio Baglioni

SANREMO06 febbraio 201921:59

– All’Ariston arrivano la grazia e la classe di Fiorella Mannoia. Elegante nel suo completo giacca e pantaloni nero damascato, la rossa cantante ha prima intonato Il peso del coraggio, il nuovo singolo che anticipa l’uscita in primavera dell’album “Personale”, e poi in duetto con Claudio Baglioni, che l’accompagna con la chitarra, il suo cavallo di battaglia Quello che le donne non dicono. Emozione in platea che prima le tributa un lungo applauso e poi, alla fine dell’esibizione, una meritata standing ovation.
Standing ovation per Pippo Baudo’Come si fa a rinunciare a questo affetto?’

SANREMO06 febbraio 201922:36

– Ariston tutto in piedi per Pippo Baudo che fa la sua comparsa lampo al festival di Sanremo. “Quando mi chiedono perché hai questa voglia di apparire? Io rispondo: come si fa a rinunciare a questo affetto? a questo abbraccio? Non si può”, dice il Pippo nazionale che scherzando aggiunge: “a Sanremo io ho un certificato di residenza senza scadenza. E quando inizia il festival, sono come E.T.: festival-casa”, citando il celebre film.
Sulle note di “Il mio tipo ideale”, Baudo esce sotto braccio con Virginia Raffaele.
Bisio ritrova Michelle, lega dell’amoreUn numero di musica e canto, sul filo della satira politica

SANREMO06 febbraio 201922:44

– Claudio Bisio ritrova Michelle Hunziker, 16 anni dopo Zelig, e sul palco dell’Ariston è show: dopo la gag al telefono – in cui l’attore finge che la showgirl è a letto ammalata – lei scende raggiante la scala, bustier nero laminato e gonna ampia e maestosa – per scatenarsi con Bisio in un numero di musica e canto, sul filo della satira politica. Il medley, che spazia da Grease al tango, ha come tema la creazione “di una forza partitica che rinnovi la politica grazie all’amore”, “una lega dell’amore finanziata coi baci e con i sentimenti”, che “come simbolo ha il cuore della mamma” e “lo statuto di una sola riga: gioia, fratellanza, cuore, amore, mamma t’amo e nulla più”.
Tutti in piedi. Loredana Bertè, “vi amo”Unica cantante in gara a meritare il tributo dell’Ariston

SANREMO06 febbraio 201923:29

– Standing ovation, stasera, anche per Loredana Bertè, unica cantante in gara al Festival di Sanremo a meritare il tributo del teatro Ariston. Lei ringrazia: “Vi amo”.

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Virginia sontuosa in rosso
Parodia di Habanera. Poi si esibisce fischiando. Da applauso.

SANREMO06 febbraio 201923:38

– Strepitoso numero di Virginia Raffaele sul palco dell’Ariston: in un monumentale abito di seta rosso fiammante, esaltato da un drappeggio che le sottolinea il punto vita, si presenta in scena per cantare Habanera, dalla Carmen di Bizet, ma poi dimentica le parole. Recupera a fatica il foglio accartocciato con il testo, ma quando si accorge che non è quello dell’opera di Bizet, ma è l’onnipresente passerotto di Baglioni, si esibisce semplicemente fischiando. Da applausi.         [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 10:28 DI MARTEDì 05 FEBBRAIO 2019

ALLE 14:22 DI MERCOLEDì 06 FEBBRAIO 2019

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Scala: applausi Gergiev con la Mariinsky
Ospiti nella stagione concertistica della Filarmonica 05 Febbraio 2019 10:28

– Valery Gergiev è di casa alla Filarmonica della Scala, di cui è stato anche nominato socio onorario. E lo ha confermato ieri sera nel concerto in cui ha diretto la ‘sua’ Mariinsky orchestra. E’ infatti tradizione della Filarmonica dare spazio nella propria stagione a un’orchestra ospite e quest’anno è toccato alla compagine di San Pietroburgo.
Il concerto, con un programma di brani il cui filo rosso è l’apertura alle altre arti dalla danza alla pittura, si è aperto con il Prélude à L’après-midi d’un faune di Claude Debussy seguito dal romanticismo dell’Italiana di Mendelssohn. Alla ripresa è poi toccato ai Quadri da un’esposizione di Mussorgsky-Ravel, che a Milano negli ultimi mesi sono stati suonati dall’orchestra Verdi e dalla stessa Filarmonica, che lo ha anche portati in tournée. Un esecuzione potente quella della Mariinsky, che ha portato il pubblico nella Russia di Mussorgksy, prima di concedere fra gli applausi un bis tutto italiano con l’ouverture della Forza del destino di Verdi.
Nasce il Foglio innovazione per non avere paura del futuroIn edicola ogni 1/o martedì del mese, guida ottimista per futuro

05 febbraio 201910:51

“Basta aver paura del futuro”. A partire dal 5 febbraio, e ogni primo martedì del mese, c’è una novità in edicola allegata con il Foglio: il Foglio innovazione, un mensile per non avere paura del futuro. Il Foglio parlerà della grande rivoluzione tecnologica in corso con uno sguardo non pessimista ma ottimista per dare ai lettori strumenti utili per comprendere cosa succede nel mondo dell’innovazione. Gli algoritmi non vanno temuti, ma governati.
Le eccellenze, piccole e grandi, vanno promosse. Il Foglio Innovazione sarà una guida ottimista per il futuro, se si vuole sapere meglio degli altri quali saranno i prossimi trend, le startup da tenere d’occhio, le innovazioni più rilevanti – e soprattutto le persone: farà conoscere ai lettori gli imprenditori più promettenti di ogni campo dell’industria, quelli non famosi ma che lo diventeranno. Come sarà il Foglio Innovazione? Su tutti i numeri ci sarà una copertina monografica dedicata a un tema di respiro ampio, che sarà una bussola per capire dove sta andando il mondo dell’innovazione. Ci sarà una pagina dedicata a un ritratto, che sia di un imprenditore o di un’azienda, e non saranno sempre i soliti. Sarà presente una pagina di recensioni fuori dal comune: i prodotti saranno provati direttamente dalle firme del Foglio, che daranno opinioni meno tecniche e più pragmatiche. E poi un’ampia sezione di segnalazioni, che non si limiterà ai libri.
Ogni mese saranno segnalati eventi, mostre, documentari, cose che escono su Netflix, video su YouTube. Alcune pagine saranno dedicate al reportage – perché sì, si può fare reportage sull’innovazione – e alle storie tech che arrivano dal mondo. I professionisti del pessimismo vogliono trasformare il futuro in un incubo. Il Foglio invece vuole ricordare che il progresso e l’innovazione non sono il simbolo della paura: sono il simbolo delle opportunità.
Mostre: Giorno e Guadagnino a You got to burn to shineDa 5/2 alla Gnam anche personale su fotografa Marina Malabotti

05 febbraio 201911:13

”God is man made”. ”Life is a killer”. E ancora, ”Bad news is always true”. ”The world just make me laugh”. Poeta, performer, attore, artista visivo della Beat Generation capace di lavorare con ogni mezzo, a 82 primavere è John Giorno in persona a inaugurare You Got to Burn to Shine, mostra collettiva (intitolata come una sua celebre raccolta), che fino al 7 aprile porta alla Galleria Nazionale d’arte moderna e contemporanea di Roma alcune delle sue celebri scritte su tele insieme a una selezione di artisti, tutti accumunati da una tensione verso la sperimentazione linguistica e la ridefinizione estetica nell’epoca post-ideologica. Un viaggio, a cura di Teresa Macrì, che mette insieme generazioni, linguaggi e mezzi diversi, in una comune presa di posizione e di dissenso verso le convenzioni della realtà e, utopicamente, l’ideazione di spazi in cui re-immaginare il mondo. Ecco allora i giocattoli in CeMento di Elena Bellantoni, sul tema dell’infanzia negata, del mare, del paese che affonda, o i grandi pannelli in protesta dei Drawings di Kristof Kintera.
E ancora Fiamma Montezemolo, Luca Vitone, Sislej Xhafa, Roberto Fassone fino a ‘Piu forte del lampo al magnesio, la luce interiore’, enigmatico monolite realizzato dal regista Luca Guadagnino.
”Con il mio compagno per 10 anni abbiamo cercato di capire come si possa mettere in mostra un lavoro letterario”, racconta John Giorno, che tra le sue molte collaborazioni conta anche Andy Wharol e Allen Ginsberg. Questa volta a Roma porta il celebre Dial-a-Poem, servizio telefonico in cui ascoltare poemi a richiesta, e una selezione di quel ”corpus di 45” celebri frasi già esposte a Zurigo e Parigi. ”Qui il risultato è mirabile – si complimenta – ho quasi una cappella al piano di sotto e una passeggiata d’arcobaleno al piano di sopra”. Poi una lunga dichiarazione d’amore per Roma. ”La prima volta l’ho conosciuta nel 1958, seguendo una cantante jazz – dice – Era l’anno della Dolce Vita di Fellini ed io ero lì, a due passi da via Veneto. Sono stato anche al Festival di Castel Porziano, uno dei più grandi cui abbia partecipato in vita mia”. Ma fino al 31 marzo la Galleria Nazionale presenta anche Marina Malabotti fotografa. Uno sguardo pubblico e privato, personale curata da Giacomo Daniele Fragapane con alcuni dei lavori foto-etnografici e l’inedito reportage realizzato dalla fotografa nel 1981 su un anno di eventi alla Gnam. ”Un incarico di cui non sapevamo nulla neanche noi, avuto dopo il successo della sua mostra Imago Mortis – racconta Claudia Palma, direttore dell’Archivio Bioiconografico della Galleria – Su indicazione del marito, l’antropologo Francesco Faeta, abbiamo ritrovato la lettera d’incarico, mentre lui aveva in archivio oltre 1.600 provini”. Così, accanto a lavori noti della Malabotti come Le metamorfosi del tempo e il pionieritisco Il futuro delle bambine, in mostra scorre anche la vita del museo nel 1981, tra la mostra su Michael Graves (e il ‘caso’ dell’operaio Ranucci che tentava sempre di esporre anche una sua opera), i laboratori e l’inaugurazione del Museo Manzù assegnato alla Galleria alla presenza di Enrico Berlinguer, Renato Guttuso e del presidente Sandro Pertini. ”La Galleria – commenta la direttrice Cristiana Collu – è stata istituita come galleria d’arte moderna e contemporanea. Una vocazione che può essere stata appannata qualche volta, ma che non è mai morta in 110 anni. Sono certa che la gente verrà per vedere una mostra e scoprirà anche l’altra”.

Mostre: il gioco cavalleresco a BolognaLa Pinacoteca Nazionale conserva una raccolta di 114 disegni

BOLOGNA05 febbraio 201912:39

– ‘Il gioco cavalleresco nella Bologna del Seicento’ è il tema della mostra, curata da Mario Scalini ed Elena Rossoni, che la Pinacoteca Nazionale di Bologna propone dal 6 febbraio al 31 marzo. Eredi della cultura cavalleresca medioevale, giochi e tornei conobbero una grande diffusione nelle corti italiane rinascimentali, inclusa Bologna che, pur non essendo sede di principato, era la seconda città della Stato della Chiesa. Di quel mondo, spesso fantasmagorico in epoca barocca, sono rimasti molti documenti e testimonianze scritte ma poche visive che possano fare toccare con mano quell’universo fatto di apparati effimeri, costumi, scenografie, musiche, effetti speciali e a cui partecipavano, per diletto degli invitati, i principali Cavalieri delle famiglie nobili della città.
La Pinacoteca Nazionale di Bologna conserva una raccolta di 114 disegni per cimieri piumati e barde da cavallo riconducibili a quelle occorrenze, un variegato repertorio correlato ai giochi-rappresentazioni che si svolgevano in città. Tra questi spiccano le giostre del febbraio e del marzo 1628, la cui memoria è stata assegnata alla pubblicazione di due volumetti, la Montagna fulminata e l’Amore prigioniero in Delo, quest’ultimo illustrato con incisioni di Giovanni Battista Coriolano. A corredo di questo repertorio di disegni e di stampe sono esposti in mostra due elmi e un busto del Museo Nazionale di Ravenna, oltre a due grandi tele provenienti dal Conservatorio del Baraccano raffiguranti la Giostra di barriera a piedi e la Giostra di campo aperto a cavallo riferite al pittore, allievo dei Carracci, Francesco Brizio.

A Festival Brescia Bergamo big e prodigiTema della 56ma edizione ‘Musica velata – Schumann e Brahms’

febbraio 201912:46

– ‘Musica velata – Schumann e Brahms’ è il titolo scelto per la 56ma edizione del festival pianistico internazionale di Brescia e Bergamo, che in due mesi, a partire dal 15 aprile, prevede cinquanta concerti con alcuni dei pianisti più famosi al mondo e con giovani di grande talento.
Fra i debutti del 2019, figura quello di Alexandra Dovgan, che a 11 anni si è già esibita con l’orchestra Mariinsky diretta da Valery Gergiev. Per lei quello del 17 maggio al festival sarà il primo recital in Italia. Debutto italiano anche per il sedicenne Ivan Bessonov. Il cartellone, aperto dalla Basel Symphony Orchestra con Ein Deutsches Requiem di Brahms, include l’esibizione della Royal Philharmonic Opera diretta da Pier Carlo Orizio, direttore artistico del festival, con il pianista Alexander Romanovsky, la Budapest Festival Orchestra guidata da Ivan Fischer e l’esibizione di solisti di grido come Arcadi Volodos, Grigory Sokolov e per la prima volta Stefano Bollani (il 16 maggio a Bergamo con la Filarmonica di Bologna).
L’eredità, un dramma famigliareRomanzesca storia di Ludina Barzini di tre donne e un secolo

05 febbraio 201913:18

– LUDINA BARZINI, ”L’EREDITA”’ (BOMPIANI, pp. 340 – 15,00 euro) – Un romanzo di quelli che prendono perché la loro sostanza è data dalle tante storie personali assieme a quelle di almeno un secolo di vita del nostro paese, e tutto con molti personaggi, tanti che ci sono tre pagine all’inizio per ricordarli e riassumerli, coinvolti in una serie di vicende, di momenti belli e brutti, di intrighi sino al lieto fine sulle note trionfali di Beethoven, che ricordano il fascino di tanta grande narrativa ottocentesca.    Protagoniste sono tre donne che si battono contro convenzioni e pregiudizi antichi e moderni, ognuna per la propria autonomia e indipendenza, legando al tema di fondo, quello del titolo, l’eredità, che è sentito e comune, che si lega automaticamente a storie aspre, a contese infinite, a lotte tra soprusi e gesti di generosità, con famiglie che si sfasciano davanti a patrimoni da dividere, tanto più questi sono ingenti come quello dei Bagnasco, famiglia della grande borghesia genovese che abitava al piano nobile del cinquecentesco palazzo appartenuto un tempo ai Cattaneo della Volta.    Nel salone c’è sul soffitto un affresco con Diana e Endimione di cui si parla sin dalla prima pagina, visto che la giovane Rosa e il suo amato Filippo si identificano giocosamente e teneramente nei due personaggi mitologici, e la pittura, l’arte sono una sorta di filo rosso di questo lungo racconto, con dipinti che portano le firme di Botticelli come del Beato Angelico, al cui centro del resto è una Madonna di Raffaello col manto rosso e gli occhi dolci e sereni, che viene passata di madre in figlia come pegno e augurio d’amore. Un emblema che a un certo punto sparisce e rende anche gialla la trama di questo dramma famigliare lungo tre generazioni, costruita particolare dopo particolare come una grande progetto urbanistico dell’ingegner Camillo, padre di Rosa, perché il lettore non si perda in tanta foga romanzesca.    C’è appunto Rosa, lasciando da parte sua madre Maria Teresa, poi sua figlia Isabella e infine sua nipote Livia, che sanno bene come barcamenarsi, restare a galla e far fronte alle ondate anche violente della vita e dei parenti. Poi c’è la roba e i soldi, tanti, e operazioni e investimenti finanziari che finiscono per essere, con gioielli, case e altro, il vero motore del romanzo, tra orgogli e invidie, che mettono in moto anche processi, avvocati, denunzie, giudizi e ricorsi, favoriti dall’amplificarsi di una famiglia nel tempo, un proliferare di figli, cugini, nipoti anche per via di separazioni e nuove unioni. Un lavoro di fantasia, certo, ma in cui ognuno può riconoscere qualcosa che conosce, grazie alla penna di Ludina Barzini, ottima giornalista e narratrice già di romanzesche vite vere come quelle de ”I Barzini, tre generazioni di giornalisti, una storia del Novecento”.
Dolce Remi strizza l’occhio a SpielbergDal 7/2 con Daniel Auteuil, Ludivine Sagnier e Jacques Perrin

05 febbraio 201913:19

Una favola commovente sulla realizzazione di se stessi perfetta per i bambini più grandicelli e un tuffo nel passato per tutte le mamme e i papà che con il cartoon di “Dolce Remi” sono cresciuti. Con il surplus di rivedere al cinema un grande Daniel Auteuil. Arriva il 7 febbraio in sala Remi, tratto da un classico della letteratura per ragazzi (“Senza famiglia” di Hector Malot). Il film, un’esclusiva per l’Italia di Leon Film Group in collaborazione con Rai Cinema distribuito da 01 Distribution, è diretto da Antoine Blossier che ha riletto la storia con una lente spielberghiana dando una dimensione magica alle realtà più dure e si è preso varie licenze come ad esempio quella di dotare il piccolo protagonista di una voce straordinaria.”Ho mantenuto – ha detto – l’identità francese del libro di Malot, ma lavorandola poi su un immaginario simile a quello di film con cui sono cresciuto, quelli che io e la mia famiglia abbiamo sempre visto: qualsiasi cosa prodotta da Amblin (la casa di produzione di Spielberg), film come E.T, I Goonies ma anche i classici della Disney come Pinocchio, Bambi, Dumbo. Non mi attirava il realismo…”.Ed ecco allora il piccolo Remi, interpretato dal giovane e promettente Maleaume Paquin che anche nella realtà canta benissimo e che vaga per le meravigliose scenografie francesi – scelte tra l’Occitania, Aubrac e il dipartimento di Tarn e girate in Cinemascope – assieme al saltimbanco girovago Vitalis (Auteil) che poi si scopre essere un superbo violinista italiano. “Un uomo consumato dal senso di colpa” lo ha descritto lo stesso Auteil. Che ha anche confessato: “Ho letto la sceneggiatura di Blossier e l’ho chiamato immediatamente. Mi piaceva l’idea di tornare su un testo classico, una grande storia popolare e universale, rivolta alle famiglie, qualcosa di raro ai nostri giorni. Era un progetto ambizioso, la promessa di un’avventura”.Anche nei ruoli secondari brillano attori francesi di rilievo da Jacques Perrin (il Remi anziano) a Ludivine Sagnier (mamma Barberin), da Virginie Ledoyen (la signora Harper) a Jonathan Zaccai (Jerome Barberin) e più di 800 comparse. Ci sono poi le scene girate in Inghilterra, tra cui un’epica tempesta di neve costata più di tre giorni di lavoro e quintali di neve finta e fatiche in studio. Lì i rimandi alla Londra vittoriana di Charles Dickens, alle avventure da Sherlock Holmes a Harry Potter la fanno da padrona. Fino all’indimenticabile personaggio della signora Driscoll che ricorda da vicino la mamma della banda Fratelli de I Goonies.In un film come questo non si può non parlare degli attori “non umani”. Il fedele cane Capi, un border collier eccezionale che lavora nel circo, ha fatto molto facilmente i giochi nelle perfomance in strada ma è stato capace anche di dare la giusta dose di tensione ed esitazione alla scena della morte di Vitali. Indimenticabile la scimmia cappuccina Tito, che ha interpretato la scimmietta Joli-Couer sia nel film di Blossier che nell’adattamento tv di Daniel Verhaege con Pierre Richard. Ma ci sono anche i tremendi lupi (veri!) che attaccano i protagonisti nella foresta.

Pianista Rana a Bologna e FerraraAl via domani da Ginevra la tournee. A New York il 12 marzo

BOLOGNA05 febbraio 201914:19

– Parte domani da Ginevra la tournée che porterà Beatrice Rana in alcune delle principali città americane fino alla Carnegie Hall di New York il 12 marzo. In mezzo le tappe di Londra e poi le due italiane all’Auditorium Manzoni di Bologna per i Concerti di Musica Insieme l”11 febbraio e al Teatro Claudio Abbado il 12 per la stagione di Ferrara Musica.
La 26enne pianista leccese, consacrata star internazionale dopo la vittoria al Concorso Internazionale di Montréal del 2011 e i tanti concerti assieme a Riccardo Chailly, Antonio Pappano e Zubin Mehta, per citarne solo alcuni, proporrà un programma uguale a tutte le serate.
In apertura i Dodici Studi dell’Op. 25 di Fryderyk Chopin, vera e propria pietra miliare del repertorio romantico, seguiti dalla suite Miroirs di Maurice Ravel, e dal mistico Oiseau de feu (Uccello di fuoco) di Igor Stravinskij, il primo balletto del compositore russo, che Beatrice Rana interpreterà nella trascrizione pianoforte scritta da Guido Agosti.
A Brera Caravaggio dialoga con RembrandtI due maestri della luce messi a confronto a Milano

MILANO05 febbraio 201920:43

Caravaggio e Rembrandt si incontrano, alla Pinacoteca di Brera di Milano, attraverso due capolavori della storia dell’arte esposti per la prima volta insieme.
I maestri della luce, in occasione dell’ottava puntata dei “Dialoghi” fra capolavori voluti dal direttore James Bradburne, si confronteranno attorno alla ‘Cena in Emmaus’, una delle opere più importanti di Caravaggio custodita nelle sale della Pinacoteca (appena rientrata dalla mostra parigina al Musee Jacquemart-André) e anche tra i soggetti più famosi del maestro olandese, che dipinse il Cristo nella sua ‘Cena dei pellegrini di Emmaus’ a soli 23 anni a Leyda, paese protestante dove era proibito dipingere il volto di Gesù.
Per tre settimane, da oggi al 24 febbraio, i visitatori potranno vedere un “confronto mai visto e inedito, un’occasione unica – ha spiegato la storica dell’arte Letizia Lodi durante la presentazione alla stampa – perché nelle tante altre mostre realizzate sui due artisti nel mondo ad Amsterdam, Parigi o New York, non erano mai stati esposti e messi a confronto questi due capolavori”.
L’opera di Rembrandt è un prestito in arrivo dal Musée Jaquemart-André di Parigi, frutto di uno scambio tra la Pinacoteca di Brera e il museo francese delle due opere che ora sono l’una vicina all’altra. In Francia la Cena in Emmaus ha fatto parte di una mostra sul ‘Periodo romano di Caravaggio. I suoi amici e i suoi nemici’.
“Questo dialogo è un perfetto esempio del perché i musei dovrebbero prestare i loro capolavori in circostanze eccezionali” ha detto il direttore Bradburne.
“Per tre settimane Milano avrà l’opportunità di vedere due maestri uno accanto all’altro, interpreti dello stesso tema in modi diversi”, ha sottolineato il direttore. Le mostre sono anche “un’occasione di studio per crescere le nostre conoscenze sulle opere – ha spiegato il restauratore Andrea Carini -, tanto che in una recente indagine riflettografica a raggi infrarossi abbiamo scoperto con grande sorpresa che sul lato sinistro della composizione della cena in Emmaus c’era un paesaggio, che Caravaggio ha poi deciso di coprire”.

Morto Giampiero Artegiani, scrisse Perdere l’Amore

SANREMO05 febbraio 201916:53

E’ morto ieri sera nell’Ospedale israelitico di Roma, all’età di 63 anni, Giampiero Artegiani, uno dei nomi più illustri della musica autorale italiana. Tra i tanti grandi successi da lui scritti anche ‘Perdere l’Amore’ con cui Massimo Ranieri trionfò al Festival di Sanremo nel 1988.
Portano la firma di Artegiani anche molte altre pietre miliari della musica italiana tra le quali ‘La mia libertà’, scritta insieme a Franco Califano, ma anche successi di Michele Zarrillo, tra i quali ‘Mani nelle mani’, presentata al Festival di Sanremo nel 2017.
Artegiani, oltre che autore di testi, fu anche produttore e discografico. Lascia la moglie Fernanda e un’unica figlia, Lucrezia.

Artigianato e Palazzo, memorie della Russia a FirenzeA maggio 100 artigiani nel Giardino Corsini. Raccolta fondi per restauri

febbraio 201922:42

Incisori di cammei, orafi, scultori del marmo, pellettieri, cappellai, il cuore del fatto a mano italiano made in Toscana, si è dato appuntamento a Firenze dal 16 al 19 maggio, per la XXV edizione della rassegna che riunirà 100 artigiani nel seicentesco Giardino di Palazzo Corsini, titolo “Artigianato e Palazzo: memoria della Russia a Firenze”, omaggio all’identità multiculturale della città ed il suo storico legame con la comunità russa. La rassegna, nata da un progetto di Giorgiana Corsini e Neri Torrigiani ha l’obiettivo di valorizzare e preservare le arti artigiane, ma anche di contribuire ai restauri di opere d’arte del patrimonio artistico italiano, che nel 2018 ha riguardato ad esempio la riapertura del Museo della Manifattura Richard Ginori di Doccia.   L’obiettivo della XXV rassegna è quello di raggiungere con una raccolata fondi 308.000 euro, necessari per sostenere interventi di restauro dei capolavori della Collezione Demidoff conservati al Museo Stibbert, dell’Emiciclo del Cimitero Evangelico agli Allori, dov’è seppellita assieme ad artisti internazionali anche Oriana Fallaci, e per il completamento dei restauri della Chiesa della Natività di Nostro Signore Gesù e San Nicola Taumaturgo (le icone di S.Andrea e di S.Giovanni il Teologo, il portone in ferro d’ingresso delle officine Michelucci, l’affresco dell’Annunciazione nel nartece).    “La campagna -spiegano gli organizzatori- è volta al recupero e alla conservazione di opere d’arte testimoni del legame culturale tra Firenze e la comunità russa che nel corso dell’800 fino ai primi del ‘900 ha arricchito la città di residenze, chiese e collezioni. Per tutto il secolo poeti, artisti, letterati, aristocratici e religiosi arrivarono a Firenze portando con sé un bagaglio culturale d’idee e fermenti artistici, rappresentando per la città elementi di stimolo e confronto”. Partecipando alla campagna i donatori diventeranno parte attiva della storia di Artigianato e Palazzo, ma anche di Firenze, poiché i loro nomi rimarranno iscritti in questi luoghi della memoria.   Gli organizzatori hanno deciso di produrre alcune opere realizzate dall’artista fiorentino Riccardo Prosperi, dieci sculture (diametro dai 25 ai 50 cm) numerate, presentate in un catalogo con testo introduttivo di Natalia Parenko, direttrice della sede fiorentina dell’Accademia di Belle Arti di San Pietroburgo, che trasformano la figura della matrioska russa in globi terrestri stratificati, in cui le ere geologiche sono rappresentate da materiali delle miniere siberiane: oro, malachite, diamanti, carbone fossile, gas.   Per il restauro dell’Emiciclo del Cimitero Evangelico degli Allori, aperto nel 1878 su progetto dell’architetto Giuseppe Boccini (lo stesso che ha realizzato con Michail Preobrazenskij la Chiesa Russa Ortodossa di Firenze) per custodire le spoglie di artisti defunti appartenenti alle comunità non cattoliche, tra anche Fallaci, occorreranno 274.000 euro. 4300 euro andranno al restauro delle opere della collezione Demidoff conservati nel Museo Stibbert, pezzi come il tavolo in malachite ornato di bronzi dorati, i camini in pietre dure e i candelieri acquistati da Frederick Stibbert dai principi russi Demidoff, proprietari di miniere di malachite che vissero a lungo a Firenze. Per il completamento della Chiesa della Natività di Nostro Signore Gesù e San Nicola Taumaturgo costruita a fine ‘800 per volere della granduchessa Marija Nicolajevna, figlia dello zar Nicola I, monumento unico in Europa, il preventivo è di 30mila euro.

Turturro, l’opera mi fa sentire giovane’Servo la musica e la storia’.Domani in scena al Regio di Torino

TORINO05 febbraio 201916:38

– “È una nuova esperienza per me, mi fa sentire più giovane. Non ho cercato di inventare nulla, ma di servire la musica e la storia, reinterpretando con la mia sensibilità quello che già emergeva”. Così John Turturro, star del cinema hollywoodiano, parla del suo Rigoletto, in scena da domani 6 febbraio al Teatro Regio, che segna il suo debutto nel mondo dell’opera. Turturro incontra i cronisti dopo le prove del coro. Con lui il sovrintendente William Graziosi, il direttore d’orchestra e del coro Renato Palumbo, il baritono Carlos Alvarez, Ruth Iniesta e Stefan Pop, che in scena sono Gilda e il duca di Mantova.
“Mi avevano offerto una rosa di tre opere, due di Verdi, ho scelto Rigoletto perché è l’opera preferita del mio amico. E poi amo Victor Hugo e i gobbi”, spiega l’attore newyorkese di origini italiane che ha recitato in più di 70 film firmati da registi del calibro di Martin Scorsese, Spike Lee, Woody Allen.
“Sono stato a Torino nel 97 per girare La Tregua. Mi fa piacere tornare in questa città”.

Sanremo, per Snai podio tutto maschileFavorito è Ultimo, poi Irama, Nek e Silvestri, Arisa prima donna

05 febbraio 201916:50

– Il Festival di Sanremo si declina al maschile: gli analisti Snai puntano su un vincente a 1,35 e scommettono su una tripletta di soli uomini. Oltre al favorito Ultimo, per il quale il podio vola basso a 1,20, si potrebbero piazzare tra i primi tre Irama (a 1,75), Nek e Daniele Silvestri (a 2,75). Più difficile, a 4,50, che a vincere sia un Gruppo, come accaduto nel 2016 con gli Stadio e nel 2015 con Il Volo: il trio è in gara anche quest’anno con “Musica che resta” e la vittoria vale 5 volte la scommessa, mentre il podio si gioca a 2,35. L’ipotesi che quest’anno vinca una donna è lontana a 8 volte la scommessa: la vittoria di Arisa, l’artista lucana prima tra le colleghe in lavagna, si gioca a 10, per il piazzamento tra i primi tre la quota scende a 3,50.
Azra Kohen, scoprite il vostro talentoEsce ‘Phi’, primo titolo trilogia da 2 mln di copie in Turchia

05 febbraio 201917:50

– Un romanzo che spinge a scoprire il proprio talento. Una storia che si segue come un percorso verso una nuova consapevolezza di se stessi. Quello che di solito promettono manuali e guide spirituali questa volta accade, in modo inaspettato, con un’opera narrativa. E’ un libro diverso ‘Phi’ (Mondadori) con cui si fa conoscere in Italia la scrittrice turca Akilah Azra Kohen, diventata una vera e propria star con oltre 2 milioni di lettori in Turchia dove la gente scrive sui muri delle città frasi tratte dalla sua opera che ha ispirato anche una serie tv di successo.
“Ogni persona sa fare particolarmente bene qualcosa, ma spesso non sa cosa sia. Il nostro compito nella vita è riconoscerla e vivere l’esperienza attraverso la quale diventiamo veri esseri umani”, spiega la scrittrice, psicologa cognitivo comportamentale, originaria di Smirne, che da pochi mesi vive a Londra, dove studia il figlio, e in questi giorni è in Italia.
Negrita, il nostro pezzo non è politico”Certe cose vengono prima della scheda elettorale”

SANREMO05 febbraio 201918:15

– “Il nostro non vuole essere un pezzo politico”. I Negrita rimandano al mittente qualunque possibilità di strumentalizzazione per il loro brano “I ragazzi stanno bene”, in gara al festival di Sanremo. Il testo, che pure cita “barche senza un porto” e comandanti “cui conviene il gioco sporco”, “cerca uno spiraglio di speranza per i giovani del futuro e per chi deve lasciare il Paese. E’ un parlare alla nostra coscienza. Certe cose vengono prima della scheda elettorale”, dicono i tre artisti, che tornano al festival 16 anni dopo la prima volta. “Stavolta lo affrontiamo in maniera più goliardica, ci sentivamo pronti dopo 25 anni di attività”. E Pau lancia anche una stoccata ai talent. “Eravamo stanchi di vedere ragazzi catapultati sui set che si prendono la scena, così abbiamo preferito metterci in gioco in questo carrozzone”. Il festival è stata anche l’occasione per rinsaldare la band.
“Litighiamo da sempre- raccontano-. Usciamo da una crisi piuttosto profonda e siamo qui esorcizzare questo periodo”.
Nuova licenza kidswear per Sweet YearsAccordo triennale con Zero&Company per raggiungere crescita

05 febbraio 201918:16

– Il marchio Sweet Years punta sui piccolissimi con una nuova licenza kidswear. Il brand del cuore dopo oltre dieci anni lancia la linea 0-36 mesi grazie alla firma di un accordo di licenza con Zero&Company, player del childrenswear già licenziataria di altri marchi per bambini.
L’accordo di licenza, della durata di 3 anni rinnovabili, segna un nuovo corso nello sviluppo produttivo e soprattutto distributivo di Sweet Years. Grazie ai suoi 18 punti vendita e agli 8 outlet, Zero&Company propone un nuovo piano di crescita per l’azienda che si assicura una distribuzione capillare nell’universo del kidswear, destinata a intensificarsi nei prossimi anni. La nuova licenza propone anche le collezioni per lei e per lui dai 4 ai 14 anni a base di felpe, Tshirt e pants in colori decisi, con stampe all over e l’immancabile logo a forma di cuore.
Dopo un esordio in cui ha raggiunto un fatturato indotto di 72 milioni di euro (2008) e una fase di consolidamento (2009- 2016) l’azienda punta ora alla vendita multichannel.
Teatro, chiude il Deledda in SardegnaIstituzioni sorde, compagnia getta spugna e s’appella a privati

ORISTANO05 febbraio 201918:57

– Il teatro Grazia Deledda di Paulilatino chiude i battenti. Un importante presidio culturale sottratto alla collettività. L’annuncio, insieme al grido di dolore, giunge dal Teatro Instabile, proprietario e gestore dell’immobile che ora cerca una nuova casa per continuare a produrre e distribuire i propri spettacoli. Aldo Sicurella, direttore artistico, lancia un appello ai privati. Perché oltre tre decadi di attività culturale teatrale non siano buttate al vento. Svanite come se nulla fosse.
E punta il dito contro la “cecità politica e l’incapacità di gestire l’emergenza economica per un progetto culturale così importante – denuncia Sicurella – Le difficoltà del teatro, nate con l’assottigliarsi dei contributi di Regione e Ministero, hanno impedito di far fronte agli impegni contratti con le banche per la costruzione del teatro”.
Caduti nel vuoto i numerosi appelli lanciati da tre legislature alle istituzioni, non resta che cercare una mano tesa da parte di imprenditori lungimiranti che credano e puntino sulla produzione teatrale e culturale come valore per i territori e volano per l’economia.
“La Sardegna ha bisogno di aprire nuovi teatri non di chiudere quelli che funzionano e attirano un gran pubblico – spiega il direttore artistico – Un’attività incessante che ha portato nel cuore dell’Isola spettacoli di teatro, danza, musica, opera lirica, la stagione del Cedac e la stagione di Teatro per Ragazzi, che proseguirà fino a giugno. Poi si chiude”, annuncia con rammarico ma anche con tanta rabbia.
Situato nel centro storico di Paulilatino, restaurato nel 1985 e poi nel 2006, il Grazia Deledda è un teatro funzionale, con gli spazi ben pensati, un’ottima acustica e un ampio palcoscenico.
Un teatro molto frequentato da un pubblico attento. Negli anni ha ospitato artisti del calibro di Albertazzi, Cochi Ponzoni, Daniela Poggi, Scaccia, compagnie internazionali, spicca Il Teatro dell’opera di Pechino, opere come La Traviata, Il Barbiere di Siviglia, Madama Butterfly, Don Giovanni.
“E’ l’unico con questa dimensione nel centro Sardegna – sottolinea Sicurella – Adesso, la chiusura o meno del Deledda non dipende più dalle nostre forze”.

Ranieri,”Con Artegiani rinacqui”Avevo lasciato musica, con Perdere l’amore mi convinsi a tornare

SANREMO05 febbraio 201920:15

– “Devo a lui la mia rinascita. Se oggi sono qui è grazie a Giampiero Artegiani”: Massimo Ranieri è addolorato e commosso per la scomparsa dell’ autore, morto ieri a Roma all’età di 63 anni, che aveva scritto anche il testo di’Perdere l’amore’, canzone vincitrice del Festival di Sanremo nel 1988. All’epoca Ranieri aveva lasciato da tempo la musica per dedicarsi al teatro e fu proprio quella canzone a scatenare la scintilla della voglia di tornare. “Stava male da tempo, ma la notizia della sua morte mi è arrivata tra capo e collo come una brutta botta” dice Massimo Ranieri. “Per me era un amico, una persona riservata e simpaticissima, dolcissima.
Avevamo una grande sintonia. Ovviamente vivrà sempre nei cuori delle persone che lo hanno amato e stimato”, aggiunge.
“L’arrivo nella mia vita di ‘Perdere l’amore’ è stato quel momento di cui si dice ‘quando passa l’Angelo e dice amen’.
Questa canzone – racconta – ha ridato linfa vitale al Massimo Ranieri cantante”.
Sanremo, Bocelli, 25 anni fa mio futuroAll’Ariston duetta con il figlio Matteo e con Baglioni

SANREMO05 febbraio 201920:15

– Venticinque anni fa Andrea Bocelli faceva la sua prima apparizione tra le Nuove Proposte al festival di Sanremo. Era il 1994 e lui, giubbotto di pelle nera e grande emozione, vinse con Il mare calmo della sera e con un’esibizione impeccabile al pianoforte. Stasera indossa una giacca di pelle che omaggia quel momento. Meno emozionato, con la stessa passione e soprattutto con 90 milioni di copie vendute in tutto il mondo e una stella sulla Walk of Fame. “Sono molto cambiato da allora, qualcuno non mi ha riconosciuto” scherza Bocelli accompagnato dal figlio ventenne Matteo. Insieme anche sul palco, per un duetto sulle note di “Fall on Me”, canzone scelta dalla Disney come traccia portante del film “Lo Schiaccianoci e i sette regni” e contenuta nell’album “Sì”, arrivato al numero 1 della classifica dei dischi più venduti sia in GB e negli Usa. Duetto anche con il padrone di casa Claudio Baglioni con la canzone che gli ha aperto le porte del successo.
“Venticinque anni fa mi giocavo il futuro” ricorda Bocelli.
Opera Roma, stagione estiva torna l’AidaLa Traviata, balletto Romeo e Giulietta, extra offerta variegata

ROMA05 febbraio 201922:41

Il ritorno dell’Aida (dopo 8 anni dall’ultima rappresentazione), apre la nuova stagione estiva di opera e balletto del Teatro dell’Opera di Roma, giovedì 4 luglio: spettacolo simbolo degli allestimenti nell’antico scenario delle Terme di Caracalla, molto atteso dal pubblico e dai turisti. Fin dalla prima rappresentazione all’aperto nel 1938 e poi, dopo l’interruzione dovuta alla guerra, dal 1945, la presenza dell’opera di Verdi è stata infatti pressoché ininterrotta nelle stagioni estive fino al 2011. La stagione estiva durerà fino all’8 agosto 2019, per un totale di 32 serate, che comprendono le due opere, il balletto e numerosi extra con un’offerta di eccellenza, ma nello stesso tempo aperta a un larghissimo pubblico.
Ritornano poi La traviata e il balletto con Romeo e Giulietta e accanto ad essi molti altri appuntamenti extra di grande valore artistico. Aida avrà un nuovo allestimento diretto da Jordi Bernàcer con regia, scene, costumi e luci di Denis Krief.
Baglioni filosofo, festival dell’armoniaCon i ‘copiloti’ Bisio e Virginia Raffaele, buon viaggio

SANREMO05 febbraio 201921:05

– Dopo aver presentato i ‘copiloti’ Virginia Raffaele, elegante in abito lungo in velluto nero con inserti bianchi, e Claudio Bisio, giacca lurex fantasia, Claudio Baglioni spiega la filosofia del suo secondo Festival di Sanremo: “Siamo qui per vivere una nuova avventura con energia, euforia, poesia, per un cammino lungo da qui fino a sabato che ci porti verso la meta dell’armonia, che è il senso di questo avvenimento. L’armonia, principio fondamentale della musica, è un percorso verso la bellezza, non è una condizione di partenza, ma di arrivo, a volte difficile, è un traguardo, un percorso che consiste nel collegare elementi e significati diversi lontani, opposti, come nel simbolo yin e yang che ispira il numero 69”.
“Andremo là dove ancora non sappiamo – conclude Baglioni – ecco perché mi sono definito dirottatore artistico. Auguro buon viaggio a tutti, tutti insieme”.
Montinaro, La mia scenografia armonica”Il trampolino? La metafora del sogno di arrivare al festival”

SANREMO05 febbraio 201921:29

– Francesca Montinaro è stata la prima donna a firmare la scenografia del festival di Sanremo.
Nel 2013. “Ma fa ridere sottolineare questa cosa. La differenza di genere è solo nel prendersi la responsabilità di ciò che si fa”, ribatte lei, che rivendica non tanto l’essere donna quanto l’essere scenografa. A giugno ha ricevuto la chiamata da Claudio Baglioni per rendere l’idea di quel festival dell’armonia che il direttore artistico aveva in mente. Due mesi di lavoro e poi i primi progetti. “Non è stato facile. Come fai a rendere una visione che racconti l’armonia? Ci abbiamo lavorato, perché in fondo la scenografia in qualche modo è un lavoro da prestigiatori”. Il risultato è un palco arioso, che disegna un’onda, “che si riconfigura continuamente”, e che restituisce all’orchestra un suo spazio specifico. “Più che un golfo mistico, lo considero la pancia armonica del teatro – spiega -.
Dove gli orchestrali suonano benissimo, isolati dagli accadimenti scenici.
Tutti in piedi per BocelliPoi cede il giubbotto al figlio Matteo, ‘è un augurio per te’

SANREMO05 febbraio 201921:50

– La standing ovation premia Andrea Bocelli come 25 anni fa, quando il tenore vinse Sanremo Giovani con Il mare calmo della sera. E stasera emoziona l’Ariston riproponendo il pezzo – che esalta anche l’orchestra – in duetto con Claudio Baglioni. Al piano, il chiodo nero che indossava allora e che poi cede al figlio Matteo: “Non è un passaggio di testimone – dice Bocelli al figlio – ma è un augurio. Sono sicuro che ti porterà fortuna sempre che la aiuti con la serietà, la volontà, lo spirito di sacrificio che spero di averti insegnato”. Poi il duetto con Matteo sulle note di Fall on Me.
Raffaele-Favino show, medley sui musicalLei fa Mary Poppins, lui in giubbotto giallo Freddie Mercury

SANREMO05 febbraio 201923:13

– Mary Poppins o Bohemian Rhapsody? Sul musical dell’anno si gioca il numero di Virginia Raffaele e Pierfrancesco Favino, che torna ospite sul palco dell’Ariston dopo aver condotto il festival lo scorso anno con Claudio Baglioni e Michelle Hunziker. Complice il maestro Filardo, che propone piuttosto Sister Act, e una schiera di suore ballerine, i due attori giocano nei panni della tata più famosa del mondo e di Freddie Mercury (“ma co ‘sto giubbotto giallo mi sembri Gabbani, lo apostrofa lei), si scambiano i ruoli e confermano doti canore e padronanza del palco. E alla fine sono le suore a cantare “We are the champions”.
Baglioni-Bisio-Raffaele come gli AddamsSketch sul palco

SANREMO05 febbraio 201923:28

– Il web si era divertito a prenderli in giro, immortalandoli come la Famiglia Addams. Claudio Baglioni, Virginia Raffaele e Claudio Bisio stanno al gioco e sul palco dell’Ariston si calano nei panni di Lerch, Morticia e Zio Fester, intonando una versione rivisitata della canzone simbolo della famiglia più horror della tv.
A teatro, Pivetti, Barbareschi, FavinoDapporto con Un momento difficile di Bordon, Rossi e l’amore

06 febbraio 201909:46

– Veronica Pivetti con ”Victor und Viktoria” e Riccardo Rossi con ”L’amore è un gambero”, entrambi a Roma; Massimo Dapporto con ”Un momento difficile” di Furio Bordon, a Torino, ed Elena Bucci tra le onde del suo ‘Dapporto con “Un momento difficile” di Furio Bordon’Ottocento”, ancora nella capitale; Pierfrancesco Favino nuovamente ne ”La notte poco prima delle foreste” di Bernard-Marie Koltes, tra Milano e Firenze, e Luca Barbareschi con Luneatta Savino ne ”Il penitente” di David Mamet a Napoli: sono alcuni degli spettacoli teatrali in scena nel prossimo week end.
Musica, Eddie Vedder ospite CollisioniFront-man Pearl Jam il 17 giugno al festival agrirock

TORINO06 febbraio 201910:31

– E’ Eddie Vedder il super-ospite di Collisioni 2019. L’iconico front-man dei Pearl Jam è atteso al festival agrirock di Barolo, nell’incantevole borgo delle Langhe patrimonio dell’Unesco, il 17 giugno. Biglietti in vendita da oggi su http://www.ticketmaster.it, http://www.ticketone.it e in tutti i punti vendita autorizzati.
Vedder si aggiunge al già lungo elenco di ospiti internazionali previsti quest’anno a Collisioni, tra cui Thom Yorke, Liam Gallagher, 30 Seconds to Mars e Macklemore. Dopo la conferma di Firenze Rock, l’artista americano sarà protagonista di un altro imperdibile appuntamento nel nord Italia. l’ultimo previsto nel nostro Paese.
Ad aprire il concerto ci sarà Glen Hansard, vincitore del Premio Oscar per la miglior canzone originale per il film Once, in cui recita anche da protagonista.
Sanremo debutta con 10 mln e il 49.5%In calo sul 2018, ma c’era Fiorello. Platea complessiva in calo

SANREMO06 febbraio 201910:41

– La prima serata di Sanremo 2019, il secondo festival di Claudio Baglioni, è stata seguita in media su Rai1 da 10 milioni 86mila telespettatori con il 49.5% di share. La prima parte (dalle 21.16 alle 23.56) ha avuto 12 milioni 282 mila spettatori pari al 49.4%; la seconda (dalle 00.01 all’1.14) ha fatto segnare 5 milioni 120 mila con il 50.1%.
Nel 2018 la prima serata del festival aveva ottenuto in media il 52.1% con 11 milioni 603 mila telespettatori; la prima parte aveva raccolto 13 milioni 776 mila spettatori pari al 51.4%, la seconda 6 milioni 619 mila con il 55.3%.
Il Baglioni bis sconta dunque un calo rispetto all’anno scorso, quando però la prima serata ebbe il traino della performance di Fiorello. Inoltre ieri davanti alla tv c’era oltre un milione di persone in meno: la platea complessiva della prima serata era di 28 milioni 384 mila spettatori, nel 2018 di 29 milioni 537 mila.
Lo share del Baglioni bis è identico a quello del Conti bis: la media della prima serata 2016 fu del 49.48%.
‘Play’ dei Kataklò approda a BolognaNel capoluogo emiliano il 9 febbraio dopo esibizione a Sanremo

BOLOGNA06 febbraio 201910:49

– ‘Play’, lo show simbolo degli artisti-acrobati Kataklò, che venerdì 8 febbraio saranno sul palco di Sanremo per il duetto di Arisa e Tony Hadley, torna al Teatro Celebrazioni di Bologna il 9 febbraio alle 21.
Lo stile visionario di Giulia Staccioli, fondatrice e coreografa della compagnia dal 1995, è al centro dell’assoluta spettacolarità di ‘Play’. Ideato nel 2008 per rappresentare l’Italia alle Olimpiadi della Cultura in Cina, lo spettacolo è stato definito “una scossa dell’anima”. I sette performer giocano a costruire storie attraverso oggetti di uso comune: biciclette, una porta da calcio, una racchetta da tennis, palloni, occhiali e scarponi da sci, affreschi di sport che pulsano ed esplodono in mille forme e colori. L’ordine delle cose si perde e si ricrea attraverso la sensibilità e l’ironia delle coreografie che, senza perdere la consapevolezza della fatica e dei sacrifici che si celano dietro ad ogni successo sportivo, non smettono di giocare offrendo più livelli di lettura allo spettacolo. La colonna sonora di Ajad crea un filo conduttore musicale saldamente connesso allo sviluppo della rappresentazione, sostenendone la forza evocativa.

Libri: Pizza, quanto ne sai veramenteDa Celeschi pizzaiolo gourmet un vademecum anti fregature

CATANIA06 febbraio 201911:32

– Un vademecum ‘anti-fregature’ per sfatare sette principali falsi miti frutto di un “marketing di bassa lega”, di “giornalismo d’accatto”, di “luoghi comuni” e di “frasi fatte”. E’ ‘Pizza, quanto ne sai veramente?’, libro di Marco Celeschi edito da Bonfirraro. Architetto, catapultato nel mondo della ristorazione dopo aver ristrutturato la casa di campagna dei nonni per farla diventare un agriturismo, nel 2015, Celeschi apre a Catania la sua prima pizzeria, La Corte dei medici. Racconta la sua esperienza con “l’intento di denunciare, informare e sgonfiare certe bolle alimentari che hanno rovinato il mercato e terrorizzato i consumatori”. E cita: la farina doppio zero è veleno; la pizza fa ingrassare; alla ricerca dell’ingrediente magico: pizze nere, paste super-proteiche e altre patacche; il lievito madre contro il lievito di birra; i grani antichi sono i migliori; l’ideologia del km zero; la pizza e gli alimenti cotti ad alte temperature provocano il cancro.
Recintata Garisenda, via a prime analisiLe indagini dovranno definire tempi e modalità d’intervento

LOGNA06 febbraio 201911:35

– Da oggi la torre Garisenda di Bologna, la più bassa delle Due Torri simbolo della città, sarà recintata per consentire le prime analisi scientifiche sul suo stato di conservazione. Si tratta del primo intervento deciso dal Comitato scientifico nominato dal sindaco Virginio Merola.
Contestualmente alle indagini, che serviranno a definire i tempi e le modalità d’intervento sulla torre, verrà avviata anche la rimozione della vegetazione nelle pareti esterne, la parziale chiusura delle buche pontaie, il ripristino dell’impermeabilizzazione della terrazza sommitale contro le infiltrazioni d’acqua. La recinzione sarà provvisoria in attesa di poter delimitare l’area, in accordo con la Soprintendenza Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, con altri elementi che tengano conto del contesto storico e architettonico.

Premio Lumieres a La strada dei SamouniMiglior documentario di Stefano Savona, animazione Simone Sassi

05 febbraio 201919:20

– “La strada dei Samouni” di Stefano Savona con le animazioni di Simone Massi, già vincitore del prestigioso Premio “Oeil d’or” come Miglior Documentario dell’edizione di Cannes 2018, si è aggiudicato il Premio Miglior Documentario ai Premi Lumières, appena assegnati in Francia dalla Stampa estera.
Stefano Savona, uno dei documentaristi italiani più apprezzati a livello internazionale, è stato uno dei pochi testimoni di quanto stesse accadendo a Gaza durante Piombo fuso, macabro nome dato a quell’operazione del 2009. Da lì iniziava una storia lunga dieci anni, per raccontare la vita di una famiglia, i Samouni, dopo i morti e le distruzioni. Sul filo dei ricordi, immagini reali e racconto animato si alternano a disegnare un ritratto di famiglia, prima, dopo e durante i tragici avvenimenti che hanno stravolto le loro vite. Da quando la piccola Amal è tornata nel suo quartiere, ricorda solo un grande albero che non c’è più. Un sicomoro su cui lei e i suoi fratelli si arrampicavano.
La vita in un attimo, saga melòIl film di Fogelman (This is Us) in sala dal 14 febbraio

05 febbraio 201920:42

La vita in un attimo, saga melòIl film di Fogelman (This is Us) in sala dal 14 febbraio

Un film umano, pieno di sliding doors del destino, quello del creatore della serie “This Is Us”, il tutto scandito da una colonna sonora che si ispira al leggendario album ‘Time Out of Mind’ di Bob Dylan. ‘La vita in un attimo’ segue inizialmente le vicende di Will (Oscar Isaac) e Abby (Olivia Wilde), dal loro primo incontro al college, dal loro primo appuntamento al matrimonio e al concepimento di un figlio, fino all’inaspettata e violenta separazione. Ma non finisce qui la saga che attraversa il tempo e i continenti, ambientata dalle affollate strade di Manhattan fino agli uliveti della campagna spagnola. Il testimone passa infatti poi ad altri personaggi e indaga gli inaspettati legami che legano Dylan (Olivia Cooke), giovane ribelle che cerca di sfuggire alla propria sofferenza; Irwin (Mandy Patinkin), che cresce la figlia di suo figlio cercando di tenerla al riparo dal dolore; il signor Saccione (Antonio Banderas), ricco proprietario terriero spagnolo e, infine, la famiglia del suo braccio destro Javier (Sergio Peris-Mencheta), uomo buono che gestisce la piantagione dove vive con l’amata moglie Isabel (Laia Costa) e il figlio Rodrigo (Àlex Monner). “Questo film – dice Dan Fogelman – parla della vita e di quanto sia enorme, confusa, piena d’amore e anche di tragedie. Parla delle persone. Ne esplora i trionfi e i fallimenti, la tristezza e la felicità, racconta di questa cosa strana ma bellissima che ci accomuna tutti: la vita”. E ancora il regista: “C’era qualcosa di questo film, la cui trama è impossibile da raccontare, che mi è entrato dentro perché racconta di grandi perdite, grandi tragedie, grandi amori e grandi momenti. Si tratta di un romanzo straordinario con protagonisti di diversa generazione e con un pubblico che rimarrà sorpreso nel rendersi conto del fatto che, di volta in volta, si stia raccontando una storia piuttosto che un’altra. Ma questo è del tutto intenzionale, voglio infatti che si presti molta attenzione a quello che accade, a quello che si vede sullo schermo. La speranza infatti è solo quella di tenere il pubblico sulle spine con la storia che stiamo raccontando”.

Oscar senza presentatore, prima volta in 30 anni Decisione dopo le polemiche su tweet omofobi di Kevin Hart

SAWASHINGTON05 febbraio 201922:40

Per la prima volta in 30 anni la cerimonia degli Oscar, il prossimo 24 febbraio, non avrà un presentatore ufficiale: a rendere nota la decisione dell’Academy è stata la Abc Entertainment, che trasmette l’evento. La notizia dopo settimane di incertezza seguite al passo indietro fatto dal comico e attore Kevin Hart, travolto dalle polemiche per alcuni tweet omofobi del passato. L’unico precedente di una cerimonia degli Oscar senza presentatore ufficiale risale al 1989.  L’attore comico Kevin Hart aveva rinunciato a presentare la cerimonia degli Oscar 2019 due giorni prima l’annuncio dopo le proteste legate ad alcune sue frasi omofobe, scritte tra il 2009 e il 2011. “Mi ritiro dalla presentazione degli Academy Awards – aveva spiegato su Twitter – – perché non voglio essere una distrazione in una serata dedicata al meglio del cinema mondiale. Mi scuso sinceramente con la comunità Lgbt per le parole insensibili che fanno parte del mio passato”. Nel mirino finì in particolare un suo tweet – poi cancellato – del 2011: “Se mio figlio arriva a casa e gioca con una bambola della sorellina potrei prendere la bambola e rompergliela in testa e poi urlargli: ‘Questo non si fa! E’ da gay!'”. L’Academy si è quindi convinta di andare avanti senza ingaggiare un nuovo presentatore piuttosto che forzare una scelta che avrebbe potuto non funzionare.
Sanremo vola su twitter, 400 mila voltePicco per duetto Bocelli con il figlio. Ultimo il più twittato

SANREMO06 febbraio 201912:41

– Il festival di Sanremo vola subito su Twitter. La prima delle cinque serate dell’edizione numero 69 già dai primi minuti di diretta è entrata tra i trending topic con gli hashtag #Sanremo2019 e #FestivaldiSanremo ai primi posti. Nella sola giornata del 5 febbraio l’hashtag ufficiale #Sanremo2019 è stato utilizzato oltre 400 mila volte e come ogni anno si conferma l’evento televisivo più chiacchierato dagli italiani anche sui social e soprattutto su Twitter.
I cantanti più twittati durante la prima serata sono stati: 1) Ultimo; 2) Motta; 3) Nek; 4) Negrita; 5) Irama; 6) Einar; 7) Arisa; 8) Il Volo; 9) Mahmood; 10) Simone Cristicchi.
L’emozionante duetto tra Andrea Bocelli e il figlio Matteo ha visto un picco di conversazioni su Twitter, con quasi 100 mila tweet con l’hashtag ufficiale.
Sanremo, record su giovani e socialVisto da pubblico che non segue la tv generalista

SASANREMO06 febbraio 201913:11

– Il risultato di ascolto della prima serata del Festival di Sanremo 2019 “è stato uno dei migliori degli ultimi cinque anni, in linea con le aspettative: due punti e mezzo di share rispetto all’anno scorso, che centrò il dato record degli ultimi tredici anni”. A rilevarlo è Teresa De Santis, direttrice di Rai1, che sottolinea il “record sul pubblico dei giovanissimi”, e sui social.
In particolare, spiega, “sulle ragazze di età fra i 15 e i 24 anni, lo share ha raggiunto punte del 71%, con una media del 62.7%: stiamo parlando di un pubblico che non va sulla tv generalista. E’ cresciuta la fruizione su Rai Play, con 567 mila contatti, il 14% in più rispetto al 2018. Picco anche sui laureati e sul piano regionale in Liguria, il più alto degli ultimi 20 anni”. De Santis ricorda che “la tv generalista non ha più gli stessi numeri: ieri c’era un milione e mezzo circa di persone in meno rispetto a un anno fa”. Ma “il gol più importante” è stato “portare su Sanremo chi non lo avrebbe visto”.
Picchi di ascolto per Bocelli e Giorgia15 milioni 662 mila per padre e figlio e 54% duetto

SANREMO06 febbraio 201913:23

– Il picco di ascolto, durante la prima serata del Festival di Sanremo 2019, pari a 15 milioni 662 mila spettatori, è stato raggiunto alle 21.46, mentre sul palco dell’Ariston c’erano Andrea Bocelli e il figlio Matteo. Alle 23.30 è stato toccato il picco in share, il 54%, durante il duetto tra Claudio Baglioni e Giorgia.
Baglioni, le tensioni? Restano fuoriConduttore, festival è sacro

06 febbraio 201913:35

– Le tensioni che lo hanno preceduto hanno pesato sul festival di Sanremo? “Le tensioni servono a lavorare – risponde Claudio Baglioni in conferenza stampa -. Del resto, quando ci si chiude dentro il teatro non si pensa ad altro che a quello. Al di là di qualche dispiacere per non essermi riuscito a spiegare, di qualche equivoco, non ho subito alcun peso. Non vorrei mai che nessun protagonismo che mi riguardi, o vicenda che mi porti dentro una contesa o una diatriba, fosse un danno per il festival”.
Sanremo, sottolinea ancora Baglioni, “è sacro: qualche volte in passato l’ho anche sbeffeggiato, ma nel momento in cui ho messo piede, il mio compito fondamentale è diventato concentrarmi sul festival, non mi interessa quello che accade sulla mia persona”. “Siamo soddisfatti, anche se qualunque manifestazione ha bisogno di rodaggio”, dice Baglioni alla conferenza stampa post debutto al 69/o festival di Sanremo, e mostra tranquillità, nonostante il dato di ascolto sia stato in calo rispetto a un anno fa.

Festival corale non esclude BaglioniPer celebrare i 70 anni nel 2020

SANREMO06 febbraio 201913:42

– Sanremo 2019 è appena iniziato, ma si parla già del futuro. La direttrice di Rai1 ha parlato dell’idea di un festival “corale”, per celebrarne i 70 anni e oggi precisa che l’eventuale progetto non esclude “Claudio Baglioni e lo straordinario lavoro che ha fatto”.
“Claudio – ribadisce De Santis – ha fatto lavoro pazzesco, molto serio, interiorizzato, un percorso che ho ritrovato nella fatica di mettere assieme il programma di questo festival e nel coraggio che ha avuto, perché avrebbe potuto rischiare di meno”.
Per il 2020 “ho parlato di un’idea generale, pensando a una storia, a una tradizione: questo non vuol dire che si escludano personaggi e ce ne siano altri, o si dia automaticamente priorità a qualcun altro. A fronte del lavoro che ha fatto Claudio, è ingeneroso pensare sempre a chi verrà dopo”.-

Baglioni,il futuro? Chiedete a direttore
“Chi verrà, so’ cavoli suoi”

SANREMO06 febbraio 201914:05

– “E’ strano entrare da papa e uscire da cardinale. Qui si naviga a vista. Se farò il terzo Sanremo? Chiedetelo al direttore di Rai1, ma non ora. Chiedeteglielo sabato”. Claudio Baglioni risponde così alle sollecitazioni sul futuro per poi chiudere con una battuta: “Chi verrà l’anno prossimo, so’ cavoli suoi”.

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Un horror tra demonio, fuoco e obitorio
In sala ‘L’esorcismo di Hannah Grace’

04 febbraio 201910:08

Non viene certo meno alle promesse ‘L’esorcismo di Hannah Grace’, nuovo horror di Diederik Van Rooijen in sala dal 31 gennaio con Warner Bros, ovvero: più di qualche salto sulla sedia e continua tensione anche grazie a un’ambientazione in cui si mescola il demoniaco, l’obitorio e il fuoco (quello dell’inceneritore). Protagonista del film nel ruolo di Megan Reed l’attrice e modella canadese Shay Mitchell, ex-poliziotta caduta in disgrazia che si ritrova ad accettare il più improbabile dei posti: quello di guardiana notturna dell’obitorio di un ospedale con il compito di accogliere nuovi cadaveri e sistemarli nelle celle frigorifere, dopo averli fotografati e prese le impronte digitali. Ma una notte arriva il cadavere sbagliato, quello di una giovane donna sfigurata e molto mal messa che è stata oggetto di un sanguinolento esorcismo finito con la sua morte apparente. Megan Reed non ci mette molto a capire che qualcosa non va e comincia a sospettare che quella donna mostruosa non è affatto morta e che anzi si nutre di chi incontra sulla sua strada. Nel cast del film anche Grey Damon (Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo – Il mare dei mostri), Stana Katic (Castle) e Kirby Johnson.
“Megan prova a sé stessa che ce la può fare – dice Shay Mitchell – . Per chiunque il turno di notte in un obitorio sarebbe un lavoro troppo duro, ma non per lei, nonostante abbia appena superato un periodo molto instabile della sua vita. Penso addirittura che essere circondati costantemente da cadaveri per Megan sia anzi una condizione stranamente confortevole. Ma – aggiunge l’attrice – quando le cose iniziano a farsi difficili nell’obitorio, la sua insicurezza verrà fuori e complicherà la situazione”.
Dice infine il filmmaker olandese Diederik van Rooijen, alla sua prima esperienza hollywoodiana e cresciuto guardando classici dell’horror come Shining, Halloween e Hellraiser: “Li ho visti tutti e forse ero ancora troppo giovane per guardarli, ma non ho mai avuto la possibilità di girare un film di questo genere. Avere qualcuno bloccato in un posto faccia a faccia con i suoi demoni interiori e con uno vero – conclude – è la cosa che più ho apprezzato nello script”.
Nishino, amante che vive nei ricordiCon Hiromi una polifonia di donne per raccontare i sentimenti

04 febbraio 201910:08

KAWAKAMI HIROMI, I DIECI AMORI DI NISHINO (Einaudi, pp.168, 18 Euro). E’ una scrittura leggera e penetrante, che scivola sinuosa e delicata nella mente del lettore quella della giapponese Kawakami Hiromi, autrice de “I dieci amori di Nishino” (Einaudi, traduzione di Antonietta Pastore). La ricchezza di questo romanzo sta tutta nell’attenta disamina dei sentimenti che la scrittrice fa portando sulla pagina una polifonia di voci e sguardi al femminile. Al centro della vicenda ci sono infatti 10 donne, ognuna con una storia d’amore da raccontare: la particolarità è che tutte hanno avuto una relazione con uno stesso uomo di nome Nishino.
Le protagoniste sono diverse fra loro per età e condizione sociale: ci sono casalinghe e donne in carriera, mogli e madri e giovani ancora in cerca della propria strada. Ognuna ha dato un pezzo del proprio cuore a Nishino, uomo perfetto, bello e intelligente, garbato e piacevole. Nei loro racconti, che l’autrice sa cucire insieme come un unico flusso interiore dai toni distinti, Nishino prende la forma di un ricordo sempre diverso, a volte candido, altre più dolorante, altre ancora passionale o poetico. In ogni singola immagine che di Nishino viene restituita c’è sempre però lo stesso difetto: un inquietante distacco caratterizza la figura di questo amante all’apparenza ideale ma mai davvero presente perché perennemente sfuggente, sia dal punto di vista emotivo che da quello fisico. L’uomo si divide infatti tra tante donne, c’è sempre una nuova fiamma che lo cerca, e lui è cortese con tutte, non nega mai il suo tempo. Ma il motivo del suo essere così enigmatico e continuamente altrove probabilmente risiede nelle pieghe della sua anima, in una ferita del passato che lo ha condizionato. O magari il problema sono le donne che ha incontrato, che forse davvero non lo hanno mai amato come si ama qualcuno che poi resta per la vita. Nishino è allora destinato a rimanere solo? Chissà, certo è che la sua è un’aura misteriosa che lo rende inarrivabile, “qualcosa che più si cerca di toccare, più indietreggia e si allontana”. In questa indagine sull’amore, Kawakami Hiromi ha un tocco delicato ma persistente: il tempo del ricordo, vissuto singolarmente da ogni donna, dilata l’eco delle emozioni, le rende quasi palpabili. Con tanti sentimenti esposti al lettore come se fossero fiori di un davanzale, l’autrice compie il tentativo di provare a spiegarne i confini e le motivazioni: con la penna percorre tante strade e suggestioni, ma poi lascia volutamente il discorso nell’incertezza. E non poteva essere altrimenti con la materia mutevole delle emozioni, in cui nessuno davvero può avere l’ultima parola.
Made In Italy, la rivoluzione moda, Bova è ArmaniAnni 80, con Buy, Rocca (Krizia); Bocci. targata Taodue per C5

04 febbraio 201916:18

– Per la prima volta in Italia una serie tv utilizzerà gli abiti originali dell’epoca. Grandi firme della moda che negli anni ’70 hanno conquistato il mondo hanno aperto i loro archivi offrendo preziosi capi e accessori originali. Tra questi, Albini, Curiel, Fiorucci, Krizia, Missoni, Valentino. A prestare il volto a Giorgio Armani l’attore Raoul Bova amico da lunghi anni e testimonial dello stilista amato da regine, dive, e first lady di tutto il mondo. La serie Made in Italy targata Taodue per Canale5 racconterà in quattro puntate la Milano anni ’80 e il boom mondiale degli stilisti italiani del mondo.
Nel cast: Marco Bocci (nel ruolo di un fotografo), Margherita Buy (che interpreterà la direttrice di un magazine di moda “Appeal”), Fiammetta Cicogna, Eva Riccobono (che non veste il ruolo di una top model) e Maurizio Lastrico, Stefania Rocca nei panni della grande stilista Krizia. Nel cast figurano anche Valentina Carnelutti, Sergio Albelli, Giuseppe Cederna, Saul Nanni. La protagonista è l’esordiente Greta Ferro.
Alla metà degli anni ’70, una generazione di grandissimi stilisti italiani è stata capace di lanciare nel mondo l’immagine e la capacità di innovazione imprenditoriale che rappresenta tuttora uno dei campi dell’eccellenza italiana: in questa serie si ripercorrerà questo straordinario percorso attraverso gli occhi di Made in Italy racconta la storia di Irene (interpretata da Ferro), figlia di immigrati dal Sud che a metà Anni ’70 per mantenersi agli studi risponde all’annuncio della rivista di moda “Appeal”. Irene conquista presto un ruolo di prestigio nella rivista. E al ritmo dei cambiamenti della moda milanese, anche la sua vita cambia radicalmente. La ragazza incontra gli stilisti dell’epoca, che proprio negli Anni Settanta anni muovono i primi passi. Da quel momento la nostra moda comincia ad affermarsi nel mondo, si passa dall’haute couture francese al pret-à-porter italiano. Ma i Seventies sono anche gli anni del divorzio, dell’emancipazione della donna, di battaglie sociali, proteste giovanili, politica, canzoni, terrorismo, amore libero, violenza, nascita delle radio private… Attraverso gli snodi della vita privata e professionale di Irene, si racconterà la storia di una generazione che ha vissuto conflitti e contraddizioni, fermenti e cambiamenti irripetibili.
La regia è di Luca Lucini (Tre metri sopra il cielo, Oggi sposi, Nemiche per la pelle) e del regista pubblicitario Ago Panini.
Baglioni, ci sarà anche Riccardo CoccianteOspite nella seconda serata del festival

NREMO04 febbraio 201913:57

“Tra gli ultimi arrivati, come ospite, ci sarà anche Riccardo Cocciante, nella seconda serata”.
Lo ha annunciato, in conferenza stampa, Claudio Baglioni. “L’internazionalità del festival non è solo nel nome, ma anche nel fatto che molti artisti che partecipano sono internazionali. Andrea Bocelli è artista internazionale, Cocciante lo è”.
Bisio, sarò me stesso, con garbo40 anni di carriera, debutto al festival con ansia

SANREMO04 febbraio 201914:05

“Prometto di essere me stesso, con garbo”: alla vigilia del suo primo festival di Sanremo da conduttore, Claudio Bisio non vede l’ora di “scendere in campo”. E’ pronto a seguire la ritualità dell’Ariston, ma “senza snaturarmi: la mia storia la conoscete, ho recitato testi di Pennac, De André, Michele Serra. Se mi avete chiamato è per essere me stesso, con garbo. La mia ultima esperienza in tv, il Saturday Night live, era fatta con il linguaggio degli stand up comedians, anche di turpiloquio, che qui ovviamente non ci può essere”, sottolinea. Poi, rispondendo alle domande, precisa con un sorriso: “non parlerò di migranti, ma neanche di Venezuela, di Bolsonaro, del nuovo esame di maturità, del buco dell’ozono. Forse farò qualche battuta sullo spostamento del polo magnetico della terra. Se parlerò della Juve? Non dirò nulla, lo giuro”. Bisio non si sottrae all’ansia da festival: “Non pensavo che fosse così Sanremo, eppure l’anno prossimo festeggio 40 anni di carriera, il mio primo bollino Enpals è del 1980. Ma una cosa così non mi era mai capitata. Federica Pellegrini mi ha raccontato l’ansia delle Olimpiadi, dove per fare i 100 metri ti prepari per anni: non vedo l’ora di tuffarmi in acqua, o di sentire il colpo dello starter per correre”.

Baglioni, non sarà un festival politicoFasulo, clausola di trasparenza rispettata

SANREMO04 febbraio 201915:48

– “Non sarà un festival politico, almeno non nell’accezione che si può pensare. Il nostro sarà un festival che si basa sulle canzoni”. Claudio Baglioni sgombra il campo da ogni dubbio sulla natura che avrà il suo secondo Sanremo, al via il 5 febbraio. Baglioni definisce Sanremo “un gran premio della montagna, la cosa più difficile che mi sia mai capitata nella vita”. Quest’anno “duetterò con gli ospiti sulle loro canzoni o canteremo brani di un repertorio terzo. Apriremo tre serate con mie canzoni – aggiunge – accarezzando il concetto di kolossal, di teatro totale sul palco dell’Ariston, un po’ come è accaduto nei miei concerti: avremo coreografie mutuate dallo show, firmate da Giuliano Peparini, e parte della squadra di ballerini che mi ha seguito nel tour”. Sulle polemiche relative al conflitto d’interessi, “La clausola di trasparenza, c’è ed è stata rispettata, il contratto di Claudio Baglioni è in linea con quello firmato dai direttori artistici precedenti”, dice il vicedirettore di Rai1 Claudio Fasulo.
Equilibrio Festival, tra danza e luciA Roma focus su Paesi Nordici. Aurora boreale in live streaming

04 febbraio 201916:40

– Le espressioni della danza contemporanea dei Paesi Nordici, accanto a concerti e mostre, installazioni di light design e proiezioni, light show, sound art e appuntamenti per bambini, che hanno al centro l’importanza della natura e il rispetto che l’uomo le deve. E poi il verde, il rosso e l’azzurro del seducente spettacolo dell’aurora boreale da guardare col naso in su, in live streaming direttamente dalla Lapponia. Sarà un grande viaggio nella cultura di Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia e Svezia la nuova edizione di Equilibrio Festival, in programma all’Auditorium Parco della Musica di Roma dal 10 al 26 febbraio.
Dopo i focus dedicati a Francia e Germania, nel 2019 arrivano nella Capitale le produzioni più significative di un piccolo e selezionatissimo esercito di danzatori, coreografi, artisti e compositori provenienti da Paesi non lontani eppure ancora non troppo conosciuti dal pubblico italiano. Sei gli spettacoli in cartellone, e molti appuntamenti gratuiti.
Milano moda donna, torna GucciDal 19 al 25 febbraio, in calendario 60 sfilate molte co-ed

MILANO04 febbraio 201916:59

– La moda femminile dell’autunno-inverno 2019/20 monopolizzerà la vita di Milano con la Fashion Week dal 19 al 25 febbraio. In calendario 60 sfilate, 81 presentazioni e 33 iniziative, per un totale di 173 collezioni. Sfilano tanti giovani: uno su tutti, il designer Marco Rambaldi. Ma soprattutto tornano grandi nomi: Angel Chen, Bottega Veneta (col debutto del direttore creativo Daniel Lee) e il ‘peso massimo’ della Moda Gucci, che dopo aver sfilato l’anno scorso a Parigi torna come previsto con una sfilata co-ed, cioè femminile e maschile. “Siamo molto contenti – ha detto il presidente della Camera della Moda Carlo Capasa -. Gucci era andato a Parigi nella scorsa stagione per il progetto complessivo, parte del percorso creativo di Alessandro Michele.
Ora torna come promesso e noi ne siamo contenti perché la forza di Gucci è molto importante”. “C’è tanto uomo nella settimana femminile” ha aggiunto, ricordando che sono ben 12 le sfilate co-ed in programma, tra cui anche Armani, Moncler e Ferragamo.
Moda: Capasa, atteso rallentamento a +1%Presidente Camera della Moda, nel 2018 fatturato era stato +2,8%

04 febbraio 201916:59

– Rallenta la corsa del fatturato del sistema della Moda italiano: nel primo semestre dell’anno è attesa una crescita massima dell’1%, mentre nello stesso periodo dell’anno scorso l’aumento era stato del +2,8%. A spiegarlo è stato Carlo Capasa, presidente della Camera nazionale della Moda, a Milano per la presentazione della Fashion week (dal 19 al 25 febbraio).
“E’ dovuto alla congiuntura internazionale, con la Brexit e la guerra dei dazi. Elementi che, per un sistema che esporta molto, possono incidere negativamente”. Ma, ha voluto ricordare Capasa, siamo sempre “un sistema che vale il 12% del valore aggiunto nazionale e con 700mila addetti. Solo le imprese milanesi della Moda fatturano 28 miliardi all’anno. Il Governo “ha messo sul tavolo fondi pari a quelli messi per le passate edizioni. Mi pare proprio ci sia la volontà di accompagnare il settore”.
Futura torna a Bologna, 35 anni dopoAd Artefiera un’installazione del pioniere della graffiti art

04 febbraio 201917:55

– Dopo 35 anni dalla mostra ‘Arte di Frontiera’, alla quale lavorò anche Francesca Alinovi, che 35 anni fa, a Bologna fece conoscere al grande pubblico la graffiti art, Artefiera, che in questi giorni ha invaso Bologna con i suoi eventi collaterali, ha fatto segnare anche un ritorno importante: è quello di Futura, alias Leonard Hilton McGurr, pioniere della street art.
L’artista newyorkese, infatti, ha realizzato un’installazione ad Artefiera, nella Iqos lounge, diventata uno spazio dedicato proprio a lui.
Pioniere del movimento artistico degli anni ’80, ha realizzato sei pannelli di tre metri di lunghezza disegnati con le bombolette spray, che sono stati uno degli spazi più apprezzati dai visitatori di Artefiera.

Ligabue superospite venerdì 8 febbraioRocker di Correggio nella puntata dei duetti

SANREMO04 febbraio 201918:14

– Ligabue sarà super ospite del 69/o Festival di Sanremo, venerdì 8 febbraio. La presenza del rocker di Correggio impreziosirà ulteriormente la serata dedicata ai duetti, durante la quale tutti gli artisti in gara avranno amici e colleghi al loro fianco.
Sanremo, musica e gara eleganza e trendBaglioni in Scervino, Virginia apre in Armani

04 febbraio 201918:41

– Oltre alla gara canora, il Festival di Sanremo, si sa, è un banco di prova dell’eleganza maschile e femminile, in taluni casi un trampolino di lancio per nomi nuovi della moda e di tendenze, non sempre eleganti a dire il vero, quasi sempre un’importante vetrina per i marchi e gli stilisti che vestono i conduttori e le star della canzone sul palco dell’Ariston per le cinque serate. Intanto, a 24 ore dall’inizio del Festival si cerca di fare il punto su “chi vestirà chi”.
Cominciando stavolta dai look dei conduttori, i due Claudio, Baglioni e Bisio. Virginia Raffaele nella sua terza partecipazione al 69/o Festival di Sanremo, ha scelto Armani per l’apertura del 5 febbraio e per la finale di sabato, mentre per le altre serate sarà una sorpresa (forse con griffe d’Oltralpe).
Anna Foglietta vestirà invece Alberta Ferretti. Intanto Claudio Baglioni indosserà per tutte le 5 sere vestiti di Ermanno Scervino, mentre Claudio Bisio ha scelto Armani ed Etro che vestirà anche Irama.
Mann, il porcellino per capodanno cineseStatuetta villa papiri nell’atrio e mostra su Sichuan

NAPOLI04 febbraio 201919:05

– Con l’esposizione straordinaria del ‘porcellino’ di Villa dei papiri anche il Museo archeologico nazionale di Napoli festeggia l’arrivo del 2019 ‘l’anno del maiale’ nel giorno del Capodanno cinese. Fino al 20 febbraio, a partire dalle ore 14, sarà possibile accedere al Museo con ticket ridotto (5 euro) e visitare la mostra “Mortali Immortali.
I tesori del Sichuan nell’antica Cina” che, per la prima volta in Europa, raccoglie opere espressione della cultura Shu, una esposizione che da dicembre conta già oltre 40mila presenze.
Nell’atrio del Museo, stasera aperto gratuitamente, si può invece ammirare il “Porcellino”, statuetta in bronzo che fu rinvenuta il 17 maggio 1756 nel peristilio rettangolare della Villa dei Papiri di Ercolano. La comunità cinese campana conta circa trentamila persone, prima del festeggiamento del capodanno gli organizzatori dell’ associazione Ciao Cina si sono recati al Mann per scoprire la teca che custodisce la statua del maialino, insieme al direttore del museo Paolo Giulierini.
Fedez, Paranoia Airlines è disco platinoad una settimana da uscita

04 febbraio 201919:34

– “Paranoia Airlines”, il nuovo album di Fedez, nella prima settimana di debutto è già record ed è certificato disco di platino. Negli ultimi 12 mesi Federico è l’unico artista in Italia ad aver ottenuto la certificazione in così breve tempo. Dopo aver raggiunto il #1 nella classifica FIMI/Gfk, l’artista colleziona anche questo importante riconoscimento. Successo anche per la capsule collection By The Ferragnez, pensata per i fan e ringraziarli del sostegno avuto in questi anni. Distribuito da Sony Music, l’album contiene 16 brani inediti, in cui sono presenti collaborazioni con artisti nazionali e internazionali: dal rap di Trippie Redd ed Emis Killa, alla dance pop di Zara Larsson, al cantautorato di LP, alla trap di Tedua e la Dark Polo Gang fino al pop di Annalisa.
‘Paranoia Airlines’ è stato anticipato da “Prima Di Ogni Cosa”, già certificato disco di platino, e da “Che Cazzo Ridi” feat.
Tedua & Trippie Redd dal giorno dell’uscita si è posizionato stabilmente ai vertici della Top 50 Italia di Spotify

Ville Venete:Italia Nostra,via capannoniSignorini interviene su polemica negozi in dimore antiche

VENEZIA04 febbraio 201919:47

– “E’ giunta l’ora di pronunciare questa fatidica frase: demoliamo i capannoni abbandonati che mortificano la vista della campagna dalle finestre delle Ville Venete e restituiamo il paesaggio ai cittadini. Si può e si deve demolire!”. Lo afferma la presidente di Italia Nostra, Mariarita Signorini, intervenendo sulle polemiche sollevate dalla proposta-provocazione della sezione di Treviso di realizzare negozi e supermarket nelle Ville Venete, partendo da Villa Emo, per sottrarle all’inevitabile degrado. “Se ci si vuole rendere conto di come fosse quel paesaggio – prosegue Signorini – ci si deve riferire a quello descritto dai grandi pittori veneti, da Giovanni Bellini in poi”. Per quanto riguarda invece Villa Emo, spiega la presidente di Italia Nostra, l’unica seria soluzione è l’acquisto da parte del Mibac e la sua destinazione a uso pubblico.
Seeyousound chiude con +70% di presenzeGriseri, incremento record con “la gente felice di partecipare”

TORINO04 febbraio 201920:51

– Seeyousound, l’ultimo festival cinematografico nato a Torino, 5 anni fa, dedicato al cinema sulla musica e alla musica per il cinema, chiude con il 70% in più di presenze nelle sale e il 91% di incassi, “Un’edizione di incredibile successo. Sono cresciuti tutti i numeri e molti appuntamenti sono andati sold out” dichiara il direttore Carlo Griseri.
“In molti casi – aggiunge Griseri – abbiamo dovuto cambiare la sala, all’interno del Cinema Massimo, messo a disposizione del Museo del Cinema, passando alla sala più grande. Ma più ancora dei numeri, quello che mi ha colpito, è la soddisfazione del pubblico. Molti uscivano dalle sale felici di essere stati al festival e con l’intenzione di tornarvi sia per guardare altri film, sia per parlare con noi di cinema e di musica”.
Tra i tanti sold out, si segnalano quelli per il documentario ‘Symphony of Now’, per il live set di Alex.Do, per l’attesissimo ‘Lords of Chaos’, ‘Rude Boy’, ‘Manchester Keeps on Dancing’ sulla musica elettronica inglese.
Oscar miglior attore, tra Malek e BaleIn corsa anche Dafoe, Mortensen e Cooper

04 febbraio 201919:36

– Tanto riservato nella vita quanto esplosivo in scena, Rami Malek, 37 enne californiano figlio di immigrati egiziani, alla sua prima nomination, sembra vicino all’Oscar come miglior attore protagonista, per la camaleontica prova nei panni di Freddie Mercury in Bohemian Rhapsody. Gli ostacoli maggiori alla sua vittoria sono due: le nuove accuse di abuso su minore, piombate sul regista del film Bryan Singer (licenziato verso fine lavorazione, anche per i frequenti scontri con Malek), e un altro grande attore camaleonte, Christian Bale, in corsa nel ruolo dell’ex vicepresidente Usa Dick Cheney in Vice di Adam McKay.
Partono meno favoriti gli altri tre in cinquina: Willem Dafoe, con una delle sue migliori interpretazioni in Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità di Julian Schnabel; Viggo Mortensen, generoso buttafuori in Green Book di Peter Farrelly, e Bradley Cooper, con l’unico personaggio di fantasia del gruppo, il tormentato country rocker Jackson Maine nel suo debutto alla regia, A star is born.
Incassi, in testa Dragon TrainerSegue new entry Green Book e Creed II. Il primo re al quarto

04 febbraio 201911:56

Sono il guerriero vichingo Hiccup e il drago sdentato di Dragon trainer: Il mondo nascosto, della trilogia fantasy di Dean DeBlois, a dominare la classifica Cinetel degli incassi nelle sale italiane, con 3.155.580 euro guadagnati in quattro giorni di programmazione. Con 1.814.950 euro segue un’altra new entry, il film in odore di Oscar Green Book di Peter Farrelly, con Viggo Mortensen protagonista della storia di un’amicizia nata nell’America anni ’60 dominata dal razzismo, tra Don Shirley, pianista jazz di colore e il suo autista italoamericano. Terzo posto per Creed II di Steven Caple Jr. con Sylvester Stallone, ottavo della serie Rocky che registra 1.525.905 euro. Debutto al quarto posto per Il Primo re di Mattia Rovere, con Alessandro Borghi, Alessio Lapice nei panni di Romolo e Remo che incassa 930.075 euro ed è l’unico film italiano tra i primi 10. Quinto posto per Mia e il leone bianco con 877.714, 5.000.522 in tre weekend. Totale b.o.
12.324.924 euro, +7.03% sul 2018, -4% rispetto al passato week end          [print-me title=”STAMPA”]

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DI LUNEDì 04 FEBBRAIO 2019

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A Sanremo atteso anche Tom Walker
Per un duetto con Mengoni sulle note del successo Hola (I Say)

– Ci sarebbe anche Tom Walker tra gli ospiti attesi al festival di Sanremo. L’artista britannico è pronto a calcare il palco dell’Ariston per duettare con Marco Mengoni. I due hanno cantato insieme in Hola (I Say), il brano più trasmesso dalle radio nel mese di gennaio e contenuto nell’ultimo album di Mengoni, Atlantico. Tom Walker e Marco Mengoni si sono già esibiti insieme durante la finale live di X Factor, lo scorso 13 dicembre, al Mediolanum Forum di Assago.
Musica: La Verdi omaggia Fabio VacchiQuattro serate al M.A.C. e in Auditorium dal 5 al 10 febbraio

– Con la mini rassegna ‘Luoghi immaginari nella Milano di Fabio Vacchi’, l’Orchestra Verdi rende omaggio a Fabio Vacchi, da cinque anni compositore in residence del complesso fondato 25 anni da Vladimir Delman.
Si tratta di due appuntamenti cameristici, il 5 e 7 febbraio al M.A.C – sede dell’Orchestra – e di due sinfonici, l’8 e 10 all’Auditorium di Milano. Protagonista dei concerti in Auditorium sarà il suo Concerto per violino, un brano del 2016 commissionato dal Teatro Petruzzelli di Bari dove venne eseguito per la prima volta. Lo scorso anno il compositore bolognese ne approntò una nuova versione ‘Natura naturans’ che ha debuttato alla Carnegie Hall di New York e che viene ora presentata per la prima volta in Italia. Fabio Vacchi ha voluto dedicare la composizione a Livia Pomodoro, ex magistrato, oggi presidente dell’Accademia di Brera. Ne saranno interpreti il violinista Domenico Nordio e la bacchetta di Carlo Boccadoro.         [print-me title=”STAMPA”]

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D’Angelo-Cori, sfida tra generazioni
Al festival con Un’altra luce,”per ribadire nostra napoletanità”

02 febbraio 2019 10:24

-Sessantuno anni Nino D’Angelo, ventotto Livio Cori. Sesta volta all’Ariston per il primo, partito dal mondo dei neomelodici; al debutto festivaliero il secondo, a suo agio nell’hip hop. Ad unire due mondi apparentemente tanto distanti la musica e la napoletanità. “Sono stato io a cercare Nino, un’icona per me, una pietra di Napoli. Lo volevo nella canzone Un’altra luce, che stavo scrivendo. Ma Sanremo non era proprio nei miei pensieri. A proporlo dopo aver sentito la canzone, è stato lui”, racconta Cori, che non nasconde un po’ di ansia, mescolata a gioia. “Fa paura, certo. E’ una carovana, vista da tutta Italia”, lo tranquillizza a modo suo D’Angelo, dando l’idea di come complicità e voglia di divertirsi siano alla base del loro rapporto. E così la strana coppia arriva al Festival, con un brano per metà in dialetto. “Se fosse dipeso da noi, sarebbe stato tutto in napoletano, che è una lingua vera e propria. Le canzoni bisogna ascoltarle, non capirle – spiega D’Angelo, per niente preoccupato che il dialetto possa risultare ostico per il pubblico del festival e di Rai1 -. Del resto ci piacciono le canzoni in inglese, a me piace Imagine, ma non capisco una parola. E’ il suono che è fondamentale”. Tra i due è stato amore a prima vista, ma anche una sfida. “Mi sono messo in gioco, facendo qualcosa di completamente nuovo – racconta Nino -. Ma se non lo fai con i giovani, non lo fai mai. Solo Livio poteva farmi cantare con l’autotune. Noi per non invecchiare dobbiamo prendere da loro, i giovani per crescere devono un po’ seguire noi. Ma la mia generazione è in debito: ha fallito, ha tolto la luce e il diritto al futuro ai giovani, abbiamo dato meno di quello che abbiamo ricevuto”. L’incontro generazionale a Sanremo, dice, è anche un “piccolo risarcimento”. “La vecchia generazione ha pensato a se stessa, senza tener conto di chi sarebbe arrivato dopo. E ieri come oggi, siamo costretti ancora ad emigrare, non solo all’estero, ma per noi del Sud anche al Nord”, gli fa eco Cori, che non smette di ripetere quanto l’incontro con il compagno di ventura sia stato importante soprattutto a livello umano. D’accordo su tutto, dunque. Solo su una cosa non riescono proprio a trovare un accordo: “l’abbigliamento”, dicono all’unisono. “Ma io per lui, ci sarò sempre – chiosa il veterano -. Anche se lui ogni tanto si dimentica che ho il doppio dei suoi anni e mi invita a ballare in discoteca”. Per Cori (che molti identificano con Liberato, il rapper incappucciato la cui identità è sconosciuta) è in arrivo anche il primo vero album dal titolo “Montecalvario” (il quartiere di Napoli da cui arriva), in uscita l’8 febbraio, “tutto in napoletano, perché volevo fosse legato alla mia partenza. E l’unico ospite e padrino di questo disco poteva essere solo lui”. Nino D’Angelo, invece, sta preparando una tre giorni di festa all’Arena Flegrea di Napoli il 21, 22 e 23 giugno insieme a Gigi D’Alessio.

Depero e Halley, colori spiazzantiA Roma le opere del maestro futurista e dell’artista americano

02 febbraio 201921:02

“Ballerina” di Fortunato Depero del 1919 e “Nerve” di Peter Halley del 2016: cento anni separano queste due tele. A legarle è l’ assonanza di colori e linee, la scelta astratta con forme e toni che a distanza di un secolo corrono in parallelo. Quadri e disegni di uno dei giganti del Futurismo e dell’ esponente americano del nuovo concettualismo geometrico anni Ottanta si confrontano a Roma nella mostra “Replay”, fino al 24 aprile alla Galleria Futurism and Co. A dare lo spunto è stato lo stesso Halley, 66 anni, dopo aver rivisto nel 2014 a New York le opere di Depero nella grande esposizione al Guggenheim sul Futurismo. “Mi sento vicino a lui nell’ uso del colore”, disse. Tanto è bastato ai curatori Giancarlo Carpi e Graziano Melolascina per portare pochi mesi dopo i lavori dei due artisti a Torino e ora nella capitale. Nelle trenta opere provenienti da collezioni private il dinamismo e le figure umane robotizzate e meccaniche di Depero si alternano alle griglie, alle sbarre di prigione, ai condotti e ai labirinti del maestro newyorchese del Neo-Geo. E’ qui che emerge l’ aspetto seriale e pre-pop del grande futurista, impegnato negli anni venti anche nella pubblicità – Campari in primis – con soluzioni innovative e un accostamento ardito dei colori tornati a partire dagli anni Sessanta nella comunicazione commerciale. Depero nel 1928 si trasferì a New York, vera metropoli futurista da lui descritta come una “New Babel” e resa con un insieme vorticoso di ingranaggi, tubi, scale e grattacieli. E’ quindi probabile che i suoi lavori siano stati visti poi dagli artisti del Pop e abbiano costituito una fonte di ispirazione negli anni Ottanta in quel clima di “simulazione degli artisti del passato operata anche da Halley”. “Peter Halley è un mostro sacro, uno tra i cento artisti più quotati al mondo – dice Melolascina -. Lavora con le più grandi gallerie. Lo si può considerare come Wharol o Basquiat ai loro tempi. In qualche modo ha ‘spiato’ Depero. I suoi tunnel, labirinti e percorsi esprimono concetti mentali. Il grande insegnamento di questa mostra è che due maestri diversi e distanti sono accomunati dallo stesso Dna geometrico”. Se quindi balza agli occhi la modernità di Depero “tuttora contemporaneo per aver precorso i tempi”, dei lavori di Halley viene messa in luce la qualità stordente e straniante. “I suoi condotti sono metafore delle modalità di comunicazione – spiega Carpi – forme che rappresentano l’essere umano e in qualche modo lo costringono. Halley non si definisce totalmente astratto Le sue sono rappresentazioni di celle, griglie, sia metaforiche sia una simulazione, presentando ad esempio ciò che sembra una planimetria o un circuito elettronico come un quadro astratto. E’ una presa di coscienza della fine dell’ evoluzione dell’ arte astratta, con la possibilità di simularla e riciclarla con un certo distacco”. “Depero considerava arte la pubblicità – osserva Maurizio Scudiero, curatore dell’ archivio dell’ artista – per lui fare un collage pubblicitario o un dipinto aveva la stessa valenza estetica. Questo discorso viene recuperato negli anni Ottanta dagli artisti come Peter Halley che riprendono le attitudini delle avanguardie storiche e, senza il vizio di letture ideologiche, riescono a coglierle meglio di come era avvenuto in Italia dal dopoguerra”. In Depero e Halley il cromatismo è “disturbante”, fatto di tinte piatte, fluorescenti e, nel caso dell’ artista americano, di colori acrilici e di invenzioni industriali come il Day-Glo e il Roll-a-tex. “Certi collage pubblicitari di Depero degli anni venti hanno colori che sono azzardati anche oggi e che ritroviamo in Halley. Il colore è usato in senso antinaturalistico come elemento che dinamizza la composizione. Il contrasto di tinte al quali l’ occhio non è abituato provoca un cortocircuito, una vibrazione spiazzante”.

Mostra paesaggio nell’arte contemporanea’Approdi e derive’ con opere 17 artisti fino al 13/4 a Bologna

BOLOGNA02 febbraio 201913:05

– Una mostra alla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, ‘Panorama. Approdi e derive del paesaggio in Italia’, ripercorre fino al 13 aprile l’evoluzione del paesaggio nella storia dell’arte contemporanea italiana con oltre 40 opere (dipinti, sculture, video, foto e installazioni) di 17 artisti nati tra gli anni ’60 e ’80, a confronto con gli scenari urbani di Antonio Sant’Elia, un grande ‘paesaggio anemico’ di Mario Schifano, i progetti distopici del Superstudio e alcuni scatti iconici di Luigi Ghirri.
“La mostra – spiega il curatore Claudio Musso – intende indagare un genere caro alla storia dell’arte: il paesaggio. Gli artisti hanno sviluppato nelle loro ricerche un approccio inedito alle questioni aperte dalla catena di relazioni tra natura e architettura, mappa e territorio, realtà e rappresentazione. Le opere dimostrano la necessità comune di indagare le principali questioni legate alla concezione del paesaggio nel mondo contemporaneo: dalla politica all’ecologia, dalla cultura al turismo”.

Enia, su migranti manca ascoltoEsce audiolibro di ‘Appunti per un naufragio’

02 febbraio 201913:53

– DAVIDE ENIA LEGGE APPUNTI PER UN NAUFRAGIO (EMONS EDIZIONI, 1 CDMP3, VERSIONE INTEGRALE, EURO 14.90, DIGITALE 8.94) Sui migranti abbiamo sempre “un racconto di rimbalzo”. Ci mancano le voci “di chi vive e lavora nella frontiera” ci dice Davide Enia, l’autore del romanzo Premio Mondello 2018 ‘Appunti per un naufragio’, diventato ora un audiolibro Emons, letto dallo stesso autore, che ne ha tratto anche un’opera teatrale di successo ‘L’abisso’. E ora, in occasione, dell’uscita dell’audiolibro ha raccontato questo percorso in una “performance di quasi-teatro” all’Alcazar a Roma. Quello che ci manca, ci dice Enia, drammaturgo, regista, attore e romanziere, che ha frequentato Lampedusa per anni, sono l’ascolto e la comprensione. “Sistematicamente si sentono frasi e sentenze da chi non ha mai assistito a uno sbarco. Le prime voci che andrebbero ascoltate, quelle di chi vive e lavora nella frontiera, sono zittite. Non sentiamo mai la guardia costiera, il personale medico delle navi e neppure le persone che attraversano la frontiera” spiega Enia. “Il corpo – afferma – è narrativo. Attraverso il corpo scopriamo che gli uomini che attraversano la frontiera vengono torturati e le donne stuprate. Mancano due cose oggi: l’ascolto e la comprensione del perchè avvenga questo spostamento di massa. Bisogna andare all’origine di questa enorme immigrazione”.
E di fronte agli sgomberi dei rifugiati e alle navi bloccate al largo dei porti, come la Sea Watch, Enia afferma che: “la politica dovrebbe risolvere i problemi politici con le armi e nei luoghi della politica e non sul corpo delle persone. Invece è un po’ quello che fanno tutti: la strumentalizzazione del corpo delle persone appartiene a ogni parte politica e andrebbe evitata. Ogni corpo che attraversa il Mediterraneo ha una storia di miserie e splendori che andrebbe rispettata”.
Enia, palermitano 44 anni, autore e interprete di ‘Italia-Brasile 3 a 2’, ‘Scanna’, ‘I capitoli dell’infanzia’, per i quali ha vinto i più importanti premi del teatro italiano, e del radiodramma Rembò, frequenta Lampedusa da prima della primavera araba. “Volevo vedere cosa accadeva” racconta. Da quell’esperienza e dagli incontri con chi vive e lavora sulla frontiera è nato il romanzo ‘Appunti per un naufragio’ in cui da voce a chi spesso non ce l’ha intrecciandola a un naufragio personale, la malattia che ha colpito e portato via suo zio.
“Prima di pubblicare il libro ho sottoposto alle persone che ho incontrato: guardia costiera, personale medico, residenti, pescatori, un paio dei migranti incontrati a Lampedusa, il testo per l’approvazione” racconta l’autore. “Molte persone – sottolinea – che vengono dalla Libia non ce la fanno a raccontare. Tutte soffrono di sindrome post-traumatica”. A Lampedusa Enia si è reso anche conto che il suo essere palermitano gli ha dato una chiave d’accesso linguistica privilegiata. “Parlavo con tutti – racconta – in dialetto palermitano. Un dialetto che è fatto di parole e silenzi che vanno decifrati. Senza alcun merito mi sono trovato in un contesto linguistico che è il mio”.
La “performance di quasi-teatro” è un po’ la sintesi di tutto questo lavoro. “E’ tentativo di rispondere alla domanda: “come si può raccontare il tempo presente nel momento della crisi?”.
In ‘Appunti per un naufragio’ ho portato il romanzo ai suoi limiti”.
Italia Nostra choc, ipermercati nelle ville veneteProposta contro il degrado

TREVISO02 febbraio 201920:56

-Ipermercati negli spazi delle antiche Ville Venete. Una proposta spiazzante, che non arriva da uno spregiudicato finanziare o un re del mattone, bensì da Italia Nostra, che da sempre si batte per la tutela dei beni culturali. Eppure questa, l’utilizzo a fini commerciali delle dimore palladiana sparse in Veneto e Friuli, è l’idea lanciata dal presidente della sezione di Treviso di Italia Nostra, Romeo Scarpa. Proprio per evitare il lento degrado di questi gioielli dell’architettura. Un progetto sull’esempio di quanto è stato fatto a Venezia con il Fontego dei Tedeschi, il palazzo di quattro piani ai piedi del Ponte di Rialto, che un’operazione sinergica tra pubblico e privato (la proprietà Benetton l’ha dato in gestione alla gruppo Dfs, del colosso Lvmh) ha trasformato nel nuovo centro del lusso della città lagunare, salvandolo dall’abbandono. Lo stesso, in scala ridotta, era stato fatto sempre a Venezia da Despar con l’ex Cinema Italia, divenuto un supermarket glamour. L’idea a cui pensa Scarpa è di inserire la palladiana Villa Emo di Fonzolo di Vedelago (Treviso) in un progetto-pilota di recupero, applicabile magari ad altre dimore. Villa Emo è in vendita, e Italia Nostra spera da tempo in un intervento statale. Non così Scarpa: “abbiamo distrutto il suolo veneto costruendo mentre abbiamo beni da favola che i privati non riescono a gestire – spiega – Si chiede l’intervento dello Stato che spesso dimostra di abbandonare ciò che dovrebbe valorizzare, quando con una nuova ‘visione’, anziché scandalizzarsi, si tornerebbe all’antico”. “Negli Usa si costruivano centri commerciali attorno ai quali nascevano città – sottolinea Scarpa -, in Italia abbiamo fatto il contrario, svuotando le città. Ma storicamente la villa era la casa del signore che gestiva un territorio, facendo nascere il borgo, producendo e commerciando”. “Chiaro – aggiunge – che beni come villa Emo andrebbero gestiti in modo diverso”. L’idea è quella di un parcheggio lontano qualche chilometro dalla villa, navette ‘green’ per vedere il parco, e per giungere nel palazzo e fare acquisti “coniugando le necessità con la cultura e l’ambiente a costo zero”. “Un’idea – conclude Scarpa – per sfuggire allo stallo in cui siamo nella gestione dei beni culturali dove il conservatorismo senza una visione prospettica lascia marcire quanto di più bello abbiamo”.

Bocelli all’Ariston per le proveSuperospite della prima serata del Festival, il 5 febbraio

02 febbraio 201916:08

– Prove all’Ariston oggi pomeriggio per Andrea Bocelli che sarà superospite d’eccezione della prima serata della 69/a edizione del Festival di Sanremo, al via il 5 febbraio. La presenza del tenore, reduce dal trionfo mondiale del nuovo album Sì, è stata annunciata dal direttore artistico Claudio Baglioni durante la conferenza stampa di presentazione del festival, a gennaio.
Un palco, quello dell’Ariston, caro a Bocelli: esattamente 25 anni fa l’artista vinse nella categoria “Nuove Proposte” con “Il mare calmo della sera”.
Mambo presenta programma espositivo 2019Balbi, ‘Obiettivo essere punto riferimento creativo Bologna’

BOLOGNA02 febbraio 201916:50

– Un piano che conferma le linee curatoriali espresse a partire dallo scorso anno con l’obiettivo di far diventare il Museo d’Arte Moderna di Bologna, “il punto di riferimento creativo della città”. E’ questa la rotta, fissata dal programma espositivo 2019 per il Mambo presentato oggi. “Il programma per il 2019 – spiega il direttore artistico del museo, Lorenzo Balbi – è molto ambizioso e ribadisce, con qualche aggiustamento, le linee guida dello scorso anno. La centralità va alla ‘Sala delle Ciminiere’ “con tre mostre personali” dedicate a tre artisti di spicco del panorama mondiale come Mika Rottenberg, Julian Charriere e Cesare Pietroiusti.
Nel corso dell’anno, ancora, il Mambo ospiterà tre progetti dedicati alla contaminazione tra arte, archivio, musica e fumetto: ‘No Oreste, No! Diari da un archivio impossibile’; ‘Bologna Rock’ e la mostra-omaggio alla ‘Galleria de’ Foscherari 1963-2019′. In programma alla Villa delle Rose, le mostre personale di Goran Trbuljak e Catherine Biocca.

Vasi e coppe greche sequestrate a GaetaRisalgono al VI-V sec.a.C, forse rubati a un collezionista

02 febbraio 201917:20

– Tre reperti archeologici di origine greca risalenti al 500 a.C. sono stati sequestrati dalla Polizia nel parco Regionale di Monte Orlando, a Gaeta, in provincia di Latina. I reperti, in buono stato di conservazione, sono: una kylix, una coppa da vino in ceramica, una lekythos, un vaso allungato con il collo stretto e poi svasato e una lebes gamikos, una anfora usata nelle cerimonie nuziali. Da una prima analisi effettuata da esperti archeologi – spiegano gli investigatori – i reperti risultano autentici e di inestimabile valore, verranno successivamente esaminati da personale della Soprintendenza delle Belle Arti. L’ipotesi è che possano essere stati trafugati dall’abitazione di facoltoso collezionista che li deteneva illegalmente. La Polizia di Latina nel corso di servizi di controllo, ha eseguito dei sopralluoghi dove era stata segnalata nelle ore notturne la presenza di persone sospette. All’interno di un rudere abbandonato e frequentato da spacciatori è stata trovata una busta con dentro i reperti.
Oscar Miglior attrice, Close da battereChance per Colman e lady Gaga. In gara anche Aparicio e McCarthy

02 febbraio 201917:51

– Una decina di premi finora fra i quali spiccano il Golden Globe, il Critics Choice Award (ex aequo con Lady Gaga) e lo Screen Actors Guild (che generalmente ‘anticipa’ il vincitore degli Oscar), rendono Glenn Close la candidata da battere nella corsa agli Oscar come miglior attrice protagonista, dove è in gara con il dramma The wife di Björn Runge. Le avversarie forti tuttavia non mancano, a cominciare da una delle più grandi interpreti della sua generazione, Olivia Colman, vulnerabile e appassionata regina Anne in La favorita di Yorgos Lanthimos, per cui ha già vinto la Coppa Volpi al Lido, e la popstar Lady Gaga che ha conquistato pubblico e gran parte della critica, spazzando via gli scetticismi della vigilia come protagonista di A star is born di Bradley Cooper. Completano la cinquina la debuttante Yalitza Aparicio protagonista del dramma famigliare Roma di Alfonso Cuaron, Leone d’oro a Venezia e la sorprendente Melissa McCarthy, perfetta falsaria in Copia Originale di Marielle Heller.
Le ‘Lezioni’ di Matera 2019Il progetto ‘Future digs’ per riflettere sulla cultura che verrà

TERA02 febbraio 201919:29

– Un cantiere di idee che guardi al futuro per spingere il pubblico a una riflessione sulla cultura che verrà. La Capitale europea della Cultura 2019 è anche “Future digs”, il progetto della Fondazione Matera-Basilicata 2019 che si svilupperà in quattro capitoli, tutti caratterizzati dalla parola “Lezioni”. Ci saranno quindi Lezioni di cinema, di storia e di democrazia e infine le Lezioni materane.
Il primo appuntamento, in collaborazione con la Lucana Film Commission, è fissato per il 7 febbraio, al Cinema Piccolo, con “Lezioni di cinema. Tatti Sanguineti racconta il passato, il presente e il futuro della settima musa”.
Verso il Baglioni bis, aria d’austerity anche all’AristonAd ‘calmiera’ compensi cast e ospiti. Bocelli prova

02 febbraio 201920:58

– Preceduto dalle polemiche sul presunto ‘cerchio magico’ di Claudio Baglioni, atteso come l’evento televisivo (e social) per eccellenza, il primo Sanremo dell’era giallo-verde al governo si prepara a tagliare il 5 febbraio il traguardo della 69/a edizione puntando a laurearsi come uno dei più ‘oculati’ dell’ultimo decennio sul fronte delle spese. Se negli ultimi anni, infatti, il modello produttivo ha già garantito un bilancio in attivo, per il 2019 la policy di razionalizzazione e contenimento dei costi voluta dall’amministratore delegato della Rai Fabrizio Salini ha interessato direttamente anche la voce ‘cast fisso e ospiti’. Tradotto, se il compenso di Baglioni come conduttore e direttore artistico – dopo il boom di ascolti del 2018, con una media di circa 11 milioni di spettatori e del 52% di share – è rimasto ‘bloccato’ sui 585 mila euro dell’anno scorso, sarebbero stati ritoccati al ribasso anche i cachet dei due co-conduttori, Claudio Bisio e Virginia Raffaele. A quanto si apprende, l’accordo finale avrebbe garantito all’ex volto di Zelig, che è anche autore delle sue performance, un assegno da 400 mila euro (80 mila euro a serata), all’attrice da 350 mila (70 mila a serata). L’anno scorso si parlò di 350 mila euro per Pierfrancesco Favino (al ‘debutto’ esclusivamente come conduttore) e di 420 mila circa per Michelle Hunziker (che fu però ingaggiata a gennaio, mentre la Raffaele sarebbe al lavoro sul progetto già da ottobre).
Il tetto riguarda anche gli ospiti, che saranno – salvo sorprese dell’ultima ora – per la stragrande maggioranza italiani: per un festival ‘autarchico’ si andrebbe dai 10-20 mila a un massimo di 50 mila euro. L’esborso complessivo per la conduzione e per gli ospiti si aggirerebbe su poco più di 500 mila euro a serata, per un totale di 2,6 milioni per le cinque puntate. Una voce paragonabile soltanto ai primi due Sanremo dell’era Carlo Conti, che furono completamente made in Rai.
Il Baglioni bis si piazzerebbe così sul podio dei festival più virtuosi dell’ultimo decennio che ha visto diverse edizioni più costose, a partire dal 2009, con Paolo Bonolis alla conduzione (3,2 milioni per cast fisso e ospiti), poi con i festival condotti da Fabio Fazio per i quali l’esborso sarebbe stato tra i 2,9 e i 3,2 milioni, cifre non molto diverse da quelle tirate fuori dalla Rai per i due festival targati Gianni Morandi (3,3 e 3 milioni per conduttori e ospiti). Nel complesso, il Festival 2019 dovrebbe mantenere gli stessi costi dell’edizione 2018, circa 17 milioni (compresi i 5 milioni circa della convenzione con il Comune di Sanremo) e puntare a ricavi record, superiori anche ai 25 milioni dell’anno scorso, come ha anticipato alla conferenza stampa di presentazione la direttrice di Rai1 Teresa De Santis. La macchina del festival, intanto, gira a pieno ritmo: una folla di curiosi e fan è già assiepata in queste ore attorno all’Ariston, dove nel pomeriggio sta provando Andrea Bocelli, superospite della prima serata di martedì 5 febbraio, quando sul palco – dove vinse esattamente 25 anni fa tra le Nuove Proposte, con ‘Il mare calmo della sera’ – salirà con il figlio Matteo.
Nella pattuglia degli ospiti musicali già annunciati anche Luciano Ligabue, Eros Ramazzotti, Antonello Venditti, Elisa, Giorgia, Alessandra Amoroso. All’Ariston torneranno anche Favino e Hunziker, dopo il trionfo dell’anno scorso mentre Pippo Baudo e Fabio Rovazzi si affacceranno con ogni probabilità come ‘padrini’ dei due vincitori di Sanremo Giovani, Einar e Mahmmod, che hanno conquistato di diritto un posto tra i 24 Big che, in un’unica categoria, si sfideranno per la vittoria. All’Ariston è atteso anche Claudio Santamaria, componente per una serata di quel ‘quartetto Cetra’ con gli altri tre conduttori evocato da Baglioni. Tra gli omaggi, un posto d’onore spetterà a Mia Martini: l’occasione sarà il lancio della fiction Io sono Mia, interpretata da Serena Rossi, che probabilmente canterà Almeno tu nell’universo. Performance canora in vista anche per Michele Riondino e Laura Chiatti, sulle note di Lucio Battisti e di Un’avventura, titolo del loro nuovo film in uscita il 14 febbraio.
Dolce Remi strizza l’occhio a SpielbergDal 7/2 con Daniel Auteuil, Ludivine Sagnier e Jacques Perrin

02 febbraio 201921:06

-Una favola commovente sulla realizzazione di se stessi perfetta per i bambini più grandicelli e un tuffo nel passato per tutte le mamme e i papà che con il cartoon di “Dolce Remi” sono cresciuti. Con il surplus di rivedere al cinema un grande Daniel Auteuil. Arriva il 7 febbraio in sala Remi, tratto da un classico della letteratura per ragazzi (“Senza famiglia” di Hector Malot). Il film, un’esclusiva per l’Italia di Leon Film Group in collaborazione con Rai Cinema distribuito da 01 Distribution, è diretto da Antoine Blossier che ha riletto la storia con una lente spielberghiana dando una dimensione magica alle realtà più dure e si è preso varie licenze come ad esempio quella di dotare il piccolo protagonista di una voce straordinaria. “Ho mantenuto – ha detto – l’identità francese del libro di Malot, ma lavorandola poi su un immaginario simile a quello di film con cui sono cresciuto, quelli che io e la mia famiglia abbiamo sempre visto: qualsiasi cosa prodotta da Amblin (la casa di produzione di Spielberg), film come E.T, I Goonies ma anche i classici della Disney come Pinocchio, Bambi, Dumbo. Non mi attirava il realismo…”. Ed ecco allora il piccolo Remi, interpretato dal giovane e promettente Maleaume Paquin che anche nella realtà canta benissimo e che vaga per le meravigliose scenografie francesi – scelte tra l’Occitania, Aubrac e il dipartimento di Tarn e girate in Cinemascope – assieme al saltimbanco girovago Vitalis (Auteil) che poi si scopre essere un superbo violinista italiano. “Un uomo consumato dal senso di colpa” lo ha descritto lo stesso Auteil. Che ha anche confessato: “Ho letto la sceneggiatura di Blossier e l’ho chiamato immediatamente. Mi piaceva l’idea di tornare su un testo classico, una grande storia popolare e universale, rivolta alle famiglie, qualcosa di raro ai nostri giorni. Era un progetto ambizioso, la promessa di un’avventura”. Anche nei ruoli secondari brillano attori francesi di rilievo da Jacques Perrin (il Remi anziano) a Ludivine Sagnier (mamma Barberin), da Virginie Ledoyen (la signora Harper) a Jonathan Zaccai (Jerome Barberin) e più di 800 comparse. Ci sono poi le scene girate in Inghilterra, tra cui un’epica tempesta di neve costata più di tre giorni di lavoro e quintali di neve finta e fatiche in studio. Lì i rimandi alla Londra vittoriana di Charles Dickens, alle avventure da Sherlock Holmes a Harry Potter la fanno da padrona. Fino all’indimenticabile personaggio della signora Driscoll che ricorda da vicino la mamma della banda Fratelli de I Goonies. In un film come questo non si può non parlare degli attori “non umani”. Il fedele cane Capi, un border collier eccezionale che lavora nel circo, ha fatto molto facilmente i giochi nelle perfomance in strada ma è stato capace anche di dare la giusta dose di tensione ed esitazione alla scena della morte di Vitali. Indimenticabile la scimmia cappuccina Tito, che ha interpretato la scimmietta Joli-Couer sia nel film di Blossier che nell’adattamento tv di Daniel Verhaege con Pierre Richard. Ma ci sono anche i tremendi lupi (veri!) che attaccano i protagonisti nella foresta.          [print-me title=”STAMPA”]

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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

DALLE 09:49 DI VENERDì 01 FEBBRAIO 2019

ALLE 10:24 DI SABATO 02 FEBBRAIO 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Festival Verdi va in chiesa e al circo
Tre nuove produzioni, regia di Ricci/Forte e Dodin

01 febbraio 2019 09:49

– Per la sua 19/a edizione il Festival Verdi di Parma va in chiesa e al circo. Due delle location che ospiteranno gli eventi in programma sono infatti l’enorme chiesa medievale sconsacrata di San Francesco, ora in via di restauro, e un tendone da circo. A confermare che per un mese – dal 26 settembre al 20 ottobre – la città sarà invasa dal festival l’apertura sarà preceduta il 21 da una parata per le strade con artisti e circensi. Sono quattro le opere in programma, tutte in edizione critica. Si inizierà con I due foscari per la regia di Leo Muscato e la direzione di Paolo Arrivabeni al teatro Regio.
La chiesa di San Francesco sarà teatro della Luisa Miller con la regia del russo Lev Dodin, mentre il gruppo sperimentale Ricci/Forte firmerà Nabucco, sempre al Regio. Tornerà invece a Busseto l’Aida che Franco Zeffirelli ideò nel 2001 per il piccolo teatro.Il tendone da circo, nell’oltretorrente, il quartiere in cui nacque Arturo Toscanini, ospiterà invece gli incontri con registi e direttori.
Struth mostra la tecnologia in 25 fotoBologna, ‘Nature & Politics’ dal 2 febbraio alla Fondazione Mast

BOLOGNA01 febbraio 201912:06

– Thomas Struth è divenuto celebre grazie alle sue fotografie di vedute urbane, ai ritratti individuali e di famiglia, alle immagini di grande formato scattate nei musei e alle foto della serie ‘Paradise’. Poi ha affrontato un tema nuovo: scienza e tecnologia. Dal 2 febbraio, in occasione di Art City, al 22 aprile la Fondazione Mast di Bologna presenta ‘Nature & Politics’, selezione di grandi foto a colori realizzate dal 2007 in siti industriali e centri di ricerca di tutto il mondo, che rappresentano l’avanguardia della sperimentazione e dell’innovazione tecnologica.
Nelle 25 immagini esposte, Struth mostra luoghi solitamente inaccessibili: laboratori di ricerca spaziale, impianti nucleari, sale operatorie, piattaforme di perforazione. Su un versante tematico diverso, nella videoinstallazione del 2003 ‘Read this like it for the first time’ (Leggilo come se lo vedessi per la prima volta), l’artista tedesco rappresenta il lavoro umano, la capacità di operare con la massima precisione manuale e artistica.

Mannoia ospite al festivalArriva il singolo Il peso del coraggio, a primavera nuovo album

01 febbraio 201912:11

– Il parterre degli ospiti della 69/a edizione di Sanremo (5-9 febbraio) si arricchisce del nome di una delle più grandi interpreti della musica italiana: Fiorella Mannoia è in arrivo in città per le prove sul palco dell’Ariston.
Già protagonista del festival 2017, Mannoia è pronta per un nuovo progetto discografico: dal 1 febbraio è in radio e in digitale ‘Il peso del coraggio’, il nuovo singolo che anticipa l’uscita in primavera del nuovo album ‘Personale’, e una nuova tournée – dopo i 101 concerti della scorsa stagione – che da maggio farà tappa nei teatri d’Italia.
Arte:Goldin porta a Padova grandi mostreAl via programma triennale. Primo appuntamento con van Gogh

PADOVA01 febbraio 201912:55

– Si chiama “Padova. La meraviglia del colore” il progetto sottoscritto dal Comune di Padova e dall’azienda trevigiana Linea d’ombra del curatore Marco Goldin, che nei prossimi tre anni porterà nel capoluogo euganeo due grandi mostre al centro culturale Altinate San Gaetano. Il primo appuntamento, dal titolo “Van Gogh. I colori della vita”, andrà in scena dal 10 ottobre 2020 all’11 aprile 2021. Linea d’ombra punta a ripetere il successo delle mostre su van Gogh organizzate a Treviso, Brescia, Genova e Vicenza, che hanno richiamato oltre due milioni e mezzo di persone. Il progetto poi continua con “Storia dei cieli da Canaletto a Monet. L’incanto dell’azzurro e di altri colori dai vedutisti agli impressionisti”, la mostra in programma dal 30 ottobre 2021 al primo maggio 2022. In questo caso Linea d’ombra proporrà diversi riferimenti a Giotto e Galileo con il progetto Padova Urbs Picta, dedicato agli affreschi nella Cappella degli Scrovegni e ai cicli pittorici padovani del Trecento.
Valzer tra gli scaffali a San ValentinoPremi internazionali per film Thomas Stuber, film critica Sncci

01 febbraio 201912:57

– San Valentino al cinema con il romantico Un valzer tra gli scaffali di Thomas Stuber che arriva in sala in Italia dal 14 febbraio con Satine film. Il film, tratto da un racconto di Clemens Meyer e interpretato da Franz Rogowski (Premio Lola Miglior Attore del Cinema Tedesco) e Sandra Hüller (l’intensa protagonista di Toni Erdmann), è stato presentato con successo al Festival di Berlino 2018. Un valzer tra gli scaffali è stato designato Film della Critica dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani – SNCCI.
“Nelle geometrie ossessive di un ipermercato, il regista – è scritto nella motivazione – disegna le vite monotone e malinconiche dei lavoratori, distanti dalla palpitazione di una Germania, un tempo sovietica, disillusa dopo le speranze della riunificazione. Con uno stile rigoroso ed essenziale, tra birre, surgelati e dolciumi, i corpi fluttuano in uno spazio soffocante, dove il tormento esistenziale cerca il riscatto nella commozione per un semplice, affettuoso gesto”.
Bertè, basta scandali voglio emozionare”Al festival per chiudere un cerchio”, con Cosa ti aspetti da me

01 febbraio 201920:50

– “Dopo più di 40 anni di carriera volevo chiudere il cerchio. E così torno a Sanremo”. Loredana Bertè risparmia la voce in vista della gara all’Ariston la prossima settimana, e risponde per iscritto alle domande sulla nuova avventura che sta per intraprendere, con il brano Cosa ti aspetti da me, scritto da Gaetano Curreri, Gerardo Pulli e Piero Romitelli. “Una canzone sul peso che hanno le aspettative nella nostra vita e in una relazione, e del dolore che si genera dalla confusione di non sapere ciò che si vuole o, peggio, di avere vicino qualcuno che è confuso”, spiega Loredana al suo 11/o festival (“No, non mi stanco mai. Ma faccio le cose solo quando ho qualcosa da dire e quest’anno è così”), nessuno dei quali è mai passato inosservato.”Ma non vado per stupire. Ogni volta hanno gridato allo scandalo, mettendo la musica in secondo piano. Stavolta spero solo di emozionare, la musica è la mia vita”, ribadisce con forza ricordando anche quando, nel 1986, salì sul palco con un pancione finto. “Nessuno comprese che il mio era un messaggio forte e chiaro: quando una donna è incinta non è malata, è forte”. Al festival Loredana ci è arrivata anche sull’onda del grande successo di Non ti dico no con la band salentina dei Boomdabash, che ritrova da avversari all’Ariston. “Un successo enorme, abbiamo vinto tutti i premi possibili. A loro il merito di aver capito alla perfezione quale doveva essere il pezzo per me, che ho portato il reggae in Italia già nel 79 con “E La luna bussò” dopo un viaggio in Giamaica in cui rimasi folgorata da un concerto di Bob Marley”.Glissa, invece, sulle polemiche dello scorso anno, quando dichiarò di essere stata esclusa per aver rifiutato un brano di Biagio Antonacci e alla domanda se è pace fatta con Baglioni, le righe rimangono in bianco. Risponde, invece, con piacere sulla scelta del duetto, per il quale ha chiamato Irene Grandi. “Irene aveva già partecipato al mio disco di duetti, Amici non ne ho… ma amiche Si’! e al Concerto all’Arena di Verona contro il femminicidio organizzato con le donne e per le donne in occasione dei miei 40 anni di carriera. Credo sia propria giusta per Cosa ti aspetti da me, ha già cantato un brano di Gaetano Curreri e di Vasco: La tua ragazza sempre. Una canzone che mi piace moltissimo, uno di quei pezzi che avrei voluto cantare io”.Sanremo, che renderà omaggio anche alla sorella Mimì con la presentazione della fiction a lei dedicata e la presenza all’Ariston di Serena Rossi che veste i panni di Mia Martini in tv, sarà l’occasione anche per far uscire una nuova edizione dell’ultimo album: dall’8 febbraio sarà in vendita Liberté – Sanremo Edition, che oltre al brano in gara al festival avrà contenuti extra. Cosa ti aspetti da me uscirà anche in 45 giri. “E a marzo riprendo poi il tour nei teatri, tornerò sul palco. La mia valvola di sfogo, non vedo l’ora!”.

Ai piedi degli uomini, nuova scarpieraSneakers rilette in pelle. Scarponi rocciatore, Beatles, slipper

01 febbraio 201913:00

– Ai piedi degli uomini, il prossimo inverno le sneakers si trasformeranno in calzature più eleganti, come prevede Santoni che rilegge le scarpe sportive per antonomasia in vitello liscio con dettagli in vitello bottalato, oppure in nappa. Le sneakers continuano a parlare il linguaggio del mondo metropolitano con fondi di para, micro o gomma antiscivolo perfetti per la pioggia. In Vibram come propone Clarcks con le sue Trigenic III. Anche le suole di cuoio s’ispessiscono. Nuance calde declinate su pellami impermeabili e suède. Oppure come propone Just Cavalli by Paul Surridge con P1thon, la scarpa è ispirata dalla sinuosità dei rettili, motivo iconico di Cavalli. Da Fermo (Marche) e dal mondo dell’equitazione Alberto Fasciani propone una collezione artigianale ed ecosostenibile, dove la sneaker- no-sneaker è vestita da bufalo, vitello e camoscio, tra anfibi, stringate e boots. Nella nuova scarpiera non mancheranno derby, Beatles, Oxford, mocassini stampa tartan (Fratelli Rossetti) loafer(Gucci).
Eddie Vedder torna a Firenze RocksLeader Pearl Jam sul palco del festival il 15 giugno

FIRENZE01 febbraio 201913:23

– Ci sarà anche Eddie Vedder sul palco della Visarno Arena per Firenze Rocks: il concerto è in programma il 15 giugno. Per il leader dei Pearl Jam è un ritorno al festival fiorentino: si era già esibito due anni fa, in occasione della prima edizione di Firenze Rocks, realizzando il record per maggior numero di spettatori paganti di tutta la sua carriera solista: oltre 45.000 biglietti venduti.
Sempre il 15 giugno sul palco del festival, prima di Eddie Vedder, si esibirà Glen hansard, l’artista irlandese, noto come voce e chitarra della band The Frames e parte del duo folk rock The Swell Season, famoso anche per la sua carriera di attore: ha recitato, tra gli altri, in Once.
Tra gli altri ospiti dell’edizione 2019 del festival fiorentino i Tool (il 13 giugno), Ed Sheeran (il 14) e The Cure (il 16).
Ute Lemper sold out a Torino’Songs for Eternity’, canti e musiche ebraiche dai lager nazisti

TORINO01 febbraio 201913:31

– Sala gremita al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino per ‘Songs for Eternity’, il concerto della cantante tedesca Ute Lemper dedicato alle canzoni nate nei ghetti e nei campi di concentramento da musicisti ebrei.
L’evento è stato organizzato dal Comitato Resistenza e Costituzione del Consiglio regionale del Piemonte e dal Polo del ‘900, con il sostegno di Compagnia di San Paolo e Fondazione Crt con il Goethe-Institut Turin e il patrocinio della Città e della Comunità Ebraica.
“Quest’anno per la Giornata della Memoria il Comitato ha scelto lo strumento della musica per sensibilizzare soprattutto i giovani, per fare scoprire loro una musica speciale, che, pur nata in luoghi di tragedia e orrore, come i lager, porta con sé una speranza di salvezza”, dice Nino Boeti, presidente del Consiglio regionale e del Comitato Resistenza e Costituzione.
“Questo concerto è un viaggio, doloroso e difficile, ma necessario, per non dimenticare”, ha commentato durante il concerto Ute Lemper.
Restaurate due opere dei Musei RealiDue grandi dipinti ottocenteschi grazie a Consiglio Piemonte

TORINO01 febbraio 201914:12

– Tornano nella Galleria della Sindone, che dal Salone degli Svizzeri porta alla Cappella del Guarini, due importanti opere della collezione dei Musei Reali di Torino restaurate dalla Cooperativa Koiné grazie ad un contributo del Consiglio regionale del Piemonte di 10.000 euro.
Sono ‘Il lutto del Piemonte di Gaetano Ferri’, del 1855, e ‘Guglielmo Embriaco all’assedio di Cesarea vi ritrova il Sacro Catino nel 1101’, di Vincenzo Rasori, del 1846. Commissionato da Carlo Alberto, il quadro del Rasori rappresenta l’impresa del ritrovamento del Sacro Catino, un tempo identificato dalla tradizione come l’autentico Santo Graal e celebrato anche da Torquato Tasso nella sua Gerusalemme conquistata.
Acquistato da Vittorio Emanuele II, ‘Il lutto del Piemonte’ raffigura la morte di Carlo Alberto in esilio. “Ferri dipinge una scena intimista e illuminata dal sole alla maniera del Caravaggio, in cui mostra il dolore per la notizia della morte del sovrano”, spiega la direttrice dei Musei Reali, Enrica Pagella.

Le firme a sostegno dell’appello a Bonisoli contro il decreto sui restauratoriDai direttori degli istituti centrali ai presidenti delle scuole di laurea

01 febbraio 201916:15

FIRME DEI DIRETTORI DEGLI ISTITUTI CENTRALI ISCR E OPD, DEI DIRETTORI DELLE ANNESSE SCUOLE DI ALTA FORMAZIONE, DEI PRESIDENTI DELLA CLASSE DI LAUREA ABILITANTE (LMR02) PRESSO GLI ATENEI ITALIANI, DEI PROFESSORI UNIVERSITARI, DEI PROFESSIONISTI RESTAURATORI DI ALTA FORMAZIONE, DEGLI STUDENTI DEL CORSO DI LAUREA MAGISTRALE A CICLO UNICO IN RESTAURO E CONSERVAZIONE DI BENI CULTURALI E DEI REFERENTI DI ASSOCIAZIONI NAZIONALI.1. Acquafredda Pasquale (presidente corso di laurea in restauro e Conservazione Beni Culturali Università di Bari) 2. Afra Shirin 3. Albini Romana 4. Alessandri Angelo 5. Andaloro Maria (prof. emerito dell’Università degli studi La Tuscia) 6. Angeli Francesca 7. Angelini Cecilia 8. Angelini Marina 9. Antonelli Giovanna 10. Antonini Alessandro 11. Arcangeli Annamaria 12. Arena Valeria 13. Arrighi Chiara 14. Attura Donatella 15. Associazione Bianchi Bandinelli 16. Balsi Cecilia 17. Baratin Laura (presidente corso di laurea in restauro e Conservazione Beni Culturali Università di Urbino) 18. Barbetti Ilaria 19. Barca Donatella (prof.sa Università della Calabria)20. Barchiesi Francesca 21. Bartolini Elisa 22. Barucci Luisa 23. Basilissi Giulia 24. Basilissi Wilma 25. Bassi Michela 26. Bassi Sara 27. Begani Provinciali Beatrice 28. Belletti Sara 29. Belligno Sara 30. Belluzzo Paolo 31. Beltrami Cristiana 32. Benato Alberto 33. Bertorello Carla 34. Biadaioli Irene 35. Bianchi Roberta 36. Biasin Gloria 37. Billi Eliana 38. Boetti Sofia 39. Bonamore Silvia 40. Borgioli Francesca 41. Borsellino Enzo (PA presso l’Università degli studi di Roma3) 42. Boscherini Roberta 43. Brancaleoni Maria Chiara 44. Bresci Lucia 45. Brunelli Ilaria 46. Bruschi Valeria47. Bucciarelli Manuel 48. Cambini Giacinto 49. Capanna Francesca (direttrice SAF ISCR) 50. Cappelloni Giulia 51. Capponi Gisella (già direttore dell’Istituto Superiore per la Conservazione e Restauro) 52. Capra Roberta 53. Capua Maria Concetta 54. Carpentieri Marianna 55. Caruso Fulvia (PA corso di laurea in restauro e Conservazione Beni Culturali Università di Pavia) 56. Casaccia Antonella 57. Casagrande Adriano 58. Casamento Tecla 59. Catalano Maria Ida (PA corso di laurea in restauro e Conservazione Beni Culturali Università della Tuscia) 60. Catanzaro Cristina 61. Cavezzali Donatella (già direttrice SAF ISCR) 62. Cecchini Adele 63. Cerasella Lisacoschi Crina 64. Ceriotti Maria Chiara 65. Cernieri Chiara 66. Cerreta Angela 67. Cervelli Eleonora 68. Cervi Giulia 69. Cesaretti Marta 70. Checchi Silvia 71. Ciarda Alexa 72. Ciatti Marco (direttore Opificio delle Pietre Dure) 73. Ciavatta Alice 74. Cibrario Laura 75. Cicala Simona 76. Cimò Marta 77. Ciocchetti Cristiana 78. Cirrincione Claudia 79. Civita Claudia 80. Colacicchi Alessandri Olimpia 81. Colonnello Domizia 82. Conti Paola 83. Corazza Aldo 84. Costa Eliana 85. Costa Silvana 86. Costanzi Cobau Andreina 87. Cova Giulia 88. Cozzolino Fabiana 89. Crimi Eleonora 90. D’Agostino Alice 91. D’Agostino Laura 92. Dal Monte Gabriella 93. Dalai Emiliani Marisa (prof. emerita di Storia dell’arte moderna presso la Sapienza, Università di Roma; già presidente commissione accreditamento titoli universitari di formazione per il restauro) 94. Danielli Christina 95. De Agrò Michela 96. De Angeli Stefano (presidente corso di laurea in restauro e Conservazione Beni Culturali Università della Tuscia) 97. De Angelis Sara 98. De Bellis Daniela 99. De Lellis Clelia100. De Luca Daphne (Pac Università degli studi di Urbino Carlo Bo e di Roma 3) 101. De Luca Lidia 102. Demmelbauer Marco 103. De Monte Maria Gabriella 104. De Rossi Marianna 105. De Turres Simone 106. Di Gaetano Giancarlo 107. Di Gaetano Serena 108. Di Giambernardino Fiamma 109. Di Girolami Samantha 110. Di Lorenzo Fabiana 111. Di Marcello Stefania 112. Di Marco Chiara 113. Di Napoli Maria Rosaria 114. Diego Elia (presidente corso di laurea in restauro e Conservazione Beni Culturali Università di Torino) 115. Dominijani Serena 116. Donati Angelica 117. Duprè Caroline 118. Facchini Vanessa 119. Fagiolo Marco 120. Faieta Manuela 121. Falcon Martinez Fernanda 122. Falivene Maria Rosaria (presidente corso di laurea in restauro e Conservazione Beni Culturali Università di Roma Tor Vergata) 123. Fantoni Giovanni 124. Fazio Giuseppina 125. Ferro Valentine126. Ficacci Luigi (direttore Istituto Superiore per la Conservazione e Restauro) 127. Filetici Maria Grazia (funzionaria architetto presso la Soprintendenza archeologica di Roma) 128. Filippini Marta 129. Fiorani Claudia 130. Firriolo Noemi 131. Fondi Fabiana 132. Fonti Alessandro 133. Forcellino Antonio 134. Formilli Francesca 135. Fornari Chiara 136. Fossà Bianca 137. Franceschetti Giovanni 138. Fraticelli Giulia 139. Furelli Stefania (funzionaria storica dell’arte soprintendenza Beni Artistici e Storici dell’Umbria) 140. Gabriellini Chiara 141. Gaetani Carolina 142. Galanti Giorgia 143. Galetti Serena 144. Gammino Mario 145. Garofalo Claudia 146. Gennari Daniela 147. Ghia Giulia Silvia 148. Giammarinario Giulia 149. Gianturco Carla 150. Giorgi Cinzia 151. Giovannone Carla 152. Gioventù Eleonora 153. Girotto Beatrice 154. Giudice Stefania155. Giuliano Maddalena 156. Gomez Ubierna Marta 157. Gordini Livia 158. Gorga Camilla 159. Graziani Paola 160. Graziosi Francesca 161. Greco Doriana 162. Guercio Silvia 163. Guizzardi Cecilia 164. Hausmann Cecilia 165. Hilling Ana Marie 166. Hubert Elizabeth 167. Iafrate Sara 168. Jatta Fabiola 169. Jervis Anna Valeria 170. Knight Eugenie 171. Labriola Maria 172. Laglia Eva 173. Lanza Maria Cristina 174. Lavorini Barbara 175. Lecci Mariaclaire 176. Leone Sciabolazza Eleonora 177. Lia Francesco 178. Locatelli Giuliano 179. Loreti Elena 180. Malfanti Michela 181. Malintoppi Antonella 182. Mancini Camilla Fabrizia183. Mainieri Romana Francesca 184. Margaria Daniela 185. Marica Stipo Andreea Loredana 186. Marinelli Anna Maria 187. Marini Recchia Federica 188. Marotta Giuseppe 189. Marraffa Paola 190. Martelli Castaldi Monica 191. Martinelli Antonella 192. Marziali Alice 193. Massarelli Martina 194. Massari Silvia 195. Mastropasqua Paola 196. Mastrosanti Viviana 197. Mazzoni Elena 198. Meccoli Federica 199. Merelli Cristina 200. Micangeli Manuela 201. Micheli Mario (PA presso l’Università di Roma 3) 202. Michelozzi Maurizio 203. Migliorini Matilde 204. Mignani Viola 205. Minotti Debora 206. Modesti Chiara 207. Molè Nanni (già vice presidente associazione Organizzazione Restauratori Alta-formazione) 208. Montalbano Letizia (direttrice SAF OPD) 209. Montemaggiori Daria210. Montorsi Stefania 211. Montozzi Chiara 212. Mora Costanza 213. Morelli Alessandra (vice presidente associazione Restauratori Senza Frontiere) 214. Moretti Elvio (ricercatore corso di laurea in restauro e Conservazione Beni Culturali Università di Urbino) 215. Moroni Marina 216. Moroni Martina 217. Mossuto Silvia 218. Naldoni Nicoletta 219. Nani Amalia 220. Napoli Claudia 221. Napoli Marta 222. Nappo Livio 223. Nesi Mery 224. Olivetti Laura 225. Olivetto Sofia 226. Orfino Benedetta 227. Ortolani Cinzia 228. PallaFranco (presidente corso di laurea in restauro e Conservazione Beni Culturali Università di Palermo) 229. Pallottini Giulia 230. Panuccio Martina 231. Papetti Debora 232. Parrinello Fabiola 233. Paris Rita (presidente associazione Bianchi Bandinelli) 234. Passeri Cristina 235. Pastorello Paolo (presidente Restauratori senza Frontiere236. Patriarca Martina 237. Pavan Martina 238. Pellegrino Serena (Vicepresidente Della VIII Commissione Ambiente, Territorio E Lavori Pubblici, XVII legislatura) 239. Penoni Sara 240. Percoco Alessandra 241. Perna Giacomo 242. Persichelli Liana 243. Petraroia Pietro (già soprintendente per i Beni Artistici e Storici) 244. Piacentini Fabio 245. Pilato Clarissa 246. Piovan Valentina 247. Pitocco Miriam 248. Pittella Giuseppe 249. Pogliani Paola (referente corso di laurea in restauro e Conservazione Beni Culturali Università della Tuscia) 250. Pozzati Chiara 251. Procopio Giulia 252. Profiri Maria 253. Provinciali Barbara 254. Pucci Elisa 255. Raffaella D’Amico 256. Raggi Dacia 257. Ranieri Claudia 258. Re Giulia 259. Rebecca Picca Orlandi260. Ricca Francesca 261. Ricciardi Luciano262. Ricotta Nicola 263. Risolo Maria Alessandra 264. Rissotto Lidia (già direttrice Venaria Reale) 265. Rivalta Alice 266. Roberta Bollati 267. Roberta Boscherini 268. Rocco Laviano (prof. corso di laurea in restauro e Conservazione Beni Culturali Università di Bari) 269. Rollo Giulia 270. Romagnoli Angela (referente corso di laurea in restauro e Conservazione Beni Culturali Università di Pavia) 271. Romagnoli Francesca Gaia 272. Rossi Desiree 273. Rossi Francesca 274. Rosso Egle 275. Rosanna Piervittori (PA corso di laurea in restauro e Conservazione Beni Culturali Università di Torino) 276. Rossi Pasquale (presidente corso di laurea in restauro e Conservazione Beni Culturali Università Suor Orsola Benincasa di Napoli) 277. Rossi Valentina 278. Rossi Viviana 279. Rossignoli Guia 280. Rubino Ylenia 281. Ruggeri Laura 282. Sabatini Monica 283. Salvati Giulia 284. Salvetti Alice 285. Sandri Tiziana286. Santamaria Ulderico (direttore laboratori scientifici del Vaticano) 287. Scafuri Eleonora 288. Scarpulla Nicole 289. Scarrone Cristina 290. Schlinder Bettina 291. Schneider Kristian (presidente ARI-Restauratori d’Italia) 292. Scianni Desy 293. Scimia Simona 294. Scioscia Chiara 295. Scirpa Francesca 296. Sebastiani Matteo 297. Secco Suardo Lanfranco (presidente associazione Giovanni Secco Suardo) 298. Sechi Serena 299. Settini Kine 300. Sforzini Livia 301. Silvi Filippini Marta 302. Sideri Sabrina 303. Sinceri Ilaria 304. Sobrà Giorgio (direttore SAF sede distaccata ISCR di Matera) 305. Soldani Linda 306. Sorgoni Tiziana 307. Sorrentino Marta 308. Sottile Sabrina 309. Stallone Mauro 310. Stortini Silvia311. Tarantola Lucia 312. Tattini Filippo 313. Tenti Arianna 314. Terlizzi Chiara315. Tescarollo Giorgia 316. Todaro Cristiana 317. Toffolo Elisa 318. Tognoni Alice 319. Tomassetti Maria Cristina 320. Tomeucci Ambra 321. Tonini Valentina 322. Toppan Giulia 323. Torrisi Carla 324. Tortino Gennaro 325. Tosti Di Valminuta Francesca 326. Tramontano Antea 327. Triolo Licia 328. Usai Carlo 329. Vakalis Nikolas 330. Valota Giulia 331. Vandini Mariangela (presidente corso di laurea in restauro e Conservazione Beni Culturali Università di Bologna) 332. Vardaro Lucrezia 333. Vazio Cristina 334. Vendittozzi Giulia 335. Venezia Giulia 336. Vernuccio Camilla 337. Vespasiani Anita 338. Vischetti Flavia 339. Vittorini Orgeas Eleonora340. Vuerich Simona 341. Zaccheo Carla 342. Zampa Alessandra 343. Zarbà Manuela 344. Zatti Elisabetta

Ecco il testo dell’appello a Bonisoli sui restauratori’Potrebbe vanificare il lavoro di anni’

01 febbraio 201915:00

In questi giorni è sottoposta all’esame della Conferenza Unificata la bozza del decreto relativo al «Regolamento interministeriale recante la disciplina delle modalità per lo svolgimento della prova di idoneità, con valore di esame di Stato abilitante, finalizzata al conseguimento della qualifica di restauratore di beni culturali, in attuazione dell’articolo 182, comma 1-quinques del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e successive modificazioni, Codice dei beni culturali e del paesaggio». Si tratta di un decreto che presenta diversi ordini di criticità, e rischia di consentire l’attribuzione all’abilitazione dell’esercizio della professione di restauratore di beni culturali, di cui all’art. 29 del d. lgs. 42/2004, in modo gravemente sperequato e non conforme alle norme di tutela, ad un numero elevatissimo di collaboratori stimato intorno ai 10.000 unità. Al fine di introdurre procedure e strumenti di valutazione in grado di garantire un processo di certificazione statale idoneo rispetto a quelli previsti nella bozza all’esame della Commissione, su istanza delle Regioni è in corso un tentativo di emendamento del testo che meriterebbe grande attenzione da parte del MIBAC presente ai tavoli tecnici con il MIUR attraverso la Direzione Generale Educazione e Ricerca. La questione è particolarmente importante in considerazione del grave rischio che verrebbe a correre il restauro italiano e il patrimonio culturale con un mercato destinato a divenire saturo per i prossimi decenni di operatori non adeguatamente qualificati. Verrebbe di fatto anche ad essere vanificato l’ottimo lavoro svolto in questi anni da MiBAC e MiUR per arrivare a definire il percorso formativo del restauratore di beni culturali attraverso una laurea magistrale di cinque anni permettendo a chiunque di riuscire ad essere riconosciuto restauratore, per tutti e dodici i settori di qualificazione, con prove di abilitazione inadeguate, regolate in modo illegittimo e del tutto insostenibili dal punto di vista organizzativo.

Mostre, Ogr e Castello di Rivoli insiemeEsposizione a cura di Marcella Beccaria (1 febbraio – 19 maggio)

TORINO01 febbraio 201915:31

– Le Ogr-Officine Grandi Riparazioni di Torino e il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea hanno realizzato insieme – le Ogr offrendo gli spazi, il Castello la curatela – un’ambiziosa mostra mirata ad indagare gli aspetti più irrazionali della nostra epoca, fatta di guerre, fanatismi, robot ed alta tecnologia.
La mostra, da oggi al 19 maggio, s’intitola ‘Cuore di tenebra. Castello di Rivoli @OGR.1. Può l’arte prevenire gli errori?’, è curata da Marcella Beccaria, capo curatore delle Collezioni del Castello di Rivoli e supportata de Fondazione Arte Moderna e Contemporanea Crt.
Citando il celebre romanzo di Joseph Conrad ‘Cuore di tenebra’, del 1899, la mostra scandaglia gli aspetti più bui, complessi se non proprio indecifrabili dell’era moderna attraverso i lavori di grandi artisti quali Allora & Calzadilla, Maria Thereza Alves, Maurizio Cattelan, Roberto Cuoghi, Bracha L. Ettinger, Massimo Grimaldi, Mona Hatoum, Goshka Macuga, Teresa Margolles, Pedro Neves Marques e Wael Shawky.
Morto a Modena star ‘Lascia o Raddoppia’Vinse cinque milioni nel programma di Mike Bongiorno

MODENA01 febbraio 201915:33

– È morto a Modena, all’età di 93 anni, Enzo Cambi divenuto famoso a seguito della sua partecipazione, nel 1956, alla trasmissione televisiva di Mike Bongiorno ‘Lascia o raddoppia’ dove vinse la cifra massima, ovvero cinque milioni e 120mila lire.
Cambi, geometra, era riuscito ad aggiudicarsi l’ingente premio grazie alla sua passione per la geografia. In una intervista rilasciata anni dopo la vincita aveva raccontato la sua vicenda in questi termini: “La domanda che mi ha messo più in crisi è stata una delle prime. In realtà era facile ma in quel momento mi son fatto prendere dal panico. Mi si chiedeva la capitale del Nicaragua. Managua, ovvio, fa anche rima. Ma che fatica per ricordarla. Mike Bongiorno? Si emozionava quando i concorrenti indovinavano le risposte”.
I funerali di Cambi si terranno domattina a Modena, nella parrocchia di Gesù Redentore.

Moss e Gerber in campagna McCartneyFoto di Dufort, forma del cerchio allude a economia sostenibile

01 febbraio 201915:50

– Kaia Gerber e Kate Moss sono le protagoniste della nuova campagna di Stella McCartney, firmata dal fotografo britannico Johnny Dufort.
Il tema creativo intorno a cui ruota l’intera campagna è la forma geometrica del cerchio, simbolo della femminilità, che richiama il logo punteggiato del marchio e l’elemento prevalente nel design di Stella. La scelta di questa forma rispecchia altresì l’impegno della stilista a favore della sostenibilità e dell’economia circolare. Partendo dall’atteggiamento rilassato della donna disegnata da Stella, i nuovi scatti della campagna ritraggono Kaia in una tuta tie-dye in denim organico, mentre un’altra immagine mostra Kate che indossa una tuta bianca in puro cotone organico. In entrambi i casi, lo sfondo è costituito da tinte pastello o colori fluorescenti sbiaditi che riprendono le palette di colori della stagione nonché la sensazione di forza e morbidezza che deriva dalla nuova collezione.
Sicilia, vincoli per prestito AntonelloChieste in cambio altre opere, ritorno mediatico e parte incassi

PALERMO01 febbraio 201917:07

– La Regione siciliana pone tre condizioni per prestare a Milano “L’annunciata” di Antonello da Messina in occasione della mostra sul pittore che s’inaugura il 21 febbraio a Palazzo Reale. L’assessore regionale dei Beni culturali, Sebastiano Tusa, ha sottoposto alla giunta la proposta di vincolare il trasferimento temporaneo dell’opera, custodita a Palazzo Abatellis, alle condizioni che “la concessione avvenga in regime di reciprocità, da parte del Comune di Milano, alla nostra Regione, di un adeguato numero di prestigiose opere d’arte esposte a Palazzo Reale. In secondo luogo, un significativo ritorno mediatico per la Sicilia.
Infine, che venga garantita alla Regione la partecipazione agli introiti dell’evento del capoluogo lombardo”.
“Il presidente Nello Musumeci – conclude Tusa – ribadisce il principio generale di non autorizzare per il futuro il prestito, fuori dall’Isola, di opere d’arte di particolare prestigio. Ogni eventuale deroga dovrà comunque essere autorizzata dal governo regionale”.
Studenti e banlieue, il prof cambia scuola /CLIP ESCLUSIVADal 7 febbraio commedia ed emozioni nel film di Ayache-Vidal

01 febbraio 201918:31

‘Il professore cambia scuola’ di Olivier Ayache-Vidal, in uscita il 7 febbraio con PFA Films e EMME Cinematografica, si pone al seguito di tutta una serie di felici lavori francesi dedicati alla scuola, da ‘La classe’ di Laurent Cantet fino a ‘Quasi nemici’ di Yvan Attal.
Tutti film, lontani dalla spirito della nostra cinematografia, che raccontano con intelligenza i problemi della scuola e offrono anche soluzioni.
Nel caso de ‘Il professore cambia scuola’ ci troviamo nella Parigi contemporanea dove il raffinato Francois Foucault (Denis Podalydes) insegna, con grande formalità ed ironia, nel più prestigioso liceo della città. Per farsi bello con una funzionaria ministeriale, si ritrova però, da un momento all’altro, a far parte di un progetto sperimentale nella più disagiata scuola delle banlieue parigine.
Sarà un anno di insegnamento da parte del professore pieno di tentativi andati a male, fino a quando, attraverso l’empatia e la comprensione, Francois troverà finalmente un dialogo con gli studenti cambiando in parte la loro vita ed essendone a sua volta cambiato. “Per fare questo film – dice stamani a Roma Olivier Ayache-Vidal dopo la proiezione del film a cui hanno assistito studenti e docenti di alcuni licei romani e il professor Enrico Castelli Gattinara – sono stato per due anni in un liceo parigino (esattamente il Maurice Thorez de Stains). Ho incontrato poi insegnanti e associazioni e mi sono sempre più reso conto dell’importanza delle scuole superiori come passaggio tra infanzia ed età adulta”.
Nel caso del protagonista di ‘Il professore cambia scuola’ spiega ancora il regista al suo primo lungometraggio: “a confronto con una situazione che va oltre le sue previsioni, Foucault si rende conto che uno stesso metodo non produce i medesimi effetti ovunque. Lui in realtà inizialmente desidera solo convalidare le sue teorie senza curarsi troppo dei giovani dalla banlieu. Questa posizione da ‘colonialista’ lo porterà al fallimento e per uscirne dovrà trovare la sua strada verso una pedagogia alternativa”.
Una curiosità: a margine della conferenza stampa il regista rivela come nella scuola secondaria francese siano ben 17.000 gli studenti espulsi ogni anno. Un fenomeno quasi inesistente in Italia compensato però, spiega Gattinara, dagli abbandoni volontari, ma forse non è la stessa cosa.

A Firenze strada per Mario MonicelliSarà vicino al bar Necchi del film Amici miei

FIRENZE01 febbraio 201916:06

– Una strada per il grande regista Mario Monicelli, proprio nei luoghi ‘cult’ del film Amici miei, a Firenze. Dopo la targa al bar Necchi di via dei Renai arriva anche il riconoscimento con l’intitolazione al grande regista della via nella quale furono girate indimenticabili scene del film. L’intitolazione, proposta dall’assessore alla toponomastica del Comune di Firenze Andrea Vannucci, ha avuto oggi il via libera e andrà a ribattezzare con il nome di Monicelli la parte di piazza Demidoff che parte dal lungarno Serristori e arriva a via dei Renai. “Un omaggio – ha detto Vannucci – a un grande regista e allo spirito di tutti i fiorentini. Un modo per ricordare, anche attraverso la toponomastica, un protagonista del cinema italiano che ha lasciato una traccia indelebile nella storia della nostra città e del nostro Paese”.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Ramazzotti confermato tra ospiti Sanremo
Al festival anche Bocelli, Ligabue, Favino, Mengoni, Mannoia

01 febbraio 201918:42

– Al festival di Sanremo è confermata anche la presenza di Eros Ramazzotti. L’artista si aggiunge alla pattuglia degli ospiti già annunciati per la 69/a edizione della manifestazione (5-9 febbraio): Andrea Bocelli e suo figlio Matteo, Luciano Ligabue, Pierfrancesco Favino, Fiorella Mannoia, Antonello Venditti, Elisa, Giorgia, Alessandra Amoroso, Marco Mengoni, Michelle Hunziker.
Sala elementi,concluso in parte restauroIntervento in Palazzo Vecchio terminerà a primavera

FIRENZE01 febbraio 201918:46

– Torna visibile parte del soffitto della Sala degli elementi in Palazzo Vecchio a Firenze: il restauro, iniziato nel 2017, sarà completato a primavera. I lavori, che hanno lasciato fruibile la sala pur con un percorso parziale, hanno già svelato colori e particolari originali delle pareti e a breve sarà completamente rimesso a nuovo anche il soffitto. Il restauro ha ricevuto il finanziamento dalla Fondazione Giulio e Giovanna Sacchetti onlus per oltre 800mila euro ed è inserito nel progetto Flic (Florence I care) che coinvolge i privati nel restauro dei beni culturali cittadini.
Nelle due fasi dell’intervento dedicate la prima alle pareti per 475mila euro, l’altra al soffitto per 345mila euro, in programma operazioni di pulitura, stuccatura, riparazione di fessurazioni e distacchi di materiale, recupero dei colori originali e delle decorazioni delle parti lignee.
“Finalmente stiamo per riportare a tutta la sua bellezza una sala maestosa e preziosa che apre il Quartiere degli elementi e che si affaccia sulla Terrazza di Saturno – il commento del sindaco Dario Nardella -. Il museo di Palazzo Vecchio è da alcuni anni al centro di un diffuso progetto di valorizzazione che punta ad allargare la superficie museale, ad aumentare i servizi al pubblico e a recuperare gli ambienti di pregio.
Ringraziamo sentitamente Giovanna Sacchetti, presidente della Fondazione Giulio e Giovanna Sacchetti onlus, che ha reso possibile questo restauro”.

Sanremo,Premio Lunezia a Enrico NigiottiPer il testo di Nonno Hollywood. Tra i giovani vince Saita

01 febbraio 201919:14

– Enrico Nigiotti si aggiudica il Premio Lunezia. Come da tradizione, a pochi giorni dall’inizio del Festival di Sanremo, il Premio esprime le indicazioni sui testi dei big in gara e sui brani dei 24 giovani che si sono sfidati a dicembre su Rai1.
Nigiotti ha vinto per il testo di Nonno Hollywood, “una stesura e un contenuto di indubbia potenzialità per l’arte-canzone”, afferma il patron Stefano De Martino, a cui fa seguito la motivazione del critico musicale Dario Salvatori (membro Commissione Premio Lunezia): “Enrico Nigiotti approda al Festival di Sanremo con un curriculum autoriale di grande prestigio. Nonno Hollywood è un racconto originale, descrittivo e suggestivo, sicuramente efficace anche nel risultato ‘musical-letterario'”. Sui 24 giovani in gara a Dicembre, Loredana D’Anghera (Dir.
Artistico Lunezia Nuove Proposte) indica il brano “Niwrad” di Saita e dichiara: “Il sound musical-letterario di Saita è un piacevole salto nel passato”.
Hit parade, Fedez spodesta SalmoTerzo Meta, nella top 10 anche AfterHours, Franco 126 e Adrian

01 febbraio 201919:16

– Fedez con il suo disco Paranoia Airlines spodesta Salmo e Playlist e conquista la vetta della classifica dei dischi più venduti della settimana, secondo le rilevazioni di Fimi/Gfk. Debutta sul terzo gradino Ermal Meta con il suo terzo album in studio Non abbiamo armi.
Scende in quarta piazza Ultimo con Peter Pan, uscito quasi un anno fa, che dopo la vittoria tra le Nuove Proposte dell’ultimo Festival di Sanremo è atteso alla prova tra i big. Continua il successo de I Queen che, sull’onda del fortunato film su Freddie Mercury con Rami Malek, piazzano al quinto posto Platinum Collection e al nono Bohemian Rhapsody (colonna sonora del film). Gli altri esordienti sono al sesto posto Noi siamo Afterhours (testimonianza del concerto con cui la band di Manuel Agnelli ha celebrato i 30 anni di carriera), al settimo Stanza singola (primo album solista di Franco126 a due anni di distanza dal disco con Carl Brave) e al nono Adrian di Adriano Celentano.
Chiude al decimo posto Atlantico di Marco Mengoni.
Livre d’Image di Godard per Art CityFrammenti pittura, video, libri per regista Nouvelle Vague

LOGNA01 febbraio 201919:18

– Le Livre d’Image con cui Jean-Luc Godard si è aggiudicato nel 2018, a 88 anni, la prima Palma d’Oro Speciale di Cannes, testimonia il suo pensiero costante all’innovazione dei linguaggi. E la Cineteca di Bologna lo propone per ART CITY Cinema il 3 e 4 febbraio, accompagnato dalla produttrice Mitra Farahani. Tra le considerazioni con cui critici e storici del cinema hanno accolto il nuovo lavoro del regista della Nouvelle Vague, si spiega come Godard qui “rimugina sui suoi pensieri e lo fa con un metodo di smontaggio e ri-montaggio infinito di mille frammenti di pittura, cinema, televisione, libri, video, voci off”. Farahani è anche autrice del film Fifi Howls from Happiness, in programma il 2 e 3 febbraio, presente l’autrice.
Art City Bologna (1-3 febbraio) è il programma di mostre ed eventi promosso dal Comune in occasione di Arte Fiera. Sabato 2 la Cineteca propone anche corti d’animazione della giapponese Fusako Yusaki sulla storia dell’arte e ‘Mi obra maestra’ del regista argentino Gaston Duprat.
Le Vibrazioni, al Forum per i 20 anniOspiti e musica al centro dello show del 26 marzo

MILANO01 febbraio 201920:37

– Una festa per celebrare 20 anni di storia, ma soprattutto un nuovo inizio: così Le Vibrazioni parlano del concerto che per la prima volta li porterà al Forum di Assago (Milano) il 26 marzo.
“Quando avevamo iniziato noi, il Forum sembrava un obiettivo ambito, dove si vedevano concerti davvero importanti – spiegano Francesco Sarcina, Stefano Verderi, Marco Castellani e Alessandro Deidda – Ora sembra più facile arrivarci, ma per noi è meglio farlo con più di 1000 concerti alle spalle. La cosa strana semmai è chi oggi ci arriva dopo due singoli”.
Il concerto del 26 marzo è l’occasione per proporre uno spettacolo più maturo (“Da godere anche da seduti per chi non sarà nel parterre: ormai siamo cresciuti”, dice Sarcina).
Previsti diversi ospiti, dei quali l’unico annunciato è finora Pierdavide Carone, che porterà la canzone ‘Caramelle’ esclusa dal Festival di Sanremo.          [print-me title=”STAMPA”]

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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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ALLE 09:49 DI VENERDì 01 FEBBRAIO 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Al via la multiprogrammazione
Nei monosala delle città monoschermo, film diversi in un giorno

31 gennaio 2019 09:43

– Parte a febbraio la multiprogrammazione nei cinema monosala delle città monoschermo, una fase di sperimentazione che prevede la possibilità per gli esercenti di programmare, nella stessa giornata, film diversi e di diverso genere. È un’iniziativa fortemente voluta dal sottosegretario del ministero Beni culturali con delega per il cinema, Lucia Borgonzoni, che ha accelerato la riflessione in atto tra le associazioni del cinema, firmatarie di un’apposita convenzione.
“Si parte con le strutture cinematografiche monosala situate nelle città monoschermo – spiega Borgonzoni in una nota – per verificare il primo impatto in termini di crescita del pubblico e poi estenderne la portata in altre realtà. È l’occasione, fortemente auspicata dall’esercizio tradizionale, di rendere più vitali i cinema monosala, diffondendo la varietà culturale e quindi anche le occasioni di scambio e socializzazione nei centri minori, dove sono normalmente ubicate. Le sale interessate sono circa 600”.
La Lollo, ho sempre fatto di testa miaStar con Claudia Cardinale di Filming Italy a Los Angeles

LOS ANGELES31 gennaio 201912:41

– Claudia Cardinale e Gina Lollobrigida. La presenza di due vere dive ha salutato la quarta edizione del Filming Italy festival a Los Angeles, creato e organizzato da Tiziana Rocca, Agnus Dei e Valeria Rumori dell’Istituto Italiano di Cultura Los Angeles. A un anno dalla posa della stella sulla Walk of Fame, è tornata la Lollo, presidente onorario del festival, che ha iniziato le riprese del suo documentario “The Last Diva”. “Non è un documentario su tutta la mia carriera, è troppo lunga, ho interpretato davvero troppi ruoli. Ripercorre l’inizio della mia ascesa, quando ho dovuto lasciare la mia terra distrutta dai bombardamenti. Con la guerra ho perso casa, tutto. Quando sono arrivata qui, negli anni ’50, gli americani hanno fatto di me una diva. Io non ho mai creduto tanto a questo ruolo, sono convinta che bisogna lavorare ogni giorno per costruirsi una carriera e un futuro. Io poi ho sempre badato poco a quello che dicevano gli altri, per tutta la vita ho preferito fare di testa mia”.
Oren riconfermato direttore Arena OperaGasdia ‘è garanzia serenità lavoratori e di qualità al pubblico’

VERONA31 gennaio 201913:40NE

– Rinnovata a Daniel Oren la nomina a direttore musicale dell’Arena Opera Festival 2019. Il maestro festeggia i suoi 35 anni di collaborazione con l’Arena dirigendo il maggior numero di rappresentazioni liriche nella storia areniana:13 titoli, 3 concerti di gala per 474 rappresentazioni.
“La sua conoscenza capillare e solida della complessa e colossale macchina areniana garantisce serenità ai lavoratori e certezza di qualità al pubblico” rileva il sovrintendente Cecilia Gasdia,legata ad Oren da una lunga carriera artistica che li ha visti spesso collaborare sui palchi più prestigiosi del globo sin da giovani.”Mi sembra ieri che salivo per la prima volta sul podio dell’Arena – dice Oren -. Era il 1984.Da quel momento il meraviglioso anfiteatro e le sue masse artistiche hanno avuto un posto speciale nel mio cuore. Oggi si avvera un sogno per me, avere la possibilità di essere legato a voi da questo titolo che mi riempie di felicità e mi permetterà ancora di più di dedicarmi al lavoro con voi”.
Marco Mengoni ospite a SanremoFesteggia i 10 anni di carriera

31 gennaio 201914:12

– Marco Mengoni è confermato al festival di Sanremo. Il cantautore sarà ospite all’Ariston, dove torna dopo la vittoria nel 2013 e dopo aver partecipato come ospite nel 2014.
Mengoni festeggia i primi dieci anni di carriera e il nuovo disco “Atlantico” (disco di platino). Marco è già al lavoro su “Atlantico tour” che ad aprile sarà prima in Europa e poi in tutta Italia.
Negrita, 16 anni fa il debutto lasciò il segnoLa band toscana in gara con I Ragazzi Stanno Bene

31 gennaio 201920:30

– Ci sono voluti 16 anni per convincere i Negrita a tornare in gara al Festival di Sanremo, nell’anniversario dei 25 anni di carriera. “Quell’esperienza, nel 2003, ha lasciato il segno. Fu una scelta acerba, con un brano sbagliato (Tonight, subito accantonato e mai più eseguito neppure dal vivo, ndr). Arrivammo terzultimi e non ce la vivemmo bene. Ci sentivamo fuori contesto”, racconta Drigo, anche a nome degli altri suoi due compagni Pau e Mac.”Da band ribelle, come ci sentivamo, avevamo scelto un brano, di cui non eravamo convinti, fuori dai nostri standard. E ce ne pentimmo”. Ora, più maturi, più consapevoli (“stavolta il risultato non potrà influire molto sui nostri umori, lo stato d’animo sarà più rilassato”), convinti dal festival dell’anno scorso targato Claudio Baglioni (“punta sulla qualità artistica e ha generato qualcosa di nuovo”), i Negrita hanno messo da parte i fantasmi del passato. “Ci avevano chiamato anche un anno fa, ma non c’erano i tempi tecnici e con l’organizzazione del tour, così declinammo l’invito”, spiega la band toscana, che torna con I ragazzi stanno bene, brano che dà anche il titolo al best of per i 25 anni, che raccoglie 32 brani che hanno fatto la loro storia, più 3 inediti (uno dei quali è quello sanremese), in uscita l’8 febbraio (Polydor-Universal Music), cui seguirà un tour. “Coincidenza vuole che la prima raccolta uscì dopo il primo Sanremo. Magari significa qualcosa…”. “I ragazzi stanno bene siamo noi, ormai adulti, genitori con la testa sulle spalle – spiega Drigo -, ma sono anche i nostri figli adolescenti, nativi digitali, che ci permettono un accesso preferenziale a un mondo a noi lontano. Il brano è soprattutto una riflessione esistenziale, sulle nuove generazioni, sui giovani, sul fatto di non voler accettare le cose imposte da altri, da scuola, stato, televisione: tocca vari punti da cui poi si distacca”.Tra questi anche quello dei migranti, ‘fantasmi sulle barche e di barche senza un porto. Come vuole un comandante a cui conviene il gioco sporco’. “Guardo al pezzo come un dipinto, e i migranti ne sono una pennellata. Non possiamo rimanere insensibili davanti a questa gente che soffre e scappa. Ma mi chiamo fuori dalla discussione su quali siano le scelte giuste per chi ha di fronte la ragion di Stato. Non avrei mai fatto il politico, ci vuole stomaco per prendere certe decisioni”, è il commento di Enrico ‘Drigo’ Salvi. Per la serata dei duetti sono stati chiamati Enrico Ruggeri (“uno come noi, non ha mai fatto il botto da stadi ma ha sempre mantenuto un certo valore artistico”) e Roy Paci (“una sicurezza”). In 25 anni le incomprensioni, le fasi alterne, tra i tre musicisti non sono certo mancate, “ma noi siamo una vera band, come non ce ne sono in Italia. Firmiamo a tre i nostri lavori, ci confrontiamo, non c’è un frontman riconosciuto. Siamo tre personalità che lavorano insieme, come i Rolling Stones, i Beatles, i Police”, rivendicano i Negrita. “In 25 anni quello che abbiamo lasciato come marchio sono ‘cartoline dal mondo’, le storie che abbiamo raccontato, viaggiando. Ma non viviamo di ricordi: l’hic et nunc è il nostro modo di approcciare la vita”.

Premio galleristi nel ricordo di RibuffoFu cofondatore della Galleria de’ Foscherari di Bologna

BOLOGNA31 gennaio 201914:52

– È stato assegnato alla memoria di Pasquale Ribuffo, cofondatore nei primi anni Sessanta con Franco Bartoli della Galleria de’ Foscherari di Bologna, il Premio Angamc 2019, promosso dall’Associazione nazionale gallerie d’arte moderna e contemporanea per valorizzare ruolo e carriera di un gallerista distintosi nel panorama nazionale per meriti artistici, umani e professionali. Il riconoscimento è stato deciso “per gli oltre 50 anni di attività di ricerca nel campo dell’arte contemporanea”. La cerimonia di premiazione si terrà il 2 febbraio a Bologna, all’interno di Arte Fiera, alla presenza dei figli Elena e Francesco Ribuffo.
“Abbiamo scelto all’unanimità di assegnare il premio alla memoria di Ribuffo, stimato professionista, nome importante attorno al quale auspichiamo possa raccogliersi la città di Bologna e riconoscersi l’intera comunità dell’arte”, spiega il presidente Angamc, Mauro Stefanini. Nelle precedenti edizioni sono stati premiati i galleristi milanesi Carla Pellegrini e Giorgio Marconi.

Uomini e donne, tronisti in prima serataDopo 23 anni 3 speciali sul reality sul corteggiamento

31 gennaio 201914:58

– 23 anni di ammiccamenti, corteggiamenti, amicizie ad uso di telecamera: i tronisti di Canale 5 arrivano in prima serata con tre speciali, a partire da venerdì 15 febbraio alle 21.10. Lo ‘Speciale Uomini e Donne: la scelta’ conquista il prime time per raccontare come sono andate a finire quattro ‘favole d’amore’ del dating tv ideato da Maria De Filippi e da lei prodotto con la Fascino per Mediaset.
Teresa, Lorenzo, Luigi e Ivan, due corteggiatori per ogni scelta, una villa e un castello da sogno per la festa di fidanzamento. Al castello per l’occasione ospite Tina Cipollari, una delle prime protagoniste di Uomini e donne, diventata personaggio televisivo popolare da circa vent’anni. Nei tre speciali anche Valeria Marini, la stylist Anahi Ricca, l’influencer Giulia De Lellis.
UJ Spring a Terni dal 18 al 22 aprileSessanta eventi di jazz, gospel, soul e blues con 100 artisti

TERNI31 gennaio 201915:38

– Punta ad essere il più “corposo e articolato” cartellone di black music, nella sua accezione più vasta, organizzato a livello nazionale nel periodo pasquale, la seconda edizione di Umbria Jazz Spring, in programma a Terni dal 18 al 22 aprile prossimo.
Una manifestazione che quest’anno si fa in quattro, proponendo jazz, gospel, soul e blues. Oltre gli 60 eventi – la gran parte ad ingresso gratuito – e 100 artisti.
Dena De Rose Quartetto, Flavio Boltro BBB Trio (con Mauro Battisti e Mattia Barbieri), Modalità Trio (con Nico Gori, Massimo Moriconi ed Ellade Bandini), Duet (ancora Moriconi e Emilia Zamuner) i concerti in programma nei club del centro città, mentre nel Santuario di San Francesco si esibirà il Virginia State Gospel Choir in ‘Gospel at its best’. Al Caos saranno di scena invece i Licaones, The New Orleans Mystics, Anat Cohen Tentet, il Roosevelt Collier Quartet, i Quintorigo e Thornetta Davis. Non mancherà l’appuntamento con la street parade dei Funk Off.
Carl Brave e Max Gazzè a CollisioniIl concerto sul palco di Barolo il 5 luglio

ALBA (CUNEO)31 gennaio 201915:39

– Ci sono anche Carl Brave e Max Gazzè nel ricco cartellone dell’edizione 2019 di Collisioni, il festival rock che si svolge ogni estate a Barolo, nel cuore delle Langhe. I due artisti sono i protagonisti del concerto di venerdì 5 luglio. Tra gli artisti già annunciati ci sono Liam Gallagher, Macklemore, 30 Seconds to Mars, Thom Yorke e Salmo/ Måneskin.
Brave e Gazzè, già insieme nel brano ‘Posso’ (disco d’oro), per la prima volta si incroceranno su un palco e si passeranno il testimone. Biglietti in vendita dal primo febbraio a 25 euro.
Maxxi, un 2019 al femminile e tutto italianoMelandri, taglio fondi inatteso ma fiducia in Bonisoli

31 gennaio 201920:32

– La poetica ispirazione di Maria Lai, il lavoro tra fotografia e performance di Elisabetta Catalano e quello tra scultura e installazione di Paola Pivi, l’immersione nel mondo artistico del celebre architetto Gio Ponti, del fotografo Paolo Di Paolo e del transavanguardista Enzo Cucchi, una grande collettiva che, partendo da Boetti, riflette sulla dimensione spirituale dell’arte, e poi tanti focus, progetti e attività collaterali: sarà un 2019 per lo più declinato al femminile e dedicato alla creatività italiana quello che attende i visitatori del Maxxi, sempre più orientato a porsi nella Capitale non come semplice museo, ma come ente di ricerca e formazione, luogo di sperimentazione e di crescita civile e sociale.Dopo un 2018 dai numeri estremamente positivi – +11% di biglietti venduti e +21% di incassi rispetto al 2017, 917 attività educative e l’acquisizione di 70 nuove opere – l’istituzione guidata da Giovanna Melandri riparte con un programma aperto a tutti, agli appassionati così come alle famiglie e ai giovani. Nei prossimi mesi arriveranno 13 nuove mostre, tra arte e architettura, fotografia, design e performance, accanto a lezioni, laboratori, incontri, rassegne, workshop, proiezioni. Mentre alcuni progetti del Maxxi viaggeranno nel mondo (tra Tunisi, Rabat, New Delhi e Mumbai), a Roma arriveranno alcuni capolavori, da Rauschenberg a Tàpies e Nauman, conservati all’Ivam (Institut Valencia d’Art Modern) presentati nella mostra Al norte de la tormenta. Non mancheranno neppure il tema dell’abitare esplorato nella mostra A casa / At home e quello della scienza, con un appuntamento pensato con l’Agenzia Spaziale Italiana e Istituto Nazionale di Fisica Nucleare per i 50 anni dell’allunaggio. In dirittura d’arrivo anche il progetto Maxxi L’Aquila, che porterà nella città ferita dal sisma una piattaforma di creatività contemporanea con il restauro di Palazzo Ardinghelli.Novità assoluta è poi la collaborazione con la Triennale di Milano, con l’ideazione di un grande premio per l’architettura. La doccia fredda ricevuta a dicembre dal Mibac, che ha ridotto a 450 mila euro (con un taglio di 1 milione e mezzo) il contributo per il Piano per l’Arte Contemporanea, quello cioè destinato all’acquisizione di nuove opere da inserire nella collezione permanente del museo, non ha quindi provocato nessuna battuta d’arresto, ma solo una riorganizzazione in corsa. A dicembre infatti la pianificazione del nuovo anno era già conclusa. “La riduzione delle risorse per l’accrescimento della collezione era inattesa e ci ha costretto a riprogrammare alcune attività per poter proseguire questo lavoro. Ma confido nel confronto con il ministro Bonisoli che si è aperto qualche giorno fa a Milano”, ha detto oggi Giovanna Melandri, anticipando che al museo si sta già lavorando per “costruire per il decennale del Maxxi un progetto ad hoc per il rafforzamento delle collezioni non solo della nostra istituzione ma del sistema italiano, per il pubblico di domani”.”Da 5 anni il Maxxi è in crescita, ma nel 2018 è cresciuto in modo particolare. Sono aumentati i biglietti venduti, gli incassi e il numero dei visitatori”, ha aggiunto, “ma ci sono anche altri indicatori della vitalità di un’istituzione: l’incremento della collezione, la partecipazione di oltre 23 mila persone, per lo più ragazzi, ai nostri appuntamenti didattici e il successo dell’alternanza scuola lavoro, con più di 600 partecipanti”. Proprio per aprirsi ancora di più al confronto con tutti i tipi di pubblico, il 2019 porterà con sé anche una politica tariffaria diversa, con le novità del biglietto ‘mini’ per gli studenti e quello ‘last hour’ (dalle 17.30) entrambi a 5 euro, accanto alla card myMaxxi e la gratuità della collezione permanente dal martedì al giovedì.

‘Uno sguardo raro’ con G. Tognazzi”Ho scoperto nuove forme coraggio e gioia”. A Roma fino al 3/2

31 gennaio 201916:43

– “Le opere di questo Festival mi hanno davvero emozionato. Mi hanno regalato una prospettiva del mondo attraverso un punto di vista diverso dal solito, Uno Sguardo Raro, appunto. Ho scoperto nuove forme di coraggio, di gioia e di ironia in persone che affrontano quotidiani difficili raccontate in opere d’impatto e di qualità arrivate davvero da tutto il mondo.” Così Gianmarco Tognazzi, presidente della giuria di qualità che premierà i vincitori della quarta edizione di ‘Uno sguardo raro – The Rare Disease International Film Festival’, sul tema delle malattie rare, in corso a Roma fino al 3 febbraio.
Nato per iniziativa di Uno Sguardo Raro e di Nove Produzioni, il festival punta a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema delle malattie rare, attraverso lo strumento del cinema. Più di 800 i film in concorso – 21 quelli scelti per la fase finale – tra corti e documentari: 124 dall’Iran, 113 dall’Italia, 80 dall’India, 46 dalla Turchia, 80 dagli Stati Uniti, 2 dal Giappone e 1 dall’Uzbekistan.
Restaurata la tomba di TutankhamonPer proteggerla dai danni causati dai turisti

gennaio 201919:07

E’ stata sottoposta a un restauro la tomba di Tutankhamon, il giovanissimo faraone icona dell’Egittologia, al fine di ridurre al minimo possibile i danni prodotti dall’afflusso di turisti.
Il risultato dei lavori egitto-americani, condotti dal Getty Conservation Institute, sono stati presentati ufficialmente oggi sottolineando che si é puntato a ridurre l’impatto di graffi, polvere e muffe favorite dall’umidità creata dai turisti. Tutankhamon (14/o secolo a.C.), diventato faraone quando era ancora un bambino, morì a 18 anni. La sua tomba fu ritrovata intatta nel 1922 dall’archeologo inglese Howard Carter a Luxor, sulla sponda sinistra del Nilo, e la sua mummia portava sul capo l’oggetto più famoso della iconografia egiziana: la maschera d’oro massiccio e paste vitree. La tomba di Tutankhamon era collocata nella Valle dei Re, la necropoli dei faraoni, e il corredo funebre, ben conservato, consisteva di più di 5.000 pezzi: oltre alla maschera mortuaria, spiccavano anche tre sarcofagi.

Mehta su podio Maggio, con dedica GrassiA 100 anni nascita. Il concerto è in programma il 23 febbraio

FIRENZE31 gennaio 201917:30

– Torna sul podio del Maggio musicale il maestro Zubin Mehta, dopo la calorosa accoglienza riservatagli in occasione dei concerti diretti nel corso dell’LXXXI Festival del Maggio. Il 23 febbraio dirigerà l’Orchestra fiorentina nella sinfonia n.8 in do minore di Anton Brucker, concerto che Mehta ha deciso di dedicare a Paolo Grassi, protagonista della vita cultura e teatrale italiana e internazionale, fondatore del Piccolo Teatro di Milano, sovrintendente del Teatro alla Scala e successivamente presidente della Rai. In questo modo, si spiega, la Fondazione del Maggio musicale fiorentino “si associa alle celebrazioni dedicate a Grassi, nel centenario della nascita, e gli rende un doveroso omaggio”.
Al Labirinto libri antichi in mostraCon Il filo d’Arianna esposta anche collezione bodoniana Ricci

31 gennaio 201918:18

– Nel Labirinto della Masone (www.labirintodifrancomariaricci.it) arriva la prima edizione de Il filo d’Arianna, mostra mercato di libri antichi e moderni fortemente voluta quale occasione per permettere ai migliori librai di mostrare i loro tesori.
Il Labirinto della Masone, parco culturale e punto d’incontro vivace e cosmopolita, ospita più di 5.000 metri quadrati di spazi destinati alla collezione d’arte di Franco Maria Ricci, ai libri curati dalla casa editrice in 50 anni di attività e alle mostre temporanee. La corte centrale, con i suoi ampi saloni e i suoi porticati, dal 22 al 24 marzo si offrirà come luogo di esposizione di libri antichi a cura dei soci Associazione Librai Antiquari d’Italia, e dell’International League of Antiquarium Booksellers, ma anche di modernariato librario e di editori scelti; ospiterà visite guidate, attività per bambini e famiglie e conversazioni bibliofile organizzate da un comitato scientifico composto da personalità autorevoli nell’ambito dell’editoria di pregio.
Le tre giornate saranno anche l’occasione per visitare la mostra della collezione bodoniana di Franco Maria Ricci, la più completa al mondo in mani private, normalmente chiusa al pubblico, che raccoglierà una ventina di opere accuratamente selezionate, capolavori e rarità di Giambattista Bodoni (1740-1813), da sempre motivo di ispirazione per Ricci.
Al Labirinto, ancora, la mostra Pagine da Collezione è dedicata ai libri d’artista raccolti da Corrado Mingardi e donati recentemente alla Fondazione Cariparma, con alcune delle pagine più belle della storia dell’arte del XIX e XX secolo firmate da grandi artisti come Delacroix, Manet, Toulouse-Lautrec, Matisse, Picasso, Braque, Giacometti e Andy Warhol.
All’inaugurazione della Fiera, fissata per venerdì 22 alle ore 18, seguirà alle ore 20 la Cena dei Bibliofili. I piatti, appositamente pensati dallo chef Massimo Spigaroli, saranno ispirati sia dalla tradizione letteraria, faranno riferimento a scrittori e ricette diventate celebri o citate in opere letterarie, sia dalle eccellenze del territorio che verranno valorizzate e contestualizzate con citazioni, letture, aneddoti.
Chailly direttore a Lucerna fino a 2023Maestro prorogato alla direzione del festival svizzero

31 gennaio 201918:34

– Riccardo Chailly resterà direttore del festival di Lucerna fino al 2023. Il maestro milanese, chiamato a sostituire Claudio Abbado dopo la sua morte, è infatti stato confermato nel ruolo per altri tre anni.
Chailly, che è anche direttore musicale della Scala, aprirà la prossima edizione del festival con una serata dedicata a Rachmaninoff. Il programma include il terzo concerto per pianoforte con il solista Denis Matsuev, la terza sinfonia e la versione per orchestra di Vocalise, che Chailly ha diretto come bis nel concerto in piazza Duomo della Filarmonica la scorsa estate.
Il festival si chiuderà poi con la sesta di Mahler, in cui Chailly ha appena diretto la Filarmonica della Scala a Milano e in alcune tappe della tournée europea dell’orchestra che si è appena conclusa.
Torna Montalbano con storie di migranti di ieri e di oggiDe Santis, nessun imbarazzo, offre spunti di riflessione

31 gennaio 201920:00

– Il Commissario Montalbano, il più amato della tv, torna con due nuovi episodi. E l’argomento sono storie dei migranti di ieri e di oggi. L’appuntamento è per l’11 e il 18 febbraio su Rai1, rispettivamente con “L’Altro Capo del Filo” e “Un diario del ’43”, a firmare la regia come sempre Alberto Sironi.    Luca Zingaretti, presta il volto al commissario di Vigata, personaggio nato dalla penna di Andrea Camilleri, e sono 20 anni dal debutto del primo episodio in tv (Il Ladro di Merendine nel 1999). Per il direttore di Rai1 Teresa De Santis “nessuna imbarazzo” per le puntate che affrontano il tema degli sbarchi. “Montalbano rimane un must per Rai1”. Offre molti spunti di riflessione. Le polemiche di questo tipo in questo momento non ci riguardano. Quindi conferma: “Il 10 febbraio ci sono le elezioni in Abruzzo. Lo speciale di Porta a Porta andrà l’11 in seconda serata dopo Montalbano”.  La serie è venduta in 60 paesi, arrivando a 34 episodi, tratti da 24 romanzi e 20 racconti di Camilleri.
Un apprezzamento che continua a crescere nell’ascolto, da una serie all’altra con la punta delle ultime. Più di 11 milioni di spettatori e 45% di share. In Italia la collection è stata vista complessivamente da quasi 1.200.000.000 telespettatori.
Accanto a Zingaretti come sempre Cesare Bocci (Mimì Augello), Peppino Mazzotta (Fazio), Angelo Russo (Catarella) e con la partecipazione di Sonia Bergamasco nel ruolo dell’eterna fidanzata del commissario, Livia.  Manca solo il dottor Pasquano, il patologo interpretato da Marcello Perracchio, a causa della scomparsa di quest’ultimo. “D’accordo con Andrea Camilleri abbiamo deciso di farlo morire anche nel film”  ha spiegato Zingaretti per poi aggiungere:”È stata una delle scene più commoventi che mi sia capitato di girare, sono sicuro che il pubblico celebrerà insieme a noi l’addio al dottor Pasquano” .  A proposito dei primi vent’anni di Montalbano ha rilevato: “È bello vedere che siamo ancora tutti qua. Se non avessi avuto questa avventura ventennale oggi sarei sicuramente un uomo diverso. La rifarei subito”.Nel primo dei due nuovi episodi L’altro capo del filo, gli sbarchi di migranti si susseguono quasi ogni notte, e Montalbano deve affrontare questa emergenza con i suoi uomini. E lo fa senza perdere mai la sua umanità e il suo senso di giustizia. In mezzo a tutto ciò, un terribile delitto si abbatte su Vigata: Elena Biasini viene barbaramente massacrata nella sua sartoria.
L’omicidio sembra inspiegabile. Per Zingaretti “La Sicilia è una terra di cui puoi anche arrivare a a soffrire la mancanza; è un luogo che ti accoglie, ti avvolge, ti vizia. Io sono cambiato, perché tutti cambiano in 20 anni. Tengo a sottolineare che per chi fa il mio mestiere interpretare un personaggio significa immergersi in un universo. Questo finisce con il segnarti, lasciarti qualcosa addosso”. Sull’episodio in cui Montalbano sale su una nave di migranti, l’attore dice: “Trovo assurdo parlare di una voce, rispondere a ipotesi di qualcuno che ha detto qualcosa. Io sono un attore, recito battute. Se, invece, volete conoscere il mio punto di vista sui migranti, guardate il monologo che ho fatto su questo tema quattro anni fa”.
Dal 1999, anno di messa in onda del primo episodio “Il ladro di merendine”, Zingaretti è diventato amico imprescindibile del pubblico di Rai 1, conquistando ad ogni film nuovi spettatori e consensi unanimi (Il primo episodio della 12a stagione La giostra degli scambi ha incassato oltre 11 milioni di telespettatori).
Per il direttore di Rai Fiction Eleonora Andreatta “Letteratura, tv e cinema tengono dentro la contemporaneità; questi due nuovi episodi sono legati a concetti come pietas e giustizia. Una delle scene più forti è Montalbano che raccoglie un corpo in mare; attuale e antica insieme”.
Il secondo film – tratto dai racconti di Andrea Camilleri “Un diario del ’43” e “Being here”, editi da Sellerio editore – sviluppa tre storie che arrivano a Montalbano dal passato: la scoperta di un diario scritto nell’estate del 1943 da un ragazzo che allora aveva quindici anni, un certo Carlo Colussi. Il giorno stesso della scoperta del diario si presenta da Montalbano un novantenne dall’aria arzilla, un certo John Zuck.
L’uomo, vigatese di nascita, durante la guerra fu fatto prigioniero dagli americani.

 

Omaggio al cinema in campagna Prada UomoImmagini locandina e due corti firmati da Vanderperre e Debie

31 gennaio 201918:55

– Prada svela in contemporanea le sue campagne uomo e donna per la Primavera/Estate, ispirate al mondo del cinema. Come locandine di film, le campagne diventano fermo-immagini dell’azione cinematografica. I primi due corti illustrano la sintesi modernista della collezione uomo Primavera/Estate 2019, contestualizzata dal lessico cinematografico. Diretti da Willy Vanderperre e con Benoit Debie come direttore della fotografia, sono film enigmatici, ricchi di fascino, quasi intriganti frammenti di opere più ampie. La colonna sonora è curata da Frederic Sanchez, con un deliberato rimando a classici hollywoodiani.
Nei corti in cui i modelli Daan Duez, Jonas Gloer e Tae Min Park indossano abiti della collezione Uomo Primavera/Estate possono coesistere realtà e finzione. Sono nel contempo documentari e narrazioni, in quanto attirano lo spettatore, ma anziché proporre un’alternativa alla nostra realtà ne mostrano una versione amplificata.
A Firenze torna Animotion film festivalEvento dedicato ad animazione 2D, 3D e stop motion

FIRENZE31 gennaio 201918:56

– Torna a Firenze, per la seconda edizione, ‘Animotion film festival’, evento cinematografico dedicato al cinema di animazione 2D, 3D e stop motion. Il festival si svolgerà sabato 2 febbraio al cinema La Compagnia di Firenze. “Il livello quest’anno è davvero impressionante – ha detto Lorenzo Ciani, fondatore dell’evento -, è sempre più alto e fare la selezione tra tante cose tanto belle è difficile, ma siamo molto soddisfatti. Inoltre quest’anno proponiamo due film candidati all’Oscar, è la conferma che siamo riusciti a fare una selezione davvero di alto livello”. Prima sarà proposta una rassegna di cortometraggi delle scuole di animazione di Europa, Asia, America e Oceania. Seguirà la visione di ‘Mirai’ di Mamoru Hosoda, nella rosa dei candidati agli Oscar nella categoria ‘miglior lungometraggio di animazione’. Infine la parte competitiva del festival da cui uscirà un vincitore per ogni categoria (2D, 3D e stop motion). Tra i giurati ci saranno, tra gli altri, Arianna Papini e Marino Guarnieri.
Sanremo: Zona rossa e pass hitechBarriere antipanico e divieto di spray al peperoncino

SANREMO (IMPERIA)31 gennaio 201919:05

– Dalle barriere antipanico attorno al red carpet alla ‘zona rossa’ che circonderà l’Ariston alla creazione di varchi con ingresso soggetto al controllo del metal-detector. Sono alcune delle misure di sicurezza adottate in vista del prossimo Festival di Sanremo che si terrà dal 5 al 9 febbraio nella città dei Fiori. Le barriere antipanico sono state installate nei punti di maggiore afflusso di pubblico. E’ stata, inoltre, creata una nuovo zona ‘cuscinetto’ arretrando le barriere al lato dell’Ariston. La zona rossa sarà presidiata da polizia e carabinieri. Una apposita sala operativa sarà allestita per la Polposta. All’accesso di via Mameli, il solo utilizzabile dai possessori di biglietto per entrare in teatro, sono stati installati body scanner, un apparato per la analisi di liquidi e una macchina radiogena portatile. I pass, forniti di un lettore Rfid, svolgono la duplice funzione di contare e individuare le persone presenti all’interno del teatro grazie ad appositi lettori presenti a ogni varco.
Musica: Trevor Horn, reinvento anni ’80Star e una grande orchestra nel disco di ‘cover’ del produttore

31 gennaio 201919:19

– Distillare l’essenza musicale degli anni Ottanta, al di là dei lustrini. A questo punta il produttore e musicista inglese Trevor Horn che, dopo aver scritto pagine di quel decennio con Buggles, Yes e Art of Noise, lo rilegge con un’orchestra e alcune voci eccellenti in ‘Trevor Horn Reimagines The Eighties’. “Non c’è mai stata nostalgia – racconta Horn -. Mi sono concentrato sulla ricerca di bei testi, per immaginare come sarebbero state quelle canzoni se fossero nate in un’altra epoca”. Su hit di Bowie e Springsteen, Grace Jones e Duran Duran, New Order e Yes, si alternano voci di oggi e di allora: come Robbie Williams (su ‘Everybody Wants To Rule The World’) o Jim Kerr dei Simple Minds (su ‘Brothers in Arms’), e ancora le All Saints o Seal, oltre a interpreti più giovani come Gabrielle Aplin e Matt Cardle. “La scelta più bizzarra e unica è quella di Tony Hadley su ‘What’s Love Got To Do With It’ di Tina Turner – dice Horn -. Volevo un cantante che desse subito un’impressione di mascolinità”.
Miu Miu lancia Twist nuovo profumo donnaLo firma Daniela Andrier. Elle Fenning in foto di Mert & Marcus

31 gennaio 201919:20

– Si chiama Twist la nuova fragranza di Miu Miu Twist, una collisione tra ingredienti classici e insoliti dedicato a ragazze non banali, vivaci.
La nuova profumazione si apre su note decise di bergamotto verde e fiore di melo che lasciano il posto a un fondo corposo di legno di cedro e a un nuovo accordo: l’Ambra Rosa, invenzione del maitre parfumeur Daniela Andrier, sfumature legnose che ricordano il caramello stagliarsi nell’aria frizzante. Protagonista della campagna Miu Miu Twist è Elle Fanning.
Un corto del collettivo di artisti Canada segue la frenetica routine di una star del cinema attraverso i vari ruoli che interpreta, dal backstage all’energia creativa che sprigiona davanti alla cinepresa. Qui e nei ritratti dal set di Mert & Marcus, Elle è la star in una serie di stravaganti sketch.
Muovendosi tra i vari studi cinematografici, si diverte a giocare con le parole, trasformando ogni oggetto di scena, costume e set in qualcosa di Miu: “Miusica, Miutante, Miustacchi”.
Spot in sala, più impatto sul pubblicoRicerca, audience più predisposta e invogliata agli acquisti

31 gennaio 201919:26

– Al cinema si vede e ascolta senza annoiare, ha più impatto e, soprattutto, invoglia maggiormente all’acquisto. In un momento in cui la vera sfida per la pubblicità è raggiungere lo spazio mentale del proprio target, con l’attenzione che dura pochi secondi poi si ‘skippa’ o cambia canale, il cinema potrebbe diventare uno dei media pubblicitari più interessanti del futuro. Lo rileva un’indagine commissionata da FCP-Associnema (FCP-Federazione Concessionarie Pubblicità) all’agenzia Kantar Millward Brown, che ha preso in considerazione diversi Paesi europei, tra cui l’Italia, per un totale di 347 campagne.
L’interesse dell’analisi, precisa Fcp-Associnema, ha unito per la prima volta DCA-Digital Cinema Advertising, Moviemedia, Rai Pubblicità, le tre concessionarie che rappresentano la pressoché totalità del mercato pubblicitario cinematografico italiano (438 complessi, 2.400 Sale, 84,0% degli spettatori complessivi).
Restauratori, governo modifichi decretoDa Marco Ciatti a Santamaria, è allarme per il settore

31 gennaio 201920:33

– Il governo modifichi il decreto per i restauratori, attualmente in discussione e “salvi il restauro italiano”. E’ l’appello lanciato al ministro della cultura Alberto Bonisoli da oltre trecento grandi nomi del restauro e della storia dell’arte, dal direttore dell’Opificio delle pietre dure Marco Ciatti al direttore dei laboratori scientifici del Vaticano Ulderico Santamaria, da Kristian Schneider presidente dell’Ari (Associazione dei restauratori italiani) a Pasquale Rossi, presidente del corso di laurea in restauro e conservazione dei beni culturali della Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. Se lo schema di decreto non verrà riveduto e la norma ridiscussa, sostengono unanimi, “verrà a cadere in breve tempo la qualità dell’approccio italiano alla conservazione del patrimonio culturale”, con l’immissione sul mercato di una massa “di operatori non adeguatamente preparati”. E, insieme, “verrà inferto un colpo decisivo a tutte le istituzioni formative che creano la professionalità dei restauratori con un corso quinquennale a ciclo unico (classe di laurea LMR02)”. Ultimo atto di un lunghissimo processo che avrebbe dovuto qualificare il restauro italiano, lo schema di decreto in discussione in queste ore alla Conferenza Unificata Stato-Regioni regolamenta l’accesso alla professione di restauratore di beni culturali di quanti non avevano superato le precedenti sanatorie per l’acquisizione della qualifica previste dal Codice dei Beni culturali. Ma nella sua forma attuale, sottolineano i promotori dell’appello a Bonisoli, “rischia di finire per immettere sul mercato più del triplo tra i professionisti formati e quelli sanati attualmente operanti, prevedendo prove e requisiti non adeguati al principio, sancito dal codice stesso, dell’esercizio unitario delle funzioni di tutela”. Creando per giunta disparità all’interno del settore, perché “prevede che i nuovi restauratori siano abilitati nei 12 settori di competenza contro quelli previsti dai profili formativi professionalizzanti dei corsi universitari attivati che al massimo ne consentono tre”LE FIRME:1. Acquafredda Pasquale (presidente corso di laurea in restauro e Conservazione Beni Culturali Università di Bari) 2. Afra Shirin 3. Albini Romana 4. Alessandri Angelo 5. Andaloro Maria (prof. emerito dell’Università degli studi La Tuscia) 6. Angeli Francesca 7. Angelini Cecilia 8. Angelini Marina 9. Antonelli Giovanna 10. Arcangeli Annamaria 11. Arena Valeria 12. Arrighi Chiara 13. Attura Donatella 14. Associazione Bianchi Bandinelli 15. Baratin Laura (presidente corso di laurea in restauro e Conservazione Beni Culturali Università di Urbino) 16. Barbetti Ilaria 17. Barca Donatella (prof.sa Università della Calabria) 18. Barucci Luisa 19. Basilissi Wilma 20. Bassi Michela 21. Bassi Sara 22. Belluzzo Paolo 23. Beltrami Cristiana 24. Benato Alberto 25. Biadaioli25. Biadaioli Irene 26. Bianchi Roberta 27. Biasin Gloria 28. Billi Eliana 29. Boetti Sofia 30. Bonamore Silvia 31. Borgioli Francesca 32. Borsellino Enzo (PA presso l’Università degli studi di Roma3) 33. Boscherini Roberta 34. Brancaleoni Maria Chiara 35. Bresci Lucia 36. Bruschi Valeria 37. Bucciarelli Manuel 38. Cambini Giacinto 39. Capanna Francesca (direttrice SAF ISCR) 40. Cappelloni Giulia 41. Capponi Gisella (già direttore dell’Istituto Superiore per la Conservazione e Restauro) 42. Capra Roberta 43. Capua Maria Concetta 44. Carpentieri Marianna 45. Caruso Fulvia (PA corso di laurea in restauro e Conservazione Beni Culturali Università di Pavia 46. Casaccia Antonella 47. Casagrande Adriano 48. Casamento Tecla 49. Catalano Maria Ida (PA corso di laurea in restauro e Conservazione Beni Culturali Università della Tuscia) 50. Catanzaro Cristina 51. Cavezzali Donatella (già direttrice SAF ISCR) 52. Cecchini Adele 53. Cerasella Lisacoschi Crina 54. Ceriotti Maria Chiara 55. Cernieri Chiara 56. Cerreta Angela 57. Cervelli Eleonora 58. Cervi Giulia 59. Cesaretti Marta 60. Checchi Silvia 61. Ciatti Marco (direttore Opificio delle Pietre Dure) 62. Cibrario Laura 63. Cicala Simona 64. Cimò Marta 65. Ciocchetti Cristiana 66. Cirrincione Claudia 67. Civita Claudia 68. Colacicchi Alessandri Olimpia 69. Colonnello Domizia 70. Conti Paola 71. Corazza Aldo 72. Costa Eliana 73. CostaSilvana 74. Costanzi Cobau Andreina 75. Cova Giulia 76. Cozzolino Fabiana 77. Crimi Eleonora 78. D’Agostino Alice 79. D’Agostino Laura 80. Dal Monte Gabriella 81. Dalai Emiliani Marisa (prof. emerita di Storia dell’arte moderna presso la Sapienza, Università di Roma; già presidente commissione accreditamento titoli universitari di formazione per il restauro) 82. Danielli Christina 83. De Agrò Michela 84. De Angeli Stefano (presidente corso di laurea in restauro e Conservazione Beni Culturali Università della Tuscia) 85. De Angelis Sara 86. De Bellis Daniela 87. De Lellis Clelia 88. De Luca Daphne (Pac Università degli studi di Urbino Carlo Bo e di Roma 3) 89. De Luca Lidia 90. Demmelbauer Marco 91. De Monte Maria Gabriella 92. De Rossi Marianna 93. De Turres Simone 94. Di Gaetano Giancarlo 95. Di Gaetano Serena 96. Di Giambernardino Fiamma97. Di Marcello Stefania 98. Di Marco Chiara 99. Di Napoli Maria Rosaria100. Diego Elia (presidente corso di laurea in restauro e Conservazione Beni Culturali Università di Torino) 101. Dominijani Serena 102. Donati Angelica 103. Duprè Caroline 104. Facchini Vanessa 105. Fagiolo Marco 106. Faieta Manuela 107. Falcon Martinez Fernanda 108. Falivene Maria Rosaria (presidente corso di laurea in restauro e Conservazione Beni Culturali Università di Roma Tor Vergata) 109. Fantoni Giovanni 110. Fazio Giuseppina 111. Ferro Valentine 112. Ficacci Luigi (direttore Istituto Superiore per la Conservazione e Restauro) 113. Filetici Maria Grazia (funzionaria architetto presso la Soprintendenza archeologica di Roma) 114. Filippini Marta 115. Fiorani Claudia 116. Firriolo Noemi 117. Fondi Fabiana 118. Fonti Alessandro 119. Forcellino Antonio 120. Formilli Francesca 121. Fornari Chiara 122. Fossà Bianca 123. Franceschetti Giovanni 124. Fraticelli Giulia 125. Furelli Stefania (funzionaria storica dell’arte soprintendenza Beni Artistici e Storici dell’Umbria)126. Gabriellini Chiara 127. Gaetani Carolina 128. Galanti Giorgia 129. Gammino Mario 130. Gennari Daniela 131. Ghia Giulia Silvia 132. Giammarinario Giulia 133. Gianturco Carla 134. Giorgi Cinzia 135. Giovannone Carla 136. Gioventù Eleonora 137. Girotto Beatrice 138. Giudice Stefania 139. Giuliano Maddalena 140. Gomez Ubierna Marta 141. Gordini Livia 142. Gorga Camilla 143. Graziani Paola 144. Graziosi Francesca 145. Greco Doriana 146. Guercio Silvia 147. Hilling Ana Marie 148. Hubert Elizabeth 149. Iafrate Sara 150. Jatta Fabiola 151. Jervis Anna Valeria 152. Knight Eugenie 153. Labriola Maria 154. Lanza Maria Cristina155. Lavorini Barbara 156. Lecci Mariaclaire 157. Leone Sciabolazza Eleonora 158. Lia Francesco 159. Loreti Elena 160. Malfanti Michela 161. Malintoppi Antonella 162. Mancini Camilla Fabrizia 163. Mainieri Romana Francesca 164. Margaria Daniela 165. Marica Stipo Andreea Loredana 166. Marinelli Anna Maria 167. Marraffa Paola 168. Martelli Castaldi Monica 169. Martinelli Antonella 170. Marziali Alice 171. Massari Silvia 172. Mastropasqua Paola 173. Mastrosanti Viviana 174. Merelli Cristina 175. Micangeli Manuela 176. Micheli Mario (PA presso l’Università di Roma 3) 177. Michelozzi Maurizio 178. Migliorini Matilde 179. Minotti Debora 180. Modesti Chiara 181. Molè Nanni (già vice presidente associazione Organizzazione Restauratori Alta-formazione) 182. Montalbano Letizia (direttrice SAF OPD) 183. Montemaggiori Daria 184. Montorsi Stefania 185. Montozzi Chiara 186. Mora Costanza 187. Morelli Alessandra (vice presidente associazione Restauratori Senza Frontiere) 188. Moretti Elvio (ricercatore corso di laurea in restauro e Conservazione Beni Culturali Università di Urbino) 189. Moroni Marina 190. Moroni Martina 191. Mossuto Silvia 192. Naldoni Nicoletta 193. Nani Amalia 194. Napoli Claudia 195. Napoli Marta 196. Nappo Livio 197. Nesi Mery 198. Olivetti Laura 199. Ortolani Cinzia 200. PallaFranco (presidente corso di laurea in restauro e Conservazione Beni Culturali Università di Palermo) 201. Pallottini Giulia 202. Panuccio Martina203. Papetti Debora 204. Parrinello Fabiola 205. Paris Rita (presidente associazione Bianchi Bandinelli) 206. Passeri Cristina 207. Pastorello Paolo (presidente Restauratori senza Frontiere) 208. Patriarca Martina209. Pavan Martina 210. Pellegrino Serena (Vicepresidente Della VIII Commissione Ambiente, Territorio E Lavori Pubblici, XVII legislatura) 211. Penoni Sara 212. Percoco Alessandra 213. Perna Giacomo 214. Persichelli Liana 215. Petraroia Pietro (già soprintendente per i Beni Artistici e Storici) 216. Piacentini Fabio 217. Pilato Clarissa 218. Piovan Valentina 219. Pitocco Miriam 220. Pittella Giuseppe 221. Pogliani Paola (referente corso di laurea in restauro e Conservazione Beni Culturali Università della Tuscia) 222. Pozzati Chiara 223. Procopio Giulia 224. Profiri Maria 225. Provinciali Barbara 226. Pucci Elisa 227. Raffaella D’Amico 228. Ranieri Claudia 229. Rebecca Picca Orlandi 230. Ricca Francesca 231. Ricciardi Luciano 232. Risolo Maria Alessandra 233. Rissotto Lidia (già direttrice Venaria Reale)234. Rivalta Alice 235. Roberta Bollati 236. Roberta Boscherini 237. Rocco Laviano (prof. corso di laurea in restauro e Conservazione Beni Culturali Università di Bari) 238. Rollo Giulia 239. Romagnoli Angela (referente corso di laurea in restauro e Conservazione Beni Culturali Università di Pavia) 240. Romagnoli Francesca Gaia 241. Rossi Desiree 242. Rosso Egle 243. Rosanna Piervittori (PA corso di laurea in restauro e Conservazione Beni Culturali Università di Torino) 244. Rossi Pasquale (presidente corso di laurea in restauro e Conservazione Beni Culturali Università Suor Orsola Benincasa di Napoli) 245. Rossi Valentina 246. Rossi Viviana 247. Rossignoli Guia 248. Rubino Ylenia 249. Ruggeri Laura 250. Sabatini Monica 251. Salvati Giulia 252. Salvetti Alice 253. Sandri Tiziana 254. Santamaria Ulderico (direttore laboratori scientifici del Vaticano)255. Scafuri Eleonora 256. Scarrone Cristina 257. Schlinder Bettina 258. Schneider Kristian (presidente ARI-Restauratori d’Italia) 259. Scianni Desy260. Scimia Simona 261. Scioscia Chiara 262. Scirpa Francesca 263. Secco Suardo Lanfranco (presidente associazione Giovanni Secco Suardo) 264. Sechi Serena 265. Settini Kine 266. Sforzini Livia 267. Silvi Filippini Marta 268. Sinceri Ilaria 269. Sobrà Giorgio (direttore SAF sede distaccata ISCR di Matera) 270. Sorrentino Marta 271. Sottile Sabrina 272. Stallone Mauro 273. Stortini Silvia 274. Tarantola Lucia 275. Tattini Filippo 276. Tenti Arianna 277. Terlizzi Chiara 278. Tescarollo Giorgia 279. Todaro Cristiana 280. Tognoni Alice 281. Tomassetti Maria Cristina 282. Tomeucci Ambra 283. Tonini Valentina 284. Toppan Giulia 285. Torrisi Carla 286. Tortino Gennaro 287. Tosti Di Valminuta Francesca288. Triolo Licia 289. Usai Carlo 290. Vakalis Nikolas 291. Valota Giulia 292. Vandini Mariangela (presidente corso di laurea in restauro e Conservazione Beni Culturali Università di Bologna) 293. Vardaro Lucrezia 294. Vazio Cristina 295. Vendittozzi Giulia 296. Vespasiani Anita 297. Vischetti Flavia 298. Vittorini Orgeas Eleonora 299. Vuerich Simona 300. Zaccheo Carla 301. Zampa Alessandra 302. Zarbà Manuela 303. Zatti Elisabetta

Mostre: Lotto verso le 20 mila presenzeDal 1 febbraio convegno internazionale di 3 giorni a Loreto

ANCONA31 gennaio 201920:51

– Vola verso le 20 mila presenze la mostra “Lorenzo Lotto. Il richiamo delle Marche” in corso a Macerata fino al 10 febbraio. E da domani, 1 febbraio, prende il via nella Sala degli Svizzeri del Museo Pontificio Santa Casa di Loreto il convegno internazionale di studi “Lorenzo Lotto: contesti, significati, conservazione”. Tre giornate di studi, curate da Enrico Maria Dal Pozzolo e Francesca Coltrinari, promosse dalla Regione Marche in collaborazione con Delegazione Pontificia, Comune di Loreto e Università di Macerata e nate dalla mostra a Palazzo Buonaccorsi a Macerata. L’esposizione coinvolge gli otto centri lotteschi marchigiani – Ancona, Cingoli, Jesi, Loreto, Mogliano, Monte San Giusto, Recanati e Urbino – con 19.635 i biglietti staccati al 27 gennaio, ancora 2 mila prenotati fino al 10 febbraio, giornata di chiusura. Nel convegno, una trentina di affermati e giovani studiosi italiani ed esteri fanno il punto sulle ricerche dedicate alla figura e all’arte di Lotto, con la presentazione di studi inediti.
Eastwood, un capolavoro-testamentoIn sala dal 7 febbraio ‘Il corriere’ tratto da una storia vera

31 gennaio 201920:27

– A Clint Eastwood gli si perdona tutto, anche la vecchiaia. Anzi dopo aver visto le prime sequenze de ‘Il corriere’ (The Mule), in sala dal 7 febbraio con la Warner, neppure ci si accorge che questo piccolo capolavoro-testamento è girato e interpretato da un uomo di quasi novanta anni (l’attore-regista è nato nel 1930). Insomma il film, probabilmente l’ultimo in cui vedremo Eastwood davanti e dietro la macchina da presa (cosa che non accadeva dai tempi di Gran Torino del 2009), non delude mai: diverte, commuove ed è anche una sintesi di tutta la sua filosofia, ovvero il rispetto di una certa tradizione americana a cui non manca un pizzico di necessaria divertita retorica.Fa da volano a questo singolare western on the road, il fatto poi di essere ispirato a una storia vera, quella del novantenne Earl Stone reduce della guerra di Corea che continua a lavorare nella floricultura, ma è ormai sull’orlo della bancarotta. Separato da anni dalla moglie e con una figlia con la quale non parla più, Earl è ormai al lastrico così, quasi per gioco, coglie l’occasione di un ingaggio da parte di un cartello messicano, che gli offre tanto denaro per fare loro da ‘mulo’, ovvero trasportare con il suo pick up grossi quantitativi di droga da uno stato all’altro. Il principio è: chi mai sospetterebbe di un simpatico vecchietto che, tra l’altro, non ha mai preso una multa in vita sua? Fatto sta che Earl ci prende davvero gusto in questo lavoro. Intanto riesce a pagare il matrimonio dell’amata nipote, un modo per riavvicinarsi alla famiglia, e poi ci sono anche soldi per lui, per evitare lo sfratto come per fare bella figura con gli amici. E poi, grazie ai contatti con il cartello messicano per il quale diventa una sorta di mito, si ritrova a partecipare alle loro feste e anche ad avere incontri ravvicinati con escort compiacenti. Ora quanto Eastwood abbia messo di suo nel personaggio di Earl è difficile dirlo, ma certamente si sarà divertito. Basti pensare alla battuta nigger detta da Earl a un uomo di colore, ma senza alcuna malizia (“ai miei tempi si diceva così” così si giustifica) o ancora quando, come nel più classico film western, appella due messicani con il titolo di “mangia fagioli”.Scritto da Nick Schenk, sceneggiatore di Gran Torino , il film è tratto da una storia raccontata nell’articolo ‘The Sinaloa Cartel’s 90-Year-Old Drug Mule’ (ossia: ‘Il novantenne mulo della droga del cartello Sinaloa’) di Sam Dolnick per il The New York Times. Da segnalare poi in questo film la grande l’interpretazione di Colin Bates nei panni dell’efficiente agente Cooper della DEA. Nel cast del film anche Laurence Fishburne e Michael Pea, due agenti della DEA, mentre Dianne Wiest, Alison Eastwood e Taissa Farmiga sono rispettivamente l’ex moglie di Earl, sua figlia e sua nipote. “Quando mi hanno proposto di interpretare questo personaggio – ha detto Eastwood -mi sono detto che sarebbe stato divertente vestire i panni di qualcuno più vecchio persino di me! La criminalità è economicamente un’ancora di salvezza per Stone, ma moralmente è un collasso. Per cui da una parte la sua vita migliora, ma dall’altra va a fondo. E uno di questi giorni dovrà pagare le conseguenze e affrontare le cose sbagliate che ha fatto”.

Bohemian in home video inediti Live AidExtra di 22 minuti con Rami Malek-Freddie nel concerto del 1985

31 gennaio 201919:04

– Bohemian Rhapsody, che celebra l’iconica ed emozionante musica dei Queen e di Freddie Mercury è il film che ha guadagnato di più ai botteghini italiani nel 2018. Arriva negli Store Digitali dal 14 marzo e in Blu-rayTM, 4K Ultra HDTM e DVD dal 28 marzo. Come contenuto extra, per la prima volta i fan possono vedere, con la durata di 22 minuti, la performance integrale del “Live Aid”, che ricrea l’evento originale del 1985, con l’aggiunta di due canzoni (“Crazy Little Thing Called Love” and “We Will Rock You”) mai viste al cinema.
Vincitore di due Golden Globe come Miglior Film Drammatico e Miglior Attore Drammatico (Rami Malek), premiato ai SAG Awards per il Miglior Attore Protagonista (Malek) e nominato agli Oscar 2019 come Miglior Film, Miglior Attore Protagonista (Rami Malek), Miglior Montaggio, Miglior Sonoro e Miglior Montaggio Sonoro, il film è una coinvolgente celebrazione dei Queen, della loro musica e del loro straordinario cantante Freddie Mercury (Malek) uno dei più amati performer di sempre.

‘Il primo re’, ecco il mito di RomaIn sala il film di Rovere con Borghi e Lapice

31 gennaio 201910:22

– ‘Il primo re’ di Matteo Rovere, originale rivisitazione dall’anima filologica del mito della fondazione di Roma da parte di Romolo e Remo, ti porta con vero coraggio nella notte della storia dove gli uomini avevano tanto freddo e paura. Siamo sulle sponde del Tevere nel 753 a.C. per questa rivisitazione “emotiva e realistica” (così la vede il regista) del mito di Romolo e Remo, interpretati rispettivamente da Alessio Lapice e Alessandro Borghi, due fratelli pastori legati da un grande amore e alle prese con un mondo ostile. Girato in proto-latino (cosa che provoca nello spettatore lo stesso sperdimento dell’aramaico usato ne ‘La passione di Cristo’ di Mel Gibson), atmosfere alla Terrence Malick e utilizzo della sola luce naturale e in formato anamorfico da parte di Daniele Ciprì, rendono ‘Il primo re’, in sala in 300 copie con 01 dal 31 gennaio, un film del tutto originale nel panorama cinematografico italiano.
Scene d’azione del film, belle ed efficaci, girate con l’utilizzo di effetti speciali molto realistici, e, come per il precedente film di Rovere ‘Veloce come il vento’, processo di post produzione durato oltre un anno (esattamente 14 mesi).
Le riprese principali del film si sono tenute interamente nel Lazio. Tra le location utilizzate: il Bosco del Foglino e i comuni di Nettuno, Orvieto, Viterbo e Manziana. Infine, il budget del film, che ha ha avuto una produzione internazionale, è di circa nove milioni di euro. “Mi interessava molto fare un film su questo periodo storico mai trattato prima e che è poi la base della nostra civiltà e della stessa fondazione dell’Occidente – spiega il regista a Roma -. È comunque un lavoro sulla fratellanza, sull’amore di due fratelli, ma nel finale ci sono temi come la nascita dell’imperialismo e della stessa politica”.
Ci tiene poi a dire Matteo Rovere: “Ne ‘Il primo re’ la cosa a cui tenevo di più è il realismo, sorprendere lo spettatore anche grazie a questo mondo di persone senza barba fatta, sporche e infreddolite anche attraverso la più realistica violenza”.
Dice infine Alessandro Borghi: “Per me questo film è soprattutto una storia d’amore tra due fratelli pecorai. Mentre una cosa è certa al di là della preparazione che tu puoi fare per un film del genere subentra poi la tua personale natura. Tu puoi prevedere tutto e prepararti a tutto, ma, nonostante questo – continua l’attore – , non puoi immaginare che quel giorno pioverà e che le dita della tua mano non ce la fanno proprio a stringere la spada”.

Ammirati, i sogni vanno conquistatiAmbientato a Sanremo e Perinaldo il romanzo d’esordio

31 gennaio 201910:18

– LUCA AMMIRATI, ‘SE I PESCI GUARDASSERO LE STELLE’ (DEA PLANETA, PP 333, EURO 16,00).
Racconta le fragilità, le incertezze e paure di una generazione che vive nella precarietà, che cerca un posto nel mondo, ‘Se i pesci guardassero le stelle’ (DeA Planeta), il romanzo d’esordio di Luca Ammirati che non si abbandona però alla negatività. Anzi invita a credere nei propri sogni e a combattere quando le cose non vanno, come fa Samuele, il protagonista trentenne della storia che vorrebbe diventare un creativo pubblicitario ma i suoi progetti vengono puntualmente bocciati. “Bisogna avere tenacia, portare avanti battaglie che sembrano perse. I sogni vanno conquistati, bisogna dare molto. E chiedersi ‘cosa facciamo per cambiare le cose?’. Samuele si lamenta ma non dà mai la colpa a qualcun’altro. Parte dal presupposto che è lui che deve trovare la sua strada” dice

Ammirati, sanremese doc, 35 anni, dal 2017 responsabile della sala stampa del Teatro Ariston che si prepara ad ospitare dal 5 febbraio il Festival di Sanremo.
“I sanremesi, come tutti gli italiani, il Festival o lo amano o lo odiano. E’ la settimana della grande confusione, non trovi parcheggio, non ti puoi muovere. Io qui sono nato e cresciuto e lo amo. Rispetto a una volta è diminuito l’affollamento di gente che fa la posta per avere un autografo e vedere le star. La causa sono i social e le misure di sicurezza, per cui quest’anno non ci sarà il red carpet. La preoccupazione è sempre la stessa: i primi dati di audience. Se la prima serata va bene tutti si rasserenano e lavorano meglio” racconta Ammirati che non avrebbe mai immaginato che Sanremo e i luoghi dove è cresciuto sarebbero diventati scenario del suo romanzo. Di giorno reporter precario e malpagato, di sera guida all’osservatorio di Perinaldo, sopra Sanremo, Samuele gira a vuoto ma un asso nella manica però ce l’ha: è un amico speciale, apparentemente insignificante, il pesce rosso Galileo, chiamato Leo che alla fine è la piccola grande star del libro.
“Galileo è la sponda ideale, è imperturbabile e la sua preziosa lezione è quella di essere silenzioso. Viviamo in un mondo rumoroso, dove tutti parlano ed è sempre più difficile farsi ascoltare. L’unica differenza tra lui e Samuele è che Leo non ha mai visto il cielo e le stelle” dice lo scrittore. Ex assessore alla cultura del Comune di Perinaldo, paese di mille anime, originario della nonna dell’autore, Ammirati ha messo piede per la prima volta all’osservatorio a 6 anni. “Il cielo lì fa veramente impressione” e proprio nella notte di San Lorenzo in questo luogo magico avviene il momento di snodo della storia: quello in cui Samuele incontra Emma, della quale si innamora all’istante. “Mi sembrava perfetto che ci fosse una svolta nella notte più romantica dell’anno, sia dal punto di vista astronomico che poetico” spiega l’autore che ha sempre coltivato il sogno della scrittura, si è occupato di editoria digitale e web tv. “Emma – spiega – è un’assenza-presenza.
Condiziona e ossessiona il protagonista e ne stravolge l’esistenza. Non è una principessa, è una donna attuale, con le stesse paure e insicurezze del protagonista. I miei personaggi alla fine sono più complessi di quello che potrebbero sembrare all’inizio. Al netto di qualche sbavatura, sono gentili. Samuele è un po’ vecchia maniera, preferisce incontrare le persone, abbracciarle”. Romanzo generazionale, ‘Se i pesci guardassero le stelle’ in fondo parla a tutti. “C’e’ un po’ di Samuele in noi perchè non si smette mai di sognare e di essere insicuri. Ho cercato di trattare con delicatezza temi attuali e di tutti. C’e’ troppa negatività. Non dobbiamo dimenticarci che c’è sempre un risvolto positivo, un po’ di poesia. Possiamo reinventarci, trovare altre soluzioni” afferma Ammirati che parla e scrive con grande sincerità.

Marzano, racconto il meno che ci salvaScrittrice, trovo l’Italia sempre più aggressiva

01 febbraio 201909:18

– La salvezza “viene dal meno”, da quella fragilità che non si crede vincente. Ci racconta questo Michela Marzano nel suo ultimo romanzo ‘Idda’, pubblicato da Einaudi, in cui in un gioco di specchi, torna con una forza nuova su un tema, l’amore e l’affettività, che attraversa tutti i suoi libri.
Alessandra, biologa salentina che vive a Parigi con Pierre, vede inaspettatamente aprirsi strade di rinascita quando comincia a prendersi cura di Annie, l’anziana madre del suo compagno di vita, che sta progressivamente perdendo la memoria.
Sarà questa donna che confonde le persone, che si dimentica le cose, ma continua a riconoscere l’affetto di chi le vuole bene, a salvare Alessandra. Al di là della razionalità e dell’utile immediato, la biologa entrerà nel mondo di una donna degli anni quaranta tornando a sentirsi figlia come non era accaduto dopo la morte di sua madre e la fuga a Parigi.
“Alessandra pensa di poter fare qualcosa per Pierre e Annie e invece è Idda-Annie che la salva, che le permette di ripartire.
Lei pensa di dare e invece riceve” dice la Marzano,che vive da vent’anni a Parigi con il marito, dove è ordinaria di filosofia morale, in questi giorni in Italia con il suo nuovo libro. “Ci sono atti di fragilità e debolezza che aprono scenari che non si potevano immaginare. Grazie a Annie, a questa persona che ha bisogno di aiuto, motore immobile della storia, Alessandra rinascerà” spiega. E anche la lingua, in questo percorso, ha un valore fondamentale. ‘Idda’ che in dialetto salentino significa “Lei” è Annie ma è anche Alessandra. “All’inizio è la voce narrante, Alessandra, e poi la vera lei diventa Annie” dice la scrittrice-filosofa a cui interessa molto l’uso che si fa delle parole. La biologa ritrova in questo suo percorso con Annie, il linguaggio dell’infanzia, il dialetto salentino con cui parlava con mamma e papà. “Sarà la lingua a riportarla in Salento.
Alcune cose sono più vere e autentiche nella propria madre lingua. Tante volte si pensa e si provano emozioni in maniera diversa a seconda della lingua che si usa” sottolinea la Marzano che ha scritto molti libri in francese. Le tre parole chiave di questo romanzo sono “identità, memoria, amore che sono legate fra loro perchè ognuno di noi è fatto del proprio passato che deve essere rielaborato o riattraversato. E forse il modo migliore per riattraversarlo è l’affettività e non la razionalità” racconta la scrittrice. Così ci troviamo davanti ad Annie che ha perso la memoria e ad Alessandra che ha chiuso un pezzo della propria storia e deve recuperare il passato e non dobbiamo dimenticare che “ognuno di noi è determinato e agito da quello che ha vissuto. E quello che resta quando pezzi della tua esistenza scivolano via sono i sentimenti, l’amore e l’affettività che supera ogni cosa. La familiarità fa sì che l’amore continui ad esserci” sottolinea la scrittrice. Quando viene meno il controllo della razionalità viene fuori tutto quello che si è messo tra parentesi: in questo caso sono il desiderio e il rifiuto della maternità, di una bambina che non arriva mai. “Nel libro c’è il recupero del rapporto materno che per ogni donna è fondamentale. Ognuna di noi per diventare madre i conti con la propria madre li deve fare” dice la Marzano e spiega che “oggi invece assistiamo ad un grande egoismo e assenza di compassione con conseguenze forti sul vivere insieme.
C’e’ un’aggressività sempre più forte e un’assenza di empatia” afferma la Marzano. E incalza: “a forza di ascoltare discorsi portati avanti da certe elite politiche in cui sembra che l’altro sia solo un nemico diventa difficile trovare un sentimento diverso dalla sfida e dall’odio. Si legittima così l’utilizzo della volgarità da parte di chiunque” dice la Marzano che trova “l’Italia sempre più aggressiva”, mentre in Francia c’e’ un altro problema: “Macron ha atteggiamenti sprezzanti nei confronti del popolo. Bisogna vedere cosa accadrà alle prossime elezioni”.
Idda invece ci fa scoprire anche i molteplici modi di vivere l’amore. Sia Pierre che Alessandra pensano anche che i propri genitori non abbiano vissuto una storia d’amore, ma dovranno ricredersi.

Green Book, l’amicizia antirazzismoDal 31/1 il film con Mortensen e Mahershala Ali, 5 candidature

01 febbraio 201909:21

– Con cinque candidature ‘pesanti’ tra cui Miglior film, Miglior attore (Viggo Mortensen) e Miglior attore non protagonista (Mahershala Ali) Green Book di Peter Farrely, in sala dal 31 gennaio con Eagle Pictures, già vincitore di tre Golden Globe e del premio del pubblico a Toronto, è certamente tra i film dell’anno e tra i favoriti alla Notte degli Oscar il 24 febbraio. Per la storia e per quello che rappresenta, in tema di inclusione razziale e diversità.
E’ la storia della vera storia dell’amicizia, durata tutta la vita, nata nel 1962 fra un virtuoso afroamericano del pianoforte, Don Shirley (Ali) e il buttafuori italo americano Tony Vallelonga (Mortensen), ingaggiato dal musicista per fargli da autista e ‘risolviguai’ durante un tour negli Stati Usa del sud, dove il razzismo era ancora profondamente radicato.
“Green Book non ti dice cosa devi pensare, ascoltare o vedere – ha detto Viggo Mortensen, notoriamente poliglotta, in un ottimo italiano, che gli ha anche consentito di interpretare al meglio la lingua ibrida parlata dagli italoamericani come Vallelonga -.
Secondo me è un invito a fare un viaggio, a ridere, a piangere e se vuoi forse a riflettere sui limiti delle prime impressioni.
Non è una lezione forzata, è una bella storia condivisa del passato che può aiutarci a capire il presente”.
L’attore newyorchese di origini danesi, che aveva presentato il film alla Festa di Roma 2018, pensa che “queste storie ti permettano di conoscere un po’ di più chi è diverso da te. Sono molto importanti in questo momento – sottolinea – perché si vede in giro tantissima misoginia e ignoranza, ad esempio su temi come la crisi dei migranti o la religione. Mi spavento soprattutto quando vedo che persone di potere, dai politici ai sindacalisti, sono ignoranti nella stessa maniera o fingano di esserlo, per arrivare o rimanere al potere.
D’altronde il percorso dell’umanità non è diretto, ma pieno di deviazioni e a volte si fanno dei passi indietro, come sta succedendo in tante parti del mondo, Italia compresa”. Il progresso dell’umanità “viene anche dai piccoli gesti quotidiani, come chiedere scusa se urti qualcuno per strada”.
Green Book è basato sulla sceneggiatura scritta dall’attore Nick Vallelonga (figlio di Tony, morto nel 2013, come Shirley) con Brian Currie e il regista Peter Farrelly, uno dei re della commedia Usa in coppia con il fratello Bobby, qui al primo film da solo e alle prese con un genere diverso, la dramedy.
Tony Vallelonga, detto Tony Lip, padre dei famiglia del Bronx, molto innamorato della pazientissima moglie Dolores (Linda Cardellini) si mantiene con lavoretti e scommesse.
Risoluto e affabulatore, quando il club dove lavora viene momentaneamente chiuso, accetta di lavorare per Don Shirley, raffinato e riservato pianista che vive in un lussuoso appartamento al primo piano della Carnegie Hall. Il musicista ha bisogno di un uomo come Tony per risolvere eventuali problemi legati al doversi spostare in stati fortemente razzisti e infatti gli ostacoli e le situazioni rischiose non mancheranno.
Tra i due uomini, però nei lunghi spostamenti in macchina, nasce una reciproca comprensione e voglia di conoscenza.
Mortensen, che per il ruolo è ingrassato una quindicina di chili (“quello è stato piacevole e facile, basta mangiare, ma ci è voluto un po’ per perdere quel peso”) ha definito la sceneggiatura di Green Book (nomination all’oscar) come “una delle più belle e meglio scritte che abbia mai letto – ha detto -. Ho trovato la storia incredibile, mi ha fatto ridere e piangere. Ero un po’ teso perché non sono italiano e sentivo molto la responsabilità di rendere al meglio, senza trasformarlo in una caricatura, questo personaggio. Mi ha molto aiutato la famiglia di Tony, con cui ci siamo capiti subito, a tavola, mangiando insieme per cinque ore. Quando poi li ho visti commuoversi sul set, ho capito che era andata”. E’ stata molto importante anche l’alchimia con il premio Oscar Mahershala Ali, che Mortensen stima molto: “E’ una persona di grandissima generosità”.         [print-me title=”STAMPA”]

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TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

DALLE 09:19 DI MERCOLEDì 30 GENNAIO 2019

ALLE 09:43 DI GIOVEDì 31 GENNAIO 2019

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A teatro, Battiston, Danieli e De Sio
Salemme ‘Con tutto il cuore’, Fresu e il mito di C. Baker

30 gennaio 201909:19

– Giuseppe Battiston a Napoli nei panni di ”Churchill” nel testo di Carlo G. Gabardini e Vincenzo Salemme nel suo ”Con tutto il cuore” a Roma; doppia prova d’attrice per Isa Danieli e Giuliana De Sio ne ”Le signorine” di Gianni Clementi e Andrea Giordana, con Galatea Ranzi, nel ruolo che fu di Marcello Mastroianni ne ”Le ultime lune” di Daniele Salvo, tutti ancora nella capitale. E poi Elisabetta Pozzi e Stefano Santospago con ”Il gabbiano” di Cechov per Marco Sciaccaluga a Milano e ”La versione di Chet Baker” sulle note della tromba di Stefano Fresu a Venezia: sono alcuni degli spettacoli teatrali in scena nel prossimo week end.

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C’era una volta Andreotti di FrancoRitratto di un uomo, biografia di un paese.

gennaio 201910:00

MASSIMO FRANCO, ‘C’ERA UNA VOLTA ANDREOTTI. Ritratto di un uomo, di un epoca e di un Paese’ (Solferino, pag. 488, euro 18,50).
”A cent’anni dalla sua nascita, farsi suggestionare dalla vulgata secondo la quale siamo ancora immersi in un ‘secolo andreottiano’ significherebbe perpetuare un mito consunto.
Mentre un’Italia lacerata e sfiduciata vive una delle sue crisi più traumatiche, Andreotti è davvero un personaggio del passato, nonostante la pervicacia dei suoi accusatori nella magistratura e nella politica e la difesa strenua che della sua memoria ‘dannata’ fanno i figli e alcuni superstiti della Prima Repubblica”. Massimo Franco, in occasione di quel centenario – era nato il 14 gennaio 1919 – pubblica riveduta e corretta la sua biografia di Giulio Andreotti, uscita per la prima volta nel 2008 col titolo ‘Andreotti. la vita di un uomo politico, la storia di un’epoca’, e che è anche la storia di un paese che ”dice di voler risolvere gli enigmi, in realtà se li tiene, se li coccola e ci sguazza dentro come se fossero un rassicurante Purgatorio nel quale scavarsi una nicchia: forse perché la condizione inconfessabile è che il Purgatorio italiano non spalanca le porte del Paradiso, ma dell’Inferno”. Andreotti è senza dubbio uno di quegli enigmi di cui Franco cerca di dipanare il gomitolo raccontandone la storia. Nei ben 25 capitoli del corposo volume – ma come potrebbe non esserlo – arricchito anche da un elegante apparato fotografico, l’autore ripercorre i momenti salienti della crescita, della carriera, della disgrazia e della fortuna, di una vita che si è conclusa il 6 maggio del 2013 ma che sembra durata non 94 anni ma qualche secolo. C’è tra le foto inserite da Franco nel volume, un vero e proprio romanzo dell’Italia del Dopoguerra, quella bellissima e significativa dello scranno di Andreotti al Senato, nei posti di senatore a vita: rimane l’impronta indelebile della sua testa nella poltrona. Nessuno, come lui, lascia un segno così forte. Così Giulio, nipote del cappellaio di Segni, che ha iniziato la sua carriera in Vaticano facendo il chierichetto, e quella politica dalla mamma che gli aveva insegnato a diffidare da chi parlava difficile è tutto nei suoi silenzi, nel suo sguardo tagliente, persino della fisicità che difficilmente poteva lasciare indifferenti ad incontrarlo nei corridoi del Senato che fino all’ultima forza ha frequentato. Inutile elencare i personaggi, gli eventi, della sua vita unica da tutti i punti di vista, che nel bel libro di Massimo Franco scorrono con evidenza cronistica e che catturano il lettore per il taglio quasi letterario. ”Solo quando tutti i protagonisti scompariranno, e gli archivi andreottiaiani saranno spulciati fino in fondo dagli storici, forse sarà possibile provare a costruire un profilo meno viziato dalla polemica politica”. Il libro viene presentato a Roma mercoledì 30 gennaio, nel complesso Monumentale di san Salvatore in Lauro, alle 18 da Stefano Andreotti; Lucio Caracciolo, Mario Monti. A moderare Luciano Fontana.

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Barry Jenkins, l’amore contro il razzismoIn sala ‘Se la strada potesse parlare’ del regista premio Oscar

30 gennaio 201910:03

‘Se la strada potesse parlare’ di Barry Jenkins, regista premio Oscar con ‘Moonlight’, racconta, allo stesso tempo, una bella storia d’amore, una grande famiglia nera e quel razzismo verso gli uomini di colore mai davvero sepolto negli States. Il film, già in concorso alla Festa di Roma e in sala dal 24 gennaio con Lucky Red, non è altro che l’adattamento del romanzo omonimo (pubblicato in Italia da Rizzoli) di James Baldwin, scrittore afroamericano da sempre punto di riferimento dei movimenti per i diritti dei neri.
Siamo negli anni Settanta nel quartiere di Harlem, Manhattan.
Di scena la storia di Tish (una straordinaria KiKi Layne, vincitrice del Golden Globe per la miglior attrice non protagonista), ragazza di Harlem che scopre di essere incinta del fidanzato Fonny (Stephan James), proprio quando questi finisce in prigione per un crimine (una violenza sessuale) che non ha commesso.
Ma la ragazza, dolce e forte allo stesso tempo, ha dalla sua una famiglia che non la lascerà sola in questa tragedia e potrà così contare su ognuno dei suoi membri, sorelle e padre, e soprattutto sulla combattiva ed empatica madre Sharon (Regina King). Con l’aiuto della famiglia, Tish cercherà di dimostrare l’innocenza di Fonny anche se, come si dice nel film, “in America per quanto riguarda la giustizia verso i neri le carte sono truccate”.
Tra le belle sequenze del film, già presentato in prima mondiale al Toronto Film Festival, la ‘prima volta’ di Tish e Fonny, davvero stupenda e piena di poesia. “Sì è vero, anche nel libro di Baldwin c’è l’idea che l’amore ti può salvare – ha spiegato a Roma Jenkins -. Il fatto è che i neri hanno vissuto da secoli esperienze e vite terribili, ma per fortuna dentro di loro ci sono ancora la gioia e la bellezza che danno la forza di sopravvivere. E poi va detto che nei suoi romanzi Baldwin cavalca due vie: una molto romantica e sensuale e l’altra molto critica sul rapporto tra bianchi e neri”.
E ancora sull’amore e la solidarietà della famiglia di Tish che accetta con autentica gioia il fatto che lei sia incinta di un uomo in prigione: “L’amore e l’accoglienza verso questo bambino che deve nascere dipendono anche dal fatto che in quanto nero sarà in pericolo, dovrà combattere, c’è insomma anche un istinto protettivo verso di lui da parte di tutta la famiglia.
Una cosa tipica delle famiglie dei neri d’America”.
Sull’emergente neo-razzismo mondiale ha detto infine il regista: “Anche da voi in Europa i tanti confini stanno diventando molto più duri. Da noi essere neri o latini non è certo facile con il presidente che abbiamo”.

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Cinema: torna ‘Ladri di biciclette’ in versione restaurataIl classico del neorealismo di De Sica nelle sale dal 4 febbraio

BOLOGNA30 gennaio 201909:46

– Torna al cinema in versione restaurata ‘Ladri di biciclette’: il titolo simbolo del Neorealismo italiano firmato da Vittorio De Sica sarà nelle sale dal 4 febbraio, presentato dalla Cineteca di Bologna per il progetto ‘Il Cinema Ritrovato. Al cinema’, per la distribuzione dei classici restaurati. Il restauro, realizzato dal laboratorio L’Immagine Ritrovata, è stato presentato in anteprima lo scorso anno al Festival di Cannes per festeggiare i 70 anni dalla sua realizzazione.
Oscar come miglior film straniero nel 1950, ‘Ladri di biciclette’, affidato a un cast di attori non professionisti, si ispira all’omonimo romanzo di Luigi Bartolini e si avvale per la sceneggiatura di De Sica e di Cesare Zavattini, scomparso 30 anni fa. Proprio per ricordare Zavattini, nato a Luzzara nel 1902, la Fondazione Palazzo Magnani e la Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia stanno lavorando a una serie di iniziative in programma a dicembre: un convegno e una mostra che raccoglierà materiali documentari e iconografici.

Partnership Accademia Lusso e Lcbs IndiaPiano formativo 2 settimane per studenti indiani in Italia

30 gennaio 201910:22

– Accademia del Lusso annuncia la partnership con Luxury Connect Business School (Lcbs), realtà formativa di eccellenza nel settore fashion in India.
Le due scuole hanno controfirmato un nuovo piano formativo di 12 settimane con l’obiettivo di far conoscere e sperimentare agli studenti indiani il made in Italy e l’industria dei beni di lusso in Italia. Il progetto, della durata di 3 mesi, è parte integrante del ‘Masters Diploma in Luxury Management’ di 10 mesi tenuto dalla Lcbs. Nel corso del progetto gli studenti della scuola avranno la grande opportunità di conoscere i marchi del lusso italiani, comprenderne il loro dna e il loro sistema di produzione e gestione.

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Relazioni di pelle in adv Bottega VenetaPrima sotto direzione creativa di Daniel Lee. Foto Tyrone LeBon

30 gennaio 201910:44

– Esiste un’affinità tra la pelle – materiale iconico di Bottega Veneta – e la pelle del corpo umano: una schiena nuda, una borsa in intrecciato, una figura che galleggia sull’acqua, una donna avvolta in un trench in calf. Queste immagini dinamiche e libere sono state scattate nel corso di diverse giornate in una casa privata sull’isola di Ischia, dal fotografo Tyrone LeBon, per la prima volta sotto la direzione creativa di Daniel Lee.
Gli scatti esprimono un concetto: la moda è stata messa a nudo per raggiungere la sua forma più pura, esponendo gli elementi essenziali di Bottega Veneta, un pullover, un trench, la pelle intrecciata.
La campagna Bottega Veneta per la primavera è incentrata su questo concetto. Le immagini naturali e spontanee, sembrano frammenti di una narrazione più ampia, quasi fossero scene catturate da un film. Si percepisce l’influenza del cinema neorealista italiano e dello stile di vita che rappresenta.

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Nostalgia al Ciak con Shapiro e VandelliPienone a Milano per due ore e mezza di ‘Love and Peace’

MILANO30 gennaio 201911:46

– Un tuffo nel passato con uno spirito vigile sul presente: questo hanno proposto ieri sera Shel Shapiro e Maurizio Vandelli nella tappa milanese al Teatro Ciak del loro tour ‘Love & Peace’. Fin dall’introduzione animata che richiama la guerra in Vietnam, l’effetto ‘macchina del tempo’ è assicurato: effetto confermato dalla scaletta che, lungo due ore e mezza, percorre canzoni che hanno dato forma e suono agli anni ’60 e non solo (spicca ad esempio la cover di ‘Losing My Religion’ dei R.E.M.). A partire da ‘Che colpa abbiamo noi’ Shapiro, Vandelli e la band di cinque elementi si scambiano canzoni, duettano, si aiutano (in particolare, Vandelli accusa una tracheite che però non lo ferma dal cantare e scherzare) e soprattutto snocciolano aneddoti passando in rassegna pezzi come ‘Tutta mia la città’, ‘Un angelo blu’, ‘Bang bang’, e rievocando le collaborazioni con Battisti, Mogol e Dalla.
Mic Faenza partner per rete Ue ceramicaUnico italiano in progetto triennale, favorirà strategie comuni

BOLOGNA30 gennaio 201911:48

– Il Museo Internazionale delle Ceramiche (Mic) di Faenza, in provincia di Ravenna, contribuirà alla creazione di una rete di cooperazione tra i principali distretti storici della ceramica europea. Il Mic è l’unico partner italiano di un nuovo progetto finanziato dall’Ue che coinvolge otto istituzioni europee.
Il programma si chiama ‘Cer-Dee – Creative entrepreneurship in ceramic regions – developing’ e ha durata triennale. Capofila è il Porzellanikon di Selb in Germania, mentre oltre al museo faentino gli altri partner sono il Ceramic Museum di Boleslawiec (Polonia), la New Design University di Pölten (Austria) il National Museum di Slovenia, la Technical University di Il menau (Germania), la University of West Boemia di Pilsen (Repubblica Ceca) e il Tourist centre di Kranj (Slovenia). L’obiettivo della rete sarà quello di mettere insieme conoscenze di musei, pmi e istituti di settore per strategie di sviluppo congiunte.
Il Mic di Faenza sarà coinvolto per lo più nella parte di formazione insieme ad altri enti locali come l’Isia di Faenza, Confartigianato, Caf Cna, Contamination Lab in collaborazione con il Comune di Faenza. Tutte le attività saranno messe in rete con gli eventi dedicati al design, all’artigianato e all’arte organizzati insieme ai partner europei, in particolare il Concorso Future Lights, Argillà e il Premio Faenza.
Biennale Teatro, a Hillje Leone d’OroAll’olandese Jetse Batelaan Leone d’Argento

VENEZIA30 gennaio 201912:03

– E’ stato assegnato a Jens Hillje, drammaturgo tedesco e condirettore artistico del Maxim Gorki Theatre, fulcro della nuova scena berlinese, il Leone d’oro alla carriera per il Teatro 2019.
Al regista-autore olandese Jetse Batelaan, creatore di innovativi spettacoli per ragazzi e non solo, va il Leone d’argento per il Teatro 2019. Lo ha stabilito il Consiglio di Amministrazione della Biennale di Venezia, presieduta da Paolo Baratta, accogliendo la proposta del Direttore di settore, Antonio Latella.
Il Leone d’oro e il Leone d’argento verranno consegnati nel corso del 47/o Festival Internazionale del Teatro che si svolgerà a Venezia dal 22 luglio al 5 agosto.

Film racconta attualità ingegno LeonardoPer i 500 anni dalla morte. Al cinema il 18 19 e 20 febbraio

30 gennaio 201912:30

– In occasione dell’anniversario dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci arriva nelle sale cinematografiche italiane Leonardo Cinquecento “un’esclusiva produzione di Magnitudo Film dedicata al genio universale del Rinascimento e ai risvolti contemporanei delle intuizioni contenute nei famosi Codici Leonardeschi”.
Con immagini supernitide in 8K, il documentario è il racconto di un viaggio alla scoperta del pensiero e dell’eredità scientifica di Leonardo da Vinci e in particolare di come le sue scoperte e intuizioni abbiano attraversato i secoli per trovare applicazione nella società contemporanea”. La pellicola gode del patrocinio straordinario di Regione Lombardia ed è stato inserito del palinsesto ufficiale del Comune di Milano per le celebrazioni della ricorrenza del cinquecentenario di Leonardo da Vinci “Milano Leonardo 500”. Arriverà al cinema per tre giorni, il 18, 19 e 20 febbraio.
Belle speranze, i ragazzi dal ’48 a oggiDai Vitelloni a Gomorra, nel cinema giovani e storia italiana

30 gennaio 201912:44

– C’è un filo sottile che lega gli amici mai cresciuti de I vitelloni alle vite sbandate di Gomorra, e un alfabeto comune che fa parlare ai ragazzi di Accattone la stessa lingua dei cervelloni di Smetto quando voglio. La voglia di autoaffermazione e il desiderio di libertà di tutte le nuove generazioni lungo 70 anni di storia d’Italia emergono nella mostra multimediale “Belle speranze: il cinema italiano e i giovani (1948-2018)”, ideata da Fondazione Ente dello Spettacolo e in programma a Roma negli spazi del Mattatoio La Pelanda dal 30 gennaio al 15 marzo. Frutto di un lavoro di oltre 2 anni e a cura di Gianluca Arnone, Maria Grazia Cazzaniga ed Emanuela Genovese, l’esposizione presenta circa 150 pannelli che, come in un lungo film dagli stili e dagli accenti diversi, delineano con l’immaginario cinefotografico l’identità dei giovani dei vari decenni, dalla fine degli anni ’40 al nuovo millennio, dando ai protagonisti del grande schermo l’onore e l’onere di veicolarne i sogni e le fragilità.
Davide Catinari e la sua idea di libertàLeader Dorian Gray torna in scena con “Periferie dell’Infinito”

CAGLIARI30 gennaio 201913:15

– Un viaggio tra le atmosfere della Hollywood degli anni ’20 e le avanguardie europee dell’ultimo Novecento. Per una narrazione che intreccia musica, teatro, arti visive. Davide Catinari, leader dei Dorian Gray, apprezzato gruppo di culto dell’underground made in Italy, ritorna in scena venerdì 1 febbraio alle 21 al Teatro Massimo di Cagliari con la versione aggiornata del suo “Periferie dell’Infinito”.
Una riflessione sul contemporaneo, le tante sfaccettature della realtà tra “oneste dipendenze e finte libertà” e il loro continuo sconfinamento, declinata nella forma di uno spettacolo-performance. Variazioni su questo tema scandito attraverso tre quadri. In un cammino all’interno dell’universo di ogni essere umano, “passeggero senza bagaglio nel viaggio quotidiano al centro di se stesso, confuso nella marginalità di un infinito che non gli appartiene e gli è impossibile comprendere”, spiega Catinari. I racconti originali da lui firmati vengono sottolineati dalla musica di Samuele Dessì e Nico Meloni alle chitarre e dall’action painting onirico di Gildo Atzori. Ad arricchire lo spettacolo, proposto in collaborazione con Sardegna Teatro, e creare suggestioni in bilico tra il racconto gotico e l’ironia cinematografica di sapore pulp, una selezione di brani dai dischi dei Dorian Gray, prima band europea a suonare in Cina. Davide Catinari fa rivivere le storie di Pepi Lederer, aspirante icona dell’America di Fitzgerald, Alberto Greco, poeta e pittore argentino inventore dell’informalismo, Francesca Woodman, rivoluzionaria fotografa statunitense. Il filo narrativo si dispiega su alcuni concetti chiave. “La vita può essere un’opera d’arte o un’esperienza estrema. Ho voluto accendere i riflettori su quanti dalle scelte estreme hanno tratto la cifra emotiva del loro percorso umano e artistico. In una società basata sulla ricerca del consenso e sull’omologazione globale, l’unicità dell’essere umano, per quanto fragile, è un percorso affascinante e misterioso che merita di essere raccontato, se possibile senza filtri. Questa – chiarisce Catinari – è la mia visione della libertà”.

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Moda: Mipel, il tema è la sostenibilità
Dal 10 al 13 febbraio la 115/a edizione a FieraMilano a Rho

gennaio 201913:16

– Ricerca, memoria, innovazione, tecnologia sono le parole chiave dell’edizione 115 di Mipel, la più importante manifestazione internazionale dedicata alle borse e agli accessori di pelletteria che, dal 10 al 13 febbraio, vedrà protagoniste le collezioni autunno/inverno di 350 brand nei padiglioni di FieraMilano a Rho. Alla nuova edizione della Rassegna sono attesi circa 12.000 visitatori da tutto il mondo tra i quali 37 top buyer da tutta Europa e da Corea, Giappone e Russia. Presenti 50 nuovi espositori, tra cui spiccano La Martina, John Richmond e Cabin Zero, e rientri d’eccellenza, tra cui Valigeria Roncato e Caterina Lucchi. Tra le conferme quella del brand Discord by Yohji Yamamoto. Il tema scelto per la manifestazione presentata oggi a Milano è la sostenibilità in tutte le sue accezioni, in linea con le maggiori sensibilità del settore della moda, all’insegna di uno sviluppo che adotti un comportamento nelle soluzioni creative sempre più virtuoso.
Moda: nasce accademia creatività TriesteAl via Its Arcademy da 2020. Sfilata e lancio il 12 luglio

TRIESTE30 gennaio 201913:55

– Uno spazio espositivo di arte contemporanea “unico al mondo” e di formazione per talenti del fashion design di tutte le età: è la Its Arcademy, una fusione tra “Archivio, Arca e Accademia” promossa dall’International Talent Support, la cui apertura è prevista a Trieste nel 2020. Nell’Its Arcademy, presentata oggi, saranno esposti in rotazione 17 mila portfolio, oltre 220 abiti, 200 tra accessori e gioielli, 700 fotografie e 100 mila immagini digitali tutti firmati dai finalisti delle precedenti edizioni del concorso Its. Spazio anche alla formazione, ha spiegato la fondatrice e direttrice di Its, Barbara Franchin, “per tutte le età, dai 5 ai 100 anni”. In questo modo Its 2019, piattaforma creativa per giovani talenti nel campo del fashion desing, “trova casa”.
L’Its Arcademy sarà ospitata negli spazi della Fondazione CRTrieste.
L’evento finale del concorso Its 2019, che lancerà l’Its Arcademy, si svolgerà a Trieste il 12 luglio con sfilata e mostra.
Peter Jackson dirigerà film sui BeatlesIntesa Apple-WingNut Films, basato su 55 ore di filmati inediti

30 gennaio 201915:19

– Il regista premio Oscar Sir Peter Jackson dirigerà un nuovo film sui Beatles. Frutto della collaborazione tra Apple Corps Ltd. e WingNut Films Ltd., sarà basato su circa 55 ore di filmati ancora inediti della band in studio, girati tra il 2 e il 31 gennaio 1969. Si tratta delle sessioni che hanno prodotto l’album vincitore del Grammy Award “Let It Be”, che fu pubblicato 18 mesi dopo, nel maggio 1970, diversi mesi dopo lo scioglimento della band.
Originariamente sembrava che le riprese fossero destinate a uno speciale tv, ma poi si è deciso di realizzare un film che terminerà con la leggendaria performance dei Beatles sul tetto del quartier generale della Apple Corps Ltd, al numero 3 di Savile Row, a Londra – svoltasi il 30 gennaio 1969, esattamente 50 anni fa.
La pellicola, di cui non sono ancora noti titolo e data di uscita, è stata realizzata con la piena collaborazione di Sir Paul McCartney, Sir Ringo Starr, Yoko Ono Lennon e Olivia Harrison.
Irama, racconto la violenza sulle donne”Ma il mio è inno di speranza”, per il duetto ci sarà Noemi

30 gennaio 201920:15

Irama ha 23 anni, due piume per orecchini e una sensibilità non comune. E’ suo uno dei pezzi più d’impatto al prossimo festival di Sanremo: La ragazza con il cuore di latta, storia di abusi familiari, di disagio giovanile. “Ma anche di speranza – sottolinea il giovane cantautore originario di Monza -. Ho sempre detto che sarei andato a Sanremo solo se avessi avuto ‘il’ pezzo. E il pezzo è arrivato, una notte in Salento. Dopo un incontro con Linda, protagonista immaginaria della canzone”.Una canzone nata da una storia vera, “ma non è importante quello. E’ più importante il tema delle violenze domestiche. Avevo voglia di raccontare qualcosa che riguarda tante donne, un problema che esiste ma di cui non si parla mai abbastanza. Da cantautore mi concentro sulla verità”. Ma lo sguardo che Irama posa su Linda non è tragico né morboso. “Il mio vuole essere soprattutto un inno di speranza. Nel finale, il cuore che batte nel ventre della ragazza è la vita che nonostante tutto va avanti e ti permette di andare avanti”, dice Filippo Maria Fanti (il suo nome all’anagrafe), che dopo aver vinto Amici lo scorso anno (e dopo aver partecipato a Sanremo tra le Nuove Proposte nel 2016, l’anno di Gabbani, Meta, Mahmood “e il mio primo live in assoluto, con una camicia terribile”), quest’anno ha fatto il grande salto “tra i grandi”. “Paura? E’ normale averne. Serve per tirare fuori quello che hai dentro”, aggiunge Irama, che dalla sua avrà sicuramente il televoto delle giovanissime. “Non sto andando per vincere. La gara è importante fino a un certo punto. Ogni canzone ha un suo messaggio, ed è quello che conta. Se dovesse succedere, dedicherei il premio a mia nonna”.La scelta di presentarsi al festival “è stata fatta contro tutti. Perché sarebbe andata a discapito di quello che stavo facendo. Ma non c’erano dubbi sull’opportunità di portare un brano così. Essere tra i big è una responsabilità, e voglio prendermela tutta”. Sul palco insieme a lui ci saranno 6 elementi del coro gospel di Sheritta Duran (“perché l’inciso è come una preghiera”), e per la serata dei duetti Noemi, “con il suo timbro black e soul era perfetta”. “Appena ho ascoltato il pezzo di Irama – dichiara l’interprete romana – sono rimasta subito colpita dal testo che con grande onestà affronta un tema così forte come la violenza sulle donne. Qui ancora più duro visto che si parla di una minorenne. La sua Linda non è descritta come una vittima, ma come una ragazza coraggiosa che porta dentro di sé il seme della speranza. La canzone è un inno alla vita”. Il brano sanremese (che nella registrazione in studio vede il contributo del coro gospel di Harlem) sarà incluso nel repack di “Giovani per sempre, nel quale ci sarà anche una versione unplugged di “Bella e rovinata”.

Intesa Apple-WingNut Films, basato su 55 ore di filmati inediti

30 gennaio 201915:20

– Il regista premio Oscar Sir Peter Jackson dirigerà un nuovo film sui Beatles. Frutto della collaborazione tra Apple Corps Ltd. e WingNut Films Ltd., sarà basato su circa 55 ore di filmati ancora inediti della band in studio, girati tra il 2 e il 31 gennaio 1969. Si tratta delle sessioni che hanno prodotto l’album vincitore del Grammy Award “Let It Be”, che fu pubblicato 18 mesi dopo, nel maggio 1970, diversi mesi dopo lo scioglimento della band.
Originariamente sembrava che le riprese fossero destinate a uno speciale tv, ma poi si è deciso di realizzare un film che terminerà con la leggendaria performance dei Beatles sul tetto del quartier generale della Apple Corps Ltd, al numero 3 di Savile Row, a Londra – svoltasi il 30 gennaio 1969, esattamente 50 anni fa. La pellicola – di cui non sono ancora noti titolo e data di uscita – è stata realizzata con la piena collaborazione di Sir Paul McCartney, Sir Ringo Starr, Yoko Ono Lennon e Olivia Harrison.
“Le 55 ore di filmati inediti e le 140 ore di audio messe a nostre disposizione – dice Peter Jackson – rendono questo film l’esperienza definitiva che i fan dei Beatles hanno a lungo sognato: come un una macchina del tempo, ci riporta indietro al 1969, facendoci accomodare in studio a guardare questi quattro amici fare buona musica insieme”.
Sebbene siano molte le immagini dei Beatles girate negli anni ’60 – tra concerti, interviste e film – questo è l’unico filmato così consistente che documenti il loro lavoro in studio. L’album e il film “Let It Be”, usciti nei mesi successivi allo scioglimento dei Beatles, sono stati spesso visti nell’ottica dei conflitti che la band stava attraversando in quel periodo.
“Sono stato sollevato di scoprire che la realtà è molto diversa dal mito”, continua Jackson. “Dopo aver esaminato tutto il materiale e l’audio che Michael Lindsay-Hogg ha reperito 18 mesi prima dello scioglimento, mi sono reso conto di quale incredibile e storico tesoro fosse. Certo, ci sono momenti di drammaticità, ma non emerge quella discordia a cui questo progetto è stato a lungo associato. Guardare John, Paul, George e Ringo lavorare insieme, creare canzoni da zero, non è solo affascinante: è divertente, edificante e sorprendentemente intimo. Sono elettrizzato e onorato di aver ricevuto l’incarico per questo film eccezionale”.
Jackson lavorerà con la produttrice Clare Olssen e l’editore Jabez Olssen. Il film sarà restaurato da Park Road Post di Wellington, in Nuova Zelanda, utilizzando le stesse tecniche sviluppate per il film documentario della Prima Guerra Mondiale nominato per un Bafta come miglior documentario. I produttori esecutivi sono Ken Kamins per WingNut Films e Jeff Jones e Jonathan Clyde per Apple Corps. Dopo l’uscita del film, sarà disponibile anche una versione restaurata dell’originale film “Let It Be” di Michael Lindsay-Hogg.

‘Dio arriverà all’alba’,omaggio a MeriniTesto teatrale su Merini diventa libro-omaggio a grande poetessa

GENOVA30 gennaio 201915:24

– La poesia della quotidianità, quella di una grande figura del ‘900. Così Antonio Nobili, autore del testo dal quale è tratto l’omonimo spettacolo ‘Dio arriverà all’alba’ (Independently published, 51 pp) rende omaggio a Alda Merini con un’edizione limitata di un lavoro biografico originalissimo, concepito in occasione dei 40 anni dall’emanazione della Legge Basaglia e dei 10 anni dalla scomparsa della ‘poetessa dei Navigli’. Una finestra affacciata verso l’interno di casa Merini dove la poetessa accoglieva i suoi ospiti e se stessa. Ogni angolo di quella casa trasuda poesia mentre il soffitto diventa specchio nel quale proiettare il proprio dolore. Per mantenerla viva, un professore invia a casa sua Paolo, che intende ‘scoprire’ la poetessa per tracciarne un profilo. Ma quello che accade è l’abbraccio con la Musa, una maledizione vitale che cambierà la vita di Paolo e nello stesso tempo, farà emergere la fragilità di Alda. La Merini che racconta Nobili non è solo il ritratto della poetessa nell’immaginario collettivo ma quello che è il suo aspetto brillante, acuto e umano nei rapporti con i suoi ospiti. E’ un testo che scuote le emozioni, e dà la consapevolezza che il dolore racchiuso in quella imponente figura potesse regalare ancora fogli e fogli di poesia soprattutto ai curiosi che hanno ancora bisogno di una Musa alla quale affidare la propria di anima poetica. Tutti i proventi delle vendite del libro saranno devoluti al Progetto Itaca, per il supporto e la riabilitazione delle persone affette da malattie mentali e alle loro famiglie.
Nuova campagna Prada firmata VanderperreIl tema della dualità nei ritratti delle top model

30 gennaio 201916:05

– Una dicotomia tra moderno e classico, convenzionale e straordinario: il tema della dualità della collezione Primavera/Estate di Prada è esplicitato attraverso immagini digitali e video per la nuova fase di Prada 365, la campagna Intimate duality.
Catturate da Willy Vanderperre nel Deposito, il monolitico spazio della Fondazione Prada, queste immagini offrono una nuova prospettiva sulla collezione. In contrasto con le proporzioni teatrali della passerella, trasmettono un senso di vicinanza e intensità, cogliendo i volti di modelle come Adut Akech, Emma Boyd, Maike Inga, Nikki Tissen, Kiki Willems, Anok Yai, in un dietro le quinte inedito. Ritratti precisi, in bianco e nero, contrastano con la sensualità e con le traiettorie estreme del corpo su strati di colore puro.
Trio ‘Sa-Di-Co’ nel Libro 2018 TreccaniEntrano anche ‘movimento 5 leghe’ e ‘torsonudismo’

30 gennaio 201916:16

– Entra il trio Sa-Di-Co (Salvini-Di Maio-Conte), coniato beffardamente da Beppe Severgnini, tra le definizioni del ‘Libro dell’anno 2018′ edito dalla Treccani.
E’ una piccola sezione, una sorta di Piccolo dizionario della neopolitica all’interno del libro, in cui vengono riportate quelle definizioni che hanno avuto la loro “consacrazione” nel corso del 2018.
E se contratto di governo e governo del cambiamento sono ormai parte del linguaggio politico attuale, e gialloverde è diventato il colore per indicare l’alleanza al governo (giallo per il Movimento 5 Stelle e verde come tradizionale simbolo del partito ex padano, anche se Salvini il primo giugno 2018 twittava “Confesso, emozionato e felice. #governo Lega5S#governo gialloblu”), nel Libro dell’anno 2018 vediamo come i media si sono sbizzarriti. Ecco allora grilloleghismo, pentaleghismo, legastellato, movimento 5 leghe coniato da Claudio Cerasa, direttore del Foglio, e torsonudismo, coniato da Luca Mastrantonio per il Corriere della Sera.
La guerra dei mondi con Gabriel ByrneAnnunciato cast della serie, nel 2019 sui canali Fox in 50 paesi

30 gennaio 201916:20

– Sarà il vincitore del Golden Globe e protagonista in Hereditary e In Treatment, Gabriel Byrne, a guidare il cast della nuova serie La guerra dei mondi, prodotta da Canal + e Fox Networks Group Europe & Africa. Elizabeth McGovern, Léa Drucker, Natasha Little, Daisy Edgar Jones, Stéphane Caillard, Adel Bencherif e Guillaume Gouix sono gli altri attori protagonisti della serie, scritta e creata dal vincitore del premio Bafta Howard Overman (Misfits, Crazyhead, Merlin), basata sulla storia senza tempo di H.G. Wells, ambientata nell’Europa dei nostri giorni. Composta da 8 episodi di 60 minuti circa, verrà trasmessa nel 2019 sui canali Fox di oltre 50 Paesi fra Europa e Africa. Per i primi 4 episodi il regista è Gilles Coulier, mentre Richard Clark girerà dal quinto all’ottavo episodio. La guerra dei mondi racconta il primo contatto extraterrestre grazie all’intercettazione di una trasmissione proveniente da un’altra galassia: è la prova definitiva dell’esistenza di vita intelligente fuori dal pianeta.
A Trieste i Cacciatori S. CaterinaFoto e documenti raccontano vita ‘primi cavalieri dell’aria’

TRIESTE30 gennaio 201916:53

– “Avevano un sogno e lo hanno inseguito”. “Hanno avuto coraggio e hanno saputo osare”. Sono i cacciatori di Santa Caterina, piccolo Campo di volo situato a Pasian di Prato, alle porte di Udine, da cui nell’agosto 1915 partì la loro entusiasmante avventura. Ai “primi cavalieri dell’aria” è dedicata la mostra storico-fotografica “I Cacciatori di Santa Caterina. Le origini dell’Aviazione da Caccia italiana”, che è stata inaugurata oggi a Trieste, negli spazi espositivi del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia. Promossa dai Comuni di Pasian di Prato e Udine, con il supporto dell’Aeronautica Militare e dell’Associazione “Gli Aeronautici del Malignani”, l’esposizione (fino al 28 febbraio) rientra nelle iniziative organizzate in occasione dei cento anni della fine della Grande guerra e ripercorre le gesta di quegli eroi dell’aria: da Francesco Baracca a Fulco Ruffo di Calabria, da Pier Ruggero Piccio a Ferruccio Ranza, componenti della cosiddetta Squadriglia degli Assi.

Hangar 2173, in mostra storia di SkywayEsposizione a 2.000 metri quota ripercorre 70 anni della funivia

AOSTA30 gennaio 201916:54

– La storia di un “sogno visionario” in mostra: è stata inaugurata Hangar 2173, l’esposizione di Skyway Monte Bianco per gli oltre 70 anni di storia della funivia. Lo spazio si trova nei due piani inferiori della vecchia stazione del Pavillon, a 2.173 metri: una linea del tempo narra gli avvenimenti dall’inaugurazione di Skyway, nel 2015, fino al 1941, quando partì il cantiere. E’ dedicato alla nuova funivia il piano terra, dove un video racconta il cantiere tra le nuvole. Poi si trova un’area dedicata all’attrice Matilde Gioli, all’alpinista Hervé Barmasse e all’astronauta Samantha Cristoforetti, che con la loro testimonianza rappresentano l’uomo, la funivia e la montagna. Al piano inferiore una finestra sul passato e sulla primissima funivia del 1947, in funzione fino al 2015. Le funi del vecchio impianto sono state riutilizzate nell’opera di Letizia Cariello ‘Una scala appesa al cielo’. L’artista Chicco Margaroli, infine, espone un foulard che come un quadro narra l’evoluzione delle “magiche cabine”.
Argentero, io supereroe in una favolaIn sala dal 7 febbraio ‘Copperman’ di Eros Puglielli

30 gennaio 201920:23

– Una favola moderna con tanto di superman interpretato da un Luca Argentero nei panni di Anselmo, un uomo con disturbi autistici che ricorda molto un Forrest Gump nostrano il quale però a un certo punto diventa anche un improbabile supereroe con corazza di rame. Da qui il titolo ‘Copperman’ di Eros Puglielli con nel cast, oltre ad Argentero, Antonia Truppo, Galatea Ranzi, Gianluca Gobbi e Tommaso Ragno. Il film, che arriverà nelle sale dal 7 febbraio in circa 300 copie con Notorious Pictures, è sicuramente coraggioso e inedito nel panorama italiano, grazie anche a un racconto surreale e pieno di colpi di scena che guarda a supereroi improvvisati (non ultimo Jeeg Robot), ma anche ad atmosfere alla Miyazaki.”Copperman, ovvero Anselmo, è un uomo che viaggia nel mondo con l’innocenza di un bambino e il cuore di un leone” si legge nelle note di regia. Abbandonato dal padre, che crede un supereroe, Anselmo vive con la madre (Ranzi) che a forza di ripetergli quanto sia “speciale” lo convince che sia proprio così. Il suo grande amore resta Titti che ha conosciuto a scuola e poi c’è Silvano (Ragno), fabbro del paese e suo amico da sempre. Proprio grazie a lui, che gli costruisce una singolare corazza fatta con materiali di scarto, il semplice e innocente Anselmo diventa Copperman.”È la storia di un uomo che vive il sogno di un bambino – spiega il regista -. Il film ruota attorno al tema dell’autismo, per raccontare come un elemento di diversità possa trasformarsi in un arricchimento”. Realizzare una favola, aggiunge poi Puglielli, “è un privilegio, perché è fatta di archetipi, è universale e arriva ad adulti e bambini. Sicuramente Copperman è un film che può crearne altri simili, un lavoro che alza l’asticella verso territori nuovi per il cinema italiano”. “Quando ho letto la sceneggiatura ho pensato che era molto bella, ma che non se ne sarebbe mai fatto un film – ammette Argentero -. Fare un supereroe poi è sempre stato il mio sogno, lo confesso, ma va detto poi – aggiunge l’attore – che il tema della malattia del protagonista mi ha fatto subito tremare le ginocchia. Fare riferimento allo spettro autistico era una cosa che andava fatta bene e con il dovuto rispetto. Per prepararmi è stato utile parlare con medici e genitori, il tutto per essere il più possibile rispettoso verso questa malattia”.

Retape Off, da Auditorium a locali RomaIl 21 febbraio secondo appuntamento con i Sonix

30 gennaio 201918:41

– Retape Off, la costola della rassegna di concerti Retape, prodotta da Musica per Roma e dedicata alla musica della capitale, dalle sale dell’Auditorium Parco della Musica di Roma si estende ai locali romani: il 29 gennaio l’artista Cecilia si è esibita a ‘Na Cosetta e ha dato inizio al calendario di concerti dei giovani artisti emergenti che proseguirà con altri quattro appuntamenti fino a fine marzo e porterà sui palchi romani Sonix (il 21 febbraio al Route 66), Il Grido (il 9 marzo al Wishlist) e I Santi Bevitori (il 29 marzo al Riverside).
Prosegue parallelamente il festival Retape Lab negli spazi dell’Auditorium: il 10 febbraio sarà la volta del duo Le Sigarette, di Lorenzo Lemme e Daniele Borsato, nuovo chitarrista subentrato di recente al cofondatore Jacopo Dell’Abate, per poi arrivare a maggio con Bartolini (20 febbraio), Barberini (4 marzo), Filo Vals (20 marzo), Veeblefetzer (17 aprile), Deca (10 maggio) e Iva Collister (22 maggio).
Clerici da Fiorello: “John Travolta con me a Sanremo Young”La conduttrice scherza: “Un politico per cena? Salvini, per fare un dispetto alla Isoardi”

30 gennaio 201920:32

“John Travolta sarà a Sanremo Young venerdì 15 febbraio. Condurrà tutta la prima puntata insieme a me”: lo annuncia Antonella Clerici, ospite di Fiorello su Radio Deejay nel varietà ‘Il Rosario della Sera’. “Sono felicissima. E’ un mito. Può insegnare tanto ai ragazzi, è eclettico, fa tutto. Mi sto esercitando, vorrei ballare con lui”, aggiunge la conduttrice.
“Cosa pensi di Elisa Isoardi?”, la stuzzica Fiorello. “Tutto il bene possibile. Poveretta, ha un’eredità impegnativa”, risponde Antonella Clerici, dicendo che in giuria a Sanremo Young ci saranno tanti personaggi. Tra le presenze previste, fa i nomi di “Amanda Lear, Rita Pavone, Noemi, Baby K, Rocco Hunt e anche Shel Shapiro e Maurizio Vandelli insieme”.
“Gli ospiti ideali per una cena?”, chiede Fiorello dopo aver invitato la conduttrice a cantare ‘Maledetta Primavera’. “Tu – risponde lei – almeno sarei sicura di divertirmi. Tra i personaggi sportivi, Platini e tra i politici – conclude ironica – Salvini, per fare un dispetto alla Isoardi”.
Turturro porta Rigoletto a Regio TorinoPrima regia lirica della star americana ‘minimale e rispettosa’

TORINO30 gennaio 201921:00

– Arriva al Teatro Regio di Torino, attesissimo dopo il debutto dell’ottobre scorso a Palermo, il ‘Rigoletto’ di Giuseppe Verdi realizzato dalla star americana John Turturro e coprodotto da Regio Torino, Massimo di Palermo, Shaanxi Opera House e Opera Royal de Wallonie-Liege.
E’ la terza opera di Verdi nella stagione dell’ente torinese, dopo Il trovatore e La Traviata, un atto d’amore nei confronti del grande melodramma italiano. Turturro, italiano d’origine e di cuore, è qui al suo debutto nel mondo dell’opera lirica. Per l’opera verdiana forse più cupa, tragica e rivoluzionaria per trama e schema sinfonico, ha realizzato un allestimento ‘minimale’ “per permettere di far emergere al massimo musica e protagonisti”. Le tinte tragiche della vicenda sono ambientate in un decadente e grottesco XVIII secolo, disegnato attraverso linee prospettiche, ombre e ambienti asfittici. Sul podio Renato Palumbo; Rigoletto è il baritono Carlos Alvarez. L’opera, sostenuta da Reale Mutua è in diretta su Rai Radio3.

Morto l’attore americano Dick MillerAveva 90 anni, comparve anche nei ‘Gremlins’ e in ‘Terminator’

LOS ANGELES (USA)31 gennaio 201906:19NE

– E’ morto all’età di 90 anni l’attore americano Dick Miller.
Sulle scene per 60 anni, Miller è noto in particolare per il suo ruolo di Murray Futterman nella famosa commedia horror ‘Gremlins’ del 1984 diretta da Joe Dante e prodotta da Steven Spielberg.
Si ricordano tra le altre anche le sue apparizioni nel primo ‘Terminator’ di James Cameron e nella serie tv ‘Saranno famosi’ degli anni ’80.         [print-me title=”STAMPA”]

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MORTO L’ATTORE DICK MILLER

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MORTO L’ATTORE DICK MILLER

AGGIORNAMENTO DELLE 06:39 in “SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA”

delle 06:39 di giovedì 31 gennaio 2019

MORTO L’ATTORE DICK MILLER

LOS ANGELES (USA)

– E’ morto all’età di 90 anni l’attore americano Dick Miller.
Sulle scene per 60 anni, Miller è noto in particolare per il suo ruolo di Murray Futterman nella famosa commedia horror ‘Gremlins’ del 1984 diretta da Joe Dante e prodotta da Steven Spielberg.
Si ricordano tra le altre anche le sue apparizioni nel primo ‘Terminator’ di James Cameron e nella serie tv ‘Saranno famosi’ degli anni ’80.         [print-me title=”STAMPA”]

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ALLE 05:49 DI MERCOLEDì 30 GENNAIO 2019

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Creed II, Sly tra pugni, famiglia e lacrime
In sala dal 24 gennaio l’ottavo e ultimo episodio della saga

29 gennaio 201909:50

– Anche se la formula è sempre la stessa, caduta e redenzione sul ring e nella vita, è da non perdere ‘Creed II’, ottavo e ultimo episodio, della saga di Sylvester Stallone nei panni ora di un anziano Rocky Balboa diviso tra pugni, famiglia e lacrime. Il film di Steven Caple Jr. (The Land), arrivato in sala il 24 gennaio con la Warner Bros, interpretato da Michael B. Jordan nei panni di Adonis Creed e da Stallone non è altro che il sequel del film del 2015 ‘Creed – Nato per combattere’, che incassò oltre 170 milioni di dollari ai botteghini di tutto il mondo. Che ne è di Adonis Creed? Grazie alla guida, paternale e da coach, di ‘zio’ Balboa ora è un affermato campione del mondo che ha anche trovato la donna da amare, Bianca (Tessa Thompson), talentuosa cantautrice con cui vuole mettere su famiglia. Anche sua madre adottiva poi, Mary Anne Creed (Phylicia Rashad), finalmente lo ha accettato, anche se non voleva che seguisse le orme del padre morto sul ring.
Ma i mostri del passato sembrano non dormire mai, specie per un ragazzo che non è ancora in pace con se stesso. Un passato, quello di Creed, che ha un nome e un fisico ingombrante: Viktor Drago (Florian ‘Big Nasty’ Munteanu), figlio di quell’Ivan Drago (Dolph Lundgren), pugile russo che aveva ucciso il padre Apollo trent’anni prima. La sfida con questo campione dei pesi massimi imbattuto – e che si anima come un automa omicida ad ogni parola del padre all’angolo del ring – è insomma inevitabile. E sarà anche doppia sfida, prima negli Usa e poi in Russia, come richiede la più classica delle drammaturgie tra caduta e riscatto. Ma in questo film in cui i valori della famiglia sembrano centrali, con relative ed eventuali lacrime da consumare, va detto che i combattimenti sono davvero perfetti (si è come coinvolti in prima persona a prendere botte come a darle), anche se a prevalere su tutto è la malinconia, soprattutto nel finale (che non riveliamo). Così potrebbe essere vero che questo ‘Creed II’ è l’ultimo atto, l’addio di un Balboa ormai nonno dal cuore tenero. Ha scritto l’attore su Instagram: “Vorrei ringraziare tutte le persone in tutto il mondo che hanno portato la famiglia di Rocky nel proprio cuore per oltre quarant’anni. È stato un grande privilegio creare e interpretare questo personaggio. Anche se mi si spezza il cuore, sfortunatamente tutte le cose devono passare… e finire. Vi amo, persone gentili e generose, e la cosa più fantastica di tutte e che Rocky non morirà mai perché vive dentro di voi”.
Musicultura, i 54 per audizioni liveDal vivo tra febbraio e marzo, tra loro i 16 finalisti

MACERATA29 gennaio 201913:02

– Selezionati i 54 artisti (tra singoli e band) che prenderanno parte alle audizioni live della XXX edizione di Musicultura-Festival della Canzone Popolare e d’Autore. Sono stati scelti dalla commissione di ascolto tra 718 proposte che hanno risposto al bando di concorso. Tutti sono autori delle canzoni che interpretano e saranno i protagonisti delle audizioni in programma dal 15 febbraio al 10 marzo al Teatro della Filarmonica di Macerata. Lì, rigorosamente dal vivo, si giocheranno l’ingresso nella rosa dei 16 finalisti. I 54 selezionati vengono da 14 diverse regioni italiane, le band sono 11, 17 le donne, 26 gli uomini. Tra loro alcuni nomi già noti come Emi, alias la pesarese Margherita Principi, protagonista di X Factor 2015, i Lettera 22 di Recanati, vincitori della XXIII edizione di Musicultura, il toscano Zic, reduce da Amici 2019, Enzo Savasta di Benevento, i siciliani IBeatiPaoli.
Il Volo, a Sanremo per 10 anni carriera”Vincere? Puntiamo soprattutto ad arrivare al cuore della gente”

29 gennaio 201913:28

– Quando hanno cominciato, 10 anni fa, erano poco più che bambini, “oggi siamo cresciuti di certo fisicamente, ma anche e soprattutto professionalmente”. I tre ragazzi de Il Volo, reduci dal concerto davanti al Papa alla Giornata Mondiale della Gioventù a Panama, sono rientrati in Italia per prepararsi al Festival di Sanremo (già vinto nel 2015), dove sono in gara con il brano Musica che resta, e per presentare il nuovo album Musica, in uscita il 22 febbraio (Sony Music), che contiene il brano sanremese, altri due inediti e 8 cover, tra cui Arrivederci Roma, A chi mi dice, People, La nave del olvido, Lontano dagli occhi, Meravigliosa Creatura. “Torniamo a Sanremo per festeggiare i nostri primi 10 anni di carriera -raccontano Piero, Ignazio e Gianluca-. Vincere? Puntiamo soprattutto ad arrivare al cuore della gente”. Da maggio, e per un intero anno, saranno protagonisti di live in tutto il mondo. Da fine maggio Il Volo sarà in Italia con un tour che culminerà con uno show all’Arena di Verona a settembre.
Non mentire, le due verità di Preziosi e ScaranoSu Canale 5 dal 17 febbraio in prima serata, regia di Tavarelli

29 gennaio 201920:03

“Quanto può essere labile il confine tra verità e menzogna, anche generando notizie attraverso i mezzi che la tecnologia ci mette a disposizione, indipendentemente da chi ha ragione o torto”: Gianluca Maria Tavarelli spiega così il motivo che lo ha spinto a girare la serie ‘Non mentire’, tre prime serate in onda dal 17 febbraio su Canale 5, con protagonisti Alessandro Preziosi e Greta Scarano. Una produzione Indigo Film, è una delle fiction più convincenti di Mediaset – va detto – degli ultimi anni.
Lui è uno uomo stimato, brillante, vedovo, padre di un diciassettenne. Una sera esce con l’insegnante del figlio, carina, 30 anni appena. La mattina dopo l’uomo confessa a un collega che è stata una bella serata, è andato tutto bene, non vede l’ora di rivedere la donna. Lei invece chiama la sorella: è confusa, ma le dice a bruciapelo di essere stata stuprata dall’uomo con cui era stata a cena e che aveva fatto salire a casa ingenuamente. Chi dice la verità? Il percorso per scoprirlo è lungo e complicato, pieno di dubbi. La protagonista denuncia su Facebook il presunto violentatore: la verità è scritta sui social. La donna viene in parte compresa, ma in molti la insultano anche in modo volgare. La vicenda si svolge a Torino che, con le sue atmosfere d’altri tempi, i sontuosi edifici barocchi, le caffetterie, i grandi viali e le piazze, ben si presta a fare da sfondo a questo avvincente thriller relazionale. Nel cast Fiorenza Pieri, Paolo Briguglia, Claudia Potenza, Duccio Camerini, Simone Colombari, Riccardo De Rinaldis Santorelli, Valentina Carnelutti e Matteo Martari.
“Il cast è eccezionale per la credibilità” dice Daniele Cesarano, direttore della fiction Mediaset. “Raramente ho visto in un prodotto tv italiano un’armonia di questo tipo; Greta è una star, buca lo schermo. Di Preziosi ho sempre ammirato la capacità di lavorare sulle sfumature”. La serie, prodotta da Nicola Giuliano, Francesca Cima e Carlotta Calori, è tratta da una produzione originale di Two Brothers Pictures per ITV: uno dei migliori drama arrivati dal Regno Unito, Liar, che ha registrato picchi di oltre 9 milioni di telespettatori per la season finale. Scritta dai creatori di The Missing, Harry e Jack Williams, è stata trasmessa in pieno “Weinstein-gate”. La versione italiana vede la sceneggiatura di Lisa Nur Sultan in collaborazione con Tavarelli.
Preziosi è “fierissimo di aver preso parte a questo progetto.
Al centro di Non mentire c’è la verità, che è un concetto di poderosa attualità”. L’attore napoletano cita il dramma dei migranti: “Non mi sono mai permesso di confondere il mio mestiere con altre questioni. Il nostro è puro intrattenimento per il pubblico, ma oggi non è possibile affermare la propria verità senza poi essere ricattati o additati politicamente”.
“Prima le fake news riguardavano il gossip più leggero, a me è successo molte volte, non ci ho mai fatto caso, mi hanno fatto sposare più volte, mi hanno affibbiato amanti che non ho mai neanche conosciuto. Ho sorriso. Oggi però la fake news è qualcosa dalla quale si trae profitto. E questo non è bene; siti che lavorano esclusivamente sulla mistificazione della realtà portano a episodi irreparabili. Anche a livello politico, e l’esempio di quello che succede sulle nostre coste è devastante.
Infatti anche se può sembrare strano – sottolinea Preziosi – quando non sono impegnato trascorro molto tempo a leggere libri e molti giornali, mi concentro, mi rilasso e mi piace mettere a confronto varie versioni dei fatti”. Lo stesso fa Greta Scarano: “Anche a me piace leggere i giornali. Non ho Facebook, dove circolano tantissime fake news. A 17 anni ero su Fb, perché negli Usa, dove al tempo ho vissuto per un periodo, c’era prima che arrivasse in Italia, poi crescendo mi sono stufata. Ho un profilo ufficiale, sì, ma non ci ci vado. Ho una sorella piccola che mi gira alcune notizie, spesso sono bufale, glielo dico sempre”. A chi gli fa notare la differenza di prodotto tra Non mentire e La dottoressa Giò, Cesarano replica: “La fiction Mediaset ha avuto dei cicli. Io nasco a Mediaset. Il 90 per cento di quelli che lavorano oggi in questo settore sono nati a Mediaset dieci anni fa circa. Nella tv generalista servono prodotti diversi. Da quando sono direttore della fiction sto cercando di dare vari colori, con prodotti tutti diversi l’uno dall’altro. Che ci sia La dottoressa Giò e anche Non mentire è nel Dna di questa rete, ma da sempre. Oggi ammetto che è cool lavorare per Netflix, qualche anno fa lo era lavorare per Mediaset”.

World Fashion, couture da Olanda a LibiaA Palazzo Brancaccio la 21/a edizione della rassegna

gennaio 201916:17

– Dall’Olanda alla Libia, la grande moda internazionale ha sfilato a Palazzo Brancaccio alla 21/a edizione del World of Fashion, la manifestazione ideata da Nino Graziano Luca che conclude il calendario di AltaRoma.
Sei gli stilisti in passerella: Addy Van Den Krommenacker, Marcela De Cala, Azzurra Di Lorenzo, Ruiji by Raja El Rayes, Giorgia Lingerie, Marina Corazziari Gioielli.
Addy Van Den Krommenacker stilista delle celebrities from Olanda ha presentato la collezione Out of Africa che trasuda safari, rievocando il manto di leopardi e i fiori selvatici nei suoi celebri stampati. In pedana anche Marcela De Cala (Spagna) con i suoi abiti da sposa di lusso, Azzurra Di Lorenzo, giovane stilista che crea il su misura su ampia scala con la sua testimonial l’attrice Milena Miconi. Dalla Libia, Rujji by Raja El Rayes, atelier a Tripoli e collezione dedicata al sito Patrimonio dell’Umanità Unesco di Tadrart Acacus. Hanno sfilato anche l’intimo di Giorgia Lingerie e i gioielli di Marina Corazziari.
Favino torna a Sanremo come ospiteL’anno scorso nel trio dei conduttori con Baglioni e Hunziker

29 gennaio 201915:04

– Pierfrancesco Favino accetta l’invito del direttore artistico Claudio Baglioni e torna all’Ariston.
L’attore sarà ospite in una delle serate della 69/a edizione del festival (5-9 febbraio). Ieri, a quanto si apprende, prove blindate per lui. Favino, già rivelazione del Sanremo 2018, calca ancora una volta le scene dell’Ariston dove l’anno scorso, nei panni del conduttore con Claudio Baglioni e Michelle Hunziker, ha cantato, ballato, recitato, intrattenuto ed emozionato gli spettatori.
Barbara Serra ‘cavaliere’ a LondraOnorificenza consegnata dall’ambasciatore Raffaele Trombetta

LONDRA29 gennaio 201915:59

– Barbara Serra, la nota giornalista dell’emittente araba Al Jazeera, è stata insignita dell’onorificenza di Cavaliere della Stella d’Italia, che le è stata consegnata nel corso di una cerimonia dall’ambasciatore d’Italia a Londra, Raffaele Trombetta. La conduttrice televisiva, si legge in una nota diffusa dall’ambasciata, ha ricevuto il titolo conferito dal Presidente della Repubblica “per meriti speciali nella promozione delle relazioni anglo-italiane attraverso il suo lavoro”. Inoltre la ‘anchorwoman’ “si è impegnata, con la sua attività costantemente orientata alla sensibilizzazione sulle condizioni delle minoranze, ad offrire una narrazione più completa di problematiche delicate e spesso controverse, quali l’immigrazione, il terrorismo e la condizione delle donne”. Nel corso della sua carriera ventennale, Serra ha lavorato tra Italia, Stati Uniti, Regno Unito e mondo arabo per i telegiornali di Bbc, Sky News, Five News e Al Jazeera English.
Nadine Mirada per Marciano Los AngelesPaul Marciano, rifiutata per le sue curve sono fiero d’averla io

29 gennaio 201916:15

– Tris di star per la nuova campagna della collezione Marciano Los Angeles per la primavera.
Si tratta della stella nascente della moda, la prorompente Nadine Mirada, affiancata dalla modella Erin Cummins e dal modello Zac Taylor, in una serie di scatti realizzati su una barca, con la direzione artistica di Paul Marciano, cofondatore di Guess?, Inc., e le immagini del fotografo Derek Kettela.
Con le acque cristalline di Marina Del Rey a fare da sfondo, i tre protagonisti della campagna indossano i capi più in voga della stagione.
“Sono fiero di presentare uno dei nuovi volti di Guess e Marciano, la modella Nadine Mirada – ha svelato Paul Marciano -.
Dopo essere stata a lungo rifiutata dall’industria della moda per via delle sue curve generose, Nadine ha deciso di dar vita a un movimento d’inclusione e sostegno verso tutti i corpi femminili. La sua storia è la prova che l’accettazione di sé è il primo passo per ottenere soddisfazioni, ed è proprio questo il significato della nostra nuova campagna”.
A Firenze Rocks Editors,The Cure e Sum41Dal 13 al 16 giugno alla Visarno Arena

FIRENZE29 gennaio 201916:24

– Firenze Rocks svela i nomi delle superstar internazionali che saliranno sul palco della Visarno Arena di Firenze a giugno. Annunciati gli Editors prima di The Cure e Sum41 nell’ultima giornata del festival, ovvero domenica 16 giugno.
Gli Editors hanno pubblicato il loro sesto album in studio, Violence, l’anno scorso. Nel descrivere il disco, si legge in una nota, Tom Smith ha utilizzato la parola “brutale”, non solo per sottolineare l’aggressivo titolo, ma anche il sound duro e avvolgente. Il disco segue la pubblicazione di In Dream nel 2015. In scena dal 13 al 16 giugno 2019 alla Visarno Arena di Firenze, il festival, alla terza edizione, si prepara a bissare il successo delle annate precedenti che hanno coinvolto oltre 350 mila spettatori giunti da tutto il mondo. In questa edizione saliranno sul palco i Tool e The Smashing Pumpkins nella giornata del 13 giugno, Ed Sheeran il 14 e The Cure il 16.
Leonardo raccontato attraverso allieviPalazzo Cavour a Torino espone capolavori dal 9 febbraio

TORINO29 gennaio 201916:37

– Raccontare il genio di Leonardo attraverso i suoi allievi e il suo lavoro di bottega. S’intitola ‘La Bottega di Leonardo’ la mostra in programma al Palazzo Cavour di Torino dal 9 febbraio al 12 maggio. La promuove Next Exhibition in collaborazione con l’Associazione Culturale Dreams, in occasione delle celebrazioni dei 500 anni dalla morte del maestro.
L’intento è raccontare la straordinaria complessità dell’opera di Leonardo, uomo d’arte e di tecnica, con una visione di insieme. L’esposizione ripercorre la storia della sua vita, dal primo soggiorno milanese fino al momento della scomparsa in Francia, ad Amboise; i suoi incontri e le collaborazioni con gli allievi.
Tra le opere di maggior valore c’è la ‘Maddalena discinta’ che il decano degli studi vinciani, Carlo Pedretti, assegnò alla collaborazione tra Leonardo e il capace allievo Giampietrino.
Preziosissimi anche lo studio di ‘Testa di Uomo’ e il frammento per la ‘Battaglia di Anghiari’.

A Sanremo una scenografia ‘magica’Con il golfo dei musicisti, il trampolino e la scala a scomparsa

29 gennaio 201916:54

– “Aprire lo spazio, renderlo ancora più grande e ‘aumentato’. È la magia che ho immaginato per il palcoscenico dell’Ariston e per Sanremo 2019: in fondo chi fa tv è un po’ un prestigiatore e io ho cercato di farlo pensando più a una ‘coreografia’ che a una classica scenografia, grazie a una rivoluzione nell’uso dello spazio fisico e a una macchina scenica nascosta che crea una profondità di campo unica per questo luogo”. Così Francesca Montinaro – che torna a disegnare la scena del Festival dopo l’edizione 2013 – racconta il Sanremo che vedranno gli spettatori e in cui anche il pubblico dell’Ariston si troverà immerso.
“Il direttore artistico Claudio Baglioni – spiega ancora – mi ha chiesto di lavorare sul concetto di armonia e io l’ho tradotto ricreando onde armoniche in scena, e inventando un golfo mistico dei musicisti nella pancia del teatro, perché fosse la musica stessa idealmente a sostenere il Trampolino, che è poi Sanremo stesso. La scala apparirà quasi dal nulla, ma sempre al tempo della musica”.
Per una rivoluzione dello spazio come questa, fondamentale è stato il lavoro di squadra:” a partire – sottolinea ancora Francesca Montinaro – dal lavoro gomito a gomito con Mario Catapano, il direttore della fotografia, perché in una scenografia quasi ‘invisibile’ come quella che ho pensato, anche le luci saranno fondamentali per disegnare il Festival”.

Bella Hadid in nuova campagna KorsLa top model protagonista degli scatti di David Sims

29 gennaio 201917:05

– Bella Hadid è la protagonista degli scatti della nuova campagna di Michael Kors per la primavera, firmata dal leggendario fotografo David Sims.
Le immagini, realizzate in uno studio di New York, s’ispirano alla velocità, all’energia e all’ottimismo dello stile di vita globale di oggi.
“Bella Hadid è la quintessenza del jet-setter moderno” afferma Michael Kors – “È connessa, avventurosa e in movimento 24 ore su 24, 7 giorni su 7″.
Offrendo una nuova interpretazione del guardaroba del XXI secolo, la collezione ready to wear riflette il ritmo veloce della vita e il desiderio di un guardaroba versatile.
Accostamenti maschili e femminili, glamour e tocco street, abiti con stampe camouflage e giacche a vento, eleganti T-shirt nere abbinate a sneakers, colore kaki e body sexy, bikini e denim catturano lo spirito del jet set. A tutto si aggiungono i ciondoli dei braccialetti placcati oro della collezione Michael Kors Mercer Link e l’ultimo Michael Kors Access Smartwatch.
Ensi, dubbi e certezze nell’album ‘Clash”Rapper fasci? Su certe idee bisogna segnare una linea’

29 gennaio 201919:39

– Uno scontro fra certezze granitiche e dubbi esistenziali, fra sample d’annata e suoni moderni: questo è il ‘Clash’ di Ensi, nuovo album del rapper torinese in uscita il 1 febbraio. “La prima cosa che mi sono detto era fare un disco meno personale dopo essermi aperto molto in ‘V’ – racconta Ensi – Invece i primi pezzi che ho scritto, ‘Thema Turbodiesel’, ‘Complicato’ e ‘Vita intera’, sono i più autobiografici e apro con la voce di mio figlio! Perché non ne puoi scappare: il mio modo di fare rap è andare in profondità, esorcizzare demoni e fare tesoro delle mie esperienze. Magari possono sembrare temi secondari: fare lo ‘sborone’ ci sta, è entertainment come il sangue finto dei film, ma le vite sono fatte di altro, e io devo essere onesto e viscerale”.Così, se nella prima metà del disco domina il tono combattivo da freestyle e battle-rap, nella seconda metà Ensi riflette sul potere ambiguo della parola e sullo stato del mondo, si rivolge al fratello minore e alla compagna di sempre: “Il disco è come un concerto: prima picchio forte e alla fine il rapper lascia spazio all’essere umano, quando l’ego non basta contro le perplessità e le paure”. Sulle 12 tracce incise nel Red Bull Music Studio con i beat di produttori come Big Joe e Phra il ‘Clash’ è anche sonoro, con spunti dancehall evidenti soprattutto nei featuring di Agent Sasco (con Johnny Marsiglia in ‘Rapper’), Attila (‘Rat Race’) e Patrick Benifei (‘Deng Deng’): “La mia sfida oggi è essere Ensi senza stare ancorato a una versione old school. Volevo un disco spudoratamente rap, con tante rime e concetti, con il sample in evidenza su ‘Mutombo’ ma i cantati in altri pezzi, tutte contaminazioni tipiche del genere: a un certo punto volevamo anche campionare ‘Kiwi’ di Calcutta!”.Nel mirino delle rime c’è spesso chi abusa di playback e marketing nel rap, ma non solo. Lo rivela il verso ‘Odio i rapper fasci’ in ‘Rapper’: “Grazie a dio anche Salmo ha detto che qualcosa non torna con il razzismo in certi ascoltatori: non c’entrano destra o sinistra, io non ho ricevuto infarinature politiche, anche se mio nonno ha fatto la Resistenza e mia mamma cantava ‘Bandiera rossa’. Il rap dovrebbe essere l’ultimo dei veicoli per certe idee: se questo è il libero pensiero di giovani come Anastasio… io invece sento l’obbligo morale di segnare una linea, come quando anni fa dopo un concerto vennero a chiedermi di autografare una tessera di CasaPound! Poi non credo che i problemi siano solo italiani: anzi, dico che l’odio fa sold out in tutto il mondo”. Ma Ensi è ottimista: “Sta a quelli della mia generazione dire qualcosa sulla politica: un ragazzino che vuole solo sbranarsi la società non lo condivido, però lo capisco. Però vedo anche tanta sostanza e rabbia nei ragazzi, e il 2019 sarà l’anno delle penne importanti: tornerà l’importanza di raccontare qualcosa, non sarà più solo una gara di ritornelli. Non devi per forza salvare il mondo, puoi parlare di scarpe ma ci deve essere una poetica, una cultura nel senso di una consapevolezza. E devi rincorrere un tuo stile, come fanno Tedua, Izi e Lazza”.Ensi incontrerà i fan in diretta streaming sui suoi canali social il 31 gennaio e negli in-store a Roma (1 febbraio), Milano (2 febbraio) e Torino (3 febbraio).

A Bologna personale di Mika RottenbergA cura di Lorenzo Balbi. Dal 31 gennaio al 19 maggio al Mambo

BOLOGNA29 gennaio 201917:16

– Dal 31 gennaio al 19 maggio il MAMbo di Bologna ospiterà la prima personale italiana di Mika Rottenberg, a cura di Lorenzo Balbi. Sono allestite undici produzioni recenti della 43enne artista di origine argentina ma cresciuta in Israele come oggetti scultorei e installazioni video, saracastici e bizzarri. Rottenberg utilizza diversi linguaggi per esplorare idee di classe, lavoro, genere e valore con dispositivi visivi che illuminano le connessioni e i processi nascosti dietro economie globali.
Intrecciando elementi di finzione con dati documentali si creano allegorie sul sistema capitalistico che regola le condizioni umane e i processi di produzione massiva delle merci.
Si va così dalla produzione di perle coltivate (NoNoseKnows) ai milioni di vivaci colori venduti in un ipermercato cinese (Cosmic Generator) fino alle salviette umidificate ricavate dal sudore altrui (Tropical Breeze), i mondi evocati sono popolati da personaggi fuori dal comune impegnati in attività banali e ripetitive.

Linea borse viaggio Elisabetta FranchiQuattro pezzi adatti a weekend fuori porta o brevi trasferte

gennaio 201917:23

– Elisabetta Franchi lancia una nuova capsule collection dedicata al viaggio. Il logo doppia C si rinnova nel pattern jaquard del tessuto tecnico.
Definita da dettagli in eco-pelle e nastri valigeria logati, la capsule propone i quattro modelli di borse must have adatti a un weekend fuori porta o brevi trasferte di lavoro. Al classico borsone weekend vengono affiancati il trolley con manico a scomparsa ed un beauty case impreziosito dal logo pendente in metallo ed eco-pelle a rilievo. La capsule comprende anche il trasportino per cani.

Dior, Capodanno cinese con la tela JouyBorse, foulard e sneakers in tessuto negozio Colifichets del ’47

29 gennaio 201917:50

– Maria Grazia Chiuri, direttore creativo della Christian Dior, celebra il Capodanno cinese reinterpretando il tessuto iconico della maison su borse, foulard e sneakers: la tela o canvas de Jouy che adornava il negozio Colifichets nel 1947, al 30 di Avenue Montaigne. Su questa tela iconica, diventata codice a firma di Dior, Chiuri ha inserito le ortensie rosse, evocazione della passione di monsieur Christian Dior per questa cromia che definiva “il colore della vita”. Un tributo, inoltre, alla passione di Dior per i fiori che considerava esseri divini come le donne.
Simboli di grazia, gratitudine e abbondanza, queste ortensie rinnovano inoltre lo spirito superstizioso del designer fondatore della maison. Per monsieur Dior, le ortensie erano simboli di grazia, gratitudine e prosperità, e per lui erano anche portafortuna. Dior non stava mai senza i suoi amuleti, alcuni dei quali erano fiori.
Sanremo, Morgan e D’avena per duettiRispettivamente con Achille Lauro e Carta-Shade. Anche Diodato

29 gennaio 201918:55

– Morgan con Achille Lauro, Cristina D’Avena con Federica Carta e Shade, i Sottotono con Nino D’Angelo e Livio Cori, Diodato e i Calibro 35 con Ghemon, Biondo con Einar. E’ Tv Sorrisi e Canzoni a rivelare i duetti mancanti al festival di Sanremo.
Vanno ad aggiungersi a quelli già noti: Neri Marcorè con Nek, Fabrizio Moro canterà con Ultimo, Brunori Sas è stato invitato dai Zen Circus, Ermal Meta da Simone Cristicchi. Bungaro e l’etoile Eleonora Abbagnato per l’esibizione di Francesco Renga, Manuel Agnelli per Daniele Silvestri. Le altre accoppiate: Rocco Hunt con i Boomdabash, Syria con Anna Tatangelo, Guè Pequeno con Mahmood, Beppe Fiorello con Paola Turci, Irene Grandi con Loredana Bertè, Paolo Jannacci con Enrico Nigiotti. I Negrita hanno chiamato Enrico Ruggeri e Roy Paci, gli Ex Otago duetteranno con Jack Savoretti, Irama con Noemi e Caterina Guzzanti, Patty Pravo e Briga con Giovanni Caccamo, Motta con Nada, Arisa con Tony Hadley degli Spandau Ballet. Resta da scoprire solo il duetto scelto da Il Volo.
Foto e cast doc campagna Tisci BurberryIl meglio per le top tra cui Stella Tennant e Natalia Vodianova

gennaio 201919:17

– Sei fotografi eccellenti made in GB e un cast di supermodelle capeggiate dalla iconica Stella Tennant: sono gli ingredienti della nuova campagna firmata da Riccardo Tisci per Burberry. Il direttore creativo del marchio britannico ha scelto per gli scatti nomi come Nick Knight, Danko Steiner, Hugo Comte, Peter Langer and Letty Schmiterlow, Colin Dodgson che ha fotografato Stella Tennant, protagonista assieme ad altre top come Natalia Vodianova, Fran Summers, Claudia Lavender, Rianne Von Rompaey, Irina Shayk, Sora Choi, Anok Yai, Darani, Matteo Ferri e Joe Plunkett.
“La cosa che mi entusiasma di più di Burberry – spiega Tisci – è la sua inclusività, arriva a tutti, indipendentemente dalla loro età, dal contesto sociale, razza o genere. Così quando stavo pensando alla mia prima campagna, sapevo di voler lavorare con una serie di talenti con cui interpretare tutto ciò che questo incredibile storico brand rappresenta per tante persone diverse dai millennials ad un pubblico maturo, inglese internazionale”.

Sanremo: Paragone, conflitto interessi Friends and Partners?Interrogazione M5S all’ad Salini e a direttore di Rai1 De Santis

29 gennaio 201919:18

“Un’interrogazione all’amministratore delegato Fabrizio Salini e al direttore di Rai1 Teresa De Santis sul conflitto d’interessi della Friends and Partners di Ferdinando Salzano nel Festival di Sanremo”. Ad annunciarla il senatore Gianluigi Paragone, capogruppo del Movimento 5 Stelle in commissione Vigilanza Rai. “Se, come emerge in queste ore – spiega Paragone – Salzano ha in gara oltre dieci artisti più quelli che saranno ospitati più Claudio Baglioni che sarà il direttore artistico, è ovvio che c’è qualcosa che non va. Parliamo, vale la pena ricordarlo, di scelte fatte ben prima del nostro arrivo, ma questo non toglie che sia necessaria una spiegazione. Il cerchio magico Baglioni-Salzano si regge sulla casa discografica Sony e in un mercato come quello musicale, che già non vive tempi semplicissimi, è assurdo pensare di dare una fetta così ampia del Festival di Sanremo a un solo protagonista. Gestire super ospiti, avere più artisti in gara, significa nuovi dischi, serate televisive, organizzare tournée e relativa biglietteria. Vuol dire prendersi una grossa fetta di mercato generato dal Festival. Allora, se un gran pezzo della discografia in gara è in conflitto di interessi con il suo direttore artistico, in conflitto di interessi con il suo manager Ferdinando Salzano è necessario approfondire la questione. Il Festival è un momento importante, per la musica, per gli italiani. È giusto che lo sia per tutti, non solo per alcuni”.
‘Ladri di biciclette’ torna restauratoIl classico del neorealismo di De Sica nelle sale dal 4 febbraio

BOLOGNA29 gennaio 201914:53

– Torna al cinema in versione restaurata ‘Ladri di biciclette’: il titolo simbolo del Neorealismo italiano firmato da Vittorio De Sica sarà nelle sale dal 4 febbraio, presentato dalla Cineteca di Bologna per il progetto ‘Il Cinema Ritrovato. Al cinema’, per la distribuzione dei classici restaurati. Il restauro, realizzato dal laboratorio L’Immagine Ritrovata, è stato presentato in anteprima lo scorso anno al Festival di Cannes per festeggiare i 70 anni dalla sua realizzazione.
Oscar come miglior film straniero nel 1950, ‘Ladri di biciclette’, affidato a un cast di attori non professionisti, si ispira all’omonimo romanzo di Luigi Bartolini e si avvale per la sceneggiatura di De Sica e di Cesare Zavattini, scomparso 30 anni fa. Proprio per ricordare Zavattini, nato a Luzzara nel 1902, la Fondazione Palazzo Magnani e la Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia stanno lavorando a una serie di iniziative in programma a dicembre: un convegno e una mostra che raccoglierà materiali documentari e iconografici.
Berlino: Kosslick apre a Netflix, ma il cinema resteràDopo 18 anni passa testimone a Chatrian-Rissenbeek “da amici”

BERLINO29 gennaio 201920:05

C’è una “rivoluzione” in atto, ma il cinema sopravvivrà. Dieter Kosslick presenta la 69/a edizione della Berlinale e dice addio al suo festival con una previsione ottimista. “Lo streaming sta stravolgendo il mondo audiovisivo. Questo è chiaro. Ma io credo che il cinema resterà. Ritengo che si arriverà a una coesistenza”, ha affermato oggi a Berlino, nel corso della conferenza stampa ufficiale del festival dell’Orso. Kosslick ha dovuto render conto della scelta di quest’anno di accettare fra i film in concorso “Elisa y Marcela”, di Isabel Coixet, che segna l’ingresso di Netflix. “Noi accogliamo film adatti alle sale cinematografiche, e questo rispettava il criterio. Altrimenti non lo avremmo accettato”, ha risposto a una giornalista. “C’è un dibattito aperto sullo streaming, col quale deve confrontarsi ovviamente anche la Berlinale”, ha aggiunto.Il direttore – per molti è il volto della Berlinale (la sua diciottesima e l’ultima) con la sua sciarpa rossa (“la metto anche stavolta altrimenti non mi riconoscono”) – ha poi scherzato sui rituali: “Prendo gocce africane per il sistema immunitario, non devo raffreddarmi, e bevo acqua con limone e zenzero e tè verde la mattina”. Quando gli hanno chiesto se comparirà sul tappeto rosso coi suoi successori, l’italiano Carlo Chatrian e la olandese Mariette Rissenbeek, ha risposto ironico: “Io vengo da Colonia, e lì si consegna la chiave del Carnevale ogni anno. Certamente ci sarà occasione di passare il testimone, e faremo anche vedere che siamo amici…”.Aveva già annunciato un festival “un po’ francese”, con la presidente della giuria Juliette Binoche, e oggi ha aggiunto che fra i giurati ci sarà Sandra Hueller, “finalmente ci siamo riusciti…”. Ospiti della Berlinale saranno Catherine Deneuve, Diane Krueger, Martin Freeman, Zoe Kazan, Peter Sarsgaard, Andrea Riseborough, Tilda Swinton. Ma anche lo scrittore Roberto Saviano, dal cui libro è tratto il film in concorso “La Paranza dei bambini”, di Claudio Giovannesi, è atteso al festival. Fino al 17 febbraio verranno proiettati a Berlino 380 film – i biglietti saranno un po’ più cari del solito, pur restando accessibili – e Kosslick, che ha già presentato venerdì scorso la selezione dei film alla stampa straniera, ha ribadito che il motto del 2019 s’ispira allo slogan delle femministe tedesche delle origini “il privato è politico”.Ad aprire la 69/a edizione sarà il film del francese Francois Ozon “Grace a Dieu”, sui casi di pedofilia della chiesa di Lione, mentre “Mr. Jones” rappresenterà in modo molto drammatico le conseguenze dello stalinismo in Ucraina, dove ci furono oltre 3 milioni di morti. Fuori concorso “Marighella”, film brasiliano sulla caduta di un presidente e l’arrivo di un dittatore.
Davanti alla stampa tedesca, Kosslick ha ricordato anche il docufilm “L’archivio segreto del ghetto di Varsavia”, di Roberta Grossman, con un appello: “Farò entrare gratis tutti i membri di Afd (il partito dell’ultradestra tedesca) e tutti i loro deputati. Sono personalmente invitati da me, pagherò ogni biglietto. Ma è decisivo che lo vedano”.

Ritorno all’Amarina con DanzusoRomanzo che è memoria collettiva di un paese che non esiste più

29 gennaio 201910:27

– GIUSEPPE LAZZARO DANZUSO, ‘RITORNO ALL’AMARINA’ (FAUSTO LUPETTI EDITORE, pp 198, euro 15,00).
”Torniamo a casa”. Si, la casa, la casa quasi come utero materno, ventre creativo, calore ancestrale, condizione dell’anima. Ovunque sia. E’ questo il viaggio che Giuseppe Lazzaro Danzuso compie in ‘Ritorno all’Amarina’. Non a caso in copertina c’è un’emblematica foto di tre uomini in macchina, un’auto d’epoca di quelle che chi è di una certa generazione ha visto solo nelle vecchie foto dei genitori da giovani. Tre uomini che sembrano pronti a partire, verso il futuro delle foto a colori forse, per una generazione appunto che, come scrive l’autore, è passata ”dalla preistoria alla fantascienza”. Ma ”preistoria e fantascienza”, per gli italiani, non possono prescindere dal legame con la propria terra che, nel caso di Danzuso è la Sicilia, o meglio Catania, o meglio appunto quell’Amarina del titolo dove si trovava la casa in cui il protagonista del libro trascorre la sua infanzia.Un’infanzia in bianco e nero ma dai colori e dai sapori intensi che l’autore ci rimanda attraverso l’uso della lingua, il siciliano che si intreccia anche con altri dialetti come il friulano e il lombardo. La lingua è sostanza della memoria in un romanzo che muove dal grigiore freddo di Monte Porzio Catone, cittadina alle porte del caos di Roma, quasi simbolo anche qui di un presente che il protagonista guarda dall’alto di una grande terrazza ma che è divenuto inesorabilmente incolore. La nascita della figlia forse, dopo aver archiviato un primo matrimonio e un altro figlio oramai cresciuto, lo porta alla consapevolezza del voler guardare al futuro restituendo colore alla sua vita. ”Un poco ci somiglia mia figlia, a mio padre. () Ma quella un poco a tutti somiglia. Per davvero! A sua madre, a me, a suo fratello, a tutti i suoi nonni, agli zii, puru a quelli che non sono di sangue. E puru ci ha una faccia tutta sua, bellissima. A me mi pare un mistero grande, questa cosa dell’assimigghianza. Ma, come sempre quando mi capita un mistero, non è che cerco di capirlo per forza, me lo prendo come è”.
E allora, da quella terrazza, il protagonista inizia a sfogliare l’album delle istantanee che hanno dato corpo alla sua anima. Ci troviamo personaggi di grande intensità drammatica, quasi teatrali, archetipi della cultura familiare condivisa, dalla Sicilia alla Pianura Padana. Contadini scavati dalla saggezza che trascende la cultura, donne dalla furbizia o dall’ingenuità disarmanti, zii dai comportamenti rituali che rimangono nelle storie tramandate, uomini buoni, padri che ancora affondavano nella terra dei principi. ”Torniamo a casa” allora, ovunque sia.         [print-me title=”STAMPA”]